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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Buongiorno.
Bagarella: rinunciante. Avvocato Ceolan e avvocato Cianferoni. E' presente l'avvocato Ceolan.
Barranca Giuseppe: rinunciante. Avvocato Barone e Cianferoni. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Benigno Salvatore: è presente. Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti. C'è l'avvocato Falciani.
Calabrò Giovacchino: rinunciante. Avvocato Gandolfi, avvocato Fiorentini, avvocato Cianferoni. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Cannella: è presente? E' rinunciante? Qui non mi risultava. Rinunciante. Avvocato Di Peri, avvocato Rocchi. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Carra Pietro: rinunciante. Avvocato Cosmai e Batacchi. Presente l'avvocato Batacchi.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili, Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe: presente. Avvocato Anania, avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Ferro Vincenzo: contumace. Avvocato Traversi e avvocato Gennai. C'è qualcuno?
AVVOCATO Falciani: Falciani in sostituzione, Presidente.
PRESIDENTE: Chi?
AVVOCATO Falciani: Falciani in sostituzione.
PRESIDENTE: Falciani, benissimo.
Frabetti Aldo: è rinunciante o presente? Ah, grazie. Avvocato Monaco, avvocato Usai, avvocato Roggero. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Giacalone Luigi. Avvocato Dieci, avvocato Bennati, avvocato Florio.
AVVOCATO Bennati: Presente avvocato Bennati.
AVVOCATO Florio: Presente avvocato Florio anche.
PRESIDENTE: Grazie.
Giuliano Francesco: è presente. Avvocato Farina e avvocato Pepi. Mi pareva di averlo visto.
AVVOCATO Pepi: Sì, sì, ci sono Presidente.
PRESIDENTE: C'è, presente.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo e Gramigni, che è presente.
AVVOCATO Gramigni: Buongiorno, Presidente.
PRESIDENTE: Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani e avvocato Aiazzi. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Lo Nigro Cosimo: rinunciante. Avvocato Fragalà, avvocato Florio, che è presente mi pare.
AVVOCATO Florio: Florio presente, sì.
Mangano Antonino: rinunciante. Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali e Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Pizzo Giorgio: rinunciante. Avvocato Salvo, avvocato Pepi, presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti, Usai e Roggero. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Scarano Antonio: rinunciante. Avvocato Fortini, avvocato Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo, avvocato Cianferoni. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Spatuzza Gaspare: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Tudino Vittorio: detenuto, rinunciante. Avvocato Gallina, Di Benedetto. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, stamani abbiamo citato un gruppo dei testimoni che, diciamo, servono a ricostruire i fatti relativi all'imputazione di ricettazione elevata a carico di Frabetti Aldo e dei delitti di falso. Ora dei testi, mi dice l'Ufficiale Giudiziario, sono presenti solamente due.
Inoltre abbiamo citato per stamani i due consulenti che hanno eseguito la consulenza tecnica sull'esplosivo di Formello.
Ora mi dicono che sono presenti nella sala dei testimoni esclusivamente i signori Angelucci e Tattàra. Si tratta delle due parti offese del delitto. Proviamo a iniziare con questi testi anche se il discorso, per la comprensione della Corte, verrà un po' menomato. Però non possiamo fare diversamente, salvo aspettare se arriva qualche altro testimone.
PRESIDENTE: Proviamo a vedere se riusciamo...
PUBBLICO MINISTERO: Proviamo a vedere, bene.
Allora si potrebbe far entrare in aula il signor Tattàra.
PRESIDENTE: Pubblico Ministero, ci potrebbe dire dove reperiamo l'indicazione di questi testi?
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, dovrebbero essere nella lista subito dopo Formello.
PRESIDENTE: Lei si chiama?
*TESTE Tattara: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Nato a?
TESTE Tattara: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Quando?
TESTE Tattara: 14 febbraio del '55.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Tattara: A Roma.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Tattara: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, scusi, sono incorso in una imprecisione. Diciamo dovrebbero essere, ora io non so se è la pagina esatta, intorno a pagina 106 della lista, prima della indicazione poi di tutti gli Ufficiali di Polizia Giudiziaria.
PRESIDENTE: Ho capito.
Bene, possiamo cominciare allora.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signor Tattàra, buongiorno.
TESTE Tattara: Tattara.
PUBBLICO MINISTERO: Tattara, mi scusi. Dunque, lei ha avuto la disponibilità di un'autovettura Golf?
TESTE Tattara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire alla Corte le caratteristiche di questa macchina, il numero di targa se se lo ricorda e che vicende ha avuto questa autovettura?
TESTE Tattara: Allora, la Golf era una Golf targata Padova, adesso le dico la targa, targata Padova 936134, un modello 1300 GL, color bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando l'aveva comprata questa macchina?
TESTE Tattara: La macchina è stata comprata da mio padre ancora, penso, adesso...
PUBBLICO MINISTERO: Orientativamente, non abbiamo bisogno...
TESTE Tattara: Negli anni '80.
PUBBLICO MINISTERO: Negli anni '80.
TESTE Tattara: '82. '82 dovrebbe essere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda poi che vicende ha avuto quest'autovettura?
TESTE Tattara: La macchina era di mia proprietà e esattamente il 22 settembre del '93 mi è stata rubata a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a Roma. Dove si trovava lei?
TESTE Tattara: Io mi trovavo...
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda dove avvenne il furto?
TESTE Tattara: Il furto avvenne in via Lanza, io abitavo vicino a via Lanza, cioè a piazza San Martino ai Monti.
PUBBLICO MINISTERO: Lei abitava all'epoca a Roma?
TESTE Tattara: Sì, come domiciliato insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Era domiciliato.
TESTE Tattara: Perché la residenza è a Padova, però per lavoro stavo a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Per lavoro stava a Roma. Senta, quindi siamo al 22 settembre del '93.
TESTE Tattara: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ha più riavuto la disponibilità di questa autovettura dopo il furto?
TESTE Tattara: No, perché io feci la denuncia all'assicurazione del furto e poi passò il tempo, circa due mesi, la macchina non era stata ritrovata per cui io ho avuto la riscossione diciamo dall'assicurazione, per non aver ritrovato la macchina l'assicurazione mi ha pagato.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'assicurazione l'ha liquidata?
TESTE Tattara: Me l'ha liquidata, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, aveva fatto lei denuncia al PRA della perdita di possesso di questa macchina?
TESTE Tattara: Io ho fatto la denuncia ai Carabinieri, ho qui una copia della denuncia.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda, ecco, quando venne fatta, quando denunciò il furto?
TESTE Tattara: Sì, alle ore 19.00 del 24 settembre del '93.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda a quale comando dei Carabinieri fece questa denuncia?
TESTE Tattara: Sì, al Comando Provinciale Roma, Reparto Operativo, Nucleo Operativo II Sezione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta signor Tattara, dunque, la macchina quindi lei non l'ha più rivista, per così dire.
TESTE Tattara: Non l'ho più rivista.
PUBBLICO MINISTERO: Dall'assicurazione ha avuto la liquidazione dei danni.
TESTE Tattara: Ho avuto la liquidazione.
PUBBLICO MINISTERO: Sa comunque che, ha avuto notizie di questa macchina?
TESTE Tattara: Io ebbi una telefonata dei Carabinieri di, Nucleo Carabinieri... non so se erano Carabinieri o Polizia di Ariccia, perché la macchina era stata ritrovata ad Ariccia, fuori Roma e mi hanno chiesto se volevo andarla a prendere e io gli ho detto che ormai era già stata liquidata dall'assicurazione.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ricorda quando ricevette questa telefonata dai Carabinieri di Ariccia?
TESTE Tattara: Esattamente no, però penso...
PUBBLICO MINISTERO: Orientativamente?
TESTE Tattara: Penso fuori dei limiti dei tempi, diciamo, della riscossione della liquidazione di un'assicurazione, quindi dopo due o tre mesi diciamo del furto, dopo furto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, diciamo comunque, dopo il furto e anche dopo la liquidazione da parte dell'assicurazione.
TESTE Tattara: No. No, no, poco dopo, io ero già stato liquidato praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Appunto, le chiedevo quindi dopo che lei era già stato risarcito diciamo dall'assicurazione.
TESTE Tattara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, che lei ricordi, quando i Carabinieri di Ariccia le telefonarono, le dissero in che condizioni era questa macchina?
TESTE Tattara: No.
PUBBLICO MINISTERO: Non le dissero in che condizioni l'avevano trovata, se mancavano delle parti...
TESTE Tattara: No, questo non lo ricordo. No.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda. Senta, le vorrei far vedere...
Senta, ricorda, sempre sulla base di quello che si disse nel corso di quella conversazione telefonica con i Carabinieri, come i Carabinieri erano arrivati a lei? Cioè, ad identificare la macchina apparteneva per l'appunto a lei, c'erano i documenti nella macchina?
TESTE Tattara: Sì, può darsi che ci fossero i documenti nella macchina.
PUBBLICO MINISTERO: I documenti di circolazione?
TESTE Tattara: Penso di sì, immagino di sì perché...
PUBBLICO MINISTERO: Lei non ha ricordo se i Carabinieri per l'appunto le dissero se dalla macchina mancava qualcosa?
TESTE Tattara: Francamente, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Senta, ora le mostriamo una foto. Dunque, Presidente, mostriamo le foto che sono contenute nell'album fotografico del Servizio di Polizia Giudiziaria che è contenuto nel fascicolo degli atti per il dibattimento a foglio 3567 e seguenti. Si tratta di un fascicolo fotografico composto da circa 25 foto.
Ecco, mostriamo la foto numero 3.
PRESIDENTE: Vuole avvicinarsi a quella postazione per favore?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, signor Tattara, vede la foto lei che l'abbiamo messa sotto il visore.
TESTE Tattara: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Riconosce che tipo di macchina ha davanti agli occhi?
TESTE Tattara: Sì, non è una Golf.
PUBBLICO MINISTERO: Non è una Golf, mi pare che notoriamente si identifichi una Mercedes.
TESTE Tattara: Una Mercedes, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, legge quella targa?
TESTE Tattara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La può leggere ad alta voce?
TESTE Tattara: 936134.
PUBBLICO MINISTERO: La sigla?
TESTE Tattara: PD, Padova.
PUBBLICO MINISTERO: Padova. E' la sua targa? Sono esattamente i numeri...
TESTE Tattara: Mi sembra di sì, non la so a memoria, la vado a ricontrollare sulla denuncia. E' la mia targa.
PUBBLICO MINISTERO: Non la ricorda a memoria?
TESTE Tattara: No, io a memoria non...
PUBBLICO MINISTERO: Se vogliamo avere un... può anche tornare sull'altra postazione.
*TESTE Tattara: Sì, è la mia targa.
PUBBLICO MINISTERO: E' la targa della sua autovettura. Bene, io non ho altre domande, Presidente.
PRESIDENTE: Parti civili hanno domande? Difensori? Si accomodi, grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, allora possiamo far passare il teste Angelucci.
PRESIDENTE: Ci deve dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Angelucci: Angelucci Dante, nato ad Alatri il 12/09/41.
PRESIDENTE: Un po' più forte per favore, abbia pazienza.
TESTE Angelucci: Angelucci Dante, nato ad Alatri il 12/09/41.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Angelucci: Residente a Roma, via Enrico Giglioni 109.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Angelucci: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Angelucci, senta lei... Guardi, sono qui, sono il Pubblico Ministero, eccoci.
Ecco, lei ha avuto la disponibilità, ha avuto la proprietà di una macchina, di una Mercedes?
TESTE Angelucci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire alla Corte che vicende ha attraversato questa macchina?
TESTE Angelucci: La macchina mi è stata rubata.
PUBBLICO MINISTERO: Le è stata rubata, quando?
TESTE Angelucci: Credo nel '92.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda quando le è stata rubata questa macchina?
TESTE Angelucci: Sì, comunque ho la denuncia, gliela posso leggere.
PRESIDENTE: Legga, legga.
TESTE Angelucci: Le do la data esatta.
PRESIDENTE: Certamente.
TESTE Angelucci: Allora, il 30/04/92.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il 30 aprile '92 lei subì il furto di questa autovettura. Ci può dire in che circostanze questa macchina le venne rubata?
TESTE Angelucci: Sì, la macchina mi è stata rubata in viale Amicio Gallo.
PUBBLICO MINISTERO: Dove, quale città?
TESTE Angelucci: A Roma.
PUBBLICO MINISTERO: A Roma. Ecco, era una macchina che lei usava regolarmente, chiusa a chiave?
TESTE Angelucci: Sì, certo. Io andavo a lavorare, la lasciavo per prendere la metro e nel tardo pomeriggio non l'ho più trovata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, può dire alla Corte che numero di targa aveva questa autovettura?
TESTE Angelucci: Allora, numero di targa Roma 10767T.
PUBBLICO MINISTERO: 10767T. Senta, ricorda di che colore era questa autovettura?
TESTE Angelucci: Grigio topo.
PUBBLICO MINISTERO: Grigio?
TESTE Angelucci: Grigio.
PUBBLICO MINISTERO: Grigio metallizzato?
TESTE Angelucci: Chiaro, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Grigio metallizzato. Senta, dopo il 30 aprile '92 lei ha avuto modo più di sapere le vicende di questa macchina?
TESTE Angelucci: No, assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Non ha saputo più niente.
TESTE Angelucci: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ha saputo se per caso questa macchina è stata ritrovata?
TESTE Angelucci: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Senta, ora le facciamo vedere alcune fotografie. Presidente, si tratta sempre dell'album che abbiamo mostrato al teste che abbiamo sentito prima.
PRESIDENTE: Vuole accomodarsi laggiù per cortesia?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, guardi signor Angelucci, può guardare anche lì e abbia cura di parlare al microfono che ha lì davanti.
TESTE Angelucci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come lei vede qui, in questa foto osserviamo una Mercedes che ha una certa targa. Poi ispettore vogliamo mostrare le foto successive? Ecco, fermiamoci un attimo qui. Questo è l'abitacolo di questa macchina. Le dice qualcosa questo interno di questa autovettura?
TESTE Angelucci: I sedili sembrano quelli della macchina, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sembrano, mi scusi?
TESTE Angelucci: I suoi, questo colore dei sedili.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, quelli della sua macchina?
TESTE Angelucci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo so, trova qualche caratteristica particolare, qualcosa che...
TESTE Angelucci: Questo che cos'è, un tappeto?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, quello è un tappeto. Sì, mi pare di sì.
PRESIDENTE: Lo riconosce o non lo riconosce?
TESTE Angelucci: No, non c'era quel tappeto.
PRESIDENTE: Ah, questo è stato cambiato.
PUBBLICO MINISTERO: Questo non c'era. Ecco, vogliamo ispettore mostrare gli oggetti che sono stati trovati, ecco. Osservi questi oggetti, vedo delle pinze, delle cassette.
TESTE Angelucci: No, no, assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quando lei ha lasciato la macchina, quando le venne rubata c'era qualcuno di questi oggetti?
TESTE Angelucci: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Non so ispettore se abbiamo altre foto con altri... Ecco, c'è...
TESTE Angelucci: Il triangolo sì, senz'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Qui vediamo dei documenti.
TESTE Angelucci: Lloyd Adriatico...
PUBBLICO MINISTERO: Non era la sua assicurazione. Senta, abbiamo la possibilità di farle vedere delle foto, diciamo, che ritraggono la macchina, questa macchina che lei ha visto lì, diciamo dall'esterno.
Presidente, qui si tratta di un album fotografico che è contenuto nel fascicolo del Pubblico Ministero che in realtà doveva, secondo una corretta impostazione, essere invece contenuto nel fascicolo per il dibattimento in quanto si tratta per l'appunto dei rilievi della Polizia Scientifica effettuati al momento dei rinvenimento di questa macchina. Questo album fotografico è per l'appunto, lo dico per i difensori, contenuto nell'affogliazione a foglio 25631 e seguenti del volume VII degli atti del Pubblico Ministero.
PRESIDENTE: Va bene, lo acquisiamo allora.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, noi si fa richie... non so se i difensori hanno...
PRESIDENTE: Se non hanno obiezioni.
AVVOCATO Gramigni: Se ed in quanto rappresentativo di oggetti...
PUBBLICO MINISTERO: Ora lo vediamo insieme. E' oggetto...
AVVOCATO Gramigni: Se sono oggetti sequestrati.
PUBBLICO MINISTERO: Sono oggetti sequestrati, avvocato Gramigni.
AVVOCATO Gramigni: Nulla questio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore, vogliamo mostrare alcune di queste foto?
Ecco, questa è l'autovettura di cui abbiamo visto gli interni. C'è qualche segno, qualche particolare che ricorda la sua macchina?
TESTE Angelucci: Io la ricordo così.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda la sua macchina come questa.
TESTE Angelucci: Sì, il colore certo qui si vede un po'...
PUBBLICO MINISTERO: Ispettore, vogliamo far vedere altre foto, quelle seguenti. Qui c'è una foto ritratta sul retro.
TESTE Angelucci: Sì, sì, li vedo, è il colore che non si distingue bene.
PRESIDENTE: Non abbiamo capito, il colore?
PUBBLICO MINISTERO: Il colore è uguale a quella sua. No, la mia domanda signor Angelucci era se nell'esterno della carrozzeria vedeva qualche segno particolare magari di cui era portatrice la sua auto, ecco.
TESTE Angelucci: Sì, questa ammaccatura mi pare di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire per favore al microfono...
TESTE Angelucci: L'ammaccatura sì.
PRESIDENTE: L'ammaccatura...
PUBBLICO MINISTERO: Riconosce un'ammaccatura di questa...
TESTE Angelucci: La rientranza.
PRESIDENTE: Non è sufficiente indicarlo con il dito. Bisogna che dica: l'ammaccatura nella fascia sotto...
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo sotto il fanale posteriore sinistro.
