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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo i presenti.
Bagarella: è presente?
SEGR. D'UDIENZA: Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Difeso avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni sostituito dall'avvocato Florio.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: Presente.
PRESIDENTE: Difeso dall'avvocato Barone e Cianferoni sostituiti dall'avvocato Florio.
Benigno Salvatore.
IMPUTATO Beningo: Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei, sostituiti sempre provvisoriamente dall'avvocato Florio.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti, c'è l'avvocato Falciani in sostituzione se non mi sbaglio.
AVVOCATO Falciani: Presente, buongiorno.
PRESIDENTE: Calabrò Giovacchino.
IMPUTATO Calabrò: Presente.
PRESIDENTE: Avvocati Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni sostituto. Sostituito a sua volta dall'avvocato Florio.
Cannella Cristofaro: presente. Avvocato Di Peri, avvocato Rocchi. Sostituiti dall'avvocato Florio.
Carra Pietro: rinunciante. Avvocato Cosmai, è presente?
AVVOCATO Cosmai: Sono presente, Presidente.
PRESIDENTE: Grazie.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Russo, avvocato Gentili, avvocato Falciani. Sostituiti dall'avvocato Florio.
Ferro Giuseppe.
AVVOCATO Florio: No, chiedo scusa. C'è un'incompatibilità su questo.
PRESIDENTE: Scusi?
Ah, abbiate pazienza. C'è l'avvocato Falciani. Scusate. Momentaneo lapsus.
Ferro Giuseppe: presente. Avvocato Anania, avvocato Cianferoni sostituito dall'avvocato Florio.
Ferro Vincenzo: contumace. Avvocato Traversi, avvocato Gennai. C'è qualcuno dei due?
AVVOCATO Falciani: Falciani, in sostituzione.
PRESIDENTE: Sostituzione l'avvocato Falciani.
AVV. Cianferoni: Presidente, non direi contumace Ferro Vincenzo.
PRESIDENTE: Ferro Vincenzo, qui è scritto contumace. Io leggo automaticamente. Va beh. E' libero, comunque, no? E' presente. E' libero, non presente.
AVV. Cianferoni: Ecco.
PRESIDENTE: Non presente.
Frabetti Aldo.
IMPUTATO Frabetti: Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, avvocato Usai, avvocato Roggero che...
AVVOCATO Roggero: Roggero presente. Buongiorno.
PRESIDENTE: Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, avvocato Bennati, avvocato Florio che è presente.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi. Sostituito dall'avvocato...
AVVOCATO Pepi: Ci sono, Presidente.
PRESIDENTE: C'è avvocato? Grazie.
Graviano Filippo.
IMPUTATO Graviano: Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Oddo, avvocato Gramigni. Sostituito dall'avvocato Pepi. Va bene?
Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani, dottoressa Aiazzi. C'è qualcuno che sostituisce? Sennò l'avvocato Florio in sostituzione.
Lo Nigro Cosimo: è rinunciante. Avvocato Fragalà, avvocato Florio che è presente.
Mangano Antonino: è presente, mi pare vero? E' rinunciante? Non capisco. Benissimo. Avvocato Farina, avvocato Maffei. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, avvocato Bagattini. Sostituiti? Dall'avvocato... Falciani, può?
AVVOCATO Falciani: No. No, Presidente.
PRESIDENTE: Allora, avvocato...
AVVOCATO: Posso sostituirlo io?
PRESIDENTE: Benissimo.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Pizzo Giorgio: rinunciante. Avvocato Salvo, avocato Pepi che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Florio.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti, avvocato Usai, avvocato Roggero che è presente.
Scarano Antonio: presente. Difeso dall'avvocato Fortini che è presente.
AVVOCATO Fortini: Presente, sì.
AVVOCATO Batacchi: E Batacchi.
PRESIDENTE: E Batacchi, sì. E' presente anche l'avvocato Batacchi. Grazie.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Spatuzza: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Florio.
Tudino Vittorio: rinunciante. Avvocato Gallina, avvocato Di Benedetto. Sostituito dall'avvocato Florio.
AVVOCATO Florio: Presidente.
PRESIDENTE: Sì.
AVVOCATO Florio: Sono l'avvocato Florio. Chiedo scusa. Io in questo momento parlo in qualità di sostituto processuale dell'avvocato Stefani per Grigoli.
Un'istanza dell'avvocato Stefani stesso, con la quale - la deposito immediatamente - con la quale l'avvocato Stefani chiedeva di essere sollevato dall'incarico di difensore di ufficio del Grigoli Salvatore adducendo tutta una serie di impegni documentali. Io la deposito. Poi la Corte deciderà.
PRESIDENTE: Va bene. Poi sentiremo un giorno l'avvocato Stefani perché aveva già preannunciato questa richiesta. Ovviamente dovrà argomentarla oltreché documentare qualche cosa.
Dunque, il Pubblico Ministero può dare avvio alla sua attività.
Sì, sappiamo che è presente Scarano Antonio. Lei vuol dire il suo nome per favore al microfono?
*IMP. Scarano A.: Scarano Antonio.
PRESIDENTE: Ecco. Difeso dall'avvocato Fortini.
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Che è presente. Lei sa che è imputato in questo processo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Sa di quale imputazione deve rispondere?
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Deve dirlo. Perché il cenno della testa non si registra.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PRESIDENTE: Grazie.
Dunque, la devo anche avvertire che lei sa in qualità di imputato di aver la facoltà di non rispondere.
IMP. Scarano A.: No, rispondo.
PRESIDENTE: Poi, ovviamente se vuole rispondere, dice: rispondo.
IMP. Scarano A.: Rispondo, rispondo.
PRESIDENTE: Vuole rispondere.
Inoltre, siccome è stato anticipato il suo esame, rispetto al momento normale, deve anche dirci se accetta di essere esaminato oggi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può iniziare.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano, buongiorno.
IMP. Scarano A.: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, vuol dire intanto alla Corte chi è lei? Perché lei c'ha un nome, un cognome, una data di nascita.
IMP. Scarano A.: Scarano Antonio nato il 07/01/45, Dinami, Catanzaro.
PRESIDENTE: 07/01?
IMP. Scarano A.: 45.
PRESIDENTE: A?
IMP. Scarano A.: Dinami, Catanzaro. Provincia di Catanzaro.
PUBBLICO MINISTERO: A Dinami. Quindi lei è un calabrese.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' un calabrese, ma prima di essere arrestato non viveva in Calabria.
IMP. Scarano A.: No. Vivo a Roma da 25 anni.
PUBBLICO MINISTERO: Da 25 anni.
Quindi, siccome lei è stato arrestato, si ricorda quando è stato arrestato, Scarano?
IMP. Scarano A.: Il 3 giugno '94.
PUBBLICO MINISTERO: Del '94.
Ecco, poi magari dopo sulle circostanze di questo arresto le farò qualche domanda. Ecco, ma rispetto comunque alla data del suo arresto, lei da molti anni viveva già a Roma?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Prima di vivere a Roma, dove ha vissuto?
IMP. Scarano A.: Son stato 13 anni in Germania.
PUBBLICO MINISTERO: C'è stato per...?
IMP. Scarano A.: Per lavoro.
PUBBLICO MINISTERO: Per lavoro. Ecco.
Lei ha famiglia, Scarano?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La sua famiglia come è composta?
IMP. Scarano A.: Moglie e due figli. Due.
PRESIDENTE: Due.
PUBBLICO MINISTERO: Due figli.
Senta, Scarano, la signora è calabrese come lei?
IMP. Scarano A.: No, è siciliana. Partanna, provincia di Trapani.
PUBBLICO MINISTERO: E' di Partanna. I suoi figlioli, sono nati...?
IMP. Scarano A.: In Germania.
PUBBLICO MINISTERO: In Germania. Quindi nel periodo in cui lei era a lavorare?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che lavori ha svolto, che lavori ha fatto lei quando era in Germania?
IMP. Scarano A.: Io ho lavorato 12 anni con una ditta edile.
PUBBLICO MINISTERO: Una ditta...
IMP. Scarano A.: Edile, edile.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. Edile, non avevo sentito.
Si ricordi mi raccomando di non allontanarsi mai dal microfono.
PRESIDENTE: Tedesca?
IMP. Scarano A.: ... chiamava.
PRESIDENTE: E' un po' difficile riuscire a capire esattamente il termine giusto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è il posto dove è nata, il posto dove son nati i suoi figli?
IMP. Scarano A.: No, sì esatto. Schaffenburg.
PUBBLICO MINISTERO: A Schaffenburg. Ecco.
Sua moglie l'ha conosciuta nel periodo in cui era a lavorare in Germania o la conosceva precedentemente?
IMP. Scarano A.: No, mia moglie l'ho conosciuta in Germania quando ero a lavorare in Germania. E io ho fatto l'interprete tramite un mio amico che conosceva mio suocero. Per fargli il soggiorno quando era andato su in Germania. Gli ho fatto l'interprete e l'ho conosciuta lì, nell'ufficio della Polizia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E poi ha concluso questa esperienza di vita in Germania.
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Mi sono sposato.
PUBBLICO MINISTERO: E tornato in Italia, è andato a stabilirsi a Roma?
IMP. Scarano A.: Sì. Ho tornato nel '73.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, nel '73.
Ecco, e a Roma dove ha abitato?
IMP. Scarano A.: Prima abitavo, quando son arrivato a Centocelle, piazza dei Gerani, via... comunque piazza dei Gerani, non mi ricordo adesso la via.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, è Centocelle?
IMP. Scarano A.: Centocelle, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E poi?
IMP. Scarano A.: Poi ho abitato a Torreangela.
PUBBLICO MINISTERO: Torreangela.
IMP. Scarano A.: E adesso da 20 anni circa, abito dove abito adesso, ancora adesso, diciamo adesso. Non ci abito più.
PUBBLICO MINISTERO: E l'indirizzo di casa sua? L'ultimo?
IMP. Scarano A.: Via dell'Alzavole.
PUBBLICO MINISTERO: Via?
IMP. Scarano A.: Delle Alzavole, 20.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha abitato quindi interrottamente a Roma da quando è tornato in Italia?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ha continuato a, o meglio ha avuto rapporti anche con la famiglia di sua moglie, ha frequentato Partanna, la Sicilia?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Ho frequentato Partanna, sì. I miei suoceri, ogni anno.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. Perché la famiglia di sua moglie viveva sempre in Sicilia?
IMP. Scarano A.: A Partanna.
PUBBLICO MINISTERO: A Partanna.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei un attimo fa ha ricordato di essere stato arrestato il 3 giugno del '94.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma successivamente al suo rientro in Italia, ha avuto qualche problema con la giustizia lei?
IMP. Scarano A.: Mah, io ho avuto un solo problema con la giustizia di un furto che non ho commesso. Una condanna di 3 anni e 6 mesi.
PRESIDENTE: Quanto?
IMP. Scarano A.: 3 anni e 6 mesi.
PRESIDENTE: Per furto?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il processo dove le fu fatto?
IMP. Scarano A.: A Parma.
PUBBLICO MINISTERO: A Parma. Ed è stato detenuto quindi per questa...?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E la sua detenzione dove si è svolta?
IMP. Scarano A.: Un anno a Parma. Poi, sono uscito all'appello a Bologna. Dopo 7-8 mesi mi hanno arrestato sul definitivo. E l'ho fatta a Rebibbia.
PUBBLICO MINISTERO: Per l'esecuzione della pena?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. In che epoca siamo Scarano quando si verifica questa sua detenzione?
IMP. Scarano A.: Mah, '86-87.
PRESIDENTE: '83?
IMP. Scarano A.: '86-87.
PRESIDENTE: '86-87.
IMP. Scarano A.: In quel periodo lì.
PUBBLICO MINISTERO: Io mi riferisco a un particolare alla detenzione a Rebibbia, eh Scarano.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: In quel periodo lì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
Senta, e quando fu detenuto a Rebibbia ricorda in particolare in quale sezione è stato detenuto?
IMP. Scarano A.: Al G-9. G-9.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Al G-9.
E, ha avuto dei compagni di cella per intendersi?
IMP. Scarano A.: Sì. Ci stava uno straniero...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... uno di Palermo, un certo Salvatore...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... un certo Stefano Accardi e un altro che si chiama, che si faceva chiamare "Cavalluzzo", un catanese.
PUBBLICO MINISTERO: Un catanese. Ecco, ricorda mica il nome di questo straniero? Il nome o soprannome?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Perché lui lavorava, lavorava non so, lavorava in infermeria...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... e io lavoravo pure in cucina...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... però ci vedevamo soltanto la sera, diciamo al rientro dal lavoro del carcere.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E quindi non è che c'era tanto dialogo con questa persona.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
IMP. Scarano A.: Era un tipo che parlava pochissimo. Però, se non vado errato, si chiamava Tuli.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMP. Scarano A.: Tuli.
PRESIDENTE: Si chiamava Tuli.
IMP. Scarano A.: Tuli o...
PUBBLICO MINISTERO: O un nome simile, vuol dire?
IMP. Scarano A.: Tuli, mi sembra una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ho capito.
E' possibile che si facesse, che avesse come soprannome "Dule"?
IMP. Scarano A.: Eh, una cosa del genere. Non so se era soprannome o nome.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Non dialogavo con... Dialogava un po' con Accardi.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
IMP. Scarano A.: Perché forse stavano più in cella. Più tempo.
PUBBLICO MINISTERO: E questo straniero era che ne so?, un europeo oppure era un sudamericano? Se lo rammenta lei?
IMP. Scarano A.: Mah, forse era polacco. Non... Europeo.
PUBBLICO MINISTERO: Forse di un paese dell'Est, vuol dire?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo signor - lei l'ha chiamato Stefano Accardi - ...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ci sa spiegare un pochino meglio se lei ha capito chi era o meglio da dove veniva, di dove era originario, per che cosa era detenuto?
IMP. Scarano A.: Mah, io son stato prima tre mesi insieme lì in cella, tutto in cella. Però sapevo soltanto che era siciliano, come lui sapeva che io ero calabrese. Né più e né meno.
Poi dopo, mi ricordo che era prima di Natale, gli è arrivato un mandato di cattura, che era accusato di 16-15 omicidi. E lo stava leggendo questo mandato di cattura. Siccome il mio letto stava affianco al suo, allora io mi sono... lui è andato la bagno e ha lasciato questo mandato di cattura sul letto e io ho letto che era di Partanna diciamo. Ho dato una guardata, però specialmente sul letto dove stava questo mandato di cattura. E ho visto che era di Partanna, provincia di Trapani. Infatti dopo che è finito, gli ho detto: 'io sono di Partanna', non so, ma abbiamo preso un dialogo così.
E lui mi ha detto, dice: 'come mai conosci Partanna?'
Dico:' no, io c'ho mia moglie che è di 'sto paese'.
E lì per lì mi ha detto: chi era mio suocero. E io gli ho detto... insomma è nata un'amicizia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Avete fatto amicizia, eh?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa amicizia, voglio dire quando poi siete stati scarcerati - ora lei spiegherà alla Corte chi è stato scarcerato prima, chi è stato scarcerato dopo - questa amicizia poi si è, come dire?, è proseguita anche successivamente?
IMP. Scarano A.: Sì. Allora...
PUBBLICO MINISTERO: Prego. Vada.
IMP. Scarano A.: Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Io sono uscito con l'amnistia 7-8 mesi prima della pena.
PUBBLICO MINISTERO: Ha avuto un condono?
IMP. Scarano A.: Un condono, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E lui è uscito dopo, molto dopo di me. Non so, 7-8 mesi dopo. E gli ho dato il numero di telefono di casa mia, quando io sono uscito.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Infatti una sera che lui è uscito dopo, m'ha telefonato a casa. Sono andato a prenderlo lì a Rebibbia. Però non è uscito libero, praticamente è uscito, c'era la Questura, la centrale di Roma che l'ha preso all'interno del carcere su una macchina e l'ha portato alla Questura.
Siccome c'aveva il foglio di via, c'aveva il soggiorno obbligato, gli hanno dato lì. Ed è uscito. Allora, e io sono andato lì con la macchina... della Questura fino alla Questura.
Uscendo dal cancello, mi dà la borsa a me. Si fa fermare la macchina della Polizia e mi dà la borsa. Metto la borsa nella mia macchina e vado dietro a loro fino alla Questura centrale di Roma.
Lui va su in Questura, gli notificano diciamo il soggiorno dove è che deve andare - a Nicosia mi sembra che andato - soggiorno obbligato ed è uscito alle dieci e mezzo, la sera alle undici.
L'ho portato a casa mia. Ha dormito a casa mia, ha cenato a casa mia e la mattina l'ho accompagnato che doveva prendere l'aereo. Però non l'ho accompagnato all'aeroporto, bensì l'ho lasciato sulla Casilina vicino a un supermercato.
Verso le nove la mattina, mi ha detto: 'lasciami qui'. Ci siamo salutati e me ne sono andato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ascolti Scarano. Tanto per far così capire alla Corte, anche questi luoghi, ecco casa sua e la Casilina, ecco son due...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... son due zone distanti tra loro a Roma, sono zone vicine...?
IMP. Scarano A.: Mah, sono zone vicinissime praticamente. Sono... da casa mia poteva essere un chilometro, ma neanche. Però è un'altra zona, praticamente. Io abito a Torremaura e la zona si chiama Alessandrina. Sulla via Alessandrina quasi. Tra la via Alessandrina e la via Casilina l'ho lasciato, all'angolo, a un supermercato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Fu lui che le chiese quindi di essere lasciato lì?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei poi ha capito come ha fatto questa persona per proseguire?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Non glielo ha detto?
IMP. Scarano A.: No, no. Non me lo ha detto. Ci siamo salutati e basta. Però io sapevo che doveva prendere l'aereo lui.
PUBBLICO MINISTERO: Perché c'aveva - ha detto - questo soggiorno obbligato che gli era stato imposto...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... a Nicosia.
IMP. Scarano A.: A Nicosia, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Con questo signore vi siete poi incontrati ancora, oppure no?
IMP. Scarano A.: Mah, io mi sono incontrato dopo che lui ha finito il soggiorno. Non ricordo se è stato un anno dopo o due anni dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E io stavo da mia suocera.
PUBBLICO MINISTERO: Da sua suocera, quindi a Partanna?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Stavo lì. Però io non sapevo ancora, non l'avevo visto che lui era stato al paese. Non sapevo niente se lui aveva finito il soggiorno.
Qualcuno del paese gli avrà detto che ci stava 'sta macchina targata Roma, 'è arrivato il romano'. E mi è venuto a trovare da mia suocera. Ed era un po'... un po' innervosito diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Questo signore.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti Scarano, un secondo solo. Tanto per finire, per dare un riferimento preciso alla Corte: lei sa se questo signore è sempre vivo?
IMP. Scarano A.: Non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sa se questo signore è sempre vivo?
IMP. Scarano A.: No, no. E' stato ucciso.
PUBBLICO MINISTERO: E' stato ucciso.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Sa dove è stato ucciso?
IMP. Scarano A.: A Partanna.
PUBBLICO MINISTERO: A Partanna.
Sa come è stato ucciso, nel senso se che ne so?, gli hanno sparato per strada oppure l'hanno fatto sparire?
IMP. Scarano A.: No, no. Gli hanno sparato per strada vicino al bar.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Vicino a un bar che lui frequentava.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ricorda l'anno o l'epoca per meglio dire in cui questa persona fu uccisa?
IMP. Scarano A.: Mah, io non vorrei sbagliare però non so se è stato nel '90, nel '89-90-91. Questo è il periodo.
PUBBLICO MINISTERO: Il periodo che lei si rammenta poteva essere d'inverno o d'estate, quando è stata ammazzata questa persona?
IMP. Scarano A.: Era d'estate. E io mi trovavo lì al paese da due o tre giorni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ritorniamo allora un attimo prima. Lei ha detto di averlo incontrato a casa dei suoi suoceri.
IMP. Scarano A.: Sì. Aveva saputo che io stavo al paese e è venuto a trovarmi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E mi ha chiesto una pistola. Se c'avevo una pistola. E gli ho dato la 357 Magnum.
PUBBLICO MINISTERO: Che ce l'aveva lei?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Con sé?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sul momento.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Come mai aveva una pistola con sé lei?
IMP. Scarano A.: Mah, così.
PUBBLICO MINISTERO: "Così"?
IMP. Scarano A.: Me la portavo così.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma...
IMP. Scarano A.: Senza nessun motivo. Io non è che c'avevo guerra con nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Senza nessun motivo... sdoppiamo la domanda: la ragione per la quale, lei ha detto: "senza nessun motivo". Ma com'è che era nel possesso di questa pistola? Dove l'aveva avuta?
IMP. Scarano A.: Io?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Io l'avevo comprata a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
IMP. Scarano A.: Da uno zingaro.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, quindi non era una pistola regolare, per così dire.
IMP. Scarano A.: No, no. No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo signor Stefano lì venendo a casa dei suoi suoceri, lei capì se conosceva i suoi suoceri?
IMP. Scarano A.: Mah, lui... io non lo so, sì certo sapeva dove stavano, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Lo sapeva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma in quella occasione oltre che chiedere una pistola a lei, magari si è trattenuto a parlare anche coi suoi suoceri di qualche argomento?
IMP. Scarano A.: Sì, ha parlato di un argomento di... non so se c'erano in corso le votazioni, oppure erano imminenti le votazioni. Ha detto di votare per Culicchia. Un certo Culicchia che è un sindaco di lì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, doveva essere... per quello che riguarda lei, vuol dire che era un periodo pre-elettorale?
IMP. Scarano A.: Penso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Le votazioni di qualcosa?
IMP. Scarano A.: Del sindaco.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, del sindaco. Ecco. Quindi...
IMP. Scarano A.: E ha fatto il nome di - scusi - ha fatto il nome di Culicchia, un certo Culicchia che fra loro si intendevano chi era.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ah.
IMP. Scarano A.: Questo Culicchia.
PUBBLICO MINISTERO: A lei questo nome diceva niente Scarano?
IMP. Scarano A.: A me, io questo nome non lo avevo mai sentito, diciamo dal paese, il sindaco. Perché non è che io abitavo lì. Io ci andavo una volta l'anno.
PUBBLICO MINISTERO: E poi successivamente questo nome le ha detto qualche cosa? Cioè, ha avuto un minimo di significato per lei? L'ha ritrovato, l'ha sentito fare da qualcuno, l'ha letto da qualche parte?
IMP. Scarano A.: Mah, ho sentito in televisione dopo un periodo di tempo che l'avevano arrestato. Però non so i motivi.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, questo signor Culicchia.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, come mai questo signor Stefano - se lei lo ha saputo - ebbe l'idea di domandarle se lei c'aveva un'arma o delle armi sul momento?
IMP. Scarano A.: Mah, siccome una volta in carcere mi sembra che mi ha detto se stavano delle armi a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Però è rimasto un discorso così, diciamo, non è che è rimasto un discorso con pegni, impegnativo. Ci ho detto: 'sì, qualche cosa ci sta'.
Nel senso che stava qualcheduna così. In giro, dagli zingari, a destra e a sinistra. Pure all'epoca c'erano ladri di appartamenti che andavano... e ne compravo qualcheduna io pure.
Però non è che c'è stato un impegno da ambo le parti che io mi sono impegnato per lui per trovargli delle armi.
PUBBLICO MINISTERO: Ma dica un po' Scarano lei per le armi, come dire, ha avuto magari un debole, qualche passione...
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Una passione giovanile?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, come mai proprio - se lo sa - quel certo giorno lì a questo signore gli era venuto il bisogno di chiedere una pistola. Lo sa?
IMP. Scarano A.: Io posso dire soltanto una cosa: che lui è venuto da me e mi ha chiesto 'sta pistola. Ci siamo salutati prima, poi mi ha detto, dice: 'è da stamattina che io cerco... sto nervoso, ho girato tutto il paese per trovare un pezzo di ferro'. M'ha detto.
PUBBLICO MINISTERO: Va beh, un pezzo di ferro è un'espressione...
IMP. Scarano A.: Intendeva un'arma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei lo capì al volo?
IMP. Scarano A.: Sì. Io dico: 'guarda, io ce l'ho una'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Dice: 'se mi fai questa cortesia e me la dai'. E gliel'ho data. L'ho presa e gliel'ho data.
Poi nel pomeriggio ci siamo visti al bar.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Dove lui frequentava. Verso le cinque.
PUBBLICO MINISTERO: Lì a Partanna?
IMP. Scarano A.: Sì, sempre a Partanna.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Bar Piazza si chiama.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però io entrato, sono entrato dentro al bar. Lui stava lì, mi ha detto, soltanto ho preso un caffè mi ha detto; 'vattene via perché qui... vattene via'. Ha detto e basta. E me ne sono andato.
Ho capito che c'era qualcosa che non andava, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, che l'aria non era buona?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, lei riuscì in qualche modo a capire perché questo signore quel giorno per l'appunto cercava una pistola?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Cioè, la ragione specifica lei non l'ha conosciuta mai?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Senta, in occasione appunto di questa sua - come la vogliamo chiamare? una vacanza, era d'estate?
IMP. Scarano A.: Sì, era settembre mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: In occasione di questa sua vacanza già al paese di sua moglie, lei si trattenne qualche giorno? Voglio dire, fu una permanenza breve oppure fu una permanenza di una settimana, due settimane, tre settimane?
IMP. Scarano A.: Esattamente quindici giorni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Su questa indicazione si sente, voglio dire, abbastanza sicuro?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: "Una quindicina di giorni"?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Posso dire un'altra cosa?
PUBBLICO MINISTERO: E' naturale.
IMP. Scarano A.: Posso aggiungere qualcosa?
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Certo. E' qui apposta per parlare.
IMP. Scarano A.: Allora, in quei quindici giorni che io sono stato lì al mare...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... mi è venuto a trovare, mi è venuto a trovare che la casa me l'ha data proprio lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le stavo per chiedere questo. Comunque lo racconti lei.
IMP. Scarano A.: Me l'ha data lui la casa. Mi ha detto: 'qui c'è un mazzo di chiavi'. E mi ha portato lì al mare. E ho fatto quindici giorni.
In quei quindici giorni mi ha chiesto se c'avevo altre armi. E sono venuto a Roma. E gliene ho date, ce le avevo io quelle. Personali e ce ne avevo 3-4, non mi ricordo bene. E ce l'ho portate. Gli ho portato queste armi e diciamo, un giorno sono andato e venuto... due giorni, ho lasciato mia moglie lì al mare e son ripartito.
Dopo che ho fatto diciamo, questa cosa mi è venuto a trovare con Messina Matteo Denaro. Conosciuto come Matteo, all'epoca. Mi ha detto: 'se c'hai bisogno di qualche cosa, c'è questo ragazzo che sta sempre qui in giro diciamo, al mare'. E' finita lì, insomma. Non è che l'ho visto, l'ho incontrato dopo, dopo un anno, dopo due anni sempre lì al mare. Però non c'era niente di specifico tra me e Matteo ancora.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti un attimo, Scarano. Torniamo un secondo indietro.
Lei stava accennando a questa storia di questa casa lì al mare.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cioè a dire: lei andando giù per fare questa vacanza era con la signora e con i figlioli?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma aveva in programma di alloggiare dai suoi suoceri o da qualche altra parte?
IMP. Scarano A.: No, no. Io ero andato all'agenzia, un'agenzia lì nel corso del paese.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Io uscivo dall'agenzia...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... e mi sono incontrato con lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ah.
IMP. Scarano A.: Però ci eravamo già visti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però non ci avevo chiesto niente io, perché non è che lo conoscevo bene bene ancora.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Io sono andato all'agenzia, mi ha detto: 'da dove vieni?'
'io sono andato all'agenzia per trovare una casa così e così' - dico - me ne voglio andare quindici giorni alla zona al mare alla Triscina'.
PUBBLICO MINISTERO: A Triscina.
IMP. Scarano A.: A Triscina. E lui mi ha detto, dice: 'aspetta due minuti qui, ti vado a prendere un mazzo di chiavi. Ti porto alla Triscina'. Tutto qui.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi le ha fatto avere questo signor Stefano, la casa, per quel periodo lì.
IMP. Scarano A.: Sì. Per quindici giorni, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo ha pagato l'affitto lei?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ma ha capito chi era il padrone della casa dove lei andò?
IMP. Scarano A.: No, no. Lì è venuto un vecchio, dopo, quando io ho finito... Che c'era un'altra famiglia sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Con una macchina targata Milano, però non so se erano milanesi, oppure erano diciamo meridionali del posto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E' venuto il padrone e si è preso le chiavi, quando sono andato via io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma lei provò a pagare l'affitto a qualcuno?
IMP. Scarano A.: Certo. Ci ho detto quanto costava quindici giorni, al proprietario.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. E che le ha detto il proprietario?
IMP. Scarano A.: Mi ha detto: 'no, non si può prendere soldi', mi ha detto.
PUBBLICO MINISTERO: Il proprietario non poteva prendere soldi da lei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Durante questa quindicina di giorni che lei ha trascorso lì, ora ha accennato un attimo fa che ha conosciuto un certo Matteo, eh?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora poi su Matteo ci torniamo. Le devo chiedere altre cose.
Ma ha avuto occasione di fare la conoscenza, tramite sempre questo Stefano, di altre persone in quel periodo lì?
IMP. Scarano A.: No, soltanto di Matteo. Però dopo di Matteo lì al mare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Abbiamo bevuto una birra sul terrazzo e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Sul terrazzo di casa sua.
IMP. Scarano A.: Sì, dove stavo diciamo in vacanza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora questo signor Stefano le presenta questo Matteo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questo Matteo che lei ha conosciuto all'epoca, ce lo vuole descrivere? Voglio dire: era giovane...
IMP. Scarano A.: Ma sì, era giovanissimo, era giovanissimo. Diciamo snello, alto e con gli occhiali. Mi sembrava uno studente a me, onestamente. Non è che sapevo che era... Oggi quello che è.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMP. Scarano A.: Non credevo che era quello che è oggi.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Ora, questo ci si arriva.
Dunque, e questo Stefano le presentò Matteo dicendogli che era, che ne so, un conoscente, un parente, un paesano...
IMP. Scarano A.: No, no. Mi ha detto: 'un amico. Se c'hai bisogno di qualcosa, lui sta sempre qui in giro per Triscina'.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E basta. Mi dovevo rivolgere a lui se lo incontravo, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: E le è capitato di rivedere Matteo in quel periodo lì?
IMP. Scarano A.: No, il secondo anno l'ho visto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, ma ricorda se prima di venir via al termine di questo periodo di ferie, di villeggiatura, lei ebbe un regalo, qualche regalo da qualcuno? Qualche presente?
IMP. Scarano A.: Regalo, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda nulla? Che ne so, alle volte succede no? Che uno va in certi posti, fa un po' di conoscenza, al momento di venir via c'è quello che gli regala un dolce locale, quello gli regala un bottiglione di Vin Santo, quell'altro regala la grappa. A seconda di dove si va.
Si ricorda qualcosa di analogo che possa essere successo a quell'epoca?
IMP. Scarano A.: Mah, mi sembra un cinque litri di vino, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Ecco.
IMP. Scarano A.: Un po' di vino, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, lo spieghi un attimino meglio, questo dettaglio.
IMP. Scarano A.: No, me lo ha portato personalmente Accardi, questo vino.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
IMP. Scarano A.: Vino del paese, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Un bottiglione.
IMP. Scarano A.: No, era una tanica di cinque litri.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, una tanica di cinque litri. Ho capito.
E quindi lei se ne tornò via al termine di questa vacanza.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho bisogno di sapere un particolare da lei: lei, con Matteo, parlò all'epoca? Ha avuto qualche conversazione, qualche chiacchierata tra lei e lui, da soli...
IMP. Scarano A.: No, l'ho incontrato, ci siamo incontrati una volta, così, però salutandolo normalmente. Nessun dialogo.
PUBBLICO MINISTERO: Nessun dialogo. Quindi, voglio dire, lei mise al corrente Matteo di questa storia di armi che aveva dato a Stefano?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Lei, poi, ha avuto occasione di rivederlo lo Stefano, Matteo?
IMP. Scarano A.: Io, il secondo anno che sono andato, in quel periodo no, me ne sono venuto a Roma...
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
IMP. Scarano A.: Il secondo anno, quando lui è morto, praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però non lo avevo... Io, ancora, io stavo da due giorni, due o tre giorni, lì da mia suocera. E la mattina ho sentito che gli hanno sparato. Però io ancora non mi ero visto con lui. Sono stato pure ai funerali. Io, mia moglie, i miei figli. Perché mi trovavo lì.
Poi, con Matteo, dopo la sua morte, io conoscevo... Un giorno Accardi mi ha presentato il nipote dentro, sempre dentro al bar Piazza: Enzo Pandolfi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: E questa amicizia, diciamo, è rimasta con lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, allora, scusi Scarano. Perché su questo punto forse non ero stato chiaro io nella domanda, appunto.
Io le avevo chiesto se questo Stefano le aveva presentato qualche altra persona, oltre a Matteo.
Lei ora sa parlando di questo Enzo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, anche questo Enzo, le è stato presentato da Stefano?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Durante quei quindici giorni diciamo della villeggiatura?
IMP. Scarano A.: No, dopo, dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, successivamente.
IMP. Scarano A.: Successivamente.
PUBBLICO MINISTERO: E questo Enzo che le fu presentato, le fu presentato come? Come un amico, come un parente?
IMP. Scarano A.: No, no, come nipote.
PUBBLICO MINISTERO: Un nipote vero.
IMP. Scarano A.: Come nipote. Dice: 'questo è mio nipote, è dottore', dice. E basta.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. Dottore, perché cioè a dire era un laureato.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma un dottore medico...
IMP. Scarano A.: Studiava medicina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, un dottore di medicina.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Sa anche il cognome di questo signore?
IMP. Scarano A.: Pandolfi.
PUBBLICO MINISTERO: Lo sapeva all'epoca o lo ha saputo dopo?
IMP. Scarano A.: No, dopo, dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo. Senta, e questo signor dottore Enzo, che poi ha saputo si chiama Pandolfi... Pandolfi o Pandolfo?
IMP. Scarano A.: Pandolfo, Pandolfi, una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Una cosa del genere. Lei ha detto sempre Stefano Accardi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è Accardi o Accardo?
IMP. Scarano A.: Accardi. Io dico Accardi, però può darsi che si chiama Accardo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei non sa se è esatto, se è corretto Accardi o se è corretto Accardo?
IMP. Scarano A.: No, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Per lei va bene l'uno o l'altro, a quello che capisco.
IMP. Scarano A.: Per me va bene come lo dico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perfetto. Tanto per intendersi.
Ecco, questo signore dottor Enzo, medico, era una persona giovane?
IMP. Scarano A.: Sì, giovanissimo. Sui 27-28 anni.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi laureato da poco. Era diventato da poco medico?
IMP. Scarano A.: Penso di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Pensa di sì. Questo, lei capì, seppe se abitava sempre lì a Partanna, o se abitava in qualche paese dei dintorni?
