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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Buongiorno. Scusate il ritardo. Abbiamo dovuto attendere che arrivasse la conferma della rinuncia di Graviano Filippo, che non era stata fino ad ora comunicata.
Bagarella: è presente?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni.
AVV. Cianferoni: Buongiorno, Presidente.
PRESIDENTE: C'è l'avvocato Cianferoni.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Cianferoni, è presente.
Benigno Salvatore.
IMPUTATO Beningo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei, che è presente.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti. Sostituito dall'avvocato Falciani, c'è?
AVVOCATO Falciani: Presente, buongiorno.
PRESIDENTE: Grazie.
Calabrò Giovacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocati Gandolfi, avvocato Fiorentini, Cianferoni, che è presente.
Cannella Cristofaro: è rinunciante o è presente. E' rinunciante. Avvocato Di Peri e Rocchi.
AVVOCATO Rocchi: E' presente l'avvocato Rocchi.
PRESIDENTE: Grazie.
Carra Pietro: rinunciante. Avvocato Cosmai e Batacchi.
AVVOCATO Batacchi: Sono presente.
PRESIDENTE: Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Russo, Gentili e Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe: presente. Avvocato Anania, avvocato Cianferoni, che è presente.
Frabetti: rinunciante mi pare.
AVVOCATO Roggero: Sì, è rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, avvocato Usai, avvocato Roggero.
AVVOCATO Roggero: Roggero presente, buongiorno.
PRESIDENTE: E' presente.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Come?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Ah, Ferro Vincenzo.
Ferro Vincenzo è libero. Avvocato Traversi, avvocato Gennai. C'è l'avvocato Gennai?
AVVOCATO Gennai: Avvocato Gennai presente.
PRESIDENTE: Grazie.
Allora, Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, avvocato Bennati, avvocato Florio.
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio presente.
PRESIDENTE: Grazie.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi, che è presente.
AVVOCATO Pepi: Presente.
Presidente, già che... a questo punto io nomino mio sostituto processuale per tutto il giudizio, sia per la posizione Giuliano che per la posizione Pizzo, l'avvocato Paolo Florio.
PRESIDENTE: Benissimo, grazie.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo, avvocato Gramigni, che è presente.
AVVOCATO Gramigni: Buongiorno Presidente.
PRESIDENTE: Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani e avvocato Aiazzi. Chi c'è in sostituzione?
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio in sostituzione.
PRESIDENTE: Grazie.
Lo Nigro Cosimo: rinunciante. Avvocato Fragalà, avvocato Florio, che è presente.
Mangano Antonino: è rinunciante. Avvocato Farina, avvocato Maffei, che è presente.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato e Bagattini. C'è qualcuno in sostituzione? Avvocato...
AVVOCATO Pepi: Sostituisco io, Presidente, avvocato Pepi.
PRESIDENTE: Pepi, grazie.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avocato Pepi, che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Pepi? Grazie.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti, avvocato Usai, avvocato Roggero, che è...
AVVOCATO Roggero: Presente.
PRESIDENTE: Scarano Antonio: presente. Con l'avvocato Fortini e l'avvocato Batacchi, presenti.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo, avvocato Cianferoni, che è presente.
Spatuzza Gaspare: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Maffei? Grazie.
Tudino Vittorio: rinunciante se non mi sbaglio.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Sì.
PRESIDENTE: Sì. Avvocato Gallina, avvocato Di Benedetto. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Il P.M. può riprendere il suo lavoro.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano buongiorno.
*IMP. Scarano A.: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, l'altro giorno, le ultime domande che le ho posto riguardavano questo materiale che fu ritrovato lì nella proprietà di Aldo Frabetti. Si ricorda le domande che le ho posto?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, perfetto. Ora, di quel materiale lì le devo chiedere ancora qualche cosa.
Lei sa se, insieme a quel materiale - che ha visto peraltro anche nelle fotografie - ci fossero dei documenti di identità?
IMP. Scarano A.: Ma a me una volta Spatuzza me l'ha portato qualche cosa di documenti, però non ricordo bene. L'avevo messo giù in cantina da me. Qualcosa c'era senz'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo materiale lei ha detto, queste carte d'identità gli venivano...
IMP. Scarano A.: Da Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Da Spatuzza. E siccome non le saranno state portate senza una qualche ragione: lei si ricorda qual era lo scopo per cui le avevano portato, Spatuzza le aveva portato questa...
IMP. Scarano A.: Mah, di falsificarli.
PUBBLICO MINISTERO: Ma per caso se ne doveva occupare lei di trovare qualcuno che doveva falsificare questa roba?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ebbe la possibilità di trovare qualcuno, oppure no?
IMP. Scarano A.: No, no, è stata abbandonata la cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Per caso trovò il problema che per fare questa operazione ci voleva troppi soldi?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda questo?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Che sia avvenuto.
Ecco, sempre per rimanere sull'argomento di questo materiale che, per così dire, ha cambiato spesso sede, dimora. L'altro giorno lei al dibattimento riferì di aver spostato quelle armi che aveva nello scantinato di casa sua fino lì al terreno vicino a casa di Aldo Frabetti utilizzando un furgone, cioè il furgone. Lei ha detto questo al dibattimento, se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Il furgone io penso di no, con la Seat sono state portate.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
IMP. Scarano A.: Forse ho ricordato male.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perché io le stavo proprio giusto appunto... lei mi ha anticipato. Le stavo facendo presente che quando la sentii su questo punto nelle indagini preliminari il 29 di aprile del '96, lei disse che per effettuare questa operazione aveva adoprato non un furgone ma una macchina diversa.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: O meglio, una vettura normale. Ecco, ormai che ci siamo, lei sento che ha menzionato una Seat.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole spigare questa Seat qual è, che storia ha questa Seat, da dove veniva e chi l'ha avuta?
IMP. Scarano A.: Questa Seat me l'ha data un certo Franco. So che si chiama Franco però di cognome non lo conosco.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Siccome doveva dare un paio di milioni a me, aveva preso questa macchina a leasing lui, dice: 'te la do'. Siccome all'epoca c'era che... era una sorpresa perché Frabetti era senza macchina e io l'ho regalata a lui. Però le armi sono state trasportate con quella macchina. E ultimamente quell'esplosivo ugualmente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Con la stessa macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Bisogna precisare a quale esplosivo si riferisce in particolare.
IMP. Scarano A.: Quelle piccole cose che mi hanno portato.
PUBBLICO MINISTERO: I fagotti?
IMP. Scarano A.: Sì, quei fagotti piccoli.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, si parla di Seat, ma Seat è come dire FIAT. Diciamo il modello di questa Seat, se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Il modello, berlina normale, bianca.
PUBBLICO MINISTERO: Una berlina bianca. Si ricorda se, di questa macchina, fu fatta l'assicurazione, chi la fece, chi se lo intestò il contratto?
IMP. Scarano A.: Frabetti mi sembra. Ce l'ho data a lui, mi sembra che lui ha fatto tutto. Io non ho fatto nessuna assicurazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Vuol dire che l'ha gestita Frabetti questa automobile?
IMP. Scarano A.: Penso di sì, perché io non mi ricordo di avere fatto assicurazioni, oppure passaggi di proprietà o qualcosa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le berline della Seat, io me ne intendo poco, ma insomma ce ne sono tante. Se lo ricorda il nome del modello, oppure no?
IMP. Scarano A.: Il modello no. Somiglianza a una Ritmo. A una Ritmo FIAT, la stessa dimensione c'ha.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
IMP. Scarano A.: Stesso formato quasi.
PUBBLICO MINISTERO: Era targata Roma questa macchina, Scarano? Se lo ricorda questo?
IMP. Scarano A.: A me pare di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Continuiamo a occuparci di armi. Lei ha riferito che determinate armi erano state comprate da Alfredo Bizzoni. Io avevo bisogno di sapere se quando Bizzoni ha fatto questi acquisti, o questo acquisto, se lei era presente?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Quindi lei ha o non ha scienza diretta del posto dove è stato fatto l'acquisto? Intendo dire il commerciante, il negoziante, l'armiere. Se l'acquisto è stato fatto una volta sola o in più riprese? Lei c'ha proprio una conoscenza personale diretta, Scarano, su questo punto?
IMP. Scarano A.: Io conoscenza diretta dell'acquisto non ce l'ho, però una volta mi ha portato lui in un'armeria.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: A Roma, vicino al Palazzaccio. Però lui mi ha detto che lì poteva prendere tutto quello che voleva. Io sono andato con lui, io ho acquistato un piccolo coltellino, 50 mila lire, però lui ha parlato col proprietario; il proprietario era uno alto, robusto, con la barba, capelli abbastanza grigi. Però io con questa persona non ci ho mai parlato, io ho acquistato soltanto quel coltellino e siamo andati via.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Però poi non so se lui ha acquistato lì o ha acquistato da un'altra parte, io questo non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo negozio dove lei comprò questo coltellino, lei lo ha individuato nel corso delle indagini preliminari, durante il sopralluogo?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre in tema di armi. Lei ha riferito di quelle armi che, a quanto lei ha saputo o le fu detto, venivano da un collezionista che aveva subìto un furto, no, si ricorda?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei è in grado di dire alla Corte più o meno quando lei ha avuto queste armi, quando le sono state consegnate? E io le suggerirei, come punto di riferimento, la data del suo arresto, così lei può ritornare indietro, a seconda dei suoi ricordi, di un giorno o di tre anni. Ecco, è il punto di riferimento più sicuro la data del suo arresto.
IMP. Scarano A.: Esattamente è stato nei primi '94, primi mesi '94.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ha un ricordo che si tratti dei primi mesi del '94.
IMP. Scarano A.: Sì, primi mesi del '94: marzo, aprile. Febbraio, aprile, marzo. Insomma, quel periodo lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ho bisogno di un chiarimento sul punto di questi giubbetti, o giubbotti antiproiettile. Lei sa, perché ha visto anche le foto l'altro giorno, che qualche cosa del genere c'era lì anche nel terreno di Frabetti. Ecco, ma lei per caso ha auto occasione di vedere giubbetti antiproiettile solo in questa occasione, o in più occasioni?
IMP. Scarano A.: No, in più occasioni. Perché Bizzoni mi ha portato, adesso non mi ricordo il nome, tre o quattro o due-tre, non lo so di preciso, in più volte non tutti insieme.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Può darsi che l'abbia nascosto prima o dopo, però non lo so, non mi ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma quelli che le ha portato Bizzoni sono andati tutti a finire lì nella cassetta, quella lì sotto quella specie di stalla, sotto la paglia? Oppure una parte ha preso qualche altra destinazione?
IMP. Scarano A.: Mah, sono andati tutti a Palermo, se l'è portati Spatuzza e Carra. Adesso non lo so, che ricordi io dentro la borsa non ce n'era.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito, ho capito.
Senta ancora, per l'acquisto di queste armi lei ha detto che Bizzoni aveva per le mani un porto d'armi intestato a un certo Monti.
IMP. Scarano A.: Monti Gino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Se non mi sbaglio lei ha detto che conosceva a sua volta questa persona.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, lo conosco da parecchio tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dare un attimino alla Corte la spiegazione del perché e del per come anche lei conosceva questo signore?
IMP. Scarano A.: Mah, lo conosco dal '75 perché io dove abitavo prima frequentavo un bar a piazza dei Gerani, Centocelle, dove lui era tutti i giorni, fa il tranviere, c'aveva il capolinea proprio fuori al bar e si frequentava. Che oggi c'è una sala giochi di cavalli in quel bar. E lo conosco da parecchio tempo, solo per questo.
Però l'avevo perso di vista dopo il suo divorzio con la moglie.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo? Mi scusi.
IMP. Scarano A.: Dopo il suo divorzio dalla moglie.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, il divorzio, non avevo sentito.
IMP. Scarano A.: Con la moglie e si era andato a abitare con la madre e il padre.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E praticamente nella zona io non l'ho più visto per parecchio tempo, per quattro, cinque anni non l'ho visto per niente. Poi tutto assieme Bizzoni mi dice che aveva trovato un qualcosa del genere, però serviva una fotografia. Quando è venuto da me ci stava pure Giacalone. Giacalone ci ha risposto che c'aveva una foto di un morto, che la portava in tasca Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Di un morto, vuol dire di una persona che poi era...
IMP. Scarano A.: Sì, morta.
PUBBLICO MINISTERO: Non la fotografia di un ammazzato? La fotografia...
IMP. Scarano A.: No, no, di una persona morta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Una fotografia... l'ho vista pure io la fotografia. Solo che la fotografia era anziana, di una persona molto anziana. E Bizzoni ci ha risposto, dice: 'va bene'. Però poi io non so se questa cosa è andata avanti fra di loro oppure si è fermata lì. Questo non lo so.
So soltanto che quando mi ha chiamato per le armi, che c'aveva le armi a casa, dentro un garage.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco ma...
IMP. Scarano A.: Ci ho detto come ho fatto a prenderle e mi ha detto, dice: 'ho messo uno scarabocchio, ho firmato così'. Però di più non so.
PUBBLICO MINISTERO: E con questo signore titolare di questo porto d'armi, lei ha avuto occasione di parlare di questo fatto proprio, cioè che porto d'armi era nelle mani di questo Bizzoni e che il Bizzoni... eccetera, eccetera. Oppure no?
IMP. Scarano A.: Io quando sono venuto a conoscenza di questa cosa e ho visto il porto d'armi che c'era scritto il nome di Monti, Gino Monti, dico: 'io questo lo conosco'. E infatti Bizzoni poi mi ha portato a casa sua, io non sapevo dove abitava. A Quarticciolo diciamo, zona Quarticciolo dove abita la madre di Monti. Allora Monti mi ha risposto, mi ha detto: 'non è che questo qui, gli ho dato questa cosa, questo documento, mi mette in mezzo ai guai?'.
'Mah' - gli ho detto io - 'penso di no. Non lo so io poi quello che fa adesso, quello che non fa'. Però non sono andato oltre.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, del nome di questo signore, il nome di battesimo intendo dire, Gino, è sicuro lei? O veniva chiamato Gino questa persona, o era un soprannome, o un diminutivo? Perché uno può essere Gino e si chiama Luigi.
IMP. Scarano A.: No, io lo conoscono...
PUBBLICO MINISTERO: Luigino...
IMP. Scarano A.: Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Io lo conosco come Gino.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Anzi, dirò di più. Quando ci siamo incontrati mi ha detto che era stato carcerato, ed era cosa strana per lui. Cioè una persona che lavora per un'azienda del genere, carcerato. A Bari, Brindisi, di quelle parti lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora cambiamo argomento, cambiamo scenario. Lei ha già riferito della volta in cui arrivò il camion nel cortile di via Ostiense di Di Natale. Allora, le devo chiedere alcuni particolari, alcune precisazioni.
Lei ebbe modo di osservare se questo camion, nell'entrare o nell'uscire da questo cortile, ebbe dei problemi?
IMP. Scarano A.: Che sappia io, no. Io l'ho saputo dopo, in secondo tempo, che c'era qualcosa al cancello che era successo, però non è che ho visto il danno.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei con gli occhi suoi non ha visto questo danneggiamento, per intendersi.
IMP. Scarano A.: No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dice l'ha saputo in un secondo tempo.
IMP. Scarano A.: L'ho saputo di Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha saputo?
IMP. Scarano A.: Di Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Da Di Natale.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Una volta che questo camion terminò queste operazioni di scarico, che cosa successe proprio concretamente? Lì, a quello che ha raccontato, eravate in più persone. Il camion va via. Ecco, ora avrei bisogno che lei precisasse che cosa fece lei: se si trattenne, se andò via, se andò via da solo, se si portò qualcuno, se vi muoveste tutti assieme? Questo è un particolare che non le ho ancora chiesto e che avrei bisogno lei mi chiarisse.
IMP. Scarano A.: Quello che ho visto io, dopo andato via il camion... il camion è andato via subito mi sembra, a quanto mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Questi rotoli, questi quattro rotoli li stavano mettendo dentro un magazzino, tipo magazzino. Sono stati chiusi lì dentro e siamo andati via. Con me c'era Lo Nigro, c'era Giuliano, non ricordo bene se Benigno e Giuseppe pure, ci stava un'altra macchina dei miei.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto Giuseppe?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Giuseppe chi?
IMP. Scarano A.: Giuseppe Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Appunto, l'ha già detto Giuliano.
IMP. Scarano A.: Sì. Peppuccio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma allora quante sono queste persone lì?
IMP. Scarano A.: Che ricordi io, erano tutti là.
PUBBLICO MINISTERO: Appunto, ma lei ha detto Giuseppe e poi Giuliano e poi dice è la stessa persona.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ha detto Lo Nigro.
IMP. Scarano A.: Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ha detto?
IMP. Scarano A.: Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Benigno... Ecco, mi sembrava che questo nome mancasse.
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, ascolti me, ho bisogno di capir questo: lei l'ha visto concretamente collocare dentro questo magazzino questo materiale, cioè questi rotoli? Oppure ha capito che doveva esserci messo, ma ancora non c'era andato?
IMP. Scarano A.: No, no, l'ho visti collocare dentro il magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta...
IMP. Scarano A.: Poi... Posso parlare?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Poi di Di Natale ho saputo che li aveva occultati dentro... ha ordinato un camion di breccia, l'ha messo sotto la breccia.
PUBBLICO MINISTERO: La breccia è il brecciolino?
IMP. Scarano A.: Il brecciolino sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perché...
IMP. Scarano A.: Ma questo l'ha fatto lui col figlio. Me l'ha detto a me dopo, in un secondo tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa precisazione comporta che io le debba chiedere: quando gliel'ha fatto questo discorso il Di Natale?
IMP. Scarano A.: Di Natale me l'ha fatto dopo subito cinque, sei giorni che è avvenuto lo scarico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Perché ricordo all'epoca è venuto... è arrivato questo materiale a Roma, sono venuti loro, hanno scaricato e sono andati via.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Praticamente sono andati via, dopo cinque-sei giorni Di Natale mi ha detto che aveva ordinato un camion di breccia e l'ha occultato sotto questa breccia.
PUBBLICO MINISTERO: E è la stessa volta in cui Di Natale le dice anche che c'è stato il danneggiamento del cancello, o è stata una conversazione diversa?
IMP. Scarano A.: Sì, può darsi che è stato quel periodo lì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questa conversa...
IMP. Scarano A.: Il primo incontro che c'ho avuto con lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti. Ma questa conversazione che lei ha avuto con Di Natale, dove l'ha avuta?
IMP. Scarano A.: Sotto casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Di Natale era venuto a cercare lei?
IMP. Scarano A.: Sì. Perché dopo lo scarico, dopo avvenuto questo scarico, il Di Natale non sapeva niente quanto doveva stare lì questo materiale o meno. Praticamente ha visto che sono passati più giorni, è passato quasi un mese. Perché è stato scaricato i primi di luglio, fine giugno, più o meno la data è quella. Praticamente quando hanno scaricato è passato quasi un mese e questo veniva tutti i giorni da me perché voleva liberarsi di questa roba.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E io ci ho detto: 'io non so niente, non lo so, dovrebbero venire adesso, devono venire, perché se l'hanno scaricato, se l'hanno portato questo materiale, devono venire'. E Di Natale ogni tanto veniva pure, veniva spesso a casa mia, voleva pure soldi, voleva qualche cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. E quindi c'è stata questa conversazione.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Tra le e il Di Natale.
IMP. Scarano A.: In questa occasione mi ha detto del cancello, che si era rotto il cancello, servivano i soldi per il cancello. Ci ho detto: 'vediamo, quando vengono loro poi ti fai dare qualche cosa'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei, prima del giorno in cui - secondo il suo racconto - è poi tornato nel cortile di Di Natale assieme a Cosimo e con quella certa macchina, c'aveva più rimesso piede nel cortile di Di Natale?
IMP. Scarano A.: Io dopo che hanno scarica... No, dopo no.
PUBBLICO MINISTERO: Non so se è stata chiara la mia domanda, Scarano. Volevo dire: lei ha detto di essere stato presente il giorno in cui è stato fatto lo scarico.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ha raccontato di essere stato presente il giorno in cui è stata portata la Uno che aveva prelevato Lo Nigro mentre si trovava assieme a lei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Fra il primo episodio e questo secondo episodio, lei ci aveva più messo piede nel cortile di Di Natale, oppure no?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Precedentemente dello scarico sì, sono andato a levare l'hashish che ci stava.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', prima dello scarico dell'esplosivo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ascolti: lei sa se in previsione dell'impiego dell'esplosivo che si trovava lì da qualcuno siano state date eventualmente delle istruzioni a Di Natale, o a qualcuno di famiglia del Di Natale, perché le balle, o i rotoli, da un certo punto fossero messe in un altro, da un altro in quell'altro. Se ne sa qualche cosa?
IMP. Scarano A.: No, su questo non so niente. Su questo soltanto Di Natale mi ha detto che l'aveva occultati dentro la breccia, al centro del cortile. Invece di tenerli nel magazzino, perché erano scoperti nel magazzino, l'ha messi sotto questa breccia. Questo me l'ha detto Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, quando lei arrivò nel piazzale, o per meglio dire nel cortile, e vide il caricamento di questi rotoli sulle due macchine, questi rotoli dove si trovavano? Si trovavano nel cortile, sotto la breccia, nel magazzino, o da qualche altra parte?
IMP. Scarano A.: Ma lì, io quando sono arrivato lì con la macchina, la stessa sera, lì dentro c'ho trovato, c'era Benigno, c'era Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E non so se l'hanno tirati sotto della breccia. Comunque stavano di fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco no, ma io volevo sapere dove l'ha viste lei?
IMP. Scarano A.: Di fuori, di fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Fuori vuol dire nel cortile, all'aperto?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Non nel magazzino?
IMP. Scarano A.: No, no, no. Stavano già fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Appoggiate per terra?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, per terra. Ho visto che c'era una buca diciamo, un po' di breccia levata da una parte e l'avevano tirate fuori di lì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quando...
IMP. Scarano A.: Da dove ce l'ha messa Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. No, va be', d'altra parte lei non lo sa, me l'ha detto un attimo fa, che siano date delle istruzioni a Di Natale?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo sa per certo, voglio dire Scarano?
IMP. Scarano A.: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando Di Natale veniva, per così dire, a lagnarsi da lei perché c'aveva questo materiale lì e gli dava, non ho capito bene, se fastidio, preoccupazione o che altro; lei che tipo di risposte ha dato a Di Natale, se gli ha dato una qualche risposta?
IMP. Scarano A.: Io gli dicevo di aver pazienza e che non sapevo niente nemmeno io che fine avessero fatto. Dico: 'mo' vediamo che si può fare, devono venire per forza. Se hanno fatto... se hanno portato questo materiale devono veni''.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi...
IMP. Scarano A.: Dico: 'stai tranquillo che mo verranno, mo mi metto in contatto io', gli dicevo, no? per tenerlo un po' buono.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, è possibile che a Di Natale lei abbia detto che doveva pazientare perché queste persone che avevano portato il materiale, dovevano organizzarsi per compiere una serie di azioni non solo a Roma, ma anche da qualche altra parte?
IMP. Scarano A.: No, no. Io questo non l'ho mai detto al Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo esclude con sicurezza questo...?
IMP. Scarano A.: Lo escludo totalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sa che questa circostanza le è stata contestata a suo tempo negli interrogatori.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: E' stata contestata anche prima che lei decidesse di riferire quello che sapeva all'Autorità Giudiziaria?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda, lei ha sempre smentito di avere detto a Di Natale...?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Ho sempre smentito una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: E lo smentisce anche oggi?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha idea se qualcuno - non lei, lei dice: io non sono stato - se qualcuno possa essere andato a fare a Di Natale per l'appunto questo discorso che io riassumevo un attimo fa? Cioè a dire che ci voleva un attimino di pazienza perché dovevano essere organizzate più cose da realizzarsi contemporaneamente in più luoghi. Ha idea se e chi possa essere andato a fare un discorso del questo genere a Di Natale?
IMP. Scarano A.: Io posso dire soltanto una cosa - se è successa una cosa del genere - : che nel frattempo, al momento che è venuto l'esplosivo a Roma, e poi sono avvenuti gli attentati...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... è venuto Spatuzza nell'arco di tempo, durante il mese.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E' venuto Spatuzza a Roma a casa mia con la... ha preso l'aereo penso. E' venuto con l'aereo, dice: 'dobbiamo andare da Di Natale'. Perché lì c'era una busta che conteneva quattro lettere e dovevano essere imbucate queste lettere. Se Spatuzza avesse parlato con lui, perché io son rimasto in macchina. Ha preso, ho visto lo Spatuzza che poi usciva dal cortile con queste buste, con questa busta. Siamo andati verso, abbiamo... a tutta la via lì come si chiama? Via Ostiense, verso il centro. Però non ricordo bene in quale punto son state imbucate queste lettere. Che la quale mi ha detto, veramente andava al Corriere. Poi non mi ha detto più niente.
PUBBLICO MINISTERO: "Al Corriere", cioè a un giornale, vuol dire?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Al Corriere, sì.
Però non so se Spatuzza avrebbe detto qualcosa al Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi queste buste si trovavano presso Di Natale?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol dire questo, lei?
IMP. Scarano A.: Io penso che son state date in mano a lui personalmente quando si è scaricato questo camion.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Li metti da una parte, insomma. Ho capito così.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Senta Scarano, ma a lei - parlo del cortile di Di Natale - a lei in faccia - per farmi capire bisogna adopri proprio questa espressione - a lei in faccia oltre al Di Natale, chi l'ha vista?
IMP. Scarano A.: Mah, io non ricordo se c'era il figlio pure.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sa che è una famiglia piuttosto numerosa quella del...?
IMP. Scarano A.: Certo, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei pensa di essere stato visto in faccia dal figlio e da chi altri?
IMP. Scarano A.: Dal figlio e da lui. Donne non ce ne erano lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
E' possibile...?
IMP. Scarano A.: Se poi qualcuno - scusi, eh? - ...
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego.
IMP. Scarano A.: ... che poi qualcuno mi abbia visto così di sfuggita, perché il cancello della casa del Di Natale, dell'abitazione e il cancello che entra in questo cortile sono attaccati.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: Non lo so se mi hanno visto quando scendevo dalla macchina oppure quando stavo dentro al cortile, però lì donne non ce n'erano praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Potrebbe essere successo qualcosa di simile, cioè che qualcuno la possa aver visto in faccia anche la sera in cui furono caricate le macchine?
