Home page Indietro Contatti Cerca nel sito RSS
Processo per la strage di Via dei Georgofili
I verbali del 1° dibattimento
collaboratori
consulenti
deleghe_in_corso_di_dibattimento
esame_imputati
esposizione_introduttiva
fascicolo_dibattimento
intercettazioni
lista_testi
polizia_giudiziaria
preparazione_esami_dibattimento
requisitoria
requisitoria_generale
richiesta_di_prove
sentenza_661998
sommario
udienze
vicenda_bellini
97_03_21.txt
97_07_04.txt
97_07_18.txt
98_01_16.txt
atto_di_impugnazione.txt
risc_fe.txt
riscont.txt
riscontr.txt

Note
Versione stampabile   
DIBATTIMENTO-1: udienze/970325.txt


PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo i presenti.
Bagarella: rinunciante. Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni, che è presente.
AVV. Cianferoni: Sì Presidente, buongiorno.
PRESIDENTE: Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone, avvocato Cianferoni, che è presente.
Benigno Salvatore.
IMPUTATO Benigno: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti. Sostituito dall'avvocato Falciani.
Calabrò Giovacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini, Cianferoni, che è presente.
Cannella Cristofaro.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Di Peri, Rocchi...
AVVOCATO Rocchi: E' presente l'avvocato Rocchi.
PRESIDENTE: ... che è presente.
Carra Pietro: libero. Avvocato Cosmai, avvocato Batacchi. C'è l'avvocato Cosmai, se non mi sbaglio.
AVVOCATO Cosmai: Sono presente.
PRESIDENTE: Di Natale: contumace. Avvocato Russo, Gentili, Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe: è presente. Avvocato Anania e Cianferoni, che è presente.
Ferro Vincenzo: libero. Avvocato Traversi e Gennai. C'è l'avvocato...
AVVOCATO Falciani: Falciani, Presidente.
PRESIDENTE: Falciani in sostituzione.
Frabetti Aldo: rinunciante. Avvocato Monaco, Usai, Roggero. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, Bennati, Florio. Sostituito dall'avvocato...
AVVOCATO Bennati: No, avvocato Bennati presente.
PRESIDENTE: Grazie.
Giuliano Francesco: rinunciante. Avvocato Farina e Pepi. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo, Gramigni. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Lo Nigro Cosimo: rinunciante. Avvocato Fragalà, avvocato Florio. Sostituito dall'avvocato Rocchi.
Mangano Antonino: rinunciante?
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: E' presente. Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Florio.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo e Pepi. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti, Usai, Roggero. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Scarano Antonio: rinunciante. Avvocato Fortini e Batacchi. C'è l'avvocato Batacchi.
AVVOCATO Batacchi: Presente Batacchi.
PRESIDENTE: Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e Cianferoni, che è presente.
Spatuzza Gaspare: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Rocchi.
Tudino Vittorio: rinunciante. Avvocato Gallina e Di Benedetto. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Il Pubblico Ministero può riprendere gli esami dei testi.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, abbiamo una serie di testimoni, Presidente, come abbiamo anticipato. Tra questi testi c'è anche il maresciallo, l'attuale maresciallo dei Carabinieri Panara, che quindi introduciamo.
PRESIDENTE: Oh, finalmente abbiamo questo piacere.
PUBBLICO MINISTERO: Sarà un po' zoppo, perché mi risulta che è sempre affetto da questi dolori.
PRESIDENTE: Mi dispiace per lui. Noi comunque cercheremo di non aggravare a zoppino.
Buongiorno, si metta a sedere.
Per favore, vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Panara: Mi chiamo Mario Panara. Sono nato ad Orvieto il 30 luglio 1960. Risiedo a Porano, via Giuseppe Mazzini numero 41.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Panara: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Risponda alle domande del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Senta maresciallo, occorre che lei ci racconti un po' - un po' bene, non un po' male - un po' bene quello che ha visto e quello ha fatto, perché del suo intervento è stato già riferito da altri testimoni nell'aula, in relazione a un certo manufatto che fu trovato sulla Formellese, nel pomeriggio del 14 aprile del 1944 (1994 - ndt). Allora, dia le coordinate le più stringate su cosa faceva all'epoca, quale incarico era destinato, qual era la sua specializzazione, per così dire e poi il fatto ce lo racconterà per come se lo ricorda e con le domande aggiuntive che io le farò.
TESTE Panara: Il 14 aprile effettuavo il turno 14.00-22.00 di...
PRESIDENTE: Le dispiace, per cortesia, se si rivolge verso di noi, che siamo del tutto ignari.
TESTE Panara: Dico, il 14 aprile effettuavo il turno 14.00-22.00 di artificiere antisabotaggio a disposizione del Comando Provinciale di Roma. Ebbi dal Centro Operativo la nota di portarmi in località Formellese in quanto un passante aveva rinvenuto degli strani pacchi con dell'erba fresca sopra.
Presi il materiale in dotazione e mi portai sul posto. Sul posto...
PRESIDENTE: Era solo?
TESTE Panara: Sì, sì, ero solo.
Sul posto trovai il comandante del Comando Provinciale che mi spiegò... Faccio una premessa: intanto che mi stavo portando da Roma sulla Formellese, mi misi in contatto col Centro Operativo e mi delucidavano di quello che vi era sul posto. Intanto io feci teoricamente: che poteva essere?
Arrivato sul posto vidi subito, mi portarono ove era collocato questi pacchi, il comandante provinciale, il colonnello. Mi resi subito conto che trattavasi di un ordigno di elevata potenzialità e per prima cosa mi preoccupai di far evacuare la zona perché ancora non era stato interrotto il flusso veicolare e la gente era a ridosso dell'ordigno.
Questa è la prima premessa perché decisi di operare, con ordigno di questa potenzialità, un contatto diretto. L'attentatore, se avesse voluto far saltare l'ordigno, l'avrebbe fatto saltare nel momento che vi erano tutte le persone, ufficiali dei Carabinieri, civili, a ridosso. Per ridosso intendo dire due metri.
Fatta evacuare la zona operativa, iniziai il contatto diretto con l'ordigno ed ebbi le prime difficoltà, ovviamente, con un ordigno di questa potenzialità, di questa concretezza e il modo in cui si presentava. Cercai di aprirlo, di arrivare al cuore, perché l'ordigno era composto da due pacchi solidi centrali, un pacco piccolo al centro che teneva uniti i due grandi e faceva praticamente da supporto al centro.
Premetto: questo ordigno era collocato in un piccolo fossato, lato strada. Ritenni pure di operare direttamente in quanto, con i nostri mezzi in dotazione, i disattivatori, i robot Pedesco, che avevamo allora in dotazione, non poteva arrivare dal nostro Centro Operativo, dal nostro mezzo operativo all'ordigno perché non avevo un gioco di braccio.
Pertanto operai manualmente per circa 20 minuti, 25 minuti, non riuscendo ad arrivare al cuore. Così optai, per la disattivazione, di usare due cannoncini ad acqua: un Neutrex e un Judo. Specifico: questi cannoncini ad acqua sono due disattivatori. Sono un calibro 12, sono due tubi cilindrici di circa 60 centimetri, in acciaio, che hanno una carica di lancio, vengono riempiti di acqua normale e quest'acqua viene compressa da questa carica di lancio sull'oggetto da una distanza molto ravvicinata. Perché ovviamente più spostiamo il corpo dall'oggetto, più riduciamo l'effetto.
Avvicinai i due cannoncini ad acqua nel cuore centrale dell'ordigno, nel pacco piccolo, in prossimità delle due batterie esterne, da 4,5 volts l'una, e puntai un cannoncino su quelle batterie e l'altro cannoncino lo puntai sulla batteria d'auto.
Premetto: l'effetto dirompente di questo cannoncino è di 100 atmosfere a centimetri quadrato.
Provai a fare la disattivazione dell'ordigno con questi mezzi ausiliari. Al momento del comando di lancio, per la disattivazione, quando azionai il telecomando, saltò l'ordigno.
I disattivatori... un disattivatore non è stato in grado di annientare il cuore dell'ordigno, pertanto l'ha attivato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta maresciallo, partiamo dal fondo di questo discorso. Allora, questi cannoncini ad acqua lei ha detto erano due, ha dato anche i nomi.
TESTE Panara: Il Neutrex e il Judo.
PUBBLICO MINISTERO: Il Neutrex e il Judo. Dunque, lei ha detto che questi cannoncini, per fare quello per il quale sono realizzati, devono lavorare a brevissima distanza. Quantifichiamo.
TESTE Panara: Quantifichiamo? Diciamo che il flusso d'acqua è efficace a circa 20 centimetri dall'oggetto.
PUBBLICO MINISTERO: Nella specie, proprio nella situazione concreta in cui ha operato lei, quindi questi due cannoncini sono stati posizionati a che distanza? Questa che sta indicando o a una distanza diversa?
TESTE Panara: Questa che sto indicando.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi entrambi a...
TESTE Panara: 20 centimetri circa.
PUBBLICO MINISTERO: A una ventina di centimetri.
Dunque, a parte...
TESTE Panara: Perché non vi era neanche spazio per collocarli in una distanza diversa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora ci arriviamo. A parte che abbiamo delle fotografie, ma io preferirei, se la sua descrizione è perspicua, per ora andare avanti oralmente.
TESTE Panara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, lei posizionò questi cannoncini, rispetto a questo manufatto e rispetto alla sua collocazione all'interno di questa cunetta, dove? Dalla parte della strada, o dalla parte esterna?
TESTE Panara: Collocai un disattivatore lato esterno cunetta e l'altro lo collocai in verticale, a ridosso della strada.
PUBBLICO MINISTERO: In verticale vuol dire però, posizionandolo dove, sul manto stradale...
TESTE Panara: No, no, sempre nella cunetta.
PUBBLICO MINISTERO: Nella cunetta.
TESTE Panara: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, questi due cannoncini puntavano, lei ha detto, uno sulle batterie?
TESTE Panara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quali batterie?
TESTE Panara: Le batterie...
PUBBLICO MINISTERO: Perché mi pare che abbia accennato a più batterie.
TESTE Panara: Sì. Vi erano la batteria da auto e due batterie ausiliarie esterne, da 4,5 volts l'una. Puntai il primo cannoncino sulle batterie esterne e il secondo cannoncino, il Judo - che ha una potenzialità maggiore al Neutrex - nel corpo solido più grande, cioè nella batteria più grande.
PUBBLICO MINISTERO: Cercando di dirigere il getto dell'acqua in un punto preciso, o genericamente? Mi aiuti a capire questo, per piacere.
TESTE Panara: Cercai, con il primo cannoncino - il Neutrex - di colpire le due batterie e il cuore sopra dell'ordigno. Perché c'era una specie di stabilizzatore di corrente: cercai di colpire quella fascia lì. E il secondo invece lo posizionai per disintegrare proprio la batteria d'auto.
PUBBLICO MINISTERO: Mi tolga una curiosità, tra le tante che se ne possono avere: perché un getto di acqua di quel genere può arrivare a disintegrare - adopro il termine che adopra lei - la batteria, per esempio quella grande, di automobili?
TESTE Panara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha queste potenze eh?
TESTE Panara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Panara: L'ho detto prima.
PRESIDENTE: Disintegrare vuol dire...
TESTE Panara: Distruggere.
PRESIDENTE: Distruggere.
TESTE Panara: Sì.
PRESIDENTE: Proprio frantumare.
TESTE Panara: Frantumare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, perché lei ha dato un valore numerico. Per chi non è pratico del mestiere un valore numerico può vuol dire tanto, ma può anche non voler dire niente. Bisognerebbe stabilire qual è la resistenza di un solido come quello costituito da una batteria. Siccome però non lo so, bisogna che me lo spieghi lei.
Ecco, detto questo, questi oggetti che lei ha impiegato, questi cannoncini, furono posizionati utilizzando, che ne so, supporti metallici, tipo treppiedi, appoggi, oppure...
TESTE Panara: No, non utilizzai nessun appoggio in dotazione perché non vi era il posto per collocarli.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi furono appoggiati, questo vuol dire, sul...
TESTE Panara: In terra.
PUBBLICO MINISTERO: Per terra?
TESTE Panara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cercando di orientarli...
TESTE Panara: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, lei prima ha parlato di calibro 12. Io ho capito quello che vuol dire, cioè a dire, la carica di lancio è costituita...
TESTE Panara: Da una cartuccia.
PUBBLICO MINISTERO: Da una cartuccia di quelle da caccia sostanzialmente?
TESTE Panara: Sì. Un po' più lunga.
PUBBLICO MINISTERO: Un po' più lunga. Sarà senza pallini, voglio dire.
TESTE Panara: Una carica di lancio.
PUBBLICO MINISTERO: Una semplice carica di lancio. Quant'è l'acqua che ci va su questi due cannoncini, se lo ricorda?
TESTE Panara: Esattamente andrà un quarto d'acqua.
PUBBLICO MINISTERO: Un quarto di litro?
TESTE Panara: Un quarto di litro, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Un quarto di litro. Ha parlato ancora di comando a distanza di questi cannoncini, cosa vuol dire? E' un comando radio, è comando dato in maniera diversa?
TESTE Panara: E' un comando dato in un modo diverso e ora lo spiego. Queste cartucce vengono azionate da un percussore. Questo percussore viene fatto partire da una scarica elettrica. Pertanto il telecomando, che noi usiamo a distanza per attivare queste cariche, serve per azionare il percussore, elettricamente aziona il percussore, fa partire il percussore.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Forse non ci siamo capiti. Volevo dire, è un comando che si dà con un impulso radio o un comando che si spedisce su una linea?
TESTE Panara: E' un comando che si spedisce su una linea elettrica.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, quindi su un filo.
TESTE Panara: Su un filo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, i cannoncini erano entrambi attrezzati nello stesso modo?
TESTE Panara: Confermo, sì. Erano attrezzati nello stesso modo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei, al momento in cui ha dato il comando, ha dato il comando per entrambi i cannoncini o solamente per uno?
TESTE Panara: No, solamente per un cannoncino. Perché ogni cannoncino aveva la sua linea.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda su quale dei due cannoncini...
TESTE Panara: Certamente. Sul più piccolo, sul Neutrex.
PUBBLICO MINISTERO: Sul Neutrex. Mi spiega la ragione per la quale, pur avendo deciso di utilizzare due cannoncini, però il comando si riprometteva - di fatto fece così - di darlo prima su uno. Questo vuol dire che non l'avrebbe dato sul secondo, o che avrebbe dato due comandi separati in successione?
TESTE Panara: Ora le spiego: usai il primo cannoncino, il Neutrex, quello puntato sulle batterie esterne e sul cuore esterno dell'ordigno, sperando, con l'esperienza avuta in questi anni, di poter disattivare l'ordigno al primo colpo. E posizionando il secondo cannoncino, il Judo, il più potente a ridosso della batteria d'auto come cannoncino ausiliario. Se, ovviamente, non fosse esploso con l'attivazione del Neutrex, avrei azionato pure il Judo, per la frantumazione del corpo solido.
Invece, quando azionai il primo disattivatore, si innescò la carica.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, se io ho capito, lei intanto utilizzava il primo cannoncino per conseguire quale risultato? E come avrebbe fatto ad accertare se il risultato, che voleva conseguire, l'aveva conseguito?
TESTE Panara: Se mi avrebbe frantumato, distrutto il corpo esterno superiore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questo le avrebbe dato quale tipo di risposta al suo quesito, diciamo, operativo? Dice: 'ho frantumato il corpo solido superiore'.
TESTE Panara: Dopo l'esplosione...
PUBBLICO MINISTERO: Dice: 'ora che succede?'
TESTE Panara: Succede questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Panara: Dopo che ho azionato il Neutrex, se non sarebbe l'ordigno, non si sarebbe attivato, avrei fatto una ricognizione...
PUBBLICO MINISTERO: Diretta.
TESTE Panara: Diretta. Ovviamente, ecco, con degli apparati a distanza, con questo robot Pedesco che abbiamo in dotazione, che ha in dotazione delle telecamere che mi permettono a distanza di visionare il corpo in cui sto lavorando.
Invece questo non ho avuto l'opportunità perché è saltato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, queste apparecchiature, intendo dire questi cannoncini ad acqua, lei li aveva già utilizzati in altre occasioni?
TESTE Panara: Tantissime volte.
PUBBLICO MINISTERO: Ma occasioni diciamo di esercitazione, o occasioni di intervento operativo...
TESTE Panara: No, no, interventi operativi.
PUBBLICO MINISTERO: ... sul campo, come suol dirsi?
TESTE Panara: Sì, sul campo. Su vari ordigni. Ovviamente non di questa potenzialità, di potenzialità minore, ma li avevo utilizzati avendo risultati soddisfacenti. Non mi avevano mai innescato la carica.
PUBBLICO MINISTERO: Per quanto nella sua conoscenza, maresciallo, ecco, quello che successe quella sera, cioè a dire che attivato un cannoncino si attivò anche...
TESTE Panara: La carica.
PUBBLICO MINISTERO: ... l'ordigno, cioè a carica, per quanto nella sua esperienza, ripeto, o nelle sue conoscenze, questo evento, rapportato alle attrezzature che erano in dotazione e che lei utilizzò, era da considerarsi assolutamente improbabile? Oppure... suppongo che lei avrà fatto un corso, le sarà stato spiegato, ci sarà stato un libretto di istruzioni che garantiva ad una X percentuale il funzionamento di queste apparecchiature?
TESTE Panara: Questi appa...
PUBBLICO MINISTERO: Non so se la mia domanda è stata chiara.
TESTE Panara: Sì, sì, perfetta.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
TESTE Panara: Queste apparecchiature sono garantite non al 100%, ma in linea di massima a un 90%. La casa costruttrice, nel corso che abbiamo effettuato su questi materiali, ci ha garantito il 90% di risultato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il 10%...
TESTE Panara: Abbiamo sempre un 10% di scarto, sì, che può attivare la carica.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Cioè il 10% corrisponde a questo.
TESTE Panara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La carica si attiva invece di essere disattivata.
TESTE Panara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, questo tipo di attrezzatura quindi è quella che lei aveva già impiegato in occasioni di altri interventi?
TESTE Panara: In altri interventi. Dal 1989 sino a quel giorno lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Panara: Con ottimi risultati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, colleghiamo, tutte queste risposte che ha dato fino ad ora, ad un altro punto del problema, cioè a dire: lei ha spiegato alla Corte che sulle prime pensava di adoprare questa apparecchiatura denominata "robottino". E che poi si è rivelata inadeguata o inutilizzabile in rapporto alle condizioni particolari in cui doveva operare.