IMP. Scarano A.: Chi, Pandolfi?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Mah, io l'ho conosciuto che lui abitava lì a Partanna.
PUBBLICO MINISTERO: Anche lui.
IMP. Scarano A.: So però che è stato un periodo di tempo a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Con tutta la famiglia. Precedentemente, insomma, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora lei un attimo fa diceva: questo Stefano muore sparato. Lei si trovava giù al paese...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, queste sue, come dire? queste amicizie o conoscenze che lei aveva fatto. Forse è meglio chiamarle conoscenze.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Con Enzo, con Matteo. Ecco, sono proseguite anche successivamente?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nel senso? Vi siete continuati a frequentare, a vedere.
Dove vi capitava all'epoca di vedere, che ne so, Enzo?
IMP. Scarano A.: Ma io quando andavo giù in ferie, questo praticamente ogni stagione, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Ogni stagione, quando andavo in ferie, lo andavo a trovare. Oppure mi venivano a trovare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Ma più volte andavo io a trovarli.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. E, quindi, andando giù lei a Partanna, lo andava a trovare a casa...
IMP. Scarano A.: Io sempre lo andavo a trovare a casa della nonna. Da donna Rosa, chiamata donna Rosa, la chiamano.
PUBBLICO MINISTERO: Donna Rosa quindi sarebbe stata, rispetto a questo Stefano?
IMP. Scarano A.: La madre.
PUBBLICO MINISTERO: La madre. Quindi, questo Enzo, lei lo trovava anche a casa della madre di Stefano.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, vuol dire.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E questo Matteo, anche lui lo incontrava nelle stesse situazioni, nelle stesse occasioni?
IMP. Scarano A.: No, io da allora Matteo non l'ho più incontrato. Però l'ho incontrato... Perché una volta mi è arrivato una telefonata da Roma di Partanna. Che dice... Cioè, Enzo Pandolfi fa telefonare ad una persona che non so chi sia.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Di recarmi giù a Castelvetrano.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti un attimo, ora ci siamo subito.
Lei ha detto questo è un fatto successivo.
IMP. Scarano A.: Ma questo dopo, quando è venuta diciamo la conoscenza tra me e Matteo più intima.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma...
IMP. Scarano A.: Il passaggio diciamo tra Accardo, a Enzo, al nipote; e dal nipote a Messina Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Lei stava dicendo di avere avuto quindi una telefonata a Roma. E questa telefonata veniva da giù.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Da Partanna.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La telefonata la prese lei a casa personalmente?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma giù, il suo numero di telefono, chi ce lo poteva avere?
IMP. Scarano A.: Ce l'aveva Enzo, ce l'aveva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei glielo aveva dato il numero ad Enzo, personalmente.
IMP. Scarano A.: No, era andato da mia suocera a prenderlo.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Chi è che le telefonò? Enzo personalmente o qualche altra persona
IMP. Scarano A.: Un'altra persona.
PUBBLICO MINISTERO: E che cosa le fu detto in questa telefonata?
IMP. Scarano A.: Se potevo andare d'urgenza al paese, lì, diciamo a Partanna.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, se lei dovesse indicare un anno, cioè dovesse fare la data, ma non una data di un giorno del mese, non la data di un mese, ma semplicemente la data dell'anno in cui è avvenuto questo episodio che sta cominciando a raccontare, che anno direbbe?
IMP. Scarano A.: Mah, nel '92, inizio '92.
PUBBLICO MINISTERO: Inizi?
IMP. Scarano A.: Inizi del '92.
PUBBLICO MINISTERO: Inizi '92. Senta, questo glielo debbo chiedere ora.
Lei, le indicazioni di data, quindi di giorno, di mese, di anno, si sente di poterle dare con sicurezza, oppure sulle date lei ha la memoria, come dire, un po' vulnerabile?
IMP. Scarano A.: Negativa. Non le posso dire date, né giorni, diciamo. Più o meno l'anno, quello sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho capito. Senta, ritorniamo a questa telefonata.
Le telefona qualcuno, ma non è Enzo.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Le chiedono di andare giù al paese.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E' questo ce l'ha detto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le viene detto che questa convocazione - chiamiamola in questo modo - questa convocazione proviene da Enzo, o da qualcun altro?
IMP. Scarano A.: Comunque quello che mi ha chiamato a Roma mi ha detto che era di Enzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però Enzo, in quel periodo, era latitante.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. Questo Enzo era diventato latitante.
IMP. Scarano A.: Era latitante. Io, comunque, sono andato al paese.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, Scarano, scusi. Che Enzo era latitante lei quando lo ha saputo?
IMP. Scarano A.: L'ho saputo quando mi sono incontrato con lui.
PUBBLICO MINISTERO: A seguito di questa convocazione?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo ha saputo perché gliel'ha detto Enzo, o perché lo ha capito da solo?
IMP. Scarano A.: No, me l'ha detto Enzo.
PUBBLICO MINISTERO: Da quanto poteva essere latitante?
IMP. Scarano A.: Mah, questo non lo so di quanto era. Se era da sette mesi, cinque mesi. Non lo so di preciso. Ma più o meno così, quella è la data.
PUBBLICO MINISTERO: Era latitante da qualche mese, insomma.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Latitante, per che cosa?
IMP. Scarano A.: Mah, aveva preso un ergastolo, non so, per omicidi che avevano fatto loro, lì, a Partanna.
PUBBLICO MINISTERO: Il fatto che fosse diventato latitante, fu per lei una sorpresa?
IMP. Scarano A.: Che era latitante?
IMP. Scarano A.: Sì, che questo medico Enzo, nipote di Stefano... Dice: 'te che fai?', 'io sono diventato latitante'. Dice: 'e per che cosa?' 'Per degli omicidi'.
Ecco, fu una cosa un po' sorprendente, oppure un po' ci stava, come dire.
IMP. Scarano A.: No, no, io lo sapevo più o meno che c'erano questi processi in corso.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei lo sapeva che questo Enzo aveva un po' di guai con la giustizia?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Aveva la laure, ma ci aveva anche dei guai con la giustizia.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho capito. E allora arriva la telefonata, le dicono di presentarsi giù.
Le danno un punto preciso per presentarsi, che so, al paese a Partanna, a casa di sua suocera...
IMP. Scarano A.: All'uscita dell'autostrada di Castelvetrano. Ci sta un benzinaio e un bar. E lì la sera era buio, vado lì e mi si avvicina un certo Giuseppe Caramella, o Sgaramella.
Mi ha detto... Ha visto la macchina mia che targava Roma e ha capito che ero io. Che c'era una data ben precisa. Non mi ricordo adesso se era giovedì o di venerdì.
Dice: 'guarda, dobbiamo andare. Io mi chiamo...', così e così. Si è presentato e mi ha portato in un negozio di gioielli, gioielleria.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, Scarano, un secondo solo.
Quindi lei, a seguito della telefonata, partì.
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Partì. Partì da solo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, da solo.
PUBBLICO MINISTERO: Fece il viaggio come? In macchina per via terra, o prese il traghetto?
IMP. Scarano A.: Onestamente, signor Giudice, non me lo ricordo, se sono andato via terra, oppure con la nave.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Con quale automobile lo ha fatto, se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Mah, all'epoca mi sembra che ci avevo l'Audi. L'Audi a nafta.
PUBBLICO MINISTERO: L'Audi a nafta. Perfetto.
Senta, allora lei arriva dove le hanno detto. Ha detto all'area di servizio all'uscita di Castelvetrano.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era un posto che lei conosceva?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, lo conoscevo già, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E la persona che lei ha nominato un attimo fa, questo signor Giuseppe Garamella, o Sgaramella che sia, era una persona che lei conosceva, oppure la vide per la prima volta in quella occasione?
IMP. Scarano A.: La prima volta.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi fu questo signore che si presentò da lei.
IMP. Scarano A.: No...
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire: lì, all'area di servizio, com'è andato l'incontro?
IMP. Scarano A.: E' andato che io sono arrivato con la macchina e lui già stava lì. Mi ha visto che la macchina era targata Roma e si avvicinò.
PUBBLICO MINISTERO: E che cosa le ha chiesto?
IMP. Scarano A.: Mi ha detto se mi chiamavo Antonio.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci.
IMP. Scarano A.: Dico: 'sì'. Dice: 'io sono Beppe, andiamo. Lascia la macchina qui, andiamo'.
E siamo andati con la macchina sua, sempre a Castelvetrano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, quindi la presentazione fu fatta con i nomi di battesimo: Antonio e Beppe.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E basta.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo ha saputo successivamente il cognome di questa persona?
IMP. Scarano A.: Il nome?
PUBBLICO MINISTERO: Il cognome, il cognome.
IMP. Scarano A.: Ma il cognome vero e proprio l'ho saputo quando io mi sono comprato una casa, poi, di lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Perché ha comprato una casa proprio da questo signore, lei?
IMP. Scarano A.: Sì io ho acquistato una casa.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi ha saputo con esattezza le generalità.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Torniamo indietro. Allora, lei lascia la sua automobile; questo signore lo fa salire sulla sua...
IMP. Scarano A.: 164, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, un 164. E dove la porta?
IMP. Scarano A.: Mi ha portato in un negozio, diciamo, dentro il centro di Castelvetrano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: C'erano due o tre fratelli lì, dentro questo negozio. Che oggi so come si chiamano pure, diciamo: Ierace.
PUBBLICO MINISTERO: Questo negozio è, che attività c'è in quel negozio?
IMP. Scarano A.: Mah, se non vado errato, mi sembra che è una gioielleria all'ingrosso.
PUBBLICO MINISTERO: E dentro questo negozio chi ci trova lei?
IMP. Scarano A.: Lì trovo Matteo. Lì trovo Matteo, e dopo cinque minuti è arrivato anche Enzo Pandolfi.
PUBBLICO MINISTERO: Anche Enzo. E c'erano anche i titolari del negozio presenti?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che - se ho capito bene - sono dei fratelli, titolari di questo negozio.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E, nell'occasione, quanti ce n'erano di questi fratelli?
IMP. Scarano A.: Mah, che ricordi io erano due.
PUBBLICO MINISTERO: Due. Ecco, racconti allora alla Corte e a tutti, insomma, a tutti quelli che la stanno ascoltando, che cosa successe in occasione di questo incontro.
IMP. Scarano A.: In quell'incontro...
PUBBLICO MINISTERO: Come mai l'avevano fatto andar giù a lei?
IMP. Scarano A.: Adesso lo spiego.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: All'incontro che sono andato giù io in questa gioielleria, trovo Matteo, ci siamo salutati con Matteo. Dopo dieci minuti arriva anche Enzo Pandolfi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Siamo andati dietro un dietro bottega, c'era un divano e ci siamo messi seduti. Si è aperto un dialogo così, diciamo, Enzo con me e Matteo, dicendomi che mi dovevo impegnare qualsiasi cosa - questo me l'ha detto Enzo Pandolfi - mi dovevo impegnare a Roma, qualsiasi cosa volesse, diciamo, questo Messina Matteo Denaro.
Dico: 'va bene'. E mi hanno chiesto subito se ci potevo trovare un appartamento.
Io gli ho risposto: 'guardi, è un po' difficile a Roma cercare un appartamento'.
Comunque abbiamo parlato circa una ventina di minuti, 40 minuti. Quando ci siamo salutati per andare via, Messina mi dà un indirizzo di una agenzia, ai Parioli, l'agenzia che affittava appartamenti.
E mi dà anche 20 milioni per... Matteo gli dice a uno di questi fratelli che sta... il proprietario della gioielleria, di darmi 20 milioni. E mi ha dato l'indirizzo di questa agenzia.
Io poi sono partito la mattina dopo, ci siamo salutati tutti. Sono partito la mattina dopo, sono andato a trovare questa agenzia, ho fatto un contratto regolare. Non ricordo bene se ci ho dato due milioni o due milioni e mezzo.
Dopo quattro-cinque mesi...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, aspetti. Scusi se la interrompo, eh, Scarano. sennò anch'io perdo il filo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E certe cose che le debbo chiedere mi passano di mente.
Allora, ritorniamo un attimino alla gioielleria: aveva qualcosa di particolare questa gioielleria, che lei ricordi?
IMP. Scarano A.: Eh, di particolare...
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che siete andati a parlare in un retro bottega, se ho capito bene.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ci aveva qualcosa di singolare, di caratteristico?
IMP. Scarano A.: Ma di caratteristico c'era che era controllata con le telecamere, tutta la strada.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: Tutta la strada?
IMP. Scarano A.: La strada diciamo dove sta la gioielleria.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, la gioielleria era munita di telecamere che tenevano sotto controllo la strada.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma poi c'era qualche cosa anche di caratteristico, anche all'interno?
IMP. Scarano A.: Mah, all'interno mi è stato detto che c'era una parete che si girava praticamente. Se c'era qualche cosa si andava via dentro un giardino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Si scappava insomma, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi c'era una parete girevole dentro questa...
IMP. Scarano A.: Così ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Fu in occasione di questo incontro che lei seppe che questo Enzo era diventato latitante?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma come fece a capirlo? No, questa è proprio una curiosità vera. Perché uno non ce l'ha scritto latitante...
IMP. Scarano A.: No, me l'ha detto lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Cioè, mi spieghi, veda se riesce a ricordare come andò il discorso su questo punto.
Lei gli disse, non lo so, ecco. Lei era presente, io no.
IMP. Scarano A.: Sì, ho capito. Io ero presente, però...
PUBBLICO MINISTERO: Se se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: A me mi hanno portato in questa gioielleria. E lì ho trovato Matteo coi proprietari della gioielleria.
E Peppe Caramella, ci stava pure presente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Dopo cinque-sei minuti, dieci, è arrivato questo Enzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Arrivò da solo Enzo, o arrivò accompagnato?
IMP. Scarano A.: Io l'ho visto da solo.
PUBBLICO MINISTERO: Da solo.
IMP. Scarano A.: Ci siamo salutati lì, tutti insieme, e poi siamo, io Matteo e Pandolfi, siamo andati dietro questo retro bottega. E lì avverte Matteo, diciamo, uno di loro ha aperto... Pandolfi, adesso non mi ricordo chi, ha aperto il dialogo che mi dovevo mettere a disposizione per Messina Matteo Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMP. Scarano A.: A Roma, di trovargli un appartamento.
Qualsiasi cosa volesse, diciamo, di mettermi a disposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Allora ascolti, Scarano: questo discorso dell'appartamento, quindi da trovare a Roma, si svolse tra lei, Enzo e Matteo, a quello che ha detto?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Le altre persone, Peppe, il gioielliere o i gioiellieri che fossero, lo ascoltarono questo discorso, o no?
IMP. Scarano A.: No, no, non lo hanno sentito questo discorso.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo hanno sentito. Ho capito.
IMP. Scarano A.: Soltanto il gioielliere, Matteo gli ha detto: 'dagli 20 milioni'. E basta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto che questo Matteo le dette un indirizzo di una agenzia ai Parioli.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma gliel'ha data a vice, o gli ha dato qualche biglietto scritto, qualche cosa...
IMP. Scarano A.: No, mi ha dato un biglietto scritto.
PUBBLICO MINISTERO: Un bigliettino.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo appartamento che lei doveva trovare, poteva essere in un posto di Roma a caso, oppure doveva essere una zona particolare?
IMP. Scarano A.: Mah, io onestamente non sapevo se era particolare, oppure era... Io sono andato in questa agenzia, l'ho trovata, ho fatto un contatto regolare. Però non sapevo le modalità oppure...
PUBBLICO MINISTERO: No, forse non mi sono spiegato, Scarano.
Volevo capire se lei, nel cercare questo appartamento, doveva chiedere che fosse un appartamento di una certa zona, piuttosto che di un'altra, voglio dire.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Perché Roma è sterminata.
IMP. Scarano A.: Esatto. Nella zona.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quindi sempre nella zona dell'agenzia.
IMP. Scarano A.: In quella zona, sì
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Ai Parioli.
PUBBLICO MINISTERO: Le fu detto che era una cosa urgente o che la poteva come dire, anche prendere con calma?
IMP. Scarano A.: No, no. Non è stata una cosa, non mi ha detto che era una cosa urgente.
PUBBLICO MINISTERO: Però che lei si doveva dar da fare, ho capito bene?
IMP. Scarano A.: Sì. Io sono andato, che son andato all'agenzia, ho fatto un contratto regolarissimo...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti. Ha fatto il contratto di che cosa? Di qualche appartamento in particolare oppure ha fatto un contratto per incaricare l'agenzia?
IMP. Scarano A.: No, un contratto per incaricare l'agenzia. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, tramite questa agenzia l'appartamento è venuto fuori o no, poi?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ecco.
Quindi l'agenzia l'appartamento non glielo ha trovato a lei?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ma gli ha proposto qualche appartamento oppure proprio non c'è stato...?
IMP. Scarano A.: Ce n'era uno dopo un 2-3 mesi, diciamo lo stavano restaurando. Vicino alla Rai.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, vicino alla Rai.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la Rai, la zona di via Teulada...
IMP. Scarano A.: Via Teulada, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Via Teulada.
IMP. Scarano A.: Da quelle parti lì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'agenzia si fece viva con lei...
IMP. Scarano A.: Sì, perché...
PUBBLICO MINISTERO: ... per dirgli che avevano questo appartamento?
IMP. Scarano A.: Va beh, io sono andato una volta, due volte di persona.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Poi lo sentivo telefonicamente, praticamente. Vedendo che passava tempo, un giorno mi ha detto: 'guarda, ce n'ho uno, vieni. Ci diamo un appuntamento e lo vieni a vedere se ti piace'.
PRESIDENTE: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E sono andato. Sono andato e mi ha portato lì a via Teulada.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Quindi lei lo ha visto questo appartamento?
IMP. Scarano A.: Questo appartamento l'ho visto, ma era diciamo... lo stavano restaurando. Ci volevano altri 3-4 mesi, 5 mesi.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci. E allora?
IMP. Scarano A.: Io mi incontro con Matteo dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei avvisò Matteo di questa situazione?
IMP. Scarano A.: Sì. Ho avvisato Matteo per questa situazione e mi ha detto, dice: 'lascia perdere tutto'.
PUBBLICO MINISTERO: E senta Scarano, per avvistare Matteo come fece? Andò giù lei, vi sentiste per telefono? Se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: No, no. Sono andato giù io.
PUBBLICO MINISTERO: E ricorda dove lo ha incontrato?
IMP. Scarano A.: Sempre in zona Triscina, comunque l'ho incontrato.
PUBBLICO MINISTERO: Perché questo Matteo oltre che praticare Castelvetrano, praticava anche Triscina?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Tanto per farlo sapere alla Corte: Castelvetrano, Partanna, Triscina sono posti tra loro vicini o sono posti tra loro lontani?
IMP. Scarano A.: Mah, Castelvetrano-Triscina saranno 7-8 chilometri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Castelvetrano-Partanna sono 10-12 chilometri. Non di più.
PUBBLICO MINISTERO: E allora, Matteo le dice questo appartamento di lasciar perdere.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e tutti quei soldi che gli erano stati dati da quei gioiellieri, questi 20 milioni, che fine fanno?
IMP. Scarano A.: Questi soldi io, Matteo gli ho detto cosa dovevo fare con questi soldi. Mi ha detto: 'tienteli, te li tieni'. Ma io li ho messi in banca, però questi soldi. Son sempre lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma questo discorso ha avuto un seguito, intendo dire Matteo o qualcun altro poi le ha chiesto nuovamente di prendere qualche iniziativa per appartamenti o cose simili a Roma?
IMP. Scarano A.: Mah, dopo di quel fatto lì, dopo un po' di tempo è venuto a Roma, Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. E che cosa è venuto a fare?
IMP. Scarano A.: E' venuto a Roma e mi è venuto a cerca' che era di passaggio. Mi ha detto se potevo trovare un appartamento. E era nei primi mesi del '92. Mi sembra, se non vado errato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, era la prima volta che lei vedeva Matteo a Roma?
IMP. Scarano A.: Sì. La prima volta.
PUBBLICO MINISTERO: Come fece Matteo per fargli sapere che era a Roma?
IMP. Scarano A.: Non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: No? Voglio dire: Matteo per contattarla lei a Roma, come fece? Gli telefonò, mandò qualcuno, venne direttamente a casa sua?
IMP. Scarano A.: No, no. E' venuto Beppe Caramella.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, racconti quindi questo... si presentano insieme?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: E' venuto solo lui. E mi hanno portato... E' venuto lui e un suo compare, si chiama Alfio, Massimino Alfio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E mi hanno portato a un centro commerciale la sera verso le nove e mezza-dieci.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Dove questo Alfio lavorava.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E lì ho incontrato Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, c'era Matteo quindi...
IMP. Scarano A.: Sì. Che aspettava lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E lei ha detto che le chiese nuovamente di procurargli un appartamento?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, spieghi un attimino che cosa è successo a seguito di questa richiesta fatta da questo Matteo.
IMP. Scarano A.: Mah, io ci ho detto: 'va bene, mo vedi un po'.
Dice: 'io fra 4-5 giorni ripasso un'altra volta'.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Io mi sono impegnato, ci avevo parlato un po' vicino casa mia dove io abito. Incontro un mio amico, come si chiama?... Giacomino si chiama, ci ho detto se conosceva qualcheduno che c'aveva un appartamento. Questa persona, questo amico si è messo a disposizione nel senso che mi ha detto: 'guarda, io ce n'ho uno libero che mia madre non ci sta. Sta in Abruzzo - dice - se ti serve 10-15 giorni lo puoi prendere'.
Dico: 'va bene'. Ripassa Matteo, ci ho detto: 'guarda c'è un appartamento di un mio amico così e così - dico - se ti interessa'. Siamo andati a vederlo e dice: 'va bene'.
C'è stato ... appartamento diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Dopo...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi Scarano. Mi scusi, mi scusi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Abbia pazienza. Non faccio per farle perdere il filo. Faccio perché sennò perdo io certi particolari.
Ho bisogno di sapere se quando lei ha fatto quella chiaccherata con Matteo lì in quell'ufficio dove è stato accompagnato, ecco se a questa chiaccherata hanno assistito anche questo Beppe e questo Alfio. Oppure se il discorso è stato fatto solamente tra lei e Matteo.
IMP. Scarano A.: No, no. Tra me e Matteo. Fra me e Matteo è stato fatto.
PRESIDENTE: Il Beppe è quello quindi che lei aveva già visto a Castelvetrano?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allo svincolo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quello del 164?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro? Non ci si sbaglia, insomma?
IMP. Scarano A.: No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
IMP. Scarano A.: L'ha portato lui a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. E questo Alfio? Sarebbe, lei ha detto: Alfio Massimino.
IMP. Scarano A.: Questo abita a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Abita a Roma.
IMP. Scarano A.: Era direttore di un centro commerciale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei lo conosceva anche prima questo Alfio? Oppure è questa la prima volta in cui lo conosce?
IMP. Scarano A.: No, l'avevo già conosciuto tramite sempre Beppe Caramella.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo poi...
IMP. Scarano A.: Mel'ha presentato lui.
PUBBLICO MINISTERO: ... e questo poi glielo chiederemo, glielo chiederò con altre domande.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ora rimaniamo sul discorso di questo appartamento. Lei si rivolge a questo suo amico Giacomino, che le spiega appunto che c'ha un appartamento, la mamma che sta in Abruzzo, quindi l'appartamento è libero. Volevo dir questo: il cognome di questo Giacomino lo conosce?
IMP. Scarano A.: No, no. Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Nemmeno approssimativamente?
IMP. Scarano A.: No. Croci, se non vado errato mi sembra che si chiami Croci o Santacroci. Una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, un cognome a sfondo religioso?
IMP. Scarano A.: Eh.
PUBBLICO MINISTERO: Si potrebbe dir così?
IMP. Scarano A.: Sì, penso.
PUBBLICO MINISTERO: Lei una volta disse - glielo posso ricordare - che forse di cognome faceva Gesù Cristo, addirittura.
IMP. Scarano A.: O Gesù Cristo, eh. Una cosa del genere, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque è una persona della stessa sua, dello stesso suo quartiere, di Torremaura?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda questo appartamento se era questo della mamma di Giacomino per intendersi? Se era nello stesso stabile dove abitava Giacomino, nella stessa strada o in una zona diversa?
IMP. Scarano A.: Stesso stabile e stessa strada. Lui abita sotto, la madre abitava sopra.
PUBBLICO MINISTERO: E il nome id questa strada se la rammenta, Scarano?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Tanto per dare qualche riferimento così al quartiere, ecco io penso che il quartiere spesso, tutti i quartieri soprattutto quelli popolari delle città hanno come punto di riferimento che so?, la farmacia, il bar. Ecco, c'è qualche bar vicino a questa strada dove abita...?
IMP. Scarano A.: Di fronte alla strada esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, "di fronte" cosa vuol dire? Di fronte a un bar?
IMP. Scarano A.: Sì, di fronte al bar c'è la strada e c'è una chiesetta a sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: E questo bar si ricorda come si chiama?
IMP. Scarano A.: Mah, lo chiamano bar Torremaura.
PUBBLICO MINISTERO: Bar Torremaura. Può essere che si chiami Free Style?
IMP. Scarano A.: Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo sa.
Comunque è il bar di Torremaura?
IMP. Scarano A.: Io ci abito a 300 metri, quindi non è che... Poi non era un bar che io bazzicavo. Mi fermavo di tanto in tanto in quel bar, non è che mi fermavo spesso.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, quindi com'è che le venne di chiederlo a questo Giacomino se c'aveva un appartamento?
IMP. Scarano A.: Mah, quando io dopo che ho parlato con Matteo mi è venuto lui per le mani. Insomma, ho visto per primo lui, diciamo nella zona. E ho chiesto a lui, dato che lui fa il pittore di professione...
PUBBLICO MINISTERO: Pittore, vuol dire quello che vernicia gli appartamenti?
IMP. Scarano A.: Imbianchino. Imbianchino. Quello...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, imbianchino.
IMP. Scarano A.: Imbianchino. Praticamente gli appartamenti li sa quali son vuoti, quali sono occupati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta Matteo le aveva detto se questo appartamento gli serviva che ne so?, in capo a qualche giorno oppure se era una cosa che si poteva fare con comodo?
IMP. Scarano A.: No. Non mi ha detto niente.
PUBBLICO MINISTERO: No. Però lei a quello che capisco, non lasciò passare tanto tempo.
IMP. Scarano A.: No, no. Ho trovato subito.
PUBBLICO MINISTERO: Subito.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le spiegò Matteo se questo appartamento gli serviva per mezza giornata, per un periodo lungo?
IMP. Scarano A.: No. Soltanto che sapeva che poteva stare 15-20 giorni al massimo. Non di più.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
IMP. Scarano A.: Cioè, gli ho detto quello che mi ha detto il proprietario.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. E a Matteo gli andava bene un periodo così?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, Matteo è tornato. Ha visto l'appartamento, ha detto che gli va bene e quindi che succede?
IMP. Scarano A.: Lui dopo se ne va via dopo 5-6 giorni. Un pomeriggio arriva con un camion della Sicilia...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti. E' arrivato il camion o è arrivato anche Matteo?
IMP. Scarano A.: E' arrivato Matteo, il camion e un certo Enzo che oggi so che si chiama Sinacori.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non è l'Enzo, il medico?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: E' un altro Enzo?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo Enzo che lei ha detto oggi sa che si chiama Sinacori...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ma era una persona che aveva già visto mai lei?
IMP. Scarano A.: No, no. Non l'avevo mai visto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quando si presenta Matteo con questo Enzo, questo Enzo è una faccia sconosciuta per lei?
IMP. Scarano A.: E' una faccia sconosciuta.
PUBBLICO MINISTERO: Sconosciuta.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Sapeva da dove veniva questo Enzo? Se era uno che veniva dalle stesse zone di Matteo o se veniva da tutt'altra parte del mondo?
IMP. Scarano A.: Parlavano siciliano, insomma. Veniva da quelle parti. Dalla Sicilia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Però c'erano altre persone...
PUBBLICO MINISTERO: Un trapanese o un palermitano poteva essere?
IMP. Scarano A.: Non ho capito.
PRESIDENTE: Se era trapanese o palermitano il dialetto che parlavano?
PUBBLICO MINISTERO: Se lei l'aveva capito dalla parlata, se poteva essere più un trapanese che un palermitano, o un catanese.
IMP. Scarano A.: No, signor Giudice. Non ho potuto capire se era...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
IMP. Scarano A.: Comunque parlava più o meno come Matteo. Il dialetto è quello. Quello palermitano è diverso un po'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lo vuol descrivere questa persona? Era un ragazzo, un uomo, una persona...?
IMP. Scarano A.: Era un uomo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Che età gli si poteva dare così a vista, a vederlo?
IMP. Scarano A.: Mah, sui 37-38, non lo so. 35.
PUBBLICO MINISTERO: Alto?
IMP. Scarano A.: Capelli ricci. Non tanto alto, statura normale.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto poi: "oggi posso dire che questo signore di cognome fa Sinacori".
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo cognome come lo ha saputo lei?
IMP. Scarano A.: L'ho visto in televisione, l'ho riconosciuto in televisione.
PUBBLICO MINISTERO: Quanto tempo fa hanno fatto vedere il Sinacori in televisione?
IMP. Scarano A.: Mah, sarà due o tre mesi.
PUBBLICO MINISTERO: E' ben sicuro di aver visto in televisione la persona di cui si sta parlando?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' certo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E la televisione com'è che parlava di questo Sinacori?
IMP. Scarano A.: Perché mi sembra che collabora pure, 'sta persona.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, è un collaboratore di giustizia?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Diceva così la televisione?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Allora, torniamo a Roma, torniamo a Torremaura. Quindi, arrivano Matteo - stava dicendo - questo Enzo...
IMP. Scarano A.: E'...
PUBBLICO MINISTERO: ... e poi arriva un camion. Andiamo con ordine.
Questo Matteo e questo Enzo arrivarono assieme a Roma? Eran soli o c'erano altre persone con loro?
IMP. Scarano A.: No, no. Son arrivati il camion, questo Enzo - che Matteo lo chiamava Enzo, perché so che si chiama Enzo...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... l'autista del camion e il figlio. Son arrivati tutti contemporaneamente.
Però Enzo portava una Y10 targata Roma. Però non so se veniva dalla Sicilia oppure veniva da Roma, o da dove veniva non lo so. Soltanto che erano tutti assieme.
Son venuti assieme a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Un'Y10.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Targata Roma.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il colore se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Mah, sul bianco mi sembra che era.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per portare questo Matteo e questo Enzo in questo appartamento della mamma di Giacomino come si svolsero le operazioni?
IMP. Scarano A.: Mah, prima abbiamo scaricato il camion.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questi l'hanno contattata lei come? Per telefono? O vennero direttamente a casa sua?
IMP. Scarano A.: No. Vennero direttamente a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. E come, l'indirizzo a loro chi glielo aveva dato?
IMP. Scarano A.: Mah, non lo... l'avevano visto precedentemente. Lo sapeva Beppe, lo sapeva. L'ha portato pure a casa mia, la seconda volta è venuto pure a casa mia Denaro Messina.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quando venne a vedere l'appartamento vuol dire?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi, arrivano queste persone...?
IMP. Scarano A.: Arrivano queste persone col camion.
PUBBLICO MINISTERO: Col camion.
IMP. Scarano A.: Abbiamo scaricato un sacco pieno di armi militari, un sacco militare, color militare. Tre o quattro, due o tre sacchetti di esplosivo. L'ho sistemato in una cantina dove io abito, in una cantina comune del condominio. Sotto diciamo, materiale non usato, diciamo. Roba vecchia delle persone.
Dopo fatto questo, l'ho accompagnati lì a casa. L'ho lasciati lì, in questa casa da Giacomino. La mattina dopo sono andato per vedere se c'avevano bisogno di qualche cosa e lì trovo un altre due persone.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, ora ci si arriva. Ora torniamo un attimino indietro.
Lei lo sapeva che insieme a queste persone interessate a questo appartamento, doveva arrivare anche armi e esplosivo?
IMP. Scarano A.: Mah, sono arrivate contemporaneamente.
PUBBLICO MINISTERO: No. Voglio dire: quando Matteo le ha chiesto...
IMP. Scarano A.: Dell'appartamento?
PUBBLICO MINISTERO: L'appartamento.
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Gli ha detto: guarda, ho bisogno anche di un posto perché ho da scaricare del materiale?
IMP. Scarano A.: No, no. Assolutamente, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non le ha detto nulla.
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
Quindi, lei questo materiale l'ha visto quando è arrivato questo camion? Prima non ne sapeva niente?
IMP. Scarano A.: No. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, parliamo un attimo di questo camion. Che ricorda di particolare? Era un camion caratteristico per qualche cosa oppure era un camion normale?
IMP. Scarano A.: Era un camion normale, incassonato. Però secondo me ci stava dietro la cabina tipo un doppio fondo. che il figlio dell'autista praticamente è andato sul camion, e quasi non si vedeva dove è sceso sul cassone.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... ho visto che c'era qualcosa tipo un armadio, non lo so com'era fatto... C'erano fuori 'ste armi con 'sti sacchetti diciamo, di esplosivo. Ed ero io, Matteo, questo Enzo e il proprietario del camion e il padre. Perché erano padre e figlio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi tutto questo materiale, stava in questa specie di cassone?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E era un cassone appoggiato al retro della cabina?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha capito se a questo cassone ci si arrivava lateralmente, dal di sopra?
IMP. Scarano A.: Mah, devo esser sincero: non l'ho visto da dove è entrato questo. Perché stavo facendo un po' di spazio in cantina io.
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda che quando è stato interrogato da me, da noi, su questo punto aveva dato, ha dato un'indicazione più precisa?
IMP. Scarano A.: Mah, io l'ho visto. Cioè, ho visto questo diciamo, come si chiama?
PUBBLICO MINISTERO: Questo cassone.
IMP. Scarano A.: Questo cassone normalissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
IMP. Scarano A.: Però dietro la cabina c'era un qualcosa di diverso.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: C'era.. però esattamente, visto che li tirava...
PUBBLICO MINISTERO: C'era questo qualcosa di diverso...
IMP. Scarano A.: I sacchetti li tirava di sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Quindi li prelevava dall'alto.
IMP. Scarano A.: Eh. Dall'alto, sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E quanta roba venne fuori allora da questo camion? Cerchiamo di...
IMP. Scarano A.: Non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Quanto materiale fu tirato fuori da questo camion?
IMP. Scarano A.: Un sacco diciamo, militare. Era pieno di armi. Toccando con le mani si capiva che erano armi. E due o tre sacchetti di esplosivo. Circa 30-40 chili l'uno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quando lei dice "sacco militare" perché, cioè a dire perché era di questa stoffa militare vuol dir questo?
IMP. Scarano A.: Sì, stoffa militare. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Era un sacco che si chiudeva, che si tirava una corda sopra e si chiudeva.
PUBBLICO MINISTERO: Una cordicella.
