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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo le presenze.
Bagarella: rinunciante. Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni, che è presente.
AVV. Cianferoni: Buongiorno, Presidente.
PRESIDENTE: Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Grazie. Avvocato Barone e Cianferoni, che è presente.
Benigno Salvatore.
IMPUTATO Beningo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
AVV. Cianferoni: Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti. Avvocato Falciani.
Calabrò Giovacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocati Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni, che è presente.
Cannella Cristofaro.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri, avvocato Rocchi. E' presente l'avvocato Rocchi?
AVV. Cianferoni: Verrà a fine mattinata, Presidente. Sono l'avvocato Cianferoni.
PRESIDENTE: Bene.
AVV. Cianferoni: Anche l'avvocato Maffei, chiedo scusa se la interrompo mentre fa l'appello, mi ha chiamato pochi minuti fa, arriverà per le 15.00.
PRESIDENTE: Va bene. Allora l'avvocato Rocchi sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Carra Pietro: rinunciante. Avvocato Cosmai e Batacchi. Presente l'avvocato Cosmai.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Russo, Gentili e Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe: è presente. Avvocato Anania e Cianferoni, che è presente.
Ferro Vincenzo libero. Avvocato Traversi, avvocato Gennai. C'è l'avvocato Traversi.
AVVOCATO Traversi: Sì, presente.
PRESIDENTE: Frabetti Aldo: rinunciante mi pare. Avvocato Monaco, Usai e Roggero.
AVVOCATO Roggero: Roggero presente, buongiorno.
PRESIDENTE: Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, avvocato Bennati, avvocato Florio, che è presente.
AVVOCATO Florio: Presente.
PRESIDENTE: Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi, che è presente.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo e Gramigni. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani, avvocato o dottoressa Aiazzi. Sostituiti dall'avvocato?
AVVOCATO Florio: Florio.
PRESIDENTE: Florio, grazie.
Lo Nigro Cosimo: rinunciante. Avvocato Fragalà, avvocato Florio, che è presente.
Mangano Antonino: rinunciante. Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Florio, va bene?
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Florio.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avvocato Pepi, che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina, avvocato Passagnoli.
AVVOCATO Florio: Lo posso sostituire io.
PRESIDENTE: Sostituiti dall'avvocato Florio.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e Usai, avvocato Roggero, che è presente.
Scarano Antonio: è presente. Avvocato Fortini e Batacchi, che sono presenti.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo, avvocato Cianferoni, che è presente.
Spatuzza Gaspare: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Florio.
Tudino Vittorio: rinunciante. Avvocato Gallina, avvocato Di Benedetto. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Allora, i difensori di parte civile se credono possono intervenire.
AVVOCATO Onano: Avvocato Onano per le amministrazioni dello Stato, costituite parti civili.
PRESIDENTE: Signora, non la sentiamo molto bene, mi scusi.
AVVOCATO Onano: Mi sente? Mi sente signor Scarano?
PRESIDENTE: Crediamo di sì.
AVVOCATO Onano: Sì. Senta signor Scarano, volevo farle alcune domande per quello che concerne in primo luogo l'attentato a Maurizio Costanzo.
PRESIDENTE: Lei sente Scarano?
AVVOCATO Onano: Mi sente?
*IMP. Scarano A.: Sì, sì.
AVVOCATO Onano: Si ricorda che la prima volta che venne sistemata l'auto con l'esplosivo ci fu un inconveniente e l'esplosivo non partì, ci fu un guasto. Lei al dibattimento ha detto che l'auto è rimasta carica di esplosivo per tutta la notte e poi siete andati il giorno dopo a riparare il guasto, è vero?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Onano: Ecco, c'è un punto che non ho chiarito. Perché lei ha detto che la riparazione siete andati a farla nel tardo pomeriggio con Benigno e Lo Nigro. Non ho capito il passaggio successivo: sono andati a fare questa riparazione e poi siete tornati a casa? Oppure è poi proseguita la vicenda che ha portato all'attentato? Ha capito la domanda?
IMP. Scarano A.: Sì, ho capito, ho capito.
No, si è andati di pomeriggio, ma sono rimasti lì fino all'orario dell'attentato.
AVVOCATO Onano: Siete rimasti lì fino all'orario dell'attentato?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Onano: Quindi per tardo pomeriggio che ora intende?
IMP. Scarano A.: Intendo le sei, le sei e mezza, cinque e mezza.
AVVOCATO Onano: Intorno alle sei... Cinque, cinque e mezza?
IMP. Scarano A.: Sei, sei e mezza. Adesso non è che so l'orario preciso che ora era.
AVVOCATO Onano: Indicativamente quindi intorno, tra le cinque e mezza e le sei e mezza.
IMP. Scarano A.: Comunque nel tardo pomeriggio è stata riparato il guasto che c'era stato il giorno precedente.
AVVOCATO Onano: Poi c'è un altro punto che non mi è molto chiaro, per quello che riguarda invece l'attentato alle chiese. Voi avete fatto il carico in via Ostiense e poi siete partiti. Mi sembra che siete partiti, lei ha parlato di corteo, c'era lei con la sua macchina, le due Uno cariche di esplosivo e la macchina di appoggio.
IMP. Scarano A.: Esatto.
AVVOCATO Onano: Fin qui è tutto chiaro. Poi anche rileggendo i verbali di udienza non sono riuscita e ricostruire bene le posizioni delle persone dentro le macchine. Lei mi sembra che non ha chiaro tutto, ma per quello che ha più chiaro, mi potrebbe dire chi c'era in ciascuna macchina e come poi sono cambiate le posizioni, per quello che si ricorda?
IMP. Scarano A.: Per quello che mi ricordo io? Le macchine, una la portava Lo Nigro, una la portava Spatuzza. Con Lo Nigro mi sembra ci stava Giuseppe Giuliano.
AVVOCATO Onano: Sarebbe la macchina con l'esplosivo.
IMP. Scarano A.: La macchina, quella che è stata lasciata prima, precedentemente. Perché Lo Nigro, a quanto ho potuto capire io, è andato da solo lì a mettere la macchina alla chiesa. Il primo, al Velabro.
AVVOCATO Onano: Sì. Lei non era presente quindi so che non può essere molto chiaro su questo punto, per quello che ha detto.
IMP. Scarano A.: Io aspettavo, però ho visto che la macchina, lui è andato da solo, perché dentro la macchina stava da solo. Perché uno solo portava la macchina d'appoggio perché... quattro all'epoca, delle chiese.
AVVOCATO Onano: Sì.
IMP. Scarano A.: Da Costanzo invece erano in sei.
AVVOCATO Onano: Sì, sì, questo è chiaro. Io non avevo chiaro le posizioni di ciascuno dentro ciascuna macchina e chi è uscito, se lei lo sa...
PRESIDENTE: Per fare chiarezza, vediamo. La macchina che ha portato, secondo lei, l'esplosivo al Velabro era guidata da Lo Nigro.
IMP. Scarano A.: Da Lo Nigro, esatto.
PRESIDENTE: La macchina che invece è stata lasciata a San Giovanni era guidata?
IMP. Scarano A.: Da Spatuzza.
PRESIDENTE: Da Spatuzza. La macchina che doveva recuperare l'uno e l'altro...
IMP. Scarano A.: No, ha recuperato prima Lo Nigro.
PRESIDENTE: Prima Lo Nigro.
AVVOCATO Onano: Certo.
IMP. Scarano A.: E sono venute su.
PRESIDENTE: Ed è andato anche lei a San Giovanni.
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: E lì ha recuperato l'altro?
IMP. Scarano A.: Certo. Perché sono rimasti in quattro dentro la macchina. Quando sono scesi dalla macchina erano quattro.
AVVOCATO Onano: Benissimo.
PRESIDENTE: Altro?
AVVOCATO Onano: Poi un altro punto, c'è solo una piccola incertezza per conto mio, per quello che riguarda il fallito attentato a Contorno. Lei ha detto che c'è stato un episodio in cui il detonatore è partito, ma non è partito l'esplosivo, vero?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Onano: Il giorno dopo Giuliano andò a Palermo a prendere un altro detonatore. E poi c'è il successivo episodio in cui l'esplosivo è stato ritrovato dai Carabinieri.
Volevo chiederle quanto tempo trascorse tra il giorno in cui non partì l'esplosivo e il giorno in cui i Carabinieri hanno ritrovato l'esplosivo.
IMP. Scarano A.: Avvocato, io non ero presente.
AVVOCATO Onano: Non lo sa.
IMP. Scarano A.: Posso?
AVVOCATO Onano: Prego.
IMP. Scarano A.: Io non ero presente. Io quello che ho sentito da loro, da dentro la villa a Capena.
AVVOCATO Onano: Sì, per quello che lei sa ovviamente.
IMP. Scarano A.: Certo. A me, parlavano fra di loro, ci stavano pure io presente là, la mattina, il giorno... perché l'attentato l'hanno fatto, il primo attentato, la mattina. Io adesso non so l'orario, se erano le nove o le dieci o le undici. Comunque verso l'ora di pranzo stavano tutti alla villa e parlavano di questa questione, che era fallito. Però che aveva scoppiato soltanto il detonatore.
AVVOCATO Onano: Sì.
IMP. Scarano A.: E si discuteva fra di loro che Giuliano Giuseppe doveva andare a Palermo a riprendere un altro detonatore. Io non ero presente, perché io...
AVVOCATO Onano: Sì, ma quello che io le chiesto non è com'è andato questo episodio. Volevo chiederle quanto tempo è passato fra questo fallito attentato e il giorno in cui i Carabinieri hanno trovato l'esplosivo.
IMP. Scarano A.: Questo non lo so.
AVVOCATO Onano: Non se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Non lo so, no.
AVVOCATO Onano: Se una settimana o un giorno.
IMP. Scarano A.: No, no.
AVVOCATO Onano: Non se lo ricorda proprio.
IMP. Scarano A.: Non lo posso dire, avvocato. Perché io non ho seguito, io non è che ho seguito le cose.
AVVOCATO Onano: Sì. Comunque il giorno, quando poi i Carabinieri trovarono l'esplosivo, lei ha detto al Pubblico Ministero che sono andati poi tutti via mi sembra, vero?
IMP. Scarano A.: Sì, sono andati via.
AVVOCATO Onano: Perché appunto gliel'aveva domandato, ma mi sembra che poi avesse confuso l'episodio con quello precedente.
IMP. Scarano A.: No, sono andati via, sono andati via.
AVVOCATO Onano: Sono andati via, ecco.
Poi un'ultima domanda: quando vide Carra che fece lo scarico a Capena, ha detto che ha visto le famose due balle scotchate, con lo scotch. Volevo chiederle se ha visto anche altro, oltre a queste due balle?
IMP. Scarano A.: No, no.
AVVOCATO Onano: Solo questo.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Onano: Io avrei finito.
PRESIDENTE: Altri interventi delle parti civili?
AVVOCATO Ammannato: Avvocato Ammannato, difensore di parte civile.
Lei ha mai conosciuto Ferro Vincenzo?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Ammannato: Neanche dopo l'epoca dei fatti, cioè successivamente?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Ammannato: Lei ha conosciuto all'epoca dei fatti, ha detto, Carra Pietro?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Ammannato: L'ultima volta che l'ha visto, se lo ricorda quando fu?
IMP. Scarano A.: A Capena.
AVVOCATO Ammannato: A Capena, nell'aprile '94?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, successivamente lei lo ha più rivisto, incontrato in carcere o in qualunque altro luogo?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Ammannato: Lei ha dichiarato che ha visto Romeo Pietro. Lo ha visto...
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Dove l'ha visto?
IMP. Scarano A.: A Capena.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, da Capena lei ha più rivisto Romeo Pietro?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Ammannato: Quindi successivamente non l'ha più incontrato né in carcere, né in qualunque altro luogo?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Ammannato: Bene, la ringrazio.
PRESIDENTE: Altri interventi dei difensori di parte civile? Bene, dei difensori degli imputati interviene?
AVV. Cianferoni: Presidente, sono l'avvocato Cianferoni. Io intervengo per Massimo Scarano, anche in sostituzione dell'avvocato Condoleo, e per Giuseppe Barranca, anche in sostituzione dell'avvocato Angelo Barone del Foro di Palermo.
Prima di intervenire, credo che risentendo la mia voce il signor Scarano si ricorderà di me.
IMP. Scarano A.: Sì, buongiorno avvocato.
AVV. Cianferoni: Buongiorno signor Scarano.
Premetto, ci tengo a questa premessa, di avere ascoltato l'esame dibattimentale del signor Scarano e di essere intenzionato, proprio perché ho sostenuto la difesa dell'imputato, a rivolgergli delle domande unicamente su quanto è emerso nel corso delle udienze in questo processo, sempre che Antonio Scarano voglia rispondere.
Signor Scarano, io sono qui per farle qualche domanda.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVV. Cianferoni: Prima di tutto nell'interesse di suo figlio. Allora, in dibattimento si è discusso di questa questione della Siv-Auto. Ora, per quello che ne sa lei, com'è che suo figlio Massimo andò alla Siv-Auto?
IMP. Scarano A.: Avvocato, mio figlio Massimo andava a questa, come si chiama...
AVV. Cianferoni: Concessionaria Siv-Auto.
IMP. Scarano A.: Siv-Auto. Io non la conosco, non la conosco neanche.
AVV. Cianferoni: Ma...
IMP. Scarano A.: Mio figlio Massimo con quell'altro ragazzo, per andare a caricare queste macchine l'ho mandato io. Perché non è che sapeva, nemmeno io sapevo dove stavano queste macchine.
AVV. Cianferoni: Ecco, questo le volevo chiedere: ma il Massimo Scarano che cosa ne sapeva poi di queste macchine e di questa concessionaria?
IMP. Scarano A.: Niente. Non sapeva niente.
AVV. Cianferoni: Perché qui è venuto un certo signor Fionda Arturo che ha dichiarato... gliela faccio breve, il succo era questo. Che c'era Massimo Scarano in questo spiazzale, come dice lei, della Siv-Auto con un rotolo di soldi da dare in pagamento, se mi ricordo bene, delle macchine.
IMP. Scarano A.: E' falso avvocato.
AVV. Cianferoni: Ecco.
IMP. Scarano A.: E' falso totalmente. Perché Santamaria Giuseppe e mio figlio Massimo si sono offerti... Santamaria si è offerto per dargli lavoro al cugino... della bisarca, il padrone del camion e si è offerto di dargli una mano al cugino e si è portato per compagnia mio figlio Massimo. Anche per farmi un favore a me perché queste macchine qui a me i soldi me li doveva dare Giacalone.
Mio figlio Massimo non c'ha avuto mai soldi, è falso quello che dicono. Perché a me Bizzoni mi doveva dare dei soldi e allora mi ha detto: 'per rientrare i soldi che ti devo dare ti do un po' di macchine, sette o otto macchine'.
AVV. Cianferoni: Io infatti ricordo queste circostanze.
IMP. Scarano A.: Non esiste che io ho pagato macchine, perché le macchine... io avanzavo soldi di Bizzoni.
AVV. Cianferoni: Bene.
IMP. Scarano A.: E Giacalone... Posso?
AVV. Cianferoni: Prego.
IMP. Scarano A.: E Giacalone mi doveva dare soldi a me, una volta che vendeva queste macchine, dice: 'le macchine me le prendo io e ti do io i soldi'.
AVV. Cianferoni: Ecco ma...
IMP. Scarano A.: Non è stata cacciata una lira di parte mia.
AVV. Cianferoni: Ma per quanto ne sa lei, su questa bisarca del Fionda ci finirono caricate automobili rubate?
AVV. Cianferoni: Io avvocato questo non lo so. Ma le pare che se io sapevo che c'erano cose losche, io non ci mandavo mio figlio e nemmeno quel ragazzo. Le facevo io personalmente.
Io ho sempre detto che chi deve rispondere di queste macchine è Giacalone e Bizzoni. Perché io ho comprato le macchine da Bizzoni in buona fede e neanche le ho viste poi queste macchine.
AVV. Cianferoni: Io la ringrazio. Ascolti, ora per Giuseppe Barranca. Ascolti, le domande che io le pongo sono di questa natura: Carra Pietro. Carra Pietro lei ha detto l'ha visto qualche volta, è venuto con questo camion. Ora a me interessa che lei descriva, per quanto possibile precisamente, il camion, proprio la motrice con la quale il Carra avrebbe portato l'hashish?
IMP. Scarano A.: Avvocato, quello che ricordo io era un Volvo.
AVV. Cianferoni: Un Volvo.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVV. Cianferoni: Mah, me ne dà le dimensioni?
IMP. Scarano A.: Le dimensioni... un Tir normale. Il Volvo praticamente sarebbe la motrice.
AVV. Cianferoni: La motrice.
IMP. Scarano A.: Quello è snodato. Sono snodati che poi aggancia il rimorchio. Era un Volvo.
AVV. Cianferoni: Ma lei ci è salito in gabina di questo Volvo?
IMP. Scarano A.: No, no, io non ci ho mai salito.
AVV. Cianferoni: Ma era lo stesso che poi il Carra adoprava anche negli altri viaggi?
IMP. Scarano A.: Mah, io ho visto sempre lo stesso camion, le stesse macchine.
PRESIDENTE: Come rimorchio.
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: No, come trattore.
AVV. Cianferoni: Come trattore.
PRESIDENTE: Come...
IMP. Scarano A.: Come trattore sempre Volvo ha portato, pure e sempre con lo stesso rimorchio, diciamo. Che portava un rimorchio sotto e un rimorchio sopra, quando portava l'esplosivo. Poi è venuto due volte differentemente, con rimorchio diverso, che ha portato le tegole e basta. Solo quella volta io l'ho visto con un rimorchio diverso. E quando ha portato l'hashish.
AVV. Cianferoni: Non sa mica se sopra questa motrice c'era la radio, un baracchino radio, queste cose qua?
IMP. Scarano A.: Sulla motrice?
AVV. Cianferoni: Sì. Per sentire la musica.
IMP. Scarano A.: Non lo so avvocato.
AVV. Cianferoni: Non lo sa.
IMP. Scarano A.: Il telefonino ce l'aveva.
AVV. Cianferoni: Ecco. C'aveva il meccanismo del telefonino.
Senta, e questo rimorchio che si ribaltava, no? perché lei ha detto con rimorchio sopra l'ha visto venire.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVV. Cianferoni: Che l'ha visto in funzione mentre si ribaltava?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, l'ho visto.
AVV. Cianferoni: Che si ricorda quanti pistoni c'aveva per ribaltarsi?
IMP. Scarano A.: No. Questo no. So che si alzava da una parte, a destra o a sinistra, e al centro del camion ci stava una botola.
AVV. Cianferoni: Ecco, parliamo... ecco, questo mi ha incuriosito. Perché questa botola, che riesce a descrivermela più precisamente possibile? Cioè, al centro del rimorchio che vuol dire? Quanti assali c'aveva questo rimorchio, se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Avvocato, questo non lo posso dire perché non mi ricordo. So che al centro c'aveva questa botola e basta.
PRESIDENTE: Scusi, era al centro nella zona più vicina alla cabina, o al centro del rimorchio?
IMP. Scarano A.: Signor Presidente, non ce l'ho presente. So che si alzava questa cosa e si tirava fuori la roba. Però...
AVV. Cianferoni: Ma che ha visto mai qualcuno tirar fuori la roba da questa botola?
IMP. Scarano A.: Certo che l'ho visto.
AVV. Cianferoni: E come facevano?
IMP. Scarano A.: Carra andava dentro, si metteva sopra, dentro e la tirava fuori, altri due mi sembra che si mettevano sull'asse, da qualche parte e tiravano fuori... Io non mi sono mai avvicinato.
AVV. Cianferoni: Sì, ma questo infatti l'ha detto. Però per quello che ha visto lei...
IMP. Scarano A.: Però da lontano vedevo che c'era questa botola, si metteva dentro e tiravano fuori la roba, quello che ci stava, l'esplosivo. Entravano in tre, in tre diciamo: uno dentro e due vicino che forse si arrivava. Perché io la profondità di questa botola non l'ho mai vista.
AVV. Cianferoni: E come si apriva? C'era un bottone, c'era una chiavicina per aprire, come si apriva questa...
IMP. Scarano A.: Niente, niente, quello si chiudeva automaticamente quando si chiudeva il cassone.
AVV. Cianferoni: Il pianale del cassone...
IMP. Scarano A.: Il pianale, sì esatto.
AVV. Cianferoni: ... quando scendeva...
IMP. Scarano A.: Era un ribaltabile.
AVV. Cianferoni: Era un ribaltabile. Ma queste palle di esplosivo come uscivano? Dall'alto o dal basso? Cioè, le scaricava o le dovevano tirare su?
IMP. Scarano A.: Dall'alto, dall'alto. Si tiravano fuori con le mani.
AVV. Cianferoni: Lei le ha viste mai queste palle di esplosivo?
IMP. Scarano A.: Certo che l'ho viste.
AVV. Cianferoni: Com'erano fatte? Perché qui ci hanno detto erano pacchi, scatoli, uova, tutte le forme ci hanno dato. Che forma c'aveva?
IMP. Scarano A.: No, no, io li ho viste sempre rotondi, belle grosse, dell'altezza di 20 centimetri, 25. Proprio rotondi.
AVV. Cianferoni: Ho capito. E che diametro c'avranno avuto?
IMP. Scarano A.: Lei calcoli che ogni Volvo c'era 50-60 chili di esplosivo.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Senta, venendo ora al discorso dell'appartamento di via Dire Daua, si ricorda mica grossomodo in che periodo fu affittato questo appartamento, fu locato?
IMP. Scarano A.: Non me lo ricordo avvocato. Mi ricordo che faceva caldo, però non mi ricordo il mese preciso.
AVV. Cianferoni: Ma...
PRESIDENTE: Lei aveva già dato delle risposte su questo punto. Aveva detto che era...
IMP. Scarano A.: Dopo l'attentato di Costanzo.
AVV. Cianferoni: Ecco. Dopo l'attentato di Costanzo quanto passò che rivide qualcuna delle persone che aveva visto? Lei ha detto: 'vidi certe persone'. Dopo quanto passò che rivide qualcuno di questi...
IMP. Scarano A.: Io adesso avvocato... Posso?
AVV. Cianferoni: Prego.
IMP. Scarano A.: Io non è che ricordo bene se sono passati 10 giorni o 15 giorni dopo l'attentato di Costanzo. Da quel momento che ho affittato l'appartamento sono venuti a Roma, subito. Il tempo soltanto di sistemarlo, di dargli una pulita e di comprare due divani.
AVV. Cianferoni: Quindi...
IMP. Scarano A.: Che mi ha dato una mano pure Bizzoni.
AVV. Cianferoni: E' più facile, come ho ascoltato da lei, è più facule che siano passati 10 giorni, che non che siano passati due mesi.
IMP. Scarano A.: No, no, quali due mesi! Subito. E' stata una cosa verso i primi di giugno.
AVV. Cianferoni: Ecco. Poteva essere anche il 25 di maggio, voglio dire, il 23, il 28.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVV. Cianferoni: Il 30.
IMP. Scarano A.: E' passato poco tempo avvocato.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Senta un po', perché questo Giuseppe Barranca c'ha un curioso destino. Cioè, lei dice: 'io l'ho visto per via Fauro, poi non l'ho visto più, si perse pure'. Ora io le chiedo...
IMP. Scarano A.: No, un attimo avvocato.
AVV. Cianferoni: Prego. Mi dica.
IMP. Scarano A.: Quando c'è stato l'attentato a Costanzo l'appartamento non c'era ancora, sono stati ospiti a casa mia.
AVV. Cianferoni: Sì. No, no, ma infatti ora, il discorso dell'appartamento l'abbiamo fatto. Lasciamo stare ora l'appartamento. Ora io le chiedevo qualche cosa sulla persona di Giuseppe Barranca.
Cioè, mi spiego: ho ascoltato quello che lei ha detto in dibattimento. Ha detto: 'vidi un signore, che poi ho capito essere Giuseppe Barranca, l'ho visto una volta, non è più venuto, addirittura si perse la notte che doveva tornare da me'. Se lo ricorda no?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
AVV. Cianferoni: Allora io le chiedo: è possibile che si sia sbagliato sul nome della persona? Cioè, lei ha visto una persona e poi ci ha ricollegato un nome che non è quello suo.
IMP. Scarano A.: Io l'ho conosciuto come Giuseppe. L'ho conosciuto a Palermo per la prima volta che non mi è stato presentato. Ascolti avvocato.
AVV. Cianferoni: Sì, l'ascolto.
IMP. Scarano A.: Quando abbiamo caricato l'hashish, stava lì a caricare l'hashish. Poi la stessa persona che ho visto a Palermo in quel magazzino dove si caricava l'hashish è venuto a Roma e mi è stato presentato come Giuseppe. Infatti Giuseppe Barranca io lo conoscevo come Barranca, è venuto soltanto da Costanzo e non è più venuto a Roma.
AVV. Cianferoni: Ma io...
IMP. Scarano A.: Come... scusi.
AVV. Cianferoni: Prego.
IMP. Scarano A.: Come Lo Nigro uguale, l'ho conosciuto pure in quel magazzino per la prima volta, poi è venuto a Roma e l'ho conosciuto per la seconda volta, come tutti gli altri.
AVV. Cianferoni: Ma si ricorda se su questa persona in particolare, del Barranca, ha avuto delle incertezze nel corso delle indagini vedendo delle foto e anche qui in aula ha detto: 'sulle fotografie lo riconobbi'. Vado a braccio Scarano, se se lo ricorda. Cioè, non è una persona, mi pare di aver capito, che c'ha molto presente lei.
IMP. Scarano A.: No, io l'ho visto due volte: a Palermo, in quel magazzino quando caricava l'hashish e l'ho visto a Roma. Però io l'ho riconosciuto tutti, l'ho riconosciuto tutti nelle fotografie. Anche io qua ho fatto dei nomi e dei soprannomi che c'avevano quando io ho collaborato. Però io ho riconosciuto tutti in fotografia.
AVV. Cianferoni: Sa mica se allora - appunto, ora mi fa venire in mente i soprannomi - se Barranca c'aveva un soprannome?
IMP. Scarano A.: No. Chi, Barranca?
AVV. Cianferoni: Sì.
IMP. Scarano A.: No, io l'ho conosciuto come Giuseppe.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Senta... No, perché qui, sia il Pubblico Ministero che la parte civile le hanno fatto domande su Vincenzo Ferro. Ora io non lo so se il Ferro lei l'ha conosciuto o meno.
IMP. Scarano A.: No.
AVV. Cianferoni: Ecco. Ma le faccio una domanda: ma a lei una foto del Vincenzo Ferro gliel'hanno mai fatta vedere?
IMP. Scarano A.: Non ho capito.
AVV. Cianferoni: In fotografia...
PRESIDENTE: Se le hanno mai fatto vedere, durante le indagini, il Pubblico Ministero, Polizia Giudiziaria, eccetera, una foto di Vincenzo Ferro?
IMP. Scarano A.: Mah, io ne ho viste tante di foto, però quelli che riconoscevo li ho tutti segnalati. Chi non conoscevo dico: 'no, non li conosco'.
PRESIDENTE: Quindi lei non sa se questa foto le sia stata fatta vedere o no.
IMP. Scarano A.: No, no, non lo so.
AVV. Cianferoni: Senta, ora ritorno un attimo al Carra. Che mi può elencare i viaggi che ha fatto il Carra, proprio per numero, uno, due, tre, quattro, quanti sono? In che località arrivò?
IMP. Scarano A.: Sono cinque i viaggi in tutto.
AVV. Cianferoni: Vediamo.
IMP. Scarano A.: Come?
AVV. Cianferoni: Vediamo un po', via. Allora, il primo.
PRESIDENTE: L'avvocato vorrebbe che lei li elencasse. Dicesse, il primo viaggio è stato quello e si è fermato in un certo posto.
IMP. Scarano A.: Allora, il primo viaggio ha portato l'hashish.
PRESIDENTE: E si è fermato?
IMP. Scarano A.: Si è fermato a Roma.
PRESIDENTE: Cioè ha scaricato.
IMP. Scarano A.: Ha scaricato certo.
PRESIDENTE: Dove?
IMP. Scarano A.: Io adesso le vie non le so dove... come devo fare? Per dirgli un posto preciso non lo so. Sulla Tiberina mi sembra che era, lì. Zona Tiberina. Io adesso come faccio...
AVV. Cianferoni: Va be'.
IMP. Scarano A.: Conosco i posti, ma non conosco le strade.
PRESIDENTE: Ma lei l'ha già detto questo.
IMP. Scarano A.: Allo sfascio.
PRESIDENTE: Allora, è un luogo.
IMP. Scarano A.: E' un luogo, lo sfascio, basta.
AVV. Cianferoni: Così. A me interessa il viaggio e dove arrivò. Poi non è che mi interessa il numero della via insomma. Quindi abbiamo detto, il primo fu per l'hashish e arrivò da questo sfasciacarrozze.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVV. Cianferoni: E poi a seguire?
IMP. Scarano A.: Poi all'ultimo ha portato pure un viaggio di tegole a casa mia, per la seconda volta, per la seconda, la terza o la quarta. Poi è venuto per portare esplosivo di San Giovanni e ha fatto un unico viaggio sia per San Giovanni sia per Velabro. Poi è venuto per l'Olimpico, proprio per l'Olimpico.
AVV. Cianferoni: E per l'Olimpico arrivò dove?
IMP. Scarano A.: Arrivò a Roma, sul raccordo anulare.
AVV. Cianferoni: Perché io questo francamente...
IMP. Scarano A.: Per San Giovanni arrivò sempre sul raccordo anulare però poi si è fatto lì dove abitava Di Natale, in quel magazzino. Per Costanzo il materiale l'aveva portato Messina Denaro Matteo.
PRESIDENTE: No, ma qui Carra non c'entra.
AVV. Cianferoni: Non c'entra il Carra.
IMP. Scarano A.: No, voglio dire i viaggi.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere i viaggi di Carra.
IMP. Scarano A.: Cinque volte.
PRESIDENTE: Provi a elencarli. Ha chiesto se li elenca.
IMP. Scarano A.: Allora...
PRESIDENTE: Siamo arrivati a quello che lei ha detto per l'Olimpico.
IMP. Scarano A.: Quello l'ha portato alla Rustica, però è arrivato sempre al raccordo anulare.
PRESIDENTE: Sì, però poi voi l'avete fatto scaricare...
IMP. Scarano A.: Sì, alla Rustica.
PRESIDENTE: E siamo a tre.
IMP. Scarano A.: E' arrivato alla Rustica, è arrivato a Capena, due volte a Capena, è arrivato da Di Natale, è arrivato per l'hashish allo sfascio, basta.
AVV. Cianferoni: Senta, ma il Carra lei ci ha mica mai scambiato parole su una vacanza che avrebbe fatto a Casteldaccia nell'estate del '93? A Pietro Carra.
IMP. Scarano A.: Avvocato, non ho capito proprio la domanda, se non parla un po' più forte.
AVV. Cianferoni: Carra... Ascolti Scarano. Carra dovrebbe aver fatto una vacanza a Casteldaccia che è durata tutta l'estate del '93. Ne ha mai parlato con lei di questo fatto?
IMP. Scarano A.: Che è stato in vacanza?
AVV. Cianferoni: Sì.
IMP. Scarano A.: Io, no. Con me no.
AVV. Cianferoni: Non ce n'ha mai parlato.
IMP. Scarano A.: No, no.
AVV. Cianferoni: Carra girava armato, arrivava armato, o no?
IMP. Scarano A.: Questo non lo so, io.
AVV. Cianferoni: Non lo sa. Mica ha saputo mai com'è che il Carra svolgeva questi viaggi? Cioè per incarico di chi, come mai veniva?
IMP. Scarano A.: Come mai veniva, questo che ne so. Che lo mandavano, io non lo so chi lo mandava.
AVV. Cianferoni: Senta...
IMP. Scarano A.: Arrivava a Roma e trovava sempre qualcuno di queste persone, a Roma.
AVV. Cianferoni: Quante erano le camere d'aria con l'hashish?
IMP. Scarano A.: Avvocato, quante erano le camere d'aria con l'hashish non lo so come numero. Ma so che erano una ventina di quintali, come mi ha detto Cannella.
AVV. Cianferoni: Però, ecco, una cosa che mi ha colpito, vorrei che se se la ricorda me la dicesse, se ho capito bene: erano con la gomma, si vedevano con la gomma, o erano in sacchi di tela?
IMP. Scarano A.: Io so che di tela non li ho visti. Io ho visti solo gomma, camere d'aria saldati, camere d'aria di camion.
AVV. Cianferoni: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Di quello che mi hanno dato a me, eh. Quello che hanno fatto, che hanno portato a Roma.
AVV. Cianferoni: E quando l'esplosivo sarebbe arrivato all'Ostiense, l'hashish non c'era già più. Ho capito bene?
IMP. Scarano A.: L'hashish è arrivato molto prima. L'hashish è arrivato col primo, primo viaggio che ha fatto Carra a Roma.
A via Ostiense, quello poi gliel'ho dato io, tre quintali o quattro quintali a Di Natale. In secondo tempo, che non l'ha venduto che lo voleva, lo voleva rinforzare con un'altra persona. Però poi sempre... non era buono. E sono andato io a riprenderlo un'altra volta.
Ma quando è arrivato Carra a via Ostiense con l'esplosivo, questa operazione dell'hashish io già l'avevo levato un mese prima.
AVV. Cianferoni: Scarano, io la ringrazio. Non ho altre domande.
PRESIDENTE: Chi interviene?
AVVOCATO Pepi: Avvocato Pepi per Giuliano Francesco.
Buongiorno, Scarano.
IMP. Scarano A.: Buongiorno.
AVVOCATO Pepi: Le mie domande saranno parecchie. Quindi le chiedo un po' di pazienza.
Ho raggruppato queste domande cercando di essere in maniera più chiara, relative ai vari fatti e alcune domande iniziali diciamo così di contorno.
Senta, Scarano, lei ha detto di essere calabrese e però di aver vissuto più di 25 anni a Roma.
IMP. Scarano A.: Dal '72, che sono a Roma.
AVVOCATO Pepi: Ecco, a Roma lei svolgeva una attività lavorativa?
IMP. Scarano A.: Io, un periodo di tempo, ho lavorato.
AVVOCATO Pepi: Che tipo di lavoro svolgeva?
IMP. Scarano A.: Io facevo il muratore, ci avevo 11 operai.
AVVOCATO Pepi: Quindi aveva una ditta.
IMP. Scarano A.: Una ditta abusiva.
AVVOCATO Pepi: Abusiva?
IMP. Scarano A.: Sì, perché si lavorava a nero.
AVVOCATO Pepi: Ho capito. Senta, in relazione a questa attività lavorativa, lei aveva disponibilità economiche notevoli, poche, limitate, tante, tantissime?
IMP. Scarano A.: Avvocato, io avevo fatto per 14 anni in Germania, e un po' di soldi me li sono portati dalla Germani, eh.
AVVOCATO Pepi: Sì, a parte la Germania, Scarano, io le chiedevo...
IMP. Scarano A.: Io parlo quand'ero a Roma. Se lei, la domanda è quando lavoravo a Roma, era quel periodo lì, quando sono venuto dalla Germania.
AVVOCATO Pepi: Quindi aveva una certa disponibilità di danaro.
IMP. Scarano A.: Certo.
AVVOCATO Pepi: Ecco. Senta, e questo danaro le serviva soltanto per la sua attività e per le esigenze familiari, oppure cercava di farlo fruttare dandolo eventualmente in prestito e a che tassi di interesse?
IMP. Scarano A.: Questo lavoro qui l'ho fatto nell'87.
AVVOCATO Pepi: Cioè, "Questo lavoro", devo intendere di prestare danaro?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
AVVOCATO Pepi: E a che tassi di interesse li prestava, questi danari?
IMP. Scarano A.: Al quattro, al cinque, al sei.
AVVOCATO Pepi: Annui?
IMP. Scarano A.: Eh?
AVVOCATO Pepi: Il tasso di interesse annuo, 4-5%?
IMP. Scarano A.: Al mese, al mese. Che annuo!
AVVOCATO Pepi: Ah, al mese. Quindi mi sembra un tasso abbastanza elevato.
IMP. Scarano A.: Sì, ma questo che c'ha a che vedere con questo processo, avvocato? Non ho capito.
AVVOCATO Pepi: Senta, Scarano, lei risponda alle domande senza fare commenti.
IMP. Scarano A.: No, no...
PRESIDENTE: Ma lei non può rispondere.
IMP. Scarano A.: Ah.
PRESIDENTE: Quando ritiene e crede, ha diritto di non rispondere.
AVVOCATO Pepi: Però non ha diritto di fare commenti.
Io faccio le domande che ritengo che siano utili di fare, Scarano.
Lei conosce il proprietario del ristorante L'Ippopotamo?
IMP. Scarano A.: L'Ippopotamo?
AVVOCATO Pepi: Sì, di Roma.
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Pepi: No? Ne è sicuro?
IMP. Scarano A.: L'Ippopotamo? Ippodromo.
AVVOCATO Pepi: Mah, può essere che sia L'Ippodromo, ma io avevo queste...
A questa persona, comunque, sia titolare dell'Ippopotamo o Ippodromo, ha prestato dei danari?
IMP. Scarano A.: Sì, ho prestato dei soldi.
AVVOCATO Pepi: Ha avuto, a seguito di questi prestiti, delle liti con questa persona, perché non le voleva rendere i soldi, o ritardava per renderglieli?
IMP. Scarano A.: No, non ho capito la domanda.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se ha prestato denari al proprietario di questo ristorante. L'avvocato lo ha indicato come Ippopotamo, lei ha detto Ippodromo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Sarà lei che dice se vale questo nome o l'altro.
IMP. Scarano A.: Sì, il nome non me lo ricordo di questa persona.
AVVOCATO Pepi: Scusi, Scarano...
PRESIDENTE: Voleva sapere se poi ha avuto da litigare con questo signore perché non gli voleva o non gli poteva rendere puntualmente i denari.
IMP. Scarano A.: No, no, io non ho mai litigato.
AVVOCATO Pepi: Non ha mai litigato. Va bene.
Senta, passiamo a un altro tipo di domanda, sempre relativa a questa situazione economica.
Lei ha riferito che un certo periodo di tempo suo figlio fu ricoverato in una clinica privata.
Si ricorda più o meno, vero, se le spese di degenza furono tante, furono elevate, furono poche?
IMP. Scarano A.: Io pagavo 500 mila lire al giorno.
AVVOCATO Pepi: Senta, mentre suo figlio era ricoverato in clinica, lei ebbe andare a trovarlo con qualcuno delle persone che sono oggi imputate in questo processo?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Pepi: Mi vuol spiegare chi?
IMP. Scarano A.: Ma Spatuzza mi pare che c'è venuto un paio di volte con me.
AVVOCATO Pepi: Solo Spatuzza, o venne qualcun altro?
IMP. Scarano A.: Ma venne pure qualcun altro.
AVVOCATO Pepi: Non si ricorda però chi?
IMP. Scarano A.: No. Ma all'inizio, quando è uscito mio figlio che è andato in clinica. E' uscito dal carcere ed è andato in clinica.
AVVOCATO Pepi: Senta, Scarano, mi risulterebbe - non so se sia vero o meno, me lo confermi lei - è vero che Bizzoni è proprietario del capannone delle auto, che vendeva le acque minerali, le proposero di entrare più volte in società con loro?
PRESIDENTE: Non ha capito?
IMP. Scarano A.: Io non ho capito niente.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se è vero che Bizzoni, con il proprietario del deposito di acque minerali... Io non so, mi pare non ha qualificato meglio...
AVVOCATO Pepi: No, infatti non è qualificato, ne ha parlato lui...
PRESIDENTE: Avvocato, io faccio il portavoce.
AVVOCATO Pepi: Certo.
PRESIDENTE: Solo, voleva sapere l'avvocato, se le hanno proposto di entrare in società con loro in questo deposito, o magazzino di...
IMP. Scarano A.: Ma che c'entra Bizzoni, qui? Qui Bizzoni, avvocato, non c'entra proprio niente.
AVVOCATO Pepi: Quindi Bizzoni non le ha mai proposto di entrare in società con lui.
IMP. Scarano A.: Non esiste.
AVVOCATO Pepi: No, io le ho fatto una domanda, Scarano, non...
IMP. Scarano A.: Siccome lei parla di un magazzino alimentare, parla di Bizzoni, che nemmeno mi risulta questa cosa...
AVVOCATO Pepi: E lei dice di no, non c'è nessun problema, Scarano.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
AVVOCATO Pepi: Senta, passiamo ad un'altra cosa: lei a Roma, a casa sua, insomma, nelle sue pertinenze, ha mai subìto perquisizioni da parte della Polizia o dei Carabinieri?
PRESIDENTE: Avvocato.
AVVOCATO Pepi: Sì.
PRESIDENTE: L'imputato può sempre rispondere, o non rispondere. Ma aveva già parlato in sede di esame dibattimentale di tre perquisizioni addirittura in un mese.
AVVOCATO Pepi: Sì, Presidente, però posso anche cercare di farglielo dire e specificare.
PRESIDENTE: Certo, certo.
AVVOCATO Pepi: Sì, sì, lo so che... Appunto per questo, che gliel'ho chiesto.
Si ricorda in che data?
IMP. Scarano A.: No, no.
AVVOCATO Pepi: Le volte erano tre, vero, allora?
IMP. Scarano A.: Le?
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se sono state almeno tre le perquisizioni che ha subìto.
IMP. Scarano A.: Sì, sì...
PRESIDENTE: Lei disse addirittura...
IMP. Scarano A.: Sì, sì, all'incirca tre.
PRESIDENTE: Tutte in un mese?
IMP. Scarano A.: Quasi in un mese, sì.
AVVOCATO Pepi: Senta, Scarano, in queste perquisizioni che cosa le fu trovato? le fu sequestrato anche del materiale cartaceo tipo agende o nominativi, cifre, cose del genere?
IMP. Scarano A.: A me, la prima volta, per esempio, mi hanno sequestrato circa 80-90 milioni, liquidi e assegni. E me li hanno ridati subito la sera.
AVVOCATO Pepi: E quindi esclude che gli abbiano sequestrato queste cose che le chiedevo? Cioè, agende, blocchi, appunti, cose di questo genere?
IMP. Scarano A.: Avvocato, le agende, le agende che dice lei, che si riferisce lei, sono state sequestrate ultimamente. Io, quello che dico io, parlo già dal '92, le perquisizioni.
AVVOCATO Pepi: Va bene.
IMP. Scarano A.: Le agende sono state sequestrate causa questi processi... il primo processo di Roma. Ho preso pure una condanna, già.
AVVOCATO Pepi: Senta, Scarano, lei che quindi ha subìto varie perquisizioni, come sta dicendo e come ci aveva già detto al dibattimento e come ha detto anche nelle fasi delle indagini preliminari, quindi era una persona che comunque era, a quanto pare, un po' controllato dalla Polizia.
Non le sembra strano, allora, che avendo lei queste perquisizioni, che si sono succedute più volte, tenute in casa sei persone che venivano per compiere degli atti illeciti a casa sua?
IMP. Scarano A.: Avvocato, io guardi, io gli rispondo ugualmente per dargli soddisfazione.
AVVOCATO Pepi: No, non è che debba dare soddisfazione a me.
IMP. Scarano A.: No, no, gli rispondo... Gli rispondo perché mi pare pure giusto rispondere, no?
PRESIDENTE: Va be', se vuole risponda.
IMP. Scarano A.: Certo. Quando venivano da me, quando venivano da me a farmi la perquisizione, mi dicevano sempre... Dico: 'ma che cercate qui? Ultimamente, in una settimana, due volte'.
Questo, nel '92, parlo.
Venivano e guardavano o lo zucchero guardavano, o il sale, guardavano... che ne so, dentro gli stipetti.
Ma io sono stato sempre regolare, che loro lo sanno benissimo che io non trafficavo in nessuna cosa.
Io compravo oro, compravo macchine, prestavo soldi. Questo era il lavoro mio. Compravo abbigliamento, compravo mobili.
AVVOCATO Pepi: Senta, Scarano, ne prendo atto di quello che lei mi ha detto e i motivi per cui venivano fatte le perquisizioni.
Però io, la domanda...
IMP. Scarano A.: Ma mi hanno... Posso? Mi hanno sequestrato 90 milioni e me li hanno dati.
AVVOCATO Pepi: Sì, ho capito Scarano, ma lei non ha risposto a quello che io volevo sapere.
Cioè, io le ho detto: lei, che ha subìto delle perquisizioni, non ritenne strano di dover tenere a casa sua sei persone con il rischio che, in quella occasione, ritornasse ancora una volta la Polizia, visto che lei era nell'occhio della Polizia stessa.
Quindi, le chiedo: non le sembra strano, pericoloso... Lo dica, come crede lei. Non le sembra sia stata una operazione un po' pericolosa tenere sei persone che venivano per compiere delle stragi quando lei era facilmente perseguibile da parte della Polizia.
IMP. Scarano A.: Sì, ma le perquisizioni sono state nel '92.
AVVOCATO Pepi: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Io, l'anno dopo, me n'ero scordato di queste perquisizioni, non ci pensavo neanche.
AVVOCATO Pepi: Ma è un po' strano... va be', io ne prendo atto della sua risposta.
Senta, lei praticamente mi ha già un po' risposto. Quindi lei non trafficava in stupefacenti, cocaina, o no.
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Pepi: Ma ne faceva uso personale?
IMP. Scarano A.: Avvocato, mi rifiuto di rispondere.
AVVOCATO Pepi: Va be', io ne prendo atto. E le chiedo allora: come mai, se lei chiaramente mi vuol rispondere, al momento in cui fu arrestato dichiarò di fare uso di cocaina?
IMP. Scarano A.: Ho capito. Sì.
AVVOCATO Pepi: Me la conferma allora.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
AVVOCATO Pepi: Allora faceva uso di cocaina.
IMP. Scarano A.: Ma io non capisco che vuol dire questo, avvocato, qua.
AVVOCATO Pepi: No, lei mi risponda. Non interpreti le mie domande.
IMP. Scarano A.: Sì, ne facevo uso, sì.
PRESIDENTE: Non può rispondere con delle domande, però.
Se vuole, risponde; se non vuole, non risponde.
AVVOCATO Pepi: Bene. Passiamo ad un primo episodio: l'attentato a Costanzo.
Lei ha detto, Scarano, che a Roma abitava in un condominio in una zona, mi sembra che abbia detto, popolare, vero?
IMP. Scarano A.: Dove abito io?
AVVOCATO Pepi: Sì.
IMP. Scarano A.: Certo.
AVVOCATO Pepi: E quanti condomini c'erano nell'edificio in cui lei abitava?
IMP. Scarano A.: Mi sembra che ci sono 14 famiglie.
AVVOCATO Pepi: 14 famiglie. Senta, lei a pagina 73 del fascicolo 103 del dibattimento, cioè nelle dichiarazioni rese al dibattimento, ha dichiarato di aver sistemato le armi e l'esplosivo in quel locale che lei ha definito ex lavatoio, o cantina, è vero no?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Pepi: Me lo conferma, ecco.
Senta, ma in questo locale, poteva accedervi solo lei, o potevano andarci tutti?
IMP. Scarano A.: Il locale era un vecchio locale tutto condominiale. Lì c'avevano diritto tutti ad andarci.
AVVOCATO Pepi: Ecco.
IMP. Scarano A.: Tutto il condominio.
AVVOCATO Pepi: Quindi, chiunque poteva entrare in questo cosiddetto lavatoio e casualmente trovare anche le armi e l'esplosivo.
IMP. Scarano A.: Avvocato, mi deve far finire di parlare a me. sennò, se mi rompe, non posso dire niente.
