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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo chi è presente.
Bagarella: rinunciante. Avvocato Ceolan e Cianferoni, che è presente.
Barranca: rinunciante. Avvocato Barone e Cianferoni, che è presente.
Benigno Salvatore: è presente. Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti. Sostituito dall'avvocato?
AVVOCATO Batacchi: Batacchi.
PRESIDENTE: Calabrò Giovacchino: rinunciante. Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni, presente.
Cannella Cristofaro: è rinunciante. Avvocato Di Peri, avvocato Rocchi. C'è l'avvocato Rocchi? Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Carra Pietro: rinunciante. Avvocato Cosmai e Batacchi.
AVVOCATO Cosmai: Sono presente.
PRESIDENTE: Presente l'avvocato Cosmai.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili e Falciani, che sono sostituiti dall'avvocato Batacchi vero?
Ferro Giuseppe: presente. Avvocato Anania e Cianferoni, che è presente.
Ferro Vincenzo: contumace. Avvocato Traversi e Gennai. E' presente l'avvocato Gennai.
Frabetti Aldo: è presente? Sì. Avvocato Monaco, avvocato Usai, avvocato Roggero.
AVVOCATO Roggero: Roggero presente, Presidente, buongiorno.
Giacalone Luigi: è presente. Avvocato Dieci, Bennati e Florio. C'è qualcuno di questi signori? Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Giuliano Francesco: rinunciante. No, è presente. Infatti qui la rinuncia era fino al 7. Avvocato Farina e avvocato Pepi. Sostituito... No, è presente.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo e Gramigni, che è presente.
Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani e Aiazzi. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Lo Nigro Cosimo: rinunciante. Avvocato Fragalà, avvocato Florio. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Mangano Antonino: presente. Avvocato Farina, avvocato Maffei. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato e Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali e Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Pizzo Giorgio: rinunciante. Avvocato Salvo, avvocato Pepi, che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti, Usai e Roggero, che è presente.
Scarano Antonio: rinunciante. Avvocato Fortini e Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e Cianferoni, che è presente.
Spatuzza Gaspare: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Tudino Vittorio: rinunciante. Avvocato Gallina e Di Benedetto. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Possiamo iniziare. Buongiorno. Chi sentiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Direi allora di introdurre la teste signora Fiori Patrizia.
PRESIDENTE: Lei vuol dirci il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Fiori: Fiori Patrizia nata a Roma il 20/06 del '54. Abitante in via Spedalieri 13.
PRESIDENTE: Dovrebbe parlare un po' più chiaro signora perché non la si sente bene. Legga pure. Legga quella formula.
TESTE Fiori: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Risponda alle domande del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Signora buongiorno.
TESTE Fiori: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, lei è stata per caso proprietaria di una automobile, una...
TESTE Fiori: Uno.
PUBBLICO MINISTERO: ... FIAT Uno?
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In che epoca è stata proprietaria di questa FIAT Uno?
TESTE Fiori: L'ultimo possesso, diciamo di averla vista la macchina, fino al 25 marzo del '93. Perché il signor Bizzoni...
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, mi scusi.
TESTE Fiori: Cioè, io la macchina...
PRESIDENTE: L'ha posseduta fino al 25 marzo '93.
PUBBLICO MINISTERO: Ripeto la domanda: è sicura di questa data signora?
TESTE Fiori: Sì, sì, perché il signor Bizzoni Alfredo ha avuto un incidente con la mia macchina...
PUBBLICO MINISTERO: Ma è sicura che l'anno fosse il '93?
TESTE Fiori: '94, scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Eh. Allora, questa macchina signora è intestata a lei?
TESTE Fiori: Sì, ancora sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questa macchina era di sua proprietà da quando?
TESTE Fiori: Un annetto. Credo un anno, un anno e mezzo ce l'avevo.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda dove l'aveva comprata signora?
TESTE Fiori: L'ho comprata tramite un mio amico, che me l'ha fatta avere perché la vendeva un altro suo amico e praticamente mi ha dato questa macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ma l'aveva comprata nuova o l'aveva comprata usata?
TESTE Fiori: No, usata.
PUBBLICO MINISTERO: Usata.
TESTE Fiori: Infatti era una macchina ritargata, prima era targata Bologna.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E questa macchina era esattamente una FIAT?
TESTE Fiori: Una FIAT Uno 45 bianca.
PUBBLICO MINISTERO: Era un modello normale, oppure...
TESTE Fiori: Avrà avuto una decina d'anni quindi...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, voglio dire che so, quella è diesel, quella è sport, quell'altra...
TESTE Fiori: No, no, era benzina a cinque marce.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Il colore di questa macchina?
TESTE Fiori: Bianca.
PUBBLICO MINISTERO: Bianca. Allora, lei stava dicendo che è stata nella sua disponibilità fino al 25 marzo del '94.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Bisognerebbe che fosse così cortese da spiegare per quale ragione lei non l'ha più avuta da questa data nella sua disponibilità e com'è che fa a ricordarsi con esattezza che questo era il giorno.
TESTE Fiori: Beh, la data perché c'è il verbale dei Vigili Urbani, poi perché quando uno rimane senza la macchina quando gli serve.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, raccontiamo questo...
TESTE Fiori: Niente, perché io lavoravo presso il signor Bizzoni Alfredo, facevo la baby-sitter al figlio e rimanevo dalle quattro del pomeriggio fino alle otto di mattina perché la moglie, cioè la moglie, la convivente soffriva di ansia e siccome lui praticamente a casa non c'era quasi mai, si vedeva... infatti io lo chiamavo 'l'ombra che cammina'. Quindi dovevo stare lì dalle quattro del pomeriggio fino alle otto di mattina.
Il pomeriggio del 25 marzo lui è venuto a casa e mi ha chiesto se cortesemente gli davo la macchina perché doveva arrivare a via Durante dove c'era il garage per prendere la sua Mercedes, lasciare la mia e siccome sarebbe rientrato verso le quattro di mattina ha detto, per non svegliare la signora Teresa - che doveva praticamente andarla a prendere al garage - avrebbe lasciato il Mercedes e ripreso la mia e ritornato sotto casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti signora, stiamo parlando del signor Alfredo Bizzoni?
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo più esattamente, tutta questa storia che lei ci sta raccontando dove si è svolta?
TESTE Fiori: A Roma.
PUBBLICO MINISTERO: A Roma, ecco. Perché il signor Bizzoni Alfredo quindi è una persona per la quale lei lavorava, che stava a Roma dove?
TESTE Fiori: In via De Iberio a Tortreteste.
PUBBLICO MINISTERO: A?
TESTE Fiori: A Tortreteste.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Allora, lei ha prestato la sua macchina al signor Alfredo che gliel'ha chiesta.
TESTE Fiori: Sì, non era la prima volta che se la prendeva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e allora che cosa è successo?
TESTE Fiori: Niente, dopo una ventina di minuti che era uscito ha telefonato che dovevo portargli i documenti perché c'era stato un incidente. In un primo momento mi ha detto che aveva ragione lui, praticamente si è incidentato insieme a un ragazzo che portava una moto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Fiori: Questo ragazzo è stato portato all'ospedale quindi il verbale dei Vigili Urbani l'ho avuto dopo 90 giorni. E dopo 90 giorni praticamente risultava che invece la mia macchina era quella in torto perché lui non aveva rispettato lo stop.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Questo è come era andato l'incidente.
Ora parliamo più specificamente della sua macchina.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, una cosa non abbiamo detto: lei se la ricorda la targa di questa macchina?
TESTE Fiori: Sì. Era Roma 55204V.
PUBBLICO MINISTERO: Allora Roma 55...
TESTE Fiori: 204V.
PUBBLICO MINISTERO: Vedo che ha una buona memoria. E questa macchina, a seguito di questo incidente, che...
TESTE Fiori: Era completamente distrutta, il davanti.
PUBBLICO MINISTERO: Lei...
TESTE Fiori: Io ho chiesto al signor Bizzoni se mi ridava una macchina. Al che lui mi disse che per farla riparare l'aveva portata dal suo carrozziere, per farla riparare ci volevano più di cinque milioni e non era il caso di ripararla perché quella era una macchina vecchia, che non ne valeva.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Fiori: Dopo circa un mese, perché è successo il 25 di marzo e lui mi ha consegnato un'altra macchina il 16 aprile dopo mia insistenza. Io sto a piedi, abitavo ad Ostia allora e quindi dovevo fare Tortreteste-Ostia tutti i giorni. E quindi alla fine mi ha dato una Panda, praticamente.
La macchina lui mi ha chiesto che cosa ne volevo fare e io gli ho detto: 'se non si può riparare riconsegno le targhe e la do in rottamazione'.
E lui mi ha detto: 'va bene, fai una cosa, un mio amico che ti dà 500 mila lire, se la compra lui perché poi la usa per i pezzi, tutto ciò che è buono dei pezzi'.
Io ingenuamente gli ho detto di sì. Mi ha fatto firmare un foglio che un certo Giacalone Luigi prendeva la mia macchina e in settimana avremmo fatto il passaggio di proprietà.
Passata una settimana gli ho ridetto: 'Alfredo scusa, ma il passaggio?'
'No' - dice - 'sai questo amico mio è andato a Palermo, non ci sta. Appena rientra facciamo questo passaggio'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ci ha già fatto un certo racconto e io ho bisogno di chiederle qualche altro particolare ovviamente.
Allora, lei la sua macchina dopo l'incidente ha avuto modo di rivederla?
TESTE Fiori: Sì, è stata ferma praticamente quasi per tutto... fino al 12, 13... nell'incrocio tra via Durante, poi non mi ricordo la strada che incrocia. Stava all'angolo, dove l'avevo fermata, perché l'abbiamo spostata dal mezzo alla strada e l'abbiamo parcheggiata lì. Perché lui aveva detto che faceva venire il carro attrezzi con il suo carrozziere per rimetterla a posto. Dopodiché mi sono accorta che la macchina invece stava lì, infatti gli ho detto: 'mi stai prendendo in giro? La macchina sta ancora lì'.
Dice: 'no, ce l'hanno riportata'. Perché uno che... Va be', comunque.
E poi dopo l'ho rivista dal carrozziere quando praticamente sono andata a riprendere tutte le cose che erano dentro la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, lei è andata dal carrozziere per riprendere le cose che aveva dentro. Questo quando è successo? Quando...
TESTE Fiori: Avevo già la Panda, quindi dovrebbe essere il 18 o il 20 aprile.
PUBBLICO MINISTERO: Più o meno siamo in quella data lì?
TESTE Fiori: Avrò avuto la Panda già da un paio di giorni, due-tre giorni perché sennò non ci potevo arrivare a piedi.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, io ho bisogno di fare qualche altro passo indietro. Lei aveva avuto questa macchina incidentata dal signor Bizzoni Alfredo.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A un certo punto il signor Bizzoni le dice che questa macchina ci pensa lui insomma a farla risistemare e a lei le ha fatto avere un'altra auto, una Panda.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa Panda lei dove l'ha avuta in consegna?
TESTE Fiori: Alla Sivauto.
PUBBLICO MINISTERO: Alla Sivauto.
TESTE Fiori: Che è un concessionario che vende auto usate.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in che zona resta tanto per intendersi?
TESTE Fiori: Rimane all'Eur, in via delle Accademie, non mi ricordo adesso.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo qui era, Sivauto sarà un concessionario suppongo.
TESTE Fiori: Sì, concessionario proprio, dove vendono...
PUBBLICO MINISTERO: Un'autosalone, insomma, qualche cosa.
TESTE Fiori: Sì, dove vendono le macchine nuove è in via del Caravaggio. E una traversa è dove ci sono le macchine usate.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei ci conosceva qualcuno lì, lei personalmente?
TESTE Fiori: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Era un posto che era conosciuto dal signor Bizzoni?
TESTE Fiori: Sì. Credo di sì perlomeno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le risulta in qualche modo che il signor Bizzoni avesse delle conoscenze lì dentro?
TESTE Fiori: Perlomeno ha dato a vedere che conosceva la persona che mi ha venduto la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda chi era questa persona?
TESTE Fiori: Il signor Tonino.
PUBBLICO MINISTERO: Tonino. Ha idea come si chiamasse di cognome?
TESTE Fiori: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE Fiori: Perché quando stai lì lo chiamano per nome e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Quando lei andò, quando le fu consegnata questa macchina, questa Panda nuova, questo avvenne lì proprio a questa concessionaria, lei ci andò di persona?
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'era anche questo signor Bizzoni nell'occasione?
TESTE Fiori: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE Fiori: Il signor Bizzoni mi ha accompagnato due giorni prima per farmi vedere la macchina, si è messo d'accordo col signor Tonino e quando io sono andata a ritirare la macchina il signor Tonino mi ha detto se gli avevo portato l'assegno dei soldi. Al che io gli ho detto: 'a me non mi ha detto niente nessuno, sono venuta a ritirare la macchina e basta'. E lui ha provveduto a parlare con chi doveva parlare.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, oltre a questo signor Tonino ricorda che ci fosse qualcuno lì a questa concessionaria quando lei andò a ritirare la macchina? Oppure, per così dire...
TESTE Fiori: No, ci siamo andati io, il signor Bizzoni e un altro amico suo che si chiamava Agostino.
PUBBLICO MINISTERO: Agostino.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Fiori: Poi non a ritirare, a vedere. Perché a ritirare ci sono andata da sola.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci, più esattamente. Quando lei fece questa operazione per la macchina nuova, prima andò a vederla e poi andò a ritirarla e ha spiegato come avvenne, la sua macchina, la Uno, quella che era rimasta incidentata.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era sempre per la strada...
TESTE Fiori: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ovvero era già dal carrozziere?
TESTE Fiori: No, no, stava ancora per la strada.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei non era mai andata a riprendere i suoi effetti personali?
TESTE Fiori: Non ci sono andata perché non avevo mezzi per portarmeli via, le cose personali.
PUBBLICO MINISTERO: Che c'aveva su questa macchina?
TESTE Fiori: Beh, tanto per cominciare i ferri, cioè la chiave inglese, la chiave a croce, c'era una lattina, c'erano diverse cose che avevo lasciato nel portabagagli, poi tutte quelle che ci stanno, di solito che si mettono dentro la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Allora voglio dire, una volta che lei entrò nel possesso di questa macchina nuova, di questa Panda, andò poi a riprendere gli effetti personali sulla Uno?
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E la Uno dove si trovava?
TESTE Fiori: Dal carrozziere.
PUBBLICO MINISTERO: Dal carrozziere. Lei si ricorda questo carrozziere come si chiama, o comunque dove aveva l'officina?
TESTE Fiori: Sì, dove ha l'officina lo so. Non so dirgli la strada ma so dove sta. Infatti ho accompagnato...
PUBBLICO MINISTERO: E ora infatti ci arriviamo anche a questo. Più o meno la zona dove si trova il carrozziere.
TESTE Fiori: Centocelle.
PUBBLICO MINISTERO: Centocelle.
TESTE Fiori: Proprio agli archi.
PUBBLICO MINISTERO: Agli archi. Questo carrozziere aveva l'officina in una strada...
TESTE Fiori: E' una piccola strada stretta, a senso unico.
PUBBLICO MINISTERO: E questa strada incrocia con qualche strada importante lì a Centocelle?
TESTE Fiori: Sì, la Palmiro Togliatti.
PUBBLICO MINISTERO: Credo sia una via piuttosto lunga, una via grande a Centocelle.
TESTE Fiori: A parte che è enorme e poi è lunghissima.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora facciamo subito questa domanda: lei poi ha detto che questo carrozziere l'ha potuto individuare e segnalare con precisione, no?
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. A chi per l'esattezza?
TESTE Fiori: Al brigadiere Grasso della DIA.
PUBBLICO MINISTERO: Della DIA, quale?
TESTE Fiori: Di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Di Roma. E quindi al brigadiere Grasso lei gli ha indicato questo carrozziere.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E ormai che ci siamo: al brigadiere Grasso ha consegnato anche qualche documento, qualche cosa?
TESTE Fiori: Gli ho consegnato le foto della macchina distrutta.
PUBBLICO MINISTERO: Della macchina sua.
TESTE Fiori: Sì, perché io pensavo di aver ragione quindi ho fatto le foto alla macchina in maniera che così, dico, se me le chiede l'assicurazione prima che viene riparata ho le foto della macchina. Invece poi la macchina lui mi ha detto che non me la faceva riparare e che me ne avrebbe presa un'altra, poi mi ha fatto aspettare nel tempo e alla fine, dopo mia insistenza...
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, voglio dire, lei ha consegnato al brigadiere delle foto della sua auto incidentata.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, queste foto sono state scattate dove e da chi?
TESTE Fiori: Sono state scattate lì dal carrozziere, quando la macchina era dal carrozziere...
PUBBLICO MINISTERO: Dal carrozziere.
TESTE Fiori: ... che sono andata a prendere gli effetti personali, da me.
PUBBLICO MINISTERO: Da lei personalmente.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Benissimo. Quando lei ha fatto queste... è andata lì dal carrozziere a vedere la macchina, a fare le fotografie, ma si tratta della stessa volta in cui andò a recuperare i suoi effetti personali sulla macchina?
TESTE Fiori: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Allora ecco ci stabilisca quali di questi due fatti è avvenuto prima e quale dopo?
TESTE Fiori: Prima...
PUBBLICO MINISTERO: Se se lo ricorda signora.
TESTE Fiori: Sì, sì. Prima gli ho fatto le foto, poi dopo quando ho visto che praticamente la macchina non la potevo prendere perché tanto non me l'avrebbe riparata, doveva andare allo sfascio, sono andata a prendere tutto quello che c'era da prendere dentro la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei si rammenta - l'ha detto un attimo fa - che a un certo punto il signor Alfredo Bizzoni le fece presente che questa macchina poteva essere venduta a un amico suo, no?
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che se ne interessava per pezzi di ricambio, se ho capito bene.
TESTE Fiori: Sì, cioè che questo signore me l'avrebbe comprata e che tanto l'avrebbe utilizzata per i pezzi di ricambio. Cioè dice: 'quello che si può recuperare, lui lo recupera'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e le fece il nome di questa persona?
TESTE Fiori: No. Il nome praticamente l'ho letto sul foglio che gli ho firmata, si chiamava Giacalone Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: Allora spieghi. Lei firmò un foglio.
TESTE Fiori: Io questa persona non l'ho mai vista.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, lei firmò un foglio...
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo foglio dove lo firmò?
TESTE Fiori: In casa di Alfredo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Era un foglio che le portò Alfredo, quindi?
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che cos'era un modulo? Qualche cosa...?
TESTE Fiori: No, era un foglio dove c'era scritto che io davo in conto vendita a questa persona e lui mi dava la somma di 500 mila lire per questa macchina. E firmato, poi mi ha chiesto, dice: 'Dammi il libretto di circolazione e il foglio complementare...'
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, mi scusi. Le ultime tre parole proprio, non ce l'ho fatta... lei parla un po' affrettata e io...
TESTE Fiori: Niente. Dopo che l'ho firmato, Alfredo ha voluto il libretto di circolazione e il foglio complementare della macchina. Che in settimana avremmo fatto il passaggio di proprietà. Perché poi, tra parentesi, questa cosa del foglio è perché il signor Bizzoni me l'ha presentato alle undici e mezza di sera. Perché, praticamente il signor Bizzoni in casa non c'era quasi mai. Si presentava nelle ore più impensate. Quando meno se lo aspettava, lui appariva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ho capito.
Allora, questo foglio non era, se capisco bene, la dichiarazione di vendita quella che si fa davanti al notaio. Perché la vendita doveva essere fatta...
TESTE Fiori: Doveva esser fatta, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... nel momento successivo.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Fiori: Si doveva andare a firmare l'atto di proprietà.
PUBBLICO MINISTERO: Quando ha firmato questo foglio, quindi chi era presente? Il signor Alfredo.
TESTE Fiori: Il signor Alfredo e la signora Teresa Bracci.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei, questo signor Giacalone mi pare abbia detto,...
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... l'ha mai visto in faccia?
TESTE Fiori: No.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non era presente sul momento?
TESTE Fiori: No.
PUBBLICO MINISTERO: C'ha parlato?
TESTE Fiori: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Lo può aver sentito per telefono?
TESTE Fiori: No, no. Perché quando gliel'ho chiesto poi al signor Alfredo, mi ha detto, dice: 'No, ma sai, adesso è fuori, è andato a Palermo, dovrebbe ritornare. Appena rientra, te lo faccio sapere'. Poi è passata un'altra settimana, al che ho detto: 'Senti, dammi il numero di telefono di questa persona. Ci parlo io'. Dico: 'Te proprio levati di torno, non hai nessun interesse, quindi...'
E mi ha detto, dice, si arrabbiò per telefono. Questo tutto per telefono perché dopo io il signor Bizzoni...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Fiori: ... è sparito dalla circolazione. Mi ha detto, dice: 'Che vuoi che ti dica? Dove lo vuoi che lo vado a prendere io?'
Perché io gli ho detto, dico: 'Va beh, a 'sto punto allora non mi vuoi fare il passaggio. Dammi le targhe, perché io riconsegno le targhe. A 'sto punto non ha importanza. Ci ho rimesso 500 mila lire, ci ho rimesso la macchina. Però, dammi almeno le targhe della macchina'.
Dice: 'Cosa vuoi...'
PUBBLICO MINISTERO: Dammi almeno le?
PRESIDENTE: Targhe.
TESTE Fiori: Le targhe della macchina. E lui ha risposto, dice: 'Che cosa vuoi che ti dica? La macchina non c'è più a Roma. Quello è un concessionario, se l'è portata fuori. Tanto più che il signor Giacalone Luigi sta all'Ucciardone'. E poi è finita qua.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, era finito in carcere?
TESTE Fiori: Così ha detto lui.
PUBBLICO MINISTERO: No, l'Ucciardone penso si sappia, voglio dire, che...
TESTE Fiori: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... è il carcere di Palermo.
TESTE Fiori: No, dico: 'così ha detto lui', nel senso: così ha detto Bizzoni. Forse era vero, ma io non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. No, no, certo. Questo...
TESTE Fiori: Dopodiché è sparito pure il signor Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora signora, nelle dichiarazioni che lei ci sta rendendo, c'ha fatto riferimento a un verbale di contravvenzione dei Vigili Urbani.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha fatto riferimento a delle fotografie.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E ha fatto riferimento a un documento che lei firmò.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, lei ha anche detto che queste fotografie le ha consegnate alla DIA.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il verbale?
TESTE Fiori: Uguale. E anche il foglio.
PUBBLICO MINISTERO: E anche il documento, quello...
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei personalmente. Allora, guardi se l'ispettore mi fa la cortesia di azionare il diabolico congegno.
Signora, abbia pazienza. Lei da lì bisognerebbe si spostasse e andasse là di faccia dove c'è l'ispettore.
PRESIDENTE: Facciamo... che cosa facciamo...?
PUBBLICO MINISTERO: Il... Prego?
PRESIDENTE: Cosa facciamo vedere?
PUBBLICO MINISTERO: Ah, sì, sì, Presidente. Il verbale di contravvenzione. Ecco, è questo il documento signora che lei ha consegnato?
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole essere così cortese da...
TESTE Fiori: Avvicinarmi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, a parte codesto. Brava. Così cortese da leggere lei quei dati dai quali si capisce che questa è una storia che riguarda la macchina che era sua?
TESTE Fiori: Se mi avvicino lì, non posso stare qui.
PUBBLICO MINISTERO: Ora l'ispettore l'aiuta. L'ispettore l'aiuta.
TESTE Fiori: Allora, il tipo... non ci vedo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo è un rapporto - vedo che c'è scritto "per incidente stradale", in cima c'è scritto "Corpo dei Vigili Urbani".
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dove c'è scritto...
PRESIDENTE: Comune di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: ... prima di tutto c'è scritto "comune di Roma", in alto a sinistra.
TESTE Fiori: Sì. Mi devo alzare, perché sennò non ci vedo.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare che quel microfono non funzioni. Tanto per cambiare.
TESTE Fiori: Sì, no. Funziona.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
TESTE Fiori: Dunque, dov'è che devo leggere?
PUBBLICO MINISTERO: Appena, appena.
TESTE Fiori: Tutto? Allora: FIAT Uno, Roma 55204V. Fiori Patrizia, Ostia Via Danilo Stiepoovich 111.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Fiori: L'assicurazione era la RAS. Devo leggere anche...?
PUBBLICO MINISTERO: E lì che c'è scritto? In che data è questo rapporto? Lo legge signora, su in cima?
TESTE Fiori: 25 marzo del '94. Alle ore 18 e 40.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E si tratta di un incidente che si è verificato? C'è scritto lassù.
TESTE Fiori: Sì. Alle ore 18 e 40.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Di quel giorno lì. Poi ci sono via - io leggo Durante, può essere?
TESTE Fiori: Sì. E' via Durante. Angolo... aspetti, eh?
PUBBLICO MINISTERO: Via...
PRESIDENTE: Pirotta.
TESTE Fiori: Durante... sì, Pirotta. Dove, praticamente ecco questa è la via dove dicevo che la macchina è rimasta ferma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei... ispettore Benelli abbia pazienza. Perché mi sembra la signora sia in una posizione scomodissima. C'ha quello specchio sulla testa...
TESTE Fiori: No, non si preoccupi perché non ci vedo. Ecco, perché. Non porto gli occhiali.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
TESTE Fiori: Allora, stando lontano lo vedo quello che c'è scritto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, tutto chiarito. Non li ha con sé gli occhiali?
TESTE Fiori: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Non ce li ha con sé gli occhiali?
TESTE Fiori: No.
PUBBLICO MINISTERO: E va beh.
Ecco, questo è proprio l'angolo dove lei poi l'ha anche vista la macchina...
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... accidentata.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, quello che c'è scritto nel verbale corrisponde a quello che lei poi vide coi suoi occhi.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, cambiamo come dire? cambiamo immagine.
Passiamo per piacere ispettore, a quelle foto e vorrei dare atto che si tratta di foto - non ho preso gli estremi - di foto che stanno tra le produzioni del Pubblico Ministero. Alla Corte, produzioni fatte come la Corte ricorda all'inizio. Questo è l'album fotografico datato 30 marzo '95 formato dalla Direzione Investigativa Antimafia Centro Operativo di Roma. Ecco, c'era la menzione: "foto riproducente l'autovettura di proprietà", eccetera eccetera.