TESTE Angelucci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda che la sua autovettura aveva questa particolare diciamo ammaccatura lì a quel livello?
TESTE Angelucci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vediamo nelle altre foto se ci sono altre caratteristiche di questa auto?
TESTE Angelucci: No, non ci vedo niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi diciamo nel complesso delle foto che le abbiamo mostrato, lei ha ravvisato lo stesso colore, la macchina ha le stesse caratteristiche e in più quell'ammaccatura, diciamo, caratteristica.
TESTE Angelucci: Senz'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Se vuole signor Angelucci, può tornare a prendere posizione.
Ecco, lei - poco fa le ho fatto la domanda ma vorrei essere sicuro della risposta - ha detto che dopo il furto avvenuto il 30 aprile '92 non ha più avuto modo di rivedere la sua macchina né di sapere che fine aveva fatto questa macchina?
TESTE Angelucci: No, assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ha ricevuto mai telefonate della Polizia che la macchina per esempio, era stata trovata o meno?
TESTE Angelucci: No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non ha mai... Senta, questa macchina - ora poi lo sentiremo da chi l'ha trovata - è stata trovata in una zona di Roma, esattamente in via Calanna. Lei conosce questa zona di Roma?
TESTE Angelucci: No, via Calanna no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Quindi non è mai stato nemmeno nei luoghi che ha visto nelle fotografie?
TESTE Angelucci: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Senta, domanda che le faccio per scrupolo: lei conosce il signor Aldo Frabetti?
TESTE Angelucci: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ha mai sentito parlare, sa chi sia?
TESTE Angelucci: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE Angelucci: Non mi risulta.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io non ho altre domande, Presidente.
PRESIDENTE: Possiamo chiedergli per cortesia di ripeterci da dove le è stata portata via quest'auto.
TESTE Angelucci: Sì, glielo leggo. In viale Amicio Gallo.
PRESIDENTE: Amicio?
TESTE Angelucci: Sì, Amicio.
PRESIDENTE: Gallo. E lì abitava lei?
TESTE Angelucci: No, io abitavo in un'altra zona. Questa è la zona Tuscolana e io abito sulla Casilina. Io lasciavo la macchina per prendere la metro.
PRESIDENTE: Mi scusi. L'aveva portata lei nel posto da dove l'hanno rubata?
*TESTE Angelucci: Certo, sì. Tutte le mattine facevo...
PRESIDENTE: Va bene, va bene, basta così.
Hanno domande le parti civili? I difensori? Si può accomodare, può andare grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, possiamo introdurre allora il teste Cennerilli.
PRESIDENTE: Ci vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza.
*TESTE Cennerilli: Allora, Cennerilli Marco, 16/07/64.
PRESIDENTE: Dove?
TESTE Cennerilli: Abitante a Roma.
PRESIDENTE: A Roma?
TESTE Cennerilli: Sì.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Cennerilli: A Roma... Beh, via della Villa, Formello.
PRESIDENTE: A Formello. Legga la formula.
TESTE Cennerilli: Sì. "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Cennerilli, lei è in Polizia?
TESTE Cennerilli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che grado ha?
TESTE Cennerilli: Sono assistente.
PUBBLICO MINISTERO: Assistente. Senta, vuol riferire qui davanti alla Corte in che circostanze è avvenuto il ritrovamento di una certa autovettura Mercedes nell'aprile del '95? Ha ricordo di questa vicenda lei?
TESTE Cennerilli: Vagamente, ma comunque me lo ricordo, non proprio alla perfezione.
PUBBLICO MINISTERO: Vediamo intanto di iniziare il suo racconto.
TESTE Cennerilli: In poche parole, venni a notizia da fonte che vi era una macchina, una Mercedes...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi Cennerilli, lei dove presta servizio?
TESTE Cennerilli: Squadra Mobile.
PUBBLICO MINISTERO: A Roma?
TESTE Cennerilli: A Roma, sì. Alla Squadra Mobile di Roma.
E, niente, vengo a sapere che c'era questa macchina parcheggiata sotto casa del fratello di Frabetti e che era lì già da tempo. E l'avevano parcheggiata, dopo il suo arresto, fu parcheggiata sotto quell'abitazione.
PUBBLICO MINISTERO: Questa era la notizia confidenziale che lei aveva?
TESTE Cennerilli: Confidenziale, sì.
E, niente, siamo venuti a conoscenza che quella macchina stava dando fastidio là sotto, come... non so, voleva disfarsene di quella macchina.
Io andai lì, feci un sopralluogo lì; notammo questa autovettura.
PUBBLICO MINISTERO: Lì, dove? In via Calanna?
TESTE Cennerilli: Sì, a Acilia. Sotto, dovrebbe essere sotto l'abitazione del fratello del Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: Non so dove abita il fratello, quindi...
TESTE Cennerilli: Sì, a Acilia, da quelle parti abitavano la prima volta.
PRESIDENTE: Acilia?
TESTE Cennerilli: Sì, zona Acilia.
PUBBLICO MINISTERO: Zona Acilia.
TESTE Cennerilli: Sì. Niente, da lì, fu fatto l'accertamento, abbiamo visto questa macchina...
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda che macchina era?
TESTE Cennerilli: Era un Mercedes targato Padova, se non mi sbaglio.
Da lì facemmo subito un accertamento immediato.
Le targhe non corrispondevano a quella autovettura, dovevano essere altre targhe di un'altra autovettura che mo' non ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi che quest'altra autovettura era una Golf?
TESTE Cennerilli: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: La targa.
TESTE Cennerilli: Sì, sì, facemmo l'accertamento. Era di un'altra autovettura. Ora non mi ricordo bene qual era l'autovettura.
Comunque erano targhe applicate, quindi facevano parte di un'altra vettura.
E da lì abbiamo chiamato il funzionario, vennero altre persone.
Fu recuperata questa macchina e poi vennero fatte altre analisi e altri accertamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sul luogo del ritrovamento dell'autovettura, oltre diciamo l'identificazione, o meglio, l'interpello della targa che lei disse: 'ricordo che non apparteneva ad una Mercedes', faceste ulteriori accertamenti?
Non so, per esempio guardando all'interno dell'autovettura, la macchina venne aperta, venne lasciata così com'era. Fu riferito qualche altro particolare?
TESTE Cennerilli: Mi ricordo che in quel caso la macchina non l'aprimmo, mi pare, subito. Perché appunto, per evitare se c'erano impronte o altre cose all'interno.
Poi vennero fatti altri accertamenti sulle assicurazioni. So che le hanno fatte altri colleghi, comunque stanno qui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, altri colleghi che sono qui hanno fatto degli accertamenti sull'assicurazione che risultava in questa autovettura?
TESTE Cennerilli: Sì. Sì, sì, dentro l'autovettura.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Ora le vorremmo far vedere delle foto.
Fascicolo... Ispettore Benelli, quello della Polizia Scientifica. Il secondo.
PRESIDENTE: Vuole accomodarsi laggiù, per cortesia?
TESTE Cennerilli: Sì.
PRESIDENTE: Nell'angolo, lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se vuole...
TESTE Cennerilli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è questa la macchina e il luogo dove la trovaste?
TESTE Cennerilli: Sì. E' un prato, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era in un prato, ricorda.
TESTE Cennerilli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Cennerilli: Era lì, tutto prato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vogliamo dare un'occhiata alle foto successive.
Ecco, in questa si vede sul retro si vede molto bene la targa.
TESTE Cennerilli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, queste foto ricorda da chi vennero fatte?
TESTE Cennerilli: Dunque, queste foto sicuramente le ha fatte la Polizia Scientifica nostra, il Gabinetto, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Dal Gabinetto della Polizia Scientifica.
Quindi, la macchina sostanzialmente venne, per così dire, fotografata e basta. E poi ricorda dove venne portata?
TESTE Cennerilli: E poi venne portata in un nostro autoparco, chiusa sempre. E poi, questo è quello che io so.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Cennerilli: Vennero fatti dei rilievi all'interno.
PUBBLICO MINISTERO: Dei rilievi anche all'interno.
TESTE Cennerilli: Anche all'interno.
PUBBLICO MINISTERO: Anche all'interno.
Senta, lei quindi sul posto, al momento del ritrovamento, come unico accertamento fece esclusivamente quello di interpellare la targa dell'autovettura?
TESTE Cennerilli: Sì. Io mi accertai che c'era l'autovettura in quel sito lì che mi era stata detta.
Accertato questo, venne accertato anche se la vettura era rubata, non era rubata. E di lì abbiamo scoperto che c'erano queste targhe applicate, ci dissero.
PUBBLICO MINISTERO: Che c'erano delle targhe applicate.
TESTE Cennerilli: Applicate.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. E poi gli accertamenti, ha detto, sull'assicurazione, li hanno fatti i suoi colleghi che sono venuti qui con lei.
TESTE Cennerilli: Sì, che sono venuti qua, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vediamo nelle foto che c'è dell'erba intorno alla macchina, intorno alle ruote.
TESTE Cennerilli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dalle condizioni in cui la macchina venne trovata, sembrava una macchina che era rimasta lì ferma per diverso tempo?
TESTE Cennerilli: Beh, questo non saprei proprio... Insomma, certo lì era parcheggiata già da qualche tempo.
Come ho detto, io venni a sapere che fu parcheggiata subito dopo l'arresto del Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda quando questa macchina fu da lei trovata?
TESTE Cennerilli: Il giorno esatto?
PUBBLICO MINISTERO: Il giorno esatto.
TESTE Cennerilli: Non me lo sto ricordando. Sì, comunque era il '95, ma il giorno esatto, no.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi, ora io leggo negli atti che sono in nostro possesso, che questo intervento suo fu fatto il 6 aprile del '95?
TESTE Cennerilli: Sì. Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Conferma questa data?
TESTE Cennerilli: Sì, confermo che era quello. Quell'anno, sì. E il periodo, insomma...
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo dagli atti redatti dalla Squadra Mobile. Lei apparteneva alla I Sezione della Squadra Roma.
TESTE Cennerilli: No, io appartenevo alla VI Sezione Squadra Mobile.
PUBBLICO MINISTERO: Alla IV, alla VI Sezione.
Bene. Mi pare che abbiamo concluso con lei.
PRESIDENTE: Parti civili, domande? I difensori, domande?
Può andare. Grazie, vada pure.
*TESTE Cennerilli: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, possiamo far passare il sovrintendente Conte.
PRESIDENTE: Dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza.
*TESTE Conte: Conte Antonio, nato a Reggio Calabria il 02/01/61, residente a Roma...
PRESIDENTE: Non abbiamo capito. Parli più forte, o più vicino.
TESTE Conte: Conte Antonio.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Conte: Nato a Reggio Calabria 02/01/61, residente a Roma.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Conte: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, Conte, lei è in Polizia. Che grado...
TESTE Conte: Ispettore.
PUBBLICO MINISTERO: E' ispettore, ecco. All'epoca leggevo che era sovrintendente.
TESTE Conte: Sovrintendente.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi?
TESTE Conte: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, lei ha ricordo delle indagini, degli accertamenti da lei svolti in relazione ad un'autovettura trovata a Roma nell'aprile del '95?
TESTE Conte: Sì, ricordo, sono andato...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire che tipo di accertamenti lei ha svolto?
TESTE Conte: Sì. Ho svolto accertamenti presso l'assicurazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire come è arrivato a questa assicurazione?
TESTE Conte: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che tipo...
TESTE Conte: A me, da ordini superiori, il dottor Intini dirigente della mia sezione, mi ha mandato presso una assicurazione sita in Campagnano provincia di Roma...
PRESIDENTE: Senta, bisogna che lei parli o più forte, o più vicino, perché non riusciamo a sentirla con chiarezza.
TESTE Conte: Il dirigente della mia sezione...
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Conte: ... mi chiama e, da ordini superiori, mi dice di portarmi a Campagnano, un paese in provincia di Roma.
PRESIDENTE: Campagnano.
TESTE Conte: Sì. Presso una assicurazione per...
PRESIDENTE: La zona Acilia?
TESTE Conte: No, Campagnano è nella zona opposta, zona nord.
PRESIDENTE: Va bene. Dica, dica.
TESTE Conte: A svolgere degli accertamenti su quest'auto presso questa assicurazione.
Arrivati all'assicurazione abbiamo accertato, effettivamente, che l'assicurazione era intestata a un certo Frabetti... Frabetti, non mi ricordo il nome.
PUBBLICO MINISTERO: Aldo, può darsi? Aldo.
TESTE Conte: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi verificò che presso questa compagnia, questa agenzia di Campagnano...
TESTE Conte: Campagnano.
PUBBLICO MINISTERO: ... era stata stipulata una assicurazione che corrispondeva, diciamo, ai documenti trovati nella macchina.
TESTE Conte: Io c'avevo la targa della macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Lei aveva la targa.
TESTE Conte: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora in questo momento nel monitor è proiettata una fotografia che ritrae, per l'appunto, questa macchina con questa targa.
Quindi, l'accertamento presso l'assicurazione venne fatto in relazione ad un'autovettura che portava questa targa.
TESTE Conte: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se la vuole leggere. Padova...
TESTE Conte: Padova...
PRESIDENTE: 936134.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cosa accertò presso l'assicurazione?
TESTE Conte: Adesso non ricordo bene, ma mi sembra che accertammo che effettivamente il certificato dell'assicurazione era su quella targa.
PUBBLICO MINISTERO: A nome del signor...
TESTE Conte: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda da quanto tempo questa assicurazione era stata, per così dire, stipulata?
TESTE Conte: No. No, non ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Dunque, noi abbiamo qui la copia, purtroppo non è molto ben leggibile, del documento che lei acquisì presso la assicurazione.
Ecco, se vuol dare... Benelli, per favore, glielo passa questo?
E' un po'... Si vuole avvicinare a quella postazione?
Questa è la copia del documento che lei acquisì presso l'assicurazione?
TESTE Conte: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, riesce a dare alla Corte le indicazioni diciamo sugli estremi di questa polizza?
TESTE Conte: Frabetti Aldo, codice fiscale...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, magari se c'ha una penna per poter indicare. Ecco.
TESTE Conte: Frabetti Aldo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Conte: Il codice fiscale, un indirizzo e la residenza: Anguillara.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il numero della targa della macchina dove lo possiamo individuare?
TESTE Conte: 936134.
PUBBLICO MINISTERO: La sigla della provincia? Si legge male sulla scheda.
TESTE Conte: Si legge solo...
PUBBLICO MINISTERO: Comunque nei documenti che lei consultò presso l'assicurazione, la identificazione diciamo della polizza fu certa.
TESTE Conte: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda anche, se vuole indicare gli estremi della polizza, il numero del certificato.
TESTE Conte: 156874281, sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda se questa, a questa assicurazione diciamo, a questa polizza, era per così dire una polizza nuova, una polizza fatta...
TESTE Conte: Non mi ricordo. Perché ricordo che c'era un'altra polizza pure per altre macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Che presso questa agenzia il signor Frabetti aveva altre polizze.
TESTE Conte: Altre polizze su altre macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Su altre autovetture.
Senta, quando lei andò all'agenzia di Campagnano della Lloyd, mi pare che è, la compagnia. Sì, Lloyd Adriatico, quindi lei non aveva con sé, per così dire, documenti che erano stati trovati nella macchina.
TESTE Conte: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Lei aveva semplicemente il numero della targa e, sulla base di queste, ha effettuato...
TESTE Conte: Sì, questo accertamento.
PUBBLICO MINISTERO: ... questo accertamento.
Beh, ha svolto in relazione a questa vicenda ulteriori attività di indagine?
TESTE Conte: No, basta.
PUBBLICO MINISTERO: No. Bene. Allora non ho altre domande, Presidente.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori?
Può andare, grazie.
*TESTE Conte: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Allora possiamo far passare Biagioli.
PRESIDENTE: Dica nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza.
*TESTE Biagioli: Biagioli Giorgio, nato a Roma il 21/10/62. Residente in Cerveteri, piazza Giorgio Caputo numero 15.
PRESIDENTE: Legga la formula.
TESTE Biagioli: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego, domande.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Biagioli, lei è in Polizia?
TESTE Biagioli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che grado ha?
TESTE Biagioli: Assistente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha svolto accertamenti in relazione ad una autovettura Mercedes con targa Padova?
TESTE Biagioli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Biagioli: Mi ricordo relativo a questa cosa qua, per cui mi hanno chiamato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dirci che tipo di accertamenti ha svolto, che tipo di indagini ha svolto?
TESTE Biagioli: Siamo stati presso una agenzia assicurativa in Campagnano.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre a Roma?
TESTE Biagioli: Provincia di Roma, comune di Campagnano.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, comune di Campagnano provincia di Roma.
Ecco, in relazione a cosa era stato diciamo dato l'impulso a questa vostra attività di indagine?
TESTE Biagioli: Se non erro dovevamo accertare l'identità dell'assicurato se aveva, presso quell'agenzia, contratti assicurativi intestati anche ad altre macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Intestati anche ad altre autovetture.
Ma lei sapeva da dove partiva questo accertamento? Cioè che era stata trovata una certa macchina.
TESTE Biagioli: No, non mi ricordo esattamente. Perché noi, cioè, se non erro eravamo addirittura fuori in servizio e ci hanno dirottato immediatamente da quella parte.
PUBBLICO MINISTERO: Lei era insieme?
TESTE Biagioli: A Conte Antonio.
PUBBLICO MINISTERO: All'ispettore Conte che abbiamo...
TESTE Biagioli: All'ispettore Conte.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda qualcosa di più specifico in relazione a questo accertamento?
TESTE Biagioli: Sì, ricordo che abbiamo...
PUBBLICO MINISTERO: Chi era la persona, chi era innanzitutto la persona?
TESTE Biagioli: Se non erro era Frabetti. Frabetti, il nome non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Aldo, può darsi?
TESTE Biagioli: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Aldo.
TESTE Biagioli: Aldo?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Biagioli: Non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda. Ecco, ricorda cosa fece presso questa assicurazione?