Allora, cominciamo a dire questo: questo robottino era potenzialmente idoneo a disattivare a sua volta, opportunamente comandato, la carica? Ovvero serviva solo per un'attività di ricognizione?
TESTE Panara: Allora, questo mezzo che noi usiamo, questo robot che usavamo - usiamo secondariamente ora perché con la tecnologia, con il progresso abbiamo dei mezzi superiori - è usato come disattivatore e come ricognitore. Perché è dotato di due cannoncini ad acqua che permettono la frantumazione del pacco.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lavora come i cannoncini di cui si parlava?
TESTE Panara: Guardi, ce l'abbiamo qua in sala qua fuori, questo Pedesco, come si chiama. Se i signori lo vogliono vedere, lo spieghiamo direttamente?
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ora vediamo.
PRESIDENTE: Ora vediamo se è necessario. Andiamo avanti.
TESTE Panara: Ha due disattivatori su un braccio, che permettono - un braccio telescopico, un braccio allungabile fino a un metro e mezzo - che permette di disattivare, frantumare un ordigno. Poi ha un sistema visivo di ripresa che permette di fare da ricognitore. In quel frangente...
PRESIDENTE: A distanza.
TESTE Panara: A distanza sì, perché è filoguidato.
PUBBLICO MINISTERO: Il sistema visivo che cos'è, una telecamera?
TESTE Panara: Sistema visivo, sì, ha le telecamere, ha due...
PUBBLICO MINISTERO: Che rimanda l'immagine dove si trova l'operatore ovviamente.
TESTE Panara: Certo, nel Centro Operativo, sul mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, nella situazione in cui si trovò a adoperare lei, la prospettiva, se capisco bene, era di utilizzare questo apparato semovente con tanto di cannoncini, anche fino alla disattivazione?
TESTE Panara: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora quale fu concretamente il problema per cui... io credo di averlo capito, ma insomma, voglio che sia ben chiaro.
TESTE Panara: Io con il braccio telescopico, che dicevo, non riuscivo ad arrivare sul cuore dell'ordigno. Perché avevamo i due pacchi solidi, l'autostrada, il pacco piccolo, che era sottostante i due pacchi solidi, a margine della cunetta, ridosso la campagna. Pertanto io con il braccio, col piegamento del braccio non riuscivo a posizionare in direzione del corpo dell'ordigno i cannoncini.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ora mi ha spiegato forse meglio di prima. Eh?
TESTE Panara: Sì. Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Almeno per quanto mi riguarda credo di aver capito di più.
Ecco senta, lei maresciallo, lo ha già precisato prima perché le ha posto una domanda immediata il Presidente, andò da solo.
TESTE Panara: Sì, andai da solo.
PUBBLICO MINISTERO: Andò da solo. La sua dotazione, a parte i cannoncini, i robottini e quant'altro, la sua dotazione era costituita da che cosa?
Non la dotazione manuale, eh, voglio dire, una macchina...
TESTE Panara: Un furgone Ducato che comprendeva tutte le attrezzature per diverse situazioni operative.
PUBBLICO MINISTERO: Lei era anche il conducente del Ducato? Faceva tutto da solo.
TESTE Panara: Facevo tutto da solo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non mi sembra mica una bella organizzazione, francamente.
TESTE Panara: Premetto: noi viaggiamo anche da soli, perché a bordo del nostro mezzo vi è una quantità di esplosivo e dei detonatori. E pertanto, personale non abilitato non può stare su quel mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, d'accordo. Senta, lei si è premurato di effettuare anche rilievi fotografici di questa situazione, oppure ha provveduto qualche altro?
TESTE Panara: Ha provveduto, feci intervenire io, a quel tempo non avendo avuto l'attrezzatura fotografica disponibile, feci intervenire un operatore del Comando Gruppo Cassia. Insieme a me, in posizione diciamo non di sicurezza riuscimmo a fare delle foto.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, queste foto... No, proponiamo in maniera migliore la domanda: che lei sappia, sono state scattate foto solamente in un momento successivo al suo intervento, ovvero anche precedentemente?
TESTE Panara: Questo, non so rispondere. Io posso rispondere per la parte mia in attinenza.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Panara: Quando io richiesi il fotografo e venne con me, fece delle foto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei chiese l'intervento di un fotografo?
TESTE Panara: Io chiesi, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'intervento di un fotografo.
TESTE Panara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era già presente in zona questo fotografo, o dovette venire da qualche parte?
TESTE Panara: No. Arrivò dal Comando Gruppo Cassia.
PUBBLICO MINISTERO: Come si va con quell'attrezzatura, maresciallo?
Io direi di sottoporre tale e quale questa foto qui al teste. Foto 4 di questo fascicolo Comando Provinciale Roma Nucleo Operativo Terza. Collocazione 8109 negli atti del dibattimento.
Questa foto qui.
Mentre il maresciallo va a metter ela fotografia sul visore...
PRESIDENTE: Vuol portarsi laggiù, per favore?
PUBBLICO MINISTERO: ... dicevo questo, maresciallo Panara: le coordinate temporali del suo intervento... Eh, ora quando arriva al microfono ce lo dice.
TESTE Panara: Sì, questa è stata...
PUBBLICO MINISTERO: Maresciallo Scelso, avvicini un attimino il microfono al maresciallo Panara, sennò...
TESTE Panara: Sì, questa è stata una foto fatta in mia presenza.
Infatti si vede uno scorcio della mia persona.
PUBBLICO MINISTERO: Maresciallo Scelso, mi pare che non sia a fuoco questa immagine. Abbia pazienza, sennò si perde tempo e basta.
PRESIDENTE: Eh, ma credo che più di così non si possa ottenere. Forse si può ravvicinare, perché a noi interessa anche...
PUBBLICO MINISTERO: Anche avvicinare, sì, sì.
AVVOCATO Ammannato: Diceva, Presidente, che si intravedeva la sua persona. Ecco, dove eventualmente?
TESTE Panara: Nel lato destro della foto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che è quella roba che si vede per terra, maresciallo?
TESTE Panara: E' il cannoncino ad acqua a Judo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma io vedo due manufatti: uno in piedi, e si vede che è una bottiglia. Dico bene?
TESTE Panara: Infatti.
PUBBLICO MINISTERO: E poi quel tubo sdraiato. E' quello il cannoncino al quale si riferisce?
TESTE Panara: Sì. Il tubo in acciaio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la bottiglia d'acqua è quella che serve a riempire il cannoncino.
TESTE Panara: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Poi si vedono dei fili per terra. Uno, o due.
TESTE Panara: Un filo. E' un cavo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' quello quindi di cui parlava lei per mandare il comando sul cannoncino.
TESTE Panara: Sì. Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Maresciallo Scelso, se resta lì vicino al... Passi alla fotografia successiva, per piacere.
Ancora, non questa. Passi avanti ancora. Maresciallo Scelso, per cortesia, si giri di qua, sennò fate alle gomitate lei e il suo collega e si perde tempo e basta. O via!
Passi avanti ancora, per piacere. Ancora avanti.
Faccia vedere. Sì. Che foto è quella lì maresciallo, numero?
MARESCIALLO Scelso: 14.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la numero 14, sempre dello stesso fascicolo.
Cerchiamo di togliere i riflessi e quant'altro.
Ecco, maresciallo Panara, che ci sa dire sul conto di questa foto? Su quello che ritrae.
TESTE Panara: Dopo che avvenne l'esplosione, ovviamente mandai il ricognitore a visionare il cratere. Perché potrebbe essere stata, ci potrebbe essere avanzato ancora dell'esplosivo.
Visionai invece che c'era solamente...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi quello è il ricognitore, cioè il famoso robottino.
TESTE Panara: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha spedito lei sul posto, ad esplosione avvenuta.
TESTE Panara: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi non è che al momento dell'esplosione il robottino si trovasse lì.
TESTE Panara: No, al momento dell'esplosione il robottino era nei paraggi del mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Panara: Premetto pure...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Panara: Essendo stato notte, non vi era illuminazione. E pertanto questo mezzo è dotato pure di un impianto di illuminazione. E questo impianto ci permette di visionare bene il luogo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Benissimo.
Maresciallo, sempre da quel fascicolo, riprenda all'inizio. Sì, codesta, la foto 1 quindi di questo fascicolo.
Ecco, questa... Si può ingrandire un attimino, maresciallo? Il contrario. Mi sono spiegato male.
Ancora, ancora... Basta così. Non mi pare sia molto a fuoco, ma insomma.
Ecco, qui in che momento siamo, maresciallo Panara?
TESTE Panara: All'inizio delle operazioni. Infatti vediamo le due linee.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Panara: Vediamo la scatola arancione che è una linea, che è il cavo di una linea.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Panara: Invece, il rotolo grande, è il cavo secondario del Judo.
Premetto: la scatola arancione è la linea elettrica del Neutrex.
PRESIDENTE: Ognuno dei due c'ha...
TESTE Panara: Del primo cannoncino usato.
PRESIDENTE: Ognuno dei due cannoncini ha una propria linea.
TESTE Panara: Certo. Il secondo è la seconda linea del Judo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, domanda banale dettata da questa immagine: si vede che, diciamo pure l'avvolgitore di ciascuna delle due linee, è posizionato in un punto diverso sulla strada. Che vuol dire questo?
TESTE Panara: Che i cavi sono di un metraggio diverso.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lì dove c'è quell'avvolgitore arancione, lì è il punto massimo di estensione della linea?
TESTE Panara: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, siccome se non mi sbaglio, ha detto che l'avvolgitore arancione è proprio quello che serve il Neutrex...
TESTE Panara: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: ... vuol dire che il Neutrex è stato attivato a quel punto lì.
TESTE Panara: Confermo. Nella cunetta adiacente.
Io infatti mi collocai all'interno della cunetta adiacente.
PUBBLICO MINISTERO: Dalla parte della 33, voglio dire...
TESTE Panara: Dalla parte della casa, sì. Della casa e dell'autovettura, della 33.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Si defilò un attimino, si tirò lateralmente.
TESTE Panara: Mi defilai nel canale di scolo dell'acqua.
PUBBLICO MINISTERO: A che distanza era tra il punto dove si trovava e quello dove si trovava l'ordigno, più o meno?
TESTE Panara: Circa 60 metri.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Ecco, mentre lei stava attraversando l'aula per arrivare a codesta postazione, le ho chiesto se si ricorda le coordinate temporali di questo discorso, cioè a dire quando lei arrivò, la richiesta di intervento, quanto tempo ha messo ad arrivare, per quanto tempo si è intrattenuto a fare tutte le sue operazioni, e quando poi l'intervento, in un modo o in un altro, si è chiuso.
TESTE Panara: Non ricordo esattamente l'ora di richiesta di intervento. Arrivai circa alle 18.00 sul posto. Lavorai con un contatto diretto con l'ordigno per circa 20-25 minuti. E poi, dopo la scelta di usare i disattivatori a distanza impiegai circa 10-15 minuti a posizionare i due disattivatori. E poi avvenne l'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando si verificò la detonazione di questa carica, le condizioni di luce quali erano, se le ricorda?
Voglio dire, era ancora chiaro, luminoso come questa fotografia, oppure eravamo già...
TESTE Panara: Questo non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
Maresciallo Scelso, abbia pazienza, venga qui a recuperare questa foto, per cortesia.
Questa è un'altra foto che non mi ricordo se è anche in quel fascicolo lì. Sarebbe la foto 5 di queste allegate a una nota di rilievi della Sezione Operativa, del Nucleo Operativo del Gruppo Bracciano datata 15 aprile che è collocata al foglio 8103 del fascicolo del dibattimento.
Ecco, in questa pagina 8108, ci sono due foto: la 5 e la 6.
Lei maresciallo, per cortesia, manda - come si dice - in onda la numero 5.
Qui si vede una gran nuvola di fumo.
E' inutile fare i misteriosi, perché lì sulla didascalia che sta sopra, non sotto, la fotografia c'è scritto: "Brillamento dell'ordigno".
Ma che lei ricordi, il fotografo fu incaricato di eseguire proprio una fotografia in un momento X che poi coincide con quello di brillamento dell'ordigno? Non capisco, ecco, qual è il mistero di questa fotografia.
TESTE Panara: Mi ricordo che il fotografo mi disse che era riuscito a fotografare la detonazione dell'ordigno. Aveva fatto, aveva effettuato una foto mentre che...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei, che la detonazione in qualche modo l'ha oggettivamente cagionata, no?
TESTE Panara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Panara: Io ho attivato la carica...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questo fu proprio l'effetto, voglio dire, che provocò la detonazione nell'aria?
TESTE Panara: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè il formarsi di questa colonna di fumo...
TESTE Panara: Confermo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi si può considerare correttamente, questa è la fotografia nel momento in cui la carica detona?
TESTE Panara: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho bisogno di darle noia per altri 5 minuti almeno, eh?
Ho bisogno che ora ce lo racconti questo manufatto. Cioè, com'era costituito. Perché lei ha fatto una certa descrizione alla Corte. Io ho bisogno di entrare in qualche particolare in più.
Lei ha parlato di un corpo, due corpi, un corpo principale, una batteria, le batterie ausiliarie...
Cerchiamo di arrivare ad una descrizione quanto più precisa possibile.
TESTE Panara: Erano due corpi solidi...
PRESIDENTE: Possiamo farlo tornare qui, o...
PUBBLICO MINISTERO: Mah, Presidente, magari c'è bisogno di tornare con le fotografie. Lo sa, ce ne sono una certa...
TESTE Panara: Erano due corpi solidi in linea.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Panara: Lato strada, di medie dimensioni. Più, vi era un corpo piccolo tra il primo e il secondo corpo solido, al centro, di piccole dimensioni.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Panara: Tutto era avvolto da del nastro e della carta, carta spessa davanti. E più vi erano, vi era una corda che teneva tutti e tre questi corpi uniti tra loro.
Nei due corpi solidi, lato strada, vi erano dei fili che fuoriuscivano.
E più, se ben ricordo, vi era un filo di color arancione che maggiormente... Non ricordo esattamente adesso.
Vi era un filo arancione che oltrepassava tutti e due i corpi solidi. Invece...
PUBBLICO MINISTERO: "Oltrepassava", vuol dire avvolgeva?
TESTE Panara: Avvolgeva, sì. Avvolgeva in questo modo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Panara: La parete alta. I lati esterni e la parte piana dell'oggetto.
Poi vi era il corpo solido piccolo, quello che abbiamo detto che era posizionato al centro dei due pacchi grandi. Di piccole dimensioni.
Questo per me era il cuore dell'ordigno. Perché? Perché effettuando un corpo a corpo riuscii ad aprirlo in parte, però non riuscii ad arrivare al congegno. Perché, riuscii ad aprirlo in parte e notai che, nella parte alta vi erano due batterie da 4,5 volts l'una unite tra loro.
PUBBLICO MINISTERO: Quelle quadrate?
TESTE Panara: Confermo, quelle quadrate.
Unite nel lato sinistro in alto, sovrapposte.
Accanto vi era uno stabilizzatore, stabilizzatore di corrente, oppure un voltometro, senza scala, questo lo ricordo. Non aveva le tacche della scala.
Alzando...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, la seguo.
TESTE Panara: Alzando la parte alta dell'ordigno, ovviamente scartando l'ordigno e alzando questo nastro, notai vari fili, tantissimi.
E ricordo che, dal lato destro, dal lato destro del corpo piccolo, tra la batteria grande d'auto che era sottostante, sarebbe il piedistallo delle due batterie da 4,5 volts e il voltmetro partivano due masse, due cavi di fili con molti fili. Non ricordo esattamente: sette-otto. Partiva nel lato destro vari fili che scendevano e arrivavano alla base dei solidi dei pacchi... sì, della parte inferiore.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Panara: Non ricordo esattamente se ora, nel lato sinistro - ma credo pure nel lato sinistro - scendessero pure altri fili che raggiungessero sempre la base.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
TESTE Panara: E questo era l'ordigno.
Ah, e poi vi era, quello che mi incuriosì in particolar modo, ritenni che trattavasi di un ordigno a radiocomando, non perché notai un'antenna telescopica, ma notai sul margine destro uno spillo. E non riuscii a mettere subito lo spillo. Lo spillo, ritenni...
PUBBLICO MINISTERO: Lo spillo, come uno spillo, oppure spillo come forma generica di un oggetto?
TESTE Panara: Oggetto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non lo spillo propriamente detto.
TESTE Panara: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
TESTE Panara: Era un pezzo di ferro che ritenni che era l'antenna, l'antenna di ricezione del comando.
PUBBLICO MINISTERO: Come poteva essere lungo questo spillo?
TESTE Panara: Queste dimensioni.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sta indicando una misura che è, secondo lei?
PRESIDENTE: Dica in centimetri, per favore.
TESTE Panara: Quattro centimetri, cinque.
PRESIDENTE: E spessore?
TESTE Panara: Come un chiodo.
PRESIDENTE: Ecco, qualche millimetro.
PUBBLICO MINISTERO: Beh, un chiodo sarà due millimetri.
TESTE Panara: Due millimetri. Ricordo questo.
PUBBLICO MINISTERO: Due-tre, al massimo.
Ecco, questo strumento che lei ha definito come voltmetro, ma aveva un qualche quadrante, un qualche cosa, oppure no?
TESTE Panara: Confermo. Aveva un quadrante in fondo bianco e un ago posizionato fondo scala.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto che era una scala senza scala, però.
TESTE Panara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto un attimo fa.
TESTE Panara: Non c'erano tacche di riferimento.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ricorda, maresciallo, che quando era ancora brigadiere fu sentito dal dottor Salvi a Roma e dette una descrizione che fu anche poi correlata da una rappresentazione in disegno di questo manufatto?
TESTE Panara: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: E come mai allora in questo disegno che sta allegato a questa deposizione resa da lei il 18 maggio del '94, appunto davanti al dottor Salvi della Procura di Roma, questo strumento è rappresentato da un bel quadrante ad ago e tutta la scala?
Perché è stato un problema col disegnatore, o perché si ricorda male lei oggi, o perché magari fu equivocato all'epoca?
TESTE Panara: Questo non lo so, non ricordo esattamente.
Io mi ricordo di questo quadrante bianco e non aveva tacche di riferimento. Sbagliai allora nel riferire, ma credo che non abbia avuto tacche di riferimento.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, abbiamo parlato: la batteria, fili, filo arancione e quant'altro. Ricorda che ci fosse qualche altro oggetto che caratterizzasse, alla vista dall'esterno, questo manufatto?
Abbiamo parlato, ripeto, di fili, batteria d'auto, due batterie da 4,5, questo strumento, quadrante e relativa lancetta...
TESTE Panara: Guardi, non posso dirle con sicurezza se vi fosse altri oggetti, in quanto non sono riuscito a inoltrarmi oltre un determinato limite dell'ordigno, perché fui bloccato.
