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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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DIBATTIMENTO-1: udienze/970324.txt


PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo le presenze.
Bagarella: rinunciante. Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni. Lo sostituisce lei avvocato Gramigni? Grazie.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone, avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Benigno Salvatore.
IMPUTATO Beningo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Maffei. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti. Sostituito dall'avvocato Falciani.
Calabrò Giovacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocati Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Cannella Cristofaro.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri, avvocato Rocchi. C'è per caso? No. Lo sostituisce l'avvocato Pepi, per favore.
Carra Pietro: libero. Avvocato Cosmai, avvocato Batacchi.
AVVOCATO Cosmai: Sono presente.
PRESIDENTE: Avvocato Cosmai è presente.
Di Natale: contumace. Avvocato Russo, Gentili e Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe: è presente. Avvocato Anania, avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Ferro Vincenzo: libero. Avvocato Traversi, avvocato Gennai. Sostituiti dall'avvocato...
AVVOCATO Falciani: Falciani in sostituzione, Presidente.
PRESIDENTE: Falciani, grazie.
Frabetti: rinunciante. Avvocato Monaco, avvocato Usai, avvocato Roggero. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Presente. Avvocato Dieci, avvocato Bennati, avvocato Florio.
AVVOCATO Bennati: Avvocato Bennati presente.
PRESIDENTE: Bennati, grazie.
Giuliano Francesco.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocato Farina, avvocato Pepi, che è presente.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo, avvocato Gramigni, che è presente.
Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani, avvocato Aiazzi. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Lo Nigro Cosimo: rinunciante. Avvocato Fragalà, avvocato Florio. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Mangano Antonino: rinunciante. Avvocato Farina, avvocato Maffei. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Messina Denaro Matteo: latitante.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Ah, Messana. Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, avvocato Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avocato Pepi, che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina, avvocato Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti, Usai e Roggero. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Scarano Antonio: rinunciante. Avvocato Fortini, avvocato Batacchi.
AVVOCATO Cosmai: Presidente, sostituisco l'avvocato Batacchi.
PRESIDENTE: Grazie.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo, avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Spatuzza Gaspare: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Tudino Vittorio: rinunciante. Avvocato Gallina e Di Benedetto. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Faccio presente che per impegni di ufficio di altra natura dovrò sospendere l'udienza alle 12.15. Se non avremo finito riprenderemo alle 15.00.
Il Pubblico Ministero può iniziare l'esame dei testi citati.
PUBBLICO MINISTERO: Vorrei sapere dall'Ufficiale Giudiziario chi è presente.
Allora facciamo passare il capitano Colone.
Si sarà allontanato, Presidente, mi dicevano che c'era.
PRESIDENTE: Dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza per favore.
*TESTE Colone: Sì. Sono il capitano Pino Colone, in forza al Nucleo Centrale di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma. Nato a San Vincenzo Valle Roveto il 18/07 del 1961.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Colone: A Roma.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Colone: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, capitano buongiorno.
TESTE Colone: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, lei ha detto è in servizio?
TESTE Colone: Sì, all'epoca dei fatti io ero il comandante del Gruppo Operativo Antidroga del Nucleo Centrale della Guardia di Finanza.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ci riferiamo al periodo in cui il suo, l'ufficio diciamo da lei diretto, ha operato un sequestro di un quantitativo rilevante di hashish. Ecco, vuol dire in che epoca è avvenuto questo fatto e diciamo qual era il contesto che ha portato per l'appunto al sequestro dell'hashish in questione.
TESTE Colone: Sì. Confermo che il mio ufficio è l'ufficio che ha proceduto al sequestro in data 1 novembre 1994, in località La Storta di Roma, che è una località alle porte della capitale, di una tonnellata e mezzo circa di hashish rinvenuto all'interno... in parte all'interno di una stalla attigua all'abitazione di Frabetti Aldo ed in parte in una parete argillosa prospiciente l'abitazione stessa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ci ha portato all'epilogo della vicenda.
TESTE Colone: Sì, spiego i termini...
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi un po' alla Corte com'è che siete pervenuti al sequestro di questa sostanza.
TESTE Colone: Perfetto. Nei giorni precedenti avevamo acquisito degli elementi confidenziali che ci indicavano, concordemente, la circostanza che, in una villa isolata in zona La Storta di Roma, caratterizzata dalla presenza di ampi spazi retrostanti alla villa stessa, fosse stato localizzato, la villa fosse stata adibita al deposito di armi e di un grosso quantitativo di sostanza stupefacente del tipo hashish.
Sulla base di questi elementi informativi cominciammo un'attività di ricerca e di riscontro attraverso una serie di sopralluoghi nell'area che ci convinsero che la villa in questione fosse una villa sita in via Perino, sulla via, che è una via che si dirama dalla via Braccianese, alle porte di... che a sua volta si dirama dalla via Cassia, quindi al di fuori dell'abitato della capitale, perché per l'appunto corrispondeva alle caratteristiche indicate da questi elementi confidenziali.
Decidemmo di effettuare l'intervento ed organizzammo l'intervento secondo queste procedure: individuammo un primo gruppo di persone, nostri militari chiaramente, automontati, che avevano il compito di irrompere nell'area ed erano al comando dell'allora tenente Alessandro Barbera.
L'attività di irruzione venne coperta da alcuni militari che avevano per l'appunto di fare sicurezza, di garantire l'intervento stesso e furono posizionati sfruttando dei rilievi e dei costoni che insistevano nell'area.
Fu stabilito un terzo livello di intervento e di sicurezza attraverso autovetture che controllavano le rotabili dell'area. In particolare sulla via Cassia e sulla via Braccianese. Ed io ero in una di queste autovetture e a me facevano capo tutti gli altri livelli intermedi di intervento.
Alle 12.00 del 1 novembre '94 effettuammo per l'appunto l'intervento e le pattuglie al comando dell'allora tenente Barbera, fecero irruzione nell'area.
Si presentarono a Frabetti Aldo e alla convivente Santini Domenica ed iniziarono l'attività di Polizia Giudiziaria che incise, nella prima fase, nella prima parte dell'intervento stesso, su una stalla nella disponibilità dei due, che veniva utilizzata tra l'altro quale ricovero del cavallo del Frabetti stesso.
E all'interno di questa stalla vennero rinvenute sette camere d'aria che, per la loro circonferenza, fanno ritenere che si tratti per l'appunto di camere d'aria di ruote di camion, perché erano delle camere d'aria molto grandi, circonferenza molto estesa, al cui interno erano custoditi, erano nascosti dei panetti di hashish.
L'attività perquisitiva si spostò sulla persona del Frabetti, con esisto negativo, venne estesa all'abitazione del Frabetti limitrofa alla stalla di cui ho parlato con esito negativo e, contestualmente, altri militari iniziarono le ricerche su una parete argillosa - come ho detto in sintesi poco fa - che era prospiciente all'abitazione del Frabetti stesso e che era nella disponibilità del Frabetti stesso; come dimostrato dalla circostanza che, in una parte di questa parete argillosa il Frabetti aveva una sorta di dispensa, dove custodiva derrate alimentari, vino.
PRESIDENTE: Per parete intende una grotta?
TESTE Colone: No. Parlo proprio di una parete argillosa, di una parete alta una cinquantina, una sessantina di metri, che era caratterizzata dalla presenza di molte cavità. Parliamo di una zona caratterizzata da situazioni di queste genere: nel senso che è una zona di interesse addirittura artistico e archeologico perché in quell'area insiste un sito archeologico etrusco. Quindi è una zona in cui ci sono parecchie cavità, parecchie situazioni di questo genere.
E i militari operanti individuarono una cavità abilmente ricoperta con della vegetazione, dei sassi di tufo e terra, al cui interno vennero rinvenuti ulteriori 31 o 32, se non ricordo male, camere d'aria, analoghe a quelle precedentemente rinvenute nella stalla, anch'esse contenenti panetti di hashish, analoghi a quelli precedentemente rinvenuti; nonché due sacchi di juta contenenti a loro volta dei pani di hashish.
Sulla base di questi elementi, chiaramente i due furono condotti in caserma. Il Frabetti e la Santini furono condotti in caserma. Lì si procedette a un esame speditivo della sostanza rinvenuta, che risultò per l'appunto essere hashish, e sulla base delle risultanze acquisite si procedette al loro arresto in flagranza di reato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, capitano, lei ci ha fatto quindi, per così dire, riferimento a due momenti di questo sequestro: cioè, una parte delle camere d'aria nella grotta e una parte... nella stalla mi scusi. E una parte all'interno di questa parete di tufo. Lei ha accennato all'inizio al quantitativo. Vuol descrivere, vuol riferire alla Corte un po' com'era la consistenza, in termini quantitativi, di quest'hashish?
TESTE Colone: Sì. Stiamo parlando di uno dei più grossi sequestri di hashish, almeno fino a quel periodo, sulla piazza di Roma. Stiamo parlando di una tonnellata e mezza circa di hashish. Quindi è un quantitativo, anche per un reparto come il nostro che è un reparto diciamo particolarmente impegnato nel settore dell'Antidroga, un servizio, un sequestro di particolare entità insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Senta capitano, poteste fare delle...
Ognuna di queste camere d'aria quanto pesava?
TESTE Colone: Onestamente non so rispondere a questa domanda, anche perché non ho una cognizione diretta in loco dei fatti. Nel senso che io le camere d'aria le ho viste una volta condotte in caserma. Perché per l'appunto la mia precipua responsabilità era quella di garantire, con il personale che faceva riferimento a me, la sicurezza dell'intera operazione. Quindi le camere d'aria le ho viste una volta condotte all'interno della nostra caserma.
