Home page Indietro Contatti Cerca nel sito RSS
Processo per la strage di Via dei Georgofili
I verbali del 1° dibattimento
collaboratori
consulenti
deleghe_in_corso_di_dibattimento
esame_imputati
esposizione_introduttiva
fascicolo_dibattimento
intercettazioni
lista_testi
polizia_giudiziaria
preparazione_esami_dibattimento
requisitoria
requisitoria_generale
richiesta_di_prove
sentenza_661998
sommario
udienze
vicenda_bellini
97_03_21.txt
97_07_04.txt
97_07_18.txt
98_01_16.txt
atto_di_impugnazione.txt
risc_fe.txt
riscont.txt
riscontr.txt

Note
Versione stampabile   
DIBATTIMENTO-1: udienze/970312.txt


PRESIDENTE: Buongiorno. Facciamo l'appello.
Bagarella: rinunciante. Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni, che è presente.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Cianferoni, è presente.
Benigno Salvatore.
IMPUTATO Beningo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti... Ah, c'è l'avvocato Maffei, grazie.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti. Sostituito dall'avvocato Falciani, c'è?
AVVOCATO Falciani: Presente, buongiorno.
PRESIDENTE: Sì.
Calabrò Giovacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: E' presente. Avvocati Gandolfi, avvocato Fiorentini, Cianferoni, è presente.
Cannella Cristofaro: è rinunciante. Avvocato Di Peri, avvocato Rocchi. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Carra Pietro: rinunciante. Avvocato Cosmai e avvocato Batacchi. C'è l'avvocato Batacchi? Non c'è nessuno dei due?
AVVOCATO Batacchi: Sì, è presente l'avvocato Batacchi.
PRESIDENTE: Ah, grazie.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Russo, Gentili e Falciani. Sostituiti dall'avvocato Batacchi? No, c'è l'avvocato Falciani.
Ferro Giuseppe: presente. Avvocato Anania, avvocato Cianferoni, che è presente.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi, avvocato Gennai. C'è qualcuno in sostituzione?
AVVOCATO Falciani: Falciani in sostituzione, Presidente.
PRESIDENTE: Chi? Falciani?
AVVOCATO Falciani: Falciani in sostituzione.
PRESIDENTE: Grazie.
Frabetti Aldo.
IMPUTATO Frabetti: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, avvocato Usai, avvocato Roggero. C'è nessuno dei tre? Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, avvocato Bennati, avvocato Florio.
AVVOCATO Bennati: Avvocato Bennati presente.
PRESIDENTE: Grazie.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo, avvocato Gramigni. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Grigoli Salvatore: latitante. Difeso dall'avvocato Stefani, che è presente.
Lo Nigro Cosimo: è rinunciante. Avvocato Fragalà, avvocato Florio. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Mangano Antonino: rinunciante. Avvocato Farina, avvocato Maffei, che è presente.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, avvocato Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Florio.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avocato Pepi. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti, Usai e Roggero. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Scarano Antonio: presente. Avvocato Fortini. E' presente l'avvocato... Avvocato Batacchi.
AVVOCATO Batacchi: Presente.
PRESIDENTE: Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo, avvocato Cianferoni, presente.
Spatuzza Gaspare: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Tudino Vittorio: rinunciante mi pare. Avvocato Gallina e Di Benedetto. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Il Pubblico Ministero può riprendere l'esame.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano buongiorno.
IMP. Scarano A.: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ieri, con le domande che le sono state poste, lei ha riferito fino, sostanzialmente, a quello che succede nel cortile di via Ostiense, dopo che è arrivato anche lei in quel luogo. Ha presente, no, questo discorso che abbiamo fatto ieri?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lo dico semplicemente per rifare mente locale sul punto dove era arrivato il suo racconto, non perché le debba suggerire niente.
Ora lei mi dica se preferisce a questo punto procedere da solo nel racconto di quello che succede dal momento in cui vengono compiute determinate operazioni nel cortile lì di via Ostiense; ovvero se preferisce, se ci sono delle precisazioni da chiederle - e io ho delle domande ulteriori da fare - se ci sono delle precisazioni da chiedere, fare eventualmente qualche passo indietro.
Se lei mi dice: 'no, guardi dottore, io preferisco fare tutto il racconto, poi lei mi fa tutte le domande che vuole', io faccio in questo modo. Se lei mi dice: 'no, mi chieda subito le precisazioni che mi vuol chiedere e poi vado avanti col racconto', si fa in questo secondo modo.
Mi dica lei, per piacere.
IMP. Scarano A.: Praticamente dopo che...
PUBBLICO MINISTERO: No, come vuol fare? Vuole che le faccia delle domande io, o vuole andare avanti col suo racconto?
IMP. Scarano A.: No, voglio dire una cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Di quando è arrivato il camion, o di quando sono successi dopo i fatti?
PUBBLICO MINISTERO: No, qualche cosa... Ho bisogno di farle delle domande su qualche momento che precede tutta questa operazione che è stata fatta nel cortile di Di Natale, di via Ostiense.
IMP. Scarano A.: Di quando è arrivato l'esplosivo?
PUBBLICO MINISTERO: Ma anche qualche cosa prima. Non le voglio anticipare le domande: la storia delle macchine, eccetera, eccetera.
IMP. Scarano A.: Ma le macchine, è stato all'ultimo delle macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Lo so bene.
IMP. Scarano A.: Al momento diciamo dell'attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Lo so bene. Allora facciamo così, Scarano, guardi: io le chiedo subito queste due o tre cose che ho bisogno di mettere un attimino a fuoco.
Dunque, lei ha riferito alla Corte, ieri pomeriggio, di avere accompagnato Lo Nigro...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... in un certo posto, zona San Giovanni ha detto.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. E che poi Lo Nigro è sceso di macchina, lei è andato nelle vicinanze di un bar.
IMP. Scarano A.: Questo è il momento del furto della macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, aspetti.
Allora, quando lei e Lo Nigro siete partiti assieme, da dove siete partiti?
IMP. Scarano A.: Di casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Da casa sua. Siete partiti perché Lo Nigro le ha detto: 'ho bisogno di andare in un certo posto'? Siete partiti perché Lo Nigro le ha detto: 'ho bisogno di fare una certa cosa'? Siete partiti perché lei ha detto: 'andiamo fuori'?
IMP. Scarano A.: No, siamo partiti per rubare queste macchine.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma io ho bisogno... Lei non si ponga il problema, Scarano, se capisce o meno dove vogliono arrivare le mie domande. Lei mi risponda come al solito sui fatti, poi quello che io ho nella testa non la riguarda, va bene, diciamo così.
Io ho bisogno di capire come vi siete mossi da casa. Cioè a dire: Lo Nigro che cosa le ha detto? Se le ha detto qualche cosa.
IMP. Scarano A.: Allora, siamo partiti da casa mia per andare verso il vecchio, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Verso?
IMP. Scarano A.: Verso Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però abbiamo fatto il centro, dice: 'dobbiamo rubare le macchine'. Allora ognuno di loro se ne sono andati, Lo Nigro l'ho accompagnato io.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Quegli altri se sono andati per conto loro.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti Scarano: ma siccome questo episodio è successo lì nella zona di San Giovanni...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... che Lo Nigro è sceso dall'automobile. Ecco, in questo posto, lì a San Giovanni, nella zona via, ci siete arrivati per caso? O è Lo Nigro che le ha chiesto di essere portato in quella zona lì? Oppure è stato lei che l'ha portato di sua iniziativa, per l'appunto in quella zona e non in un'altra? Perché macchine se ne possono prendere e rubare dappertutto a Roma.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Mi aiuti a capire questo punto.
IMP. Scarano A.: No, mentre stavamo sulla strada principale, la chiesa di San Giovanni, prima della piazza.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Mi ha detto: 'gira a destra'.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Ho girato a destra, ho preso una traversa e ci siamo internati dentro, diciamo, alle parti più buie, dove c'era la parte più buia. Arrivati a un certo punto, sulla strada, svoltando a destra, mi sembra un'altra volta a destra, c'era una strada alberata.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Mi ha detto: 'fammi fermare qua a me', ha visto delle macchine, insomma, quelle che ci interessavano, non lo so. E' sceso dalla macchina e io mi sono allontanato. Mi sono allontanato e mi sono messo vicino a un bar, a 2-300 metri.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, Scarano, di quanto si è allontanato?
IMP. Scarano A.: Mah, 200 metri, 300 metri.
PUBBLICO MINISTERO: Ma sulla stessa strada, o ha...
IMP. Scarano A.: Sulla stessa strada.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla stessa strada.
IMP. Scarano A.: Sì, perché dopo lasciato lui, Lo Nigro, era buio diciamo, era alberata... la sera. Io me ne sono andato un po' più avanti, dove c'era più luce, c'era un bar vicino, sulla sinistra.
Dopo circa cinque minuti, dieci minuti neanche, arriva Lo Nigro con questa macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti Scarano, ma questa strada con gli alberi, dove lei fece scendere Lo Nigro... Ho capito bene, no, c'è una strada con gli alberi?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei ha idea come si chiama questa strada?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Ma stavamo camminando normalissimo, poi tutto insieme ha detto: 'gira qui dentro'. Ha visto una traversa scura e dice: 'gira qui'. E lì praticamente ha guardato, diciamo, la prima via che era un po', con lampioni, delle luci.
Poi abbiamo preso un'altra strada, sempre girando a destra, che era a senso unico da una parte. Ha visto una strada alberata, praticamente con meno luce e le macchine stavano sotto questi alberi, diciamo, parcheggiate a destra e a sinistra. E se non ricordo male c'erano anche dei lavori in corso all'epoca su quella strada. Lavori in corso di scavo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Lei è andato a aspettarlo più in là?
IMP. Scarano A.: Sì, io l'ho lasciato lì, lui è sceso e io me ne sono andato più avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma visto che poi vi siete ritrovati, rincontrati...
IMP. Scarano A.: Io aspettavo lui che passava praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito, ma vi eravate messi d'accordo? Cioè a dire, lei gli ha detto: 'guarda, mi metto 100 metri più in là su questa strada'? Gliel'ha detto lui? Sennò c'era anche il rischio di perdersi, voglio dire.
IMP. Scarano A.: Sì, me l'ha detto lui, ma io ero al corrente che serviva una macchina quella sera.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMP. Scarano A.: Me l'ha detto lui: 'mettiti più avanti'. Però io sapevo, ero al corrente che si doveva rubare questa macchina. Sapevo che doveva rubare la macchina quella sera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, voi eravate partiti da casa sua?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Già con il programma di arrivare fino in via Ostiense?
IMP. Scarano A.: Certo, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E, con la macchina che è stata presa nell'occasione da Lo Nigro, siete andati direttamente in via Ostiense?
IMP. Scarano A.: Sì. Una volta che è stato fatto il furto della macchina siamo andati direttamente lì.
PUBBLICO MINISTERO: In via Ostiense.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E si sono svolte tutte quelle attività, che ha già raccontato, nel cortile?
IMP. Scarano A.: Sì. Dopo 10 minuti è arrivato anche Peppuccio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Era quasi le undici quando è arrivato. E' arrivato molto più tardi di noi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ascolti, quindi quando lei è arrivato insieme a Lo Nigro, lei sull'Audi, Lo Nigro sulla macchina.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La macchina di Lo Nigro, o per meglio dire presa da Lo Nigro, lei ha già detto che vettura era.
IMP. Scarano A.: Una Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Una Uno. E' una di quelle che è stata caricata di esplosivo?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo sicuri di questo?
IMP. Scarano A.: Sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Sa per caso - e qui anticipiamo il suo racconto, ma ho bisogno di fargliela ora questa domanda sennò non capisco bene - sa se questa macchina, questa specificamente presa da Lo Nigro, poi è stata lasciata in uno dei due posti in cui quella sera poi ci furono le esplosioni?
IMP. Scarano A.: Lasciata... Adesso non lo so come si sono invertite le cose.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
IMP. Scarano A.: Se quella che hanno preso, diciamo, Peppuccio, Giuliano con le altre due; se quella che ha preso Cosimo è andata al Velabro oppure è andata a San Giovanni. Questo non lo so come si sono invertite le cose.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è la domanda infatti che le ho posto e questa è la risposta. Cioè a dire, sostanzialmente lei non lo sa in quali dei due posti...
IMP. Scarano A.: No, non posso rispondere specificamente perché non so come si sono invertite le macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Però è sicuro che questa macchina presa da Lo Nigro fu caricata di esplosivo?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto. Sicurissimo, no sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, lei è sicuro di aver accompagnato solo in questa occasione e il solo Lo Nigro e prendere una macchina? O può aver accompagnato anche qualcun altro?
IMP. Scarano A.: No, solo Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Solo Lo Nigro. Siamo sicuri che la zona fosse San Giovanni - così, un po' all'ingrosso - quella dove fu rubata la macchina?
IMP. Scarano A.: Praticamente alle spalle della piazza di San Giovanni.
PUBBLICO MINISTERO: Alle spalle. Alle spalle...
IMP. Scarano A.: Andando verso fuori Roma diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Uscendo da Roma.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quanto poteva essere lontano da San Giovanni? Termine di qualche minuto, termine di...
IMP. Scarano A.: Mah...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, qualche... poco, pochi metri diciamo. Dalla piazza di San Giovanni poco, 150 metri. Dalla piazza San Giovanni dove stava questa traversa che si internava dentro il centro.
Però voglio dire un'altra cosa se posso.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Dica, dica Scarano.
IMP. Scarano A.: Io mi ricordo adesso che quando... posso tornare un po' indietro?
PUBBLICO MINISTERO: E' naturale.
IMP. Scarano A.: Per dire le cose come stanno.
PUBBLICO MINISTERO: Ma naturale, le domande servono a posta.
IMP. Scarano A.: Praticamente quando Lo Nigro è venuto da Milano, è venuto un giorno prima.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: A Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Nel pomeriggio del giorno degli attentati, sia a Roma che a Milano, è arrivato Giuliano da Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Che Cosimo ci ha detto di fronte a me, sotto casa mia poi, ci ha detto se a Milano aveva lasciato tutto a posto e se le cose andavano come lui ci aveva detto.
Giuliano ci ha detto, dice: 'sì, tutto va bene, all'orario, non ci sono problemi', e via così. Ci ha detto cosa hanno mangiato, dove hanno dormito, queste cose così.
La sera però io non ho visto né Benigno Salvatore e né Spatuzza Gaspare. Io li ho visti - da dove sono arrivati non lo so - io li ho visti soltanto quando sono andato da Di Natale. Però a quanto ho capito dopo, Giuliano con Spatuzza e Benigno, le macchine le hanno fatte vicino via Ostiense, di quelle parti della via Ostiense.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta Scarano...
IMP. Scarano A.: Perché da me, scusi...
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego.
IMP. Scarano A.: Da me il giorno degli attentati ho visto solo Giuliano e Lo Nigro, gli altri due non so da dove sono arrivati. L'ho visti soltanto da Di Natale nel cortile.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, è una precisazione che voleva fare, l'ha fatte e tutti l'hanno sentita.
Volevo dire questo... Tanto le avrei comunque fatto io delle domande su questa circostanze che lei comunque ha riferito.
Volevo dire questo e ho bisogno di una spiegazione da lei: allora, le due macchine che sono poi esplose quella notte sono state rubate, mi segua Scarano.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Una non molto lontano da San Giovanni. Non molto lontano - non proprio vicinissima a San Giovanni, non molto lontana - tra le nove e un quarto e le undici e un quarto della sera. E' un orario che, come dire, è compatibile con...
IMP. Scarano A.: Coincide sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Come orario va bene?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, però Scarano, questo furto è avvenuto non la sera in cui poi ci sono gli attentati, ma è avvenuto la sera prima, cioè la sera del 26.
IMP. Scarano A.: Infatti è la sera del 26 che...
PUBBLICO MINISTERO: No, voglio dire, lasci perdere, non è questione di numero del giorno o del mese: 8, 14, 21... questo non ha importanza. Importante è, io glielo debbo far presente, che questo furto non avviene la stessa sera in cui poi ci sono le esplosioni, ma avviene la sera prima.
E anche l'altra macchina che esplode, che viene rubata, appunto questa tra le otto e mezzo della sera e la mattina successiva, perché il proprietario solo la mattina successiva se ne accorge. Comunque, viene rubata nella notte tra il 26 e il 27 in tutt'altra parte di Roma. Però sempre, non nella giornata e nelle ore che precedono le esplosioni, ma la serata precedente, tutt'al più la notte precedente.
Non so se la domanda gliel'ho fatta in maniera chiara che lei l'ha capita per bene.
IMP. Scarano A.: Sì, io ho capito benissimo. Però siccome, un giorno prima è arrivato Cosimo da Milano, veniva da Milano e il giorno dopo è arrivato Giuseppe, però posso anche confondere se è stato la sera stessa che sono arrivati di Milano o il giorno prima, non è che... posso anche confondere questo.
Se una delle macchine è stata rubata un giorno prima o la notte precedente, mi posso anche sbagliare, non è che...
E' quello che voleva dire, no?
PUBBLICO MINISTERO: Certo. E' la domanda...
IMP. Scarano A.: Praticamente è un giorno, sono 24 ore di differenza.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, per carità. Io il chiarimento che le ho chiesto, gliel'ho chiesto spiegando da che cosa partiva ovviamente.
Ascolti me: lei ha detto che quando tornò Giuliano, o meglio, quando Giuliano si presentò ebbe questa conversazione con Lo Nigro circa il fatto che a Milano aveva lasciato le cose come le doveva lasciare.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mentre invece Lo Nigro, lei ha detto che era arrivato il giorno prima.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. E lei come ha saputo, perché l'ha detto un attimo fa, dice: 'Lo Nigro veniva da Milano'.
Le devo chiedere: e lei come lo seppe che Lo Nigro stava venendo da Milano?
IMP. Scarano A.: Me l'ha detto lui.
PUBBLICO MINISTERO: Gliel'ha detto a lei?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Eravate da soli voi due?
IMP. Scarano A.: Sì, io e lui.
PUBBLICO MINISTERO: Dove si svolse questa conversazione?
IMP. Scarano A.: Sotto casa mia, seduti su un marciapiede diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma Lo Nigro da Milano com'era arrivato?
IMP. Scarano A.: Non lo so com'è arrivato.
PUBBLICO MINISTERO: Ma venne direttamente a casa sua?
IMP. Scarano A.: Sì, l'ho trovato a casa mia io, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo aspettava?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Non sapevo niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E quindi se lo trovò a casa, sotto casa?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E allora gli disse Lo Nigro che veniva da Milano perché glielo chiese lei, oppure perché Lo Nigro lo disse da solo, spontaneamente?
IMP. Scarano A.: No, no. In primo tempo mi ha detto che veniva da Brescia, ricordo meglio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Però poi mi ha detto che veniva da Milano e che doveva arrivare pure qualcun altro, Peppuccio.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo discorso che Lo Nigro veniva da Milano, il giorno dopo arrivare anche Peppuccio che viene anche lui da Milano, a quel momento per lei aveva qualche significato o non voleva dire assolutamente nulla?
Se aveva qualche significato, che significato aveva il fatto che questi due venissero, sia pure a un giorno di distanza l'uno dall'altro, entrambi da Milano?
IMP. Scarano A.: Ma il significato per me è niente perché lui ha detto se aveva lasciato tutto... come lo ha lasciato, se le cose andavano come erano, diciamo, decise da loro.
Peppuccio ci ha detto: 'sì, le cose vanno bene, abbiamo dormito dentro a un pulciaio, ci hanno dato da mangiare pane e salame, però tutto a posto'. Dopo che ha finito Peppuccio di dirgli queste cose, Lo Nigro mi ha detto a me: 'stasera succedono cose eclatanti per tutta l'Italia', tutto qui.
E lì ho capito che c'era qualcosa di...
PUBBLICO MINISTERO: E' tutto qui ma non è poco, eh Scarano?
IMP. Scarano A.: Certo che non è poco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Sì, sì, ma dica.
IMP. Scarano A.: E dopo, la sera che è arrivato Peppuccio praticamente... adesso il fatto della macchina che io ho accompagnato Lo Nigro, non ricordo se è stato la sera che è arrivato lui, ma mi sembra di no comunque, almeno così mi ricordo. O se è stata la sera dopo, quando è arrivato Peppuccio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Perché io Benigno e Spatuzza non li ho visti per niente, l'ho visti soltanto al deposito.
PUBBLICO MINISTERO: Al cortile.
IMP. Scarano A.: Al cortile di Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Io quei due da dove sono venuti non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Senta, la Corte probabilmente avrà capito, quando lo disse a suo tempo nell'interrogatorio, io lì per lì non avevo capito: che vuol dire pulciaio?
IMP. Scarano A.: Ma pulciaio secondo me vuol dire tipo un pollaio, hanno dormito dentro una stanza non decentemente diciamo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi in un posto un po' di fortuna forse?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Una sistemazione arrangiata?
IMP. Scarano A.: Sì, in un giardino.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei lo intese così?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sì. Un pollaio, come lo vogliamo dire.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Ed era un po' arrabbiato Giuliano per questo fatto.
Dopo... Posso dire una cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Allora, Lo Nigro dopo mi ha detto a me che quello che è successo a Milano, l'esplosione di Milano...
PUBBLICO MINISTERO: Gliel'avrei chiesto. Lo vuol dire ora Scarano? Lo dica ora, via, non la voglio condizionare assolutamente.
IMP. Scarano A.: Parlavano fra di loro, dopo lo scoppio, che è scoppiata, l'hanno fatta scoppiare un'ora prima o un'ora e mezza... un'ora prima o qualcosa del genere. Doveva scoppiare tutto a mezzanotte, sia a Roma che Milano.
E non doveva scoppiare lì dove è scoppiato, bensì doveva scoppiare circa 150 metri più avanti. Quelle erano cose che discutevano loro.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei sta parlando di quello che era successo a Milano?
IMP. Scarano A.: Sì. Si parlava di Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Che c'era stato un problema di orario e un problema di posto?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è un discorso che fecero tra loro...
IMP. Scarano A.: Sì, ma io ero presente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ho capito. Ma questo discorso si svolse tra? Se lo ricorda specificamente chi è che parlò di questa cosa?
IMP. Scarano A.: Specificamente ha parlato Cosimo, perché si rivolgeva a Giuliano perché sono andati un'ora prima a mettere la macchina e 150 metri prima dell'obiettivo che avevano deciso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questo discorso quindi lo sentì anche lei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Fu fatto in sua presenza. Dove avvenne questo discorso?
IMP. Scarano A.: Si è svolto dopo che siamo arrivati a casa, dietro al parcheggio di casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questi conoscevano le ragioni per le quali c'era stato questo inconveniente e quindi era saltata, come dire, la contemporaneità e anche il luogo non era stato quello giusto?
IMP. Scarano A.: Beh, io questo non lo so. Secondo i loro piani praticamente Lo Nigro lo sapeva i piani che c'avevano. Gliel'ha detto a Giuliano. Perché a Giuliano quando è arrivato da Milano ci ha detto: 'hai lasciato tutto a posto, tutto in ordine, come era tutto prescritto?'
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Come quello che loro avevano deciso.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta Scarano, ritorniamo nel cortile di via Ostiense. Lei ieri ha raccontato come vennero caricate queste due Uno, ha spiegato le operazioni che venivano fatte, il bagagliaio, il ripiano, come si chiama, il posaoggetti, le balle venivano legate.
Ecco, ha raccontato tutto quello che si ricorda, tutto quello che vide circa le operazioni che vide fare per attrezzare queste macchine? Gli è venuto in mente qualche cosa di più? Non lo so se ci ha ripensato.
IMP. Scarano A.: Mah, in macchina ho visto poi un cacciavite lungo che facevano un buco per metterci la miccia col detonatore.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, aspetti, allora lo spieghi per cortesia. Con un cacciavite lungo che facevano?
IMP. Scarano A.: Facevano un buco dentro questa balla di esplosivo. E ci calavano giù il detonatore con la miccia. Non so adesso quanti metri hanno messo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, il colore di questa miccia l'ha visto?
IMP. Scarano A.: Nera.
PUBBLICO MINISTERO: Nera. Ha visto se di buchi ne facevano uno o più d'uno?
IMP. Scarano A.: No, questo non l'ho visto. Comunque ho visto un cacciavite che si faceva un buco dentro l'esplosivo. Non so se ne hanno fatto uno per tutte e due le balle, perché c'erano due balle per ogni macchina. Oppure hanno fatto una e l'altra no, questo non lo so. Ma in una sicurissimo. E venivano annodate con delle corde per dargli più compressione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a un certo punto...
