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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo i presenti.
Bagarella.
IMPUTATO Bagarella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Ceolan e Cianferoni, che è presente.
Barranca.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e Cianferoni, che è presente.
Benigno.
IMPUTATO Benigno: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti. Sostituito dall'avvocato Falciani.
Calabrò Giovacchino: è presente?
AVV. Cianferoni: Sì, è presente Presidente. Nell'ultima cella.
PRESIDENTE: Se si facesse sentire anche la voce. Va bene.
Gandolfi, Fiorentini, sostituiti dall'avvocato Cianferoni, che è presente.
Cannella Cristofaro.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri e Rocchi. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Carra: è presente. Avvocato Cosmai.
AVVOCATO Cosmai: Sono presente, Presidente.
PRESIDENTE: L'avvocato Cosmai è presente.
Di Natale: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili e Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe: è presente. Avvocato Anania e avvocato Cianferoni, che è presente.
Ferro Vincenzo: contumace. Avvocato Traversi e Gennai. E' presente l'avvocato Traversi.
Frabetti.
IMPUTATO Frabetti: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, Usai e Roggero. C'è qualcuno? Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Giacalone Luigi: rinunciante. Avvocato Dieci, Bennati e Florio.
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio presente.
PRESIDENTE: Grazie.
Giuliano Francesco: presente?
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Sì, sì.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi.
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio in sostituzione dell'avvocato Pepi.
PRESIDENTE: Grazie.
Graviano Filippo.
IMPUTATO Graviano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Oddo, Gramigni, che è presente.
AVVOCATO Gramigni: Buongiorno Presidente.
PRESIDENTE: Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani, che è presente.
Lo Nigro Cosimo: rinunciante. Avvocato Fragalà, avvocato Florio, che è presente.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato e Bagattini, che è presente.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali e Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo e Pepi. Sostituito dall'avvocato Florio, mi pare.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti, Usai e Roggero. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Scarano Antonio: rinunciante. Avvocato Fortini e Batacchi. E' presente l'avvocato Batacchi.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e Cianferoni, che è presente.
Spatuzza Gaspare: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Tudino Vittorio: rinunciante. Avvocato Gallina, Di Benedetto. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Chi interviene dei difensori in controesame?
AVVOCATO Florio: Sì, avvocato Florio per le posizioni di Lo Nigro Cosimo e Giacalone Luigi.
PRESIDENTE: Bene.
AVVOCATO Florio: Carra, buongiorno.
*IMPUTATO Carra P.: Buongiorno.
AVVOCATO Florio: Senta, partiamo innanzitutto dal generale, per poi arrivare, diciamo così, ai particolari.
Lei ha sempre vissuto a Palermo?
PRESIDENTE: Ha sentito?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sono vissuto a Palermo.
PRESIDENTE: Parli forte, per favore.
IMPUTATO Carra P.: Ho vissuto a Palermo, però sono stato quasi 15 anni più a nord che a Palermo. Stavo una settimana giù e un mese, un mese e mezzo a viaggiare.
AVVOCATO Florio: Sì, certo. Comunque la sua residenza, e comunque la sua origine è palermitana?
IMPUTATO Carra P.: Sì, certo.
AVVOCATO Florio: Ecco, se non erro lei nell'udienza del 24, a domanda del Pubblico Ministero, diceva di non essere uomo d'onore, lo conferma?
IMPUTATO Carra P.: Certo.
AVVOCATO Florio: Che differenza c'è, e se c'è, se la sa apprezzare, diciamo così, tra essere uomo d'onore e essere mafioso?
IMPUTATO Carra P.: E' sempre la stessa cosa, avvocato.
AVVOCATO Florio: Quindi quando lei dice 'non sono uomo d'onore', vuol dire 'non sono mafioso'?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
AVVOCATO Florio: Va bene. Nel 1991, lei qui ci ha raccontato di una vicenda familiare, cioè di suo padre che aveva una bisca e comunque non andava economicamente bene, vero?
IMPUTATO Carra P.: Non è che aveva una bisca mio padre. Io ho litigato, ho raccontato che ho litigato con mio padre fine '90, inizio '91 perché lui andava a giocare a carte. Ma non è che aveva lui personalmente una bisca.
AVVOCATO Florio: Comunque sia lei riuscì a mettere su questa serie di mezzi, lei aveva molto mezzi, se non sbaglio, tra trattori, semirimorchi: quanti?
IMPUTATO Carra P.: Sì, io... allora avevamo 40 semirimorchi e 11 trattori, o 10 trattori, non ricordo di preciso.
AVVOCATO Florio: Ecco, i mezzi economici per averli, diciamo così, chi glieli diede?
IMPUTATO Carra P.: Chi me li diede?
AVVOCATO Florio: Sì, in sostanza, come si procurò questi mezzi lei?
IMPUTATO Carra P.: Comprando mio padre 500 milioni di società con tutti i mezzi, di cui abbiamo pagato a 20 milioni al mese con degli effetti.
AVVOCATO Florio: Benissimo. E qui siamo nel '91 vero?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Florio: Ecco. Partiamo allora dal primo episodio che lei ci ha raccontato. Per intendersi, l'episodio di Sciareddu.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Florio: Ecco. Volevo sapere: lei che comunque, pur non essendo uomo d'onore, non essendo mafioso, bene o male aveva respirato quell'aria? Dal lontano '83 se non vado errato, cioè da quando fece il suo primo viaggio d'hashish per Pippo Calò, e comunque sia lei viveva a Palermo, sapeva bene che cos'era Brancaccio.
PRESIDENTE: La domanda, avvocato.
AVVOCATO Florio: La domanda è questa: non le parve assai rischioso, diciamo, mettersi e comunque invadere uno dei campi classici della mafia, laddove la mafia ha introiti e cioè quello che è il contrabbando delle sigarette, in particolare in quel periodo laddove - e mi sembra fosse dicembre '92, inizio '93 - laddove c'era uno sciopero generalizzato delle sigarette? Non le sembrò assai rischioso?
IMPUTATO Carra P.: Non mi sembrò rischioso perché, ripeto, io non ho detto no a Sciareddu. Primo perché abitava al primo piano da me, poi perché io gestivo l'agenzia di autotrasporti in quella zona e era una cavolata che a me mi avrebbe rischiato molto se si scopriva che stavo scaricando quei mezzi. Ma essendo 50 casse di sigarette un paio d'ore le portavano via, a poco a poco.
AVVOCATO Florio: Sì, lo so. Quanto fu, quanto doveva essere, diciamo così, la regalia per lei, comunque il compenso, il corrispettivo?
IMPUTATO Carra P.: Quanto è stato?
AVVOCATO Florio: Quanto è stato? No, doveva essere perché poi lei credo li dovette dare ad altri.
IMPUTATO Carra P.: Sì, due milioni a me mi diede Sciareddu.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Ecco ma, mi scusi se insisto su questo punto: ma lei nella mafia, diciamo così, non aveva più appoggio alcuno, era stato arrestato Spataro?
IMPUTATO Carra P.: Sì, Nino Spataro. Non è che io avevo appoggio da Nino Spataro. Io, nel momento in cui ho litigato con mio padre, che mi padre mi lasciò da solo con tutti i mezzi e tutto quello che c'era da affrontare, mi sono trovato in difficoltà e ho chiesto un prestito a Nino Spataro. Che ho spiegato giorni fa come l'ho conosciuto, come lo conosco e come mai mi sono rivolto a lui.
AVVOCATO Florio: Sì. No, Carra, io non è che ho intenzione di farle dire cose che lei non vuol dire. Però quello che a me pare abbastanza inverosimile, le dico la verità e su cui le chiedo chiarimenti...
PRESIDENTE: Avvocato, non le chiediamo se è inverosimile secondo lei o no. Le chiediamo domande.
AVVOCATO Florio: Questo non c'è dubbio, Presidente. Però è importante questo punto, cioè io...
PRESIDENTE: Ma non lo metto in discussione, faccia le domande che crede. Ma non ci interessa la sua valutazione, ce la dirà al momento opportuno.
AVVOCATO Florio: Allora, lei fece in sostanza questo favore a Sciareddu soltanto perché avrebbe avuto, diciamo così, questi due milioni e soltanto - me lo conferma o no - soltanto perché le sigarette sarebbero state portate via nel giro di due ore?
IMPUTATO Carra P.: Io, prima di tutto, non sapevo quanto mi avrebbe regalato. Non ho, non lo sapevo proprio.
AVVOCATO Florio: Si aspettava qualcosa?
IMPUTATO Carra P.: Dopo che gli ho fatto la cortesia sì, certo.
AVVOCATO Florio: Questo in ordine alla regalia. E in ordine al tempo in cui le sigarette sarebbero state portate via? Lei rischiava molto in realtà.
IMPUTATO Carra P.: Come?
AVVOCATO Florio: No, dico, lei rischiava molto, secondo me, in realtà a fare questo favore a Sciareddu senza nemmeno sapere quanto sarebbe stato pagato per questo favore, tra l'altro.
IMPUTATO Carra P.: Certo, l'ho appena detto io che rischiavo molto, ma le ho spiegato anche perché ho rischiato.
AVVOCATO Florio: Corse il rischio, in sostanza.
IMPUTATO Carra P.: Come?
AVVOCATO Florio: No, dico: corse il rischio in sostanza.
IMPUTATO Carra P.: Certo.
AVVOCATO Florio: Bene. Successivamente, ce lo ripete un po' quello che accadde? Venne Barranca da lei.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Florio: Allora...
PRESIDENTE: Avvocato, è inutile che lo ripeta. Lei lo ha visto trascritto. Faccia le domande che crede, ma è inutile che ognuno che interroga ricomincia da capo: 'mi racconta di nuovo l'episodio', qui non la finiamo più.
AVVOCATO Florio: Presidente, non voglio controbatterla, solo un chiarimento all'inizio e poi non intervengo più sul punto.
Il problema è questo, è ovvio che - e su questo do ragione a lei e alla Corte - se viene un testimone non può essere mille volte interrogato sullo stesso punto, perché il testimone tra l'altro giura, è sotto giuramento, rischia assai se dice il falso.
Ma un collaboratore di giustizia, tra l'altro un imputato che ha il diritto di non rispondere, il diritto di mentire, il diritto di fare quello...
PRESIDENTE: Avvocato non ci faccia una lezione, ci faccia delle domande sennò le tolgo la parola. Non possiamo stare qui a sentire argomenti di carattere generale. Gli argomenti di carattere generale si discutono una volta per sempre.
Le ho detto nuove domande, tutte quelle che volete e non ripetizione del racconto degli episodi.
AVVOCATO Florio: Va bene. Allora, passiamo al primo viaggio di hashish: lei si preoccupò di sapere se l'hashish - che era abbastanza, se non vado errato - avesse già dei compratori nel momento in cui lei partì da Palermo?
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Florio: Non si preoccupò. Senta, però... Quanto era questo hashish in sacchi?
IMPUTATO Carra P.: Io ho sempre detto 30, 35, 37, 34, ma non è che li ho contati i sacchi.
AVVOCATO Florio: Ecco, perché nel primo interrogato, quello del 31/08/95, alle ore 00.10 davanti al dottor Nicolosi, lei disse che erano francamente molti di meno, le leggo la contestazione. Siamo a carte 13.
IMPUTATO Carra P.: A carte 13, non ho capito?
AVVOCATO Florio: No, no, lo dico...
PRESIDENTE: No, non si preoccupi.
IMPUTATO Carra P.: Ah.
PRESIDENTE: Serve soltanto per sapere dove è la dichiarazione che le viene contestata.
AVVOCATO Florio: A metà, diciamo, di pagina 13. Chiede il difensore la quantità dell'hashish.
Risposta: "Erano una ventina di sacchi". Quindi, va be', la contestazione continuerebbe.
"Quindi il peso" - dice il Pubblico Ministero - "non lo poteva stimare?"
E lei risponde: "Completamente".
Quindi, erano 35, 37 o una ventina.
IMPUTATO Carra P.: Io non ho mai detto... Sì, stavo rispondendo avvocato. Non ho mai detto in nessun interrogatorio io un numero esatto. Ho sempre detto sui 20, 25 o 30, 35, 34, un numero soltanto, se lei lo legge bene l'interrogatorio, non c'è mai stato da parte mia, un numero soltanto.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta, al momento del carico di questo hashish, ci ripete le persone che erano presenti?
IMPUTATO Carra P.: Lo Nigro, Barranca e poi vi portarono lo Scarano.
AVVOCATO Florio: Scarano?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Alla fine di caricare questi sacchi.
AVVOCATO Florio: Spatuzza c'era o no?
IMPUTATO Carra P.: Sì, anche Spatuzza, però non sapevo che si chiamasse Spatuzza.
AVVOCATO Florio: Non c'era un'altra persona di cui lei, a quel momento, sconoscesse il nome? Se se lo ricorda, beninteso.
IMPUTATO Carra P.: No, no, penso di no. Non me lo ricordo di preciso.
AVVOCATO Florio: Non se lo ricorda, va bene. Lei poi, se non vado errato, in ordine a questo episodio ha riferito che si avvicinò a lei una persona giovane su una Y10. Era relativo a questo episodio vero?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
AVVOCATO Florio: Ecco. Che cosa le chiese?
IMPUTATO Carra P.: Cercava Barranca. Di cui io ho fatto finta di non capire, lui disse: 'va be', t'ho capito, appena viene digli che viene all'autosalone da Giacalone'.
AVVOCATO Florio: Ecco, quindi lei Giacalone quando lo aveva conosciuto?
IMPUTATO Carra P.: Giacalone io lo conosco in un'occasione che ho avuto una lite con Pietro Diliberto all'inizio, la prima volta che lo conosco, che mi portò Giuliano da lui per farmi sistemare questa situazione di Pietro Diliberto, alla ditta nuova Sudferro, di cui l'ho spiegato l'altro giorno.
AVVOCATO Florio: Sì. Invece lo Scarano in che contesto l'ha conosciuto, mi scusi? Mi sembra questo sia, durante il primo viaggio, se non vado errato?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
AVVOCATO Florio: Lei non lo conosceva già da prima?
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Florio: Ecco. Come mai con lo Scarano doveste trovarvi - se è in grado di ricostruirci questo - con lo Scarano doveste trovarvi a uno svincolo autostradale? Mi sembra Villabate, Messina. E non decideste di partire dal suo garage direttamente?
IMPUTATO Carra P.: Perché lui era a piedi quando è venuto, l'hanno accompagnato il Barranca.
AVVOCATO Florio: Eh.
IMPUTATO Carra P.: E doveva andare via a prendere la macchina.
AVVOCATO Florio: Ma non è che lo Scarano in quel periodo, in realtà, era in Calabria?
IMPUTATO Carra P.: No. Ha fatto il viaggio insieme a me, avanti a me con l'Audi.
AVVOCATO Florio: E' sicuro di questo, sì?
IMPUTATO Carra P.: Al 100%.
AVVOCATO Florio: Bene. Senta, passiamo invece un attimo a Cosimo Lo Nigro.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Florio: Il primo momento in cui lei ha conosciuto Cosimo Lo Nigro?
IMPUTATO Carra P.: E' stato quando, sempre nel primo viaggio che abbiamo appena parlato, il Barranca mi presentò a Lo Nigro. In cui dovevamo insieme, io e il Lo Nigro, riuscire a fare questa copertura nel mezzo.
AVVOCATO Florio: Ecco, le chiedo questo in realtà: non è strano, oggettivamente, che persone comunque che gravitavano, a suo dire, nell'ambiente mafioso, si fidassero di lei, che mafioso certamente non era, per una cosa così importante?
IMPUTATO Carra P.: Ma io ho detto l'altro giorno che involontariamente gli ho dato una disponibilità della mia esperienza lavorativa, in cui loro serviva. Almeno io posso dire così.
AVVOCATO Florio: Comunque, ecco... non so, cerco di entrare nella mentalità proprio, perché...
Senta, i numeri cellulari quando se li è scambiati con lo Scarano?
IMPUTATO Carra P.: Non ho capito, mi scusi.
AVVOCATO Florio: Primo viaggio stiamo parlando sempre: i numeri cellulari quando se li è scambiati con lo Scarano?
IMPUTATO Carra P.: Dentro il mio garage.
AVVOCATO Florio: Perché mi sembrava avesse detto cose diverse l'altro giorno.
Ecco, in ordine alle spese, sempre in relazione al primo viaggio, lei doveva... Perché naturalmente in viaggio di questo genere comunque a livello di spese costa, credo.
IMPUTATO Carra P.: Sì, certo.
AVVOCATO Florio: Ebbe inizialmente una prima somma...
IMPUTATO Carra P.: Tre milioni.
AVVOCATO Florio: Tre milioni? Da chi?
IMPUTATO Carra P.: Da Lo Nigro.
AVVOCATO Florio: La somma di tre milioni la ebbe da Lo Nigro?
IMPUTATO Carra P.: O Lo Nigro o Barranca, uno dei due me li diede, per affrontare le spese.
AVVOCATO Florio: Ma, mi scusi, mi sembra che lei l'altro giorno, nell'udienza credo del 24, abbia detto cosa un po' diversa sinceramente. Cioè che Lo Nigro le dette due milioni, Barranca tre milioni.
IMPUTATO Carra P.: No, i due milioni servivano... lei allora ha letto male, diciamo, il mio dire del 24. Perché i due milioni servivano per affrontare le spese, per comprare la copertura. Poi mi diedero, alla fine, i tre milioni per affrontare le spese viaggianti.
AVVOCATO Florio: Ed analogamente, va be' che ci sono le trascrizioni, mi sembra che i cellulari lei l'altro giorno, nell'udienza del 24/02, abbia detto che ve li siete scambiati in autostrada, alla svincolo.
IMPUTATO Carra P.: No, io non l'ho detto questo.
AVVOCATO Florio: Senta, lei aveva paura di Barranca?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Florio: Quindi diciamo che non esitò a portare questa regalia di due milioni, a chi comunque li doveva consegnare a Barranca, per paura diciamo, per timore.
IMPUTATO Carra P.: Ma aveva parlato chiaro il Barranca dentro il mio ufficio.
AVVOCATO Florio: Cioè?
IMPUTATO Carra P.: Cioè che mi disse che, primo non mi dovevo permettere di fare di testa mia, di cui io mi giustificavo, gli dicevo che avevo detto che non lo sapevo che dovevo dare permesso per fare un lavoro del genere, l'avrei fatto se c'era Nino Spataro fuori. Siccome era arrestato nessuno mai mi aveva detto: 'se hai bisogno parla col Tizio' e ho fatto quell'errore.
In cui lui mi disse: 'da oggi in poi devi parlare con me se hai un problema o qualcosa'.
AVVOCATO Florio: Senta, il secondo viaggio, quello di via Ostiense, lei lo... diciamo così, come parte? Nel senso che lei fu ricontattato dopo qualche periodo, dopo quanto?
PRESIDENTE: Avvocato, guardi che su questo punto ha già risposto a lungo.
AVVOCATO Florio: Dicendo cose un po' diverse...
PRESIDENTE: Ma lei contesti le diversità, non può cominciare a farci fare la tortura: è stata la tale data...
AVVOCATO Florio: Allora diciamo, riformulo la domanda.
PRESIDENTE: Grazie.
AVVOCATO Florio: Prego.
Diciamo, il Barranca venne da lei dopo qualche mese per il secondo viaggio? Dalla fine del primo viaggio naturalmente.
IMPUTATO Carra P.: Io ho sempre detto che sul periodo, o un mese, o un mese e 20 giorni, o 20 giorni, o 25 giorni, non le posso dare sicurezza su nulla. Perché non riesco a ricordarlo.
AVVOCATO Florio: Però allora, su questo contesto le diversità, diciamo che nell'interrogatorio del 7 settembre, a carte 4 - ora lo stiamo cercando appunto... ah, eccolo - si legge:
"Si tratta in definitiva del viaggio 18-20 aprile '93 che mi è stato contestato. Dopo qualche giorno il Barranca venne da me alle nove di sera e mi propose di fare un altro trasporto. Io accettai".
Poi cose diverse vengono dette nel verbale di udienza del 24 febbraio, a carte 7, laddove si parla solo di qualche giorno. Quindi lei, è vero, capisco che ricordarsi a distanza di tempo, mesi, un mese più un mese meno può essere difficoltoso, però a distanza di qualche mese, o a distanza di qualche giorno credo che lei se lo debba ricordare.
IMPUTATO Carra P.: Sì, certo. Se lei fa il conto del 20 aprile è stato il viaggio, il tempo del mio rientro, il tempo materiale che sono passati e poi è arrivato il Barranca e poi abbiamo fatto il viaggio, i giorni passano.
AVVOCATO Florio: Quindi qualche mese in sostanza, se ho ben capito. Va be', andiamo avanti.
IMPUTATO Carra P.: Ma io perché gli devo dire un mese, che non lo so avvocato. Gli ho detto: non lo so. Lei mi insiste un mese. Se vuole rimanere contento, le dico un mese.
AVVOCATO Florio: No, Carra, non si tratta di rimanere contento, non si tratta neanche di dare - mi perdoni la Corte - questa risposta a me su questo.
IMPUTATO Carra P.: No, ma...
AVVOCATO Florio: Non voglio rimanere contento assolutamente, né intendo fare dire cose che lei non vuole dire, però...
PRESIDENTE: Avvocato, per cortesia, non polemizziamo. Le risposte potranno essere valutate come ognuno è libero di fare.
AVVOCATO Florio: Questo è vero però non mi piace, non sono contento, né mi diverto. Cerco solo di fare il mio dovere.
PRESIDENTE: Ma probabilmente credo che sia un'espressione gergale: 'mi dispiace di non farlo contento, o sono contento, o lo posso fare contento', guardiamo alla sostanza delle cose.
AVVOCATO Florio: Va bene. Senta...
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato Florio, mi scusi. Credo che gli estremi del secondo verbale, quello che ha citato poco fa.
AVVOCATO Florio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non siano esatti, perché a me non risulta un interrogatorio del 24 febbraio.
AVVOCATO Florio: Non un interrogatorio, udienza dibattimentale.
PRESIDENTE: Udienza davanti alla Corte del 24 febbraio scorso.
PUBBLICO MINISTERO: Proprio qui è arrivato tutt'altro, chiedo scusa.