IMP. Scarano A.: Però... C'era pure un altro sacco interno ancora. Erano chiusi dentro certi altri sacchi. Non si vedevano diciamo, a occhio nudo le armi. Solo col tasto quando si prendevano in mano si vedevano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Si sentivano che erano armi.
PUBBLICO MINISTERO: E che era pesante questo sacco?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Era pesante.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi vuol dire di roba dentro ce n'era?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Era bello grosso.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha capito se dentro c'erano armi solo di un tipo oppure se c'erano armi di tipi diversi, armi lunghe, armi corte, pistole, fucili mitragliatori o cose simili?
IMP. Scarano A.: No, io non ho visto. E' stato sempre chiuso quel sacchetto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, poi ha detto c'erano questi altri sacchetti. Due o tre sacchetti di esplosivo.
IMP. Scarano A.: Sì,
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto che era esplosivo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come ha saputo che era esplosivo?
IMP. Scarano A.: Mah, si vedeva. Perché poi...
PUBBLICO MINISTERO: No, si vedeva... Scarano, abbia pazienza. Non è che, soprattutto se un sacchetto è chiuso, non è che si veda molto. Uno magari potrà avere un certo intuito voglio dire, ma non è che si veda.
IMP. Scarano A.: No. Comunque io poi ne ho parlato pure con Matteo e gli ho detto: 'ma 'sta roba?'
Dice: 'guarda, sono armi e esplosivo. E basta. mettilo da una parte buona che non lo tocchi nessuno e via'.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei rimase come dire? un po' sorpreso, ebbe la curiosità di sapere come mai questi cercano sì un appartamento, ma intanto affidano a lei un sacco pieno di armi e tre o quattro sacchetti, o due o tre che fossero di esplosivo. Dice: oh, ma perché proprio a me?
IMP. Scarano A.: Io questo non lo so. Queste son persone che quando c'hanno una piccola amicizia o presentato da qualche altro che garantisci, diciamo che ne so?, Pantolfa ha garantito per me che era una brava persona, allora 'sta gente se ne approfittano un pochettino. Non è che ci vanno tanto leggeri. Questi si aggrappano dappertutto.
Lui è venuto da me. Non è che mi ha detto che portava le armi oppure portava, diciamo, l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: M'ha detto soltanto di custodirlo e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Se c'avevo un posto dove custodirlo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: L'ho messo in quella cantina. Però non sapevo né... e manco potevo domandare il motivo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMP. Scarano A.: E poi...
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego Scarano. Mi scusi.
IMP. Scarano A.: Loro, io la mattina quando poi loro son venuti, abbiamo scaricato questa roba. La mattina dopo io sono andato a casa di Giacomino e ci stava Matteo e altri due napoletani, parlavano napoletano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: C'ho detto, son andato lì se c'avevano bisogno di qualche cosa. M'ha detto: 'guarda - dice Matteo - tu qui non ci devi veni'. Se c'ho bisogno io di qualcosa, vengo io da te'.
Da quel momento in poi non li ho più visti. Mi è rimasto quel materiale in cantina, loro se ne son andati e né mi hanno salutato e né mi hanno detto che andavano via.
Poi li ho cercati io dopo 7-8 mesi.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, aspetti. Non corriamo, non corriamo.
IMP. Scarano A.: Anzi, per essere più precisi me l'ha detto il proprietario della casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Che erano andati via.
PUBBLICO MINISTERO: Che erano andati via. Non corriamo, Scarano.
Volevo dir questo: lei questo materiale, questo sacco di stoffa militare e questi sacchetti ha detto li mise nello scantinato.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di casa sua.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma lo mise nella cantina sua privata, personale oppure in un locale diverso?
IMP. Scarano A.: No, no. Un locale comune con tutto il condominio. Era un vecchio lavatoio, diciamo. Adesso non ci lava più nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, era il locale adibito ai lavatoi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lo nascose in qualche modo, lo occultò?
IMP. Scarano A.: Sì, l'ho nascosto in mezzo alle vasche diciamo. Tra le vasche a destra e le vasche a sinistra dove si lavava. Ci stava un mucchio di roba vecchia diciamo, brande vecchie, porte, di gente che aveva ammodernato un po' l'appartamento. Era tutto buttato lì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Sotto questa cantina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Ho levato 'sta roba e l'ho messa tutta sotto 'sta roba. C'ho messo la roba sopra. L'ho nascoste bene, insomma. Non ci andava nessuno giù in cantina, in quella cantina.
PUBBLICO MINISTERO: E c'eran delle chiavi di quel locale lì oppure...?
IMP. Scarano A.: Le chiavi, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Tutti i condomini c'avevano le chiavi?
IMP. Scarano A.: Sì, la maggior parte ce l'avevano tutti all'epoca. Quando si lavava sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ce l'aveva?
IMP. Scarano A.: Io, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. E quindi, questi vanno via e lei ha detto lo viene a sapere solamente da Giacomino?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
Ha detto in questo appartamento quindi di esserci stato lei quante volte?
IMP. Scarano A.: Quando ce li ho portati e la mattina dopo. Se c'avevano bisogno di qualche cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto che c'erano anche due persone che parlavano napoletano?
IMP. Scarano A.: Sì. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, ho bisogno di sapere da lei se ha capito che cosa ci stavano a fare questi napoletani lì?
IMP. Scarano A.: No, io non ho capito niente che ci dovevano fare. Soltanto poi ho sentito Matteo, che gli diceva a uno di loro, l'ha chiamato di cognome o di nome non... ci ha detto, si stava vestendo questo ragazzo che stava lì, questo napoletano. Stava aprendo la valigia che stava sul letto per pigliarsi la roba per vestirsi, che voleva andare via.
Matteo ci ha detto soltanto: 'guarda, non andare su, lascia stare, perché oggi è giovedì'. E basta. Solo quello ho sentito.
PUBBLICO MINISTERO: Veda di ricordare meglio, Scarano. Perché su questa circostanza lei aveva un ricordo più preciso qualche mese fa.
IMP. Scarano A.: Io quando sono andato lì la mattina dopo...
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ma il discorso che lei sentì fare, quello che sta riferendo.
IMP. Scarano A.: Ah, Nuvoletta si chiamava quello.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Quindi, Matteo si rivolse a questo chiamandolo Nuvoletta?
IMP. Scarano A.: Sì. Perché stava mettendo la valigia per prepararsi a vestirsi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Mi ricordo questo particolare. Sul Letto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Matteo ci ha detto: 'Nuvoletta, guarda lascia stare - dice - perché oggi è giovedì, non c'è bisogno che ti vesti'.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, non c'è bisogno che vai fuori?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, ma in rapporto a che cosa Scarano?
IMP. Scarano A.: Questo...
PUBBLICO MINISTERO: Veda di ricordarselo, via.
IMP. Scarano A.: Questo non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito che non lo sa. Ma gli disse Matteo a questo Nuvoletta: oggi è giovedì... voglio dire perché la settimana, tutte le settimane c'è il giovedì.
IMP. Scarano A.: C'ha detto così. Però, poi dopo a lungo tempo ho collegato le cose.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, Scarano. Rifaccia mente locale su questa conversazione. Ormai che ci siamo. Oggi è giovedì - le disse Matteo - e poi? Aggiunse qualcosa?
IMP. Scarano A.: Mah, non mi... Mi sembra che ho già detto che: 'non c'è bisogno che ti vesti che oggi è giovedì'.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, io le volevo ricordare che lei quando è stato sentito da me, dagli altri magistrati del mio ufficio, lei ha sempre fatto una puntualizzazione a questo proposito, eh?
Ora, può darsi che magari lei oggi non se lo ricordi tanto bene. Ma lei ha detto ripetutamente, che questo Matteo disse: 'è inutile che vai oggi fuori, oggi è giovedì e la trasmissione non c'è'.
IMP. Scarano A.: Esatto, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, e allora perché non l'ha detto prima Scarano?
IMP. Scarano A.: Non mi ricordavo. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ricorda che il discorso fu questo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Ricordo benissimo. Ci ha detto: non ti vestire tanto oggi è giovedì e la trasmissione non c'è'. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Per lei questo discorso aveva un significato in quel momento?
IMP. Scarano A.: Io non ci ho fatto nemmeno caso, ho sentito e basta. Non sapevo di chi... Non mi ha fatto più di tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non ci capì niente sul momento?
IMP. Scarano A.: No, no. Niente.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi questo, Matteo le dice di non tornare, di non farsi vedere lì all'appartamento. Che se aveva bisogno veniva lui da lei.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto. Bene, non li ho più visti, io.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMP. Scarano A.: Non li ho più visti.
PUBBLICO MINISTERO: Non li ha più visti. Ma, successivamente, le è capitato ancora di vederlo Matteo.
IMP. Scarano A.: Eh, l'ho cercato io, dopo. Dopo un po', un bel periodo di tempo l'ho cercato io per vedere cosa fa di quel materiale.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è andato lei a cercare Matteo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E sapeva come fare a trovare questo Matteo?
IMP. Scarano A.: Io sono andato in Sicilia, dopo sei-sette mesi, forse pure otto. E ho chiesto a Peppe se mi poteva cercare Matteo.
Dopo un paio di giorni mi ha detto: 'sì, l'ho trovato. Dobbiamo andare a Palermo'.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E mi danno un appuntamento a lui, a Palermo, in un bar vicino piazza Politeano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, la fermo subito, perché ho bisogno di chiederle un particolare.
Questo viaggio di cui sta parlando, è un viaggio che fece - se se lo ricorda, eh - da solo, ovvero con qualcuno? Magari con qualcuno dei suoi familiari, la signora.
IMP. Scarano A.: Ah, mi sembra con mia moglie sono andato, sì. Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda qualche particolare di questo viaggio? Del viaggio proprio di andata.
IMP. Scarano A.: Ricordo che la mattina dopo, quando io... Sono andato con la nave.
PUBBLICO MINISTERO: Allora lei prese la nave.
IMP. Scarano A.: Sì, ho preso la nave.
PUBBLICO MINISTERO: La prese, dove? A Napoli?
IMP. Scarano A.: A Napoli, sì. Quando andai a trovarlo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Fece Napoli-Palermo, quindi.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Con la sua macchina era?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La solita Audi? Quella a nafta?
IMP. Scarano A.: Sì. Sì, sì, la macchina mia.
PUBBLICO MINISTERO: No, siccome lei di macchine se n'è girate diverse, le domandavo se era sempre l'Audi...
IMP. Scarano A.: Sì, sì, l'Audi, sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'Audi. Ecco, ci fu qualche cosa di particolare nel corso di questo viaggio che lei fece con la signora?
IMP. Scarano A.: Di particolare che la mattina, quando io ho sbarcato a Palermo prendendo la strada per andare a Castelvetrano, a un certo punto trovo l'autostrada chiusa. Ho dovuto uscire. E uscendo praticamente si sale su un ponte, si passa sopra all'autostrada. E ho visto che era pieno di persone, pieno di agenti.
Mi sono fermato e ho domandato cos'era successo.
Io credevo che c'era qualche incidente a mezzo alla strada.
Ho domandato ad una persona che stava su questo ponte, che c'erano parecchi. Mi ha detto, dice: 'hanno fatto un attentato al dottor Falcone'.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'autostrada era interrotta per questo attentato?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, il giorno prima, quando partì da Roma, perché per andare voglio dire a Palermo ci si imbarca la sera a Napoli. Quindi sarà partito nel pomeriggio del giorno precedente, da Roma.
IMP. Scarano A.: No, io parto alle cinque di Roma; alle otto sto a Napoli, alle otto e mezza parte la nave.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, bravo. E infatti ho detto il pomeriggio...
IMP. Scarano A.: Sì.
IMP. Scarano A.: ... alle cinque. Di questo attentato non c'era notizia ancora.
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei seppe di questo attentato l'indomani mattina trovandosi proprio a transitare...
IMP. Scarano A.: Quasi sul posto.
PUBBLICO MINISTERO: Quasi sul posto.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Era dirottato il traffico e lei vide che c'era l'autostrada invasa di persone.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho capito. Quindi è questo viaggio qui quello appunto che lei fece alla ricerca di Matteo per sapere che cosa doveva fare tutto il suo materiale?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei sapeva come doveva fare per trovare questo Matteo? Cioè a dire: andava a casa a suonargli il campanello, o...
IMP. Scarano A.: No, io non so nemmeno dove abita lui.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, bravo, volevo sapere questo io infatti.
IMP. Scarano A.: No, no. E io dico: 'vado giù, qualcuno trovo, lo cercherò'.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Ho trovato Peppe Caramella e ho chiesto a lui.
Sono passati un paio di giorni e lo ha rintracciato.
O a lui, o chi per lui, lo ha rintracciato, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Ci hanno dato un appuntamento a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, lei era con la signora.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto, era con sua moglie.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, sua moglie, in quei giorni, siccome sento che ci siete stati almeno qualche giorno, dormiva dai suoceri suoi, oppure eravate in albergo da qualche parte? Se se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: Mah, io stavo a casa mia, mi sembra.
No, ho dormito pure in albergo, però adesso non mi ricordo se...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, non se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: Ne ho fatti tanti di viaggi, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Ne ha fatti tanti.
IMP. Scarano A.: Eh, ne ho fatti tanti, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi Peppe gli dissi che l'incontro, per incontrarsi con Matteo bisognava andare a Palermo.
IMP. Scarano A.: No, mi ha detto: 'vediamo che posso fare'. Però l'ho visto dopo un paio di giorni e mi ha dato una risposta positiva.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Io non so adesso a chi si è rivolto per cercare Messina Denaro Matteo, o lo sapeva lui dove stava.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Insomma, di fatto che cosa successe? Lei lo ha visto Matteo?
IMP. Scarano A.: Sì, l'ho visto a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ci è andato da solo, o ci è andato con Peppe?
IMP. Scarano A.: Ci sono andato con Peppe, mi ha accompagnato.
PUBBLICO MINISTERO: Con la macchina sua, o con la macchina di Peppe.
IMP. Scarano A.: No, con la macchina di Peppe, mi sembra. Con una Clio.
PUBBLICO MINISTERO: E dove vi siete visti, se lo ricorda, con Matteo?
IMP. Scarano A.: Ma a me mi è stato detto che lì c'era piazza Politeano, Politeamo, Politeano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: In un bar, la mattina verso le nove e mezzo, le dieci. E io vedendo Matteo praticamente... Siamo arrivati noi, prima. Io e Peppe siamo arrivati molto prima.
Dopo è venuto, è sbucato Matteo lì... Da dove è sbucato manco lo so, perché non l'ho visto da dove è arrivato, l'ho visto dentro una macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Noi stavamo fuori, seduti sul marciapiedi, perché ci stavano i tavolinetti con i portoncini. E tutto, tutto assieme abbiamo visto Matteo, diciamo, e due persone che stavano distanti.
PUBBLICO MINISTERO: Tutto assieme, tutto ad un tratto.
IMP. Scarano A.: Tutto ad un tratto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Io parlo con Matteo di questo materiale cosa dovevo fare, cosa non dovevo fare, perché lì non lo potevo tenere.
Mi ha detto, dice: 'non preoccuparti. Mo ti presento un amico'. E chiama questo "Fetetto", che oggi lo conosco come Cannella Cristofaro.
Mi presenta a lui sempre lì a piazza Politeano. Mi ha detto: 'te la vedi con lui, con "Fetetto"'.
E lui se ne va. Se ne va, "Fetetto" dice: 'non ti preoccupare, che adesso questo materiale che sta a Roma, vediamo cosa possiamo afre'.
Non mi ha dato niente di specifico, oppure... Mi ha parlato di una partita di hashish, anche in quel periodo.
PUBBLICO MINISTERO: In questo incontro?
IMP. Scarano A.: In questo incontro, sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E per il materiale non mi dovevo preoccupare.
PUBBLICO MINISTERO: Meglio così. Senta, Scarano: lei per rintracciare quindi Matteo, quando arrivò giù, si rivolse a questo Peppe, al solito Peppe Caramella.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei sapeva se, voglio dire, i rapporti tra Peppe e Matteo erano tali per cui appunto poteva chiedere a Peppe di procurargli l'incontro con Matteo?
IMP. Scarano A.: Ma Peppe mi aveva portato precedentemente lì in quella gioielleria. Poi ho avuto modo anche di vederlo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma Matteo le aveva detto nulla a lei - a lei Scarano, eh, voglio dire - Matteo le aveva detto nulla se lei si poteva fidare di questo Peppe per quanto ci fosse stato di bisogno, per una cosa o per l'altra?
IMP. Scarano A.: Mah, si fidava sì, perché con me presente, quando si sono visti, ci siamo visti, ci ha chiesto se serviva un appartamento.
E Caramella ci ha risposto: 'guarda, ce n'ho uno a Mazara vicino alla stazione'.
Dice: 'mi sta bene. Prendilo'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questo...
IMP. Scarano A.: Vuol dire che erano, si conoscono bene quando fanno queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ma questo mi pare che sia un episodio successo un'altra volta, no?
IMP. Scarano A.: Mah, insomma...
PUBBLICO MINISTERO: Questo che sta dicendo ora, cioè a dire questa richiesta che Matteo fece a Peppe di trovare un appartamento. E quello gli disse che ce l'aveva a Mazara, è un'altra storia, questa qui?
IMP. Scarano A.: Ma è sempre questa la storia.
PUBBLICO MINISTERO: La storia sì, ma non è, voglio dire, uno degli episodi che riguarda lei.
IMP. Scarano A.: No, no, glielo ha chiesto a lui.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Mica gliel'ha chiesto in piazza Politeama questo, al bar di piazza Politeama, questo appartamento.
IMP. Scarano A.: Mah, mi sembra esattamente proprio lì lo ha chiesto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì?
IMP. Scarano A.: Sì. Quando ci siamo incontrati.
PUBBLICO MINISTERO: O in un calzettificio a Castelvetrano?
IMP. Scarano A.: In un?
PUBBLICO MINISTERO: Calzettificio a Castelvetrano.
AVVOCATO Gramigni: Presidente, questa mi sembra un po' suggestiva, come domanda.
PUBBLICO MINISTERO: Può essere, avvocato. Ma facevo per sbloccare su un punto.
AVVOCATO Gramigni: Sì, ho capito, ma...
PUBBLICO MINISTERO: Sennò lo fo sottoforma di contestazione e bell'e fatto. E' la stessa.
AVVOCATO Gramigni: Certo. Formuli la contestazione.
PUBBLICO MINISTERO: Faccio presente a Scarano che, questo episodio, la richiesta che Matteo avrebbe fatto a questo Peppe di trovargli un appartamento, con risposta da parte di questo peppe che l'appartamento c'era e che era a Mazara, secondo una dichiarazione che ha reso già Scarano durante le indagini preliminari, e che ora circostanzierò in termini di data dell'interrogatorio, questa conversazione appunto avvenne nel corso di un incontro che si svolse all'interno di una fabbrica o di un deposito di calze a Castelvetrano.
IMP. Scarano A.: Esatto, esatto. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Così si è accontentato anche l'avvocato Gramigni. Invece...
PRESIDENTE: Diamo anche le indicazioni... Per cortesia, scusate.
PUBBLICO MINISTERO: Arrivo subito, Presidente, un secondo solo. Perché non è facile nemmeno per me orientarmi all'istante sui punti...
Comunque finiamo di far rispondere Scarano su questo punto.
Allora, quello che le ricordavo, Scarano, è esatto? Scarano?
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Ha detto di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che ci fu questo incontro in questo deposito o fabbrica di calze a Castelvetrano?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, c'è stato, c'è stato. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'è stato. E' in questa occasione allora che fu fatta questa richiesta a Peppe di quest'altro posto? E Peppe disse che c'era a Mazara?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. E in quell'occasione mi sembra che Matteo mi ha detto che c'era la casa, mi ha dato l'indirizzo di una casa a... a Roma, in via Alessandrina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora arriviamo anche a questo.
Aspetti un secondo solo, perché devo dare il riferimento.
Appunto, questo riferimento nasce da una dichiarazione che Scarano ha reso esattamente il 5 di aprile del 1996 e dalla trascrizione a pagina 71, 70-71 dell'interrogatorio, della trascrizione.
Perché il racconto che fece Scarano in quell'occasione, è questo qui:
"Io sono andato giù. Ho bisogno di parlare con Matteo... Dopo tre o quattro giorni viene Garamella e mi porta nel centro storico di Castelvetrano dentro una fabbrica o un deposito di calze".
Io chiedo: "Di che cosa?"
"Calze. Arriviamo dentro questo cancello, scendiamo dentro i sotterranei. Lì dentro sta Matteo..."
E un pochino più avanti, sempre in questo punto...
Allora, più esattamente, più esattamente, si tratta dell'interrogatorio del 4 aprile, non del 5 aprile. Del 4 aprile del '96, a pagina 90:
"Matteo ha detto a Peppe: 'mi serve una casa'.
Peppe gli ha risposto: 'ce n'è una vicino alla stazione di Mazara, di fronte alla stazione di Mazara'.
Matteo ci ha risposto: 'sì, mi sta bene. Prendila'".
Ecco, ha sentito Scarano? Tutta una cosa un po' complicata, ma non è colpa sua, è colpa nostra.
Se lo ricorda no, questo fatto, come lo abbiamo detto ora.
IMP. Scarano A.: Eh.
PRESIDENTE: Deve rispondere chiaro: "Sì, no..."
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, che questo appartamento era disponibile a Mazara alla stazione, dietro la stazione, di fronte alla stazione di Mazara.
IMP. Scarano A.: Esatto. Sì, vicino alla stazione, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Oh.
IMP. Scarano A.: Ci ha risposto Peppe. Esatto, esatto.
PRESIDENTE: Possiamo fare una breve sospensione?
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, Presidente.
PRESIDENTE: Tra dieci minuti riprendiamo.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, prima di riprendere a porre delle domande a Scarano, debbo dare atto che quella contestazione che ho fatto prima era sbagliata.
Nel senso che ricordava bene Scarano e mi sbagliavo io. Perché quel certo episodio della richiesta dell'appartamento da parte di Matteo a Beppe con relativa risposta che riguarda Mazara, un appartamento alla stazione e tutto il resto, in effetti Scarano aveva riferito nell'interrogatorio del 4 aprile del '94 che avvenne nel corso dell'incontro al Bar Politeama.
PRESIDENTE: '96.
PUBBLICO MINISTERO: Nell'interrogatorio del 4 aprile '96 avvenne nel corso dell'incontro al Bar Politeama.
Quindi, ammesso che sia previsto dal Codice, ritiro la contestazione. E che sbagliavo io.
Sono due episodi diversi: l'incontro al calzettificio e l'incontro al Bar Politeama. E aveva ragione Scarano a fare quella, aveva avuto ragione lui a dare quella risposta.
Ecco, detto questo, visto che sono tornato un attimo su questo incontro al Politeama, al Bar Politeama... Scarano, mi segue?
*IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei prima ha accennato al contenuto di questo discorso che c'è stato in quella occasione tra lei e Matteo.
Io avrei bisogno di qualche particolare in più.
Allora, sia sul contenuto, sia sulle persone che ascoltarono questo discorso che ci fu tra lei e Matteo. E quelle che invece non ascoltarono.
IMP. Scarano A.: A piazza Politeano?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Mah, tra me... Praticamente ero io e Matteo. Ma c'era anche Beppe Caramella e altre persone che, a quanto ho capito dopo, avevano accompagnato Matteo. O erano venuti prima a vedere, diciamo, la situazione lì al bar.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Perché se non mi sbaglio eravamo arrivati avanti. O si guardava più o meno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha menzionato anche la persona di questo "Fifetto".
IMP. Scarano A.: Sì, lì mi ha presentato anche "Fifetto". Dopo che io ho parlato con lui, che ho parlato di queste armi e questo esplosivo che lui aveva lasciato a Roma...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: ... mi ha detto: 'non preoccuparti, adesso ti presento un amico'. E lo ha chiamato contemporaneamente.
Dice: 'ti metti d'accordo con "Fifetto"'.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Si chiama "Fifetto". E l'ho conosciuto sempre come "Fifetto".
PUBBLICO MINISTERO: "Fifetto". Senta, Scarano: ma Beppe Garamella, tanto per intendersi, la persona che lei chiama come Beppe, ascoltò questa conversazione tra lei e Matteo relativa a che cosa se ne doveva fare di queste armi e di questo esplosivo, oppure rimase in disparte?
IMP. Scarano A.: Rimase in disparte seduto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ha detto che in quella conversazione ci fu anche un accenno a dell'hashish? Ho capito bene?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in che termini venne fuori questo discorso? Fu una iniziativa sua, fu una iniziativa di Matteo...
IMP. Scarano A.: No, no, né di Matteo, né mia. Io non sapevo niente e Matteo non mi ha detto niente in quella occasione.
Quando mi ha presentato "Fifetto" - oggi lo conosco come Cannella Cristofaro - mi sono messo praticamente d'accordo con lui, presentandomi... Matteo Denaro mi ha presentato questo "Fifetto".
Teneva opportuno che sarebbe responsabile anche di questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. E questo...
IMP. Scarano A.: Di questo materiale. E ho parlato prima del materiale.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Materiale intendo dire l'esplosivo e le armi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Cosa dovevo fare, o venirli a prenderli, oppure... Cosa io dovevo fare.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Abbiamo parlato prima di queste cose e poi mi ha detto: 'senti, siccome tu a Roma avrai possibilità di piazzare un quantitativo di hashish...'.
Ci ho detto: 'guarda, "Fifetto", io non ne capisco niente di questa roba- dico - dammi tempo che ne parlo con qualcheduno a Roma e ti do una risposta'.
Comunque quel giorno stesso siamo andati prima a pranzo, mi sembra, o prima da Giacalone... No, prima siamo passati da una stalla che lui aveva, con dei cavalli.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, aspetti, Scarano. Ora a questo episodio poi ci arriveremo. Ci arriveremo.
Invece, un attimo prima che il Presidente sospendesse l'udienza, lei ha accennato a questa vicenda di questo ulteriore appartamento all'Alessandrina, come lo chiama lei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora raccontiamo questo episodio. Come nasce, di che si tratta e che evoluzione ha avuto questa situazione.
IMP. Scarano A.: L'appartamento all'Alessandrina me lo ha detto, mi sembra in quella occasione della fabbrica, diciamo il deposito di calze. Perché lì abbiamo parlato di casa. E me lo ha detto lì.
Mi ha dato un numero. Dice...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi chi è che gliel'ha detto? Intanto diamo un nome...
IMP. Scarano A.: Matteo. Matteo Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Matteo.
IMP. Scarano A.: Sì. Mi ha dato un indirizzo di questo appartamento col numero civico e la via, via Alessandrina.
E ci ho detto: 'questa via è vicina a casa mia'.
Sono rimasto un po', diciamo...
PUBBLICO MINISTERO: Stranizzato.
IMP. Scarano A.: Sì, perché dico: 'come mai conosci via Alessandrina?'
Fra me e me quello l'ho pensato, eh.
Dice: 'vai qui in questo indirizzo, questo numero civico, questo è il numero della cassetta della posta e trovi dentro un mazzo di chiavi. Al secondo piano ci sta un appartamento'.
Mi ha indicato più o meno com'era l'appartamento. La porta che era di fronte alla scala.
Dice: 'vai lì, apri e cambi la serratura. Vedi quello che ci manca dentro l'appartamento'.
Che poi era una camera e cucina.
Io guardo dentro e ci stava solo il letto col materasso. Non c'era niente. Ho comprato un paio di lenzuola, una coperta, ho cambiato la serratura, una toppa come la chiamano loro. E mi sono tenuto queste chiavi io a casa mia.
Però non vedevo nessuno che veniva ad interessarsi più di queste cose che io, che mi aveva detto di fare Matteo.
Un bel giorno mi ha detto, dice... Non ricordo bene chi me lo ha detto, di riportar le chiavi un'altra volta in quella buca dove io le avevo prese. E basta. E non ho saputo più niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ascolti Scarano...
IMP. Scarano A.: Non ho visto nessuno. Anzi, dirò di più, perché quel periodo lì mi hanno fatto una perquisizione a casa mia. E, se non ricordo male, era verso maggio-giugno '92. '92... Sì, '92.
Hanno trovato questo mazzo di chiavi dietro la porta di casa mia, la Polizia di Stato.
Dice: 'queste chiavi nuove di dove sono?'
Dico: 'guardi, l'appartamentino qui a via Alessandrina'.
E siamo andati pure lì. Hanno guardato, non c'era niente, mi hanno dato le chiavi e se ne sono andati.
Dopo hanno fatto la perquisizione a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora questa storia nasce da una richiesta di Matteo.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: La richiesta che le è stata fatta quindi, a quello che capisco, giù, non a Roma. Giù.
IMP. Scarano A.: Giù, giù.
PUBBLICO MINISTERO: Giù a Castelvetrano.
IMP. Scarano A.: Me lo ha dato lui il numero di quella via, del numero civico della posta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi le ha dato sia l'indirizzo, sia il nome o il numero della cassetta delle lettere.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei poi ha trovato effettivamente le chiavi dentro la cassetta delle lettere come le era stato detto?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo appartamento, quindi lei c'è stato dentro.
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, com'era un appartamento grande o piccolino?
IMP. Scarano A.: No, camera e cucina.
PUBBLICO MINISTERO: Camera e cucina.
IMP. Scarano A.: E un piccolo ingressino. E il bagno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ci ha trovato qualcosa dentro questo appartamento?
IMP. Scarano A.: Ci ho trovato un letto col materasso, una macchina di cucina e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ci ha trovato anche qualche altro oggetto, qualche cosa di particolare? Che ne so, pacchi di giornali... Fo per dire, faccio un esempio.
IMP. Scarano A.: No, ho trovato parecchie buste di queste di plastica. Di queste che si confeziona la roba per mettere nel freezer.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, buste come se fossero per confezionare prodotti alimentari.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto. Ce n'era tante di quelle.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei quando vide queste buste pensò che, pensò o capì se erano state adoprate, o potevano essere adoprate per confezionare alimentari o qualcosa di diverso?
IMP. Scarano A.: No, io le ho viste lì. Di solito servono per quello, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Di solito, sì. Lei se lo rammenta che quando è stato interrogato, su questo punto, il 29 aprile del '96, disse proprio a me che queste buste le fecero pensare che fosse roba utilizzata per confezionare stupefacenti, non...
IMP. Scarano A.: Ah, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... non i surgelati.
IMP. Scarano A.: Esatto, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: No, io ho detto: le buste sarebbero quelle, sono buste che praticamente, normalmente, si usano per congelare la roba dentro i congelatori.
PUBBLICO MINISTERO: Normalmente sì, eh.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto, esatto. Giusto.
PUBBLICO MINISTERO: E...
IMP. Scarano A.: C'erano di diverse dimensioni, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, ma stupefacenti ce n'erano in questo appartamento, o no?
IMP. Scarano A.: No, io non li ho trovati.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo sicuri di questo?
IMP. Scarano A.: Sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Quando arrivò la Polizia, queste buste c'erano ancora, o non c'erano più?
IMP. Scarano A.: No, le avevo levate io.
PUBBLICO MINISTERO: Le aveva buttate via lei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, un dettaglio: la serratura la cambiò lei, oppure la fece cambiare a qualcuno?
IMP. Scarano A.: L'ho fatta cambiare.
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo dire a chi?
IMP. Scarano A.: A mio fratello.
PUBBLICO MINISTERO: Suo fratello. A suo fratello spiegò come mai lei ci aveva le chiavi di questo appartamento, o no?
IMP. Scarano A.: No, ci ho detto che l'avevo comprato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, una volta cambiata la serratura e messa quella nuova, le chiavi della serratura nuova quante erano? Una, o più?
IMP. Scarano A.: Due, due.
PUBBLICO MINISTERO: Due. Le ha tenute tutte e due lei?
IMP. Scarano A.: Sempre io ce l'ho avute.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto che in quel periodo ebbe una perquisizione della Polizia.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ne ebbe anche altre di perquisizioni in quel periodo?
IMP. Scarano A.: Sì, me l'aveva fatte, le avevo avute precedentemente. A casa, però.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E' stato un periodo che in un mese me ne hanno fatte tre, mi sembra. Due, o tre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma veniva sempre la Polizia, oppure si alternavano Polizia e Carabinieri?
IMP. Scarano A.: Ma onestamente sono venuti sempre in borghese. Non sono mai venuti in divisa. Non so.
Ultimamente che siamo andati in quella casa mi hanno detto che non era la Polizia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Della centrale.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, voglio dire, in occasione delle altre perquisizioni, non erano venuti a guardare anche in questo appartamento.
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Di via Alessandrina.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ci vennero questa volta perché trovarono le chiavi?
IMP. Scarano A.: Sì, qualcuno di loro mi sembra che si era accorto che c'erano queste chiavi dove io tengo tutte le chiavi di casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Diciamo, chiavi della macchina... Ha visto queste chiavi nuove che non erano della porta di casa mia. Ci avranno dato l'occhio a un poliziotto, a qualcuno, ha visto queste chiavi, dice: 'di dove sono queste chiavi?'
E ci ho detto dove stavano, di dove erano le chiavi.
Dice: 'possiamo andare?'
'Come no?', gli ho detto. 'Andiamo'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, nel corso di queste varie perquisizioni, non dico espressamente di questa, delle precedenti anche, le era stato sequestrato qualche cosa, che lei ricordi?
IMP. Scarano A.: A me personalmente?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Mah, sequestrato sì. Mi hanno sequestrato dei soldi, mi hanno sequestrato assegni...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le hanno sequestrato del danaro.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ci aveva del denaro in casa?
IMP. Scarano A.: Ci aveva una ottantina di milioni, mi sembra. Fra assegni, diciamo, e denaro liquido.
PUBBLICO MINISTERO: Ma parte di questo denaro ci aveva una destinazione specifica?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei si riprometteva, voglio dire, di utilizzarlo per qualcosa di particolare?
IMP. Scarano A.: Ci avevo una trentina di milioni messi in cucina.
Siccome ho acquistato un appartamento che si doveva sposare mio figlio nel '92, allora questi soldi praticamente erano fatti per l'appartamento. Gli dovevo dare 40 milioni.
E le spese diciamo del ristorante, spese... le spese del matrimonio, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Le spese del matrimonio, perfetto.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Suo figlio poi si è sposato?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In che data, se lo ricorda? Almeno il mese.
IMP. Scarano A.: No, la data non me la ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Almeno il mese.
IMP. Scarano A.: Il mese? Luglio, luglio.
PUBBLICO MINISTERO: Luglio. Del '92.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questa perquisizione fatta dalla Polizia, che poi...
IMP. Scarano A.: Questa è stata una delle ultime.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: I soldi sono stati sequestrati precedentemente.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMP. Scarano A.: Un 20 giorni prima, 15 giorni prima.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Quindi, rispetto al matrimonio di suo figlio, questa perquisizione fatta dalla Polizia, questo controllo, via, in viale Alessandrino, quanto tempo prima poteva essere successo?