IMP. Scarano A.: Poi... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, prego.
IMP. Scarano A.: Quando... la macchina a san Giovanni, non al Velabro, a San Giovanni l'ha portata Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti Scarano, abbia pazienza, abbia pazienza.
Io allora a questo punto vorrei, le chiedo, di riferire quello che succede al momento in cui la preparazione di queste vetture è terminata.
IMP. Scarano A.: Si è andato subito via. Una volta che hanno completato le macchine...
PUBBLICO MINISTERO: Magari, nel raccontare quello che succede, racconti anche quello che ha fatto lei.
Ecco, io vorrei porle poche domande, vorrei proprio lei facesse il suo racconto per come lo ha presente.
Io, poi, le precisazioni gliele chiedo dopo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cercando di raccontare proprio, seguendo un ordine cronologico, faccia come vuole, anche quello che ha fatto lei.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quello che hanno fatto gli altri, le macchine, lei dov'era, dove lo ha fatto, eccetera, eccetera.
IMP. Scarano A.: Io stavo nel cortile pure io.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Quando siamo arrivati lì con le macchine. Però non è che stavo troppo vicino, perché non ci stavo troppo vicino. Però vedevo da un po' a 10 metri quello che facevano. Setto-otto metri. Però ci stavo pure io nel cortile.
Quando hanno caricato le macchine, che hanno sistemato le balle dentro bene bene, io la macchina mia ce l'avevo fuori e stavo fuori al cancello. Però davanti sono andato io, quando è stato... il preparato è finito, che erano verso le undici e mezza quando hanno finito di fare tutto. Tutte e due le macchine. Tutte e due le macchine sono state preparate contemporaneamente, sia per il Velabro, sia per San Giovanni.
Si è partiti, si è fatto tutta via Ostiense. Io ero davanti, si è fatta tutta via Ostiense. Abbiamo girato dentro quel borgo. Lì Cosimo si è fermato, la prima macchina l'ha messa Cosimo Lo Nigro e mi sembra che c'era Benigno dietro con la macchina, con la macchina diciamo d'appoggio.
Che poi ha lasciato la macchina Lo Nigro, quella piena di esplosivo e ha montato sulla macchina con Benigno.
Nello stesso tempo si è fermato anche Spatuzza, alla parte opposta dopo via dei Cerchi. Si è fermato un attimo, aspettando con la macchina d'appoggio dietro.
Io stavo sempre davanti. Abbiamo fatto tutta la strada. Quando Lo Nigro ha finito ha messo fuoco prima lì sotto. Lì forse ci hanno messo qualche mezzo metro, o un metro di miccia in più per scoppiare contemporaneamente con quella di San Giovanni. A quella di San Giovanni ne hanno messa un po' di meno.
E praticamente è arrivato lì a San Giovanni, c'era Giuliano e Spatuzza con Lo Nigro, con la macchina, con la seconda macchina.
E lì è nato pure un dialogo dopo, perché Spatuzza dice, quando è arrivato: 'lì dentro c'erano furgoni', non so che c'era, io. Perché io ho passato diritto io, manco ho guardato dentro lì. C'erano dei furgoni. Praticamente la macchina la doveva mettere col posteriori addosso ai muri della chiesa, la doveva mettere.
Invece l'ha messa col muso. E praticamente quando ha scoppiato ha sfogato verso l'esterno, verso la piazza dove stavano questi furgoni. Perché dice non poteva far manovra. Così è entrato, diciamo, e così l'ha lasciata la macchina: col muso addosso al muro. Invece la doveva mettere all'incontrario.
E lì è nato un dialogo tra di loro, dopo, in un secondo tempo.
Però io poi sono passato la piazza San Giovanni, me ne sono andato e l'ho aspettati dalla parte opposta della piazza.
Quando è arrivata la macchina che... abbiamo fatto, che loro hanno lasciato la macchina, hanno montato sulla macchina d'appoggio, abbiamo fatto... Io ho fatto con la macchina mia circa un 200 metri, dove stavo io, 300 metri e lì ho sentito lo scoppio.
Io dico questo di San Giovanni. quello lì sotto non so se era già scoppiato, oppure ha scoppiato contemporaneamente. Ma secondo i loro calcoli, è scoppiato contemporaneamente.
E siamo andati verso... verso San Lorenzo. A San Lorenzo, dopo il ponte della ferrovia, vicino dove c'è la dogana, lì hanno lasciato la macchina, hanno abbandonato la macchina con gli sportelli aperti, luci accese, frecce accese, e hanno montato dentro la macchina mia. E siamo andati via, siamo andati verso casa mia. La strada verso casa mia abbiamo preso.
E dopo loro se ne sono andati via.
PUBBLICO MINISTERO: Ho sentito. Senta, Scarano: quindi quando vi siete mossi da via Ostiense, a lei cosa era stato detto? Visto che appunto, con la sua macchina, lei è rimasto davanti...
IMP. Scarano A.: Che dovevamo andare...
PUBBLICO MINISTERO: ... al convoglio.
IMP. Scarano A.: ... dovevamo andare dove eravamo stati precedentemente. Dove hanno fatto quelle prove, diciamo, dovevamo passare prima di sotto qui dal Comune, dentro quel borgo.
Io sono rimasto sulla strada.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Ma dove ha messo la macchina io non lo sapevo, il punto preciso dov'è che dovevano mettere la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Sapeva che le dovevano mettere però queste macchine.
IMP. Scarano A.: Sì, la zona sì.
PUBBLICO MINISTERO: No, lo aveva capito che le dovevano mettere da qualche parte, queste macchine.
IMP. Scarano A.: Certo, certo. Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando viene lasciata la prima auto e lei non sa in quale punto esatto dovesse essere lasciata, via, non lo sapeva, lei suppongo si sarà fermato per attendere diciamo che il convoglio ripartisse.
IMP. Scarano A.: Io mi sono fermato dopo via dei Cerchi.
Dietro a me c'era Spatuzza, che è stato un attimo, praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Secondo quello che ho sentito dopo, dice Lo Nigro, dice... Non so se c'è una discesa, dalla strada dove avevamo già passato noi, c'era una discesa andando verso giù, questa chiesa, un pezzo di discesa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Dov'è stata messa la macchina. Praticamente lui ha acceso, già mentre camminava, ha acceso la miccia. Ed è stato un attimo. Perché, da quanto ho capito, aveva la miccia lenta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Quella che hanno messo lì sotto. Per dargli il tempo di arrivare a San Giovanni.
Che le cose dovevano scoppiare tutte assieme. Sia a Milano, Roma, doveva essere tutto un orario: a mezzanotte.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi lei ha detto che questa seconda macchina è stata lasciata a San Giovanni.
Lei l'ha vista lasciare la macchina?
IMP. Scarano A.: No, io non l'ho vista, io ero avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Non l'ha vista.
IMP. Scarano A.: Sulla strada di San Giovanni, vicino all'ospedale, la macchina che era d'appoggio dietro, mi ha detto: 'vattene via, vattene avanti'. Aspettavo dalla parte opposta della piazza, per la fuga.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo le era stato detto prima di partire da via Ostiense, o gli è stato detto diciamo durante il tragitto di questo corteo di macchine?
IMP. Scarano A.: No, se n'era parlato in via Ostiense.
PUBBLICO MINISTERO: In via Ostiense.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi le era stato fatto già, a quello che capisco, le erano state date delle istruzioni precise, insomma.
IMP. Scarano A.: Sì. Però io per strada, fino a San Giovanni, stavo quasi vicino loro, vicino... diciamo davanti.
E dopo a san Giovanni mi hanno sorpassato e dice: 'aspetta dalla parte opposta della piazza'.
PUBBLICO MINISTERO: Dalla parte opposta, ma con una indicazione precisa su un punto particolare di una strada della piazza stessa?
IMP. Scarano A.: Cioè, io adesso le vie non è che le conosco come si chiama quella via.
PUBBLICO MINISTERO: No. Lei ricorda...
IMP. Scarano A.: Cioè, c'è...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, Scarano.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda di avere indicato al Pubblico Ministero qualche posto preciso e particolare, proprio con riferimento a questa...
IMP. Scarano A.: Vicino alla cabina telefonica, mi sono fermato.
PUBBLICO MINISTERO: Allora...
IMP. Scarano A.: Cioè, sorpassando quella piazza e prendendo quel pezzo di strada dritta, lì, alberata...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Io non so come si chiama. Lì, a 200 metri dalla piazza mi sono fermato io. Dopo la piazza, dopo l'incrocio, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma quel punto era già stato concordato prima di partire da via Ostiense?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era, come dire, un punto di riferimento conosciuto non solo da lei, ma anche dagli altri?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E il punto di riferimento era dato in particolare da che cosa? Dalla cabina telefonica, sento che sta accennando ad una cabina telefonica.
IMP. Scarano A.: No, ma a quell'orario c'era poca gente. Io mi sono parcheggiato lì casualmente. Come mi potevo parcheggiare anche più avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
IMP. Scarano A.: Oppure più indietro, non è che era un punto ben preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
IMP. Scarano A.: Dovevamo stare soltanto sulla strada.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sulla strada. E lei è certo di avere individuato, o per meglio dire, di avere indicato con precisione la strada in questione al Pubblico Ministero quando ha fatto il sopralluogo?
IMP. Scarano A.: E' esattamente così.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, Scarano, lei ha detto di non aver visto posizionare né l'una, né l'altra macchina.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: E' una affermazione questa che fa con assoluta certezza?
IMP. Scarano A.: Certezza, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, che la macchina a san Giovanni era stata posizionata in un modo invece che in quello programmato, per così dire, lei come lo ha saputo?
IMP. Scarano A.: Hanno parlato fra di loro, questo. Questo lo hanno detto fra loro.
PUBBLICO MINISTERO: Quando?
IMP. Scarano A.: Quando siamo arrivati sotto casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Sotto casa sua. Senta, e ha capito per quale ragione... Che prima forse l'ha accennata, ma io non ho capito molto bene. Per quale ragione la macchina è stata posizionata in un certo modo, quindi con il muso rivolto alla chiesa, anziché con il posteriore - come ha detto lei -...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, qual era la ragione precisa per la quale è successo, come dire, questo inconveniente?
IMP. Scarano A.: Mah, la ragione precisa, dice che non poteva far manovra che c'erano, non so se erano... Io ho capito furgoni e c'erano pure macchine in questa piazza dov'è stata messa questa macchina. C'erano furgoni parcheggiati, a quanto parlavano loro. E non poteva fare...
Perché questo dialogo è nato tra Lo Nigro e Spatuzza che non aveva messo bene la macchina. Invece Spatuzza gli ha detto: 'ho dovuto mettere col muso verso il muro della chiesa e non col posteriore'. Loro lo sanno come dovevano fare per fare più, diciamo, danno possibile.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però Spatuzza ha detto: 'io penso che fa pure danno...', perché di una parte della chiesa ci stanno degli archi, no? degli archi che praticamente pensavano che cascavano giù questi archi, pure. Cioè, il danno lo facesse ugualmente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Scarano, io le chiedo ancora su questo punto: la ragione per la quale appunto la macchina non fu posizionata esattamente come volevano, o come era stato previsto, dipese solamente da questa storia dei furgoni che c'erano nel mezzo, o dipese dai furgoni e da qualche altra cosa?
IMP. Scarano A.: A quanto ho capito io dipendeva dallo spazio che non c'era sufficiente per far manovra. Per quello che ho potuto capire io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io le faccio presente che, su questo punto, lei aveva già riferito a me e al dottor Nicolosi, se non mi sbaglio, esattamente il 29 di aprile del '96 - questo lo dico per i difensori - aveva spiegato che appunto c'era stato questo problema, chiamiamolo così, esecutivo, operativo, di cui lei aveva sentito parlare tra queste persone, successivamente. E che il problema era dipeso non però da questi furgoni, come ha detto oggi, ma da un aspetto tecnico diverso.
IMP. Scarano A.: Io, se non sbaglio, mi sembra che ho detto che c'era confusone. E mi riferivo a spazi, diciamo, che non erano sufficienti per far manovra. A quello che avevo capito io.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Magari mi sono spiegato male nell'interrogatorio.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, ascolti, perché può darsi magari che, a suo tempo, le cose se le ricordasse in maniera diversa. E quindi poi...
IMP. Scarano A.: Può darsi anche.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo è quello che deve fare il Pubblico Ministero, quello che devo fare io.
Allora, in questo interrogatorio qui - dovrebbe essere nella trascrizione a pagina 107, lo dico per i difensori - dunque, lei dice:
"Peppuccio ha acceso la miccia..." disse a me e al dottor Nicolosi. Non so se c'era anche il procuratore Vigna. ora, l'importanza è relativa.
"Peppuccio ha acceso la miccia a San Giovanni, non giù al Velabro, a San Giovanni. E Gaspare, siccome la macchina la portava Gaspare..."
IMP. Scarano A.: C'erano tutti e due, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Mi lasci finire, abbia pazienza.
"C'è stata una discussione tra di loro: che la macchina praticamente quando è arrivata nella piazza dietro San Giovanni, alla chiesa, è entrata così e praticamente l'ha messa col muso verso il muro. Mentre invece la macchina doveva fare questa manovra così".
Io dico: la doveva mettere con il sedere così. Però dice:
"Mi hai acceso la miccia 50 metri prima. Quindi non ci avevo il tempo di fare quella manovra per metterla addosso al muro per dargli più... questa è una discussione che facevano loro, della potenza sfogando all'esterno, oppure sfogando verso...", eccetera, eccetera.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi, in questo interrogatorio lei ha accennato ad un problema di miccia, nel senso che...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Essendo stato acceso la miccia, uno non è che può stare lì...
IMP. Scarano A.: Io non lo so. Lì, poi, quando si sono...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, Scarano, se la ricordava, ora che le ho letto io, se la ricorda questa discordanza?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, me la ricordo, me la ricordo esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è una trascrizione, voglio dire.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non è un verbale in cui non ci siamo capiti.
IMP. Scarano A.: Ma io mi ricordo pure che qualcuno ha parlato anche dei furgoni, lì, che dice non c'era troppo spazio. O forse era una cosa che la miccia, come hanno detto, l'hanno accesa 50 metri prima.
Che c'era Peppuccio e Spatuzza, sopra, per giustificarsi verso i suoi compagni e non verso di me.
Però io ho sentito qualcheduno che ha detto per mancanza di spazio, che c'erano i furgoni.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Comunque il contenuto è sempre quello, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, ma siccome prima ancora che io le leggessi questo pezzetto di questo interrogatorio del 29 di aprile, lei già da solo davanti alla Corte, ha detto che la miccia veniva accesa prima di lasciare la macchina, no?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Così mi dicevano loro, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma l'ha capito perché facevano così?
IMP. Scarano A.: No, io no. Per non perdere tempo dopo, non lo so. Anticipavano qualche secondo, prima di parcheggiare la macchina, scendevano, lasciavano la macchina e scappavano. L'accendevano dentro la macchina la miccia, perché... Secondo me, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, certo.
IMP. Scarano A.: Si prendevano qualche minuto prima con... o qualche mezzo minuto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, lei ha raccontato del momento in cui, del momento, via, del momento e del punto in cui le sono passati accanto, lì nel viale, secondo gli accordi, e avete poi proseguito verso San Lorenzo, lei ha detto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora racconti alla Corte. Perché i luoghi lei li conosce, a me li ha indicati, ma la Corte ne sa poco.
Dal punto dove lei li aspettava e quindi da dove poi lei è ripartito con l'altra vettura al seguito, quindi lì nel viale dove... Fuori, al di là della piazza, ad arrivare poi a San Lorenzo, quanto tempo c'è? Quanta strada bisogna fare? E' una storia di qualche minuto, o è una storia...
IMP. Scarano A.: E' una storia di tre minuti, circa. Quattro minuti. Già si trova tutto in un'altra zona. Fuori zona, anche. Chiamiamola fuori zona.
PUBBLICO MINISTERO: Chiamiamola fuori zona.
Ecco, e quando la sentì lei quindi l'esplosione?
IMP. Scarano A.: Io l'ho sentita dopo che avevo... sono passati loro con la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Parto pure io. L'ho sentiti neanche dopo 200 metri che ero partito. Sulla strada, lì. Andando verso San Lorenzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Zona San Lorenzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi strada facendo l'ha sentita l'esplosione.
IMP. Scarano A.: Strada facendo, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e poi...
IMP. Scarano A.: C'è stato il tempo... Hanno messo la miccia, il tempo materiale di allontanarsi. Ma di allontanarsi di poco, perché da lì dove era parcheggiata la macchina, a dove stavo io e dov'è scoppiata, ci saranno 800 metri, non di più. 700-800 metri.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano: e questa macchina che avevano loro, lei ha già detto fu lasciata con le luci e le frecce accese, no? Ha detto così?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e il punto dove fu lasciata se lo rammenta lei?
IMP. Scarano A.: E' vicino alla dogana, dopo il ponte, subito dopo il ponte della ferrovia. All'ingresso della zona San Lorenzo, del quartiere.
Lì ci sta la Finanza e ci sta la dogana, praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Anche questo luogo lei lo ha indicato a me, quando abbiamo fatto i sopralluoghi?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo ha indicato con sicurezza?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, ormai siamo a far domande io e a dar risposte lei su questa vicenda di queste due chiese.
Come mai per fare questa - come la dobbiamo chiamare? - per fare questi due attentati, chiamiamoli col loro nome, eh?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La preparazione, come dire, di tutta l'esecuzione è andata in via Ostiense, anziché andare nello stesso posto dov'era stata preparata la macchina di via Fauro, di Costanzo?
IMP. Scarano A.: Ma no, perché un giorno, non mi ricordo se era... era primavera. Io, una sera, se è stato maggio... nel mese di giugno. Nel mese di giugno, una sera, venendo...
PUBBLICO MINISTERO: Dopo l'attentato a Costanzo?
IMP. Scarano A.: Dopo l'attentato a Costanzo, esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, c'era già stato anche l'attentato di Firenze, o no?
IMP. Scarano A.: Io, guardi, l'attentato di Firenze io l'ho sentito per televisione. Non so niente di Firenze. Non ricordo né la data, né il mese e né il giorno.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
IMP. Scarano A.: Non so niente.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Comunque a me serviva semplicemente come punto di riferimento temporale, eh.
Lei ha detto: 'dopo l'attentato a Costanzo', allora le ho chiesto: 'c'era già stato anche l'attentato di Firenze?'
IMP. Scarano A.: Io non rammento, perché l'ho sentito per televisione.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo ricorda. Va bene, allora...
IMP. Scarano A.: Non posso rispondere, perché non so niente.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Allora...
IMP. Scarano A.: Una sera del mese di... di giugno, io venivo di campagna, verso le cinque e mezza la sera, le sei, dove io costruivo e ti trovo Lo Nigro che era venuto a Roma, e Di Natale, seduti sul muretto che sta nel giardino dove abito io. Che è il giardino del Comune, poi.
Insomma, che aspettavano me, sia l'uno che l'altro.
In questo frattempo io... Poi mia moglie mi ha detto che era più di un'ora che stavano lì sotto, tutti e due si sono messi forse a parlare fra di loro.
Arrivo io con la macchina, alle cinque e mezza, le sei. Portavo in mano un po' di... Ci avevo un sacchetto, un paio di chili di bistecche e un po' di uova di quelle che ho comprato in campagna. Porto questa roba su e scendo un'altra volta.
Ma nel frattempo, prima di arrivare su, mi sono salutato sia col Di Natale, che con Lo Nigro. E li volevo presentare.
Risponde Lo Nigro, dice: 'guarda, già ci siamo presentati. E' pure paesano', dice.
Si sono messi a parlare. Hanno parlato fra di loro che io non ci stavo, praticamente. Poi me lo ha detto Lo Nigro, mo ci vengo dopo.
Ora Di Natale ci aveva un vizio che, me ne aveva parlato pure a me, di questo portile che lui aveva, che voleva vendere. E con Lo Nigro hanno avuto un dialogo diciamo di questo cortile.
Io parlo con Di Natale, Di Natale se ne va, Lo Nigro se ne viene su a casa mia. Nel frattempo ero andato su a portare questa carne a casa, a appoggiare questa carne con le uova su a casa.
E scendo, siamo stati altri dieci minuti assieme tutti e tre. Come Di Natale va via, Lo Nigro per le scale mi ha detto: 'sai è una brava persona, mi ha parlato di un magazzino, che c'ha in magazzino a affittarlo, vuole vendere...'.
Dico: 'sì, va bene, questo a chi vede, a chi incontra, parla a tutti di questo magazzino'.
Ed era rimasto con Lo Nigro di andare a vedere questo magazzino, fra di loro, questo.
Lo Nigro mi dice a me se io conoscevo il Di Natale.
Io ci ho detto: 'guarda, il Di Natale l'ho conosciuto otto-nove anni fa. Però poi l'ho perso di vista. Da allora l'ho incontrato adesso, diciamo, poco tempo fa a Regina Ceali casualmente'.
Mi ha detto: 'no, andiamo a vedere. Per me è una brava persona'.
Andiamo a vedere questo magazzino, si sono messi d'accordo loro, ci stava bene questo magazzino e finisce qui la questione.
Se ne va, dopo Cosimo se ne va. Mo adesso non lo so se è stato alla fine di giugno... Ma verso la fine di giugno è stato. Perché poi la roba... Quando è arrivato il Ca... Se n'è andato a Palermo, è arrivato lui con Spatuzza e non ricordo se c'era anche Peppuccio, che sono venuti un sacco di volte. Non è che...
Praticamente hanno fatto arrivare Carra con l'esplosivo.
Quando arriva il camion di Carra lo va... Cosimo già stava a Roma un'altra volta, la seconda volta.
Lo vanno a prendere sul raccordo anulare. Io stavo a casa, stavo in campagna, vengo a casa e trovo Peppuccio.
Mi ha detto: 'Antonio, ci dobbiamo andare...', ci siamo salutati prima. Dice: 'dobbiamo andare dal vecchio, perché Cosimo sta dal vecchio col camion', stava a scaricare il camion. Ed era verso i primi di luglio, perché... Quel periodo lì, perché poi dopo...
Hanno scaricato questo camion, io arrivo lì. Quando sono arrivato io, il camion stava uscendo di dentro il magazzino. Avevano già scaricato.
Parcheggio la macchina nel frattempo, scendo e vedo quattro balle di quello che avevano scaricato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e qui la interrompo, Scarano. Perché siamo ritornati a un fatto che lei ha già riferito ieri alla Corte. A me sembra che lo abbia riferito con chiarezza, quindi non ho bisogno che lo ridica ancora.
Se ci sarà qualcuno che ha bisogno di farselo spiegare meglio, non abbia paura, le domande le arriveranno.
Allora, per venire al punto di partenza di questa domanda: quindi, questa storia, per così dire, fa una tappa da Di Natale in via Ostiense solo perché si verifica questo incontro tra, e questa intesa, tra Lo Nigro e Di Natale?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Non c'è una qualche altra ragione per la quale Torbellamonaca non si poteva o non si doveva, o era impossibile, o era inopportuno utilizzarla?
IMP. Scarano A.: Ma no, perché loro, loro dicono che quando si va una volta da una parte poi non bisogna andarci più, perché possono capire delle cose che avvengono, praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano, lei è ben sicuro del fatto di non essere stato lei a trovare la soluzione Di Natale?
IMP. Scarano A.: No, non sono stato io.
PUBBLICO MINISTERO: E' ben sicuro di questo?
IMP. Scarano A.: Sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, Scarano, lo sa che questo era uno degli elementi a suo carico, uno degli elementi di accusa a suo carico, di aver trovato lei, per così dire, la soluzione Di Natale? Se lo ricorda?
Che veniva accusato di essere stato lei quello che aveva portato, per così dire l'esplosivo e tutto il resto nel cortile di Di Natale, se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Ma, forse... Sì, lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Lo sa?
IMP. Scarano A.: Sì, lo so benissimo. Ma siccome il Di Natale non conoscendo le persone con chi parlava, ma se lui ancora oggi non conosce nemmeno quelli che sono andati lì a scaricare, a fare quello che hanno fatto, non sa, non sa niente.
Lui conosce, il Di Natale conosce solo a me. E mi butta tutto addosso a me.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Perché non sa fare altri nomi. Non conosce nessuno. Nessuno gli ha dato il nome di questi ragazzi che sono andati lì.
Come il fatto dell'hashish, non è che nomina Amleto, oppure il fratello di Amleto, oppure un altro. Nomina me. Perché conosce solo me.
Che quando... Io voglio fare pure un passo indietro e precisare meglio le cose.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi? Non ho capito.
IMP. Scarano A.: Voglio fare un passo indietro.