AVVOCATO Florio: Senta, in ordine al viaggio di Firenze, o meglio di Firenze, quello per intendersi di Livorno-Prato-ovest, va bene? Lei lo fece in nave, vero?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Florio: A che nome?
IMPUTATO Carra P.: Coprora o Sabato Gioacchina.
AVVOCATO Florio: Ah, mi scusi se facciamo un attimo un passo indietro. Invece i due precedenti com'erano stati fatti?
IMPUTATO Carra P.: I due precedente quali?
AVVOCATO Florio: Il primo viaggio di cui abbiamo parlato ora e cioè...
IMPUTATO Carra P.: Mi specifichi i viaggi, perché...
AVVOCATO Florio: Il primo di hashish.
IMPUTATO Carra P.: Il primo viaggio di hashish parla?
AVVOCATO Florio: Sì, quello di cui abbiamo parlato 10 minuti fa.
IMPUTATO Carra P.: Via terra.
AVVOCATO Florio: Via terra da solo, con lo Scarano davanti.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
AVVOCATO Florio: E il secondo, di Ostiense?
IMPUTATO Carra P.: Con la nave, Palermo-Napoli.
AVVOCATO Florio: Una domanda su questo, che poi è generale: ma per quale motivo, ben sapendo che si andava a trasportare delle sostanze illecite - a parte quello che lei poteva credere che era droga anziché esplosivo o viceversa - ma una domanda, non era più sicuro farlo via terra questo viaggio? Dato che via terra non deve fare biglietti, non deve dare nominativi appartenenti ad altri.
IMPUTATO Carra P.: Avvocato, lei dimentica il mio lavoro. Io ero ogni giorno al porto a imbarcare automezzi.
AVVOCATO Florio: No, ho capito...
IMPUTATO Carra P.: Ed è più anormale andare via strada che andare con la nave. Perché io non lavoravo via strada con gli automezzi.
AVVOCATO Florio: Chiedo scusa. Sul suo lavoro non c'è dubbio, nel senso che quando trasporta delle cose lecite non c'è dubbio, tra l'altro è anche più rapido forse farlo via nave anziché tutto via strada.
Ma rischiando dei controlli seriamente su dei viaggi certamente illeciti, non era meglio farlo via strada dove i controlli con probabilità sarebbero stati minori?
IMPUTATO Carra P.: Io le ripeto, era anormale vedendomi me via strada che sulla nave. Poi entrare, se lei va a vedere al porto di Palermo, al porto di Livorno, al porto di Napoli, al porto di Genova, i controlli sono soltanto quando qualche comandante dice: 'oggi si deve fare i controlli', perché poi i controlli sono pochissimi. Per esperienza glielo dico.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta, dicevo, passiamo al viaggio di Galciana di Prato. Allora, lei arrivò a Livorno alle 14.30, me lo conferma? Se la mia memoria non inganna.
IMPUTATO Carra P.: Io ho detto alle 14.30...
AVVOCATO Florio: Più o meno.
IMPUTATO Carra P.: ... alle 15.00. Nel primo pomeriggio ho dichiarato.
AVVOCATO Florio: Bene. E arrivò a Prato alle 23.00?
IMPUTATO Carra P.: No, io arrivai a Prato alle 8 meno 20, alle 7 e mezza.
AVVOCATO Florio: Però cosa accadde appunto?
IMPUTATO Carra P.: Ho ricevuto una telefonata e mi hanno spostato l'appuntamento.
AVVOCATO Florio: Benissimo. Senta, tornando indietro: lei sentì della strage di Firenze.
IMPUTATO Carra P.: No, deve andare avanti avvocato, non indietro.
PRESIDENTE: No, il viaggio di ritorno.
AVVOCATO Florio: Il viaggio di ritorno.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, via radio, sul camion.
AVVOCATO Florio: Ecco, e lei, credo che me lo confermerà, si sentì gelare il sangue perché collegò gli episodi.
IMPUTATO Carra P.: Certo.
AVVOCATO Florio: Ma collegò solo l'episodio di Firenze o anche quello precedente di Costanzo, per intenderci?
IMPUTATO Carra P.: No, anche quello precedente di Costanzo, per intenderci.
IMPUTATO Carra P.: No, anche quello lì. Che quando ho sentito il discorso di Costanzo, già io ero a Palermo di una settimana.
AVVOCATO Florio: Ecco, ma quando lei sentì il discorso di Costanzo..
IMPUTATO Carra P.: Ma minimamente ho pensato a loro e a quello che ho trasportato.
AVVOCATO Florio: Minimamente... Non ci ha pensato, quindi.
IMPUTATO Carra P.: No, no, proprio...
AVVOCATO Florio: Non ha collegato.
IMPUTATO Carra P.: ... niente.
AVVOCATO Florio: Ha collegato quindi le due stragi, di Costanzo e di Firenze, nel camion andando indietro.
Quindi, se ho ben capito, è quella la risposta.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Scendendo giù con Barranca e ascoltando la notizia sulla radio.
Perché io, ripeto, ho comprato le due cassette sulla richiesta di comprare la radio da Barranca convinto che voleva sentire la musica.
AVVOCATO Florio: Ecco...
IMPUTATO Carra P.: Di cui le cassette... Scusi se la interrompo.
AVVOCATO Florio: Certo.
IMPUTATO Carra P.: Sono rimaste sigillate, per come le ho comprate, fino a Palermo.
AVVOCATO Florio: Sì. Ma dopo quell'episodio, dopo il fatto che Barranca le disse d scordarsi tutto e quant'altro, lei fu, ebbe modo di riparlare con Barranca successivamente? Sì?
IMPUTATO Carra P.: Certo.
AVVOCATO Florio: Anche di quella serata lì?
IMPUTATO Carra P.: No, di nessuna serata si parlava, avvocato.
AVVOCATO Florio: Però lei fu ricontattato per fare ulteriori viaggi.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
AVVOCATO Florio: Ma non è che, dato che lei ha sempre detto fin dal primissimo interrogatorio, ma tante volte in seguito e anche qui, che tutto sommato lei ci si è trovato in tutta questa storia, trovato invischiato, non è che, data la gravità delle vicende accadute, lei diceva: 'no, mi dispiace, io ora ho collegato, siete voi. Io non faccio più alcun carico di esplosivo, di droga, di nulla'.
IMPUTATO Carra P.: A me mi fa una domanda un po' particolare, avvocato.
AVVOCATO Florio: Lei risponda tranquillamente.
IMPUTATO Carra P.: Prima di tutto perché siamo a Palermo e so bene come si vive; secondo, perché è un'azienda di autotrasporti; terzo, perché vivo in una zona ad alto rischio; e quarto, perché non vengo, non scendo dalle montagne, ma vengo da una famiglia o più o meno contrabbandiere di sigarette.
E allora le cose le capisco bene, avvocato. E non si può fare quello che dice lei. A meno che non gli dicevo: 'ammazzatemi'.
AVVOCATO Florio: Senta, in che occasione lei si sentì lampeggiare da dietro da una autovettura - lei ora ci ripeterà qual è -...
IMPUTATO Carra P.: Una Opel Corsa bianco, al viaggio prima di andare a Arluno, da Giuliano e Lo Nigro.
E' la via che va su a Villabate. Io ero con un Golf blu dove spiegai come glielo pagai all'altro, avvocato.
AVVOCATO Florio: Lei è sicuro che fosse una Opel Corsa bianca?
Ora dirò il perché.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sicurissimo.
AVVOCATO Florio: Le dico, in realtà, ora mi aspetto di produrlo in giornata, però dato che il collaboratore è qui e poi non c'è più, spero che la domanda venga ammessa. Se non viene ammessa naturalmente la ritiro immediatamente.
Però appare dal registro PRA di Roma che quell'autovettura appartenuta a Giuliano, Giuliano stesso non l'avesse più dal 1992. Quindi un anno prima.
IMPUTATO Carra P.: Questo, secondo me, lo deve chiedere in via Messina Marina dov'è che lui ha venduto anche la Clio rossa. Di cui facevano i suoi porci comodi a livello - scusate la frase "I suoi porci comodi" - a livello di documentazione.
AVVOCATO Florio: Ah, lei dice...
IMPUTATO Carra P.: Ma lui era in possesso, poi se l'aveva intestata o non l'aveva intestata, a quel periodo aveva quella Opel Corsa bianca.
AVVOCATO Florio: Ho capito.
IMPUTATO Carra P.: Di cui lui stesso, Giuliano, in una volta ridendo raccontò che scappò insieme a, in un particolare... Non mi ricordo come si chiama questo che poi è stato ucciso a Ficarazzi, questa persona, anche di piazza Sant'Erasmo, in cui era assieme a Giuliano ed è scappato con questa macchina in una situazione. E lo raccontava per ridere. Ma la macchina era sua. Poi, a chi l'aveva intestata, non è che lo so. Se era intestata a lui, o a un altro.
Ma la macchina era la sua.
AVVOCATO Florio: Senta, e il viaggio da Roma lo faceste... Anzi, va be', lo faceste via nave inizialmente?
IMPUTATO Carra P.: Per strada, insieme a Lo Nigro.
PRESIDENTE: Non ho capito la domanda, avvocato. Le dispiace se la ripete?
AVVOCATO Florio: Prego. Se il viaggio ad Arluno iniziò via nave oppure via strada.
IMPUTATO Carra P.: Via strada, si è fatto il viaggio per Arluno, insieme a Lo Nigro.
Nell'interrogatorio del 31 agosto c'è scritto che è fatto via nave, di cui io ho confuso il viaggio. Di cui ho raccontato in quell'interrogatorio del 31 agosto, in sei ore, due anni di mio coinvolgimento con queste persone sui fatti.
AVVOCATO Florio: Ecco...
IMPUTATO Carra P.: E ho confuso il viaggio di Arluno col viaggio successivo fatto con Lo Nigro, sempre, via nave.
AVVOCATO Florio: Ecco, scusi la parentesi: ma, in generale, lei i suoi ricordi li ha più freschi ora che è passato più tempo, o allora che comunque era passato meno di un anno, un anno e mezzo dai fatti?
IMPUTATO Carra P.: Avvocato, io le posso dire soltanto che non mi sembra l'ora di dimenticare.
I miei racconti sono sempre uguali perché sono quelli là che ho fatto. Posso variare sulle persone e il momento in cui nel viaggio prima erano presenti e poi nel secondo viaggio. Perché sono sempre le stesse persone che io contatto e vedo.
AVVOCATO Florio: Senta, in quella occasione Cosimo Lo Nigro non aveva il cellulare. O ce l'aveva?
IMPUTATO Carra P.: Questo non lo ricordo di preciso. E l'ho detto anche allora che forse... che non ero sicuro che aveva il cellulare. Che risulta che io avevo detto il cellulare, però accanto c'è messo "Non me lo ricordo di preciso".
AVVOCATO Florio: Sì, però se non vado errato, lei qui in aula disse che Cosimo Lo Nigro fece almeno due telefonate ad un numero di utenza - lei non sa quale - dove non rispondeva mai nessuno.
IMPUTATO Carra P.: Sì, ma lui specificò che era cellulare. Io dicevo che le telefonate erano, partivano da Lo Nigro ma su un cellulare.
AVVOCATO Florio: Su un cellulare. Sì, ma la domanda è: Cosimo Lo Nigro, allora, aveva il suo cellulare, o comunque queste telefonate partivano dal suo cellulare, o da un posto pubblico?
IMPUTATO Carra P.: Guardi, se lei legge l'interrogatorio io ho detto, ho affermato, vicino a Bologna chiamato di dentro...
AVVOCATO Florio: A Casalizio.
IMPUTATO Carra P.: Sì, poi ho fatto una fermata prima di Arluno all'ingresso, e ha fatto la telefonata dentro una cosa pubblica. Poi ha fatto la telefonata dalla cabina telefonica dalla piazzetta di fronte alla panchina ad Arluno.
AVVOCATO Florio: Il cellulare che aveva con sé, invece, a chi era intestato quella volta? Era quello di Sabato Gioacchina, o di sua moglie?
IMPUTATO Carra P.: No, Sabato Gioacchina, penso allora. Perché io nel '94 cambio, mi sembra, il nominativo del cellulare.
AVVOCATO Florio: Ecco, ma Cosimo Lo Nigro, dato che doveva fare queste due chiamate, e dato che era avvenuto anche in passato e sarebbe avvenuto in futuro questo scambio di cellulari, di numeri di cellulari di utenza che c'aveva lei, non le chiese: 'scusa, fammi fare una telefonata da qui senza scendere, senza...'
Lei non prestò il suo cellulare a Lo Nigro?
IMPUTATO Carra P.: Se me lo chiedeva, io gliel'avrei prestato. Non me l'ha chiesto, non gliel'ho dato. E non ho chiesto come mai andava giù a telefonare.
Magari perché - questa è una mia deduzione - dandogli il cellulare rimane il numero di telefono inserito, nel momento in cui effettua la telefonata il Lo Nigro. E rimane nel mio cellulare il numero di telefono.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta, passiamo poi invece a quello che è, per intendersi, il viaggio per Contorno.
Dunque, lei ebbe modo di andare a Formello soltanto per pochi attimi, se non sbaglio, per pochi minuti, nel paese di Formello.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Florio: Ebbe modo, però, di fare un giro con Giacalone che gli raccontò alcune cose.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Florio: Ecco, ma lei si chiese il perché Giacalone la metteva al corrente di un fatto ancora più grave, ancora più importante, quale quello di far saltare in aria un collaboratore di giustizia, quando lei non era nemmeno appartenente alla struttura mafiosa?
IMPUTATO Carra P.: Eh, non lo so questo.
AVVOCATO Florio: No...
IMPUTATO Carra P.: Questo, dovrei andare dentro la testa di Giacalone.
AVVOCATO Florio: La domanda era diversa, Carra.
IMPUTATO Carra P.: Allora me la faccia bene.
AVVOCATO Florio: Lei si chiese il perché Giacalone gli chiedeva tutte queste cose, la metteva al corrente di fatti notevoli?
Non è che gli chiedo perché Giacalone gliel'ha detto. E' vero, quando lei chiede...
IMPUTATO Carra P.: No, io mi sono chiesto soltanto, e gli ho detto a Giacalone: 'come l'avete trovato'. In cui c'è una mia dichiarazione, anche.
AVVOCATO Florio: Sì, è vero. Ma non le sembrò strano, insomma. Era una cosa regolare, normale, che la mettessero al corrente di una cosa di questo genere.
IMPUTATO Carra P.: Mah, se io col tempo avevo avuto anche più disponibilità da parte mia e più grinta, avrei saputo ancora cose più in fondo di quelle che so.
AVVOCATO Florio: Sì, tant'è vero che lei ha - mi sembra nell'udienza del 25 febbraio - ha detto una cosa che mi ha colpito. Dice: 'io dovevo far presto ad andar via, sennò coinvolgevano anche me'.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
AVVOCATO Florio: Quindi, è questo il punto. Glielo chiedo non in qualità di procuratore di giustizia, ma in qualità di persona che comunque vive o viveva a Brancaccio a Palermo, ha respirato comunque una certa aria.
Non è impossibile, o anzi, è possibile che persone appartenenti alla mafia possano compiere atti di questo genere insieme a persone che alla mafia non appartengono affatto.
IMPUTATO Carra P.: Io, su questo, gli ho risposto prima, avvocato.
AVVOCATO Florio: Me la ripete la risposta? Perché non mi sembra che mi abbia risposto.
PRESIDENTE: Vuole ripeterlo? Perché non ha capito l'avvocato.
IMPUTATO Carra P.: Sì, lui mi ha chiesto, l'avvocato, come mai hanno avvicinato a me.
E io gli ho detto prima che involontariamente...
PRESIDENTE: No, veramente in questa domanda gli chiede se gli sembrava normale, dato che lei viveva a Palermo, in ambienti di un certo tipo particolare, che le persone che lavoravano per la mafia, o che erano dentro alla mafia chiedessero a lei che era estraneo di partecipare ad una operazione del genere, quale l'eliminazione di un collaboratore di giustizia.
IMPUTATO Carra P.: Non ho capito l'ultima frase.
PRESIDENTE: Se era normale, secondo lei, secondo la sua esperienza eccetera, che alcuni esponenti, o rappresentanti, o che agivano per la mafia, chiedessero la collaborazione di lei estraneo alla mafia, nell'eliminazione di un collaboratore di giustizia.
Ci siamo arrivati?
IMPUTATO Carra P.: Ma che c'entra il collaboratore di giustizia, scusi?
PRESIDENTE: Il collaboratore di giustizia è Contorno.
IMPUTATO Carra P.: Ah.
PRESIDENTE: Così viene definito. Io non ho...
IMPUTATO Carra P.: Ah, ho capito. Adesso l'ho capito. Non riuscivo a capire l'introduzione al collaboratore di giustizia.
PRESIDENTE: Diciamo: l'eliminazione di Contorno, noto come uno dei primi collaboratori di giustizia.
IMPUTATO Carra P.: Sì, ma non dovevo essere io insieme a loro ad andarlo a...
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se non le sembrava strano.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PRESIDENTE: Poi, queste sono...
IMPUTATO Carra P.: Io gli facevo il trasporto, gli ho portato l'esplosivo per Contorno. Poi non lo so cosa vuole dire l'avvocato, cosa gli posso rispondere. Non gliel'ho chiesto, non lo so.
AVVOCATO Florio: Senta, Carra, lei in quella occasione vide un telecomando.
IMPUTATO Carra P.: E una batteria.
AVVOCATO Florio: E una batteria. Questo è molto importante, perché deve essere più preciso possibile.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Florio: Il tipo di telecomando, lei ha definito un telecomando simile a quello che usano, che si usa per le macchinine...
PRESIDENTE: Per i giocattoli dei bambini.
AVVOCATO Florio: Esatto. Ma me lo descrive, per favore, con la maggiore precisione possibile? Era un po' più grosso, se non vado errato.
IMPUTATO Carra P.: Sì, aveva quella specie di piolini a destra e a sinistra con l'antennina in mezzo. Tutto di plastica, nero.
AVVOCATO Florio: Ma della grandezza... Ora purtroppo noi non vediamo, ma insomma, se può apprezzare, che ne so, i centimetri, quanto poteva essere.
IMPUTATO Carra P.: Non riesco a dirle quanti centimetri è.
PRESIDENTE: Più grande dell'estensione della sua mano?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PRESIDENTE: Più grande. Molto?
IMPUTATO Carra P.: No, no, poco.
PRESIDENTE: Poco più grande.
IMPUTATO Carra P.: Poco più grande.
AVVOCATO Florio: Dove lo vide questo telecomando?
IMPUTATO Carra P.: Dentro la villetta di Giacalone. E lo portò Lo Nigro e "U' picciriddu".
AVVOCATO Florio: Senta, tornando un attimo a quest'ultima persona che lei ha ricollegato a Benigno, se non vado errato.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
AVVOCATO Florio: Lei era stato a casa di Benigno a Misilmeri?
IMPUTATO Carra P.: No. E' stato dopo il discorso di Contorno, che io ho accompagnato a Giuliano a casa di Benigno a Misilmeri.
AVVOCATO Florio: Com'era questa casa vista da fuori?
IMPUTATO Carra P.: C'era un portoncino, si saliva su dalle scale e si entrava di una porta e c'era, diciamo, un salone con delle poltrone.
AVVOCATO Florio: Quindi non era a due piani, tre piani.
IMPUTATO Carra P.: Mah, questo non l'ho visto. Io sono salito dietro il Giuliano queste scale e mi sono trovato poi dentro la casa di Benigni.
AVVOCATO Florio: Ho capito.
IMPUTATO Carra P.: Cioè, siamo stati pochissimo. Siamo andati via, poi.
AVVOCATO Florio: Senta, Carra, volevo chiederle su una ulteriore vicenda.
I viaggi fatti successivamente - parlo del '95 a questo punto - lei fece tre viaggi se non vado errato. Per queste persone, o comunque il contatto con qualcuna di queste persone.
IMPUTATO Carra P.: Certo. Due, col mio camion e uno con un camion di un'altra persona.
AVVOCATO Florio: Ecco, con chi li fece? Proprio a flash, proprio...
IMPUTATO Carra P.: Sì, il primo l'ho fatto da solo, il secondo da solo, e il terzo insieme a Lo Nigro.
AVVOCATO Florio: Ecco, parlando del viaggio insieme a Cosimo Lo Nigro, voi andaste a Milano, se non vado errato.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
AVVOCATO Florio: L'altro giorno lei ha potuto vedere una fotografia di un hotel dove avreste dormito.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
AVVOCATO Florio: Lo colloca nel tempo questo... La data in cui dormiste in quell'hotel. O comunque, diciamo, quando faceste questo viaggio? Tanto per cominciare.
IMPUTATO Carra P.: Aprile, maggio, o marzo. Non glielo so dire di preciso, avvocato.
AVVOCATO Florio: E avete dato i vostri documenti.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Florio: Può essere, fosse il 31 maggio '95?
IMPUTATO Carra P.: Può essere, o non può essere. Avvocato, non lo so.
AVVOCATO Florio: Va bene. Ma se non sbaglio c'era di mezzo la storia di un fabbricatore di ghiaccio.
IMPUTATO Carra P.: Certo. In cui Lo Nigro mi disse che, in caso di problemi, si doveva dichiarare che eravamo lì a Milano per questa situazione del ghiaccio.
AVVOCATO Florio: Ma lei non sa se Lo Nigro abbia effettivamente comperato il fabbricatore di ghiaccio?
IMPUTATO Carra P.: No, non lo so. So che è stato questo certo Totò a portarlo in questo, non so dove, a comprare questa cosa di ghiaccio. Però se lo ha comprato, se non lo ha comprato, se ce l'ha a Palermo, se non ce l'ha, non lo so.
AVVOCATO Florio: Per cui lei non vide alcuna bolla di accompagnamento.
IMPUTATO Carra P.: Completamente.
AVVOCATO Florio: Senta, tornando un attimo al suo semirimorchio, quello per intendersi semirimorchio Zorzi, che si è visto anche l'altro giorno in fotografia. Se la ricorda?
IMPUTATO Carra P.: Certo.
AVVOCATO Florio: Senta, che tipo di semirimorchio Zorzi era?
IMPUTATO Carra P.: Se è Zorzi, è Zorzi, avvocato.