Onestamente non so dire, ma così, andando a memoria, penso che siamo nell'ordine di una trentina di chili, 30-40 chili. Perché erano molto pesanti insomma, ci volevano due militari per camera d'aria per essere trasportate. Quindi penso siamo nell'ordine di una trentina di chili.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, magari lo chiederemo allora al capitano Barbera.
TESTE Colone: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che per l'appunto ha coordinato diciamo il servizio all'interno.
TESTE Colone: In loco. Era proprio presente materialmente sul posto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi questa operazione diciamo si è esaurita nell'ambito di questi sequestri, di questi arresti?
TESTE Colone: Per quanto riguarda il reparto che io comandavo, c'è da fare una premessa. Nel senso che l'operazione, per quanto ci riguarda, nasce come un'operazione antidroga, essenzialmente antidroga. Nel senso che noi acquisiamo per l'appunto, come ho detto precedentemente, una notizia sulla presenza di armi e droga e facciamo un intervento, un intervento repressivo.
Chiaramente nei giorni successivi ci rendiamo conto invece che il contesto in cui si inserisce questa vicenda, è una vicenda che va ben oltre il singolo fatto repressivo, sia pur considerevole, di un'operazione antidroga insomma.
E venimmo impiegati, su disposizione dell'Autorità Giudiziaria romana, per la vigilanza dell'area. Area su cui vennero effettuati, principalmente ad opera della Polizia Scientifica, una serie di rilevamenti, una serie di accertamenti tecnici finalizzati al rinvenimento di armi e di esplosivo. E quindi noi fornimmo sostanzialmente un apporto di forza, un apporto di presenza numerica di militari. Sostanzialmente dal punto di vista investigativo, per quanto riguarda ripeto il mio reparto, l'operazione rimase un'operazione antidroga.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha accennato quindi a questa ulteriore attività per la quale è stato impiegato altro organismo di Polizia, a quanto le risulta.
TESTE Colone: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lo vuol dire, poi le sentiremo?
TESTE Colone: Penso, se non ricordo male, era la Polizia Scientifica di Roma, la Criminalpol se non ricordo male.
PUBBLICO MINISTERO: Per quanto riguarda questa attività di carattere tecnico.
TESTE Colone: Di carattere tecnico, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per quanto riguarda le investigazioni di questo contesto?
TESTE Colone: La nostra operazione di inseriva in un'indagine ben più complessa, ovviamente, come i fatti successivi hanno dimostrato, della DIA di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Quindi ecco, poi il contesto di questa indagine lo ha ampliato la DIA...
TESTE Colone: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: La DIA di Roma. Bene, penso che col capitano avremmo concluso.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori?
AVVOCATO Gramigni: Una sola, signor Presidente, avvocato Gramigni. Capitano buongiorno.
TESTE Colone: Buongiorno.
AVVOCATO Gramigni: Lei ha parlato di una fonte confidenziale attraverso la quale giungeste all'identificazione del luogo dove poi è avvenuta l'operazione che ci ha descritto. Lei è in grado di rivelare, di indicare alla Corte la identità di questa fonte confidenziale? Se ritiene di farlo naturalmente.
TESTE Colone: Non ne conosco l'identità e comunque anche se la conoscessi, stando alla vigente normativa processuale penale, io non la rivelerei certamente.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, nemmeno l'ambiente di collocazione, un po' genericamente, di questa notizia?
TESTE Colone: Assolutamente no.
AVVOCATO Gramigni: La ringrazio.
PRESIDENTE: Può accomodarsi grazie. Buongiorno.
*TESTE Colone: A lei.
PRESIDENTE: Sentiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Sentiamo il capitano Barbera.
PRESIDENTE: Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza, per favore.
*TESTE Barbera: Sono il capitano Alessandro Barbera, nato a San Giovanni Rotondo il 27/07/1969. Attualmente risiedo a Roma.
PRESIDENTE: Vuole leggere quella formula?
TESTE Barbera: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta capitano, dove prestava servizio ottobre-novembre del '94?
TESTE Barbera: Allora con il grado di tenente comandava il primo drappello della II Sezione del Gruppo Operativo Antidroga della Guardia di Finanza di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il capitano Colone, che l'ha preceduto in quest'aula, ha riferito un po' il contesto generale del servizio che ha portato al sequestro il 1 novembre di un consistente quantitativo di stupefacente. E ci ha detto che era lei la persona che coordinava, per così dire, l'intervento all'interno del luogo dove è stata rinvenuta questa sostanza.
Ecco, vuol riferire alla Corte il contesto e, più specificamente, le operazioni che vennero da lei compiute e dal personale che dipendeva da lei?
TESTE Barbera: Certo. Quindi quel giorno, il 1 novembre del '94, io avevo la responsabilità del gruppo di persone tenute ad intervenire direttamente su un luogo ove presumibilmente noi ritenevamo ci fosse un deposito di stupefacenti e di armi.
Ci siamo presentati intorno a mezzogiorno, io personalmente mi sono presentato al Frabetti, manifestando appunto lo scopo della nostra presenza lì e chiedendogli, già in prima battuta, direttamente se avesse occultato della sostanza stupefacente o delle armi nei luoghi di sua pertinenza: di casa, del giardino retrostante, appunto della sua casa.
Lo stesso, nella maniera più assoluta, dichiarava di non aver detenuto alcuna sostanza stupefacente, neppure armi. Quindi a quel punto noi abbiamo iniziato una perquisizione che, fin dai primi momenti, si è subito palesata molto difficile perché in effetti, oltre alla villa, vi era alle spalle un terreno molto ampio, che terminava con una parete argillosa ricca di anfratti e vegetazione, che subito, a prima vista, aveva dato a noi l'idea di poter servire molto bene anche per eventuali nascondigli.
Comunque io diedi disposizione subito di cominciare per gradi l'attività di perquisizione appunto e cominciammo subito dalla villa e dai luoghi immediatamente vicino alla villa del Frabetti.
Tra questi luoghi c'era una stalla. Ricordo che io stesso entrai per primo. All'interno della stalla c'era un cavallo e la prima cosa che mi colpì fu la presenza di camere d'aria, per l'esattezza sette, di quelle diciamo per i camion, grosse camere d'aria.
Subito io stesso presi un coltellino e aprii una di queste camere d'aria e trovai all'interno dei panetti di hashish. A quel punto, avuto questo primo riscontro, l'attività diciamo si è subito estesa ovviamente a tutto il resto delle pertinenze. Abbiamo proceduto alla perquisizione in casa, ma con esito negativo. E a quel punto ci siamo spostati su quella parete che, come dicevo prima, ci aveva già dato dei forti sospetti.
Lì su quella parete abbiamo trovato un anfratto che era coperto da della vegetazione. Dietro questa vegetazione c'erano dei mattoncini di tufo che evidentemente collocati, posizionati quasi a voler coprire un qualcosa. Questo ha ulteriormente acceso la nostra curiosità che, diciamo, abbiamo subito provveduto a spostare, a rimuovere questi mattoncini. All'interno di questa cavità naturale appunto - addirittura si è dovuto calare un nostro uomo - sono state trovate altre 31 camere d'aria analoghe a quelle trovate all'interno della stanza... della stalla scusi, e due sacchi di juta, tutti contenenti panetti di hashish.
A quel punto, diciamo, tutte queste camere d'aria, unitamente ai sacchi di juta, sono stati estratti da questa, portati fuori da questa cavità naturale e, niente, il resto delle attività di perquisizione non hanno consentito, all'epoca, di trovare altri argomenti di interesse.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei quindi ha parlato di 31 camere d'aria, sette trovate nella stalla e due sacchi di juta. Ecco, vuol riferire alla Corte un pochino, nel dettaglio, com'erano, come si presentavano queste camere d'aria e come si presentavano i panetti all'interno e che peso avevano gli uni e gli altri?
TESTE Barbera: Queste camere d'aria devo dire che erano state confezionate in maniera molto abile perché peraltro sicuramente, una volta inseriti i panetti all'interno di queste camere d'aria, le stesse erano state abilmente richiuse. Per cui sono state, cioè noi siamo stati costretti a squartare, ad aprire tutte queste camere d'aria per estrarre proprio i panetti.
Il peso complessivo è stato di una tonnellata 484 chili circa. Non sono in grado di riferire ogni camera d'aria quale peso specifico potesse avere, perché peraltro il numero dei panetti era di differente contenuto, appunto, in queste camere d'aria era differente l'uno dall'altro. Per cui questo non posso dire, quale peso potessero avere le sette camere d'aria o le 31 trovate.
PUBBLICO MINISTERO: Non erano perfettamente omogenee?
TESTE Barbera: Non erano omogenee, no.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, i panetti all'interno?
TESTE Barbera: I panetti erano quelli classici appunto, confezionamento della sostanza proprio tipo hashish. Una cosa, ecco, per chi... noi ci occupiamo esclusivamente di sostanze stupefacenti, una cosa che subito ci ha dato all'occhio era che comunque si trattasse di una sostanza, così volgarmente, non fresca, per usare un termine tecnico del nostro settore. Cioè una sostanza che sicuramente non era stata prodotta in tempi recenti. Questo me lo ricordo molto bene.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, questo...
TESTE Barbera: Fu un nostro commento così, da operatori.
PUBBLICO MINISTERO: Da come si presentava alla vista...
TESTE Barbera: Sì, da come si presentava alla vista, dal fatto che in genere l'hashish fresco emana anche un odore molto permanente, no? In quel caso invece si vedeva chiarissimamente che comunque era una sostanza datata, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Che era una sostanza datata.
