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Processo per la strage di Via dei Georgofili
I verbali del 1° dibattimento
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Note
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DIBATTIMENTO-1: udienze/970517.txt


PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo chi c'è.
Bagarella: rinunciante. Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni, che è presente.
Barranca: rinunciante. Avvocato Barone, avvocato Cianferoni, presente.
Benigno Salvatore.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti, avvocato Falciani.
AVVOCATO Batacchi: Avvocato Batacchi.
PRESIDENTE: Batacchi in sostituzione.
Calabrò Giovacchino.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni, presente.
Cannella Cristofaro. Avvocato Di Peri, avvocato Rocchi, che è presente.
Carra Pietro: libero. Avvocato Cosmai e Batacchi, che è presente.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Russo, Gentili e avvocato Falciani. Sostituito dall'avvocato...
AVVOCATO Batacchi: Batacchi.
PRESIDENTE: Non mi viene... Batacchi, scusi.
Ferro Giuseppe: presente. Avvocato Anania, avvocato Cianferoni, sostituto, presente.
Ferro Vincenzo: libero. Avvocato Traversi e Gennai. Sostituito dall'avvocato Batacchi?
AVVOCATO Batacchi: Sì.
PRESIDENTE: Sì. Frabetti Aldo.
IMPUTATO Frabetti: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, Usai, Roggero. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, Florio, avvocato Bennati.
AVVOCATO Florio: Florio presente.
PRESIDENTE: C'è l'avvocato Florio.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Pepi, che è presente.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo e avvocato Gramigni, presente.
Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Lo Nigro Cosimo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Fragalà, avvocato Florio, presente.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato e Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali, Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Pizzo Giorgio. Avvocato Salvo, avvocato Pepi, che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e Usai. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Scarano Antonio: rinunciante. Avvocato Fortini e Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e Cianferoni, che è presente.
Spatuzza Gaspare: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Tudino Vittorio.
IMPUTATO Tudino: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gallina, Di Benedetto e Gramigni, che è presente.
Prima di dare la parola al Pubblico Ministero volevo leggere l'ordinanza con cui abbiamo sciolto una delle riserve dei giorni scorsi.
"La Corte di Assise sciogliendo la riserva di cui alla propria ordinanza del 15/05/97 in ordine all'acquisibilità al fascicolo dibattimentale delle relazioni di servizio effettuate in esito a attività di pedinamento e controllo di Scarano Antonio da parte della P.G.;
Considerato che si tratta indubbiamente di atti irripetibili compiuti dalla Polizia Giudiziaria atteso il loro intrinseco contenuto, perché relativi alla verifica di comportamenti da riscontrare nel momento stesso in cui venivano posti in essere;
Considerato d'altra parte che tali atti dovevano essere inseriti nel fascicolo dibattimentale ad opera del Gup o nella fase preliminare del dibattimento dal Giudice, su richiesta del P.M.;
Considerato che nella fase preliminare specificamente indicata dall'articolo 491 C.p.p., tale richiesta non è stata fatta e quel termine appare essenziale e indifferibile, con eventuale sanzione di nullità nel caso che tale inserimento sia compiuto dopo l'esaurimento di quella fase, la richiesta del P.M. nel senso sopra indicato non può essere accolta per la sua tardività, tale restando nonostante l'eventuale assenso delle altre parti;
Ritenuto invece che siano acquisibili i fascicoli fotografici allegati e le relazioni trattandosi di documenti ai sensi dell'articolo 234 C.p.p..
Per questi motivi respinge l'istanza del P.M. rivolta all'acquisizione al fascicolo dibattimentale dei verbali indicati in premessa. Ammette la produzione dei fascicoli fotografici allegati alle relazioni e ne dispone l'acquisizione al fascicolo dibattimentale".
Il P.M. ha la parola.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, secondo il calendario, di cui la Corte e anche i difensori erano al corrente, oggi si tratta di esaminare ancora tre consulenti del Pubblico Ministero, su accertamenti ovviamente diversi da quelli di cui ci siamo occupati in udienze precedenti. E pertanto, essendo tre questi consulenti, il dottor Massari, la dottoressa Bellomo, il dottor Vadalà, ecco, si introducono nell'ordine con quale ho pronunziato questi cognomi.
Quindi, la prima persona da far sentire è il dottor Alessandro Massari.
Io direi senz'altro, Presidente, che il dottor Massari lo facciamo accomodare là, perché avrà bisogno di fare uso del visore.
PRESIDENTE: Benissimo.
AVVOCATO Gramigni: Presidente, mi scusi, avvocato Gramigni.
PRESIDENTE: Dica.
AVVOCATO Gramigni: Dicevo, prima che l'esame del consulente del Pubblico Ministero abbia inizio, credo che sia giunto il momento di rappresentare alla Corte una eccezione che questo difensore intende proporre.
Nel senso che, ci ha anticipato il signor Pubblico Ministero, che oggi il dottor Massari differirà di certi accertamenti tecnici compiuti. Per quanto consta a chi le parla, dovrebbero essere accertamenti relativi al rinvenimento di certe tracce di sostanze esplosive in determinati luoghi di pertinenza di certi imputati e dunque ritenuti rilevanti per la ricostruzione dei fatti.
Consta a questo difensore...
PRESIDENTE: Prego, prego.
AVVOCATO Gramigni: Consta a questo difensore che si tratti, come del resto già ampiamente spiegato ed esposto alla Corte dal dottor Massari medesimo in occasioni di precedenti audizioni relative ad accertamenti diversi, compiuti in contesti diversi ma di identiche modalità, trattasi dicevo di accertamenti per loro natura irripetibili. E dunque, come tali, sottoposti alla disciplina processuale che la Corte sicuramente ben conosce.
Risulta anche a questo difensore che detti incarichi tecnici, di accertamento tecnico, siano stati conferiti al dottor Massari nel momento in cui il procedimento non era più contro ignoti come era avvenuto per quegli accertamenti svolti nell'immediatezza delle esplosioni, ma era già contro imputati noti. Fra i quali noti sicuramente c'era il signor Graviano Filippo che io difendo. Poiché addirittura, anche rimanendo all'ambito romano, dicevo, già nel '94 egli fu indagato per fatti di strage commessi in Roma.
Vi fu una certa data in cui i procedimenti furono tutti riuniti a Firenze. Consterebbe a questo difensore che, nell'epoca in cui il dottor Massari abbia ricevuto gli incarichi di cui prima facevo cenno, il procedimento, ripeto, fosse già contro indagati noti.
Ritengo dunque che, dato il carattere irripetibile - che credo il dottor Massari ci confermerà o ci confermerebbe - degli accertamenti medesimi, fosse spettato all'indagato allora e al suo difensore l'avviso affinché egli potesse attivarsi nel modo che meglio credeva. Ovvero nominando un consulente di parte, facendo riserva di incidente probatorio e quant'altro.
Ritengo dunque che su queste premesse gli accertamenti tecnici svolti dal dottor Massari, in epoca, ripeto, in cui il procedimento era già a noti, come si dice, non più ignoti, dato il loro carattere di irripetibilità non possano essere oggi utilizzati.
Questo io rappresento e quindi se le premesse che ho... su cui ho fondato le mie eccezioni sono vere, chiedo che la Corte provveda di conseguenza.
PRESIDENTE: Ci sono altri interventi su questo punto?
AVVOCATO Florio: Sì, avvocato Florio per, in questo caso, la posizione Lo Nigro Cosimo.
Penso che non si possa non condividere l'impostazione anche in ordine all'imputato Lo Nigro, impostazione ora prospettata dal collega Gramigni. Perché negli effetti, almeno così risulta... Presidente, le carte sono tante, ma il Lo Nigro è stato arrestato il 15 novembre '95, ovviamente è stata poi estesa, diciamo così, l'indagine anche alle cose di sua pertinenza, tra cui una Motoape su cui sono state poi rilevate tracce di esplosivo, eccetera, eccetera. E mi risulta che, quando il procedimento ormai era effettivamente e sicuramente contro noti, cioè la figura di Lo Nigro Cosimo era già emersa all'interno di questa indagine, è stato il giorno 14 maggio '96, disposto con atto del P.M., l'atto della consulenza tecnica.
Quindi, questo è un primo aspetto. Primo aspetto con il quale questo difensore ha, diciamo così, ha qualcosa da dire. Perché negli effetti, stante anche le deposizioni del dottor Massari Alessandro, in data 4 gennaio '97 e anche del dottor Vadalà del 4 gennaio e del 7 gennaio '97, pare a questo difensore di aver capito che in particolare, questo è quello che interessa, le tracce di esplosivo rilevabili mediante un esame che si chiama gascromatografico, poi lo vedremo meglio, eccetera, presuppone un'esalazione, una ancor che piccola distruzione - ricordo che questa fu la risposta mi sembra proprio del dottor Massari su domanda di questo difensore e anche del collega che mi ha preceduto - una qual certa distruzione, anche se piccola, per carità, dell'esplosivo esaminato.
Questo cosa comporta? Comporta, a modestissimo avviso di questo difensore, che l'atto di consulenza tecnica bene sarebbe stato compiuto, però dando la possibilità appunto anche, non tanto a me, ma quanto ai difensori del Lo Nigro dell'epoca, e cioè l'avvocato Ventura e l'avvocato Fragalà, di essere avvisati perché si sarebbe dovuto procedere ex articolo 360, erano già ex articolo 359.
Per dare appunto, e concludo, la possibilità anche a coloro che al tempo tutelavano il Lo Nigro, di nominare un consulente tecnico e di fare istanza e comunque richiesta di incidente probatorio.
Quindi mi associo a quanto ora esposto dal collega Gramigni.
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni, anche in sostituzione dell'avvocato Marzio Ceolan, per Bagarella Leoluca e nonché anche per gli altri rappresentati.
Perché chiedo di interloquire? Perché la natura concorsuale nelle fattispecie di cui ai capi di imputazione contestati anche ai difesi or ora rammentati, fa ben comprendere e apprezzare l'estrema rilevanza della questione sollevata dai colleghi.
Sottopongo alla Corte due dati riferibili proprio addirittura a quanto già il dottor Massari venne dicendo e a quanto, nelle scorse udienze nelle quali fu escusso e a quanto egli scrisse nella consulenza tecnica resa al Pubblico Ministero.
Egli disse essersi trattato, nel caso che ci occupa e che vede sostanzialmente - per me profano - l'operare di un macchinario molto sensibile, elettronico, diciamo comunque sofisticato che si potrebbe prosaicamente ribattezzare annusatore elettronico. Ecco, un oggetto che è in grado di percepire in un luogo dove venga messo tracce di un qualche materiale verso il quale sia stato orientato.
Egli scriveva una frase, un periodo nella sua consulenza, della quale oggi ci dovrebbe venir trattando quindi le eccezioni che si rappresentano sono introdotte "ex ante" proprio perché, ad avviso di chi ha l'onore di parlare all'eccellentissima Corte, è proprio inammissibile il tema "probandum" che si vuole assumere attraverso il consulente tecnico.
Non si tratta cioè di un esame di un consulente tecnico che il Pubblico Ministero può certo introdurre in ogni momento su ogni tema di natura tecnica di suo interesse, ma in questo caso si tratterebbe del riferire di un'attività che non è stata compiuta nel contraddittorio giusto che doveva esservi, ed è suggestiva, tra virgolette. Perché si offre alla Corte il portato di un'attività condotta appunto secondo una giurisdizione domestica ignota ai difensori e soprattutto irripetibile.
Perché scriveva il professor Massari: "L'analisi effettuata con questo sistema è non distruttiva, nel senso che non altera macroscopicamente il reperto in esame". E si capisce perché, il reperto in esame può essere un pavimento, può essere un soffitto, un armadio, non è il reperto volumetrico che interessa ovviamente.
Ma è irripetibile, anzi, "ed è irripetibile, nel senso che distrugge le microtracce esaminate", ecco questo il punto. Si può tornare su quel soffitto, pavimento, soprammobile o quant'altro, ma non vi ritroveremo più quel microcosmo fatto di tracce che quella macchina, adoperata soltanto da un consulente del Pubblico Ministero, in quel momento aveva potuto rinvenire.
E' pacifico altresì che all'epoca di verificasse procedimentalmente la situazione rappresentata dal collega avvocato Gramigni, cioè vi erano degli indagati noti. Anche Bagarella Leoluca fu raggiunto da provvedimento restrittivo da parte della A.G. romana addirittura, quindi si parla dell'estate, primo autunno del '94. E quindi non si vede come si potesse bypassare questa presenza nel procedimento necessaria, cioè quella indagato, attraverso un accertamento tecnico nominalmente definito ripetibile ai sensi del 350, del 359 Codice di rito. C'è una consulenza qualsivoglia, quando invece era un "quid pluris" assolutamente irripetibile e nuovo, perché stiamo tra l'altro confrontandoci con metodologie di indagine che è pochissimo tempo che sono state introdotte nel panorama appunto investigativo. Forse il procedimento all'epoca condotto dalla Procura fiorentina era il primo, tra i principali, nei quali aveva ingresso l'annusatore elettronico.
Di tutto questo oggi dovrebbe parlare il consulente dottor Massari, introducendo tra l'altro tutta questa situazione con il taglio, senz'altro naturalmente e logicamente, favorevole alle ragioni dell'accusa. Quindi ecco, oltretutto, una ragione di suggestione sulla quale noi non abbiamo modo di interloquire, noi della difesa, perché non essendo stati allertati all'epoca, troveremmo oggi un portato investigativo assolutamente non condivisibile e anodìno, anodino anzi, perché da dove si dica: il reperto è indistruttibile. Per forse, perché non è quello il reperto, è la microtraccia, è quello che su quel reperto si trova.
Sarebbe come se in quest'aula, quando vengono i raggi di luce, si vede bene, l'annusatore entra per misurare questo tavolo di legno massello, ma cerca quella polvere su quel legno massello che non è quella, ora che sono le 10.15, che sarà alle 10.25. E' quello il problema, cioè il microcosmo che in quel momento si va a toccare.
Vi sono variabili climatiche, di temperatura, di ambiente gradiente di umidità, che sono le più varie. Ecco l'estrema difficoltà e suggestione dell'incombente.
Per questo motivo mi associo alle conclusioni del collega avvocato Gramigni.
AVVOCATO Rocchi: Avvocato Rocchi per Cannella.
Fa proprie le argomentazioni dei colleghi associandosi alla questione.
AVVOCATO Pepi: Stesse conclusioni da parte dell'avvocato Pepi, il quale si associa integralmente a tutto quanto dedotto dai precedenti difensori.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero?
PUBBLICO MINISTERO: Il Pubblico Ministero non ha capito bene che cosa sarebbe nullo. Se è nullo il dottor Massari, o se è nullo qualche altra cosa. Perché noi abbiamo qui il dottor Massari introdotto come consulente del Pubblico Ministero, richiesto di riferire su certe attività che ha compiuto. Per modo che, materialmente - ma nel senso stretto dell'espressione - manca alla Corte l'oggetto di riferimento di questa asserita denunzia di nullità.
Quale sarebbe il documento, l'atto, che sia nella disponibilità della Corte, sul quale la Corte esercitare un controllo, un sindacato, prima visivo poi di lettura per dire: bene, questo documento, questo atto è nullo. Non esiste.
Non esiste per una semplicissima ragione. Cioè dire che nel fascicolo del dibattimento una determinata attività che è stata compiuta dentro, nell'ambito della fase delle indagini preliminari, non c'è come non ci doveva essere e quindi non è nella cognizione della Corte.
Cosa vuol dire questo discorso che in qualche misura, e volutamente, è paradossale? Vuol dire che l'eccezione dei difensori, a parte che nel merito non ha fondamento di sorta, ma sarebbe casomai un'eccezione da farsi all'esito di quello che il dottor Massari andrà a riferire, andrà ad illustrare, andrà eventualmente, come ritengo, a mettere nella disponibilità della Corte.
Ridotto ai suoi termini codicistici, il problema è questo, come loro hanno inteso: quelle consulenze che sono state fatte nel corso delle indagini preliminari dal dottor Massari - e non solamente dal dottor Massari - erano consulenze che non avevano il carattere dell'accertamento di cui all'articolo 359, bensì avevano il carattere dell'accertamento di cui all'articolo 360. Per modo che avrebbero dovuto svolgersi nel contraddittorio delle parti con tutta una serie di conseguenze.
Appunto, mi riesce difficile capire come la Corte potrebbe sanzionare una qualche consulenza, oppure tutte, oppure solamente una; di tutte, ripeto, queste consulenze posto che la Corte non sa nemmeno se sia vero quello che affermano i difensori, ipotizzo: a) che si tratta di consulenze fatte quando gli imputati di oggi erano già identificati all'epoca come persone sottoposte alle indagini; b) se siano stati o non dati gli avvisi. Cioè a dire, la Corte non è assolutamente nelle condizioni di pronunziarsi su questa eccezione che è intempestiva, a parte che singolare voglio dire, viene proposta oggi, non è mai stata proposta.
Il Giudice delle indagini preliminari, il Giudice dell'udienza preliminare, aveva una cognizione diretta di tutti gli atti, poteva interloquire, a ragion veduta, sulla questione in qualsiasi momento gli fosse stata proposta in sede di eventuale richiesta di revoca di una misura cautelare per mancanza dei gravi indizi una volta che si fosse espunta per nullità una determinata consulenza; poteva essere proposta la questione in sede di gravame davanti al Tribunale del Riesame; poteva essere proposta la questione in sede di gravame davanti alla Corte di Cassazione adita per chiedere alla Cassazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame; poteva essere proposta in sede di udienza preliminare. Il tempo sicuramente non è mancato. Questa questione non è mai stata proposta.
E' stata proposta oggi, dico male a questo punto. Io non lo discuto nemmeno il merito di questa eccezione, per la semplicissima ragione che vorrei sapere come farebbe la Corte a ritirarsi in Camera di Consiglio a dire: allora esamino il merito di questa questione. La Corte ignora l'oggetto della questione sostanzialmente. E' un oggetto enunciato in forma virtuale, direi, e non è assolutamente apprezzabile nella sua concretezza. Che debbo dire nel merito se una parola sola la posso spendere? Che non è vero niente che si tratta di accertamenti non ripetibili, assolutamente non è vero. Su questo i difensori forse hanno dato un'interpretazione, come dire, un po' di parte e del resto è il loro compito, a quello che i consulenti hanno illustrato ripetutamente nelle premesse, di tutti gli accertamenti che hanno svolti. Cioè a dire sulla ripetibilità degli accertamenti fatti, non una volta, ma quante volte lo si voglia.
Quindi non c'è assolutamente il profilo, quello ontologico, dell'eccezione. Ma mi rendo conto che se anche vado ad aggiungere tre parole, o quattro, o cinque su questo punto, dovrei mettermi a parlare delle consulenze delle quali la Corte al momento non dispone e non può disporre. Perché così è, e non diversamente.
Ma se una parola ancora la debbo aggiungere, spero che serva a qualche cosa ma ne dubito: l'accertamento che è stato fatto dai consulenti è, se lo vogliamo in qualche modo semplificare nei suoi profili operativi, né più né meno che l'accertamento che abbia fatto quel consulente al quale sia stato affidato di una partita di 50 chili di eroina, l'analisi di un grammo di quella sostanza. Il quale grammo di sostanza sarà stato sicuramente assoggettato ad un'indagine trasformativa perché è un'indagine chimica, ma con questo non si venga a sostenere che non è più ripetibile l'accertamento sulla sostanza, su quel reperto, perché quel reperto è tale e quale quello che era all'inizio, cioè a dire 50 mila grammi meno uno. Ecco, questo è, nel merito, il problema.
Ecco perché io credo che la Corte, nella migliore delle ipotesi e mi si vorrà scusare per questo aggettivo, vorrà differire la decisione su questa ordinanza, almeno sapere che cosa in realtà sono state queste consulenze. Se non le si fanno esporre ai consulenti non si saprà quali sono stati gli accertamenti, con che metodiche utilizzati, eseguiti, con quali tecniche di conservazione, di preservazione dei reperti e tutto quanto di contorno.
Quindi la conclusione del Pubblico Ministero è che la eccezione, per come è stata proposta, fermo restando che nel merito è infondata, sia comunque inammissibile a questo punto della istruttoria dibattimentale.
PRESIDENTE: Parti civili?
AVVOCATO Ammannato: Parte civile avvocato Ammannato, ritiene e concorda che allo stato la richiesta non sia ammissibile.
Il Codice di procedura penale rileva tre momenti per quanto riguardano gli accertamenti: l'articolo 454, che specificatamente proprio legifera sopra a quelli che sono gli accertamenti e i rilievi tecnici compiuti dalla Polizia Giudiziaria; poi prevede una consulenza e già quindi cambia anche il nome, perché una cosa è l'accertamento tecnico, il rilievo tecnico e una cosa è la consulenza di parte da parte del Pubblico Ministero. E c'è Cassazione su questo, che la consulenza implica innanzitutto un soggetto qualificato e con grande esperienza nel campo, un'attività anche particolarmente complessa e soprattutto anche un criterio di valutazione di questa attività materiale, chiaramente per tutta l'attività che riguardano appunto gli atti ripetibili.
Poi esiste il 360 che, viceversa, sono proprio quegli accertamenti, per quanto riguarda tecnici, assolutamente non ripetibili. Cioè quando si distrugge una cosa per cui a quel punto non si potrà più ripetere mai. E' chiaro che in questo caso il Pubblico Ministero deve avvertire le parti e quindi tramite le parti, i loro difensori, sempre per garantire il contraddittorio tra le parti.
In questo caso essendo questi esami di gascromatografia ripetibili, perché sono prelievi, ce l'hanno già spiegato in tutte le precedenti perizie balistiche.
Vengono fatti questi prelievi e poi, su un singolo prelievo, ovviamente, vanno ad analizzare sia la quantità, sia la qualità dei vari esplosivi.
In questo caso sono accertamenti ripetibili, perché non si è assolutamente verificato l'ipotesi da rendere impossibile, volendo, in dibattimento l'espletamento di una perizia. In questo caso esplosivistica.
Quindi credo che la consulenza, proprio in base al 359, debba essere ammessa. Perché sono consulenze su una attività compiuta da un soggetto qualificato che implica anche chiaramente a livello soggettivo una propria valutazione, essendo garantito, proprio in dibattimento che è la famosa sede della escussione e della assunzione della prova, alle parti di nominare volendo altri loro consulenti.
E quindi contestare parzialmente, totalmente quelle che sono le valutazioni del consulente di parte.
Ultimo restando, ma chiaramente all'esito di questo ascolto della consulenza, la possibilità della difesa che se è insoddisfatta può chiedere perizia.
E a questo punto la Corte di Assise di I Grado deciderà se sul punto ci sono ancora dei lati oscuri, dei lati non chiariti; se le valutazioni del perito appaiono approssimative, appaiono non corrispondenti ai risultati scientifici.
A questo punto, se vuole la Corte, ci ha sempre la possibilità, su richiesta della difesa, di espletare una perizia balistica.
Però chiaramente, siccome penso che il dottor Massari verrà chiaramente a portare le sue valutazioni su vari episodi. Per esempio bisogna per forza ascoltare, per poi la difesa, dov'è insoddisfatta su un singolo punto, o su tutto - poi questo è il compito della difesa - volendo, ripeto, potrà chiedere alla Corte di Assise di Firenze di espletare una perizia dibattimentale.
E chiaramente se la Corte di Assise di Firenze ritiene che ci siano veramente delle lacune e chiaramente sapere anche quali lacune, in quale campo. Perché quando si dà un affidamento di perizia, bisogna sapere che cosa si vuol chiarire. Sono tutti materiali appunto successivi all'audizione del consulente tecnico.
Resta il fatto il Pubblico Ministero ha diritto ad avere un consulente tecnico su questi atti che, ripeto, sono ripetibili, perché i campioni sono stati presi su quel campione: potrà lavorare ora, fra un anno, due anni, dieci anni, la Corte di Appello, se vuole.
Quindi penso che vada respinta, allo stato, questa proposta diciamo preventiva di nullità del consulente tecnico del Pubblico Ministero, ascoltare il consulente tecnico. E poi, salvo restando alla difesa piena libertà di proporre o meno una perizia e su quali punti e su quali elementi vaghi ritiene di farla.
Quindi, concludo allo stato il rigetto di questa eccezione.
PRESIDENTE: Ci sono altri interventi di parte civile?
AVVOCATO Onano: Sì. Avvocato Onano per l'avvocatura dello Stato.
Ritengo che questa Corte non possa, allo stato, decidere sulle eccezioni formulate dai difensori degli imputati, in quanto non conosce gli accertamenti e non può, in primo luogo allo stato, in questo momento, non sa in che data sono stati svolti e di conseguenza, in particolare, per l'eccezione ex articolo 360, non può assolutamente decidere.
Se andiamo a discutere nel merito, come mi sembra abbiano fatto il Pubblico Ministero e il collega di parte civile, allora parlo anch'io un po' per sentito dire, anche se voi non sapete di che cosa si tratta.
Mi sembra in primo luogo, per quello che abbiamo sentito, che questi accertamenti sono profondamente diversi da quelli per cui il dottor, il professor Massari ha relazionato in precedenza.
Perché in precedenza aveva relazionato sulle tracce di esplosivo relative all'esplosione già avvenuta. Quindi, accertamenti fatti nell'immediatezza.
E, a quel proposito, si è parlato di varie metodiche.
Questi accertamenti mi sembra invece abbiano riguardo a tracce di esplosivo non esploso, ritrovato dopo tanto tempo, rispetto ai fatti di cui stiamo discutendo.
Quindi sono accertamenti diversi. E mi sembran ben provate che la impostazione fatta dai difensori degli imputati, non sia corretta nel momento in cui hanno valutato le ripetibilità dell'atto in relazione alle metodiche utilizzate. Laddove io credo che l'irripetibilità abbia riguardo al materiale, al materiale probatorio su cui l'accertamento viene espletato.
Materiale probatorio che viene a perdere quella valenza probatoria e di accertamento relativo, viene quindi qualificato irripetibile, quando il soggetto di alterazioni nel tempo, laddove in questo caso mi sembra che già l'iter cronologico deponga... Ma mi rendo conto che stiamo parlando di ipotesi.
Questa Corte non può assolutamente decidere, dovrà essere soprattutto il professor Massari a spiegarci che cosa ha fatto.
E d'altra parte sono accertamenti svolti due anni dopo, rispetto ai fatti di cui stiamo discutendo. E già appunto l'iter cronologico dell'accertamento depone nella ripetibilità, senz'altro, dell'accertamento. perché sono tracce di esplosivo su cui anche tuttora l'accertamento può essere svolto.
Concludo, quindi, per il rigetto dell'eccezione avversaria.
PRESIDENTE: La Corte si ritira.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: "La Corte, sulla eccezione di nullità degli accertamenti tecnici eseguiti dai consulenti del P.M., oggi chiamati a deporre sui risultati delle indagini tecniche dagli stessi esperite, sentito il P.M. e le parti civili, considerato che la Corte non ha, in questo momento, alcuna cognizione del contenuto e degli esiti degli accertamenti tecnici effettuati dai consulenti del P.M. - dovrebbero essere oggetto del loro odierno esame - così come non conosce né la natura processuale di tale attività, né il tempo in cui essa è stata disposta e completata.
Ritenuto pertanto che le eccezioni di cui sopra è allo stato prematura, per questo motivo, rigetta allo stato l'eccezione di cui sopra".
Il teste, allora, dovrebbe ripetere il suo nome e cognome. Prego.
*TESTE Massari: Massari Alessandro.
PRESIDENTE: Io debbo ricordarle che lei è già venuto davanti a noi a deporre come teste; ha letto il suo impegno a raccontarci ciò che ha fatto. E soprattutto a dirci tutto ciò che è a sua conoscenza per farci conoscere quanto è stato oggetto della sua attività.
Il P.M. può iniziare l'esame.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, dottor Massari, la premessa è molto semplice.
Lei ha compiuto, nell'ambito dell'indagine condotta da questo ufficio, una serie di accertamenti.
Li ha compiuti da solo, non da solo, a seconda dei singoli incarichi ricevuti.
Io vorrei che lei ragguagliasse chi la sta ascoltando sulle, intanto su questo: sulle date in cui ha avuto questi incarichi, quali sono gli incarichi che ha svolto da solo, quali sono gli incarichi che invece ha svolto assieme ad altri tecnici, e quando, per ogni singolo accertamento, ha relazionato al Pubblico Ministero.
Io, per il momento, mi limiterei, dottor Massari, agli incarichi che le sono proprio stati conferiti dal Pubblico Ministero di Firenze.
Anche se poi le dovrò chiedere di specificare se e quali altri incarichi ha espletato, sempre nell'ambito della medesima vicenda, ma a richiesta di altri uffici del Pubblico Ministero.
Prego.
TESTE Massari: Allora, iniziando da un punto di vista cronologico, con gli incarichi che ho avuti direttamente e personalmente da solo, nel '94, a novembre del '94, ho avuto un incarico per degli accertamenti effettuati in una abitazione situata a Roma in via Ostiense.
Il 31 gennaio '95, mi incarico per degli accertamenti da effettuare su delle macchine: furgoni ed autovetture, che si trovavano presso un deposito ACI, sempre nelle vicinanze di Roma.
Il 22 marzo '95, un incarico per effettuare degli accertamenti all'interno di un camion tipo Bisarca, un'autovettura Volvo, una villetta sempre situata nelle vicinanze di Roma nella zona di Capena.
Nello stesso incarico, l'analisi di alcuni reperti provenienti da un sequestro, da un repertamento fatto in un appartamento a Roma in via Dire Daua 2, secondo piano, interno 8.
Un accertamento da effettuare su alcuni divani sequestrati, sempre nella villetta di Capena.
Il 26/04/95, un ampliamento dell'incarico, sempre per analisi di reperti, di materiale repertato nell'appartamento in via Dire Daua 2.
Il 19/04/95, sempre per degli arrivi...
PUBBLICO MINISTERO: Il 29, forse, dottor Massari.
TESTE Massari: Forse 29, sì. Il 19... il 29 marzo '95...
PUBBLICO MINISTERO: Aprile '95.
TESTE Massari: 29/04/95.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Massari: Ah, scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Non marzo, aprile.
TESTE Massari: No, no, quattro.
Arrivi esistenti sempre nell'appartamento in via Dire Daua 2.
Il 5 maggio '95, su degli altri oggetti rinvenuti presso la villetta sempre di Capena.
Successivamente il 17 luglio '95, degli accertamenti da effettuare...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, benissimo. Sta passando ad un altro incarico.
TESTE Massari: Ad un altro incarico, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ne ha descritti per ora due.
TESTE Massari: Ho descritto quello del 31 gennaio '95, quello del 22 marzo '95 con le relative estensioni.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Massari: Successivamente ho avuto un incarico il 17 luglio '95 per degli accertamenti da effettuare su una autovettura FIAT Uno targata Roma 55204V.
Il 20 settembre '95, un altro incarico su un fuoristrada Pajero.
E inoltre, sempre nell'ambito dello stesso incarico, degli ulteriori accertamenti da effettuare, questa volta, in un punto preciso del giardino della villetta situata in territorio, nella zona di Capena.
Altro incarico, avuto il 22/11/95. E, in questo caso, ho avuto l'incarico, era non soltanto era stato dato un incarico collegiale: al sottoscritto, a Vadalà, alla dottoressa Bellomo e al dottor Montanaro.
Per quanto riguardava la parte del mio incarico dovevo effettuare l'analisi di alcune, di materiale contenuto in due pacchi rinvenuti.
Inoltre dovevo, praticamente, fare un riepilogo dei risultati ottenuti nei precedenti incarichi.
Ed infine, insieme col dottor Vadalà, dovevamo fare una fissazione dei reperti, una fissazione dei residui, di eventuali residui di sostanze esplodenti, all'interno dell'appartamento in via Dire Daua 2.
Successivamente abbiamo avuto, insieme con il dottor Vadalà, altri tre incarichi.
Il 23 gennaio '96: degli accertamenti su due macchine, una Volkswagen Golf e una FIAT Uno.
Il 1 marzo '96: un accertamento simile a quello del 22 novembre. In quanto dovevamo esaminare delle sostanze contenute in diversi pacchi che erano stati sequestrati.
Il 17 aprile '96, infine, l'ultimo incarico...
PUBBLICO MINISTERO: Credo... Dottor Massari.
TESTE Massari: Scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Credo che ci sia un errore. L'ultimo accertamento che ha menzionato, la data non credo che fosse il 1 di marzo.
TESTE Massari: No, il 1 febbraio, scusi, ho detto male io.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Massari: 1Q febbraio '96.
E, infine, il 17 aprile '96, degli accertamenti fatti in una, diciamo, in una cantina di via Alzavole 20, in un locale di Tor Bella Monaca, e su una Motoape. E inoltre su delle piante, una pianta stradale di Roma.
questi sono, da un punto di vista cronologico, gli incarichi che mi sono stati affidati.
Ripeto, fino al 20 settembre '95, soltanto, l'incarico era soltanto rivolto a me; dal 22 novembre '95, in pratica, insieme al dottor Vadalà con la sola eccezione del 22 novembre '95, dove insieme a me e al dottor Vadalà, erano chiamati anche la dottoressa Bellomo e il dottor Montanaro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, abbiamo fatto questa ricognizione diciamo per estremi anagrafici, eh?
Ora lei non ha precisato le date nelle quali poi ha, di volta in volta, esaurito il singolo accertamento. Magari poi lo preciserà strada facendo.
La Corte sa che lei si occupa di esplosivi, ecco.
Allora, le domando: questi accertamenti che ha enumerato, sono accertamenti omogenei, rispetto a questa sua specializzazione?
Cioè a dire: si è occupato di esplosivi in questi vari accertamenti che le sono stati affidati?
TESTE Massari: Sì, mi sono occupato di esplosivi in tutti gli accertamenti. Ed inoltre non solo accertamenti, ho fatto anche una, diciamo una ricognizione sui dati presenti in una macchina a livello di matricola del telaio e altri dati che servivano poi per l'identificazione del veicolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Stabilito quindi questo, io avrei bisogno di chiederle due cose, trascurando momentaneamente il discorso che riguarda la ricostruzione di questo numero di telaio di questa automobile.
Questi accertamenti sono stati condotti con metodiche omogenee, o per meglio dire sempre con la stessa tecnica di indagine?
Nel caso positivo, vuole introdurre intanto l'argomento su che cosa fosse, che cosa sia stata questa tecnica adottata in tutti questi accertamenti.
TESTE Massari: Allora, la tecnica è stata la stessa, ad eccezione di due accertamenti: quello del 22 novembre '95 e quello del 1 febbraio '96. In quanto, in quel caso, dovendo fare l'analisi di quantità elevate di sostanza sconosciuta, sono state utilizzate le normali tecniche di laboratorio. E quindi sono state fatte con delle strumentazioni a disposizione nel laboratorio chimico.
Per quanto riguarda gli altri accertamenti, invece, è stata utilizzata una tecnica particolare, la quale basa l'analisi sull'esame dei vapori presenti in un certo ambiente e del particellato presente in un certo ambiente.
Diciamo che io, prima di andare sul particolare dell'analisi, vorrei ecco vedere un attimo il principio su cui è basata questa tecnica.
Perché è un principio molto particolare che la rende praticamente la tecnica più sensibile e più selettiva di quelle che esistono sul mercato e che esistono sul mercato ormai non da qualche anno, ma parliamo almeno dall'83, quando per la prima volta sono stati presentati i primi lavori relativi al cuore di questo strumento, quindi al detector su cui è basato questo strumento, al primo simposio internazionale per l'analisi degli esplosivi tenutosi a Quantico negli Stati Uniti nell'83.
Diciamo che lo strumento...
Allora, per vedere qual è lo strumento di cui poi parlerò in seguito, lo strumento è questo che vediamo nella fotografia. Ed è uno strumento molto compatto. Ecco, a questo punto...
PRESIDENTE: Dottore, mi scusi.
TESTE Massari: Sì.
PRESIDENTE: Siccome chi leggerà i verbali non ha la possibilità di capire che cosa lei indica, per cortesia, ogni volta che indica un oggetto, mi dovrebbe dire in che punto della fotografia si trova. O se c'ha una dizione, un nome - come vedo comparire lì sopra - per favore me lo dica espressamente, perché dobbiamo anche pensare al futuro.
TESTE Massari: Beh, diciamo che il nome è questo che compare sullo strumento e che è EGIS. E che identifica lo strumento che, come si può notare, è uno strumento estremamente compatto.
All'interno del Rec sono contenute tutte le parti necessarie al suo funzionamento. Al fondo dello strumento, non si vede, ma esistono delle ruote. Per cui una delle particolarità di questo strumento è che può essere trasportato al di fuori del laboratorio e che ha bisogno, per funzionare, soltanto di una presa di corrente da 220 volts.
PRESIDENTE: Mi scusi, per cortesia.
TESTE Massari: Sì.
PRESIDENTE: Ma l'oggetto di cui parla è quello posto all'estrema destra?
TESTE Massari: Ecco, guardi, qui si vede meglio.
Questo che indico con la penna.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Massari: Dove qui in alto è scritto EGIS, è l'oggetto di cui sto parlando.
PRESIDENTE: Va bene. E' al centro della fotografia.
TESTE Massari: Altra fotografia, dalla quale viene evidenziata dall'operatrice una delle parti fondamentali dello strumento, è questa a parte che tiene in mano l'operatrice. Sempre dello stesso strumento EGIS, come si nota scritto sullo strumento, è la sonda che adesso illustrerò. Che nella parte superiore dello strumento è poggiato un sistema computerizzato, quindi un micro, un computer portatile, che fa parte integrale dello strumento.