TESTE Biagioli: Sì, andammo lì e chiedemmo di visionare i contratti assicurativi relativi a questa persona.
PUBBLICO MINISTERO: E che cosa...
TESTE Biagioli: E quindi rilevammo le autovetture che aveva assicurato presso questa agenzia.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda che tipo di autovetture risultavano assicurate a nome di questa persona?
TESTE Biagioli: No, sinceramente no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE Biagioli: Stiamo parlando di diversi anni fa, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda che comunque acquisiste delle copie dei documenti di questa assicurazione?
TESTE Biagioli: Non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda.
Ispettore, vogliamo far vedere di nuovo la copia che abbiamo mostrato al teste precedente?
Ecco, si vuole avvicinare a quella postazione?
TESTE Biagioli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vede sul monitor questa copia di questo...
TESTE Biagioli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' tra quelle che lei visionò presso quell'agenzia?
TESTE Biagioli: Penso di sì. Vedo, leggo qua il personaggio. Una autovettura, un Mercedes 250. E poi leggo Campagnano. Quindi, penso che sia questa.
PUBBLICO MINISTERO: Il nome della persona lo legge?
TESTE Biagioli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo vuol dire ad alta voce quello che risulta?
TESTE Biagioli: Frabetti Aldo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questa polizza, lei accertò che era stata stipulata presso questa agenzia di Campagnano.
TESTE Biagioli: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Della Lloyd Adriatico. Lei ha detto che accertò che c'erano altre polizze a nome di questa persona?
TESTE Biagioli: No, io ho detto semplicemente che chiedemmo al proprietario della assicurazione di farci visionare le polizze assicurative relative a quella persona.
PUBBLICO MINISTERO: Che risultavano... Ecco, ma...
TESTE Biagioli: Adesso non ricordo se c'era solamente questa, o altre polizze. Non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome agli atti che trasmise il suo ufficio risultavano anche altre polizze: di una Rover - ora ricordo a memoria -, di una Malaga, di una Golf.
Ricorda queste ulteriori polizze?
TESTE Biagioli: Sì, vagamente. Mi sembra, eh, non sono sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Le sembra di ricordare che comunque, oltre a questa polizza, a queste altre...
TESTE Biagioli: Mi sembrano queste vetture qua. Mi sembra la Malaga, in particolare, mi sembra, o una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Una Seat Malaga.
TESTE Biagioli: Mi sembra, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre intestata a nome di questo signore.
TESTE Biagioli: Non so se era Aldo, o qualcun altro. Comunque questo cognome, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Frabetti.
TESTE Biagioli: Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, in relazione a questa vicenda, ha svolto ulteriori attività di indagine?
TESTE Biagioli: Non so se sono stati fatti altri accertamenti tramite ufficio. Comunque...
PUBBLICO MINISTERO: No, dico: lei...
TESTE Biagioli: Io mi sono limitato a questo accertamento.
PUBBLICO MINISTERO: Lei si è limitato a questo accertamento.
Bene. Io non ho altre domande, Presidente.
PRESIDENTE: Parti civili? Difensori? Nessuna domanda?
Può andare.
*TESTE Biagioli: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Allora possiamo introdurre l'ispettore Spanedda.
PRESIDENTE: Vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza?
*TESTE Spanedda: Sì, sono l'ispettore Spanedda Paolo, presto servizio presso la Polizia Scientifica della Questura di Roma.
PRESIDENTE: Deve dire: nome... Cioè, luogo di nascita, data di nascita, residenza.
TESTE Spanedda: Sì. Sono nato a Cheremole Sassari, 16/12/53. Sono residente a Sutri provincia di Viterbo.
PRESIDENTE: Bene. Vuole leggere?
TESTE Spanedda: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Spanedda, ci dice in che ufficio presta servizio?
TESTE Spanedda: Presso la Questura di Roma, Polizia Scientifica della Questura di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Al Gabinetto Regionale?
TESTE Spanedda: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Al Gabinetto Regionale. Senta, lei ha ricordo di un intervento fatto da lei personalmente in relazione ai rilievi su una certa macchina, una Mercedes, in particolare?
TESTE Spanedda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol riferire alla Corte, diciamo, il suo intervento?
Da dove è partito, come si è concretizzato e che tipo di attività poi ha svolto.
TESTE Spanedda: Sì, certo. Noi abbiamo svolto una attività fotografica, diciamo. Abbiamo fatto un fascicolo dei rilievi fotografici su questa macchina e una descrizione, diciamo, del punto in cui è stata trovata e una documentazione fotografica esterna alla macchina, esternamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda dov'era questa autovettura?
TESTE Spanedda: Sì. Ho qui il fascicolo fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Se può chiedere alla Corte di...
PRESIDENTE: Sì, prego.
PUBBLICO MINISTERO: ... essere autorizzato a consultare questi documenti.
TESTE Spanedda: Posso consultarlo?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Spanedda: Dunque, è stato fatto questo fascicolo in via Calanna all'altezza del civico 119 in località Acilia-sud, Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol dire che tipo di, in che cosa si è concretizzato diciamo questo intervento?
In che condizione trovaste questa autovettura?
TESTE Spanedda: Sì. L'autovettura era parcheggiata a margine...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, innanzitutto ricorda la data di questo intervento?
TESTE Spanedda: Sì, la data è il 6 aprile 1995 alle ore 18.30.
L'autovettura era parcheggiata in uno spazio incolto, mi pare al margine della strada. Presumibilmente era lì ferma da un bel po' di tempo, perché sotto l'autovettura non c'era erba e lateralmente all'autovettura c'era dell'erba abbastanza alta per cui si presumeva che la macchina era ferma da un po' di tempo, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, non era stata mossa, quindi?
TESTE Spanedda: Non era stata mossa. Si presume.
PUBBLICO MINISTERO: Secondo l'esperienza di rilevatore della Scientifica era un dato, diciamo, constatabile all'osservazione del luogo dove la macchina era stata trovata?
TESTE Spanedda: Diciamo, si presume perché ovviamente, a giudicare dalla situazione in cui era stata trovata, ecco...
Difatti...
PUBBLICO MINISTERO: C'erano, ecco, c'erano altri elementi che davano segni di abbandono di questa macchina, o comunque di una lunga permanenza su quel posto?
TESTE Spanedda: Mah, diciamo che segni evidenti, precedenti evidenti no. C'era questo particolare dell'erba che faceva presupporre appunto, questo fatto della lunga permanenza.
Presupporre, però, ovviamente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ispettore, il vostro intervento si limitò ad una rilevazione delle caratteristiche esteriori dell'autovettura e basta, oppure faceste ulteriore attività?
TESTE Spanedda: No, noi ci limitammo soltanto ad effettuare una rilevazione fotografica e una descrizione appunto. Infatti ci aveva anche il blocchetto del portabagagli posteriore, era, c'era qualcosa che era rotto, mi pare.
Per quanto riguarda le impronte si decise di fare un accertamento di laboratorio, ecco. Quindi noi non procedemmo alla rilevazione di impronte.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la macchina venne, per così dire, spostata da quel luogo per ulteriori attività di rilevamento.
TESTE Spanedda: Successivamente noi lasciammo la macchina, diciamo così. Noi facciamo il sopralluogo unitamente al personale della Mobile, della Squadra Mobile.
Quindi noi andammo via e loro rimasero sul posto, per cui furono loro successivamente ad effettuare diciamo...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ispettore.
TESTE Spanedda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo, ecco, per la cognizione della Corte, illustrare... Magari se lei si porta in quella postazione, illustrare lei, come dire, ci spiega le foto e i rilievi che lei ha fatto. Così abbiamo una immagine anche visiva del suo racconto.
TESTE Spanedda: Sì. Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se si vuole avvicinare in quella postazione.
TESTE Spanedda: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, guardi ispettore, può mettere sotto il visore...
TESTE Spanedda: Sì. Posso ovviamente utilizzare questo.
PUBBLICO MINISTERO: Noi abbiamo, credo che lei abbia una copia.
TESTE Spanedda: Sì, sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque utilizziamo... Presidente, è l'album di cui la Corte ha disposto la acquisizione stamani.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore, ci illustri man mano queste foto.
TESTE Spanedda: Sì. L'autovettura qui è stata fotografata dalla parte posteriore.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire che numero, qual è la foto?
Man mano: la foto numero... La indichi, ecco, prima...
TESTE Spanedda: Benissimo, benissimo. Questa fa parte del rilievo fotografico numero 1.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Spanedda: La didascalia, diciamo così, la didascalia che abbiamo inserito nella parte sottostante: "Panoramica di via Calanna, con riferimento all'autovettura Mercedes".
E' stata fotografata dalla parte posteriore.
Noi utilizziamo una tecnica di, come dire, localizziamo in questo caso l'autovettura e la riprendiamo da diversi punti di...
PUBBLICO MINISTERO: Da diverse... esatto.
TESTE Spanedda: Da diverse angolazioni. Qui è ripresa dalla parte posteriore.
Questo è il rilievo numero 2: vista, l'autovettura, sempre dalla parte posteriore a più breve distanza.
Infatti la didascalia: "La stessa autovettura vista a più breve distanza".
Passiamo al rilievo numero 3: qui l'autovettura è vista dalla parte opposta.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la vediamo sul davanti.
TESTE Spanedda: La vediamo sul davanti. Abbiamo la parte anteriore e il lato sinistro.
Nel rilievo numero 4: l'autovettura è stata ripresa ancora dalla stessa diciamo prospettiva. Cioè, dalla parte anteriore e sinistra. Però a più breve distanza.
Il rilievo numero 5: qui è ripresa dalla parte posteriore e fiancata destra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vedo qui, proprio nella foto si vede questo fogliame, quest'erba.
TESTE Spanedda: Infatti. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci vuol dire da dove lei trasse quel convincimento che la macchina stava lì da più tempo?
TESTE Spanedda: Infatti l'erba che è cresciuta lungo la fiancata, si vede che proprio... Adesso, vorrei andare anche un momentino avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Forse c'è qualche altra foto...
TESTE Spanedda: Mi sa che ci sta qualche particolare, probabilmente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Spanedda: Sì. Il rilievo numero 6 raffigura l'autovettura vista dalla parte posteriore e la fiancata sinistra.
Rilievo numero 7: la parte posteriore con riferimento alla chiusura del cofano.
PUBBLICO MINISTERO: C'era qualche anomalia, qualche particolare in questa, alla chiusura della bauliera?
TESTE Spanedda: Sì, infatti adesso, il rilievo numero 8 è in pratica un particolare della stessa serratura. E qui è visibile appunto praticamente la mancanza diciamo della serratura. Cioè, del blocchetto proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Manca il blocchetto della serratura?
TESTE Spanedda: Cioè, il blocchetto no. E' la parte ove si inserisce, diciamo, la chiave.
PUBBLICO MINISTERO: La chiave?
TESTE Spanedda: Esatto. E' abbastanza visibile questo particolare. E' stato preso a breve distanza.
Ecco, questa è una ripresa effettuata dal lato destro e anteriore, dall'angolo anteriore destro. Proprio per mettere in evidenza quest'erba che c'era, quest'erba che era abbastanza alta.
Il rilievo numero 10, appunto è un particolare di quest'erba che sembra proprio addossata alla fiancata della macchina. Noi abbiamo denominato "l'erba cresciuta a ridosso dell'auto".
Ecco, poi passiamo al rilievo numero 11: qui abbiamo fatto una fotografia, diciamo così, alla base del pneumatico della ruota proprio perché si vedeva che c'era questa... l'erba era in pratica, la parte che è vicino alla macchina si vede che è più chiara; quindi ovviamente, ha preso meno luce e per cui si vede che è proprio cresciuta sul...
PUBBLICO MINISTERO: Successivamente, diciamo.
TESTE Spanedda: Praticamente, si presume che noi la macchina non la spostammo però a giudicare da quello che visivamente si poteva osservare, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Spanedda: Il rilievo numero 12 è un particolare di cui al rilievo precedente. Cioè in pratica, spostando un momentino l'erba si può, abbiamo fatto una fotografia di quello che era visibilmente osservabile.
IL rilievo numero 13...
PRESIDENTE: Può essere sufficiente, mi pare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Presidente. Penso proprio che per quanto riguarda le foto, possiamo fermarci qui.
TESTE Spanedda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La sua attività è poi proseguita, ha fatto su queste autovetture, in queste autovetture mi scusi, ulteriori rilievi, ulteriori accertamenti?
TESTE Spanedda: No, ripeto, non è proseguita perché diciamo, abbiamo preferito fare un accertamento più capillare. Cioè abbiamo preferito fare un accertamento di laboratorio per quanto riguarda la rilevazione delle impronte. Perché, ovviamente noi facciamo dei rilievi utilizzando una polverina, una polvere di alluminio che abbiamo in dotazione e però dà dei risultati come dire?, è un qualcosa più di pronto intervento. In questo caso, non essendoci un urgenza diciamo, di trattare subito, abbiamo preferito d'accordo con il personale della Mobile di fare un accertamento di laboratorio che, credo, abbia fatto il Servizio...
PUBBLICO MINISTERO: Servizio di Polizia Scientifica.
TESTE Spanedda: Servizio di Polizia Scientifica.
PUBBLICO MINISTERO: Servizio di Polizia Scientifica.
Bene, senta questa attività di rilevazione...
TESTE Spanedda: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... diciamo, di tipo esteriore era coadiuvato da qualcuno lei, era...?
TESTE Spanedda: Sì, io ero praticamente responsabile, c'era con me l'agente Quaranta che sta qui...
PUBBLICO MINISTERO: E' venuto...
TESTE Spanedda: E' venuto, siamo venuti insieme, sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'abbiamo convocato anche lui.
TESTE Spanedda: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E l'agente Quaranta che tipo di attività poi, ha svolto?
TESTE Spanedda: Praticamente l'agente... noi, uno di noi si occupa della parte descrittiva e l'altro collega effettua le fotografie. Quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è Quaranta che ha fatto le fotografie?
*TESTE Spanedda: Sì, mi pare che l'ha fatte lui.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io ho concluso, Presidente.
PRESIDENTE: Partici civili? Difensori? Può andare grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Facciamo passare l'agente Quaranta.
PRESIDENTE: Lei vuol dirci nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza?
*TESTE Quaranta: Quaranta Alessandro, nato a Roma il 3 luglio 1968, residente a Roma.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Quaranta: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Senta Quaranta, lei è in Polizia?
TESTE Quaranta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E dove svolge la sua attività?
TESTE Quaranta: Centro Interregionale Polizia Scientifica, Questura di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ha una specialità, lei...?
TESTE Quaranta: Video-fotosegnalatore.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è un fotosegnalatore?
TESTE Quaranta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha ricordo di un intervento fatto da lei insieme all'ispettore Spanedda - che abbiamo appena sentito - su una certa autovettura, una Mercedes?
TESTE Quaranta: Sì, una Mercedes... sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol dire che ti... in che cosa è consistita la sua attività e quando si è svolta?
TESTE Quaranta: Allora, noi abbiamo fatto sul posto, abbiamo fatto dei rilievi fotografici e descrittivi. Io personalmente ho fatto i rilievi fotografici dell'autovettura, però solo esternamente in quanto giunti sul posto, l'autovettura era chiusa. Praticamente, non era accessibile all'interno. E abbiamo fatto soltanto i rilievi fotografici all'esterno dell'autovettura e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi le ha, per così dire, scattato, ha fatto lei personalmente queste fotografie su questa autovettura?
TESTE Quaranta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se si vuole avvicinare a quella postazione le facciamo vedere appunto le foto e lei, magari ci conferma se sono quelle che ha fatto.
PRESIDENTE: Sarà sufficiente fargliene vedere un paio?
PUBBLICO MINISTERO: Certo, Presidente.
Mostriamo sempre l'album, lo dico per la registrazione, realizzato dal Gabinetto Regionale di Roma.
Ecco, Quaranta...
PRESIDENTE: Si metta a sedere.
PUBBLICO MINISTERO: Si metta pure a sedere.
TESTE Quaranta: Sì, sì. Sono queste.
PUBBLICO MINISTERO: Le conosce, diciamo...
TESTE Quaranta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... le foto, o riconosce anche l'album?
TESTE Quaranta: Sì, sì. E' il fascicolo che abbiamo redatto noi.
PUBBLICO MINISTERO: In relazione a questo intervento e a queste foto, c'è qualcosa di particolare, di caratteristico che lei è in grado oggi di riferire?
TESTE Quaranta: Niente, praticamente l'autovettura presumibilmente era abbandonata da un po' di tempo, in quanto il manto erboso circostante l'autovettura era abbastanza alto.
E niente, poi di particolari anomalie aveva soltanto sempre esternamente, aveva il blocco serratura del cofano posteriore manomesso. Tutto qui. Poi, niente di particolare.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol sfogliare rapidamente? Si tratta di tutte le foto che lei ha realizzato in quel contesto e che sono, e che compongono questo fascicolo fotografico.
TESTE Quaranta: Scusi, non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Dico: le foto sono tutte quelle che compongono quel fascicolo fotografico?
TESTE Quaranta: Sì, quelle che abbiamo fatto sul posto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Poi, sa se su quest'autovettura è stata svolta ulteriore attività di tipo scientifico, diciamo?
TESTE Quaranta: Niente, noi siccome la macchina era molto... cioè c'era molta polvere e noi facciamo praticamente per trovare impronte, a noi sono utili soltanto le superfici lisce. Praticamente qui i pannelli di vetro. E siccome, praticamente essendo stata abbandonata parecchio tempo l'autovettura e c'era parecchia polvere, abbiamo consigliato ai colleghi sul posto della Squadra Mobile di portare l'autovettura e essere trattata in laboratorio al Servizio Centrale di Polizia Scientifica.
* Praticamente loro, molto probabilmente avranno fatto i rilievi all'interno con analisi di laboratorio praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. io non ho altre domande.
