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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Buongiorno. Scusate la struttura che sapete da che cos'è determinata. Vediamo chi è presente.
Bagarella: è presente? Rinunciante. Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni. Scusatemi, ma io, se non mi fate sentire la voce non vi vedo. Chi c'è? Ceolan e Cianferoni.
AVVOCATO: Nessuno dei due, Presidente.
PRESIDENTE: Nessuno dei due? I difensori presenti, per cortesia li posso vedere? L'avvocato Gramigni.
AVVOCATO Gramigni: Buongiorno Presidente.
PRESIDENTE: Buongiorno.
Barranca.
IMPUTATO Barranca: Presente.
PRESIDENTE: Presente. Avvocato Barone e Cianferoni. Non ci sono? Allora sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Benigno Salvatore: presente?
IMPUTATO Benigno: Sì, presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Non c'è nessuno dei due? Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti. Sostituiti dall'avvocato Falciani?
AVVOCATO Falciani: Presente.
PRESIDENTE: Calabrò Giovacchino: rinunciante. Avvocato Gandolfi, Fiorentini, Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Cannella Cristofaro: rinunciante. Avvocato Di Peri, avvocato Rocchi. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Carra Pietro: sappiamo che è negli ambulacri. Avvocato Cosmai, che è presente.
AVVOCATO Cosmai: Sono presente, sì.
PRESIDENTE: Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili, Falciani, leggo bene? Sì, sostituto processuale.
AVVOCATO Falciani: Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Va benissimo, è presente.
Ferro Giuseppe: è presente. Avvocato Anania e Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Ferro Vincenzo: contumace. Avvocato Traversi, avvocato Gennai.
AVVOCATO Cosmai: Ci siamo entrambi Presidente.
PRESIDENTE: Grazie.
Frabetti Aldo: è presente?
IMPUTATO Frabetti: Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, avvocato Usai, avvocato Roggero.
AVVOCATO Roggero: Roggero presente. Buongiorno, Presidente.
PRESIDENTE: Grazie, buongiorno.
Giacalone Luigi: è presente? Rinunciante. Avvocato Dieci, avvocato Bennati e avvocato Florio.
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio presente.
PRESIDENTE: Avvocato Florio, buongiorno.
Giuliano Francesco: è presente? Avvocato Farina, avvocato Pepi, mi pare che l'ho visto.
AVVOCATO Pepi: Presente.
PRESIDENTE: E' presente.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo, avvocato Gramigni, che è presente.
Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani, avvocato Aiazzi.
AVVOCATO Stefani: Presente avvocato Stefani.
PRESIDENTE: L'avvocato Stefani è presente.
Lo Nigro Cosimo: è presente? Rinunciante. Avvocato Fragalà, avvocato Florio, che è presente.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Presente. Avvocato Farina, avvocato Maffei. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato e Bagattini. Sostituiti dall'avvocato...
AVVOCATO Amato: Presenti entrambi, Presidente.
PRESIDENTE: Entrambi presenti, grazie.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali, avvocato Cardinale. Nessuno dei due? Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avvocato Pepi, che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina, avvocato Passagnoli. Nessuno dei due? Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti, avvocato Usai, avvocato Roggero.
AVVOCATO Roggero: Presente.
PRESIDENTE: E' presente, grazie.
Scarano Antonio: rinunciante. Avvocato Fortini, avvocato Batacchi.
AVVOCATO Batacchi: Presente.
PRESIDENTE: E' presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo, avvocato Cianferoni.
AVV. Cianferoni: Sono arrivato Presidente. Buongiorno, sono l'avvocato Cianferoni.
PRESIDENTE: L'avvocato Cianferoni è presente. Allora è presente anche per i precedenti che abbiamo già chiamato.
Spatuzza Gaspare: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Tutino Vittorio: è presente? Rinunciante. Avvocato Gallina, avvocato Di Benedetto. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Allora possiamo fare entrare...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, mi scusi. Siccome mi rendo conto che questa... Ecco, se lei dà delle disposizioni, tanto...
PRESIDENTE: Facciamo leggermente spostare...
PUBBLICO MINISTERO: Se interviene il personale della Corte perché veramente non è un problema del Pubblico Ministero.
PRESIDENTE: Potete spostarla quanto è possibile sul lato, almeno destro, per me. In modo che perlomeno una parte dei difensori li possiamo vedere.
Allora, volete fare entrare Carra Pietro? Il difensore è presente.
PUBBLICO MINISTERO: No, dico una cosa. Volevo che facesse un attimo la verifica. Volevo che il nostro ottimo signor Tinnirello, che si occupa di tutto l'aspetto delle telecamere per la videoregistrazione dell'udienza e quant'altro, appurasse che non ci sono problemi sotto questo punto di vista.
PRESIDENTE: Sentiamolo. Tinnirello, vuol venire per favore?
PUBBLICO MINISTERO: No, lo deve...
PRESIDENTE: Verificare.
PUBBLICO MINISTERO: ... organizzare da là.
PRESIDENTE: Vuole verificare per favore che le telecamere siano...
Va benissimo. Allora potete farlo entrare. Ah, è già... Però ora questo passamontagna e gli occhiali se li toglie, per cortesia. Benissimo.
Dunque, lei è Carra Pietro.
*IMPUTATO Carra P.: Carra Pietro, sì.
PRESIDENTE: Lei sa che è imputato in questo processo?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PRESIDENTE: Conosce anche le accuse che le sono state contestate?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PRESIDENTE: Deve farci una dichiarazione precisa perché lei ha la facoltà di astenersi dal dichiarare, dal rispondere.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PRESIDENTE: Se vuole rispondere ci deve dire: 'voglio rispondere'.
IMPUTATO Carra P.: Voglio rispondere.
PRESIDENTE: Vuole rispondere. Lei sa anche che il Pubblico Ministero ha chiesto un'anticipazione rispetto al regolare andamento che avrebbe dovuto avere la serie degli interrogatori degli imputati che dovrebbero avvenire, in via generale, dopo la fine dell'esame testimoniale d'accusa. Per poter essere interrogato, come la Corte ha acconsentito al Pubblico Ministero in questo momento, quando cioè abbiamo ancora una parte dei testimoni, notevole, da interrogare, lei deve dire che consente a questa anticipazione. Se lo vuol fare.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PRESIDENTE: Lo deve dichiarare. Al cenno della testa non si riesce a riprendere per voce.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sono d'accordo.
PRESIDENTE: Consente.
IMPUTATO Carra P.: Sì, consento.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora diamo atto che è presente il difensore, avvocato Cosmai. Il Pubblico Ministero può cominciare.
PUBBLICO MINISTERO: Carra, vuol ripetere per cortesia, o meglio, vuol dire quando è nato?
IMPUTATO Carra P.: Il 22/10/63.
PUBBLICO MINISTERO: Dove è nato?
IMPUTATO Carra P.: A Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Dove ha vissuto?
IMPUTATO Carra P.: Ho vissuto a Palermo, zona Romagnolo, Brancaccio, quelle zone lì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, lei è nato nel '63 quindi oggi ha 33 anni e mezzo?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Vuole raccontare alla Corte quale è stata la sua vita?
IMPUTATO Carra P.: Sì, io ho iniziato praticamente che...
PUBBLICO MINISTERO: Intendo dire, che scuole ha fatto, quando ha cominciato a lavorare, quando ha messo su famiglia.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Io ho iniziato a andare a scuola però siccome non andavo bene a scuola, perché non mi garbava la scuola, a 12 anni e mezzo mio padre mi mise su un camion accanto a un autista e incominciai a lavorare a 12 anni e mezzo. Fino a 27, 26 anni ho viaggiato, sempre in giro per l'Italia. A 20 anni mi sono sposato con mia moglie, ero militare, mentre ero sotto le armi. Ho fatto 18 mesi di Marina e finito il militare, mi sono sposato mentre ero sotto la Marina. E ho sempre lavorato in giro per l'Italia facendo l'autista, poi ho preso la patente, anche presto, 21 anni ho preso la patente e ho cominciato a viaggiare da solo.
Stavo sempre in giro, ripeto, stavo un mese fuori la Sicilia perché si faceva, noi facevamo i semirimorchi da Livorno e Genova per tutta l'Altitalia. Poi andavo giù in Sicilia una settimana per rientrare, avevo la famiglia e i bambini anche, e poi andavo di nuovo via.
Poi in questo arco qua, dopo 13-14 anni di viaggiare, che facevo quasi mille chilometri al giorno, sono sceso dal camion perché c'è stata diciamo una lite familiare tra mio fratello e mio padre che si sono divisi i mezzi che avevamo, la ditta...
PUBBLICO MINISTERO: Carra, la interrompo un attimo.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Appunto, la sua famiglia di origine, lei sta accennando al fatto di suo padre, dei suoi fratelli. Ecco, vuole raccontare un attimo i dati più significativi della sua famiglia, se suo padre ha fatto a sua volta questo lavoro, se lo ha potuto fare continuativamente, se lei ha lavorato da solo o se ha lavorato insieme a suo padre, a suo fratello?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Noi abbiamo iniziato insieme...
PRESIDENTE: Mi scusi se intervengo.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PRESIDENTE: Ma per cominciare a chiarire quello che le ha detto il Pubblico Ministero dovrebbe dirci, ovviamente ha padre e madre, questo è inevitabile, non si può venire al mondo, di solito...
IMPUTATO Carra P.: Certo.
PRESIDENTE: Quanti fratelli ha?
IMPUTATO Carra P.: Uno. Stavo dicendo anche quello.
Io c'ho un fratello, mia mamma, mio padre e tre sorelle. Mio padre mi sembra nel... non ricordo bene comunque io avevo 12-13 anni, mio padre già aveva dei mezzi e incrementò di più questi mezzi facendo un'agenzia di autotrasporti a piazza Sant'Erasmo. Lavoravo io, mio fratello, lui e qualche autista e una segretaria avevamo.
PUBBLICO MINISTERO: Suo padre si chiama, Carra?
IMPUTATO Carra P.: Michele Carra.
PUBBLICO MINISTERO: I suoi fratelli?
IMPUTATO Carra P.: Carra Antonino. Liliana Carra, Rosalba Carra e Giuseppina Carra, Palazzo Caterina mia madre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, appunto, stava parlando di una ditta che lei aveva con i suoi familiari.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Poi tramite...
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiamava questa ditta?
IMPUTATO Carra P.: Carra Antonino. C'è ancora oggi questa ditta, c'è solo mio fratello che la gestisce.
PUBBLICO MINISTERO: E successivamente?
IMPUTATO Carra P.: Successivamente, quando è successa questa lite qua, mio padre si litigò con mio fratello e lasciò tutto a mio fratello, questi mezzi che c'era e la ditta, perché era a nome di mio fratello. Io non sapendo cosa fare sono stato un mese insieme a mio fratello e poi mi sono fatto dare dei mezzi, quelli che mi toccavano della mia parte, e ho aperto una ditta di autotrasporti in via Generale Alberico a Bricci a nome di Carra Pietro. Feci l'iscrizione all'albo e tutto.
Mentre stavo cercando di tirarla avanti, però non avevo esperienza diciamo a livello di ufficio e di amministrazione, sicché avevo molta pratica nel viaggiare, portare il mezzo, diciamo un lavoro materiale e non di ufficio diciamo, mio padre in questo arco qua, un paio di mesi perché poi ho chiuso direttamente per andare a aiutare mio padre che aveva acquistato la Coprora S.r.l. in quel periodo.
PRESIDENTE: Aveva acquistato?
IMPUTATO Carra P.: Una ditta di autotrasporti.
PUBBLICO MINISTERO: Ripeta il nome, Carra, di questa ditta per piacere.
IMPUTATO Carra P.: Coprora S.r.l..
PUBBLICO MINISTERO: Coprora.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dove aveva la sede?
IMPUTATO Carra P.: La sede l'aveva in via Vessina Contagna.
PUBBLICO MINISTERO: Vada avanti.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Prima lui stava aprendo mio padre la ditta in via Federico Orsi Ferrari, prima di comprare questa ditta Coprora, a nome di mio cognato Presti Francesco, autotrasporti Presti Francesco. Che non ha avuto neanche il tempo di concluderla come ditta che ha acquistato questa società Coprora S.r.l..
Io ero sempre solo in via Generale Alberico a Bricci, però ogni tanto passavo anche da mio padre perché ero rimasto in buoni rapporti io con mio padre, non avevo avuto liti. Perché ripeto sono stato tanti anni in giro per l'Italia, viaggiavo, guidavo il mezzo, facevo i viaggi, sicché non sapevo gli ingranaggi di tutta la lite, di tutti questi discorsi qua dell'ufficio.
Mi sono trovato un po', diciamo in difficoltà nei primi mesi, comunque cercavo di tirarmi su e di organizzarmi nel lavorare per bene.
Passando spesso da mio padre, lui mi diceva che aveva troppi problemi perché mio cognato è fuori mestiere proprio, aveva l'aiuto soltanto di mio cognato mio padre sula ditta che aveva acquistato, automezzi e tutto, autisti; ed è un lavoro che giù si deve seguire 24 ore su 24 sennò va subito a rotoli.
Praticamente era in difficoltà perché, ripeto, mio cognato era fuori mestiere, gli dava una mano quando finiva di lavorare, però lui non poteva affrontare gli impegni che aveva preso. Allora, per aiutarlo, decisi di chiudere via Alberico a Bricci e Carra Pietro, ho preso quei 10 mezzi che avevo e li ho portati nella Coprora, facendo i passaggi e tutto e iniziammo a lavorare. Si andava benissimo, si lavorava bene, avevamo incrementato bene.
Nel '90 ho litigato io con mio padre, mi sono trovato praticamente, diciamo nelle stesse condizioni di mio fratello perché mio padre giocava un po' a carte, aveva delle cose che faceva che non mi andavano bene, io lavoravo dalla mattina alla sera come un matto seguendo 50 automezzi, di cui 10 trattori e 40 semirimorchi, con 10 autisti. Facevo tutto io, seguivo banche, all'infuori di soldi io facevo tutto. L'incasso che si faceva, lo davo a mio padre.
Poi incominciò questa lite, incominciò a scarseggiare anche il lavoro e tutto; mio padre mi ha lasciato da solo anche con la Coprora, nel '90. Lui aveva l'idea di aprire un'officina, che c'era uno dei soci della Volvo di Palermo, Di Benedetto che era amico di mio padre che cercava, voleva fare una società con mio padre con questa officina.
Siccome già prima di litigare io con mio padre c'erano questi discorsi, che lui mi aveva detto: 'guarda...', perché è stato dicembre '90 che abbiamo cominciato a litigare perché lui andava a giocare a carte in via Messina Marina, che io non lo sapevo, l'ho visto. Per questo mi incominciai a preoccupare, perché ha sempre avuto dei problemi per motivi di carte, gli piaceva giocare a carte. Diciamo che lo scoprii che lui andava lì giornate intere, poi ho visto che la macchina messa in un vicolo vicino l'ufficio che c'è, andava in un appartamento di Schiavone, come si chiama, Schiavone, questo in via Messina Marina, il genero di Spadaro Nino. Avevano fatto un appartamento che giocavano a carte, non lo so come... Che non ci sono mai stato io in quell'appartamento.
Scoprendo che lui andava in questo appartamento a giocare a carte, anche qualche ragazzo che ci andava tipo Saverio Marchese e Giovanni Garofalo, incontrandomi anche al bar mi diceva che mio padre perdeva dei soldi lì. Io ho chiamato mio padre, gli dissi: 'senti, io qua difficoltà ci sono, il lavoro purtroppo non va bene, io non vorrei che tu ti giochi un sacco di soldi e ci troviamo in difficoltà'.
Dice: 'no, no, gioco così a livello di 500 mila lire'.
'Se giochi così, non è che io ti voglio fare i conti in tasca', perché portavo tanto rispetto a mio padre, anche se non condividevo tante cose.
C'è stato questo colloquio, dopo due o tre giorni sono arrivato in banca a versare, che mi aveva fatto un versamento lui al Banco di Sicilia, mi aveva mandato a fare un versamento in Corso dei Mille, agenzia 6 mi sembra, Banco di Sicilia. Arrivo lì, che dovevano arrivare degli assegni da pagare e il direttore mi ha fatto chiamare, sono entrato dentro dice: 'Carra, non bastano questi soldi perché è arrivato un assegno stamattina da 16 milioni'.
'Come è arrivato un assegno da 16 milioni, noi sapevamo che c'erano solo questi assegni che doveva rientrare e io ho portato questi soldi per pagarli'.
Dice: 'glielo faccio vedere perché è arrivato stamattina'. E ho letto Schiavone Giuseppe. Il direttore mi ha detto: 'questo è l'assegno', era intestato a Schiavone Giuseppe.
Io gli dissi: 'va bene, prima che chiudete la filiale cercherò di andare a incassare qualche viaggio e portare questi soldi'.
Uscii da là dentro fuori di me perché già eravamo in difficoltà a pagare quelli che dovevano arrivare. Quell'assegno di 16 milioni, l'unica spiegazione era la giocata a carta e allora ho litigato con mio padre, ho mollato tutto, sono andato a casa. Ho mollato l'autista che doveva partire, proprio non volevo sapere più niente io, gli avevo detto: 'quello che vuoi fare, fai e non mi interessa più'.
Di qui abbiamo litigato, volevo dire questo, lui mi prese due mesi di tempo, dice... Perché io, quando è stata la lite con mio fratello, mio fratello conosceva Calomia, un certo Pino Calomia e praticamente il discorso di mio padre, lui si affidò a questa persona per farglielo discutere, quando lui litigò con mio padre. Io invece non feci così, chiamai mio fratello anche se non c'era tanto rapporto bello, gli dissi: 'io mi trovo in questa condizione però non vado da nessuna parte, nessun amici, io voglio che ci sediamo tutti e tre e siamo padre con i figli e vediamo un po' di venire a un accordo perché io così non ce la faccio più'.
Perché finché il lavoro andava bene, si riusciva a girare, anche se lui andava, che so, da Inzerillo in via Roma a comprarsi 20 milioni di camice di seta, io facevo finta di non capire perché si lavorava, si affrontavano le spese e tutto, si andava anche bene la ditta e allora non ci facevo neanche caso, anzi mi faceva piacere che lui era contento.
E così feci. Chiamai mio fratello, gli raccontai questa situazione, ci siamo seduti, lui mi prese due mesi di tempo, dice: 'a fine febbraio, entro fine febbraio ti lascio da solo', lui sapeva che io ero in condizione ormai di tirarla avanti la ditta anche da solo, perché lavoravo da solo si può dire perché da parte sua l'unica cosa che mi faceva in ufficio era che so, i pagamenti e gestiva i soldi. Questi li portava in questa banca e questi li portava in quest'altra banca.
In questo frattempo di gennaio-febbraio, che lui a fine febbraio mi doveva lasciar solo...
PRESIDENTE: Possiamo sapere di che anno?
IMPUTATO Carra P.: Sì, inizio '91. Praticamente in questi due mesi nel frattempo lui stava aprendo questa officina insieme a questo signore qua, Di Benedetto. Ci siamo inquadrati un po' dei debiti che c'erano, si era deciso di vendere qualche mezzo per potere affrontare queste spese, diciamo questi debiti e lasciarmi un po' più con le spalle alleggerite. Mi sono ritrovato, praticamente noi neanche siamo arrivati a metà febbraio, inizio febbraio che io ho chiuso proprio la saracinesca a chiave, mi sono messo lì e ho detto: 'qua, adesso o tu domani mattina apri te o apro io perché...', ora spiego.
Perché avevamo venduto dei mezzi, un mezzo a Giulio Di Carlo di Altofonte, un mezzo di cava e aveva fatto degli assegni di 32 milioni, due assegni da 16 milioni l'uno, in cui io mi ritrovavo a mancanza di questi due assegni da parte di Giulio Di Carlo alla Coprora, della vendita del mezzo e assegni con la stessa cifra nel conto corrente mio, Cassa di Risparmio, di 16 milioni l'uno, con la stessa scadenza, degli assegni che avevo visto io.
Sicché lui cosa aveva fatto praticamente? Gli assegni del Di Carlo li aveva usati per comprare l'attrezzatura per l'officina. Praticamente lui dov'è che ha potuto razziare, tutto quello che poteva tirar fuori dalla Coprora per poter aprire l'officina l'ha fatto. Però io me ne sono accorto a metà strada e allora diciamo ho detto basta.
Lui era preoccupato perché diceva: 'come fai tutto assieme a fare un lavoro...', cercava di giustificarsi, ma io ero talmente fuori di testa perché avevo visto tante situazioni anche non... Ho detto: 'qua se tira un altro mese mi ritrovo io che io posso chiudere appena lui va via'.
Anche con tutto l'incasso, perché noi facevamo 10-11 viaggi la settimana, sono dai due milioni mezzo ai tre milioni di incasso. Sono 30, 33, 36, 35 milioni di incasso settimanalmente facevamo. Questi soldi io non sapevo niente quello che fine facevano, vedevo solo che arrivavano gli assegni, si lavorava, si mezzi giravano, avevamo sempre problemi con le banche. Infatti io ho anche un appartamento comprato da lui che me l'ha bloccato la banca in quel periodo. In agosto del '90 gliel'hanno bloccato a 120 milioni e poi mi sono trovato in difficoltà, ho perso la casa praticamente che erano i sacrifici che avevo fatto io lavorando. Sempre comprata da lui però, non è che la compro io.
Comunque, ci siamo divisi, lui mi mollò tutto, mi spiegò quello che c'era lì nei cassetti della scrivania sua personale. All'indomani io ho aperto da solo, lui ogni tanto veniva, ogni tanto succedeva qualche lite perché cercava di impedirmi tutto: a livello che so, se andavo in qualche parte, lui magari diceva: 'dì che senza di me non puoi fare niente', cercava in questo modo di crearmi problemi, di mettermi i bastoni in mezzo alle gambe. Comunque io riuscii a tirarmi un po' fuori.
In quel periodo però che lui uscì e io incominciai da solo, mi sono ritrovato che ci volevano un sacco di soldi in tutte e due le banche. Ho visto, aveva dei blocchetti dove lui scriveva i soldi che dovevano entrare, quelli che dovevano pagare, gli assegni che dovevano entrare, i movimenti bancari. Mi sono ritrovato io che nel giro di 15 giorni da inizio febbraio a fine febbraio dovevo pagare sulle 120-130 milioni di assegni in entrata in tutte e due le banche.
Allora mi preoccupai un po' perché non riuscivo a affrontare, non c'era il tempo materiale di io scaricare questi mezzi, prendere le bolle, fatturarle, spedirle e arrivare l'assegno. Andare di presenza, dov'è che potevo andare di presenza, andavo di presenza e mi incassavo il viaggio. Ma la maggior parte ci vuole un po' di tempo per incassare qualche viaggio.
Allora io conoscevo a Nino "Mongolino", Nino Spadaro. "Mongolino" è un soprannome. Nino Spadaro, figlio di Antonino, dove sono andato a chiedere aiuto di soldi in prestito.
Lui mi prestò 50 milioni dopo una settimana, di cui io dovevo dare praticamente un milione e mezzo al mese. Che io sono andato lì in prestito, li volevo in prestito, un aiuto, in prestito. Il tempo che riuscivo a tamponare queste cose, incominciavo a incassare...
Siccome lui, io non sono sicuro, però forse è in società con mio fratello, sia lui che Calomia, Pino Calomia, hanno dei soldi di... da mio fratello, che gli ha dato aiuto tanto tempo fa quando c'erano quelle liti. Mio fratello mi disse che gli avevano dato una mano per tirare avanti dopo la lite di mio padre.
Comunque, mi prestò questi 50 milioni. Dovevo dargli io un milione e mezzo al mese. E io pensavo: dandogli il milione e mezzo al mese, diciamo, scalavo dei soldi che mi aveva dato in prestito. Che questo poi mi successe dopo tempo - che ci arrivo anche.
Mi versò questi soldi, io mi tamponai un po' le cose. Lavoravo. Dopo qualche, due o tre mesi, venne questo Nino in ufficio e mi disse che doveva portare delle... doveva fare un viaggio di argento su a Milano.
Praticamente io gli ho fatto un viaggio a lui di un camion che avevano rubato giù a Palermo carico di argenteria. Gli presi questa argenteria, la misi sotto un mezzo mio, un semirimorchio. Io personalmente gliela consegnai su a Milano; dopodiché ho fatto questo trasporto, anche perché mi sentivo, oltre che sapevo che era un mafioso, mi sentivo, diciamo, mi sentivo... come si dice? Mi sentivo di fare anche io qualcosa per lui nel momento in cui si è messo a disposizione per darmi un aiuto nella mia richiesta dei soldi. Di ricambiare praticamente la cortesia che...
Di cui poi mi disse che poi, alla fine, incassandosi dei soldi, mi avrebbe fatto un regalo, no?
Io feci questo trasporto, poi... Cioè, lo feci dopo mesi, però, che è successo questa rapina nel mezzo. Quasi fine anno '91.
Che mi ricordo che dopo un paio di giorni, l'8 di dicembre nel '91 - ricordo bene perché era la festa della Madonna - hanno sequestrato tutto a Milano, hanno arrestato persone che erano in possesso di questo argento di loro qua.
Comunque finì questo discorso, non mi hanno dato soldi, né niente.
PUBBLICO MINISTERO: Carra, la fermo un attimo, abbia pazienza.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Su questa circostanza che sta riferendo, lei - se ho capito bene - ha detto che la persona con la quale lei aveva questo rapporto, era Nino Spadaro, detto "Mongolino". Figlio di?
IMPUTATO Carra P.: Di Antonino Spadaro, che è morto.
PUBBLICO MINISTERO: Secondo...
IMPUTATO Carra P.: Che la... Scusi, se la...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Carra P.: E' genero di Schiavone Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Seconda puntualizzazione: ricorda qualche cosa del furto di questo camion? Dove avvenne?
IMPUTATO Carra P.: Il furto loro mi dissero che è stato in via Crispi a Palermo. Però non lo so. L'ho solo, me lo hanno solo detto.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda qualche cosa di più di questo camion, da dove proveniva?
IMPUTATO Carra P.: Sì, da Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Da Firenze.
IMPUTATO Carra P.: Era targato Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che lo portò a Milano, questo camion.
Ricorda esattamente, ricorda qualche particolare della consegna, a chi la fece, di questo carico?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Praticamente Nino Spadaro mi disse, prima di partire, mi diede un numero di telefono, in cui un certo Antonio.
Io partii, arrivai in zona Milano. Non ricordo bene però che uscita feci. Telefonai a questo numero, gli spiegai dove mi trovavo. Lui venne a prendermi e mi portò dentro un magazzino, un garage grande, un capannone, diciamo.
Siamo stati là ad aspettare un'ora, un'ora e mezzo dentro questo capannone. Poi arrivò due persone anziane, sui 50 anni: Piero Corrao e... Ricordo il nome dell'altro... Francolino Savoca. E' Francolino Savoca. Di cui io scaricai questo argento e sono andato via e li lasciai lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda che ci fosse qualche altra persona che fu presente a questa operazione a Milano?
Qualcuno sopraggiunto, eventualmente.
IMPUTATO Carra P.: Mah, sono arrivate due o tre persone, oltre a questi due. Cinque persone in tutto, con quei due che io conoscevo, sia Francolino che Piero Corrao.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e lei...
IMPUTATO Carra P.: Però non posso precisare se era uno in più o uno in meno di quelli che conoscevo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Lasciamo perdere se può precisare il numero esatto - questo ha poca importanza - ma di queste persone sopraggiunte, ricorda che ci fosse qualcuno che poi lei magari, per altre ragioni, in altre circostanze, è stato in grado di capire...
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... o di sapere chi fossero?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Bartolomei, quello lì è un collaboratore di Mazara del Vallo. Me lo disse Sala e Saverio che lì era presente anche lui. Non Saverio, che era presente questo Bartolomei Addolorato, mi sembra. Non ricordo come si chiama.
PUBBLICO MINISTERO: Può essere che sia Addolorato il cognome di questa persona?
IMPUTATO Carra P.: Ora io ho detto Bartolomeo Addolorato, però non so se l'uno o l'altro è il nome.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Carra, ascolti me, Carra: abbia cura di avere sempre il microfono davanti, vicino alla bocca, o di alzare la voce. Sennò qualche parola, qui almeno si perde. Eh?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Questo episodio, quindi lei lo colloca nel tempo - ovviamente non voglio, non le chiedo una indicazione, come dire, calibrata al giorno o alla settimana - ma il periodo in cui si è verificato.
IMPUTATO Carra P.: Anno '91.
PUBBLICO MINISTERO: Nel '91. Bene. Senta, torniamo un attimo e cerchiamo di sviluppare rapidamente il discorso sulla sua attività di lavoro, eh? Poi, altri particolari, nei dettagli, ha fatto bene a fornirli, ma magari si affrontano in un secondo momento.
Ecco, torniamo alla sua attività di lavoro: quindi lei è tornato a lavorare da solo.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e con che nome ha cominciato a lavorare?
IMPUTATO Carra P.: A nome di Carra Pietro.
PUBBLICO MINISTERO: Carra Pietro.
IMPUTATO Carra P.: Sono passato alla Coprora S.r.l. diventando amministratore unico.
PUBBLICO MINISTERO: E poi lei successivamente ha lavorato non sempre con la ditta Carra Pietro, ma anche con una nuova ditta.
IMPUTATO Carra P.: Sì, dopo la Coprora io ho, diciamo, ho fatto una ditta individuale a nome di Sabato Gioacchina.
PUBBLICO MINISTERO: Sabato Gioacchina.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol spiegare un attimo alla Corte chi è questa persona?
IMPUTATO Carra P.: Sì, era la nostra segretaria, in cui era al corrente di tutto. Era al corrente di tutto e diciamo che quando mi sono trovato in difficoltà, dopo tempo che era scarseggiato il lavoro, ditte che mi chiudevano e non mi davano più lavoro, mi sono trovato in difficoltà, ho cercato di fare questa ditta, dando, spiegandogli... Diciamo, c'era un bel rapporto con la segretaria. se lei se la sentiva di fare una ditta a nome suo, come poteva andare bene, come poteva andare male.
Ho parlato anche diciamo col padre e la madre, gli ho detto l'idea che avevo io. Gli ho detto: 'però ci pensate sopra, perché non vorrei un domani, se va male, avere la colpa al 100% io del coinvolgimento del suo nome'.
Loro d'accordo, si aprì questa ditta Sabato Gioacchina. Incominciai a fare passaggi di automezzi della Coprora a Sabato Gioacchina.
PUBBLICO MINISTERO: Dov'era la sede della ditta quindi intestata alla Sabato?
IMPUTATO Carra P.: Sabato, in via Federico Rossi Ferrari, dov'è che c'era l'ufficio della Coprora.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Dopo...
PUBBLICO MINISTERO: Quando l'ha aperta allora la ditta a nome della Sabato, Carra?
IMPUTATO Carra P.: Mi sembra fine '92 incominciai ad aprirla. Però la misi in atto inizio '93. Qualche viaggio, così.
Perché lavoravo, mi gestivo sia la Coprora perché non... diciamo cercavo di prender qualche mezzo, di pagare questi debiti, eliminare tutto e ristringere, far un lavoro meno, però più diciamo, più redditizio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, lei ha raccontato perlopiù, fino ad ora, i fatti diciamo della sua vita personale: la famiglia, il lavoro...
Le devo chiedere qualche cosa invece che riguarda un altro aspetto della sua vita: lei ha avuto, come dire, vicissitudini, disavventure di carattere giudiziario?
IMPUTATO Carra P.: No, no, mai. A livello di... che so, verbali di sopraccarico, che poi non c'era la legge che era punibile, poi è diventato punibile. Questi casi qui, ma basta...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questioni legate ai trasporti, ai viaggi coi camion?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra. E quindi lei ricorda quando è stato arrestato?
IMPUTATO Carra P.: Se... il '95.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda la data precisa?
IMPUTATO Carra P.: Luglio.
PUBBLICO MINISTERO: E il giorno se lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: Nei primi. Il 4 o il 5 luglio. Il 3, non ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Credo che sia il 7, per la verità. Il 7 di luglio.
Spieghi alla Corte - lei lo sa benissimo, ma la Corte tutt'al più lo intuisce per ora - lei fu arrestato, a quello che capisco era la prima volta in vita sua, fu arrestato per un provvedimento emesso da chi, e in ragione di che cosa?
IMPUTATO Carra P.: Io fui arrestato a Genova dentro il porto mentre attendevo la nave per imbarcarmi per Palermo su provvedimento della Pretura di Firenze.
Pretura, si dice così?
PUBBLICO MINISTERO: Forse no, non era proprio la Pretura, magari.
IMPUTATO Carra P.: Ah.
PUBBLICO MINISTERO: Sarà stato un provvedimento del GIP, del Giudice delle indagini preliminari richiesto dalla Procura.
IMPUTATO Carra P.: Comunque... Sì, partiva da Firenze sulla strage...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e che cosa le attribuiva questo provvedimento?
IMPUTATO Carra P.: Mah...
PUBBLICO MINISTERO: Che colpe le faceva? Che accusa...
IMPUTATO Carra P.: Sì, mi dava la colpa di aver effettuato un viaggio via strada di hashish con lo Scarano, e la presenza a Firenze tramite il cellulare mio intestato a Sabato Gioacchina.
La presenza il giorno prima di succedere la strage a Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi le veniva attribuita una responsabilità per i fatti di strage del '93.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Per quali fatti le veniva attribuita questa responsabilità? Per uno solo, o per più d'uno?
IMPUTATO Carra P.: No, no, per uno solo.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMPUTATO Carra P.: Per questo di Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ricorda bene, o se lo ricorda non tanto bene?
IMPUTATO Carra P.: Può darsi che mi sbagli, ma stiamo parlando sulla custodia cautelare che ho avuto io...
PUBBLICO MINISTERO: Bravo, bravo, la custodia cautelare, sì.
IMPUTATO Carra P.: Almeno, mi contestavate la presenza mia a Firenze nei giorni della strage.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Più quel viaggio di Scarano di hashish via strada.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' un dato che forse, dal suo punto di vista, poteva avere una importanza diversa, ma io le ricordo che le veniva contestato di essere implicato in tutti i fatti di strage del '93, a cominciare da quello del 14 maggio. Quindi quello verificatosi prima della strage di via Georgofili. Fino ai fatti verificatisi a Milano.
Questo, lo aveva capito lei.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, c'era scritto lì, che io adesso mi... Sì, però ero, diciamo, quello che c'era scritto lì è che era la mia presenza tramite cellulare di quel, in quei giorni in cui è successo la strage a Firenze. Mi attribuivate tutte le stragi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Però c'era scritto di specifico questa mia presenza a Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: E poi stava parlando di un viaggio per un trasporto di hashish.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stando a come le veniva contestato, lei ricorda in che periodo si era verificato questo fatto di cui la si accusava?
IMPUTATO Carra P.: Il viaggio dell'hashish?
PUBBLICO MINISTERO: Dell'hashish, sì.
IMPUTATO Carra P.: Aprile '93.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, Carra, lei qui fu arrestato ai primi di luglio. Fu interrogato?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quale fu la sua, quale fu il suo atteggiamento iniziale davanti agli interrogatori?
IMPUTATO Carra P.: Io negavo, perché cercavo di sottrarmi a queste accuse, avevo paura e cercavo di non... Cercavo di negare tutto.
Però io voglio precisare una cosa: che io, il mio arresto è avvenuto a Genova mentre io lavoravo. In cui ero a Palermo, tutti sono andati latitanti tramite il discorso di De Filippo che si era...
PUBBLICO MINISTERO: Va be', poi...
IMPUTATO Carra P.: No, voglio precisare questo: che l'unica...
PUBBLICO MINISTERO: ... chiariremo questo discorso quando le faremo delle domande.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Ma volevo specificare subito, perché io sono andato a lavorare, ero cosciente di essere arrestato, eh. Me l'aspettavo da un momento all'altro che venivate.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stava dicendo che inizialmente lei, agli interrogatori, rispose negando ogni sua responsabilità.
E poi invece ha preso una decisione diversa.
Ecco, vuol spiegare quando, dopo quanto dall'inizio della sua detenzione, se era sempre detenuto quando iniziò a raccontare i fatti?
Si ricorda magari anche la data in cui lei rese il primo interrogatorio, le ragioni per le quali lei decise di cambiare, per così dire, atteggiamento nei confronti delle accuse che le venivano mosse?
IMPUTATO Carra P.: Effettivamente io sono stato arrestato a luglio, il 5, ho fatto quel comportamento, le ripeto, perché non è facile prendere subito l'iniziativa, anche se dentro di me c'era, di collaborare subito.
Io sono stato due mesi a riflettere. Non uscivo più dalla cella, neanche quell'ora all'aria, perché... Ero a Sollicciano. Anche perché è talmente la paura di collaborare, che ho dovuto avere quella forza di superarla.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda proprio come iniziò quella che lei, con termine corretto, chiama la sua collaborazione verso l'Autorità Giudiziaria?
Ricorda come prese questa decisione?
IMPUTATO Carra P.: Sì, chiamai il direttore del carcere, gli dissi che volevo parlare col dottor Nicolosi, in cui lui mi diceva: 'ma scusa, come faccio io a questo...', perché è stata la sera, alle otto e mezzo, le nove di sera, mi sembra. Non vorrei sbagliarmi. Fine agosto.
Per cui io, piangendo, gli dissi che avevo bisogno di parlare urgentemente con lui. Lui voleva spiegato un qualcosa in cui io non spiegai niente. Però insistevo di rintracciare il dottor Nicolosi.
E gli feci il nome di Barranca Giuseppe, detto "Ghiaccio", in quel momento in cui lui era a telefono con Nicolosi. Che volevo iniziare a collaborare e raccontare i due anni vissuti da me, del mio coinvolgimento in tutto quello che avevo, diciamo, fatto: di viaggi, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, lei mette, insomma, colloca alla fine di agosto questa svolta, per così dire, nel suo comportamento nei confronti di questa vicenda che la riguardava.
Fu interrogato subito, a quello che lei ricorda, dopo che manifestò questa decisione dentro il carcere?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Subito, dopo qualche ora venne il dottor Nicolosi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi nella notte immediatamente successiva.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il giorno se lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: Il 30 agosto, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Il 30 agosto. Ecco, senta: lei prima ha spiegato alla Corte quali erano i termini dell'accusa che la riguardava. Quali erano i fatti sostanzialmente sulla base dei quali le veniva rivolta questa accusa.
Ecco, lei che cosa ritenne, dopo aver preso questa decisione, che cosa ritenne di dover raccontare nell'interrogatorio, nel primo che fece, con il dottor Nicolosi e con il dottor Fleury? Glielo ricordo io, questo.
IMPUTATO Carra P.: Sì, gli raccontai tutto, tutti i viaggi che avevo fatto, anche quelli che non erano scritti lì, nella custodia cautelare.