Senta, lei fa parte, comunque faceva parte, di un nucleo specializzato di contrasto al traffico delle sostanze stupefacenti.
Ecco, avevate avuto esperienze precedenti, o comunque è in grado di riferire se questo tipo di confezionamento di occultamento dell'hashish l'avete riscontrato in altre operazioni, se... Ecco.
TESTE Barbera: Io...
PUBBLICO MINISTERO: Ci sono state esperienze di cui comunque lei può dare atto?
TESTE Barbera: Personalmente è stata la prima e unica volta che io ho riscontrato un sistema di occultamento così, di questa natura.
In genere l'hashish viene occultato e trasportato soprattutto con delle balle preconfezionati che hanno ai lati delle maniglie. Diciamo, quello è il sistema molto comunque, quello che diciamo ho sempre visto.
E, ripeto, questo delle camere d'aria, è la prima e l'unica volta che ho visto una cosa del genere, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha parlato anche di due sacchi di juta che si trovavano diciamo in quella cavità naturale.
TESTE Barbera: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol riferire alla Corte che tipo di sacchi di juta erano?
TESTE Barbera: I classici sacchi di colore marrone che comunemente si possono trovare...
PUBBLICO MINISTERO: Quelli che vengono impiegati diciamo per contenere ortaggi, o altro?
TESTE Barbera: Sì, perfetto, perfettamente.
PUBBLICO MINISTERO: Patate?
TESTE Barbera: Sì, anche patate, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, erano quel tipo lì. E all'interno di questi sacchi di juta vi erano dei panetti...
TESTE Barbera: C'erano semplicemente dei panetti, sì. Solo panetti. Non c'erano camere d'aria o...
PUBBLICO MINISTERO: Panetti identici a quelli...
TESTE Barbera: Identici a quelli contenuti nelle camere d'aria.
PUBBLICO MINISTERO: Nelle camere d'aria. Senta, questa attività poi ha avuto ulteriori sviluppi? Cioè ha portato, lei ha detto, all'arresto di Frabetti e...
TESTE Barbera: Di Frabetti e della sua... De Santini.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in relazione a questa attività di Polizia Giudiziaria, lei ha redatto, insieme agli altri ufficiali e sottufficiali, degli atti di Polizia Giudiziaria. Ricorda?
TESTE Barbera: Sì, ho redatto il verbale di arresto, di perquisizione locale, personale e sequestro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e portano la stessa data?
TESTE Barbera: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il 1 novembre '94?
TESTE Barbera: 1 novembre 1994.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, faccio presente, per la comprensione anche della Corte, che abbiamo nelle prime fasi del dibattimento, abbiamo prodotto i verbali in cui fa cenno il capitano Barbera e che costituiscono per l'appunto il punto 11 delle produzioni del Pubblico Ministero.
Si tratta dei verbali di perquisizione, sequestro e arresto cui ha fatto cenno il capitano Barbera.
Senta, capitano, nell'espletamento diciamo di questo servizio, era coadiuvato lei ha detto da altro numeroso personale.
C'era anche il maresciallo Picca tra il personale che...
TESTE Barbera: Sì, il maresciallo Picca era presente diciamo nel nucleo di intervento. E ha seguito tutte le fasi diciamo immediate dell'intervento, della perquisizione nella villa del Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Poi, ecco, questo sequestro, questo arresto, ha avuto per così dire degli sviluppi investigativi, o diciamo l'operazione ha avuto conclusione con il compimento di questi atti?
TESTE Barbera: Beh, per noi l'operazione si è conclusa in questi termini, nel senso che, essendo un gruppo specializzato al contrasto e alla repressione appunto del traffico di sostanze stupefacenti, noi ci occupiamo, ci siamo occupati solo di questo.
Com'è ormai noto comunque dal momento del ritrovamento della sostanza stupefacente l'Autorità Giudiziaria romana si è subito attivata anche tramite altri organi di Polizia per il prosieguo delle successive indagini.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ha avuto lei notizia del contesto in cui poi altri organismi di Polizia hanno inquadrato questo particolare segmento?
TESTE Barbera: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol riferire alla Corte?
TESTE Barbera: Beh, sostanzialmente quello che poi diciamo un po' tutti hanno saputo il fatto che sia stato ritrovato una grossa partita di sostanze stupefacenti all'interno di luoghi di pertinenza del Frabetti, sicuramente ha dato una conferma alle ipotesi investigative che erano state appunto tirate fuori in ordine alle note stragi che c'erano state e al fatto che, in questo luogo, presumibilmente sia stato nascosto, sia stato... Questa villa, questi luoghi di pertinenza, siano stati oggetto quale deposito di armi ed esplosivi poi impiegati nelle note stragi, appunto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora pregherei il maresciallo... Se vuole osservare, ora apparirà nel monitor che ha anche alle sue spalle, una immagine.
PRESIDENTE: Riconosce quello che rappresenta questa foto?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Barbera: Certo. Questa è la stalla dove io ho trovato quelle sette camere d'aria.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei ha detto: erano occultate all'interno.
C'erano particolari...
TESTE Barbera: No, no, assolutissimamente. Queste camere d'aria erano state lasciate a terra, molto... Non erano state occultate, oppure coperte da altro materiale.
PUBBLICO MINISTERO: All'interno di questa capanna, di questa...
TESTE Barbera: All'interno, da un lato, c'era il cavallo. E, nell'angolo opposto dove era posizionato il cavallo, c'erano queste sette camere d'aria.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
PUBBLICO MINISTERO: Un particolare ancora, capitano.
Lei ricorda se esternamente a questa stalla c'era del materiale accumulato tipo balle di fieno e cose di questo genere?
TESTE Barbera: Sì, c'erano delle balle di fieno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Barbera: C'erano delle balle di fieno che sicuramente sarebbero state impiegate per il...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, voi, nelle vostre attività di perquisizione, avete controllato anche questo materiale, quindi queste balle di fieno, magari le avete spostate, siete andati a vedere se c'era qualcosa sotto, oppure no?
TESTE Barbera: C'è da dire questo: che all'interno della stalla comunque il luogo ovviamente era completamente coperto da sterco.
Comunque dei controlli sono stati fatti all'interno di quella stalla. Diciamo, oltre ad aver trovato quelle camere d'aria, comunque l'attività non si è limitata solamente ad una perquisizione esteriore, esterna di tutto l'ambiente, ecco. Tutto qui.
PUBBLICO MINISTERO: No, lo avevo chiesto specificamente se, visto che lei ricorda che esternamente c'erano accumulate delle balle...
TESTE Barbera: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi sono quelle pressate.
TESTE Barbera: Pressate, sì. Confezionate, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: A forma di parallelepipedo di fieno, se le era capitato, se lei ricorda che avevate anche spostato tutto questo materiale per andare a vedere sotto se c'era qualche cosa.
TESTE Barbera: Ma guardi, io diciamo al momento del nostro intervento, sicuramente no. Però lei consideri anche questo: che le attività di perquisizione e di ricerca sono poi proseguite per quasi un mese.
Per altro, per altra attività di ricerche difficilissime, perché l'area, il luogo era veramente vasto. Vasto, coperto da una fittissima vegetazione e numerosi anfratti, cunicoli.
Per altro sono dovuti intervenire, è dovuto intervenire personale del soccorso alpino per calarsi in dei cunicoli per vari metri sotto terra. Proprio perché...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Capitano, guardi, ora il maresciallo ci fa vedere un'altra foto.
Le chiedo semplicemente, ecco, quei panetti di hashish di cui parlava era qualche cosa di relativamente analogo...
TESTE Barbera: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... o relativamente dissimile da questo che vede qui.
TESTE Barbera: No, no, grossomodo insomma i panetti che abbiamo ritrovato noi.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo che allora queste foto che abbiamo fatto vedere al capitano Barbera sono le foto 8 e 46 di un fascicolo fotografico realizzato dalla DIA di Roma che è datato 20 febbraio '96.
E nel fascicolo del dibattimento è collocato alla pagina 1644.
Allora, capitano, noi non abbiamo altro da chiederle.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
AVVOCATO: Nessuna.
PRESIDENTE: I difensori?
AVV. Cianferoni: Sono l'avvocato Cianferoni. Buongiorno, signor capitano.
TESTE Barbera: Buongiorno.
AVV. Cianferoni: Senta, vorrei chiederle una precisazione sulle dimensioni dei sacchi di juta.
Immagino avessero forma rettangolare.
TESTE Barbera: Sì.
AVV. Cianferoni: Che dimensioni avevano?
TESTE Barbera: Mah, dimensioni... adesso con esattezza non saprei. Comunque erano dei sacchi un po' grandi. Nel senso saranno stati lunghi un metro e mezzo, un metro. Non lo so adesso... Cioè, comunque non erano dei piccoli sacchetti, ecco. Diciamo comunque i classici sacchi, come ha detto il Pubblico Ministero, vengono impiegati anche nell'agricoltura.
AVV. Cianferoni: Erano interi, cioè erano nella loro apparenza di sacco. Non erano tagliati...
TESTE Barbera: No, questo non lo so. Cioè, se avessero delle rotture in qualche parte onestamente proprio non ci ho fatto manco caso allora. Quindi non... Onestamente non ho dato peso alla cosa. Per noi erano dei neri sacchi di juta...
AVV. Cianferoni: La fasciatura delle camere d'aria, com'era fatta?
Domanda, forse, da porre prima: queste camere d'aria si presentavano all'aspetto nella loro qualità di camera d'aria gonfia?