E' il punto 41 delle produzioni, mi sta spiegando l'ispettore Benelli. Punto 41 delle produzioni.
Che vede in quella macchi... in quella, in questa fotografia?
TESTE Fiori: La mia ex macchina.
PUBBLICO MINISTERO: La sua ex macchina. Ascolti signora, lei conosce bene Roma e le zone di cui si sta parlando.
TESTE Fiori: Mica tanto.
PUBBLICO MINISTERO: La prima domanda è questa: è questa una delle foto che lei ha consegnato alla DIA?
TESTE Fiori: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. E qui dove siamo, signora?
TESTE Fiori: A Centocelle, di fronte al carrozziere.
PUBBLICO MINISTERO: Al carrozziere.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che è quello che lei indicò poi alla DIA?
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La targa di questa macchina?
TESTE Fiori: E' la mia.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. No, no. Siccome io non la vedo. Ora, magari ingrandendo qualche cosa, ci riusciamo a vedere.
TESTE Fiori: Perché è storta.
PUBBLICO MINISTERO: Ma prima di tutto vorrei che...
PRESIDENTE: Ora si comincia a leggere.
PUBBLICO MINISTERO: Si legge?
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Che è successo? E' sparito tutto. Roma 55204V. Oh, qui si vede abbastanza bene signora...
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... che questa macchina ha questo danno davanti. Lei col carrozziere ci parlò, signora?
TESTE Fiori: Sì. Ero andata lì e mi ha detto, dice che ci voleva lo stesso la stessa cifra. Si poteva pagare anche un po' di meno prendendo pezzi magari dagli sfasci.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, ma questa macchina è con... gli urti visti da di fuori per chi non è un tecnico, vogliono dir tanto e non voglion dir niente.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa macchina era in condizione di camminare o no?
TESTE Fiori: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Glielo disse anche il carrozziere?
TESTE Fiori: E' tutto rientrato, come si chiama?, il radiatore.
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
TESTE Fiori: Ha spaccato la parte dove sta... non le candele, come si chiama?, lo spinterogeno credo.
PUBBLICO MINISTERO: Va beh, comunque voglio dire...
TESTE Fiori: Insomma, era tutta rientrata internamente.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque camminava la macchina o no?
TESTE Fiori: No, no. L'hanno trainata.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Vediamo la foto successiva. Vediamo la foto successiva perché le chiedo se anche questa è un foto che ha consegnato lei al personale della DIA?
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Molto bene. Allora, togliamo di mezzo queste fotografie, ispettore per cortesia. E prendiamo l'ultimo documento che abbiamo menzionato. E' il punto 40 delle produzioni del Pubblico Ministero.
Questo è il documento di cui parlava, signora?
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E anche questo è un documento che ha consegnato lei al personale della DIA?
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Quindi che ci legge lì?
TESTE Fiori: Allora:
"La sottoscritta Fiori Patrizia nata a Roma il 20/06/54, ivi residente in via Danilo Stiepoovich 111, codice fiscale, dichiara di aver verbalmente venduto a Giacalone Luigi nato a Marsola - credo - il 25, no il 22/12/53..."
PRESIDENTE: Marsala.
TESTE Fiori: "... residente a Palermo..."
PRESIDENTE: Via corso dei Mille.
TESTE Fiori: "... via corso dei Mille 1360. Il seguente veicolo, autovettura marca FIAT tipo Uno, targa Roma 55204V numero del telaio", lo devo dire?
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Fiori: "ZF414 600020 57427, 12 cavalli fiscali per il prezzo pagato di lire 500 mila, dichiara di esonerare il notaio da ogni adempimento successivo all'autentica del presente atto. Roma, 16/04 del '94."
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Signora, questo documento - come si vede - ci sono delle parti a stampa e delle parti manoscritte.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come parti manoscritte c'è qualcosa di suo pugno?
TESTE Fiori: La mia firma.
PRESIDENTE: E poi?
TESTE Fiori: Basta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, tutte le parti manoscritte quando lei fece, ci mise la sua firma...
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... c'erano già tutte riportate?
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicura di questo?
TESTE Fiori: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vedo che sotto...
TESTE Fiori: Anche la firma di Giacalone Luigi già c'era.
PUBBLICO MINISTERO: C'era già?
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sotto la sua firma lì, ci sono gli estremi di un documento di identità.
TESTE Fiori: Sì. Della carta di identità.
PUBBLICO MINISTERO: La sua carta di identità?
TESTE Fiori: Sì. Quella... comunque l'ho persa quella lì. Ne ho un'altra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questi dati furono messi sul momento sul documento?
TESTE Fiori: Sì, l'ha messi Bizzoni Alfredo.
PUBBLICO MINISTERO: Perché lei c'aveva la carta di identità con sé?
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi tolga una curiosità: ma il numero di telaio, lei l'ha letto un attimo fa, c'era già scritto sopra?
TESTE Fiori: Sì, c'era perché lui aveva... l'aveva preso dal libretto di circolazione.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'aveva già consegnata lei?
TESTE Fiori: Perché io il libretto di circolazione l'ho dovuto consegnare alla Polizia Municipale perché gli ho dovuto portare i documenti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Fiori: E quindi lui in qualche maniera si vede che l'aveva ripreso. Perché, quello che sta scritto qui, era già tutto quanto scritto. Levato il numero della carta di identità e la mia firma.
PUBBLICO MINISTERO: Anche la data c'era?
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi se lì c'è scritto Roma 16 aprile '94...
TESTE Fiori: La sera me l'ha portato.
PUBBLICO MINISTERO: ... vuol dire che lei questo documento l'ha firmato il 16 aprile?
TESTE Fiori: Sì. La mattina avevo preso la macchina e la sera mi ha portato questo...
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda che giorno della settimana era il 16 aprile?
TESTE Fiori: Io, veramente ero convinta che era di sabato.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
TESTE Fiori: Ero convinta. Poi mi hanno vedere che invece non era di sabato. Però, non so perché, ero convinta che era di sabato.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, nella sua memoria era un sabato?
TESTE Fiori: Sì, perché praticamente io ho preso la macchina e, no era... aspetti. Cioè, perché mi confondevo col fatto che io ho preso la macchina, poi sono andata praticamente... dopo sono andata a casa. Siccome io a casa ci andavo... cioè il sabato all'una me ne andavo a casa...
PUBBLICO MINISTERO: Il?
TESTE Fiori: Il sabato all'una me ne andavo a casa e ci stavo fino alla domenica dopo. Quindi la memoria, chissà perché avevo...
PUBBLICO MINISTERO: No, lasci perdere. Non si crei, voglio dire, troppe domande.
Infatti le stavo per chiedere questo: se lei il sabato lavorava dal signor Bizzoni per l'intera giornata.
TESTE Fiori: No. Fino a mezzogiorno e mezzo-l'una.
PUBBLICO MINISTERO: E è ben sicura che lei questo documento l'ha firmato la sera così tardi?
TESTE Fiori: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo cena, addirittura?
TESTE Fiori: Sì. Quando è rientrato lui. Apposta per questo dopo, rifacendo mente locale non poteva essere sabato.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire ma, se io capisco bene, ma non è una considerazione. E' una domanda che le faccio.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se io capisco bene, non avendo lei l'abitudine di trattenersi il sabato a lavorare oltre le una del giorno, se lei è sicura di aver firmato questo documento la sera tardi dopo cena, quale giorno della settimana può essere stato?
TESTE Fiori: Eh, o giovedì o venerdì. O giovedì o venerdì.
PUBBLICO MINISTERO: O un giovedì o un venerdì.
TESTE Fiori: Però, non...
PUBBLICO MINISTERO: Va beh. O un giovedì o un venerdì. Ho capito.
Senta signora, non ci stiamo a complicare... cioè le faccio una raccomandazione. Non pensi lei alle date...
TESTE Fiori: No, ho sbagliato.
PUBBLICO MINISTERO: ... ai numeri dei giorni. Prego.
TESTE Fiori: Ho sbagliato. Perché io il sabato sera ritornavo giù.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
TESTE Fiori: Io, il sabato sera ritornavo giù. Perché la domenica mattina andavo via alle nove e mezza-dieci.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito. Mi perdoni.
TESTE Fiori: Io, il sabato sera ci tornavo tardi ma ci tornavo giù. Perché andavo via la mattina...
PRESIDENTE: Giù, dove?
TESTE Fiori: ... la mattina...
PRESIDENTE: "giù" cosa vuol dire?
TESTE Fiori: A casa del signor Bizzoni. Perché io abitavo a Ostia. Apposta ho detto "giù".
PRESIDENTE: Allora, la domenica mattina tornava dal Bizzoni.
TESTE Fiori: La... no, il sabato sera. Magari sul tardi, però ci tornavo perché la domenica mattina andavo via che erano verso le dieci-dieci e mezza.
Perché io praticamente ci dovevo stare dalle quattro alle otto di mattina. Però siccome il sabato il bambino non andava a scuola...
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE Fiori: ... quindi non doveva prenderlo alle quattro il bambino a scuola e non dovevo rientrare alle quattro a casa Bizzoni. Quindi, magari rientravo alle dieci e mezza, le undici. Però ci ritornavo anche il sabato.
PRESIDENTE: Della sera o del mattino?
TESTE Fiori: Della sera.
PRESIDENTE: Della sera.
TESTE Fiori: E poi la mattina, la domenica mattina andavo via.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE Fiori: E uguale, la domenica non andavo alle quattro come gli altri giorni della settimana. Ma ci andavo verso le otto e mezza-nove.
PUBBLICO MINISTERO: Questo vuol dire che lei pernottava in casa del Bizzoni?
TESTE Fiori: Sì. Pernottavo perché la signora Bracci soffriva di ansia.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Ecco, io le chiedo di far mente locale a prescindere dalle abitudini casalinghe.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dalle abitudini col signor Bizzoni. Quel certo giorno in cui lei firmò questo foglio al signor Bizzoni...
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... rispetto al giorno in cui lei prese l'automobile, la Panda intendo dire...
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... alla Sivauto ha spiegato...
TESTE Fiori: Sì, era lo stesso giorno.
PUBBLICO MINISTERO: Son fatti vicini tra di loro?
TESTE Fiori: Era lo stesso giorno.
PUBBLICO MINISTERO: Fu lo stesso giorno?
TESTE Fiori: Sì. La mattina avevo preso la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi la mattina lei andò a prendere questa auto e poi la sera così tardi il signor Bizzoni le fece firmare questo foglio?
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ma il signor Bizzoni glielo aveva anticipato che le avrebbe portato un foglio da firmare perché c'era la possibilità di cedere questa macchina a un suo conoscente?
TESTE Fiori: Mi aveva detto che potevo cedere la macchina a questo signore perché l'avrebbe utilizzato come le ho detto e, praticamente, che poi saremo andati da questa persona a fare l'atto di vendita.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
TESTE Fiori: E poi la sera invece, dice: 'Guarda m'ha dato il foglio da firmare perché non può venire per il momento perché è occupato. Comunque non ti preoccupare, che in settimana andiamo a fare il passaggio'. Dice: 'Intanto firmami questo foglio così lo presentiamo al notaio'.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti signora. Forse non son riuscito a fare la domanda in maniera chiara: quanto tempo prima rispetto al giorno in cui le fece firmare il foglio il signor Bizzoni le aveva anticipato che ci aveva un conoscente, eccetera, eccetera...
TESTE Fiori: Quando, praticamente mi ha detto che la macchina non si poteva più aggiustare...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Fiori: ... e che mi avrebbe fatto avere un'altra...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Fiori: ... poi, penso un paio di giorni dopo, mi ha detto: 'Guarda se vuoi della tua macchina puoi ricavarne 500 mila lire perché c'è un mio amico che la prenderebbe per i pezzi'.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questa storia è maturata, voglio dire, da quando le ha preannunziato la possibilità di vendere questa macchina a uno al quale faceva comodo per i pezzi di ricambio...
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... a quando lei firma questa dichiarazione. Ecco, questa storia in tutto quanti giorni ha portato via?
TESTE Fiori: Una settimana. All'incirca, nel giro di una settimana.
PUBBLICO MINISTERO: Nel giro di una settimana.
TESTE Fiori: Questa storia.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Fiori: Poi, il fatto della macchina che dovevo aggiustarla, che non si doveva aggiustare, che la dovevano prendere, che se l'avevano portata... è durato un mese praticamente. Perché dal 25...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
TESTE Fiori: Praticamente è durata un mese. Perché dal 25 al 16...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, sì, sì. La storia, sì. Si è trascinata per qualche settimana, certo.
TESTE Fiori: Sì. Ogni giorno ce n'era una nuova. Ogni giorno c'era una scusa diversa.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Il che le avrebbe... mi perdoni signora se...
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... io sono un po' come dire? pignolo, ma devo far così. Lei non si spazientisca.
Senta, che le avrebbe fatto firmare questo foglio, ecco glielo aveva già detto: ti porterò da firmare un foglio, le porterò da firmare un foglio?
TESTE Fiori: No, no. Mi ha detto che doveva mandare a firmare il foglio.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Ma quindi questo foglio le fu presentato così, un po' all'improvviso.
TESTE Fiori: Sì, la sera stessa mi ha detto: 'Senti ti ho portato il foglio da firmare perché questo mio amico al momento non è a Roma...
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
TESTE Fiori: Dice: 'Intanto se me lo firmi, così presentiamo tutto quanto al notaio e poi in settimana andiamo lì, si mette la firma e bella che è venduta...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Le stavo per...
TESTE Fiori: ... e ti dà i soldi'. Perché io i soldi...
PUBBLICO MINISTERO: ... chiedere infatti, le stavo per chiedere se lei domandò al Bizzoni e disse: santa pace, se si fa questo affare allora si va all'ACI e in un quarto d'ora si fa tutto; viene il tuo amico, mi dà i soldi e si chiude il discorso.
TESTE Fiori: E' santa ignoranza.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
TESTE Fiori: E' santa ignoranza. Se uno le cose non le sa...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, no. Più semplicemente, per capire se il signor Bizzoni le spiegò per quale ragione...
TESTE Fiori: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: ... questo amico non era disponibile per fare sul momento l'operazione.
TESTE Fiori: No, secondo me il signor Bizzoni ha giocato un po' sul fatto che io non ero al corrente di determinate cose. Perché bastava andare all'ACI, bastava andare a una scuola guida a fare il passaggio di proprietà e si stava a posto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Prima, prima ancora che io le facessi questa domanda, lei ha detto che il signor Bizzoni disse che questo suo amico non era a Roma.
TESTE Fiori: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma le disse...
TESTE Fiori: Diceva che era un concessionario questo signore.
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
TESTE Fiori: Cioè, praticamente lui prendeva queste macchine e dice, poi gli servono i pezzi e magari ne sistema altre perché vende sia macchine nuove che macchine usate. 'Quindi, tante volte - dice - portano delle macchine come la tua e da una macchina ne fanno due, in maniera che i pezzi di queste li mettono a un'altra'. E che ne so?, poi se era vero o se non era vero.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, siccome si sta parlando di questo signor Alfredo.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha lavorato per questo signor Alfredo dopo questo episodio - io lo chiamo il signor Alfredo perché lo chiama lei, per me si chiama Bizzoni. Punto e basta.
TESTE Fiori: Va beh.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha lavorato per Bizzoni per quanto tempo dopo questo episodio della macchina?
TESTE Fiori: Che cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Lei per il signor Bizzoni per quanto tempo ancora ha lavorato dopo questa vicenda della macchina...
TESTE Fiori: Io, c'ho lavorato fino...
PUBBLICO MINISTERO: ... vicenda della macchina che io la porto fino a quando lei ha detto: non si può far più niente perché il mio amico è finito all'Ucciardone.
TESTE Fiori: No, quello me lo ha detto dopo. Per telefono, quando non ci lavoravo più.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non ci lavorava già più.
TESTE Fiori: Sì. Che io ho lavorato per lui fino al 26-27 di maggio.
PUBBLICO MINISTERO: Di maggio?
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E sicura, signora?
TESTE Fiori: Sì, sì. Perché io il primo giugno sono andata a abitare in via Nicola Spedalieri e il 15 maggio ho dovuto lasciare la casa ad Ostia. Praticamente ci sono stata un'altra settimana così e poi dopo sono andata via. Sono andata via anche perché non percepivo più lo stipendio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma il signor Bizzoni - mi spiego meglio - dal signor Bizzoni lei quando aveva iniziato a lavorare?
TESTE Fiori: Il primo gennaio del '95. No, '94.
PUBBLICO MINISTERO: '94.
TESTE Fiori: '94.
PUBBLICO MINISTERO: Stiamo parlando dell'anno '94...
TESTE Fiori: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... per ora.
TESTE Fiori: Sì, sì. Del '94.
PUBBLICO MINISTERO: Del '94.
Ecco, lei ha un po' spiegato qual era il lavoro che faceva in casa, i problemi della signora, il bambino e tutto il resto.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha avuto dal signor Bizzoni l'incarico di fare dei lavori anche qualche lavoro anche esternamente al luogo dove abitava Bizzoni con la signora Bracci?
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se lo ricorda?
TESTE Fiori: Sì. Sono andata a pulire una casa che si trovava, si trova sulla Tuscolana...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Fiori: ... in via Giulio Capitolino.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Fiori: E poi casa, la loro casa al mare, a Torvajanica.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dunque cerchiamo di mettere a fuoco questi due episodi. Quale viene prima, l'episodio di...?
TESTE Fiori: Via Giulio Capitolino.
PUBBLICO MINISTERO: ... di via Giulio Capitolino e poi, allora, quello di via Torvajanica. Cerchiamo di...
TESTE Fiori: No, aspetti. No, ho sbagliato. Prima quello di Torvajanica. Perché quando sono entrata io, c'era ancora l'altra donna e io ancora non lavoravo per lui. E ci sono andata insieme all'altra donna che aveva...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Fiori: ... per una giornata soltanto. Poi dopo ci sono tornata dopo via Giulio Capitolino. Da sola.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque...
TESTE Fiori: Praticamente, era fine dicembre. Ci sono andata insieme o i primi di gennaio o ci sono andata insieme a questa ragazza.
PUBBLICO MINISTERO: Dove, signora?
TESTE Fiori: A Torvajanica.
PUBBLICO MINISTERO: A Torvajanica.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, visto che gli episodi sono due, veda un attimino di raccontare di che cosa in particolare si occupò nell'ordine nel quale si sono svolti, per come se lo rammenta lei oggi.
TESTE Fiori: Niente, la prima volta che sono andata con questa ragazza, siamo andati a Torvajanica e l'abbiamo ripulita. Perché era stata abitata.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Fiori: E lui ci disse che era indeciso se riaffittarla o se lasciarla pulita per poi d'estate, ci sarebbe andato lui con...
PUBBLICO MINISTERO: Chi era questa ragazza che venne con lei? Se lo ricorda?
TESTE Fiori: No, a parte che era una straniera.
PUBBLICO MINISTERO: Era una?
TESTE Fiori: Era straniera.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Ma non era una conoscente sua?
TESTE Fiori: No, no. Io l'ho vista per la prima volta là dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. E andò a fare le pulizie quindi a questa...
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... a questa villetta.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questa villetta come si presentava?
TESTE Fiori: Normalmente, come si presenta una casa quando magari uno ci ha abitato però è una settimana che non ci entra. Cioè: era sporca, era da pulire, era da rimettere a posto.
PUBBLICO MINISTERO: Dico, ma c'erano persone al momento che...
TESTE Fiori: No, non c'era nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: ... abitavano?
TESTE Fiori: Non c'era nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Lei potè capire se c'erano state persone più o meno...
TESTE Fiori: Sì, c'erano state...
PUBBLICO MINISTERO: ... recentemente, voglio dire.
TESTE Fiori: Sì. C'erano stati perché praticamente ci han fatto portare via tutte le lenzuola, tutto ciò che era di biancheria, l'ho portati a Roma a casa sua che sono state lavate e riportate su.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. A questa villetta, una villetta?
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A Torvajanica. Torvajanica è sul mare, no?
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei poi ci è tornata?
TESTE Fiori: Sì, ci sono tornata dopo anche insieme a loro. Ci sono tornata per finire di pulire, di sistemare e poi ci sono tornata un'altra volta insieme a loro perché lui stava mettendo a posto il giardino.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti. Non ricorda se quando ci è tornata, ci è tornata magari con sempre in compagnia di qualcuno ma non della ragazza straniera di cui parlava prima?
TESTE Fiori: No, ci sono tornata due volte: una volta da sola e un'altra volta con lui.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda di esserci andata una volta con suo figlio?
TESTE Fiori: Mio figlio è venuto quando sono andata a pulirla.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Fiori: Sì. Perché lui, praticamente, mio figlio ha fatto il giardino, gli ho fatto sistemare il giardino e io pulivo dentro casa.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti signora. E quando lei ci è andata assieme anche a suo figlio.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda se oltre che andare a pulire, ha fatto qualche altra cosa? Se c'era da portare della roba lì, a questa villetta, che ne so? televisore...
TESTE Fiori: No.
PUBBLICO MINISTERO: ... tappeti.
TESTE Fiori: No, no. In quel momento, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda che sia mai successo che ha portato qualche cosa?
TESTE Fiori: Sì, ce l'ho portato dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Che cosa?
TESTE Fiori: Ho portato due biciclette.
PUBBLICO MINISTERO: Due biciclette.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Queste biciclette, dunque come sono state portate?
TESTE Fiori: Con la mia macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Con la sua?
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La Panda?
TESTE Fiori: No, no, con la Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Ci aveva ancora la Uno, lei?
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Le ha messe sopra.
TESTE Fiori: No, l'ho messe nel portabagagli.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ci stavano.
TESTE Fiori: Perché, tirando giù i sedili...
PUBBLICO MINISTERO: Che sono, biciclette che si ripiegano?
TESTE Fiori: No, la Uno si ribalta...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ribaltando, ribaltando dietro...
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ci stanno, eh?
TESTE Fiori: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Ecco, e queste biciclette lei le portò a Torvajanica... Quante erano, due ha detto?
TESTE Fiori: Sì. Due Mountain-Bike.
PUBBLICO MINISTERO: Due Mountain-Bike. E da dove le prese lei, le prelevò?
TESTE Fiori: Praticamente lui la... Io, quel giorno che le ho portate lì, le ho prese da casa sua. Perché lui le ha portate lui. Però sono state prese in un appartamento che sta sul viale Libia.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Che sta sul viale Libia.
TESTE Fiori: Praticamente viale Libia, poi c'è una specie di piazzola, si rientra. E' un palazzo sotto dei portici.
PUBBLICO MINISTERO: Ma si ricorda come si chiamava la strada che faceva...
TESTE Fiori: No.
PUBBLICO MINISTERO: ... angolo con viale Libia?
TESTE Fiori: Sì... Ah, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ma lei, questo appartamento, o per meglio dire, questo stabile dal quale arrivavano le biciclette, per così dire, lo conosceva?
TESTE Fiori: Io ci sono stata con Bizzoni, perché siamo andati una volta...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Fiori: ... che lui doveva andare a prendere queste biciclette.
Mi ha detto: 'mi accompagni?'. Sempre con la mia macchina, perché era l'unica che ci entravano le biciclette.
E siamo andati lì. Lui, mi pare che era al secondo piano, ha bussato, ha suonato, ma nessuno gli ha risposto. Ha provato ad infilare le chiavi, non apriva. E disse che praticamente aveva sbagliato chiavi, oppure non mi ricordo che cosa disse.
PUBBLICO MINISTERO: Insomma, c'era un problema.
TESTE Fiori: C'era un problema e non ha aperto.
PUBBLICO MINISTERO: Che non apriva.
TESTE Fiori: Quindi siamo andati via. Poi, non so quanto tempo è passato, un sabato mio figlio è venuto con me su a casa di Bizzoni, era di sabato stavolta, e lui praticamente, insieme a mio figlio, sono andati a prendere queste biciclette.
Poi praticamente sono ritornati e io, insieme a mio figlio, ho lasciato le biciclette lì a Torvajanica e poi ho proseguito per Ostia.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signora, qualcuno di questi fatti di cui si sta parlando ora.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Viale Libia, e le biciclette, e la prima volta che è andata a Torvajanica e poi... Qualcuna, è possibile che si sia verificata quando lei ancora non aveva preso servizio dal Bizzoni?
TESTE Fiori: Non ho capito la domanda, scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che ha cominciato a lavorare, no? diciamo in pianta stabile, in casa Bizzoni...
TESTE Fiori: I primi di gennaio.
PUBBLICO MINISTERO: Ai primi del gennaio del '94.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questi fatti che stiamo raccontando ora: e la storia delle biciclette, la volta in cui ci va insieme e la chiave non funziona, e ci torna il Bizzoni con suo figlio, poi porta le biciclette, poi Torvajanica, un po' di tutta questa teoria di fatti e fatterelli, è possibile che qualcosa si sia svolta prima che lei prendesse servizio dal Bizzoni?
TESTE Fiori: No, no. Io il signor Bizzoni l'ho conosciuto il 26 dicembre del '93.
PUBBLICO MINISTERO: Come fa ad essere così sicura con la data?
TESTE Fiori: Perché era Natale. Era Santo Stefano.
PUBBLICO MINISTERO: Perché era il giorno dopo Natale?
TESTE Fiori: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: E allora ci racconti come ha conosciuto Bizzoni.
TESTE Fiori: Niente, io stavo con un mio amico e una mia amica che praticamente questo mio amico conosce Teresa Bracci, la convivente, e Teresa Bracci quella sera, come di solito, stava da sola, e siamo andati a passare...
Cioè, no, il 26 gli ho portato il bambino di questo signore, perché questo mio amico è separato ed ha un bambino di tre anni e io gliel'ho portato su perché guardavo anche suo figlio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Fiori: E poi siamo andati a passare il Capodanno a casa di Bizzoni, il 31 dicembre. E io lì ho conosciuto Bizzoni, perché la sera dopo una cert'ora è venuto anche lui.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, e dopo quanto tempo pensa di aver preso servizio da Bizzoni?
TESTE Fiori: Gliel'ho detto, i primi di gennaio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, è stata...
TESTE: Perché praticamente...
PUBBLICO MINISTERO: Vi siete messi d'accordo subito.
TESTE Fiori: No. Perché praticamente questo mio amico che conosceva la signora Bracci, io in pratica ero senza lavoro, cioè lavoravo pochissimo. E lei si lamentava di questa ragazza che aveva.