Praticamente io ho ricostruito, perché io non è che ho... diciamo, ho sempre vissuto a delinquere, diciamo. Io ho sempre lavorato nella mia vita. E ho costruito, quella sera, due anni di mio, diciamo, da quando sono iniziati questi viaggi fino alla fine.
PUBBLICO MINISTERO: Perché dice "viaggi", Carra? Spieghi questo alla Corte, per cortesia.
IMPUTATO Carra P.: Sì, perché io ho fatto tanti viaggi per loro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, viaggi di che cosa? Trasportando che cosa, Carra?
IMPUTATO Carra P.: All'inizio hashish, poi ho saputo dopo che era esplosivo. Ho fatto viaggi di armi, viaggi di borse che penso che sia droga. E basta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, quindi se capisco bene, lei raccontò già nel primo interrogatorio una serie di fatti. Quindi intanto una serie di viaggi che aveva fatto per conto di queste persone, realtà questa che non le era stata contestata con il provvedimento cautelare, no?
IMPUTATO Carra P.: No, ho cercato di raccontare tutto. Magari ci sarà anche qualche errore, lì, perché è un momento un po'... Perché io sono stato due mesi, ripeto, non perché mi fa paura soffrire. Perché io voglio precisare anche una cosa: ho cercato anche, nel '94, quando io incominciai... nel '93, quando incominciai a capire un po' dove ero andato a finire, avevo paura.
Nel '94 cercai in tutti i modi, però non è facile uscirne fuori, Perché, ripeto, io non ho vissuto facendo queste cose. Sì, avevo potuto fare qualche viaggio, però poi andare a lavorare, non... Come le posso dire, non è una mia mentalità, perché se avrei voluto fare il delinquente lo avrei fatto da bambino, non adesso.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra: oltre che raccontare questi viaggi, a cominciare appunto da questa storia di hashish - tra un attimo lei incomincerà ad illustrarla, o meglio, io comincerò a fare delle domande - lei ricorda di avere riferito anche qualche fatto, qualche rato, o perlomeno di aver riferito su qualche fatto, su qualche reato, su cui l'ordinanza di custodia cautelare nemmeno parlava?
IMPUTATO Carra P.: Io tutto ho raccontato di quello che io sapevo. Però se va a vedere, lei, ci sono poche cose, diciamo, nella custodia cautelare di quello che io ho raccontato.
PUBBLICO MINISTERO: Prendiamo l'argomento da un punto diverso: lei ricorda che nella custodia cautelare, da qualche parte, o negli interrogatori, si fosse parlato con lei di qualche situazione che poteva riguardare l'attentato a Contorno?
IMPUTATO Carra P.: No, no, quello lo raccontai io.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lo riferì da solo quello che sapeva su questo episodio?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non le era stato contestato nulla su questo fatto?
IMPUTATO Carra P.: No, no. No.
PUBBLICO MINISTERO: La contestazione, per quanto la riguardava, si fermava a quali fatti?
IMPUTATO Carra P.: Alla strage del '93 e basta. All'infuori di Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: E lei ha detto che, raccontò, iniziò, per meglio dire, a raccontare tutto quello che sapeva su questa successione di avvenimenti.
Ecco, lei pensa di aver avuto, fin dall'inizio, un ricordo puntualissimo, dettagliato di tutto quello che era successo, ovvero col tempo è stato in grado di fornire indicazioni più precise, più puntuali, più circostanziate su qualche avvenimento?
IMPUTATO Carra P.: Io, l'unico problema diciamo che mi creo, è che mi posso confondere sulle date. Poi, su quello che ho fatto e raccontato, è quello lì.
Posso solo sbagliare nel periodo. Che so, dico maggio al posto di luglio; o sulle date. Però, quello che ho fatto è lì, quello che ho raccontato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, lei mi ha detto che fece la sua detenzione a Sollicciano, prima di iniziare a collaborare.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' così?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Durante questo periodo lei era assoggettato a un regime di detenzione normale, o speciale?
IMPUTATO Carra P.: No, normale.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in quel periodo lei ebbe degli interrogatori, si ricorda?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Non vorrei sbagliare, due o tre interrogatori avevo avuto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, il GIP sicuramente gliene ha fatto uno, è venuto una volta ad interrogarlo. Ricorda quante volte è venuto il Pubblico Ministero a interrogarla?
IMPUTATO Carra P.: Un paio di volte.
PUBBLICO MINISTERO: Il Pubblico Ministero, cioè a dire chi le sta parlando, la mia voce la riconosce.
IMPUTATO Carra P.: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: E il dottor Nicolosi, che è qui accanto a me.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il procuratore anche.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda quante volte siamo venuti a interrogarla?
IMPUTATO Carra P.: Nel carcere, due o tre volte. Però non vorrei sbagliarmi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in quel periodo ha fatto colloqui, lei?
IMPUTATO Carra P.: Sì, uno soltanto, dopo un mese mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Con chi l'ha fatto?
IMPUTATO Carra P.: Con mia madre e mia moglie, e i bambini.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha avuto la possibilità a quell'epoca di conferire regolarmente con il suo difensore? Difensore che aveva all'epoca.
IMPUTATO Carra P.: Non ho capito la domanda.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha avuto la possibilità di parlare, di incontrare il suo difensore all'epoca?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Regolarmente?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, regolarmente.
PUBBLICO MINISTERO: C'è stato qualche persona che sia venuta all'epoca, prima che lei iniziasse a collaborare, a parlare con lei in carcere?
IMPUTATO Carra P.: Io ho avuto soltanto quel colloquio con mia moglie e mia madre e i bambini; due, tre volte con voi, e c'era il mio avvocato di Palermo; e una volta sola mi venne a trovare l'avvocato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMPUTATO Carra P.: Poi non ho avuto altro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, poi il 30 di agosto - lei ricorda? è una data che è proprio quella esatta - lei iniziò appunto questo rapporto diverso con l'Autorità Giudiziaria. Da allora la sua detenzione è proseguita?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per quanti mesi ancora? Se lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: Sto facendo il conto. Altri sei mesi.
PUBBLICO MINISTERO: Detenuto in un altro istituto?
IMPUTATO Carra P.: Sì. A Prato, nel reparto dei collaboratori.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, la sua condizione attuale qual è?
IMPUTATO Carra P.: La mia condizione attuale è normale, una famiglia che fa sacrifici per andare avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei è sottoposto a un programma di protezione?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Conduce - ovviamente nessuno vuol sapere dove - conduce la sua esistenza assieme alla sua famiglia?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Mia moglie e i bambini, perché io ho perso tutta la mia famiglia e tutta la famiglia di mia moglie.
PUBBLICO MINISTERO: In che senso? Vuol spiegare alla Corte?
IMPUTATO Carra P.: Perché han preso le distanze dal giorno in cui cominciai a collaborare. Avendo anche problemi io, all'inizio, con mia moglie, io ho passato un periodo diciamo bruttissimo a livello affettivo, a livello di affetto familiare. Mi sono ritrovato da solo. Poi, lottando, ho portato via mia moglie di là per cercare di dare un avvenire ai bambini, e ho avuto anche problemi con mia moglie perché purtroppo non è tutto, come si suol dire, rose e fiori.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, lei, oltre a rendere dichiarazioni al Pubblico Ministero di Firenze, quindi a noi, al dottor Nicolosi e a me, ha reso dichiarazioni anche in altre sedi giudiziarie?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Anche ad altri magistrati?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. A Roma un paio di volte.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, ha fatto interrogatori anche con magistrati di altre Procure della Repubblica?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, di Palermo, qualche patronaggio mi ricordo, ne avrò fatte un paio. Però non... parlando di altre cose e non di questo processo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora Carra, siccome noi, o meglio lei, a questo punto sa qual è la storia di questo processo, quali sono i fatti che riguardano questo processo, io vorrei che lei li indicasse sinteticamente, eh?, uno per uno. E poi li affrontiamo con tutte le domande che occorrono e con tutta la pazienza che ci vuole, singolarmente, eh? Quindi proprio la panoramica dei fatti che lei è in grado di riferire su tutta la vicenda che riguarda questa Corte d'Assise.
IMPUTATO Carra P.: Io ho fatto il primo viaggio in via Ostiense di pacchi di esplosivo, che non sapevo cos'erano. Sapevo che era hashish. Il secondo viaggio l'ho fatto a Firenze, dove al ritorno per la Sicilia scoprii diciamo cosa trasportavo e cosa facevano. Ho rifatto un viaggio per Roma, veloce, in giornata. Ho fatto un viaggio su, a Arluno, Milano. E su questo processo, basta.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Poi anche, mi pare successivamente, no?, nel '93, nel '94?
IMPUTATO Carra P.: Nel '94 il discorso di Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, appunto.
IMPUTATO Carra P.: Sì, quello lì, nel '94 trasportai l'esplosivo per Contorno, nella villetta lì a Fano Romano, l'uscita...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, poi i particolari ci entreremo, li controlleremo uno per uno. Ecco, però mi sembra che prima lei dicesse che la vicenda inizia con una storia di hashish, e non con una storia di esplosivo.
IMPUTATO Carra P.: Sì, certo, quello di aprile.
PUBBLICO MINISTERO: Allora...
IMPUTATO Carra P.: Pensavo che lei mi parlasse solo dell'esplosivo delle stragi.
PUBBLICO MINISTERO: D'accordo Carra, non ha importanza.
IMPUTATO Carra P.: Per questo non ho detto quel viaggio di...
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ma non ha importanza. Io vorrei che lei, appunto, ora spiegasse, raccontasse alla Corte questa vicenda che chiamiamo vicenda di hashish. Come inizia e perché inizia questa vicenda? Lei si era mai occupato di hashish, prima dell'aprile del '93?
IMPUTATO Carra P.: No. Io ho fatto un viaggio di droga nell'83. Non vorrei sbagliarmi sulla data, perché era il periodo che io ero militare, ho finito il militare e mi ero rimesso a lavorare, a fare il camionista e, su richiesta di mio padre, feci un viaggio di droga a Roma. E poi, basta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ormai che lei si è soffermato su questa circostanza, sia pur vecchia nel tempo, finiamo di illustrarla. Lei ha detto di aver fatto questo trasporto a Roma, o verso Roma, a richiesta di suo padre Michele.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Cosa portò nell'occasione? Vediamo i dettagli di questa...
IMPUTATO Carra P.: Due sacchi di droga in periferia di Roma, via Strada la portai.
PUBBLICO MINISTERO: A chi erano destinati questi sacchi? Se lo sapeva prima, se lo ha saputo dopo, se ha comunque un'opinione sulla destinazione di questo stupefacente.
IMPUTATO Carra P.: No, all'inizio no, a chi era destinato. Poi dopo tempo, che io non riesco a focalizzare bene il periodo, seppi che dove ho portato questa droga era indirizzata a Pippo Calò.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei la conosceva questa persona?
IMPUTATO Carra P.: No, no. Mio padre mi disse in questo modo perché l'avevano arrestato e si era visto in televisione.
PUBBLICO MINISTERO: Per caso suo padre lo conosceva, Calò? Che lei sappia.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, lo conosceva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, torniamo invece al '93. Quindi, lei mi ha detto che, prima di questa vicenda dell'aprile, di hashish non si era mai occupato.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, Presidente.
PRESIDENTE: Una precisazione: che droga era quella dell'83?
PUBBLICO MINISTERO: Magari, cioè, tanto non è oggetto del processo, Presidente.
PRESIDENTE: Va bene. Ma si sono fatte delle domande, si chiarisce e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Al Pubblico Ministero serviva per dare un riferimento storico.
PRESIDENTE: Va bene, andiamo avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Però, Presidente, Carra è davanti a lei, più che davanti a me.
PRESIDENTE: Nell'83 che tipo di droga aveva portato?
IMPUTATO Carra P.: Io sapevo che era droga, però non so che tipo era. Era bianca, questo l'ho visto, un sacco bianco.
PRESIDENTE: Va bene.
IMPUTATO Carra P.: Però non so.
PUBBLICO MINISTERO: Veniamo all'aprile del '93. Allora, prima di questa epoca, lei non si era mai occupato di hashish?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora spieghi com'è che lei, a un certo punto, si è trovato ad occuparsi di hashish.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Praticamente dopo il discorso - che ci arrivo al viaggio dell'hashish - diciamo all'inizio di questo viaggio qua, avevano arrestato a Nino Spataro detto "Mongolino", di cui io, se avevo qualche problema o qualcosa, andavo sempre da lui a dirgli: 'sai, ho questo problema', purtroppo avendo una ditta in via Messina Marina zona Brancaccio, già io le ho detto tutto.
PUBBLICO MINISTERO: Alzi la voce, Carra, per cortesia.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Stavo dicendo questo: praticamente, c'era Nino "Mongolino" arrestato, cioè Spataro. E mi venne a trovare in ufficio una persona che abita al primo piano del mio stesso stabile, si chiama Marino e di soprannome "Ciareddu", di cui mi disse che aveva bisogno di scaricare dentro da me, se avevo la possibilità, aveva 50 casse di sigarette messe in un trattore, un camion diciamo senza rimorchio. Oltre che c'era l'amicizia e il vicinato, questa persona non... Ripeto, purtroppo lì uno per quieto vivere deve cercare di essere espansivo, anche se non condivide qualcosa.
E' stato il periodo che c'era lo sciopero dei monopoli mi sembra, o dei monopoli o dei tabacchi, comunque non c'erano sigarette in Italia. E' stato quel periodo.
Aveva queste 50 casse di sigarette e mi disse se, facendomi un regalo, se avevo la possibilità di fare entrare questo mezzo e scaricare, e lui le portava subito via.
Era insieme a Isidoro, che non ricordo il cognome, di Ficarazzi; che questo qua, tempo prima, faceva anche come il mio mestiere, il trasportatore.
Io gli dissi 'sì, va bene, te lo metti qua, basta che me li porti subito via, perché ti trovano qua dentro con queste sigarette, mi fai chiudere tutto qua'.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi dove glielo fece scaricare?
IMPUTATO Carra P.: Dentro la Coprora, il parcheggio che c'è in via Messina Marina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì?
IMPUTATO Carra P.: Entro questo mezzo, e sono entrati con le macchine, facevano, hanno fatto un paio di viaggi. In questo arco qua vedo entrare il Barranca Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: La conosceva questa persona?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, lo conoscevo benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Perché è della stessa zona sua, di Palermo, o per altre ragioni?
IMPUTATO Carra P.: No, lo conoscevo, di piazza Sant'Erasmo, e c'era amicizia anche con la sua famiglia: le mie sorelle con le sue sorelle, ho anche una sorella che abita vicino a sua madre.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, ho capito.
IMPUTATO Carra P.: C'era un'amicizia, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Allora, stava dicendo che si è presentata questa persona.
IMPUTATO Carra P.: Sì. E siccome c'era, per arrivare in ufficio da me, c'era, che so?, un 200 metri, non so quanta lunghezza, 100 metri, 120 metri per arrivare, si entrava da un cancello e di fronte c'erano due stanzine piccole.
PUBBLICO MINISTERO: Alzi la voce.
IMPUTATO Carra P.: Due stanzine piccole c'erano di fronte, entrando dal cancello, e c'erano due uffici comunicanti: uno della segretaria e uno mio.
Io ero seduto lì davanti che aspettavo che entrasse quello lì con la macchina per portar via queste sigarette, e mi colpì perché non era mai successo che il Barranca era venuto in ufficio da me, mai. Ci si incontrava al bar, a Sant'Erasmo, si incontrava qualche volta da mio fratello, in ufficio. Però, da me non era mai venuto, non c'era quel rapporto di lui venire in ufficio da me. Anche che si conosceva, si salutava.
Di cui, io diciamo ho capito che lui era al corrente di questa situazione, perché mi disse subito, dice: 'ma che stai facendo?'. 'Sono chiuso in ufficio'. Mi rimproverò, dicendo che io non potevo fare di testa mia, che mi sono entrato queste sigarette, va', mi rimproverò.
Gli dissi: 'Peppuccio, io non lo sapevo, io purtroppo, c'è Nino Spataro arrestato'. Io, quando sapevo qualche cosa o mi chiedevano qualche cosa o avevo qualche problema prima di affrontarlo, prima di decidere, andavo da Nino Spataro e gli dicevo: 'sai, mi succede questo', e mi diceva quello che dovevo fare.
Comunque, dice: 'tu, adesso a loro ci penso io...
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
PRESIDENTE: Nulla, nulla.
IMPUTATO Carra P.: Dice: 'adesso ci penso io a loro'. Dice: 'tu, da oggi in poi, prima di fare qualcosa, parli con me'. Dice: 'mi vieni a cercare da Giacomino a piazza Sant'Erasmo, che lui mi rintraccia, e parli con me. 'I soldi', perché io gli dissi che mi doveva dare dei soldi, una regalia alla fine, dice: 'i soldi che ti dà me li porti, mi vieni a trovare a piazza Sant'Erasmo'. Dice: 'me li dai, che li mandiamo ai carcerati'. Dice: 'che poi te li faccio fare io, un paio di viaggi'.
PUBBLICO MINISTERO: Carra, aspetti un secondo. La regalia lei la doveva avere da chi?
IMPUTATO Carra P.: Da quelli là delle sigarette.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Che era, il compenso perché lei aveva custodito queste sigarette di contrabbando?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Sì, diciamo io gli avevo fatto la cortesia, e loro mi facevano la regalia. E lui mi disse che questa regalia gliela dovevo fare avere a lui, anche con due stecche di sigarette, e che da oggi in poi, quando avevo qualcosa - avevo bisogno di qualcosa o avevo qualche difficoltà - di andare a cercare lui e parlare con lui.
Gli dissi: 'va bene'. Dice, ridendo dice: 'poi ti faccio fare io qualche viaggio'. 'Va bene', gli dissi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, la regalia gliel'hanno fatta poi?
IMPUTATO Carra P.: Sì, mi hanno dato 2 milioni, e li ho presi insieme a due stecche di sigarette e li consegnai, sono andato a piazza Sant'Erasmo a cercare a Barranca alla carnezzeria. Non lo trovai. E li lasciai a Giacomino Teresi, da consegnarli a Barranca.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, lei, come dire?, aderì, disse sì a questa richiesta di Barranca, per quale ragione?
Poteva dirgli 'guarda, io nel magazzino mio ci tengo quello che mi pare'?
IMPUTATO Carra P.: No, non può esistere.
PUBBLICO MINISTERO: No, vorrei che spiegasse questo alla Corte.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Prima, per paura; poi, perché non è, conoscendo io il Barranca che è un uomo d'onore e mi fa quei discorsi, non potevo dire di no. Dovevo acconsentire a quello che lui mi dicesse.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, lei ha adoperato ora, per la prima volta, l'espressione "uomo d'onore".
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è uomo d'onore?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, siamo rimasti al punto in cui Barranca le dice che le avrebbe fatto fare qualche viaggio.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Però in quel momento è stato una parola buttata così, ridendo, da parte sua.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ma c'è stato un seguito poi a questo discorso?
IMPUTATO Carra P.: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Poi dopo qualche mese, così, un mese e mezzo, non vorrei sbagliare - però ripeto io mi confondo a focalizzare il tempo, diciamo, e la precisione delle date - penso che sia stato dopo qualche mese, un mese e mezzo, che...
PUBBLICO MINISTERO: Carra, scusi un attimo. Lei, quando dice "qualche mese", vuol dire mesi così, in quantità? O vuol dire qualche mese, come dire circa un mese? Perché lei parla palermitano.
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: In quest'aula più che altro si parla toscano. Spieghi alla Corte.
PRESIDENTE: Poveri italiani.
PUBBLICO MINISTERO: Più che altro, ho detto. Non in via esclusiva: più che altro.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Di un mese, non di un paio di mesi, di un mese.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè "qualche mese" non vuol dire per lei una serie indefinita di mesi.
IMPUTATO Carra P.: No, no. Qualche mese, in dialetto siciliano, qualche mese, un mese e mezzo, dicendo in questo dialetto qua, è un mese però, non dei mesi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, passa questo tempo.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E cosa succede?
IMPUTATO Carra P.: Mi venne di nuovo il Barranca, chiedendomi che doveva fare un trasporto di hashish a Roma, di vedere un po' se gli riuscivo io a sistemare la copertura per portare questo hashish a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Glielo disse subito che si trattava di un viaggio di hashish, quello che lei avrebbe dovuto fare?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora le chiese di organizzare la copertura: cosa vuol dire?
IMPUTATO Carra P.: Praticamente di nascondere questi sacchi di hashish nel camion, per trasportarli fino a destinazione.
PUBBLICO MINISTERO: Le cose andarono in effetti così? Lei si organizzò?
IMPUTATO Carra P.: All'inizio, no. Perché lui, dopo un giorno, mi portò Cosimo Lo Nigro, che io non conoscevo, me lo presentò e ci lasciò l'incarico a me e a Lo Nigro di fare questo lavoro qua.
PUBBLICO MINISTERO: Umh.
IMPUTATO Carra P.: Che poi, alla fine, dopo qualche giorno che non si riusciva a trovare, diciamo non riuscivamo a fare, a costruire questa copertura, o di casse vuote o di qualcosa, il Lo Nigro mi diede 2 milioni in contanti per affrontare le spese e mi disse: 'sbrigatela te, perché io ho da fare, vedi un po' te'. Mi lasciò tutto l'incarico a me.
Di cui io - già parlando con Lo Nigro in quei due, tre giorni di trattative, che mi incontravo con Lo Nigro, anche con qualche telefonata cellulare, sia io a lui, che lui a me - gli accennai di mettere, di fare una copertura con del rottame di ferro: praticamente lo stesso lavoro che io già avevo fatto per Nino "Mongolino" nel '91, per Spataro.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti un attimo, Carra. Lo Nigro, Cosimo Lo Nigro, le fu presentato come? Per nome e per cognome? Solo col nome, solo col cognome? Genericamente? Con 'è un amico'? Ecco, spieghi questo alla Corte, per cortesia.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Barranca me lo presentò come un amico, Cosimo.
PUBBLICO MINISTERO: Era una persona che lei aveva già visto?
IMPUTATO Carra P.: No, io non lo conoscevo. Però lui, diciamo col tempo, mi disse che lui mi conosceva da bambino perché dice che conosceva mio padre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo poi è un discorso che riprenderemo. Quindi, non le fu presentato per nome e per cognome?
IMPUTATO Carra P.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ecco, lei stava spiegando che pensò di attrezzarsi nascondendo questo carico con dei rottami di ferro. Di ferro, sì. E' il suo mestiere quello di trasportare ferro e anche rottami di ferro?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' sempre stato questo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, ho sempre trasportato di tutto. Però, a salire, ho sempre portato il rottame.
PRESIDENTE: A salire, vuol dire?
IMPUTATO Carra P.: A salire: venire dalla Sicilia in su, c'è la Salgemma, che è il sale, o il rottame. Non ci sono altre, diciamo, sennò deve fare... Perché io avevo i mezzi attrezzati per queste cose qua, non avevo mezzi attrezzati per la frutta o per queste cose qua.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, allora poi questo hashish fu messo sul suo camion?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dove fu fatta questa operazione?
IMPUTATO Carra P.: Dentro il mio garage, nella Coprora S.r.l. a Palermo, in via Messina Marina.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quanta roba era questo hashish che arrivò, che lei caricò? Il quantitativo.
IMPUTATO Carra P.: Il quantitativo: 35 sacchi, 37 o 33. Non mi ricordo di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Lei dice "sacchi": cosa vuol dire "sacchi"?
IMPUTATO Carra P.: Perché erano custoditi, erano tipo delle ruote di automezzi pesanti...
PUBBLICO MINISTERO: Tipo? Non ho capito, mi scusi.
IMPUTATO Carra P.: Tipo ruota, queste grandi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Con copertura di sacco di pezza, questo delle patate.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, "tipo ruota" vuol dire come se fossero dentro una ruota?
IMPUTATO Carra P.: Sì, nel momento in cui io lo alzai si sentiva tipo la camera d'aria dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, una camera d'aria.
IMPUTATO Carra P.: Sì. E in qualche sacco si vedeva proprio la camera d'aria, perché non era cucito per bene.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, questo materiale, dove stava? All'interno del sacco o dentro la camera d'aria?
IMPUTATO Carra P.: Era dentro la camera d'aria, l'hashish. La camera d'aria e il sacco di patate.
PUBBLICO MINISTERO: La camera d'aria stava dentro il sacco.
IMPUTATO Carra P.: Sì, di patate.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Questi di pezza, diciamo. Io dico di patate per dire...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Credo abbia capito anche la Corte; casomai, le saranno fatte altre domande. Ma è molto precisa, la descrizione.
Questi sacchi, eh? - lei ha detto 33-35-37-38, quindi un'idea di ordine generale ce la siamo fatta, sul numero di questi pacchi - come arrivarono da lei?
IMPUTATO Carra P.: Cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Come arrivarono lì dentro il garage della Coprora? Chi li portò?
IMPUTATO Carra P.: Sì, li portò Lo Nigro con la Moto Ape sua, a poco a poco, non li portò tutti assieme.
PUBBLICO MINISTERO: Con la Moto Ape, perché Lo Nigro, per quanto ne sa lei, aveva una Moto Ape?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E come era fatta questa Moto Ape, più o meno? Voglio dire, era una Moto Ape furgonata, o non furgonata? Vecchia, nuova? Di un colore, di un altro? A tre ruote, quattro ruote?
IMPUTATO Carra P.: Era una Moto Ape a tre ruote, col cassonetto dietro senza chiuso, aperto; e non ricordo che colore era, però verde o azzurrina, una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: E era...
IMPUTATO Carra P.: Vecchia, non era nuova come moto.
PUBBLICO MINISTERO: Non era granché ben tenuta, vuol dire?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Furono fatti vari viaggi, quindi, da Lo Nigro per portare questi sacchi da lei.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Li fece tutti Lo Nigro?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Lo Nigro, una volta venne col Barranca, poi me lo lasciò lì, se lo portò in questo arco di viaggi che lui faceva da fuori a dentro il garage mio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, tutto questo hashish portato lì, nel garage, ecco, fu portato nell'arco della stessa giornata voglio dire? Un viaggio dietro l'altro, oppure nell'arco dei giorni?
IMPUTATO Carra P.: No, nel giro di un paio d'ore.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, nel giro di un paio d'ore. E questo avvenne lo stesso giorno in cui lei, poi, portò il carico di hashish via?
IMPUTATO Carra P.: Sì, lo stesso giorno in cui io poi la sera partii.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. Quindi avvenne...
IMPUTATO Carra P.: Che è l'occasione in cui io conosco, mi presentano lo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei sta parlando di se stesso, di Lo Nigro. Volevo chiederle, presente sul posto, mentre si svolse tutta quest'operazione, lì al garage, sta dicendo Scarano - e ora spiegherà quando apparve Scarano sulla scena, per così dire -: c'è qualcun altro? Barranca, ha accennato che si è fatto vedere.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'è qualcun'altra persona che sia stata presente durante quest'operazione?
IMPUTATO Carra P.: Mi sembra lo Spatuzzo, però non sapevo chi sia. Non vorrei sbagliarmi.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha memoria che si sia presentato qualcuno con qualche automobile, oppure ha visto solamente questa Ape di Lo Nigro?
IMPUTATO Carra P.: No, no, si fermò, mentre io ero quasi fuori, là davanti al cancello ad aspettare che venisse Lo Nigro, si fermò una Y 10 scura da cui scesero un ragazzo sui 30 anni, 35 anni e mi chiedeva di Barranca. E io facevo finta di non capire perché non lo conoscevo.
PUBBLICO MINISTERO: Non conosceva la persona sulla Y, vuol dire?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Quello che mi chiese, che cercava il Barranca.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
IMPUTATO Carra P.: Io non lo conoscevo, facevo finta... gli ho detto: 'chi?', facevo finta di non capire di cui lui tipo un po' incavolato diciamo, quel gesto di dire: 'ah va beh, ho capito'. Che io non gli avrei detto niente e mi disse: 'va beh, appena vedi là Barranca - dice - lo mandi all'autosalone da Giacalone, lassù'. Gli dico: 'sì'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto un attimo fa: "si presenta a un certo punto Scarano".
IMPUTATO Carra P.: Sì, alla fine. L'ultimo viaggio che hanno fatto con l'Ape, che il Lo Nigro porta via il Barranca viene Lo Nigro con gli ultimi sacchi sopra l'Ape e il Barranca entra con lo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Era una persona che non aveva mai visto?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Gli era stato anticipato che sarebbe arrivata questa persona per così dire, nuova?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Lui mi disse diciamo sempre in quell'arco, il Barranca mi disse che dovevo fare il trasporto via strada insieme a una persona che poi mi avrebbe presentato. Mi avrebbe accompagnato fino a dove dovevo scaricare 'sto hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi questo hashish lei ha detto che fu messo sul suo camion, sul semirimorchio?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quale semirimorchio era, quale trattore era quello che lei impiegò in questa occasione?
IMPUTATO Carra P.: Il semirimorchio è quello che mi avete sequestrato. Che avete voi sotto sequestro.
PUBBLICO MINISTERO: Il sequestro quello fatto a Genova? Quando lei è stato arrestato?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ne ricorda la targa di quel semirimorchio?
IMPUTATO Carra P.: Sembra Catania 7676 prima era, ma adesso dovrebbe essere se non erro 15423-24. Però non lo ricordo bene. Però, prima era targato Catania 7676.
PUBBLICO MINISTERO: E poi è stato targato Palermo.
IMPUTATO Carra P.: Sì, ho cambiato le targhe.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, non è che le ha cambiate. Ha fatto il passaggio di...
IMPUTATO Carra P.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, può essere che sia Palermo 15551?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Ne avevo un paio con le targhe simili: 15544, 15244, erano tutti quasi facsimili. Perché si vede che erano stati fatti nello stesso periodo il cambiamento di targa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo per quanto riguarda il semirimorchio. E per quanto riguarda il trattore?
IMPUTATO Carra P.: Il trattore è il Volvo targato Torino 52079D.
PUBBLICO MINISTERO: 079D?
IMPUTATO Carra P.: Sì, "D" come Domodossola.
PUBBLICO MINISTERO: "D" come Domodossola. Erano entrambi mezzi suoi questi, della sua ditta?
IMPUTATO Carra P.: Sì, della Coprora S.r.l..
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo hashish quindi fu caricato sul rimorchio, eh?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi poi quello che successe una volta ultimato il carico.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se questo lavoro terminò, che so?, nella mattinata, nel pomeriggio, a sera, di notte.
IMPUTATO Carra P.: Verso le... finì verso le cinque e mezza, le sei di pomeriggio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Perché noi si partì subito dopo un quarto d'ora-venti minuti di avere caricato questi sacchi.
E stavo spiegando questo: nell'ultimo viaggio che ho finito di caricato 'sti sacchi, ho chiuso la sponda, entrò il Barranca con lo Scarano. Mi presentò Antonio, mi disse, dice: 'è lui la persona in cui devi partire via strada e ti accompagna'. 'Va bene'. Lui lo portò via, dice: 'fra mezzora ci vediamo all'entrata dell'autostrada per Messina, a Villabate'.
Io sono andato a casa, ho preso una borsetta con due cambi, due pantaloni, due cavolate ho messo dentro la borsa; sono andato in ufficio, ho preso l'automezzo e sono andato verso l'autostrada. Lui mi disse che aveva, mi aspettava all'entrata dell'autostrada e aveva un Audi blu targata Roma.
Io arrivai là, gli lampeggiai, anche in quell'attimo che mi disse come fare e mi diede, ci scambiammo i numeri di telefono. Il Barranca mi disse: 'dagli il tuo numero di cellulare e lui ti dà il suo, non si sa mai se avete di bisogno di qualcosa per strada' dice. E ci scambiammo i numeri del cellulare.
Io entrai nell'autostrada a Villabate in direzione Messina e subito lì era lui, gli lampeggiai: mi vide e si fece strada. Ho fatto tutta via strada.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quindi lei aveva con sé un cellulare nell'occasione?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda com'era intestato il cellulare?
IMPUTATO Carra P.: Di Sabato Gioacchina.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, intestata a questa signora intestataria anche della ditta?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Il numero se lo ricorda di quel cellulare?
IMPUTATO Carra P.: No. No, non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Quindi a quello che lei sta riferendo, questo viaggio è iniziato sul finire della giornata.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. In quell'orario che ho detto: dalle cinque e mezza alle sei e mezza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole quindi spiegare com'è, come si è svolto questo viaggio. Dunque, lei era solo sul camion?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Io solo e anche lo Scarano con la macchina avanti, era solo.
PUBBLICO MINISTERO: Era solo. Avete fatto questo viaggio tutto via terra, ha detto?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vi siete mai fermati?
IMPUTATO Carra P.: No. In mattinata lui mi chiamò verso le Calabrie di fermarmi per prendere il caffè o metterci a dormire. Dice: 'vediamo un po' se sei stanco di fermi'. E mi telefonò dicendomi questo. Ci siamo fermati in un'area di servizio come dicevo, nelle Calabrie. Abbiamo preso il caffè.
PUBBLICO MINISTERO: Che ore potevano essere, Carra? Lei ha detto nella mattinata.
IMPUTATO Carra P.: La mattinata: tre e mezzo, quattro di mattina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi di notte. A notte fonda.
IMPUTATO Carra P.: Sì, quattro e mezzo. Però non me lo ricordo di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vi fermaste a quest'area di servizio a prendere un caffè?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Presi il caffè io, lui mi chiese se si voleva fermare a dormire. Gli ho detto: 'no, io vado avanti. Sonno non ne ho. Voglio fare strada'. E allora lui si mise a fare strada anche lui, non si fermò. Però io... abbiamo preso il caffè, abbiamo parlato un attimo mentre si prendeva il caffè. Mi sono messo, sono uscito fuori e mi son messo sul mezzo e ho fatto strada io.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, su questo punto mi interessa porle una domanda, anzi due: lei notò se Scarano si trattenne a parlare con qualcuno, incontrò qualcuno a quest'area di servizio?
IMPUTATO Carra P.: No, io non lo vidi con nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMPUTATO Carra P.: Però io uscii prima di lui dal bar. Perché lui aveva la macchina posteggiata davanti, io di dietro dell'area di servizio. Nel reparto automezzi pesanti. Io sono sceso appunto prima, sono uscito prima di lui. Sono andato nel retro, mi sono messo sul mezzo e sono andato via. Non so se ha incontrato qualcuno o meno.
PUBBLICO MINISTERO: Questo viaggio è proseguito e dove si è concluso?
IMPUTATO Carra P.: Si è concluso a Roma di cui io avevo sbagliato strada e chiamai in un'area di servizio lo Scarano verso le otto e mezza, le nove meno... le nove del mattino.
PUBBLICO MINISTERO: Lo chiamò col suo cellulare?
IMPUTATO Carra P.: Sì, lo chiamai col mio cellulare dicendo: 'vieni tu in quest'area di servizio, forse dovevo tagliare per il raccordo anulare, invece io tirai diritto.' Anche la stanchezza che avevo un po'... Lui mi venne a prendere e mi disse, dice: 'non ti muovere che ti vengo a prendere io e ti faccio strada io.' Così si fece, arrivò lì e mi portò facendo strada, sotto un ponte vicino Roma dove c'era tipo un marmista o un rottamaio, uno che cambiava le marmitte con un piazzale grandissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, come mai ha parlato di questo rottamaio o riparatore di marmitte. Che è successo? Qualcosa di particolare presso questo posto?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Perché quando entrai in questo piazzale diciamo, lo Scarano si allontanò per andare a cercare un ragno per poter scaricare il rottame che avevo sopra e scaricare i sacchi di hashish. Invece poi dopo mezzora, tre quarti d'ora ritornò dicendo che non trovava niente. C'era lì sul posto, penso che sia stato del proprietario, una pala meccanica e si decise di scaricare spingendo, aprendo le sponde da un lato e dall'altra parte lateralmente spingendosi tutte cose a terra. Poi se lo avrebbero sbrigate loro.
Di cui mi fracassò il semirimorchio, mi fece, me lo smantellò di piantoni, di pianale, mi fece un sacco di fossi. Però scaricai tutto lì e andai via.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, questo luogo, questo posto dove si trova questo rottamaio ricorda che avesse qualche particolare come ubicazione che poi le è rimasto in mente che ricorda ancora?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. C'era una... io per entrare in questo marmista, ho dovuto andare avanti con l'automezzo e girare in un semaforo che era proprio davanti a una caserma dei Carabinieri, Finanza. Era enorme.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Poi ha anche detto che queste operazioni che sono state fatte con questa pala meccanica hanno danneggiato il mezzo? Il semirimorchio?
IMPUTATO Carra P.: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, una volta che si è conclusa questa operazione che cosa le fu detto? Da Scarano? Le fu detto qualcosa, oppure non c'era nulla da dirsi e lei sapeva già da sé che cosa doveva fare?
IMPUTATO Carra P.: No, no. Io ho scaricato; lui mi voleva portare a mangiare, mi sembra io andai via e gli dissi: 'no, vado via. Ho da fare'. E sono andato subito via.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' rientrato a Palermo o si è diretto da qualche altra parte?
IMPUTATO Carra P.: Io sono rientrato a Palermo, però...
PRESIDENTE: Più forte.
IMPUTATO Carra P.: ... però...
PRESIDENTE: Un po' più forte, prego.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Sono rientrato a Palermo però non ricordo se sono andato giù a Napoli a lasciare il semirimorchio e sono andato via col trattore soltanto. Non vorrei sbagliarmi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, era previsto per questo viaggio che lei fece, era previsto che qualcuno la compensasse, qualcuno le rimborsasse la spesa del viaggio?
IMPUTATO Carra P.: Sì, mi diedero prima di partire due milioni e mezzo- tre milioni per affrontare le spese. Di cui il Barranca mi aveva detto che se andava bene come viaggio, praticamente mi disse che se andava bene si dovevano fare altri viaggi e mi avrebbero ricompensato in soldi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei questo posto in particolare a Roma dove ha fatto questa operazione di scarico un po' movimentato di questo hashish, questo posto dicevo lei dopo questo fatto ha avuto modo di rivederlo?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Io l'ho individuato in un sopralluogo.
PUBBLICO MINISTERO: Sopralluogo fatto con chi?
IMPUTATO Carra P.: Mi sembra con lei, Nicolosi, la DIA di Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi successivamente all'inizio della sua collaborazione?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E l'ha individuato con, come dire?, con certezza oppure no?