AVVOCATO Florio: Ma Zorzi è la marca appunto come potrebbe essere la FIAT, la Ford? Il tipo, sto chiedendo.
IMPUTATO Carra P.: Eh, ma il tipo adesso è semirimorchio tipo bunker. Che vuol dire...
AVVOCATO Florio: Tipo?
IMPUTATO Carra P.: Glielo spiego, avvocato.
PRESIDENTE: Tipo bunker?
IMPUTATO Carra P.: Bunker. Sarebbe attrezzato per caricare il rottame. Perché è tutto un pezzo con l'apertura solo di dietro.
All'origine della sua natura era cassonato fisso con le sponde di alluminio.
AVVOCATO Florio: Ma era lo stesso semirimorchio del viaggio a Galciana?
IMPUTATO Carra P.: Non c'entra niente, avvocato.
AVVOCATO Florio: Ecco. Invece, quello del viaggio a Galciana, che semirimorchio era?
IMPUTATO Carra P.: Il rimorchio ribaltabile. Che forse c'era questo rimorchio, ma sopra.
PRESIDENTE: Come secondo rimorchio.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Perché io ho anche dichiarato che ne avevo tre rimorchi a Catania, uguali. E se... posso dire oggi che nel '76... E poi io parlo di sopra, perché per il viaggio di hashish è sicuro che è questo qua che è sotto sequestro. Non so calcolare di preciso nel, sopra, al momento in cui ho dei trasporti.
AVVOCATO Florio: Senta, Carra, cosa sono le colonne idrauliche?
IMPUTATO Carra P.: le?
PRESIDENTE: Colonne idrauliche.
AVVOCATO Florio: le colonne idrauliche.
IMPUTATO Carra P.: Colonne idrauliche?
AVVOCATO Florio: Sì. De semirimorchio.
IMPUTATO Carra P.: Colonne idrauliche io... Ma non gli so dire neanche cosa siano.
AVVOCATO Florio: Pistoni, pistoni.
IMPUTATO Carra P.: Pistoni, idrauliche che ci arriva l'olio e fai alzare il ribaltabile.
AVVOCATO Florio: Ecco, quante ne aveva quel semirimorchio Zorzi?
IMPUTATO Carra P.: Non è Zorzi, il rimorchio ribaltabile, avvocato.
Il ribaltabile non c'entra niente col Zorzi.
PRESIDENTE: Zorzi era quello di sopra. Il ribaltabile di...
IMPUTATO Carra P.: Il ribaltabile sopra...
PRESIDENTE: Che marca era?
IMPUTATO Carra P.: Marca era?
PRESIDENTE: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Calabrese, mi sembra.
AVVOCATO Florio: Senta, lei aveva anche una specie di cassone portateloni, mi sembra di ricordare.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Florio: Dove lo aveva acquistato?
IMPUTATO Carra P.: Non l'ho acquistato, era fatto apposta con le lamiere, avvocato.
AVVOCATO Florio: Senta, quanto al trattore, era un trattore Volvo, vero?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Florio: Che tipo di trattore Volvo era?
IMPUTATO Carra P.: Un Volvo F-12.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta, tornando invece al box dove lei ha visto, al box Cosimo Lo Nigro, naturalmente, dove lei ha visto quella famosa Ape.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Florio: Senta, innanzitutto lei ha descritto l'altro giorno - ora non sto per comodità a farle rivedere la fotografia, ma credo che lei se la ricordi bene la fotografia relativa al box di lo Nigro.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Florio: Senta, lei disse l'altro giorno che c'era lì un cancello sempre chiuso. Se lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Florio: Quante volte c'è stato lei nel box di Lo Nigro?
IMPUTATO Carra P.: Nel box, una volta sola. Nel piazzale del palazzo una ventina di volte.
IMPUTATO Carra P.: Quindi è da quelle volte lì che si ricorda che quel cancello era sempre chiuso.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Florio: Lei conosce a Palermo il bar Rosa Nero?
IMPUTATO Carra P.: Certo.
AVVOCATO Florio: Dov'è, che zona?
IMPUTATO Carra P.: Via Lincoln. Entrata alla Calza.
AVVOCATO Florio: Per fare intendere ai non palermitani, sarebbe zona del porto?
IMPUTATO Carra P.: Esatto. Prima del porto. Via Lincoln ho specificato, di fronte alla Villa Giuli.
AVVOCATO Florio: Sì, io ho specificato per i non palermitani.
IMPUTATO Carra P.: Eh, e via Lincoln solo quella c'è, a Palermo, avvocato.
AVVOCATO Florio: Ascolti, lei vide se l'Ape di Cosimo Lo Nigro fosse dotata di una targa?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Florio: Se la ricorda, per caso?
IMPUTATO Carra P.: Completamente.
AVVOCATO Florio: Completamente sì, o completamente no?
IMPUTATO Carra P.: Dicendo completamente, non l'ho mai neanche dichiarato.
PRESIDENTE: Non se lo ricorda.
IMPUTATO Carra P.: Completamente, proprio non ho idea.
PRESIDENTE: "Completamente" vuol dire nulla.
IMPUTATO Carra P.: Nulla, vuoto.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta, lei si ricorda comunque che c'era questo motore marino, vero?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Florio: Ora, questo motore marino, io non sono assolutamente pratico di barche, pescherecci, o quant'altro. Però, voglio dire, nella fotografia mi ha colpito il fatto che, nonostante che il Carra abbia detto: 'io l'ho portato con Lo Nigro sull'Ape di Lo Nigro Pietro', che sarebbe il padre del Lo Nigro, nella fotografia poi noi lo rivediamo un'altra volta...
IMPUTATO Carra P.: Mi scusi, avvocato. Io non ho dichiarato che l'ho portato nell'Ape, ma ho dichiarato che l'ho trasportato con un furgone bianco di proprietà di Giovanni Ciaramitaro.
AVVOCATO Florio: Sì. Lo rivediamo un'altra volta lì. Era esattamente lo stesso motore marino? Ne è sicuro al cento per cento?
IMPUTATO Carra P.: No, al cento per cento, no, perché era anche scuro. Era quel tipo là, però non è che posso dire era quello, preciso.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Io, al momento, avrei mi sembra un'ultima domanda: lei ha parlato di un viaggio fatto a Roma, da dove poi lei proseguì per Milano, c'era suo figlio che stava male, se non vado errato.
IMPUTATO Carra P.: Non è che stava male, doveva fare degli esami.
AVVOCATO Florio: Doveva fare delle visite, insomma.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Florio: Sì. Senta, ma in quella occasione lei aveva il cellulare di sua moglie?
IMPUTATO Carra P.: Avvocato, il cellulare era sempre lo stesso, ma avevo cambiato nominativo. Però non ricordo se in quel viaggio che lei mi dice già era effettuato il cambiamento di nominativo.
AVVOCATO Florio: Ecco, ma come mai non lasciò il cellulare a sua moglie, dato che poteva essere importante per lei, avere un figlio che comunque sia, in quel momento, non stava bene? Poteva essere più comodo per lei.
IMPUTATO Carra P.: Io, prima le ho detto che non è perché non stava bene mio figlio.
AVVOCATO Florio: Ma scusi...
IMPUTATO Carra P.: Doveva fare soltanto degli esami specifici. Poi..
PRESIDENTE: Ai fini di risarcimenti, vero?.
IMPUTATO Carra P.: Esatto, esatto. E poi il cellulare lo usavo soltanto io, perché ci lavoravo.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Ultima domanda davvero: i viaggi di droga del '95, beh, in una occasione lei caricò diciamo il camion in un capannone della zona industriale.
IMPUTATO Carra P.: Gli scaricai due borse. Però ho anche detto che non so cosa sia. Penso che era droga, però non, non sono...
AVVOCATO Florio: Ecco, ma in quella zona stava lavorando Spatuzza?
IMPUTATO Carra P.: Stava?
AVVOCATO Florio: Lavorando.
IMPUTATO Carra P.: Come lavorando?
PRESIDENTE: Stava lavorando Spatuzza, vuol sapere l'avvocato...
IMPUTATO Carra P.: No...
PRESIDENTE: ... laddove ha scaricato o dove ha caricato. Non ho capito bene.
IMPUTATO Carra P.: Dove ho scaricato. In via Messina Montagna io l'ho scaricato, in un capannone, queste borse.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Non le risulta che Spatuzza lavorasse lì?
IMPUTATO Carra P.: No, lì non c'entra niente, avvocato. A me, se è vero o non è vero, mi risulta che lavorava alla Zona Industriale a Brancaccio.
AVVOCATO Florio: Fino a quando?
IMPUTATO Carra P.: Eh, non lo so.
AVVOCATO Florio: Ma sa che Spatuzza nel '94 è latitante?
IMPUTATO Carra P.: Eh, io l'ho detto che non lo so il periodo, avvocato. Io so quando lui era latitante.
AVVOCATO Florio: Io le ho fatto una domanda diversa, scusi.
Le ho detto: lo sa lei che Spatuzza nel '94 è latitante?
IMPUTATO Carra P.: Eh, deve vedere anche il periodo in cui comincia la latitanza Spatuzza. Non so del '94. Di che periodo, avvocato, se ce l'ha scritto.
AVVOCATO Florio: No, ora, al di là del fatto che fa le domande all'avvocato, ma il discorso è diverso. Le volevo chiedere soltanto questo: se lei sa che dal... Mi sembra di no, che non lo sappia comunque.
IMPUTATO Carra P.: No, io ho avuto contatto con Spatuzza anche da latitante. So però non mi ricordo il periodo in cui incominciò e finì, o era latitante.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Io non ho altre domande, grazie.
IMPUTATO Carra P.: E le dico un'altra cosa: che anche da latitante lo Spatuzza si muove come una persona normale. Mi consta a me, che l'ho anche dichiarato.
AVVOCATO Florio: Come fa a sapere che da latitante Spatuzza si muove come una persona normale?
IMPUTATO Carra P.: Sì, perché io...
AVVOCATO Florio: Lei lo ha più visto...
*IMPUTATO Carra P.: ... l'ho visto spesso anche, diciamo, in quella casetta che ha fatto Lo Nigro nella traversa dopo il Rosa Nero, il bar Rosa Nero nella via Lincoln. E lui era latitante in quel periodo.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Io non avrei altre domande. Grazie.
PRESIDENTE: Prego. Prego, avvocato.
AVVOCATO: Vuol sospendere cinque minuti, Presidente? Come lei crede.
PRESIDENTE: Sospendiamo cinque minuti.
AVVOCATO: Così iniziamo...
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AVVOCATO Florio: Presidente...
PRESIDENTE: Chi parla?
AVVOCATO Florio: Sono l'avvocato Florio.
Soltanto per l'imputato Giuliano, sto parlando in sostituzione, in questo caso, dell'avvocato Pepi, voleva fare una dichiarazione spontanea.
PRESIDENTE: Faccia la dichiarazione.
Bene, Giuliano, può parlare, eh.
AVVOCATO Florio: Non funziona il microfono.
IMPUTATO Giuliano: Signor Presidente, se era possibile, quando finiva il testimone di parlare, volevo fare una dichiarazione spontanea.
PRESIDENTE: La può fare anche subito.
IMPUTATO Giuliano: No, se è possibile quando finisce il collaborante, se è possibile. Quando finisce, diciamo, l'esame.
PRESIDENTE: Va bene.
IMPUTATO Giuliano: La ringrazio.
PRESIDENTE: Prego. Prego, avvocato.
AVVOCATO Stefani: Sì. Signor Carra, io sono l'avvocato Eraldo Stefani difensore nominato di ufficio per Salvatore Grigoli.
Le farò domande piuttosto veloci e spero che siano chiare. Comunque, se non è chiaro, lei mi interrompa e mi chieda spiegazioni anche prima di rispondere, ovviamente.
*IMPUTATO Carra P.: Va bene.
AVVOCATO Stefani: Carra, il cognome Grigoli a lei che cosa dice?
IMPUTATO Carra P.: Oggi, Grigoli Salvatore. Ma allora io conoscevo Totò "Cacciatore".
AVVOCATO Stefani: Senta, conosce altri Grigoli? O ha conosciuto in passato altri Grigoli?
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: Senta, Grigoli Salvatore, lei lo ha conosciuto in occasione dell'incontro, episodio Formello per capirsi, come ha riferito al signor Pubblico Ministero, o lo aveva conosciuto prima?
IMPUTATO Carra P.: Io non so la domanda che lei in questo momento mi fa.
Le ho detto prima che non sapevo prima che si chiamasse Grigoli di cognome, ma l'ho saputo...
AVVOCATO Stefani: E lo conosceva per?
IMPUTATO Carra P.: "Cacciatore".
AVVOCATO Stefani: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Totò.
AVVOCATO Stefani: Allora, "Cacciatore", lo aveva conosciuto in precedenza all'incontro di Formello?
IMPUTATO Carra P.: No, forse no. Forse dopo l'ho saputo "Cacciatore".
AVVOCATO Stefani: Quindi, la prima volta...
IMPUTATO Carra P.: All'inizio Totò, sapevo.
AVVOCATO Stefani: Allora, ancora: Totò, perché non so, i nomi mi pare che lei lo abbia detto...
PRESIDENTE: Che poi lei ha detto: 'ho saputo chiamarsi Grigoli Salvatore'...
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PRESIDENTE: ... lo ha conosciuto prima della storia di Formello, o dopo?
AVVOCATO Stefani: Sì, ecco, Totò...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi...
AVVOCATO Stefani: Sì, prego.
PRESIDENTE: ... deve aspettare la risposta.
AVVOCATO Stefani: Sì, sì, prego.
IMPUTATO Carra P.: Mi sembra nel discorso di Contorno, l'ho conosciuto.
AVVOCATO Stefani: Sì, allora per chiarire - ma lei è stato chiarissimo col signor Pubblico Ministero - lei ha detto che conosceva "Cacciatore" Totò che poi ha saputo chiamarsi Salvatore Grigoli. E' così?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Senta, e come Totò lo ha conosciuto lo stesso in occasione dell'episodio di Formello?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Senta, lei sa che età ha Grigoli?
IMPUTATO Carra P.: Mah...
AVVOCATO Stefani: "Sì, no, non lo so".
IMPUTATO Carra P.: Guardi, io non lo so, però ricordandomelo, diciamo la fisionomia di Grigoli, posso dire un mio parere, sull'età. Ma non la so l'età di preciso.
AVVOCATO Stefani: Dica pure quello che le è sembrato a lei vedendolo.
IMPUTATO Carra P.: Penso sui 30 anni, 27, 31. Non ho idea su quanto.
AVVOCATO Stefani: Ho capito.
IMPUTATO Carra P.: Però non sapevo proprio... Non lo so quanti anni ha.
AVVOCATO Stefani: Senta, ma lei ha detto più volte in questo processo che è stato per molto tempo giù a Palermo. Andava di tanto in tanto in giro per l'Italia con il camion, ma stava a Palermo.
Ecco, a Palermo lei, nella sua zona o in altre zone, non aveva mai visto questo Totò, oppure "Cacciatore", oppure Grigoli?
IMPUTATO Carra P.: No, ma io non ho detto che non l'ho mai visto. Io, da quando l'ho conosciuto, poi ce l'ho avuto a che fare con Grigoli.
AVVOCATO Stefani: In precedenza all'episodio di Formello, all'episodio Contorno, in precedenza...
IMPUTATO Carra P.: Ma...
AVVOCATO Stefani: ... stando a Palermo nella sua zona, lei l'aveva mai incontrata questa persona? Vista.
IMPUTATO Carra P.: No, no. Ma io nessuno conosco di prima di questi fatti.
L'unica persona che conosco di vecchia data è il Barranca soltanto.
AVVOCATO Stefani: Senta, Carra: Grigoli, lei ha dato già una definizione di uomo d'onore, dicendo che l'uomo d'onore è un uomo di mafia. Così ha detto?
IMPUTATO Carra P.: Ma io non ho detto niente di questo genere.
AVVOCATO Stefani: Mi pareva di aver capito...
IMPUTATO Carra P.: Mi hanno solo chiesto cosa vuol dire tra mafioso e mafioso. Tra uomo d'onore e mafioso.
AVVOCATO Stefani: Ecco, è la stessa cosa mi pare, no?
IMPUTATO Carra P.: Allora non ho capito la sua domanda.
AVVOCATO Stefani: No, no, va benissimo. Mi pare che abbia detto la cosa che ha detto poco fa.
Cioè, in sostanza: 'chi è un uomo d'onore?', lei ha risposto: 'un uomo d'onore è un uomo di mafia'.
IMPUTATO Carra P.: E' la stessa cosa, certo.
AVVOCATO Stefani: Eh. Ecco, e Grigoli era un uomo d'onore?
IMPUTATO Carra P.: Di quello che io poi constatai, sì.
AVVOCATO Stefani: E come lo constatò e quando.
IMPUTATO Carra P.: In altri fatti, dopo quello di Formello.
AVVOCATO Stefani: Quali sono questi fatti.
IMPUTATO Carra P.: Ho tutto dichiarato, io.
AVVOCATO Stefani: Sì, se lei mi può dire quand'è che lei appurò che Grigoli era uomo d'onore.
IMPUTATO Carra P.: Vedendolo presente alla villetta di Giacalone e poi avendoci a che fare con l'estorsione, con una rapina e con altri fatti che...
AVVOCATO Stefani: Ecco, questo episodio...
IMPUTATO Carra P.: ... io ho dichiarato.
AVVOCATO Stefani: Sì, questo episodio di Formello lei lo ha già riferito.
Cioè, in quella occasione, vedendo lì il Grigoli, lei disse dentro di sé: 'è un uomo d'onore'?
IMPUTATO Carra P.: E' normale.
AVVOCATO Stefani: Ecco, che...
IMPUTATO Carra P.: E' l'unica persona che lì, all'inizio, era con una pistola, anche.
AVVOCATO Stefani: Ecco. In quell'incontro di Formello, quanti erano gli uomini d'onore?
Lei ha detto chi c'era a Formello.
IMPUTATO Carra P.: Sì, ho detto chi era in quella villetta.
AVVOCATO Stefani: Sì, in quella villetta, l'incontro che lei ebbe con "Cacciatore" in quella villetta.
C'erano altre persone?
IMPUTATO Carra P.: Certo.
AVVOCATO Stefani: Ecco, queste altre persone, erano tutti uomini d'onore, o no?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: E che lei è uomo d'onore?
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: Quindi, l'unico che non era uomo d'onore era lei?
IMPUTATO Carra P.: Certo.
AVVOCATO Stefani: Quindi, tutti erano uomini d'onore all'infuori di lei. Si può dire questo?
IMPUTATO Carra P.: Certo.
AVVOCATO Stefani: Senta, signor Carra, suo padre era un uomo d'onore? E' un uomo d'onore?
IMPUTATO Carra P.: Che sappia io, no. Però era rispettato, l'ho sempre detto.
AVVOCATO Stefani: "Che sappia io", cosa significa? Cioè...
IMPUTATO Carra P.: A me mio padre non mi ha mai detto: 'io sono un uomo d'onore'.
AVVOCATO Stefani: E' perché non gliel'ha detto lui? Altri gliel'hanno detto?
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: E lei se l'è mai domandato?
IMPUTATO Carra P.: Cosa?
AVVOCATO Stefani: Se lo fosse. Lei si è mai posto la domanda? Dice: 'ma mio padre è un uomo d'onore?'
IMPUTATO Carra P.: Mah, anche se lo posso intuire, non posso dare una sicurezza.
AVVOCATO Stefani: Sì, d'accordo signor Carra, ma lei se l'è posta questa domanda? E ha dato una risposta? O non ha dato una risposta alla sua domanda?
Se se l'è posta, naturalmente.
IMPUTATO Carra P.: Ma su mio padre?
AVVOCATO Stefani: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Eh, io gli ho risposto... Ho sempre detto dall'inizio che mio padre era rispettato e conosceva tutti, mio padre e mio fratello.
AVVOCATO Stefani: Ma...
IMPUTATO Carra P.: Non so se conoscevano gli imputati qui presenti, però conosceva abbastanza mio padre.
AVVOCATO Stefani: Ecco, ma essere rispettato, in Sicilia, nella zona di Brancaccio o in altre zone, significa essere uomo d'onore?
IMPUTATO Carra P.: Anche, a volte.
AVVOCATO Stefani: Ma coincide sempre, uno che è rispettato, è uomo d'onore?
IMPUTATO Carra P.: Lei ha appena detto che coincide un discorso del genere come me palermitano...
AVVOCATO Stefani: Sì.
IMPUTATO Carra P.: ... e può anche darsi. Io non ho escluso dicendo che mio padre era rispettato, che fosse uomo d'onore.
AVVOCATO Stefani: Non lo esclude che lo potesse essere, insomma.
IMPUTATO Carra P.: Certo.
AVVOCATO Stefani: Senta, Carra, e suo fratello, il fratello che sta giù a Palermo, era uomo d'onore? E' uomo d'onore?
IMPUTATO Carra P.: Che sappia io, no.
AVVOCATO Stefani: Ed è uomo rispettato?
IMPUTATO Carra P.: Diciamo di sì.
AVVOCATO Stefani: Si può dire che è rispettato come suo padre?
IMPUTATO Carra P.: E' lo stesso discorso, non cambia niente, avvocato.
AVVOCATO Stefani: Lei si è posto la domanda anche per suo fratello che potesse essere un uomo d'onore?
IMPUTATO Carra P.: Ma io non mi sono posto niente, perché non mi interessa mio fratello e mio padre se sono uomini d'onore.
AVVOCATO Stefani: Come, lei vive in una realtà, l'ha descritta al Pubblico Ministero, dico, in questa realtà civile...
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: E lei mi pare che non...
PRESIDENTE: Avvocato, domande.
AVVOCATO Stefani: ... rifiuti agli uomini d'onore...
PRESIDENTE: Domande!
AVVOCATO Stefani: Sì, sì, sì.
IMPUTATO Carra P.: Non ho capito, avvocato, ripeta.
AVVOCATO Stefani: Mi ha interrotto il Presidente.
La domanda è questa: lei vive nella realtà di Palermo, nella zona, e mi pare che abbia detto poco fa che, a domande, a richieste di favori di persone di uomini d'onore, non si può rifiutare.
Ecco, non si è posto la domanda: 'ma mio padre e mio fratello cosa sono?'