TESTE Barbera: Certo. Sì, ovviamente. Diciamo, già dal fatto, ecco, dal peso. Solo a sollevare una camera d'aria di questo tipo, si intuiva chiaramente che all'interno non ci fosse solo aria. Quindi, insomma... Comunque erano all'apparenza intatte. Nel senso che non apparivano esteriormente, chiaramente dei segni di una precedente apertura. Cioè, erano state aperte in una maniera molto precisa e poi richiuse quasi insomma a non voler dare l'idea di essere così chiaramente dei contenitori, un qualcosa che poi abbiamo ritrovato essere: della sostanza stupefacente.
AVV. Cianferoni: Avete mica misurato il diametro di queste camere d'aria?
TESTE Barbera: Guardi, no, no.
AVV. Cianferoni: Ma erano d'autocarro...
TESTE Barbera: Di autocarro, sì. Quelle per i pullman.
AVV. Cianferoni: Senta, per quanto riguarda la sua attività investigativa, lei ha detto che fa parte di una unità specificamente intesa al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti.
TESTE Barbera: Sì.
AVV. Cianferoni: Contrasto, repressione.
Ora io le chiedo: le è mai occorso di fermare, di sequestrare, compiere comunque una operazione nei confronti di un trasporto di sostanze stupefacenti su camion?
TESTE Barbera: Su camion?
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE Barbera: Beh, sì.
AVV. Cianferoni: Ricorda quali siano, secondo la sua esperienza di ufficiale di Polizia Giudiziaria, le modalità più correnti di occultamento della sostanza su un camion?
TESTE Barbera: Mah, guardi, su questo non si può dare una risposta precisa. Nel senso che, innanzitutto ovviamente io presumo lei voglia intendere trasporto comunque di hashish, perché poi ci sono distinzioni tra cocaina ed eroina ed anche lo stesso hashish.
Comunque, se noi vogliamo limitare il nostro discorso al trasporto dell'hashish, o comunque di una droga che occupa anche spazio, parecchio spazio, i sistemi sono molteplici.
Io ho accennato prima al fatto che l'elemento di trasporto, cioè, ciò che serviva per trasportare questi panetti, fosse una camera d'aria, questo ci ha incuriosito non poco, perché è stata la prima volta che abbiamo visto una cosa di questo tipo.
Come ripeto, in genere, vengono fatti diciamo delle scatole rettangolari dove vengono inseriti questi panetti, richiuse e ai lati hanno dei maniglioni. Perché poi tutto deve servire anche per un trasbordo celere dalle navi ai motoscafi.
Perché poi, le tecniche di introduzione della sostanza di tipo hashish sono analoghe a quelle del contrabbando di sigarette, grossomodo. Per cui diciamo questa è una droga che deve essere immediatamente scaricata e immediatamente poi caricata in un camion.
E' ovvio che poi anche qui, le faccio un esempio: 15 giorni fa abbiamo fermato un autofurgone con, che aveva dell'hashish, quest'hashish era diciamo nascosto tranquillamente all'interno, sotto dei mobili che, scaricato i mobili dal camion, abbiamo trovato i panetti. Cioè, voglio dire, non...
In altri casi ci sono dei sistemi sofisticatissimi di occultamento all'interno di intercapedini, all'interno dei pianali, eccetera. Non posso dare una...
AVV. Cianferoni: Non c'è una statistica orientativa.
TESTE Barbera: No.
AVV. Cianferoni: Per due volte ho ascoltato che lei fa riferimento a dei maniglioni che sono utili, per chi fa questo tipo di attività, per spostare rapidamente questi carichi.
TESTE Barbera: Sì.
AVV. Cianferoni: Ne può dare una descrizione, secondo la sua esperienza, di maniglioni che ha visto? Sono di corda, sono di...
TESTE Barbera: Di corda, di corda in genere, sì.
AVV. Cianferoni: Maniglie di corda.
TESTE Barbera: Sì.
AVV. Cianferoni: Rifaccio il gesto che ha fatto lei, mi pare. Cioè, posti ai lati degli involucri. Sia esso di qualunque forma, comunque ai lati c'ha due maniglioni per supportarli.
TESTE Barbera: Esatto.
AVV. Cianferoni: Ecco, no, le ultime due domande sono queste: tornando al discorso dei nascondigli di sostanza stupefacente, le dico io, in questo processo si fa questione di un nascondiglio indicabile come vano porta teloni. Tutto sommato una cassa di lamiera, poi si tratterà di vedere fatta come, eccetera, comunque apposta su un rimorchio.
All'interno di questa cassa viene occultata non della droga, ma secondo il racconto che è stato fatto, dell'esplosivo.
TESTE Barbera: Sì.
AVV. Cianferoni: Ora io le chiedo: lasciando pertanto stare il discorso dell'esplosivo, ma parlando di un vano in lamiera su un rimorchio, lei lo ha mai trovato utilizzato per trasporti illeciti? Di droga, nel suo caso.
TESTE Barbera: Mah, a memoria, no. Ma comunque ritengo che sia fattibilissimo. Non...
AVV. Cianferoni: Sì, sì, su questo...
TESTE Barbera: Cioè, nella mia esperienza comunque limitata, perché è ovvio, non è che ci occupiamo di contrastare tutto il fenomeno italiano della lotta al narcotraffico.
AVV. Cianferoni: Certo.
TESTE Barbera: Quindi, insomma...
AVV. Cianferoni: L'ultima domanda è riferita a come la vostra unità giunse alla scoperta dell'hashish presso Frabetti.
Cioè, l'impulso, la notizia in primis, come vi giunse?
TESTE Barbera: Beh, è ovvio che noi, essendo una unità specializzata, non ci occupiamo solo, unicamente di repressione, ma anche di prevenzione.
E, in questo contesto, noi svolgiamo quotidianamente anche attività informativa al riguardo.
AVV. Cianferoni: Quindi fu nell'ambito di una attività informativa.
TESTE Barbera: Certo.
AVV. Cianferoni: Sa indicare lei oggi specificamente la fonte di questa attività informativa?
PRESIDENTE: Avvocato, la domanda in sua assenza era già stata posta da un suo collega.
AVV. Cianferoni: Lo so, ma mi pare ad un altro teste.
PRESIDENTE: Teste, il teste interrogato aveva detto che non poteva. Non la conosceva, ma comunque non avrebbe potuto dare...
AVV. Cianferoni: Mi pareva fosse un teste diverso, cioè un teste precedente...
PRESIDENTE: Sì, ma la Corte probabilmente è sempre quella.
AVV. Cianferoni: Eh, lo penso anch'io, ma tante volte... Sì, però...
Comunque, ecco, lei ha ascoltato adesso il signor Presidente. La domanda è quella che era prima. Che cosa può rispondere?
TESTE Barbera: Quella del Presidente.
AVV. Cianferoni: Va bene. Non ho altre domande. Grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande? Si accomodi, grazie.
*TESTE Barbera: Grazie, buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Allora introduciamo il teste Picca.
PRESIDENTE: Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza, per favore?
*TESTE Picca: Maresciallo Picca Renato, nato a Marechiaro Napoli il 23/01/64.
PRESIDENTE: Legga la formula, per favore.
TESTE Picca: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Maresciallo, buongiorno.
TESTE Picca: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol dirci dove prestava servizio nel '94?
TESTE Picca: Al Gruppo Operativo Antidroga della Guardia di Finanza di Roma, II Sezione.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, abbiamo sentito prima di lei, il capitano Colone e il capitano Barbera.
In particolare, il capitano Barbera, ha per l'appunto riferito che lei era uno dei sottufficiali che ha, per così dire, effettuato l'intervento all'interno della abitazione del Frabetti e alle pertinenze.
TESTE Picca: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole riferire alla Corte, per l'appunto, diciamo come si è articolato il suo intervento in relazione poi al sequestro?
TESTE Picca: Praticamente, unitamente agli altri colleghi, con il capitano Barbera, noi abbiamo di fatto poi eseguito questa perquisizione locale.
Durante l'intervento, io in particolare con altri colleghi, ci siamo portati in prossimità della parete argillosa che era alle spalle della villa del signor Frabetti dove vi erano delle cavità naturali che, stando alle notizie informalmente acquisite, poteva essere lì occultato della sostanza stupefacente.
Ed in particolare io, con altri colleghi, cercammo di introdurci all'interno di una di queste cavità, il cui ingresso era chiuso con, o meglio, ostruito con delle pietre di tufo e della vegetazione, delle piante.
E, all'interno di una di queste cavità, rinvenimmo 31 camere d'aria e due sacchi di juta che, successivamente, poi risultavano contenere sostanza stupefacente del tipo hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, di queste camere d'aria, vuol dare alla Corte una rappresentazione?
TESTE Picca: Mah, io ricordo che erano molto pesanti e molto grandi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, molto pesanti. Può indicare il peso?
TESTE Picca: Mah, io penso 30-35 chili. Ricordo che eravamo in due a spostarle. Cioè, non ci... Due, tre persone.
Presumo intorno ai 30-35 chili, presumo.
PUBBLICO MINISTERO: Avevano un diametro...
TESTE Picca: Sì, abbastanza ampio.
PUBBLICO MINISTERO: Erano, ci hanno detto gli ufficiali che l'hanno preceduta, che erano delle ruote, delle camere d'aria di camion.
TESTE Picca: Sì. Di un tir, di un camion molto grosso, ecco. Di un autoarticolato, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di un camion molto grosso.
Senta, si è parlato anche, ci ha detto il capitano Barbera, del sequestro di due sacchi di juta.
TESTE Picca: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire alla Corte se anche questi sacchi contenevano questi panetti?
