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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo i presenti.
Bagarella: rinunciante. Avvocato Ceolan e Cianferoni, che è presente.
AVV. Cianferoni: Buongiorno, Presidente.
PRESIDENTE: Barranca: è presente?
IMPUTATO Barranca: Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e Cianferoni, che è presente. Mi pare ci fosse anche l'avvocato Barone ieri.
AVV. Cianferoni: Presidente, è intervenuto all'udienza di ieri e poi si è dovuto assentare per un altro impegno.
PRESIDENTE: Benigno Salvatore.
IMPUTATO Benigno: Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Maffei. Ci sono? Nessuno dei due. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti. Sostituito dall'avvocato?
AVVOCATO Falciani: Falciani presente, Presidente. Buongiorno.
PRESIDENTE: Calabrò Giovacchino: rinunciante. Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni, che è presente.
Cannella Cristofaro: è presente? Rinunciante. Avvocato Di Peri, avvocato Rocchi, è presente? Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Carra Pietro: è nei pressi, entrerà fra poco. E' presente il suo difensore avvocato Cosmai.
AVVOCATO Cosmai: Sissignore.
PRESIDENTE: Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili e Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe: presente. Avvocato Anania, avvocato Cianferoni, che è presente.
Ferro Vincenzo: contumace. Avvocato Traversi e Gennai. C'è qualcuno...
AVVOCATO Traversi: Presente Traversi.
PRESIDENTE: L'avvocato Traversi presente.
Frabetti.
IMPUTATO Frabetti: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Presente. Avvocato Monaco, avvocato Usai, avvocato Roggero.
AVVOCATO Roggero: Roggero presente. Buongiorno.
PRESIDENTE: Giacalone Luigi: rinunciante o presente?
AVVOCATO Florio: No assente, rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocato Dieci, avvocato Bennati e avvocato Florio.
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio presente.
AVVOCATO Bennati: E anche l'avvocato Bennati.
PRESIDENTE: Benissimo.
Giuliano Francesco: rinunciante.
IMPUTATO Giuliano: Presente.
PRESIDENTE: E' presente. Avvocato Farina, avvocato Pepi.
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio in sostituzione dell'avvocato Pepi, per ora.
PRESIDENTE: Grazie.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo, avvocato Gramigni, che è presente.
Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani.
AVVOCATO Stefani: (voce fuori microfono)
Presidente...
PRESIDENTE: E' presente.
AVVOCATO Stefani: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Va bene avvocato, quando avrà prodotto ne parleremo.
AVVOCATO Stefani: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Va bene avvocato, quando avrà prodotto i documenti ne parleremo.
Lo Nigro Cosimo: è presente?
AVVOCATO Florio: Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocato Fragalà, avvocato Florio. Sostituiti dall'avvocato...
AVVOCATO Florio: No, avvocato Florio presente.
PRESIDENTE: E' presente, scusi.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato e Bagattini. Sostituiti...
AVVOCATO Bagattini: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: E' presente l'avvocato Bagattini.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali, avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avvocato Pepi.
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio in sostituzione dell'avvocato Pepi.
PRESIDENTE: Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e avvocato Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti, avvocato Usai, avvocato Roggero.
AVVOCATO Roggero: Presente.
PRESIDENTE: Che è presente.
Scarano Antonio: rinunciante. Avvocato Fortini e Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e Cianferoni, che è presente.
Spatuzza: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Tutino Vittorio: rinunciante. Avvocato Gallina e Di Benedetto. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Possiamo fare entrare... Ah, è già arrivato, buongiorno.
*IMPUTATO Carra P.: Buongiorno.
PRESIDENTE: Allora il Pubblico Ministero può riprendere l'esame.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, ieri lei ha risposto a tutta una serie di mie domande che riguardano questa vicenda verificata a Prato, per meglio dire nelle vicinanze di Prato, per come lei ce l'ha raccontata.
Ecco, in quel periodo, lei ha ricordo di aver fatto dei viaggi... Mi segua bene per cortesia.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se una mia domanda non la capisce mi dica che non l'ha capita immediatamente, prima di farmi andare avanti.
IMPUTATO Carra P.: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ha memoria di aver fatto altri viaggi in conseguenza dei quali è venuto qua in Toscana è si è dovuto trattenere a lungo, qualche mezza giornata, o qualche giornata qui in Toscana?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Io ricordo di avere fatto in quel periodo un viaggio via aereo insieme a un mio autista, che si chiama... per il momento non mi ricordo come si chiamasse l'autista che venne con me. Comunque io ho fatto un viaggio insieme a un mio autista. Galluzzo mi sembra, mi sembra Galluzzo si chiama.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ora...
IMPUTATO Carra P.: Comunque cerco di ricordarmelo il nome.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Comunque insieme a lui ho preso l'aereo per Pisa, sono sceso a Pisa perché avevo problemi con un automezzo vicino Lucca, che doveva caricarmi una gruetta per la nuova Sudferro di Palermo, di cui ho avuto problemi a livello di spese, che avevo dato dei soldi a questo autista, che lui mi diceva che aveva problemi, praticamente non bastavano i soldi che gli avevo dato. Io, essendo diciamo competente, mi posso sbagliare di poco a livello di spese di viaggi, non ero d'accordo. Praticamente questo qua mi ha lasciato il mezzo lì senza caricarmi niente e è andato via.
Ho dovuto di corsa prendere un aereo perché Pietro Diliberto era in confusione perché aveva la gruetta rotta, non poteva caricare mezzi nella sua ditta, aveva bisogno praticamente più in fretta possibile di questa gruetta.
E io ho fatto questo viaggio insieme a questo autista via aereo, ho sbarcato a Pisa, ho preso un taxi e sono andato lì in questa ditta vicino Lucca, che non ricordo di preciso dove sia, comunque tramite le bollette si può vedere alla nuova Sudferro questo discorso.
Ho caricato questa gruetta, sono andato via dalla ditta dove facevano queste gru, sono andato a Livorno, ho lasciato il semirimorchio a Livorno e io sono sceso a Palermo.
L'autista che avevo portato con me il trattore aveva preso, è andato a Genova a agganciare un semirimorchio e fare il lavoro che c'era da fare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma non è stata, mi pare, una permanenza particolarmente lunga questa.
IMPUTATO Carra P.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMPUTATO Carra P.: Penso un giorno.
PUBBLICO MINISTERO: Carra, magari è opportuno che spieghi, visto che parlava della nuova Sudferro, che c'entra questo Diliberto, sennò la Corte magari non capisce. Io lo so, ma la Corte no.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Praticamente la nuova Sudferro è una ditta edile che si trova in via Pecoraino, zona Brancaccio a Palermo, alla zona industriale, dove che io gli facevo i trasporti della isopack, ferro tondo, ferro piatto, questo di lavorazione, rete, qualsiasi cosa che aveva bisogno. La maggior parte dei trasporti glieli facevo io.
PUBBLICO MINISTERO: E a questa ditta è interessato il Diliberto.
IMPUTATO Carra P.: Sì, padre e figlio. Diliberto Angelo e Diliberto Pietro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Poi, oltre a questo viaggio di cui ha parlato ora, io non so se lei lo colloca, se ha ricordo ecco per collocarlo per bene nel tempo, questo viaggio di cui ha parlato ora fatto con l'aereo con il suo autista. Se se lo ricorda se lo ricorda, sennò dice: 'non me lo ricordo'.
IMPUTATO Carra P.: Io penso, non vorrei sbagliarmi, ma è stato nel '93 questo discorso, però non posso dire di sicuro se è stato '93 o '94. Di preciso, comunque non vorrei sbagliarmi, ma è stato nel '93.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha mai avuto un autista che di cognome si chiama Di Paola?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, Di Paola. Sì, sì, è proprio lui, Di Paola, non Galluzzo. Perché parente di Galluzzo, questo qua ha dei parenti che si chiamano Galluzzo e fanno anche gli autisti. Di Paola Luciano si chiama questo ragazzo.
PUBBLICO MINISTERO: Quello che è venuto con lei quindi?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha viaggiato in aereo con lei anche lui?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, torniamo per un attimo all'episodio del carico di sabbia alla Sabital.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ci andava personalmente quando c'era da fare qualche carico alla Sabital, oppure si alternava con i suoi autisti? Era più frequente che andasse lei, o era più frequente che andassero i suoi autisti?
IMPUTATO Carra P.: No, io praticamente i miei spostamenti del '93 erano esclusivamente quando ero in giro per i trasporti che ho parlato. Perché io purtroppo con il lavoro come si svolgeva era obbligatorio, era la necessità di io non viaggiare e avere gli autisti. Nel momento in cui mi sono trovato fuori Palermo è soltanto per i viaggi che ho effettuato che non potevo diciamo dare a nessuno, dovevo essere io presente praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, guardi Carra, le si fa vedere ora sul monitor un paio di documenti.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Direi non questi signorina, sono quattro quei documenti. Ecco, non quei due, gli altri due.
Ecco. Li osservi un attimo per cortesia.
IMPUTATO Carra P.: Sì, Garden Center, una ditta di...
PUBBLICO MINISTERO: E' una ditta di?
IMPUTATO Carra P.: Di Palermo mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Di Palermo. Se la...
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, vede in basso ci sono come delle firme.
IMPUTATO Carra P.: Sì Carra, è la mia.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è la sua?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per cortesia, fa vedere il documento intero signorina. Anche l'intestazione per piacere.
La legge l'intestazione Carra? La data la legge?
IMPUTATO Carra P.: Sì, Sabato Gioacchina è intestata, Torino, il Volvo con la mia targa, l'11/05/93.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è un documento come vede intestato alla Sabital.
IMPUTATO Carra P.: Come vedo?
PUBBLICO MINISTERO: Come vede è intestato alla Sabital, in altro a sinistra.
IMPUTATO Carra P.: Sì, Sabital esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. No, a me interessava, siccome questo è un documento che attesta una certa consegna di materiale, in quella certa data, a quella certa ditta, con l'utilizzo di un certo mezzo. Mi interessava sapere se quella la riconosceva come la sua firma, molto semplicemente.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, è la mia firma.
PUBBLICO MINISTERO: Ce n'è un secondo da mostrarle.
IMPUTATO Carra P.: Sì, è anche la mia firma questa.
PUBBLICO MINISTERO: Che è sotto la stessa data, come lei vede, anche questo 11...
IMPUTATO Carra P.: 11/05.
PUBBLICO MINISTERO: Maggio '93, ecco. Riconosce... Anche questa è la sua firma?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ne è sicuro?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Precisiamo, per la Corte, che si tratta... bisogna che lo dico io signorina, mi riporta qua. Per la Corte e per i difensori, perché questa non è documentazione che è stata inserita nel fascicolo del dibattimento.
Si tratta di documentazione che è compresa negli atti del Pubblico Ministero, come i difensori possono controllare senza problema alcuno, da pagina 11205 a pagina 11208 del volume I. E si tratta di documenti allegati a un'annotazione del centro DIA di Firenze del 25 ottobre 1994, numero dell'annotazione 2847.
Senta Carra, torniamo al viaggio di cui ci parlava ieri. Lei ci ha parlato di un acquisto di questa radio-mangianastri, insieme a due musicassette ha detto, vero?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Comprò qualche altra cosa insieme alla radio, per meglio dire alla radio-mangianastri e alle musicassette, nello stesso posto?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: La radio-mangianastri le fu venduta con le batterie o senza?
IMPUTATO Carra P.: Mi mise le batterie quello del distributore.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi le pagò?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, tutto completo l'ho pagato.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda quanto pagò?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sulle 100 mila lire ho pagato, 105, 98. Sulle 100 mila lire ho pagato.
PUBBLICO MINISTERO: Sulle 100 mila lire. Senta, lei ieri ha dato una descrizione di questa radio.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E, se non ricordo male, ha anche detto che le pare che fosse di una certa fabbrica, avesse un certo nome.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda se durante le indagini, durante gli interrogatori le è stato fatto vedere qualche cosa per individuare quale potesse essere la radio acquistata da lei?
IMPUTATO Carra P.: Sì, mi avete fatto vedere un depliant sulle radioline.
PUBBLICO MINISTERO: Prima di farle vedere questo depliant una domanda: che fine ha fatto questo mangianastri?
IMPUTATO Carra P.: Questo mangianastri io, quando finì il viaggio, lasciai il Barranca e sono andato a casa, l'ho portato su a casa, sia le cassette che il mangianastri. Di cui poi si è distrutto il mangianastri perché ci giocavano anche i bambini, sentivano la musica e si è rotto questo mangianastri. Ma le cassette le avevo lasciate su a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Questo vuol dire che quando lei fu arrestato questa radio era già stata, per così dire, buttata via?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vorrei che la signorina proiettasse un attimino l'immagine di questo depliant. Lei mi dirà Carra se è lo stesso che le è stato fatto vedere nel corso degli interrogatori, ovvero se è una cosa diversa. Bisogna che allarghi un attimo l'immagine signorina, sennò Carra non può riconoscere se è lo stesso depliant, o se è qualche cosa di diverso.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, è questo qua.
PUBBLICO MINISTERO: E' questo quello che le fu fatto vedere?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allarghi un attimino l'immagine signorina, per piacere. Lo sfogli dando il tempo... Si può cominciare dalla prima pagina perché mi pare che siamo a metà? Penso che ci sia un inizio e una fine, come tutti i depliant. Piano perché Carra magari dovrebbe riuscire a vederle queste cose.
IMPUTATO Carra P.: No, il depliant è quello che ho visto io, ma la radiolina che ho comprato non è così.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, qui se ne vedono due. Diciamo, ci sono delle sigle V682 e SRL521.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le dicono qualche cosa?
IMPUTATO Carra P.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Passiamo alle successive. Qui c'è CR18 di sopra e CR432 di sotto.
IMPUTATO Carra P.: Il modellino è questo, CR432, che ho comprato io. C'ha un altoparlante laterale destro, a sinistra c'è l'ingresso della cassetta, sopra ci sono diciamo i tasti, con l'antennino sopra e il manico per tenerlo.
PUBBLICO MINISTERO: Ormai che ci siamo finiamo di esibirglielo tutto il depliant, perché è lo stesso che ha visto nell'interrogatorio. Questo mi sembra che sia tutt'altra roba rispetto a mangianastri.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Giriamo ancora. Ci deve essere l'ultima facciata. Possiamo tornare quella in cui è rappresentato l'articolo 432.
Ecco, questo qui in basso lei ha detto, cioè a dire che è come quello che comprò lei?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ne è sicuro, nel senso che è sicuramente come quello che comprò lei? Oppure ne è sicuro nel senso che gli assomiglia molto, gli assomiglia poco, c'ha le caratteristiche sostanzialmente analoghe?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sono le caratteristiche che io ho detto dall'inizio, la radiolina. Non posso dire è quella là al 100%, ma come caratteristiche, come modellino era così.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Mi sembra che questo sia un documento di cui dispone la Corte, viceversa. Ha come collocazione signorina?
SIG.NA Puccinelli: Fogli 19915.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questa è la numerazione del Pubblico Ministero. La numerazione della Corte. Va be', ora lo preciseremo, come mi sembra, se è un documento custodito negli atti del fascicolo per il dibattimento.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, Presidente, si tratta dei documenti che abbiamo prodotto in una delle prime udienze, e costituisce il punto 53 delle produzioni.
PRESIDENTE: Bene.
PUBBLICO MINISTERO: Io vorrei ora farle vedere ancora, Carra, alcune immagini. Immagini delle quali non dico niente, sono semplicemente immagini che riproducono luoghi e, come lei vedrà tra un attimo, io ho bisogno di sapere se queste immagini per lei sono rappresentative di qualcosa di cui si ricorda, oppure no.
Il dottor Nicolosi sa quali sono queste immagini da sottoporle in visione.
IMPUTATO Carra P.: Questa non mi ricorda niente.
PUBBLICO MINISTERO: Questa non le ricorda niente. Andiamo avanti.
IMPUTATO Carra P.: Questa è la discoteca, il piazzale, il ristorante, mi sembra che c'è la pizzeria, dove mi fermai un po' io di mia iniziativa, vicino Prato, vicino quel paese lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo è il punto in cui lei si trattenne a lungo?
IMPUTATO Carra P.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Però è un punto nel quale lei comunque si è soffermato?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo punto lei lo indicò a chi la interrogava? Voglio dire, lo indicò lei al Pubblico Ministero quando fu interrogato?
IMPUTATO Carra P.: No, mi sembra che mi venne in mente nel sopralluogo, vedendo l'immagine della struttura.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, quindi passandoci.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi fu lei che lo segnalò durante il sopralluogo al Pubblico Ministero, volevo dir questo?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questo posto qui, quindi lei ci si è trattenuto poco, tanto, di passaggio, a prendere un caffè? Ecco, magari se riesce...
IMPUTATO Carra P.: Un paio d'ore mi sono trattenuto lì, due ore, un'ora e mezza così.
PUBBLICO MINISTERO: E come mai le capitò di soffermarsi in questo punto?
IMPUTATO Carra P.: Perché mi aveva spostato l'appuntamento e non fare diciamo tutta la strada che avevo fatto fino alle undici. Ma anche mi incuriosì il posto, per questo mi fermai.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ora dobbiamo terminare con un altro luogo.
IMPUTATO Carra P.: Questa è l'area di servizio dov'è che io mi fermai col mezzo quei due giorni. Perché in questa a destra mi ricordo che c'era un venditore di auto. Dietro, entrando dentro l'area di servizio, dove indica la frecciolina, c'è un ristorante che all'interno ha il parcheggio.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè c'è un parcheggio al chiuso?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: O comunque riservato, per così dire.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Lo riconosce senza difficoltà?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' anche questo un punto che ha individuato lei nel corso del sopralluogo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, che già avevo detto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi prima ne aveva parlato e poi l'ha indicato al Pubblico Ministero?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questa?
IMPUTATO Carra P.: Questo è il ristorante.
PUBBLICO MINISTERO: E' il ristorante. Si può leggere... Aspetti un attimino signorina, mi scusi. Va be' che si capisce che è una stazione di servizio. Io personalmente non ci leggo il nome della marca della benzina. A prescindere dal fatto che io non ce lo legga, lei se lo ricorda? Carra.
IMPUTATO Carra P.: Lo leggo lì, ma io non...
PUBBLICO MINISTERO: Se lo legge non lo dica più, perché sembrerebbe aggiustata la cosa e non...
IMPUTATO Carra P.: Le sto facendo notare che lì si legge Api e io non me lo ricordavo.
PUBBLICO MINISTERO: Direi che non abbiamo...
PUBBLICO MINISTERO: Ce n'è un'altra mi pare.
PUBBLICO MINISTERO: Beh, mi sembra superfluo. Diciamo semplicemente quali sono le foto di cui ha preso visione Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, questi sono atti contenuti nel fascicolo del dibattimento a foglio 1259 e seguenti. Si tratta del fascicolo dei rilievi tecnici della Polizia Scientifica di Firenze del 6... mi scusi no. 1 febbraio '96. E' una copia trasmessa per l'appunto il 1 febbraio '96. I rilievi vennero fatti su provvedimento, come riferito, del Pubblico Ministero del 2 settembre '95. La data di questi sopralluoghi poi è riportata nel prosieguo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, non credo che per il momento abbiamo altre foto da esibire.
Senta Carra, ieri quando abbiamo cominciato questa lunga esposizione, lei ha accennato al fatto di aver compiuto un trasporto in un'altra località che ha indicato con il nome di Arluno.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi ha anche accennato - se io ricordo bene - a quello che ha chiamato "Un viaggio veloce", sempre se io ricordo bene.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Queste mi sembra che siano state le sue parole, ieri.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io le chiederei di illustrare questi due episodi. L'ordine con il quale li vuole illustrare, lo scelga lei. Nel senso che, nei limiti in cui lei se ne rammenta, sarebbe meglio che iniziasse il racconto da quello che, secondo lei, è il più vecchio nel tempo. Quindi quello che è venuto prima.
IMPUTATO Carra P.: Sì, quello che è venuto prima è quello, il viaggio veloce che ho fatto... Ho preso la nave a Palermo per Napoli, l'ho presa alle otto di sera, sono sbarcato alle sei e mezza, sette del mattino e in giornata stessa, con la stessa nave, alle otto di sera ho imbarcato vuoto, con il rimorchio uno sopra l'altro, direzione Palermo di nuovo.
Di cui mi chiese anche il portuale che viene messo sotto bordo al momento del carico della nave degli automezzi, che diciamo gestisce un po' l'imbarco, mi chiese come mai riprendevo la nave vuoto, con il rimorchio uno sopra l'altro. Perché, diciamo, il sistema lavorativo lo conoscono loro bene o male, quando arriva un rimorchio vuoto.
E' una assurdità salire vuoto, riprendere la stessa nave vuoto, andare giù.
E io risposi che mi avevano dato dei viaggi che non l'avevo più effettuato, ma mi avevano pagato le spese e stavo andando giù in ferie.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma cerchiamo di raccontare alla Corte il perché e il per come di questo viaggio.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Sì, praticamente io...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi Carra, abbia pazienza.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se la sente di dare una indicazione temporale?
Nel senso che ha raccontato questa vicenda pratese - chiamiamola in questo modo - ecco.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo viaggio veloce lei se la sente di collocarlo nel tempo, rispetto a questo viaggio pratese?
Dopo poco, dopo molto. Se se la sente, allora è una domanda necessaria.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Sì, io posso dire che è stato, diciamo, un paio di giorni, dieci, 15 giorni prima di partire per Arluno. Però non... è stato dopo di Firenze il viaggio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo...
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... è una indicazione che lei dà approssimata. Si sente sicuro, si sente di dire che è possibile che questa sia stata...
IMPUTATO Carra P.: Sì, è possibile quel tratto lì che ho detto adesso.
PUBBLICO MINISTERO: Ma resta sempre valida, come dire, la premessa che ha fatto ieri anche su questo viaggio veloce che lei, per quanto riguarda i tempi e le date, non si sente di garantire una assoluta precisione del suo ricordo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, questo lo dico sempre. Perché posso anche confondere, diciamo, come data di viaggio.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Allora, le stavo chiedendo appunto come nasce questo viaggio veloce e che cosa ha come scopo effettivo, come scopo reale.
IMPUTATO Carra P.: Sì, io ho due balle di esplosivo piccole e una borsa di ginnastica piccola, blu. Di cui l'ho consegnata aiutandolo a Spatuzza e a Scarano da Roma, di cui li mettiamo dentro un furgone arancione, un furgoncino arancione che avevo capito era in possesso di Scarano.
Però non riesco a ricostruire sia dove abbiamo fatto lo scarico e dove eravamo, praticamente. Non riesco a focalizzare. Perché talmente è stato veloce come viaggio, e non... Ho cercato, diciamo, di ricostruirlo, però non me lo ricordo.
Ricordo bene, focalizzo il furgone, l'atto che aiuto a Spatuzza a mettere 'ste due balle sopra il furgone. Però non riesco a individuare dove è stato effettuata questa operazione di scarico.
Ho cercato anche di ricordare i viaggi che ho fatto. E l'unica volta che io vedo il furgone arancione è in questa occasione.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, questo episodio lei lo rammentava fin dall'inizio della sua collaborazione, o è un episodio che ha riferito in un momento successivo?
IMPUTATO Carra P.: No, io ho riferito all'inizio di un viaggio velocissimo. Però che non ricordavo nulla di quel viaggio.
Poi sono stato, diciamo, contestato da lei su una dichiarazione di Scarano.
Praticamente io mettevo in atto il viaggio, però non ricordavo niente di quel viaggio. Di cui poi, con la sua contestazione che diceva che io ero stato due volte all'acqua minerale dove scaricai quella borsa a Spatuzza, di cui dicevo una volta, ignoravo quel viaggio lì. Ma ignoravo non di averlo fatto, perché io li ho dichiarati i viaggi che ho fatto. Non riuscivo a ricostruire quel viaggio veloce.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi questo è un episodio che lei ha riferito a seguito di quelle che lei ha chiamato delle contestazioni fatte da me.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire: contestazioni su dichiarazioni che aveva già reso e che avevano reso altre persone? Vuol dire questo?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E di questo furgone arancione - mi pare abbia detto arancione, o mi sbaglio?
IMPUTATO Carra P.: Sì, arancione.
PUBBLICO MINISTERO: Arancione. Lei aveva già parlato di sua iniziativa, oppure gliene ho parlato io? Cioè a dire: gliel'ho contestato io?
IMPUTATO Carra P.: No, lei non mi disse niente di questo furgone nella contestazione. Lei mi contestava soltanto che ero stato due volte all'acqua minerale dello Scarano, allo stabilimento dello Scarano, di cui io avevo dichiarato una volta sola.
Il furgone io non lo ricordo se l'ho dichiarato.
PUBBLICO MINISTERO: Se ne aveva già parlato.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Perché, quando negli interrogatori mi chiedevate che macchine avevo visto, io non lo ricordo se l'avevo detto...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMPUTATO Carra P.: ... del furgone arancione. Però l'ho dichiarato nel momento in cui ho cercato di ricostruire, ripeto, quel viaggio veloce che focalizzo diciamo la scena in cui scarico queste due balle, però non riuscivo a ricostruirlo per bene, quel viaggio veloce.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMPUTATO Carra P.: Vedendomi in difficoltà a ricostruirlo, ho cercato di ricostruire tutti i miei viaggi, di cui il furgone arancione non esiste in nessun posto.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, non ho capito quest'ultimo...
IMPUTATO Carra P.: Per me, praticamente, di quello che ho ricostruito io per cercare di non sbagliarmi, il furgone arancione negli altri viaggi non c'è.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMPUTATO Carra P.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, la seguo, ho capito.
IMPUTATO Carra P.: Non c'è. E allora è soltanto in quell'occasione di quel viaggio veloce che c'è questa borsa, il furgone e queste due balle.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, comunque queste due balle con la borse furono portate? Almeno sulla città siamo sicuri?
IMPUTATO Carra P.: Sì sì, tranquillo. Roma.
PUBBLICO MINISTERO: A Roma.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Senza dubbio.
PUBBLICO MINISTERO: E le persone alle quali lei consegnò questo materiale...
IMPUTATO Carra P.: Spatuzza e Scarano, senza dubbio neanche.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, almeno questi dati....
IMPUTATO Carra P.: Sì, perché è una scena che ho in visione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Non avrà grande importanza, ma io le ricordo che del fatto di aver visto un furgone arancione, diciamo negli ambienti romani che lei aveva frequentato, ne parlò per la prima volta proprio lei nell'interrogatorio del 31 di agosto, quello fatto il pomeriggio.
Io non c'ero, c'era il procuratore della Repubblica di allora e il dottor Nicolosi.
Lei indicò una serie di veicoli che aveva avuto modo divedere e menzionò un furgone color arancione. Eh? Questo se lo ricordava di averlo...
IMPUTATO Carra P.: Lo avevo detto che non me lo ricordavo...
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
IMPUTATO Carra P.: Però che c'è il furgone, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo è un viaggio veloce.
Ancora due particolari: lei ha parlato di due balle, va be', più la borsa.
Queste balle erano più o meno, o tali e quali, quelle che ha visto, ha trasportato anche negli altri viaggi, o poteva essere qualche cosa di diverso?
IMPUTATO Carra P.: No, il confezionamento era uguale. Ma non erano grandi, ma erano piccole, come due ruote di auto,
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei anche ieri ha parlato più volte appunto di balle più grandi e di balle più piccole.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Per le balle più piccole ieri ha dato anche una indicazione così approssimativa di peso.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mentre, per le balle più grandi, ha detto semplicemente - se ricordo bene - che per muoverle, per prenderle, per spostarle, una persona da sola non ce la faceva e bisognava essere in due o tre, se ricordo bene.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì è così.
PUBBLICO MINISTERO: Ma un'idea del peso di queste balle grande se l'è mai fatta?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ma lei ricorda di, quando è stato interrogato, di aver fatto, di aver dato delle indicazioni sul peso di queste balle?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Sulle 100-110 chili.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma è una indicazione che oggi lei non ricorda più, oppure non si sente di confermare? Mi aiuti... Perché vedo si ricorda quello che aveva detto nel corso degli interrogatori, però ieri gliel'ho chiesto e mi ha detto che non sapeva indicare il peso.
Allora mi faccia capire com'è che...
IMPUTATO Carra P.: Io ho detto allora sulle 100-110 chili, perché una balla di 100 chili non riesco ad alzarla da solo.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, ma forse nemmeno di 95, voglio dire.