Io ho detto: che prima, nei primi anni '75-80 era ancora usato di qualcheduno del condominio, tutto il condominio. Però, da sette-otto anni a questa parte, lì sotto non ci andava più nessuno. Ci andava soltanto qualcheduno che buttava una rete, oppure che buttava una porta. E basta.
AVVOCATO Pepi: Comunque...
IMP. Scarano A.: Ma io stavo molto attento quando c'era quel materiale lì sotto, stia tranquillo.
AVVOCATO Pepi: Sì, comunque sia, Scarano, lei non può escludere che, indipendentemente da questa abitudine che gli altri condomini non andavano più ultimamente in questo lavatoio, però nulla poteva escludere che un giorno qualcheduno scendesse e trovasse le armi. Questo lei non lo può certo escludere.
IMP. Scarano A.: Certo...
AVVOCATO Pepi: Ecco.
IMP. Scarano A.: ... le chiavi ce l'avevano tutti. Però io ero sicuro al cento per cento che non ci andava più nessuno lì sotto.
AVVOCATO Pepi: Va bene. Senta... Questo, sarà difficile che mi risponda, perché probabilmente mi dirà che non se lo ricorda.
Si ricorda con esattezza la data dell'arrivo del camion con le armi e l'esplosivo?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei era a conoscenza che Messina Denaro e Sinacori, all'epoca in cui si verificò l'attentato a Costanzo, erano latitanti?
IMP. Scarano A.: Io, questo, non lo so.
AVVOCATO Pepi: Non lo sapeva?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Pepi: E' sicuro di non saperlo?
IMP. Scarano A.: Certo che sono sicuro.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ha parlato di un certo "Fifetto" Cannella, no?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Pepi: Questo "Fifetto" Cannella, che lei sappia, conosceva le strade di Roma? Era, insomma, aveva problemi a trovare le strade, la conosceva bene, non la conosceva bene?
IMP. Scarano A.: Se era a conoscenza delle strade di Roma?
AVVOCATO Pepi: Sì.
IMP. Scarano A.: Lui stesso mi ha detto a me che è stato sei-sette mesi a Roma.
AVVOCATO Pepi: Quindi era...
IMP. Scarano A.: Era pratico benissimo di Roma.
AVVOCATO Pepi: Ecco, era pratico benissimo. Molto bene.
Quindi allora anche a questo punto io le devo contestare: non le sembra strano che allora una persona che è esperta delle strade di Roma, che lei ha detto conosceva benissimo, per muoversi da un posto ad un altro, avesse bisogno della sua guida?
IMP. Scarano A.: Non ho capito, avvocato.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se è vero che questo Cannella "Fifetto", conosceva Roma e le strade di Roma, perché aveva bisogna di lei per essere accompagnato dove volle farsi accompagnare da lei.
IMP. Scarano A.: Ah, questo glielo deve dire a Messina Matteo Denaro, perché me lo ha mandato da me. Non me lo deve dire a me, avvocato.
AVVOCATO Pepi: No, questa era semplicemente era una osservazione che le chiedevo che lei poteva fare. Chiaramente poi le mi risponde come crede.
Senta, veniamo...
IMP. Scarano A.: Le posso dire un'altra cosa.
AVVOCATO Pepi: Sì.
IMP. Scarano A.: Perché quando è venuto a Roma Cannella "Fifetto", e mi ha detto a me dice: 'dobbiamo andare da Costanzo', io ci ho risposto: 'chi è questo Costanzo?', che io nemmeno lo conoscevo.
Lo sa cosa mi ha detto Cannella? Mi ha detto: 'prendiamo la Tiburtina, ti ci porto io, andiamo a vedere'.
AVVOCATO Pepi: Bene.
IMP. Scarano A.: E ce l'ho portato tre-quattro volte.
AVVOCATO Pepi: Ne prendo atto. Quindi Cannella sapeva, conosceva le strade e non aveva bisogno del suo aiuto.
Veniamo comunque ai sopralluoghi che avreste effettuato per preparare l'attentato a Costanzo.
Lei mi pare abbia detto furono tre, vero?
IMP. Scarano A.: Tre, quattro, adesso... Tre, quattro volte.
AVVOCATO Pepi: Tre o quattro? Perché sa...
IMP. Scarano A.: Tre-quattro. Che ne so adesso avvocato?
AVVOCATO Pepi: Mah, insomma...
IMP. Scarano A.: Una più o una meno, che...
AVVOCATO Pepi: Quando uno va...
IMP. Scarano A.: Ma tre sono sicuri, eh.
AVVOCATO Pepi: Va bene, tre. Quando uno va a preparare un attentato, insomma, non è come quando uno va al supermercato.
PRESIDENTE: Avvocato, non faccia commenti.
AVVOCATO Pepi: E' vero, ha ragione Presidente, chiedo scusa.
Senta, di questi tre sicuri sopralluoghi che lei ha detto, mi sa dire in che orari furono effettuati?
IMP. Scarano A.: Quando sono stati effettuati i sopralluoghi?
AVVOCATO Pepi: Sì.
IMP. Scarano A.: Ma io la prima volta che li ho accompagnati lì mi sono fermato vicino ad un ristorante.
PRESIDENTE: No, in che orari più o meno...
IMP. Scarano A.: Pomeriggio. Sempre di pomeriggio.
PRESIDENTE: Sempre di pomeriggio.
AVVOCATO Pepi: Sempre di pomeriggio. Primo pomeriggio, o tardo pomeriggio?
IMP. Scarano A.: Mah, nel tardo pomeriggio. Dalle sei in poi. Sette.
AVVOCATO Pepi: Bene. Senta, parlando di via Fauro, mi vuole, se lo sa chiaramente, se è a conoscenza di questa, la situazione: com'era la situazione di traffico in questa via? Vi era una intensità di parcheggio, erano le macchine una accanto all'altra, vi era difficoltà molto notevole di parcheggio, oppure era una zona in cui si poteva parcheggiare in maniera abbastanza, nonostante Roma, con facilità.
IMP. Scarano A.: Avvocato, io in quella strada, non ci sono mai stato.
AVVOCATO Pepi: Non c'è mai stato.
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei mi può dire - sempre si sta parlando dell'attentato a Costanzo, eh - mi può dire, se lo sa, che tipo di esplosivo, che quantità erano state preparate per questo attentato?
IMP. Scarano A.: 110 chili.
AVVOCATO Pepi: E come tipo di esplosivo non lo sa.
IMP. Scarano A.: Il tipo di esplosivo, all'epoca erano sacchetti.
AVVOCATO Pepi: Sì, no, i sacchetti sono il contenuto. Dicevo, il contenente, cioè il contenuto, che tipo c'era?
PRESIDENTE: Che tipo, che qualità di esplosivo...
IMP. Scarano A.: Eh, non lo so, avvocato.
PRESIDENTE: Non lo sa.
AVVOCATO Pepi: Non lo sa. Non c'è...
Senta, le volevo chiedere, dov'erano Giuliano e Spatuzza quando gli altri stavano preparando la macchina per l'attentato a Costanzo?
IMP. Scarano A.: Dove stava Spatuzza...
AVVOCATO Pepi: E Giuliano.
PRESIDENTE: Giuliano e Spatuzza, mentre gli altri due stavano preparando la macchina, dove...
IMP. Scarano A.: No, da Costanzo erano in sei.
PRESIDENTE: Erano in... Eh, lei risponda quello che crede. Io...
IMP. Scarano A.: Stavano a casa mia, la metà.
AVVOCATO Pepi: Ecco, io volevo sapere questo qui.
Ecco, lei non sa mica come, visto che due erano a casa, gli altri erano a preparare le auto, come si misero d'accordo per ritrovarsi nel luogo dove doveva avvenire l'esplosione?
IMP. Scarano A.: Ma all'epoca hanno portato la macchina loro.
AVVOCATO Pepi: Sì, no, questo...
IMP. Scarano A.: Non ho capito la domanda.
AVVOCATO Pepi: La domanda è questa: lei mi ha detto che Giuliano e Spatuzza erano a casa sua, gli altri erano invece da un'altra parte a preparare la macchina per fare l'attentato a Costanzo. Io le chiedo: lei è a conoscenza di come si misero d'accordo per trovarsi l'ora e il luogo dove trovarsi insieme?
IMP. Scarano A.: Ma già il posto di Costanzo lo sapevano tutti. Ma quando si è andati a preparare la macchina, si è andati e poi siamo andati via di lì. Loro stavano già stavano giù da Costanzo, la metà di queste persone.
Perché lì, allo stanzone dove era stata provata la macchina, c'era: io, Lo Nigro e Benigno Salvatore.
AVVOCATO Pepi: Senta...
IMP. Scarano A.: Gli altri sono andati giù da Costanzo, aspettavano giù.
AVVOCATO Pepi: Senta, sempre per restare a Costanzo, da chi ha saputo che Costanzo aveva cambiato l'auto e non aveva più la macchina che era previsto avesse?
IMP. Scarano A.: L'ho sentiti i commenti che facevano questi ragazzi, tutti.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei in quella occasione, subito dopo l'attentato, ebbe occasione di vedere su qualche rete televisiva un telegiornale?
IMP. Scarano A.: A chi, dovevo vedere?
AVVOCATO Pepi: No, lei.
PRESIDENTE: Se ha visto qualche telegiornale all'epoca dell'attentato a Costanzo.
IMP. Scarano A.: Mah, non me lo ricordo.
AVVOCATO Pepi: Quindi, lei esclude di aver sentito, subito dopo l'attentato, una intervista che Costanzo ebbe a fare alla televisione.
IMP. Scarano A.: Mah, Costanzo mi sembra che l'ho sentito.
AVVOCATO Pepi: Ecco. E allora, se lo ha sentito, sentì dire da Costanzo che il cambio dell'auto gli aveva salvato la vita?
IMP. Scarano A.: No, no.
AVVOCATO Pepi: Scusi, se ha sentito l'intervista...
IMP. Scarano A.: No, non le ho sentite queste che. Cose del genere non le ricordo proprio.
AVVOCATO Pepi: No. Senta, chi rubò la macchina che serviva all'attentato di Costanzo?
IMP. Scarano A.: Non lo so, avvocato.
AVVOCATO Pepi: Non lo sa. Quindi non sa nemmeno quanto tempo prima è stata rubata questa auto?
IMP. Scarano A.: No. Non ci stavo io.
AVVOCATO Pepi: Senta, prima dell'attentato a Costanzo, lei era mai stato nell'area di servizio con Spatuzza e Lo Nigro a prendere Carra?
IMP. Scarano A.: A prendere?
AVVOCATO Pepi: Carra Pietro.
IMP. Scarano A.: No, no. Non sono mai stato.
AVVOCATO Pepi: Senta, quando Carra scaricò l'esplosivo, lei era presente, oppure no?
IMP. Scarano A.: Ma quale esplosivo, avvocato?
AVVOCATO Pepi: Si sta parlando sempre dell'esplosivo relativo a Costanzo.
PRESIDENTE: A Costanzo.
IMP. Scarano A.: Gli sto dicendo che da Costanzo, il materiale che è stato usato da Costanzo, era arrivato precedentemente.
AVVOCATO Pepi: Sì.
IMP. Scarano A.: Ma non da Carra.
AVVOCATO Pepi: Va be', e io le ho chiesto: lei era presente quando venne scaricato questo esplosivo, oppure no?
IMP. Scarano A.: A questa domanda non rispondo, avvocato, perché non è giusta la domanda in questa... La faccia più chiara la domanda.
PRESIDENTE: L'avvocato vuole sapere se lei era presente quando arrivò l'esplosivo con le armi che fu... Cioè, l'esplosivo che poi fu usato per Costanzo.
IMP. Scarano A.: Sì, ero presente sì.
AVVOCATO Pepi: Eh.
IMP. Scarano A.: Certo. Quello, quello l'ha portato Sinacori con...
AVVOCATO Pepi: Ho capito, ho capito. Dico: era presente anche Giuliano?
IMP. Scarano A.: Ma non c'era Giuliano all'epoca, avvocato.
AVVOCATO Pepi: Va bene. Senta, le volevo fare questa domanda: lei sa, o è a conoscenza se Giuliano e Barranca erano pratici delle strade di Roma?
IMP. Scarano A.: Io non lo so questo.
AVVOCATO Pepi: Non lo sa. Quindi non sa se conoscevano le varie zone e le varie strade.
IMP. Scarano A.: So soltanto che Barranca si è perso ai Parioli per arrivare a casa mia, doveva attraversare tutta la città. Come ci è arrivato, questo non lo so, alle cinque la mattina, alle quattro, le cinque.
AVVOCATO Pepi: Senta, Scarano: lei, Barranca e Giuliano li conosce tutti e due col nome di Giuseppe, vero?
IMP. Scarano A.: Io a Giuliano l'ho conosciuto come Peppuccio.
AVVOCATO Pepi: Sì.
IMP. Scarano A.: E a Barranca l'ho conosciuto come Giuseppe.
AVVOCATO Pepi: Senta, me li vuole ridescrivere tutti e due queste persone?
IMP. Scarano A.: No, io se vuole faccio pure un confronto diretto qui, se il Presidente lo permette. Gli dico chi sono.
PRESIDENTE: Ora risponda alla domanda dell'avvocato. Se gli fa una descrizione dell'uno e dell'altro.
IMP. Scarano A.: Allora, quel Giuliano è molto più basso di Barranca ed è robusto. Barranca è più alto.
AVVOCATO Pepi: Bene. Ne è sicuro di questo?
IMP. Scarano A.: Ne sono sicuro sì, che Giuliano è più basso di... Peppuccio è molto più basso di Barranca.
AVVOCATO Pepi: E' molto più basso, eh? Benissimo, ne prendiamo atto.
IMPUTATO: Presidente...
PRESIDENTE: Scusi, abbia pazienza, in questo momento deve lasciare l'avvocato. Chi parlava, non lo so chi sia, parlerà quando l'avvocato ha terminato le sue domande. Va bene?
AVVOCATO Pepi: Senta, Scarano, lei poi ha detto che queste persone, dopo l'attentato, si fecero accompagnare qui a Roma da un amico di suo figlio, tale Pino, mi sembra no? abbia detto.
IMP. Scarano A.: Ma se... Di quale attentato? Sta parlando sempre di Costanzo?
AVVOCATO Pepi: Sì.
IMP. Scarano A.: Eh?
AVVOCATO Pepi: Sì.
IMP. Scarano A.: No, è stato all'ultimo.
AVVOCATO Pepi: Va bene.
IMP. Scarano A.: Le faccia chiare le domande, avvocato.
AVVOCATO Pepi: Io le fo chiarissime, per carità di Dio!
IMP. Scarano A.: No...
AVVOCATO Pepi: Ci mancherebbe altro! Senta, le volevo chiedere: lei ha parlato - e faccio riferimento al fascicolo 107 del dibattimento pagina 54 - che si sarebbe recato a trovare un suo amico, tale Liberati, che era agli arresti domiciliari. E' vero?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Pepi: Si accompagnò in questa visita ad alcuni degli odierni imputati, oppure no?
IMP. Scarano A.: Sì, più volte.
AVVOCATO Pepi: E chi erano queste persone?
IMP. Scarano A.: Adesso... Io sono andato con Spatuzza, sono andato con Giuliano, sono andato con Lo Nigro, sono andato con Giacalone. Adesso non è che mi ricordo il giorno, l'ora quando sono andato con loro.
AVVOCATO Pepi: Questo io non gliel'ho chiesto. Io le ho chiesto soltanto se è andato con qualcuno di queste persone che sono imputati in questo processo.
IMP. Scarano A.: Sì, più volte con... Con tutti, quasi.
AVVOCATO Pepi: Ecco. Senta, Scarano, ma le risulta che quando un soggetto è agli arresti domiciliari, in qualsiasi ora del giorno o della notte, può arrivare la Polizia o i Carabinieri che sono preposti alla vigilanza a vedere se questa persona è in casa, o non è in casa?
IMP. Scarano A.: Sì, certo.
AVVOCATO Pepi: E persone che vengono delle stragi vengono con lei da una persona agli arresti domiciliari?
IMP. Scarano A.: Sono venuti con me, sono entrati con me dentro la casa.
AVVOCATO Pepi: Ma è venuto anche Giuliano?
IMP. Scarano A.: Certo che è venuto pure Giuliano.
AVVOCATO Pepi: Ne è sicuro?
IMP. Scarano A.: Ma penso di sì, perché sono passati quasi tutti.
AVVOCATO Pepi: No, pensa, o è sicuro?
IMP. Scarano A.: Avvocato, io adesso non posso rispondere alla perfezione. Però sono venuti, più di uno sono venuti in quella casa.
AVVOCATO Pepi: Ma lei gliel'aveva detto a queste persone che la persona che andavate a trovare era agli arresti domiciliari?
IMP. Scarano A.: Ma non ricordo se l'ho detto.
AVVOCATO Pepi: Senta, dall'attentato a Costanzo, a quando vi recaste in quella località dal none quasi impronunziabile, Misilmeri o roba del genere, quanto tempo, quanti giorni passarono?
IMP. Scarano A.: E' stato giugno, il mese di giugno.
AVVOCATO Pepi: Sicuro della data?
IMP. Scarano A.: Sì, più o meno quella data lì. Dopo una quindicina di giorni dell'attentato.
AVVOCATO Pepi: Dopo una quindicina di giorni...
IMP. Scarano A.: 15-20 giorni.
AVVOCATO Pepi: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Deve essere il mese di giugno, i primi di giugno.
AVVOCATO Pepi: Potrebbe essere anche la fine di maggio?
IMP. Scarano A.: Io sto dicendo giugno.
AVVOCATO Pepi: No, io ho chiesto la precisazione, visto che lei sulle date non è che sia così forte, le chiedo se poteva essere anche la fine di maggio.
IMP. Scarano A.: Non lo ricordo. Comunque è stata una quindicina, 15 o 20 giorni dopo, non di più.
AVVOCATO Pepi: Bene. Passiamo ora ad un altro argomento: allo stadio Olimpico.
Senta, chi venne per primo a studiare le modalità, le attività da svolgere all'Olimpico per l'attentato?
IMP. Scarano A.: Spatuzza.
AVVOCATO Pepi: Spatuzza. Mi saprebbe indicare esattamente il periodo, il mese, l'anno?
IMP. Scarano A.: Il primo sopralluogo è stato fatto nel '93.
AVVOCATO Pepi: Il mese se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: L'ultima partita delle squadre che fanno. E' stata l'ultima, era l'ultima partita della stagione.
AVVOCATO Pepi: L'ultima partita del campionato, eh?
Senta, che lei sappia, eh. Questa è una domanda che probabilmente mi risponderà che non lo sa: Spatuzza, nel periodo in cui venne a fare questi sopralluoghi per l'attentato all'Olimpico, che le risulti a lei, era persona incensurata, o era persona che aveva avuto condanne, o che aveva procedimenti penali.
IMP. Scarano A.: Io non lo so.
AVVOCATO Pepi: Non lo sa.
IMP. Scarano A.: Camminava liberamente. Penso che...
AVVOCATO Pepi: Senta, sempre relativamente a Spatuzza, lei ha parlato di un certo periodo in cui questa persona girava tranquillamente a bordo di una moto. Me lo può confermare il periodo?
IMP. Scarano A.: Mah, il periodo non lo posso confermare. Era questo quasi all'ultimo.
AVVOCATO Pepi: Sì, all'ultimo di quando, scusi?
IMP. Scarano A.: All'ultimo, fine '93.
AVVOCATO Pepi: Fine '93? Cioè, i mesi invernali, per intendersi.
IMP. Scarano A.: '93, fine '93, insomma. O settembre, ottobre.
AVVOCATO Pepi: Settembre-ottobre.
IMP. Scarano A.: Ha chiesto la moto a Bizzoni e se n'è... Poi lui, Spatuzza, mi ha detto a me che è andato a Bologna per vedere, che aveva avuto la soffiata che c'era un pentito a Bologna.
AVVOCATO Pepi: Ho capito. Senta, e questa gita a Bologna di Spatuzza, sempre in questo periodo qui, allora.
IMP. Scarano A.: Quando Bizzoni gli ha dato la moto.
AVVOCATO Pepi: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Così mi ha detto lui, io poi non lo so se è andato a Bologna o è andato da qualche altra parte.
AVVOCATO Pepi: Bene. Passiamo a un altro argomento, che è relativo al carico di hashish.
Lei, al dibattimento - e faccio sempre anche qui riferimento, per essere preciso, fascicolo 103 del dibattimento, pagina 4 - ha dichiarato di non intendersi di "sta' roba", cioè di stupefacenti.
IMP. Scarano A.: Esatto.
AVVOCATO Pepi: Esatto. Poi però, sempre in quello stesso fascicolo pagina 27, ha dichiarato che l'hashish aveva un buon odore ed era buono.
Allora io le chiedo: allora, se ne intendeva, o non se ne intendeva? Perché a me, se mi fanno vedere dell'hashish, non gli so dire se è buono, o poco buono.
IMP. Scarano A.: Posso, avvocato?
AVVOCATO Pepi: Certo.
IMP. Scarano A.: Allora, quando io sono stato chiamato per andare a Palermo a prendere quel camion del Carra e portarlo a Roma con l'hashish, Cannella ha rotto un pezzo di questo mattoncino di fumo, hashish, come lo volete chiamare, dice: 'senti, guarda che colore...'
Dico: 'guarda, io non ci capisco niente di queste cose'. All'odore mi sembrava a me una specie della menta forte. Però, come grana non c'era niente, anzi, zero proprio, zero. Era sabbia.
AVVOCATO Pepi: Senta, ma allora io non, o non riesco a capire io, ma come fa lei a dire che, visto che non si intendeva dell'hashish, si assume di smerciare non un piccolo quantitativo, 20 quintali? Insomma, bisogna, per vendere, l'ho sempre saputo, è una questione merceologica, bisogna conoscere l'oggetto che si vende. Perché se non lo si vende male, o lo si vende sotto prezzo, lo si svaluta.
Lei piglia un carico di 20 quintali di un oggetto e dice di non conoscerlo.
IMP. Scarano A.: Allora, quando mi è stato proposto questo hashish a me era tutto una catena di poter venire loro a Roma per agganciare me con questo hashish qui, no? Come dice lei.
Però io, arrivati a Roma, ho detto: 'guarda, io adesso mi informo se va. Io non ci capisco niente. E se non va te lo faccio sapere'. A me, non hanno aspettato neanche la risposta, la risposta negativa o positiva. Mi hanno chiamato di andare a Palermo a prendere questo camion e portarlo a Roma.
AVVOCATO Pepi: Va be'...
IMP. Scarano A.: Io a Roma ne ho venduto due quintali. Ho preso 200 milioni...
AVVOCATO Pepi: Che poi ha dato...
IMP. Scarano A.: E' venuto subito Cannella dopo 10 giorni, si è preso questi soldi. E io, la vuol sapere un'altra cosa? Mi sono dovuto andare a nascondere 10-15 giorni, perché la gente voleva i soldi indietro. Ha capito?
AVVOCATO Pepi: Va bene.
IMP. Scarano A.: Perché non era buono.
AVVOCATO Pepi: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Ed era rimasto lì. E' stato tre anni dentro una grotta, quel fumo.
AVVOCATO Pepi: Senta...
PRESIDENTE: Avvocato, già che ci siamo, possiamo fare una domanda?
AVVOCATO Pepi: Certo, Presidente.
PRESIDENTE: Ha pagato dei soldi lei per avere questo hashish?
IMP. Scarano A.: No, no. A me mi hanno detto all'epoca che: 'come si vende, poi, prendi qualcosa pure te'.
Ma io non ho venduto, ho venduto due quintali, due quintali e mezzo, ho preso 200 milioni. Che nel primo, era il primo. Ho trovato pure uno che non era esperto di queste cose, perché sennò se era esperto non ce lo comprava.
E poi non è stato venduto neanche un chilo, più. E' stato buttato dentro una grotta e lì è rimasto. E lì è stato rinvenuto adesso dalla Finanza a Roma. Tutto.
AVVOCATO Pepi: Senta, Scarano...
IMP. Scarano A.: Perché io... Posso?
AVVOCATO Pepi: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Perché io più volte, quando arriva Carra qui, gli ho detto: 'non te lo vuoi portare indietro quell'hashish? Portalo indietro'. Dice: 'va bene, poi... Lascialo qui'.
Gliel'ho detto anche a Giacalone ultimamente. Mi hanno risposto: 'brucialo'. Perché loro lo sapevano benissimo che questa roba non era buona.
AVVOCATO Pepi: Senta, Scarano, lei ha parlato allora ripetutamente di 20 quintali di questo hashish benedetto. Poi, quando ha specificato dov'era posto questo hashish ha parlato testualmente di dieci più, quindi da dieci in su, camere d'aria nelle quali era contenuto quest'hashish.
Ha altresì detto che ogni camera d'aria conteneva 35 chili.
Ora io di matematica veramente sono zero più zero, ma facendo un calcolo suo verrebbe fuori non più un carico di 20 quintali, ma un carico di 35-40 quintali.
Io vorrei una precisazione su questo punto: se erano 20, se erano 30, o se erano 40.
IMP. Scarano A.: Avvocato, io di camere d'aria non mi ricordo. Però mi è stato detto che erano 20 quintali circa.
AVVOCATO Pepi: Sì, però lei ha anche detto che erano più di... camere d'aria con 35 chili ognuna.
IMP. Scarano A.: Io ho parlato sempre di 20 quintali, avvocato.
AVVOCATO Pepi: Sì, però...
IMP. Scarano A.: Io di camere d'aria, adesso, non mi ricordo se erano 10, 15, 20, 30, io adesso non mi ricordo di camere... Non le ho contate le camere d'aria, io.
AVVOCATO Pepi: Bene. Esaurito questo argomento, passiamo oltre.
Veniamo ai due attentati alle chiese romane: San Giovanni e Velabro.
Senta, che lei sappia, la chiesa di San Giovanni divenne un obiettivo casuale, o era stato predisposto precedentemente?
IMP. Scarano A.: Non ho capito la domanda, avvocato.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se la chiesa di San Giovanni era stato un obiettivo preso a caso, o era stato programmato in precedenza.
IMP. Scarano A.: Programmato, no. Programmato era un altro palazzo a Trastevere, una casa antica a Trastevere. E strada facendo hanno visto questo san Giovanni. E' stato casuale san Giovanni.
Del Velabro non lo so se lo sapevano.
AVVOCATO Pepi: Va bene. Senta, allora io le chiedo: visto che San Giovanni è divenuto un obiettivo casuale e perché si doveva fare l'attentato a questo palazzo vecchio che lei ha detto, quanto tempo passò tra il cambio di obiettivo?
IMP. Scarano A.: Quanto tempo passò?
PRESIDENTE: Dal cambio di obiettivo.
AVVOCATO Pepi: Dal cambio di obiettivo.
PRESIDENTE: Fra il palazzo antico di Trastevere e la chiesa di San Giovanni.
IMP. Scarano A.: A me, quando mi hanno portato lì Lo Nigro e Giuliano, in quel palazzo che c'era la festa in Trastevere, Lo Nigro ci ha detto a Giuliano, dice: 'questo è il palazzo'.
Poi siamo andati via, siamo andati a quel borgo vecchio, lì hanno trovato... Che forse, secondo me, lo sapevano dov'è che avrebbero, dov'è che siamo andati. Poi, andando verso casa, San Giovanni, l'hanno vista per strada. Perché lì a Trastevere c'era una festa. Perché secondo me c'era il palazzo di Trastevere in discussione e il Velabro.
AVVOCATO Pepi: Senta...
PRESIDENTE: Ma lei vuol dire che c'erano questi due nei programmi.
IMP. Scarano A.: Nei programmi, senz'altro.
PRESIDENTE: Poi dissero che avevano cambiato idea.
IMP. Scarano A.: Certo. Perché a Trastevere c'era una festa che durava 10-15 giorni.
AVVOCATO Pepi: Senta, ma io le chiedo allora: fra questo cambio di obiettivo e l'attuazione reale dell'attentato, quanto tempo passò? Mezza giornata, un giorno, due giorni, qualche ora?
IMP. Scarano A.: Mah, è stato dopo, dopo una decina di giorni, l'attentato sia di uno che dell'altro, della festa di Trastevere.
AVVOCATO Pepi: Quindi dopo, ha detto dopo dieci giorni, vero?
Senta...
IMP. Scarano A.: Non è, cioè... Scusi, avvocato.
AVVOCATO Pepi: Sì.
IMP. Scarano A.: Quando siamo andati a vedere lì a Trastevere quel palazzo, sono passati una decina di giorni, quindici.
AVVOCATO Pepi: Va be'.
IMP. Scarano A.: All'attentato.
AVVOCATO Pepi: Bene. Senta, quando furono rubate le auto per gli attentati alle chiese?
IMP. Scarano A.: Mah, io ho accompagnato solo Lo Nigro, una sola volta.
AVVOCATO Pepi: Quindi lei sa soltanto che...
IMP. Scarano A.: Di una macchina.
AVVOCATO Pepi: Di una macchina?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Pepi: Quella che avrebbe rubato Lo Nigro?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Pepi: E non sa di quell'altre... Quante altre macchine c'erano per gli attentati di Roma, rubate?
IMP. Scarano A.: Io, rubate non lo so. Certamente rubate erano due, quelle... due o tre. Ma io solo una ne ho... ho accompagnato Lo Nigro a prenderne.
AVVOCATO Pepi: Sì.
IMP. Scarano A.: Delle altre non posso rispondere. Perché le ho viste giù al magazzino del Di Natale.
AVVOCATO Pepi: Sì. Senta, ma a me... Lei ha dichiarato che in via Ostiense, dove venivano poi preparate queste macchine per gli attentati, ha visto tre macchine.
Lo conferma, o non lo conferma?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, tre macchine. C'era quella d'appoggio.
AVVOCATO Pepi: Eh, tre macchine. E che tipi di macchine erano?
IMP. Scarano A.: Io, se non sbaglio, era una Tipo e due Uno.
AVVOCATO Pepi: Si ricorda, già che ci siamo, anche il colore?
IMP. Scarano A.: Una era bianca, la Tipo era bianca; un'altra era bianca e un'altra... non ricordo bene.
AVVOCATO Pepi: Bene. Senta, se non vado errato, lei ha dichiarato - ora ha un po' cambiato perché si è ricordato, ha detto di sapere solo che una macchina sarebbe stata rubata da Lo Nigro - ma qui al dibattimento ha dichiarato di sapere anche che una macchina sarebbe stata rubata da Peppuccio.
IMP. Scarano A.: Ma è normale. Perché ci siamo divisi. Loro sono andati per conto loro e io sono andato con Lo Nigro.
AVVOCATO Pepi: Sì, ho capito. Ma allora come fa esattamente a sapere che l'ha rubata Peppuccio, o potrebbe averla rubata un altro. Se lei non lo ha visto, come fa a saperlo?
IMP. Scarano A.: Avvocato, quando ci siamo divisi, ognuno... si è parlato di queste macchine ognuno per conto suo se n'è andato.
AVVOCATO Pepi: Va bene.
IMP. Scarano A.: Però io parlo che ho accompagnato solo Lo Nigro.
AVVOCATO Pepi: Ho capito. Comunque io prendo atto che lei dice che Giuliano avrebbe rubato la macchina.
Allora io le chiedo...
IMP. Scarano A.: Io non dico che l'ha rubata Giuliano, oppure Spatuzza. Attenzione.
AVVOCATO Pepi: E comunque...
IMP. Scarano A.: Ci siamo divisi.
AVVOCATO Pepi: Scarano, lei al dibattimento lo ha detto chiaramente: una macchina fu rubata da Peppuccio. Quindi, prendiamone atto.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Pepi: Io le chiedo: quando è stata rubata questa macchina da Peppuccio?
IMP. Scarano A.: Non lo so io.
AVVOCATO Pepi: Non lo sa. Lei ha anche dichiarato che Giuliano, venuto giù da Milano, avrebbe, nello stesso giorno, rubato l'auto. E' vero?
IMP. Scarano A.: Io non ho detto che lo stesso giorno ha rubato un'auto.
Io ho detto che se ha rubato le macchine, lo stesso giorno è quanto ricordo io, degli attentati.
Sia quella che ho accompagnato io Lo Nigro, e quell'altra. Però io non è che posso dire al cento per cento. Però le macchine sono state rubate all'ultimo momento.
AVVOCATO Pepi: Va be'. Io le ricordo che, per fortuna c'è la registrazioni che parlano per me, le ricordo che Giuliano... lei ha detto che Giuliano, venuto giù da Milano, nello stesso giorno ha rubato una macchina.
Io le faccio altresì presente e le chiedo se viceversa lei è a conoscenza che quest'auto che avrebbe rubato il Giuliano lo stesso giorno, guarda caso, risulta rubata, come da denunzia, due giorni prima.
IMP. Scarano A.: E allora vuol dire che l'ha rubata qualchedun altro, Lo Nigro, in assenza di me. Perché io solo per uno l'ho accompagnato.
AVVOCATO Pepi: Bene. Senta, esauriti gli attentati a Roma, alle due chiese, quante persone presero posto nella macchina d'appoggio?
IMP. Scarano A.: Nella macchina, dove?
AVVOCATO Pepi: Nella macchina d'appoggio, quella che serviva per andar via dai luoghi.
IMP. Scarano A.: Loro sono venuti tutti via con la Tipo, con la macchina. E poi sono montati in macchina con me a San Lorenzo.
AVVOCATO Pepi: Quindi, la...
IMP. Scarano A.: Con la mia macchina.
AVVOCATO Pepi: Quindi, l'auto lasciata con gli sportelli aperti era la Tipo.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Pepi: Perfetto. Molto bene.
Senta, lei ha anche dichiarato che Spatuzza fu costretto a parcheggiare l'auto facendo una manovra a marcia indietro perché non c'era spazio per poter parcheggiare in maniera diversa.
Ora io le chiedo: lei è a perfetta conoscenza di com'è la situazione dei luoghi a San Giovanni? Se si tratta di una piazza piccola, di una piazza grande, se ci sono molti, di sera ci sono molte auto ferme e molte macchine ferme. O se c'è una possibilità abbastanza elevata per parcheggiare.
IMP. Scarano A.: Avvocato, io, quello che ho sentito da loro stessi, dopo si sono riuniti tutti dietro casa mia in un parcheggio vicino la Questura, quasi dentro la Questura, di fronte al Commissariato di Zona c'è un parcheggio molto ampio e... dalla parte opposta.
AVVOCATO Pepi: Bene. Senta, lei...
IMP. Scarano A.: No, mi deve far finire da rispondere.
AVVOCATO Pepi: Come?
IMP. Scarano A.: La risposta.
PRESIDENTE: Voleva finire la risposta.
AVVOCATO Pepi: Ah, sì, sì. prego, prego.
IMP. Scarano A.: Io, quello che ho sentito da loro. Che Spatuzza specificava a Lo Nigro e a Benigno Salvatore che la macchina non la poteva mettere per come erano rimasti, perché la dovevano mettere con il di dietro addosso al muro, perché faceva più... più danni, come dicono loro in dialetto.
Invece Spatuzza l'ha messo col muso addosso al muro.
Perché, per motivi... C'erano macchine, furgoni, non so, adesso non ricordo bene quello che c'era là dentro. E allora dice che non ha potuto far manovra.
AVVOCATO Pepi: Va be', comunque lo ha saputo da loro. Bene.
Senta, Scarano, lei ha anche parlato di aver visto il Giuliano con uno zaino. E' vero?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Pepi: Lei sa, o ha saputo da qualcheduno, perché gliel'ha detto Giuliano, perché lei lo ha visto, che cosa ci fosse in questo zaino?
IMP. Scarano A.: Ma io non lo so cosa c'era dentro lo zaino.
AVVOCATO Pepi: Me lo può dire?
IMP. Scarano A.: Posso aggiungere solo una cosa: che con lo zaino, quando è arrivato Giuliano, la prima volta è stata... Adesso non lo so se se l'hanno portato con la macchina o con lo zaino, di quell'esplosivo che c'avevo io a Roma, che aveva portato Messina Matteo Denaro, hanno aggiunto qualche altra cosa loro su quell'esplosivo.
AVVOCATO Pepi: E lei...
IMP. Scarano A.: E ho visto, ho visto una palla non tanto grossa grossa, però qualche cosa c'era.
AVVOCATO Pepi: Senta, ma non è che magari nello zaino ci fossero effetti personali, ci fosse della biancheria intima maschile?
IMP. Scarano A.: Io non lo so. Io, quello che ho visto, ho visto quella prima volta lo zaino, che c'era un qualcosa di più dell'esplosivo che c'avevo io, di una palla di esplosivo che non avevo mai visto.
AVVOCATO Pepi: Dentro lo zaino. Va bene.
Senta, che distanza c'è tra via Ostiense e... insomma, il luogo dove sta Di Natale e piazza San Giovanni e il Velabro?
IMP. Scarano A.: Io adesso di preciso non lo so. Di Natale sta un po', un po' verso... fuori Roma, verso il raccordo anulare.
AVVOCATO Pepi: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Da San Giovanni, da San Giovanni al centro di Roma. Ci saranno, non lo so, quattro chilometri, cinque chilometri.
AVVOCATO Pepi: Ci vuole molto tempo per arrivarci?
IMP. Scarano A.: Ci vuole cinque minuti, dieci minuti. La sera specialmente. Di giorno ci vuole un po' di più.
AVVOCATO Pepi: Senta, quanto... chi era presente nel momento in cui in via Ostiense fu scaricato l'esplosivo?
IMP. Scarano A.: Quante persone?
AVVOCATO Pepi: Sì, quante e chi.
IMP. Scarano A.: Ci stava Lo Nigro, ci stava il Giuliano, ci stava Spatuzza, ci stava Benigno Salvatore.
AVVOCATO Pepi: Bene.
IMP. Scarano A.: Ci stava Di Natale e io.
AVVOCATO Pepi: Va bene. Mi sembra un po' strano, perché lei aveva dichiarato che Giuliano era insieme a lei. Comunque io prendo atto di questa sua odierna affermazione.
Senta, lasciamo perdere ora questi due episodi e passiamo all'episodio Contorno.
Lei ha dichiarato che, dopo il fallito attentato a Contorno, Giuliano e Lo Nigro sarebbero fuggiti su una macchina inseguiti dai Carabinieri. E' vero?
IMP. Scarano A.: Io non ho detto questo, avvocato.
Io ho detto, una volta gli ho prestato la macchina per fare il sopralluogo da Contorno. E Peppuccio è venuto a casa mia, mi ha detto: 'sai, forse ci hanno visti i Carabinieri'.
AVVOCATO Pepi: Ecco, allora io le chiedo: su che auto erano Peppuccio...
IMP. Scarano A.: Sulla 112.
AVVOCATO Pepi: 112?
IMP. Scarano A.: La mia 112.
AVVOCATO Pepi: Bene. Senta, poi lei ha anche dichiarato che comunque, per un certo periodo di tempo, sia Giuliano che Lo Nigro, restano ancora nella zona di Formello nonostante che fossero stati quantomeno, se non intercettati, quantomeno visti dai Carabinieri.
Lo conferma questo fatto? Non le sembra un po' strano che due persone che sono venute a fare un attentato, non sono stati presi, restino ancora sul luogo?
IMP. Scarano A.: Avvocato, quello che mi hanno detto loro. Forse loro credevano che sono stati visti dai Carabinieri, perché qualcheduno, dove erano messi loro a fare posti a Contorno, c'erano delle ville vicino, lì, qualcuno avrà visto questa macchina, di mattina presto, parcheggiata e ha telefonato ai Carabinieri.
E hanno visto passare i Carabinieri. Non è che sono stati fermati dai Carabinieri.
Vedendo passare i Carabinieri sulla strada se ne sono venuti a casa e mi hanno detto a me, dice: 'sai, forse siamo stati visti dai Carabinieri. Puoi fare la denuncia di questa macchina?'
AVVOCATO Pepi: Va bene.
IMP. Scarano A.: Ci ho detto: 'no, io non faccio nessuna denuncia, perché se viene qualcuno qui io glielo dico'.
AVVOCATO Pepi: Senta...
IMP. Scarano A.: Con la Jeep, uguale.
AVVOCATO Pepi: Ho capito. Le chiedo: fra queste persone di cui lei ha parlato che avrebbero partecipato all'attentato a Contorno, chi è che conosceva Contorno? Che lei sappia.
IMP. Scarano A.: Spatuzza.
AVVOCATO Pepi: Spatuzza. Senta, lei è a conoscenza di chi fu la persona che scoprì il luogo dove viveva Contorno?
IMP. Scarano A.: Chi fu la persona?
AVVOCATO Pepi: Che scoprì il luogo di residenza dove abitava Contorno. Perché ci sarà stata una persona che ha detto: 'oh, guardate, Contorno abita là, andiamo a fargli l'attentato'. Se uno non sa dove sta...
IMP. Scarano A.: Ma lì io ho fatto i primi sopralluoghi con Spatuzza.
Poi è stato visto il nipote.
AVVOCATO Pepi: Sì, no...
IMP. Scarano A.: ... di Contorno.
AVVOCATO Pepi: Scarano, lei mi risponde nuovamente con un'altra...
IMP. Scarano A.: Io voglio fare un discorso preciso, esatto...
AVVOCATO Pepi: Io le ho fatto una domanda precisa: lei sa - se lo sa - chi è venuto a conoscenza e quindi dopo è stato organizzato l'attentato, chi era venuto a conoscenza del luogo di residenza di Contorno.
Ci sarà stata una persona che ha detto: 'io so dove abita Contorno, andiamo a fargli l'attentato'.
Ci deve essere stata per forza una persona che ha fatto questi rilevamenti. Io le chiedo se lei sa chi è stato.
IMP. Scarano A.: Quando è venuto, è venuto a Roma Graviano Giuseppe, dopo la venuta di Graviano Giuseppe si è saputo, si è andato lì a... per la prima volta al cimitero di Formello.
PRESIDENTE: Ma lei sa chi è che sapeva e poi ha scoperto dove stava Contorno?
IMP. Scarano A.: Ma a me Spatuzza mi ha detto, dice: 'dobbiamo andare...'. Dopo questa riunione a Roma mi ha detto, dice: 'dobbiamo andare a Formello. Tu sai dov'è Formello?, mi ha detto a me.
Io seppi così... Dico: 'sì, lo so dov'è'.
Dice: 'dobbiamo andare al cimitero, a trovare il cimitero'.
Perché sapevano che c'era morto un parente in un incidente, o morto non lo so come, di Contorno.
Vedendo questo morto dentro a questo cimitero capivano che stava nella zona, oppure nel paese.
Poi siamo andati, nel secondo giorno ancora. Poi il terzo giorno, che era domenica - ricordo benissimo - abbiamo visto il nipote, perché ci ho detto io: 'prendiamoci un caffè'.
Perché dove abita Contorno ci sta un bar. Ci sta un bar, però è un bar di campagna, è fuori paese.
Abbiamo visto questo bar, prendiamo un caffè.
Siamo entrati dentro, aspettiamo questo caffè e c'era il nipote di Contorno.
Spatuzza ha conosciuto il nipote di Contorno, un ragazzo che poteva avere 24-25 anni. E io mi sono... Dice: 'andiamo via'.
E non abbiamo preso nemmeno il caffè, non abbiamo consumato.
AVVOCATO Pepi: Senta, Scarano, allora...
IMP. Scarano A.: E da quel momento in poi... Scusi, avvocato, da quel momento in poi hanno battuto sempre lì, insomma, perché allo scoperto...
AVVOCATO Pepi: Senta, allora da quello che lei ha detto, mi risulterebbe che lei prima che gliene parlasse Spatuzza o chi per lui, lei non sapeva assolutamente dove stava Contorno?
IMP. Scarano A.: Certo che non lo sapevo.
AVVOCATO Pepi: Ma ne è sicuro di questo?
IMP. Scarano A.: Certo.
AVVOCATO Pepi: Scarano, ci pensi un attimo. E' proprio sicuro di non sapere prima lei dove stava Contorno?
IMP. Scarano A.: Mah, io non lo sapevo dove stava Cotorno, se stava a Formello, avvocato.
AVVOCATO Pepi: Bene. Allora le devo dire: le risulta che altri collaboratori di giustizia - che sono in questo processo e che verranno ascoltati in questo processo - hanno dichiarato cose del tutto diverse, dichiarando che è stato lei a far scoprire la villa di Contorno?
IMP. Scarano A.: Che son stato io, avvocato! Questo è stato quando è venuto Graviano a Roma. Io neanche lo conoscevo Contorno. Ma dove vuole arrivare avvocato?
AVVOCATO Pepi: Io le sto contestando che c'è altri collaboratori di giustizia...
IMP. Scarano A.: Ma qui...
AVVOCATO Pepi: Allora questi altri collaboratori di giustizia sono falsi e lei dice la verità? Perché o dell'una... o dice il falso lei, o lo dice quest'altro collaboratore di giustizia. Perché la terza via in questo caso non c'è proprio.
C'è un collaboratore - se vuole le fo anche il nome - che dice che è stato lei a fare individuare la villa di Contorno.
IMP. Scarano A.: Non è vero.
AVVOCATO Pepi: Lei dice che non ne sa nulla.
IMP. Scarano A.: E' falso.
AVVOCATO Pepi: Quindi o è falso lei o è falso quest'altro collaboratore.
IMP. Scarano A.: No, avvocato a me mi deve fare rispondere. Non si... perché non rispondo più. Chiaro?
Allora, io sto dicendo che qui anche di quelli che sono venuti dopo, Carra e Romeo, che giusto solo loro due sapevano di questo, Spatuzza non è più venuto. E qualcuno dei suoi compagni, suoi paesani che stavano lì, gli avranno detto: 'si è scoperto Antonio con Spatuzza'. Facessero pure il nome di Spatuzza allora. Ha capito? Perché io di Contorno non ci avevo niente a che dire.
PRESIDENTE: Scusate, ma non sono consentiti i colloqui fra il difensore che interviene e l'imputato. Mi dispiace, l'imputato aspetta, poi fa le sue dichiarazioni.
AVVOCATO Pepi: Dunque, dopo quindi questi fallimenti degli attentati a Contorno, il primo, cioè dopo il primo tentativo, chi scese a... Lei ha detto che scese a Palermo per prendere un altro detonatore: Peppuccio.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ne è sicuro di questo?
IMP. Scarano A.: Io ho sentito Lo Nigro che diceva a Peppuccio di andare a Palermo.
AVVOCATO Pepi: Quindi non è sicuro che...
IMP. Scarano A.: No, no. L'ho visto proprio. E' andato a Palermo.
AVVOCATO Pepi: E come ci sarebbe andato?
IMP. Scarano A.: Questo non lo so.
AVVOCATO Pepi: Non lo sa.
E' sicuro, non si potrebbe sbagliare che a Palermo sia andato qualchedun altro?
IMP. Scarano A.: Io ho sentito Lo Nigro che diceva a Peppuccio di andare a Palermo. Se poi hanno cambiato ruolo, questo non lo so.
AVVOCATO Pepi: Allora io anche a questo punto - e lo sentiremo in aula - le devo contestare che vi è un altro collaboratore di giustizia che dice che a prendere il detonatore a Palermo andò un'altra persona e non andò il Giuliano. Le devo contestare anche questo. La invito a pensarci bene. E' sicuro...
IMP. Scarano A.: No, no.
AVVOCATO Pepi: ... che il Giuliano sia andato lui a prendere il detonatore a Palermo?
IMP. Scarano A.: Allora gli posso dire una cosa, per riferimento meglio di quello che ho saputo io: io prima di tutto non vivevo in quella villa. Io quando sono andato lì la mattina, o il pomeriggio parlava Lo Nigro con Giuliano. C'ha detto: 'vai a Palermo e devi prendere un altro detonatore'.