TESTE Picca: Certo. All'interno della cavità, dove io ho cercato di introdurmi, vi erano le 31 camere d'aria e due sacchi di juta.
PUBBLICO MINISTERO: Che dimensioni avevano questi...
TESTE Picca: Erano abbastanza grandi, abbastanza lunghi. Anche questi molto pesanti. Che contenevano esclusivamente quei classici panetti di hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questi panetti quanto erano grandi?
TESTE Picca: Non... Il numero esatto non...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, quanto...
TESTE Picca: Ah, il classico panetto di hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Ma magari qualcuno dei Giudici non sa com'è il classico. E quindi se glielo vuol far presente.
TESTE Picca: Per me è facile...
PRESIDENTE: Più o meno grande quanto una mano?
TESTE Picca: Ma sì, su per giù, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, come si presentava all'aspetto questo hashish?
Lei poi ha avuto modo di vederlo, diciamo?
TESTE Picca: Certo, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che...
TESTE Picca: Ma non era di buona qualità, ecco. Cioè...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poteste apprezzare subito questa caratteristica...
TESTE Picca: Sì, perché l'hashish solitamente è una sostanza stupefacente che emana un forte... No diciamo odore. Cioè, si sente subito all'olfatto. Invece, questa, si vedeva a prima vista che non era sostanza stupefacente di buona qualità perché era innanzitutto molto compatta. E quindi già l'hashish è compatto, rimane troppo tempo, non è di buona qualità. E poi non emanava diciamo il classico odore dell'hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'aspetto esteriore di questi panetti come si presentava?
TESTE Picca: Erano cerati all'interno di cellophan, di un sottile strato di cellophan.
PUBBLICO MINISTERO: Di colore?
TESTE Picca: Di carta di cellophan.
PUBBLICO MINISTERO: Di colore?
TESTE Picca: Era chiaro. Se non ricordo male, chiaro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Picca: Ognuno aveva questo strato leggero di...
PUBBLICO MINISTERO: Di plastica?
TESTE Picca: Di plastica, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cellophan di plastica. Senta, non so se è una sua dimenticanza, o sennò è, per così dire, voluta la cosa.
Il capitano Barbera che ha coordinato ed era sul luogo, ci ha riferito di camere d'aria analoghe a quelle trovate in una stalla.
TESTE Picca: Sicuro. Ed è stato il primo rinvenimento fatto dal capitano Barbera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi lei...
TESTE Picca: Cioè, essendo anche molto ampia... Scusi, dottore, se mi permetto. Essendo molto ampia la zona di intervento, diciamo che ci siamo divisi un po' i compiti.
Quindi, il capitano Barbera con altri colleghi, si sono interessati della villa e di questa stalla che era praticamente ubicata al lato della costruzione vera e propria dove abitava la famiglia Frabetti. Mentre io ed altri colleghi ci siamo diretti verso questa parete argillosa per cercare di individuare, come le dicevo prima, queste cavità, ove stando ad una notizia informalmente acquisita, doveva essere occultata la sostanza stupefacente.
Infatti noi poi facemmo questo, ci occupammo dell'ispezione, chiamiamola così, di queste cavità, nonché poi di una cantina che era ubicata sempre sul lato di questa parete argillosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi lei, per così dire, in prima battuta vide e sequestrò e prelevò...
TESTE Picca: In prima battuta furono trovate le camere d'aria del capitano...
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Dico, no, lei personalmente.
TESTE Picca: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei si occupò di quelle delle grotte?
TESTE Picca: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, la stalla non so, ha avuto modo di vederla dopo, ci è stato dopo?
TESTE Picca: Certo, ci siamo stati, chiaro. Poi, l'ispezione, è stata continuata un po' da tutti noi, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, ora magari le facciamo vedere una o due foto. E vediamo se ci dà delle indicazioni.
Ecco, osserva questa foto?
TESTE Picca: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cosa ci vede? Ce la illustra?
TESTE Picca: E' il classico panetto d'hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo è il classico panetto d'hashish.
TESTE Picca: Classico panetto d'hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Quelli che lei trovò all'interno poi di questa...
TESTE Picca: Erano identici.
PUBBLICO MINISTERO: Erano praticamente identici.
TESTE Picca: Sì, erano quelli, praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Lei direbbe che addirittura siano proprio quelli?
TESTE Picca: No, dico quelli perché è il classico. Quindi, per me dico potrebbero essere sicuramente quelli.
PUBBLICO MINISTERO: Potrebbero essere quelli.
Ecco, maresciallo, facciamo vedere l'altra foto.
TESTE Picca: Questa è la stalla, no?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non so. Ce lo dica lei.
TESTE Picca: Certo. E' la stalla della villa del Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ebbe modo poi anche di entrare dentro a questa stalla?
TESTE Picca: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ed ebbe modo di vedere le camere d'aria nell'interno, oppure erano già state portate fuori?
TESTE Picca: No, le ho viste, le ho viste quando erano all'interno della stalla.
PUBBLICO MINISTERO: Della stalla. Benissimo. Possiamo toglierla.
Presidente, si tratta delle stesse due foto che abbiamo mostrato al capitano Barbera.
Senta, poi com'è proseguito questo intervento, questa operazione, dopo il rinvenimento dello stupefacente?
TESTE Picca: Per quanto riguarda le ispezioni sul luogo praticamente le abbiamo proseguite in tutta l'area che riguardava la proprietà di fatto e di diritto del Frabetti.
Niente, poi successivamente ci siamo portati in ufficio e sono state espletate le attività della redazione dei verbali di perquisizione e di arresto del Frabetti e della moglie.
PUBBLICO MINISTERO: Si tratta dei verbali datati 1 novembre '94?
TESTE Picca: 1 novembre '94, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E che recano diverse... vedo che dagli atti in nostro possesso ci sono moltissime firme...
TESTE Picca: Eravamo tanti, lì...
PUBBLICO MINISTERO: Eravate tanti, perché l'operazione era piuttosto...
TESTE Picca: Era abbastanza complessa. Quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Molto complessa. Senta, ebbe modo poi di poter dare una indicazione complessiva del peso dello stupefacente che avevate sequestrato?
TESTE Picca: Una tonnellata e 478, se non mi sbaglio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io dal verbale per l'appunto del 1 novembre rilevo che il peso lordo...
TESTE Picca: Lordo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... era di 1484,700 chilogrammi.
TESTE Picca: 1484, sì. Come risulta negli atti, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' quello che è riportato negli atti che recano anche la sua firma. Quindi lei conferma questo?
TESTE Picca: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, gli atti a cui ho fatto riferimento sono sempre quelli che costituiscono il punto 11 delle produzioni del Pubblico Ministero.
Non ho altre domande.
PRESIDENTE: Parti civili, domande? Difensori?
Si può accomodare, grazie.
*TESTE Picca: Grazie. Arrivederci.
PUBBLICO MINISTERO: Io non sono aggiornato, quali sono i testi... Ah, c'è il signor Brugoni? Si fa passare il signor Brugoni Nazareno.
Questa è persona che è stata inserita nella lista dei testimoni dal Pubblico Ministero per essere esaminata ai sensi dell'articolo 210, quindi.
Credo che sia stato dato un rituale avviso anche al difensore. Io non conosco né Brugoni, né il difensore di Brugoni. Non so se c'è. Questo...
Ah, ecco. Vedo che c'è un avvocato nuovo.
Buongiorno, avvocato.
PRESIDENTE: Vuol dire per favore il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*EX 210 Brugoni: Brugoni Nazareno, nato a Roma il 18/06/1941, residente in Roma in via Suzzara 41.
PRESIDENTE: Viene sentito come ex 210 reato connesso?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, è in lista con questa specifica titolazione.
PRESIDENTE: Siccome al momento non riesco...
PRESIDENTE: Va be'...
PUBBLICO MINISTERO: La pagina, Presidente, non me la chieda, non me la ricordo.
PRESIDENTE: Comunque lei viene sentito come imputato per reato connesso.
Lei sa che ha - o se non lo sa glielo dico io - ha la facoltà anche di dichiarare: "Non voglio rispondere".
E' presente il difensore di ufficio? O di fiducia?
EX 210 Brugoni: No, no, di fiducia.
PRESIDENTE: Avvocato?
AVVOCATO Milani: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Vuole ripetere, per favore? Per la registrazione.
AVVOCATO Milani: Milani Giampietro.
PRESIDENTE: Di? Roma?
AVVOCATO Milani: Del Foro di Roma.
PRESIDENTE: Roma. Benissimo.
Allora, lei vuole rispondere?
EX 210 Brugoni: Sì.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Brugoni, guardi, partiamo da una fotografia che ora lei vedrà anche su quello schermo che c'è dietro di lei, quello bello grande.
PRESIDENTE: Se vuole, può girarsi. Alle sue spalle c'è...
PUBBLICO MINISTERO: Un secondo, l'operatore...
Allora, nell'attesa che arrivi l'operatore... Signor Brugoni, si giri, si giri. Ecco.
Tutte e due insieme, maresciallo, le farei vedere quelle foto, eh. E' la cosa migliore, tanto...
Le ha viste signor Brugoni?
EX 210 Brugoni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le dicono qualcosa?
EX 210 Brugoni: Sì, sono il posto dove io c'ho una officina di riparazioni di marmitte.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci, appunto. E vuol dare l'indirizzo? Lei sicuramente lo conosce. Lì siamo in?
EX 210 Brugoni: Via Flaminia vecchia 850.
PUBBLICO MINISTERO: Da quanto tempo ha lì l'attività, signor Brugoni?
EX 210 Brugoni: Mah, io che sono lì è una ventina d'anni.