E allora questo mio amico gli ha detto: 'scusa, ma prendi a lei, tanto ha bisogno di lavorare, non ha lavoro. E' una persona fidata...'.
Insomma, nel giro di una settimana, dal 26, diciamo, a quando mi ha preso a stare con lei, ha parlato con Bizzoni, lui gli ha detto: 'se sta0 bene a te, sta bene anche a me. L'importante è che dopo non ti lamenti come ti lamenti di quest'altra...'
PUBBLICO MINISTERO: Va be'. E quindi ai primi di gennaio.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto così.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, o un giorno più, o un giorno meno, non fa particolare differenza.
TESTE Fiori: Dovrebbe essere dopo la Befana.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ecco, quindi tutta questa serie di fatti che lei ha raccontato, si è sviluppata tutta a partire da quando lei ha cominciato a lavorare per Bizzoni.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' questo che voleva dire.
TESTE Fiori: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E quest'episodio che mi pare sia, se ho capito bene, mi pare sia il primo, quando lei accompagna Bizzoni che vuole ritirare della roba lì, a viale Libia, però ha problemi con la serratura e torna indietro.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si è verificato dopo quanto tempo, più o meno, da che lei aveva iniziato a lavorare col Bizzoni?
TESTE Fiori: Eh, questo non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: No, voglio dire: erano già passati mesi, oppure no?
TESTE Fiori: Calcoli che è prima del 24 marzo. Perché il 24 marzo poi io non avevo più la... il 25 marzo non avevo più la mia macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, questo, questo è sicuro. Perché se le biciclette hanno viaggiato dentro la sua Uno, vuol dire che la prima volta...
TESTE Fiori: La data non me la ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma facevo per capire orientativamente se poteva essere i primi ancora dell'anno...
TESTE Fiori: Calcoli che fine gennaio, metà marzo. Cioè, nel giro tra gennaio, febbraio, marzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi può starci tranquillamente un'epoca, una data o un'altra insomma, ecco.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: All'interno di questo arco di tempo.
TESTE Fiori: Nel giro di questo mese e mezzo, successe tutto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi a Torvajanica complessivamente quante volte ci dovrebbe essere andata, lei?
TESTE Fiori: Io ci sono andata una volta con quella ragazza, poi ci sono andata per pulire con mio figlio, poi ci sono andata soltanto a posare le biciclette. Cioè le ho posate e me ne sono andata. E poi ci sono tornata che ci stava Bizzoni, la signora Bracci e una nostra amica e io.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
TESTE Fiori: E il bambino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E in via, Largo Giulio Capitolino, invece quante volte c'è stata?
TESTE Fiori: Una sola volta.
PUBBLICO MINISTERO: Una sola volta. Mi pare che sia il modo migliore per porle la domanda: ci è andata con la sua Uno, o ci è andata con la Panda?
TESTE Fiori: Ci sono andata con la mia Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Con?
TESTE Fiori: Con la mia Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi siamo sempre prima che la Uno vada...
TESTE Fiori: Sì, sì. Gliel'ho detto, tutto è successo prima che mi rompesse la Uno. Perché poi, quando ha rotto la Uno, praticamente non gli servivo più, evidentemente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E questo appartamento, lì in Largo Giulio Capitolino, come si presentava? Un appartamento anche quello da rimettere in ordine, come...
TESTE Fiori: Sì, sì. Sembrava come se ci avessero abitato... cioè, ci fossero stati fino alla sera prima.
Cioè, erano i letti sfatti, le cose da... i piatti da lavare, il bagno da pulire.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
TESTE Fiori: Cioè, era tutto...
PUBBLICO MINISTERO: C'era roba da mangiare, in giro, nell'appartamento?
TESTE Fiori: No, li aveva levati il Bizzoni, mi pare, o la sera prima, o un paio di sere prima.
PUBBLICO MINISTERO: Lei capì, o per meglio dire, Bizzoni le disse che uso faceva di quest'appartamento di Largo Giulio Capitolino?
TESTE Fiori: Da quello che avevo capito io era non so... cioè, non sapevo se era di sua proprietà, o meno. Comunque lui lo affittava.
E siccome io avevo lo sfratto, gli dissi se me lo poteva dare a me: 'a questo punto dammelo a me, anche perché così ti sono più vicino anche come casa senza fare avanti e indietro Roma-Ostia'.
E lui mi disse che non poteva darmi quell'appartamento perché ci aveva fatto irruzione la Polizia, mi sarei trovata la Polizia tutte le sere in casa.
PUBBLICO MINISTERO:Eecco, quindi le disse che non glielo poteva dare...
TESTE Fiori: Perché aveva fatto irruzione la Polizia per una questione di droga e che praticamente mi sarei trovata la Polizia tutte le sere a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma le fece qualche accenno sulle persone...
TESTE Fiori: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: ... alle quali lui l'aveva dato in affitto questo appartamento?
TESTE Fiori: No, no. Io gli dissi solo, dico: 'come sarebbe a dire di droga?'
Dice: 'eh, ci avevo messo persone... Sai, gente disonesta che non sai... all'apparenza sembra tanto brava e poi fanno tutti i magheggi...'.
PUBBLICO MINISTERO: Tutti virtuosi, e poi invece creano...
TESTE Fiori: Lui era il peggio.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
TESTE Fiori: Dico, lui era il peggio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signora.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, eh ispettore, con quelle foto. Non le faccia, per cortesia, nemmeno vedere alla teste, sul momento.
La fine che ha fatto la sua macchina, la sua famosa Uno.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Intendo dire dal punto di vista, proprio fisico.
TESTE Fiori: Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo sa lei?
TESTE Fiori: No. Perché io, dal momento in cui ho firmato quel foglio, la macchina non è stata più neanche dal carrozziere. Cioè, praticamente, secondo Bizzoni, l'avrebbe presa questo signor Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Questo signore, insomma. Questo signor Giacalone.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha più avuto notizie sulla... A parte non l'ha visto, cioè non ha avuto una constatazione diretta personale, ma poi ha saputo, in qualche modo, che fine ha fatto la sua macchina?
TESTE Fiori: Quando mi ha chiamato la DIA, perché avevano trovato... Praticamente a me hanno detto di aver trovato la macchina e...
PUBBLICO MINISTERO: Che cosa hanno trovato esattamente, se lo ricorda?
TESTE Fiori: Non... Mi hanno detto che hanno trovato una macchina che era, a Palermo, e che le mie targhe le avevano usate. Basta.
PUBBLICO MINISTERO: Ispettore, vuol mostrare per cortesia quella foto? Poi, subito dopo, diciamo alla Corte di che si tratta.
La legge la targa di quella automobile, signora?
TESTE Fiori: 55204V.
PUBBLICO MINISTERO: E la provincia qual è?
TESTE Fiori: Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi sembrerebbe la sua di targhe.
TESTE Fiori: La targa è mia, la macchina no, però.
PUBBLICO MINISTERO: Non è la sua, la macchina.
TESTE Fiori: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ispettore, vuol mostrare quest'altra foto, per cortesia? abbia pazienza.
PRESIDENTE: Bisognerebbe che dopo ci dicesse anche...
PUBBLICO MINISTERO: Subito, Presidente, subito.
Comunque sono atti che stanno nel fascicolo del Pubblico Ministero. La Corte non ne dispone, per ora.
E questa invece la riconosce?
TESTE Fiori: Questa è la mia macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Come lei vede, questa è una macchina senza targa.
Lo sa dov'è quel posto in cui è stata fotografata questa macchina?
TESTE Fiori: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Le ha mai parlato il signor Alfredo di un certo Moroni Bruno? Lo ha mai sentito nominare un certo Bruno, uno sfasciacarrozze?
TESTE Fiori: Un certo Bruno l'ho sentito nominare, ma non so il cognome.
PUBBLICO MINISTERO: Ha mai sentito...
TESTE Fiori: Ma non era uno sfasciacarrozze, era... Perché la signora Bracci aveva una Mercedes.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Fiori: E ha acquistato una Punto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Fiori: E questa macchina sentivo che tra di loro, quando parlavano, dice: 'beh, tanto la lasciamo a Bruno e poi ci pensa lui'.
PUBBLICO MINISTERO: Ci pensa a fare che? A venderla?
TESTE Fiori: Questo non lo so, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, non lo sa.
TESTE Fiori: Erano problemi loro che, solo per sentito dire. Non è che mi intrometto.
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Siccome le ho detto...
TESTE Fiori: Cioè, come nome, per dirgli...
PUBBLICO MINISTERO: ... un Bruno che faceva lo sfasciacarrozze, allora capisco, lei ha detto: 'un Bruno, sì, ma non come sfasciacarrozze'.
TESTE Fiori: Cioè, non credo che era lo sfasciacarrozze, perché la macchina della signora era sana, era nuova, era buona. Cioè, era vecchia come data, la Mercedes. Perciò penso che era da vendere per acquistare la Punto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco, lei ha reso, se lo ricorda, le dichiarazioni alla DIA.
TESTE Fiori: Credo di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, eh, se lo ricorda. C'è un punto in cui quello che ha dichiarato oggi è diverso, rispetto a quello che dichiarò alla DIA qualche tempo fa. E glielo debbo far presente perché così risulta.
Specificamente, da un verbale di dichiarazioni che è del 7 marzo del '96 - sono dichiarazioni rese, sono delegate dal Pubblico Ministero, eh, ai sensi degli articoli 362 e 370 del Codice - è stato reso ad ufficiale di Polizia Giudiziaria del Centro Operativo DIA di Roma.
Ecco, su un punto di questo verbale in cui si parla di questa villetta di Torvajanica...
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, c'è scritto espressamente così. Parlando della prima volta in cui andò a fare le pulizie in quella casa.
TESTE Fiori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: "Credo di essere andata a fare le pulizie in quella casa nel mese di gennaio '94, in quanto ancora non lavoravo per il Bizzoni".
TESTE Fiori: Esatto. Quello che gli ho detto prima.
PUBBLICO MINISTERO: "In quanto ancora non lavoravo per il Bizzoni".
TESTE Fiori: No, infatti gliel'ho detto: io ho lavorato, ho cominciato a lavorare dal Bizzoni praticamente dopo la Befana, perché fino a... E' sicuro come il pane che, fino al 6 non ci lavoravo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Fiori: Poi non mi ricordo bene se era l'8, il 10... Però io ci sono andata prima, insieme a questa ragazza.
PUBBLICO MINISTERO: Ma allora non aveva preso materialmente servizio a casa del...
TESTE Fiori: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Allora si vede avevo capito male io la sua dichiarazione un attimo fa. Se era in questo senso, vuol dire che avevo capito male io.
Eccoci, non ho altro da chiederle, signora. La ringrazio.
TESTE Fiori: Prego.
PRESIDENTE: Ci sono domande delle parti civili? I difensori?
AVVOCATO Florio: Sì, avvocato Florio per Giacalone, in questo caso.
Senta, signora, una precisazione.
TESTE Fiori: Sì.
AVVOCATO Florio: Che forse... Una dichiarazione che lei ha già fatto e forse mi è sfuggita.
Ma, dunque, il documento di scarico di responsabilità, quello che abbiamo visto prima proiettato.
TESTE Fiori: Sì.
PRESIDENTE: Non era un documento di scarico.
AVVOCATO Florio: Comunque, insomma, mi riferisco a quella...
PRESIDENTE: Era una cessione privata.
AVVOCATO Florio: Sì, ha ragione, chiedo scusa.
Quella cessione, comunque, era datata 14 aprile.
TESTE Fiori: 16 aprile.
AVVOCATO Florio: 16 aprile. Senta, il Bizzoni...
TESTE Fiori: Sì.
AVVOCATO Florio: ... posto che le disse il Giacalone appunto non era presente, diciamo, le disse se era - che ne so - impegnato in altra parte di Roma? Diciamo così.
TESTE Fiori: No, no.
AVVOCATO Florio: Oppure era proprio fuori Roma, lontano?
TESTE Fiori: Ha detto soltanto che il signor Giacalone non c'era. Credo che mi ha detto fuori Roma. Comunque poi non dava tante spiegazioni il signor Bizzoni. Non più di tante. Quello che gli faceva comodo a lui, che gi sembrava giusto darti e basta.
AVVOCATO Florio: Ma disse che era fuori Roma, o fuori...
PRESIDENTE: Ha già detto.
TESTE Fiori: Credo che abbia detto fuori Roma.
AVVOCATO Florio: Ha detto: credo, che gli abbia detto.
TESTE Fiori: Sì, ma adesso non è che me lo ricordo precisamente.
PRESIDENTE: E quindi evidentemente non è sicura.
AVVOCATO Florio: Presidente, chiedo scusa, ha ragione. Mi comprenda, su questo. E'...
TESTE Fiori: Fatto sta che non c'era.
AVVOCATO Florio: E' argomento estremamente importante per questa difesa, questo.
Fatto sta che non c'era. Va be', grazie. Nessun'altra domanda.
PRESIDENTE: Nessun'altra domanda? Può andare, signora.
*TESTE Fiori: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, volevo dare atto - me ne sono dimenticato - degli estremi di quella...
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque la signora può cominciare ad avviarsi.
PRESIDENTE: Sì, può andare.
PUBBLICO MINISTERO: Perché a questo punto...
PRESIDENTE: Può andare, signora.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, queste ultime due fotografie che abbiamo fatto osservare alla teste, sono: la prima, la foto numero 1 allegata ad una relazione di consulenza di cui la Corte non dispone. relazione di consulenza datata 11 agosto 1995 a firma del consulente dottor Massari. E i difensori, viceversa, sanno a quale documento sto facendo riferimento.
Sta ovviamente nel volume delle consulenze del Pubblico Ministero. Si tratta di accertamenti non, con quel certo carattere di talché non potevano affluire nel fascicolo del dibattimento.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Viceversa, la foto mostrata per seconda, è la numero 2.
Questa invece è di un album fotografico che la Corte ha acquisito formato dal Centro Operativo DIA di Roma, datato 23 giugno '95.
Come collocazione sono pagine 2440 e successive degli atti del fascicolo del dibattimento.
PRESIDENTE: Bene.
PUBBLICO MINISTERO: E' sufficiente come indicazione?
PRESIDENTE: Direi. Chi chiamiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, arriva, arrivo. Un attimo. Un attimo solo.
Facciamo intervenire, per cortesia, il brigadiere Grasso.
PRESIDENTE: Ci vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Grasso: Maresciallo Grasso, nato a Pietra dei Fusi il 20/09/61.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Grasso: Roma.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Grasso: Allora...
PRESIDENTE: Me lo dovrebbe ripetere, scusi, perché non si sente.
Alzi un po' la voce, oppure si avvicini al microfono.
Nome, cognome...
TESTE Grasso: Allora, maresciallo Grasso...
PRESIDENTE: Più forte!
TESTE Grasso: Maresciallo Grasso Bruno.
PRESIDENTE: Oh, vede che ci arriva?
TESTE Grasso: Nato a Pietra dei Fusi provincia di Avellino, 20/09/1961, residente a Roma.
PRESIDENTE: Vuole leggere quella formula?
TESTE Grasso: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Grasso, buongiorno.
TESTE Grasso: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, oggi l'abbiamo chiamata per riferire un segmento, diciamo così, dell'attività di indagine che lei ha svolto.
Senta, in particolare le chiedevo di riferire...
PRESIDENTE: Grasso Bruno?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Grasso: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le chiedevo di riferire gli accertamenti e le indagini da lei svolte che poi portarono al sequestro di una certa autovettura, in particolare di una carcassa.
Ecco, vuol riferire alla Corte quali sono state le tappe che vi hanno portato all'individuazione di questa macchina?
TESTE Grasso: Allora, le tappe che ci hanno portato alla individuazione dell'autovettura, la FIAT Uno, sono state una serie di accertamenti, indagini di Polizia...
PRESIDENTE: Scusi, per chiarezza.
TESTE Grasso: Sì.
PRESIDENTE: Lei si ricorda il numero di targa di questa... Sennò, scusi...
TESTE Grasso: 55204V finale, Roma.
PRESIDENTE: Benissimo. Prosegua.
TESTE Grasso: E veniva fuori da una serie di indagini di Polizia Giudiziaria ai fini di individuare questa, l'autovettura che materialmente risultava caricata su una bisarca che era andata giù.
PRESIDENTE: Giù, dove?
TESTE Grasso: Era andata a Palermo.
PRESIDENTE: Ecco.
TESTE Grasso: Questa autovettura che era andata giù, a Palermo.
L'autovettura che risultava andata giù a Palermo era intestata a Fiori Patrizia, proprietaria la Fiori Patrizia.
Sentita a verbale, la Fiori Patrizia, affermava che l'autovettura, la sua autovettura, l'aveva prestata al suo datore di lavoro Bizzoni Alfredo, prestata a Bizzoni Alfredo.
La signora riferisce che lo stesso Bizzoni Alfredo ritorna a casa e gli dice che, con la sua, l'autovettura della signora, aveva subìto un incidente e quindi era incidentata.
E gli chiede che questa autovettura venga riparata, la signora Fiori. La signora Fiori, a Bizzoni, gli chiede che venga riparata.
Bizzoni gli promette la riparazione. Poi, accordi loro - che questo non so - non riesce nella riparazione e Bizzoni gli dice che l'ha portata da un carrozziere che si trova in zona Centocelle.
In un primo tempo ricordo che la signora ci disse che il carrozziere si trovava in via dei Sesami, un ricordo errato, perché da un controllo, un sopralluogo fatto dalla signora Fiori...
PRESIDENTE: Non lo trovaste.
TESTE Grasso: ... non è via dei Sesami, bensì via dei Pioppi, sempre zona Centocelle.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, mi scusi brigadiere, nel contesto di questo esame, quindi dell'indagine che lei svolgeva, la signora Fiori vi consegnò qualche cosa che fu utile poi al prosieguo di queste indagini?
TESTE Grasso: Sì. In questo frangente del sopralluogo, la signora Fiori Patrizia che è venuta insieme a noi, ci portava davanti alla carrozzeria e ci indicava il luogo dove materialmente era ubicata la carrozzeria.
E nel contempo ci ha consegnato delle fotografie di una autovettura, una carcassa, una carcassa di autovettura. Una carcassa, una macchina incidentata che era parcheggiata davanti ad una carrozzeria. Dallo sfondo delle fotografie si evidenzia che è una carrozzeria.
PUBBLICO MINISTERO: La carcassa era... Ecco, vi consegnò dell'altro oltre queste fotografie?
TESTE Grasso: Sì, oltre a questo ci ha consegnato una utenza telefonica, un numero di cellulare.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Grasso: Ci ha consegnato un'utenza numero cellulare che la signora aveva memorizzato quando materialmente era andata a ritirare la macchina promessa dal Bizzoni in sostituzione della FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha parlato delle dichiarazioni, ha riferito in sintesi di quanto vi aveva detto la signora anche in relazione all'incidente che aveva avuto questa macchina.
TESTE Grasso: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vi ha consegnato anche qualche documento relativo a questo incidente?
TESTE Grasso: In sede di sommarie informazioni testimoniali in ufficio, la signora ci consegnava una relazione dei Vigili Urbani...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Grasso: ... con la planimetria dell'incidente. I danni riportati dall'autovettura.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era un verbale.
TESTE Grasso: Sì, un verbale, un verbale.
PUBBLICO MINISTERO: E poi vi consegnò altro?
TESTE Grasso: Sì, oltre a questo... Posso...
PRESIDENTE: Faccia, faccia.
TESTE Grasso: Mi permette di...
PUBBLICO MINISTERO: Deve chiedere il permesso alla Corte.
PRESIDENTE: Faccia.
TESTE Grasso: Ecco. Allora, ci consegnò materialmente il foglio dell'ACI, il foglio complementare, una copia, in copia acquisita. Poi il rapporto dell'incidente stradale redatto dai Vigili Urbani, poi la dichiarazione di vendita, perché la signora aveva ottenuto con una firma di Giacalone Luigi che aveva ceduta l'autovettura. Quindi la procura a vendere dell'autovettura.
PRESIDENTE: Lì c'è proprio scritto, per quel che abbiamo letto noi, una cessioni privata.
PUBBLICO MINISTERO: Che è il documento, Presidente, che abbiamo mostrato...
PRESIDENTE: Che abbiamo visto.
PUBBLICO MINISTERO: Quello che abbiamo mostrato poco fa.
PRESIDENTE: Non è un impegno a vendere, o qualcosa del genere. E' una dichiarazione di vendita.
TESTE Grasso: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, il documento è intestato "Dichiarazione di vendita". Poi, il contenuto...
PRESIDENTE: No, ma anche il contenuto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: Ci sono espressioni che dicono: "Dichiara di vendere..."
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Grasso: Dichiarazione di vendita.
PUBBLICO MINISTERO: Una dichiarazione di vendita.
TESTE Grasso: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, poi magari le faccio un attimino vedere i documenti che abbiamo noi per avere conferma da lei che siano quelli acquisiti dalla signora.
TESTE Grasso: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha parlato del fatto che, attraverso le dichiarazioni della signora Fiori e anche attraverso una sorta di sopralluogo, individuaste il carrozziere.
TESTE Grasso: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Identificaste che era il carrozziere davanti al quale la carcassa era stata portata?
TESTE Grasso: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E fotografata a suo tempo?
TESTE Grasso: Sì. La signora ci disse che quelle fotografie che ci consegnava, le aveva scattate materialmente al momento in cui aveva visto la macchina davanti, aveva avvistato l'autovettura davanti alla carrozzeria.
Subito dopo aver lasciato la signora andammo lì, dentro all'officina, e identificammo il titolare dell'officina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lo identificaste per il signor?
TESTE Grasso: Il signor Panci Mario.
PUBBLICO MINISTERO: Il signor Panci.
TESTE Grasso: Titolare della...
PUBBLICO MINISTERO: Della carrozzeria.
TESTE Grasso: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, poi come proseguì questa attività?
Lei ha parlato all'inizio del sequestro, diciamo, di questa carcassa. Com'è che arrivaste a prendere materialmente la carcassa?
TESTE Grasso: Venne fatta una accurata indagine in zona ai fini di individuare chi materialmente aveva caricato sul carro, perché il signor Panci diceva: 'sono venuti con un carro attrezzi per trasporto autovetture'.
E fatta questa ricerca, già emergeva un demolitore, un riparatore di marmitte, il signor Moroni.
PUBBLICO MINISTERO: Moroni?
TESTE Grasso: Moroni Bruno. E quindi venne sentito il Moroni. Venne accompagnato presso i nostri uffici e sentito a verbale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, un attimino, le facciamo vedere una foto.
TESTE Grasso: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vediamo lei ci dà le indicazioni.
Si può avvicinare su quella postazione?
Si vuole accomodare brigadiere? Ecco.
Abbia cura di parlare vicino al microfono, così... Ecco, vede questa immagine.
TESTE Grasso: Questa è la riproduzione della carcassa dell'autovettura FIAT Uno che ho sequestrato materialmente in via Palmiro Togliatti presso l'officina del signor Moroni Bruno.
L'autovettura era priva di targhe. Questa carcassa era priva di targhe, ma dal numero di telaio, dal numero di telaio che in un'altra foto si vede...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lo vogliamo... Appunto, le volevo far vedere anche l'ingresso.
TESTE Grasso: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare che c'è una foto che ritrae la precedente.
Ecco, la vuole illustrare alla Corte?
TESTE Grasso: Questa è la panoramica della carrozzeria sita in via Palmiro Togliatti 836.
PUBBLICO MINISTERO: Del signor Moroni Bruno.
TESTE Grasso: Del signor Moroni Bruno.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi diciamo: il particolare della carcassa è nell'area di ingresso.
TESTE Grasso: Sì, è proprio all'ingresso. Come si entra, sulla destra.
PUBBLICO MINISTERO: Al punto dove avete trovato la carcassa.
TESTE Grasso: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, benissimo.
TESTE Grasso: E' subito, come si entra, sulla destra.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla destra, sì.
TESTE Grasso: Questa è la panoramica anteriore della carcassa.
Questa è la panoramica posteriore della FIAT Uno. E questo è il particolare del numero di telaio impresso sul parafango anteriore destro della FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, attraverso questo numero di telaio...
TESTE Grasso: Attraverso questo numero di telaio, consultando il PRA, emerge che il numero di telaio corrisponde all'autovettura targata Roma 55204V finale.
PUBBLICO MINISTERO: Senta brigadiere, quando... Ricorda quando eseguiste questo sequestro?
TESTE Grasso: Questo sequestro è stato eseguito, previa notifica del decreto di sequestro emessa dal GIP di Firenze, la data è del 15/06/95.
PUBBLICO MINISTERO: il 15 giugno '95.
TESTE Grasso: '95, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Le volevo mostrare ora un attimo i documenti, quelli che lei ha affermato avere acquisito dalla signora Fiori per avere conferma che si tratta proprio di quelli che le vennero consegnati dalla Fiori Patrizia.
TESTE Grasso: Sì. Questa è la dichiarazione di vendita consegnataci materialmente dalla signora Fiori Patrizia che vi è apposta la firma di Giacalone Luigi, il quale prende in carico l'autovettura.
E sotto, c'è la data: 27 marzo 1995, le nostre firme...
PUBBLICO MINISTERO: Il giorno dell'acquisizione.
TESTE Grasso: Il giorno dell'acquisizione.
PUBBLICO MINISTERO: Il giorno dell'acquisizione.
TESTE Grasso: Il giorno materiale dell'acquisizione.
Questo è il rapporto dell'incidente stradale redatto dai Vigili quando sono intervenuti nel momento in cui Bizzoni ha fatto l'incidente stradale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol dare magari, perché rimanga nella registrazione, alcuni estremi di questo verbale?
La data in cui venne fatto e l'autovettura a cui è riferito.
TESTE Grasso: Allora, l'intestazione è: "Comune di Roma, Ripartizione VII. Corpo dei Vigili Urbani. Numero di protocollo è 553 SIS".
La data del timbro del Comando dei Vigili Urbani...
PUBBLICO MINISTERO: No, brigadiere, va bene. Io dicevo solo quei dati salienti, ecco.
TESTE Grasso: Ah, benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: A quale autovettura si riferiva e alla data.
TESTE Grasso: Il rapporto è avvenuto il giorno 25 marzo 1994 invia C. Durante, via P.R. Pirotta. Vigili operanti sono...
PRESIDENTE: Legga solo le targhe dell'auto, guardi.
PUBBLICO MINISTERO: La targa dell'auto.