IMPUTATO Carra P.: Eh, sì 95, anche di 70-80 penso che non riesco ad alzarla. Ho detto un peso così, sulla mia capacità di alzare qualcosa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMPUTATO Carra P.: Io non posso dire - scusi se la interrompo - di preciso quanto poteva pesare.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, lei nel corso di tutte le indagini, di tutti gli interrogatori, ha avuto la possibilità di osservare con i suoi occhi, di toccare con le sue mani, qualche cosa, qualche involucro che fosse più o meno analogo a quelli che aveva maneggiato all'epoca di questi fatti?
IMPUTATO Carra P.: Sì, io ho maneggiato due balle. E nella villetta vicino a Fiano Romano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: In quei due giorni del discorso di Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ora ci... Forse la domanda mia non è stata chiara.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le ho chiesto semplicemente se durante le indagini, durante gli interrogatori, eh?
IMPUTATO Carra P.: Ah, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha avuto per le mani, ha compiuto un qualche atto col Pubblico Ministero, atto nel quale ha avuto la possibilità di vedere e di maneggiare materiale, involucri, balle...
IMPUTATO Carra P.: Sì. Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... forme simili.
IMPUTATO Carra P.: Sì, a Roma, alla Scientifica due balle ho constatato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Ho anche alzato e provato di alzarla, perché ho chiesto io di alzarla perché avevo aiutato nella villetta, come stavo spiegando prima, di sotterrare fuori proprio alla villetta, sempre nell'interno...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: ... avevamo fatto un fosso a terra per mettere giù queste due balle. E una l'avevo alzata io e messa dentro. E volevo provare se era quello lì il peso bene o male che avevo diciamo alzato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E lei... Poi ci ritorneremo su tutto il discorso della villetta.
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Le devo chiedere moltissime cose, veramente.
Ma trovandosi quindi ad alzare - lo chiese lei, come stava rammentando - alzare una di queste balle, lei apprezzò che fosse pesante come quelle che aveva visto alla villetta?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora quando lei ci sta parlando, per esempio, di questo viaggio veloce e ci sta dicendo due balle piccole...
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, rispetto appunto a quelle che lei ha potuto prendere in mano lì alla Polizia Scientifica a Roma...
IMPUTATO Carra P.: Sì, sono in quel modo.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, ecco.
IMPUTATO Carra P.: Perché io mi ricordo che una la alzai e l'appoggiai a Spatuzza; una, la misi sull'uscita al fosso. Diciamo, chiamiamo fosso l'interno dove, la copertura del mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMPUTATO Carra P.: La misi e l'alzai dal fosso, diciamo. L'appoggiai sulla ruota, scesi dal camion, la presi e la portai dentro il furgone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi queste due balle, questi due pacchi di questo viaggio veloce, come grandezze erano, come pesi almeno e come confezionamento, erano come quelle che lei pi ha visto alla Polizia Scientifica. Vuol dire questo?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Però, a quello che capisco, quando lei parla poi di balle piccole si riferisce a qualche cosa di più piccolo. Perché ieri ha parlato di oggetti pesanti sui 25-30 chili.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sa quanto pesavano quei materiali, quei pacchi che ha avuto alla Polizia Scientifica?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Gliel'ho detto mai io?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Lo ha saputo da qualcun altro che lo ha interrogata?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. E sei lei dovesse stimarlo il peso, oggi. Domanda che non le ho mai fatto: dovesse stimare lei il peso di quegli oggetti che sollevò alla Polizia Scientifica che peso gli attribuirebbe?
IMPUTATO Carra P.: 25-30 chili. 35 chili, non ho idea.
PUBBLICO MINISTERO: Lei quanti ne vide alla Polizia Scientifica a Roma?
IMPUTATO Carra P.: Due.
PUBBLICO MINISTERO: Due. Li sollevò tutti e due, o uno solo?
IMPUTATO Carra P.: Uno solo.
PUBBLICO MINISTERO: Uno solo. E il peso che lei oggi gli potrebbe attribuire a quell'oggetto è intorno ai 25-30 chili?
AVV. Cianferoni: Abbia pazienza, sono l'avvocato Cianferoni.
Io volevo...
PUBBLICO MINISTERO: Se ho capito bene...
IMPUTATO Carra P.: 30 chili, 35 chili...
AVV. Cianferoni: ... fare opposizione a questa domanda.
PRESIDENTE: Sì, aspetti.
IMPUTATO Carra P.: Ah.
PRESIDENTE: Dica, avvocato.
AVV. Cianferoni: Vorrei porre opposizione. Perché ascoltando l'esame che conduce il Pubblico Ministero noto come la gran parte delle circostanze, almeno dell'udienza odierna, attengono non a fatti specifici nei quali il Carra abbia avuto un qualche ruolo, ma a un racconto di valutazioni, prima di tutto. Come questa sul peso che mi sembra proprio tale e quale una valutazione.
E poi i fatti di indagine, non fatti per cui il processo.
Non so se riesco a rendere l'idea. Però siccome il 499 comma I che si applica pacificamente anche nell'esame degli imputati, dice proprio il comma I: "L'esame testimoniale si svolge mediante domande su fatti specifici", io credo che le domande che in questo momento sta ponendo il Pubblico Ministero non si attengano a questo canale. E perciò mi oppongo.
PRESIDENTE: Vuole replicare il P.M.?
PUBBLICO MINISTERO: No.
PRESIDENTE: Come dice?
PUBBLICO MINISTERO: No. Non voglio replicare per la semplicissima ragione che credo che il Pubblico Ministero abbia, non solo il potere, ma anche il dovere di porre a verifica le dichiarazioni di Carra non solo con i fatti che ha raccontato, ma anche con le precedenti dichiarazioni per offrire, anche nell'interesse della difesa, un terreno in più di valutazione di queste dichiarazioni.
Quindi, non solamente con riferimento ai fatti, ma anche con riferimento a quello che potremmo chiamare il comportamento processuale.
Mi sembra che questo sia un modo di condurre l'esame, prima di tutto è su fatti specifici perché non ho parlato altro che di fatti specifici. Ho parlato di luoghi, ho parlato di documenti di viaggio, ho parlato di furgoni. E quindi non ho certo parlato di cose generiche.
Ma mi sembra proprio di condurre l'esame in maniera che garantisce una volta di più i difensori. O per meglio dire gli imputati, perché è di loro in definitiva che mi preme, li garantisce sotto il profilo che offro alla Corte la possibilità di mettere a confronto le dichiarazioni di oggi di Carra, non solamente con i fatti degli anni '93-94, ma anche delle sue stesse dichiarazioni degli anni '95 e '96.
Quindi un doppio piano di lettura e di valutazione delle dichiarazioni di Carra.
L'esame francamente - lo dico da solo - impostato con più correttezza di così, francamente non mi riuscirebbe.
PRESIDENTE: Comunque l'opposizione si respinge, perché i fatti sui quali vengono poste le domande sono indubbiamente specifici, non c'è dubbio che non siano specifici.
Le valutazioni sono coerenti e intrinseche allo stesso tenore contenuto delle dichiarazioni che l'imputato sta facendo e che inevitabilmente non possono non portare a chiedere valutazioni sui pesi. Perché qui sono valutazioni su pesi.
E quindi sono fatti che devono necessariamente essere coerenti e necessariamente poste per dimostrare anche la credibilità, l'attendibilità, la valutazione complessiva del suo comportamento processuale, e delle dichiarazioni che sta rendendo.
Possiamo proseguire. La domanda che aveva posto, stava rispondendo il Carra, non me la ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, mi perdoni.
PRESIDENTE: Mentre l'avvocato Cianferoni stava facendo la sua opposizione, lei stava ponendo una domanda.
Il Carra stava rispondendo, ma io non ricordo più né il contenuto della domanda, né dell'inizio della risposta.
PUBBLICO MINISTERO: Era una domanda che riguardava appunto la stima, in termini di peso, dei due involucri che Carra ha avuto la possibilità di vedere e anche di sollevare, in occasione di un certo atto di indagine che si è verificato presso la Polizia Scientifica a Roma nel corso delle indagini preliminari.
E Carra ha dato una risposta - se io ho capito bene, Carra, perché ci siamo un po', come dire, soffermati - sui 25-30 chili.
PRESIDENTE: Ha detto anche 35.
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Anche 35.
PUBBLICO MINISTERO: Anche 35.
IMPUTATO Carra P.: Comunque dai 30 ai 40 chili. Di meno, sì; di più, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, Carra.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando ieri lei ci parlava quindi di queste forme piccole e ha dato questa stima di peso ieri: 25-30 chili, che vuol dire? Erano più o meno grandi questi oggetti come quelli che ha visto alla Scientifica a Roma, o che erano ancora diversi?
IMPUTATO Carra P.: No, no, erano così, come quelli che ho visto lì.
Piccoli così, dico. Non come peso, come balle che ho visto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Carra P.: Cioè, il peso mi posso sbagliare sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Però ha detto che, in alcune occasioni, ha trasportato appunto delle balle più grosse.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E da solo, una persona, almeno lei da solo, non sarebbe stato in grado di sollevarla.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, ci ho provato ad alzarle bene in certe occasioni per, diciamo, caricarle.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMPUTATO Carra P.: Ci riuscivo proprio a muoverli.
PUBBLICO MINISTERO: L'altra cosa, l'altra domanda che le debbo porre su questo viaggio veloce, Carra: la borsa, lei ha avuto modo di capire che cosa c'era dentro questa borsa che scaricò insieme alle balle, oppure no?
IMPUTATO Carra P.: Ma io la presi e... tipo ferramenti, c'erano dentro. Era, non era piena. Diciamo, alzandola sembrava quasi vuota la borsa.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, abbia pazienza.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era una borsa pesante, o era una borsa leggera?
IMPUTATO Carra P.: Insomma, non era pesante, ma... non glielo so spiegare così.
Era, di solito la borsa, queste da ginnastica piccole, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMPUTATO Carra P.: Se lei la riempie piena di indumenti, cosa fa la borsa? Rimane diciamo piena, quando lei la alza.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Si tira, diciamo, e serve il vuoto sopra. Però non so come spiegarlo.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, ma io ho capito perfettamente.
IMPUTATO Carra P.: Io, nel momento in cui gli passai questa borsa, oltre che si sentiva ferro con ferro quando la appoggiai dentro la lamiera, la borsa, dentro il nascondiglio, diciamo così, si sentiva bene il rumore dei ferri, che toccava ferro con ferro. E alzandola era quasi vuota, la borsa.
Però non aprii, non so cosa ci sia dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il trasporto quindi che lei mette per secondo in ordine di tempo, dopo, tra i due: il viaggio veloce e Arluno, è quello di Arluno.
IMPUTATO Carra P.: Non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, tra il viaggio veloce e il viaggio di Arluno, quello che viene per secondo - stando ai suoi ricordi - è il viaggio di Arluno.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo vuole raccontare, per cortesia alla Corte come nasce questo viaggio e come viene organizzato e come si svolge.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Sì, io sono sceso a Palermo. Mentre andavo verso Villabate a Palermo con una Golf, avevo una Golf scura, mi inseguiva una macchina bianca, una Opel Corsa bianca, di cui dentro c'era Lo Nigro e "Olivetti", mi lampeggiò e ci siamo fermati vicino a Villabate in una stradina sterrata, diciamo.
Ci siamo fermati e loro mi hanno detto, dice, se conoscevo Arluno.
Gli ho detto: 'no, non lo conosco come paese, però ho sempre visto l'uscita di Arluno che è vicino Milano direzione Torino'.
Dice: 'allora senti che fai: prepara l'automezzo che si deve andare ad Arluno'.
Va bene. La stessa sera che li incontrai e mi spiegarono questa cosa, perché è successo di pomeriggio questo colloquio, verso le due e mezza, tre, preparai il camion sempre nella mia, nel mio garage della Coprora. Diciamo, all'inizio non lo sapevo che aveva effettuato il viaggio in compagnia di Lo Nigro. Si caricò queste balle di cui con lo stesso sistema dell'Ape guidata da lo Nigro.
C'era presente il Barranca, il Lo Nigro, Giuliano e io.
PUBBLICO MINISTERO: Non c'era nessun altro?
IMPUTATO Carra P.: Non... Penso di no, non vorrei sbagliarmi, però penso di no, in questa occasione.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
IMPUTATO Carra P.: Il che si caricarono queste balle: due. Di cui anche un tipo, un involucro a salsicciotto che avevo fatto io a un trasporto da Castelvetrano a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, Carra.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, due balle e questa cosa diversa che sta descrivendo?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che mi era sembrato, almeno a me, di non aver capito molto bene la sua affermazione.
IMPUTATO Carra P.: Sì, avevo detto diverso...
PUBBLICO MINISTERO: Chiedo scusa.
IMPUTATO Carra P.: Un involucro diverso, tipo un salsicciotto, ho detto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Si caricò, questo la sera. E così ci siamo divisi.
Mi ha detto Cosimo, dice: 'io parto con te, ci vediamo all'entrata dell'autostrada alle nove e mezza di sera. Stasera alle nove e mezza, ci vediamo all'entrata dell'autostrada di Villabate, che io vengo via con te'.
Ho detto: 'va bene'.
Sono andato a casa, mi sono preparato un po' di indumenti nella borsa, si è fatto l'orario, mi sono messo sul mezzo e sono andato all'entrata dell'autostrada.
Ero sul camion seduto, ho aspettato un dieci minuti, così. Ho visto aprire lo sportello laterale, è salito Lo Nigro, aveva una borsa e ci siamo messi in viaggio.
Ho fatto tutta io la strada. Strada facendo lui fece qualche telefonata perché avevamo, come diceva lui, un appuntamento con una persona nella piazzetta di Arluno dove c'era per segnale una panchina in questa piazzetta.
Arrivati vicini ad Arluno lui cercava di rintracciarlo, perché aveva - se mi ricordo bene - l'appuntamento era alle undici, undici e mezza di mattina.
Avvicinandoci diciamo al paese lui cercava di rintracciarlo a questa persona qua per dire: 'noi stiamo arrivando'.
Siamo arrivati all'uscita di Arluno, si cercava di andare verso questa piazzetta. Io entrai dentro il paese, mi trovai in difficoltà avendo il mezzo pesante e divieti di transito. Allora superai il paese, uscii quasi fuori passando dalla piazzetta dove noi avevamo questo appuntamento.
Lui mi disse, dice: 'è qua l'appuntamento'.
Dissi: 'usciamo fuori, sganciamo i semirimorchi e rientriamo con la motrice soltanto', che è piccola, sarà quattro metri. Sicché non dà occhio un grande...
Voglio precisare anche, come ho sempre detto, che ero a conoscenza di cosa trasportavo in questo viaggio.
Ho sganciato questi semirimorchi proprio fuori il paese; siamo rientrati nel paese, nella piazzetta; siamo scesi e ci siamo seduti in questa panchina.
E si aspettava. Questa persona non arrivava. lui si spostò, c'è una gabina di fronte, telefonica. Chiamò, si avvicinò uscendo dalla gabina, disse: 'non rintraccio nessuno, non risponde nessuno'.
Ho detto: 'ma lo conosci tu questa persona?'
Lui mi disse: 'sì, l'ho visto una volta a Palermo, lo conosco'.
Mentre mi diceva così, di fronte a questa panchina che c'è un tipo, come posso chiamarlo? Un cortile, diciamo come una piazzetta, no? C'è una edicola, anche. Lui tutto assieme che io gli stavo domandando se lo conosceva e facevamo tutto questo discorso, si alzò, dice: 'è qua'.
Io alzai gli occhi, però l'unica persona che ci veniva di fronte come lui si è alzato e gli è andato all'incontro, era questa persona che veniva di questa piazzetta qua.
Io alzai gli occhi, li abbassai e ho cercato di non farmi vedere in viso di questa persona qua.
Loro si sono salutati e Lo Nigro è venuto verso di me. Dice: 'guarda, prendiamo l'automezzo e andiamo dietro di lui'.
'Va bene'.
Siamo andati indietro, perché avevo posteggiato un 100 metri prima della piazzetta, che c'era una traversina vicina a un bar, ho preso il mezzo con Lo Nigro sopra. Sono uscito dalla piazzetta. Lui veniva da una traversa, fuori, subito fuori dalla piazzetta. Dice: 'segui lui'.
Siamo andati avanti, lui ha posteggiato più avanti. Io ho agganciato i semirimorchi che avevo lasciato lì, in un piazzale e siamo usciti fuori dal paese dopo che ho agganciato i semirimorchi.
Andando dietro ho capito che non avevano un posto fisso dove andare. Si stava cercando un posto isolato dove potere scaricare questi pacchi.
Mentre si camminava, prima, vicino ad un incrocio, per non girare con l'automezzo io mi sono fermato in un parcheggino sulla statale stessa.
Lo Nigro è sceso, è andato dietro e c'era la macchina di questo signore qua. E' salito sulla macchina e si sono allontanati un dieci minuti. E' ritornato, è salito a bordo, dice: 'andiamo, vai dritto di qua, abbiamo trovato il posto'.
Siamo arrivati sul posto. Vicino c'era una stradina di campagna, sono entrato a marcia indietro, ho alzato il ribaltabile. Loro hanno sceso i pacchi, che io li vedevo attraverso lo specchietto retrovisivo, perché si aziona, per alzare il ribaltabile di questo automezzo, si azionava dal sedile di guida. Sotto c'erano dei pulsanti che si manovravano per alzare e abbassare.
Facendo questa operazione io avevo troppa paura, volevo andare via. Diciamo, avevo fretta. A me mi colpì l'indifferenza di Lo Nigro, era tranquillo, non... io ero agitato perché, oltre che sapevo cos'era, sapevo che però avrebbe successo un'altra strage. Speravo solo a Dio che non avrebbe fatto vittime.
Comunque vengo al discorso: finì di scaricare questi due pacchi e questo salsicciotto. Abbassai il ribaltabile, scesi e staccai i tubi, perché dietro la gabina del trattore bisognava attaccare il tubo per ribaltare, sennò non riusciva... perché p idraulico, a olio.
Si avvicinò allo sportello Lo Nigro e gli dissi: 'vado io. Andiamo?'
Dice: 'no, tu vai, che io rimango qua'.
Però mi rincuoro perché io ero un po' agitato per andare via. Anche perché stavo andando via e stavo portando via la borsa che lui aveva sul camion.
Stava andando via, mi fermai perché ho visto la borsa dentro la gabina. Dissi: 'e la borsa?'
Gliela diedi e si incazzò lui perché dice: 'calmati, vai tranquillo. Vai, non ti preoccupare'.
Si incavolò, praticamente mi rimproverò.
Sono andato via. E non vorrei sbagliare, io quella volta lì di Milano sono andato a caricare nella zona di Brescia e sono andato giù a Palermo.
No. No, era un altro viaggio questo qua. Io sono andato giù a Genova in questa occasione di Arluno, che sono sceso con l'aereo. Ho lasciato il rimorchio al porto. Stavo confondendo con un'altra occasione.
In questa occasione di Arluno io sono ritornato a Palermo in aereo lasciando il trattore alla nave via mare che va a Termini Merese da Genova. E il rimorchio l'ho lasciato nell'altro porto. Diciamo sempre nel porto di Genova, ma a imbarchi diversi.
Ho lasciato il trattore soltanto, lì, che mi veniva anche bene per andare via a piedi e andare a prendere l'aereo a Genova. Che non voglio sbagliare Genova-Voltri, che è vicino all'aeroporto questo imbarco della via mare che va fino a Termini Merese.
Sono sceso a casa in aereo. Dopo giorni, per via di televisione, ho visto che è successo la strage in contemporanea, sia a Roma che a Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, proprio sull'ultimo punto di questo racconto: in altre occasioni le è capitato - io parlo dei viaggi con questi trasporti particolari, con questi involucri - in altre occasioni le è capitato di rientrare a Palermo imbarcando o il trattore o il rimorchio sulla linea per Termini Merese?
Cioè a dire quella via mare navigazione, per intendersi.
IMPUTATO Carra P.: No, come ricordo io no. Sono stato soltanto in questa occasione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora io, questo racconto, siccome ho da chiederle alcune precisazioni, lo riprendo dall'inizio.
Ecco, stava spiegando prima appunto di aver portato due forme, o due balle che fossero, più un affare tipo una salsiccia lunga. Ha detto così, mi sembra che queste siano state le sue parole.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, queste due balle com'erano, come grandezza?
Per così dire di quelle che lei giudica piccole, o di quelle che lei giudica grandi?
IMPUTATO Carra P.: No, quelli grandi.
PUBBLICO MINISTERO: Grandi.
IMPUTATO Carra P.: Grandi, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quante erano? Non so, non ho notato se l'abbia detto quante erano. Può darsi mi sia sfuggito a me.
IMPUTATO Carra P.: Io ho detto due.
PUBBLICO MINISTERO: Due. Senta, e questa, invece questo affare tipo salsiccia lunga.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Magari vuole spiegare alla Corte in che circostanza lei ha visto per la prima volta questo oggetto? Se nel momento in cui è stato caricato sul camion, ovvero precedentemente.
IMPUTATO Carra P.: No, io vidi 15 salsicciotti, 15, 16, 14, non ricordo bene, ma una quindicina erano, perché li caricai su ordine di Lo Nigro a Castelvetrano in un, dentro diciamo una campagna che era, c'era una persona dentro. Che entrando da un cancello si andava in campagna, diciamo.
Ho caricato questi 15 salsicciotti che li portai a Palermo da Castelvetrano di cui li consegnai a Lo Nigro nella sua Ape e li portò via.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti Carra, ma andò da solo a prenderli questi salsicciotti a Castelvetrano?
IMPUTATO Carra P.: Io col camion, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma...
IMPUTATO Carra P.: Lì, a Castelvetrano ho avuto l'appuntamento da Lo Nigro, di cui Lo Nigro arrivò con una Golf insieme ad un'altra persona che guidava, che non so chi sia. E lì ho trovato una persona anziana.
PUBBLICO MINISTERO: Allora il posto dove andaste a prendere questa roba, lei non lo conosceva prima?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol dire questo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, se non... Sia come persona, sia come posto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma al momento in cui partì da Palermo, sapeva che cosa sarebbe andato a fare a questo appuntamento che aveva a Castelvetrano?
IMPUTATO Carra P.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda dove le fu dato esattamente l'appuntamento?
IMPUTATO Carra P.: Sì. All'uscita di Castelvetrano, appena gira sulla sinistra, fuori l'autostrada c'è un ristorante e area di servizio. Dentro lì.
PUBBLICO MINISTERO: E di quale marca di benzina, se lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: Mi sembra Esso, che sia. Però...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, Carra.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' l'uscita di Castelvetrano su quale autostrada?
IMPUTATO Carra P.: Direzione Trapani.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la Palermo-Trapani.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi lei...
IMPUTATO Carra P.: E' direzione Mazara del Vallo però l'uscita di Castelvetrano. Perché se prende per Trapani non la trova l'uscita.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, appunto, mi sembrava anche a me per quanto ne conosco io di...
IMPUTATO Carra P.: No, va be', è direzione Trapani, per dire...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, va bene.
IMPUTATO Carra P.: ... l'ingresso dell'autostrada.
PUBBLICO MINISTERO: Ci siamo capiti perfettamente.
Ecco, quindi arrivando su questo punto lei poi ha detto che finì in un posto di campagna, a quello che capisco.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, chi c'era dentro questo posto?
IMPUTATO Carra P.: C'era, entrando sulla sinistra, tipo una casetta. E a destra c'era tipo delle stalle di animali. Di fronte venivano gli alberi di ulivo, queste cose qua.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. E c'era qualcuno?
IMPUTATO Carra P.: Sì, una persona anziana, dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Lei l'aveva mai conosciuta questa persona anziana, Carra?
IMPUTATO Carra P.: No, non lo... Quella era la prima volta che lo vedevo e l'ho visto dopo, di sfuggita. Non ho avuto modo né di parlare, né di essere vicino o di vederlo bene.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha più rivista in seguito questa persona?
IMPUTATO Carra P.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Andaste in quanti, lì dentro, in questo posto?
IMPUTATO Carra P.: In tre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi Lo Nigro e anche l'altra persona?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E con questa persona anziana chi ci parlò?
IMPUTATO Carra P.: La persona che guidava.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sentì che cosa si dissero?
IMPUTATO Carra P.: No, perché io ho fatto manovra là dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Ho parcheggiato, ho alzato il ribaltabile. Lo Nigro mi aveva detto di alzare il ribaltabile, e siamo andati verso un albero che proprio a terra c'erano questi salsicciotti da caricare.
Li abbiamo caricati io e Lo Nigro e mi mandò via.
Io, nel tratto, nel pezzettino di strada che ho fatto, là dentro il fesso di campagna, dal piazzale sotto l'albero, vidi questa persona di spalle col vestito che era quello che guidava la Golf. Davanti aveva la persona che stava parlando. Ma era un po' distante.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Ecco, una descrizione di questi che lei chiama salsicciotti, se la può fare alla Corte. Perché per caricarli lei li ha presi anche in mano, oppure il carico lo hanno fatto gli altri?
IMPUTATO Carra P.: No, li ho presi in mano io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora penso che magari una descrizione la possa fare.
IMPUTATO Carra P.: Sì, certo. Io, l'unica cosa che non riesco a dire è il diametro quanto sia. Sto facendo un segnale al Presidente.
PRESIDENTE: Mi dica quanti centimetri sono di diametro con quel segno che fa.
IMPUTATO Carra P.: Eh, non riesco a capire quanto sia.
PRESIDENTE: Otto centimetri, 10, quanto potevano essere?
IMPUTATO Carra P.: Non lo so. Comunque era una forma così, ma lunga un metro. Che nel momento in cui la presi in mano era tipo acqua, mi impressionò, perché sembrava...
PRESIDENTE: Liquido.
IMPUTATO Carra P.: Liquido, sì. E faceva tutti i movimenti e cascavano dalle mani, anche, nel momento in cui li caricai.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi gli sfuggivano dalle mani, vuol dire questo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questi salsicciotti che aspetto avevano esternamente?
IMPUTATO Carra P.: Erano...
PUBBLICO MINISTERO: Erano tutti uguali, intanto?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì erano tutti uguali come, diciamo, misure e tutto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Dico: esternamente che cos'erano, rivestiti da un qualche materiale plastico, oppure non plastico.
IMPUTATO Carra P.: Sì, aveva... erano rivestiti di questi sacchi di patate azzurre. Questi sacchi di... Come posso dire? Retati. Tipo così.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, come se ci fosse una rete esternamente. Vuol dire questo?
IMPUTATO Carra P.: No rete rete, proprio un sacco.
PRESIDENTE: Iuta.
IMPUTATO Carra P.: Questi sacchi che sembrano retati, diciamo. Però non larghi, abbastanza stretto, non riuscivi a guardare dentro. Come un sacco di patate. Invece di essere in pezza, in plastica.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. Quindi, comunque materiale plastico.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E il colore?
IMPUTATO Carra P.: Azzurro.
PUBBLICO MINISTERO: Azzurro. Com'erano chiusi all'estremità? Se lei ha avuto modo di rendersi conto di questo.
IMPUTATO Carra P.: Sì, io ricordo che erano chiuse le due punte.
PUBBLICO MINISTERO: C'era qualche scritta che lei rammenti?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: 'No', vuol dire che non c'erano, o 'no' vuol dire che non se lo rammenta?
IMPUTATO Carra P.: No, io, quello che ricordo io è che quei salsicciotti che ho alzato e ho messo dentro, scritte non ce n'erano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Può anche darsi magari che nel momento in cui io l'ho preso, la scritta l'avevo sotto. Non posso dire se c'era o non c'era. Quelli che ho visto io, scritte non ce n'erano.
PUBBLICO MINISTERO: Questi li ha riportati lei a Palermo.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Col camion.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha fatto il viaggio di ritorno da solo?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E che accordi aveva preso, se aveva preso degli accordi con qualcuno...
IMPUTATO Carra P.: Che si faceva vivo Lo Nigro e li veniva a ritirare Lo Nigro, mi disse.
PUBBLICO MINISTERO: Le cose sono andate così?
IMPUTATO Carra P.: Sì, io arrivai a Palermo, entrai l'articolato - l'articolato è il camion tutto intero - lo entrai nel garage. E poi, nel tardo pomeriggio, così, arrivò Lo Nigro con la sua macchina, mi sembra la Renault. Mi disse che stava, fra un'oretta così, dice: 'vengo e prendo queste cose. Aspettiamo che scurisce un po' e porto via queste cose'.
Così feci.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi quando lei partì per Arluno, ha detto che portò qualche cosa come una salsiccia lunga, si riferisce a questa...