IMP. Scarano A.: Mah, non lo so se mi ha visto qualcheduno. A me qualcuno mi ha visto quando sono andato a carica', quando sono andato a carica' praticamente, l'hashish. Perché sono andato il giorno prima io lì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Quando son andato a carica' l'hashish, per prendere appuntamento che l'indomani andavo a caricare l'hashish. E mi ricordo che era l'ora di pranzo che c'erano sette, otto persone a mangia'. Tutta la famiglia e più c'era un muratore che stava facendo il piazzale dove abita il Di Natale, in cemento. L'ingresso diciamo, del giardino. Con un altro operaio. Lì sì. Lì, sì me lo ricordo che mi hanno visto tutti perché son entrato dentro. Stavano a pranzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, perché ha detto che i due cancelli sono...
IMP. Scarano A.: Accanto.
PUBBLICO MINISTERO: ... vicini.
IMP. Scarano A.: Sì, sono quasi attaccati. C'è una siepe, un muro mi sembra che divide diciamo i due posti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho... sempre per rimanere in tema, ma su un punto che è successivo al cortile, al caricamento, alla partenza, a tutto quel tragitto che lei ha riferito l'altro giorno, cioè a dire dopo le esplosioni.
A un certo punto lei ha detto - esattamente il giorno 12, cinque giorni fa - lei ha detto che queste quattro persone montano tutte in macchina con lei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lì allo Scalo San Lorenzo dove è stata abbandonata quella macchina.
IMP. Scarano A.: La macchina, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Forse son stato io un po' come dire?, un po' troppo sintetico nelle domande, o lei nelle risposte.
Cerchi di raccontare per bene che cosa succede ecco, da quando lei si riprende queste quattro persone a bordo. Dove andate?
IMP. Scarano A.: Io quando c'è stata la... cioè, dopo le esplosioni, aspettavo dalla parte opposta della piazza San Giovanni.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Son passati loro, li sorpasso. A 300 metri dalla partenza, ho sentito il boato e siamo andati verso San Lorenzo. Dopo la ferrovia, dopo il ponte della ferrovia lì vicino dove sta la dogana...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... si fermano di colpo. Si fermano di colpo e scendono. Lasciano tutto acceso e siamo entrati in macchina mia, son montati in macchina mia. Ci stava Giuliano Giuseppe, Spatuzza Gaspare, Lo Nigro e Benigno Salvatore. Tutti e quattro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, da questo punto io ho bisogno che lei ricostruisca al meglio dei suoi ricordi e sempre...
IMP. Scarano A.: Hanno lasciato la macchina, sono montati in macchina con me e siamo andati a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Siete andati direttamente a casa sua?
IMP. Scarano A.: Mi pare che siamo prima andati a casa mia, hanno preso un'altra macchina e se ne sono andati lì a via Re Daua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Dal posto e dal momento in cui sono montati sulla sua automobile...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Arrivare a casa sua quanto tempo sarà stato necessario?
IMP. Scarano A.: Mah, sette, otto minuti. Perché è tutta tangenziale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Dieci minuti al massimo.
PUBBLICO MINISTERO: E una volta arrivati lì sotto, esattamente che cosa è successo? Vi siete trattenuti o no? Sono andati via subito o no? Sono andati via tutti o no?
IMP. Scarano A.: No, son stati un paio di... dieci minuti. Hanno parlato come hanno messo la macchina, come non hanno messo la macchina, quello. Hanno parlato, dice: la macchina andava messa così, no così. Dice: io sono arrivato e l'ho lasciata lì perché c'era confusione, c'erano macchine. Macchine o furgoni.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Al centro della piazza. Mi sembra di aver capito questo. Però diceva Lo Nigro, non ha fatto nessun effetto perché sfoga verso l'esterno dove c'è spazio. Invece, mettendo la marcia indietro come faceva capire lui, dice, faceva più danni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo lei l'ha già riferito.
IMP. Scarano A.: Il coso era fare più danni.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Questo l'ha già riferito. Scarano. Io avevo bisogno invece, di capire una sua affermazione, cioè dire: quando sono stati fatti questi discorsi tra queste persone che riguardavano quello che era successo a Milano?
IMP. Scarano A.: Ah, quello è stato il giorno quando è venuto Lo Nigro da Milano. Il giorno prima. Il giorno prima dell'attentato a Roma, di San Giovanni e di Velabro lì.
PUBBLICO MINISTERO: No, aspetti. Aspetti, aspetti. A che cosa si sta riferendo ora?
IMP. Scarano A.: A Milano.
PUBBLICO MINISTERO: A Milano in che senso?
IMP. Scarano A.: Lei ha detto: Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ho detto Milano, ma voglio passarle avanti, lei sta dicendo: 'sì i discorsi di Milano sono stati fatti il giorno prima'. Quali discorsi?
IMP. Scarano A.: Il discorso che Lo Nigro veniva da Milano quando è venuto a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
IMP. Scarano A.: Il giorno prima dell'attentato a San Giovanni...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... veniva da Milano.
PUBBLICO MINISTERO: ... veniva da Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Il giorno prima. E però...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: ... l'indomani, il giorno dopo arriva Peppuccio.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Io questo l'ho capito.
IMP. Scarano A.: Verso l'ora di pomeriggio.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, questo l'ho capito. Ma volevo ricordarle che l'altro giorno qui davanti alla Corte, il giorno 12 marzo al mattino, lei ha riferito di certi discorsi che ha sentito fare fra queste persone circa il fatto che a Milano per una qualche ragione o per una qualche inconveniente c'era stato qualche cosa che non aveva funzionato nel tempo e nel luogo in cui era successo anche l'attentato a Milano. E ha detto che dovevano succedere tutti e tre a mezzanotte.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Quindi doveva succedere nello stesso momento di qua e di là. Questo ha detto lei.
IMP. Scarano A.: Sì, doveva avvenire la stessa cosa a Milano e la stessa cosa doveva avvenire a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo.
IMP. Scarano A.: Nello stesso orario.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. Allora, quand'è che lei ha sentito fare queste considerazioni che a Milano c'era stato il problema che avevano sbagliato o avevano comunque fatto scoppiare questa macchina invece che nel posto giusto a qualche 100 metri di distanza, invece che all'ora giusta con anticipo di un'ora? Quand'è che l'ha sentito fare questo discorso?
IMP. Scarano A.: Mah, in mattinata. In mattinata l'ho sentito.
PUBBLICO MINISTERO: L'indomani?
IMP. Scarano A.: Ma subito la mattina dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Perché loro sono andati via di pomeriggio. Son stati accompagnati a Napoli.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: E la notte stessa penso che hanno sentito alla televisione, o la mattina, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Siccome lei nell'udienza del 12 di marzo, ha detto che questi discorsi erano stati fatti vicino a a casa sua, nel parcheggio...
IMP. Scarano A.: Ah, la sera? Quello è stato il fatto di San Giovanni. Il discorso che la macchina doveva andare per un verso invece che all'altro, son stati fatti subito lì. Quando siamo arrivati a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E allora invece il discorso di Milano è un discorso che è stato fatto...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... in un momento diverso.
IMP. Scarano A.: Dopo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Il commento diciamo, dell'attentato a Roma è stato fatto a caldo. Subito dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano gliel'ho già chiesto, mi pare non son sicurissimo, comunque, la domanda la ripropongo in forma diretta e molto neutra: è possibile o è da escludere o è certo che Frabetti sia stato, sia capitato assieme a lei in via Ostiense?
IMP. Scarano A.: Frabetti, mai. Mai è venuto con me a via Ostiense.
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo esclude?
IMP. Scarano A.: Sì, lo escludo veramente.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, il 29 di aprile dell'anno scorso in un interrogatorio fatto durante le indagini, io questa domanda gliel'avevo già posta tale e quale. E ora le leggo esattamente quello che fu detto.
Bisogna anche perché il discorso sia comprensibile per la Corte, bisogna che legga una paginetta e mezzo di questa trascrizione di quello interrogatorio, pagina 114 per i difensori, 115 per l'esattezza in cima.
Il Pubblico Ministero le chiede in quell'interrogatorio a lei Scarano, dice:
"Come si spiega però che Di Natale - a parte - come si spiega però che Frabetti lo conoscono tutti lì presso l'abitazione del Di Natale?"
E risponde lei:
"Il Frabetti l'ha visto a casa mia, Di Natale".
Io le obietto: "Ma le donne non l'hanno mica visto a casa sua il Frabetti?"
Lei mi rispose: "Questo Frabetti è uscito fuori dottor Chelazzi dopo il processo, dopo tutte queste cose. Il Frabetti lo può non dire guardi, io lo auguro che si pentano tutte queste persone che hanno partecipato qui".
E io, convengo e dico: "Anch'io me lo auguro. Lo auguro di cuore. Se c'è uno che il Frabetti che dice che ha partecipato a qualche cosa, io le dico: Frabetti bisogna che ci sia stato lì in via Ostiense, per riconoscerlo tutti al completo."
Lei mi dice: "Può darsi. Può darsi pure che a via Ostiense è venuto con me col furgone quando dovevo caricare l'hashish. Mi ha dato una mano a me, perché il furgone ce l'aveva lui. Il furgone mio io l'ho comprato, eccetera, eccetera". Può darsi pure che è venuto con me quando siamo andati a caricare l'hashish, ma non è che sapevano che si chiamava Frabetti come non sa chi se l'è portato lì".
Ecco. Qui lei, in queste dichiarazioni sostanzialmente aveva ammesso la possibilità che Frabetti fosse capitato in via Ostiense insieme a lei, comunque solo per la vicenda dell'hashish.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oggi invece, al dibattimento - ma mi pare che glielo avessi già chiesto in una delle udienze precedenti - lei ha detto: "No, lo escludo che Frabetti sia venuto lì". Ecco.
IMP. Scarano A.: No, io ammetto anche quello che ho detto. Però io credevo che lei si riferiva a, in riferimento diciamo, alle preparazioni delle macchine per le stragi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Per quello ho detto: lo escludo totalmente. Su questo punto qui, può darsi che io non ricordi di averlo avuto con me. Se lo avessi visto mai con me. Non lo escludo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, ma il furgone quello arancione, lì in via Ostiense c'è capitato in quante occasioni?
IMP. Scarano A.: In una occasione sola.
PUBBLICO MINISTERO: Ed esattamente quale?
IMP. Scarano A.: Prima, quando sono andato a caricare l'hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Quando se l'è riportato via?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, l'altro giorno lei ha riferito una serie di circostanze che riguardano l'utilizzo dell'abitazione di quel certo Giacomino. Eh?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Col cognome, quello originale. Allora, le devo chiedere ancora qualche cosa su questo punto.
C'ha la tosse? Ha bisogno di un bicchier d'acqua? Sennò poi alla fine io non sento lei se tossisce, e lei non sente me.
PRESIDENTE: Ha bisogno di acqua?
IMP. Scarano A.: Sì, se me lo porta un goccino.
PRESIDENTE: Per cortesia.
Possiamo riprendere. Almeno credo, vero?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora...
IMP. Scarano A.: Signor Giudice, posso un attimo?
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: Io volevo fare una deposizione spontanea.
PUBBLICO MINISTERO: Hai voglia! Ma siamo in un interrogatorio. Comunque può dire tutto quello che vuole, basta che parli di cose del processo.
IMP. Scarano A.: No, no. Non sta a verbale, eh?
PRESIDENTE: Non sta?
IMP. Scarano A.: Nei verbali che ho fatto.
PRESIDENTE: Va bene.
IMP. Scarano A.: Mi sono ricordato di una cosa...
PRESIDENTE: Dica.
IMP. Scarano A.: SI ricorda che io avevo detto che il camion era arrivato a casa mia quando è venuto Messina Denaro, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Ecco. Io adesso ho ricordato che il Messina Denaro con Enzo Sinacori son arrivati la mattina verso le 10.00-10.30 a casa mia. Hanno pranzato a casa mia. Nel pomeriggio verso le tre e mezza-le quattro siamo andati sull'accordo anulare all'uscita della Roma-Napoli e siamo andati a prendere questo camion. Questo camion con l'esplosivo e le armi.
PUBBLICO MINISTERO: La seguo.
IMP. Scarano A.: Siamo andati vicino casa mia a scaricare dietro casa mia, è stato scaricato tutto dentro la Y10. Si è fatto il giro del fabbricato, dell'isolato e con la Y10 carica, la Y10 quando siamo arrivati al portone dove io abito, siccome sopra c'è una mensola, una mensolina di cemento non si vede, la macchina è andata quasi dentro vicino al gradino della porta, non si vedeva niente di fuori...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... e abbiamo scaricato questa macchina. Proprio perché non... e l'abbiamo portata giù in cantina. Comunque il camion non è venuto direttamente a casa mia, bensì siamo andati a prenderlo sull'accordo anulare, all'uscita della Roma-Napoli. Questo volevo dire.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi siete andati tutti e tre?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, Messina Denaro e Enzo?
IMP. Scarano A.: E Sinacori, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. E con la macchina sua?
IMP. Scarano A.: Con la macchina mia, sì. Con la macchina mia: la Y10.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, con due macchine...
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... siete andati.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Va bene.
PRESIDENTE: Con due macchine o con una?
IMP. Scarano A.: Due, due.
PRESIDENTE: Tutte e due sue?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Una, mia e una di Sinacori.
PRESIDENTE: Anche quella era?
IMP. Scarano A.: Una Y10.
PRESIDENTE: Una Y10 anche quella.
PUBBLICO MINISTERO: Quella bianca.
PRESIDENTE: Sì, sì. Targata Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho capito.
IMP. Scarano A.: Questo non sta nei verbali. Questo me lo sono ricordato l'altro giorno pensando...
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
Dunque, torniamo lì dal signor Giacomino. Giacomino. Lei ricorda se per caso da parte di qualcuno fu provveduto a mettere nell'appartamento - che questo Giacomino mise a disposizione - che so? qualche letto in più, qualche brandina...
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... divano?
IMP. Scarano A.: Una branda che si apre e si chiude. Ce l'ho data io. L'ho portata io. E il materasso.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha mai saputo se in casa di questo Giacomino finirono a dormire le persone che era previsto inizialmente alloggiassero lì o se ne finì a dormire di più?
IMP. Scarano A.: Io li ho visto: Sinacori, ho visto Denaro Messina Matteo e ho visto due napoletani. E basta. Non ho visto più nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Beh. Senta può darsi che per chiedere questo appartamento, la cortesia a questo Giacomino, a questa persona sia stato detto che si trattava di parenti suoi?
IMP. Scarano A.: Mah, questo non me lo ricordo. Ho detto che mi serviva... se sapeva, se conosceva qualcuno che ci aveva un appartamentino per affittarlo. Io non ricordo se... suo parente o cose varie. Amici, mi sembra che ci ho detto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' possibile che qualche discorso per chiedere a Giacomo, a Giacomino questa cortesia invece che solamente lei glielo possa aver accennato uno dei suoi figlioli?
IMP. Scarano A.: Mah, io i miei figli non ho messo mai in mezzo. Poi può darsi pure che hanno sentito qualche cosa, perché quando io l'ho detto a Giacomino, l'ho detto fuori lì al bar. Se c'era, conosceva qualche persona che c'aveva qualche appartamento. Dato gli lui fa l'imbianchino, a Roma si dice: pulisce gli appartamenti, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Può darsi pure che ci stava qualcuno dei miei figli lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, Giacomino...
IMP. Scarano A.: Mica lo metto in dubbio. Però lui stesso, si è offerto lui stesso. Dice: 'guarda, per quanto ti serve questo appartamento?'
'mah, ci ho detto, non lo so, 10-15 giorni'.
'per 15 giorni ti posso dare il mio, ti posso favorire io. Perché mia madre non ci sta, sta in Abruzzo' dice, m'ha detto.
Dico: 'va beh, andiamo a vede'.
Dice: 'l'appartamento è libero' e me l'ha dato lui, così di spontanea volontà.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, nel periodo in cui Matteo, Enzo si son trattenuti lì, è possibile che abbiano avuto in prestito anche momentaneo da lei la sua macchina, la sua Audi?
IMP. Scarano A.: La macchina mia, no. Mai. In prestito macchine mie dal momento che sono stati lì loro, no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Io non so nemmeno quanto sono stati lì. Perché io sono andato il giorno che l'ho accompagnati, sono andato l'indomani mattina un'altra volta se aveva bisogno di qualche cosa. Messina denaro Matteo mi ha detto: 'tu qui, non ci devi venire. Se c'ho bisogno di qualche cosa, ti vengo io a trovare'.
Da quel momento in poi non li ho più visti. Infatti quando sono andati via, adesso non ricordo 10 giorni o 15 giorni, 8 giorni, una settimana, o 5 giorni, ho incontrato il proprietario della casa che mi ha detto: 'sai, quegli amici sono andati via, quegli amici tuoi. Hanno lasciato un sacco di latte, dice, e biscotti'.
E io ci ho risposto: 'mangiali'. Tutto qui. Non ho saputo più niente.
PUBBLICO MINISTERO: Giacomino le ha mai raccontato quali erano le abitudini di queste persone nel periodo in cui si sono trattenute in questo appartamento?
IMP. Scarano A.: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: Qualche abitudine?
IMP. Scarano A.: Mah, abitudine mi ha detto che stavano dentro casa. Però la sera uscivano. Nel pomeriggio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei come si è sdebitato con Giacomino?
IMP. Scarano A.: Io gli ho regalato un po' di cocaina. Perché gli ho detto se voleva soldi, mi ha detto di no. Ho comprato 50 grammi, 100 grammi non mi ricordo adesso. E gliel'ho regalata, sapendo che lui faceva uso, non lo so, la vendeva.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ricorda se più o meno all'epoca di questi fatti, cioè o prima o dopo evidentemente, questo Giacomino fu anche incarcerato?
IMP. Scarano A.: Sì, è stato carcerato, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prima o dopo questa vicenda della casa, se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Eh, non mi ricordo questo fatto qui, no. Non so se è stato prima o dopo. Ma mi sembra dopo è stato. Sicuramente dopo che è venuto Messina qui a Roma, a casa sua.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, visto che si sta parlando sempre di appartamenti, torniamo a quello del quartiere africano, quello di via di Re Daua. Lei ha mai saputo - e se l'ha saputo, qual'è la spiegazione - se da questo appartamento, dopo che fu terminata l'utilizzazione, fu portato via qualche cosa, tipo un divano o delle poltrone, insomma delle suppellettili, che poi andarono a finire a Capena?
IMP. Scarano A.: Sì sì, il divano e il letto, tutti e due i divani letti.
PUBBLICO MINISTERO: E come è questa storia, come andò? Come mai? Ad iniziativa di chi?
IMP. Scarano A.: Mah, non ricordo bene dove sono stati messi questi divanetti.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma di chi fu l'idea, le stavo chiedendo?
IMP. Scarano A.: Era mia.
PUBBLICO MINISTERO: Sua?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per fare questa operazione ha fatto da solo o ha fatto con qualcuno?
IMP. Scarano A.: Adesso non mi ricordo se l'ho fatto da solo o con qualcuno.
PUBBLICO MINISTERO: No, volevo dire, se si è messo... di un divano, per portarlo giù da un appartamento e poi metterlo da qualche parte si può fare anche da soli, per carità.
IMP. Scarano A.: No, da solo no, da solo no. Ma se non mi sbaglio c'era Frabetti, con me.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, chiamiamolo minisgombero, l'ha fatto con il furgone o con la jeep, con che mezzi? Se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Guardi, signor Giudice, io mi sembra che nemmeno ci sono andato lì, ci ha dato una mano Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Allora...
IMP. Scarano A.: Mi sembra. Io non ci sono andato per niente.
PUBBLICO MINISTERO: Soprattutto se si tratta di domande mai fatte, per cortesia, rifletta un attimo prima di rispondere, ecco. Allora, ricominciamo da capo. Le ho chiesto se le risultava che... Dice: 'sì, mi risultava che i divani letto da via di Re Daua sono finiti a Fornello'. O, per meglio dire, a Capena, non a Fornello: a Capena.
Allora, cerchiamo di vedere se lei si ricorda come è andato questo episodio. Ecco, allora il primo punto mi pare sia questo: chi è che ha avuto l'idea di fare questo trasferimento di mercanzia da un posto a un altro. Lei ha risposto: 'io'.
Io le chiedo: è sicuro?
IMP. Scarano A.: Eh, sono sicuro sì, perché lo sapevo solo io di questi divani.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMP. Scarano A.: Però, posso parlare?
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: Quando sono stati portati questi divani lì, all'inizio, poi questa casa è stata chiusa. Ad agosto, a fine agosto quando sono ritornati tutti questi di Palermo, queste persone, lì la serratura era cambiata; praticamente era Bizzoni più responsabile di me di questi divani. Mi sembra che io ne ho parlato con Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Però Bizzoni, se non mi sbaglio, io non vorrei sbagliare perché sono particolari un po', cioè...
PUBBLICO MINISTERO: Un po' secondari, va bene.
IMP. Scarano A.: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, insomma, sono particolari anche questi.
IMP. Scarano A.: Mi sembra che Bizzoni avrebbe pensato di levarli di lì dentro, li ha portati a casa sua, in qualche garage. Però esattamente non ricordo bene la cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma...
IMP. Scarano A.: Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego, certo.
IMP. Scarano A.: Mi sembra che si è incaricato Bizzoni di questi. E dove li ha portati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Però poi a Capena come ci sono finiti, chi ce li ha portati?
IMP. Scarano A.: Io ad essere sincero non mi ricordo proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, se non se lo ricorda, non se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: Non me lo ricordo proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Bisogna ritornare su un punto. Allora, le chiedo proprio in maniera diretta e specifica, quando l'ha conosciuto Giacalone lei? E dove?
IMP. Scarano A.: Io l'ho conosciuto a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. In che occasione?
IMP. Scarano A.: La prima volta, quando sono andato a prendere l'hashish.
PUBBLICO MINISTERO: L'hashish.
IMP. Scarano A.: Mi ha portato Cannella, mi ha portato all'autosalone suo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMP. Scarano A.: A Brancaccio.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMP. Scarano A.: Sono stato circa tre ore lì dentro, due ore e mezzo, tre ore.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Nell'occasione, con Giacalone, di che cosa avete parlato?
IMP. Scarano A.: Di niente.
PUBBLICO MINISTERO: Di niente.
IMP. Scarano A.: Più o meno, mi ha offerto un caffè lì dentro, abbiamo parlato del più e del meno, delle macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh. Lei, Giacalone l'ha rivisto successivamente, a Roma?
IMP. Scarano A.: Sì sì.
PUBBLICO MINISTERO: A Roma?
IMP. Scarano A.: Certo, è stato l'unico che ha frequentato Roma molto di più.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ascolti. Quando vi siete visti e conosciuti a Palermo, quel certo giorno, per caso vi siete messi d'accordo sul fatto che Giacalone sarebbe venuto a Roma? Lui le ha anticipato che sarebbe venuto a Roma? Qualcuno le ha detto: 'guarda, questo che hai conosciuto oggi verrà a Roma'?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Assolutamente no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Abbiamo parlato di macchine, mi ha detto che veniva, girava, andava pure a Milano a comprare macchine. Gli ho detto che a Roma ci si trovano, macchine. E' nata lì, questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Lei ha riferito qui, alla Corte, che lei si trovava assieme a Giacalone a Roma quando, presente Bizzoni, lei gli dice: ' te, che c'hai sempre, ti rigiri case, appartamenti...
IMP. Scarano A.: Sì, sì, quello è venuto...
PUBBLICO MINISTERO: ... palazzi...
IMP. Scarano A.: Quello è venuto in un secondo tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ho capito in un secondo tempo. Ma Giacalone era quindi venuto a Roma?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nell'occasione.
IMP. Scarano A.: Era presente.
PUBBLICO MINISTERO: Era venuto per qualche ragione specifica, o era venuto così, per fare del turismo o perché aveva da trattare con lei altre questioni?
IMP. Scarano A.: Mah, è venuto per macchine, come era venuto già pure precedentemente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Anche per macchine. E si parlava di questo appartamento. Ma dopo...
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo appartamento, Scarano, interessava a lei o interessava a Giacalone?
IMP. Scarano A.: Interessava a Giacalone, l'appartamento. Mica a me. A Giacalone, o a chi per lui.
PUBBLICO MINISTERO: Giacalone è venuto con lei a vedere l'appartamento, ovvero è andato da solo, ovvero è andato con Bizzoni, ovvero non c'è andato?
IMP. Scarano A.: Io, l'appartamento, sono andato con Bizzoni. Ci ho detto io soltanto, quando Bizzoni ha detto che c'aveva l'appartamento, ha detto di pensarci io.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: A tutto. E Bizzoni mi ha portato a vedere l'appartamento. Lui, Giacalone, ha detto di no. Dice: 'pensaci te, e basta'.
PUBBLICO MINISTERO: Giacalone le spiegò perché gli interessava questo appartamento?
IMP. Scarano A.: Assolutamente no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Serviva questo appartamento, e basta, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Le disse che questo appartamento doveva restare a disposizione?
IMP. Scarano A.: Mah, io l'appartamento mi ricordo per un paio di mesi, tre mesi, cose del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Doveva restare a disposizione?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Le chiavi, lei poi - lei, Scarano - le ha avute da?
IMP. Scarano A.: Da Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Le ha date a?
IMP. Scarano A.: Mah, a chi l'ho date non ricordo bene, le ho date mi sembra a Spatuzza. Che sono venuti, a mano a mano venivano a Roma; ma sono venuti un sacco di volte, non è che posso adesso pensare quando, come e perché.
PUBBLICO MINISTERO: No. Sì, sì, io non pretendo, per carità, una precisione di questo tipo. Era semplicemente per mettere a fuoco - io seguo il suo racconto - per mettere a fuoco il primo passaggio, l'inizio per così dire: 'io ho avuto le chiavi da Tizio, ho dato le chiavi a Caio'.
IMP. Scarano A.: Mi sembra a Spatuzza. A Spatuzza, a Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, se questi sono venuti una volta o trecento, la cosa non cambia. Ho capito. Le sembra, quindi non è sicurissimo.