PUBBLICO MINISTERO: Una ventina d'anni. Ho capito.
Senta, signor Brugoni, lei ha avuto qualche procedimento penale recentemente?
EX 210 Brugoni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Procedimento penale per quali fatti e davanti a quali Autorità Giudiziarie?
EX 210 Brugoni: Per i fatti di un carico di hashish a Palermo, Tribunale di Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è già stato giudicato?
EX 210 Brugoni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La sentenza nei suoi confronti come è stata?
EX 210 Brugoni: Sono stato assolto.
PUBBLICO MINISTERO: E' stato assolto. Bene.
Senta, questa vicenda giudiziaria per lei quando era cominciata?
EX 210 Brugoni: E' cominciata nel...
PUBBLICO MINISTERO: Non il fatto, eh, signor Brugoni. Cioè a dire quando è cominciata questa vicenda giudiziaria che poi si è conclusa con questa sentenza...
EX 210 Brugoni: Nel '94 o '95, quando mi hanno arrestato.
PUBBLICO MINISTERO: Nel '94-95 quando è stato... Credo si sbagli di...
EX 210 Brugoni: '96.
PUBBLICO MINISTERO: '96. Che lei fu interrogato, si ricorda, dal Giudice.
EX 210 Brugoni: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo essere stato arrestato.
EX 210 Brugoni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi è stato interrogato dal Pubblico Ministero.
EX 210 Brugoni: Sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, lei non se lo ricorda - a quello che capisco - la data del suo interrogatorio. Ma lei fu sentito dal Giudice per le indagini preliminari di Roma, l'8 febbraio 1996.
EX 210 Brugoni: Sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, ci siamo?
EX 210 Brugoni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si orienta? Ecco. Allora, siccome questa vicenda lei l'ha già riferita appunto in questo processo che ha avuto e che si è concluso a Palermo, veda di, con parole sue, anche in maniera sintetica - ora non troppo, eh - con tutta la tranquillità però che ci vuole, anche in maniera sintetica di raccontare che cos'era questo fatto per il quale poi lei ha avuto questo arresto e poi questo processo.
EX 210 Brugoni: Sì. Io sono stato... Un giorno è venuto da me un certo Scarano Antonio e mi ha detto che c'aveva un camion rotto, che non poteva proseguire per Brescia. Se gli potevo scaricare quel ferro, che mi sarei tenuto io il ferro e lui si sarebbe riportato via il camion piano piano, perché non poteva proseguire per Brescia.
Al che io ci avevo una vecchia pala, una vecchia pala in disuso forse da un anno o due; sono andato a comprare del materiale. Ho messo in funzione questa pala, dopo due ore così insomma, ho messo, ho comprato l'olio, uno spray per metter in moto. Cercavo di caricare le batterie, ho messo in moto questa pala e ho buttato per terra questo ferro.
Buttato per terra questo ferro, in mezzo al ferro c'erano dei travi di legno, c'erano delle camere d'aria. C'è stato una discussione con Scarano Antonio, una discussione nel senso che gli ho detto: 'guarda, che è forse un impiccio, questo'.
Io poi, scaricato il ferro, mi sono allontanato nella mia officina che dista 100 metri, 150 metri.
Al dire dello Scarano si è portato via le camere d'aria con quello che c'era dentro. Io non sapevo quello che c'era.
A me mi è rimasto il ferro che io ho venduto a 800 mila lire, in quanto io prima facevo il demolitore, raccoglievo ferro. Adesso sono molti anni che faccio, c'ho solo una officina, ma ogni tanto qualche macchina, così, la metto insieme e poi la vendo a ferro.
E poi, dopo due o tre anni, sono stato arrestato per questo fatto. Sono stato un po' in carcere, un po' agli arresti domiciliari, c'è stato un processo a Palermo di cui sono stato assolto.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è lo schema generale del discorso.
Ora io le faccio ancora qualche domanda per dare qualche elemento in più alla vicenda.
Allora, questo signor Scarano Antonio, lei lo conosceva da tanto, o da poco?
EX 210 Brugoni: No, io conoscevo il fratello di Scarano Antonio. Io conoscevo il fratello, il fratello di Scarano Antonio che è stato muratore a casa mia per circa un anno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Brugoni: E così lui si è presentato: 'sono il fratello di Pino'.
PUBBLICO MINISTERO: Di Pino Scarano.
EX 210 Brugoni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Si presentò in questo modo il giorno stesso in cui ci fu questa operazione di scarico?
EX 210 Brugoni: Sì. Sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: La contattò per telefono?
EX 210 Brugoni: Sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: Per telefono a casa, in officina...
EX 210 Brugoni: No, dall'officina, a casa. A me, ci avevo un ragazzetto io lì, ogni volta che veniva qualche macchina, qualcuno, mi chiamava e io, siccome non stavo tanto bene di salute in quel periodo, allora io andavo. Siccome è vicino, non è molto lontano, a me mi chiamava: 'c'è... ti vogliono'.
Allora prendevo e andavo in officina. Poi io vedevo se c'era da riparare una marmitta.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, anche quella volta, lei fu chiamato a casa...
EX 210 Brugoni: Sì, fui chiamato a casa, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, e quindi era la prima volta lei che fisicamente conosceva questa persona?
EX 210 Brugoni: Sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: Quando arrivò questo signore, quindi era arrivato, o stava per arrivare...
EX 210 Brugoni: No, no stava lì.
PUBBLICO MINISTERO: ... o arrivarono insieme anche il camion?
EX 210 Brugoni: No, no, era già arrivato. C'era pure il camion, c'era tutto lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda qualcosa di questo camion del signor...
EX 210 Brugoni: Era un camion...
PUBBLICO MINISTERO: Che so, una targa...
EX 210 Brugoni: ... motrice. No, la targa no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
EX 210 Brugoni: Motrice e rimorchio, era. C'era tutto ferro imballato.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei ha visto anche chi lo conduceva, questo camion?
EX 210 Brugoni: No, chi lo conduceva non l'ho visto, perché stava, era rimasto dentro la gabina.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', allora c'era una persona dentro.
EX 210 Brugoni: Sì, c'era. Però io stavo sulla ruspa, non è che ho visto... Sì, l'ho vista, per vederla, ma non potrei nemmeno riconoscerla. Che è rimasto nel, sarà rimasto lì sette o otto minuti dentro la gabina, in moto. Poi ha girato e se n'è andato.
PUBBLICO MINISTERO: Era la prima volta che vedeva questo camion e questo camionista, voglio dire?
EX 210 Brugoni: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Tutta... Quindi lei col camionista non c'ha nemmeno scambiato parola.
EX 210 Brugoni: No, nemmeno buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Nemmeno buongiorno. Lei ha detto: 'dopo due o tre anni da questo fatto, mi hanno arrestato'.
Allora io avrei bisogno di provare a dare una data a questo episodio.
EX 210 Brugoni: No, io ce l'ho la data dell'episodio, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Brugoni: ... perché comprai del materiale. Io c'ho la fattura.
Siccome io, quel giorno, comprai questo materiale per poter mettere in funzione questa pala.
PUBBLICO MINISTERO: Questa pala.
EX 210 Brugoni: E allora io, proprio per questo, c'ho la fattura, ce l'ho nella borsa. Se vuole, io poi gliela produco.
PUBBLICO MINISTERO: Se il Presidente l'autorizza, lei può anche...
PRESIDENTE: Prego. Dove ha la borsa?
EX 210 Brugoni: Ce l'ho... Ecco, questa è la fattura.
PUBBLICO MINISTERO: Allora diciamo, il difensore, vero? Si avvicini al signor Brugoni.
EX 210 Brugoni: Questa... C'è pure una copia.
PUBBLICO MINISTERO: Magari ce la legge anche questa fattura? Chi l'ha emessa, a nome di chi.
EX 210 Brugoni: Allora: "Documento numero 319/r del 20/04/93, fattura di accompagnamento. Destinatario Brugoni Nazareno, via Flaminia Vecchia 850. Codice, partita Iva... Codice articolo: 35531504 olio idraulico Ab 51 LH quantità 4, 4 fusti. Prezzo 21.635. Sconto 20%. 35531900 olio idraulico AB 51 latta 2". Poi: "Starter Spray".
Lo starter per farla partire, perché io non è che... Non la usavo da tanto tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, era fuori uso questa pala.
EX 210 Brugoni: Sì. No, stava lì buttata da tanto tempo. La usavo prima, al tempo che facevo... Ecco, e tutto è qua.
Il giorno è... Ah, c'è pure l'ora.
Dunque: "Vendita ora 11.20, prezzo pagato 252.160 lire. Ricambi e Rettifiche Laziali viale Tor di Quinto 35/A e B".
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ora direi una cosa: siccome dell'esistenza di questo documento io non sapevo niente, anche perché è la prima volta che noi ci vediamo. Però reputo che questo documento abbia un certo qual rilievo.
Lei, signor Brugoni, quello che ha in mano è un originale, una fotocopia, che cos'è?
EX 210 Brugoni: No, è un originale, però ci abbiamo le fotocopie. Adesso gliela produciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi pare che sia la meglio. Se il difensore mette a disposizione della Corte una fotocopia, poi la Corte decide di acquisirla.
PRESIDENTE: Possiamo anche decidere subito.
Le parti civili hanno...
PUBBLICO MINISTERO: Questa è la richiesta che io faccio, ovviamente.
PRESIDENTE: Certo, certo.
AVVOCATO Ammannato: Avvocato Ammannato, difensore parte civile.
Essendo un documento che preesiste al processo, chiaramente è acquisibile al processo. E quindi favorevole.