IMPUTATO Carra P.: Sì. Sì, uno di queste cose qua che io avevo portato da Castelvetrano.
PUBBLICO MINISTERO: Uno era?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto che Lo Nigro aveva con sé una borsa.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sa che cosa custodiva Lo Nigro dentro questa borsa, o no?
IMPUTATO Carra P.: No, penso degli indumenti. Non lo so però.
PUBBLICO MINISTERO: Fu portata qualche altra cosa in aggiunta a questa borsa personale di Lo Nigro in aggiunta a queste balle, in aggiunta a questa salsiccia lunga?
IMPUTATO Carra P.: Sì, una pinza e un filo, portò Lo Nigro al momento in cui è arrivato all'appuntamento a Palermo.
Aveva un filo e una pinza in cui me li diede, me li passò dal sedile, al sedile di guida. E io li misi sotto il sedile della guida.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, quando parla di filo, che cosa intende?
Cerchiamo di spiegare che cos'è questo filo.
IMPUTATO Carra P.: Quel filo là che mi passò lui era tipo miccia. Era ricoperta tipo scotch.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo intanto com'era lungo, com'era grosso, questo filo.
Lei ha detto: tipo miccia, ma insomma, il tipo ci aiuta fino ad un certo punto a capire esattamente che cos'era. La Corte vuole delle indicazioni proprio specifiche su come era fatto, per lunghezza, per forma, per spessore.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Era, almeno penso, perché era arrotolato a...
PUBBLICO MINISTERO: A matassa?
IMPUTATO Carra P.: A matassa, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Carra P.: Poteva essere penso un metro, un metro e mezzo, due metri. Non di più. Grossezza era quanto il filo del microfono. Però, di fuori...
PUBBLICO MINISTERO: Il microfono che ha davanti a lei ora?
IMPUTATO Carra P.: Sì, io c'ho due fili: uno nero e uno blu.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Quello blu, quello più grosso.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Era tutto ricoperto di questo nastro isolante tipo che mi incollava nelle mani. E all'interno, tra il filo e il nastro isolante, c'era tipo, messo largo, un fil di ferro attorcigliato.
PUBBLICO MINISTERO: Sul filo stesso.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sul filo stesso.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol dire messo...
IMPUTATO Carra P.: Però non si vedeva.
PUBBLICO MINISTERO: Che era... Scusi.
IMPUTATO Carra P.: Che era praticamente... Mi scusi se la interrompo.
C'era, si vedeva questo filo che fuoriusciva dal filo normale, praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Come se fosse avvolto a spirale. Vuol dire questo?
IMPUTATO Carra P.: Sì. A spirale vuol dire largo? Diciamo, non stretto.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a spire non strette. Vuol dire questo?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Però, il tutto avvolto con dello scotch ha detto?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Scotch, cioè a dire nastro adesivo?
IMPUTATO Carra P.: Nastro adesivo. Questi però tipo pezza.
PUBBLICO MINISTERO: Ma quelli da elettricisti vuol dire?
IMPUTATO Carra P.: Nastro isolante, ma non quello lucido, quello... Quello tipo, in pezza...
PRESIDENTE: Da elettricisti.
IMPUTATO Carra P.: Da elettricista, questi...
PUBBLICO MINISTERO: Quelli telati?
IMPUTATO Carra P.: Quelli telati, esatto. Nero, con delle puntine proprio bianche.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi come se avesse dei puntolini bianchi distribuiti.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Carra, per dire questo io penso - ma glielo pongo in forma di domanda - lei questo qualcosa lo deve aver preso per le mani, questo filo.
IMPUTATO Carra P.: Sì, lo presi per le mani e me lo misi sotto il sedile.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Nell'occasione in cui l'ha messo sotto il sedile, lo ha avuto per le mani?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In altre occasioni?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Dico: nel corso del viaggio, o quel che sia, l'ha riavuto per le mani? Perché il viaggio è stato piuttosto lungo.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, lo tolsi da sotto il sedile lo misi accanto. C'ho io un portaoggetti. Nella lamiera stessa del Volvo che si apre. Dietro il sedile c'è una levetta e si apre uno sportellino che va sotto la branda dalla parte fuori della gabina. E lo misi là dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, e queste pinze?
IMPUTATO Carra P.: Anche, uguale.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma che roba era? Ci sono le pinze per potare, le...
IMPUTATO Carra P.: Sì, erano un paio di pinze tipo tenaglia piccola con i manici in plastica rossi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ma erano tipo, che so?, pinze tipo forbici, pinze classiche tipo tronchese, tipo tanaglia.
IMPUTATO Carra P.: Tipo tronchese, questa piccola.
PUBBLICO MINISTERO: I manici di color rosso perché erano manici rivestiti di qualche...
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come se fosse materiale isolante?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, lei ha detto che questo viaggio si è tutto svolto via terra.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, durante questo viaggio avete parlato, lei e Lo Nigro?
IMPUTATO Carra P.: Sì, di tutto all'infuori di questi discorsi.
Si parlava della mia ditta, dei miei problemi, di mio padre che io avevo avuto problemi. Ma all'infuori di tutto il resto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non ci fu nessuna domanda da parte sua a Lo Nigro sul perché, sul per come di questo nuovo trasporto, lo scopo di questo materiale?
IMPUTATO Carra P.: No. Anche se avevo la voglia di chiedere, non si può chiedere. proprio, purtroppo non... Anche se, ripeto, a uno viene l'istinto di chiedere, però non ho chiesto.
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi alla Corte, Carra, perché secondo lei non si poteva, non poteva chiedere.
IMPUTATO Carra P.: Perché...
PUBBLICO MINISTERO: Riferito a lei, a lei personalmente, eh.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non le chiedo un discorso di carattere generale, non ha significato. Le chiedo proprio la ragione per la quale lei si sentì nella impossibilità di far domande. Così ha risposto.
IMPUTATO Carra P.: Non solo in quest'occasione. Non esiste fare domande, perché si può trovare in difficoltà, può passare per curioso, può passare per... perché lo voglio sapere, o perché... E' un sistema purtroppo che può anche portare alla morte, delle richieste. O delle domande.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, un'altra sua affermazione di poco fa ho bisogno che chiarisca. Lei ha detto che quando è arrivata una certa persona lì, ad Arluno, mentre eravate in attesa, cioè al termine della vostra attesa, lei - se ho capito bene - anziché guardarla in faccia ha abbassato lo sguardo. Ho capito bene?
IMPUTATO Carra P.: Sì, l'ho guardato, diciamo in quell'attimo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Però subito abbassai gli occhi a terra, cercavo di non farmi guardare da lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, avevo bisogno appunto di questo chiarimento; cioè lei non voleva essere visto in faccia.
IMPUTATO Carra P.: Sì, perché sapevo cos'era, sapevo, ero consapevole di quello che avrebbe successo, sicché avevo paura se qualcuno mi riconoscesse: per questo mi sono nascosto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco lei, come punti di riferimento, diciamo nello spazio, eh?, lì in questo paese, ad Arluno, quali ha conservato nel suo ricordo, nella sua memoria?
IMPUTATO Carra P.: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Come punti di riferimento, voglio dire per la vicenda di Prato c'è la chiesa dei Testimoni di Geova, la casa cantoniera rossa, lei ha raccontato che c'era un'area di servizio grande, una discoteca: ecco, lì ad Arluno invece quali sono i punti di riferimento nella sua memoria, proprio sul terreno, nei luoghi?
IMPUTATO Carra P.: La panchina, e di fronte la cabina telefonica, nella piazzetta.
PUBBLICO MINISTERO: Mentre raggiungevate Arluno e poi, dopo che avete incontrato la persona della quale eravate in attesa, per strada avete visto qualche situazione, qualche...?
IMPUTATO Carra P.: Sì, c'era una ditta che io volevo entrare, ma c'erano le telecamere, nella statale, che mi sembrava che era una strada diciamo isolata, invece c'erano le telecamere, c'era una grande ditta. Però siamo andati avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Ma perché lei ricordava che lungo la strada fatta c'erano delle fabbriche con delle telecamere?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ricordava qualche altra cosa, ricorda qualche altra cosa?
IMPUTATO Carra P.: I binari.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMPUTATO Carra P.: I binari, che entravano dentro questa ditta.
PUBBLICO MINISTERO: Ma voglio dire, durante il tragitto fatto da lei, non so, avete incontrato fiumi, ponti, qualche situazione particolare?
IMPUTATO Carra P.: Certo. Abbiamo passato due ponti prima di arrivare nel parcheggio, diciamo dentro la strada di campagna; due ponti che, sotto il primo ponte, c'era una prostituta lì. Di cui io l'ho dichiarato anche all'inizio, questo mio tragitto, con la presenza della prostituta e i due ponti.
PRESIDENTE: Volevo sapere come faceva a capire che era una prostituta.
IMPUTATO Carra P.: Era una negra in minigonna che, con... là davanti, sotto il ponte: cosa può essere? Io penso che si riconosce una che aspetta l'auto e una prostituta.
PRESIDENTE: Ora possiamo avere capito, ma sennò, se lei mi dice 'una prostituta', bisognerebbe che avesse un cartello 'io faccio la prostituta', qualcosa del genere.
IMPUTATO Carra P.: Sì, ha ragione anche lei. Scusi, Presidente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Carra, il punto esatto dove lei fece questo scarico? Ha parlato di una stradina.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, fu, come dire?, trovata senza bisogno di far tanti giri complicati? Lei dietro alla macchina che la precedeva? Ovvero, fu un po' laboriosa l'operazione?
IMPUTATO Carra P.: Sì, fu un po' problematico, perché non si sapeva dove andare, diciamo non si sapeva. Non è che siamo andati direttamente lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vorrei che chiarisse questo alla Corte; perché lei ha detto che è rimasto da solo sul camion?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sono rimasto dieci minuti da solo, io. Fermo, con l'automezzo.
PUBBLICO MINISTERO: No, voglio dire, quando siete arrivati a scaricare l'esplosivo, lei era da solo sul camion o aveva qualcuno a bordo?
IMPUTATO Carra P.: No, con Lo Nigro ero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma per arrivare al punto dello scarico...
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... come vi siete, come avete fatto?
IMPUTATO Carra P.: E' stato Lo Nigro che mi disse: 'vai dritto di qua, prendi a sinistra, subito a destra'.
PUBBLICO MINISTERO: Ma la macchina, la persona che voi avevate incontrato.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, era rimasta, come dire?, con voi o si era allontanata?
IMPUTATO Carra P.: No, si era allontanato con la macchina, lui.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda se questa persona arrivò a piedi o con un mezzo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, con una macchina arrivò. Nell'appuntamento arrivò a piedi, io non l'ho vista la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, invece?
IMPUTATO Carra P.: Poi, con una macchina, diciamo, ha preso; e usciva da vicino la piazzetta.
PUBBLICO MINISTERO: Che macchina era se lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: Io penso una 127 bianca, però non sono sicuro, l'ho anche detto allora che non sono sicuro sulla macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questa persona con questo 127 si allontana, oppure rimane con voi anche fino all'operazione di scarico?
IMPUTATO Carra P.: No, no, rimane con noi. E' entrato prima di me, lui, dentro diciamo questa stradina; mi rimaneva, entrando io, facendo manovra e entrando a marcia indietro, mi ritrovavo io dietro l'automezzo questa macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, voglio dire, lei, se era dietro, la seguiva questa macchina?
IMPUTATO Carra P.: Sì, l'ho seguita all'inizio, a metà strada, prima di arrivare lì sul posto individuato da loro...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMPUTATO Carra P.: ... io mi fermai, diciamo che c'era un piazzalino sulla statale stessa.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh.
IMPUTATO Carra P.: Lo Nigro è sceso, è andato via con lui, con la macchina, è andato a individuare il posto, è ritornato, è salito a bordo sull'autocarro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Siamo andati lì, però non inseguendo la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMPUTATO Carra P.: Io, lì, sono arrivato e lui già era dentro con la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, e questo punto dove fu fatto lo scarico che cos'era? Un punto, voglio dire, in aperta campagna, un punto dove c'era della vegetazione?
IMPUTATO Carra P.: Sì, era una stradina di campagna che, a destra e a sinistra, c'erano le canne alte.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei poi è stato in grado di indicare questo punto, questi luoghi, via, al Pubblico Ministero, quando...?
IMPUTATO Carra P.: Sì, noi abbiamo fatto il sopralluogo, però io trovai tutta la vegetazione a zero, nel momento in cui ho fatto il sopralluogo.
PUBBLICO MINISTERO: Vegetazione a zero: cosa intende dire?
IMPUTATO Carra P.: Intendo dire che prima, quando io sono entrato in questo vicolotto, la strada esterna non si vedeva, la statale. Nel momento in cui sono andato a fare il sopralluogo, da un lato si vedeva la statale perché non c'era più quelle canne alte.
PUBBLICO MINISTERO: Però il posto lo ha rintracciato nell'ambito di quel sopralluogo, ovvero non è riuscito a rintracciarlo?
IMPUTATO Carra P.: No, l'ho rintracciato.
PUBBLICO MINISTERO: Ed è sicuro della indicazione che dette allora al Pubblico Ministero che procedeva al sopralluogo?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Chiederei di esibire. Ecco Carra, lei qui vede ripreso un luogo, e questo luogo è in correlazione, per quello che ricorda lei oggi, con i fatti successi?
IMPUTATO Carra P.: Sì, è la stradina dove entrai a marcia indietro.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è la stradina indicata da lei?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando fece il sopralluogo?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi sembra troppo buia come immagine, ma se di meglio non si può fare.
PRESIDENTE: Sembra più un corso d'acqua, che una stradina.
PUBBLICO MINISTERO: A vederlo così, credo che stia piovendo, durante quell'immagine; vedo tutti questi... Mi sa che sulla destra...
Ecco, Carra, abbia pazienza, io vedo sulla sinistra una pianta piuttosto grande.
IMPUTATO Carra P.: Una casa?
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
IMPUTATO Carra P.: Cosa vede, una casa?
PUBBLICO MINISTERO: No, una pianta, un albero.
IMPUTATO Carra P.: Ah, un albero.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, piuttosto, come dire?, piuttosto in forma, piuttosto alto.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi, sulla destra, a me sembra un campo di granturco alto.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Così, dalla fotografia.
IMPUTATO Carra P.: Sì sì, è questo qua.
PUBBLICO MINISTERO: E' questo qua?
IMPUTATO Carra P.: Sì sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Le differenze tra come si presentava il luogo quando lei ha fatto il sopralluogo, e quando invece ci scaricò questo materiale, quali sono allora? Se c'erano delle differenze.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sulla sinistra c'era anche... non so se ci sono delle persone lì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, lì una persona si vede.
IMPUTATO Carra P.: Sì, c'erano anche delle canne qui.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Carra P.: Diciamo era più coperto, come angoli.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ho capito, è questo che voleva dire quando diceva che c'era più vegetazione alta.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La successiva? Ecco, questa vede è un'immagine, non cambia granché: è lo stesso posto, ripreso un po' più avanti. Lo vede sulla destra questo campo con della vegetazione?
IMPUTATO Carra P.: Sì sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare che sia proprio granturco, per la verità.
IMPUTATO Carra P.: Sì sì, è questo qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei è sicuro che questo fosse quindi, questa fosse la stradina nella quale effettuò questa operazione di scarico?
IMPUTATO Carra P.: Sì sì, perché avevo al lato sinistro - io dico lato sinistro - gli alberi, perché entrando a marcia indietro mi trovo, con la guida, sulla sinistra, e non a destra.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
*IMPUTATO Carra P.: Sicché mi ritrovo nella mia destra gli alberi, e sulla sinistra le canne che io vedevo benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Allora, quanto abbiamo fatto vedere ora a Carra è: lo dice la signorina Puccinelli.
SIG.NA Puccinelli: Sì, sono allegate all'annotazione DIA, Milano, il Centro Operativo di Milano, del 15 novembre 1995; e trattasi del fascicolo dei rilievi fotografici eseguiti in data 7 settembre 1995, ad opera della Questura di Milano, Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica. I fogli sono 1506 e seguenti del fascicolo della Corte.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, facciamo due minuti di sospensione?
PRESIDENTE: Una breve sospensione, bene. Riprendiamo fra dieci minuti.
......
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Bene, possiamo riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Senta Carra, lei ha fatto un sopralluogo su questa zona di Arluno, stavamo dicendo. Ecco, le è stato, come dire?, facile rintracciare il posto in cui effettuò questo scarico? Ovvero ebbe delle difficoltà, per quanto ricorda?
*IMPUTATO Carra P.: No, all'inizio ho avuto un po' di difficoltà. Però, poi, l'ho individuato.
PUBBLICO MINISTERO: E aveva qualche punto di riferimento particolare nell'effettuare questo sopralluogo, qualche punto di cui voglio dire era sicuro? E che poi diventava un po', come dire?, il punto fermo di tutta la perlustrazione, del sopralluogo? Oppure è stata un'individuazione così, a casaccio?
IMPUTATO Carra P.: No, no. Avevo i due ponti in testa, che non riuscivo ad individuare all'inizio.
PUBBLICO MINISTERO: E la piazzetta dove restaste in attesa, era un punto che lei identificò con sicurezza quando effettuò il sopralluogo?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La sicurezza nasceva da qualche cosa di specifico che c'è in quella piazza, oppure semplicemente dal ricordo che c'era una qualche piazza?
IMPUTATO Carra P.: No, no, dalla panchina che c'era in quell'angolo della piazza.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi lei riconobbe con sicurezza la piazzetta perché c'era questa panchina, che era per certo la medesima?
IMPUTATO Carra P.: Sì, la panchina; di fronte c'era la cabina telefonica.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, lei ha detto che da quella cabina telefonica fu effettuata una telefonata?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La effettuò?
IMPUTATO Carra P.: Sì, Lo Nigro la fece; però mi disse che non gli rispose nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E quindi di tentativi di telefonata, Lo Nigro ne fece uno solo o ne fece più di uno?
IMPUTATO Carra P.: No, ne fece di più di uno. Anche prima di arrivare ad Arluno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Riuscì poi, alla fine, a parlare con qualcuno? Oppure no?
IMPUTATO Carra P.: No. Almeno a quello che mi disse lui, non riusciva, non gli rispondeva nessuno dove chiamava lui. Poi, non so se ci ha parlato o meno, e mi diceva in quel modo a me.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, due domande ancora. Per questi tentativi di telefonata, Lo Nigro utilizzò sempre cabine telefoniche e posti telefonici pubblici? Oppure fece uso eventualmente di qualche telefono cellulare, qualche telefono portatile?
IMPUTATO Carra P.: Telefoni pubblici; non ricordo però se effettuò telefonate dal cellulare, o se avesse con sé il cellulare.
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo ricorda, Carra, che negli interrogatori, nel corso delle indagini, inizialmente disse che Lo Nigro questa telefonata l'aveva fatta con un cellulare? Mi riferisco all'interrogatorio del 31 di agosto, sia il primo che il secondo.
E poi, in quello del 7 di settembre, disse: 'no, Lo Nigro il cellulare nell'occasione non l'aveva, e le telefonate le fece da un telefono pubblico'. Se lo ricorda questo?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Oggi posso dare la spiegazione del mio, diciamo, errore: chiamiamolo così. Perché lui chiamava in un cellulare, lui aveva un numero di telefono di un cellulare. Infatti lui mi disse che non rispondeva nessuno sul cellulare. Per questo io ho confuso il discorso del cellulare.
Però lui ha effettuato una telefonata vicino Bologna, nell'area di servizio Casalecchio; una la fece proprio all'entrata di Arluno, proprio uscendo fuori dall'autostrada, uscendo a Arluno, dove dice Arluno e c'è un rondò per entrare dentro il paese. C'è un ponte, subito giù dal ponte c'è un ristorante qui, di cui io poi mi soffermai dieci minuti e lui scese a fare una telefonata.
E poi siamo partiti subito, e ha fatto la telefonata dalla cabina, in cui mi disse che non rispondeva nessuno sul cellulare, che l'avevano staccato.
Per questo all'inizio c'era di mezzo un cellulare, di cui io facevo la presenza; ma era il cellulare in cui lui chiamava. Da quello sempre che mi ha detto lui, poi non so.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Lei ha detto che questo viaggio fu fatto tutto via terra, all'andata; via strada, come dice lei.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ricorda che inizialmente aveva detto che il viaggio era stato fatto via mare; e che solo successivamente, sempre a partire dall'interrogatorio del 7 di settembre, disse: 'no, mi sono sbagliato, il viaggio fu fatto tutto via strada'.
IMPUTATO Carra P.: Sì, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Come mai, ecco, se può spiegare alla Corte come mai c'era questa...?
IMPUTATO Carra P.: Perché l'errore mio iniziale, perché c'è un trasporto che io vado su via nave con Lo Nigro, insieme a Lo Nigro, di cui vado a Milano a caricare delle armi e le porto giù a Palermo.
Sono in queste due occasioni che io viaggio con Lo Nigro. E allora all'inizio, ricostruendo tutti i viaggi, ho detto che sono salito con la nave, ma non ho specificato.
Però, ricostruendo per bene, ricordo benissimo di avere fatto il viaggio via strada. Che quel diciamo viaggio con la nave è collegato in un altro viaggio, ma non in quello di Arluno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E questo secondo viaggio fatto con Lo Nigro, a quando risale?
IMPUTATO Carra P.: '95.
PUBBLICO MINISTERO: '95, quindi l'anno in cui lei fu arrestato?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quanti mesi prima?
IMPUTATO Carra P.: Inizio anno.
PUBBLICO MINISTERO: All'inizio dell'anno.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Carra, noi abbiamo da ieri passato in rassegna tutta una serie di avvenimenti che si collocano in un certo periodo dell'anno 1993.
Ecco, nel corso di questo anno, del 1993, se lei può seguire questa indicazione temporale, lei ricorda di aver fatto altri viaggi, altri trasporti per queste persone?
IMPUTATO Carra P.: Sì, a fine anno, da Palermo a Napoli con dei pacchi - che non so neanche cosa sia, e poi spiego come mai non lo so - con Vito Federico. Ho lasciato in una cava a Napoli Vito Federico, con questi pacchi; sono andato su a Roma, alla villetta di Frabetti e che trovai tutte le armi lì, con Spatuzza e Scarano.
Che andai all'area di servizio, all'appuntamento; trovai allo Scarano e a Spatuzza che mi accompagnarono in questa villetta, che era la prima volta che andavo. Ho caricato queste armi lì, e siamo andati via strada fino a Palermo insieme allo Spatuzza. E che è fine anno '93.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa indicazione di epoca, 'fine anno '93', lei si sente di darla con sicurezza, oppure con qualche margine di dubbio? Proprio parlo come epoca.
IMPUTATO Carra P.: Sì, come anno sì, sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Era, voglio dire, non era stagione calda, stagione estiva? Non lo so, io non c'ero, glielo devo chiedere.
IMPUTATO Carra P.: Non glielo so dire questo, come era la stagione.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, la stagione estiva...
IMPUTATO Carra P.: No no, ma è dopo, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo la stagione...
IMPUTATO Carra P.: Mi ascolti. Dopo che io effettuo questi viaggi qua, dopo le stragi diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Io faccio, effettuo questo viaggio. Parliamo di settembre in poi, da settembre a inizio dicembre '93.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era passata l'estate.
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto. Però, di solito anche a settembre ci possono essere belle giornate.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMPUTATO Carra P.: Si può confondere. Però non mi posso confondere, perché questo viaggio io l'ho fatto, è stato l'ultimo di quell'anno, con questa gente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi fece il viaggio di andata insieme a questo signor Federico, Vito Federico ha detto.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E arrivò a Napoli.
IMPUTATO Carra P.: A Napoli. Arrivai nell'area di servizio Agip che si trova, che è l'ultima area di servizio, che poi si svolta per Roma, Caserta, eccetera, Nord Italia.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh.
IMPUTATO Carra P.: Ed è proprio vicino, l'area di servizio, allo svincolo. Lì abbiamo trovato una macchina, che era una persona soltanto, di cui il Federico era conoscente, lo conosceva. L'abbiamo seguita, fino a che ci ha portato, abbiamo fatto questa strada qua, la Caserta-Roma, questa larga a quattro corsie. Poi, siamo ritornati per entrare verso Napoli, che non riuscirei a trovare, siamo andati in una cava. Mi colpì, in quel viaggio, che c'era, entrando dentro Napoli, c'era un vialone grandissimo con tanti semafori. E in un semaforo, prima di prendere questa via così lunga, c'era ad angolo il deposito degli autobus, del tram diciamo. Non so come si chiama. Comunque c'erano degli autobus, dei tram, dentro.
Comunque, di là io so andare alla cava. Sono sicuro di arrivarci. Cioè, questo non ho avuto modo di fare sopralluoghi, eccetera, perché non so minimamente, per arrivare in questo deposito degli autobus, che strada dovrei fare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi arrivaste ad una cava dove fu scaricato del materiale.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questo materiale lei l'aveva portato come?
IMPUTATO Carra P.: Con il Volvo e il rimorchio, questo ribaltabile dove ho messo i pacchi dell'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma in quest'occasione sa che cosa c'era, che cosa aveva preso a bordo, che carico era?
IMPUTATO Carra P.: No, perché io la sera che si caricarono questi pacchi, diciamo, che erano pochi, due o tre pacchi piccoli, quello che ho potuto vedere allo scarico dal finestrino - spiego un po' - praticamente lì, al momento in cui io, era la sera, le dieci di sera, azionai il ribaltabile dalla cabina e loro hanno caricato.
Loro, dico i nomi: c'era il Lo Nigro; "Olivetti"; "Cacciatore"; Salvatore Grigoli, quello sapevo che si chiamava Totò; poi c'era Giacalone; e Spatuzza; e Vito Federico.
Stavo scendendo, io ho azionato il ribaltabile, l'ho alzato, mentre stavo scendendo mi hanno detto: 'puoi buttare giù'. Lo Nigro mi disse: 'puoi chiudere'. Ho chiuso il ribaltabile e sono partito insieme a Federico.
Poi - lo stesso lavoro - arrivato a Napoli, io ho azionato il ribaltabile e Federico ha sceso questi pacchi. Ed erano piccoli, quelli che ho visto io attraverso lo specchietto retrovisivo.
Mi ha fatto segnale di chiudere il ribaltabile, e sono andato via senza neanche scendere nel piazzale di quella cava. Per questo non so che cosa sia.,
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e allora da Napoli proseguì...
IMPUTATO Carra P.: Via strada fino all'area di servizio, che avevo l'appuntamento con Spatuzza. Lì trovai Spatuzza, lo Scarano, che ci andai dietro fino al villino del Frabetti, almeno penso che sia la sua abitazione.
Sono sceso lì, siamo andati dentro quasi in una cantina, di questa villetta e lì era pieno di armi a terra, di cui lo Spatuzza se le guardava prima di mettere in dei sacchi di plastica blu, azzurri diciamo, questi sacchi di patate sempre che... tipo che li dividevano tra lo Scarano e lo Spatuzza. E lo Spatuzza se le controllava queste armi, una per una. Me le passò e si misero in questi sacchi e le misero dentro una borsa grande, tipo queste da tennis.
Finendo di caricare queste armi nella borsa, l'abbiamo messe dentro, là davanti stesso la villetta di Frabetti, di Aldo - non so se ho sbagliato il cognome - e siamo andati via strada fino a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, in questo posto, in questa villetta, o villa che sia, lei ci era mai stato precedentemente?
IMPUTATO Carra P.: No, solo in questa occasione sono stato.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei aveva l'appuntamento con lo Spatuzza all'area di servizio.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Alla solita? Quella che abbiamo visto ieri?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Spatuzza si presentò all'appuntamento da solo?
IMPUTATO Carra P.: Con lo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Arrivarono loro due e basta?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Con che mezzo?
IMPUTATO Carra P.: Con l'Audi blu.
PUBBLICO MINISTERO: Andaste senz'altro a questa villetta o passaste da qualche altra parte?
IMPUTATO Carra P.: No, no, direttamente alla villetta siamo andati.
PUBBLICO MINISTERO: Quando arrivaste lì quindi, eravate lei, Scarano e Spatuzza?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma sul posto avete trovato qualche altra persona?
IMPUTATO Carra P.: Sì, Frabetti Aldo, Frabetti era presente.
PUBBLICO MINISTERO: Lei l'aveva mai visto prima?