IMP. Scarano A.: Mah, un mesetto prima, un mese, un mese e mezzo, non di più.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, ma durante questo periodo in cui lei ebbe le chiavi di questo appartamento all'Alessandrino, qualcuno ha adoprato questo appartamento? Qualcuno ha chiesto a lei le chiavi?
IMP. Scarano A.: Mai.
PUBBLICO MINISTERO: Mai?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: E questa faccenda come finisce?
IMP. Scarano A.: Finisce... Questa vicenda finisce che un giorno Matteo mi ha detto di portare le chiavi dove le avevo prese.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi le ha rimesse nella cassetta delle lettere.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, a Matteo glielo accennò che lei aveva avuto una perquisizione e che avevano controllato anche in viale Alessandrino?
IMP. Scarano A.: No. Mi sembra di no, non ci ho detto niente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano: a come la ricorda lei, tra la vicenda della casa di Giacomino e questa vicenda qui dell'Alessandrino, quanto tempo può essere passato?
Se se la sente di dare una indicazione di tempo, eh. Se se la sente, se non se la sente, lo dice: 'non sono in grado'.
IMP. Scarano A.: Mah, sono passati, è passato poco tempo, poco tempo. Un paio di mesi. Tre mesi, quattro mesi, non... Di preciso adesso... Comunque è stato sempre nel '92, questo, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Fine '92, più o meno.
PUBBLICO MINISTERO: Quando si sposò il suo figliolo, la vicenda dell'Alessandrino era già finita?
IMP. Scarano A.: Mah, le chiavi mi sembra ancora ce l'avevo io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, lei poco fa ha detto di avere fatto svariati viaggi giù.
IMP. Scarano A.: Allora posso dire una cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Naturale.
IMP. Scarano A.: Più precisa.
PUBBLICO MINISTERO: Quello che le viene in mente, lo deve dire.
IMP. Scarano A.: Allora, se non erro, nel '92 io sono stato a Triscina. E Matteo mi è venuto a trovare a Triscina.
E mi sembra, e sono sicuro che era il mese di agosto, che stavo io e mia moglie da sola. Perché mio figlio quello piccolo stava a fare il militare. Quello sposato non si poteva muovere perché la moglie non poteva viaggiare perché era, diciamo, in stato interessante e non poteva viaggiare.
Ed è venuto Matteo a trovarmi ad agosto. E' venuto lì, a Triscina due minuti e se n'è andato.
E mi sembra in quel periodo mi ha detto: 'quando vai a Roma riporta le chiavi dove l'avevi prese'. Lì alla Alessandrina.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, lei ha detto prima, Scarano, di aver fatto svariati viaggi giù in Sicilia.
IMP. Scarano A.: Ne ho fatti tanti, signor Giudice, non è che posso... Cioè, comunque il contenuto è questo, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, allora si è parlato di un incontro nel negozio dei gioiellieri, si è parlato di un incontro in un deposito di calze o fabbrica che fosse, e poi ci torneremo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si è parlato ora di un incontro - lo ha raccontato un secondo fa - proprio a Triscina quando lei era con sua moglie.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vi è capitato di vedervi anche da qualche altra parte che lei ricordi? Invece che a un calzettificio, che ne so, ad un garage; invece che ad un garage, in un negozio di alimentari, a un supermercato, a...
IMP. Scarano A.: Mah, io mi sono visto con Matteo dopo, sempre nel '92, quasi fine '92 a Palermo.
In casa da Grigoli Salvatore, detto "U' cacciatore".
PUBBLICO MINISTERO: E va bene. A questo ci arriveremo.
Dico: ricorda per caso se vi siete incontrati una volta a Castelvetrano fuori dal centro abitato, in un posto dove c'è...
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Sì. Sì, esatto. Vicino ad un supermercato, un deposito. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Fuori Castelvetrano, all'uscita dell'autostrada, quasi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e nell'occasione lei si incontrò con Matteo. Chi c'era presente anche a questo incontro? Se se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: Presente non c'era nessuno. Mi ha portato fuori... in un pezzo di campagna, lì, dove sta questo supermerca... chiamiamolo deposito.
PUBBLICO MINISTERO: E ricorda se è successo qualcosa di particolare, in quella occasione?
Cioè se avete parlato di qualcosa di particolare lei e Matteo.
IMP. Scarano A.: Mah, onestamente non me lo ricordo, signor Giudice.
Ricordo questo appuntamento, me lo ricordo. Però non...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, ha conosciuto qualcuno lei dei parenti di Matteo?
IMP. Scarano A.: Filippo, il cognato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Filippo il cognato. Cognato nel senso che, chi è questo? Uno che ha sposato qualche familiare di Matteo?
IMP. Scarano A.: Una sorella, a quanto ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: E questo Filippo, lei lo sa un attimino descrivere? Ci sa dire dove lo ha visto?
IMP. Scarano A.: Mah, Filippo io l'ho visto a Castelvetrano più volte.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Poi è venuto a Roma, pure a trovarmi.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ma ora mi interessa soprattutto delle volte in cui lei lo ha visto giù a Castelvetrano.
Ecco, in occasione in cui vi siete visti con Matteo fuori da questo supermercato o deposito che fosse, c'era Filippo presente?
IMP. Scarano A.: Mah, presente mi sembra di no. Però penso che lavorava lì dentro. Non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Però non si ricorda se era presente in quella occasione.
IMP. Scarano A.: No, presente non me lo ricordo se era presente.
PUBBLICO MINISTERO: I fatti che abbiamo raccontato, che lei ha raccontato ora: l'Alessandrino, prima la questione della casa di Giacomino e questi altri episodi, questo incontro con Matteo nel mese di agosto del '92 dopo il matrimonio di suo figlio, sono tutti fatti appunto del '92.
Ecco, lei in questo periodo di tempo, come dire, approfondì un po' l'amicizia, la conoscenza con questo Beppe di cui abbiamo parlato più volte? Beppe Garamella.
IMP. Scarano A.: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Chiarisca alla Corte in che termini.
IMP. Scarano A.: Mah, l'amicizia mia più intima con Beppe Garamella è quando io ho acquistato una villetta al mare, sua.
Che è venuto più volte a Roma, che io la casa l'ho pagata un po'... Gli davo 50 milioni, 30 milioni per volta, 25...
Lui veniva spesso a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Veniva per i soldi?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che doveva avere da lei, o anche per altre ragioni.
IMP. Scarano A.: Mah, veniva per... A casa mia veniva per i soldi, ma veniva pure... Stava sempre col suo compare, diciamo, dal suo compare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, parliamo un attimino del compare di questo Beppe.
Lei prima ha fatto un nome: Alfio.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E ha anche detto che questo dirigeva qualche cosa.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora questa persona, questo Alfio gliel'ha presentato Beppe?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: La presentazione dov'è avvenuta?
IMP. Scarano A.: A casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: A casa sua, proprio sua di lei?
IMP. Scarano A.: Sì, l'ha portato direttamente a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: In via delle Alzabole.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questo signore, questo Alfio, mi pare che lei avesse detto anche il cognome, prima.
IMP. Scarano A.: Alfio Massimino, mi sembra, no?
PUBBLICO MINISTERO: Massimino. Sa di dov'è originario lui?
IMP. Scarano A.: E' di Campobello di Mazara.
PUBBLICO MINISTERO: E a Roma di che cosa si occupava in particolare questo Beppe?
IMP. Scarano A.: Mah... Chi Massimino?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ha ragione. Non Beppe, Alfio.
IMP. Scarano A.: Eh, Massimino, quando me lo ha presentato Beppe Caramella, mi ha detto: 'sta vicino dove abito io', praticamente a Torbellamonaca, che si... lavorava, era direttore di un centro commerciale.
PUBBLICO MINISTERO: Un centro commerciale a Torbellamonaca, ha detto?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questo centro commerciale, si ricorda come si chiama? Se c'ha un nome.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ma lei c'è stato qualche volta a questo...
IMP. Scarano A.: Sì, ci sono stato un sacco di volte.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Che poi lui stesso mi ha invitato a me di aprire qualche negozio diciamo lì, che mi dava una mano, nel senso di dirigenza, qualche cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, di farle aprire cioè una attività a lei.
IMP. Scarano A.: Sì, infatti io mi ero convinto di avere una attività diciamo di acqua minerale, aranciate, birra, questa roba qua.
Però poi io ho visto che se ne apriva uno di negozi, ne chiudevano tre. Praticamente la zona non era tanto favorevole. E ho lasciato perdere.
Ma è rimasta sempre una amicizia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Mi ha frequentato, lo frequentavo, diciamo. Mi telefonava spesso.
PUBBLICO MINISTERO: E' una domanda alla quale ha già risposto, ma io gliela pongo per essere sicuro di aver capito bene: è presso questo signor Alfio, quindi, che si è svolto quell'incontro a Roma con Matteo?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nell'ufficio di questo Alfio?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Lì al centro commerciale?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ritorniamo a quel discorso che lei aveva fatto giù a Palermo con Matteo circa questo materiale che lei aveva a casa sua, che era lì mobilizzato, che lei non sapeva che cosa farsene. E Matteo le disse... Diciamolo una volta ancora, quando vi vedeste al Bar Politeama.
Matteo le disse?
IMP. Scarano A.: Ma prima ho parlato con Matteo cosa dovevo fare di questo materiale, perché lo avevano lasciato lì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Poi dice: 'non ti preoccupare, adesso ti presento.,..', e lo ha chiamato, che stava due o tre metri: Cannella. Me lo ha presentato come "Fifetto".
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Dice: 'questo è "Fifetto", questo è Antonio', ci siamo dati la mano.
Dice: 'va bene, vi mettete d'accordo fra voi, dice, pigliate un accordo ben preciso'. E se n'è andato.
E sono rimasto io lì con "Fifetto"...
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Poi, questo "Fifetto", lo ha rivisto ancora lei?
IMP. Scarano A.: Certo, che l'ho rivisto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: L'ho rivisto perché quel giorno ci ho parlato prima di questo materiale che avevo a casa io: delle armi e dell'esplosivo.
Lui dice: 'va be', non ti preoccupare, che adesso vediamo cosa fare'.
Però non è che mi ha detto che veniva a Roma. questo, non me l'ha detto.
Mi ha detto: 'senti, noi abbiamo bisogno... che ci abbiamo un po' di hashish', che poi erano 20 quintali, penso.
PUBBLICO MINISTERO: Hashish?
IMP. Scarano A.: Hashish. però hashish che non era buono, non... era zero, proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Era cattivo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, cattivissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma le fu detto, a lei le fu detto subito che era cattivo, oppure lo ha scoperto in un secondo momento?
IMP. Scarano A.: No, io l'ho scoperto quando questa roba è arrivata a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Perché io ci ho detto: 'io non ci capisco niente', ci ho detto, 'di questa roba. Però, se è buono, so che si vende'.
Dice: 'no, stai tranquillo'.
Dico: 'va be', allora dammi quindici giorni di tempo che io vedo cosa posso fare'.
Nello stesso tempo mi chiama a Roma di scendere a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti. Quindi lei è tornato a Roma.
IMP. Scarano A.: Sì, dopo io ho tornato a Roma, il giorno stesso.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. E si è interessato sul fatto se si poteva piazzare dell'hashish?
IMP. Scarano A.: Io a Roma, sono arrivato a Roma e ho parlato con un po' di persone, ragazzi, diciamo così. Quelli che sapevo che ci potevano capire più di me. E dice: 'se è buono, si vende'.
Però io sono andato anticipatamente giù, mi hanno chiamato subito a me, dopo neanche dieci giorni, non è che hanno spettato la risposta che gli dassi negativa o positiva di questa roba.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Il mercato, quello che offriva diciamo a Roma.
Arrivo giù, mi viene a prendere al porto, mi porta dentro un magazzino, magazzino che oggi so che è di Carra quel magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, la fermo Scarano, un secondo.
Quindi, lei fu convocato giù.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La convocazione come arrivò? Per telefono, ce lo ricorda come?
IMP. Scarano A.: Mah, per telefono mi sembra. Sì, per telefono.
PUBBLICO MINISTERO: E la persona che la chiamò chi era? Lo sa?
IMP. Scarano A.: Mah, mi sembra che è stato lui a chiamarli.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei glielo aveva dato il numero di telefono?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Ce l'aveva, ce l'aveva.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E quindi le arriva la telefonata, le dicono di andar giù.
IMP. Scarano A.: Di andare giù.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMP. Scarano A.: Mi viene a prendere al porto...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quindi lei è andato via mare.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' andato con l'automobile?
IMP. Scarano A.: Sì, con l'automobile.
PUBBLICO MINISTERO: Con quale?
IMP. Scarano A.: Con l'Audi.
PUBBLICO MINISTERO: Quella, sarebbe quella a nafta, o l'aveva cambiata?
IMP. Scarano A.: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Sempre con quella a nafta, o l'aveva cambiata?
IMP. Scarano A.: No, no, l'avevo cambiata.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi quella nuova.
IMP. Scarano A.: Quella nuova, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che è a benzina.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Di che colore è?
IMP. Scarano A.: Bleu notte.
PUBBLICO MINISTERO: Blu notte?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, lei è sceso giù, è arrivato al porto di Palermo. E chi ha trovato al porto?
IMP. Scarano A.: A "Fifetto". E mi porta in un deposito.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Sulla via del mare, mi sembra, che era questo deposito.
Arrivo lì e trovo, diciamo, questo camion di Carra che era quasi già caricato tutto. E lì ci stava Lo Nigro, Giuseppe - che poi ho conosciuto a Roma, questo Giuseppe, si chiama oggi Barranca mi sembra - e Peppuccio e Carra, che trasportavano questo hashish e lo buttavano sul camion.
PUBBLICO MINISTERO: Come veniva portato questo hashish lì?
IMP. Scarano A.: Con una Lambretta, quella a tre ruote.
PUBBLICO MINISTERO: Una?
IMP. Scarano A.: Una Vespa, Lambretta, quella a tre ruote.
PUBBLICO MINISTERO: Ma un furgoncino?
IMP. Scarano A.: Sì, un furgoncino a tre ruote.
PUBBLICO MINISTERO: E di chi era questo furgoncino?
IMP. Scarano A.: No, non lo so. Di chi era non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non ha visto chi è che lo guidava?
IMP. Scarano A.: Mi sembra Lo Nigro lo guidava.
PUBBLICO MINISTERO: Quando arrivò lei, questo carico era un pezzo avanti, oppure...
IMP. Scarano A.: Era già quasi finito, lo stavano caricando praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Io ne ho preso un pezzo di questo hashish per curiosità e l'ho odorato, al naso. Dico: 'mah, l'odore sembra buono. Ma è buona questa roba', ho detto io?.
Dice: 'vai tranquillo, vai, tranquillo', e ha caricato.
Ha caricato, siamo andati a mangiare in questo frattempo e la sera alle cinque, cinque e mezza siamo partiti io e Carra, via terra.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E l'ho portato a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, prima di partire, per caso durante questa giornata palermitana, oltre che andare lì al magazzino a vedere questa roba che veniva caricata, oltre che andare a mangiare, è stato da qualche altra parte?
IMP. Scarano A.: Sì, sono stato all'autosalone da Giacalone, circa tre ore, un paio d'ore insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Chi ce l'ha portato?
IMP. Scarano A.: "Fifetto".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei in questo autosalone ci aveva mai messo piedi prima?
IMP. Scarano A.: Mai.
PUBBLICO MINISTERO: Mai. Lei ha detto l'autosalone di Giacalone.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché? Perché ha visto Giacalone lì?
IMP. Scarano A.: Mi ha presentato a lui personalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Ma l'aveva mai vista questa persona prima?
IMP. Scarano A.: No, no, Giacalone mai visto, la prima volta.
PUBBLICO MINISTERO: Le fu presentato col nome?
IMP. Scarano A.: Sì, Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: Luigi. Ecco, come mai lei fu portato lì a questo autosalone dove poi conobbe questo Luigi? Per passare il tempo o per qualche altra ragione?
IMP. Scarano A.: Mah, a me Cannella mi ha lasciato lì e lui se n'è andato. Sono stato da solo lì insieme a Luigi, a Giacalone, un paio d'ore, circa tre ore.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in questo frattempo la macchina sua dov'era?
IMP. Scarano A.: Mah, era parcheggiata da una parte, che l'aveva messa lui, io non... Adesso non lo so, non è che conosco bene Palermo, dov'era messa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma voglio dire: per arrivare all'autosalone lei ci andò con la sua macchina, oppure fu accompagnato?
IMP. Scarano A.: Sempre con la macchina di Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E ha detto quindi che, fatto il carico di questa roba, poi siete partiti lei e Carra, ha detto, no?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, oggi sa che è Carra.
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: All'epoca le fu detto chi era questo giovanotto?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Nemmeno il nome?
IMP. Scarano A.: Nemmeno il nome.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma questa roba che fu messo su questo... su un camion suppongo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La vuole un po' descrivere.
IMP. Scarano A.: Ma il camion... il camion devo descrivere?
PUBBLICO MINISTERO: No, il materiale che fu messo sopra il camion.
IMP. Scarano A.: Il materiale, erano tutti... l'hashish stava dentro delle camere d'aria.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Chiusi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Poi, sotto, al centro del camion hanno messo le camere d'aria, poi hanno messo tipo di trasverse di ferrovia, per fare tipo un qualcosa che non toccasse diciamo questo hashish che era messo in dei blocchi di macchine pressate sopra.
PUBBLICO MINISTERO: A carcasse.
IMP. Scarano A.: A carcasse di macchine pressate sì, a quadri. Macchine pressate praticamente e sotto ci stava questo hashish. Però era coperto da queste traverse di ferrovie.
PUBBLICO MINISTERO: Traverse, quelle di legno voglio dire.
IMP. Scarano A.: Traverse di legno, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le traversine.
IMP. Scarano A.: Sembravano traversine di ferrovie sì, di legno.
PUBBLICO MINISTERO: Ma volevo dire una cosa: queste camere d'aria erano così alla luce, oppure erano a loro volta messe dentro qualche cosa?
IMP. Scarano A.: No, no, erano alla luce proprio così, camere d'aria, si vedevano tranquillamente.
PUBBLICO MINISTERO: Non ha visto dei sacchi lei?
IMP. Scarano A.: Io sacchi non me ne sono accorto.
PUBBLICO MINISTERO: Tipo sacchi di patate?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non l'ha visti. Bene.
IMP. Scarano A.: A me me l'hanno ripreso, poi l'hanno trovato quell'hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMP. Scarano A.: L'hanno trovato poi quell'hashish, è stato ritrovato, quello che non si è venduto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, ora ci arriviamo, ci arriviamo.
Ecco, quindi lei è partito con la sua macchina e Carra è partito col suo camion.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Il camion di Carra si ricorda com'era?
IMP. Scarano A.: Un Volvo. Un Volvo, era un Tir.
PUBBLICO MINISTERO: Tir cosa vuol dire?
IMP. Scarano A.: Tir, motrice e rimorchio a parte.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
IMP. Scarano A.: Uno snodato, come viene chiamato.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ma era chiuso o aperto?
IMP. Scarano A.: Aperto, aperto.
PUBBLICO MINISTERO: Aperto. E partiti da Palermo, che strada avete fatto?
IMP. Scarano A.: Abbiamo fatto l'autostrada per Messina e Villa San Giovanni.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi un viaggio via terra?
IMP. Scarano A.: Reggio Calabria-Salerno, Salerno-Napoli-Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, è un viaggio via terra quindi, quello che avete fatto?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, via terra, via terra.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, lei durante questo spostamento, ricorda se per caso aveva con sé un cellulare? Lei disponeva di cellulari all'epoca?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E il cellulare era intestato a lei, che si rammenti?
IMP. Scarano A.: Io ce n'ho avuti due: il primo intestato a me personalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E il secondo intestato a mia moglie. Però non ricordo bene quale c'avevo, se era il primo o il secondo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma durante questo viaggio ce l'aveva con sé il cellulare?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sì, ce l'avevo. Comunicavo anche con Carra e Carra comunicava con me.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quindi vi siete telefonati strada facendo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda se durante il viaggio vi siete fermati da qualche parte, oltre che... per fare rifornimento, per prendere il caffè, qualche cosa?
IMP. Scarano A.: Sì, ci siamo fermati un paio di volte, sì. Per prendere un caffè.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda se per caso, in una di queste fermate, per caso lei ha incontrato qualcuno che conosceva?
IMP. Scarano A.: Sì. Ho incontrato una persona che l'avevo conosciuto in carcere a Rebibbia, calabrese. Che adesso non mi ricordo il nome, come si chiama. In un'area di servizio in Calabria. De Maio si chiama.
PUBBLICO MINISTERO: De Masi può essere?
IMP. Scarano A.: De Masi, De Masi, De Maio, una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Il nome di battesimo se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: E vi eravate conosciuti in carcere?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre a Rebibbia?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Durante quella detenzione di cui si parlava prima?
IMP. Scarano A.: Esatto. Facevo lo spesino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi siete arrivati a destinazione a Roma lei e Carra con il camion?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E tutto questo materiale che c'era sul camion che fine ha fatto, una volta arrivati lì?
IMP. Scarano A.: Il materiale l'ho scaricato in un posto che io già conoscevo da parecchio tempo prima. Un posto che prima, anni prima era stato uno sfascio, uno sfasciacarrozze.
Poi più della metà è stato abbandonato. Siccome Carra ha sbagliato strada, invece di venire dalla strada giusta, della Roma-Napoli, ha fatto la Bradella, un braccio di strada nuovo. E' uscito dalla parte opposto e poi anche lui stesso si è fermato e mi ha chiamato al telefonino. Mi ha detto che ha sbagliato strada e mi ha detto dove si trovava. Stava sulla Bradella. E sono andato a prenderlo lì.
Però, facendo quella strada che lui ha sbagliato, arrivato lì in zona, uscendo dall'autostrada, mi sono ricordato di questo vecchio sfasciacarrozze diciamo, dove stava questo sfasciacarrozze.
Ci ho detto: 'va be' adesso che siamo qui vicino, vieni dietro a me'. Sapevo già che lì non c'era nessuno e che si poteva entrare. Praticamente l'ho portato lì e abbiamo scaricato lì in questo vecchio sfasciacarrozze.
PUBBLICO MINISTERO: Questo sfascio.
IMP. Scarano A.: Questo sfascio.
PUBBLICO MINISTERO: E il titolare di questo sfascio?
IMP. Scarano A.: E' uno che io conosco pure, si chiama Bruno mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Si chiama?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito Scarano.
IMP. Scarano A.: Sì, un attimo, mi sto ricordando il nome.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, mi sembrava fossi io a non aver capito.
IMP. Scarano A.: Brugoni, Brugoni mi sembra che si chiama di cognome.
PUBBLICO MINISTERO: E il nome di battesimo?
IMP. Scarano A.: Il nome del battesimo non me lo ricordo perché io lo chiamavo sempre fantino. Perché lui andava a cavallo, no? all'epoca diciamo, quando io conoscevo questo sfascio, lui c'aveva lo sfascio.
Non mi ricordo. Adesso esattamente non mi ricordo il nome. Però Brugoni mi sembra, Bruno.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', comunque il cognome mi sembra abbia detto che è Brugoni.
PRESIDENTE: Ha capito?
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: E' Brugoni il cognome?
PUBBLICO MINISTERO: Il cognome ha detto Brugoni?
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: E' Brugoni il cognome?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', il nome ho capito che non se lo ricorda. No, perché il nome, la prima volta che si è parlato di questo episodio, Scarano, lei rammenterà, ha fatto immediatamente il nome di battesimo e invece il cognome non se lo ricordava. Oggi invece si ricorda il cognome e non si ricorda il nome di battesimo.
PRESIDENTE: Cose che succedono.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, lì come procedette l'operazione di scarico di questo hashish, se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Mah, lì l'abbiamo scaricato a mani prima. Abbiamo levato queste traverse da una parte, sulla sinistra. Abbiamo levato due traverse ed abbiamo tarato un po'. Però poi io, c'era un ragazzo marocchino lì, che lavora diciamo per questo...
PUBBLICO MINISTERO: Brugoni?
IMP. Scarano A.: Per questo Burgoni, ci ho detto, dico: 'dove sta il proprietario?' Dice: 'sta a casa'. Dico: 'gli puoi telefonare?' E ci ha telefonato.
Ci ha telefonato e è venuto. E' venuto e un po' si è arrabbiato con me, ci ho detto: 'va be', io sto scaricando questo camion qui, tu non c'entri più niente, ti sei ritirato, c'hai un buchetto...' C'ha una baracca lui praticamente, perché prima ce l'aveva lui lo sfascio lì, adesso è diventato del Comune quello.
Si è arrabbiato un po' con me: 'facciamo...' Carra mi sembra che ci ha detto della ruspa o cose... però non funzionava bene questa ruspa. Di buttare giù di tutto quel materiale, diciamo, ferro, quelle macchine pressate per fare spazio, per tirare fuori questo hashish. Però c'era la benda della ruspa lì, della pala meccanica che non funzionava perché mancava l'olio e non ha potuto far niente. Perché si alzava un po' e poi non si poteva abbassare questa benda diciamo, non funzionava bene. E l'abbiamo scaricato quasi a mano.
Ci ha dato sì una spinta però non è che ha potuto fare più di tanto perché perdeva troppo olio e i tubi che sono sulla benda.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, a quello che capisco, fu fatto un po' a mano...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e un po'...
IMP. Scarano A.: Ma quasi tutto a mano, signor Giudice. Quasi tutto a mano. Che poi io me ne sono andato con lui a cercare un fusto di olio, però non si è potuto fare niente. Infatti la ruspa mi sembra che si è appoggiata sulle sponde del camion, la pala davanti, perché né si alzava, né si abbassava.
Poi quel materiale l'ha lasciato pure lì Carra. Tutte queste macchine pressate diciamo, quelle traverse l'ha lasciate lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma nel fare queste operazioni per caso si sciupò anche un po' il camion del Carra, o no?
IMP. Scarano A.: Mah, mi sembra una sponda, dove si è appoggiata la benda della ruspa, si è fatto qualche cosa. Che poi l'ha lasciate anche lì, le sponde pure lì li ha lasciati. S'era storta mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ricorda se per caso aveva provato per vedere se trovava un altro sistema per scaricare questo camion?
IMP. Scarano A.: Un attimo, mi rifaccia la domanda. Si chiama Nazareno.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, bravo.
IMP. Scarano A.: Me lo sono ricordato adesso: Nazareno si chiama.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. Senta.
IMP. Scarano A.: Mi dica.
PUBBLICO MINISTERO: Lei si rammenta se per caso cercò di trovare un altro modo per scaricare questo camion, visto che la pala meccanica funzionava male e con le mani era faticoso? Ricorda di essere andato a cercare qualche altra attrezzatura?
IMP. Scarano A.: Sì. Sono andato a cercare sì, però niente da fare. Perché non è che erano cose che le potevano fare chiunque. Era una cosa che si poteva fare a livello di qualche amico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che macchina cercava che poi non riuscì a trovare?
IMP. Scarano A.: Cercavo una pala... come si chiamano quelle ruspe lì che ci hanno il braccio davanti, per levare tutto il materiale, le macchine pressate che c'erano sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quelle col braccio con il gancio sotto?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il ragno?
IMP. Scarano A.: Tipo un ragno bravo, sì esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, terminato lo scarico, cominciamo a dire, che fine ha fatto questo hashish e che fine ha fatto il Carra e che fine ha fatto lei?
IMP. Scarano A.: Io l'hashish l'ho portato via subito da lì. In una grotta vicino da Frabetti, che io conoscevo. Sapevo di questa grotta, l'ho messo lì dentro.
PUBBLICO MINISTERO: E questo trasporto con che mezzo l'ha fatto?
IMP. Scarano A.: Col furgone mio.
PUBBLICO MINISTERO: Un furgone suo. Ora poi ci soffermeremo su questo furgone.
Carra che ha fatto?
IMP. Scarano A.: Carra, una volta scaricato lì, siamo andati a mangiare e se n'è andato via.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora soffermiamoci un attimo su questo furgone suo, che lei ha adoprato per fare questa operazione, per spostare quest'hashish.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Intanto mettiamo, come dire, in chiaro un particolare di questo discorso. Ma quest'hashish quanta roba era?
IMP. Scarano A.: Quanta roba era?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Mah, se non sbaglio era sui 20 quintali.
PUBBLICO MINISTERO: Intorno ai?
IMP. Scarano A.: 20 quintali.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi erano svariate queste camere d'aria, o erano poche?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, erano parecchie.
PUBBLICO MINISTERO: Parecchie. Ma un numero, voglio dire, un po' anche approssimativamente.
IMP. Scarano A.: Il numero complessivo non...
PUBBLICO MINISTERO: Anche approssimativamente, Scarano.
IMP. Scarano A.: So che in una camera d'aria ce ne stavano 35 chili. Mi è stato detto da "Fifetto". Però il numero complessivo non ricordo bene quante erano.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, poteva essere una decina o potevano essere 100?
IMP. Scarano A.: Molto di più.
PUBBLICO MINISTERO: Di che?
IMP. Scarano A.: Di camere d'aria, molto di più di 10.
PUBBLICO MINISTERO: Molte più di 10.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, questo furgone, vuole chiarire un attimo che aggeggio era, dove l'aveva preso, se era molto che ce l'aveva, se l'aveva comprato nuovo?
IMP. Scarano A.: No, no, l'ho comprato usato, l'ho comprato alla Romana Diesel, ma molto tempo prima. Molto tempo prima l'ho comprato, usato, di quelli dell'ACEA.
PUBBLICO MINISTERO: Della ACEA.
IMP. Scarano A.: Dell'ACEA sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome lei, anche se non è romano, ha vissuto a Roma per tanto tempo, spieghi un attimo che cos'è la ACEA a Roma, penso lo sappia.
IMP. Scarano A.: L'ACEA è una società di questi, dell'acqua, praticamente, fanno... della città.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è l'azienda dell'acquedotto?
IMP. Scarano A.: Sì, l'azienda dell'acquedotto.
PUBBLICO MINISTERO: Quella comunale?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E questo furgone di che colore era?
IMP. Scarano A.: Arancione.
PUBBLICO MINISTERO: Com'era? Finestrato, chiuso, semifinestrato?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, mi sembra che c'erano i vetri, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi finestrato?
IMP. Scarano A.: Sì, finestrato.
PUBBLICO MINISTERO: Lei l'aveva preso quindi alla Romana Diesel, l'aveva intestato a sé?
IMP. Scarano A.: Sì, all'inizio sì. Poi.. o no?
PUBBLICO MINISTERO: Va be', dica quello che si ricorda, senza porsi problemi. Tranquillamente.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, mi sembra intestato per me, sì. Io l'ho intestato.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo furgone lei poi l'ha sempre utilizzato personalmente, o l'ha dato, l'ha fatto utilizzare, l'ha prestato anche a qualcuno?
IMP. Scarano A.: Io, questo furgone, dopo un po' di tempo che ce l'avevo, me l'ha chiesto Frabetti, che c'aveva il cavallo, per portare il fieno non so da dove. E se l'è tenuto Frabetti un bel periodo.
Infatti, quando è arrivato quest'hashish, il furgone mio stava da Frabetti perché a me non mi serviva. L'avevo comprato per lavorare, però non era buono per lavorare, però non era buono per lavorare, questo furgone.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei andò a prendere il furgone da Frabetti.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per portare poi quest'hashish da Frabetti.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questa operazione l'ha fatta da solo, o con Frabetti?
IMP. Scarano A.: No, no, ma io, mi ha dato una mano Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, questo hashish, è rimasto sempre in questo posto da questo, da Frabetti, nelle grotte, ovvero è stato spostato di posto per qualche ragione?
IMP. Scarano A.: No, è stato sempre da Frabetti. Diciamo da Frabetti, in questa grotta.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
IMP. Scarano A.: Soltanto che ne ho venduto... Una parte ne ho venduta. Un paio di quintali, adesso non ricordo bene. Due quintali e mezzo-tre. E ci ho fatto 200 milioni circa.
E, un giorno, senza avvisarmi, all'improvviso, è venuto Cannella a casa mia, se io avevo venduto una parte di hashish.
Ci ho detto: 'guarda, qui ci stanno 200 milioni'. Mancava 200 mila lire a 200 milioni. E glieli ho dati.
E poi un po' è andato a finire a Di Natale, un tre-quattro quintali. Che si era messo d'accordo con una persona che lui... lo dovevano rimpastare, o dovevano fare... Non so che dovevano fare. Però, questa persona che doveva partecipare a questa lavorazione di questo hashish, ha capito che ci aveva il nipote Di Natale agli arresti domiciliari. E praticamente non si è fatto più niente.
Perché io gliel'ho dato a Di Natale, gli ho detto: 'te arrangiati', perché mi ha chiesto di dargli una mano, che si era incontrati a Regina Ceali casualmente.
Io facevo colloqui a mio figlio e lui faceva colloqui al nipote.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, chiariamo che lei non era detenuto all'epoca, Scarano.
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Detenuto era suo figlio.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E Di Natale non era detenuto, ma ci aveva il nipote detenuto.
IMP. Scarano A.: Ma era poco, era poco uscito dal carcere. Lui e tutta la sua famiglia, come lui mi ha detto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, una domanda che poi è più che altro un chiarimento per la Corte.
Tutta questa vicenda che lei sta raccontando di questo hashish che è finito anche a Di Natale, lei sa se c'è un processo da qualche parte? Se c'è stato un processo?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: C'è stato già il processo.
PUBBLICO MINISTERO: Dov'è stato fatto questo processo?
IMP. Scarano A.: A Roma.
PUBBLICO MINISTERO: A Roma. Lei era imputato in questo processo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi chi è imputato anche? Di Natale, in questo processo?
IMP. Scarano A.: Ma certo, certamente. Pure Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Di Natale.
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che per portare questo hashish da Di Natale che lo dovevano lavorare, era entrata nel mezzo un'altra persona
IMP. Scarano A.: Sì. Un certo Antonio.
PUBBLICO MINISTERO: O Amleto?
IMP. Scarano A.: Amleto, sì. Amico di Amleto, con Amleto assieme.
PUBBLICO MINISTERO: Sono tutte persone che sono nel processo di Roma, per intendersi?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, Scarano: ora che lei sta riferendo di questa situazione, così, in maniera ancora per sommi capi, ma tanto nei particolari ci entreremo più avanti. Ora io le sto facendo delle domande perché lei risponda per punti essenziali dei singoli episodi, eh?
Ora si sta riferendo questa storia di hashish che arriva a Roma e poi viene gestito a Roma, c'è di mezzo Di Natale, le grotte del Frabetti, il furgone arancione, Amleto, Antonio, il processo e quant'altro.
Ecco, lei per conto, o a richiesta di queste persone che ha nominato. Io parlo delle persone viste a Palermo, conosciute a Palermo, viste in Sicilia, conosciute in Sicilia e quindi Matteo, e "Fifetto" e Giacalone e Carra e gli altri che ha nominato, ecco, ha avuto qualche altro incarico da compiere a Roma? Di occuparsi anche di qualche altra cosa che non fosse l'hashish...