TESTE Grasso: Allora, i veicoli sono...
PRESIDENTE: E i nomi delle persone.
PUBBLICO MINISTERO: E i nomi dei conducenti.
TESTE Grasso: I veicoli sono una FIAT Uno targata Roma 55204V finale e una moto Honda 500 targata Roma 536903.
PUBBLICO MINISTERO: I conducenti di questi...
TESTE Grasso: I conducenti dell'autovettura. Per quanto riguarda il veicolo A, è il signor Bizzoni Alfredo. Il veicolo A è condotto dal signor Bizzoni Alfredo nato a Roma il 24/11/51.
Il conducente del veicolo B, condotto dal signor Moricci Mauro...
PUBBLICO MINISTERO: Sarebbe la moto, il veicolo B.
TESTE Grasso: La moto, sì. La moto Honda 500.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, brigadiere, le volevo porre un'altra domanda in relazione al sequestro della macchina.
TESTE Grasso: Mi dica.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, poco fa, lo ha già riferito, ha detto: 'non c'erano le targhe'.
Ecco, trovaste altri... Ci ha fatto vedere il numero del telaio. Trovaste altri elementi identificativi della macchina? Documenti, documenti di circolazione...
TESTE Grasso: No.
PUBBLICO MINISTERO: O targhette identificative ulteriori?
TESTE Grasso: No, questo no. L'unico numero identificativo della carcassa nel posto dove... è il numero di telaio. Anche perché la carcassa dell'autovettura era all'aperto. Quindi il materiale cartaceo che poteva essere presente lì, sarebbe andato deteriorato con le intemperie.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Grasso: E un particolare, è la fotografia che si può vedere tra le fotografie acquisite e...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, intatti era proprio quello che le stavo...
TESTE Grasso: ... consegnateci dalla signora, la quale riproduce che la FIAT Uno ha un incidente, è incidentata nella parte anteriore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, infatti le volevo chiedere conferma anche delle foto di cui lei stava dicendo.
TESTE Grasso: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mostrandogliele, le foto consegnate.
TESTE Grasso: I danni riprodotti dal...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Grasso: Queste sono le foto consegnateci dalla signora Fiori Patrizia il giorno che abbiamo fatto il sopralluogo e l'individuazione della carrozzeria in via dei Pioppi.
E queste sono le foto che materialmente ho eseguito io il giorno del sequestro dell'autovettura nell'officina di Moroni Bruno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stava dicendo che voleva far rilevare un particolare su queste foto.
TESTE Grasso: Il particolare è questo: che i danni riprodotti anteriormente nel lato anteriore destro sono uguali, sia alla foto consegnataci dalla signora Fiori, sia quelle che abbiamo riscontrato sulla carcassa sequestrata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi pare che manchi, nell'autovettura sequestrata, effettivamente il cofano anteriore che vedo nella foto a sinistra.
TESTE Grasso: Sì, infatti. Nel verbale di sequestro è scritto materialmente cosa mancava e i danni riprodotti.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Brigadiere, noi abbiamo concluso.
Presidente, le foto che abbiamo mostrato, quelle relative al sequestro, gli estremi li abbiamo già dati alla Corte; come pure per quanto riguarda le foto consegnate dalla signora Fiori Patrizia.
Si tratta sempre degli album prima citati.
PRESIDENTE: Potrebbe... Scusi, per cortesia, potrebbe ripeterci la data del sequestro?
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco brigadiere. Può riferire la data del sequestro?
TESTE Grasso: Posso consultare gli atti?
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma siccome sta negli atti del dibattimento, ovviamente, glielo posso dire io, Presidente.
PRESIDENTE: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Il sequestro è stato effettuato il data 15 giugno '95.
PRESIDENTE: Ecco, io ricordavo...
PUBBLICO MINISTERO: Lo trovano a carte 2440 dei loro atti.
PRESIDENTE: Ma il collega nei suoi appunti non aveva recepito...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, chiedo scusa, allora, mi sono intromesso io. Per carità!
PRESIDENTE: Va benissimo così.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Presidente, il teste chiediamo che venga... Noi lo abbiamo indotto oggi limitatamente a questo fatto. Il brigadiere ha svolto altre indagini.
PRESIDENTE: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ci riserviamo di richiamarlo.
PRESIDENTE: Ci sono domande delle parti civili? I difensori hanno domande?
Può accomodarsi, grazie.
*TESTE Grasso: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Arrivederla, maresciallo.
Allora introduciamo l'altro teste, Panagrosso.
PRESIDENTE: Vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Panagrosso: Panagrosso Giuseppe, nato a L'Aquila 26/10/62, residente a Roma viale Aldo Ballarin 144.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Panagrosso: Sì. "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Senta, maresciallo, lei ricorda di essersi occupato di una certa macchina che era stata nella proprietà della signora Fiori Patrizia?
TESTE Panagrosso: Sì, mi ricordo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha proceduto, insieme al suo collega Grasso?
TESTE Panagrosso: Sì, il maresciallo Grasso.
PUBBLICO MINISTERO: Il maresciallo Grasso. Siete marescialli tutti e due?
TESTE Panagrosso: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora non ho sbagliato.
Dunque, un particolare solo, perché tanto la vicenda è già stata dettagliata dal suo collega. Un particolare solo: voi, una volta individuata presso Moroni la carcassa della macchina della signora Fiori...
TESTE Panagrosso: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, così, apprezzaste se si trattava di un mezzo in condizioni di esser messo su strada, di marciare, o danneggiata in maniera tale che non avrebbe più potuto...
TESTE Panagrosso: No, non poteva più... Cioè, a mio dire, tutte le macchine si possono aggiustare. Però quella era in condi... Cioè, la spesa non valeva l'impresa, penso.
PUBBLICO MINISTERO: No, siccome per l'appunto nel verbale di sequestro si dice: "Autovettura non marciante"...
TESTE Panagrosso: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Panagrosso: Perché...
PUBBLICO MINISTERO: Lei apprezzò che le condizioni fossero tali per cui...
TESTE Panagrosso: Sì, sì, erano rotte. Era...
PUBBLICO MINISTERO: Seconda domanda, seconda domanda: noi sappiamo che su quella macchina voi rilevaste punzonato il numero di telaio e poi avete fatto gli accertamenti conseguenti.
Ma su tutte le macchine ci sono targhette, in genere, dislocate un po' dappertutto per identificare ulteriormente e il motore, e il telaio e quello e quell'altro.
Trovaste qualcosa di questo genere?
TESTE Panagrosso: Eh, io di questo, della... di questo qua non me ne sono occupato personalmente io. C'era il maresciallo Grasso.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Panagrosso: Io...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Siccome però la macchina l'ha vista lei, ricorda che ci fossero queste targhette, o che altro sull'autovettura, oppure no?
TESTE Panagrosso: Sì, c'erano...
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ricorda, o non se lo ricorda?
TESTE Panagrosso: No, non me lo ricordo, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Bene, se non se lo ricorda, è meglio chiudere qui.
TESTE Panagrosso: No, non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
PRESIDENTE: Domande delle parti civili? Prego.
AVVOCATO Florio: Sì, avvocato Florio.
Una domanda soltanto: senta, voi siete riusciti, nel corso appunto delle indagini, a risalire a questo Moroni Bruno.
TESTE Panagrosso: Sì.
AVVOCATO Florio: Ecco, com'è che vi siete riusciti?
Nel senso, vi indicò la Fiori questo Moroni, oppure in altro modo?
TESTE Panagrosso: No. Noi, io e il maresciallo Grasso, abbiamo fatto il sopralluogo solo... Cioè, siamo andati, ci ha portati la Fiori al carrozziere in cui, dov'era ferma la sua macchina, dove era stata ferma per alcuni giorni. Ed era la carrozzeria di Panci.
Dopodiché è stato sentito il Panci e questo ci ha detto che in pratica era venuta una persona bassina, tarchiata e aveva ritirato la macchina e l'aveva portata presso il suo... Perché lui c'ha una sostituzione di marmitte. E era presso la sua officina.
AVVOCATO Florio: Dove ha questa sostituzione di marmitte?
TESTE Panagrosso: Sulla strada, sulla Palmiro Togliatti, a Roma.
AVVOCATO Florio: Ho capito. E da lì siete risaliti.
TESTE Panagrosso: Eh, certo. Su quella indagine siamo risaliti che era lui.
AVVOCATO Florio: Non ho altre domande, grazie.
PRESIDENTE: Nessun'altra domanda per questo teste?
Può andare, grazie.
*TESTE Panagrosso: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Allora introduciamo, per cortesia, Ufficiale Giudiziario, il signor Panci Mario.
PRESIDENTE: Dica nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Panci: Panci Mario, nato a Roma il 09/12/35. Domiciliato in via del Pettirosso 13.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Panci: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Panci...
TESTE Panci: Dica.
PUBBLICO MINISTERO: Buongiorno.
TESTE Panci: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei lo conosce un certo signor Bizzoni?
TESTE Panci: Bizzoni... Sì, perché sono nato nello stesso quartiere, siamo, di vista ci conoscevamo.
PUBBLICO MINISTERO: Il suo lavoro qual è signor Panci?
TESTE Panci: Carrozziere.
PUBBLICO MINISTERO: Carrozziere. Bizzoni è stato suo cliente?
TESTE Panci: Poche volte, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Qualche volta.
TESTE Panci: Qualche volta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, nell'ambito di questo rapporto saltuario, eh? da carrozziere a cliente, lei ricorda che una volta il Bizzoni aveva un problema con una automobile, con una Uno?
TESTE Panci: Una Uno sì. Mi incaricò di prenderla, era accidentata per strada. L'ho portata davanti alla mia carrozzeria, gli ho fatto il preventivo. Non conveniva ripararla. Basta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, più o meno il discorso è questo. Aspetti, dunque, cominciamo a dire: quando è successo questo fatto?
TESTE Panci: Eh...
PUBBLICO MINISTERO: Oggi siamo nel febbraio del '97. Quindi proviamo a far mente locale...
TESTE Panci: Sarà un par d'anni, penso. Non lo so se è di meno, più... Non c'ho idea. Non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda. Comunque un paio di anni almeno?
TESTE Panci: Ma penso di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi fosse nella prima metà del '94?
TESTE Panci: '94? Eh, penso di sicuro. E' parecchio, è passato...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
TESTE Panci: E' parecchio tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, l'officina lei ha detto ce l'ha in?
TESTE Panci: In via dei Pioppi 46.
PUBBLICO MINISTERO: Viale Pioppi.
TESTE Panci: Centocelle.
PUBBLICO MINISTERO: E l'ha sempre avuta lì l'officina?
TESTE Panci: Sempre. Dal '61.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Allora, questa storia di questa Uno, come stava?
Cominciamo a dire: era una Uno...
TESTE Panci: Uno bianca, vecchio tipo..
PUBBLICO MINISTERO: Vecchio tipo. Quindi che sono? Le 45, le 55, le 60. Che roba è?
TESTE Panci: Mah, penso un po' più giovane, penso. Non lo so che anno potrebbe essere.
PRESIDENTE: Tipo 45.
PUBBLICO MINISTERO: No...
TESTE Panci: Ah, no. Non lo so. Non l'ho manco letta. Non...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Questa Uno aveva avuto un incidente.
TESTE Panci: Un incidente.
PUBBLICO MINISTERO: Era un incidente significativo?
TESTE Panci: Frontale, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Frontale. La macchina era stata danneggiata molto?
TESTE Panci: Molto.
PUBBLICO MINISTERO: Camminava?
TESTE Panci: No. L'ho rimorchiata io e mio figlio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ricorda se Bizzoni le spiegò se questa macchina era sua, se era di qualcuno...
TESTE Panci: Mi ha detto che era della donna delle pulizie sua e l'aveva intruppata lui. Quindi se la potevo togliere dalla strada, fargli questo preventivo per sapere su per giù la spesa, se conveniva ripararla, o no.
L'ho portata davanti alla carrozzeria, manco è entrata dentro. L'ho lasciata sul marciapiede e...
PUBBLICO MINISTERO: Sul marciapiede. Lei lo ha fatto poi questo preventivo?
TESTE Panci: Ho fatto un preventivo a voce.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Certo, certo.
TESTE Panci: E mi ha detto non conveniva ripararla. Gliene avrebbe fatta, magari, una Panda e avrebbe dato via quella.
PUBBLICO MINISTERO: La Panda della signora...
TESTE Panci: Sì, per sostituire la macchina accidentata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma come idea del Bizzoni, quando lei gli disse quella certa somma e venne fuori che non ne valeva la pena, lui che disse?
TESTE Panci: No, gli conviene porta...
PUBBLICO MINISTERO: Che ne voleva fare?
TESTE Panci: Mi ha detto di portarla a rottamare, di buttarla, che non conveniva ripararla.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo lo disse lei, o lo disse lui?
TESTE Panci: No me lo disse lui. Dice: 'non conveniva, la butto via e gliene faccio un'altra'.
Tutte parole sue, queste.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e poi ci è andata da un rottamaio la macchina che lei sappia, oppure no?
TESTE Panci: E' venuto un carro attrezzi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Panci: Se la sono presa e se la sono portati via. Basta.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, ma quello del carro attrezzi arrivò dopo che lei era stato avvisato, che sarebbe venuto...
TESTE Panci: No, lo ha avvisato Bizzoni. Io non li conoscevo neanche questi signori che sono...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma quando quello arriva, quello è arrivato e gli ha detto: 'sono venuto a prendere la...'.
TESTE Panci: No, lui me l'ha detto. Dice: 'guarda, vengono a prenderla e la portano via'.
PUBBLICO MINISTERO: Ma gli ha detto che veniva per conto di Bizzoni, oppure no?
TESTE Panci: Sì, sì, per conto di Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, quindi lei lo...
TESTE Panci: Eh, io non potevo dare la macchina se... A me l'aveva consegnata lui.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, ma è proprio questo che volevo capire io, appunto.
TESTE Panci: Sì, sì. E' lui, è lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ma l'aveva, per così dire, avvisata da giorni Bizzoni, ha detto: 'uno di questi giorni manderò uno col carro attrezzi', un discorso simile. O come ha detto?
TESTE Panci: Beh, ma dal momento che ha saputo il prezzo, mi ha detto: 'mando a prenderla'.
Non è che mi ha detto: 'oggi, domani'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Panci: 'Verrò domani..', non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Panci: Sono venuti e se la sono presa.
PUBBLICO MINISTERO: E quanto è stata presso di lei questa macchina?
TESTE Panci: Non...
PUBBLICO MINISTERO: Va be', accanto al marciapiede.
TESTE Panci: Mah, guardi, tre giorni, quattro giorni. Non lo so...
PUBBLICO MINISTERO: Non di più.
TESTE Panci: Non penso di più.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ricorda se per caso la signora che era la proprietaria, venne anche lei lì all'officina a...
TESTE Panci: E' ritornata dopo che la macchina era lì per prendersi alcune cose dentro la macchina, gli appartenevano, e basta.
PUBBLICO MINISTERO: E poi, dopo quanto tempo venne quello col carro attrezzi a portarsela?
TESTE Panci: Eh, mica me lo ricordo dopo quanto.
PUBBLICO MINISTERO: Se in tutto c'è stata tre o quattro giorni, la macchina da lei...
TESTE Panci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... deve essere stato in tempi ristretti, questo discorso.
TESTE Panci: Sì, sì, in tempi ristretti. Non lo so se dopo... Dopo che l'ha saputo, il giorno appresso, dopo due giorni, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ecco, e questo signore che venne col carro attrezzi, lei ha detto che non lo conosceva?
TESTE Panci: Non lo conosco, non lo avevo visto mai.
PUBBLICO MINISTERO: Non ha mai saputo nemmeno dopo come si chiamava?
TESTE Panci: No, perché se... No, perché se era di zona col carro attrezzi, ne conosco tanti che portano le macchine, lo avrei riconosciuto. Ma non faceva servizio di carro attrezzi, soccorso stradale. Penso sia stato un privato. Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando questa macchina lei andò a recuperarla per la strada, la trovò con le targhe...
TESTE Panci: C'era il paraurti laterale con tutta la targa.
Io rimasi pure. Dico: 'ma...'
PUBBLICO MINISTERO: Il paraurti quale?
TESTE Panci: Il paraurti anteriore.
PUBBLICO MINISTERO: Anteriore.
TESTE Panci: Appoggiato sul cofano, o per terra, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma c'era la targa sopra?
TESTE Panci: Sì, attaccata. Poi io la misi dentro la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. E quella posteriore?
TESTE Panci: La posteriore mi pare che era attaccata.
PUBBLICO MINISTERO: Controllò se c'erano documenti di circolazione dentro?
TESTE Panci: No, no. Io gli diedi una guardata per strada e basta. Poi la rimorchiai, la portai davanti all'officina. Però non è che stetti a guardare se c'erano i documenti o no.
PUBBLICO MINISTERO: Tutto qua. Grazie.
TESTE Panci: Prego.
PRESIDENTE: Parti civili, domande? I difensori domande?
Può andare, grazie.
*TESTE Panci: Buongiorno.
PRESIDENTE: Sospendiamo? Cinque minuti di sospensione, o anche dieci.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Noi saremmo pronti.
PUBBLICO MINISTERO: Anche noi, Presidente.
Allora introduciamo il signor Fionda Arturo che, come rileverà la Corte dalla lista, è persona da sentire ai sensi dell'articolo 210 del Codice di procedura penale.
PRESIDENTE: Bene.
Ci deve dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*EX 210 Fionda: Fionda Arturo, nato a Cassino il 03/01/72, residente a Rocca di Vandro via Collepecce 8.
PRESIDENTE: Lei, mi si dice che è un imputato per reati connessi.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, è persona che è stata sottoposta alle indagini in questo procedimento.
PRESIDENTE: Ah, ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Posso attestare che non c'è esercizio di azione penale. Quindi la sua corretta qualificazione è persona che è stata sottoposta alle indagini nel presente procedimento.
PRESIDENTE: Ma rientra fra quelle per le quali c'è la facoltà di astenersi, o meno.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, sicuramente.
PRESIDENTE: Quindi lei ha la facoltà di dichiarare, se vuole dichiarare...
EX 210 Fionda: No, no, voglio dichiarare.
PRESIDENTE: Vuole rispondere.
TESTE Fulvi: Sì, sì.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Credo ci sia anche il difensore presente. Perché....
PRESIDENTE: C'è il difensore? Chi è?
AVV. Bongiovanni: Presidente, io sono Arturo Bongiovanni del Foro di Cassino.
PRESIDENTE: Sì.
AVV. Bongiovanni: Faccio presente un problema tecnico, forse, nel senso che io sono procuratore legale.
Di solito, penso che questa cosa sia stata superata già in altre sedi. Io però lo faccio presente.
PRESIDENTE: No, non ci sono impedimenti o difficoltà di alcun genere.
AVV. Bongiovanni: Lo faccio presente.
PRESIDENTE: Diamo atto, allora, che è presente anche il difensore del Fionda.
Me lo ripete, avvocato? Bongiovanni di Cassino?
AVV. Bongiovanni: Sì, sì, Presidente.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora... Però, ovviamente, non possiamo far fare la dichiarazione di impegno a dire la verità.
Prego, il Pubblico Ministero può iniziare.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Fionda, buongiorno.
EX 210 Fionda: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, qual è la sua attività?
EX 210 Fionda: Autista.
PUBBLICO MINISTERO: Autista di cosa?
EX 210 Fionda: Di bisarche.
PUBBLICO MINISTERO: Penso che la Corte lo sappia. Ma ormai che c'è, spieghi che cos'è una bisarca.
EX 210 Fionda: E' un trasporto vetture.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: E' un'autoveicolo per trasporto vetture.
EX 210 Fionda: Vetture.
PUBBLICO MINISTERO: Vetture. Da quanto tempo è che fa questo lavoro?
EX 210 Fionda: Mah, lo faccio da molti anni. Ho cominciato a 14 anni quando stavo con io padre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, lei quindi carica vetture da una parte e le porta da quell'altra.
EX 210 Fionda: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda di aver fatto un trasporto di vetture prelevandole a Roma ad un autosalone che si chiama Sivauto?
EX 210 Fionda: Sì. Però è concessionario FIAT Sivauto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. E' più preciso di me, ecco.
Le è capitato varie volte di andare a fare, a caricare autovetture presso questa concessionaria?
EX 210 Fionda: No, era la prima volta di caricare l'usato. Però, datosi che noi lavoriamo con il gruppo FIAT, scarichiamo il nuovo. Perché è un concessionario diretto FIAT.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Fionda: A scaricare il nuovo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Invece lei sta dicendo che una volta è andato a caricare delle vetture.
EX 210 Fionda: Usate. Una volta sola.
PUBBLICO MINISTERO: Erano... Eccoci, erano vetture usate.
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signor Fionda, e questo fatto quando è successo?
EX 210 Fionda: E' successo ad aprile... Non lo so l'anno. '93, '94, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Poi, all'anno, ci arriviamo più avanti, eh?
Vuole spiegare com'è che lei, che non c'era mai stato - a quello che capisco - un certo giorno andò lì a caricare delle autovetture usate?
EX 210 Fionda: E' stato il ragazzo, il cugino della mia ragazza, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Fionda: Mi disse, dato che sapeva che facevo questo lavoro, mi disse se volevo fare un tarsporto da Roma a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Fionda: E dissi: 'va be', si può fare'. Gli dissi: 'però debbo domandare sempre a mio zio', perché era lui il titolare del camion, no? E...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi un attimo.
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prima di andare avanti. Questa persona, lei ha nominato due persone: la sua ragazza e il cugino della sua ragazza.
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Siccome questa conversazione l'ha avuta col cugino, ci dica chi è questo signore.
EX 210 Fionda: Santamaria Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Santamaria Giuseppe. E' persona che lei conosceva da prima, o lo ha conosciuto solo perché era, è il cugino della sua ragazza?
EX 210 Fionda: No, l'ho conosciuto dopo che ero fidanzato con la mia ragazza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, rispetto a questo fatto, quando le chiede se voleva fare questo viaggio da Roma a Palermo, lei lo conosceva da molto tempo questo giovanotto?
EX 210 Fionda: Diciamo... un paio di anni prima.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Allora ha detto che questo le chiese se era disponibile per fare questo viaggio da Roma fino a Palermo.
Ecco, riprenda il suo racconto da qui.
EX 210 Fionda: E, niente, io allora portavo un camion con un cellulare sopra, no? Perché però non lavoravo con mio zio, lavoravo con un'altra ditta. Perché mio zio era attualmente fermo.
E gli dissi: 'va be', mo' domando a mio zio se lo vuol fare, se non lo vuol fare'.
E così feci, no? Domandai a mio zio. Mi disse quando voleva il viaggio. Va bene, e confermai: 'sì, si può fare'.
E mi disse: 'va be', allora ti faccio sapere sabato la conferma...', perché non so con chi doveva parlare, la conferma se voleva far fare il viaggio, o no.
E invece poi il sabato pomeriggio, o di mattina - non ricordo bene adesso - mi fece sapere: 'sì, il viaggio si fa lunedì alle due sotto casa sua'.
PUBBLICO MINISTERO: Piano, piano signor Fionda.
Allora, lei sta dicendo che gli dette la conferma di sabato, lei?
EX 210 Fionda: Il sabato mi diede la conferma se si voleva far fare questo viaggio o no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, tornando indietro dal sabato.
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo discorso quand'era cominciato? Un giorno prima, due giorni prima?
EX 210 Fionda: Se non sbaglio era di venerdì a sera, venerdì a sera, venerdì sera.
PRESIDENTE: Quindi il consenso glielo dette il giorno dopo.
EX 210 Fionda: Sì, il giorno dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Mi scusi, signor Fionda, ma era la prima volta che questo giovane, che questa persona le faceva una proposta, una richiesta di fare un lavoro, un trasporto...
EX 210 Fionda: Sì, sì, era la prima volta.
PUBBLICO MINISTERO: Avevate mai parlato di trasporto...
EX 210 Fionda: Mai parlato di lavoro, mai niente. Ma io non lo vedevo quasi mai, capito? Era raro, proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Allora lei le dette la conferma un certo giorno ed era di sabato.
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E gli disse anche qual era il prezzo del...
EX 210 Fionda: Sì. Era... Mio zio mi disse: 'guarda è un milione e mezzo', se non sbaglio. Un milione e mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo signor Santamaria, le spiegò per quale ragione si interessava per trovare chi poteva fare un trasporto di automobili da Roma fino in Sicilia?
EX 210 Fionda: No, dice che era un amico suo. Non.. un amico suo. Allora disse, pensò a me e dice che sapeva che facevo... Un amico suo disse se sapeva qualcuno che faceva il trasporto delle bisarche, no? Delle macchine.
E disse così mi disse, che disse che c'ero io là.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora lei ha detto un attimo fa che vi siete messi d'accordo in un certo modo.
Vi siete sentiti di sabato, vi siete dati la conferma reciprocamente e vi siete messi d'accordo.
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi in che termini avete definito come fare, insomma, come si fa ad andare dal concessionario. 'Da me, mi accompagni, ci vado...', ecco, spieghi questo per cortesia.
EX 210 Fionda: Allora, disse: 'va be', allora lunedì alle due pomeriggio andiamo a caricare. Vieni a casa mia, mi prendi e andiamo a caricare le auto dalla Sivauto', questo concessionario FIAT. E così feci.
Il pomeriggio alle due stavo a casa sua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a casa sua, dove?
EX 210 Fionda: Quello abita a Torre Bellamonica.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ci era già stato a casa di questo Pino?
EX 210 Fionda: Sì, perché la mia ragazza, no? attuale mia moglie...
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
EX 210 Fionda: ... deve passare ogni sei mesi delle visite agli occhi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Fionda: Allora io, cioè non sapevo la strada e né niente, la madre invece sapeva dov'era. E mi ci facevo accompagnare da lei. Due o tre volte, è stato. Perché poi mi sono imparato la strada da solo e non c'erano problemi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi l'abitazione di questo Pino l'aveva già individuata lei.
EX 210 Fionda: Sì, sì. Già...
PUBBLICO MINISTERO: E quindi vi deste appuntamento a casa di Pino.
EX 210 Fionda: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Per che ora?
EX 210 Fionda: Per le due del pomeriggio.
PUBBLICO MINISTERO: Per le due del pomeriggio. Ecco, e lei ci andò quindi?
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Col suo camion?
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Arrivò puntuale?