Però, il piccolo cuore, la batteria d'auto che faceva come ho detto da base, ad un certo punto, da questa batteria, partiva una sovrapposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, un elemento superiore.
TESTE Panara: Un elemento superiore, sì, con una angolatura di 45 gradi.
Dalle foto non so se è stato...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora magari... Ecco, ma...
TESTE Panara: E là sotto presumo che ci sia stato il cuore.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda altro?
TESTE Panara: Non ricordo altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo ricordarle, il 18 maggio del '94, sempre in questa descrizione, lei si rammentava, o per meglio dire, così risulta dal verbale:
"Sulla batteria vi era un foglio di carta da quaderno a righe con delle scritte".
TESTE Panara: Sì, questo me lo ricordo. Che cercai di decifrare quelle scritte, ma erano incomprensibili, indecifrabili.
PUBBLICO MINISTERO: Dico, ma per intendersi: questo foglietto che recava queste scritte, era un foglietto, per quello che capì, realizzato, come dire, artigianalmente? Erano delle scritte a mano, oppure...
TESTE Panara: Erano delle scritte a mano.
PUBBLICO MINISTERO: ... erano delle scritte a stampa?
TESTE Panara: Delle scritte a mano.
PUBBLICO MINISTERO: Non a stampa?
TESTE Panara: Non a stampa.
PUBBLICO MINISTERO: A mano.
TESTE Panara: A mano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei, pur trovandosi a contatto diretto per svariati minuti con questo ordigno, non ha avuto proprio la possibilità di capire quello...
TESTE Panara: Non ho avuto la possibilità di capire quello che vi fosse scritto, perché era un linguaggio incomprensibile.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire linguaggio incomprensibile? A caratteri...
TESTE Panara: Non conosciuto da me. Una scrittura non conosciuta da me.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era, voglio dire, riempito questo biglietto? Quanto era grande? Quanto una pagina di quaderno, quanto un biglietto da visita...
TESTE Panara: Guardi, ora non ricordo esattamente le dimensioni del biglietto. Ricordo che era un piccolo foglio di quaderno scritto con una penna blu. Questo, ricordo.
E c'erano scritte delle cose per me senza significato, allora.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. In tutti gli elementi quindi che costituivano questo manufatto - io continuo a chiamarlo così - quanti erano?
Lei ha parlato di due corpi più grossi laterali e ha detto più volte "Lato strada".
TESTE Panara: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Poi ha parlato di questo corpo più piccolo, di questo corpo più piccolo, a quello che ho inteso, ha spiegato di aver accertato che si trattava di una batteria d'auto.
TESTE Panara: Confermo. Questo, l'ho accertato, perché l'ho aperto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Sopra al quale c'era questo elemento disposto con questa superficie, come dire, non verticale, bensì...
TESTE Panara: Obliqua.
PUBBLICO MINISTERO: ... inclinato a 60 gradi, ha detto. 45, non mi ricordo più quello che ha detto.
TESTE Panara: 45, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma insomma, in tutti quanti erano questi, gli elementi costitutivi di questo manufatto?
TESTE Panara: Tre blocchi.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire: i due corpi principali, quelli di dimensioni più grandi - perché mi sembra di aver capito che lei, i due lato strada, li individua come gli elementi più grandi -.
TESTE Panara: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Erano accostati tra di loro?
TESTE Panara: Erano uniti fra di loro.
PUBBLICO MINISTERO: Uniti tra di loro. Quindi a contatto diretto.
TESTE Panara: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora ci deve essere qualcosa che io non capisco.
TESTE Panara: Erano legati tra loro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ci deve essere qualcosa che non capisco bene. Perché, sempre in questo verbale, maresciallo, questo del 18 di maggio, ecco, proprio all'inizio dei questa sua deposizione, si legge questo:
"Posso descrivere l'ordigno che ricordo bene.
Si trattava di tre pacchi confezionati con carta da imballaggio e nastro adesivo da imballaggio.
Mi sembrò che ogni pacco fosse confezionato separatamente. Non mi sembra che il nastro adesivo unisse i tre pacchi. Vi erano invece delle corde che legavano i tre pacchi tenendoli uniti e formavano delle maniglie per il trasporto".
TESTE Panara: Confermo quella deposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, aspetti.
Solo che, questi tre pacchi, lei, in questa deposizione, li ha descritti come diversi ed autonomi, rispetto agli elementi ulteriori costituiti dalla batteria, da questo elemento soprastante con lo spillo, chiodo, che dir si voglia.
TESTE Panara: Sì. I due pacchi, lato strada; il terzo pacco era il cuore, la batteria con...
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Eh, appunto, è qui che non...
TESTE Panara: Lì è stata fatta una cattiva descrizione.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo sicuri?
TESTE Panara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che sia cattiva descrizione?
TESTE Panara: No, i pacchi erano così, erano uniti tra loro da un...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, questo lo capisco. Però la descrizione potrebbe essere un problema di verbalizzazione...
TESTE Panara: Di verbalizzazione.
PUBBLICO MINISTERO: ... di non essersi capiti col magistrato. Sono cose che possono succedere.
Però qui c'è anche un disegno che riproduce questo assieme di elementi secondo le descrizioni...
Questo disegno fu fatto in corso di esame?
TESTE Panara: Sì, com'è.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, allora sarà difficile che con il carabiniere disegnatore non vi siate capiti.
TESTE Panara: No, c'erano due pacchi. E il terzo nella parte centrale.
PUBBLICO MINISTERO: Allora...
TESTE Panara: E credo che sia stato disegnato così.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, mandiamo in proiezione, maresciallo Scelso, per cortesia, questo disegno. Dando atto alla Corte che si tratta appunto, dando atto anche ai difensori, che si tratta del secondo dei due schizzi allegati a questo verbale più volte citato del 18 maggio '94.
Ecco, a me sembrava di capire che la descrizione fatta da lei oggi, solo relativamente si sovrapponga a quella descrizione fatta all'epoca.
Tanto che, con la descrizione dell'epoca, viene fuori questo disegno. E allora di elementi se ne contano di più, rispetto a quelli che ha enumerato lei oggi.
TESTE Panara: Confermo. Se feci disegnare l'oggetto, l'ordigno al disegnatore, è perché era questo, era...
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare di notare, perché qui la contestazione invece attraverso il verbale si fa anche attraverso il disegno. Ma tanto, il disegno, fa parte del verbale.
PRESIDENTE: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare di rilevare che qui c'è un elemento in più centrale, rispetto a quello che aveva...
TESTE Panara: Certo, confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. L'ultima cosa: le grandezze, più o meno, di questi elementi, lei ricorda di averle potute apprezzare anche per comparazione, rispetto a, che nesso, a una ventiquattrore, piuttosto che ad una valigia grande da viaggio.
PRESIDENTE: Possiamo parlare anche di centimetri, delle dimensioni...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, ho ragione di fare la domanda in questo modo, perché il maresciallo a suo tempo rapportò le grandezze ad un manufatto, per così dire, universale.
TESTE Panara: Ovviamente erano pacchi più grandi di una ventiquattrore, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda di aver dato a suo tempo una indicazione specifica, in qualche modo, al dottor Salvi.
TESTE Panara: Sì, diedi, cercai...
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda quale?
TESTE Panara: No, oggi non ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei spiegò che gli elementi grandi, insomma, andavano sulle dimensioni di una tanica d'acqua di quelle da 25 litri.
TESTE Panara: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Togliamo quel materiale, maresciallo, per cortesia dal visore.
Allora, ancora due chiarimenti con l'utilizzo della foto 4, di quelle allegate ai rilievi del Nucleo Operativo del Gruppo Bracciano 15/04/94 collocazione 8107.
La foto di sotto, maresciallo, per piacere.
Ecco, anche magari col dito, oppure con un lapis, se ce l'ha in tasca, può indicare sulla foto.
TESTE Panara: I corpi solidi grandi lato strada, eccoli.
E il cuore piccolo dell'ordigno, si denota qua. Eccolo qua.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, per fare le sue operazioni, diciamo quelle di controllo diretto e il tentativo manuale di disattivazione, dove si sistemò?
TESTE Panara: Mi collocai a ridosso del lato destro.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi dentro la cunetta.
TESTE Panara: Confermo, dentro la cunetta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, i fatidici cannoncini, quindi, dove furono posizionati?
TESTE Panara: Guardi, uno venne posizionato sulla cunetta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Panara: Uno venne posizionato in questo punto della cunetta, se ben ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
TESTE Panara: E l'altro, in quest'altro punto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, per far questo dovette modificare, come dire, un po' la situazione del terreno?
TESTE Panara: Sì, ho dovuto aiutarmi facendo delle basi d'appoggio.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Non mi pare di avere altro da chiederle.
PRESIDENTE: Vuole ritornare qui, per cortesia, maresciallo?
Ha domande, le parti civili?
AVVOCATO Ammannato: Sì. Avvocato Ammannato, difensore di parte civile.
Maresciallo, come orario, ha detto che non si ricordava la chiamata. Ma grossomodo, quanto tempo impiegò dalla chiamata a quando arrivò sul posto?
TESTE Panara: Guardi, dalla nostra ubicazione, per arrivare a Formello, sono circa 40 chilometri, 35 chilometri.
Non ricordo, direi dei tempi falsati.
AVVOCATO Ammannato: Mezzora, un'ora, non so.
TESTE Panara: Credo un po' più di mezzora.
AVVOCATO Ammannato: Ecco.
TESTE Panara: Perché è un mezzo particolare che non corre.
AVVOCATO Ammannato: Quando arrivò sul posto, lei ha detto che c'era gente che era addosso all'ordigno. Anzi, ha detto: 'a ridosso dell'ordigno, a due metri'.
Ecco, può chiarire alla Corte quanta gente c'era?
Cioè, numericamente.
TESTE Panara: Guardi, a ridosso c'erano gli appartenenti dell'Arma dei Carabinieri che erano lì, sul posto.
AVVOCATO Ammannato: Ma quanti, grossomodo?
TESTE Panara: Due o tre persone.
AVVOCATO Ammannato: Poi ha parlato anche di civili che erano lì intorno.
Quanti saranno stati, più o meno?
TESTE Panara: Mah, i civili non erano a ridosso dell'ordigno.
Praticamente, visto che si era creato una situazione di pericolo, c'erano dei curiosi.
AVVOCATO Ammannato: Sì, appunto. Ma quanti erano? Tanto per rendersi conto, insomma.
TESTE Panara: Guardi, io non so quantificarle il numero delle persone, perché sinceramente non ho ritenuto opportuno guardare la gente che c'era.
La prima cosa che ho fatto è stata quella di portarmi sul punto dove era collocato l'ordigno.
Per prima cosa, per allontanare tutti.
AVVOCATO Ammannato: Certo. Senta, lei ha parlato adesso appunto che era riuscito ad aprire questo piccolo pacco centrale, quello che lei ha definito il cuore dell'ordigno.
Dove ci ha spiegato bene c'erano tutti questi fili, eccetera.
La mia domanda è da profano, ed è questa: non poteva col robottino, cioè, tagliare con pinze con... questi fili? Ecco, proprio...
TESTE Panara: No, eh. Ci sono delle tecniche che non permettono tutto ciò. Anzi, tutt'altro.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, siccome appunto siamo, anch'io, condizionato dai film in cui c'è l'artificiere che taglia il congegno elettrico e disattiva, diciamo, l'ordigno.
Ecco, in questo caso, cioè, se uno avesse avuto il robottino, delle pinze... Tagliare tutti questi fili: arancione, nero, eccetera...
TESTE Panara: Non si può tagliare un filo a caso.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, appunto volevo sapere...
La quarta cosa...
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi perché.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, spieghi perché appunto non si può tagliare un filo a caso.
TESTE Panara: Perché ogni filo può essere collegato ad un congegno, rilascio di pressione e tante altre cose.
AVVOCATO Ammannato: Però, scusi, lei...
TESTE Panara: Tagliando un filo sbagliato, attiva direttamente la carica.
AVVOCATO Ammannato: Ma lei però credo aveva capito con quello spillo, con quell'antenna che era diciamo un telecomando. Non era un temporizzatore che vede tipo orologio o tipo timer, per cui può esplodere da un momento all'altro.
Cioè, era una carica che veniva attivata tramite appunto un radiocomando.
TESTE Panara: Confermo.
AVVOCATO Ammannato: Ecco. Quindi, diciamo, non c'era problema di tempo, perché non era un temporizzatore, un timer.
Quindi, diciamo... No, per capire.
TESTE Panara: Era problema di tempo. Perché se l'attentatore si trovava ancora in loco, poteva azionare il telecomando in qualsiasi momento.
E pertanto era una situazione di pericolo.
AVVOCATO Ammannato: Ho capito. Ecco, poi devo sempre capire: quando lei ha detto appunto che ha azionato questo telecomando per i cannoncini ed il getto d'acqua. E, a quel punto, attivò l'ordigno.
Io volevo capire questo: cioè, l'acqua fuoriuscì e percosse il manufatto, l'ordigno, oppure l'acqua non fuoriuscì neanche e fu il comando elettrico che fece saltare l'ordigno?
TESTE Panara: L'acqua non fuoriesce se non viene...
Questo cannoncino Neutrex è un tubo, come ho detto, cilindrico, che è composto da un percussore nella parte sottostante, che va ad una carica di lancio.
E poi, nel rimanente tubo, viene inserita dell'acqua. E in cima viene messo un tappo che evita la fuoriuscita dell'acqua.
Pertanto l'acqua esce solamente quando viene cagionata l'attivazione del manufatto.
AVVOCATO Ammannato: Sì, volevo capir questo: cioè, il manufatto è esploso perché colpito, percosso diciamo, dall'acqua, o fu il telecomando che fece azionare il manufatto ed esplose?
Cioè, qual è stata la sua valutazione?
TESTE Panara: Per me è successo questo: il disattivatore non è riuscito a disintegrare il cuore dell'ordigno. Pertanto ha attivato, ha creato l'esplosione. Ha fatto saltare l'ordigno.
PRESIDENTE: Scusi, avvocato, è questo il punto che io sono un profano, non me ne intendo niente di queste cose.
Però, essendo - mi pare di capire - un ordigno predisposto ad esplodere a seguito di un innesco mediante scarica elettrica, presumo che questo sia sommariamente quello che lei ci ha detto fino ad ora, no?
TESTE Panara: Confermo. Il cannoncino viene...
PRESIDENTE: No, non parlo del cannoncino, parlo dell'ordigno.
TESTE Panara: No, l'ordigno non ho detto scarica elettrica.
Io non ho parlato...
PRESIDENTE: O di impulso radiocomandato.
TESTE Panara: Impulso radiocomandato, certo.
PRESIDENTE: Dovrebbe essere sempre qualcosa di analogo, se non è esatta questa espressione.
TESTE Panara: Confermo.
PRESIDENTE: A questo punto, com'è, come si spiega che una scarica, un getto d'acqua violentissimo, invece di disintegrare l'ordigno lo fa esplodere?
E' questo, mi pare, quello che voleva...
AVVOCATO Ammannato: Esatto, Presidente, sì.
TESTE Panara: Il congegno, il congegno... L'ordigno, può avere un congegno di ricezione onde radio, però può avere anche un congegno ad attivazione. Pertanto...
PRESIDENTE: Attivazione mediante che cosa?
TESTE Panara: Mediante... Guardi, questi fili del congegno sono alimentati ovviamente...
PRESIDENTE: Dalla corrente elettrica.
TESTE Panara: ... dalla corrente elettrica. Avendo sparato sul congegno, non so, non sappiamo quello che ho provocato. Il contatto tra due masse... E questo potrebbe aver causato l'esplosione.
AVVOCATO Ammannato: Va beh, quindi diciamo: anche come valutazione successiva, a posteriori, non sa se è stato la massa d'acqua a colpire l'ordigno, a farlo esplodere, o questa scarica elettrica che ha attivato sempre l'ordigno.
Cioè, ancora la valutazione diciamo, non lo sapete, ecco.
TESTE Panara: No. Non ho seguito poi l'evolversi della cosa, perché non ho avuto il tempo materiale.
AVVOCATO Ammannato: Va bene. Grazie.
PRESIDENTE: Ci sono alte domande delle parti civili?
Il difensore, prego.
AVV. Cianferoni: Sì, sono l'avvocato Cianferoni.
Dunque, maresciallo, le cose le sono già state chieste...
Io volevo sapere da lei: che cosa intende quando scrive nella sua relazione di servizio, lo ricorderà, di un esplosivo sintetico?
TESTE Panara: Esplosivo sintetico, che ho detto che questi pacchi erano, questi pacchi erano oltrepassati da un cavo che a me, a primo avviso, è sembrata una miccia detonante di tipo commerciale. E, ovviamente, all'interno di queste micce detonanti con fondo arancione, vi è un esplosivo sintetico: la pentrite.
AVV. Cianferoni: Questa sua risposta mi dà ancora più, desta in me ancora più perplessità dopo le risposte già date alle domande precedenti della parte civile.
Cioè, ora lei inserisce un tipo di innesco manuale, se ho capito bene.
TESTE Panara: No. No...
AVV. Cianferoni: Cioè, la pentrite che funzione avrebbe avuto? Questa... E poi soprattutto, chiedo scusa, ma se si parla di esplosivo sintetico con riferimento a tutto l'ordigno, è una cosa. Ora lei mi dice: 'io, questo scrissi, perché mi riferivo solo a questo filo arancione'.
In definitiva, quando ha parlato di esplosivo sintetico, a che cosa si riferiva e perché.
TESTE Panara: Alla buona esplosione. Io, se lei vede quando c'è stata l'esplosione, c'è stata una bella fumata bianca.
AVV. Cianferoni: Maresciallo, poi la vedremo di nuovo quella fotografia...
TESTE Panara: E pertanto, quella fumata bianca, dedussi che poteva trattarsi di un esplosivo sintetico.
AVV. Cianferoni: Perché, per lei "Sintetico" è sinonimo di buono? Cioè di efficace?
TESTE Panara: No, non è questo.
AVV. Cianferoni: E allora?
TESTE Panara: Sintetico, intendevo con una buona ossigenazione dell'esplosivo.
E pertanto, quando vi è una buona ossigenazione, vi è la fumata bianca che è una esplosione ricca di ossigeno.
AVV. Cianferoni: Quindi, perché rimanga, no? Poi ci si possa riflettere sopra e chiedere eventualmente ulteriori incombenti, per lei, sintetico, significa con buona ossigenazione.
TESTE Panara: No, non è questo.
AVV. Cianferoni: Eh, l'ha detto lei ora, eh.
TESTE Panara: Io...