L'altro giorno, Scarano, lei raccontava di avere tra le sue conoscenze a Roma una coppia, marito e moglie: lui si chiama Liberati, e la signora non si ricordava il nome, poi si è ricordato che si chiamava Simonetta.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Non mi ricordo se gliel'ho chiesto, ma glielo chiedo comunque ora in forma diretta: le risulta che questo signor Liberati abbia avuto dello stupefacente da lei?
IMP. Scarano A.: Sì. Dieci chili di hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Per caso finì in galera poi, questo signor Liberati?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma proprio perché aveva avuto quest'hashish, gli trovarono quest'hashish, o per qualche altra ragione?
IMP. Scarano A.: Per l'hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Per questo qui.
IMP. Scarano A.: Specificamente per l'hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quando glielo dette l'hashish a Liberati, lei era da solo o c'era qualcuno?
IMP. Scarano A.: Mi sembra che ce l'ha dato, l'ha portato coso, l'ha portato Frabetti. L'ha portato a casa mia, e io l'ho dato.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh. Senta, questo signore, ricorda se si trovò, appunto, in questa complicazione di questo arresto più o meno all'epoca in cui si svolgono questi altri fatti che sta raccontando? Intendo dire: e l'appartamento di via di Re Daua, e il Giacalone, e il Carra, e quello e quell'altro. Siamo più o meno nella stessa epoca?
IMP. Scarano A.: Mah, questo non lo so. Però posso dire una cosa: che lui stava agli arresti domiciliari, quando è uscito, perché ha fatto pochissimo, ha fatto un mese, un mese e mezzo, non di più. E' stato condannato, mi sembra, a quattro anni.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però è uscito subito.
PUBBLICO MINISTERO: Rigiriamo il discorso, Scarano: l'hashish, questi 10 chili che lei dette a Liberati, da dove proveniva?
IMP. Scarano A.: Era quello che mi hanno dato loro, di Palermo, quello che mi ha dato Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi aveva la provenienza da quello portato da Carra?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Allora, questo signore stette un po' in carcere - lei ha detto - poi ebbe alla svelta gli arresti domiciliari.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Lei, visto che aveva appunto questi rapporti di conoscenza con questa coppia, marito e moglie, ha frequentato l'abitazione...
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... di questi signori?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'altra volta disse stavano in via dei Romanisti.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' possibile che lei abbia frequentato l'abitazione di questi signori portando con sé qualcuno delle persone di cui ha parlato qui, in aula, con riferimento agli esplosivi, agli attentati, e a quello e a quell'altro?
IMP. Scarano A.: Quando è uscito dal carcere, agli arresti domiciliari, sono andato a trovarlo. E con me si trovava Spatuzza e Giuliano, assieme. E ho portato pure loro su, in casa. 'E' un conoscente, questo è un amico mio' dico, 'andiamo a vedere, sta agli arresti domiciliari'.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh.
IMP. Scarano A.: E ci stava Spatuzza, e ci stava Giuliano. Ma in quella casa è venuto pure Lo Nigro, è venuto Giacalone.
Che poi è avvenuto un invito a cena, sempre di Giuseppe; e però non mi ricordo in quale occasione questa cena, questo discorso della cena è avvenuto. Comunque, sono venuti più volte, lì dentro. Con me, assieme a me.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, queste persone, nel venire con lei, venivano in qualche modo presentate? O non venivano assolutamente presentate? Veniva fatto qualche nome, veniva dato qualche nome di fantasia? Se lo ricorda, lei?
IMP. Scarano A.: No, io, che mi ricordi io, nomi di fantasia no. Mi sembra che li conoscevano per nome, benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi col nome loro, di Battesimo.
IMP. Scarano A.: Sì, penso di sì.
PUBBLICO MINISTERO: E perché se li portò in casa di queste persone, di questi marito e moglie?
IMP. Scarano A.: Ma perché si trovavano con me. Perché poi la signora è andata a via di Re Daua a pulire l'appartamento, è andata alla villetta a pulire l'appartamento assieme a una sua amica.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh.
IMP. Scarano A.: E' andata a un altro appartamento sull'Appia, lì con la figlia, a pulire sempre questi appartamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti Scarano, scusi un attimo se la fermo, sennò non ci si capisce più nulla. Quello dell'Appia, di appartamenti, sarebbe?
IMP. Scarano A.: La mansardina, che poi lì sono stati sei, sette giorni, e poi sono andati via.
PUBBLICO MINISTERO: Quello del Tuscolano?
IMP. Scarano A.: Quello Tuscolano sì, non l'Appia. Scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Quello che sarebbe poi Cinecittà Due.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che sarebbe Largo Giulio Capitolino?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, ecco, perché chiamare le cose con cinque nomi diversi...
IMP. Scarano A.: Io dico l'Appia perché...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, va bene.
IMP. Scarano A.: ... i nomi delle strade non li so.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto Appia perché gli torna come Appia, ecco. E allora questa signora è stata a fare pulizie un po'...
IMP. Scarano A.: Un po' dappertutto.
PUBBLICO MINISTERO: Un po' dappertutto, ecco. Ha detto è stata anche a Capena a fare pulizie?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' possibile che lei a Capena, o nella zona di Capena, sia stato anche a pranzo o a cena?
IMP. Scarano A.: Sì. No no, a pranzo, a pranzo.
PUBBLICO MINISTERO: A pranzo.
IMP. Scarano A.: Da Romano, Ristorante Romano.
PUBBLICO MINISTERO: Dove è?
IMP. Scarano A.: Romano.
PUBBLICO MINISTERO: Dove si trova? Vicino a Capena o vicino...
IMP. Scarano A.: Si trova sulla via Tiberina.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla via Tiberina. E questo pranzo, tra chi si svolse?
IMP. Scarano A.: Mah, se non mi ricordo male, dopo che hanno finito l'appartamento era l'ora di pranzo, dopo che hanno finito di pulire.
PUBBLICO MINISTERO: Sì sì.
IMP. Scarano A.: Era ora di pranzo, l'una, le due, adesso non ricordo l'orario, e siamo andati a mangiare. E ci stava mi sembra Lo Nigro pure, Giacalone, e non ricordo altro.
PUBBLICO MINISTERO: Faceste una bella tavolata?
IMP. Scarano A.: Sì, eravamo quattro, cinque persone.
PUBBLICO MINISTERO: O eravate solamente voi quattro?
IMP. Scarano A.: No, quattro, cinque persone, non ricordo bene. Comunque, Giacalone e Lo Nigro ci stavano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei se lo pose all'epoca il problema se poteva essere prudente o imprudente che le facce di queste persone, insieme alla sua, fossero viste da altri? Intendo dire questa signora col marito.
IMP. Scarano A.: No, io questo problema non me lo sono mai posto. Gli altri penso nemmeno, perché sennò non si facevano vedere.
PUBBLICO MINISTERO: Ma perché non ritenne di porselo?
IMP. Scarano A.: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Perché lei non ritenne di porselo, questo problema: sarà prudente, sarà imprudente? Corro un rischio, non corro un rischio, a farmi vedere con questi?
IMP. Scarano A.: Io, signor Giudice, io dopo il fatto di Costanzo voglio tornare un po' indietro.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
IMP. Scarano A.: Io all'ultimo non potevo fare più a meno di niente, perché c'è stata una discussione fra me e loro per la macchina, per l'A112, da Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh.
IMP. Scarano A.: Allora, dopo dieci, quindici giorni mi fanno andare a Palermo, Cannella mi viene a prendere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora visto che sta raccontando una circostanza nuova, la racconti per benino: con ordine, parta dall'inizio. Io le stavo per fare delle domande, la sta raccontando lei: la racconti diciamo da zero, su quest'episodio qui.
IMP. Scarano A.: Da zero, da zero sarebbe quando è stata portata la macchina per l'attentato a Costanzo. Vedendo la mia macchina che usciva di quella traversa, che il giorno prima se l'erano presa, credendo io che si volevano fare una camminata per Roma, normale; invece l'hanno tenuta proprio parcheggio, per tenere un parcheggio occupato, per avere un parcheggio sicuro l'indomani che si doveva portare la macchina con l'esplosivo lì.
E mi sono arrabbiato un po', no? Dico 'così a me mi mettete in mezzo ai guai', dico 'mi fate passare qualche guaio'. E, insomma, c'è stato questo dialogo un po' acceso.
Dopo, loro se ne vanno a Palermo. Dopo 10-15 giorni mi chiamano da Palermo, io non sapevo nessun motivo, credevo, non sapevo mai una cosa del genere. E vengo portato da Cannella in una località fuori Palermo: Musulmeri - o Misilmeri, non lo so - in mezzo alla montagna.
In mezzo alla montagna, dove c'era una villa; e c'erano circa una ventina di persone, trenta.
Però lì ho visto che c'era soltanto Benigno Salvatore; degli altri, non ho conosciuto nessuno. Ma c'era pure Graviano lì, dentro lì.
Quando entro in questa villa, nel salone, con Cannella, vengo portato vicino a una parete che comunicava con la cucina - c'era un arco. Dentro questa cucina era una persona che lucidava la cappa; però, questa persona che lucidava la cappa, lucidava la cappa, che io lo vedevo perché c'era un arco molto grosso, tra il salone e la cucina comunicanti.
Dietro la parete della cucina c'era una persona, che non so ancora oggi esso chi è, non l'ho mai saputo chi è stato. Mi ha detto che sono una brava persona, mi ha detto che sono amico di Giacalone, mi ha detto che sono amico di Denaro Matteo, insomma questi complimenti così.
Ma mi ha detto pure che sapevo soltanto io che questo ragazzo era venuto a Roma, e lo sapevo solo io. E basta: 'arrivederci', 'arrivederci'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, visto che lei ha...
IMP. Scarano A.: Di stare attenti, che lo sapevo soltanto io che questo ragazzo era venuto a Roma, per Costanzo. Che poi sono proceduto anche da altri; quindi mi dica lei se io potevo fare a meno di nascondermi? Oppure di rifiutare.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, prendiamo i distinti problemi, eh? Ora le faccio ancora io qualche domanda. Oh, quindi dopo un certo tempo da che era successo il fatto di Costanzo, la fanno andare già a Palermo, lei ha detto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come è stato convocato, per così dire? Per telefono, per posta?
IMP. Scarano A.: Mah, io adesso... No, per telefono, per telefono.
PUBBLICO MINISTERO: Per telefono.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda chi la chiamò?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda. Lei andò giù a Palermo, si ricorda come?
IMP. Scarano A.: Sono andato con la macchina. Con la nave, mi sembra sono andato.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh. E è venuta a prenderla qualcuno, quando è arrivato?
IMP. Scarano A.: Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: No, dico, quando è arrivato giù, è venuto a prenderla qualcuno, se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Mah, Cannella Cristoforo mi ha portato lì, a Misilmeri.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, l'aveva portata a questo posto - l'ha detto - Cannella. Ma io le chiedo più specificamente se è venuto qualcuno - a Firenze si direbbe "a riscontrarla" - diciamo a prenderla all'arrivo.
IMP. Scarano A.: Mi sembra che è venuto Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci pensi un attimino se le sembra o se è sicuro.
IMP. Scarano A.: Io sono sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, se è venuto questo qualcuno, lei poi è stato accompagnato da Cannella?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è stato portato in questo posto da Cannella con la macchina di Cannella, o siete andati con la sua? La sua di lei, Scarano.
IMP. Scarano A.: Una Ford bianca, Fiesta, di Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Di Cannella, ho capito. Per arrivare a questo posto si ricorda, più o meno, se andando via da Palermo, che ne so, si prende verso Messina oppure si prende verso Trapani, oppure si prende...?
IMP. Scarano A.: Verso Catania.
PUBBLICO MINISTERO: Verso Catania.
IMP. Scarano A.: Un pezzo di autostrada verso Catania, da Palermo verso Catania.
PUBBLICO MINISTERO: Si fa un tratto, si fa... Avete fatto un tratto di strada breve? Un po' lungo?
IMP. Scarano A.: Mah, adesso l'orario, non è che stavo lì a vedere l'orario, quanto ci abbiamo messo; comunque, abbiamo fatto un bel pezzo di autostrada. Uscendo dall'autostrada abbiamo preso una superstrada, una strada nazionale, che si andava a questo paese.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto nelle montagne sta, questo paese?
IMP. Scarano A.: La villa, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah ecco, una villa. E lei ha detto c'erano una ventina di persone, venticinque, trenta, che ha detto?
IMP. Scarano A.: Mah, forse pure più di venti.
PUBBLICO MINISTERO: Ma come erano? Un po' fuori e un po' dentro?
IMP. Scarano A.: Parecchi erano fuori, sotto gli alberi degli ulivi. Qualcuno stava fuori al cancello; e attorno alla casa pure. E dentro ci stavano pure una decina di persone.
Ma Benigno stava vicino alla porta, ai gradini, ai primi gradini, che si saliva con tre gradini su questo salone, dentro casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, Cannella o "Fifetto", come lo vogliamo chiamare, venne con lei dentro la villa o rimase fuori?
IMP. Scarano A.: E' venuto con me dentro la villa.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: E' rimasto assieme a me, a fianco a me.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Benigno, lei lo riconobbe con sicurezza?
IMP. Scarano A.: Sicurissimo, perché era venuto qui a Roma per Costanzo, la prima volta. Solo lui conobbi, lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, tra le persone che nell'occasione vide, c'era qualcun altro che lei a quel momento conosceva?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: L'ho conosciuto dopo, che c'era Graviano, e quel viso l'avevo visto in quella villa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei ha visto una persona, se capisco bene, in quella villa che poi, successivamente...
IMP. Scarano A.: L'ho visto a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: ... ha visto a Roma. E sa che si tratta di? Graviano, quale?
IMP. Scarano A.: Graviano Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Di Graviano Giuseppe.
IMP. Scarano A.: Detto "Madre Natura".
PUBBLICO MINISTERO: Detto?
IMP. Scarano A.: "Madre Natura".
PUBBLICO MINISTERO: "Madre Natura".
IMP. Scarano A.: Così lo chiamano loro.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, poi, arriveremo anche a chiarire quest'episodio di questa conoscenza con questa persona.
Oh, ma noi siamo partiti da un altro punto; perché le ho chiesto se si era posto il problema se era una imprudenza o meno, di prendere, o meglio di portare con sé queste persone - Lo Nigro, Peppuccio, Gaspare - in casa dei signori Liberati, a prendere - che ne so - il caffè, il gelato o quel che fosse. Andare poi a pranzo assieme lì, a Capena.
Ecco, gli ho chiesto semplicemente se lei se lo pose o no se lo pose, questo problema.
IMP. Scarano A.: No, no, io non mi posi niente; perché loro venivano tranquillamente, scendevano. Più volte, sapendo che io mi trovavo a Centocelle, mi venivano a trovare lì al bar dove io bazzicavo, diciamo, o ci passavo. Camminavano tranquillamente, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Cioè a dire non facevano, voleva dire, non facevano niente per nascondersi?
IMP. Scarano A.: No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Se avevano qualcosa da nascondere, mi dicevano 'guarda, rimango in macchina, vacci te, io rimango in macchina'. Ma loro scendevano così, normali; venivano assieme a me, io gli dicevo 'vuoi salire?', e salivano assieme a me.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Raccontiamo allora, le chiedo di raccontare allora come si è verificato l'episodio che dà luogo alla sua conoscenza di questa persona, che lei poi dice è Graviano Giuseppe. Ecco, come si verifica questo episodio? Quando, possibilmente.
IMP. Scarano A.: Quando si verificò la conoscenza? Allora, la conoscenza si verificò dopo le ferie, la stagione estiva, a fine '93.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Fine '93, tra settembre, ottobre, adesso non è che ricordo bene; insomma, cioè la casa, l'appartamento era nel quartiere Tognazzi Torvajanica, era l'ultima casa diciamo, appartamento che è stato trovato. E stavano lì.
PUBBLICO MINISTERO: Quello di Bizzoni?
IMP. Scarano A.: Quello di Bizzoni. Loro stavano già tutti lì: ci stava Giacalone, ci stava Benigno Salvatore, ci stava Lo Nigro, ci stava Giuliano, e Spatuzza.
Una mattina - loro stavano già tutti lì, che seguivano Contorno, i movimenti, gli spostamenti di Contorno - una mattina viene Spatuzza a casa mia, mi ha detto 'sai, dobbiamo andare a via Veneto'.
Dico 'va bene'. Dice 'dobbiamo andare con due macchine'. Lui si prende il 112 e io c'avevo l'Audi.
Questa, la seconda volta con due macchine. La prima volta siamo andati con una macchina sola, la mattina.
Andiamo lì. Io entro, mi fa entrare in una traversa dove c'è l'Ambasciata Americana, Spatuzza scende e prende via Veneto. Non avevo visto se era andato a destra o a sinistra nella via. E io sono rimasto in macchina.
Dopo un 20 minuti, 25 minuti circa, vedendo che non veniva, sono sceso dalla macchina, così, a farmi due passi e sono arrivato fino all'angolo di via Veneto. E lì vedo Spatuzza che dava la faccia dove io stavo, e una persona con un cappotto blu scuro che mi dava le spalle.
Spatuzza mi fa segno di andare dentro la macchina. E me ne sono andato dentro la macchina.
Dopo circa cinque minuti, viene.
E siamo andati via.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è il primo episodio.
IMP. Scarano A.: Di quando ho... Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è il primo del mattino, voglio dire.
IMP. Scarano A.: Questa è la mattina.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto, ho capito, la mattina. Benissimo.
IMP. Scarano A.: Venendo in macchina lui siamo andati verso casa mia un'altra volta.
Dice: 'guarda, nel pomeriggio dobbiamo tornare qui. Però dobbiamo tornare con due macchine'. Però ancora non è che a me mi ha detto chi era la persona, o chi non era la persona. Non mi ha detto proprio niente. Verso le tre, tre e mezzo, siamo ritornati a via Veneto...
Ah, mi ricordo, quel giorno siamo andati a mangiare da Zio Rocco a Centocelle, alla trattoria. E alle tre e mezzo siamo andati un'altra volta. Non si tornò per niente a casa quel giorno.
Siamo andati soltanto a prendere la macchina dopo che abbiamo pranzato da Zio Rocco a Centocelle.
Ha preso il 112 lui e io la macchina mia. E siamo andati un'altra volta a via Veneto.
Mi ha detto: 'fai strada avanti per uscire dal centro, che dobbiamo andare lì alla villa', mi riferisco al villaggio Tognazzi, a Torvajanica.
Siamo andati lì, siamo arrivati lì. Lì ci stavano tutti loro, queste cinque persone. Entriamo alla porta. Io non volevo entrare. Allora Spatuzza mi ha detto, dice: 'no, no, entra'.
Poi si è affacciato Giacalone e dice: 'entra, entra'.
Si sono salutati con questo Graviano, oggi conosco pure Graviano.
Si sono ben seduti, io mi sono seduto a due-tre metri sopra un divano. Hanno parlato di cose... roba economica, diciamo, soldi, di "pizzo", come lo chiamano. Di questi soldi che non dovevano prendere ogni mese, bensì ogni due mesi, ogni tre mesi. E qualcuno lì, ho sentito mi sembra che Spatuzza gli ha detto, dice: 'ma come, se questi soldi poi, questi che pagano non li mettono da parte, non troviamo né quelli di un mese, né quelli di due mesi'.
Dice: 'e poi gli dite di mettere questi soldi, di metterli da parte, che poi passate ogni due mesi a prendere questi soldi'.
Comunque questo piano qui lo hanno fatto, l'ho sentito io che stavano lì a due metri, tre metri, hanno fatto soltanto una quarantina di minuti... Hanno parlato una quarantina di minuti. E basta.
E lì me lo hanno presentato come Giuseppe, prima.
Dopo che hanno finito di parlare siamo tornati a Roma.
Io ho fatto sempre strada avanti.
All'altezza dell'Eur, entrando dentro Roma, venendo da Nettuno, da Torvajanica, no Nettuno, da Torvajanica, arrivati all'Eur mi fa, dice: 'sai, vattene a casa, che poi io vengo a casa'.
E Spatuzza se n'è andato assieme a Giuseppe. Però dove lo ha portato non lo so io.
Poi Spatuzza è venuto a casa mia verso le otto, otto e mezza la sera. Ci ho detto: 'ma chi è questo Giuseppe?'
Dopo un paio di volte mi ha dato la risposta. Dice: 'Graviano'.
Dopo ancora mi ha detto: 'questo è "Madre Natura"'.
E ho capito insomma che si trattava di un capo loro.
Tutto qui.
Però quella persona l'avevo vista lì da Musumeri, Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi la persona che vede in quella occasione lei ha detto che è la stessa che aveva visto a Misilmeri. Insomma, a quel posto lì.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E in quel posto lì, cioè dire a Mussomeli, Musumeri, quello che sia, questa persona che cosa faceva?
IMP. Scarano A.: Ma niente, stava girato un po' col viso verso il muro, perché... Con le spalle verso di me, quando sono entrato. Però, quando sono uscito, si è gira... quasi l'ho visto in faccia.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire: quando lei entrò in questo posto, in questa villa, qualcuno dei presenti, invece che darle la faccia, le dava le spalle, vuol dire questo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Esattamente così.
PUBBLICO MINISTERO: Però lei...
IMP. Scarano A.: All'uscita, quando io ho finito, quando questa persona ha parlato con me, io sono uscito, siamo andati via, si è girato quasi e l'ho visto più di mezza faccia. Poi l'ho riconosciuto pure dai capelli, che c'ha i capelli un po' particolari, ricci.
PUBBLICO MINISTERO: Ed è ben sicuro che sia la persona che poi lei ha rivisto a Torvajanica?
IMP. Scarano A.: Sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Sicurissimo. E...
IMP. Scarano A.: Che poi gliel'ho detto... Scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Io, poi dopo, ho parlato pure con Spatuzza. Dico: 'ma io quello l'ho visto così e così'. Dice: 'sì, può darsi che stava lì'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quindi, questa conversazione che si svolge lì nella villetta del villaggio Tognazzi di Torvajanica, cerchiamo di esser più chiari, lei ha capito che riguardava anche la riscossione di questo pizzo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, di soldi, di soldi. Roba economica.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma insomma, lei ha capito se per caso questa riunione c'era apposta perché si doveva parlare di questo pizzo, oppure il pizzo è un argomento che si mescolò insieme a cinquecento altri argomenti diversi?
IMP. Scarano A.: Beh, io questo no, no... Non c'è una cosa specifica. E' venuto lì, siamo andati a prenderlo a via Veneto e ha parlato di questa cosa. Io, questo, non sapevo niente, io, di questa roba.
Io però, signor Presidente, posso? Devo andare al bagno un attimo.
PRESIDENTE: Sospendiamo dieci minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie. Allora, dicevamo Scarano che questi signori hanno, alcuni di loro almeno, avuto, hanno fatto la conoscenza del signor Liberati, della moglie del Liberati.
Poi lei accennava al fatto che la moglie del Liberati, per andare a pulire uno di questi appartamenti, si era fatta accompagnare, aiutare da una amica.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda come si chiama questa persona?
IMP. Scarano A.: E' un'amica sua, non mi ricordo come si chiama adesso, Giudice.
PUBBLICO MINISTERO: E' possibile che comunque questa...
IMP. Scarano A.: Era... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: La conosco perché è una ragazza... alta, robusta, capelli neri, mora. Però il nome adesso non mi sovviene.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire: è possibile che, oltre a Liberati e alla moglie del Liberati, qualcun'altra di queste persone, compreso questa signora di cui non ricorda il nome, possa aver fatto la conoscenza di questi che venivano da giù?
IMP. Scarano A.: Giacalone ha fatto conoscenza con questa ragazza.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questa che aveva aiutato la Simonetta, per intendersi?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In che circostanze se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Mah...
PUBBLICO MINISTERO: Dico a Roma, oppure che ne so, in qualche ristorante, oppure a Capena... Se lo ricorda dove?
IMP. Scarano A.: La conoscenza mi sembra che l'abbia fatta in casa di Simonetta.
PUBBLICO MINISTERO: Ma in che epoca?
IMP. Scarano A.: La prima volta, poi... So che sono usciti oppure una sera assieme, Però non so altro.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, all'epoca voglio dire, all'epoca iniziale di queste vicende, oppure nel '94?
IMP. Scarano A.: Nel '94.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, lei ha detto alla Corte che ha una abitazione giù in Sicilia, a Triscina.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ha avuto occasione di incontrarsi con qualcuna delle persone di cui si sta parlando, anche a Triscina? Cioè dire dove ha la casa lei?
IMP. Scarano A.: Sì, loro sapevano che io stavo in Sicilia, lì a casa mia. Però non ricordo bene se è stata l'occasione quando io sono andato a comprare i mobili per quella villa che avevo comprato a arredarla, oppure ci avevo il muratore. Non ricordo bene questo.
Ed è venuto a trovarmi Lo Nigro e Giuliano.
E poi siamo andati a mangiare a Castelvetrano, in un ristorante che ci ha fatto compagnia pure Beppe Garamella.
PUBBLICO MINISTERO: Vi ha fatto compagnia?
IMP. Scarano A.: Beppe Garamella.
PUBBLICO MINISTERO: Beppe Garamella. Ecco, ma...
IMP. Scarano A.: E gliel'ho presentato io a Beppe Garamella, questa ragazza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi non si conoscevano Beppe Garamella da una parte, e questi altri ragazzi.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Queste altre persone, via.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Lei glieli ha presentati con i nomi?
IMP. Scarano A.: Mah, mi sembra di sì. Sì, coi nomi.
PUBBLICO MINISTERO: E Lo Nigro e Giuliano erano venuti solo per venirla a trovare, o anche per qualche altra ragione?
IMP. Scarano A.: No, sono venuti per sapere dove stavo io, diciamo, per conoscere la casa, il posto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei poi ha riparlato con Lo Nigro e con Giuliano di questo Garamella per dirgli chi era, chi non era, come lei lo aveva conosciuto, come non lo aveva conosciuto, di chi era amico, di chi non era amico?
IMP. Scarano A.: No, non ci ho mai parlato.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha fatto riferimento, ormai più di una volta, all'area di servizio, quella di Castelvetrano.