IMPUTATO Carra P.: Sì, ma non ho mai chiesto niente a mio fratello e a mio padre. E io non me lo sono mai domandato...
AVVOCATO Stefani: Quindi si può dire che...
IMPUTATO Carra P.: ... se era uomo d'onore.
AVVOCATO Stefani: Ecco, quindi si può dire: a lei, non avendo chiesto niente, non è sorto il dubbio sul punto.
IMPUTATO Carra P.: Da parte di mio padre e mio fratello, parliamo.
AVVOCATO Stefani: Sì. Senta, lei ha detto che suo fratello aveva rapporti di conoscenza con la famiglia Barranca. E' vero? Lo conferma?
IMPUTATO Carra P.: Ma io non ho detto che aveva rapporti mio fratello con Barranca. Io lo incontravo spesso da mio fratello e...
AVVOCATO Stefani: E suo padre con Barranca?
IMPUTATO Carra P.: Si rispettavano.
AVVOCATO Stefani: Forse ho fatto la domanda troppo in fretta.
Dico: e suo padre con Barranca?
IMPUTATO Carra P.: Si rispettavano, quando si vedevano.
AVVOCATO Stefani: Ah, ho capito.
IMPUTATO Carra P.: Ma non so che rapporto aveva il Barranca con mio padre.
AVVOCATO Stefani: E lei ha delle sorelle, no? Lo ha detto al...
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Ecco. E le sorelle con la famiglia Barranca, c'erano delle conoscenze?
IMPUTATO Carra P.: Sì, da vecchia data. Poi si sono tralasciati e...
AVVOCATO Stefani: Si può dire che la sua famiglia e la famiglia dei Barranca erano in buon rapporto di amicizia?
IMPUTATO Carra P.: Mah, si conoscevano. Anche mia madre conosceva la mamma di Barranca, però non è che avevano avuto rapporti intimi, come lei vuole dire, come sta dicendo.
AVVOCATO Stefani: Carra, rapporto di amicizia significa frequentazione. Vi frequentavate nelle case, oppure era una semplice conoscenza che, trovandovi fuori, c'era il saluto?
Questa è la domanda.
IMPUTATO Carra P.: No, si frequentavano, che io l'ho dichiarato, ma anni e anni fa.
AVVOCATO Stefani: Anni e anni fa, quando?
IMPUTATO Carra P.: Eh, non lo so di preciso.
AVVOCATO Stefani: Grossomodo, sbagliando.
IMPUTATO Carra P.: Non lo so, io ero bambino.
AVVOCATO Stefani: All'incirca?
IMPUTATO Carra P.: Eh, non lo so, avvocato.
PRESIDENTE: Almeno 20 anni fa.
IMPUTATO Carra P.: 20 anni, 15 anni fa, 12 anni fa, 13 anni fa.
AVVOCATO Stefani: Quindi...
IMPUTATO Carra P.: Non so...
AVVOCATO Stefani: Quindi lei, se fossero 20 anni, quando lei aveva 10 ani? No, quanti anni ha, 33?
IMPUTATO Carra P.: Io...
AVVOCATO Stefani: Oggi, quanti anni ha?
IMPUTATO Carra P.: ... ripeto, sono... da 12 anni mi sono messo sul camion, ho incominciato a viaggiare e non so più, non ho avuto più contatto...
AVVOCATO Stefani: Sì, d'accordo...
IMPUTATO Carra P.: Mi faccia parlare anche a me, avvocato.
AVVOCATO Stefani: Sì, sì.
IMPUTATO Carra P.: Non ho avuto più contatto, diciamo, con Palermo.
Diciamola così. Fino alla lite che ha avuto mio padre con mio fratello, e ci siamo divisi.
AVVOCATO Stefani: Sì, la domanda che le pongo, lei ha detto a 12 anni è salito sul camion come accompagnatore dell'autista, presumo, no?
IMPUTATO Carra P.: Sì, certo.
AVVOCATO Stefani: Ecco, a quella data - se lei lo ricorda - la sua famiglia era in rapporti di amicizia e di frequentazione con la famiglia Barranca, sì o no?
IMPUTATO Carra P.: Mah, penso di sì. Ma da parte delle mie sorelle Anche che mio fratello e mio padre conoscevano bene il Barranca.
AVVOCATO Stefani: Carra, si frequentavano, sì o no? Che lo conoscevano, lo ha detto. Volevo sapere se si frequentavano o no.
IMPUTATO Carra P.: Avvocato, io l'ho detto: le mie sorelle frequentavano la famiglia Barranca.
AVVOCATO Stefani: Ma io le ho chiesto suo padre e suo fratello. Suo fratello...
IMPUTATO Carra P.: Io non ho visto mai mio fratello e mio padre che si frequentava con Barranca a casa di Barranca.
AVVOCATO Stefani: Neanche lo ha saputo?
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Ma che si vedevano e si rispettavano, anche, questo lo sapevo benissimo.
AVVOCATO Stefani: Ho capito. Senta, Carra, una sua sorella lei ha detto che abitava vicina proprio alla casa di Barranca, è vero?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Ecco, e c'erano particolari rapporti di amicizia con la famiglia Barranca?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Lo ha detto ora delle sorelle. In particolare questa sorella? Come si chiama questa sorella?
IMPUTATO Carra P.: Eliana.
AVVOCATO Stefani: Quindi, questa sorella Eliana aveva rapporti di amicizia con chi, particolarmente?
IMPUTATO Carra P.: Io non ero presente al momento in cui c'era questo rapporto di amicizia, avvocato.
AVVOCATO Stefani: Sì, Carra, ma lei...
IMPUTATO Carra P.: Che devo dire io? Una cosa che non so?
AVVOCATO Stefani: No, no. le chiedevo, siccome lei ha detto che la sorella abitava vicina e che era...
IMPUTATO Carra P.: Ci abita di fronte al palazzo.
AVVOCATO Stefani: Abita di fronte. Volevo sapere... Volevo sapere...
IMPUTATO Carra P.: Da stabile a stabile.
AVVOCATO Stefani: Ecco. Volevo sapere se lei sapeva se la sorella aveva un rapporto con qualcuno o all'interno della famiglia e con chi.
IMPUTATO Carra P.: Ma con le sorelle di Barranca. Non è che mia sorella aveva rapporti con Barranca.
AVVOCATO Stefani: Le sorelle di Barranca sa come si chiamano?
IMPUTATO Carra P.: Eh, adesso... Sono quattro, cinque, tre, non ricordo...
AVVOCATO Stefani: Conosce qualche nome...
IMPUTATO Carra P.: Mi ricordo il nome, buon'anima, di Anna Barranca.
AVVOCATO Stefani: Cioè che è deceduta?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
AVVOCATO Stefani: E poi, altre sorelle, non ricorda il nome?
IMPUTATO Carra P.: Sì, ce n'ha più piccole, o qualcuna più grande. Però non me li ricordo i nomi.
AVVOCATO Stefani: Sa indicare con chi sua sorella Eliana fosse in amicizia fra le sorelle della famiglia Barranca?
IMPUTATO Carra P.: Avvocato, penso che parli l'italiano, non arabo.
Le ho detto che con le sorelle fra loro non so chi di preciso, o una in più, o una in meno, aveva questi rapporti con le mie sorelle. Però si conoscevano e... E non so specificargli altro.
AVVOCATO Stefani: Senta, lei, rispondendo al signor Pubblico Ministero, ha detto qual era stata la sua esperienza di vita antecedente a questi fatti.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: E ha fatto riferimento anche ai suoi precedenti penali o meno.
Lei ha detto che non ha mai avuto a che fare con la Giustizia. Vero?
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: Salvo contravvenzioni stradali, cose del genere.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
AVVOCATO Stefani: Ecco, ma i fatti che lei ha indicato in questo processo, sono i soli in un qualche modo che si possono ascrivere a lei, o lei ha partecipato a volte ad episodi, per esempio, di estorsione con altri palermitani?
IMPUTATO Carra P.: Qua ci potrebbe rispondere il Presidente, se mi permetto di dire questo discorso, perché non...
AVVOCATO Stefani: Come?
IMPUTATO Carra P.: ... fa parte a questo processo. Perché io, tutte le estorsioni che sono stato presente, ho dichiarato tutto dall'A alla Z e ho fatto anche un interrogatorio.
Però, se lei vede il mio racconto dall'inizio, è dall'A alla Z.
AVVOCATO Stefani: Signor Carra, io gliel'ho fatta la domanda, perché le ho lette queste cose. E chi me le avrebbe mai dette? Io le ho lette negli atti.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Ecco perché le pongo la domanda: se lei ha partecipato ad episodi di estorsione con benzina.
IMPUTATO Carra P.: Certo.
AVVOCATO Stefani: Ecco, e allora queste cose non le aveva dette al Pubblico Ministero in fase dibattimentale dico io, eh. Quando glielo ha chiesto qui nel dibattimento.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Perché lei ha ragione a dire che le aveva dette, ma non al dibattimento.
PRESIDENTE: Probabilmente non gli sono state...
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
AVVOCATO Stefani: No, no, forse ha ragione. Chiedo scusa, ha ragione il Pubblico Ministero che mi richiamava...
Le ho lette proprio perché ho visto la sbobinatura, Presidente.
Quindi lei ha partecipato ad episodi di estorsione con benzina.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Ecco, a questi episodi di estorsione con benzina, hanno partecipato altre persone come lei? Nome e cognome, se vi sono altre persone.
IMPUTATO Carra P.: "Come lei", che sente dire, avvocato?
AVVOCATO Stefani: Nel senso se era solo a fare questi episodi di estorsione con la benzina, o se c'erano altri.
IMPUTATO Carra P.: Certo, c'erano altri.
AVVOCATO Stefani: Chi erano?
IMPUTATO Carra P.: Eh, la maggior parte si era io, Totò Faia, Giovanni Garofalo, Giuliano. In altre occasioni c'era anche Di Filippo, Grigoli, Pietro Romeo.
AVVOCATO Stefani: Ecco Grigoli. Fermiamoci.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Il Grigoli che assisto io?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
AVVOCATO Stefani: Quindi lei, gli episodi di estorsioni con la benzina li ha fatti anche con Grigoli.
IMPUTATO Carra P.: No, non sto dicendo le ho fatte con Grigoli. Era presente in qualche occasione che Grigoli, insieme a Di Filippo, passavano con la macchina in quella zona.
AVVOCATO Stefani: Quindi voi avete partecipato a questi episodi di estorsione e Grigoli, Di Filippo e altri, hanno visto che c'era questa, che c'erano...
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
AVVOCATO Stefani: Ecco, in quel momento lì, in che epoca storica siamo? Tempo, grossomodo.
IMPUTATO Carra P.: Estate '94.
AVVOCATO Stefani: Nell'estate '94. E nell'estate '94, lei era già... Quindi, l'episodio di Formello, c'era già stato l'episodio di Formello.
IMPUTATO Carra P.: Certo.
AVVOCATO Stefani: Quindi è successivo.
IMPUTATO Carra P.: Certo.
AVVOCATO Stefani: Lei ha rammentato ora, nel parlare delle persone che facevano parte a queste estorsioni, anche - ho sentito male, non lo so Presidente - Totò... Ho sentito...
IMPUTATO Carra P.: Totò Faia.
AVVOCATO Stefani: E' Totò, che è altra persona, altro Totò.
IMPUTATO Carra P.: Certo.
AVVOCATO Stefani: Senta, e questi episodi di estorsioni, venivano fatte da lei insieme a queste altre persone, diciamo in che veste lei eseguiva questi fatti?
Cioè, che ruolo aveva? Perché lo faceva non essendo un uomo d'onore?
IMPUTATO Carra P.: Su richiesta di Giuliano che mi portava anche a me. Come infatti all'inizio li stavo bruciando tutti, io, in una occasione...
AVVOCATO Stefani: Ecco, ma questa squadra di persone... E' una squadra, no? Un certo numero di persone che operavano questi fatti.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Ecco, erano tutte persone non uomini d'onore?
AVVOCATO Stefani: Da parte mia, escludendo Totò Faia e Giovanni Garofalo che ci diventano successivamente, che me lo disse Giovani Garofalo che avevano fatto a Totò Faia e a lui.
AVVOCATO Stefani: Quanti erano quindi gli uomini non d'onore come lei a commettere questi fatti di estorsione?
AVVOCATO Stefani: Gliel'ho appena detto. Totò Faia e Giovanni Garofalo.
AVVOCATO Stefani: Cioè, non erano uomini d'onore.
IMPUTATO Carra P.: A me non... Rispettati, però.
AVVOCATO Stefani: Rispettati.
IMPUTATO Carra P.: Giovanni Garofalo ha sempre trafficato in droga e in sigarette. E Totò Faia era uscito di galera insieme a Pietro Romeo a inizio '94.
AVVOCATO Stefani: Senta, e lei era uomo rispettato?
IMPUTATO Carra P.: Penso di sì.
AVVOCATO Stefani: Come Grigoli?
IMPUTATO Carra P.: No, si sbaglia di grosso. Io non ho omicidi addosso, avvocato.
AVVOCATO Stefani: No, no, per carità!
IMPUTATO Carra P.: Non ho mai ammazzato nessuno.
AVVOCATO Stefani: Carra, la domanda che le pongo è... Lei ha detto: 'io ero un uomo rispettato'.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Io le ho posto la domanda: era rispettato come Grigoli?
Lei può dire: meno, di più.
IMPUTATO Carra P.: Non lo so. Io non lo conoscevo a Grigoli, prima di questi fatti qua.
AVVOCATO Stefani: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Io, mi rispettavano perché mi facevo i fatti miei...
AVVOCATO Stefani: Allora, lei...
IMPUTATO Carra P.: ... e automaticamente, una persona che si fa i fatti suoi a Palermo, è giudicata una brava persona.
AVVOCATO Stefani: Sì.
IMPUTATO Carra P.: E viene rispettata perché mi faccio i fatti miei e...
AVVOCATO Stefani: Carra, lei ha detto ora, pochi secondi fa: 'io non ho omicidi sulla testa', parlando di Grigoli.
Quali sono gli omicidi sulla testa che ha Grigoli, Carra?
IMPUTATO Carra P.: Io ho letto il discorso di padre Puglisi sulle dichiarazioni di Di Filippo.
AVVOCATO Stefani: Ecco, e come...
IMPUTATO Carra P.: Però non è che sto dicendo è vero.
AVVOCATO Stefani: Con riferimento ad altri procedimenti.
IMPUTATO Carra P.: Ci mancherebbe altro! Sì.
AVVOCATO Stefani: Dobbiamo parlare anche di questi.
IMPUTATO Carra P.: E poi ho assistito io, che ho dichiarato, in certi omicidi di Villabate e Belmente Mezzanio, che ho dichiarato, ripeto, quelle poche cose che ho potuto intuire io e che ho visto, di questo gruppo.
AVVOCATO Stefani: Senta, e quindi con riferimento ad altri fatti, perché riferito a lei da altri, ci sarebbe questo sospetto di omicidi.
Chiaro questo discorso?
IMPUTATO Carra P.: No, mi scusi, non ho capito.
AVVOCATO Stefani: Lei ha detto: 'io non ho omicidi sulla testa'.
Io le ho posto la domanda, perché faceva questa osservazione.
Lei ha risposto che altri - e ha fatto riferimento a Di Filippo - gli avevano detto qualcosa in ordine a questi episodi che aveva commessi Grigoli, no?
IMPUTATO Carra P.: No...
AVVOCATO Stefani: Quindi lei lo sa per riferitogli.
IMPUTATO Carra P.: No, lei ha capito un po' male, scusi.
AVVOCATO Stefani: Ho capito male, perfetto. Allora me lo rispieghi.
IMPUTATO Carra P.: Perché io non ho detto: mi ha riferito il Di Filippo, ma ho letto in un giornale sulle dichiarazioni di Di Filippo...
AVVOCATO Stefani: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: ... che gli aveva confessato il Grigoli che era stato lui ad uccidere padre Puglisi.
AVVOCATO Stefani: Allora lei ha letto...
IMPUTATO Carra P.: Però ho specificato anche che ho assistito, non personalmente, ho intuito vedendo un particolare che è tutto però scritto delle mie dichiarazioni, sugli omicidi fatti a Villabate e su a Belmonte Mezzanio.
AVVOCATO Stefani: Ecco, ma lei l'episodio di padre Puglisi eccetera, lo ha letto su un giornale.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Quindi lei, quando afferma che: 'non ho omicidi sulla testa', si riferisce a quanto ha letto sul giornale.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Lei personalmente non ha visto uccidere.
IMPUTATO Carra P.: Eh, ma io gliel'ho appena detto. Non è che dico: 'Grigoli ha ucciso'.
AVVOCATO Stefani: Ecco. Quando un uomo d'onore chiede di trasportare hashish, lei ha detto - queste sono dichiarazioni sue -: 'non si può rifiutare'.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
AVVOCATO Stefani: E se le avessero detto di uccidere una persona, che cosa avrebbe fatto?
IMPUTATO Carra P.: Eh, non sarei andato, perché non ho, non avrei avuto la forza di farlo. Infatti...
AVVOCATO Stefani: Lei ha detto...
IMPUTATO Carra P.: Aspetti, avvocato, mi faccia finire di parlare.
C'è, sempre sulle mie dichiarazioni, sui discorsi dell'inizio di questi omicidi, che io ho un colloquio con Spatuzza in cui gli dico che io non ci voglio entrare in certi discorsi.
Sono discorsi che sono approfonditi in un interrogatorio..
AVVOCATO Stefani: Gli è stato mai proposto?
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: E siccome lei ha detto che chi rifiuta - ha fatto un riferimento preciso - 'chi rifiuta a quello che viene richiesto, rischia'...
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Lei avrebbe preferito rischiare, in quel caso?
IMPUTATO Carra P.: Sì, perché questo discorso qua è stato proprio, il colloquio con me e Spatuzza, nel '94 in cui io faccio di tutto per uscirmene, ecco. Infatti inizio, fino al '94, agosto, luglio, fino a gennaio-febbraio del '95, io non ho più mezzi.
AVVOCATO Stefani: Senta, Carra...
IMPUTATO Carra P.: Ho venduto l'ultimo mezzo che avevo proprio per non dargli la possibilità di farmi fare altri trasporti. Cercavo in tutti i modi di uscirmene fuori. Però sapendo benissimo che non è possibile.
AVVOCATO Stefani: Senta, Carra, ma trattando di esplosivo - così sono le sue dichiarazioni - lei doveva immaginare a che cosa poteva servire l'esplosivo.
IMPUTATO Carra P.: Che vuol dire, io ho dichiarato l'esplosivo?
AVVOCATO Stefani: No, lei ha detto che si sarebbe rifiutato se le avessero commissionato di uccidere una persona.
E allora l'osservazione che le faccio - ed è una domanda - come mai lei in un qualche modo ha maneggiato l'esplosivo?
Può dire che non lo sapeva la prima volta, la seconda...
IMPUTATO Carra P.: Ma certo, con l'inganno... Io, all'inizio con l'inganno sono stato usato per trasportare l'esplosivo.
AVVOCATO Stefani: Benissimo. Ma lei ha detto che era un uomo rispettato, poteva benissimo dire: 'ma che cosa sto trasportando?'
Lei ha detto che è un uomo rispettato.
IMPUTATO Carra P.: Ma io dovevo trasportare hashish su richiesta di...
AVVOCATO Stefani: Ma questo lo abbiamo capito. Andiamo oltre all'episodio dell'hashish.
Lei ha detto che è un uomo, era un uomo rispettato.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: La domanda...
IMPUTATO Carra P.: Ma non rispettato nel senso che sono uomo d'onore.
AVVOCATO Stefani: No, che l'ha specificato.
IMPUTATO Carra P.: Poi lei può pensare quello che vuole.
AVVOCATO Stefani: No, no...
IMPUTATO Carra P.: Io, quello che mi sento dentro la mia persona.
E gli ripeto che purtroppo io non le posso dimostrare il mio stato d'animo in questi due anni in questi trasporti.
Io ho ben capito, al momento in cui ho sentito e ho capito cosa trasportavo e cosa facevano, che la mia vita era finita. E ho dovuto stare al gioco per non mi fare ammazzare.
AVVOCATO Stefani: Carra, abbia pazienza...
IMPUTATO Carra P.: Perché so bene... Avvocato, mi deve fare finire di parlare, come faccio io con lei.
AVVOCATO Stefani: Sì...
IMPUTATO Carra P.: Sapevo bene dove si andava a finire. E io, inizio '94, non ne potevo più, non ho avuto più pace. Ho cercato in tutti i modi di uscirmene senza aver via di uscita.
C'è un altro fatto: che al momento in cui tutti si tirano sulla latitanza, io mi metto su un mezzo e me ne vado a lavorare, a farmi arrestare.
AVVOCATO Stefani: Carra...
IMPUTATO Carra P.: Io non è che sono più scemo di loro.
AVVOCATO Stefani: Carra...
IMPUTATO Carra P.: Potevo andare benissimo anch'io latitante. Ma siccome ero stanco di tutto, mi sono fatto andare ad arrestare. E' una cosa distinta e separata tra latitante e farsi arrestare.
AVVOCATO Stefani: Carra, io la pregherei di rispondere alle mie domande.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Perché se lei va per conto suo, io posso...
IMPUTATO Carra P.: No, io non vado per conto mio.
AVVOCATO Stefani: Allora lei mi segua un attimo.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Quando - sono le sue dichiarazioni - lei ha detto che dopo il viaggio di Firenze - parlo dell'esplosivo, io - rientrando appurò, tramite radio, che c'era stata l'esplosione di Firenze.
Va bene?
IMPUTATO Carra P.: Ho riferito cosa?
AVVOCATO Stefani: No, lei appurò, capì, sentì alla radio che c'era stata l'esplosione.
IMPUTATO Carra P.: Ah, sì.
AVVOCATO Stefani: Quindi ricollegò: 'è quello che ho portato io'. O no?
IMPUTATO Carra P.: Certo.
AVVOCATO Stefani: Benissimo. E allora perché va a fare le estorsioni con le squadre di Palermo?
IMPUTATO Carra P.: Ma non c'entra niente con l'esplosivo che è del '93 con il discorso di estorsioni del '94, estate '94.
AVVOCATO Stefani: Le estorsioni con la benzina...
IMPUTATO Carra P.: Estate '94.
AVVOCATO Stefani: Benissimo. Estate?