AVV. Cianferoni: Io sto venendo dietro alle sue parole.
TESTE Panara: Sì, io ho detto quello, e ho detto pure che vi era una causa ell'esplosione. Ma vi era pure questa miccia detonante, presumibilmente miccia detonante, con la base della pentrite.
AVV. Cianferoni: Quindi allora in questo momento ritorna sulla prima versione offerta.
TESTE Panara: Senta, avvocato, io ho detto...
AVV. Cianferoni: Senta... Mi rivolgo in questo momento al Presidente e la prego di fare altrettanto verso la Corte e non verso di me.
TESTE Panara: Io ho detto...
AVV. Cianferoni: Io le chiedo... Scusi. All'interno di quei pacchi...
PRESIDENTE: Scusi, ma lei ha esposto una domanda.
AVV. Cianferoni: Sì.
PRESIDENTE: Sentiamo se riesce a chiarire il suo pensiero.
TESTE Panara: Io scrissi che, non ricordo bene esattamente... Mi ricordo di questo sintetico, scrissi che per me poteva essere dell'esplosivo sintetico per la buona ossigenazione dell'esplosione.
Questo, ricordo vagamente. Non vorrei errare.
AVV. Cianferoni: No, io mi ero avvicinato al banco del Pubblico Ministero per avere gentilmente in visione gli atti a sua firma a suo tempo resi, anche per facilitarla nel ricordo.
Ora ho qui davanti una relazione del 15 aprile del '94.
Per l'appunto mi pare sia proprio una di quelle nella quale la dicitura "Sintetico" non compare.
Però lei mi dà atto, si ricorda di questo, di aver scritto "Esplosivo sintetico", insomma, da qualche parte?
Abbia pazienza se deve essere generico. Vi saranno circostanze meglio precisate. Ma, su questa, mi basterebbe in riferimento al "Sintetico".
TESTE Panara: Guardi...
AVV. Cianferoni: E lei ha dato le risposte che ha dato, ecco. Non voglio tediarla...
TESTE Panara: Non ricordo a distanza di due anni, di tre anni, quello che scrissi allora.
Lei mi disse "Sintetico"... Per me poteva essere una esplosione con una buona ossigenazione, ecco, questo ricordo.
AVV. Cianferoni: Senta, però devo dire che oggi mi ha sorpreso, in un certo momento, una divergenza grossa tra le sue parole e quello che si vedeva sul video.
Ora abbiamo parlato del sintetico.
Lei, rispondendo alle domande del Pubblico Ministero, ha detto che ricordava bene che lo stabilizzatore di elettricità non aveva la scala. E' giusto? Lo ha detto 20 minuti fa.
TESTE Panara: Sì.
AVV. Cianferoni: Lo ha detto, o non l'ha detto?
TESTE Panara: Io ho detto che era uno stabilizzatore di corrente, che per me, per scala, non era una scala numerica.
Premetto questo: non sono stato, forse non sono stato molto... Non aveva dei numeri. Non aveva... credo che abbia avuto delle intersezioni solamente, delle piccole rette. Solo questo.
Non ricordo esattamente a distanza di tempo...
PRESIDENTE: Questo, però, non vuol dire che non avesse una scala.
AVV. Cianferoni: Eh...
TESTE Panara: Sì.
PRESIDENTE: Perché basta semplicemente che ci sia una serie di intersezioni...
TESTE Panara: Sì, una serie di intersezioni, è una scala.
PRESIDENTE: ... che si stendono sulla superficie...
TESTE Panara: Forse io intendevo una scala numerica, con dei numeri.
PRESIDENTE: Va bene.
AVV. Cianferoni: Perché adesso fa questa precisazione? Io non avevo ancora terminato la domanda.
Cioè, io avevo rilevato che lei aveva detto: 'non aveva la scala'.
E lei dice: 'no, ora però ricordo, c'erano delle tacche'. Perché?
TESTE Panara: Lo vede? Quando lavora su un determinato tipo di ordigno, anche a distanza di tempo, ovviamente non si possono ricordare tutti i particolari. E poi a distanza di tanti anni, di vari anni.
Però ricordo vagamente questo. E' la cosa che mi ha incuriosito di più, al momento che arrivai sul posto e lo notai.
AVV. Cianferoni: Sa, perché, se possiamo sottoporre al teste il disegno precedentemente fattogli vedere che fu fatto presso il Pubblico Ministero di Roma dietro le sue indicazioni, sul punto della scala, rileveremo - lo dico fin d'ora - la scala fu disegnata.
PRESIDENTE: Ce l'abbiamo a portata di mano, per cortesia?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, chiamiamo un attimo il nostro maresciallo.
AVV. Cianferoni: E quando appunto si vedeva sul video, ho rilevato questa divergenza.
PRESIDENTE: Possiamo rimettere sul video il disegno?
Ecco, grazie.
AVV. Cianferoni: Ecco, se noi vediamo anche, appunto nell'ingrandimento, vi sono proprio delle tacche con una lancetta.
PRESIDENTE: Certo. Questo è quello che lei ricorda di aver visto?
TESTE Panara: Questo è quello che io ricordo.
PRESIDENTE: Quindi quando lei dice: 'non c'era una scala', vuol dire che non c'era una gradazione numerica crescente o decrescente.
TESTE Panara: Numerica, sì, questo. Questo, signor Presidente, intendo.
AVV. Cianferoni: Senta, ma se allora i suoi ricordi la sollecitarono per far fare quel disegno, io ora non capisco una cosa. Cioè, lei vide un pacco con tanta erba sopra, è giusto questo?
TESTE Panara: Confermo.
AVV. Cianferoni: Noi non abbiamo avuto il bene di vedere una foto di quella scatola là, di quel manufatto - come diceva il Pubblico Ministero - senza erba e che si potesse rilevare attentamente quei tipi di particolari lì. Lei non pensò di far fare delle fotografie di questi particolari?
TESTE Panara: Io ritenni opportuno far fotografare, a una determinata distanza l'operatore, l'ordigno. Perché non potevo mettere al punto a repentaglio la sua incolumità, perché trattavasi di un ordigno di grosse potenzialità.
PRESIDENTE: Comunque quando lei rivede questo disegno dice: 'io l'ho liberato dall'erba, l'ho visto così'.
TESTE Panara: Confermo.
AVV. Cianferoni: Questa è la sua risposta. Cioè, secondo lei - su questo punto è l'ultima domanda - non c'era possibilità di fare da una certa distanza, diciamo di sicurezza, una foto dal lato campagna?
TESTE Panara: No, non vi era la possibilità.
PRESIDENTE: Non c'era la ragione prudenziale di correre un rischio del genere, a quello che ho capito, avvocato.
AVV. Cianferoni: Presidente, ma io pensavo, come la proprietà del Rossetti, se non ricordo male, si apre... quindi... va be', poi vedremo.
TESTE Panara: Non vi erano, non eravamo in zone di sicurezza. L'operatore che fotografò questo ordigno, lo fotografò dopo poco tempo che io stavo lì, venne richiamato. Ma era talmente la foga di poter lavorare sull'ordigno per neutralizzarlo, che non vi era il tempo per... fotografammo lo stretto indispensabile.
AVV. Cianferoni: Senta, ora lei... la foga. Ma le faccio una domanda, anche il P.M. gliel'ha fatta in tal senso: lei in quel momento da chi dipendeva? Essendo giunto da solo sul posto, da chi poteva prendere indicazioni?
TESTE Panara: Dunque, noi siamo tecnici. Ovviamente io, dal momento che stavo lì e c'era un ufficiale superiore e un comandante di gruppo, avevo delle disposizioni, non inerenti al mio lavoro, eh. Le disposizioni al mio lavoro, noi essendo tecnici abbiamo un modus operandi e pertanto noi diamo disposizioni, consigli, al personale preposto sull'evacuamento e sulle distanze di sicurezza.
Ovviamente, giuridicamente dipendevo dall'ufficiale superiore in loco, essendo un militare.
AVV. Cianferoni: Bene. Comunque, no, sa perché la mia domanda? Perché, sempre ascoltandola rispondere, lei ha detto che quando arrivò c'era diversa gente. Ora, sul numero non mi interessa insistere, ma insomma c'erano delle persone e lei reputò che si fosse in situazione di pericolo.
Leggo invece la sua despo... la relazione di servizio, meglio, del 15 aprile '94, e l'aiuto nella memoria, guardi, lei scrive:
"In considerazione che la zona era evacuata da persone e le strade che portano all'incrocio della strada erano state bloccate, effettuato un primo esame dei pacchi, decidevo di intervenire manualmente".
Quindi, per la sintassi, che regge questo tipo di periodo, io capisco che quando lei fa il primo intervento, le strade le hanno già bloccate e non c'era già più nessuno.
TESTE Panara: Questo sì, ma i militari operanti erano in loco, vicino all'ordigno. Perché ovviamente, non essendo tecnici, non sapevano a che cosa andavano incontro.
AVV. Cianferoni: Senta, comunque, io le chiedevo da chi dipendesse per capire se le tecniche che lei ritenne di adottare sono quelle ortodosse, ve ne potevano essere di altre, eccetera. Questo non per giudicarla, ma per capire come fece lei a vedere le due pilette piccole da 4,5 volts? Cioè, lei ha detto: 'ho scartato l'ordigno', in che senso? Manualmente, aveva degli oggetti, un qualche cosa, forbici, un taglierino?
TESTE Panara: No. Ho solamente bagnato la carta e con il dito, in senso circolare, ho cercato di penetrare all'interno dell'ordigno.
AVV. Cianferoni: Oh. Però questo manufatto era tutto scotchato, mi pare che di carta ve ne fosse poca scoperta.
TESTE Panara: Vi era un punto in cui vi poteva entrare. Infatti sono arrivato sino a un determinato punto e poi ho desistito.
AVV. Cianferoni: Allora noi capiamo che quel punto coincideva con le batterie.
TESTE Panara: Le batterie erano esterne, si vedevano.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Senta, sul posizionamento dei cannoncini le voglio fare questa domanda: lei ha detto che li ha messi nella cunetta, praticamente lateralmente al parco? Ho capito bene.
TESTE Panara: Guardi, attualmente quello che ho scritto credo che sia quello che sto riferendo ora, non ricordo esattamente l'esatta ubicazione del cannoncino. Credo che l'abbia messo sulla cunetta, come credo di aver scritto.
AVV. Cianferoni: No, sa perché? Perché il cannoncino, per lavorare, ha bisogno di una base e lei ha detto: 'gli premunii delle basi di appoggio'.
TESTE Panara: Creai una base di appoggio.
AVV. Cianferoni: Sì, 'la creai la base di appoggio'.
TESTE Panara: E' diverso.
AVV. Cianferoni: Come fece? Cosa adoperò per base di appoggio?
TESTE Panara: Scusi, eravamo in una scarpata, in un piccolo canale, pertanto spostati della terra e creai con la terra una base di appoggio, una base.
AVV. Cianferoni: Ma il cannone c'ha un alzo, c'ha un piedistallo? Cioè, non è una cosa...
TESTE Panara: No, no. Guardi...
AVV. Cianferoni: Perché quello che abbiamo visto noi è un cilindro che striscia a terra, no?
TESTE Panara: Ecco, è un cilindro.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Ma come fa questo cilindro a essere mirato su un punto?
TESTE Panara: Esternamente, dove ci sono delle condizioni che si può operare, ha un treppiedi.
AVV. Cianferoni: Ho capito, ma...
TESTE Panara: Lì non si poteva operare col treppiedi. Se ha visto le foto non c'era lo spazio, perché il treppiedi ha delle dimensioni molto voluminose.
AVV. Cianferoni: Ma questo cannoncino che dimensioni ha? Per esempio di lunghezza.
TESTE Panara: Ha questa dimensione.
PRESIDENTE: 40 centimetri?
TESTE Panara: Ne ha di più.
AVV. Cianferoni: Anche 50.
PRESIDENTE: 50.
TESTE Panara: 50-60.
AVV. Cianferoni: Allora vogliamo rivedere quella foto? Vorrei che ci indicasse dove ha ricavato lo spazio di 60 centimetri per posizionare il cannoncino.
TESTE Panara: Gliel'ho detto. Dal dosso, sul dosso.
AVV. Cianferoni: Ma riprendiamo la foto e vediamo se questo spazio c'è.
PRESIDENTE: Mi scusi, abbia pazienza. Lei mette in dubbio che il cannoncino sia stato adoperato?
AVV. Cianferoni: Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Ah, va bene, se allora lo mette in dubbio, abbiamo... Per cortesia, volete far vedere la foto con il cannoncino?
AVV. Cianferoni: Diciamo che perlomeno voglio capire bene. Perché ricordo che anche il Pubblico Ministero a un certo punto, nelle indagini preliminari, chiese al teste: 'ma il cannoncino che fine ha fatto?' Non si è mai capito questo cannoncino che fine ha fatto.
PRESIDENTE: Pare che si sia disintegrato. A me pare di aver capito così, ma io non c'ero veramente.
AVV. Cianferoni: Presidente, però... Mentre attendiamo, e la cosa non riguarda la materia del teste, io posso riflettere e accettare che si salvi un tagliando di assicurazione di una macchina, capisco meno, devo capire come non si salvi un tubo di acciaio.
PRESIDENTE: Se non sbaglio, mi pare di aver capito che era stato messo a poche decine di centimetri dall'esplosivo.
AVV. Cianferoni: Certo. Vediamo.
PRESIDENTE: Io non ho neanche mai assistito a un'esplosione, non ho mai fatto esplodere una carica esplosiva, quindi non so che cosa succede. Ma visto quello che si è visto in giro, direi che forse anche un cannoncino si può disintegrare.
AVV. Cianferoni: No, a me interesserebbe far vedere al teste la fotografia laterale che si vede dal passo carrabile, mi pare di capire, rispetto... quella dove lui ha detto che posizionava i cannoncini. Vi è un folto cespuglio d'erba. Se posso venire io ad aiutarla, maresciallo, non voglio tediarla.
Maresciallo, se lei vede, questa è la posizione.
PRESIDENTE: Può parlare un po' più vicino al microfono?
AVV. Cianferoni: Sì, sì. Se lei vede questa è la posizione dal passo carrabile verso il pacco, no. Vorrei che lei indicasse dove ha posizionato 60 centimetri di cilindro di acciaio.
TESTE Panara: Posso venire?
AVV. Cianferoni: Prego.
PRESIDENTE: Prego, prego, si accomodi.
Si dà atto che stiamo esaminando la foto... però bisogna che ce lo diciate perché sennò qui ogni discorso resta per aria, senza riferimenti a nulla di concreto.
MARESCIALLO Scelso: La foto numero 5.
PRESIDENTE: Poi ci dice il resto dei dati, per favore.
AVV. Cianferoni: Presidente, sono l'avvocato Cianferoni. Credo che faccia capo a quell'incartamento a foglio 8109 e seguenti del fascicolo del dibattimento.
PRESIDENTE: Comunque dopo vediamo...
TESTE Panara: Il cannoncino venne posizionato in questa posizione, ricavando una nicchia nel... togliendo della terra dalla cunetta.
AVV. Cianferoni: Ma la tolse con le mani?
TESTE Panara: La tolsi con le mani o quello che avevo a disposizione.
PRESIDENTE: Questo non ha importanza, avvocato, se era con le mano o con uno strumento.
AVV. Cianferoni: Insomma, Presidente.
PRESIDENTE: Avvocato, abbia pazienza.
AVV. Cianferoni: Quanto impiegò a creare la sede di alloggio al cannoncino?
PRESIDENTE: Ha sentito?
TESTE Panara: Ho sentito. Impiegai, io, l'ho già detto al Pubblico Ministero, l'altra domanda che mi ha fatto, quanto tempo è passato: 10 minuti impiegai a posizionare... 10-15 minuti a posizionare i due disattivatori.
AVV. Cianferoni: Senta, allora io le faccio questa domanda: lei ha detto che arrivando ravvisò un alto potenziale in questo ordigno. Io mi sono appuntato che ha parlato di ordigno di elevata potenzialità.
Ecco, a lei pratico del mestiere e della tecnica, che cosa indicava questa elevata potenzialità?
TESTE Panara: Viste le dimensioni dei pacchi si presupponeva che all'interno vi fosse esplosivo e pertanto, date le dimensioni, ho detto la potenzialità era elevata dell'ordigno.
PRESIDENTE: Cioè capacità di potenza distruttiva?
TESTE Panara: Confermo, signor Presidente.
AVV. Cianferoni: Conclusivamente, può dare una descrizione dell'attivazione e dell'innesco di questa carica esplosiva, per come la vide lei?
TESTE Panara: Guardi, io ho spiegato già, l'ordigno, quello che ho visto lì, però sono arrivato a un determinato punto. Io usando il disattivatore Neutrex, nel momento che ho azionato il disattivatore Neutrex, la carica esplosiva è detonata.
AVV. Cianferoni: Questo è quanto lei può riferire l'attivazione e l'innesco.
Lei ricordo - per la precisione dell'orario - che lei dice di essere giunto sul posto alle ore 19.00 circa, nella relazione di servizio 15 aprile.
TESTE Panara: Confermo.
AVV. Cianferoni: Ecco. Rispetto a questo punto fermo, che ora possiamo mettere per quello che erano i suoi ricordi dell'epoca, la relazione del giorno dopo quindi, l'esplosione verso che ora si sarà verificata?
TESTE Panara: Il tempo di effettuare...
PRESIDENTE: No, ma più o meno approssimativamente, con tutta l'approssimazione...
TESTE Panara: Dopo 20-25 minuti.
AVV. Cianferoni: Dopo 20-25 minuti.
Un'ultimissima domanda sulla quantità di esplosivo da lei stimata a quel tempo. Le ricordo - non è che si può contestare poi nel senso tecnico e formale - lei parlò di quantità che si aggirava dai 30 ai 60 chili. Come potè effettuare questa valutazione?
TESTE Panara: Viste le dimensioni dei pacchi.
PRESIDENTE: Dal volume presumo.
AVV. Cianferoni: Dal volume?
TESTE Panara: Dal volume, certo.
AVV. Cianferoni: Però lei, in questa variabile, dava per scontata una densità. Cioè, lei doveva sapere più o meno allora che tipo di esplosivo c'era dentro?
TESTE Panara: Io non potevo saperlo perché non sono venuto a contatto con l'esplosivo. Io l'esplosivo non l'ho visto.
PRESIDENTE: Avvocato, è una valutazione come un'altra.