IMP. Scarano A.: All'uscita di castelvetrano, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, all'area di servizio.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda chi la gestiva?
IMP. Scarano A.: La gestiva Paolo Forte.
PUBBLICO MINISTERO: Paolo Forte.
IMP. Scarano A.: Io conoscevo, lo conoscevo come Paolo.
PUBBLICO MINISTERO: Paolo.
IMP. Scarano A.: Me lo ha presentato Beppe Garamella.
PUBBLICO MINISTERO: Beppe Garamella. E sa se questo Forte c'ha fratelli?
IMP. Scarano A.: Sì, ce n'ha due: uno, Nino e uno si chiama, mi sembra, Enzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, qualcuno di questi fratelli ha avuto anche occasione di fare conoscenza con qualcuna delle sue conoscenze romane?
IMP. Scarano A.: Mah, io so che...
PUBBLICO MINISTERO: Che ne so, a cominciare dai suoi figlioli, qualcuno...
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Si sono conosciuti, questo ragazzo praticamente si è conosciuto coi miei figli, una mattina lì, mentre facevamo benzina, io c'avevo i miei figli insieme con me dentro la macchina.
E vedendo che io ci parlavo, sia con Paolo Forte, sia con l'altro, insomma, hanno fatto conoscenza. Gliel'ho presentati, pure, i miei figli.
E poi si sono dati appuntamento la sera là, a Triscina. E sono andati, mi sembra, che sono andati pure a ballare in discoteca, periodo estivo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Poi, a inizio stagione, quando è iniziata la stagione del pallone, questo ragazzo, il fratello di Paolo, ha detto che doveva venire a Roma a vedere la partita di calcio. E i miei figli l'hanno ospitato.
E infatti, un giorno, è stato pure assieme con me. Però andava a dormire in qualche posto che oggi ho saputo, dopo tanto tempo, che lui c'aveva una sorella qui a Roma, divorziata. E una volta l'ho accompagnato io, una sera tardi, a sta'... Maurizio, Maurizio, mi pare che si chiama. A Maurizio.
E in una via di Roma, delle parti della Stazione Termini, su una... una traversa di via Nazionale, mi sembra che era. Verso le undici di sera l'ho lasciato lì fuori a mezzo la strada, ci siamo salutati: 'ciao, ciao', dice, 'domani parto'. E basta così.
Poi un giorno è stato pure con me, che ha conosciuto pure questa ragazza che veniva a pulire pure questi appartamenti.
PUBBLICO MINISTERO: L'amica della Simonetta?
IMP. Scarano A.: Sì. E so che l'andava a trovare in Sicilia, questa ragazza. Poi non so altro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha citato nuovamente Beppe Garamella.
Ecco, ho bisogno di sapere: questo sapeva dove abitava lei a Roma?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, lo sapeva.
PUBBLICO MINISTERO: Ci è venuto qualche volta a casa sua?
IMP. Scarano A.: Ma è venuto un sacco di volte.
PUBBLICO MINISTERO: Un sacco di volte. Ci è venuto da solo, ci è venuto anche con altre persone?
IMP. Scarano A.: La prima volta è venuto da solo, in secondo tempo è venuto con Massimino, Alfio.
PUBBLICO MINISTERO: Apro una parentesi: questo Beppe Garamella, veniva chiamato anche con un altro nome?
IMP. Scarano A.: Sì, c'aveva il soprannome, che adesso... "Raimondo", "Raimondo".
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, a lei capitava anche di chiamarlo Raimondo?
IMP. Scarano A.: No, io sempre Beppe, l'ho chiamato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e a parte che con Massimino, questo Beppe Garamella, è capitato a casa sua a Roma anche con altre persone?
IMP. Scarano A.: Con altre persone no. Però Massimino è venuto una volta a casa mia, o due volte, con un'altra persona, un certo Salvatore, che abita a Roma. Però sempre delle parti di giù, di... di Partanna, mi pare che era.
PUBBLICO MINISTERO: Un partannese.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, no, no. Ma io ora devo tornare su questo Beppe Garamella.
Non è mai capitato che sia venuto da lei insieme a qualche altro, diverso da Alfio, diverso da Massimino?
IMP. Scarano A.: Mah non è che è venuto da me. E' venuto una volta con... ha portato Messina Denaro Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Questo lo abbiamo già detto.
IMP. Scarano A.: Mah, che ricordi io... No, a casa mia, sempre con Massimino.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda con che macchine veniva - se ne aveva macchine eh -...
IMP. Scarano A.: Ci aveva una Clio.
PUBBLICO MINISTERO: Una Clio. Lo ha mai visto con macchine diverse dalla Clio?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda - se lo ha mai saputo - questo Beppe, quando veniva a Roma, dov'è che alloggiava? Se alloggiava in qualche abitazione, o se andava a dormire in qualche albergo.
IMP. Scarano A.: No, non lo so. Ultimamente, soltanto quando è venuto con Filippo, col cognato di Matteo...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, allora è venuto una volta con un'altra persona.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, eccoci.
IMP. Scarano A.: Ma è venuto in un'occasione per prendere i detonatori.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, spieghiamo questo fatto, per cortesia.
Si è presentato da lei, Garamella, insieme a questo Filippo.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Una mattina è venuto questo Filippo con Beppe Caramella a casa mia, dicendomi che aveva bisogno di un detonatore che aveva portato Matteo col primo materiale, con le armi.
Io, la mattina, sono andato lì dove costruivo. Sono venuti pure assieme con me per vedere la casa. E, in quella occasione, Filippo mi ha dato pure un consiglio diciamo alla casa, al pianterreno di metterci, di non passare nei muri diciamo sottostanti l'abitazione, di non passare catrame, oppure la carta catramata. di metterci soltanto una specie di creta, che non filtrava l'umidità.
Siamo stati mezzora lì, ci ho dato questi detonatori. L'avevano già preso il detonatore. E se ne sono andati.
Però mi hanno detto che dormivano, stavano in un albergo di Roma, non... Dunque, adesso non mi ricordo come si chiama questo albergo. Lo Sheraton, lo Sheraton di Roma. Che avevano dormito la sera prima allo Sheraton di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, rimettiamo in chiaro questa circostanza.
Allora, questo signor Filippo, lei l'aveva già conosciuto precedentemente, o era la prima volta che lo vedeva?
IMP. Scarano A.: No, no, lo avevo già visto.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMP. Scarano A.: L'avevo già visto.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, eccoci, lo aveva già visto.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo aveva già visto in che occasione, se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Ma l'ho visto lì al benzinaio qualche volta. Poi l'ho rivisto al mare, alla Triscina.
In quale occasione di preciso non... Comunque nei periodi estivi.
PUBBLICO MINISTERO: E' mai successo che lo abbia visto anche in qualche occasione in cui era presente lo stesso Matteo?
IMP. Scarano A.: Che ricordi io, no.
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo aveva avuto... dico meglio: le era stato presentato, quindi, come Filippo e come cognato di Matteo, da chi e quando?
IMP. Scarano A.: No, lo conoscevo già come cognato di Matteo e come Filippo. Però non mi ricordo questa conoscenza tra me e lui com'è avvenuta.
PUBBLICO MINISTERO: Questo...
IMP. Scarano A.: Ah, mi sembra... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego. Sì, certo.
IMP. Scarano A.: Io, quando sono andato in una agenzia, lì, a cercare una casa per comprarla, alla zona Triscina, lì al benzinaio, mi ricordo che ho parlato con... c'era Paolo, c'era qualcun altro, pure.
Dico: 'guarda, sono venuto a comprare una casa, così e così, a cercarla', periodo invernale che...
Dice: 'guarda, abbiamo un amico che se la vende'.
Mi sembra che Filippo è venuto pure con Beppe, quando io ho preso l'appuntamento che mi hanno detto che Beppe vendeva la casa. Ed è venuto con Filippo.
Non mi vorrei sbagliare, però è in quella occasione, mi sembra, che ho conosciuto Filippo. Che poi ho saputo che era cognato di Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Cognato, perché...
IMP. Scarano A.: Cognato di Messina Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, cognato in che senso? Perché...
IMP. Scarano A.: E' il marito della sorella di Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: E' il marito della sorella di Matteo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sa se questo signore Filippo, c'ha a sua volta fratelli?
IMP. Scarano A.: C'ha?
PUBBLICO MINISTERO: A sua volta, ha dei fratelli?
IMP. Scarano A.: No, no, io non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non l'ha mai saputo.
Ecco, l'età di questa persona? Riportandoci a quando l'ha conosciuta lei, eh, non ad oggi evidentemente.
IMP. Scarano A.: Mah, sui 40 anni, 42, 43 anni. Non...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, più grande di Matteo.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, molto più grande di Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: La descrizione fisica di questa persona ce la sa dare?
IMP. Scarano A.: Mah, la descrizione fisica... E' più alto quasi di me, è alto più di me. Un po' più robusto e un po' stempiato di capelli e porta occhiali scuri di vista.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' possibile che questa persona fosse presente in quella occasione in cui lei incontrò Matteo nella zona di Castelvetrano, fuori da quel deposito di alimentari, o ingrosso che fosse?
Lei lo ha già riferito questo episodio, no? Dell'incontro di Matteo a Castelvetrano all'esterno di un edificio che capì che era un deposito o un ingrosso di alimentari, un supermercato, qualcosa di simile.
IMP. Scarano A.: L'ho detto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' possibile che nella occasione fosse presente anche questo Filippo, oppure no?
IMP. Scarano A.: No, presente non c'era. Presente non c'era Filippo. Ma non ricordo...
PUBBLICO MINISTERO: Le sembra di sì, o le sembra di no?
IMP. Scarano A.: Mi sembra di no.
PUBBLICO MINISTERO: Le sembra di no. Ecco, allora questo Filippo poi lei ha detto si è presentato a casa sua a Roma, assieme a Beppe Garamella.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era la prima volta che lo vedeva a Roma?
IMP. Scarano A.: Sì, la prima volta.
PUBBLICO MINISTERO: Le è più capitato di rivederlo a Roma?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Nell'occasione, questi come arrivarono da lei?
IMP. Scarano A.: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Con qualche mezzo, con qualche vettura?
IMP. Scarano A.: Un Mercedes.
PUBBLICO MINISTERO: Un Mercedes.
IMP. Scarano A.: Un Mercedes scuro.
PUBBLICO MINISTERO: Scuro. Nuovo tipo, vecchio tipo, berlina...
IMP. Scarano A.: Questo, non lo so dire.
PUBBLICO MINISTERO: La targa...
IMP. Scarano A.: Comunque a ottime condizioni, la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: La targa se la ricorda? No.
IMP. Scarano A.: No, no, non l'ho guardata la targa.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ecco, l'epoca in cui si verificò questo fatto, lei ha detto un attimo fa che questi gli dissero che avevano dormito in albergo, allo Sheraton. E va bene.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lasciando perdere questo, lei ha detto che aveva dei lavori in corso alla casa?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E questi lavori a che punto erano? Erano i primi tempi...
IMP. Scarano A.: Il primo piano, avevo fatto. Il primo solaio.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, stava a gettare il primo solaio?
IMP. Scarano A.: Sì. Però, i muri, i muri che erano tutti di cemento armato sotto, erano già fatti.
E Filippo mi ha dato un consiglio, dicendomi di non metterci catrame oppure cose del genere su questi muri di cemento.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Bensì di metterci una specie di creta. La creta che non faceva alzare l'umidità.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come protettore dall'infiltrazione...
IMP. Scarano A.: Sì, come protezione dei muri.
PUBBLICO MINISTERO: ... dall'infiltrazione dell'umidità.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E questi cercavano espressamente da lei? Lei ha detto un detonatore?
IMP. Scarano A.: Un detonatore, sì. Sono venuti di proposito.
Mi hanno detto, dice: 'quella roba che ha portato Matteo, ci serve un detonatore, solo un detonatore'.
PUBBLICO MINISTERO: E questo detonatore, lei sapeva di avercelo in casa, tra materiale... Non in casa, via, nello scantinato, tra il materiale portato da Matteo...
IMP. Scarano A.: No, mi ricordo, mi hanno detto che stava in uno scatolo particolare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Non mi ricordo adesso se uno scatolo marrone, bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Uno scatolo di scarpe, che era tutto... di scotch.
E lì dentro ci stava questo detonatore e poi c'erano tutti pallottoli, scatole di pallottole.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma lei come fece? Scese dallo scantinato da solo, oppure scese insieme a questi due?
IMP. Scarano A.: No, no, da solo.
PUBBLICO MINISTERO: E cosa fece, trovò nella scatola questo detonatore, o portò la scatola fuori?
IMP. Scarano A.: No, no, l'ho aperta giù in cantina.
Loro stavano in macchina, stavano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecc. E questo detonatore com'era, voglio dire?
IMP. Scarano A.: Era sigillato dentro la busta di plastica bianca, trasparente.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era un detonatore...
IMP. Scarano A.: Elettrico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Elettrico, cioè con? Cosa vuol dire elettrico?
IMP. Scarano A.: Elettrico, non era di quelli manuali, con la miccia che va messa la miccia. Era già inserito il filo elettrico nel detonatore, assaldati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E questi fili elettrici si ricorda di che colore erano?
IMP. Scarano A.: Mah, uno mi sembra che era giallino e uno bianco.
PUBBLICO MINISTERO: E ha detto c'erano in questa scatola anche delle pallottole?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Delle scatole?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, era pieno di pallottole.
PUBBLICO MINISTERO: Queste scatole di pallottole, che fine hanno fatto?
IMP. Scarano A.: Se l'è portata via Spatuzza, dopo.
PUBBLICO MINISTERO: E allora, tanto per completare il discorso delle pallottole: tutte quelle scatole di pallottole che si trovavano lì da Frabetti, insieme alle pistole e a tutto il resto, quelle che provenienza avevano?
IMP. Scarano A.: Quelle me le ha date il Bizzoni, quando ha portato le armi.
PUBBLICO MINISTERO: Ha saputo perché a queste due persone gli servivano i detonatori, e perché in particolare gliene serviva uno?
IMP. Scarano A.: No. Non l'ho mai saputo.
PUBBLICO MINISTERO: Non le hanno chiesto nient'altro che questo detonatore?
IMP. Scarano A.: Sì. Mi hanno detto, dice: 'devi prendere un detonatore in uno scatolo' - adesso non ricordo se bianco o marrone - 'di quel materiale', dice ' che ha portato Matteo qui'. Dico: 'va bene'.
Allora ho visto, sono andato giù, ho aperto, nel colore dello scatolo, ho guardato il colore dello scatolo, e ho aperto e ho trovato questo detonatore, ed era pieno di pallottole, di scatole di pallottole. E ho richiuso un'altra volta con lo scotch.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha mai conosciuto Scarano, lei, Vincenzo Ferro?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha nominato almeno una persona con il nome di Enzo, e poi ha detto alla Corte che poi ha appreso successivamente che si tratta di Enzo Sinacori.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha conosciuto qualche altro Enzo?
IMP. Scarano A.: Enzo Pandolfi.
PUBBLICO MINISTERO: Ha conosciuto ancora qualche altro Enzo? Parlo sempre in questo ambito, eh?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Vincenzo, il figlio di Moroni Bruno.
PUBBLICO MINISTERO: Ha conosciuto ancora qualche altro Enzo?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, nel periodo in cui queste persone disponevano dell'appartamento di via di Re Daua, è capitato, può essere capitato, ovvero non è mai capitato, che qualche volta o abitualmente qualcuno di loro sia venuto a dormire da lei?
IMP. Scarano A.: Mah, da me ha dormito Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: In due occasioni, ha dormito.
PUBBLICO MINISTERO: Anche nel periodo in cui avevano la disponibilità dell'appartamento di via di Re Daua?
IMP. Scarano A.: No, no. Hanno dormito sempre nell'appartamento. Soltanto due volte specifiche, era venuto per lo Stadio, e un'altra volta è venuto quando, ha dormito a casa mia Spatuzza quando è venuto per le buste. Che siamo andati dal Di Natale a prendere le buste.
E pure Giacalone ha dormito a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, è possibile che lei, nella conversazione con qualcuno, per riferirsi a queste persone possa averle indicate genericamente invece che con i nomi e i cognomi, invece che - che so - con 'i miei conoscenti di Palermo', invece che 'quelli che vengono a fare gli attentati', abbia adoprato un altro termine?
IMP. Scarano A.: Ma a livello normale, a qualcuno li ho presentati come nipoti, per dire tipo Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Sapeva che erano i miei nipoti. Qualcheduno sapeva che erano amici, come è il caso, diciamo, di Giuseppe, Simonetta: sapevano che erano amici, non sapevano che erano nipoti.
Come quelli del bar pure, di Centocelle, sapevano che erano amici che mi venivano a trovare.
Qualcuno mi domandava, io dicevo 'amici', ci vedeva queste persone che non le aveva mai viste nella zona.
Come nipoti, lo sapeva soltanto il Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, qui le domande per forza di cose devono essere, come dire?, un po' scollegate l'una dall'altra; ma non c'è altro modo.
Lei, rispondendo alle mie domande, ad esempio per la vicenda del signor Giacomino, ha fatto riferimento anche al bar di Torremaura.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E ha detto anche che questo Giacomino era un frequentatore di questo bar.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare abbia detto che "Braciola" era un frequentatore di questo bar.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: I suoi figlioli erano frequentatori di questo bar?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora la domanda che io le pongo è questa. I suoi figlioli - o uno o tutt'e due, questo lo chiarisce ora lei - ci andavano allo stadio?
IMP. Scarano A.: Allo stadio, mio figlio Massimo.
PUBBLICO MINISTERO: Era un frequentatore abituale dello stadio?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Gli amici di Massimo del bar di Torremaura, o anche non del bar, era gente che andava allo stadio?
IMP. Scarano A.: Mah, gli amici di Massimo io penso di sì, che andavano allo stadio.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè...
IMP. Scarano A.: Però... Posso parlare?
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego.
IMP. Scarano A.: Io, il giorno quando c'è stato l'attentato allo stadio, o una settimana prima, che io non sapevo quando, la decisione che avevano loro, quale decisione prendessero per fare questo attentato allo stadio, ci ho detto a mio figlio, dico: 'guarda, non ci andare allo stadio domani', o due giorni prima 'perché domenica' dico 'non ci andare allo stadio perché c'abbiamo da fare io e te'. Ma non ci ho detto altro.
Però lui allo stadio ci andava quando giocava la Roma, a Roma stessa, allo Stadio Olimpico.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè andava a vedere la Roma, suo figliolo?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non la Lazio, la Roma.
IMP. Scarano A.: No no, la Roma, la Roma. E mi ha risposto mio figlio, dice: 'perché non devo andare allo stadio?'. Dico: 'non ci devi andare perché abbiamo da fare, io e te'.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh. Ecco, ma è possibile comunque che suo figlio abbia, come dire?, saputo qualche cosa o intuito qualche cosa su possibili rischi che si potevano correre ad andare allo stadio?
IMP. Scarano A.: Mah, mio figlio l'aveva capito perché stava a casa quando è venuto Lo Nigro, la sera dell'attentato allo stadio, e a casa mia eravamo tutti, erano le dieci e mezza, e ha capito insomma di che si trattava.
L'avrà sentito. Che non è che io parlavo in separata... stavo al salone. Anche mia moglie i miei figli non stavano presenti, però c'è la cucina col salone che è comunicante, quasi.
PUBBLICO MINISTERO: E' possibile che, quando lei ha, come dire?, registrato un certo interessamento di Gaspare sullo stadio - perché lei ha raccontato che Gaspare si è rifatto più volte, no?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La prima volta, la seconda, studia i pozzetti, i poliziotti a cavallo, e tutto il resto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è possibile che lei abbia, come dire?, manifestato una qualche preoccupazione o un qualche timore per quello che poteva succedere anche in ambito familiare? Voglio dire, in casa sua.
IMP. Scarano A.: Mah, io ho pensato, certo che ho pensato. Ho pensato infatti una volta, quando si parlava di questi poliziotti a cavallo, che mi ha detto più o meno le cose come voleva fare, ci ho detto: 'siete solo...', l'ho preso per pazzo. Dico: 'siete pazzi'. Dico 'ma qui ci stanno migliaia e migliaia di persone che sono allo stadio'.
Lui parlava così. Però poi lui sapeva quello che era venuto a cercare allo stadio, che cercava i pullman dei Carabinieri; ma non più le persone che andavano allo stadio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Ma può essere che lei...
IMP. Scarano A.: Ma io certo che l'ho capita; l'ho capita, però non potevo fare più a meno di levarmi. Io, quando venivano loro, dovevo stare solo a disposizione; dopo quelle parole dette lì, a Musulmeri, non mi potevo fare indietro da nessuna cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è possibile che qualche mezza parola se la sia lasciata scappare, per così dire, anche in casa?
AVVOCATO Gramigni: Scusi Presidente, avvocato Gramigni. Ora...
PRESIDENTE: Come dice, avvocato?
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni. Mi oppongo, perché era già suggestiva dall'inizio, questa domanda. Ora, alla terza risposta negativa, rifargliela una quarta volta, credo che superi ogni limite tollerabile di suggestività. Quindi, in questo senso mi oppongo.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero veda se può riproporla in altra forma.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, le volevo ricordare, Scarano, che in data 29 aprile '96 io ho affrontato con lei questo argomento in un interrogatorio, e - ritrovo ora la pagina - le domande che le ho fatto e le risposte che mi ha dato sono state queste. Il tempo di arrivare all'interrogatorio: dovrebbe essere a pagina 69-70 di questo verbale, di questa trascrizione.
Io, in questo interrogatorio, le chiedevo spiegazione della ragion per cui al bar di Torremaura era un pochino, era in un certo senso corsa la voce che allo stadio era bene non andarci.
E quindi, dopo averle fatto alcune domande, lei mi ha detto:
"Mo mi ricordo una cosa: io, a mio figlio Massimo, quando è venuto Gaspare, che ho capito che voleva fare, è stato dopo un po' di tempo che era venuto Gaspare e guardava la faccenda dei pozzetti, ho detto a mio figlio: 'tu, oggi, che vai allo stadio? Non ci andare.' 'E perché?' 'Non ci devi andare.' Ho preso una scusa, non è che gli ho detto qualche cosa, ci ho detto: 'non ci vai allo stadio, servi a me'."
E poi, più avanti, sempre perché io avevo bisogno di capire che cosa poteva avere capito suo figlio di questo suo divieto di andare allo stadio, lei mi disse - a pagina 71 della trascrizione -:
"Gaspare era venuto qui, infatti la domenica, la prima domenica, mia moglie mi dice: 'ma come? Tutto il giorno di domenica mi lasci sola, dentro, cambiata, e te ne vai tutto il giorno?'. C'era pure mio figlio Massimo. Ci ho detto: 'sono stato allo stadio'. 'Sei andato a vedere la partita', mia moglie mi fa. 'No, di fuori'. Mio figlio stava in cucina: ha capito. Gli ho detto io a mia moglie: 'guarda, ho fatto così, non so niente', gli ho fatto capire cosa volevano fare."
Ecco, io da questo brano di trascrizione che ho letto deduco che lei, in qualche modo, fece capire a sua moglie che c'erano dei rischi di un certo tipo, ad andare allo stadio; e non semplicemente che lei doveva, aveva deciso di andare a passare le domeniche così, all'Olimpico. E che suo figliolo non doveva più andare alla partita.
IMP. Scarano A.: Ma io, mi sembra che io...
PUBBLICO MINISTERO: Sennò sembrerebbe che suo figliolo doveva smettere di andare allo stadio, perché aveva cominciato ad andarci lei. E non era questo il senso, non era questo il senso del discorso, no?, Scarano.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, ora che si è perso questi due minuti per ritrovare l'interrogatorio.
IMP. Scarano A.: Ma martedì l'ho spiegata questa cosa, lunedì o martedì, che è stato, martedì o mercoledì, quando... le prime udienze.
PUBBLICO MINISTERO: E vuol dire che ci si ritorna sopra, non si preoccupi.
IMP. Scarano A.: Ah, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Non è mica questione. Perché io sono partito dalla domanda se lei sapeva com'è che l'ambiente del bar di Torremaura era andato un po' in ebollizione, in agitazione, nel senso che erano in più d'uno, lì, a sapere che, o per una ragione o per un'altra, insomma era più conveniente, era più prudente comunque stare alla larga dallo stadio. Questa era esattamente la domanda.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Sì, io ho detto a mio figlio, certo che gliel'ho detto. Però io, se mio figlio ha parlato con qualcheduno che avrà capito qualche cosa, che stava in casa, adesso non è che posso ricordare se stava in casa oppure meno.
Però mi ricordo che ci ho detto io personalmente: 'non andare allo stadio'.
Può darsi che mio figlio avrà parlato con qualcheduno. Dice: 'guarda, andiamo allo stadio'; mio figlio ci avrà detto di no.
Oppure mio figlio avrà capito qualche cosa, e qualche amico suo gli ha riferito, dice: 'guarda, allo stadio no, perché può darsi che c'è qualcosa di non buono'.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh, mmh.
IMP. Scarano A.: Io, questo, non lo posso sapere, se mio figlio l'ha detto o meno, al bar oppure ad amici suoi.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, benissimo. Ma ora che le ho riletto l'interrogatorio, allora lei con sua moglie, a parte le parole che adoprò - perché, voglio dire, io non ero presente, e non è detto che lei le parole se le debba ricordare una per una - ma lei, con sua moglie, fece un po' capire che c'erano ragioni di preoccupazione a non mandare il figliolo allo stadio?
IMP. Scarano A.: Sì. Ci ho detto: 'non ci devi andare, e basta'. Quindi... Perché mio figlio forse, quando sono andato via di casa, avrà parlato con la madre; io queste cose non le so. Io, con mia moglie...
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMP. Scarano A.: Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Io, con mia moglie, l'ho lasciata di domenica sola, cambiata, a casa, e ho avuto pure una discussione.
PRESIDENTE: E' normale.
IMP. Scarano A.: Però non è che gli potevo dire più di tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, "Braciola" e suo figlio Massimo si conoscevano?
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Erano amici?
IMP. Scarano A.: Sì sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Sempre sull'argomento dello stadio, lei ha riferito che quella Thema abbandonata lì, vicino a quella caserma, fu presa e poi portava via col carroattrezzi da Moroni. Ecco, ma non c'era un problema a portarla via carica di esplosivo com'era? Fu aperta prima di portarla via, questa macchina?