Lo strumento, come si può vedere da quest'ultima fotografia, è facilmente trasportabile all'interno di un furgone.
E quindi è stato utilizzato, e viene utilizzato normalmente per fare le analisi, non soltanto all'interno del laboratorio, ma quando è necessario, anche all'esterno portando direttamente sul luogo dell'analisi lo strumento.
Per quanto riguarda la parte prettamente, più propriamente chimica...
PRESIDENTE: Scusi un momentino, abbia pazienza.
TESTE Massari: Sì, mi dica, signor Presidente.
PRESIDENTE: Sono noioso, ma penso di non poterne fare a meno.
TESTE Massari: No, no...
PRESIDENTE: Ci può indicare con un numero queste tre fotografie? Non fanno parte del fascicolo...
TESTE Massari: No, io se vuole, posso numerarle e consegnarle.
PRESIDENTE: Sì, le numera, ci mette la sua firma e le consegna.
TESTE Massari: Senz'altro.
PRESIDENTE: Grazie.
TESTE Massari: Allora, le numero nell'ordine in cui le ho esposte.
PRESIDENTE: Le ha fatte vedere, sì.
TESTE Massari: Quindi, proseguendo nell'ordine, a questo punto mostro la fotografia di uno schema: la numero 4, che mi serve per cercare di chiarire quali sono le prerogative di questo strumento, rispetto agli altri che sono sul mercato.
Questa fotografia mostra uno schema blocchi di com'è fatto all'interno lo strumento.
Noi ci abbiamo, da questo punto, avviene una introduzione del campione sottoforma di vapori.
In questa zona, dove confluisce una corrente...
Mi dica.
PRESIDENTE: Per cortesia, ogni volta che mi indica con la... Sia, per cortesia, gentile, mi dica: 'dalla freccia posta al centro del lato sinistro del disegno...'. Vero?
TESTE Massari: Allora, mostro la prima parte che dalla scritta che c'è in inglese è sistema elettrolitico.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE Massari: All'interno c'è una valvola a tre vie che sto indicando con la penna, dove si introduce i vapori del campione da esaminare, insieme ad un gas di trasporto che serve per inserire i vapori all'interno dello strumento.
All'interno dello strumento ho una prima sezione, chiamata CS2, dove c'ho una membrana che serve a fare una prima selezione del gas che viene introdotto dentro, praticamente fermando tutte le particelle che possono essere collegate al gas e che quindi vengono fermate da questa prima membrana che si trova all'inizio.
Il gas, proseguendo nel suo cammino, entra all'interno di questa spirale che non è altro che la rappresentazione grafica di una colonna cromatografica. All'interno del quale vengono smistati i primi campioni.
Cioè, vengono separate le molecole delle sostanze più leggere, rispetto alle molecole delle sostanze più pesanti.
Nel caso nostro, praticamente, vengono separati i componenti più volatili, tipo l'EGDN, la nitroglicerina e il dinitrotoluene, rispetto a quelle più pesanti che sono rappresentati da tritolo, T-4 e pentrite.
All'uscita di questa colonna il gas entra in un sistema pirolitico che è indicato sempre dalla mia matita e che viene scritto sopra e che è un sistema che opera a 350 gradi.
All'interno di questo sistema avviene praticamente, la frammentazione della molecola in alcune delle sue parti.
Le molecole che non sono state frammentate e che quindi non sono state separate in questa prima fornace che opera a 350 gradi, perché molecole che hanno bisogno di una temperatura più elevata, entrano nella seconda colonna gascromatografica.
Vengono, a loro volta, separate nei vari componenti e quindi vanno in una seconda fornace che, in questo caso, opera a 800 gradi.
Praticamente, per rendere l'idea, nelle molecole di cui noi stiamo trattando, esistono sempre dei gruppi funzionali caratteristici.
Purtroppo devo fare una piccola digressione di tipo chimico, nel senso che tutte queste sostanze di cui stiamo parlando, sono caratterizzate da un gruppo funzionale caratteristico che è l'NO2. E che io schematicamente qui ho fatto vedere nella molecola caratteristica del tritolo, dove io c'ho questo gruppo che è scritto NO2 che sto indicando, e che è il gruppo praticamente che identifica e che caratterizza queste sei sostanze esplodenti di cui stiamo parlando.
Questo gruppo caratteristico si lega alla molecola da cui fa parte, attraverso un legame. Cioè, ci abbiamo un legame carbonio-azoto, che praticamente tiene vincolato questo gruppo alla molecola.
Nel momento in cui queste molecole entrano all'interno di questo forno di cui ho parlato prima dei vari forni di pirolisi, avviene la rottura, la frammentazione di questo legame tra il carbonio e l'azoto. E praticamente io ci avrò, all'uscita di questi forni, soltanto questi gruppi NO2, gruppi di azoto. Ognuno con i tempi di ritenzione, quindi separati nel tempo, in funzione delle molecole di cui facevano parte.
Questi gruppi, a questo punto, entrano diciamo in una precamera che viene mantenuta a meno 100 gradi. Che è una camera che serve proprio per separare i gruppi NO2 da eventuali altre sostanze che possono essersi formate e che, a quella temperatura, praticamente congelano.
Quindi, all'uscita di questa camera, io ci avrò soltanto i gruppi NO2 che, nel frattempo, proprio all'interno della camera si saranno trasformati in gruppi NO per una reazione chiamata reazione e riduzione chimica che viene catalizzata all'interno di questa camera.
All'uscita della camera a meno 100 gradi, questi gruppi entrano in una camera detta camera di reazione, dove vengono investiti da gas ozono, il quale trasforma i gruppi NO2 in gruppi NO2 attivati che, decadendo, emettono una luminescenza in una zona caratteristica che viene poi rilevata da un elettromoltiplicatore.
Per dirlo in parole povere: praticamente questo strumento agisce solo ed esclusivamente nei confronti dei gruppi NO ed NO2.
Questi gruppi, una volta attivati nel modo chimico che ho descritto molto sinteticamente, praticamente emettono una luminescenza, una luce, che viene catturata. E la cui intensità viene trasformata in un gas cromatogramma che allego, come foto numero 5.
Questi che noi vediamo sono i vari picchi che sono indicativi delle sostanze presenti all'interno di un certo campo. E, praticamente, questa luminescenza viene trasformata in picchi, i cui tempi di ritenzione, cioè le cui distanze dal momento in cui ho fatto l'iniezione, misurate, mi danno il tipo di composto a cui gli stessi gruppi facevano parte.
Questa fotografia viene allegata, questo schema, come fotografia numero 5.
Allora, capisco che per chi non è perfettamente a conoscenza della chimica, non è un discorso molto semplice. Né è molto semplice per me renderlo accessibile a tutti. Però, ecco, per cercare di riassumere un po' in parole povere quello che fa questo strumento, questo strumento praticamente aspira - e adesso illustrerò come - aspira, dall'ambiente determinati vapori.
Questi vapori, una volta che vanno dentro lo strumento, vengono selezionati con una serie successiva di trappole in maniera tale che all'uscita dello strumento escano soltanto delle molecole NO2 che sono caratteristiche soltanto di alcune tipologie di sostanze.
Tra le tipologie di sostanze caratterizzate dai gruppi NO2 o Organo Nitro Gruppi, ci sono gli esplosivi ad alto potenziale. Ed in particolare gli esplosivi di cui, che fanno parte della maggior parte delle miscele degli esplosivi commerciali. In particolare lo strumento che noi abbiamo utilizzato era tarato per 6 esplosivi ed esattamente per l'EGDN, la nitroglicerina, il dinitrotoluene, il tritolo, il T-4 e la pentrite.
Per cui il grosso vantaggio di questo strumento rispetto ad altri, è - di questo rivelatore parliamo - è quello di poter esaminare direttamente soltanto alcune sostanze scartando tutte le altre che sono normalmente presenti in un ambiente.
Ed è questa caratteristica, questa peculiarità che lo rende unico e ne ha fatto uno degli strumenti più utilizzati per alcuni settori di attività e in particolare per sia per la bonifica degli ambienti e per l'individuazione di residui esplosivi, sia per le ragioni per cui è stato studiato come strumento di controllo dei bagagli aeroportuali.
Dirò poi la storia di questo strumento per indicare come lo strumento non sia stato da me preso dal quale, ma è uno strumento che viene seguito da anni nel campo tecnico e da tutte le persone che si occupano di questi problemi; e che praticamente nel suo settore è all'apice ormai dei successi tecnici ormai da diversi anni e fino a oggi non è stato ancora trovato un altro rivelatore che per questo tipo di attività dia dei risultati migliori di quelli ottenibili con questo rivelatore a chemiluminescenza.
Tornando a una... alla fotografia numero 2, volevo mostrare quella che è l'altra particolarità di questo strumento e che è questa che noi chiameremo, da un punto di vista tecnico, sonda che tiene in mano l'operatrice. Questa sonda ha la caratteristica intanto, di essere facilmente trasportabile; e, praticamente, è quella che viene utilizzata per fare i prelievi di vapore.
Praticamente all'interno di questa sonda c'è un sistema costituito da una spirale di acciaio ricoperta da una certa sostanza SE30, che assorbe sulla sua superficie i vapori di eventuali composti soprattutto di nitrogruppi presenti nell'ambiente in cui viene utilizzato.
Questa sonda ha un'altra caratteristica, e è quella che può emettere una luce, diciamo, a gradiente termico, cioè una luce che riscalda; e che quindi quando è presente del particellato, questa sonda permette di far vaporizzare una parte del particellato in maniera che i vapori vadano all'interno di questa sonda e vengono assorbiti su questa spirale.
Successivamente questa sonda viene inserita nello strumento - e si vede nella fotografia numero 1 dove la sonda è all'interno dello strumento, è inserita in posizione operativa - e i vapori che sono stati assorbiti dalla sonda, vengono portati all'interno del rivelatore di cui ho parlato prima.
Praticamente, lo strumento è costituito da tre parti fondamentali: la sonda che serve per acquisire i vapori, lo strumento costituito dal detector che analizza i vapori e il sistema di elaborazione dati che elabora, trasformandolo nel grafico che abbiamo visto nella foto numero 5, i vapori che sono stati, diciamo, identificati attraverso il detector.
Il grosso vantaggio di questa sonda è quello di aspirare una parte dei vapori e una parte, molto leggera, del particellato. In quanto essendo elevatissima la sensibilità dello strumento - parliamo che questo strumento opera tra i 50 e i 500 microgrammi, quindi a livello del milionesimo del grammo - i vapori che vengono aspirati all'interno possono essere costituiti perché lo strumento diventi sensibile, cioè dia un risultato, anche a livello di poche molecole.
E' chiaro che quando noi parliamo di particelle, per quanto le particelle possano essere piccole e quindi invisibili ad occhio nudo, noi parliamo di particelle che sono comunque costituite di migliaia, se non di milioni di molecole.
Quindi, il fatto che noi aspiriamo e vaporizziamo da una particella soltanto alcune molecole, non lascia praticamente invariata la particella stessa che può essere poi riesaminata in un futuro quante volte, diverse volte, quante volte si vuole. Perché questo strumento d'analisi ripetibili, sia con la stessa strumentazione, sia applicando una metodica di prelievo diversa, anche con altri strumenti però che devono avere le stesse caratteristiche da un punto di vista di sensibilità e di selettività di questo strumento di cui stiamo parlando.
Quindi, quando io faccio un'analisi con questo strumento, io l'analisi nell'ambiente, sull'oggetto, sul reperto in cui faccio l'analisi, l'analisi è ripetibile sia da parte di questo strumento, sia da parte di altri strumenti, adottando però delle tecniche di trasformazione del particellato in opportuni composti che possono essere inseriti in altri strumenti. In particolare, come abbiamo detto quando ho parlato in precedenza dei residui delle esplosioni, in questo caso quando utilizzo delle altre strumentazioni, io ho bisogno che i miei campioni vengano posti sotto forma liquida.
Quindi è necessario che io trasformi i campioni da sostanze solide o da vapori, in soluzioni. Quindi, nel momento in cui io trasformassi il particellato e il vapore presente in un certo reperto, e quindi lo trasformassi sotto forma di liquido con dei solventi organici caratteristici, a questo punto io potrei confermare o no l'analisi fatta "collegis" tramite altre strumentazioni, come potrebbe essere il TEA di cui già ho parlato in precedenza, o la GCMS cioè la gascromatografia spettrometrica di massa, con però, con gli ioni selettivi di tipo postitivo-negativo, o uno degli ultimi strumenti utilizzati in questi ultimi anni, negli ultimi tre anni, un sistema massa-massa che ha la stessa sensibilità di questo strumento e in alcuni casi anche la stessa selettività.
Quindi, diciamo, lo strumento... per riassumere quello che è questo strumento denominato EGIS e non è altro che un nome più commerciale prodotto dalla Permedics americana, è uno strumento che è costituito da tre parti: la prima parte è una sonda che serve per aspirare il vapore, gli eventuali vapori presenti nell'ambiente; e i vapori li aspira sia a temperatura ambiente e quindi aspira il vapore tale e quale, sia trasformando eventuali particelle vaporizzandole, e quindi lo aspira a temperatura, quindi non a temperatura ambiente ma a temperatura più elevata.
All'interno di questo strumento ho un detector chemiluminescenza, il quale ha la caratteristica di individuare e rivelare i nitrogruppi presenti sulle sostanze che stiamo ricercando.
Questi nitrogruppi vengono trasformati in un segnale che viene poi rapportato in un grafico sotto forma di picco, attraverso l'elaboratore di processo connesso a tutto il sistema.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Massari.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha un'esposizione molto serrata, e per questo io ho bisogno di interromperla perché devo, per così dire, favorire la comprensione intanto mia, sempre meglio migliorare quel poco che si sa, eh? Ma poi anche di tutti coloro che la ascoltano.
Ecco, non mi sembra inopportuno che lei spieghi alla Corte com'è che a partire dal 1983 - anno di riferimento per non lo so, le prime prove, le prime realizzazioni di questo macchinario e di tutta la sua tecnologia applicativa - ecco, poi siamo arrivati a avere attualmente quello che mi pare lei abbia definito uno strumento praticamente insostituibile in un certo tipo di indagini.
Ecco, voglio dire, com'è che non so se su scala internazionale - mi pare abbia accennato oltre che su scala nazionale - com'è che questo strumento si è imposto e in che termini, per quanto le risulta, si è imposto, diciamo, in una relazione, in un rapporto di esclusione rispetto ad altre metodiche forse più tradizionali.
Ecco, avrei bisogno un attimino di tracciare la storia di accreditamento scientifico di questo strumento.
TESTE Massari: Allora come ho già accennato, il detector su cui si basa questo strumento, quindi il detector a chemiluminescenza su cui si basa l'EGIS e su cui si basa anche il TEA di cui ho già parlato nei miei precedenti interventi, è stato presentato in forma ufficiale con dei lavori che dimostravano l'applicabilità nei confronti degli esplosivi, ha un... si impose... internazionale avvenuto a Quantico negli Stati Uniti nel 1983. Che è, praticamente, una riunione che viene fatta ogni tre anni nei vari luoghi del mondo dove vengono presentati tutte le novità per quanto riguarda il campo dell'analisi e della rivelazione degli esplosivi e dei residui dell'esplosione.
Praticamente, è uno di quei seminari a cui fanno riferimento tutti gli esperti che lavorano nel settore.
Successivamente sono stati fatti degli altri lavori. Io ho visto per la prima volta nell'83 già in opera questo strumento dentro i laboratori del FBI degli Stati Uniti sotto forma di TEA; e, successivamente, negli anni intorno al'88-89, questo strumento è stato presentato anche sotto forma di rivelatore campale per i, diciamo, lavori da effettuare anzi, i controlli, da effettuare negli ambiti aeroportuali.
Bisogna, ecco, sapere che c'è un grosso istituto americano che è l'FFEA, il quale investe ogni anno milioni di dollari per cercare di migliorare quella che è la sicurezza negli aeroporti; e, in particolare, nel settore dell'analisi degli esplosivi per cercare dei rivelatori che diano una certezza nel controllo dei bagagli aeroportuali.
Dal momento che io ho fatto parte per molti anni come membro permanente dell'Italia, dell'ICAO che è l'Ente che si occupa di questi problemi, è chiaro che ho conosciuto un po' l'evoluzione di tutta la strumentazione del settore, che è partita dai primi strumenti basati soltanto su sistemi gascromatografici e prodotti da ditte inglesi, fino agli ultimi strumenti che sono costituiti da questo rivelatore di esplosivo EGIS, da un altro rivelatore non campale che adotta un irradiamento dei bagagli di tipo diciamo neutronico, e un altro strumento che fa la ricostruzione con dei raggi X morbidi delle sostanze che hanno una densità inferiore a un certo valore e contenuti all'interno dei bagagli.
Per quanto riguarda l'EGIS, l'EGIS è utilizzato attualmente in tutti i maggiori aeroporti internazionali, parliamo degli aeroporti tedeschi soprattutto e inglesi, oltre che americani naturalmente. In quanto viene utilizzato in modo diciamo settorizzato nei confronti di quei bagagli che ai raggi X hanno dato dei sospetti.
Il problema di fondo è che questo strumento ha un tempo di analisi di circa 20 secondi. Però, la preparazione dei campioni per l'introduzione all'interno dello strumento, occupa diversi minuti. Per cui, pur essendo uno strumento molto valido al livello aeroportuale, non è stato possibile utilizzarlo in modo continuativo su tutte le catene di bagagli da stiva perché sennò altrimenti si sarebbero bloccati gli aeroporti.
E' stato utilizzato un compromesso e attualmente viene utilizzato solo per quei bagagli che hanno dato degli allarmi sotto altre specie.
In funzione di queste prove e dell'utilizzazione di questo strumento anche in Italia, nel '91 abbiamo fatto una serie di prove all'aeroporto di Fiumicino - che sono poi state consegnate a Civilavia che è l'ente italiano che si occupa della sicurezza aeroportuale - nel quale abbiamo per la prima volta confermato quello che diceva la ditta e che ci era sconosciuto nei confronti degli altri rivelatori aeroportuali; ed era il fatto che quando si confeziona un ordigno, un esplosivo per quanta attenzione si voglia fare nel confezionamento dell'esplosivo stesso, per cui si vogliono utilizzare dei contenitori che non lascino passare i vapori, si vogliono utilizzare tutte le tecniche a livello ambientale e quindi utilizzare i guanti, utilizzare tute, cioè mettersi nelle migliori condizioni, nelle condizioni più estreme per confezionare un certo pacco di esplosivo, abbiamo visto che anche in queste condizioni c'è sempre in qualche punto del pacco un inquinamento determinato dalle particelle dell'esplosivo che è stato confezionato.
Praticamente, nonostante noi avessimo adottato tutte queste tecniche, utilizzando del personale altamente specializzato, utilizzando del personale che conosceva perfettamente gli esplosivi, abbiamo ottenuto che nonostante questo, circa il 90% dei bagagli era comunque inquinato da particelle esterne, da particolato. Particolato che, come ho detto all'inizio, questo strumento rivela trasformandolo, nel caso che sia particolato di esplosivi e di questo è un'altra selezione preliminare che fa lo strumento, trasformandolo in vapori che poi vengono esaminati.
Successivamente sono stati tantissimi i lavori che sono stati fatti a livello internazionale, soprattutto sia per quanto riguarda l'EGIS, sia per quanto riguarda il TEA.
La letteratura ne è ricchissima e la maggior parte dei laboratori che si occupano di esplosivi - parlo non soltanto di laboratori italiani, ma laboratori inglesi, laboratori tedeschi, laboratori americani - hanno tutti almeno il TEA come strumento di laboratorio. E in tutti gli aeroporti, ad eccezione purtroppo dell'Italia, esiste l'EGIS per i controlli aeroportuali.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Bisognerà che ci spieghi qualche cosa anche su come concretamente, praticamente, si utilizza questo strumento; non tanto in sede aeroportuale, ma in un tipo di accertamento come quelli che lei ha svolto per l'appunto a richiesta nostra in quest'indagine.
Proprio, come concretamente ci si garantisce per le... perché lo strumento sia sempre al meglio del suo funzionamento, come ci si garantisce perché lo strumento - qui debbo volgarizzare un concetto perché non conosco un'espressione migliore - come lo strumento, perché lo strumento non si autoinquini, non si autocontamini.
Però, prima di arrivare a questo, siccome siamo a fare la storia di questa tecnologia e credo sia un riferimento importante per le conoscenze che la Corte deve acquisire su come si è proceduto, ecco, io avrei bisogno di sapere da lei: intanto, a partire da quando il Servizio di Polizia Scientifica - quindi lei, in quanto direttore della Sezione Esplosivi e il suo personale - a partire da quando ha avuto la possibilità il Servizio, ripeto, di sperimentare la propria possibilità, la propria capacità di utilizzare questo strumento; perché, avendo capito che si tratta di un qualche cosa di complesso, per quanto perfezionato se fosse messo in mano a un profano, ad esempio a me, darebbe sicuramente risultati inaffidabili.
Quindi, a partire da quando il servizio si è impadronito delle metodiche di utilizzo di questo strumento, come si sono... come ha maturato questa esperienza a partire da quando il servizio si è dotato specificamente di una attrezzatura - quella di cui si sta parlando, quindi di questo EGIS - , in quali... a partire da quali esperienze specifiche, concrete, lavorative ha fatto il servizio uso di questa attrezzatura.
Lei ha detto di aver partecipato...
TESTE Massari: Sì, allora...
PUBBLICO MINISTERO: ... la gestazione...
TESTE Massari: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ma ora abbiamo bisogno di andare un pochino più nello specifico del...
TESTE Massari: Per quanto riguarda chiamiamola, l'operatività dello strumento in ambito diverso da quello in cui era nato, quindi dall'ambito aeroportuale, praticamente tutti questi strumenti oltre che nell'ambito aeroportuale per i problemi specifici, per i quali erano stati ideati e realizzati, sono stati utilizzati anche nell'ambito della bonifica ambientale e perfino nella ricerca dei residui dell'esplosione in poi, da tutte le Polizie che ne erano in possesso.
Cito, ad esempio, anche la stessa utilizzazione di un rivelatore simile a questo ma con una tecnologia diversa, applicato dai tecnici di laboratorio dell'FBI durante la prima fase della repertazione dell'attentato fatto al Giudice Borsellino nel '92. E praticamente è dal '92 che il Servizio di Polizia Scientifica aveva richiesto l'acquisto di questo strumento.
Questo strumento, quindi, non è un'eccezione nel senso che io a livello di personale o a livello di direttore dei laboratori degli esplosivi abbia improvvisamente inventato la sua applicazione in ambito diverso da quello per cui era stato nato.
Questa applicazione è stata sempre fatta anche per altri strumenti, compresi altri strumenti di tipo gascromatografico in un viaggio avvenuto il '90-'91 dal Papa in Cecoslovacchia, io feci la bonifica degli ambienti dove il Papa doveva recarsi attraverso un altro strumento che in quel momento era il migliore disponibile, che era l'EVD-1 prodotto dalla Scintrex canadese.
Per cui queste applicazioni non sono una novità e una prerogativa di questo strumento. Sono applicazioni che sono state sempre fatte anche con gli altri rivelatori di esplosivi normalmente e volgarmente chiamati sniffatori, perché inizialmente erano stati in qualche modo ideati copiando quella che è la particolarità dei cani, quella di sniffare e quindi di sentire con l'olfatto le droghe, gli stupefacenti e gli esplosivi. E quindi anche nel passato altri rivelatori erano stati utilizzati per gli stessi fini e tuttora vengono utilizzati per gli stessi fini.
Perché uno dei problemi di cui abbiamo parlato, ho parlato nei miei precedenti interventi è quello di sapere, di poter verificare dove, a seguito di un'esplosione per esempio, uno dovrebbe andare ad effettuare i prelievi. Quindi se io avessi uno strumento che già a livello indicativo, iniziale, mi potesse indicare dove c'è una massima concentrazione di residui di esplosione, sarei poi favorito in laboratorio nel momento in cui andrei a fare le analisi. Ed è un'altra applicazione per cui è stato utilizzato questo strumento.
L'altra spiegazione è quella della bonifica e della ricerca di tracce di esplosivi integri in ambienti contaminati e in oggetti contaminati.
Per quanto riguarda la disponibilità di questo strumento da parte del Servizio di Polizia Scientifica, ripeto che sfruttando diciamo le conseguenze degli attentati avvenuti nel '92, chiedemmo l'acquisto di due rivelatori, tra cui l'EGIS e per problemi di natura prettamente burocratica questo strumento però l'abbiamo avuto soltanto nel '94, nell'ultimo periodo del '94, parliamo verso settembre-ottobre, periodo in cui abbiamo poi iniziato a fare i lavori con gli incarichi che ci sono stati dati dalla Procura di Firenze.
Anzi, prima ancora l'abbiamo anche fatto a livello di indagine di ufficio, sempre per richieste da parte della Procura di Firenze. In precedenza, naturalmente, gli operatori di questo strumento hanno sostenuto un corso fatto da tecnici specializzati venuti appositamente dagli Stati Uniti per far prendere la manualità, soprattutto, non tanto dello strumento perché lo strumento è uguale a quello che normalmente operiamo in laboratorio, quindi non è che ci sia bisogno di una manualità molto diversa per l'interpretazione dei dati e l'analisi dei dati. Quanto è per la messa a punto dello strumento e per la manualità collegata sia alla sonda per acquisire i vapori, sia al software di gestione dei dati acquisiti.
Per quanto riguarda l'altro problema, cioè evitare in qualche modo che lo strumento sia inquinato dall'ambiente circostante, o abbia un autoinquinamento di cui lei ha parlato, esiste intanto una funzione che serve per evitare l'autoinquinamento. Cioè, una funzione che è tipica di questo strumento e che serve per ripulire, ad alta temperatura, la sonda e tutte le parti che hanno effettuato l'analisi.
Inoltre, tutte le analisi che noi abbiamo effettuato, le abbiamo effettuate al di fuori dei laboratori, alcune in un locale... le prime in un locale appositamente attrezzato e completamente privo di tracce di esplosivi all'interno della palazzina dove sono i laboratori. Altre analisi le abbiamo fatte sul campo, trasportando lo strumento materialmente dove dovevamo fare le analisi: veda il caso del deposito ACI per l'incarico del 31 gennaio; veda il caso della villetta a Capena; il caso dell'appartamento di via Dire Daua. E quindi applicando poi un'altra, diciamo una tecnica che ci lasciava sempre tranquilli, che è stata quella di fare sempre tra un prelievo e un'analisi e l'altro, delle analisi in bianco.
E quindi di andare a verificare ogni volta che all'interno dello strumento non fossero rimaste tracce dell'analisi precedente.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire "analisi in bianco"?
TESTE Massari: Analisi in bianco significa diciamo effettuare l'analisi senza introdurre i vapori. Quindi lasciare la sonda nello strumento, fare il ciclo analitico, cioè a dare l'on, cioè l'avvio alla macchina come se la sonda avesse fatto un'aspirazione e andare a verificare se nella sonda, o all'interno della macchina, fossero rimasti dei residui di vapori.
Nel caso in cui abbiamo ottenuto dei valori positivi, automaticamente abbiamo adottato quella tecnica che consiste nel fare una serie di cicli in bianco che serve proprio per autopulire lo strumento e riportarlo nelle condizioni ottimali.
Quindi, praticamente, abbiamo adottato tutti quei mezzi che poi sono una conseguenza di quelli che normalmente adottiamo nei laboratori quando facciamo l'analisi degli esplosivi e che servono per evitare qualsiasi inquinamento da parte dell'ambiente. Facendo poi operare, e operando noi stessi al momento dell'analisi, al momento dell'acquisizione del vapore, che poi è la parte più delicata, con delle tute che venivano prima saggiate e che erano completamente esenti, con guanti e con tutto ciò che normalmente viene utilizzato in tutte le analisi che vengono effettuate su tracce.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora questo particolare della cosiddetta analisi in bianco, se ho capito bene vuol dire che effettuata una certa analisi, prima di affrontare l'analisi successiva, ci si assicura che lo strumento sia nelle condizioni di partenza, cioè a dire sia uno strumento al momento non sensibilizzato in qualche modo.
TESTE Massari: Esatto, completamente esente.
PUBBLICO MINISTERO: Ho tradotto bene il suo pensiero?
TESTE Massari: Esatto. Completamente esente da tracce.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa è una tecnica di buon comportamento dell'operatore che viene adottata appunto per avere dei risultati non ingannevoli, non...
TESTE Massari: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è norma eseguire le analisi con questi criteri?
TESTE Massari: E' norma in tutte le analisi in cui si lavora in tracce. Infatti anche quando si lavora in laboratorio per l'analisi dei residui, vengono fatte delle prove in bianco.
Viene fatta, prima una prova normalmente con una miscela standard di cui abbiamo parlato nei precedenti casi per vedere la risposta dello strumento ai vari diciamo componenti, alle varie sostanze che vogliamo identificare.
Successivamente, una volta fatta questa prova, vengono fatte delle prove in bianco fino a quando lo strumento non...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, dottor Massari.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La prima prova, sostanzialmente è la taratura dello strumento rispetto...
TESTE Massari: La taratura e la verifica dello strumento.
PUBBLICO MINISTERO: ... a quello che si va a verificare.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo è, questa prova è...
TESTE Massari: E' la prima prova. Perché io ho mostrato, nella fotografia... Ecco, nella numero 5, ci abbiamo delle... Ecco, ci abbiamo quelli che vengono definiti nel linguaggio chimico dei picchi cromatografici, ognuno dei quali corrisponde ad un certo esplosivo.
All'alto di questi picchi ci sono delle righe tratteggiate.
Queste righe tratteggiate indicano quello che viene chiamato tempo di ritenzione o volume di ritenzione.
Se la sostanza...
PUBBLICO MINISTERO: E' determinato.
TESTE Massari: E' predeterminato. Se la sostanza, diciamo, rientra in un renge abbastanza ristretto di questi tempi di ritenzione, noi diciamo che la sostanza è identificata; se va prima o dopo di questi tempi di ritenzione, la sostanza non viene identificata come una delle sostanze che stiamo ricercando.
E' chiaro che soprattutto in uno strumento campale che viene trasportato, una delle prime cose che viene fatta, è quella di mettere in funzione lo strumento. Tenendo presente che questo strumento ha bisogno di circa un'ora, un'ora e mezza di preriscaldamento e preriscaldamento, prima che possa effettuare l'analisi.
E prima di fare la prima analisi uno fa una prova con uno standard che contiene le sostanze per le quali lo strumento e i canali strumentali sono stati tarati, in modo da verificare che ogni sostanza rientri esattamente in questo renge e che quindi le condizioni strumentali siano standard.
PUBBLICO MINISTERO: Le condizioni di partenza.
TESTE Massari: Esatto. Una volta accertati di questo, si fanno delle prove, dei cicli in bianco, per eliminare completamente il residuo di questa prima traccia e poi si comincia l'esame.
Ma è lo stesso identico sistema che viene utilizzato in laboratorio per la gascromatografia, per la DCMS, la gascromatografia spettrometria di massa, per tutte le tecniche analitiche. Perché io, prima di fare l'analisi, debbo avere la certezza e devo anche avere la prova che il mio strumento sia esattamente tarato per l'analisi che vado a fare e a realizzare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi questo aspetto del problema io l'ho introdotto in forma teorica e preliminare. Ma la stessa domanda, invece, in una dimensione più pratica, è questa: tutte le analisi, o per meglio dire, tutti gli accertamenti di cui lei si è interessato e che ha enumerato all'inizio del suo esame, ecco, sono stati compiuti all'insegna di questa metodica precisa che garantisce sia le condizioni iniziali, sia le condizioni in corso d'opera ottimali per avere i risultati non ingannevoli, o non approssimativi?
TESTE Massari: Sì, le abbiamo fatte tutte in ogni prova che abbiamo effettuato.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, dottor Massari, ho bisogno di chiederle ancora in linea generale alcune cose.
Tutti vogliono sapere da lei - anch'io - com'è che questo strumento è stato utilizzato a partire da una certa data del 1994, e per quale ragione lei - e non solamente lei - questo strumento non lo ha potuto utilizzare nell'anno precedente nel corso degli accertamenti sui vari attentati.
E, a questa domanda, lei ha già dato una risposta: fino ad una certa data, questo strumento, non era nella disponibilità del servizio.
Le risulta che altri centri specializzati nelle ricerche, nelle indagini, in materia di esplosivi in Italia, all'epoca ne avessero la disponibilità?
Intendo dire: il Centro dei Carabinieri di Investigazione Scientifica; intendo il Laboratorio Esplosivi della Marina Militare di La Spezia...
TESTE Massari: No, non ne avevano la disponibilità.
Avevano la disponibilità di un altro tipo di rivelatore, del quale avevamo la disponibilità pure noi. Che è lo Ioscan, che è basato su altri principi e che ha, sia una sensibilità, sia una selettività nettamente inferiore a questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Massari: E un costo nettamente inferiore a questo.
Perché uno dei problemi per cui lo strumento lo abbiamo avuto con un certo ritardo, è che a fronte del costo dei rivelatori che erano in commercio, il cui importo variava dai 70 ai 120, ai 130 milioni, questo strumento costava all'epoca oltre i 500 milioni.
E quindi è stata questa la barriera che abbiamo dovuto superare per poi avere la disponibilità di questo strumento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Associata a questa domanda, gliene pongo un'altra: lei ha parlato di sensibilità e di selettività come caratteristiche precipue di questo strumento.
Io vorrei, se lei è in grado di farmelo capire, vorrei ben intendere comparativamente che cos'è questo strumento in termini di sensibilità e di selettività rispetto alle metodiche e alle strumentazioni di ricerca qualitativa e quantitativa di esplosivi, come quelle che lei stesso aveva adoprato anche nel '93 occupandosi degli attentati che per l'appunto formano oggetto anche di questo processo.
Se lei è in grado, in qualche modo, di rendere visibile questa diversità.
Lei prima ha parlato di milionesimi di grammo. Ecco, se da una parte si può parlare di milionesimi di grammo con altre strumentazioni, in che ordine di grandezze siamo; sotto il profilo della selettività, analogamente: quali differenze ci sono tra questo tipo di rivelatore e gli altri rivelatori, compresi quelli che lei stesso utilizzava normalmente nel '93 e finché non le hanno messo a disposizione questo apparato.
TESTE Massari: Dunque, allora, diciamo: tralasciando la prima parte di cui ho parlato, che è sempre importante tener presente. E cioè che l'acquisizione del campione di questo strumento è completamente diversa dagli altri. E già questo è un primo, potremmo considerarlo già un primo sintomo di una selettività diversa, rispetto agli altri strumenti. In quanto qui c'ho la possibilità di prelevare i campioni senza alterare i campioni, cioè senza doverli trasformare in una forma fisica diversa da quella in cui erano all'inizio.
E quindi parlo del particellato che non devo trasformarlo in forma liquida, soluzione...
PUBBLICO MINISTERO: In soluzione liquida. Certo.
TESTE Massari: E quindi questa è una prima selettività.
Questo strumento, comparato con gli altri strumenti, praticamente ha una sensibilità che è comparabile con quella, per esempio, del GC-TEA, in quanto il TEA utilizza lo stesso rivelatore che è la base di questo strumento.
E, a livello di selettività, naturalmente ha la stessa selettività del GC-TEA, o dell'HPLC-TEA. Cioè di tutti quei sistemi cromatografici che utilizzano, come rilevatore, il TEA. Cioè un rivelatore a chemiluminescenza.
Quindi, a livello di selettività e di sensibilità, è identica a quella di questi altri strumenti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi se la fermo subito.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sta parlando espressamente in rapporto alle potenzialità dell'EGIS, quanto a selettività e sensibilità, di questi altri due rivelatori: GC-TEA - mi perdoni, le sigle...
TESTE Massari: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Uno, è GC-TEA e l'altro è?
TESTE Massari: HPLC-TEA.
PUBBLICO MINISTERO: HPLC-TEA. Le risulta che ve ne siano altri ancora di strumenti che hanno potenzialità comparabili a quelle di questi rivelatori.
TESTE Massari: Hanno... Sì, sì, sono altri strumenti che hanno potenzialità comparabile e sono: la massa-massa e la gascromatografia massa soltanto per quanto riguarda la sensibilità.
Anzi, nel sistema massa-massa, possiamo avere, in alcuni casi, una sensibilità superiore e quindi una possibilità di individuare sostanze presenti in quantità anche inferiori rispetto a quelle individuabili dall'EGIS, per quanto riguarda la sensibilità.
Mentre, per quanto riguarda la selettività, praticamente non esistono altri strumenti, ad eccezione di quel rilevatore di cui ho parlato all'inizio. E parlando in generale dei rivelatori aeroportuali che è un sistema però specifico soltanto per i composti contenenti azoto a livello aeroportuali e che è un sistema diciamo non utilizzato in nessun laboratorio.
Però, per quanto riguarda le analisi di laboratorio, abbiamo dei sistemi comparabili per sensibilità e selettività che sono tutti quei sistemi che utilizzano lo stesso rivelatore utilizzato dall'EGIS.
E, per quanto riguarda la sensibilità, abbiamo alcuni sistemi di spettrometria di massa, però spettrometria di massa con il sistema massa-massa che è l'ultimo nato in ordine di tempo. Quindi parliamo di sistemi dell'ultima generazione, degli ultimi due-tre anni, che ha una sensibilità comparabile con quella dell'EGIS. E, in alcuni casi, anche superiore.