AVV. Cianferoni: E' una valutazione come un'altra. Va bene. Ho trovato comunque, maresciallo, se le interessa ancora a lei, per un suo futuro di artificiere, dove parla di esplosivo sintetico. Ecco: "L'esplosione risultava pulita, non rilevando tracce di acidità nell'area circostante e nel punto dell'esplosione, desumendo probabilmente che la carica era composta da un esplosivo sintetico e vista la capienza dei pacchi, i danni provocati alle abitazioni circostanti, deducevo verosimilmente che la quantità dell'esplosivo si aggiri dai 30 ai 60 chili".
*TESTE Panara: Confermo quella relazione.
AVV. Cianferoni: Io la ringrazio. Non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande? Può andare, grazie.
Facciamo una sospensione di 10 minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Chi chiamiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo introdurre la teste Continenza.
PRESIDENTE: Per cortesia, ci dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Continenza: Continenza Irma, nata ad Avezzano, Paterno di Avezzano, 30/11/1930.
PRESIDENTE: Residente a Roma?
TESTE Continenza: Roma, sì.
PRESIDENTE: Vuole leggere quella formula?
TESTE Continenza: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signora, sono il Pubblico Ministero. Gli vuol sistemare il microfono, per favore, perché ho visto che è un po'...
Ecco signora, vuol dire alla Corte dove risiede?
TESTE Continenza: A via Giacinto Martorelli 41, Torremaura.
PUBBLICO MINISTERO: A Roma?
TESTE Continenza: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco signora, senta, lei in via Martorelli ci abita stabilmente, ha la residenza anagrafica e basta?
TESTE Continenza: Io abito però... sono 10 anni che è morto mio marito, c'ho una figlia sposata e sta in Abruzzo. E sto in Abruzzo, che c'ho una cugina che è anziana, c'ha 83 anni, non può fare niente e io sto, da quando è morto mio marito, l'ho portato lì morto e sto lì in Abruzzo. Vivo in Abruzzo, però vado e vengo, così, la residenza è sempre a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco signora, guardi, se lei si gira, alle sue spalle c'è uno schermo, ora apparirà un'immagine. Ecco, la vede questa qui?
TESTE Continenza: Sì, questa è casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, è tutto...
TESTE Continenza: Io abito al piano sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol parlare al microfono signora?
TESTE Continenza: Sì.
PRESIDENTE: Al microfono. Si avvicini signora. Al microfono. Ripeta quel che ha detto: 'questa è casa mia', ha detto.
TESTE Continenza: Sì, quella è casa mia.
PRESIDENTE: Quale, all'ultimo, al secondo?
TESTE Continenza: All'ultimo piano abito io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco signora, questa palazzina che ora noi vediamo nella foto, lei la conosce molto bene.
TESTE Continenza: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' tutta di sua proprietà?
TESTE Continenza: Sì, è tutta di mia proprietà.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, di quanti appartamenti è composto questo...
TESTE Continenza: Sono sei appartamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Sei appartamenti.
TESTE Continenza: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, uno ha detto è quello che in cui ci abita lei, sia pure saltuariamente.
TESTE Continenza: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, negli altri?
TESTE Continenza: Sotto abita mio figlio, uno è venduto, che l'abbiamo venduto con mio marito, quando era vivo mio marito, per malattia l'ho venduto e ci abita un'altra persona. E tre sono affittati.
PUBBLICO MINISTERO: E altri tre sono affittati.
TESTE Continenza: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la foto la possiamo togliere. Diamo atto, maresciallo Scelso, se me lo passa quest'album. Che alla signora Continenza abbiamo mostrato la foto che è affogliata a pagina 25762 del volume I degli atti contenuti nel fascicolo del Pubblico Ministero.
Senta signora, lei ha detto che passa buona parte dell'anno...
TESTE Continenza: Sì, in Abruzzo.
PUBBLICO MINISTERO: ... in Abruzzo.
TESTE Continenza: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei è solita, nell'appartamento suo diciamo, quello di casa sua, ospitare delle persone?
TESTE Continenza: Mai. Non ho mai ospitato persone in casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Non ha mai ospitato nessuno.
TESTE Continenza: Mai.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le chiavi di questo appartamento... Lei al detto al piano di sotto ci abita suo figlio che si chiama?
TESTE Continenza: Gesù Giacomo.
PUBBLICO MINISTERO: Gesù Giacomo. Ecco, capitava che lasciava le chiavi del suo appartamento...
TESTE Continenza: E' capitato sì. Perché c'erano da fare dei lavori e ho lasciato la chiave a mio figlio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta signora, vuol dire alla Corte se, secondo i suoi ricordi, diciamo casa sua venne...
TESTE Continenza: Sì, casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: ... per così dire, in un certo periodo frequentata, abitata da qualcuno?
TESTE Continenza: Io ho lasciato la chiave a mio figlio. Una volta sono ritornata, adesso non ricordo se era i primi di marzo...
PUBBLICO MINISTERO: Di quale anno signora?
TESTE Continenza: Non ricordo di preciso se era... non lo so, non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, è l'hanno in cui per caso fu arrestato il suo figliolo?
TESTE Continenza: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda quando venne arrestato suo figlio?
TESTE Continenza: Non mi ricordo, non lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi magari signora glielo ricordo dopo. Comunque, fu prima dell'arresto di suo figlio?
TESTE Continenza: Sì, prima dell'arresto di mio figlio sì. Io sono andata a casa...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei si trovava in Abruzzo?
TESTE Continenza: Sì. Sono ritornata la mattina, ho bussato a casa di mio figlio e mia nuora mi ha detto: 'mamma aspetta, non andare su', così. 'Va bene'.
Quando sono andata su ho visto che a casa ci aveva dormito qualcuno. Dico: 'scusa...' perché io non volevo assolutamente che a casa mia ci entrava... non ho mai voluto dare la chiave a nessuno perché a casa mia non ci deve entrare nessuno.
E invece quando sono andata dico: 'ma scusa, ma a casa mia chi ha dormito?' Dice: 'no, un amico' - non so amico o chi era di Giacomo gli ha chiesto se poteva ospitare dei parenti e hanno dormito lì a casa tua'. E basta, fino qui.
Dico: 'no, qui a casa mia non ci deve dormire nessuno'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ricorda in che condizioni trovò casa sua? Come fece a accorgersi che casa sua...
TESTE Continenza: Il letto disfatto e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta signora, ricorda se... cioè ricorda, lo ricorderà sicuramente, quanti posti letto c'erano a casa sua?
TESTE Continenza: A casa mia c'era il letto matrimoniale.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Continenza: E un altro letto nella sala, un divano-letto, anche quello era...
PUBBLICO MINISTERO: Disfatto.
TESTE Continenza: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, c'era, quando lei entrò nell'appartamento, qualche altro posto letto di fortuna diciamo?
TESTE Continenza: No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda questo particolare?
TESTE Continenza: No, no, non c'era. Non c'era no.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, vediamo un attimino di puntualizzare l'epoca, diciamo, in cui avvenne questo fatto. Lei ha fatto riferimento, dice: 'mi pare che era marzo' e...
TESTE Continenza: I primi di marzo, 6, 7, 8, 10 di marzo. Io adesso non ricordo...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dell'anno in cui venne arrestato il suo figliolo. Ora risulta che suo figlio venne arrestato per l'appunto del marzo del 1992.
TESTE Continenza: E forse sarà questa l'epoca.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi dovrebbe essere questo l'anno.
TESTE Continenza: Senz'altro sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questa sua visita diciamo inaspettata a casa sua.
TESTE Continenza: Mia sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in quello stabile. Fu, per così dire, prossima all'epoca in cui poi venne arrestato il suo figliolo?
TESTE Continenza: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è un po' prima dell'arresto del suo figliolo.
TESTE Continenza: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, lei ha parlato di sua nuora che si chiama?
TESTE Continenza: Ruggero Mara.
PUBBLICO MINISTERO: Ruggero?
TESTE Continenza: Addolorata.
PUBBLICO MINISTERO: Addolorata.
TESTE Continenza: Sì, Addolorata.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
TESTE Continenza: Noi la chiamiamo Mara, però è Addolorata.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, poco fa lei ha detto che sua nuora le aveva accennato al fatto che erano stati ospitati dei parenti di un amico. Le venne detto qualche altro particolare su questa permanenza?
TESTE Continenza: No, no, no, niente. Non mi è stato detto niente, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le disse sua nuora se queste persone, il giorno in cui lei arrivò a casa, erano già andate via, se erano ancora lì?
TESTE Continenza: No, non me l'ha detto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando lei entrò nell'appartamento vide, a parte i letti disfatti, vide se c'erano degli effetti personali, degli abiti, della roba di altre persone?
TESTE Continenza: No, io mi sono arrabbiata, non ho visto. Guardi, devo essere sincera, non ho visto, se c'era roba non lo so. Non l'ho visto.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei ricorda semplicemente di essersi arrabbiata per questo fatto.
TESTE Continenza: Sì, arrabbiata che io non volevo che a casa mia entrassero delle persone estranee.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, un'altra precisazione: lei ha detto aveva lasciato le chiavi al suo figliolo perché c'era da fare dei lavori?
TESTE Continenza: Qualche lavoro, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che tipo di lavori?
TESTE Continenza: Era rotto lo scaldabagno, nel bagno perdeva acqua.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi c'erano da fare dei lavori di idraulica?
TESTE Continenza: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda se quando lei tornò a casa poi questi lavori erano stati, per così dire, fatti?
TESTE Continenza: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi i lavori erano stati ultimati.
TESTE Continenza: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, ancora qualche altra circostanza. Sulle persone che erano state in casa sua, le venne detto qualche altro particolare, a parte il fatto che ha appena riferito?
TESTE Continenza: No, no, non mi è stato detto niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sua nuora le disse se erano già andati via?
TESTE Continenza: No, non me l'ha detto che erano andati via, no. Non me l'ha detto se erano andati via. No, dice che stavano ancora lì però nello stesso giorno in casa mia non c'è entrato più nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Lei si ricorda quando arrivò il casa, quella mattina in cui si accorse di questo fatto?
TESTE Continenza: Il giorno?
PUBBLICO MINISTERO: No, verso che ora della giornata.
TESTE Continenza: La mattina verso le sette, perché a me mi ha portato mio genero dall'Abruzzo. Mi ha portato mio genero, mi ha sceso davanti al cancello, che si vedeva il cancello e se n'è andato a lavoro e io sono salita a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è andata a casa di suo figlio prima?
TESTE Continenza: Sì, prima a casa di mio figlio. Ho bussato, sono entrata prima a casa di mio figlio e mi ha detto la nuora: 'aspetta, non salire su, aspetta'. Dico: 'perché?' E dice così. Però...
PUBBLICO MINISTERO: E quanto tempo si fermò a casa di suo figlio prima...
TESTE Continenza: Una mezzoretta, una mezzoretta. Nemmeno, perché io poi mi sono messa a litigare con mio figlio, che lui lo sapeva che a casa non volevo che ci entrasse nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma prima che lei si accorgesse, per così dire, di questa occupazione di casa sua.
TESTE Continenza: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Suo figlio le disse, o sua nuora, le dissero se su al piano di sopra c'erano degli ospiti?
TESTE Continenza: Non ospiti, dice ci ha dormito, non lo so, due, tre persone, chi erano non lo so. Dico: 'tu lo sai che io a casa mia non ci voglio nessuno'. Dice: 'ma', tu non ti preoccupare, è un amico mio'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'amico era la persona ospitata o la persona per conto della quale...
TESTE Continenza: Non la persona ospitata, no.
PUBBLICO MINISTERO: Era il favore che il suo figliolo aveva fatto a un amico.
TESTE Continenza: Sì, un amico. Se era un amico, un conoscente, non lo so. Quello che era non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Lo sa chi era questo amico, glielo disse il suo figliolo?
TESTE Continenza: No, non lo so. Non lo so chi era, non mi ha detto niente.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha saputo successivamente chi era questo amico?
TESTE Continenza: No, non l'ho saputo no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Va bene. Quindi lei ha detto passò questa mezzora circa.
TESTE Continenza: E sono salita su in casa.
PUBBLICO MINISTERO: E fu in quel momento che si accorse dei letti disfatti e...
TESTE Continenza: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Continenza: E mi ha detto che avevano dormito delle persone su per questo motivo, per fare, a questo amico... non lo io adesso di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Per fare un favore a un amico.
TESTE Continenza: Perché io mi sono arrabbiata e basta, mi sono solo arrabbiata.
PUBBLICO MINISTERO: Le è andato il sangue alla testa e non ha...
TESTE Continenza: Eh sì, perché io non volevo che a casa mia ci entrassero persone estranee.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Senta signora, poi durante quella giornata si fermò a casa sua?
TESTE Continenza: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per quanto tempo signora?
TESTE Continenza: Tutta la giornata.
PUBBLICO MINISTERO: Tutta la giornata.
TESTE Continenza: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci furono visite, arrivò gente a prendere roba?
TESTE Continenza: Niente, no, no. Non c'è stato nessuno. In casa mia non è venuto nessuno e non c'era niente di personale, niente. Non c'era niente.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Senta signora, poi lei che ha fatto? E' tornata di nuovo in Abruzzo?
TESTE Continenza: Sì. Me ne sono andata.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo quel giorno. Poi ha più saputo se questo appartamento, la sua casa sia stata utilizzata o meno?
TESTE Continenza: No, utilizzata da persone, so che non è stata utilizzata. Mio figlio poi c'aveva sempre la chiave ed è rimasta la chiave a mio figlio. Dice: 'lasciamela la chiave, che fai'. E io gli ho lasciata la chiave, per un altro po' di tempo gliel'ho lasciata. Però dopo gliel'ho tolta e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, lei aveva preannunciato il suo arrivo a suo figlio?
TESTE Continenza: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi quella mattina presto, a quanto capisco, alle sette, quando arrivò...
TESTE Continenza: Mio figlio non sapeva che io venivo.
PUBBLICO MINISTERO: Non sapeva che lei sarebbe arrivata a Roma.
TESTE Continenza: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi come epoca l'abbiamo focalizzata vicina al marzo '92, data dell'arresto di suo figlio.
TESTE Continenza: Eh sì.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Io Presidente con la signora avrei concluso.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori?
AVVOCATO: Nessuna domanda, grazie.
PRESIDENTE: Nessuna domanda? Può accomodarsi signora, può andare. Buongiorno.
*TESTE Continenza: Grazie.
PRESIDENTE: Sentiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Allora facciamo entrare in aula la signora Ruggero Addolorata.
PRESIDENTE: Ci vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Ruggero: Ruggero Addolorata, sono nata ad Andria, provincia di Bari, 16/02/54.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Ruggero: Roma.
PRESIDENTE: Vuole leggere quella formula?
TESTE Ruggero: Sì. "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Signora Ruggero, senta, vuol dire alla Corte dove abita lei?
TESTE Ruggero: Abito in via Giacinto Martorelli 41.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo a Roma vero?
TESTE Ruggero: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, che quartiere è questa via Martorelli?
TESTE Ruggero: Torremaura.
PUBBLICO MINISTERO: E' il quartiere Torremaura?
TESTE Ruggero: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, abbiamo sentito sua suocera, la signora Continenza e ci ha detto che praticamente l'appartamento dove lei abita con suo marito è all'interno dello stabile che è tutto di proprietà della signora.
TESTE Ruggero: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nell'appartamento di sua suocera è mai capitato... abbiamo sentito che la signora va spesso in Abruzzo, si trattiene.
TESTE Ruggero: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' capitato che siano state ospitate delle persone e, se sì, vuol dire alla Corte, vuol raccontare un pochino come si è sviluppata questa storia?
TESTE Ruggero: Niente, un amico di mio marito è venuto e ha detto se poteva ospitare a casa di mia suocera dei parenti. E mio marito li ha fatti ospitare, però non sapevamo chi erano e chi non erano.
PUBBLICO MINISTERO: E chi non erano. Senta signora, può dire alla Corte chi era questo amico di suo marito?
TESTE Ruggero: Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano come, di nome?
TESTE Ruggero: So solo Scarano. Non so Francesco, Franco... No...
PUBBLICO MINISTERO: Lei la conosce questa persona, a parte il nome?
TESTE Ruggero: Intravisto, intravisto. Perché abita vicino da noi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si tratta comunque di una persona giovane questo Francesco o Franco Scarano?
TESTE Ruggero: Eh, no, no, mi sto sbagliando. Non si chiama Francesco. Cioè, so che si chiama Scarano, ma non so il nome.
PUBBLICO MINISTERO: Non sa il nome. Senta signora, ma questa persona ha rapporti con suo marito, è un suo amico, un suo conoscente?
TESTE Ruggero: Lo conosceva perché abitava dalle parti nostre.
PUBBLICO MINISTERO: Una conoscenza di quartiere diciamo.
TESTE Ruggero: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Se lo ricorda quand'è che a suo marito venne fatta questa richiesta? Cioè il tempo, l'epoca su per giù in cui ci fu questa richiesta?
TESTE Ruggero: Penso nel '92.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, può dare un riferimento, diciamo, ecco lei ha detto nel '92, siccome sappiamo che... In quell'anno è accaduto qualcosa a suo marito?
TESTE Ruggero: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa?
TESTE Ruggero: E niente, l'hanno carcerato per roba di stupefacenti.
PUBBLICO MINISTERO: Per roba di stupefacenti. Si ricorda in che mese del '92 venne arrestato suo marito?
TESTE Ruggero: Il 13 marzo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi si ricorda anche il giorno, il 13 marzo. Ecco, questo fatto che lei ha riferito di questo Scarano che gli ha chiesto a suo marito l'appartamento, eccetera, si è verificato vicino, lontano dal momento in cui suo marito è stato arrestato?
TESTE Ruggero: Prima. Prima che mio marito veniva arrestato.
PUBBLICO MINISTERO: Prima che suo marito fosse arrestato.
TESTE Ruggero: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, lei ha avuto modo di vedere se a questa richiesta suo marito ha dato seguito, se effettivamente l'appartamento di sua suocera gli è stato dato a questi ospiti?
TESTE Ruggero: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ricorda se lei ebbe modo di, per così dire, avere contatto con queste persone?
TESTE Ruggero: No, mai.
PUBBLICO MINISTERO: Mai. Lei, durante la permanenza di queste persone... innanzitutto le chiedo: si ricorda per quanto tempo stettero a casa di sua suocera?
TESTE Ruggero: Penso una settimana. Adesso non ricordo bene, comunque una settimana, di più no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, durante la permanenza di queste persone, seppe se queste persone, per così dire... quante erano, ecco, innanzitutto?
TESTE Ruggero: Penso cinque.
PUBBLICO MINISTERO: Perché dice questo numero signora?
TESTE Ruggero: Perché c'erano... Cioè, ho preparato i letti in camera da letto e in camera da pranzo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
TESTE Ruggero: O cinque o quattro, guardi non...
PUBBLICO MINISTERO: O cinque o quattro.