IMP. Scarano A.: No, non è stata... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: No, non è stata aperta. E il lunedì mattina siamo andati lì perché Cosimo Lo Nigro ha detto che, una volta che non esplode, praticamente non c'era più pericolo.
Infatti, poi gliel'ho detto a Lo Nigro, ho detto: 'ma non è pericolosa 'sta macchina adesso, così?'. Dice: 'no, no, basta che non si sa il difetto quale era, che non è esploso né il detonatore, né niente', dice 'non è pericolosa'.
E lunedì mattina siamo andati lì con Moroni, e l'abbiamo caricata la macchina, l'abbiamo portata alla Rustica, nello spiazzale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, visto che siamo a parlare di un difetto tecnico che aveva impedito a questa macchina di saltare per aria, lei rammenta se nel ragionare tra queste persone, questo difetto veniva attribuito a una cosa o a un'altra? A un problema, che ne so, dell'umidità ovvero a un problema del telecomando? Ovvero a un problema dei detonatori poco buoni? Si ricorda qualcosa, a questo proposito?
IMP. Scarano A.: Mah, discussioni che facevano loro, qualcuno diceva che forse Benigno si era messo un po' nascosto, diciamo, dalla linea diretta che doveva, una volta quando schiaccia il bottone deve avere, dice, un certo oggetto lì, a linea diretta, che non ci dovrebbe essere qualche cosa davanti, perché impedisce diciamo l'impulso.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, questo va bene per questo discorso specifico dell'Olimpico.
Ma siccome si vede che questi guasti si verificavano abbastanza regolarmente, perché anche per Costanzo c'era stato un guasto, un inconveniente, qui un altro inconveniente, ecco: se veniva fatto così qualche discorso che riguardava in generale le cause di questi insuccessi. Oppure no?
IMP. Scarano A.: Mah, più volte sentivo Lo Nigro che non se lo sapeva spiegare il motivo, perché loro sanno quello, quando fanno un impianto del genere, sanno quello che fanno e sanno come collegare i fili. Perché sono specialisti, in materia.
Però, io non è che ci facevo caso più di tanto, eh. Questa era qualche discussione che facevano con me, vicino a me, con me presente; qualche cosa, sa, dicevano pure da soli, non sempre parlavano avanti a me.
Però il motivo era quello. Perché io non lo so dove si è messo Benigno; perché parlavano di mettersi di una strada soprastante che va a finire, questa strada qui, va a finire al Tribunale di Roma, a piazzale Clodio, dalla parte superiore di dove stava la macchina parcheggiata.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E dicevano che l'oggetto diciamo dell'impulso ci andava così, sopra. Però io non lo so, lui, dove si è messo, se si è messo lì oppure si è messo da un'altra parte.
Certo la macchina, per come era messa, lì a 50 metri, a 20 metri, non si poteva mettere per dritto.
Ma io, questo, non lo so dove si è messo. Può darsi che si è messo pure sopra a quella strada, perché lì era il punto migliore, perché... per i pullman che passavano, che lì dovevano frenare, ed arrivavano quasi uniti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, su questo punto le volevo ricordare che nell'interrogatorio del 22 maggio del '96 lei riferì, a una domanda che riguardava sempre questo argomento, in questi termini:
"Più volte hanno avuto discussioni proprio per questo motivo".
IMP. Scarano A.: Sì. Infatti, ogni volta che succedeva una cosa del genere, avevano discussioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo motivo qual era? A quello che si capisce, a quello che lei dichiarò - pagina 42 della trascrizione dell'interrogatorio del 22 di maggio - parla lei, parla del telecomando:
"Lo teneva sempre in mano Salvo, lo teneva in mano, però fino a qui io lo vedevo che c'erano dei buchi, tutto chiuso con lo scotch, lo faceva lui questo coso, mica era di quelli diciamo comprati? Lo faceva lui stesso, lui lo faceva. Infatti, più volte hanno avuto discussioni proprio per questo motivo".
Ecco, dal che parrebbe che il problema fosse attribuito a questa realizzazione un po' artigianale, di volta in volta, di questo telecomando.
*IMP. Scarano A.: Ma certamente, perché loro sapevano più o meno dove poteva essere il difetto.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, se io le proponessi una sosta a questo punto?
PRESIDENTE: Benissimo. Riprendiamo alle ore 15.00.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
Senta, Scarano, alla villetta di Torvajanica, ovvero di Villaggio Tognazzi, quante volte ci ha messo piede lei?
*IMP. Scarano A.: Io sono andato per la prima volta con Bizzoni, la seconda sono andato con loro per portarglielo lì, e la terza volta sono andato quando è venuto Graviano. Tre volte.
PRESIDENTE: Quando è venuto?
IMP. Scarano A.: Graviano Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè l'episodio che ha riferito stamani.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, com'è fatta questa villetta - mi pare si tratti di una villetta, no?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Esternamente e internamente, per quello che ha visto lei.
IMP. Scarano A.: Mah, esternamente mi sembra che è bianca. Villette che stanno al mare, bianca. C'è un cancello di ferro e un piccolo giardino prima che si arriva alla porta principale della villa.
A pianterreno ci sta un salone e la cucina. E sopra, si sale una scala a chiocciola e ci stanno le camere da letto. E dal salone si va di dietro, che c'è un altro piccolo cortile, giardinetto piccolo.
PUBBLICO MINISTERO: Questa...
IMP. Scarano A.: E' la parte davanti del mare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ho capito. Questa riunione alla quale lei ha detto di aver assistito, quindi, dove si svolse?
IMP. Scarano A.: Si svolse giù, a pianterreno, nel salone. C'era un tavolo a sinistra con una cassapanca.
No, a destra, a destra quando si entra, non a sinistra, a destra. Scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, a destra cosa c'è?
IMP. Scarano A.: Quando si entra dalla porta a destra c'è il tavolo...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
IMP. Scarano A.: Quasi vicino alla porta.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, Scarano, come ho fatto anche per altri avvenimenti, io, anche per quello che ora le propongo, vorrei che lei facesse il suo racconto, quello che ha da fare senza continue mie domande.
Poi, le richieste di puntualizzazione, le richieste di chiarire quello che non ho capito, penserei di farle al termine.
E allora la domanda che le faccio è questa, con invito di riferire esaurientemente: sa qualcosa in ordine ad un progetto di attentato a Salvatore Contorno? E se sa qualcosa, che cosa sa?
Lo riferisca quindi alla Corte.
IMP. Scarano A.: Allora, quando avvenne l'incontro a via Veneto, che Spatuzza è venuto a casa mia e mi ha detto di andare a via Veneto, che siamo andati a prendere Graviano che poi lo abbiamo portato al Villaggio Tognazzi a Torvajanica, dopo quella riunione che hanno fatto lì, Graviano è andato via e Spatuzza mi ha detto a me, la mattina mi è venuto a trovare a casa e mi ha detto se sapevo dove si trovava Formello.
Ci ho detto: 'sì. Dice: 'dobbiamo andare a Formello'.
Arrivati nel paese di Formello, dice: 'dobbiamo vedere dove sta il cimitero'.
Io gli ho risposto, dico: 'il cimitero? Che ci devi fare col cimitero?' E non mi ha dato nessuna risposta.
Andiamo a trovare questo cimitero del paese, mi parcheggio... Quando siamo arrivati al cimitero mi parcheggio in uno spiazzale del cimitero, lui scende, entra al cimitero. Io rimango in macchina. Dopo una ventina di minuti, mezzora che era passata, scendo dalla macchina e vado verso il cimitero, il cancello principale del cimitero che era aperto.
E ho visto Spatuzza che stava dalla parte più alta del cimitero, che c'è la parte più bassa e la parte più alta, che guardava tutte le tombe, le cappelle, come le vuole chiamare.
Fino a quel punto io non sapevo niente, non ci ho detto niente.
Dice: 'adesso andiamo via', mi ha risposto.
Uscendo fuori per prendere la strada per andare verso casa, dopo che ha finito dentro il cimitero, è passata un Golf nera. Io già con la macchina stavo quasi per prendere, nello spiazzale, stavo prendendo la Nazionale per andare via.
Passa questa Golf nera con due donne. Io non le ho viste comunque. La macchina l'ho vista, però non è che ho potuto capire chi ci stava dentro la macchina, perché io portavo la macchina e lui stava seduto a fianco a me.
Ho sentito soltanto che diceva: 'ecco, ecco, ecco, è lei, è lei'.
E mi ha detto di andare dietro, di seguire quella macchina.
Seguendo quella macchina, non dico un chilometro, non dico 800 metri, va', a distanza ravvicinata tra il cimitero e la zona dove questa macchina poi ha girata dentro, verso la campagna, questa macchina non si è vista più, praticamente, dove esattamente è andata.
Comunque la località era quella dove abitavano loro. E abbiamo preso la traversa in campagna e siamo andati fino alla fine della strada di questa campagna.
A un certo punto, dietro la villa, si trova una macchina, vede una macchina targata Ragusa o Siracusa, adesso non ricordo bene che targa ci aveva, e se l'è annotata. Se l'è annotata e siamo arrivati alla fine di questa strada e siamo tornati indietro.
Tornando indietro abbiamo fatto un paio di volte in su e giù e siamo andati via.
Poi, l'indomani, siamo passati un'altra volta. La mattina dopo siamo andati un'altra volta. E si guardava lì, a destra e a sinistra. E se ne accorse che c'era furgoni con cassetti... Questo poi l'ho saputo dopo, che i fratelli, i parenti di Contorno, facevano, commerciavano in frutta e verdura.
Il terzo giorno, che era domenica mattina, andiamo un'altra volta dove abbiamo girato un po' per la strada lì, avanti e indietro con questa macchina, ci ho detto: 'io devo andare a prendere un caffè', verso le dieci e mezzo di mattina.
Vicino da Contorno ci sta un bar che sta sulla Nazionale, a 300 metri dalla villa dove più o meno aveva capito che ci stava questa famiglia.
Entrando al bar, mentre aspettavamo che c'erano due persone che prendevano il caffè, prima di ordinare il caffè, c'era un giovane, due giovani lì dentro che davano le spalle verso dove eravamo noi.
In un tratto, io stavo dalla parte del bancone del bar, lui stava sulla sinistra. E vedo un ragazzo abbastanza alto, un'età di 26-27 anni, più o meno. E mi dà una botta a me Spatuzza dicendo di andare via subito senza nemmeno ordinare il caffè, né niente.
Usciamo dal bar di corsa, montiamo in macchina, ce ne andiamo. E lì mi ha detto che c'era il nipote di Contorno. Aveva riconosciuto il nipote di Contorno. E siamo andati via.
Siamo andati via, loro stavano ancora a Torvajanica. Dopo mi sembra che lui ha portato Lo Nigro, che Gaspare ha lasciato abbandonato dopo quelle tre volte che Gaspare ha abbandonato la cosa ed è andato con Lo Nigro e Peppuccio Giuliano. E poi sono andati via, perché sono andati quattro o cinque giorni, però questa persona, questo Contorno non lo vedevano.
Poi, un giorno, mi hanno detto che lo avevano visto. Però, quando lo hanno visto, Spatuzza poi non è più venuto. Se ne sono andati e sono ritornati.
Una volta assicurati che lui stava veramente in quella zona, si è presa la villa di Capena e praticamente da lì, dalla villa di Capena dopo è iniziato tutto diciamo, tutto il tempo che si è voluto per andare a controllarlo, questo Contorno. E si svolse tutta un'attuazione, tutte le cose che hanno fatto, tutte di Capena.
E un giorno hanno detto che lo hanno visto passare, ho sentito io, lo hanno detto davanti a me, una macchina rossa FIAT di questi ultimi tipi della FIAT, e da lì hanno cominciato a preparare, diciamo, a far venire l'esplosivo, a far venire tutto il resto. Lo hanno controllato.
Poi di più è venuto dopo, si aggiunse, ci stava praticamente ci stava... In quella occasione si aggiunse pure Giacalone, Lo Nigro, Matteo che sarebbe... In più c'era Grigoli Salvatore, è venuto. Ci stava Benigno Salvatore, poi si aggiunse anche Carra in secondo tempo, e Romeo.
In più ci stava Grigoli Salvatore e Giacalone. Che poi da lì io non so più niente. Io sono andato poi diciamo quelle tre volte, le prime tre volte. Dopo hanno fatto tutto da loro.
E dalla villa di Capena lo hanno seguito fino all'ultimo.
Poi all'ultimo ho saputo, una mattina vado lì alla villa, che avevano messo già il primo esplosivo, il primo attentato che è fallito, che parlavano fra loro che aveva sparato soltanto il detonatore e non è partito diciamo, l'esplosivo.
E sentivo una discussione che Lo Nigro diceva a Giuliano di andare a Palermo per prendere un altro detonatore.
Quell'esplosivo che non è esploso, quando poi è stato ritrovato sulla via, sulla strada lì di Formello, io l'ho sentito per televisione. E la sera del giorno stesso sono venuti da me e hanno preso la Jeep, la mia Jeep per spostare... Non lo so che dovevano fare. Però me l'hanno riportata verso le dieci e mezzo la sera dicendomi di andare a fare la denuncia che forse la Jeep, la targa della Jeep l'avesse vista qualcheduno, un benzinaio che era lì vicino.
Io ci ho risposto che non vado a fare nessuna denuncia, che se veniva a qualcheduno gli dicevo a chi l'avevo data la Jeep.
E io, il ritrovamento, l'ho sentito per televisione, che è uscita la notizia urgente. Come si chiama, ordinaria, là, straordinaria. L'ho sentita per televisione.
Fallito quel coso lì, se ne sono andati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Tutte le operazioni... Posso ancora?
Tutte le operazioni sono passate tutte a Lo Nigro e Peppuccio. Infatti la mattina ci ho dato pure la 112 e Peppuccio è venuto da me dicendomi che l'avevano visti i Carabinieri, forse l'avevano visti i Carabinieri, che sono dovuti scappare. E mi faceva capire pure di andare a far la denuncia della macchina.
Ma io non ho fatto nessuna denuncia.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, Scarano, da quello che lei ha detto, la vicenda comincia dopo che c'è stato quella specie di riunione... Dico bene?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Alla villetta a Torvajanica.
E lei vede questa persona che poi sa essere Giuseppe Graviano. E' così?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Fino a quel momento, lei aveva mai sentito parlare, aveva mai sentito fare il nome - parlo da queste persone, eh - il nome di Contorno?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Li aveva mai sentiti nominare, menzionare la località di Formello?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Questa località, lei, lei personalmente, la conosceva, sapeva dove si trovava?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole spiegare magari alla Corte se questa località è relativamente vicina, o relativamente lontana, che so, a Fiano dove si faceva costruire la casa, ovvero a Capena dove poi prese in affitto la villetta, come ha detto poco fa.
IMP. Scarano A.: Mah, di Capena, parlando di strade interne, diciamo, saranno un 25 chilometri.
PUBBLICO MINISTERO: Quanti?
IMP. Scarano A.: 25 chilometri, 30 chilometri. Da Capena.
PUBBLICO MINISTERO: A Formello.
IMP. Scarano A.: Sì. Facendo le strade interne.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Facendo l'autostrada, diciamo, la Fiano-Roma, raccordo anulare, e poi la tangenziale che sarebbe la Cassia-Bis per andare a Formello, è più lontano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora quella fu la prima volta in cui le fu chiesto da parte di queste persone se lei sapeva dove si trovava Formello.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto così?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ecco. L'indomani mattina lei ha detto di essere andato con Gaspare.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Andò con la sua macchina?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, con l'Audi.
PUBBLICO MINISTERO: Con l'Audi. Gaspare le chiese espressamente di andare al cimitero, oppure una volta che vi trovaste per strada, davanti al cimitero, le disse: 'fermati qui'? Mi spieghi bene.
IMP. Scarano A.: Sì. Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, certo.
IMP. Scarano A.: No, mi ha detto che dovevamo trovare, individuare dove si trovava il cimitero. Che poi ho saputo in secondo tempo che cercavano, non avendo praticamente gli indirizzi precisi, oppure informazioni precise su questa persona, su Contorno, sapevano loro che c'è stato morto un parente con qualche incidente stradale.
E andando al cimitero praticamente se vedevano il nome di questo parente, erano convi... cioè, erano sicuri che abitava in quel paese. Era soltanto per intercettarlo, di trovarlo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Si riferivano a un parente morto di Contorno, con qualche incidente stradale, o morto... Ma mi sembra, se ho capito bene, qualche incidente stradale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto di essersi quindi trattenuto per un certo tempo in attesa di Gaspare che era andato dentro il cimitero.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi siete venuti via. Ha spiegato in che circostanze.
Lei ha detto si stava per immettere dallo spiazzale, da dove parte la strada che va al cimitero, sulla Statale.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma quella non è una Statale.
IMP. Scarano A.: No, quella è una strada nazionale, normale. Quella che abbiamo fatto prima per andare al cimitero.
PUBBLICO MINISTERO: E' la Provinciale, quella lì.
IMP. Scarano A.: La Provinciale, certo.
PUBBLICO MINISTERO: E' la via Formellese. Le risulta che si chiami via Formellese?
IMP. Scarano A.: La Formellese, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, tanto per capirci. Perché poi statali lì non ce n'è, quindi...
IMP. Scarano A.: No, lì c'è la Cassia-Bis...
PUBBLICO MINISTERO: Va be', che è più sotto, però.
IMP. Scarano A.: E' più sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: E si esce sulla Formellese.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, se ho capito bene, ma se ho capito male me lo dica, eh, senza incertezze, voi vi siete messi dietro a questa Golf nera con queste due persone? Con queste due donne? Cioè, avete cercato di, come dire, di seguirla questa macchina?
IMP. Scarano A.: Sì, esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questa macchina dove andava? Andava verso la Cassia-Bis, per intenderci, o andava verso il paese di Formello?
IMP. Scarano A.: No, no, andava verso fuori. Veniva dal paese. Veniva dal paese di Formello e andava verso fuori Formello.
PUBBLICO MINISTERO: In direzione?
IMP. Scarano A.: In direzione... dove abitano loro. Lì non c'è paese, è tutta campagna, lì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. E siete riusciti a capire in che strada si era immessa, o comunque dove si era fermata, o comunque dove era giunta, questa Golf?
IMP. Scarano A.: Io praticamente la macchina...
PUBBLICO MINISTERO: O l'avete persa per strada?
IMP. Scarano A.: No, no, non è stata persa.
Io, praticamente, siccome lì c'è un sacco di curve, semicurve, curve un po' pericolose, io guardavo la strada, ma Gaspare guardava la macchina.
Siccome c'è un pezzo di... Facendo una curva, quasi alla fine, che poi c'è un pezzettino di rettilineo, quasi l'ultima curva, questa macchina Gaspare l'ha vista dov'è entrata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Io mica l'ho vista, io guardavo la strada, non guardavo la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Perché in fine d'aria era dritta, praticamente era tutto scoperto. E ha visto dov'è entrata la macchina.
Però è sparita nel nulla quella macchina. Cioè, è entrata forse dentro un cancello, dentro una villa, chiuso. Però diciamo la strada, la stradina dove esce fuori della Nazionale, praticamente la strada normale, l'ha vista Gaspare dov'è entrata questa macchina.
Non ha visto il punto specifico dove, in quale casa è entrata. Perché lì ci stanno due ville.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi vi siete immessi anche voi con la sua macchina in questa strada.
IMP. Scarano A.: Sì, siccome la macchina quando si gira poi lì, si volta, si gira a destra dove siamo entrati noi, lì è quasi un pezzo di rettilineo, però è una strada di campagna. E abbiamo seguito quella strada. Però non l'abbiamo vista.
PUBBLICO MINISTERO: E' una strada di campagna ma ci sono delle abitazioni, delle case ai lati di questa strada, o è proprio una strada che si avventura nella campagna?
IMP. Scarano A.: Allora, ce n'è una che adesso ho saputo dopo in secondo tempo, ce n'è una bianca sulla destra.
PUBBLICO MINISTERO: All'imbocco?
IMP. Scarano A.: Al'ingresso della strada, all'imbocco della strada.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Sulla destra.
IMP. Scarano A.: Sulla destra, bianca. Poi ce n'è una rossiccia, marrone chiaro, come... Che sarebbe sulla sinistra, sempre sulla stradina, a 150 metri, 200 metri, che lì hanno individuato dopo che ci abitava Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci.
IMP. Scarano A.: E una più avanti, forse pure di persone, non lo so, di familiari, dove abbiamo trovato la macchina targata... Un'Alfa 33 targata Siracusa, o Ragusa, adesso non ricordo bene. E lì Gaspare ha segnato il numero della targa.
Che mi ha detto a me: 'mo, quando vado a Palermo, vedo a chi risulta questa macchina'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma quando lei è entrato in questa strada per la prima volta insieme a Gaspare, la villa sulla destra, la villa sula sinistra, 150 metri prima, 150 metri dopo, erano, voglio dire, dati significativi a quel momento, o lo sono diventati solo successivamente?
IMP. Scarano A.: No, no, no. Fino a quel momento non si sapeva niente.
Sono cose, queste, che le ho sapute dopo, in un secondo tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, e ora ci arriveremo.
IMP. Scarano A.: Dopo 15-20 giorni che hanno seguito poi... Sentivo parlare loro.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. E ora ci arriviamo.
IMP. Scarano A.: In quel momento che noi siamo entrati lì dentro non si sapeva nulla di...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ascolti Scarano, lei ha capito com'è che aveva fatto gaspare a dire, vedendo due donne s bordo di una Golf, a dire o a pensare che quelle persone potevano, come dire, essere significative per quello che andava cercando Gaspare?
Gaspare ci aveva conoscenze personali nell'ambito della famiglia di Contorno? Ha capito questo, lei?
Conosceva la faccia di qualcuno?
IMP. Scarano A.: Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Allora, Gaspare era l'unico di tutto il gruppo che conosceva bene Contorno e la famiglia. Perché Gaspare mi ha detto lui personalmente, che prima di legarsi a Graviano, stava con Contorno.
E dopo la morte di un fratello di Gaspare che lui presume, mi ha detto che gli ha ammazzato un fratello, Contorno a Gaspare. E quindi era l'unico di tutto il gruppo che conosceva questo Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi anche i familiari. Vuol dir questo?
IMP. Scarano A.: E anche i familiari, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Questo, me lo ha detto lui che si è cresciuto proprio in quella famiglia di Contorno, Gaspare.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, allora ho bisogno di chiarire ancora un passaggio di quella dichiarazione che ha fatto poco fa che riguarda queste casse, o cassette che qualcuno ha visto e che aveva associato alla attività dei fratelli di Contorno che facevano mercati di frutta e di verdura.
Perché è un passaggio che proprio non ho capito.
IMP. Scarano A.: Mah, il passaggio... Lo ha detto Gaspare, perché queste persone qui, questi parenti di Contorno, lavoravano anche frutta e verdura a Palermo, quando stavano a Palermo.
Allora, vedendo questi furgoni attrezzati per frutta e verdura, e i cassetti, lui forse presumeva che ci stavano queste persone, lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Era una cosa sua, una supposizione sua.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E questi furgoni con tanto di cassette, quando Gaspare li osservò, li notò, e dove soprattutto?
IMP. Scarano A.: Mah, quando...
PUBBLICO MINISTERO: Era con lei Gaspare?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, era con me, era con me.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Quando me ne ha parlato, era con me. Per non ricordo se è stato il primo giorno, o il secondo giorno. Alla prima casa a destra, quella bianca alla prima villa bianca.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla strada, questa, di cui si parlava all'inizio.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: E che a pochi metri dall'imbocco di questa stradina ci sta il cancello.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMP. Scarano A.: Un grande spiazzale fuori di questa villa. Però lui immaginava pure, siccome la villa era sempre chiusa, quei tre giorni che siamo andati lì, finestre, porte, era sempre chiusa.
Però mi sembra che ha visto qualche macchina lì dentro, una 164. Questa 164 poi non l'ha vista più, o l'ha vista da un'altra parte parcheggiata.
I furgoni non stavano più al posto dove li aveva visti la prima volta, bensì stavano spostati. Questi furgoni, dentro, sempre dentro, diciamo la villa, dentro c'era un grande spazio dalla villa.
Io portavo la macchina, praticamente poi sentivo qualche cosa mi diceva lui.
Anzi, più volte mi diceva di non guardare verso la villa, 'perché se ci vede qualcheduno e capiscono qualche cosa, se ne vanno tutti, perché sono, sono gente che stanno un po', diciamo, sveglie su queste cose qua. Se vedono una persona che passa più di una volta avanti casa sua, dice, può darsi che capivano qualche cosa'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per fare queste tre, lei ha detto sono tre giorni consecutivi, no? Questi tre viaggi con Gaspare.
Se ho capito bene sono tre, no Scarano?
IMP. Scarano A.: Sì, tre volte, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha sempre adoprato la stessa macchina sua?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sempre la stessa macchina.
No, no, o no... Altre... una volta con la Jeep e due volte con la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Per macchina si intende l'Audi?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ormai che ci siamo, vuol dire un attimino la sua Jeep che marca era, che modello era? Targa, colore, queste tre o quattro...
IMP. Scarano A.: E' la Pajero bianca targata Viterbo.
PUBBLICO MINISTERO: Targata?
IMP. Scarano A.: Viterbo, mi sembra che è targata.
PUBBLICO MINISTERO: Sarà Rieti?
IMP. Scarano A.: Rieti, Rieti, Rieti, giusto.
PUBBLICO MINISTERO: Il modello?
IMP. Scarano A.: Modello vecchio.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, il modello, chiedo scusa. La fabbrica, la marca, come si dice.
IMP. Scarano A.: La Pajero.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi che dovrebbe essere? Mitsubishi, credo.
IMP. Scarano A.: Sì, la Mitsubishi, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mitsubishi. Ricorda qualcosa della targa?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Non aveva nulla di caratteristico la targa, no? Non se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: No. Non mi ricordo, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda. Bianca, ha detto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Modello nuovo, o modello vecchio?
IMP. Scarano A.: Modello vecchio.
PUBBLICO MINISTERO: Modello vecchio. Ben tenuta, o un po'...