IMPUTATO Carra P.: Mi sembra di no. Lo vidi per la prima volta, mi sembra. No, no, non l'avevo mai visto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Quella era la prima volta che vedevo Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, io non lo so, ma le fu presentato nell'occasione?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Lei come fece a capire - se ha capito una cosa di questo genere - come fece a capire che questa persona era il proprietario o comunque il titolare di questo posto, di questa villetta?
IMPUTATO Carra P.: Lo capii perché disse lo Scarano all'area di servizio che andavamo a casa di Aldo, lui disse così. Però io con Aldo Frabetti, lo vidi spesso nel '94.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, ma noi stiamo parlando...
IMPUTATO Carra P.: Del '93, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto di un fatto avvenuto nel '93.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Sì, lui, Scarano disse che stavamo andando a casa di questo qua. Lì all'area di servizio si parlava e lui ci riferì: 'andiamo, andiamo direttamente a casa di Aldo'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, arrivando quindi sul posto, questo Aldo o comunque questa persona, voi la trovaste che vi aspettava, che era fuori, che era all'interno della casa. Se lo ricorda questo particolare?
IMPUTATO Carra P.: Sì, era dentro la villetta, aspettava. Mi ha dato l'espressione che aspettava che noi arrivassimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e allora all'interno di questa villetta lei ha detto che vide delle armi.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se può chiarire un po' meglio alla Corte il locale, l'ambiente dove si trovavano queste armi? Cioè a dire, io non lo so, questa villetta di questa persona è fatta su un piano solo, se è su più piani, se ha, che ne so, delle scale, si sale, si scende.
IMPUTATO Carra P.: Sì, praticamente per andare a questa villetta c'era una stradina di campagna che si usciva fuori dalla statale diciamo, però non so che statale sia, era sulla sinistra, noi abbiamo preso e siamo entrati in questa stradina. Giù in fondo a questa stradina c'era, prima di passava una villetta, mi sembra una palazzina a due piani o tre o uno, non ricordo bene, poi c'era un po' di vuoto, di campagna e subito un'altra villetta, mi sembra a due piani, non vorrei sbagliarmi e sulla destra c'era diciamo un po' di rientro di strada che si riusciva a parcheggiare l'automezzo, per lasciare la strada libera.
PUBBLICO MINISTERO: All'altezza di questa seconda villetta?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, all'altezza della villetta dove sono entrato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMPUTATO Carra P.: Sono sceso dal camion, la stradina era piccolina, sterrata. E siamo scesi dal camion, c'era un cancelletto, siamo entrati, che ci aprì proprio lui, Aldo, siamo entrati dentro una porticina e siamo scesi delle scale, tipo... Siamo entrati scendendo delle scale, siamo andati tipo nello scantinato di questa villetta, dove ho trovato una stanza rustica, tipo, c'erano dei mobili così, rustici.
Comunque era lo scantinato fatto in una stanza giù. Mi ha dato questa impressione, poi non so che stanza sia.
PUBBLICO MINISTERO: Era un ambiente grande?
IMPUTATO Carra P.: Sì, era grande come ambiente, come stanza. E tutto a terra c'erano sparse tutte queste armi. C'erano anche armi diciamo uscite dalle foderine, c'era anche due-tre scatole, queste che c'è scritto Beretta, aperte con... Comunque erano tutte visibili le armi che erano a terra. Che poi, nell'occasione che lui, Spatuzza li prese, li guardava, li scartava e mi diceva, io col sacchetto, diciamo che tenevo il sacchetto nelle mani, lui me li passava e li mettevo dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi c'erano sia armi lunghe che armi corte, vuol dire lei?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Pistole, cartucce, coltelli, bombe a mano, fucili questi lunghi, Kalashnikov, non lo so pronunciare bene e pistole a tamburo, pistole automatiche. C'era di tutto a terra.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi queste armi, per così dire, lei ha detto prima, se le divisero Scarano e Spatuzza, se io ho capito bene, o ho capito male?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Tipo che li dividevano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma cosa vuol dire che dividevano? Che una parte se la portava via Spatuzza e una parte se la portava via Scarano? Mi faccia capire perché...
IMPUTATO Carra P.: No, le spiego perché dico questa parola qua io. Perché c'è stato che lo Spatuzza voleva portare via due pistole, di cui lo Scarano gli disse: 'no, questi lasciameli a me'. Per questo, da quello che faceva lo Spatuzza nel momento in cui raccoglieva le pistole da terra - c'era anche un coltello lungo da foresta, non so come chiamarlo, una lama bianca - dall'atteggiamento di Spatuzza, quello che gli disse in quella occasione lo Scarano, ho visto proprio che li dividevano.
PUBBLICO MINISTERO: Le armi scelte da Spatuzza ha detto che finirono, furono messe?
IMPUTATO Carra P.: In dei sacchi di plastica blu, era una borsa.
PUBBLICO MINISTERO: Quanti erano questi sacchi, se li ricorda Carra? Più d'uno?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, erano quattro o cinque. Quattro, non ricordo di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: E quante armi mise più o meno per ogni sacco? Voglio dire, un arma per sacco oppure ne mise più d'una?
IMPUTATO Carra P.: No, più di una nel sacco.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda se prelevò anche cartucce, poi ha parlato anche di bombe a mano?
IMPUTATO Carra P.: Sì, c'erano due bombe a mano, tante cartucce di vari calibri e due fucili Kalashnikov, pistole a tamburo, automatiche.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Tutti questi sacchi... le borse era una sola?
IMPUTATO Carra P.: Sì, la borsa una sola era.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa roba dove fu messa poi?
IMPUTATO Carra P.: Dentro il nascondiglio del semirimorchio ribaltabile.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, nell'occasione lei aveva il semiribaltabile normale, voglio dire, o attrezzato in qualche modo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, avevo il rimorchio uno sopra l'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre con il rimorchio sovrapposto?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei ha detto che è ripartito poi, subito?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' partito da solo?
IMPUTATO Carra P.: No, insieme a Spatuzza, fino a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: E una volta arrivati a Palermo, che fine ha fatto questa roba che lei aveva nel camion?
IMPUTATO Carra P.: Posteggiai il camion, si andò a casa e la sera le consegnai alla zona industriale a Spatuzza stesso.
PUBBLICO MINISTERO: E Spatuzza venne a prenderle da solo queste armi?
IMPUTATO Carra P.: No, c'era Lo Nigro, Olivetti e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Vennero a prenderle come, a piedi, in automobile? Se lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: Avevano la Renault 5 di Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: E questo materiale fu collocato tutto sulla Renault?
IMPUTATO Carra P.: Fu collocato tutto?
PUBBLICO MINISTERO: Sulla Renault 5?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sa dove fu portato questo materiale?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Senta, lei ha detto che in questa villetta, dove trovò tutto questo gran quantitativo di armi, era la prima volta che ci metteva piede.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma c'è più tornato successivamente?
IMPUTATO Carra P.: Dentro proprio no.
PUBBLICO MINISTERO: Dentro?
IMPUTATO Carra P.: Vicino la villetta, no. Siamo andati in un sopralluogo che, passando diciamo mi sono ricordato la traversina che andava giù in queste villette, mi sono rifiutato di entrare.
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi meglio, il sopralluogo con chi l'ha fatto?
IMPUTATO Carra P.: Con lei.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Dica, dica.
IMPUTATO Carra P.: Di cui avevo paura di entrare dentro. Gli ho spiegato dentro la macchina stessa, mi sembra che c'era il microfono che registrava.
PUBBLICO MINISTERO: Certo che c'era.
IMPUTATO Carra P.: Eh. E gli ho spiegato come veniva, le due villette, la strada com'era.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei ha riconosciuto, voleva dire...
IMPUTATO Carra P.: L'ingresso della stradina che andava in questa villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Però il sopralluogo non si è esteso alla villetta.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E questa stradina, o meglio l'ingresso di questa stradina dalla statale lei ha detto, l'ha riconosciuto con sicurezza?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando ha fatto il sopralluogo?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma dalla volta in cui era andato lì a prelevare le armi, alla volta in cui ha fatto il sopralluogo col Pubblico Ministero, quindi con me e con il dottor Nicolosi, lei ricorda di esserci più stato a questa villetta?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Prima che sia esibita quella foto: lei ha detto di aver riconosciuto l'ingresso di questa stradina dalla provinciale.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Dalla provinciale, insomma dalla statale, poi in realtà non era una statale.
Ecco, ma l'ha riconosciuto da solo o ha avuto bisogno di qualche indicazione?
IMPUTATO Carra P.: Sì, con un po' di aiuto.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
IMPUTATO Carra P.: Cioè che a me non mi diceva nulla, poi ho detto: a meno che non sia la stradina che va in quella villetta di Aldo Frabetti. E spiegai la strada com'era e tutto. Però all'inizio, subito non la individuai.
PUBBLICO MINISTERO: Guardi per cortesia una certa foto che ora le viene...
IMPUTATO Carra P.: Comunque preciso che non mi ha detto niente lei...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi?
IMPUTATO Carra P.: Preciso che lei non mi ha detto niente sulla fine di quella strada. Non mi disse sì o no, se era vero o non è vero, se andava da Aldo Frabetti. In quella villa dove ho caricato io le armi.
PUBBLICO MINISTERO: Allora.
IMPUTATO Carra P.: Questa non mi dice niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si vede niente?
IMPUTATO Carra P.: No, questa non mi dice niente, questa foto.
PUBBLICO MINISTERO: Si può allargare un attimino questa immagine, o è tutto quello che c'è nella fotografia?
IMPUTATO Carra P.: L'ingresso è simile, ma così non si riesce a, diciamo a capirlo se è questo. Perché se era fatta più larga...
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
IMPUTATO Carra P.: Se questa foto era fatta più larga si riusciva a prendere proprio l'ingresso della discesina della statale per immettersi in questa stradina.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, circa l'imbocco di questa stradina sulla statale, come la chiama lei.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda qualche cosa di caratteristico?
IMPUTATO Carra P.: Sì, c'era mi sembra un cancello sulla destra, tipo un ingresso di villetta, una villa, una ditta. Proprio all'inizio della stradina.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi c'era la stradina più un ingresso, vuol dire? A una villa o a qualche altra cosa?
IMPUTATO Carra P.: Sì, c'era un ingresso, però non so specificare bene.
PUBBLICO MINISTERO: Questa immagine le dice niente Carra?
IMPUTATO Carra P.: Questa dovrebbe essere la stradina che va giù. Dietro questo albero, diciamo piegato, c'è la stradina...
PUBBLICO MINISTERO: No, non ho capito mi scusi.
IMPUTATO Carra P.: Questa stradina qua dovrebbe portare giù nelle villette, però venendo dal lato opposto. Diciamo, camminando dalla statale, sulla sinistra io me la trovai l'entrata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Così è salendo sulla destra. Dovrebbe essere all'incontrario fatta questa foto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, ma lei si è spiegato. Quello che vuol dire, credo sia chiaro quello che vuol dire. Perché è questo che si vede sulla destra, secondo lei, l'imbocco di questa stradina? Solo che lei se la trovò in quell'altra direzione, se la stradina è quella perché veniva da di sopra?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Allora, non so se abbiamo altre foto. Diciamo alla Corte.
PUBBLICO MINISTERO: Questi sono atti in possesso della Corte nel fascicolo del dibattimento e sono gli album che già abbiamo fatto vedere ieri, affoliati a pagina 1316 e seguenti. E' un album della DIA di Roma datato rispettivamente 20 settembre '85 e 8 settembre '85... '95.
PUBBLICO MINISTERO: Ho bisogno di conferire un attimo con...
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Carra, questa immagine le suggerisce qualche luogo che pensa di aver visto in qualche occasione?
IMPUTATO Carra P.: Sì, ma è fatta alla rovescia.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire alla rovescia?
IMPUTATO Carra P.: Praticamente io vengo da sopra, non da sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, ora a parte il sopra e sotto, ma questo che cos'è?
IMPUTATO Carra P.: Sì, dovrebbe essere la villetta dove sono entrato io a prendere le armi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la villetta di Aldo vuol dire?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Sulla sinistra c'è, in questa foto sulla sinistra c'è il parcheggino rientrato. Che io venendo da sopra me lo trovo sulla destra e sulla sinistra la villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, ho capito quello che dice.
PUBBLICO MINISTERO: C'è l'altra foto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Sì, adesso si vede bene.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questa...
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... è quella villa della quale lei ha parlato stamani?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo la collocazione di queste ultime due fotografie.
PUBBLICO MINISTERO: E' sempre l'album che abbiamo indicato in precedenza. Queste due foto sono a carte 1371 del fascicolo del dibattimento. E' la foto 7 e la foto 8.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco Carra, con l'episodio che lei ha raccontato ci ha riportato su vicende che si sono svolte, secondo il suo racconto, si sono svolte a Roma, o comunque in territorio romano e ha detto che questo episodio si situa ancora, temporalmente, nel '93.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha più rimesso piede in zona romana, in territorio romano anche nell'anno successivo, nel '94? C'è più tornato in queste zone?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'è tornato ancora.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E c'è tornato sostanzialmente per far che cosa?
IMPUTATO Carra P.: La prima volta ci sono tornato carico di tegole, un semirimorchio carico di tegole per la villetta dello Scarano, con Giacalone. E poi ci ritornai nella villetta per il discorso di Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Allora andiamo con ordine. Ci ha parlato di aver fatto un viaggio di tegole. Spieghi per bene alla Corte che cos'è questo viaggio di tegole, cioè se sono tegole vere e proprie, se lei le ha caricate in un posto piuttosto che in un altro, come è nato questo trasporto? Intanto parliamo di questo, questo che lei ha chiamato carico, trasporto di tegole.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Si presentò in ufficio da me Giacalone insieme a Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Giacalone, sa con quale nome di battesimo?
IMPUTATO Carra P.: Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Di cui mi diceva che aveva bisogno di un semirimorchio da caricare delle tegole, queste fatte a mano, tegole per coprire il tetto diciamo, delle case. Li dovevo portare alla villa su a Roma. Dice: 'si devono regalare allo Scarano', mi disse. Io presi un semirimorchio che si dovevano caricare vicino dove che io avevo l'agenzia di autotrasporti, via Messina Marina. Andai a lasciare io personalmente il semirimorchio lì sottocarico, l'hanno caricato a mano queste tegole. Alla fine siamo andati io e Giacalone a prendere questo semirimorchio e lui pagò le tegole mentre io facevo manovra per uscire con il rimorchio carico. Lui pagò le tegole, ce ne siamo andati, io posteggiai il mezzo davanti all'agenzia di autotrasporti e lui mi diede i soldi per affrontare le spese.
Mi disse: 'ci vediamo all'area di servizio', che è sempre la solita, come appuntamento, a Roma l'area di servizio. Io imbarca sulla nave per Napoli da solo, arrivai lì e trovai lo Scarano e il Giacalone, di cui mi accompagnarono all'uscita di Fiano Romano. Sono andato direttamente nella villa dello Scarano in costruzione, impostai - che c'erano gli operai che stavano lavorando - impostai per bene l'automezzo per loro effettuare lo scarico a mano. Ci siamo messi in macchina, siamo arrivati su nella villetta, che c'era un'altra villetta prima della villetta dello Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Allora vuol dire che lasciò il semirimorchio lì per scaricare?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, tutto l'automezzo lasciai lì. Presi la borsa e siamo andati in questa villetta qui, io, lo Scarano e Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Un'altra villetta.
IMPUTATO Carra P.: Sì, un'altra villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Carra P.: Di cui lasciammo lì le borse, ci siamo messi in macchina, che lo Scarano aveva bisogno di sistemare delle cose, doveva andare anche in banca, doveva fare delle cose, di cui poi doveva andare a Milano, lui mi disse, Giacalone. Siamo passati in questa occasione da casa dello Scarano, abbiamo preso un caffè. Siamo andati poi via, che è stata l'unica volta che io sono stato a casa dello Scarano. Ho conosciuto la moglie.
Ci siamo messi in macchina, con l'Audi, siamo passati di un paesino, più vicino di queste villette, che c'è la banca; c'è una banca in una piazza, che lo Scarano è andato in banca e io e Giacalone siamo andati al bar a prendere un caffè. Lui ha finito l'operazione alla banca che doveva fare, ci siamo messi in macchina e siamo andati in direzione Milano. Siamo arrivati tutti e tre a Milano, di cui Giacalone contattava una persona, non so chi sia, gli diede l'appuntamento la sera e gli portò una Peugeot rossa targata straniera, con le targhe belghe, Belgio mi sembra che siano, però non voglio sbagliare, erano targhe straniere. Di cui, questa macchina la guidai io fino a Roma.
Si portò questa macchina lì nella villetta. All'indomani si prese il mezzo vuoto, siamo andati vicino casa di Scarano perché dovevo caricare oltre la macchina sul rimorchio, una barca che era a come ho capito io dello Scarano, che dava al Giacalone. Ho caricato queste due cose, sono andato via verso Napoli.
Ho imbarcato a Napoli per Palermo. Sono arrivato a Palermo, sono andato dentro l'autosalone di Giacalone e ho scaricato quei due pezzi: sia la macchina che la barca e sono andato via.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, questo episodio, che lei sta illustrando, inizia con questo carico di queste tegole lì a Palermo.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, lei in questo posto, a caricare tegole, c'era già stato in altre occasioni, oppure c'è stato successivamente in altre occasioni, oppure questa è l'unica volta in cui lei ha preso un carico di tegole a questa fornace artigiana, per così dire?
IMPUTATO Carra P.: Sì, conoscevo la fornace, però non avevo mai avuto rapporti. Conoscevo la fornace come zona, perché si può dire sono nato in quella zona lì. Però, non ho avuto mai, né rapporti, né trasporti ho effettuato, né niente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questo è l'unico che ha fatto?
IMPUTATO Carra P.: Sì, l'unico, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda se fu fatto qualche documento, quelli di carattere amministrativo, di carattere fiscale? Tipo bolle di accompagnamento, tipo buoni di consegna, tipo fatture.
IMPUTATO Carra P.: Sì, c'era un vecchietto lì che mi fece la bolla. Però io poi la consegnai su, non fatturai io quel trasporto.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda se fu fatto, questo documento, a nome suo personale o a nome, che ne so, della sua ditta?
IMPUTATO Carra P.: No, no. Io, l'intestazione era o Sabato Gioacchina, o Coprora S.r.l.. A mio nome, non ce n'è.
PUBBLICO MINISTERO: Il nome di questa fornace se lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: La strada in cui ha sede questa fornace come si chiama?
IMPUTATO Carra P.: Via Messina Marina. Lato mare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perché via Messina Marina è una strada lunghissima.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Per andare direzione Villabate, dal porto direzione Villabate se la trova sulla sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: Ora prenda visione di un certo documento, per cortesia. Se non si ingrandisce un pochino di più, non si vede niente; almeno la parte superiore. Insomma, veda un pochino. Bisogna fare in modo che si possano leggere le scritte. Io così non le leggo; chi ha gli occhi migliori dei miei, le legge. Io, no.
IMPUTATO Carra P.: Glielo posso dire io: questa è la fattura della vendita.
PRESIDENTE: Ora si legge, guardi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco, lì ci si legge.
PRESIDENTE: Sì sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sabato Gioacchina.
PRESIDENTE: Qui c'è scritto Gioacchino.
PUBBLICO MINISTERO: Ripeto che: chi ha gli occhi migliori dei miei vede meglio.
IMPUTATO Carra P.: Sì, ma è un errore quello lì: è Gioacchina.
PRESIDENTE: Via Fed. Orsa.
IMPUTATO Carra P.: Via Federico Orsi Ferrari.
PRESIDENTE: Palermo.
IMPUTATO Carra P.: 6C. Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E lì sopra c'è una data: la legge lei, Carra?
IMPUTATO Carra P.: 23/03/94.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questa data la possiamo prendere per buona per indicare il punto di partenza di questa vicenda che lei sta raccontando?
IMPUTATO Carra P.: Sì, certo. Ricordo anche la cifra che ha pagato lui, quei 3 milioni e rotti che pagò le tegole.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti un attimino, signorina, per piacere. Sotto quella scritta Sabato Gioacchino - sì Gioacchino, è vero - c'è scritto, ci sono scritte delle altre cose. Ecco, volevo sapere se sono cose che sono state scritte sulla base di indicazioni date da qualcuno, lì, al titolare della fornace.
IMPUTATO Carra P.: Sì, glielo spiego. Praticamente, quando si carica un viaggio o qualsiasi cosa del genere, nel momento in cui l'autista o il proprietario dell'automezzo va a fare la bolla di accompagnamento o la fattura di accompagnamento deve dichiarare sia l'intestazione, sia partita IVA, sia la destinazione. Dipende a chi è fatto il trasporto: se è in conto terzi o in conto proprio. Deve segnalare tutte queste cose, nelle bollette.
Di cui, deve scrivere anche la destinazione, sennò non può viaggiare. Dove va?
PUBBLICO MINISTERO: Non può viaggiare.
IMPUTATO Carra P.: Non oggi, perché ho sentito che forse le hanno tolte, le bollette di accompagnamento. Però allora, se non c'era la bolletta di accompagnamento, non riusciva neanche a camminare con un automezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io lì vedo scritto: Fiano Romano, via Capena 23, Roma.
IMPUTATO Carra P.: Sì, questo lo diede Giacalone, perché io non avevo neanche idea.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Non sapevo che dovevo andare a Fiano Romano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo volevo sapere da lei: se quelle indicazioni lì le aveva fornite lei, ovvero se erano state fornite da altri.
Nella parte bassa, se si può vedere, mi pare che sulla destra ci sia una firma. In basso a destra.
IMPUTATO Carra P.: Sì sì, è la mia firma.
PUBBLICO MINISTERO: E' la sua firma?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' ben sicuro?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Possiamo togliere quel documento.
Dunque questo, il documento che abbiamo mostrato, è il punto 54 delle produzioni del Pubblico Ministero.
Ecco, quindi questo viaggio di tegole sembra - sembrerebbe - che abbia questa data precisa di inizio: il 23 marzo del 1994.
Lei è partito subito con questo carico di tegole? Intendo dire, è partito il giorno stesso in cui ha caricato?
IMPUTATO Carra P.: Penso di sì. Non sono sicuro se sono partito all'indomani. Ma è probabile che sono partito in giornata, la stessa sera.
PUBBLICO MINISTERO: Con la nave.
IMPUTATO Carra P.: Con la nave.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto che era da solo.
IMPUTATO Carra P.: Sì, da solo.
PUBBLICO MINISTERO: E di questo è sicuro lei, che fosse da solo?
IMPUTATO Carra P.: Sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Carra, su questo camion c'erano solamente tegole o c'era qualche altra cosa?
IMPUTATO Carra P.: Sì, mi diedero tipo una busta di carta, tipo una busta di lettera con dentro dei documenti in bianco - tessera o patente, non li ho visti io; tessere forse erano.
PUBBLICO MINISTERO: Per tessere, lei intende le carte di identità?
IMPUTATO Carra P.: Carte di identità, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Perché in Sicilia la carta di identità si chiama tessera, vero?
IMPUTATO Carra P.: Esatto. Di consegnarla allo Scarano che, come ho capito, aveva delle amicizia in cui facevano dei documenti falsi.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi questa busta ha viaggiato con lei?
IMPUTATO Carra P.: Sì, nascosta nell'automezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Giacalone ha viaggiato con lei?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. L'appuntamento l'aveva preso dove, a Roma?
IMPUTATO Carra P.: All'area di servizio.
PUBBLICO MINISTERO: La solita?
IMPUTATO Carra P.: La solita.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che successivamente, dopo aver lasciato il semirimorchio, via, tutto il mezzo, a Fiano Romano, alla villetta in costruzione di Scarano, perché doveva essere scaricato, lei ha detto di aver fatto una serie di spostamenti tanto da prendere anche l'automobile per andare fino a Milano, a ritirare una macchina. Dico bene?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ma tutto questo si è svolto nella stessa giornata del suo arrivo?
IMPUTATO Carra P.: No, tutto questo in due giorni.
PUBBLICO MINISTERO: No no, dico, lei arriva il giorno in cui è arrivato a Roma.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se ha preso la nave, sappiamo che è arrivato nella tarda mattinata, a metà mattinata, quello che è.
IMPUTATO Carra P.: Sì, in giornata si fa tutto questo lavoro. Però poi, all'indomani, io... perché ho sostato lì, a... All'indomani, sono partito da Roma per fare...
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Per ora mi interessava, Carra, semplicemente stabilire se la partenza per Milano è avvenuta lo stesso giorno in cui è arrivato con le tegole, per intendersi.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Sì, lo stesso giorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lo stesso giorno. Senta Carra, lei ricorda se all'epoca disponeva di un telefono cellulare?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo cellulare a chi era intestato?
IMPUTATO Carra P.: A Sabato Gioacchina.
PUBBLICO MINISTERO: A Sabato Gioacchina. E' sicuro di questo?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sua moglie, o lei personalmente, o qualcun altro proprio della sua famiglia - va be', lei aveva figli piccoli - lei o sua moglie siete mai stati intestatari di cellulari?
IMPUTATO Carra P.: Siamo stati mai?
PUBBLICO MINISTERO: Intestatari di cellulari, personalmente.
IMPUTATO Carra P.: Sì, mia moglie. E può anche darsi che era intestato, in quel periodo, a La Bua Liliana, eh? Perché io mi ricordo che ho cambiato l'intestazione, perché con la Sabato si andava male. Però non me lo ricordo di preciso, non posso collocare diciamo il periodo in cui ho cambiato l'intestazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, benissimo. Comunque sia, lei ha detto che sua moglie era intestataria di un cellulare.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo cellulare l'adoperava lei, l'adoperava sua moglie, o l'adoperava qualche altra persona?
IMPUTATO Carra P.: No, no, sempre io.
PUBBLICO MINISTERO: L'adoprava lei, per così dire, in esclusiva?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh. In occasione di questo viaggio - le ripropongo la domanda - lei il cellulare ce l'aveva?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda di averlo adoprato?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, una volta che è tornato da Milano con, ha detto, una 106 rossa con targa straniera.
IMPUTATO Carra P.: Una Peugeot.
PUBBLICO MINISTERO: Una Peugeot. 106, mi pare abbia detto.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Volevo capire, lei si è trattenuto?
IMPUTATO Carra P.: Dove?
PUBBLICO MINISTERO: A Roma, nel territorio, in zona per così dire. Oppure ha fatto rientro direttamente a Palermo?
IMPUTATO Carra P.: No, l'ho fatto l'indomani, il rientro a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questa macchina, questa Peugeot con targa straniera, lei ha capito se era una macchina, come dire?, che circolava lecitamente o che circolava illecitamente?
IMPUTATO Carra P.: No, era una macchina rubata; e constatai anche che era stata rubata a Milano, perché c'era delle cassette di Mina. E non ricordo cosa c'era che io buttai via dal finestrino, strada facendo, tipo una bolletta o qualcosa intestata a una donna di Milano. Però non mi ricordo che nome era.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Però la targa era straniera.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ricorda qualche altra cosa che le abbia fatto pensare che questa macchina era rubata?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Strada facendo, non c'era il tappo, la chiave del tappo della benzina, e si è dovuto rompere il tappo per mettergli la benzina.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda dove andaste a ritirare questa macchina a Milano?
IMPUTATO Carra P.: Io non ricordo bene il paese, comunque direzione laghi. Però non ricordo bene il paese.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma la destinazione chi è che la conosceva?
IMPUTATO Carra P.: Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Questa macchina fu consegnata da qualcuno, oppure la trovaste, come dire?, parcheggiata, con le chiavi dentro?
IMPUTATO Carra P.: No. Si allontanò il Giacalone e la portò, e ci lasciò a me e allo Scarano lì. Lui chiamò, è venuto a prenderlo una persona. Che non ricordo proprio chi sia, non me lo ricordo proprio. Lo portò con lui subito, e lui al rientro venne con la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi lei, a quello che capisco, non ha avuto modo di rendersi conto da dove usciva questa macchina.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, lei ha detto di ricordarsi positivamente che aveva con sé il cellulare. Poi, se era quello intestato ancora a Sabato Gioacchina o quello intestato a sua moglie, ha detto che non se lo ricorda.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è possibile che lei abbia, come dire?, ceduto il cellulare, prestato il cellulare a qualcuno in occasione di questo suo viaggio, oppure no? Ma non prestato momentaneamente per fare una telefonata. Voglio dire prestato, proprio lasciato nelle mani di qualcuno per un tempo prolungato.
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Siccome lei partì per Milano lo stesso giorno in cui arrivò con le tegole, ecco, la notte successiva, voglio dire, dove ha dormito?
IMPUTATO Carra P.: La notte che lì si presentava?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, bravo.