PUBBLICO MINISTERO: Ne può fare quanti ne vuole.
IMP. Scarano A.: E precisare anche il fatto dell'hashish.
Quando Amleto si mette d'accordo con lui e Amleto va a... viene a caricare l'hashish, non sono andato io a scaricarlo da Di Natale. C'è andato Amleto col suo amico.
Però dice che sono andato pure io, con un camion diverso. Ha fatto il nome di... ha fatto i nomi di tre, quattro camion diversi. Invece Amleto ha portato un furgone bianco FIAT Daily, chiamato Daily, lui col suo amico e si andava a scaricare questo hashish da lui.
Però non è che sa né il nome, né il cognome, né chi siano queste persone.
E dice che sono andato io con camion diversi. Anche sui verbali di Roma. Perché sa solo il mio nome.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, Scarano, io vorrei a questo punto per un attimo non occuparci di questi fatti.
IMP. Scarano A.: Ma questi sono minimi, dei fatti, questi...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, lo so bene. Non di questi fatti proprio i fatti del processo, ma volevo che lei riferisse un po' come si è sviluppata questa vicenda, parlo questa vicenda giudiziaria, tutte le indagini nei suoi confronti.
Cioè dire: noi sappiamo, perché lo ha detto lei ieri, che lei fu arrestato... Vuol ripetere la data, per piacere?
IMP. Scarano A.: Il 3 giugno '94.
PUBBLICO MINISTERO: E fu arrestato dove?
IMP. Scarano A.: A Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Fu arrestato da solo, o con qualcuno?
IMP. Scarano A.: Con Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Con Giacalone. E va be'.
Ora poi la questione del perché e del per come foste arrestati a Palermo lei e Giacalone nel giugno '94, sarà affrontata e le farò delle domande. Ma non ora.
Quando lei fu arrestato con Giacalone, l'accusa nei suoi confronti era di aver fatto stragi e attentati, o era tutt'altro?
IMP. Scarano A.: Era tutto altro.
PUBBLICO MINISTERO: Tutt'altro.
IMP. Scarano A.: Quelli sono venuti dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Sono venuti dopo. E quanto tempo dopo lei si trovò accusato di stragi?
IMP. Scarano A.: Ma a luglio già... Maggio, giugno, non lo so, non mi ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', lei fu arrestato a giugno e...
IMP. Scarano A.: Verso luglio, penso io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E chi è l'Autorità, il Pubblico Ministero che procedeva...
IMP. Scarano A.: Dottor Piro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ora a parte i nomi, voglio dire, era il Pubblico Ministero di Roma, allora.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il Pubblico Ministero di Roma.
Lei ebbe quindi il mandato di cattura, per chiamarlo così.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dal dottor Piro?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E lo ebbe per quali fatti?
IMP. Scarano A.: Mah...
PUBBLICO MINISTERO: In particolare, quali di questi attentati?
IMP. Scarano A.: Per avere messo le bombe a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: A Roma, queste delle chiese?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi lei sarà stato interrogato, suppongo, all'epoca dal dottor Piro, dal Giudice delle indagini preliminari...
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. E lei che cosa disse a chi la interrogava? Che ci entrava in questi fatti, o disse che non ci entrava per niente?
IMP. Scarano A.: Non ho capito bene.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, quando fu interrogato su questi attentati, cosa disse? 'Sì, io ci entro', oppure disse: 'no, io sono innocente e sono accusato ingiustamente'?
IMP. Scarano A.: Esatto. No, io non ho fatto nessuna dichiarazione all'epoca.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei disse...
IMP. Scarano A.: Questa cosa mia è maturata dopo, nel tempo, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, disse che non c'entrava nulla.
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Questo mandato di cattura, che fine fece?
IMP. Scarano A.: Io sono andato assolto dalla Cassazione.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire: fu annullato il mandato di cattura.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei dice dalla Cassazione. In realtà fu il Tribunale del Riesame di Roma.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che gli tolse il mandato di cattura, tanto per capirsi.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
IMP. Scarano A.: Perché Di Natale, in quanto ho capito... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: E' naturale, infatti stavo arrivando a questo. Vada, vada Scarano, proceda tranquillamente.
IMP. Scarano A.: Di Natale, per come almeno da quello che ho letto io nei verbali, ha fatto un sacco di confusioni, praticamente. Non ha saputo... Perché non ha saputo dire niente. Ha detto soltanto che è stato scaricato questo esplosivo e che io avessi messo 'ste bombe. Non fa nome di nessuno. Perché non conosceva nessuno.
E fa confusione nei verbali di interrogatorio, un sacco di interrogatori... A me la Cassazione mi ha assolto.
PUBBLICO MINISTERO: Perché, quindi, il mandato di cattura - a quello che capisco - glielo fecero sulle dichiarazioni di Di Natale.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Le accuse, insomma, venivano da Di Natale.
IMP. Scarano A.: Sì. Di tutta la famiglia.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, Di Natale e tutti i familiari del Di Natale.
Ecco, il mandato di cattura fu annullato.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Poi lei ne ha avuti altri di mandati di cattura. Ma non più da Roma, questa volta.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Mi sembra il 31 dicembre '95, di Firenze. Dal procuratore Vigna.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, a quella data, lei per così dire diventa inquisito. Cioè, sa di essere inquisito anche dalla procura di Firenze.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora non stiamo a fare tutta una cronistoria che sarebbe lunga e, secondo il mio punto di vista, abbastanza inutile.
Tanto, chi le vorrà far domande gliele potrà fare su ogni aspetto del problema.
Dopo quanto tempo, da quando lei riceve il mandato di cattura di Firenze, dopo quanto tempo e per quale ragione soprattutto lei decide, ha deciso di raccontare ai magistrati come erano andate queste vicende? E in che termini ci entrava anche lei?
Ho bisogno che chiarisca questo, ecco. Perché io certe cose le so, ma le deve sapere la Corte.
IMP. Scarano A.: Ma questa cosa mia è maturata piano piano. Certo, non è un passo...
PUBBLICO MINISTERO: Che è successo, Scarano?
IMP. Scarano A.: No, niente, niente.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
IMP. Scarano A.: Niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ma non la vedo...
IMP. Scarano A.: Come le stavo dicendo non è un passo molto facile.
E' maturata questa cosa per stare a posto con me stesso, perché io non ho mai fatto diciamo il mafioso, roba varia.
E questa conseguenza di questa mia collaborazione, lei lo sa benissimo, ho perso anche la famiglia.
Cioè, non è un passo facile farlo. Però ho avuto, ho tenuto opportuno di farlo perché io non voglio pagare le strategie, oppure gli ideali che ci hanno persone che non conosco.
Queste sono cose, erano cose che a me non mi interessavano per niente. Nemmeno ci pensavo minimamente.
Io, per una semplice amicizia con Accardo Stefano e poi il nipote e poi dal nipote a Messina Denaro, poi da Messina Denaro a Cannella, da Cannella a quelli che sono venuti a Roma, di affittare... per fargli un favore più che altro, di affittare un appartamento, mi sono trovato in mezzo ad un mare di guai e senza famiglia.
Tutto qua.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, quindi quando lei ha deciso di riferire, mentre prima aveva sempre detto che non c'entrava niente in tutte queste storie, ecco...
IMP. Scarano A.: Eh, certo all'inizio, è normale, uno ci pensa pure.
PUBBLICO MINISTERO: E' naturale. Ecco, senza stare a fare, almeno da parte mia, nessun tipo di commento, perché non li debbo fare, dicevo questo: ci sono, che lei ricordi, ci sono stati anche dei fatti magari relativi proprio a questa vicenda, fatti che, di cui nessuno le aveva mai parlato, fatti che nessuno le aveva mai contestato, fatti che ha raccontato lei per la prima volta?
IMP. Scarano A.: Sì. Due omicidi a... diciamo a Partanna.
Fatti di Pandolfi Enzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sono omicidi ai quali è stato coinvolto anche lei?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E dove si sono verificati questi?
IMP. Scarano A.: Uno a Roma e uno in un paese a Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questi fatti li ha raccontati al Pubblico Ministero competente?
IMP. Scarano A.: Sì, dottor Russo.
PUBBLICO MINISTERO: Che è di che Uffico, lo sa?
IMP. Scarano A.: No, onestamente non lo so di quale ufficio. Io non so se di Palermo, Trapani, questo non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questi fatti, questi due omicidi a quando risalgono?
IMP. Scarano A.: Ma questi omicidi, di preciso... Dopo il '90, dal '90-91.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Se non ricordo male. Comunque l'epoca è quella. Dopo la morte di Accardo. Io non so nemmeno quando è morto. Non ricordo neanche l'anno.
PUBBLICO MINISTERO: E questi omicidi nei quali lei è rimasto coinvolto li ha eseguiti a richiesta di qualcuno?
Sono stati eseguiti a richiesta di qualcuno?
IMP. Scarano A.: Ma certamente. Perché io mi trovavo... Al primo omicidio...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, io non le faccio domande, Scarano, sugli omicidi, specificamente. Perché è roba che si occupa un'altra Autorità Giudiziaria. Se qualcuno le vorrà fare delle domande, poi, è un altro discorso.
A me interessa semplicemente sapere, la prima cosa gliel'ho già chiesta: se questi fatti li aveva già riferiti al Pubblico Ministero competente.
Secondo, l'epoca di questi fatti; terzo, se questi omicidi sono styati ordinati, richiesti, da qualcuna delle persone di cui abbiamo parlato, di cui lei sta parlando da ieri mattina.
IMP. Scarano A.: No, no, di queste persone no.
PUBBLICO MINISTERO: No?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Solo da parte di Pandolfi e Francesco Rallo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Siccome Pandolfo lei lo ha già nominato...
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Queste persone qui, no.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Cioè, male. Ora, a parte questi due fatti di sangue, dei particolari che non le chiedo, ma lei ha detto un fatto è successo a Roma, un altro è successo nella zona di Milano.
Ricorda il paese della zona di Milano?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. E' possibile che fosse Abbiategrasso, o qualcosa di simile?
IMP. Scarano A.: Non lo so... Non lo so, perché quando siamo arrivati a Milano ci stavano due persone su, amici sempre di queste persone che ci hanno portato direttamente.
A me mi hanno dato una machcina rubata con le armi dentro e sono andato dietro a loro. Non ho visto né paese e né niente.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Allora una domanda, l'ultima su questo punto: dei due omicidi, qual è quello successo dopo? Quello diRoma, o quello di Milano?
IMP. Scarano A.: Cioè, uno dei primi è stato quello di Roma.
In secondo tempo quello di Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ascolti Scarano: questo interessamento che le fu chiesto da Matteo, come lo ha raccontato lei ieri, questo interessamento per andare a cercare una casa nella zona dell'agenzia dei Parioli, si ricorda, no?
IMP. Scarano A.: Sì. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando Matteo le fece questa richiesta, le dette questo incarico, ci erano già stati i due omicidi?
IMP. Scarano A.: Mi sembra di sì. Uno sì. Uno mi sembra di sì.
O uno, o tutti e due. Non ricordo bene. Comunque sì, mi sembra sì. Ci erano stati gli omicidi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMP. Scarano A.: Sì, questo risale al '90-91.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, lei in un interrogatorio, proprio... in cui le è stata fatta esattamente la domanda che le ho fatto io ora, lei disse che: entrambi i fatti di sangue, entrambi gli omicidi ci erano già stati prima che lei fosse richiesto da Matteo di occuparsi di questo appartamento a Roma.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E ora il dottor Nicolosi mi aiuta un attimo. Troviamo il riferimento preciso di tutto l'interrogatorio.
Ma a parte questi fatti appunto di sangue del '90-91, nell'ambito della vicenda degli attentati - quindi del '93 per intendersi - ...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ricorda di aver riferito al Pubblico Ministero anche situazioni, fatti di cui non era stato accusato? Cioè non aveva come dire, accuse specifiche su...
IMP. Scarano A.: No, io una volta che ho deciso di collaborare, ho detto tutto quello che sapevo. Non ho lasciato niente indietro, niente nascosto.
Anche di omicidi che non erano risolti, che erano archiviati si può dire diciamo così. Io l'ho portato in chiaro, se c'ho colpe le voglio pagare, se non c'ho colpe voglio essere libero.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, che l'esplosivo usato per l'attentato a Costanzo, veniva da casa sua per intendersi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' una circostanza che le era stata contestata nell'interrogatorio o è una circostanza che ha raccontato lei, una circostanza nuova?
IMP. Scarano A.: L'ho raccontata io. Dei fatti com'erano. Chi l'ha portato, chi non ho portato, dove è stato scaricato, dove è stato messo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ritorniamo ai fatti di San Giovanni e di San Giorgio: lei ha detto che quando siete poi ripartiti dopo che è stata lasciata quella macchina con le luci accese, queste persone sono salite tutte sulla sua macchian.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Da lì dove vi siete diretti?
IMP. Scarano A.: Verso casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: E ormai doveva esser notte. Notte...
IMP. Scarano A.: Era verso le due, l'una e mezza. Le due.
PUBBLICO MINISTERO: E queste persone la notte dova l'hanno trascorsa? Se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: A via Redaua.
PUBBLICO MINISTERO: A via?
IMP. Scarano A.: Di Redaua, come si chiama.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, di Redaua. Son tornati là.
IMP. Scarano A.: Sì, stavano lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ce li ha portati lei o son tornati là per i fatti proprio, con mezzi propri?
IMP. Scarano A.: No, mi sembra che due sono andati da soli e due li ho portati io. Per non fare tutti dentro il 112. Per trovare qualche fermo, qualche cosa. Si son divisi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta Scarano, l'indomani queste persone erano sempre a Roma anche nei giorni successivi oppure se ne sono andate?
IMP. Scarano A.: Di preciso guardi non lo so se son stati qualche giorno in più a Roma per calmare un po' le acque. E sono andati il giorno dopo, mi pare, o la sera dopo. Son state accompagnate a Napoli mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: A Napoli accompagnati da chi?
IMP. Scarano A.: Da me e da Pino, come si chiama? Pino... il cognome comunque non... E' un amico dei miei figli che sta lì...
PUBBLICO MINISTERO: Stava per dire "Melanzone"?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Perché è un soprannome?
IMP. Scarano A.: Sì, io lo conosco così, come soprannome.
PUBBLICO MINISTERO: Però ormai ne conoscerà anche il cognome di questa persona?
IMP. Scarano A.: Son sincero: non me lo ricordo il cognome. Io l'ho chiamato sempre "Melanzone".
PUBBLICO MINISTERO: "Melanzone".
IMP. Scarano A.: O Pino.
PUBBLICO MINISTERO: Pino come Giuseppe?
IMP. Scarano A.: Sì. Son stati accompagnati a Napoli.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, son stati accompagnati quindi quante di qeuste persone, di queste quattro persone di cui lei ha raccontato?
IMP. Scarano A.: Tutte e quattro.
PUBBLICO MINISTERO: Tutte e quattro. E quindi...
IMP. Scarano A.: Due e due.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, due in macchina con lei...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e due in macchina con Pino?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questo Pino che è un amico dei suoi ragazzi?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo Pino com'è che si è ritrovato a portare due di queste quattro persone in macchina fino a Napoli?
IMP. Scarano A.: Mah, 'sto ragazzo praticamente è amico dei miei figli. Io l'ho visto crescere, è andato a scuola coi miei figli, stava vicino casa mia, di fronte. Da ragazzo faceva i compiti coi miei figli ed è stato un po' sempre vicino diciamo anche se lui adesso abita in un'altra zona, abita a Torbellamonaca però sta sempre dove lui è cresciuto, 'sto ragazzo. E c'ho chiesto io se mi faceva un favore di acccompagnare questi due amici miei a Napoli. Lui è andato avanti, poi noi siamo partiti diversamente. Perché noi si doveva sapere che c'erano altre due persone. Lui non doveva sapere niente. Doveva portare due persone a Napoli e basta. Però non è che sapeva cosa avevano fatto, che cosa è successo. M'ha fatto una cortesia a me.
C'ho dato i soldi della benzina e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quindi la macchina di questo Pino e la macchina sua sono partite assieme o son state...?
IMP. Scarano A.: No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Lui è partito molto prima.
PUBBLICO MINISTERO: Questo spostamento si è verificato di notte, di giorno, di mattina?
IMP. Scarano A.: Di pomeriggio.
PUBBLICO MINISTERO: Di pomeriggio.
IMP. Scarano A.: Primo pomeriggio, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei si ricorda in particolare chi è che venne in macchina con lei? Di qeusti quattro. Perché lei ha detto: due in macchina con lei e due in macchina con Pino.
IMP. Scarano A.: Mi sembra che c'era Spatuzza con me. Spatuzza e Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: Però sento che dice "le sembra". Quindi non è sicuro.
IMP. Scarano A.: Loro due.
PUBBLICO MINISTERO: No, lo domando a lei.
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Loro due ci stavano con me.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Comunque guardi, io quei giorni lì, tutto quel macello che è successo cioè ci avevo pure un po' la testa confusa. Ma mi sembra che erano loro.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire sul fatto che due son venuti con lei e due che sono montati sulla macchina di Pino, lei è sicuro?
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Sa se arrivando a Napoli questi dovevano andare in un posto preciso oppure Napoli voleva dire Napoli e basta?
IMP. Scarano A.: Mah, io so che dovevano rientrare a casa. Però dovevano rientrare a casa, non tutti assieme oppure tutti con lo stesso treno, oppure tutti con la stessa nave. Bensì, dovevano entrare a scaglioni.
Però c'era un'altra cosa che dicevano loro stessi: che avevano ordini - io ricordo bene questa cosa - che loro praticamente partendo da Roma anche col treno, con qualsiasi altro mezzo esso era, dovevano fare che ne so? Roma-Napoli il biglietto o da Napoli-Reggio Calabria. A Reggio Calabria dovevano scendere e fare un biglietto Messina, da Reggio Calabria a Messina. Cioè se loro venivano fermati a Palermo, non doveva risultare che venivano direttamente con un unico biglietto da Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta...
IMP. Scarano A.: Questa è una cosa che la dico adesso perché mi ricordo che è successa una cosa di queste.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: Non l'ho detto, nei verbali non l'ho detta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, queste persone lei ha detto che a Roma sono venute varie volte. Se non mi sbalgio ha detto così.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, specificamente la volta in cui sono venuti, sono stati lì e ci sono stati due attentati alle chiese, lei ricorda se queste persone avevano dei cellulari? dei telefonini?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Ce l'avevano. Ce l'aveva Lo Nigro e ce l'aveva Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, un'altra cosa ancora: questo "Melanzone" è il cognome, Pino di nome è venuto in mente come si chiama o no?
IMP. Scarano A.: Mah... non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Poi, in caso se me lo ricordo, lo dico. Lo conosco molto bene, non è che non lo conosco. L'ho visto crescere praticamente, da ragazzino proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Sa se è imputato in questo processo?
IMP. Scarano A.: Quanto mi risulta, mi sembra di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' Santamaria?
IMP. Scarano A.: Esatto. Santamaria, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Santamaria, sì. Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano...
IMP. Scarano A.: Come lui, come mio figlio pure.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, appunto.
Ci siamo arrivati in questo modo.
Senta questo giovanotto, questo Pino, chiamiamolo Pino perché il soprannome mi sembra proprio... brutto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo ragazzo, ecco, ha fatto questa cortesia a lei - lei l'ha definita così - cioè a dire ha preso due persone in macchina e le ha portate a Napoli.
Questo ragazzo, nell'ambito di questa vicenda, tutto l'insieme di questa storia, ha avuto da lei qualche altra richiesta di piacere, di favori, di cortesie?
IMP. Scarano A.: Sì, l'ha avuta.
PUBBLICO MINISTERO: Di che si tratta?
IMP. Scarano A.: Si tratta di un giorno me ne stavo lì, Giuliano Giuseppe mi ha chiesto se a Roma si trovavano queste radiotrasmittenti.
Ci ho detto: 'io penso di sì'.
Dice: 'ti puoi impegnare a comprarne due?'
Ci ho detto:' va bene, mo parlo con qualcheduno. Io non so dove le vendono però - dico - parlo con qualcheduno'.
Mi capita questo ragazzo che era sempre lì vicino casa mia. Ci ho detto: 'Pino, guarda sai chi li rivende queste radiotrasmittenti?'
Dice: 'sì, ci sarà qualche negozio'.
Allora, dico: 'vedi un po', comprane due'. E ci ho dato non ricordo bene, 500 mila lire o 600 mila lire.
Porta queste radio, le ha pagate mi sembra 500 mila lire, insomma 50 più 50 meno. E se l'è prese Giuliano. Se l'è prese Giuliano. Io li ho visti che quando sono arrivate queste radiotrasmittenti, l'ho viste. L'ha levate dentro la scatola. L'abbiamo viste.
Questo Pino, un ragazzo, ci ha spiegato non so, a due chilometri, a tre chilometri, la distanza che potevano ricevere. Questo me lo ricordo benissimo.
Mah, è finita lì. Si è preso Giuliano, si è preso questi telefonini, questi diciamo 'ste radiotrasmittenti e io poi non l'ho più viste. Se l'ha messe dentro la borsa, se l'ha nascosta in qualche posto io non l'ho visto più diciamo nel periodo che loro son stati lì, non l'ho più viste queste cose. Queste radiotrasmittenti.
A Roma comunque non sono state usate, almeno da quanto risulta a me. Poi se l'hanno usati loro, questo non lo so. Ma di fronte a me non gliel'ho mai visti con 'sti radiotrasmittenti in mano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quando si potrebbe essere verificato questo fatto? per quanto ricorda?
IMP. Scarano A.: Mah, non so se son stati... se è stato nel periodo di Costanzo mi sembra questo fatto, questa faccenda.
PUBBLICO MINISTERO: Nel periodo vuol dire magari anche prima di che succedesse Costanzo?
IMP. Scarano A.: Mah, qualche giorno prima. Quando sono arrivati, praticamente. Son stati 4-5 giorni, in quei giorni lì.
PUBBLICO MINISTERO: E "Braciola" chi è? Visto che si va per soprannomi.
IMP. Scarano A.: Questo è un altro ragazzo che è sempre lì amico anche di Pino.
PUBBLICO MINISTERO: Di Pino.
IMP. Scarano A.: Dei miei figli. Sono dei ragazzi che son cresciuti insieme. Andavano a scuola assieme. Ragazzi di quartiere che frequentano pure le stesse cose, lo stesso bar, stessa... Si vedono sempre, continuamente. Sono amici, proprio amici.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo ragazzo, lei sa almeno il nome di questo "Braciola"?
IMP. Scarano A.: Riccardo mi sembra che si chiama. Riccardo.
PUBBLICO MINISTERO: Riccardo, sa qualcosa di più di questo giovanotto? Dove viveva, dove vive attualmente?
IMP. Scarano A.: Mah, io so che se ne è andato in America. Quando io già stavo fuori, è andato in America.
PUBBLICO MINISTERO: Quando lei già stava?
IMP. Scarano A.: Io stavo fuori, è partito in America.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
IMP. Scarano A.: E' stato un paio di mesi. E' ritornato. E' stato pochi... un altro mese e mezzo e poi è ripartito.
PUBBLICO MINISTERO: "Lei stava fuori" vuol dire che era ancora fuori?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Era ancora in libertà.
IMP. Scarano A.: Sì, perché era un ragazzo che non c'aveva lavoro. Il padre che faceva il muratore, che il padre pure... ha lavorato col padre 'sto ragazzo a casa mia, quando ho comprato l'appartamento a mio figlio per sposarsi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questo ragazzo, questo Riccardo...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... è stato richiesto da lei di fare qualche cortesia, qualche favore come Pino nell'ambito di questa storia che lei si rammenti oppure no?
IMP. Scarano A.: Mah, favori a me... favori diciamo, non so a che favori si riferisce lei. Favori in che senso? Perché i favori lì...
PUBBLICO MINISTERO: E' possibile che questo Riccardo si sia, sia stato anche lui interessato, richiesto da lei per la questione delle radioline?
IMP. Scarano A.: Mah, questo non lo so se loro sono andati assieme. Questo non lo so. Ma può darsi pure che son andati assieme sia Riccardo con... che erano affezionati, cioè si volevano bene. Può darsi che si sia incontrato con Riccardo e è andato assieme con Riccardo, Pino. Però io questo non lo so. Io a Pino ricordo bene che io a Pino ci ho detto dove vendevano, se sapeva il negozio dove vendevano questi...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei l'incarico l'ha dato a Pino?
IMP. Scarano A.: Sì, io l'incarico l'ho dato a Pino. Che poi lui a sua volta, sarà incontrato con Riccardo, con 'sto ragazzo, questo non lo so. E' facile che sono andati anche assieme.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ho capito.