IMP. Scarano A.: Mah, una via di mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, due volte ci è andato con l'Audi e una volta ci è andato con la Jeep.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Il secondo giorno con la Jeep. Mi ha detto lui di cambiare macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Appunto. Senta, e lei ha detto che in un secondo momento, questi... Questo, questi, poi lo chiarirà, hanno esattamente individuato che l'abitazione di Contorno non era la prima villetta sulla destra, ma era una abitazione più avanti sulla sinistra.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto così lei, no?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora bisogna che chiarisca alla Corte cosa ne sa su come avevano fatto queste persone a stabilire che l'abitazione non era quella, ma era quell'altra.
IMP. Scarano A.: Per quanto io ho sentito da loro, che hanno visto una macchina un giorno, una Uno... No, una Uno, una macchina di queste ultimo tipo, FIAT rossa, che usciva da quel cancello. Perché loro si nascondevano non so dove. E hanno visto che era lui.
E poi hanno visto un'altra volta una Ferrari...
PUBBLICO MINISTERO: Un'altra volta?
IMP. Scarano A.: Un'altra volte hanno visto pure, si parlava di una Ferrari, di una Thema Ferrari, in secondo tempo, che si è fermata proprio davanti lì, a quel cancello dove abita Contorno. E hanno seguito anche quella Ferrari, credendo che era un amico di Contorno questo qui.
Questo me lo ha detto Lo Nigro.
E infatti un giorno Lo Nigro si è preso il caffè assieme al proprietario, a fianco al proprietario della Ferrari. Aspettava per dire se avesse appuntamento con Contorno. In un bar che si trova sulla Cassia, sopra l'uscita della Cassia. Un bar fuori paese, fuori Formello, andando verso Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora...
IMP. Scarano A.: Poi posso dire un'altra cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: Quando poi più volte sentivo parlare che lo avevano individuato, per due o tre giorni di seguito hanno preparato, diciamo...
Un giorno vado alla villa e mi hanno detto che avevano individuato che era da due o tre giorni che lo vedevano, questo Contorno. Che lo hanno visto pure nel paese. E' arrivato con la macchina nel paese di Formello, si è preso il caffè in un bar, probabilmente, e poi se n'è andato di corsa.
E loro l'hanno visto.
Poi a Capena, dopo queste cose, vado un giorno lì e trovo due fogli di lamiera a Lo Nigro, Benigno ci stava e Peppuccio, che avevano comprato una sparachiodi che stavano facendo un cassettone per metterci l'esplosivo.
Poi lì non è andato bene quel coso lì che è rimasto pure in quella villa. Non so se hanno trovato, mi sembra un fusto e lo hanno messo dentro un fusto e lo hanno preparato dentro un fusto di questi di 200 litri.
Quando poi non è scoppiato, sempre discorsi che facevano loro, che è partito soltanto il detonatore e non l'esplosivo, perché non era lì dov'è stato rinvenuto il ritrovamento dell'esplosivo.
Lì già stiamo fuori Formello, a quanto ho visto io dalla televisione. Bensì era, l'avevano messo vicino al cimitero, che c'era lì una curva a 300-400 metri di casa sua, di Contorno, che doveva rallentare, dice, per forza, lì.
E l'avevano messo lì, in una cunetta, dentro questo fusto, questa roba. Praticamente poi da lì non è scoppiata ed è stata spostata con la Jeep mia, perché Lo Nigro mi ha chiesto la Jeep a me.
E la sera, il giorno stesso, la sera mi pare, o l'indomani mi ha chiesto la jeep un'altra volta per andare a prendere questo esplosivo e rispostarlo un'altra volta, perché dovevano preparare un'altra volta.
Perché Peppuccio dopo è andato a Palermo e ha portato pure, per andare a prendere un detonatore, ha portato Romeo a Roma.
Io, la mattina dopo, o due mattine, ci passavo spesso dalla villa, perché io costruivo lì vicino. O la sera, o la mattina, ci andavo. E sentivo sempre che facevano qua queste discussioni. Più volte me ne andavo, più volte... a seconda... e restavo. Un po' in disparte, però restavo e sentivo le discussioni.
Ed erano un po' arrabbiati perché non era esploso l'esplosivo. E' esploso soltanto il detonatore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, ho bisogno di saper questo: la sicurezza - stando a loro, ovviamente - che Contorno stava in quell'altra villa e non nella prima vicino alla strada principale, questi l'hanno avuta quando c'era ancora Spatuzza, o quando Spatuzza era già andato via?
IMP. Scarano A.: Quando Spatuzza era già andato via.
Spatuzza poi non è più venuto. E' andato due o tre volte lì, poi non è più venuto.
Ma comunque il fatto Contorno è stato seguito un paio di mesi, forse pure più, eh.
Da dopo Natale '94, diciamo, fino a che è successo il coso.
PUBBLICO MINISTERO: Natale '93, magari. Perché '94 lei...
IMP. Scarano A.: Eh, '93.
PUBBLICO MINISTERO: ... era in carcere.
IMP. Scarano A.: '93-94, voglio dire.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quel periodo festivo lì, lei voleva dire.
IMP. Scarano A.: Sì, sì. E' stato seguito pure da... i primi sopralluoghi sono stati fatti quando loro stavano lì al Villaggio Tognazzi a Torvajanica. Sono stati una ventina di giorni, 15 giorni lì andavano e venivano, facevano 200 chilometri al giorno. Si lamentavano che era un po' distante.
Insomma, poi non è che stavo sempre con loro, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, comunque lei ha detto che la prima volta che ne ha sentito parlare, questi stavano, o comunque utilizzavano la villetta del Villaggio Tognazzi. E quindi siamo nel periodo, come periodo dell'anno?
IMP. Scarano A.: Nel '94.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, voglio dire, siamo in questo periodo delle feste di Natale, siamo prima, siamo dopo...
IMP. Scarano A.: Ma lì, il fatto Contorno è stato seguito prima e dopo. Anzi, dopo quasi fisso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Dopo la villa di Capena. Però la sicurezza, Lo Nigro, lo ha visto a Contorno che usciva da quella villa con la macchina.
IMP. Scarano A.: Ecco. Lei sa come aveva fatto Lo Nigro a rendersi sicuro che quella persona era Contorno, visto che l'unico che conosceva Contorno era Gaspare?
IMP. Scarano A.: Io, non è che posso confermare la cosa, perché io... Può darsi che Gaspare ce l'ha portato a farlo conoscere.
Perché Gaspare poi è andato via. Cioè, intendo dire, è andato via nel periodo che poi si è preparato l'attentato. Ma può darsi che è stato lì pure qualche settimana, che io adesso non rammento.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma io infatti le ho...
IMP. Scarano A.: Per fargli conoscere Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io le ho chiesto se lei conosceva specificamente e direttamente com'è che Lo Nigro poteva aver fatto a riconoscere...
Sento che lei mi fa una supposizione.
IMP. Scarano A.: No, no, no. Se l'è portato Gaspare.
PUBBLICO MINISTERO: Si sente di poterlo dire perché gli risulta, o si sente di dirlo perché lo pensa?
IMP. Scarano A.: No, no, mi risulta. Mi risulta perché Gaspare ha detto, ci è andato pure con Lo Nigro, ci ha portato Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMP. Scarano A.: Però non so se sono stati quattro giorni o cinque giorni, finché non hanno individuato... E poi Gaspare è andato via e non è più venuto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, l'attentato all'Olimpico, per intendersi, è una vicenda che si svolse all'epoca in cui iniziano, lei sente parlare per la prima volta di Formello, ovvero era già successo il primo viaggio a Formello da parte sua e di Gaspare, ovvero al contrario?
IMP. Scarano A.: Mah, all'Olimpico, i primi sopralluoghi si parlava, il primo sopralluogo è stato nel...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. No, scusi Scarano, la interrompo. Non mi interessano i primi sopralluoghi. Il fallimento dell'attentato, insomma, quando l'attentato va a vuoto.
IMP. Scarano A.: E Gaspare...
PUBBLICO MINISTERO: E poi succede tutto quello che lei ha raccontato già alla Corte...
IMP. Scarano A.: Gaspare... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Gaspare già stava qui. Ma è venuto pure dopo, dopo le feste, dopo Natale, Gaspare, per seguire il fatto Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora appunto la domanda è questa: quando Gaspare incomincia a darsi da fare per la questione di Contorno, come ha riferito lei, il cimitero e tutto il resto. Ora non stiamo a rifare tutto il discorso, si perde un monte di tempo, soprattutto si perde il filo. La questione dell'Olimpico c'era già stata?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il fallimento dell'attentato all'Olimpico c'era già stato?
IMP. Scarano A.: Quando è iniziato Contorno, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Molto bene. Senta, lei ricorda quando fu fatto il contratto per la villetta di Capena?
IMP. Scarano A.: Ma io...
PUBBLICO MINISTERO: Non la data, chiedo scusa, la domanda va posta meglio. Non la data in cui è stato firmato il contratto d'affitto, ma il contratto d'affitto per che periodo, per quale periodo fu fatto.
IMP. Scarano A.: Mah, il periodo non mi ricordo se è stato febbraio-marzo. Ma è fatto per sei mesi, il contratto.
Ci ho dato 10 milioni e mezzo, che poi me l'ha portato Giacalone, che glieli ha dati Mangano Antonino...
PUBBLICO MINISTERO: Ora, ora glielo chiedo, ora ci arriviamo.
Ora volevo intanto stabilire se si ricordava... Il contratto era stato fatto a partire da che data.
IMP. Scarano A.: Ma marzo-aprile.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le debbo far presente che la decorrenza del contratto è dal 1 febbraio del '94.
IMP. Scarano A.: 1 febbraio, insomma...
PUBBLICO MINISTERO: Dal 1 febbraio '94. Fino al 31 agosto '94.
IMP. Scarano A.: Sì. Ah, sei mesi. Questo me lo ricordo benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Forse sono sette, ma è la stessa.
Febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto. Sono sette mesi, ma non vuol dire.
Ecco, questo contratto fu fatto, lei ricorda chi lo firmò?
IMP. Scarano A.: Ma non l'ha firmato nessuno, lo ha firmato...
PUBBLICO MINISTERO: No, una persona lo ha firmato, Scarano, il contratto.
IMP. Scarano A.: Ma lo ha firmato, mi sembra quello che mi costruiva a me la villa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma come inquilino, chi lo ha firmato il contratto?
IMP. Scarano A.: Io non me lo ricordo. Se è stato firmato a nome mio o a nome di mia moglie, questo contratto. Non ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Lei non se lo ricorda, ma io le faccio presente che l'ha firmato la signora, il contratto.
PRESIDENTE: Facciamo la contestazione, per piacere?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, è una contestazione, perché è stato fatto risultare anche in un verbale di interrogatorio. E ora arriviamo.
Comunque non è una contestazione di una dichiarazione sua, eh, è la, per così dire, la contestazione di un fatto storico, voglio dire. Quindi è un dato di fatto al quale si aggancia una domanda.
PRESIDENTE: Ho capito. Però siccome è un atto che la Corte non conosce, almeno sappiamo su che cosa...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, la Corte dispone del contratto.
PRESIDENTE: Ma materialmente...
PUBBLICO MINISTERO: Negli atti della Corte c'è il contratto di affitto.
PRESIDENTE: Possiamo fare soltanto riferimento a questo contratto.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Infatti stavo richiamando l'attenzione di Scarano sul fatto storico che il contratto è stato firmato dalla signora Tusa Silvia e che la data di stipula del contratto, se io non ricordo male, è il 24 gennaio '94. E che la decorrenza del contratto è dal 1 febbraio '94.
Il dottor Nicolosi, se è così cortese di fare un attimo una verifica volante.
E' infatti il punto 39 delle produzioni del Pubblico Ministero e quindi è nei dati della Corte.
Il contratto, sbagliavo io, è stato stipulato il 17 gennaio del '94 e il contratto risulta stipulato con la signora Tusa Silvia.
Ecco, ora che io le ho dato queste coordinate in termine di data, ho bisogno di chiedere se, quando fu stipulato questo contratto era già stata localizzata con esattezza l'abitazione di questo Contorno, oppure, per così dire, le ricerche erano ancora un po' sul generico?
IMP. Scarano A.: Erano sul generico. Dubitativi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, Scarano, la decisione di affittare questa villetta, come nasce? E' stato una decisione che lei ha preso di iniziativa, o perché qualcuno gliel'ha chiesto, o perché qualcuno glielo ha suggerito, o perché qualcuno glielo ha ordinato?
IMP. Scarano A.: No, io penso che lo ha ordinato Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, abbia pazienza, mi scusi.
IMP. Scarano A.: Me lo ha mandato... Me lo ha detto Giacalone di affittar una villetta, una casa, insomma, un appartamento.
Ho trovato questa villetta e ho preso questa.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi?
IMP. Scarano A.: Mi è stato chiesto di trovare n appartamento.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però poi ho trovato questa villetta, gliel'ho detto, dice: 'va bene ugualmente'.
Ho detto: 'guarda, vogliono 10 milioni e mezzo per sei mesi'.
Dice: 'mettili te 'sti soldi, che poi...'
Infatti poi Nino Mangano me li ha mandati con Giacalone, me li ha portati Giacalone. Glieli ho anticipati io.
PUBBLICO MINISTERO: Ma quando Giacalone le fece questa richiesta, gliela fece per una ragione specifica, oppure perché passando così Giacalone da Roma gli disse: 'affittami un appartamento. Arrivederci e grazie'?
IMP. Scarano A.: No, no, ma si sapeva già, perché si doveva, dovevano vedere Contorno, insomma, che era già...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, allora abbia pazienza Scarano...
IMP. Scarano A.: Certo, è una cosa specifica.
PUBBLICO MINISTERO: ... lei è stanco e me ne rendo conto. Però bisogna che questo punto lo chiarisca alla Corte, ecco.
Com'è che sulla vicenda di queste ricerche di Contorno - io seguo il filo delle sue dichiarazioni - a un certo punto Giacalone gli dice di trovare un appartamento.
IMP. Scarano A.: Posso?
PUBBLICO MINISTERO: E' naturale.
IMP. Scarano A.: Allora, quando loro stavano tutti lì a... fuori Roma, al mare, al Villaggio Tognazzi, lo hanno fatto per una decina di giorni avanti e indietro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E si veniva un po' lontani, erano circa 200-250 chilometri al giorno.
Poi sono andati via un po' di giorni, 10-15 giorni, e dice: 'va be', allora trova un appartamento più vicino'.
Poi è capitata questa villa...
PUBBLICO MINISTERO: Allora, la richiesta a lei chi gliel'ha fatta?
IMP. Scarano A.: Me l'ha fatta Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Giacalone.
IMP. Scarano A.: Lì per lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto: 'trova un appartamento vicino...', vicino a che cosa?
IMP. Scarano A.: No, vicino vicino lì. 'Dove lo trovi a Roma', praticamente. Dove... In qualunque posto sia, va bene a Roma stesso. Però l'ho trovato a Capena e l'ho preso a Capena.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMP. Scarano A.: Io gli ho detto che c'era una villa.
'Parla con Mangano'. Mangano ci ha detto: 'va bene'.
'Ci vuole 10 milioni e mezzo', io li ho anticipati. Mi hanno detto di anticipare questi soldi e di prendere questa casa. E il proprietario praticamente voleva un contratto regolare. E io gli ho detto: 'va bene, non ci sono problemi'.
PUBBLICO MINISTERO: Giacalone le chiese di trovare questo appartamento specificamente perché doveva servire per la vicenda di Contorno, oppure questo è stato un suo pensiero, o una sua deduzione?
IMP. Scarano A.: No, no. Proprio per fatti specifici, per Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Gli spiegò che quindi aveva proprio bisogno di un appartamento, che ne so, uno poteva dire: 'sennò sto in un albergo', o che altro.
Gli disse proprio che voleva un appartamento?
IMP. Scarano A.: Mi ha detto: 'trova un appartamento, una casa, una villa, quello che sia sia, basta che è molto più vicino di dove stiamo adesso'.
PUBBLICO MINISTERO: Perché dove stavano al mare era distante rispetto...
IMP. Scarano A.: Eh, sono più di 200 chilometri, 250, forse pure più eh. E' un bel pezzo di strada.
Da lì è stato seguito parecchio tempo, 10-15 giorni. Poi sono andati via perché era troppo lontano. Praticamente partendo presto la mattina, lì una volta ho sentito Giacalone che diceva partendo alle sei arrivavano a Formello alle dieci, dieci e mezza, perché poi a Roma si incontra troppo traffico sul raccordo anulare.
Perché c'era da fare tutto il raccordo anulare. E la mattina ci si perde un sacco di tempo, lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Insomma, era impossibile seguire questa procedura, diciamo, di Contorno che era troppo lontano.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, quando loro si trovavano ancora lì al Villaggio Tognazzi, al mare, se si vuol dare un nome e cognome a questi "loro", ecco, a quali persone lei fa riferimento?
IMP. Scarano A.: Che stavano lì al mare?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Al mar ci stava: Giacalone, ci stava Benigno Salvatore, Lo Nigro Cosimo, Giuliano Giuseppe e Spatuzza Gaspare.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per fare questi loro spostamenti in su e in giù, dico sempre finché erano lì al mare, di quali mezzi si servivano? Lei lo sa?
IMP. Scarano A.: Mah, per... Loro, mi sembra, ci avevano due macchina: la Jeep, la macchina mia e una macchina che aveva portato Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, la macchina sua...
IMP. Scarano A.: La Jeep.
PUBBLICO MINISTERO: La sua Jeep.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: E ci avevano pure un'altra macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, visto che siamo ritornati col racconto al mare, allora, lei ha già detto nelle precedenti udienze che questa villetta, ad un certo punto, la mise a disposizione Bizzoni.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io le chiesi se lei sapeva se Bizzoni di questa villetta era proprietario, ovvero era un inquilino, o quel... E lei mi ha detto che non lo sapeva.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Vorrei, ormai che ci siamo, che lei chiarisse che cosa gli risulta circa i rapporti di conoscenza, o quel che sono stati, tra questo signor Bizzoni e queste persone, cominciando - mi sembra la cosa migliore - dalla sua conoscenza, sua di lei, Scarano, con questo Bizzoni.
Da quanto tempo lo conosceva, che tipo era, che faceva, se avevate mai fatto cose insieme.
E poi bisogna aprire un attimino questa parentesi perché sennò poi Bizzoni non lo ritroviamo più nel discorso.
IMP. Scarano A.: Va be', Bizzoni lo conoscevo già molto tempo prima.
Primo, che stava nella zona dove abito io. Da me abita poco... neanche un chilometro.
Poi ho avuto una volta occasione di pranzare ad un tavolo in un ristorante assieme con lui, che lui stava con quattro amici, io stavo con altri amici, non questi. Amici di Roma. Era una cena normale, parecchi anni fa. E poi lo vedevo sempre in zona. Al bar, lo incontravo continuamente.
Ci aveva l'amicizia, che lui commerciava in mobili antichi. E ci aveva un negozio di roba antica.
Però dove ce l'aveva non lo so.
Una volta mi ha proposto di poter fare società con lui che aveva dei progetti, aveva preso un pezzo di terreno a Borgata Alessandrina e mi aveva offerto se volevamo costruire quattro o cinque villette e poi rivenderle.
Insomma, l'ho conosciuto così, come si conosce una persona in una zona.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa è la sua conoscenza con...
IMP. Scarano A.: Sì, è nata una amicizia, diciamo, così.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Io gli ho prestato dei soldi, mi ha venduto delle macchine ultimamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo è un racconto sintetico...
IMP. Scarano A.: Beh, più o meno...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Però io ho bisogno anche di capire allora l'altra parte del problema: i rapporti che ci sono stati - se ce ne sono stati - tra questo signor Bizzoni e queste persone.
Perché lei ha iniziato a raccontare che Bizzoni entra, per così dire, in questa vicenda, il giorno in cui gli chiede se ha la disponibilità di un appartamento e Bizzoni, per così dire, mette a disposizione quello di via di Re Daua. Va bene?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma siamo prima, siamo nel '93.
Ora invece, con la villetta di Torvajanica, siamo un pezzo più avanti.
IMP. Scarano A.: Sì, ma le conoscenze con questo gruppo di persone...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vorrei che chiarisse questo, Scarano.
IMP. Scarano A.: ... è nato nel momento che io ho preso la casa a via Re Daua.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E' sì nato lì, li ho presentati come miei nipoti, è vero.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però poi questa frequentazione, Bizzoni veniva a casa mia, si incontrava con queste persone. Ma non si incontrava per qualche motivo... Si trovava, veniva a casa mia Bizzoni, magari, era qualche momento che ci stavano anche loro e si incontravano.
Gaspare ha chiesto la motocicletta a Bizzoni, c'era un dialogo normalissimo, come... Per rispetto, sapendo che erano i miei nipoti. Però non sapeva nulla. Se capiva qualche cosa non lo so, però di queste cose non ha capito mai niente. Capivano che erano parenti miei e venivano rispettati tali.
PUBBLICO MINISTERO: Ha capito che erano? "Parenti miei"?
IMP. Scarano A.: Parenti miei, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, c'è questo episodio particolare della motocicletta.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo vuole un attimino chiarire alla Corte come sta questo episodio della motocicletta?
IMP. Scarano A.: Un giorno è venuto Bizzoni a casa mia, si trovava Gaspare. Ci ha chiesto se ci prestava la motocicletta.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè Gaspare lo ha chiesto a Bizzoni?
IMP. Scarano A.: Sì. Bizzoni viene a casa mia con la motocicletta.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, eccoci.
IMP. Scarano A.: Spatuzza Gaspare gli chiede la motocicletta, se gliela poteva prestare per farsi un giro.
Quello, gentilmente, gli ha detto: 'sì, pigliala'.
Si è preso questa motocicletta, che poi l'ho accompagnato io a Bizzoni a casa, al garage.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Si è preso la macchina. E praticamente Gaspare se ne va con questa motocicletta e manca tutto il giorno.
La sera rientra, passa a casa mia e se ne va dopo lì alla villa, al mare. Mi ha detto che era andato a Bologna perché aveva una notizia che doveva andare a vedere che c'era un collaboratore, che aveva individuato un collaboratore, non so, non ricordo bene se mi ha detto una falegnameria, oppure una fabbrica di mobili, cose del genere. E avevano individuato un altro collaboratore, di vedere.
E praticamente poi questa motocicletta se l'è portata giù al mare. Poi non so se è andato a prenderla Bizzoni, oppure l'ha riportata lui. Questo episodio non me lo ricordo adesso se è andato Bizzoni a prenderla al mare, oppure...
Soltanto posso dire una cosa: che quando poi sono andati via da lì, che si erano stufati di fare avanti e indietro da Formello al mare, i documenti della motocicletta, Bizzoni viene a casa mia. Mi ha detto: 'guarda, non mi ha lasciato... si è portato via i documenti della motocicletta'.
Ci ho detto: 'guarda, loro dovrebbero veni'. Adesso non lo so quando vengono, vediamo un po' questi documenti della motocicletta'.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire, i libretto di circolazione?
IMP. Scarano A.: Sì, i documenti della motocicletta. Sì, il libretto di circolazione.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Poi, il Bizzoni, non so quando è andato giù al mare, dopo 4-5 giorni, mi ha detto, dice: 'guarda, ho trovato il libretto della motocicletta, con l'assicurazione, li ho trovati su un comodino alla villa al mare'.
E quindi lo ha lasciato lì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi tornò fuori questo libretto, vuol dire.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, è tornato fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sa se Gaspare poi con la motocicletta ci è andato davvero a Bologna, o insomma nella zona di Bologna, oppure se era una cosa che aveva idea di fare e non si sa se l'ha fatta?
IMP. Scarano A.: Io so che si è preso la motocicletta la mattina verso le 9, le 10, ed è tornato verso la sera tardi. Dov'è andato... Poi me l'ha detto che è andato a Bologna. L'ha detto non subito, però ho saputo dopo un paio di giorni che avevano individuato, avevano avuto notizie che a Bologna, nella zona di Bologna, avevano individuato un collaboratore che lavorava in una fabbrica o mobili o falegnameria. Cose del genere.
E era andato a vedere, non so, la strada, oppure era andato a vedere qualche cosa.
PUBBLICO MINISTERO: E...
IMP. Scarano A.: Lui...
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego.
IMP. Scarano A.: E' mancato tutto il giorno, è mancato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei è sicuro che sia stato proprio Gaspare fin dall'inizio a dirgli che chi gli interessava era Contorno?
IMP. Scarano A.: Ma questo che si interessava a Contorno è stato, è uscito dopo che siamo andati al cimitero.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Dopo che abbiamo visto il nipote di Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per fare una domanda ancora più precisa: lei ha riferito poco fa l'episodio di quel bar dove vi siete fermati a prendere il caffè alle 10 e mezzo la mattina. Gaspare le dà di gomito, uscite rapidamente e poi, per strada, le dice che aveva visto il nipote.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che Gaspare le disse che si trattava del nipote di Contorno.
IMP. Scarano A.: In quel momento esatto, ho saputo del fatto di Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Io le vorrei ricordare...
IMP. Scarano A.: Ma si parlava poi... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Certo che può, sempre può.
IMP. Scarano A.: Quando è passata questa Golf nera con quelle due donne, lui ha detto: 'eccole, eccole'. Dico: 'chi è?'. Dice: 'la moglie di Contorno.'
Pure lì lo ha detto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Io le volevo far presente che, quando lei per la prima volta ha riferito di questo episodio, il 31 gennaio del '96, per la verità ha detto una cosa un attimino diversa, cioè con taglio diverso. Perché ha riferito l'episodio della Golf nera e ha detto, dopo aver visto la Golf, Gaspare le dice: 'vai piano, vai piano, vai piano'.
"Io credevo che si trattava di donne, perché c'era una donna, una ragazzina, o due donne dentro la Golf, ma neanche le ho viste bene, perché guardavo la strada".
Poi prosegue, io le chiedo: "Ma le disse che cos'era che aveva visto?"
Mi risponde lei: "No, ancora no".
Poi, nello stesso interrogatorio, un po' più avanti si parla dell'episodio del cappuccino, del caffè e tutto il resto e lei dice: "Ho visto che era cambiato i faccia, ho visto che aveva cambiato faccia. Di corsa, in macchina, strada facendo 'possiamo andar via' e andiamo verso Roma. E verso 'scusa, mi stai portando da due giorni a destra e a sinistra, mi fai capire che cosa si tratta?'