IMPUTATO Carra P.: Nella villetta. Però siamo arrivati alle quattro del mattino.
PUBBLICO MINISTERO: Alle quattro.
IMPUTATO Carra P.: Era tardissimo. Che io sbagliai anche strada, e ho dovuto fare il giro di tutto il raccordo anulare. Perché se lei scende da Milano, se fa l'uscita, diciamo uscita per il raccordo, trova subito l'uscita Fiano Romano. E se sbaglia strada, fa tutto il giro, fa tutto il raccordo anulare e ci ritorna dall'altra parte: fa 30 chilometri di raccordo in più.
PUBBLICO MINISTERO: Quando lei dice che dormì nella villetta - siccome oggi si sta parlando di due distinte villette nella zona: una, quella in costruzione, di Scarano; più, un'altra; perché ora lei spiegherà per bene dove fosse, di chi fosse, che cosa ci è successo dentro - ecco, quando lei dice ha dormito nella villetta, quindi ha dormito in una di queste due costruzioni?
IMPUTATO Carra P.: Sì, la villetta prima di quella dello Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non quella in costruzione?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Quella in costruzione, all'epoca era assolutamente inabitabile ancora?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dia un'occhiata, per cortesia, a questa foto. Questa che è?
IMPUTATO Carra P.: Questa dovrebbe essere la villa in costruzione, dello Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Questo tetto lo vede?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Riconosce le tegole?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io credo che ci sia qualche foto anche più di dettaglio.
IMPUTATO Carra P.: Sì, è questa qua la villetta, le tegole sono queste qua.
PUBBLICO MINISTERO: Queste vengono dalla fornace di via Messina Marina?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quali foto stiamo mostrando alla Corte? Bene, le abbiamo già fatte vedere, è inutile entrare nei particolari.
Dunque, questi sono atti che compongono il fascicolo del dibattimento: è un album fotografico affoliato a pagina 1179; le foto sono della DIA, effettuate nel corso del sopralluogo effettuato l'8 agosto '95.
Ecco, quindi lei non ha dormito in questa costruzione qui, per intendersi; perché all'epoca, ha detto, non era abitabile.
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ha dormito nell'altra villetta, per così dire.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuole spiegare questa villetta, appunto, dove si trova? Quando lei ci ha messo piede per la prima volta? Chi l'ha accompagnata, a questa seconda villetta? Non il racconto di tutto quello che è successo nella villetta. Per ora le chiedo semplicemente: dove si trova, come ci è capitato lei per la prima volta, eh?
IMPUTATO Carra P.: La prima volta, è questa qua.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
IMPUTATO Carra P.: Che io vado in questa villetta a dormire. Di cui, ripeto, si trova prima - sul lato sinistro, passando un ponte, salendo una stradina in salita - si trova questa villetta prima di arrivare, diciamo perché avanti si deve andare per arrivare alla villetta, questa in costruzione.
Di cui, in questa occasione, c'è il discorso in cui lo Scarano ci porta a vedere quelle armi giù, nella villetta di cui ha fatto vedere prima, nascosto a terra nella cassetta.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, aspetti. Ci dobbiamo arrivare al discorso della... Sennò la Corte sente parlare di villette e di armi, e si disorienta.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Con ordine.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Praticamente io ho dormito in questa villetta qua insieme al Giacalone. Di cui, all'indomani, quando ci è venuto a prendere lo Scarano, ha portato due donne per fare le pulizie in quella villetta.
Che era la prima volta che li vedevo. Di cui, il Giacalone mi diceva che andava a letto con una di queste due.
Però è arrivato lo Scarano con queste due ragazze, loro sono entrate, e io e Giacalone siamo usciti con le borse per andare via. Al che, ci siamo messi le borse sul camion.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ascolti, ascolti. Lei, il posto dove si trova questa villetta nella quale appunto dormì, sa come si chiama, il luogo?
IMPUTATO Carra P.: Il luogo, no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMPUTATO Carra P.: Non so come si chiama.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Nel corso dei vari sopralluoghi che ha fatto lei col Pubblico Ministero, questa villetta l'ha individuata?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha individuata con sicurezza?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che cos'ha, se lei la dovesse descrivere, a prescindere da fotografie e quant'altro: ecco, come descriverebbe? Come è fatta questa villetta? Come ci si arriva? Se è lontana, ovvero se non è lontana, dalla casa in costruzione di Scarano? Ecco, una descrizione a voce, eh?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Su questi dati qui. E' una villetta grande, una villetta piccola; in aperta campagna, nella periferia di Roma.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Praticamente uscendo da Fiano Romano si proseguiva la strada, arrivando diciamo nella strada in cui porta sia in questa villetta, che nella villetta dello Scarano, si passava tipo un sottopassaggio sulla sinistra delle Ferrovie dello Stato. Si andava su, che si entrava tipo in un residence di villette. Si faceva una stradina sulla sinistra, salendo. Per come portava la strada, di fronte di veniva il cancello di questa villetta qua di Giacalone.
Entrando, c'era sulla sinistra... Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Nessuno ha detto niente.
IMPUTATO Carra P.: Niente.
PUBBLICO MINISTERO: No, no.
IMPUTATO Carra P.: Entrando, sulla mia sinistra c'era diciamo una specie di... dove si parcheggiano macchine, sotto una tettoia piccola, fatta così; di fronte c'era la villetta, si entrava dentro. Entrando, sulla sinistra c'erano due stanzette; poi c'era il bagno; un'altra stanzetta.
Sulla mia destra, sempre parlando, entrando sulla mia destra c'erano delle scale che portavano giù in un'altra sala grande, in una stanza grande dove c'era il camino. E un cucinino, anche.
Giù c'era la porta che portava all'esterno della villetta, con un po' di terreno che andava verso giù. E basta.
PUBBLICO MINISTERO: Esternamente un po' di terreno, cosa vuol dire? Era un terreno recintato, o era un terreno libero voglio dire?
IMPUTATO Carra P.: No, era recintato, però era lungo, diciamo non era piccolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, voglio dire, tipo un giardino allora?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh. Ecco, perché lei l'ha indicata poco fa con il nome "la villetta di Giacalone"? No, non è una domanda...
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' una domanda che ha una sua logica.
IMPUTATO Carra P.: Allora di questo fatto non lo sapevo, ma in un'altra occasione ho saputo che era intestata al Giacalone. Se è vero o non è vero, non lo so, poi. Per questo adesso dico: quella di Giacalone. Magari perché so che, non in questa occasione ho saputo, ma in un'occasione successiva ho saputo, che era del Giacalone quella villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi lei è in questa seconda villetta di cui sta parlando, che ha chiamato "la villetta di Giacalone", dove dormì di ritorno da Milano; alle quattro del mattino, così ha detto.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E dove poi sopraggiunsero, ha detto, delle signore che avevano l'incarico di rassettare la casa, di rimetterla in ordine, pulire. E' questo? Ho capito bene?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Su questa villetta torneremo. Io, invece, vorrei ritornare a quella in costruzione, a quella quindi "di Scarano" - lei l'ha chiamata così.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Una, la chiama "la villa di Scarano"; l'altra, l'ha chiamata "la villetta di Giacalone". E a me, per chiarezza, sta bene anche che continui a chiamarle in questo modo.
Allora, rimaniamo alla villa di Scarano, dove lei ha scaricato quelle belle tegole artigianali, di fattura artigianale. Ha avuto occasione di ritornarci successivamente?
Qui siamo, le ripeto, stando a questi documenti, al 24, 25 di marzo del 1994. Perché questo carico di tegole parte da Palermo nel pomeriggio del 23. Chiedo scusa, questo carico di tegole è stato effettuato dalla fornace il 23 di marzo.
Allora, lei ha spiegato di essere arrivato alla villa, dove furono scaricate le tegole. A questa villa - a quella in costruzione - ha più rimesso piede, successivamente, Carra?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMPUTATO Carra P.: In quella di Giacalone, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, siccome nella villa di Scarano c'è stato questa volta e basta.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Così ha detto.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' successo qualche cosa di caratteristico, o ha visto qualche cosa di caratteristico, di significativo, lì in questa villa in costruzione? Oppure nelle sue vicinanze, nelle sue adiacenze?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Ci portò apposta lo Scarano, la mattina in cui lasciò le due ragazze per fare le pulizie e ci prese a me e al Giacalone; ci portò nella villetta. Io misi la mia borsa sopra il camion. E ci portò proprio giù dalla villetta, davanti alla villetta dello Scarano in costruzione, che arriva giù quasi in un fiume, che passa un fiume piccolo, che c'è delle canne, vegetazione abbastanza grande.
Là in mezzo, ci portò. Di cui, vicino a un albero aveva sotterrato, lui, una cassetta; di cui la aprì e dentro c'erano otto o nove pistole.
Di cui, una la regalò a Giacalone; e una piccola che lui mi disse: 'prenditene una', e io dissi: 'no, che devo fare?'; poi insisteva e ho presa questa piccola. Le ho portate via io, queste due pistole, che poi, a Palermo, le consegnai a Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei sta descrivendo quindi, come dire?, un particolare, no?, della sua frequentazione della casa di Scarano. Cioè a dire, credo di capire, che non è che la villetta finisce nel fiume. Che cosa c'è? Un terreno?
IMPUTATO Carra P.: Sì, certo. Ho detto, è di fronte, andando giù è dalla parte del terreno, ad arrivare quasi giù, questo posto dove era messa questa cassetta.
Ma la villa è abbastanza in alto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, lei questi posti - questi in particolare: la casa in costruzione, questo terreno, questo punto dove c'era questa cassetta sotterrata - ora, a prescindere dalla fotografia delle tegole artigianali, che ha già visto, ecco, ma questi luoghi lei li ha, come dire?, frequentati anche nel corso dei sopralluoghi fatti con il Pubblico Ministero?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E in quella sede, in quell'occasione, ha anche indicato ad esempio il posto dove aveva visto questa cassetta?
IMPUTATO Carra P.: Sì, si cercò di... Però non si riusciva ad entrare perché la vegetazione era talmente fitta che non si riusciva ad entrare.
PUBBLICO MINISTERO: "Non si riusciva ad entrare", per fare che cosa?
IMPUTATO Carra P.: Per questa vegetazione.
PUBBLICO MINISTERO: No, "Si voleva entrare", per quale scopo?
D'altra parte la Corte lo capisce, io...
IMPUTATO Carra P.: Praticamente...
PUBBLICO MINISTERO: ... quello che ho fatto.
Chiedo scusa, mi sto rivolgendo alla Corte.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Al Presidente in particolare, che credo capisca perché devo fare le domande in un certo modo.
Gli atti sono tutti qui, io non posso raccontare quello che ho fatto. E' lui che deve raccontare quello che ha fatto anche in presenza del Pubblico Ministero.
Quindi le domande sembrano un po', come dire, cerebrali, ma non c'è altro sistema per rappresentare certe realtà.
PRESIDENTE: Ci sono anche documenti al fascicolo.
PUBBLICO MINISTERO: Chiedo scusa.
PRESIDENTE: Ci sono documenti nel fascicolo dibattimentale che chiariscono lo scopo di queste domande.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
Allora, Carra, lei mi stava dicendo che per colpa di una certa vegetazione troppo fitta non fu possibile fare un qualche cosa. Che cos'era questo "Qualche cosa"?
IMPUTATO Carra P.: Di andare ad individuare dov'era sotterrata la cassetta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dell'esistenza di questa cassetta con dentro delle armi - così ha detto, delle pistole - ecco, qualcuno le aveva parlato, o fatto domande prima che lei lo raccontasse al Pubblico Ministero?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ci parli un attimo di questa cassetta. Com'era fatta?
IMPUTATO Carra P.: Era una cassetta quadrata in cui dentro c'erano piantati dei chiodi per fermare le pistole dal... come si chiama?
PRESIDENTE: Anello.
IMPUTATO Carra P.: Dall'anello. Era coperta tipo con del cellophan nero di sacchetti di immondizia, abbastanza curata per non infiltrare diciamo umidità o cose del genere. O acqua. E si apriva.
C'erano, era quadrata e si apriva da un lato, tipo una cassetta con delle cerniere di un lato soltanto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha detto quadrata. Quadrata vuol dire squadrata?
IMPUTATO Carra P.: Quadrata.
PUBBLICO MINISTERO: No, voglio dire: proprio fatta rigorosamente a quadrato, oppure era, chiedo, a tipo valigetta, tipo...
IMPUTATO Carra P.: Sì, tipo una valigia, però più grande di una valigetta.
PUBBLICO MINISTERO: Prendiamo a modello una valigetta così, che è classica, la ventiquattrore.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poteva essere di quelle grandezze, oppure tutta un'altra cosa?
IMPUTATO Carra P.: Mah, era più grande.
PUBBLICO MINISTERO: Di quanto? Di molto, di poco?
IMPUTATO Carra P.: No, di poco. Però era più grande di una ventiquattrore.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei se lo ricorda, Carra, che quando raccontò questa circostanza, appunto, al Pubblico Ministero, le dette, dette lei tutta una serie di indicazioni.
Non solo sul luogo dove si trovava, ma anche su come era fatta questa cassetta: le sue grandezze, le altezze e tutto il resto.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto che questa cassetta era foderata con dei fogli di plastica nero, della plastica nera tipo sacchetti della spazzatura, ha detto.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sopra. Ma era tutta ricoperta tipo questa plastica, di nero. Plastica nera, proprio. Come glielo posso spiegare?
PUBBLICO MINISTERO: No, no.
IMPUTATO Carra P.: Una plastica nera e poi sopra il cellophan, nel sacchetto questo grande dell'immondizia, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Senta, e questa cassetta, voglio dire, era appoggiata per terra, o era sotto terra?
IMPUTATO Carra P.: No, era sotto terra, era a livello della coperta.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, appena coperta. Vuol dire questo?
IMPUTATO Carra P.: No, sotto...
PUBBLICO MINISTERO: Non che era una buca di mezzo metro.
IMPUTATO Carra P.: No, no. Poco, però entrava dentro nel terreno e c'era, diciamo, fuori del terreno quei due centimetri del coperchio in cui si apriva.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. E ha detto che dentro c'erano delle pistole.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Tanti chiodi e tante pistole.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E queste pistole com'erano? Si vedevano, voglio dire, pistole tutte dello stesso tipo...
IMPUTATO Carra P.: Sì, erano abbastanza...
PUBBLICO MINISTERO: ... pistole diverse, grosse, piccole.
IMPUTATO Carra P.: Sì, erano abbastanza nuove, a tamburo e automatiche, erano.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei pensò che potessero, pensò o le fu detto, che potessero avere queste pistole, la stessa provenienza, oppure che avessero provenienze diverse? Una rubata, una comprata in armeria, o una ereditata...
IMPUTATO Carra P.: No, no, non mi dissero che provenienza erano.
PUBBLICO MINISTERO: Non le dissero che provenienza avevano, sì.
IMPUTATO Carra P.: Ma mi ricordo che lo Scarano li teneva tipo una collezione privata. E' una cosa sua, personale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quando lei portò il Pubblico Ministero sul posto ha detto: la vegetazione era troppo folta, non fu, non le fu possibile indicare il posto preciso.
Be', questa cassetta l'ha più rivista?
IMPUTATO Carra P.: Sì, successivamente a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: E chi gliel'ha fatta vedere?
IMPUTATO Carra P.: Lei.
PUBBLICO MINISTERO: E che cosa le è stato fatto vedere nell'occasione?
La cassetta con tutto il suo contenuto, oppure solamente la cassetta e anche le armi? Ricorda...
IMPUTATO Carra P.: No, soltanto la cassetta di cui io quando la vidi dissi, in quella occasione di interrogatorio, che ci dovevano essere i chiodi dentro piantati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Di cui si aprì quella cassetta che era sigillata nel momento in cui la portò in quella stanza. La aprì e aprendo trovammo i chiodi ancora piantati e un po' piegati e arrugginiti.
PUBBLICO MINISTERO: E' certo che questa fosse la cassetta che lei aveva visto quindi un bel po' di tempo prima?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi le due pistole che lei dice furono tolte, furono consegnate da Scarano, venivano da quella cassetta?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto: era una grande e una piccola.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, può essere un attimino più preciso nella descrizione?
Quella grande era un'arma a tamburo, era un'arma automatica, a canna lunga, nera, cromata.
IMPUTATO Carra P.: No, quella grande era nera.
PUBBLICO MINISTERO: Tutte e due cerchi di descriverle, Carra, per cortesia.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi chiederemo al Presidente se è possibile, perché io sono letteralmente... Poi non ho più voce, non riesco più a...
Magari finirei questo discorso, questo racconto polarizzato su queste due pistole e poi, se fosse possibile, pregherei sospendere...
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: ... per la pausa pranzo, ecco. Quella rituale.
PRESIDENTE: Bene.
IMPUTATO Carra P.: Sì, praticamente la pistola grande era nera. E non vorrei sbagliare, ma era quella automatica.
E l'altra era piccola cromata. Era piccola, anche automatica, mi sembra, quella piccola.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto che fine hanno fatto queste armi?
IMPUTATO Carra P.: Sì, io le nascosi sul trattore. Arrivato a Palermo le consegnai a Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ha più avuto modo di vederle?
*IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Allora ci potremmo fermare qui, Presidente.
PRESIDENTE: Benissimo. Possiamo riprendere alle due e 30, se siete d'accordo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
PRESIDENTE: Allora, alle 14.30 riprendiamo.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può riprendere l'esame.
PUBBLICO MINISTERO: Carra, le ultime cose che le ho chiesto stamane sono tutte relative a quello che è successo dopo il trasporto di questo carico di tegole, e durante la sua permanenza a questa villetta.
Ecco, ha ben chiaro le ultime domande che le ho fatto, sì?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Un particolare, può darsi che non abbia prestato io sufficiente attenzione. Questo episodio della cassetta delle armi si è svolto, quindi, alla presenza sua, diceva, di Scarano?
IMPUTATO Carra P.: E di Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, eravate presenti tutti. Io ho bisogno di capire quanto si è protratta questa permanenza dopo il trasporto delle tegole, e prima del suo rientro a Palermo.
IMPUTATO Carra P.: Qualche giorno.
PUBBLICO MINISTERO: Perché lei ha detto che, di ritorno dal viaggio a Milano, rientrò alle quattro del mattino e dormì in questa villetta. Poi, non ho capito se in questa villetta lei ha dormito ancora. Sto sempre riferendomi a questa vicenda, a questo episodio, eh?, quello in cui lei ha detto si verifica l'episodio delle armi, le signore che vengono a fare le pulizie, e quindi Scarano vi porta nella villa sua, in quella in costruzione.
Ecco, ho bisogno di una risposta chiara da lei, se è in grado di renderla, una risposta concreta su questa domanda, circa la durata di questa sua permanenza.
IMPUTATO Carra P.: Il mio ricordo è di qualche giorno perché, con lo Scarano, se n'è andato un po', diciamo, in giro a fare cose che doveva fare lo Scarano.
Ricordo anche che ci portò nel centro di Roma a acquistare anche delle scarpe, in un suo amico, dove io acquistai un paio di scarpe anche.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi qualche giorno. Ma lei non è in grado di precisare se si trattava di due piuttosto che quattro, di tre piuttosto che cinque?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma a parte questo acquisto delle scarpe e di questa escursione nel centro di Roma, c'è qualche altro fatto significativo che si è svolto prima che lei riprendesse la strada per Palermo?
IMPUTATO Carra P.: Che ricordi io, no. Cioè c'è stato anche il discorso che ci portò a casa sua.
PUBBLICO MINISTERO: E questo l'ha già riferito. Dicevo io, qualche altro episodio.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Mi portò anche a suo figlio, che era, mi sembra, in una clinica, era sottoposto, praticamente il figlio era agli arresti in questa clinica, in cui lui pagava un sacco di soldi per evitargli la galera.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire voi andaste a trovare questo ragazzo?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Si ricorda, più o meno... Prego.
PRESIDENTE: Vorrei sapere come si chiamava questo figlio.
IMPUTATO Carra P.: E' il figlio grande, però non lo ricordo.
Sì, me lo disse allora come si chiamava, me lo presentò anche, però non lo ricordo. So che è il figlio maggiore.
PRESIDENTE: Mi scusi, siccome qualche Giudice Popolare è rimasto perplesso, perché lei ha parlato di Scarano: noi abbiamo due imputati Scarano. Lei sa come si chiama?
IMPUTATO Carra P.: Scarano Antonio, io parlo sempre. Il mio Scarano è Scarano Antonio, il padre.
PRESIDENTE: Benissimo. Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda più o meno dove si trovava questa clinica?
IMPUTATO Carra P.: Fuori Roma, però non lo so di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè non era nel centro di Roma, vuol dire?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, durante questo periodo, questi giorni, questi "alcuni giorni", quali sono le persone con le quali lei ha continuato a vedersi quindi? Di Scarano ha parlato, e ci sta dicendo anche che siete andati a trovare il figlio che era in questa clinica.
Giacalone si è trattenuto per tutto il tempo?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha visto qualche altra persona in questo periodo? Che ne so, persone delle quali lei ha parlato con riferimento alle varie vicende che ha raccontato davanti alla Corte. O no?
IMPUTATO Carra P.: Sì, ho visto in quell'occasione Aldo Frabetti, la moglie dello Scarano anche.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Se n'è andati anche a mangiare assieme. Però non mi ricordo il giorno in cui si è andato a mangiare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda il Frabetti dove l'ha visto?
IMPUTATO Carra P.: La prima volta, lo vidi in quella villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, quella villetta?
IMPUTATO Carra P.: Dove ho fatto il viaggio delle armi, insieme a Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, e questo l'ha riferito stamani. Ma durante questa permanenza di questi "alcuni giorni" lì, nella zona a Roma, lei ha detto ha rivisto Frabetti? Ho capito bene?
IMPUTATO Carra P.: Aldo Frabetti, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco, ma dov'è che l'ha visto? L'ha visto quando era a comprare le scarpe? Quando è andato a trovare il figlio di Scarano in clinica?
IMPUTATO Carra P.: No, lo vidi anche presente lì, nella villetta dello Scarano. Che praticamente dava un aiuto allo Scarano a seguire i lavori, da come ho potuto capire, gli dava un aiuto a curare gli operai, seguiva gli operai nei lavori della villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, invece che della villa in costruzione di Scarano, ecco venendo all'altra, quella che lei ha chiamato la villetta di Giacalone: lei ha capito, questa villetta, se era molto tempo o poco tempo che era nella disponibilità di Giacalone, di Scarano? Se era di loro proprietà? Se l'avevano in prestito, se l'avevano in affitto?
IMPUTATO Carra P.: No, questo non lo sapevo, nessuno mi disse qualcosa, niente di simile.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Non lo sapevo. Però poi ho saputo che l'aveva presa in affitto Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Ma io per ora sono sempre alla fase iniziale di questa vicenda. E quindi lei non sapeva com'è che era stata presa, no?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Inizialmente. E non sa nemmeno se era da molto e da poco tempo che ce l'aveva, Giacalone?
IMPUTATO Carra P.: Esatto. No, no, non sapevo da quanto.
PUBBLICO MINISTERO: Le chiavi, chi le aveva?
IMPUTATO Carra P.: Le aveva il Giacalone, quando si andò lì, in quella villetta. Aprì Giacalone con le chiavi.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, ma lei chiese a Giacalone a che cosa gli serviva una villetta dalle parti di Roma? Visto che lui stava da tutt'altra parte, cioè a Palermo.
IMPUTATO Carra P.: No, no, non glielo chiesi proprio. Non glielo chiesi perché, ripeto, ritorno al discorso che stavo facendo stamattina, anche se c'era diciamo l'intuizione, diciamo, di chiedere un qualcosa, mi limitavo a non chiedere. Per tanti motivi, purtroppo, anche come mentalità, diciamola in questo modo: era controproducente, chiedere.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, a parte quest'episodio della cassetta con la collezione personale di armi di Scarano - così l'ha definito lei - durante questa sua prima permanenza ha sentito parlare di progetti, di azioni di carattere criminoso? Cioè a dire di azioni criminose da fare nei confronti di qualcuno, o da qualche parte, lì o altrove?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei quindi si trattenne per alcuni giorni per quale particolare motivo, per quale particolare ragione?
IMPUTATO Carra P.: Perché io praticamente dovevo scendere delle auto per Giacalone. Si andò anche, ricordo, in un tipo un'officina, dove c'erano anche macchine sinistrate, queste diciamo incidentate, come si suol dire; che acquistava Giacalone, e dovevo scendere giù delle macchine. Di cui, poi non ne scesi perché non le acquistò, e ho sceso soltanto quella lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi, lei tornò giù a Palermo portando, come ha detto, questa barca e questa Peugeot rossa con targa straniera.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Il viaggio lo fece da solo?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Giacalone si trattenne a Roma, per quanto lei ne sa, ovvero era già partito, o sarebbe partito? Se lei l'ha mai saputo.
IMPUTATO Carra P.: No, io lo lasciai lì, a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei durante questa permanenza, quindi se si è protratta per alcuni giorni, ha dormito nel solito posto, oppure ha cambiato luogo per trascorrere la notte?
IMPUTATO Carra P.: No, nella villetta ho dormito.
PUBBLICO MINISTERO: E Giacalone dove dormiva?
IMPUTATO Carra P.: Con me, nella villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Solamente voi due?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che cosa è successo successivamente, al suo ritorno a Palermo?
Cioè, è successo che lei poi è ripartito? E' tornato in quelle zone? Ci è tornato dopo poco, dopo molto tempo? Ha qualche riferimento temporale?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Io arrivai a Palermo con, le ho detto, il carico di questa barca e questa macchina, la scaricai lì da Giacalone, all'autosalone.
Mi contattò Spatuzza, insieme a Pietro Romeo che era poco tempo che era uscito dalla prigione. Di cui, mi disse che dovevo caricare dei pacchi per andare di nuovo su, a Roma, nell'arco di pochi giorni sono passati.
Di cui abbiamo caricato questi pacchi e un sacco tipo cemento, e mi diedero anche tipo lingotto avvolto in un sacchetto di plastica, tipo una candela.
PUBBLICO MINISTERO: Tipo una candela?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Di cui, la presenza, al momento in cui ho caricato, c'era Pietro Romeo, Vittorio Tutino, Spatuzza e io.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMPUTATO Carra P.: Io caricai questo mezzo insieme a loro. Mi dissero...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi se la interrompo.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo carico dove fu fatto?
IMPUTATO Carra P.: Alla zona industriale.
PUBBLICO MINISTERO: Non nel garage solito?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No, alla zona industriale. E lei mise questo carico sul solito camion?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Attrezzato nel solito modo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, nel ribaltabile.
PUBBLICO MINISTERO: Il solito ribaltabile col semirimorchio sopra?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il trattore era?
IMPUTATO Carra P.: Torino 52079D.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre lo stesso?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E il semiribaltabile?
IMPUTATO Carra P.: Palermo 15424.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo carico fu fatto in un ambiente chiuso o in un ambiente all'aperto?
IMPUTATO Carra P.: No, un ambiente all'aperto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto la zona industriale di Palermo: può dare qualche indicazione un po' più specifica su questo punto? Perché la zona industriale è un territorio piuttosto vasto, voglio dire.
IMPUTATO Carra P.: Sì, è pieno di... La zona industriale di Brancaccio, di cui io entrai in un piazzale. In un piazzale, dentro tipo una ditta, però all'aperto era.
Di cui, se è vero, non sono sicuro, ma avevo capito poi, col tempo, che ci lavorasse lo Spatuzza là dentro. Però, non sono sicuro di questo.
In quest'occasione mi disse anche che doveva venire su con me, sino a Roma, lo Spatuzza; di fare un biglietto sulla nave anche per lui. Di cui io ho fatto il biglietto a nome di La Rocca Luigi, di un mio autista; che poi non ho usato, perché lui non è più venuto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Quindi sul camion che cosa fu caricato, esattamente?
IMPUTATO Carra P.: Due pacchi di esplosivo più questo sacco di cemento. Ecco, e con questa candela messa dentro questo sacco, appoggiata dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cerchiamo di descrivere, Carra, sia gli uni che l'altro. Quindi, i pacchi?
IMPUTATO Carra P.: Sì. I pacchi, sono i soliti, e con lo scotch da imballaggio e con i manici - i pacchi grossi, non quelli piccoli.
E questo mezzo, era un sacco di cemento però diciamo a metà, non tutto pieno, che io aprii in quel momento per mettere questo diciamo lingotto che mi diede, questa candela: l'ho messa dentro. In quell'attimo ho visto che c'era della polvere dentro, tipo cemento, e lo richiusi.