IMP. Scarano A.: Di un appartamento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Più di uno appartamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Un altro appartamento, un altro appartamento.
Come nasce la storia di questo nuovo appartamento?
IMP. Scarano A.: Ma, la storia di questo appartamento nasce dopo che...
PUBBLICO MINISTERO: Cerchi di essere preciso, eh. Io, Scarano, preferisco... Ecco, per esempio, su questa domanda qui, non farle un eccesso di domande. Vorrei che lei, al meglio dei suoi ricordi e con la raccomandazione che le posso far di dire sempre la verità, racconti come nasce la storia di questo nuovo appartamento.
IMP. Scarano A.: Allora, dopo, io ho conosciuto Giacalone lì a Palermo, frequenta casa mia. E' venuto anche "Fifetto" a prendersi i soldi. Diciamo... Però mi aveva accennato "Fifetto" di trovare un appartamento a Roma.
Ci ho detto: 'guarda, a Roma è difficile trovare appartamenti'.
Comunque va più avanti, comincia a frequentare il Giacalone a casa mia e si parla di questi appartamenti.
Un giorno capita Bizzoni a casa mia. C'era Giacalone presente.
Ci ho detto: 'guarda, Bizzoni, tu che parli sempre di ville, appartamenti che ce n'hai tanti come dici te, ce l'hai un appartamento?'
Dice: 'sì, ce l'ho'.
Io vedevo Giacalone e gli ho detto: 'andiamo a vedere l'appartamento'.
Dice: 'no, pensaci te', mi ha detto.
Io sono andato a vedere l'appartamento e ho fatto una pulita dentro questo appartamento. L'ho pulito, che era vuoto. Ho comprato due divani per dormire. E dopo praticamente hanno frequentato questo appartamento tutti questi ragazzi che sono venuti a Roma.
Però preciso, dobbiamo parlare precedentemente di quello che era successo prima che loro erano già venuti prima per l'attentato di Costanzo, che li ho ospitati io a casa mia.
L'appartamento di via De Lauro è venuta dopo, subito dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, l'ascolto.
IMP. Scarano A.: Insomma...
PUBBLICO MINISTERO: Allora, Scarano, ascolti me.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come preferisce lei raccontare queste vicende? Parlando dell'attentato a Costanzo. Perché ha detto così, o parlando dell'appartamento? Segua il criterio, l'ordine espositivo che preferisce.
IMP. Scarano A.: Cioè, l'appartamento di via De Lauro è venuto dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, dopo. Allora parliamo di quello che è avvenuto prima.
IMP. Scarano A.: Eh, quello che è venuto prima, quando è venuto "Fifetto" a Roma per pigliarsi i soldi dell'hashish, me lo ha detto anche dell'appartamento. Però io ancora, fino a quel punto, non mi ero proprio interessato al massimo di trovare questo appartamento.
Tutto assieme una mattina pigliano e vengono... a Roma viene "Fifetto" per primo a casa mia, viene Grigoli Salvatore, che l'ho conosciuto come Salvo. Ed è venuto Lo Nigro. Gli altri sono venuti, Barranca, Spatuzza e Giuliano, sono venuti col treno.
Arrivato già a Roma, Cannella mi fa, dice, l'indomani che sono arrivati, dice: 'dobbiamo andare da Costanzo, nel pomeriggio'.
Dico: 'guarda, io... Chi è 'sto Costanzo?'
Allora la risposta è stata: 'ma perché, quando è venuto Matteo a Roma, tu non sei stato da Costanzo?'
Ci ho detto: 'io non conosco nessun Costanzo. Non sono andato da nessuna parte'.
Sono andati via e nemmeno mi hanno detto che andavano via.
PUBBLICO MINISTERO: L'anno prima?
IMP. Scarano A.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: L'anno prima?
IMP. Scarano A.: Quando sono venuti praticamente... Quando è venuto... Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nella casa di Giacomino?
IMP. Scarano A.: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Nella casa di... Ecco, sennò, se non dà...
IMP. Scarano A.: Quando stavano alla casa di...
PUBBLICO MINISTERO: Giacomino.
IMP. Scarano A.: Di Giacomino.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
IMP. Scarano A.: Esatto. Comunque il pomeriggio, l'indomani del pomeriggio andiamo da 'sto Costanzo.
Io accompagno lui, lui sapeva già la strada, perché lui mi leggeva dove andare, Cannella.
Arrivato ad un certo punto, in salita - adesso so che si chiama via dei Parioli. Io prima non lo sapevo - mi fa fermare vicino a un ristorante, sulla destra, salendo sulla destra.
E se ne vanno.
C'era Lo Nigro, c'era Benigno Salvatore e c'era... c'era Grigoli... No, c'era Lo Nigro, c'era "Fifetto" e Benigno. E Benigno Salvatore. Tutti e tre.
Io me ne sono parcheggiato lì, vicino a 'sto ristorante, sono stato circa tre ore.
Loro sono scesi, si buttano sulla sinistra della strada e sono spariti nel nulla, nel senso che si sono internati non so dove, son venute e siamo rientrate dentro da casa mia. Senza nessuna domanda, nessuna cosa.
Il secondo giorno, la stessa cosa. Però mi hanno fatto fermare ancora più avanti, vicino a una piazza. A fianco a un chiosco di fiori.
Fanno la stessa cosa del giorno prima: se ne vanno per conto loro, insomma. Spariscono. Sempre due-tre ore fermo io parcheggiato. Venivano dopo un certo orario, se ne andavano un'altra volta a casa.
Il terzo giorno, mi hanno fatto fermare ancora più avanti ancora. Se ne vanno; sempre la solita storia. Vengono la sera dopo due-tre ore.
Io, nel frattempo che aspettavo loro, me ne andavo dentro qualche bar. Mi sono andato a comprare un giubbino dentro un negozio. Di seta. Per perdere tempo. Più volte mi sono seduto a un bar per perdere tempo.
Il quarto giorno, non so come hanno fatto, hanno rubato una macchina praticamente. Perché io non ci sono stato lì al furto della macchina per Costanzo, non c'ero. Non ero presente.
Mi chiedono la macchina mia. Il quarto giorno. Una 112. Ho detto: 'va bene, prendete questa macchina'. Io credevo che si volevano fare un giro per Roma. Invece la macchina l'hanno portata da Costanzo, dove è stato l'attentato. E occuparono il posto anticipatamente di quando erano loro con la macchina carica di esplosivo.
Hanno messo la macchina mia. Comunque l'esplosivo, quello che stava a casa mia. Qualche cosa... però io non ho visto con gli occhi, hanno portato pure loro. Però come l'hanno portato non lo so. Perché non l'ho visto.
Ma quei sacchetti che stavano a casa mia che aveva portato precedentemente Matteo Messina Denaro, sono stati utilizzati per l'attentato di Costanzo.
Praticamente hanno preparato la macchina, caricato 'sta roba, la macchina viene preparata a Torbellamonaca. Hanno chiesto le chiavi a Alfio Massimino che io già quel garage lo conoscevo, che me lo aveva invitato lui di fare un bowling lì dentro, un'attività. E io conoscevo già questo locale.
Si carica, rubano la macchina loro - non so chi l'ha rubata la macchina - vengono a casa mia, si prende 'sta roba, questo esplosivo, si va a Torbellamonaca. Mi sembra che stanno un giorno dentro la macchina. E il giorno dopo si parte via con... preparano 'sta macchina nel pomeriggio e nel pomeriggio stesso si porta via la macchina dal garage. Verso le 17-18.
... sempre lì da Torbellamonaca. Abbiamo fatto tutto il raccordo anulare diciamo, la tangenziale e siamo arrivati lì. Io mi parcheggio sempre al solito posto come mi hanno detto di parcheggiare e di fermarmi lì. Loro hanno fatto un giro dalla parte di sopra della strada e sono andati dove sono andati perché io ancora oggi non so nemmeno dove è stata messa 'sta bomba.
Praticamente vedo la macchina mia, scendo... che usciva di questa traversa. Io credo che la macchina loro ce l'avevano già da un'altra parte che non stava lì parcheggiata per tenere il posto.
Vedo 'sta macchina mia uscire di questa traversa e lasciano una macchina piena di esplosivo.
E, onestamente, mi sono arrabbiato. Però mi fa cenno la portava Giuseppe Giuliano, l'A112. Mi fa: 'vieni dietro a me'. E ce ne siamo andati circa un 250 metri, 100 metri.
Però quella sera, la prima sera che è stata lasciata la macchina piena, carica di esplosivo, non è esplosa per motivi tecnici. Io non conosco.
Si ritirano pure Benigno Salvatore e viene Lo Nigro, c'era Spatuzza, c'era Cannella. Questa macchina non esplode.
Si lascia lì tutta la notte. Il pomeriggio dopo si rivà un'altra volta sul posto, si avvicina Benigno Salvatore e Lo Nigro - che loro sono i più esperti di queste cose - hanno sistemato non so che cosa, qualche filo, qualche cosa. E la seconda sera praticamente hanno esploso, è esplosa 'sta macchina.
Io però poi mi hanno fatto stare molto più lontano da dove stavo la prima volta. Mi hanno messo vicino, che adesso vicino alla casa cantoniera, io all'epoca capivo che era una casa cantoniera. Oggi so che è una ferrovia, una stazione della ferrovia. Ma all'epoca c'era un piccolo parcheggio, mi credevo che era una casa abbandonata, cantoniera.
Stavamo lì da tre-quattro minuti, 10 minuti e ho sentito un boato enorme. I semafori facevano tilt. E' andata via la luce, è andato via tutto. E siamo andati a casa.
E' arrivata pure un'altra macchina, non mi ricordo adesso che macchina era, nella confusione.
Giuseppe Barranca s'è perso perché se n'é andato per conto suo per Roma. Si è ritrovato verso le quattro la mattina, le quattro e mezza.
E poi il giorno dopo Spatuzza, Giuliano, Benigno e Lo Nigro se ne sono andati a Palermo.
Cannella, la mattina alle nove, viene da me e m'ha detto di accompagnarlo dai suoi parenti in Altitalia che non ricordo la città dov'è.
E nello stesso giorno sono andato, l'ho lasciato lì all'inizio di 'sta città, di 'sto paese che era, in una piazza che ci stavano i tassì. L'ho lasciato lì e me ne son venuto a Roma direttamente. Sono arrivato nel pomeriggio, alle cinque stavo a casa un'altra volta.
Questo è il primo episodio.
PUBBLICO MINISTERO: Un particolare per riprendere tutto questo racconto che io le ho lasciato fare senza porle nessuna domanda.
A esplosione avvenuta, queste persone lei ha detto che poi raggiunsero tutte casa sua?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Tutte sotto casa mia sono arrivate. Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Li sentì per caso far commenti su quello che era successo? Se le cose erano andate bene, male, se erano andate male per questo o per quell'altro?
IMP. Scarano A.: Mah, la prima sera sì. La prima sera c'è stato un commento fra di loro che c'era qualcosa che non funzionava, insomma. Era da rivedere la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Infatti, il giorno dopo la macchina è stata lì ferma, parcheggiata. Tutta la notte carica di esplosivo.
Il giorno dopo, nel pomeriggio sono andato a vedere che cosa era.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ma poi?
IMP. Scarano A.: Sì, era difetto nel congegno che Benigno Salvatore usava che lo faceva lui manualmente. Quelle erano cose che faceva sempre lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma io le stavo invece chiedendo più specificamente, Scarano, se quando poi son tornati tutti a casa sua a esplosione avvenuta...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ecco, lei ha sentito qualche considerazione, qualche discorso a commento di quello che era successo.
IMP. Scarano A.: No, quello è stato la sera prima.
PUBBLICO MINISTERO: No, la sera dopo Scarano. Cerchi di ricordare, perché durante le indagini ce l'ha bell'e raccontato un certo particolare. Però io non voglio...
IMP. Scarano A.: Ah, la sera dell'esplosione?
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
IMP. Scarano A.: La sera dell'esplosione praticamente hanno sbagliato perché si aspettava un 164 che ci doveva stare il dottor Costanzo dentro. E invece è uscita una Mercedes. Però Benigno ha perso un po' di tempo nel senso di: 'è lui? Non è lui?'. Questi erano commenti che facevano loro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' questo che volevo sapere io.
IMP. Scarano A.: Allora, ha schiacciato il bottone diciamo con qualche secondo diciamo, o millesimo di secondo in ritardo. Perché si aspettava, come dicevano loro, una 164.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è un discorso che fu fatto a casa sua quando queste persone quindi erano ritornate tutte da lei?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questo discorso fu fatto quindi tra chi in particolare? Tra... lei ha fatto il nome di Benigno.
IMP. Scarano A.: Benigno, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E gli altri? E tutti gli altri o con qualcuno in particolare?
IMP. Scarano A.: Mah, chi ne capiva di più su quelle cose, chi le toccava più direttamente come mano era Benigno Salvatore e Lo Nigro Cosimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Loro si interessavano per le micce, loro si interessavano per i detonatori, loro si interessavano a fare diciamo tutto quello, l'impianto...
PUBBLICO MINISTERO: Non corra, non corra. Piano piano ripercorriamo tutte queste situazioni, le persone, i fatti. Non corra. Sempre con la massima tranquillità. Nessuno ci fa fretta.
Mi viene bene partire dal fondo di questo discorso. Quindi, lei ha detto queste persone ritornarono tutte a casa sua. All'infuori...
IMP. Scarano A.: Con la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. E volevo sapere con quale macchina.
IMP. Scarano A.: Allora, c'era il 112 e la macchina mia.
PUBBLICO MINISTERO: Il 112 era la sua.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo lo sappiamo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ci spiegherà quando gliel'aveva data, come gli era stata chiesta e tutto il resto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Su questo 112 chi c'era?
IMP. Scarano A.: Mah, adesso nella confusione lì è successo tutto un buio. Non è che posso capire chi ci stava. Che con me non so se era Lo Nigro o era Spatuzza pure con me. Spatuzza sicuro mi sembra.
Solo Giuseppe che sarebbe, oggi conosco come Barranca Giuseppe, o Barranca. Solo lui si è perso, nella confusione dell'esplosione se ne è andato per conto suo quello, per Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Avevano perso i collegamenti.
IMP. Scarano A.: Sì. Gli altri siamo andati via tutti con le macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma oltre alla sua macchina, l'A112, loro disponevano di qualche vettura propria?
IMP. Scarano A.: Sì, la prima volta sì, sono venuti con la macchina, una macchina... Una Uno a nafta, FIAT, targata Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Targata Roma. Ecco, questa macchina l'hanno adoprata per questi spostamenti che facevano per Costanzo?
IMP. Scarano A.: Ma io onestamente, per essere sincero, l'ho vista pochi secondi questa macchina. Dov'era parcheggiata manco lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. No, voglio dire: questa macchina...
IMP. Scarano A.: Se è stata preparata per Costanzo?
PUBBLICO MINISTERO: No, non quella preparata, mi scusi. Quella di cui disponevano loro, questa a nafta, questa targata Roma.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Loro l'hanno adoprata per questi spostamenti per Costanzo, prima, dopo il fatto? Se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Loro c'avevano sempre la macchina mia a disposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci.
IMP. Scarano A.: Quando sono andati via... Se posso parlare.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, che può parlare. Sempre.
IMP. Scarano A.: Quando sono andati via, è andato via Lo Nigro, Benigni Salvatore, e non ricordo bene chi, con la macchina, che sono venuti a Roma, con la stessa macchina, con la Uno targata Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Quella a nafta.
IMP. Scarano A.: E un paio di loro sono andati via col treno.
E qui, è rimasto a Roma, è rimasto, la mattina dopo, è rimasto soltanto Cannella Cristofaro.
PUBBLICO MINISTERO: E lei lo ha portato via.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda qual era la città del nord?
IMP. Scarano A.: Non so se era Modena, Modena o... Verona sicuro no, ma verso... Modena, penso che sia. Però non lo so per certo, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Può essere che lei, negli interrogatori fatti durante le indagini, invece che Modena abbia indicato un'altra città?
IMP. Scarano A.: Io comunque l'Altitalia la conosco poco. Sono andato con lui, mi ha portato lui lì.
E uno quando guarda, fa le strade, diciamo, un altro che lo guida, non guarda né cartelli, né quello e né quell'altro. Lui, mi ha guidato lui. Mi ha praticamente, quando siamo arrivati lì nei dintorni... Ho fatto tutta l'autostrada.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Fino dopo Bologna. Poi a Bologna, mi sembra ho poggiato sulla destra e ho fatto verso Venezia.
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
IMP. Scarano A.: E lì poi siamo usciti in un'altra città.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi da Modena non ci può essere passato. Questo è pacifico.
IMP. Scarano A.: Io non so nemmeno dove si trova Modena.
PUBBLICO MINISTERO: Perché se uno da Bologna piglia per Venezia, da Modena non ci passa. Sicuramente.
IMP. Scarano A.: Quella autostrada lì me la ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Allora le faccio presente che, fin dall'interrogatorio del 31 gennaio, lei ha detto che aveva accompagnato Cannella o a Verona, o a Padova.
IMP. Scarano A.: Ah, Padova.
PUBBLICO MINISTERO: Più probabilmente a Padova.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, esatto, esatto. Giusto, Padova, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, Modena, non c'entra nulla.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano: quindi, quando si verifica questo, lei lo ha chiamato questo boato, lei si trovava in attesa in un certo posto con la macchina.
Mi segue, Scarano?
IMP. Scarano A.: Non ho capito la prima domanda, Giudice.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quando si verifica il boato enorme - come lo ha chiamato lei...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... lei era in attesa in un certo posto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Con la sua macchina?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quale, per intendersi?
IMP. Scarano A.: Con l'Audi, con l'Audi.
PUBBLICO MINISTERO: L'Audi. Ecco, lei ha detto che il posto accanto al quale si trovava era, per quello che sapeva all'epoca, una casa cantoniera.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi, invece ha saputo, ha capito, che era una stazione ferroviaria.
IMP. Scarano A.: Una stazione ferroviaria.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, apriamo subito non una parentesi, ma insomma, allarghiamo il discorso su questo punto.
Com'è che ha capito che si tratta di una stazione ferroviaria e non di una casa cantoniera?
IMP. Scarano A.: Perché l'ho letta sulle carte.
PUBBLICO MINISTERO: Sulle carte, o perché... Si ricorda di essere stato...
IMP. Scarano A.: Ah, abbiamo fatto il sopralluogo.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, santa pace!
IMP. Scarano A.: Il sopralluogo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, che il colonnello ha detto che era una stazione dei Carabinieri... Una stazione delle ferrovie.
PUBBLICO MINISTERO: E si ricorda anche il nome di questa stazione?
IMP. Scarano A.: No, il nome no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: La zona?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, visto che si ricorda di aver fatto un sopralluogo; siccome il sopralluogo è stato fatto...
IMP. Scarano A.: Signor Giudice, io le strade le conosco, però non so come si chiamano. La zona la conosco, però non so come si chiamano le strade, le vie.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Ecco, ma...
IMP. Scarano A.: Ce l'ho portato io, lì.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, apposta per questo. Ma voglio che lo dica lei, non voglio che sia io a dire quello che ha fatto lei.
IMP. Scarano A.: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Deve essere lei a dire quello che ha fatto.
IMP. Scarano A.: Certo, però le vie, le strade... Io, Roma, la conosco quasi tutta, ma parlando di vie, era...
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Questo posto, appunto come dice lei: "Mi ci portò".
Fu lei che portò il Pubblico Ministero in quel posto durante il sopralluogo.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Le cose... Bene.
Ma prima di andare, di trattenersi in quel posto, si ricorda se era stato in attesa da qualche altra parte? Sempre lì nella zona.
IMP. Scarano A.: Mah, siamo andati su ai Parioli, dove io ho parcheggiato, dove mi hanno fatto parcheggiare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Siamo andati in tanti posti, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, ma io dico quella sera lì, eh, Scarano. La sera dell'esplosione.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prima di andare ad aspettare lì accanto a questa stazioncina ferroviaria in disuso...
IMP. Scarano A.: Sì. No, mi ero parcheggiato sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, bravo.
IMP. Scarano A.: Vicino al ristorante.
PUBBLICO MINISTERO: Vicino al ristorante. E mentre lei si trovava lì vicino al ristorante, successe qualche cosa di particolare?
IMP. Scarano A.: Eh, non c'era posto. Mi sono messo dalla parte opposta dopo io.
PUBBLICO MINISTERO: Dalla parte opposta...
IMP. Scarano A.: Dalla parte opposta all'inverso per andare via.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Nel verso giusto per andare via.
PUBBLICO MINISTERO: Per andar via. E mentre era lì dalla parte opposta nel verso giusto per andare via, è successo qualche cosa, che poi lei infatti è andato via?
IMP. Scarano A.: E' passato Giuseppe, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: E passato come? Con quale mezzo?
IMP. Scarano A.: Col 112.
PUBBLICO MINISTERO: Con la sua 112.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, eccoci. E...
IMP. Scarano A.: Ci siamo allontanati dal posto, praticamente.
PRESIDENTE: Siccome i Giuseppe sono più di uno...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, ora ci arriviamo, Presidente.
IMP. Scarano A.: Giuseppe... Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Giuliano. Perché, se non mi sbaglio, menzionando due Giuseppe, lei Scarano, li distingue non in base al cognome, ma li distingue in base ad una caratteristica diversa.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole spiegare alla Corte quale?
IMP. Scarano A.: Io Giuliano lo conoscevo come Beppuccio; Giuseppe Barranca lo conoscevo come Giuseppe; e Benigno Salvatore lo conoscevo come... Salvo.
PUBBLICO MINISTERO: Come Salvo. Ma si fermi un attimo qui.
IMP. Scarano A.: Come Salvo.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi tanto. Io, prima, quando parlavo della distinzione tra i due Giuseppe, ecco, è semplicemente per ricordarle che lei, durante gli interrogatori, nel corso delle indagini preliminari, li distingueva in base ad una caratteristica fisica.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire?
IMP. Scarano A.: Cioè, Giuliano è molto più basso, diciamo, di Barranca Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, c'è un Giuseppe più alto e un Giuseppe più basso.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' questo il discorso?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: No, perché...
IMP. Scarano A.: Ma molto di più, basso di parecchio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, quello che era a bordo del 112 quando lei stava parcheggiato, eccetera, eccetera, era quello alto, o era quello basso?
IMP. Scarano A.: Quello basso.
PUBBLICO MINISTERO: Quello basso. Quello che si perse nottetempo, era quello alto, o quello basso?
IMP. Scarano A.: Quello alto.
PUBBLICO MINISTERO: Quello alto. Verso che ora, quella sera, lei... Io parlo di quella sera in cui ci fu l'esplosione, eh.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non della sera precedente. La sera in cui ci fu l'esplosione.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Verso che ora, quella sera, lei arrivò lì in quella zona, e poi si parcheggiò e poi fece anche tutto il resto? Cioè, proprio quando ci arrivò. Quanto tempo prima del boato? Dieci minuti, o quattro ore?
IMP. Scarano A.: No, una mezzoretta prima. Un'oretta prima.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ci arrivò da solo con la sua macchina, ovvero ci arrivò assieme ad altre macchine...
IMP. Scarano A.: Assieme, tutti assieme. Stavano pure dentro la macchina mia. Adesso non ricordo chi ci stava, ma stavano nella macchina mia pure.
PUBBLICO MINISTERO: Lei li aveva tutti in macchina con sé?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Erano sei persone in tutti, da Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ma voglio dire: ne aveva sei in macchina con sé?
IMP. Scarano A.: No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, chiarisca questo. Sennò non si capisce...
IMP. Scarano A.: No, no, erano metà. Però non ricordo bene adesso chi ci stava con me dentro la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè dire: alcuni erano con lei e altri si trovavano già sul posto? Vuol dire questo?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Sul posto non c'era nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi bene.
IMP. Scarano A.: Siamo andati tutti assieme.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Siamo andati un po' prima che dovevano riparare diciamo quello che era successo la sera precedente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, il guasto.
IMP. Scarano A.: Il guasto. Però, come... Non so adesso quando ci sono andati, perché io non ci sono andato neanche sul posto. Io non lo so, loro sono scesi dalla macchina, se sono andati direttamente lì dov'era la Uno parcheggiata carica di esplosivo, subito una volta scesi dalla macchina, o sono andati, non lo so, quando era buio, questo non lo so. Perché non ci sono stato per niente sul posto, io.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Lei ha detto, Scarano, che le persone lì sul posto erano sei quella sera.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Lei li ha portati tutti con la sua macchina...
IMP. Scarano A.: No, no, no...
PUBBLICO MINISTERO: ... facendo magari più di un viaggio, oppure lei ne ha portati solo alcuni?
IMP. Scarano A.: No, no, c'erano due macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, allora...
IMP. Scarano A.: Sempre macchine mie, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMP. Scarano A.: Sempre la mia macchina, dico.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Una è la Audi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E l'altra auto?
IMP. Scarano A.: 112.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, queste persone, erano un po' sulla 112 e un po' sulla sua macchina quando siete arrivati lì?
IMP. Scarano A.: Esatto, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ha detto che sono sei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le vuole rimettere tutte in ordine per nomi, per soprannomi, per come le pare a lei, per cognomi, se oggi li sa.
IMP. Scarano A.: Allora, Lo Nigro Cosimo, Spatuzza Gaspare, Benigno Salvatore, Barranca Giuseppe, Cannella Cristofaro e Giuliano Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando lei ha iniziato a raccontare questo episodio di questo attentato a Costanzo, proprio nelle primissime parti del suo racconto ha messo lì, ha pronunziato il cognome Grigoli e Salvatore.
Allora è un cognome pronunziato sbagliando, o è un cognome pronunziato correttamente?
IMP. Scarano A.: Ho sbagliato.
PUBBLICO MINISTERO: Ha sbagliato.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo ha sbagliato, come mai?
IMP. Scarano A.: Mah, adesso non... Forse nel fare dei nomi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta: lei quando parla di Grigoli Salvatore a chi si riferisce?
IMP. Scarano A.: A Matteo, conosciuto come Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo ha conosciuto come Matteo. E di questa persona cosa sa in particolare?
IMP. Scarano A.: In particolare so che c'ha una boutique. Che mi ha chiesto anche a me se c'avevo, quando è venuto a Roma, se c'avevo qualche... Se io conoscevo qualche magazzino per comprare roba all'ingrosso.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, boutique cos'è? un negozio di abbigliamento?
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma un negozio di abbigliamento per signora, per ragazzi, o negozio di abbigliamento diverso? Che so, abbigliamento...
IMP. Scarano A.: Io ci sono stato da lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci è stato lei in questo negozio.
IMP. Scarano A.: Sì, ci sono stato.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
IMP. Scarano A.: Però non ricordo se era da maschio o di femmine.
PUBBLICO MINISTERO: Ma...
IMP. Scarano A.: Non me ne intendo di questi negozi, così...
PUBBLICO MINISTERO: Però io le debbo ricordare che, quando noi lo abbiamo interrogato nel corso delle indagini preliminari, quando ha parlato di questa persona e che lo conosceva come Matteo - ovviamente lo ha detto lei, io non lo potevo sapere - ha detto che questo aveva un negozio di sport a Palermo.
IMP. Scarano A.: Sì, roba sportiva, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Corrisponde al vero questo particolare?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Glielo ricordo, voglio dire, correttamente?
IMP. Scarano A.: Sì. Sì, perché prima, la mattina, me lo hanno presentato al bar. Spatuzza me lo ha presentato a me. A un bar che sta vicino dove c'ha questo negozio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Siamo usciti dal bar, lui se n'è andato, questo Matteo, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Matteo, o come Grigoli Salvatore, è andato via prima di noi dentro il bar. Abbiamo preso il caffè io e Spatuzza e siamo usciti diciamo, ci siamo messi in cammino su un marciapiede. E siamo passati... E' vicinissimo poi dal bar al negozio dov'è questa boutique.
E ci siamo fermati un attimo perché Matteo praticamente stava fuori alla porta, perché era di mattina presto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Lì l'ho conosciuto, me lo ha presentato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Poi è venuto a Roma, l'ho rivisto a Roma. E' venuto a Roma per l'attentato a Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci.
IMP. Scarano A.: Dopo tanto tempo praticamente l'ho rivisto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora ascolti me: per i difensori e per la Corte, la contestazione della dichiarazione sul conto di questo Matteo che aveva il negozio di abbigliamento sportivo, fa capo all'interrogatorio del 31 gennaio 1996. Appena posso trovo anche la pagina della trascrizione.
E una domanda per Scarano: questo signore lei lo ha rivisto a Roma in occasione, per la questione dell'attentato a Contorno.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E solo per questo fatto? Solo per questo fatto, Scarano?
IMP. Scarano A.: Solo per quel fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Solo per questo fatto. Ho capito.
IMP. Scarano A.: Solo per Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, che ne direbbe di fare una sospensione?
PRESIDENTE: Benissimo. Possiamo riprendere alle ore 15.00.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Grazie.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, lei ha spiegato che uso è stato fatto di quel quantitativo di esplosivo che ha tenuto per tanto tempo nello scantinato di casa sua.
*IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Però, oltre all'esplosivo, era arrivato anche un sacco, lei ha detto, pieno di armi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questo che fine ha fatto?
IMP. Scarano A.: Il sacco d armi?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Il sacco delle armi è stato portato a suo tempo, quando è arrivato l'hashish, in quella grotta assieme all'hashish.
Il secondo tempo, non ricordo bene, se è stato il penultimo viaggio che ha fatto Carra a Roma, mi sembra in un'occasione che... O è stato quando ha portato l'esplosivo per il mancato attentato all'Olimpico. Che si è portato via le armi. Non ricordo bene in quale viaggio le ha portate via le armi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora cominciamo a dire: da casa sua le armi partirono?
IMP. Scarano A.: L'ho portate personalmente in quella grotta.
PUBBLICO MINISTERO: Nella grotta, quindi nella... Da chi?
IMP. Scarano A.: Quella della grotta di fronte a Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: Nel terreno di Frabetti?
IMP. Scarano A.: No, non è suo il terreno. Però il passaggio, dovevo passare da Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: Lo ha fatto lei questo spostamento. E si ricorda che automobile ha adoprato? Se ha adoprato una automobile, o un furgone, o un camion.
IMP. Scarano A.: Ma il furgone, mi sembra che ho adoprato.
PUBBLICO MINISTERO: No, su questo, ho la sensazione che magari il suo ricordo oggi non sia preciso. Ma ci ritorneremo in un altro momento.
Ecco, e queste armi poi ha detto furono portate via da Carra.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quando Carra fece questa operazione, era da solo, o era con qualcuno?
IMP. Scarano A.: Era io, Carra, Spatuzza e Frabetti. Diciamo che si doveva passare per forza davanti a casa sua.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma materialmente queste armi, quando Carra venne a portarle via, le prelevò nella grotta, o le prelevò da qualche altra parte?
IMP. Scarano A.: No, le ho fatte prelevare un po' prima a coso, lì, a Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi dove si trovavano quando Carra le portò via?
IMP. Scarano A.: Si trovavano lì, sotto lo scantinato, davanti alla porta dello scantinato del pianterreno.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMP. Scarano A.: A pianterreno della casa di Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quindi da casa di Frabetti furono portate via.
IMP. Scarano A.: Sì. Stavano sul gradino più dentro che fuori, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: In questo, anche lì ci deve essere una stanza un po' a sottosuolo, se non mi sbaglio.
IMP. Scarano A.: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: O qualcosa di simile.
IMP. Scarano A.: Un soggiorno, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Col camino, mi sembra che c'è il camino.
PUBBLICO MINISTERO: E queste armi quando venne Carra a ritirarle le portò via con questo sacco militare, oppure le portò via sfuse, per intendersi?
IMP. Scarano A.: No, le ha portate via... Per come sono arrivate a Roma, così le ha portate via.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lì da Frabetti, queste armi, furono messe per terra?
IMP. Scarano A.: No, no, soltanto un fucile. Un fucile che avevo comprato io da Bizzoni e l'avevo messo pure in quella grotta. Allora era libero così e se l'è portato via pure Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Insieme a Carra.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ritorniamo invece a parlare di questa vicenda di Costanzo.
Ecco, l'ultima... Praticamente l'ultima domanda che le ho fatto è: quante e quali e chi erano le persone che hanno partecipato a questo fatto.
E lei le ha indicate. Ha indicato sei persone.
Ecco, lei si ricorda, rispetto al giorno di questo attentato, se queste persone erano arrivate a Roma tutte insieme, se erano arrivate alla spicciolata, se erano arrivate a distanza di giorni l'uno dall'altro, se era da molto tempo che stavano lì...
IMP. Scarano A.: No, prima arrivato Cannella. Cannella e Lo Nigro, mi sembra che è arrivato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Poi è arrivato... E Benigno, e Benigno. Tutti e tre assieme con la macchina, una macchina loro.
E gli altri mi sembra sono arrivati l'indomani, un giorno o due, a due alla volta, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Il giorno in cui?
IMP. Scarano A.: Il giorno dopo sono arrivati.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
IMP. Scarano A.: Col treno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma quando dice con la macchina loro, lei si ricorda che macchina era?
IMP. Scarano A.: E' una FIAT Uno a nafta targata Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quella di cui si parlava prima.
IMP. Scarano A.: Celestina, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questa macchina poi, quando la faccenda di Costanzo si è conclusa, se la sono riportata via o l'hanno lasciata lì a Roma?
IMP. Scarano A.: No, no, è partito Benigno che la portava lui la macchina, ce l'aveva lui in custodia. Benigno Salvatore.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E' partito Benigno Salvatore e Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo l'indomani del fatto?
IMP. Scarano A.: Diciamo la mattina, la mattina successiva.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ho capito. Perfetto.
Ecco, quindi la prima persona che si presenta, che arriva a Roma, è questo signor "Fifetto" insieme a Lo Nigro, ha detto, le sembra.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma questo discorso che le fa "Fifetto" che le chiede di accompagnarlo da Costanzo, si verifica quindi quando questo "Fifetto" è già arrivato quindi a Roma assieme a Lo Nigro.
IMP. Scarano A.: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei sa se questo "Fifetto", la persona di cui parla, che indica come "Fifetto" era, come dire, pratica di Roma?
IMP. Scarano A.: Sì, me lo ha detto lui, perché lui era stato, mi ha detto, cinque-sei mesi a Roma. Precedentemente, io però non lo so se è vero o non è vero, questo non lo so. Comunque so soltanto una cosa: che da casa mia mi ha indicato la strada che dobbiamo fare.
Abbiamo passato per Tiburtino III a Roma. E in quella zona mi ha indicato il posto dov'è che lo dovevo portare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMP. Scarano A.: Cioè, voglio dire...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: ... che lui sapeva già il posto dov'è che doveva andare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
PRESIDENTE: E possiamo sapere cosa vuol dire: "Il posto dove doveva andare"? A che cosa si riferiva?
IMP. Scarano A.: Dove io li ho accompagnati tutti gli altri successivi giorni, tre giorni di seguito.
PRESIDENTE: Ah, cioè nella zona...
IMP. Scarano A.: Zona Parioli.