TESTE Ruggero: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Lei ha detto ha preparato lei i letti.
TESTE Ruggero: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: La dotazione normale dei posti letto della casa di sua suocera di quant'era?
TESTE Ruggero: Due camere e cucina.
PUBBLICO MINISTERO: No, diciamo quanti posti letti c'erano?
TESTE Ruggero: Una camera da letto e basta. In camera da pranzo non ci stavano letti, l'abbiamo messi noi.
PUBBLICO MINISTERO: Infatti, stavo per chiederle questo. Quindi furono dei posti letto di fortuna diciamo?
TESTE Ruggero: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Aggiunti.
TESTE Ruggero: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' per questo lei ha detto che le persone potevano essere quattro o cinque.
TESTE Ruggero: Quattro o cinque.
PUBBLICO MINISTERO: Chi le procurò questi posti di fortuna? Era roba che aveva lei?
TESTE Ruggero: Sì, roba che mia suocera c'aveva su in terrazzo.
PUBBLICO MINISTERO: C'erano delle brande, non so.
TESTE Ruggero: Sì, sì, delle brande, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Queste persone, lei ha detto che non le ha mai viste.
TESTE Ruggero: No, mai.
PUBBLICO MINISTERO: Però ci andava a rigovernare, a sistemare, a rifare i letti?
TESTE Ruggero: Sì, facevo i letti e basta. Solo i letti facevo.
PUBBLICO MINISTERO: Andava a rifare i letti tutte le mattine.
TESTE Ruggero: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda qualcosa di particolare dato che lei andava lì in camera a sistemare, non so, che tipo di abiti, che dotazione avevano queste persone?
TESTE Ruggero: Abiti buoni.
PUBBLICO MINISTERO: Avevano degli abiti buoni, che cosa intende? Abiti di marca, abiti firmati?
TESTE Ruggero: Oddio, non è che ho guardato se erano di marca o firmati però vedevo che la roba non era trasandata ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dato che lei andava a rifare i letti, a che ora ci andava in questo appartamento per fare questa operazione?
TESTE Ruggero: Verso le dieci, le undici.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi quando lei andava queste persone erano già uscite?
TESTE Ruggero: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' in grado di dire, dato che eravate tutti nello stesso stabile, su per giù, in che orari queste persone uscivano e rientravano da...
TESTE Ruggero: Guardi, posso dire che al mattino uscivano però non è che... cioè non è che io vedevo quando uscivano. A volte li vedevo rientrare, ma difficilmente.
PUBBLICO MINISTERO: A volte... scusi signora?
TESTE Ruggero: Li vedevo rientrare, quando rientravano la sera. Però difficilmente li vedevo, capito?
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Si ricorda a che ora li vedeva rientrare?
TESTE Ruggero: Adesso di preciso non mi ricordo. Sei e mezza, sette.
PUBBLICO MINISTERO: Va be'. Senta signora, lo sa per quale ragione poi queste persone sono andate via?
TESTE Ruggero: Perché è venuta mia suocera e si è un po' arrabbiata con me perché io dovevo dire a lei prima... cioè di telefonare a lei in Abruzzo e dire: 'mamma guarda vieni giù che tuo figlio dentro casa ha ospitato gente'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi diciamo sua suocera...
TESTE Ruggero: Si è un po' arrabbiata.
PUBBLICO MINISTERO: Si è un po' arrabbiata di questa presenza in casa sua?
TESTE Ruggero: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, quando sua suocera arrivò a Roma, arrivò... era preannunciato il suo arrivo, oppure arrivò...
TESTE Ruggero: No, no, è venuta così, all'improvviso.
PUBBLICO MINISTERO: E senta, quando arrivò a casa in via Martorelli queste persone erano ancora in casa?
TESTE Ruggero: Non ricordo. Penso di no però.
PUBBLICO MINISTERO: Sua suocera poco fa ci ha detto che era arrivata la mattina intorno alle sette del mattino e che si trattenne un po' a casa sua.
TESTE Ruggero: Sì, ma penso che a quell'ora non c'erano già più su da mia suocera loro. Adesso non ricordo bene, comunque penso che non c'erano.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Va benissimo. Quindi, ecco, precisi di nuovo signora: quando sua suocera arriva alle sette del mattino, cioè, che fate, andate subito su, lei glielo dice che a casa sua...
TESTE Ruggero: L'abbiamo un po' trattenuta giù per non farla andare subito su.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, erano già andati via, nel momento in cui...
TESTE Ruggero: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Erano già andato via.
TESTE Ruggero: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non è che è una sua deduzione, lei lo sapeva già che erano andati via?
TESTE Ruggero: Non sentivo rumori di passi.
PUBBLICO MINISTERO: Non sentiva... benissimo. Senta signora, poi un'altra cosa: lei ha detto che queste persone si trattennero all'incirca una settimana.
TESTE Ruggero: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Durante la permanenza di queste persone, furono fatti dei lavori in casa?
TESTE Ruggero: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che tipo di lavori?
TESTE Ruggero: E' venuto un amico di mio marito, che fa l'idraulico e ha cambiato mi sembra lo sciacquone della tazza e il flessibile dello scaldabagno.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi c'erano dei lavori idraulici?
TESTE Ruggero: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda il nome di questo idraulico?
TESTE Ruggero: Si chiama Piero, però di cognome non...
PUBBLICO MINISTERO: Piero.
TESTE Ruggero: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta signora, lei ha detto che queste persone non l'ha ben viste e comunque erano amici di questo Scarano.
TESTE Ruggero: Sì. Antonio. Si chiamava Antonio Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Antonio Scarano. Questo Antonio Scarano era amico di suo marito?
TESTE Ruggero: Lo conosceva perché abita in zona.
PUBBLICO MINISTERO: Lo conosceva. Lei ha detto una conoscenza di quartiere.
TESTE Ruggero: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei poco fa ha detto, dice: 'io qualche volta queste persone le ho viste rientrare verso le sei e mezza del pomeriggio'.
TESTE Ruggero: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, anche se così di passata, le ha viste queste persone?
TESTE Ruggero: Le ho viste così, intraviste, non è che mi sono fermata...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, non lo so, si trattava di persone anziane, giovani. Può dare un'indicazione di massima?
TESTE Ruggero: Una via di mezzo, non erano anziani.
PUBBLICO MINISTERO: Non erano anziani.
TESTE Ruggero: No.
PUBBLICO MINISTERO: Non erano nemmeno dei ragazzini?
TESTE Ruggero: No.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi persone...
TESTE Ruggero: 40-45 anni. Ma adesso non...
PUBBLICO MINISTERO: Non è in grado. Comunque, diciamo, una fascia media di età.
TESTE Ruggero: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, durante questa sua visita, sua, all'appartamento di sopra, quindi lei andava esclusivamente per rifare i letti?
TESTE Ruggero: Sì. E basta.
PUBBLICO MINISTERO: E basta. Ha detto che aveva notato questi capi di abbigliamento eccetera. Sa se ci fu una ricompensa da parte di questo Scarano a suo marito?
TESTE Ruggero: Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo sa.
TESTE Ruggero: Penso di no comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Sa se queste persone, dato che lei diciamo andava a rifare i letti, erano soliti mangiare all'interno dell'appartamento, se mangiavano fuori? Da quello che lei poteva vedere?
TESTE Ruggero: Penso che mangiavano fuori, perché non è che sporcavano niente in cucina.
PUBBLICO MINISTERO: Non c'era nulla di sporco. Va bene. Penso che con la signora abbiamo concluso.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? Difensori?
AVVOCATO Rocchi: Nessuna domanda, grazie.
PRESIDENTE: Può andare signora.
*TESTE Ruggero: Grazie.
PRESIDENTE: Buongiorno. Chiamiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Allora, possiamo passare al signor Gesù.
PRESIDENTE: Dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Gesù: Gesù Giacomo, nato il 25/11/52.
PRESIDENTE: Dove?
TESTE Gesù: A Roma.
PRESIDENTE: Residente.
TESTE Gesù: Via Giacinto Martorelli numero 41.
PRESIDENTE: Lei vuole leggere?
TESTE Gesù: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, signor Gesù.
TESTE Gesù: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Eccomi, sono il Pubblico Ministero, sono qui. Dunque, magari parli rivolto alla Corte.
TESTE Gesù: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le domande gliele faccio io. Senta signor Gesù, lei ha detto che abita in via Martorelli, abbiamo sentito sua moglie e la sua mamma e ci hanno detto dell'appartamento, diciamo, del piano di sopra, occupato dalla sua mamma sia pure saltuariamente.
Senta, vuol riferire alla Corte se innanzitutto lei poteva disporre liberamente dell'appartamento della sua mamma nei momenti un cui la sua mamma per l'appunto era fuori casa?
TESTE Gesù: Ma diciamo, in modo... insomma glielo rubavo in poche parole.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè ci andava...
TESTE Gesù: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: "Glielo rubavo", che vuol dire? Che lei aveva le chiavi ma...
TESTE Gesù: No, diciamo questo, che a volte le lasciava per convenienza, magari c'era da fare qualche piccolo lavoro e a volte le lasciavo e io me le prendevo e andavo su da lei. Perché purtroppo di cose c'avevo un piccolo vizietto.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
TESTE Gesù: Facevo uso di stupefacenti.
PUBBLICO MINISTERO: In particolare?
TESTE Gesù: Cocaina.
PUBBLICO MINISTERO: Di cocaina.
TESTE Gesù: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per questo fatto ha avuto anche delle vicende giudiziarie?
TESTE Gesù: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
TESTE Gesù: Sono stato arrestato il 13 marzo '92.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, prima di questo suo arresto del 13 marzo '92, lei nell'appartamento della sua mamma ha avuto modo di ospitare, di aver avuto delle richieste di ospitare delle persone e se sì vuol raccontare alla Corte come è nata questa storia?
TESTE Gesù: Sì, diciamo che io avevo una amicizia con il signor Franco Scarano. Succedeva a volte che ci incontravamo e andavamo nell'appartamento di mamma per fare il nostro vizio, in poche parole.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè questo Franco Scarano sarebbe un giovane, una persona matura...?
TESTE Gesù: Sì, sì. Un giovanotto.
PUBBLICO MINISTERO: Un giovanotto.
TESTE Gesù: Che adesso non so quanti anni c'ha, però una trentina d'anni adesso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Conosce anche il padre di questo Franco Scarano?
TESTE Gesù: L'ho conosciuto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiama lo sa?
TESTE Gesù: Antonio Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Antonio Scarano.
Era una conoscenza, erano persone che lei conosceva perché stavano nel quartiere, nella zona sua?
TESTE Gesù: Anche.
PUBBLICO MINISTERO: Anche. Senta, e quindi con questo suo amico, con Franco Scarano lei ha detto: 'ogni tanto ci andavo su a...'
TESTE Gesù: Sì, ecco diciamo che...
PUBBLICO MINISTERO: ... 'nell'appartamento della mamma a fare una tirata', mi pare lei ha detto. O qualcosa del genere.
TESTE Gesù: Non solo. Magari se incontravamo, facevamo una partitella. Stavamo insieme. E poi purtroppo di cose, io sono stato carcerato apposta per uso di stupefacenti e non solo.
PUBBLICO MINISTERO: "Non solo" che vuol dire?
TESTE Gesù: Non solo che, voglio di' purtroppo di cose la vendevo anche.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, quindi siamo... lei ha detto: 'sono stato arrestato nel marzo del '92'.
TESTE Gesù: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che cosa è avvenuto allora prima di questa data? Lei ha detto che questo Franco Scarano...
TESTE Gesù: Beh, arriviamo là al punto, no? E diciamo che mi chiese visto e considerato che c'avevamo questo appartamento su libero, mi chiese se poteva ospitare, se io potevo ospitare tre suoi cugini. In modo esplicito. Che mi fece conoscere giù al bar che frequentavamo spesso.
PUBBLICO MINISTERO: Il bar, sarebbe?
TESTE Gesù: Bar "Free Style".
PUBBLICO MINISTERO: Il "Free Style".
TESTE Gesù: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che è lì in zona?
TESTE Gesù: Sì, sì, proprio all'incrocio fra via Giacinto Martorelli e Enrico Gigloli. Quindi io scendo e me lo trovo davanti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi le fece la richiesta di ospitare tre suoi cugini. Gli disse qualcosa di questi cugini, da dove venivano...
TESTE Gesù: No.
PUBBLICO MINISTERO: ... che dovevano fare?
TESTE Gesù: Mi ha confermato nettamente che erano suoi cugini. Questo è quanto mi ha detto il signor Franco. Che invece poi invece di essere tre, la sera dopo se ne sono presentati cinque.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dove le vide queste persone?
TESTE Gesù: Ne ho vista una sola giù al bar. Gli altri due erano rimasti in macchina e gli altri la sera stessa si sono presentati su a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vorrei che lei raccontasse questa storia. Poi magari le faccio delle domande.
TESTE Gesù: Sì. Niente, fu semplicemente così: io... mi incontra Franco e mi dice: 'senti, così e così, io c'ho questi tre cugini che vengono da fuori. Me li puoi ospitare per tre o quattro giorni?'
Dico: 'Fra', qual è il problema?'
Parlando esplicitamente, no?, mi ha detto né se erano... mi ha detto semplicemente che erano suoi cugini. Io non ho fatto altro che in buona fede, credere che erano suoi cugini. Non ci vedevo niente di male, quindi li ho ospitati in casa che non era poi mia, era poi di mia madre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in quel periodo lei per così dire aveva le chiavi dell'appartamento della sua mamma?
TESTE Gesù: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era una di quelle occasioni in cui queste chiavi ce le aveva per qualche ragione particolare o...?
TESTE Gesù: No, le spiego: c'erano da fare dei lavori di idraulica, perché c'avevamo delle perdite. Io abito sotto, mamma abita all'interno 5 e io sto all'interno 3. Quindi sotto. E c'erano delle perdite.
Gli dissi a mia madre, dicco: 'guarda, lasciami le chiavi e do una sistemata'. Però era sia per l'una che per l'altra cosa, in poche parole. Ha capito?
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era un po' la scusa il fatto che...
TESTE Gesù: Sì. Diciamo così.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Però...
TESTE Gesù: Però veramente c'erano da fare questi lavori di idraulica che era da cambiare il sotto del lavello, poi c'era da sistemare il tubo doccia che era della vasca, però era rotto.
PUBBLICO MINISTERO: Va beh, c'erano da fare questi...
TESTE Gesù: Sì, c'erano da fare questi quattro o cinque lavoretti.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che prima erano tre, questi cugini e poi invece se ne presentarono di più. Ecco, vuol riferire un pochino come si è snodata questa vicenda?
TESTE Gesù: Niente, io le ho detto: io ne conobbi uno solo che lui mi presentò, Franco mi presentò davanti al bar. E gli altri due erano rimasti in macchina. Io gli ho dato le chiavi a Franco direttamente. Li ha portati su. Quando ci sono arrivato io... Ah, poi sono andato su pure io. Invece di essere tre, erano cinque.
PUBBLICO MINISTERO: Quanti posti letto c'erano lì a casa della sua mamma?
TESTE Gesù: C'era... il letto matrimoniale e in camera da pranzo c'era un letto, un divano-letto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora com'è che lei si trovò cinque persone - lei ha detto - come vi arrangiaste ecco per sistemarvi?
TESTE Gesù: Ci ha pensato poi il papà del signor Franco.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, Antonio Scarano?
TESTE Gesù: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come fece lei a contattarlo, com'è che spunta fuori ecco, questo papà del signor Franco Scarano? Lo vuol chiarire?
TESTE Gesù: Sicuramente era già un accordo loro. Sicuramente. Perché voglio dire, a me non mi ha detto né - e questo lo garantisco - non mi ha detto né se erano in due, né se erano in tre, né se erano in cinque. Mi ha detto: 'Giacomo mi servono...' Gli ho detto: 'A Fra', guarda che qui ci stanno tre posti letto. Questi sono cinque: ma do' li metto?'
Dice: 'no, ci penso io, ci penso io'. E' andato giù, è andato a casa, è venuto su col padre. E la sera stessa hanno portato su o uno o due lettini di quelli che si chiudono... ha capito come?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, quelli a brandine.
TESTE Gesù: Ecco, bravo. Quelli che si chiudono sopra, che c'hanno un... Tutto qui.
PUBBLICO MINISTERO: E queste vennero messe dove, queste brandine non lo sa?
TESTE Gesù: No, no. Lo so, come non lo so? Una stava in camera da letto e l'altra in camera da pranzo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, queste persone diciamo si stabilirono lì nell'appartamento della sua mamma. Senta, sa lei che tipo di abitudini, che consuetudini avevano queste persone durante la permanenza a casa della sua mamma?
TESTE Gesù: Guardi, io ho detto, io abitavo sotto. Io non li sentivo e non li vedevo. A parte che uscivano presto la mattina e rientravano la sera tardi. A volte presto, a volte tardi però non si sentivano e non si vedevano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, erano molto discreti diciamo...
TESTE Gesù: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... in questi movimenti.
Senta, durante la permanenza di queste persone a casa di sua mamma, vennero fatti quei famosi lavori di cui lei ha parlato?
TESTE Gesù: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Chi li fece questi lavori?
TESTE Gesù: Un amico intimissimo che abbiamo lavorato insieme, facevamo un lavoro insieme e gli chiesi appunto se mi poteva venire a fare 'sto lavoretto.
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiama questo suo amico?
TESTE Gesù: Piero Moresi.
PUBBLICO MINISTERO: Moresi Piero.
TESTE Gesù: Moresi Piero, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quanto tempo si trattennero queste persone a casa della sua mamma?
TESTE Gesù: Se devo essere sincero credo tre o quattro giorni, cinque.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come si allontanarono da casa? Ci fu qualche fatto particolare oppure andarono via per conto loro...
TESTE Gesù: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè spieghi, le preannunciarono che sarebbero andati via?
TESTE Gesù: No, no. E' ritornata mia madre di soppiatto.
PUBBLICO MINISTERO: "Di soppiatto" che vuol dire? Insomma era a casa sua.
TESTE Gesù: Sì, sì. Sì, d'accordo ma senza avvisare e senza niente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei si è visto arrivare la sua mamma una bella mattina.
TESTE Gesù: No, io non ci stavo. Io stavo a lavora'.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, lei non c'era.
TESTE Gesù: No c'ero, no. Io il pomeriggio quando son ritornato a lavora' mia moglie mi ha detto, dice: 'guarda che tua madre si è incazzata come una bestia, gli ha messo le valigie fuori di casa a quelli'.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi praticamente era stato, lei capì che fu l'arrivo...