EX 210 Fionda: Puntuale.
PUBBLICO MINISTERO: Ci andò da solo?
EX 210 Fionda: Sì, io ero da solo.
PUBBLICO MINISTERO: Pino l'aspettava...
EX 210 Fionda: A casa sua.
PUBBLICO MINISTERO: A casa sua, bene. E, a questo punto, cosa avete fatto?
EX 210 Fionda: Da lì siamo andati a casa di Massimo, un amico suo, perché dice che il proprietario di chi aveva comprato le macchine, no? era il nipote, Massimo era il nipote di questo qua, Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
EX 210 Fionda: E venne pure questo Massimo. Però lì c'era una motocicletta.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, aspetti. Questo Massimo aveva anche un cognome?
EX 210 Fionda: Eh, non lo so. A me me lo hanno detto dopo che era Scarano. Mi è stato detto. Però io non lo sapevo, non lo conoscevo. Mai visto, quella persona là.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque sia, lei arriva a casa di Santamaria e le dice che dovete passare da questo Massimo.
EX 210 Fionda: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Che sarebbe stato il nipote della persona interessata a fare questo trasporto.
EX 210 Fionda: No, la persona che era proprietario delle macchine che riacquistava, no?
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. ecco. Lei ha fatto il nome di Giacalone un attimo fa.
EX 210 Fionda: Eh, sì, perché poi sulle bolle c'era scritto Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci. Allora siete andati da questo Massimo.
EX 210 Fionda: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Che stava lì, in zona?
EX 210 Fionda: Mo non lo ricordo di preciso, comunque sempre Roma, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E come mai bisognava passare da casa di questo Massimo, invece che andare direttamente alla Sivauto?
EX 210 Fionda: Perché Pino mi disse che c'era una moto da caricare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Fionda: E poi che si doveva prendere pure Massimo, qua.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Fionda: Ora non ricordo di preciso proprio il particolare, come fu.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Fionda: Però, pure per la moto. E andammo là e io dissi: 'guardi, la moto come la mettiamo adesso sopra?'
Quella era una bella moto nuova, che se ci casca si rovina, no?
E andammo a prendere prima le macchine...
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti.
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei conobbe questo Massimo a questo punto della vicenda.
EX 210 Fionda: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo aveva mai conosciuto questo giovane.
EX 210 Fionda: Mai visto prima, mai.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, la moto, a quello che ho capito, non la caricò sulla bisarca perché c'era il problema...
EX 210 Fionda: Sì, che cadeva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e allora andaste a prendere le...
EX 210 Fionda: Le auto.
PUBBLICO MINISTERO: E per arrivare da casa di Massimo alla Sivauto, andaste come? Lei con la bisarca...
EX 210 Fionda: No, no, vennero con me con la bisarca.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. Montaste tutti in cabina.
EX 210 Fionda: Sì, io alla guida e loro due a destra.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Andaste allora a questa concessionaria, e che cosa successe?
EX 210 Fionda: E niente, arrivammo là e c'era una terza persona, che non ricordo il nome. Capelli brizzolati, ricordo, queste cose qua. E dice che era, faceva da intermediario da, che era fatto, fissa queste macchine a prezzo buono, non lo so com'era.
PUBBLICO MINISTERO: Faceva l'intermediario con la concessionaria?
EX 210 Fionda: Sì, penso di sì, con la concessionaria e Giacalone. Era...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, quando voi arrivaste alla Sivauto, questo signore brizzolato, era già presente, o arrivò in un momento successivo?
EX 210 Fionda: Beh, questo non ricordo bene comunque stava in attesa là, o arrivò due minuti dopo.
Comunque, prima di caricare le macchine, ci stava questo signore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei questo signore lo aveva mai visto precedentemente?
EX 210 Fionda: Mai visto prima, mai.
PUBBLICO MINISTERO: Mai. Questo signore parlò con lei, o parlò anche con questo Pino e questo Massimo?
EX 210 Fionda: No, mi fu presentato. Però dopo...
PUBBLICO MINISTERO: Da chi?
EX 210 Fionda: Da... Non mi ricordo se da Massimo, o Santamaria. Ma mi sembra da Massimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
EX 210 Fionda: Mi fu presentato. Però, cioè, dopo si mise a parlare da loro e si andò giù a vedere le macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, queste macchine che lei doveva prelevare, dove si trovavano? All'aperto, al chiuso?
EX 210 Fionda: No, la Sivauto c'ha uno scantinato sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Fionda: Tra cui c'è pure l'officina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Fionda: E come si scendeva la discesa per andare giù, di fronte c'erano queste macchine, però coperte, dentro alla Sivauto.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi l'operazione di carico delle macchine fu fatta giù, insomma, al chiuso, nei locali della concessionaria, non all'aperto.
EX 210 Fionda: No, le macchine erano tutte predisposte, diciamo, tre-tre, non mi ricordo di preciso.
Però... e poi, mano mano, venivano buttate fuori e buttate sulla bisarca.
PUBBLICO MINISTERO: Fuori, rispetto a dove?
EX 210 Fionda: Fuori dal cancello, no?
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quindi la bisarca rimase fuori, esternamente.
EX 210 Fionda: Eh, sì, perché non può andare giù.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mancava questo particolare.
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, le macchine erano giù, ma la bisarca rimase fuori.
EX 210 Fionda: Sì, in strada.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei sapeva quante macchine doveva caricare?
EX 210 Fionda: No, non mi fu detto prima quant'erano le macchine. Sapevo solo che era un viaggio. Non lo domandai nemmeno, per la verità.
E poi andai giù e... non ricordo se sei, sette macchine. Non ricordo più bene quante furono le macchine, con l'esattezza.
PUBBLICO MINISTERO: Allora...
EX 210 Fionda: Il carico non era completo, questo era sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ascolti signor Fionda: queste macchine sono state caricate, suppongo, una per una.
EX 210 Fionda: Eh, sì, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol spiegare come sono state fatte queste operazioni? Se le macchine sono state messe in moto, se sono state, che ne so, prese con la gru, o in che altro modo?
EX 210 Fionda: No, le macchine erano tutte marciabili. Soltanto che magari c'era qualcuna che non partiva; qualcuna che magari coi cavi partiva, partiva e...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, che aveva la batteria scarica.
EX 210 Fionda: Sì, ecco. Mi ricordo solo che una macchina non partiva per niente. Però era marciante, perfetta.
E la buttammo su.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda i modelli di queste macchine?
EX 210 Fionda: Beh, ricordo la Sierra Station Wagon, qualche Uno, 126. Questo, ricordo. Cioè, preciso non è che ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, prima di entrare in altri argomenti, materialmente, materialmente proprio, queste operazioni di carico delle macchine, chi è che le faceva? Perché lei, penso, stesse alla bisarca.
EX 210 Fionda: Allora...
PUBBLICO MINISTERO: Da sé non ci arrivavano, voglio dire.
EX 210 Fionda: No. Sotto c'era uno della Sivauto che metteva in moto le macchine.
Poi qualcuna la prendeva che partiva, cioè marciabile, veniva messa in moto. La portava Santamaria, qualcuna Massimo e qualcuna la presi pure io. Sempre sopra al camion le sistemavo io.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, apposta per questo le ho fatto la domanda. Perché lei se sistemava il carico sul camion non poteva fare tutto da solo.
EX 210 Fionda: Eh, no. Le sistemavo sempre io.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questo signore che aveva incontrato lì coi capelli brizzolati che non aveva mai visto prima, durante tutta questa operazione rimase presente, oppure sparì, almeno sparì alla sua vista?
EX 210 Fionda: No, no, era presente questo signore qua. Fino all'ultimo momento. Che poi, alla fine, dopo sistemato tutto, ci andammo a prendere un caffè lì vicino, a 200 metri c'è un bar. E poi finì la storia. Ognuno per i fatti suoi. Escluso che io portai Massimo a prendere la moto. Massimo e Santamaria.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ora poi ci arriviamo.
EX 210 Fionda: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Stava dicendo che, se ho capito bene, questo signore rimase con voi fino alla fine dell'operazione.
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Andaste a prendere il caffè tutti insieme, tutti e quattro.
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro di questo?
EX 210 Fionda: Mi ricordo di sì. Sì, c'è stato pure lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti: di questa persona lei ha detto poco o niente. Cioè, che era un tale coi capelli brizzolati. Non è molto come descrizione. Ce la sa fare un po' meglio questa descrizione?
EX 210 Fionda: Portava gli occhiali.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
EX 210 Fionda: Portava gli occhiali, se non sbaglio.
PUBBLICO MINISTERO: Portava gli occhiali.
EX 210 Fionda: Portava gli occhiali, era alta quanto me, diciamo... Cioè, di pancia, poco. Come una persona di 40-50 anni, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ci ha scambiato qualche parola con questo signore?
EX 210 Fionda: Poco e niente. Cioè, me lo hanno presentato e basta. Non c'era più...
Ah, mi disse che lui faceva pure dei viaggi dalla Svizzera in Italia. Cioè, queste cose qua. Però niente di...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa persona, lei ha capito se era della zona, voglio dire, di Roma, o di Roma e dintorni, oppure se era una persona che poteva venire, che ne so, da lontano. Da Milano, da Trieste.
EX 210 Fionda: No, non penso. Penso che era di Roma. Cioè...
PUBBLICO MINISTERO: Alla parlata, voglio dire.
EX 210 Fionda: Eh, mo' non mi ricordo sinceramente. Però penso che era di là, di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Capii se c'era confidenza tra questo signore e Massimo e Pino?
EX 210 Fionda: Penso che molta confidenza, non lo so di preciso, perché c'è un particolare.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
EX 210 Fionda: Che, se non sbaglio, Massimo ci aveva un bel mazzo di soldi in tasca, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Fionda: Che doveva darli a quello della Sivauto per caricare queste macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Fionda: Cioè, come se magari gli aveva fatto un acconto, qualcosa, non lo so come funziona. Sono fatti loro. Però si misero a discutere, se non sbaglio. Il dubbio, come se... Perché non mi ricordo se i soldi glieli ha dati direttamente a quello della Sivauto, o a questo signore coi capelli brizzolati.
Si mise il dubbio, dice: 'ma come, se non sbaglio mio zio disse erano di meno. Invece quello si è preso tutti i soldi...'
Cioè, non ricordo bene, ora. Però, ecco, ma non penso che erano tanto stretti, che si conoscevano.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, non erano, non si fece l'idea che ci fossero rapporti molto stretti. Vuol dire questo?
EX 210 Fionda: No. Dal comportamento, proprio penso di no.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Fionda: Penso.
PUBBLICO MINISTERO: E quant'era questa somma? Se lo ricorda?
EX 210 Fionda: Non lo so, quattro milioni... Non mi ricordo di preciso come... Cioè, io non glielo domandai per niente, perché non era mio interesse vedere queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco, lei al momento di partire dalla Sivauto, si fece rilasciare dei documenti?
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, documenti che potessero accompagnare questo carico di vetture che andava giù in Sicilia?
EX 210 Fionda: Ci fu un problema: che nessuno mi voleva fare la bolla d'accompagnamento.
Allora gli dissi: 'guarda, cioè, sono parecchie macchine. Come faccio a viaggiar senza bolla di accompagnamento? Ogni bene che viaggia deve essere, ci deve stare una carta'.
E così mi fece... Cioè, dopo si mise pure Massimo, Santamaria. Allora disse: 'no, no, questo qua deve viaggiare con la bolla, con la bolla...'.
Così mi fecero la bolla di accompagnamento.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
EX 210 Fionda: E se non sbaglio pure qualche fotocopia dei libretti delle macchine. Se non sbaglio, eh. Non lo ricordo più bene.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei fece un riscontro sul momento tra le macchine che aveva sulla bisarca e quelle che erano riportate nella bolla di accompagnamento?
EX 210 Fionda: No, non andai a controllare... Vidi le macchine, il numero che mi sembrava esatto, sennò sicuramente avrei reclamato. E basta.
Non è che andai a controllare il numero di targa di questa macchina, di quell'altra macchina. Non lo feci. Perché era tardi pure, dovevo rientrare a fare gasolio a Cassino, lì. Allora, per sbrigarmi un po'. Sennò dovevo partire il giorno dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e che queste macchine dovevano arrivare ad un certo indirizzo di Palermo relativo ad un certo signor Giacalone, lei quando lo apprese?
EX 210 Fionda: All'attimo che mi fecero la bolla.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma chi è che, voglio dire, conosceva il nome del destinatario?
Perché lei non ci aveva trattato col destinatario.
EX 210 Fionda: Di sicuro Massimo. Cioè, sapeva, che mi disse già prima quando stavamo andando dal concessionario, questo era il nipote di Giacalone. Penso che...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questa persona, il destinatario, per come gli fu detto, era lo zio di questo Massimo.
EX 210 Fionda: Sì, me lo disse proprio lui.
Cioè, prima Santamaria, dice: 'eh, questo qua è il nipote del Giacalone'. E poi lui mi diede la conferma, Massimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ecco, terminato di caricare le macchine.
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei stava dicendo che doveva ripartire per Cassino.
EX 210 Fionda: Sì, dovevo passare a fare gasolio...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Però ci aveva queste due persone con sé.
EX 210 Fionda: Esatto. Perché non è finita ancora. Perché da lì poi siamo andati di nuovo a casa di Massimo a prendere la moto.
PUBBLICO MINISTERO: Tutti e tre insieme, come prima.
EX 210 Fionda: Sì, praticamente come...
PUBBLICO MINISTERO: Come al viaggio di andata.
EX 210 Fionda: ... siamo andati, così siamo ritornati.
E siamo andati a caricare questa moto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Fionda: Mo', se non sbaglio, sicuramente sul camion c'erano due Uno, perché io presi due pannelli delle Uno, li misi in mezzo a due macchine per non far graffiare la moto. Perché la moto la ebbi ad incastrare in mezzo a due macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Fionda: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Di quali pannelli si tratta? Perché, sa, una macchina ce n'ha tanti di pannelli.
EX 210 Fionda: No, i pannelli posteriori.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quelli che coprono il bagagliaio?
EX 210 Fionda: Esatto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Allora lei, se ho capito bene, ha detto: 'siccome ne presi due di pannelli...'
EX 210 Fionda: Sì, sicuramente erano due Uno, perché ricordo bene: presi due pannelli. Una Uno sicuro era lì, una Uno; l'altra pure. Adesso non è che ricordo altri particolari di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi andò a caricare questa motocicletta.
EX 210 Fionda: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Anche questa aveva lo stesso destinatario giù, a Palermo?
EX 210 Fionda: Sì, sì. Sì. Sì, l'aveva comprata un privato, non lo so com'era. Perché ci aveva il libretto originale, questa moto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Fionda: Infatti me li diedero a me i documenti. Che poi gli dissi: 'come si fa a viaggiare senza, una moto senza bollo. Anche quella'.
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
EX 210 Fionda: E allora, sa com'è, qua il trasporto di bisarca quando si caricano queste cose qua, si rischia di tutto, capito?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Fionda: E allora, va be', dissi: 'quando ci avete il libretto originale, non penso che ci siano tanti problemi'.
E allora... poi finì là.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E quindi lei poi, una volta caricata anche la moto, a bordo della bisarca, che cosa ha fatto?
EX 210 Fionda: Niente. Poi Massimo... Non mi ricordo se Pino lo dovetti riaccompagnare a casa, o lo lasciai lì da Massimo direttamente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Fionda: Questo non lo ricordo bene, questo particolare. Comunque poi, da lì, andai verso Cassino, verso casa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Fionda: Feci gasolio e poi mangiai qualcosa e poi la sera partii per Palermo.
Mi diedero un numero di telefono ma però andai a telefonare il giorno dopo quando arrivai allo scarico, l'indirizzo era Villabate, un'uscita prima di Palermo, Zona Industriale.
Però andai a telefonare per dirgli di farmi venire a prendere perché non sapevo il posto, no? E quel numero era di un fax a quanto capii.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Fionda: Ecco tutto.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi lei arrivò a Palermo intorno a che ora?
EX 210 Fionda: Partii la sera verso le dieci da casa. Arrivai a Palermo verso le due del pomeriggio.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi trovò questa persona che la aspettava.
EX 210 Fionda: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
EX 210 Fionda: Cioè, provai a telefonare per farmi venire a prendere. Perché io non conoscevo la zona. Però andai a telefonare e quello là era un numero di un fax. Me lo dissero pure dopo. Dice: 'no, questo è un numero di un fax'. Poi, sa, domandando alla gente, la Zona Industriale, ci arrivai da solo.
PUBBLICO MINISTERO: E chi la aspettava?
EX 210 Fionda: Nessuno, all'attimo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Fionda: Arrivai nella Zona Industriale, come entrai feci 200 metri. Sulla destra ad angolo c'era questo autosalone.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Fionda: Se non sbaglio ad angolo, doveva essere.
Girai a destra e mi misi a fianco dell'autosalone.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Fionda: Mi credevo che scaricavano là.
C'era un ragazzo, c'era un ragazzo negro, non lo so che cos'era, che stava in aiuto là.
PUBBLICO MINISTERO: E parlò con chi? Solo con questo ragazzo?
EX 210 Fionda: Sì, con questo ragazzo. Che non... Cioè, non sapevo se era il proprietario, chi era, io non lo conoscevo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Fionda: E dissi: 'va be', allora scarichiamo'.
'No, no, dobbiamo andare a scaricare da un'altra parte'.
E mi portarono a dei capannoni... Cioè, in linea d'aria erano a 10 metri, perché era una parallela, diciamo, di una parte opposta. E andammo a scaricare le auto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, torniamo un attimino indietro, signor Fionda. Al momento in cui queste macchine sono state caricate.
E' possibile che sia stata caricata sul suo, sulla sua bisarca una qualche macchina danneggiata, danneggiata gravemente al punto di non essere nemmeno marciante?
EX 210 Fionda: Non era possibile. Perché, o si metteva con un carro attrezzi... Una macchina non marciante, o si mette con un carro attrezzi, oppure il camion. Sul camion ci deve essere un barice... che serve, cioè che tramite la presa di forza tira la macchina sopra, un cavo. Però il camion non aveva questo sopra. Quindi le macchine erano tutte marcianti, sono sicuro al 100%.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, tanto per, come dire, andare sul concreto: è possibile che sul suo camion sia montata una macchina più o meno nelle condizioni di questa che le faccio vedere in fotografia?
EX 210 Fionda: No. E' impossibile.
PUBBLICO MINISTERO: Dico, se ne sarebbe accorto che era una macchina...
EX 210 Fionda: Me la ricorderei pure una cosa del genere!
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
EX 210 Fionda: Cioè, sicuramente me la ricordavo una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Si può escludere, vuol dire questo?
EX 210 Fionda: Cioè, questo qua è impossibile quella macchina di essere sul camion che portavo io. La macchina sembra proprio distrutta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Fionda: Ripeto, le macchine mie erano tutte marcianti, perfette, andavano bene.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda se durante il viaggio, appunto, che fece per raggiungere Palermo ebbe dei controlli di Polizia?
EX 210 Fionda: Sì. A Furiano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e il controllo fu fatto per una qualche ragione particolare, accertò qualche infrazione nei suoi confronti?
EX 210 Fionda: No, c'era la Polizia che fermava macchine, camion, così.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, e...
EX 210 Fionda: E guardacaso è toccato a me. Mi fermò a me.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma dico, le contestò qualche infrazione la Polizia che lei ricordi?
EX 210 Fionda: No.
PUBBLICO MINISTERO: Qualche cosa...
EX 210 Fionda: Mi fece la multa a me, mi fece delle multe perché io non avevo il libretto originale del camion dietro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Fionda: Il libretto originale.
PUBBLICO MINISTERO: Del camion.
EX 210 Fionda: Sì. E dei bolli. Questo mi contestò la Polizia.
PUBBLICO MINISTERO: Come mai non ce l'aveva?
EX 210 Fionda: Perché mio zio doveva prendere lavoro con un'altra... cioè, noi lavoravamo con la SADA, una ditta di trasporti e invece poi dovevamo cambiare azienda con TVA, non ricordo bene. Allora, quando si vanno a fare queste cose si devono portare i documenti originali delle macchine, con il conto terzi attaccato dietro al libretto. Che l'automezzo sia efficiente per andare a caricare FIAT...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi aveva l'originale fermo per una questione burocratica del documento di circolazione?
EX 210 Fionda: Sì, esatto. Fu proprio un caso, cioè che mio zio doveva andare là e io dovevo fare questo viaggio ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, lei ci stava spiegando che quando partì da Roma partì quindi con la bolla di accompagnamento delle vetture che aveva caricato lì presso.
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' da escludere che lei una vettura la possa aver caricata da qualche altra parte?
EX 210 Fionda: No, no. Tutte le auto che caricai, le ho caricate tutte alla Sivauto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Fionda: Solo la moto a casa di Massimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E questo viaggio le lo ha avuto... questo viaggio se l'è fatto pagare, lo ha fatturato regolarmente?
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda quando lo ha fatturato?
EX 210 Fionda: Un milione e mezzo, non ricordo di preciso quant'era proprio... Comunque mi sembra...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma fu fatturato subito o fu fatturato in un momento successivo?
EX 210 Fionda: Sì, in un momento successivo.
PUBBLICO MINISTERO: E come mai non fu fatturato subito se lo ricorda?
EX 210 Fionda: Questo non lo so, questo riguarda pure mio zio, era il proprietario che faceva queste cose. Però a quanto ne so io, non è che si fanno subito queste cose qua.
PRESIDENTE: C'è tempo 15 giorni.
EX 210 Fionda: Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
PRESIDENTE: C'è tempo 15 giorni per la fatturazione.
PUBBLICO MINISTERO: Questo non l'ha detto Fionda.
PRESIDENTE: Lo dico io.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, sì, sì, lo so. Ci stavo arrivando.
Ma ricorda se la fattura fu fatta, così, semplicemente perché suo zio disse: 'va be', dobbiamo fatturare questo...', oppure perché gli venne una richiesta, una sollecitazione?
EX 210 Fionda: No, mio zio un giorno si trovava a fare le fatture di altri viaggi usati e fece pure questa qua. Fece pure la fattura di questo viaggio qua, però non è che c'è stata una cosa 'facciamo questa'.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto poco fa, signor Fionda, che anche la moto che fu caricata sulla bisarca era in regola, era marciante?
EX 210 Fionda: Sì, sì. No, no, non era incidentata, o... era una bella moto, perfetta.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha visto se...
EX 210 Fionda: Usata, era una moto usata.
PUBBLICO MINISTERO: Dico, per metterla sulla bisarca fu messa in moto, fu provata?
EX 210 Fionda: Sì, fu provata proprio dal Santamaria. Fece un paio di giri sopra, sotto, per la strada là, andava bene e tutto.
PUBBLICO MINISTERO: Chi, questo?
EX 210 Fionda: Santamaria Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro?
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore per cortesia, le chiederei di mostrare con la lavagna luminosa questo documento. Fa parte delle produzioni del Pubblico Ministero questo... No, questo è nel fascicolo formato originariamente dal Giudice delle indagini preliminari ed è un documento che sta esattamente nel volume 19 al foglio 6240.
Ecco, è questa la bolla di accompagnamento che fu formata lì presso la concessionaria?
EX 210 Fionda: Sì, penso di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole...
PRESIDENTE: Vuole avvicinarsi laggiù per favore?
PUBBLICO MINISTERO: Ha importanza relativa, è sufficiente che l'ispettore mettesse sotto l'obiettivo, insomma, quello che è, la parte più bassa di quel documento. La parte più bassa: io leggo Fionda, poi leggo FIAT 190... Vada là a sedersi, bravo Fionda, a quella poltroncina.
Ecco, lì ci sono gli estremi del mezzo che lei adoprò, un FIAT 190 targato Caserta e una certa targa. Ecco, vede, siccome abbiamo iniziato con una mia domanda, le ho chiesto l'anno oltre che il giorno e il mese; se lei controlla quello che c'è scritto in quel documento credo che tragga degli elementi su questo punto. Lì è riportata mi pare un orario e una data, siccome lei fa questo mestiere, quindi queste documenti li sa interpretare meglio di me, da quello che risulta in questo documento ci dia le coordinate di partenza e di arrivo di questo viaggio.
EX 210 Fionda: Questa è una cosa che non mi accorsi. Questo qua è una cosa che non mi accorsi. Destinatario Fionda Mario, qua c'era stato un errore.
PUBBLICO MINISTERO: Non sento nulla, finché non alzano il volume del microfono io non riesco a sentire.
EX 210 Fionda: Non so perché qua scrissero destinatario Fionda Mario, quando Fionda Mario era il vettore e infatti l'hanno scritto qua sotto dopo.
PUBBLICO MINISTERO: E sulla destra in alto che c'è scritto? Io leggo...
EX 210 Fionda: Sulla destra? C'è scritto l'indirizzo di scarico delle autovetture. Infatti Giacalone Luigi e C.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, e infondo che c'è scritto?
EX 210 Fionda: Via Filippo...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, in fondo, sulla parte bassa del documento.
EX 210 Fionda: Cioè?
PRESIDENTE: Vettore, in cima.
EX 210 Fionda: Dove?
PUBBLICO MINISTERO: Lì, sopra la targa cosa c'è scritto?
EX 210 Fionda: Fionda Mario, via Selvotto 28, Rocca di ... Caserta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma io vedo c'è, sopra la targa c'è scritto 17.10, 18/04/94.
EX 210 Fionda: Ah, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: O mi sbaglio?
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questo identifica?
EX 210 Fionda: L'orario di partenza e il giorno che ho caricato.
PRESIDENTE: Della partenza.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Quindi lei è arrivato a Palermo a scaricare quando?
EX 210 Fionda: Penso il 19, il giorno dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in fondo a destra in basso c'è scritto... ispettore, se si vede meglio, a destra. Aiello e qualche cosa. Aiello Matteo.
EX 210 Fionda: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Questo nominativo, lì c'è scritto firma del destinatario.
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' stato apposto quando lei ha scaricato questo carico a Palermo?
EX 210 Fionda: Mah, io penso che Aiello Matteo era quel ragazzo che ci stava...
PUBBLICO MINISTERO: Ma io bisogna che glielo chieda a lei perché io non c'ero.
EX 210 Fionda: Penso che era quel raga...
PUBBLICO MINISTERO: Se lei mi dice: 'questa è la firma alla quale ho consegnato...', signor Fionda, siamo qui a posta.