PRESIDENTE: ... attigua a via Fauro.
IMP. Scarano A.: Zona Parioli, sì.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano, vuole ripetere esattamente alla Corte che domanda le fece "Fifetto"?
IMP. Scarano A.: Quando è arrivato a Roma?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, la domanda che le fece.
IMP. Scarano A.: Quando è arrivato a Roma, ha detto nel pomeriggio se... Loro sono arrivati la mattina. Se lo accompagnavo da Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: E io ci ho detto che non so chi è a 'sto Costanzo.
'Senti, io non so chi è'.
PUBBLICO MINISTERO: A seguito di che poi "Fifetto" le ha fatto un'altra domanda.
IMP. Scarano A.: Sì. Mi ha detto se io, quando era stato precedentemente Matteo Messina Denaro a Roma, con Enzo, ero andato pure io con Matteo in questo posto, diciamo, da Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Da Costanzo. E lei gli rispose?
IMP. Scarano A.: Io ho detto di no.
PUBBLICO MINISTERO: No. In effetti, sapeva, aveva mai saputo prima di questo momento che a queste persone: Matteo, "Fifetto", quello o quell'altro, gli interessava Costanzo?
IMP. Scarano A.: No, no. Fino a quel momento... Io ho capito subito dopo... L'ho accompagnato tre volte lì, ho capito che c'era qualcosa che non andava. Poi ho capito bene quando è successo il fatto, diciamo, che è esploso la cosa. E dice che avevano messo questa bomba perché Costanzo avrebbe bruciato, non so, nel suo teatro, una giacca, una camicia della mafia.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ora a questo ci arriveremo.
Allora, quindi lei accompagna "Fifetto" in questo posto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma la strada la sapeva "Fifetto"?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma siete andati con la sua automobile?
IMP. Scarano A.: Con la mia, con la mia.
PUBBLICO MINISTERO: Con la sua.
IMP. Scarano A.: Con la mia.
PUBBLICO MINISTERO: Solamente voi due?
IMP. Scarano A.: No, no, mi sembra che c'era... Lo Nigro pure c'era.
PUBBLICO MINISTERO: Lo Nigro pure c'era. Ecco, ora noi avremo bisogno, io ho bisogno che lei mi chiarisca bene com'è che, iniziato questo discorso in questo modo, poi tutto ad un tratto si finisce a Torbellamonaca.
Cioè a dire, lo sviluppo di questo discorso ci porta a Torbellamonaca. Ecco.
IMP. Scarano A.: Praticamente quando loro... Siamo andati per tre volte da Costanzo, che io li lasciavo una volta da una parte e una volta da un'altra parte e un'altra volta più avanti, sempre sulla via Parioli, lì.
Quando hanno deciso di fare, di preparare quest'autobomba che loro forse erano sicuri di quello che dovevano fare.
PUBBLICO MINISTERO: Ma a lei che gli hanno detto in particolare?
IMP. Scarano A.: A me non mi hanno detto niente.
PUBBLICO MINISTERO: No, ho capito. Ma a Torbellamonaca, quelli...
IMP. Scarano A.: A me mi hanno detto il terzo giorno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Se ci avevo la possibilità di qualche magazzino, di trovare un garage, un magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, eccoci.
IMP. Scarano A.: Quello, mi hanno detto. Dopo che sono stati fatti dei sopralluoghi lì a Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Se ci avevo un magazzino, un garage a portata di mano. E io ci ho detto: 'guarda, io conosco un amico io che ce l'ha, un garage...'.
Lo avevo visto precedentemente quel garage, io. Chiamiamolo garage, due stanzoni.
Siccome quando io ho conosciuto, conobbi... come si chiama?
PUBBLICO MINISTERO: Alfio?
IMP. Scarano A.: Alfio, mi ha detto se volevo, mi ha fatto vedere quel locale se io volevo fare un'attività, un bowling.
PUBBLICO MINISTERO: Un Bowling, sì sì.
IMP. Scarano A.: Io praticamente conoscevo... Dico: 'guardi, io c'ho un amico - gli ho detto a "Fifetto" - che sta in un centro commerciale. Se, io ho visto un garage, chiamiamolo garage, se mi dà le chiavi di quel garage, che lui mi può favorire così'.
E così è stato. Siamo andati io e Lo Nigro. Gli ho chiesto delle chiavi, se mi poteva dare le chiavi. Quella persona me le ha date, Massimino, senza nessuna spiegazione. Credeva che io volessi vedere diciamo il garage, per vedere se volevo fare questa attività o meno, ha pensato questo.
Però io non ci ho detto niente a lui di che si trattava. Lui era al buio di tutto questo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei non gli ha detto niente.
IMP. Scarano A.: No, no, non mi ha detto proprio niente.
PUBBLICO MINISTERO: No, lei non gli ha detto niente.
IMP. Scarano A.: No, no. No, non ci ho detto niente di niente.
Praticamente quando abbiamo avuto le chiavi nelle mani, qualcuno di loro che non so chi è stato, sono andati a rubare una macchina, sono venuti a casa con una macchina rubata, con una Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, scusi un attimo, Scarano: le chiavi, Alfio, per consegnarle a voi le prese da qualche parte, o ce le aveva lui?
IMP. Scarano A.: No, le ha prese... All'epoca ad una lavanderia, da una signora bionda che ce l'aveva in custodia.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, c'è un esercizio di lavanderia lì?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre nello stesso centro?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nello stesso centro commerciale?
IMP. Scarano A.: Sì, vicino diciamo a dov'era questo stanzone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Tra la lavanderia e lo stanzone, in termini di metri, quanto ci sarà?
IMP. Scarano A.: Beh, saranno 20 metri, 30 metri. Si gira l'angolo, c'è un bar all'angolo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei si ricorda di aver fatto dei sopralluoghi con me?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Col dottor Nicolosi, col dottor Vigna.
IMP. Scarano A.: Esatto. Sì, li abbiamo fatti.
PUBBLICO MINISTERO: Lei l'ha individuato con sicurezza questo posto?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, diciamo un'altra cosa: a parte appunto che c'è questa lavanderia ad una ventina di metri, 30, quello che sono, c'è qualche altra cosa di caratteristico, lì nei dintorni, in questo centro commerciale, che a lei è rimasto impresso? Che ne so, un negozio di un tipo, un esercizio di un altro, un ufficio pubblico.
IMP. Scarano A.: Ho capito. All'angolo preciso della strada, delle due strade, dove c'è la lavanderia e quella trasversale che c'è a 100 metri anche la caserma dei Carabinieri, ci sta un angolo a bar. Saranno 5 metri dalla porta del bar al cancello di questo stanzone, non più. Cinque-sei metri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi c'è una caserma dei Carabinieri nella zona.
IMP. Scarano A.: E c'è un bar.
PUBBLICO MINISTERO: Un bar. C'è anche qualche altro esercizio? Lei ci ha detto: c'è un bar, poi ci ha ricordato la lavanderia...
IMP. Scarano A.: Prima della lavanderia ci sta, mi sembra, un meccanico o un gommista.
PUBBLICO MINISTERO: Un meccanico o un gommista. Ecco.
IMP. Scarano A.: Su quella stessa... Cioè, quasi attaccati.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, Alfio, per prendere queste chiavi, si rivolse alla signora della lavanderia.
IMP. Scarano A.: Io sono andato in ufficio a trovarlo, Alfio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Mi ha detto: 'vieni con me, ti faccio dare le chiavi'.
Siamo andati giù, è entrato in questo locale di questa signora, la signora ci ha dato le chiavi e me le ha passate a me.
PUBBLICO MINISTERO: Ma la signora chi ha visto in faccia, quindi, in definitiva?
IMP. Scarano A.: Mah, a me penso che mi avrà visto, perché stavo quasi sulla soglia della porta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però non sono entrato dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei si presentò quindi da Alfio non da solo, ma assieme a Lo Nigro, ha detto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma gli presentò queste due persone? Gli disse: 'questo è un amico mio...'
IMP. Scarano A.: No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Niente.
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non disse proprio nulla?
IMP. Scarano A.: Niente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei con questo Alfio aveva l'abitudine ogni tanto di sentirsi, parlarsi, di andarlo a incontrare...
IMP. Scarano A.: Sì. Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le ce l'aveva il numero di telefono di Alfio?
IMP. Scarano A.: Quello dell'ufficio, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Qualche volta lo chiamava?
IMP. Scarano A.: Sì, più volte.
PUBBLICO MINISTERO: E' possibile che lo abbia chiamato anche in quei giorni lì? Magari per questa storia. Per sentire se c'era, se era in ufficio, se era...
IMP. Scarano A.: No, ma io ero sicuro che lo trovavo, pure se ci andavo così, lo trovavo. Dalla mattina alla sera stava lì, lui, in quell'ufficio.
A parte che ci aveva l'ufficio, il lavoro che svolgeva lui, ma la moglie, diciamo la moglie ci aveva un negozio di giocattoli a fianco. E quindi il negozio era sempre, o era sempre quasi vicino alla moglie, o la moglie vicino al marito, che stavano vicino, attaccati. Tra il negozio e l'ufficio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMP. Scarano A.: Che... Posso dire un'altra cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Perché quanto ho capito io, il lavoro che svolgeva lui era un lavoro in questo centro commerciale con delle responsabilità di affittare, diciamo, questi negozi, affitti, o chi li voleva comprare questi negozi. Il lavoro che faceva lui.
E faceva il direttore, diciamo, di tutto lì.
PUBBLICO MINISTERO: Di tutto il complesso.
IMP. Scarano A.: Sì. E' un grande grosso commerciale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando lei andò da Alfio appunto e fece questa operazione, insomma, di chiedere le chiavi, questo andò a prenderle, gliele consegnò, ecco, era già comparsa questa macchina rubata di cui lei ci diceva anche un attimo fa, oppure ancora doveva comparire?
IMP. Scarano A.: Doveva comparire ancora.
PUBBLICO MINISTERO: Ma comparve, voglio dire, in tempi brevi, in capo al giorno stesso, il giorno dopo, oppure fu un discorso più lungo?
IMP. Scarano A.: Guardi, io mi... Se non ricorda male, una volta che abbiamo avuto le chiavi in mano, se non mi sbaglio la sera stessa praticamente hanno fatto... La notte precedente hanno fatto la macchina. E la mattina poi, il giorno dopo è stato caricato su questa macchina rubata a casa mia, l'esplosivo che aveva portato Messina Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Allora...
IMP. Scarano A.: Posso dire un'altra cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Prego. Certo.
IMP. Scarano A.: Mi sembra l'abbiamo caricato nel pomeriggio, verso le due, due e mezza.
PUBBLICO MINISTERO: Caricata presso casa sua vuol dire?
IMP. Scarano A.: Sì. Hanno portato questa macchina, questa Uno, l'abbiamo caricata. Dice: 'dobbiamo caricare i sacchetti' e siamo andati direttamente in questo stanzone lì, a Torbellamonaca.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, Scarano, ha detto ora che è una Uno, perché fino ad ora non si era mai detto che cos'era questa macchina.
Questa Uno, ricorda qualche cosa di più? Il colore di questa Uno.
IMP. Scarano A.: Mah, se non sbaglio, dovrebbe essere colore chiaro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto circa l'orario in cui vennero a prendere, insomma, a caricare questa macchina a casa sua, ha detto "Mi sembra". Quindi vuol dire che non è sicuro dell'orario.
IMP. Scarano A.: Mah, non... Dopo pranzo comunque l'abbiamo caricato. Tra le due e le quattro.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ecco, e quindi chi venne lì con questa macchina da lei? Chi venne con questa macchina da lei, a caricare questo materiale, questo esplosivo?
IMP. Scarano A.: La macchina l'ha portata Lo Nigro e Benigno Salvatore. E siamo andati io, Benigno e Lo Nigro in quello stanzone.
PUBBLICO MINISTERO: No, io ora espressamente sto chiedendole chi è che è venuto sotto casa sua quando avete preso l'esplosivo dallo scantinato e l'avete messo su questa macchina.
IMP. Scarano A.: Lo Nigro. Lo Nigro e Benigno. Gli altri quattro sono rimasti a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, a me interessa sapere quelli che sono venuti.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi si capisce che per differenza gli altri non c'erano.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, Lo Nigro, si è detto. Poi chi venne? Se se lo ricorda, eh, Scarano. Se se lo ricorda con esattezza.
PRESIDENTE: Ha detto Lo Nigro e poi?
IMP. Scarano A.: E Benigno Salvatore.
PRESIDENTE: Benigno Salvatore.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro di questa indicazione?
IMP. Scarano A.: Sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, quindi loro due e in più c'era lei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La macchina è stata portata quindi subito in questo stanzone?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo avere effettuato il carico è stata portata subito a questo stanzone.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. E a questo stanzone, in questo stanzone, lei sa quali operazioni sono state compiute? Se sono state compiute delle operazioni, se lei le ha viste compiere, se lei era presente. E quando sono avvenute.
IMP. Scarano A.: No. Io presente per tutto il procedimento che loro hanno preparato questa macchina, non c'ero.
Soltanto che sono andato dentro un attimo, a metà, a metà camera e ho visto dei fili che stavano mettendoli, saldando dei fili, a 10-15 metri.
E Lo Nigro che stava incordando, con una corda grossa come un dito, bianca, incordava questi sacchetti, si passava 'sta corda attorno annodata.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè li stringeva con questa corda?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei...
IMP. Scarano A.: Siccome... Posso dire un'altra cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Io li ho visti prima e dopo, che io sono entrato lì dentro e ho detto: 'io chiudo il cancello e me ne vado'.
Loro, siccome dentro a questo stabile ci stava un pannello di questi di gesso di costruzione di pareti, hanno appoggiato un pannello di questo che sarebbe tre metri per due metri, penso, addosso ad un pilastro. Dietro questo pannello hanno messo la macchina, che non si vedeva all'esterno della strada.
Siccome lì c'è la caserma dei Carabinieri vicino, attaccata, quasi, allora metà muro, fino ad una certa altezza è un muro normale. Poi c'è una inferriata per quanto è lungo lo stabile che si lega col muro di sopra, col pilastro disopra del solaio.
E loro hanno messo questo pannello, diciamo, dietro questo pannello ci stava la macchina. L'hanno preparata in un'ora e mezza, due ore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi lei di questa attività di preparazione, cerchi magari di ricordare con precisione quello che ha visto, eh?
Lei ha detto di aver visto poco perché non è stato lì presente.
IMP. Scarano A.: Sì, ho visto pochissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ma quel pochissimo che ha visto...
IMP. Scarano A.: Ho visto fili...
PUBBLICO MINISTERO: Ha raccontato di aver visto questo lavoro fatto con la corda per stringere questi sacchetti.
IMP. Scarano A.: Sì. E...
PUBBLICO MINISTERO: Poi ha visto dei fili.
IMP. Scarano A.: E Benigno che montava una antenna.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi un attimino che cosa vuol dire montare l'antenna.
IMP. Scarano A.: Eh, montare l'antenna praticamente serviva, almeno a quanto diceva Benigno, che l'antenna serviva per dargli l'impulso sul detonatore. E che veniva legato un filo ad una batteria di 12 wolts e un filo veniva legato, diciamo, un filo dell'antenna. Dava l'impulso sulla antenna, diciamo, a distanza e andava direttamente al detonatore.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questa antenna che era, una antenna normale di quelle da automobili, o qualche cosa di particolare?
IMP. Scarano A.: No, no, di quelle normali di automobili. Era a gancio, con una vite e... la avvitava.
PUBBLICO MINISTERO: E dove venne applicata lo vide lei questa antenna?
IMP. Scarano A.: Dove l'ha comprata?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dove la bloccarono sulla macchina.
IMP. Scarano A.: L'hanno messa sopra, dove vanno le antenne normali, sopra lo sportello, sopra al bordo dello sportello.
PUBBLICO MINISTERO: Come viene posizionata un'antenna normale, insomma.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, uguale, uguale.
PUBBLICO MINISTERO: Dove c'è lo sgocciolatoio dell'acqua.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Esattamente così.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ha visto quindi se per le mani avevano delle attrezzature, qualche cosa, mentre facevano questa operazione?
IMP. Scarano A.: No, avevano qualche pinza, ho visto. Qualche pinza l'ho vista, anche buttata per terra. Poi lo scotch nero. Però non ho visto più di tanto, perché era Lo Migro e Benigno quelli che facevano sempre queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e ora, poi per questi altri episodi lo racconterà con calma. Pianino pianino ci arriviamo.
Oltre che mettere questi sacchetti nella macchina, si ricorda se possono averci messo altre cose dentro?
IMP. Scarano A.: Sì, c'era qualcosa in più di quello che avevo io a casa. Di quello che aveva portato Messina Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, c'era qualche cosa che non veniva da casa sua, vuol dire questo?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E questo qualche cosa di diverso, ha idea come fosse arrivato lì?
IMP. Scarano A.: No, non l'ho visto. L'ho visto solo in macchina.
Neanche in macchina, l'ha buttato per terra, lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che cos'era?
IMP. Scarano A.: Era un involucro diciamo, tipo... leggermente più grosso di un pallone.
PUBBLICO MINISTERO: Di un?
IMP. Scarano A.: Di un pallone di calcio.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, di un pallone. E dove stava questo qualche cosa?
IMP. Scarano A.: Stava a fianco dei sacchetti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma ci aveva... Era stato portato, voglio dire, in mano, o era stato portato dentro, che ne so, un sacchetto, qualche cosa?
IMP. Scarano A.: Non l'ho visto. Come lo hanno portato lì, non l'ho visto.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda se ha visto borse, sacchi...
IMP. Scarano A.: Sì, ci stava la...
PUBBLICO MINISTERO: ... sacche...
IMP. Scarano A.: No, una borsa ci stava.
PUBBLICO MINISTERO: Una borsa tipo che cosa?
IMP. Scarano A.: Una borsa di queste di plastica tessuto nero, tipo stoffa, stoffa forte comunque. Plasticata.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi tipo borse da ginnastica, o tipo sacche sportive, tipo zaino...
IMP. Scarano A.: No, no, borsa con manico, ha i manici, non sacco.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, zaini ne ha mai visti li?
IMP. Scarano A.: Zaino ne ho visti uno.
PUBBLICO MINISTERO: In questa occasione l'ha visto uno zaino?
IMP. Scarano A.: Sì, ho visto pure uno zaino, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Lo portava Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Però Giuliano non era presente sul momento.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Lei lo aveva visto precedentemente, questo zaino?
IMP. Scarano A.: L'ho visto quando.... Arrivato col treno io sono andato a prenderlo a Centocelle a piazza dei Gerani alla fermata del tram.
PUBBLICO MINISTERO: E Giuliano arrivò con uno zaino.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Lì ci ho visto 'sto zaino che ce l'aveva sulle spalle.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, tutto questo materiale, quindi i sacchi che venivano dallo scantinato di casa sua, e anche quest'altro involucro tipo pallone da calcio, più o meno insomma quello che è, dentro questa macchina in quale punto esatto fu sistemata tutta questa roba?
IMP. Scarano A.: Dietro.
PUBBLICO MINISTERO: Dietro cosa vuol dire, Scarano?
IMP. Scarano A.: Dietro, perché queste c'hanno... Non è che c'hanno il cofano, c'hanno un coso unico le Uno, no?
Hanno a levare soltanto il coso sopra, il portaoggetti di dietro.
PUBBLICO MINISTERO: Dietro, vuol dire dietro al bagagliaio?
IMP. Scarano A.: Sì. Al posteriore della macchina. Era appoggiato per terra il portaoggetti. Perché con lo sportello alzato forse dava fastidio, lo hanno sganciato e lo hanno messo per terra.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, tutta questa operazione, questa fatta lì in questo stanzone, si svolse in una volta sola, oppure fu fatta un po' oggi e un po' un altro momento?
IMP. Scarano A.: No, no. E' stata fatta subito.
PUBBLICO MINISTERO: Fu fatta subito. E terminata questa operazione, che cosa successe? La macchina fu portata via, o fu lasciata lì?
IMP. Scarano A.: No, la macchina è stata potata via al momento che l'hanno portata giù ai Parioli.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
IMP. Scarano A.: La sera verso le sei, se e mezza.
PUBBLICO MINISTERO: No ma allora voglio dire: questa operazione era stata fatta lo stesso giorno.
IMP. Scarano A.: Lo stesso giorno.
PUBBLICO MINISTERO: Lo stesso giorno, ma sempre nel pomeriggio?
IMP. Scarano A.: Sempre nel pomeriggio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quando fu terminato questo lavoro, la macchina partì senz'altro in direzione Parioli, tanto per intendersi?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro di questo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sono sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, è sicuro.
Quindi da questo stanzone è partita questa macchina. Lei che ha fatto? E' partito anche lei?
IMP. Scarano A.: Sì. Con me è montato Benigno Salvatore.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E a un certo punto poi, lungo la strada, abbiamo fatto, siamo usciti da Torbellamonaca, sempre sulla tangenziale abbiamo fatto un pezzo del raccordo anulare, abbiamo preso la Roma-L'Aquila. Dalla Roma-L'Aquila poi siamo scesi sulla tangenziale che va verso il Foro Italico e verso i Parioli, praticamente.
A un certo punto siamo usciti e siamo andati ai Parioli.
Io mi sono fermato un'altra volta sempre al solito posto dove mi dicevano di fermare loro; loro hanno continuato con questa macchina.
Al momento che la macchina arriva sul posto dov'è che è arrivata, in quel momento vedo, dopo cinque minuti, esce la macchina mia. Però Benigno, Benigno - voglio dire un'altra cosa - Benigno è a metà strada quasi ha montato assieme a Cosimo Lo Nigro...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi Benigno ha fatto un tratto di strada con lei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi è salito sulla macchina, sulla Uno guidata da Cosimo. Vuol dire questo?
IMP. Scarano A.: Esatto, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ha capito il perché di questa operazione? Cioè, dire prima sta in macchina con lei e poi salta in macchina con quell'altro. Ha capito lei per quale ragione?
IMP. Scarano A.: Io non lo so. So che c'era una macchina carica di esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta Scarano, la sua A112 quando gliela aveva data a queste persone? E più esattamente, a chi gliel'aveva data?
IMP. Scarano A.: Mah, esattamente me l'ha chiesta Cosimo a me. Dice: 'mi puoi dare la macchina?' Ma questo è stato, mi pare, il giorno prima di quando loro forse, fra di loro avevano deciso di preparare questa macchina dell'attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E un giorno prima praticamente, ci ha dato la macchina. Praticamente volevano fare ... per Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E invece non era così. Cioè, bensì questa macchina quando è stato preparato tutto il... hanno portato la macchina rubata, si è andato lì... si è fatto il lavoro che dovevano fa', siamo ripartiti di 'sta macchina da Torbellamonaca, siamo andati sul posto. Lì, diciamo, dico Costanzo perché adesso so che è Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E praticamente ho visto la mia macchina che usciva di una traversa. E lì me ne sono accorto che poi mi son pure arrabbiato, ho detto: 'così, a me mi mette pure in mezzo ai guai'.
PUBBLICO MINISTERO: Beh, nei guai ce l'avevano bell'e messa, tutto sommato.
IMP. Scarano A.: Ho capito però io nel primo momento non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ecco proprio le stavo per chiedere questo: lei ha affermato anche stamani che, quindi la sua A112, quella che aveva prestato, era stata adoprata per bloccare diciamo, un posto di parcheggio. Eh?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Per tenere il parcheggio assicurato.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. Allora, io ho bisogno di capire. Ho proprio bisogno di capire in modo da esserne certo e di non sbagliarmi. Ho bisogno di capire se questa circostanza lei l'ha per così dire, capita da solo oppure se le risulta perché qualcuno gliel'ha detto ovvero se le risulta perché lei ha visto dove era la 112 prima e ci ha visto mettere la Uno al suo posto. Ecco.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Dev'esser molto... eh? Scarano. Come...
IMP. Scarano A.: Ho visto...
PUBBLICO MINISTERO: ... come le ho detto anche prima, dev'essere estremamente preciso, ovviamente quando i ricordi suoi sono precisi...
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... e soprattutto molto leale.
IMP. Scarano A.: No, io ho visto soltanto la 112 dopo cinque minuti, sei minuti che io stavo da solo. Che praticamente la Uno è arrivata sul posto dov'era parcheggiata la mia macchina. Che poi mi è stato anche detto.
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
IMP. Scarano A.: Dice: 'sai, non ti arrabbiare perché abbiamo preso la macchina tua e l'abbiamo messa lì per avere il posto assicurato'. Perché siccome in quella strada c'è troppo traffico e non si trovava un parcheggio, qualcuno è andato lì e l'ha parcheggiata il giorno prima. Qualcuno di loro, però io non lo so chi ci è andato a parcheggiarla questa macchina. Dal momento che a me me l'hanno chiesta...
Praticamente hanno levato la mia macchina e hanno messo quella che poi diciamo, hanno adoperato per Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Ecco e questo discorso - cioè a dire la conferma di questa che era stata una sua deduzione, no?...
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... questa conferma chi gliela... ha detto: 'mi è stata detta proprio espressamente'.
Chi è che gliel'ha data?
IMP. Scarano A.: Questa conferma ne ho parlato con Lo Nigro, ne ho parlato con quelli più responsabili. Anche con Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei questa conferma l'ha avuta come dire?, a cose fatte oppure strada facendo? Cioè a dire, quando ancora l'attentato non si era, non si è verificato?
IMP. Scarano A.: La sera che è stato il fallito attentato, diciamo. E' fallito, la prima sera è fallito.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Per motivi tecnici - non lo so io per quale motivo - che poi...
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: ... che poi quando si sono riuniti tutti praticamente, ne hanno parlato fra di loro di 'ste cose. Vicino casa mia. Dietro un parcheggio. Sotto casa mia. C'era qualcosa che non ha funzionato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e è in occasione, in questa occasione che lei viene a sapere che era stata...
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... adoprata la sua macchina per tenere fermo il posto?
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo sa Scarano, se lo ricorda che... lo ha presente per meglio dire, che questo specifico particolare non me l'aveva mai detto. Di questa conversazione che c'era stata...
IMP. Scarano A.: No, io avevo parlato...
PUBBLICO MINISTERO: Questo particolare specifico non me l'aveva mai detto. Se lo ricorda? Me l'aveva detto che la macchina...
IMP. Scarano A.: Io ho detto che mi sono arrabbiato che hanno preso la mia macchina...
PUBBLICO MINISTERO: Bravo.
IMP. Scarano A.: ... mi sono arrabbiato quando... una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Questo me l'ha sempre, questo l'ha sempre detto al Pubblico Ministero.
IMP. Scarano A.: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ma io oggi...
IMP. Scarano A.: Sa, signor Giudice...
PUBBLICO MINISTERO: ... sono andato più avanti...
IMP. Scarano A.: ... le cose poi quando si fanno un po' co... si ricorda magari i particolari un po' meglio.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Però non c'è niente di... il contenuto è questo praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e infatti penso che sia la cosa migliore raccontare veramente ciò che si sa.
Senta Scarano, un'altra domanda ancora: ma a quello che lei ha saputo, o a quello che lei ha capito, e se l'ha capito in base a che cosa, questi pensavano fin dall'inizio venendo a Roma, facendo questi studi su Costanzo, di fare un'azione impiegando l'esplosivo e quindi l'automobile e quindi lo stanzone per attrezzare l'automobile? Oppure inizialmente la cosa la vedevano in maniera un po' diversa?
IMP. Scarano A.: Mah, secondo me chi era che dirigeva l'operazione di questa faccenda di Costanzo...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... era "Fifetto" che sapeva più di tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: 'Sti ragazzi praticamente li ha portati "Fifetto" su a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Che praticamente, avevano già visto quasi tutto penso io. Perché "Fifetto" a dirmi a me: 'andiamo e portami da Costanzo'...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Io ci rispondo: 'chi è 'sto Costanzo?'
Dice: 'tu non sei andato quando è venuto Matteo qui?' che precedentemente era venuto Matteo con Enzo.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: Io ci ho detto: 'no, io non sono andato da nessuna parte. Chi è 'sto Costanzo?' Io nemmeno lo conoscevo. Nemmeno la trasmissione sua io conoscevo.
Dice: 'va beh, allora andiamo - dice - vai per Tiburtino III, che poi lì ti indico io dove dobbiamo andare'.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E così è succe... abbiamo fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, bravo.
IMP. Scarano A.: Lui già sapeva. Praticamente 'sti ragazzi che poi son venuti, sia con lui sono venuti due, Benigno e Lo Nigro e gli altri che son venuti col treno son andati tutti dietro a lui. Perché praticamente sapeva già che Costanzo viaggiava in una 164, avevano visto forse avevano fatto più volte sopralluoghi - io non so adesso chi l'ha fatti 'sti sopralluoghi, diciamo prima che andassi io -. Però quando sono andato io siamo andati tre volte, quattro volte, siamo andati pure noi lì.
Si è fatto accompagnare lì da me.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Erano sicuri insomma, di quello che facevano. Sapevano già cosa volevano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei ricorda se qualcuno le ha detto magari anche in un momento successivo che in un primo tempo questa azione a Costanzo si pensava di farla in un altro modo e non con l'esplosivo?
IMP. Scarano A.: Si pensava di farla con le armi. Infatti sentito sempre i discorsi che facevano loro fra di loro, che Barranca Giuseppe era venuto proprio per avere qualche persona in più a sparare.
PUBBLICO MINISTERO: E come mai c'era stato questo cambiamento di programma, insomma sempre da quello che lei ha potuto sapere o capire?
IMP. Scarano A.: Io non lo so. Però poi qualcuno... scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Qualcuno ha detto pure: 'facciamo diversamente, diciamo con l'autobomba e ci spicciamo prima'.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda se magari questo cambiamento di programma poteva esser dipeso che ne so?, da qulche protezione particolare che aveva Costanzo?
IMP. Scarano A.: L'auto blindata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ecco Scarano, questo discorso che riguarda appunto l'idea di fare l'azione con le armi che era stata cambiata perché questo c'aveva anche la macchina blindata. Ecco, questo discorso a lei, le è arrivato alle orecchie quando fu realizzato questo fatto oppure in un momento diverso, magari in un momento successivo?
IMP. Scarano A.: No, ne hanno parlato avanti a me. Liberamente in casa mia. Come le modalità come farlo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ha detto proprio ora: 'ne parlarono davanti a me, in casa mia'. Ma, abbia pazienza. Questi in casa sua facevano quello che volevano?
IMP. Scarano A.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: In casa sua di lei, di Antonio Scarano, queste persone si comportavano come in casa propria? Aiuti a capire questo.
IMP. Scarano A.: Eh, penso di sì. Si trovavano a suo agio praticamente. Parlavano. Però, più volte si allontanavano fra di loro.
PUBBLICO MINISTERO: Lei poco fa ha detto di aver una certa idea sul perché volevano fare questa azione a Costanzo. Ecco, lo spieghi... ritorni su quel punto lì. Lo dica alla Corte lei che cosa ha saputo o che cosa ha capito della ragione per la quale si doveva, o meglio volevano fare questa azione nei confronti di Costanzo.
IMP. Scarano A.: Questa è venuta in un secondo tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Che Costanzo doveva morire perché aveva offeso la mafia. Che aveva bruciato una camicia, una giacca, una maglietta, una cosa del genere sul palco. E per quello doveva morire.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma su questo punto qui: lei ha avuto voglio dire, una spiegazione chiara, particolareggiata, circostanziata?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Oppure è un discorso che ha raccattato lei? Mi perdoni l'espressione un po' così, un po' fiorentina.
IMP. Scarano A.: No, no. E' un discorso che hanno fatto loro.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
IMP. Scarano A.: Dopo, insomma. In un secondo tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: Cosa vuol dire scusi, "in secondo tempo"?
IMP. Scarano A.: Dopo l'attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha fatto domande a qualcuno specifiche per sapere la ragione per la quale appunto, Costanzo doveva morire secondo loro? Ovvero ha avuto solo la possibilità di ascoltare discorsi che facevano tra loro?
IMP. Scarano A.: Ho avuto il modo di ascoltare discorsi che facevano loro.
PUBBLICO MINISTERO: Lei se avesse fatto una domanda di questo genere, per meglio dire: lei poteva a queste persone fargli tutte le domande che voleva oppure qualche cosa non la poteva chiedere o qualche cosa non gli veniva detto?
IMP. Scarano A.: No, no. Io non chiedevo niente perché so come agiscono loro. Non si chiede niente a 'sta gente. Quello che fanno loro: quello che possono dire, lo dicono; quello che non possono dire, non lo dicono.
A volte si allontanavano pure a parlare vicino di me. A volte qualcosa gli sfuggiva e la dicevano. E potevo ascoltare.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, lei quando capì che questa iniziativa insomma, arrivano questi, si occupano... vogliono sapere o meglio vogliono essere accompagnati da Costanzo, fanno uno o due sopralluoghi eccetera, eccetera. Poi prelevano l'esplosivo. Ecco, lei quando ha capito che tutta questa azione era preordinata a fare scoppiare questo esplosivo su questa macchina da qualche parte e magari proprio a Costanzo?
IMP. Scarano A.: Di quello che è stato, di quello che si è fatto precedentemente...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... i sopralluoghi...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... che io li accompagnavo lì, fino a quel punto io non ho potuto capire... non sapevo chi era. Però avevo capito che era Costanzo. Ma 'sto Costanzo che non sapevo di chi si trattava.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Non sapevo né se c'aveva un teatro, né se c'aveva un locale, né se c'aveva un bar. Perché precedentemente "Fifetto" mi ha detto a me di accompagnarlo da Costanzo.
Sapevo che c'era un qualcosa per 'sto Costanzo, ma non sapevo chi fosse, chi è.
Che si stava tramando qualcosa per ucciderlo, praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi voglio dire lei non era uno che seguiva trasmissioni televisive. La trasmissione di Costanzo a lei non gli diceva nulla questo...?
IMP. Scarano A.: No, io nemmeno lo conoscevo. Non esiste.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma molto semplicemente: lei Scarano, è uno di quelli che alla televisione ci sta tutte le sere, che guarda anche la trasmissione di Costanzo ovvero era uno che alla televisione non ci stava mai?
IMP. Scarano A.: Io da tre anni a 'sta parte che sto carcerato, la guardo Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Non parliamo ora del carcere. Perché lo so...
IMP. Scarano A.: Io ancora non lo guardavo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi per lei era un nome come un altro?
IMP. Scarano A.: Un nome nuovo, un nome come un altro.
PUBBLICO MINISTERO: Però, quando ha visto caricare questo esplosivo su quella macchina e ha visto fare queste operazioni: e i fili, e l'antenna, e quello e quell'altro, avrà capito che la faccenda prendeva una certa piega?
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Ecco, a quel punto... no, questo è un discorso che affrontiamo in un altro momento.
Lei ha spiegato che ci fu un inconveniente tecnico la prima sera, l'ha detto due o tre volte. Ha adoprato l'espressione "inconveniente tecnico".