IMPUTATO Carra P.: No, no. Era l'unica, diciamo era l'unico sopralluogo che io non riuscivo a andare. Però se ero vicino lì, ricordavo questi particolari della caserma e il modo in cui c'era io ponte che passava sotto il cancelletto di ingresso. Però, non avevo idea per andare che strada dovevo fare per andare in questo luogo.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm. Ma poi l'ha individuato?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Con sicurezza, voglio dire?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, il semirimorchio che fu utilizzato quella volta per questa operazione che appunto rimase danneggiato, poi è stato fatto riparare da lei? L'ha sempre tenuto lei fino al momento del sequestro? Perché ha detto che fu sequestrato in occasione del suo arresto.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Ma io diciamo, dopo lo avevo venduto a Maiorana di cui lui nelle condizioni in cui era. Senza essere sistemato l'ho venduto a un certo Maiorana che aveva agenzia di autotrasporti, Maiorana Michele di cui lui dopo tempo che io glielo avevo venduto l'aveva abbandonato dentro il porto togliendo le ruote, le migliori, passandosele negli altri automezzi che lui aveva. Io allora, vedendolo in quelle condizioni gli chiesi se lo potevo riprendere e lui mi disse: 'sì, riprenditelo perché è malandato' dice 'non voglio neanche i soldi' Dice: 'te lo riprendi e te lo sistemi te.' E me lo diede di nuovo. Io lo sistemai tutto, lo attrezzai per potere trasportare rottame senza avere problemi di cui se ha modo di vederlo, il mezzo è tutto rimesso a nuovo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, la persona che era lì in questo sfascio, in questo rottamaio, la persona che lei vide, se la ricorda? La descrizione di questa persona se la ricorda?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Era una persona sui 50-55 anni, enorme - enorme a livello di grossezza, era grosso - capelli bianchi, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Vide se questa persona era, come dire?, in confidenza con Scarano? Si conoscevano?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Si conoscevano.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda...
IMPUTATO Carra P.: C'era anche un operaio che mi sembra che era o marocchino o tunisino non so.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda se di questa persona fu fatto il nome in sua presenza?
IMPUTATO Carra P.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Questa persona per quello che lei poté capire, si aspettava l'arrivo di Scarano con un camion guidato da lei con del materiale da scaricare sul luogo oppure era un po', come dire', davanti a una situazione imprevista?
IMPUTATO Carra P.: Questo non glielo so dire. Però posso dire che lui mi fece aspettare prima fuori un dieci minuti-un quarto d'ora. Entrò dentro, poi uscì lo Scarano e mi disse di entrare. Però non glielo so dire se lui era consapevole o meno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, queste operazioni quindi fatte a Roma per dargli una collocazione in termine di ora, lei arrivò a Roma al mattino, a giorno fatto, nel pomeriggio? Lei ha detto, ha raccontato questo episodio che si è svolto notte tempo in quest'area di servizio nelle Calabrie. Ecco, ma l'arrivo a Roma più o meno quando si verificò? L'indomani mattina...
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. La mattina verso le otto e mezzo, le nove, nove e mezza, così. Non più tardi.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi lei quanto si è trattenuto ancora a Roma visto che dopo aver fatto questo scarico poi è tornato via?
IMPUTATO Carra P.: Io non mi voglio sbagliare, ma all'orario di pranzo sono andato via da Roma. Sempre nella stessa giornata di arrivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' rientrato poi via strada a Palermo?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Sì, però non ricordo bene se sono andato a lasciare il semirimorchio per risparmiare spese giù a Napoli.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, conclusosi questo viaggio - "conclusosi" intendo dire una volta che lei ebbe fatto ritorno a Palermo, ecco - qualcuno è venuto a cercarla per chiederle se era andato tutto bene, se c'erano stati problemi? E se qualcuno è venuto, è venuto subito, è venuto dopo qualche giorno, chi era?
IMPUTATO Carra P.: No, io incontrai Lo Nigro che mi chiese se era andato tutto bene e gli disse: 'tutto a posto.' Il Barranca.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le fu detto a questo punto qualcosa che guardasse non al passato ma al futuro a questo punto? Siccome all'inizio le era stato parlato della possibilità che lei facesse dei viaggi per loro, ecco. Uno l'aveva fatto, le fu detto a questo punto, le fu detto successivamente che avrebbe dovuto fare altri viaggi, fare un altro viaggio in un modo piuttosto che in un altro?
IMPUTATO Carra P.: No, in quell'occasione no. Ma lui mi disse prima di partire che se andava bene questo materiale, praticamente avrei dovuto fare altri viaggi. Già me lo aveva anticipato questo discorso prima di partire io per Roma. Il Barranca.
PUBBLICO MINISTERO: Senta in relazione a questi viaggi, a questo e a quelli che c'erano ancora da fare, le furono date delle disposizioni sui mezzi - quindi mi riferisco al trattore, ai rimorchi - ?
*IMPUTATO Carra P.: Sì, mi disse di... il Barranca mi disse di non muovere più il trattore perché di rimorchi ne avevo 24. Il trattore come trattore di non muoverlo.
PRESIDENTE: Facciamo una breve sospensione?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Presidente. Senz'altro.
PRESIDENTE: Allora, per cortesia mi chiama anche Antonio?
Riprendiamo fra dieci minuti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Presidente.
.......................
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Può riprendere il P.M.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie. Grazie, Presidente.
Senta, Carra, lei la data di questa operazione di trasporto di hashish a Roma, se la ricorda nel dettaglio, o solo come fatto che è successo - così ha detto - nell'aprile del '93?
*IMPUTATO Carra P.: No, mi ricordo il mese di aprile, ma di preciso non lo so indicare.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, lei ha detto che in quella occasione disponeva di un cellulare intestato a Sabato Gioacchina.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo cellulare lo adoprava lei?
IMPUTATO Carra P.: Sì, soltanto io.
PUBBLICO MINISTERO: Soltanto lei. Ecco, in quel periodo, lei ha fatto, in quel mese di aprile, altri viaggi da Palermo a Roma in occasione dei quali ha avuto bisogno e comunque ha adoprato il suo cellulare?
IMPUTATO Carra P.: Sì, dopo però, non in aprile stesso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi non in aprile.
Ora lei ha detto non si ricorda il numero di quel cellulare. Può essere che fosse 0337-967269?
IMPUTATO Carra P.: Penso di sì, però ripeto: non sono sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, lei ha detto di avere ricevuto nella notte, nel viaggio di andata a Roma, una telefonata - non so se poi era uno, o se erano due - da Scarano.
Ho capito bene?
IMPUTATO Carra P.: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Ho ricevuto la telefonata per fermarmi a prendere un caffè, o se ero stanco, per dormire un po'.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. E poi ha detto, a sua volta, di averlo chiamato l'indomani mattina, una volta arrivato a Roma, perché si era perso.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lo ha chiamato quindi sul numero che Scarano gli aveva dato? Il numero di cellulare?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Prima di questo viaggio, o successivamente a questo viaggio, lei ha avuto occasione di telefonare o di ricevere telefonate sul suo cellulare da Scarano?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMPUTATO Carra P.: Ho ricevuto telefonate da Lo Nigro nel momento in cui c'era, diciamo che si doveva sistemare la copertura e ci contattavamo a vicenda.
PUBBLICO MINISTERO: No, appunto, da Lo Nigro. Ma io parlavo dei suoi contatti telefonici con cellulare, via cellulare, con Scarano.
IMPUTATO Carra P.: No, no, all'infuori di quelle là, prima no. Quella è la prima telefonata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ecco, siccome risultano delle telefonate che sono state fatte da questo cellulare intestato a Sabato Gioacchina, il numero è quello che ho detto poco fa, nella notte, incrociate nella notte tra il 19 e il 20 aprile del '93. E poi ancora nelle prime ore del mattino del 20 aprile del '93, ecco, queste telefonate possono avere una spiegazione diversa rispetto a quella che lei ha dato poco fa?
IMPUTATO Carra P.: Penso di no, perché io, diciamo, per telefono ci siamo contattati due volte io e lo Scarano. La notte, ripeto, per fermarci a prendere qualcosa al bar; e la mattina, perché io ho sbagliato strada.
Però non posso precisare se la sera l'ho chiamato anch'io a lui, o mi ha chiamato lui per fermarmi.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ma io, appunto, volevo sapere da lei, stabilito che esistono questi contatti telefonici, in quella notte e poi nelle prime ore del mattino, alle 08.00 del mattino del 20 aprile del '93, se questo scambio di telefonate poteva avere una spiegazione diversa, per quanto lei ne sa, rispetto al racconto che ha fatto lei. Tutto qua.
IMPUTATO Carra P.: No, no, diverso no di quello che ho raccontato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, Carra, poco fa le ho chiesto quali compensi, quali corrispettivi gli erano stati offerti, promessi, garantiti, assicurati, per questa sua attività. E lei ha dato una certa risposta.
Ora lei, all'epoca aveva dei debiti con qualcuno?
IMPUTATO Carra P.: Sì, tramite la mia...
PUBBLICO MINISTERO: Alzi la voce, abbia pazienza, Carra, sennò non la sento.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Tramite la mia agenzia di trasporti avevo dei debiti. Che so, col gommista, con le assicurazioni, col meccanico. C'erano un po' di debiti.
PUBBLICO MINISTERO: Questa situazione di debito, era conosciuta anche da queste persone delle quali lei ha parlato?
Intendo dire: Barranca, Lo Nigro.
IMPUTATO Carra P.: Sì, qualcosa sapevano, però il Barranca era a conoscenza di un debito con la Pirelli in via Messina Marina, un gommista. Che mi contattò tante volte per... O mi faceva dire al mio fratello che... di sollecitarmi il pagamento alle gomme che acquistavo per i mezzi.
PUBBLICO MINISTERO: E quant'era l'ammontare di questo debito?
IMPUTATO Carra P.: Mah, io... Siccome ci lavoravo e montavo 15-20 gomme al mese, io le montavo durante il mese di lavoro.
Comunque il debito era, che avevo con la Pirelli, era sui 100 e rotti milioni. Però un po' glieli avevo già pagati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma in relazione a questo debito di cui Barranca qualche cosa sapeva, qualcuno le promise un interessamento, o addirittura di pagare il debito, o di farlo rientrare?
IMPUTATO Carra P.: Sì, lui, dopo... Il Barranca, dopo un periodo di tempo, di quel viaggio di hashish, mi dovevano dare, mi avevano detto che mi dava 20 milioni di cui non ho avuto. Ne ho avuto sette e mezzo, otto milioni, dopo qualche due mesi mi sembra, un mese e mezzo. Non ricordo di preciso. Di cui che mi ha detto il Barranca che aveva tolto degli assegni che mi erano rimasti lì, alle gomme, in pagamento.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, sempre in relazione a questa sua attività che lei faceva, che ha fatto a richiesta di queste persone?
IMPUTATO Carra P.: Come a richiesta, scusi?
PUBBLICO MINISTERO: No, voglio dire: se ho capito bene, Barranca le parlava della possibilità di chiudere questo suo debito?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma chi ci avrebbe pensato a chiuderlo questo suo debito?
IMPUTATO Carra P.: Lui.
PUBBLICO MINISTERO: Lui. E questo chiudere il debito da parte sua, ecco, come regalo, come favore, come corrispettivo per quello che lei aveva fatto, o che avrebbe fatto?
IMPUTATO Carra P.: Praticamente sui viaggi che io gli ho fatto... Vado più avanti, perché ci sono altri viaggi. Cioè...
PUBBLICO MINISTERO: Dopo?
IMPUTATO Carra P.: ... il discorso, il discorso che lui mi sistemò questa cosa qua, c'è anche nel mezzo Giuliano detto "Olivetti". Man mano il discorso camminava e passavano i giorni, i mesi, che io non ho avuto soldi. Ma loro mi dicevano che mi toglievano i debiti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta su questo viaggio di hashish, le viene in mente qualche altro particolare?
Se le viene in mente, questo è il momento per riferirlo. Perché io cambierei argomento.
IMPUTATO Carra P.: No, no... Non mi viene in mente nient'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora se non le viene in mente nient'altro, abbiamo parlato di questo primo viaggio.
Ecco, segua lei il filo dei suoi ricordi, eh? E quindi riferisca da sé dei viaggi successivi nell'ordine in cui lei se li ricorda.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Dopo che finii questo viaggio qua, io mi presentai a Palermo. E dopo un mese, 20 giorni, 25 giorni - non ricordo di preciso - mi contattò di nuovo il Barranca e Lo Nigro dicendomi che aveva bisogno di fare un trasporto di due, tre pacchi e di vedere dove mettere questi pacchi da trasportare.
Io, in quella occasione, dissi avevo un automezzo che avevo fatto... Sotto il pianale era ribaltabile il semirimorchio, e avevo fatto il pianale e sotto il pianale avevo fatto tipo una cassa in lamiera in cui venivano custoditi i teloni per coprire quando si carica qualche viaggio, che so, di qualsiasi genere. Il materiale, cioè, a volte bisogna coprirlo.
Siccome, lasciando i rimorchi a destra e a sinistra, anche che so, al porto di Genova, o al porto a Palermo, a volte mancavano i teloni, per essere più custoditi e non avere problemi io al momento in cui mandavo un autista a caricare, che gli mancasse il telo per coprire, non poteva caricare, mi perdeva il viaggio.
Praticamente ho detto questo perché è stato fatto quella cassa in lamiera in questo semirimorchio. In cui loro mi dissero: 'quanto sarà grande?', per farsi un'idea.
E io gli ho detto: 'non lo so quanto sarà grande'. Ho fatto segnale con le mani, e gli ho detto: 'lo misuro e te lo so dire'.
Ho fatto questo, l'indomani gli dissi che era un metro, un metro e qualcosa, per 90. Comunque abbastanza largo. E lui mi disse...
PUBBLICO MINISTERO: E lungo quanto, Carra? Lungo quanto?
IMPUTATO Carra P.: Un metro e qualcosa, un metro e mezzo, lungo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
IMPUTATO Carra P.: Alto...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: ... 90, un metro, quasi.
PUBBLICO MINISTERO: Come profondità.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La larghezza?
IMPUTATO Carra P.: La larghezza poteva essere un 70.
Gli dissi queste misure. Dopo qualche giorno lui mi disse di preparare questo mezzo nel garage, che portavano questi pacchi per poi portarli su. E così feci.
Poi mi contattò, nel mio garage caricai questi pacchi nel semirimorchio. Misi in semirimorchio uno sopra l'altro. Praticamente il rimorchio dove carica, ho caricato i pacchi, ho messo un rimorchio vuoto senza sponde e che peserà un 60 quintali tutto, sopra. Lo legai bene.
Nel momento in cui si ribalta perché era ribaltabile il rimorchio di sotto, laterale, in momento in cui si ribalta, si riesce a uscire i pacchi senza muoversi né il semirimorchio... Diventa tutto un pezzo, praticamente, legato con i cavi di acciaio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, andiamo con ordine su tutti questi dati che sta illustrando.
Ecco, quindi la domanda che le fu fatta inizialmente era di organizzarsi per portare un nuovo carico, questa volta si trattava di... Non delle balle, ma si trattava di?
IMPUTATO Carra P.: Di esplosivo. Però che io all'inizio non sapevo che era esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Le fu parlato di pacchi.
IMPUTATO Carra P.: Sì, di pacchi.
PUBBLICO MINISTERO: Pacchi. Le fu detto quanti erano?
IMPUTATO Carra P.: No, la quantità no. La quantità la vedevo nel momento in cui caricavo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Comunque lei capì che non era qualche cosa che si poteva portare tranquillamente sul cassone, voglio dire.
IMPUTATO Carra P.: Sì, mi colpì un particolare che Lo Nigro mi domandò se in quel punto lì c'era... Se potevano prendere caloria, quei pacchi.
PUBBLICO MINISTERO: Caloria, calore?
IMPUTATO Carra P.: Calore. Io dissi: 'no, è quasi dietro. Non ci va nessun... Non ci va nessun... non c'è motore e né niente. Non è un punto dove porta calore'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa richiesta inizialmente quindi chi gliela fece?
IMPUTATO Carra P.: Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Lo Nigro da solo, o Lo Nigro con qualcuno?
IMPUTATO Carra P.: Insieme al Barranca, era.
PUBBLICO MINISTERO: Le fu spiegato questo viaggio dove doveva arrivare? Cioè a dire: fino a dove doveva portare questo materiale?
Le fu detto all'inizio, o le fu detto in un secondo momento?
IMPUTATO Carra P.: No, questo qua, del discorso del calore è stato all'inizio. Ancora non c'era neanche i pacchi dentro il semirimorchio.
Me lo hanno chiesto nel momento in cui si parlava, le preparazioni.
PUBBLICO MINISTERO: Dico: ma le fu detto dove doveva essere portato questo carico?
IMPUTATO Carra P.: No...
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire inizialmente, oppure le fu spiegato solo in un momento successivo?
IMPUTATO Carra P.: No, in quel momento no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora spieghi ora con che modalità, da parte di chi poi è arrivato questo nuovo materiale. Dove è arrivato e che operazioni sono state compiute.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Praticamente, Barranca e Lo Nigro mi dissero di preparare il mezzo la sera nel piazzale dentro la mia agenzia di autotrasporti.
Una sera venne...
PUBBLICO MINISTERO: Quello della volta precedente.
IMPUTATO Carra P.: Sì, il Coprora.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre il solito?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sempre il solito.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Di cui venne il Barranca la sera all'appuntamento insieme a Giuliano e Lo Nigro.
Lo Nigro si allontanò che aveva una Renault 5 verde...
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, scusi.
IMPUTATO Carra P.: Lo Nigro si allontanò per andare a prendere questi pacchi e portarli.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Che aveva una Renault 5 verde.
Andò via. Dopo 20 minuti, mezzora, arrivò Lo Nigro con l'Ape, con dei pacchi sull'Ape coperti con una rete sopra.
Entrò dentro, abbiamo socchiuso il cancello e caricammo questi pacchi dentro il semirimorchio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, con ordine: questi pacchi erano sull'Ape coperti da una rete. Che rete era?
IMPUTATO Carra P.: Rete, queste da pescatori.
PUBBLICO MINISTERO: Le risulta che Lo Nigro abbia qualche cosa a che fare con le reti da pescatori?
IMPUTATO Carra P.: Sì, ha un motopeschereccio, il padre che va a pescare che c'ha delle reti e tutte queste cose qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi questo materiale, quando arrivò lì da lei arrivò, ed eravate presenti chi? Oltre a lei.
IMPUTATO Carra P.: Io, Lo Nigro, Giuliano e Barranca.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Che io adesso so il discorso della... Allora non sapevo che avesse le barche Lo Nigro, che suo padre faceva il pescatore, che aveva le reti.
Io, all'inizio, questo non lo sapevo in quella occasione. L'ho saputo dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e vuol descrivere questo materiale?
IMPUTATO Carra P.: Sì, erano due balle, tipo ovale. Tutti...
PUBBLICO MINISTERO: Tipo?
IMPUTATO Carra P.: Tipo ovale.
PUBBLICO MINISTERO: Ovale.
IMPUTATO Carra P.: E grossi e tutti pieni di scotch. Il nastro, quello largo marrone. E...
PUBBLICO MINISTERO: "Pieni", cosa vuol dire, fasciati?
IMPUTATO Carra P.: Fasciati, esatto. Tutti fasciati. E nei lati usciva una cordicina tipo maniche, cordicina bianca...
PUBBLICO MINISTERO: Tipo manico.
IMPUTATO Carra P.: Tipo manico, fatto con lo scotch e tagliato, diciamo, messo a maniche. Questo laccio veniva fuori dalla balla, diciamo, tipo manici.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le dimensioni di queste... Come le vogliamo chiamare? Balle, pacchi, rotoli.
IMPUTATO Carra P.: Non glielo so dire, come dimensione non ho idea. Però mi ricordo che in tre persone si faceva fatica ad alzarli per metterli dentro, erano abbastanza pesanti.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti. Lei dice le dimensioni non ce le sa dare.
IMPUTATO Carra P.: Esatte, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Le dimensioni esatte no, però tipo una ruota, come le posso dire.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto: "un po' ovali". Cioè, cerchi di spiegare cosa intende dire per ovali, alla Corte.
Fatte come un uovo? No.
IMPUTATO Carra P.: Tipo come un uovo. Non diciamo come una palla, erano... Non erano rotonde.
PUBBLICO MINISTERO: Sferiche.
IMPUTATO Carra P.: Sferiche.
PUBBLICO MINISTERO: Cos'erano, un po' schiacciate?
IMPUTATO Carra P.: Sì, lateralmente sì, ma... Erano un po' schiacciate dalle pance, diciamo. Come un uovo schiacciato lateralmente. Messo lì in piedi, un uovo un po' schiacciato.
PUBBLICO MINISTERO: E quante erano queste che le furono portate in quell'occasione?
IMPUTATO Carra P.: Mi sembrano tre, non vorrei sbagliarmi però.
PUBBLICO MINISTERO: Un attimo fa ha detto due, se ho capito bene.
IMPUTATO Carra P.: Sì, invece no, dico tre perché ce n'era una piccolina tipo ruota di macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Più piccola.
IMPUTATO Carra P.: Sì, più piccola.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, lei ha detto che queste più grandi... Perché ha detto: due, più una più piccola. Quindi, due più grandi e una più piccola. Dico bene?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quella più piccola lei ha avuto modo, che so, di prenderla in mano da solo...
IMPUTATO Carra P.: Sì, quella piccola la alzavo facilmente, invece quei due pacchi grandi, da solo non si riusciva ad alzarli.
PUBBLICO MINISTERO: E quella più piccola, se l'ha presa in mano da solo perché era in grado di alzarla, ha potuto apprezzare quanto poteva pesare? Anche orientativamente.
IMPUTATO Carra P.: Penso un 30 chili, 25.
PUBBLICO MINISTERO: Ed era confezionata come le altre?
IMPUTATO Carra P.: Sì, uguale, sempre con lo scotch fasciato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, le fu detto che cosa c'era dentro questi pacchi?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Lei fece un'ipotesi tra sé e sé?
Cioè a dire: hashish non era...
IMPUTATO Carra P.: Ma io allora mi... pensavo che era droga. E loro mi avevano detto hashish, magari per darmi di meno di regalia. Io l'ho interpretato dentro di me così.
Guardando i pacchi non mi sembrava hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMPUTATO Carra P.: Però loro non mi dissero né hashish, né droga. Non mi diedero spiegazione di niente di che cosa c'era dentro.
PUBBLICO MINISTERO: E che cosa le fu detto, una volta fatto questo carico?
IMPUTATO Carra P.: Che... Ho chiuso per bene tutto e mi disse il Barranca, insieme a Lo Nigro, mi disse di presentarmi a, mi sembra a Roma in un'area di servizio all'inizio del raccordo anulare.
PUBBLICO MINISTERO: All'inizio, rispetto a dove? Venendo da dove?
IMPUTATO Carra P.: Venendo da sud. Venendo da sud ed entrando per il raccordo anulare.
Posso dire anche che c'è di fronte a quest'area di servizio la casa dove abitava lo Scarano. Però lo dico che l'ho saputo dopo, tramite un altro viaggio più in là. Però oggi lo posso dire. Allora non lo sapevo che c'era, che abitasse di fronte a quell'area di servizio lo Scarano.
Arrivai là, in questo appuntamento, entrai...
PUBBLICO MINISTERO: Lei partì subito da Palermo? Partì l'indomani? Se lo ricorda questo?
IMPUTATO Carra P.: Mi sembra che partii all'indomani sera con la nave Palermo-Napoli.
PUBBLICO MINISTERO: Partì da solo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, da solo.
PUBBLICO MINISTERO: Il biglietto fu fatto a suo nome?
IMPUTATO Carra P.: O a nome Coprora o a nome Sabato Gioacchina, però non me lo ricordo di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha spiegato, o meglio, ha riferito poco fa un dato che vorrei spiegasse meglio. Cioè dire: sul semirimorchio lei posizionò un altro semirimorchio.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo è, come dire, è una tecnica, è un modo per chi fa trasporti...
IMPUTATO Carra P.: Sì, io lo facevo...
PUBBLICO MINISTERO: ... abituale, o inconsueto, di spostarsi?
IMPUTATO Carra P.: No, no, abituale, Perché la maggior parte, quando non riuscivo a coprire, diciamo, non si riesce a coprire i semirimorchi con gli autisti che stanno al Norditalia, che stanno qualche... che so, il giovedì, il venerdì non hanno rimorchi e bisogna tenerli fermi, sospesi.
Invece, se non si riesce giù a caricare qualche mezzo, di fare qualche viaggio e mandarlo su in tempo in cui ci arriva che può fare il viaggio, si fanno delle spese enormi. Allora, per anticipare e non lasciare fermi gli autisti, si mette un rimorchio uno sopra l'altro e si manda via vuoto. Perché paga per vuoto sulla nave e risparmia ancora.
PUBBLICO MINISTERO: E questo consente poi di movimentare più rimorchi, anche carici, con un trattore solo?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E eventualmente, quindi, di imbarcare un rimorchio carico di materiale e utilizzare il trattore per fare un'altra operazione con un altro rimorchio. Vuol dire questo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Fa parte diciamo del programma lavorativo di un trasportatore di giù.
Anche quassù fanno questo sistema. Praticamente, che so, un autista con un trattore aggancia questi rimorchi, uno sopra all'altro, sono due. Arriva, che so, da Genova; parte, va a Brescia, li scende giù con una gru, li carica tutti e due e in una giornata e mezzo li porta giù all'imbarco.
Ha fatto due viaggi in una giornata, a volte, si può fare anche. Dipende dove si deve caricare, che so, del profilato, o a volte si caricavano i soppack di Torino, ribalta torinese, allora veniva comodo imbarcare a Genova e facevano in tempo a fare due viaggi in una giornata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi nell'occasione lei posizionò un semirimorchio sopra a quello...
IMPUTATO Carra P.: Ribaltabile.
PUBBLICO MINISTERO: ... ribaltabile. Ed ha detto era un ribaltabile laterale.
IMPUTATO Carra P.: Sì, laterale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, qual è l'accorgimento che si adotta per impedire che il camion, che il rimorchio superiore, azionando il ribaltabile, finisca per terra?
IMPUTATO Carra P.: I cavi d'acciaio. Bloccarlo per bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questa operazione poi, quindi consente, o perlomeno nel suo semirimorchio, consentiva di azionare il ribaltabile tranquillamente?
IMPUTATO Carra P.: Sì, tranquillamente senza avere paura se andava giù il rimorchio di sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, nell'occasione lei ricorda quali semirimorchi adoprò? Intendo dire, quale aveva di sotto e quale aveva di sopra?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Era un semirimorchio ribaltabile, ripeto, la targa era Palermo 15424 e prima era targato Brescia su semirimorchio, non vorrei sbagliarmi ma era targato Brescia, però non ricordo bene la targa precedente. Sopra c'era un semirimorchio di questi qua... Catania. Perché questo Catania 7676 ne avevamo acquistati tre uguali, ed era un Catania 7035, Catania 7034 e Catania 7676. Li avevamo acquistati a Catania nella ditta... una ditta grossa di Catania però non ricordo bene, Palmeri mi sembra, non mi ricordo di preciso come si chiama. Era semirimorchio Zorzi, tutti e tre, di cui io ne presi uno dei due, del Catania 7034 o 7035, che erano proprio uguali, se non guardava la targa li confondeva, e l'ho messo su.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per intendersi, il semirimorchio che aveva adoprato nell'occasione del trasporto dell'hashish, era anche quello un ribaltabile, oppure no?
IMPUTATO Carra P.: No, no. Quello dell'hashish era questo qua fisso, diciamo, come termine di attrezzatura. Semirimorchio fisso che ho sequestrato qua a Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi lei partì e ha detto che aveva come punto di riferimento quest'area di servizio.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda a nome di quale benzina era intestata l'area di servizio? Per intendersi, era un'Agip, era una Esso, una Erg, se lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: Sì, mi sembra che era una Esso e dentro ci sono anche le telecamere, in tutto il parcheggio, nell'area di servizio.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, è un'area di servizio grande?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che si trova quindi, provenendo da sud, arrivando al raccordo anulare a Roma?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha ricordo sicuro di aver fatto questo viaggio via mare?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, questo sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quali sono le compagnie di navigazione che fanno questi viaggi da Palermo ai vari porti della penisola e viceversa?
IMPUTATO Carra P.: C'è la Tirrenia che abbraccia, fa Palermo-Napoli, Palermo-Genova, Palermo-Cagliari. Poi c'è la società della Grandi Traghetti che adesso ci sono nuove navi veloci che fa Palermo-Livorno e Palermo-Genova e viceversa. Poi ci sono le via mare da Termini Merese vicino Palermo che fa la linea Termini-Genova.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei utilizzava indistintamente, per la sua attività, tutte queste compagnie?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo viaggio per Napoli quindi l'ha fatto con una nave della?
IMPUTATO Carra P.: Tirrenia.
PUBBLICO MINISTERO: Della Tirrenia. Ecco, allora procediamo nel racconto. Lei è arrivato a quest'area di servizio e qui che è successo? Che disposizioni aveva lei? Come avrebbe dovuto comportarsi una volta arrivato a questo punto?
IMPUTATO Carra P.: Sì, arrivato lì, che mi avevano dato un orario perché prendendo la nave giù a Palermo si arriva alle sette e mezza, le sette a Napoli; Napoli-Roma due orette, tre orette così, con comodo ci si arriva. Mi avevano dato un orario di entrare in quell'area di servizio e lì dovevo trovare Lo Nigro e lo Scarano che mo venivano a prendere in questo appuntamento.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sapeva che avrebbe trovato queste due persone?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, all'inizio mi avevano detto così.
PUBBLICO MINISTERO: Ma c'era necessità di prendere un contatto telefonico? Oppure l'appuntamento era già fissato con un orario preciso?
IMPUTATO Carra P.: Sì, l'appuntamento c'era, però se avevo problemi, di chiamare nel cellulare che mi aveva dato il Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda di avere avuto problemi, di avere avuto bisogno di chiamarlo questo cellulare, oppure no?
IMPUTATO Carra P.: No, non me lo ricordo, ma penso di no. In questa occasione non mi ricordo di avere avuto problemi e di avere chiamato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi come dire l'appuntamento si verificò regolarmente, non ci furono problemi sta dicendo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi che cosa successe?
IMPUTATO Carra P.: Io arrivai in questo appuntamento e vidi arrivare lo Scarano insieme a Lo Nigro e Spatuzza. Mi fecero segnale di andare dietro di lui con l'automezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti un attimo, mi scusi Carra.
Di Scarano e di Lo Nigro ci ha già parlato. Di Spatuzza il nome lo sta facendo ora, mi sembra per la prima volta. Questa persona la conosceva?
IMPUTATO Carra P.: No, l'ho visto saltuariamente nell'occasione in cui abbiamo caricato i pacchi, però non sapevo chi era, chi non fosse, non mi era mai stato presentato.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo conosceva nemmeno per nome?
IMPUTATO Carra P.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: E nemmeno di faccia?
IMPUTATO Carra P.: Di viso, l'ho visto di sfuggita mentre... No, no, forse confondo con un altro viaggio. Giù lui non c'era, io l'ho visto per la prima volta lì a Spatuzza, però non sapevo chi era.
PUBBLICO MINISTERO: Lì, vuol dire all'area di servizio?
IMPUTATO Carra P.: All'area di servizio. Perché giù a Palermo, nel momento in cui abbiamo caricato questi pacchi, io lo Spatuzza non l'avevo visto, non lo conoscevo proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E quindi è una persona che lei vede all'area di servizio.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sta dicendo così?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E queste persone arrivano all'area di servizio come?
IMPUTATO Carra P.: Con l'Audi di Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: L'Audi che è la stessa del viaggio precedente, quello dell'hashish?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Arrivano solo con l'Audi o con qualche altro mezzo, visto che erano tre?
IMPUTATO Carra P.: No, mi sembra solo con questo qua, con questo mezzo soltanto. Perché io ho avuto, diciamo, tanti contatti in diversi viaggi con appuntamento nell'area di servizio e ho avuto modo di vedere una volta Lo Nigro e Giuliano con una Jeep vecchia che era dello Scarano e non vorrei confondere, diciamo, le occasioni che ho visto le persone con una macchina e magari sbaglio a collocarli.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Voglio dire, io le ho fatto una domanda che riguardava le automobili, però prima di farle la domanda sulle automobili le ho fatto una domanda sulle persone.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le persone che lei ha incontrato quindi, ha detto, che sono: Scarano...
IMPUTATO Carra P.: Scarano, Lo Nigro, Spatuzza e poi dove mi hanno portato altre persone.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi Carra, mi scusi. Ecco, sul fatto che queste erano le persone presenti, lei di questo è sicuro?
IMPUTATO Carra P.: Sul...
PUBBLICO MINISTERO: Le persone incontrate lì all'area di servizio voglio dire.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sullo Spatuzza non sono sicuro. Ma gli altri sì. Perché può anche darsi che lo Spatuzza io lo trovo dentro, dov'è che mi portano a scaricare questi pacchi e magari lo colloco nell'area di servizio all'appuntamento.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, e allora racconti che cosa è successo con questo carico a partire dall'area di servizio.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Mi misi con l'automezzo dietro la macchina a seguirlo, mi portarono in via Ostiense, in quel garage, diciamo in quel deposito piccolino. Sono scesi dalla macchina, mi fece segnale Lo Nigro di entrare in questo parcheggio diciamo, come posso chiamarlo?
PUBBLICO MINISTERO: Non lo so, un cortile, qualche cosa.
IMPUTATO Carra P.: Cortile, sì, sì, una cosa del genere, era piccolo.
PRESIDENTE: Si sente parlare, chi parla? Si può sapere chi è che continua a discorrere, di qui non si vede? Ci sono dei Carabinieri lì? E' qualcuno degli imputati che discorre? Per cortesia, mi volete chiudere quella porta lì di passaggio? Abbia pazienza, l'ultimo Carabiniere che vedo, per piacere viene qui, chiude questa porta, poi ritorna al suo posto. Va bene, grazie.
Prego, scusate.
IMPUTATO Carra P.: Stavo spiegando che mi fece segnale di entrare in questo cortile. Entrando, io ho fatto la manovra per entrare, ho picchiato il cancello laterale col semirimorchio, lo stavo buttando quasi a terra. Feci una manovra in più, entrai, strusciando anche il muro laterale che avevo con lo specchietto retrovisore grande laterale.
Comunque, riuscii a entrare, a parcheggiare e scesi dal mezzo. Là dentro trovai un vecchietto sui 60 anni, 65 anni, con i capelli bianchi e c'era Olivetti.
PUBBLICO MINISTERO: Olivetti, vale a dire?
IMPUTATO Carra P.: Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Olivetti che cos'è, un soprannome?
IMPUTATO Carra P.: Un soprannome, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Giuliano, lo sa il nome di battesimo.
IMPUTATO Carra P.: Salvatore Giuliano, però di cui io lo chiamano sempre Peppuccio, io non sapevo che si chiamasse Salvatore.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è sicuro che si chiami Salvatore?
IMPUTATO Carra P.: No, Giuseppe Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
IMPUTATO Carra P.: Giuseppe Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Come è venuto fuori questo Salvatore, mi tolga una curiosità Carra? No, ho bisogno di capire perché è venuto fuori di questo Salvatore. Lei ha parlato di questa persona 50 volte, ma mai ha detto che si chiamasse Salvatore. Voglio dire, è la prima volta che le sento adoprare il nome Salvatore.
IMPUTATO Carra P.: Sì, va be', Salvatore...
PUBBLICO MINISTERO: No, voglio dire Carra, si è confuso ora sul momento?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Che ne so, ha mal di testa, una cosa, lo dica.
IMPUTATO Carra P.: No, no, ci mancherebbe altro. Se ho qualcosa, lo dico subito. Io magari ho in mente le persone in cui ho avuto queste attività in questi due anni e allora magari mi confondo lì per lì. Anche perché certe persone li conoscevo per un nome, oggi so che hanno un altro e magari mi confondo per questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per intendersi, questa persona...
IMPUTATO Carra P.: Avevo detto prima di Salvatore, avevo detto Olivetti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, esatto.
IMPUTATO Carra P.: In cui lei mi ha precisato di dire chi, Olivetti...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, perché ho visto che...
IMPUTATO Carra P.: E io ho sbagliato nel pronunciare il nome.
PUBBLICO MINISTERO: ... qualche Giudice era rimasto un attimo così, colto di sorpresa da questo cognome. Io sapendo che non è un cognome ma che è un soprannome le ho detto. 'ma Olivetti che vuol dire?'
IMPUTATO Carra P.: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Lei questa persona la conosceva con questo soprannome? O come Peppuccio lo conosceva?
IMPUTATO Carra P.: No, Peppuccio. Poi, man mano seppi che gli dicevano Olivetti. Ma all'inizio Peppuccio.
PUBBLICO MINISTERO: Peppuccio. Ecco, allora lei stava dicendo che è arrivato a questo cortile, c'era questa persona anziana, nel far la manovra...
IMPUTATO Carra P.: Picchiai sia a destra che a sinistra nel muro, nel cancello.
PUBBLICO MINISTERO: Nel cancello che quasi lo stava per buttar giù ha detto.
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo cortile lo vuole un attimino descrivere come era fatto?
IMPUTATO Carra P.: Sì. C'era un cancello entrando, di fronte venivano delle casette piccoline, tipo due magazzini piccoli in muratura. C'era il muro sulla mia sinistra e all'angolo proprio di fronte, entrando, c'era pietre piccoline lì di cava.
PUBBLICO MINISTERO: La ghiaia?
IMPUTATO Carra P.: La ghiaia, una cosa del genere, ce n'era un po' a terra e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi le persone presenti durante queste operazioni, a parte la persona anziana, a parte lei, a parte la persona che lei indica come Olivetti, chi c'era?
IMPUTATO Carra P.: Lo Nigro e Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro della presenza di Spatuzza? Lei ha detto che non era sicuro che ci fosse nell'area di servizio. Abbiamo bisogno di sapere se...
IMPUTATO Carra P.: Cioè, io non vorrei sbagliare con il viaggio precedente di Firenze e colloco... Praticamente io i viaggi li ho fatti però non riesco magari a collocarli con le persone in cui erano presenti già a Roma e poi a Firenze. Potrei fare confusione su questi due viaggi. Non come viaggi perché come viaggi sono quelli lì, però può darsi anche che mi sbagli e colloco le persone viste su a Firenze, perché sono talmente vicino magari i viaggi e posso sbagliare per questo.
PUBBLICO MINISTERO: Io le chiedo proprio tutte le volte che le pongo una domanda di precisare sempre se la risposta che sta per dare la dà con certezza, oppure non con certezza. Questo vale per tutte le domande che io le faccio e che le farò da qui alla fine dell'esame. Tutte le volte di chiarire se il suo ricordo sul punto è un ricordo sicuro, oppure se è un ricordo, come dire, meno sicuro.
IMPUTATO Carra P.: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora di questa risposta, sulle persone presenti, vuol dire, molto tranquillamente, quali erano quelle sicuramente presenti, stando ai suoi ricordi di oggi, questo è ovvio e quali invece può darsi che fossero presenti ma delle quali non è sicuro.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Sono sicuro di Lo Nigro, Giuliano, Olivetti, Scarano e il vecchietto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: E la mia persona. Lo Spatuzza non sono sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti Carra, una cosa che non le ho chiesto a questo punto: questo viaggio con quale trattore l'ha compiuto?