Spatuzza mi disse che, arrivato lì a destinazione, avrei dovuto dire a Cosimo Lo Nigro di mettere questo lingotto più profondo possibile, che lui avrebbe capito il seguito.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando parla di lingotto, lei intende?
IMPUTATO Carra P.: La candela, diciamo da sola, che mi aveva dato. Che era coperto, era dentro un sacchetto, diciamo arrotolata dentro un sacchetto, però aveva la forma proprio di una candela, di un tubo o qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, ho capito: le dimensioni di una candela, di quelle da cucina.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh. Però lei non ha visto esattamente?
IMPUTATO Carra P.: No, cos'era no.
PUBBLICO MINISTERO: Perché non l'ha mai sconfezionata lei, questa?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco e questo sacchetto, lei ha visto che conteneva una polvere tipo cemento?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma il sacchetto come poteva essere grande? Voglio dire, un sacchetto...?
IMPUTATO Carra P.: No, proprio un sacchetto di cemento era, a metà.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, scusi tanto, mi pare che i sacchetti di cemento ci siano...
IMPUTATO Carra P.: Di carta.
PUBBLICO MINISTERO: ... può darsi che mi sbagli - da 25, da 50, e forse anche da un quintale, quelli grossi.
IMPUTATO Carra P.: No, quelli da 25 chili, a metà.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Allora, era di quelli da 25, ecco.
IMPUTATO Carra P.: Che è di carta, quella diciamo ruvida.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ma quello che c'era dentro lei ha capito se poteva essere del cemento, se poteva essere una cosa che gli assomigliava al cemento?
IMPUTATO Carra P.: Io...
PUBBLICO MINISTERO: Non so se lei ha dimestichezza col cemento, con materiali edili?
IMPUTATO Carra P.: Io, come quella polvere lì, ho solo visto il cemento; non ho idea di cosa era. Però mi ha dato l'impressione, vedendola, che era tipo cemento: era sul grigio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questo sacchetto era chiuso in qualche modo? Questo sacchetto da cemento, era chiuso in qualche modo?
IMPUTATO Carra P.: No, era arrotolato; era aperto, ma arrotolato fino a, diciamo, alla polvere.
PUBBLICO MINISTERO: Sì sì, ho capito.
IMPUTATO Carra P.: Che io lo aprii, allargai il coso - è stato un attimo - e ho messo questo sacchetto questa candela, e lo richiusi nello stesso modo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa operazione quindi fu fatta, e presenti erano, ha detto?
IMPUTATO Carra P.: Io, Pietro Romeo, Spatuzza e Vittorio Tutino.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per dare un - se lei è in grado - per dare un qualche riferimento cronologico a questo fatto, ecco, lei può indicare qualche altro avvenimento, qualche altra cosa che è successa?
Vede, l'altra storia ha come punto di partenza un viaggio di tegole. Ecco, questa seconda storia - se la vogliamo chiamare così, perché lei ha cominciato a raccontare di un altro viaggio che fa verso Roma, invece che con le tegole con un materiale diverso - ecco, ha un riferimento di qualche fatto che possa servire per agganciare cronologicamente questa storia?
Anche qualche fatto, che ne so, suo personale. Non voglio dire fatti, così.
IMPUTATO Carra P.: Non ho capito la domanda.
PUBBLICO MINISTERO: E può darsi che l'abbia fatta in maniera oscura. Cerco di fare domande che non contengano nessun suggerimento.
IMPUTATO Carra P.: No no, ma non... Io, diciamo, non ho avuto nessuno di particolare; mi hanno dato i soldi, ripeto, è stato il Pietro Romeo che me li ha dati al porto e mi ha detto che non veniva più lo Spatuzza. Una busta mi diede, chiusa, per consegnarla - una busta di lettera - da consegnare a Lo Nigro, sempre. Ed era sigillata.
E avevo fatto il biglietto anche per Spatuzza; però non ho altro, non ricordo altro di particolare da riferire su questo viaggio qua.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, i suoi familiari dove si trovavano, all'epoca? Intendo dire sua moglie e i suoi figli.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Era su a Milano, che aveva il bambino che doveva passare delle visite in un'assicurazione. Praticamente ha avuto, anni fa, un incidente mio figlio, su a Milano, da mia cognata. E che gli aveva procurato delle lesioni sul piede sinistro. Di cui dopo anni quel periodo doveva andare su, che dovevano fare degli esami e controesami, perché è stata una macchina che l'ha investito, è scappato via, e c'era diciamo un avvocato di là che si curava sugli incidenti, questi delle macchine pirata.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, per la procedura di risarcimento?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E quindi, quando lei compie quest'operazione e si accinge a partire per Roma, come stava dicendo, con questo carico, la sua famiglia sua moglie si trovava ancora giù a Palermo, o era già partita, stava per partire?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Praticamente, quando io sono partito, lei partiva per Milano. Di cui io, alla fine di questo trasporto qua, mi reco a Milano a trovare mia moglie e i miei figli.
PUBBLICO MINISTERO: Questa sua partenza con questo mezzo, ecco, lei la effettuò portandosi dietro anche questa volta il cellulare di cui disponeva all'epoca? Oppure il cellulare lo portò via sua moglie, che andava a Milano? O lo lasciò a casa?
IMPUTATO Carra P.: No, no, l'avevo io, il cellulare. Lo portai via con me, il cellulare.
PUBBLICO MINISTERO: Fece il viaggio da solo?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, lei capì che cosa metteva sul camion in quest'occasione, nella zona industriale di Palermo?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma al momento in cui le fu detto che doveva fare, appunto, questo nuovo viaggio e le fu fatto questo carico, le fu anche spiegato a che cosa sarebbe servito questo materiale, questa volta?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Allora, lei ha fatto il viaggio, ha detto, da solo. L'ha fatto via terra o ha preso via mare?
IMPUTATO Carra P.: No, via mare, con la Tirrenia, Palermo-Napoli.
PUBBLICO MINISTERO: E come si è svolto il viaggio? Intendo dire, aveva degli appuntamenti con qualcuno, per strada? E' andato a destinazione da solo?
IMPUTATO Carra P.: No, avevo l'appuntamento all'area di servizio.
PUBBLICO MINISTERO: La solita?
IMPUTATO Carra P.: Sì, la solita.
PUBBLICO MINISTERO: Quella grande che abbiamo visto nella foto?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E con chi aveva questo appuntamento?
IMPUTATO Carra P.: Doveva venire il Lo Nigro, a prendermi.
PUBBLICO MINISTERO: E in effetti come andarono le cose? Secondo i programmi, o ci fu qualche, come dire, variazione in corso d'opera?
IMPUTATO Carra P.: Mi sembra che io, arrivato lì, non ho visto nessuno e ho effettuato nel mio cellulare una telefonata a Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Di fatto, poi qualcuno è venuto a prenderla lì, al luogo dell'appuntamento, oppure no?
IMPUTATO Carra P.: Sì, Lo Nigro e Giuliano mi vennero a prendere, e avevano la jeep, una jeep bianca.
PUBBLICO MINISTERO: Proprio - per jeep si intende il fuoristrada - la jeep, insomma?
IMPUTATO Carra P.: Sì, un fuoristrada.
PUBBLICO MINISTERO: E come era questo fuoristrada? Qualche cosa si ricorda? La marca, che ne so, se era nuovo, se era vecchio, se aveva qualche caratteristica particolare.
IMPUTATO Carra P.: No. Era tutto bianco, era di tipo vecchio, non un fuoristrada nuovo. Però, non ricordo la marca.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi, da quest'area di servizio, poi vi siete mossi assieme, lei e le due persone che erano venute a prenderla?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E dove vi siete diretti, lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Vicino alla villetta di Giacalone. Prima di prendere la stradina che porta nella villetta, a cento metri più avanti c'era un'area di servizio dove ho parcheggiato l'automezzo, lì. E ho preso la borsa, mi sono messo sulla jeep e siamo andati direttamente alla villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, se capisco bene, lei è arrivato alla villetta non con il suo mezzo, ma è arrivato con la jeep.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per borsa, cosa si intende? La sua borsa personale?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi il mezzo suo è rimasto in un'area di servizio?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Piccola, vicino alla villetta, a un chilometro e mezzo di distanza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la strada che conduce alla villetta è una strada che consente il transito anche a mezzi pesanti? Ovvero non lo consente?
IMPUTATO Carra P.: Non lo consente. Può arrivare fino a un certo limite e poi non può entrare fino alla villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco Carra, quando lei è arrivato... quindi lei alla villetta è arrivato, sta dicendo così, con Lo Nigro e con Olivetti, cioè Giuliano.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Ecco, ci è arrivato di giorno, di pomeriggio, di sera, lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: Ci arrivai prima di pranzo io.
PUBBLICO MINISTERO: E arrivato alla villetta trovò qualcuno?
IMPUTATO Carra P.: Sì, ho trovato lì a Giacalone, trovai Cacciatore, Salvatore, Totò diciamo, Grigoli.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi se la interrompo.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Salvatore, Totò, Cacciatore, poi ci ha messo anche il cognome Grigoli, quante persone identificano?
IMPUTATO Carra P.: Sempre uno.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre uno. Lei sa esattamente come si chiama questa persona?
IMPUTATO Carra P.: Sì, Grigoli Salvatore. Che allora non sapevo come si chiamasse.
PUBBLICO MINISTERO: Che all'epoca come lo sentiva chiamare?
IMPUTATO Carra P.: Totò, o a volte Cacciatore.
PUBBLICO MINISTERO: Lo sentiva chiamare sia con l'uno che con l'altro nome?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma non sapeva che si chiamava Grigoli Salvatore.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, lei stava dicendo che alla villetta ha trovato Giacalone, questo signore...
IMPUTATO Carra P.: Grigoli.
PUBBLICO MINISTERO: Grigoli.
IMPUTATO Carra P.: E un altro ragazzo di cui poi seppi che si chiamava, lo chiamavano loro "U' picciriddu".
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Che abita a Misilmeri, però in questo momento non mi viene in mente il nome.
PUBBLICO MINISTERO: Non le viene in mente perché l'ha dimenticato o non le viene in mente per un lapsus momentaneo?
IMPUTATO Carra P.: No, non mi viene in mente per il momento.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda se questo nome, nel corso degli interrogatori, se lo ricordava oppure non se lo ricordava nemmeno allora?
IMPUTATO Carra P.: No, nemmeno allora lo ricordavo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questa persona, prima di vederla in questo posto, in questa villetta, le era già capitato di vederla, oppure era la prima volta che lo vedeva?
IMPUTATO Carra P.: Lo vidi una volta di sfuggita a Palermo dentro, da Giacalone, all'autosalone in cui io ero in macchina mia con Giuliano, entrammo dentro l'autosalone e, mentre stavamo entrando, lui stava uscendo con un altro ragazzo. Lo vidi di sfuggita, si salutò con Giuliano e quella era la prima volta che lo vedevo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sta dicendo che l'ha visto in questa villetta, ma successivamente, a prescindere dalla villetta, abbandoniamo per un attimo questa storia della villetta: questa persona, il "U' picciriddu", poi le è capitato di rivederlo in epoca successiva, di persona o eventualmente non di persona ma in qualche immagine?
IMPUTATO Carra P.: Sì, io l'ho visto tre volte, mi scusi se la interrompo. In tre volte: in occasione di questa villetta, dentro l'autosalone e casa sua, a Misilmeri, che accompagnai a Giuliano. Di cui siamo entrati in casa, mi sono seduto nel salone di ingresso e loro si sono appartati, Giuliano e questo "U' picciriddu".
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Hanno parlato per 10 minuti, un quarto d'ora e poi siamo andati via. Queste sono state le uniche volte che io l'ho visto.
PUBBLICO MINISTERO: Di persona.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E in immagine?
IMPUTATO Carra P.: Di immagine l'ho visto mentre ero a Sollicciano in una rivista, Panorama.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire? Si trattava...
IMPUTATO Carra P.: Del suo arresto.
PUBBLICO MINISTERO: E questo era un articolo che riguardava l'arresto di questa persona, o riguardava anche l'arresto di qualcun altro?
IMPUTATO Carra P.: L'arresto suo e nominava anche altre persone.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi nel periodo in cui lei è stato detenuto a Sollicciano?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi dalla data del suo arresto a quando iniziò la sua collaborazione?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benigni si chiama la persona.
IMPUTATO Carra P.: Ecco, lei quando vide questa fotografia pubblicata su Panorama, lei il nome di questa persona fino a quel momento non lo conosceva?
IMPUTATO Carra P.: No, sapevo soltanto "U' picciriddu".
PUBBLICO MINISTERO: Ma tutte le persone lì alla villetta si rivolgevano a questo con questo soprannome?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando poi ha visto questa foto su questo settimanale, lei è stato ben sicuro che in quella foto riproducesse quella persona che aveva visto a questa villetta?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando lei è arrivato a questa villetta poi che è successo? Cioè, saranno successe molte cose, intanto una cosa le devo chiedere: il materiale che era sul camion che fine ha fatto?
IMPUTATO Carra P.: Era sempre lì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ci sarà stato un momento in cui non c'era più, suppongo.
IMPUTATO Carra P.: Sì, ma alla fine, non all'inizio del mio arrivo.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè dire...
IMPUTATO Carra P.: Prima di partire, andar via io, che sono successe tante cose in quella villetta, poi scaricai questi pacchi e andai via. Però lì nella villetta trovai altri due pacchi, dove li abbiamo sotterrati fuori nel giardino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Però se capisco bene, però io gliela ripongo la domanda senza stare a interpretare quello che ha detto: quindi quando è stato scaricato il materiale dal suo camion?
IMPUTATO Carra P.: Nel momento in cui, io sono arrivato la mattina all'undici, all'indomani sera che sono andato via io, mezzora prima di andar via.
PUBBLICO MINISTERO: Lei andò via con destinazione quale?
IMPUTATO Carra P.: Destinazione Norditalia. Milano, da mia moglie.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, andava a trovare sua moglie?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che si trovava sempre su per questo problema legato al bambino?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, una volta tornato da sua moglie... Sua moglie alloggiava in albergo o alloggiava presso questi parenti, ho sentito che lei diceva che c'erano i suoi cognati su a Milano.
IMPUTATO Carra P.: Sì, alloggiava dalla sorella.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ha raggiunto Milano con il suo mezzo?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per mezzo si intende sempre tutto...
IMPUTATO Carra P.: Completo.
PUBBLICO MINISTERO: ... il completo, quindi il trattore, il ribaltabile con il semirimorchio sopra?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Raggiunse sua moglie, ma poi ebbe anche degli impegni di lavoro, oppure si spostò solamente per andare a trovare sua moglie e i bambini, o il bambino?
IMPUTATO Carra P.: No, no, ho avuto impegni di lavoro anche.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda in particolare dove li ha avuti questi impegni?
IMPUTATO Carra P.: Sì, certo. Arrivato a Milano presi mio figlio, il grande, mi recai a Brescia per caricare del materiale per la nuova Sudferro, di cui alla rotonda di Brescia, siccome dovevo caricare in diverse acciaierie, avevo caricato un fascio di ferro, di cui era un legato, l'ho messo al centro del semirimorchio, praticamente lamiera con ferro, che è stata la mia, diciamo non sapevo bene che era pericoloso camminare con questo mazzo senza legato.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, il carico non era vincolato, non era legato?
IMPUTATO Carra P.: Esatto. Però andavo piano, cercavo di andare piano perché la ditta dove dovevo di nuovo caricare era vicino all'altra ditta. Sicché ho fatto una rotonda, facendola piano piano, però mi scivolò, il ferro mi è andato giù, senza creare né incidenti, né niente. Di cui ho avuto anche, che è venuta la Stradale, ha fatto il verbale, c'è un verbale.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi fu contravvenzionato lei?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Sul posto.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, diciamo sulla rotonda. E sono in presenza anche di mio figlio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo fatto successe - per quanto lei ne ricorda - dopo quanto che lei era arrivato su a trovare sua moglie? Il giorno stesso, il giorno successivo, dopo due giorni?
IMPUTATO Carra P.: Non vorrei sbagliare, dopo un giorno.
PUBBLICO MINISTERO: Come dire, è arrivato oggi a Milano e domani prende la contravvenzione a Brescia, vuol dire questo?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Dia un'occhiata a questo documento.
IMPUTATO Carra P.: Questa è la contravvenzione che presi. Che non è la solita fatta manuale, ma è fatta con i nuovi sistemi...
PUBBLICO MINISTERO: Meccanografici.
IMPUTATO Carra P.: Meccanografiche, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Vediamo che c'è scritto. Penso sia possibile ingrandire qualcosa, no?
PRESIDENTE: No, un po' più chiara per cortesia, perché qui non si legge nulla. Ora va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, questo è un verbale di contravvenzione intestato alla Sezione di Polizia Stradale di Brescia, vedo che è datato 7 aprile 1994.
"Abbiamo accertato, alle ore 15.20 odierne, nel Comune di Brescia, il signor Carra Pietro, nato a Palermo il 22/10 del '63, residente in via di Bazzano, veicolo targato Torino 52079D, Volvo F-12 colore azzurro, intestato Sabato Gioacchina" - ci deve essere un seguito di questo verbale, facciamolo scorrere - "il conducente del veicolo sistemava il carico in modo inidoneo ad evitare cadute...". E' questo il fatto, la contravvenzione, la contestazione che le fece la Stradale, che stava raccontando?
IMPUTATO Carra P.: Sì. C'è anche la targa del semirimorchio.
PRESIDENTE: Infatti c'è.
IMPUTATO Carra P.: 15424. "Rimorchio targato Palermo 15424".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dicevo questo Carra, lei a Brescia per problemi di carico o per qualche altro problema, le è capitato in altre occasioni di prendere contravvenzioni?
IMPUTATO Carra P.: Nel campo lavorativo, sì. In questi viaggi con loro, no. Solo in questa occasione.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, voglio dire, una contravvenzione fatta per un problema di carico assicurato male, contravvenzione elevata per l'appunto proprio dalla Polizia Stradale di Brescia a lei, con questo camion, ne ha avute altre?
IMPUTATO Carra P.: No, no, questa è l'unica.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'episodio che lei raccontava è quello che ha un riferimento in questo documento qui?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non c'è possibilità di sbaglio, di equivoco?
IMPUTATO Carra P.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, magari diciamo alla Corte che documento abbiamo...
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, si tratta del documento che costituisce il punto 52 delle produzioni del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, lei ha detto che sua moglie partiva per Milano, per questa necessità di carattere familiare e lei partiva per Roma.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sostanzialmente.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Rispetto alla data di questa contravvenzione, che è il 7 di aprile, è una data come dire certa, la sua partenza per Roma di quanti giorni può essere precedente per come se lo ricorda lei? Se se lo ricorda, voglio dire: questione di una settimana, questione di due giorni, 10 giorni?
IMPUTATO Carra P.: Tre, quattro giorni massimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora lei deve illustrare alla Corte quello che è successo in questi suoi giorni di permanenza a Roma, una volta effettuato il trasporto di questo materiale. E la prima cosa che le debbo chiedere è questa: noi abbiamo parlato più volte di una certa villetta, quella che lei chiama "la villetta di Giacalone".
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha anche raccontato che era posizionata in un certo modo, all'interno fatta in un certo modo, la strada per raggiungerla non si poteva percorrere con un mezzo pesante.
Bene, quand'è l'ultima volta in cui ha visto questa villetta?
IMPUTATO Carra P.: Quando siamo andati a fare il sopralluogo, ma tutta diversa dentro di come la descrivo io.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire...
IMPUTATO Carra P.: E con delle persone anche dentro private, che avevano acquistato questa villa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quando ha fatto il sopralluogo con me e con il dottor Nicolosi?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E ha trovato che c'era qualche cosa di diverso in questa villetta, esternamente o anche internamente?
IMPUTATO Carra P.: No, principalmente internamente era tutta cambiata.
PUBBLICO MINISTERO: E i cambiamenti più significativi, visto che lei ha detto che la villetta era su due piani, aveva un piano e poi si scendeva le scale in un altro piano ancora. Ecco, i cambiamenti più significativi erano al piano di sopra, al piano di sotto o dappertutto?
IMPUTATO Carra P.: Dappertutto, su e giù. Sia all'entrata, sia dove si scendeva le scale giù.
PUBBLICO MINISTERO: E se dovesse, così rapidamente, accennare, descrivere i cambiamenti quelli più significativi, rispetto a come se la ricordava lei questa villetta?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Entrando sulla sinistra non ci sono più le due stanzette, ma è tutto un salone, hanno fatto. Manca proprio la parete che divide le due stanzette. Giù c'è il bagno tutto modificato. C'era un bagno giù ed è stato tutto modificato, impostato diversamente. Mi sembra che c'era anche vicino alle scale un cambiamento, di muro mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e esternamente? Lei ha parlato di una specie di giardino, o di campo. Ecco, ha trovato delle diversità rispetto a come se la ricordava lei?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha menzionato, ha ricordato di aver fatto in quel posto un sopralluogo e con il dottor Nicolosi, poi c'era la Polizia Giudiziaria. Ecco, lei ricorda di aver dato al Pubblico Ministero delle indicazioni circa in particolare un certo luogo di questo complesso, villetta e relativo giardino? Un certo luogo dove aveva visto delle cose, dove aveva compiuto determinate operazioni?
IMPUTATO Carra P.: C'era fuori un portalegna, il camino dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Fuori l'albero, sotto dove abbiamo seppellito diciamo queste due balle che trovai lì.
PUBBLICO MINISTERO: Proprio questo le sto chiedendo Carra.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di illustrare intanto questo fatto. Lei sta parlando di un'operazione di sotterramento nel giardino, di balle.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lo illustri via alla Corte come è successo? Se è successo il giorno in cui è arrivato, se è successo il giorno successivo, a distanza che ne so... Lo illustri con calma e con precisione.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Nel pomeriggio, dopo pranzo si incominciò a scavare, eravamo tutti là, che io presi questa balla diciamo e la alzai, che riuscii ad alzarla e la misi dentro la buca, si sotterrò e basta, con riferimento a queste due balle. Ma nella giornata in cui arrivo è successo.
PUBBLICO MINISTERO: E queste balle quant'erano una o due, non ho capito?
IMPUTATO Carra P.: Due.
PUBBLICO MINISTERO: Due. Erano fatte nello stesso modo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, piccole.
PUBBLICO MINISTERO: Piccole. Lei si ricorda quando, per la prima volta, ha parlato al Pubblico Ministero di questo episodio, di questo esplosivo che era stato sotterrato in quel giardinetto?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
IMPUTATO Carra P.: Sì, ne parlai subito io di questo...
PUBBLICO MINISTERO: Ne parlò prima di fare il sopralluogo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ne parlò subito, fin dal primo interrogatorio?
IMPUTATO Carra P.: Subito. Sì, sì, subito.
PUBBLICO MINISTERO: Ne parlò perché qualcuno le fece delle domande, o ne parlò di sua iniziativa?
IMPUTATO Carra P.: No, di mia iniziativa. Anche perché sapevo la presenza di quel materiale lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando lei ne parlò, riteneva che questo materiale fosse sempre nel luogo in cui era stato sotterrato? Oppure aveva ragione per pensare che fosse stato spostato e messo da qualche altra parte?
IMPUTATO Carra P.: No, quando ne parlai io era stato spostato. L'ho detto io stesso che dopo l'arresto di Giacalone, praticamente dopo giorni che io non vedevo nessuno, ho visto Giuliano, o detto Olivetti, di cui mi disse che... Io gli chiesi: 'come mai, io non ti ho visto neanche dal barbiere?' Che si andava spesso dal barbiere.
Lui mi disse: 'no, ho dovuto andare su a Roma, sono partito insieme a Pietro Romeo per spostare quei pacchi lì, che erano lì nella villetta'. Però non so, non mi disse altro.
PUBBLICO MINISTERO: Le disse dove li avevano spostati, cioè dove li avevano messi?
IMPUTATO Carra P.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Lei capì o pensò di testa sua se potevano essere stati spostati di molto, oppure spostati di poco?
IMPUTATO Carra P.: No, non ho idea proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che erano due pacchi non tanto... ha detto piccoli vero?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Stamani mattina io le ho fatto delle domande sempre su questi pacchi più grossi, più piccoli, fatti in un modo, fatti in un altro, visti e rivisti e lei ricordava di averne visti un paio nel corso di un atto fatto alla Polizia Scientifica a Roma.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quella roba che vide - chiamiamola proprio così genericamente - quella roba che vide nel corso di quell'atto alla Polizia Scientifica a Roma, era somigliante a quella che aveva visto e messo sotto terra nel giardinetto di questa villa?
IMPUTATO Carra P.: Secondo me erano quelli là. Perché ho fatto la prova anche a salve per assicurarmi se erano quelle.
PUBBLICO MINISTERO: Perché per fare questa operazione di sotterramento lei ebbe per le mani uno o entrambi questi pacchi?
IMPUTATO Carra P.: No, uno ne ho avuto nelle mani.
PUBBLICO MINISTERO: Uno.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, lei partì per Roma con un carico, sul suo camion, costituito, secondo le sue dichiarazioni, da dell'esplosivo. Arriva in questa villetta e ne trova altre due di balle, per quanto più piccole, che vengono sotterrate.
Ma ha capito per quale ragione le veniva fatto portare del materiale che in definitiva già c'era lì in questo posto?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ha potuto far delle domande, o comunque ha potuto sentire qualche commento che potesse spiegare questa situazione, oppure no?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Parlavamo che c'era la presenza del Contorno, avevano individuato il rifugio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ora quello ci arriviamo Carra. Le stavo semplicemente chiedendo se lei da qualche discorso... ha detto che non ha fatto domande. Però se da qualche discorso ha capito per quale ragione, trovandosi già lì del materiale - per materiale si intende le balle con l'esplosivo - come mai è stato dato incarico a lei di portarne dell'altro e quello che si trovava lì sotterrarlo. Se lei l'ha capito?
IMPUTATO Carra P.: No, non lo so, neanche ho avuto modo di capire.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Lei mi ha risposto che al momento in cui è partito da Palermo non aveva idea di quale fosse la destinazione di questo carico di esplosivo che aveva messo sul camion.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E l'ha scoperta successivamente qual era la destinazione di questo materiale, oppure no?
IMPUTATO Carra P.: Sì, nella villetta l'ho scoperto.
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi in che termini ha saputo...
IMPUTATO Carra P.: Sì, perché parlavano tra di loro che praticamente c'era questa situazione del Contorno, avevano individuato il Contorno e il suo rifugio, di cui sono stato anch'io nel tardo pomeriggio in quella zona, insieme a Giacalone. Di cui siamo usciti dalla villetta per andare a fare la spesa, era presto, ancora erano le quattro e mezzo, le cinque del pomeriggio e lui mi disse: 'andiamo verso quel paese lì che vediamo se riusciamo a vedere il Contorno'. E mi fece vedere, ci fermammo al paese in un bar a prendere un caffè e mi portò proprio nel vicolo davanti alla villetta del Contorno. Mi disse: 'qui c'è, dovrebbe abitare il Contorno'.
Al ritorno andammo all'opposto di questo paese qua, di cui Giacalone mi disse che probabile che avrebbe avuto un appartamento in un'altra strada. In questo tragitto qua mi chiese anche il mio cellulare - che mi aveva detto che aveva il cellulare con la batteria un po' scarica - e effettuò delle telefonate dal mio cellulare.
Poi siamo andati a fare la spesa e si ritornò nella villetta. E ho capito, perché io gli avevo chiesto a Giacalone: 'come mai avete trovato...' Diciamo perché con Giacalone o con Giuliano erano, ogni tanto qualcosa la chiedevo, erano più alla mano come persone, gli altri erano proprio guai chiedere qualcosa.
E allora lui mi disse che l'hanno scoperto tramite che il Contorno aveva un giro di droga di cui aveva scoperto lo Scarano il rifugio. Di cui anche poi nel giorno dopo, in presenza dello Scarano, parlando capii che c'era la presenza di un industriale con una Ferrari, amico del Contorno, di cui Contorno dava la droga.
Però io voglio precisare che io ho letto i giornali sul discorso di Contorno. E se lei va a vedere dovrebbe essere registrato questo discorso mio, tempo fa. E l'avevo detto.
PUBBLICO MINISTERO: Tutto quello che lei ha detto, Carra, è registrato anche nei sospiri, come dico sempre io. Tutto.
PRESIDENTE: Come oggi.