Presidente, me li dà cinque minuti di riposo?
PRESIDENTE: Certamente. Dieci minuti di sospensione.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Possiamo riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano, le chiedo ancora qualche cosa che riguarda la vicenda dell'attentato a Costanzo.
Innanzitutto, lei ha mai saputo quant'era in tutto come peso l'esplosivo che fu adoprato per questo attentato?
IMP. Scarano A.: Secondo quello che dicevano loro, era sui 110 chili.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi di questi sacchetti che lei aveva nello scantinato di casa...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ecco, questi sacchetti furono adoprati tutti per questa operazione?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto: o due o tre. Le debbo dire che nelle indagini preliminari lei aveva detto: o tre o quattro.
L'unica cosa che capisco è che lei non è sicuro sul numero. Ma se dovesse dire, erano due, eran tre o erano quattro, quali direbbe? Che numero direbbe?
IMP. Scarano A.: Direbbe più tre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Sempre sulla vicenda di Costanzo. Avrei bisogno che lei cercasse di essere preciso sul punto di quando se ne andarono via le varie persone che parteciparono all'attentato escluso il signor "Fifetto" che il giorno dopo - così lei ha sempre raccontato - fu accompagnato da lei su al Nord o a Padova o a Verona dov'era.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quando andarono via gli altri?
IMP. Scarano A.: Gli altri andarono via subito la mattina.
PUBBLICO MINISTERO: Di mattina...
IMP. Scarano A.: No, no, no. Sono andati la mattina però nel... cioè verso le quattro-quattro e mezzo di mattina. Di notte, praticamente.
Ma "Fifetto" è stato portato non il giorno dopo, bensì mi riferisco al giorno dopo, la mattina successiva.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, voglio dire "Fifetto" lei l'ha già detto fu accompagnato da lei su al Nord.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Gli altri invece, lei ha detto: se ne andarono.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io avrei bisogno di sapere quando si verificò questa partenza. Se si verificò nel corso della stessa notte, o...
IMP. Scarano A.: Posso rispondere?
PUBBLICO MINISTERO: E certo.
IMP. Scarano A.: Nel corso della stessa notte. Però all'epoca avevano portato una Uno, targata Roma. La portava Benigno Salvatore. Però due o tre di loro sono andati via, però qualchedun altro è andato via col treno. Però questo non lo so come adesso hanno deciso dopo che io praticamente li ho lasciati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: E' rimasto soltanto "Fifetto".
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, lei ha detto che queste persone erano state tutte alloggiate da lei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma "alloggiate da lei", eran tante. C'aveva posto in casa per far dormire tutti questi?
IMP. Scarano A.: Io c'avevo la casa quella che ho comprato a mio figlio tutta a disposizione. Dormivano in camera da letto, dormivano dentro... sui divani.
PUBBLICO MINISTERO: La casa di suo figlio spieghi alla Corte dove si trovava.
IMP. Scarano A.: Si trova a fianco a quella mia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nello stesso stabile.
IMP. Scarano A.: Nello stesso stabile. No, nello... sì. Stessa palazzina, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Stesso palazzo, sì.
IMP. Scarano A.: Stesso palazzo.
PRESIDENTE: Allo stesso piano?
IMP. Scarano A.: No, no. Cioè, son distanti l'uno con l'altro 50 metri neanche. Però lo stabile non è lo stabile così, è lungo. Diciamo, ci sta una scala di mezzo, un'altra entrata diciamo del... sono case popolari praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi un edificio con tante scale e ci sono poi le colonne dei vari appartamenti.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Suo figlio quello sposato?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E suo figlio in quei giorni dove dormiva?
IMP. Scarano A.: No, mio figlio non sa niente di 'sta storia. Era carcerato mio figlio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Ancora oggi non sa niente nessuno. Neanche mia nuora perché sono andato dalla madre. Gli ho detto: io ci sono andato per un po' di giorni dalla madre. Non sono al corrente nessuno di queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ancora una circostanza che riguarda sempre questa vicenda di Costanzo.
Senta è possibile o per meglio dire, lei rammenta se la sera in cui l'attentato andò a vuoto perché ci fu questo inconveniente tecnico, lei ricorda se ci furono delle comunicazioni che arrivarono a lei e che lei fece via telefono?
IMP. Scarano A.: No. Questi particolari non me li ricordo. Se mi hanno comunicato a me qualche cosa telefonicamente?
PUBBLICO MINISTERO: O lei comunicato qualche cosa telefonicamente?
IMP. Scarano A.: No, non ricordo questo episodio. Non lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ieri a una mia domanda ha risposto che è stato titolare di due cellulari.
IMP. Scarano A.: Ah, sì. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Uno intestato a lei e uno intestato a sua moglie.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prima quello intestato a lei? E poi quello intestato a sua moglie?
IMP. Scarano A.: Mah, quello di mia moglie è stato... però non ricordo adesso esattamente se c'avevo il primo quello intestato a me o il secondo. Però ricordo che il secondo telefonino, mi sembra che io col secondo telefonino tenevo contatti con Carra quando siamo andati a pigliare l'hashish.
Mi sembra che c'avevo quello.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quello intestato a sua moglie.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Intestato a Tusa Silvia.
IMP. Scarano A.: Sì. Quello me lo ricordo che c'avevo quello piccolino. Era più piccolo. Il primo telefono che c'ho avuto io era un NEC.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: NEC, quelli grossi. Insomma i primi usciti, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Comprato regolare, col contratto regolare alla SIP.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta lei ricorda se durante questi vari spostamenti che sono stati fatti in relazione all'attentato a Costanzo, ma soprattutto in relazione alla serata in cui l'attentato fallisce e la serata in cui l'attentato viene eseguito. Anche se poi Costanzo insomma, non ci lascia la vita. Lei ricorda se in queste due serate lei ha avuto il cellulare?
IMP. Scarano A.: Io ce l'avevo sempre dietro a me il cellulare.
PUBBLICO MINISTERO: E' possibile che lei il cellulare, dico meglio: è possibile che il suo cellulare fosse adoprato da qualcuno dei suoi familiari anziché da lei?
IMP. Scarano A.: No. Io non lo lasciavo mai a casa.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Ce l'avevo sempre dietro. Però più volte me l'ha chiesto più volte Giacalone per fare qualche telefonata. Me l'ha chiesto diciamo, anche Lo Nigro. Però io penso che facevano telefonate non lo so, alla famiglia... se hanno fatto qualche telefonata, che dovrebbe risultare da qualche parte a qualcheduno, io questo non lo so.
Però più volte mi hanno chiesto di telefonare, se gli davo il telefonino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Io le devo chiedere se lei quindi sa spiegare la ragion per cui la sera del 13 di maggio - quindi l'attentato a Costanzo quando c'è l'esplosione è la sera del 14. La sera del giorno prima, la sera del giorno 13 maggio dal cellulare intestato a sua moglie...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... vengono fatte tre telefonate. Una alle 20.28, una alle 21.41 e una alle 21.44. Tre telefonate fatte sempre allo stesso numero.
IMP. Scarano A.: Io, non mi ricordo cose del genere.
PUBBLICO MINISTERO: E il numero al quale sono fatte queste telefonate, è quello del telefonino - quindi è un altro telefonino - che era intestato all'epoca al signor Benigno Salvatore.
IMP. Scarano A.: E allora non ho telefonato io. Perché io non so nemmeno il numero suo. Me l'ha chiesto qualcuno di loro e hanno telefonato su quel telefonino. Io no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora lei esclude di aver potuto far queste telefonate.
IMP. Scarano A.: Assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. A chi potrebbe, a chi ha dato questo... il suo telefonino? Se lo ricorda ora che le ho fatto questa domanda, gliel'ho tutta circostanziata per bene?
IMP. Scarano A.: No, no. Non c'è bisogno. Io non ho telefonato. Non so chi me l'avrebbe chiesto. Io di loro, c'avevo i telefonini sia Lo Nigro, sia Benigno. Ma io non ho avuto mai il suo numero, non me l'hanno mai dato.
Quindi qualcuno anche a mia insaputa, che si trovasse il telefonino mio dentro la macchina, l'avranno preso e hanno fatto la telefonata dal mio cellulare al cellulare di Benigno. Io non posso escludere che non l'abbiano fatto, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Le telefonate ci son state sicuramente e sono tre. Ecco.
IMP. Scarano A.: E quindi può darsi assolutamente, l'hanno fatto loro.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque lei non le ha fatte, Scarano.
IMP. Scarano A.: Io, assolutamente no. Non ci avrei nessun numero di loro.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: A me più volte mi dicevano: 'se hai bisogno di qualcosa, ti rivolgi qui o là', ma non mi hanno dato mai un recapito.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Lo dicevano tanto per dirlo. Già sempre hanno parlato pure di questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi?
IMP. Scarano A.: Già ne ho parlato anche di questa cosa, dico. Che mi dicevano più volte di, se ci avevo bisogno di qualcosa di rivolgermi a un tizio o a un caio. Però non mi hanno mai dato diciamo, mai un punto di riferimento telefonicamente oppure un indirizzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, per poter chiamare quello o quell'altro.
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Ma non escludo che hanno preso il telefonino mio o gliel'ho dato io normalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMP. Scarano A.: Perché gliel'ho dato più volte il telefonino. Però non posso sapere in quale occasione. Adesso non ricordo in quale occasione gliel'ho dato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, benissimo.
Senta Scarano, su questa circostanza particolare delle due radioline che furono comprate da Pino su suo incarico.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei da chi ebbe... aveva avuto questa richiesta?
IMP. Scarano A.: Da Giuliano Giuseppe. Da Peppuccio.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro di questo?
IMP. Scarano A.: Sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io le devo far presente che nell'interrogatorio nelle indagini preliminari, lei esattamente nell'interrogatorio...
IMP. Scarano A.: Scusi.
PUBBLICO MINISTERO: ... del 29 di aprile, aveva indicato una persona diversa.
IMP. Scarano A.: Ma quando è stato chiesto queste radiotrasmittenti, erano tutti loro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma io voglio sapere chi è che le ha fatto la richiesta.
IMP. Scarano A.: Però mi sembra che me l'ha detto Giuliano a me 'sta richiesta.
PUBBLICO MINISTERO: Va beh, io devo farle presente che nell'interrogatorio del 29 di aprile a pagina 60 - lo dico per i difensori - della trascrizione, ecco, testualmente si legge:
"A me Cosimo mi ha detto se potevo comprare due walkie-talkie...
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: ... perché io non so manco dove li vendono, comunque ho parlato con "Braciola" o si è parlato con Pino, non lo so e non me lo rammento".
Ecco, questo era...
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Però Giuliano mi ricordo... hanno parlato tutti, però Giuliano si è intromesso più nell'acquisto di questi...
Ricordo benissimo che io l'ultima parola l'ho detta con lui, l'ultimo discorso di questi telefonini. Però erano quasi tutti presenti. Però Giuliano ha approfondito di più il discorso dei telefonini che tipo, che tipo di telefonini.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta Scarano, lei da ieri ha fatto svariati riferimenti senza che io le facessi alcuna domanda al mancato attentato all'Olimpico. Ha detto: il Foro Italico una volta, una volta ha detto lo Stadio, una volta ha detto l'Olimpico. Eh?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole raccontare lei questa vicenda dal suo inizio e io poi, al momento opportuno, le farò tutte le domande che mi sembrerà opportuno farle.
IMP. Scarano A.: Cioè, devo iniziare dall'inizio, quando è arrivato diciamo Carra?
PUBBLICO MINISTERO: Deve arrivare, deve iniziare dal momento in cui lei per le ragioni e per i fatti che spiegherà, si rende conto che c'è un'attenzione sull'Olimpico e sullo Stadio e sulle zone circostanti.
IMP. Scarano A.: Va bene. Quando è arrivato Carra a Roma, così in mia insaputa però Lo Nigro...
PUBBLICO MINISTERO: Carra, sta dicendo?
IMP. Scarano A.: Sì. Voglio partire dall'inizio, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
IMP. Scarano A.: Andiamo sul raccordo anulare a prendere 'sto camion che è arrivato da Palermo. Perché Lo Nigro c'aveva il telefonino che stava in contatto forse con qualcuno di loro a Palermo che gli diceva se il camion era partito o quando arrivava qui o se era partito o meno.
Siamo andati a prenderlo sul raccordo anulare alla pompa di benzina che era parcheggiato lì. E l'ho portato alla rustica. Ricordo bene quel giorno: pioveva.
Arrivato alla rustica in questo diciamo, recinto dove ci sta un capannone, ci sta un grande negozio di abbigliamento all'ingrosso, ci sta un capannone che si vendeva acqua minerale e birra e roba in generale, alimentare.
Questo era un... è un... come si chiama? è un locale dove entrano praticamente macchine, camion senza che chiedano permessi a nessuno. Però io quella sera quando sono arrivato lì col camion, non sapevo dove andare, ho trovato il padrone prima che il camion entrasse; che lo conosco di vista, ma non lo conosco né di nome e né di niente, che è anziano. C'ho detto se poteva entrare un camion per rigirarsi praticamente. Non c'ho detto che doveva scaricare.
Dice: 'sì, sì. Va bene, fallo entrare'. Tanto lì entravano tutti in questo spazio.
E' entrato Carra col camion: s'è messo per traverso giù in fondo, ha alzato il solito sistema che usava per alzare il cassone. Il mio furgone era parcheggiato vicino a 'sto capannone delle bibite. E si è scaricato questa roba. Si è scaricato la roba, il materiale diciamo che ha portato, l'esplosivo che ha portato. E s'è messo - adesso non ricordo bene se c'era la Thema già lì, che l'avevano portata a Roma o è stato scaricato tutto prima di entrare il furgone mio e poi è passato dentro la Thema. Ma mi sembra che c'era giù la Thema, avevano portato la Thema contemporaneamente - ed è stato scaricato questo materiale e messo dentro la Thema.
Carra praticamente se ne va. La Thema rimane in quello spazio. C'è stato un dialogo tra me e una persona che lavorava lì in questo capannone, un certo Roberto, dove mi ha chiesto che la macchina che non poteva stare, bensì si doveva levare 'sta macchina.
Siccome io lo conoscevo, ci ho detto: 'guarda Roberto - dico - la macchina la leviamo'.
Dice: 'basta allora che la metti da una parte che non dà fastidio', perché lì entravano camion per scaricare la roba che arrivava a loro, la roba alimentare.
Allora questa macchina è stata parcheggiata dietro il mio furgone, stava dietro. Avanti al furgone ci stava un 1.100 vecchio tipo. E la Thema è stata messa tra il furgone e questo 1.100 che stava davanti. E' stata messa al centro. E' stata coperta con un telone di quelli predisposti per le macchine ed è rimasta lì parecchio tempo.
Loro, quelli che erano venuti a Roma sia Lo Nigro e altri, sono andati via dopo. Che era mi sembra, qualche mese prima delle feste di Natale. Son stati un po' di giorni e poi son andati via. Perché c'avevano da fare.
Adesso non ricordo bene se è stata lì 20 giorni, se è stata lì 15 giorni, ma comunque è stata parecchio tempo lì questa macchina.
Quando capita Giacalone dopo per primo mi sembra che è venuto Giacalone a Roma, e io mi sono arrabbiato di questa macchina che stava così allo sbaraglio dentro questo capannone, che chiunque poteva andare a vedere di che cosa si trattava alzando il telone. Giacalone mi ha risposto, dice: 'guarda non ti arrabbiare che adesso vengono perché ci abbiamo avuto da fare. Eravamo impegnati per uccidere il prete, padre Puglisi'.
Questo me l'ha detto lui. Mi ha detto che ci è andato lui personalmente a fare questo omicidio, Mangano Antonino e Spatuzza Gaspare.
Dopo, poi non ricordo bene adesso - perché son venuti un sacco di volte - se son venuti anche dopo aver scaricato questo materiale. Son venuti prima di Natale, giorni prima di Natale e sono riandati via perché hanno avuto forse un contrordine per andare a Palermo un'altra volta. Son venuti dopo le feste.
Perché adesso ricordandomi bene l'attentato allo Stadio, i sopralluoghi sono stati fatti precedentemente con Spatuzza. Ma l'attentato, il mancato attentato allo Stadio, è stato nei primi mesi del '94, primo mese '94.
Però il materiale è stato portato a fine '93, prima di Natale. Perché dico questo prima di Natale? Perché loro son venuti quando hanno scaricato questo materiale e si è sistemato 'sto materiale in questo spazio, diciamo dentro la Thema, è rimasta lì parecchio tempo.
Poi, tra il Natale '93-94, son venuti. Son stati qui a Roma - adesso non posso dire la data esatta, se son stati quattro o cinque giorni - son andati via un'altra volta prima delle feste perché dovevano portare - questo l'ho saputo dopo in un secondo tempo, quando son rivenuti a Roma - erano impegnati tutta questa squadra che veniva a Roma, era impegnata a portare i familiari dei latitanti poi nei luoghi dove si trovavano i latitanti. Fare le feste con le famiglie.
E quindi, son venuti tutti dopo le feste. E si è preparato diciamo, sempre in questo spiazzale di domenica pomeriggio; Benigno e Lo Nigro hanno preparato la macchina che già diciamo, l'esplosivo già stava dentro. Hanno messo... l'antenna mi sembra che già ci stava, hanno fatto una cosa veloce. Soltanto che hanno messo all'ultimo hanno fatto diciamo, i fili, il detonatore che hanno messo, tutta la procedura quella che va fatta. Perché lì allo stadio è stata fatta non manualmente con la miccia, bensì con il telecomando costruito da Benigno.
Ricordo bene che quando hanno fatto, quando hanno finito l'impianto, Benigno Salvatore ha attaccato - per essere sicuro - una lampadina da qualche parte, dentro al cofano della Thema. Accendendo la lampadina, significava che era tutto a posto. Non poteva, diciamo, fallire.
Infatti ho domandato: 'ma come mai - dico - ci hai messo la lampadina, accendi la lampadina?'
Dice: 'perché se accendo la lampadina - mi è stato spiegato - se accende vuol dire che l'impulso dal telecomando su antenna e al detonatore arriva. Con sicurezza'. E basta. E' finito così.
E' stata preparata questa macchina nel pomeriggio verso le due e mezza, le tre. Comunque prima delle cinque, la macchina già stava sul posto. Le cinque, le sei, cinque e mezza.
Perché le partite finiscono non so, alle quattro, le cinque, adesso non ricordo bene. Comunque prima di finire la partita, è stata parcheggiata circa un'oretta prima della fine della partita. Adesso non ricordo bene se siamo andati verso l'una dove stava la Thema o siamo andati alle due. Comunque questo non lo ricordo bene. Comunque è stato prima, la macchina è stata preparata nello stesso giorno che è stata portata... cioè, poche ore prima che finisse la partita è stata portata. Un'ora, un'ora e mezza prima. Non di più.
E' stata messa lì, carica con 100 chili di esplosivo. Loro sapevano già cosa dovevano fare, perché Spatuzza sapeva quello che doveva fare aspettando i due pulman carichi di carabinieri. E la macchina doveva esplodere quando i carabinieri stavano tutti e due, camminavano quasi attaccati due metri uno dall'altro. Doveva esplodere quasi al centro dei pulman che si trovava contemporaneamente quello di dietro col muso davanti parallelo alla macchina.
Questi erano i discorsi che facevano loro. Cioè, tutto calcolato.
E praticamente, quando son passati 'sti pulman non è scoppiata 'sta macchina. E' rimasta lì. Si sono arrabbiati fra di loro. Se ne son andati col treno. Io li ho accompagnati all'inizio lì e poi me ne sono andato a casa.
Verso le dieci e mezza arriva Lo Nigro a casa mia e mi chiede di trovare un carroattrezzi. Io ci ho detto, dico: 'va beh, chiamiamo l'ACI'.
Mi racconta il fatto, dice: 'm'hanno lasciato solo, m'hanno lasciato solo'. Dice: 'mi serve un carroattrezzi per levare quella macchina', che era rimasta allo stadio.
C'ho detto io "chiamiamo l'ACI". Dice: 'no, l'ACI no. Bensì ci vuole una persona che tu sei amico e conosci'.
Il lunedì mattina prestissimo alle nove quando ha aperto un mio amico che si chiama Bruno Moroni, sono andato da lui. Ci ho detto: 'Bruno guarda, c'è da andare a prendere una macchina allo stadio'.
Dice: 'sta macchina di chi è?'
'Non ti preoccupare'. Ci stava Cosimo Lo Nigro presente. Lui, siccome c'ha il carroattrezzi, fa i viaggi diciamo normali. Non sapendo niente di che si trattava, se la macchina di chi era, di chi non era, lui ha avuto 150 mila lire per il viaggio che è stato pagato. S'è portato questa macchina, l'abbiamo caricata lunedì mattina, l'abbiamo portata nuovamente alla Rustica. Ed è rimasta lì, non so adesso quanto è rimasta. L'abbiamo parcheggiata. Non esistevano chiavi perché le chiavi uno di loro, una volta parcheggiata la macchina lì allo stadio, l'avevano buttate dentro un campo da tennis. Che questo campo da tennis si trovava un po' più basso della strada e c'era il giardino. L'avevano buttata lì dentro.
Praticamente non si prendeva più, per non farsela trovare in tasca in caso di qualche fermo.
E insomma, questa macchina l'abbiamo portata un'altra volta alla Rustica e è rimasta lì per com'era.
Però dopo io ho abbandonato, tutte queste cose le ho abbandonate. Ho sistemato la macchina un'altra volta lì, in quello spazio dove era stata la prima volta.
Nel frattempo affitto, chiesto da Giacalone, la villa, e di Nino Mangano, la villa a Capena. E questo materiale però non so come hanno fatto a portarlo in questa villa, dove l'hanno messo non lo so, dov'è stato occultato non lo so.
Ma nel frattempo, subito dopo, ma vorrei dire quasi contemporaneamente, viene un'altra volta Carra a Roma, che già ne ho parlato ieri, e ha portato l'esplosivo per Contorno. Credendo che l'esplosivo precedente portato da Carra, quello per lo stadio, si avesse consumato. Invece non è stato consumato. E si son trovati con quattro o cinque palle di... Adesso non lo so per Contorno quello che hanno portato. Non l'ho visto. Ma due palle di 100 chili erano per lo stadio. Probabilmente erano due palle. E due le ha portate Carra ed erano quattro.
A quanto adesso ho capito, due sono stati poi rinvenuti sulla via di Formello dai carabinieri, due sono stati occultati. Da chi, questo non lo so e sono state trovate. Perché non è stato consumato né uno e né l'altro. E basta.
Io, poi, non ho... Dopo che abbiamo messo la macchina in questo cortile, Moroni se n'è andato per conto suo, Moroni Bruno. Si è preso un paio di casse d'acqua, gliele ho offerte io, le ho pagate, naturalmente. E se n'è andato.
Ci ho dato 150 mila lire. Però la macchina è rimasta lì. Però io dopo non è che ho seguito più le cose dopo che ho messo la macchina dentro questo magaz... dentro questo spiazzo, qui. Non so chi è andato a prenderla.
Se l'ha presa Lo Nigro, se l'hanno presa gli altri, io non lo so. Però so soltanto che, al momento che Lo Nigro è venuto a casa mia, è rimasto da solo. Lunedì mattina stava da solo.
Se poi quegli altri sono venuti dopo una settimana, o dopo pochi giorni, questo adesso non lo rammento, perché la macchina non so quanto è stata dentro questo spiazzo.
Però questa macchina dopo l'ho vista, dopo sono venuti, l'ho vista a Capena. Coperta, sempre coperta con teloni.
Poi questa macchina è stata portata nella mia zona da Giacalone. Giacalone, dopo aver girata un po' di giorni, 10-15 giorni e cambiando sempre parcheggio, ma sempre nella zona, un bel giorno ci ho detto: 'porta via 'sta macchina di qui, che mo mi sta dando proprio fastidio'.
Giacalone mi dice se conoscevo qualcheduno che ci aveva lo sfascio, per portarla allo sfascio. Ci ho detto: 'sì, conosco una persona da parecchio tempo'.
E siamo andati da questo, diciamo, mio amico che si chiama Renato, che c'ha lo sfascio sulla Palmiro Togliatti.
Siamo andati io e Giacalone con la macchina. La macchina mia e Giacalone portava la macchina, la Thema.
Ci abbiamo detto di far sparire questa macchina.
E lo sfasciacarrozze Renato mi dice a me se la macchina era mia, perché l'ha vista che era nuova la macchina. Credeva che si doveva fare qualche cosa tipo, che ne so, assicurazioni, di farla sparire e prendere i soldi dell'assicurazione.