IMPUTATO Carra P.: Col Volvo Torino 52079D.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lo stesso del viaggio dell'hashish per intenderci?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quello che le era stato chiesto in qualche modo di tenere a disposizione allora?
IMPUTATO Carra P.: Esatto, dal Barranca.
PUBBLICO MINISTERO: Questo materiale, che lei aveva a bordo in quella specie di cassa fatta di lamiera sotto il pianale, fu scaricato in questo cortile?
IMPUTATO Carra P.: Sì, messo quasi dentro le casette che c'erano. Io l'ho lasciati proprio fuori le casette diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Quelle che lei ha detto come piccoli magazzini?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, quei due piccoli magazzini che sono di fronte entrando. Però li lasciai fuori a terra, ho fatto manovra per uscire e sono andato via.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei ha ricordo che questi pacchi furono messi direttamente all'interno di questi piccoli magazzini? Ovvero che prima furono scaricati dal camion, appoggiati in terra e poi messi nei magazzini? Si ricorda qualcosa su questo punto, o no?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sono stati messi fuori quando c'ero io presente. Nel momento dello scarico sono stati presi e messi fuori, non dentro il magazzino, li poggiarono a terra davanti le porticine che c'erano lì. Alla mia presenza, poi non so cosa hanno fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Tutto quello che lei aveva a bordo fu scaricato?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, i due pacchi grandi più quello più piccolo?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, l'interno di questo cortile lo sa descrivere? Com'è, un cortile più largo che lungo, ovvero più lungo che largo, c'ha muri laterali, alti, bassi, dà su una strada piccola, su una strada grande, il cancello di ingresso, una strada di grande comunicazione, una strada di periferia?
IMPUTATO Carra P.: C'era la strada, diciamo statale dove era collocato il cancello, sotto una strada tipo uno scorrimento veloce. C'era la strada sotto col paracarri, c'era il cancello entrando in lunghezza e non in larghezza. Cioè, entrando il muro sulla sinistra. Queste due casette di fronte. Sulla destra non mi ricordo se c'è muro o ci sia qualcosa, non me lo ricordo. Mi ricordo il muro perché picchiai con lo specchietto nelle manovre.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questa persona anziana, lei capì se conosceva qualcuna delle persone che erano con lei, o perlomeno se ne conosceva meglio uno rispetto a un'altra; conosceva Lo Nigro piuttosto che Scarano, ovvero Giuliano piuttosto che Scarano?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha capito che...
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, questa persona per come ho capito io era amico dello Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha capito se eravate attesi, o meglio era atteso l'arrivo di questo camion, oppure se fu una cosa che colse di sorpresa questa persona anziana?
IMPUTATO Carra P.: No, arrivai lì, entrai subito. Le persone erano dentro, il vecchietto e Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Attendevano già dentro.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E arrivò prima, voglio dire, prima che lei entrasse Scarano andò a parlare con questo vecchietto, oppure le fu aperto subito il cancello o addirittura lo trovò aperto?
IMPUTATO Carra P.: No, no, mi aprirono subito il cancello quando... Una cosa preparata, non impreparata.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, lei effettuò quindi... effettuò, effettuaste lo scarico di questo materiale?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei, fatta questa operazione, che cosa fece?
IMPUTATO Carra P.: Io mi recai verso Norditalia e, non vorrei sbagliare, in quell'occasione andai a caricare della sabbia a Lucca, a Massarosa.
PUBBLICO MINISTERO: Perché è un posto dove andava a fare dei carichi di sabbia?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'era già stato anche in passato?
IMPUTATO Carra P.: Sì, qualche volta, non...
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda il nome di questa ditta?
IMPUTATO Carra P.: Sabital.
PUBBLICO MINISTERO: La Sabital di Massarosa.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, però ha detto: "non vorrei sbagliare", cioè? Mi pare di capire che non è sicuro di questa affermazione.
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto. Perché siccome in qualche occasione di questi trasporti, io sono andato lì a caricare questa sabbia e rientrato a Palermo. Non vorrei sbagliare, ripeto, se è stato in quella occasione di via Ostiense o in qualche altra occasione.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Carra P.: Voglio anche precisare che io la bassa Italia non l'ho mai fatta a livello, diciamo così, di lavoro mio. Lavoravo sempre in alta Italia, sicché avevo tutto quello che c'è, diciamo, la mia presenza, gli spostamenti Roma, Napoli, sono soltanto esclusivamente per questi trasporti che io ho effettuato.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, a prescindere dal fatto se è stato o non è stato dopo questo viaggio a Roma, lei ricorda in quel periodo di essere stato effettivamente a fare un carico alla Sabital?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda qualcosa di particolare di questo carico che fece alla Sabital? Quanti semirimorchi caricò?
IMPUTATO Carra P.: Sì, ho caricato due semirimorchi perché lì ho trovato il mio autista La Rocca Luigi, con un altro automezzo sempre di proprietà mia, col semirimorchio, uno sopra l'altro. Lo scaricai tramite la ditta, con una gruetta. Lasciai il semirimorchio lì. Abbiamo caricato tutti e tre i semirimorchi e ci siamo avviati verso Genova, io e La Rocca, il mio autista, con i due semirimorchi agganciati. E uno l'abbiamo lasciato lì, che poi è andato a ritirare in un'altra occasione l'autista.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'autista era venuto, lei aveva preso appuntamento con il suo autista lì, alla Sabital, con La Rocca.
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Che era venuto con un trattore e un semirimorchio.
IMPUTATO Carra P.: Perfetto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi vi siete trovati lì, con due trattori e tre semirimorchi.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quello superiore è stato scaricato.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Con la gru, la gruetta, come ha detto lei.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dopodiché avete caricato tutti e tre i semirimorchi e poi sono partiti.
IMPUTATO Carra P.: Per Genova.
PUBBLICO MINISTERO: Per Genova. Però ha detto - glielo chiedo ancora - che non è sicuro se questo, tutta questa complessa operazione che si è svolta lì, alla Sabital è, come dire?, successiva a questo trasporto di questo materiale a Roma.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, raccontando questo fatto accaduto a Roma, lei ha detto che la destinazione è stata via Ostiense.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Però non sapevo che...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vorrei che chiarisse alla Corte se lei questa denominazione la conosceva fin dall'inizio, oppure...
IMPUTATO Carra P.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi meglio.
IMPUTATO Carra P.: Oggi c'è stato il sopralluogo e tutto il resto, e so che è via Ostiense, ma non sapevo minimamente sia dov'era, cosa era, che via era.
PUBBLICO MINISTERO: Sopralluogo, quale?
IMPUTATO Carra P.: Quello fatto insieme a lei.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: E il resto.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Quindi è stato nell'occasione che ha saputo come si chiamava questa strada?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei con quanto ha fino ad ora raccontato ha riferito di una serie di situazioni e in particolare, per quanto riguarda diciamo Roma o il territorio romano nel suo complesso, ha riferito - lo ha detto un attimo fa - di un cortile in via Ostiense, ha riferito di un posto dove fu scaricato l'hashish da un rottamaio, ha riferito di un'area di servizio. E' vero?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ricorda di aver partecipato a quello che lei chiama un sopralluogo.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A Roma, col Pubblico Ministero.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questi posti è stato in grado di individuarli, nel corso di quel sopralluogo? Questi vari posti di cui si sta parlando: il cortile...
IMPUTATO Carra P.: No, il cortile ho avuto gli stessi problemi del posto dove scaricare, ho scaricato l'hashish.
PUBBLICO MINISTERO: In che senso ha avuto problemi.
IMPUTATO Carra P.: In che senso, lo sto spiegando subito. Praticamente, nella vicinanza riesco a inquadrare il posto, ma come strada non ci sapevo arrivare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma una volta che si è trovato nella vicinanza, come dice lei,...
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... poi questi posti li ha, come dire?, riconosciuti con sicurezza?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sicurezza sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è tutt'oggi sicuro di questi riconoscimenti che ha fatto all'epoca?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, al cento per cento.
PUBBLICO MINISTERO: Al cento per cento. Ecco, io a questo punto, anche così per cambiare un po' la filosofia dell'esame, per cambiarlo nei suoi contenuti, ma senza uscire di tema ovviamente, avrei bisogno di chiedere alcuni chiarimenti a Carra avvalendomi della fatidica lavagna luminosa.
Quindi lei, Carra, resta lì dove è seduto, ha uno schermo sulla sua destra: tra un po' le compariranno delle immagini, che saranno viste da tutti i presenti. E io, in relazione a queste immagini, mano mano che lei le vedrà, ho bisogno di chiederle dei particolari.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, Carra, vede qualcosa su quel monitor?
IMPUTATO Carra P.: Sì, il mio semirimorchio, quello sequestrato.
PUBBLICO MINISTERO: Quello, scusi?
IMPUTATO Carra P.: Sequestrato, nel mio arresto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questo è quello che aveva subito quei certi danneggiamenti, e che poi lei aveva fatto risistemare?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo semirimorchio, inizialmente, qui si vede di uno smagliante color rosso, con tanti adesivi e quant'altro, ecco inizialmente com'era?
IMPUTATO Carra P.: Era con le sponde d'alluminio, e adesso sono in ferro; e del colore azzurro cielo. Ed era solo un lungherone, la parte dove c'è scritto Zorzi, tutto questo lato qua con i piantoni e le sponde d'alluminio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco lei, dopo il suo arresto, ha avuto modo, nel corso delle indagini, ma dopo l'arresto eh?, ha avuto modo di rivederlo questo semirimorchio che ora ha sotto gli occhi nel monitor?
IMPUTATO Carra P.: Sì, abbiamo fatto un sopralluogo insieme.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè lei ha fatto un sopralluogo con me?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E in quell'occasione che tipo di indicazioni ha dato in ordine a questo semirimorchio?
IMPUTATO Carra P.: I danneggiamenti avuti tramite quello scarico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Spiegando un po' tutto il semirimorchio, anche.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, proseguiamo in questa rassegna. Questa è un'altra fotografia, poi vi diamo la collocazione di questi atti. Ma ce ne sono anche delle altre, eh?, voglio dire; questo è un particolare così.
IMPUTATO Carra P.: No, quella di prima, la B, mi sembra che si vede bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Questa è l'angoliera, questa qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Questa è l'angoliera di un piantone, però non so se è l'angoliera o il laterale: così, non si vede.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire "piantone", Carra?
IMPUTATO Carra P.: Piantone è dove è...
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi alla Corte, perché magari non tutti lo sanno.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Praticamente questo, diciamo vuoto che c'è in questo ferro dove era attaccata la B, che va dentro un pezzo di ferro con un piantone tipo una barra, dove ci sono dei ganci laterali che viene agganciato le sponde d'alluminio nel momento in cui si alzano.
PUBBLICO MINISTERO: Ora si scorrono le fotografie, giusto per dare modo a Carra di indicare quali di queste fotografie sono rappresentative di questi danneggiamenti e riparazioni di cui ci parlava, eh?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa, Carra?
IMPUTATO Carra P.: Questa qua è una, cioè si vede la saldatura, sia destra che sinistra, perché c'è un pezzo di lungherone nuovo, perché allora c'era il sistema come quello B, in cui andava dentro il coso.
Nel momento in cui lui spingeva con la pala meccanica, mi ha strappato il pezzo dove viene inserito il piantone. Infatti, c'è il pezzo nuovo lì.
PUBBLICO MINISTERO: Qui siamo, Carra, in che zona del camion? Sulle sponde? O lateralmente?
IMPUTATO Carra P.: Lateralmente, siamo.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è la D. Andiamo avanti.
IMPUTATO Carra P.: Sì, è uguale.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, questo è il mezzo nel suo complesso. Fermi, torni un attimo indietro, per piacere.
Quindi, come aspetto generale, che differenza c'è tra questo semirimorchio, per come era all'epoca e per come si presenta oggi in questa fotografia? Qui vediamo queste sponde piuttosto alte, rosse, ma con queste strisce bianche diagonali.
IMPUTATO Carra P.: Sì, praticamente adesso così è tutto chiuso.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: E' tutto un unico pezzo con soltanto dietro, se lei vede, c'è un aggancio con delle cerniere laterali, che si apre solo dietro. E questo è un semirimorchio attrezzato per il rottame.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Viaggiare, non creare problemi sulla strada. Allora, invece, era senza tutto il sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Prendendo solo il pianale, che è il pezzo dove c'è scritto Zorzi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: C'erano montati, mi sembra, quattro piantoni a destra e quattro a sinistra, di cui c'erano otto, nove sponde con quella di dietro, di alluminio però a pezzi, non un tutt'uno.
PUBBLICO MINISTERO: A elementi separati.
IMPUTATO Carra P.: Sì, elementi separati.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Vada avanti, per cortesia. Avanti, avanti. Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Qui è il sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è?
IMPUTATO Carra P.: Il sotto del semirimorchio, praticamente. Perché se lei si ricorda, mi chiese se andando a fare questo sopralluogo riuscivo a vedere diciamo se c'era qualcosa. Io gli dissi 'non lo so', perché al momento in cui sopra il pianale io ho fatto tutto di lamiera, e allora era con i legni, diciamo con le tavole, non ricordavo se al momento in cui il saldatore che ha effettuato questi lavori aveva tolto, per appoggiare bene il pianale e poi saldare, mi aveva tolto tutto il legno, l'aveva un po' addrizzato. Non avevo avuto occasione di guardarlo sotto, perché era neanche un mese che l'avevo sistemato questo semirimorchio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, benissimo.
IMPUTATO Carra P.: E stavo spiegando questo: questo è il sotto, dove va la lamiera, che non c'era allora; e questi sono i buchi creati dalla pala meccanica. Infatti ci sono, alla fine del legno, c'è anche un bordino in lamiera, che sono i lungheroni laterali, che sono piegati, sono tutti diciamo presi con le punte della, come si chiama?
PUBBLICO MINISTERO: La pala.
IMPUTATO Carra P.: La pala meccanica. Però, come si chiama?, il bicchiere. Come?
PUBBLICO MINISTERO: Il cucchiaio.
IMPUTATO Carra P.: Il cucchiaio, una cosa del genere. Ci sono i punti, i denti per essere esatto. E c'è stato qualche dente che me l'ha preso. E infatti si vede che è alzato, se lei guarda bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Perché si è alzato? Perché i denti sono dritti. Al momento in cui la pala meccanica i movimenti li fa a destra e a sinistra, lui non se n'è accorto che aveva il dente dentro, l'ha spostato e l'ha alzato.
PUBBLICO MINISTERO: Perché originariamente il piano di questo semirimorchio era tutto in tavole di legno.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E la lamiera ce l'ha fatta mettere lei dopo, ha detto così?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Andiamo avanti.
IMPUTATO Carra P.: Qua c'è anche un altro segnale, causato sempre dallo scarico.
PUBBLICO MINISTERO: Su questa foto c'è il numero 2. Avanti.
IMPUTATO Carra P.: Ecco, anche qui si vede bene.
PUBBLICO MINISTERO: Avanti. Ecco, qui, lei la riconosce questa?
IMPUTATO Carra P.: E' il cassone questo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. No, siccome l'immagine non è granché, magari il monitor su è meglio di quello nel quale guardo io.
IMPUTATO Carra P.: No, no, è il cassone; è anche sporto perché, ripeto, trasportavo rottame, avevo scaricato rottame in quel viaggio, ed era rimasto anche sporco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Vada avanti, casomai poi si ritorna a questa fotografia, se non c'è niente di meglio.
IMPUTATO Carra P.: Questo è anche il cassone.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, avanti per piacere. Avanti.
Allora, prima di andare avanti, abbiamo esibito esattamente le fotografie contenute, dunque, si tratta delle foto che sono contenute nel fascicolo del dibattimento, a foglio - quelle che abbiamo mostrato finora - 1434 e seguenti. E si tratta in particolare di un album predisposto dalla DIA di Firenze, e che reca la data del 27 ottobre 1995.
Le foto sono a carte 1442 e seguenti, tutte quelle che abbiamo mostrato a Carra finora.
Ecco, passiamo ora a queste altre. Dopo diremo, daremo gli estremi di questa. Questo è sempre il suo camion, vero Carra?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ecco, stabilito che questo è il cassone, anche se è cambiato il materiale di rivestimento, ecco vuol spiegare alla Corte come era stato posizionato questo carico di hashish di cui lei ha parlato?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Direi che qui la fotografia è stata fatta con le spalle alla cabina, verso il fondo del camion.
IMPUTATO Carra P.: Sì, quella è la sponda, aperto dietro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Praticamente le sponde d'alluminio erano anche alte, non proprio alte come queste, poco poco, qualche cinque centimetri più basse. E io avevo lasciato, proprio a toccare lato destro - lato destro però della foto, di come è messa questa foto qua - lato destro, la sponda abbassata davanti, la prima, che andava quasi a toccare la cabina del trattore.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Avevo piazzato, perché avevo fatto tempo prima dei viaggi di tubi, viaggi regolari, e mi avevano dato dei, diciamo, assesti in legno dove veniva poggiato - diciamo in tutto il semirimorchio - veniva poggiato il tubo grande, di dimensioni grandi, e viaggiava senza muoversi.
Io, questi mezzi qua, che erano alti abbastanza, che mi arrivavano quasi a metà sponda come altezza, stretti così, piccoli, praticamente li lasciai, ho fatto tipo una gabbia, e lasciai lo spazio al centro. E sopra, da una parte all'altra, misi le sponde vecchie, dei legni: ho fatto tipo un piano, sopra.
Ho caricato queste cose sotto, andandoci di sotto della sponda aperta. Nel momento in cui ho finito di caricare i pacchi, ho chiuso la sponda e non si vedeva niente perché il sopra era tutto carico di rottame, di ferro vecchio, cofani di macchine, tutte queste cose qua.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Precisiamo quali sono queste fotografie, o meglio questa fotografia che abbiamo fatto vedere, appunto che abbiamo mostrato adesso e contenuta sempre negli atti del fascicolo del dibattimento in un album predisposto sempre dalla DIA di Firenze, accompagnata a una nota del 31 agosto '95; e si tratta della foto numero 21, che per l'appunto è a pagina 2794 e seguenti degli atti del dibattimento.
Senta Carra, il colore odierno di questo semirimorchio è rosso, prevalentemente. E all'epoca aveva, invece, quale colore?
IMPUTATO Carra P.: Azzurro.
PUBBLICO MINISTERO: Azzurro. Quando fu fatto quel sopralluogo, come l'ha chiamato lei, lei ricorda se fu in grado di far notare - a me, perché quell'atto l'ha fatto con me - che sotto il colore rosso emergeva ancora questo colore azzurro?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Lo grattai un po' e c'era il blu sotto il rosso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi lei oggi ci ha spiegato anche che, almeno in questi due viaggi che ha raccontato, il carico a Palermo fu fatto in quanto tutto il materiale arrivò lì, al suo garage, trasportato sull'Ape di Lo Nigro.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: O meglio, su un Ape condotta da Lo Nigro.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei ha anche dato una descrizione di questa Ape.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Io le chiederei qualche cosa di più: lei sa dove Lo Nigro teneva questa Ape?
IMPUTATO Carra P.: L'ho saputo.
PUBBLICO MINISTERO: Se era di Lo Nigro, prima di tutto.
IMPUTATO Carra P.: Se era?
PUBBLICO MINISTERO: Se era di Lo Nigro, prima di tutto. Non gliel'ho, la prima domanda...
IMPUTATO Carra P.: Allora non lo sapevo che era di Lo Nigro e dove la teneva. Ma poi, man mano, ho saputo e ho visto dove era. Era di Lo Nigro, la Ape, e la teneva in un garage di sua proprietà, in via Salvatore Cappello, in uno scantinato di un palazzo, che ci sono tutti questi garage sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questa via Salvatore Cappello è nella zona, più o meno, di casa sua?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. E' vicino.
PUBBLICO MINISTERO: Com'è che lei si è reso conto che, questa Ape, Lo Nigro la teneva in questo posto?
IMPUTATO Carra P.: Perché una volta lo incontrai dal barbiere, là vicino, e mi ha detto di dargli un passaggio che doveva prendere la motocicletta nel garage. Nel momento in cui io sono entrato là dentro, lui è sceso per prendere la motocicletta, io lì vidi dentro l'Ape.
PUBBLICO MINISTERO: Dentro questo garage, questo box?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e la motocicletta di Lo Nigro si ricorda che motocicletta era?
IMPUTATO Carra P.: Sì, una Transalp Honda.
PUBBLICO MINISTERO: Una Honda Transalp.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo edificio in cui c'era questo box in cui lei ha visto, appunto, la Ape quando andò ad accompagnare Lo Nigro per la motocicletta, questo edificio, nei dintorni c'è qualcosa di particolare, che lei rammenti?
IMPUTATO Carra P.: Sì. C'è il San Paolo vicino, l'albergo San Paolo. E poi ci abita anche la suocera di Giuliano, in questo stabile, Giuliano detto "Olivetti".
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma proprio a ridosso di questo edificio, nelle immediate vicinanze di questo edificio, ricorda che ci sia qualcosa di particolare? Una statua?
IMPUTATO Carra P.: Sì, dentro il cortile c'è diciamo una Madonnina, recintata col ferro questo lavorato; diciamo, tipo una cappella.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, una statua.
IMPUTATO Carra P.: Una statua, sì sì.
PUBBLICO MINISTERO: All'aperto?
IMPUTATO Carra P.: Sì, all'aperto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E lei ricorda questo box se era chiuso con una serranda, un bandone? Ovvero con una porta, con una cancellata a maglia? Si ricorda come era fatto l'ingresso?
IMPUTATO Carra P.: Sì, era un cancello tutto chiuso in ferro, tipo lamiera.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: E con l'apertura a due pezzi.
PUBBLICO MINISTERO: A due?
IMPUTATO Carra P.: A due ante.
PUBBLICO MINISTERO: A due ante, ecco. E ricorda che altro c'era all'interno di questo locale, oltre a quello che lei vide? Perché ha parlato della Ape, e poi ci stava parlando della Honda Transalp. Ricorda di aver visto qualche altra cosa?
IMPUTATO Carra P.: Teneva, lui, anche qualche rete a terra di pescatore. Però, come automezzi, il motore e l'Ape. Non ho visto altro. Poi, si vedeva un po' di confusione: cose a terra, un po' di reti, un po' di corde, questi navali; queste cose qua.
PUBBLICO MINISTERO: Questi?
IMPUTATO Carra P.: Navali.
PUBBLICO MINISTERO: E che sono?
IMPUTATO Carra P.: Questi del peschereccio, che usa le corde per attraccare.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ho capito.
IMPUTATO Carra P.: Le corde, non so come si chiamano.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ricorda che ci fosse qualche altra cosa, sempre legata alla pratica di mare, all'andar per mare?
IMPUTATO Carra P.: Sì, c'era un po' di rete a terra, allora, in quell'occasione.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda di aver visto... Anzi, formuliamo la maniera diversa: quante volte c'è stato lì?
IMPUTATO Carra P.: Mmh, due volte. Una volta sola addirittura, qui, in questa occasione soltanto. Ma c'era anche un altoparlante, diciamo un altoparlante di auto, rotto, diciamo con la calamita messa nel cancello, all'interno. Si vedeva al momento in cui si apriva il cancello, che c'era questo altoparlante attaccato.
PUBBLICO MINISTERO: Per cancello, lei intende l'ingresso del garage?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non un cancello esterno.
IMPUTATO Carra P.: No. Ho detto io, non attaccato all'esterno, ma all'interno.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. No, no, dicevo il cancello: il cancello, lei intende la porta in ferro per entrare nel garage?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. No, sennò sembrerebbe che il cancello fosse, che ne so, esterno al fabbricato.
IMPUTATO Carra P.: No, cioè per entrare, c'è il cancello.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMPUTATO Carra P.: Però, per andare nel garage, deve aprire la porta di ferro diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, voglio dire, questo altoparlante quindi ha a che fare con la porta di ferro a due ante?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma dentro a questo garage non ricorda se ha visto qualche altra cosa? Voglio dire, abbiamo parlato di una moto Ape, abbiamo parlato di una motocicletta. C'erano altri motori?
IMPUTATO Carra P.: Non me lo ricordo proprio di avere visto altre cose.
PUBBLICO MINISTERO: Attrezzatura da barca, da nave?
IMPUTATO Carra P.: No, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda se ci fosse un motore marino?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Sì, c'era un motore marino; sì, che io poi diciamo, nel '94, cioè in un'occasione che io gli do una mano, ho preso questo coso marino e lo portai sulla nave, sulla barca del padre.
PUBBLICO MINISTERO: E ricorda questo motore marino?
IMPUTATO Carra P.: Sì, nero era.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era un fuoribordo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, un fuoribordo.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh. Nero. La marca, se la ricorda?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Non se la ricorda. E ha detto, il colore di questa Ape? Quando abbiamo cominciato l'esame, lei ha dato una risposta a questa domanda che io le ho fatto sul colore dell'Ape, abbia pazienza, ma gliela ripropongo ora...
IMPUTATO Carra P.: Verde, mi sembra. Azzurra, verde, non mi ricordo di preciso se era azzurra o verde. Se verde, come colore.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Allora, se è possibile esibire una foto - poi diremmo quale - che riproduce specificamente un certo mezzo, una certa Ape.
Ecco, come modello, come tipo...
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, è questa.
PUBBLICO MINISTERO: E' questa? Lei vede bene che qui non siamo, voglio dire, in un box al chiuso. Qui siamo in un posto tutto diverso.
IMPUTATO Carra P.: Sì, ma è così l'Ape che aveva lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMPUTATO Carra P.: Anche malandata, era...
PUBBLICO MINISTERO: Qui, questa Ape, sembrerebbe, come dire, abbastanza in buone condizioni. Anche con un colore abbastanza, se non proprio nuovissimo, ma abbastanza ben conservato.
IMPUTATO Carra P.: Sì, ma è tutto... Ma conservata come colore, ma non come... Se lei guarda è tutta, diciamo, tutta piena di botte. Nell'angolo, in alto, fra... la flessione dello sportello è rientrato dentro. E' tutta rovinata, non è nuova come auto.
PRESIDENTE: Che foto era questa che abbiamo fatto vedere?
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, questa è una foto che è contenuta nel fascicolo del Pubblico Ministero allegata alla consulenza del dottor Massari. Consulenza che reca la data, che è stata acquisita dal Pubblico Ministero di Roma il 14 maggio '96 e affoliata a pagina 946 e seguenti. Fascicolo del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Riconosce poi...
IMPUTATO Carra P.: Questo è il fuori del palazzo del... E' l'angolo di via Salvatore Cappello e via Amedeo D'Aosta, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questo è l'edificio nel quale sta il box...
IMPUTATO Carra P.: Sì. Si entra salendo sulla destra.
PUBBLICO MINISTERO: Procediamo.
IMPUTATO Carra P.: Dove c'è la freccia che indica l'entrata. Si entra di qua.
PUBBLICO MINISTERO: Qual è l'edificio? Il primo sulla sinistra?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, è tutt'uno. L'edificio è tutt'uno, che è fatto tipo a girare.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè...
IMPUTATO Carra P.: Come edificio. Questa è la portineria.
Questo, c'è un'altra entrata qua, eh. Dove c'è la Golf, c'è un'altra entrata che è sempre chiusa. Si sale più avanti e c'è l'entrata nell'interno del palazzo. Questa è sempre chiusa, la maggior parte, questo cancello. Non c'è movimento di entrata e di uscita da questo cancello.
Entrando di qua, dove c'è questa FIAT... Cos'è, FIAT Uno, una Y10?
Comunque, a toccare qua, questa macchina scura sulla mia sinistra, c'è la discesa piccolina che porta ai box.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', qui siamo tornati esternamente, mi sembra, vero? Procediamo. Procediamo?
IMPUTATO Carra P.: Questa è la discesa.
PUBBLICO MINISTERO: E' la scesa ai box, questa qui?
IMPUTATO Carra P.: Dei box, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E il box di Lo Nigro, scendendo da quella scesa, restava sulla destra, o sulla sinistra?
IMPUTATO Carra P.: No, questa discesa qua è obbligatoria andare sulla destra. Arriva in fondo che passa sotto diciamo un ponticino, che è diciamo dov'è che si entra in portineria, sopra. C'è questo ponticino qua.
Sulla sinistra si esce di nuovo in quel cancello che era sempre chiuso. E, sulla destra, si va nel garage di Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla destra, cosa vuol dire? Perché io, sulla destra, vedo una parete, o un muro. O vedo male?
IMPUTATO Carra P.: Sulla sinistra, ma sulla destra c'è l'apertura. C'è, come le posso dire? C'è un viale con i box, uno dietro l'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Perché dice sulla destra, se lo vedo sulla sinistra?
PRESIDENTE: Ma lei dice, scusi, in fondo oltre...
IMPUTATO Carra P.: In fondo.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. In fondo.
IMPUTATO Carra P.: In fondo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito, ho capito.
PRESIDENTE: Non è che si veda, però si potrebbe intuire...
IMPUTATO Carra P.: Se va indietro... Può andare indietro un attimo?
Era l'altra foto, non in questo. Ancora indietro.
PRESIDENTE: Ah, di qua...
IMPUTATO Carra P.: Qua, entrando...
PRESIDENTE: Si vede...
IMPUTATO Carra P.: ... deve andare per forza a destra.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: In fondo a destra...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: ... arriva nel garage di Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Carra P.: A questa altezza qui c'è il garage di Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Quella specie di ponte che si vede sopra è quello che diceva lei?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il sottopassaggio...
IMPUTATO Carra P.: Ce n'è due o tre nell'arco di questo giro qua, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Carra P.: In questa stradina.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
PRESIDENTE: Bene. Arrivati a questo punto rinviamo alle ore 15.00, Pubblico Ministero?
PUBBLICO MINISTERO: Finiamo queste...
PRESIDENTE: Va bene, va bene...
PUBBLICO MINISTERO: ... due o tre fotografie, Presidente, abbia pazienza.
PRESIDENTE: Prego, prego. Va benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Chiedo scusa, sennò il discorso rimane...
Ecco, Carra, che vede?
IMPUTATO Carra P.: Questo è il garage, perché ricordo il catenaccio.
Questo è il suo garage. L'altoparlante sulla destra...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi?
IMPUTATO Carra P.: Sulla destra si vede l'altoparlante...
PUBBLICO MINISTERO: Sulla destra, dove? All'interno della porta?
IMPUTATO Carra P.: Sì, all'interno della porta, lì. Sulla destra, quel rotondino... Questo. Questo rotondino qua è un altoparlante vecchio.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ho capito.
IMPUTATO Carra P.: Attaccato lì.
PUBBLICO MINISTERO: E la moto, la Transalp qual è?
IMPUTATO Carra P.: Quella lì sulla sinistra, appoggiata al muro. Però di qua non lo so se è quella lì sua, perché mi sembra verde, quella lì... Verdino, quella sua.
Questa, non lo so, non si vede. Comunque è questa, come Transalp, come motocicletta è simile.
PUBBLICO MINISTERO: Avanti.
IMPUTATO Carra P.: La corda, questa, navale.
PUBBLICO MINISTERO: Avanti.
IMPUTATO Carra P.: Il motore marino. Questo è il motore marino, sulla sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stava dicendo che questo motore lo ha avuto lei per le mani, Carra?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Anche con un gommone, smontato e piegato.
L'abbiamo caricato una sera sulla barca del padre.
PUBBLICO MINISTERO: La barca per?
IMPUTATO Carra P.: Del padre.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, del padre. Scusi, non avevo capito.
E lei lo aveva portato su qualche mezzo suo? Lei, Carra.
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No, ecco, siccome non riesco a...
IMPUTATO Carra P.: Questo qui, diciamo questo... Diciamo trasporto, guardi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Questo trasporto qua è stato fatto con un furgone bianco che era di proprietà di Giovanni Ciaramitaro, insieme a Vella che avevano una agenzia di pompe funebri.
PUBBLICO MINISTERO: Vella Vincenzo?
IMPUTATO Carra P.: Esatto. Vella Vincenzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Di cui avevano l'insegna di pompe funebri, diciamo con le calamite. Avevano la scrittura e con le calamite che si metteva e si toglieva. Sicché era tutto bianco il furgone e non c'era né scrittura e né niente, al momento in cui ce l'ha prestato a noi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E quindi questo motore fu messo, in occasione di uno spostamento, a bordo di questo furgone bianco.
*IMPUTATO Carra P.: Esatto. E poi messo nella barca del padre.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, d'accordo.
Ci possiamo anche fermare qui. E se il Presidente...
PRESIDENTE: Penserei che sarebbe il caso di fermarci e riprendere alle ore 15.00.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente...
PRESIDENTE: Bene.
PUBBLICO MINISTERO: ... scusi.
PRESIDENTE: Chi parla?
PUBBLICO MINISTERO: Il Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Volevamo dare atto di...
PRESIDENTE: Ah, le foto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... delle foto che avevamo mostrato.
Si tratta del fascicolo fotografico che correda la perquisizione fatta nell'immobile di via Salvatore Campiello 26, il 20 dicembre '95.
Qui lo dico: c'è un errore materiale, perché risulta l'anno 1985.
PRESIDENTE: E' un po' di più.
PUBBLICO MINISTERO: Le foto sono allegate a questo verbale delle operazioni di rilievo tecnico e sono affoliate a pagina 3110 e seguenti del fascicolo del dibattimento.
PRESIDENTE: Benissimo.
AVVOCATO Florio: Pubblico Ministero, chiedo scusa, perché qui c'è - sono l'avvocato Florio - c'è la guerra.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
AVVOCATO Florio: Mi può ripetere la pagina? Perché non l'ho sentita proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, le fotografie sono a pagina...
AVVOCATO Florio: No, no. Tremila...
PUBBLICO MINISTERO: 110 e seguenti del fascicolo del dibattimento.
AVVOCATO Florio: Grazie.
PRESIDENTE: Allora, riprendiamo alle ore 15.00.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Può riprendere il P.M.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie. Grazie, Presidente.
Senta, Carra, lei la data di questa operazione di trasporto di hashish a Roma, se la ricorda nel dettaglio, o solo come fatto che è successo - così ha detto - nell'aprile del '93?
*IMPUTATO Carra P.: No, mi ricordo il mese di aprile, ma di preciso non lo so indicare.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, lei ha detto che in quella occasione disponeva di un cellulare intestato a Sabato Gioacchina.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo cellulare lo adoprava lei?
IMPUTATO Carra P.: Sì, soltanto io.
PUBBLICO MINISTERO: Soltanto lei. Ecco, in quel periodo, lei ha fatto, in quel mese di aprile, altri viaggi da Palermo a Roma in occasione dei quali ha avuto bisogno e comunque ha adoprato il suo cellulare?
IMPUTATO Carra P.: Sì, dopo però, non in aprile stesso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi non in aprile.
Ora lei ha detto non si ricorda il numero di quel cellulare. Può essere che fosse 0337-967269?
IMPUTATO Carra P.: Penso di sì, però ripeto: non sono sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, lei ha detto di avere ricevuto nella notte, nel viaggio di andata a Roma, una telefonata - non so se poi era uno, o se erano due - da Scarano.
Ho capito bene?
IMPUTATO Carra P.: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Ho ricevuto la telefonata per fermarmi a prendere un caffè, o se ero stanco, per dormire un po'.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. E poi ha detto, a sua volta, di averlo chiamato l'indomani mattina, una volta arrivato a Roma, perché si era perso.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lo ha chiamato quindi sul numero che Scarano gli aveva dato? Il numero di cellulare?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Prima di questo viaggio, o successivamente a questo viaggio, lei ha avuto occasione di telefonare o di ricevere telefonate sul suo cellulare da Scarano?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMPUTATO Carra P.: Ho ricevuto telefonate da Lo Nigro nel momento in cui c'era, diciamo che si doveva sistemare la copertura e ci contattavamo a vicenda.
PUBBLICO MINISTERO: No, appunto, da Lo Nigro. Ma io parlavo dei suoi contatti telefonici con cellulare, via cellulare, con Scarano.
IMPUTATO Carra P.: No, no, all'infuori di quelle là, prima no. Quella è la prima telefonata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ecco, siccome risultano delle telefonate che sono state fatte da questo cellulare intestato a Sabato Gioacchina, il numero è quello che ho detto poco fa, nella notte, incrociate nella notte tra il 19 e il 20 aprile del '93. E poi ancora nelle prime ore del mattino del 20 aprile del '93, ecco, queste telefonate possono avere una spiegazione diversa rispetto a quella che lei ha dato poco fa?
IMPUTATO Carra P.: Penso di no, perché io, diciamo, per telefono ci siamo contattati due volte io e lo Scarano. La notte, ripeto, per fermarci a prendere qualcosa al bar; e la mattina, perché io ho sbagliato strada.
Però non posso precisare se la sera l'ho chiamato anch'io a lui, o mi ha chiamato lui per fermarmi.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ma io, appunto, volevo sapere da lei, stabilito che esistono questi contatti telefonici, in quella notte e poi nelle prime ore del mattino, alle 08.00 del mattino del 20 aprile del '93, se questo scambio di telefonate poteva avere una spiegazione diversa, per quanto lei ne sa, rispetto al racconto che ha fatto lei. Tutto qua.
IMPUTATO Carra P.: No, no, diverso no di quello che ho raccontato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, Carra, poco fa le ho chiesto quali compensi, quali corrispettivi gli erano stati offerti, promessi, garantiti, assicurati, per questa sua attività. E lei ha dato una certa risposta.
Ora lei, all'epoca aveva dei debiti con qualcuno?
IMPUTATO Carra P.: Sì, tramite la mia...
PUBBLICO MINISTERO: Alzi la voce, abbia pazienza, Carra, sennò non la sento.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Tramite la mia agenzia di trasporti avevo dei debiti. Che so, col gommista, con le assicurazioni, col meccanico. C'erano un po' di debiti.
PUBBLICO MINISTERO: Questa situazione di debito, era conosciuta anche da queste persone delle quali lei ha parlato?
Intendo dire: Barranca, Lo Nigro.
IMPUTATO Carra P.: Sì, qualcosa sapevano, però il Barranca era a conoscenza di un debito con la Pirelli in via Messina Marina, un gommista. Che mi contattò tante volte per... O mi faceva dire al mio fratello che... di sollecitarmi il pagamento alle gomme che acquistavo per i mezzi.
PUBBLICO MINISTERO: E quant'era l'ammontare di questo debito?
IMPUTATO Carra P.: Mah, io... Siccome ci lavoravo e montavo 15-20 gomme al mese, io le montavo durante il mese di lavoro.
Comunque il debito era, che avevo con la Pirelli, era sui 100 e rotti milioni. Però un po' glieli avevo già pagati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma in relazione a questo debito di cui Barranca qualche cosa sapeva, qualcuno le promise un interessamento, o addirittura di pagare il debito, o di farlo rientrare?