Il ritorno di Palermo, poi se hanno cambiato ruoli oppure c'è andato qualcun altro, hanno fatto altre decisioni, io questo non lo so. Io ho detto sempre che Lo Nigro gli diceva a Giuliano di andare a Palermo. E quand'è venuto un'altra volta a Roma, ha portato... Giuliano ha portato Romeo. E ho visto anche Romeo lì. Due minuti. Ho domandato a Giacalone, ho detto: 'chi è questo?' Dice: 'l'ha portato Peppuccio, è un amico di Peppuccio'.
Quindi vuol dire che è andato Peppuccio a Palermo.
Io non vivevo con loro lì, a dormire con loro.
AVVOCATO Pepi: Io prendo...
IMP. Scarano A.: Però sentivo qualche discorso, lo sentivo quando ci andavo, avvocato.
AVVOCATO Pepi: Scarano, io prendo atto che lei anche oggi ha detto di esser sicuro che ha visto andare Giuliano a Palermo.
IMP. Scarano A.: Io son sicuro di quello che ho sentito, avvocato.
AVVOCATO Pepi: Mah, di quello che ha sentito o di quello che ha visto?
IMP. Scarano A.: Di quello che ho sentito che Lo Nigro diceva a Giuliano di andare a Palermo per prendere un detonatore.
AVVOCATO Pepi: Bene. Senta, l'ultima domanda e poi ho finito.
Lei ha parlato anche di un camion che avrebbe portato alla sua villetta delle tegole. E' vero?
IMP. Scarano A.: Sì, è venuto Carra.
AVVOCATO Pepi: E' venuto Carra.
Senta, le risulta - se sì o no, eh? Questo me lo dice - che sotto a questo carico di tegole vi fosse anche dell'esplosivo?
IMP. Scarano A.: No, questo non mi risulta.
AVVOCATO Pepi: Non le risulta?
Senta, lei prima mi ha detto - e ora sto veramente finendo - ha descritto Giuliano molto più basso di Barranca.
Vorrei ulteriori domande sul fisico, non solo sul fisico del Giuliano detto "Peppuccio", ma lei sa che età aveva il Giuliano al momento in cui si sarebbero svolti questi fatti?
IMP. Scarano A.: Che ne so io, avvocato? C'ha 24 anni...
AVVOCATO Pepi: No, non vedo cosa ci sia da ridere. Le ho fatto una domanda: sa l'età o meno di Giuliano. Mi rispondo o sì o no, mi dice 50 anni, 30 anni o 20 anni.
IMP. Scarano A.: No, non la so l'età.
AVVOCATO Pepi: Io ho finito.
PRESIDENTE: Può ancora intervenire...
AVVOCATO: Presidente, se si potesse fare o una breve interruzione, Presidente.
PRESIDENTE: Facciamo una breve interruzione. 10 minuti di intervallo.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
AVVOCATO Pepi: Presidente, sono l'avvocato Pepi. C'era Giuliano che prima che continuasse il controesame...
PRESIDENTE: Avvocato, se lei aspetta che siamo seduti...
AVVOCATO Pepi: Sì.
PRESIDENTE: ... poi possiamo vedere di fare qualche cosa. Dica.
AVVOCATO Pepi: C'era Giuliano che...
PRESIDENTE: Il suo nome per favore, per la registrazione.
AVVOCATO Pepi: Avvocato Pepi.
PRESIDENTE: Sì.
AVVOCATO Pepi: Giuliano prima che continuasse il... che continui il controesame, voleva fare delle dichiarazioni spontanee.
PRESIDENTE: Va bene. Quello che prima aveva fatto una interruzione?
AVVOCATO Pepi: Sì, esatto.
PRESIDENTE: Va bene, faccia la sua dichiarazione.
IMPUTATO Giuliano: Presidente. Mi si sente?
PRESIDENTE: E' pronto? Andiamo avanti. Forza.
IMPUTATO Giuliano: Per prima cosa...
PRESIDENTE: Dica sempre il suo nome, per favore.
IMPUTATO Giuliano: Sono Giuliano Francesco.
PRESIDENTE: Sì.
IMPUTATO Giuliano: Prima cosa mi volevo scusare per poc'anzi. Ma lei capirà, questo signore vuole giocare con la mia vita. Comunque...
PRESIDENTE: Guardi, qui non credo che nessuno voglia giocare.
IMPUTATO Giuliano: No, no, questo signore...
PRESIDENTE: Ognuno fa la sua parte e poi vedremo che cosa sarà il risultato. Dica.
IMPUTATO Giuliano: Comunque. Signor Presidente, per prima cosa tengo a precisare che io sono cattolico e sono andato per la prima volta a Roma durante il mio viaggio di nozze con mia moglie. Ed ero alloggiato all'albergo San Pietro. Sono andato in Vaticano, ho assistito anche alla Santa Messa. E l'ultima volta che sono andato a Roma, se non sbaglio, è stato sotto le feste di Pasqua per andare a trovare mio padre che era nel carcere di Lanciano.
Arrivato a Roma con il treno...
PRESIDENTE: Scusi, già che c'è, le dispiace ci dice anche di che anno. Perché la Pasqua se Dio vuole viene tutti...
IMPUTATO Giuliano: '94, se non sbaglio è Presidente.
PRESIDENTE: '94.
IMPUTATO Giuliano: Sì. Arrivato a Roma con il treno, mi venne a prendere il signor Giacalone che conoscevo da bambino. Che si trovava a Roma per lavoro di macchine, non so per che cosa, e ha anche un autosalone vicino casa mia, lo conosco da bambino.
Assieme a Giacalone, che io conosco, c'era un signore di circa 50 anni con i baffi che oggi scopro che è il signor Scarano. Ecco perché mi conosce.
Appena sono arrivato col treno, pregai Giacalone di comprarmi due bottiglie di acqua e spiegai che ero diabetico. In quel periodo avevo il diabete un pochettino alto. E quindi avevo sempre sete e poi ero preoccupato perché avevo dimenticato le mie pillole, perché fin da ragazzo sono stato sempre schiavo del "Suguan", sono pillole che devo prendere prima di mangiare.
Ricordo che quel giorno ho portato solo biancheria per mio padre, biancheria in un zaino e Giacalone, quando mi vide con la biancheria solamente, insistette per comprare del gamberone, in una pescheria a Roma dove ci accompagnò questo Scarano. E, non vorrei sbagliare, ha l'Audi 80, se non sbaglio.
Quando comprai il gamberone, durante che viaggiavamo nella macchina, Giacalone mi domandò della mia famiglia, come andava il mio distributore di benzina.
Mi fece alcune domande e io gli spiegai che quel periodo mio fratello aveva la febbre. Ma non è che mio fratello è sofferente, quello che ha il diabete sono solo io e mio padre.
L'indomani, Giacalone mi accompagnò con la FIAT Uno a Lanciano e mi ricordo che, mentre viaggiavamo, abbiamo smarrito lo scontrino dell'autostrada perché è volato via, perché avevamo i finestrini abbassati.
Allora per paura che le macchine correvano, siamo continuati per Lanciano, dove il casellario dell'autostrada, ci fece un verbale e c'ha fatto pagare tutte le stazioni.
Perciò, con questo voglio dire: non sono venuto con una 164. C'è un verbale che parla chiaro che poi la Corte saprà come fare.
Io voglio esortare questa persona a dire la verità, perché io non ho mai avuto la 164 come lui dice. Se io andavo da mio padre a Lanciano con la macchina, prendevo o l'Adriatica o la strada per Isernia, dove si risparmia tempo.
Per il discorso del diabete e del mio distributore: lui l'ha sentito in macchina mentre parlavo con Giacalone e gli volevo dire che mio fratello è sano, sanissimo, non ha neanche il diabete, solo io e mio padre siamo diabetici.
Il mio distributore poi, gli volevo dire a questo signore, che non si trova uscendo dal porto verso il carcere, ma bensì nel lato opposto. E non solo, non fa angolo, in quanto è al centro di una piazza.
Poi, per quanto riguarda sempre mio padre, che certe volte viene tirato in ballo, voglio ricordare che mio padre fu assolto dal Maxiprocesso e da allora e sempre stato perseguitato, perché è dura per alcune Procure accettare di avere sbagliato.
Poi, se il Presidente mi permette - quando il signor Scarano finirà e uscirà da quest'aula - un confronto tra io e Barranca per fare chiarezza una volta e per sempre sulla mia statura fisica: io non sono più basso di Barranca, non sono chiaro di carnagione, non sono enorme e tanto più non ho i riccioli come ho sentito.
Scarano mi ha visto solamente per quelle poche ore e basta e se si unirebbero le deposizioni di Scarano, Carra e i testimoni, sarebbe un teatro.
Per finire, volevo dire che io non sono un uomo che fa stragi. Se io fossi stato l'autore di queste stragi non avrei più avuto pace, con la mia coscienza e non avrei potuto più avere il coraggio di guardare i miei figli e non mi stancherò mai di gridare la mia innocenza.
E tu, pentito bugiardo, sappi che io non ce l'ho con te, non provo odio per te...
PRESIDENTE: Mi scusi, ma guardi che non è consentito rivolgere ingiurie a nessuno, né agli imputati, né ai testimoni, né agli imputati pentiti. Va bene?
IMPUTATO Giuliano: Va be'. Volevo dire solo che non provo odio per nessuno, perché capisco che il carcere è duro e non è per tutti che sanno resistere il carcere, specialmente per uno che faceva uso di droga.
Io la ringrazio signor Presidente, buona giornata.
PRESIDENTE: Chi interviene ora fra i difensori?
AVVOCATO Roggero: Avvocato Roggero per la difesa di Frabetti.
Signor Scarano, nel corso del suo esame, è venuto più volte fuori il nome di Aldo Frabetti. Ora io avrei bisogno di sapere, in modo diretto, il signor Frabetti, ha avuto un ruolo in occasione degli attentati?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Roggero: Né nell'ideazione, preparazione dell'esecuzione degli attentati?
IMP. Scarano A.: No, mai.
AVVOCATO Roggero: E' in qualche modo coinvolto negli attentati?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Roggero: A nessun titolo?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Roggero: Ha mai parlato con lui della preparazione di attentati e in particolare di quelli di San Giovanni, San Giorgio al Velabro, di Formello?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Roggero: Il Frabetti, per quanto è a sua conoscenza, ha mai avuto rapporto con i coimputati o con altre persone che comunque avessero in qualche modo un coinvolgimento con gli attentati?
IMP. Scarano A.: Coinvolgimento con gli attentati no, ma lo conoscono. Tutti.
AVVOCATO Roggero: Ma lo conoscono in relazione agli attentati, o lo conoscono per altri motivi?
IMP. Scarano A.: No, no, per altri motivi così, normali.
Senza nessun motivo, cioè siamo andati alla villa a Capena e è venuto con me, l'hanno visto.
Poi, io stavo costruendo e l'hanno visto pure lì.
AVVOCATO Roggero: Ma che ruolo aveva Frabetti in tutto questo?
IMP. Scarano A.: Nessun ruolo.
AVVOCATO Roggero: E perché veniva con lei?
IMP. Scarano A.: Lavorava con me.
AVVOCATO Roggero: In che senso?
IMP. Scarano A.: Lavorava lì, a casa mia.
AVVOCATO Roggero: E con che qualifica?
IMP. Scarano A.: Muratore.
AVVOCATO Roggero: Ora, per quanto è a sua conoscenza, il Frabetti non sapeva proprio niente degli attentati, non solo il suo coinvolgimento, ma neanche una consapevolezza che esistessero, che fossero in preparazione, che fossero in esecuzione, che questa gente aveva in qualche modo a che fare?
PRESIDENTE: Avvocato, faccia le domande una alla volta perché dopo, sennò non le dà la risposta...
AVVOCATO Roggero: Mi scusi, Presidente...
IMP. Scarano A.: No, no, non aveva nessuna conoscenza Frabetti su tutti gli attentati.
AVVOCATO Roggero: Quindi non era neanche consapevole?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Roggero: Frabetti ha ricevuto un qualche compenso per la sua attività o l'attività che gli viene attribuita? Sia in relazione all'hashish, sia in relazione, poi, non lo so, insomma per l'attività che ha prestato in questa, per questo fatto...
IMP. Scarano A.: Ma quale...
AVVOCATO Roggero: Dica, dica.
IMP. Scarano A.: Che attività, avvocato?
AVVOCATO Roggero: Niente. Diciamo, per la sua qualità di muratore ha ricevuto compensi?
IMP. Scarano A.: Certo lo pagavo, normalmente.
AVVOCATO Roggero: Ecco. Per il deposito dell'hashish?
IMP. Scarano A.: Niente.
AVVOCATO Roggero: Per il deposito delle armi o roba del genere?
IMP. Scarano A.: Niente.
AVVOCATO Roggero: Ma come mai che... ricorre questo nome di Frabetti?
IMP. Scarano A.: Ma Frabetti ricorre prima di tutto che è stato trovato l'hashish vicino casa sua. Poi ci sta Di Natale che l'accusa perché l'ha visto a casa mia mentre caricavamo un furgone pieno di calcinaccio ed è venuto lì pure Di Natale, è capitato lì a vederlo, con la famiglia e basta.
AVVOCATO Roggero: Quindi lei esclude un qualsiasi...
IMP. Scarano A.: Coinvolgimento sì, sulle stragi sì.
Frabetti sapeva soltanto di qualche cosa che, non a fondo a fondo le sapeva le cose, però sapeva che io da lui nascondevo qualche cosa e basta.
AVVOCATO Roggero: Nulla più?
IMP. Scarano A.: Eh?
AVVOCATO Roggero: Nulla più?
IMP. Scarano A.: Nulla più.
AVVOCATO Roggero: Grazie.
PRESIDENTE: Chi interviene ora?
AVVOCATO Dieci: Presidente, intervengo io, se lei mi consente, sono l'avvocato Dieci, difensore di Giacalone.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Dieci: Scarano, lei ha sentito, io sono difensore di Giacalone.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Dieci: Vorrei cercare di capire, di puntualizzare alcuni aspetti della sua narrazione, dei fatti, degli episodi e delle vicende che riguardano direttamente lo stesso Giacalone.
Lei, a una domanda del Pubblico Ministero, riferì come non fosse particolarmente ferrato nel ricordare le date. Ho avuto conferma di questa sua affermazione, vedrò di aiutarla per cercare di ricostruire i momenti in cui Giacalone, se l'ha avuta, ha avuto una qualunque partecipazione ai fatti.
Quando è stato lei, Scarano, per la prima volta - non le chiedo la data naturalmente - in Sicilia dopo la scarcerazione per quel, da lei qualificato, furto per il quale aveva avuto una condanna a tre anni e sei mesi?
IMP. Scarano A.: Avvocato, io quella condanna ce l'ho avuta nell'81.
AVVOCATO Dieci: Io sto cercando di aiutarla per capire, Scarano...
PRESIDENTE: Avvocato lo lasci...
IMP. Scarano A.: Cioè mi faccia la domanda specifica.
PRESIDENTE: ... lasci rispondere però, perché sennò...
AVVOCATO Dieci: Certo Presidente, certo.
IMP. Scarano A.: Io Giacalone l'ho conosciuto nel '92, non c'ha niente a che vedere con la scarcerazione mia dell'81.
AVVOCATO Dieci: Quante volte è stato in Sicilia, più o meno, da quel momento in poi? Cioè dal suo primo viaggio-vacanza nell'estate a Triscina, se ricordo bene o Triscìna, non lo so.
IMP. Scarano A.: Avvocato io sono 30 anni che vado in Sicilia, 32, anzi.
AVVOCATO Dieci: Ho capito.
Quando ha conosciuto Giacalone?
IMP. Scarano A.: Nel '92.
AVVOCATO Dieci: Nel '92, sicuro?
IMP. Scarano A.: Fine, fine '92.
AVVOCATO Dieci: Primi '92?
IMP. Scarano A.: Come?
AVVOCATO Dieci: Primi '92?
IMP. Scarano A.: Fine '92
PRESIDENTE: Fine, fine '92, avvocato. Fine '92
AVVOCATO Dieci: In occasione di quale suo viaggio?
IMP. Scarano A.: In occasione che io so andato a trovare Messina Matteo Denaro, che m'aveva lasciato a Roma esplosivi e armi.
AVVOCATO Dieci: Ecco quindi, scusi, avevano già lasciato l'esplosivo e le armi?
IMP. Scarano A.: Sì, inizio '92.
AVVOCATO Dieci: E' in grado di dire se ha conosciuto Giacalone prima o dopo il matrimonio di suo figlio?
IMP. Scarano A.: Molto prima, molto prima... No, dopo, dopo il matrimonio di mio figlio.
PRESIDENTE: Che si è sposato?
IMP. Scarano A.: Il '92, luglio '92.
AVVOCATO Dieci: Quindi dopo, molto dopo o molto... o poco dopo?
IMP. Scarano A.: Subito dopo. Fine '92, avvocato.
AVVOCATO Dieci: Scusi, se ho ben letto le dichiarazioni da lei rese...
IMP. Scarano A.: Adesso non ricordo...
AVVOCATO Dieci: ... lei ha conosciuto Giacalone subito dopo il viaggio-vacanza che lei fece d'estate a Triscina.
IMP. Scarano A.: Non parliamo di estate-vacanza qui, non parliamo di queste cose. Qui dobbiamo parlare soltanto di quando ho avuto l'appuntamento io a piazza Politeano, al bar. Da quel momento in poi...
AVVOCATO Dieci: Scarano non s'arrabbi, se io non uso il garbo che ha usato con lei il Pubblico Ministero, non ho lo stesso interesse del Pubblico Ministero.
Non s'arrabbi e risponda con garbo.
Risulta dalle dichiarazioni rese a me, che ne ho dato lettura, che lei ha conosciuto quasi nell'immediatezza, o così pare, da un suo viaggio-vacanza estiva a Triscina.
IMP. Scarano A.: Lo escludo totalmente.
AVVOCATO Dieci: Quante volte avrà visto Giacalone dal momento in cui l'ha conosciuto?
IMP. Scarano A.: Parecchie volte, avvocato. Tante volte.
AVVOCATO Dieci: Dal momento in cui lei ha conosciuto Giacalone - mi riferisca prima esattamente l'occasione nella quale l'ha conosciuto, presentato o portato nell'autosalone dello stesso - da chi e come l'ha conosciuto, intendo dire con un soprannome, l'ha conosciuto Giacalone, con il nome di battesimo o come Luigi Giacalone?
IMP. Scarano A.: Luigi. Come Luigi.
AVVOCATO Dieci: Soltanto come Luigi?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Dieci: E' quand'è che ha saputo chiamarsi Giacalone?
PRESIDENTE: L'avvocato voleva sapere in che occasione l'ha conosciuto.
AVVOCATO Dieci: Prego?
PRESIDENTE: Ho ripetuto la sua domanda iniziale, avvocato: in che occasione l'ha conosciuto?
IMP. Scarano A.: Quello che volevo specificare io prima.
AVVOCATO Dieci: Certo.
IMP. Scarano A.: Quando sono andato a caricare, a prendere l'hashish.
AVVOCATO Dieci: Quindi, chi l'ha portato al salone di Luigi?
IMP. Scarano A.: No, no, io, mi sto sbagliando.
AVVOCATO Dieci: E come è stato presentato?
PRESIDENTE: Scusi, sta parlando, se lo lasciamo parlare...
AVVOCATO Dieci: Certo.
IMP. Scarano A.: Io, dopo l'appuntamento con Fifetto Cannella, Cristofaro Cannella, lì a piazza Politeano.
AVVOCATO Dieci: Sì.
IMP. Scarano A.: M'ha portato un po' in giro, lì per Palermo e non mi ricordo se è stata in quell'occasione o quando sono andato a prendere l'hashish che m'ha portato lì e m'ha lasciato tre ore, tre ore, due ore e mezza, tre ore, dentro l'autosalone da Giacalone.
Per la prima volta.
AVVOCATO Dieci: Ha detto qualcosa di lui?
IMP. Scarano A.: Chi?
AVVOCATO Dieci: Chi l'ha portato lì.
IMP. Scarano A.: No, non m'ha detto: 'è un'amico'. Me l'ha presentato come un'amico. M'ha detto: "Luigi".
M'ha lasciato lì e se n'è andato Fifetto Cannella.
AVVOCATO Dieci: Giacalone come l'ha accolta?
Le ha chiesto, le ha fatto domande, le ha chiesto chi fosse, perché fosse lì?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Dieci: Nessun tipo di domanda?
IMP. Scarano A.: No. Sono stato seduto dentro l'ufficio.
AVVOCATO Dieci: Quanto si è trattenuto nell'autosalone di Giacalone?
IMP. Scarano A.: Tre ore circa.
AVVOCATO Dieci: Nel suo ufficio?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Dieci: Le è rimasto impresso qualcosa dell'ufficio di Giacalone?
IMP. Scarano A.: Ma, un'ufficio normale...
AVVOCATO Dieci: Una fotografia, un calendario, un'immagine...
IMP. Scarano A.: No, no.
AVVOCATO Dieci: ... sacra o blasfema, nulla?
IMP. Scarano A.: Non ho fatto caso di queste cose.
AVVOCATO Dieci: Di che cosa avete parlato?
Si è trattenuto con lei il Giacalone in quelle due o tre ore o ha fatto altre cose?
IMP. Scarano A.: Ma lì ci stanno, c'erano pure altra gente, ho parlato, abbiamo parlato del più e del meno, non è che abbiamo parlato di cose specifiche.
AVVOCATO Dieci: All'autosalone di cui stiamo parlando, lei ci è andato con la sua macchina, Scarano?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Dieci: Con la macchina di chi?
IMP. Scarano A.: Con la macchina di Cannella.
AVVOCATO Dieci: Lei in Sicilia, in quell'occasione, c'era andato con la sua macchina?
IMP. Scarano A.: Certo.
AVVOCATO Dieci: Con quale macchina?
IMP. Scarano A.: Con l'Audi.
AVVOCATO Dieci: Se ho ben capito, lei ha avuto più di un'Audi?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Dieci: Quante?
IMP. Scarano A.: Due.
AVVOCATO Dieci: Ricorda il modello della seconda Audi?
IMP. Scarano A.: La seconda è l'Audi l'ultimo tipo 16 valvole, 2000.
AVVOCATO Dieci: E sa l'anno di produzione di quell'Audi?
IMP. Scarano A.: No, non me lo ricordo.
AVVOCATO Dieci: E' possibile che sia del '93?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Dieci: Non è possibile.
Ne è sicuro, Scarano?
IMP. Scarano A.: Io non me lo ricordo, avvocato.
AVVOCATO Dieci: Va be', lo accerteremo.
Viaggio che l'ha portata poi nella villa, nella montagna palermitana in cui ha incontrato 20-30 persone e in occasione della quale, un personaggio da lei non visto, le avrebbe fatto domande, complimenti o raccomandazioni esplicite o implicite, quando avviene?
IMP. Scarano A.: Mah, è avvenuto questo, dopo l'attentato di Costanzo.
AVVOCATO Dieci: Dal momento in cui lei aveva conosciuto, a Palermo, Giacalone, all'attentato di Costanzo, in Sicilia aveva visto altre volte Giacalone?
IMP. Scarano A.: Non ho capito proprio niente.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se, fra il momento in cui ha conosciuto Giacalone e, se non vi ho capito male, l'attentato a Costanzo...
AVVOCATO Dieci: Si, di cui ha parlato.
PRESIDENTE: ... aveva già visto altre volte Giacalone?
AVVOCATO Dieci: In Sicilia.
PRESIDENTE: In Sicilia.
IMP. Scarano A.: Non me lo ricordo.
AVVOCATO Dieci: E in luoghi diversi dalla Sicilia?
IMP. Scarano A.: In luoghi diversi?
AVVOCATO Dieci: Sì.
PRESIDENTE: Se in Sicilia o in luoghi diversi dalla Sicilia.
IMP. Scarano A.: No, io l'ho conosciuto lì, a casa sua, all'autosalone.
PRESIDENTE: Quella volta?
IMP. Scarano A.: Sì, poi è venuto a Roma.
PRESIDENTE: Ma, in quello stesso anno?
AVVOCATO Dieci: Prima dell'attentato di Costanzo sto dicendo.
IMP. Scarano A.: Signor Presidente, io non è che mi posso ricordare... Ha fatto tanti di quei viaggi.
PRESIDENTE: L'avvocato insiste per sapere...
AVVOCATO Dieci: Scarano... Certo, certo.
PRESIDENTE: ... se l'aveva rivisto a Roma prima o dopo l'attentato di Costanzo.
AVVOCATO Dieci: Mah, scusi...
IMP. Scarano A.: Io dopo penso, dopo.
PRESIDENTE: Dopo.
AVVOCATO Dieci: Dopo. Scusi e quando sarebbe avvenuto, quanto tempo, più o meno naturalmente, dopo l'attentato di Costanzo, l'incontro nella villa di cui lei ha parlato?
IMP. Scarano A.: Mah, non lo so, saranno stati 15 giorni, 20, non di più.
AVVOCATO Dieci: Scusi, se è probabile - non mi ha riferito in termini di certezza, circostanze in ordine alle domande che le ho fatto - che lei dal momento in cui conobbe Giacalone in Sicilia all'autosalone, non l'ha più visto in Sicilia e l'ha rivisto a Roma dopo l'attentato di Costanzo come può essere avvenuto - lo chiedo, la domanda me la saprà dare - che quel personaggio sconosciuto, a cui poi lei ha dato un'identità successivamente, le abbia parlato di Giacalone?
Se ho ben capito, lei ha detto che questo personaggio in oscuro l'ha detto quel ragazzo, o quei ragazzi: 'sono venuti, lo sai te? Ah, te sei amico di Denaro Matteo, Matteo Messina Denaro'.
IMP. Scarano A.: Sì, una cosa del genere, sì.
AVVOCATO Dieci: E' possibile che non le abbia parlato di Giacalone?
IMP. Scarano A.: Mi ha detto che sono amico di Giacalone.
AVVOCATO Dieci: Va bene. Circostanza che sarà chiarita.
Lancia Thema, mi riferisco a quella - chiedo scusa al Presidente e alla Corte se nei nomi non sono puntualissimo e verrò corretto, immagino, semmai dal Pubblico Ministero - quella che venne portata alla Rustica, in quel deposito in cui fu poi scaricato il camion pieno di esplosivo o comunque contenente esplosivo, del Carra, nella Lancia Thema, che doveva servire per l'attentato allo Stadio Olimpico.
So, perché l'ha già detto, ma vediamo di ripeterlo, quando fu portato l'esplosivo alla Rustica?
IMP. Scarano A.: Mah, è stato quasi fine '93.
AVVOCATO Dieci: Mese?
IMP. Scarano A.: Eh, mese non me lo ricordo, avvocato.
AVVOCATO Dieci: Glielo dico io: ha detto dicembre, subito prima di Natale.
IMP. Scarano A.: Mah, prima di Natale, a fine '93. Io adesso...
AVVOCATO Dieci: Le ridico quello che ha detto. Lei ha detto: dicembre, subito prima di Natale.
IMP. Scarano A.: Io ho detto fine '93, verso la fine del '93, mese più, mese meno.
AVVOCATO Dieci: Il concetto può essere relativo o...
IMP. Scarano A.: Io non è che ho tutti i dati scritti in testa, avvocato.
AVVOCATO Dieci: Perfetto, va bene. Va bene, va bene. Fine '93, viene portato l'esplosivo alla Rustica.
Lei ha anche riferito - glielo ricordo per non farle la domanda - che è rimasto lì inutilizzato, da nessuno rimosso, per diverso tempo.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Dieci: Quanto, più o meno?
IMP. Scarano A.: Mah, io adesso... 20 giorni, un mese.
AVVOCATO Dieci: Quindi siamo già nel '94, primi '94?
IMP. Scarano A.: No, no, siamo sempre nel '93.
AVVOCATO Dieci: Fine '93 viene portato...
IMP. Scarano A.: Posso?
AVVOCATO Dieci: Prego.
IMP. Scarano A.: Allora, sono venuti a Roma, hanno scaricato, in quel periodo. Sono rivenuti, hanno avuto una telefonata di Palermo - chi, non lo so -, se ne sono andati un'altra volta, hanno lasciato quel materiale in quel magazzino là. Diciamo magazzino, in quello spiazzale. E quando sono rivenuti, primo, mi ha detto che è stato impegnato per uccidere Padre Puglisi; poi, sono venuti, e mi ha detto questo fatto qua.
Se ne sono andati, perché avevano un pegno con tutti i latitanti, per portargli le famiglie, per fare le feste di Natale.
Questo qua, è stato tutto prima di Natale, prima delle feste. Non parlammo di dicembre, non parlammo di settembre né ottobre. Questo è avvenuto tutto prima di Natale.
AVVOCATO Dieci: Quindi, da quanto lei sta dicendo...
IMP. Scarano A.: E quel materiale stava sempre in quel posto, dove l'ha scaricato Carra.
AVVOCATO Dieci: Quindi, da quanto lei sta riferendo ora, tutto avviene entro la fine del 1993.
IMP. Scarano A.: Sì, all'incirca sì.
AVVOCATO Dieci: Chi è venuto, dopo che era trascorso quel periodo di tempo che lei ha indicato genericamente in 20, 25 giorni, un mese, per parlare o "trattare" - tra virgolette - l'esplosivo contenuto nella Thema? Chi?
IMP. Scarano A.: Chi è venuto?
AVVOCATO Dieci: Sì.
IMP. Scarano A.: Mah, lì ci stava Lo Nigro, ci stava Salvo - Salvatore -, Benigno. E loro due me li ricordo; gli altri, non mi ricordo più.
AVVOCATO Dieci: Cosa le hanno detto?
IMP. Scarano A.: Che mi dovevano dire, a me?
AVVOCATO Dieci: Non lo so. Questo, siccome lei ha dato una certa...
IMP. Scarano A.: Lì, hanno portato la Thema, Giacalone ha portato la Thema, e l'hanno messo dentro la Thema, questo materiale.
AVVOCATO Dieci: Giacalone le ha detto qualcosa?
IMP. Scarano A.: Mi ha detto soltanto che la Thema era rinforzata, c'aveva messo i tacchetti dietro, alle sospensioni, agli ammortizzatori di dietro.
AVVOCATO Dieci: No. Giacalone le ha detto qualcosa per spiegare il ritardo col quale, dopo aver portato l'esplosivo...
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Dieci: Mi dica.
IMP. Scarano A.: Posso?
AVVOCATO Dieci: Prego.
IMP. Scarano A.: Mi ha detto che erano impegnati per uccidere Padre Puglisi.
AVVOCATO Dieci: Dunque, l'esplosivo è stato portato fine '93; entro la fine del '93, Giacalone avrebbe giustificato il ritardo col quale erano tornati per dare la destinazione programmata a quell'esplosivo, dicendo che erano stati impegnati per l'uccisione di Padre Puglisi. Lei sa quando è stato ucciso Padre Puglisi?
IMP. Scarano A.: No, io no.
AVVOCATO Dieci: Glielo dico io: 15 settembre del 1993.
IMP. Scarano A.: Era stato quel periodo lì, allora, è stato prima. Perché mi ricordo che pioveva, le prime piogge di... mo, adesso io ho detto...
AVVOCATO Dieci: Comunque, le sto ricordando, rilevando che è difficile credere alla collocazione temporale che lei ha fatto, cioè all'indicazione delle date o dei tempi, delle epoche, il fatto che lei abbia detto la giustificazione essere stata - nel ritardo - l'uccisione, gli impegni assunti per l'uccisione di Padre Puglisi.
Che era avvenuta non nel periodo di tempo che intercorre dal momento in cui è stato portato l'esplosivo a quello in cui sono tornati a Roma, i ragazzi. Ma molto prima, tre mesi prima...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi.
AVVOCATO Dieci: Prego.
PRESIDENTE: Lei deve fare, ha diritto di fare tutte le domande che vuole. Ma non c'è possibilità di ricorrere a contestazioni, se non ha presente, come ha detto lei....
AVVOCATO Dieci: Presidente, è...
PRESIDENTE: Le altre con...
AVVOCATO Dieci: ... una persona esaminata a richiesta del Pubblico Ministero.
PRESIDENTE: Ho capito, avvocato. Ma qui siamo in sede di esame, non in sede di discussione o sottolineature di contraddizioni. Le contraddizioni saremo capaci di rivelarle quando sarà il momento.
AVVOCATO Dieci: Presidente, sono convinto, però nell'esame possono servire a capire e anche a cercare di andare...
PRESIDENTE: Sì avvocato, ma si tratta di...
AVVOCATO Dieci: ... in profondità sulle risposte che ha dato.
PRESIDENTE: Avvocato, se lei fa le domande, bene; se fa altre considerazioni, mi dispiace, non si può consentire.
AVVOCATO Dieci: Presidente, rispetterò la sua precisa disposizione nel seguire l'esame, cercherò almeno di farlo.
Cellulari. Lei ha dichiarato, a domanda del Pubblico Ministero, come il suo cellulare, che risultava dai tabulati contenere diverse telefonate anche in Sicilia, sia stato spesso usato per telefonare ai familiari anche da Giacalone, oltre che da altri.
Lei ricorda in quale periodo, o da quale momento della conoscenza che lei ha avuto, e della frequentazione che lei ha avuto di Giacalone, Giacalone ha usato...
Perché questa domanda? Perché dai tabulati si accerterà il periodo nel quale Giacalone ha cominciato a usare i suoi telefonini.
IMP. Scarano A.: Avvocato, io non posso ricordare la data, il giorno e il mese.
AVVOCATO Dieci: No, non le sto chiedendo questo, Scarano.
IMP. Scarano A.: Io ho detto soltanto che quando queste persone, tutti questi personaggi, sono venuti a Roma - e sono stati a Roma più volte - mi hanno chiesto il telefonino. Qualche volta se lo sono presi pure dentro la macchina.
Perché io, risultano anche telefonata tra me e Benigno Salvatore, io non c'ho avuto mai il numero di telefono di queste persone. C'avevo soltanto il numero di telefono, sia del cellulare e sia dell'autosalone, solo di Giacalone.
Le altre persone, non c'avevo nessun recapito. Mo adesso io non vado, non mi ricordo quando io... gliel'ho dato a Lo Nigro, gliel'ho dato a Giacalone, il numero di telefono... Il telefonino.
Ma dove telefonavano, se chiamavano le famiglie, risultano anche telefonate a un dottore a Palermo, che io non conosco nessun dottore. Queste telefonate chi l'ha fatte, da Roma a Palermo, a questo dottore?
AVVOCATO Dieci: Quindi non...
IMP. Scarano A.: Io, all'infuor di loro, non conosco nessuno.
AVVOCATO Dieci: Senta, io non le sto chiedendo le date.
IMP. Scarano A.: No, lei mi ha detto le date, più o meno, quando è... Che ne so io? Mi vado a ricordare le date? Mi dovevo scrivere tutto sull'agenda, quello che è successo.
AVVOCATO Dieci: Neppure l'anno è in grado di dire? Se ha cominciato...
IMP. Scarano A.: Non me lo ricordo. E' il periodo che sono stato a Roma.
AVVOCATO Dieci: Senta, che lei sappia, Giacalone fisicamente conosceva Contorno?
IMP. Scarano A.: Io non lo so se lo conosceva fisicamente.
AVVOCATO Dieci: Ha visto, o ha saputo di incontri avuti da Giacalone con Contorno?
IMP. Scarano A.: Io, no.
AVVOCATO Dieci: Quando ha visto per l'ultima volta - mi riferisco all'ultima volta prima del processo, di questo processo - Giacalone?
IMP. Scarano A.: Per l'ultima volta, quando l'ho visto?
AVVOCATO Dieci: Sì, l'ultima volta. Più o meno, se se ne ricorda.
IMP. Scarano A.: L'ultima volta l'ho visto nel processo a Roma, c'avevamo un processo insieme a Roma.
AVVOCATO Dieci: Eh. Quando più o meno?
IMP. Scarano A.: Nel '95, mi sembra che è.
AVVOCATO Dieci: Avete parlato?
IMP. Scarano A.: Abbiamo parlato, siamo stati dentro il cellulare assieme, andavamo al Tribunale, e mi ha detto che Lo Nigro stava preparando l'attentato per Caselli.
AVVOCATO Dieci: Ma non era sottoposto, che lei sappia, Giacalone, o non era sottoposto anche lei, al 41-bis? Non le spiego che cos'è, perché certamente ne è a conoscenza.
IMP. Scarano A.: Io stavo al 41-bis. Giacalone, non lo so. Però siamo capitati tutti e due sul furgone.
AVVOCATO Dieci: Ma le è successo altre volte di - pur essendo sottoposto al regime del 41-bis - di essere messo in contatto diretto con altri detenuti?
IMP. Scarano A.: Siamo capitati, siamo andati al Tribunale nello stesso cellulare.
AVVOCATO Dieci: Ma lei sa che non è possibile questo?
IMP. Scarano A.: Mah, e me lo dice a me, avvocato? Che ne so io?
AVVOCATO Dieci: Quindi, che lei sappia, non c'è stata un'autorizzazione?
IMP. Scarano A.: Come?
AVVOCATO Dieci: C'è stata un'autorizzazione speciale di qualcuno, perché ciò...
IMP. Scarano A.: Io non so niente.
AVVOCATO Dieci: Ciò fosse consentito.
IMP. Scarano A.: Per me, dentro il cellulare, ci sto solo, ne mettono altri tre o quattro, io... non so io chi dirige l'operazione.
Ma questo è stato molto prima che io collaborassi, eh.
AVVOCATO Dieci: Sì sì, va bene. Ma c'era già il 41-bis, mi sembra che era già stato...
IMP. Scarano A.: Sì, io stavo al 41-bis, stavo a Cuneo, e da Cuneo mi hanno portato a Roma. E a Roma siamo capitati tutti e due sullo stesso furgone blindato.
AVVOCATO Dieci: Ho capito. Che confidenza ha avuto lei con Giacalone, fino al momento che ha preceduto questo processo, e quindi la vostra incriminazione e il suo pentimento?
IMP. Scarano A.: Conoscenza di amicizia, di quando l'ho conosciuto fino all'ultimo minuto.
AVVOCATO Dieci: Lei non è siciliano, vero?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Dieci: Lei riceveva molte confidenze da Giacalone?
IMP. Scarano A.: Come?
AVVOCATO Dieci: Riceveva confidenze da Giacalone, di cose personali o di cose che riguardavano fatti di siciliani?
IMP. Scarano A.: Mah, confidenze normali, fino a un certo punto.
AVVOCATO Dieci: Non particolari, quindi.
IMP. Scarano A.: Non particolari. Giacalone veniva spesso a Roma, più volte, anche da solo, passava, andava a Milano, si fermava.
AVVOCATO Dieci: Senta...
IMP. Scarano A.: Ha frequentato Milano e Roma per parecchio tempo. Veniva anche per divertirsi, a Roma.
AVVOCATO Dieci: Scarano, era la prima volta che Giacalone veniva a Roma, o veniva a Roma da lei, quella in cui si incontrò - per caso, da quello che lei ha detto - a casa sua anche Bizzoni?
IMP. Scarano A.: No, aveva già venuto.
AVVOCATO Dieci: Scusi?
IMP. Scarano A.: Aveva già venuto, parecchie volte. Era già venuto a Roma, a casa mia.
AVVOCATO Dieci: Sì. Lei ricorda di che cosa parlaste, o perché era venuto, secondo le spiegazioni che...?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Dieci: Non lo ricorda?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Dieci: E' possibile che fosse venuto perché è commerciante di macchine, per acquistare o vendere?
IMP. Scarano A.: Ah, qualche volta è venuto, siamo andati in giro per macchine assieme, non è che...
AVVOCATO Dieci: Nel Lazio, a Roma, o anche in Altitalia?
IMP. Scarano A.: Siamo andati nel Lazio, a Roma, e una volta è venuto - che c'era Carra qui, quando è venuto a scaricare le tegole - e ci stava pure Giacalone, e siamo andati a Milano a prendere una macchina: io, Carra e Giacalone. Con la macchina mia, una Peugeot rossa mi ricordo.
AVVOCATO Dieci: Rispetto all'attentato Costanzo, l'incontro con Bizzoni e Giacalone a casa sua, come riesce a collocarlo? Come tempi.
IMP. Scarano A.: Non posso rispondere, avvocato. Non lo so, non ricordo.
AVVOCATO Dieci: Chi è che le chiese di trovare una casa nel quartiere africano? Mi riferisco a quella di via Redaua.
IMP. Scarano A.: Chi me l'ha chiesto?
AVVOCATO Dieci: Chi gliel'ha chiesto.
PRESIDENTE: Avvocato, credo che sia Dire Daua. Che, purtroppo,...
AVVOCATO Dieci: Dire Daua.
PRESIDENTE: ... nella trascrizione diventa Redaua.
AVVOCATO Dieci: Grazie. Chi glielo chiese?
IMP. Scarano A.: Nessuno me l'ha chiesto. Quando sono ve... Quella casa era affittata, già ci stavano da due mesi lì. le chiavi ce l'avevano loro, ce l'aveva lo Spatuzza, ce l'aveva Lo Nigro. Adesso, queste non lo so chi ce l'aveva.
Quando son venuti a Roma, sono andati in questa casa direttamente, non da me. Sono andati direttamente in quella casa, a via Daua.
La sera, mi ricordo che è venuto Spatuzza e mi ha detto: 'guarda, che lì hanno cambiato la serratura'.
Io cerco Bizzoni, ci ho detto: 'Bizzoni', come mai', dico 'li è cambiata la serratura?'.
Dice: 'va be', non ti preoccupare, c'ho un'altra casa, c'ho un'altra casa'. E mi ha dato questa, una mansardina al Tuscolano.
AVVOCATO Dieci: La prima delle case date, o trovate tramite Bizzoni, date da Bizzoni o trovate tramite Bizzoni, che gliela chiese?
IMP. Scarano A.: Mah, me l'hanno chiesta... Chi me l'ha chiesta? Me li chiedevano loro, questi appartamenti.
AVVOCATO Dieci: A chi dette le chiavi lei, lo ricorda?
IMP. Scarano A.: No. Ce l'avevano o Spatuzza o Lo Nigro, ce l'avevano, le chiavi. Io non ricordo adesso, ad essere precisi. Ce l'avevano loro, comunque. Sono venuti pure a Roma, e io non sapevo niente, se ne andavano pure lì a dormire.
AVVOCATO Dieci: Per quanto tempo hanno avuto la disponibilità di quella casa, loro?
IMP. Scarano A.: Cioè io, di quando ho preso quella casa lì...
AVVOCATO Dieci: Quanto tempo, per quanto tempo?
IMP. Scarano A.: ... sono stati fatti gli attentati a San Giovanni...
PRESIDENTE: Avvocato, di quale casa? Perché ce ne sono state tre o quattro.
AVVOCATO Dieci: La seconda casa, quella del...
PRESIDENTE: Tuscolano.
AVVOCATO Dieci: Del Tuscolano.
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: La mansardina.
AVVOCATO Dieci: Ecco, per quanti giorni?
IMP. Scarano A.: Sette giorni, non di più.
AVVOCATO Dieci: Lì c'è stato - che lei sappia - Giacalone, o ne ha avuto la disponibilità?
IMP. Scarano A.: Lì c'è stato pure Giacalone.
AVVOCATO Dieci: Lì c'è stato anche Giacalone.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Dieci: Torvajanica.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Dieci: La villetta nel Villaggio Tognazzi.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Dieci: Anche quella fu, se ricordo bene, trovata tramite Bizzoni.
IMP. Scarano A.: Sì, me l'ha data lui, personalmente.
AVVOCATO Dieci: Chi è che l'ha frequentata? Tutti i ragazzi di Sicilia, che lei sappia?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Dieci: Anche Giacalone?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Dieci: Ce l'ha visto, ce l'ha portato?
IMP. Scarano A.: Ci stava anche Giacalone, sì.
AVVOCATO Dieci: Senta, la donna che faceva le pulizie, Liberati si chiama il marito, se non vado errato?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Dieci: La donna che faceva le pulizie nelle tre case, diciamo, le definisco impropriamente di Bizzoni: si è servito anche di una amica, di un'altra collaboratrice domestica per le pulizie stesse. Lei ha riferito che spesso a casa di questo Liberati ha portato i ragazzi.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Dieci: Me ne spiega la ragione? Non riesco a capire.
IMP. Scarano A.: Mah, capitavano con me dentro la macchina e venivano. Poi, Giacalone ha frequentato un po' di più, perché ha conosciuto una ragazza che è venuta a Capena a pulire la villetta di Capena. E ha frequentato pure questa ragazza. Non so se sono usciti. Mi sembra che sono usciti pure assieme.
AVVOCATO Dieci: Senta, ma in che epoca siamo qui, Scarano?
IMP. Scarano A.: Avvocato, l'epoca... lasciamo perdere l'epoca. Io, date, non parliamo proprio.
AVVOCATO Dieci: Lo so, proprio non è in grado di riferire neppure l'anno?
IMP. Scarano A.: No, non ne parliamo proprio di date, perché io non ho mai dato date, perché non me li ricordo, primo. Dopo, sono venuti talmente tante volte, che non... le date come faccio a ricordarle? Prima o dopo, o quando o come o perché?
AVVOCATO Dieci: Le persone invece le ricorda bene, tutte quelle che hanno partecipato?
IMP. Scarano A.: Delle persone, mi ricordo benissimo dove hanno partecipato, dove non ci stavano, dove ci stavano.
AVVOCATO Dieci: Scarano, dopo molti mesi - lei riferisce sette-otto; poi, sei, sette o otto - dal trasporto del primo camion carico di armi che lei ha portato nella propria cantina - nella sua cantina, chiedo scusa -...
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Dieci: ... lei ha fatto due viaggi a Palermo.
IMP. Scarano A.: Ma io ne ho fatti più di due, avvocato.
AVVOCATO Dieci: Mi riferisco... Certo, è vero. Allora ho fatto male, le chiedo scusa, male la domanda.
Dopo che per la prima volta i siciliani sono venuti a Roma, portando il carico di armi che lei ha nascosto nel suo scantinato o nella sua cantina, lei ha riferito come "sei, sette o otto mesi" sono rimasti lì, nello scantinato. E lei è andato in Sicilia un paio di volte, per incontrare le persone che erano responsabili di queste armi, per chiedere le ragioni per le quali dovevano continuare a stare lì. E che cosa lei dovesse farne. E' vero questo?
IMP. Scarano A.: Io ho detto soltanto, quando Matteo Messina Denaro, il Sinacori, primi mesi '92...
AVVOCATO Dieci: Sì.
IMP. Scarano A.: Sono passati sei, sette mesi.
AVVOCATO Dieci: Sette o otto, sì.
IMP. Scarano A.: Otto, dieci, quindici, lei può dire pure...
AVVOCATO Dieci: Come? Non...
IMP. Scarano A.: Io ho detto: sette mesi, più o meno.
AVVOCATO Dieci: Sì.
IMP. Scarano A.: Va bene?
AVVOCATO Dieci: Sì sì.
IMP. Scarano A.: E, avendo questo materiale che, loro sono venuti a Roma, sono stati a Roma non so quanto, dieci giorni o quindici giorni, che ho trovato un appartamento io vicino casa mia...
PRESIDENTE: Da Giacomino.
IMP. Scarano A.: Da Giacomino.
AVVOCATO Dieci: Quello di Giacomino Gesù...
IMP. Scarano A.: Esatto.
AVVOCATO Dieci: Sì.
IMP. Scarano A.: Io sono andato lì, li ho accompagnati lì. La mattina dopo sono andato lì un'altra volta per vedere come stavano, se stavano comodi, se stavano scomodi, in quest'appartamento. Messina Denaro mi ha detto, dice: 'tu qui non ci devi venire più; se ho bisogno di qualche cosa, vengo io da te'.