PRESIDENTE: Parti civili? Difensori? Nessuno. Può andare, grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, con questo contesto abbiamo concluso. Ora dovremmo iniziare l'esame dei consulenti. Quindi magari se ci può dare cinque minuti, perché per controllare se sono arrivati.
PRESIDENTE: Bene. Sospendiamo dieci minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PUBBLICO MINISTERO: Prima di proseguire, Presidente, sennò poi passa di mente, allora come al solito io consegno al segretario per l'acquisizione al verbale la nota di questi testimoni che erano stati citati per ieri e che non si sono presentati. Facendo presente che c'è un'attestazione di impedimento per il tenente colonnello Piacentini e per Quilla Antonio. Viceversa non è pervenuta nessuna attestazione di impedimento per Sperelli, Panara e Lombardozzi.
E quindi la richiesta è come al solito che il Presidente ci indichi, quando lo riterrà ovviamente, un'udienza la quale, per così dire, recuperare questi testimoni.
Lo stesso vale già per l'udienza di oggi per l'unico teste che è stato citato e non si è presentato che è il teste Paone che ha fatto pervenire una attestazione di impedimento perché è all'estero e quindi, non sappiamo esattamente quando tornerà ma insomma è da ritenere che essendo un dipendente della Polizia di Stato, non sarà stato mandato a tempo indeterminato all'estero.
Ecco, detto tutto questo, per proseguire nell'istruttoria dibattimentale odierna, vi è da sentire, vi è da esaminare due consulenti del Pubblico Ministero, specificamente in relazione all'episodio di Formello, che sono il capitano Delogu e il dottor Vadalà. Quindi li facciamo entrare in aula nell'ordine. Intanto il capitano Delogu.
PRESIDENTE: Si accomodi. Vuol ripetere il suo nome e cognome?
*TESTE Delogu: Sono il capitano Giovanni Delogu.
PRESIDENTE: Lei ricorda il solito impegno a dire la verità?
TESTE Delogu: Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può iniziare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora capitano, veniamo questa volta ad affrontare un fatto di cui per ora lei non ci ha reso edotti, mi riferisco all'episodio avvenuto a Formello il 14 aprile del '94. E vorrei partire dal dato, che peraltro risulta dalla documentazione che è già nella disponibilità della Corte, dal dato costituito dal fatto che lei ha partecipato alle operazioni di sopralluogo, nella qualità appunto di ufficiale del Centro delle Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi se dà le coordinate, intanto di ordine temporale di questo intervento e poi anche se ce lo descrive nelle sue modalità e nei suoi contenuti.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La Corte lo ricorda sicuramente comunque può prendere nota, che tutto il fascicolo dei rilievi compiuti dal CIS si trova nel fascicolo del dibattimento dalla pagina 8179 in poi. Infatti gli atti sono stati trasmessi con una nota indirizzata al Pubblico Ministero di Roma del CIS che è datata 17 maggio '94. E' il primo foglio che si trova a pagina 8179 e poi c'è il verbale e poi c'è il fascicolo illustrativo allegato alla relazione tecnica, più che altro costituito da fotografie e da due planimetrie allegate.
Prego capitano, abbia pazienza.
TESTE Delogu: Chiedo scusa, signor Presidente, posso andare in quella postazione che devo guardare delle carte?
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE Delogu: Allora, la sera del 14 aprile '94, ricevemmo una richiesta di intervento dalla Compagnia Carabinieri di Roma Cassia a seguito di un'esplosione che si era verificata sulla via Formellese, all'altezza chilometrica di 3 chilometri più 500 metri per condurre lì un sopralluogo e un repertamento.
Allorché arrivammo sul posto, circa le ore 20.00: tutta l'area era già stata sottoposta a cinturazione, nel senso veniva precluso l'accesso a personale non impiegato nei rilievi e nel sopralluogo, da parte dei militari dell'Arma territoriale competente.
La scena presentava una strada, in quel tratto rettilinea, ricoperta di detriti derivanti dall'esplosione di un ordigno posto a fianco alla strada stessa, nel canale di scolo delle acque, che aveva proiettato appunto massimamente del terreno sulla strada stessa. L'esplosione aveva interessato in parte la carreggiata e più precisamente la corsia che da Formello porta verso Roma, verso la Cassia-bis. Qui abbiamo anche fotografie che possono essere...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, infatti stavo per sottoporle alcune foto, naturalmente bisognerà prendere queste del fascicolo proprio del dibattimento, anche se probabilmente avrà...
TESTE Delogu: E' la copia agli atti dell'ufficio, è identica.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma insomma...
TESTE Delogu: D'accordo.
PUBBLICO MINISTERO: ... regolarità vuole che si faccia con il fascicolo del dibattimento.
Ecco, si tratta, con riferimento a quel fascicolo di rilievi, delle foto 10 e 11. Sono queste che le chiederei, capitano, di illustrare.
TESTE Delogu: Sì. Qui è proprio l'intervento poco tempo dopo, il tempo di arrivare e di muovere i mezzi e di arrivare sul luogo dell'attentato, dove io e il personale da me coordinato, dipendente...
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare che quel signore con quella giacca azzurra sia lei.
TESTE Delogu: L'unico in borghese. Sì, sono io questo in alto a destra. Stiamo procedendo alla misurazione del cratere.
Prima di fare questa operazione, come ripeto, la zona era stata cinturata e a differenza di come si fa normalmente che l'attenzione viene subito portata sul cratere, io disposi di operare in maniera leggermente diversa; per cui procedemmo a fare sopralluogo e repertamento su tutta la strada, diciamo dall'incrocio - che poi collocheremo nello spazio - fino al cratere perché avevamo necessità di far avvicinare dei mezzi meccanici con i sistemi di illuminazione in quanto ormai si era fatto scuro e era impossibile lavorare.
Queste invece sono delle foto fatte l'indomani mattina, che servono meglio per vedere un attimino la zona com'era. Questa ripresa fa vedere la strada che porta dalla Cassia-bis verso l'abitato di Formello e, a circa metà della fotografia, in questa posizione qua, dove c'è quest'uomo che lavora, c'è il cratere che come si vede ha interessato la cunetta della strada, affianco della carreggiata che porta, guidando a destra, da Formello verso Roma diciamo; e si vede anche, quello che dicevo prima, che la strada è tutta piena di detriti. E la notte noi abbiamo proceduto, primariamente a repertare tutta questa zona onde consentire ai mezzi contenenti i sistemi di illuminazione, di portarsi più vicino possibile al cratere.
Dopodiché sono state fatte quelle misurazioni che si vedono nella foto che abbiamo visto prima, ecco, questa qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi cominciamo a dire questo capitano: che le rilevazioni sulle dimensioni del cratere sono state operate...
TESTE Delogu: La notte stessa.
PUBBLICO MINISTERO: ... nel corso della prima parte del sopralluogo, se così possiamo dire.
TESTE Delogu: Sì, il sopralluogo iniziò, diciamo, intorno alle 20.00 ritengo, appena arrivammo lì sul posto: la chiamata, il tempo di arrivare, saranno state le 20.00, 20.30, adesso non ricordo con estrema precisione al minuto, comunque era quello. E ricordo che finimmo a tarda notte, verso le 02.30 la notte. Per riprendere poi...
Ovviamente, fino alle 02.30 abbiamo fatto tutte quelle attività che non potevano essere differite all'indomani. Poi invece all'indomani abbiamo differito tutte quelle attività che era differibili e abbisognavano di luce per poter essere condotte in maniera corretta. Cioè, abbiamo valutato di non dover rovinare niente, un equilibrio nella scelta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ormai che ci siamo, anche perché abbiamo sotto gli occhi la foto del cratere.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le dimensioni di questo...
TESTE Delogu: Sì, allora il cratere aveva una forma ellissoidale dovuta al fatto che l'esplosivo ha trovato minore resistenza, ovviamente, sul terreno; quindi ha un diametro più lungo, maggiore lungo la parallela alla strada e minore ortogonalmente alla strada. Per ovvi motivi, perché la strada offre maggiore resistenza.
Questi due diametri erano di 6 metri, per quello maggiore e di 4,70 per quello minore. Ho anche una planimetria con le curve di livello, se è necessario, c'è la descrizione completa del...
PUBBLICO MINISTERO: La planimetria è nella disponibilità della Corte. Se la Corte o i difensori ritengono di fare delle domande gliele faranno. Io non mi soffermerei su questo.
Ecco, il sopralluogo quindi, per le attività differibili, è ripreso l'indomani stava dicendo.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e per quanto si è protratto?
TESTE Delogu: Diciamo tutta la giornata. Più o meno tutta la giornata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Oltre che rilevare la situazione complessiva - poi lei tra un attimo magari la illustrerà - ma oltre a rilevare, anche nelle sue dimensioni, il cratere, l'attività di repertazione a quali risultati ha portato?
TESTE Delogu: Sì, dunque, c'è da dire una cosa: questa Corte ormai è abituata a vedere sopralluoghi molto complessi; in questa situazione il sopralluogo è piuttosto semplice perché c'è un buco e tutto intorno è abbastanza piano, quindi è molto veloce il sopralluogo.
Niente, abbiamo distinto due aree principali, la strada e la campagna, a destra e a sinistra della strada stessa e tutti i materiali che stavano sulla strada o sulla campagna di interesse sono stati rinvenuti, fotografati sul posto, segnati sulla mappa nel posto dove sono stati trovati e quindi recuperati e portati in laboratorio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questi reperti, a prescindere da quella che è stata l'attività successiva, propriamente facente capo all'incarico che è stato dato a lei dal Pubblico Ministero, presentavano, hanno presentato caratterizzazioni, connotati in qualche modo specifici e significativi con quello che era avvenuto?
TESTE Delogu: Sì. Dall'esame dei reperti poi, anche in fase di consulenza senza anticipare i tempi, si potevano vedere delle grosse categorie - diciamo così - di reperti. Tanto era terriccio, perché ovviamente un'esplosione sulla terra spara per aria della terra stessa. Poi c'erano dei cavi che potevano derivare sia da una linea elettrica che passava proprio sopra il cratere, una linea elettrica di tipo stradale, con i pali intervallati e il cavo che va da un palo all'altro. Poi c'erano dei frammenti di cordoncino di 0,5 centimetri, 4 o 5 millimetri di spessore, multifilato, di colore bianco se non ricordo male. E in più c'era tanta plastica. C'era della plastica come di un contenitore di plastica rigido, insomma, abbastanza rigido, di colore bianco. Quello era sicuramente un contenitore perché si vedeva che aveva ricevuto lo sbrindellamento dell'esplosione e i segni caratteristici della fusione da esplosione e quindi ritengo che... ed era a 360 gradi sparso sul terreno, quindi è difficile ipotizzare che non fosse il contenitore dell'ordigno, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Dato che stava facendo riferimento a questa linea elettrica aerea che poteva spiegare la presenza di segmenti, spezzoni.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dalle fotografie di sopralluogo...
TESTE Delogu: Forse...
PUBBLICO MINISTERO: Mi sembra che dalle prime...
TESTE Delogu: ... sono stato limitativo. I fili elettrici non derivavano solo dalla linea elettrica, perché quelli della linea elettrica erano abbastanza caratteristici. C'erano anche altri fili di spessore minore, diciamo, non riconducibili alla linea elettrica. Fili elettrici che possono derivare o da dei collegamenti elettrici dell'ordigno stesso, o ritengo più probabilmente, o con la stessa possibilità una non escludendo l'altra diciamo, quindi addirittura contemporaneamente le due ipotesi; ritengo che alcuni fili derivino dal sistema di disinnesco che, sono informazioni che già allora disponevamo, aveva messo in opera l'artificiere per cercare di disinnescare l'ordigno senza farlo esplodere.
Aveva esteso dei cavi elettrici che comandavano determinati oggetti per il disinnesco del... Quindi alcuni di questi fili sono sicuramente rimasti coinvolti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Delogu: Potrebbero essere rimasti coinvolti nell'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Ormai che ci siamo, capitano, le chiederei di commentare le prime foto del verbale del fascicolo allegato - le prime proprio, le prime due - del fascicolo allegato al verbale di sopralluogo.
TESTE Delogu: Dei reperti o della scena?
PUBBLICO MINISTERO: No, no, la scena. Proprio le prime due dell'intero fascicolo.
TESTE Delogu: Ah.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome parlava appunto di linee elettriche aeree e quant'altro.
TESTE Delogu: Ah, sì. Tra l'altro adesso mi ricordo un'altra tipologia dei reperti era data da frammenti di ferro e di cemento armato derivanti dalla rottura di questa staccionata che è fatta con rete metallica e pali di cemento armato.
La linea elettrica si vede in questa fotografia in alto a sinistra, è interrotta e la prosecuzione è qui, di questa linea qua, che si vede anche nella foto successiva. In questa zona qui e in questa zona qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Faceva un attimo fa, due riferimenti ai frammenti di un qualche manufatto in plastica e poi frammenti di cordino, o quel che fosse, è dato anche degli estremi in termini di colori, di sezioni.
TESTE Delogu: Sì, il cordino ne abbiamo un esempio nel reperto IV. Questo è...
PUBBLICO MINISTERO: Che foto è, capitano, mi scusi? Che foto è?
TESTE Delogu: La foto è la numero 15.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Delogu: Il reperto è il numero 4, la foto è la numero 15. Questa è una foto scattata, come vi dicevo, con quel sistema che ormai è adottato universalmente di fotografare il reperto lì dove si trova. Questo addirittura nell'epoca in cui fu trovato perché è evidente dal contorno che è notte. Se lei apre un momento. Questa è stata fatta la notte stessa. Quindi ritengo, bisognerebbe andare sulla pianta a trovarlo, ma stava sulla strada.
Ecco, e questo qua è un cordino che io ho detto di colore bianco, multifilato, questo addirittura a occhiello è multifilo, cioè non è un filo solo ma è una serie di fili intrecciati.
PUBBLICO MINISTERO: Intrecciati. Si parlava di questi...
TESTE Delogu: Adesso andiamo alla plastica.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
TESTE Delogu: Nella foto 26, reperto numero 15, si vede quello che dicevo io, poi ci sono delle fotografie migliori. Questo è proprio materiale plastico dove è evidente la forza sbrindellante dell'esplosione, tutti crateri, microcrateri dovuti a particelle calde che attraversano molto velocemente questo contenitore. Ce n'è tanti, per esempio anche la 16, stessa cosa. Forse la telecamera non rende giustizia. In questa che è una foto da laboratorio si vede un po' meglio, reperto numero 23, foto numero 34. Si vedono proprio degli spezzoni di plastica con rotture a frange e colorazione un attimino scura. Questo forse era leggermente più distante, nel senso, o materiale leggermente più spesso del contenitore.
Nello stesso reperto vediamo, in questa zona qui e invece l'effetto molto più pronunciato. Questa parte qua potrebbe derivare da una parte sempre del contenitore ma per esempio della basetta di appoggio. Non so, immaginiamo, per fare un esempio, un bidone, ecco, dalla superficie del bidone deriva questa parte qui, quella più distrutta. Dalla parte diciamo dove il bidone poggia per terra, che c'è una sorta di rilievo - ammesso che fosse così - un piccolo rilievo potrebbe derivare quest'altro. Si è salvato un attimino di più perché più consistente.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Questo è, mi pare, l'illustrazione dell'attività di sopralluogo con relativi rilievi descrittivi, fotografici, planimetrici e repertazione. Ora ho bisogno di porle alcune questioni che invece muovono dall'incarico di consulenza, che lei ricevette dal Pubblico Ministero di Roma, dal dottor Salvi.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo incarico lei ricorda la data in cui l'ha ricevuto? E' per fare sempre, nei limiti del possibile, l'anagrafe agli atti compiuti dagli Ufficiali di Polizia Giudiziaria, dai consulenti. Non mi sembra una buona tecnica per dare alla Corte le informazioni che servono.
TESTE Delogu: Allora, il 15 aprile alle ore 16.20.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, voglio dire, l'attività di consulenza si è innestata sull'attività di rilievo e sopralluogo insomma?
TESTE Delogu: Sì, però personalmente io tendo a separare le due figure professionali anche nei tempi, per quanto non sia sempre possibile, comunque il sopralluogo era chiuso a quel momento, per quanto...
PUBBLICO MINISTERO: Il sopralluogo è l'Ufficiale di Polizia Giudiziaria.
TESTE Delogu: Di Ufficiale di Polizia Giudiziaria, è iniziato da quello del consulente.
PUBBLICO MINISTERO: Da quel momento in poi il consulente del Pubblico Ministero, benissimo. Allora, che tipo di indagine tecnica fu affidata a lei, e anche al dottor Vadalà, in relazione a questo incarico? Dopo io porrò alcune domande a lei e altre le porrò al dottor Vadalà.
TESTE Delogu: Sì, dunque, l'indagine ovviamente - senza andare a rileggere i quesiti specifici che stanno già agli atti - verteva soprattutto inizialmente a stabilire che tipo di esplosivo era, la quantità, il confezionamento dell'esplosivo stesso, la possibilità di reperire sul mercato l'esplosivo stesso, il sistema di attivazione ove possibile, l'eventuale punto di attivazione del sistema. E questi mi ricordo adesso, sennò devo andare a guardare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, infatti quelli che lei rammenta sono comprensivi di quelli sui quali le debbo porre delle domande.
La determinazione quindi, delle specie esplosive.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Premettendo un'altra domanda. Queste indagini sono state, indagini di laboratorio, sono state effettuate sulla base del solo materiale repertato dal centro, dal CIS voglio dire, oppure sulla base anche di materiale repertato da altro organo tecnico di Polizia?