IMPUTATO Carra P.: Sì, lui, dopo... Il Barranca, dopo un periodo di tempo, di quel viaggio di hashish, mi dovevano dare, mi avevano detto che mi dava 20 milioni di cui non ho avuto. Ne ho avuto sette e mezzo, otto milioni, dopo qualche due mesi mi sembra, un mese e mezzo. Non ricordo di preciso. Di cui che mi ha detto il Barranca che aveva tolto degli assegni che mi erano rimasti lì, alle gomme, in pagamento.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, sempre in relazione a questa sua attività che lei faceva, che ha fatto a richiesta di queste persone?
IMPUTATO Carra P.: Come a richiesta, scusi?
PUBBLICO MINISTERO: No, voglio dire: se ho capito bene, Barranca le parlava della possibilità di chiudere questo suo debito?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma chi ci avrebbe pensato a chiuderlo questo suo debito?
IMPUTATO Carra P.: Lui.
PUBBLICO MINISTERO: Lui. E questo chiudere il debito da parte sua, ecco, come regalo, come favore, come corrispettivo per quello che lei aveva fatto, o che avrebbe fatto?
IMPUTATO Carra P.: Praticamente sui viaggi che io gli ho fatto... Vado più avanti, perché ci sono altri viaggi. Cioè...
PUBBLICO MINISTERO: Dopo?
IMPUTATO Carra P.: ... il discorso, il discorso che lui mi sistemò questa cosa qua, c'è anche nel mezzo Giuliano detto "Olivetti". Man mano il discorso camminava e passavano i giorni, i mesi, che io non ho avuto soldi. Ma loro mi dicevano che mi toglievano i debiti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta su questo viaggio di hashish, le viene in mente qualche altro particolare?
Se le viene in mente, questo è il momento per riferirlo. Perché io cambierei argomento.
IMPUTATO Carra P.: No, no... Non mi viene in mente nient'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora se non le viene in mente nient'altro, abbiamo parlato di questo primo viaggio.
Ecco, segua lei il filo dei suoi ricordi, eh? E quindi riferisca da sé dei viaggi successivi nell'ordine in cui lei se li ricorda.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Dopo che finii questo viaggio qua, io mi presentai a Palermo. E dopo un mese, 20 giorni, 25 giorni - non ricordo di preciso - mi contattò di nuovo il Barranca e Lo Nigro dicendomi che aveva bisogno di fare un trasporto di due, tre pacchi e di vedere dove mettere questi pacchi da trasportare.
Io, in quella occasione, dissi avevo un automezzo che avevo fatto... Sotto il pianale era ribaltabile il semirimorchio, e avevo fatto il pianale e sotto il pianale avevo fatto tipo una cassa in lamiera in cui venivano custoditi i teloni per coprire quando si carica qualche viaggio, che so, di qualsiasi genere. Il materiale, cioè, a volte bisogna coprirlo.
Siccome, lasciando i rimorchi a destra e a sinistra, anche che so, al porto di Genova, o al porto a Palermo, a volte mancavano i teloni, per essere più custoditi e non avere problemi io al momento in cui mandavo un autista a caricare, che gli mancasse il telo per coprire, non poteva caricare, mi perdeva il viaggio.
Praticamente ho detto questo perché è stato fatto quella cassa in lamiera in questo semirimorchio. In cui loro mi dissero: 'quanto sarà grande?', per farsi un'idea.
E io gli ho detto: 'non lo so quanto sarà grande'. Ho fatto segnale con le mani, e gli ho detto: 'lo misuro e te lo so dire'.
Ho fatto questo, l'indomani gli dissi che era un metro, un metro e qualcosa, per 90. Comunque abbastanza largo. E lui mi disse...
PUBBLICO MINISTERO: E lungo quanto, Carra? Lungo quanto?
IMPUTATO Carra P.: Un metro e qualcosa, un metro e mezzo, lungo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
IMPUTATO Carra P.: Alto...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: ... 90, un metro, quasi.
PUBBLICO MINISTERO: Come profondità.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La larghezza?
IMPUTATO Carra P.: La larghezza poteva essere un 70.
Gli dissi queste misure. Dopo qualche giorno lui mi disse di preparare questo mezzo nel garage, che portavano questi pacchi per poi portarli su. E così feci.
Poi mi contattò, nel mio garage caricai questi pacchi nel semirimorchio. Misi in semirimorchio uno sopra l'altro. Praticamente il rimorchio dove carica, ho caricato i pacchi, ho messo un rimorchio vuoto senza sponde e che peserà un 60 quintali tutto, sopra. Lo legai bene.
Nel momento in cui si ribalta perché era ribaltabile il rimorchio di sotto, laterale, in momento in cui si ribalta, si riesce a uscire i pacchi senza muoversi né il semirimorchio... Diventa tutto un pezzo, praticamente, legato con i cavi di acciaio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, andiamo con ordine su tutti questi dati che sta illustrando.
Ecco, quindi la domanda che le fu fatta inizialmente era di organizzarsi per portare un nuovo carico, questa volta si trattava di... Non delle balle, ma si trattava di?
IMPUTATO Carra P.: Di esplosivo. Però che io all'inizio non sapevo che era esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Le fu parlato di pacchi.
IMPUTATO Carra P.: Sì, di pacchi.
PUBBLICO MINISTERO: Pacchi. Le fu detto quanti erano?
IMPUTATO Carra P.: No, la quantità no. La quantità la vedevo nel momento in cui caricavo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Comunque lei capì che non era qualche cosa che si poteva portare tranquillamente sul cassone, voglio dire.
IMPUTATO Carra P.: Sì, mi colpì un particolare che Lo Nigro mi domandò se in quel punto lì c'era... Se potevano prendere caloria, quei pacchi.
PUBBLICO MINISTERO: Caloria, calore?
IMPUTATO Carra P.: Calore. Io dissi: 'no, è quasi dietro. Non ci va nessun... Non ci va nessun... non c'è motore e né niente. Non è un punto dove porta calore'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa richiesta inizialmente quindi chi gliela fece?
IMPUTATO Carra P.: Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Lo Nigro da solo, o Lo Nigro con qualcuno?
IMPUTATO Carra P.: Insieme al Barranca, era.
PUBBLICO MINISTERO: Le fu spiegato questo viaggio dove doveva arrivare? Cioè a dire: fino a dove doveva portare questo materiale?
Le fu detto all'inizio, o le fu detto in un secondo momento?
IMPUTATO Carra P.: No, questo qua, del discorso del calore è stato all'inizio. Ancora non c'era neanche i pacchi dentro il semirimorchio.
Me lo hanno chiesto nel momento in cui si parlava, le preparazioni.
PUBBLICO MINISTERO: Dico: ma le fu detto dove doveva essere portato questo carico?
IMPUTATO Carra P.: No...
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire inizialmente, oppure le fu spiegato solo in un momento successivo?
IMPUTATO Carra P.: No, in quel momento no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora spieghi ora con che modalità, da parte di chi poi è arrivato questo nuovo materiale. Dove è arrivato e che operazioni sono state compiute.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Praticamente, Barranca e Lo Nigro mi dissero di preparare il mezzo la sera nel piazzale dentro la mia agenzia di autotrasporti.
Una sera venne...
PUBBLICO MINISTERO: Quello della volta precedente.
IMPUTATO Carra P.: Sì, il Coprora.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre il solito?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sempre il solito.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Di cui venne il Barranca la sera all'appuntamento insieme a Giuliano e Lo Nigro.
Lo Nigro si allontanò che aveva una Renault 5 verde...
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, scusi.
IMPUTATO Carra P.: Lo Nigro si allontanò per andare a prendere questi pacchi e portarli.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Che aveva una Renault 5 verde.
Andò via. Dopo 20 minuti, mezzora, arrivò Lo Nigro con l'Ape, con dei pacchi sull'Ape coperti con una rete sopra.
Entrò dentro, abbiamo socchiuso il cancello e caricammo questi pacchi dentro il semirimorchio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, con ordine: questi pacchi erano sull'Ape coperti da una rete. Che rete era?
IMPUTATO Carra P.: Rete, queste da pescatori.
PUBBLICO MINISTERO: Le risulta che Lo Nigro abbia qualche cosa a che fare con le reti da pescatori?
IMPUTATO Carra P.: Sì, ha un motopeschereccio, il padre che va a pescare che c'ha delle reti e tutte queste cose qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi questo materiale, quando arrivò lì da lei arrivò, ed eravate presenti chi? Oltre a lei.
IMPUTATO Carra P.: Io, Lo Nigro, Giuliano e Barranca.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Che io adesso so il discorso della... Allora non sapevo che avesse le barche Lo Nigro, che suo padre faceva il pescatore, che aveva le reti.
Io, all'inizio, questo non lo sapevo in quella occasione. L'ho saputo dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e vuol descrivere questo materiale?
IMPUTATO Carra P.: Sì, erano due balle, tipo ovale. Tutti...
PUBBLICO MINISTERO: Tipo?
IMPUTATO Carra P.: Tipo ovale.
PUBBLICO MINISTERO: Ovale.
IMPUTATO Carra P.: E grossi e tutti pieni di scotch. Il nastro, quello largo marrone. E...
PUBBLICO MINISTERO: "Pieni", cosa vuol dire, fasciati?
IMPUTATO Carra P.: Fasciati, esatto. Tutti fasciati. E nei lati usciva una cordicina tipo maniche, cordicina bianca...
PUBBLICO MINISTERO: Tipo manico.
IMPUTATO Carra P.: Tipo manico, fatto con lo scotch e tagliato, diciamo, messo a maniche. Questo laccio veniva fuori dalla balla, diciamo, tipo manici.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le dimensioni di queste... Come le vogliamo chiamare? Balle, pacchi, rotoli.
IMPUTATO Carra P.: Non glielo so dire, come dimensione non ho idea. Però mi ricordo che in tre persone si faceva fatica ad alzarli per metterli dentro, erano abbastanza pesanti.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti. Lei dice le dimensioni non ce le sa dare.
IMPUTATO Carra P.: Esatte, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Le dimensioni esatte no, però tipo una ruota, come le posso dire.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto: "un po' ovali". Cioè, cerchi di spiegare cosa intende dire per ovali, alla Corte.
Fatte come un uovo? No.
IMPUTATO Carra P.: Tipo come un uovo. Non diciamo come una palla, erano... Non erano rotonde.
PUBBLICO MINISTERO: Sferiche.
IMPUTATO Carra P.: Sferiche.
PUBBLICO MINISTERO: Cos'erano, un po' schiacciate?
IMPUTATO Carra P.: Sì, lateralmente sì, ma... Erano un po' schiacciate dalle pance, diciamo. Come un uovo schiacciato lateralmente. Messo lì in piedi, un uovo un po' schiacciato.
PUBBLICO MINISTERO: E quante erano queste che le furono portate in quell'occasione?
IMPUTATO Carra P.: Mi sembrano tre, non vorrei sbagliarmi però.
PUBBLICO MINISTERO: Un attimo fa ha detto due, se ho capito bene.
IMPUTATO Carra P.: Sì, invece no, dico tre perché ce n'era una piccolina tipo ruota di macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Più piccola.
IMPUTATO Carra P.: Sì, più piccola.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, lei ha detto che queste più grandi... Perché ha detto: due, più una più piccola. Quindi, due più grandi e una più piccola. Dico bene?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quella più piccola lei ha avuto modo, che so, di prenderla in mano da solo...
IMPUTATO Carra P.: Sì, quella piccola la alzavo facilmente, invece quei due pacchi grandi, da solo non si riusciva ad alzarli.
PUBBLICO MINISTERO: E quella più piccola, se l'ha presa in mano da solo perché era in grado di alzarla, ha potuto apprezzare quanto poteva pesare? Anche orientativamente.
IMPUTATO Carra P.: Penso un 30 chili, 25.
PUBBLICO MINISTERO: Ed era confezionata come le altre?
IMPUTATO Carra P.: Sì, uguale, sempre con lo scotch fasciato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, le fu detto che cosa c'era dentro questi pacchi?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Lei fece un'ipotesi tra sé e sé?
Cioè a dire: hashish non era...
IMPUTATO Carra P.: Ma io allora mi... pensavo che era droga. E loro mi avevano detto hashish, magari per darmi di meno di regalia. Io l'ho interpretato dentro di me così.
Guardando i pacchi non mi sembrava hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMPUTATO Carra P.: Però loro non mi dissero né hashish, né droga. Non mi diedero spiegazione di niente di che cosa c'era dentro.
PUBBLICO MINISTERO: E che cosa le fu detto, una volta fatto questo carico?
IMPUTATO Carra P.: Che... Ho chiuso per bene tutto e mi disse il Barranca, insieme a Lo Nigro, mi disse di presentarmi a, mi sembra a Roma in un'area di servizio all'inizio del raccordo anulare.
PUBBLICO MINISTERO: All'inizio, rispetto a dove? Venendo da dove?
IMPUTATO Carra P.: Venendo da sud. Venendo da sud ed entrando per il raccordo anulare.
Posso dire anche che c'è di fronte a quest'area di servizio la casa dove abitava lo Scarano. Però lo dico che l'ho saputo dopo, tramite un altro viaggio più in là. Però oggi lo posso dire. Allora non lo sapevo che c'era, che abitasse di fronte a quell'area di servizio lo Scarano.
Arrivai là, in questo appuntamento, entrai...
PUBBLICO MINISTERO: Lei partì subito da Palermo? Partì l'indomani? Se lo ricorda questo?
IMPUTATO Carra P.: Mi sembra che partii all'indomani sera con la nave Palermo-Napoli.
PUBBLICO MINISTERO: Partì da solo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, da solo.
PUBBLICO MINISTERO: Il biglietto fu fatto a suo nome?
IMPUTATO Carra P.: O a nome Coprora o a nome Sabato Gioacchina, però non me lo ricordo di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha spiegato, o meglio, ha riferito poco fa un dato che vorrei spiegasse meglio. Cioè dire: sul semirimorchio lei posizionò un altro semirimorchio.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo è, come dire, è una tecnica, è un modo per chi fa trasporti...
IMPUTATO Carra P.: Sì, io lo facevo...
PUBBLICO MINISTERO: ... abituale, o inconsueto, di spostarsi?
IMPUTATO Carra P.: No, no, abituale, Perché la maggior parte, quando non riuscivo a coprire, diciamo, non si riesce a coprire i semirimorchi con gli autisti che stanno al Norditalia, che stanno qualche... che so, il giovedì, il venerdì non hanno rimorchi e bisogna tenerli fermi, sospesi.
Invece, se non si riesce giù a caricare qualche mezzo, di fare qualche viaggio e mandarlo su in tempo in cui ci arriva che può fare il viaggio, si fanno delle spese enormi. Allora, per anticipare e non lasciare fermi gli autisti, si mette un rimorchio uno sopra l'altro e si manda via vuoto. Perché paga per vuoto sulla nave e risparmia ancora.
PUBBLICO MINISTERO: E questo consente poi di movimentare più rimorchi, anche carici, con un trattore solo?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E eventualmente, quindi, di imbarcare un rimorchio carico di materiale e utilizzare il trattore per fare un'altra operazione con un altro rimorchio. Vuol dire questo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Fa parte diciamo del programma lavorativo di un trasportatore di giù.
Anche quassù fanno questo sistema. Praticamente, che so, un autista con un trattore aggancia questi rimorchi, uno sopra all'altro, sono due. Arriva, che so, da Genova; parte, va a Brescia, li scende giù con una gru, li carica tutti e due e in una giornata e mezzo li porta giù all'imbarco.
Ha fatto due viaggi in una giornata, a volte, si può fare anche. Dipende dove si deve caricare, che so, del profilato, o a volte si caricavano i soppack di Torino, ribalta torinese, allora veniva comodo imbarcare a Genova e facevano in tempo a fare due viaggi in una giornata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi nell'occasione lei posizionò un semirimorchio sopra a quello...
IMPUTATO Carra P.: Ribaltabile.
PUBBLICO MINISTERO: ... ribaltabile. Ed ha detto era un ribaltabile laterale.
IMPUTATO Carra P.: Sì, laterale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, qual è l'accorgimento che si adotta per impedire che il camion, che il rimorchio superiore, azionando il ribaltabile, finisca per terra?
IMPUTATO Carra P.: I cavi d'acciaio. Bloccarlo per bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questa operazione poi, quindi consente, o perlomeno nel suo semirimorchio, consentiva di azionare il ribaltabile tranquillamente?
IMPUTATO Carra P.: Sì, tranquillamente senza avere paura se andava giù il rimorchio di sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, nell'occasione lei ricorda quali semirimorchi adoprò? Intendo dire, quale aveva di sotto e quale aveva di sopra?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Era un semirimorchio ribaltabile, ripeto, la targa era Palermo 15424 e prima era targato Brescia su semirimorchio, non vorrei sbagliarmi ma era targato Brescia, però non ricordo bene la targa precedente. Sopra c'era un semirimorchio di questi qua... Catania. Perché questo Catania 7676 ne avevamo acquistati tre uguali, ed era un Catania 7035, Catania 7034 e Catania 7676. Li avevamo acquistati a Catania nella ditta... una ditta grossa di Catania però non ricordo bene, Palmeri mi sembra, non mi ricordo di preciso come si chiama. Era semirimorchio Zorzi, tutti e tre, di cui io ne presi uno dei due, del Catania 7034 o 7035, che erano proprio uguali, se non guardava la targa li confondeva, e l'ho messo su.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per intendersi, il semirimorchio che aveva adoprato nell'occasione del trasporto dell'hashish, era anche quello un ribaltabile, oppure no?
IMPUTATO Carra P.: No, no. Quello dell'hashish era questo qua fisso, diciamo, come termine di attrezzatura. Semirimorchio fisso che ho sequestrato qua a Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi lei partì e ha detto che aveva come punto di riferimento quest'area di servizio.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda a nome di quale benzina era intestata l'area di servizio? Per intendersi, era un'Agip, era una Esso, una Erg, se lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: Sì, mi sembra che era una Esso e dentro ci sono anche le telecamere, in tutto il parcheggio, nell'area di servizio.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, è un'area di servizio grande?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che si trova quindi, provenendo da sud, arrivando al raccordo anulare a Roma?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha ricordo sicuro di aver fatto questo viaggio via mare?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, questo sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quali sono le compagnie di navigazione che fanno questi viaggi da Palermo ai vari porti della penisola e viceversa?
IMPUTATO Carra P.: C'è la Tirrenia che abbraccia, fa Palermo-Napoli, Palermo-Genova, Palermo-Cagliari. Poi c'è la società della Grandi Traghetti che adesso ci sono nuove navi veloci che fa Palermo-Livorno e Palermo-Genova e viceversa. Poi ci sono le via mare da Termini Merese vicino Palermo che fa la linea Termini-Genova.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei utilizzava indistintamente, per la sua attività, tutte queste compagnie?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo viaggio per Napoli quindi l'ha fatto con una nave della?
IMPUTATO Carra P.: Tirrenia.
PUBBLICO MINISTERO: Della Tirrenia. Ecco, allora procediamo nel racconto. Lei è arrivato a quest'area di servizio e qui che è successo? Che disposizioni aveva lei? Come avrebbe dovuto comportarsi una volta arrivato a questo punto?
IMPUTATO Carra P.: Sì, arrivato lì, che mi avevano dato un orario perché prendendo la nave giù a Palermo si arriva alle sette e mezza, le sette a Napoli; Napoli-Roma due orette, tre orette così, con comodo ci si arriva. Mi avevano dato un orario di entrare in quell'area di servizio e lì dovevo trovare Lo Nigro e lo Scarano che mo venivano a prendere in questo appuntamento.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sapeva che avrebbe trovato queste due persone?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, all'inizio mi avevano detto così.
PUBBLICO MINISTERO: Ma c'era necessità di prendere un contatto telefonico? Oppure l'appuntamento era già fissato con un orario preciso?
IMPUTATO Carra P.: Sì, l'appuntamento c'era, però se avevo problemi, di chiamare nel cellulare che mi aveva dato il Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda di avere avuto problemi, di avere avuto bisogno di chiamarlo questo cellulare, oppure no?
IMPUTATO Carra P.: No, non me lo ricordo, ma penso di no. In questa occasione non mi ricordo di avere avuto problemi e di avere chiamato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi come dire l'appuntamento si verificò regolarmente, non ci furono problemi sta dicendo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi che cosa successe?
IMPUTATO Carra P.: Io arrivai in questo appuntamento e vidi arrivare lo Scarano insieme a Lo Nigro e Spatuzza. Mi fecero segnale di andare dietro di lui con l'automezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti un attimo, mi scusi Carra.
Di Scarano e di Lo Nigro ci ha già parlato. Di Spatuzza il nome lo sta facendo ora, mi sembra per la prima volta. Questa persona la conosceva?
IMPUTATO Carra P.: No, l'ho visto saltuariamente nell'occasione in cui abbiamo caricato i pacchi, però non sapevo chi era, chi non fosse, non mi era mai stato presentato.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo conosceva nemmeno per nome?
IMPUTATO Carra P.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: E nemmeno di faccia?
IMPUTATO Carra P.: Di viso, l'ho visto di sfuggita mentre... No, no, forse confondo con un altro viaggio. Giù lui non c'era, io l'ho visto per la prima volta lì a Spatuzza, però non sapevo chi era.
PUBBLICO MINISTERO: Lì, vuol dire all'area di servizio?
IMPUTATO Carra P.: All'area di servizio. Perché giù a Palermo, nel momento in cui abbiamo caricato questi pacchi, io lo Spatuzza non l'avevo visto, non lo conoscevo proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E quindi è una persona che lei vede all'area di servizio.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sta dicendo così?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E queste persone arrivano all'area di servizio come?
IMPUTATO Carra P.: Con l'Audi di Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: L'Audi che è la stessa del viaggio precedente, quello dell'hashish?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Arrivano solo con l'Audi o con qualche altro mezzo, visto che erano tre?
IMPUTATO Carra P.: No, mi sembra solo con questo qua, con questo mezzo soltanto. Perché io ho avuto, diciamo, tanti contatti in diversi viaggi con appuntamento nell'area di servizio e ho avuto modo di vedere una volta Lo Nigro e Giuliano con una Jeep vecchia che era dello Scarano e non vorrei confondere, diciamo, le occasioni che ho visto le persone con una macchina e magari sbaglio a collocarli.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Voglio dire, io le ho fatto una domanda che riguardava le automobili, però prima di farle la domanda sulle automobili le ho fatto una domanda sulle persone.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le persone che lei ha incontrato quindi, ha detto, che sono: Scarano...
IMPUTATO Carra P.: Scarano, Lo Nigro, Spatuzza e poi dove mi hanno portato altre persone.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi Carra, mi scusi. Ecco, sul fatto che queste erano le persone presenti, lei di questo è sicuro?
IMPUTATO Carra P.: Sul...
PUBBLICO MINISTERO: Le persone incontrate lì all'area di servizio voglio dire.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sullo Spatuzza non sono sicuro. Ma gli altri sì. Perché può anche darsi che lo Spatuzza io lo trovo dentro, dov'è che mi portano a scaricare questi pacchi e magari lo colloco nell'area di servizio all'appuntamento.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, e allora racconti che cosa è successo con questo carico a partire dall'area di servizio.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Mi misi con l'automezzo dietro la macchina a seguirlo, mi portarono in via Ostiense, in quel garage, diciamo in quel deposito piccolino. Sono scesi dalla macchina, mi fece segnale Lo Nigro di entrare in questo parcheggio diciamo, come posso chiamarlo?
PUBBLICO MINISTERO: Non lo so, un cortile, qualche cosa.
IMPUTATO Carra P.: Cortile, sì, sì, una cosa del genere, era piccolo.
PRESIDENTE: Si sente parlare, chi parla? Si può sapere chi è che continua a discorrere, di qui non si vede? Ci sono dei Carabinieri lì? E' qualcuno degli imputati che discorre? Per cortesia, mi volete chiudere quella porta lì di passaggio? Abbia pazienza, l'ultimo Carabiniere che vedo, per piacere viene qui, chiude questa porta, poi ritorna al suo posto. Va bene, grazie.
Prego, scusate.
IMPUTATO Carra P.: Stavo spiegando che mi fece segnale di entrare in questo cortile. Entrando, io ho fatto la manovra per entrare, ho picchiato il cancello laterale col semirimorchio, lo stavo buttando quasi a terra. Feci una manovra in più, entrai, strusciando anche il muro laterale che avevo con lo specchietto retrovisore grande laterale.
Comunque, riuscii a entrare, a parcheggiare e scesi dal mezzo. Là dentro trovai un vecchietto sui 60 anni, 65 anni, con i capelli bianchi e c'era Olivetti.
PUBBLICO MINISTERO: Olivetti, vale a dire?
IMPUTATO Carra P.: Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Olivetti che cos'è, un soprannome?
IMPUTATO Carra P.: Un soprannome, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Giuliano, lo sa il nome di battesimo.
IMPUTATO Carra P.: Salvatore Giuliano, però di cui io lo chiamano sempre Peppuccio, io non sapevo che si chiamasse Salvatore.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è sicuro che si chiami Salvatore?
IMPUTATO Carra P.: No, Giuseppe Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
IMPUTATO Carra P.: Giuseppe Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Come è venuto fuori questo Salvatore, mi tolga una curiosità Carra? No, ho bisogno di capire perché è venuto fuori di questo Salvatore. Lei ha parlato di questa persona 50 volte, ma mai ha detto che si chiamasse Salvatore. Voglio dire, è la prima volta che le sento adoprare il nome Salvatore.
IMPUTATO Carra P.: Sì, va be', Salvatore...
PUBBLICO MINISTERO: No, voglio dire Carra, si è confuso ora sul momento?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Che ne so, ha mal di testa, una cosa, lo dica.
IMPUTATO Carra P.: No, no, ci mancherebbe altro. Se ho qualcosa, lo dico subito. Io magari ho in mente le persone in cui ho avuto queste attività in questi due anni e allora magari mi confondo lì per lì. Anche perché certe persone li conoscevo per un nome, oggi so che hanno un altro e magari mi confondo per questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per intendersi, questa persona...
IMPUTATO Carra P.: Avevo detto prima di Salvatore, avevo detto Olivetti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, esatto.
IMPUTATO Carra P.: In cui lei mi ha precisato di dire chi, Olivetti...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, perché ho visto che...
IMPUTATO Carra P.: E io ho sbagliato nel pronunciare il nome.
PUBBLICO MINISTERO: ... qualche Giudice era rimasto un attimo così, colto di sorpresa da questo cognome. Io sapendo che non è un cognome ma che è un soprannome le ho detto. 'ma Olivetti che vuol dire?'
IMPUTATO Carra P.: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Lei questa persona la conosceva con questo soprannome? O come Peppuccio lo conosceva?
IMPUTATO Carra P.: No, Peppuccio. Poi, man mano seppi che gli dicevano Olivetti. Ma all'inizio Peppuccio.
PUBBLICO MINISTERO: Peppuccio. Ecco, allora lei stava dicendo che è arrivato a questo cortile, c'era questa persona anziana, nel far la manovra...
IMPUTATO Carra P.: Picchiai sia a destra che a sinistra nel muro, nel cancello.
PUBBLICO MINISTERO: Nel cancello che quasi lo stava per buttar giù ha detto.
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo cortile lo vuole un attimino descrivere come era fatto?
IMPUTATO Carra P.: Sì. C'era un cancello entrando, di fronte venivano delle casette piccoline, tipo due magazzini piccoli in muratura. C'era il muro sulla mia sinistra e all'angolo proprio di fronte, entrando, c'era pietre piccoline lì di cava.
PUBBLICO MINISTERO: La ghiaia?
IMPUTATO Carra P.: La ghiaia, una cosa del genere, ce n'era un po' a terra e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi le persone presenti durante queste operazioni, a parte la persona anziana, a parte lei, a parte la persona che lei indica come Olivetti, chi c'era?
IMPUTATO Carra P.: Lo Nigro e Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro della presenza di Spatuzza? Lei ha detto che non era sicuro che ci fosse nell'area di servizio. Abbiamo bisogno di sapere se...
IMPUTATO Carra P.: Cioè, io non vorrei sbagliare con il viaggio precedente di Firenze e colloco... Praticamente io i viaggi li ho fatti però non riesco magari a collocarli con le persone in cui erano presenti già a Roma e poi a Firenze. Potrei fare confusione su questi due viaggi. Non come viaggi perché come viaggi sono quelli lì, però può darsi anche che mi sbagli e colloco le persone viste su a Firenze, perché sono talmente vicino magari i viaggi e posso sbagliare per questo.
PUBBLICO MINISTERO: Io le chiedo proprio tutte le volte che le pongo una domanda di precisare sempre se la risposta che sta per dare la dà con certezza, oppure non con certezza. Questo vale per tutte le domande che io le faccio e che le farò da qui alla fine dell'esame. Tutte le volte di chiarire se il suo ricordo sul punto è un ricordo sicuro, oppure se è un ricordo, come dire, meno sicuro.
IMPUTATO Carra P.: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora di questa risposta, sulle persone presenti, vuol dire, molto tranquillamente, quali erano quelle sicuramente presenti, stando ai suoi ricordi di oggi, questo è ovvio e quali invece può darsi che fossero presenti ma delle quali non è sicuro.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Sono sicuro di Lo Nigro, Giuliano, Olivetti, Scarano e il vecchietto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: E la mia persona. Lo Spatuzza non sono sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti Carra, una cosa che non le ho chiesto a questo punto: questo viaggio con quale trattore l'ha compiuto?
IMPUTATO Carra P.: Col Volvo Torino 52079D.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lo stesso del viaggio dell'hashish per intenderci?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quello che le era stato chiesto in qualche modo di tenere a disposizione allora?
IMPUTATO Carra P.: Esatto, dal Barranca.
PUBBLICO MINISTERO: Questo materiale, che lei aveva a bordo in quella specie di cassa fatta di lamiera sotto il pianale, fu scaricato in questo cortile?
IMPUTATO Carra P.: Sì, messo quasi dentro le casette che c'erano. Io l'ho lasciati proprio fuori le casette diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Quelle che lei ha detto come piccoli magazzini?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, quei due piccoli magazzini che sono di fronte entrando. Però li lasciai fuori a terra, ho fatto manovra per uscire e sono andato via.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei ha ricordo che questi pacchi furono messi direttamente all'interno di questi piccoli magazzini? Ovvero che prima furono scaricati dal camion, appoggiati in terra e poi messi nei magazzini? Si ricorda qualcosa su questo punto, o no?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sono stati messi fuori quando c'ero io presente. Nel momento dello scarico sono stati presi e messi fuori, non dentro il magazzino, li poggiarono a terra davanti le porticine che c'erano lì. Alla mia presenza, poi non so cosa hanno fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Tutto quello che lei aveva a bordo fu scaricato?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, i due pacchi grandi più quello più piccolo?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, l'interno di questo cortile lo sa descrivere? Com'è, un cortile più largo che lungo, ovvero più lungo che largo, c'ha muri laterali, alti, bassi, dà su una strada piccola, su una strada grande, il cancello di ingresso, una strada di grande comunicazione, una strada di periferia?
IMPUTATO Carra P.: C'era la strada, diciamo statale dove era collocato il cancello, sotto una strada tipo uno scorrimento veloce. C'era la strada sotto col paracarri, c'era il cancello entrando in lunghezza e non in larghezza. Cioè, entrando il muro sulla sinistra. Queste due casette di fronte. Sulla destra non mi ricordo se c'è muro o ci sia qualcosa, non me lo ricordo. Mi ricordo il muro perché picchiai con lo specchietto nelle manovre.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questa persona anziana, lei capì se conosceva qualcuna delle persone che erano con lei, o perlomeno se ne conosceva meglio uno rispetto a un'altra; conosceva Lo Nigro piuttosto che Scarano, ovvero Giuliano piuttosto che Scarano?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha capito che...
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, questa persona per come ho capito io era amico dello Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha capito se eravate attesi, o meglio era atteso l'arrivo di questo camion, oppure se fu una cosa che colse di sorpresa questa persona anziana?
IMPUTATO Carra P.: No, arrivai lì, entrai subito. Le persone erano dentro, il vecchietto e Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Attendevano già dentro.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E arrivò prima, voglio dire, prima che lei entrasse Scarano andò a parlare con questo vecchietto, oppure le fu aperto subito il cancello o addirittura lo trovò aperto?
IMPUTATO Carra P.: No, no, mi aprirono subito il cancello quando... Una cosa preparata, non impreparata.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, lei effettuò quindi... effettuò, effettuaste lo scarico di questo materiale?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei, fatta questa operazione, che cosa fece?
IMPUTATO Carra P.: Io mi recai verso Norditalia e, non vorrei sbagliare, in quell'occasione andai a caricare della sabbia a Lucca, a Massarosa.
PUBBLICO MINISTERO: Perché è un posto dove andava a fare dei carichi di sabbia?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'era già stato anche in passato?
IMPUTATO Carra P.: Sì, qualche volta, non...
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda il nome di questa ditta?
IMPUTATO Carra P.: Sabital.
PUBBLICO MINISTERO: La Sabital di Massarosa.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, però ha detto: "non vorrei sbagliare", cioè? Mi pare di capire che non è sicuro di questa affermazione.
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto. Perché siccome in qualche occasione di questi trasporti, io sono andato lì a caricare questa sabbia e rientrato a Palermo. Non vorrei sbagliare, ripeto, se è stato in quella occasione di via Ostiense o in qualche altra occasione.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Carra P.: Voglio anche precisare che io la bassa Italia non l'ho mai fatta a livello, diciamo così, di lavoro mio. Lavoravo sempre in alta Italia, sicché avevo tutto quello che c'è, diciamo, la mia presenza, gli spostamenti Roma, Napoli, sono soltanto esclusivamente per questi trasporti che io ho effettuato.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, a prescindere dal fatto se è stato o non è stato dopo questo viaggio a Roma, lei ricorda in quel periodo di essere stato effettivamente a fare un carico alla Sabital?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda qualcosa di particolare di questo carico che fece alla Sabital? Quanti semirimorchi caricò?
IMPUTATO Carra P.: Sì, ho caricato due semirimorchi perché lì ho trovato il mio autista La Rocca Luigi, con un altro automezzo sempre di proprietà mia, col semirimorchio, uno sopra l'altro. Lo scaricai tramite la ditta, con una gruetta. Lasciai il semirimorchio lì. Abbiamo caricato tutti e tre i semirimorchi e ci siamo avviati verso Genova, io e La Rocca, il mio autista, con i due semirimorchi agganciati. E uno l'abbiamo lasciato lì, che poi è andato a ritirare in un'altra occasione l'autista.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'autista era venuto, lei aveva preso appuntamento con il suo autista lì, alla Sabital, con La Rocca.
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Che era venuto con un trattore e un semirimorchio.
IMPUTATO Carra P.: Perfetto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi vi siete trovati lì, con due trattori e tre semirimorchi.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quello superiore è stato scaricato.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Con la gru, la gruetta, come ha detto lei.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dopodiché avete caricato tutti e tre i semirimorchi e poi sono partiti.
IMPUTATO Carra P.: Per Genova.
PUBBLICO MINISTERO: Per Genova. Però ha detto - glielo chiedo ancora - che non è sicuro se questo, tutta questa complessa operazione che si è svolta lì, alla Sabital è, come dire?, successiva a questo trasporto di questo materiale a Roma.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, raccontando questo fatto accaduto a Roma, lei ha detto che la destinazione è stata via Ostiense.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Però non sapevo che...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vorrei che chiarisse alla Corte se lei questa denominazione la conosceva fin dall'inizio, oppure...
IMPUTATO Carra P.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi meglio.
IMPUTATO Carra P.: Oggi c'è stato il sopralluogo e tutto il resto, e so che è via Ostiense, ma non sapevo minimamente sia dov'era, cosa era, che via era.
PUBBLICO MINISTERO: Sopralluogo, quale?
IMPUTATO Carra P.: Quello fatto insieme a lei.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: E il resto.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Quindi è stato nell'occasione che ha saputo come si chiamava questa strada?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei con quanto ha fino ad ora raccontato ha riferito di una serie di situazioni e in particolare, per quanto riguarda diciamo Roma o il territorio romano nel suo complesso, ha riferito - lo ha detto un attimo fa - di un cortile in via Ostiense, ha riferito di un posto dove fu scaricato l'hashish da un rottamaio, ha riferito di un'area di servizio. E' vero?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ricorda di aver partecipato a quello che lei chiama un sopralluogo.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A Roma, col Pubblico Ministero.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questi posti è stato in grado di individuarli, nel corso di quel sopralluogo? Questi vari posti di cui si sta parlando: il cortile...
IMPUTATO Carra P.: No, il cortile ho avuto gli stessi problemi del posto dove scaricare, ho scaricato l'hashish.
PUBBLICO MINISTERO: In che senso ha avuto problemi.
IMPUTATO Carra P.: In che senso, lo sto spiegando subito. Praticamente, nella vicinanza riesco a inquadrare il posto, ma come strada non ci sapevo arrivare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma una volta che si è trovato nella vicinanza, come dice lei,...
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... poi questi posti li ha, come dire?, riconosciuti con sicurezza?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sicurezza sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è tutt'oggi sicuro di questi riconoscimenti che ha fatto all'epoca?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, al cento per cento.
PUBBLICO MINISTERO: Al cento per cento. Ecco, io a questo punto, anche così per cambiare un po' la filosofia dell'esame, per cambiarlo nei suoi contenuti, ma senza uscire di tema ovviamente, avrei bisogno di chiedere alcuni chiarimenti a Carra avvalendomi della fatidica lavagna luminosa.
Quindi lei, Carra, resta lì dove è seduto, ha uno schermo sulla sua destra: tra un po' le compariranno delle immagini, che saranno viste da tutti i presenti. E io, in relazione a queste immagini, mano mano che lei le vedrà, ho bisogno di chiederle dei particolari.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, Carra, vede qualcosa su quel monitor?
IMPUTATO Carra P.: Sì, il mio semirimorchio, quello sequestrato.
PUBBLICO MINISTERO: Quello, scusi?
IMPUTATO Carra P.: Sequestrato, nel mio arresto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questo è quello che aveva subito quei certi danneggiamenti, e che poi lei aveva fatto risistemare?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo semirimorchio, inizialmente, qui si vede di uno smagliante color rosso, con tanti adesivi e quant'altro, ecco inizialmente com'era?
IMPUTATO Carra P.: Era con le sponde d'alluminio, e adesso sono in ferro; e del colore azzurro cielo. Ed era solo un lungherone, la parte dove c'è scritto Zorzi, tutto questo lato qua con i piantoni e le sponde d'alluminio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco lei, dopo il suo arresto, ha avuto modo, nel corso delle indagini, ma dopo l'arresto eh?, ha avuto modo di rivederlo questo semirimorchio che ora ha sotto gli occhi nel monitor?
IMPUTATO Carra P.: Sì, abbiamo fatto un sopralluogo insieme.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè lei ha fatto un sopralluogo con me?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E in quell'occasione che tipo di indicazioni ha dato in ordine a questo semirimorchio?