IMPUTATO Carra P.: Ma io lo voglio precisare, perché una settimana fa è uscito nei giornali la situazione del Contorno.
Il che può anche qualcuno pensare che l'ho letto e adesso dico una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, capisco che lei, nella villetta, sentì fare questi discorsi che avevano come contenuto una azione da compiere nei confronti di Contorno.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è la sostanza del discorso.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Era un nome che lei conosceva, Contorno, oppure lo sentiva fatto per la prima volta?
IMPUTATO Carra P.: No. No, io lo conoscevo non di presenza, solo di nome, diciamo, per sentito dire.
Anche da mio padre, tanti anni fa, non lo conosceva mio padre, però io non ho mai avuto modo sia di incontrarlo, di vederlo, di avere rapporti. Solo in televisione conoscevo il Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e la ragione per la quale volevano, queste persone, compiere una azione nei confronti di Contorno, lei le ha potute capire?
IMPUTATO Carra P.: Non ho capito. Mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Per quale ragione queste persone volevano compiere un'azione nei confronti di Contorno?
IMPUTATO Carra P.: Perché era un collaboratore di giustizia.
PUBBLICO MINISTERO: Ma volevano compiere un'azione per spaventarlo, per dargli fastidio, oppure era un'azione che mirava ad eliminare Contorno?
IMPUTATO Carra P.: No, no. Proprio... dovevano farlo fuori perché, a tutti i costi, in tutti i modi, perché Giacalone mi confidò anche che gli avevano detto, che come ho potuto capire, era un po' incavolato che era quasi un mese che era su e gli avevano ordinato di non ritirarsi a Palermo se non facevano fuori il Contorno.
Non so da chi, però mi fece capire questo. E lui questo è incavolato, perché era già quasi un mese che era fuori Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: E doveva concludere positivamente, insomma.
IMPUTATO Carra P.: Sì, dovevano ammazzare Contorno e stop.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
IMPUTATO Carra P.: Per cui avevano prospettato anche di guidare un mezzo e buttarglielo sopra in quella strada, mentre parlavano... Mi chiese Giacalone e Giuliano se potevo, con un mezzo rubato, un autotreno rubato, potevo buttarmi addosso alla macchina di Contorno.
Io ho detto: 'ma non esiste, non è possibile fare una cosa del genere'.
PUBBLICO MINISTERO: Buttarsi addosso alla macchina di Contorno per eliminarlo in questo modo, o per bloccarlo...
IMPUTATO Carra P.: Per bloccarlo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ma le spiegarono un po' come doveva funzionare questa ipotesi? Cioè a dire di un intervento di un camion rubato, oppure il discorso fu abbandonato immediatamente perché lei disse "Non esiste"?
IMPUTATO Carra P.: Mah, l'hanno preso un po' anche a ridere, perché facevano questi commenti anche ridendo un po', mi ridevano addosso su questo discorso qua.
Che praticamente loro avrebbero fatto due squadre e al momento in cui io ci arrivavo addosso con l'autotreno, o con una motrice, comunque un camion, e l'avrei bloccato e buttato fuori strada, e loro lo avrebbero crivellato di colpi.
Però ridevano. Poi io gli dissi: 'ma come fai una cosa del genere? Non è possibile, non...'
In cui la sera di questo discorso io poi andai via.
Che ho detto: appena mi coinvolgono a fare qualche pazzia, non... Insistei e gli feci capire che avevo da fare e andai via.
PUBBLICO MINISTERO: E raggiunse sua moglie?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per eliminarlo queste persone, dai discorsi che facevano, per eliminare Contorno, si ripromettevano di adoprare solo armi da fuoco, o solo esplosivo, oppure alternativamente o esplosivo o armi da fuoco, o tutte e due insieme?
Lei lo ha capito un po' questa prospettiva, oppure no?
IMPUTATO Carra P.: No, io ho capito che poi... Perché spuntò "U' picciriddu" insieme a Lo Nigro con una batteria e un telecomando in cui dovevano farlo saltare in aria.
Parlavano anche di un edificio in costruzione vicino a quella strada lì, dove loro, facendo più di un sopralluogo, avevano individuato per farlo saltare in aria.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, lei il punto preciso che questi avevano individuato, lo conosce, oppure no?
IMPUTATO Carra P.: No, non lo conosco.
PUBBLICO MINISTERO: E' ben sicuro che sia stato parlato di un edificio in costruzione messo in posizione per poter fare appunto questa azione?
IMPUTATO Carra P.: Sì, ne parlavano lì.
PUBBLICO MINISTERO: Doveva avere qualche caratteristica particolare questo edificio?
Lo avevano identificato questo edificio, o lo dovevano trovare l'edificio?
IMPUTATO Carra P.: No, no, avevano fatto di più. A giramano si erano alternati a fare i sopralluoghi per vedere dov'era il posto migliore. E parlavano di questo edificio diciamo, in costruzione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto di aver visto - se ho capito bene - "U' picciriddu" e?
IMPUTATO Carra P.: Il "Cacciatore".
PUBBLICO MINISTERO: No, con questa batteria.
IMPUTATO Carra P.: E Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: E Lo Nigro. Era una batteria, per intendersi, di che tipo? Perché batterie...
IMPUTATO Carra P.: Di automobile.
PUBBLICO MINISTERO: Una batteria d'auto?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di dimensioni, come? Quelle ordinarie da automobile?
IMPUTATO Carra P.: Sì, quelle piccole.
PUBBLICO MINISTERO: E poi ha parlato anche di un telecomando. Ma oltre a questa batteria, per caso queste persone avevano qualche altra cosa? Che ne so.
IMPUTATO Carra P.: Mah, se non ricordo male, avevano anche una batteria più piccola di quelle delle auto, tipo quelle che vanno sulle moto.
PUBBLICO MINISTERO: Ha visto se avevano anche altra attrezzatura elettrica, tante le volte?
Per attrezzatura elettrica, si va dalle cose più complicate, Carra, alle cose più semplici. La cosa più semplice è il filo.
IMPUTATO Carra P.: C'era anche il filo...
PUBBLICO MINISTERO: La cosa più complicata è...
IMPUTATO Carra P.: Sì, c'era anche i fili elettrici...
AVVOCATO Maffei: Obiezione, Presidente, però obiezione. Mi scusi.
PRESIDENTE: Avvocato, scusi, prima deve dire il suo nome, sennò la registrazione non fa...
AVVOCATO Maffei: Sì, certamente. Scusi se non mi alzo, ma ho il filo troppo corto per la mia...
PRESIDENTE: Prego, prego, dica pure.
AVVOCATO Maffei: Avvocato Maffei difesa Benigno.
Anche per le suggestioni si va dalle piccole alle grandi cose: dai fili, ai filoni.
E nel filone della suggestione, l'indicazione del filo...
PRESIDENTE: Avvocato, non faccia... Mi scusi, per cortesia...
AVVOCATO Maffei: L'indicazione del filo...
PRESIDENTE: ... argomenti la sua opposizione.
AVVOCATO Maffei: ... è chiaramente una suggestione.
Cioè, è proprio un suggerimento.
PRESIDENTE: Ma potrebbe essere anche semplicemente essere una sollecitazione della memoria, avvocato.
AVVOCATO Maffei: Nel caso specifico, conoscendo gli atti, certamente no, Presidente. Grazie.
PRESIDENTE: Io non posso dire altro. Vediamo il Pubblico Ministero poi cosa risponde.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, oltre a questa batteria di automobile...
Formulo la domanda in maniera diversa, Presidente.
PRESIDENTE: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: In maniera molto semplice. Non ho capito il riferimento al contenuto degli atti...
PRESIDENTE: D'altra parte noi non conosciamo niente di queti atti, quindi non c'è nessuna possibilità di effettuare replica.
PUBBLICO MINISTERO: No, per carità, non si deve...
PRESIDENTE: Richiami alla memoria riferimenti.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi che a questo punto mi sia venuta formulata male la domanda.
PRESIDENTE: Per carità!
PUBBLICO MINISTERO: Ne chiedo scusa a tutti coloro ai quali debbo una scusa.
Le volevo dire, Carra, lei si ricorda di questa batteria e forse di una seconda batteria. Forse più piccola, ha detto, da motocicletta.
Ecco, io le dico: oltre a queste due attrezzature, che sono tipicamente attrezzature elettriche - perché una batteria è per definizione uno strumento elettrico ad alimentatore - ecco, lei ricorda di aver visto o per le mani di questa persona, o per le mani di altre persone - ma sempre in questo contesto: nella villetta di Giacalone tra le persone di cui si sta parlando - altre attrezzature?
Meccaniche, ovvero elettriche, ovvero idrauliche, ovvero da falegname, o da fabbro.
IMPUTATO Carra P.: Sì, io specificamente il Benigno e Lo Nigro avevano in mano dei fili, delle pinze, giravite, batteria, telecomando.
Sono cose che avevano, sono usciti, lo hanno portato da fuori loro due insieme, avendo fatto il sopralluogo da Contorno, al ritorno hanno portato nei sacchetti comprati fuori tutte queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha accennato ad un telecomando.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole spiegare un attimo, se è in grado di farlo, non so se lei è un tecnico di questa materia, un attimo con qualche dettaglio in più che cos'era questo oggetto, nelle mani di chi l'ha visto, se lo ha visto nelle mani di qualcuno. E poi da che cosa ha desunto che si trattasse di un telecomando.
Per sue conoscenze specifiche, o perché qualcuno lo definiva telecomando, o perché lo ha visto in funzione.
IMPUTATO Carra P.: Era un telecomando. Sono venuto a conoscenza, perché ogni tanto, comprando una macchina elettronica per i bambini, hanno i telecomandi con i due pulsantini. Ed era uguale ai telecomandi di un'auto comprata da quelli che vendono i giocattoli.
Ed era in mano a Benigno che lo maneggiava.
PUBBLICO MINISTERO: Come dimensioni. Ora io, eh, be', non so come funzionano i telecomandi per le automobiline da bambini. Come dimensioni a che cosa potrebbe assomigliare?
Non lo so proprio. Se è grande come un pacchetto di sigarette, o se è grande come una centralina telefonica. Non lo so.
Quello che ha visto lei com'era fatto?
IMPUTATO Carra P.: Era, non il solito telecomando piccolo di auto che ho specificato prima, di auto di giocattoli. Perché quello lì è abbastanza piccolo. Questo era abbastanza più grosso.
E io, questi telecomandi qua, ho visto qualche volta solo, sempre nei negozi di giocattoli. Però che lo usano per le macchine, queste che fanno manuali a benzina. Che sono dei telecomandi abbastanza più grandi.
La mia conoscenza è solo per questo modo. non...
PRESIDENTE: Ma guardi, che il Pubblico Ministero gli ha fatto una domanda molto precisa.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PRESIDENTE: Vuole descriverci questo telecomando.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PRESIDENTE: Quello che dice di aver visto.
IMPUTATO Carra P.: E' un telecomando un po' più grande di quelli normali.
PRESIDENTE: Guardi, che i suoi gesti purtroppo non possono visti da gran parte...
IMPUTATO Carra P.: Senz'altro. Ha ragione.
PRESIDENTE: Bisogna che parli di dimensioni.
IMPUTATO Carra P.: Ha ragione. Come...
PRESIDENTE: Lei ha fatto un gesto che potrebbe essere 20 centimetri, o anche 15, o 25. Perché è un po' generico. Dica lei.
IMPUTATO Carra P.: E' un telecomando, ci aveva due pulsantini: uno a destra e uno a sinistra.
PRESIDENTE: Scusi, era più lungo della sua mano?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PRESIDENTE: Era più lungo della sua mano?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PRESIDENTE: Il doppio?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PRESIDENTE: Il doppio della sua mano.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PRESIDENTE: Quindi sui 30-35 centimetri.
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PRESIDENTE: Di larghezza?
IMPUTATO Carra P.: Uguale, era tipo quadrato.
PRESIDENTE: Quadrato.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PRESIDENTE: Prosegua.
IMPUTATO Carra P.: Aveva questi due pulsantini e una specie di antennino al centro. Però non posso dire altro.
Io, io so qual'è...
PRESIDENTE: A un colore, a più colori, c'era un pulsante...
IMPUTATO Carra P.: No, no, era tutto nero. Tutto di plastica nera e diciamo c'era forse la scritta del tipo del telecomando sopra, adesivo però era.
Però io ho detto in quel modo, anche se non ha senso. Io ho visto gli stessi telecomandi in certe occasioni, stavo dicendo, in quel modo. Specifiche per queste cose in costruzione di amatori che fanno le macchine a benzina, con i motorini piccolini.
Poi non posso dire altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha saputo se era già stata sperimentata la possibilità di compiere una qualche azione nei confronti di Contorno, lì o altrove? In passato, in passato vicino, in un passato lontano.
Cioè a dire: ha sentito semplicemente parlare di una cosa che si pensava di fare, o ha sentito eventualmente anche parlare di cose che si era tentato di fare precedentemente?
IMPUTATO Carra P.: No, solo di quello che volevano fare.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questa azione, lei ha mai saputo se comportava l'uso del materiale che aveva portato su lei? Oppure comportava l'uso di un materiale diverso?
IMPUTATO Carra P.: No, non lo so questo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei concretamente sa che fine, che destinazione ha avuto il materiale che aveva portato lei?
IMPUTATO Carra P.: No, non lo so. però ho letto poi i giornali, di cui c'è stato il ritrovamento di questo esplosivo. Penso che sia quello lì che io ho sceso prima di andar via.
Però non posso dire in sicurezza.
PUBBLICO MINISTERO: A quale ritrovamento si riferisce, Carra, di cui hanno parlato i giornali?
IMPUTATO Carra P.: Il ritrovamento sull'attentato dicevano a Contorno, i giornali allora.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, questo ritrovamento è un fatto che si è verificato in epoca vicina, rispetto a questo viaggio che fece lei, oppure a distanza di molto tempo?
IMPUTATO Carra P.: No, questione di giorni, due o tre giorni. Quattro, massimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda se, in occasione di questo rinvenimento di cui parlarono i giornali, questo materiale per caso era anche esploso? Se lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: No, nel giornale dicevano il ritrovamento di questa cosa qua, che lo avevano trovato diciamo in una strada sotto, diciamo, come si dice? Nel ridosso di una strada.
PUBBLICO MINISTERO: Nel dosso di una strada?
IMPUTATO Carra P.: Nel dosso di una strada.
PUBBLICO MINISTERO: Ma da quello che riportavano i giornali, lei si fece un'idea se questo luogo dove era stato fatto questo ritrovamento era più o meno nella zona dov'era stato lei a fare tutti questi spostamenti?
IMPUTATO Carra P.: Sì, vicino Formello, c'era scritto nel giornale, allora. In cui dove sono andato io insieme al Giacalone a vedere il Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, ben accolgo volentieri l'invito a cinque minuti di sospensione.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se lei ritiene. Se ho interpretato bene.
PRESIDENTE: Certo, certo. Benissimo. Riprendiamo tra dieci minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Ora no ricordo esattamente qual era l'ultima domanda che le ho posto, Carra.
Se lei se lo ricorda e me lo dice, mi fa una cortesia.
O sennò se lo ricorda il Giudice...
IMPUTATO Carra P.: Sul fatto delle cose che erano presenti lì. L'ultima domanda...
PRESIDENTE: Mi sembra che l'ultima domanda fosse la lettura sul giornale dell'attentato di via Formellese...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè del ritrovamento di questo esplosivo.
PRESIDENTE: Il ritrovamento non ebbe l'impressione che parlassero di esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Carra, quando si verificò questo fatto. Cioè a dire questo fatto riportato dai mezzi di informazione, lei dove si trovava?
IMPUTATO Carra P.: Io ero a Genova.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha avuto occasione poi di sapere da qualcuno la ragione per la quale questo programma che doveva portare all'eliminazione di Contorno era viceversa fallito, insomma, non aveva ottenuto riuscita?
IMPUTATO Carra P.: Sì, dopo un paio di giorni, quando io arrivai a Palermo, dopo un paio di giorni, ripeto, incontrai a Giuliano, il cui mi disse non funzionò il telecomando e che lui era lì presente anche quando c'erano tutti i Carabinieri, tutti lì, che lui provò di nuovo per far saltare tutti in aria.
Sono state parole dette da Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Ma che c'era stato un problema al telecomando, capisco bene?
IMPUTATO Carra P.: Questo non me lo spiegò. Mi disse soltanto che lui azionava il telecomando e non funzionò. Non si spiegavano il perché.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma le fu detto qualche cosa circa le ragioni, eventualmente l'inconveniente che aveva portato al ritrovamento di questo esplosivo in questo dosso?
IMPUTATO Carra P.: Sì, disse anche che era stato uno di fronte della pompa di benzina a chiamare, che aveva visto diciamo la presenza di queste cose lì.
PUBBLICO MINISTERO: Da come il fatto le fu raccontato da Giuliano in questa conversazione, lei ha capito se tutta questa scena del ritrovamento si è svolta, per così dire, sotto gli occhi di Giuliano e degli altri?
Non so se la domanda è chiara.
IMPUTATO Carra P.: No, non l'ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, da quello che le disse Giuliano, lei ha capito se Giuliano e gli altri coi loro occhi assistettero a tutta la scena del ritrovamento, dell'intervento della Polizia, dei Carabinieri?
IMPUTATO Carra P.: A come ho capito io, era insieme a Lo Nigro, lui.
Che poi provò, come diceva lui, di azionarlo lo stesso co la presenza delle Forze dell'Ordine di cui poi sono dovuti scappar via, dice, hanno mollato tutto e sono andati via.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, lei prima riferiva di aver sentito delle, una conversazione, o comunque dei discorsi relativi al modo con il quale era stato individuato, era stata individuata la presenza di Contorno.
E ha accennato a Scarano, e ha accennato ad un imprenditore con una Ferrari.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io vorrei che lei lo dettagliasse, se è in grado di farlo, lo dettagliasse meglio questo discorso.
Cioè a dire: questo discorso dove si è svolto, tra chi si è svolto, qual era in questa vicenda il ruolo di Scarano e qual era il ruolo di questo con la Ferrari.
Se lei qualche particolare in più, nell'occasione lo ha capito, lo ha sentito, lo ha percepito, e oggi se lo ricorda ancora.
IMPUTATO Carra P.: Sì, praticamente il colloquio è successo nella villetta.
Parlava lo Scarano con Giacalone, in cui io ero vicino e ascoltavo le parole di Scarano, il cui diceva a Giacalone che il Contorno era, dava la droga a questo suo amico che era, come ho capito io, un industriale, un costruttore. Non lo ricordo bene. Comunque era un personaggio abbastanza, di un certo livello lì a Roma che aveva un Ferrari rosso. Dice: 'ogni mattina si incontrano anche...', e disse un posto. Però non so che posto sia.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, da quello che lei capì, Scarano aveva avuto le notizie di questo Contorno e dei rapporti che questo Contorno aveva con questo signore della ferrari, per i fatti suoi, le aveva avute queste notizie, o le aveva avute da quello della Ferrari?
Se lo ha capito lei.
IMPUTATO Carra P.: Mah, io a quello che ho potuto capire io, era...
Praticamente lui li ha avuti da questo del Ferrari, che aveva riconosciuto il Contorno e lo raccontava a lui. Non so di preciso come...
PUBBLICO MINISTERO: Fu un discorso che in sua presenza fu fatto in termini, come dire, espliciti, chiari, oppure fu un discorso che lei ha percepito, per così dire, un po' a pezzi?
IMPUTATO Carra P.: Sì, lo concepii a pezzi, perché ero vicino a quello che diceva, ma stava parlando con Giacalone, lo Scarano.
Non è che io ero vicino a loro proprio e ho ascoltato tutto il discorso che hanno fatto. Di quello che ho potuto apprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei partecipava a questa conversazione o si limitò ad ascoltarle? Almeno una parte.
IMPUTATO Carra P.: No, no, mi limitai ad ascoltarlo, anche perché ero seduto a due-tre metri da loro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, lei nell'occasione ha anche avuto la possibilità di conoscere quelli che erano i luoghi reputati come recapiti di questo Contorno? Da parte loro, da parte di queste persone.
Intendo dire: qualcuno nell'occasione le ha fatto sapere se conosceva dove stava Contorno, dove non stava, se era un posto solo, se erano più posti?
IMPUTATO Carra P.: Sì, io ho già riferito prima, che...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, vorrei che fosse un...
IMPUTATO Carra P.: Un po' più chiaro?
PUBBLICO MINISTERO: Chiaro è stato chiaro anche prima.
IMPUTATO Carra P.: Chiaro sui...
PUBBLICO MINISTERO: Qualche dettaglio in più, ecco, per intenderci.
IMPUTATO Carra P.: Sul mio ricordo...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, Carra.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo discorso che riguarda i rapporti tra Scarano e quello della Ferrari; quello della Ferrari e Contorno, ecco, è un discorso che lei sentì fare prima di conoscere i luoghi dove loro pensavano che si trovava Contorno, ovvero le cose stanno in maniera diversa? Prima ha visto i luoghi e poi ha sentito il discorso del Ferrari?
IMPUTATO Carra P.: No, il discorso del Ferrari l'ho sentito dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Da quando sono andato via con Giacalone, siamo arrivati in quel paese che mi ha fatto vedere la villetta e poi siamo ritornati indietro all'opposto di questo paese che aveva, lui diceva che forse aveva un appartamento in un altro posto, oltre alla villetta. Il discorso è stato dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. E allora, a quello che capisco sostanzialmente lei ha fatto una specie di sopralluogo insieme a Giacalone.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Io non ero presente con voi, quindi bisogna che lo racconti lei. Da dove è cominciato questo sopralluogo? Perché lei sta accennando a due posti come possibili recapiti di Contorno, no?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Da quale è cominciato: dalla villetta o dall'appartamento?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Prima voglio precisare che siamo usciti dalla villetta per andare a fare la spesa, io e Giacalone, non c'era in programma che dovevo andare a vedere diciamo la villetta, il posto di Contorno. Avendo uscito dalla villetta insieme, era ancora presto, Giacalone in macchina stessa mi disse: 'guarda che facciamo, arriviamo in questo paese, vediamo un po' se riusciamo a vedere il Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, eravate in macchina?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Con quale?
IMPUTATO Carra P.: Con la Jeep.
PUBBLICO MINISTERO: Solamente voi due?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora Giacalone disse che voleva vedere se localizzava...
IMPUTATO Carra P.: Sì, voleva fare un salto lì, una volta che era presto, a vedere un po' se riusciva a vedere il Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e dove...
IMPUTATO Carra P.: Infatti siamo anda... Scusi se l'ho interrotta.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego.
IMPUTATO Carra P.: Siamo andati direttamente al paese, Formello, vicino la villetta, siamo arrivati nel vicolo dove sulla sinistra entrando c'è la villetta di Contorno, siamo andati avanti, ha fatto inversione di marcia. Siamo usciti, ci siamo fermati in un bar là vicino a prendere un caffè. Siamo ritornati indietro uscendo dal paese e andando l'opposto della strada e del paese in un'altra via abitata e sulla sinistra, perché si arriva in un incrocio che si doveva andare o a destra o a sinistra; andando sulla sinistra, salendo, sempre sulla sinistra c'erano tante case, palazzi, palazzine.
Lui mi indicò là vicino che forse aveva un appartamento il Contorno in quella zona lì, però non era sicuro anche lui, di quello che ho capito io.
E poi siamo andati via. Abbiamo fatto un po' di spesa e siamo ritornati nella villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, in questa specie di sopralluogo arrivaste in questo posto dove Contorno poteva avere un appartamento? O arrivaste anche alla villetta di Contorno?
IMPUTATO Carra P.: Prima siamo andati alla villetta e poi in quell'appartamento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E questa villetta, quella che secondo Giacalone era, o poteva essere la villetta di Contorno, dove si trovava? Nel mezzo del paese, in aperta campagna, in una strada larga, in una strada stretta, che partiva dalla strada principale, sulla sinistra, sulla destra? Si ricorda qualche cosa?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Praticamente, arrivando in questo paese dal raccordo anulare, uscendo all'uscita di quel paese, arrivato in quel paese, si passava la piazza, si usciva fuori del paese. Subito dopo fuori il paese, sulla destra - salendo veniva sulla destra - c'era una stradina che entrava verso la campagna e c'erano un paio di villette sia a destra che a sinistra e sulla sinistra si doveva trovare la villetta del Contorno.
Era una strada che non aveva sbocco perché siamo arrivati proprio alla fine della strada. Abbiamo fatto inversione di marcia tipo che era un ingresso di una... l'ultima palazzina fatta tipo a fattoria, che andava sulla campagna e non c'era strada, c'era la fine della strada. Abbiamo fatto inversione di marcia e siamo ritornati indietro.
Siamo arrivati di nuovo allo stop della statale, abbiamo preso a destra, a neanche un chilometro sulla sinistra c'è il bar col parcheggio dentro, dove ho preso il caffè. Ci siamo messi di nuovo sulla macchina, siamo rientrati nella statale direzione il paese, siamo andati fuori il paese direzione di nuovo la superstrada, diciamo lo scorri... come si chiama, il raccordo anulare. Abbiamo saltato l'ingresso del raccordo anulare, abbiamo fatto una strada sempre avanti, arrivando fino a uno stop, dove che puoi andare a destra o a sinistra; siamo andati sulla sinistra e neanche a un chilometro c'era, diceva lui che è probabile che c'era un appartamento del Contorno lì.
Ma le ripeto, non era sicuro neanche lui dell'appartamento.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMPUTATO Carra P.: Qual era di preciso. Sapeva che c'era un appartamento in quella zona, però non sapeva quale fosse.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, occupiamoci per un attimo della villetta di Contorno. Ho capito che si trova in questa stradina che parte dalla strada principale e poi la stradina finisce praticamente in aperta campagna.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quella che secondo Giacalone era, o poteva essere, la villa di Contorno, si trovava sulla sinistra o sulla destra, andando verso la campagna?
IMPUTATO Carra P.: Sulla sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: Era tra le prime: la prima, la seconda, la terza, la quarta, la quinta, se lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: Sì, era all'inizio. O è la prima o la seconda.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Aveva qualcosa di caratteristico questa casa, o l'esterno di questa casa, per come lei la visualizzò quando la portò sul posto Giacalone?
IMPUTATO Carra P.: Sì, c'era un cancello fuori di questa villa e aveva una caratteristica di un cancello grande con le sbarre un po'... sbarre larghe che erano un po' inclinate, non si riusciva, si vedeva l'interno e non si vedeva praticamente, non riusciva passando a guardare l'interno. Di cui io avevo detto di un colore bianco, che poi, quando si è fatto il sopralluogo insieme a lei, trovai la differenza del cancello di un altro colore, ma ho individuato la villetta in cui ho visto, mi disse Giacalone che era del Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Su quella strada, sulla stessa stradina insomma, per intendersi, c'era qualche altra villetta, qualche altra costruzione che in qualche modo poteva interessare, o interessava Giacalone, che lei ricordi?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ricordava di aver fatto un sopralluogo con noi - cioè con me, col dottor Nicolosi - e di avere individuato, di aver indicato a noi quella certa villetta davanti alla quale la portò Giacalone.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Di quella individuazione che lei fece è sicuro?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Lo era anche al momento?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Avevo solo il dubbio sul colore del cancello, ma la villetta era quella lì. Anche il sistema del cancello avevo già dichiarato io all'inizio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, di queste sbarre...
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... larghe, messe in diagonale che quindi consentono fino a un certo punto di vedere al di là, no? Questo voleva dire.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ecco, per quanto riguarda invece quest'altro posto, questo appartamento, l'edificio che le indicò Giacalone - come recapito vero, o presunto che fosse, questo non ci interessa - di Contorno, questo edificio aveva qualche cosa di caratteristico che a lei è rimasto in mente? O per com'era posizionato, o per com'era fatto?
IMPUTATO Carra P.: Sì, veniva ad angolo e c'era l'ingresso del palazzo con la cancellata. Però io quando siamo andati a fare quel sopralluogo non riuscii a individuare, non ero sicuro su quello che avevo visto allora, da quello che ho visto nel sopralluogo con lei.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda comunque di aver indicato, a me, nel corso di quel sopralluogo, un certo edificio?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto. La differenza che...
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda sulla base di che cosa lo indicò, lo segnalò nel corso di quel sopralluogo?
IMPUTATO Carra P.: Le vetrate, diciamo, delle verande.
PUBBLICO MINISTERO: Le vetrate...
IMPUTATO Carra P.: Le vetrate.
PUBBLICO MINISTERO: ... di questo edificio?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché, come mai le era rimasto impresso questo particolare delle vetrate?