Non ha però la stessa selettività.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare di aver capito quindi che questa strumentazione che è stata utilizzata da lei nel corso dei vari accertamenti, presenta determinate caratteristiche in termini di rivelazione sotto il profilo qualitativo.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché, essendo di volta in volta tarato per l'individuazione di determinate specie chimiche, che sono le specie delle sostanze esplodenti, questa attrezzatura, con una sua particolare, con un suo particolare modo di attivarsi e poi utilizzando un rivelatore particolare che è il GC-TEA, dà una risposta in termini qualitativa di elevato grado, di elevatissimo grado.
Sotto il profilo della determinazione quantitativa, affrontando quindi un determinato reperto, ecco, a questa apparecchiatura si deve riconoscere una qualche particolare, qualche particolare efficacia, oppure dal punto di vista quantitativo, a questa apparecchiatura non si possono rivolgere una certa serie di domande?
TESTE Massari: No, da un punto di vista qualitativo, abbiamo detto che lo strumento viene tarato all'inizio per riconoscere un certo numero di sostanze su determinati canali.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Massari: E quindi lo strumento dà la risposta in funzione di queste sostanze.
Da un punto di vista quantitativo non c'è una correlazione diretta tra le quantità di sostanze aspirate allo strumento e le quantità eventualmente presenti in un certo ambiente e in un certo oggetto.
In quanto, quello che è importante sempre tener presente, è che noi stiamo parlando di una strumentazione che opera su particelle che praticamente, pur essendo delle particelle da un punto di vista molecolare macroscopiche, cioè sono formate d un numero elevatissimo di molecole, però sono sempre particelle che sono praticamente invisibili ad occhio nudo.
Si confondono nella polvere normalmente presente e quindi è chiaro che, nel momento in cui io ho queste particelle che si depositano in un certo ambiente, si depositeranno in modo disomogeneo, non in modo omogeneo.
Quindi, quando io vado a fare l'analisi, vado a fare l'analisi in dei punti dove non so le quantità di particelle che esistono.
Naturalmente, come tutti gli strumenti, c'è un rivelatore che è estremamente sensibile. E i rivelatori estremamente sensibili hanno il problema - e questo su tutti i rivelatori - che quando io inserisco una quantità troppo elevata, lo strumento va in saturazione. Cioè, lo strumento praticamente mi dà un segnale che mi dice: 'guarda, qui c'è una quantità di sostanza tale che io più di questa non riesco ad aspirarne, quindi mi devo fermare'.
Cioè, mi dà un segnale che è al di sopra della media.
Però, anche un segnale con un rivelatore saturo, non dà la possibilità di dare una correlazione diretta con la quantità di sostanza che è stata aspirata.
PUBBLICO MINISTERO: Per intendersi, mi scusi se la interrompo.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando lei illustrava il significato da attribuire ad una presenza disordinata di specie esplosive nel luogo dove un attentato si è verificato, nel senso che non se ne poteva desumere ad esempio la proporzione nella miscela originaria, ecco, se all'epoca lei ci ha dato questa spiegazione, questo schema è tutto sommato omogeneo, rispetto a quello nel cui ambito si scrive un accertamento non su esplosivi detonati, bensì su esplosivi non detonati che abbiano lasciato del particolato da qualche parte?
TESTE Massari: Beh, non è proprio la stessa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Gliel'ho chiesto apposta.
TESTE Massari: In questo senso: quando io ho parlato dell'analisi di residuo di esplosione, intanto c'è una grossa differenza. Che in un caso parlo di residui di esplosione; nell'altro caso parlo di esplosivi integri.
Quando io parlo di residui di esplosione, io faccio la raccolta dei vari reperti; dopodiché faccio l'estrazione dei singoli reperti. E quindi trasformo gli eventuali residui portandoli da vapori o da particelle, in soluzione. E poi faccio l'esame della soluzione.
Quindi io non posso sapere se, nei reperti fatti nell'ambito per esempio di una stanza, questi residui possono provenire da un punto della stanza, o da un altro punto della stanza, da uno o dall'altro.
Ma dico semplicemente che nella stanza, la repertazione fatta e le soluzioni ottenute, mi hanno detto che esiste una certa specie, o un certo residuo di esplosivo.
Nel caso dell'EGIS, quando io vado a fare queste analisi all'interno di una stanza, io sono anche in grado di dire i punti nei quali io ho individuato questi esplosivi.
Se io lo faccio all'interno di una macchina posso dire: ho trovato la traccia nell'esplosivo sinistro, sì... Scusi, nel sedile sinistro, sì; nel sedile sinistro, no. All'interno del portabagagli, sì; sul cruscotto, no. Sul tappetino di destra, sì; o sul tappetino di destra, no.
Posso anche fare una mappatura dei residui nei punti in cui sono stati trovati. E quindi dei vari residui.
Tenendo presente che questa sonda, nel momento in cui fa l'analisi, non inquina minimamente i vari punti dove eventualmente esistono questi frammenti, questi residui esplosivi. In quanto io non c'ho un contatto diretto della sonda su reperto; ma la sonda viene semplicemente posta ad un certa distanza dal reperto, viene fatta la aspirazione e eventualmente l'irradiazione con questa luce termica. La quale mi genera, a sua volta, i vapori. E quindi io non c'ho mai un contatto diretto tra la sonda con la quale materialmente faccio l'aspirazione, e l'oggetto o il punto in cui l'aspirazione va fatta.
Questo è molto importante...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non c'era...
TESTE Massari: Perché non c'è nessuna contaminazione all'interno dei vari punti di un certo ambiente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, a quello che capisco, non c'è nessun intervento sull'ambiente - adopriamo questo termine nel significato più generico possibile - non c'è nessun intervento di natura chimica o di natura fisica, attraverso questo apparecchio, sull'ambiente stesso.
TESTE Massari: Di natura chimica, no. Di natura fisica c'è semplicemente l'aspirazione dei vapori che sono nell'intorno del reperto, o che io genero nell'intorno del reperto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è da dire...
TESTE Massari: Però senza nessun contatto, senza nessuna trasformazione.
La particella era una particella, rimane una particella anche se diciamo infinitesimamente più piccola.
E' lo stesso discorso che se io sparo con una pistola per fare una prova del bossolo, dei segni del bossolo, è un principio di indeterminazione.
Io, il proiettile, una volta sparato, mi ha leggermente modificato la canna della pistola, ma me l'ha modificata di un fattore così infinitesimo che non è inficiato nei segni che io lascio sul bossolo, né diciamo lo spessore della canna che i segni li ha lasciati.
Questo, è lo stesso discorso.
Io vado ad individuare una parte, a vaporizzare una parte superficiale della particella, lasciando però la particella per quella che è.
Quindi io non c'ho né una distruzione del materiale, né tantomeno dovrei arrivare all'assurdo che, su quel reperto, esistono soltanto tre o quattro molecole e che io ho preso solo quelle tre o quattro molecole in tutte le prove effettuate.
In tutti gli articoli di letteratura non esiste mai che si è verificato un caso di questo genere.
E quindi però ecco, la cosa importante è questa: che per la sua domanda, rispetto a quanto fatto nelle analisi in tracce con gli altri sistemi, in questo caso io non modifico le tracce, le lascio nel punto in cui si trovano. E praticamente sono in grado di dire i punti precisi dove io ho trovato queste tracce.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Massari, queste specie esplosive, queste sei che lei spiegava, sono tra gli esplosivi commerciali quelli più comunemente facenti parte di miscele esplosive.
Ecco, hanno... Un attimino ci dimentichiamo della macchina, pensiamo piuttosto alla struttura.
AVV. Ammannato: Scusi, Pubblico Ministero, se ritiene - è la parte civile che... - doveva rispondere alla domanda lo stesso Pubblico Ministero, le due diverse ipotesi tra i residui di esplosione già avvenuta e l'altro caso.
Ecco, se eventualmente, prima di passare, rispondeva all'altro caso: cioè, quando andava sul materiale esplosivo non esploso, ecco.
Sennò lasciamo un po' a metà il discorso.
PUBBLICO MINISTERO: No...
AVV. ammannato: Se ritiene.
PUBBLICO MINISTERO: Mi sembrava avesse dato la risposta, avvocato Ammannato.
Io, almeno, l'avevo capita.
Cioè, non ha risposto direttamente, perché ha risposto - il consulente - comunque glielo facciamo ridire al dottor Massari, ha risposto con un preargomento.
Ha detto: non sono comparabili, perché da una parte si deve, per forza di cose, prelevare, ridurre il campione in uno stato diverso. Quindi...
AVV. Ammannato: (voce fuori microfono)
Quando non è esploso.
PUBBLICO MINISTERO: Appunto, non c'è nessun tipo, non c'è un intervento che abbia caratteri di analogia col primo, eh? Quindi...
Stavo per chieder invece un'altra cosa: rispetto a queste famose sei specie esplosive, ecco, queste, visto che se ne ragiona in termini di vapori, queste hanno in linea di massima - le molecole delle sei diverse specie esplosive - hanno in linea di massima lo stesso comportamento? Questo visto anche nel corso del tempo, oppure hanno dei comportamenti diversi?
TESTE Massari: No, hanno dei comportamenti diversi. E, in parte, ho adombrato la risposta quando ho parlato dello schema blocchi dello strumento. Dove io ho detto che i primi, un primo gruppo di esplosivi, veniva esaminato e pirolizzato a 350 gradi, mentre un secondo gruppo a 800 gradi.
I sei esplosivi che noi, di cui noi stiamo parlando, li possiamo quindi dividere in due gruppi: nel primo gruppo noi inseriamo l'EGDN, la nitroglicerina e il dinitrotoluene; nel secondo gruppo inseriamo: tritolo, T-4 e pentrite.
Il primo gruppo ha la caratteristica di comprendere sostanze che hanno bassa tensione di vapore. Cioè sostanze che tendono facilmente a passare dallo stato di vapore a temperatura ambiente. O dietro un lieve riscaldamento.
Io ho fatto già...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, dottor Massari.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Tendono quindi a volatilizzare? Vuole dire questo?
TESTE Massari: Tendono, più che a volatilizzare, tendono a stare permanentemente in uno stato di equilibrio tra la parte liquida o parzialmente solida ed il vapore.
Per farle un esempio, che io faccio spesso quando anche faccio lezione ai ragazzi della Polizia, è la stessa cosa che noi parliamo di un profumo.
Il profumo è una sostanza - e quindi torniamo al vecchio concetto degli sniffatori - è una sostanza che è permanentemente, ha una tensione di vapore molto bassa. E quindi è permanentemente in uno stato di equilibrio tra liquido e vapore.
Tanto è vero che, quando io apro una bottiglietta di profumo, riesco a sentire l'odore, ma non è che il profumo immediatamente va via. Il liquido rimane e rimane per anni, perché l'evaporazione è talmente lenta a temperatura ambiente, per cui questo equilibrio è semplicemente più manifesto in quanto le particelle di profumo e nel nostro caso le particelle di esplosivo, hanno una certa particolarità. Che può essere, in qualche modo, rivelata.
Tant'è vero che uno dei problemi a livello aeroportuale, è sempre stato l'individuazione di due esplosivi in particolare: il C-4 che è un esplosivo a base di T-4 e il Semptex, che è un esplosivo a base di pentrite e di C-4.
Proprio perché queste sostanze, siccome non emettono vapori, fino a quando abbiamo utilizzato dei rivelatori che andavano a verificare soltanto la presenza di vapori, non era possibile individuarle.
Oggi, con sistemi come l'EGIS, o con sistemi come la ricostruzione dell'immagine e quindi sistemi che operano sulla densità e sui raggi X morbidi; sistemi che penetrano all'interno dei bagagli con l'emissione radioattiva, come avviene per un altro tipo di strumenti, in questo caso non riusciamo ad individuare anche sostanze, quelle che fanno parte del secondo gruppo diciamo: tritolo, pentrite e T-4, che a temperatura ambiente non hanno praticamente vapore.
Cioè che sono delle particelle, la cui tensione di vapore è tale che a temperatura ambiente non permette di emettere niente al di fuori della parte solida.
Quindi, praticamente, i due gruppi hanno dei comportamenti diversi. Ma perché sono proprio diverse le molecole. E vengono rivelati in modo diverso. Tanto è vero che, all'interno dello strumento, noi abbiamo due sistemi di rivelazione diversi, tra virgolette, nel senso che abbiamo il primo gruppo di sostanze che viene pirolizzato ad una temperatura di 350 gradi; e il secondo ad una temperatura di 800 gradi.
Questo serve anche perché, se il primo gruppo io lo pirolizzassi a 800 gradi, praticamente distruggerei tutto. Il secondo gruppo, pirolizzato a 350 gradi, rimane praticamente intatto.
In questo modo io faccio una divisione tra i due gruppi. E, nello stesso tempo, ho la certezza che alcuni segnali che io ho canalizzato in base ai tempi di ritenzione corrispondono agli esplosivi del primo gruppo; alcuni altri segnali che ho canalizzati in base al secondo tempo, alla seconda temperatura di pirolisi, li vedo nel secondo gruppo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, dopo aver fatto questa premessa diciamo di carattere teorica, io ho bisogno che lei poi spieghi, non più come teoria, ma come pratica, come loro hanno proceduto, come lei ha proceduto di volta in volta affrontando il singolo reperto.
E poi si vedrà quale. Una volta una cartina, una volta una automobile, una volta uno straccio... Ecco.
Cioè dire: com'è che è stato affrontato il reperto attraverso questa strumentazione e attraverso tutte le attività che sono a servizio dell'utilizzo di questa strumentazione. E comunque che erano state, in qualche modo, prescritte dal Pubblico Ministero quando le sono stati dati gli incarichi di accertamento, ecco.
Perché, come lei verrà a dire - ma vorrei che lo spiegasse prima - affrontando il singolo reperto non è che lei si è limitato a prendere questa macchina con la sua sonda, avvicinare la sonda al reperto. Dopodiché ha lasciato il reperto dove si trovava e lei è andato da un'altra parte.
E' un attimino...
Mi rendo conto, ma questo è un passaggio dell'accertamento dell'istruttoria dibattimentale che deve essere affrontato con calma.
TESTE Massari: Ma guardi, allora, diciamo che preliminarmente, l'approccio su tutte le analisi effettuate, è stato fatto tenendo presente che bisognava mantenere i luoghi nello stato in cui si trovavano e bisognava fare in modo che l'analisi comunque fosse ripetibile. Sia da parte di questo strumento, sia eventualmente da parte di altre tecniche.
Per cui naturalmente noi abbiamo sempre, abbiamo modificato il modo di operare in funzione delle varie diciamo, dei vari incarichi che io ho ricevuto.
Quindi, cominciando per esempio dall'incarico del 31 maggio '95...
PUBBLICO MINISTERO: Gennaio.
TESTE Massari: Del 31, scusi, gennaio '95, questo incarico si riferiva a degli accertamenti da effettuare su autovetture che erano in giudiziale sequestro presso il deposito della ditta ACI di Medori Roberto in via Braccianese a Roma.
Allora, queste macchine erano costituite da un furgone FIAT 30/08 targato Roma X38754; da una autovettura SEAT Malaga 1 punto...
PUBBLICO MINISTERO: No, dottor Massari.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ormai che c'è, dia tutta la specifica del veicolo. Compreso intestatario e quant'altro.
TESTE Massari: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Per come le è stato dato l'accertamento.
Sennò alla Corte le manca un dato, non riesce a capire di che cosa si sta parlando.
Siccome non lo posso dire io, lo deve dire lei.
TESTE Massari: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
TESTE Massari: Allora, i quesiti riguardanti l'incarico del 31 gennaio '95 dicevano:
"Premesso che sono sottoposti al sequestro ed in atto depositati presso la ditta ACI di Medori Roberto e Roma, via Braccianese chilometro 0200 i veicoli: furgone FIAT 30/08 targato Roma Y38754, intestato a Frabetti Aldo; autovettura SEAT Malaga 1,2 GL targata Roma 93971Y intestata a Marabbo Franco e già in uso a Frabetti Aldo; autovettura Audi 80 2.0 16 V targata Roma 8F9398 intestata a Scarano Antonio".
Questi erano i reperti su cui dovevamo operare e per fare questa operazione, abbiamo trasportato praticamente lo strumento presso questo deposito. Quindi, lo abbiamo diciamo, collocato all'aperto in un punto abbastanza lontano dalle stesse macchine, dopodiché abbiamo effettuato le analisi trasportando la sonda all'interno delle singole macchine e andando a verificare se c'erano o meno residui di esplosivi.
Con le tecniche che già ho detto, nel senso che una volta che lo strumento è stato portato sul luogo, una volta che è stato diciamo acceso tra virgolette nel senso che collegato con una linea di corrente a 220 volts, si è acceso il tempo necessario affinché lo strumento arrivasse a regime operativo, fatte le analisi per verificare che lo strumento desse la risposta standard.
Per quanto riguarda le 6 sostanze che andavamo a ricercare, abbiamo fatto le varie diciamo aspirazioni all'interno delle singole autovetture e quindi una serie di analisi con lo strumento suddivise per ogni singola macchina all'interno nei vari punti delle macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, dottore siccome lei adopra il termine "aspirazione", vorrei che chiarisse alla Corte che aspirazione... se aspirazione vuol dir adoprar l'aspirapolvere o no, ecco. Volgarizzo al massimo il concetto.
Aspirazione vuol dire avete preso l'aspirapolvere e avete portato via la roba che c'era dai seggiolini, dai tappetini, dal bagagliaio o quant'altro, oppure avete raccolto i vapori o provocato quell'emissione di vapore nei termini in cui spiegava prima?
TESTE Massari: No...
AVV. Cianferoni: Presidente abbia pazienza, non mi pare - sono l'avvocato Cianferoni -
PUBBLICO MINISTERO: No, la domanda... avvocato, abbia pazienza.
AVV. Cianferoni: L'ha finita di porla?
PUBBLICO MINISTERO: Io credo di averla formulata, casomai la riformulo meglio, ho chiesto al consulente di chiarire se il termine aspirazione vuol dire che hanno adoprato l'aspirapolvere e hanno portato via quello che c'era sui seggiolini, sui tappeti, nel bagagliaio e quant'altro. Ovvero se hanno, semplicemente, se hanno riferendosi, tornando alla precisazione fornita poco fa, se hanno, lavorando a quella certa qual distanza, intercettato i vapori emessi da quanto si trovava nell'interno dei veicoli - perché di questo si sta parlando - . Questa è la domanda.
AVV. Cianferoni: Mantengo allora il proposito di opposizione, perché avendo ben presente come il teste sia ben difficilmente suggestionabile per la sua competenza tecnica, per essere stato - l'abbiamo appreso - il direttore di tutta l'opera che ci viene oggi a riferire, tuttavia il modo con il quale la domanda è posta, è senz'altro suggestivo come ella Presidente, talvolta ha ricordato per tutti i presenti, Giudici Laici compresi. Ed è oggettivamente suggestiva a prescindere dalla competenza e dall'esperienza del dottor Massari. Quindi, mantengo l'opposizione.
PRESIDENTE: Invitiamo il dottor Massari a chiarire che cosa vuol dire "aspirazione". Così si superano...
TESTE Massari: Mi scuso per non averlo chiarito, nel senso che...
PRESIDENTE: No, no...
TESTE Massari: ... fatte le premesse...
PRESIDENTE: No, no. Lei probabilmente lo ha chiarito, ma meglio ripetere che fare...
TESTE Massari: Sì, sì. Ma infatti dicevo questo: fatte le premesse del sistema e avendo illustrato come la sonda - che fa parte integrante di questo sistema - venga utilizzata, io con il termine "aspirazione" da questo momento in poi, intendo che utilizzo la sonda e quella particolare sonda, così come ho illustrato per aspirare eventuali vapori di esplosivo presente ed eventuali vapori generati dalla stessa sonda dal particellato eventualmente presente all'interno o sugli oggetti che sto esaminando.
Quindi, quando parlo di aspirazione intendo sempre riferirmi all'aspirazione che io effettuo in modo particolare con questa sonda per questo determinato e scopo specifico. Cioè quello di andare a verificare se erano presenti tracce di esplosivo sotto forma di vapore o sotto forma di particelle.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE Massari: Per cui...
PUBBLICO MINISTERO: Intendo dire: vi è una rimozione meccanica delle particelle che siano depositate eventualmente su un sedile piuttosto che su un tappetino o su un bagagliaio, o vi è un'intercettamento o intercettazione o un intercetto di vapori?
TESTE Massari: C'è una intercettazione di vapori. Sia dei vapori eventualmente presenti nell'ambiente, sia dei vapori generati con questa sonda la quale opera tramite una sorgente termica che nelle particelle eventualmente presenti, genera i vapori.
Quindi non c'è assolutamente, rimozione delle particelle presenti; non c'è nessun contatto tra la sonda e le particelle, non c'è nessun contatto tra la sonda e tutti gli oggetti esaminati all'interno di questo, diciamo, del furgone o delle altre due macchine.
PRESIDENTE: Dottore mi scusi, lei lo ha già detto, ma sarà sempre bene poiché si tratta di argomenti piuttosto ostici per noi. L'attività di questo strumento, particolarmente quando acquisisce queste vaporazioni, non altera in nessuna maniera lo stato, il modo di essere dell'oggetto che viene indagato diciamo?
TESTE Massari: Assolutamente.
PRESIDENTE: Quindi un'operazione dello stesso genere, fatta dallo stesso strumento o da un altro strumento anche a distanza di tempo, potrà essere sempre ripetuta?
TESTE Massari: Ripetuta...
PRESIDENTE: Dando risultati della stessa...
TESTE Massari: E darà risultati uguali a quelli che abbiamo ottenuto.
PRESIDENTE: Benissimo. Proseguiamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, lei si avviava a illustrare esemplificativamente come avete operato quando siete andati al deposito di via Braccianese dell'ACI per come dire?, per...
TESTE Massari: Esaminare...
PUBBLICO MINISTERO: ... esaminare - è stanco lei, son stanco anch'io - per esaminare questi tre veicoli.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, ha spiegato che la sonda è qualche cosa che si sposta rispetto a dove si trova...
TESTE Massari: Lo strumento.
PUBBLICO MINISTERO: ... lo strumento propriamente detto, la sonda viene portata e manovrata... va beh, all'interno - ora questo lei lo deve spiegare - ...
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di questo veicolo, di questi veicoli.
TESTE Massari: Sì. Praticamente la sonda quindi, una volta che lo strumento è stato posto nelle condizioni operative standard, la sonda viene utilizzata in quanto c'ha un'autonomia singola, della singola sonda, e è stata utilizzata per andare ad esaminare le varie parti della macchina, delle macchine, degli autoveicoli in esame senza - ripeto - che vi fosse alcun contatto, né alcuna modificazione dei luoghi che stavamo esaminando.
Per cui, all'interno del furgone FIAT Iveco abbiamo trovato tracce di T-4 in modo particolare e l'abbiamo trovate abbastanza delocalizzate sia nel bagagliaio interno, sia sul volante, sia sul sedile anteriore destro.
Nella tabella io ho indicato soltanto le parti positive. Nel senso che quelle parti che erano negative, pur essendo state esaminate, non sono state riportate.
Per cui quando dico sedile anteriore destro, è chiaro che io ho esaminato anche il sedile anteriore sinistro e il sedile posteriore. Così come ho esaminato, cosa che ho fatto per tutte le macchine , anche il cruscotto e il porta oggetti posteriore, quello che si trova sotto il lunotto dietro il sedile posteriore.
PUBBLICO MINISTERO: Probabilmente anche il bagagliaio?
TESTE Massari: Sì. Infatti il bagagliaio l'ho citato perché il bagagliaio è stato positivo. Quindi, ho citato: bagagliaio, volante e sedile anteriore destro. Mentre negli altri punti non citati, sono stati esaminati ma non sono stati citati perché l'analisi è risultata negativa.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo quindi che l'analisi è positiva, è risultata positiva solo in quei punti specifici che lei poco fa ha menzionato...
TESTE Massari: Che io ho riportato sulla... su un elaborato che poi al termine, una mia memoria consegnerò alla Corte al termine dell'intervento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ascolti dottor Massari, lei - io lo so - lei leggeva da una tabella...
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... al momento. La vuole porre sotto il visore la tabella, per cortesia? Perché questo è standard, in un certo qual modo rispetto a tutti gli accertamenti che loro hanno fatto.
Bisognerebbe riuscire a ingrandire per modo che, la Corte possa anche decifrare meglio che cosa sono tutti quei segnettini sotto le varie sigle. Perché si sa che sono, non son sempre...
PRESIDENTE: Sì, così va bene signora.
PUBBLICO MINISTERO: Io direi, dottor Massari, se lei scorre la tabella sotto il visore...
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... può anche illustrare...
TESTE Massari: Allora, questa...
PUBBLICO MINISTERO: A me non pare che sia a fuoco, ma insomma...
TESTE Massari: ... è una tabella allegata praticamente a una memoria relativa all'incarico del 31 gennaio '95. La tabella è suddivisa, prima di tutto, in tre blocchi: nel primo blocco ci abbiamo il furgone FIAT Iveco, nel secondo blocco l'autovettura SEAT Malaga...
PRESIDENTE: Dottore scusi, se sono noioso...
TESTE Massari: Sì.
PRESIDENTE: ... il furgone FIAT Iveco sarebbe il FIAT Ducato?
TESTE Massari: No, FIAT Iveco 30/08, mi sembra...
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Massari: FIAT 30/08, ah, non so se poi è Ducato.
PRESIDENTE: No, perché qui sembra che da qualche parte si sia parlato di FIAT Ducato.
TESTE Massari: Io nell'incarico ho parlato di FIAT 30/08, non so se...
PRESIDENTE: Va bene.
TESTE Massari: ... questo corrisponde al Ducato.
PRESIDENTE: Lo verificheremo.
TESTE Massari: Non sono un esperto di questo tipo di veicoli, quindi non lo so dire.
Questa è la tabella...
Allora, questo è il furgone, comunque ecco, per intenderci, per essere precisi e non generare equivoci, è il furgone targata Y38754.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE Massari: Allora, la tabella è divisa prima in tre blocchi in senso orizzontale, cioè ci abbiamo il furgone FIAT Iveco, l'autovettura SEAT Malaga e l'autovettura Audi 80.
In senso verticale noi ci abbiamo la prima colonna è dove c'è scritto SCAN è una colonna che praticamente indica il numero di scansioni, quindi è un dato prettamente tecnico, che lo strumento indicato nel momento in cui l'analisi è stata positiva.
Dopodiché ci sono, sempre in senso di colonne, la prima colonna che è costituita dall'EGDN; la seconda dalla nitroglicerina NG, la terza dal dinitrotoluene DNT, la quarta dal tritolo TNT, la quinta dalla pentrite PETM, e la sesta dal T-4.
In senso invece orizzontale, al di sotto del furgone FIAT Iveco abbiamo le righe: bagagliaio interno. Seguendo la riga vediamo che abbiamo trovato una debole traccia indicata con un più nella corrispondenza del DNT e una traccia leggermente più consistente indicata dai due più nel senso del T-4.
Questa indicazione con dei simboli io l'ho adottata proprio perché non avevo nessuna corrispondenza a livello quantitativo tra il segnale che andavo ad identificare e la quantità di sostanza presente.
E serve semplicemente a dire se il segnale è stato, nei vari esplosivi esaminati, quindi relativamente alla stessa analisi ed agli esplosivi individuati, se c'è un esplosivo che mi ha dato un segnale leggermente più intenso rispetto agli altri.
Quindi, nel primo caso, io c'ho nella prima riga: bagagliaio interno, positivo DNT, positivo T-4; nel secondo caso, nella seconda riga: volante, sempre rispetto al furgone FIAT Iveco...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
TESTE Massari: ... in cui so soltanto positivo per il T-4 con un debole segnale.
Nel terzo caso, nella terza riga: sedile anteriore destro, ho positivo leggermente per il TNT, per la pentrite e molto positivo per il T-4. Tanto è vero che il T-4 viene indicato con tre segni positivi.
Per quanto riguarda l'autovettura Seat Malaga io c'ho soltanto un leggero segnale all'interno dell'abitacolo e all'interno del bagagliaio, solo per il DNT.
Mentre, per il TNT sempre un leggero segnale ce l'ho per il prelievo dell'abitacolo, il sedile anteriore e il bagagliaio.
In tutti i casi, sia del DNT, sia del DNT, il segnale è molto lieve.
Nel caso dell'autovettura Audi 80, c'ho un segnale abbastanza forte di pentrite e T-4 all'interno dell'abitacolo. Quindi probabilmente, cioè, in questo caso, noi abbiamo fatto una aspirazione all'interno dell'abitacolo non avendo trovato dei punti precisi in cui si trovava l'esplosivo. Perché probabilmente, nei singoli punti, l'esplosivo era presente in quantità inferiore al limite di rilevabilità dello strumento.
In un caso di questo genere abbiamo fatto praticamente l'aspirazione solo del vapore all'interno dell'abitacolo e abbiamo ottenuto questo segnale abbastanza forte per quanto riguarda il T-4; e un altro segnale abbastanza debole in corrispondenza, per quanto riguarda il T-4, nel sedile anteriore destro.
Quindi, praticamente, nel caso di questo primo incarico, noi abbiamo trovato dei segnali positivi per tutti e tre i veicoli esaminati, anche se su punti diversi.
Una volta fatto l'esame, abbiamo naturalmente riconsegnato le macchine, risigillandole nel senso che sono state poste in modo ermeticamente chiuso, e sono state riconsegnate nella disponibilità per essere poi eventualmente, non so, sequestrate, per eventuali successive analisi.
No, erano state già sequestrate, scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, erano già sequestrate.
Oltretutto se ne dava atto anche...
TESTE Massari: Sì, all'inizio.
PUBBLICO MINISTERO: ... nell'incarico che lei prima ha letto.
"Premesso che sono sottoposte a sequestro ed in atto depositati...", eccetera, eccetera.
Ancora le devo chiedere, dottore, su questo primo incarico che poi non è il primo accertamento fatto con l'utilizzo dell'EGIS, perché ve n'è uno precedente sul quale fra un attimo dovremo tornare.
Ecco, al momento in cui vi sono stati consegnati, messi a disposizione questi veicoli, in che condizioni li avete trovati?
TESTE Massari: Li abbiamo trovati che erano perfettamente chiusi, sigillati. C'erano i soliti, i normali sigilli che vengono apposti dall'Autorità Giudiziaria, firmati, timbrati. E quindi noi, per effettuare l'analisi, abbiamo fatto all'apertura, quindi abbiamo rotto i sigilli, abbiamo effettuato le analisi. E poi, dagli ufficiali di P.G. che comunque erano presenti durante l'analisi, abbiamo riconsegnato le autovetture e loro hanno provveduto a rimettere i sigilli.
PUBBLICO MINISTERO: Intendo dire: i tre veicoli, al termine del suo intervento, sono stati ripristinati nelle condizioni diciamo di sicurezza e di inaccessibilità in cui lei li ha trovati?
TESTE Massari: Sì, esattamente. Nelle stesse condizioni.
PUBBLICO MINISTERO: Per dare un'idea, a parte la fase di messa a regime preliminare che lei ha detto porta via un certo tempo.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. La durata del suo intervento poi con la sonda all'interno dell'abitacolo, in termini ripeto di orologio, quanto tempo può aver portato via?
TESTE Massari: Mah, in questo caso parliamo intorno, in totale, tutto l'intervento, ha portato via tutta la mattina.
Quindi, diciamo: l'intervento vero e proprio sarà stato nell'ordine delle due-tre ore.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire: quindi lei ha lavorato con la sua sonda all'interno e all'esterno di un...
TESTE Massari: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Il tempo medio per un veicolo, quanto potrebbe essere stato?
TESTE Massari: Intorno ai tre quarti d'ora, un'ora.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi, per tre quarti d'ora, quello che è, questo veicolo, è stato aperto. Voglio dire, lei ha fatto la sua operazione, dopodiché è stato rimesso nelle condizioni iniziali di inaccessibilità.
TESTE Massari: E' stato rimesso nelle condizioni iniziali di inaccessibilità. Dopodiché noi siamo tornati diciamo in laboratorio a Roma, abbiamo rielaborato e stampato i grafici che già avevamo stampato sul posto, ma per renderli in una forma migliore, che sono allegati qui a questa nota tecnica. In cui abbiamo allegato i singoli grafici di ogni aspirazione, quindi di ogni intervento fatto sulle singole macchine.
E ci sono anche grafici che hanno dato segnale negativo, in questo caso. Perché i grafici li abbiamo praticamente allegati tutti, mentre nel corpo della relazione io ho citato soltanto quelle prove che hanno dato esito positivo.
Quindi praticamente, dopo questa prima fase di acquisizione dei dati, esiste una seconda fase di elaborazione che normalmente viene fatta in sede operando sulla memorizzazione dei dati dell'elaboratore di processo che è abbinato allo strumento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Nessun'altra operazione è stata compiuta su questi veicoli?
Voglio dire: ottenimento di campioni attraverso tamponi...
TESTE Massari: No, no, assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: In altri casi invece sì.
TESTE Massari: In altri casi in cui espressamente ci era stato richiesto dalla Procura di fare dei tamponi. Tipo all'interno dell'appartamento di via Dire Daua, proprio con l'incarico del 22 novembre '95.
In quel caso abbiamo fatto il prelevamento e la fissazione delle eventuali particelle, facendo dei tamponi sulle varie zone dell'appartamento, dei mobili, dell'appartamento e della cantina, dove in precedenza avevamo ottenuto dei risultati positivi con l'EGIS.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io non so se il Presidente pensa di fare cinque minuti di sosta ora, se vuole...
Tanto, l'esame del dottor Massari, chiede ancora tempo, come la Corte chiaramente avrà capito.
PRESIDENTE: Allora riprendiamo addirittura alle tre meno un quarto.
PUBBLICO MINISTERO: Decida il Tribunale, decida la Corte.
PRESIDENTE: Riprendiamo alle 14.00?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, io posso proseguire tranquillamente, non sono stanco. Voglio dire, posso andare avanti tranquillamente mezzora, un'ora, quanto la Corte vuole. Non ho problemi, ecco, realmente.
PRESIDENTE: Io penso invece che la Corte sia piuttosto stanca.
Perché l'argomento era particolarmente arduo.
PUBBLICO MINISTERO: Io...
PRESIDENTE: Vogliamo proseguire un altro...
PUBBLICO MINISTERO: Io sono alle decisioni del Presidente.
PRESIDENTE: Vogliamo proseguire un altro quarto d'ora, e poi facciamo la sospensione?
PUBBLICO MINISTERO: Eh, forse è meglio, via.
PRESIDENTE: Bene. Allora andiamo avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dobbiamo allora, dottor Massari, riferire viceversa quello che lei aveva ottenuto in termini di accertamento, precedentemente a questo incarico. Perché risulta che ha svolto degli accertamenti, come stava un attimo fa dicendo, in quel di via Ostiense.
E allora, ormai che ci siamo, vorrei che introducesse...
TESTE Massari: Allora, in precedenza avevamo fatto degli accertamenti, nel novembre del '94, su incarico della Procura di Firenze, relativamente a, diciamo, a dei locali che erano situati in via Ostiense ai numeri 893 e 895.
E questo accertamento fu fatto, sempre dietro la mia direzione, però fu un accertamento fatto di ufficio. Quindi non con una consulenza.
L'accertamento, ecco, come si può vedere dalla fotografia di uno, delle trasmissioni di un verbale di sopralluogo e di repertazione, è stato fatto...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, dottor Massari, se la interrompo.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si tratta esattamente di foto contenute in un verbale di sopralluogo che è, fa parte degli atti del fascicolo del dibattimento.
Queste sono le foto da 36 a 41, quelle che vorrei che il dottor Massari illustrasse.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E la collocazione di questo fascicolo, è, signorina Pulcinelli?
Sig. Pulcinelli: E' alle pagine 3484 degli atti della Corte.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
TESTE Massari: Allora, partendo dalla fotografia numero 36...
Allora, questa che vediamo, che è la numero 36, è la prima foto fatta praticamente in questo cortile adiacente ad una villetta situata ai numeri civici di via Ostiense 893 e 895. Questa...
PUBBLICO MINISTERO: La data, dottor Massari, di questo reperto?
TESTE Massari: Questa, è stata fatta nel novembre, più esattamente il 22 novembre del '94.
PUBBLICO MINISTERO: Lei era presente, nell'occasione?
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, no. Lo precisi.
TESTE Massari: No, no, l'ho detto all'inizio, che ero presente...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, mi scusi.
TESTE Massari: ... e tant'è vero che ho firmato d'ufficio questo fascicolo.
Quindi ci abbiamo questa prima visione dal lato diciamo dell'ingresso, dove si vede sul fondo un rudere che era in parte in costruzione.
E questo è il giardino, il giardino annesso a questa villetta, dove qui, anche se non si evidenzia molto bene, c'è un cumulo di rena, di brecciolino, e di quello utilizzato per le costruzioni.
Come si vede, soprattutto in questo primo accertamento, l'ambiente era non utilizzato da parecchio, era ricoperto da erbacce e da residui che si trovavano sul terreno.
La seconda foto, la numero 37, è una foto che invece viene fatta con alle spalle il rudere di cui parlavo prima. E guardando l'ingresso di questo giardino. In quanto questo giardino aveva l'ingresso direttamente sulla strada, su via Ostiense.