IMPUTATO Carra P.: I danneggiamenti avuti tramite quello scarico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Spiegando un po' tutto il semirimorchio, anche.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, proseguiamo in questa rassegna. Questa è un'altra fotografia, poi vi diamo la collocazione di questi atti. Ma ce ne sono anche delle altre, eh?, voglio dire; questo è un particolare così.
IMPUTATO Carra P.: No, quella di prima, la B, mi sembra che si vede bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Questa è l'angoliera, questa qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Questa è l'angoliera di un piantone, però non so se è l'angoliera o il laterale: così, non si vede.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire "piantone", Carra?
IMPUTATO Carra P.: Piantone è dove è...
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi alla Corte, perché magari non tutti lo sanno.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Praticamente questo, diciamo vuoto che c'è in questo ferro dove era attaccata la B, che va dentro un pezzo di ferro con un piantone tipo una barra, dove ci sono dei ganci laterali che viene agganciato le sponde d'alluminio nel momento in cui si alzano.
PUBBLICO MINISTERO: Ora si scorrono le fotografie, giusto per dare modo a Carra di indicare quali di queste fotografie sono rappresentative di questi danneggiamenti e riparazioni di cui ci parlava, eh?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa, Carra?
IMPUTATO Carra P.: Questa qua è una, cioè si vede la saldatura, sia destra che sinistra, perché c'è un pezzo di lungherone nuovo, perché allora c'era il sistema come quello B, in cui andava dentro il coso.
Nel momento in cui lui spingeva con la pala meccanica, mi ha strappato il pezzo dove viene inserito il piantone. Infatti, c'è il pezzo nuovo lì.
PUBBLICO MINISTERO: Qui siamo, Carra, in che zona del camion? Sulle sponde? O lateralmente?
IMPUTATO Carra P.: Lateralmente, siamo.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è la D. Andiamo avanti.
IMPUTATO Carra P.: Sì, è uguale.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, questo è il mezzo nel suo complesso. Fermi, torni un attimo indietro, per piacere.
Quindi, come aspetto generale, che differenza c'è tra questo semirimorchio, per come era all'epoca e per come si presenta oggi in questa fotografia? Qui vediamo queste sponde piuttosto alte, rosse, ma con queste strisce bianche diagonali.
IMPUTATO Carra P.: Sì, praticamente adesso così è tutto chiuso.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: E' tutto un unico pezzo con soltanto dietro, se lei vede, c'è un aggancio con delle cerniere laterali, che si apre solo dietro. E questo è un semirimorchio attrezzato per il rottame.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Viaggiare, non creare problemi sulla strada. Allora, invece, era senza tutto il sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Prendendo solo il pianale, che è il pezzo dove c'è scritto Zorzi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: C'erano montati, mi sembra, quattro piantoni a destra e quattro a sinistra, di cui c'erano otto, nove sponde con quella di dietro, di alluminio però a pezzi, non un tutt'uno.
PUBBLICO MINISTERO: A elementi separati.
IMPUTATO Carra P.: Sì, elementi separati.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Vada avanti, per cortesia. Avanti, avanti. Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Qui è il sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è?
IMPUTATO Carra P.: Il sotto del semirimorchio, praticamente. Perché se lei si ricorda, mi chiese se andando a fare questo sopralluogo riuscivo a vedere diciamo se c'era qualcosa. Io gli dissi 'non lo so', perché al momento in cui sopra il pianale io ho fatto tutto di lamiera, e allora era con i legni, diciamo con le tavole, non ricordavo se al momento in cui il saldatore che ha effettuato questi lavori aveva tolto, per appoggiare bene il pianale e poi saldare, mi aveva tolto tutto il legno, l'aveva un po' addrizzato. Non avevo avuto occasione di guardarlo sotto, perché era neanche un mese che l'avevo sistemato questo semirimorchio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, benissimo.
IMPUTATO Carra P.: E stavo spiegando questo: questo è il sotto, dove va la lamiera, che non c'era allora; e questi sono i buchi creati dalla pala meccanica. Infatti ci sono, alla fine del legno, c'è anche un bordino in lamiera, che sono i lungheroni laterali, che sono piegati, sono tutti diciamo presi con le punte della, come si chiama?
PUBBLICO MINISTERO: La pala.
IMPUTATO Carra P.: La pala meccanica. Però, come si chiama?, il bicchiere. Come?
PUBBLICO MINISTERO: Il cucchiaio.
IMPUTATO Carra P.: Il cucchiaio, una cosa del genere. Ci sono i punti, i denti per essere esatto. E c'è stato qualche dente che me l'ha preso. E infatti si vede che è alzato, se lei guarda bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Perché si è alzato? Perché i denti sono dritti. Al momento in cui la pala meccanica i movimenti li fa a destra e a sinistra, lui non se n'è accorto che aveva il dente dentro, l'ha spostato e l'ha alzato.
PUBBLICO MINISTERO: Perché originariamente il piano di questo semirimorchio era tutto in tavole di legno.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E la lamiera ce l'ha fatta mettere lei dopo, ha detto così?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Andiamo avanti.
IMPUTATO Carra P.: Qua c'è anche un altro segnale, causato sempre dallo scarico.
PUBBLICO MINISTERO: Su questa foto c'è il numero 2. Avanti.
IMPUTATO Carra P.: Ecco, anche qui si vede bene.
PUBBLICO MINISTERO: Avanti. Ecco, qui, lei la riconosce questa?
IMPUTATO Carra P.: E' il cassone questo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. No, siccome l'immagine non è granché, magari il monitor su è meglio di quello nel quale guardo io.
IMPUTATO Carra P.: No, no, è il cassone; è anche sporto perché, ripeto, trasportavo rottame, avevo scaricato rottame in quel viaggio, ed era rimasto anche sporco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Vada avanti, casomai poi si ritorna a questa fotografia, se non c'è niente di meglio.
IMPUTATO Carra P.: Questo è anche il cassone.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, avanti per piacere. Avanti.
Allora, prima di andare avanti, abbiamo esibito esattamente le fotografie contenute, dunque, si tratta delle foto che sono contenute nel fascicolo del dibattimento, a foglio - quelle che abbiamo mostrato finora - 1434 e seguenti. E si tratta in particolare di un album predisposto dalla DIA di Firenze, e che reca la data del 27 ottobre 1995.
Le foto sono a carte 1442 e seguenti, tutte quelle che abbiamo mostrato a Carra finora.
Ecco, passiamo ora a queste altre. Dopo diremo, daremo gli estremi di questa. Questo è sempre il suo camion, vero Carra?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ecco, stabilito che questo è il cassone, anche se è cambiato il materiale di rivestimento, ecco vuol spiegare alla Corte come era stato posizionato questo carico di hashish di cui lei ha parlato?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Direi che qui la fotografia è stata fatta con le spalle alla cabina, verso il fondo del camion.
IMPUTATO Carra P.: Sì, quella è la sponda, aperto dietro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Praticamente le sponde d'alluminio erano anche alte, non proprio alte come queste, poco poco, qualche cinque centimetri più basse. E io avevo lasciato, proprio a toccare lato destro - lato destro però della foto, di come è messa questa foto qua - lato destro, la sponda abbassata davanti, la prima, che andava quasi a toccare la cabina del trattore.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Avevo piazzato, perché avevo fatto tempo prima dei viaggi di tubi, viaggi regolari, e mi avevano dato dei, diciamo, assesti in legno dove veniva poggiato - diciamo in tutto il semirimorchio - veniva poggiato il tubo grande, di dimensioni grandi, e viaggiava senza muoversi.
Io, questi mezzi qua, che erano alti abbastanza, che mi arrivavano quasi a metà sponda come altezza, stretti così, piccoli, praticamente li lasciai, ho fatto tipo una gabbia, e lasciai lo spazio al centro. E sopra, da una parte all'altra, misi le sponde vecchie, dei legni: ho fatto tipo un piano, sopra.
Ho caricato queste cose sotto, andandoci di sotto della sponda aperta. Nel momento in cui ho finito di caricare i pacchi, ho chiuso la sponda e non si vedeva niente perché il sopra era tutto carico di rottame, di ferro vecchio, cofani di macchine, tutte queste cose qua.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Precisiamo quali sono queste fotografie, o meglio questa fotografia che abbiamo fatto vedere, appunto che abbiamo mostrato adesso e contenuta sempre negli atti del fascicolo del dibattimento in un album predisposto sempre dalla DIA di Firenze, accompagnata a una nota del 31 agosto '95; e si tratta della foto numero 21, che per l'appunto è a pagina 2794 e seguenti degli atti del dibattimento.
Senta Carra, il colore odierno di questo semirimorchio è rosso, prevalentemente. E all'epoca aveva, invece, quale colore?
IMPUTATO Carra P.: Azzurro.
PUBBLICO MINISTERO: Azzurro. Quando fu fatto quel sopralluogo, come l'ha chiamato lei, lei ricorda se fu in grado di far notare - a me, perché quell'atto l'ha fatto con me - che sotto il colore rosso emergeva ancora questo colore azzurro?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Lo grattai un po' e c'era il blu sotto il rosso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi lei oggi ci ha spiegato anche che, almeno in questi due viaggi che ha raccontato, il carico a Palermo fu fatto in quanto tutto il materiale arrivò lì, al suo garage, trasportato sull'Ape di Lo Nigro.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: O meglio, su un Ape condotta da Lo Nigro.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei ha anche dato una descrizione di questa Ape.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Io le chiederei qualche cosa di più: lei sa dove Lo Nigro teneva questa Ape?
IMPUTATO Carra P.: L'ho saputo.
PUBBLICO MINISTERO: Se era di Lo Nigro, prima di tutto.
IMPUTATO Carra P.: Se era?
PUBBLICO MINISTERO: Se era di Lo Nigro, prima di tutto. Non gliel'ho, la prima domanda...
IMPUTATO Carra P.: Allora non lo sapevo che era di Lo Nigro e dove la teneva. Ma poi, man mano, ho saputo e ho visto dove era. Era di Lo Nigro, la Ape, e la teneva in un garage di sua proprietà, in via Salvatore Cappello, in uno scantinato di un palazzo, che ci sono tutti questi garage sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questa via Salvatore Cappello è nella zona, più o meno, di casa sua?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. E' vicino.
PUBBLICO MINISTERO: Com'è che lei si è reso conto che, questa Ape, Lo Nigro la teneva in questo posto?
IMPUTATO Carra P.: Perché una volta lo incontrai dal barbiere, là vicino, e mi ha detto di dargli un passaggio che doveva prendere la motocicletta nel garage. Nel momento in cui io sono entrato là dentro, lui è sceso per prendere la motocicletta, io lì vidi dentro l'Ape.
PUBBLICO MINISTERO: Dentro questo garage, questo box?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e la motocicletta di Lo Nigro si ricorda che motocicletta era?
IMPUTATO Carra P.: Sì, una Transalp Honda.
PUBBLICO MINISTERO: Una Honda Transalp.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo edificio in cui c'era questo box in cui lei ha visto, appunto, la Ape quando andò ad accompagnare Lo Nigro per la motocicletta, questo edificio, nei dintorni c'è qualcosa di particolare, che lei rammenti?
IMPUTATO Carra P.: Sì. C'è il San Paolo vicino, l'albergo San Paolo. E poi ci abita anche la suocera di Giuliano, in questo stabile, Giuliano detto "Olivetti".
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma proprio a ridosso di questo edificio, nelle immediate vicinanze di questo edificio, ricorda che ci sia qualcosa di particolare? Una statua?
IMPUTATO Carra P.: Sì, dentro il cortile c'è diciamo una Madonnina, recintata col ferro questo lavorato; diciamo, tipo una cappella.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, una statua.
IMPUTATO Carra P.: Una statua, sì sì.
PUBBLICO MINISTERO: All'aperto?
IMPUTATO Carra P.: Sì, all'aperto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E lei ricorda questo box se era chiuso con una serranda, un bandone? Ovvero con una porta, con una cancellata a maglia? Si ricorda come era fatto l'ingresso?
IMPUTATO Carra P.: Sì, era un cancello tutto chiuso in ferro, tipo lamiera.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: E con l'apertura a due pezzi.
PUBBLICO MINISTERO: A due?
IMPUTATO Carra P.: A due ante.
PUBBLICO MINISTERO: A due ante, ecco. E ricorda che altro c'era all'interno di questo locale, oltre a quello che lei vide? Perché ha parlato della Ape, e poi ci stava parlando della Honda Transalp. Ricorda di aver visto qualche altra cosa?
IMPUTATO Carra P.: Teneva, lui, anche qualche rete a terra di pescatore. Però, come automezzi, il motore e l'Ape. Non ho visto altro. Poi, si vedeva un po' di confusione: cose a terra, un po' di reti, un po' di corde, questi navali; queste cose qua.
PUBBLICO MINISTERO: Questi?
IMPUTATO Carra P.: Navali.
PUBBLICO MINISTERO: E che sono?
IMPUTATO Carra P.: Questi del peschereccio, che usa le corde per attraccare.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ho capito.
IMPUTATO Carra P.: Le corde, non so come si chiamano.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ricorda che ci fosse qualche altra cosa, sempre legata alla pratica di mare, all'andar per mare?
IMPUTATO Carra P.: Sì, c'era un po' di rete a terra, allora, in quell'occasione.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda di aver visto... Anzi, formuliamo la maniera diversa: quante volte c'è stato lì?
IMPUTATO Carra P.: Mmh, due volte. Una volta sola addirittura, qui, in questa occasione soltanto. Ma c'era anche un altoparlante, diciamo un altoparlante di auto, rotto, diciamo con la calamita messa nel cancello, all'interno. Si vedeva al momento in cui si apriva il cancello, che c'era questo altoparlante attaccato.
PUBBLICO MINISTERO: Per cancello, lei intende l'ingresso del garage?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non un cancello esterno.
IMPUTATO Carra P.: No. Ho detto io, non attaccato all'esterno, ma all'interno.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. No, no, dicevo il cancello: il cancello, lei intende la porta in ferro per entrare nel garage?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. No, sennò sembrerebbe che il cancello fosse, che ne so, esterno al fabbricato.
IMPUTATO Carra P.: No, cioè per entrare, c'è il cancello.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMPUTATO Carra P.: Però, per andare nel garage, deve aprire la porta di ferro diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, voglio dire, questo altoparlante quindi ha a che fare con la porta di ferro a due ante?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma dentro a questo garage non ricorda se ha visto qualche altra cosa? Voglio dire, abbiamo parlato di una moto Ape, abbiamo parlato di una motocicletta. C'erano altri motori?
IMPUTATO Carra P.: Non me lo ricordo proprio di avere visto altre cose.
PUBBLICO MINISTERO: Attrezzatura da barca, da nave?
IMPUTATO Carra P.: No, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda se ci fosse un motore marino?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Sì, c'era un motore marino; sì, che io poi diciamo, nel '94, cioè in un'occasione che io gli do una mano, ho preso questo coso marino e lo portai sulla nave, sulla barca del padre.
PUBBLICO MINISTERO: E ricorda questo motore marino?
IMPUTATO Carra P.: Sì, nero era.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era un fuoribordo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, un fuoribordo.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh. Nero. La marca, se la ricorda?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Non se la ricorda. E ha detto, il colore di questa Ape? Quando abbiamo cominciato l'esame, lei ha dato una risposta a questa domanda che io le ho fatto sul colore dell'Ape, abbia pazienza, ma gliela ripropongo ora...
IMPUTATO Carra P.: Verde, mi sembra. Azzurra, verde, non mi ricordo di preciso se era azzurra o verde. Se verde, come colore.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Allora, se è possibile esibire una foto - poi diremmo quale - che riproduce specificamente un certo mezzo, una certa Ape.
Ecco, come modello, come tipo...
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, è questa.
PUBBLICO MINISTERO: E' questa? Lei vede bene che qui non siamo, voglio dire, in un box al chiuso. Qui siamo in un posto tutto diverso.
IMPUTATO Carra P.: Sì, ma è così l'Ape che aveva lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMPUTATO Carra P.: Anche malandata, era...
PUBBLICO MINISTERO: Qui, questa Ape, sembrerebbe, come dire, abbastanza in buone condizioni. Anche con un colore abbastanza, se non proprio nuovissimo, ma abbastanza ben conservato.
IMPUTATO Carra P.: Sì, ma è tutto... Ma conservata come colore, ma non come... Se lei guarda è tutta, diciamo, tutta piena di botte. Nell'angolo, in alto, fra... la flessione dello sportello è rientrato dentro. E' tutta rovinata, non è nuova come auto.
PRESIDENTE: Che foto era questa che abbiamo fatto vedere?
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, questa è una foto che è contenuta nel fascicolo del Pubblico Ministero allegata alla consulenza del dottor Massari. Consulenza che reca la data, che è stata acquisita dal Pubblico Ministero di Roma il 14 maggio '96 e affoliata a pagina 946 e seguenti. Fascicolo del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Riconosce poi...
IMPUTATO Carra P.: Questo è il fuori del palazzo del... E' l'angolo di via Salvatore Cappello e via Amedeo D'Aosta, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questo è l'edificio nel quale sta il box...
IMPUTATO Carra P.: Sì. Si entra salendo sulla destra.
PUBBLICO MINISTERO: Procediamo.
IMPUTATO Carra P.: Dove c'è la freccia che indica l'entrata. Si entra di qua.
PUBBLICO MINISTERO: Qual è l'edificio? Il primo sulla sinistra?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, è tutt'uno. L'edificio è tutt'uno, che è fatto tipo a girare.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè...
IMPUTATO Carra P.: Come edificio. Questa è la portineria.
Questo, c'è un'altra entrata qua, eh. Dove c'è la Golf, c'è un'altra entrata che è sempre chiusa. Si sale più avanti e c'è l'entrata nell'interno del palazzo. Questa è sempre chiusa, la maggior parte, questo cancello. Non c'è movimento di entrata e di uscita da questo cancello.
Entrando di qua, dove c'è questa FIAT... Cos'è, FIAT Uno, una Y10?
Comunque, a toccare qua, questa macchina scura sulla mia sinistra, c'è la discesa piccolina che porta ai box.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', qui siamo tornati esternamente, mi sembra, vero? Procediamo. Procediamo?
IMPUTATO Carra P.: Questa è la discesa.
PUBBLICO MINISTERO: E' la scesa ai box, questa qui?
IMPUTATO Carra P.: Dei box, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E il box di Lo Nigro, scendendo da quella scesa, restava sulla destra, o sulla sinistra?
IMPUTATO Carra P.: No, questa discesa qua è obbligatoria andare sulla destra. Arriva in fondo che passa sotto diciamo un ponticino, che è diciamo dov'è che si entra in portineria, sopra. C'è questo ponticino qua.
Sulla sinistra si esce di nuovo in quel cancello che era sempre chiuso. E, sulla destra, si va nel garage di Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla destra, cosa vuol dire? Perché io, sulla destra, vedo una parete, o un muro. O vedo male?
IMPUTATO Carra P.: Sulla sinistra, ma sulla destra c'è l'apertura. C'è, come le posso dire? C'è un viale con i box, uno dietro l'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Perché dice sulla destra, se lo vedo sulla sinistra?
PRESIDENTE: Ma lei dice, scusi, in fondo oltre...
IMPUTATO Carra P.: In fondo.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. In fondo.
IMPUTATO Carra P.: In fondo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito, ho capito.
PRESIDENTE: Non è che si veda, però si potrebbe intuire...
IMPUTATO Carra P.: Se va indietro... Può andare indietro un attimo?
Era l'altra foto, non in questo. Ancora indietro.
PRESIDENTE: Ah, di qua...
IMPUTATO Carra P.: Qua, entrando...
PRESIDENTE: Si vede...
IMPUTATO Carra P.: ... deve andare per forza a destra.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: In fondo a destra...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: ... arriva nel garage di Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Carra P.: A questa altezza qui c'è il garage di Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Quella specie di ponte che si vede sopra è quello che diceva lei?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il sottopassaggio...
IMPUTATO Carra P.: Ce n'è due o tre nell'arco di questo giro qua, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Carra P.: In questa stradina.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
PRESIDENTE: Bene. Arrivati a questo punto rinviamo alle ore 15.00, Pubblico Ministero?
PUBBLICO MINISTERO: Finiamo queste...
PRESIDENTE: Va bene, va bene...
PUBBLICO MINISTERO: ... due o tre fotografie, Presidente, abbia pazienza.
PRESIDENTE: Prego, prego. Va benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Chiedo scusa, sennò il discorso rimane...
Ecco, Carra, che vede?
IMPUTATO Carra P.: Questo è il garage, perché ricordo il catenaccio.
Questo è il suo garage. L'altoparlante sulla destra...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi?
IMPUTATO Carra P.: Sulla destra si vede l'altoparlante...
PUBBLICO MINISTERO: Sulla destra, dove? All'interno della porta?
IMPUTATO Carra P.: Sì, all'interno della porta, lì. Sulla destra, quel rotondino... Questo. Questo rotondino qua è un altoparlante vecchio.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ho capito.
IMPUTATO Carra P.: Attaccato lì.
PUBBLICO MINISTERO: E la moto, la Transalp qual è?
IMPUTATO Carra P.: Quella lì sulla sinistra, appoggiata al muro. Però di qua non lo so se è quella lì sua, perché mi sembra verde, quella lì... Verdino, quella sua.
Questa, non lo so, non si vede. Comunque è questa, come Transalp, come motocicletta è simile.
PUBBLICO MINISTERO: Avanti.
IMPUTATO Carra P.: La corda, questa, navale.
PUBBLICO MINISTERO: Avanti.
IMPUTATO Carra P.: Il motore marino. Questo è il motore marino, sulla sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stava dicendo che questo motore lo ha avuto lei per le mani, Carra?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Anche con un gommone, smontato e piegato.
L'abbiamo caricato una sera sulla barca del padre.
PUBBLICO MINISTERO: La barca per?
IMPUTATO Carra P.: Del padre.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, del padre. Scusi, non avevo capito.
E lei lo aveva portato su qualche mezzo suo? Lei, Carra.
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No, ecco, siccome non riesco a...
IMPUTATO Carra P.: Questo qui, diciamo questo... Diciamo trasporto, guardi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Questo trasporto qua è stato fatto con un furgone bianco che era di proprietà di Giovanni Ciaramitaro, insieme a Vella che avevano una agenzia di pompe funebri.
PUBBLICO MINISTERO: Vella Vincenzo?
IMPUTATO Carra P.: Esatto. Vella Vincenzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Di cui avevano l'insegna di pompe funebri, diciamo con le calamite. Avevano la scrittura e con le calamite che si metteva e si toglieva. Sicché era tutto bianco il furgone e non c'era né scrittura e né niente, al momento in cui ce l'ha prestato a noi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E quindi questo motore fu messo, in occasione di uno spostamento, a bordo di questo furgone bianco.
*IMPUTATO Carra P.: Esatto. E poi messo nella barca del padre.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, d'accordo.
Ci possiamo anche fermare qui. E se il Presidente...
PRESIDENTE: Penserei che sarebbe il caso di fermarci e riprendere alle ore 15.00.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente...
PRESIDENTE: Bene.
PUBBLICO MINISTERO: ... scusi.
PRESIDENTE: Chi parla?
PUBBLICO MINISTERO: Il Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Volevamo dare atto di...
PRESIDENTE: Ah, le foto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... delle foto che avevamo mostrato.
Si tratta del fascicolo fotografico che correda la perquisizione fatta nell'immobile di via Salvatore Campiello 26, il 20 dicembre '95.
Qui lo dico: c'è un errore materiale, perché risulta l'anno 1985.
PRESIDENTE: E' un po' di più.
PUBBLICO MINISTERO: Le foto sono allegate a questo verbale delle operazioni di rilievo tecnico e sono affoliate a pagina 3110 e seguenti del fascicolo del dibattimento.
PRESIDENTE: Benissimo.
AVVOCATO Florio: Pubblico Ministero, chiedo scusa, perché qui c'è - sono l'avvocato Florio - c'è la guerra.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
AVVOCATO Florio: Mi può ripetere la pagina? Perché non l'ho sentita proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, le fotografie sono a pagina...
AVVOCATO Florio: No, no. Tremila...
PUBBLICO MINISTERO: 110 e seguenti del fascicolo del dibattimento.
AVVOCATO Florio: Grazie.
PRESIDENTE: Allora, riprendiamo alle ore 15.00.
......
PRESIDENTE: Allora, il Pubblico Ministero può riprendere l'esame.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, mi perdoni. Prima di riprendere l'esame, mi pare di aver percepito che i difensori avrebbero più o meno una curiosità - legittima peraltro - su più o meno l'orario di udienza, o mi sbaglio?
PRESIDENTE: Mah, io penso che potremmo andare intorno alle 18.00 circa.
AVVOCATO: Presidente, se fosse possibile, penso di parlare a nome di tutti. Se fosse possibile queste udienze non superare le cinque, anche perché abbiamo una serie di problemi che sennò veramente diventa...
PRESIDENTE: Avvocato, abbiamo battuto due e mesi e mezzo, per non dire tre, nel fare udienze purtroppo troppo brevi per vari motivi. Bisogna che almeno andiamo fino alle 18.00 perché diversamente diventa una cosa senza fine questo processo.
AVVOCATO: D'altra parte Presidente deve un po' comprendere anche le nostre esigenze perché alle 18.00 uscire dal Bunker vuol dire essere agli studi non prima delle 18.30. Questo è un problema per noi gravissimo perché non è che abbiamo...
PRESIDENTE: Avvocato, facciamo le cinque e mezzo, ma non meno delle cinque e mezzo, 17.30. Proprio per venire un po' incontro. Diversamente qui diventa una cosa, udienze troppo brevi che mangiano un sacco di tempo.
Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io direi di proseguire, Carra, nel sottoporle ancora delle immagini che hanno a che fare con quanto di cui lei ha parlato nella mattinata. E quindi chiederei, siamo rimasti senza coadiutore ma sta arrivando la signorina. Intanto diciamo alla Corte che quello che esibiamo ora in fotografia è materiale fotografico che fa capo a due distinte annotazioni della DIA: la prima è un'annotazione datata 8 settembre '95 e per la Corte alla collocazione a pagina 1402 e seguenti del fascicolo del dibattimento. E la seconda è un'annotazione sempre della DIA del 20 settembre 1995 - sono anche delle annotazioni vicine nel tempo - e questa seconda annotazione, per meglio dire le fotografie che fanno capo a questa seconda annotazione, stanno a foglio 1352 e successivi, sempre del fascicolo del dibattimento.
Ecco, io chiederei alla signorina la cortesia di mettere sotto il visore la foto numero 1 del fascicolo appunto allegato all'annotazione DIA 8 settembre '95.
E a lei Carra chiedo... Non credo sia questa signorina. 8 settembre '95.
PRESIDENTE: Intanto che la signorina ci mostra la foto, volevo ufficializzare una richiesta di assicurazione dell'imputato che è oggetto di esame. Il quale si era, aveva manifestato la preoccupazione di essere visto in televisione perché ovviamente motivi di sicurezza la preoccupano. So che gli è già stato assicurato questo, glielo torno ad assicurare: è stato predisposto che l'impianto di ripresa televisiva possa riprendere tutto fuorché lei. Quindi lei può controllare poi perché ciò che si vede sul monitor su diversi schermi è quello che la televisione riprende e lei non può essere ripreso.
*IMPUTATO Carra P.: La ringrazio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco Carra, osservi per cortesia questa foto. Io non le do nessuna indicazione, lei mi dica per cortesia se quello che vede suscita in lei qualche ricordo.
Mi risponda tranquillamente, se non le suscita...
IMPUTATO Carra P.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda...
IMPUTATO Carra P.: Niente.
PUBBLICO MINISTERO: Niente. Passiamo alla foto numero 3, per cortesia.
IMPUTATO Carra P.: Sì, questa è la caserma dove ho fatto io l'inversione con il camion carico di hashish, al semaforo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ecco lì mi pare si legga Divisione Carabinieri Palidoro. L'inversione con il carico di hashish diretto dove?
IMPUTATO Carra P.: Se allarga l'immagine.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Allarghi l'immagine signorina per cortesia.
IMPUTATO Carra P.: Dove c'è il segnale del senso unico.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Io venivo da dietro diciamo, così nella foto. Ho fatto inversione, sono andato dove indica la freccia dritto.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè ha proseguito...
IMPUTATO Carra P.: Sì. Questa strada qui, dovrebbe arrivare a un certo punto che c'è un ponte, sotto un ponte.
PUBBLICO MINISTERO: Sotto un ponte cosa si trova Carra?
IMPUTATO Carra P.: Cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Sotto il ponte che cosa si trova?
IMPUTATO Carra P.: Il magazzino di quel marmista, dove sono entrato io in quel piazzale diciamo.
PRESIDENTE: Quello sfasciacarrozze.
IMPUTATO Carra P.: Sfasciacarrozze.
PUBBLICO MINISTERO: Il marmittaro?
IMPUTATO Carra P.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Quello delle marmitte per intendersi.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, quel signore dove mi ha scaricato con la pala meccanica.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questa foto? E' la foto numero 4. Io avevo detto la numero 4, signorina.
IMPUTATO Carra P.: Sì, dovrebbe essere qua più avanti, qua dentro. Dove c'è il segnale del semaforo ci dovrebbe essere l'entrata. Però non vorrei che è all'opposto l'entrata del ponte.
PUBBLICO MINISTERO: Passi alla foto 6.
IMPUTATO Carra P.: Qua sotto, qua dentro, sono due entrate.
PUBBLICO MINISTERO: Riconosce il posto?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, sono entrato. Entrando, in fondo c'è, finisce dove passa i binari dei treni.
PUBBLICO MINISTERO: La foto 7.
IMPUTATO Carra P.: Sì, il posto è questo, dove c'è messo le marmitte.
PUBBLICO MINISTERO: Ne è sicuro Carra, sì?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Passi per cortesia nell'album 20 settembre '95. 20 settembre '95 la foto 35. Questa foto Carra?
IMPUTATO Carra P.: Sì, qua dentro sono entrato io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Sulla sinistra c'è la casina, diciamo, una tettoia dove lui teneva delle marmitte.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Dove c'è questa macchina in alto, cose messe in alto su un ponte, non so. Comunque aveva una specie di pensilina fatta in lamiera.
PUBBLICO MINISTERO: E anche la successiva ormai che ci siamo: 36. Lo riconosce questo slargo, questo...
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, così era come...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, un particolare Carra.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa operazione che fu fatta avvenne, per così dire, all'interno del piazzale proprio di pertinenza dello sfascio, oppure subito fuori?
IMPUTATO Carra P.: No, praticamente entrando trova un piazzale, andando in fondo, se non ricordo male, c'era una casetta piccolina nel mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Andando ancora avanti la strada sterrata era un po' stretta e poi allargava in un altro piazzale.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto che per fare questa operazione, ha detto più volte, fu impiegata una pala meccanica.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda il colore di questa pala meccanica?
IMPUTATO Carra P.: Sì, era gialla e se non sbaglio era scoperta diciamo. Di solito ci sono...
PUBBLICO MINISTERO: Ma era cingolata o gommata?
IMPUTATO Carra P.: No, gommata era. No, aspetti.
PUBBLICO MINISTERO: Va be'...
IMPUTATO Carra P.: No era, cingolata era.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora magari altre... Vede, c'è una macchina operatrice sulla sinistra, un cingolato.
IMPUTATO Carra P.: Sì, ma non è...
PUBBLICO MINISTERO: Non è questo. Vada avanti, per cortesia, signorina. Successivamente, verso la fine di questo fascicolo, ecco.
IMPUTATO Carra P.: Si vede già la pala meccanica in fondo, se non sbaglio. Quella lì è la pala meccanica.
PUBBLICO MINISTERO: E' possibile che sia stato questo il...
IMPUTATO Carra P.: No è possibile, è quello lì, senza gabinato sopra, era libero. La persona era libera alla guida della pala meccanica.
PUBBLICO MINISTERO: Carra, questa foto le era mai stata fatta vedere?
IMPUTATO Carra P.: No, mai.
PUBBLICO MINISTERO: Da me?
IMPUTATO Carra P.: Mai. Questa è la prima volta che la vedo.
PUBBLICO MINISTERO: Vorrei dare la collocazione di queste fotografie: queste sono contenute nell'album, sempre nell'album 8 settembre '95 e erano le foto, le ultime foto del fascicolo che peraltro sono pochissime. Il numero da qua non lo so indicare.
Allora, ora le faccio vedere altre foto e non le dico niente se non, mi limito a chiedere se quello che lei vede le dice qualche cosa.
Chiedo alla signorina di mettere sotto il visore nell'ordine la foto 12 di un album intestato alla DIA di Roma, datato 7 settembre 1994. Mi pare signorina che quello sia un album dei Carabinieri, riconosco la copertina, non è della DIA. Scusi signorina, che album è codesto?
(voce fuori microfono) 7 settembre 1994.
PUBBLICO MINISTERO: Della DIA di Roma?
(voce fuori microfono) Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Gli estremi di collocazione?
(voce fuori microfono) Allora, sono ai fogli 485 degli atti della Corte.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Allora la foto numero 12 per piacere. Le dice qualcosa questa immagina Carra?
IMPUTATO Carra P.: La può schiarire un po'?
PUBBLICO MINISTERO: Scusi? Se non le dice niente me lo dica, senza...
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. La foto 13. Questa?
IMPUTATO Carra P.: Questo dovrebbe essere il cancello di via Ostiense.
PUBBLICO MINISTERO: Il cancello di?
IMPUTATO Carra P.: Via Ostiense.
PUBBLICO MINISTERO: Via Ostiense. Quindi, quel cancello di cui lei ha parlato...
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... con riferimento a quella manovra...
IMPUTATO Carra P.: Sì, che lo picchiai nell'angolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per intendersi, Carra, il cancello per come lo ha lei nel monitor, lei lo picchiò nella parte destra o nella parte sinistra?
IMPUTATO Carra P.: Entrando sulla destra.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla destra. Lei entrò a marcia avanti o a marcia indietro?
IMPUTATO Carra P.: A marcia avanti.
PUBBLICO MINISTERO: A marcia avanti.
IMPUTATO Carra P.: No, no, mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Carra P.: Sulla sinistra lo picchiai. Perché entrai a marcia avanti e lo presi con... No, no, a destra lo picchiai e a sinistra poi sul muro sulla sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: Con gli specchietti.
IMPUTATO Carra P.: Con gli specchietti, sì.
PUBBLICO MINISTERO: La 15. Cosa riconosce Carra?
IMPUTATO Carra P.: Il cortile dove entrai io in via Ostiense.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè il cortile che sta al di là di quel cancello?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quello...
IMPUTATO Carra P.: Però che allora non c'era tutta questa erbaccia che c'è adesso. Era più pulito come piazzale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, si nota che c'è un muro sulla destra, si nota laggiù in fondo una costruzione con qualche cosa che assomiglia a delle porte, delle finestre. In primo piano si vede un'elevazione nel terreno del cortile.
Ecco, vuole dare l'indicazione che ritiene, tenuto conto di quello che ha già raccontato stamani circa il modo come entrò nel cortile, circa dove furono effettuate queste operazioni di scarico, dove si collocano i locali tipo magazzini di cui lei ha parlato?
IMPUTATO Carra P.: Sì, entrando, io sono entrato a marcia avanti tutto lato sinistro, entrando. C'era un po' di terra sulla mia sinistra, era all'angolo.
PUBBLICO MINISTERO: La ghiaia di cui parlava stamani?
IMPUTATO Carra P.: Sì, la ghiaia era sulla sinistra, proprio all'angolo, le casette così. E i pacchi furono scaricati davanti l'ingresso di quella porticina lì, proprio a terra.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è quella costruzione laggiù in fondo quella che lei ha definito tipo magazzini?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prendiamo nuovamente l'album 20 settembre '95, la foto 43. Ecco, ora lì c'è un pezzetto di carta gialla che copre il volto di una persona. Questa foto Carra si ricorda in che circostanza...
IMPUTATO Carra P.: Sì, è stata la foto quando abbiamo fatto il sopralluogo in via Ostiense, che io stavo spiegando da dove arrivavo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Sempre in questo album, la foto 47. Questa...
IMPUTATO Carra P.: Questa è l'area di servizio in cui io ho fatto gli appuntamenti. Siamo nella parte di dietro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Dove che io ho avuto, diciamo, in tante occasioni l'appuntamento con loro, tramite viaggi.
PUBBLICO MINISTERO: Mi raccomando Carra, parli sempre nel microfono sennò perdo la sua voce.
Ecco. Quindi questo è il punto di cui lei ha già parlato stamani?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è un punto nel quale lei ha avuto occasione di incontrarsi più volte?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era il luogo, diciamo, abituale per gli appuntamenti presi con lei?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Anche il punto dove parcheggiavo con l'automezzo. Se lei vede a terra ci sono le strisce, diciamo i segnali per poter parcheggiare gli automezzi.
PUBBLICO MINISTERO: La foto 46, per cortesia.
IMPUTATO Carra P.: Questo è l'ingresso dell'area di servizio.
PUBBLICO MINISTERO: E quegli edifici sullo sfondo?
IMPUTATO Carra P.: Dove abitava lo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, dall'area di servizio si osservavano gli edifici nei quali c'era anche l'abitazione di Scarano?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo saprebbe identificare con esattezza il palazzo dove abitava Scarano?
IMPUTATO Carra P.: No, di preciso no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Lei c'è stato nell'abitazione di Scarano?
IMPUTATO Carra P.: Sì, ci sono stato.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, le chiederò in un altro momento qualche cosa di più specifico su questa abitazione.
Carra, lei stamattina ha riferito di questo viaggio, con questi involucri a palla un po' schiacciati, che ha avuto come suo punto di arrivo, secondo quanto racconta, quel certo cortile che abbiamo visto poco fa. Ecco, ve ne sono stati altri di viaggi fatti con carichi analoghi?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Sì, ci sono stati altri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ha portato questo esplosivo anche a Firenze?
IMPUTATO Carra P.: Sì, ho portato l'esplosivo a Firenze, a Milano e a Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stiamo parlando di questo viaggio, di questo trasporto per meglio dire, che ha avuto come suo punto di arrivo Firenze. Allora, lo illustri per cortesia dal suo inizio, questo episodio.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Praticamente dopo questo viaggio di via Ostiense, dopo un periodo, però non riesco a focalizzare quanto, si è rifatto lo stesso carico al garage della Coprora giù a Palermo con questi pacchi ovali di esplosivo, di cui nell'occasione, prima di partire, il Barranca mi aveva dato un bigliettino con un numero di telefono, c'era scritto anche il paese, un paese vicino Prato e m'ha dato l'appuntamento per le otto di sera di presentarmi. All'ingresso di questo paese c'era una grande chiesa dei Testimoni di Geova.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, andiamo con ordine, Carra. Lei ricorda in questo caso come lei fu contattato per poi intraprendere tutta questa complessa operazione? La vennero a cercare a casa, ovvero in altro modo? Da parte di chi? In che circostanze? Quanto tempo prima di questa partenza?