TESTE Gesù: No, mi madre giustamente dice: ma questi ma chi sono? Qua dentro. Li ha acchiappati e li ha sbattuti fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi quando lei tornò a casa sostanzialmente poi queste persone non le ha più viste?
TESTE Gesù: E infatti. Ma non le ho viste neanche prima.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè non le ha più viste nel senso che non c'erano più a casa. Comunque a prescindere dal fatto che era arrivata la sua mamma o meno...
TESTE Gesù: Non c'erano più, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non c'erano più.
Senta, per questa ospitalità lei ha detto: 'io ero amico di Franco Scarano'. Da molto tempo rispetto a questo fatto?
TESTE Gesù: Ma no. Diciamo relativamente. Credo che l'amicizia risalga all'87-88.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questo fatto lei dell'aver ospitato queste persone quando lo colloca nel tempo?
TESTE Gesù: Mah, inizialmente torno a ripetere e mo glielo dico anche un'altra volta, dico: ancora non ce l'ho presente. Io addirittura pensavo che era ottobre-novembre del '91. Perché il tempo era... invece poi parlando con mia madre mi disse che era i primi di marzo. Perché il 27 di febbraio era il compleanno di mia nipote e lei la settimana dopo è venuta a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ha ricostruito un pochino dopo parlando anche con la sua mamma.
TESTE Gesù: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
TESTE Gesù: Dalle deposizioni precedenti che io ho rilasciato, non ero sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Di questa data. Comunque dovrebbe essere quello: fine febbraio-primi di marzo '92, ecco.
TESTE Gesù: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' quello che lei dice in questo momento.
TESTE Gesù: Sì, per forza di cose. Perché poi io il 13 marzo del '92 son stato arrestato. Quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Il problema è bell'e risolto.
TESTE Gesù: Sì, perché poi non ci avevo più niente a che vedere con quei signori.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, venne arrestato per cosa?
TESTE Gesù: Se possono chiamarsi così.
PUBBLICO MINISTERO: Per quale reato venne arrestato?
TESTE Gesù: Detenzione di stupefacenti.
PUBBLICO MINISTERO: Detenzione di stupefacenti.
TESTE Gesù: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quindi lei ha detto: 'Franco Scarano lo conoscevo dal '87...
TESTE Gesù: '88.
PUBBLICO MINISTERO: ... quindi diciamo una conoscenza di qualche anno prima.
TESTE Gesù: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Anche il padre di Franco Scarano conosceva?
TESTE Gesù: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè lo conosceva di vista, lo...?
TESTE Gesù: Neanche. L'ho conosciuto in seguito grazie alla conoscenza di Franco poi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Diciamo, io intendevo dire prima di questo fatto degli ospiti a casa della sua mamma, dico: già lo conosceva lei?
TESTE Gesù: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, era questo che volevo sapere.
TESTE Gesù: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Anche se non era una conoscenza approfondita, lo conosceva di vista, non so. Spieghi lei...
TESTE Gesù: No, no. Era solo una questione di lavoro. Basta.
PUBBLICO MINISTERO: Di lavoro in che senso?
TESTE Gesù: Sì, nel senso che mi rifornivo da lui per un suo...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi le dava della cocaina?
TESTE Gesù: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma in relazione al suo arresto, ecco questa cocaina era, proveniva da questa stessa fonte diciamo?
TESTE Gesù: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e per l'ospitalità a casa di sua mamma di queste persone lei ebbe una ricompensa, le venne dato del denaro?
TESTE Gesù: No, denaro no. 15 grammi di cocaina, buona vero però 15 grammi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Gesù: Come ricompensa.
PUBBLICO MINISTERO: Venne ricompensato per così dire in natura.
TESTE Gesù: Sì, che poi abbiamo dato fondo io e Franco.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta...
TESTE Gesù: Nessuna retribuzione economica.
PUBBLICO MINISTERO: Senta lei ha avuto modo di durante la permanenza di queste persone di entrare comunque nell'appartamento della sua mamma. Lei ha detto l'episodio dell'idraulico, non so, vide qualcosa di particolare durante questo suo ingresso in casa...
TESTE Gesù: No, in modo... solo un po' di disordine, valigie da tutte le parti, qualche libro anzi da una parte c'era un buon mucchio di libri. E poi disordine: valigie una sopra all'altra.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
TESTE Gesù: Non più di tanto perché poi voglio dire...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le disse Franco Scarano da dove venivano, dove erano dirette queste persone?
TESTE Gesù: Da dove venivano, no. La direzione, sì. Mi disse che di lì a tre-quattro giorni sarebbero dovuti andare o a Rieti o a Viterbo in una casa che il padre stava poi preparando credo.
PUBBLICO MINISTERO: Non le disse...
TESTE Gesù: Ma questo in seguito però. Questo me lo disse subito dopo, perché mi disse che dice: 'guarda, tre o quattro giorni stanno e poi se ne vanno, devono anda' o a Rieti o a Viterbo'. Adesso...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta non le disse per caso se queste persone poi erano anche dirette in Sicilia a trovare dei parenti?
TESTE Gesù: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Perché quando lei venne sentito... lei si ricorda che venne interrogato dalla DIA?
TESTE Gesù: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei disse, venne interrogato il 3 aprile del '96. Lei a un certo punto dice: "Franco Scarano mi aveva detto che erano diretti in Sicilia ove dovevano far visita a dei parenti".
TESTE Gesù: Io ricordo semplicemente che mi disse che di lì a tre-quattro giorni si dovevano recare in un altro appartamento che era a Rieti o Viterbo. Poi se dovevano andare in Sicilia, se dovevano andare in America, se dovevano andare in Calabria che ne so?
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Senta, lei ha detto che con Franco Scarano ha incontrato queste persone lì al bar "Free Style".
TESTE Gesù: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ora ha per caso durante, era un bar questo qui, questo, il Free Style, un bar che lei frequentava abitualmente?
TESTE Gesù: Le ho detto è all'incrocio netto fra via...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dico ma a parte il fatto che il bar è vicino casa sua. Era un bar che lei frequentava?
TESTE Gesù: Per forza di cose. come scendo da casa, come prendo il caffè la mattina quando vado a lavorare, ritorno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, era un bar dove ci bazzicava in questo bar.
TESTE Gesù: Ci son nato lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta lei ha avuto modo di raccogliere delle confidenze, delle non dico voci perché sennò non glielo potrei chiedere, ecco, in relazione a attentati, in relazione a pericoli che si sarebbero corsi...
TESTE Gesù: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire nella maniera più puntuale possibile alla Corte in che termini lei ha raccolto queste fonti?
TESTE Gesù: Sì, ci fu questa condizione perché io dunque sono uscito di galera il 26 giugno '93, 26 giugno '93. Il periodo subito seguente diciamo che ho lavorato, e poi in agosto me ne sono andato al mare. Perché mi sembrava pure giusto. E quindi ritornando, un giorno a Torremaura a casa, incontrai una persona che è un amico che si chiama Nicola Nannola.
PUBBLICO MINISTERO: Nicola?
TESTE Gesù: Nannola.
PUBBLICO MINISTERO: Nannola.
TESTE Gesù: Sì, sì. E mi fermò davanti a una cabina del bar. E mi disse: 'senti un po', così, così, così' Dice: 'tu non sai niente del...'
PUBBLICO MINISTERO: No, bisogna... mi scusi. "Così, così, così" nessuno sa nulla.
TESTE Gesù: Mi disse semplicemente mi disse: 'io so che a me mi è stato detto che in un certo periodo che sarebbe stato credo - o me lo disse il dottor sì, che sta al suo fianco, non mi ricordo...
PUBBLICO MINISTERO: Chelazzi?
TESTE Gesù: Chelazzi, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Chelazzi.
TESTE Gesù: Mi disse che poi sono esplose 'ste bombe il 25 o il 24 o il 23 di luglio.
PUBBLICO MINISTERO: No, diciamo il 27. Le bombe sono esplose il 27 di luglio.
TESTE Gesù: Beh, io non lo so e manco lo voglio sapere. Me lo disse il dottor Chelazzi. E io gli dissi, dico: 'guarda in questa situazione...' Una persona questo Nicola Nannola, mi fermò in mezzo alla strada e mi disse: 'io così e così, io ho saputo che qualcuno...' come gli aveva detto a lui, che non sarebbe dovuto passare in quel posto perché sarebbero esplose delle bombe, oppure c'era pericolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma il Nannola lei ora sta dicendo che le aveva detto che qualcuno gli aveva a sua volta a lui, Nannola, detto questo fatto.
TESTE Gesù: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora ci tornò lei sopra su questo discorso? Fu un discorso che scivolò via...?
TESTE Gesù: No, no. Un paio di giorni. Gli ho detto, gli dissi: 'come ti permetti a dirmi una cosa del genere nei confronti di una persona che è un ragazzino, un bambino?'.
PUBBLICO MINISTERO: No, mi scusi...
TESTE Gesù: Questo un paio di giorni dopo, eh. Perché lui mi disse chi era che glielo aveva detto questo. Perché io l'ho ripreso, l'ho rincontrato e gli ho detto: 'senti un po', ma chi te l'ha detta una cosa del genere?'.
E mi fece il nome di chi glielo aveva detto.
PUBBLICO MINISTERO: Ce lo faccia?
TESTE Gesù: Pino Santamaria.
Lui, mi confermò, mi ha detto, il signor Nannola mi disse, dice: 'guarda, a me me l'ha detto il signor Pino Santamaria'.
PUBBLICO MINISTERO: E l'oggetto di questa confidenza che Santamaria avrebbe detto a Nannola e Nannola avrebbe detto a lei, quale sarebbe stato? Se lo vuol dire, perché...
TESTE Gesù: Il fatto semplice, il fatto semplice che mi aveva detto che questo Pino Santamaria avrebbe detto di non passare da quelle parti perché c'era pericolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma quali sarebbero queste parti?
TESTE Gesù: Lo sa lei, come lo so io, perché mica m'ha detto a me, specificatamente. M'ha detto: 'c'è pericolo...'
PUBBLICO MINISTERO: Pericolo di che? Di esplosioni...
TESTE Gesù: Non lo so, m'ha detto c'era pericolo...
PUBBLICO MINISTERO: C'era pericolo.
TESTE Gesù: ... lui si è espresso in questo modo. Anche perché, io gli ho detto subito, prima cosa: ' a me che me ne frega'. Uno. E seconda considerazione: ' tu come te permetti a dire una cosa del genere di una persona talmente stupida e talmente bambina, come fai a credere a una cosa del genere?'.
PUBBLICO MINISTERO: Questo discorso lei lo fece a Nannola, riferendosi a Santamaria?
TESTE Gesù: La prima sera che me lo disse. Però, non m'aveva detto chi era che gli aveva detto queste cose. E la seconda volta che l'ho incontrato, il signor Nannola, l'ho preso da una parte e gli ho detto: 'ma senti un po' una cosa, ma chi ti ha detto queste cose?' E lui mi ha detto che gliele aveva dette questo Pino.
PUBBLICO MINISTERO: Questo Pino Santamaria lei, è una persona che lei conosceva?
TESTE Gesù: Sì, sì. E' della borgata, è della zona.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è una conoscenza di quartiere, questo Pino Santamaria.
TESTE Gesù: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' una persona che lei incontrava lì al famoso "Free Style"?
TESTE Gesù: Sì, abitava lì dietro a casa da me, per cui...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei fu poi, fu poi lei che, per così dire, riprese il Nannola a dire: 'ma come mai...
TESTE Gesù: No, sono andato a parlare prima con Pino e gli ho detto: 'senti un po' che, che vai dicendo?'
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei a parlato anche con Santamaria?
TESTE Gesù: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e ci può dire che cosa vi diceste, che cosa lei disse a Santamaria?
TESTE Gesù: Prima m'ha detto che quello gli ha detto che non era vero, vado da Nicola e quello mi dice che non era vero. Dico: 'oh, ma mettetevi d'accordo', prima cosa. E poi se, se c'era della verità, voglio di' no?, mica se la so' inventata, qualcuno l'avrò pur dette 'ste cose, no?
PUBBLICO MINISTERO: Quindi se capisco...
TESTE Gesù: Io ho preso di petto, prima uno e poi l'altro. Perché, ho detto, dico: 'ora vi metto davanti e voglio vedere chi dice la verità o chi meno'.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, perché lei non è stato chiarissimo. Ho capito bene che poi, quando lei va a parlare con Santamaria, Santamaria dice: 'no, io non ho mai detto questa cosa', è questo il senso?
TESTE Gesù: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando lei dice: 'mettetevi d'accordo'. Perché Nannola le dice una cosa e Santamaria, invece, dice: 'no, io non l'ho mai detto'.
E' questo il senso della... di questi colloqui?
TESTE Gesù: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla fonte di questo pericolo, non le disse nulla il Nannola? Cioè da che cosa poteva provenire questo pericolo? Da...
TESTE Gesù: Inizialmente è stato vago, nel senso che non mi ha detto: 'Gia' guarda, così e così... a me m'è stato detto che, per esempio, che ne so, a Firenze non ci devi anda' oppure a Torino non ci devi anda'. Dopo...
PUBBLICO MINISTERO: Poi, fu più preciso dopo?
TESTE Gesù: Mah, dopo i fatti sicuramente sì, dopo uno a capito le cose no, in un modo o nell'altro, voglio dire. Ricolleghi le cose e dici: va beh, allora questi come fanno a sapere una cosa del genere? Può essere che è solo voce di piazza, di mercato, di popolo?
Perché poi lì, lì intorno, le sapevano tutti 'ste cose, eh.
PUBBLICO MINISTERO: L'intorno dove, lì a Torremaura?
TESTE Gesù: Sì, sì, ma pure i bambini lo sapevano.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, sapevano cosa?
TESTE Gesù: Sapevano che ci stavano, che c'erano questi problemi a livelli di bombe, bombette, non lo so e quant'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo a bombe scoppiate o a bombe che ancora avevano da scoppiare?
TESTE Gesù: Ma sicuramente, sicuramente a bombe scoppiate, perché io ho detto il signor Nannola a me me l'ha detto dopo che le bombe so' scoppiate, non prima.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi lei collegò quel discorso con le bombe che c'erano state.
TESTE Gesù: Certamente, siccome che poi fecero uscire anche, a livello così, di parole, fecero uscire il nome di 'sto Franco Scarano.
Io sapevo che Franco stava ai domiciliari e ci sono andato a parlare. Gli ho detto: 'senti un po', ma...
PUBBLICO MINISTERO: "Stava ai domiciliari": lo spieghi, stava agli arresti domiciliari?
TESTE Gesù: Sì, stava agli arresti domiciliari. Sì.
Ci sono andato a parlare e gli ho detto: 'ma senti un po', Fra', è vero?'
Dice: 'ma lascia perde che questi... Pino è un chiacchierone, è un fanfarone, quell'altro è un deficiente.'
Ho detto: 'va beh, io comunque sia io te lo sono venuto a dire perché mi sembra pure giusto a livello d'amicizia, non lo so se'
Lui m'ha detto semplicemente, dice: 'uno è un chiacchierone e l'altro è un deficiente'.
Queste son le parole che mi disse Franco.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, a Franco Scarano, rappresentava, diciamo, queste discussioni che aveva avuto con Nannola e con Santamaria?
TESTE Gesù: Sì, sì, la sera dopo che ho rincontrato il Nannola.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questi discorsi siamo nell'epoca? Lei ha detto quando Franco Scarano era agli arresti domiciliari...
TESTE Gesù: Sicuramente ad agosto del '93.
PUBBLICO MINISTERO: Ad agosto del '93.
TESTE Gesù: Agosto, settembre del '93, perché è facile pure che son ritornato dal mare e quindi sarà stato agosto o settembre del '93.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, penso che... Ecco, il dottor Chelazzi le vuol fare qualche domanda.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Gesù, lei ricorda quante volte è stato sentito nell'ambito di queste indagini?
TESTE Gesù: Due volte.
PUBBLICO MINISTERO: Due volte.
TESTE Gesù: Questa è la terza.
PUBBLICO MINISTERO: E oggi siamo alla terza. Allora, una volta è stato sentito da me.
TESTE Gesù: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Gesù: No, la prima volta da, da un altro...
PUBBLICO MINISTERO: Da un funzionario.
TESTE Gesù: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Della DIA, se lo ricorda?
TESTE Gesù: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Andò in piazza Cola di Rienzo.
TESTE Gesù: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, ci siamo. Allora volevo dire, abbia pazienza, ma questo episodio di questo discorso con questo Nannola...
TESTE Gesù: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... è un episodio che lei, per quanto ne rammenta oggi, che lei riferì fin dalla prima volta in cui fu sentito, ovvero l'ha riferito solo quando l'ho interrogata io?
TESTE Gesù: No, no, dalla prima volta.
PUBBLICO MINISTERO: Dalla prima volta, quindi non a me?
TESTE Gesù: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. Quando lo riferì e comunque a prescindere dalle volte in cui è stato interrogato, io ho bisogno di capire se quando il Nannola le parlò per la prima volta di questo posto dove, secondo quello che gli era stato detto non si doveva passare, ci poteva essere pericolo; Nannola gli disse anche chi era la persona che lo aveva messo, per così dire, in guardia da questo pericolo. Secondo se spiegò qual era il posto, il luogo, il punto dove non si sarebbe dovuti passare, dove non si doveva passare.
Mi spiego? Cioè dire, la prima volta che Nannola le fa questo discorso, gli dà anche questi particolari sul fatto: primo, la persona che ha detto al Nannola questa certa cosa; secondo, se questo luogo o posto dove non si doveva passare per ragioni di pericolo, era uno piuttosto che un altro.
Sono chiare le domande, Gesù?
TESTE Gesù: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Gesù: Allora, la prima è che il signor Nannola, come credo tutti i ragazzi un po' di borgata no?, diciamo, che s'è un'attimino così facendo coperto di gloria, come dice lui, credo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ora la gloria, sa...
TESTE Gesù: Eh però, però non m'ha detto, la prima volta chi gli aveva detto una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, allora ad un pezzo della mia domanda ha risposto. La seconda parte: le spiegò anche qual era questo luogo, per così dire, da evitare accuratamente?
TESTE Gesù: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE Gesù: Le spiegò perché. Perché io...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Gesù: ... io, non sapevo né quello che era successo, né come era successo, né perché era successo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Gesù: Poi giustamente, lui a giochi fatti - perché voglio dire, le bombe già erano esplose no? - voglio dire, dice: 'ma come tu fai il vago, fai lo scemo?'.
'Come faccio lo scemo?', dico: 'perché non lo sai che so esplose al Velabro, a... dove sono esplose, a San Giovanni, dove sono esplose'. Quindi, non ha fatto altro che fare questo tipo di gioco lui, no?