La fotografia numero 38, invece, ci fa vedere la parte posteriore del rudere che abbiamo visto alla fotografia numero 35. Cioè, dalla fotografia numero 35 noi vediamo il lato frontale di questo rustico, più che rudere.
Nella fotografia numero 38 vediamo il lato posteriore, quello al di là, non visibile dal lato giardino.
La fotografia numero 39 fa vedere i particolari delle due porte di accesso a questo rustico.
E la fotografia numero 40 ci mostra l'interno del rustico visto dalle spalle, diciamo, con il fronte il giardino. Quindi, guardando attraverso la porta, si vede sul fondo il giardino. E quindi si vede in particolare questo locale dove abbiamo fatto alcuni accertamenti.
E questo è proprio l'angolo del locale dove abbiamo fatto alcuni accertamenti ed alcuni prelievi.
Praticamente in questo caso noi abbiamo fatto dei prelievi di materiale; li abbiamo fatti, sia sul terreno, sia in quest'angolo che io ho mostrato nella foto numero 41. E i prelievi sono stati fatti utilizzando sia a secco, sia dei tamponi imbevuti di acetone, in maniera di asportare le eventuali tracce e particelle presenti nei locali.
Questo, perché? Perché il locale essendo comunque soggetto alle intemperie, non poteva essere in nessun modo protetto. Soprattutto per quanto riguardava il giardino e per quanto riguardava i vari oggetti presenti nel giardino.
Per cui abbiamo fatto praticamente, per strofinatura, un prelievo sui vari punti del materiale, che in un qualche modo davano, poi hanno dato dei segnali positivi.
E quindi abbiamo operato, a differenza degli altri casi, facendo dei prelievi che sono stati poi sequestrati e messi a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
Gli stessi, in questo caso, sono stati fatti una serie di prelievi che poi sono stati ripetuti il 26 dello stesso mese di novembre, quando, come si vede da queste altre fotografie sempre con un verbale di sopralluogo e di repertazione trasmesso d'ufficio alla Procura della Repubblica, in questo caso avevamo coperto, per evitare problemi, una parte del giardino con dei fogli di nylon. Dopodiché abbiamo fatto dei repertamenti della rena, del materiale, del terreno al di sotto della rena, per poi andare a verificare se c'erano o meno presenze di residui di esplosivo.
Questi materiali sono stati tutti sigillati e messi a disposizione dell'Autorità Giudiziaria, così come si può vedere dalle ultime fotografie, la numero 25, dove si vede una serie dei tamponi, la numero 26 dove se ne vedono altri tre e così via, la numero 27 fino alla numero 32 dove abbiamo sia dei tamponi, sia dei prelievi di materiale che è stato sigillato e confezionato per eventuali successive analisi.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti dottore, prima di spiegare alla Corte che cosa è stato positivamente accertato, se ci è stato qualche cosa di accertato positivamente in questo ambiente, ecco lei sta opportunamente ricordando che esistono tutta una serie di tamponi - ha spiegato che cos'erano - di tamponi, di materiali che sono stati assicurati, quindi prelevati sul momento e attualmente si trovano da qualche parte, cioè, noi lo sappiamo dove, in confezioni sigillate come dice lei, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
Questo qualcosa, o tamponi, o materiali vari, che si trova lì sigillato è un qualche cosa che ha subìto delle trasformazioni attraverso le operazioni che lei ha compiuto? Intendo dire trasformazioni di ordine chimico, trasformazione di ordine fisico, al di là della semplice rimozione dal luogo di dove questo materiale si trovava, o no?
TESTE Massari: No. In questo caso noi abbiamo soltanto fatto un'acquisizione dei campioni. Per fare l'acquisizione dei campioni abbiamo utilizzato in parte dei metodi chimici, lì dove era necessario fare delle strofinazioni. Parliamo per esempio di quell'angolo che abbiamo visto prima, dove certamente non è che potevamo portar via una parte di calcinacci, anche perché poi avremmo avuto comunque delle interferenze analitiche. Quindi qui abbiamo fatto dei prelievi fatti con dei tamponi di acetone, abbiamo utilizzato l'acetone perché, come detto nei precedenti interventi, l'acetone è l'unico solvente che praticamente solubilizza in modo totale tutti gli esplosivi di tipo organico, quindi tutti i derivati nitrorganico che a noi interessavano.
Inoltre l'acetone c'ha il grosso vantaggio che, essendo un solvente volatile, nel momento che volatilizza lascia le particelle che in qualche modo ha asportato praticamente nello stato in cui si trovavano. Avviene una cosiddetta, possiamo chiamarla, ricristallizzazione anche se chimicamente non è proprio il fenomeno che si verifica.
Però diciamo che se io diciamo solubilizzo del tritolo con dell'acetone, poi faccio evaporare l'acetone, riottengo il tritolo esattamente con le stesse caratteristiche che aveva prima che lo solubilizzassi. Quindi ho una inalterabilità della sostanza che vado a repertare.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, sono stati fatti dei tamponi con uso di acetone e mi pare abbia detto tamponi a secco, cioè dire senza uso...
TESTE Massari: Sì, senza uso di solventi.
PUBBLICO MINISTERO: ... di solventi di alcun genere.
TESTE Massari: Ed inoltre, nel secondo intervento, quello del 26 novembre, abbiamo anche fatto dei reperti di terreno perché in quel caso è chiaro che potevamo repertare direttamente dei campioni di terreno che sono stati allo stesso modo sigillati e confezionati per essere poi eventualmente sottoposti a successiva analisi.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, dottore...
TESTE Massari: Volevo, ecco, per quanto riguarda questo: nelle fotografie sono anche indicati i punti in cui sono stati fatti numerandoli i prelievi di terreno. Quindi al numero 2 corrisponde il terreno, il campione numero 2, al numero 3 e così via.
PUBBLICO MINISTERO: Questi materiali e tamponi, si trovano nella stessa condizione in cui lei li ha realizzati? Voglio dire, una volta realizzati questi tamponi e reperti di materiale...
TESTE Massari: Io una volta che li ho consegnati, erano nelle stesse identiche condizioni in cui li ho repertati. Quindi se non sono poi stati... Successivamente per me sono rimasti invariati. Io quando li ho consegnati erano così come li avevo sigillati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi l'accertamento che lei poco fa definiva positivo, ecco, era positivo perché cosa e sulla base di un intervento su quale tipo di materiali? Perché i reperti si è detto sono sigillati, nessuno li ha toccati; i tamponi sono sigillati, nessuno li ha toccati, sia quelli a secco, sia quelli ad acetone. Allora la sua macchina ha dato...
TESTE Massari: Noi abbiamo fatto una indagine preliminare con la macchina per verificare se c'erano dei segnali positivi. Nel momento che abbiamo ottenuto dei segnali positivi abbiamo praticamente comunicato alla Procura che ci ha dato disposizione per fare i prelievi nei punti in cui avevamo ottenuto i segnali positivi.
Quindi praticamente in quei punti dove c'erano stati dati dei segnali positivi, abbiamo fatto i prelievi in maniera tale che tali segnali, tali analisi possano essere ripetute e con lo stesso strumento EGIS, e con altri strumenti che abbiano una sensibilità e una selettività paragonabile o migliore a quella dell'EGIS.
PUBBLICO MINISTERO: E in particolare allora, quali sono state le risposte positive che l'apparecchiatura ha fornito nell'occasione?
TESTE Massari: Mah, le risposte positive...
PUBBLICO MINISTERO: Penso che ci sarà una tabella analoga, perché io ce n'ho una fotocopia sotto gli occhi.
TESTE Massari: Sì, ecco. Io in questi fascicoli non c'ho le tabelle.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, ci deve essere dottore.
Dottore, non ha con sé la copia della relazione tecnica che è stata poi trasmessa con una nota del direttore del Servizio datata 28/12/94 e che lei mi ha consegnato a mano il 29/12/94?
TESTE Massari: Aspetti che vediamo, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Sennò gliela passo. Oltretutto vedrà se è quella firmata da lei.
Dottor Massari guardi, utilizzi la fotocopia che ho io. No, gli passi tutto l'inserto perché il dottor Massari dirà se è roba sua, perché non vorrei...
TESTE Massari: Scusi un secondo, perché siccome ce l'avevo qua sopra, è chiaro che...
Ecco. Lo posso restituire perché l'ho trovato nel fascicolo che c'avevo e che è del 28 dicembre '94, consegnato il 29 dicembre '94 e con il quale, nella prima parte, faccio una introduzione a quella che è la tecnica che abbiamo utilizzato, spiegando a grandi linee la tecnica stessa. Dopodiché, alla fine, è allegata la tabella che è stata fatta nello stesso modo della tabella precedente.
Cioè, in senso orizzontale nelle righe c'ho i vari campioni che sono stati analizzati. Nelle colonne c'ho i sei esplosivi e vengono indicate al solito con dei segni caratteristici più e i vari segnali positivi, indicando con più segni, quando il segnale era leggermente più intenso.
Per cui noi vediamo che, per esempio, sulla carta catramata abbiamo trovato dei segnali positivi per quanto riguarda EGDN, nitroglicerina, DNT e TNT. Con DNT e TNT con un segnale leggermente più intenso.
Abbiamo poi un frammento di nastro adesivo, dove abbiamo positivo EGDN e nitroglicerina; dei pezzi di silicone dove abbiamo positivo per la nitroglicerina; dei pezzi di asfalto per la nitroglicerina; dei frammenti di carta per la nitroglicerina; degli spezzoni di plastica, nitroglicerina ed EGDN; frammenti di plastica, nitroglicerina; frammenti di carta, EGDN, nitroglicerina, DNT e TNT.
Praticamente in questo prelievi non abbiamo mai trovato tracce di pentrite ed RDX, o T-4 - perché l'RDX è la stessa sigla del T-4 - nel frammento di carta abbiamo indicato tracce di nitroglicerina. Significa che quando indichiamo tracce abbiamo avuto un segnale talmente basso che l'abbiamo indicato per correttezza, ma che in effetti era veramente quasi sul fondo del segnale dello strumento.
Poi un frammento di carta con positivo EGDN, nitroglicerina e tracce di DNT e TNT; un frammento ancora di carta per EGDN e nitroglicerina; un frammento, una guaina di asfalto è positivo per EGDN e NG; un elemento in plastica positivo per l'NG e infine un guanto di gomma dove ci abbiamo delle tracce.
In questo caso, di tutti poi i reperti sono stati fatti dei prelievi che sono quelli che sono stati poi trasmessi con le due relazioni di cui abbiamo parlato prima.
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
TESTE Massari: Eh? Dei verbali, sì. Dei verbali di sopralluogo e repertazione.
PUBBLICO MINISTERO: Io vorrei dottore, su questo punto, che lei fornisse qualche altro particolare alla Corte. Intendo dire, questi materiali, dalla carta catramata al guanto di gomma, al nastro adesivo, ecco, sono stati trovati così, alla rinfusa, tra le erbacce, nel piazzale? A parte che il verbale di repertazione e sopralluogo ne parla, però vorrei a questo punto due parole le aggiungesse per miglio comprensione della Corte. Avete...
TESTE Massari: No, abbiamo fatto dei movimenti anche di movimentazione del materiale terroso che c'era nel giardino.
PUBBLICO MINISTERO: Fra le prime e le seconde fotografie, per intendersi, mi pare che ci si renda conto che per esempio il famoso monte di sabbia...
TESTE Massari: Infatti, nella prima parte abbiamo fatto già dei movimenti di terra e praticamente i vari materiali che abbiamo indicato sono stati repertati la maggior parte nei vari punti del giardino, però non cumulati in un singolo punto, ma per esempio c'abbiamo avuto della carta catramata che abbiamo trovato al di sotto del terreno, dei guanti che abbiamo trovato lo stesso mischiati a del terreno.
Cioè, praticamente, questo lavoro di repertazione è stato fatto su tutto il giardino che poi è stato protetto con... siccome avevamo fatto dei movimenti e quindi in quel periodo - parliamo di novembre - potevano esserci delle piogge, quindi dei dilavaggi del materiale che noi avevamo in qualche modo portato alla luce, è stato coperto con questo foglio di plastica trasparente che poi è stato tolto successivamente, il 26 novembre, quando abbiamo fatto gli ulteriori reperti. Però il repertamento è stato fatto un po' in modo delocalizzato, così come descritto dal verbale di sopralluogo in tutti i punti del giardino e un particolare al coperto, cioè all'interno di questo rustico, nell'angolo mostrato proprio all'ultima fotografia. Proprio perché in quell'angolo avevamo avuto un forte segnale positivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per intendersi, in questa tabella qual è la linea, il record identificativo dell'angolo, con risposta positiva? Se riesce a indicarcelo.
TESTE Massari: Questi dovrebbero essere i frammenti di carte che noi avevamo utilizzato per fare i prelievi. Tant'è vero che poi abbiamo fatto le analisi direttamente in laboratorio. Però non è indicato espressamente quello che proviene dall'angolo della casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta dottor Massari, ora lei deve ragguagliare sul punto se aveva già messo piede in quell'ambiente, per intendersi, lei prima di andarvi per incarico ricevuto da noi. Per noi intendo dire la Procura della Repubblica di Firenze.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Noi abbiamo dato una data, 22 novembre '94.
TESTE Massari: Sì, praticamente...
PUBBLICO MINISTERO: A questa data risale il suo intervento per la prima volta, per contro della Procura della Repubblica di Firenze, come Servizio di Polizia Scientifica nel cortile di via Ostiense 893, quello che è.
Precedentemente lei aveva fatto altri interventi in quel...
TESTE Massari: Sì, prima avevo fatto un altro intervento e precisamente il 29 settembre del '94.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi due mesi prima. Due mesi prima.
TESTE Massari: Sì, circa due mesi prima. Su incarico della Procura di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Massari: La quale aveva richiesto un intervento in data 29 agosto '94 alla DIA, con l'ausilio di un esperto del Servizio di Polizia Scientifica per verificare, con un rivelatore di esplosivi, se c'erano tracce di esplosivi nella casa e nel giardino di questa villetta sita in via Ostiense 893-895.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'ambiente era questo comunque?
TESTE Massari: L'ambiente era questo e ho fatto la ricerca sia nel giardino che nella casa, con esito completamente negativo. Ed in quel caso però ho utilizzato un strumento diverso dall'EGIS. E in particolare ho utilizzato uno strumento la cui sigla è EVD-8000, prodotto dalla Scintrex e che era un ulteriore miglioramento del precedente strumento, l'EVD-1 e che era anche in dotazione agli artificieri della Polizia di Stato.
Questo strumento ci fu mandato in prova dalla Scintrex per vedere e per prendere atto dei miglioramenti che c'erano stati rispetto al precedente strumento, e in effetti il laboratorio ci aveva dato dei buoni risultati.
Avendoci dato dei buoni risultati, parlando col dottor Piro della Procura della Repubblica di Roma, decidemmo di fare un tentativo presso questo ambiente e lo facemmo il 29 settembre '94, ripeto, con esito negativo.
Per quanto riguarda lo strumento utilizzato, in questo caso si trattava di uno strumento basato su un sistema di gascromatografia con rivelatore a cattura di elettroni, con elevatissima sensibilità, leggermente inferiore a quella dell'EGIS, ma senza assolutamente la selettività che ha l'EGIS. Per cui, ecco la ragione che ho esposto più volte, la superiorità dell'EGIS e dei rivelatori a chemiluminescenza rispetto agli altri per questo tipo di lavoro, determinati proprio dall'elevata selettività che hanno nei confronti di altri rivelatori.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le risulta che questo incarico dato dal dottor Piro facesse comunque capo all'indagine condotta a quel tempo dalla Procura di Roma, in merito agli attentati del '93?
TESTE Massari: Sì, perché era citato proprio nella... diciamo in questo incarico, tra virgolette, che però non era un incarico vero e proprio, era una disposizione che veniva data alla DIA nella stessa disposizione con l'obbligo, l'incarico di avvalersi anche dell'apporto tecnico del Servizio di Polizia Scientifica. E faceva riferimento sia alla casa di Di Natale, sia a una bisarca, un camion bisarca che era in quel momento in sequestro in un deposito vicino Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ora arriveremo anche alla bisarca, con calma.
Nell'occasione dell'intervento del 29 settembre '94, ecco, fu proceduto alla movimentazione di terreno, di banchi di sabbia, come poi lei ha eseguito a partire dal 22 di novembre?
TESTE Massari: No, perché in quel caso noi facemmo prima un'indagine preliminare per vedere se c'era qualche segnale positivo e, siccome il segnale, i segnali, furono completamente negativi, praticamente non intervenimmo più sull'ambiente e quindi non facemmo assolutamente niente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei un attimo fa ha spiegato il perché quel certo sistema, a quel certo sistema, a quella certa apparecchiatura vada riconosciuta una portata, una efficacia - in termini almeno di selettività, se non mi sbaglio lei ha detto - inferiore, diversa ed inferiore rispetto a quella dell'EGIS.
Ecco, in modo comunque da farcelo capire, è in grado di entrare un pochino più nel dettaglio di questa sua affermazione?
TESTE Massari: Sì, nel senso che questo strumento è basato su un rivelatore diciamo abbastanza generico, nel senso che è un rivelatore in grado, detto a cattura di elettroni, che è in grado praticamente di operare su tantissime specie chimiche. Quindi non è specifico soltanto per composti che contengono nitrogruppi.
E' chiaro che in un ambiente altamente inquinato, quando io faccio un'aspirazione, in quanto anche con questo strumento c'era una sonda portatile che serviva per fare l'aspirazione, dopodiché questa sonda, che assorbiva gli eventuali vapori... e quindi parliamo soltanto di vapori e non di particolato, questa è la cosa importantissima. In quanto questo strumento operava, assorbendo gli eventuali vapori presenti a temperatura ambiente, dentro un tubicino pieno di una sostanza in grado di assorbire quasi tutti i vapori, sia i nitrocomposti cloroderivati, vari tipi di composti chimici aventi gruppi funzionali diversi.
Questi tubicini, una volta portati nello strumento che aveva la particolarità di essere abbastanza delicato per essere trasportato, pur essendo uno strumento portatile, venivano inseriti all'interno, il materiale veniva disassorbito e gli eventuali vapori presenti nel materiale venivano esaminati.
Quindi la prima differenza rispetto all'EGIS è che questo strumento operava soltanto sui vapori e non sul particolato, operando esclusivamente a temperatura ambiente.
La seconda particolarità è che operando in un ambiente abbastanza inquinato da tante sostanze, parliamo di un giardino all'aria aperta o dove c'erano parecchi residui di varie sostanze, è chiaro che nell'aspirazione ha aspirato tutte queste sostanze. Per cui, nel momento in cui siamo andati a fare l'analisi, pur avendo una sensibilità altamente elevata, ha evidenziato, ha avuto un fondo, un rumore - cosiddetto rumore di fondo - tale da non poter permettere la discriminazione di eventuali picchi diciamo correlabili a dei vapori di esplosivo.
* Per cui praticamente, pur avendo una sensibilità elevata, non avendo la sensibilità soltanto per i nitrogruppi, ci ha dato un segnale che non era indicativo di nessuna specie.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io direi magari, a questo punto Presidente, potremo fare una...
PRESIDENTE: Benissimo, riprendiamo alle ore 15.00.
PRESIDENTE: Ci siamo tutti?
AVVOCATO Florio: Presidente...
PRESIDENTE: Sì.
AVVOCATO Florio: Sono l'avvocato Florio, buonasera.
PRESIDENTE: Dica.
AVVOCATO Florio: Senta, io avrei una esigenza che naturalmente prospetto alla Corte, così, ne è una prospettazione.
Poiché mi immagino, lo sappiamo, tra breve il - speriamo tra breve - il dottor Massari ci parlerà, tra gli altri episodi, anche dell'accertamento del 17 aprile '96. Cioè quello sulla Motoape del mio assistito, Lo Nigro.
Visto l'articolo 146 delle disposizioni attuative e compatibilmente, è ovvio, diciamo così, interpellando il personale della scorta, chiederei se Lo Nigro potesse sedere accanto a me.
PRESIDENTE: Sentiamo cosa...
AVVOCATO Florio: Se naturalmente la scorta ci dice che le esigenze di cautela sono comunque ravvisabili.
PRESIDENTE: Intanto sentiamo che cosa dice il Pubblico Ministero su questa richiesta.
PUBBLICO MINISTERO: Mah... che l'imputato Lo Nigro abbia il piacere di stare seduto accanto al suo difensori, io lo capisco perfettamente. Però si tratterà magari di combinare un po' le varie esigenze che ci sono.
E allora, siccome mi pare che nei confronti di Lo Nigro ci siano delle misure...
PRESIDENTE: Particolari.
PUBBLICO MINISTERO: ... per quanto riguardano lo stato di custodia particolarmente, non particolarmente penetranti, io riterrei che sia più opportuno che la richiesta non sia accolta.
PRESIDENTE: Possiamo conoscere esattamente quali sono, qual è lo stato in cui si trova? E' un 41-bis, è una misura di assoluta...
Il Pubblico Ministero, mi può rispondere?
AVVOCATO Florio: Il Pubblico Ministero, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per quanto ne so - ma non lo posso attestare io ovviamente - dovrebbe essere in regime di 41-bis.
PRESIDENTE: 41-bis. C'è il capo della scorta? Per cortesia, vuole avvicinarsi?
Buongiorno, capitano, lei vuole sedersi un momentino solo per avere una informazione.
Per cortesia, ci dice il suo nome, cognome, la sua qualifica...
CAPOSCORTA Masich: Capitano Mauro Masich, comandante Compagnia Firenze Oltrarno.
PRESIDENTE: Vorrei sapere se l'imputato Cosimo Lo Nigro è sottoposto a un qualche regime particolare.
CAPOSCORTA Masich: In regime di 41-bis.
PRESIDENTE: Avvocato, automaticamente, lei capisce che la sua richiesta non può essere accolta.
Mi dispiace, io avevo tutta la disponibilità, non era una cosa che mi creasse grossi problemi, ma dato questo particolare regime, non possiamo assolutamente consentire.
Grazie, capitano, mi scusi.
CAPOSCORTA Masich: Prego.
AVVOCATO Florio: La ringrazio lo stesso.
PRESIDENTE: Lei tuttavia, se crede, può rigirarsi lei al suo rappresentanto, per le eventuali richieste che dovesse fargli.
Vogliamo fare entrare allora il dottor Massari?
Si accomodi, dottore.
Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie. Ecco, dottor Massari, lei ha indicato, enumerandolo in ordine di data, anche un incarico conferitole il 22 di marzo del '95. E ha spiegato che si è trattato di un incarico con estensione dell'accertamento in date successive.
Ecco, andiamo direttamente ad illustrare il contenuto dell'incarico. Dopodiché le porrò le altre domande per andare abbastanza sbrigativamente verso le conclusioni di questo e poi dei successivi.
*TESTE Massari: Allora, i quesiti che riguardavano l'incarico del 22 marzo, riguardavano allora, riguardavano un autocarro bisarca targato CE 688137, intestato a Fionda Mario e che era affidato in custodia giudiziale alla ditta Teseo Alberto con sede in Pignataro Interanna; una autovettura Volvo 244 GLE targato ROMA X89538 in disponibilità di Di Natale Emanuele; un immobile di proprietà di Alè Giuseppe, posto in località Pastinacci di Capena, già nella disponibilità di Scarano Antonio.
Inoltre, del materiale repertato in data 27 febbraio '95 nell'appartamento in Roma via Dire Daua 2 piano II interno 8 di proprietà di Ruiz Maria Giovanna.
E ancora: dei divani sequestrati sempre nella villetta di Alè Giuseppe, località Pastinacci, nella disponibilità di Scarano in custodia giudiziaria, in quel momento affidati allo stesso Alè Giuseppe.
Di questi reperti dovevo fare la descrizione e verificare se c'erano tracce di esplosivi. Ed eventualmente stabilire le varie correlazioni con gli incarichi già precedentemente espletati.
Successivamente ci sono state, di questo incarico, delle estensioni. In particolare in data 26 aprile '95 su due reperti sequestrati sempre in via Dire Daua numero 2...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi nell'appartamento della signora Ruiz?
TESTE Massari: Nell'appartamento della signora Ruiz, secondo piano interno 8.
Sempre un ulteriore ampliamento il 29 aprile '95 sugli arredi esistenti presso l'appartamento della cantina di Roma in via Dire Daua numero 2 interno 8. Quindi la cantina di pertinenza dell'appartamento.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Massari: Il 5 maggio, sugli oggetti rinvenuti presso la villetta in località Pastinacci.
L'11 maggio su reperti sequestrati all'interno di un appartamento della proprietà di una proprietà SDC. Sempre in via Dire Daua.
Praticamente i vari incarichi sono stati svolti in maniera differenziata, soprattutto per quanto riguarda l'analisi con l'EGIS. Nel senso che, in alcuni punti, alcuni accertamenti sono stati effettuati direttamente sul luogo; ed altri accertamenti invece sono stati effettuati facendo l'analisi dei reperti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, rifacciamoci dall'autocarro targato Caserta, come abbiamo detto prima. Cioè la bisarca, ecco.
Lei, lo ha letto prima dal testo dell'incarico, si è recato nel luogo dove si trovava questo autocarro.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e ha proceduto con le metodiche che ha già illustrato alla Corte?
TESTE Massari: Ho proceduto con le metodiche già illustrate alla Corte, portando sul luogo lo strumento ed effettuando direttamente le analisi all'interno della cabina della bisarca.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Massari: E, facendo queste analisi all'interno della cabina della bisarca, praticamente abbiamo trovato delle tracce di esplosivi in esito positivo al sedile accanto a quello dell'autista, sul tunnel tra i due sedili, il materasso del lettino, la coperta del materasso e la tendina lato passeggero.
Di questi, dal momento che nell'incarico, l'incarico era stato fatto dalla Procura per la restituzione e il dissequestro della bisarca.
Per cui l'incarico specifico dato a me, era quello di verificare l'eventuale presenza di residuo esplosivo, e verificare se c'era la possibilità di repertare il materiale sul quale tale esplosivo aveva dato esito positivo.
Quindi, a seguito dell'incarico, io ho fatto un repertamento del materiale, una volta accertata la positività di alcune delle sue parti. E praticamente ho preso 9 reperti, in cui il reperto 1, è stato rivestimento esterno sedile lato passeggeri; il reperto 2: rivestimento in nylon del tunnel tra due sedili; i reperti 3 e 4: fodera del lettino inferiore; il reperto 5: rivestimento lettino superiore; il reperto 7: copertina letto inferiore; e il reperto 9: tendina della cabina.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, per intendersi, questi sono tutti reperti, quando un tappetino, quando una coperta, che sono stati fisicamente asportati dalla cabina di questo automezzo e sono stati quindi...
TESTE Massari: Sì, e messi nella disponibilità della Procura.
Sono stati sigillati, sono stati completamente chiusi. E quindi sono nella disponibilità per effettuare in qualsiasi momento delle analisi, sia collegis, sia con dei sistemi che abbiano la sensibilità e una selettività comparabile a quella dell'EGIS.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a proposito di questa bisarca, a me risulta - comunque il punto glielo propongo sempre in forma di domanda - lei, prima di avere questo incarico dalla Procura di Firenze, ne ha avuto qualche altro in relazione a questo mezzo, a questa bisarca?
TESTE Massari: Beh, sì. Praticamente quando ho avuto l'incarico di via Ostiense da parte della Procura di Roma, nella persona del dottor Piro, ho avuto anche l'incarico di verificare se, all'interno della bisarca, ci fosse un qualche, diciamo un cassetto, un qualche cosa idoneo a nascondere, ad occultare del materiale da trasportare. E a verificare se la cabina, nella cabina, ci fossero tracce di esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi siamo all'epoca, alla stessa epoca del primo accertamento fatto in via Ostiense?
TESTE Massari: Sì, siamo sempre all'epoca del settembre '94.
PUBBLICO MINISTERO: Settembre '94.
TESTE Massari: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quindi, già nel settembre '94, alla richiesta della Procura di Roma, lei ha sottoposto ad accertamenti la...
TESTE Massari: La bisarca, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... la bisarca. Ecco...
PRESIDENTE: Mi scusi Pubblico Ministero, abbia pazienza.
Vuole verificare se il microfono le funziona?
PUBBLICO MINISTERO: Il microfono è sicuramente acceso, anche se io stesso mi rendo conto che funziona male, ma non è...
PRESIDENTE: Vuole sentire, per favore, se riceve dal Pubblico Ministero?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Va be', dice di sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' acceso.
PRESIDENTE: E' acceso. Ora si sente.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, in occasione di questo primo...
Ma mi rendo conto che funziona peggio, perché se mi allontano anche di qualche centimetro, non, sento che è sordo. Si deve cambiare?
Dunque, in occasione di questo primo accertamento fatto a richiesta della Procura di Roma, ecco, che tipo di strumentazione aveva adoprato, dottor Massari, e che risultati aveva ottenuto?
TESTE Massari: Allora...
PUBBLICO MINISTERO: A quello che ho capito le era stato chiesto di controllare anche se sulla bisarca ci poteva essere un qualche vano che potesse essere stato utilizzato per trasportare suppongo esplosivi, visto che lei si occupa di esplosivi e non di francobolli.
TESTE Massari: Sì. Sì, un vano che potesse servire per trasportare del materiale in modo occulto. E l'accertamento fu negativo, in quanto non trovammo nessun vano.
Per quanto riguarda invece gli esplosivi, l'accertamento fu positivo. E nei vapori presenti all'interno della cabina, trovammo tracce di esplosivo. In particolare di T-4.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, dottor Massari: utilizzò per caso la stessa attrezzatura che poi portò anche in via Ostiense?
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quella che ha già illustrato alla Corte prima della sospensione?
TESTE Massari: Sì, sì. Utilizzai la stessa attrezzatura, cioè lo Scintrex EVD 8000 che avevamo, come ho già spiegato allora, in prova.
E mentre in via Ostiense ottenemmo dei risultati completamente negativi, all'interno della bisarca ottenemmo dei risultati positivi per la presenza del T-4.
Su, però in questo caso, parliamo sempre sui vapori presenti all'interno della cabina della bisarca.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, solo all'interno della cabina trovò una risposta positiva per esplosivi.
TESTE Massari: Sì, solo all'interno della cabina, delocalizzata ripeto, delocalizzata all'interno della cabina, in quanto stavamo utilizzando un rivelatore che esaminava soltanto i vapori. Quindi non il particellato.
PUBBLICO MINISTERO: Per delocalizzato, lei intende, non in un posto specifico.
TESTE Massari: No, in un posto specifico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, qual è la ragione per la quale se, facendo quel certo accertamento a settembre, con quella certa apparecchiatura, aveva ottenuto una risposta di quel tipo che non è sovrapponibile a quella che lei invece ha ottenuto poi con l'impiego dell'EGIS a seguito dell'incarico datole dalla procura di Firenze.
TESTE Massari: Beh, diciamo che la risposta è in parte sovrapponibile, perché anche nel caso dell'EGIS abbiamo trovato dei vapori, dei residui di ET-4.
Il discorso di fondo è sempre lo stesso: che nel caso dell'EGIS, noi operiamo sia sui vapori, sia sul particellato. E quindi, nel caso dell'EGIS, possiamo andare ad individuare esattamente i punti da cui si generano questi vapori. In quanto il particellato viene in parte superficialmente evaporizzato per dare origine a quei vapori che poi vengono analizzati nello strumento.
PUBBLICO MINISTERO: Molto bene.
TESTE Massari: Nel caso dell'EVD 8000 noi lavoriamo a temperatura ambiente, vediamo soltanto quei vapori che in quel momento sono in equilibrio con l'ambiente all'interno della cabina.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ecco, occupiamoci ora invece di quanto le è risultato dagli accertamenti effettuati sull'appartamento di via Dire Daua, chiamiamolo appartamento Ruiz, e l'accessorio. Cioè a dire la cantina.
TESTE Massari: Sì. Allora, l'appartamento in via Dire Daua, diciamo che gli accertamenti sull'appartamento hanno avuto uno svolgimento un po'...
PUBBLICO MINISTERO: Particolare.
TESTE Massari: Articolato, sì. Perché noi, le prime analisi, le abbiamo fatte su dei tamponi effettuati in un sopralluogo fatto da personale il 22 febbraio 1995.
Da questo primo, da queste prime analisi, abbiamo ottenuto dei residui di esplosivi organici ad alto potenziale in quella che inizialmente era stata la camera da letto; sulla parte sia superiore che inferiore di un tappeto che si trovava nel soggiorno; su alcune zone sempre del divano presenti nel soggiorno.
E, inoltre, su due materassi trovati in cantina, privi di custodia esterna. E in una quantità abbastanza elevata, quindi non a livello di overload, ma in quantità superiore a quelle che sono le normali tracce trovate con questo strumento, su un foglio di plastica che era stato repertato sul pavimento tra il frigorifero e la porta della cucina dell'appartamento.
PUBBLICO MINISTERO: Per quali specie di esplosivi, dottor Massari?
TESTE Massari: Dunque, le specie esplosive... Questo è l'allegato 18...
Allora, come si può vedere dalla tabella, le specie esplosive, in questo caso, sono state, allora, sono state: il GDN nitroglicerina nella camera da letto sul tampone fatto anche su due sedie, su due poltroncine presenti nella camera da letto: EGDN nitroglicerina sul tappeto, sia lato inferiore che superiore; EGD nitroglicerina e tracce di pentrite sul divano del materasso, sul materasso del divano presente nel saloncino, nel soggiorno; EGDN nitroglicerina e pentrite sopra i cuscini del divano; EGDN nitroglicerina e pentrite sul divano, sempre sui cuscini; EGDN nitroglicerina e pentrite sullo schienale.
Poi, sul telo di polietilene, quello trovato tra il frigorifero e la porta della cucina, abbiamo trovato tracce di EGDN nitroglicerina, di NT T-4, e quantità abbondanti di tritolo.
Nella cantina, sul materasso A, abbiamo trovato EGDN nitroglicerina TNT pentrite ET-4; e sul materasso B EGDN pentrite e TNT.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma successivamente ha fatto...
TESTE Massari: Successivamente, praticamente il 26 aprile, sono state fatte delle ulteriori analisi su alcuni, su dei materiali che si trovavano sempre nel punto tra il frigorifero e la porta della cucina.
In particolare c'erano delle scope, degli stracci. E, in questo materiale, praticamente abbiamo trovato gli stessi esplosivi che avevamo trovato, che avevamo individuato in precedenza sul telo di plastica.
In particolare di due scope, una con l'asta verde, abbiamo trovato EGDN nitroglicerina; su una busta contenente scopa e detriti vari, era praticamente una busta dove venivano gettati dei rifiuti, abbiamo trovato EGDN nitroglicerina, DNT e tritolo.
Su uno straccio: EGDN e nitroglicerina ET-4; su un altro: EGDN ET-4. E infine, sull'ultimo straccio, del T-4.
Naturalmente, nella tabella che è quella a pagina 67 della nota, ci sono poi l'elenco di tutti gli altri materiali che, pur essendo stati esaminati, hanno dato esito negativo.
PUBBLICO MINISTERO: Dove si legge Clear.
TESTE Massari: Dove si legge Clear, è perché praticamente lo strumento non ha dato risposta.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Massari: Poi, sempre continuando in via Dire Daua, il giorno 28 aprile '95 siamo intervenuti direttamente in via Dire Daua con lo strumento, lasciando naturalmente lo strumento in cortile. E facendo i vari prelievi, le varie aspirazioni con la sonda, nell'appartamento e nella cantina.
E quindi facendo l'esame direttamente sul luogo.
In questo caso abbiamo trovato, per quanto riguarda la cantina, abbiamo trovato delle tracce di EGDN e T-4 su un mobile presente nella cantina.
Per quanto riguarda l'appartamento, abbiamo trovate tracce di tritolo sul muro, sia nella parte bassa. All'ingresso di questo appartamento c'era un divano a muro.
Forse... Ecco, faccio vedere un attimo le fotografie dell'appartamento in via Dire Daua 2, dove abbiamo operato.
Praticamente, questa prima fotografia che è la foto numero 18, mostra il tappeto ed il divano dove abbiamo trovato residui di esplosivi sia sui cuscini, sia sullo schienale, sia all'interno del materasso contenuto nel divano.
Poi, nella foto numero 19, c'è una lista d'insieme della cucina, dove già si nota, nell'angolo qui a sinistra, le scope poggiate, più gli stracci.
E, ecco, questi sono stati evidenziati nel particolare della foto numero 20, dove si vede anche la busta, o la parte di materiale plastico trasparente, all'interno del quale sono state trovate le varie tracce di esplosivo.
Questo della foto numero 21 è l'armadio che si trova all'ingresso dell'appartamento, all'interno del quale, nella parte bassa, sono state trovate tracce di esplosivo.
Questo è l'armadio aperto con dentro le varie parti che abbiamo trovato in quel momento.
Nella foto numero 23 invece troviamo i mobili che erano accatastati dentro la cantina.
E, nella foto 24, stessa cosa: i mobili nella cantina.
Nella foto numero 25 troviamo quella che doveva essere stata la camera da letto, dove abbiamo trovato tracce abbastanza consistenti di pentrite. Sia al di sopra del battiscopa di legno che corre lungo tutta la stanza, sia all'interno di alcuni cassetti del mobile che si vede in questa fotografia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora, per quanto riguarda il foglio di politene trasparente, per quanto riguarda gli stracci, le scope e quant'altro, è stato tutto repertato perché si tratta di materiali per altro sottoposti a sequestro.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi glielo domando giusto per completezza: si è provveduto alla loro assicurazione in vista di ogni eventuale necessità, secondo le tecniche che ha già illustrato?