PRESIDENTE: I difensori hanno eccezioni?
AVV. Cianferoni: Presidente, di massima, no. Se si può vedere un attimo, questo documento.
PRESIDENTE: Possiamo farlo vedere anche al nostro schermo.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Brugoni, senta, mentre ora si attende un attimo, si vede poi la fotocopia... Ah, eccoci, siamo già pronti.
PRESIDENTE: Ecco, lei mi pare abbia già letto tutto quello che c'era.
Ci sono osservazioni, allora?
AVV. Cianferoni: No, Presidente.
PRESIDENTE: Allora la Corte acquisisce... E' in fotocopia, mi pare, vero? No.
PUBBLICO MINISTERO: Beh, questo vedo che è un originale. Ci sono problemi a che la Corte acquisisca l'originale? Il difensore si può tenere la copia.
AVVOCATO Milani: (voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Se la Corte dispone acquisire l'originale, lo prende. Questo è poco, ma sicuro.
PRESIDENTE: Allora, avvocato, scusi, ha un microfono lì vicino?
Ci dica quali sono le obiezioni...
AVVOCATO Milani: No, no, va bene l'originale. Se la Corte me ne dà una copia...
PRESIDENTE: Va bene. Si acquisisce l'originale del documento appena ora esaminato.
EX 210 Brugoni: Sì, se possiamo avere una copia.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. E sarà anche autenticata la copia.
PRESIDENTE: Fa fare la fotocopia.
Ha terminato l'esame?
PUBBLICO MINISTERO: No.
PRESIDENTE: Allora, intanto che...
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Dicevo questo, signor Brugoni: il carico su questo camion, come si presentava? Ha detto c'era del ferro?
EX 210 Brugoni: No, c'era... era tutto pieno di ferro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Brugoni: Non è... Erano tutte balle di ferro. Infatti io...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, non capisco che vuol dire una balla di ferro. Sono...
EX 210 Brugoni: Una balla, come una balla di fieno. Così è una balla di ferro. Era il ferro pressato.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, eccoci, ora ci siamo.
EX 210 Brugoni: Ferro pressato.
PUBBLICO MINISTERO: Fatto a parallelepipedo, insomma.
EX 210 Brugoni: Sì, sì.
PRESIDENTE: Possiamo chiedere una precisazione?
Si trattava di rottami di auto pressate?
EX 210 Brugoni: Sì, rottami di auto, anche ferro... No, ferro, lamiere pressate.
PRESIDENTE: Ah, lamiere.
EX 210 Brugoni: Non ferro. Ecco, preciso: lamiere pressate.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo era diciamo l'aspetto esterno di questo carico.
E poi invece lei accennava all'esistenza di un carico non visibile e diverso.
EX 210 Brugoni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ce lo può descrivere un attimo?
EX 210 Brugoni: Io ho visto delle camere d'aria. Poi io mi sono un po' inalberato, mi sono messo pure un po' paura, perché insomma, io stavo lì solo in mezzo a un prato con questa pala.
E gli ho detto: 'a me, io non voglio storie, non voglio niente. A me non interessa niente. A me per il ferro, mi avete detto di scarica', ci avete il camion rotto...'
Io ho girato la pala e sono andato via.
Siccome per fare 100 metri ci vorrà un quarto d'ora, venti minuti, mezzora, che è una pala vecchia, ho detto, era ora di pranzo, ho detto: 'io me ne sto andando a pranzo. Quando è le tre, non vi fate trova', io non voglio saper niente quello che c'è non mi interessa a me. Io, alle tre...', siccome lì è una strada, è un argine del fiume, che tra l'altro una volta io c'avevo una demolizione, adesso c'ho, è un terreno in disuso, è del Demanio, ho detto: 'io, quando torno non mi fate...'.
Infatti sono tornato alle tre e non ho più visto né lo Scarano e né... Perché c'era solo lo Scarano, non ho visto nessuno.
Dopo due o tre anni mi hanno arrestato per questo fatto specifico.
PUBBLICO MINISTERO: Beh, ma c'è stato poco in carcere.
EX 210 Brugoni: Sì, poco. insomma... Sono stato poco, meno male!
PUBBLICO MINISTERO: No, voglio dire, sta parlando del suo arresto, dia dettagli alla Corte, se è stato in galera quattro mesi, o se c'è stato tre giorni, voglio dire.
PRESIDENTE: Quanto tempo è stato in carcere?
EX 210 Brugoni: Poco, poco. Un mese, un mese e me... Credo, all'incirca, insomma.
PRESIDENTE: E' sempre tanto, ma insomma...
EX 210 Brugoni: Il tempo che il Giudice si convincesse che io non ero tanto colpevole, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi questa pala meccanica per la quale lei fece questo acquisto di materiale, fu usata per fare questo scarico.
Quindi penso che... cosa c'avrà, un cucchiaio questa pala?
EX 210 Brugoni: No, no, spinge. E' una ruspa, spinge.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Brugoni: Non so, io ho spinto, tant'è vero che gli ho rotto un po' il camion, perché poi io insomma ho visto che questo...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le stavo giusto per chiedere questo. Se questo cassone, questo camion...
EX 210 Brugoni: Sì, no, io poi mi sono incavolato, ho spinto questa roba, gli ho rotto tutto, gli ho detto: 'andate via, che io sto a lavorare qua', insomma, mi sono pure un po' messo paura, anche perché questi parlavano... questo sono... insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Senta un po', e quindi questo camion ha subìto dei danneggiamenti.
EX 210 Brugoni: Sì, dei danneggiamenti alle sponde. Che le ho strappate proprio le sponde. Che loro dicevano: 'fai piano'. 'Ma che piano, se è ferro che piano. Allora non è ferro, che è qua?' Perché diceva: 'fate piano'. 'Ma che piano, è ferro, spingiamo, buttiamo per terra, questo ferro per terra'. Infatti io ho spinto il ferro e ho girato la pala e me la sono portata via.
PUBBLICO MINISTERO: Ma le sponde di questo camion poi...
EX 210 Brugoni: Sono rimaste per terra.
PUBBLICO MINISTERO: Sono rimaste per terra lì.
EX 210 Brugoni: Sì, ma poi erano, credo mi pare che erano di alluminio. Perché quello poi stava in moto, come io ho scaricato, ha girato ed è scappato, è andato via. Sarà stato lì poco.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, le balle di ferro, lei diceva, sono rimaste a lei, l'ha vendute, ci ha preso 800 mila lire.
EX 210 Brugoni: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Le camere d'aria che fine hanno fatto?
EX 210 Brugoni: Non lo so. Perché io, le camere d'aria, quando sono andato via, quando sono tornato non c'era più niente, era sparito tutto. Non c'è più lo Scarano, non c'era più camere d'aria, non c'era più niente. Nel tempo delle due ore, dall'una alle tre che io sono tornato, non c'era più traccia di niente. C'erano rimasti queste balle e queste travi di legno, che poi l'ho tagliati e ho fatto il fuoco, c'ho acceso il camino.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e è l'ultima cosa che le chiedo.
EX 210 Brugoni: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che, quando vide oltre al ferro quest'altro materiale, si insospettì e, insomma, pretese di fare una cosa rapida.
EX 210 Brugoni: No, no, gli dissi: 'che è qua?'.
Lui mi disse: 'ci dobbiamo fare un bidone'.
'Ma che bidone, mi volete mandare in galera a me? Ma che è? Che roba è qua?' Ho detto, ecco, questo fu il discorso.
Cacate di vacca mi pare che mi dissero.
PUBBLICO MINISTERO: Come?
EX 210 Brugoni: Merda di vacca. C'è merda di va... Dico: 'ma che merda di vacca! Merda vacca qui, io sto a lavorare'.
PUBBLICO MINISTERO: Questa frase un po' colorita chi gliela disse?
EX 210 Brugoni: Me la disse, io parlai solo con lo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: No, siccome lei...
EX 210 Brugoni: C'era solo lo Scarano lì.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome ha detto 'mi dissero', allora ho detto con quanti ha parlato?
EX 210 Brugoni: No, no, mi disse. No, io ho parlato solo con lo Scarano. Perché questo autista stava dentro il camion, sempre che dava il gas, pronto per andare via. Io dissi: 'ma perché questo va correndo?', gli dissi pure allo Scarano.
Dice: 'no, perché il camion è rotto, non si può spegnere'. Perché a me mi dissero che il camion c'aveva le balestre rotte e il motore un po' rotto, che non poteva arrivare a Brescia. Questo fu il discorso dello Scarano, che mi convinse a scaricare il ferro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Lei ha detto che la venne a chiamare a casa qualcuno?
EX 210 Brugoni: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
EX 210 Brugoni: Mi telefonarono a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
EX 210 Brugoni: Mi telefonarono a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. Dopo questo episodio - lei ha detto era la prima volta che vedeva in faccia il fratello di Pino Scarano, sostanzialmente, la prima volta che lo conosceva - ecco, dopo questo primo episodio ha più avuto rapporti con questo Scarano Antonio?
EX 210 Brugoni: No. C'ho avuto un rapporto telefonico per una casa che voleva comprare, ma io poi, lui mi disse che, diceva che gli interessava questa casa però non voleva che la registrassimo a nome suo. Ho detto: 'no, no, qui non c'è niente da registrare. Questa è la casa, se tu te la devi comprare prima andiamo dai Carabinieri e poi dopo parliamo di soldi'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'ultima cosa proprio davvero che le chiedo, torniamo un attimo a queste camere d'aria. Erano camere d'aria piccole o era roba grossa?