PUBBLICO MINISTERO: Va beh, ora le interpretazioni capisco hanno la loro importanza, però intanto mi servono i fatti, poi si vede le interpretazioni, le sue.
Volevo dire dopo questo discorso quindi, fatto inizialmente dal Nannola, qual è lo sviluppo, il primo sviluppo di questa vicenda? Cosa fa lei, Gesù Giacomo, resta in attesa o prende qualche iniziativa?
TESTE Gesù: Nessuna iniziativa. Rimango... la sera dopo o due sere dopo, rincontro Nannola e dico: 'senti, adesso mi devi dire come stanno queste cose. Chi te l'ha detto a te una cosa del genere?'.
E qui, a questo punto un'attimino, dico: 'senti un po' ma per davvero?'. Dice: 'eh, me l'ha detto Pino "Melanzone" che sarebbe 'sto Pino Santamaria.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Allora, ascolti me un attimo.
TESTE Gesù: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, tra il primo e il secondo colloquio con questo Nannola, con Nicola, lei non ha parlato con altra persona di questo discorso che il Nannola le aveva fatto?
TESTE Gesù: Non ne avevo parlato con nessun altro. Non credo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora lei non lo crede, ma io allora bisogna che le ricordi che, quando appunto l'ho sentita il 16 aprile del '96, a Roma, presso gli uffici del Centro Operativo della DIA, lei, su questo punto, disse una cosa un attimino diversa.
Ora potrebbe essere un problema di memoria, un problema di confusione tra un avvenimento un altro, quale viene prima e quale viene dopo.
E lei disse così.
TESTE Gesù: Non ho capito, scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Mi ascolti, eh.
TESTE Gesù: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: 16 aprile '96, quando l'ho sentita io.
Dice: "Confermo - perché lo aveva già detto alla DIA - che fu Nicola Nannola a dirmi una volta che aveva saputo da persona di cui non mi disse il nome, di non transitare da un certo luogo, che non mi specificò, perché poteva essere pericoloso.
Questo discorso, Nannola, me lo fece in un'epoca che io colloco, tenuto conto che fui scarcerato a giugno del '93 e che ad agosto andai al mare, o a luglio, o ai primi di agosto, o subito dopo l'agosto del '93. Più preciso non posso essere.
Siccome non capivo il senso di questo discorso - ecco, mi ascolti, eh - ne parlai subito con Franco Scarano che, ne sono ben sicuro, si trovava a casa agli arresti domiciliari.
Ed infatti andai a trovarlo a casa appositamente".
Quindi, lei, quando l'ho sentita io, ha dettagliato questi termini.
Dopo questo primo discorso del Nannola che lei non aveva ben capito come nascesse e che contenuti avessero, andò direttamente ed appositamente da Franco scarano che era a casa sua agli arresti domiciliari.
TESTE Gesù: Può essere, può essere, perché potrebbe essere pure che io ho parlato prima con Pino, però.
Perché adesso, voglio dire - ha detto bene lei prima - potrebbe essere pure, son frangenti...
PUBBLICO MINISTERO: Va be'. D'altra parte...
TESTE Gesù: Perché poi, anche perché poi io gli ho detto, la cosa che mi dava fastidio era perché me l'avesse detto a me, questo signor Nannola.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Allora, fermo restando - che poi bisognerà leggere anche qualche cosa del prosieguo del verbale - fermo restando che lei andò a trovare Franco Scarano a casa.
TESTE Gesù: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Pacifico questo?
TESTE Gesù: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ne è sicuro tuttora?
TESTE Gesù: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quale fu l'uscita di Scarano?
TESTE Gesù: Franco mi disse, dice: 'Gia'...'
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei informò Scarano su chi era la persona che le aveva fatto questo discorso?
Le disse: 'guarda, è venuto il tale, mi ha detto questo e questo'.
TESTE Gesù: Questo io non me lo ricordo, se fu prima che parlassi con Pino, o subito dopo.
Comunque, il nome di Nannola, il nome di Nannola...
PUBBLICO MINISTERO: A Scarano glielo ha fatto, o no?
TESTE Gesù: Credo di sì, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, da quel verbale riterrei, sembrerebbe di no.
TESTE Gesù: No, eh?
PUBBLICO MINISTERO: No, perché... Ora proseguo, infatti.
"Ed infatti, andai a trovarlo a casa appositamente Franco, al quale non dissi che era stato Nannola a parlarli. Mi disse di non dar peso a questi discorsi ed ipotizzava che si trattasse di una fregnaccia nata dalle notizie di giornale sui fatti che erano successi a Roma".
TESTE Gesù: Può essere.
PUBBLICO MINISTERO: "Allora tornai alla carica da Nannola".
TESTE Gesù: Eh, quello potrebbe essere, sì.
PUBBLICO MINISTERO: "Ed egli mi disse che era stato "Melanzone" Santamaria a fargli questa confidenza".
TESTE Gesù: E allora molto probabilmente ci sono ritornato dopo da Franco.
Gli ho detto: 'così...', gli ho spiegato le cose come stavano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E quindi... Prego, Presidente.
PRESIDENTE: Direi che ne sappiamo abbastanza. Sono cose che non mi sembrano così importanti ai fini del processo.
PUBBLICO MINISTERO: A me, al Pubblico Ministero sembrano, tutto sommato, rilevanti per il processo.
PRESIDENTE: Mah, ho i miei dubbi.
PUBBLICO MINISTERO: Se lei ritiene, io sospendo l'esame. Oppure lo chiudo qui. Però un'opinione un attimino diversa.
PRESIDENTE: Ho l'impressione che siano chiacchiere di quartiere.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, Presidente...
PRESIDENTE: Soprattutto avvenuti dopo, e non prima.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, questa è una prognosi.
PRESIDENTE: Ma dopo i fatti.
PUBBLICO MINISTERO: E non è detto, Presidente.
Il periodo in cui avvennero questi discorsi, la Corte sa che è un periodo mediano tra cose avvenute e cose da succedere.
PRESIDENTE: Veda lei.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: Che cosa posso fare? Io, non conoscendo gli atti, noi ci troviamo...
PUBBLICO MINISTERO: No, io prendo disposizioni...
PRESIDENTE: ... in condizioni di dover accettare domande che ci sembrano non pertinenti. Comunque faccia il Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, ascolti me, Gesù, per cortesia.
Allora, è esatto che lei quindi tornò alla carica dal Nannola e che questi gli disse che questi discorsi li aveva ricevuti da "Melanzone"?
TESTE Gesù: Un attimo, un attimo. Qui non ci stanno né cariche, né tantomeno...
PUBBLICO MINISTERO: No, tornò alla carica, vuol dire tornò sotto al Nannola. Gli disse: 'oh, allora, che mi hai raccontato?'
TESTE Gesù: Le spiego, io sono nato a via Giacinto Martorelli numero 41.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Gesù: Quindi è casa mia, ci sono anto, no? Quindi, quando senti certe cose dette tanto per dire, e sono belle chiacchiere.
Ma perché io, è vero che l'ho preso di petto il signor Nannola e l'ho sbattuto addosso al muro e gli ho detto: 'tu, come ti permetti? A me che me ne frega? Cioè, tu perché mi continui a dire una cosa del genere? Quando poi lo sapevate tutti quanti di...'. Lo sapevano puri i sassi, lo sapevano.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Gesù: Quindi, voglio dire, io gli ho detto semplicemente questo, solo ed esclusivamente per capire il perché. E questo gliel'ho detto pure a lei, quando mi ha interrogato a...
PUBBLICO MINISTERO: A Roma.
TESTE Gesù: A Roma, sì.
PUBBLICO MINISTERO: No, sa perché tutto questo discorso? Perché, da queste dichiarazioni che rese a me, la successione appunto è quella che si diceva un attimo fa, e cioè: lei torna dal Nannola.
"Egli mi disse che era stato "Melanzone" a fargli questa confidenza".
TESTE Gesù: Verissimo.
PUBBLICO MINISTERO: "Melanzone", però, in un discorso a quattrocchi che ebbe con me, negò di aver parlato con Nannola.
Da ultimo allora contattai ancora Nannola. Questi mi confermò nuovamente che era stato Santamaria a fargli la confidenza e buttò lì che il luogo era quello di san Giovanni, o dintorni".
Cioè a dire, come se questa specifica che si trattava di San Giovanni, il luogo un pochino a rischio...
TESTE Gesù: Troppo facile...
PUBBLICO MINISTERO: ... arrivò alla fine di tutta questa serie di chiacchiere.
TESTE Gesù: Ma vede che c'è? E' troppo facile, a gioco fatto, prendersi dei meriti.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, no...
TESTE Gesù: Perché questo me lo ha detto a me...
Sì, come no?
PUBBLICO MINISTERO: No, no, Gesù, non è questa la prospettiva, si sta sbagliando.
TESTE Gesù: No...
PUBBLICO MINISTERO: Io qui sto semplicemente ricordando a lei quello che a dichiarato a me su fatti che lei conosce e io no.
TESTE Gesù: Lei deve dire adesso che io adesso forse ho scavalcato qualcosa.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma si figuri se è questo il problema.
TESTE Gesù: Conta quello che è scritto lì sopra, perché io poi, se si ricorda, io poi... Anzi, sulla prima, la prima... sulla prima verbalizzazione, sono stato io che l'ho ridettata. Perché lì c'era scritto: "A. d.r....", e questi mi facevano le domande e mi facevano pure le risposte. Ho detto: 'non si può fa'.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è il verbale che ho fatto io, si figuri se è fatto bene.
TESTE Gesù: D'accordo, d'accordo. Quindi, voglio dire che non è così categorico quello che sto dicendo io adesso.
Lei, quello che è scritto lì sopra, racconta. Perché io adesso non me lo ricordo, manco me ne interessa più di tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Questo che le ho letto ora, è preciso?
TESTE Gesù: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nel racconto del fatto.
TESTE Gesù: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Nient'altro che questo. La ringrazio.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori?
AVVOCATO Rocchi: Avvocato Rocchi. Signor Gesù, buongiorno.
TESTE Gesù: Buongiorno.
AVVOCATO Rocchi: Lei ha detto che, di questo fatto, era a conoscenza più o meno tutto il quartiere.
TESTE Gesù: Sì.
AVVOCATO Rocchi: E il signor Franco Scarano, lo sapeva?
TESTE Gesù: Lui mi disse testualmente...
AVVOCATO Rocchi: No, signor Gesù, io le ho chiesto solo se il signor Franco Scarano, siccome è di quel quartiere, lo sapeva. Sì, o no.
TESTE Gesù: No, non ho capito.
AVVOCATO Rocchi: Il signor Franco Scarano, di questo fatto, lo sapeva sì, o no?
TESTE Gesù: Di che cosa?
AVVOCATO Rocchi: Di quello che lei ha detto. Cioè, di questa voce che questa voce che questo signor Nannola aveva messo in giro.
TESTE Gesù: Sì, sì. No, ma non sapeva... Voglio dire, lui mi ha risposto queste parole. dice: 'Giacomo, qui lo sanno pure i sassi. Ma tu, i giornali non li leggi?', mi ha detto.
AVVOCATO Rocchi: Quindi...
TESTE Gesù: Questa risposta precisa, mi diede.
AVVOCATO Rocchi: Quindi lui lo sapeva.
TESTE Gesù: Eh, penso di sì, eh.
AVVOCATO Rocchi: E allora lei perché ritenne di informare il signor Franco Scarano di questa cosa?
TESTE Gesù: No, no, io non ho ritenuto di informare Franco Scarano.
AVVOCATO Rocchi: E allora perché ci è andato?
TESTE Gesù: Semplicemente per sapere, per sapere come si permettevano queste persone che erano suoi amici, di poter dire certe cose.
AVVOCATO Rocchi: Cioè, quindi lei è andato dallo Scarano perché queste persone erano suoi amici.
TESTE Gesù: Sì, sì.
AVVOCATO Rocchi: E c'era presente anche il padre di questo signor Scarano?
TESTE Gesù: No.
AVVOCATO Rocchi: Lei ha chiesto notizie del padre del signor Franco Scarano? Sì, o no?
TESTE Gesù: Mi disse... in stato evasivo, mi ha detto, dice: 'se non sei sordo sentirai il botto', mi ha detto.
AVVOCATO Rocchi: Ma che c'entra questo col padre?
TESTE Gesù: Lo sa lei.
AVVOCATO Rocchi: No...
TESTE Gesù: Dopo, dopo, come riflessione, ci arriviamo adesso, perché dai giornali credo che sia pentito, che sia un pentito, no? Da quello che si dice.
AVVOCATO Rocchi: Sì, ma...
TESTE Gesù: No ho capito.
AVVOCATO Rocchi: Sì, questo non... E' collaboratore di giustizia, la dizione giusta.
TESTE Gesù: Va be'.
AVVOCATO Rocchi: Senta, ma forse non ho capito bene le sue affermazioni. Lei, al Franco Scarano, chiese sì o no in riferimento a questa...
TESTE Gesù: Lui mi ha detto: 'Giacomo, uno è un chiacchierone, è un pusillanime, uno scemo. E l'altro è un deficiente in tutto'. Questo, mi ha risposto.
AVVOCATO Rocchi: Senta, ultima domanda: quindi lei, quando ritrovò questo signor Nannola, può darsi che lo affrontò in maniera così gagliarda perché questa cosa la sapevano proprio tutti fuorché lei?
TESTE Gesù: Allora, io gli torno a ripetere: io ritorno dal mare.
AVVOCATO Rocchi: Sì.
TESTE Gesù: Con tante problematiche sulle spalle, nel senso che lo sapevano benissimo tutti quanti quello che facevo e chi mi aveva fatto una cosa del genere.
Voglio dire, perché...
AVVOCATO Rocchi: Chi gliel'aveva fatta una cosa del genere?
TESTE Gesù: Mah, dalle ultime illazioni credo che sia stato sempre il signor Antonio Scarano a fare...
AVVOCATO Rocchi: Cioè, lei vuol dirci che il signor Antonio Scarano l'ha fatta, non voglio dire arrestare, ma ha contribuito al suo arresto?
TESTE Gesù: Mah, voglio dire, credo che sì.
AVVOCATO Rocchi: Perché?
PRESIDENTE: Avvocato, scusi, almeno questo lato di queste chiacchiere, non ci interessano.
AVVOCATO Rocchi: Perché?
PRESIDENTE: Eh.
AVVOCATO Rocchi: Mah, Presidente, io sono dell'opinione che sia il Pubblico Ministero che potrebbero essere interessanti. Perché qui, questo signore, fa...
PRESIDENTE: Avvocato, ma stiamo parlando del chi avrebbe inguaiato il testimone di oggi sulla base, sulle sue considerazioni. Su un fatto che comunque non ci riguarda per niente.
AVVOCATO Rocchi: E' argomento di discussione. Se... Non voglio tediare...
PRESIDENTE: E' argomento di discussione sapere se è stato denunciato da Scarano, o no? Abbia pazienza, mi scusi, parliamo di...
AVVOCATO Rocchi: No, argomento di discussione, Presidente, sapere perché il signor Scarano vi ha raccontato, ci ha raccontato che...
PRESIDENTE: Le domande non sono pertinenti.
Ha altro da domandare?
AVVOCATO Rocchi: Aspetti, Presidente.
Gliel'ho chiesto, mi scusi, mi corregga anche lei, Presidente.
Quindi lei non era arrabbiato con questo signor Nannola perché questi fatti lo sapevano tutti fuorché lei. Gliel'ho già chiesto, non mi ricordo.
PRESIDENTE: Sì, gliel'ha già chiesto ed ha risposto in una maniera molto involuta.
AVVOCATO Rocchi: Involuta. D'accordo. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande? Prego, si accomodi.
*TESTE Gesù: Grazie, buongiorno.
PRESIDENTE: Chi chiamiamo ancora?
PUBBLICO MINISTERO: Il signor Moresi Piero.
PRESIDENTE: Vuol dirci nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza, per favore?
*TESTE Moresi: Moresi Piero, nato a Roma il 18/02/1963.
PRESIDENTE: Residente a Roma?
TESTE Moresi: Residente a Roma, sì.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Moresi: Sì. "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Signor Moresi, vuol dire alla Corte che lavoro svolge?
TESTE Moresi: Sì, io svolgo attività di termoidraulico. Da circa 15 anni c'ho una ditta individuale. Faccio l'idraulico.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha rapporti col signor Giacomo Gesù?
TESTE Moresi: Diciamo, legati al lavoro, in varie occasioni. Conoscenza di borgata, in quanto che anch'io sono anto nella stessa borgata, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi anche lei è di Torremaura.
TESTE Moresi: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di Torremaura. Quindi... Senta, ha eseguito dei lavori di idraulica a casa del signor Giacomo Gesù?
TESTE Moresi: Sì, in più di qualche occasione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, ne ricorda qualcuna in particolare nell'appartamento della mamma del signor Gesù?
TESTE Moresi: Sì, sì. Sì, mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Moresi: Mi ricordo che mi venne commissionato dalla mamma di fare alcune riparazioni nella sua abitazione che era un po' fatiscente, c'erano delle piccole perdite nel bagno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, all'epoca di questo intervento suo in questo appartamento della mamma di Gesù...
TESTE Moresi: Non ho capito, scusi.
PUBBLICO MINISTERO: L'epoca, la data.
TESTE Moresi: Ah, l'epoca sinceramente, come mi fu già chiesto, non mi ricordo. Ma, aiutandomi così, credo che fosse tra il febbraio e l'aprile del '92, credo. Questo...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando entrò nell'appartamento, vide qualche cosa di particolare in questo appartamento della mamma?
TESTE Moresi: No. Che io mi ricordo no. Anche perché era un appartamento dove c'era qualche volta la mamma che abita in Abruzzo e quindi non era sempre abitato.
E quando io andai, entrai nel bagno, che poi è la stanza dove io lavoro sempre. E feci quelle riparazioni che dovevo fare, che mi erano state commissionate. E non vidi altro di particolare, cose insomma...
PUBBLICO MINISTERO: Non fece caso a quello che c'era in casa.
TESTE Moresi: No, anche perché poi, come si entra nella casa della signora, c'è subito la porta del bagno. E la casa è molto piccola, ci sono due stanze, credo, e non notai niente di particolare, né in quella occasione, né poi ripensandoci. Anche perché non vidi proprio nulla di particolare, niente di strano.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Col Moresi abbiamo concluso.
PRESIDENTE: Parti civili, domande? I difensori hanno domande?
Può andare.
Allora, l'udienza riprende il 5 maggio ore 09.00. Traduzione degli imputati detenuti. Buongiorno.
TESTE Moresi: Posso andare?
PRESIDENTE: Può andare.
*TESTE Moresi: Grazie.