IMPUTATO Carra P.: '94.
AVVOCATO Stefani: E allora lei lo sapeva già.
IMPUTATO Carra P.: Che cosa dovevo...
AVVOCATO Stefani: Il trasporto di Firenze, quando lo ha fatto? Epoca temporale.
IMPUTATO Carra P.: '93.
AVVOCATO Stefani: Benissimo. E allora, nell'estate '94, lei sapeva che cosa aveva portato a Firenze.
IMPUTATO Carra P.: Sì, certo.
AVVOCATO Stefani: Benissimo. E perché lei partecipa alle estorsioni con la benzina insieme ad altre squadre palermitane?
IMPUTATO Carra P.: Perché non ho più via d'uscita io di quel gruppo, avvocato.
Ma cosa mi vuole dire, avvocato?
AVVOCATO Stefani: Le chiedo. Eh, volevo capire.
IMPUTATO Carra P.: Io le ripeto: quello che mai avevo fatto, io pure, ripeto, che mi avrebbero detto. Perché dovevo guidare una macchina per fare ammazzare a qualcuno, io non gli avrei detto... Non lo so in questo attimo, come gli posso dire.
Le posso dire che il mio stato d'animo non aveva avuto la forza di andarci.
AVVOCATO Stefani: Ascolti, Carra...
IMPUTATO Carra P.: Però mi aspettavo di tutto, io, su questa situazione.
AVVOCATO Stefani: Si tranquillizzi, si tranquillizzi perché...
PRESIDENTE: Avvocato...
AVVOCATO Stefani: Si tranquillizzi, perché forse cercherò di essere più calmo...
IMPUTATO Carra P.: Io sono tranquillo...
AVVOCATO Stefani: ... nel tono della voce. Dice?
IMPUTATO Carra P.: Io sono abbastanza tranquillo.
AVVOCATO Stefani: Ecco, anch'io. Allora ascolti, cerchiamo proprio di ragionare un attimo: lei ha detto poco fa a questo difensore che, nel caso le avessero commissionato un omicidio, lei si sarebbe rifiutato, rischiando molto ma si sarebbe rifiutato.
IMPUTATO Carra P.: Certo.
AVVOCATO Stefani: Giusto?
IMPUTATO Carra P.: Certo.
AVVOCATO Stefani: Allora, a quel punto l'omicidio sapeva che c'era stato. E poteva rifiutarsi di partecipare oltre alla commissione di altri fatti.
Perché va a Milano, per esempio?
IMPUTATO Carra P.: Ma non me lo avrebbero neanche chiesto, perché io ho fatto capire a Spatuzza che non ero pasta. Come lo posso dire? Sempre con i piedi di piombo gli ho fatto capire che non mi dovevano coinvolgere in omicidi, perché io non ero all'altezza di andare a fare omicidi.
AVVOCATO Stefani: Carra, ma a quel punto lì, allora, non poteva rischiare, come ha detto lei, e togliersi di mezzo da quella situazione?
IMPUTATO Carra P.: Potevo rischiare di togliermi di mezzo?
AVVOCATO Stefani: Cioè, rischiare. Lei ha detto: 'io, se mi avessero ordinato un omicidio, rischiavo, ma non lo avrei fatto'.
E allora l'osservazione che le faccio: ma lei, a quel punto - che è una domanda, poi - non poteva dire: 'io non ci sto più, perché ho visto quello che ho visto. Basta, rischierò la vita, ma non ci sto'.
Vengo alla sua osservazione. Perché non lo ha fatto quello che lei...
IMPUTATO Carra P.: Ma non l'ho fatto, l'ho fatto in un modo diverso, pulito, per...
AVVOCATO Stefani: Come?
IMPUTATO Carra P.: L'ho fatto... Posso?
AVVOCATO Stefani: Sì, sì, prego.
IMPUTATO Carra P.: L'ho fatto in un modo diverso di come lo sta dicendo lei. Non gliel'ho detto chiaro e tondo in faccia, ma ho cercato di farglielo capire.
AVVOCATO Stefani: Portando altro esplosivo a Milano?
IMPUTATO Carra P.: Eh, batte a mazza! Non c'entra niente. Lei mi fa una domanda di estorsione, con la domanda dell'esplosivo.
AVVOCATO Stefani: L'estorsione è legata all'esplosivo. Abbia pazienza.
Dico: lei torna a Palermo...
IMPUTATO Carra P.: Non la capisco, avvocato.
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi, abbia pazienza.
AVVOCATO Stefani: Sì.
PRESIDENTE: E' inutile che continuiamo in questa diatriba.
L'interrogato risponde in una certa maniera.
Lei passi ad altre domande.
AVVOCATO Stefani: Episodio Formello.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Carra, lei ha parlato di chi incontrò in occasione di quell'incontro nella villetta. D'accordo?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: E quindi non glielo sto a richiedere.
IMPUTATO Carra P.: Certo.
AVVOCATO Stefani: Grigoli lo ha rivisto in altre circostanze legate a questo processo penale?
Parlo: attentato di Firenze, attentato di Milano, attentato di Roma.
Lei personalmente.
IMPUTATO Carra P.: Non... Io non glielo so dire di sicuro, ma lui era presente nell'esplosivo Contorno...
AVVOCATO Stefani: E questo ha detto è Formello.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Contorno.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Ma lì non ci sono state vittime.
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: Ecco. Domando se negli altri episodi di stragi, dove ci sono state le vittime, lei in un qualche modo, è in condizioni - lei personalmente - di riferire circostanze in ordine alla presenza di Grigoli, o meno.
IMPUTATO Carra P.: Io le posso dire che nei viaggi di esplosivo la presenza di Grigoli qualche volta c'è stato, però non...
AVVOCATO Stefani: Era con lei Grigoli?
IMPUTATO Carra P.: Eh, nel momento in cui carico il carico a Palermo, perché giramano erano sempre gli stessi le persone.
AVVOCATO Stefani: Ma Grigoli, io le ho fatto un'altra domanda: se Grigoli era presente per sua conoscenza diretta all'attentato di Roma - escludiamo Contorno, Formello - all'attentato di Firenze, all'attentato di Milano.
IMPUTATO Carra P.: No, no.
AVVOCATO Stefani: "No, no", lo dica... No...
IMPUTATO Carra P.: No, no.
AVVOCATO Stefani: No, ecco.
IMPUTATO Carra P.: No, praticamente che il Grigoli io non l'ho, non mi ricordo di averlo visto. Parlo di Palermo, perché sugli altri, diciamo nel nord, ricordo a chi ho visto. Nel momento in cui abbiamo caricato...
AVVOCATO Stefani: Lo ha visto a Roma? Non episodio Contorno Formello, l'altra strage. Lo ha visto a Roma, sì o no?
IMPUTATO Carra P.: No, a Roma non c'è Grigoli.
AVVOCATO Stefani: Lo ha visto a Firenze, sì o no?
IMPUTATO Carra P.: Nel primo viaggio. No.
AVVOCATO Stefani: Lo ha visto a Milano? Sì, o no?
IMPUTATO Carra P.: No. Ma io le stavo dicendo, se lo avevo visto nel momento in cui ho caricato l'esplosivo a Palermo. Perché su queste tre...
AVVOCATO Stefani: Allora, a Palermo...
IMPUTATO Carra P.: ... lei ha appena detto, lì non c'è Grigoli.
AVVOCATO Stefani: Allora a Palermo. Siccome lei parla di averlo visto a Palermo, mi dice in quale occasione ha visto a Palermo Grigoli quando caricava l'esplosivo?
IMPUTATO Carra P.: Non me lo ricordo, direi una fesseria.
AVVOCATO Stefani: Non se lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: No.
PRESIDENTE: Non se lo ricorda, o non esclude che ci fosse, o esclude che... Cioè, o afferma che non c'era?
IMPUTATO Carra P.: No, non escludo che non c'era.
PRESIDENTE: Non esclude che ci fosse.
IMPUTATO Carra P.: Non lo escludo.
AVVOCATO Stefani: Senta...
PRESIDENTE: E' possibile che ci fosse, ma non se lo ricorda.
IMPUTATO Carra P.: Esatto, esatto.
AVVOCATO Stefani: Senta Carra, come mai questo particolare che ora ha riferito al signor Presidente: "Non escludo che ci fosse", non lo ha detto al Pubblico Ministero nel corso dei suoi interrogatori?
IMPUTATO Carra P.: Ma io c'ho avuto a che fare con Grigoli, a Palermo, avvocato.
AVVOCATO Stefani: Carra, parliamo...
IMPUTATO Carra P.: Nel momento in cui...
AVVOCATO Stefani: Io le ho fatto una domanda precisa.
IMPUTATO Carra P.: Ma mi faccia ricordare un po'. Perché la presenza di Grigoli io, in qualche occasione, lo vedo mentre carichiamo questi pacchi. Però non le so dire, in questo momento, in quale episodio specifico è stato.
AVVOCATO Stefani: Carra, lei ha riferito in una maniera direi circostanziata fatti al Pubblico Ministero.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Questa risposta che ha dato al signor Presidente, alla Corte d'Assise: "Non escludo che ci fosse il Grigoli", va approfondita.
Lei perché non lo ha detto al Pubblico Ministero? Mai, e a questa Corte. Mai. Ma lo dice ora soltanto a seguito di questa sollecitazione del Presidente?
PRESIDENTE: Avvocato, se lei ricorda, un minuto fa ha detto: 'Grigoli ricordo di averlo visto a Palermo in una occasione che si caricava. Però non riesco a ricordare in quale occasione'.
IMPUTATO Carra P.: Quando.
AVVOCATO Stefani: Ecco, si ricorda dove caricava in quella certa circostanza?
Se caricava nella Zona Industriale, o presso il suo garage?
IMPUTATO Carra P.: Presso il mio garage.
AVVOCATO Stefani: Ecco, ma...
IMPUTATO Carra P.: Nella Zona Industriale io ho caricato l'esplosivo per Contorno. Presente era Spatuzza, il Tore...
AVVOCATO Stefani: Carra!
IMPUTATO Carra P.: Oh, le dico i nomi.
AVVOCATO Stefani: Sì, sì.
IMPUTATO Carra P.: Così, perché me lo ricordo questo...
AVVOCATO Stefani: Ma io, non mi interessano.
IMPUTATO Carra P.: Ah, non interessa, va bene.
AVVOCATO Stefani: No, volevo cercare di andare all'essenziale, perché lei ha parlato molto, sia col Pubblico Ministero, che con la Corte.
La domanda che le pongo io è questa: lei colloca, non esclude, perché non esclude, di aver visto il Grigoli in occasione di una fase durante il caricamento di questo autotreno, di questo semirimorchio, nel suo garage. D'accordo?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Ecco, ma siccome lei è preciso nel dire chi erano i presenti, come arriva l'esplosivo. Non le sto a dire, a ricordare l'apetta di Lo Nigro. Lei riferisce queste cose alla Corte e al Pubblico Ministero in maniera particolareggiatissima, come l'ha detta, che è sbattuta, qua, sotto e sopra, il colore, eccetera.
Ecco, ha dato una serie numerosissima di particolari.
Allora domando a lei che sicuramente vorrà dire alla Corte la verità di come stanno le cose, su questo punto specifico, quando...
IMPUTATO Carra P.: Io... Avvocato, mi ascolti, io...
AVVOCATO Stefani: No, ascolti, mi faccia finire.
IMPUTATO Carra P.: Mi scusi se la interrompo.
AVVOCATO Stefani: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Io voglio precisare che, prima di tutto, lei mi faccia tutte le domande che vuole...
AVVOCATO Stefani: Certo.
IMPUTATO Carra P.: ... e io preciso che dall'inizio della mia collaborazione ho detto tutta la verità di quello... E ho cercato di ricordare meglio i particolari.
AVVOCATO Stefani: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Ma sulla verità, da parte mia, poi lei mi può giudicare, o il Presidente può giudicarmi diversamente, non escludo niente io e non pretendo niente.
AVVOCATO Stefani: Carra...
IMPUTATO Carra P.: Da parte mia la mia persona: Carra Pietro, ha detto la verità su quello che ha fatto.
AVVOCATO Stefani: Carra, lei rimane colpito da questa parola "Verità". Non gliela ridico più nel corso del mio interrogatorio.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Perché, dico, io cerco soltanto di capire, sono un difensore d'ufficio.
IMPUTATO Carra P.: Certo.
AVVOCATO Stefani: Cerco di capire come stanno le cose, per fare il mio dovere e difendere al meglio...
PRESIDENTE: Avvocato, passi alle domande, per favore.
AVVOCATO Stefani: Allora, la domanda è molto semplice. Ma qui sul punto, Presidente, non si può correre via.
Lei ha dato particolari - altrimenti glieli leggo questi particolari - circostanze minime sul fatto di come avveniva la fase del carico di questi camion; sul fatto di come arrivava l'esplosivo; sul mezzo con il quale arrivava; sull'ora alla quale arrivava; sulle persone che erano presenti in quel momento e su quelle che sopraggiungevano; sul fatto che poi andava a casa a prendere con la borsa poche cose, effetti personali per andar via; sull'ora di partenza; sul camion.
Ed allora io domando - e a lei chiedo una risposta sul punto per la verità alla quale lei tiene - il Presidente le ha detto, le ha fatto questa domanda e lei ha risposto: 'non escludo che ci fosse'.
Può essersi sbagliato? Oppure riconferma che non esclude che ci fosse nonostante che non sia in grado di fornirci altri elementi?
Perché se una cosa è vera, la deve dire. Se non è vera: 'mi posso sbagliare'. Non c'è niente di male.
Ecco, la domanda che faccio è questa.
IMPUTATO Carra P.: Avvocato, io voglio precisare un'altra cosa. E gli dirò anche la risposta.
Prima di tutto non è di mia veste dire: Grigoli è colpevole di questo, o ha fatto questo, da bugiardo. Perché non avrei l'animo di portarmi nella coscienza nessuno, mi basta quello che ho sofferto io per i fatti miei.
Le dico anche che io ho avuto quel contatto ad Arluno e non sono riuscito ad individuare la persona, anche avendo avuto degli interrogatori, guardando anche delle persone in cui non ero sicuro.
Io, se non sono sicuro, - vengo alle domande che lei ha detto prima su quella fattura, o viaggio, o persona - io, dov'è che non sono sicuro...
AVVOCATO Stefani: In questo caso è sicuro, o non sicuro?
IMPUTATO Carra P.: In questo caso di Grigoli sono sicuro che è stato presente in qualche occasione di carico di esplosivo.
AVVOCATO Stefani: Allora...
IMPUTATO Carra P.: Sennò avrei detto: 'ho conosciuto Grigoli soltanto con l'esplosivo di Contorno'.
AVVOCATO Stefani: Carra, allora su questo punto io sono costretto a leggergli punto per punto e a farle contestazioni specifiche.
IMPUTATO Carra P.: Va bene, sono qua apposta, avvocato.
AVVOCATO Stefani: Perfetto. Perché dobbiamo partire...
PRESIDENTE: Faccia le contestazioni, avvocato.
AVVOCATO Stefani: Come?
PRESIDENTE: Faccia le contestazioni.
AVVOCATO Stefani: Le contestazioni sono queste: lei...
PRESIDENTE: No, no, mi deve dire che verbale era, a che pagina era...
AVVOCATO Stefani: La contestazione penso che il Pubblico Ministero ne dia atto. Cioè, non ha mai, dico mai, pronunciato queste parole: 'non sono sicuro, o comunque non escludo che ci fosse il Grigoli'.
Introduce questa circostanza, direi, importante. E' bene approfondirla, Presidente. Tutto qua. Perché devo approfondire questa...
PRESIDENTE: Più che chiedergli di spiegare, di precisare questo dettaglio e lui ripete sempre la stessa espressione, cosa dobbiamo fare?
AVVOCATO Stefani: Bisogna ripercorrere minuto per minuto quella fase, Presidente.
In maniera molto semplice gli dovrò fare riferimenti specifici di ogni singolo caricamento di camion. E'...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi, abbia pazienza.
AVVOCATO Stefani: Sì.
PRESIDENTE: Mi pare che da un quarto d'ora siamo fermi su questo argomento.
AVVOCATO Stefani: Ci staremo fermi ancora, Presidente. Perché poi ho esaurito...
PRESIDENTE: A me pare che non sia proprio il caso. Perché da una espressione di questo genere ciascuno di noi è capace di trarre le sue deduzioni.
AVVOCATO Stefani: Perché?
PRESIDENTE: Perché se una accusa non è determinata e precisa, che valore ha?
AVVOCATO Stefani: Presidente, qui hanno valore anche quelle che possono essere semplici indizi, o se possono essere oggetto poi futuro di congetture o legami vari, o letture particolari.
Io chiedo di poter approfondire questo aspetto che avevo escluso. Ecco perché dico, mi coglie anche un po' di sorpresa, perché devo prendere gli atti e fargli queste contestazioni. Ma ho scritto tutto, quindi non ci sono problemi.
Perché il punto è fondamentale e lo avrebbe potuto chiarire lui.
Quando dice: 'non escludo che ci fosse il Grigoli', io domando: 'non lo esclude al 50%, non lo esclude al 70, ritiene probabile, non posso affermarlo con certezza...'
Ma quando dice: 'non escludo che ci fosse', e poi dice: 'ma io, il Grigoli c'era sicuramente in qualche viaggio non so dire quale', lei capisce mi mette in difficoltà.
PRESIDENTE: No, avvocato, a me pare che la difficoltà lei la vuol vedere più di quello che è.
Ha dichiarato anche: 'sono sicuro che una volta c'era, però non so dire né quando, né come, né in...'
AVVOCATO Stefani: Si deve sforzare la memoria allora a ricollegare quale: nel primo viaggio di hashish...
IMPUTATO Carra P.: Sì, glielo dico subito, avvocato.
E' lo stesso discorso di Giorgio Pizzo, che io conosco Giorgio Pizzo in un carico di esplosivo e poi lo rivedo di nuovo dopo tempo nel trasporto dell'hashish. Ma nel primo e nel secondo carico, io... C'è presente questo Giorgio Pizzo di cui io conosco solo come Giorgio all'inizio, e poi vengo a sapere che si chiama Pizzo.
AVVOCATO Stefani: Allora...
IMPUTATO Carra P.: Lo stesso lavoro lo ha fatto Totò "Cacciatore".
AVVOCATO Stefani: Ascolti: Totò "Cacciatore"?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Ecco. Nel primo carico di hashish, lei esclude che fosse presente? Sì, o no.
IMPUTATO Carra P.: Eh, no, non c'era.
AVVOCATO Stefani: Nel primo carico da lei effettuato di esplosivo, che poi ha saputo essere esplosivo perché lei da sempre...
IMPUTATO Carra P.: Guardi, li anticipo io: è nel carico di Firenze, o nel carico di Arluno, presente il signor "Cacciatore".
AVVOCATO Stefani: Allora, prendiamo il carico di Firenze e il carico di Arluno. Era presente da solo?
IMPUTATO Carra P.: Da solo, no. Penso che non ce la facevamo neanche ad alzare i pacchi.
AVVOCATO Stefani: Lo ha aiutato a caricare?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Perché non lo ha detto al Pubblico Ministero.
IMPUTATO Carra P.: Eh...
AVVOCATO Stefani: E alla Corte.
IMPUTATO Carra P.: Mah, lei lo ha letto i miei... Io lo escludo dei miei interrogatori, della mia dichiarazione all'inizio, il signor...
AVVOCATO Stefani: Perché non lo ha detto al Pubblico Ministero e ancora alla Corte...
IMPUTATO Carra P.: Scusi un attimo, avvocato. Io sto dicendo che ho visto il Grigoli.
Io cosa ho dichiarato? Mi vada a prendere il verbale del 31 agosto.
AVVOCATO Stefani: Non parla di Grigoli.
IMPUTATO Carra P.: Non parlo di Grigoli?
AVVOCATO Stefani: Assolutamente.
IMPUTATO Carra P.: E non parlo neanche adesso. Però l'ho visto, ora che ci siamo approfonditi.
Però è tutto dentro nel discorso di Contorno, nell'esplosivo di Contorno.
AVVOCATO Stefani: L'esplosivo di... Lei parla di Grigoli con riferimento all'episodio Contorno.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: E ne parla per averlo visto la prima volta - e lo ha ribadito anche alla Corte d'Assise di Firenze - a Formello in quella villetta.
Non parla di aver visto Grigoli in precedenza.
E alle domande introduttive di questo difensore, anche questa mattina lei ha risposto che dopo ha rivisto il Grigoli, ma che in precedenza il Grigoli non lo aveva mai visto, il "Cacciatore".
IMPUTATO Carra P.: Faccia lei, avvocato, io...
AVVOCATO Stefani: No, no, faccia lei.
IMPUTATO Carra P.: Io, quello... I miei ricordi sono questi, su Grigoli. Sugli altri, non ho dubbio sul racconto che ho fatto fino ad oggi.
E glielo posso ripetere iniziando dalla prima all'ultima.
AVVOCATO Stefani: Quindi si può dire che non esclude che fosse presente al carico di Firenze, o al carico, sempre in Palermo, di Arluno.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Non lo esclude.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: E se le faccio...
IMPUTATO Carra P.: Faccio presente che la maggior parte i carichi sono stati fatti di sera.
AVVOCATO Stefani: Ecco, e se le faccio la domanda...
IMPUTATO Carra P.: Che, se una persona entra, in cui io non conosco, può vedere solo la fisionomia di una persona.
AVVOCATO Stefani: Comunque lei riconferma che all'epoca non lo avrebbe conosciuto, non lo conosceva lei questo "Cacciatore".
IMPUTATO Carra P.: No, non... Io, in questa occasione, l'ho conosciuto più in fondo...
AVVOCATO Stefani: All'episodio Contorno.
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
AVVOCATO Stefani: E quindi in sostanza, quando lei ha visto entrare questa persona, oggi ricollega che possa essere il "Cacciatore", ma in realtà, all'epoca, non le disse niente quella persona che entrò.
IMPUTATO Carra P.: Eh, io come lo so. Io ho dichiarato lo conoscevo come Totò, Totò "Cacciatore".
AVVOCATO Stefani: Sì, sì, ho capito.
IMPUTATO Carra P.: Ecco.
AVVOCATO Stefani: Ma lo ha detto chiaramente. Io ho fatto un'altra domanda.