Io non so quanto tempo sono stati, quanti giorni sono stati, quanti mesi sono stati: questo non lo so. Perché se ne sono andati e nemmeno mi hanno salutato.
Poi, vedendo che loro non si facevano vivi, nessuno si faceva vivo di questa... per dirmi qualcosa, che cosa si doveva fare con queste armi ed esplosivo che era arrivato, che aveva portato Messina Denaro. E mi sono mosso io da Roma, e sono andato in Sicilia.
Sono andato alla Triscina, a Castelvetrano, perché non sapevo dove rivolgermi. Conoscendo Peppe Garamella, ci ho detto: 'Peppe, io devo parlare con Matteo'.
Peppe Caramella si è messo, si è dato da fare per cercare questo Matteo.
L'indomani, o dopo due giorni, mo adesso non ricordo se è passato un giorno o due, dice: 'dobbiamo andare a Palermo, che abbiamo l'appuntamento a piazza Politeama, in un bar di lusso'.
PRESIDENTE: Va bene, ma questo lo ha già raccontato.
AVVOCATO Dieci: Sì, va bene, va bene.
IMP. Scarano A.: Oh.
PRESIDENTE: Questo l'ha già detto.
IMP. Scarano A.: Ora, di quel... No, per dargli la risposta all'avvocato. L'avvocato cosa voleva sapere?
PRESIDENTE: Non c'è bisogno che gli racconti tutta la storia.
AVVOCATO Dieci: Scarano, io cercavo...
IMP. Scarano A.: Ma a me piace di dire le cose come stanno, perché non posso rispondere a metà.
AVVOCATO Dieci: Scarano, lei, all'epoca della frequentazione di questi siciliani, beveva? Cioè beveva, faceva uso di sostanze alcooliche?
IMP. Scarano A.: No, io no.
AVVOCATO Dieci: Di sostanze stupefacenti?
IMP. Scarano A.: Ogni tanto, sì.
AVVOCATO Dieci: Di che sostanze stupefacenti?
IMP. Scarano A.: Di cocaina.
AVVOCATO Dieci: Non ho altre domande.
PRESIDENTE: Chi interviene ora?
AVVOCATO Florio: Sì. Avvocato Florio, per le posizioni Giacalone e Lo Nigro Cosimo. Scarano, buongiorno intanto.
IMP. Scarano A.: Buongiorno.
AVVOCATO Florio: Senta, lei qui, in dibattimento, giorni fa riferì di aver conosciuto a un certo momento questo Messina Denaro soltanto con il nome di Matteo, inizialmente. Dico bene?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Florio: Ecco, da chi e quando ha saputo che si chiamava Messina Denaro?
IMP. Scarano A.: Me l'ha detto Giacalone.
AVVOCATO Florio: Però Matteo chi glielo presentò?
IMP. Scarano A.: Eh, Matteo me lo... Accardo.
AVVOCATO Florio: Accardo. Senta, quante volte venne Matteo a casa sua, a Roma, insieme a Garamella?
IMP. Scarano A.: Assieme a Garamella, mai.
AVVOCATO Florio: E senza Garamella?
IMP. Scarano A.: Senza Garamella, è venuto due volte.
AVVOCATO Florio: Due volte. Ecco, in quelle due volte quindi lei non apprese che, diciamo, lui si chiamava Messina Denaro? Non lo aveva ancora appreso, se non altro.
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Florio: Senta, passiamo a un altro momento: il giorno in cui lei conosce Giacalone. E' sicuro - poi le spiegherò il perché le faccio questa domanda - è sicuro di essersi intrattenuto così tanto? Cioè due ore e mezzo, tre ore.
IMP. Scarano A.: Sì sì, sono sicurissimo.
AVVOCATO Florio: Ecco. No, perché... Va be'. Senta, dopo l'attentato a Costanzo, quando è che lei tornò in Sicilia?
IMP. Scarano A.: 15-20 giorni dopo. Quando sono andato a Musulmeri.
AVVOCATO Florio: Quindi, lo sa collocare nel tempo?
IMP. Scarano A.: Eh, è stato dopo 15 giorni.
AVVOCATO Florio: Sì. Quando è stato l'attentato a Costanzo?
IMP. Scarano A.: Non lo so.
AVVOCATO Florio: '92, '93, '94?
IMP. Scarano A.: E' stato nel '93.
AVVOCATO Florio: Quindi, venti giorni dopo, in realtà sarebbe fine maggio '93; posto che l'attentato a Costanzo...
IMP. Scarano A.: Mah, mi ricordo che faceva caldo, avvocato, quando sono andato in quella villa.
AVVOCATO Florio: Scusi, non ho capito?
IMP. Scarano A.: Ricordo che faceva caldo.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Ecco, ma quando lei tornò in Sicilia, è l'occasione in cui incontra Cannella, e poi andate a Misilmeri - o Musulmeri, quel posto di cui...
IMP. Scarano A.: Cannella, lo conoscevo già.
AVVOCATO Florio: No, non ho detto "conobbe". Incontrò Cannella? Lei incontrò Cannella, quando tornò, in questo viaggio siciliano, dopo 15-20 giorni, diciamo così, dall'attentato di Costanzo?
IMP. Scarano A.: Non ho capito la domanda, guardi.
AVVOCATO Florio: Allora, lei...
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se quando lei andò in questa casa, in questa villa...
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: ... in montagna, a Misilmeri o Musulmeri quale sarà poi...
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Lei ha detto che non è sicuro, di come si chiama. Vuol sapere se ha incontrato Cannella.
IMP. Scarano A.: Sì, ho incontrato sì Cannella.
PRESIDENTE: Quello che è venuto a prenderla al porto?
IMP. Scarano A.: Al porto. Mi ha accompagnato lì lui.
PRESIDENTE: E che poi l'ha accompagnato...
IMP. Scarano A.: Esatto, esatto.
PRESIDENTE: Con la sua macchina.
IMP. Scarano A.: Una Ford Escort bianca.
PRESIDENTE: Sì.
AVVOCATO Florio: Quindi fu quella l'occasione in cui qualcuno, chiamiamolo così, si avvicinò a lei dicendogli: 'tu sei una brava persona, una degna persona, sei amico di Giacalone': è quella l'occasione?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
AVVOCATO Florio: Ecco, mi è parso - e mi corregga se sbaglio - che al collega che mi ha preceduto lei abbia risposto che, tra l'occasione dell'autosalone e l'occasione di chiamiamola Misilmeri - ma non ho capito bene il posto, nemmeno io - lei, Giacalone, non lo avesse ancora visto. Non lo avesse più visto, anzi.
IMP. Scarano A.: Io, Giacalone, l'ho visto per la prima volta quando sono andato a caricare l'hashish lì, quando ho portato l'hashish a Roma, inizio '93.
AVVOCATO Florio: Mi scusi, inizio '93, ma allora l'episodio dell'autosalone di quando è?
IMP. Scarano A.: E' quando sono andato a caricare l'hashish. Che là, la mattina siamo andati in magazzino; tra la mattinata e ora di pranzo mi ha lasciato nell'autosalone, lì, "Fifetto" Cannella.
Io già lo conoscevo, a Giacalone.
AVVOCATO Florio: Sì. Ma come lo colloca nel tempo questo viaggio? Abbia pazienza.
IMP. Scarano A.: Come lo colloco questo...?
PRESIDENTE: Questo viaggio dell'hashish, cioè il viaggio in cui è andato giù e gli hanno fatto vedere che stavano caricando l'hashish.
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Secondo lei, quando si può porre in un'epoca del tempo?
IMP. Scarano A.: A inizio '93 è stato.
PRESIDENTE: Inizio del '93, può essere gennaio, febbraio, anche marzo potrebbe essere.
IMP. Scarano A.: Signor Presidente, non mi ricordo.
AVVOCATO Florio: Comunque prima dell'attentato a Costanzo, a questo punto.
IMP. Scarano A.: Certo, molto prima.
AVVOCATO Florio: Senta...
IMP. Scarano A.: Molto prima.
AVVOCATO Florio: Senta, se non sbaglio, con Giacalone aveste modo anche di parlare dell'attentato di Firenze, in una occasione.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Florio: Ecco. Cioè, anzi, fu lei ad iniziare il discorso, vero?
IMP. Scarano A.: Ho detto io: 'hai visto che è successo a Firenze?'.
AVVOCATO Florio: Mmh.
IMP. Scarano A.: E mi ha fatto una specie di risata, una mezza risata.
AVVOCATO Florio: Ma lei si pose il problema perché Giacalone avrebbe dovuto ridere a un attentato, a questa notizia? Se si pose il problema, diciamo.
IMP. Scarano A.: Io non mi sono posto nessun problema.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Cioè Giacalone si mise a ridere quando seppe dell'attentato di Firenze.
IMP. Scarano A.: Io ho domandato, dico: 'hai visto che è successo a Firenze?'. E basta, tutto qui.
AVVOCATO Florio: E giù con questa risata. Senta...
IMP. Scarano A.: Nessun commento, nessuna cosa.
AVVOCATO Florio: Senta, le volevo chiedere: lei ha mai presentato a Giacalone persone gravitanti nell'ambito romano, che erano, diciamo così, specializzate o comunque avevano capacità notevole di compiere furti di auto a Roma?
IMP. Scarano A.: Io non ci ho presentato nessuno.
AVVOCATO Florio: Allora, insisto su questo punto. Lei aveva conoscenza del fatto che Giacalone, diciamo così, lavorava un po' con le macchine, riciclava le macchine?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
AVVOCATO Florio: Ecco. Ma lei...
IMP. Scarano A.: Me l'ha detto lui.
AVVOCATO Florio: Ecco, ma lei ha mai aiutato Giacalone in questo? Che ne so, fornendogli contratti, facendogli conoscere davvero persone sue amiche che, magari...
IMP. Scarano A.: Io, no no. Io ho comprato una macchina assieme, alla Magliana, e ho anticipato io i soldi, e basta. Regolarmente. Le sue cose io non le voglio sapere, e manco... Però, so che trafficava in macchine.
AVVOCATO Florio: Lei è sempre stato estraneo a questo, quindi.
IMP. Scarano A.: Come?
AVVOCATO Florio: No, dico, lei quindi è sempre stato estraneo a questi traffici, diciamo così, insieme a Giacalone.
IMP. Scarano A.: Io sì, io personalmente sì. Però, quando siamo andati a Milano a prendere quella Peugeot 206, lì...
AVVOCATO Florio: Sì.
IMP. Scarano A.: ... ha detto che venivano, queste macchine, venivano coi documenti. I documenti venivano dall'Olanda, Belgio, là dov'è. E c'era una persona che si interessava a Milano, che rifaceva la macchina.
AVVOCATO Florio: Ecco, senta Scarano.
IMP. Scarano A.: Questo me l'ha detto lui. Poi, non lo so io, eh? Io, le macchine non le ho rubate con lui.
AVVOCATO Florio: Le risulta che Giacalone portasse targhe di auto da Palermo, affinché fossero montate su auto rubate, che poi il Giacalone doveva venire a Roma per riprendersi?
IMP. Scarano A.: Giacalone è venuto a Roma, si è preso, quando... la macchina dell'attentato allo stadio...
AVVOCATO Florio: Sì?
IMP. Scarano A.: ... c'aveva le targhe Palermo.
AVVOCATO Florio: No, ma io parlo di una...
IMP. Scarano A.: Ha levato...
AVVOCATO Florio: Prego.
IMP. Scarano A.: Quella macchina era rubata.
AVVOCATO Florio: Sì.
IMP. Scarano A.: Che è rimasta a Roma. Che Renato, quello dello sfascio sulla via della Botanica, l'abbiamo lasciata a lui, c'era lui presente. Ci siamo levati le targhe, e se l'è portata.
AVVOCATO Florio: Ecco, no...
IMP. Scarano A.: Perché le targhe erano regolari, stando a quello che dice Giacalone; la macchina era rubata a Palermo, portata a Roma.
AVVOCATO Florio: Sì. Però io parlavo di un'attività continuativa, diciamo così, al di là del fatto dell'Olimpico, sui cui torneremo tra breve. Ma dicevo, una attività continuativa di Giacalone che portava targhe a qualcuno a Roma - e credo che questo qualcuno fosse lei, ma lei probabilmente mi smentirà - targhe provenienti da Palermo affinché appunto fossero montate su queste autovetture provento di furto.
IMP. Scarano A.: No, a me non mi risulta.
AVVOCATO Florio: Non le risulta.
Senta, rispondendo a un collega che prima mi ha preceduto, avete parlato di questo ristorante l'Ippopotamo, oppure lei ha detto che si chiamava?
IMP. Scarano A.: Lui ha detto... a quanto capisco io lì alle Capannelle...
AVVOCATO Florio: No, ma lei...
PRESIDENTE: Ippodromo.
AVVOCATO Florio: Ippodromo.
IMP. Scarano A.: Ippodromo, le Capannelle.
AVVOCATO Florio: E, rispondendo al collega Pepi, mi sembra che lei abbia detto: 'sì, effettivamente una lite per soldi c'è stata'.
IMP. Scarano A.: No, non è stata lite.
PRESIDENTE: Ha detto che conosceva questo proprietario di ristorante.
AVVOCATO Florio: Non c'è stata nessuna lite.
IMP. Scarano A.: No, no.
PRESIDENTE: Ha prestato dei soldi.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, 20 milioni.
PRESIDENTE: E non c'è stata nessuna...
IMP. Scarano A.: Nessuna lite, me li ha dati gentilmente.
AVVOCATO Florio: Senta, lei ha mai visto questo signore in presenza di Giacalone?
IMP. Scarano A.: Io non ce l'ho mai presentato, avvocato.
AVVOCATO Florio: No...
IMP. Scarano A.: Ma questo è stato molto tempo prima. Questo sono cinque, sei anni, sette anni già questa storia.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Ma lei non si preoccupi su questo. Le dico: lei ha mai visto questo signore in presenza di Giacalone?
IMP. Scarano A.: Io no.
AVVOCATO Florio: Lei no.
IMP. Scarano A.: Io ho visto... pure una persona che...
AVVOCATO Florio: Senta, lei ha detto che Giacalone è stato nell'appartamento di via Dire Daua, vero?
IMP. Scarano A.: Lì no.
AVVOCATO Florio: No?
IMP. Scarano A.: Lì non c'è stato lui.
AVVOCATO Florio: Nell'appartamento di Cinecittà?
IMP. Scarano A.: Sì. Lì sì.
AVVOCATO Florio: Senta, ma è sicuro che Giacalone fosse presente a Roma in quel periodo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sicurissimo.
AVVOCATO Florio: Al cento per cento?
IMP. Scarano A.: Al cento per cento.
AVVOCATO Florio: E questo periodo qual è?
IMP. Scarano A.: '93.
AVVOCATO Florio: Che periodo del '93, se se lo ricorda?
PRESIDENTE: Dopo l'attentato alle chiese, tanto per mettere un punto.
IMP. Scarano A.: Sì, dopo l'attentato alle chiese.
PRESIDENTE: Dopo qualche tempo.
IMP. Scarano A.: A settembre, quando... a settembre, ottobre, non lo so adesso il periodo. Lui a via Dire Daua non c'è stato per niente.
AVVOCATO Florio: Per intendersi, dopo l'estate '93?
IMP. Scarano A.: Giacalone per gli attentati a San Giovanni e al Velabro non c'era. Lui è venuto a settembre, che poi di quella casa di Tuscolano sono andati a stare lì a...
PRESIDENTE: Al Villaggio Tognazzi.
IMP. Scarano A.: Al Villaggio Tognazzi.
AVVOCATO Florio: Senta, lei ha prestato il suo cellulare a Giacalone?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Florio: Quando?
IMP. Scarano A.: Quando?
AVVOCATO Florio: Quando.
IMP. Scarano A.: Il periodo quando veniva a Roma, quando stava lì.
AVVOCATO Florio: Quindi varie volte, diciamo così.
IMP. Scarano A.: Certo.
AVVOCATO Florio: Il cellulare...
IMP. Scarano A.: A lui, a Lo Nigro gliel'ho dato.
AVVOCATO Florio: Ora, a parte Lo Nigro. A Giacalone lo prestava, diciamo così, abitualmente, quando glielo chiedevano?
IMP. Scarano A.: Ma stava dentro in macchina con me, pigliava il telefono e telefonava.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta, quando ha smesso lei di fare uso di cocaina?
IMP. Scarano A.: Avvocato, guardi che io mica sono tossico, eh. Io me la compravo una volta, due volte al mese, mezzo grammo per volta.
AVVOCATO Florio: Eh, quando ha smesso?
IMP. Scarano A.: Non è che volete far capire che io sono tossicodipendente qua.
PRESIDENTE: Lei deve...
IMP. Scarano A.: Quando c'avevo 100 mila lire disponibili me la compravo.
PRESIDENTE: Lei può non rispondere. L'avvocato le ha chiesto: 'quando ha smesso di fare uso di cocaina?' Se lei vuole rispondere glielo dice, se non vuole rispondere dice...
IMP. Scarano A.: Io ce n'avevo mezzo grammo quando mi hanno arrestato a Palermo, in tasca, l'ultima volta.
AVVOCATO Florio: Non mi sembra... Ah, ecco per l'ultima volta.
PRESIDENTE: A meno che non ammettiamo che in carcere si procurasse anche la cocaina.
AVVOCATO Florio: Non lo ammettiamo.
PRESIDENTE: No. A meno che non ammettiamo, io non escludo nulla avvocato, per carità.
AVVOCATO Florio: No, no, per carità.
PRESIDENTE: Tutto a questo mondo è possibile. Fuorché l'uomo gravido, per ora.
AVVOCATO Florio: Senta Scarano, anche qui, prima rispondendo a un collega che mi ha preceduto, mi sembra sempre l'avvocato Pepi, lei ha detto che tutto sommato di hashish, o comunque di sostanze stupefacenti non si intendeva.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Florio: Quando è che - diciamo così, mi passi il termine - ha cominciato a trafficare in droga: con quel viaggio lì famoso?
IMP. Scarano A.: Io droga non ho mai trafficato, primo, base principale.
AVVOCATO Florio: Quella è la prima volta.
IMP. Scarano A.: A me quello che mi hanno dato, me l'hanno dato queste persone di Palermo, Cannella qui, per vendere questo hashish a Roma.
AVVOCATO Florio: Senta, ora ho bisogno di una precisazione, scusi. Quella Thema che servì per il fallito attentato all'Olimpico che fine ha fatto? Perché mi sembra che in sede dibattimentale abbia dato - o comunque così ho inteso - due...
IMP. Scarano A.: Posso?
AVVOCATO Florio: Prego.
IMP. Scarano A.: Quella macchina stava a Roma.
AVVOCATO Florio: Sì.
IMP. Scarano A.: Parcheggiata a destra e a sinistra, un po' di qua e un po' di là. E' venuto Giacalone un giorno a Roma, ci ho detto: 'questa macchina bisogna levarla'. Giacalone mi ha detto: 'ce l'hai un amico che c'ha lo sfascio?' Dico: 'sì, sta qui sulla Palmiro Togliatti'. E' venuto assieme a me.
Io, con la macchina mia, Giacalone ha portato la Thema e gliel'abbiamo data a Renato. Ci ha detto: 'falla sparire questa macchina'.
S'è levato le targhe, che le targhe erano regolari, solo la macchina era rubata, e basta.
AVVOCATO Florio: Quindi è stata pressata?
IMP. Scarano A.: E' venuto assieme a me, sì.
AVVOCATO Florio: E' stata pressata che lei sappia?
IMP. Scarano A.: E' stata pressata, esatto.
AVVOCATO Florio: Senta, lei...
PRESIDENTE: Scusi. E' stata pressata perché lei l'ha vista pressata?
IMP. Scarano A.: No.
PRESIDENTE: O ha dato solo ordine allo sfascio di pressare?
IMP. Scarano A.: No, ci ho detto io a... ci abbiamo detto a quello dello sfascio, a Renato, dico: 'guarda, deve sparire questa macchina'. Quello ha capito, sparire, sparire, cioè vuol dire che lui...
PRESIDENTE: Certo.
IMP. Scarano A.: ... non doveva levare nemmeno niente perché...
PRESIDENTE: Doveva semplicemente...
IMP. Scarano A.: ... scottava quella macchina, ecco, tutto qui.
AVVOCATO Florio: Ecco, ma se ho ben capito anche la domanda del Presidente adesso, lei non ha visto, o comunque non sa poi questo ordine - tra virgolette - è stato eseguito?
IMP. Scarano A.: Noi ce l'abbiamo detto, poi se l'ha fatto o se ha rischiato di tenersela dentro la sfascio e vendersi il motore, questo non lo so.
AVVOCATO Florio: Non lo sa. Senta, a Formello... lei è stato a Formello vero?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
AVVOCATO Florio: Conosce via Monte di Malvagliata?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Florio: Con qualcuno degli imputati di questo processo - e immagino lei sappia chi sono, come nome quantomeno - è mai stato direttamente a controllare i movimenti di Contorno?
IMP. Scarano A.: Io solo con Spatuzza.
AVVOCATO Florio: Solo con Spatuzza.
Senta, io volevo tornare un momento a quell'episodio della fotografia che aveva in tasca Giacalone nella occasione in cui vi siete visti insieme a Bizzoni. Questa persona, le fu detto così, poi lei non ebbe modo di appurarlo, se ho bene inteso, Giacalone le disse: 'è una persona deceduto, è la fotografia di un morto'.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Florio: Lei non sa se questa persona fosse, che ne so, un parente di Giacalone?
IMP. Scarano A.: No. Ha detto che c'aveva una fotografia di un morto per metterla su quel porto d'armi.
AVVOCATO Florio: Sì, mi scusi. No vuol dire 'non lo so', oppure 'lo escludo'?
IMP. Scarano A.: Non lo so se l'ha messa dopo. Io non lo so.
PRESIDENTE: Non sa se era un parente?
IMP. Scarano A.: No, no, non lo so, assolutamente.
AVVOCATO Florio: Senta, quando risale l'arresto, che lei sappia, se lei lo sa, dei fratelli Graviano?
IMP. Scarano A.: Quando è stato l'arresto?
AVVOCATO Florio: Sì.
IMP. Scarano A.: Mi sembra a fine '93, inizio '94.
AVVOCATO Florio: Fine '93, inizio '94. Ecco, lei ebbe modo, se ce lo ripete, di sentire successivamente o anzi, a causa dell'arresto dei fratelli Graviano, due imputati di questo processo litigare fra di loro, litigare o discutere animatamente fra di loro, vero?
PRESIDENTE: Sulla successione.
AVVOCATO Florio: Sulla successione.
PRESIDENTE: Mi pare eh, avvocato.
AVVOCATO Florio: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Io ho visto... ho sentito litigare?
AVVOCATO Florio: Sì. Discutere, litigare.
IMP. Scarano A.: No, parlavano fra di loro lì a Capena, che il posto di Graviano lo doveva prendere Giacalone. E Lo Nigro gli diceva che era giusto che lo prendeva Nino Mangano.
AVVOCATO Florio: Come mai Nino Mangano?
IMP. Scarano A.: Questo non lo so io.
AVVOCATO Florio: Non lo ebbe modo di ascoltare, in sostanza.
IMP. Scarano A.: No, no.
AVVOCATO Florio: Senta, volevo un attimo tornare al viaggio delle tegole, va bene?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Florio: Viaggio delle tegole effettuato da Carra.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Florio: Bene? Lei sa se Carra fece questo viaggio da solo o con qualcuno?
IMP. Scarano A.: E' venuto con Giacalone.
AVVOCATO Florio: Lo fece insieme a Giacalone.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Florio: Ecco, perché mi sembra che... va be'. Mi sembra che Carra qui abbia detto cose diverse, comunque. Lei conferma, per quello che ne sa... Chi pagò le tegole?
IMP. Scarano A.: Le tegole me l'hanno regalate loro, Nino Mangano. A nome di Nino Mangano.
AVVOCATO Florio: Ecco...
PRESIDENTE: Chi le ha pagate? Lei qualche cosa aveva detto.
IMP. Scarano A.: A me me l'hanno regalate Nino Mangano. Siccome io voglio dire la cosa come sta.
AVVOCATO Florio: Dica le cose come stanno.
IMP. Scarano A.: Io ero andato in Sicilia, a Mazara, per cercare una fornace di queste per fare i tegoli, che fanno le tegole a mano, perché volevo mettere un po' di tegole particolari.
Poi è venuto Giacalone e parlando con Giacalone gli ho detto: 'guarda, sono andato in Sicilia a vedere se trovavo un po' di tegole, però mi hanno detto lì che i lavori cominciano a marzo, aprile, in estate', che era una famiglia che lavorava... ambito familiare, questa fornace.
Giacalone mi ha detto: 'a Palermo ci stanno che ne fanno sempre'. E infatti poi mi ha detto: 'guarda, le tegole le abbiamo trovate'. Me l'hanno portate fino a Roma, me l'ha portate Carra. Mi ha detto che me le mandava Nino Mangano per regalo. Io ho dato due milioni a Carra. Il giorno dopo che abbiamo scaricato le tegole siamo andati a Milano. In quell'occasione abbiamo preso questa macchina con Giacalone e Carra. Siamo partiti da Roma con la macchina mia e siamo andati a Milano. Abbiamo caricato la macchina sul camion e una barca che mi aveva dato Bizzoni e Carra se n'è andato. Tutto qua.
Io le tegole non l'ho pagate, me l'hanno regalate a nome di Nino Mangano.
AVVOCATO Florio: Mi scusi Scarano, però io le avevo chiesto - se lei lo sa ovviamente - chi pagò le tegole. Lei non lo sa?
IMP. Scarano A.: Avvocato, io le sto dicendo non lo so. A me Giacalone mi ha detto: 'te le manda Nino Mangano per regalo'.
AVVOCATO Florio: Conosce un signore che si chiama Pietro Vernengo?
IMP. Scarano A.: Pietro?
AVVOCATO Florio: Vernengo.
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Florio: Cerco di sollecitarle la memoria, poi se non se lo ricorda, non se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: Che cosa?
AVVOCATO Florio: Sto per fare una domanda, dico: se poi non se lo ricorda, non se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: Mi dica, mi dica.
AVVOCATO Florio: Lei sa che queste tegole furono pagate da Giacalone, tra l'altro tramite assegni, a questo Pietro Vernengo? Se lo ricorda ora?
IMP. Scarano A.: No. A me mi ha detto Giacalone che me le manda Nino Mangano, un regalo Nino Mangano.
AVVOCATO Florio: Ecco, come mai Nino Mangano le doveva regalare delle tegole?
IMP. Scarano A.: Eh, non lo so io.
AVVOCATO Florio: Sì, va be', ma il problema se lo sarà posto. Le arrivano delle tegole, in sostanza...
IMP. Scarano A.: Secondo me per quello... dell'appoggio che gli ho dato a Roma io. Quello, in definitiva è quello.
AVVOCATO Florio: No, mi scusi, non ho proprio capito. Per l'appoggio?
PRESIDENTE: Ha detto, avvocato, che lui ha pensato che intendesse disobbligarsi dell'appoggio che gli aveva dato a Roma.
AVVOCATO Florio: Ho capito. E così è. Senta, in quel periodo, proprio in quel periodo, lei acquistò delle auto per Giacalone?
IMP. Scarano A.: Quale periodo avvocato?
AVVOCATO Florio: Il periodo delle tegole.
IMP. Scarano A.: Quel periodo là no, perché siamo andati soltanto a prendere la macchina su.
AVVOCATO Florio: In altri periodi?
IMP. Scarano A.: Una macchina sola. A Magliana.
AVVOCATO Florio: Una macchina...
IMP. Scarano A.: O prima, o dopo, adesso non ricordo, adesso bene. E poi l'ultime macchine, le macchine di Bizzoni, sette, otto macchine, io manco so quante sono. E manco le ho viste queste macchine.
AVVOCATO Florio: No, perché qui sembrerebbe, le dico subito, che questi pagamenti di Giacalone, che faceva a questo Pietro Vernengo, potessero essere un corrispettivo, un compenso per varie autovetture che lei aveva comprato per Giacalone. Non è così?
IMP. Scarano A.: No, no.
AVVOCATO Florio: Non è così.
IMP. Scarano A.: A me non mi ha dato mai una lira. Né dei quattro milioni che ho anticipato, che ho pagato tre milioni e nove una macchina a Roma; mi ha detto che poi me li dava e non me li ha dati. Né soldi delle macchine, le ultime macchine, quelle che mi ha dato il Bizzoni: 18, 17 milioni, non lo so quelli che sono.
AVVOCATO Florio: Senta, a Carra le spese per il viaggio chi le pagò?
IMP. Scarano A.: Io.
AVVOCATO Florio: Solo lei.
IMP. Scarano A.: Non è che ho pagato le spese, io ho dato due milioni e basta.
AVVOCATO Florio: Ma a quale titolo?
IMP. Scarano A.: A titolo di un viaggio penso.
AVVOCATO Florio: Per compenso o per spese? Per indennizzo diciamo.
IMP. Scarano A.: Mah, gliel'ho dato così.
AVVOCATO Florio: Gliel'ha dato. Senta, lei conosce un certo signor Rossetti?
IMP. Scarano A.: Io, Rossetti no. Non mi risulta di conoscere un Rossetti.
AVVOCATO Florio: E un certo signor Costa di Dinami? O Dinàmi, me lo dirà lei come si dice esattamente.
IMP. Scarano A.: Chi?
PRESIDENTE: Costa di Dinàmi o Dinami?
IMP. Scarano A.: Del mio paese?
PRESIDENTE: Suo paese.
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Florio: Senta, passiamo un attimo a Cosimo Lo Nigro. Lei dove lo conobbe Cosimo Lo Nigro?
IMP. Scarano A.: La prima in magazzino dove si caricava l'hashish.
PRESIDENTE: Scaricava voleva dire?
IMP. Scarano A.: Si caricava.
PRESIDENTE: Caricava.
IMP. Scarano A.: Si caricava il camion dell'hashish.
PRESIDENTE: Scaricava o caricava?
IMP. Scarano A.: Caricava.
PRESIDENTE: Ah.
AVVOCATO Florio: Quindi, il Cosimo Lo Nigro lei quando lo rivide, dopo l'episodio di via Fauro?
IMP. Scarano A.: Quando è venuto per Costanzo.
AVVOCATO Florio: No, dopo l'episodio di Costanzo, quando lo rivide?
IMP. Scarano A.: Avvocato, lei mi ha detto... non mi deve fare le domande a trabocchetto.
PRESIDENTE: No, no, guardi, lei non ha sentito. La domanda era stata fatta proprio in questi termini. Dopo l'episodio di Costanzo, quando ha rivisto Lo Nigro?
IMP. Scarano A.: Io l'ho visto per la prima volta a Palermo, che caricava...
PRESIDENTE: Sì, va bene, ma questo l'avvocato non gliel'ha chiesto. Ha detto la prima volta l'ha visto quando ha detto.
IMP. Scarano A.: Poi l'ho rivisto per Costanzo.
PRESIDENTE: Dopo l'episodio di Costanzo l'ha rivisto?
IMP. Scarano A.: Certo che l'ho rivisto. L'ho rivisto per San Giovanni.
PRESIDENTE: Quando l'ha rivisto?
IMP. Scarano A.: L'ho rivisto quando ha portato l'esplosivo a Roma, che è stato scaricato a via Ostiense. Poi l'hanno scaricato lì, è passato un mese e ci sono stati gli attentati. E' stato un mese fermo lì. Un mese, giorno più, giorno meno, a via Ostiense.
AVVOCATO Florio: Senta, lei sa che attività - se lavorasse, Cosimo Lo Nigro - che attività faceva?
IMP. Scarano A.: Che attività?
AVVOCATO Florio: Sì.
PRESIDENTE: Sì.
IMP. Scarano A.: Il pescatore m'ha detto che faceva, c'aveva la barca.
AVVOCATO Florio: Senta, nel magazzino di Torbellamonaca, nello stanzone, come lo possiamo chiamare.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Florio: C'era la corrente?
IMP. Scarano A.: C'era?
AVVOCATO Florio: La corrente.
IMP. Scarano A.: No. Io non lo so, ma penso di no.
AVVOCATO Florio: Pensa di no. Cambiamo brevemente argomento. Beppe Garamella, anzi Peppe Garamella. Lei gli prestò mai dei soldi?
IMP. Scarano A.: Io...?
PRESIDENTE: Se ha prestato mai soldi a questo Peppe Garamella, o Sgaramella...
IMP. Scarano A.: Sì, c'ho prestato dei soldi.
AVVOCATO Florio: Le sono stati restituiti?
IMP. Scarano A.: No. Mi hanno arrestato.
AVVOCATO Florio: L'hanno arrestato, sì. Quanto - se me lo vuol dire naturalmente - quanto dovrebbe riavere lei da questo Garamella?
IMP. Scarano A.: 16 milioni.
AVVOCATO Florio: Tutto di capitale?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, ce li ho prestati io.
AVVOCATO Florio: Senta... chiedo scusa un attimo. Torniamo un attimo al viaggio di hashish. Lei mi scuserà se le domande sono un po' disordinate, ma un po' volutamente e un po' non c'è altro modo.
PRESIDENTE: Beh, volutamente non è molto carino avvocato, perché anche per noi sono salti. Comunque, fate voi.
AVVOCATO Florio: Sono in sede di controesame, faccio quello che posso.
Senta, durante appunto questo famoso viaggio di hashish, lei in un'area di servizio incontrò qualcheduno, vero?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Florio: Chi incontrò?
IMP. Scarano A.: Di Maio Francesco.
AVVOCATO Florio: Un certo Nazareno?
IMP. Scarano A.: Quello dello scarico. Cioè scarico, dove io sono andato a scaricare.
AVVOCATO Florio: Lo incontro quindi nello stesso viaggio ma successivamente?
IMP. Scarano A.: Quello era stato a Roma.
PRESIDENTE: Non è che l'ha incontrato avvocato, c'è andato a quello che ha detto.
IMP. Scarano A.: Certo.
AVVOCATO Florio: Sì, no, volevo sapere appunto se c'era questo Nazareno nell'area di servizio?
IMP. Scarano A.: No, no, no, ho detto Di Maio. Di Maio Francesco.
AVVOCATO Florio: Perfetto. Quindi lei non parlò con...
IMP. Scarano A.: Nazareno sta a Roma.
AVVOCATO Florio: Quindi in quell'area di servizio lei non parlò con nessuno, in buona sostanza.
PRESIDENTE: Ha parlato con questo Di Maio.
AVVOCATO Florio: Sì, sì, a parte questo Di Maio ovviamente.
IMP. Scarano A.: Basta, con nessuno.
AVVOCATO Florio: Senta Scarano, quando avete scaricato questo camion dell'hashish, chiamiamolo così.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Florio: Usaste una macchina particolare per scaricarla?
IMP. Scarano A.: C'era una vecchia ruspa. Una vecchia ruspa, ha funzionato per un attimo, però l'abbiamo scaricato quasi a mani.
AVVOCATO Florio: L'avete scaricato a mani.
IMP. Scarano A.: Quasi.
AVVOCATO Florio: Perché mi sembra, mi sembra, che in sede proprio qui dibattimentale lei abbia detto proprio quello che sta dicendo ora. Cioè, non funzionava, abbiamo dovuto scaricarlo un po' così, a mani perché...
PRESIDENTE: Ha detto che prima avevano scaricato a mano, se non mi sbaglio, le traversine.
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Poi hanno provato con questa ruspa e hanno danneggiato...
IMP. Scarano A.: Esatto, perché non si alzava... perdeva olio.
AVVOCATO Florio: Perdeva olio.
PRESIDENTE: Perché questa macchina non aveva olio.
IMP. Scarano A.: La benna non si alzava.
PRESIDENTE: Non ce l'aveva l'olio e quindi alzava la benna e non... Poi alla fine si sono ridotti così - almeno risulterebbe dalle trascrizioni - a scaricare a mano.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Florio: Senta, Carra se ne andò immediatamente?
IMP. Scarano A.: Carra sì, l'ho portato a pranzo.
AVVOCATO Florio: Ah, allora non subito diciamo, avete mangiato?
IMP. Scarano A.: No, se n'è andato dopo mangiato. Alle due, le tre, adesso non ricordo che ore era.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta, quando... Parlo ora dell'appartamento dove c'era Messina Denaro con Spatuzza, se non vado errato e due personaggi che lei ha definito i due napoletani, vero?
IMP. Scarano A.: Spatuzza lì non ci stava.
AVVOCATO Florio: Mi dica chi era allora? Messina Denaro, due napoletani...
IMP. Scarano A.: C'era Messina Denaro, due napoletani e...
PRESIDENTE: Sinacori.
IMP. Scarano A.: E Sinacori esatto, Enzo.
PRESIDENTE: Ha detto lei eh.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PRESIDENTE: Io veramente non c'ero.
IMP. Scarano A.: Esatto, esatto.
AVVOCATO Florio: Va be'. Senta, era un giovedì, se non vado errato, quando lei andò a vedere se mancava qualcosa, se avevano bisogno di qualche cosa. Lei se lo ricorda bene questo?
IMP. Scarano A.: Ma guardi, la cosa me la ricordo benissimo. Io adesso, io ho sentito Matteo che diceva a questo Nuvoletta...
AVVOCATO Florio: A Nuvoletta.
IMP. Scarano A.: Ci ha detto: 'Nuvoletta non ti cambiare, perché tanto è giovedì', e basta. 'Non c'è nessuno'.
PRESIDENTE: Veramente, secondo quanto gli è stato contestato, ha detto anche un'altra cosa. Perché sennò dire giovedì così non significa nulla.
AVVOCATO Florio: Che non c'è lo spettacolo.
IMP. Scarano A.: Eh...
PRESIDENTE: La trasmissione non c'è oggi.
IMP. Scarano A.: Non c'è oggi, quello ho capito.
AVVOCATO Florio: Ecco no, la domanda, e naturalmente spiego la rilevanza sennò non si capisce.
PRESIDENTE: Avvocato, ma le domande sono tutte rilevanti, non si preoccupi, io non le chiedo di spiegarle, faccia pure la sua domanda.
AVVOCATO Florio: La domanda è questa: Nuvoletta cosa fece? Perché in realtà lo spettacolo, almeno stando a quello che disse il dottor Costanzo qui, c'era. Per cui Nuvoletta disse qualcosa? Disse: 'no, allora va bene, hai ragione tu, mi rivesto, resto in casa'.
IMP. Scarano A.: Avanti a me no, avvocato.
AVVOCATO Florio: Avanti a lei no.
IMP. Scarano A.: Io sono stato un minuto lì.
AVVOCATO Florio: Quindi... va be', quindi non insisto su questo.
IMP. Scarano A.: E non ho visto più nessuno di quelli l'ultima volta che sono andato lì.
AVVOCATO Florio: Senta, il materiale utilizzato per Costanzo esattamente come si presentava? Possibile... Beh, come si presentava diciamo? Mi sembra che lei avesse parlato un pacco simile a un pallone.
IMP. Scarano A.: No, no, alt.
AVVOCATO Florio: No, mi corregga.
IMP. Scarano A.: I sacchetti... l'esplosivo era in sacchetti, sacchetti quadrati, sacchetti normali, come un sacco di cemento per capire meglio. E' stata aggiunta qualcosa quando sono venuti poi questi ragazzi a Roma, che lo portava Giuliano sulle spalle. E sono venuti... per la prima volta sono venuti pure con la macchina targata Roma, una Uno a nafta e la portava Benigno Salvatore la macchina.
AVVOCATO Florio: Ecco, ma proprio per Costanzo, lei sentì dire che doveva venire un automezzo, un camion, o qualcosa?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Florio: Da nessuno.
IMP. Scarano A.: Non è venuto nessun camion all'epoca. Almeno che abbia visto io, poi... Io non li ho visti. Poi se sono venuti e da me non si sono fatti vedere, questo non lo so.
AVVOCATO Florio: Venne un'autovettura?
IMP. Scarano A.: Come?
AVVOCATO Florio: Venne un'autovettura, vide un'autovettura con alcuni...
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
AVVOCATO Florio: Ripeta con chi c'era? Chi c'era sopra?
IMP. Scarano A.: La portava Benigno l'autovettura.
AVVOCATO Florio: Ho capito.
Senta, torniamo un attimo all'episodio dell'Olimpico. Lei mi sembra che abbia detto, mi corregga se sbaglio, che vide una Thema coperta da un telone.
IMP. Scarano A.: Quella è stata coperta quando è arrivato l'esplosivo.
AVVOCATO Florio: Sì.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
AVVOCATO Florio: Lei vide anche una Uno a Capena?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Florio: Quando invece?
IMP. Scarano A.: Eh?
AVVOCATO Florio: Quando invece? In che...
IMP. Scarano A.: Il periodo, quel periodo lì, stavano lì.
AVVOCATO Florio: Cioè, c'era sia la Thema che la Uno.
IMP. Scarano A.: La Thema stava lì, stava... Ho visto pure la Thema lì, ma in un secondo tempo. Quella che stava lì, quella che dice lei dell'Olimpico, era verde...
AVVOCATO Florio: Cioè, in sostanza...
IMP. Scarano A.: Verde chiaro, verde scuro, adesso... più o meno era scura.
PRESIDENTE: Metallizzata.
IMP. Scarano A.: Metallizzata. Quella che stava lì era nocciola, più la Uno.
PRESIDENTE: Ah, ce n'era un'altra.
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Non era la stessa?
IMP. Scarano A.: Però quella Thema lì non l'ho vista più io, perché è stata un giorno lì, forse due giorni.
AVVOCATO Florio: Chiedo scusa.
IMP. Scarano A.: Poi ho visto la Uno. La Uno che era coperta con lo stesso telone della Thema precedente, quella dell'Olimpico.
PRESIDENTE: Era lo stesso o era quasi... era uguale?
IMP. Scarano A.: Era uguale, uguale. Lo stesso telone era.
AVVOCATO Florio: Quindi, complessivamente quante auto lei ha visto a Capena?
IMP. Scarano A.: Avvocato, io ho visto questa Uno, ho visto questa 164, poi c'era la macchina mia. Perché le macchine mie ce l'avevano sempre loro in mano. La Jeep e la 112. Poi è venuto pure una volta con un 106, con un 206 Peugeot.
PRESIDENTE: Quella rossa?
IMP. Scarano A.: No, un'altra.
PRESIDENTE: Un'altra.
AVVOCATO Florio: Senta...
IMP. Scarano A.: Però è venuto di passaggio. Non mi ricordo se è venuto di passaggio o si è trattenuto tre o quattro giorni lì, in quel periodo là. Non è che posso ricordare tutto.
AVVOCATO Florio: No, no, certamente.
IMP. Scarano A.: Io tutte queste cose le dovevo scrivere.
AVVOCATO Florio: Senta...
PRESIDENTE: Bisognerebbe sempre portarsi un segretario che regi...
IMP. Scarano A.: Forse è la meglio cosa, ci sarebbero meno discussioni.
AVVOCATO Florio: No, a proposito, torno un attimo... Quando le fecero quelle perquisizioni, quelle tre perquisizioni, le furono sequestrate delle agende anche?
PRESIDENTE: Avvocato, gli è già stato chiesto da un suo collega. Ripetere le stesse domande...
IMP. Scarano A.: No, se vuole glielo dico all'avvocato, non c'è problema.
PRESIDENTE: Per carità, lo dica.
IMP. Scarano A.: Sì, me l'hanno sequestrate.
PRESIDENTE: Ma ripetere sempre le stesse domande mi parrebbe...
IMP. Scarano A.: Mi hanno sequestrato anche dei soldi, 80. Quanti milioni non ricordo.
AVVOCATO Florio: La posso ritirare...
PRESIDENTE: Lei ha detto che le agende le sono state sequestrate di recente per questo processo.
IMP. Scarano A.: Sì, all'epoca me l'hanno date.
PRESIDENTE: A lei gliel'hanno sequestrate e poi restituite.
IMP. Scarano A.: Il giorno stesso. Siamo andati al Tribunale con... come si chiamano, ai ROS, i Carabinieri, alla Speciale, come si chiama, di piazza Bologna che mi hanno fatto la perquisizione. Mi hanno sequestrato i soldi e l'agenda. Però siamo andati al Tribunale, hanno parlato con un Giudice lì, con una donna e me l'hanno dato tutto un'altra volta perché risultavano i soldi regolarmente.
Però le agende, quelle che mi hanno sequestrato adesso, ancora ce l'ha la DIA, sono dell'ultimo arresto che mi hanno fatto adesso.
AVVOCATO Florio: Senta, allora ripercorriamo il discorso appunto che ho interrotto prima della parentesi.
Lei trascorse mai delle gio... in particolare una domenica - e dove - insieme a Giacalone e insieme a Cosimo Lo Nigro, parlo in Sicilia eh?
IMP. Scarano A.: In Sicilia?
AVVOCATO Florio: Sì.
IMP. Scarano A.: Mah, Cosimo Lo Nigro è venuto con me, mi è venuto a trovare alla Triscina. Io con Lo Nigro ho mangiato pure a Palermo, ci stava pure Giuliano, mi ricordo ci stava pure Spatuzza, mi ricordo ci stava Giacalone.
AVVOCATO Florio: Ecco...
IMP. Scarano A.: Siamo andati a mangiare al ristorante all'Angrasciata, m'hanno portato loro.
AVVOCATO Florio: Senta, sì in effetti... Senta Scarano.
IMP. Scarano A.: Dica, dica.
AVVOCATO Florio: Io non ho ben capito - e su questo mi deve scusare - ma tra quello che ha dichiarato qui e quello che ha dichiarato nelle indagini preliminari, ora casomai procederemo eventualmente a delle contestazioni, ma quando è stato affittato l'appartamento di via Dire Daua, nel quartiere africano?
IMP. Scarano A.: Ma subito dopo, subito dopo poco tempo.
AVVOCATO Florio: Poco tempo cosa?
IMP. Scarano A.: Dopo l'attentato di Costanzo.
AVVOCATO Florio: Poco dopo l'attentato di Costanzo.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Florio: Quindi nell'attentato di Costanzo queste persone dove alloggiavano?
IMP. Scarano A.: A casa mia.
AVVOCATO Florio: A casa sua. Senta, un'altra cosa. Ora io ho bisogno di ritornare sulla conoscenza che lei fa di questo Garamella. Perché, mi sembra che qui in dibattimento, lei abbia detto - ci rifletta e casomai ce lo confermerà o no - che lo conosce agli inizi del '92 all'uscita dell'autostrada di Castelvetrano.
IMP. Scarano A.: Per la prima volta sì.
AVVOCATO Florio: Per la prima volta sì.
PRESIDENTE: L'appuntamento che gli viene dato per telefono.
AVVOCATO Florio: Sì, lui non lo conosceva, se ho ben capito.
PRESIDENTE: Così dice.
AVVOCATO Florio: Anzi, si avvicina e dice: 'sei tu Antonio?' E' così?
IMP. Scarano A.: Sì, ha riconosciuto la macchina targata Roma.
AVVOCATO Florio: E di lì poi andate verso la gioielleria dei cugini Ieraci.
IMP. Scarano A.: Esatto.
AVVOCATO Florio: Senta, oltre a Matteo Messina Denaro in questa gioielleria...
IMP. Scarano A.: Come come?
AVVOCATO Florio: Oltre a Matteo Messina Denaro...
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Florio: ... in questa gioielleria c'era un certo Enzo?
IMP. Scarano A.: Enzo Pandolfi.
AVVOCATO Florio: Enzo Pandolfi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Dottore.
IMP. Scarano A.: Dottore, esatto.
AVVOCATO Florio: Dottor Enzo Pandolfi.
Ora, però, mi sembra che nell'interrogatorio del 4 aprile, lei abbia detto, 4 aprile '96, eh, innanzi al Pubblico Ministero - ora cercherò la contestazione precisa - di aver conosciuto Garamella di vista già prima dell'acquisto della casa di Triscina.