'Niente, niente, non ti preoccupare, ho visto il nipote' - ha detto - 'ho visto il nipote'. Che poi ho saputo che solo lui conosceva questa persona, questo signor Contorno qua e lì ho saputo di questo Contorno".
Le chiedo io: "Gliel'ha detto lui?"
"Sì, però del nipote, no di lui".
"Ma non ha fatto il nome?"
"'Ho visto il nipote', ha visto il nipote. Non aveva fatto il nome ancora, finisce qua. Lui se ne va, vengono due giorni con Cosimo", eccetera, eccetera. E poi dice più avanti che Cosimo le ha detto che tutta la questione girava intorno a Contorno perché, espressamente io le faccio questa domanda: "E quando l'ha saputo lei che il nipote era un Contorno?"
Risponde Scarano: "L'ho saputo quando è venuto Cosimo".
"E che discorso ha sentito fare?"
"Niente, che lì ci sta Contorno".
Ecco, allora, da questo interrogatorio del 31 gennaio, io capisco che era un interrogatorio reso in un certo momento, ma insomma, queste sono le regole del processo e le devo rispettare.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, ma può darsi...
PUBBLICO MINISTERO: Lei aveva detto, in questo primo racconto di questo fatto, che solo attraverso i discorsi successivi di Cosimo aveva capito che tutto riguardava Contorno, sia la Golf con le relative signore, sia il bar con il relativo nipote.
IMP. Scarano A.: Io...
PUBBLICO MINISTERO: Oggi invece dice che l'aveva saputo fin dall'inizio.
IMP. Scarano A.: Sì. Posso?
PUBBLICO MINISTERO: E' naturale, lo deve spiegare infatti, Scarano, questo punto.
IMP. Scarano A.: No, siccome confondo diciamo le due cose, però per me il significato è sempre quello. Quando è stata individuata la moglie di Contorno, che diceva Gaspare che era la moglie di Contorno, la sera è nato un dialogo fra Lo Nigro, fra tutti loro che stavano lì alla villa, che poi l'ho saputo pure io dopo; è nato il dialogo che erano contenti che aveva visto la moglie di Contorno, Gaspare. Perché era l'unico a sapere dove... conoscere la famiglia di Contorno.
Però poi c'è stato pure Lo Nigro assieme lì. Io comunque sono andato tre volte là, adesso non è che le cose me le posso ricordare.
PUBBLICO MINISTERO: No, il punto è molto semplice.
IMP. Scarano A.: Io cerco di spiegarle, magari mi sono espresso male prima, ma il contenuto è questo.
PUBBLICO MINISTERO: Il punto è molto semplice, Scarano. Può essere che oggi il suo ricordo sia più preciso, o può essere che all'epoca il suo ricordo fosse deliberatamente generico.
IMP. Scarano A.: Magari nella confusione avrò confuso.
PUBBLICO MINISTERO: Io metto lì questa considerazione sottoforma di contestazione, perché faccio il Pubblico Ministero e lo debbo fare.
IMP. Scarano A.: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, era quel discorso lì generico perché lei voleva essere ancora generico? Ovvero quel discorso lì era preciso e oggi ha fatto confusione?
IMP. Scarano A.: Io ho fatto confusione senz'altro.
PRESIDENTE: Oggi.
IMP. Scarano A.: No, no, l'altra volta.
PUBBLICO MINISTERO: Ma perché aveva dei ritegni, delle remore, voleva stare sulle sue, oppure perché c'aveva semplicemente la testa un pochino disordinata?
IMP. Scarano A.: No, no, nessun ritegno e nessune cose, per stare sulle mie. Confusione forse.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, perché mando là sua moglie a trattare l'affitto di questa casa?
IMP. Scarano A.: Io questo fatto qui nemmeno me lo ricordo bene com'è successo, l'affitto della casa. L'affitto della casa l'ho chiesto io. Io la casa l'ho chiesta a Petrucci, se conosceva qualcuno che c'aveva una casa.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Allora un giorno io vado a fare la spesa in un supermercato, lì a Capena, e Petrucci mi vede passare, che c'aveva l'ufficio, l'agenzia, mi vede che sono entrato dentro il supermercato e viene assieme col proprietario della villa. E quando viene il proprietario della villa, che mi presenta Petrucci, ci stava pure mia moglie che stava facendo spesa dentro il supermercato.
Mi ha detto: 'questo qui è un amico, c'ha la villa'. E quello mi ha detto: 'io voglio un milione e mezzo al mese. Per quanto serve la casa?', mi ha detto.
Dico: 'non lo so, cinque, sei mesi'.
Dice: 'per sei mesi mi devi dare 10 milioni e mezzo, né una lira in più, né una lira in meno'.
Mi ricordo che c'era mia moglie, però la firma di mia moglie io non me la ricordo, se ha firmato mia moglie questo contratto. Lui ha preparato il contratto, lo sa più Petrucci di questo contratto che io.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda il cognome del proprietario della villa? Perché Petrucci è quello dell'agenzia.
IMP. Scarano A.: Sì. Io il nome del proprietario non lo conosco nemmeno. Né il nome e né il cognome. L'ha contattato Petrucci, perché io l'ho chiesto a Petrucci se conosceva lì nel paese qualcheduno che c'aveva qualche appartamento oppure qualche villa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Io il seguito non lo ricordo nemmeno. Perché Petrucci me l'ha presentato nel supermercato, nell'uscita del supermercato, sì, questo me lo ricordo benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Dice: 'io preparo un...'
Dico: 'va bene, prepara un contratto'.
Dice: 'io voglio il contratto'.
Dico: 'preparalo'.
Dice: 'soldi anticipati'.
Ci ho detto: 'non ci sono problemi'. Però oltre non mi ricordo, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, lei...
IMP. Scarano A.: A me mi se... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Naturale.
IMP. Scarano A.: Io, se non mi vorrei sbagliare, il contratto me l'ha portato Petrucci, a quanto possa ricordare io.
PUBBLICO MINISTERO: Non l'ho seguita, abbia pazienza, mi sono...
IMP. Scarano A.: A quanto ricordo io, se non ricordo male pure, mi sembra che me l'ha portato Petrucci a me questo contratto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, una copia di questo contratto lei l'ha mai avuto?
IMP. Scarano A.: Io non ricordo bene se ce l'avrò avuta qualche copia, è rimasta dentro la macchina, oppure dentro la Jeep. Non me lo ricordo proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo che le fu messa a disposizione questa casa quindi, lei la consegnò subito a queste persone?
IMP. Scarano A.: Sì, dopo una settimana. Il tempo che l'ho pulita, che era troppo sporca, c'ho portato dei divani letti e po sono venuti.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le chiavi in quante copie erano?
IMP. Scarano A.: Mah, le chiavi erano mi sembra due copie, una copia. Una copia mi sembra che era e una ce l'aveva il padrone.
PUBBLICO MINISTERO: Lei le ha conservate, le ha tenute...
IMP. Scarano A.: Io c'avevo una doppia copia.
PUBBLICO MINISTERO: ... le chiavi, o le ha consegnate a qualcuno?
IMP. Scarano A.: Che cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Le chiavi di questa casa le ha tenute lei o le ha consegnate a qualcuno?
IMP. Scarano A.: Io, le chiavi della casa ce l'avevano loro, ma io c'avevo una copia. Perché io dopo, all'ultimo, ci mettevo materiale che apparteneva a me stesso, della costruzione di casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', quella di Fiano.
IMP. Scarano A.: Sì, quella di Fiano. Ci ho messo un tagliaspine, c'ho messo dei rotoli di rame per l'impianto termosifone, c'ho messo un po' di attrezzatura.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ha detto: 'una copia l'ho data a loro'. A me piacerebbe, se fosse possibile, che lei dicesse, se se lo ricorda, a quale persona l'ha consegnata?
IMP. Scarano A.: Non ricordo, di preciso non ricordo chi è venuto per primo. Ma se non sbaglio è venuto, per primo sono arrivati Giacalone, Lo Nigro, Benigno e Giuliano. In secondo tempo poi è arrivato Grigoli Salvatore detto, conosciuto come Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Comunque lei a chi, materialmente e personalmente, ha consegnato le chiavi non lo ricorda?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Lei prima ha accennato al fatto di aver visto lì alla villetta che questi stavano realizzato, ha detto, una specie di cassetta, di cassone...
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... con una sparachiodi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Allora si va sulle questioni di carattere tecnico. Questa sparachiodi ce l'avevano o se la sono comprata?
IMP. Scarano A.: Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo sa. Gliel'ha vista adoprare?
IMP. Scarano A.: L'ho vista usare a Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Lo Nigro.
IMP. Scarano A.: La usava lui con un foglio di lamiera...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo saper questo. Perché non so era capito se era un cassone di metallo, se era un cassone di compensato, di cartone.
IMP. Scarano A.: Di alluminio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi materiale metallico.
IMP. Scarano A.: Sì. Largo 1 metro, 1 metro e 50 per 2 metri circa, 2 e 50. Un foglio, un pannello di alluminio, tutto piegato, quadrato, tipo scatoloni e all'angolo io ho visto questa sparachiodi che sparavano chiodi negli angoli, per aggiungere le cose.
PUBBLICO MINISTERO: Però ha anche detto che questo scatolone non è stato utilizzato.
IMP. Scarano A.: No, no, è rimasto lì alla villa.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ha capito a che cosa doveva servire?
IMP. Scarano A.: Me l'ha detto Lo Nigro. Infatti quando sono arrivato lì alla villa...
PUBBLICO MINISTERO: Ce lo dica anche a noi.
IMP. Scarano A.: Sì. Quando sono arrivato nel pomeriggio lì... perché io ci andavo, o la mattina o il pomeriggio ci passavo, ci ho detto: 'cosa fai?'
Dice: 'sto facendo uno scatolone, tipo uno scatolo per metterci l'esplosivo e portarlo da Contorno'. E basta, non ci ho detto niente io.
Poi ho saputo che veniva scomodo, che era troppo grande per metterlo dentro la macchina. Poi si parlò che... ho sentito che qualcuno di loro ha visto un fusto, di quelli da 200 litri, buttato da qualche parte e hanno preso questo fusto e l'esplosivo l'hanno nascosto dentro il fusto, dentro una cunetta.
PUBBLICO MINISTERO: Ora ci arriviamo. Oltre che questa sparachiodi e relativo foglio di lamiera, lei ha visto altre attrezzature?
IMP. Scarano A.: Lì c'era uno scatolo pieno di attrezzatura. C'era uno scatolo pieno di attrezzatura, che c'era pure un saldatore piccolo, quello che adoperava Benigno Salvatore. C'erano pinze, c'erano una corda che loro incordavano, annodavano l'esplosivo. Insomma, c'era parecchie attrezzature in questo scatolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ha mai visto se oltre a saldatori avevano anche attrezzature, diciamo, elettriche? Perché la sparachiodi si sa che cos'è, il saldatore si sa che cos'è, rimane altro che da toccare l'argomento delle attrezzature elettriche.
IMP. Scarano A.: Attrezzature elettriche ho visto lì un saldatore. Un saldatorino piccolo che l'adoperava Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: A che serviva si sa?
IMP. Scarano A.: Mah, io ho visto lo scatolo lì, però non è che ho domandato, serviva diciamo quello che fa lui, il telecomando.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, per caso non le è mica stato chiesto di procurare, a lei... cioè è stato chiesto a lei di procurare qualche attrezzatura, qualche congegno, qualche aggeggio che potesse servire?
IMP. Scarano A.: Sì. A me mi è stato chiesto se sapevo, lì nel paese, chi vendeva batterie, che ci serviva una batteria nuova di 12 volts. Io ci ho detto: 'non lo so'.
PUBBLICO MINISTERO: La batteria da?
IMP. Scarano A.: Da 12 volts.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, 12 volts.
IMP. Scarano A.: Ci ho detto: 'non lo so'. Questo me l'ha detto Benigno. Risponde Lo Nigro: 'va be', lascia stare, poi ci pensiamo noi', e basta.
PUBBLICO MINISTERO: E ha visto poi se se la sono procurata?
IMP. Scarano A.: No, questo non lo so. Non lo so se l'hanno procurata.
PUBBLICO MINISTERO: Un momentino eh, devo controllare...
Ma lei esplosivo ne ha visto a Capena, o no?
IMP. Scarano A.: Io a Capena l'ho visto l'esplosivo quando sono venuti a prendere la Jeep da me sul cantiere, la mattina che è arrivato il camion.
PUBBLICO MINISTERO: La mattina?
IMP. Scarano A.: Quando è arrivato il camion di Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: La mattina sono venuti da me. E' venuto Giacalone e Carra, hanno preso la Jeep. Perché dove stava la villa il camion non ci poteva andare.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, dice al cantiere, cioè dove c'aveva la casa lei in costruzione?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi a Fiano.
IMP. Scarano A.: A Fiano. Quando io sono arrivato la mattina lì, ho trovato il camion in mezzo alla strada e sono andato direttamente al cantiere. Dopo una mezzoretta viene Giacalone con Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Dice: 'ci dai la Jeep?' E gli ho dato la Jeep. Ci ho dato la Jeep per scaricare il camion, nel pomeriggio. Però la sera sono passato un'altra volta lì e ho visto Lo Nigro che faceva una buca.
PUBBLICO MINISTERO: Lo Nigro...
PRESIDENTE: Che faceva?
IMP. Scarano A.: Lo Nigro faceva una buca dentro il giardino. Faceva una buca e... però l'esplosivo l'ho visto, per occultare l'esplosivo. Però non so se... io l'ho visto soltanto di fuori, prima di sotterrarlo, quando sono arrivato. Però non so se ce l'hanno messo o meno.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito. Mi scusi Scarano, non ho capito.
IMP. Scarano A.: Io l'esplosivo l'ho visto nel giardino della villa.
PUBBLICO MINISTERO: Oh.
IMP. Scarano A.: Nella parte di sotto. E lì vicino, sotto la pianta, stava facendo una buca, aveva appena iniziato di fare una buca. Ci ho detto io cosa faceva. Dice: 'faccio una buca per metterci l'esplosivo'. Però non è che ci ho domandato più di tanto.
PRESIDENTE: Mi scusi ma avremo bisogno di capire, questa villa...
IMP. Scarano A.: La villa di Capena.
PUBBLICO MINISTERO: Non è quella sua di Fiano eh, sta parlando della villetta di Capena.
PRESIDENTE: Villetta quella presa in affitto.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Affittata.
IMP. Scarano A.: Esatto, esatto, quella.
PUBBLICO MINISTERO: Quando lei dice stavano scavando nella parte di sotto cosa vuol dire?
IMP. Scarano A.: Nella parte di sotto della villa, non nella parte di sopra, nell'ingresso principale.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi sul retro della villa?
IMP. Scarano A.: Sul retro, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dove c'è l'albero ha detto?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, dove c'è il pozzo. C'è una specie di pozzo. Lì vicino al pozzo.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, ecco.
IMP. Scarano A.: Vicino al pozzo ho visto che stava facendo una buca, però ancora doveva iniziare di fare la buca. Ho visto qualche cosa in mano che faceva una buca.
PUBBLICO MINISTERO: E questo è accaduto lo stesso giorno in cui lei vide il camion di Carra?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Sono venuti su da me al cantiere, a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Per prendersi la Jeep e poi io la sera, quando gli operai hanno smesso di lavorare, sono passato da loro, sulla villa dove stavano loro e sono andato dentro. E ho visto Lo Nigro che faceva la buca. Però l'esplosivo stava lì vicino, anzi, era andato con la Jeep fino sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Dica, dica, la seguo.
IMP. Scarano A.: Era andato con la Jeep proprio fino sotto, che non ci poteva passare, però con la Jeep ci è andato fino a un certo punto. Perché la strada è stretta, perché le macchine si fermano sopra della villa, all'ingresso proprio del cancello, c'è un piccolo spazio che si fermano le macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E poi c'è una stradina piccolina piccolina che si va nella parte di dietro, di sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E lui è sceso con la Jeep fino sotto e ho visto la Jeep che ci stava ancora l'esplosivo dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Ma allora dico, l'ha visto o no l'esplosivo Scarano?
IMP. Scarano A.: Sì, l'ho visto, l'ho visto.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Ha visto quello scaricato, quello sotterrato, quello che stava per essere sotterrato, quale ha visto?
IMP. Scarano A.: No, ha detto che stava facendo una buca per atterrare l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: E allora quello che ha visto, ai suoi occhi, se lei lo dovesse raccontare, come ce lo spiegherebbe, come ce lo racconterebbe questo esplosivo che ha visto?
IMP. Scarano A.: Ho visto sempre le solite palle, sempre uguali.
PUBBLICO MINISTERO: Quante ne ha viste?
IMP. Scarano A.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Quante ne ha viste?
IMP. Scarano A.: Due. Due ne ho visti.
PUBBLICO MINISTERO: Di quelle, voglio dire...
IMP. Scarano A.: Di quegli involucri...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti Scarano. Scusi un attimo Scarano, abbia pazienza. Siccome noi abbiamo fatto vedere a lei e alla Corte l'altro giorno quei fagotti che c'aveva li nascosti lì da Frabetti, anche quelli se si vogliono si possono chiamare palle, sono dei fagotti un po' piccolini. Quelli tutti fasciati di nero per intendersi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Quelli che invece lei ha visto lì, questi due che dovevano essere sotterrati, che roba era? Più grande, molto più grande...
IMP. Scarano A.: Una dimensione molto, molto, molto più grande. Facevano circa 50 chili l'uno.
PUBBLICO MINISTERO: Quanto?
IMP. Scarano A.: 50 chili.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMP. Scarano A.: Perché ogni pacchi di quelli, sentendo quello che dicevano loro, erano 50 chili.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, lei esternamente ha visto com'erano?
IMP. Scarano A.: Sempre uguale, sempre con lo scotch. Sempre involucri di scotch, come quegli altri che ho visto insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Scotchati si potrebbe dire.
IMP. Scarano A.: Scotchati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quando lei allora all'inizio viene a capire, a sapere, a comprendere che a questi signori gli interessa Contorno, lei ha capito per quale ragione gli interessava Contorno? Non per quale scopo, lo scopo è chiaro, perché si capisce che gli volevano fare un attentato. Ma la ragione per la quale gli volevano fare l'attentato?
IMP. Scarano A.: La ragione... Io sapevo soltanto che a Gaspare gli aveva ammazzato un fratello questo, questa persona qua, questo contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Secondo quello che diceva Gaspare.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi c'era qualche altra ragione?
IMP. Scarano A.: La ragione è perché ha collaborato.
PUBBLICO MINISTERO: Perché era un collaboratore.
IMP. Scarano A.: Eh.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ha mai saputo se c'era un qualche fatto, una qualche circostanza che potesse collegare questo Contorno alle altre persone di questo gruppo, o comunque alle persone che lei conosceva, a cominciare da Giuseppe Graviano?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Nel corso di questa vicenda che riguarda Contorno, ha mai sentito fare dei riferimenti a Giuseppe Graviano?
IMP. Scarano A.: Ho sentito una volta Lo Nigro quando hanno arrestato Graviano, che stava a Roma, stavano preparando l'attentato di Contorno, ha detto soltanto: 'speriamo di farci un bel regalo a "Madre Natura"'. Con l'attentato di Contorno si pensava a un bel regalo - come lo interpretano loro - un bel regalo a Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: A "Madre Natura" lei ha detto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa fu l'espressione che proprio sentì pronunziare da loro?
IMP. Scarano A.: Da Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Da Lo Nigro. Proprio il termine "Madre Natura"?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. A quello che lei ha riferito ora alla Corte, ci fu un primo tentativo andato a vuoto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Fallito, come lo vogliamo chiamare.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto: 'aveva preso il detonatore, ma non aveva preso l'esplosivo'.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, lei riesce a darci qualche particolare in più su come era stato congegnato questo tentativo? Cioè, dove doveva essere realizzato, con quali tecniche, se era passato poco tempo o molto tempo da quando lei aveva preso in affitto la villetta di Capena?
IMP. Scarano A.: Dell'affitto di Capena, il periodo... non lo so, 20 giorni, un mese. Perché sono stati parecchio lassù, a quella villa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Praticamente, il motivo era che... sempre lo stesso. Questi erano detonatori elettrichi, col telecomando. Ma il detonatore dice che è partito, sentito da loro. Che io la mattina dopo sono andato lì, si parlava di questa cosa dentro la villa di Capena. Parlavano pure, che discutevano che doveva andare Giuliano Giuseppe a Palermo, con l'aereo, e prendere un altro detonatore.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: E ritornare su.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Perché il detonatore era partito, praticamente è scoppiato e non ha fatto...
PUBBLICO MINISTERO: Non è partita la carica.
IMP. Scarano A.: Non è partita la carica.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ma io allora...
IMP. Scarano A.: Ed erano preoccupati perché è passato Contorno e avevano paura che avrebbe anche sentito il botto. Dice che fa un botto come una pistola questo detonatore.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Lei questo fatto l'ha saputo quando era già successo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, era già successo. Questo sentito a casa, dove stavano loro, a Capena.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Le era stato detto qualche cosa preventivamente?
IMP. Scarano A.: No, no. A me no.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo sicuri di questo?
IMP. Scarano A.: Mah...
PUBBLICO MINISTERO: No, nel senso: allora stasera si prova a fare quello per il quale siamo qua.
IMP. Scarano A.: Loro l'hanno fatto la mattina.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, Scarano, io ho bisogno di sapere se qualcuno le ha o le aveva o le poteva avere anticipato qualcosa sul punto, sulle modalità e sull'orario, il giorno in cui doveva questa cosa succedere?
IMP. Scarano A.: Loro, a quanto ho capito io, l'avevano preparato vicino al cimitero. Che c'era una curva pericolosa e lì, venendo di casa Contorno, doveva rallentare per forza, doveva entrare in quella curva alla media bassa.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', piano.
IMP. Scarano A.: Pianissimo. E che era collegato dentro un fusto di fortuna che avevano trovato lì. Che poi, una volta scoppiato, l'avevano spostato dove poi è stato ritrovato dai Carabinieri questo coso, questo esplosivo. La sera che sono andato lì, che mi hanno chiesto la Jeep a me, per andare...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, aspetti, Scarano, ci arriviamo.
Che avevano provato a fare l'attentato in quel certo posto, con l'esplosivo messo in quel fusto...
IMP. Scarano A.: Me l'hanno spiegato...
PUBBLICO MINISTERO: ... lei l'ha saputo dopo?
IMP. Scarano A.: Dopo, dopo, dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo. C'avevano provato a farlo di mattina, di sera, lei lo sa?
IMP. Scarano A.: Di mattina.
PUBBLICO MINISTERO: Di mattina. Loro le hanno detto che temevano che Contorno avesse sentito...
IMP. Scarano A.: Avesse sentito la botta del detonatore.
PUBBLICO MINISTERO: La botta del detonatore.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo discorso a lei, specificamente, o questo racconto, o queste confidenze chi gliel'ha fatte?
IMP. Scarano A.: C'erano tutti, c'erano tutti quando si parlava di questa cosa. Erano tutti presenti.
PUBBLICO MINISTERO: E queste confidenze gliel'hanno fatte, come dire, subito dopo che il fatto era successo, anche se era andato a vuoto, oppure a distanza di giorni?
IMP. Scarano A.: No, no, subito dopo, o la sera o la mattina. La sera comunque, la sera dello stesso giorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Io stavo sempre lì al cantiere da me, stavo sempre a Fiano io. Io ci passavo, o la mattina o la sera ci passavo dalla villetta.
PRESIDENTE: Era vicina questa villetta?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PRESIDENTE: Che distanza?
IMP. Scarano A.: In linea d'aria 200 metri.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito...
PRESIDENTE: Ho chiesto...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito poco bene la domanda del Presidente e ancora peggio la risposta di Scarano. Se posso essere aggiornato.
PRESIDENTE: Ho chiesto se la villa in costruzione era vicina alla villetta di Capena, che aveva preso per conto degli imputati. E ha risposto circa 200 metri.
IMP. Scarano A.: In linea d'aria.
PRESIDENTE: Linea d'aria.
IMP. Scarano A.: Presidente, si può avere un bicchiere d'acqua, per favore?
PRESIDENTE: Come no. Glielo facciamo portare per cortesia un bicchiere d'acqua?
Se siete d'accordo io farei un piccolo sforzo per arrivare intorno alle cinque e mezza, perché poi avremo bisogno di rinviare a domani.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, Presidente.
PRESIDENTE: Possiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Perché non si fa che mentre Scarano prende un bicchier d'acqua, io lo dico davanti a tutti, vo a prendermi un caffè?
PRESIDENTE: Per carità. Sospendiamo...
PUBBLICO MINISTERO: No, ma...
PRESIDENTE: ... cinque minuti di orologio.
PUBBLICO MINISTERO: Cinque.
PRESIDENTE: Cinque minuti precisi.
PUBBLICO MINISTERO: Stia tranquillo Presidente, anche tre. Un caffè è sufficiente.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta Scarano, in questo racconto lei ha fatto alcuni riferimenti ora a una serie di veicoli, di mezzi. Ora io bisogna li riprenda uno per uno per dargli la collocazione giusta.
Allora, spieghi per cortesia i termini esatti di questo discorso che riguarda questa FIAT ultimo modello che aveva Scarano... sì, Scarano!, aveva Contorno. Cioè, come venne fuori questa storia di Contorno che aveva questa macchina nuova, se si ricorda chi l'aveva vista, in che termini, era importante che avesse quella macchina, o che ne avesse un'altra?
IMP. Scarano A.: No, io ho sentito Lo Nigro che, quando hanno visto questa macchina, sarebbe la FIAT gli ultimi tipi usciti, rossa. In particolare era rosso. Che era uscito di quel cancello e hanno visto veramente Contorno da vicino, da distanza ravvicinata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: C'era Lo Nigro e Giuliano quella mattina che erano andati a vedere lì. Perché si alternavano: il pomeriggio due persone e la mattina altre due persone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quando poi fu effettuato questo tentativo, andato a vuoto per il problema del detonatore, Contorno, voglio dire, veniva tenuto sotto controllo in relazione a una macchina in particolare, questa FIAT ultimo tipo, in relazione alla strada che comunque faceva, alle persone che erano con lui? Mi aiuti a capire questo.