TESTE Delogu: Successivamente, ma neanche tanto tempo dopo, noi siamo intervenuti intorno alle 20.00, la Polizia di Stato intorno alle 23.00. Anche loro hanno, di comune accordo poi, proceduto a sopralluogo e repertamento; quindi c'è una parte di reperti e di sopralluogo che riguarda la Polizia di Stato. Il materiale, che poi in questo caso non era complesso, quindi il materiale che è stato sottoposto alle indagini è, diciamo, nel 90% dei casi terriccio prelevato dal cratere.
Quindi su questo materiale noi abbiamo condotto le indagini per stabilire, almeno quelle relative a stabilire il tipo di esplosivo impiegato, le specie esplodenti ritrovate.
Da questo punto di vista, non so se è il caso di nuovo di ripetere tutte le tecniche analitiche...
PUBBLICO MINISTERO: No, basta capitano che enumeri quali sono state impiegate. La Corte ormai sa di che cosa si tratta.
TESTE Delogu: Sì. Allora, sono state adottate: gascromatografia accoppiata a spettrometria di massa con due tipi di rivelazioni differenti in questo caso, con strumenti che in differenti stragi non disponevamo e invece erano entrati in linea successivamente. Quindi a impatto elettronico e per ionizzazione chimica, questo per quanto riguarda il mio laboratorio. Poi, siccome lavoravamo insieme col dottor Vadalà, lui ha adottato anche la tecnica di gascromatografia e HPLC col TEA e in più siamo andati a vedere l'arricchimento del nitrato di ammonio con cromatografia ionica.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi salvo le altre domande che possano esserle poste, mi sembra che avete adoprato uno spettro piuttosto allargato, voglio dire, di...
TESTE Delogu: All'atto della consulenza internazionalmente, non c'era niente di meglio. Cioè, ormai i nostri laboratori, quelli della Polizia e quelli dei Carabinieri nel settore degli esplosivi, per ovvi motivi, erano stati costretti a raggiungere l'optimum delle prestazioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, veniamo quindi ad illustrare alla Corte quali sono state le conclusioni circa le determinazioni, appunto, qualitative di questa carica esplosiva?
TESTE Delogu: Sì, qualitativamente sono state trovate le seguenti specie chimiche: etilenglicole di nitrato, nitro...
PUBBLICO MINISTERO: EGDN.
TESTE Delogu: EGDN famoso. La nitroglicerina, il dinitrotoluene, DNT, e un arricchimento di nitrato di ammonio. Parlo di arricchimento di nitrato di ammonio perché è importante parlare di arricchimento in quanto il nitrato di ammonio, essendo un concime, in campagna si trova nella zona specifica. Se c'è un arricchimento, cioè, ce n'è di più di quello che c'è intorno, vuol dire che deriva da un'altra fonte. E, in questo caso, dall'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: E voi vi siete orientati positivamente...
TESTE Delogu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: .... su una presenza, diciamo, un'eccedenza, rispetto...
TESTE Delogu: Sì, sì. No, è stato proprio fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Delogu: Cioè, in relazione c'è scritto: "Sono stati prelevati dei campioni sul cratere a 50-100 metri dal cratere, per vedere se c'era un arricchimento nelle zone più vicine al cratere". In questa maniera.
PUBBLICO MINISTERO: E avete trovato questa diversità.
TESTE Delogu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, oltre alla determinazione qualitativa, lei diceva che si è occupato anche dell'aspetto rappresentato dal come ricondurre questa determinazione a un qualche cosa di merceologicamente conosciuto.
TESTE Delogu: Sì. Queste specie chimiche sono presenti, sono estremamente diffuse nei manufatti esplodenti impiegati nel nostro Paese.
Praticamente sono alla base di tutte le dinamiti commerciali presenti sul mercato. Di quasi tutte le dinamiti commerciali. Tant'è che non potemmo restringere ad alcune tipologie di esplosivi, nel senso da alcune marche, ad alcune formulazioni di marche di esplosivo, proprio per l'estrema diffusione di questi componenti nelle dinamiti commerciali.
E, nella consulenza tecnica, ci sono, per questo motivo, le tabelle che coprono il 95% di produzione italiana. Anzi, di commercializzazione, che è un po' diverso, italiana di esplosivi dalle quali si può vedere semplicemente che queste tre specie rientrano in tantissimi esplosivi di tipo commerciale.
PUBBLICO MINISTERO: Per esplosivi di tipo commerciale o dinamiti commerciali come diceva un attimo fa, intende esplosivo destinato ad usi civili?
TESTE Delogu: Sì. L'esplosivo che si usa nelle cave.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo una...
TESTE Delogu: O nei cantieri di sbancamento. E' proprio l'esplosivo più banale che si può trovare in Italia.
PUBBLICO MINISTERO: Più banale vuol dire anche più comune?
TESTE Delogu: Più comune. Sì, in questo senso. Banale nel senso di comune.
PUBBLICO MINISTERO: Come dire dalle alpi alle Piramidi.
TESTE Delogu: Eh, dal Manzanarre al Reno.
PUBBLICO MINISTERO: No, io questo non l'ho detto.
TESTE Delogu: Sì, sì. Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, un po' su tutto il territorio nazionale. Voleva dire questo.
TESTE Delogu: Sì, sì. Non avevamo elementi differenzianti per dire: no, questo tipo di esplosivo si usa di più nel Veneto, oppure - e questo è un passaggio successivo - neanche quello precedente, di dire: è più simile alla cava extra 2-A, anziché alla cava extra 1-B.
Perché, innanzitutto non abbiamo potuto, ovviamente si tratta di tracce, fare una analisi quantitativa delle percentuali di esplosivo. Questo è precluso nelle indagini post-esplosione.
Noi avevamo soltanto qualitativamente la presenza di queste tre componenti.
E questi tre componenti, ripeto, come si vede dalle tabelle allegate, rientrano nella formulazione classica di moltissime dinamiti commerciali, di vari tipi di esplosivo commerciale.
Possono variare quantitativamente. una ce n'è il 25%, nell'altra ce n'è il 20%, nell'altra il 27% ma, alla fine, entrano nella formulazione classica delle dinamiti commerciali.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la possibilità di operare a ragion veduta, insomma, con qualche prospettiva di successo, una comparazione tra le tracce di un esplosivo detonato, come in questo caso, caratterizzato per queste specie e non anche per altre; e un esplosivo non detonato in cui viceversa queste specie siano identificate, diciamo, a crudo e non...
TESTE Delogu: Quantitativamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La possibilità di effettuare a ragion veduta comparazioni di questo tipo, lei da tecnico, da esperto della materia, le considera elevate, le considera modeste, o le considera...?
TESTE Delogu: L'unica cosa che si può dire è che, se io ho da una parte un esplosivo contenente, non esploso, contenente etilenglicole di nitrato, nitroglicerina e DNT, posso dire che c'è la possibilità che sia stato impiegato in quell'attentato.
Non posso dire il contrario, cioè non lo posso escludere che, un altro esplosivo con la stessa formulazione, non sia stato impiegato là.
Cioè, io posso escludere, se trovo per esempio T-4 tra i residui, posso escludere un tipo di gelatina commerciale che non contiene il T-4. Viceversa, no.
PUBBLICO MINISTERO: All'ingrosso, proprio con una approssimazione poco scientifica, ma quanti sono i tipi di gelatine commerciali in Italia che nella formula contengono queste specie?
Nell'ordine di qualche decina, nell'ordine di poco metà...
TESTE Delogu: Vi sono alcune decine. Alcune decine. Però alcune decine non rende giustizia, nel senso che in Italia circolano diciamo 50 tipi di esplosivo diverso, veramente circolanti.
Quindi alcune decine su 50, percentualmente è pesante, come risposta. Sono quasi, sono molte, rispetto a quelle che circolano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ricorderà, capitano, che nell'ambito dell'incarico che vi fu posto dal Pubblico Ministero... Mi correggo: nell'ambito dell'incarico che fu posto dal Pubblico Ministero, fu compresa anche una indagine di tipo comparativo.
TESTE Delogu: Sì, insomma...
PUBBLICO MINISTERO: Tanto che - lo debbo richiamare per correttezza, non fosse altro perché sennò la mia domanda rischia di essere incomprensibile per chi mi sente - tanto che voi prima ancora di riferire in via conclusiva e complessiva sui quesiti affidativi il 15 aprile, lei ricorderà sicuramente, forniste una risposta interlocutoria in cui si prendeva in considerazione anche questa indagine comparativa che vi era stata affidata dal Pubblico Ministero.
Io non voglio andare oltre con la domanda, perché dovevo semplicemente citare il dato per riportarlo alla sua memoria. Sicuramente lei lo aveva presente, però...
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... io le domande le debbo fare, ecco.
TESTE Delogu: Allora, adesso non ricordo esattamente. Qualche tempo dopo, però è coevo, insomma, distanza massimo di un mese, un altro Pubblico Ministero investigava su un altro ritrovamento di esplosivo e di accessori detonanti.
In quel quadro ci fu chiesto di vedere se c'era una qualche correlazione tra questo materiale e i residui di esplosivo trovati a Formello.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Delogu: Noi non potemmo fare l'accertamento comparativo fra i due episodi. Perché poi non ricordo bene adesso come finì. Comunque, soltanto una parte del materiale sequestrato nel secondo episodio, e in particolare l'esplosivo, ci fu consentito di analizzare.
I due esplosivi diciamo, o meglio: l'esplosivo trovato sequestrato e le specie esplosive rilevate dopo l'esplosione a Formello, erano compatibili diciamo.
Cioè, l'esplosivo ritrovato poteva generare le tracce trovate a Formello. Però sempre con quella approssimazione di cui si è detto. Nel senso che: le tracce trovate a Formello purtroppo non sono caratterizzanti un esplosivo particolare, ma sono in quella grande famiglia delle dinamiti che, proprio per l'estrema diffusione, per la facile reperibilità sul mercato, sono state utilizzate a Formello e in altri cento attentati più o meno grandi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, capitano, lei ricorda da dove veniva questo esplosivo oggetto di un sequestro diretto?
Cioè dire, dov'era stato eseguito questo sequestro.
TESTE Delogu: No, esattamente no. Mi pare nella zona di Civitavecchia, ma potrei benissimo sbagliare. Non ricordo adesso.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi fosse Cerveteri?
TESTE Delogu: Può darsi. In zona Civitavecchia, quella zona.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, poi vi fu chiesto dal dottor Salvi di occuparvi anche dell'aspetto, come al solito, del peso di carica o del quantitativo di specie esplosiva, di miscela esplosiva, sostanza esplosiva, quello che sia, che è stata impiegata a Formello.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può chiarire come, con quali criteri avete affrontato questo aspetto del problema?
TESTE Delogu: Sì. In questo caso eravamo molto facilitati, rispetto a, per esempio, a un San Giovanni in Laterano, dove si è parlato non più tardi di due giorni fa, della complicazione.
Perché noi avevamo avuto la possibilità addirittura di vedere delle foto della bomba, chiamiamola così, del complesso esplosivo, attivazione, eccetera, anche se pur fatte di fuori, ovviamente. Che l'artificiere era riuscito a prendere prima che questo pacco esplodesse.
Quindi avevamo anche delle dimensioni volumetriche dell'esplosivo, oltre che quelle lasciate sul cratere.
Inoltre sapevamo, o eravamo, come si dice, avevamo molti elementi per conoscere il confezionamento dell'ordigno. Abbiamo detto i famosi cosi di plastica.
Poi avevamo il tipo di esplosivo impiegato che è una gelatina commerciale e quindi sappiamo la densità che va da 1,3 a 1 mezzo.
Quindi, unendo tutti questi dati, fu facile... O meglio: è abbastanza semplice risalire con una sufficiente attendibilità a un peso intorno ai 90/95 chili. Questo ricordo che stimammo più o meno, ecco. Intorno di un 5 chili. Perché dovuto, infatti, al discorso densità 1,3 o 1,5.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, un dettaglio a questo proposito, del quale la Corte deve essere resa edotta a questo punto.
Quindi lei stava dicendo che conosceva, conoscevate, per meglio dire, le dimensioni in qualche modo...
TESTE Delogu: Sì, approssimativamente, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Vuol spiegare attraverso quali specifici strumenti messivi a disposizione dal Pubblico Ministero, o comunque procurativi dai consulenti...
TESTE Delogu: Sì, sì. No, il Pubblico Ministero organizzò, diciamo, un confronto tra i consulenti e l'artificiere che aveva lavorato al disinnesco dell'ordigno; il quale ci descrisse, oltre che fornirci le fotografie, ci descrisse anche com'era a sua memoria. Facemmo l'identikit di questo pacco bomba.
C'è un disegno, è allegato alla relazione tecnica.
PUBBLICO MINISTERO: Come fu realizzato questo disegno? Chi lo realizzò lei, il dottor Vadalà, il Pubblico Ministero Manara...?
TESTE Delogu: No, no, avevamo un disegnatore del mio ufficio, il quale disegnava esattamente quello che diceva l'artificiere alla presenza mia e del dottor Vadalà e forse addirittura anche del Pubblico Ministero.
Questo adesso non me lo ricordo se anche il Pubblico Ministero partecipò materialmente alla stesura del disegno, o si allontanò. Questo non, adesso non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, disponevate anche delle fotografie scattate?
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quelle fotografie, lei capitano da chi le ha avute?
TESTE Delogu: Eh, dalla Polizia Giudiziaria... Adesso non...
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda l'ufficio che aveva realizzato quegli elaborati fotografici?
TESTE Delogu: L'ufficio no. L'ufficio no, ritengo che sia stato l'artificiere stesso a scattare le foto, o qualcuno che stava insieme con lui poco prima dell'esplosione.
Perché in una delle foto che ho visto io c'è ancora la nuvola per aria, dell'esplosione, del materiale.
Quindi ritengo, non è che ci poteva essere tanta gente intorno a quell'esplosivo.
O è stato l'artificiere stesso a scattare, o era quello che gli stava a fianco e gli forniva i materiali, ritengo. Della stessa squadra degli artificieri.
Poi non sono andato ad investigare più di tanto chi effettivamente ha fatto queste foto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
TESTE Delogu: Comunque, ritengo che siano originali.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
TESTE Delogu: Ritengo che siano originali, non ho motivo di dubitarne.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma non lo metto in dubbio nemmeno io che siano originali. Era semplicemente, così, per la curiosità. però, davanti alla Corte, le curiosità bisogna che siano sempre serie.
E' la curiosità di conoscere il nome proprio del brigadiere, l'appuntato, chi fosse.
Se fosse... le ho fatto la domanda, capitano, perché nel verbali di sopralluogo si dà atto che, quando intervenne lei col suo personale, sul posto c'era il personale della Compagnia Cassia e il personale del Reparto Operativo. Cioè a dire il Comando Provinciale di Roma.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quando lei è arrivato lì, a parte ci sarà stato suppongo magari anche qualche ufficiale in grado più elevato, non ho idea.
Però, insomma, il personale presente e operante sul posto è quello del Reparto Operativo e della Compagnia Cassia.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome è scritto nel suo verbale, io...
TESTE Delogu: Sì, sì. No, ma questo è...
PUBBLICO MINISTERO: Assumo e presumo che sia corretto, voglio dire.
TESTE Delogu: Sì, no, è sicuramente corretto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Benissimo. Allora io non le domando altro. Perlomeno per il momento non mi pare di doverle chiedere altro.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
AVVOCATO Ammannato: Sì. Avvocato Ammannato parte civile.
Capitano, quando lei oggi ha parlato "Dinamiti commerciali", intende anche gelatinati commerciali? Cioè i due termini grossomodo sono equivalenti?
TESTE Delogu: Le dinamiti in Italia si differenziano in due principali, anzi, tre.
Però, da un punto di vista fisico, diciamo possiamo dire due grossi tipi di dinamiti. Sono i polverulenti e i gelatinati.
Il termine dinamite assume, diciamo nel linguaggio comune, i polverulenti e le dinamiti commerciali.
Poi altri esplosivi che per composizione sono simili, ma hanno tenore di nitrogliceroglicole più alti e sono le gomme, le gallette, eccetera.
Però, tutte insieme, risalgono alla formulazione più o meno originale di Nobel con nitroglicerina e farina fossile, come stabilizzante. Ecco perché vengono ancora chiamate dinamiti.
Poi, ovviamente, ognuno ha, tra il nome di dinamite e diciamo il marchio di fabbrica che individua solo ed esclusivamente un tipo di esplosivo, ci sono anche altre sottofamiglie, diciamo.
AVVOCATO Ammannato: Sì, no, per capire: nel senso che anche nelle precedenti perizie balistiche - parlo alle chiese a Roma, in via Fauro e anche in via Palestro - sono stati identificati i famosi sei componenti, di cui: due erano quelli diciamo il T-4 e il tritolo, quelli che vengono usati per uso militare tipo compound-B.
TESTE Delogu: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Gli altri quattro, tra cui appunto l'MG, la EGDN, poi il DMT, appunto, la dinamite e quando c'è il nitrato di ammonio, perché lì non si è sicuri se fa parte appunto del terreno, diciamo...
TESTE Delogu: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, queste erano state definite gelatine, gelatinati commerciali.
TESTE Delogu: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, oggi vedo che i componenti, l'MG, EGDN, DNT, c'erano anche diciamo a Formello.
TESTE Delogu: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Però oggi lo ha definito appunto dinamiti commerciali.
Ecco, la differenza per capire, questo era polverulento e l'altro...
TESTE Delogu: No.
AVVOCATO Ammannato: No. Ecco.
TESTE Delogu: No, riteniamo di no, anche se dopo l'esplosione non si può dire se era un polverulento o un gelatinato.
Questo non si può dire dopo. Però vedere tanto bene la nitroglicerina e l'EGDN ci fa ritenere su una scorta forse meno oggettiva, più soggettiva che si trattasse di gelatina.
Allora, per essere chiaro, le dinamiti, togliendo le altre sottofamiglie, si distinguono in commercialmente estremamente diffuse, in dinamiti polverulente, e in polverulenti nitroglicerinati e cioè con aggiunta di nitroglicerina, o gelatine vere e proprie, con un altro tenore di nitroglicerina e dell'EGDN. Che, insieme, si chiamano nitrogliceroglicole.