IMP. Scarano A.: Avrò fatto confusione, perché la prima volta lì l'ho conosciuto io. In quella occasione.
PRESIDENTE: La casa di Triscina l'ha acquistata dopo...
IMP. Scarano A.: Sì, dopo, dopo.
PRESIDENTE: ... l'incontro all'agenzia...
AVVOCATO Florio: Quindi, la casa... Eh, allora...
IMP. Scarano A.: La casa di Triscina l'ho acquistata a fine '92, fine '92, giusto. Inizio '93.
PRESIDENTE: Fine '92, o fine '93?
IMP. Scarano A.: Fine '92.
AVVOCATO Florio: Mi scusi, ma lei conosce un benzinaio che si chiama Paolo Forte?
IMP. Scarano A.: Certo che lo conosco.
AVVOCATO Florio: Ecco, questo Paolo Forte la mise mai in contatto con un mediatore di case?
IMP. Scarano A.: Con un mediatore di case no.
Sono andato io a Campobello di Mazara in una agenzia a cercare se potevo comprare una villa al mare.
AVVOCATO Florio: Quindi, senza diciamo così l'intervento di questo Paolo Forte.
IMP. Scarano A.: Poi parlando con, lì, con Paolo Forte, non mi ricordo chi, i fratelli... Dice: 'noi abbiamo un amico che si vende una casa'. Ed era questo Peppe Garamella.
AVVOCATO Florio: Eh, ma allora siamo a Triscina un'altra volta.
Allora lo conosce nell'episodio di Triscina.
IMP. Scarano A.: No, no, cioè, io non sapevo che era Peppe Garamella, nel senso che non sapevo che era questa persona, questo Peppe Garamella che c'aveva la casa.
PRESIDENTE: Conosceva Garamella, ma non sapeva, andando all'agenzia, se questo Peppe c'aveva una casa.
IMP. Scarano A.: Certo. No.
AVVOCATO Florio: Quindi, questo mediatore di case, non le presentò Garamella.
IMP. Scarano A.: No, no, io ho escluso subito con quello, perché non mi piaceva già in faccia quando parlava, questo mediatore.
AVVOCATO Florio: Quindi, la versione ufficiale, giustamente, lei quindi ribadisce che l'ha conosciuto dal benzinaio. Questa è la versione ultima, diciamo.
IMP. Scarano A.: Ma io mi ricordo che si è parlato, dice. 'abbiamo un amico...', mo non mi ricordo adesso di preciso se è stato lì in quel benzinaio, da Paolo Forte.
Perché io mettevo sempre benzina lì.
AVVOCATO Florio: Sì.
IMP. Scarano A.: E questo Paolo Forte però l'ho conosciuto che me l'ha presentato Peppe Caramella.
AVVOCATO Florio: Ecco, da questa...
IMP. Scarano A.: Credo.
AVVOCATO Florio: Sì. Prego, prego.
IMP. Scarano A.: Però adesso non è che posso ricordare quando, come e perché.
AVVOCATO Florio: Senta, lì, da quella sera dell'incontro presso la gioielleria dei cugini Ieraci, che rapporti ha avuto poi con Garamella?
IMP. Scarano A.: Ma poi mi sono visto più volte io, avvocato.
AVVOCATO Florio: Senta, però lì, l'unica ragione, se ho bene inteso...
IMP. Scarano A.: I rapporti veri e propri sono nati dopo che io ho acquistato questa casa, che veniva a Roma continuamente. E io andavo giù e mi rivolgevo da lui. Mi ha messo il muratore, si è impegnato lui, mi ha messo il pittore per dargli una pulita a 'sta casa che mi aveva dato. Si è impegnato lui, c'ho avuto poi contatti diretti.
AVVOCATO Florio: Mi scusi, ma collocandolo nel tempo, quindi sono...
IMP. Scarano A.: Ma nel tempo, adesso io, quando ho acquistato questa casa, quando è successo...
AVVOCATO Florio: Finisco la domanda: ma quindi sono momenti successivi, rispetto alla gioielleria dei cugini Ieraci.
IMP. Scarano A.: Mah, dei cugini Ieraci è avvenuto prima.
AVVOCATO Florio: E' arrivato prima, perfetto.
Ma voi vi siete trovati presso questa gioielleria dei cugini Ieraci...
IMP. Scarano A.: Mi ha accompagnato lui, con una 164.
AVVOCATO Florio: ... per parlare di un appartamento. E' vero?
IMP. Scarano A.: No, lì è nato un discorso diverso. Lì, io sono arrivato lì e sono entrato con Peppe Garamella in questo negozio.
AVVOCATO Florio: Sì.
IMP. Scarano A.: In questa gioielleria.
AVVOCATO Florio: Sì.
IMP. Scarano A.: Ho trovato Matteo Messina Denaro. Dopo cinque minuti arriva Enzo Pandolfi. Al momento di Enzo Pandolfi che arriva in questo negozio ci siamo messi dietro il retrobottega.
Emzo Pandolfi mi ha presentato Matteo un'altra volta. Mi ha detto, hanno aperto un dialogo fra di loro che io mi dovevo impegnare a tutto quello che Messina Matteo Denaro aveva bisogno a Roma. E lì mi è stato chiesto il primo appartamento.
All'uscita, che io... ci siamo salutati, abbiamo parlato di questo appartamento, ci ho detto io che è un po' difficile. Messina Matteo mi dà un indirizzo di Roma, dei Parioli. E mi dà pure, a uno dei fratelli Ieraci, Matteo gli dice: 'dagli 20 milioni'.
E mi hanno dato pure 20 milioni.
PRESIDENTE: Sì, va bene, ma questo lo sappiamo.
AVVOCATO Florio: Sì...
PRESIDENTE: Cerchiamo cosa vuol sapere l'avvocato.
AVVOCATO Florio: Però lei converrà che è diciamo quantomeno anomalo, se solo di un appartamento dovevate parlare, trovarsi in un luogo così sicuro, come quella gioielleria con uscite da dietro...
PRESIDENTE: Beh, avvocato, ma questo non l'ha deciso il nostro esaminato.
AVVOCATO Florio: Ecco, no, però volevo sapere se parlarono solo dell'appartamento. Questo sì, perché...
PRESIDENTE: Ma le ha chiesto: 'ti devi impegnare a fare tutto quello che ti chiede questo...'
IMP. Scarano A.: Ma l'ho detto già mille volte io queste cose: che mi dovevo mettere a disposizione di Messina Matteo Denaro.
AVVOCATO Florio: Senta, Messina Matteo Denaro, lei sa da quando è latitante?
IMP. Scarano A.: Io non lo so da quant'è che è latitante.
AVVOCATO Florio: Un anno, due anni, sei anni...
IMP. Scarano A.: Non lo so.
AVVOCATO Florio: Non lo sa. Senta, poi, se non sbaglio, lei ha riferito anche che un certo Enzo, lei lo vide per la prima volta con Matteo quando agli inizi del '92 vennero a Roma per la questione di Costanzo, per l'esplosione di Costanzo.
Questo era Enzo Pandolfi, vero?
IMP. Scarano A.: Era il Sinecori.
AVVOCATO Florio: Era Enzo Sinacori. Ora... Quindi non era la stessa persona, in sostanza, della gioielleria, ovviamente.
IMP. Scarano A.: Presidente, possiamo...
PRESIDENTE: Come dice?
IMP. Scarano A.: Possiamo smettere un po?
PRESIDENTE: Sono le una meno un quarto.
Lei ha ancora molte domande, avvocato?
AVVOCATO Florio: Eh, ancora sì. Quindi magari si può interrompere e si riprende dopo.
PRESIDENTE: Benissimo. Riprendiamo alle ore 15.00.
PRESIDENTE: Allora, l'avvocato Florio può riprendere.
AVVOCATO Florio: Sì. Scarano, buonasera.
IMP. Scarano A.: Sì, buonasera.
AVVOCATO Florio: Senta, lei ci può dire come ha conosciuto Carra?
IMP. Scarano A.: Ma io Carra, la prima volta che l'ho visto, l'ho visto...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi.
AVVOCATO Florio: Prego.
PRESIDENTE: Ma guardi, che i suoi colleghi hanno già fatto una domanda di questo...
AVVOCATO Florio: Su Carra?
PRESIDENTE: E ha risposto.
AVVOCATO Florio: Io non...
PRESIDENTE: Gliela possiamo far ripetere, ma non possiamo far ripetere costantemente...
AVVOCATO Florio: Mi sembrava che su Carra non si fosse espresso, posso sbagliarmi.
PRESIDENTE: Comunque dica pure, dica.
Lo aveva già detto quando è stato interrogato da P.M. e lo ha ripetuto questa mattina. Prego.
AVVOCATO Florio: Allora cambiamo domanda e passiamo oltre.
PRESIDENTE: No, no, io non ho... Vorrei soltanto pregarvi di non fare le stesse domande già fatte, perché...
AVVOCATO Florio: No, certo. Purtroppo le domande sono tante, per cui può essere che sfugga qualcosa.
PRESIDENTE: Allora, vuole rispondere dove ha conosciuto Carra?
IMP. Scarano A.: A Palermo.
PRESIDENTE: Sì, ho capito, ma dove?
IMP. Scarano A.: Nel suo magazzino.
PRESIDENTE: Nel suo magazzino. In occasione di?
IMP. Scarano A.: Del momento che abbiamo caricato l'hashish.
PRESIDENTE: L'hashish. Se lei ricorda, un suo collega, non ricordo quale, gli ha fatto addirittura enumerare tutti i diversi viaggi di Carra.
AVVOCATO Florio: Sì, sì, lo ricordo.
Senta, questa persona che si chiama Alfio, invece lei come l'ha conosciuta?
IMP. Scarano A.: A Roma.
AVVOCATO Florio: Quando?
PRESIDENTE: Alfio che si chiama di cognome?
IMP. Scarano A.: Alfio...
PRESIDENTE: Massimino?
IMP. Scarano A.: Massimino, esatto.
PRESIDENTE: Questo lo ha detto lei, eh.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, Massimino Alfio.
PRESIDENTE: Io non ho il piacere, né il dispiacere di conoscerlo.
IMP. Scarano A.: Massimino Alfio, sì.
AVVOCATO Florio: Senta, quando...
IMP. Scarano A.: Me lo ha presentato... Posso finire la domanda?
PRESIDENTE: La risposta.
IMP. Scarano A.: La risposta. Me l'ha presentato Peppe Garamella.
AVVOCATO Florio: Ecco, lei sa quando Alfio e come, in che occasione, Alfio conobbe Messina Denaro?
IMP. Scarano A.: Io, questo, non lo so avvocato. Non posso rispondere.
AVVOCATO Florio: Non lo sa.
PRESIDENTE: Però lei ha visto questo Messina Denaro dove lavorava questo Alfio.
IMP. Scarano A.: Sì, c'è stato un appuntamento lì.
AVVOCATO Florio: Senta...
PRESIDENTE: E questo Messina Denaro conosceva Alfio?
IMP. Scarano A.: Io non lo so. Comunque Peppe Garamella quando sono venuti a casa a chiamare, verso le dieci e mezzo la sera, mi ha detto... E' venuto Alfio a casa mia, dice: 'vieni con me che c'è una sorpresa'.
E lì ho trovato Messina denaro che l'aveva portato Peppe Garamella a Roma. Ma all'epoca, a quanto ho capito, erano latitanti.
AVVOCATO Florio: Quindi, senta, un'ultimissima domanda in relazione a quel famoso viaggio a Palermo in cui poi lei andò all'autosalone di Giacalone.
Il viaggio, anzi, il carico di hashish, fu fatto verso che ora?
IMP. Scarano A.: Avvocato, io sono arrivato la mattina e mi ha portato dentro il magazzino Cannella.
AVVOCATO Florio: Sì.
IMP. Scarano A.: Nel pomeriggio siamo andati a prendere il camion. Non so se erano le quattro e mezza, le cinque, le quattro, le sei...
AVVOCATO Florio: Quindi, di pomeriggio?
IMP. Scarano A.: Siamo partiti di pomeriggio, via terra. Io davanti e Carra dietro col camion.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta - si va verso la fine - dunque, in relazione all'attentato di piazza San Giovanni - non so se su questo ha già risposto, ma mi sembra di no - il Cosimo Lo Nigro, venne a Roma quando, rispetto all'attentato di San Giovanni?
IMP. Scarano A.: A quanto ricordi io, il giorno prima.
AVVOCATO Florio: Il giorno prima.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Florio: Mentre l'autovettura fu rubata?
IMP. Scarano A.: Mah, o la sera che è venuto, o il giorno dopo. Comunque è stata rubata un giorno prima, o lo stesso giorno.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Non sa però dove, vero?
IMP. Scarano A.: Per quello che ho parlato con Lo Nigro io, è zona San Giovanni.
AVVOCATO Florio: Perfetto. Senta, io avrei un'ultima domanda: quando... Siamo adesso all'Olimpico. Quando l'autovettura che servì, diciamo così, per quel fallito attentato allo Stadio Olimpico, fu lasciata lì, in buona sostanza, dove si trovava? Mi sembra che lei abbia detto, in sede di dichiarazioni dibattimentali, che Lo Nigro venne a casa sua, quella stessa sera che era domenica, alle 22.30, più o meno. Vero?
IMP. Scarano A.: Mah, all'incirca.
AVVOCATO Florio: Ecco. Chiedendogli di chiamare un carroattrezzi, se non sbaglio.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Florio: Ecco, ma lei si pose il problema, lei sapeva, lo ha anche confermato qui, che Lo Nigro era uso, così, rubare autovetture?
IMP. Scarano A.: Non ho capito la domanda, avvocato.
AVVOCATO Florio: Lo Nigro sapeva bene come si rubava un'autovettura, diciamo.
IMP. Scarano A.: E questo lo dice a me? Lo deve dire a lui, che...
AVVOCATO Florio: Siamo io e lei, in questo momento.
IMP. Scarano A.: Che ne so io?
AVVOCATO Florio: Allora, facciamo questa domanda: lei sapeva se Lo Nigro sapesse rubare autovetture, avesse praticità in questo?
IMP. Scarano A.: Ma io... era solito... Anche Giuliano era esperto a rubare macchine. Lo diceva lui.
AVVOCATO Florio: Eh, a parte Giuliano. Lo Nigro, dico.
IMP. Scarano A.: Lo Nigro, sì. Rubava le macchine.
AVVOCATO Florio: Rubava le macchine. Ma come mai, se Lo Nigro gliel'ha detto, o se lei il problema se l'è posto...
IMP. Scarano A.: No, ce l'ho accompagnato io.
AVVOCATO Florio: No, mi scusi, mi faccia finire la domanda.
Come mai, in quella occasione, quell'autovettura invece fu lasciata lì all'Olimpico, fu necessario chiamare un carroattrezzi? No, cioè, voglio dire: Lo Nigro non le ha spiegato se c'era un motivo particolare. Oppure, lei non si pose questo problema?
IMP. Scarano A.: Ma avvocato, la domanda non l'ho capita bene. Me la spieghi meglio.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere da lei se...
IMP. Scarano A.: Io ho capito benissimo, Presidente.
Posso dire una cosa?
PRESIDENTE: Allora, o l'ha capito, o non l'ha capito.
IMP. Scarano A.: No, ho capito un'altra domanda. Se... Il furto della macchina, che si riferisce, il furto, che la macchina che è rimasta all'Olimpico, è la macchina che l'ha portata da Palermo, una 164, una Lancia Thema. Non è quella che dice l'avvocato.
L'avvocato si riferisce ad un furto di macchina.
PRESIDENTE: No, ha voluto sapere se lei sapeva che Lo Nigro era esperto nel rubare macchine.
IMP. Scarano A.: Mah, a quanto ho visto io, l'ho accompagnato, l'ha rubata la macchina.
PRESIDENTE: Lo ha anche accompagnato. Benissimo.
Allora l'avvocato ha voluto sapere da lei se, considerato che sapeva rubare le macchine, non riteneva che fosse una cosa possibile, o perlomeno da tentare, portare via la macchina, questa Thema, come si fa quando si ruba una macchina.
Cioè, collegando i fili senza dover usare le chiavi che, in quel caso, lei lo ha già detto, non c'erano più.
IMP. Scarano A.: Sì, le chiavi sono state buttate.
PRESIDENTE: Sì.
IMP. Scarano A.: Le ha buttate Benigno.
PRESIDENTE: Certo.
IMP. Scarano A.: Però la macchina era chiusa. I vetri... Non potevano... Perché c'era la caserma dei Carabinieri, lì davanti, quando ha portato via la macchina. E non solo, c'era un carabiniere che faceva la guardia davanti alla porta, lì.
PRESIDENTE: E vi ha anche invitato a portarla via.
IMP. Scarano A.: Certo. Come si faceva? Capiva tutto il carabiniere che questa macchina non poteva che essere rubata. Meglio così...
PRESIDENTE: A che distanza era il carabiniere...
IMP. Scarano A.: Ma neanche cinque metri. Al di là della strada.
AVVOCATO Florio: Quindi era per la presenza in sostanza di personale delle forze dell'ordine.
IMP. Scarano A.: Certo. C'era un carabiniere che lì io credevo che era una caserma.
PRESIDENTE: Lei ha detto che faceva da piantone.
IMP. Scarano A.: Sì, fuori alla porta.
AVVOCATO Florio: Ho capito. L'ultima domanda: lei, Scarano, è uomo d'onore?
IMP. Scarano A.: Io?
AVVOCATO Florio: Se lei...
PRESIDENTE: Se lei è uomo d'onore.
IMP. Scarano A.: No, no.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Io non ho altre domande, grazie.
PRESIDENTE: Chi interviene ora?
Eh, bisogna che qualcheduno si decida.
AVVOCATO Gramigni: Stavo facendo un po' di cortesie, Presidente.
Avvocato Gramigni.
PRESIDENTE: Avvocato, lei interviene per?
AVVOCATO Gramigni: Graviano Filippo. Solo alcune domande.
Scarano, buonasera.
IMP. Scarano A.: Buonasera.
AVVOCATO Gramigni: Senta, lei ci ha, interrogato dal Pubblico Ministero, fatto un po' la storia a sommi capi della sua vita.
Ci ha detto che lei è originario della Calabria, ha vissuto un lungo periodo in Germania. Dico bene?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Poi è rientrato in Italia ed ha abitato sempre a Roma.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Quindi lei, dal rientro dalla Germania, ha sempre abitato a Roma.
IMP. Scarano A.: No, più forte avvocato. Io non ho capito.
AVVOCATO Gramigni: Eh, per forza...
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se, rientrando dalla Germania, ha sempre abitato a Roma.
IMP. Scarano A.: Sempre.
AVVOCATO Gramigni: Sempre a Roma. Nondimeno lei ci ha detto che ingiustamente è stato condannato per un furto commesso a Parma. Se non sbaglio lei è stato arrestato in quella occasione.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Quindi, in quel momento, ecco, le chiedo...
PRESIDENTE: Ha fatto anche, mi pare, una lunga carcerazione preventiva.
IMP. Scarano A.: Tre anni e sei mesi.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, a Parma era...
PRESIDENTE: Tre anni e sei mesi la condanna.
IMP. Scarano A.: La condanna. Poi ho preso...
PRESIDENTE: Prima della condanna definitiva, quanto tempo è stato in carcere?
IMP. Scarano A.: Un anno, un anno.
PRESIDENTE: Un anno.
IMP. Scarano A.: Poi Bologna...
PRESIDENTE: Poi, il resto, lo ha fatto ha detto quando era, quando la condanna era definitiva, l'ha fatta a...
IMP. Scarano A.: Ma... Posso? Un anno e dieci mesi li ho fatti a Parma.
AVVOCATO Gramigni: Certo, certo.
IMP. Scarano A.: Dove ci hanno arrestati. Poi, a Bologna ho fatto l'Appello e mi hanno scarcerato.
AVVOCATO Gramigni: E l'hanno messo...
IMP. Scarano A.: E sono andato definitivo dopo pochi mesi e li ho fatti a Rebibbia.
AVVOCATO Gramigni: Senta, e in quell'occasione si trovava a Parma per motivi di lavoro, per motivi familiari, per cosa?
IMP. Scarano A.: No, no, avvocato. Io ero andato a Milano a Trezzo...
PRESIDENTE: Scusi, avvocato, ma non abbiamo interesse a conoscere i motivi di questa condanna. E' una condanna definitiva e noi, per tale...
AVVOCATO Gramigni: Sì, non mi interessa assolutamente. Mi interessa ricostruire un po' laddove è possibile, le vicende della vita di questo signore. Credo che sia di una qualche rilevanza per il processo.
Siccome mi dice che era residente a Roma e lo trovo in una...
PRESIDENTE: Può capitare a chi risiede a Roma, come chi risiede a Firenze, di recarsi in un altro posto.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto. E se era possibile volevo sapere la ragioni che lo aveva portato da quelle parti, ecco.
PRESIDENTE: Ha capito?
IMP. Scarano A.: La ragione?
PRESIDENTE: La ragione perché...
AVVOCATO Gramigni: Sì, la causa per la quale era...
IMP. Scarano A.: Io stavo facendo... Glielo dico subito.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, sì, sì, ma infatti.
IMP. Scarano A.: Io c'ho una sorella a Milano, fuori Milano, vicino Bergamo. Però fa provincia di Milano.
Io e mio fratello eravamo andati... che mia sorella ha avuto un ragazzino, l'ultimo ragazzino, l'ultimo figlio, per fargli visita.
Al ritorno di... che siamo andati a Milano, stavamo andando a Roma, dopo un paio di giorni che siamo stati a Milano. Verso le sei, le sei e mezzo di pomeriggio, mio fratello mi dice, stavamo sull'autostrada, di uscire alla prima uscita per mangiare. E si ... un po' fresco.
Sulla vie Emilia, mi ricordo.
Appena usciti dall'autostrada, ci avevo una birra in mano, dentro il ristorante. Ci hanno detto che ancora era presto per mangiare. Passa la Polizia e ci ha arrestati. Che avevano fatto a Parma, a Parma avevano fatto un furto di un gioielliere. Che però io purtroppo, io ho fatto tre anni e sei mesi di condanna, eh? Che non so niente di questo furto.
AVVOCATO Gramigni: Quindi lei non conosceva nemmeno i suoi coimputati.
IMP. Scarano A.: No. Li ho conosciuti in carcere.
A me non mi hanno trovato niente, a quegli altri ci hanno trovato quello che ci hanno trovato.
Che infatti io, quelli sono andati rei confessi nel Tribunale, al momento del processo.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
IMP. Scarano A.: Io non sono andato reo confesso perché non ho fatto niente, ho preso tre anni e sei mesi...
PRESIDENTE: Bene, andiamo avanti.
IMP. Scarano A.: ... e quelli hanno preso due anni e mezzo.
AVVOCATO Gramigni: D'accordo.
IMP. Scarano A.: Ci sono otto...
PRESIDENTE: Va bene, va bene. Basta. Andiamo avanti.
IMP. Scarano A.: No, visto che lo vuol sapere...
PRESIDENTE: Ho capito. Ma non ci interessa.
IMP. Scarano A.: Questo, lo devono sapere tutti...
AVVOCATO Gramigni: No, sa, mi perdoni Scarano.
IMP. Scarano A.: Perché l'unica carcerazione mia è stata quella.
PRESIDENTE: Va bene. Però, a questo punto...
IMP. Scarano A.: Nella mia vita. E pure innocente.
PRESIDENTE: Mi scusi, ma non può fare discorsi che non ci interessano.
IMP. Scarano A.: Ma se lo vuole sapere, gli devo dare una risposta, no?
PRESIDENTE: Avvocato, prego.
AVVOCATO Gramigni: Grazie, Presidente. Senta, dopo questo fatto di Parma e quello che ne è conseguito, lei ci ha raccontato di essersi recato a Triscina, o Partanna, insomma, nelle zone di origine della sua moglie, no? Per le vacanze.
PRESIDENTE: Ha capito?
IMP. Scarano A.: Io non lo capisco quando parla questo avvocato. Se parla un po' meglio...
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se comunque poi, in un certo momento, ha cominciato...
AVVOCATO Gramigni: Ad andare a Triscina...
PRESIDENTE: ... ad andare a Partanna, che era...
IMP. Scarano A.: Dal '65.
PRESIDENTE: Dal '65.
AVVOCATO Gramigni: Oh, ecco.
IMP. Scarano A.: Fino al '92, fino a che non mi hanno arrestato.
AVVOCATO Gramigni: Questa precisazione le volevo...
Perché, dal racconto che lei ha fatto, avevo capito probabilmente sbagliando, che lei va a Triscina verso l'89-90. E non aveva fatto cenno a sue presenze precedenti a Triscina.
Invece lei mi dice ora che, fin da quando ha conosciuto e poi ha sposato sua moglie, ha avuto occasione di recarsi varie volte nelle zone di origine di sua moglie.
IMP. Scarano A.: Certo, certo.
AVVOCATO Gramigni: Oh, quindi possiamo dire che lei trascorreva le sue vacanze, o comunque trascorreva periodi di tempo più o meno lunghi...
IMP. Scarano A.: Periodi estivi, i periodi estivi.
AVVOCATO Gramigni: Periodi estivi a Triscina, Partanna, Castelvetrano, lì da quelle parti, da lungo tempo, dalla metà degli anni '60, lei ha detto. No?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Ecco. E prima della conoscenza con questo Accardo, non aveva mai conosciuto nessuno lei a Triscina, nelle zone di origine di sua moglie?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Gramigni: Cioè faceva una vita completamente ritirata. Cioè, diciamo che...
PRESIDENTE: Non aveva fatto amicizie, prima?
IMP. Scarano A.: Mai.
PRESIDENTE: No.
AVVOCATO Gramigni: Mai. Però...
IMP. Scarano A.: Amicizie coi vicini di casa di mia suocera.
PRESIDENTE: Sì, ho capito.
IMP. Scarano A.: Tutto lì.
AVVOCATO Gramigni: E quindi la prima persona di quelle parti che lei conosce, la conosce per altra via in carcere a Roma ed è questo Accardo, no?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Gramigni: L'accardo poi la viene a trovare a Triscina e siamo nel '90, m'immagino, no? Più o meno.
IMP. Scarano A.: Io non lo so. Dopo che, uscito dal carcere...
AVVOCATO Gramigni: Dopo uscito dal carcere.
IMP. Scarano A.: Sono stato due anni, tre anni fuori, poi lo hanno ammazzato. Non lo so, sarà stato il '90, nel '91, l'89. Non lo so.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, questa pistola che lei dà ad Accardo, gliela dà nella prima occasione in cui lo rivede?
IMP. Scarano A.: Gliel'ho data dopo che ha finito il soggiorno obbligato.
PRESIDENTE: Quando l'ha rivisto dopo il soggiorno.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, dopo il soggiorno, il soggiorno. Un anno, un anno e qualcosa di soggiorno ha fatto.
AVVOCATO Gramigni: Quindi lei incontra Accardo dopo la detenzione che avete fatto insieme...
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Gramigni: ... vi salutate: 'come va, come non va', dopodiché lei regala questa pistola.
IMP. Scarano A.: No, gliela regalo. E' venuto da me se ci avevo una pistola, perché era una mattinata che girava per il paese e non ci aveva, non aveva trovato una pistola.
AVVOCATO Gramigni: Non so, gliel'ha prestata...
IMP. Scarano A.: Io gliel'ho trovata e gliel'ho data.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, quindi gliel'ha prestata, gliel'ha regalata, questo non lo so. Ora mi interessa relativamente.
E la causa per la quale questo signore aveva bisogno di una pistola, gli è stata resa nota, gli è stata manifestata dall'Accardo, oppure no?
PRESIDENTE: Le ha detto per quale ragione voleva la pistola?
IMP. Scarano A.: No, no.
PRESIDENTE: No.
IMP. Scarano A.: No, no, avvocato.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, rispetto al momento in cui gli dà la pistola, la presentazione che Accardo le fa di Messina Denaro, quanto tempo è distante, diciamo?
Cioè, dopo quanto tempo...
IMP. Scarano A.: Calcoli che io quell'anno sono andato a settembre in vacanze. Era settembre e era arrivato da due giorni e stava al paese. E io uscivo dall'agenzia nel corso...
PRESIDENTE: Va bene, questo ce lo ha già raccontato.
Ci dica, più o meno, quello che vuol sapere l'avvocato.
IMP. Scarano A.: Ma dopo una settimana, otto giorni...
PRESIDENTE: Dopo una settimana.
IMP. Scarano A.: Perché ho fatto 20 giorni. 15 giorni, 20 giorni.
AVVOCATO Gramigni: Quindi fu tutto uno stesso periodo di tempo, diciamo.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
AVVOCATO Gramigni: Lei arriva, Accardo la rincontra, lei dà la pistola ad Accardo e poi Accardo le presenta Messina Denaro.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Sempre nel solito periodo di tempo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Di settembre.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Di settembre. Che non è l'anno però nel quale Accardo viene ucciso, cioè l'anno precedente?
PRESIDENTE: Accardo è stato ucciso l'anno dopo, mi pare che ha detto.
IMP. Scarano A.: Sì. Mi pare di sì, io non lo so.
PRESIDENTE: E' lei che ce lo deve dire.
IMP. Scarano A.: L'anno... No, io l'anno non lo so, quando è stato ucciso.
PRESIDENTE: Ma rispetto all'anno in cui gli regala la pistola, poi va a Roma e gliene porta delle altre.
IMP. Scarano A.: Sì, nello stesso periodo.
PRESIDENTE: Nello stesso periodo dopo viene ucciso?
IMP. Scarano A.: No, dopo.
PRESIDENTE: L'anno dopo.
IMP. Scarano A.: La stagione dopo.
PRESIDENTE: Ecco, oh. Andiamo avanti.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, l'anno dopo lei, prima che Accardo venisse ucciso, ha avuto occasione di rincontrarlo, oppure no?
IMP. Scarano A.: No, l'ultimo anno no. Però mi trovavo al paese quando l'hanno ucciso. Da un giorno, due.
AVVOCATO Gramigni: Era lì. Il Messina Denaro, prima dell'uccisione di Accardo, l'ha più rivisto?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Gramigni: Quindi lei torna al paese l'anno successivo e l'Accardo viene ucciso dopo due giorni che lei è al paese. Dico bene? Chiedo conferma a lei perché è lei che...
PRESIDENTE: E' quello che lei ha detto ora. E' stato ucciso un paio di giorni dopo che lei era venuto a Partanna o a Triscina.
IMP. Scarano A.: Sì, la stagione dopo. Esatto, mi trovavo... sono andato pure là, io, mia moglie, i miei figli, eravamo tutti lì.
AVVOCATO Gramigni: Senta, la ragione perché questo signor Accardo è stato ucciso lei l'ha mai saputa?
IMP. Scarano A.: No, io no.
AVVOCATO Gramigni: Non ha avuto occasione di parlare poi col Messina Denaro?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Gramigni: Cioè, quindi quell'estate lei è presente, o meglio diciamo, è al paese nel momento in cui viene ucciso Accardo, però né prima né dopo ha occasione di sapere perché questo signore è stato ucciso?
IMP. Scarano A.: Mah, c'erano voci di paese lì. Però loro, queste persone personalmente a me non me l'hanno detto.
AVVOCATO Gramigni: Meglio di niente.
IMP. Scarano A.: Le voci di paese che dicevano che c'era una faida tra l'Accardo con gli Ingoglia. Quelle erano voci di paese, però loro personalmente a me non mi hanno detto mai niente e mai ho domandato niente.
AVVOCATO Gramigni: Quindi la voce di paese era di rivalità criminali diciamo, da quello che ha potuto apprendere lei. Cioè, erano problemi legati...
PRESIDENTE: Era un gruppo contro un altro.
IMP. Scarano A.: Sì, un gruppo contro un altro, una faida, come la vogliamo chiamare.
AVVOCATO Gramigni: Senta, ecco a questo punto, dopo questa estate lei riceve quella convocazione telefonica a Castelvetrano.
IMP. Scarano A.: Esatto.
AVVOCATO Gramigni: Esatto. E siamo quindi agli inizi del '92, se non sbaglio.
IMP. Scarano A.: Adesso non lo so, se i primi mesi del '92... certo.
AVVOCATO Gramigni: Dunque, lei... Allora ricominciamo: lei esce dal carcere quando? Lei esce dal carcere dopo questa vicenda di Parma quando?
IMP. Scarano A.: Sono uscito io dal carcere...
PRESIDENTE: Quando è uscito lei, quando ha finito lei?
AVVOCATO Gramigni: '89...
IMP. Scarano A.: Mah, ho finito... Mi ricordo che ho preso sette mesi di amnistia, l'ultima amnistia che c'è stata. '97, non lo so quand'è stata. '96-'97.
PRESIDENTE: '96-'97 è un po' difficile.
IMP. Scarano A.: No '96, '97. '87.
AVVOCATO Gramigni: '86-'87.
IMP. Scarano A.: C'è stata l'amnistia e ho preso sette mesi, avevo quasi finito la pena.
AVVOCATO Gramigni: L'ultima dovrebbe essere la norma del '90.
IMP. Scarano A.: Come avvocato? Io non lo capisco.
AVVOCATO Gramigni: L'ultima amnistia dovrebbe essere roba del '90.
IMP. Scarano A.: No, no, io parlo quando sono uscito io.
AVVOCATO Gramigni: Sì.
IMP. Scarano A.: Nell'86-'87 ce n'è stata un'altra di amnistia.
AVVOCATO Gramigni: Certo, è vero. Nell'86 ce n'è stata un'altra. Quindi è quella per la quale lei è uscito.
IMP. Scarano A.: Io mi riferisco a quella, non quella del '90. Nel '90 stavo fuori io. E' stata l'unica carcerazione che c'ho avuto io.
AVVOCATO Gramigni: Poi c'è l'estate in cui incontra Accardo e c'è la pistola. Poi c'è l'estate successiva in cui Accardo viene ucciso. E dopo questa estate arriviamo alla convocazione che le fanno di andare a Castelvetrano?
IMP. Scarano A.: Sì. E' stato all'inizio del '92.
AVVOCATO Gramigni: Inizio del '92, perfetto.
Il luogo dell'appuntamento che le viene dato per telefono è questo benzinaio...
PRESIDENTE: Avvocato, ne abbiamo già parlato stamattina.
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì.
PRESIDENTE: Stamattina, su richiesta di un altro difensore. Di questo luogo, dei tempi, delle modalità dell'appuntamento.
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì, Presidente, non lo metto in dubbio.
E lei in quell'occasione conosce Garamella, vero?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, lei saprà - ed è circostanza che le è stata già contestata a suo tempo dal Pubblico Ministero - che le certe utenze, cioè certe bollette del telefono e della luce, relative alla casa, prima del Garamella, poi sua, a Triscina, risulterebbero intestate fino dal 1990 a suo figlio Massimo.
Ecco, le chiedo, lei...
IMP. Scarano A.: Quando, '90?
AVVOCATO Gramigni: Dal '90 sì. Io apprendo questa circostanza da quello che le contesta il Pubblico Ministero durante le indagini preliminari. E' una circostanza di fatto che fu accertata a suo tempo.
IMP. Scarano A.: Avvocato, io la casa al mare l'ho comprata...
AVVOCATO Gramigni: A fine '92, lo sappiamo.
IMP. Scarano A.: '92. Nel '90 come fa...
AVVOCATO Gramigni: E questo infatti è una cosa che...
PRESIDENTE: Dovrebbe spiegarcelo lei perché... Io non la posso aiutare, non le posso contestare nulla. L'avvocato le contesta che, dalle dichiarazioni che lei ha reso al P.M., c'è stata la contestazione relativa a delle utenze telefoniche e bollette della luce relative a una casa di Triscina di proprietà di Garamella, che dal 1990 sarebbero state intestate, queste utenze, a nome di suo figlio Massimo.
IMP. Scarano A.: Me le fanno vedere allora, io non le conosco queste modalità.
PRESIDENTE: Dice che gliel'ha già fatte vedere il Pubblico Ministero, l'avvocato sa di che cosa parla.
AVVOCATO Gramigni: Guardi...
IMP. Scarano A.: Io questa cosa la respingo totalmente perché non esiste che io c'avevo le bollette a nome mio o mio figlio Massimo...
PRESIDENTE: Mi scusi. Avvocato, mi scusi...
AVVOCATO Gramigni: Eccomi Presidente.
PRESIDENTE: Già che lei ha in mano le copie dei documenti.
AVVOCATO Gramigni: Sì.
PRESIDENTE: Potrebbe dirci se, per cortesia, ha già dato una risposta al P.M.? Perché sennò qui...
AVVOCATO Gramigni: Questa risposta precisa.
PRESIDENTE: Cioè?
AVVOCATO Gramigni: 'Non è vero, non so, lo contesto'. Per contestazione dovrebbe essere il verbale, io ho il verbale riassuntivo del 13 marzo.
PRESIDENTE: '96?
AVVOCATO Gramigni: Del 13 marzo '96 a foglio 44: "Il P.M. fa presente che, salvo errori nella comunicazione da parte della Telecom, l'utenza telefonica dell'abitazione di Triscina risulta intestata a Scarano Massimo a partire dal 10 gennaio '90. Scarano fa presente che sicuramente si tratta di un errore perché le trattative dell'acquisto della casa di Triscina sono della fine del '91 e l'atto formale è agli inizi del '92".
Prendo atto della sua...
IMP. Scarano A.: Qui c'è qualche errore, avvocato.
AVVOCATO Gramigni: Può darsi, può darsi.
IMP. Scarano A.: C'è qualche errore di trascrizione o qualche cosa. Perché io nel '90 non c'avevo casa. Io pagavo l'affitto fino al '91. L'ultimo affitto che ho pagato... ho cominciato a pagare 35 mila lire al mese, lì alla Triscina e sono arrivato a due milioni e poi ho deciso di comprarmi la casa.
Ci sarà un errore senz'altro.
AVVOCATO Gramigni: D'accordo.
IMP. Scarano A.: Poi ci sono gli atti, ci sono gli atti dell'acquisto.
PRESIDENTE: Bene, andiamo avanti.
AVVOCATO Gramigni: Credo che il Pubblico Ministero abbia avuto sotto mano... Io sinceramente la bolletta fisicamente non l'ho mai vista. Ho visto, ho preso atto di quello che le viene contestato dal Pubblico Ministero.
Senta, sappiamo cosa succede. A questo punto lei arriva a Castelvetrano, c'è la gioielleria dei Ieraci, la richiesta dell'appartamento, i 20 milioni, eccetera.
Dopodiché, ecco, arriva a Roma Messina Denaro e lei gli mette a disposizione questo appartamento del Gesù Giacomino al Messina Denaro, a questo Enzo e ai napoletani, no? Questa dovrebbe essere più o meno la ricostruzione della cosa.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Gramigni: In quell'occasione...
PRESIDENTE: Avvocato, le domande per favore.
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì. Presidente, forse è più comodo a volte ripercorrere certe cose già dette...
PRESIDENTE: Ho capito, avvocato, ma se il percorso viene fatto da ciascun difensore e ripete sempre lo stesso percorso, diventa un'esasperante ripetizione di cose che abbiamo sentito, sentito e risentito. E a questo punto abbiamo detto, il difensore fa le domande, purché non siano ripetute non dal Pubblico Ministero, da un altro difensore sennò qui è una cosa che non finisce più.
AVVOCATO Gramigni: Ognuno fa la sua corsa, Presidente. Lei deve capire anche un pochino...
Comunque, ecco, rispetto a questa messa a disposizione, diciamo e all'arrivo dell'esplosivo, lei ci ha detto furono otto mesi dopo circa che lei si recò in Sicilia a chiedere un po' cosa si doveva fare di questa roba che le era stata lasciata a casa. Mi conferma questa indicazione ci tempo, cioè circa otto mesi dopo?
IMP. Scarano A.: Avvocato, io ho detto sei mesi, sette mesi, potrebbero essere pure otto mesi. L'ho detto già tre volte, quattro volte stamattina.
AVVOCATO Gramigni: Ecco. E mi conferma che quando sono trascorsi questi sei mesi e lei in Sicilia trova l'autostrada interrotta perché c'è stato l'attentato al dottor Falcone?
IMP. Scarano A.: Io non è che... Io penso che era in quell'occasione che sono andato per parlare questa cosa. Può darsi sia andato dopo o prima. Però mi ricordo che nell'occasione ho trovato la strada interrotta, che era successo l'incidente di Falcone, del dottor Falcone.
Io non è che ho detto specificamente...
AVVOCATO Gramigni: Il mio tentativo era quello di rimettere un po' di ordine nelle date. Nel senso che noi abbiamo certi dati oggettivi che lei ci ha fornito.
IMP. Scarano A.: Io guardi, io date non me ne ricordo nemmeno una.
AVVOCATO Gramigni: Bravo.
IMP. Scarano A.: Io sono stato un sacco di volte giù.
PRESIDENTE: Questi elementi sono abbastanza oggettivi. Perché lei ha detto...
AVVOCATO Gramigni: Se lei si ricordasse... infatti.
PRESIDENTE: 'Mi hanno detto che c'è stato un attentato al dottor Falcone'.
IMP. Scarano A.: Esatto.
AVVOCATO Gramigni: Se si ricordasse le date...
PRESIDENTE: Poteva essere il giorno dopo, due giorni dopo, comunque sempre...
IMP. Scarano A.: La mattina subito dopo, io stavo...
PRESIDENTE: ... in quel periodo, fine di maggio del '92.
AVVOCATO Gramigni: Se lei si ricordasse le date, appunto, non avrei bisogno di fare questo domande. Quindi, ecco, lei collega questo suo viaggio in Sicilia a questa circostanza e quindi ne trarremo le conclusioni del caso.
Ed è in questa occasione che poi lei si recherebbe a Palermo a questo bar Politeama, a questo bar elegante e succede quello che sappiamo.
Ecco, io le chiedevo questo: rispetto a questo incontro del bar Politeama di Palermo, l'incontro al calzettificio di Castelvetrano quando c'è stato?
IMP. Scarano A.: Avvocato, non posso rispondere perché non me lo ricordo.
AVVOCATO Gramigni: Non se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: No.
PRESIDENTE: E' avvenuto prima o è avvenuto dopo?
IMP. Scarano A.: Mi sembra che è avvenuto prima.
PRESIDENTE: Del bar Politeama.
IMP. Scarano A.: No. Lì, la fabbrica delle calze.
PRESIDENTE: Prima il calzettificio poi al bar Politeama. Ma non nello stesso viaggio?
IMP. Scarano A.: No.
PRESIDENTE: No.
IMP. Scarano A.: Quando sono andato giù io, per il fatto della roba che c'avevo a casa io, l'esplosivo, sono andato specificamente per quella cosa. Per cercarlo, perché era sette mesi che non c'avevo risposta di nessuno e non sapevo cosa fare con quel materiale dentro la cantina.
PRESIDENTE: Bene.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, e poi, fissando un'altra circostanza oggettiva, lei ha ricordato una perquisizione che ha subìto dai Carabinieri, o dalla Polizia, non ho capito.
PRESIDENTE: Veramente ha detto che non sapeva dirlo perché erano sempre in borghese, sia gli uni che gli altri.
AVVOCATO Gramigni: Da Forze dell'Ordine.
IMP. Scarano A.: Ah, le perquisizioni che m'hanno fatto a casa a me?
PRESIDENTE: Sì.
IMP. Scarano A.: Sempre in borghese sono venuti.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, sempre in borghese.
Questa perquisizione lei si ricorda che portò al sequestro di una somma di denaro piuttosto consistente, no?
PRESIDENTE: Ha anche dato un'indicazione temporale.
AVVOCATO Gramigni: Nei quindici giorni... perfetto.
PRESIDENTE: Un mese prima circa del matrimonio del figlio, che ha detto nel luglio '92.
AVVOCATO Gramigni: Nel luglio '92.
IMP. Scarano A.: Perché questa... voleva sapere il motivo perché mi ricordo bene?
PRESIDENTE: Ci ha detto anche perché se lo ricorda. Ce l'ha già detto e l'avvocato...
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì, perfetto. Erano le spese del...
PRESIDENTE: Del matrimonio.
AVVOCATO Gramigni: Le spese del matrimonio.
Ecco, in occasione di questa perquisizione, lei poi accompagnò questi agenti in borghese anche all'appartamento dell'Alessandrino, se non sbaglio, no?
IMP. Scarano A.: Quella è stata l'ultima perquisizione.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto.
IMP. Scarano A.: E se non mi sbaglio mi hanno detto che erano della Polizia, dalla centrale, in quella occasione.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, mi spiega un po' meglio come andò questa faccenda? Cioè, perché da via delle Alzavole, dove sta lei, siete andati a finire in...
PRESIDENTE: Gliela facciamo ripetere, ma è stato già molto chiaro quando l'ha detto.
AVVOCATO Gramigni: Mah, forse...
IMP. Scarano A.: Avvocato, guardi, io c'ho le chiavi dietro la porta. Le rispondo. C'ho tutte le chiavi, di macchina, di appartamenti, di casa mia dietro, all'ingresso di casa mia. Hanno visto le chiavi nuove, particolari, che non erano di casa mia, mi hanno detto: 'queste chiavi di dove sono?'
Ci ho detto: 'dell'appartamentino a Alessandrina'.
Dice: 'ci dobbiamo andare'.
'Andiamo'.
AVVOCATO Gramigni: E che c'avevano di particolare queste chiavi?
IMP. Scarano A.: Erano chiavi della serratura, come li chiamate lì, quelle...
PRESIDENTE: Yale.
IMP. Scarano A.: Sono lunghe così. Quelle...
PRESIDENTE: Lunghe così, vuol dire circa sette-otto centimetri.
IMP. Scarano A.: Sì, sono quelle chiavi grosse, di serrature grosse, blindate.
PRESIDENTE: Serrature...
AVVOCATO Gramigni: Ma c'erano solo le chiavi dell'Alessandrino lì, attaccate dietro la porta, o c'erano altre chiavi?
IMP. Scarano A.: Erano legate, erano attaccate a un portachiavi, il portachiavi che c'ho dietro la porta.
AVVOCATO Gramigni: Lei ha detto: 'c'ho delle chiavi...'
IMP. Scarano A.: Nell'ingresso.
PRESIDENTE: C'erano anche altre chiavi, vuol sapere.
IMP. Scarano A.: Sì, sì. C'erano chiavi di macchina, delle macchine che c'ho, c'erano chiavi di casa mia, c'erano le chiavi di qualcuno dei miei figli, perché a casa mia c'avevamo tutti un mazzo di chiavi. Il posto dove si tengono le chiavi.
Hanno visto le chiavi nuove, che non facevano parte dell'appartamento mio...
PRESIDENTE: Quindi hanno attirato l'attenzione della Polizia perché erano nuove.
IMP. Scarano A.: Esatto.
AVVOCATO Gramigni: E negli altri luoghi...
IMP. Scarano A.: Perché erano fatte come... cioè, non erano messe in un contenitore portachiave, bensì erano in quell'anelletto che c'hanno.
PRESIDENTE: Quando le vendono, le vendono con l'anellino...
IMP. Scarano A.: Quando le vendono. E hanno visto che le altre erano tutte con i portachiavi normali, o col ciondolino oppure con...
PRESIDENTE: Va bene, va bene. Prego.
AVVOCATO Gramigni: E negli altri luoghi che venivano aperti da queste chiavi ci siete andati, o no?
PRESIDENTE: Hanno voluto andare anche in altri luoghi dove c'erano le chiavi appese lì?
IMP. Scarano A.: No, no.
PRESIDENTE: No?
IMP. Scarano A.: Solo lì, solo all'Alessandrino.
PRESIDENTE: Solo lì. Che sarebbe stata la casa di Giacomino?
IMP. Scarano A.: No, quella era un'altra storia.