TESTE Massari: Sì, sì, i vari oggetti sono stati repertati, catalogati, sigillati e messi a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Massari, ma per quanto riguarda l'appartamento inteso come ambiente nella sua fisicità, ecco, com'è che si è provveduto?
Lei, nella risposta, se è in grado di fornirla, faccia anche riferimento anche alle disposizioni che ha ricevuto, come si è provveduto per assicurare appunto la conservazione in vista di ogni necessità del processo e dei materiali, tracce o no, che fossero presenti, che so, in cucina piuttosto che nella camera, nel saloncino...
Penso che lei sappia che questo appartamento è stato riconsegnato alla proprietaria.
TESTE Massari: Praticamente, com'è descritto anche all'interno della relazione, abbiamo fatto dei tamponi su tutte le parti in cui erano risultate tracce di esplosivo.
Quindi parlo dell'armadio a muro, dello zoccolo della camera da letto, del salotto, sotto il divano, il pavimento, nella cucina, nella cantina, su tutti i mobili, praticamente sono stati fatti dei reperti, sono state fatte delle asportazioni di eventuale materiale presente.
E i vari tamponi sono stati sigillati, repertati e messi a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, i tamponi sono stati realizzati sul posto?
TESTE Massari: Sì, sono stati realizzati sul posto lo stesso giorno che avevamo fatto l'accertamento.
Praticamente, man mano che facevamo l'accertamento e che avevamo dei dati a carattere positivo, nei punti in cui effettuavamo l'accertamento, facevamo anche i tamponi che poi venivano, sono stati sigillati e chiusi separatamente.
PUBBLICO MINISTERO: Lei non ha più avuto bisogno di manomettere, per così dire, le confezioni dei tamponi, o viceversa ha dovuto, per qualche ragione, aprire questi reperti contenenti quanto il tampone, quanto anche lo straccio o che altro sia?
TESTE Massari: No, no, io non ho più aperto niente. Sono stati sigillati in quel giorno e sono stati consegnati.
E praticamente, ecco, da...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottore...
TESTE Massari: ... quello che si vede, l'unico ambiente che praticamente è risultato... Diciamo che abbiamo trovato gli esplosivi un po' in tutto l'appartamento.
L'unico ambiente che era esente da esplosivi, è risultato soltanto il bagno.
Perché per quanto riguarda gli altri ambienti, in vari punti abbastanza diciamo riconoscibili, abbiamo sempre trovato dei residui di esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Massari, mi rifaccio a quelle precisazioni che forniva sull'esito degli accertamenti nella cantina.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il fatto che gli accertamenti abbiano dato risposta positiva, vuole dire che in quella cantina è stato custodito esplosivo?
TESTE Massari: Ma no, qui bisogna fare una premessa: che quando parliamo di questi residui di esplosivo, noi possiamo dire che possiamo avere due tipi di tracce. Delle tracce provenienti da una contaminazione diretta e delle tracce provenienti da una contaminazione indiretta.
Per fare un esempio: se io trovo dell'esplosivo all'interno di un portabagagli di una autovettura, posso pensare che, all'interno di quel portabagagli, abbia viaggiato un pacco, un qualche cosa contenente esplosivo.
Se io trovo dell'esplosivo su un tappetino di una automobile, posso pensare, sia che l'esplosivo derivi da un pacco poggiato lì per terra, sia che l'esplosivo sia stato, diciamo derivi dalle suole delle scarpe di una persona che abbia lavorato con degli esplosivi e che quindi sia stato contaminato dagli esplosivi.
Quindi il fatto di trovare l'esplosivo in dei punti dove sicuramente non c'era la possibilità che non ci siano andati dei pacchi di esplosivo, è semplicemente perché c'è una contaminazione indiretta come quella che posso trovar sullo schienale di una autovettura, o sul volante dell'autovettura.
E' chiaro che quello è stato contaminato da una persona che, avendo toccato l'esplosivo, lo ha poi trasferito sul volante o sullo schienale del sedile.
PUBBLICO MINISTERO: Perché si abbia, questa contaminazione indiretta, come la chiama lei, occorre che intercorrano tempi brevi tra la contaminazione primaria e la contaminazione secondaria o indiretta, oppure si può avere una contaminazione trasferita anche a distanza di tempo?
TESTE Massari: Beh, no. Si può avere... Se uno ha utilizzato gli stessi vestiti che sono rimasti contaminati, o le stesse scarpe, diciamo nel maneggiare o nel preparare dell'esplosivo, è chiaro che gli stessi vestiti possono restituire le particelle che hanno acquisito anche nel tempo.
Quindi, per contatto, per strofinio, ci può essere questo trasferimento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, tanto per dare una indicazione ancora più concreta sotto questo profilo, nell'ipotesi che una qualche specie esplosiva di quelle di cui ci siamo occupati, ad esempio il tritolo, venga a contatto con un vestito, oppure venga a contatto con lo schienale in pelle o in stoffa di un seggiolino di una macchina, ecco, la permanenza di queste particelle di tritolo o sul vestito... Ecco, secondo la letteratura, secondo le conoscenze scientifiche, secondo anche la sua esperienza personale, la permanenza nel tempo si può quantificare nell'ordine dei giorni, delle settimane, dei mesi, degli anni?
TESTE Massari: Eh, praticamente non è proprio quantificabile. In quanto questo è materiale che di per sé non si distrugge.
Cioè, non è che... Ci sono dei materiali, per esempio, deliquescenti che con l'umidità dell'aria tendono a degradare.
Questo è un materiale che nel tempo non si distrugge. Per di più si è in un luogo riparato. E quindi come può essere all'interno di una automobile, o all'interno di un appartamento. Se non c'è un lavoro di pulizia e quindi di asportazione meccanica o con dei solventi, praticamente questo materiale può restare, resistere per anni.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dopo le indagini fatte nell'appartamento della signora Ruiz, lei ha fatto delle indagini - ci stava dicendo - anche su una automobile Volvo.
TESTE Massari: Sì, su una Volvo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole illustrare sinteticamente...
Facciamo così, dottor Massari, d'ora in poi: se non ci sono variazioni nella metodologia di accertamento, o circostanze particolari da segnalare, ecco, mano mano che si cita il singolo reperto, mezzo, o che altro sia, lei passi senz'altro ad indicare i risultati definitivi dell'accertamento.
TESTE Massari: Sì. Nel caso della Volvo abbiamo trovato residui, tracce di esplosivo. E in particolare tracce di tritolo, in quantità abbastanza elevata.
Tant'è vero che lo abbiamo proprio evidenziato come dicendo nella relazione che il tritolo, le quantità individuate per il tritolo sono risultate superiori alla soglia strumentale.
Quindi, praticamente, lo strumento è andato in overload e ha generato allarme.
E, in questo caso, all'interno della Volvo, le tracce sono state trovate sia nella parte anteriore della macchina, sia nella parte posteriore. Però è risultato negativo il bagagliaio.
Quindi, praticamente, è risultato inquinato tutta la macchina, ad eccezione del bagagliaio.
PUBBLICO MINISTERO: Parlava di tritolo, o c'era qualche altra...
TESTE Massari: C'era, in particolare, tritolo; ma i due esplosivi individuati sono pentrite e tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Poi si parlava di un altro appartamento: il largo Giulio Capitolino.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come...
TESTE Massari: Qui abbiamo avuto soltanto dei reperti che erano stati, del materiale repertato in data 22 febbraio '95.
E, in questo caso, abbiamo individuato tracce di alcuni esplosivi fatti su un tampone fatto su due sedie del salottino abbiamo individuato EGDN nitroglicerina, dinitrotoluene e tritolo.
Poi c'era della polvere sul pavimento del letto matrimoniale, dove abbiamo trovato EGDN e tritolo.
Inoltre della polvere, sempre sotto il letto matrimoniale. Quindi però in una bustina separata, dove abbiamo trovato EGDN, nitroglicerina, DNT, tritolo e pentrite.
Anche se la pentrite soltanto in tracce.
PUBBLICO MINISTERO: In questo caso lei non ha portato la sua apparecchiatura in largo Capitolino.
TESTE Massari: No. In questo caso ho avuto i reperti in laboratorio. Quindi ho fatto una analisi aspirando sui vari reperti. E una volta che ho visto, ho ottenuto un segnale positivo, ho riconfezionato i reperti, li ho sigillati e li ho messi a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si parlava ancora, sempre nel contesto di questa complessa attività di accertamento che nasce dall'incarico del 22 marzo '95 - ridiciamolo per chiarezza dei punti di riferimento al nostro discorso - di un appartamento, o per meglio dire, di una villetta in località Pastinacci di Capena.
TESTE Massari: Sì, anche questo della villetta, diciamo che è stato un po' articolato come accertamento, in quanto abbiamo fatto un primo accertamento su dei tamponi e reperti effettuati dalla DIA in data 9 febbraio '95. E poi, direttamente sul posto, in data 4 maggio '95.
Per quanto riguarda ecco la villetta di Capena, prima di parlare dei vari punti dove abbiamo trovato diciamo gli esplosivi, ecco...
Questo, praticamente, è uno schema della villetta...
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Massari, abbia pazienza. Dottor Massari, abbia pazienza.
TESTE Massari: Mi dica.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome in prima battuta lei ha analizzato - adopriamo questo termine - il materiale che veniva dal sequestro della DIA del 9 febbraio del '95. E solo in un secondo momento mi ha detto è andato in luogo con la sua attrezzatura.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, aggiorniamo la Corte sui risultati della prima fase di accertamento.
TESTE Massari: Allora, per quanto riguarda l'analisi dei reperti diciamo, degli oggetti repertati e sequestrati dalla DIA, noi abbiamo trovato un segnale positivo su tre cuscini che ci sono stati consegnati: positivo per EGDN, nitroglicerina, DNT e tritolo.
Poi, analisi ancora positiva per un lenzuolo, un coprimaterasso e due cuscini di un altro letto, dove abbiamo trovato positivo per EGDN, nitroglicerina, DNT e tritolo, con un segnale abbastanza intenso per quanto riguarda il tritolo.
Inoltre, su dei piatti e dei barattoli, abbiamo trovato segnale positivo per EGDN, nitroglicerina e un segnale molto intenso per il tritolo.
Inoltre abbiamo trovato un segnale positivo per quanto riguardava dei guanti: per EGDN, nitroglicerina, DNT e tritolo.
Poi, un copertone e un blocco notes, sempre per EGDN, NG e tritolo.
Praticamente questi componenti li abbiamo trovati in quasi, in tutti i reperti che ci hanno mandati, ad eccezione di una calcolatrice dove - sulla cui tastiera - non abbiamo trovato assolutamente niente.
Successivamente, ecco, come dicevo, abbiamo fatto una analisi direttamente sul posto portando lo strumento sul posto. E, in questo caso, abbiamo trovato...
PUBBLICO MINISTERO: In che data, dottore? In che data?
TESTE Massari: Il 4 maggio 1995. E, in questo caso, abbiamo praticamente individuato tracce di esplosivi sia sulle parti componenti dei divani letto, sia sui guanti, su un blocco notes.
Praticamente abbiamo riconfermato quanto già era stato fatto in precedenza ritrovando praticamente questi esplosivi in modo delocalizzato in quasi tutte le zone della villetta, compresi in alcuni punti, tipo... Se io, ecco, faccio vedere direttamente la suddivisione.
Allora, partendo dalla prima stanza che abbiamo esaminato, c'era un divano dove abbiamo trovato tracce di nitroglicerina e di tritolo.
Poi, un lenzuolo su un divano a tre posti, dove abbiamo trovato tracce di nitroglicerina e T-4.
Il materasso del divano, dove abbiamo trovato tracce di EGDN, nitroglicerina e tritolo.
Un armadio, nella cui parte superiore abbiamo trovate tracce di nitroglicerina.
Poi abbiamo trovato tracce sul pavimento di una seconda stanza e tracce sullo zoccolo e sui radiatori, il radiatore del riscaldamento e sugli interruttori.
Sulla terza stanza abbiamo trovato sempre tracce di nitroglicerina, DNT e tritolo.
Sul divano a fiori...
PUBBLICO MINISTERO: E anche pentrite, mi pare.
TESTE Massari: No, la pentrite l'abbiamo trovata poi...
PUBBLICO MINISTERO: Sul divano a fiori della terza stanza.
TESTE Massari: ... nel piano interrato...
PUBBLICO MINISTERO: No...
TESTE Massari: No, scusi, eh. Perché... Sì, la pentrite l'abbiamo trovata sempre sul divano a fiori che è la terza stanza.
PUBBLICO MINISTERO: Io almeno vedo un più.
TESTE Massari: Sì, esatto. E, anzi, l'abbiamo trovata in quantità, sia qui, sia nell'accertamento precedente, in quantità abbastanza elevata.
Praticamente qui si è verificato quasi lo stesso episodio che si era verificato nella stanza dell'appartamento di via Dire Daua, dove abbiamo trovato della pentrite in tracce abbastanza elevate lungo lo zoccoletto che era intorno alla stanza.
Abbiamo trovate poi tracce nel bagno, soprattutto per quanto riguarda la tenda della doccia.
E, nel piano interrato, ne abbiamo trovate un po'... su tante parti. Per esempio nell'angolo del camino, sul camino c'erano dei barattoli in cui abbiamo trovato tracce di EGDN, tritolo e T-4.
C'era uno zainetto verde, dove abbiamo trovato quantità abbastanza, un segnale abbastanza intenso di nitroglicerina, DNT e tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Mi sono distratto un attimo, dottor Massari. Stava parlando di uno zainetto?
TESTE Massari: Sì, di uno zainetto di colore verde che abbiamo repertato nel seminterrato. E, all'interno del quale, abbiamo trovato delle tracce di nitroglicerina, DNT e tritolo.
Poi, su una scopa, abbiamo trovato...
PUBBLICO MINISTERO: Tutto dentro lo zainetto.
TESTE Massari: Nello zainetto, sì.
Poi, una scopa che era sopra a un lavello sempre nel piano seminterrato, dove abbiamo trovato tracce di nitroglicerina, DNT e tritolo.
Su uno straccio, dove c'erano tracce di DNT e tritolo. E su altri oggetti, per arrivare al fatto che abbiamo trovato anche tracce all'esterno della casa, all'esterno della villetta, nelle vicinanze del forno e del pozzo, delle tracce di nitroglicerina e di dinitrotoluene e tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, devo fare, chiedere una cortesia: per ragioni che lei non è tenuto a conoscere, avrei bisogno un attimino che lei illustrasse, magari aiutandosi con le fotografie, queste indicazioni che forniva circa questi primi reperti di questa elencazione, l'ultima.
Cioè a dire: il divano a tre posti, il materasso divani...
TESTE Massari: Allora, il divano a tre posti è questo della foto numero 30.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo di questo bel color fucsia.
TESTE Massari: Sì, di questo colore fucsia.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
TESTE Massari: Dove abbiamo trovato, come ho detto, tracce di esplosivi un po' in tutti i punti del divano e anche sotto il divano, sotto i cuscini.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Massari: Poi, questo è il camino che stava nella parte, nel seminterrato, dove abbiamo trovato comunque tracce di esplosivo in alcuni barattoli che erano nelle vicinanze del camino.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Massari: Questo è un cesto, all'interno del quale abbiamo trovato ancora tracce di esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Massari: Questo è lo zainetto, dove ecco, si vede meglio nella foto numero 34, lo zainetto vede, nel cui interno abbiamo trovato tracce di esplosivo.
Ed infine, se vediamo un attimo lo schema che è quello che stavo mostrando all'inizio...
Ecco, questa è la parte retrostante la casa, dove c'era un piccolo giardinetto dove c'è un pozzo. C'è un forno e abbiamo trovato tracce di esplosivo soprattutto in corrispondenza qui nei punti intorno al forno.
PUBBLICO MINISTERO: Al forno. Senta, questo accertamento positivo all'esterno per l'appunto nelle vicinanze di questo forno, o camino che sia. Penso che sia più un camino che un forno, ma insomma è la stessa.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in qualche modo voi siete riusciti sul momento a collegarlo a qualche altro reperto sempre dico messo, preso in considerazione nell'occasione?
TESTE Massari: No, nell'occasione non siamo riusciti a dare una spiegazione del perché all'esterno ci potessero essere delle tracce di esplosivi.
Abbiamo fatto anzi, la prova l'abbiamo ripetuta parecchie volte, proprio perché era un fatto abbastanza strano, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, dottor Massari, ma oltre che rilevare positivamente questa contaminazione da esplosivo esternamente, avete operato, che ne so, effettuando escavazioni, spostando materiale...
TESTE Massari: Non in quella occasione.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, in quella occasione non avete compiuto nessuna operazione...
TESTE Massari: No, no, nessuna operazione di scavo, di...
PUBBLICO MINISTERO: Di modifica, voglio dire, dello stato dei luoghi.
TESTE Massari: ... modifica di ambiente. Assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Lei può anticipare che se in quel luogo ci è tornato, a distanza di quanto tempo...
TESTE Massari: Sì, diciamo che la spiegazione...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, mi scusi dottor Massari.
Qui siamo a maggio del '95.
TESTE Massari: Sì, il 4 maggio.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ci è tornato...
TESTE Massari: Io sono tornato a seguito dell'ulteriore incarico avuto il 20 settembre del '95, in quanto su indicazione del magistrato mi fu indicato di fare una ricerca di materiale nel giardino, nel punto vicino al pozzo.
E, in quel caso, facemmo degli scavi all'interno del giardino. Quindi scavammo parecchio, circa, facemmo una buca di oltre un metro di profondità. E trovammo, all'interno della terra, man mano che scavavamo, trovammo dei frammenti di corda e dei frammenti di scotch, di nastro adesivo che, esaminati all'EGIS, in quanto anche in quella occasione avevamo lo strumento sul posto, indicar una presenza di esplosivo. In particolare sulla corda c'era un'alta concentrazione di tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo tanto è un punto sul quale si dovrà trascorrere magari con il dottor Vadalà.
Proseguiamo con gli incarichi che gli sono stati conferiti in via esclusiva, per così dire, ecco.
TESTE Massari: Il successivo...
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha indicato l'incarico ricevuto il 17 luglio del '95 che aveva a che fare con una FIAT Uno.
TESTE Massari: Sì, nell'incarico del 17 luglio, io ho avuto l'incarico... Allora, ecco qui: 17 luglio.
Allora, premesso che:
"Con decreto 20 giugno '95 eseguito in Palermo in data 23/06/95, è stato eseguito il sequestro dell'auto FIAT Uno recante targa ROMA 555204V, relativa all'auto poi già demolita, già intestata a Fiori Patrizia, rinvenuta nella disponibilità di Zota Giuseppe di Palermo.
Proceda il consulente all'esame del veicolo sovramenzionato, nonché all'applicazione con la strumentazione ritenuta adeguata delle metodiche di ricerca repertazione e ad analisi confacente allo scopo.
Stabilisca, quindi, il consulente richiesto, se nel veicolo anzidetto siano presenti tracce e specie esplodenti. E determini altresì i numeri e gli altri dati identificativi all'origine del veicolo sequestrato a Zota Pasquale".
Praticamente in questa, all'interno della FIAT Uno, furono trovate tracce abbastanza intense di dinitrotoluene, pentrite e T-4; sia all'interno del portabagagli, sia in particolare su una fettuccia di tela del tipo impiegato per aprire e chiudere le tapparelle delle finestre; e avendo anche dei casi d'allarme per quanto concerne la pentrite. Se...
PUBBLICO MINISTERO: A livello di? A livello di quale parte del veicolo?
TESTE Massari: A livello... Aspetti, che...
PUBBLICO MINISTERO: Questo allarme pentrite, allarme PETR.
TESTE Massari: Ora vediamo, eccolo qui.
Allora, nel cofano posteriore abbiamo avuto proprio un allarme da pentrite che viene anche indicato nella tabella.
Dopodiché abbiamo trovato, nel posto guida, EGDN e DNT e pentrite. Nel posto, nel sedile sotto le foderine, tracce di pentrite. E poi, in uno straccio bianco nel cofano posteriore, tracce di T-4. In un cartone che era nel cofano posteriore, tracce di pentrite.
Poi c'erano degli scopettini che erano stati utilizzati per pulire la macchina. E abbiamo trovato tracce di nitroglicerina.
Poi, nella fettuccia, come ho già detto abbiamo trovato pentrite e T-4.
Nel cofano, ancora, dinitrotoluene e pentrite.
E sulle tendine e sul sedile posteriore, tracce di pentrite e di dinitrotoluene.
Praticamente quasi tutta la macchina risultava contaminata da questi esplosivi. E non solo la macchina, ma anche il cofano. E in particolare, il cofano per la pentrite e i vari oggetti contenuti all'interno del cofano.
Quindi, per quanto riguarda il primo incarico, naturalmente la macchina è stata poi risigillata nelle stesse condizioni in cui è stata all'inizio. E cioè con i sigilli che sono stati rotti da noi nel momento in cui abbiamo effettuato l'analisi, abbiamo chiuso e sigillato anche le varie parti esaminate e riportate, ecco, nella foto numero 5, dove c'è il cartone e nella foto numero 6...
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego, dottore. La seguo.
TESTE Massari: E della foto numero 6, dove ci sono le varie parti trovate all'interno del cofano utilizzate per la pulizia della macchina.
Ecco ancora i vari particolari nella foto 7 e nella foto 8.
Tutti questi materiali sono stati naturalmente sigillati, rimessi all'interno del cofano della macchina. La macchina è stata risigillata, chiusa e lasciata alla disponibilità.
Questo, naturalmente, dopo aver ricercato per la seconda parte dell'incarico ed identificato. Ricercato intanto i dati identificativi dell'autovettura e trovato il numero di telaio dell'autovettura, vero - perché era stato contraffatto - e tutti i dati identificativi che sono stati poi comunicati all'Autorità Giudiziaria.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, anche se è quasi superfluo, mi legge per cortesia il numero di telaio che lei identificò nell'occasione?
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Così lo lasciamo nella registrazione.
TESTE Massari: Allora, il numero di telaio che io ho identificato, allora il numero contraffatto era: ZFA 146000. E questo, praticamente, questa prima parte rappresenta l'identificazione della marca, del Paese e del tipo di macchina.
Quindi: Italia, FIAT Uno, come tipo di macchina. E poi il numero del telaio era: 02057427.
Il numero originale invece era, fermo restando la prima parte che, ripeto, riguarda soltanto i dati identificativi del Paese, della fabbrica e del tipo di macchina, il numero era: 07391682.
Ed inoltre, da un'altra targhetta che si trovava sull'autovettura, abbiamo potuto risalire che mentre questa autovettura aveva un colore intorno al grigio topo, come viene normalmente definito, il colore invece della macchina da cui derivava il telaio e la targhetta, doveva essere un colore bianco, perché asportando la vernice messa sopra, è venuto fuori il bianco della vernice originaria.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, passiamo all'incarico successivo che lei ha ricevuto il 20 settembre del '95. Di che si trattava?
TESTE Massari: Il 20 settembre del '95 praticamente dovevo esaminare un fuoristrada Mitsubishi modello Pajero targato Rieti 154444 intestato a Scarano Massimo.
Ed inoltre dovevo effettuare delle analisi nella villetta di Capena, le analisi di cui già ho parlato, in quanto questa è la consulenza che mi è stata data in data 20 settembre '95.
Praticamente, per quanto riguarda la macchina...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, mi scusi dottor Massari.
TESTE Massari: Sì, mi dica.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, la può fare dopo aver sintetizzato il risultato dell'accertamento sull'automobile.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché vorrei che alla Corte rappresentasse specificamente com'era congegnato il quesito che riguardava la villetta di Capena, in questa occasione.
TESTE Massari: Allora, per quanto riguarda la macchina praticamente abbiamo avuto esito positivo e con allarme per quanto riguarda la pentrite. E, in un punto, dell'EGDN, su alcuni oggetti che si trovavano all'interno della macchina.
In particolare un maglione bianco più un telo tenda e un rotolo di nastro adesivo per pacchi, dove abbiamo trovato tracce di nitroglicerina, DNT e TNT.
Sul maglione bianco e sul telo tenda abbiamo trovato: pentrite ed EGDN, ma soprattutto pentrite con segnale di allarme.
Mentre abbiamo trovato tracce nel cofano posteriore di EGDN e nitroglicerina e DNT. E tracce ancora nel cofano posteriore, sia con oggetto, sia vuoto - abbiamo fatto tutte e due le prove - di EGDN.
Mente, negli altri punti della macchina, il risultato è stato completamente negativo.
Quindi praticamente, per quanto riguarda la Mitsubishi, tutti i dati si sono concentrati sul cofano posteriore, sia sul cofano vero e proprio, sia sugli oggetti che abbiamo repertati all'interno del cofano.
Per quanto riguarda la villetta, il quesito era espresso, era stato espresso in questo modo:
"Premesso altresì le attività di individuazione dei luoghi eseguiti dal Pubblico Ministero in Roma il 13/09/95 ed in particolare quello espletato in territorio di Capena nella villetta attualmente nella disponibilità della signora Franco Claudia, nata a Roma il 04/03/1964, attività che hanno portato alla identificazione di un preciso punto del retrostante giardino, oggetto anche di riprese fotografiche realizzate in luogo dal personale DIA che ha coadiuvato il Pubblico Ministero, proceda, stabilisca...".
Dunque, va be', leggo tutto:
"Proceda il consulente all'esame del veicolo e del luogo indicati, effettuando anche congrue repertazioni di materiale terroso che, all'applicazione con la strumentazione ritenuta adeguata, delle metodiche di ricerche di analisi confacenti allo scopo".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il resto, poi è standard come tutte le altre...
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi vorrei che lei illustrasse con sufficiente dettaglio che cosa ha esattamente, come ha esattamente operato in questo preciso punto - così era il quesito che le era stato affidato - in un preciso punto del giardino retrostante la villetta, eccetera, eccetera.
Come ha operato, quali attività di repertazione ha fatto...
TESTE Massari: Praticamente abbiamo portato sul luogo l'EGIS, che naturalmente è stato standardizzato con il solito sistema che ho già illustrato per gli altri casi.
E abbiamo effettuato degli scavi nel punto che ci era stato indicato.
Operando in questo modo, man mano che veniva effettuato lo scavo, effettuavamo delle aspirazioni, quindi delle prove e dei saggi, sul terreno che veniva in qualche modo rimosso dalla buca. Quindi che veniva portato in superficie man mano che veniva fatta la buca. E praticamente tutte le analisi effettuate hanno dato, per quanto riguarda il terreno, esito negativo.
Praticamente tutto il terreno esaminato è risultato privo di tracce di esplosivi.
In mezzo al terreno però abbiamo trovato dei frammenti di nastro adesivo ed un frammento di una corda che hanno dato esito positivo.
In particolare, per quanto riguarda il frammento di corda, è stato positivo per la presenza di tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Dovrebbe essere a pagina 15, lo specchietto, dottore.
TESTE Massari: Sì, aspetti io qui c'ho i vari spettri che ho ottenuti, comunque anche guardando gli spettri praticamente abbiamo avuto sul nastro adesivo la presenza di EGDN, su un primo frammento. Su un secondo la presenza di EGDN e nitroglicerina e invece sulla corda un frammento, un segnale con allarme per quanto riguarda la presenza del tritolo.
E per mostrare quello di cui stiamo parlando, praticamente questo della foto numero 1 è il frammento di corda, mentre nella foto numero 2 abbiamo il frammento di nastro adesivo che è un frammento di nastro adesivo del tipo da pacchi, la stessa cosa nella foto numero 3 e nella foto numero 4. E per quanto riguarda la foto numero 6 abbiamo cercato di evidenziare ancora meglio nella foto numero 7, in cui è presente anche un metro, la buca che abbiamo ottenuto effettuando lo scavo nel punto che ci era stato indicato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottor Massari, visto che questo si può dare quasi come fatto notorio, non è che dovunque si scavi sotto terra e si trovano pezzi di scotch e cordicelle, voglio dire.
TESTE Massari: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nei dintorni di questo punto preciso del giardino, dove lei è andato col personale a effettuare questa operazione di scavo, c'era qualche cosa, qualche materiale, qualche attrezzatura, un qualche manufatto che avesse una qualche compatibilità con questo pezzettino di cordino, ovvero con questi spezzoni di scotch?
TESTE Massari: No. Praticamente non c'era niente che potesse avere attinenza e che potesse giustificare il fatto che trovavamo in mezzo alla terra dei frammenti di nastro adesivo o della corda.
Ripeto, l'unico segnale che avevamo avuto in precedenza, era quello di una presenza anomala di tracce di esplosivi in un punto del giardino. Però per quanto riguarda l'incarico di cui stiamo parlando in questo momento, abbiamo scavato in quel punto semplicemente perché mi è stato indicato che quello era il punto su cui scavare. Però, certamente, io mi aspettavo eventualmente più... scavando più, di trovare qualche cosa di diverso, una contaminazione del terreno e non di trovare dei frammenti all'interno che poi, analizzati, fossero risultati positivi.
Naturalmente questi frammenti sono stati sequestrati, sigillati, repertati e messi a disposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti dottor Massari, lei per quanto riguarda il frammento di corda ha parlato di un allarme tritolo.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per quanto riguarda i frammenti di nastro adesivo, che, se non mi sbaglio, in tutto sono quattro... Sono quattro i frammenti di nastro adesivo.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare che abbia...
TESTE Massari: In quel caso abbiamo trovato un segnale derivante da EGDN e...
PUBBLICO MINISTERO: Su tutti i frammenti?
TESTE Massari: No, su due frammenti.
PUBBLICO MINISTERO: Controlli, perché ho la sensazione sennò che dica un'inesattezza.
TESTE Massari: Sì. Allora, i primi tre frammenti di nastro adesivo hanno mostrato la presenza di una leggerissima traccia di EGDN, mentre il quarto frammento ha dato un segnale di allarme per la presenza di EGDN e nitroglicerina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi sono quattro.
TESTE Massari: Sono quattro, di cui tre soltanto una leggera presenza di EGDN e uno di EGDN e nitroglicerina, però tutti quanti sono risultati comunque inquinati o contenenti dei residui di esplosivi.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Massari, lei ha sotto gli occhi questo prospettino, che lei chiama anche tabula riassuntiva, di pagina 15?
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vorrei che spiegasse quello che ha affermato poco fa, alla luce di quello che risulta al RUN, non so se questa voce sia inglese.
TESTE Massari: Sì il RUN, praticamente questo è una cosa che abbiamo messo in più perché praticamente è lo strumento...
PUBBLICO MINISTERO: Ora non ci perdiamo in queste sottigliezze.
TESTE Massari: Okay.
PUBBLICO MINISTERO: Casomai se la Corte ha bisogno di chiarimenti, glielo chiedo.
Dunque, 5432, 5434.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Terreno e buca terzo strato, terreno e buca quarto strato. La conclusione quale è stata?
TESTE Massari: Qui sono stati degli strati che abbiamo... diciamo che man mano che facevamo le analisi, come ho detto in precedenza, facevamo anche delle analisi del terreno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Massari: Abbiamo trovato delle tracce di EGDN in alcuni strati, però il segnale era così debole che praticamente poi, nella valutazione dei risultati e nella relazione finale questo esame praticamente io non l'ho considerato. Non l'ho considerato proprio perché erano così sottili, che non potevano neanche essere imputabili. Cioè, abbiamo fatto diverse prove e secondo me non era il caso di riportarle, né di fare dei repertamenti perché erano troppo delocalizzate e troppo basso il segnale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io volevo che lei chiarisse questo, che poteva apparire sennò un punto di contraddizione con...
TESTE Massari: No, no, è per questa ragione per cui poi nelle conclusioni io non ho riportato queste tracce, ho riportato soltanto quelle relative ai frammenti di nastro adesivo e al frammento di corda.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Massari, a partire quindi dall'accertamento successivo lei non ha più lavorato da solo.
TESTE Massari: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ha lavorato assieme, prevalente... precipalmente per la parte dell'indagine esplosivistica, ha lavorato assieme al dottor Vadalà.
TESTE Massari: Vadalà, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi il dottor Vadalà illustrerà determinate situazioni, determinati, specifici accertamenti. Ma io ho bisogno che qualche cosa venga anticipato da lei, in considerazione di quello che ora le rappresento.
Dunque, lei ha condotto un accertamento, o per meglio dire una lettura di tipo comparativo tra tutti i dati che si erano delineati mano mano che effettuava questi accertamenti che, come si vede, sono andati avanti per mesi e mesi.
TESTE Massari: Sì, era uno dei punti perquisito dell'incarico del 22 novembre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Massari: In particolare il quesito diceva che:
"Premesso che il Pubblico Ministero con incarichi conferiti dal 31 gennaio '95 e successivamente fino al 20 settembre '95, ha richiesto al dottor Massari del compimento di accertamenti su cose mobili ed immobili oggetto di sequestro, ovvero di ispezione e individuazione nell'ambito delle indagini, accertamenti che lo stesso dottor Massari ha riferito con relazione, l'ultima delle quali in data 02/10/95. Il dottor Massari provvederà a redigere un prospetto riassuntivo e sinottico degli accertamenti riferiti nelle richiamate relazioni".
E in funzione di questo, io ho fatto una, ho preparato una tabella, che è questa che è contenuta comunque nella nota del 22 novembre '95, relativo all'incarico del 22 novembre '95, dove nella parte sinistra ho riportato le date degli incarichi, l'evento analizzato e inoltre gli esplosivi che abbiamo individuato. E ho evidenziato poi, al termine, che praticamente, ad eccezione della FIAT Uno del 10 settembre '95, praticamente in tutti gli incarichi è stato trovato tritolo. Quindi è l'elemento, l'esplosivo che praticamente ha fatto un po' da anello di collegamento tra tutti gli incarichi che ho avuti.
Inoltre la pentrite, la quale, pur non essendo presente in tutti gli incarichi, però ha rappresentato la peculiarità di essere presente in alcuni accertamenti in quantità - tra virgolette, perché ripeto, questa non è un'analisi quantitativa - elevate, tanto da dar segnali di overload, cioè segnali di allarme dello strumento. In particolare, sia nell'appartamento di via Dire Daua, sia all'interno della FIAT Uno, sia all'interno della villetta di Capena.
Poi c'abbiamo il T-4, che praticamente, tranne nelle prime analisi effettuate nel furgone e nell'Audi 80 per quanto riguarda l'incarico del 31 gennaio '95, negli altri caso l'abbiamo trovato ma sempre in quantità minime, quasi sempre a livello di tracce.
E poi c'abbiamo l'EGDN, l'NG e il DNT che li abbiamo trovati un po' delocalizzati, ma soprattutto nella parte che riguarda l'appartamento di via Dire Daua, dove li abbiamo trovati in parecchie parti e nell'ultimo accertamento, quello della Mitsubishi.
Quindi praticamente c'abbiamo il tritolo, che è un po' l'esplosivo...
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare anche a Capena questo...
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'EGDN, l'NG e il DNT.
TESTE Massari: Sì, e a Capena scusi. Infatti l'abbiamo trovato in quasi tutti quegli accertamenti dove erano presenti delle... qui è un discorso un po' più tecnico. Nel senso che, quello che ho detto all'inizio, c'abbiamo il problema, è che questi esplosivi li possiamo dividere in due gruppi. Un gruppo in cui c'abbiamo degli esplosivi di tipo volatile, e sono EGDN, nitroglicerina e DNT; e un gruppo in cui gli esplosivi hanno una scarsissima volatilità. Per cui in quegli accertamenti in cui erano presenti sostanze tipo stoffe, che avevano maggiori possibilità di trattenere i vapori di questi esplosivi volatili, sono quelli dove in effetti ne abbiamo trovati in maniera, diciamo, più generalizzata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, riservando poi al dottor Vadalà di spiegare meglio come fossero fatti determinati involucri trovati a Capena il 16 novembre del '95, ma siccome ha formato oggetto di questo incarico che è stato dato per l'appunto il 22 novembre '95, anche di correlare i dati di tutti questi accertamenti con il dato relativo alla natura degli involucri trovati il 16 novembre '95 e di correlare ancora questi dati ai risultati effettuati nei luoghi dove gli attentati erano stati eseguiti, ovvero dove era stato fatto brillare, dove comunque era brillato a Formello l'esplosivo del 14 aprile del '94.
Lei a questo punto non dovrebbe avere difficoltà, penso con poche parole, magari aiutandosi con qualche altro specchietto o quadro riepilogativo, a rappresentare alla Corte il punto di arrivo di questo accertamento.
TESTE Massari: Per quanto riguarda diciamo la correlazione... Allora, diciamo che all'interno dei pacchi repertati e che abbiamo avuto in analisi con incarico del 22 novembre '95, cosa che poi esporrà più dettagliatamente il dottor Vadalà, noi abbiamo trovato tritolo con una leggera percentuale di T-4 e con tracce di ferro. Questo ci ha portato ad identificare il tritolo come un esplosivo di recupero, non come un esplosivo puro, in quanto le tracce, soprattutto di ferro, sono indice che il tritolo era già stato utilizzato e quindi era stato recuperato.
Intendiamo per tritolo di recupero, quello che normalmente viene recuperato all'interno di ordigni di tipo militare, sia a livello meccanico, quindi proprio spezzando il tritolo e recuperandolo, quindi poi polverizzandolo; sia a livello di sistema chimico, in quanto, attraverso un processo di lisciviazione, cioè viene sciolto il tritolo e poi fatto risolidificare, viene estratto dalle ditte specializzate in questo settore, viene estratto e recuperato.