IMPUTATO Carra P.: Perché era composto in quel modo allora la palazzina dove che, mi indicò Giacalone, però con una differenza: che quando siamo andati noi a fare il sopralluogo io ricordo che c'era molta vegetazione, a livello di piante fuori, di imbellimento diciamo vicino alla ringhiera di questa entrata di palazzo e non ero sicuro perché allora non c'era tutta questa... Si riusciva a vedere l'interno del palazzo: è meglio di fuori di allora, sicché non ero sicuro se era quello lì.
PUBBLICO MINISTERO: E Giacalone, su conto di questo appartamento, aveva la certezza, o pensava che fosse un recapito, o fosse stato un recapito di Contorno, da come capì lei?
IMPUTATO Carra P.: No, come capii io, lui disse che forse c'aveva un appartamento, che l'avevano visto uscire da quella palazzina. Che poteva avere un appartamento in quella palazzina, ma non era sicuro al 100%.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in questa strada dove si trova questo appartamento di cui stiamo parlando, lei oltre che in quell'occasione in cui c'è andato con Giacalone, c'è andato in qualche altra occasione? Ovviamente la volta escluso quando è venuto con noi.
IMPUTATO Carra P.: No, soltanto quella volta lì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei di quella zona di Roma, di quella larga periferia romana, aveva una qualche conoscenza prima di andarci in occasione delle vicende di cui si sta parlando?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Conoscenze, parentele?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Successivamente quindi a questi fatti e prima, ripeto, di tornarci con noi, ha mica avuto occasione di frequentare quelle zone, il Comune di Formello, i comuni vicini, far conoscenze, andarci per lavoro?
IMPUTATO Carra P.: Io ripeto, tutte le mie presenze in bassa Italia esclusivamente per questa occasione, non ho mai avuto modo di andare o di avere amicizie o di avere ditte o di avere rapporti di lavoro. L'uniche volte che sono andato a Roma è stato per questi viaggi.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, lei poco fa menzionava il paese di Formello.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Per caso ricorda se, trovandosi a passare per questo paese, ha avuto notizia, ha saputo, ha sentito dire di qualche altra situazione, di qualche persona più o meno nota, conosciuta, che poteva interessare al Giacalone, alle altre persone, a Scarano?
IMPUTATO Carra P.: Il Giacalone disse anche che forse aveva visto, in un altro sopralluogo da parte sua, il suocero del Contorno, che era in un alberello, che stava curando diciamo l'interno della villa. Però non so altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei nel paese di Formello si è trovato ad andare, che ne so, in qualche esercizio pubblico, in qualche... ha detto prima che doveva fare la spesa un giorno, con Giacalone.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Sì, ma fuori quel paese siamo andati.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ma dentro il paese c'è andato, che ne so, a prendere un caffè, a prendere... boh, a fare una telefonata per qualche ragione particolare?
IMPUTATO Carra P.: Sì, ci siamo fermati appena fuori il paese in questo bar che c'ha all'interno il parcheggio, a prendere un caffè. Ma è stato cinque minuti e siamo andati via.
PUBBLICO MINISTERO: E con Scarano ha fatto qualche movimento dalla villetta al paese, dal paese a lì vicino? E' capitato?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. ricorda se qualcuno le ha parlato della presenza della abitazione, o della villa, che ne so, di qualche personaggio piuttosto conosciuto, dell'ambiente dello spettacolo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, di Renato Zero. Ma era nel discorso del viaggio delle tegole che io ho visto quella villa sulla sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: Come un particolare...
IMPUTATO Carra P.: Che vicino diciamo le villette di Giacalone e di Scarano. Che io, diciamo, è un particolare che dissi insieme... ho dichiarato insieme quando siamo andati via di là, che avevo posteggiato il mezzo, e siamo andati in banca. Lui più avanti di quella villa lì, c'era una piazzetta dove c'era il bar e la banca.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Che non c'entra niente su questo viaggio qua.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma è un particolare che io volevo fare emergere attraverso queste sue dichiarazioni.
E quindi, lei venne a sapere che c'era lì la villa di Renato Zero?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E in particolare chi è che glielo disse?
IMPUTATO Carra P.: Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, e allora vuol descrivere per cortesia questa operazione di scarico del materiale che lei aveva portato sul camion e che per ora è rimasto lì sul camion? Perché lei ha detto che è stato scaricato poco prima che lei partisse.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora raccontiamo questa operazione di scarico. Dove avvenne, vicino o lontano rispetto alla villetta?
IMPUTATO Carra P.: No, vicino. Tra la villetta di Giacalone e la villetta di Scarano. Nella stradina stessa.
E' successo in serata, nel buio, di cui io presi il mezzo, presi la stradina per andare verso la villetta dello Scarano, passando l'entrata della villetta di Giacalone, prima di arrivare alla villetta di Scarano, mi soffermai. Ho fatto inversione di marcia che c'è tipo un incrocio piccolo, sempre strada sterrata, e mi fermai all'angolo, proprio vicino all'incrocio, che c'era l'aperta campagna.
Di cui venne Cosimo Lo Nigro e Giuliano con la Jeep, alzai il ribaltabile, scaricai quei pacchi, glieli ho messi nella Jeep e sono andato via. E loro se ne sono andati verso la villetta di Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Questo luogo, questo punto specifico dove è stata fatta questa operazione, a che distanza si trova dalla villetta di Giacalone? All'incirca, voglio dire.
IMPUTATO Carra P.: 700 metri, 800 metri. E' vicino, neanche un chilometro penso.
PUBBLICO MINISTERO: E fatta questa... Fino a quel momento il suo mezzo, come lei lo chiama, dove era stato?
IMPUTATO Carra P.: Parcheggiato in quell'area di servizio, sopra, più avanti della... che questa strada dove c'è l'area di servizio, è l'inizio del paese dove c'è poi, che abbiamo passato, che s'è vista la villetta di Renato Zero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Si ricorda l'area di servizio se è di una qualche marca di benzina in particolare, se se lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: No. Mi ricordo che c'era un bar piccolino dentro, che scesi anche a prendere il caffè nell'occasione delle tegole.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: E ho comprato anche le sigarette in quel baretto, che vendono anche le sigarette.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Lei ha visto dove si è diretta la Jeep con Lo Nigro e con Giuliano dopo che questa roba che lei aveva sul camion la scaricò?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, presero diciamo il sottopassaggio, il ponticino che c'era della ferrovia dello Stato, per andare su in villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è un sottopassaggio o è un ponte?
IMPUTATO Carra P.: Un ponte, un sottopassaggio.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, con la macchina si passa sotto, o si passa sopra?
IMPUTATO Carra P.: No, no, sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Sotto.
IMPUTATO Carra P.: Sopra ci sono i binari.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, c'è il ponte della ferrovia.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi con la strada si passa sotto, questo vuol dire?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Una volta che lei se ne andò - e poi ha raccontato che ha fatto tutto questo spostamento al nord - dalla signora, il bambino aveva la visita, lei è andato a farsi fare la contravvenzione a Brescia dalla Polizia Stradale: ricorda se è rientrato a Palermo, come è rientrato?
IMPUTATO Carra P.: Sì, certo. Io praticamente...
PUBBLICO MINISTERO: Sua moglie si trattenne ancora su, oppure rientrò anche sua moglie, più o meno negli stessi giorni?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, ricordo bene il rientro di quella volta lì. Praticamente io effettuai, dopo aver preso la multa diciamo, il verbale, mi sono finito il carico, sono andato a Milano, ho lasciato il bambino. Ho caricato, sono andato a Genova all'imbarco, ho lasciato in custodia l'articolato per imbarcarlo e con un passaggio sono andato su a Milano. Sono andato da mia moglie e all'indomani abbiamo preso l'aereo per Palermo, io, mia moglie e i bambini.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e è rientrato quindi a Palermo insieme a sua moglie?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e poi nei giorni successivi si è sempre trattenuto a Palermo, oppure le è capitato di rimettersi ancora in movimento?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sono partito di nuovo. Sono andato in quella villetta di nuovo, ho portato la borsa delle armi. La famosa borsa che scesi insieme a Spatuzza, dopo pochissimi giorni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ha riportato queste armi in questa villetta. Ma la villetta quale si intende?
IMPUTATO Carra P.: La villetta di Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come nasce questa sua ulteriore partenza, se se lo ricorda, chi glielo ordinò, se quando era sceso a Palermo, di ritorno da Milano e tutto il resto, lo sapeva oppure se le fu detto in un secondo momento?
IMPUTATO Carra P.: No, non sapevo niente che dovevo ritornare. Però io non sono ritornato proprio alla villetta. Praticamente io quando risalii la borsa caricandola a Palermo, con l'appuntamento su dove ho posteggiato il mezzo, all'area di servizio piccola, non quella grande nel raccordo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Sono arrivato lì. Prima di arrivare lì ho chiamato Lo Nigro che è venuto all'incontro con la macchina. Siamo andati di nuovo nella campagna dove ho scaricato i pacchi, ho alzato il ribaltabile, gli ho dato la borsa, perché anche di giorno lì non è transitata tanto, gli ho dato la borsa e sono andato via Non sono andato più dentro la villetta.
PUBBLICO MINISTERO: E' andato via. Ricorda dove è andato?
IMPUTATO Carra P.: Sono andato direzione nord, però non mi ricordo dov'è che sono andato: se sono andato a caricare dei viaggi per me, o se sono andato a Genova. Questo non me lo ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, questo viaggio, quindi, con questa borsa bisognerebbe che lei illustrasse qualche particolare in più. Questa borsa dove le fu consegnata e da chi?
IMPUTATO Carra P.: A Palermo, alla zona industriale da Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: E lei vide coi suoi occhi, voglio dire, il contenuto di questa borsa, oppure questo non l'ha fatto?
IMPUTATO Carra P.: No, non vidi. Ho solo visto la borsa chiusa, quella che io avevo sceso carica di armi. Però non ho avuto modo né di aprirla, né di capire cosa c'era dentro.
PUBBLICO MINISTERO: E Spatuzza, quando le consegnò questa borsa, era solo o c'era qualcun altro con lui?
IMPUTATO Carra P.: Non me lo ricordo bene se c'era Pietro Romeo o era da solo in quella occasione. Perché è stato talmente anche veloce questo viaggio come... dal momento in cui mi dà la borsa e lo porto su.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Senta, è un viaggio che fece da solo lei?
IMPUTATO Carra P.: Sì, io tutti i viaggi ho fatto da solo, all'infuori del viaggio salendo con Federico, scendendo con Spatuzza, salendo con Lo Nigro, salendo due volte con Lo Nigro perché c'è anche il viaggio che ancora si ci deve arrivare, del '95.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMPUTATO Carra P.: Basta, poi tutto il resto ho fatto da solo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo viaggio che lei fa con queste armi che porta appunto a quest'area di servizio, a quella piccola ha detto.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' un viaggio che fece via terra, via strada come dice lei, oppure lo fece per mare?
IMPUTATO Carra P.: No, per mare lo feci.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e lei non arrivò questa volta fino alla villetta?
IMPUTATO Carra P.: No, non ci arrivai dentro la villetta io. Perché io prima di arrivare all'appuntamento chiamai per avvisare che ero arrivato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: E mi venne incontro Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Venne con che cosa, con che mezzo?
IMPUTATO Carra P.: Con la Jeep bianca.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta Carra, a proposito di questa Jeep bianca di cui lei ha parlato ormai più di una volta.
AVVOCATO Florio: Chiedo scusa.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda se queste persone di cui si sta parlando, con questa Jeep o con altri mezzi, o senza mezzi, durante questo periodo ebbero qualche problema, qualche inconveniente del genere più vario?
AVVOCATO Florio: Chiedo scusa, prima che il collaboratore risponda, avvocato Florio per Lo Nigro e Giacalone.
Io vorrei - lo dico con la massima serenità - che il collaboratore fosse sollecitato a intervenire soltanto sulle vicende che sono sul capo di imputazione, altrimenti non finiamo più.
PRESIDENTE: Ma io credo che siamo verso la fine, avvocato, comunque. D'altra parte io non posso sapere ciò che è intrinseco al capo di imputazione e ciò che è collaterale, di contorno, di verifica, di riscontro della veridicità. Perché voi sapete che noi non abbiamo nessun dato.
AVVOCATO Florio: Questo sì, salvo il capo di imputazione che avete.
PRESIDENTE: Ho capito avvocato, però ci possono essere elementi che comportano verifiche per dichiarazioni ricevute, o altre cose, o fatti collaterali. Non mi è data la possibilità di fare un intervento sennò del tutto, così a caso.
AVVOCATO Florio: Comunque propongo, diciamo, formale opposizione.
PRESIDENTE: Benissimo. Sentiamo dal Pubblico Ministero che connessione c'è in questi ultimi fatti con quello che è l'oggetto della nostra ricerca e della nostra verifica.
PUBBLICO MINISTERO: E' un fatto, Presidente, che per come io ho formulato la domanda, si è verificato - se si è verificato, questo lo sa Carra - si è verificato a Roma nel contesto storico che precede il 14 aprile del '94 e è direttamente riferibile a due persone che, fino a prova contraria, sono tra gli imputati di questo processo.
A me sembra che il contesto di tempo e di spazio sia dirimente insomma.
PRESIDENTE: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Riformulo la domanda. Lei ricorda, Carra, se in questo periodo in cui lei è stato presente su Roma, ormai ha raccontato questa presenza romana in tre capitoli si potrebbe dire: marzo, poi l'esplosivo e poi ancora questo viaggio con le armi. Se durante questo frattempo qualcuna di queste persone aveva avuto a Roma, nell'utilizzare la Jeep o nell'utilizzare un qualche altro mezzo, un qualche inconveniente, lì in zona?
E se sì, di che genere poteva essere questo inconveniente. Se se lo ricorda.
IMPUTATO Carra P.: Sì, le auto che io, nella mia permanenza, vidi in quella villetta è stata una FIAT Uno bianca, la Jeep e l'Audi dello Scarano. Di cui Giuliano mi disse, mi disse, non principalmente a me, parlava lì, che aveva l'inconveniente con una... diciamo una pattuglia dei Carabinieri che li inseguì e loro riuscirono a scappare.
PUBBLICO MINISTERO: E questo inseguimento, dunque, si sarebbe verificato proprio nei giorni in cui lei, Carra, si trovava lì?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Alla villetta?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e queste persone avrebbero subìto questo inseguimento mentre si trovavano su una delle macchine di cui lei sta parlando, o su qualche veicolo diverso?
IMPUTATO Carra P.: No no, sulla FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Ha idea dove potesse essere successo questo fatto? Se lì nella zona, oppure lontano.
IMPUTATO Carra P.: Mah, di quello che diceva il Giuliano, era stato nella strada, nella statale per arrivare al paese del Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: E Giuliano, nell'occasione, con chi sarebbe stato sulla macchina inseguita?
IMPUTATO Carra P.: Mi sembra con Lo Nigro, ma non me lo ricordo di preciso. Non...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non lo afferma con sicurezza, questo.
IMPUTATO Carra P.: Esatto. Comunque erano in due: era il Giuliano in presenza con un'altra persona.
PUBBLICO MINISTERO: E che cosa stessero facendo in giro quando ebbero questo inseguimento, lei lo ha saputo?
IMPUTATO Carra P.: No. Parlava soltanto di questo inseguimento e si vantava che era riuscito a scappare.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, lei ha menzionato quando abbiamo cominciato a parlare di questi fatti, una certa persona: Pietro Romeo.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole ripetere... Ripetere, ridire, insomma è la stessa, questa persona quando lei l'ha vista e in che situazione la colloca rispetto a questa vicenda?
IMPUTATO Carra P.: Io Pietro Romeo lo conosco in una occasione che accompagnai, che era arrestato e uscito da galera inizio '94. Di cui, prima di uscire, un mese, un mese mezzo, due mesi - non ricordo bene - accompagnai a Giuliano al Tribunale di Palermo che c'era la causa in corso di un processo in corso, in cui c'era Pietro Romeo, il Faia Salvatore arrestati. E Giovanni Ciaramitaro e Libertà, però sempre indagato anche lui. Però era, che andava quando c'era l'udienza. A piede libero, come si suol dire.
E conobbi in questa occasione.
Poi, Pietro Romeo, lo vidi in momento in cui caricai i pacchi per andare da Contorno insieme allo Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma a Roma lo ha mai rivisto lei Pietro Romeo?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ecco, ora credo che il dottor Nicolosi le sottoponga una serie di immagini. Che poi le fa direttamente il dottor Nicolosi, là dove si trova, tutte le domande del caso.
PRESIDENTE: Che aspettiamo? Che succede?
Ma facciamo dei passi avanti, o siamo proprio a zero?
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
Non va.
PRESIDENTE: Non va.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Dunque, mi comunica il perito che non è in condizioni di ripararlo, che bisogna fare intervenire la Philips, perché non si sa che cosa sia successo.
Che facciamo? Riprendiamo domani mattina?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, rispetto al punto dov'eravamo arrivati nella ricostruzione, era piuttosto pertinente, ecco, entrare in alcune...
PRESIDENTE: Non metto in discussione. Ma...
PUBBLICO MINISTERO: No, ma io voglio sottoporre alla valutazione del Presidente, ecco, perché tanto l'interrogatorio, l'esame non è un fatto misterioso.
PRESIDENTE: Certo, certo. Per carità!
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: Dico: riprendiamo domattina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: Dobbiamo riprendere alle ore 10.00 perché c'è un impegno, sia della difesa di Ferro, del Ferro stesso e del Pubblico Ministero al Tribunale della Libertà. Ma alle dieci siamo...
PUBBLICO MINISTERO: Ma senz'altro. Aspetti, Presidente.
Ha ripreso a funzionare?
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, Presidente.
PRESIDENTE: Possiamo anche provare a sospendere dieci minuti, a vedere se per caso riescono a fare il miracolo.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Benissimo. Sospendiamo dieci minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Allora, riprendiamo dal punto interrotto?
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Possiamo eliminare il riflesso.
Ecco, Carra, le dice qualcosa questa foto?
IMPUTATO Carra P.: Questo dovrebbe essere di fronte alla villetta dello Scarano, dove non riuscimmo ad entrare per andare ad individuare la cassetta sotterrata delle armi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora le faccio vedere un'altra foto. Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Questa è la cassetta che ho visto lì, a Roma. Che si tratta della cassetta...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, ma si tratta della cassetta che lei aveva vista nel canneto di cui ha parlato stamani?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Sì, perché in quel momento ho detto di aprire per vedere se c'erano i chiodi piantati anche dentro, nel mio ricordo. Che poi trovammo dentro, nel momento in cui lo abbiamo aperto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora guardi quest'altra foto.
IMPUTATO Carra P.: Sì, è questa qua, con i chiodi piantati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cosa nota in particolare in questa foto?
IMPUTATO Carra P.: Sì, che io faccio segno sui chiodi che ci sono piantati e sono un po' arrugginiti, piegati, rovinati.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che questi chiodi erano significativi, perché?
IMPUTATO Carra P.: Perché ogni pistola era bloccata di questi chiodi dove c'è il grilletto della pistola.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ecco, Presidente, diamo atto che, per quanto riguarda quest'ultima foto, è contenuta negli atti al fascicolo del dibattimento, questa che raffigura la cassetta, ed è affoliata a pagina 1647 allegato ad una missiva di trasmissione della DIA del 3 gennaio, della DIA di Roma, 3 gennaio 1996.
Mentre la foto precedente è contenuta sempre negli atti del fascicolo del dibattimento a carte 1646. Ed è un fascicolo fotografico sempre della DIA di Roma datato 29 dicembre 1995.
La prima foto, quella del canneto, è invece contenuta a pagina 1341. Si tratta di un fascicolo fotografico della DIA di Roma datato 20 settembre 1995.
Ecco, ora proseguiamo un po' con la visione di altre foto.
Ecco, Carra, osservi questa foto.
IMPUTATO Carra P.: Sì, questo è dov'è che io diciamo ho detto che probabilmente era il posto dove c'era l'appartamento del Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
IMPUTATO Carra P.: Però anche allora - mi scusi se la interrompo - non ero sicuro al cento per cento.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
PRESIDENTE: Le era stato detto.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi.
PRESIDENTE: Le era stato detto che c'era l'appartamento di Contorno.
IMPUTATO Carra P.: Sì, da Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi sarebbe, quello che lei ha chiamato, l'appartamento di Contorno.
IMPUTATO Carra P.: Sì, l'appartamento.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre secondo le indicazioni che le dava Giacalone?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ecco, le dice qualcosa questa foto?
IMPUTATO Carra P.: Questa dovrebbe essere la villetta di Contorno. Questa, sulla destra, dove c'è il cancello marrone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Questa qua è la villetta del Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre secondo le indicazioni che le vennero fornite da Giacalone.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, possiamo toglierla dal visore. Ecco, andiamo a pagina...
IMPUTATO Carra P.: Qua è l'ingresso del bar dove ho preso il caffè insieme a Giacalone.
Questo è il piazzale del bar.
PUBBLICO MINISTERO: Quello di cui ha parlato?
IMPUTATO Carra P.: Esatto. Ho parlato di quel bar col piazzale all'interno.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi un attimo.
Ecco, Carra, vede questa foto?
IMPUTATO Carra P.: Questo, mi sembra l'ingresso della villetta di Giacalone.
Questa è la villetta di Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io vedo, si vedono delle auto parcheggiate sulla sinistra.
Ecco, vuol dire... Lei poco fa, rispondendo alle domande del dottor Chelazzi, aveva parlato di macchine che aveva visto all'interno. Ora queste sono altre macchine.
Era questo il punto dove vedeva parcheggiata la FIAT Uno, l'Audi di Scarano?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Che poi entrando non c'è altro parcheggio per le auto.
Questo è l'interno della villetta.
PUBBLICO MINISTERO: In particolare?
IMPUTATO Carra P.: In particolare le scale per andare giù.
PUBBLICO MINISTERO: Quelle che si osservano in fondo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, ad angolo vengono.
Queste sono le scale.
PRESIDENTE: Presidente, non riesco... Un attimino solo.
PRESIDENTE: Era la villetta di Giacalone, questa?
IMPUTATO Carra P.: Di Giacalone, parlo.
PUBBLICO MINISTERO: Queste scale, mi scusi Carra...
PRESIDENTE: Diciamo Giacalone, per dare un riferimento. Senza...
PUBBLICO MINISTERO: Queste scale portano?
IMPUTATO Carra P.: Giù, dove c'è il camino.
PUBBLICO MINISTERO: Carra, mi ascolti un attimo: ma questo camino che c'era all'epoca in cui lei la frequentava, questa villetta, poi era stato, c'era sempre, oppure era compreso nelle modifiche di questa abitazione?
IMPUTATO Carra P.: No, c'era sempre.
Questo è il camino, la stanza di sotto.
PUBBLICO MINISTERO: A cui si accede da quelle scale che abbiamo visto...
IMPUTATO Carra P.: Esatto. Sì, si va giù dalle scale.
Questo è il fuori dell'interno della villetta. Dove c'è quell'albero, accanto a quella sedia. E dove c'è quella specie di casetta piccolina dove tenevano la legna per il camino.
E sotto l'albero si è fatto il fosso per seppellire quei due pacchi... Quei due pacchi.
Quello è il punto dov'è stato sotterrato i due pacchi.
PUBBLICO MINISTERO: Vediamo se possiamo eliminare il riflesso.
Ecco, Carra.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Si notava anche la terra spostata.
PUBBLICO MINISTERO: Vogliamo fare un zoomata su questo terreno?
PRESIDENTE: Questo si trova nella...
IMPUTATO Carra P.: Nella villetta del Giacalone. All'interno, dove sono stati, ripeto, sotterrati questi due pacchi. In cui lei, uscendo fuori dalla villetta all'esterno diciamo, di fuori, da dietro, non dall'interno principale, trova un piazzalino così, che... Già a terra stesso. Si vedeva il punto in cui indico col dito e che c'è la terra che è stata spostata più volte.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Allarghi, allarghi il campo, per favore.
IMPUTATO Carra P.: Non c'è bisogno. Questo è il punto dove ho scaricato le balle prima di partire, nell'incrocio.
Se lei vede, c'è una stradina sulla sinistra più avanti. E a destra si andava nella villetta dello Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco Carra, se...
IMPUTATO Carra P.: Quello è il punto dove ho scaricato i pacchi, dove ho fatto le manovre col camion.
Mi sono messo a marcia avanti verso la strada, per come va la strada verso di me, dal televisore, guardandolo.
E sulla destra, dov'è parcheggiata la macchina grigia, che mi dà diciamo... il dietro della macchina, si va nella villetta dello Scarano.
E qui, in questo incrocetto, ho fatto le inversioni. E, in quel punto, ho scaricato le balle.
PUBBLICO MINISTERO: E per andare alla villetta di Giacalone, da quel punto, che strada si prende, Carra?
IMPUTATO Carra P.: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: Visto che lì si vedono quattro, almeno tre strade. Quattro.
IMPUTATO Carra P.: Sì. A destra si va nella villetta dello Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Andando, diciamo questa macchina che mi dà il dietro, questo sulla destra, grigia...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: ... andando a marcia indietro, va nella villetta del Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la villetta di Giacalone ci resta alle spalle, guardando questa foto.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E abbiamo detto che è distante quanto?
IMPUTATO Carra P.: Mah, sarà un chilometro.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Carra P.: Non di più. E' vicino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Presidente, come foto non abbiamo altro.
Cioè, ce ne sono diverse, molte altre negli atti.
Comunque diamo atto di quanto abbiamo mostrato a Carra: sono sempre atti contenuti nel fascicolo del dibattimento.
Dunque, sono gli album fotografici della DIA di Roma del 20 settembre '95 a carte 1316 e seguenti.
Poi ancora a carte 1367 e seguenti. Questo è un album dell'8 settembre '95.
Poi ancora un album della DIA di Roma del 29 dicembre '95 a foglio 1646 e seguenti.
PRESIDENTE: Abbiamo terminato questa parte?
PUBBLICO MINISTERO: Per questa parte abbiamo concluso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io direi, Presidente: l'esame dell'imputato non è ancora terminato per il Pubblico Ministero, però diciamo la parte principale ce la siamo messi alle spalle.
Per completarlo, io non ho difficoltà a rappresentare questa richiesta che sarebbe quella di dare al Pubblico Ministero la possibilità, per il completamento dell'esame, di disporre delle trascrizioni di tutto quanto è successo nella giornata di oggi e nella giornata di eri.
Perché è ovvio, insomma, per completare l'esame, vedere quale eventuale punto non sia stato affrontato convenientemente; quale eventuale punto è stato in qualche misura omesso da me, da noi, che abbiamo condotto l'esame, le trascrizioni sono l'unica guida sicura.
E allora io chiederei, se la Corte ritiene, se il Presidente ritiene, chiederei, come dire, neutralizzare la giornata di domani. Visto anche che domani c'è un incombente che occupa un imputato: Ferro, davanti al Tribunale del riesame.
E' vero che è un incombente che dovrebbe avere breve durata, però è tutto in "subi iudice", è proprio il caso di dirlo.
Nella giornata di domani, se noi potessimo disporre delle trascrizioni - noi e ovviamente i difensori - potremmo completare l'esame domani l'altro, cioè giovedì, proprio anche nei dettagli secondari. Quella che potremo chiamare la rifinitura, ecco, dell'esame.
Non so cosa ne pensano gli altri difensori.
Comunque io...
PRESIDENTE: Non ci dovrebbero essere...
PUBBLICO MINISTERO: ... ovviamente non è una richiesta che formalizzo. E' una sorta di suggerimento...
AVV. Cianferoni: No, no. Ma... L'avvocato Cianferoni.
Per quanto mi riguarda - ma credo di interpretare anche l'avviso dei colleghi - siamo favorevoli a questa impostazione e la facciamo propria, ecco.
PRESIDENTE: Va bene. L'unica cosa che mi preoccupa è sapere...
Tinnirello, può affacciarsi, per favore?
Avremmo bisogno che le trascrizioni complete di oggi venissero portate entro le ore dieci domani mattina, quelle della mattinata. Se è possibile anche quelle del pomeriggio.
Quelle del pomeriggio comunque non oltre le ore 12.00, in modo che il Pubblico Ministero e i difensori abbiano un tempo adeguato per poterle riprendere.
PERITO Tinnirello: Va bene, va bene.
PRESIDENTE: Allora, l'udienza riprende giovedì mattina alle ore 09.00.
Traduzione degli imputati detenuti. Buonasera.
IMPUTATO Carra P.: Buonasera.