Ci ho detto: 'no, no, non ti preoccupare, non è questo. La devi far sparire e basta'.
Risponde Giacalone e dice: 'falla spari' e chiuso il discorso', ed è finito tutto quanto.
Questa, è tutta la storia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, riprendiamo questo racconto con alcune domande, perché ho bisogno di capire, ho bisogno che lei racconti alcuni particolari di questa vicenda.
Allora, lei ha detto che arriva questo camion condotto da Carra e lei non en sapeva nulla dell'arrivo di questo camion, precedentemente.
IMP. Scarano A.: Cioè, quello dello stadio, o quello di Contorno?
PUBBLICO MINISTERO: No, no, questo qui dello stadio, si parla sempre di questo.
IMP. Scarano A.: Sì, non sapevo niente.
PUBBLICO MINISTERO: Non sapeva niente. Ma fu avvisato dell'arrivo del camion?
IMP. Scarano A.: Ma sono avvisato un paio di ore prima.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma chi è che fu avvisato?
IMP. Scarano A.: Mah, Lo Nigro, stava.
PUBBLICO MINISTERO: Lo Nigro si trovava da lei?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e lei ha detto che questo camion di Carra, voi andaste per così dire a riscontrarlo a quest'area di servizio sul raccordo anulare.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Chi andò quindi a riscontrare il camion di Carra? Lo Nigro c'era, oltre a lei?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Ci stava Lo Nigro.
Io mi sono fermato all'ingresso dell'area di servizio dalla parte opposta dove si fa benzina.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
IMP. Scarano A.: Non sono andato direttamente dal camion con la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ma poi... Eravate solo voi due, o c'era qualcun altro?
IMP. Scarano A.: No, ci stava, qualcun altro ci stava. Ma non... Non ricordo bene se erano presenti... O qualcuno è venuto col camion addirittura.
Mi sembra che Giuliano è venuto col camion. E' salito col camion, soltanto per scaricare.
Comunque, Lo Nigro Stava con me.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Io mi sono parcheggiato da una parte lontano dal camion. Lo Nigro va, scende dalla macchina, va verso il camion, viene da me.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Mi ha detto: 'ci dobbiamo spostare perché qui ci stanno delle telecamere'.
PUBBLICO MINISTERO: All'area di servizio.
IMP. Scarano A.: All'area di servizio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma quest'area di servizio, qual è?
IMP. Scarano A.: E' un'area di servizio che è stata fatta nel periodo delle Olimpiadi, sul raccordo anulare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Tra la Casilina e la Prenestina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma si ricorda la marca della benzina?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Resta sul raccordo anulare quest'area di servizio?
IMP. Scarano A.: Ma resta quasi... di casa mia la vedo, io, da balcone di casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi resta nelle vicinanze, in qualche modo, di casa sua.
IMP. Scarano A.: Sì, di casa mia saranno due minuti di macchina, due minuti di macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMP. Scarano A.: E' la prima praticamente all'ingresso della Casilina.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi si chiami Casilina quell'area di servizio lì, o no? Che c'abbia il nome Casilina?
IMP. Scarano A.: Onestamente non lo so, però sta sulla Casilina, quasi attaccata, questo lo so. Però sta sul raccordo anulare. E non so se si chiama Rifornimento Casilina, non lo so. Perché sono fatti da poco tempo, questi.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, io le ho chiesto se c'era qualche altra persona insieme, cioè che è andata sul posto oltre a lei e Lo Nigro. Lei ha dato una certa risposta. Quindi, come devo concludere?
Cioè a dire: c'era qualcun altro, è possibile, è certo, o si esclude che ci fosse qualcun altro?
IMP. Scarano A.: No, no, non lo escludo assolutamente. Perché l'hanno scaricato lì, alla Rustica. Ma qualcuno penso che è venuto direttamente col camion, io non voglio escludere. Però non ricordo bene adesso chi ci stava. Io stavo con Lo Nigro. Lo Nigro stava con me dentro la macchina. Peppuccio sicuro al cento per cento.
Non ricordo bene se c'era Benigno e Spatuzza. Questo non lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, lei era lì con la sua macchina?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sul camion, c'era Carra?
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Da lì, poi vi siete mossi tutti insieme fino a questo spiazzale della Rustica?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma fu trovato, così sul momento, oppure era già un po' programmata la cosa?
IMP. Scarano A.: No, io di questo camion non sapevo nessun arrivo.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma il piazzale.
IMP. Scarano A.: Il piazzale siamo andati lì con una scusa di girare dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Ce l'ho detto io: 'perché tu vieni così all'improvviso qua e io dove ti porto adesso?'
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però, conoscendo io il posto, sapevo che lì potevano entrare camion di tutti i tipi, a girare, anche a fare manovra, o a parcheggiarsi, perché li ho visti più volte. Perché io quel locale lo frequentavo. Perché lo frequentavo? Perché io dovevo, mi dovevo fare socio della Pat Service.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E poi ho...
PUBBLICO MINISTERO: Pat Service.
IMP. Scarano A.: Pat Service.
PUBBLICO MINISTERO: No, lo ridico io, perché così poi chi deve trascrivere sente esattamente... Perché c'entra poco con l'interrogatorio, con l'esame di Scarano, però io ho visto che nelle trascrizioni spesso i nomi sono sbagliati, molto frequentemente sono sbagliati. E allora lo ridico io: Pat Service. Chi deve trascrivere, trascriva da Pat Service, per piacere.
Vada avanti, Scarano.
IMP. Scarano A.: Io lo chiamo così, Pat Service...
PUBBLICO MINISTERO: Ma ha ragione, via, non la riguarda lei questa considerazione.
IMP. Scarano A.: Insomma, io l'ho frequentato con un bel periodo quel posto. Perché l'ho frequentato? Perché doveva, questo Roberto mi aveva proposto se volevo entrare in società con 150 milioni.
PUBBLICO MINISTERO: Questa Pat Service si occupa di alimentari, acque minerali, che roba è?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, Scarano, sennò...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito che quel posto lo conosceva perché appunto ci aveva questa mezza idea di entrare in società con questi della Pat Service.
IMP. Scarano A.: Sì, lo frequentavo già prima.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma lei ha detto poco fa che in questo spiazzato, o piazzale che dir si voglia, c'era il suo furgone.
IMP. Scarano A.: Sì, c'era il furgone mio parcheggiato lì.
PUBBLICO MINISTERO: Il furgone è quello arancione della ACEA?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lì il furgone era casuale che ci fosse già, oppure era stato messo apposta perché poi ci si doveva arrivare con un camion a portare del materiale?
IMP. Scarano A.: Assolutamente no.
PUBBLICO MINISTERO: Allora è stata una coincidenza?
IMP. Scarano A.: E' stata una coincidenza, perché il furgone io, quando mi è... quando mi hanno fatto la proposta di acquistare le azioni di questa Pat Service e entrare in società, ho portato il furgone lì.
E infatti mio figlio Massimo ha lavorato lì per primo. In quel locale ha lavorato otto o nove mesi con questa Pat Service, però io poi vedendo, mano a mano che io controllavo questo magazzino, chiamiamolo così, magazzino all'ingrosso alimentari, vedevo che di merce ce n'era poca, vedevo camion che arrivavano, diciamo non tir grossi quantitativi di alimentari, ho capito più o meno che non c'era, non valeva la pena, perché investire 150 milioni... E questo capannone era praticamente vuoto, c'era solo acqua e pelati e qualche mezzo quintale di caffè e un po' di birra, qualche paletta di zucchero. E ho visto che non ne valeva la pena.
Però l'ho frequentato molto bene per vedere se ne valeva la pena investire diciamo questi soldi e farmi socio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, va bene. questo riferimento che lei sta dando mi aiuta a capire perché il suo furgone si trovava lì.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, se io...
IMP. Scarano A.: No, volevo precisare un'altra cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma non parliamo delle questioni societarie.
IMP. Scarano A.: No, no...
PUBBLICO MINISTERO: Magari dopo sì, ci entriamo.
IMP. Scarano A.: No, voglio dire, voglio dire il furgone per quale motivo si trovava lì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego.
IMP. Scarano A.: Il furgone si trovava lì perché mio figlio, quello più piccolo, doveva lavorare con questo furgone a portare, che ne so, a consegnare acqua minerale, o birra, oppure per i negozi, oppure per i supermercati.
Però poi mi è stato detto che non era buono questo furgone. Ma io il furgone già lo avevo comprato per altre cose, per altre... E quindi questo furgone è rimasto lì. Perché mio figlio prima è andato a lavorare e il posto lo prendeva come fattorino, diciamo. Andava a consegnare della merce nei bar, oppure negli altri supermercati.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Però non era buono perché ci avevamo, diciamo, era cassonato, non era... Era furgonato, non era cassonato. Cassonato vuol dire cassoni.
PUBBLICO MINISTERO: Aperto.
IMP. Scarano A.: Era furgonato, esatto. Allora col muletto non potevano caricare, diciamo... Ed è rimasto lì, si è trovato per caso lì, non era...
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Senta, allora se ho capito bene fu una decisione del momento di andare con questo camion lì alla Rustica.
IMP. Scarano A.: Sì, è stata una decisione rapida. Ci ho detto: 'andiamo lì, vediamo che si può fare.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMP. Scarano A.: Però ho incontrato il proprietario.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E ci ho detto se poteva entrare questo camion per girare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Perché se non... se mi diceva di no, si doveva fare qualche cosa in mezzo alla strada, da qualche parte, buia, magari.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Comunque ascolti, ho bisogno di un, di chiarire un particolare.
Questa operazione, cioè a dire l'arrivo lì del camion alla Rustica, lei ha detto che pioveva. Ho capito bene?
IMP. Scarano A.: Doveva?
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che pioveva, quando arrivaste lì alla...
IMP. Scarano A.: Sì, la sera che abbiamo scaricato, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Pioveva. Era giorno ancora, o era già buio?
IMP. Scarano A.: Era buio, era buio. Quasi buio.
PUBBLICO MINISTERO: Quasi buio. Questa vicenda, si è verificata, questo episodio, via, si è verificato in periodo estivo, non era estivo, era già passata l'estate...
IMP. Scarano A.: Mah...
PUBBLICO MINISTERO: Lei riesce a collocarlo nel tempo? Possiamo prendere anche come punto di riferimento semplice semplice, gli attentati alle chiese: a San Giovanni e a San Giorgio.
C'erano già stati gli attentati alle chiese, oppure no?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'erano già stati.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Gli attentati alle chiese ci sono stati alla fine di luglio. Quindi siamo nel pieno dell'estate.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Quando poi si verifica l'arrivo di questo camion lì alla Rustica, piove, lei dice e era anche buio, o quasi buio.
IMP. Scarano A.: Era quasi buio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io ho bisogno di un ultimo particolare pre collocarlo nel tempo. Eravamo ancora nel periodo estivo, o l'estate era finita, stava finendo, faceva freddo...
IMP. Scarano A.: Era finita l'estate. L'estate era finita. Era prima delle feste di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Quanto poteva esser prima, se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo sa.
IMP. Scarano A.: Posso dire un mese, comunque quando loro sono venuti qui a scaricare questo camion sono andati via. E poi sono ritornati e sono... hanno avuto un contrordine. Telefonicamente sono ripartiti un'altra volta a Palermo. Sono venuti e sono riandati via per portare le famiglie, come poi ho saputo...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, ora...
IMP. Scarano A.: Praticamente tutta questa operazione si è svolta dopo le feste di Natale, nei primi mesi diciamo, gennaio-febbraio. Adesso non ricordo bene...
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Sì, ma lo scarico... Mi interessa lo...
IMP. Scarano A.: Lo scarico è avvenuto prima, molto prima.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Che era inverno. Pioveva a dirotto quella sera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, lei ha visto esattamente che materiale è stato scaricato dal camion?
Lei ha detto: c'era il rimorchio, il solito sollevamento del rimorchio e tutto il resto.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ma quanto era questo materiale?
IMP. Scarano A.: Questo materiale erano due rotoli. Due rotoli, più una borsa.
PUBBLICO MINISTERO: Più una borsa.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, i rotoli erano del tipo di quelli che lei aveva visto nel cortile di Di Natale?
IMP. Scarano A.: Quelle grosse.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Poi ce ne stavano altre cinque o sei di quelli più piccoli, di rotoli.
PUBBLICO MINISTERO: Di?
IMP. Scarano A.: Quelli che hanno rinvenuto... C'era pure quello che è rimasto a me, quell'esplosivo che è rimasto a me.
PUBBLICO MINISTERO: E ora ci arriviamo infatti. Volevo arrivare anche a quello, Scarano. Ma ora io ho bisogno di seguire il racconto, proprio quello che ha fatto lei poco fa.
Poi, tutte le diramazioni, una per una...
Capisco che lei ha, come dire, la voglia di raccontar tutto, ma...
IMP. Scarano A.: No, no...
PUBBLICO MINISTERO: Bisogna raccontar tutto, ma seguendo un ordine molto lineare, sennò la Corte ci segue male. Segue male lei e segue male me.
Allora, sono state scaricate queste due balle, questi due rotoli, questi che siano, analoghi a quelli che lei aveva visto nel cortile di Di Natale, mi ha detto.
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, sono due. E sul momento lei ricorda se furono messi su questo furgone, o se furono messi dentro quest'altra macchina di cui ha parlato oggi per la prima volta?
IMP. Scarano A.: Mi sembra che lì per lì, perché pioveva forte, il furgone era molto più utile, diciamo, con lo sportellone aperto, buttarli dentro al furgone. E mi sembra, sono sicuro quasi, che sono stati buttati dentro al furgone, prima.
E dopo sono stati messi dentro la Thema.
Però la Thema non so se è arrivata l'indomani, la Thema lì, o... Il giorno dopo, il giorno dopo è arrivata la Thema. Sono stati messi il giorno dopo dentro la Thema.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, questi due involucri più una borsa.
IMP. Scarano A.: Più una borsa e più un sacco nero. Che ce ne stavano altri... Non lo so se erano cinque, sei chili di esplosivo. Tutti fatti a palloncino, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando questo esplosivo, questi due involucri più grossi, viene posizionato, viene collocato a bordo di questa automobile Thema, lei era presente?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, ero presente.
IMP. Scarano A.: Lei era presente. Senta, fu posizionato dove? Nell'abitacolo, cioè dove ci sono i sedili, o fu posizionato nel bagagliaio?
IMP. Scarano A.: Nel bagagliaio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, è la prima volta che parliamo di questa Thema. La vuole un attimino raccontare, illustrare?
Intanto per cominciare, se il colore se lo ricorda.
Lei ha detto poco fa che era una macchina molto nuova e quindi...
IMP. Scarano A.: Era nuovissima la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Nuovissima. Se lei si ricorda la targa.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Se ha saputo da dove veniva questa macchina.
IMP. Scarano A.: Da Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Veniva da Palermo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma veniva da Palermo, per così dire, lecitamente, o veniva da Palermo dov'era stata rubata a qualcuno?
IMP. Scarano A.: Allora, detto da Giacalone, cose che ha detto Giacalone a me, la macchina era rubata. Ci aveva i numeri del telaio tolti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Le piastrine di vari numeri di telaio dei motori erano anche tolti. Però ci aveva una assicurazione, forse di un'altra Thema con le targhe di un'altra Thema regolari. E il libretto.
Cioè, la macchina... E poi, un altro particolare: che Giacalone stesso mi ha detto che quella macchina era fatta, era stata rinforzata di dietro.
Siccome le Thema hanno una sospensione un po' lenta, mettendoci diciamo 50 chili, o 100 chili dietro si alza troppo davanti, allora Giacalone mi ha detto che ci avevano messo dei tacchetti dentro gli ammortizzatori.
Io adesso non lo so, ma...
PUBBLICO MINISTERO: Per rinforzare la sospensione?
IMP. Scarano A.: Sì. Non è che faccio il meccanico. E non so nemmeno a quale punto vanno messi. Comunque dice che era stata rinforzata di dietro questa macchina, era stata preparata proprio per viaggiare diciamo con meno difficoltà possibili. Ed è stata portata da qualcheduno.
Io non lo so ci l'ha portata, se l'ha portata Giacalone, non ricordo bene adesso chi l'ha portata.
E' stata, è venuta via terra da Palermo la macchina. Però la macchina è stata rubata a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto che questa macchina, una volta che fu caricata di esplosivo, insomma, di queste due balle di esplosivo, poi è rimasta per un certo periodo lì, in questo piazzale.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Perché il furgone... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Allora, nel furgone è stato una notte, praticamente, un giorno. Siccome il furgone mio era vetrato, e si vede, uno che guarda diciamo dall'esterno, dentro al furgone vede tutto, è stato messo subito dentro la Thema, perché poi la Thema, dentro al cofano della Thema, che è chiuso. E c'è stato messo pure un telone di quelli adatti alle macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Ecco, volevo sapere questo: lei ha detto che questa macchina fu poi sistemata, dopo che lei chiese il permesso se poteva restare lì. Gli dissero: 'fai in modo che non dia noia', e tutto il resto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era stata sistemata fra il furgone suo, quello arancione.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questa vecchia macchina, questo vecchio 1100.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo vecchio 1100 si ricorda un po', un particolare, il colore, qualche cosa?
IMP. Scarano A.: Il colore mi sembra che era celestino chiaro. Cioè avvecchiato, chiaro, vecchio, consumato diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, il colore di questa Thema qual era?
IMP. Scarano A.: Ma io onestamente la ricordo sul verde chiaro.
PUBBLICO MINISTERO: Ma verde opaco o verde metallizzato?
IMP. Scarano A.: No, no, metallizzato.
PUBBLICO MINISTERO: Questa macchina 1100 lì nel piazzale, lei poi, dopo che si è verificato questo fatto, ha avuto modo di rivederla?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, ma quella macchina è parecchio tempo che sta lì, sta ancora lì penso io. Quando abbiamo fatto il sopralluogo stava lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando lei ha fatto il sopralluogo col Pubblico Ministero era sempre lì questa macchina?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Non so a chi appartiene, però stava lì.
PUBBLICO MINISTERO: E' sempre lì. Senta, un certo giorno, lei ha raccontato, una certa domenica questa macchina è stata attrezzata con un certo lavoro e poi è andata a finire vicino allo Stadio Olimpico.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io ho bisogno, a questo punto, di chiederle se lo Stadio Olimpico è un posto nel quale era già stato fatta una certa attività, se lei c'era stato, se c'era stato con qualcuno, quanto tempo prima, a far che cosa?
IMP. Scarano A.: La prima volta è venuto Spatuzza da Palermo di domenica mattina a casa mia e mi ha detto se lo accompagnavo allo stadio. Io ci ho risposto: 'guarda, io allo stadio sono 20 anni che abito a Roma non ci sono mai stato'. All'infuori di una volta che ha giocato la Roma col Catanzaro e il Catanzaro ha vinto tre a zero con la Roma: sono andato solo una volta.
Dice: 'no, no, andiamo, andiamo' mi fa. Dico: 'va bene, andiamo allo stadio'.
Andiamo allo stadio e mi ha detto: 'parcheggiati qui da una parte, all'ingresso principale, io mi faccio una camminata'. E se ne è andato per conto suo. Se ne è andato per conto suo e ricordo bene che era l'ultima partita della stagione. E è finita lì.
Però non ricordo dopo se è stata la prima volta o la seconda volta che mi ha fatto andare... ah, poi siamo andati un'altra volta allo stadio dopo è iniziata la nuova stagione del pallone.
Lì un'altra volta, siamo andati allo stadio, mi ricordo che pioviccicava quel giorno. Entriamo un'altra volta dalla porta principale. Io incontrai un mio amico, un certo Nicola, che è di Centocelle, lo conosco da parecchi anni, che vendeva frutta e verdura, ma adesso la domenica fa il bagarino allo stadio. E mi sono messo a parlare con lui.
Spatuzza ha preso e se n'è andato da solo, è tornato dopo due-tre ore. Io mi fermo con questo Nicola a parlare, poi mi sono stufato, me ne sono andato in macchina. Anzi, me ne sono andato di fronte all'ingresso principale dello stadio che ci sta un chiosco che fa i caffè. Mi sono preso un caffè e mi sono messo dentro la macchina parcheggiata nel parcheggio, di fronte alla porta principale dell'ingresso dello stadio.
Arriva Gaspare lì al parcheggio dov'ero io, dopo parecchie ore, ci ho detto: 'dove sei stato?'
Dice: 'mi sono fatto un giro'.
A questo punto ho detto: 'va be', andiamo via, ce ne andiamo a mangiare, siamo a digiuno, andiamo a mangiare'.
Dice: 'no, aspettiamo, aspettiamo ancora un po' e poi ce ne andiamo'.
Dico: 'allora mi vado a fare un panino'. Mi sono andato a fare un panino da quelli che stanno fuori dello stadio, di quei furgoni volanti che fanno panini e siamo stati lì e abbiamo mangiato questo panino.
Quando è finita la partita si vedeva le persone già che uscivano. Ci ho detto io: 'ma dimmi una cosa, ma che dobbiamo aspettare qui? Mo' mi sono stufato.'
Dice: 'va be', aspettiamo altri dieci minuti'.
'Va be', aspettiamo altri dieci minuti'. Abbiamo aspettato. Mi ha fatto spostare, da dove eravamo parcheggiati, mi ha fatto mettere in un incrocio che... c'era un incrocio che adesso è stato quasi parallelo dove è stata messa poi, in un secondo tempo, la macchina, quella carica di esplosivo, vicino un fabbricato tutto di marmo, che io credevo che era una caserma dei Carabinieri lì, che ho visto dei Carabinieri. Poi possiamo anche tornare su questo punto.
Allora aspettando lì, mi ha fatto spostare, si vedono dei pullman che arrivano con... prima escono quelli con i cavalli, della Polizia di Stato, autotreni carichi di cavalli, perché ci stanno i cavalli pure lì la domenica, i poliziotti che vanno a cavallo. Passano questi prima, poi all'ultimo passano i Carabinieri con i pullman.
Mi fa seguire questi pullman. Ha fatto la via diciamo verso il raccordo anulare, la via che fanno questi pullman. Io mi sono messo dietro questi pullman. A un certo punto, prendendo la tangenziale, stavo sorpassando questi pullman, Spatuzza mi dice di non sorpassare. Ci ho detto: 'qual è il motivo, io sono regolare?', ci ho detto io. Dice: 'no, no', di non sorpassare.
A un certo punto questi pullman, poco distante dallo stadio, escono dalla tangenziale e vanno non so dove, prendono una direzione verso qualche caserma, da dove provenivano. Spatuzza mi dice soltanto: 'questa strada dove va? Questi pullman dove vanno?' Ci ho detto: 'guarda, io non lo so dove vanno'.
Ed è finita lì e non mi ha detto più niente e non abbiamo parlato più.
PUBBLICO MINISTERO: Ma comunque, voglio dire, Scarano, lei una certa idea su qual era la ragione per la quale Spatuzza lo portava allo stadio se l'era fatta?
IMP. Scarano A.: No, i primi tempi no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: I primi tempi parlava che voleva mettere bombe, però lo diceva tipo battuta. Dice: 'sai, mettendo un po' di bombe, un po' di esplosivo dentro questi tombini' tombini questi...
PUBBLICO MINISTERO: Di scolo delle acque.
IMP. Scarano A.: Di scolo dell'acqua sì. Dice: 'quando passano questi cavalli', però ha contato lui stesso, li ha contati che erano 15 o 16 poliziotti a cavallo che facevano un giro prima della partita. Dice: 'sai che danno farebbe? Però sono pochi, non vale neanche la pena perché sono 15, 16, non vale neanche la pena'.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi se ho capito, l'idea era che mettendo dell'esplosivo in questi pozzetti e facendo scoppiare...
IMP. Scarano A.: Sì, lui faceva questi discorsi, io lo ascoltavo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Facendoli scoppiare quando transitavano i poliziotti a cavallo, qualche cosa succedeva ma non era granché.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Questa era la filosofia della...
IMP. Scarano A.: Esatto. Ma fino a quel punto credo che parlava a battuta, ma secondo me parlava seriamente perché dopo si è verificata la cosa seria.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, se parlava a battuta o no bisognerebbe lo spiegasse lei. Se ci faceva una risata sopra allora può essere una barzelletta, se ne parlava seriamente...