EX 210 Brugoni: Non lo so perché io non è che ho visto, io stavo sopra, stavo su questa ruspa. E' una ruspa, questo è un mezzo vecchio, già ci si vede poco, stavo sopra. Ho visto mentre stavo a spingere, poi io mi sono insospettito perché diceva: 'fa piano', sennò io nemmeno vedevo niente perché da sopra, spingevo.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Brugoni, non siamo qui a fare un'altra volta il processo a lei. Lei è stato assolto...
EX 210 Brugoni: No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti me.
EX 210 Brugoni: Io non sono nemmeno sceso dalla ruspa perché, lei se lo immagina: queste camere d'aria, io non è che da so... io ho visto queste camere d'aria, ho visto queste travi, poi sa, mica... io ho spinto tutto giù, poi...
PUBBLICO MINISTERO: No, è semplicemente perché il 10 febbraio del '96, quando lei è stato interrogato dal Pubblico Ministero di Roma appunto, dal dottor Piro, proprio a una domanda, tale e quale quella posta da me, ha risposto in un certo modo preciso.
EX 210 Brugoni: Sì, ma il dottor Piro mi ha detto: 'c'erano le camere d'aria?'
'Sì, c'erano queste camere d'aria grosse'. Io adesso, capisce, non è che erano camere... camere d'aria dei camion erano, sicuro. Mo, com'erano queste camere d'aria...
PUBBLICO MINISTERO: No, me l'ha data la risposta.
EX 210 Brugoni: Sì, camere d'aria dei camion, certo, non erano piccole, erano grosse. Perché... sennò quello se le tirava giù a mano, o se le andavano a tirare fuori in mezzo a un prato. A me se m'hanno chiamato è perché si vede che c'erano delle difficoltà a spingere questo ferro.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, tutto qua.
PRESIDENTE: Ci sono domande della parti civili? I difensori hanno domande?
AVV. Cianferoni: Dunque, sono l'avvocato Cianferoni.
Senta signor Brugoni, lei ha parlato di camere d'aria, le vide proprio come camere d'aria, con la gomma e tutto?
EX 210 Brugoni: Sì, la camera d'aria vidi. Io infatti la camera d'aria, la vidi questa camera d'aria.
AVV. Cianferoni: Senta, la ruspa che ha adoprato lei, ma c'aveva la torretta?
EX 210 Brugoni: La?
AVV. Cianferoni: La torretta?
EX 210 Brugoni: No, non è... perché io tante volte... è una pala meccanica, non ruspa, è una pala senza torretta, è una pala...
PRESIDENTE: Scusi, ma prima lei ha nominato la ruspa, poi ha detto: 'no, è una pala', poi ora...
EX 210 Brugoni: No, adesso, perché io mi sbaglio, io mi confondo. Non c'ha la torretta, è una pala meccanica, non una ruspa, una pala meccanica.
PRESIDENTE: Ma ha la lamiera...
EX 210 Brugoni: Sì, c'ha la benna davanti per tirare la terra. Perché la ruspa, perché io ancora mi confo... la pala è quella...
PRESIDENTE: Che raccoglie..
EX 210 Brugoni: La ruspa fa...
PRESIDENTE: E' quella...
EX 210 Brugoni: Invece io, questa è una pala, è una FL-8. Ce l'ho ancora, sta lì.
PRESIDENTE: Va bene.
AVV. Cianferoni: Quanto misura, secondo lei, il braccio? Ora ci ha dato il modello e tutto è più facile. Però, per il suo ricordo, quanto misura il braccio di questa pala?
EX 210 Brugoni: Ma non è che c'ha un braccio, c'ha una benna, c'ha un...
PRESIDENTE: Una benna?
EX 210 Brugoni: Sì, c'ha come una pala, sarà tre metri, così. Tre-quattro metri, che prende la terra e fa così insomma.
PRESIDENTE: La raccoglie...
EX 210 Brugoni: Sì. Volendo si mette davanti così e poi si spinge.
AVV. Cianferoni: C'ha i denti?
EX 210 Brugoni: Sì, davanti c'ha dei denti, altrimenti non potrebbe...
PRESIDENTE: La terra non la potrebbe sollevare.
AVV. Cianferoni: Questo non è proprio sicuro.
Senta, comunque lei ha detto è cingolata.
EX 210 Brugoni: Sì.
AVV. Cianferoni: Quindi l'operazione di scarico può descrivere come avvenne? Perché io le faccio questa domanda pensando al rimorchio che lungo, quindi non potè attuarsi tutto con un'unica operazione di spinta, doveva essere un po' articolata tutta l'operazione. Come avvenne?
EX 210 Brugoni: Il camion stava così, io stavo di lato, spingevo, andavo dietro e spingevo, saranno state due o tre volte.
PRESIDENTE: Diverse manovre di spinta.
EX 210 Brugoni: Saranno state due manovre, o tre manovre.
PRESIDENTE: Tre manovre.
AVV. Cianferoni: Le sponde caddero a terra, lei non notò che all'autista gli importasse niente di questo, che gli interessasse...
EX 210 Brugoni: No, l'autista è scappato subito. Che gli importava. L'autista stava in moto, dentro, stava così dentro, in moto. E io infatti dissi: 'ma che sta a fare quello?'
Dice: 'no, no, deve andare via che c'ha il camion rotto'.
AVV. Cianferoni: Comunque, per il suo ricordo, tutto lo scarico avvenne con la pala meccanica?
EX 210 Brugoni: Sissignore. Io fui chiamato per spingere questo ferro fuori dal camion.
AVV. Cianferoni: Le dice qualche cosa un ricordo di sacchi di tela, sacchi di juta, l'ha mica visti?
EX 210 Brugoni: No.
AVV. Cianferoni: Non ne ha visti. Ricorda qualche particolare che ci possa riferire di interesse riguardo la motrice di questo articolato?
EX 210 Brugoni: Questo era un camion, era un rimorch... una motrice e poi c'era questo rimorchio. Sono di quelli che si agganciano praticamente, ma non mi ricordo io. Ma è stato così, poco tempo, non c'è stato nemmeno modo di vedere.
AVV. Cianferoni: Il colore almeno se lo ricorda?
EX 210 Brugoni: No.
AVV. Cianferoni: Va bene, non ho altre domande, grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
No, no, solo dare atto di quali foto erano state fatte...
PRESIDENTE: Può accomodarsi, grazie. Buongiorno.
*EX 210 Brugoni: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, al signor Brugoni... Durante l'esame del signor Brugoni sono state utilizzate le foto...
PRESIDENTE: Al microfono per favore.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Durante l'esame del signor Brugoni sono state utilizzate le foto 6 e 7 dell'album DIA Roma, 08/09/95, collocazione 1401.
Non so quale sia la situazione dei testi Presidente.
PRESIDENTE: Vediamo.
PUBBLICO MINISTERO: Sicuramente per due testi è arrivata stamattina, una sabato e una stamattina, l'attestazione di impedimenti: per il teste Palmisano e per il teste Leone.
Eccoci, mi sta dicendo l'Ufficiale Giudiziario, ahimé, che non abbiamo più nessuno. Erano otto persone: quattro si sono viste. Però Presidente, io non mi sento di escludere magari... è gente citata un po' all'ultimo momento e persone che venivano tutte fuori Firenze. Quei due sottufficiali sicuramente non ci sono perché hanno mandato l'attestazione di impedimento. Poi c'è un ufficiale carabiniere, mi pare strano che non abbia fatto sapere niente, almeno che proprio la citazione sia andata a vuoto. Poi c'è il signor De Masi che è una situazione penso un attimino più problematica.
Però se la Corte ritiene io mi documento, magari in una sospensione. Per rinviare l'udienza a domani si può fare anche fra cinque minuti, o tra dieci.
PRESIDENTE: Sospendiamo 10 minuti.
PUBBLICO MINISTERO: Almeno la Corte è più rassicurata.
PRESIDENTE: Va bene.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Allora, abbiamo solo da disporre il rinvio a domani mattina.
PUBBLICO MINISTERO: Allora Presidente, avevamo citato per oggi il capitano Vischione, il maresciallo Palmisano, il maresciallo Leone e il signor De Masi. Ora, il capitano e i due marescialli hanno fatto pervenire della documentazione per cui uno è impegnato e due sono malati. De Masi l'abbiamo citato ma non ci è arrivata alcuna comunicazione. Quindi non sappiamo se è impedito, se non è comparso.
C'è il solito elenco che produciamo alla Corte.
PRESIDENTE: Va bene. Allora, l'udienza riprende domattina alle ore 09.00. Traduzione degli imputati detenuti.
AVVOCATO Gramigni: Scusi, domattina quindi rimangono fermi i testi già citati per il 25.
PRESIDENTE: Già indicati in precedenza, certo.
AVVOCATO Gramigni: Per questi sarà fissata un'udienza immagino.
PRESIDENTE: Vedremo, si spera che qualcheduno si possa rinunciare e qualche altro si recupererà.
AVVOCATO Gramigni: Però le anticipo fin d'ora che questi quattro, Presidente, sono...
PRESIDENTE: Non ho capito nulla.
AVVOCATO Gramigni: Le anticipo fin d'ora che, almeno per quanto riguarda questa difesa, questi quattro testimoni oggi assenti sono piuttosto delicati insomma. Credo che...
PRESIDENTE: Io non so di che si tratta avvocato.
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì.
PRESIDENTE: Quindi non posso dire nulla.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
PRESIDENTE: Ciò mi pare un discorso prematuro. Andremo a vederlo quando sarà il momento.
Buongiorno.
AVVOCATO Gramigni: Grazie, buongiorno.