IMPUTATO Carra P.: Ah, non ho capito.
AVVOCATO Stefani: Gli ho detto: oggi lei, ripensando al carico di quel camion per Firenze o per Arluno di Milano, lei si ricorda di una presenza di una persona che, dopo aver visto nelle fotografie e aver visto nell'incontro di Contorno a Formello, oggi può dire che era allora il Totò "Cacciatore". E' così?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Eh?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
AVVOCATO Stefani: Ho capito. Alla domande che le ho posto: che percentuale può dar in ordine al fatto 'non escludo', se lo esclude al 50%, al 70%, eccetera, non è in condizioni di rispondermi?
IMPUTATO Carra P.: Sì, gli posso dire che per me, la mia valutazione, Totò "Cacciatore" è in pieno dentro a questo processo.
AVVOCATO Stefani: Questa è una valutazione della Corte...
IMPUTATO Carra P.: Lei ha chiesto, lei ha chiesto a me il mio parere se era al 50% o al 70% o al 30%.
AVVOCATO Stefani: Sì.
IMPUTATO Carra P.: E da parte mia le dico che è dentro con tutte le scarpe e i calzini.
AVVOCATO Stefani: Allora, Carra, abbia pazienza. Lei non ha risposto alla domanda che le ho fatto io.
IMPUTATO Carra P.: Gli ho risposto.
AVVOCATO Stefani: No. Perché la domanda che le ho fatto io...
IMPUTATO Carra P.: Lei ha detto: 'il suo parere, se era al 50%, al 70...', o io non capisco.
AVVOCATO Stefani: Si tranquillizzi un attimo.
IMPUTATO Carra P.: No, io sono tranquillo, avvocato.
AVVOCATO Stefani: Anch'io.
IMPUTATO Carra P.: Lei mi ripete ogni momento che mi devo tranquillizzare.
AVVOCATO Stefani: No, a volte...
IMPUTATO: Più tranquillo di così!
AVVOCATO Stefani: Nel fare le domande uno può eccitarsi, anche del difensore.
Io le ho posto una domanda. E lei, a questa domanda, non mi ha risposto, ha risposto ad un'altra domanda che non avevo fatto io.
Lei ha detto che il Grigoli, "Cacciatore", Totò, come lo vuol chiamare, era presente, non esclude che fosse presente al carico del camion in Palermo, in partenza...
PRESIDENTE: Lo ha detto...
AVVOCATO Stefani: ... per Firenze...
PRESIDENTE: Avvocato, ha detto di più. Se lei lo ricorda, ha detto di più. Ha detto: 'sono sicuro che era presente al carico di una o dell'altra circostanza Però non riesco a ricordare se era l'una, se era l'altra'.
Questo ha detto. E' così?
AVVOCATO Stefani: Sì, ma la percentuale che io ho fatto...
PRESIDENTE: Avvocato, ma se dice: 'sono sicuro', che cosa gli dobbiamo fare, una tortura perché la sicurezza diventi al 100%?
Abbia pazienza, facciamo delle domande minimamente logiche.
Ha dato una affermazione, si tratterà di apprezzarla.
AVVOCATO Stefani: Ognuno ha il suo concetto di logica, Presidente.
PRESIDENTE: Certo.
AVVOCATO Stefani: Io c'ho la mia e la Corte probabilmente ha...
PRESIDENTE: Ma avvocato, ma non ho mai visto quando uno dice: 'sono sicuro', che ci voglia...
AVVOCATO Stefani: E le assicuro che c'è un filo logico in tutta questa serie di domande che io pongo: di capire per difendere questo assistito...
PRESIDENTE: Guardi, che in questa sede, lei deve solo fare domande.
AVVOCATO Stefani: Allora, alla domanda che ho posto sulla percentuale, se...
PRESIDENTE: Avvocato, non gliel'ammetto più questa domanda, perché lei me l'ha posta dieci volte. La risposta c'è stata.
AVVOCATO Stefani: Ma ha dato un'altra risposta, Presidente. Ha dato la risposta di Firenze.
Ma cosa c'entra lui che possa esprimere giudizi se questa persona c'entra al 70% o all'80%...
PRESIDENTE: Avvocato, non ci interessa.
AVVOCATO Stefani: Sì, abbia pazienza. Io ho fatto una domanda e mi ha dato una risposta.
Dice: 'per me Grigoli, in questo processo, c'entra al 70-80%'
Non è la domanda che ho posto.
IMPUTATO Carra P.: No, sbaglia. Al 100% ho detto.
AVVOCATO Stefani: Ecco.
PRESIDENTE: Per cortesia, vogliamo finirla? E' inutile che continuiamo con la questione delle percentuali. A noi le considerazioni dell'esaminato non ci interessano.
AVVOCATO Stefani: Allora, perché...
PRESIDENTE: Ci interessano le dichiarazioni sui fatti.
AVVOCATO Stefani: Perché lei, secondo lei, lui è dentro questo processo al 70%?
PRESIDENTE: Non ci interessa, avvocato.
AVVOCATO Stefani: Ma perché non posso domandare?
PRESIDENTE: No, non sono opinioni. Non ci interessano le opinioni.
AVVOCATO Stefani: Come fatto storico, perché lui ha degli elementi per dirlo.
PRESIDENTE: Comunque questa domanda non è ammessa. Passi ad altro.
AVVOCATO Stefani: Ha degli elementi per poterlo dire e lo dice.
PRESIDENTE: Avvocato, passi ad altro! Questa domanda non è ammissibile, perché non si trattano delle valutazioni che fa l'esaminato. Le valutazioni le farete voi, le farà il Pubblico Ministero. La Corte da ultimo le farà per conto suo.
AVVOCATO Stefani: Da questo, da Carra, si sono... io ho riletto le sbobinature, ci sono state tantissime volte che ha dato delle valutazioni. Secondo me non è sbagliato. E' un imputato che riferisce cose.
Potrebbe anche dire: 'avvocato, non ho voglia di dirgliela questa cosa, non rispondo a questa domanda'.
IMPUTATO Carra P.: No, io gli ho risposto.
AVVOCATO Stefani: Però, dico, la domanda che io ho posto è perché mi fa questo riferimento al processo. Dice: 'Grigoli entra in questo processo...'
PRESIDENTE: Non mi interessa, avvocato! Le devo togliere la parola? E' inutile che insista. Non gliela ammetto questa, l'ha fatta di sua spontanea volontà una considerazione, cosa che non è ammissibile. Comunque ormai è negli atti.
Ulteriori domande su considerazioni, valutazioni o giudizi dell'esaminato, non ci interessano.
AVVOCATO Stefani: Presidente, io ho bisogno di prendere un caffè. Abbia pazienza.
PRESIDENTE: Sì, ma io vorrei sapere quanto lei intende continuare, perché qui... Noi stiamo andando a fare delle domande che lei ripete per un quarto d'ora ogni volta e sono del tutto inutili le ripetizioni.
AVVOCATO Stefani: Ma io vorrei leggere nella mente dei Giudici perché sono inutili, Presidente.
Ho chiesto tutto su Grigoli...
PRESIDENTE: Abbia pazienza, perché sono inutili il ripeterle. Quando continua a ripetere la stessa risposta, che dobbiamo fare? Aspettiamo a vedere dopo 24 ore, o 24 anni se ha cambiato opinione?
AVVOCATO Stefani: Io chiedo scusa alla Corte e a lei Presidente. Mi deve consentire di prendere un bicchier d'acqua e un caffè, perché sono...
PRESIDENTE: Pigliamo un bicchier d'acqua.
AVVOCATO Stefani: Grazie.
PRESIDENTE: Riprendiamo fra cinque minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>.
PRESIDENTE: Avvocato, vuole riprendere?
AVVOCATO Stefani: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Eh, ma noi eravamo qui, eh.
AVVOCATO Stefani: Non mi ero reso conto, chiedo scusa, che era rientrata la Corte.
Carra, sono sempre l'avvocato Stefani.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Senta, lei ha... Dunque, lei è nato nel '63.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Il 22/10/63.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Totò "Cacciatore" è nato il 5 luglio del '63.
IMPUTATO Carra P.: Piacere di averlo conosciuto da oggi.
AVVOCATO Stefani: Sì. Quando lei ha fatto riferimento grossomodo a quello che le sembrava se era giovane, vecchio, eccetera, corrisponde. Perché, in effetti...
Senta, lei ha detto che ha iniziato la sua attività di autotrasportatore a 12 anni come accompagnatore nei camion.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Ditta di suo padre e di suo fratello.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: E ciò, questo lo avrebbe fatto - sono parole sue - per 14-15 anni, è vero?
IMPUTATO Carra P.: No, l'ho fatto fino all'altro ieri, il trasportatore.
AVVOCATO Stefani: No, per 14-15 anni avrebbe...
IMPUTATO Carra P.: Sono andato fuori della Sicilia.
AVVOCATO Stefani: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Poi sono sceso dal camion e sono stato un paio d'anni in ufficio ad amministrare.
AVVOCATO Stefani: Mi segua, Carra. Forse non sono stato chiaro.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Volevo vedere questi passaggi velocissimi.
Lei, per un certo periodo di tempo, da 12 anni, fino all'età di 26-27 anni, è stato sul camion.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Ecco, conferma, c'è stato un intermezzo per il militare, lei si è sposato con la sua...
IMPUTATO Carra P.: Certo, certo.
AVVOCATO Stefani: E poi ha fatto il militare a 20 anni, 21. Va bene?
IMPUTATO Carra P.: 19 anni.
AVVOCATO Stefani: 19 anni, 20 anni.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Ecco, lei in sostanza, fino all'età della patente conseguita, ha fatto l'accompagnatore in questo camion, in questi camion del padre.
IMPUTATO Carra P.: Sì, all'inizio sì. Poi...
AVVOCATO Stefani: Ha preso la patente.
IMPUTATO Carra P.: No, no, ho preso la... Anche senza patente ho viaggiato da solo o poi con gli anni, avvocato.
AVVOCATO Stefani: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Di cui viaggiavo al nominativo di mio fratello.
Siccome il nostro lavoro facevamo...
AVVOCATO Stefani: Sì. Lei ha detto poco fa all'avvocato che mi ha preceduto, che suo padre aveva 40 semirimorchi e 10-11 trattori.
IMPUTATO Carra P.: No, allora in cui lei sta parlando, ma della Coprora, parlo. La Coprora nasce...
PRESIDENTE: Negli ultimi anni, avvocato.
AVVOCATO Stefani: Nella parte, sì, nella parte...
PRESIDENTE: Negli ultimi anni.
AVVOCATO Stefani: Ha ragione della precisazione. E' la parte, diciamo, successiva, certo. Non quando lei iniziò.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
AVVOCATO Stefani: Ecco, questi... Questi 40 semirimorchi e questi 10 o 11 trattori, le è stato posto la domanda, dice: 'come avete fatto ad acquistarli', coma ha fatto la società...
PRESIDENTE: Ha risposto già, avvocato.
AVVOCATO Stefani: Ha risposto...
PRESIDENTE: Questa volta la domanda non gliela poniamo.
AVVOCATO Stefani: No, no. Ha risposto 500 milioni, Presidente...
IMPUTATO Carra P.: La società ha comprato...
PRESIDENTE: Ma è inutile che ce lo ricordi, che ce lo ripeta, avvocato. Faccia le sue domande.
AVVOCATO Stefani: Quanto costa un trattore?
PRESIDENTE: Ma lui lo conosce quel che ha detto.
AVVOCATO Stefani: Quanto costa un trattore?
IMPUTATO Carra P.: Se vuole sapere, le posso dire che mio padre ha fatto una cavolata.
PRESIDENTE: Per favore, lei risponda alla domanda.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sto rispondendo.
PRESIDENTE: La domanda... Mi scusi.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PRESIDENTE: La domanda è: quanto costa, o costava anni fa un trattore.
IMPUTATO Carra P.: Eh, ma dipende. Variano tante...
PRESIDENTE: Grossomodo.
IMPUTATO Carra P.: Nuovo, costa oggi 150 milioni, un automezzo, un Volvo. E d'occasione lo può trovare da 70. E più vecchio lo può trovare da 30, o da 20. Anche da 15. Dipende l'occasione.
AVVOCATO Stefani: Senta...
IMPUTATO Carra P.: E quella società lui l'ha pagata 500 milioni e valeva come minimo 100 milioni. E gliel'ha pagata 500 milioni. Ma soltanto perché mio padre voleva dare una dimostrazione a mio fratello di fare un parco macchine non indifferente. Gliel'ha pagato 500 milioni.
E io ho lavorato lasciando sangue per strada, per essere pulito, per aiutare a mio padre a pagare questi 500 milioni.
AVVOCATO Stefani: Sì. Lei percepiva uno stipendio?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Di quanto? Nel '90-91, nel '92. No, antecedente.
IMPUTATO Carra P.: No, nel '90.
AVVOCATO Stefani: Sì. Quanto...
IMPUTATO Carra P.: Fine '90, inizio '91, mi dava due milioni al mese mio padre. Però a volte avevo di bisogno, non è che mi...
AVVOCATO Stefani: E poi aveva utili nella società?
IMPUTATO Carra P.: Avevo?
PRESIDENTE: Degli utili.
AVVOCATO Stefani: Degli utili. Prendeva altre somme dalla società, o solo questo stipendio?
IMPUTATO Carra P.: No, no, solo lo stipendio.
AVVOCATO Stefani: Senta, lei ha detto che, uscendo dalla società poi, ha ricevuto un certo numero di automezzi.
IMPUTATO Carra P.: Tutto, mi ha lasciato mio padre.
AVVOCATO Stefani: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Che esisteva Coprora S.r.l.
AVVOCATO Stefani: Ecco, ma lei ha parlato anche del numero di automezzi. Mi pare 10. Le corrisponde? Quando si è messo in proprio.
IMPUTATO Carra P.: Quando sono rimasto da solo ce n'erano di meno, perché un paio li avevo venduti per lui chiudermi dei debiti in cui io ho anche dichiarato, la vendita di un Man, che è un'altra ditta di macchine...
AVVOCATO Stefani: Ecco, ma...
IMPUTATO Carra P.: Che lo ha venduto a Di Carlo, in cui mi trovai i due assegni da 600 milioni l'uno, che c'è l'interrogatorio l'altra volta, che ho spiegato.
AVVOCATO Stefani: A che titolo li aveva avuti questi automezzi?
Cioè, perché glieli ha dati questi automezzi suo padre?
IMPUTATO Carra P.: Che vuol dire "perché me li aveva dati"?
AVVOCATO Stefani: No, perché le aveva lasciato questi automezzi?
IMPUTATO Carra P.: Perché ho litigato con mio padre...
AVVOCATO Stefani: Lei c'aveva uno stipendio. Quindi voleva avere un figlio che aveva uno stipendio...
IMPUTATO Carra P.: No, ferma. Ci siamo messi a stipendio perché c'era da pagare 500 milioni di debiti. Ma quasi 10-11 mezzi io li tirai fuori nella lite che ha avuto anni prima mio padre con mio fratello. Essendo tutti e tre nella stessa ditta, i mezzi sono stati divisi.
AVVOCATO Stefani: Quindi, quando lei...
IMPUTATO Carra P.: Sì, io portai, quando ho chiuso la mia azienda, portai 10 semirimorchi...
PRESIDENTE: Abbia pazienza.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PRESIDENTE: Avvocato, ci deve dare per cortesia una spiegazione dell'utilità di queste domande.
AVVOCATO Stefani: Presidente, io queste domande le ho quasi terminate.
Ma se io do alla Corte spiegazione perché faccio domande, allora è inutile farle le domande.
Io devo venire alla Corte e spiegare quali...
PRESIDENTE: Mi scusi, ma fino a quando il Presidente non capisce se le domande sono pertinenti, mi deve spiegare perché gliele devo ammettere.
AVVOCATO Stefani: Perché lei deve pensare che il difensore abbia un suo filo e...
PRESIDENTE: Io avvocato qualche volta penso, però in questo momento non riesco a pensare che cosa le serve sapere questo...
AVVOCATO Stefani: Presidente, e io non posso dirglielo nella maniera più assoluta.
PRESIDENTE: E allora fa a meno di porre le domande, avvocato, perché a me non sembrano pertinenti.
AVVOCATO Stefani: Ecco, come lei crede. Se io do a lei le spiegazioni perché faccio la domanda, è inutile fare la domanda.
PRESIDENTE: Va bene, avvocato, non facciamo la domanda.
AVVOCATO Stefani: O mi avvicino a lei un attimino e glielo dico...
PRESIDENTE: Non è previsto nel nostro...
AVVOCATO Stefani: Nel nostro ordinamento non è previsto. E' una lacuna.
PRESIDENTE: Lei credo che può avere la possibilità di farci come minimo intuire a che cosa servono, perché su questo punto l'esaminato ha fatto dichiarazioni complesse, ci ha raccontato tutte le vicende della azienda del padre, del fratello, la sua, quella ereditata, quella ricevuta dal padre, come sono andati gli affari, come è finita la cosa in fallimento. Ora a questo punto ci deve dire, per la posizione del suo rappresentato, a che servono queste ulteriori domande.
AVVOCATO Stefani: Senta Carra, lei ha detto al Pubblico Ministero e alla Corte, nei precedenti interrogatori che ad un certo punto ha intestato la sua azienda alla segretaria Sabato Gioacchina.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: E' vero?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Ecco, e...
IMPUTATO Carra P.: Non tutta la Coprora.
AVVOCATO Stefani: Sì...
IMPUTATO Carra P.: Per fare questa domanda qua io le devo spiegare per bene come sono andate le cose.
AVVOCATO Stefani: Comunque l'ho letto io.
IMPUTATO Carra P.: Perché si può descrivere in tanti modi questo passaggio.
PRESIDENTE: Sì, va bene, va bene, ma non importa. Andiamo avanti.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: E che aveva un cellulare intestato alla Sabato Gioacchina, che poi è il cellulare che viene riportato più volte negli atti come il cellulare dal quale sono partite alcune telefonate nel corso dei vari viaggi, è vero?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Ecco, diciamo che a un certo punto lei, della sua vita lavorativa, prende la decisione di scorporare, diciamo così, la sua azienda in due parti, una parte intestarla a questa segretaria. Lei descrive anche che ha parlato con i genitori, tutto, è vero questo?
IMPUTATO Carra P.: Era vero?
(voci sovrapposte)
AVVOCATO Stefani: Che aveva parlato con i genitori dicendo: 'io faccio un'azienda, non so se andrà bene, se andrà male'.
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
AVVOCATO Stefani: E' vero.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Ecco, quindi da quel momento in poi le intestazioni sono della Sabato Gioacchina.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Compreso il cellulare. Ecco, io le devo domandare, questa è una mia osservazione, ma una domanda: mi deve rispondere del perché lo ha fatto, quello di intestare parte dell'azienda alla segretaria. Lo ha fatto per distogliere dalla sua persona eventuali, possibili riconducimenti a questa azienda di autotrasporti?
IMPUTATO Carra P.: Se è una domanda personale sua, non gli rispondo. Di cui questo passaggio è stato prima di questi fatti e può andare a constatare, e non gli rispondo più.
AVVOCATO Stefani: Rientra nella sua facoltà che non mi risponda.
La domanda successiva, che poi è anche questa un'osservazione: lei effettua questi viaggi e dà spiegazione, almeno per i primi, che non sapeva quale era il carico che lei stava trasportando, è vero questo?
IMPUTATO Carra P.: All'inizio.
AVVOCATO Stefani: E' vero?
IMPUTATO Carra P.: All'inizio, sì.
AVVOCATO Stefani: Ecco. Però temporalmente avviene questa scissione della società, cioè intesta una parte dell'azienda alla Sabato. Allora dico, non è che lei lo ha fatto perché voleva essere più libero nei suoi movimenti che sapeva non erano leciti?
IMPUTATO Carra P.: Avvocato, lei non capisce. Mi scusi se la interrompo. Io le sto dicendo che Sabato, questo discorso qua nasce prima.
AVVOCATO Stefani: Sì, ma...
IMPUTATO Carra P.: Non contemporaneamente con questa cosa qua, con questi trasporti di esplosivo.
AVVOCATO Stefani: Dico, temporalmente...
IMPUTATO Carra P.: Le posso dire anche, se riesco a ricordare, le dico anche il giorno preciso in cui avviene un po'... che incomincio a intestare le cose a Sabato.
AVVOCATO Stefani: Carra, risponda alle domande e cerchiamo di stare tranquilli.
IMPUTATO Carra P.: Io rispondo. Lei mi ha detto contemporaneamente, mi insiste.
AVVOCATO Stefani: Carra, lei...
PRESIDENTE: Mi scusi avvocato, lei fa la domanda, l'esaminato risponde ma lei non l'ascolta. Dice, è inutile che continui nella domanda perché...
AVVOCATO Stefani: Ho capito.
PRESIDENTE: Mi scusi, eh, ora me la deve far spiegare.
AVVOCATO Stefani: Certo.
PRESIDENTE: Questo è quello che io credo di avere capito, se per caso non è così per cortesia mi corregga, o mi corregga chiunque. Lei ha detto: perché i fatti del trasferimento a nome della Sabato Gioacchina sono anteriori ai fatti degli esplosivi.
AVVOCATO Stefani: Certamente anteriori, perché lei si voleva preoccupare, potrebbe essere l'osservazione, di non essere individuato. Certamente...
PRESIDENTE: Avvocato, le osservazioni se le tenga...
AVVOCATO Stefani: No, pongo la domanda: lo ha fatto per questo? L'ha fatto per non essere individuato?
IMPUTATO Carra P.: Avvocato, lei l'ha letti gli atti? Io tutti i miei movimenti, ho fatto tutto a nome mio. In qualsiasi momento, i miei racconti, sono venuto fuori tutto, nome, cognome da me messi, conducibili a Carra Pietro. Che paura dovevo avere? Non ho capito.
AVVOCATO Stefani: Anche il cellulare era intestato a Sabato. Perché lo portava lei con sé il cellulare della Sabato Gioacchina?
IMPUTATO Carra P.: Perché amministravo io, serviva a me per lavorare.
AVVOCATO Stefani: Ma lei aveva altro cellulare?
IMPUTATO Carra P.: Non ne avevo, io avevo quello solo.
AVVOCATO Stefani: Aveva un cellulare sua moglie, è vero sì o no?