IMP. Scarano A.: Cioè, parlava anche lui col sorriso con me, non mi faceva capire più o meno le cose, quello che c'aveva in testa lui. Parlava anche un po' sorridendo. Quando ha detto che sono poche 15-16 dico: 'ammazza, 15-16 persone qui, con tutti questi cavalli, sa quanto sangue'. E lui si è messo a ridere praticamente. 'Tu dici che sono pochi'. Ma io ho risposto così pure a battuta, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, finché un certo giorno, lei ha detto, una domenica questa Thema, che si trova lì alla Rustica, viene preparata.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Eh. Ascolti Scarano, poi questa Thema si sposterà e lei ha già detto che viene portata allo stadio.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma prima che iniziasse questa preparazione della Thema, lì nel piazzale della Rustica, lei lo sapeva che questa macchina poi sarebbe finita allo stadio, oppure no?
IMP. Scarano A.: A quello che ho capito sì, lo sapevo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'aveva capito perché qualcuno le aveva detto qualcosa di preciso, gliel'aveva detto esplicitamente? O per qualche altra ragione lei aveva capito?
IMP. Scarano A.: No, per altre ragioni: per tutti i sopralluoghi che si erano fatti e anche i discorsi che facevano loro.
PUBBLICO MINISTERO: Discorsi del tipo?
IMP. Scarano A.: Discorsi del tipo che si doveva fare una cosa eclatante, di ammazzare almeno 100 Carabinieri, perché su quei pullman ci viaggiano non so 50-60 Carabinieri.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, vediamo di riferire per bene alla Corte che cosa si verificò quella certa domenica. Allora, lì alla Rustica lei era presente?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Chi c'erano oltre a lei?
IMP. Scarano A.: C'era Lo Nigro e Benigno, che hanno preparato la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, la ragione della sua presenza sul posto? Sua di lei, di Scarano voglio dire.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La ragione qual era?
IMP. Scarano A.: La ragione era che io conoscevo il posto, se veniva qualcheduno, oppure il proprietario. Infatti non c'era nessuno perché era tutto chiuso, c'era solo il cancello aperto praticamente, ma i negozi erano chiusi. Sia quel negozio all'ingrosso di abbigliamento, sia la Pat Service, era chiusa.
Il proprietario non ci stava neanche perché c'ha una casa in campagna e stava in campagna.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi il posto era tranquillo voglio dire?
IMP. Scarano A.: Il posto era tranquillissimo. Io stavo vicino al cancello, andavo avanti e indietro. E loro hanno preparato questa macchina, che c'hanno messo pure poco, non è che ci hanno messo tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vorrei che lei ripetesse, perché non sono sicuro di aver capito bene, ripetesse questo discorso che ha fatto circa l'utilizzo di questa lampadina. Cioè a dire, lei ha visto che è stata messa una lampadina da qualche parte e che questa lampadina si accendeva, ho capito bene?
IMP. Scarano A.: Sì, si accendeva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma l'accensione di questa lampadina com'era comandata?
IMP. Scarano A.: L'accensione?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, della lampadina, com'era comandata?
IMP. Scarano A.: Io penso col telecomando.
PUBBLICO MINISTERO: Dico, l'ha visto adoprare il telecomando, sul momento, da qualcuno?
IMP. Scarano A.: No, io stavo vicino al cancello. Praticamente la macchina era girata verso il cancello però stava a un punto io che vedevo soltanto il di dietro della macchina, dove loro lavoravano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E ho visto che si accendeva questa lampadina. E infatti ho domandato perché... Però non ho visto se lo faceva col telecomando oppure l'ha fatto diversamente. Il telecomando l'avevo visto prima, perché lui preparava due minuti prima.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, ora questo poi glielo chiederò.
Ecco, lei però domandò come mai veniva adoprata questa lampadina?
IMP. Scarano A.: Io ho visto questa lampadina che faceva, lampeggiava, ho detto: 'perché quella lampadina?'
PUBBLICO MINISTERO: Che si accendeva e si spegneva?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei lo domandò quindi a qualcuno perché avevano utilizzato questa lampadina?
IMP. Scarano A.: Senz'altro, certo.
PUBBLICO MINISTERO: A chi lo chiese?
IMP. Scarano A.: Mah, tutti e due.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E la risposta che le dettero me la vuole ripetere per piacere?
IMP. Scarano A.: La risposta dice che accendendo la lampadina portava l'impulso sui detonatori. Cioè arrivava la corrente sul detonatore e non si poteva sbagliare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma sul momento, da quello che lei capì, le prove, la verifica, come la vogliamo chiamare, la verifica era positiva, che l'apparecchio funzionava bene?
IMP. Scarano A.: Esatto. Accendendo la lampadina praticamente funzionava tutto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, ho capito perfettamente.
Dunque, lì sul posto eravate arrivati voi tre e basta?
IMP. Scarano A.: No, no, erano tutti loro.
PUBBLICO MINISTERO: No, dico lì alla Rustica.
IMP. Scarano A.: Sì, alla Rustica sì.
PUBBLICO MINISTERO: E in quante macchine eravate arrivati?
IMP. Scarano A.: Solo io.
PUBBLICO MINISTERO: Con la sua?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Terminata questa operazione lì a questa Thema, con la lampadina e tutto il resto, che avete fatto? Lei si è trattenuto lì? Loro si sono trattenuti lì? Vi siete trattenuti tutti? Vi siete separati?
IMP. Scarano A.: No, io mi sono trattenuto con loro, che loro due erano quelli che facevano...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Preparavano questo impianto che va fatto, diciamo, dentro queste balle. Hanno passato un paio di fili, l'antenna era già messa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Era arrivata già con l'antenna, col filo dell'antenna a penzoloni. Poi dove va messo non lo so io, perché dentro non c'ho mai guardato, non ho mai visto dentro l'impianto come lo fanno, di questi fili, neanche la batteria. Però va messa una batteria non quella del motore, bensì parlavano sempre di una batteria di 12 volts che va messa dentro al cofano.
PUBBLICO MINISTERO: Dentro il cofano davanti o dentro il cofano di dietro?
IMP. Scarano A.: Cofano di dietro, dove va messo il materiale.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, va tutto insieme: batteria e materiale?
IMP. Scarano A.: Esatto. Perché una volta a me a Capena, dentro la villa, mi hanno detto se conoscevo qualcheduno che vendeva batterie.
PUBBLICO MINISTERO: Ci arriveremo, rimaniamo alla Rustica prima di andare a Capena.
Quindi, fu fatta questa operazione, lei era con queste due persone. Era arrivato sul posto con quale macchina, se lo ricorda Scarano?
IMP. Scarano A.: Con l'Audi.
PUBBLICO MINISTERO: Con l'Audi?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa operazione fu fatta, lei ha detto, di domenica. Di domenica mattina, di domenica sull'ora di pranzo?
IMP. Scarano A.: Di domenica dopo pranzo.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo pranzo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma quel giorno dove mangiò lei?
IMP. Scarano A.: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Quel giorno dove mangiò lei? O fece digiuno?
IMP. Scarano A.: No, no, mi sembra che abbiamo mangiato, però non mi ricordo dove abbiamo mangiato onestamente. Mi sembra che abbiamo mangiato a Centocelle.
PUBBLICO MINISTERO: A Centocelle che cosa vuol dire, a casa sua?
IMP. Scarano A.: No, da un ristorante chiamato, lo chiamano Zi' Rocco, zona San Felice.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quando...
IMP. Scarano A.: No, sempre ristorante, oppure abbiamo mangiato lì da Rinaldi. I posti erano quelli, ma non ricordo bene dove abbiamo mangiato, o da uno o dall'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, era la prima volta, Scarano, che vedeva fare questa prova con la lampadina?
IMP. Scarano A.: Sì, la lampadina sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, nello stanzione dove fu preparata la macchina per l'attentato a Costanzo, non vide adoprare la lampadina?
IMP. Scarano A.: Questo non me lo ricordo. No, non l'ho visto.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, io le voleva fare presente che... le debbo far presente che il 29 di aprile, quando l'abbiamo interrogata su questo punto, mi pare sia - il dottor Nicolosi ha già controllato - a pagina 80, ma non è 80, vicino a pagina 80, ma non è quello.
Lei comunque aveva detto che dopo aver preparato la macchina lei è andato a mangiare a casa sua e poi vi siete ritrovati dopo pranzo. Può darsi che sia...
IMP. Scarano A.: Può darsi che è andata così, ma non ricordo bene adesso. Può darsi pure che è andata così, non lo metto in dubbio.
PUBBLICO MINISTERO: Può anche darsi che sia così. Senta...
IMP. Scarano A.: Sì, ma può darsi pure, perché mia moglie era un po'... cioè, la domenica si arrabbiava se mancavo di casa. Può darsi pure che sono andato a casa a mangiare, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma dopo, per andare allo stadio, quindi quante vetture si sono mosse dalla Rustica?
IMP. Scarano A.: Dalla Rustica si sono mosse io e la macchina carica.
PUBBLICO MINISTERO: Lei con quale macchina era?
IMP. Scarano A.: Con l'Audi?
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché ha indicato, nell'interrogatorio del 29 di aprile, la 112 invece che l'Audi? Ricorda male oggi, ovvero...
IMP. Scarano A.: No, no, l'Audi, c'avevo l'Audi.
PUBBLICO MINISTERO: Allora quella indicazione del 112 era sbagliata?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Può darsi che ce l'aveva qualcuno di loro, ho confuso qualche cosa. Tra me e loro, qualcuno di loro che l'avrà presa, ma l'Audi c'avevo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, al momento in cui partite dalla Rustica quindi, lei è con la sua Audi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi c'è la Thema che si sposta.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e le persone che partono dalla Rustica, in tutto quante sono?
IMP. Scarano A.: Due. Benigno Salvatore e Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Più lei: tre.
IMP. Scarano A.: Più io, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Tre. E andate diretti allo stadio?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei fa da battistrada con la macchina?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e quando siete arrivati allo stadio la macchina è stata portata direttamente in un certo posto? Lei ha visto in che posto è stata messa? Lei si è, come dire, staccato prima da loro?
Spieghi un attimino questo passaggio con precisione.
IMP. Scarano A.: Noi siamo partiti da questo spazio dove è stata preparata la macchina, abbiamo fatto un pezzo di Roma-Aquila, abbiamo ripreso la tangenziale che va al Foro Italico e siamo scesi giù allo stadio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E' stata parcheggiato la macchina in mezzo alle altre macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però le macchine, quelle che sono andate alla partita iniziavano laggiù dal cancello, perché lì c'è un pezzo di strada tutta diritta. A mano a mano si veniva a chiudere verso l'esterno diciamo dello stadio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E si è trovato il posto, che il posto giusto era quello. Era quello dove è stata parcheggiata la macchina. La macchina è stata parcheggiata lì e lì è rimasta e lì è stata ritirata l'indomani quando non è esplosa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Lei...
IMP. Scarano A.: E' arrivata lì la macchina direttamente, è stata parcheggiata in quel posto e lì è rimasta.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti Scarano...
IMP. Scarano A.: Di fronte, io la chiamo caserma dei Carabinieri, non lo so se è caserma dei Carabinieri. Siccome io lì poi ci ho visto i Carabinieri la sera che facevano dei piantoni.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Questo poi in secondo tempo, quando Lo Nigro poi è venuto a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: Io ho lasciato la macchina lì e me ne sono andato.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Infatti le volevo chiedere proprio questo: lei ha detto prima che, dopo che Lo Nigro è venuto a casa sua, la sera che cercava il carroattrezzi, siete andati insieme lì all'Olimpico?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questa macchina era lì?
IMP. Scarano A.: Sì, ancora stava lì.
PUBBLICO MINISTERO: La macchina era nel punto dove lei l'aveva vista lasciare il giorno, quando siete arrivati?
IMP. Scarano A.: Sì, esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Era lo stesso?
IMP. Scarano A.: Lo stesso posto.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Questo posto è quello che poi ha indicato lei al Pubblico Ministero?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Con sicurezza?
IMP. Scarano A.: Con sicurezza, al 100%.
PUBBLICO MINISTERO: Quando siete arrivati quindi a lasciare la macchina lì allo stadio, lei con Lo Nigro e Benigno, lì avete trovato altre persone? Lei ha visto altre persone?
IMP. Scarano A.: Sì, ci stava Peppuccio e Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questi dove li avete incontrati, se lei se lo ricorda: nel punto dove avete lasciato la macchina, o avevate un appuntamento da qualche altra parte? Che so, 100 metri prima, davanti all'obelisco che c'è lì al Foro Italico?
IMP. Scarano A.: Secondo me l'appuntamento ce l'avevano loro allo stadio, perché al cortile praticamente faceva solo confusione parecchia gente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Quindi loro erano già andati allo stadio, può darsi che la 112 l'avevano loro. Perché loro stavano lì al posto dove loro avevano deciso di mettere questa macchina, dove Spatuzza aveva deciso di mettere la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Quindi nel posto dove siete arrivati e la macchina è stata lasciata avete trovato presenti Spatuzza e Giuliano, vuol dire questo lei?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Lì davanti a questo edificio dove ci sono i Carabinieri fuori di piantone?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto. Ma i Carabinieri io li ho visti dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, facevo io per essere sicuro del luogo.
IMP. Scarano A.: Sì. Dove ho indicato questo palazzo chiuso, fatto tutto di marmo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Anche le pareti esterne, tutta la palazzina di marmo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Senta, nelle sue - mi passi il termine - peregrinazioni con Spatuzza, quelle precedenti: in quel posto lì c'era mai passato lei? Spatuzza glielo aveva mai fatto vedere quel posto lì? Cioè, tutte le volte, le altre due volte in cui Spatuzza era stato lì allo stadio.
IMP. Scarano A.: No, non mi ha fatto mai vedere niente.
PUBBLICO MINISTERO: Niente.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma quindi questo posto particolare, lì accanto a questa caserma - quella che per lei è una caserma - è un posto che lei scopre solo quando viene portata la macchina, lei non l'aveva mai visto prima?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Io il posto dove lui, dove Spatuzza ha fatto mettere la macchina, io non lo sapevo il posto preciso. Però lì, a fianco, prima che si arriva sulla strada che viene dallo stadio, ci sta un parcheggio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Lì Spatuzza mi ha fatto parcheggiare a me lì.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci.
IMP. Scarano A.: Però io non so, non è che mi ha detto: 'lì mettiamo la macchina, o metto la macchina, o faccio mettere la macchina'. Però ci sono stato, dove è stata messa la macchina, a 20 metri, parcheggiato.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta Scarano, questo posto specifico, particolare nel quale è stata lasciata questa macchina, era stato individuato in quanto la strada era percorsa per l'appunto da questi Carabinieri che interessavano tanto a Spatuzza?
IMP. Scarano A.: Penso di sì. Perché lì si parlava di Carabinieri. Parlavano di Carabinieri, praticamente di questi pullman.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma quel punto lì tornava pratico, tornava vantaggioso perché era sicuro che i Carabinieri passavano da lì? Perché i Carabinieri erano costretti a passare di lì e magari, invece di passare a 90 all'ora dovevano passare lentamente? C'era un discorso di questo genere?
IMP. Scarano A.: Esattamente. C'era un discorso che faceva... questi poi li ho saputi dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, per carità.
IMP. Scarano A.: Cioè, il punto più adatto dice era quello, perché parlavano fra di loro. Perché lì i pullman arrivavano piano piano, partivano da 100 metri praticamente. Però Spatuzza quando ha fatto quelle due volte, tre volte che siamo stati lì praticamente ha girato tutto lo stadio, io non lo so dove è andato perché io con lui non ci sono mai andato, i percorsi che ha fatto, a vedere tutti questi piani che lui ci aveva in mente di vedere o da fare.
Io mi sono sempre parcheggiato da una parte aspettando lui e un'altra volta mi sono messo a parlare con Nicola, col bagarino che vendeva...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: E lui se ne andava per conto suo.
PUBBLICO MINISTERO: E questo ce l'ha bell'e detto.
IMP. Scarano A.: Però io dopo, in secondo tempo, dice quello era il punto buono perché venivano piano piano, venivano quasi attaccati i pullman, uno dietro l'altro, erano quasi attaccati.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: La convenienza era quella, che erano quasi attaccati, a quanto hanno fatto capire.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, questo è un discorso che lei però, ha detto un attimo fa, le è stato fatto in un secondo momento, è vero?
IMP. Scarano A.: Che cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Questa spiegazione le è stata data in un secondo momento?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, dopo che non è successo niente.
PUBBLICO MINISTERO: Che è fallito l'attentato.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, dopo che questa macchina è stata lasciata lì in quel certo punto, lei che ha fatto? Lei Scarano.
IMP. Scarano A.: Io me ne sono andato.
PUBBLICO MINISTERO: E' andato a casa?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, me ne sono andato a casa.
PUBBLICO MINISTERO: E fino a quando la sera non viene Lo Nigro a cercarla, nessuno le fa sapere più niente, nessuno la contatta, nessuno le telefona, nessuno la viene a cercare?
IMP. Scarano A.: Mah, a cercare me no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: A cercare me, no. Lo Nigro è venuto...
PUBBLICO MINISTERO: La sera.
IMP. Scarano A.: ... la sera.
PUBBLICO MINISTERO: E Lo Nigro diceva che era stato lasciato solo.
IMP. Scarano A.: Sì. 'Mi hanno lasciato solo'. Se n'era andato Benigno, se n'era andato Giuliano e se n'era andato Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. Ma quello che era successo, lì allo Stadio, successo male, cioè bene, ma male per loro, era dipeso da qualche cosa? Lo Nigro gliela spiegò? Gli disse: 'non se n'è fatto di niente, perché abbiamo cambiato idea, perché si è pensato che sarebbe stato male ammazzare delle persone', ovvero: 'non se n'è fatto niente perché abbiamo avuto un problema'?
IMP. Scarano A.: No, no, è successo che c'hanno avuto problema con la roba tecnica, diciamo, corrente, cose varie, o col telecomando che faceva Benigno.
No, non è che hanno detto di risparmiare, che c'hanno pensato sopra di non farlo. Non è partito proprio il telecomando. A quanto ho sentito io.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, stando al discorso di Lo Nigro, il telecomando non aveva funzionato.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E il telecomando chi è che lo aveva avuto per le mani, stando al discorso di Lo Nigro?
IMP. Scarano A.: Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: Benigno.
IMP. Scarano A.: Era solo lui che faceva queste cose. Le faceva e faceva partire diciamo i bottoni.
PUBBLICO MINISTERO: E la ragione per la quale questo telecomando aveva funzionato male, Lo Nigro in qualche modo l'aveva individuata? Aveva un'idea sul perché questo telecomando aveva fatto, aveva...
IMP. Scarano A.: Mah, a quanto ho capito io era coperto diciamo il getto, come lo chiamano loro, il getto dalla distanza sull'antenna, c'era un qualcosa.
Io non so dove si è messo Benigno a schiacciare 'sto bottone. C'era un qualcosa che impediva, diciamo, in liea libera l'impulso sull'antenna.
C'era qualche albero, non lo so, qualche... Non lo so. Io, questo, non lo so. Però si parlava di qualche cosa che impediva ad arrivare l'impulso sull'antenna.
Dove si siano messi, questo non lo so. Se si è messo sulla strada, se si è messo dalla parte di sopra.
Perché hanno parlato pure della parte di sopra. La strada che poi... C'è una strada parallela a quella dello Stadio che rimane più sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Quella dello Stadio rimane sotto e sopra ci sta un'altra strada che finisce a piazzale Clodio, al Tribunale di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E forse si è messo lì sopra, che ci sta... Che si parlava di mettersi sopra che era meglio, che l'oggetto, diciamo, l'impulso lo mandava verso giù, che non verso in alto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Comunque le fu parlato di un problema di ordine tecnico.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Legato al comando, al telecomando.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E Lo Nigro era rimasto solo.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Le chiese subito di riaccompagnarlo all'Olimpico, oppure le chiese di cercare il carroattrezzi?
Cioè a dire: se lei lo ha capito, per quale ragione dall'Olimpico Lo Nigro è finito da lei, che oltretutto abita molto lontano dall'Olimpico. E come era arrivato da lei.
IMP. Scarano A.: Ma secondo me, io lo so com'è arrivato. E' arrivato perché io gli altri... A Spatuzza l'ho visto quando hanno deciso di andare via. Ma poi io mi sono allontanato un pochetto, un po'. Vicino casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Allora io li ho lasciati fuori, dalla parte di dietro, dove c'è la Questura, più giù della Questura.
PUBBLICO MINISTERO: La Questura, il Commissariato, via.
IMP. Scarano A.: Il Commissariato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Io me ne sono andato perché ci avevo anche i problemi con mia moglie, perché tutto il giorno ero stato fuori, di domenica. Diciamo, tutte queste cose così.
E allora cercavo di arrivare a casa prima possibile. E me ne sono andato. Ma loro, quando sono andati via, erano tutti assieme e poi hanno deciso, che Lo Nigro è rimasto qui ed è venuto da solo a casa mia.
E mi ha detto, dice: 'guarda, mi hanno lasciato solo, mi hanno lasciato solo', dice. 'Dobbiamo levar la macchina, cerchiamo un carroattrezzi'. Perché non è partita la macchina. Tutto qui.
Ci ho detto: 'va be'...'
PUBBLICO MINISTERO: Non è partita la macchina, cioè non è partito l'esplosivo, voleva dire.
IMP. Scarano A.: Non è partito l'esplosivo, sì.
Le chiavi della macchina le avevano buttate. Non ci avevano nemmeno le chiavi della macchina per spostarla. Perché se ci aveva le chiavi della macchina, lui la spostava.
E infatti, quando abbiamo parlato un po' a casa mia con Lo Nigro, per decidere cosa fare di questa macchina, ci ho detto: 'andiamo a vedere un po' che possiamo fare. Mica può stare la macchina lì carica di esplosivo'.
Siamo andati giù, praticamente ho parcheggiato lì vicino, un po' lontano al parcheggio dove io mi riferivo prima e siamo andati a piedi là, io e Lo Nigro.
Allora ci stava un Carabiniere che era fuori a una porta di sentinella. Ha detto, dice: 'ragazzi, questa macchina non può stare, la dovete levare di lì'.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questa macchina era in qualche modo sotto gli occhi di questo carabiniere.
IMP. Scarano A.: Certo. Era di fronte proprio alla porta a distanza di cinque metri, sei metri, della strada. Dalla parte opposta della strada.
E il carabiniere ha detto, Cosimo ci ha detto: 'guardi, siccome si è rotta...', ha preso una scusa. Dice: 'mo la leviamo'.
Siamo stati lì circa cinque minuti, se la poteva aprire da qualche parte e portarla via anche levando i fili della messa in moto, però non c'è stato niente da fare.
Io ci ho detto: 'guarda, andiamo via, perché si fa tardi qui'. Siamo stati giusto cinque minuti.
Lo Nigro se n'è andato a dormire. La mattina viene subito a casa mia per trovare questo carroattrezzi, il lunedì mattina. Siamo andati da Moroni Bruno...
PUBBLICO MINISTERO: E va be', questo lo abbiamo già raccontato. Questo lo abbiamo già raccontato.
Siccome sono le 13.00 passate...
IMP. Scarano A.: Si può sospendere?
PRESIDENTE: Chiede di sospendere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io lo proponevo, perché bene o male sono tre ore di esame già fatte. Sono le 13.00 passate...
PRESIDENTE: Ci rivediamo...
PUBBLICO MINISTERO: So che il Presidente ci vuol dare la possibilità di proseguire, allora facciamo una sosta ora.
PRESIDENTE: ... alle una e 35
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
PRESIDENTE: Riprendiamo alle una e 35.
PUBBLICO MINISTERO: Facciamo 13.45, almeno.
PRESIDENTE: 13.45.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Possiamo riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
Scarano, si parlava di un telecomando, eh?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prima della sospensione. E lei ha fatto una affermazione. Io cerco di ripeterla con le sue parole, però per come me le ricordo.
Lei ha detto che questo telecomando lo aveva, quando lei lo ha visto, per le mani Benigno. E poi ha detto più o meno queste parole: 'questo lo costruiva lui'. Può essere abbia detto una cosa di questo genere?
IMP. Scarano A.: Sì, esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma spieghi un attimino alla Corte che cosa vuol dire "Questo lo costruiva lui". Ecco.
IMP. Scarano A.: Ma lui portava soltanto lo scheletro di queto telecomando. Poi, determinati lavori internamente, come li chiama lui, i ponti che si facevano coi fili, li saldava e... solo da una parte. Praticamente ci aveva solo il modello di una parte.
Non è che era una scatola che si combaciava da sola. E cioè tutta unica.
Poi, una volta che faceva questo lavoro, nella parte di sotto metteva scotch, lo riempiva di scotch nero. Però sopra ci aveva un piccolo spazio dove c'era un bottone rosso e uno normale, come un pulsante. E l'antenna, una piccola antennina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi quando lei ha detto che: "Questo lo costruiva lui", vuol dire che di volta in volta veniva rimesso insieme?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Veniva ricomposto.