IMPUTATO Carra P.: Mi sembra che venne in ufficio da me Lo Nigro insieme a Barranca.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. E che cosa le disse?
IMPUTATO Carra P.: Di preparare il mezzo che si doveva caricare dei pacchi per portarli su. Però non mi disse, diciamo, dove dovevo andare e cosa dovevo fare.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, le chiesero di tenersi a disposizione?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Le chiesero di tenersi a disposizione anche con il camion? Insomma, col mezzo per intendersi?
IMPUTATO Carra P.: Sì, mi diede diciamo l'appuntamento la sera nel mio garage che si doveva caricare di nuovo il mezzo con dei pacchi, che si doveva partire di nuovo praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi quanto tempo passò da quando le fu dato questo preavviso a quando poi fu fatta questa operazione di carico? Fu questione di giorni, o più lungo?
IMPUTATO Carra P.: Qualche mese e mezzo, un mese, però non riesco a focalizzarlo bene come giorni. Non vorrei sbagliare.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, questa operazione vuol raccontare come avvenne? Quindi come arrivarono questi pacchi, quanti erano, chi li portò, chi era presente quando furono caricati sul camion, come si svolse la partenza, il viaggio?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Praticamente avevano dato appuntamento lì al garage da me, io arrivai al garage e trovai il Barranca, il Lo Nigro, Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Di mattina, di sera, quando avvenne questo fatto?
IMPUTATO Carra P.: Di sera. E' stato di sera.
PUBBLICO MINISTERO: Di sera, dopo cena?
IMPUTATO Carra P.: Sì, dopo cena.
PUBBLICO MINISTERO: E arrivando al garage lei trovò che questo materiale era già arrivato, o arrivò successivamente?
IMPUTATO Carra P.: No, no, io aprii e non c'era ancora il garage... diciamo nel garage ancora non c'erano questi pacchi.
PUBBLICO MINISTERO: E allora...
IMPUTATO Carra P.: Nel momento in cui arrivai io c'era il mezzo già messo in posizione per alzare e caricare i pacchi e Lo Nigro si allontanò mi sembra con Giuliano e poi venne il Lo Nigro con l'Ape sempre, con lo stesso funzionamento, con i pacchi sopra e la rete sopra i pacchi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questi pacchi erano diversi da quelli della volta precedente, o erano, come conformazione, come aspetto esterno...
IMPUTATO Carra P.: No, no, uguali, uguali erano.
PUBBLICO MINISTERO: Erano uguali anche come grandezze?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quanti erano Carra?
IMPUTATO Carra P.: Mi sembra che erano quattro, due grossi e due piccoli.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei stamattina, quando ha parlato dell'altro viaggio e ha distinto due grossi da quello piccolo, ha anche detto che quello piccolo poteva pesare intorno, se non ricordo male, intorno a una trentina di chili o 25.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, anche in questo caso le grandezze erano più o meno di quest'ordine?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, uguali.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, quindi questi pacchi furono sistemati con modalità diverse da quelle della prima volta, oppure le modalità furono le stesse?
IMPUTATO Carra P.: No, no, uguali, non... Si caricarono nello stesso modo in cui abbiamo fatto il primo carico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei a questo punto... Formulo diversamente la domanda: lei diceva prima di avere avuto un certo biglietto. Ecco, questo biglietto l'ha avuto nel corso di queste operazioni di carico di questo materiale, o l'ha avuto in un momento diverso?
IMPUTATO Carra P.: No, no, abbiamo finito di caricare questi pacchi e il Barranca mi disse, davanti a Lo Nigro: questo paese, mi spiegava l'entrata c'è questa chiesa - Testimoni di Geova - e l'appuntamento per le otto, perché mi ha dato l'appuntamento alle otto, perché io ho preso la nave per Livorno, ho sbarcato a Livorno. Gli dissi che sbarcavo sulle due e mezzo, le tre del pomeriggio. Mi calcolai un paio d'ore per arrivare a Prato e lui mi disse: ' per le otto ti va bene? Ci arrivi benissimo'. Gli dissi: 'sì, ce la faccio per le otto a essere lì'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io vorrei, Carra, che lei cercasse di essere preciso su quello che le fu spiegato a voce e quello che le fu messo sul biglietto.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè sul biglietto che indicazioni le furono date, per iscritto per intenderci?
IMPUTATO Carra P.: Per iscritto, c'era il nome del paese.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: E il numero di telefono dove è che io, se avevo problemi, di telefonare e cercare di Peppuccio.
PUBBLICO MINISTERO: Peppuccio, cioè di?
IMPUTATO Carra P.: Barranca.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi aveva queste due indicazioni sul biglietto?
IMPUTATO Carra P.: Sì. A voce, invece, mi disse il fatto della chiesa e...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè che all'ingresso del paese avrebbe trovato questa chiesa?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Dei Testimoni di Geova.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le fu detto anche che strada doveva fare per raggiungere questo posto? Intendo dire: 'venendo in autostrada da, esci qui', 'venendo in superstrada da, esci qui', e così via.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Lui mi disse, il Barranca, che uscendo a Prato Ovest, mi sembra, non vorrei sbagliare, comunque uscendo nell'uscita di Prato trovavo l'indicazione per questo paese.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, l'uscita di Prato, vuol dire uscita dall'autostrada?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'autostrada, prendendola da dove?
IMPUTATO Carra P.: Venendo da Livorno verso Firenze, la Firenze Mare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei partì quindi, ha detto un attimo fa, da Palermo con destinazione Livorno.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Partì, a che ora parte la nave da Palermo che sbarca a Livorno?
IMPUTATO Carra P.: Parte alle cinque e mezzo, sei del pomeriggio, e arriva alle due e mezza lì, a Livorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se questo carico di esplosivo, insomma di questi pacchi, fu fatto sul suo camion la sera dopo cena, ecco, lei poi quando partì? L'indomani? Dopo qualche giorno?
IMPUTATO Carra P.: No, no, all'indomani.
PUBBLICO MINISTERO: L'indomani, partì. Ho capito. Senta, e questa volta partì con il mezzo attrezzato sempre nel solito modo? Cioè a dire un cassone sopra e uno sotto?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sempre.
PUBBLICO MINISTERO: Anche in questo caso.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e i mezzi che adoprò, allora? Se se li ricorda.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sempre gli stessi erano.
PUBBLICO MINISTERO: Gli stessi.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi il trattore qual era?
IMPUTATO Carra P.: Il trattore, il Volvo targato Torino 529709D.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, il...
IMPUTATO Carra P.: Il semirimorchio era quello targato Palermo 15424.
PUBBLICO MINISTERO: E sopra che ci aveva messo?
IMPUTATO Carra P.: L'altro rimorchio, targato Catania 7035, o 34, non lo ricordo di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era stato già ritargato, questo semirimorchio, all'epoca?
IMPUTATO Carra P.: Era già?
PUBBLICO MINISTERO: Ritargato Palermo?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro di questo? Ci pensi un attimo.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, già ritargato. Perché sotto il rimorchio era già targato, il 15424, e il sopra doveva essere per forza anche targato, perché li ho targati tutti assieme, quei rimorchi.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, appunto.
IMPUTATO Carra P.: Nello stesso periodo.
PUBBLICO MINISTERO: Appunto per questo. Senta, una curiosità. Quando uno imbarca su un traghetto - ora, poi ci spiegherà su quale traghetto imbarcò nell'occasione - ecco, quando fa il biglietto, e comunque sulla nave, rilevano le targhe oltre che del trattore anche quella del rimorchio? Ed eventualmente, come nel suo caso, anche del semirimorchio che c'aveva messo sopra?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha capito la domanda, Carra?
IMPUTATO Carra P.: Sì sì, l'ho capito. Loro, quando vai a fare la polizza, anche che non va a guardare, nessuna società va a guardarti il numero di targa se non c'è un problema; sicché, se uno vuole mettere una targa sbagliata, può solo creare problemi al momento di uscita dalle dogane, dei porti, o a Livorno, o a Genova.
Mettendo, imbarcando il rimorchio sovrapposto, che nella polizza viene definito vuoto - perché nella polizza risulta vuoto, rappresenta un mezzo vuoto, ma è sovrapposto - a volte mettono la targa di sopra, e a volte no. Non è sempre che mettono la targa sul mezzo che viene posto sopra il mezzo, praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Lei dette la targa giusta, voglio dire, nell'occasione.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e il viaggio, il biglietto lo fece a che nome? Se se lo ricorda.
IMPUTATO Carra P.: Mi sembra a Sabato Gioacchina, la polizza. Però non vorrei sbagliare, perché io imbarcavo a volte a Coprora, a volte Sabato Gioacchina: usavo tutt'e due i nomi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, nell'occasione lei si portò dietro anche il cellulare, oppure fece senza?
IMPUTATO Carra P.: Sì sì, avevo il cellulare.
PUBBLICO MINISTERO: Il solito.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sempre.
PUBBLICO MINISTERO: Quello intestato a Sabato Gioacchina?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda il nome del traghetto sul quale montò?
IMPUTATO Carra P.: Grandi Traghetti.
PUBBLICO MINISTERO: E la nave come si chiamava: se lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: O Freccia Blu o Freccia Rossa, non ricordo, perché a volte la cambiavano; ma sono uguali, come navi: cambia il colore.
PUBBLICO MINISTERO: Fanno entrambe rotta sulla Palermo-Livorno?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Sì, sono tutt'e due adesso, da quando hanno messo le navi veloci, che fanno su e giù: una che parte e una che arriva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, lei si imbarcò regolarmente da Palermo?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era solo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, solo.
PUBBLICO MINISTERO: Il viaggio si svolse regolarmente? Nel senso che arrivò a Livorno all'ora prevista?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Su quella nave vide qualcuno che conosceva?
IMPUTATO Carra P.: Sì, c'erano persone del mio stesso ramo di lavoro, che conoscevo, e si incontrava sempre sulla nave.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi camionisti come lei?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ricorda il nome di qualcuno, oppure no?
IMPUTATO Carra P.: No, non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Però è sicuro che ci fossero suoi colleghi di lavoro, per intendersi?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, a lei era stato detto di presentarsi a un certo appuntamento alle ore otto, se ho capito bene.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le otto della sera, quindi le 20.00.
IMPUTATO Carra P.: Sì, le ore 20.00.
PUBBLICO MINISTERO: Le ore 20.00. E l'appuntamento dove gli era stato dato?
IMPUTATO Carra P.: Davanti alla chiesa dei Testimoni di Geova.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei prima di far questo viaggio c'era mai stato per lavoro, o per altra ragione, personale, familiare, nella zona di Prato, nella zona di Firenze?
IMPUTATO Carra P.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: A Massarosa, alla Sabital, c'era andato?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la provincia di Lucca, almeno per quanto riguarda la Sabital, la frequentava.
IMPUTATO Carra P.: Sì, quella zona lì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma la provincia di...
IMPUTATO Carra P.: Però non io personalmente, ma parte degli autisti, i miei automezzi.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, io le chiedevo proprio a lei, personalmente, se aveva un minimo di conoscenza della zona di Prato, di Firenze: se c'era stato.
IMPUTATO Carra P.: No, io non c'ero mai stato in quelle zone lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non c'era mai stato. Ora, le era stato spiegato a voce che doveva prendere l'uscita di Prato.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco ma, che lei ricordi, le uscite di Prato erano una, o più di una?
IMPUTATO Carra P.: Mi sembra che erano due, le uscite, venendo da... sì, due sono le uscite di Prato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le fu detto di uscire alla prima o alla seconda? Se lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: Eh, non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma le fu detto di uscire ad un'uscita piuttosto che ad un'altra?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lasciamo perdere che oggi non se lo rammenta.
IMPUTATO Carra P.: Sì sì, quello sì. L'ho detto prima, che mi hanno detto di fare l'uscita di Prato, però non ricordo se Ovest o Est, se Sud o Nord. Comunque, mi specificò di fare l'uscita di Prato, allora.
PUBBLICO MINISTERO: Una delle due uscite, quindi.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora lei, sbarcando a Livorno?
IMPUTATO Carra P.: Sì, andai verso Firenze, però andando piano, fermandomi a ogni area di servizio, perché ero in anticipo. Perché anche in un'ora e mezza, uscendo dal porto di Livorno, si può arrivare a Firenze-Prato. Sennò, sarei arrivato alle quattro del pomeriggio, lì; alle quattro e mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E invece?
IMPUTATO Carra P.: Ho cercato di avvicinarmi diciamo, a Prato, all'ora prevista per l'appuntamento. Prima di arrivare lì, a Prato, ho ricevuto una telefonata nel cellulare, di Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Una telefonata?
IMPUTATO Carra P.: Del Lo Nigro, che mi ha telefonato dicendomi di spostare l'appuntamento: invece di entrare nel paese alle otto di sera, entrare alle undici, undici e qualcosa. Alle 23.00, praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: La telefonata sul cellulare da chi le arrivò?
IMPUTATO Carra P.: Da Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro di questo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non le telefonò Peppuccio? Barranca.
AVV. Cianferoni: Presidente, abbia pazienza, avvocato Cianferoni. Formulo opposizione a questa domanda, perché mi appare suggestiva. Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Suggestiva? Questo è un imputato, avvocato Cianferoni, eh?, non è un testimone: attenzione.
IMPUTATO Carra P.: Io ho avuto altre telefonate, sia da Lo Nigro che dal Barranca. Magari la prima telefonata me la fece il Barranca e poi, successivamente, ho avuto la telefonata del Lo Nigro. Magari ho sbagliato in questo. Comunque...
PUBBLICO MINISTERO: No, non è questione, Carra.
IMPUTATO Carra P.: Sì, ma ho detto, ho avuto...
PUBBLICO MINISTERO: Lei...
IMPUTATO Carra P.: Sì?
PUBBLICO MINISTERO: Lei capisce perché io le ho fatto questa domanda, ma lo spiego alla Corte: perché, quando lei ha iniziato a riferire questi fatti, nella giornata del 31 agosto 1995, e in quella giornata è stato interrogato due volte, ecco, su questa stessa circostanza - quindi il dato lo offro alla Corte anche per il suo rilievo di carattere formale e processuale - sia nell'interrogatorio che è datato 31 agosto '95 ore mezzanotte e dieci, sia nell'interrogatorio 31/08/95 che reca come indicazione oraria ore 17.30, ecco in entrambi questi interrogatori lei disse che questa telefonata con la quale fu invitato, o meglio le fu ordinato di farsi vedere in questo posto alle 23.00 invece che alle otto, gliel'aveva fatta Peppuccio Barranca.
E non Lo Nigro. E quindi glielo dovevo far presente, ovviamente.
Dopodiché vorrei capire se è un problema magari di, come dire?, un ricordo incerto oggi, oppure il ricordo era più preciso all'epoca; oppure, può darsi si sia sbagliato allora e ricorda meglio oggi. Non abbia difficoltà; lei deve illustrare alla Corte con la massima serenità.
IMPUTATO Carra P.: No, no, sicuramente ho confuso la telefonata che ho ricevuto dopo, al momento in cui Lo Nigro mi chiamò per andare a prendere il Barranca e per andare via. E nello stesso, diciamo dopo un giorno, due giorni, ho due telefonate, ho due contatti io con loro, a Firenze: una in cui mi spostano l'appuntamento, dalle otto di sera alle undici di sera; e una al momento in cui io devo ritornare per prendere il Barranca, per poi andare in Sicilia.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Per ora siamo alla prima di queste telefonate.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa che le è arrivata mentre lei era ancora in viaggio.
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto. Prima dell'uscita di Prato.
PUBBLICO MINISTERO: E allora, ora che le ho fatto presente questa diversità, questa telefonata ricorda da chi le venne?
IMPUTATO Carra P.: Sì sì, Barranca me la fece a me, la telefonata, la prima.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMPUTATO Carra P.: Avevo confuso con le altre telefonate io, che ho ricevuto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta Carra, allora lei, a seguito di questa telefonata, che cosa fece?
IMPUTATO Carra P.: In autostrada stessa mi misi in un parcheggio, messo da parte, mi misi a dormire un po', poi. Perché erano le sette e mezzo, così, prima delle otto erano; un quarto d'ora, venti minuti prima, ho ricevuto la telefonata, io.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Che ero quasi arrivato sull'uscita, diciamo, e mi appoggiai nella cuccetta in questo parcheggio fino ad aspettare le undici meno venti, per poi rientrare e andare in quell'appuntamento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi poi partì?
IMPUTATO Carra P.: Sì, arrivai lì e arrivai davanti a questa Testimoni di Geova, a questa chiesa che c'era un parcheggino di fronte, all'entrata di questo paese. Essendo la strada piccola, non era grande come strada, dentro un paesino così, ho cercato di togliermi di là perché ritardavano.
Entrai verso il paese, anche avendo paura, perché all'entrata mi trovai in difficoltà perché è stretto poi il paese, dentro: con un mezzo 15 metri lungo e alto, con due semirimorchi uno sopra l'altro, è abbastanza alto, avevo il rischio anche di prendere i balconcini delle palazzine, camminando.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMPUTATO Carra P.: Fortunatamente, dalla strettoia mi ritrovai in un piazzale davanti a un cimitero; largo, no?, si cominciò ad allargare la strada e mi misi lì, nell'angolino del cimitero.
Non vedendo arrivare nessuno, ho chiamato al numero di telefono che mi aveva dato il Barranca, chiedendo - mi rispose una persona anziana - chiedendo di Peppuccio. Ho chiesto di Peppuccio; dice: 'sì, sta venendo'. Gli ho detto: 'quando viene Peppuccio?'. Mi ha detto: 'stanno arrivando'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, un attimo, Carra.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per fare questa telefonata adoprò il telefono pubblico, oppure adoprò il suo cellulare?
IMPUTATO Carra P.: No, il mio cellulare, di sopra l'automezzo telefonai.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, la voce che le rispose era la voce di qualcuno che conosceva?
IMPUTATO Carra P.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, quando sentì la persona che rispondeva, gli disse chi era, spiegò chi era? Oppure si limitò a chiedere di Peppuccio?
IMPUTATO Carra P.: No, mi sono soltanto limitato a chiedere di Peppuccio. Fu per come mi aveva detto Peppuccio: in caso di bisogno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questa persona che le rispose, voglio dire, capì subito che cosa lei stava dicendo? Oppure le fece ripetere la domanda, volle spiegazioni?
IMPUTATO Carra P.: No no, mi rispose subito: 'sì, sta venendo a prenderti, non ti preoccupare'.
PUBBLICO MINISTERO: Fu una telefonata breve?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, quando lei fece questa telefonata, quindi, dove si trovava?
IMPUTATO Carra P.: Davanti al cimitero di quel paesino.
PUBBLICO MINISTERO: Ma l'appuntamento dove ce l'aveva, lei?
IMPUTATO Carra P.: Davanti alla chiesa dei Testimoni di Geova.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, ma se lei era davanti al cimitero, come facevate a trovarvi?
IMPUTATO Carra P.: Eh, perché io con quel mezzo lì non potevo posteggiare: dava troppo noia, il mezzo messo lì.
Io, spostandomi di mia iniziativa, sono andato lì e ho telefonato.
PUBBLICO MINISTERO: Ma quindi dov'è che vi siete incontrati poi?
IMPUTATO Carra P.: Eh, davanti al cimitero.
PUBBLICO MINISTERO: O davanti alla chiesa dei testimoni? Non capisco.
IMPUTATO Carra P.: No, no, davanti al cimitero ci siamo incontrati.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei come fece a spiegare che si trovava davanti al cimitero invece che nel luogo d'appuntamento, quello che avevate fissato?
PRESIDENTE: Ha capito?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Non mi ricordo in questo momento...
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda. Ascolti me, ascolti me.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, arrivando in questo paese, arrivò col trattore e con il semirimorchio agganciato, ovvero staccò precedentemente?
IMPUTATO Carra P.: No, no, arrivai tutto agganciato.
PUBBLICO MINISTERO: Tutto agganciato.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi quando lo sganciò poi il semirimorchio?
IMPUTATO Carra P.: Il semirimorchio lo sganciai dopo avere effettuato lo scarico dei pacchi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Quindi lei, fino a quel momento, rimase, lei fino a quel momento rimase con il semirimorchio agganciato al trattore.
IMPUTATO Carra P.: Agganciato al trattore, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Riesce a ricordare meglio com'è che vi siete incontrati, allora?
IMPUTATO Carra P.: Non vorrei sbagliarmi, ma... ma forse sono venuti davanti la chiesa e ci siamo fermati al cimitero.
Praticamente loro sono venuti, io ho avuto il contatto dopo la telefonata con Spatuzza, Lo Nigro e Giuliano, detto "Olivetti".
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: E loro erano con una FIAT Uno bianca.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma io ho bisogno di sapere...
IMPUTATO Carra P.: Sì, e qua voglio arrivare.
PUBBLICO MINISTERO: ... in che punto vi siete incontrati.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché lei era al cimitero, Carra, e l'appuntamento era lì davanti alla chiesa dei Testimoni di Geova, non vi sareste incontrati mai.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Io non ricordo se era il momento in cui io arrivai lì ai Testimoni di Geova, però ci siamo incontrati. Io non lo ricordo perché loro, mi avevano conosciuto loro.
In che senso? Ora le spiego: io non ricordo come... Io mi sono spostato di là perché non potevo stare davanti ai Testimoni di Geova con l'automezzo, perché bloccavo la strada.
Di iniziativa mia io mi sono spostato dall'appuntamento.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Ho posteggiato davanti... Nel momento in cui io ho telefonato all'utenza...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: ... alle 11 di sera quando io sono arrivato che mi ha spostato l'appuntamento, io mi sono fermato lì, perché mi sono spostato dall'appuntamento che mi avevano dato davanti alla chiesa per motivi di vincolo di strada.
Io ho chiamato in quella, in quel numero di telefono che mi avevano dato dicendo che non mi trovavo più lì, ma mi trovavo più avanti davanti ad un cimitero.
E chi mi ha risposto mi ha detto: 'va bene, vengono subito all'incontro'.
Ma è stata iniziativa mia a spostarmi da davanti alla chiesa, perché non avevo modo di posteggiare.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, questo numero di telefono che compose, lei sapeva a chi corrispondeva, a chi era intestato?
IMPUTATO Carra P.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Aveva mai sentito pronunziare il nome Messana?
IMPUTATO Carra P.: No, mai.
PUBBLICO MINISTERO: Messana Antonino.
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Un Messana con qualche altro nome, invece che Antonino?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e quindi lei quando fece questo numero non sapeva a chi corrispondeva.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda il prefisso di questo numero che fece?
IMPUTATO Carra P.: No, non me lo ricordo il prefisso.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
IMPUTATO Carra P.: Comunque era una utenza di abitazione.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, non aveva il prefisso dei cellulari. Vuol dire questo?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, l'ora in cui fece questa telefonata?
IMPUTATO Carra P.: Le undici di sera, undici e dieci, undici e cinque, undici e mezza.
PUBBLICO MINISTERO: Le undici.
IMPUTATO Carra P.: Le undici, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Un orario che gira intorno alle undici, insomma.
IMPUTATO Carra P.: Intorno alle 23.00.
PUBBLICO MINISTERO: Intorno alle undici e cinque, undici e dieci, undici e mezzo.
IMPUTATO Carra P.: Esatto. Perché io sono entrato in orario nell'appuntamento che mi avevano dato e avevano ritardato un po', loro. Per questo io ho telefonato dicendogli che prima, mi avevo spostato di là ed ero più avanti, davanti ad un cimitero.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Senta, Carra, lei a parte che ha detto che nella zona di Firenze e Prato non ci aveva mai messo piede, ma aveva delle conoscenze nella zona di Firenze, di Prato, di Pistoia? Conoscenze sue personali, o conoscenze per ragioni di lavoro?
IMPUTATO Carra P.: Io conosco il Savina, conosco Correra Saverio che aveva l'agenzia di autotrasporti a Viareggio.
PUBBLICO MINISTERO: A Viareggio... Nemmeno a Viareggio, ma insomma, sempre in Versilia.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io invece parlavo di Firenze, di Prato, Pistoia...
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Durante questa permanenza sua qua, dopo esser sbarcato dal traghetto a Livorno, lei adoprò il suo cellulare?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per qualche ragione, le capitò di dover fare delle telefonate, lasciamo perdere quella che ha raccontato, telefonate qui su Prato, su Firenze, a qualcuno per una esigenza anche così, del momento. Che ne so, un carroattrezzi, un elettrauto, o qualcosa di simile?
IMPUTATO Carra P.: Sì, io effettuai un paio di telefonate anche a Moscato, un certo Moscato che è...
PUBBLICO MINISTERO: Sì...
IMPUTATO Carra P.: ... di Palermo. Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, Carra, non dicevo telefonate giù a Palermo o a persone di Palermo. Dicevo telefonate qui, su Firenze, su Pistoia, sulla Toscana.
IMPUTATO Carra P.: Non me lo ricordo di avere effettuato telefonate. A meno che non ho telefonato in qualche ditta per vedere se c'era di caricare. Ma sempre tramite l'ufficio di giù, non mio diretto da qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E quindi, se dal suo cellulare risulta fatta nella tarda serata del 25 maggio del '93 una telefonata, una sola, ad una abitazione a Prato, che spiegazione può avere questa telefonata?
Può avere una spiegazione diversa da quella che ha detto lei poco fa?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, l'unica ragione della telefonata è quella che ha detto lei poco fa: che doveva contattare Peppuccio.
IMPUTATO Carra P.: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei se lo ricorda che le è stato contestato anche questa telefonata negli interrogatori.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei si ricorda che cosa aveva detto su questa telefonata nei primi interrogatori?
IMPUTATO Carra P.: Della telefonata mia in questo appartamento?
PUBBLICO MINISTERO: A questo numero di Prato: 0574-4813941.
Si ricorda che cosa aveva detto?
IMPUTATO Carra P.: No, non mi ricordo adesso.
PUBBLICO MINISTERO: Ma aveva detto la verità, o aveva detto una cosa diversa dalla verità, su questa telefonata?
Aveva detto quello che ha raccontato oggi alla Corte, o aveva detto qualche cosa di diverso? Se lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: Che cercai Barranca. Io ho detto che è la verità.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, aspetti.
IMPUTATO Carra P.: Ah, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prima di spiegare come ha detto oggi che questa telefonata la fece perché cercava Barranca, nei primi interrogatori, i primi dopo l'arresto, lei ricorda se aveva raccontato la stessa cosa che ha detto oggi, o se aveva raccontato una cosa diversa?
IMPUTATO Carra P.: Ah, no. Avevo detto che non era mia la telefonata. Che... Lei mi insisteva su questa telefonata effettuata dal mio cellulare. E io le ho risposto che l'unica spiegazione è che mi avrebbero clonato il telefono.
PUBBLICO MINISTERO: E lei sapeva che questo non era vero, però.
IMPUTATO Carra P.: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, e come mai negava questa telefonata?
Lo spieghi alla Corte.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le sembrerà una domanda banale, ma lei capisce che la Corte deve poter conoscere un po' tutto il quadro della situazione.
IMPUTATO Carra P.: Sì, era talmente grande la situazione che avevo paura e cercavo di nascondermi, diciamo, sulla situazione in cui sapevo.
Solo per questo. Cercavo di negare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora si verificò l'incontro, ha detto, con queste persone.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quanto tempo passò dalla telefonata al momento in cui lei si incontrò con queste persone?
IMPUTATO Carra P.: Cinque minuti, dieci massimo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi un tempo ristretto.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi chi furono le persone che vennero, per così dire, a riscontrarla?
IMPUTATO Carra P.: E' Lo Nigro, Giuliano e Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Come arrivarono?
IMPUTATO Carra P.: Con una FIAT Uno bianca.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda qualche cosa di questa FIAT Uno?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Era una FIAT Uno normale, voglio dire?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, normale. Targata Firenze, era.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, che cosa faceste, ecco, dal momento in cui lei vide queste, si incontrò con queste tre persone?
IMPUTATO Carra P.: Sì, loro mi dissero di chiudere il mezzo per vedere un po' dove metterci per scaricare questi pacchi.
E io gli dissi: 'come, devono sparire?'
Io pensavo che mi portassero dentro qualche magazzino o capannone, non lo so.
E allora abbiamo fatto un po' di giri. Siamo ritornati lì, perché loro dice: 'è meglio che andiamo a parlare prima col Barranca, dice, vediamo come possiamo fare'.
Nel momento in cui lui ha girato per... mi ha fatto scendere della macchina e mi ha lasciato di nuovo nel mezzo, Lo Nigro si è accorto che accanto al cimitero proprio c'era un vialotto che andava in campagna.
PUBBLICO MINISTERO: Un viottolo.
IMPUTATO Carra P.: Un viottolo, sì, proprio a toccare il cimitero.
E allora disse: 'qua è buono, guarda. Qua...'
E mi ha fatto entrare qui a scaricare questi pacchi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei è rimontato sul trattore...
IMPUTATO Carra P.: Sì, sul camion, misi in moto e entrai in questo vicolo. Che non è un vicolo, è una... come posso dire? Era accanto al cimitero, era una stradina di campagna, però.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Carra P.: Andava proprio in campagna.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque era adiacente al cimitero?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, a toccare le mura del cimitero.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi furono scaricate queste palle.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Sono entrato in questo spazio e ho scaricato i pacchi. E mi disse Lo Nigro, dice: 'guarda, spostati, che... e ti va, non andar via', perché io stavo andando via avendo finito di scaricare quei pacchi.
Mi disse, dice: 'no, aspetta, vatti a trovare un posto dove parcheggiare, che poi vediamo, perché forse devi portar via Peppuccio Barranca con te'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a parte che lei aveva telefonato a quel certo numero chiedendo di Peppuccio, ma sul posto dove lei si incontrò con queste persone, Peppuccio quindi non c'era.
IMPUTATO Carra P.: Non c'era, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Però le fu detto di non andar via.
IMPUTATO Carra P.: Sì, di non andar via, ma di allontanarmi del posto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Da questo devo capire, Carra, che quando lei partì da Palermo non sapeva che cosa avrebbe dovuto fare, se aveva qualche cosa da fare, oltre che trasportare questa roba?
IMPUTATO Carra P.: No, no. Non mi hanno detto niente. Io dovevo solo trasportare questi pacchi, arrivare lì, scaricare e andar via.
PUBBLICO MINISTERO: E invece le fu detto di fare diversamente.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Di cui io mi allontanai...
PUBBLICO MINISTERO: E allora cosa ha fatto?
IMPUTATO Carra P.: Sì, mi allontanai, presi la statale direzione verso Livorno, verso Livorno...
PUBBLICO MINISTERO: La statale?
IMPUTATO Carra P.: Sì, la statale.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non ha ripreso l'autostrada.
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMPUTATO Carra P.: E prima dell'entrata dell'autostrada, facendo un paio di chilometri, c'è un distributore sulla sinistra, un po' grande, che al centro c'è una trattoria e il parcheggio lì interno a questa trattoria.
Di cui io entrai in quest'area di servizio, sganciai i semirimorchi. Col trattore soltanto mi misi accanto ai semirimorchi e mi sembra di avere ricevuto la telefonata di... di Lo Nigro, questa volta. In cui mi diceva di venire all'appuntamento davanti alla chiesa.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti un attimo, Carra. Ora poi ci arriviamo a codesto.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, questa operazione di scarico.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Accanto al cimitero, quanto tempo portò via? A partire dalla telefonata che lei fece intorno alle 11, quello che ha detto, ecco, arrivare ad operazione di scarico accanto al cimitero, compiuta, quanto tempo sarà passato?
Mezzora, un'ora, un'ora e mezzo...
IMPUTATO Carra P.: Mezzora, tre quarti d'ora.
PUBBLICO MINISTERO: Mezzora, tre quarti d'ora.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questa storia per questa parte finisce nel cuore della notte, per intendersi.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E allora lei, a questo punto, avendo avuto istruzioni di non allontanarsi, ma di spostarsi e basta, finisce a quest'area di servizio.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' così che ha detto?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. La notte come la trascorre?
IMPUTATO Carra P.: La notte ho avuto... Non ricordo di preciso a che ora mi telefonò, dopo qualche ora, o un'ora e mezza, due ore. Comunque ho ricevuto la telefonata, in cui sono andato, mi hanno detto di ritornare davanti la chiesa.
Io andai davanti la chiesa convinto di trovare il Barranca per portarlo via come avevano detto, e invece trovai una persona in cui mi disse: 'sei l'amico di Peppuccio?'
Gli dissi: 'sì'.
' Piero...', mi chiamò per nome e gli dissi: 'sì'.
Dice: 'mi ha detto Peppuccio ritorna domani sera alle otto?'
Mi spostò l'appuntamento. E io andai via.
Arrivai lì, all'area di servizio, mi misi accanto a...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ritornò al solito punto.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: All'area di servizio?
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto. Ritornai lì, li misi accanto ai semirimorchi, mi misi a dormire nell'automezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, questa telefonata ricorda chi gliela fece?
IMPUTATO Carra P.: Il Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Lo Nigro.
IMPUTATO Carra P.: Sì. E lei ricorda che, quando è stato interrogato, le è stato rappresentato che questa telefonata veniva da un certo cellulare particolare?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cellulare che non era intestato alla persona che ha nominato lei.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ricorda questo?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda a chi, secondo quanto le diceva il Pubblico Ministero, era intestato questo cellulare?
IMPUTATO Carra P.: Mi sembra Stefano Casella.
PUBBLICO MINISTERO: "Mi sembra"? Probabilmente le sembra...
IMPUTATO Carra P.: No, non mi ricordo di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
Questa telefonata lei ha detto che le è arrivata dopo circa un'ora, un'ora e mezzo da che avevate finito questa operazione di scarico?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi verso che ora della notte poteva essere questa telefonata?
IMPUTATO Carra P.: L'una e mezza, le due.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra, lei ha detto che a seguito di questa telefonata lei è tornato nella piazza della chiesa dei testimoni, si è presentato una persona...
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si è presentata una persona che le ha detto di farsi vedere direttamente l'indomani sera alle ott.
Ho capito bene?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Allora, questa persona che arrivò a portarle questo messaggio, era una persona che lei aveva mai visto?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Come arrivò questa persona? A piedi, arrivò con qualche mezzo...
IMPUTATO Carra P.: Sì, arrivò con una utilitaria, però non ricordo che macchina era.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, andiamo direttamente più avanti nella ricostruzione di questo fatto: questa persona l'ha rivista poi?
IMPUTATO Carra P.: Sì, nel prossimo appuntamento l'ho rivista.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire quello della sera dopo alle otto?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questa persona che cosa le ha detto nell'occasione? Che cosa ha fatto?
IMPUTATO Carra P.: Mi spostò di nuovo l'appuntamento.
PUBBLICO MINISTERO: In che termini?
IMPUTATO Carra P.: Mi spostava, che so, dalle otto, mi ha detto alle undici, alle undici e mezza.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quindi le ha detto di ritornare ancora...
IMPUTATO Carra P.: Tra tre ore.
PUBBLICO MINISTERO: ... più tardi.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Come mai c'era questo slittamento di appuntamento?
IMPUTATO Carra P.: Eh, non lo so questo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma voglio dire: lei, questo appuntamento con chi ce l'aveva?
IMPUTATO Carra P.: Mi dovevano portare al Barranca, io prelevarlo e portarlo giù in Sicilia con me.
PUBBLICO MINISTERO: Allora capisco che alle otto dell'indomani sera il Barranca non c'era e le fu detto di passare più tardi a prenderlo.
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, questo giovane, questa persona per meglio dire, lei lo ha visto anche questa seconda volta, lo ha visto con la stessa macchina, con la stessa utilitaria?
IMPUTATO Carra P.: Sì, però non mi ricordo la macchina che aveva.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda, Carra, di aver detto, nei due interrogatori che io ho ricordato poco fa, che questo giovane, una prima volta, o perlomeno una volta, lei lo ha visto arrivare con una Uno bianca.
Se lo ricorda questo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Sì, la prima volta venne con una Uno bianca, sì.
La seconda volta venne con una macchina scura, però non ricordo qual era, che macchina era.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto una utilitaria.
IMPUTATO Carra P.: Sì, una utilitaria. Era una macchina piccola. Una Ibiza, una Y10, non mi ricordo però di preciso che macchina era.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ricorda appena appena se notò la targa di, anche di questa seconda macchina?
IMPUTATO Carra P.: No, non lo ricordo proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Oggi non se lo ricorda.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ricorda che questa stessa domanda gliel'abbiamo fatta anche a suo tempo e lei dette una certa risposta? E' possibile questo? Se lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: Dissi che era targata Firenze, la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, appunto.
IMPUTATO Carra P.: Sì, ma non so la targa, io.
PUBBLICO MINISTERO: No, mi bastava la sigla della provincia.
IMPUTATO Carra P.: Ah, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Forse c'è stato un malinteso tra me e lei.
IMPUTATO: No, era targata Firenze, però non so la targa.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
IMPUTATO Carra P.: Non lo...
PRESIDENTE: Non sa il numero.
IMPUTATO Carra P.: Sì, non so il numero.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', pensava che io le volessi chiedere i numeri.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, va bene. Era andato al di là delle mie aspettative.
Ecco, quindi dalla sera, o meglio dalla notte successiva al suo arrivo, fino all'indomani sera, lei tutte queste ore come le ha passate?
IMPUTATO Carra P.: Dalla sera fino all'indomani sera? Dentro il camion in questo parcheggio. Sono sceso per mangiare e poi sono stato tutto il tempo dentro il mezzo che c'è... Dentro c'è la cuccetta, il letto. E sono stato dentro il mezzo.
Sono stato al telefono anche che parlavo con la segretaria, cercavo di curare anche diciamo il lavoro, di seguire la segretaria, perché avevo tanti problemi io, a quel periodo. Di lavoro, anche.
Dai discorsi di banca, tutte queste cose qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi ha fatto anche uso del suo cellulare in questo periodo.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Tanto, anche.
PUBBLICO MINISTERO: Tanto. Che so, ha chiamato la ditta?
IMPUTATO Carra P.: Sì, Sabato Gioacchina, a mio fratello, chiamai l'assicurazione...
PUBBLICO MINISTERO: L'assicurazione...
IMPUTATO Carra P.: E' Moscato.
PUBBLICO MINISTERO: Moscato.
IMPUTATO Carra P.: Sì. E chiamai anche un mio amico, che mia moglie aveva problemi col bambino, un certo Giovanni Tligito in ospedale, alla...
PUBBLICO MINISTERO: Perché questo signore che ci faceva all'ospedale?
Lo spieghi alla Corte.
IMPUTATO Carra P.: Ci lavorava.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Era un infermiere, un dipendente?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, era un infermiere. Ausiliario, non mi ricordo come si dice. Comunque lavorava là dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e ne ricevette di telefonate in questo periodo? Per quanto ricorda, voglio dire.
IMPUTATO Carra P.: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: Una l'ha ricordata, la telefonata notturna, per così dire.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le chiedevo se ricorda di aver ricevuto altre telefonate.