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Però ha sempre detto che non sa di che cosa si trattasse.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Vuol dire - se l'ha detto, per cortesia lo ridica - come fu provveduto, da parte di chi a eliminare questo inconveniente? Cioè, chi andò a fare la riparazione?
IMP. Scarano A.: Andò Lo Nigro e Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: Ce li portò lei?
IMP. Scarano A.: Io l'ho accompagnati sempre diciamo, al solito posto. Dove si dovevano fermare sempre.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Voglio dire, forse mi sono espresso male Scarano. Ho posto la domanda in maniera un po' troppo vaga.
Volevo dire questo: quella sera lì - secondo quanto lei sta riferendo - doveva succedere l'esplosione della macchina. Ma l'esplosione della macchina non si verifica.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. A questo punto cosa succede? Lei era lì in attesa? Venite tutti via da quel posto lì?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Mi ero spostato da quel posto, però siamo andati tutti a casa subito.
PUBBLICO MINISTERO: Tutti?
IMP. Scarano A.: Tutti, tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Al completo?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Al completo come la sera dopo, le stesse persone vuol dire?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. E questi suppongo, avranno detto: 'porca miseria - mi perdoni la Corte - porca miseria, ma questo attentato non ha funzionato'.
IMP. Scarano A.: In macchina hanno parlato un po' di questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però arrivato dietro casa mia, dove io mi fermavo di solito...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... lì, la cosa l'hanno più approfondita fra di loro questa faccenda.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Questa faccenda. Però, la notte la macchina lì è rimasta per come era lasciata.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: Son tornati la sera dopo. E' stata tutta la notte e tutto il giorno carica.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMP. Scarano A.: La macchina. Solo nel tardo pomeriggio del giorno dopo sono andati loro lì a sistemarla: Benigno e Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come fa Scarano a fare espressamente il nome di Benigno e di Lo Nigro? Voglio dire: ce li ha portati lei...?
IMP. Scarano A.: Ce li ho portati io personalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Fin dove li ha portati?
IMP. Scarano A.: Fino a un certo punto vicino, fino alla piazza quasi.
PUBBLICO MINISTERO: Fino alla piazza...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... il chiosco di fioraio?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Perché stamattina parlava di una piazza grande con un chiosco di fioraio.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quella piazza lì.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' un...
IMP. Scarano A.: Si son buttati sul... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Son passati, io mi son fermato a destra, hanno passato la strada, son entrato, son entrati dentro un vicoletto e non li ho più visti insomma. Son entrati dentro dalla parte opposta. Dentro una stradina più stretta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi questi son tornati da lei oppure poi quella sera non vi siete più rivisti?
IMP. Scarano A.: No, no. Io poi mi sono parcheggiato più giù.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Ho girato e mi sono parcheggiato. Poi è passato Giuliani e mi ha detto di andare dietro a lui. E siamo andati giù in fondo a dove era diciamo, questa casa cantoniera la chiamo io.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Va bene. Questo l'abbiamo già riferito.
Io avevo bisogno di capire se quando queste due persone partono per andare a eliminare l'inconveniente, lei dopo li ha rivisti e magari gli hanno detto: 'l'abbiamo riparato, c'era questo, c'era quest'altro'.
IMP. Scarano A.: No. Non ne hanno parlato del...
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: ... delle riparazioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Che abbia sentito io, no.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in occasione di queste... tutte queste operazioni che riguardano l'attentato a Costanzo, lei ha sentito parlare, ha visto o ha capito se questo attentato si doveva fare con un comando a distanza - lei ha parlato di un'antenna - con un comando a distanza, o un telecomando è la stessa cosa, ovvero con un sistema come micce e cose di questo genere?
IMP. Scarano A.: No, no. E' stato fatto elettronicamente il coso.
PUBBLICO MINISTERO: E' stato fatto?
IMP. Scarano A.: E' stato fatto, diciamo...
PRESIDENTE: Ha detto: "elettronicamente".
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, elettronicamente. Quindi col comando radio, vuol dir questo?
IMP. Scarano A.: Di questi telecomandi si occupava Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ascolti Scarano, lei questo telecomando o questi telecomandi li ha mai visti?
IMP. Scarano A.: Sì, ce li ho visti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quando si verificò questo fatto di Costanzo, lei lo vide oppure l'ha visto in altre occasioni?
IMP. Scarano A.: Lo vidi proprio quella sera, quel giorno, quel pomeriggio quando lo faceva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: L'ho visto pure in mano lì sulla strada. Perché io mi ero fatto una camminata. Il giorno prima però. Il giorno prima che non è esplosa la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, quando è fallito.
IMP. Scarano A.: Quando è fallito.
Io scendendo dalla strada principale, l'ho visto che era seduto un po' lontano forse, non lo se era vicino o lontano dove stava la macchina, e aveva 'sto coso in tasca qui nella giacca. E l'ha nascosto. L'ho teneva... che l'aveva messo dietro un fusto di immondizia. Di questa immondizia che sta per strada, 'sti fusti grossi. 'Sti contenitori di immondizia, di spazzatura.
PUBBLICO MINISTERO: In tutto quindi, queste persone per fare questo attentato quanto possono essere stati a Roma, Scarano? Io parlo proprio della permanenza quella finalizzata a compiere quest'azione. Perché il giorno dopo si è capito che vanno via tutti.
IMP. Scarano A.: Mah, cinque giorni, sei giorni. Non di più.
PUBBLICO MINISTERO: E dove dormivano?
IMP. Scarano A.: In casa mia?
PUBBLICO MINISTERO: Tutti?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' ben sicuro?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e la disponibilità di quell'appartamento di cui lei ha fatto già cenno stamani. Quello di via di Redaua.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la disponibilità di questo appartamento quando inizia?
IMP. Scarano A.: Quello è venuto dopo. Dopo l'attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Allora, lei...
IMP. Scarano A.: Scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Ma subito dopo neanche dieci giorni.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, poi le date ci ritorneremo sopra. Non c'è problema.
Ecco, racconti... stamattina lei ha fatto un'apertura, un accenno a questa vicenda. L'incontro con Giacalone e Bizzoni. Bizzoni è pieno di case e di ville, lei ha raccontato così.
Allora, Giacalone cercava una casa, vero?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei gli ha detto: 'te, c'hai modo per soddisfare l'esigenza di questo amico mio?' E' così, no che è andato il discorso?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Anche se qualche cosa lei l'ha già detta stamani. Per cortesia, riprenda il discorso da questo punto. Cioè a dire da quando lei per così dire, gira su Bizzoni la richiesta che le ha fatto Giacalone. Eh?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi con calma, senza problemi, senza corse. Come si sviluppa, come si snoda questa storia di questo appartamento. Spiegando intanto alla Corte dove è via di Redaua perché io lo so, il dottor Nicolosi lo sa, ma la Corte non lo sa. E bisogna che intanto lo apprenda da lei. In che quartiere siamo, com'era fatto questo appartamento, se sa chi era il proprietario e quant'altro.
La parola a lei.
IMP. Scarano A.: Grazie.
Dopo l'attentato di Costanzo, mi hanno chiesto di trovare un appartamento a Roma. Però, il motivo di questo appartamento io non lo sapevo.
Dopo una volta, due volte, tre volte che me l'hanno chiesto io non è che mi sono impegnato più di tanto.
Un giorno, mattina specialmente stava Giacalone a casa mia. Nello stesso tempo viene Bizzoni, un amico mio di Roma. Ci ho detto: 'te che parli sempre di appartamenti e ville, mi serve un appartamento per questo amico'. Eravamo tutti e tre presenti.
Dice: 'ce l'ho. Ce l'ho qui a Roma, vicino'.
Io mi rivolgo a Giacalone e dico: 'andiamo a vedere 'sta appartamento?'
Dice: 'no, no. Pensaci te. Mettici quello che manca, insomma'.
Io vado a vedere 'sta appartamento insieme a Bizzoni, lo faccio pulire. Non c'era niente. Dice: 'compra due divani e basta'.
Io ho comprato due divani, mi ha portato Bizzoni stesso da un suo amico che c'ha una fabbrichetta fuori Roma, in una zona fuori Roma, ai Due Leoni, non a Finocchio. La zona chiamata Finocchio. E abbiamo preso questi divani.
E mi ha dato le chiavi. E io ho dato le chiavi a Giacalone.
Giacalone, poi è venuto, sono venuti gli altri quando sono venuti. E li ho portati, li ho accompagnati a questa casa.
E' venuto sempre Lo Nigro in quella casa. E' venuto Lo Nigro, Benigno Salvatore, Spatuzza Gaspare e Giuliano.
Giuseppe non è più venuto, Barranca. E non è più venuto Cannella. A Roma non sono più venuti loro.
Per tutti questi altri diciamo che attentati, di San Giovanni e come si chiama quell'altro?
PUBBLICO MINISTERO: Il Velabro?
IMP. Scarano A.: Velabro. Tutte 'ste operazioni le hanno seguite tutti questi quattro. Questi ultimi.
E la casa è servita solo per quello. Quella di via Redaua.
PUBBLICO MINISTERO: Via di Redaua, l'abbiamo detto in che zona è di Roma?
IMP. Scarano A.: Signor Giudice, io non me lo ricordo in che zona è.
PUBBLICO MINISTERO: Lei l'ha sempre chiamata via di Redaua oppure durante le indagini quando l'abbiamo interrogata, l'ha indicava con un altro nome la strada? Se non mi sbaglio.
IMP. Scarano A.: Forse il quartiere. Il nome del quartiere.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Il quartiere è?
IMP. Scarano A.: Non lo so se è il quartiere Africano, là.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, bravo.
IMP. Scarano A.: Quartiere Africano.
PUBBLICO MINISTERO: Lei qualche volta, lo conosceva anche come viale Libia? Via Libia?
IMP. Scarano A.: Esatto. Esatto. Perché c'è viale Libia che è vicino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi la disponibilità di questo appartamento, a partire da una certa data di chi è stata? Intendo dire: lei ha conservato le chiavi di questo appartamento?
IMP. Scarano A.: No. Io l'ho pulito.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: C'ho comprato due divani.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E son venuti, dopo un altri dieci giorni son venuti le persone interessate.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ma le chiavi, lei le ha conservate o la ha date...?
IMP. Scarano A.: No, no. Ce le avevo io. Gliel'ho date quando son venuti.
PUBBLICO MINISTERO: Quando sono venuti. Quindi a lei le chiavi non son rimaste?
IMP. Scarano A.: No, no. Ce le avevano loro le chiavi.
PUBBLICO MINISTERO: Non ne aveva fatta un'altra copia lei per sé'
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Fino a quando questo appartamento rimane per così dire, nella disponibilità di queste persone? Question di qualche settimana oppure è stato un discorso più lungo?
IMP. Scarano A.: No, no. Io a Bizzoni ho dato...
PUBBLICO MINISTERO: No. Non sto parlando dei soldi, Scarano. Forse non ci siam capiti.
IMP. Scarano A.: No. Due mesi, circa due mesi-due mesi e mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire?
IMP. Scarano A.: Maggio - voglio dire - giugno, luglio e agosto. Però d'agosto, fine agosto...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... sono venuto a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Sono andati lì loro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Io però non sapevo che loro erano arrivati a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: La sera vengono a casa mia e mi hanno detto che lì avevano cambiato qualcheduno la serratura. Di quella porta. Praticamente hanno trovato la porta chiusa. Perché le chiavi ce le avevano loro. Ce l'aveva Lo Nigro, ce l'aveva non so, Benigno oppure ce l'aveva Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Uno di loro ce l'aveva.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E son venuti da me la sera che non potevano entrare perché...
PUBBLICO MINISTERO: Avevan trovato la serratura cambiata.
IMP. Scarano A.: Avevan trovato la serratura. Questo a fine stagione.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Allora io mi sono impegnato, ho chiamato Bizzoni per darmi una spiegazione. Dico: 'come mai c'è la serratura lì che non... E' chiusa, hanno cambiato serratura?'
Dice: 'va beh, non fa niente. Te ne do un'altra di casa'.
E mi ha dato un'altra casa vicino Cinecittà. Quartiere sull'Appia. No, sulla Tuscolana. Quartiere Tuscolano.
Lì però son stati poco tempo. Lì son stati poco tempo perché son stati 5-6 giorni non di più. Perché c'erano parecchie persone che andavano su e giù, all'ultimo... era una mansardina questa. Questo appartamento.
E hanno avuto un dialogo forse con la portiera.
PUBBLICO MINISTERO: Una discussione.
IMP. Scarano A.: Una discussione con la portiera, sì.
Lì ci stava pure Giacalone in quell'appartamento sulla Tuscolana. E da lì sono andati via.
PUBBLICO MINISTERO: Sono ripartiti un'altra volta.
IMP. Scarano A.: Sono ripartiti.
PUBBLICO MINISTERO: E hanno avuto poi la disponibilità di qualche altro posto?
IMP. Scarano A.: C'è stata un'altra disponibilità.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: A Torvajanica, sempre di Bizzoni. Al villaggio Tognazzi.
E lì sono stati un bel po' di tempo. Non so, 20 giorni, un mese.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, andando con ordine: il primo appartamento, quello di via di Redaua, quindi ce l'aveva Bizzoni, ma è un appartamento di proprietà di Bizzoni, o che Bizzoni aveva preso in affitto?
IMP. Scarano A.: Questo, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Paro di quello di via... di via di Redaua, eh.
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Questo non lo so. Se era suo o era di qualcun altro. Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Quello del Tuscolano, era di Bizzoni o era in affitto da parte di Bizzoni?
IMP. Scarano A.: Bizzoni mi ha detto che quell'appartamento era di un amico suo che era un avvocato. E mi poteva ospitare, e poteva ospitare diciamo questi ragazzi che sono venuti.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Poi, al villaggio Tognazzi, che cos'è un altro appartamento, un villino, lo sa?
IMP. Scarano A.: E' un villino al mare.
PUBBLICO MINISTERO: Un villino al mare. E questo era sempre in affitto di Bizzoni, o era una proprietà di Bizzoni?
IMP. Scarano A.: Non lo so se è roba sua, o... Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Ricapitolando: lei, nell'appartamento di via di Redaua, quindi, quante volte c'è stato? Oltre che per sistemarlo perché non c'era niente, come ha spiegato prima.
IMP. Scarano A.: Mah, ci sono stato..: Tre o quattro volte ci sono stato.
PUBBLICO MINISTERO: In quello del Tuscolano, ci ha messo piede, o no?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. In quello di Torvajanica?
IMP. Scarano A.: Pure.
PUBBLICO MINISTERO: Pure. Quindi lei li conosce tutti e tre, questi appartamenti.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Li conosce proprio per scienza diretta, non per sentito dire.
IMP. Scarano A.: No, no, diretta, diretta.
PUBBLICO MINISTERO: Per scienza diretta.
IMP. Scarano A.: Perché praticamente quando lo chiedevo a Bizzoni mi portava pure sul posto. Mi dava le chiavi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per l'appartamento di via di Redaua lei ha detto che era, come dire, non in disordine. Insomma, non c'era niente, aveva bisogno un pochino di essere messo in condizioni tali da poter essere abitato.
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ha fatto fare delle pulizie lei?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha fatto fare delle pulizie a qualcuno in particolare?
IMP. Scarano A.: A una donna che fa le pulizie.
PUBBLICO MINISTERO: A una signora?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo fare il nome e cognome di questa signora?
IMP. Scarano A.: Il cognome non lo conosco. So che si chiama...
PUBBLICO MINISTERO: Facciamo il nome.
IMP. Scarano A.: Mi sembra che si chiama... Se non mi sbaglio si chiama Rosaria, si chiama. Rosa, Rosaria.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, vediamo, lei conosce solo questa signora, o magari conosce anche, che ne so, il marito della signora?
IMP. Scarano A.: Certo che conosco pure il marito.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, allora siccome non è sicuro del nome e cognome di questa signora, vediamo se il nome del marito se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: Giuseppe, si chiama.
PUBBLICO MINISTERO: Giuseppe. E di cognome?
IMP. Scarano A.: Di cognome non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: No. Può essere che sia Liberati?
IMP. Scarano A.: Ah, sì, Liberati, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ne siamo sicuri?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, Liberati.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, si ricorda dove abitava?
IMP. Scarano A.: A via dei Romanisti.
PUBBLICO MINISTERO: Via dei Romanisti.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' nella zona di casa sua questa strada?
IMP. Scarano A.: No, è fuori zona, però è vicino. E' un'altra zona, quella.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, questo signor Liberati, è una persona che conosceva di già...
IMP. Scarano A.: Sì sì, lo conoscevo di già. Lo conoscevo già da un paio di anni.
PUBBLICO MINISTERO: Sa qualche cosa di particolare sul conto di questo signor Liberati? Non so, qualche cosa di particolare, l'attività. Non so, è stato in carcere?
IMP. Scarano A.: Sì, è stato in carcere, gli avevo dato un po' di hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Gliel'aveva dato lei?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questo fu arrestato.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora la moglie di questo signor Liberati è venuta a fare lì delle pulizie, quindi in via di Redaua.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' venuta da sola, o è venuta insieme a qualche altra persona a fare queste pulizie?
IMP. Scarano A.: Con la cognata.
PUBBLICO MINISTERO: Con la cognata. C'è stata una volta, o più volte?
IMP. Scarano A.: Una volta sola.
PUBBLICO MINISTERO: Ce le ha accompagnate lei?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi la stessa cosa è stata fatta anche per quanto riguarda l'altro appartamento, quello del Tuscolano? Voglio dire: se ha chiesto sempre alla signora, alla moglie del Liberati...
IMP. Scarano A.: Sì, sì, è venuta con la figlia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi questa signora le ha fatto la cortesia di dare una pulita a tutti e due questi appartamenti.
IMP. Scarano A.: Sì, è venuta con la figlia quella volta, alla Tuscolana.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMP. Scarano A.: Una ragazza che c'ha 14 anni, 13 anni.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi che la signora Liberati si chiami Simonetta, invece che Rosaria?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Poi, il cognome non glielo chiedo, ma il nome, magari su quello bisognerebbe essere un po' più sicuri.
IMP. Scarano A.: Sì, Simonetta.
PUBBLICO MINISTERO: Lei personalmente, le chiavi dell'appartamento al Tuscolano, lei, intendo dire lei Scarano, le ha mai avute per le mani, o no?
IMP. Scarano A.: Certo che l'ho avute.
PUBBLICO MINISTERO: Le ha avute. Ma lei chiese le chiavi a Bizzoni e Bizzoni le dette direttamente a lei? Vuol dire questo?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bizzoni ha saputo a chi poi serviva questo appartamento? Parlo di quello del Tuscolano.
IMP. Scarano A.: Scusi, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Per carità! Se ha bisogno di un bicchier d'acqua, si trova, eh.
IMP. Scarano A.: Cioè, lo sapeva sì Bizzoni, perché in via di Redaua, una volta cambiato la serratura, si è impegnato lui stesso a darmi un altro appartamento, che sarebbe questo qui di via Tuscolano.
PUBBLICO MINISTERO: Tuscolano, che poi sarebbe...
IMP. Scarano A.: Lo sapeva sempre che serviva per 'sta gente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per la verità quello del Tuscolano... Lei si ricorda il nome preciso della via?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Allora è inutile che glielo faccia io. Se non se lo ricorda...
IMP. Scarano A.: So soltanto che la zona la conosco, che c'è una sala di cavalli lì vicino.
PUBBLICO MINISTERO: Una sala corse?
IMP. Scarano A.: Una sala corse, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, rimaniamo nell'appartamento di via di Redaua.
Quando lei si mette d'accordo con Bizzoni, Bizzoni viene messo al corrente da lei sul perché e per quanto tempo e da parte di chi questo appartamento deve essere utilizzato? Cioè a dire a disposizione di chi è?
IMP. Scarano A.: No, no, non sapeva niente. Lui... Posso parlare di soldi?
PUBBLICO MINISTERO: Le può parlare di tutto. Davanti alla Corte si può parlare di tutto, Scarano. Mai è un problema.
IMP. Scarano A.: No, siccome stavo parlando prima e lei mi ha detto, dice: 'si fermi un attimo'.
Io, praticamente, quando ha affittato questo appartamento, dice: 'a me mi dai 900 mila lire al mese'.
PRESIDENTE: Quanto?
IMP. Scarano A.: 900 mila lire al mese. E io gli ho dato un milione e otto per due mesi. Che poi praticamente è venuto l'estate, non l'ho visto, insomma. A settembre poi è stato cambiato la serratura e quell'appartamento lì non è stato più preso.
E mi ha dato un altro appartamento, quello sull'Appia. Però io sull'Appia non ricordo se gli ho dato soldi, o meno. Questo non lo ricordo. Però si è impegnato per darmi un altro appartamento perché lì avevano cambiato la serratura. Però sapeva questi ragazzi, diciamo, questi che venivano a Roma, che erano parenti miei.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sapeva. Sapeva perché qualcuno gliel'ha detto.
IMP. Scarano A.: Certo, gliel'ho detto io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Vedendo cinque persone, quattro persone...
PUBBLICO MINISTERO: E che cosa le aveva detto lei a Bizzoni?
IMP. Scarano A.: Ci ho detto che erano parenti miei che se ne sono venuti a Roma per... Una scusa qualsiasi ci ho detto.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè che lei aveva bisogno di questo appartamento perché ci aveva dei parenti che venivano a Roma?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: I parenti in generale, oppure disse qualche cosa di più preciso, di più specifico?
IMP. Scarano A.: Nipoti.
PUBBLICO MINISTERO: Nipoti. Cioè erano i suoi nipoti.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ma per caso lei disse a Bizzoni: 'guarda, siccome devono venire questi miei nipoti, te gira alla larga da questo appartamento'.
IMP. Scarano A.: No, io non ci ho detto 'gira alla larga', non ci ho detto niente. Io, questa cosa, non mi ricordo di averla detta.
PUBBLICO MINISTERO: No, come dire: 'siccome devono venire i miei nipoti, te l'appartamento, se non ci metti il naso, è meglio', ecco.
La mia domanda vuol dire questo, Scarano. Cerco di farla in una maniera molto...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... colloquiale, ecco.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, ho capito, ho capito benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Senza stare a usare termini complicati.
IMP. Scarano A.: Signor Giudice, ho capito benissimo.
Ma io, mi sembra che non ci ho detto di non ci andare, di andare, lì alla casa.
Lui è venuto con me, Bizzoni, per... Che abbiamo sistemato i divani, abbiamo...
PUBBLICO MINISTERO: Certo. E questo lo ha detto.
IMP. Scarano A.: Lì è venuto. Cioè, poi se lui ci è andato, ci è passato, questo non lo so. Perché le chiavi ce l'avevano queste persone che ci stavano. Se le portavano quando andavano via, venivano... Quando volevano venire, venivano.
A volte venivano che io manco lo sapevo. Stavano quattro giorni, cinque giorni e se ne andavano senza che io sapevo niente. Magari me lo dicevano successivamente quando venivano un'altra volta, che erano venuti a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ritorniamo un attimino sulle date di questo discorso. Perché io le debbo ricordare che, quando lei per la prima volta insomma ha raccontato come si erano svolti questi episodi. E cioè dire proprio nell'interrogatorio del 31 di gennaio, nel suo interrogatorio del 31 di gennaio che è il primo, non il suo primo interrogatorio, è il primo interrogatorio nel quale lei ha assunto un diverso atteggiamento, come ricorderà.
Lei disse che la disponibilità di questo appartamento da parte di queste persone inizia verso la fine di aprile, gli inizi di maggio del '93.
Ora il dottor Nicolosi mi fa la cortesia, ritrova la collocazione precisa...
IMP. Scarano A.: Signor Giudice, posso dire una cosa?
PUBBLICO MINISTERO: A pagina 35 della trascrizione si legge esattamente, ecco:
"Gliel'ho dato a maggio, a maggio l'appartamento. A maggio"
"Questo lo abbiamo detto che è di maggio", le dico io.
"Maggio, giugno, luglio. Gli ho dato tre mesi, io a lui". Tre mesi come soldi, qui si parla di soldi dati da lei a Bizzoni. Quindi, tre mesi: maggio, giugno luglio.
IMP. Scarano A.: Sì, perché fine di agosto, praticamente loro sono venuti dopo agosto, primi settembre, e hanno trovato la serratura chiusa.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, il problema non è, Scarano, dei soldi dati a Bizzoni e non è nemmeno il problema di quanto va avanti questa storia dell'appartamento. Il problema è cercare di essere ben sicuri di non aver equivocato, né lei e né io, sul punto di quando inizia la disponibilità di questo appartamento.
Lei oggi ha detto: 'la disponibilità di questo appartamento inizia dopo che c'è stato l'attentato a Costanzo'.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io le debbo ricordare che lei aveva detto fin dal primo interrogatorio che questo appartamento lei lo mette a disposizione di queste persone a maggio.
E addirittura a pagina 34 della trascrizione, si dice, come data:
"Agli ultimi di aprile, all'incirca primi di maggio. Così nel mese di maggio è stato, però la data precisa non me la ricordo".
Ecco, queste furono le sue parole proprio tali e quali.
Per quello che può importare, è semplicemente un dato, come dire, un dato di...
IMP. Scarano A.: Se io non ricordo male, mi sembra che io ho detto una volta, che quando sono venuti la prima volta li ho ospitati io.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano, io non discuto che sia...
IMP. Scarano A.: Cioè, però la data...
PUBBLICO MINISTERO: ... la questione come dice lei, perché io non c'ero. Dico semplicemente che in quell'interrogatorio sta scritto così.
Quell'interrogatorio, perché poi è una trascrizione, quindi non c'è rischio di sbagliarsi.
Può darsi che ricordasse male ora, male allora e che ricordi meglio oggi, o magari è all'inverso? Cioè a dire che allora ricordava meglio e oggi con le date si orienta peggio?
IMP. Scarano A.: Io comunque posso dire solo una cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Dica.
IMP. Scarano A.: Cioè, l'appartamento di via di Redaua è avvenuto dopo l'attentato di Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMP. Scarano A.: Ma subito dopo, dopo 10-15 giorni.
E gli ho dato, mi sembra, due mesi anticipati. Poi gli dovevo dare un altro stipendio e poi non c'è stato più niente. Perché in quella casa non ci abitava nessuno. Soltanto che sia stato alla fine agosto quando sono venuti Spatuzza e Lo Nigro a Roma sono andati lì. Sono venuti a casa mia e mi hanno detto che hanno trovato la serratura cambiata.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quando c'è stato l'attentato di San Giovanni, loro abitavano, stavano lì.
Fino a luglio loro stavano lì, ancora.
PRESIDENTE: Sospendiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Due minuti, cinque minuti.
PRESIDENTE: Cinque minuti.
PUBBLICO MINISTERO: Così Scarano beve un bicchier d'acqua, sento che ha la tosse...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... io, pure.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, Scarano, abbiamo detto prima di questa sospensione di quando inizia la disponibilità di questo appartamento di via di Redaua. E lei ha detto: 'l'attentato a Costanzo c'era già stato', vero?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E di questo è sicuro.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, Scarano, lei ha mai sentito parlare di una festa che a Roma si chiama "Festa dei noantri"?
IMP. Scarano A.: Sì. E...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, aspetti. E questa festa si collega in qualche modo ai fatti, alle persone delle quali si sta parlando? Ai fatti di questo processo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole spiegare alla Corte in che termini? Perché stiamo parlando di attentati, però introduciamo questa, come dire, questo diversivo rappresentato da una occasione, una festività popolare, la "Festa di noantri".
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Allora, una sera viene Lo Nigro a casa mia e mi dice se lo accompagnavo a Trastevere che c'era una festa.
PUBBLICO MINISTERO: E in che periodo c'è questa festa? Il periodo estivo, se lo ricorda lei?
IMP. Scarano A.: Comunque faceva caldo. Non so se era maggio o giugno, quel periodo lì.
PUBBLICO MINISTERO: C'era già stato questo attentato a Costanzo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. C'era già stato.
PUBBLICO MINISTERO: C'era già stato. Quindi, prosegua pure.
IMP. Scarano A.: Mi dice di accompagnarlo a Trastevere che c'era una festa.
Dico: 'come lo sai te che c'è una festa a Trastevere? Io sono 25 anni che abito a Roma e non so di 'sta festa'.
Dice: 'sì, è una festa che dura 15 giorni, 20 giorni'.
Comunque siamo andati alla festa. Siamo andati alla festa: io, Lo Nigro e Giuseppe Giuliano.
Siamo arrivati a Trastevere, a Trastevere mi fanno parcheggiare sulla destra entrando sulla via di Trastevere, lasciando diciamo la via del Tevere, via del Tevere.
Faccio neanche dieci metri dentro 'sta piazzetta che era piena di gente, di persone, che c'era veramente esattamente la festa. E Lo Nigro si gira dentro la macchina verso Giuliano e gli fa un cenno a una villa antica che sta lì all'ingresso proprio della via di Trastevere.
PUBBLICO MINISTERO: In questa piazza.
IMP. Scarano A.: In questa piazza. E c'era una porticina. Allora Lo Nigro gli fa a Giuliano, dice: 'è questa, qui andrebbe bene, dove c'è quella porticina'.
Queste sono cose che ho sentite io dentro la macchina mia stessa. Nemmeno sono scesi. E mi dicono di andare via. E' durato un minuto, un minuto e mezzo, neanche, questa fermata.
Andando via prendo un'atra volta la via del Tevere, faccio 200 metri, 300 metri, ci sta uno spartitraffico. Mi fa girare a sinistra.
Giro a sinistra, passiamo lungo l'anagrafe di Roma. Alla fine del palazzo dell'anagrafe...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi avete attraversato il Tevere, prima.
IMP. Scarano A.: Esattamente, la parte opposta.
PUBBLICO MINISTERO: Da quell'altra parte.
IMP. Scarano A.: La parte opposta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Costeggiamo il Comune di Roma; all'angolo del palazzo del Comune mi dice di svoltare a destra. Lì c'è un'altra strada alla parte principale dove si entra al Comune. Non so come si chiama la via.
E mi fa entrare dentro una strada che, secondo me, è la zona più vecchia di Roma.
Di fronte al Comune, lì, mi sembra che c'è la caserma dei vigili, dei Vigili Urbani. Facciamo un giro dentro questo quartiere antico.
A un certo punto mi fanno fermare. Mi fanno fermare, scendono e se ne vanno per conto loro. Se ne vanno per conto loro, io vado più avanti, ci stava un ristorante a 10 metri sulla sinistra, una chiesa sulla sinistra; sulla strada io mi sono parcheggiato.
A 10 metri più avanti c'è via dei Cerchi. Quella via la conosco perché lì, quando non arrivavano le, come si chiamano? Le schede delle votazioni...
PUBBLICO MINISTERO: Le schede, i certificati elettorali?
IMP. Scarano A.: Sì. Si andava lì a ritirarli, che non arrivavano a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E' per questo che ricordo bene quella via, che sono andato più volte a ritirare le schede.
E c'è un piccolo parcheggio che corrisponde di fronte al Comune poi di Roma.
Io parcheggio lì. sono stato un po' così. Ci sta un piano bar. Ho visto che c'era un bar, un piano bar che si scendeva sulla stessa via dei Cerchi, 10 metri da dove io mi sono parcheggiato, e sono entrato dentro questo bar. Mi sono bevuto due birre alla spina, ho perso un po' di tempo così.
Dopo un bel po' sono arrivati dov'ero io. E mi hanno detto di andare via. Siamo andati via, mi hanno fatto fare un'altra volta lo stesso giro. Abbiamo girato e poi dice: 'andiamo verso casa'.
Andiamo verso casa...
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire, Scarano, le ha fatto fare lo stesso giro? Mi scusi, non capisco.
IMP. Scarano A.: Lo stesso giro, dove siamo entrati, mi ha rifatto fare la stessa strada della prima volta.
PRESIDENTE: Cioè fino al Trastevere?
IMP. Scarano A.: No, Trastevere lo abbiamo lasciato.
Dal Comune, diciamo...
PUBBLICO MINISTERO: Non è ritornato in Trastevere.
IMP. Scarano A.: No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Cioè, abbiamo fatto questo giro diciamo dentro questo borgo antico di Roma, dove poi c'è stato questo attentato al Velabro.
E lì, prima di arrivare a via dei Cerchi mi hanno fatto parcheggiare. Loro sono scesi, sono andati per conto loro, non so cosa sono andati a vedere.
Dopo una mezzoretta, 40 minuti, si ritirano e mi hanno detto di andare via.
Andiamo via, e mi hanno fatto fare un'altra volta la stessa strada. Ho passato poi davanti al Comune, alla porta principale del Comune e ho girato a destra. E ho ripreso un'altra volta la strada che avevamo fatto precedentemente dopo lasciato Lungotevere.
Facciamo un'altra volta questo giro. Dice: 'andiamo verso casa'.
Andiamo verso casa, prendo la via per andare a casa, sorpasso via dei Cerchi. C'è un'altra strada, non so come si chiama, che va verso Caracalla, verso San Giovanni. Alla parte opposta della strada mi hanno fatto parcheggiare in mezzo alla strada, perché qualcuno di loro se n'era accorto che c'erano due telecamere nel palazzo dove si ritirano le schede elettorali.
Peppuccio scende dalla macchina, dice: 'fermati un minuto'.
Dico: 'guarda, io qui non posso stare, siamo in mezzo alla strada'.
Dice: 'tanto, un minuto'.
Comunque mi sono fermato vicino a uno spartitraffico, un piccolo spartitraffico. Scende e va a vedere queste telecamere, che se n'era accorto di queste telecamere.
Ritorna in macchina e dice a Cosimo che le telecamere non prendevano la strada che loro forse avevano controllato, a quanto ho capito, bensì controllavano, erano gettate queste telecamere addosso al marciapiede, guardavano soltanto il marciapiede.
E siamo andati verso casa. E, ritornando indietro, e siamo andati verso casa.
Andiamo verso casa, passiamo a San Giovanni, faccio la strada che normalmente faccio per andare a casa mia, saliamo via di San Giovanni, arriviamo a San Giovanni.
Quando siamo arrivati a San Giovanni, al semaforo, che poi lì hanno messo, hanno fatto l'attentato, ha visto questo rientro: dalla strada ci sta una piccola piazzetta che praticamente è l'interno della chiesa.
Allora si rigira all'altro e gli dice: 'qui è pure buono', dice.
Hanno guardato, che c'è una architettura un po' particolare e mi fanno rifare la stessa strada. Mi fanno tornare indietro. Rifacciamo la stessa strada andando in giù. Prima in su e poi in giù. Siamo ripassati un'altra volta lo stesso giro in quel borgo antico di Roma dove eramo stati precedentemente. Abbiamo fatto questo lavoro per due-tre volte, avanti e indietro.
E all'ultimo ci ho detto, mi sono stufato e gli ho detto: 'aho, mo basta'.
Dice: 'va be', possiamo andare pure via'.
La strada, sia ad andare verso giù, verso il Velabro, andava normale; venendo verso, facendo il giro, ritornando verso San Giovanni, mi facevano camminare un po' più forte, un po' più piano, un po' più forte e un po' più piano. E uno di loro controllava l'orologio.