IMP. Scarano A.: Veniva ricomposto assieme. E parlava pure che erano, erano diciamo di quei telecomandi che... da ragazzini, di quelli da macchinette elettriche, chiamiamole così, che funzionavano solo col telecomando.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, queste automobiline giocattolo, insomma.
IMP. Scarano A.: Di giocattoli, esattamente, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Però comandate a distanza.
IMP. Scarano A.: Comandate a distanza. Che poi il lavoro che veniva fatto per cose molto più... impulsi più pesanti poi lui faceva una lavorazione, non lo so, metteva dei fili, saldava dei fili dentro. Rinforzava, non so, quello che era la natura di fabbisogno, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Insomma, le capacità di questo oggetto.
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, la forma di questo oggetto, lei ora ha parlato un attimo fa di un pulsante e un altro pallino, come ha detto, un altro cosino rosso...
IMP. Scarano A.: Ce n'era uno rosso che era di plastica ed un altro pulsante color grigio, grigio chiaro, che sembrava ferro praticamente. Di ferro, non era di plastica.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei quando dice pulsante, è qualche cosa che si schiaccia.
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Se capisco bene.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E invece quest'altra cosina rossa non era...
IMP. Scarano A.: Quello era fisso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non era un aggeggio che si schiacciava.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Non era un tasto o qualche cosa...
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Stava a fianco.
PUBBLICO MINISTERO: Stava a fianco. E la grandezza di questo oggetto?
IMP. Scarano A.: Mah... tipo un telefonino, praticamente. Non era tanto grossa, né tanto... media di un telefonino.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha parlato di una antenna.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questa era un componente che lui metteva e toglieva, oppure era fissa su questo oggetto?
IMP. Scarano A.: No, l'antenna la costruiva lì, un pezzo di antenna ci metteva.
PUBBLICO MINISTERO: E come lo bloccava, poi? Lo ha visto?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Maresciallo, per piacere mi prende questo foglio e lo...
Scarano, li ha portati gli occhiali?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, bravo. Perché io so, per vedere le cose, poi ha bisogno degli occhiali.
Lì accanto a sé c'è uno schermo, sulla destra. Tra un attimo vedrà una certa immagine.
Il tempo al maresciallo di far partire questa immagine.
Ecco, lo vede questo disegno?
IMP. Scarano A.: Esattamente. Sì, sì, così.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Lo riconosce questo disegno?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Chi l'ha fatto?
IMP. Scarano A.: Io.
PUBBLICO MINISTERO: Lo ha fatto lei. Lo ha fatto lei in che occasione?
IMP. Scarano A.: In un interrogatorio alla DIA a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: In un interrogatorio fatto da me?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E questo è il disegno con il quale lei ha rappresentato questo famoso telecomando?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quei due pallini che si vedono nel mezzo, uno a sinistra e uno a destra, sarebbero il pulsante e quell'altra cosina, quell'altro pallino rosso di cui parlava prima.
IMP. Scarano A.: Allora, quello più grosso mi riferisco alla lucetta rossa di plastica, la parte superiore.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E quello a destra è il pulsante. Era a fianco all'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Il pulsante vero e proprio. E di sopra a quella specie di stanghetta, rappresenta la cosiddetta antenna?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in effetti questo è un manoscritto di Scarano - perché non è né più e né meno di un manoscritto - infatti è firmato anche da Scarano. C'è la data in cui il Pubblico Ministero lo ha acquisito. C'è anche la firma di Scarano.
Io credo che tecnicamente si possa chiedere alla Corte di acquisirlo, perché è comunque un documento proveniente dall'imputato.
PRESIDENTE: Ma dovremmo fare una serie di atti di acquisizione quando crederà il Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Non credo, Presidente.
PRESIDENTE: Mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
PRESIDENTE: Siccome la Corte non ha provveduto mai all'acquisizione degli atti usati per le contestazioni di una serie di testimoni, nonché di imputati, arriverà il momento e allora acquisiremo tutto insieme.
PUBBLICO MINISTERO: Adesso io faccio richiesta di acquisizione da parte della Corte, come documento...
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: ... proveniente dall'imputato. Documento che proviene nel contesto dell'attività di indagine, perché è realizzato dall'imputato a margine di un interrogatorio esattamente come diceva Scarano.
Poi, la Corte, provvederà quando ritiene.
Per il momento lo riprendo io.
PRESIDENTE: No, possiamo sentire soltanto se la difesa, i difensori presenti perlomeno hanno eccezioni a questa richiesta.
Le parti civili hanno da osservare nulla? I difensori degli imputati?
AVVOCATO Gramigni: Mah, Presidente... Avvocato Gramigni.
Nella misura in cui possa essere ritenuto documento o non una scritta col contenuto narrativo, ma un disegno, chiaramente non vi può essere opposizione. E' ovvio.
Questo difensore formula opposizione nel momento in cui ritiene, come ritiene, che il documento proveniente dall'imputato debba ritenersi limitato come accezione a scritte, a contenuto narrativo e non...
PRESIDENTE: Invece di essere narrativo è descrittivo, avvocato.
AVVOCATO Gramigni: E' descrittivo. Va be'...
PRESIDENTE: Quindi mi pare non ci possa essere...
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì è opinione di chi le parla. Comunque...
PRESIDENTE: Lo acquisiamo e non ne parliamo più.
PUBBLICO MINISTERO: Lo riprendo io, Presidente, o lo...
PRESIDENTE: Lo acquisiamo, lo acquisiamo.
Sì, perché tanto non c'è...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lo possiamo senz'altro, maresciallo, consegnare alla signora.
PRESIDENTE: Possiamo andare avanti?
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Tornando, Scarano, un attimo su certi dettagli delle operazioni che furono eseguite lì al piazzale della Rustica, le volevo chiedere questo: lei ha visto per caso se anche alla Rustica è stata fatta quella operazione con il cacciavite lungo con cui si bucavano questi pacchi, questi involucri come aveva visto fare nel cortile di Di Natale?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ha visto fare anche alla Rustica, voglio dire.
IMP. Scarano A.: Ho visto dei fili che stavano lì, sul cofano della macchina, davanti. Però il buco quando lo hanno fatto non l'ho visto.
Ripeto, stavo un po' più distante, vicino al cancello, che non venisse qualcheduno diciamo all'improvviso, passasse qualcheduno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sull'antenna, ma non l'antenna del comando, sull'antenna della Thema, per intendersi, lei stamattina ha detto che questa macchina l'antenna ce l'aveva di già.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo vuol dire che era l'antenna originale della macchina, per quello che ha capito lei, oppure perché l'antenna che doveva servire per tutto il congegno era già stata montata prima che la vedesse montare lei? Prima che vedesse lei l'operazione?
IMP. Scarano A.: No, l'antenna era montata quando l'ho vista io. Però soltanto che c'era il filo dell'antenna a pendoloni nella parte interna dello sportello.
Cioè, non era passata, diciamo, dove... Io adesso non lo so dove vanno montate queste antenne, dove vanno legati per ricevere, oppure una radio, oppure una cosa, o uno stereo, quello che è.
Soltanto che ho visto il filo a pendoloni e non era al posto giusto. Però non so se l'hanno messa lì, o è... Secondo me è arrivata così quell'antenna. Perché non ho visto mettere l'antenna.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io le voglio ricordare...
IMP. Scarano A.: Era già messa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Prego. Io le volevo far presente che quando noi l'abbiamo sentita il 22 di maggio, lei aveva detto sia che aveva visto, anche in questa occasione, adoprare il cacciavite per fare buchi per mettere il detonatore...
IMP. Scarano A.: No, io non mi riferivo a questo.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
IMP. Scarano A.: Non mi riferivo a questo. Questo, li ho visti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. No, io dicevo: sia l'uso del cacciavite per fare i buchi per infilare il detonatore in questi due pacchi. E aveva anche detto di aver visto montare, anche in questa occasione, l'antenna al bordo dello sportello, lì alla Rustica.
IMP. Scarano A.: L'antenna vera e propria l'ho vista montare lì a Torbellamonaca. Lì l'ho vista l'antenna montare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Che l'hanno levata da una borsetta e l'hanno montata.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: C'era Salvo che sistemava questa antenna.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Lì, l'ho vista personalmente. Ma lì alla Rustica non ho visto montare l'antenna. Però io praticamente guardavo più all'esterno che non venisse qualche persona a entrare in quel cortile, che a quello che facevano loro.
Comunque dei fili li ho visti quando siamo arrivati, prima che si sono preparati a tutta l'attrezzatura che serviva per fare quel determinato lavoro elettrico.
Ho visto le micce... Le micce, i detonatori. Perché i detonatori non c'hanno miccia, bensì un filo di rame normalissimo che va collegato a, non so, alla batteria, all'antenna, dov'è che vanno messi.
Praticamente il detonatore non è dentro la miccia ma bensì è dentro un filo normalissimo di corrente. Sono due fili che uno forse va messo nel negativo e positivo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Comunque, nell'occasione, lei non vide adoprare micce, ma vide che questi detonatori erano collegati a dei fili.
IMP. Scarano A.: Voglio essere più preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Sì,
IMP. Scarano A.: Sono detonatori elettrici, quello, quelli li ho visti. Però non ho visto quando ce li hanno messi proprio dentro a 'sta palla diciamo di esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, un particolare: questo signore che lei ha indicato con il nome di Nicola e che trovò, quella volta che trovò all'Olimpico, che era un ambulante...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quello che vendeva i biglietti, per intendersi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Il bagarino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo lei lo conosceva in quanto?
IMP. Scarano A.: Lo conoscevo da anni, che è stato a Centocelle. Il periodo invernale vende, vendeva frutta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Vendeva frutta e verdure. Poi, l'estate, metteva una baracca lì, a piazza dei gerani e vendeva dell'anguria.
PUBBLICO MINISTERO: L'anguria.
IMP. Scarano A.: Due mesi, luglio e agosto, quando è il periodo.
PUBBLICO MINISTERO: E questo faceva l'ambulante, che cosa ci aveva un carretto, qualche cosa?
IMP. Scarano A.: No, ci aveva una Lambretta di queste a tre ruote. No, non ci aveva furgoni. All'epoca non ce n'aveva furgoni. Andava con tre ruote, in giro. Si metteva fuori dal mercato, in disparte dove sono i banchi. Lavorava in nero, per intenderci.
PUBBLICO MINISTERO: E va be', le tasse non le pagava. Non sarà né il primo e né l'ultimo.
Dunque, ecco - se ha sempre gli occhiali al posto giusto - dia un'occhiata che ora il maresciallo le proietta una fotografia.
Bisogna dare un po' di luce a codesto... Eccoci.
Le dice qualcosa questa immagine, Scarano?
IMP. Scarano A.: Io qui non arrivo a distinguerla, perché siccome è scura, è buia, la posso vedere...
PUBBLICO MINISTERO: Non la sento, Scarano, c'ha il microfono lontano, forse.
PRESIDENTE: Si può schiarire?
IMP. Scarano A.: Non la vedo perché è troppo buia, non distinguo...
PRESIDENTE: Non si può schiarire un po'...
PUBBLICO MINISTERO: Provi a schiarirla, maresciallo, se è possibile.
MARESCIALLO: Più di così non...
PUBBLICO MINISTERO: Non c'è una maggior luminosità?
MARESCIALLO: No.
PUBBLICO MINISTERO: Passi alla successiva, per piacere.
IMP. Scarano A.: Questa è la pompa di benzina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la pompa di benzina, quale?
IMP. Scarano A.: Dove siamo andati da Carra. Quando è arrivato Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Abbia pazienza, Scarano, lei c'ha il microfono un attimino lontano dalla bocca e io non riesco a sentirla.
IMP. Scarano A.: Questa è la pompa di benzina quando è arrivato Carra dalla Rustica.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci. Questa è quella pompa che resta, per così dire, dietro casa sua?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora torniamo un attimo sulla precedente foto.
PRESIDENTE: E' quella che dice della Casilina?
IMP. Scarano A.: Casilina, sì.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Torni su questa foto. Quei palazzi, quei fabbricati sullo sfondo, li riconosce?
IMP. Scarano A.: Quei palazzi sarebbero dove abito io, più o meno, la parte del raccordo anulare.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Vada avanti, per cortesia, maresciallo.
E io intanto dico alla Corte che queste due foto sono la 46 e la 47 di un album della DIA di Roma del 20 settembre '95 che si trova affoliato alla pagina 1316 degli atti del dibattimento, del fascicolo del dibattimento.
Passi alla foto successiva.
Questo che è?
IMP. Scarano A.: Questo è il piazzale della Rustica.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è il piazzale della Rustica.
Senta, vede laggiù in fondo ci sono degli alberi, sullo sfondo?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lì sotto, che c'è, una strada?
IMP. Scarano A.: Lì c'è il raccordo anulare.
PUBBLICO MINISTERO: C'è il raccordo anulare.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se il maresciallo ci porta con una opportuna zoomata, in termine tecnico, verso il fondo dell'immagine sulla destra. Ecco, ancor di più se è possibile.
Vede qualcosa Scarano?
IMP. Scarano A.: Io vedo qualche macchina, il 1100, questo qui.
AVVOCATO: Non si sente...
IMP. Scarano A.: Vedo il 1100 che era parcheggiato lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è quello di cui ha parlato.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMP. Scarano A.: Sta sempre allo stesso posto di quando sono stati fatti i sopralluoghi.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, questo è la foto numero 3 dell'album DIA Roma 8 settembre '95. La collocazione è foglio 1380 del fascicolo del dibattimento.
Passiamo ora alle altre foto, maresciallo, per piacere.
Ora, questa foto, Scarano, come lei vede ha una parte molto luminosa e quell'altra abbastanza buia.
Ora le faccio vedere subito altre tre foto, anzi, quattro, in successione, prima che lei mi dica qualsiasi cosa. Quando le ha viste tutte, mi dice...
Faccia in modo, maresciallo, se è possibile, non si veda le scritte, eh.
La successiva e quella ancora successiva, maresciallo.
IMP. Scarano A.: Io così non arrivo a distinguere cos'è.
PUBBLICO MINISTERO: Ritorniamo indietro. Non questa, quella successiva, maresciallo, quella successiva ancora, ecco.
Provi ad osservare questa, Scarano, per vedere se le dice qualche cosa.
IMP. Scarano A.: Questa qui sembra il posto dov'è stata messa la macchina allo stadio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora si ritrova con questa fotografia davanti?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora passiamo alla foto successiva ancora.
Ecco, e questo edificio bianco che lei vede sulla destra, le dice qualche cosa?
IMP. Scarano A.: Se devo essere sincero non arrivo a capirlo, perché è troppo buia la fotografia. Il palazzo non ce l'ho...
PUBBLICO MINISTERO: La sinistra è buia, sì, ma sulla destra, voglio dire, l'edificio bianco si vede abbastanza bene.
IMP. Scarano A.: Dovrebbe essere quel palazzo che io indicavo come tutto di marmo. Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora torniamo alla...
PRESIDENTE: Che lei... Scusi, quella che indicava come, che riteneva fosse una caserma dei Carabinieri?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, torni a quella precedente, per piacere, maresciallo. Ecco.
IMP. Scarano A.: Questo mi sembra il posto esatto dove è stata messa la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, vede, lì si vedono un paio di macchine parcheggiate sotto quegli alberi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ce n'è una messa parallela alla strada e una messa un po', come dire, ad angolo, obliqua.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi la macchina, la Thema, fu messa in quale posizione? Nella posizione di quella obliqua, o nella posizione di quella diritta per intendersi?
IMP. Scarano A.: Di questa messa qui.
PRESIDENTE: Vicino al lampione?
IMP. Scarano A.: Vicino al lampione, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Che sarebbe quale, quella obliqua o quella diritta?
PRESIDENTE: Quella scura.
IMP. Scarano A.: La terza.
PUBBLICO MINISTERO: Terza, si figuri, io ne vedo due e basta, non c'è male.
IMP. Scarano A.: No, dopo la rossa.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ma io...
IMP. Scarano A.: C'è la rossa prima, un furgone, non so che è, e un'altra macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: L'ultima.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Senta, questo è il posto allora che lei indicò a me quando si fece il sopralluogo?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ne è sicuro ora?
IMP. Scarano A.: Sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, diciamo che queste sono le foto...
IMP. Scarano A.: Perché c'era questo piccolo passaggio come particolare, che si andava nella parte interna del giardino, un piccolo giardino lì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Queste sono le foto da 43 a 47 di un album della DIA di Roma del 15 marzo '96, la collocazione è foglio 1649 e seguenti del fascicolo del dibattimento. E queste sono foto che per ora non erano state fatte vedere a nessuno, se non ricordo male.
Dunque, un attimino maresciallo, lei si metta pure seduto perché ora devo chiedere delle cose a Scarano.
Allora, abbiamo detto che quando questo... lei ha detto via, che quando questo camion scaricò quel materiale alla Rustica, scaricò anche delle borse.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Una o più d'una?
IMP. Scarano A.: Allora, c'era un sacco di questi, doppio, di questi della spazzatura.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E ci stavano quelle cinque o sei che erano, di esplosivo, bombette di esplosivo là.
PUBBLICO MINISTERO: Involucri piccoli di esplosivo vuol dire?
IMP. Scarano A.: Sì, piccoli sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E una borsa di tela scura, però tela plasticata, era con i manici sopra, non era tipo sacca, oppure come zaino, era proprio una borsa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, con i manici regolari insomma.
IMP. Scarano A.: Con i manici regolari sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e dentro questa borsa che c'era?
IMP. Scarano A.: C'era roba di... ci stavano un paio di rotoli di quella carta, come si chiama, scotch, tipo scotch.
PUBBLICO MINISTERO: Di nastro adesivo?
IMP. Scarano A.: Nastro adesivo esatto. C'erano due o tre di quelli. Poi c'era qualche pinza, cacciaviti e questi detonatori.
PUBBLICO MINISTERO: C'erano anche delle micce?
IMP. Scarano A.: Micce no. Il detonatore soltanto complete di filo, perché quelle sono saldate dentro. Micce si intende quelle manuali?
PUBBLICO MINISTERO: Micce, sì, quelle... le ho anche chiesto come erano le micce di cui lei aveva, che lei aveva visto e di cui parlava: ha detto erano nere.
IMP. Scarano A.: No, le micce sono state soltanto all'attentato di San Giovanni e al Velabro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, lo credo. Dico, ma se tra la roba che era in queste borse, oltre che questo esplosivo, questi rotoli di nastro adesivo, oltre a questi detonatori, per caso ci poteva essere anche della miccia.
IMP. Scarano A.: Non l'ho vista, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
Senta, queste confezioni piccole di esplosivo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che fine hanno fatto?
IMP. Scarano A.: Queste le ho fatte ritrovare io.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, ora ci si arriva. Certo che io voglio che lei lo dica che le ha fatte trovare, ma raccontiamo la trafila. Una volta che sono scaricate lì alla Rustica...
IMP. Scarano A.: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Quando l'hanno scaricate alla Rustica, dopo... come si è svuotato, diciamo, quelle più grosse sono passate dentro la Thema, ho levato pure quelle e le ho portate lì da Frabetti. Li ho nascosti io quelli.
PUBBLICO MINISTERO: Da Frabetti.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Da Frabetti. Cerchi di spiegare alla Corte esattamente che cosa vuol dire da Frabetti? Cioè a dire, in casa di Frabetti, sotto...
IMP. Scarano A.: L'ho occultate nel terreno di Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: E più esattamente dove?
IMP. Scarano A.: Sotto una baracchetta, che c'era una baracchetta che ci metteva il fieno lui. Ho fatto una buca e l'ho messo lì dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa buca l'ha fatta lei?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei personalmente?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha aiutata qualcuno?
IMP. Scarano A.: No, gliel'ho detto io dopo a Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ora quando lei ha detto a Frabetti è un altro discorso. Volevo sapere se per fare questa buca l'aiutò qualcuno.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Volevo sapere: quando arrivò questo materiale, questi involucri piccoli di esplosivo che appunto sono andati a finire in questo posto, questa buca c'era già o lei la fece per l'occasione?
IMP. Scarano A.: Mi sembra che l'avevo fatta precedentemente io quella buca.
PUBBLICO MINISTERO: L'aveva fatto precedentemente con qualche scopo preciso, oppure senza una ragione?
IMP. Scarano A.: No, l'avevo fatta precedentemente, che Bizzoni mi aveva venduto un fucile; per mettere questo fucile, che poi non ce l'ho messo più.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti. Quindi in questa buca ci andò a finire questo materiale, questi fagotti.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci andò a finire qualche altra cosa oltre a questi involucri piccoli di esplosivo?
IMP. Scarano A.: Armi che mi aveva dato Bizzoni, che le avevo nascoste lì per dargliele poi quando venivano loro, perché non hanno fatto a tempo a portarsele.
PUBBLICO MINISTERO: Per loro che cosa si intende?
IMP. Scarano A.: Questi ragazzi, diciamo, che sono venuti a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: I ragazzi che erano venuti...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Insomma, ragazzi.
IMP. Scarano A.: Chiamiamoli ragazzi.
PUBBLICO MINISTERO: Queste persone.
IMP. Scarano A.: Queste persone.
PUBBLICO MINISTERO: E' più semplice. Queste persone che erano venute a Roma e che avevano eseguito questi attentati, vuol dire lei?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma qualcuno in particolare doveva prendere in consegna queste armi che Bizzoni aveva procurato?
IMP. Scarano A.: Mah, per me uno valeva l'altro, chi se le portava via prima, non è che c'era un particolare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Come hanno preso le prime, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, ascolti Scarano, tanto anche questo capitolo della vicenda bisogna ricostruirlo per bene in tutti i suoi passaggi. Allora, lei ha detto che questo materiale l'ha fatto ritrovare lei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi com'è che l'ha fatto ritrovare, a chi l'ha fatto ritrovare?
IMP. Scarano A.: La prima cosa che ho detto, ho detto delle armi e dell'esplosivo che c'era ancora.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha detto...
IMP. Scarano A.: L'ho detto al Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire a chi in particolare?
IMP. Scarano A.: Dottor Chelazzi e dottor Vigna.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi proprio l'ha detto al Pubblico Ministero di Firenze, quando ha incominciato a collaborare?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Dette le indicazioni per ritrovare questo materiale?
IMP. Scarano A.: Ho dato le indicazioni al colonnello Pancrazio.
PUBBLICO MINISTERO: Al colonnello Pancrazio.
IMP. Scarano A.: Indicazioni precise.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ascolti allora, osservi un attimo queste foto. Quanto è buia questa foto. Va be', riconosce qualcosa Scarano?
IMP. Scarano A.: Questa è la casa di Frabetti.
PRESIDENTE: Al microfono, per favore.
IMP. Scarano A.: Questa è la casa di Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: Passiamo alla successiva, maresciallo.
IMP. Scarano A.: Questa è la stalla, mi sembra, del cavallo di Frabetti. Della parte di sopra qui, sopra questa stalla qui, ci sta una pianta, non ricordo adesso, arancio o mandarino vicino.
PUBBLICO MINISTERO: Passiamo alla successiva.
IMP. Scarano A.: Sì, esattamente qui.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è la buca di cui parlava lei?
IMP. Scarano A.: Sì. Non distinguo bene, comunque il posto è questo, che c'è questo paletto qui.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, è questo, è questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, come lei vede, questa buca è fatta per benino, è fatta squadrata proprio.
IMP. Scarano A.: Era fatta squadrata.
PUBBLICO MINISTERO: E' anche foderata, c'è del materiale isolante, si vede.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' tutto un lavoro che ha fatto lei?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Gli ci sarà voluto un po' di tempo per farlo.
IMP. Scarano A.: Mi sembra un paio d'ore.
PUBBLICO MINISTERO: Andiamo alla foto successiva. Ecco, questa è la solita buca?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Avanti.
Questo che è?
IMP. Scarano A.: A me mi sembrano le buste dell'hashish. Mi sembrano le buste dell'hashish queste.
PUBBLICO MINISTERO: Queste sono confezioni di hashish vuol dire?
IMP. Scarano A.: Mi pare di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Lo posso confermare, sono confezioni di hashish. Queste com'è che erano finite dentro questa buca? Ce l'ha messe lei o ce l'ha messe qualcun altro?
IMP. Scarano A.: No, io non ce l'ho messe.
PUBBLICO MINISTERO: E chi può avercele messe queste confezioni di hashish in questa buca?