Cioè, la somma di EGDN e nitroglicerina normalmente si chiama nitrogliceroglicole.
AVVOCATO Ammannato: No, la mia domanda era diciamo più semplice. Nel senso: si possono definire anche le componenti chimiche qualitative a Formello, come gelatinati commerciali, o dinamiti commerciali?
TESTE Delogu: Col termine dinamite si ricomprendono più sottofamiglie, fra le quali quelle... Fra le quali lei sta facendo la differenziazione.
Non so se...
AVVOCATO Ammannato: E' un genius, rispetto alla specie, per capire.
Cioè, con dinamite commerciale più ampio.
TESTE Delogu: Esatto.
AVVOCATO Ammannato: La ringrazio.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Gramigni: Grazie, Presidente. Avvocato Gramigni.
Rimango in tema, capitano. Io se ho bene annotato durante la sua esposizione, ho appreso che, rispetto alle analisi qualitative sulla sostanza esplosiva dell'ordigno esploso a Formello, entra, viene menzionato il nitrato di ammonio che è sostanza che voi escludete essere del tipo di ritrovamento e tipo di considerazioni che avete svolto, essere relativa al terreno, al concime del terreno, ma ritenete essere relativa alla carica esplosiva.
Ecco, mi corregga se sbaglio, lei ha avuto occasione anche di svolgere attività di consulenza in altri fatti che oggi ci occupano. Avevate mai rinvenuto tracce significative di nitrato di ammonio in occasione di altre consulenze?
Parlo delle consulenze di questo processo, naturalmente.
TESTE Delogu: Questo tipo di accertamento, se fatto in campagna, ha un senso; se fatto in situazioni diverse dalla campagna ha un senso diverso.
Nelle altre consulenze si parlò non di arricchimento, ma di positivo o negativo.
AVVOCATO Gramigni: Sì.
TESTE Delogu: No? Basta andare a riscorrerle e questo è il tipo di risposta.
AVVOCATO Gramigni: Sì. Avevo presente questo dato: di non aver mai sentito menzionare fra le sostanze rilevate, il nitrato di ammonio.
TESTE Delogu: No, no. Attenzione, è stato rilevato, ma è stato rilevato non tanto come presenza di arricchimento.
Cioè, rispetto ad uno standard preso lì vicino, ma come positivo o negativo.
Le spiego perché.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Delogu: In campagna e in quella determinata situazione, è necessario vedere se si tratta di una soglia superiore rispetto all'ambiente circostante.
AVVOCATO Gramigni: Sì, certo certo.
TESTE Delogu: In città, questo tipo di accertamento non ha senso, perché da un punto all'altro ci può essere un effetto casuale di arricchimento di nitrato di ammonio.
AVVOCATO Gramigni: E' chiaro.
TESTE Delogu: Attenzione, devo concludere.
Se lei guarda le formulazioni degli esplosivi tipo dinamite commerciale presenti in Italia, quindi con la più ampia interpretazione a seguito della domanda dell'avvocato precedente, il nitrato di ammonio è sempre presente. Allorché si tratta di nitroglicerina, EGDN, dinitrotoluene. Quindi...
AVVOCATO Gramigni: Quindi lo possiamo classificare tra le componenti delle dinamiti commerciali.
TESTE Delogu: Sì. Nel momento in cui c'è EGDN, nitroglicerina e DNT, sia che si rilevi, sia che non si rilevi - e questo possiamo discutere il perché - si può dare con buona approssimazione per presente anche il nitrato di ammonio.
Perché questo? Perché, ripeto, mentre la nitroglicerina, l'EGDN, il DNT, sono sostanze che bene o male si trovano solo negli esplosivi, il nitrato di ammonio può derivare anche da inquinamento.
Ecco perché sono state sviluppate, o prima, avevamo sviluppato tecniche analitiche soprattutto alla ricerca di elementi veramente caratterizzanti l'esplosione e non accessori.
Successivamente invece sono state messe appunto tecniche analitiche anche per rilevare la differenza tra l'inquinamento ambientale e il nitrato di ammonio derivante dall'esplosivo.
AVVOCATO Gramigni: Quindi, se ho capito bene, rispetto alle attività di analisi svolte in relazione all'esplosione di via Fauro e di San Giovanni, per dire, voi non eravate in grado di stabilire se la presenza di nitrato di ammonio era da attribuirsi all'inquinamento atmosferico o ambientale in senso lato, ovvero ad una componente esplosiva.
TESTE Delogu: Infatti il nitrato di ammonio, in tutte le altre occasioni, viene dato come positivo o negativo. C'è o non c'è.
AVVOCATO Gramigni: C'è o non c'è. Però non si...
TESTE Delogu: Non si può dire, ma...
AVVOCATO Gramigni: Non foste in grado di stabilire se era...
TESTE Delogu: Ma non fummo in grado di stabilirlo e neanche lo facemmo, per un motivo molto semplice. Uno, perché in una situazione non omogenea, e credo che lei sia d'accordo con me che come ambiente una campagna piatta è molto più omogenea che un centro abitato, no?
AVVOCATO Gramigni: Certamente.
TESTE Delogu: Quindi, andare a cercare una omogeneità, un punto di riferimento dieci metri in una campagna, è un discorso. Perché si può dire che è omogeneo.
Andar a cercare dieci metri più in là a via Fauro, un punto per pigliarlo come standard zero...
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Delogu: Non ha molto senso da un punto di vista tecnico.
AVVOCATO Gramigni: Non ha senso dal punto di vista scientifico.
TESTE Delogu: Sì. E comunque ripeto: allorché si trova nitroglicerina, EGDN e DNT, perché questi qua non hanno formulazioni in Italia se non insieme al nitrato di ammonio, tanto vale darlo come...
AVVOCATO Gramigni: Senta, mentre invece mi sembra di aver rilevato che, in occasione della analisi di tipo esplosivistico sul fatto di Formello, mancano, non sono presenti pentrite e T-4 che, viceversa, hanno caratterizzato i casi degli altri ordigni.
Questo me lo può dare come un dato...
TESTE Delogu: Sì, ha ragione. Confermo.
Non c'è pentrite, non c'è T-4 e non c'è neanche tritolo.
AVVOCATO Gramigni: Quindi, non c'è pentrite, non c'è T-4 e non c'è tritolo.
TESTE Delogu: Anche se il tritolo si potrebbe fare un discorso che, se vuole, affrontiamo.
Il discorso del tritolo è che non lo possiamo escludere come specie presente, costante, perché esistono degli studi molto recenti che dicono che il tritolo, esplodendo, può trasformarsi in dinitrotoluene.
Credo che questo argomento sia stato peraltro già affrontato qua, in questa sede.
AVVOCATO Gramigni: Comunque diciamo: seppure con questa riserva, non si rilevano tracce di tritolo, non si rilevano tracce di pentrite, non si rileva...
TESTE Delogu: Questo è un dato oggettivo.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, questo è un dato oggettivo.
Senta, ecco, le indagini di tipo comparativo che ella ha svolto, si sono limitate a quel sequestro di esplosivo avvenuto in Cerveteri?
TESTE Delogu: Sì, con quello che le ho detto, con le approssimazioni che già le ho detto: che l'Autorità Giudiziaria che effettivamente era titolare di indagine, poi - adesso non so perché - ma non ci consentì di approfondire quel tipo di indagine stessa.
Cioè, ci fu soltanto questo episodio di accertamento del tipo di esplosivo e si vide che se esploso, avrebbe lasciato le stesse tracce di quelle di Formello.
Poi non ci furono messe a disposizione, adesso non ricordo perché, esigenze processuali loro, non...
AVVOCATO Gramigni: E fu esplosivo rinvenuto in Cerveteri, diceva, questo...
TESTE Delogu: Io, ripeto, non mi ricordo esattamente in che situazione. Ricordo che era nella zona di Civitavecchia, quindi non escludo assolutamente che possa essere Cerveteri, via, siamo lì.
Dovrei andare a guardare le carte per maggiore precisione, ecco, solo per questo motivo non posso essere più preciso.
AVVOCATO Gramigni: Lei fu notiziato dalla autorità allora procedente, o da altra persona qualificata, del fatto che vi era, era entrato diciamo nell'interesse investigativo una sottrazione di un considerevole quantitativo di esplosivo avvenuto in località vicina a Dinami, in Calabria?
TESTE Delogu: Di? Scusi.
AVVOCATO Gramigni: Dinami.
TESTE Delogu: Non ne so niente.
AVVOCATO Gramigni: Non ne sa niente. Non le è mai stata sottoposta questa...
TESTE Delogu: Alla mia persona, no.
AVVOCATO Gramigni: ... notizia investigativa.
TESTE Delogu: Ha detto Dinami?
AVVOCATO Gramigni: Dinami, Dinami, sì.
TESTE Delogu: Ma Di Nami, è il paese, o...
AVVOCATO Gramigni: Dinami tutto attaccato.
TESTE Delogu: Ah.
AVVOCATO Gramigni: Dinami, provincia di Catanzaro.
TESTE Delogu: Non ne so niente.
AVVOCATO Gramigni: Senta, una domanda che poi dovrà essere approfondita con altro teste.
Lei ha avuto occasione di operare un confronto con l'artificiere che intervenne a Formello.
TESTE Delogu: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Questo lo ha già esposto al Pubblico Ministero.
Ecco, l'artificiere ebbe a manifestare anche a lei e ai suoi colleghi quello che risulta da atti poi a sua firma, ovvero che a suo giudizio trattavasi di esplosivo sintetico, rispetto all'esplosivo di Formello? Se lei...
TESTE Delogu: Adesso non ricordo questo passaggio. Anche se ci fu una cosa di questo genere, come facevo a dire che si trattava di esplosivo sintetico?
AVVOCATO Gramigni: Io non le sto dicendo, guardi...
TESTE Delogu: Eh, cioè, lì si vede dalle foto. C'era un pacco tutto ben chiuso. Quello che dice lui...
Poi, che significa esplosivo sintetico?
AVVOCATO Gramigni: Era questo che le volevo chiedere, appunto.
TESTE Delogu: Avvocato, siamo pari, eh. L'esplosivo è tutto di sintesi.
AVVOCATO Gramigni: Appunto.
TESTE Delogu: Non esiste un esplosivo naturale di contro. Quindi...
AVVOCATO Gramigni: Quindi diciamo che è una espressione, o una...
TESTE Delogu: Sì, gergale, ma molto gergale. Praticamente incomprensibile.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Delogu: Praticamente un determinato ambiente operativo, dice: sintetico un certo tipo di esplosivo e non so come, un altro tipo di esplosivo. Ma lo sanno solo loro, non è una nomenclatura ufficiale.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, e in termini gergali si riconduce all'esplosivo sintetico anche la dinamite commerciale?
TESTE Delogu: Eh, mi sta chiedendo una cosa che non so. Io sono...
PRESIDENTE: Mi pare che il teste ha già risposto, avvocato.
TESTE Delogu: Sono un tecnico...
PRESIDENTE: Sono proprio nozioni scientifiche di cui è a conoscenza.
AVVOCATO Gramigni: Ma siccome chi lo afferma è un artificiere che va lì a dire giustappunto...
PRESIDENTE: Evidentemente aveva un proprio linguaggio che non era un linguaggio comune, o un linguaggio...
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì. Ma la mia...
TESTE Delogu: No, al contrario.
AVVOCATO Gramigni: ... curiosità processuale era legata al fatto che viene usata una certa espressione da parte di uno che devo presumere, una persona che devo presumere un tecnico. Ho di fronte un...
PRESIDENTE: Va bene, avvocato. Passiamo avanti per favore.
AVVOCATO Gramigni: Credo di aver concluso. Grazie.
PRESIDENTE: Prego.
AVV. Cianferoni: Non... sono l'avvocato Cianferoni, buongiorno capitano.
TESTE Delogu: Buongiorno.
AVV. Cianferoni: Per non disperdere questa circostanza, lei che intende per "esplosivo sintetico"?
TESTE Delogu: Non lo intendo. Torniamo al discorso...
PRESIDENTE: Avvocato, ma perché fate delle domande... il teste vi ha già detto che è un termine non scientifico, che ha evidentemente... nasce in un certo contesto di persone, o di persona. Che cosa vogliamo andare a cercare?
TESTE Delogu: Io sono un chimico. L'artificiere ha un'altra formazione professionale. Io non mi sognerei mai, sfido a trovare in un mio scritto, un qualche cosa dove si dice di esplosivo sintetico. Altro non posso dire.
AVV. Cianferoni: Era indubitabile, no. Non è nemmeno per voler comparare il livello di conoscenze scientifiche suo...
PRESIDENTE: Avvocato, faccia domande. Per favore!
AVV. Cianferoni: L'ambiente operativo degli artificieri lo conosce?
TESTE Delogu: No.
AVV. Cianferoni: Non lo conosce.
TESTE Delogu: Non lo conosco approfonditamente.
AVV. Cianferoni: Questa domanda è per sapere se intervengono - per quello che lei sa - da soli, in coppia, in nucleo...?
TESTE Delogu: Non ho idea delle modalità operative degli artificieri.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Dunque, era solo per chiudere l'argomento sollecitato finora.
Riprendiamo perciò la questione dall'inizio: dunque, attivazione, innesco e sistema esplodente di questo ordigno. Per come l'avete ricostruito.
TESTE Delogu: Anche qui, ripeto, non avevamo elementi oggettivi. Cioè, noi non abbiamo trovato niente oggettivamente sulla scena dell'attentato che ci consentisse di risalire al tipo di innesco. Avevamo come dato - qui ce lo metta lei l'aggettivo - oggettivo o soggettivo, ciò che ci racconta l'artificiere. E quello che si vede dalle fotografie.
Quello che si vede dalle fotografie praticamente è nullo. Non è utile, se non per le dimensioni e la forma esteriore del pacco.
AVV. Cianferoni: Ecco, prendiamo un attimo la foto se la Corte consente. Cioè, se gli si può mostrare la foto 7.
PUBBLICO MINISTERO: Ce l'ha avvocato, costì?
AVV. Cianferoni: Prego?
PRESIDENTE: L'assistente che può...?
AVV. Cianferoni: Ah, ecco. Se si può mostrare al capitano la foto numero 7, quella dove si vede il pacco un po' più chiaro.
TESTE Delogu: Sì, è dall'altra...
AVV. Cianferoni: Aspetti, abbia pazienza capitano.
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: Magari il Presidente non me l'ammette la domanda però, lei ha parlato con l'artificiere, l'ha detto ora. Ha letto la relazione del servizio a firma brigadiere, eccetera. Ci legge esplosivo sintetico, le analisi le deve fare lei. Perché non gli ha chiesto: ma incompetente che sei, dimmi che vuol dire "esplosivo sintetico"?
TESTE Delogu: Io non ho mai detto di aver letto la relazione del servizio.
AVV. Cianferoni: No, l'ha detto ora che ci ha parlato. L'ha detto anche prima.
TESTE Delogu: E' diverso. Attenzione: io non ho letto la relazione di servizio, lei fa riferimento a un atto ben preciso. Io le ho detto che con l'artificiere abbiamo parlato di com'era la forma e gli abbiamo chiesto di dirci e di risalire attraverso quello che era la sua memoria, al disegno del...
AVV. Cianferoni: Va be'.
TESTE Delogu: Eh, è un attimino differente.
AVV. Cianferoni: Va bene.
TESTE Delogu: Se vogliamo, avvocato.
AVV. Cianferoni: Vediamo l'esplosivo, vediamo l'ordigno.
TESTE Delogu: Questa è una delle foto che io ebbi modo di vedere.
AVV. Cianferoni: Questa mi pare...
TESTE Delogu: Non mi aiuta molto.
AVV. Cianferoni: ... non sia la foto 7, però. Se la foto 7, potessimo vedere...
PRESIDENTE: Vuol vedere qual è la foto 7?
AVV. Cianferoni: I cordini bianchi.
TESTE Delogu: La foto 7 è ancora peggio.
AVV. Cianferoni: Mah, insomma. Lei c'ha questa cosa davanti, no?
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: Dove si può collocare, visto che in ogni ordigno c'è. Ormai l'abbiamo appreso. In ogni ordigno c'è, poi che si trovi o no, ma c'è: un'attivazione, un innesco e una carica esplodente.
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: Oh. Lì dove si può collocare l'attivazione, l'innesco e la carica esplodente? Tenendo di conto, perché di quello che... insomma ora sennò diventa una domanda troppo lunga, ma l'artificiere gli avrà detto che ha visto un quadrante di orologio, che c'era dei fili elettrici, queste cose le sa.
TESTE Delogu: Nella consulenza tecnica c'è il disegno che forse aiuta molto più di questo. Cioè non sono dati oggettivi, sono dati riferiti da un - chiamiamolo un testimone -...
AVV. Cianferoni: No, ma è un pubblico ufficiale, ufficiale di P.G. che ha fatto...
TESTE Delogu: Sì, ho capito. Ma io devo basarmi su dati...
PRESIDENTE: Scusate un momentino. Possiamo vedere questo disegno?
AVV. Cianferoni: E tra l'altro Presidente,...
PRESIDENTE: Abbiamo detto disegno?
AVV. Cianferoni: Sì, sì.
PRESIDENTE: Possiamo vederlo?
PUBBLICO MINISTERO: Io chiedo scusa...
AVV. Cianferoni: E tra l'altro, chiedo scusa. Una cosa sola aggiungo e poi mi cheto: a foglio 8103 e seguenti, credo che negli atti del fascicolo del dibattimento vi sia una nota informativa - a firma dell'allora tenente De Dona ieri escusso - dove si fa proprio il racconto di quello che dice il brigadiere Panara.
Forse era addirittura da "espungere in lo tempore", ormai è rimasta nel fascicolo.
PRESIDENTE: Era da?