IMP. Scarano A.: Più che altro la macchina, più che altro era tenuto al passaggio che lui faceva quando usciva di casa, ai passaggi che faceva su quella strada.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Però quella volta ho visto... hanno detto che l'avevano visto per la prima volta in quella macchina e l'hanno visto due-tre mattine di seguito. E una volta che l'hanno visto due-tre mattine di seguito, poi hanno preparato diciamo quello che hanno fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi per due mattine consecutive?
IMP. Scarano A.: Due o tre mattine, questo adesso non lo so di preciso. Quando si sono assicurati al 100% che lui stava in casa, non stava fuori Roma, praticamente hanno preparato l'attentato. Che erano sicuri al 100% che passava tutte le mattine di quella strada.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Poi lei ha anche - nella prima parte del racconto - fatto accenno al fatto di aver prestato sia la sua 112, sia la sua Jeep, nell'ambito di questi tentativi più o meno andati a vuoto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora cerchiamo, se è possibile, di dare la collocazione giusta al prestito della 112 e di spiegare in relazione a quale fatto il prestito di questa macchina lei lo ha fatto presente e lo stesso per la Jeep.
IMP. Scarano A.: La 112 l'hanno avuta quasi sempre nell'arco del tempo. Però ultimamente se l'erano presa per andare da Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Poi non ce l'ho data più, gliel'ho levata.
PUBBLICO MINISTERO: Perché?
IMP. Scarano A.: Quando una mattina viene Lo Nigro a casa mia e Giuliano, che erano lì presto, la mattina, a quanto mi hanno riferito che si erano messi vicino a una villa e praticamente abbaiavano dei cani in questa villa e qualcuno forse ha chiamato i Carabinieri. Perché si sono visti i Carabinieri passare di dov'erano loro e hanno capito loro stessi che avevano chiamato i Carabinieri qualcheduno.
E sono venuti da me dicendomi che forse li avevano visti i Carabinieri, di fare in caso qualche denuncia di furto della macchina, della 112. E poi ce l'ho levata io la macchina. Ho detto: 'così mi mettete in mezzo ai guai a me'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questa denunzia quindi l'ha fatta o no lei?
IMP. Scarano A.: No, no, io non l'ho mai fatta.
PUBBLICO MINISTERO: Non l'ha fatta. Questi, con questa macchina, erano vicini a qualche villa, ma sempre in relazione ai preparativi dell'attentato a Contorno?
IMP. Scarano A.: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'epoca è sempre la solita?
IMP. Scarano A.: Sì, lì hanno frequentato un mese, un mese e mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: E poi la terza vettura di cui ha parlato è questa Jeep, questo Mitsubishi bianco e lei, a quello che ho capito, ha detto che l'aveva data a queste persone proprio il giorno in cui poi ci fu il ritrovamento dell'esplosivo da parte dei Carabinieri.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Cerchi un attimino di spiegare a chi l'aveva data...
IMP. Scarano A.: A Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: A che cosa serviva, se l'ha capito, questa Jeep? Ecco, e che cosa è successo?
IMP. Scarano A.: A che serviva non me l'hanno detto a me.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Mi hanno detto: 'dacci la Jeep', e basta. Però la sera del ritrovamento dell'esplosivo, che io poi ho sentito per televisione, dopo una mezzoretta è venuto Lo Nigro a casa mia, lì mi ha detto: 'guarda, siamo andati sul posto, è stato rinvenuto l'esplosivo' - dice che lo avevano messo da una parte - 'lo dovevamo spostare questo esplosivo'. E secondo me si è portato la Jeep a posta, di proposito per spostare l'esplosivo.
E' venuto a casa mia e mi ha detto di fare la denuncia che forse l'avrebbero visto qualcheduno che girava attorno dov'era questo esplosivo. E io ci ho detto: 'guarda che io denunce non ne faccio, mi dispiace'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi da quello che le hanno raccontato queste due persone, la Jeep a loro quel giorno doveva servire per quale specifico scopo?
IMP. Scarano A.: Mah, secondo me, penso che serviva perché il primo attentato, dove è fallito, era vicino casa sua, al cimitero, una curva sopra al cimitero, a quanto mi hanno detto. Poi dal cimitero questo esplosivo si trova all'uscita del paese, sulla Cassia-bis, come ce l'hanno portato lì questo esplosivo? L'hanno portato con la Jeep, l'hanno scaricato lì e la sera riportarlo dove dovevano nuovamente preparare il secondo attentato.
Però Giuliano è andato a Palermo e è ritornato, però io non lo so se è ritornato con il detonatore come io ho sentito prima, il giorno che è fallito l'attentato e dovevano preparare un'altra volta lo stesso attentato elettrico, oppure con miccia normale, diciamo manuale. Io questo non lo so poi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Ma io volevo sapere una cosa molto semplice da lei: cioè a dire se lei aveva saputo in maniera diretta e specifica che cosa ci stava a fare l'esplosivo nel posto dove poi è stato portato via dai Carabinieri? Se le è stato detto espressamente: 'l'esplosivo era lì per questo, ovvero l'esplosivo era lì per quest'altro; la Jeep a noi ci serviva per questo, la Jeep a noi ci serviva per quest'altro'?
IMP. Scarano A.: La Jeep serviva per spostare l'esplosivo. Da dove è stato rinvenuto a un'altra parte, penso.
PUBBLICO MINISTERO: Questo gliel'hanno detto espressamente?
IMP. Scarano A.: Me l'ha detto Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Lo Nigro. Altri particolari le sono stati dati a lei?
IMP. Scarano A.: Mah, particolari... in caso di fare la denuncia perché sono stati visti...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, questo l'ho capito. No, no, ma dico particolari come notizie del perché e del per come l'esplosivo era lì, eccetera, eccetera, dove doveva andare?
IMP. Scarano A.: No, come ce l'hanno portato lì no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Dove doveva andare a finire?
IMP. Scarano A.: Neanche.
PUBBLICO MINISTERO: Neanche. Ma l'attentato era sempre, per così dire, all'ordine del giorno?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, dovevano eseguire diciamo, perché Giuliano è andato a posta a Palermo a riprendere un altro detonatore, ed è ritornato. E in quell'occasione ha portato, ho visto Romeo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Quindi altre notizie specifiche, dirette non le sono state date, mi vuol dir questo lei?
IMP. Scarano A.: No. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, sempre per finire questa rassegna di veicoli: lei poco fa ha detto, in maniera proprio riassuntiva, che c'è di mezzo la storia di una Thema Ferrari.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Spieghiamo alla Corte, il Presidente ci ha detto che alle 17.30 più o meno deve chiudere l'udienza, ma abbiamo il tempo per illustrare questa vicenda di questo Thema Ferrari.
Come dire, come gioca all'interno di questa storia?
IMP. Scarano A.: Mah, la Thema Ferrari... Hanno visto questa Thema Ferrari che si è fermata più volte o una volta sola, dopo aver individuato dove abitava Contorno e credevano questa Thema Ferrari uscisse Contorno, ed è stata seguita pure quella persona.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi Scarano...
IMP. Scarano A.: Questo signore della Thema Ferrari.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi Scarano. Cioè a dire, cerco di farle una domanda per capire meglio: per caso era stata individuata una qualche Thema Ferrari nella disponibilità di qualcuno che stava più o meno nella zona di Contorno, vuol dir questo?
IMP. Scarano A.: Sì, questo qui stava nella zona di Contorno, nella stessa via.
PUBBLICO MINISTERO: Nella stessa via.
IMP. Scarano A.: Però questa Thema Ferrari una mattina è stata vista davanti al cancello di Contorno. Allora chi guardava, quella mattina non so chi c'è andato lì, io, perché loro si alternavano due la mattina e due il pomeriggio. Dice che è stata vista una Thema Ferrari ferma davanti a Contorno, che credevano che montasse Contorno in quella macchina, uscisse Contorno.
Questa è una cosa che pensavano loro. Io adesso non lo so poi questa Thema Ferrari... Lo Nigro mi ha detto pure che ha seguito questa Thema Ferrari in un bar, si è preso il caffè vicino allo stesso bancone, vicino a questo della Thema Ferrari e credevano che arrivava pure Contorno da questo bar, che avessero qualche appuntamento in questo bar, questa persona che portava questa Thema Ferrari.
PUBBLICO MINISTERO: Allora...
IMP. Scarano A.: Questo l'ha detto Lo Nigro a me.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, ho capito. Senta, allora, lei personalmente l'ha mai vista questa Thema Ferrari?
IMP. Scarano A.: Io no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Quindi gliene ha parlato qualcuno di questa Thema Ferrari?
IMP. Scarano A.: Certo. Me ne hanno parlato loro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei sa chi era il proprietario di questa Thema Ferrari?
IMP. Scarano A.: No, io non conosco nessun proprietario della Thema Ferrari.
PUBBLICO MINISTERO: No. Comunque sia, siccome la strada dove questi avevano localizzato l'abitazione di Contorno l'ha vista anche lei, lei in quella strada ci conosceva qualcuno?
IMP. Scarano A.: Io no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ha mai sentito parlare del fatto che questa Thema Ferrari fosse nella disponibilità di uno che aveva, o aveva avuto una certa attività imprenditoriale?
IMP. Scarano A.: Sì, questo sì.
PUBBLICO MINISTERO: Chi gliene ha parlato? Poi si dirà che cosa. Chi gliene ha parlato?
IMP. Scarano A.: Io, c'era un muratore di questo paese.
PUBBLICO MINISTERO: Il paese, Formello?
IMP. Scarano A.: Formello. Ma no che lavorava con me, lavorava con Petrucci.
PUBBLICO MINISTERO: Quello dell'agenzia?
IMP. Scarano A.: Quello dell'agenzia. Allora un giorno, mentre si pranzava, ora di pranzo...
PUBBLICO MINISTERO: Dove?
IMP. Scarano A.: A Fiano, dove costruivo io, a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Al cantiere?
IMP. Scarano A.: Al cantiere sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Si parlava, non mi ricordo il discorso com'è nato, è uscito fuori che lui lavorava al paese, guadagnava bene con una persona, ha detto il nome che io adesso non mi ricordo chi è. E dice questa persona: 'io lavoravo lì, per venire qui a lavorare spendo tanti soldi di benzina' - o di nafta perché c'aveva un 127 di nafta mi sembra - 'per la cifra di 350 mila al giorno, sono pochi'. Prima lavorava con questa persona, poi si è messo in affari con Contorno e non lavora nemmeno lui più, perché prima faceva il costruttore questa persona col Ferrari.
Allora, siccome la Ferrari già è stata vista e quel giorno non ricordo se ci stava Giacalone o qualcuno di loro lì al cantiere pure, a pranzo, di lì è nato tutto un discorso che si è capito tante cose.
Che questo qui stava in affari con Contorno, ed è stato seguito pure questa persona di questo Ferrari. Che non ha più lavorato, non ha preso più lavori. Perché parlava questo muratore normale, tranquillo, così, senza dubbi, senza nessuna cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, fu casuale quindi il fatto che questa persona, questo muratore, così avventizio, che lavorava alla sua villa, si mettesse a discorrere di questo suo ex datore di lavoro che aveva il Thema Ferrari e che era in affari con Contorno? O era qualche cosa che lei già conosceva magari e gli fece lei delle domande?
IMP. Scarano A.: No, io non c'ho fatto nessuna domanda.
PUBBLICO MINISTERO: Lei non lo conosceva questo operaio?
IMP. Scarano A.: Come non lo conoscevo? Lo conoscevo sì.
PUBBLICO MINISTERO: No, come operaio sì. Voglio dire, ma non come ex operaio di un ex datore di lavoro che c'aveva una Thema Ferrari e che si conosceva con Contorno?
IMP. Scarano A.: No, no, lui ha detto soltanto che lavorava al paese con questo tizio e che era un tizio che bazzicava Contorno. Dopo si è messo in affari con Contorno, questo qui non ha preso più cantieri, non ha preso più lavori, tutto lì.
E praticamente non ci conveniva, lui al paese guadagnava la stessa cifra, di venire a lavorare a Fiano Romano. Infatti ha lavorato poco. Ha lavorato sette-otto giorni e se n'è andato lui, questo qui.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. E quindi lei diceva, se io ho capito bene, che quando questo dipendente si mise a fare...
IMP. Scarano A.: Anzi, posso dire una cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Questo muratore diceva che Contorno camminava lì al paese e lo sanno tutti che sta al paese.
PUBBLICO MINISTERO: Questo dipendente...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... diceva che Contorno era, come dire, una notorietà?
IMP. Scarano A.: Camminava tranquillamente nel paese, lo sanno tutti...
PUBBLICO MINISTERO: Era una celebrità locale.
IMP. Scarano A.: Non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Era una celebrità locale.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sì, lo conoscevano tutti nel paese, camminava tranquillamente.
PUBBLICO MINISTERO: E disse che il suo ex datore di lavoro era in affari con Contorno?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In affari di che genere?
IMP. Scarano A.: Questo non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha immaginato?
IMP. Scarano A.: No, io no. Non ho mai immaginato.
PUBBLICO MINISTERO: Niente. Solo in affari.
IMP. Scarano A.: Solo in affari e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Ma disse per caso se Contorno e questa persona si frequentavano? Perché essere in affari è un conto, frequentarsi è un altro. Io posso essere in affari con una persona che però non vedo da un anno all'altro, perché gli affari si possono fare per telefono, per posta e così via.
IMP. Scarano A.: Lui ha parlato di affari, io non lo so che affari facevano assieme. Non lo so se lo sa lui. E ha detto che abitavano pure vicino.
PUBBLICO MINISTERO: Che?
IMP. Scarano A.: Abitavano anche vicino.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quello...
IMP. Scarano A.: Questo della Ferrari con Contorno abitavano nella stessa strada.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano, lei è ben sicuro che tutte queste notizie e notiziole su Contorno, chi stava vicino a Contorno, la Ferrari, il Thema Ferrari e così via, sono notizie che ha messo in circolazione lei?
IMP. Scarano A.: No, ma Contorno era già... era già da un pezzo prima che si vedeva del fatto di Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Io ho bisogno di chiederle semplicemente e puramente se lei è ben sicuro che queste notizie, quindi che il Contorno stava lì, che il Contorno aveva rapporti con uno che aveva fatto il costruttore, che questo tale c'aveva il Ferrari. Ecco, lei è ben sicuro, queste notizie, di non averle messe in circolazione lei nell'ambiente dei vari Giacalone, Lo Nigro, Matteo e quant'altri?
IMP. Scarano A.: No, no, assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro?
IMP. Scarano A.: Sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, lei ha detto, quando questo tale si mise lì al cantiere a fare questi discorsi, lei dice c'era forse presente qualcuno di loro?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può essere più preciso su questo punto?
IMP. Scarano A.: Io non vorrei sbagliare, ma c'era o Giacalone o Lo Nigro c'era sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: C'erano per qualche ragione particolare che lei se lo rammenti?
IMP. Scarano A.: Ma particolare, perché stavamo a arrostire un po' di salsicce, un po' di carne, era ora di pranzo. Questo muratore è uscito così, che non gli conveniva a venire a lavorare dal paese suo, che praticamente abita lì a Formello, a venire a lavorare a Fiano Romano, per la stessa cifra che guadagnava a Formello.
Perché ha sempre lavorato per una persona che adesso non lavora più, dicendo che non lavora più, che si è messo in affari con Contorno, perché lì libero, tranquillamente. Lavorava per questa persona questo muratore, con questo della Thema Ferrari. Però se n'è uscito lui così, a discorsi che non ci conveniva a venire a lavorare a Fiano Romano, che c'erano 60 chilometri andata e ritorno. E' nato un discorso non lo so nemmeno io come.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, una volta che si verificò appunto il ritrovamento dell'esplosivo con edizione straordinaria, lei ha detto così, del telegiornale.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che è successo? Queste persone che hanno fatto? Quelle che erano in quel momento lì, in quel giorno lì in circolazione.
IMP. Scarano A.: Due sono venute a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E' venuto Lo Nigro e Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Per dirmi del fatto della Jeep, di fare la denuncia.
PUBBLICO MINISTERO: E questo l'ha già spiegato.
IMP. Scarano A.: Io non so se se ne sono andati a casa.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma voglio dire, si sono trattenute ancora dei giorni lì a Roma, a Capena, via, per meglio dire? Oppure, che lei sappia, sono partiti per qualche direzione, per qualche destinazione?
IMP. Scarano A.: No, no, è partito soltanto Giuliano. E' andato a prendere un detonatore. Sono rimasti tutti lì fermi.
PUBBLICO MINISTERO: Questo l'ha già detto: che era andato a prendere il detonatore, Giuliano.
IMP. Scarano A.: Sì, sono rimasti lì.
PUBBLICO MINISTERO: Volevo sapere se, una volta che c'è stato il ritrovamento di questo esplosivo, queste persone hanno seguitato a dormire, a alloggiare a Capena, oppure da qualche altra parte? Oppure se se ne sono andati via?
IMP. Scarano A.: No, no, sono rimasti a Capena, dentro la villa. Solo Giuliano è andato via.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lì a Capena a lei è capitato di vedere delle automobili suppongo? A parte la sua, voglio dire, quando ci andava lei con la propria.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, c'era un 127.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che macchine le è capitato di vedere lì a Capena?
IMP. Scarano A.: Un 127 c'era e una volta mi sembra che c'era pure una 164 color nocciola.
PUBBLICO MINISTERO: Le è mai capitato di vedere altre automobili?
IMP. Scarano A.: Che ricordi io, no.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sa, perché è oggetto di imputazione nei suoi confronti, che in relazione alla vicenda di Capena lei è accusato, insieme agli altri, di aver commesso il furto di una Uno. Una Uno rubata a Roma nella notte tra il 5 e il 6 di aprile del 1994.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Una Uno Sting rubata a un certo signor Benedetti.
IMP. Scarano A.: Io non ho mai fatto furti di macchine, già l'ho detto...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, ma la Corte non lo sa. Bisogna dirglielo oggi alla Corte.
IMP. Scarano A.: Io non ho mai fatto furti di macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Lei non ha rubato questa macchina?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Io le stavo ricordando che la macchina rubata è una FIAT Uno Sting. Posso aggiungere che il colore è grigio. L'ha mai vista lei questa macchina?
IMP. Scarano A.: Ci stava lì una macchina però adesso il colore non... una 127.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, lì dove? Cerchiamo di essere precisi.
IMP. Scarano A.: A Capena, a Capena, alla villa. La portava Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Lei esclude di aver preso parte in qualche modo al furto di questa macchina?
IMP. Scarano A.: Io ho preso parte soltanto al furto delle macchine per l'attentato... di una delle macchine dell'attentato di San Giovanni.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, quello delle chiese.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma io parlo specificamente di questa macchina rubata 10 giorni prima del ritrovamento dell'esplosivo di Formello, per intendersi. Lei esclude?
IMP. Scarano A.: Io escludo totalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sa di essere stato accusato da Giacalone di aver commesso questo furto assieme a lui?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, lo so, lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Lo sa?
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Perché lo sa?
IMP. Scarano A.: L'ho letto sulle carte.
PUBBLICO MINISTERO: O perché gliel'ho contestato io in un interrogatorio?
IMP. Scarano A.: Eh, mi sembra di sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' vera o no l'accusa che fa - chiamiamola accusa, la chiamata in correità - che fa Giacalone nei suoi confronti, di essere andati insieme a rubare questa macchina?
IMP. Scarano A.: E' falso signor Giudice. Qui ci stanno attentati, mi vado a confondere per il furto di un mese di una macchina?
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMP. Scarano A.: Ci sono attentati e qui io mi vado a confondere per il furto di una macchina?
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Non l'ho fatto e non l'ho fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Tutto è relativo. Ma qui si tratta semplicemente di cercare di essere precisi.
IMP. Scarano A.: Io ho detto che questa macchina la deve chiarire Giacalone e Bizzoni che c'ha venduto le targhe della macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, e ora si arriva poi anche alla storia delle targhe. Ma intanto io avrei bisogno di mettere semplicemente, come dire, in chiaro se lei al furto di questa macchina ha partecipato oppure no.
IMP. Scarano A.: Lo escludo.
PUBBLICO MINISTERO: E le ho ricordato che Giacalone la accusa, in un certo qual senso, di averla rubata materialmente assieme a lui. E lei mi ha risposto che non l'ha rubata e quello che dice Giacalone non è vero.
IMP. Scarano A.: E' falso.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Poi ha anche detto che questa macchina l'ha vista a Capena.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Però ha detto non ne ricorda il colore.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Era una Uno?
IMP. Scarano A.: Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: L'ho vista coperta i primi giorni. Era coperta con un telone di quello delle macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Era una Uno comunque?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, la Uno era Uno. Si vedeva di dietro che era Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Sa com'è che è stata portata via poi questa macchina da Capena? Se è stata portata via.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Lei ha mai saputo che a un certo punto tra Bizzoni e Giacalone c'è stata una certa intesa per una storia di macchine, compresa una macchina incidentata che era nella disponibilità di Bizzoni?
IMP. Scarano A.: Sì. Ero presente io quella mattina, però presente in che senso? Presente che ero vicino, dentro, diciamo dove lavora Moroni Bruno, nella sua officina. E sentivo Bizzoni che gli offriva questa macchina a Giacalone. Però non so se questa macchina era accidentata, era sana, era normale, oppure erano targhe e libretto che ci voleva vendere. Questo non lo so.
Io non ho visto né la macchina, né quando si sono messi d'accordo, né se ci ha dato soldi, oppure questo discorso è andato fino in fondo.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti me, ma questa macchina per la quale c'era questa, chiamiamola trattativa, in corso fra Bizzoni e Giacalone, lei sa che provenienza aveva? Cioè, se era una macchina personale di Bizzoni, se era una macchina di qualcuno che aveva prestato a Bizzoni, se era una macchina che si era guastata, se era una macchina che aveva avuto un incidente?
IMP. Scarano A.: Io, quello che ho capito io, che era una macchina appartenente alla donna che o stava con Bizzoni o era la baby-sitter di Bizzoni, cose del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Perché non era...
IMP. Scarano A.: Che avesse avuto...
PUBBLICO MINISTERO: ... non era proprietà personale del Bizzoni, voleva dire questo?
IMP. Scarano A.: No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ma era una macchina per caso che aveva avuto qualche incidente, se lo ricorda questo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, me lo ricordo. Mi ricordo che era accidentata questa macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda se e chi andò a recuperare questa macchina per la strada?
IMP. Scarano A.: No, io no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Io non mi ricordo niente.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda se in questa vicenda, in qualche modo, ci rientrò il Moroni Bruno?
IMP. Scarano A.: No, questo non lo so neanche.
Ma io non so... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: E' naturale.
IMP. Scarano A.: Io non so nemmeno se Giacalone l'ha comprata questa macchina del Bizzoni, se ha comprato le targhe e il libretto, oppure se avesse comprato questa macchina, dato che non poteva camminare questa macchina, era accidentata forte.
Questi erano accordi che hanno preso loro.
Io ho sentito questa discussione mentre io parlavo con Moroni Bruno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Ma stavo a due metri. Però mi ricordo che il Bizzoni ha offerto questa macchina, oppure targa e libretto, o cose del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Che poi ha acquistato questa macchina, oppure le targhe è il libretto, era andato a rubare lui o chi per lui, lo deve dire lui.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ora lasciamo perdere...
IMP. Scarano A.: Lo deve dire Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ma si capisce. Insomma, si capisce, si fa per dire.
Ma io mi limito semplicemente a chiedere a lei quello che gli risulta a lei, quello che sa lei.
Lasciamo perdere quello che sanno gli altri.
IMP. Scarano A.: Quello che mi risulta a me, gliel'ho detto.
Gli ho detto che io ho sentito quella discussione di macchine, o della macchina. Però non so se hanno fatto l'acquisto o meno.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ora io le volevo rammentare, se riesco a trovare il punto, che lei disse il 31 gennaio del '96, poi dopo trovo la pagina esatta della trascrizione, lei disse che per combinazione, mentre ragionavano tra di loro - Bizzoni e Giacalone - sulla storia che c'era la macchina incidentata e la doveva andare a prendere - pagina 24 della trascrizione, per i difensori - ecco, lei dice che era presente.
Allora: "Essendo, mi pare che c'era pure il Giacalone lì, c'era il Bizzoni, il Giacalone e io con questo Bruno".
E dice: "Va be', ci va questo Bruno, la prende e la porta qui, questa macchina. E l'ha portata lì, questo me lo ricordo.
Io ci ho detto: 'Bruno, vai a prenderla te', però io sempre sono regolare. Cioè, cose regolari".
Ecco, il nocciolo del discorso è che...
IMP. Scarano A.: Sì, sì, mi ricordo, mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Oh.
IMP. Scarano A.: Adesso mi ricordo di questo particolare, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' vero questo particolare?
IMP. Scarano A.: Un attimo. Il discorso che hanno fatto Bruno e Giacalone con Bizzoni, è dopo che hanno fatto l'acquisto. Io, all'acquisto, non ci stavo. Non so se l'ha acquistata, o meno.
Però ho sentito Bizzoni che ci ha detto: 'Bruno, la vai a ritirare tu questa macchina, che sai dove sta'. Questo, l'ho sentito pure io.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però non so se Bruno poi è andata a caricarla, o meno questa macchina, dove l'ha portata e quello che hanno fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Però lei era presente allora quando ci fu questo scambio di battute, presente anche Bruno.
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Sì, era presente, lo ha sentito, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma come mai vi trovavate lì da Bruno? Per combinazione, oppure perché qualcuno lo aveva mandato a chiamare?
*IMP. Scarano A.: Ma io non ricordo quella mattina se siamo andati... Che forse non lo metto in dubbio se è vero o meno, perché io non... Io, con Bruno, non ci avevo nessun appuntamento. Ma forse ce l'aveva Giacalone l'appuntamento con Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Presidente, io quasi quasi, a un quarto alle sei...
PRESIDENTE: Benissimo. Allora riprendiamo domattina alle ore 09.00. Traduzione degli imputati detenuti.
Buonasera.
PUBBLICO MINISTERO: Buonasera.