IMP. Scarano A.: No, voglio precisare una cosa: che la buca è nella proprietà di Frabetti...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... Frabetti era al corrente di questa buca.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Ci ho detto: 'faccio una buca, può servire'. Però non è che ha avuto spiegazioni di qualche cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E io non lo so come mai l'hashish è andato a finire...
PUBBLICO MINISTERO: Ma infatti la domanda mia è molto semplice: lei conosce come, a iniziativa di chi, queste confezioni di hashish sono finite in questa buca?
IMP. Scarano A.: No. Io no. Non ce l'ho messe io.
PUBBLICO MINISTERO: Lei non ce l'ha messe, più chiaro di così. Passiamo alla successiva, maresciallo.
Qui, mi pare che si veda abbastanza bene, che quella è una borsa.
IMP. Scarano A.: Sì, vedo che è una borsa.
PUBBLICO MINISTERO: Credo che nella foto successiva ancora, maresciallo, si veda magari anche un pochino meglio, se ricordo bene. Ecco, magari se si riesce a puntare proprio sulla borsa.
IMP. Scarano A.: Sì, è una borsa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questa per caso è la borsa che fu scaricata dal camion? E' proprio quella, o è una borsa diversa?
IMP. Scarano A.: No... Io non lo so questa borsa...
PUBBLICO MINISTERO: Non la sento Scarano, abbia pazienza.
IMP. Scarano A.: Non lo so che borsa sia.
PUBBLICO MINISTERO: Torniamo alla precedente maresciallo, per cortesia, dovrebbe essere la numero, credo la 16. La precedente foto della borsa. Esatto, è quella.
Ecco, come lei vede, da questa foto...
IMP. Scarano A.: Sì, quella del camion era una borsa facsimile a questa, nera, con una cinta così, con i manici sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora, per quello che si riesce a vedere, anche la foto è un pochino scura, ma insomma lei vede che da codesta borsa aperta spunta del materiale?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo...
IMP. Scarano A.: Erano quegli involucri piccoli che ha portato Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quegli involucri piccoli di esplosivo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Siccome, quando questo materiale è stato rinvenuto, è stato trovato dalla DIA, il contenuto della borsa era questo, questi quegli involucri stavano dentro quella borsa lì.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le domando se per caso il materiale è arrivato tale e quale in questa borsa?
IMP. Scarano A.: No, in quella borsa... No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Oh.
IMP. Scarano A.: La borsa ce l'ho messa io.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Il materiale è arrivato dentro i sacchi di spazzatura.
PUBBLICO MINISTERO: Di spazzatura. Andiamo avanti.
Ecco, qui si cambia genere. Prima che lei mi risponda Scarano, le faccio vedere in serie, il maresciallo le fa vedere in serie un po' di foto. Mi pare che il maresciallo abbia saltato, mi sbaglierò, la foto 38. Deve fare vedere, ce l'ha l'appunto, la 38, la 40, la 41, la 42, la 43, la 44, la 45, la 53.
Ecco, una. Passi a quella successiva maresciallo, due. Poi la 41.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi passi alla 42 maresciallo. Poi la 43. Poi la 44. 45. 53.
Allora, da queste foto, quello che lei ha visto, come hanno visto tutti, da queste foto si vedono armi corte, pistole e Revolver, armi lunghe, un paio di fucili da caccia, poi si vede munizioni in quantità. Ecco, bisognerebbe che lei spiegasse alla Corte il perché di questa presenza di questo materiale in questa buca; che spiegasse anche la provenienza di tutte queste armi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E anche la destinazione di queste armi.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' un discorso che lei ha già fatto in maniera dettagliata, vediamo se riesce a rifarlo con sufficiente precisione ora.
IMP. Scarano A.: Allora, a me mi è stato detto di Giacalone e anche dagli altri, più di Spatuzza, quando potevo trovare armi, o avevo strade di trovare armi, qualsiasi cosa esso era, qualsiasi tipo di armi, mi diceva di comprarle e metterle da parte per loro.
Io un giorno ho parlato con Bizzoni, ci ho detto se conosceva qualcuno che c'aveva qualche pistola, prima, all'inizio. Mi ha detto che c'aveva... come si chiamano? Un armiere che poteva prendere tutto quello che voleva.
Ci ho detto: 'va bene', mi sta bene'.
Dopo questo discorso tra me e Bizzoni, c'era Giacalone a Roma, che era venuto per comprare una macchina, e viene pure Bizzoni a casa mia dicendomi che aveva trovato un porto d'armi di un certo Gino, che io poi conosco: Gino Monti. E che poteva prendere queste armi quasi mezze regolari.
Giacalone risponde a Bizzoni, a questa proposta di Bizzoni, che c'ha una fotografia di un morto. Però non so se questa fotografia è stata applicata su questo documento, o meno, o ce l'ha data. Comunque di questa fotografia si è parlato.
Dopo un po' di tempo viene Bizzoni, dopo un po' di giorni, mi ha detto che le armi le aveva trovate, ci voleva sei milioni. Ci ho dato sei milioni e dopo un paio di giorni mi porta queste armi, dopo un giorno o due. E l'ho conservate.
Non so però se l'aveva prese con questo documento che lui aveva trovato, con questa fotografia che Giacalone ci aveva proposto. Soltanto ci ho detto io: 'come hai fatto a firmare a nome tuo?'
Bizzoni mi ha risposto, dice: 'no, ho messo uno scarabocchio', tutto qui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, aspetti un attimo, facciamo le cose con ordine. Allora, da queste fotografie noi abbiamo visto una serie di pistole, abbiamo visto anche dei fucili, abbiamo visto anche delle munizioni. E' tutta roba che ha comprato Bizzoni con il porto d'armi? O Bizzoni col porto d'armi ha comprato una parte e basta di questo materiale?
IMP. Scarano A.: Allora, una pistola me l'ha venduta Castauro Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, una pistola non viene dal Bizzoni ma viene da un certo Castauro.
IMP. Scarano A.: Castauro Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Francesco. E la provenienza di questa pistola?
IMP. Scarano A.: La provenienza di questa pistola...
PUBBLICO MINISTERO: Perché Castauro mica fa il venditore di armi?
IMP. Scarano A.: No, ma lui... cioè, stava in mezzo a queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', quindi è una vendita illegale, voglio dire.
IMP. Scarano A.: Sì, una vendita illegale, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. E la provenienza di questa pistola di questo Castauro ha mai saputo quale fosse?
IMP. Scarano A.: Mi ha detto che gliel'ha data un finanziere.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, era stata nella disponibilità di uno della Finanza?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Gli ha spiegato se questo finanziere questa pistola l'aveva ceduta? Se questo finanziere invece l'aveva persa, se gli era stata rubata?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Le modalità no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Però le ha detto, il Castauro, che questa pistola veniva, era stata nella mani di uno della Finanza.
IMP. Scarano A.: Dice: 'me l'ha data un amico mio che è finanziare', mi ha detto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ascolti, siccome lei ieri ci diceva che una certa passioncella per le armi l'ha sempre avuta, di queste varie pistole che abbiamo visto in fotografia, quale sarebbe quella che veniva dalla Finanza, il Revolver?
IMP. Scarano A.: No, è automatica.
PUBBLICO MINISTERO: Un'automatica.
Maresciallo, per piacere, quelle foto di quelle pistole rapidamente, sotto il visore. Vediamo se Scarano ci sa dire qual è quella che gli ha dato il Castauro.
Questo è il Revolver e ha detto di no.
IMP. Scarano A.: Questa no.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è la prima. E diciamo che è la foto?
MARESCIALLO: 40.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è?
MARESCIALLO: La 40.
PUBBLICO MINISTERO: La 40. Può essere questa Scarano?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Allora quella della 40 no. Questa della 41?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Dobbiamo andare alla 42. Questo è un fucile, non c'entra nulla. Questa è la 43 maresciallo?
MARESCIALLO: 44.
PUBBLICO MINISTERO: Perché si è saltato... o la 42 o la 43 abbiamo saltato. E' sempre il fucile la 42 e 43. Allora non ci interessano. 44 e 45, sono due.
IMP. Scarano A.: Questa qui.
PUBBLICO MINISTERO: E' questa qui?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol far vedere il numero della foto maresciallo, per piacere? Questa è quella che viene da Castauro?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Maresciallo, per piacere, se c'ha quel microfono in funzione, ce lo legga così rimane nella registrazione.
MARESCIALLO: Il numero della foto?
PUBBLICO MINISTERO: La didascalia che c'è sotto la foto.
MARESCIALLO: Allora: "Pistola calibro 9 short, modello 84-BB marca Beretta. Matricolo Y56128Y, con caricatore contenente numero 6 colpi calibro 9, a palla cava e relativo foglio del quotidiano Il Messaggero..."
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto, basta così.
Allora, questa viene da Castauro e è stata prima di un finanziere. Allora, questa non l'ha portata Bizzoni. Il Revolver l'ha portato Bizzoni?
IMP. Scarano A.: Il Revolver? Sì, sì, il 38 sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Poi, quell'altra pistola automatica, quella che si vedeva nelle altre foto, l'ha sempre portata Bizzoni?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Queste le aveva comprate presso l'armiere?
IMP. Scarano A.: Così mi ha detto Bizzoni. A me m'ha portato pure dall'armiere, prima, precedentemente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, non c'è problemi. Ecco, oltre a queste pistole, anche i fucili erano stati acquistati presso l'armiere, o hanno un'altra provenienza?
IMP. Scarano A.: Questo non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo sa.
IMP. Scarano A.: Me li ha dati Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ma oltre a queste armi qui, alle pistole, Bizzoni - dico, oltre a quelle che sono state trovate - aveva portato qualche altra pistola, sempre presa col solito porto d'armi?
IMP. Scarano A.: Bizzoni mi ha dato pure un fucile a pompa.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti Scarano. Se oltre a queste pistole qui, comprate col porto d'armi Monti Gino, Bizzoni aveva magari preso, aveva acquistato un'altra pistola, o altre pistole? Sempre col porto d'armi Monti.
IMP. Scarano A.: Sì, qui manca una 357.
PUBBLICO MINISTERO: E questa 357 che fine ha fatto?
IMP. Scarano A.: Se l'è presa Giacalone per portarla a Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: E lei come fa a saperlo?
IMP. Scarano A.: Gliel'ho data io.
PUBBLICO MINISTERO: Le risulta che sia stata ritrovata questa 357?
IMP. Scarano A.: No. Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In che circostanza è stata trovata?
IMP. Scarano A.: Quando ci hanno fermato a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Quando vi hanno arrestato?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi sulla macchina, quando vi hanno arrestato, c'era un 357...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... che aveva la stessa provenienza di quest'altre pistole?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E gliel'aveva data lei a Giacalone?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: No... Dice la regalava a Nino.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma materialmente, voglio dire, gliel'aveva data lei a Giacalone nelle mani?
IMP. Scarano A.: Gliel'ho data io, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Questo mi interessava.
IMP. Scarano A.: Dice: 'questa me la porto perché la regalo a Nino'.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Benissimo.
IMP. Scarano A.: Poi, posso dire un'altra cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Quando sono andate via le armi che aveva portato Messina Denaro, Spatuzza assieme a Carra, quando siamo andati da Frabetti a caricare le armi, c'era un altro fucile o due fucili, adesso non ricordo bene, che uno l'ho comprato da uno zingaro sulla Casilina e una 7 e 65; se l'è portata Spatuzza, assieme a questo fucile a pompa nuovo, ma è usato, con tutto il fodero, che mi aveva fatto pure Bizzoni. Sempre facendo parte di queste armi diciamo.
Mi ha portato prima una cosa, dopo un po' di tempo ha portato gli altri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: E più, non ricordo bene se io già l'ho messo a verbale questo... due giubbini antiproiettili. Me l'ha dati sempre Bizzoni, nuovi.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ricorda...
IMP. Scarano A.: Poi...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Poi c'è stato che, sapendo che Bizzoni poteva prendere, aveva la possibilità di prendere queste armi e qualsiasi cosa era di bisogno, Benigno Salvatore ci ha chiesto un portapistole - adesso non so che modello ci ha chiesto - e ce l'ha portato. Non so se era per una pistola automatica, oppure se era per una pistola...
PUBBLICO MINISTERO: A tamburo.
IMP. Scarano A.: A tamburo, questo non lo so, però l'ho visto: era di cuoio, ben rinforzato, colore testa di... colore... come si chiama questo colore qui? Più o meno. Del fodero dell'occhiale qua. Un colore chiaro, tipo cuoio, cuoio rossiccio. E ce l'ha comprato a Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
IMP. Scarano A.: E più mi sembra un pacco di pallottole un po' particolari.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta Scarano, quando Bizzoni procurò questa partita di pistole, una delle quali lei ha detto, cioè la 357 Magnum, era sull'automobile quando foste arrestati lei e Giacalone; quando Bizzoni portò questa partita di pistole, queste lei dove le mise? Dove le ebbe da Bizzoni? Dove le tenne?
IMP. Scarano A.: Dentro un suo garage.
PUBBLICO MINISTERO: Dentro?
IMP. Scarano A.: Al suo garage. A un garage di Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ho capito. Io ho bisogno di capire, in termini molto spiccioli.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando lei è stato arrestato a Palermo il 3 di giugno del '94.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Queste pistole dove si trovavano?
IMP. Scarano A.: Non mi ricordo se le avevo portate via, oppure ancora no. Ma comunque le avevo portate via, mi sembra, le pistole.
PUBBLICO MINISTERO: Io penso di no.
IMP. Scarano A.: Io adesso non mi ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Allora glielo dico io...
IMP. Scarano A.: Nella confusione.
PUBBLICO MINISTERO: ... in forma di contestazione, come vuol lei: che il giornale, nel quale erano rinvoltate queste pistole, è Il Messaggero e è datato 11 giugno '94, quindi otto giorni dopo il suo arresto.
IMP. Scarano A.: Posso dire una cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Sì. La deve dire perché poi questa domanda gliel'ho già fatta negli interrogatori e lei mi ha già risposto, quindi è bene che risponda senza bisogno di tante contestazioni.
IMP. Scarano A.: No, no, mi sono ricordato un altro particolare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Dopo il mio arresto, che sono stato 15 giorni a Palermo e poi sono venuto a Roma, a Rebibbia, ho fatto i primi colloqui, però non ricordo in quale colloquio, mia moglie avesse fatto una telefonata a Frabetti e ci ha detto se gentilmente poteva andare a casa e di vedere nella cantina se io avevo lasciato qualche cosa. E forse Frabetti ha fatto questa cortesia a mia moglie di portare questa roba via.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a me interessa una cosa molto...
IMP. Scarano A.: Perché io...
PUBBLICO MINISTERO: ... molto precisa. Mi scusi, Scarano, un secondo solo.
Mi interessa sapere una cosa molto precisa.
Siccome appunto queste armi, o alcune di queste erano avvolte in un foglio di giornale che è successivo di otto giorni al suo arresto, è se lei, dal carcere, perché era già arrestato, ha dato disposizione a qualcuno per movimentare queste armi. Per toglierle da un posto e metterle in un altro.
IMP. Scarano A.: Infatti, forse qualcheduna di... adesso non mi ricordo quale, ce l'avevo pure dentro casa.
E mia moglie, sapendo che c'era 'sta cosa, non avendo altri amici, ci avevo solo...
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMP. Scarano A.: ... Frabetti, ha chiamato Frabetti mia moglie e ci ha fatto fare questa operazione, le ha portate via.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, Carra: siccome al momento dell'arresto c'era appunto sulla macchina vostra un... la macchina di Giacalone sulla quale era anche lei, c'era un 357 Magnum, lei quando gliel'aveva consegnata questa 357 Magnum? Al momento della partenza da Roma, gliel'aveva consegnata precedentemente, l'ha portata lei sulla macchina all'insaputa di Giacalone?
IMP. Scarano A.: No, no. Stava... Gliel'ho data il pomeriggio quando siamo partiti.
PUBBLICO MINISTERO: Gliel'ha data a casa sua?
IMP. Scarano A.: Sì, perché lui è arrivato un giorno prima a casa mia, veniva di Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Veniva da Milano? Capisco bene?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Giacalone veniva di Milano e si è fermato a casa mia dicendo che aveva la marmitta della 106, come si chiama, della macchina rossa, che ci andava fumo dentro l'abitacolo. E si è fermato lì.
Io, poi, la mattina siamo andati in campagna, da me. Io stavo costruendo. Dico: 'va be'...', dico. Siccome lui precedentemente si era portato delle macchine che ci avevo dato io, quelle del Bizzoni.
Bizzoni mi aveva dato sette o otto macchine a me e se l'era prese Giacalone precedentemente.
Ci ho detto: 'va be', tanto stai qui, me ne vengo con te' - che era di sabato, se non mi sbaglio, o di venerdì - 'e mi prendo una 126 di quelle che ti ho dato io, perché la vuole mia nuora'.
Siccome di queste macchine io ho saputo sempre di lui ce n'erano due o tre, Giacalone mi ha risposto: 'vieni, te la prendi, perché le ho messe tutte a posto le macchine. Funzionano, vanno bene. Ho dato pure qualche pulita a qualcheduna'. Ci mancava un po' di vernice, insomma, l'ha verniciate.
'Ce n'è una proprio caruccia...'. E io ero andato proprio a prendermi questa 126 per regalarla a mia nuora. Era il giorno stesso, praticamente prendevo la nave e me ne venivo a Napoli, e poi da Napoli-Roma la facevo con la 126.
Perché se lui non passava di casa mia, io a Palermo non ci andavo così.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi questa 357 Magnum lei gliela consegnò...
IMP. Scarano A.: No, ci ho fatto vedere le armi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ecco.
IMP. Scarano A.: Gli ho fatto vedere le armi. Dice: 'va be', lasciale qui, poi se ne parla. Ma questa qui me la porto, la regalo a Nino'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: A Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi vuol dire le armi ce l'aveva tutte lei per casa.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Ce l'avevo al solito posto dove c'erano queste precedenti armi messe... Le avevo nascoste più o meno lì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ora guardi quest'altra fotografia, per piacere, Scarano.
Ci riesce a farle vedere tutte e due insieme, maresciallo? Perché tanto, voglio dire...
IMP. Scarano A.: Queste sono micce.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Sono micce queste.
PUBBLICO MINISTERO: Sembra proprio di sì. E questo è anche materiale, come lei sa, che proviene dalla buca famosa.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la provenienza di questo materiale, quindi, quand'è che lei lo ha avuto per le mani, o se non l'ha avuto lei, chi lo ha avuto per le mani e in quale contesto, da chi è stato consegnato.
IMP. Scarano A.: Posso?
PUBBLICO MINISTERO: E' naturale.
IMP. Scarano A.: Allora, quando Lo Nigro mi ha detto che c'erano anche queste bombe, quelle più piccole diciamo, no? per intenderci. Mi ha detto: 'guarda, c'è anche un po' di miccia dentro, ci sta un po' di miccia, una decina di metri di miccia', e basta.
Però non mi ricordo se l'ho vista, non l'ho vista, questo non me lo ricordo. Però mi ricordo che me l'ha detto che c'era anche la miccia assieme a... dentro questo sacco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, una domanda abbastanza precisa, Scarano: ma questi fagotti di esplosivo, che ci facevano lì, in questa buca che lei aveva fatto sotto la paglia in questo casotto del Frabetti?
IMP. Scarano A.: Guardi... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: E' naturale.
IMP. Scarano A.: Non ci facevano niente. Siccome io una volta a Lo Nigro gli ho detto: 'va bene, portamene pure a me un po' di bombe...', però senza nessuna, senza nessuna cosa che io dovrebbe fare qualche cosa in particolare, oppure... Mi è uscita così, anche a livello scherzoso.
Dico: 'mi dai le più piccole'. E infatti hanno preso e me lo hanno portato. Hanno preso la cosa sul serio, praticamente. A me non è che mi servivano queste bombe di un chilo, o due chili, quelli che so, un chilo e mezzo, mezzo chilo, non lo so nemmeno quanto sono. Per cose specifiche a me non mi servivano.
PUBBLICO MINISTERO: Passiamo a un'altra foto ancora.
Alla Corte dico che le fotografie che sono state fatte vedere ultimamente a Scarano sono comprese in un album della DIA di Roma datato 20 febbraio '96. La collocazione è a foglio 1644 del fascicolo del dibattimento. Sono le foto 1, 8, 16, 21, 32, 33, 38, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 53, più l'ultima che abbiamo fatto vedere, non so che cosa sia.
MARESCIALLO: 70 e 71.
PUBBLICO MINISTERO: 70 e 71 dello stesso album, di prima.
MARESCIALLO: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Passiamo ancora ad un'altra foto.
Riconosce qualcosa?
IMP. Scarano A.: Questa sembra una cassetta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E' quella cassetta che ho fatto io che ho messo quelle armi che mi ha dato, mi ha fatto comprare il figlio di Bruno Moroni. Che provenivano da un furto di un appartamento, così mi è stato detto.
Me le hanno date, le ho comprate. Il figlio di Bruno, adesso non mi sovviene il nome come si chiama. Vincenzo, Vincenzo. E' venuto a casa mia, mi ha incontrato, è venuto a casa mia. Dico: 'va be', poi...'. Mi ha incontrato sulla macchina, vicino dal padre. Che io la facevo tutti i giorni quella strada.
Dice: 'ti devo parlare'. Dico: 'va bene, tanto...', il pomeriggio. Infatti lui, dopo un paio d'ore è venuto a casa mia. Sapeva pure dove sto.
Dice: 'guarda, ci stanno delle armi che... provenienti da un furto. C'è un amico mio straniero, polacco, però parla italiano, vive qui in Italia. E' zingaro'.
Dico: 'va bene, fammele vedere che armi sono'.
Prima mi hanno detto che erano senza caricatore, senza... Infatti erano, le ho comprate senza caricatore. Ci ho detto che non mi interessavano, che il prezzo era un po' elevato di quello che loro chiedevano, che questo straniero chiedeva, perché erano senza caricatore.
Poi ho visto le armi che stavano bene... Insomma, in condizioni ottime, ottime condizioni, e l'ho comprate.
Adesso non ricordo se gli ho dato un par di milioni, un par di milioni e mezzo. Ho visto queste armi. C'era presente questo ragazzo Vincenzo, il figlio di Bruno. Questo straniero ce l'aveva dentro un sacchetto di plastica della spazzatura. Li ho visti, ci ho detto quanto voleva. Voleva tre milioni e mezzo, gli ho dato un milione in meno, cioè gli ho dato due milioni e mezzo, e l'ho comprate.
Le ho portate lì alla mia terra dove io costruivo, ho fatto una cassetta alla meglio e le ho tirate in mezzo ad un canneto.
Poi, quando sono venuti a Roma alla villa, che si facevano i sopralluoghi lì a Contorno, ci stava Giacalone, ci stava Lo Nigro, ci stava Benigno, ci stava Carra, ci stava... ci stava Giuliano e basta, loro quattro, loro quattro. Che poi Romeo è venuto in un secondo tempo. E Matteo mi sembra pure.
Matteo sarebbe Grigoli Salvatore.
Però c'erano loro e se ne sono prese una per uno, di quelle armi. Carra se n'è presa una che era una 6 e 35 senza caricatore. Lo Nigro Cosimo se n'è presa una 44-45 senza caricatore. Gli altri, insomma, una a una, hanno fatto una per uno.
Però i caricatori poi sono stati acquistati da Bizzoni. Anche le pallottole di quella 44-45 automatica che era. E se le sono portate via quando sono andati via.
PUBBLICO MINISTERO: Ma a Giacalone ricorda quale pistola dette?
IMP. Scarano A.: Mah, Giacalone se n'è presa una che era una 6 e 35 con manico, con una impugnatura di quelle di tiro.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Quindi, quelle armi che finirono in questa cassetta, avevano tutte la stessa provenienza.
IMP. Scarano A.: Sì, a me così... A me, tutte... quello, questo ragazzo, questa...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le fu detto che venivano da un furto in un appartamento?
IMP. Scarano A.: Sì. Di una collezione.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi un furto ai danni di un collezionista di armi.
IMP. Scarano A.: Sì, così mi è stato detto. Però furto sempre di appartamento.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Ho capito perfettamente.
Presidente, io avrei concluso l'argomento.
O ne affronto un alto ex novo...
PRESIDENTE: Ci abbiamo un quarto d'ora.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
PRESIDENTE: Abbiamo a disposizione un quarto d'ora.
PUBBLICO MINISTERO: No, direi di no. Per un quarto d'ora, un argomento ex novo non ci si fa a...
PRESIDENTE: Bene. Allora riprendiamo l'udienza lunedì 14 alle 09.00. Traduzione degli imputati detenuti.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Scusate, il 17, avete ragione. Abbiate pazienza.