AVV. Cianferoni: Prego?
PRESIDENTE: Era da?
AVV. Cianferoni: "Espungere in lo tempore". Ormai è rimasta nel fascicolo. La Corte sa di queste cose, eh? Cioè, son dati del processo: si parla di esplosivo sintetico e di altre cose che verranno fuori ora.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, il Presidente mi faceva... mi chiedeva se esiste...
PRESIDENTE: Questo...
PUBBLICO MINISTERO: E' ovvio che esiste questo documento. E' un allegato a un verbale di esame condotto dal Pubblico Ministero e quindi non poteva stare tra i fogli di cui dispone la Corte. Lo poteva avere il Pubblico Ministero, il quale come aveva già anticipato e credeva di averlo fatto per chiarezza anche di esposizione, un determinato tipo di problemi li poneva al capitano Delogu e si riprometteva di porre un altro tipo di argomento, la difesa sapeva esattamente quali, con questo compreso all'altro consulente. Comunque, non c'è nessun problema. Che ne fo di questo, Presidente?
PRESIDENTE: Lo...
PUBBLICO MINISTERO: Io, personalmente, non l'ho sottoposto al testimone. La difesa lo vuol sottoporre al testimone?
AVV. Cianferoni: No. La dife... io volevo che ci parlasse più che altro della foto. Il disegno per me, si può far vedere anche al dottor...
PRESIDENTE: E' il teste che... Scusatemi. Il teste...
AVV. Cianferoni: L'hanno fatto insieme, però.
PRESIDENTE: Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
AVV. Cianferoni: Delogu...
PRESIDENTE: Posso dire una parola? Mi scusi, avvocato. Una volta ogni tanto. Per chiedere se, posto che il teste ha fatto riferimento a questo disegno per poter rispondere alla domanda del difensore che ha chiesto di sapere come era congegnato questo ordigno con tutti i suoi elementi, l'innesco, eccetera, evidentemente per avere memoria di che cosa l'artificiere aveva messo insieme.
Allora, se non ci sono opposizioni, lo facciamo vedere a questo teste.
PUBBLICO MINISTERO: Da parte mia non ci sono opposizioni, Presidente.
PRESIDENTE: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Nessuna opposizione.
PRESIDENTE: Benissimo. Facciamolo vedere al teste...
PUBBLICO MINISTERO: Allora, però, diamo atto - perché sennò non si sa da dove viene questo foglio - ...
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... che questo viene da un verbale che è stato, che è intestato alla Procura della Repubblica di Roma, Direzione Distrettuale Antimafia esattamente al sostituto procuratore Giovanni Salvi, compiuto questo atto alle ore 10 e 20 del 18 maggio '94; è un verbale di assunzione di informazioni del brigadiere dei Carabinieri Mario Panara svoltosi nei locali del Centro Carabinieri Investigazioni Scientifiche in Roma, con la presenza dei consulenti tecnici: il capitano Delogu e il dottor Vadalà.
Ecco, questo veramente sta negli atti del Pubblico Ministero; è fascicolato alle pagine 221 e successive del fascicolo rimesso dal Pubblico Ministero di Roma al Pubblico Ministero di Firenze; quello che andiamo a mostrare sono l'allegato costituito da due fogli di carta.
PRESIDENTE: Allora, ci può dire capitano?
TESTE Delogu: Sì. La genesi di questo disegno, ripeto, è sulla base della descrizione dell'oggetto stesso fornita dal brigadiere artificiere che fece - Panara - che fece l'intervento.
Niente, lui diceva com'era e il disegnatore lo disegnava, e noi stavamo a guardare.
PRESIDENTE: E lei è in grado oggi... Perché noi questo teste ieri non l'abbiamo potuto sentire, perché non si è presentato: lo risentiremo.
TESTE Delogu: Sì.
PRESIDENTE: Ma se lei può anticiparci, non perché indovini, ma perché ricordi in che cosa consistevano complessivamente i diversi elementi di questo congegno, le saremmo grati. Avremmo fatto un passo in avanti.
TESTE Delogu: Sì, d'accordo signor Presidente. Quello che io sto cercando di esprimere è un concetto di questo tipo: sulla base di questo disegno io personalmente non sono in grado, né sulla base delle foto, perché non mostrano dati specifici, né sulla base del disegno, di darvi delle informazioni corrette sul tipo di funzionamento del congegno stesso.
Posso azzardare delle ipotesi, ma quanto possono essere utili a questa Corte le ipotesi mie?
PRESIDENTE: Benissimo. Allora, rinviamo il tutto all'esame di questo teste che evidentemente faremo...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, va bene.
TESTE Delogu: Se poi, con questa premessa, vogliamo continuare...
PRESIDENTE: No, no, capitano, è inutile fare delle ipotesi che potrebbero dimostrarsi non corrette rispetto a chi ha fatto il disegno.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, mi perdoni.
PRESIDENTE: Dica pure.
PUBBLICO MINISTERO: Qui abbiamo cercato di ripercorrere il tipo di accertamento che è stato compiuto durante le indagini preliminari dal capitano e dal dottor Vadalà. E l'accertamento ha investito anche questo aspetto del problema, sulla base dei dati di cui disponevano allora. Questi compresi.
PRESIDENTE: Cioè nella relazione dei tecnici...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, certo.
PRESIDENTE: ... c'era anche questo.
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
PRESIDENTE: Io credevo che lei si volesse riservare di fare queste domande all'altro teste.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Ma, voglio dire, non c'è una ci...
PRESIDENTE: Allora, il capitano può dirci qual è stata la vostra...
PUBBLICO MINISTERO: Non è circoscritto. Io so perché - e questo l'abbiamo capito - il capitano Delogu è laureato in chimica, quindi la sua specializzazione è affrontare il problema da un punto di vista chimico. Il dottor Vadalà è un chimico anche lui, ma ha una competenza prevalente su un certo aspetto del problema.
Io so, perché li conosco, come ormai li conosciamo tutti, che l'aspetto maggiormente curato, per così dire, dal capitano - sennò non si farebbero gli incarichi per così dire collegiali e, nello stesso tempo, multidisciplinari - l'aspetto curato più direttamente dal capitano è l'aspetto chimico; l'altro, curato dal dottor Vadalà, era prevalentemente l'aspetto tecnico operativo, ammesso che ci sia qualche cosa di concreto a questo proposito.
Ecco perché avevo distribuito in un certo modo le domande. Ma questo non è certo un limite per i difensori, per l'esame...
PRESIDENTE: Benissimo. Allora, capitano...
PUBBLICO MINISTERO: ... il controesame. Per carità!
PRESIDENTE: ... le vostre ipotesi.
TESTE Delogu: Allora, sulla scorta di tutta l'indagine, quindi non cristallizzandoci su dati che hanno un oggettività relativa, o anche molto, come si dice?
PRESIDENTE: Molto vicina...
TESTE Delogu: Molto vicina alla realtà, però relativa. Perché ci vengono da testimonianze.
PRESIDENTE: Certo, attraverso cioè l'apporto personale di tutti...
TESTE Delogu: Esatto: non come dato di fatto, ma come dato testimoniale. Questo tipo di congegno, per gli elementi che ci vengono descritti - apra questo - si configura come un congegno di tipo elettrico, in cui si vedono due batterie, due pacchi di batterie. Uno è questo pacco qua; e il resto è questo secondo pacco qua.
Questo strumento potrebbe essere un commutatore di energia. E tutta questa parte qua è la parte esplodente. Okay.
Allora, queste batterie sono, potrebbero essere le batterie necessarie ad alimentare i detonatori. Perché le più piccole? Perché queste stanno in stand by fino al momento in cui devono dare la scarica al detonatore, e quindi non si consumano se non al momento in cui deve partire il detonatore.
La batteria più grande dovrebbe avere una forma di parallelepipedo, un cubo parallelepipedo, potrebbe essere una batteria tipo autovettura; dimensionalmente, ci siamo. Questa batteria qua dovrebbe tenere acceso, dovrebbe tenere alimentato il sistema di ricezione del telecomando.
Da qualche parte - qui non si vede - ci dovrebbe essere il sistema di ricezione del telecomando: praticamente, uno strumento elettronico che riceve l'impulso, lo trasforma in un movimento elettromeccanico, chiude il circuito tra il secondo pacco di batterie e il detonatore.
Questo è il funzionamento, uno dei funzionamenti; se ammettiamo che sia telecomandato.
Sennò, potrebbe funzionare in un'altra maniera. Questo sistema qua potrebbe essere un sistema a caduta di tensione: praticamente, quello strumento analogico qui, misura la tensione della batteria, di questa batteria qui sotto; mano mano che questa si scarica per un qualche motivo, l'ago va verso lo zero; quando arriva allo zero chiude il circuito meccanicamente, il circuito che tiene in rete il secondo pacco di batterie. E questo fa esplodere i detonatori, e quindi la carica.
Sulla base delle testimonianze e del disegno, con l'oggettività che possono avere queste informazioni ricevute da un operatore che sta lavorando su un esplosivo, e quindi ha tutte le approssimazioni psicologiche che può avere, questo è quello che si può dire.
O che, perlomeno, io riesco a dire su questo oggetto.
AVV. Cianferoni: Oh, senta, nell'attività di sopralluogo e repertamento, avete trovato dei reperti significativi in ordine al congegno elettromeccanico che è stato poi disegnato?
TESTE Delogu: No.
AVV. Cianferoni: Non avete trovato...
TESTE Delogu: Abbiamo trovato soltanto quei frammenti di plastica, che potrebbero derivare anche dal contenitore della batteria grande, da quella di sotto; e dei frammenti di cordoncino, che erano già stati citati all'inizio, e che forse questo può essere più utile. Forse, se non ricordo male, si individuavano intorno - è un particolare estremamente piccolo, non so se riusciremo a vederlo -...
AVV. Cianferoni: Sì, sì.
TESTE Delogu: Qui ci sono due fili, due cavetti che potrebbero essere delle maniglie, o qualcosa per legare e per muovere più agevolmente questo pacco; che potrebbero essere la genesi di quei frammenti di filato che abbiamo visto a posteriori.
AVV. Cianferoni: Sì, certamente. Ma, se non sbaglio, dentro le batterie delle macchine c'è anche una buona parte di piombo.
TESTE Delogu: Non è stato trovato.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Senta, la comparazione è venuta naturale, tutto partiva da lì poi, Presidente. Cioè il disegno e la fotografia.
Voi avete svolto un'attività grafica, avete disegnato quanto vi raccontava il brigadiere Panara. Quella, è la foto. Ed è, tra l'altro, l'unica volta nella quale abbiamo una foto dell'ordigno che poi dovrebbe essere esploso, quell'ordigno lì.
Allora, come può comparare? Cioè, c'è una congruenza tra il racconto del Panara e questa foto?
TESTE Delogu: Beh, direi di sì. Cioè non credo che avesse motivo di...
AVV. Cianferoni: No no, ora...
TESTE Delogu: Sì, i due oggetti sono abbastanza simili. Cioè il disegno...
AVV. Cianferoni: ... le spiego. Guardi questo, per esempio; questo è molto bellino. Molto bellino in che senso? Molto significativo, perché altri testi hanno parlato di scatole, scatolo, scatoloni, scatola: la parola "scatola".
Il Panara - lei sa, lo sa anche la Corte perché, come dico, c'è questa annotazione di servizio già in atti al foglio 8103-8104 - parla di tre pacchi lineari di medie dimensioni, confezionati con carta da pacchi.
Quella non mi sembra una cosa lineare, con medie dimensioni: una scatola.
TESTE Delogu: Non le sembra a lei, avvocato?
AVV. Cianferoni: No. Perché sul lato, per me che guardo da qua, destro, vedo una cosa...
TESTE Delogu: Una protuberanza.
AVV. Cianferoni: Una protuberanza.
TESTE Delogu: Guardi questo disegno, avvocato: non mi sembra distinto, molto differente, se lei lo guarda da un lato. Questo è un disegno, diciamo, di tre quarti.
AVV. Cianferoni: No, ma qui ci sono...
TESTE Delogu: Poi, ce n'è un altro in sezione - aspetti, avvocato.
AVV. Cianferoni: Sì. Va bene. Aspetti, rivediamo la foto. Allora, prima di tutto il Panara dice: la batteria era lato campagna. Qui, io mi chiedo da che angolazione sia stata fatta questa foto.
Seconda di poi: dov'è la batteria? Cioè, voglio dire, io vedo una cosa che termina a punta.
PUBBLICO MINISTERO: Ma io credo che questo... mi oppongo a questa domanda. Chiedo scusa, capitano.
AVV. Cianferoni: Mah...
PUBBLICO MINISTERO: Mi oppongo. Queste sono contestazioni da fare al brigadiere Panara, quando il brigadiere Panara arriverà in quest'aula.
PRESIDENTE: Mi stavo domandando - ma è sempre il problema di non apparire troppo ossessivo nel rifiutare domande che -: il Panara non l'abbiamo sentito.
AVV. Cianferoni: Lo so.
PRESIDENTE: Se non mi sbaglio, non solo è l'artificiere, ma è anche l'autore per via indiretta di quel disegno. Facciamo le domande...
AVV. Cianferoni: No, chiedo scusa...
PUBBLICO MINISTERO: La mia opposizione è formale.
PRESIDENTE: Avvocato, passiamo avanti.
AVV. Cianferoni: Sì, sì, a me basta, insomma capisco l'opposizione del Pubblico Ministero, cercherò di fare altre domande. Sempre però di questo argomento, che ritengo molto rilevante perché il teste è un teste professionale, quindi...
PRESIDENTE: Va bene, avvocato, ma faccia le domande. Tutte le spiegazioni vengono o intuite, o casomai chieste dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Sennò l'opposizione l'articolo sotto un altro profilo ancora, che è ancora più decisivo. Fino a ora mi ero astenuto da un certo tipo di considerazione, ma ora la formulo e mi rifaccio esattamente a una disposizione che è dettata in tema di perizia. E che credo a maggior ragione si estenda ai consulenti, allorché si ipotizza che il consulente acquisisca notizie, dati in qualche modo necessari per l'espletamento dell'incarico:
"Qualora, ai fini dello svolgimento dell'incarico, il perito richieda notizie all'imputato, alla persona offesa o ad altre persone, gli elementi in tal modo acquisito possono essere utilizzati solo ai fini dell'accertamento peritale".
Il che vuol dire che non possono formare oggetto di una rappresentazione alla Corte in maniera surrettizia rispetto a quella tipica.
Quindi, quello che ha detto il brigadiere Panara in quel certo contesto, alla presenza del Pubblico Ministero oltre che dei consulenti, va fatto dire al brigadiere Panara. Perché il consulente, rispetto a questa acquisizione, è da assimilarsi al perito e non certo al testimone che riferisce ai sensi dell'articolo 195: cioè a dire una testimonianza diretta o de relata.
Quindi, anche per questa ragione, mi oppongo alle domande che mirano ad ottenere dal consulente indicazioni sul contenuto delle dichiarazioni rese da un testimone: non ci siamo assolutamente.
PRESIDENTE: Bene.
AVV. Cianferoni: Il Pubblico Ministero mi ha letto nel pensiero. Perché io, di qui a un attimo, chiedo perizia su questo episodio specifico.
Mi pare che non sia tanto remoto il ricordo di consulenti che hanno lavorato, nominati dalla Corte, proprio sulla base di quell'articolo lì - III comma del 238.
E' stato detto: non avevano delle premesse certe; se avessero avuto certe premesse, avrebbero raggiunto altri risultati. Questa, l'ordinanza di codesta Corte.
Si ragionava del Giuseppe Ferro, si ragionava di altri fatti.
PRESIDENTE: Va bene, avvocato, non facciamo...
AVV. Cianferoni: Quindi la questione è speculare ed identica.
PRESIDENTE: ... non facciamo questioni: quelli erano periti.
AVV. Cianferoni: Ecco. Appunto, io chiedo perizia; l'ho già detto, dopo la formulo per bene.
PRESIDENTE: Va bene, chieda perizia lei, e la Corte si riserva di decidere.
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Per favore, dialoghi non avvengono: le domande.
AVV. Cianferoni: E riprendiamo, perciò, l'iter dialogico e argomentativo.
Dunque, allora la domanda a monte era: attivazione, innesco e sistema esplodente. Abbiamo insistito nel mostrare la foto e il disegno, è inutile andare oltre. Ha qualcosa da aggiungere, di sue considerazioni di consulente, su attivazione, innesco e sistema esplodente di quest'ordigno?
PRESIDENTE: Avvocato, lei non ha da chiedere: ha da aggiungere? Lei ha da fare delle domande. Il teste ha detto, il consulente teste ha detto secondo lui come potevano essere due diverse confezioni dell'ordigno.
Se lei non è soddisfatto, fa delle domande.
AVV. Cianferoni: E' una domanda. Dunque poi, allora, vorrei porre delle domande sul sopralluogo svolto in sede. Ha parlato di cratere ellissoidale.
Dunque, la domanda mia è questa: secondo la sua esperienza di consulente esplosivista, e anche di ufficiale di Polizia Giudiziaria su questi specifici fatti, un ordigno collocato in quella posizione lì verso che obiettivo era diretto? L'idoneità offensiva di quell'ordigno, dico.
TESTE Delogu: Dunque, l'ordigno posto in quella posizione era sicuramente diretto a qualcuno che lì passava, perché non ci sono obiettivi fissi, sembra un piano di biliardo quella zona lì.
Quindi, non ci sono obiettivi fissi.
AVV. Cianferoni: Distinguiamo tra passare e fermarsi. Le pongo questa domanda: se una macchina - lei ha parlato di strada rettilinea, è giusto?
TESTE Delogu: E' una strada rettilinea.
AVV. Cianferoni: Oh. Se una macchina passa di lì a velocità normale, tra i 50 e mettiamo i 70 - se eccede - di velocità, senza pensare a fughe o a rallentamenti eccessivi, è idonea l'esplosione a cagionare danno?