EX 210 Fionda: No, cioè il ragazzo che mi ridiede la bolla dopo, una se la tratteneva lui e una a me firmò la bolla e penso che sia lui Aiello Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Quella è una firma se non sbaglio.
EX 210 Fionda: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E' stata messa in sua presenza?
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Dalla persona alla quale lei ha scaricato le macchine?
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Volevo arrivare giustamente a questo.
Senta, le è già stato fatto presente, comunque glielo faccio ora, che a destinazione arrivarono non sei automobili bensì sette.
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come spiega lei questa circostanza?
EX 210 Fionda: Cioè, io questo particolare qua io non lo ricordo proprio, se erano sei o sette le macchina, può darsi pure che qualche altra macchina viaggiava senza bolla, non lo so. Però io non me lo ricordo proprio questo particolare di quanto erano di preciso le macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome abbiamo la foto anche della sua bisarca.
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' vero che lei ha spiegato di che si tratta e tutti conoscono le bisarche a questo punto. Ma sulla sua bisarca quante automobili ci possono andare sopra?
EX 210 Fionda: Dipende la grandezza delle macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Parlando appunto di queste 126, Uno, più una Sierra Station Wagon.
EX 210 Fionda: No, su queste macchine qua, ci potevano andare altre quattro macchine. Cioè qua ne risulta sei, ma però potevano arrivare pure a dieci macchine. Dipende la grandezza delle auto?
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
EX 210 Fionda: Su questo carico qua poteva arrivare anche a dieci macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E' quello il suo, il mezzo di cui lei disponeva allora?
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per fare questo viaggio.
EX 210 Fionda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Qui lo vediamo chiuso, ma il ponte posteriore si alza suppongo, vero?
EX 210 Fionda: Esatto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Non le chiedo altro.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori hanno domande?
AVVOCATO Florio: Sì. Scusi, signor Fionda, avvocato Florio.
Senta, lei ebbe modo di appurare o di sapere, anche in un momento successivo a quello, se vi era un'effettiva parentela tra questo Massimo - che poi lei dopo apprese chiamarsi Scarano di cognome - e questo signore che si chiamava Giacalone Luigi che lei, se ho ben capito, non ha mai visto.
EX 210 Fionda: No, no, a me mi era stato detto là; però io che ne sapevo se effettivamente era vero o non era vero. A me me l'hanno detto là che era il nipote.
AVVOCATO Florio: No, mi scusi, la domanda è un po' diversa. Nel senso, lei ebbe modo di apprenderlo in seguito se era vero o non era vero, in un momento successivo?
EX 210 Fionda: No.
AVVOCATO Florio: Senta, se ho ben capito, lei prima diceva che ad accoglierla alla concessionaria era una persona di pelle scura o nera addirittura. Lei ha detto...
EX 210 Fionda: No, dicendo che quello era un aiutante. Era un ragazzo che lavorava là, per a me chi era ad attendermi là - che io non sapevo se era il proprietario o chi era - comunque c'era un ragazzo, quello che poi mi ha firmato anche la bolla.
AVVOCATO Florio: Ecco, a questo capannone dove poi le dissero di scaricare, chi l'accompagnò?
EX 210 Fionda: Questo ragazzo.
AVVOCATO Florio: Soltanto lui.
EX 210 Fionda: Ci stava pure questo aiutante nero, marocchino, non so se che cos'è, comunque era di pelle scura, di certo non era siciliano.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Nessun'altra domanda, grazie.
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni.
Dunque, senta, vorrei che lei mi ricordasse, perché credo che l'abbia già detto, quanto tempo prima di fare questo viaggio lei fu informato?
EX 210 Fionda: Il venerdì sera. Il viaggio fu caricato lunedì; il venerdì sera.
AVV. Cianferoni: Lo seppe dal Santamaria?
EX 210 Fionda: Sì, dal Santamaria.
AVV. Cianferoni: Senta, quando arrivò a questo piazzale Sivauto, la sua bisarca... conduceva la bisarca vuota o con qualche macchina sopra?
EX 210 Fionda: Vuota.
AVV. Cianferoni: E' sicuro?
EX 210 Fionda: Al 100%.
AVV. Cianferoni: Saprebbe dire le tipologie di macchine che proprio c'erano?
EX 210 Fionda: Non ho capito.
AVV. Cianferoni: Prima si è parlato di una Ford Sierra, e questa è una.
EX 210 Fionda: Sì.
AVV. Cianferoni: Per arrivare a sei, ne mancano cinque. Mi sa dire le altre cinque?
EX 210 Fionda: Ricordo qualche Uno, 126, però non è che ricordo i particolari di tutte le macchine. Si parla pure di tre anni fa, quasi quattro.
AVV. Cianferoni: Quante FIAT Uno c'erano là sopra?
EX 210 Fionda: Non ricordo bene, mi sembrano due ma non lo ricordo.
AVV. Cianferoni: Senta, lei ha detto che, dunque, l'ha saputo praticamente 48 ore prima del viaggio. Ha detto che Massimo Scarano lo vide quella volta, per la prima volta. Però ha anche detto questa circostanza che ricordava il collega di questa pretesa o descritta parentela. Ha detto che quello con i capelli brizzolati le ha detto a lei di fare dei viaggi in Svizzera, che faceva dei viaggi in Svizzera lui.
EX 210 Fionda: Sì, queste sono tutte parole che ha detto quel signore là.
AVV. Cianferoni: Oh. Ma lei com'è che focalizza oggi queste circostanze caratteristiche, l'importanza delle quali poi sarà valutata, non è ora che ce lo deve dire lei, ma sono caratteristiche, no? Per lei era un lavoro come un altro, mi pare di capire.
EX 210 Fionda: Non ho capito bene.
AVV. Cianferoni: Voglio dire, il viaggio non era preannunciato da tanto tempo, non era un viaggio importante, non è che stesse portando Ferrari ma portava delle semplici utilitarie e anche piuttosto malconce. Com'è oggi che può ricordare questi fatti? Ci sa spiegare questo particolare?
EX 210 Fionda: Sono particolari che mi ricordo, non è che... Particolari che mi ricordo.
AVV. Cianferoni: Però, credo sia importante Presidente, vorrei far risaltare al teste una contraddizione perché mi fornisse una spiegazione di questo.
Lei è l'autista della bisarca e ha detto che non si ricorda se caricò due macchine Uno, oppure più di due, o una, va bene? Questo particolare ha detto 'non me lo ricordo'. Però si ricorda che uno era nipote di un altro e quello con i capelli brizzolati che portava gli occhiali le disse della Svizzera.
Cioè, del suo mezzo non si ricorda cosa ci mise sopra, ma si ricorda...
AVV. Bongiovanni: Chiedo scusa Presidente, questo è motivo di discussione. Se vuole porre soltanto le domande. Sarà poi motivo di discussione questo.
PRESIDENTE: L'avvocato ha diritto di far rilevare, a suo modo di vedere, una contraddizione. Poi si tratterà di vedere se è una contraddizione o no. La domanda comunque è ammissibile.
AVV. Cianferoni: Quindi se mi vuole rispondere gentilmente.
PRESIDENTE: Ha capito che cosa le chiede l'avvocato? Vuol sapere come mai lei si ricorda bene chi le chiese di fare il trasporto che le indicò la parentela dell'amico che era questo Massimo, le disse che era nipote di quello che le macchine le aspettava, eccetera, e non si ricorda che qualità di auto aveva e quante erano, le Uno, le 126, eccetera.
EX 210 Fionda: Io ho sempre detto che non mi ricordo, cioè, non mi posso mettere a ricordare quante macchine, che tipo di modelli di macchine, tutte queste cose qua perché io faccio questo lavoro da anni. Però questa chiacchierata così me la ricordo. Cioè, ci sono particolari che mi ricordo e particolari...
PRESIDENTE: Mi pare che avesse detto che era l'unica volta, era la prima volta che faceva un trasporto di auto usate?
EX 210 Fionda: No.
PRESIDENTE: No. Allora erano auto usate della Siv.
EX 210 Fionda: Era in Sicilia... Sì, dalla Siva a...
PRESIDENTE: Ho capito. va be', prosegua avvocato.
AVV. Cianferoni: Sì, dunque, ma si ricorda per caso il viaggio seguente, in quel periodo che lavori faceva?
EX 210 Fionda: Non ho capito scusi?
AVV. Cianferoni: Dopo quel viaggio ne avrà fatti altri.
EX 210 Fionda: Sì.
AVV. Cianferoni: Oh. In quel periodo che lavori faceva, dove andava con questa bisarca?
EX 210 Fionda: Per l'Italia dove devo andare? L'Italia...
AVV. Cianferoni: Ma lei ha una ditta in proprio o...
EX 210 Fionda: No, sono autista.
PRESIDENTE: E' autista di questa ditta che è gestita dallo zio. Almeno secondo quello che ha detto il teste perché io non conosco altro.
AVV. Cianferoni: Quindi il Santamaria per far fare il viaggio a lei avrà parlato con lo zio?
EX 210 Fionda: No, parlò con me, che conosceva a me.
AVV. Cianferoni: Mi scusi, ma lei è autista di suo zio. Per muoversi dovrà dirlo al suo datore di lavoro.
EX 210 Fionda: Non ho capito, scusi?
AVV. Cianferoni: Lei lavora per un'altra persona. Se va via da Roma con la bisarca per dei giorni, bisognerà che il suo datore di lavoro lo sappia.
EX 210 Fionda: E' normale e infatti lo sapeva.
AVV. Cianferoni: E chi glielo disse?
EX 210 Fionda: Ce lo dissi io.
AVV. Cianferoni: Quando glielo disse?
EX 210 Fionda: Il giorno che partii da casa per andare a prendere questo viaggio. Poi già lo sapeva prima che si doveva fare questo viaggio. Cioè, il venerdì sera perché io giustamente mica mi potevo permettere di dire: 'prendo il camion e vado a Roma', così. Chiesi a lui se gli stava bene o no.
AVV. Cianferoni: Glielo chiese lei.
EX 210 Fionda: Sì.
AVV. Cianferoni: Senta, ma di questi fatti poi con quante persone ha parlato, li ha commentati?
EX 210 Fionda: Fatti di che cosa, scusi?
AVV. Cianferoni: Di questo viaggio di autovetture.
EX 210 Fionda: E niente, con chi ho parlato? Con mio zio, ha detto: 'va be', vai'. E poi sono andato a caricare a Roma.
AVV. Cianferoni: Ecco. Lei ha adoperato prima un'espressione caratteristica perché ha detto, dice: 'si rischia di tutto a fare questi viaggi', non dico di questa tipologia, ma i suoi viaggi, cioè di macchine eccetera. Che ha voluto dire e in particolare se quel viaggio che stava svolgendo per lei era in qualche maniera rischioso?
EX 210 Fionda: No, era un viaggio come tutti gli altri.
AVV. Cianferoni: Va bene. Senta, il signor Massimo Scarano l'ha più visto da allora?
EX 210 Fionda: No, è stata la prima e anche l'ultima.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Quel denaro che lei ha detto il Massimo Scarano aveva con sé.
EX 210 Fionda: Sì.
AVV. Cianferoni: Ricorda se poi lo consegnò in sua presenza a chi lo doveva...
EX 210 Fionda: No, no. Ricordo che aveva questi soldi in mano, che aveva questi soldi in mano che non so a chi li doveva consegnare, che doveva fare. Però ricordo che aveva questi soldi in mano.
AVV. Cianferoni: Mi scusi, ora forse non sento bene. Lei ha detto che c'avevano questi soldi in mano?
EX 210 Fionda: Sì, che li cacciò dalla tasca.
AVV. Cianferoni: No, scusi, che c'avevano questi soldi in mano sono loro, essi, terza plurale.
EX 210 Fionda: Cioè, Massimo e Santamaria stavano vicini e Massimo prese questi soldi in mano, che c'aveva lui.
AVV. Cianferoni: Li prese in mano e li rimise in tasca.
EX 210 Fionda: No. Non mi ricordo se poi se li mise... cioè, doveva darli a quello con i capelli brizzolati, che li doveva dare come pagamento per le macchine. Non lo so poi tutti questi particolari, a me non mi interessano queste cosa, capito? Cioè, non ci vado a far caso a queste cose.
AVV. Cianferoni: Grazie, io non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande per questo teste?
AVVOCATO Roggero: Sì, l'avvocato Roggero.
Volevo soltanto sapere a chi fu fatturato il viaggio.
EX 210 Fionda: Fu fatturato a Giacalone, alla ditta Giacalone, l'autosalone.
AVVOCATO Roggero: E lei materialmente da chi fu pagato?
EX 210 Fionda: Da quel ragazzo che firmò la bolla.
AVVOCATO Roggero: Da quel ragazzo?
*EX 210 Fionda: Che firmò la bolla.
PRESIDENTE: Che ha firmato la bolla.
AVVOCATO Roggero: Ah, grazie.
PRESIDENTE: Nient'altro da domandare a questo teste? Che non è teste. Si accomodi.
Abbiamo altri da sentire?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Presidente. Sentiamo il signor Zoda.
PRESIDENTE: Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Zoda: Zoda Giuseppe.
PRESIDENTE: Nato a?
TESTE Zoda: A Palermo.
PRESIDENTE: Quando?
TESTE Zoda: 28/08/54.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Zoda: Palermo.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Zoda: Residente a Palermo.
UFF. GIUDIZIARIO: (voce fuori microfono)
Legga.
TESTE Zoda: Non so leggere bene.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
UFF. GIUDIZIARIO: (voce fuori microfono)
Glielo leggo io.
PRESIDENTE: Lei lo ripeta forte.
UFF. GIUDIZIARIO: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
TESTE Zoda: (ripete la formula)
PRESIDENTE: Risponda al Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la cosa migliore per introdurre le domande... Signor Zoda, sono qua. Qua.
TESTE Zoda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, bravo, sono io. ... E' partire da una fotografia.
Ispettore, abbia pazienza.
Queste sono foto 1 e 2. Sono allegate ad una relazione di consulenza che sta nel fascicolo del Pubblico Ministero, relazione datata 9 settembre '95 del consulente dottor Massari.
Ecco, signor Zoda, guardi, attraversi l'aula. Vada là, accanto a questo ispettore. Bravo.
Allora, la vede quella macchina, signor Zoda?
TESTE Zoda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La riconosce?
TESTE Zoda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E che roba è?
TESTE Zoda: E' la mia.
PUBBLICO MINISTERO: La sua.
TESTE Zoda: Me l'hanno sequestrata.
PUBBLICO MINISTERO: Che modello è di macchina, quella?
TESTE Zoda: La FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Una?
TESTE Zoda: FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Uno. E poi?
TESTE Zoda: Uno a benzina.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
TESTE Zoda: FIAT Uno a benzina.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito nulla.
TESTE Zoda: FIAT Uno a benzina.
PUBBLICO MINISTERO: A benzina. Ma ci ha anche una sigla particolare? Dovrebbe essere una Sting.
TESTE Zoda: Sì, Sting.
PUBBLICO MINISTERO: E' vero?
TESTE Zoda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La targa la legge?
TESTE Zoda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che c'è scritto?
TESTE Zoda: 55...
PUBBLICO MINISTERO: No, ci sarà scritto qualche cosa di più. Prima ci sarà la provincia.
TESTE Zoda: Ah, Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Zoda: 5520... e poi qua non si vede più.
PUBBLICO MINISTERO: E allora provi a vedere se, nella seconda foto...
TESTE Zoda: Quattro.
PUBBLICO MINISTERO: Quattro. E poi? e "V".
PUBBLICO MINISTERO: "V". Questa era la sua.
TESTE Zoda: Sì, sì, perché ci ho messo pure la foderina.
PUBBLICO MINISTERO: Dove l'ha comprata?
TESTE Zoda: A Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Da chi?
TESTE Zoda: Zona Industriale.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zoda: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha comprata nuova, o usata?
TESTE Zoda: Usata.
PUBBLICO MINISTERO: Usata. Quanto l'ha pagata?
TESTE Zoda: Tre milioni e mezzo. Però ci ho dato tre milioni e ci ho restato da dare 500 mila lire. Perché ci ho detto: 'quando mi date il libretto, vi do le 500 mila lire'.
PUBBLICO MINISTERO: E il libretto lo ha mai avuto?
TESTE Zoda: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE Zoda: Sono rimasto con il foglio e ci ho camminato con il foglio, così, complementare. E dopo me l'hanno, sono venuti a sequestrare.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, già. Senta, ma la zona... Lei l'ha comprata alla Zona Industriale?
TESTE Zoda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma l'ha comprata presso un'autosalone, insomma. Da un...
TESTE Zoda: Sì, all'autosalone.
PUBBLICO MINISTERO: Di chi?
TESTE Zoda: Giacalone, si chiama. E poi non mi ricordo il nome.
PUBBLICO MINISTERO: Quando l'ha comprata? Se lo ricorda?
TESTE Zoda: No. Ce l'ho scritto.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, lo legga. Ha un appunto?
TESTE Zoda: Eh?
PRESIDENTE: C'ha degli appunti?
TESTE Zoda: Sì, c'ho tutto qua, i documenti...
PRESIDENTE: Ecco. Guardi un pochino se lo trova.
TESTE Zoda: Io, la data giusta, non è che mi ricordo. Qua, comunque, c'è scritto. 12/05/94.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta...
TESTE Zoda: Giusto è?
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
TESTE Zoda: Giusto è? Qua è scritto...
PUBBLICO MINISTERO: Lei da dove l'ha letto?
TESTE Zoda: Eh, 12/05/94.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma da dove lo ha letto?
TESTE Zoda: Qua, nel foglio... Agenzia Italia.
PUBBLICO MINISTERO: Agenzia?
TESTE Zoda: Italia.
PUBBLICO MINISTERO: E' una agenzia di pratiche automobilistiche?
Eh, provi... così lo vediamo tutti. Lo passi all'ispettore questo documento. Così lo mette sotto lo schermo e lo vediamo tutti.
TESTE Zoda: E a chi ce lo do il documento?
PUBBLICO MINISTERO: A lui.
TESTE Zoda: Perché qua c'ho messo il nome, tutte cose.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Agenzia Italia. Infatti che c'è scritto?
Ecco: "Studio di Consulenza Automobilistica. Passavì Antonio".
Poi che si legge? Ispettore Benelli, faccia in modo che... 12/05/94, la data.
Sì, poi sotto che c'è scritto?
"Autovettura FIAT Uno Sting".
Poi c'è un numero. Sarà il numero di telaio, quello sulla sinistra?
Quel numero lungo lungo, signor Zoda, lei che ce l'ha sotto gli occhi, che è? Ecco, telaio, c'è scritto, sì.
Poi, sotto che c'è scritto?
Ispettore, ce lo faccia scorrere, perché è un documento inedito: "Zoda Giuseppe. Palermo".
Questo documento glielo dette l'agenzia?
TESTE Zoda: Sì, sì, loro me lo hanno dato.
PUBBLICO MINISTERO: Che doveva fare le pratiche?
TESTE Zoda: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi le doveva dare il libretto...
TESTE Zoda: Mi dovevano dare il libretto.
PUBBLICO MINISTERO: ... regolarizzato.
TESTE Zoda: Certo, perché il libretto dice che si trovava alla Motorizzazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei lo ha mai visto questo libretto?
TESTE Zoda: No.
PUBBLICO MINISTERO: Mai. Senta, per comprare questa automobile, lei si rivolse a questo salone Giacalone, perché lo conosceva, aveva già fatto altri acquisti?
TESTE Zoda: No, non lo conoscevo. Mai.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo conosceva.
TESTE Zoda: La prima volta ho visto questa macchina. Sa com'è? Ero senza macchina, mi piaceva e ci sono andato.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, l'ha vista casualmente. L'ha vista per caso?
TESTE Zoda: Sì, prima l'ho vista passando. Ho visto le macchine che...
PUBBLICO MINISTERO: Era esposta?
TESTE Zoda: Sì, esposta. Dopo ho visto, dopo ci sono andato con mia moglie, ci ho detto: 'ti piace questa macchina?', Dice: 'sì'.
E così ci siamo messi d'accordo e l'ho pagata e l'ho comprata.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, con chi ha trattato lei?
TESTE Zoda: Ce n'erano due, là.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zoda: Uno, con i baffi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zoda: E con... senza capelli.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zoda: E un altro magrolino.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma si saranno presentati, voglio dire.
TESTE Zoda: Certo. Io ci ho dato i soldi.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. E allora, quello coi baffi e senza capelli, come si chiamava?
TESTE Zoda: Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Giacalone.
TESTE Zoda: Però non è che lo conoscevo io da prima.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito, ho capito.
TESTE Zoda: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Zoda: Ci ho dato i soldi.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Nient'altro.
PRESIDENTE: Parti civili, domande? I difensori, domande?
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio.
Ma una curiosità, che poi è una domanda: ma lei ha detto che questa macchina era esposta...
TESTE Zoda: Nell'autosalone.
AVVOCATO Florio: ... nell'autosalone.
TESTE Zoda: Sì. A me è piaciuta e l'ho comprata.
AVVOCATO Florio: Se lei se lo ricorda, come capita spesso quando le macchine sono usate ed in vendita, era targata questa macchina?
TESTE Zoda: Targata Roma.
AVVOCATO Florio: Aveva una targa, lì, esposta?
TESTE Zoda: Sì, Roma, era. Sì.
AVVOCATO Florio: Ho capito.
*TESTE Zoda: Sì.
AVVOCATO Florio: Nessun'altra domanda. Grazie.
PRESIDENTE: Altre domande? Può andare, grazie.
Dobbiamo acquisire il documento che è stato mostrato, per caso?
PUBBLICO MINISTERO: Per quanto interessa il Pubblico Ministero, no.
PRESIDENTE: Benissimo. Basta.
PUBBLICO MINISTERO: Io non lo ritengo particolarmente rilevante per fini di prova. Però la Corte lo può disporre...
PRESIDENTE: No, o...
PUBBLICO MINISTERO: ... anche eventualmente a richiesta delle parti.
No, non ci interessa.
Allora, introduciamo il teste Ratti.
PRESIDENTE: Ratti?
PUBBLICO MINISTERO: Ratti, ispettore Ratti.
UFF. GIUDIZIARIO: (voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Non c'è l'ispettore Ratti?
Va be'...
PRESIDENTE: C'era stamani?
UFF. GIUDIZIARIO: No.
PRESIDENTE: Ah, non c'era...
PUBBLICO MINISTERO: Per l'appunto è l'ispettore della DIA. Quindi tutto pensavo fuorché che non andasse a segno una notificazione... Va bene, insomma, non mi pare sia niente di grave.
Il signor Benedetti.
PRESIDENTE: Vuol dirci il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Benedetti: Benedetti Giuseppe.
PRESIDENTE: Nato a?
TESTE Benedetti: A Vasanella, l'11/12/1921.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Benedetti: A via dei Platani a Roma.
PRESIDENTE: Sì. Benissimo. Vuole leggere quella cosa lì?
TESTE Benedetti: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Signor Benedetti, si giri in qua, per cortesia.
Ecco. Lei è stato proprietario di una macchina che le fu rubata?
TESTE Benedetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, che macchina era?
TESTE Benedetti: La Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Una Uno, come?
TESTE Benedetti: Era grigia, coi righetti e col tettino sopra. Col coso che si apriva sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti. Abbiamo detto grigia. Poi era?
TESTE Benedetti: E poi era 12 cavalli...
PUBBLICO MINISTERO: Ma ci aveva un nome particolare quel modello lì della Uno?
TESTE Benedetti: Ci aveva il coso apribile sopra.
PRESIDENTE: Il tettino apribile.
TESTE Benedetti: Il tettino...
PUBBLICO MINISTERO: Il tetto sono d'accordo. Ma ci aveva un nome particolare quel modello lì della sua macchina?
TESTE Benedetti: Mah, io... Era la Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi fosse la Sting?
TESTE Benedetti: Eh, la Sting, sì. La Sting. Come si chiama? La Sting.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E questa macchina l'aveva presa nuova, lei?
TESTE Benedetti: No, no, usata.
PUBBLICO MINISTERO: Quando la prese? Se lo ricorda?
TESTE Benedetti: L'ho presa nel novembre del '93.
PUBBLICO MINISTERO: E poi le fu rubata, si è detto.
TESTE Benedetti: Poi, mi è stata rubata il mese di aprile del '94.
PUBBLICO MINISTERO: Il giorno se lo ricorda?
TESTE Benedetti: Il giorno 6. Perché c'ho pure il coso qua, della Questura.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, c'ha la copia della denunzia?
TESTE Benedetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, la denunzia quando l'ha fatta?
TESTE Benedetti: L'ho fatta il giorno 6, perché sono andato a prenderla, non c'era più.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E quando le era stata portata via questa macchina?
TESTE Benedetti: Il giorno stesso.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo: quando l'aveva vista l'ultima volta?
TESTE Benedetti: L'ho vista il giorno 5, l'ho adoprata.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Benedetti: E il giorno 6 alla mattina sono andato lì e non ci stava più.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, l'aveva adoprata fino a che ora?
TESTE Benedetti: Fino a verso le cinque, l'avevo adoprata. Le quattro e mezzo, le cinque, così.
PUBBLICO MINISTERO: La lasciò parcheggiata vicino a casa?
TESTE Benedetti: Sì, sì, vicino casa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, era chiusa a chiave per bene, tutto regolare?
TESTE Benedetti: Era chiusa a chiave e c'era il bloccasterzo.
PUBBLICO MINISTERO: Quello di serie?
TESTE Benedetti: Quello che c'era alla macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Quello suo.
TESTE Benedetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, la mattina dopo non trovò più niente.
TESTE Benedetti: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. E lei andò a denunziarla, dove, questa macchina?
TESTE Benedetti: Eh, lì, alla Questura di Centocelle.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Perché lei sta a Centocelle?
TESTE Benedetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, l'ha più rivista la sua macchina?
TESTE Benedetti: Non l'ho più vista?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Benedetti: Sì, sì. L'ho rivista quando mi hanno mandato a chiamare dopo un anno, un anno e qualche mese, mi sembra. Nel mese di giugno mi hanno mandato a chiamare in Cola Di Rienzo, il colonnello Pancrazi. Allora mi hanno fatto le domande della macchina...
PUBBLICO MINISTERO: Quelli della DIA?
TESTE Benedetti: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: E' stato chiamato dalla DIA, lei?