PRESIDENTE: Quella di via Alessandrino non mi viene in mente che casa era.
IMP. Scarano A.: Quella era una casa che una volta Matteo... è in quella occasione che sono andato giù.
PRESIDENTE: Ah, sì, sì.
IMP. Scarano A.: M'ha detto: 'vai in tale via, così, così, a fare il...'
PRESIDENTE: Che le disse l'indirizzo, la cassetta delle lettere, eccetera, eccetera.
IMP. Scarano A.: Esatto. Che poi ho sistemato la casa, l'ho pulita, ho comprato i lenzuoli.
PRESIDENTE: E poi non c'è andato nessuno.
IMP. Scarano A.: M'ha dato queste chiavi, praticamente mi ha detto, poi mi hanno fatto sapere di portarle un'altra volta dove le avevo prese.
PRESIDENTE: Di nuovo dove le aveva prese.
IMP. Scarano A.: Però io non ho visto mai nessuno a venire a prendere quelle chiavi. Ho cambiato la serratura, ho cambiato quello che mi avevano detto.
AVVOCATO Gramigni: Quindi lei, quando subisce la perquisizione, aveva già cambiato questa serratura?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, era già cambiata la serratura.
AVVOCATO Gramigni: Mah, il Messina Denaro c'erano mai stato in questo appartamento?
IMP. Scarano A.: Avvocato, io questo non lo so se era stato prima. Lui mi ha dato l'indirizzo per andare lì. Se conosceva l'appartamento, o se era stato prima, io non lo so questo.
AVVOCATO Gramigni: Quindi...
IMP. Scarano A.: A me mi ha detto a Castelvetrano: 'vai così e così, in quella via', che onestamente sono rimasto anche un po' perplesso perché...
AVVOCATO Gramigni: E quindi...
IMP. Scarano A.: ... è quasi nella zona dove abito io.
AVVOCATO Gramigni: Sì, mio segua un attimo. Quindi, quando lei porta gli agenti in borghese in questa mansardina, teoricamente avrebbe potuto esserci anche lì dentro il Messina Denaro?
PRESIDENTE: Ha capito?
IMP. Scarano A.: La mansardina... la mansardina, quella è sull'Appia.
PRESIDENTE: No, no, in via Alessandrino.
IMP. Scarano A.: Ah, in via Alessandrino.
PRESIDENTE: Lei ha accompagnato la Polizia.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PRESIDENTE: L'avvocato giustamente dice: ma c'era anche la possibilità che lì dentro ci trovassero Messina Denaro.
IMP. Scarano A.: Se c'aveva un altro mazzo di chiavi non lo so io. Io le chiavi, che ho cambiato la serratura, ce l'avevo io.
PRESIDENTE: Ah, perché le chiavi lei le aveva cambiate e le aveva sempre, non gliel'aveva più...
IMP. Scarano A.: Mai nessuno ha preso le chiavi.
PRESIDENTE: Poi le ha restituite quando gliel'hanno...
IMP. Scarano A.: Poi mi hanno fatto sapere, sempre Messina Denaro... Io l'ho tenute tre mesi le chiavi, forse pure più. Poi un giorno, mi ha dato l'indirizzo, sono andato lì, ho cambiato le chiavi, ho dato una pulita, ho comprato due paia di lenzuola...
PRESIDENTE: Va bene, va bene.
IMP. Scarano A.: ... ho sistemato il letto.
PRESIDENTE: Abbiamo capito. Avvocato...
IMP. Scarano A.: Sei o sette volte devo dirlo.
AVVOCATO Gramigni: Lo so Scarano, abbia pazienza.
Senta, torniamo un attimo all'acquisto della casa che lei fa da Garamella. Questa casa gliel'ha pagata in varie soluzioni ci ha detto.
PRESIDENTE: Parliamo della casa...
AVVOCATO Gramigni: Della casa di Triscina.
PRESIDENTE: ... che lei ha acquistato da Garamella.
IMP. Scarano A.: Beh?
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se gliel'ha pagata in diversi momenti.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
AVVOCATO Gramigni: E i pagamenti avvenivano con queste modalità: arrivava il Garamella a Roma e lei gli dava certe somme in contanti.
IMP. Scarano A.: Sì, veniva ogni due mesi mi pare, ogni mese, gli davo una certa cifra.
AVVOCATO Gramigni: Il Garamella veniva con un'altra persona lei ci ha detto.
IMP. Scarano A.: Mah, la prima volta mi pare che è venuto con... quando mi ha presentato Alfio Massimino. Poi qualche altra volta è venuto pure con lui, però adesso non è che mi ricordo.
AVVOCATO Gramigni: Ecco.
IMP. Scarano A.: Qualche volta è venuto da solo. Ultimamente, per 16 milioni, è venuto da solo.
AVVOCATO Gramigni: Senta, e quando è venuto il Garamella a riscuotere insieme al Massimino, quell'incontro con Messina Denaro al centro lì di Torbellamonaca, all'ufficio di Torbellamonaca c'era già stato immagino?
IMP. Scarano A.: No, è venuto solo Massimino a chiamarmi a me.
AVVOCATO Gramigni: Sì. Ma lei ci ha raccontato di una volta in cui il Messina Denaro è venuto a Roma e c'era, il luogo dell'incontro fu questo...
PRESIDENTE: Centro commerciale.
AVVOCATO Gramigni: ... centro commerciale di Torbellamonaca.
IMP. Scarano A.: Sì, l'ho trovati lì io.
AVVOCATO Gramigni: E c'era anche il Massimino.
PRESIDENTE: Mi scusi, ma mi pare che era Garamella che l'ha avvertito.
IMP. Scarano A.: No, è venuto Massimino a casa mia. Dice: 'vieni, vestiti', io stavo a casa, normale, io non sapevo niente.
AVVOCATO Gramigni: Quindi Massimino...
IMP. Scarano A.: Per strada mi ha detto: 'c'è una sorpresa'. E ho trovato Garamella e Matteo.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto.
IMP. Scarano A.: Che l'aveva portato Peppe Garamella con la Clio.
PRESIDENTE: Ho capito.
IMP. Scarano A.: A Roma.
AVVOCATO Gramigni: Quindi Massimino conosceva già a quel punto?
IMP. Scarano A.: Mah, per portarlo lì non lo so se lo conosceva io, avvocato.
AVVOCATO Gramigni: Sì, ma lei...
IMP. Scarano A.: Però Massimino era compare di Peppe Garamella. Peppe Garamella era compare di Massimino.
AVVOCATO Gramigni: Quindi...
IMP. Scarano A.: Così si chiamavano per telefono quando... qualche volta mi sono trovato pure io nell'ufficio che chiamava, Massimino chiamava a Castelvetrano, non lo so se lo chiamava al cellulare, dove lo chiamava, si chiamavano compari, con Garamella.
AVVOCATO Gramigni: Sì, io non capisco una cosa. Il Messina Denaro viene a Roma. Lei si incontra con Messina Denaro da questo Massimino, quindi immagino che a quel punto conoscesse questo Massimino, o quantomeno l'avrà conosciuto in quella occasione?
IMP. Scarano A.: Ma io non lo se lo conosceva. Per portarlo lì vuol dire che si conoscevano.
AVVOCATO Gramigni: No, lei Scarano, avrà conosciuto almeno in quella occasione il Massimino, se già non lo conosceva prima.
PRESIDENTE: Ma...
IMP. Scarano A.: Lo conoscevo io a Massimino, avvocato.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto. Quello che non capisco è che quando lei ci dice che Garamella viene con Massimino a riscuotere i soldi per la casa, e quindi siamo già nel '93, perché la casa lei la compra fine '92, il rogito, l'atto notarile insomma, se la memoria mi soccorre, è del gennaio '93. Quindi immagino che questi viaggi di Garamella a venire a prendere i soldi saranno stati dopo che lei la casa l'ha comprata. Dico bene?
IMP. Scarano A.: Io gli ho dato una cifra, adesso non ricordo quanto all'inizio. Poi, dopo un mese...
PRESIDENTE: Li ha pagati un po' per volta.
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere: quando avete fatto l'atto, nel gennaio '93, il prezzo era stato pagato completamente?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sì.
PRESIDENTE: Perciò dice, quindi è venuto diverse volte a prendere...
IMP. Scarano A.: Cioè, l'atto l'ho fatto dopo che l'ho finita di pagare, cioè nel corso... Quando ho preso la casa.
PRESIDENTE: Nel corso del '92.
IMP. Scarano A.: Adesso non mi ricordo quanto... I soldi glieli ho dati in poco tempo insomma.
AVVOCATO Gramigni: Dico, quindi ha cominciato parecchio prima a dargli i soldi al Garamella per questa casa, allora?
IMP. Scarano A.: Avvocato, io non mi ricordo adesso, se gli ho dato qualcosa di anticipo glieli ho dati quando ho detto che mi serviva la casa.
AVVOCATO Gramigni: No. Siccome ci ha detto che il Massimino le viene presentato dal Garamella una volta che il Garamella viene a casa sua a prendere i soldi relativi all'acquisto della casa...
IMP. Scarano A.: Ma io non ho detto... Io ho detto che una volta venuto a Roma Peppe Garamella, è venuto a casa mia con Massimino.
AVVOCATO Gramigni: E gliel'ha presentato.
IMP. Scarano A.: Però non so in quale occasione, se è venuto per i soldi o no, avvocato.
AVVOCATO Gramigni: Va be'...
IMP. Scarano A.: L'ho detto mille volte.
AVVOCATO Gramigni: Queste sono le dichiarazioni che ha reso lei, io non c'ero.
IMP. Scarano A.: Adesso non mi ricordo se è stato prima o dopo che me l'ha presentato. Perché Peppe Garamella stava pure a Roma un periodo di tempo, questo l'ho saputo dopo, in secondo tempo. Io, può darsi pure che è venuto a casa mia che era latitante, io non lo so però.
AVVOCATO Gramigni: Va be'. Senta, una circostanza relativa al viaggio dell'hashish. Lei si ricorda che ha incontrato una certa persona all'area di servizio di Caserta o di dov'era, nell'aprile '93, no? Si ricorda come si chiama questa persona?
IMP. Scarano A.: De Maio Francesco.
AVVOCATO Gramigni: Si chiama De Masi Francesco. Si chiama De Masi Francesco e...
IMP. Scarano A.: De Masi, De Maio...
AVVOCATO Gramigni: De Masi. Dovrebbe essere persona delle sue parti?
IMP. Scarano A.: Persona?
AVVOCATO Gramigni: Delle sue parti. Dovrebbe essere...
PRESIDENTE: E' calabrese?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. L'ho conosciuto a Rebibbia, dentro Rebibbia, quel periodo lì.
PRESIDENTE: L'aveva già detto.
AVVOCATO Gramigni: Dovrebbe essere nato vicino a Catanzaro anche lui, a Galatro se non sbaglio.
IMP. Scarano A.: Io non lo so dove è nato. So che è calabrese, ma non so dove è nato.
AVVOCATO Gramigni: Senta, lei in quella occasione solo il De Masi o incontrò anche qualcun altro?
IMP. Scarano A.: Solo lui.
AVVOCATO Gramigni: Perché risulta, lei lo saprà meglio di me, che il De Masi, in quella circostanza, era in compagnia di un Carabiniere dei ROS, anzi meglio, di un maresciallo dei ROS, del Reparto Operativo Speciale dei Carabinieri. Le risulta a lei questa circostanza?
PRESIDENTE: Ha capito?
IMP. Scarano A.: Io mi ricordo che era solo.
PRESIDENTE: Se lei... L'avvocato vuol sapere se quando scese in questo luogo di...
IMP. Scarano A.: Sull'autogrill in Calabria?
PRESIDENTE: Autogrill, o quello che era, in Calabria.
IMP. Scarano A.: Autogrill, sull'autostrada.
PRESIDENTE: Se incontrò questo De Masi?
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Se questo De Masi era solo, o era in compagnia di un maresciallo dei Carabinieri, che poteva anche essere in borghese. Io non c'ero.
IMP. Scarano A.: Non lo so, io con lui ho parlato, mi sono preso il caffè. Però se lui stava in compagnia con un'altra persona non lo so.
PRESIDENTE: Con altra persona, non lo sa.
AVVOCATO Gramigni: Ma le risulta che fosse un confidente dei Carabinieri questo De Masi?
IMP. Scarano A.: Io non lo so avvocato se è un confidente dei Carabinieri. So che io l'ho conosciuto a Rebibbia.
PRESIDENTE: Ha saputo dopo, se per caso ha scoperto che era un confidente dei Carabinieri, no? Non lo sa.
IMP. Scarano A.: Io ho saputo che era un collaboratore.
AVVOCATO Gramigni: Bravo. Collaboratore, proprio per l'appunto collaboratore rispetto a un'indagine che stavano facendo su di lei.
IMP. Scarano A.: Io non lo so.
PRESIDENTE: Non lo sa.
IMP. Scarano A.: Come faccio a sapere se fanno indagini su di me, non è che mi avvisano a me?
AVVOCATO Gramigni: Non dovrebbero.
PRESIDENTE: Non dovrebbero.
IMP. Scarano A.: E allora. Io sono stato sotto indagine sei mesi.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, e il colloquio quanto durò con questa persona? Che durata ebbe il colloquio che ebbe con questa persona?
PRESIDENTE: Quanto tempo è durato questo incontro, questa chiacchierata con questo...
IMP. Scarano A.: Sull'autogrill?
PRESIDENTE: Sì
IMP. Scarano A.: Il tempo di pigliare un caffè.
AVVOCATO Gramigni: Il tempo di prendere un caffè. E lei quant'è che non vedeva questa persona?
IMP. Scarano A.: Io?
AVVOCATO Gramigni: Quanto tempo era che non vedeva questa persona?
PRESIDENTE: Quanto tempo era che non vedeva questo De Masi, se si chiama così.
AVVOCATO Gramigni: De Masi Francesco.
IMP. Scarano A.: De Masi Francesco. Dal periodo che eravamo carcerati.
PRESIDENTE: Ah, da quando eravate a Rebibbia.
IMP. Scarano A.: Non l'ho più visto io.
AVVOCATO Gramigni: Mi immagino che vi sarete scambiati i soliti saluti: 'come stai, come non stai, come va, come non va'.
IMP. Scarano A.: Il tempo di pigliare un caffè, avvocato.
AVVOCATO Gramigni: Nel tempo di pigliare un caffè lei però ebbe anche il tempo di dirgli che stava portando 20 quintali di droga a Roma, se non sbaglio.
PRESIDENTE: Ha capito?
IMP. Scarano A.: No, no, no. Sì, ho capito benissimo. Io l'ho incontrato un'altra volta sul raccordo anulare a Roma. Al Tribunale anzi, mi sembra e ci ho parlato di questo hashish.
PRESIDENTE: Ah, quindi non lì all'autogrill?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, io le rappresento - altra circostanza che ho appreso dagli atti di indagine - che risulterebbe che qualche giorno dopo, due o tre giorni dopo, se non vado errato, questo scarico di hashish a Roma, lei fa una telefonata a questo De Masi, o il De Masi telefona a lei, io questo sinceramente non ricordo. C'è comunque, sicuramente, una telefonata fra lei e il De Masi, che è di tre giorni successiva allo scarico dell'hashish a Roma e con le modalità che sappiamo.
Lei si ricorda mica perché e per come... Cioè, innanzitutto si ricorda che questa telefonata c'è stata e, se sì, si ricorda perché la fece o perché le venne fatta?
PRESIDENTE: Ha capito?
IMP. Scarano A.: Io mi ricordo che mi sono messo in contatto con lui, ma non il giorno dopo dell'hashish.
PRESIDENTE: Ha detto due-tre giorni dopo.
AVVOCATO Gramigni: Qualche giorno dopo.
IMP. Scarano A.: Mah, dopo, in un secondo tempo può darsi pure, perché non lo metto in dubbio. C'ho parlato poi dell'hashish.
PRESIDENTE: Gli ha parlato al telefono?
IMP. Scarano A.: No, no, al telefono no, Presidente.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se lei si ricorda di aver fatto una telefonata a questo De Masi, due o tre giorni dopo lo scarico dell'hashish a Roma.
IMP. Scarano A.: Che mi sono incontrato un'altra volta dopo lo scarico dell'hashish, sì.
PRESIDENTE: Sì.
IMP. Scarano A.: Ma non che mi sono incontrato per appuntamento, mi sono incontrato casualmente.
PRESIDENTE: Non appuntamento, telefonata.
IMP. Scarano A.: Io la telefonata non me la ricordo.
AVVOCATO Gramigni: Comunque, si ricorda quantomeno che le è stato telefonato dal De Masi?
IMP. Scarano A.: Può darsi che mi ha telefonato a me.
AVVOCATO Gramigni: Sì, può darsi che le abbia telefonato...
IMP. Scarano A.: La telefonata non me la ricordo. Mi ricordo che mi sono incontrato casualmente, sì.
AVVOCATO Gramigni: Quindi lei per caso...
PRESIDENTE: Si è incontrato casualmente...
IMP. Scarano A.: Sul raccordo anulare.
PRESIDENTE: ... dopo poco tempo.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, dopo poco tempo.
PRESIDENTE: Ma non che ha fatto telefonate. Neanche che l'ha ricevuta da lui?
IMP. Scarano A.: Non me lo ricordo, Presidente.
PRESIDENTE: Non lo ricorda.
IMP. Scarano A.: Non me lo ricordo.
AVVOCATO Gramigni: E a quel punto però parlaste anche dell'hashish?
IMP. Scarano A.: La seconda volta sì.
AVVOCATO Gramigni: Che ha fatto lei, gliene ha venduto un po' di questo hashish?
IMP. Scarano A.: No, no, me l'ha chiesto però non ho mai fatto affari.
AVVOCATO Gramigni: E come mai le venne a chiedere l'hashish il De Masi?
IMP. Scarano A.: E che ne so. Io credevo che era un uomo libero, poi ho saputo in un secondo tempo che era un collaboratore. Io l'ho conosciuto in carcere, non è che posso sapere che fa la gente dopo, se fa il confidente oppure era collabo... Io ho saputo era collaboratore.
AVVOCATO Gramigni: Ma lei non si insospettì di rincontrare quest'uomo, guarda caso, la notte alle tre, a Caserta, mentre sta portando l'hashish e poi lei non dice nulla.
IMP. Scarano A.: Ma quale Caserta avvocato? Mica è stato a Caserta. E' stato in Calabria.
AVVOCATO Gramigni: Non lo dov'era. A Caserta, in Calabria, dov'era.
IMP. Scarano A.: In Calabria. Ma io l'ho incontrato casualmente. Ci siamo fermati con Carra a prendere un caffè, che erano le due di notte.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto. Sa come si dice? Una coincidenza va bene, ma due coincidenze cominciano...
IMP. Scarano A.: Ma io non lo so. Se poi mi veniva dietro questa persona non lo so io.
AVVOCATO Gramigni: Siccome, voglio dire, lei parla anche di un incontro sul raccordo anulare, non è proprio...
IMP. Scarano A.: Ma quello è stato dopo, in un secondo tempo, dopo che siamo arrivati a Roma.
AVVOCATO Gramigni: Certo, ma non è proprio la piazzetta del paese il raccordo anulare.
PRESIDENTE: Avvocato, domande per favore.
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì, sì. Mi permetta di motivare in qualche modo le domande che faccio.
Quindi le chiedo: si insospettì del fatto che ha trovato a Reggio Calabria, dov'era, nell'area di servizio alle tre di notte questo De Masi che non vedeva... mentre lei stava trasportando dell'hashish.
PRESIDENTE: Allora...
AVVOCATO Gramigni: Lo rincontra qualche giorno dopo e guarda caso, sul raccordo anulare, questo De Masi le chiede dell'hashish.
PRESIDENTE: Lei non si è insospettito?
IMP. Scarano A.: No.
PRESIDENTE: No.
IMP. Scarano A.: Per me è stato un incontro casuale come... normale. Mi ricordo che Carra mi ha chiamato al telefonino, o io a Carra, dico: 'fermiamoci, ci pigliamo un caffè'. Dice: 'allora alla prossima ti fermi', normale.
PRESIDENTE: Questo lo sappiamo.
AVVOCATO Gramigni: Quindi, si ricorda che il De Masi le telefono o no? Io ancora...
IMP. Scarano A.: No, non me lo ricordo che m'ha telefonato.
PRESIDENTE: Ha detto che questo non lo ricorda.
IMP. Scarano A.: Che c'ho avuto un altro incontro con lui casualmente, sul raccordo anulare, sì.
AVVOCATO Gramigni: Dopo qualche tempo che l'aveva visto lì in Calabria...
IMP. Scarano A.: A Roma.
AVVOCATO Gramigni: ... all'area di servizio. Perfetto.
Senta, rispetto ai fatti di Formello, le chiedevo: se risponde a verità il fatto che l'indirizzo preciso di Contorno sarebbe stato fornito una volta, durante una pausa del pranzo, da un suo operaio di Formello. Mi conferma questa circostanza? Mi ha sentito, Scarano?
IMP. Scarano A.: Io non ho capito che ha detto.
AVVOCATO Gramigni: Lei...
PRESIDENTE: Avvocato, evidentemente quest'aula è sorda e grigia. Lo Scarano non riesce a capire.
AVVOCATO Gramigni: Non siamo in sintonia.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Come?
(voce fuori microfono) In certi momenti, Presidente.
PRESIDENTE: Mah.
(voce fuori microfono) Per giorni interi, no.
AVVOCATO Gramigni: Le chiedevo...
IMP. Scarano A.: Io non ho capito proprio cosa dice, non ho capito la domanda.
AVVOCATO Gramigni: Gliela ripeto.
PRESIDENTE: Sì sì. Il fatto è che io mi ero distratto, e non ho sentito neppure io.
AVVOCATO Gramigni: Per l'amor di Dio. Lei mi conferma che l'indirizzo preciso di Formello, nel quale era reperibile o abitava Contorno Salvatore, fu riferito una volta a Fiano Romano, nella sua villetta in costruzione, durante una pausa del pranzo, da un suo operaio?
IMP. Scarano A.: L'indirizzo non è stato riferito da questa persona. Di questa persona, si parlava così, che lavorava prima al paese. Però lì non che ha dato l'indirizzo, questo operaio che lavorava lì.
AVVOCATO Gramigni: Sì.
IMP. Scarano A.: Eravamo già stati da Contorno, dal cimitero a... ai viaggi che ho fatto io con Spatuzza, lì.
AVVOCATO Gramigni: Sì. Ma non credo che Contorno abitasse al cimitero, anche se forse...
IMP. Scarano A.: Ma già sapevo dove abitava questo.
AVVOCATO Gramigni: Ma quindi, però, la via dove abitava Contorno - le chiedo - fu mica indicata da un suo operaio...
IMP. Scarano A.: No no, avvocato, no. La via l'ha vista Gaspare... Spatuzza. Che ha visto la porta... sull'entrata. E abbiamo percorso quella strada.
AVVOCATO Gramigni: Lei si ricorda però di aver dichiarato al Pubblico Ministero che l'indirizzo di Contorno, o meglio, il luogo dove Contorno abitava fu indicato una volta da questo operaio di Formello con un discorso di questo genere: 'io prima lavoravo per un certo signore, il quale poi si è messo a fare affari - puliti o non puliti, non lo sappiamo - con Contorno, ha guadagnato un sacco di soldi e ha smesso di lavorare. E infatti io, purtroppo, sono costretto a venire a lavorare qui da te, a Fiano Romano...'
IMP. Scarano A.: Sì, ricordo benissimo, esatto. Ma non è che stato fornito da quella persona, l'indirizzo di Contorno.
AVVOCATO Gramigni: Eh, ma è stato detto: 'quella persona...
IMP. Scarano A.: E' stato detto che camminava nel paese, e quando questo suo principale...
AVVOCATO Gramigni: No...
IMP. Scarano A.: Questo principale, di questo operaio, si è messo in affari con Contorno, non lavora più al paese, non prende neanche più i lavori.
AVVOCATO Gramigni: Ma abitava...
IMP. Scarano A.: Perché era un costruttore, un architetto, non so che cosa sia.
AVVOCATO Gramigni: Esatto, era un costruttore. Poi sembra...
IMP. Scarano A.: Però dove era Contorno c'eravamo già stati.
AVVOCATO Gramigni: Ma comunque lei, questa indicazione, se la ricorda? E' vero che un suo operaio fece questo discorso, una volta?
IMP. Scarano A.: Ma non che ha dato l'indirizzo l'operaio, lì. L'operaio non ha dato proprio niente. L'operaio parlava così, sommariamente, di questo architetto, che lui lavorava per parecchi anni con questa persona. Però, dopo che si conosceva con Contorno o ha fatto conoscenza con Contorno, dice: 'non prende più i lavori'. Tutto qui.
'Si è messo in affari con Contorno' dice 'non prende più i lavori'. Perché questa persona qui, dice che ci abita vicino lì.
Lo diceva lui, lì. Però nessuno parlava, si ascoltava soltanto.
Però, da Contorno, c'eravamo già stati. E c'erano stati, pure.
AVVOCATO Gramigni: Presidente, io so che è un mostriciattolo giuridico, ma mi riservo la contestazione nel senso che, per comodità: non voglio ora stare cinque minuti, o dieci minuti a scartabellare le carte. Se lei mi permette, ritrovo il punto a cui faccio riferimento con precisione, e poi avrò occasione di formulare contestazione in termini più completi.
Senta, un'ultima cosa. Mi descrive, al meglio dei suoi ricordi, un po' questa vicenda della villa dove c'era la cucina con la cappa di rame? Mi descrive un po' il luogo e le persone che c'erano?
IMP. Scarano A.: Quale villa?
AVVOCATO Gramigni: Quella villa a Musulmeri.
PRESIDENTE: Una villa con la cucina con la cappa di rame.
AVVOCATO Gramigni: Di cui lei ha...
IMP. Scarano A.: Quella di Musulmeri?
PRESIDENTE: Che succede? Sospendiamo cinque minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Avvocato, può riprendere.
AVVOCATO Gramigni: Grazie, Presidente. Dunque, ecco, le chiedevo lei si ricorda verso che ora, più o meno, se era mattina o pomeriggio, arrivò in questa villa a Misilmeri?
PRESIDENTE: O Musulmeri.
IMP. Scarano A.: Io sono arrivato lì verso ora di pranzo.
PRESIDENTE: Le?
IMP. Scarano A.: Verso l'ora di pranzo.
PRESIDENTE: L'ora di pranzo.
IMP. Scarano A.: Verso mezzogiorno e mezzo, l'una.
AVVOCATO Gramigni: Verso mezzogiorno e mezzo, l'una. Vide persone anche fuori di questa villa, lei mi ha detto.
IMP. Scarano A.: Quello che ho riconosciuto, c'era solo Benigno Salvatore.
AVVOCATO Gramigni: Senta, e dentro quante persone c'erano, più o meno?
IMP. Scarano A.: Mah, in tutto potevano essere una ventina, tra fuori e dentro.
AVVOCATO Gramigni: Una ventina tra fuori e dentro. E questa stanza dove lei fu introdotto, era molto grande, molto piccola: come era?
IMP. Scarano A.: Era un salone.
AVVOCATO Gramigni: Era?
IMP. Scarano A.: Era un salone.
AVVOCATO Gramigni: Un salone.
IMP. Scarano A.: Comunicante con la cucina.
AVVOCATO Gramigni: Comunicante con la cucina, quindi era un locale molto grande.
IMP. Scarano A.: Sì sì, molto grande.
AVVOCATO Gramigni: E queste persone stavano dentro di spalle, lei ha detto, rispetto a lei.
IMP. Scarano A.: Qualcuno sì.
AVVOCATO Gramigni: Quanto durò la sua permanenza lì dentro?
IMP. Scarano A.: Tre minuti.
AVVOCATO Gramigni: Tre minuti.
IMP. Scarano A.: Ma neanche.
AVVOCATO Gramigni: Neanche. La ringrazio.
IMP. Scarano A.: Prego.
AVVOCATO Gramigni: Io, signor Presidente, credo di non avere altre domande da fare al signor Scarano.
PRESIDENTE: Grazie.
AVVOCATO Gramigni: Grazie a lei.
AVVOCATO Rocchi: Avvocato Rocchi, per Cannella Cristofaro.
Signor Scarano, buonasera.
IMP. Scarano A.: Buonasera.
AVVOCATO Rocchi: Senta, lei, quando parlò la prima volta con il signor Messina Denaro di questo appartamento ai Parioli, lei dichiarò a lui di conoscere Roma, di sapere come fare ad arrivare ai Parioli?
IMP. Scarano A.: Cioè? Non ho capito la domanda, avvocato.
AVVOCATO Rocchi: Quando il Messina Denaro le chiese di andare ai Parioli per quell'agenzia, lei gli disse che conosceva la città, conosceva il posto, sapeva come fare a arrivarci?
IMP. Scarano A.: No io, Parioli, io non c'ero mai stato. Però, abitando a Roma, ho capito la zona dov'era.
AVVOCATO Rocchi: Mi scusi, non ho capito la sua risposta.
IMP. Scarano A.: No, non conoscevo i Parioli.
AVVOCATO Rocchi: Non conosceva i Parioli. Ma glielo disse...
PRESIDENTE: Però ha capito dove poteva essere quella zona indicata.
AVVOCATO Rocchi: Perché fu il Messina Denaro che le dette queste indicazioni?
IMP. Scarano A.: Mah, le indicazioni dell'agenzia dei Parioli.
AVVOCATO Rocchi: Sì. Ma forse mi sono spiegato male. Lui le parlò anche con riferimento alla zona della città dove si trovavano i Parioli, o le fornì solamente l'indirizzo, dicendole: 'trova te questa via'?
IMP. Scarano A.: No no. Mi ha dato l'indirizzo, e basta.
AVVOCATO Rocchi: Le dette l'indirizzo e basta, e poi lei, tornato a Roma, evidentemente si organizzò.
IMP. Scarano A.: Io mi sono impegnato a trovare la zona; più o meno, i Parioli lo sapevo dove stavano.
AVVOCATO Rocchi: Quindi, lei conosceva la zona?
IMP. Scarano A.: Non c'ero mai andato, però più o meno sapevo il punto della zona.
AVVOCATO Rocchi: Ho capito. Senta, lei poi parlò con questo signore dell'agenzia e firmò un regolare contratto.
IMP. Scarano A.: Esatto.
AVVOCATO Rocchi: Questo signore poi la ricontattò e le disse che non era stato possibile trovare quello che lei cercava. O mi sbaglio?
IMP. Scarano A.: No. Io sono andato due volte, di persona. E poi mi sentivo telefonicamente.
AVVOCATO Rocchi: Sì. Ma quel signore dell'agenzia, poi, mi pare che a un certo punto le riferì che quell'appartamento che lei cercava non era stato possibile trovarlo. O mi sbaglio?
IMP. Scarano A.: No, un attimo. Dopo un periodo, un paio di mesi, tre mesi, io mi sono arrabbiato un po' per telefono. Ha detto: 'guarda, ce n'ho uno, nella zona', dice 'di via Teulada'. Dice: 'vieni, ci diamo un appuntamento e lo vedi'.
PRESIDENTE: Vicino alla RAI.
IMP. Scarano A.: Vicino alla RAI, esatto. Sono andato lì, c'era questo dell'agenzia, e un architetto. E ho visto quest'appartamento: era tutto rovinato, ci volevano cinque, sei mesi per farlo.
Poi, io gliel'ho detto a Messina Denaro Matteo, ci ho detto: 'guarda, così, così e così, le case stanno così'. Gli dico: 'ce n'è una che è in costruzione, la stanno mettendo a posto'.
Ha detto, mi dice: 'lascia perdere'.
AVVOCATO Rocchi: Ecco, signor Scarano, lei andò giù a Triscina per comunicare questo fatto al Messina Denaro?
IMP. Scarano A.: Ah, non me lo ricordo come ce l'ho fatto comunicare, non mi ricordo come. Perché in quell'occasione non me lo ricordo.
AVVOCATO Rocchi: Perché lei, all'udienza dell'11 marzo '97, in quest'aula, ha dichiarato che scese giù, a Triscina, per parlare con Matteo Messina Denaro e comunicargli questa circostanza. Si ricorda questo fatto?
IMP. Scarano A.: Può darsi anche, perché sono un po' confuso adesso, sono stanco con la testa.
AVVOCATO Rocchi: Senta, lei...
IMP. Scarano A.: Sarò dovuto andare per forza, per dirglielo.
AVVOCATO Rocchi: Quindi lei si ricorda sicuramente che è sceso per dirglielo?
IMP. Scarano A.: Penso di sì.
AVVOCATO Rocchi: Senta, e lei poi scese nuovamente, per fare un'altra comunicazione al Messina Denaro, quando lei andava a protestare per questo materiale che era stato abbandonato a casa sua: lei scese nuovamente giù, in Sicilia, per parlare con il Messina Denaro?
IMP. Scarano A.: Quello è venuto in un secondo tempo, avvocato.
AVVOCATO Rocchi: Sì, sì, in un secondo tempo. Infatti ho detto: scese nuovamente.
IMP. Scarano A.: Certo, sono andato lì per cercare la persona.
AVVOCATO Rocchi: E lei ha dichiarato che non sapeva come fare a cercarla, e quindi chiese aiuto a questo Peppe Garamella.
IMP. Scarano A.: Esatto.
AVVOCATO Rocchi: E la prima volta come fece a trovare Messina Denaro?
IMP. Scarano A.: La prima volta? Non me lo ricordo come ho fatto a trovarlo.
AVVOCATO Rocchi: Gli ha telefonato, sapeva che era...?
IMP. Scarano A.: No no, non c'avevo numeri telefonici, io.
AVVOCATO Rocchi: Lei ha detto che era giù a Triscina, quindi l'avrà cercato giù a Triscina.
IMP. Scarano A.: Io non ho detto che era giù a Triscina. Perché lui mica abita a Triscina, lui abita a Castelvetrano. Non mi ricordo a chi mi sono rivolto.
PRESIDENTE: Ma lei ha detto che ha cercato questo Garamella, attraverso il quale ha ottenuto...
AVVOCATO Rocchi: La seconda volta.
IMP. Scarano A.: Io ero andato alla Triscina, perché...
AVVOCATO Rocchi: Ma la prima volta, mi scusi Presidente, lei ha dichiarato di essere sceso e di aver fatto questa ricerca in via autonoma. Cioè lei è sceso, ha trovato il Messina Denaro e gli ha detto dell'appartamento che non si trovava. Se lo ricorda o no?
IMP. Scarano A.: Non ho capito la domanda, non l'ho capita proprio.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se quando è sceso, secondo quel che ha detto lei, per comunicare a Messina Denaro di questo appartamento ai Parioli, come ha fatto a trovarlo?
IMP. Scarano A.: Non lo ricordo, come ho fatto a trovarlo.
AVVOCATO Rocchi: Non ricorda assolutamente come ha fatto a trovarlo?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Rocchi: Quindi non si ricorda nemmeno se ha cercato qualcuno?
IMP. Scarano A.: No. Però, io non ricordo in quale occasione sono andato giù e gliel'ho detto.
AVVOCATO Rocchi: Però, sicuramente il Matteo Messina Denaro le chiese di comunicarle l'esito di questa sua ricerca dell'appartamento.
IMP. Scarano A.: Certo.
AVVOCATO Rocchi: E allora...
IMP. Scarano A.: Io, dopo quattro, cinque mesi non si trovava più, mi ha detto: 'lascia perdere'.
AVVOCATO Rocchi: Signor Scarano, ma in quell'occasione in cui il Messina Denaro le dette quest'incarico, le disse anche come fare a comunicare a lui, Messina Denaro, l'esito delle sue ricerche: sì o no?
IMP. Scarano A.: No no, io dovevo farglielo sapere una volta che trovavo l'appartamento.
AVVOCATO Rocchi: E come faceva a farglielo sapere?
IMP. Scarano A.: Eh, dovevo andare io a rivolgermi a qualche... a Peppe Garamella, giù.
AVVOCATO Rocchi: Anche in quell'occasione, quindi, doveva trovare Peppe Garamella?
IMP. Scarano A.: Sì, sempre tramite lui io ho trovato Matteo.
AVVOCATO Rocchi: E perché non se l'è ricordato di riferirlo, l'11 marzo '97? Perché non l'ha detto, signor Scarano?
IMP. Scarano A.: Eh, non me ne ricordavo, perché io sono stato parecchie volte, parecchie volte sono stato qui, a Roma, e io non è che posso ricordare tutto per filo e per segno, passo per passo, che ho fatto. Eh.
AVVOCATO Rocchi: Senta, quando lei andò in quest'appartamento che aveva trovato tramite questo signore Giacomino Gesù - se non ricordo male il nome - ha detto di aver trovato anche due napoletani. E' vero o non è vero?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Ma lei ha capito che erano napoletani perché parlavano nella lingua napoletana, perché...?
IMP. Scarano A.: Esatto.
AVVOCATO Rocchi: E come ha fatto a sapere che uno di questi si chiamava "Nuvoletta"?
IMP. Scarano A.: Perché Matteo, ho sentito Matteo, mentre io stavo su, all'ingresso dell'appartamento, che lo chiamava "Nuvoletta".
AVVOCATO Rocchi: Ma lei ha capito che quello era un soprannome, o un nome?
IMP. Scarano A.: Io non lo so se era soprannome o nome. Io ho sentito che lo chiamava "Nuvoletta". E quello ci ha risposto in napoletano.
AVVOCATO Rocchi: E lui gli ha risposto in napoletano.
IMP. Scarano A.: Stava a disfare una valigia, per cambiarsi forse.
AVVOCATO Rocchi: Senta, signor Scarano, quando lei ha iniziato a collaborare con l'Autorità giudiziaria, ha reso il primo interrogatorio in data 31 maggio '96. In quell'occasione lei ebbe a parlare per la prima volta di un certo signore chiamato "Fifetto": lei se lo ricorda questo fatto?
IMP. Scarano A.: Certo.
AVVOCATO Rocchi: Lei, in quell'occasione, lei ebbe a dare questo tipo di versione - l'interrogatorio del 31 gennaio '96 - lei disse che questo signor "Fifetto" la chiamò per telefono, "Fifetto" è sotto casa sua, gli dice: 'affacciati, vieni giù, ti devo parlare'.
IMP. Scarano A.: Un attimo, avvocato. Quelli sono stati i primi interrogatori, che non mi ricordo niente, perché non ci stavo con la testa, prima di tutto.
AVVOCATO Rocchi: Perché non ci stava con la testa?
IMP. Scarano A.: Eh, perché non ci stavo, con la testa. Quelli sono i primi interrogatori: perché non sapevo da dove cominciare prima.
AVVOCATO Rocchi: Ma lei signor Scarano, mi perdoni, non voglio sapere qual è stato il suo....
IMP. Scarano A.: Le cose poi, nell'arco del tempo, sono maturate piano piano, abbiamo ricostruito le cose.
AVVOCATO Rocchi: Signor Scarano, mi perdoni, non voglio conoscere il travaglio, se c'è stato, che l'ha convinto, l'ha portato alla decisione di collaborare. Ma sicuramente non l'ha maturata in cinque minuti; ci avrà pensato molto, se collaborare o no.
IMP. Scarano A.: Io, c'è voluto due anni di tempo, avvocato.
AVVOCATO Rocchi: Appunto. In questi due anni di tempo, un certo giorno ha deciso di collaborare.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Ecco, quindi avendo preso questa decisione, sapeva che doveva esternare queste dichiarazioni a un'Autorità giudiziaria.
IMP. Scarano A.: Certo.
AVVOCATO Rocchi: Quindi, voglio dire, avrà cercato di raccogliere tutta una serie di dati nella maniera che a ognuno di noi potrebbe sembrare o imprecisa, ma insomma, secondo lei, doveva essere precisa. O mi sbaglio?
IMP. Scarano A.: Io ho dovuto ricostruire tutto, perché non è tanto facile. Perché a Roma sono successe tante cose, sono venute un sacco di volte, questa gente, queste persone qua.
AVVOCATO Rocchi: Ecco, ma quindi, signor Scarano, per tornare a questa sua prima versione, lei dice che era comunque una versione...
IMP. Scarano A.: Io, scusi avvocato...
AVVOCATO Rocchi: Prego.
IMP. Scarano A.: Quando mi riferisco a Cannella che è venuto a Roma sotto casa mia - perché non ricordavo bene i fatti - mi riferivo che ho cominciato, mi è venuto quella cosa prima in mente, di dire quello.
Però, quando è venuto sotto casa mia a prendere 200 milioni, è stato dopo che già l'avevo conosciuto io, a Cannella, dell'hashish. Si è venuto a prendere 200 milioni.
Però io non sapevo ancora da dove cominciare. Allora mi è venuto quella prima cosa in mente, e ho detto quello; però non stanno così le cose.
Poi, le cose si sono fatte piano, piano.
AVVOCATO Rocchi: Però lei disse in quell'occasione...
IMP. Scarano A.: Io non me lo ricordo neanche, la prima sera, quello che ho detto.
AVVOCATO Rocchi: Va bene, signor Scarano, non si preoccupi. Io le stavo facendo una contestazione; ripeto, il verbale di interrogatorio è del 31 gennaio '96. Lei, quindi, disse che il signor Cannella le telefonò per parlarle dell'hashish, sotto casa sua.
Poi, il 12 febbraio '96, pagina 24 - è una contestazione, signor Scarano non si preoccupi, poi dopo le faccio la domanda -:
"Fifetto è venuto a Roma e mi ha parlato da un telefono, vicino alla Questura".
IMP. Scarano A.: Esatto.
AVVOCATO Rocchi: "Mi disse: 'se ti affacci, mi vedi lato Questura".
IMP. Scarano A.: Esatto.
AVVOCATO Rocchi: ... a prendere un caffè dentro un bar della Questura".
IMP. Scarano A.: E' venuto quando è venuto a prendere i 200 milioni, dell'hashish.
AVVOCATO Rocchi: Ecco, ma questa questura era un modo, forse, per dire che vicino a casa sua c'è un Commissariato?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Quindi, voi siete andati a prendere un caffè nel bar del Commissariato?
IMP. Scarano A.: Sì, mi sembra di sì.
AVVOCATO Rocchi: Siete entrati dentro il Commissariato a prendere un caffè.
PRESIDENTE: Perché il bar è dentro il Commissariato?
IMP. Scarano A.: No.
PRESIDENTE: Sarà vicino.
IMP. Scarano A.: Vicino, cioè è un centro commerciale, dentro quel centro commerciale c'è, sopra la questura, e sotto ci sta un bar.
AVVOCATO Rocchi: Quindi al verbale, quando dice: 'siamo andati a prendere un caffè dentro il bar della Questura', è sempre stato impreciso perché in realtà, oggi spiega, è un bar che esiste in questo edificio che comprende anche questo Commissariato. Vuole dire questo?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Quindi lei dice di aver conosciuto questo signor "Fifetto" lì, in piazza Politeama?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Quindi è quella la versione che lei dice essere sicuramente esatta?
IMP. Scarano A.: Esatto. Per la prima volta, l'ho conosciuto a piazza Politeama.
AVVOCATO Rocchi: A piazza Politeama.
IMP. Scarano A.: Me l'ha presentato Messina Denaro.
AVVOCATO Rocchi: Il Messina Denaro. E' quella volta in cui lui le disse dell'hashish, anche se lei in realtà aveva il problema di queste armi. O mi sbaglio?
IMP. Scarano A.: No, prima abbiamo parlato di questo materiale, diciamo esplosivo, delle armi che stavano a casa mia.
AVVOCATO Rocchi: Lei era preoccupato di questo fatto, signor Scarano?
IMP. Scarano A.: Preoccupato di che cosa?
AVVOCATO Rocchi: Di queste armi che erano rimaste a casa sua?
PRESIDENTE: Di queste armi e di questi esplosivi.
IMP. Scarano A.: Certo, è normale che ero preoccupato.
AVVOCATO Rocchi: E lui, invece, le disse che...
IMP. Scarano A.: In questi sette mesi non ho visto nessuno.
AVVOCATO Rocchi: Certamente. E lui invece le cambiò il discorso - se mi consente l'espressione - perché le parlava, invece, di hashish.
IMP. Scarano A.: No, il discorso è stato fatto pure delle armi e dell'esplosivo. Mi ha detto: 'non ti preoccupare, che quanto prima si levano'.
E poi abbiamo parlato dell'hashish, mi ha detto: 'senti, no?, abbiamo così, un po' di hashish, hai modo e possibilità di piazzarlo su Roma?'.
Ci ho detto: 'guarda, io non capisco niente; mo mi informo, quando vado a Roma, e ti do una risposta'.
Non sono passati nemmeno dieci, quindici giorni, mi chiamano di andare a Palermo. Non ha aspettato questa mia risposta, negativa o positiva che era.
Sono andato a Palermo, mi porta in un magazzino all'aperto, e già ci stavano le persone che stavano caricando l'hashish. Tutto qui.
Dice: 'stasera di porti via questo camion'.
AVVOCATO Rocchi: Senta, signor Scarano, io mi scuso anche con la Corte e con il Pubblico Ministero, ma sono intervenuto tardi questa mattina, se faccio domande che sono già state formulate, Presidente, la prego di informarmi.
Lei ha dichiarato che fu praticamente catapultato in questa questione dell'hashish, andando a Palermo; ha già riferito quelle circostanze.
Lei, sempre nell'udienza dell'11 marzo '97, quindi di fronte a questa Corte d'Assise, ha detto di aver visto questo hashish e di averlo odorato per sentire se era buono.
IMP. Scarano A.: Sì. Ha aperto, Cannella, ha rotto un pezzo, dice: 'senti l'odore che fa?'. Però, c'era l'odore, però come valore non c'era niente.
AVVOCATO Rocchi: No, ma signor Scarano, lei ha dichiarato che è stato lei a compiere questa operazione; cioè è lei che ha odorato.
IMP. Scarano A.: Ma stavamo assieme, stavamo assieme al centro di questo spiazzale, o magazzino, come lo vogliamo chiamare, c'era una baracca tipo ufficio, e lì di fuori alla porta di questa baracca si è fatto questa cosa, questo pezzo di hashish.
AVVOCATO Rocchi: Sì. Ma lei, voglio dire, ha compiuto un'operazione che non aveva significato, perché dice che lei di hashish non ci capisce niente.
IMP. Scarano A.: Io non ci capisco niente.
AVVOCATO Rocchi: Appunto. Quindi, perché l'ha odorato?
IMP. Scarano A.: Mi ha detto: 'senti l'odore che fa'.
AVVOCATO Rocchi: No no, signor Scarano, lei ha detto che è un'operazione che ha fatto lei, non perché sollecitato da Cannella.
IMP. Scarano A.: Eh, va be', ho detto prima, ho detto dopo, eravamo assieme, l'avrò fatto io.
AVVOCATO Rocchi: Ma lei l'11 marzo ha detto che questa operazione è stata un'operazione sua, non sollecitato da Cannella.
IMP. Scarano A.: Era presente pure Cannella, avvocato.
AVVOCATO Rocchi: Ma questo l'ho capito, signor Scarano. Ma io le sto dicendo...
IMP. Scarano A.: L'ho fatto io, l'ho preso pure io in mano per odorarlo, certo.
AVVOCATO Rocchi: Oh! L'ha fatto lei, non perché l'ha sollecitato il Cannella.
Senta, e questo hashish, lei ha dichiarato che - sempre nell'interrogatorio del 31 maggio '96 - che questo hashish era talmente cattivo che non è stato venduto.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Invece lei, all'udienza dell'11 marzo '97, ha dichiarato che è stato venduto, dice che lei ci ha ricavato 200 milioni.
IMP. Scarano A.: Io ho detto che ho ricavato 200 milioni perché era il primo, perché ho trovato anche persone che non erano competenti.