Quindi, mentre il tritolo di sintesi, cioè il tritolo prodotto direttamente dalla fabbrica, è un tritolo che non ha né ferro, né T-4, un tritolo di recupero è un tritolo che sicuramente può avere ferro e nel caso in cui avvenga, sia stato recuperato in un ambiente inquinato, può avere anche tracce di T-4, visto che il T-4 è uno degli esplosivi più utilizzati nel campo militare insieme con il tritolo.
L'inquinamento da T-4 può provenire sia perché magari il tritolo è stato recuperato in un processo di lisciviazione utilizzando la stessa attrezzatura utilizzata in precedenza per recuperare dell'esplosivo compound-B contenente tritolo e T-4, sia perché normalmente, in questi ordigni militari c'è, oltre al tritolo, anche delle piccole cariche di innesco di tipo di compound-B, ossia perché proprio ci sia stato un inquinamento sul momento, sul posto dalle persone che hanno fatto il recupero, che avevano in precedenza anche recuperato parte di compound-B o di T-4.
La conclusione è che poi nella triturazione del tritolo e nella successiva preparazione dei pacchi che abbiamo ritrovato, abbiamo trovato del T-4 delocalizzato su tutta la massa, in una percentuale vicino intorno al 2% e un T-4 che sicuramente non poteva derivare dalla sintesi del tritolo.
Anche le prove tecniche effettuate presso una ditta esterna, su autorizzazione della Procura, hanno mostrato che si trattava di un tritolo a basso punto di fusione, cioè un tritolo di recupero. Anche se è chiaro che la percentuale bassa di T-4 non modifica sostanzialmente quelle che sono le caratteristiche del tritolo.
Diciamo quindi che, a posteriori, avendo trovato poi del tritolo, è chiaro che la tabella, di cui ho appena parlato, è direttamente correlabile con una delle sostanze presente in maggiori quantità. Cioè, l'unica presente al 98% nei pacchi di esplosivo, di cui abbiamo parlato.
Per quanto riguarda invece lo specchietto, il quadro riepilogativo, che purtroppo ce l'ho su due pagine distinte, non è che quello che c'ho in questo momento sia fatto molto bene. Comunque, per quanto riguarda il quadro riepilogativo degli attentati effettuati a partire dall'attentato del 14 maggio a via Fauro, 14 maggio '93, fino al rinvenimento dell'esplosivo a Capena, il 16 novembre del '95, c'abbiamo praticamente una corrispondenza con tutti gli esplosivi, ma soprattutto - comunque si vede male - per quanto riguarda il TNT e il T-4.
Mentre, per quanto riguarda i vari attentati, noi c'avevamo una corrispondenza che riguardava tutti e sei gli esplosivi, cioè l'EGDN, la nitroglicerina, il DNT, il tritolo e la pentrite. Ad eccezione dell'attentato in località Formello, a Roma, del 14 aprile '94 dove non fu trovato né tritolo e né pentrite.
Per diciamo che, per quanto riguarda poi l'ultima correlazione con l'esplosivo sequestrato all'interno, trovato all'interno dei pacchi rinvenuti il 16 novembre '95, c'abbiamo una corrispondenza con tutti gli attentati di cui ci siamo occupati, ad eccezione dell'attentato di Formello del 14 aprile '94, dove non risulta che siano state identificate tracce di tritolo.
Pertanto noi, ecco qui diciamo chiaramente che dalla tabella dei dati analitici è possibile verificare una sicura corrispondenza per alcuni esplosivi nelle diverse analisi effettuate. Ripeto, il tritolo risulta praticamente presente in tutti gli attentati e risulta presente ad eccezione di Formello, risulta presente in tutte le analisi effettuate e che il cui specchio ho fatto vedere prima. Mentre, per quanto riguarda gli altri esplosivi, c'abbiamo una corrispondenza con i vari attentati e la stessa cosa del tritolo possiamo dire per il T-4.
PUBBLICO MINISTERO: Si è mai occupato di camere d'aria?
TESTE Massari: Sì. Per quanto riguarda le camere d'aria, le camere d'aria è un precedente indagine che io ho effettuato, sempre per la Procura di Roma, nella persona del dottor Piro e praticamente...
PUBBLICO MINISTERO: Credo il dottor Saviotti.
TESTE Massari: Sì, il dottor Piro e il dottor Saviotti, erano... la consulenza mi fu data da entrambi, almeno mi fu chiesto poi di relazione la consulenza per entrambi i P.M.. E, praticamente, si riferisce a un incarico che ho avuto relativamente a delle camere d'aria che contenevano delle stupefacenti sequestrati in una casa di Frabetti Aldo; e praticamente nell'incarico io ho avuto, nell'incarico i quesiti che mi erano stati posti erano: verificare se le camere d'aria fossero state inquinate all'esterno dalla presenza di sostanze esplodenti e poi verificare in prossimità dell'area dell'abitazione di Frabetti Aldo se vi erano dei nascondigli, delle cavità naturali, delle cavità artificiali, sia sottostanti le opere murarie, compresa l'abitazione, mediante un'attrezzatura particolare, un attrezzatura denominata Georadar, per verificare se esistessero delle cavità all'interno delle quali potessero essere celate delle sostanze, a livello di stupefacenti o di esplosivi, o anche dei cadaveri.
Praticamente, per quanto riguarda questa seconda parte dell'incarico, diciamo il risultato è stato negativo, in quanto, pur avendo fatto delle ricerche in tutta l'area prospiciente e intorno alla casa e nella stessa casa alla ricerca di eventuali cavità, utilizzando il sistema Georadar e utilizzando all'interno di alcune grotte naturali presenti nel terreno prospiciente la casa, avendo fatto delle prospezioni di tipo geosismico, cioè siamo andati a verificare se ci fossero state delle cavità all'interno della grotta. Non abbiamo trovato praticamente nessuna cavità, né abbiamo individuato alcun sito dove potessero essere celati le sostanze o gli oggetti che erano stati nominati nell'incarico.
Per quanto riguarda invece le camere d'aria, nelle camere d'aria abbiamo operato sempre con l'EGIS, però abbiamo operato in laboratorio non su luogo, dopo aver fatto dei repertamenti sulle camere d'aria sia per via secca, sia per via umida e abbiamo trovato presenze di tracce di esplosivo, soprattutto per quanto riguarda EGDN, nitroglicerina, DNT, TNT e T-4. E praticamente io qui c'ho una tabella divisa...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ora non c'è bisogno di proiettare la tabella. Basta che lei precisi alla Corte la data in cui riferì su questo incarico, c'è la data di questa relazione che rimise al Pubblico Ministero di Roma e il numero dei reperti che prese in considerazione: quanti diedero risposta positiva all'accertamento e quanti invece negativa.
TESTE Massari: Allora, la relazione fu praticamente consegnata subito dopo l'11 marzo '95 e...
PUBBLICO MINISTERO: No dottore, sbaglia.
TESTE Massari: Però...
PUBBLICO MINISTERO: Sbaglia.
TESTE Massari: La relazione è dell'11 marzo del '95, però io ho fatto una prerelazione precedente, sulla quale ho relazionato i due P.M. soltanto per quanto riguardava le analisi chimiche. Questo perché? Perché, per quanto riguardava la ricerca degli altri luoghi dal momento che ho fatto intervenire delle ditte esterne che ho dovuto in qualche modo, diciamo, portare e guidare sul luogo della ricerca, ho avuto bisogno di un tempo maggiore.
Quindi, io ho fatto una prerelazione con la quale ho consegnato questi risultati. Aspetti, la data della prerelazione...
PUBBLICO MINISTERO: 11 gennaio '95.
TESTE Massari: Ecco, 11 gennaio...
PUBBLICO MINISTERO: 18.
TESTE Massari: No, 18 gennaio '95.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Massari: Nella quale ho indicato i risultati ottenuti e ho esaminati praticamente 35 camere d'aria e di tutte queste ho fatto un repertamento sia per via umida, sia con acetone e i reperti sono stati tutti, ecco, sigillati e messi a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Fermo restando che se ci fosse necessità, ma non penso, perché su gli altri accertamenti che lei ha condotto insieme al dottor Vadalà - io mi riprometto di farmi dare tutte le spiegazioni del caso dal dottor Vadalà - premesso quindi che non ho altre domande da farle: tutte le relazioni che ha con sé, che poi sono né più né meno quelle che ha rimesso, a questo punto, avendole rappresentate oralmente, le può mettere a disposizione della Corte perché la Legge le dà questa facoltà.
TESTE Massari: Ecco, praticamente, queste...
PUBBLICO MINISTERO: Magari le possono servire ancora per le domande che le debbono fare i difensori.
TESTE Massari: Sì.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori?
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni.
Senta dottor Massari, io servendomi di una sua relazione e esattamente della relazione depositata in... che porta la data comunque del 22 giugno '95, Roma, le vorrei porre alcune domande al fine di fare chiarezza, per quanto possibile, sulla natura degli accertamenti che ci ha finora descritto e in particolare sulla natura ripetibile o irripetibile degli accertamenti predetti. Ciò si lega naturalmente a quell'eccezione, se la vogliamo chiamare così, o comunque a quelle circostanze che stamattina aveva creduto di esporre alla Corte e che sono state poi oggetto di quel provvedimento interlocutorio che la Corte ha adottato.
Innanzitutto le chiedo una curiosità: in questa relazione, nel frontespizio proprio, noto che ella qualifica il procedimento penale 3309/93 come il procedimento contro ignoti.
Ecco, le chiedo, questo dato come mai lei ha ritenuto di volerlo rappresentare diciamo nell'elaborato che ha poi consegnato al Pubblico Ministero? In relazione alla data poi in cui esso viene redatto, cioè il 22 giugno '95.
E' notizia che ha assunto personalmente, che le è stata riferita?
TESTE Massari: Ma io credo che in tutte le relazioni io abbia sempre detto contro ignoti in quanto non mi è mai stato comunicato, a quel momento, che c'erano degli indagati, né mi sembra che sia stato citato sull'incarico che c'erano degli indagati, quindi automaticamente io ho dedotto contro ignoti. Quindi non...
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì, ma era...
TESTE Massari: E' questa la...
AVVOCATO Gramigni: ... una curiosità che avevo.
Ecco, poi vedo che l'incarico che qui è relativo a certi oggetti che ella doveva analizzare, cioè la bisarca, l'autovettura Volvo, la villetta di Capena, l'appartamento di via Dire Daua e certi poi oggetti di arredamenti della villetta di Capena, era congegnato nel senso che ella doveva stabilire se siano presenti sui reperti anzidetti tracce di specie chimiche esplodenti.
Ecco, in relazione a questo incarico, io poi vedo che ella fa una serie di considerazioni in premessa, allorché descrive le sue metodiche di analisi. E dice:
"Il quesito posto dalla signoria vostra, nella parte riguardante il sistema e il metodo ... da analizzare, fa espressamente riferimento, come concordato verbalmente, a metodiche non distruttive".
E poi lei però prosegue con una frase che vorrei che mi chiarisse e dice:
"Nel settore chimico, quando si parla di campioni presenti in tracce, non esistono tecniche non distruttive, in quanto le molecole presenti sotto qualsiasi forma fisica, per essere analizzate debbono essere distrutte".
E' una considerazione, legata al tipo di incarico che lei ha ricevuto.
Dopodiché, questo periodo successivo, mi sembra, a me che leggo, riferito invece ad una ipotesi astratta che avrebbe potuto darsi in caso diverso, ma che nella fattispecie non ricorre.
Cioè, dice: nel caso invece di analisi di composti presenti in quantità massive, praticamente lei poi continua e dice: "Possono essere anche svolte analisi ripetibili".
Dopodiché lei descrive che ha usato questo sistema analitico: l'EGIS che così bene ci ha descritto fino ad ora. E conclude dicendo:
"L'analisi effettuata con questo sistema non è distruttiva, nel senso che non altera macroscopicamente il reperto in esame. Ed è irripetibile nel senso che distrugge le uniche tracce esaminate".
Ora io volevo chiederle questo: da quello che io capisco, capisco che con questo aspiratore così chiamato per la comprensione del profano, che è l'EGIS, lei in una certa data rilevò, o comunque aspirò, come sempre ci ha detto, certi vapori e certe particellari. Lo analizzò e ebbe certi risultati.
Le chiedo: utilmente, oggi, potremmo dire che parte di quel vapore di questo particellato che fu aspirato dalla macchina in quel giorno potrebbe essere sottoposto nelle stesse condizioni ad analisi? Perché io le dico: capisco di no.
Cioè, quando mi dice che l'analisi non altera macroscopicamente il reperto in esame, le chiedo una precisazione: significa che dicendo che il reperto da esaminare è questo tavolo, non c'è un buco nel tavolo dopo che io ho aspirato con l'EGIS.
Ma da quello che capisco non è possibile dire che c'è un campione che fu all'epoca prelevato e del quale è stata usata una parte, e il residuo del quale sarebbe oggi disponibile per un esame tecnico corrispondente a quello che ella ebbe a compiere nelle date rispettive. Cioè nel '95.
Le chiedo conferma di questo, o comunque le chiedo, in caso contrario, di spiegarmi il significato di un testo che io trovo sinceramente piuttosto chiaro.
TESTE Massari: Mah, diciamo che quello che abbiamo detto a partire da questa mattina, cercando di illustrare qual è questa tecnica, contrasta completamente con quella che è la sua interpretazione della parte scritta, in quanto io parlo di tecniche distruttive e tecniche ripetibili.
La tecnica distruttiva, nel senso che: nel momento in cui lei fa una analisi, qualsiasi analisi chimica ad eccezione di alcune analisi che possono essere fatte soltanto quando ci abbiamo quantità massive di campione, vedi la diffrattometria a raggi X, quindi qualsiasi altra analisi chimica distrugge diciamo le molecole o le quantità, le particelle che vengono esaminate.
Cioè, lo stesso... per potere io dare una risposta, un segnale ad una certa analisi, ho la necessità di distruggere una parte delle particelle, delle molecole del campione, in maniera da ottenere una risposta.
Quindi, quella frase che interpreta in un modo, che la tecnica è ripetibile in quanto io vado ad analizzare una piccolissima quantità di sostanza, come ho già detto stamattina a livello di molecole, e non a livello di particelle...
AVVOCATO Gramigni: Certo, certo.
TESTE Massari: Quindi, a livello molecolare, una quantità esigua di sostanza. E lascio invariato il resto del campione.
E quindi...
AVVOCATO Gramigni: Ecco...
TESTE Massari: ... scusi, sotto questo aspetto, la tecnica è distruttiva delle molecole che io ho esaminato per generare il segnale.
E' ripetibile in quanto io non distruggendo completamente il campione, lascio un campione in grado da poter essere riesaminato e in grado di dare successivamente gli stessi risultati.
Tanto è vero che, in tutte le varie relazioni che io ho presentato, ho spiegato che non facevo una sola prova, ma una serie di prove anche su ogni singolo reperto ottenendo lo stesso risultato.
Ho anche spiegato che le analisi che io ho fatto, e sono ripetibili, sia per quanto riguarda lo stesso strumento EGIS, sia per quanto riguarda qualsiasi altro strumento che abbia una sensibilità uguale o superiore a quella dell'EGIS e una selettività comparabile a quella dell'EGIS.
AVVOCATO Gramigni: Cioè, nel senso che se io torno oggi dove c'è la bisarca, o dove c'è la Volvo, metto la sonda sul sedile della Volvo, verosimilmente avrò gli stessi risultati che ebbi allora, lei dice.
TESTE Massari: Non verosimilmente. Avrò gli stessi risultati se nel frattempo parte - perché lei ha fatto proprio l'esempio della bisarca - dal momento che nella bisarca, come lei ha sentito nel corso della relazione, io ho prelevato dei campioni all'interno della bisarca, se lei va a fare l'accertamento su questi campioni, ottiene lo stesso risultato.
Perché io ho preso quella parte di campioni che avevano dato risultato positivo.
Quindi, se lei prende la coperta, o la parte in nylon che io ho asportato dalla bisarca, su quella parte in nylon, lei trova lo stesso risultato.
AVVOCATO Gramigni: Oh, quindi, quando lei parla in relazione all'uso di questo EGIS, di campioni, si riferisce agli oggetti sui quali è stata provocata questa aspirazione.
TESTE Massari: Sugli oggetti, sulle cose e sui luoghi.
AVVOCATO Gramigni: Certo, certo.
TESTE Massari: Perché ci sono alcuni luoghi, tipo le macchine che sono state poi sequestrate, dalle quali non è stato asportato niente.
Quindi, andando a fare la stessa prova su un sedile che ha dato esito positivo, lei riotterrà esito positivo.
Tenendo presente che, mentre con l'EGIS lei farà nuovamente un accertamento ripetibile, se invece va ad utilizzare una delle altre tecniche di laboratorio che esistano e che hanno per le tracce una sensibilità ed una selettività comparabile con quella dell'EGIS, farà una analisi distruttiva - e qui è la differenza - in quanto dovrà portare in soluzione con opportuni solventi, i residui presenti sul reperto.
AVVOCATO Gramigni: Certo. Però io le dico questo: cioè, da quello che capisco, noi abbiamo un oggetto, lo annusiamo, aspiriamo, con questo EGIS, ovvero: con la sensibilità e la tecnica di questo strumento catturiamo diciamo dei vapori e delle particelle e li analizziamo.
Quindi mi chiedo: i vapori e le particelle che furono analizzati nel '95, furono analizzati e non ci sono più.
Nel senso, c'è ancora l'oggetto che probabilmente ancora è contaminato, sicuramente è contaminato come dice lei, ma quei vapori e quelle particelle che furono usati dall'EGIS nel '95 e dettero certi risultati, furono aspirate nel '95 e nel '95 sono state distrutte.
Ora, mi creda, non è che io mi metto a piccarmi, però, ecco, siccome è un punto importante. E, ripeto, credevo e credo, dopo quello che lei mi ha detto, il significato delle sue parole fosse univoco - e ne esce rafforzata la mia idea su questo punto dopo quello che lei mi ha detto - ecco, io le chiedo questo: cioè, il problema è che qui, a differenza di quegli strumenti con cui si usava il cosiddetto tampone di acetone. Quindi si faceva, da quello che ho capito, un tampone, si raccoglievano certe sostanze, si faceva essiccare il solvente che era... si faceva evaporare il solvente che era l'acetone. Quindi si ottenevano certe sostanze, si centrifugavano, si aveva una soluzione liquida della quale si usava solo una parte per fare certi accertamenti di modo che il residuo rimaneva ancora a disposizione per nuovi accertamenti, con l'EGIS questo non succede, da quello che ho capito.
Perché questo...
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
AVVOCATO Gramigni: Scusi, Pubblico Ministero.
Perché questo sistema non prevede il tampone di acetone e quant'altro. Prevede che la sonda venga avvicinata ad un certo oggetto, ne catturi i vapori e il particellato e dia certi risultati.
Io, questo ho capito.
TESTE Massari: Beh, ha capito questo, ma solo una parte.
Perché quello che dice lei dell'acetone, è diverso. Perché lei, nel momento in cui fa un lavaggio con acetone di alcuni reperti, non è in grado di dire né i punti da cui ha prelevato gli esplosivi, ma otterrà una analisi delocalizzata, né molte volte le qualità di acetone sono tali per le metodologie normalmente utilizzate, da essere sufficienti per ripetere l'analisi.
Né tantomeno alcune sostanze possono essere comunque in acetone conservate per lungo tempo.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto.
TESTE Massari: Nel caso invece, in particolare. Tant'è vero che in tutti i vari accertamenti che noi abbiamo fatto, i vari repertamenti che abbiamo fatto a seguito dell'analisi con l'EGIS, noi abbiamo fatto sempre due tipi di prelevamento: uno, per via secca e uno per via umida. Proprio per fare una asportazione meccanica e una asportazione chimica.
Rimane il fatto che l'EGIS non distrugge il campione in modo massivo come lo interpreta lei, ma l'EGIS distrugge soltanto una piccolissima parte del campione, cioè quella che ha esaminato, e che tant'è vero che abbiamo un esempio che non è stato messo in evidenza oggi durante le varie esposizioni che ho fatto, su due sistemi di analisi.
E sono l'EVD 8000 e l'EGIS, che sono stati utilizzati per lo stesso ambiente: la bisarca, dove con l'EVD 8000 io ho ottenuto una analisi positiva.
E anche in quel caso l'EVD 8000 ha distrutto le sostanze che analizzava, perché ha distrutto i vapori dai quali ha ottenuto il segnale positivo.
L'EGIS, utilizzato sulla stessa bisarca cinque mesi dopo, ha dato lo stesso risultato positivo. Dimostrando che quei vapori che noi andiamo a distruggere per l'analisi sono quantità infinitesime, rispetto al campione eventualmente presente.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto. Ma i vapori che lei ha usato per questa analisi con l'EGIS, oggi, i vapori del '95, oggi dove sono?
TESTE Massari: Insieme a quelli dell'EVD 8000. Sono stati distrutti per avere segnali.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, perfetto. Questo io volevo sapere. La ringrazio.
Senta, un'altra cosa: da quello che ho capito, in buona sostanza, l'EGIS è uno strumento che permette di rilevare la presenza di un certo gruppo molecolare, cioè l'NO2, da quello che ho capito. Ciò che permette poi di fare certe, di trarre certe conclusioni sul piano scientifico.
Insomma, ecco, operativamente significa che, data una certa sostanza che entra dentro a questo aggeggio, a questo punto io posso sapere se, in questa sostanza, è contenuto l'NO2 che poi diventa NO.
Quindi, lei ha detto che queste sono composizioni chimiche tipiche degli esplosivi.
Ma le chiedo: in natura, solo gli esplosivi hanno gruppi molecolari di azoto e ossigeno, ovvero sono riscontrabili anche altrove, in altri elementi, in altre sostanze?
TESTE Massari: Questa è la foto numero 5 che ho fatto vedere questa mattina, dalla quale ho spiegato che esistono più sostanze in natura che contengono il gruppo NO2.
AVVOCATO Gramigni: Sì.
TESTE Massari: Ma che non hanno i tempi di ritenzione degli esplosivi.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Massari: Tanto è vero che io non vado a individuare soltanto delle sostanze che contengono dei gruppi NO2, vado ad individuare delle sostanze che contengono dei gruppi NO2 e che, da un punto di vista gascromatografico, separate gascromatograficamente prima che entrino nel settore di pirolisi, hanno un certo tempo di ritenzione.
AVVOCATO Gramigni: Quindi...
TESTE Massari: Che è caratteristico proprio di queste molecole.
AVVOCATO Gramigni: Ma lei dice quindi che questa è una specie di impronta digitale.
Dice: in natura un picco così me lo dà solo il tritolo, ho capito.
TESTE Massari: E', non un picco così glielo dà solo il tritolo, un picco che in queste condizioni esca e venga rilevato con questo tempo o volume di ritenzione, glielo dà soltanto il tritolo.
Tanto è vero che viene, lo strumento viene programmato in anticipo dando allo strumento quali sono i tempi di ritenzione di queste sostanze.
Le faccio un esempio: uno strumento simile a questo che però c'ha dei formi di pirolisi a temperatura completamente diverse, viene utilizzato per la ricerca delle nitrosalmine. Cioè delle sostanze che invece di avere il gruppo NO2, hanno il gruppo NO.
Però, appunto perché sono sostanze completamente diverse, bisogna analizzarle con dei forni, con delle temperature di pirolisi diverse e con dei supporti all'interno delle colonne gascromatografiche diverse da quelle che abbiamo utilizzato.
AVVOCATO Gramigni: Quindi...
TESTE Massari: Cioè, io per semplificare questa mattina, non sono entrato in dettaglio di tutti i parametri operativi che intervengono per identificazione finale di un certo componente. Perché quelle spirali che noi abbiamo visto in quest'altra figura, non sono delle semplici spirali, ma queste sono delle colonne cromatografiche, gascromatografiche, all'interno delle quali esistono delle fasi stazionarie specifiche per separare i componenti di una miscela contenete EGDN, nitroglicerina e DNT, per quanto riguarda la prima colonna; tritolo T-4 e pentrite, per quanto riguarda la seconda.
Cioè, sono varie fasi analitiche che, alla fine, ci portano ad identificare univocamente con questi tempi di ritenzione, gli esplosivi che abbiamo ricercati.
AVVOCATO Gramigni: E che quindi, secondo quello che lei mi dice, non esisterebbero due tempi di ritenzione uguali in natura.
TESTE Massari: No, non esisterebbero due tempi di ritenzione uguali in natura, non esistono due tempi di ritenzione con queste caratteristiche strumentali. Il che è diverso.
Perché io se prendo un'altra colonna cromatografica posso anche ottenere dei tempi di ritenzione uguali, o comparabili. Con queste colonne cromatografiche in queste condizioni, non esistono altre sostanze che escono con gli stessi tempi di ritenzione.
AVVOCATO Gramigni: Prendo atto di questo. Non avevo altre domande.
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni.
Dopo le spiegazioni che ho udito alle domande rivolte dal collega, avvocato Gramigni, io penso di poter essere abbastanza breve, perché la questione dirimente che si poneva stamani, si riproporrà a suo tempo.
Ed entrerò piuttosto nel merito degli accertamenti che ella ha inteso rappresentare partendo da quel macchinario che stamani ci ha impegnato nella visione e nell'ascolto.
Dunque, lei ha detto che è dell'83 la messa diciamo sul mercato di questo EGIS.
Le forze di Polizia italiane, a quella famosa riunione nella città americana che ora mi sfugge... Quantico, ecco, c'erano? E comunque non è questo che mi interessa.
Quand'è che hanno avuto cognizione dell'esistenza dell'EGIS?
TESTE Massari: Allora, io ho detto che nel '93 è stato presentato... Scusi, nell'83 è stato presentato il detector, in base al quale è stato poi costruito l'EGIS.
Cioè, nell'83 è stato presentato il sistema analitico a chemiluminescenza, sul quale sono basati sia il TEA che l'EGIS.
Per quanto riguarda le persone presenti, c'ero io nell'83 e c'era, per quanto riguarda il CIS, il capitano - attualmente credo maggiore - Garofano Luciano.
Era presente con me e abbiamo discusso e valutato insieme questi risultati e siamo poi andati ad assistere alle prove, come ho detto stamattina, fatte direttamente nei laboratori americani.
AVV. Cianferoni: Va bene.
TESTE Massari: Successivamente l'EGIS è stato presentato intorno all'89-90. Ed ha destato talmente tanto interesse che, ripeto, è stato esaminato un po' da tutte le associazioni che aderivano all'ICAO per la sicurezza aeroportuale, compresa l'Italia. Dove, per la prima volta, è stata fatta una prova pratica mettendo a disposizione per 15 giorni una delle entrate degli accessi dell'aeroporto di Fiumicino dove sono state fatte tutte le prove con l'EGIS messo a disposizione dalla ditta. Nel '91.
AVV. Cianferoni: Dal '94 in avanti, può segnalare delle applicazioni operative di questa macchina, oltre a quella per quale oggi si discute?
TESTE Massari: Mah, praticamente diciamo che questa macchina oggi viene utilizzata in quasi tutte le applicazioni di laboratorio. In quanto viene utilizzata come sistema di screening iniziale per vedere quali sono le specie esplodenti coinvolte in una certa diciamo operazione, in un certo, in una analisi.
Praticamente funziona in questo modo: in questo momento, quando arrivano dei residui della esplosione, o arrivano dei manufatti che dobbiamo analizzare. Viene fatta prima di tutto una analisi iniziale con l'EGIS per vedere quali tipi di esplosivi sono presenti e se sono presenti degli esplosivi.
Dopodiché le varie strumentazioni di laboratorio vengono indirizzate in funzione dei risultati, di questi risultati iniziali di questo screening iniziale fatto con l'EGIS.
Cioè, quello che una volta veniva fatto con la cromatografia liquida, con la cromatografia su ... sottile, in modo più approssimato, in quanto non avevano la sensibilità che ha l'EGIS, oggi viene fatto dall'EGIS.
AVV. Cianferoni: Ecco, ma sul teatro delle operazioni, come abbiamo appreso da lei, che è stato fatto in questo processo, esistono altri casi in cui l'EGIS è stato portato, oppure no?
TESTE Massari: Esistono degli altri casi in cui l'EGIS è stato utilizzato. Soprattutto facendo pervenire nel cortile del Servizio Polizia Scientifica, le macchine o diciamo - soprattutto qui parliamo di macchine - coinvolte in vari episodi.
Non è stato mai portato fuori, in quanto la maggior parte di questi episodi, si sono verificati fuori di Roma.
Comunque il dottor Vadalà che se n'è occupato direttamente, è in grado probabilmente di dirle anche qualche caso specifico, se è autorizzato, del quale si è occupato relativamente a questo tipo di indagine.
AVV. Cianferoni: Ecco, tra i luoghi di questo processo dove è stato portato l'EGIS, ho ascoltato, c'è Capena, c'è il cortile della Ostiense... Cioè, me lo confermerà, perché è sua narrazione di poco fa.
TESTE Massari: Sì.
AVV. Cianferoni: Ho notato che non c'è Capezzana di Prato, il cimitero di Capezzana di Prato. Me lo conferma?
TESTE Massari: Non so neanche che cosa sia.
AVV. Cianferoni: Bene. E mi conferma anche che non è stato portato nemmeno in un magazzino in quel di Palermo di una ditta che si chiama Coprora?
TESTE Massari: No, non è stato portato.
AVV. Cianferoni: Né alla abitazione di un certo Pietro Carra?
TESTE Massari: Ma guardi, al di fuori di Roma, e per dei tragitti che siano non direttamente effettuabili tramite una macchina breve distanza, lo strumento di per sé non credo che i responsabili del servizio diano l'autorizzazione per mandarlo.
Comunque non, nei luoghi che lei ha detto, che mi risulta, non sono state fatte.
AVV. Cianferoni: Eh, no...
TESTE Massari: Almeno da parte mia, accertamenti.
AVV. Cianferoni: Bene. Noto però che anche in Roma non è stato portato in un luogo che noi apprendiamo, abbiamo appreso trovarsi a Tor bella Monaca, un centro commerciale Due Torri.
TESTE Massari: Sì, a Tor Bella Monaca è stato portato.
AVV. Cianferoni: Ah.
TESTE Massari: Io non ho ancora parlato di quel caso, perché ne avrebbe parlato il dottor Vadalà.
AVV. Cianferoni: Ah, ecco. Quindi...
TESTE Massari: E' stato portato sia a Tor Bella Monaca, sia a via delle Alzavole, sia...
AVV. Cianferoni: Questo lo ha detto.
TESTE Massari: ... in qualche altro posto. Comunque compreso Tor Bella Monaca.
AVV. Cianferoni: Senta, e a proposito di questi sopralluoghi, può senza in questo momento almeno che ci sia bisogno di veder le foto, dare una descrizione dello stato dei luoghi che trovò in via Dire Daua?
Mi contento, ovviamente, del ricordo che può avere a distanza di anni.
Quindi, se le stanze erano arredate, vuote, con arredamento antico, moderno...
TESTE Massari: Mah, io ho mostrato praticamente le fotografie che sono state fatte in occasione proprio di questi analisi e sopralluoghi. Quindi...
AVV. Cianferoni: Dottore, io mi rifaccio alla sua memoria. Non riprendiamo le foto. Che cosa trovò in via Dire Daua.
TESTE Massari: Allora, io ho trovato, allora, entrando in via Dire Daua, all'inizio, appena entrati, c'è un ingresso; alla sinistra dell'ingresso c'è un armadio a muro; sulla destra c'è la porta della cucina. All'interno della cucina, tra la porta e la cucina, subito dietro la porta della cucina, c'è il frigorifero. E sulla destra, sempre nella cucina, c'è il lavello.
Andando di fronte c'è il soggiorno: nel soggiorno c'era di fronte un divano e un tappeto; sulla destra un tavolo e sulla sinistra un mobile.
Sulla sinistra c'è un'altra porta dove c'è un altro ingresso in cui danno due porte: sulla sinistra c'è la porta del bagno e sulla destra c'è la porta di quella che doveva essere stata la camera da letto, ma che io ho visto allestita soltanto con un mobile sul fondo della stanza. E con due poltroncine.
AVV. Cianferoni: Ma un divano color fucsia, lei ce l'ha trovato?
TESTE Massari: No.
AVV. Cianferoni: Ha saputo, lei interessato ai fini della sua indagine, sapere di chi fosse quella mobilia?
TESTE Massari: No.
AVV. Cianferoni: Non ha parlato né con la proprietaria, né altre forze di Polizia le hanno...
TESTE Massari: Sì, io sono stato presente quando la proprietaria è venuta una volta, adesso non mi ricordo in quali delle diverse occasioni in cui mi sono recato lì. Però non è che mi sono preoccupato di sapere se i mobili erano della proprietaria, o di altre persone. Cioè, non erano indagini mie.
AVV. Cianferoni: A proposito del cortile dell'Ostiense, lei ha detto che 'per evitare problemi, adoperammo dei teli di nylon'.
Ora io le chiedo: che tipo di problemi si potevano porre e questi teli di nylon se poi sono stati utilizzati e se sono ancora reperibili diciamo agli atti di questo accertamento.
TESTE Massari: Dunque, utilizzammo dei teli di nylon soprattutto per diciamo uno scrupolo, un ulteriore scrupolo. In quanto avevamo in qualche modo modificato, facendo i primi prelievi e facendo degli scavi, avevamo un po' alterato quel terreno che negli anni si era compattato.
E quindi lo avevamo reso praticamente permeabile alle eventuali precipitazioni atmosferiche.
Allora, per evitare che ci fossero dei lavaggi - che poi non fu messo da noi, ma fu messo se non ricordo male dagli agenti e gli ufficiali di P.G. della DIA - per evitare che ci fosse un lavaggio del terreno sottostante, furono posti quei teli fino a quando, a distanza di qualche giorno - perché parliamo, se non ricordo male, a distanza di 5-6 giorni - non intervenimmo per fare un ulteriore prelievo di tutti, del terreno, al di sotto di questo telo.
AVV. Cianferoni: Mi pare di aver capito però che in località Capena questo accorgimento non fu preso.
TESTE Massari: Dove?
AVV. Cianferoni: A Capena. Lei non ci ha riferito di teli di nylon utilizzati...
TESTE Massari: A Capena io non ho fatto prelievi di terreno, fino a quando non sono stato portato lì, e mi è stato indicato il punto preciso dove effettuare lo scavo.
In precedenza avevo trovato tracce molto lievi di esplosivo in corrispondenza del forno, ma non ho mai fatto dei repertamenti di terreno sulla parte retrostante, tranne nell'ultimo incarico, quando mi fu detto di scavare in un certo punto e dove ho repertato non il terreno, ma un frammento di corda e quattro frammenti di nastro adesivo.
Quindi non c'era nessuna motivazione, in quel momento, di coprire diciamo la buca.
AVV. Cianferoni: Ecco, lei è in grado - le faccio la domanda non avendo visto gli allegati di quella che appunto è la richiesta di allegazione formulata oggi in dibattimento, cioè a dire il suo elaborato scritto - non so se ci siano delle schede tecniche dei vari elementi.
Cioè, per esempio, ha rammentato delle temperature stamattina.
La temperatura di fusione dell'azoto, qual è?
No, scusi, facciamo la domanda da un'altra parte.
TESTE Massari: La temperatura di fusione...
AVV. Cianferoni: Lei...
TESTE Massari: ... dell'azoto, non esiste.
AVV. Cianferoni: Allora...
TESTE Massari: In quanto, essendo un elemento, per fondere l'azoto dovrei distruggere un elemento presente in natura. Quindi è difficile.
AVV. Cianferoni: Scusi, abbia pazienza.
TESTE Massari: Sì.
AVV. Cianferoni: Stamani lei ha detto che nell'EGIS c'è una temperatura molto bassa di raffreddamento. Ha parlato di un centinaio di gradi e passa.
TESTE Massari: Sì.
AVV. Cianferoni: Eh, se la ricorda mica questa temperatura che ha indicato?
TESTE Massari: Ho parlato di 100 gradi centigradi. Meno 100 gradi centigradi.
Perché, a quella temperatura, l'ossido di azoto è ancora in forma di gas e non in forma liquida. In quanto l'ossido di azoto, se non ricordo male, dovrebbe raggiungere la temperatura di liquefazione intorno ai 140-150 gradi, parlo sempre sotto zero, eh. Sotto zero centigrado, per intenderci.
Quindi io ho detto che questa trappola fredda serve per bloccare gli altri eventuali frammenti che hanno una temperatura di liquefazione. Cioè una temperatura in cui il gas passa allo stato liquido superiore ai 100 gradi centigradi, sempre in negativo.
Quindi, praticamente è un altro modo per purificare l'ossido di azoto da eventuali interferenze.
Quindi sono vari stadi che servono per portare nella camera poi di reazione quella di reazione tra l'ossido di azoto e l'ozono, soltanto ossido di azoto e non altri elementi.
AVV. Cianferoni: La volatilità degli esplosivi che lei ha definito i più volatili...
TESTE Massari: Sì.
AVV. Cianferoni: Io mi sono segnato: nitroglicerina, etilico di nitrato e dinitrotoluene.
TESTE Massari: Sì.
AVV. Cianferoni: E' più o meno analoga? Sono tutte e tre molto volatili? Ce n'è uno più volatile dell'altro?
Ecco, questo...