TESTE Benedetti: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: In piazza Cola Di Rienzo?
TESTE Benedetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. E allora ha rivisto la sua macchina?
TESTE Benedetti: No, prima mi ha fatto le domande e mi ha chiesto i particolari, come era e come non era. E io gli ho detto i particolari che sapevo.
Dopo mi hanno portato a far vedere la macchina.
E quando l'ho vista, l'ho riconosciuta che era la macchina mia.
Poi sono andato lì, mi ha fatto firmare i fogli e poi sono andato via e mi ha detto: 'quando che sarà, ti facciamo una telefonata per venire a prenderla'.
Però non ho saputo più niente. Adesso mi è arrivato questo foglio e sono qua, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci qua. E lei, vedendo questa macchina, si convinse che era la sua, quella che le fece vedere il colonnello Pancrazi, diciamo così.
TESTE Benedetti: No, era la mia. L'ho riconosciuta bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa sicurezza da che cosa le venne?
TESTE Benedetti: Eh, a tutti i particolari della macchina...
PUBBLICO MINISTERO: Se ne ricorda ancora qualcuno di questi particolari?
TESTE Benedetti: Eh, sì, perché era la Sting, era la 12 cavalli. Poi ci aveva il cosetto sopra che si apriva, ci aveva i righetti attorno. Insomma, i righettini, e tutte queste cose qui.
Il colore, tutto il coso della macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ma riconobbe anche, magari, qualche oggetto particolare suo che c'era sempre sopra?
TESTE Benedetti: Mah, i particolari, no. Perché dentro la macchina, quando mi hanno portato là, l'hanno tutta fatta lì. Hanno levato i pannelli. Allora...
PUBBLICO MINISTERO: Ci pensi un attimo. Se su questa macchina, quando lei la vide, si accorse che c'era ancora qualche cosa che ci aveva lasciato lei.
TESTE Benedetti: Ah. No, che ci ho lasciato io no, perché aprire non è che l'hanno aperta. Me l'hanno fatta vedere da fuori.
PRESIDENTE: Va bene. Ma ha riconosciuto qualcosa?
TESTE Benedetti: Io ho conosciuto il colore, il rigo, la macchina, tutto quanto. E che dovevo conoscere?
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda se dentro la macchina lei ci aveva una pelle di quelle per asciugare?
TESTE Benedetti: Sì, c'era... Tutta la roba che c'era, glielo avevo detto lì, a...
PUBBLICO MINISTERO: Bravo.
TESTE Benedetti: Quando mi hanno chiamato.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti me.
TESTE Benedetti: Però dopo, quando sono andato a vedere la macchina, non è che l'hanno aperta e mi hanno fatto vedere dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti me, per cortesia. Lei ricorda se ci aveva una pelle di quelle per asciugare sulla macchina quando le fu rubata?
TESTE Benedetti: No... No, ci avevo la pelle di...
PUBBLICO MINISTERO: Di daino.
TESTE Benedetti: Di daino, non la pelle normale.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, o non è per asciugare.
E si ricorda se questa pelle stava in una custodia particolare, in un contenitore particolare?
TESTE Benedetti: La pelle ci aveva il coso... Sì, un...
PUBBLICO MINISTERO: Un tubo.
TESTE Benedetti: Che ce la mettevo dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, di che colore era questo tubo?
TESTE Benedetti: Era rosso.
PUBBLICO MINISTERO: Rosso. Ma non si ricorda se quando poi la macchina gliel'hanno fatta vedere, questo tubo rosso con la pelle c'era sempre?
TESTE Benedetti: No, quello non me l'hanno fatto vedere.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Non se lo ricorda, via.
TESTE Benedetti: No.
PUBBLICO MINISTERO: Allora bisogna segnalare che, dal verbale fatto il 20 agosto del '95, appunto da Centro DIA di Roma per delega del Pubblico Ministero, sono informazioni delegate, il signor Benedetti - mi ascolti, eh, per cortesia, Benedetti - dice:
"Ho riconosciuto la macchina...", eccetera, eccetera.
"Ho riconosciuto anche il contenitore della pelle di daino di color rosso che era nell'autovettura quando me la rubarono".
TESTE Benedetti: Mah, quando il colonnello mi ha chiesto che c'era, gli ho detto ci stava il contenitore che io ci tenevo la pelle, la pelle di daino per pulire la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Abbia pazienza, vada di là, lì davanti.
Ce li ha gli occhiali, Benedetti? Bravo, se li metta.
TESTE Benedetti: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Si metta a sedere e parli al microfono, per favore.
TESTE Benedetti: Sì sì, è questo. Proprio questo qui, il cosetto che ci avevo, rosso.
Poi c'era, quando l'ho lasciata io, eh, dopo che ne so che gli hanno fatto? Eh. Che devo fare?
PUBBLICO MINISTERO: Infatti mi sembra che ci sia scritto su quel tubettino: "Asciuga bene".
Va bene. Tutto qua, Benedetti. Per quanto mi riguarda non ho altro da chiedere.
PRESIDENTE: Parti civili? I difensori?
PUBBLICO MINISTERO: Volevo dare atto della fotografia che abbiamo mostrato.
PRESIDENTE: Sì. Lei può andare.
AVV. Cianferoni: Presidente, abbia pazienza. Signor Presidente, chiedo scusa.
PRESIDENTE: Ah, allora, scusi, scusi, un momentino. Torni qua, si... O lì o qui, dove vuole. Basta che...
AVV. Cianferoni: E' uguale.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, la foto che è stata mostrata al teste è la foto numero 6, allegata anche questa alla relazione di consulenza che sta nel fascicolo del Pubblico Ministero, datata Roma 11 agosto '95 a firma del dottor Massari.
PRESIDENTE: Prego.
AVV. Cianferoni: Signor Benedetti, guardi, sono un avvocato, sono l'avvocato Cianferoni, sto qua.
Prima lei ha detto che il tubetto rosso con la pelle, ha detto: 'non me lo fecero vedere'.
TESTE Benedetti: Ah, io non capisco...
PRESIDENTE: Alzi un po' la voce, avvocato.
AVV. Cianferoni: Sì. Stavo chiedendole se ricorda di averlo rivisto, questo tubetto rosso, o non lo ha più rivisto.
TESTE Benedetti: Se ho rivisto?
AVV. Cianferoni: Se ha rivisto il tubo rosso con la pelle dentro.
TESTE Benedetti: Io gli ho detto, quando che mi ha interrogato il colonnello, mi ha chiesto i particolari che ci stavano dentro la macchina.
Io gli ho detto ci stavano tutte le cosette che ci stavano. Gliele ho dette tutte quante.
E gli ho detto: 'c'ho quello per asciugare la macchina con la pelle di daino col cosetto rosso'.
AVV. Cianferoni: Sì. Ma lo vide in quell'occasione questo tubetto rosso con la pelle di daino?
TESTE Benedetti: Perché a me mi hanno portato a far vedere la macchina. Non è che me l'hanno aperta e mi hanno...
Perché dice che non la potevano...
PRESIDENTE: Avvocato, dice che non l'ha vista.
Lui dichiara che la riconosce. Che dobbiamo fare?
AVV. Cianferoni: Va bene.
TESTE Benedetti: Sì, è quello. L'ho riconosciuto, è quello lì che...
AVV. Cianferoni: Va bene. Quegli altri oggetti che oggi ha potuto vedere, se li ricorda? Sono suoi?
TESTE Benedetti: Quegli altri?
AVV. Cianferoni: Sì, ho visto una spazzolina per pulire...
TESTE Benedetti: Sì, sì, c'era una spazzolina, ci stava... Quando hanno preso la macchina poi ci avevo pure la lampadina col filo lungo. Non lo so se ci sta sempre, se ce l'hanno ritrovato.
Io, questi particolari, glieli avevo detti tutti quanti.
AVV. Cianferoni: Sì, lei glieli ha detti. Ma quegli oggetti, li ha visti, o no?
TESTE Benedetti: Ma se la macchina non me l'hanno aperta, come facevo a vederli io questi oggetti?
AVV. Cianferoni: La ringrazio.
TESTE Benedetti: Eh.
PRESIDENTE: Vi sono altre domande?
TESTE Benedetti: Eh?
PRESIDENTE: Può andare a casa. Vada, vada.
*TESTE Benedetti: Bene.
PRESIDENTE: L'esame testimoniale è finito?
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Allora, se voi siete d'accordo, facciamo una brevissima sospensione e poi cominciamo l'altra parte.
Riprendiamo alle 12... No, alle 13.15.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Allora, sulla richiesta presentata ieri dal P.M. sentiamo se ci sono difensori di parte civile che intendono intervenire.
AVVOCATO Onano: Avvocato dello Stato, Onano, per le parti costituite di Amministrazioni dello Stato...
PRESIDENTE: Non la sentiamo signora.
AVVOCATO Onano: Avvocato Onano.
PRESIDENTE: Sì.
AVVOCATO Onano: Avvocato dello Stato. Le parti civili dello Stato ritengono di, questa difesa ritiene di condividere l'impostazione data ieri dal Pubblico Ministero, in relazione alle parti che sono legittimate a interloquire per fondare quell'accordo derogatorio rispetto all'ordine di assunzione delle prove fissate dal 496 II comma.
Riteniamo di condividere questa impostazione perché, in assenza di una precisa specificazione del Codice, in ordine a quali siano le parti che debbano fondare questo accordo e al contrario, quali non siano le parti che possano farlo venir meno, possano soccorrere soltanto l'analisi dei principi che hanno fondato, hanno questo ordine che l'assunzione delle prove è stabilito dal Legislatore: e dal 493 e dal 150, Disposizioni di Attuazione che, a mio avviso, si pone in raccordo al 493 perché non è altro che un'ulteriore specificazione. Di conseguenza ritengo che anche il 150, che appunto stabilisce - Disposizioni di Attuazione - che stabilisce che l'esame dell'imputato avviene nel momento in cui sono state esaurite le prove a suo carico possa essere anch'esso derogato, in forza della disposizione derogatoria di cui al 496 II comma.
In quanto è incontestato che le norme relative all'ordine di assunzione delle prove, sono norme a carattere meramente ordinatorio, non perentorio, tant'è che appunto il Codice ne stabilisce una deroga. Ora, nel momento in cui il Codice stabilisce che, sull'accordo delle parti, possa essere invertito questo ordine, io ritengo che la parte che è chiamata a interloquire per potere invertire l'ordine, altro non sia il soggetto interessato dalla disposizione. E vale a dire l'imputato, il cui esame viene ad essere anticipato. Proprio perché la norma che ne stabilisce l'assunzione per ultimo, anche se è impropria questa dizione, è una norma chiaramente posta a tutela del diritto della difesa perché l'imputato ha diritto ad essere sentito quando oramai tutte le prove si sono già formate.
Ed è solo ed esclusivamente l'imputato che può essere chiamato a disporre e, diciamo, rinunciare - tra virgolette - a questo privilegio che la legge gli consente.
Di conseguenza non mi sembra in particolare che possano essere chiamati a interloquire sul punto - a interloquire parlo nel senso di partecipare a quell'accordo che può invertire l'ordine - i difensori degli altri imputati che, rispetto agli stessi, hanno anche interessi confliggenti. Perché ritengo che in questo caso, lo stesso diritto alla difesa che viene ad essere salvaguardato dalla norma, verrebbe meno.
Di conseguenza ritengo che l'accordo dato dei difensori degli imputati di cui è stato chiesto l'esame anticipato, sia sufficiente a legittimarlo e a configurare quell'accordo delle parti di cui al 496 II comma. Siamo dunque remissivi.
PRESIDENTE: Gli altri... Ecco, prego.
AVVOCATO Maccari: Sono il dottor procurator Alessandra Maccari, sostituto processuale dell'avvocato Saldarelli, patrono di parte civile per la Regione Lombardia.
Il Pubblico Ministero ieri ha prospettato una lettura dell'articolo 496 Codice di rito che non condivido. In realtà la parte privata, una volta ammessa a proporre la propria domanda di verità e risarcitoria, ha sicuramente e doverosamente gli stessi diritti e gli stessi doveri delle altre parti, soprattutto nella partecipazione al momento acquisitivo della prova, sulla quale si fonderà il convincimento del Giudice.
Ciò è dato non soltanto dal lato letterale della norma e più precisamente dal II comma del 496 Codice di procedura penale, ma anche da una sentenza della Corte Costituzionale sul patteggiamento, la 443 del '90 che ha allargato, anzi, ha addirittura imposto il contraddittorio in una situazione di assenza di processo. E allora non è certamente sostenibile che non vi sia una modalità acquisitiva della prova che permetta di escludere una parte.
Ciò detto, e poiché il Pubblico Ministero in questa fase è signore nella indicazione delle prove da acquisire e poiché lo stesso ritiene che l'anticipazione dell'esame di alcuni imputati possa fornire una migliore o diversa chiave di lettura di tutto il materiale acquisito, per quanto ci riguarda come parte privata e per un migliore accertamento della verità processuale, esprimiamo il consenso a tale diversa modalità. Grazie, ho finito.
PRESIDENTE: Ci sono altri difensori di parte civile? No. Chi interviene dei difensori degli imputati? Prego.
AVVOCATO Rocchi: Presidente, avvocato Rocchi.
PRESIDENTE: L'avvocato Gennai è difensore di uno degli imputati...
AVVOCATO Gennai Sì.
PRESIDENTE: ... il cui esame è richiesto in anticipo.
AVVOCATO Gennai Vincenzo Ferro.
PRESIDENTE: Faccia pure la sua dichiarazione.
AVVOCATO Gennai Per quanto riguarda appunto la richiesta di anticipare l'esame del Ferro da parte del Pubblico Ministero, questo difensore presta il consenso a questo diverso ordine di acquisizione della prova.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora.
AVVOCATO Rocchi: Avvocato Rocchi.
Io, Presidente, volevo fare un attimo in passo indietro per...
PRESIDENTE: Avvocato per cortesia, come i suoi colleghi nel caso, sarebbe opportuno che ognuno indicasse gli imputati per i quali interviene.
AVVOCATO Rocchi: D'accordo Presidente. Avvocato Rocchi nell'interesse del signor Cannella Cristoforo.
Io vorrei fare un passo indietro riallacciandomi a quello che è stato l'intervento del signor Pubblico Ministero. Se non ho mal interpretato, comunque il Pubblico Ministero è presente e potrà naturalmente correggermi, mi pareva che la questione fosse prospettata alla vostra attenzione inserendo una questione per me sicuramente pregiudiziale. Perché il signor Pubblico Ministero con le argomentazioni che voi sicuramente ricordate faceva presente, ed offriva alla loro attenzione, questo tipo di indicazione.
Vi chiedo di invertire l'ordine della prova, vi dico che secondo me - sostiene il Pubblico Ministero - legittimati ad esprimere il consenso possono soltanto i difensori di alcune delle parti e non tutte le parti, così come cristallizza il Codice. Se questo è il ragionamento che ho inteso del signor Pubblico Ministero, credo che allora ci debba essere un provvedimento precedente di questa Corte, o comunque del Presidente che può derimere immediatamente le questioni sulle prove, che chiarisca allora quali sono i difensori che possono legittimamente contraddire. Perché sennò, signor Presidente, non vorrei che si creasse l'equivoco che se lei dà la parola, come sta facendo in questo momento, a tutti i difensori, con ciò stesso di legittimo a interloquire sulla questione.
PRESIDENTE: Avvocato, ma è impossibile che lei pretenda una decisione diversa da me che sono solo uno di coloro che devono, in Camera di Consiglio...
AVVOCATO Rocchi: No, Presidente, io dicevo...
PRESIDENTE: Mi scusi. Non posso esprimere una valutazione, una decisione che non abbia il consenso della Corte. Perché qui si tratta di una questione che non riguarda le domande poste, ma l'ordine di acquisizione di tipi di prova.
AVVOCATO Rocchi: Ma infatti Presidente, io dicevo la Corte, comunque il Presidente per le prove e per le questioni più spicciole, forse adoprando un paragone improprio. Però credo, se ho ben compreso quello che era stato il ragionamento del Pubblico Ministero, che forse sarebbe necessario che la Corte derimesse questa questione. Cioè chi sono...
PRESIDENTE: Avvocato, i difensori intanto esprimono le loro opinioni, poi la Corte saprà che cosa decidere. Va bene?
AVVOCATO Rocchi: Presidente, non vorrei giungere immediatamente alla conclusione. Io credo che questa sia una questione da proporre in maniera formale, quindi mi aspetto un'ordinanza perché è un ragionamento che - il mio, per carità, non ha nessun tipo di valore - però mi parrebbe di credere che se la Corte dà la parola a tutti i difensori per poter interloquire con ciò stesso di legittima a esprimere il consenso o il dissenso. E questa di le...
PRESIDENTE: Noi dobbiamo acquisire le vostre opinioni, di tutti. Dopodiché la Corte deciderà. Mi pare che sono stato abbastanza chiaro fin da ieri. Noi non possiamo a un certo punto limitarci a dire devono parlare questi e non devono parlare... Noi dobbiamo sentire che cosa pensano le parti.
AVVOCATO Rocchi: Ma mi pareva, signor Presidente, che il Pubblico Ministero sollecitava...
PRESIDENTE: Ben, avvocato, vuole entrare per favore nel merito della questione? Le ho già detto che...
AVVOCATO Rocchi: Mi pareva che il signor Pubblico Ministero le sollecitava questo tipo di...
PRESIDENTE: Non mi pare che il Pubblico Ministero abbia sollecitato questa cosa, comunque il mio orientamento è questo.
Per cortesia, intervenite nella questione posta dal Pubblico Ministero. Se volete, io non vi posso obbligare naturalmente.
AVVOCATO Rocchi: Intervengo volentieri, Presidente, perché ripeto, per il mio modo di vedere...
PRESIDENTE: Allora facciamo una cosa, siccome...
AVVOCATO Rocchi: No, no, ma sono telegrafico.
PRESIDENTE: ... il Pubblico Ministero ha parlato per un quarto d'ora, vi prego non esageriamo oltre il quarto d'ora, per ciascuno naturalmente.
AVVOCATO Rocchi: Presidente, io sono telegrafico.
PRESIDENTE: Ma io preferisco essere molto chiaro all'inizio. E' una questione importante, ma non una questione decisiva, quindi a questo punto non più di un quarto d'ora per ciascuno.
AVVOCATO Rocchi: No, Presidente, io sarà ancora più veloce. Le ripeto, visto che lei fa intervenire tutti i difensori, ritengo che questa sia la migliore esplicitazione della legittimazione a intervenire e questo per me è più che sufficiente, nel momento in cui esprimo il mio dissenso alla richiesta del signor Pubblico Ministero all'inversione della prova, è un argomento più che sufficiente da non aggiungerne altri. Perché basta il dissenso anche di una sola parte per non poter addivenire a quella che è la richiesta del signor Pubblico Ministero, visto che mi ritengo legittimato perché la Corte mi ha dato la parola sul punto. La ringrazio.
PRESIDENTE: Prego avvocato.
AVVOCATO Gramigni: Sì, avvocato Gramigni difesa di Graviano Filippo.
Condivido il punto di vista di chi mi ha preceduto e faccio mie le considerazioni del collega quindi, così come appena svolto. Prendo atto peraltro del suo provvedimento e credo di dover spendere due parole, e sinceramente non più di due, per offrire un angolo visuale diverso da quello del Pubblico Ministero alla Corte sul problema ieri sollevato.
Qui ci stiamo occupando di una vicenda processuale, cioè l'ordine di assunzione delle prove, che è regolata, come tutti sappiamo, dal libro del Codice su giudizio, che è il libro VII se non sbaglio e precisamente al capo III cioè il capo che regola l'istruzione dibattimentale.
Ora, siamo di fronte quindi a norme che regolano un profilo dinamico del processo, cioè quelle norme che regolano, che dettano diciamo il canone legale per il compimento di certe attività, finalisticamente orientate - come sappiamo - all'atto terminativo del giudizio che sarà una sentenza in rito o in merito, vedremo.
Quindi, da osservare che le norme di riferimento correttamente evocate dal Pubblico Ministero, sono appunto l'articolo 496 e il satellite di integrazione, chiamiamolo come meglio crediamo, di questa norma che è l'articolo 150 delle Disposizioni di Attuazione. L'articolo 496 detta un canone legale quanto all'ordine di assunzione delle prove riferito alla priorità o meno dei soggetti ai quali far risalire una certa iniziativa probatoria. Nel senso che detta diciamo un ordine riferito all'assunzione delle prove in relazione al soggetto dal quale parte l'iniziativa per l'assunzione delle prove stesse poi ammesse con provvedimento della Corte in questo caso.
Quindi vediamo regolato dal canone legale questo tipo di scansione, non vediamo regolato quello che è, diciamo, l'ordine interno - tra virgolette - dell'assunzione delle prove la cui iniziativa va fatta risalire a un certo soggetto. Quindi ordine interno che è tendenzialmente libero, nel senso che richieste X prove da parte del Pubblico Ministero, il sentire prima il teste Tizio o il teste Caio o l'imputato di reato connesso Sempronio è scelta che rientra nella sua autonomia, nella sua libera determinazione diciamo processuale.
Questa autonomia interna soffre un limite, un limite chiarissimo che è dettato dall'articolo 150 delle Disposizioni di Attuazione. Ovvero, date X prove richieste da un soggetto dove, all'interno delle quali, vi sia l'esame delle parti private, ovvero imputati e parti civili essenzialmente, questa autonomia interna, questa libera organizzazione interna del materiale probatorio da assumere nel dibattimento, soffre dicevo una limitazione; limitazione che è dettata appunto dall'articolo 150 Disposizioni e Attuazione, rispetto al quale bisogna seguire quell'ordine che è dato dall'assumere prima tutta una serie di prove a carico e, a conclusione delle prove a carico, assumere l'esame delle parti private.
Quindi questo è il quadro normativo di riferimento quante alle norme di legge che regolano, diciamo, questo profilo dinamico del processo e che sono state evocate per risolvere questa vicenda.
Noi sappiamo anche che questo canone legale è una norma che in termini civilistici potremo dire dispositiva, nel senso che può essere superata giusto appunto dal consenso delle parti. Così come clausole contrattuali le quali valgono se le parti non stabiliscono diversamente.
Ora, ripeto, porsi questioni sul fatto che il consenso delle parti di cui parla l'articolo 496 comma II, debba essere limitato alla parte che sarebbe oggetto della prova il cui ordine di assunzione, il cui momento di assunzione dovrebbe avvenire in deroga al dettato normativo, credo che sia argomento testualmente insostenibile e anche, sostanzialmente, insostenibile.
Una collega difensore di parte civile prima parlava di norme ordinatorie e quindi come tali prive di sanzioni. Questo credo che dia per dimostrato, cioè che è da dimostrare. Queste sono norme ordinatorie nel senso tecnico che ordinano nel tempo e nei modi lo svolgimento di certe attività processuali. Se sono più o meno prive di sanzione è un problema da porsi e da risolvere rispetto ad altro tipo di disposizione. Preso atto che non c'è una sanzione specifica di nullità, chiunque in quest'aula sa meglio di me che ci sono nullità di ordine generale, le quali di volta in volta si attagliano o non si attagliano a certe violazioni di norme processuali ancorché non stabilite a pena di nullità specifica e dunque sarà, ripeto, un problema da risolvere, un problema aperto.
Chi vi parla è a conoscenza di certe decisioni della giurisprudenza di legittimità che hanno escluso essere assistite da sanzione processuale di ordine generale, le violazioni di norme inerenti l'ordine dell'assunzione delle prove. Chi vi parla la pensa diversamente e comunque, ripeto, è un problema aperto e non è certo un problema da risolvere dicendo che manca una sanzione specifica a nullità: questo è problema comune a tante altre vicende che giusto appunto sono risolte invece rispetto a quelle norme di carattere generale.
Quindi, ripeto, il dato formale, il dato testuale mi sembra chiarissimo. Credo pertanto che sia indubitabile che le parti, tutte le parti ... credo, ripeto, che non lasci spazi a interpretazioni difformi, hanno diritto, hanno potere, la facoltà - chiamiamolo come meglio crediamo - di esprimere il consenso o il dissenso ad una deroga all'ordine di assunzione delle prove.
Ripeto, è una norma quella dell'articolo 150 Disposizioni e Attuazione che attua in qualche modo e concretizza in qualche modo il diritto al contraddittorio nel processo. Di talché è chiaro che l'esercizio del consenso o del dissenso delle parti è strumentale alla maggiore o minore efficacia della difesa nel processo. E' chiaro che dire di no o di sì non è un atto emulativo, come si dice, nei confronti del Pubblico Ministero. E' chiaro che è una scelta che l'ordinamento riserva alla parte e che la parte esercita in vista di una più efficace espiegazione del diritto di difendersi nel processo e quindi per una maggiore espiegazione del contraddittorio, non tanto di partecipazione, ma cosiddetto di formazione in questo caso.
Detto questo, ripeto, detto quindi che l'argomento testuale è, credo modestamente, insuperabile. Di talché credo di essere legittimato come parte del processo ad esprimere il consenso ad una deroga che dalla parte deve essere consentita: esprimo il dissenso, ritengo che incidendo in concreto - ripeto... poi questa è una valutazione è chiaro che si fa "secondum eventum litis" come si dice, cioè del singolo processo: una parte può avere interesse... una parte, meglio, l'imputato, la parte quindi che io rappresento, può avere interesse ad anticipare o differire, o anticipare, meglio, mantenere l'ordine legale di assunzione delle prove.
Ripeto, nel caso concreto esprimo il dissenso, ritengo che l'espressione di questo dissenso, laddove non fosse tenuta in conto da chi giudica, inciderebbe sulla effettiva espiegazione del diritto di difesa; inciderebbe sulla corretta espiegazione e sviluppo del contraddittorio in violazione di una norma di legge e pertanto ritengo, modestamente, che sarebbe anche assistita da una sanzione di nullità. Non sarebbe una mera irregolarità il cui unico strumento di induzione al rispetto di essa è dato dall'articolo 124 del Codice di procedura penale.