AVVOCATO Rocchi: Ma allora il 31...
IMP. Scarano A.: E non solo questo. Mi sono dovuto andare a nascondere per quindici giorni, perché volevano i soldi un'altra volta indietro.
AVVOCATO Rocchi: Signor Scarano, lei il 31 gennaio '96 di fronte al Pubblico Ministero ha dichiarato:
"L'hashish non era buono, e non è stato venduto".
Io contesto che in questa udienza, di fronte alla Corte di Assise, ha dichiarato che invece l'hashish è stato venduto e ci ha ricavato 200 milioni.
Le chiedo: è stato venduto, o non è stato venduto?
IMP. Scarano A.: Ho detto io, e lo ripeto per la millesima volta: è stato venduto il primo quando è arrivato a Roma, anche a persone che non erano competenti di questo hashish.
PRESIDENTE: Qual è la quantità che è stata venduta?
IMP. Scarano A.: Mah, io ho preso due quintali e mezzo, due quintali, due quintali e mezzo: 200 milioni. Anzi, 200 milioni meno 5000 lire, esatto.
AVVOCATO Rocchi: Senta, e lei come ha fatto, visto che non aveva nessun tipo di esperienza, ad organizzarsi per vendere tutto questo quantitativo?
IMP. Scarano A.: Come ho fatto? Io ho incontrato una persona e gliel'ho dato, l'ho fatto vedere, dice: 'va bene, me lo compro'.
AVVOCATO Rocchi: E chi è questa persona?
IMP. Scarano A.: Eh, non è che mi ricordi, era di passaggio, al bar l'ho conosciuto.
AVVOCATO Rocchi: Ha trovato al bar una persona che gli ha comprato due quintali...
IMP. Scarano A.: Ma è una persona che io conosco di vista, non è che è una persona che non conosco di vista.
AVVOCATO Rocchi: Scarano, ma questa persona le ha comprato tre quintali di hashish, sì o no?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
AVVOCATO Rocchi: E lei lo trova al bar?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Rocchi: E gli dà 200 milioni?
IMP. Scarano A.: Mi ha dato?
AVVOCATO Rocchi: Gli dà 200 milioni?
IMP. Scarano A.: No no, mica tutto uno, tutto una persona. Lui se n'è preso poco, se n'è preso 70 chili, 80 chili.
AVVOCATO Rocchi: Allora, non li ha comprati lui tutti e tre i quintali?
IMP. Scarano A.: No, tutti no, tutti no.
AVVOCATO Rocchi: E gli altri chi li ha comprati?
IMP. Scarano A.: Eh, chi si ricorda i nomi di chi li ha comprati, gli altri?
AVVOCATO Rocchi: E dove li ha trovati?
IMP. Scarano A.: C'ho un processo in corso per queste cose, avvocato.
AVVOCATO Rocchi: Signor Scarano, io non lo so di quelle che sono le sue ulteriori pendenze giudiziarie.
E dove le ha trovate le altre persone che hanno acquistato questo hashish?
IMP. Scarano A.: Sempre nella zona.
AVVOCATO Rocchi: Sempre al bar?
IMP. Scarano A.: Già dichiarate, queste cose, avvocato.
AVVOCATO Rocchi: Lasci perdere se le ha dichiarate, Scarano. Dove le ha trovate?
IMP. Scarano A.: A Roma, sempre a Roma.
AVVOCATO Rocchi: A Roma dove?
IMP. Scarano A.: A Roma a Centocelle, a Torremaura, dove vuole lei.
AVVOCATO Rocchi: No, dove voglio io no, signor Scarano, mica...
IMP. Scarano A.: Io sto dicendo a Roma...
AVVOCATO Rocchi: ... lo deve dire per fare contento a me, eh.
IMP. Scarano A.: A Centocelle, a Torremaura, Alessandrina.
AVVOCATO Rocchi: Quindi si è dovuto dare da fare, per questa cosa?
IMP. Scarano A.: Certo, certo che ho domandato. Poi, come si è sparsa la voce che non era buono, è finito.
AVVOCATO Rocchi: E chi l'ha sparsa la voce che non era buono?
IMP. Scarano A.: Eh, quello che se l'è comprato.
AVVOCATO Rocchi: Quindi lei l'ha rincontrato?
IMP. Scarano A.: Questo non me lo ricordo, se l'ho rincontrato.
AVVOCATO Rocchi: E allora come ha fatto a sapere che si era sparsa la voce che non era buono?
IMP. Scarano A.: Perché non era buono. Perché l'ho fatto vedere pure ad altre persone, che erano competenti, e non...
AVVOCATO Rocchi: E chi sono queste persone che sono competenti?
IMP. Scarano A.: Uno di questi qui è il nipote di Catapano, glielo dico pure.
AVVOCATO Rocchi: Ma non abbia mica difficoltà, signor Scarano, ce lo dica pure con tranquillità.
E quando gliel'ha fatto vedere questo hashish per avere un saggio, prima o dopo di venderlo al signore al bar?
IMP. Scarano A.: Primo o dopo?
AVVOCATO Rocchi: Che l'ha venduto al signore al bar. Gliel'ha fatto fare, il saggio, al nipote di Catapano, prima o dopo?
IMP. Scarano A.: Mah, dopo, dopo.
AVVOCATO Rocchi: Cioè prima lo prende...
IMP. Scarano A.: Il primo l'avevo venduto subito.
AVVOCATO Rocchi: Quindi prima lei lo vende, e dopo però...
IMP. Scarano A.: Dopo, cercavo di venderlo tutto.
AVVOCATO Rocchi: Ma lei prima lo vende, e poi si preoccupa di fare il saggio: sì o no, signor Scarano?
IMP. Scarano A.: Avvocato, quello che si è comprato, il primo, i primi che gli ho dato questo hashish, se lo sono presi perché non erano competenti come me. Quando ho trovato le persone...
AVVOCATO Rocchi: Signor Scarano, io gli ho chiesto un'altra cosa.
IMP. Scarano A.: Quando ho trovato le persone competenti - avvocato, mi deve far finire di parlare, eh? - non se lo sono presi più.
AVVOCATO Rocchi: Signor Scarano, io le ho chiesto un'altra cosa. Lei ha fatto saggiare questo hashish, dal nipote di Catapano...
IMP. Scarano A.: Ma io ho dato campioni a ventimila persone.
AVVOCATO Rocchi: Oh, ha dato campioni a ventimila persone.
IMP. Scarano A.: Eh.
AVVOCATO Rocchi: Ma se sapeva che non era buono, perché lo sparge per tutta Roma?
IMP. Scarano A.: E io cercavo di venderlo, perché mi dava pure fastidio. Infatti non è che si è venduto più, manco un chilo, eh? Poi, 4 quintali se li è presi anche Di Natale, e me li ha tornati indietro perché non era buono.
AVVOCATO Rocchi: Senta signor Scarano, e perché questo scherzo di dare l'hashish non buono l'ha fatto anche a Liberati?
IMP. Scarano A.: L'ho dato?
AVVOCATO Rocchi: Lei ha detto che questo hashish l'ha dato anche a Liberati.
IMP. Scarano A.: Sì, 10 chili.
AVVOCATO Rocchi: E perché gli ha fatto questo scherzo?
IMP. Scarano A.: Io, questo scherzo? Mi ha detto: 'non ti preoccupare', dice 'mi arrangio, io lo vendo'.
'Pigliatelo', gliel'ho dato.
AVVOCATO Rocchi: Ma...
IMP. Scarano A.: Ma mica mi ha dato i soldi.
AVVOCATO Rocchi: Non gli ha dato nemmeno i soldi?
IMP. Scarano A.: Neanche una lira.
AVVOCATO Rocchi: Allora, questo hashish che lei ha dato a Liberati?
IMP. Scarano A.: Lo doveva vendere, e poi mi dava i soldi.
AVVOCATO Rocchi: Quindi lei ha incaricato Liberati di vendere l'hashish per lei.
IMP. Scarano A.: Io non ho incaricato. Lui se l'è preso per lui, per venderlo.
AVVOCATO Rocchi: Allora lei non l'ha incaricato?
PRESIDENTE: Avvocato, per piacere, non giochiamo sulle parole.
IMP. Scarano A.: Avvocato, se mi fa la domanda giusta, rispondo.
AVVOCATO Rocchi: Presidente, io non sto giocando sulle parole. E' lui che ha detto...
PRESIDENTE: No, avvocato, la faccenda è che, se questo si irrita, non risponde più. Per noi è meglio...
AVVOCATO Rocchi: Va bene, Presidente, se non depone più - sono le regole del processo - uno ne prende atto. Per l'amor di Dio.
PRESIDENTE: Ma non giochiamo sulle parole, 'lei gliel'ha dato, non gliel'ha dato'.
AVVOCATO Rocchi: No, io non sto affatto giocando con sulle parole...
PRESIDENTE: A prescindere dal fatto che qui non ci occupiamo di hashish; l'hashish è un elemento di contorno. Capisco che può avere la sua importanza, ma non mi pare che sono sulle espressioni precise usate che si può fare contest...
AVVOCATO Rocchi: Signor Presidente, per carità.
IMP. Scarano A.: No, voglio rispondere. Avvocato, posso?
AVVOCATO Rocchi: Mi dica, signor Scarano.
IMP. Scarano A.: A Roma - a Roma, la città di Roma - tutti quelli, i trafficanti in grosso, in piccolo, non c'hanno padroni.
AVVOCATO Rocchi: Non hanno, scusi?
IMP. Scarano A.: Non c'hanno padroni.
AVVOCATO Rocchi: Non hanno padroni?
IMP. Scarano A.: Padroni, bravo. Ognuno si compra la cosa, guadagna quello che guadagna, e se lo mette in tasca.
AVVOCATO Rocchi: Mmh.
IMP. Scarano A.: A me mi doveva dare un tot, quando l'aveva finito di vendere. Capito, come funziona a Roma?
AVVOCATO Rocchi: Senta, signor Scarano, lei comunque non aveva mai, prima di questo momento, avuto occasione di commerciare hashish.
IMP. Scarano A.: No, no, me n'ha dato una volta pure 50 chili Matteo. Già messo a verbale.
AVVOCATO Rocchi: Matteo, lei si riferisce sempre a Messina Denaro?
IMP. Scarano A.: Esatto. E l'ho dovuto buttare. Arrivato a Roma, l'ho buttato pure perché non era buono.
AVVOCATO Rocchi: E quand'è che gliel'ha dato?
IMP. Scarano A.: Mah, me l'ha dato... Mi sembra dopo il primo incontro che ho fatto nella gioielleria. Dopo una decina di giorni mi ha fatto andare giù e mi ha dato, mi ha regalato questo hashish.
AVVOCATO Rocchi: Quindi lei è tornato giù un'altra volta. Sarà stato...
IMP. Scarano A.: Io, arrivato a Roma, l'ho buttato perché non era buono, pure quello.
AVVOCATO Rocchi: Ma come ha fatto a sapere...
IMP. Scarano A.: E gliel'ho dato ad una persona che sta nei verbali a Roma nel processo. Tutto.
AVVOCATO Rocchi: Nel processo, quello di cui lei ha riferito...
IMP. Scarano A.: Esatto.
AVVOCATO Rocchi: ... interessare anche il Liberati?
IMP. Scarano A.: No, no, il Liberati è stato arrestato per conto suo. C'ha una condanna già, non lo so, scontata, quello che è, già da parecchio tempo.
Liberati era solo. E, in questo processo, c'è una persona che si è preso quell'hashish. E' già tutto dichiarato questo. E non era buono nemmeno quello, che dopo un mese che ce l'aveva, me lo voleva dare.
Ci ho detto: 'buttalo'.
AVVOCATO Rocchi: Senta, signor Scarano, lei ha dichiarato di aver - lasciamo perdere le traversie, ma insomma - di avere incassato 200 milioni o forse qualcosina meno di 200 milioni?
IMP. Scarano A.: Ho incassato, che cosa?
AVVOCATO Rocchi: Di avere incassato 200 milioni circa.
PRESIDENTE: 200 milioni, qualche cosa meno. Ha detto...
IMP. Scarano A.: Cinquemila lire mancava a 200 milioni. Dell'hashish.
AVVOCATO Rocchi: Dell'hashish. Senta, e questa somma lei a chi l'ha data.
IMP. Scarano A.: A "Fifetto" Cannella.
AVVOCATO Rocchi: Ma loro - e mi riferisco a "Fifetto" o comunque a chi poteva essere interessato a questa storia - le hanno, o le avevano promesso una qualche somma per questa sua attività?
IMP. Scarano A.: Mi ha detto: 'vendilo, poi si vede'.
Certo, pure io dovevo guadagnare qualche cosa, mica dico di no.
AVVOCATO Rocchi: Però lei gli ha detto che ha reso tutta la somma, ma non gli è stato dato...
IMP. Scarano A.: Sì, erano i primi soldi, esatto. E' venuto lui di proposito a Roma e si è preso i soldi. E' venuto fino sotto casa mia. Sarebbe quella famosa telefonata dietro la Questura, di fronte alla Questura.
AVVOCATO Rocchi: Però lei...
IMP. Scarano A.: MI sono affacciato e stava fuori. Però con che cosa è venuto...
PRESIDENTE: Al Commissariato.
IMP. Scarano A.: Al Commissariato. Se è venuto col treno, se è venuto col pullman, se è venuto con la macchina, se è venuto con l'aereo, non lo so.
AVVOCATO Rocchi: Ma io mica...
IMP. Scarano A.: Si è preso i soldi e è andato via. Anzi, ci ho detto io se lo volevo accompagnare da qualche parte, mi ha detto: 'no, non ti preoccupare'.
AVVOCATO Rocchi: Senta, ma lei in quella occasione gli avrà chiesto, o se gliel'ha chiesto, qualche cosa per la sua attività. Gli ha chiesto di avere dei soldi, sì, o no?
PRESIDENTE: Ha capito?
IMP. Scarano A.: L'ho chiesto a chi dovevo...
PRESIDENTE: A "Fifetto".
AVVOCATO Rocchi: A Cannella.
IMP. Scarano A.: Cannella è venuto di proposito, non sapeva se io avevo i soldi, avevo incassato i soldi.
AVVOCATO Rocchi: Eh, ma visto...
PRESIDENTE: Ma quando lei gli ha dato i 200 milioni, le ha detto: 'ti do...', o non ha chiesto lei: 'a me mi lasci...'
IMP. Scarano A.: No, no, niente. Niente.
AVVOCATO Rocchi: Quindi lei non gli ha chiesto niente.
IMP. Scarano A.: Neanche mille lire. Gli ho detto: 'tieni, ho incassato questi'. E glieli ho dati dentro una busta.
AVVOCATO Rocchi: Ma non gliel'ha chiesto perché non le andava di farlo, o perché aveva accordi con altre persone, per il suo pagamento?
IMP. Scarano A.: Avvocato, io gli ho dato 200 milioni e non ho chiesto niente. Chiuso il discorso.
AVVOCATO Rocchi: Quindi lei non voleva essere pagato.
IMP. Scarano A.: Ma io se mano a mano poi lo vendevo, qualcosa pure io... Poi non se n'è venduto più. Una volta sparsa la voce che non era buona, questa roba, basta, finito. Lo hanno ritrovato. La Finanza a Roma l'ha trovato tutto la rimanenza. 15 o 16 quintali che erano.
AVVOCATO Rocchi: Senta, signor Scarano, lei ha dichiarato che quando è partito da Palermo con questo carico, lei era insieme al signor Carra. Dico bene?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, esatto.
AVVOCATO Rocchi: Io sto leggendo, ho gli appunti, e invito tutti a correggermi se dico cose che non sono esatte con riferimento ai verbali.
Lei ha dichiarato, sempre all'udienza dell'11 marzo '97 che questo hashish fu scaricato da uno sfasciacarrozze che è un amico suo.
Dice: "Carra sbagliò strada e mi telefonò, lo andai a prendere. Dissi: 'siamo qui vicino'. Andai in questo vecchio sfascio".
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Quindi, signor Scarano, lei quando è partito da Palermo, sapeva o non sapeva dove scaricare questo hashish?
IMP. Scarano A.: No, non lo sapevo. Onestamente, non lo sapevo.
AVVOCATO Rocchi: Ma glielo disse a "Fifetto" in quell'occasione: 'mi date 20 quintali di hashish...'
IMP. Scarano A.: Ma io, senta, io sono partito dal presupposto che lo dovevo atterra' lì dove costruisco io. Però poi mi sono ricordato... Comunque lo sbaglio che ha fatto Carra, che lì vicino conoscevo un posto dove non dava fastidio a nessuno. Solo per scaricarlo. Che poi da lì è stato spostato.
AVVOCATO Rocchi: Senta, signor Scarano, ma quando lei fu catapultato - e risottolineo l'espressione, perché penso che sia il suo pensiero - in questa storia, le fanno vedere 20 quintali di hashish e le dicono di portarlo a Roma.
"Fifetto" le disse: 'questo hashish mettilo qui, mettilo la, sai dove metterlo', o no?
IMP. Scarano A.: No, no.
AVVOCATO Rocchi: "Fifetto" non le disse niente.
IMP. Scarano A.: Mi ha detto: 'veditela tu', e basta.
Siamo partiti con questo camion bell'e finito.
AVVOCATO Rocchi: E lei non era preoccupato di questo fatto?
IMP. Scarano A.: Io no ero preoccupato, perché io c'ho 10.000 metri di terra. Potevo atterrarlo dove volevo.
Però, con quella scusa che Carra ha sbagliato, mi sono trovato a un punto io, mi è venuto in mente lì per lì di questo posto e sono andato lì a scaricarlo. Sapendo che non facevo danni a nessuno, perché è un posto...
AVVOCATO Rocchi: Perché forse non preferiva scaricarlo a casa sua.
IMP. Scarano A.: Avvocato, gli sto dicendo...
PRESIDENTE: Queste sono domande che non hanno un senso.
IMP. Scarano A.: Eh.
PRESIDENTE: E' una ipotesi che lei fa, e...
AVVOCATO Rocchi: Presidente, se la domanda non ha senso, mi dispiace di averla formulata. Ma forse ce l'ha perché lui non risponde.
IMP. Scarano A.: Gli sto dicendo, avvocato, io c'avevo 10.000 metri di terra. E ci avevo pure un bel canneto per metterlo dentro, per atterrarlo questo hashish.
Però...
AVVOCATO Rocchi: Ha sbagliato...
IMP. Scarano A.: ... sbagliando Carra, mi sono trovato a un punto, a un punto, dove io conoscevo a un posto già da 10 anni, che era libero, era un ex disfascio, adesso è del Comune, siamo andati lì sotto un ponte, che c'è un ponte vicino, e abbiamo scaricato.
Perché si trova fuori strada, è nascosto. Ma abbiamo soltanto scaricato. Poi è stato spostato.
AVVOCATO Rocchi: E quindi le venne questa idea di lasciarlo lì. Bene.
Dico, le venne questa idea di lasciarlo lì, perché era lì vicino. Solo per questo.
IMP. Scarano A.: Mah, lasciarlo dove?
PRESIDENTE: Di scaricarlo...
AVVOCATO Rocchi: Di Scaricarlo lì.
IMP. Scarano A.: E' stato scaricato, avvocato, lì.
AVVOCATO Rocchi: Sì, di scaricarlo lì. Signor Scarano, io le sto chiedendo questo.
Senta, lei, quando arrivò questo "Fifetto" a Roma - sto parlando dell'attentato al dottor Costanzo - lei ha riferito che questo "Fifetto" le disse: 'andiamo a vedere questa trasmissione, andiamo laggiù ai Parioli'. E' vero?
IMP. Scarano A.: A me mi ha detto, dice: 'andiamo da Costanzo'.
AVVOCATO Rocchi: 'Andiamo da Costanzo'.
IMP. Scarano A.: Io ci ho detto: 'chi è 'sto Costanzo?'. Io non conoscevo Costanzo.
AVVOCATO Rocchi: Ma le disse "Fifetto" dove stava questo Costanzo?
IMP. Scarano A.: Lei mi deve far finire di rispondere.
AVVOCATO Rocchi: Prego. Scusi.
IMP. Scarano A.: Ci ho detto: 'io non lo so dove sta Costanzo, chi è 'sto Costanzo?'
Mi ha risposto, mi ha detto, dice: 'ma quando è venuto Matteo qui, tu non ci sei stato con Matteo da Costanzo?'
Ci ho detto: 'no'. Dice: 'sai che fai? Lo sai la Tiburtina dov'è? Prendiamo la stazione Tiburtina...'
E io vado verso la stazione Tiburtina, perché so dove sta la stazione Tiburtina. Dalla Tiburtina in poi mi ha diretto lui poi dentro la macchina.
AVVOCATO Rocchi: Ma quando lei è arrivato... Ha finito, signor Scarano?
IMP. Scarano A.: Come?
AVVOCATO Rocchi: Ha finito? Non volevo interromperla.
IMP. Scarano A.: Ho finito, ho finito.
AVVOCATO Rocchi: Quando lei poi arrivò sul luogo, lì ai Parioli, lei riconobbe che era il posto dove era già stato per cercare questa agenzia?
IMP. Scarano A.: Ma io... Sì, certo che ho riconosciuto la strada che ho fatto.
PRESIDENTE: Ha riconosciuto la zona.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
AVVOCATO Rocchi: Quindi... Ma lo disse questo a "Fifetto".
Parlando disse: 'ah, guarda, io sono già venuto qui a cercare una agenzia...'
IMP. Scarano A.: Mah, non mi ricordo, non mi ricordo se ne ho parlato di questa cosa.
AVVOCATO Rocchi: Non si ricorda di aver...
IMP. Scarano A.: Io, a me mi hanno fatto parcheggiare vicino al ristorante sulla destra. E sono scesi loro e se ne sono andati per conto suo.
AVVOCATO Rocchi: Senta, ma la macchina chi al guidava, "Fifetto", o lei?
IMP. Scarano A.: Io.
AVVOCATO Rocchi: Quindi seguiva le indicazioni che le dava "Fifetto".
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Rocchi: E non le venne proprio da dire che lì lei ci era già stato in quella agenzia.
IMP. Scarano A.: Io, quando ho fatto... Poi ho preso la via dei Parioli e ho detto: 'io, qui, ci sono stato'.
AVVOCATO Rocchi: Allora gliel'ha detto.
IMP. Scarano A.: Mi pare di sì che ce l'ho detto.
AVVOCATO Rocchi: Allora, alla fin fine quel posto lo conosce. Invece lei ha detto che non lo conosceva.
IMP. Scarano A.: Ma io non lo conoscevo all'inizio, avvocato, quando mi hanno dato l'indirizzo.
Io conoscevo la zona Parioli, però non c'ero mai stato dentro a 'sto quartiere dei Parioli.
AVVOCATO Rocchi: Ho capito. Senta, signor Scarano, lei ha dichiarato che queste persone hanno alloggiato a casa sua. Precisamente nell'appartamento di suo figlio.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Ma questa sistemazione fu richiesta d loro, da queste persone, o fu lei che disse a queste persone di alloggiare lì nell'appartamento?
IMP. Scarano A.: Ma "Fifetto" me ne ha parlato a me di questo...
Io gli ho detto: 'io c'ho l'appartamento di mio figlio che non ci sta, non c'è nessuno'.
AVVOCATO Rocchi: Quindi glielo ha offerto lei.
IMP. Scarano A.: Che dovevano venire a Roma.
AVVOCATO Rocchi: Sì, ma signor Scarano, glielo ha offerto lei quindi, se ho ben capito, di alloggiare lì in quell'appartamento di suo figlio?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Rocchi: E dove...
IMP. Scarano A.: Ospitare, gliel'ho offerto io, perché senza di me non stavano lì dentro, avvocato. Ma che domande mi fa?
AVVOCATO Rocchi: No, io...
IMP. Scarano A.: No...
AVVOCATO Rocchi: Mi scusi, signor Scarano, io le ho solo chiesto...
IMP. Scarano A.: No, scusi lei, perché domande veramente...
AVVOCATO Rocchi: Beh, deve aver pazienza con me, signor Scarano.
Io le ho chiesto solamente se questa possibilità di alloggiare lì gliel'aveva offerta lei, o furono loro a chiedergli: 'perché non ci fai dormire in casa tua?'
Se poi le sembra una domanda così stupida, ripeto, mi perdoni. Io volevo saperlo.
IMP. Scarano A.: Io...
AVVOCATO Rocchi: Gliel'ha offerto lei allora?
IMP. Scarano A.: Io ci ho detto che c'avevo un appartamento a disposizione. Che si parlava già di un... insomma, di una casa a Roma. Io ci ho detto: 'sì, c'ho una casa', e basta.
AVVOCATO Rocchi: Allora gliel'ha detto lei.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Va bene, senta...
IMP. Scarano A.: Ci ho detto: 'c'ho una casa'.
AVVOCATO Rocchi: Senta, e loro dormivano e basta, oppure le chiesero anche di preparargli i pasti e quant'altro a casa sua?
IMP. Scarano A.: No, no, io non ho preparato nessun pasto, che mi ricordi io no. Al ristorante andavamo a mangia'.
AVVOCATO Rocchi: Quindi si arrangiavano da soli.
IMP. Scarano A.: No, no, al ristorante andavamo a mangiare.
AVVOCATO Rocchi: Appunto, dico, si arrangiavano da soli.
IMP. Scarano A.: No, andavo io al ristorante con loro.
AVVOCATO Rocchi: Andava lei al ristorante con loro.
IMP. Scarano A.: Sì. Da Renato. Glielo dica a tutti questi signori.
AVVOCATO Rocchi: Devo dirglielo ai signori, dice?
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Avvocato, per cortesia, andiamo avanti.
AVVOCATO Rocchi: Senta, poi dopo l'attentato di Costanzo non hanno più dormito in casa sua?
IMP. Scarano A.: Non ho fatto?
AVVOCATO Rocchi: Dopo l'attentato di Costanzo non hanno più dormito in casa sua?
IMP. Scarano A.: No, no. No, no.
AVVOCATO Rocchi: Ma perché...
IMP. Scarano A.: Ha dormito Giacalone dopo, ha dormito Spatuzza, ha dormito Lo Nigro qualche volta, mi sembra una volta.
AVVOCATO Rocchi: Senta, in occasione di questo attentato di Costanzo, le chiesero anche se lei aveva possibilità di reperire un magazzino?
IMP. Scarano A.: Di aprire un magazzino?
AVVOCATO Rocchi: Di reperire, mi scusi.
PRESIDENTE: Di trovare un...
AVVOCATO Rocchi: Di trovare un magazzino.
IMP. Scarano A.: No, no.
AVVOCATO Rocchi: Lei, all'udienza dell'11 marzo '97, ha dichiarato:
"Mi chiesero se avevo possibilità di un magazzino".
Se lo ricorda signor Scarano?
IMP. Scarano A.: Io adesso non me lo ricordo se me l'hanno chiesto. Però il magazzino di via Ostiense, lo deve dire a Lo Nigro come si è messo d'accordo col Di Natale, perché io stavo in campagna quella sera che ho trovato Di Natale e Lo Nigro sotto casa mia.
AVVOCATO Rocchi: No, no, signor Scarano...
PRESIDENTE: Guardi, sta parlando della cosa prima di Costanzo.
IMP. Scarano A.: Ah, prima di Costanzo no.
PRESIDENTE: Mi pare, vero avvocato?
AVVOCATO Rocchi: No.
PRESIDENTE: No.
AVVOCATO Rocchi: In occasione dell'attentato al dottor Costanzo, le fu chiesto se aveva lei disponibilità, o poteva procurare un magazzino. Se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Questo non me lo ricordo, avvocato.
AVVOCATO Rocchi: Lei, all'udienza dell'11 marzo '97, ha dichiarato questo che io le ho riferito. E lei continua il suo racconto dicendo:
"Dissi a 'Fifetto', ho un amico. Sta in un centro commerciale, l'amico è Alfio".
IMP. Scarano A.: E quello... Che c'entra quello avvocato! Quella è un'altra cosa quella lì...
AVVOCATO Rocchi: No, io le volevo chiedere...
IMP. Scarano A.: Ma quello è venuto Lo Nigro a Roma, quando mi ha chiesto il magazzino, no "Fifetto".
AVVOCATO Rocchi: No, signor Scarano, io le leggo quello che risulta dai verbali delle sue dichiarazioni.
IMP. Scarano A.: Eh, mi sarò espresso male, però le cose sono queste, che...
AVVOCATO Rocchi: Comunque, signor Scarano, il discorso è questo: lei disse che aveva questo amico e questo amico è Alfio.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Ma questo Alfio in realtà è amico di Peppe Garamella.
IMP. Scarano A.: Sì, è compare.
AVVOCATO Rocchi: E allora mi scusi la domanda: ma se è amico loro, perché deve essere lei a ricordare a loro che ha questo amico?
IMP. Scarano A.: Ma amico di chi?
AVVOCATO Rocchi: Lei ha detto, signor Scarano, che lei ha conosciuto - mi dispiace di annoiare i presenti, ma forse mi sono spiegato male - lei ha detto che questo Alfio Massimino lo ha conosciuto perché è compare di Peppe Garamella.
IMP. Scarano A.: Me lo ha presentato Peppe Garamella, lo ha portato a casa mia.
AVVOCATO Rocchi: Oh, e allora lei adesso ha detto, perché gliel'ho chiesto: 'mi chiedono di reperire un magazzino'.
E lei dice: 'ce l'ho io un amico, è Alfio'.
E io le dico: 'ma Alfio è amico loro, perché loro non ci hanno pensato?'
IMP. Scarano A.: Alfio non era amico loro.
AVVOCATO Rocchi: Ma non è compare di Peppe Garamella? E Peppe Garamella non è amico o compare di Messina Denaro Matteo?
IMP. Scarano A.: Avvocato, lei mi deve dire dove vuole arrivare a fare queste domande.
AVVOCATO Rocchi: Dove voglio arrivare io?
IMP. Scarano A.: Sì, mi deve dire dove vuole arrivare. Io gli do proprio una risposta esatta.
PRESIDENTE: Lei sa se Peppe Garamella conosceva queste persone che erano venute per Costanzo?
IMP. Scarano A.: Conosceva Lo Nigro, ma non prima di Costanzo, o dopo Costanzo. Lo ha conosciuto in una occasione che io mi trovavo alla Triscina ed è venuto a trovarmi alla Triscina, è venuto Lo Nigro, è venuto Giuliano. E hanno mangiato con me, e Peppe Garamella.
PRESIDENTE: Prima non li conosceva.
IMP. Scarano A.: Prima non li conosceva. Li ha conosciuti in quella occasione, dopo i fatti.
AVVOCATO Rocchi: Senta, signor Scarano, passo alla... Le faccio queste premesse sperando di aiutarla e di non confonderla, all'attentato, anzi, grazie a Dio, al fallito attentato dell'Olimpico.
Lei ha dichiarato all'udienza del 12 marzo '97, sempre di fronte a questa Corte di Assise, che la macchina praticamente fu abbandonata lì la notte perché non esplose.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Rocchi: E la mattina dopo lei è tornato per vedere se si riusciva in qualche modo a rimettere in moto la macchina.
IMP. Scarano A.: No, il giorno dopo, la sera stesso.
AVVOCATO Rocchi: La sera stessa. E lei ha dichiarato che fu anche tentato di portarla via autonomamente. Nel senso di montare sulla macchina e portarla via. E' vero?
IMP. Scarano A.: Lo Nigro tentava di aprirla, però lì c'è stato un inconveniente perché c'era un carabiniere che faceva servizio a 10, 5 metri.
PRESIDENTE: Avvocato, su questo punto è stato già a lungo interrogato questa mattina da un suo collega.
AVVOCATO Rocchi: Presidente, la ringrazio. D'altronde gliel'ho chiesto io di interrompere. Ma era una promessa per fare questa domanda.
Già il signor Scarano ha detto che intervenne questo carabiniere. Ecco, ma questo...
PRESIDENTE: No, non intervenne il carabiniere.
IMP. Scarano A.: Intervenne...
AVVOCATO Rocchi: Intervenne nel senso...
PRESIDENTE: Prima che dovevano portare via la macchina.
AVVOCATO Rocchi: Sì.
IMP. Scarano A.: Ha detto, a me ha detto: 'ragazzi, questa macchina lì non può stare'.
Abbiamo risposto io, Lo Nigro... Anzi, Lo Nigro lì appresso, gli dico: 'guardi, la stiamo portando via perché è rotta'.
AVVOCATO Rocchi: Sì, ma il carabiniere vi disse di spostarla?
IMP. Scarano A.: Però è rotta, non cammina.
AVVOCATO Rocchi: Ho capito. Ma voi provaste prima o dopo a far partire la macchina? Cioè, prima arrivò il carabiniere e vi disse di portarla via, o arrivò il carabiniere e poi dopo tentaste comunque di portarla via?
IMP. Scarano A.: Avvocato, il carabiniere stava lì, stava di servizio lì, di piantone.
Quando ci ha visto avvicinarci alla macchina, ha detto: 'ragazzi, questa macchina non può stare qui. Dovete portarla via'.
Allora è stato risposto al carabiniere che la macchina non andava bene, che era rotta.
AVVOCATO Rocchi: Ma lei ha dichiarato che tentaste, anche con i fili, di metterla...
IMP. Scarano A.: Lo Nigro ha tentato di poterla aprire, però... di poterla aprire. Abbiamo girato un po' intorno a quella macchina. Però non si poteva aprire perché non si sapeva come fare a tirare la maniglia, oppure a rompere i fili che c'era quel carabiniere lì.
AVVOCATO Rocchi: E il carabiniere non si è insospettito di queste mosse?
IMP. Scarano A.: Ma quello, il carabiniere stava quando... il piantone, lì. Si è insospettito di che cosa? Ha visto una macchina e basta. Vedere, non si vedeva niente.
AVVOCATO Rocchi: Quindi lei ritiene che il carabiniere non abbia notato questa operazione del Lo Nigro e di chi c'era.
PRESIDENTE: Avvocato, questo è una opinione.
IMP. Scarano A.: Avvocato, gli sto dicendo che il carabiniere ha detto soltanto: 'ragazzi, quella macchina non può stare lì'.
E' stato risposto al carabiniere: 'guardi, la macchina è rotta, vediamo di portarla via meglio come si può'. E siamo andati via.
La mattina del lunedì siamo andati dall'amico mio a pigliare un carroattrezzi e siamo andati a caricarla la mattina dopo, di lunedì: io, Lo Nigro e Moroni Bruno col carroattrezzi.
E' stata portata alla Rustica ed è rimasta lì.
AVVOCATO Rocchi: Senta, signor Scarano, lei se dovesse dare una indicazione, per quanto tempo è stato insieme a "Fifetto" Cannella?
IMP. Scarano A.: Io?
AVVOCATO Rocchi: Sì.
IMP. Scarano A.: Cioè, che domande mi sta facendo, avvocato?
PRESIDENTE: Probabilmente si riferisce alla preparazione della faccenda di Costanzo.
IMP. Scarano A.: Mo sono stato quattro-cinque giorni, lì.
PRESIDENTE: E' giusta l'indicazione?
AVVOCATO Rocchi: In parte, sì, Presidente. Ma se dovesse dire da quando ha conosciuto "Fifetto" Cannella a quando non lo ha più visto, può dire di essere stato con lui tre giorni, quattro giorni, cinque giorni... In totale, eh, signor Scarano. Se mi sono...
IMP. Scarano A.: Ma i totali, i totali... l'ho visto tre giorni a Roma. Quattro.
Un'altra mezza giornata l'ho visto a Palermo e poi l'ho visto l'indomani di Costanzo che l'ho accompagnato in Altitalia dai parenti, che non so nemmeno quale città è.
PRESIDENTE: Aveva detto Padova.
IMP. Scarano A.: Va be', Padova, non lo so adesso. Verona, o quello che è.
PRESIDENTE: E' Padova, o... Sennò ci dice che non è Padova.
IMP. Scarano A.: Non mi ricordo di preciso in quale città l'ho accompagnato. Però l'ho accompagnato su. Gli altri sono andati via tutti, lui è rimasto lì.
AVVOCATO Rocchi: Lui è rimasto lì. Quindi, questo viaggio, sarà durato un paio d'ore. Anche in quella occasione ha avuto modo di parlare con questo Cannella?
PRESIDENTE: Probabilmente da Roma sarà durato anche un po' di più.
IMP. Scarano A.: Eh, penso di sì, eh.
AVVOCATO Rocchi: Meglio, Presidente.
Senta, lei quando ha cominciato sempre la sua attività...
IMP. Scarano A.: Lo vuol sapere, avvocato, per che cosa era preoccupato Cannella?
AVVOCATO Rocchi: Mi dica.
IMP. Scarano A.: Perché non era morto Costanzo. Ed era un peccato perché non è morto, ha detto.
AVVOCATO Rocchi: Sì...
IMP. Scarano A.: Di questo si è parlato. Dice: 'peccato che non è morto, dopo tanto lavoro'.
AVVOCATO Rocchi: E come mai se l'è ricordato solo adesso, signor Scarano?
IMP. Scarano A.: Mah, se lei si rivolge con queste domande, cosa abbiamo detto, io glielo dico. Di che cosa si è parlato...
IMP. Scarano A.: E perché...
IMP. Scarano A.: ... di questo fallito attentato di Costanzo.
AVVOCATO Rocchi: E perché ha taciuto questa circostanza agli inquirenti?
IMP. Scarano A.: Io non ho taciuto niente.
AVVOCATO Rocchi: Non l'ha mai detto questo.
IMP. Scarano A.: Io sto dando una risposta a lei.
AVVOCATO Rocchi: E io le dico: perché ha taciuto questa circostanza.
IMP. Scarano A.: Perché non c'è stata l'occasione di parlarne.
AVVOCATO Rocchi: Come non c'è stata occasione di parlarne? Signor Scarano, lei ha ritenuto che non fosse importante?
IMP. Scarano A.: Io no, per conto mio no. Io ho detto i fatti. Poi...
AVVOCATO Rocchi: Quindi...
IMP. Scarano A.: Adesso mi sono ricordato del viaggio che l'ho accompagnato su. Non mi è stato chiesto di che cosa abbiamo parlato, io manco me ne sono ricordato.
Ma mi ricordo adesso, però, glielo dico a lei.
AVVOCATO Rocchi: Senta, questo Cannella, lei rispondendo alle domande del signor Pubblico Ministero che le chiedeva notizie, ha detto che lo conosceva come "Fifetto".
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Dico bene?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Poi, il signor Pubblico Ministero le ha chiesto quand'è che ha potuto coniugare il soprannome "Fifetto" a Cannella Cristofaro?"
IMP. Scarano A.: A gennaio '96.
AVVOCATO Rocchi: A gennaio '96?
IMP. Scarano A.: Sì. Mi è arrivato un coso di custodia cautelare.
E piano piano ho capito tutti questi personaggi chi sono.
AVVOCATO Rocchi: Signor Scarano, allora perché nell'interrogatorio del...
IMP. Scarano A.: Ma io... Posso?
AVVOCATO Rocchi: Signor Scarano, aspetti. Poi dopo potrà dire quello che vuole.
Lei, all'interrogatorio del 12 febbraio '96, a pagina 32, sempre durante le indagini preliminari di fronte al Pubblico Ministero di Firenze, parla di questo soggetto e dice:
"Cannella", fa lei, "Chi è Cannella?"
Il Pubblico Ministero: "Fifetto Cannella?"
E lei: "Cannella, si chiama".
Febbraio '96.
IMP. Scarano A.: Guardi, avvocato.
AVVOCATO Rocchi: Mi dica.
IMP. Scarano A.: Posso rispondere.
AVVOCATO Rocchi: Mi dica.
IMP. Scarano A.: Io ho fatto i verbali che ho fatto io, ho fatto tutti quei nomi che conoscevo il nome e con i soprannomi. Però, dopo ho visto, mi hanno fatto vedere l'album fotografico. Sono stati indicati uno per uno di quelli che sono venuti a Roma.
AVVOCATO Rocchi: Ci arriviamo all'album fotografico.
Lei perché ha detto: "Cannella si chiama"?
IMP. Scarano A.: Io ho detto Cannella si chiama... Io non lo sapevo che si chiamava Cannella, Cannella si chiama.
AVVOCATO Rocchi: Ma lei ha detto che lo ha saputo nel gennaio '96. Qui siamo nel febbraio '96 e risponde: "Cannella si chiama?" Quindi...
IMP. Scarano A.: Poi, quando lo hanno arrestato, perché so... lo hanno arrestato e ha parlato pure la televisione, la cronaca, l'ho letto prue sulla cronaca. Non è che... Ho capito chi era, l'ho riconosciuto in fotografia.
AVVOCATO Rocchi: Senta, ma se le dicessi che il signor Cannella è stato colpito da ordinanza custodiale notificata addirittura dopo l'udienza preliminare che si è svolta nel giugno del '96?
IMP. Scarano A.: Se mi fa una domanda oltre, posso rispondere, sennò...
AVVOCATO Rocchi: Il signor Cannella Cristofaro, per altro sempre indicato così come vi ha già indicato il signor Pubblico Ministero con questo nome: Cannella Cristofaro e non Cannella Cristofaro detto "Fifetto", è stato colpito da provvedimento custodiale del Giudice delle indagini preliminari presso il Tribunale di Firenze, provvedimento notificato addirittura dopo l'udienza preliminare del giugno '96.
Quindi lei come ha fatto a coniugare il nome "Fifetto" a Cannella Cristofaro nel gennaio 1996?
IMP. Scarano A.: Avvocato, io c'ho avuto un anno di tempo per ricostruire tutti questi nomi e cognomi e soprannomi.
AVVOCATO Rocchi: Allora...
IMP. Scarano A.: Adesso il giorno preciso, quando, come e perché, non glielo posso dire. Basta che lo conosca, basta che l'ho riconosciuto e basta, chiuso il discorso.
Poi se si chiama Francesco, Peppe, per me è uguale, eh.
AVVOCATO Rocchi: Senta, signor Scarano, lei ha già introdotto l'argomento.
Ha dichiarato, durante le indagini, ha visto, il signor Pubblico Ministero le ha mostrato degli album fotografici con delle persone raffigurate. Se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Certo che li ho visti.
AVVOCATO Rocchi: Lei si ricorda di aver visto diverse fotografie.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Si ricorda di aver riconosciuto in quelle fotografie delle persone.
IMP. Scarano A.: Delle persone, quelle che sono venute a Roma ho conosciuto io. Tutti, dico tutti.
AVVOCATO Rocchi: Ecco. All'interrogatorio del 13 marzo '96, di fronte al Pubblico Ministero di Firenze, le viene fatto vedere un album fotografico.
Il Pubblico Ministero... Cerco di andare velocissimamente, Presidente. Poi, se devo fare la contestazione integrale non ho difficoltà. Ma volevo andare al nocciolo, perché è tardi, non volevo poi annoiare più nessuno.
Arriva una certa fotografia e il Pubblico Ministero le domanda:
"Questa foto le ricorda persona conosciuta?"
E lei risponde: "Io, questo, non l'ho mai visto".
Se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Eh, qualcuno l'ho detto sì che non l'ho mai visto. Però, tra quelli che...
AVVOCATO Rocchi: E lo sa chi raffigurava quella foto?
IMP. Scarano A.: Senta, avvocato, qui ci stanno...
AVVOCATO Rocchi: Raffigurava Cannella Cristofaro.
IMP. Scarano A.: Io non lo so adesso perché...
AVVOCATO Rocchi: Glielo dico io così...
IMP. Scarano A.: Ma non è che mi posso ricordare a chi ho riconosciuto e a chi non ho riconosciuto.
AVVOCATO Rocchi: Glielo dico io, signor Scarano.
All'interrogatorio del 13 marzo '96, di fronte al Pubblico Ministero di Firenze:
"La ricorda persona conosciuta questa foto?"
E lei risponde: "Io, questo, non l'ho mai visto".
E il signor Pubblico Ministero molto correttamente dà atto delle fotografie che lei riconosce e non riconosce. E la foto numero 22 che è quello che lei non ha mai visto, è Cannella Cristofaro.
Signor Scarano, lei si ricorda di aver visto in un'altra occasione una foto? Di altre persone, dopo questo interrogatorio del marzo..
IMP. Scarano A.: Ma io ne ho viste tante di fotografie, avvocato.
AVVOCATO Rocchi: Senta, lei si ricorda se gli fu chiesto durante le indagini preliminari, dopo che vide quella foto, di descrivere un po' meglio questo Cannella?
IMP. Scarano A.: Cannella è una persona normalissima, non è tanto alto. E un po'... normale.
AVVOCATO Rocchi: Si ricorda, siamo...
IMP. Scarano A.: Porta i capelli a scrima...
AVVOCATO Rocchi: Signor Scarano...
IMP. Scarano A.: Sono stato pure alla stalla sua...
AVVOCATO Rocchi: Signor Scarano, mi scusi: due domande e poi la lascio in pace.
Interrogatorio del 7 maggio 1996 di fronte al Pubblico Ministero di Firenze. Le chiedono di descrivere il signor Cannella. Il signor Pubblico Ministero la sollecita per cercare dei ricordi e gli chiede se porta i capelli in un modo e le dice: "Ha i baffi?"
E lei gli risponde: "Mi sembra di no".
IMP. Scarano A.: Io non me lo ricordo che ha i baffi, onestamente.
AVVOCATO Rocchi: Glielo dico io, signor Scarano. Lei dice:
"Ha i baffi, mi sembra di no".
Il signor...
IMP. Scarano A.: Poi voglio dire un'altra cosa, io ho visto...
AVVOCATO Rocchi: Signor Scarano, aspetti un attimo.
Il signor Pubblico Ministero poi le fa vedere una foto, una foto sola. Si ricorda questa circostanza?
E lei risponde:
"E' lui, però senza baffi".
Se lo ricorda, sì, o no? L'interrogatorio...
IMP. Scarano A.: Sì, io l'ho riconosciuto in una fotografia.
AVVOCATO Rocchi: No...
IMP. Scarano A.: Però io voglio dire un'altra cosa: io ho visto...
AVVOCATO Rocchi: ... Scarano. Signor Scarano...
IMP. Scarano A.: Aspetti, avvocato. A me questa cosa qui mi è stata contestata più volte.
AVVOCATO Rocchi: No, gli è stata contestata...
IMP. Scarano A.: Mo gli voglio dire una cosa: su Messina Denaro Matteo, siccome anche col dottor Russo di Palermo mi hanno fatto vedere fotografie vecchie, vecchie. Irriconoscibili, le persone. E mi è stato contestato pure un fatto del genere. Come si fa a riconoscere una persona di 20 anni fa.
Dopo mi hanno fatto vedere fotografie recenti, ho detto: 'sì, questo lo conosco', però era anche la stessa persona.
AVVOCATO Rocchi: Signor Scarano, ma il Cannella Cristofaro, quanti anni ha secondo lei?
IMP. Scarano A.: Mah, quando è venuto a Roma poteva avere 36, 35. Non di più.
AVVOCATO Rocchi: Quindi, fotografie di 20 anni prima, era un giovanotto, neanche, un ragazzetto.
IMP. Scarano A.: Penso. Io poi non è che...
AVVOCATO Rocchi: E lei come faceva a sapere che erano irriconoscibili?
IMP. Scarano A.: Ma, più o meno.
AVVOCATO Rocchi: Ma per me, quello irriconoscibile, bisogna riconoscerlo.
IMP. Scarano A.: Avvocato, io ho visto fotografie e fotografie. Vecchie, della stessa persona e recenti. Mi hanno fatto vedere sempre quelle più vecchie, che non ho riconosciuto anche... diversi.
Quando mi hanno fatto vedere fotografie più recenti, ho detto: 'sì, lì c'è questo e pure questo'.
AVVOCATO Rocchi: Signor Scarano, allora la fotografia che lei ha visto il 7 maggio 1996...