IMPUTATO Carra P.: No, lo stesso cellulare poi ho cambiato il nominativo.
AVVOCATO Stefani: L'intestazione. Ecco, ma che l'ha fatto antecedentemente è chiaro, però dico, c'è questa serie di passaggi storici. Cioè, lei fa il trasferimento alla Sabato e poi vengono commessi questi episodi, secondo lei.
IMPUTATO Carra P.: No secondo me, è così avvocato. Lei non continua forse a capire la mia risposta.
AVVOCATO Stefani: Senta signor Carra, potrei con il commesso far vedere una fotocopia di una fotografia di cui è in possesso questo difensore?
PRESIDENTE: Come no? Vediamo. Per cortesia c'è... Pubblico Ministero, possiamo utilizzare...
AVVOCATO Stefani: Se si vede Presidente, sì. E' la foto, si dà atto che è la foto numero 7 della intestazione DIA. Trascuro di indicare chi è il nominativo riportato.
PRESIDENTE: Però ci deve dare altri estremi avvocato: la pagina, il volume, a che atti appartiene.
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato Stefani.
AVVOCATO Stefani: Dica.
PUBBLICO MINISTERO: E' una foto quella che è già stata esibita durante l'esame dibattimentale al Carra, glielo dico subito.
AVVOCATO Stefani: Sì, signor Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Non so se sia producente farlo.
AVVOCATO Stefani: No, la difesa ha fotografie che probabilmente l'accusa non ha, ne ha diverse. Comunque, dico, se si vede un attimo la possiamo proiettare.
Posso avvicinarmi Presidente?
PRESIDENTE: Come no! Non la vede, stia tranquillo.
IMPUTATO Carra P.: Mi scusi se... Dipende i miei movimenti, di là mi può vedere in faccia, mi scusi Presidente.
PRESIDENTE: E' già andato via.
IMPUTATO Carra P.: Grigoli Salvatore, Totò "Cacciatore".
AVVOCATO Stefani: Sì. Lei Carra questa fotografia l'ha vista, mi sta dicendo il signor Pubblico Ministero, l'ha vista non in fotocopia, l'ha vista proprio in originale, vero?
IMPUTATO Carra P.: Non me lo ricordo.
AVVOCATO Stefani: Comunque il Grigoli l'ha visto in originale?
IMPUTATO Carra P.: Non me lo ricordo. Questa foto io l'ho vista spesso.
AVVOCATO Stefani: Senta, Grigoli portava gli occhiali sì o no?
IMPUTATO Carra P.: Da sole.
AVVOCATO Stefani: Come?
IMPUTATO Carra P.: Da sole, d'estate spesso.
AVVOCATO Stefani: Vuol mettere l'altro foto per cortesia? Si dà atto che viene mostrata la foto numero 6.
PRESIDENTE: Lo vuole dire al microfono per favore?
AVVOCATO Stefani: Mi sembra signor Presidente...
ISPETTORE: La foto 6.
AVVOCATO Stefani: Signor Carra?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Questa foto, per quello che può vedere? Lo riconosce?
IMPUTATO Carra P.: Sto cercando di capire. Non riesco a individuarlo.
AVVOCATO Stefani: Si dà atto che la foto numero 6... Può passare l'altra per cortesia? Indicando il numero all'operatore che non ce l'ha sotto.
ISPETTORE: La foto numero 7.
AVVOCATO Stefani: Lei conosce questa persona signor Carra?
IMPUTATO Carra P.: Così, no.
AVVOCATO Stefani: Non lo riconosce?
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: Non so se ci sono, Pubblico Ministero, in originale queste foto?
Signor Carra, quella persona che venne quella volta che lei ha detto non ricorda quando, se in partenza per Milano o in partenza per Firenze, nella fase di carico, che lei ritiene non escludere possa essere Grigoli com'era? Aveva gli occhiali sì o no?
IMPUTATO Carra P.: No, era la prima foto che mi ha fatto vedere, io l'ho conosciuto in quel modo.
AVVOCATO Stefani: Senza occhiali.
IMPUTATO Carra P.: Poi se questo è anche lui non mi interessa, perché io così non l'ho visto. Io ho conosciuto Totò "Cacciatore" nella prima fotografia che lei mi ha fatto vedere, in quel modo.
AVVOCATO Stefani: Quando lo vide lei nel garage per il caricamento del camion...
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: ... era come nella fotografia che le hanno mostrato poco fa?
IMPUTATO Carra P.: Sì, la prima.
AVVOCATO Stefani: Ecco, e quando lei lo vide a Formello, nella villetta di Roma.
IMPUTATO Carra P.: La fisionomia sempre uguale.
AVVOCATO Stefani: Ecco, e non ha mai visto questo Totò Cacciatore con gli occhiali?
IMPUTATO Carra P.: Da sole.
AVVOCATO Stefani: Solo da sole?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Questa foto, anche se in fotocopia, mi pare che porti - sia una fototessera oltretutto - e porti gli occhiali, è vero? Questa foto.
IMPUTATO Carra P.: Dalla forma degli occhiali.
AVVOCATO Stefani: Vero?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
AVVOCATO Stefani: Si vede la fototessera, si vede la grappetta, si vede i timbri, quindi è una fototessera sicuramente e ci sono gli occhiali. Questi significa che è persona che porta gli occhiali per guidare per esempio.
PRESIDENTE: Avvocato, cosa significa non ci interessa.
AVVOCATO Stefani: Chiedo, chiedo, chiedo.
Quella sera che arrivò nel garage per il caricamento, come arrivò? A piedi, con automezzo?
IMPUTATO Carra P.: Con gli occhiali da sole non è arrivato perché era di notte, di sera tardi.
AVVOCATO Stefani: Sì. Con gli occhiali...
IMPUTATO Carra P.: E' arrivato in quel modo in cui io l'ho conosciuto.
AVVOCATO Stefani: Con gli occhiali da vista?
IMPUTATO Carra P.: Gli unici occhiali... avvocato mi ascolti.
PRESIDENTE: Carra...
IMPUTATO Carra P.: Gli unici occhiali che io ho visto sono da sole.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se lei l'ha visto arrivare a piedi, in macchina, con qualcuno, da solo, quella sera del caricamento nel garage.
AVVOCATO Stefani: Quindi dico, siccome era buio, di notte, la domanda gliela pongo, perché se uno porta gli occhiali a maggior ragione li porta di notte. Quindi domando, lei esclude che avesse gli occhiali, oppure non lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: Se in quella occasione aveva gli occhiali non me lo ricordo.
AVVOCATO Stefani: Non ricorda se aveva gli occhiali, si può dire così?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Senta una cosa, e come arrivò quella sera, per la fase del caricamento, a piedi, con un mezzo, con una motocicletta, con auto?
IMPUTATO Carra P.: Insieme agli altri.
AVVOCATO Stefani: Gli altri chi erano?
IMPUTATO Carra P.: Perché io, al momento in cui vedevo arrivare il Lo Nigro, mi avvicinavo all'automezzo e lo preparavo per potere caricare.
AVVOCATO Stefani: Ma arrivò insieme a Lo Nigro?
IMPUTATO Carra P.: No, Lo Nigro era sempre con l'Ape.
AVVOCATO Stefani: Allora con chi arrivò?
IMPUTATO Carra P.: O col Barranca... non me lo ricordo.
AVVOCATO Stefani: Non ricorda con chi arrivò?
IMPUTATO Carra P.: E come arrivò.
AVVOCATO Stefani: E come arrivò non lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: Senta, quando lei lo vide in occasione di quell'episodio del quale abbiamo parlato per le estorsioni con la benzina. Cioè dice, passò anche il Totò "Cacciatore", anche se non era lui che faceva, che commetteva il fatto insomma. Lei lo vide transitare, ha detto anche poco fa alla Corte?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Aveva gli occhiali, o non aveva gli occhiali?
IMPUTATO Carra P.: Non aveva gli occhiali.
AVVOCATO Stefani: Non aveva gli occhiali. Era alla guida, o era trasportato da qualcun altro?
IMPUTATO Carra P.: Questo non me lo ricordo, erano assieme a Di Filippo; lui e Di Filippo.
AVVOCATO Stefani: Ricorda se aveva un'autovettura e che tipo di autovettura era?
IMPUTATO Carra P.: Sì, una Golf blu.
AVVOCATO Stefani: Una Golf blu.
A Formello, nell'episodio Contorno, nella casa, nella villetta di Roma, lei rivide Totò "Cacciatore", anzi lo vide lì per la prima volta. Siete stati insieme anche la sera?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Avete trascorso insieme qualche ora?
IMPUTATO Carra P.: Due giorni abbiamo...
AVVOCATO Stefani: Siete stati fuori insieme per la città?
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: Siete stati...
IMPUTATO Carra P.: In giro per la città, no.
AVVOCATO Stefani: Siete stati al ristorante?
IMPUTATO Carra P.: No, abbiamo mangiato lì nella villetta.
AVVOCATO Stefani: Siete stati a guardare la televisione qualche volta?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: C'era anche lui, Grigoli?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: E Grigoli portava gli occhiali?
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: Durante il giorno le lo ha mai rivisto con gli occhiali?
IMPUTATO Carra P.: Da sole.
AVVOCATO Stefani: Eccettuato quelli da sole che ha detto.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Avete avuto modo di parlare? Lo ha visto...
IMPUTATO Carra P.: Da sole... mi ascolti avvocato.
AVVOCATO Stefani: Sì, sì, prego.
IMPUTATO Carra P.: Perché io l'ho visto un paio di volte con gli occhiali da sole. Dico da sole perché erano scuri, gli specchi.
AVVOCATO Stefani: Con lenti scure.
IMPUTATO Carra P.: Poi se era di vista o non era di vista non l'ho guardato io quell'occhiale.
AVVOCATO Stefani: Con lenti scure insomma.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Senta, sempre nel caso di Formello, nella villetta.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Lei ha avuto modo di uscire in macchina con Totò "Cacciatore"?
IMPUTATO Carra P.: No, no, non sono uscito. Io dalla villetta...
AVVOCATO Stefani: Lui è uscito con la macchina?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: La guidava lui?
IMPUTATO Carra P.: Non l'ho visto.
AVVOCATO Stefani: Che auto era?
IMPUTATO Carra P.: Lì c'era una FIAT Uno bianca e una Jeep bianca.
AVVOCATO Stefani: Con chi è uscito, se lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: Io l'ho visto uscire mi sembra con Lo Nigro una volta e una volta con "U' picciriddu".
AVVOCATO Stefani: Con?
IMPUTATO Carra P.: "U' picciriddu", Benigni.
AVVOCATO Stefani: Senta, e in quelle circostanze non so dire appunto se ci fosse alla guida lui o meno? Comunque, le uscite erano di sera o di giorno?
IMPUTATO Carra P.: Durante il giorno e anche la sera è uscito.
AVVOCATO Stefani: Comunque lei, proprio sul discorso degli occhiali, si riferisce a quelli da sole. Non li ha visti da vista insomma.
IMPUTATO Carra P.: Eh?
AVVOCATO Stefani: Da vista non li ha visti? Scusi il bisticcio.
IMPUTATO Carra P.: No, li ho visti scuri, da sole. Però ci sono anche gli occhiali con gli specchi scuri però sono da vista.
AVVOCATO Stefani: Lei ha visto lenti scure, potevano essere anche da vista.
IMPUTATO Carra P.: Da sole. Sì, io dico da sole perché ripeto non li ho visti occhiali da vista.
AVVOCATO Stefani: Senta, e ricorda qualche altro particolare in ordine a quelle ore trascorse con Totò "Cacciatore", lì a Formello?
IMPUTATO Carra P.: Particolare, era l'unico che teneva la pistola sotto il cuscino.
AVVOCATO Stefani: Teneva la pistola sotto il cuscino.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Questo che cosa stava a significare? Cioè nel senso, per lei voleva dire qualcosa, è lì che capì che era un uomo d'onore?
IMPUTATO Carra P.: Avvocato, gli ho risposto prima.
AVVOCATO Stefani: No, ho fatto una domanda, ma mi parla lei della pistola sotto il cuscino, mi introduce questa circostanza, le chiedo: lei che cosa si disse quando vide questa pistola sotto il cuscino?
IMPUTATO Carra P.: Avvocato, se io ogni minima cosa che ho visto mi chiedevo se era uomo d'onore o no...
AVVOCATO Stefani: E' mio dovere chiederglielo.
IMPUTATO Carra P.: Sì, ma non è che io me lo posso chiedere in ogni momento. Già mi basta vedere la presenza di una persona, in quella occasione, per capire che...
AVVOCATO Stefani: Lei aveva mai visto in precedenza un uomo con una pistola a Palermo?
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: Non ha mai visto un uomo armato con una pistola, negli anni?
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: No. Risponda chiaro, no.
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: Lei ha mai portato una pistola?
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: E neanche altri ne hanno portate uscendo con lei. Quando andavate a fare gli attentati estorsivi con la benzina, avevate pistole?
IMPUTATO Carra P.: Aspetti, c'è stata solo un'occasione che c'è stata una pistola di Giovanni Garofalo, che era sua, di cui Totò Faia me la diede a me in quell'occasione.
AVVOCATO Stefani: E le dove l'ha messa questa pistola di Totò Faia? Dove la teneva?
IMPUTATO Carra P.: L'ho tenuta in mano sotto il giubbotto, dentro l'albergo.
AVVOCATO Stefani: In che periodo?
IMPUTATO Carra P.: '94, ripeto. Perché io solo nell'estate '94 ho fatto...
AVVOCATO Stefani: E quanto la tenne questa pistola sotto il giubbotto?
IMPUTATO Carra P.: Un quarto d'ora, 20 minuti e poi gliel'ho ridata subito dopo.
AVVOCATO Stefani: Era carica?
IMPUTATO Carra P.: Penso di sì, ma non l'ho vista se era carica.
AVVOCATO Stefani: Lei ha mai sparato?
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: Ha mai assistito ad altri che sparavano?
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: Ha mai visto il Grigoli, all'infuori di quella volta della pistola sotto il cuscino, altre volte con la pistola?
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: Quando facevate il caricamento dell'esplosivo nel garage, sia di Milano, di Roma che di Firenze, c'erano persone che portavano armi?
IMPUTATO Carra P.: Sul?
AVVOCATO Stefani: C'erano persone che portavano armi?
IMPUTATO Carra P.: Su che cosa? Non ho capito.
AVVOCATO Stefani: Quando eravate nel vostro garage...
PRESIDENTE: Lei era nel garage, che caricavate l'esplosivo per Firenze o per Milano...
IMPUTATO Carra P.: No, ma c'è stato l'ultimo viaggio di hashish da Carini a Palermo e da Palermo a Milano, che erano tutti armati in quell'occasione.
AVVOCATO Stefani: Prego Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: No, volevo domandare al difensore: ma questa foto qui che abbiamo mandato.
AVVOCATO Stefani: Si può togliere.
PUBBLICO MINISTERO: No, magari diciamo alla Corte chi è la persona in questione.
AVVOCATO Stefani: Sì, sì, la foto che è effigiata, cioè la persona effigiata nella foto di cui alla fotocopia, è Grigoli.
PUBBLICO MINISTERO: No, c'è...
AVVOCATO Stefani: Non è Grigoli?
PUBBLICO MINISTERO: No, avvocato, è un omonimo, ha sbagliato foto.
AVVOCATO Stefani: E' scritto lì...
PUBBLICO MINISTERO: Appunto, è un Grigoli... Questo qui è un Grigoli Salvatore, ma del 15 dicembre '73, è una persona che non ha nulla a che fare con l'imputato.
AVVOCATO Stefani: E' Grigoli o non è Grigoli?
PUBBLICO MINISTERO: E' uno che si chiama Grigoli Salvatore. E' come se lei avesse un omonimo.
AVVOCATO Stefani: Che si chiama Eraldo Stefani, per carità.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. Quindi questa persona la cui foto stiamo vedendo, lo dico è una foto collocata al punto 6 dell'album formato dalla DIGOS di Firenze e trasmesso... non dal Centro Operativo DIA di Roma e trasmesso con nota 25/07/95 al Pubblico Ministero, non riguarda Grigoli Salvatore l'imputato. E' un Grigoli Salvatore, anche lui, però è nato questo il 15/12 del '73.
Quindi stiamo parlando di uno con gli occhiali che non ha nulla a che fare con l'imputato, stando alla foto.
Avvocato, se lei guarda...
AVVOCATO Stefani: No, no, io non ce l'ho questo... Comunque, questa fotografia Presidente, alla Corte lo ricordo se la Corte non lo ricordasse, è stata mostrata anche a Costanzo, il dottor Costanzo quando venne. Perché io avevo queste fotocopie e mostrai queste fotocopie.
E non riuscimmo a reperire all'epoca...
PUBBLICO MINISTERO: Io direi è stata mostrata la foto successiva, la numero 7.
AVVOCATO Stefani: Sì, sì, d'accordo, sono tre Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma la foto successiva, la numero 7 riguarda un Grigoli Salvatore nato il 6 maggio del '68; questa foto che stiamo vedendo riguarda un Grigoli Salvatore nato il 15/12/73. Né l'uno, né l'altro sono l'imputato.
L'imputato è quello, di cui alla foto che è stata mostrata da lei oggi per prima in fotocopia e che è stata mostrata, non in fotocopia ma a colori, dal Pubblico Ministero nel corso dell'esame dibattimentale.
Quindi, è facilissimo entrare nel giro dell'omonimie e si perde, come dire, il filo del discorso. Queste due foto, la 6 e la 7, che fanno capo a questo album che lei ha fatto rappresentare all'imputato Carra riguardano... perché qualcuno dovrà pur dire, voglio dire, sì due Grigoli Salvatore, ma con generalità tutte diverse da quelle dell'imputato.
AVVOCATO Stefani: Prendo atto di quello che dice il Pubblico Ministero e allora approfondiamo l'argomento della fotografia. Si può far salire questa fotografia per vedere cosa c'è scritto sotto?
PUBBLICO MINISTERO: E che c'entra lui con questa foto?
AVVOCATO Stefani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che c'entra lui con questa foto?
AVVOCATO Stefani: No, facciamo vedere cosa c'è scritto sotto questa foto. Chiedo io, perché viene fuori un argomento estremamente interessante.
PRESIDENTE: Quella che stiamo vedendo?
AVVOCATO Stefani: Esatto. L'operatore la può fare alzare per vedere com'è indicata la foto, sia l'intestazione... anzi, direi di partire dall'alto, scorra dall'alto...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma che c'entra Carra in questo...
AVVOCATO Stefani: Chiedo io, l'avvocato Stefani.
PUBBLICO MINISTERO: Ma mica l'ha fatto Carra l'album.
AVVOCATO Stefani: Di scorrere la fotografia. Carra avrà la pazienza di attendere un attimo.
Possiamo scorrere la fotografia dall'alto? Ancora, ancora, vada su dove c'è scritto DIA e focalizzi DIA. Al lato sinistro è scritto DIA.
Vada nel basso della fotografia e veda, c'è scritto foto numero 6, veda di focalizzare cosa c'è scritto sotto. Grigoli Salvatore... Grigoli Salvatore.
Esaminiamo ora la fotografia che il Carra riconosce con quella di Grigoli, che è la foto numero 7 se non vado errato, senza occhiali, quella grande. Riguardiamo in testa alla fotografia se c'è scritto DIA lo stesso, e c'è scritto DIA lo stesso. Vada in calce alla fotografia per vedere se c'è scritto Grigoli. Grigoli Salvatore, foto numero...
PUBBLICO MINISTERO: Del '63.
AVVOCATO Stefani: Sì. Andiamo ancora avanti all'altra fotografia, la esamini in testa ed in calce e vediamo se corrisponde... DIA. Vada in calce. E' la foto numero 7 che risponde a?
Il possesso di queste fotocopie, Presidente e la Corte, mi ha legittimato a fargliele vedere le fotografie.
PRESIDENTE: Siamo d'accordo avvocato, ma abbiamo chiarito l'equivoco. Il discorso è...
AVVOCATO Stefani: Equivoco, ma io... E' scritto qui Salvatore Grigoli, il numero che si legge a fianco, vicino al 7, sotto, 19...?
PUBBLICO MINISTERO: '68.
AVVOCATO Stefani: '68. Quindi questa sarebbe una fotografia del '68. O è la numero 68 di affoliazione Pubblico Ministero? Ce l'ha lei...
PRESIDENTE: Scusi, se è nato nel '63, nel '68...
AVVOCATO Stefani: Appunto, allora è l'affoliazione.
PUBBLICO MINISTERO: No, è la classe di nascita. Questo è un Grigoli Salvatore del '68. L'imputato è un Grigoli Salvatore del '63. Poi c'è un altro Grigoli Salvatore che è del '73. Ma se si prende l'anagrafe di Palermo probabilmente di Grigoli Salvatore ne troviamo molti di più ancora.
Queste sono le persone che la DIA, ritengo, poi lo chiederà al momento opportuno, ma non a Carra. Mi sembra si perda tempo con Carra con questo discorso.
AVVOCATO Stefani: No, ma io chiedevo al Pubblico Ministero: queste tre fotografie quanti Grigoli diversi effigiano?
PRESIDENTE: Tre diversi.
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato Stefani...
AVVOCATO Stefani: Eh?
PRESIDENTE: Tre diversi.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, allora, per amor di precisione. Lei sa che io alle volte ci tengo alla precisione. In questo album fotografico datato Roma 25/07/95, formato dalla Direzione Investigativa Antimafia io leggo che di Grigoli Salvatore ce ne sono, lo riscorro rapidamente, ben 3.
Allora, uno alla foto numero 6: è questo ragazzino con gli occhiali, nato nel '73. Poi abbiamo al numero 7: un Grigoli Salvatore nato nel '68. Alla foto numero 34, che era l'unica secondo me che interessava la difesa, mi consento, alla foto 34 troviamo il Grigoli Salvatore nato il 5 luglio del '63. Quindi la persona che nel processo figura come imputata.
Quindi sono tre.
AVVOCATO Stefani: Allora, le fotografie che io ho in fotocopia...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
AVVOCATO Stefani: ... il Pubblico Ministero ce l'ha in originale presumo, tutte.
PUBBLICO MINISTERO: Una l'abbiamo fatta anche vedere all'imputato quando eravamo qui in aula qualche giorno fa, mi pare venerdì mattina.