Queste modeste considerazioni vi rassegno con una nota a margine che, mi permetterà, riguarda peraltro il merito del discorso e del problema così come esposto dal Pubblico Ministero. Si dice: beh, signori, oggi praticamente si è finito la prova generica sui fatti. Mi chiedo, se questa deve essere la premessa di carattere sostanziale della richiesta del Pubblico Ministero, mi chiedo quale sia la prova generica - tra virgolette - la circostanza oggettiva emersa dall'istruzione dibattimentale fino ad oggi compiuta del fatto che, per l'ordigno esploso a Formello, la vittima designata, l'obiettivo designato era certo Contorno Salvatore. Del quale credo che nessuno dei mezzi di prova fino ad oggi escussi abbia nemmeno evocato l'esistenza in vita. Cioè, noi apprendiamo dal capo di imputazione di doverci difendere da un attentato fallito, che aveva...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi. Ma questo appartiene a un altro argomento.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
PRESIDENTE: Abbia pazienza. La discussione oggi è limitata a quell'aspetto, lei sa.
AVVOCATO Gramigni: Ho premesso che era una nota a margine.
PRESIDENTE: No, le note a margine le facciamo nell'edizione dei suoi interventi. Per ora per cortesia limitiamoci all'argomento che ci intrattiene oggi, va bene? Lei farà le sue questioni quando sarà il momento, nel momento in cui si riterrà più opportuno.
AVVOCATO Gramigni: Credevo di doverla fare. La ringrazio.
PRESIDENTE: Prego.
AVV. Cianferoni: Sì, sono l'avvocato Cianferoni. Intervengo anche a nome dell'avvocato Ceolan per Leoluca Bagarella nonché per il signor Giuseppe Barranca, anche in sostituzione dell'avvocato Barone; per Massimo Scarano e sostituito in questo caso anche l'avvocato Condoleo. Nonché per i signori Gioacchino Calabrò e Giuseppe Ferro.
Dunque, con la dovuta sintesi perché gli ottimi interventi dei colleghi della difesa qua a me vicini seduti mi consentono di essere veramente sintetico. Però, Presidente, un minuto vorrei intrattenere la Corte su quella scelta di fondo che mi sembra il Pubblico Ministero solleciti.
Bene diceva l'avvocato Rocchi, perché noi ci siamo uniti dei verbali di udienza di ieri: qui vi sono due questioni che il Pubblico Ministero ha posto. Poi la Corte le vedrà e le soppeserà nella loro valenza, l'una diversa dall'altra. Però il Pubblico Ministero ha detto testuale:
"Io ritengo che un interloquire su questo, su quanto vado a proporre, siano solamente i difensori degli imputati il cui esame il Pubblico Ministero ha chiesto di esaminare".
Allora noi siamo qua, diversi da quegli altri: questo per i Giudici Popolari è un esempio grezzo della differenziazione in un punto processuale che il Pubblico Ministero ha voluto porre. Questa differenziazione secondo noi è inammissibile perché viola il principio del contraddittorio che è il più sacro principio del processo. Cioè il principio della parità delle parti e del diritto di ognuna ad interloquire. Il capo di imputazione ognuno di voi lo conosce e verte su ipotesi concorsuali.
E' sorprendente che ci si senta dire: l'ipotesi concorsuale significa, come ben comprendono i Giudici Popolari, che ognuno è accusato di aver portato un contributo verso un episodio. Come si faccia a dire che uno ha più interesse dell'altro a interloquire sulle prove dello stesso fatto al quale dovrebbero concorrere, è difficile capire. Ecco perché ancora più grave ed evidente risulta il "burnus" alla corretta dialettica processuale.
Ecco, quindi poi come si fa a dire che vi sono interessi configgenti, addirittura, tra gli imputati eletti a sedere per primi a rendere l'esame e gli altri imputati? A me pare che l'interesse di ogni imputato sia quello alla propria libertà: c'è chi sceglie di cercare di guadagnare la libertà con una scelta di collaborazione processuale, c'è chi sceglie di guadagnarsi la libertà cercando di difendersi in maniera attiva in un processo penale.
Le scelte di ognuno non possono entrare in campo nei termini come ha posto il Pubblico Ministero. Ma allora, se il provvedimento è stato ben interpretato dal collega Rocchi, io credo che la questione nemmeno si debba porre perché il II comma dell'articolo 496 è pacifico nel riconoscere che in assenza del consenso mutuo di tutte le parti, non si possa dar luogo a una inversione nell'ordine di assunzione delle prove.
Ma allora dov'è la questione? Perché se fosse così pacifica nemmeno il Pubblico Ministero l'avrebbe sollevata. Questo sempre per i Giudici Popolari.
La questione è di rilevantissima importanza. Perché - qui adopero le parole che ho sentito e che sono, secondo me, le migliori proferite dal Presidente - il problema verte sull'ordine di acquisizione di tipi di prova diversi.
Mi sembra che questo tema non pertenga alla signoria di una delle parti, ma pertenga al processo e quindi a voi Giudici che il processo dovete celebrare. La parte all'interno delle prove che ha chiesto di assumere potrà scegliere se sentire prima, come diceva prima il collega, un teste o un altro teste, ma non può sovvertire quell'interesse primario appunto alla leale e piena dialettica processuale, a quell'accertamento dei fatti, perché? Perché oltretutto loro ben comprendono la peculiare scelta del Pubblico Ministero a che cosa mira.
Il collega Gramigni ha riportato il più clamoroso difetto dell'istruzione fin qui compiuta: la mancanza della persona offesa più speciale - tra virgolette - del fatto Formellese. Quel fatto così claudicante anche in punto di perizia.
PRESIDENTE: Avvocato, ma voi sapete perfettamente che si può sentire fino all'ultimo momento, perlomeno dell'assunzione dei testi.
AVV. Cianferoni: Per l'amor di Dio, Presidente. Noi abbiamo ascoltato...
PRESIDENTE: Non facciamo dei discorsi che non stanno...
AVV. Cianferoni: ... con interesse testi, persone offese che lamentavano...
PRESIDENTE: Avvocato, stia attento al tema perché le tolgo la parola.
AVV. Cianferoni: ... l'apertura di vetri delle finestre, ci viene a mancare il Contorno. Comunque, questo lo abbiamo detto e sottolineato e perciò si passa oltre.
Ma la temperie processuale nella quale la richiesta del Pubblico Ministero si inserisce è particolare. Perché allora avrei capito molto meglio e molto di più, nell'interesse di tutte le parti e di voi Giudice che dovete celebrare il processo, che la richiesta fosse stata fatta in "limine litis" e che per primi si sentissero questi imputati e che poi tutto il processo fosse una verifica delle loro dichiarazioni. Era più logico, più utile forse.
Oggi questi imputati si trovano che dovrebbero venire con una percentuale di istruttoria fatta, con i più significativi tasselli mancanti. Quindi hanno, siccome hanno il sacrosanto diritto di leggersi i verbali, hanno la possibilità di rendere le dichiarazioni a loro più utili, come del resto possono fare in quanto imputati e mancando oggi la percentuale maggiore di istruttoria.
L'imputato che venisse in questo processo di sette fatti di strage a rendere l'esame come gli spetti in fondo, sarebbe difficile.
PRESIDENTE: No, avvocato.
AVV. Cianferoni: In fondo all'istruttoria dell'accusa.
PRESIDENTE: Allora parliamo con attenzione.
AVV. Cianferoni: Certo, certo. In fondo all'istruttoria dell'accusa sarebbe molto più difficile per lui calibrare poi le proprie dichiarazioni perché troppe sarebbero a quel punto le tele da tessere, oggi è molto più facile.
Questo è quello che credo sia facile anche da evidenziare, la scelta di opportunità svolta dal Pubblico Ministero con la richiesta. Ma ancora di più: perché ancora non si è chiesto, e su questo la Corte ha una signoria perché, ripeto, secondo me è eccessivo parlare di una signoria assoluta dalla parte che introduce la prova sulle prove stesse, perché c'è per esempio una lista testimoniale.
Se si scegliesse oggi, in quell'ordine di assunzione di tipo di prova che è una realtà oggettiva e pertinente il processo e non la parte del processo - quindi ripeto, ribadisco, appartiene a tutti e non a chi promuove la prova - se si sceglie di fare l'esame degli imputati perché allora non sentire Di Natale Emanuele che, testimoniale alla mano, loro lo controlleranno, è il primo a rendere dichiarazioni su questi fatti. Ecco, ma su questo può dire il Pubblico Ministero: a me interessa di più un altro soggetto del Di Natale, ma queste mie evidenziazioni di contrasti servono proprio a dire come se, primo se non si doveva parlare, beh, il Pubblico Ministero ha fatto una questione in tal senso e noi abbiamo recepito la decisione della Corte. Secondo, non si presta il consenso: la questione non si pone. Un'ultima riflessione voglio porgere: vi è scarsa giurisprudenza sulla questione stessa. Credo che tra l'altro sia significativo come l'intera questione si riduca a un comma di una norma che regola l'istruttoria dibattimentale e una norma su Disposizioni d'Attuazione. Perché? Perché a mio avviso, vista la sacralità e l'imprescindibilità del principio della parità delle armi e del contraddittorio nel giusto processo - perché si chiede con un giusto processo, tutto si riduce a questo nella dialettica tra difesa e accusa - nessuno nega che l'importanza del contributo di certe fonti dichiarative. Sentiamole quando si devono sentire. Allora, perché il legislatore non ha ritenuto di munire queste norme di particolari sanzioni? Perché dava per scontato, bontà sua, quando ha dato alle stampe il Codice, è stato emanato il decreto che dava vigenza al Codice che non si ponesse mai una questione su questo.
Laddove nel processo, si pongono questioni che diventano poi come rilevava il Presidente, di questa rilevanza, significa che vi è una patologia nel processo. Vi è una patologia e una tensione da parte di una delle parti verso un fine suo proprio che non è più forse quella cultura della giurisdizione che, bontà sua, la migliore dottrina continua come ha sempre fatto, a ribadire e che forse un domani tornerà.
Perché il fatto che la Cassazione nel '94 abbia definito di rilevanza quasi nulla la violazione delle norme appena citate, cioè il 496 comma II e il 150 Disposizione di Attuazione del Codice di procedura, non esclude che domani la Cassazione si accorga e rifaccia il dritto dove oggi c'è il torto. Verrà il giorno per esempio che la Corte Costituzionale bollerà di incostituzionalità al 190-bis. Non è che perché oggi non c'è questa realtà, la difesa non si sforzerà in ogni processo di ribadire l'incostituzionalità. Ecco, mi par di ricordare mesi fa ci trovammo a discutere su questi temi su un'altra questione banale. Diciamolo, perché per il legislatore sono questioni banali. Era quella dello stralcio. La Corte preso il tempo di decidere, si rese conto ed emanò un'ordinanza di una certa maniera. E in quel senso, in quella problematicità che io vorrei che la Corte si ponesse anche su questa questione. Perché, ripeto, vi sarà sennò un viraggio del processo verso un tipo di accertamento di stampo inquisitorio. Inquisitorio. ecco, non più verso quel tipo accusatorio che sarebbe quello nel quale le ragioni di ognuno potrebbero valere per il meglio.
Ecco, poi resterebbe sul valente o prevalente o diventerebbe prevalente quella migliore delle ragioni. Ma in questa maniera c'è una ragione sola. E' questo il punto.
Questo è il quadro. Proprio per rimarcare e seguire in tal senso il profilo evidenziato dal collega che mi ha preceduto, come difensore vorrei proporre una questione che si innesta su questa. Ma, se il Presidente non la vede...
PRESIDENTE: Avvocato...
AVV. Cianferoni: ... non...
PRESIDENTE: ... mi dispiace, non gliela posso consentire.
AVV. Cianferoni: Ecco.
PRESIDENTE: Lei ha finito. La parola a un altro difensore.
AVV. Cianferoni: Beh, che ho finito mi piaceva di dirlo Presidente.
Ho finito, la ringrazio.
PRESIDENTE: L'ha detto prima. Via, passiamo a un altro argomento.
Chi interviene? Prego.
AVVOCATO Florio: Sì, avvocato Florio per Giacalone, Lo Nigro e in sostituzione dell'avvocato Pepi per Giuliano e Pizzo.
Beh, in modo che ritengo assolutamente telegrafico però, spero, puntuale. Nel, in primo luogo, riportarmi a quanto a mio giudizio giustamente osservava il collega Rocchi e cioè che laddove la Corte ritenga appunto giustamente di dare la parola a difensori differenti da quelli del Ferro, del Carra e dello Scarano, in un certo qual modo li legittima a esprimere un consenso o un dissenso posto che vi è assolutamente estraneo, diciamo così da ogni norma processuale, la raccolta di opinioni dei difensori.
I difensori si devono sentire effettivamente, ma si devono sentire appunto perché si siano posti in grado di esprimere un consenso o un dissenso. E quindi fin da ora, questo difensore rassegna il dissenso a quanto proposto dal Pubblico Ministero.
Ma, in particolare chi vi parla è il difensore di due imputati: appunto il Giacalone ed il Lo Nigro nei cui confronti - e vengo subito al punto - si contesta sette episodi per ciascuno. Cioè tutti e sette gli episodi di cui oggi si discute sono imputati per un modo o per l'altro, con ruoli assolutamente differenti al Giacalone o al Lo Nigro.
Ora, è fin troppo ovvio che è interesse di questa difesa avere un quadro assolutamente completo nei confronti di quello che sarà poi il proseguo del processo, e cioè di poter esaminare a 360° se si vuole, pena ritengo la violazione del diritto di difesa il Carra, lo Scarano e il Ferro. Ma poi anche di tutti coloro che successivamente verranno. Cioè voglio dire che in un certo qual modo, il diritto di difesa all'avviso di questo difensore risulta menomato; laddove si consentisse effettivamente l'esame di collaboratori così importanti perché non nascondo che tutti e tre questi collaboratori proposti diciamo così, all'esame del Pubblico Ministero sono così importanti per questa difesa che ha il diritto di difesa stesso viene menomato laddove si consenta di sì essere esaminato, ma non si consenta invece al difensore di poterli esaminare, diciamo così, a 360° senza sapere effettivamente quello che poi verranno a dirci ulteriori testimoni a carico e che non posso naturalmente... non posso naturalmente contestare per ciò che concerna eventuali difformità a detti collaboratori.
Ora, effettivamente non voglio naturalmente anche essere lungo data anche l'ora tarda però le norme che vengono in considerazione effettivamente, questo 496 comma II e il 150 delle Disposizioni di Attuazione, ritengo che parlino da sole. Però inviterei la Corte a leggerle anche in correlazione, per esempio, proprio sotto un profilo sistematico all'articolo 507. E cioè in particolare sotto l'ottica di quella avvertita Cassazione che ravvisa una mera irregolarità, quindi priva assolutamente di sanzione di nullità, però una mera irregolarità la prova assunta prima del limite di cui all'articolo 507. Cioè se io, assumo una prova prima che gli altri mezzi di prova precedentemente ammessi siano stati escussi, non commetto altro che una mera irregolarità. Però una mera irregolarità sì, e questa è questione riterrei assolutamente analoga e se sappiamo come giustamente il collega Gramigni prima citava, che vi è una norma cardine voglio dire, del sistema illuminante del sistema stesso, che è l'articolo 124 non lo so a recitare o a spiegare perché lo conoscete tutti però è una norma importante. Cioè non solo, le norme processuali penali non devono essere violate, ma vanno anche vorrei dire rispettate in un quadro e sistematico e in un quadro e di combinato appunto tra il 496 comma II e il 150 ed il 124, non si può non ritenere che vi sia una forte appunto lesione del diritto di difesa laddove si accedesse comunque alla impostazione pur legittima dal profilo del Pubblico Ministero, ma comunque non corretta secondo l'ottica processuale in ispecie in un processo a tal forza concorsuale come appunto un collega che prima mi ha preceduto sottolineava, che non può non essere presa in considerazione.
PRESIDENTE: Ci sono altri interventi?
AVVOCATO Roggero: Sì, sono l'avvocato Roggero per Frabetti e per Santamaria in sostituzione degli avvocati Monaco e Battisti.
Io volevo soltanto fare osservare se ce ne fosse bisogno, che la costituzione delle parti nasce nel momento iniziale del processo; dopodiché le parti una volta costituite, entrano nel processo e vivono tutto il processo senza la possibilità di distoglierne alcune, di considerare soltanto il parere di alcuni o di altri. Il nostro Codice esprime chiaramente che in qualsiasi circostanza, tutte le parti costituite interloquiscano e quindi non credo che l'esame che il consenso possa essere limitato soltanto a una parte.
Credo inoltre, nell'esprimere il dissenso al sovvertimento dell'ordine naturale delle cose, secondo me, che visto il ritmo al quale l'istruttoria dibattimentale, per quello che riguarda i testi dell'accusa, è stato seguito, che non ci sarà un grosso lasso di tempo per esaurire completamente i testi dell'accusa che ancora mancano. Credo comunque che questo vada fatto per le considerazioni che comunque hanno fatto gli altri difensori e che sono, secondo me, apprezzabili. Dopodiché ritengo che possa essere concordato, da parte di tutte le parti del processo, il fatto che questi, che i collaboratori che sono interessati a questo processo vengano sentiti prima degli altri imputati.
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
No di certo.
AVVOCATO Roggero: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
No di certo.
PRESIDENTE: Per favore.
AVVOCATO Roggero: Io esprimo questa mia... visto che partecipano al processo e come indagati e come accusatori, penso che per un quadro completo della formazione delle prove dell'accusa per poi consentire la difesa a quelli che invece, come diceva il collega, hanno fatto una scelta processuale di tipo diverso; ritengo che possano essere sentiti prima loro e poi gli altri.
E queste sono le mie brevi considerazioni. Credo di essere l'ultimo. Grazie.
PRESIDENTE: Non ci sono altri interventi mi pare. La Corte si ritira.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: "La Corte, pronunziando sulla richiesta del P.M. di sentire alcuni imputati prima dell'esaurimento del testimoniale, sentite le parti civili e i difensori presenti degli imputati, osserva:
Il rapporto processuale di ciascun imputato nei confronti del Giudice ha una propria insopprimibile autonomia che non può non avere i propri effetti allorché è in gioco l'interesse a consentire o meno determinate scansioni dell'attività processuale produttive di effetti sulla propria posizione. Il che nulla ha a che fare con il dovere del Giudice di ascoltare tutte le parti prima di assumere una decisione su specifiche richieste, ad esempio del P.M.
Nella specie il P.M. ha chiesto di poter interrogare alcuni imputati prima di esaminare altri testi della stessa lista di accusa. Va precisato che si tratta degli imputati Carra Pietro, Scarano Antonio e Ferro Vincenzo, i quali per affermazione del P.M. e ammissione degli stessi difensori degli imputati, hanno assunto una posizione processuale di collaboratori oltre che di imputati confessi, il che impone di ritenere che costoro, con le loro dichiarazioni nel dibattimento, potrebbero portare accuse nei confronti degli altri coimputati.
A rivedere quindi la modifica dell'attività processuale richiesta dal P.M. resterebbe pur sempre nell'ambito della prova dell'accusa. Di conseguenza la norma di cui all'articolo 496 capoverso C.p.p. non viene violata accogliendo la richiesta del P.M., quando si ammetta che alcuni imputati autori di chiamate in correità siano sentiti prima di altri testi, perché sia gli uni che gli altri appartengono al complesso probatorio articolato dal P.M..
D'altra parte, a conforto di tale argomentazione, va ricordato l'imputato ha in ogni momento il diritto di fare dichiarazioni spontanee. Altro discorso è quello relativo all'esame delle parti private che ai sensi dell'articolo 150 Disposizioni di Attuazione del Codice di procedura di rito ha luogo, appena terminata l'assunzione delle prove a carico dell'imputato, atteso che trattasi di norma evidentemente posta a garanzia dell'imputato di cui è stato chiesto l'esame per consentirgli di calibrare le proprie difese in funzione degli argomenti svolti dall'accusa e delle prove già raccolte a suo carico.
La citata disposizione in vero non può essere invocata per contrastare la richiesta del P.M. dagli altri imputati i quali, pur se chiamati in correità, non sono legittimati ad opporsi ad una scelta che spetta esclusivamente all'imputato di cui si chiede l'esame, in un momento diverso e anticipato rispetto a quello previsto dalla norma di attuazione menzionata.
Accogliendo la tesi contraria si violerebbe certamente il diritto dell'imputato interpellato a disporre in maniera autonoma del proprio interesse processuale.
Per questi motivi autorizza il Pubblico Ministero a procedere all'esame anticipato degli imputati sopramenzionati".
Devo chiedere ai difensori se hanno la cortesia di comunicarci le loro deliberazioni in ordini ai testi per i quali il Pubblico Ministero ha proposto di rinunziare al rinnovo della citazione. Ci sono delle opposizioni?
AVV. Cianferoni: Presidente, avvocato Cianferoni.
La gran parte delle rinunce prospettate dal Pubblico Ministero vede, almeno questo difensore, ma credo di interpretare anche l'avviso dei colleghi, remissivi. Si tratta in gran parte di contributi del tutto secondari e sovrabbondanti rispetto a quelli già raccolti. Ve ne sono peraltro alcuni che a nostro avviso sono peculiari perché si tratta in particolare dei testi Rodolfo Ronconi e Nicola Cavaliere dell'ufficio della Questura di Roma che, per la loro professionalità e le investigazioni che possono aver svolto, meriterebbero di essere compulsati ulteriormente visto che il contesto, come oggi abbiamo visto nel corso dell'istruttoria svolta, dei fatti è di natura romana. Si sta parlando del capo della Squadra Mobile di Roma, il dottor Ronconi, già peraltro escussi su segmenti dell'istruttoria e il dottor Cavaliere del quale in questo momento non ricordo l'ufficio, il distretto di appartenenza.
Ecco, questi sono...
PRESIDENTE: Solo questi due.
AVV. Cianferoni: Questi due sarebbero coloro i quali vorremmo fossero sentiti. Per il resto non ci sono questioni.
PRESIDENTE: Va bene. Allora la Corte dispone in questo senso: i testi che il Pubblico Ministero aveva indicato come da sentire, quindi da nuovamente citare, compresi i due richiesti dalla difesa, verranno sentiti nell'udienza del 20, 21 e se necessario 22. Se fosse possibile sarebbe meglio concentrarli nelle due udienze 21 e 22. Mentre poi l'esame degli imputati, il cui esame anticipato è stato richiesto e autorizzato oggi, verranno sentiti a partire dal 24.
L'udienza quindi riprende...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, Presidente.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi Presidente, volevo far presente alla Corte che, rispetto alla lista che avevamo depositato nei giorni scorsi, fra i testi che intendiamo comunque sentire ci sono i testimoni non comparsi nelle ultime tre udienze, compresa quella odierna.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si tratta di...
PRESIDENTE: In totale quanti sono?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, rispetto al numero già indicato, dovrebbero essere in tutto 17-18 persone, più...
PRESIDENTE: I due testi indicati oggi?
PUBBLICO MINISTERO: Più Ronconi e Cavaliere, sarebbero 20.
PRESIDENTE: Sarebbero 20.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi noi articoleremo tra le udienze del...
PRESIDENTE: 20 e 21.
PUBBLICO MINISTERO: 20, 21 e...
PRESIDENTE: Cerchiamo di fare 20 e 21.
PUBBLICO MINISTERO: 20 e 21.
PRESIDENTE: Va bene?
PUBBLICO MINISTERO: Bene, poi Presidente vorrei consegnare alla Corte per l'appunto l'ultimo, il documento...
PRESIDENTE: Giustificazione.
PUBBLICO MINISTERO: No. Non risulta giustificazione per il teste che oggi non è comparso, si tratta di Ratti. C'è un'ulteriore rinuncia, che volevo comunicare alla Corte - ecco perché ho chiesto la parola - e si tratta della dottoressa Lombardozzi che era indicata per il fatto di Formello. Si tratta della collega del dottor Vadalà sui rilievi della Polizia Scientifica.
PRESIDENTE: E su questi ci sono richieste?
AVVOCATO Florio: Nessuna Presidente. Un chiarimento: l'ordine di assunzione dell'esame dei collaboranti è quello indicato nell'ordinanza della Corte?
PRESIDENTE: Questo non glielo so dire, è una cosa che spetta al Pubblico Ministero.
AVVOCATO Florio: Appunto, non è quello indicato nell'ordinanza della Corte.
PRESIDENTE: Certo, noi non abbiamo indicato nessuna cosa e il Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, mi scusi.
AVVOCATO Florio: L'ordine non è quello, dicevo al Presidente che non è quello indicato dalla Corte, non è vincolante l'ordine che la Corte...
PUBBLICO MINISTERO: No, quello poi lo decideremo...
AVVOCATO Florio: Non ce lo può anticipare.
PRESIDENTE: Ce lo potranno anticipare...
PUBBLICO MINISTERO: Ve lo anticiperemo all'udienza...
PRESIDENTE: Giovedì.
PUBBLICO MINISTERO: ... alla ripresa.
PRESIDENTE: Al giorno della prima udienza, il 20 di febbraio il P.M. ci comunicherà chi esamineremo il lunedì 24.
Allora, l'udienza riprende il 20...
AVVOCATO Florio: Presidente, no, chiedo scusa, avvocato Florio. Credo che sia dovere di questo difensore segnalare, poi naturalmente il problema, siccome il problema si prospetterà, verrà mi immagino risolto caso per caso. Però, come segnalavo informalmente anche al Pubblico Ministero ora presente, dottor Nicolosi, dal giorno 24 la stragrande maggioranza degli imputati odierni, circa il 70-80% diciamo così, sono chiamati dalla Corte di Assise di Palermo per...
PRESIDENTE: II Sezione.
AVVOCATO Florio: II Sezione.
PRESIDENTE: Per un nuovo processo.
AVVOCATO Florio: Purtroppo credo che si porranno... Però in questo caso molto più allargato, diciamo così, si presenterà il problema che ha già coinvolto le posizioni di Riina Salvatore e Graviano Giuseppe cioè un eventuale...
PRESIDENTE: Avvocato, noi speriamo che gli imputati rinunzino. Se non sarà necessario valuteremo quello che si potrà fare, va bene? Eventualmente poi, io so da informazioni che ho attinto proprio per poter dare un indirizzo più preciso ai nostri lavori, che quella udienza non sarà seguita da altre udienze se non a data molto lontana. Questo mi è stato anticipato, poi valuteremo il 21, il 22, chi avrà rinunziato, chi non avrà rinunziato, che cosa dovremo fare, che cosa non dovremo fare.
AVVOCATO Florio: Grazie Presidente.
PRESIDENTE: L'udienza riprende il giorno 20 alle ore 09.00. Traduzione degli imputati detenuti. Buonasera.