E parlavano di quantitativo di miccia, miccia lenta, miccia rapida, cose del genere. Mettendo un metro di miccia corrispondeva a tanti minuti, di quella miccia lenta, come la chiamano loro. Mettendo, per dire, due metri di miccia rapida corrisponde a tanti minuti.
Facevano questi calcoli fra di loro.
In quanto, siamo arrivati, abbiamo fatto tre volte 'sta strada: 'mo, dico, basta'. E siamo andati via, a casa. Quella sera.
Poi l'abbiamo rifatta la strada, perché la festa, l'obiettivo non era San Giovanni, oppure... Io non so se il Velabro era pure l'obiettivo, però San Giovanni ho visto che è stata una cosa casualmente, a vedere piazza San Giovanni. Perché l'obiettivo era quella precedente al Trastevere, un palazzo vecchio di Trastevere, da dove siamo partiti da casa mia per andare direttamente lì.
Non è che mi ha detto: 'andiamo a vedere un palazzo, andiamo a vedere, andiamo alla festa', mi è stato detto. Alle dieci e mezza di sera.
E quindi dopo siamo andati a casa e hanno deciso quello che hanno deciso, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda quanto tempo più o meno ci voleva in macchina per andare da quella che lei chiama la parte vecchia della città a San Giovanni? Se avete, se prendevate il tempo di questo spostamento.
IMP. Scarano A.: Allora, Roma... Quelle sono strade che sono un po', non dico... E' il centro di Roma, però sono strade molto molto ampie, molto larghe. Da San Giovanni al Velabro, o diciamo all'anagrafe, perché è attaccata l'anagrafe lì, arrivare a San Giovanni di sera, ci vuol tre minuti, due minuti, ma neanche.
Però non è quanti minuti si stava per la strada, bensì si faceva un discorso fra di loro quanta miccia andava messa per scoppiare contemporaneamente queste bombe.
Cioè, se quella del velabro li mettevano due metri, a quella a San Giovanni hanno messo mezzo metro, secondo i loro calcoli. Per scoppiare contemporaneamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi lei fa questa, come dire...
IMP. Scarano A.: Comunque io posso parlare anche di minuti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Se non mi sbaglio, mi sembra che parlavano di tre minuti, quattro minuti, non di più. E infatti non ci vuole più di tanto, perché la sera, la sera tardi a Roma è un po' deserta. Poi, in quei posti...
Specialmente in via di Caracalla praticamente è un po' deserta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Si cammina bene, insomma, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Questa, lei ha descritto questa operazione compiuta quella sera con queste due persone.
Eravate quindi in tre sulla sua macchina?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla sua Audi?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando fate questa operazione, a Roma ci sono altre persone oltre al Lo Nigro e a Giuliano, che lei si ricordi?
IMP. Scarano A.: Mah, mi sembra che c'era pure Spatuzza. Però Spatuzza non ha partecipato a questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quando si verifica questo fatto...
IMP. Scarano A.: Quando si verifica questo fatto...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, non ho finito la domanda. Mi scusi.
Quando si verifica questo fatto, queste persone dormivano a casa sua oppure dormivano da qualche altra parte?
IMP. Scarano A.: No, no. Dormivano in via Redaua.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, avevano già iniziato a utilizzare l'appartamento di via di Redaua?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questa storia di andare per le strade di Roma a prendere il tempo, a calcolare le micce, metri e così via, si è verificata una sera sola o si è verificata più volte?
IMP. Scarano A.: No, no. Una sera sola.
PUBBLICO MINISTERO: Una sera sola.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Un particolare ancora: lei ha parlato di questo edificio antico in questa piazzetta in Trastevere.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se ho capito bene - ma può darsi che abbia sbagliato, che abbia capito male. Non lo so - se ho capito bene questa piazzetta si trova all'inizio di una strada importante di Trastevere?
IMP. Scarano A.: In via Trastevere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: All'imbocco di... si lascia Lungotevere e si prende, si gira a destra e si prende... è attaccata al Lungotevere praticamente. La via principale di Trastevere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, c'è qualche cosa di particolare in questa piazza?
IMP. Scarano A.: C'erano alberi e tassì, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Questo edificio, questo edificio che un pochino aveva richiamato l'attenzione di queste persone...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... lei si ricorda se poi facendo i sopralluoghi con il Pubblico Ministero, quindi con me e con il dottor Nicolosi che è qui accanto a me...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... se lei poi l'ha individuato con sicurezza?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. L'ho individuato con sicurezza. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda qualcosa di questo edificio esternamente come si presenta?
IMP. Scarano A.: Mah, si presenta che c'ha una porticina, c'ha tipo una torretta mi sembra che è.
PUBBLICO MINISTERO: Il colore?
IMP. Scarano A.: Il colore scuro mi sembra che è. Antico. Scuro antico.
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiama questo edificio non se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Guardi, io...
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
IMP. Scarano A.: Io non lo so se lo posso dire quello che mi hanno detto loro.
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Il nome dell'edificio.
IMP. Scarano A.: No, no. Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Poi dopo ci torneremo anche su quella cosa.
IMP. Scarano A.: Lo Nigro mi ha detto soltanto che c'era una persona che girava per loro a trovare questa roba antica.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, ora ci arriveremo con calma anche a questo.
Bene. Quindi, si verifica questo episodio. Questo episodio poi, ha un seguito? Cioè a dire: questa perlustrazione di questi due punti di Roma, la distanza e quant'altro, ecco, poi ha un seguito?
IMP. Scarano A.: Eh, ha un seguito. Dopo,...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, lo deve raccontare lei Scarano. Io, è paradossale ma non le devo suggerire nessuna risposta.
IMP. Scarano A.: Cioè, dopo fatto il sopralluogo sono passati quattro o cinque giorni e si è fatto l'attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' stato fatto l'attentato. Per fare l'attentato suppongo che sia stato adoperato dell'esplosivo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. Quest'esplosivo dove si trovava?
IMP. Scarano A.: Si trovava da Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Da Di Natale.
E quest'esplosivo da Di Natale come c'era arrivato?
IMP. Scarano A.: Ce l'ha portato Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, diciamo alla Corte: dal Di Natale, cosa vuol dire? In che strada?
IMP. Scarano A.: Eh, la strada... via Ostiense, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: In via Ostiense.
Ce l'aveva portato Carra. Lei era presente quando arrivò l'esplosivo?
IMP. Scarano A.: No. Sono arrivato all'ultimo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, quando lei è arrivato...
IMP. Scarano A.: Quando il camion usciva.
PUBBLICO MINISTERO: Quando il camion usciva.
Com'è che lei arrivò lì a via Ostiense quando era in corso, stava per finire lo scarico di questo esplosivo?
IMP. Scarano A.: Perché quando...
PUBBLICO MINISTERO: Per combinazione o perché qualcuno l'aveva avvisata o perché sapeva che doveva andar lì?
IMP. Scarano A.: No, io non sapevo niente. Son venuti così all'improvviso. Senza avvisarmi e senza niente.
Io stavo in campagna. E ho trovato Giuliano a casa mia, m'ha detto di accompagnarlo la sera verso le cinque e mezza-le sei. Adesso, l'orario più o meno era quello.
Io me ne vado alla mia campagna, m'ha detto. E l'ho trovato a casa mia. Mi ha detto di accompagnarlo dal vecchio - io ho capito chi era - che ci stava Lo Nigro e Di Natale, Lo Nigro e Spatuzza.
E lì, ci siamo fermati lì e praticamente ho trovato il camion che stava uscendo. Già avevano scaricato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, andiamo con ordine.
Quindi, lei è partito da casa sua per andare in via Ostiense. E' partito da solo o si è portato dietro Giuliano?
IMP. Scarano A.: Giuliano. Con Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Siete andati con una macchina sua?
IMP. Scarano A.: Con la macchina mia.
PUBBLICO MINISTERO: E quando siete arrivati in via Ostiense, avete trovato il camion - a quello che capisco - ...?
IMP. Scarano A.: Sì, che stava uscendo dal dentro di questo magazzino, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Sul camion c'era Carra?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire: lei lo riconobbe subito come la persona con la quale aveva trasportato anche l'hashish?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'aveva più rivisto nel frattempo Carra? Cioè a dire: dal giorno in cui aveva portato l'hashish a Roma...
IMP. Scarano A.: No, no...
PUBBLICO MINISTERO: ... lei Carra lo aveva più rivisto?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non l'aveva più rivisto?
IMP. Scarano A.: L'ho visto... cioè...
PUBBLICO MINISTERO: Dico: dalla volta in cui aveva portato l'hashish a quando ora lo rivede in via Ostiense, Carra...
IMP. Scarano A.: Per la seconda volta. Per la seconda volta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Per la seconda volta.
PUBBLICO MINISTERO: Per la seconda volta.
Oh. Allora, lei vide che il camion stava per uscire?
IMP. Scarano A.: Sì. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei vide che cosa aveva portato il camion?
IMP. Scarano A.: Sì, ho visto qualcosa nel giardino. Però non è che ho potuto individuare veramente cos'era. Ho visto delle balle, delle cose con lo scotch. Rotoli di roba che... circa 50-60 chili di roba. Un involucro bello grosso che lo stavano sistemando, praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quant'erano queste balle che aveva scaricato Carra lì nel cortile?
IMP. Scarano A.: Mah, erano quattro.
PUBBLICO MINISTERO: Lei in effetti, nell'interrogatorio del 29 di aprile precisò che nel cortile del Di Natale le balle scaricate erano quattro da 50 chili l'una non di più.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, è sicuro di questo fatto? Lì sono arrivati quattro balle sole da 50 chili l'una.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei le contò sul momento quando le vide nel cortile oppure lo ha saputo in un secondo momento che erano quattro e non più di quattro e da 50 chili l'una?
IMP. Scarano A.: No, li ho visti. Perché io sono arrivato e il camion stava uscendo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Ho dato spazio al camion per uscire.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Nel frattempo, io ho parcheggiato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Il camion è uscito e io sono entrato fino a metà cortile. E ho visto queste quattro balle. L'ho viste benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti Scarano, il camion di Carra era lo stesso che aveva portato l'hashish?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Come si presentava il camion? Lo spieghi alla Corte, per piacere.
IMP. Scarano A.: La motrice era la stessa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Il rimorchio era un rimorchio diciamo senza sponde, con altro rimorchio sopra legato con le corde d'acciaio. Cioè, due rimorchi. Uno funzionava e uno era appoggiato sopra il cassone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Il camion di Carra con un rimorchio sovrapposto all'altro, le faccio subito una domanda che riguarda già altri fatti. Lei l'ha visto solo in questa occasione o l'ha visto anche in altre occasioni?
Intendo dire il camion di Carra con un rimorchio sopra e un rimorchio sotto.
IMP. Scarano A.: In quell'occasione.
PUBBLICO MINISTERO: E successivamente, le è più ricapitato di vedere il camion di Carra a spasso per Roma?
IMP. Scarano A.: Dopo, sì. Dopo però per un altro procedimento.
PUBBLICO MINISTERO: Per altri fatti. Ma io - poi nei fatti, nei dettagli ci entreremo al momento opportuno - ma dico: in queste altre occasioni in cui è arrivato il camion di Carra, lei l'ha visto sempre con il rimorchio uno sopra e uno sotto?
IMP. Scarano A.: Sì. Anche la seconda volta.
PUBBLICO MINISTERO: E la seconda volta qual è, Scarano?
IMP. Scarano A.: Quando ha portato l'esplosivo per l'attentato al Foro Italico.
PUBBLICO MINISTERO: Al?
IMP. Scarano A.: Al Foro Italico di Roma. Allo stadio.
PUBBLICO MINISTERO: Allo stadio. E in quell'occasione dove fu scaricato l'esplosivo?
IMP. Scarano A.: Alla rustica.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, l'ha visto ancora il camion di Carra?
IMP. Scarano A.: Il camion di Carra l'ho visto sì, un'altra volta. L'ho visto quando è venuto per Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: A Capena, ma già qui siamo alla fine.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Non si preoccupi Scarano se io... ormai ho preso il discorso del camion di Carra. Quindi le faccio alcune domande, ma si sta parlando del camion, non dei fatti.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando è portato... quando è venuto per Contorno questo camion è arrivato sempre col rimorchio sopra e il rimorchio sotto?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo camion è venuto per caso anche dove lei aveva la villa in costruzione?
IMP. Scarano A.: E' stato parcheggiato quattro giorni su, diciamo al paese. Non campagna.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Che io la mattina quando sono andato lì e ho trovato questo camion, dove io stavo costruendo...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... dopo io sono arrivato lì e diciamo, nella mia proprietà, è venuto Giacalone e Carra. E mi hanno chiesto la jeep.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: C'ho dato 'sta jeep che c'avevo. Dico: tanto a me non mi serve.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Questa mia jeep l'hanno adoperato... anzi prima voglio fare un passo indietro.
C'ho detto: 'guarda quel camion lì in mezzo di strada lo devi leva'. E' troppo in mezzo alla strada'. Siccome lì è una strada di campagna stretta, dove lui, Carra aveva parcheggiato.
Dice: 'sì, sì. Non ti preoccupare, adesso lo levo'.
Dice: 'lo metto su al benzinaio'. Che ci stava un benzinaio più avanti, sulla strada principale.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla provinciale.
IMP. Scarano A.: Sulla provinciale che va al paese a Capena.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Dice: 'tu conosci il benzinaio?' Siccome lì ci sta un benzinaio con una pompa di benzina che c'è uno spazio molto ampio, grosso.
Ci ho detto: 'io lo conosco. Io metto benzina e me ne vado. Non conosco nessuno'.
Dico: 'vai lì, glielo dici se puoi tenere dentro alla benzina'.
Comunque questi vengono dopo.
Gli ho dato 'sta jeep e con la jeep poi praticamente, ho saputo dopo che loro hanno scaricato dell'esplosivo. Dalla jeep, dal camion l'hanno messo dentro la jeep e l'hanno portato su alla villa.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. E ora a questo ci arriveremo.
Ecco, anche in questa occasione il camion di Carra si presentava con un rimorchio sopra e un rimorchio sotto?
IMP. Scarano A.: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Dicevo: questo camion è venuto anche a portar qualcosa lì alla casa sua quella in costruzione?
IMP. Scarano A.: Le tegole.
PUBBLICO MINISTERO: Le tegole. Nell'occasione, viaggiava sempre con un rimorchio sopra e uno sotto?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Allora...
IMP. Scarano A.: Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Quando ha portato le tegole a me, è venuto con un cassone normalissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Sponde, un tir normale diciamo. Con le sponde regolari, chiuso normalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Come sono i tir, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Scarano. Poi, le ripeto, su questi fatti poi ci torneremo. Ma ora stavo facendo proprio delle domande specifiche su questi camion del Carra.
Quando lei ha visto il camion in via Ostiense, lo scarico era già fatto?
IMP. Scarano A.: Sì, era già venuto. Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Quando è arrivato alla rustica, e ha scaricato anche lì il materiale che poi serviva per l'Olimpico, lei le ha viste le operazioni di scarico di questo materiale?
IMP. Scarano A.: Sì, stavo un po' lontano ma l'ho vista.
PUBBLICO MINISTERO: Per scaricare questo materiale, come si doveva fare, come hanno fatto?
IMP. Scarano A.: Mah, si alzava il rimorchio da una parte. C'aveva una botola al centro dell'asse e di lì tirava fuori la roba, insomma, quello che c'era.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è quello che lei ha visto fare alla rustica?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ecco, torniamo da Di Natale. torniamo in via Ostiense.
Quindi lei ha spiegato di essere arrivato quando praticamente lo scarico era stato fatto, Carra se ne va col suo camion con due rimorchi, lei entra con la sua macchina dentro il cortile. Esatto?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E vede che c'è questo materiale per terra.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Ecco, da qui in poi spieghi se è più tornato in questo cortile, se c'è tornato da solo o con chi, se quando c'è tornato è successo qualche cosa di particolare e se sì di che cosa si trattava.
IMP. Scarano A.: Lì, questo materiale che è stato scaricato dal Di Natale è stato circa 20 giorni, 25 giorni fermo lì. Perché questi ragazzi... posso dire così? O devo fare nome e cognome di tutti?
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, Scarano. Mi scusi.
IMP. Scarano A.: Posso dire "questi ragazzi" oppure posso dire nome e cognome?
PUBBLICO MINISTERO: E' meglio i nomi, voglio dire. Sempre.
IMP. Scarano A.: Ecco. Allora qui era, c'è Spatuzza - a quello scarico - , io li ho visti dentro però non so da dove sono arrivati. Ci stava Benigno, ci stava Lo Nigro e ci stava Peppuccio.
Però, sono venuti a Roma, hanno scaricato questo camion a mia insaputa, che io non sapevo niente. e se ne sono andati.
Se ne sono andati, son passati quasi 20-25 giorni e sono ritornati. Sono ritornati e hanno, si è fatto quello che è fatto quasi alla fine di luglio diciamo.
Hanno, si sono rubati le macchine quando sono arrivati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, piano. Ora, raccontiamo lentamente questa vicenda. Quindi, c'è stato lo scarico dell'esplosivo, c'è stata la festa di Trastevere. Ecco, poi a un certo punto succedono altri fatti. Lei ha cominciato parlando di furti di automobili.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Stava accennando ora a furti di automobili.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, allora...
IMP. Scarano A.: Per la seconda volta...
PUBBLICO MINISTERO: ... lei quale furto conosce, se lo conosce in che termini lo conosce, l'ha fatto da sé, l'ha visto fare a qualcuno?
Andiamo con ordine. Scarano, se fosse stanco perché bene o male...
IMP. Scarano A.: Non son stanco, ma mi...
PUBBLICO MINISTERO: Se è stanco lo deve dire, eh? Se è stanco lo deve dire. Si rivolge al Presidente, là davanti a sé, dice: Presidente, sono stanco.
IMP. Scarano A.: No, no. Altri dieci minuti andiamo avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Allora, lei ha cominciato accennando al fatto di furti di macchine.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora lo racconti. Racconti per bene quello che lei si rammenta di questi furti, se erano uno, se erano più d'uno.
IMP. Scarano A.: Allora, io ho accompagnato soltanto Lo Nigro Cosimo quella sera.
PUBBLICO MINISTERO: Una sera.
IMP. Scarano A.: Una sera.
PUBBLICO MINISTERO: Una sera.
IMP. Scarano A.: Però questo è successo la stessa sera dell'attentato. Né prima e né dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Però voglio dire un'altra cosa perché...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: ... o ci torniamo dopo. Quando son venuti per la seconda volta dopo lo scarico da Di Natale...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... che hanno scaricato e sono andati via, che son tornati dopo il 23-24 luglio...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... a Roma, Lo Nigro veniva da Milano. Che era stato a Milano. Peppuccio veniva... Il giorno dell'attentato di Milano e Roma, nello stesso pomeriggio è arrivato anche lui da Milano.
Però Lo Nigro è arrivato il giorno prima. Ma i furti della macchina son stati fatti la sera degli attentati. Un'ora prima.
Io ho accompagnato Lo Nigro, Peppuccio non so se è andato con Benigno o con qualcun altro. Perché poi a Benigno e Spatuzza, quando siamo arrivati da Di Natale loro già stavano dentro. Con una macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Allora, lei accompagnò ah detto Lo Nigro a rubare una macchina.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dove si è svolto questo fatto?
IMP. Scarano A.: E' la zona...
PUBBLICO MINISTERO: Perché Roma è grande, voglio dire.
IMP. Scarano A.: Sì. La zona la chiamo San Giovanni, nelle vicinanze di San Giovanni. Cioè, della parte opposta della piazza. Dentro certi vicoletti che ci stanno. L'ho lasciato lì e io me ne son andato. Me ne sono andato non so adesso, 3-400 metri più avanti, vicino a un bar. Ci stava un bar sulla sinistra.
Dopo neanche cinque minuti che stavo lì, vedo lui che è passato con la macchina. Io l'ho sorpassato dopo a via di Santa Croce, mi pare che si chiama. Quella zona la conosco, la via la conosco perché lì c'è un'agenzia, c'era un'agenzia che faceva delle targhe delle macchine, no? E ho cambiato le targhe alla macchina e conosco quella via proprio per questo.
PUBBLICO MINISTERO: C'è una agenzia di pratiche automobilistiche.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto. Via di Santa Croce, mi pare.
E lì l'ho sorpassato.
PUBBLICO MINISTERO: Via Santa Croce?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di Gerusalemme?
IMP. Scarano A.: Esatto. Allora, siccome poi lui... Mi sono messo io davanti e siamo andati direttamente lì, a via Ostiense.
Però gli altri già stavano tutti lì, tutti gli altri.
PUBBLICO MINISTERO: E quando è arrivato lì, quando siete arrivati lì - per meglio dire - c'erano gli altri e poi chi altro c'era?
IMP. Scarano A.: Ma c'era pure Di Natale, lì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Dentro al giardino.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. C'erano automobili lì dentro?
IMP. Scarano A.: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Quante automobili ha visto?
IMP. Scarano A.: Mah, ce n'erano due, che l'hanno caricato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E un'altra che stava di fuori. Bianca, mi sembra che era.
PUBBLICO MINISTERO: Senta,...
IMP. Scarano A.: Le hanno rubate tutte forse la stessa sera.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, una è stata presa da Lo Nigro e c'era anche lei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Si ricorda che macchina, con che macchina, lei dice, riapparve Lo Nigro? Che cos'era?
IMP. Scarano A.: Una Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Una Uno. Si ricorda il colore di questa macchina?
IMP. Scarano A.: Ma chiaro, chiaro. Bianco, mi sembra che era.
PUBBLICO MINISTERO: Su questa macchina poi fu caricato qualche cosa?
IMP. Scarano A.: Sono state caricate due balle, cento chili di esplosivo. Cento a una e cento all'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto: le macchina erano tre. Due furono caricate e una no.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Erano tutte e tre da Di Natale?
IMP. Scarano A.: No, una stava di fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma sempre lì da Di Natale, voglio dire, mica...
IMP. Scarano A.: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Mica a 20 chilometri di distanza.
IMP. Scarano A.: Certo, sempre lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Fuori al cancello, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Esternamente. queste macchine furono caricate lì dentro.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Chi le fece queste operazioni?
IMP. Scarano A.: Mah, l'operazioni l'ha fatte Lo Nigro e Benigno Salvatore. Erano loro due che facevano queste cose, diciamo, sia elettriche, quando... col telecomando, quelle per Costanzo; sia quelle manuali, chiamiamole così: manuali. Miccia lunga, miccia lenta, lì, col detonatore.
Erano tutte cose che facevano... Gli esperti erano loro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco, quindi nell'occasione furono messi, lei ha detto, cento chili da una parte e cento chili da quell'altra.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Cento chili, quindi in quante balle?
IMP. Scarano A.: In... quante balle?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, per ogni macchina.
IMP. Scarano A.: Due, due.
PUBBLICO MINISTERO: Due. Come venivano, come le ha viste sistemare lei queste balle dentro le macchine?
IMP. Scarano A.: Dietro. Si levava il portaoggetti che sta dietro, che c'è un pannello largo circa 30 centimetri, lungo per quant'è la macchina, largo per quant'è la macchina, e si sistemavano lì.
Però prima li sistemavano fuori, sempre con questa corda che si faceva nodi. Perché io una volta gli ho detto: 'ma perché ci fate tutti questi nodi a 'ste cose?'
Dice: 'per dargli più impulso, più forza'.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi venivano legate insieme queste balle, vuol dire?
IMP. Scarano A.: Sì, in due.
PUBBLICO MINISTERO: Venivano serrate?
IMP. Scarano A.: Serrate con la corda, tutta fatta a nodi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Nodi alla marinara, come li chiamano loro. Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, insomma... Senta, le macchine erano tre, ha detto. Una era una Uno.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le altre due si ricorda che macchine erano?
IMP. Scarano A.: Ma tutte e due... Due mi sembra che erano la Uno e una mi sembra che era una Tipo, quella della fuga, che mi hanno portato per andare via.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, quelle caricate di esplosivo erano due Uno, ha detto.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, tutte e due Uno.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro di questo, sì?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Il colore di queste due Uno, una ha detto che era chiara.
IMP. Scarano A.: E una mi sembra che era azzurra metallizzato, canna di fucile.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire non era chiara come l'altra.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Senta, poi sta dicendo di una terza macchina: quella usata per la fuga.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questa è sicuro che si trattasse di una Tipo, o poteva trattarsi non di una Tipo?
IMP. Scarano A.: Mah, a me mi sembra che era una Tipo.
PUBBLICO MINISTERO: Le sembra..
IMP. Scarano A.: Sì, ma potrei pure sbagliare. Comunque era una FIAT. O una Tipo o una Uno. Comunque a me sembra che era una Tipo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, queste operazioni si svolgono lì da Di Natale presenti lei, e poi ha detto anche Di Natale presente?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era stabilmente lì nel cortile, questo Di Natale?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, allora stava sempre lì nel cortile.
PUBBLICO MINISTERO: Serviva a qualche cosa che fosse presente, questo signore?
IMP. Scarano A.: Non ho capito la domanda.
PUBBLICO MINISTERO: Serviva a qualcosa la presenza di Di Natale, o era così una presenza, come dire...
IMP. Scarano A.: No, non una presenza normale, non serviva a niente.
PUBBLICO MINISTERO: Non serviva a nulla?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: E perché non lo hanno mandato via?
IMP. Scarano A.: Mah, non lo so. Stava lì, è casa sua lì.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, lo so. Però la casa di Di Natale non è dentro il cortile.
IMP. Scarano A.: Lo so, però è suo lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. No, io domandavo se cera una ragione per la quale Di Natale era rimasto presente, ecco.
Lei mi ha detto che non sa, che non serviva a nulla, sostanzialmente.
IMP. Scarano A.: No, no, perché le mano le mettevano diciamo Lo Nigro e Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: A sistemare. Però poi, a dargli una mano, a buttarle dentro il cofano della macchina, chiamiamolo il cofano, perché è tutt'uno...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: ... la macchina, lo caricavano tutti assieme, loro. Sempre loro quattro.
PUBBLICO MINISTERO: Le ha dato una mano anche lei?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Lei no. Senta, ha visto se queste macchine sono state svuotate degli oggetti che ci potevano esser dentro? Che ne so, il giornale, la borsa, quella cosa, o quell'altra?
IMP. Scarano A.: No, queste cose non me ne sono accorto.
PUBBLICO MINISTERO: Non le ha viste lei.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ecco, questo lavoro...
IMP. Scarano A.: Mi sembra... Scusi, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Mi sembra che Di Natale mi ha detto che aveva trovato un ombrellone e una sedia, una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Di Natale a lei? Quando gliel'ha detto?
IMP. Scarano A.: Mi ha detto che c'era un ombrellone, dice: 'me lo tengo io?'
Dico: 'non lo so'. Perché...
PUBBLICO MINISTERO: Ma lo ha detto a lei?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma quando glielo disse, sul momento?
IMP. Scarano A.: Ma dopo dieci minuti, un quarto d'ora.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, voglio dire: ma sempre era in corso questo lavoro.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lì sul posto.
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Ma non ci ho fatto caso più di tanto, io. Non è che... Ho detto: 'prendilo'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo lavoro nel cortile di Di Natale, iniziò verso che ora? Se dovesse dire un orario lei.
IMP. Scarano A.: Un orario? Iniziò verso le dieci, nove e mezzo-dieci.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, lei era andato sul posto quindi con la sua macchina?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi sempre l'Audi?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ha detto che c'erano queste tre automobili.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'era qualche altra automobile?
IMP. Scarano A.: Mah, delle macchine di Di Natale, lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, escluse le macchine dei Di Natale, della famiglia Di Natale, c'era qualche altra macchina nella disponibilità di queste quattro persone che lavoravano con gli esplosivi?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: All'infuori della macchina mia e quelle che si sono adoperate, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. C'era Frabetti?
IMP. Scarano A.: Chi?
PUBBLICO MINISTERO: Frabetti.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. E' sicuro di questa sua affermazione, Scarano?
IMP. Scarano A.: Sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ci poteva essere una qualche macchina di Frabetti?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro di questa sua affermazione?
IMP. Scarano A.: Sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Sicurissimo. Per quello che lei ne sappia, nel periodo che va dall'arrivo dell'esplosivo lì nel cortile di Di Natale, quindi quando viene scaricato da Carra...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... a questa sera in cui vengono compiute queste operazioni, per quello che lei si ricorda, non per quello che lei ne sappia, lei personalmente, lei Scarano, ci aveva più rimesso piede nel cortile?
IMP. Scarano A.: Dopo?
PUBBLICO MINISTERO: No, prima. Da quando viene scaricato l'esplosivo da Carra alla sera in cui arriva lì e vengono fatti i preparativi delle automobili.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Lei personalmente, Scarano, ci aveva più messo piede nel cortile?
IMP. Scarano A.: Io, prima ci avevo messo piede. Ci ho messo piede perché precedentemente, quando è arrivato l'hashish, gli avevo dato tre-quattro quintali di hashish.
PUBBLICO MINISTERO: E va bene.
IMP. Scarano A.: E non lo ha venduto. Non lo ha fatto, non ha fatto niente.
PUBBLICO MINISTERO: E lo doveva lavorare, Di Natale.
IMP. Scarano A.: Lo doveva lavorare.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. E lei lo ha riportato via.
IMP. Scarano A.: E io sono andato lì per riportarlo via.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ecco, ma l'esplosivo, o meglio, lo scarico di esplosivo col camion di Carra, si verifica quando l'hashish è già stato portato via? Oppure l'hashish da Di Natale c'era ancora?
IMP. Scarano A.: No, no, l'hashish era andato via, non c'era.
Quando è arrivato Carra, lì non c'era niente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma vede Scarano, il discorso è molto semplice.
IMP. Scarano A.: Forse ho capito male io. Mi deve scusare.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, non si preoccupi, lei ha capito bene. Ma ci vuole un'altra domanda per capirsi meglio.
Il discorso è molto semplice. Per dire che non c'era niente più, visto che lì ci era arrivato dell'hashish, bisogna che io capisca se lei era già andato a portar via l'hashish oppure no. Punto e basta.
IMP. Scarano A.: Sì. Sì, sì, ero già andato.
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo aveva già fatto il trasporto dell'hashish.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo aveva portato via con che mezzo?
IMP. Scarano A.: Col furgone mio.
PUBBLICO MINISTERO: Il solito furgone, quello della ACEA?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quello arancione?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci era andato da solo, oppure ci era andato accompagnato a portar via questo hashish?
IMP. Scarano A.: Sono andato io e... Come si chiama?
PUBBLICO MINISTERO: Me lo ha detto il nome o no? Forse non ho capito io.
No, vedo il Presidente...
IMP. Scarano A.: Sono andato io, Amleto e il fratello di Amleto.
PUBBLICO MINISTERO: Frabetti è venuto a portar via l'hashish col furgone?
IMP. Scarano A.: No, lì no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi questa operazione...
IMP. Scarano A.: Se permette posso dire un'altra cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego, eh, ci mancherebbe!
IMP. Scarano A.: Per chiarire meglio le cose.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Quando io gli ho dato questo hashish a Di Natale, ci ho detto: 'guarda, a me non mi parlare di niente. Qui c'è la persona che dice che ti dà una mano per impastare questo hashish. Né tu e né tu, a me mi dovete cercare'.
E Amleto, con un suo amico con un furgone bianco FIAT, un Daily, esattamente, l'ho portato io dov'era l'hashish e lo abbiamo caricato. E lo ha portato da Di Natale.
Quando Di Natale è venuto da me che mi ha detto che quel ragazzo non si faceva vivo per lavorare questo hashish; questo Amleto mi diceva a me che aspettava una specie di erba, parlava di una cosa, che era un polline che doveva immischiare in mezzo a questo hashish e doveva arrivare non so, dalla Calabria, una volta dalla Calabria e una volta da un'altra... Comunque all'ultimo, per farla breve, mi ha detto, dice: 'guarda, mi ha detto che c'ha il nipote agli arresti domiciliari. Io non posso andare lì a lavorare. Quindi, non mi interessa più niente a me'.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti Scarano: quando lei è andato a portare via l'hashish quindi col furgone, questo ragazzo era già arrivato agli arresti domiciliari?
Il nipote di Di Natale.
IMP. Scarano A.: Ma già ci stava quando l'ho portato, l'hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Era già agli arresti... Quando lei lo ha portato, questo ragazzo era già agli arresti domiciliari?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è ben sicuro di questo?
IMP. Scarano A.: Sì, sicurissimo. Però il figlio di Di Natale, io non l'ho visto. Comunque dicevano che c'aveva il nipote agli arresti domiciliari. Io, mica l'ho visto.
PUBBLICO MINISTERO: Non si preoccupi lei.
IMP. Scarano A.: Però c'era il figlio di Di Natale lì, sia la prima volta che la seconda volta.
PUBBLICO MINISTERO: Il figlio di Di Natale è un conto. Stiamo parlando del nipote, quello che era andato in carcere.
IMP. Scarano A.: Sì, però questo fatto me lo ha detto Amleto a me che lui ci aveva detto, Di Natale gli aveva detto a Amleto che era uscito il nipote che stava agli arresti domiciliari. Però l'hashish già ci stava lì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ma se ho capito bene, il fatto che c'era questo nipote lì, agli arresti domiciliari, rendeva difficile ad Amleto di fare quello che voleva fare con l'hashish.
IMP. Scarano A.: Esatto, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Perché veramente, essendoci quello agli arresti domiciliari, se arrivano i Carabinieri a fare un controllo...
IMP. Scarano A.: Esatto, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: ... e dopo trovano: il nipote, l'hashish, l'hashish da mescolare, il Di Natale, Amleto e chissà che.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E' questo il concetto, no?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, quando lei è andato a portar via l'hashish quindi è perché Amleto gli ha detto: 'lì non si può far nulla'.
IMP. Scarano A.: Certo, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito perfettamente.
*IMP. Scarano A.: Si può... Basta così, sono stanco.
PRESIDENTE: Non so se avete sentito. L'esaminato dice: 'sono stanco'.
PUBBLICO MINISTERO: D'altra parte, Presidente, io, come lei ritiene. Però, personalmente...
PRESIDENTE: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: ... prendo atto che se dice che è stanco, vuol dire che...
PRESIDENTE: Non possiamo certamente torturarlo.
Allora l'udienza riprende domani mattina. Faremo una breve sosta perché alle tre e mezzo dobbiamo chiudere l'udienza. Posto che l'imputato Calabrò deve essere tradotto in aereo a Palermo per un altro processo.
AVVOCATO Roggero: Mi scusi, Presidente, sono l'avvocato Roggero.
PRESIDENTE: Sì.
AVVOCATO Roggero: Vorrei che fosse dato atto che deposito una istanza per Frabetti di acquisizione della cartella clinica presso il carcere di Sollicciano.
PRESIDENTE: Benissimo, la depositi.
AVVOCATO Ruggero: La ringrazio.
PRESIDENTE: Arrivederci a domani. Buonasera.