AVVOCATO Stefani: Le altre che ho fatto vedere io ce l'ha in originale.
PUBBLICO MINISTERO: Per forza di cose.
AVVOCATO Stefani: Anche quella con... Le possiamo vedere un attimo nel monitor? Almeno due: una del vero Grigoli e una del Grigoli diverso.
PRESIDENTE: No, il Grigoli diverso non ci interessa proprio. Vediamo di nuovo quella del vero Grigoli, ma quello che non è Grigoli non ci interessa.
AVVOCATO Stefani: Allora Presidente, interessa un attimo a me. Abbia pazienza Presidente, io ho cercato le foto in originale, durante la deposizione del dottor Costanzo e ho fatto vedere le fotocopie perché non si trovavano. Me ne darà atto il Pubblico Ministero, in quel momento non si trovavano.
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato, io non so che cosa lei ha fatto vedere. Io so che tutti i fogli di cui si parla sono fogli che stanno nel fascicolo del Pubblico Ministero da sempre, quindi da ben prima dell'udienza preliminare, sono sempre quelli, non sono mai cambiati, c'hanno tutte le impaginazioni che devono avere, secondo correttezza.
AVVOCATO Stefani: Sì, certamente...
PUBBLICO MINISTERO: Io non mi ricordo la foto che lei ha fatto vedere a Costanzo, se ha sbagliato me ne dispiace di non averla aiutata. Però io so di aver fatto vedere già a Carra l'altro giorno la foto di una persona che DIA mi dice essere Grigoli Salvatore l'imputato, con quelle generalità, va bene? Non gli ho fatto vedere le foto di un Grigoli diverso perché non me ne interessava nulla francamente. Mi interessava fargli vedere le foto di quello che è chiamato in causa a questo processo, non di un altro, sennò si poteva prendere 70 Grigoli e poi qui si costruiva.
Tutto è fatto, la foto è questa, gliela facciamo rivedere. Ma è quella che lei ha fatto vedere in fotocopia e che a me era sembrata l'altro giorno, come dire, più producente, più proficuo far vedere a colori, si fa per dire a colori, a quel modo.
PRESIDENTE: Facciamo vedere questa...
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Di quest'album qui. Poi come tutti sanno, questi album sono ripetitivi, quindi la stessa foto dell'album della DIA di Roma la reca al numero 9; la DIA di Firenze ha rifatto un album e la metterà al numero 14 o al numero 6. Sempre questa è. Foto 34 di quest'album: la dobbiamo far vedere?
AVVOCATO Stefani: Quella con gli occhiali.
PUBBLICO MINISTERO: Non c'entra nulla, quella con gli occhiali è di un ragazzo del '73. Anch'io porto gli occhiali, ma non c'entro nulla io con quello del '73.
Questo qui è, stando alla DIA, ma casomai chiediamo alla DIA non a Carra che non c'entra nulla: Grigoli Salvatore nato 15/12/73. C'è 10 anni di differenza tra l'imputato e questo ragazzino con gli occhiali.
AVVOCATO Stefani: Si può allora togliere la fotografia.
Questo fascicolo è allegato agli atti del dibattimento?
PUBBLICO MINISTERO: No.
PRESIDENTE: No, è fascicolo del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Nessun fascicolo con fotografie di persone è negli atti del dibattimento, ci mancherebbe altro.
AVVOCATO Stefani: Carra, lei ha detto che quindi non ha visto mai nel corso degli anni altre persone con armi salvo appunto, l'aver visto il Totò "Cacciatore" con questa pistola a Formello.
IMPUTATO Carra P.: I viaggi...
PRESIDENTE: Ha detto che tutti quelli che parteciparono a l'ultimo viaggio di hashish da Milano, erano armati.
IMPUTATO Carra P.: Nell'occasione del trasporto di armi da Palermo, da Milano a Palermo anche. Ho visto là. Escludendo i viaggi che io fatto che ho visto le armi.
AVVOCATO Stefani: Un attimo soltanto.
Carra se è in condizione di dirlo e non è enormemente stanco, il caricamento dell'esplosivo per Firenze come lo ha descritto lei a Palermo...
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: ... la fase del caricamento come avvenne? Lei si trovava nel suo garage e arrivò qualcuno, c'era già qualcuno con lei?
PRESIDENTE: Avvocato, l'ha descritto due volte. Due volte. Una prima volta interrogato dal Pubblico Ministero - non parlo di descrizione...
AVVOCATO Stefani: Mah, è molto veloce Presidente.
PRESIDENTE: Scusi. La seconda volta a domanda di un suo collega che l'ha preceduto. Ora non mi pare proprio il caso che sia necessario di un terzo racconto.
AVVOCATO Stefani: Volevo chiedere Presidente, direi in maniera telegrafica, le fasi del caricamento perché c'è questo fatto nuovo e lo volevo collocare. Vedere di collocarlo temporalmente e anche in luogo. Quindi, dico anche perché non sappiamo se è Firenze o Milano.
Quindi dico, quando lei carica l'esplosivo per Firenze, lei si trovava nel suo garage?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Sì. Che ora sarà stata, grossomodo, all'incirca, nel momento?
IMPUTATO Carra P.: Penso, dopo le nove.
AVVOCATO Stefani: Verso? Le nove la sera?
PRESIDENTE: Dopo le nove.
AVVOCATO Stefani: Le otto, le nove.
PRESIDENTE: Dopo le nove.
AVVOCATO Stefani: Dopo le nove.
PRESIDENTE: Dopo le nove.
AVVOCATO Stefani: Dopo le nove, Presidente.
Quindi era dopo le nove. Era solo nel garage?
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: Chi c'era con lei? Proprio velocemente.
IMPUTATO Carra P.: Il Barranca, Lo Nigro arrivò con la Motoape portando i pacchi.
AVVOCATO Stefani: I ricordi che lei ha certi, insomma di questa sequenza.
IMPUTATO Carra P.: Tutti diciamo, li portava Lo Nigro i pacchi con la Ape. In tutti i viaggi.
AVVOCATO Stefani: Quindi era lei - secondo la sua versione - Barranca e Lo Nigro che arrivò con l'apetta, con l'Ape?
IMPUTATO Carra P.: Sì, mi sembra che c'era anche questo Spatuzza che io sapevo che si chiamasse Gaspare.
AVVOCATO Stefani: Ecco. Per esempio Spatuzza arrivò contemporaneamente a Lo Nigro? Prima, dopo, se se lo ricorda.
IMPUTATO Carra P.: Nel momento in cui arrivava Lo Nigro erano lì presenti.
AVVOCATO Stefani: Nel momento in cui arrivò Lo Nigro erano già presenti? Quindi c'era Barranca, lei, Spatuzza e poi arrivò Lo Nigro?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Ecco. La fase del caricamento per quanto concerne il discorso di Firenze, fu abbastanza rapida?
IMPUTATO Carra P.: "Rapido" in che senso?
AVVOCATO Stefani: No. Tempo, temporalmente. Quanto ci impiegaste?
IMPUTATO Carra P.: Non ricordo quanto... però il tempo materiale per caricare questi pacchi.
AVVOCATO Stefani: Comunque fu una cosa di, che vi impiegò poco tempo? Per Firenze?
PRESIDENTE: Quanto tempo avete impiegato per caricare?
IMPUTATO Carra P.: Mah, soltanto il fatto materiale. Il momento in cui arrivavano i pacchi lì... non riesco a dirlo.
PRESIDENTE: Per favore, si sforzi.
AVVOCATO Stefani: Grossomodo.
IMPUTATO Carra P.: Io penso 20 minuti, un quarto d'ora.
AVVOCATO Stefani: Effettuato il caricamento con queste persone, lei poi conferma di essere andato a prendere degli indumenti e poi di essere andato via?
IMPUTATO Carra P.: No. In quest'occasione, no.
AVVOCATO Stefani: Forse parlo...
IMPUTATO Carra P.: Lei parla nel viaggio di...
AVVOCATO Stefani: Di Firenze. Posso far confusione io.
IMPUTATO Carra P.: No, di Arluno. In cui io mi stacco e vado a prendere...
AVVOCATO Stefani: Ecco, in questo di Firenze lei cosa fa dopo aver caricato il camion?
IMPUTATO Carra P.: All'indomani mi imbarco per Livorno.
AVVOCATO Stefani: Ho capito. Senta e l'episodio invece di Arluno. Firenze: chiuso.
L'episodio di Arluno...
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Lei si trovava nel suo garage?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Era solo?
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: Chi c'era con lei?
IMPUTATO Carra P.: Barranca, Lo Nigro, Giuliano, Spatuzza.
AVVOCATO Stefani: Lo Nigro si...
IMPUTATO Carra P.: Lo Nigro seppi che arrivava poi...
AVVOCATO Stefani: Arrivò con l'apetta? Con l'Ape?
IMPUTATO Carra P.: Sì, con l'Ape. Sì.
AVVOCATO Stefani: Ecco. E la fase del caricamento quanto si protrasse? Quanto durò? Come l'altra volta?
IMPUTATO Carra P.: Più o meno, sì.
AVVOCATO Stefani: Ecco. In questa circostanza lei che cosa fece? E' qui che prese e andò a ritirare un po' di effetti personali a casa?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
AVVOCATO Stefani: E quando partì?
IMPUTATO Carra P.: La sera stessa.
AVVOCATO Stefani: Con chi partì?
IMPUTATO Carra P.: Con Lo Nigro. Avevamo l'appuntamento all'entrata dell'autostrada da Villabate.
AVVOCATO Stefani: Senta - ho quasi finito qui Presidente, eh?, ho quasi finito - le volevo chiedere una cosa: lei al momento del suo arresto, cioè lei ha detto più volte nel corso di questo processo che non intese andar via quando voi avete saputo che c'era stato l'arresto di alcune persone. A seguito di quella affoliazione dell'Autorità Giudiziaria. Voi leggeste, vero?
IMPUTATO Carra P.: No. Non ho capito la domanda, avvocato.
AVVOCATO Stefani: Son stato un po' io... sono stato un po' lungo nel fare questa... Cioè il discorso è questo: voi ad un certo punto, lei ad un certo punto ha ribadito più volte che non è scappato.
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: Sapevamo grossomodo che sarebbe stato arrestato, se l'aspettava, ma non è scappato. Non si è dato alla latitanza.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Va bene? E ha detto che lo sapeva anche perché ha parlato dell'episodio relativo al fatto che - mi sembra Correra, non ricordo bene il nome - insomma venne fornito un documento...
IMPUTATO Carra P.: No, no.
AVVOCATO Stefani: Venne fatto vedere un documento? Insomma, si seppe che c'era un'indagine?
IMPUTATO Carra P.: No. Non scappai diciamo, non me ne sono andato in quell'occasione.
PRESIDENTE: Avvocato, non...
IMPUTATO Carra P.: Sì, ho capito la domanda.
PRESIDENTE: Non è scappato nonostante che...
AVVOCATO Stefani: Sapeva, insomma. Eh? Lei sapeva che c'era la Autorità Giudiziaria che vi stava individuando e forse anche arrestando, lei non scappò. E' così?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Eh?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Ecco, voi avete mai parlato in quel frangente poco prima di venire a conoscenza di questo fatto, della sua decisione di non scappare, parlaste mai dicendo: ma se succede qualcosa, cosa si fa? Ci si dà alla latitanza oppure...?
IMPUTATO Carra P.: No, io incontrai Pietro Romeo dopo il discorso del Di Filippo in cui in quell'occasione Pietro Romeo mi chiese se io avevo raccontato delle cose a Di Filippo. In cui io gli dissi: 'io non ho raccontato niente' e basta.
AVVOCATO Stefani: Ecco. Ma voi decideste: se veniamo arrestati, nominiamo difensore... Niente? Non avete parlato di niente, insomma.
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: Ecco. Senta il Romeo era un uomo d'onore?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Il Di Filippo era un uomo d'onore?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Lo Scarano era un uomo d'onore?
IMPUTATO Carra P.: Penso di sì. Sempre nella stessa logica che gli ho spiegato prima.
AVVOCATO Stefani: Il Totò "Cacciatore" lei l'ha detto, secondo lei era un uomo d'onore?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Secondo lei?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Stefani: Senta, perché... lei che soprannome aveva Carra? L'ha detto, mi sembra alla Corte qualche udienza fa. C'aveva un soprannome, un qualcosa che si riferiva...?
IMPUTATO Carra P.: No, io soprannome non ne avevo.
AVVOCATO Stefani: Non ne aveva.
IMPUTATO Carra P.: C'era solo... Aspetti. Mi faccia finire.
Avevo solo diciamo, uno scherzo con Giovanni Garofalo in cui mi chiamava "Carro attrezzi".
AVVOCATO Stefani: Senta il Salvatore Grigoli non si è presentato al processo.
IMPUTATO Carra P.: Non si è?
AVVOCATO Stefani: Non si è presentato al processo. Non è presente nel processo.
IMPUTATO Carra P.: E me lo chiede a me?
AVVOCATO Stefani: No. Ne prendiamo atto, dico. E quindi chiedo io, dico, ma dove sarà il Grigoli?
IMPUTATO Carra P.: Ah, non lo sa?
AVVOCATO Stefani: Perché ho...
IMPUTATO Carra P.: E lei come fa a difendere una persona senza sapere dov'è, chi è, chi non è?
AVVOCATO Stefani: Ecco, ma di solito un latitante cosa fa? Perché non si preoccupa del suo processo?
PRESIDENTE: Avvocato, questo....
AVVOCATO Stefani: No. Chiedo, chiedo. Se lo sa come...
PRESIDENTE: Son domande che non si pongono...
AVVOCATO Stefani: Come un fatto storico, Presidente. Se lui lo sa...
PRESIDENTE: Ma abbia pazienza, avvocato. I fatti storici se li pone davanti allo specchio la sera. Ma qui all'udienza le domande le fa quando sono pertinenti. Noi non sappiamo perché una persona decide di presentarsi e un'altra invece di restare latitante.
AVVOCATO Stefani: Lei ha sentito dire che Totò "Cacciatore" sia stato ucciso? Ho fatto una domanda, Carra.
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: Ha sentito dire?
IMPUTATO Carra P.: No.
AVVOCATO Stefani: Da nessuna parte? Dai giornali, dai telegiornali, niente?
IMPUTATO Carra P.: Non mi ricordo. No.
AVVOCATO Stefani: No. La cosa si ricorderebbe, no?, se avesse sentito dire una cosa...
IMPUTATO Carra P.: No, l'avrei detto. Sì.
AVVOCATO Stefani: Ecco. Lei invece ha sentito dire, l'ha letto sui giornali che il Di Filippo avrebbe parlato di Totò "Cacciatore" come l'autore di altri fatti delittuosi? Ha parlato di padre Puglisi, no? IN apertura di udienza a domande di questo difensore. E non ha sentito dire per niente del fatto che poteva essere stato ucciso?
PRESIDENTE: Ha già risposto.
AVVOCATO Stefani: Perché parlava troppo?
IMPUTATO Carra P.: Avvocato, a lei chi lo paga? Il morto?
AVVOCATO Stefani: Come dice?
IMPUTATO Carra P.: A lei chi lo paga...?
PRESIDENTE: No, per cortesia. Lei non può fare domande, tantomeno impertinenti.
AVVOCATO Stefani: A me mi paga la giustizia. perché io cerco di fare il mio dovere qui.
PRESIDENTE: Per cortesia, avvocato. Faccia domanda pertinenti!
AVVOCATO Stefani: Ho fatto una domanda: mi ha risposto se lo paga il morto! E io gli ho risposto.
IMPUTATO Carra P.: Io non lo se è morto, se è vivo, se è latitante. Io non lo so.
AVVOCATO Stefani: Ha sentito dire qualcosa quindi, sul fatto che potesse essere... che possa non essere in vita?
IMPUTATO Carra P.: Non me lo ricordo questo particolare, avvocato.
AVVOCATO Stefani: Non se lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: No. Ne ho letto tante, ma non me lo ricordo questo particolare.
AVVOCATO Stefani: Nessuna... Di Filippo non gli ha detto niente in proposito? Romeo non gli ha detto niente?
IMPUTATO Carra P.: No, a me non mi hanno detto niente nessuno su questo particolare.
AVVOCATO Stefani: Un uomo d'onore parla? Molto?
IMPUTATO Carra P.: Poco.
AVVOCATO Stefani: Sì o no?
IMPUTATO Carra P.: Poco, ho detto.
AVVOCATO Stefani: Io ho finito Presidente. Grazie.
PRESIDENTE: Prego.
Mi pare che non abbiamo altre domande, o il difensore ha domande? Avvocato Cosmai.
AVVOCATO Cosmai: Sì, io vorrei fare alcune domande al Carra.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Cosmai: Allora, Carra le chiedo una precisazione su un particolare che riguarda la persona di Giuliano, Francesco Giuliano detto "Peppuccio", detto "Olivetti".
Ecco, lei è in grado di ricordare se questa persona aveva una particolare predilezione per le canzonette napoletane e se aveva l'abitudine di accennarle così, di cantarle fra sé e sé?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Si andava spesso in macchina, sì.
AVVOCATO Cosmai: Ecco, è in grado di precisare come e quando?
IMPUTATO Carra P.: Io sono stato un periodo di tempo a accompagnarlo in cui lui era rimasto a piedi e si era spesso in macchina insieme e lui canticchiava sempre.
AVVOCATO Cosmai: Ho capito.
La seconda domanda, ecco, riguarda il viaggio ad Arluno. Io vorrei che così, facesse un attimo mente locale alle persone che erano presenti nel suo garage al momento in cui venne effettuato il carico dei pacchi sul suo camion. Se ci può dire esattamente chi erano, se se li ricorda esattamente quanti erano e chi erano.
IMPUTATO Carra P.: Giuliano, Spatuzza, Lo Nigro e il Barranca.
AVVOCATO Cosmai: Quindi, erano questi quattro.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Cosmai: L'ultima domanda: lei ha precisato Carra di non essere mai stato uomo d'onore.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
AVVOCATO Cosmai: Poi ha indicato in altre persone che potevano essere uomini d'onore, altre persone l'ha escluso. Ecco, lei è a conoscenza di come si diventa uomo d'onore? Se è in grado di rispondere, ce lo può precisare?
IMPUTATO Carra P.: Mah, solo per sentito dire, avvocato. Poi non ho mai visto né fare uomo d'onore, né niente di simile.
AVVOCATO Cosmai: Ho capito. Quindi ha detto che qualcuno era uomo d'onore perché aveva sentito dire che era, anche aveva questa condizione?
IMPUTATO Carra P.: Cioè, oltre che diciamo, lì a Palermo si vede se è una persona anche se lo conosce di vista che ruolo ha. Avendo avuto occasione di vederlo in certe occasioni, può capire se è uomo d'onore o meno. Ma solo avendoci contatto. Non è che ce l'ha scritto in fronte. Solo avendoci contatto in diversi episodi, allora può intuire se è uomo d'onore o se è di passaggio in quel che so?, viaggio e dal di dentro, dal di fuori o è stato un'occasione per qualche cosa specifica.
AVVOCATO Cosmai: Quindi, da quello che si dice, da quello che dicono gli altri da un particolare atteggiamento lei intende dire se...
IMPUTATO Carra P.: Anche.
AVVOCATO Cosmai: ... potrebbe capirlo?
IMPUTATO Carra P.: Anche.
AVVOCATO Cosmai: Presidente, non ho altre domande. Ho terminato.
PRESIDENTE: Grazie.
Abbiamo terminato allora con questo imputato. Per cortesia, potete trasferirlo fuori?
Lei vuole allontanarsi, vero? Perché lei ha anche il diritto di partecipare all'udienza. Ma vuole allontanarsi?
*IMPUTATO Carra P.: Io vorrei (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Ah, vuole aspettare? Ah, bene.
C'è Giuliano che aveva chiesto di fare una dichiarazione. Può farla. Il microfono per favore, di Giuliano.
IMPUTATO Giuliano: Signor Presidente.
PRESIDENTE: Mi scusi, prima cosa io avrei bisogno di chiederle una particolare: secondo l'imputazione, secondo anzi il Decreto che fissa il giudizio, lei è indicato come Giuliano Francesco. Poi, sembra, che in realtà venga chiamato in altra maniera. E' vero questo o no?
IMPUTATO Giuliano: No, no.
PRESIDENTE: Lei si chiama Francesco?
IMPUTATO Giuliano: Sì signor Presidente.
PRESIDENTE: Viene chiamato Francesco?
IMPUTATO Giuliano: Franco. Franco, Francesco.
PRESIDENTE: Benissimo. Dica pure.
IMPUTATO Giuliano: Signor Presidente, però io volevo fare una richiesta: siccome quello che devo dire è d'importanza per la mia persona, volevo che il pentito si allontanasse.
PRESIDENTE: Non si vuole allontanare?
IMPUTATO Carra P.: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Come dice? Guardi, il Carra non vorrebbe allontanarsi.
IMPUTATO Giuliano: Signor Presidente, allora quando in un'altra sede farò le mie dichiarazioni. Grazie.
PRESIDENTE: Come vuole.
IMPUTATO Carra P.: Mi devi dare anche la possibilità di risponderti a quello che vuoi dire.
IMPUTATO Giuliano: No, puoi correggere. Capito?
PRESIDENTE: Noi non sappiamo se riguarda lei o meno.
IMPUTATO Giuliano: Io ho fatto questo... mi scusi Presidente. Siccome ho avuto degli insulti del signor...
PRESIDENTE: Sì, va bene ma noi degli insulti non ci...
IMPUTATO Giuliano: Anche mentre non c'era...
PRESIDENTE: ... non ci interessano...
IMPUTATO Giuliano: ... né lei né...
PRESIDENTE: ... né quelli dati, né quelli ricevuti.
IMPUTATO Giuliano: No, no.
PRESIDENTE: Potete accomodarvi.
Dunque, l'udienza secondo il Pubblico Ministero, dovrebbe riprendere?
PUBBLICO MINISTERO: Siamo in grado di rispettare quel calendario, quindi domani l'altro.
PRESIDENTE: Allora, Ferro Vincenzo esaminato il giorno... oggi ne abbiamo 3, il 5 marzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora l'udienza riprende il 5 marzo alle ore 9.00. Traduzione degli imputati detenuti. Buongiorno.