TESTE Massari: Beh, l'EGDN...
AVV. Cianferoni: Questo tipo di informazioni, potrà essere trovato nelle sue consulenze, o no?
TESTE Massari: No, perché questo è un tipo di informazione presente in qualsiasi testo di letteratura, scusi.
AVV. Cianferoni: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: E' anche una informazione oggettiva.
PRESIDENTE: C'è da studiarsi un po' di chimica.
AVV. Cianferoni: Prego?
PRESIDENTE: C'è da studiarsi un po' di chimica.
AVV. Cianferoni: C'è da studiarsi un po' di chimica, esattamente.
No, le chiedo questo perché a me ha colpito, mi ha destato curiosità il rinvenimento sulla parte alta dell'armadio di via Dire Daua di tracce di uno di questi componenti esplosivi che ho testè rammentato.
Avete svolto delle considerazioni tecnico-scientifiche su questi rinvenimenti?
Gliene pongo un altro, per darle il senso - e così di due domande ne faccio una -: è stato tracciato un segno di presenza di nitroglicerina sul volante di una macchina.
Poi, stasera, lei ha detto i più volatili sono trattenuti dalle stoffe, principalmente, non solo.
Ma ora, insomma, il volante non è fatto di stoffa, e quindi, ecco, queste perplessità che io sto esponendo, lei consulente le ha affrontate? Se l'è poste? Troveremo delle indicazioni sul suo elaborato, oppure no?
TESTE Massari: No, non troverà delle indicazioni, perché io ho detto, come lei ha giustamente ripetuto, che in senso generale le sostanze che trattengono di più sono le sostanze di tipo poroso. Io ho fatto l'esempio delle stoffe.
Ma questo non significa che se lei prende un candelotto di gelatina, anzi, una miccia che è stata viplata, che è stata immersa in mezzo ad una gelatina, troverà, pur essendo viplata e pur non avendo un materiale poroso, troverà sicuramente delle tracce di nitroglicerina e dell'EGDN.
Quindi, in senso generale, io le ho detto quello che diciamo, quella che è la cosa più probabile. Fermo restando che io determinate domande, anche se me le sono poste, non le ho poi esplicitate nella relazione. Perché io, presupposto... anche l'ho detto: una delle domande che mi ha più, tra virgolette, disturbato è quando ho trovato un residuo di esplosivo dietro un giardino dove tutto pensavo meno che avrei trovato una cosa di questo genere. E certamente che se non ci fosse stato poi la spiegazione fatta, data successivamente con l'altra consulenza, ce l'avrei ancora oggi come un punto irrisolto, come sicuramente ce n'avrò degli altri. Ma non è possibile che uno riesce a dare delle spiegazioni di tutto e comunque, pur avendo trovato eventualmente delle anomalie, comunque io i dati li ho sempre riportati. Perché per me era importante andare a verificare se esistevano o no tracce di esplosivo.
Io, tenga presente che molte delle analisi le ho fatte al buio, quindi non è che sapevo che cosa cercavo e perché cercavo. Ma è una cosa che interessava a me.
AVV. Cianferoni: Le vorrei rivolgere una domanda che mi ha sollecitato testé: ma quali anomalie si sente oggi di segnalare alla Corte nell'indagine da lei svolta come pubblico ufficiale?
TESTE Massari: Oggi, direi, nessuna.
AVV. Cianferoni: Quindi, le ha risolte cammin facendo.
TESTE Massari: Certo.
AVV. Cianferoni: E ne dà atto nella sua relazione e di averle risolte.
TESTE Massari: No. Non ne do atto né di averle avute, né di averle risolte. Perché, ripeto, non ho dato atto neanche che c'era un'anomalia, in quanto non era nell'incarico che io dessi atto che non mi spiegavo il perché al di fuori di un giardino, ci fossero tracce di esplosivo.
AVV. Cianferoni: Ecco, su questa linea le pongo altre due domande. La prima è riferita alla pentrite che, abbiamo appreso da lei, sarebbe stata segnalata dall'ordigno - ordigno investigativo, l'EGIS - sullo zoccolino, sul battitappeto tanto di via Dire Daua, quanto mi pare della villetta di Capena.
Ora, la pentrite che componente può essere dell'ordigno esplosivo poi utilizzato?
TESTE Massari: Potrebbe essere il componente contenuto all'interno di una miccia detonante.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE Massari: E il fatto di trovarla è coerente con il fatto della miccia detonante. Perché quando si prepara della miccia detonante si taglia la miccia e all'interno della miccia detonante è a livello di polvere. E quando lei taglia la miccia non riuscirà mai a non far cadere della polvere di pentrite nell'ambiente sottostante.
Quindi se lei maneggia una miccia alla pentrite certamente lei avrà anche della pentrite delocalizzata nel punto in cui ha utilizzato la miccia.
AVV. Cianferoni: Abbia pazienza. Domande su domande mi sollecita, è una materia molto interessante.
PRESIDENTE: Sì, certo.
AVV. Cianferoni: Pensiamo che il premio Nobel è stato dato a chi ha inventato la dinamite.
PRESIDENTE: Va bene, avvocato, faccia le sue domande.
AVV. Cianferoni: Sono le sei del sabato, è una riflessione un pochino più leggera.
Dicevo, domande su domande perché? Dai consulenti, da lei stesso e da altri che sono già venuti, ricordo che si è appreso che la miccia detonante è viplata o catramata, al chiaro intento di non far permeare... caolinata, mi pare sono queste tre.
TESTE Massari: Solo viplata.
AVV. Cianferoni: Viplata. Ma comunque ricordo che la priorità segnalata era quella di non consentire né infiltrazioni di umidità, perché sennò perderebbe la ragion d'essere e, proprio perché è particolarmente esplosiva, anche una certa qual cautela.
In che percentuale un taglio di miccia può far fuoruscire della polvere? Su un metro di miccia, tagliandolo...
TESTE Massari: Lei, in qualsiasi punto taglia la miccia, dal momento che la pentrite è una pentrite pura, non c'ha nessun componente ceroso che la posso tenere adesa all'interno della miccia; lei tagliando la miccia, c'ha una perdita di polverino bianco costituito da pentrite.
Le micce alla pentrite sono micce soltanto viplate. Quelle viplate o catramate sono micce a lenta combustione, non micce alla pentrite.
AVV. Cianferoni: Lei è in grado di dire quanta, proprio come peso, ponderale, ci siamo in un metro di miccia, quanta pentrite c'è?
TESTE Massari: Dipende dal tipo di miccia. Cioè, esistono varie micce che variano a seconda della quantità di pentrite contenuta all'interno della miccia, in quanto esistono delle micce più potenti e delle micce meno potenti.
Non sono in grado di dirle in questo momento commercialmente i vari tipi di miccia che sono in commercio.
AVV. Cianferoni: Comunque lei mi conferma che presso Capena fu rinvenuto delle tracce di pentrite?
TESTE Massari: Sì. Se è tra quelle che ho letto, sì.
AVV. Cianferoni: E, glielo richiedo senza voler essere noioso, l'impiego della pentrite è quello per miccia.
TESTE Massari: E' uno degli impieghi. Io non ho detto che è l'impiego, è uno degli impieghi. Lei mi ha chiesto il rapporto al tipo di manufatto di cui stiamo parlando quale potrebbe essere l'impiego della pentrite. E io ho detto, uno degli impieghi potrebbe essere la miccia da pentrite. Ma non ho mai detto che è l'impiego della miccia.
AVV. Cianferoni: Nel corso del suo esame lei ha detto, anche rispondendo al collega, che ha fatto anche una serie di prove sul singolo reperto, lo ricorderà. Però stamattina ci ha esposto l'importanza e il significato delle prove in bianco, dicendo che prima di accingersi a fare una prova, sempre fatto la prova in bianco per essere sicuro che non vi fossero contaminazioni.
Allora, queste due cognizioni che ci ha riportato oggi, la prova in bianco e la serie di prove, come si uniscono poi, come ha agito in concreto?
TESTE Massari: Sono due cose completamente diverse. La prova in bianco serve per verificare l'operatività strumentale che sia la migliore operatività strumentale, cioè che lo strumento non sia inquinato e che non abbia residui né nella parte della sonda, né in tutte le varie parti che lo compongono delle analisi fatte in precedenza.
AVV. Cianferoni: E si fa all'inizio.
TESTE Massari: E si fa all'inizio e si fa tra un'analisi e un'altra. Cioè, io faccio un'analisi sul reperto che può essere costituita anche da due o tre prove, per verificare e avere la conferma del segnale su quel reperto. Dopodiché, prima di passare a un successivo reperto, faccio una prova in bianco che serve per pulire - detto tra virgolette, in termine generico - per pulire lo strumento.
AVV. Cianferoni: Senta...
PRESIDENTE: Avvocato, se ha tante domande ce lo deve dire.
AVV. Cianferoni: No, no, sto finendo.
PRESIDENTE: Perché interrompiamo e poi riprendiamo.
AVV. Cianferoni: No, no, Presidente, anche perché so che c'è anche il collega Florio che farà un intervento quindi. No, no, sto finendo.
Dicevo, quanto tempo è durato per esempio l'analisi su una vettura, ecco, sulla SEAT...
PRESIDENTE: Ha risposto stamattina ad una domanda molto precisa, è stata fatta una dettagliata indicazione di tempo orario.
AVV. Cianferoni: Io penso di poter rifare anche la domanda, ma volevo proprio che mi confermasse proprio quel tempo lì.
PRESIDENTE: Avvocato, ha parlato chiaramente, io non ricordo esattamente...
AVV. Cianferoni: Un'ora, un'ora un quarto mi pare.
PRESIDENTE: Di tre ore. Da due ore e mezzo a tre ore per tre autovetture, tre veicoli.
AVV. Cianferoni: Mi segnavo appunto se conferma il dottore, tre quarti d'ora, un'ora per ogni veicolo.
TESTE Massari: Sì.
AVV. Cianferoni: Oh. Questo tempo però come si concilia poi con l'ora e mezzo che richiedeva la prova in bianco, se mi ricordo bene?
TESTE Massari: No, l'ora e mezzo richiedeva la preparazione dello strumento, non la prova in bianco. Cioè, lei per preparare lo strumento, dal momento in cui arriva sul luogo in cui deve effettuare le prove, ha bisogno di un'ora e mezzo, un'ora-un'ora e mezzo perché lo strumento raggiunga le temperature operative, cioè perché lo strumento sia pronto per la analisi.
AVV. Cianferoni: Comunque, di tutta questa tempistica, per essere...
TESTE Massari: Dopodiché, per ogni prova - scusi - occorrono 20 secondi. Cioè, l'ho già detto parlando delle prove aeroportuali, che per una singola analisi lo strumento impiega 20 secondi.
AVV. Cianferoni: Per essere sintetico e concludere, troveremo nella sua consulenza l'indicazione verbalizzata proprio dei tempi e delle modalità seguite.
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
L'ha data oggi, voglio dire.
AVV. Cianferoni: Ci saranno dei verbali delle operazioni compiute.
TESTE Massari: Sì, ma non delle operazioni che sono insite nella manualità e nelle prove degli strumenti. Io oggi credo di essere venuto anche per spiegare questo.
AVV. Cianferoni: Senz'altro.
TESTE Massari: Perché io non posso nella relazione né dire le temperature di liquidazione dei vari elementi, né dire tutte le prove specifiche di ogni singolo strumento.
AVV. Cianferoni: Mi rendo benissimo conto. Però mi chiedevo - e su questo argomento non ho altro da chiederle - si è dato atto, secondo le formalità del Codice di rito, che mi rendo conto non sono di sua stretta competenza, per esempio della rottura dei sigilli? C'era un Cancelliere? C'era poi quando...
TESTE Massari: C'erano degli ufficiali di P.G. che credo abbiamo dato atto sia della rottura dei sigilli, sia poi del ripristino dei sigilli.
AVV. Cianferoni: Quando lei ha parlato di overload ha fatto riferimento a un concetto che ora io le chiedo: è fisso o è tarabile a seconda del tipo di ricerca che si fa?
TESTE Massari: No, l'overload è fisso. Cioè, lo strumento va in overload indipendentemente dalla taratura. E' una quantità al di sopra della quale lo strumento diventa cieco.
AVV. Cianferoni: Diventa... sì, non funziona più.
TESTE Massari: Cieco.
AVV. Cianferoni: Cieco, non funziona più.
Senta, mi par di capire - concludo - in una certa percentuale di casi, che poi si rivedrà alla luce delle allegazioni che ci ha portato, non ci sia più comunque oggi un reperto da utilizzare.
TESTE Massari: No, ci sono tanti reperti da utilizzare, sia per quanto riguarda le macchine, sia per quanto riguarda i vari reperti che ho, i vari oggetti che ho repertato direttamente io, sigillati e ho messo a disposizione. Per cui l'analisi è ripetibile, sia all'interno di autovetture che non hanno subìto nessun... dove non è stato fatto nessun repertamento, sia sui reperti che ho acquisiti dall'appartamento di via Dire Daua, dall'appartamento di largo Capitolino, dalla villetta, ce ne sono tanti.
AVV. Cianferoni: Questi appartamenti qua mi interessa: sugli appartamenti lei reputa ripetibile? Per esempio, lo zoccolino batticalcagno degli appartamenti...
TESTE Massari: Io reputo ripetibile, l'ho già detto, non lo zoccolino, ma il materiale che io ho prelevato dallo zoccolino.
AVV. Cianferoni: Cioè, se noi oggi andiamo con la macchina EGIS in via Dire Daua in quell'appartamento e ci avviciniamo allo zoccolino, che succede?
TESTE Massari: Che non trova niente perché l'abbiamo pulito, l'abbiamo trasferito su dei tamponi. L'abbiamo su via secca prima e per via umida dopo. Avendolo trasferito per via umida con acetone, non dovrebbe essere rimasto niente.
AVV. Cianferoni: E questa metodologia, proprio per conoscerla, l'avete usata anche per la villetta di Capena?
TESTE Massari: L'abbiamo utilizzato per tutti i reperti, tutti gli oggetti sui quali abbiamo fatto il repertamento, compreso le camere d'aria fatte all'inizio e di cui ho parlato alla fine per il dottor Piro e il dottor Saviotti.
AVV. Cianferoni: Quindi lei dice che è inutile andare nell'appartamento perché c'abbiamo i reperti da voi raccolti all'epoca, no?
TESTE Massari: Certo.
AVV. Cianferoni: Però, ecco, vengo dietro al suo ragionamento, lei ha detto stamani: questa persistenza vaporosa, particellare, quella che essa sia, insiste per degli anni. Ricordo questa frase. E dunque, certo, ci possiamo anche trovare di fronte a un appartamento di via Dire Daua distrutto e ricostruito, ma se invece ci trovassimo di fronte allo stesso appartamento...
TESTE Massari: Ma lei non si trova di fronte allo stesso appartamento perché ho appena detto che i prelievi li ho fatti io, quindi non ci sono più quelle sostanze, perché io le ho trasferite su dei tamponi. Quindi lei non può pensare oggi di trovare lo stesso appartamento se le dico io che ho fatto dei reperti e dei prelievi autorizzati dall'Autorità Giudiziaria e li ho regolarmente documentati, sigillati e messi a disposizione per qualsiasi analisi, i prelievi, non più l'appartamento.
AVV. Cianferoni: E lei può oggi affermare di aver portato via tutto il reperto. Cioè, lei dice 'intervenendo col tampone ho portato via tutto quello che poteva esserci'.
TESTE Massari: Io sono intervenuto con una metodologia che, normalmente, dà la garanzia dell'asportazione della totalità del reperto.
AVV. Cianferoni: Non le pare che questa sua affermazione sia in contrasto con quella fatta stamani a livello proprio di studio, che lei ci ha detto, avete fatto in laboratorio allorquando ponete un spetto di esplosivi, con la tuta, i guanti, maschera, tutti gli accorgimenti possibili e vi accorgete che nondimeno residua un qualche cosa del suo operare.
TESTE Massari: Chi residua?
AVV. Cianferoni: Lei ha detto: 'abbiamo provato, in condizioni ottimali, a far lavorare dell'esplosivo e ci siamo accorti che è impossibile' - l'ha detto lei - 'che non resti una traccia'.
TESTE Massari: No, io ho detto un'altra cosa, che: confezionando un pacco di esplosivo, pur prendendo tutti gli accorgimenti che uno vuole, quindi avendo, maneggiando manualmente dell'esplosivo, toccando dell'esplosivo... perché lei per confezionare un pacco di esplosivo non lo può fare con i guanti, e comunque viene a contatto con questo esplosivo. Per quanti accorgimenti io voglia, io c'ho sempre del particellato all'esterno di questo pacco di esplosivo.
* Che è diverso da quello che lei sta dicendo per quanto riguarda l'operatore che viene messo nelle migliori condizioni perché non abbia addosso - cosa che viene fatta sia con l'EGIS, ma a questo punto viene fatto con tutte le analisi delle quali abbiamo parlato nei precedenti interventi - viene messo nelle condizioni di non avere addosso nessuna sostanza inquinante dell'anali.
E quindi per fare questo viene praticamente rivestito con tute, guanti e sovrascarpe sterili e bonificato diciamo.
PRESIDENTE: Ha terminato dottore per questa domanda? Riprendiamo fra 10 minuti?
AVV. Cianferoni: Bene, Presidente.
PRESIDENTE: L'ho detto prima.
AVV. Cianferoni: Sì.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Allora, prima di dare la parola al...
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Che c'è? Che succede?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Dunque, prima di ridare la parola al difensore che stava intervenendo, voglio avvertire che, non soltanto per stanchezza, ma perché essendo sabato molti di noi hanno impegni con le famiglie, che non possiamo andare oltre le ore 19.00. D'altra parte il processo non finisce stasera, eventualmente i testi li possiamo, purtroppo per loro, farli ritornare. Quindi cercate di regolarvi di conseguenza perché alle ore 19.00 io smetto l'udienza.
AVV. Cianferoni: Io, a mia volta, sempre avvocato Cianferoni, contengo l'ulteriore intervento in una domanda: vorrei un chiarimento sul rapporto che c'è tra l'EGIS e il gascromatografo? Perché stamani lei ha parlato di necessità di ottenere una conferma con il TEA o l'HPLC, mi par di ricordato, all'elaborato dell'EGIS. In che senso una conferma? Posso dire allora che il lavoro dell'EGIS non è risolutivo, non dà un dato probante matematico?
*TESTE Massari: Beh, io non ho parlato tanto di conferma, quanto ho detto che per ottenere dei risultati comparabili e cioè per ottenere dei risultati sui reperti che sono già stati analizzati con l'EGIS occorre utilizzare delle strumentazioni che abbiano una sensibilità ed una selettività comparabile con quelle dell'EGIS.
E ho fatto l'esempio che tra i sistemi che possono essere utilizzati ci sono i sistemi cromatografici, sia di grascromatografia, quindi GC, sia cromatografia liquida ad alta pressione, quindi HPLC, collegati con il TEA. Il TEA che è uno strumento che ha come principio di funzionamento lo stesso principio dell'EGIS, tanto è vero che viene costruito dalla stessa ditta.
Ho detto ancora che, oltre un sistema cromatografia TEA, esistono degli sistemi che hanno una sensibilità comparabile e anche migliore di quella dell'EGIS e sono rappresentati dalla massa-massa e infatti dalla gascromatografia-spettrometria di massa a ioni positivi o negativi.
AVV. Cianferoni: Dall'istruttoria dibattimentale abbiamo appreso che l'esplosivo avrebbe viaggiato imballato. Io ricordo, per farla breve, un esempio: la nitroglicerina avrebbe viaggiato imballata a mo' di salsicciotto, di una certa lunghezza, con un certo involucro, mi ricordo il colore in questo momento, sul celestino.
Ma allora, l'aver viaggiato imballato, l'esplosivo, come si sposa poi col fatto che lei ha parlato di una manipolazione ampia. Tant'è che si ritrovano tracce un po' per ogni dove, addirittura della nitroglicerina?
TESTE Massari: Io credo di aver già risposto a questa domanda.
PRESIDENTE: Pare anche a me che la domanda sia stata fatta già in precedenza, mi pare proprio da lei. Non solo, non appartiene al tipo di domande che attengono al tema che noi abbiamo oggi. Comunque vediamo se il teste è in grado di rispondere succintamente.
TESTE Massari: Per quanto riguarda diciamo l'inquinamento esterno dei pacchi, ho già detto che per quanto un pacco voglia essere confezionato bene c'avrò sempre del particellato all'esterno della confezione.
Per quanto riguarda invece gli altri esplosivi, sicuramente sono esplosivi che non fanno parte di questo pacco. Però il fatto che ci siano altri esplosivi, diciamo che... torniamo al discorso fatto qualche mese fa che un congegno esplosivo è costituito da varie parti e sicuramente, come poi potrà spiegare anche il dottor Vadalà, questi pacchi di esplosivo, per poter esplodere bene con un esplosione cosiddetta franca, hanno bisogno di essere ben innescati da altri sostanze che normalmente sono rappresentate proprio da altri tipi di esplosivi più sensibili rispetto al tritolo. Visto che il tritolo, da un punto di vista esplosivista, è un esplosivo di tipo sordo.
AVV. Cianferoni: Al dottor Vadalà altre domande. Grazie.
PRESIDENTE: Prego avvocato.
AVVOCATO Florio: Sì, avvocato Florio. Effettivamente, data l'ora e data la complessità delle vicende, cerchiamo di essere più concisi possibili.
Buongiorno, dottor Massari. Senta, io intanto le volevo chiedere, abbiamo parlato più volte del T-4. Ora lei, che tra l'altro è stato come esperienza impegnato in altri processi tante volte, oggi stesso parlava addirittura dell'indagine per ciò che concerneva il dottor Borsellino.
Il T-4, al di là dei fatti di questo processo, si ritrova in altri tipi di attentati, di stragi, di episodi di cui lei si è venuto, diciamo così, negli ultimi 5, 6 anni, 10, a occupare?
PRESIDENTE: Avvocato, potrei anticiparle una cosa?
AVVOCATO Florio: Prego.
PRESIDENTE: Era uno dei componenti dell'esplosivo usato nel 904, 1984, se non mi sbaglio. Il teste può aggiungere...
AVVOCATO Florio: Grazie intanto.
TESTE Massari: Come ha detto il Presidente, il T-4 è un esplosivo che è stato utilizzato in molti attentati, anche perché fa parte di varie miscele esplosive anche se di tipo militare. In particolare fa parte del Semtex-H che è uno degli esplosivi che è stato più utilizzato ai tempi delle Brigate Rosse e poi trasferito, diciamo, in molti dei repertamenti effettuati anche nell'ultimo periodo in Sicilia e in alcuni attentati attribuiti alla mafia.
E poi il T-4 fa parte di un altro esplosivo, il C-4, che è stato abbastanza utilizzato dai gruppi eversivi di destra in tanti attentati a partire dal '72 a oggi.
Quindi è un esplosivo che è stato utilizzato in tanti modi e sotto tanti aspetti.
AVVOCATO Florio: Mi sembra anche, per aprire e chiudere immediatamente questa parentesi, anche in via dei Sabini per caso?
TESTE Massari: Anche?
AVVOCATO Florio: In via dei Sabini mi sembra che sia stata utilizzato.
TESTE Massari: Dunque, in via dei Sabini non è stato... sì, è stato utilizzato ma non come esplosivo. E' stato utilizzato come booster in quanto l'esplosivo primario era costituito da un miscela artigianale di nitrato di ammonio e cherosene.
AVVOCATO Florio: L'Anfo, vero?
TESTE Massari: No, non era Anfo. Perché l'Anfo è il nome di un esplosivo commerciale, che utilizza un nitrato di ammonio con grani leggermente diversi e con petrolio o gasolio. Nel caso di via dei Sabini è stato copiato un Anfo di tipo artigianale, ma che... diciamo con risultati sicuramente non a livello dell'Anfo.
Per farlo esplodere era stato aggiunto un barattolo, all'interno del quale c'era del T-4 che doveva funzionare da booster, cioè da primo sistema innescante di tutta la massa esplosiva.
AVVOCATO Florio: Senta, e il T-4 che colore ha?
PRESIDENTE: Avvocato, ma mi scusi.
AVVOCATO Florio: Prego.
PRESIDENTE: Non è materia di queste cose. Quest'oggi ci dobbiamo occupare di tutta una serie di accertamenti...
AVVOCATO Florio: Ci arriviamo subito, ma mi sembra...
PRESIDENTE: Va bene, ma non ho capito perché non l'avete fatto al momento in cui i tecnici erano venuti a dirci di che cosa era composta la...
AVVOCATO Florio: Presidente, mi consideri irrilevante la domanda e chiudiamo anche per brevità la...
PRESIDENTE: Sennò qui è un discorso che non finisce più.
AVVOCATO Florio: Va bene. Senta, quindi, per quello che concerne allora il colore delle micce possibili che invece è possibile trovare?
TESTE Massari: Le micce possono avere diversi colori. Cioè, abbiamo delle micce bianche, delle micce rosse, delle micce nere, delle micce viplate o delle micce catramate. Per quanto riguarda le micce detonanti sono tutte viplate, le micce a lenta combustione sono sia viplate che catramate.
Però non è che esiste in Italia una legislazione... è questa la cosa importante, che in Italia non esiste una legislazione che impone al produttore - cosa che per esempio a livello di controlli di Polizia avevamo chiesto - al produttore di mettere sulle micce un determinato colore che potesse servire a riconoscere immediatamente il tipo di miccia.
Praticamente se domani un produttore decide di produrre una miccia color arlecchino, come aveva pensato di fare una certa ditta che c'ha sede in Abruzzo, la produce color arlecchino e nessuno gli può dir niente.
Quindi diciamo che io le posso rispondere su quelle di tipo commerciali che conosco, ma non in senso assoluto su quali sono i colori delle micce.
AVVOCATO Florio: Senta dottor Massari, volevo tornare un attimo all'incarico del 20 settembre '95, per intendersi a Capena. Volevo un chiarimento: lei poc'anzi, rispondendo alle domande del Pubblico Ministero e anche dei colleghi, parlava che vi erano tracce di sostanze di esplosivo sulla corda e sui frammenti di nastro adesivo, mentre il terreno risultava negativo, se non vado errato.
Come può spiegarsi questa discrasia?
TESTE Massari: Intanto, come ho anche spiegato su esplicita domanda del P.M. dottor Chelazzi, in alcuni punti del terreno delle leggerissime tracce le avevamo trovate. Fermo restando che non è detto che la quantità di esplosivo presente nella corda, nel frammento di corda, perché anche in questo caso parliamo di frammento...
AVVOCATO Florio: Frammenti, certamente.
TESTE Massari: Sia tale da poter trasferire al terreno, immediatamente a contatto, le tracce esplosive. O le tracce che trasmette sono così basse che potrebbero essere al di sotto dei limiti dello strumento che abbiamo utilizzato.
Rimane il discorso che io ho trovato un segnale molto forte per quanto riguarda un frammento di scotch e un frammento di corda; dei segnali molto deboli per quanto riguarda gli altri tre frammenti di scotch e dei segnali debolissimi in alcuni punti del terreno. Che però non sono in grado di dire se erano nelle immediate vicinanze, ripeto, perché uno quando scava non è che scava e fa un'indagine, un'osservazione microscopica delle parti che estrae. Quindi a un certo punto è venuto fuori il pezzo di corda e sono venute fuori le parti di scotch.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta, sempre stando all'incarico del 20 settembre '95, parlo in questa occasione della autovettura il cui titolare era tale Scarano Massimo, quella a targa Rieti per intendersi.
Lei ha parlato di allarme di pentrite e di EGDN. Ora io volevo sapere, in termini il più possibile semplici, cosa si intende per allarme? Perché lei più volte ha parlato in questo termine, diciamo così, è venuto fuori più volte, però...
Cosa si intende appunto per allarme di una sostanza esplosivistica?
TESTE Massari: Diciamo che l'allarme in questo caso è direttamente collegato alla standardizzazione del sistema. Cioè il sistema viene standardizzato in maniera tale che quando la quantità supera una certa soglia e lo strumento sta diventando cieco, cioè sta andando in overload, dà un segnale di allarme, proprio si accende una lampadina rossa che dice: guarda che in questo caso io sto esaminando un'elevata quantità di esplosivo. E quindi lo strumento dà proprio un segnale di allarme. Definito come segnale di allarme dalla ditta costruttrice.
Che però, ripeto, non ha nessuna correlazione a livello quantitativo, sulla quantità reale di esplosivo che è transitata all'interno dello strumento.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta, anche su questo, parlo di via Ostiense in questo momento, mi sembra di aver capito - le chiedo una brevissima conferma, come è ovvio ritengo - ma gli elementi atmosferici: l'aria, l'acqua e simili, possono deteriorare in maniera irreparabile le sostanze reperite?
TESTE Massari: Gli esplosivi di cui stiamo parlando, sono tutti insolubili in acqua.
E quindi l'aria sicuramente no; l'acqua, essendo insolubile quindi automaticamente, non solubilizzando, non li dovrebbe portar via.
Però ci abbiamo un fenomeno meccanico di lavaggio che potrebbe, in qualche modo, alterare o spostare alcune sostanze trascinandole via.
E' questa la ragione per la quale, una volta che noi abbiamo per così dire forato questo strato protettivo fatto dalla crosta di terra che si era indurita dall'erba e da tutto ciò che praticamente aveva creato una specie proprio di crosta sul terreno sottostante, nel momento in cui lo abbiamo forato, si è pensato di proteggere il terreno sottostante da eventuali lavaggi - visto che avevamo bisogno di pochi giorni - per evitare interferenze.
E' stata una precauzione diciamo ulteriore per cercare di proteggere poi diciamo i campionamenti che abbiamo fatto dopo quattro-cinque giorni.
AVVOCATO Florio: Senta, è possibile - ora io gliela formulo in modo assolutamente da profano, è chiaro - allorché il detonatore è accanto a gelatina e tritolo, è possibile che, diciamo così, scoppiando il detonatore, non vi sia una esplosione di gelatina e di tritolo?
TESTE Massari: Mah, se parliamo di tritolo, non solo è possibile, ma altamente probabile. In quanto il tritolo, come abbiamo detto più volte, essendo un esplosivo sordo, deve essere bene innescato.
Quindi, il detonatore è bene che sia inserito nella massa del tritolo. Per quanto riguarda invece una gelatina, soprattutto se è una gelatina ricca di nitroglicerina, potrebbe anche essere innescata per simpatia di una esplosione che avviene nelle immediate vicinanze del candelotto di gelatina.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta, l'ultimissima domanda: lei prima ha differenziato esplosivi di tipo commerciale, da esplosivi di tipo militare, mi è sembrato così di aver capito.
Senta, ma con quanta facilità sono reperibili, sia gli uni che gli altri?
TESTE Massari: Guardi...
PRESIDENTE: Avvocato - mi scusi dottore - su questo tema c'è stata una lunghissima serie di domande...
AVVOCATO Florio: Mi ricordo, anche su domande...
PRESIDENTE: ... nelle udienze precedenti.
Io non riesco a capire. Ma le risposte sono state date da tutti i testi a cui le domande sono state rivolte.
Non si può, ogni volta che, dato che il consulente è sempre quello, si riapre il discorso e non lo si finisce più.
AVVOCATO Florio: No...
PRESIDENTE: Abbiate pazienza, ci sono tante cose da chiedergli, se credete, su quelle cose, su quelle relazioni che ha depositato questa mattina, o ora, anzi.
E' un discorso che è stato già fatto ampiamente.
AVV. Cianferoni: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato, non gli ho dato la parola.
AVVOCATO Florio: Quindi, non lo so, se è irrilevante la domanda, ovviamente...
PRESIDENTE: No, la domanda è stata esaurita ampiamente.
AVVOCATO Florio: Va be'. Io non ho altre domande, allora, al teste.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande per questo teste?
Allora è in libertà. Possiamo dare atto che deposita le relazioni degli accertamenti di cui è stato incaricato.
AVVOCATO Gramigni: Presidente, non sul consenso delle parti, per quanto mi riguarda.
Avvocato Gramigni, difesa di Filippo Graviano.
Credo che le eccezioni che avevo preannunciato stamattina...
PRESIDENTE: Avvocato, le eccezioni saranno proposte alla fine di questa cosa.
AVVOCATO Gramigni: No, cioè...
PRESIDENTE: Quindi, queste eccezioni, oggi non hanno nessun senso.
AVVOCATO Gramigni: Comunque, per il verbale...
PRESIDENTE: Le abbiamo già dette questa mattina.
AVVOCATO Gramigni: Certo. Per il verbale: vi è opposizione da parte di questa difesa che vengano prodotti gli elaborati del dottor Massari.
PRESIDENTE: L'opposizione deve essere motivata.
AVVOCATO Gramigni: Poiché trattasi di accertamenti irripetibili svolti sulla base di un atto nullo, ovvero di un accertamento il cui compimento non è stato preceduto dall'avviso al difensore, ex articolo 260 del Codice di procedura penale.
Quindi, per combinate disposte degli articoli 260, 117 disposizione di attuazione, 178 lettera C e 180, credo di dover rilevare che trattasi di atto nullo, i cui risultati dunque debbono ritenersi inutilizzabili.
Ed, in questo senso, quindi mi oppongo a che vengano acquisiti - gli elaborati scritti - dalla Corte.
Salvo naturalmente la raccomandazione a non utilizzare i presentati all'esame odierno, per la decisione.
PRESIDENTE: Gli altri difensori?
AVV. Cianferoni: Ci si associa, Presidente. Era questo ciò che volevo dire.
AVVOCATO Florio: Si associa ovviamente anche la difesa di Lo Nigro e Giacalone: avvocato Florio.
PRESIDENTE: Bene. Alla luce delle considerazioni che sono state svolte nella ordinanza di questa mattina, la eccezione viene momentaneamente respinta.
Nel senso che la Corte si riserva di decidere all'esito dell'esame di questi testi.
Nel frattempo, in via provvisoria, vengono ammessi e ovviamente, qualora la decisione della Corte dovesse essere nel senso dell'accoglimento della eccezione, si revocherà la presente ordinanza.
Lei può andare. Grazie.
*TESTE Massari: Grazie.
PRESIDENTE: Chi chiamiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Chiamiamo la dottoressa Bellomo.
PRESIDENTE: Per cortesia, vuol dire al microfono il suo nome e cognome?
*TESTE Bellomo: Mi chiamo Rosa di nome, Diana Bellomo cognome.
PRESIDENTE: Lei ricorda, signora, che è già stata sentita in questo procedimento?
TESTE Bellomo: Sì.
PRESIDENTE: La richiamo all'impegno che lei aveva assunto nel rispondere alle domande che le saranno poste: l'impegno di verità, di non nascondere nulla di quanto è a sua conoscenza.
TESTE Bellomo: Sì.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può porre le domande.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottoressa, lei ha memoria di aver ricevuto un incarico dal Pubblico Ministero di Firenze il 22 di novembre...
Credo che il microfono sia semi-fuori uso.
Il 22 di novembre del 1995?
TESTE Bellomo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole...
PRESIDENTE: Per favore, dovrebbe avvicinare il microfono. Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole specificare qual era l'oggetto di questo incarico? Proprio quello che specificamente era stato affidato a lei?
TESTE Bellomo: Sì. Io penso, leggendo esattamente il quesito che mi è stato proposto, si individua esattamente quello a cui io dovevo dare una risposta.
"Il consulente, dottoressa Bellomo, previa le opportune operazioni di trattamento dei reperti per l'estrazione e fissazione di eventuali residui di esplosivo che saranno espletate dal dottor Massari e dal dottor Vadalà, provvederà a determinare la natura merceologica dei materiali impiegati nel confezionamento degli involucri con particolare riferimento al cordino e al nastro adesivo. E a comparare tra loro i reperti menzionati in premessa".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Bellomo: "I reperti in premessa sono costituiti ugualmente da un cordino e da spezzoni di adesivo, repertati dal dottor Massari nel terreno adiacente la villetta nella disponibilità di Franco Claudia sita in località Pastinacci del comune di Capena".
Per cui, ecco, l'incarico consisteva nel caratterizzare, dal punto di vista morfologico e chimico questi reperti relativi ai due involucri e confrontarli...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, signora, dottoressa. Non abbiamo parlato degli involucri ancora.
Un breve cenno su questi involucri. Infatti, mentre lei leggeva il testo dell'incarico, io le stavo per suggerire: magari parta dal punto 4.
Ecco, esattamente a pagina 6:
"Premesso il rinvenimento, il consulente, dottoressa, provveda".
TESTE Bellomo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, il punto 4:
"Premesso il rinvenimento e il sequestro di due involucri effettuato il 16/11/95 in territorio Capena e premesso altresì quanto repertato dal dottor Massari nel terreno adiacente..." - ed è quello che ho letto prima -
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
TESTE Bellomo: Praticamente si tratta di due involucri contenenti una sostanza di colore ocre e confezionati in un certo modo.
In particolare, su questi involucri, vi era dell'adesivo di tipo da imballaggio. Vi erano anche delle cordicelle di colore bianco.
E questi due tipi di materiali sono quelli oggetto di esame e comparazione.
Vi erano anche altri materiali che costituivano più completamente l'involucro. Però, diciamo, il quesito specifico riguarda esattamente queste sostanze.
Comincerei a parlare dei cordini.
I cordini di colore bianco riguardano, sia gli involucri che il reperto rinvenuto nei pressi della villa Alei.