IMPUTATO Carra P.: Della segretaria me lo ricordo che avevo ricevuto una telefonata. Mi sembra anche di mio fratello. E forse di mia sorella, anche una telefonata.
PUBBLICO MINISTERO: Ma telefonate ancora sempre delle persone che aveva visto lì a Prato, intendo dire: Lo Nigro, Spatuzza, Giuliano, si sono più fatti sentire con lei per telefono?
IMPUTATO Carra P.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ecco, quindi lei ha riferito poco fa che l'indomani sera alle 20.00 si presenta questo ragazzo, questo giovane.
Non lo ha descritto, lo vuol descrivere per cortesia questa persona?
IMPUTATO Carra P.: Sì, è un ragazzo giovane, sui 25 anni, alto un metro e 70, un metro... penso. Un metro e 70, un metro e 68, non lo so di preciso. I capelli scuri e ben vestito. Fine in viso, con una parlantina in italiano.
PUBBLICO MINISTERO: Non parlava palermitano, voglio dire.
IMPUTATO Carra P.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E quindi questa persona le sposta l'appuntamento dalle 20.00 alle 23.00, mi ha detto?
IMPUTATO Carra P.: Sì, alle 23.00.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e allora cosa succede alle 23.00?
Lei si è presentato all'appuntamento?
IMPUTATO Carra P.: Sì, io non ricordo quante... o due o tre volte mi spostò l'appuntamento. Stavo dicendo questo: non ricordo di preciso quante volte mi spostò l'appuntamento.
PUBBLICO MINISTERO: Però, voglio dire, questo appuntamento che poi da ultimo fu fissato alle 23.00, se lo ricorda questo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, arrivò con Barranca, poi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo sapere giusto questo: cosa era successo.
IMPUTATO Carra P.: Sì, arrivò lui con Barranca, sono scesi dalla macchina, si sono salutati e il Barranca è venuto sul mezzo... che aveva anche una borsa e siamo andati via.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, con quale macchina sono arrivati? Con l'utilitaria scura, o con la Uno bianca?
IMPUTATO Carra P.: No, mi sembra...
PUBBLICO MINISTERO: O con un'altra ancora?
IMPUTATO Carra P.: No, no, mi sembra con la Uno bianca, sono arrivati.
PUBBLICO MINISTERO: Le sembra. Cioè, non è sicuro.
IMPUTATO Carra P.: Sì, non sono sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha visto quindi, Barranca e questa persona salutarsi?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma sono arrivati con la macchina fino lì da lei? Dove lei era col trattore?
IMPUTATO Carra P.: No, non lo sapevano dov'ero io lì. E... davanti alla chiesa sono venuti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma lei davanti alla chiesa si trovava a piedi...
IMPUTATO Carra P.: No, col trattore.
PUBBLICO MINISTERO: Col suo trattore.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma era alla guida lei del suo trattore, o era...
IMPUTATO Carra P.: Sì, alla guida ero.
PUBBLICO MINISTERO: Era alla guida. La macchina arrivò fino lì vicino?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era sempre il solito punto dove vi eravate visti anche precedentemente?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E allora Barranca salutò questa persona. Come la salutò?
IMPUTATO Carra P.: Si sono baciati e... sia a destra che a sinistra, alle guance.
PUBBLICO MINISTERO: Si sono salutati con una certa amicizia, voglio dire.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E, a questo punto, Barranca ha detto che è salito sul camion, sul trattore con lei?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E allora, Barranca le ha detto qualche cosa?
Ha detto aveva con sé una borsa, se non sbaglio.
IMPUTATO Carra P.: Sì, una borsa aveva.
PUBBLICO MINISTERO: E che le ha detto Barranca, sul momento?
IMPUTATO Carra P.: Di andare subito via. Era abbastanza... aveva premura di andar via dal posto.
PUBBLICO MINISTERO: E lei, quindi, che cosa ha fatto?
IMPUTATO Carra P.: Cercai di andar via, diciamo, accelerando. Sono andato via verso, dove avevo i semirimorchi, sono arrivato là, l'ho agganciato in fretta e sono andato via verso Livorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, Carra, rimaniamo a Prato prima della partenza. A Prato o dove siamo.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto di avere atteso molte, per molte ore, in questa area di servizio nella quale c'è anche una tavola calda. Che ha detto, ristorante, o qualcosa di simile.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' un'area di servizio nel senso proprio? Cioè a dire, un'area di servizio perché c'è un distributore di benzina...
IMPUTATO Carra P.: Sì, c'è il distributore di benzina.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda la marca di questa benzina?
IMPUTATO Carra P.: O Shell, o...
PUBBLICO MINISTERO: Insomma, a quello che capisco, non ha un ricordo...
IMPUTATO Carra P.: No, no, sicuro no. Però era una società straniera. Non l'Esso... non me lo ricordo di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, come luoghi dove, per così dire, si trovò in questa attesa piuttosto prolungata, ecco, oltre a quest'area di servizio, per caso ne ricorda qualcun altro? Che so, è andato...
IMPUTATO Carra P.: Sì, c'era una pizzeria, discoteca, che io in una occasione di un appuntamento, mi fermai lì che si sentiva anche un po' di musica.
C'era un parcheggio grande che c'era pizzeria, discoteca... C'era tutte queste cose qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ma non è che ha avuto appuntamenti lì.
IMPUTATO Carra P.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, lei si è...
IMPUTATO Carra P.: No. Mi sono fermato io, di istinto mio.
PUBBLICO MINISTERO: Per passare un po' di tempo lì.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, di questi posti dei quali lei ha parlato ora in queste ultime, con queste ultime dichiarazioni, il nome di questo paese se lo ricorda ancora?
IMPUTATO Carra P.: Del paese...
PUBBLICO MINISTERO: Il paese dove c'è la chiesa dei Testimoni di Geova, dove c'è il cimitero e tutto il resto.
IMPUTATO Carra P.: Non vorrei sbagliare, Gaggiano, Ganciano... Chianciano, Ganciano...
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, Carra.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le faccio una domanda, credo mi sia consentito farla: si sente stanco?
IMPUTATO Carra P.: Eh, un po'.
PRESIDENTE: Sospendiamo dieci minuti? Va bene?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, volevo magari capire meglio da Carra che cosa vuol dire la sua stanchezza, voglio dire. Poi, il Presidente, decide comunque come ritiene.
Se è una stanchezza perché è particolarmente stanco, allora può essere un discorso; se è una stanchezza legata al bisogno di bere un bicchier d'acqua, o quel che sia, è un altro discorso. Perché, voglio dire, è comunque sempre un esame che va avanti da stamattina alle nove e mezzo.
PRESIDENTE: Ma infatti io sospendevo...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, ma ho bisogno di capire che tipo di stanchezza è quella di Carra. Poi, il Presidente deciderà come ritiene, anche a oltranza. Ma io sento il dovere professionale di sapere quanto è stanco...
PRESIDENTE: Allora, lei è stanco di fare dichiarazioni per oggi?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì. Io sono stanco. Anche perché mi sento un poco confuso.
PRESIDENTE: Possiamo proseguire solo un'altra mezzora?
IMPUTATO Carra P.: No, basta dieci minuti...
PRESIDENTE: Dieci minuti, dieci minuti di sospensione.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Allora, si è ripreso un po'?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PRESIDENTE: Si sente per altri tre quarti d'ora?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, va bene.
PRESIDENTE: Pubblico Ministero, può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
Ecco Carra, l'ultima cosa che le ho chiesto era il nome di questo paese, se se lo ricordava ancora.
E lei ha risposto proprio, mi pare fosse l'ultima risposta prima della sospensione.
A parte il nome di questo paese, lei ha indicato questi altri luoghi dove si è sviluppata tutta questa vicenda, lì a Prato, o nei dintorni di Prato.
Lei, Carra, ricorda se queste indicazioni che ha dato oggi fu in grado di darle fino dalle prime volte che lei fu interrogato dopo la sua collaborazione? Dopo l'inizio della sua collaborazione?
IMPUTATO Carra P.: Sì, dall'inizio della mia collaborazione specificai questi luoghi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, queste indicazioni - ne prendo una esemplificamente - l'indicazione che riguardava la chiesa dei Testimoni di Geova, lei la fornì immediatamente per quello che ricorda?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: La indicazione dell'area di servizio nella quale si trattenne a lungo in attesa, anche questa la dette fin dall'inizio?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, l'indicazione del cimitero la dette subito?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Della stradina vicino al cimitero la dette subito?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Del fatto che queste persone si erano presentate all'appuntamento con questa Uno bianca la dette subito?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Il nome di questo paese, quando le fu chiesto la prima volta, lei se lo ricordava o no?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ma poi, visto che oggi una risposta l'ha data alla mia domanda sul nome di questo paese, com'è che le tornò in mente, lei se lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: Mi tornò in mente... Come mai mi tornò in mente adesso?
PRESIDENTE: No, no.
IMPUTATO Carra P.: Allora?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Allora mi tornò in mente perché io l'unica... perché quando siamo andati a fare il sopralluogo, se lei ricorda, io sbagliai sia l'uscita, però ritornando indietro, perché mi sono soffermato in una stradina vicino un ponte ferroviario che non avevo visto in quei due giorni di spostamenti e così via, ritornando indietro che ricordai io, che precisai una casa cantoniera vicino alla traversina per andare alla chiesa dei Testimoni di Geova. Perché sbagliai anche la prima volta, che ritornai indietro per rientrare in quel paese.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: L'unica cosa che diciamo ricordavo bene era quella casina cantoniera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E dalla casina cantoniera poi?
IMPUTATO Carra P.: Vidi il paese, la chiesa dei Testimoni di Geova e tutto il resto, che già avevo detto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, esatto. Ma volevo dire, proprio il nome del paese, perché sulla chiesa non c'è scritto il nome del paese no?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. E quindi il nome del paese lei com'è che lo potè riportarlo alla memoria? Se lo rammenta questo particolare?
IMPUTATO Carra P.: No, non lo ricordo questo particolare, come mai...
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda se le venne in mente nel corso del sopralluogo, come lo chiama lei?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, mi venne in mente. In quel momento in cui siamo andati a fare il sopralluogo, mi venne in mente il nome del paese.
PUBBLICO MINISTERO: Perché lo vide scritto da qualche parte?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, c'era nei cartelli stradali e di cui c'era il paese scritto.
PUBBLICO MINISTERO: E lei ricorda di aver riconosciuto questo nome quando lo vide scritto sul cartello?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lo riconobbe il nome prima ancora di trovare la chiesa dei Testimoni di Geova?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Poi diceva che come posto, come punto che le è rimasto in mente è questo della casa cantoniera.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come mai le rimase in mente la casa cantoniera?
IMPUTATO Carra P.: Perché la prima volta sbagliai traversa e ho fatto un po' di manovre in più per ritrovarla, quando sono andato all'appuntamento della chiesa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, all'appuntamento, non nel sopralluogo?
IMPUTATO Carra P.: No, no, no, parlo diciamo, nel '93 parlo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMPUTATO Carra P.: Nel momento in cui mi spostai, alla prima volta sbagliai traversa. Perché, se lei vede in questo viale ce n'è tante uguali come entrate di paesini, perché è un viale lungo e io sbagliai. Per non sbagliare la seconda volta, quando uscii dall'appuntamento, mi segnala un qualcosa vicino alla traversa. Che venendo da dove sono stato io in sosta, mi viene sulla sinistra la casa cantoniera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho capito. E oltre alla casa cantoniera c'era qualche altra cosa lì sul punto che le rimase impresso nella memoria?
IMPUTATO Carra P.: Sì, c'era un fruttivendolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E lei poi questi posti li ritrovò nel corso dell'individuazione?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta ancora Carra, lei ha detto che una volta ripreso a bordo Barranca andò a riagganciare i semirimorchi.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi che cosa è successo?
IMPUTATO Carra P.: Arrivai col trattore nell'area di servizio, agganciai i semirimorchi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: C'era un operaio dell'area di servizio e agganciai, uscii fuori e andai via.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, andò via. Lei ricorda se si trovava vicino a qualche paese, o a qualche città a quel punto, voglio dire?
IMPUTATO Carra P.: Sì, mi sembra vicino Pistoia, dove entrai in autostrada lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e una volta presa l'autostrada a Pistoia che fece?
IMPUTATO Carra P.: Andai verso Livorno, direzione Livorno e subito entrato in autostrada Barranca mi chiese di comprare una radiolina in qualche area di servizio, perché io in quel camion non avevo radio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto prima che Barranca quando salì le chiese di... insomma le fece capire che aveva premura e quindi che voleva muoversi rapidamente.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Barranca poi montò, prese posto in cabina accanto a lei, oppure che fece?
IMPUTATO Carra P.: Sì, lui salì sul mezzo, si mise subito disteso nella brandina del letto, dietro i sedili, che ci rimase fino a Palermo. Mi colpì anche, diciamo mi colpì il momento in cui lui salì che era tutto sporco e malandato, di cui non l'avevo mai visto in quelle condizioni io il Barranca. Era sempre ben vestito e pulito.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi si mise in brandina e non si mosse da lì.
IMPUTATO Carra P.: Sì, e non si mosse da lì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei poi la comprò questa radio?
IMPUTATO Carra P.: Sì, insieme a due cassette. Due cassette e questo stereo set, due cassette napoletane.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, era una radio, siccome comprò anche le cassette, era anche un mangianastri?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era una radio-mangianastri?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda dove la comprò?
IMPUTATO Carra P.: Di preciso però o alla prima, o alla seconda area di servizio, entrando a Pistoia direzione Livorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda se era un'area di servizio vicino alla fine dell'autostrada? Se era un'area di servizio che so, dell'Agip, ovvero della Shell, della IP invece che dell'Esso.
IMPUTATO Carra P.: Sì, ricordo era Agip.
PUBBLICO MINISTERO: Era Agip.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era un'area grande con autogrill oppure era giusto un'area di servizio solo con le pompe di benzina e il chiosco.
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, quelle piccole non quelle grandi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, verso che ora lei pensa di essere partito con Barranca lì dal paesino, da Galciana?
IMPUTATO Carra P.: Tra l'una e le due di notte. Dodici e mezza, l'una, non mi ricordo di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, da quando partì ad arrivare a Livorno quanto pensa di averci messo, visto che lei è uno, voglio dire, la strada la conosce e si sa regolare?
IMPUTATO Carra P.: Da Pistoia a Livorno ci avrò messo un'ora e un quarto, un'ora e venti, un'ora e dieci addirittura perché andavo veloce.
PUBBLICO MINISTERO: Andava veloce.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questo acquisto a quest'area di servizio lo fece strada facendo, voglio dire, prima di arrivare a Livorno?
IMPUTATO Carra P.: Sì, prima di prendere lo svincolo dove dice Genova-Livorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi...
IMPUTATO Carra P.: Mi scusi. Perché prima di arrivare, scendendo giù da Pistoia alla Firenze mare, poi c'è lo svincolo Lucca mi sembra, e andando avanti c'è l'entrata Genova-Livorno. Nella Firenze mare io l'ho preso, non le so dire di preciso quale area di servizio è, se la prima, la seconda o la terza. Comunque in quella strada lì l'ho presa la radiolina.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, prima ancora della sospensione, lei prima aveva detto che appunto, per l'intervento di quel giovanotto, le era stato spostato l'appuntamento alle undici, dico bene?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma allora dico, l'appuntamento fu rispettato come orario?
IMPUTATO Carra P.: Arrivò dopo di me lui. Io entrai alle undici, lui sarà arrivato alle undici e un quarto, undici e venti.
PUBBLICO MINISTERO: Allora non siete partiti verso le una, voglio dire, siete partiti prima?
IMPUTATO Carra P.: Sì, ma se lei calcola il tempo che è arrivato, dopo 20 minuti, parto alle undici e venti, undici e mezza dalla casa della chiesa dei Testimoni di Geova, arrivo lì sul posto, devo andare a fare il giro più avanti dove... perché mi ritrovo i semirimorchi sulla sinistra, un po' di strada c'è da fare, ho dovuto andare avanti per fare inversione di marcia e ritornare indietro, andare a agganciare il rimorchio. Il tempo di scendere, agganciare il rimorchio, alzare i piedi, agganciare i tubi, mettere la targa dietro al semirimorchio, la targa ripetitrice del trattore. E avrò perso mezzora, tre quarti d'ora, un'ora anche.
Sicché si saranno fatte le dodici e mezza, l'una di notte.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Carra P.: Il momento in cui io mi sposto e vado a fare di nuovo un po' di strada per fare inversione di marcia e ritornare indietro per andare a prendere l'autostrada a Pistoia. Sicché ho perso un po' di tempo in questo tragitto.
Nel momento in cui entro nell'autostrada mi metto a correre un po' perché mi permetteva l'orario, c'era poco traffico e riuscivo a camminare veloce.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Allora, a questa area di servizio lei fece l'acquisto di questa radio-mangianastri con le cassette di canzoni napoletane.
IMPUTATO Carra P.: Due cassette sì, convinto che lui si voleva sentire un po' di musica. Ho acquistato anche le cassette.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma le cassette le acquistò di sua iniziativa o perché gliele chiese Barranca?
IMPUTATO Carra P.: No, no, di mia iniziativa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E quindi questa radio-mangianastri, lei si ricorda un po' com'era fatta?
IMPUTATO Carra P.: Sì, era rettangolare, piccola, sulla destra l'altoparlante, sulla sinistra l'ingresso della cassetta, c'erano i tasti sopra con l'antennino sopra, non vorrei sbagliare, era Irradio la radiolina. Nera, di plastica.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, che fine ha fatto questa radio, è rimasta a Barranca, o è rimasta a lei?
IMPUTATO Carra P.: No, no, la portai a casa io.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questa radio nel corso del viaggio a chi servì?
IMPUTATO Carra P.: A Barranca.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei capì che cosa stava ascoltando Barranca? Stava ascoltando musica classica, jazz, o che altro?
IMPUTATO Carra P.: No, girava in continuazione la rotellina della radio. In continuazione metteva nei telegiornali.
PUBBLICO MINISTERO: Nei giornali radio?
IMPUTATO Carra P.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: I giornali radio?
IMPUTATO Carra P.: Nei giornali radio, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma sentì qualche cosa anche lei da questi giornali radio?
IMPUTATO Carra P.: Sì, ma sentii il discorso dell'esplosione a Firenze però era già quasi mattina quando lo ascoltai.
PUBBLICO MINISTERO: Quando ascoltò questa notizia.
IMPUTATO Carra P.: Sì, questa notizia.
PUBBLICO MINISTERO: E quando ascoltò questa notizia lei che pensò?
IMPUTATO Carra P.: A me mi gelò il sangue perché capii che c'entrasse qualcosa la mia presenza lì e tutto. Perché mi stranizzò che lui, le cassette sono rimaste, quando io le ho comprate e le ho salite sul mezzo, sono rimaste ancora nel cellophane le cassette custodite, neanche le aprì, non gli interessavano le cassette.
Girava, ascoltava, di notte certe volte dicono, c'è l'ACI che dice com'è la visibilità nelle strade, se sentiva queste cose qua.
PUBBLICO MINISTERO: I notiziari radio.
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma durante questo viaggio lei scambiò qualche battuta con Barranca, parlaste di qualche cosa, gli fece delle domande, lui le disse qualcosa, le chiese qualcosa?
IMPUTATO Carra P.: No, in quell'attimo no. Poi a Palermo mi disse che... Nel momento in cui arrivammo a Palermo, io lo lasciai quasi sotto casa, lui mi disse, dice: 'hai capito, devi dimenticare tutto, non devi parlare con nessuno, devi far finta che non è successo niente'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra...
IMPUTATO Carra P.: 'Mi hai capito?', me lo disse in un tono un po' minaccioso diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Carra, lei fece una tirata unica dalla partenza fino all'arrivo?
IMPUTATO Carra P.: No, io sono andato a Livorno direttamente, fuori il porto, all'ingresso del porto di Livorno sganciai i semirimorchi, col trattore soltanto andai direzione Roma, di cui ho avuto un fermo a Roma, mentre scendevo giù.
PUBBLICO MINISTERO: Un fermo, spieghi...
IMPUTATO Carra P.: Un fermo stradale, c'erano due pattuglie stradali che mi avevano fermato, sono sceso giù con i documenti, glieli ho dati, chiedendomi dove stavo andando, dissi: 'sto andando a Napoli a prendere un rimorchio'. Mi hanno controllato solo i documenti, me li hanno dati e mi hanno mandato via senza neanche vedere il Barranca sul mezzo perché era disteso nel lettino. Fino a Palermo ha fatto il viaggio tutto così, senza neanche scendere qualche volta che mi sono fermato all'area di servizio, neanche per andare in bagno.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, come faceva?
IMPUTATO Carra P.: Quando doveva fare pipì, ha preso la bottiglia dell'acqua minerale vuota e ha fatto pipì e l'ha buttata via dal finestrino.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le stavo chiedendo appunto se lei fece il viaggio senza fermarsi mai, a parte questo controllo di Polizia, ovviamente fare rifornimento. Cioè, fece un rientro a Palermo senza soste?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
IMPUTATO Carra P.: Le soste per mettere il gasolio. Quelle diciamo obbligatorie, ma altre soste no.
PUBBLICO MINISTERO: Tutto un viaggio via strada?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi arrivò a Palermo quando? Io non ho idea quanto ci può aver messo a rientrare a Palermo partendo a quell'ora di notte da dove aveva i semirimorchi vicino a Pistoia.
IMPUTATO Carra P.: Io arrivai a Palermo, il fermo l'ho avuto nel primo pomeriggio a Roma, arrivai a Palermo l'indomani mattina.
PUBBLICO MINISTERO: Mah, abbia pazienza, se lei ha scaricato i camion a Livorno, i rimorchi come ha detto, ecco da lì che strada ha fatto per scendere al sud?
IMPUTATO Carra P.: Civitavecchia ho fatto, Livorno-Civitavecchia.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi da Livorno è sceso giù verso Civitavecchia, a Civitavecchia ha preso per Roma e poi ha proseguito con l'autostrada del Sole verso Napoli?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E quindi verso Roma quando ci è arrivato?
IMPUTATO Carra P.: Nel primo pomeriggio.
PUBBLICO MINISTERO: Come primo pomeriggio? Se è partito di notte da Livorno...
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E da Livorno poi arrivare a Roma quanto ci ha messo?
IMPUTATO Carra P.: Non ricordo di preciso quanto ci ho messo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma voglio dire, sarà capitato altre volte di fare quella strada lì no?
IMPUTATO Carra P.: No, poche volte.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, poche volte ho capito. Ma anche se poche si è fatto un'idea della distanza che c'è e del tempo che ci vuole, se lo ricorda?
IMPUTATO Carra P.: Non lo so calcolare bene. Perché ripeto, Firenze-Livorno l'ho fatto spesso perché sbarcavo a Livorno, non per lavoro a Firenze, ma per andare a nord, che so a Parma, o a Bologna, o a Padova, o a Venezia. Si imbarcava gli automezzi a Palermo direzione Livorno, si sbarcava a Livorno e si faceva la Firenze Mare e lo sapevo, diciamo, il percorso quanto bene o male ci voleva, carico, vuoto, fare quel pezzo lì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Ma l'altro lo potrei calcolare così, sull'esperienza del mio lavoro, non...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, allora prendiamo l'argomento in un altro modo.
IMPUTATO Carra P: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei da Livorno ha proseguito con il suo trattore?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si è fermato a dormire da qualche parte?
IMPUTATO Carra P.: Non mi ricordo, però mi sarò fermato qualche oretta a riposarmi. Non me lo ricordo per il momento se ho fatto qualche fermo da qualche parte.
PUBBLICO MINISTERO: Ma il trattore da solo, voglio dire, le consente un'andatura veloce?
IMPUTATO Carra P.: Sì, 130-140, una velocità impressionante se c'è lo spazio di poterlo attuare come velocità.
PUBBLICO MINISTERO: E lei nell'occasione, voglio dire, andò veloce, andò sbrigativo?
IMPUTATO Carra P.: Sì, ma questo, avevo potuto fare questo lavoro qua in nottata, ma appena si fa l'alba, sette, sette e mezza, non può fare una velocità del genere. Deve andare, si deve attenere a una velocità adeguata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Comunque, lei ricorda di avere avuto questo controllo dalla Stradale?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda se l'ha avuto, ha detto già nella zona di Roma, ma voglio dire l'ha avuta nel tratto da Civitavecchia a Roma, o piuttosto quando aveva già preso per Napoli, o quand'era ancora sul raccordo?
IMPUTATO Carra P.: No, no, forse, non vorrei sbagliare, io l'ho preso il fermo subito dopo, da Roma direzione Napoli, dopo il raccordo addirittura. Non vorrei sbagliarmi.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, io direi di chiudere l'esame sottoponendole - di chiuderlo, di sospenderlo per aggiornarsi a domani, penso che l'udienza prosegua domani - sottoponendole alcune immagini. Ecco, poi il dottor Nicolosi dirà alla Corte esattamente cosa sono le fotografie che stiamo utilizzando.
IMPUTATO Carra P.: Questa è l'entrata del paese per arrivare ai Questa è l'entrata del paese per arrivare ai Testimoni di Geova, c'è la casa cantoniera, il fruttivendolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la casa cantoniera qual è Carra?
IMPUTATO Carra P.: Questa con la frecciolina rossa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, mi rendo conto che c'è una frecciolina, se non c'era era meglio, ma insomma.
IMPUTATO Carra P.: Sì, questa qua piccolina.
PUBBLICO MINISTERO: La casa cantoniera è sempre quella, non cambia.
IMPUTATO Carra P.: Sì, questa qua piccolina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e per andare al paese che si fa? Si deve prendere dove?
IMPUTATO Carra P.: Si gira a sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è la strada che faceva lei?
IMPUTATO Carra P.: Se lei guarda bene in quell'edificio bianco, ci dovrebbe essere un'insegna grande, se non ricordo male, di mobiliere mi sembra, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Il, scusi?
IMPUTATO Carra P.: Un mobiliere, un'inserzione di un edificio di mobili.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, quella è...
IMPUTATO Carra P.: Comunque, quella...
PUBBLICO MINISTERO: Perché signorina si zooma e si controzooma, non ho capito?
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: No, perché io non ci capisco più nulla, ma non ci capisce più nulla nessuno.
Carra, dove resta il fruttivendolo?
IMPUTATO Carra P.: Dove ci sono questi due camioncini, con questo che è... che cos'è ombrellone, una specie di ombrellone. Questo qua è il fruttivendolo.
PUBBLICO MINISTERO: Questo sulla sinistra?
IMPUTATO Carra P.: Sì, che c'è la freccia che esce dagli alberi.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Carra P.: Nell'altra freccia è la casina piccolina che io mi segnalai per entrare nel paese, per arrivare alla chiesa dei Testimoni di Geova.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Girando a sinistra. Io venivo di dove c'è il dietro di questa auto.
PRESIDENTE: Ma è questa che lei ha indicato come casa cantoniera.
IMPUTATO Carra P.: Sì, casa cantoniera.
PUBBLICO MINISTERO: Si può zoomare su quella casina rossa per vedere se è una casa cantoniera, o se ha l'aria di una casa cantoniera o se sembra tutta un'altra cosa?
IMPUTATO Carra P.: Una casetta poi... A me sembra una casetta cantoniera.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi per entrare in questo paese si prende lì a sinistra?
IMPUTATO Carra P.: Sì, a sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: In quella strada che si vede subito dietro le spalle di questo edificio rosso?
IMPUTATO Carra P.: C'è il semaforo se lei vede, al centro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco. Questa foto credo che si possa togliere. Va be', qui ci sono delle scritte.
IMPUTATO Carra P.: Galciana, questo è il paese.
PUBBLICO MINISTERO: E' per caso questo il cartello che le fece tornare in mente il nome del paese?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sembra sciocco che io glielo chieda, ma lei sicuramente lo ricorderà: quando lei fece questo sopralluogo io non c'ero. Io sono il dottor Chelazzi, mi riconosce dalla voce?
IMPUTATO Carra P.: Sì, c'era il dottor Nicolosi.
PUBBLICO MINISTERO: C'era il dottor Nicolosi e c'era il dottor Vigna.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io personalmente non c'ero.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi diciamo che questi posti con lei li ripercorro ora? Perché io e lei non ci siamo mai stati insieme a Prato, né a Galciana. In altri posti sì, ma qui no.
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: E' vero?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora le chiedo se questo è il cartello, poi ciascuno tirerà le sue conclusioni, è ovvio. Se questo è il cartello che le fece tornare in mente il nome?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. C'è qualche problema dottor Nicolosi?
IMPUTATO Carra P.: No, questo o addirittura il primo che ho visto, quello blu. Comunque tramite la scritta in un cartello io mi ricordai il nome del paese.
PUBBLICO MINISTERO: Come mai sento bisbigliare alle mie spalle?
PRESIDENTE: Ora non si sentono bisbigli.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, Presidente?
PRESIDENTE: Ora non si sentono più.
PUBBLICO MINISTERO: No, non ho capito se era un borbottio a commento delle mie domande o delle risposte del Carra.
AVV. Passagnoli: Signor Presidente, avvocato Passagnoli, semplicemente per... eravamo perplessi delle grandi frecce che avevamo visto sulle fotografie, nient'altro.
PRESIDENTE: Ma io credo che valutazioni sulle frecce siano quantomeno molto superficiali. Capisco che se non c'erano forse era meglio.
PUBBLICO MINISTERO: L'ho detto anch'io.
AVVOCATO: Penso anche comunque, Presidente, che anche un cartello da cui il collaboratore dovrebbe dire il posto dov'è, insomma...
PRESIDENTE: L'aveva già detto prima mi pare.
AVVOCATO: Certo, per carità di Dio!
PRESIDENTE: Poi le capacità di memorizzare, se sono come le mie in materia di cartelli stradali, sarebbero nulle in modo assoluto. Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Mi devo avvicinare un attimo al collega.
Ecco Carra, questa è una panoramica di un qualcosa che nemmeno io so esattamente che cosa sia.
IMPUTATO Carra P.: E' un cimitero con l'ingresso dove sono entrato a scaricare i pacchi.
PUBBLICO MINISTERO: Quale sarebbe il cimitero, Carra?
IMPUTATO Carra P.: Il cimitero di quel paese. Dopo la chiesa dei Testimoni di Geova.
E voglio precisare una cosa: che io, all'inizio ho detto che avevo sbagliato strada.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Voglio rispondere a... non so chi è che ha detto sulla mia individuazione, diciamo, del cartello.
Che avevo sbagliato strada e anche uscita, all'inizio, quando andai col dottor Vigna e Nicolosi. Di cui ho dovuto ritornare indietro in direzione all'altro, alla prima uscita di Prato, venendo da Livorno.
PUBBLICO MINISTERO: Da Livorno?
IMPUTATO Carra P.: Sì. Di cui, arrivando là vicino, riconobbi l'entrata tramite la casetta cantoniera, non tramite il cartello.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco, questa fotografia, Carra, le, come dire, le sollecita la memoria con riferimento solamente all'edificio del cimitero - e io, non è ironia, non ho capito quale sia - ovvero anche con riferimento a qualche altra cosa?
IMPUTATO Carra P.: No, riferimento al cimitero. Però voglio... Se c'è dove io ho posteggiato all'inizio davanti al cimitero. Perché così non riesco a vedere il davanti. Vedo solo il muro che avevo accanto al cimitero dove sono entrato per scaricare i pacchi.
PUBBLICO MINISTERO: Questo che cos'è?
IMPUTATO Carra P.: Questo è la stradina accanto alle mura del cimitero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma mi pareva lei un attimo fa che volesse indicare...
IMPUTATO Carra P.: Sì, vedere anche il davanti del cimitero, non solo la stradina dove sono entrato.
Se lei vede, ci sono i parcheggi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Carra P.: Questo è il cimitero. Io ho parcheggiato lì.
PUBBLICO MINISTERO: Io vedo, Carra, mi segua un secondo...
IMPUTATO Carra P.: Sì, la freccia è dov'è che sono entrato io per scaricare i pacchi.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
IMPUTATO Carra P.: Però, all'inizio ho parcheggiato dove ci sono le macchine posteggiate.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questo fabbricato rosso sulla destra è...
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... il cimitero.
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, davanti, si vede che ci sono delle canne.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E accanto ci sono parcheggiate delle automobili. Chissà perché tutte bianche. Dico bene?
IMPUTATO Carra P.: Sì, ma non c'era niente...
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMPUTATO Carra P.: ... quella sera quando entrai io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma il posto dove lei si fermò con il mezzo...
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ha qualche cosa a che fare con i luoghi ripresi in questa immagine?
A parte il cimitero e la sua stradina, che è un altro discorso...
IMPUTATO Carra P.: No, non ho capito. Mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che: arrivando in paese, trovando difficoltà a fermarsi con il mezzo nella piazza con la chiesa dei Testimoni di Geova, andò a mettersi in un'altra parte.
IMPUTATO Carra P.: Sì. Sì, avendo difficoltà. Perché io sono passato dal... Praticamente io ho fatto una stradina che non so di preciso. Che poi nel sopralluogo sono riuscito a trovare lo sbocco come ho fatto quella sera, lì dentro il paesino, entrando dentro il paesino, di fronte c'era una stradina stretta di campagna che andava a finire in questa strada larga che c'era il cimitero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Oh!
IMPUTATO Carra P.: Perché la prima foto è la strada di dove io sono andato poi via, dopo lo scarico dei pacchi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Per ritornare della statale.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Dobbiamo tornare su qualche foto che le è già stata fatta vedere, Carra?
IMPUTATO Carra P.: No, non c'è bisogno.
PUBBLICO MINISTERO: Ma voglio dire: il posto dove lei si fermò in attesa, per così dire, poi sopraggiunsero gli altri con la macchina e così... Ecco, è un posto che è riprodotto in questa immagine?
IMPUTATO Carra P.: Sì, sì, il parcheggio lì, dove c'è il contenitore dell'immondizia.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Carra P.: Dove sono posteggiate le tre auto bianche.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo slargo qui.
IMPUTATO Carra P.: Se lei vede, si può parcheggiare benissimo un automezzo lungo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, certo. Ma è questo che avevo bisogno di comprendere.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Carra P.: Un automezzo lungo in un paese del genere, 15 metri, con una altezza, due semirimorchi, uno sopra l'altro, anche se passa qualcuno o... Non ci fa caso vedendomi posteggiato qua. E vedendomi posteggiato davanti alla stradina davanti alla chiesa dei Testimoni di Geova, automaticamente si fermano e chiedono spiegazione, che cosa sto cercando.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Ecco, torniamo sulla foto che abbiamo fatto vedere precedentemente.
Ecco, Carra, questa foto...
IMPUTATO Carra P.: Sì, io voglio dire una cosa su questa foto, perché non ricordo se c'era questa muretto in costruzione, allora.
PUBBLICO MINISTERO: Sì?
IMPUTATO Carra P.: Non ricordo questo muretto in costruzione allora, in cui...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Carra P.: ... io scaricai.
PUBBLICO MINISTERO: Questa foto?
IMPUTATO Carra P.: Sì, questa foto qua è dove sono entrato io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi siamo... la stradina laterale al fianco del cimitero.
IMPUTATO Carra P.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è la stradina dove lei è entrato con il camion a marcia indietro?
IMPUTATO Carra P.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. E si è portato fin verso il fondo della stradina?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questi, Carra, sono i luoghi che lei ha indicato nel corso della individuazione fatta col dottor Nicolosi e col dottor Vigna?
IMPUTATO Carra P.: Sì, trovandoli io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Uno ad uno?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Aveva mai sentito parlare, nel corso di tutta l'indagine, per quanto la riguardava, cioè dire l'ordinanza di custodia cautelare, la richiesta del Pubblico Ministero, l'interrogatorio del Giudice, gli interrogatori del Pubblico Ministero, i colloqui con il suo difensore, i colloqui con i suoi familiari, aveva mai sentito parlare di cimiteri, di chiese di Testimoni di Geova e argomenti di questo genere?
IMPUTATO Carra P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Questa che è, Carra?
IMPUTATO Carra P.: "Questa", cosa? La foto?
PUBBLICO MINISTERO: Questa, sì. Che cosa riproduce?
IMPUTATO Carra P.: L'aula.
PUBBLICO MINISTERO: Quale aula?
IMPUTATO Carra P.: Dove ci troviamo.
PRESIDENTE: Anche questo monitor trasmette l'aula invece di trasmettere fotografie, che si vedono negli altri...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, voi vedete una cosa diversa da quella che vediamo noi?
(voce fuori microfono) Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, va be', ora ci penserà l'operatore.
Mi sono, come dire, non credevo che la nostra aula fosse fatta così.
PRESIDENTE: No, anche a me. Non si vedono neanche le mie lì rappresentate.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Allora aspettiamo che si risolva l'inconveniente. Non siamo programmati bene.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Mah, sono le cinque e 35.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
PRESIDENTE: Mi chiedono di sospendere, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, solamente su questa fotografia.
Appena riescono a mandarla, per così dire, in onda.
PRESIDENTE: Mah, io per me starei qui anche altre due ore.
PUBBLICO MINISTERO: Io no, francamente no. Perché io sono stanco.
Se riusciamo, anche perché mi sembrerebbe improprio lasciare una fotografia a mezza strada.
PRESIDENTE: Certo, certo.
Ecco, ora ci siamo. Ora si torna a rivedere le stelle, vediamo.
IMPUTATO Carra P.: Questa è la chiesa dei Testimoni di Geova.
PRESIDENTE: Oh, finalmente abbiamo...
IMPUTATO Carra P.: Di cui io, quando arrivavo negli appuntamenti, andavo avanti con la testa verso la chiesa, mi mettevo per traverso prendendo, occupando due, diciamo, un parcheggio e mezzo di una autovettura.
Perché ci sono i segnali a terra per ogni autovettura.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, penso che la veda anche lei, no? la scritta che c'è lì davanti.
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'era anche quando si trovò lei?
IMPUTATO Carra P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' tale e quale la situazione rispetto a quella di allora?
*IMPUTATO Carra P.: Sì. Sì, sì, è uguale.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io, Presidente, a questo punto, siccome mi pare che l'argomento...
PRESIDENTE: Benissimo. Allora riprendiamo...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, non abbiamo detto però quali sono le immagini.
PRESIDENTE: Quello che volevamo...
PUBBLICO MINISTERO: Se lo può precisare il dottor Nicolosi, chiedo scusa.
PRESIDENTE: Facciamo ancora questa precisazione e poi possiamo chiudere.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, dunque, si tratta del fascicolo fotografico dei rilievi tecnici che è a foglio 1269 e seguenti del fascicolo del dibattimento.
Album DIA della Polizia Scientifica di Firenze.
PRESIDENTE: Bene. Allora riprendiamo domattina alle ore 09.00.
Vi pregherei la puntualità perché, già che i tempi sono ristretti, è bene che non ne sprechiamo.
Traduzione degli imputati detenuti. Buonasera.