IMP. Scarano A.: E' stato contestato pure a Palermo una cosa del genere con Messina Matteo Denaro. Perché mi hanno fatto vedere una fotografia vecchia.
AVVOCATO Rocchi: Signor Scarano, io conosco gli atti di questa...
IMP. Scarano A.: La Procura... No, faccio per rispondere a lei.
PRESIDENTE: Va bene...
IMP. Scarano A.: Dove si riferisce.
PRESIDENTE: Ma quello che riguarda Messina Denaro, in questo discorso, non c'entra.
IMP. Scarano A.: No, voglio portare l'esempio.
PRESIDENTE: Ho capito. Abbiamo capito.
AVVOCATO Rocchi: Senta signor Scarano, lei ripeto, interrogatorio... Poi sono tutti verbali, il Presidente ha già detto che...
IMP. Scarano A.: Avvocato, io posso fare... Posso? Io posso fare i confronti direttamente, guardi, proprio diretti. se lo vuole, eh.
PRESIDENTE: Per piacere, ora lasci fare...
AVVOCATO Rocchi: Signor Scarano, lei, l'interrogatorio del 7 maggio '96, il Pubblico Ministero le domanda:
"Ha i baffi?"
Lei dice di no.
IMP. Scarano A.: Io non me lo ricordavo coi baffi. L'ho riconosciuto dopo.
AVVOCATO Rocchi: Aspetti, signor Scarano. Un secondo dopo, oppure due secondi, il tempo che il signor Pubblico Ministero aveva di rimostrare la foto, lei dice:
"E' lui senza baffi".
Mi spiega perché ha detto così?
IMP. Scarano A.: Perché l'ho riconosciuto di profilo. Non di... Allora mi ricordo, questa cosa me la ricordo.
AVVOCATO Rocchi: Signor Scarano, io voglio sapere perché ha detto che non aveva i baffi...
PRESIDENTE: Avvocato, però lei la domanda l'ha fatta, lo lasci rispondere. Poi, fra l'altro...
IMP. Scarano A.: Guardi, avvocato, io mi rifiuto di rispondere e non rispondo più. Chiuso, Presidente, non rispondo più.
AVVOCATO Rocchi: Va bene. Non risponde più.
IMP. Scarano A.: Chiuso.
AVVOCATO Rocchi: Grazie.
IMP. Scarano A.: Prego.
PRESIDENTE: Ci sono altri interventi? Prego.
IMP. Scarano A.: Basta, per cortesia, mi fa male questa mano. Se è possibile, io non ce la faccio più.
PRESIDENTE: No, guardi, noi stasera dobbiamo chiudere, non è possibile.
IMP. Scarano A.: Se posso riposarmi cinque minuti, cinque minuti...
PRESIDENTE: Facciamo una sospensione e poi riprendiamo.
Dieci minuti di riposo.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
AVVOCATO Gramigni: Presidente, mi scusi, avvocato Gramigni. Mi ero riservato prima di fare i termini precisi della contestazione.
PRESIDENTE: Mi dica.
AVVOCATO Gramigni: Mi limito ad indicare alla Corte che avevo tratto lo spunto da - quella contestazione prima formulata - dalle dichiarazioni rese in dibattimento il 17 marzo '97, riportate a fogli 79 e seguenti della trascrizione della riproduzione fonografica.
E, appunto, precisamente a pagina 80, dice:
"Lui ha parlato di affari, non so che affari, non so che affari. Non so se lo sa lui. Ha detto che abitavano pure vicino, abitavano anche vicino. Quello della Ferrari, con Contorno, abitavano nella stessa strada".
E poi continua, insomma, la Corte naturalmente... La ringrazio, Presidente.
PRESIDENTE: Prego. Avvocato, può iniziare.
AVVOCATO Maffei: Signor Presidente, con la sua benevolenza, io rimarrei seduto per problemi di rapporti tra fili e gambe.
PRESIDENTE: Benissimo.
AVVOCATO Maffei: Avvocato Maffei. Antonio Scarano, chi è Silvia Tusa?
IMP. Scarano A.: E' mia moglie, avvocato.
AVVOCATO Maffei: Chi è Franco Scarano?
IMP. Scarano A.: E' mio figlio.
AVVOCATO Maffei: Chi è Massimo Scarano?
IMP. Scarano A.: Mio figlio.
AVVOCATO Maffei: All'udienza del 12 marzo scorso - lo dico per tutti gli altri che mi ascoltano: pagine 55 e seguenti della trascrizione - lei ha riferito la sua compartecipazione ad alcuni omicidi. Le chiedo: esattamente, a quanti omicidi ha partecipato?
IMP. Scarano A.: Due.
AVVOCATO Maffei: Cioè? Dove?
IMP. Scarano A.: Uno a Roma e uno a Milano, in zona di Milano.
AVVOCATO Maffei: Le faccio presente che lei dice: "Due omicidi a Partanna".
IMP. Scarano A.: Le persone, sono di Partanna. Però uno è stato portato a Roma, e uno viveva a Milano, in zona di Milano.
AVVOCATO Maffei: E poi dice: "Uno a Roma e uno a Milano". Quindi, debbo intendere che i due omicidi di Partanna, in realtà, non sono mai avvenuti e che sono i due omicidi che lei colloca successivamente uno a Roma e uno a Milano?
IMP. Scarano A.: Avvocato, le persone sono di Partanna.
AVVOCATO Maffei: Io le ho chiesto se, quei due omicidi che lei dice "a Partanna", sono poi gli omicidi che colloca, uno a Roma, e uno a Milano.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Maffei: Chi è Giuseppe Santamaria?
IMP. Scarano A.: E' un ragazzo, un amico dei miei figli.
AVVOCATO Maffei: Che compenso ha avuto lei per gli omicidi?
IMP. Scarano A.: Io, niente.
AVVOCATO Maffei: Le fu detto chi erano le vittime?
IMP. Scarano A.: Uno, sì.
AVVOCATO Maffei: Chi?
IMP. Scarano A.: Salvatore, si chiama Salvatore.
AVVOCATO Maffei: Ucciso dove?
IMP. Scarano A.: A Roma.
AVVOCATO Maffei: Perché?
IMP. Scarano A.: E che ne so io perché?
AVVOCATO Maffei: L'altro?
IMP. Scarano A.: L'altro, a Milano, fuori Milano, un paese di Milano, fuori Milano.
AVVOCATO Maffei: Chi era?
IMP. Scarano A.: No, io non lo conosco proprio, né nome né cognome.
AVVOCATO Maffei: Questo vuol dire che anche dopo il fatto lei si è disinteressato di saperne di più?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
AVVOCATO Maffei: Perché non gliel'hanno detto?
IMP. Scarano A.: E che ne so, perché non me l'hanno detto?
AVVOCATO Maffei: Perché non lo ha chiesto?
IMP. Scarano A.: Non mi interessava più di tanto.
AVVOCATO Maffei: Aveva paura a chiederlo?
IMP. Scarano A.: Forse sì, forse no: non lo so.
AVVOCATO Maffei: Giuseppe Santamaria è molto amico dei suoi figli?
IMP. Scarano A.: Eh, sono andati a scuola assieme.
AVVOCATO Maffei: In particolare con chi?
IMP. Scarano A.: Con tutti e due i miei figli.
AVVOCATO Maffei: Quale dei suoi figli è stato assegnato agli arresti domiciliari?
IMP. Scarano A.: Quello più grande.
AVVOCATO Maffei: Dica il nome.
IMP. Scarano A.: Cosimo.
AVVOCATO Maffei: Quando costui era agli arresti domiciliari - scusi, rettifico "costui" - quando questo suo figlio era agli arresti domiciliari, Santamaria lo veniva a trovare?
IMP. Scarano A.: Eh, ci andava tutti i giorni, a quello che so.
AVVOCATO Maffei: Tutti i giorni.
IMP. Scarano A.: Penso, tutti i giorni, erano amici.
AVVOCATO Maffei: Lei, Scarano, ha mai avuto rapporti con la banda della Magliana?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Maffei: Conosce Ernesto Diotallevi?
IMP. Scarano A.: Chi?
AVVOCATO Maffei: Ernesto Diotallevi.
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Maffei: Sa chi è?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Maffei: Ha mai incontrato Giuseppe Santamaria - chiamiamolo Pino, o "Melanzone", come preferisce - a casa sua, sua di Scarano?
IMP. Scarano A.: Mah, stava, senta, spesso a casa mia.
AVVOCATO Maffei: Che lei sappia, che lei abbia sentito, che le abbiano riferito, di che cosa parlavano i suoi figli con Santamaria?
IMP. Scarano A.: Che ne so che parlavano, i ragazzi con Santamaria?
AVVOCATO Maffei: Se lei dice che lo ha veduto, può darsi che abbia sentito parlare Santamaria con i suoi figli?
IMP. Scarano A.: Scusate, avvocato.
AVVOCATO Maffei: No no, le faccio una domanda: è possibile, è accaduto o non è accaduto? Lei mi dice sì o no, e siamo pari.
IMP. Scarano A.: Se è accaduto che ha parlato?
AVVOCATO Maffei: Che lei abbia sentito le conversazioni, nelle numerose volte che il Santamaria è venuto a casa sua - e questo lei lo ha detto -, le conversazioni che passavano, che intercorrevano tra Santamaria e i suoi figli.
IMP. Scarano A.: No no, non lo so.
AVVOCATO Maffei: No. Non le sono state nemmeno riferite?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Maffei: Né dai suoi figli, né da sua moglie.
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Maffei: Conosce Massimo Carminati?
IMP. Scarano A.: Massimo Carminati?
AVVOCATO Maffei: Sì.
IMP. Scarano A.: Eh, l'ho conosciuto in galera, a Rebibbia.
AVVOCATO Maffei: E quando?
IMP. Scarano A.: Nel '95, quando mi hanno arrestato.
PRESIDENTE: Nell'85.
IMP. Scarano A.: Nel '95.
PRESIDENTE: Ah, ora, quando l'hanno arrestato.
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Scusi.
IMP. Scarano A.: Stavamo alla stessa sezione.
AVVOCATO Maffei: E prima non lo conosceva?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Maffei: Conosce Franco D'Agostino?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Maffei: Lei chiese a Giuseppe Santamaria di interessarsi per un trasporto in Sicilia?
IMP. Scarano A.: Un trasporto di che cosa?
AVVOCATO Maffei: Lei chiese a Giuseppe Santamaria di interessarsi per un trasporto in Sicilia? Poi, diremo di che cosa, se è sì o se è no.
IMP. Scarano A.: Si è interessato per... per mandare in Sicilia quelle macchine di Bizzoni, che se l'è comprate Giacalone.
AVVOCATO Maffei: Come mai non lo ha riferito fino ad ora?
IMP. Scarano A.: Sa, avvocato, io sono tre giorni che lo dico.
AVVOCATO Maffei: Scusi?
IMP. Scarano A.: Già l'ho detto.
AVVOCATO Maffei: Sì? Quando glielo chiese?
IMP. Scarano A.: Che cosa?
AVVOCATO Maffei: Di interessarsi per il trasporto in Sicilia.
IMP. Scarano A.: Nel momento che è avvenuto l'acquisto delle macchine, tra Bizzoni, me e Giacalone.
AVVOCATO Maffei: In che anno? Se se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: No, non me lo ricordo, avvocato.
AVVOCATO Maffei: Non se lo ricorda. E come avvenne questo trasporto?
IMP. Scarano A.: Con una bisarca del cugino. Di Santamaria.
AVVOCATO Maffei: E questa bisarca trasportò?
IMP. Scarano A.: Macchine.
AVVOCATO Maffei: Macchine. All'andata, quindi.
IMP. Scarano A.: Come?
AVVOCATO Maffei: All'andata, verso la Sicilia.
PRESIDENTE: Roma-Palermo.
IMP. Scarano A.: Certo, certo.
AVVOCATO Maffei: E al ritorno?
IMP. Scarano A.: E che ne so?
AVVOCATO Maffei: Non lo sa. Non trasportò altro che macchine?
IMP. Scarano A.: Da Roma, so che è partito con le macchine. E andato a scaricarle da Giacalone.
AVVOCATO Maffei: E al ritorno?
IMP. Scarano A.: Non lo so, avvocato, io non lo conosco neanche quello.
AVVOCATO Maffei: Chi c'era nel trasporto?
IMP. Scarano A.: Chi ha caricato le macchine?
AVVOCATO Maffei: Sì, chi le ha accompagnate, chi le ha scaricate.
IMP. Scarano A.: Chi le ha scaricate, lo deve dire a Giacalone e non a me.
AVVOCATO Maffei: Mmh. E allora io, invece, a lei chiedo chi le ha caricate.
IMP. Scarano A.: Chi le ha caricate, gli ha dato una mano Bizzoni, penso che c'era pure Bizzoni, Santamaria e mio figlio.
AVVOCATO Maffei: Quale?
IMP. Scarano A.: Massimo.
AVVOCATO Maffei: Massimo. E suo figlio Massimo è andato anche a Palermo, con la bisarca?
IMP. Scarano A.: Mai.
AVVOCATO Maffei: Mai. Senta, il 13 di marzo del 1996, lei viene sottoposto ad uno dei tanti interrogatori che ha reso, da parte dei Pubblici Ministeri di Firenze. Le mostrano un dossier di fotografie. Si ricorda se tra queste fotografie le fecero vedere anche quella che rappresentava l'odierno coimputato Barranca?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Maffei: Sì. E lei lo riconobbe?
IMP. Scarano: Sì.
AVVOCATO Maffei: Temo che lei si ricordi male. Temo che si ricordi male perché, in effetti, io le debbo far presente - tecnicamente, facciamo luogo a una contestazione, signor Presidente - che nell'occasione - per i riferimenti, è pagina 72 della trascrizione del processo verbale di interrogatorio 13 marzo 1996: interrogatorio di Scarano Antonio ai Pubblici Ministeri di Firenze - lei invece non lo riconosce.
Tant'è vero, tant'è vero che, alla pagina 77, alla pagina 77 prendiamo atto di uno scrupoloso intervento del Pubblico Ministero, nella persona del dottor Gabriele Chelazzi; il quale le mostra nuovamente un dossier di fotografie, e gliele enumera. E dice: "La numero 8 è Barranca Giuseppe, la numero 15 è Giuliano Francesco, la numero 21 è Romeo", e quindi giù, giù, tutta la formazione tipo.
E questo sarebbe già molto. Ma non è tutto. Non è tutto perché il giorno successivo, interrogatorio del 14 di marzo '96, venendole mostrata nuovamente l'immagine di Barranca, lei si ricorda come si comportò, che cosa disse in quell'occasione?
IMP. Scarano A.: No, non me lo ricordo.
AVVOCATO Maffei: Allora, glielo ricordo io. Le ho chiesto: glielo ricordo io?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
AVVOCATO Maffei: Alla pagina 45, leggo:
"Si può dire che questa è stata trasmessa", questa fotografia "è stata trasmessa con una nota in data di oggi" oggi, 14 marzo "numero 987, dalla DIA Centro Operativo di Firenze. Questa è una foto, o meglio sono due foto insieme, della stessa persona".
Fin qui, era il Pubblico Ministero che le parlava. E, al Pubblico Ministero che le parlava e che le mostrava la fotografia, lei risponde:
"Una faccia conosciuta, mi sembra. Mi sembra una faccia che ho già visto, però non so in quale occasione; se non sbaglio mi sembra Giuseppe, questo qui".
Pubblico Ministero: "Giuseppe. Giuseppe, quale dei due?".
"Quello alto".
Pubblico Ministero: "Quello alto. Le sembra, che cosa vuol dire? Che ora lo sta osservando, e comincia a vedere la fisionomia?".
Risposta: "Sì, mi sembra Giuseppe, quello più alto".
Pubblico Ministero: "Allora, si può dare atto che questa foto riproduce Barranca Giuseppe, nato a Palermo..." eccetera, eccetera.
Ricorda questa sequenza, ora?
IMP. Scarano A.: Sì, questo adesso sì, me lo ricordo.
AVVOCATO Maffei: Ecco. E quindi ricorda anche che si è costretti, da parte dal Pubblico Ministero, per sfogare quanto più compiutamente possibile la sua indagine, a procedere in due momenti, anzi, in due momenti che si collocano in due interrogatori separati e in giorni separati.
Nella prima fase, nel primo momento, lei, di fronte alla fotografia numero 8, che è la fotografia di Barranca, no, non lo riconosce, non lo ravvisa.
Poi, il Pubblico Ministero dice "fotografia numero 8, Barranca Giuseppe"; e, il giorno dopo, su una nuova immagine, lei dice che quella nuova immagine è una faccia conosciuta.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
AVVOCATO Maffei: Grazie.
IMP. Scarano A.: Ma... Posso parlare?
AVVOCATO Maffei: No, deve rispondere alle mie domande.
PRESIDENTE: Avvocato, però se vuole spiegarsi, ha il diritto di spiegarsi, è un imputato: ha il diritto di fare le dichiarazioni che vuole.
AVVOCATO Maffei: Prendo atto, Presidente, del suo orientamento.
IMP. Scarano A.: Io ho visto la prima fotografia molto sfocata. In quasi tutti i riconoscimenti di queste persone, mi sono state fatte vedere due fotografie, una diversa dall'altra: una più vecchia, una diversa, una diversa ancora, e una molto recente.
In quasi tutte le fotografie recenti, li ho riconosciuti tutti, avvocato.
Però io ho visto anche fotografie molto vecchie, sfocate che mi sembrava di...
AVVOCATO Maffei: Sì.
IMP. Scarano A.: Però, io li ho riconosciuti tutti. Senza ombra di dubbio, guardi.
AVVOCATO Maffei: Le posso chiedere allora come mai, nel corso della visione di tutto questo dossier fotografico, lei non ha mai obiettato agli ottimi Pubblici Ministeri che, in definitiva, loro stavano lavorando su un materiale di scarto? Che quelle fotografie erano assolutamente offuscate, rendevano malissimo l'immagine e la fisionomia del soggetto da riconoscere?
IMP. Scarano A.: Questo non è lavoro che riguarda, non è cosa che riguarda a me.
AVVOCATO Maffei: E invece riguarda lei, perché era lei che si doveva esprimere in termini di certezza o di incertezza.
PRESIDENTE: Mi scusi, avvocato. Quello che doveva o non doveva fare l'interrogato, non ha nessuna rilevanza in questo momento.
AVVOCATO Maffei: Ma io ho fatto una domanda, Presidente.
PRESIDENTE: Lei prosegua nelle sue domande.
AVVOCATO Maffei: Io ho fatto una domanda.
PRESIDENTE: Sì, ma lei può fare tutte le domande che crede, ma non di fare delle osservazioni o dei richiami a quel che doveva fare.
AVVOCATO Maffei: Allora, Presidente, seguitando, siccome io ritengo che fosse opera sua e affar suo, perché lei non ha mai fatto presente tutto questo ai Pubblici Ministeri? E perché i Pubblici Ministeri non le hanno detto che lei era chiamato a delle individuazioni fotografiche? O meglio, per intenderci, a dei riconoscimenti su materiale non affidabile?
PUBBLICO MINISTERO: Perché non lo chiede a me questo, avvocato? Se fa una domanda...
AVVOCATO Maffei: Perché non sto esaminando lei, Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: E allora non lo può chiedere...
AVVOCATO Maffei: Perché non sto esaminando lei, Pubblico Ministero. Eh, mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Mi oppongo alla domanda. La domanda mira a chiedere a Scarano come mai i Pubblici Ministeri non avrebbero fatto...
PRESIDENTE: Questa parte della domanda è inammissibile.
PUBBLICO MINISTERO: ... me lo son dovuto porre.
PRESIDENTE: Ma alla prima parte della domanda che era rivolta all'interrogato, all'esaminato, lo Scarano, se crede, può rispondere. Ha capito che cosa le è stato domandato? Come mai non ha detto ai Pubblici Ministeri: 'ma prima mi avevate fatto vedere delle domande che non erano...' - delle fotografie, scusate il lapsus - 'delle fotografie recenti?'.
IMP. Scarano A.: ... non era chiaro. Però, in certe fotografie, io li ho riconosciuti tutti.
PRESIDENTE: Va bene. Quindi, questa è un'osservazione che aggiunge. L'avvocato le ha chiesto come mai non ha fatto presente, di fronte a una serie di fotografie nelle quali non riconosceva, dice: 'ma perché mi fate vedere delle fotografie...
IMP. Scarano A.: No, io non ho fatto nessun'obiezione.
PRESIDENTE: Non ha fatto obiezioni, va bene. Allora, andiamo.
AVVOCATO Maffei: Lei sa chi è Raffaella Carrà?
IMP. Scarano A.: Non ho capito.
PRESIDENTE: Se lei conosce una persona che si chiama Raffaella Carrà.
AVVOCATO Maffei: Raffaella Carrà: lei sa chi è?
IMP. Scarano A.: Eh, lavora alla RAI, fa gli spettacoli, l'attrice, la ballerina.
AVVOCATO Maffei: Dove lavora, scusi?
IMP. Scarano A.: Non lo so, lavorerà in RAI.
AVVOCATO Maffei: Ha mai sentito dire che le trasmissioni di Raffaella Carrà sono truccate, o erano truccate? Dico alla Corte, e al Presidente che dirige, ovviamente, che la domanda posta in questi termini ha un senso.
PRESIDENTE: Speriamo, avvocato.
AVVOCATO Maffei: Eh, be', Presidente, mi faccia pure credito.
PRESIDENTE: Io le faccio credito, perché ho detto: "speriamo".
AVVOCATO Maffei: Sì, sì.
PRESIDENTE: Allora?
IMP. Scarano A.: Non so niente io avvo... Presidente.
PRESIDENTE: Niente di tutto ciò.
AVVOCATO Maffei: Ma sa che qualcuno vicino alla sua famiglia lo abbia detto, e lo abbia detto pubblicamente?
PRESIDENTE: Scusi, che cosa, avvocato? Ah, che le trasmissioni...
AVVOCATO Maffei: Che le trasmissioni di Raffaella Carrà, tra uno sventolio di capelli e l'altro, erano truccate.
PRESIDENTE: Lei ne sa qualche cosa?
IMP. Scarano A.: Io non so niente.
AVVOCATO Maffei: No. Non le risulta, dunque, che a fare una dichiarazione del genere sia stato Santamaria, Giuseppe Santamaria detto "Pino Melanzone"?
IMP. Scarano A.: Io non lo so.
AVVOCATO Maffei: Non lo sa. Le faccio presente, allora, che Giuseppe Santamaria dichiara questa circostanza ai Carabinieri, che lo sentono in un certo periodo, in un certo momento.
Affermando che questa dichiarazione 'le trasmissioni di Raffaella Carrà sono truccate', l'avrebbe fatta lui, "Pino Melanzone", addirittura alla televisione, nel corso di un numero, di una puntata. Lei si ricorda qualcosa ora, signor Scarano? No?
IMP. Scarano A.: Guardi, questo lo deve dire a "Melanzone", non a me. Che ne so io di queste...
PRESIDENTE: Lei si ricorda di...
IMP. Scarano A.: No, io non mi ricordo.
AVVOCATO Maffei: No, niente. Allora, finisco. Nel corso di una puntata del Maurizio Costanzo Show, come si dice.
PRESIDENTE: Avvocato, però ci deve ancora spiegare che rilevanza ha e che pertinenza hanno queste contestazioni.
AVVOCATO Maffei: No, Presidente, non glielo debbo spiegare, guardi.
PRESIDENTE: Eh, no, bisogna che me lo spieghi.
AVVOCATO Maffei: No, non glielo debbo spiegare.
PRESIDENTE: Perché, diversamente, io dichiaro che tutte queste domande sono da non ritenere ammissibili.
AVVOCATO Maffei: Eh, ho capito.
PRESIDENTE: Perché a questo punto, se lei non me lo spiega, io siccome ho una intelligenza limitata, non ci arrivo, me lo deve spiegare. Diversamente, non possiamo proseguire, e possiamo ritenere non utilizzabili le dichiarazioni, né le domande, né le risposte.
AVVOCATO Maffei: Signor Presidente...
PRESIDENTE: Su questo...
AVVOCATO Maffei: Signor Presidente, glielo spiego. Ovviamente, non sulla base di quel motivo che lei ha introdotto un momento fa: lo spiego per un altro motivo, certamente vero e reale. Non è questo.
Il motivo si deve individuare, naturalmente, nella costante inossidabile protesta di Antonio Scarano di non sapere nemmeno chi sia Maurizio Costanzo, di non sapere nemmeno che cosa faccia, nemmeno dove lavori, nemmeno che esista un certo tipo di lavoro fatto da costui.
Posto che alle trasmissioni di Maurizio Costanzo interviene addirittura l'amico di famiglia, la presenza costante nella sua casa, e tra i suoi familiari, a dire queste cose.
PRESIDENTE: ... ma lei ci deve dire quando è avvenuta questa presenza, di questo amico di famiglia, perché se è un fatto che risale a epoca recente, evidentemente non ha nessuna rilevanza. Può essere di qualche rilevanza...
AVVOCATO Maffei: Sì.
PRESIDENTE: ... se appartiene a epoca anteriore...
AVVOCATO Maffei: Sì, questo sarà motivo di discussione da parte di ciascuno di noi, signor Presidente.
PRESIDENTE: Anche di dimostrazione, mi scusi.
AVVOCATO Maffei: Non c'è dubbio.
PRESIDENTE: Altrimenti, io non posso consentirle di proseguire.
AVVOCATO Maffei: Non c'è dubbio, che sarà motivo anche di dimostrazione. E infatti mi risulta che il ragazzo in questione, "Pino Melanzone", sia in dirittura d'arrivo in questo processo, eh? E eventualmente...
PRESIDENTE: Meno male che lei lo sa. Io non ne me l'ero neanche immaginato.
AVVOCATO Maffei: Sì. Comunque, signor Presidente, fido - fido moltissimo - nella sua direzione e nella gestione che lei vorrà fare, anche dell'articolo 507.
PRESIDENTE: Va bene. Passiamo alle domande.
AVVOCATO Maffei: No, questo...
PRESIDENTE: Per cortesia, passiamo alle domande.
AVVOCATO Maffei: No, così per...
PRESIDENTE: Per cortesia, passiamo avanti nelle domande. Perché, per il momento, restiamo sempre in un vago dubbio.
AVVOCATO Maffei: Sì.
PRESIDENTE: Andiamo avanti.
AVVOCATO Maffei: Li chiariremo. Scarano, lei ha detto poco fa che non è associato mafioso, vero?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Maffei: Mmh. Ha militato nella 'Ndrangheta?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Maffei: Ha militato nella Camorra?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Maffei: No. Però, la condussero - lo ha già detto, me lo riconferma? - nella villa di Mussumeli o Misilmeri. Dov'era questo posto?
IMP. Scarano A.: Io, Musulmeri, Misilmeri, non lo so: è il paese di Benigno.
AVVOCATO Maffei: Il paese di Benigno. Senta, quando lei ha iniziato la sua collaborazione, ci ha condotto la Polizia Giudiziaria in quella villa?
IMP. Scarano A.: Io ho chiesto di fare un sopralluogo.
AVVOCATO Maffei: Mmh. L'ha ritrovata, la villa?
IMP. Scarano A.: Non è stato fatto il sopralluogo.
AVVOCATO Maffei: Non è stato fatto il sopralluogo.
Senta, io vorrei da lei un chiarimento sul primo camion che arriva a casa sua. Lei ricorda come era targato questo camion?
IMP. Scarano A.: Ho già risposto a questa domanda, avvocato; Presidente, ho già risposto a queste cose, ieri.
PRESIDENTE: Ma lei ora, se vuole, se vuole, ha sempre il diritto di rispondere, può anche dire: 'non ho voglia di'.
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Maffei: Non ha voglia di rispondere?
IMP. Scarano A.: No. No, non lo so che targa c'aveva.
AVVOCATO Maffei: Va bene. Comunque, signor Presidente, interrogatorio del 14 marzo '96, trascrizione pagina 10, lei disse: "Sì, targato Trapani".
Se lo ricorda ora?
IMP. Scarano A.: Io, sì, certo che me lo ricordo. Quello era il primo camion che è venuto.
AVVOCATO Maffei: Prego?
IMP. Scarano A.: Quello è stato il primo, no Carra.
PRESIDENTE: No, ma infatti l'avvocato non parlava di Carra.
IMP. Scarano A.: Ah, io avevo capito Carra.
PRESIDENTE: Parla di un camion che era venuto a casa...
IMP. Scarano A.: Io ho capito il primo viaggio che ha fatto Carra, il camion di Carra.
PRESIDENTE: Ho capito. Ma l'avvocato ha parlato di camion che è arrivato a casa sua. Mi pare, eh?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, il primo sì.
PRESIDENTE: Non sono sicuro, se non ho sbagliato.
IMP. Scarano A.: Sì, mi sembra che era Trapani, mi sembra, eh.
AVVOCATO Maffei: Le sembra Trapani?
IMP. Scarano A.: Io non è che ho dato una certezza.
AVVOCATO Maffei: Ah.
PRESIDENTE: Comunque, se lei un anno fa ha detto che era targato Trapani, probabilmente pensava di dire una cosa che ricordava di più.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Maffei: Vorrei un chiarimento, perché io non ho ben capito, signor Scarano, da dove viene fuori questa targa Trapani. Lei si ricorda quello che disse, nel corso dell'interrogatorio, sulla circostanza? Sulla targa: Trapani.
IMP. Scarano A.: Si è parlato del camion, se era targato Trapani o Palermo. Mi sembra che ho detto che era Trapani.
AVVOCATO Maffei: In effetti, lei non è il primo che dice Trapani. E io la prego di credermi, faccio per dire, dopo aver frugato tutto il testo della trascrizione, non ho mai trovato che sia stato per primo a dire Trapani. E ho avuto l'impressione che il discorso Trapani sia venuto fuori, ecco, non si sa bene come.
Lei lo ricorda, questo?
IMP. Scarano A.: Io ricordo che io ho detto, mi sembra, Trapani. Trapani, e basta. Non ricordo altro.
AVVOCATO Maffei: Ecco, allora, se non si ricorda altro, glielo ricordo io. La sequenza a pagina 10 è questa. Pubblico Ministero - la cronistoria essenziale del discorso -:
"Allora, senta, quindi questo esplosivo che viene portato da questo camion targato Trapani, con padre e figlio?".
Pubblico Ministero, dottor Vigna: "Trapani?"
Scarano Antonio: "Sì, targato Trapani".
Pubblico Ministero, dottor Chelazzi: "Con padre e figlio, viene Trapani, mi pare avesse detto Trapani, poi, non so".
Scarano Antonio: "Sì, mi sembra Trapani".
Pubblico Ministero, dottor Chelazzi: "Mi sembrava di aver capito Trapani. Dunque, questo episodio...".
Ecco, siccome non è lei che lo dice, mi spiega com'è che viene fuori questo Trapani? Se se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: Io mi ricordo che, nell'interrogatorio, si parlava del primo episodio che è arrivato l'esplosivo con le armi, a Roma, di questo camion, come era questo camion: grosso, piccolo.
AVVOCATO Maffei: Con due...
IMP. Scarano A.: Mi è stato domandato se era Trapani.
PRESIDENTE: Avete parlato della targa?
IMP. Scarano A.: Sì, abbiamo parlato della targa, certo. Se era Palermo, o Trapani. Ho detto: 'mi sembra Trapani'.
AVVOCATO Maffei: Diventa una contestazione, Presidente, nei termini.
PRESIDENTE: E' ovvio, avvocato.
AVVOCATO Maffei: Certo.
PRESIDENTE: La questione è oggettiva.
AVVOCATO Maffei: Certo. Scarano, lei, al momento dei fatti, sapeva chi era Salvatore Contorno?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Maffei: Quindi non sapeva neanche la storia di Salvatore Contorno?
IMP. Scarano A.: Sapevo soltanto che dopo la prima volta che siamo andati lì, al cimitero, Spatuzza m'ha detto che c'aveva ucciso un fratello, Contorno.
AVVOCATO Maffei: E è la prima volta, quella in cui sente parlare di Salvatore Contorno?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Maffei: Lei nel corso di questo esame, per intendersi di questo interrogatorio, nei giorni scorsi accennava ad una sua presenza quantomeno estiva in Sicilia, oggi ha precisato che questa sua frequentazione datava dal 1965?
IMP. Scarano A.: Da quando mi sono sposato sono stato sempre... l'estate, andavo sempre giù.
AVVOCATO Maffei: Ho capito. E non ha mai sentito parlare di Salvatore Contorno?
IMP. Scarano A.: No, non mi interessavano queste cose.
AVVOCATO Maffei: Sì, sì, certo, certo.
Di Natale, era suo amico?
IMP. Scarano A.: Di Natale non era amico mio. Di Natale l'ho conosciuto dieci anni fa, poi l'ho perso di vista sette, otto anni, poi l'ho rincontrato a Regina Coeli. Un'amicizia 'volante', si dice a Roma.
AVVOCATO Maffei: Come si dice a Roma?
IMP. Scarano A.: Un'amicizia così, 'volante'.
AVVOCATO Maffei: Volante. Quindi, 'volando' veniva a casa sua?
IMP. Scarano A.: Chi, lui?
AVVOCATO Maffei: Sì.
IMP. Scarano A.: Sì, è venuto a casa mia che voleva una mano perché era stato carcerato, gli davo una mano, per andare avanti. Era senza soldi.
AVVOCATO Maffei: Quindi lei, gli ha fatto del bene?
IMP. Scarano A.: Una volta gli ho dato... s'è preso l'hashish, poi questo hashish non l'ha venduto: l'ho ripreso un'altra volta.
Un'altra volta è venuto che era latitante, prima di collaborare e gli ho dato sei, settecento mila lire, che non c'aveva nemmeno il pane per mangiare, ha detto.
C'ho detto io: 'non venire più perché sei latitante, vattene, non ci venire più qua'.
AVVOCATO Maffei: Quindi non gli ha fatto del male, lei?
IMP. Scarano A.: No, io ho fatto del bene.
AVVOCATO Maffei: Ecco. Dall'inizio della sua collaborazione, lei è stato interrogato il 31 gennaio '96 e si ricorderà questo momento particolare perché lei si commosse molto no?, mostrò sì, di essere sopraffatto dall'emozione, ricorda questo momento?
IMP. Scarano A.: Certo.
AVVOCATO Maffei: Oh. Poi è stato interrogato il primo febbraio, il 12 di febbraio, il 23 di febbraio e il 13 di marzo '96.
Si ricorda come si conclude l'interrogatorio del 13 marzo '96? Si conclude nel senso che nelle ultime pagine della trascrizione - quindi debbo intendere nell'ultimo quarto d'ora dell'interrogatorio - le fu detto qualche cosa e lei disse qualche cosa?
Si ricorda tutto ciò?
IMP. Scarano A.: No, non me lo ricordo.
AVVOCATO Maffei: No, non si ricorda che un'ottimo Pubblico Ministero la sollecitò e cercò di sensibilizzarla a dire la verità, quale che fosse questa verità. Tutta la verità, se lo ricorda ora?
IMP. Scarano A.: Io ho detto...
AVVOCATO Maffei: No, no, no, no, non quello che lei ha detto, quello che le hanno detto.
IMP. Scarano A.: No, a me non m'ha detto niente nessuno, avvocato.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero, le ricorda l'avvocato, nell'ultimo quarto d'ora dell'interrogatorio del 13 marzo '96, la sollecitò a dire la verità, dicendo tutta la verità.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PRESIDENTE: Se lo ricorda adesso?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
AVVOCATO Maffei: Se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: No, io volevo dire che quando io ho collaborato, c'ho detto tutto quello che di mia conoscenza di Roma, vada fino in fondo.
AVVOCATO Maffei: Sì.
IMP. Scarano A.: Io ho detto questo.
AVVOCATO Maffei: Eh, ma il giorno di poi, cioè il 14, lei viene nuovamente interrogato. Se lo ricorda, no?
IMP. Scarano A.: Avvocato, io non ce l'ho segnate sul block-notes...
AVVOCATO Maffei: Va beh.
IMP. Scarano A.: ... le date.
AVVOCATO Maffei: Le dico che il giorno 14, di marzo '96, lei viene nuovamente interrogato e a proposito per esempio, di tutte le vicende di Torbellamonaca, lei racconta tutta una storia che è completamente diversa da quella che aveva raccontato, mano a mano, nel corso degli interrogatori che le ho appena segnalato, datandoglieli.
IMP. Scarano A.: Posso?
AVVOCATO Maffei: La prego.
IMP. Scarano A.: Avvocato, io l'ho detto già prima all'altro avvocato di prima, i primi interrogatori, io, cioè io non mi ricordo proprio niente.
Tutte queste cose, tutto quello che è successo, è stato messo in ordine, caso per caso, eh?
AVVOCATO Maffei: Sì.
IMP. Scarano A.: Caso per caso, dopo. Perché il primo o il secondo, io proprio stavo fuori di me, non mi ricordo niente.
AVVOCATO Maffei: Ho capito.
Senta, quando Cannella le venne a chiedere, a prendere i 200 milioni di quell'hashish che non avete mai venduto, lei glieli dette, no?
IMP. Scarano A.: Io ho già risposto, avvocato, a questa domanda.
AVVOCATO Maffei: Sia cortese, mi risposta ancora una volta, lei glieli dette?
PRESIDENTE: Avvocato, ripetere continuamente le stesse domande, non è consentito.
AVVOCATO Maffei: Presidente, non continuamente, per quanto mi riguarda, abbia pazienza.
PRESIDENTE: No, continuamente perché si tratta di sei difensori che ripetono, sistematicamente, le stesse domande. Il che, ovviamente, è al di là di qualunque criterio logico, mi pare.
AVVOCATO Maffei: Si, non c'è dubbio, non c'è dubbio.
PRESIDENTE: Comunque...
AVVOCATO Maffei: Mi dia atto che non ho ripetuto niente fino a ora.
PRESIDENTE: ... vuole rispondere a questa domanda?
IMP. Scarano A.: Rispondo, Presidente, rispondo.
AVVOCATO Maffei: No, no, ma allora guardi...
IMP. Scarano A.: Ma già l'ho detto dieci volte, avvocato, ormai io gliel'ho detto, ma quante volte...
AVVOCATO Maffei: ... ma infatti, ma so bene la risposta, lei glieli dette questi soldi. Ecco, perché non protestò?
IMP. Scarano A.: Che cosa dovevo protestare, io?
AVVOCATO Maffei: Lei, si era preso dei rischi enormi...
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Maffei: ... le avevano affibbiato, lei dice, materiale di scarto, il che sembra essere un suo destino.
Nonostante tutto ce la fa a sbolognarne, a vendere scusi, 200 milioni nientemeno, giustamente lei dice: 'eh, insomma, non si vive soltanto di discorsi; anch'io avrei voluto la mia parte, un'intermediazione, una mancia, un qualche cosa'.
Questo viene, 200 milioni lei aveva ricavato e 200 milioni questo si porta.
IMP. Scarano A.: 200 meno cinque milioni.
AVVOCATO Maffei: Oh. Lei non protestò in quell'occasione?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Maffei: No. Perché non protestò?
IMP. Scarano A.: Perché ce n'era di altra ancora da vendere e poi a mano a mano si vedeva quello che usciva fuori.
AVVOCATO Maffei: Senta, per caso non protestò anche perché lo temeva quest'uomo e i suoi compari?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Maffei: Non lo temeva.
IMP. Scarano A.: Mi è stato chiesto i soldi, se avevo venduto un'hashish, io ho detto: 'qui ci stanno 200 milioni, mancano cinque mila lire e se l'è preso e se n'è andato subito via.
AVVOCATO Maffei: Benissimo. Senta, dal momento che stiamo parlando ora di questa gente, mi dica per favore, chi è che rubava le macchine.
IMP. Scarano A.: Presidente io già l'ho detto chi rubava le macchine, mi rifiuto di rispondere.
Mi avvalgo della facoltà di non rispondere.
AVVOCATO Maffei: Ho l'impressione che si avvarrà ancora una volta di non rispondere, perché la domanda che vorrei farle è questa: lei ha fatto il confidente per i Carabinieri o per la Polizia Di Stato?
IMP. Scarano A.: Io non ho fatto niente, avvocato. Badi a come parli pure.
AVVOCATO Maffei: Grazie Presidente, io ho finito.
PRESIDENTE: Grazie a lei. Allora...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, mi scusi, Presidente mi scusi. Ma non è per fare una domanda, è per una precisazione...
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... con riferimento a una contestazione fatta dal difensore, avvocato Maffei, da cui lui contestava, a Scarano di non aver mai, nel corso di tutti gli interrogatori, obiettato qualche cosa sul conto di qualche fotografia che era... Non è vero, la contestazione è stata fatta in maniera imprecisa. Capisco che fosse difficile, come al solito, fare delle affermazioni di carattere negativo, io sono andato a ricontrollare: per l'appunto, l'interrogatorio del 13 marzo '96, pagina 73, circa una certa qual fotografia, Scarano si esprime testalmente: "la fotografia che è sbiadita, cioè si vede male, sembra più grosso". Cioè dire in questo particolare punto di una certa particolare dichiarazione resa in un particolare interrogatorio, Scarano fece una certa obiezione su una fotografia che era offuscata.
Quindi la contestazione che Scarano aveva mai obiettato alcunché su alcuna fotografia che gli fosse mostrata, è una contestazione, in quei termini, stipulata imprecisamente.
Solo per...
PRESIDENTE: Vuole ripetere, per cortesia, perché l'avvocato non ha sentito...
AVVOCATO Maffei: Dottor Chelazzi, per favore, me lo ripete perché non ho sentito le pagine.
PRESIDENTE: Per cortesia, signor Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Pagina 73...
AVVOCATO Maffei: Ah, pagina 73.
PUBBLICO MINISTERO: ... dell'interrogatorio del 13 marzo 1996.
AVVOCATO Maffei: Mi perdoni, le chiedo aiuto veramente, e di quale fotografia si tratta? Di chi?
PUBBLICO MINISTERO: Questo ha un'importanza relativa, mi pare...
AVVOCATO Maffei: No, per...
PUBBLICO MINISTERO: Lo trova da solo.
AVVOCATO Maffei: Sì, va bene...
PRESIDENTE: Se lei ha indicato la pagina, non credo che ogni riga si contengano...
AVVOCATO Maffei: Ecco, perché vede Presidente, la fotografia fa riferimento a imputato diverso da Barranca. Grazie.
PRESIDENTE: Bene. Ne prendiamo atto.
Comunque l'udienza riprende lunedì, ne abbiamo 24, alle ore 9.00.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi Presidente.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Per interesse, suppongo, per interesse processuale in senso stretto, la Corte e i difensori vogliono essere ragguagliati su quale sarebbero le citazioni che il Pubblico Ministero ha richiesto. Penso che i difensori in genere, ci sono grati quando... dottor Nicolosi, possiamo ragguagliare la Corte per le persone che abbiamo citato? Su quali punti così, voglio dire, i difensori si regolano a chi è più interessato a una...
PRESIDENTE: Allora, mentre il dottor...
PUBBLICO MINISTERO: Nicolosi.
PRESIDENTE: ... Nicolosi ritorna, vorrei avvertire lo Scarano che per l'udienza di lunedì 24, lei è chiamato a Roma in una teleconferenza con il Tribunale di Palermo, se non mi sbaglio...
IMP. Scarano A.: No, posso?... il giorno 3.
PRESIDENTE: ... comunque è atteso al Tribunale di Roma per una teleconferenza dell'Autorità Giudiziaria di Palermo, quale sia esattamente ora, non lo ricordo. Ma siccome mi pare che noi abbiamo terminato con lei, lei è libero di andarci, cioè può benissimo presentarsi secondo gli accordi, però dovrebbe dichiararci rinuncia a partecipare a queste udienze, così come ha fatto prima di essere chiamato per essere esaminato.
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Allora dichiara: "rinuncio..."
IMP. Scarano A.: Rinuncio all'udienza del processo.
PRESIDENTE: Ma quelle che crede, basta che sia quella del 24 perché è l'unica giornata che gli è stato chiesto di averla a disposizione dell'Autorità Giudiziaria di Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, tanto se rinunzia a tutte.
PRESIDENTE: Lei rinuncia?
IMP. Scarano A.: Rinuncio.
PRESIDENTE: A lunedì, martedì e poi il giorno che riterrà di tornare, tornerà. Dica?
AVVOCATO Roggero: Eh, Presidente debbo, deposito...
PRESIDENTE: Non ha dato il suo nome, mi scusi.
AVVOCATO Roggero: Sono l'avvocato Roggero per Frabetti...
PRESIDENTE: Non è per me...
AVVOCATO Roggero: Sì, sì.
PRESIDENTE: ... io la riconosco benissimo. Lei capisce quali sono le esigenze, diversamente il trascrittore non sa a chi attribuire questa voce.
AVVOCATO Roggero: Certamente. Deposito un'istanza di un permesso straordinario della moglie e la figlia di Frabetti, era soltanto per darne atto al Tribunale.
PRESIDENTE: Sì, mi pare che Frabetti è ricoverato...
AVVOCATO Roggero: A Pisa.
PRESIDENTE: A Pisa, dovrebbe essere o è già stato sottoposto a un'intervento...
AVVOCATO Roggero: Non so dirglielo, però, la moglie e la figlia vorrebbero...
PRESIDENTE: Va beh, avvocato, me la faccia avere dalla signorina e dopo l'autorizzazione ci sarà senz'altro.
AVVOCATO Roggero: Grazie.
PRESIDENTE: Allora, possiamo dare atto di questo... non è ancora disponibile?
PUBBLICO MINISTERO: Mah, un'attimo, Presidente. Abbiamo proprio la richiesta, si tratterà di ritrovare giusto questi fogli.
AVVOCATO Rocchi: Presidente, chiedo scusa, avvocato Rocchi.
PRESIDENTE: Dica.
AVVOCATO Rocchi: Le udienze sono da lunedì fino al prossimo lunedì?
PRESIDENTE: Avvocato, guardi, ci troviamo in una situazione un po' particolare.
Facciamo udienza, spero che sia possibile, lunedì e martedì, poi faremo un lungo periodo di sosta perché un magistrato dei nostri deve sottoporsi ad un intervento che non può essere rinviato. E quindi noi riprenderemo ai primi di maggio. Ad ogni modo martedì ve lo farò sapere.
AVVOCATO Rocchi: Grazie, Presidente.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, vuol dire che tanto un'indicazione proprio formale, nominativo per nominativo, non è strettamente istituzionale.
Comunque sia, le persone che sono state citate per la giornata di lunedì e martedì sono - ecco, il dottor Nicolosi arriva con la richiesta di citazione -.
Allora, per il giorno 24: il capitano Fischione del ROS di Roma, maresciallo Leone del ROS di Roma, maresciallo Palmisano, ROS Roma e il teste De Masi Francesco.
Ancora per il giorno 24: il... questo personale che è della Guardia Di Finanza di Roma, del GOA esattamente, il capitano Colone, il capitano Barbera, il maresciallo Pitta.
Le citazioni per ancora per il giorno 24, nella lista indicata tra le persone da sentire come imputato del reato connesso: Brugoni Nazzareno.
Per il giorno 25, la citazione è stata richiesta per queste persone: tutti testimoni.
Abbiamo, per così dire, una eredità quasi pre-natalizia a questo punto: Panara, Ronconi, il cavaliere e non c'è bisogno di specificare nulla di più.
I testi, ancora citati, sono: Gesù Giacomo, al secolo Giacomino, Ruggero Addolorata, Continenza Irma, Moresi Piero, Aquilini Roberta, Nati Walter e Panunzi Yuri.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è il programma delle...
PRESIDENTE: Dei primi due giorni della settimana.
Per ora l'udienza riprende lunedì 24 alle ore 9.00, traduzione degli imputati. Buona sera.