Io penso di poter meglio illustrare il risultato degli accertamenti, attraverso le foto, perché le fasi, le prime fasi degli accertamenti tecnici, sono state documentate.
Gli accertamenti tecnici riguardano una prima fase che è di studio morfologico dei singoli reperti. E, dal punto di vista anche cromatico, per quanto riguarda gli adesivi che sono colorati, rispetto al bianco dei cordini.
E segue poi un accertamento diciamo più complesso, una analisi chimica strumentale eseguita su tutti i reperti, per verificare anche la composizione chimica.
La prima foto che io voglio illustrare pone a confronto due cordini: uno, è un frammento che proviene da uno degli involucri; l'altro, è il frammento rinvenuto in Capena.
Sembrano, già da un esame diretto, abbastanza simili tra loro per conformazione. Questa, comunque, è una foto di insieme documentativa dei due reperti posti a confronto.
Poi vi è un'altra foto, la foto numero 2 che riprende ingranditi dei particolari di questi due cordini.
E, in questo caso, è messo in evidenza che gli stessi hanno una analoga lavorazione e analoghe dimensioni, per quanto riguarda il diametro della sezione di taglio che, in questo caso, è circolare, perché i cordini sono tondi.
Il cordino in alto proviene da uno degli involucri, e quello in basso è quello rinvenuto presso la villetta Alei.
Vediamo poi una successiva foto che è la numero 5.
Questo è sempre un particolare del cordino proveniente da uno degli involucri. In particolare l'involucro B.
In questa foto è eseguita una misura del diametro della sezione, cioè di quanto è grossa la corda, che è risultato di circa 6 millimetri.
La stessa misurazione è stata eseguita anche - la figura è la numero 6 - anche sul cordino rinvenuto presso la villetta Alei.
Anche in questo caso la misura del cordino è risultata di 6 millimetri.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ecco, mi scusi dottoressa, lei dice circa 6 millimetri, non è vero. Mi pare lì ci sia un dato in millimetri fino al centesimo di millimetro, non è un circa.
TESTE Bellomo: 6,27. No, dicevo circa perché non essendo esattamente rettilineo il contorno della corda, perché è una corda a treccia... però abbiamo trovato in effetti il diametro massimo circoscritto nel riquadro, è 6, 27 millimetri nei due casi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è lo stesso valore numerico.
TESTE Bellomo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A centesimo di millimetro.
TESTE Bellomo: Sì. Per verificare il tipo di lavorazione di questi due cordini, si è proceduto a ciascuno di essi a scomporre una parte terminale per vedere come era formato questo cordino. Vediamo la foto numero 7.
Ecco, questo è un cordino proveniente dall'involucro A. Possiamo vedere che questo cordino è formato da sei corde di dimensioni minori... anzi, otto corde di dimensioni minori, che in gergo si chiamano trefoli e all'interno una fioccatura di fibre, di filati attorno a cui sono intrecciati gli otto trefoli.
Quindi abbiamo un trefolo interno e otto trefoli esterni, per cui questo cordino ha questo tipo di lavorazione.
Lo stesso lavoro di disfacimento è stato effettuato sul cordino proveniente dall'involucro B e anche in questo caso notiamo che vi sono otto trefoli esterni e un trefolo interno, cioè una fioccatura interna.
Sul cordino rinvenuto nei pressi di villa Alei ugualmente troviamo un tipo di lavorazione ottenuta con otto trefoli esterni ed uno interno. Quindi sino a questo momento tutte le caratteristiche morfologiche dei reperti posti a confronto trovano una perfetta corrispondenza.
Nella foto numero 10 si è eseguita una ulteriore misurazione, riguardante i trefoli, cioè si è misurata la larghezza di un trefolo esterno, eseguito su una delle cordicine provenienti dagli involucri e in questo caso è risultato esattamente di 2,4 millimetri, la larghezza del trefolo.
La stessa misurazione è stata eseguita sulla corda rinvenuta presso la villetta Alei. La foto numero 11. Anche in questo caso abbiamo una misura pari a 2,40 millimetri, cioè corrisponde la misura dei trefoli.
Una volta accertata la corrispondenza delle caratteristiche morfologiche delle corde poste a confronto, si è verificata anche se vi fosse stata o meno corrispondenza di composizione chimica delle fibre costituenti le corde stesse. E' stata utilizzata una prima tecnica, la spettroscopia nell'infrarosso a trasformata ... indicata con la sigla FTIR.
Questo tipo di accertamento tecnico consente di eseguire un'analisi chimica strumentale su sostanze organiche e fornisce risultati sottoforma di grafici. Questi grafici sono correlati alla composizione chimica della sostanza in esame e se due sostanze, analizzate con la tecnica, danno luogo a grafici che sono corrispondenti, questo sta a significare che la composizione chimica delle sue sostanze è la stessa.
Se le sostanze analizzate sono pure, è possibile individuare anche la natura chimica di queste sostanze attraverso il confronto con spettri contenuti in una libreria annessa allo strumento.
In questo caso, se le sostanze sono impure o complesse, si possono esprimere un giudizio di identità di composizione chimica tra due o più sostanze poste a confronto.
Nel caso in questione, per ogni cordicina è stata eseguita un'analisi della sfilacciatura interna del trefolo interno e un'analisi relativamente ai trefoli esterni per verificare se la composizione delle fibre era la stessa sia all'interno che all'esterno delle singole corde.
E questo grafico appunto è riferito ad un'analisi FTIR di un cordino proveniente dall'involucro A, dove il grafico in rosso si riferisce al trefolo interno, la parte interna del cordino e il grafico in nero si riferisce a uno dei trefoli esterni. Come si può vedere vi è perfetta corrispondenza, quindi la corda è costituita da fibre omogenee, ossia tutte dello stesso tipo.
Lo stesso lavoro è stato eseguito anche su un cordono proveniente dall'involucro B. Anche in questo caso abbiamo grafici perfettamente corrispondenti e quindi possiamo dire anche in questo caso che la composizione chimica delle fibre costituenti questa cordicella è omogenea in tutta la corda.
L'ultima foto si riferisce alla corda rinvenuta presso villetta Alei e anche in questo caso abbiamo omogeneità di composizione chimica tra trefolo interno e trefoli esterni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi dottoressa, prima abbiamo visto le corrispondenze di ordine morfologico, ora le corrispondenze di ordine chimico.
TESTE Bellomo: Chimico.
PUBBLICO MINISTERO: Tanto per andare alla conclusione su questo punto. Si possono affermare negli stessi termini di quello morfologico, oppure in termini diversi?
TESTE Bellomo: No, negli stessi termini. Ora lo dimostro con questo altro grafico che riporta diciamo lo spettro IR relativo alle tre cordicelle poste a confronto. E si può vedere come le tre corde hanno un'identica composizione chimica, rappresentata appunto da questi tre spettri, riferiti a ciascuna di essa, e che trovano perfetta corrispondenza.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Allora io direi passiamo senz'altro allo scotch, dottoressa.
TESTE Bellomo: Sì. C'è solo un altro grafico.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Bellomo: Perché con quest'ultimo grafico noi poniamo, facciamo la ricerca libraria, cioè diciamo che quel particolare grafico che rappresenta la composizione chimica dei reperti viene individuato come poliestere. Per cui siamo in grado di dire che queste corde sono costituite da fibre di poliestere, abbiamo individuato chimicamente la natura delle sostanze.
Passiamo ora all'adesivo.
PRESIDENTE: Potremo passare direttamente alla conclusione, salvo domande specifiche.
PUBBLICO MINISTERO: Ma infatti invitavo la dottoressa Bellomo a rassegnare direttamente le conclusioni sul punto di questi frammenti di scotch. Credo che la dottoressa ce lo possa rappresentare. Mi è sembrato necessario che la Corte sapesse come aveva proceduto la dottoressa, perché insomma, il Pubblico Ministero che si avvale di certe persone è convinto che siano tecnici di provatissima e sperimentatissima capacità e ci tiene a dare la dimostrazione al suo Giudice.
Anche per questo quella specie di pignoleria prima sul 6,27, perché non sono tecnici che lavorano all'ingrosso, né la dottoressa Bellomo, né quelli che l'hanno preceduta e quelli che la seguiranno.
Però, ormai che la dottoressa Bellomo ha fatto capire la scientificità del modo di condurre questo accertamento, se porta, in tre parole, la Corte alle conclusioni sui frammenti di scotch, si toglie questo pensiero visto che la giornata è stata lunga sicuramente anche per lei.
TESTE Bellomo: Sì, sì, ora in due minuti. Ecco, questi sono frammenti di scotch. Il primo in alto proviene dall'involucro A, quello intermedio dall'involucro B, l'ultimo, quello in basso, è il nastro trovato in prossimità di villetta Alei.
Già da questa foto si vede che vi sono differenze cromatiche tra il primo scotch e gli altri due. Mentre tra l'involucro B e il nastro relativo alla villetta Alei si ha corrispondenza cromatica, che poi è stata anche dimostrata con strumenti chimici, confermata, ed è stata anche dimostrata la corrispondenza di composizione chimica tra questi due pezzi di scotch. Per cui anche in questo caso di trova perfetta corrispondenza, sono analoghi i frammenti provenienti dall'involucro B e i frammenti di nastro rinvenuti nei pressi della villetta Alei.
Penso di aver concluso.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dottoressa, la ringrazio.
PRESIDENTE: Ci sono domande? Prego.
AVV. Cianferoni: Una, da parte dell'avvocato Cianferoni.
Dottoressa, esistono criteri per stabilire la recensiorità, o piuttosto la risalenza nel tempo di un frammento? Cioè, trovando per la strada, in un luogo qualsivoglia, un pezzetto di cordino, come si fa poi a stabilire se si trovasse lì da un giorno piuttosto che da una settimana o da sei mesi.
TESTE Bellomo: No, questo...
AVV. Cianferoni: Cioè, la fibra si deteriora, cambia di colore, che succede?
TESTE Bellomo: No, questa è una domanda intanto che non è contenuta nel quesito, però io le rispondo lo stesso. Cioè, in base al tempo non si possono dare risultati certi perché lo stato di conservazione può variare a seconda delle modalità di conservazione.
Cioè, non si può dire, io posso avere un cordino, una fibra in un luogo, conservata molto bene e questa fibra si mantiene dopo anni intatta, identica. E posso invece averla sottoposta a stress, a deterioramento vari e dopo 10 giorni la trovo molto più rovinata.
Cioè, non ci si può esprimere in termini certo sulla valutazione temporale, dei reperti in genere, perché sono legati a tanti parametri che non sempre sono noti.
AVV. Cianferoni: Perché, se non sbaglio, il cordino è composto da quelli che lei ha chiamato trefoli, di fibra vegetale.
TESTE Bellomo: No, no, io ho parlato di poliestere, perciò ho fatto una analisi chimica che è una fibra sintetica molto resistente ed è molto diversa dalla canapa, dal lino, da tutte le fibre di origine vegetale, che non hanno la resistenza che possono avere le fibre sintetiche.
Ho fatto un'analisi chimica proprio per individuare la classe chimica di queste corde.
AVV. Cianferoni: Va bene, grazie.
*TESTE Bellomo: Prego.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
PUBBLICO MINISTERO: No, nessuna. Semplicemente vorrei che la dottoressa, siccome si tratta di reperti giuridicamente nella disponibilità della Corte, anche se materialmente ora sono nelle sue mani, ma la disposizione che lei li portasse l'ho data io, cioè l'abbiamo data noi per meglio dire, ecco vorrei che, se è il caso la Corte dia delle disposizioni su questi reperti, altrimenti la dottoressa se li riporta e li conserva unitamente a tutti gi altri.
PRESIDENTE: No, no, li possiamo acquisire regolarmente, come ogni altro elemento del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, era solamente questo il...
PRESIDENTE: Va bene, vengono acquisiti. C'è anche una relazione? Ovviamente con tutte le riserve...
PUBBLICO MINISTERO: La relazione della dottoressa fa parte della relazione quella collegiale...
PRESIDENTE: Che tutti gli altri...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, Presidente.
PRESIDENTE: Dica.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la dottoressa ha capito cosa deve fare, prende in consegna il segretario di udienza...
PRESIDENTE: Li consegna alla segretaria, per cortesia, che le metterà in una busta con tutte le varie indicazioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dicevo questo: il Presidente vuol chiudere l'udienza alle sette, per carità.
Il dottor Vadalà sicuramente non è persona che può essere disimpegnata in 35 minuti, però per una ragione anche contingente, 20 minuti, o 25 potrebbero essere sufficienti - se la Corte è disponibile - per introdurre l'argomento, facendo riferimento così usciamo dal generico e dal sentito dire, a questi famosi due pacchi, così il dottor Vadalà li presenta alla Corte, senza esplosivo dentro, questo è naturale. Racconta un pochino, li fa vedere e poi potremmo rimandare tutto l'aspetto argomentativo, espositivo dell'esame...
Questa diciamo è la presentazione del corpo del reato, se lo vogliamo chiamare così.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Lo possiamo fare, Presidente?
PRESIDENTE: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Bisognerebbe introdurre il dottor Vadalà.
PRESIDENTE: Si accomodi.
*TESTE Vadalà: Grazie, buonasera.
PRESIDENTE: Per cortesia, ci vuole dire il suo nome e cognome.
TESTE Vadalà: Mi chiamo Vadalà Gianni Giulio.
PRESIDENTE: Lei ricorda che è già stato sentito da questa Corte in questo dibattimento e ricorderà anche che a suo tempo ha letto una formula che sostituisce il giuramento ma che costituisce comunque per lei un impegno a ragguagliarci su tutti gli accertamenti fatti, tutte le cose che conosce, senza nascondere nulla di quanto è a sua conoscenza.
TESTE Vadalà: Lo ricordo.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può cominciare.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottor Vadalà, oggi non c'è modo di svolgere compiutamente il suo esame, però, visto oltretutto che su disposizioni che sono state impartite dal Pubblico Ministero, sono stati fatti venire qua dei reperti, questi reperti vorremmo evitare insomma che vadano avanti e indietro senza che la Corte e le altre parti ne abbiamo diretta e precisa conoscenza. Ecco, io vorrei chiederle - e poi penso che ci fermeremo qui - di illustrare soprattutto i reperti che stanno negli involucri più grandi, così lei ne indica alla Corte la provenienza, li fa anche fisicamente vedere, si munisce di un paio di forbici, di un coltello, di quello che è necessario.
Vorrei che prima di cominciare a tagliare, strappare, lacerare nastri si potesse visione di come è chiusa questa roba, sigillata, ci sono diciture, scritte...
PRESIDENTE: Ce li porta qui davanti per cortesia?
PUBBLICO MINISTERO: La cosa migliore magari, è presentarli proprio davanti alla Corte.
Ispettore Benelli, le spiace dare una mano al dottor Vadalà.
PRESIDENTE: Va bene, va bene.
Hanno visto i difensori?
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Bene.
PUBBLICO MINISTERO: Se vogliono, qualcuno dei difensori si può avvicinare, così per vedere...
PRESIDENTE: Si dà atto a verbale che sono stati esaminati due involucri che sono chiusi da nastro scotch, con alcune targhe indicative o scritte indicative; risulterebbero, almeno apparentemente, integri.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, bisogna che il dottor Vadalà ce lo assicuri lui che sono integri.
PRESIDENTE: Io lo posso giudicare a distanza...
PUBBLICO MINISTERO: Ha ragione, Presidente. E' per questo che dicevo che il dottor Vadalà ci spieghi come son chiusi, che cosa c'è sopra, che adesivi, diciture, sigilli, dirà quando li ha chiusi.
TESTE Vadalà: Questi materiali sono stati prelevati e chiusi a termine degli accertamenti tecnici eseguiti sulla base dell'incarico del 22 novembre 1995.
Nel corso degli accertamenti tecnici, abbiamo preso la decisione di svuotare le due pacchi originali di esplosivo, mantenendo gli involucri.
PRESIDENTE: Potrebbe per nostra conoscenza, perché noi non sappiamo quasi mai niente.
TESTE Vadalà: Benissimo.
PRESIDENTE: A che pacchi si riferisce, quando sono stati rinvenuti, dove, eccetera.
TESTE Vadalà: Allora, i pacchi sono stati rinvenuti in località Le Piane, comune di Capena, all'altezza del chilometro 32121 della linea ferroviaria Roma-Firenze in data 16/11/95.
Il sequestro è stato eseguito ad opera della Polizia di Stato e persona dell'Antisabotaggio ha fatto la prima verifica dell'assenza di materiali innescanti attivanti.
Quindi, ha trovato esclusivamente questi due involucri seppelliti su una scarpata. E come tali li ha sequestrati.
PRESIDENTE: Scarpata della ferrovia.
TESTE Vadalà: Della ferrovia, sì. Nei pressi della ferrovia.
Non ero presente al luogo, per cui ho solo avuto l'immagine del rinvenimento.
Erano sepolti sotto terra.
PRESIDENTE: Ah, sepolti?
TESTE Vadalà: Sì.
PRESIDENTE: Sepolti sotto terra, sì.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE Vadalà: Dopodiché nel giorno 22 novembre il dottor Chelazzi ha dato l'incarico, mi ha dato l'incarico di analizzare questo materiale.
E noi abbiamo provveduto a stabilire la natura delle sostanze contenute nei due involucri, ne abbiamo determinato la confezione percentuale, nonché ogni altro atto che poteva essere utile alle indagini relative al procedimento penale in atto.
Vorrei far vedere come si presentavano gli involucri, e ce li abbiamo qua in fotografia.
Allora, trattasi di due forme di...
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Vadalà, abbia pazienza.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'abbiamo delle foto migliori.
PRESIDENTE: Perché qui francamente...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, perché il dottor Vadalà ha una copia.
PRESIDENTE: Ah...
PUBBLICO MINISTERO: Quella che mostrava.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE Vadalà: Ecco, come si può vedere dalla foto - leviamo un po' di riflesso, ecco - si ha due involucri di forma pressoché cilindrica del diametro di una sessantina di centimetri e del peso di circa 60 chili. Specificherò in seguito quali sono le pesate esatte fatte sui materiali.
Sono completamente ricoperte da nastro adesivo e le abbiamo denominate: una pacco A, e un'altra pacco B.
PRESIDENTE: Molto originale.
TESTE Vadalà: Era l'unico modo per poterle distinguere.
PRESIDENTE: Per carità! Scusi, ogni tanto una battuta ci vuole.
TESTE Vadalà: A quest'ora sì.
All'estremità non possiamo notare - e lo indico con la penna - dei frammenti di corda che fuoriescono dall'involucro. E' un cordino bianco di circa 6 millimetri di diametro.
PRESIDENTE: Forse sarà 6 e 27, no?
TESTE Vadalà: Eh?
PRESIDENTE: Forse sarà 6 e 27, no?
TESTE Vadalà: Io non mi son messo a misurarlo lì, però...
PRESIDENTE: L'hanno misurato altri.
TESTE Vadalà: Sì. Questi due pacchi erano avviluppati da nastro adesivo comune per imballaggi di colore marrone.
L'opera che noi abbiamo fatto, è stata quella di verificarne il contenuto. Però, non abbiamo voluto andare alla cieca, abbiamo voluto fare, documentare tutte le fasi di apertura. Anche per capire quali erano le modalità di confezionamento, che era forse la cosa più importante che ci interessava.
In quest'altra foto vediamo che con un bisturi abbiamo intagliato la corticola esterna e ci siamo accorti che sotto lo strato di scotch, oltre a delle cordicelle che lo tenevano avviluppato, c'erano dei sacchetti della nettezza urbana di colore nero; sacchetti in polietilene.
La massa si presentava, la massa all'interno si presentava in forma estremamente compatta; tant'è vero che per aprirla abbiamo dovuto usare degli scalpelli. Scalpello e mazzetta.
Dopo l'operazione di scalpellatura - proprio detta in termine edile, perché altra forma non si poteva ottenere - abbiamo recuperato una serie di gampinatura all'interno. Quale era il motivo? Capire se la massa presente nel pacco, fosse di carattere omogeneo o meno.
E questo lo abbiamo fatto per tutti e due i pacchi. Però abbiamo avuto l'accortezza di effettuare un'apertura non grandissima in un pacco. Il motivo era che volevamo conservare per quanto possibile la forma originaria, che poi farò vedere, di questo involucro.
Questa è la massa di sostanza così come si presentava: si vede una sostanza pulvirolenta di color ocra presente con, associato a diversi grumi di varia forma.
A un esame diciamo morfologico del prodotto, avevamo la presenza di un materiale pulvirolente finemente macinato e di carattere omogeneo.
Non c'erano grosse discontinuità fra la foggia e la forma del materiale presente.
Il pacco denominato A, risultava al peso contenere circa, avere un peso di circa 62 chili e 300 circa. Mentre il pacco B era circa, di circa 60 chili e 900.
Grosso modo avevano dimensioni estremamente paragonabili fra di loro.
Come ho citato prima, nel pacco B era molto ben visibile, ma anche nel pacco A, i resti di una cordina che devo immaginare fosse stata messa ad hoc a forma di manico per poter movimentare meglio questi pacchi, questi oggetti. Che, devo dire, sono piuttosto poco agevoli da spostare se non hanno queste manigliette.
Nella foto che noi vediamo, abbiamo fatto una piccola sezione per far vedere un po' com'era costituito l'involucro.
In questa foto abbiamo il prelievo del reperto D, abbiamo fatto un carotaggio all'interno del materiale.
In questa foto vediamo l'operatore che con i guanti e con un bel cucchiaione cerca di scavare in questa massa estremamente compatta. Questo per dimostrare proprio l'estremo intasamento di questo prodotto.
Alla fine, tutto il materiale è stato raccolto in due sacchi di materiale plastico abbastanza robusto per essere poi conservati presso i depositi militari perché una massa di esplosivo così, non è logico tenerla in uffici o in posti non idonei.
Ecco, a dimostrazione di quanto era compatta basta vedere come affondavamo la vanghetta all'interno del manufatto.
Ok, ora se la Corte me lo permette, apro uno dei pacchi. Inizierei col pacco numero 2 perché? Perché lì c'è il manufatto che noi abbiamo conservato nelle fogge e nelle condizioni più idonee.
Premetto che metto i guanti perché...
PRESIDENTE: Prego, prego.
TESTE Vadalà: .. per non sporcarmi.
PRESIDENTE: Se il Pubblico Ministero nel frattempo ci dà notizia degli estremi di quel volume di fotografie?
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, queste foto che sono state mostrate fanno parte degli allegati alla relazione quella che i consulenti hanno già realizzata a richiesta del Pubblico Ministero datata 22 novembre 1995, quindi la loro collocazione è nel fascicolo degli atti del Pubblico Ministero, è esattamente il volume 4 e le pagine sono da 2613 in avanti. Queste sono le fotografie che sono state...
Comunque, ripeto, si tratta degli allegati alla relazione redatta in esecuzione dell'incarico 22 novembre 1995; relazione che è datata 29/12/1995, depositata direttamente al Pubblico Ministero il 30/12/1995.
TESTE Vadalà: Il manufatto si presenta nella stessa forma e nelle stesse dimensioni con cui è stato rinvenuto. Fatti salvi i tagli e le aperture necessarie per gli accertamenti tecnici.
Al momento è riempito di segatura.
E' fortemente contaminato. Chiunque adesso gli facesse un'analisi sulle mani o sui vestiti, rischierebbe di trovare una grossa quantità di tritolo. Lo stesso lavoro che ho fatto adesso nell'aprire, ha inquinato fortemente anche la moquette. Per cui, il Tribunale potrebbe essere interessato a un fenomeno di terrorismo indotto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non so se sia indispensabile aprire il secondo pacco dopo che lei ha spiegato...
PRESIDENTE: Mah, io direi che è più che sufficiente, almeno che i difensori non abbiano delle richieste particolari.
TESTE Vadalà: Il secondo pacco contiene nient'altro che alcuni elementi sconfezionati del primo pacco. Il secondo pacco è stato completamente smembrato per vedere com'era effettivamente costruito all'interno.
PRESIDENTE: C'è esplosivo ancora dentro?
TESTE Vadalà: No, sono solo... la parte esterna della confezione.
PRESIDENTE: Quindi, l'esplosivo non c'è più?
TESTE Vadalà: L'esplosivo inteso come massa, no.
PRESIDENTE: No.
TESTE Vadalà: Ma sono tutti e due fortemente contaminati.
PRESIDENTE: Certo, ma la contaminazione non è che di per sé produce...
TESTE Vadalà: Nel mio lavoro però mi disturba.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Vadalà, quello che mi pare lei potrebbe utilmente illustrare alla Corte e a tutti nei minuti che restano, - io son stato qualche secondo nell'altra stanza, non ho potuto seguirla, non so se ha già chiarito alcune cose - la composizione di questo materiale attraverso il tipo di prove che sono state eseguite e poi una certa serie di saggi che voi avete eseguito in punto di stabilità, sensibilità, insomma quelle che ho ragione di pensare siano le cosiddette verifiche tradizionali sulle caratteristiche di un esplosivo di un tipo o di un esplosivo di un altro tipo.
TESTE Vadalà: Certamente. Il primo tipo di accertamenti tecnici...
PUBBLICO MINISTERO: Pensa che questo discorso in una decina di minuti di poterlo sviluppare?
TESTE Vadalà: Tranquillamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Vadalà: Il tipo di analisi che si fanno su un manufatto di questo genere, qualsiasi sostanza esso contenga, sono: primo, accertarne la natura.
Un metodo estremamente, abbastanza rapido e abbastanza efficiente per fare il solito, cristallino come questo, è la diffrattometria coi raggi X. In pratica, ogni elemento cristallino sottoposto a un raggio X di una certa angolazione, emette uno spettro di rifrazione caratteristico. Spettro che è legato solo a quella sostanza. Quindi è un mezzo identificativo del cristallo.
Le analisi hanno dato la presenza di solo 2-4/7 di trinitrotoluene, cioè TNT.
Abbiamo proseguito negli accertamenti perché avendo una quantità notevole di materiale, ci siamo voluti sbizzarrire a cercare di qualificarla. Cioè, sapere nel modo più ragionevole da quale provenienza merceologica potesse essere, potesse derivare.
Abbiamo effettuato anche un'analisi per microscopia elettronica a scansione, abbinata a microsonda a dispersione di energia, chiamata questa tecnica SMEDX, e ci ha permesso di evidenziare la presenza di tracce di ferro e di altri elementi.
Dopodiché abbiamo detto: bene, confermiamo quanto abbiamo trovato in diffrattometria con mezzi chimici.
La diffrattometria è un mezzo essenzialmente fisico, una spettroscopia fisica.
Quindi abbiamo analizzato il materiale dall'interno con il GC-TEA, è un mezzo un po' strano per accorciare un integro, come noi diciamo. Perché il GC-TEA essenzialmente è fatto per analizzare piccole tracce di residui. Lo abbiamo volutamente accecato l'apparecchio per cercare di vedere le tracce di altre sostanze esplosive. Cioè, abbiamo avuto una massa enorme, un segnale fortissimo per la quantità principale e diciamo, non ne abbiamo tenuto conto perché siamo andati a guardare la zona del cromatogramma dove erano presenti i residui. E abbiamo avuto modo di accertare ovviamente il TNT presente in larghissima quantità con tracce di dinitrotoluene e DNT.
Sono sostanze che mediamente sono presenti sempre anche come residui di sintesi.
La fase successiva è stata quella di fare una gascromatografia con spettrometria di massa. Dando proprio il fiocchetto alla molecola.
E, qui abbiamo trovato tritolo puro, tritolo molto puro.
Abbiamo ancora fatto delle analisi con cromatografia liquida e anche qui abbiamo il responso di tritolo puro in tutti i campioni esaminati, sia del pacco A che del pacco B.
Abbiamo proseguito in queste analisi estremamente fini, utilizzando la spettrometria di massa a triplo quadrupolo o tandem-massa. Qual era lo scopo? Verificare la presenza di altre sostanze in tracce che potessero indicarci la provenienza.
Quindi, abbiamo fatto in modo che lo strumento - e con questo strumento che noi abbiamo è possibile - non leggesse assolutamente il tritolo, o lo leggesse in quantità molto ridotta. Mentre invece abbiamo esaltato la sua capacità di leggere altre sostanze, altri esplosivi.
E abbiamo potuto evidenziare la presenza di tracce di T-4, come forma di contaminazione.
Quindi, una massa di tritolo molto puro con tracce di T-4.
Dopodiché si andava di dire: da dove viene adesso questo tritolo in funzione delle sue caratteristiche balistiche? Sono state fatte una serie di prove presso società che trattano e lavorano in esplosivi, in particolare ... di Colle Ferro; e, da una serie di accertamenti tecnici che riguardano le caratteristiche chimico-fisiche dei materiali, si è potuto stabilire che il materiale presente, il tritolo presente proveniva da recupero. Bisogna citare adesso il fatto che quando il tritolo viene prodotto di prima sintesi, viene prodotto sotto forma di una particolare polverino che ha delle ottime caratteristiche di stabilità e soprattutto ha un particolare punto di fusione.
Quando questo tritolo, di prima sintesi viene lavorato sia per compressione, che per fusione, che per lisciviazione, perde quel caratteristico punto di fusione.
Per cui viene classificato come tritolo da scaricamento. E' sempre un esplosivo, ma non è più idoneo per fare un certo tipo di lavorazione meccanica. Che potrebbe essere la trefilatura all'interno di una granata, la costruzione di cartucce particolari o altri impieghi che richiedano delle caratteristiche termo-meccaniche adeguate.
La provenienza di questo tipo di scaricamento, potrebbe essere da un residuo di un ordigno militare e ciò potrebbe trovare giustificazione anche dalla presenza di tracce di T-4.
Molti ordigni militari presentano nella massa della carica principale, piccoli busterini che vanno dai 100 ai 500 grammi di esplosivo ad altissimo potenziale come il T-4.
Quindi, una delle ipotesi che si potrebbe fare sulla provenienza, potrebbe essere quella della apertura di un vecchio ordigno o del decommissionamento, quindi da ... di materiale militare in genere, per lisciviazione o per altre tecniche di svuotamento di questi oggetti.
Secondo il mio punto di vista personale, ritengo che questo sia avvenuto semplicemente per apertura di qualche grosso ordigno militare, ordigno di media grandezza. La lisciviatura lascia sempre delle tracce disomogenee all'interno del... e poi questo era macinato molto finemente, cosa che normalmente in fabbrica non viene mai fatto, per gli alti costi di lavorazione.
Il tritolo ha ottime caratteristiche esplosive come è dato dalle, diciamo dall'analisi dei dati balistici.
Riassumo brevemente le conclusioni: i dati analitici e balistici ottenuti confermano che i campioni di sostanze in esame sono costituiti da tritolo praticamente puro - quindi abbiamo un buon livello di purezza -, il fatto che sia stata identificata anche una quantità in tracce di T-4, non modifica quanto affermato.
La spiegazione della provenienza di questo T-4 può essere associata o a fenomeni di contaminazione nell'atto della lavorazione: beh, diciamo un pacchetto di T-4 oppure di compound-B che contiene T-4, o addirittura della presenza casuale in questa massa di esplosivi di natura diversa sempre recuperati da ordigni militari.
Ha qualche altra domanda?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è in linea con questa ipotesi la presenza delle tracce di ferro?
TESTE Vadalà: Certamente. Proprio per questo io mi sono orientato più verso una dismissione di un vecchio ordigno militare piuttosto che sulla lisciviazione, che non comporta grossi tormenti meccanici all'involucro. Mentre invece, se io vado a aprire con un utensile metallico, una mazzetta con uno scalpello, una vecchia bomba di profondità, è facile che la ruggine possa trasferirsi facilmente in una massa del prodotto.
PUBBLICO MINISTERO: Non credo che la Corte sappia che cos'è la procedura di lisciviazione.
TESTE Vadalà: Sì, la vorrei spiegare in breve: se vogliamo vuotare una bottiglia - tanto è una granata di artiglieria - piena di tritolo, non si può andare lì dentro col cucchiaino. Perché la massa è fortemente compatta, fusa all'interno.
Allora si applica, si mette la bottiglia, cioè la granata arrovesciata su un beccuccio da dove viene infilato del vapore sovrassaturo all'interno della granata. Il tritolo fonde e scivola giù. Mano a mano che il vapore entra dentro la granata, la svuota letteralmente.
Alla base di questa vasca, c'è un sistema di raccoglimento di questo prodotto semifluido che è costituito essenzialmente da tritolo puro.
Questi banchi di lavorazione, però, sono usati anche per svuotare granate contenenti compound-B, che contiene T-4. Per cui se uno ... già va bene, il tritolo che si raccoglie sotto si può contaminare con la lavorazione precedente.
Ecco qui spiegato, la possibile spiegazione di questo genere di fenomeni.
Una volta che questa massa è stata rimossa dalla granata, l'oggetto metallico viene utilizzato come rottame ferroso e l'esplosivo, invece, viene asciugato, tritato, trafilato e reso a scagliette. E che poi è questa la conformazione commerciale del tritolo venduto nelle fabbriche, dove viene impiegato anche per usi... viene impiegato essenzialmente per usi civili. Proprio perché, le caratteristiche di punto di fusione, di altri requisiti che sono richiesti in campo militare, non prevedono che sia più caricabile in granate di artiglieria per impiego bellico.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottor Vadalà, a proposito del punto di fusione, non è né più e né meno la determinazione di un punto di temperatura dove avviene la fusione?
TESTE Vadalà: Sì, si fa così: si prende un...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nel nostro caso voi avete determinato un punto di fusione che...
TESTE Vadalà: Per entrambi i campioni che era di 76 e 515, per un altro era di 76 e 600, insomma, diciamo. Praticamente, erano al di sotto degli 80 gradi che sono in genere previsti per questo, per il grado di purezza necessario per...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi anche sotto questo profilo il tritolo nell'uno e nell'altro involucro sostanzialmente, sono?
TESTE Vadalà: Sono, praticamente, identici. Anche le curve di potere diciamo, di stabilità al calore...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Anche questo...
TESTE Vadalà: Sì.
(voci sovrapposte)
TESTE Vadalà: ... stabilità al calore, ha dato praticamente lo stesso indice e quindi, lo stesso sviluppo di gas. La sensibilità all'impatto per i due esplosivi, è praticamente la stessa. E parliamo di un valore di 960 millimetri contro 945. In pratica, è l'altezza, è la caduta di... si dice sensibilità all'impatto, l'altezza dalla quale facendo cadere un grave e ben determinato, provoca l'effetto detonante.
Quindi, oscillava come differenza di circa 15 millimetri e rientra tranquillamente nei valori accettati per questo tipo di materiali.
La sensibilità alla frizione, in pratica, è la capacità che hanno questi esplosivi di dare crepitio, strofinati su una particolare apparecchiatura e anche questa diciamo, ha fatto registrare i valori praticamente similari sempre in linea con questo tipo di materiali.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per quanto riguarda la cosiddetta velocità di detonazione, cosa....
TESTE Vadalà: Diciamo che i valori sono praticamente confrontabili col metodo di Friedrick, e abbiamo sempre 4280 metri al secondo per il campione A e 4300 per il campione B.
Praticamente, è una misura identica se presa con i dovuti sistema di rilevamento.
PUBBLICO MINISTERO: E rapportata agli standard di letteratura per il tritolo, siamo nei valori della norma?
TESTE Vadalà: Come materiale di tritolo, sì; come materiale di dolo di prima sintesi, no perché ormai ha subìto un primo processo di fusione per il primo caricamento; poi ha subìto dei processi di estrazione, di macinazione, per cui non rientrerebbe fra quelli che il Ministero della Difesa comprerebbe per i propri caricamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Questo dato, quindi, va inteso nel senso di una conferma che si tratta di un materiale per così dire, di risulta?
TESTE Vadalà: Sì, di riciclo più che altro.
PUBBLICO MINISTERO: Di riciclo.
Ecco, io direi di fermarmi qui e le altre domande alla ripresa.
Presidente, magari stabiliamo che cosa deve fare il dottor Massari di quei due reperti. Uno, l'ha sconfezionato, l'altro l'ha mantenuto integro.
PRESIDENTE: Li consegna alla segretaria che li custodisce, però, con le altre cose che ci sono state consegnate.
PUBBLICO MINISTERO: E' esattamente quello che volevo io.
PRESIDENTE: Eh, appunto.
PUBBLICO MINISTERO: Perché non volevo farli tornar via.
PRESIDENTE: No, no, perché è assurdo farli tornare avanti e indietro.
Bene, l'udienza riprende il 26 maggio, no, sì, il 26 maggio alle ore 9.00.
AVVOCATO: Presidente, le preannuncio ciò che lei già saprà che è stata deliberata per quelle date una astensione...
PRESIDENTE: Avvocato, ne parliamo il 26 mattina perché io spero che siano cose che vengono revocate. Anche perché vorrebbero dire cose molto interessanti per tutti noi.
PUBBLICO MINISTERO: Io ho bisogno di sapere se faccio tornare il dottor Vadala. E' molto semplice, qui è una cortesia dovuta a un professionista.
PRESIDENTE: ... già rinviato la data per poter essere certi di non fargli fare un viaggio ulteriormente inutile.
PUBBLICO MINISTERO: E allora non lo faccio tornare il 26?
PRESIDENTE: Non lo facciamo tornare il 26, e poi vediamo...
PUBBLICO MINISTERO: Allora dottor Vadalà, lei il 26 non deve tornare e il Presidente provvederà e io glielo farò sapere.
*TESTE Vadalà: Benissimo.
PRESIDENTE: Buonasera.
PUBBLICO MINISTERO: Buonasera.