TESTE Delogu: Innanzitutto...
AVV. Cianferoni: A cagionar danno, immagino di sì. Ma, per esempio, a cagionare un evento mortale?
TESTE Delogu: Innanzitutto bisogna separare le due, l'andare e il tornare. Perché quella strada ha due corsie di marcia.
Allora, se l'esplosione si fosse verificata su una autovettura che procedeva sulla corsia direttamente interessata all'esplosione, avrebbe avuto un effetto importante.
Se la stessa fosse su una macchina che andava in direzione opposta, l'effetto sarebbe stato minore.
Se la macchina era una macchina protetta, probabilmente l'effetto sarebbe stato estremamente lieve.
AVV. Cianferoni: Estremamente lieve.
TESTE Delogu: Una macchina protetta, eh.
AVV. Cianferoni: Sì, blindata.
TESTE Delogu: Blindata.
AVV. Cianferoni: Praticamente.
TESTE Delogu: Blindata anche contro le esplosioni da sotto, eh; ci sono vari tipi di blindatura. Una cosa è la blindatura sui vetri, una cosa è la blindatura a tutta la macchina, a tutta l'autovettura. Ci sono vari tipi di blindatura, a seconda del tipo di protezione che bisogna garantire.
AVV. Cianferoni: Ecco, vedano signori, il capitano Delogu, oltre ad essere un valente chimico, è un militare. Ecco, sa di certe cose.
PRESIDENTE: Avvocato, le domande!
AVV. Cianferoni: Eh, capisco...
PRESIDENTE: Ma io la supplico: faccia mille domande, ma faccia domande, non considerazioni!
AVV. Cianferoni: Allora, la strada è a doppio senso. La bomba era su quale senso? Cioè dove porta quella strada, e da dove viene? Ecco, l'avrete accertato.
TESTE Delogu: La bomba...
PRESIDENTE: Avvocato, l'abbiamo sentito dai testi, è inutile fare al consulente delle domande del genere. Ma abbia pazienza! Ma lei vuole prendere in giro la Corte?
AVV. Cianferoni: Assolutamente. Però...
PRESIDENTE: L'avremo sentito da almeno otto, dieci testi, da dove viene la strada, dove porta, quali sono le vie di immissione o di emissione da questa via.
AVV. Cianferoni: Io sto facendo il controesame e devo sapere se il consulente si è posto questi interrogativi. Insomma, voglio dire.
PUBBLICO MINISTERO: Gli sono state affidati, al consulente, questi quesiti. Eh, avvocato Cianferoni.
AVV. Cianferoni: Il consulente doveva ricostruire un fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei non può...
PRESIDENTE: No, guardi...
PUBBLICO MINISTERO: ... le congetture di un consulente, e fare un esame di un ipotetico consulente.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero...
PUBBLICO MINISTERO: Ma io mi devo anche opporre, Presidente.
PRESIDENTE: Ho capito. Ma, mi scusi, non c'è bisogno che si opponga perché tanto la domanda non gliel'ammetto più.
Il teste consulente risponde su ciò che è stato oggetto della sua consulenza: tutte le altre notizie, che comunque noi conosciamo, non sono da porre a un teste di questa qualificazione.
Per di più, non è stato incaricato di ricostruire questo evento nelle sue possibili o probabili affermazioni o deduzioni. E' stato incaricato di valutare la carica, di dare le dimensioni dei componenti, dire la quantità, gli effetti che, oltre quelli che ha prodotto, avrebbe potuto produrre.
AVV. Cianferoni: Va bene. Allora cerchiamo di stare proprio allo stretto...
PRESIDENTE: Eh, stiamo allo stretto.
AVV. Cianferoni: ... dell'esplosivismo.
PRESIDENTE: Stiamo dove ci dice il Codice che bisogna stare. Mi scusi.
AVV. Cianferoni: La qualità di esplosivo granulare, anzi, meglio: in che status si possono presentare le componenti esplosive da lei rintracciate? L'EGDN, l'NDG, nitrato di ammonio, eccetera.
TESTE Delogu: Allora, nella composizione classica delle dinamiti da cui possono derivare le tracce rilevate, come ho già detto all'avvocato della parte civile, sono presenti in due tipi di esplosivo massimamente, più comunemente diffusi, che sono le dinamiti polverulente. Che, come dice il nome stesso, sono polverulenti, cioè hanno consistenza di polvere.
E gelatinati, che hanno la consistenza delle gelatine.
AVV. Cianferoni: Insomma, lei ha già risposto prima, sennò qui diventa troppo laborioso rifarle. Le sue conclusioni sono che, con verosimiglianza, si è trattato di esplosivo gelatinato.
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Dunque, lei ha detto che ha una pianta a sua disposizione, una planimetria: se si può collocare sulla pianta il reperto numero 4, quello del cordoncino. Non dovrebbe esserle difficile.
TESTE Delogu: Quelle del?
AVV. Cianferoni: Cordoncino, quel filato bianco. Reperto 4, foto 15.
TESTE Delogu: Sì, stanno in atti. Io ne ho una copia, non so se è lecito.
PRESIDENTE: Può esaminarla, certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: La pianta comunque, Presidente, è qui.
PRESIDENTE: Vediamo la pianta allora in originale.
TESTE Delogu: Questa che si intravede qui è la via Formellese.
PRESIDENTE: Ce la indica? Grazie.
TESTE Delogu: Sì, da qui a qui, questa è la lunghezza della carreggiata. Da qui a qui.
PRESIDENTE: No, non vediamo nulla. Mi scusi, va...
TESTE Delogu: Questa delimitata da queste due linee...
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Delogu: ... è la via Formellese, proprio la carreggiata.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE Delogu: Questo è il cratere che si è formato. Il reperto numero 4 sta qua. Praticamente è stato un reperto recuperato la notte stessa, in quella attività che dicevo essersi resa necessaria prima ancora di studiare il cratere, per fare avvicinare i mezzi recanti le fotocellule che stavano qua. Quindi abbiamo fatto questa zona qui e preso il reperto 4.
PRESIDENTE: Benissimo. Scusi, ci può dire a che distanza è dai margini del cratere? Se si può approssimativamente indicarlo.
TESTE Delogu: Questa è una scala a 200. Sono 6 centimetri più o meno dal centro del cratere, quindi essendo a 200, sono 6 per 2...
PRESIDENTE: 12 metri.
TESTE Delogu: Sì, 12 metri.
PRESIDENTE: Dal centro del cratere.
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco, e quei merletti di plastica che abbiamo visto prima, lo sbrindellamento, ha memoria di dove si trovasse?
TESTE Delogu: No.
AVV. Cianferoni: Non se lo...
TESTE Delogu: Avvocato, facciamo proprio in questa maniera proprio per mantenere in memoria. Devo fare la stessa cosa, andare al reperto, dalla foto vedere il merletto di plastica, risalire al numero e da lì alla distanza.
AVV. Cianferoni: Sì, mi sembra un elemento importante.
TESTE Delogu: Va bene.
AVV. Cianferoni: Le chiedo di collocare sulla pianta i merletti di plastica.
TESTE Delogu: Allora, parliamo del reperto numero 15.
AVV. Cianferoni: Perfetto.
TESTE Delogu: Che sono merletti di plastica, cosiddetti. Il 15 sta in questa posizione, questo è il cratere quindi sta diciamo...
PRESIDENTE: Più o meno alla stessa distanza.
TESTE Delogu: Più o meno alla stessa distanza, tutto dall'altra parte del cratere.
PRESIDENTE: Certo, certo.
AVV. Cianferoni: Sempre sulla Formellese però.
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: E l'altro? Perché erano in successione. Il 16.
TESTE Delogu: Il 16 sta nella direzione, un po' più in là.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Senta, io ho memoria di una formuletta che ci fu riferita dai suoi colleghi, cioè che la densità è uguale al peso fratto il volume.
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: Oh. Voi avevate un dato, secondo me, certo sotto mano che era il volume.
TESTE Delogu: No, attenzione.
AVV. Cianferoni: Dalle foto non siete in grado...
TESTE Delogu: E come si fa? Cioè, non è un dato... O meglio, ci dobbiamo mettere d'accordo su che cosa significa dato. Perché il dato è un qualche cosa con un'approssimazione a seconda dell'unità di misura che si usa. Che tipo di unità di misura posso usare io su quelle fotografie? Non ho mica una striscetta metrica. Quindi ovviamente viene fuori che densità per grandezza del parco, all'interno di una variabilità dovuta all'approssimazione del sistema di misura adottabile su una fotografia e poi le posso rispondere. Cioè, perché non le posso rispondere 95,3 etti.
AVV. Cianferoni: No, no, che...
TESTE Delogu: Allora a questa domanda ho già risposto. Era 90-95 chili.
AVV. Cianferoni: Ecco, questa dimensione di grandezza quanto al peso di carica che lei ha indicato a caratteri, secondo lei, di quasi certezza di approssimazione, come può rapportarsi?
PRESIDENTE: Possiamo chiedergli la percentuale di approssimazione.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE Delogu: Gliel'ho detto prima, circa un 5 chili in più o in meno.
AVV. Cianferoni: 5 chili in più...
TESTE Delogu: 5 chili, 7 chili più o meno.
AVV. Cianferoni: Il fatto che nella relazione, più volte prima citata, si parli di un peso tra i 30 e i 60 chili, è un dato che a lei significa qualcosa, o sarà il brigadiere Panara casomai a spiegare perché ha scritto 30-60.
TESTE Delogu: Non lo so.
AVV. Cianferoni: Va bene, rimane così com'è.
Per quanto riguarda, definitivamente, gli accertamenti da lei svolti sugli altri due fatti che abbiamo, via Fauro e San Giovanni, perché i fatti di cui si è occupato lei sono questi tre se non sbaglio: via Fauro, San Giovanni in Laterano e Formello.
TESTE Delogu: In questo caso, per questa...
AVV. Cianferoni: Per questo processo.
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco. Sa indicare, per quanto riguarda solo allora il pacco esplosivo, l'accertamento fatto sugli esplosivi, le più importanti analogie?
PRESIDENTE: Non ho capito avvocato.
AVV. Cianferoni: Anzi, andiamo alle differenze. Cioè, il consulente ha lavorato su tre fatti di questo processo. E' venuta fuori una differenza con gli altri due, cioè in questo fatto manca l'esplosivo T-4 e l'esplosivo pentrite; sul tritolo si può dire che manchi al netto delle precisazioni comunque rese dal consulente.
Oh. Premessa questa grossa differenza, le analogie quali sono invece?
TESTE Delogu: Analogie... Passiamo di differenze, avvocato, se per lei è lo stesso. Innanzitutto il sistema di confezionamento dell'ordigno è completamente differente: in quei casi si trattava di autobomba, in questo caso si trattava di un pacco che non stava su un'autobomba. Questo è abbastanza macroscopico.
Diverso è il luogo dell'attentato: lì siamo in compagna. Ma quello che è macroscopicamente diverso l'ha già detto lei, è l'esplosivo, si tratta di esplosivo diverso. O se non altro in parte diverso perché negli altri due casi non abbiamo mai escluso che ci fosse una percentuale anche di gelatina commerciale, dinamiti commerciali. Comunque qui l'esplosivo, sicuramente la carica nella sua intierezza è differente da quella utilizzata a via Fauro e a San Giovanni.
AVV. Cianferoni: Capitano la ringrazio e non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
AVVOCATO Florio: Sì, avvocato Florio. Direi telegraficamente.
Senta capitano, tra gli incarichi, tra i compiti che le sono stati affidati, vi era anche quello di stabilire quello che poteva essere il sistema di ricezione dell'ordigno?
TESTE Delogu: Sì, questo tipo di domanda qualunque magistrato in qualunque tipo di accertamento di questo tipo la propone. Infatti io prima ho detto che quel tipo di ordigno poteva esplodere perché telecomandato o perché timerizzato, fatemi passare questo inglesismo che è poco corretto.
PRESIDENTE: Temporizzato.
TESTE Delogu: Temporizzato, con un sistema di caduta di tensione, senza però escludere altri sistemi ma basandomi su quei dati che ricevo dalla visione dell'ordigno, per quello che si può vedere, è da quello che ci racconta, che ci disegna l'artificiere e che è stato mostrato. Sulla base di questi elementi, perché non ne ho altri, non ne ho altri oggettivi, non ho trovato un pezzo di circuito che mi dice: 'guarda lì c'era una radio ricevente', in questo senso, eh? Io ho proposto due ipotesi di attivazioni: una a telecomando, che mi deriva oltre che dal tipo di confezionamento dell'ordigno per le informazioni che abbiamo, anche da informazioni più generali della scena dell'ambiente. Cioè, una bomba lì, messa così, serve a colpire qualcuno che passa ritengo, non per fare chissà che cosa. Non credo che quello sia un obiettivo fisso di interesse da fare saltare per aria con 90 chili di esplosivo una cunetta. Chi è che mette 90 chili di esplosivo per fare saltare una cunetta in piena campagna? Un folle.
Quindi si deve ritenere che di lì dovesse passare qualcuno, ritengo: a piedi, in macchina, con macchina blindata, su un carrarmato, però lì doveva essere qualcuno. Sulla base di questo, per colpire qualcuno che passa è necessario un telecomando, non ci sono altre possibilità.
In alternativa, per quello che vale, c'è un sistema a temporizzazione, per fare che cosa? Supponiamo che si attivi un timer e poi si dice: 'Carabinieri, vedete che lì c'è una bomba, o addirittura in sistema a rimozione', quelli vanno lì e zompano per aria. Però fra le due cose ritengo che uno che vuole fare una cosa del genere la va a fare o vicino alla caserma, o in un bel posto turistico e non su una strada sperduta così, per fregare un ipotetico Carabiniere che poi è pure "random", nel senso che può essere quello o qualchedun altro.
AVVOCATO Florio: Senta, mi scusi. Sfrutto quelle che possono essere le sue conoscenze, diciamo così, in generale. Ma è possibile, in questo caso come non so in altri casi analoghi, che possa essere utilizzata un'antenna?
TESTE Delogu: Può essere più chiaro avvocato? Forse mi sono distratto, non ho capito la domanda.
AVVOCATO Florio: Dico, come sistema di ricezione...
TESTE Delogu: Sì.
AVVOCATO Florio: ... può essere, per avventura, utilizzata un'antenna in presenza di ordigni?
TESTE Delogu: Un'antenna di tipo non classica? Un'antenna, antenna, intendendo col termine un componente elettrico, non un'antenna particolare.
AVVOCATO Florio: Beh, no.
TESTE Delogu: Ci deve essere sempre un'antenna quando si fa un sistema di ricezione. Può essere piccolissima, può avere una forma non, diciamo comune, rispetto a quello che noi intendiamo con antenna, cioè lo stilo che esce dalla macchina dell'autoradio, l'antenna sul tetto. Può essere anche semplicemente un filo, però ci deve essere. Addirittura un filo non a vista, che sta dentro allo stesso circuito.
AVVOCATO Florio: L'ultima domanda: è possibile che eventualmente questo filo potesse essere sotto terra? Cioè, prende, voglio dire, riceve nel caso fosse sotto terra?
*TESTE Delogu: Dipende. Dipende dal tipo di antenna, dipende dal tipo di impulso che viene mandato, dipende dal tipo di apparato trasmittente e ricevente. L'antenna varia in funzione di questi elementi. Se poi questa antenna è schermata, più è potente la trasmittente e più il segnale comunque arriva anche se l'antenna è schermata.
Non riesco a capire, da un punto di vista operativo, perché metterla sotto terra l'antenna? Addirittura c'era l'ordigno fuori, perché sotterrare l'antenna. Ma questa è una domanda che probabilmente lei ha posto in un contesto che lei conosce e io no.
AVVOCATO Florio: Vedremo magari in seguito. Non ho altre domande, grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande per questo teste? No. Può accomodarsi, grazie.
Sentiamo l'altro consulente?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, allora introduciamo per cortesia il consulente dottor Vadalà.
PRESIDENTE: Si accomodi dottore. Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Io semplificherei. Il dottor Vadalà lo farei accomodare direttamente là perché tanto o a iniziativa mia, o a richiesta della difesa...
PRESIDENTE: Va bene, va bene.
PUBBLICO MINISTERO: ... ci sarà sicuramente da mostrargli qualcosa.
PRESIDENTE: Si accomodi dottore, si accomodi.
*TESTE Vadalà: Grazie. Buongiorno.
PRESIDENTE: Buongiorno. Dica pure il suo nome e cognome.
TESTE Vadalà: Sono Gianni Giulio Vadalà.
PRESIDENTE: Lei ricorda che è stato già sentito dalla Corte. La richiamo all'impegno che ha assunto di dirci tutta la verità.
TESTE Vadalà: Lo ricordo.
PRESIDENTE: Può rispondere alle domande del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Vadalà, in che termini lei si è occupato della vicenda accaduta a Formello il 14 aprile del '94, in qualche veste per meglio dire?
TESTE Vadalà: Nella veste di consulente tecnico. L'incarico mi è stato conferito, se ben ricordo, il giorno 15 aprile del 1994 dal dottor Giovanni Salvi.
PUBBLICO MINISTERO: Ha preso cognizione diretta dei luoghi?
TESTE Vadalà: Sì, il giorno stesso... Mi avvisarono la sera che era avvenuta un'esplosione in località di Formello e il giorno successivo mi sono recato insieme a personale della Polizia Scientifica per effettuare un sopralluogo. Sapevo già che il personale del CIS aveva effettuato le operazioni di repertamento, pertanto ci limitammo ad effettuare una ricerca a largo raggio nella zona, facendo anche dei prelievi di materiale che erano stati, non dico tralasciati perché non si può parlare di tralasciare, però ce n'era una tale abbondanza che prendemmo anche noi qualche reperto per poter poi effettuare degli accertamenti tecnici.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. I reperti che erano stati prelevati dal personale della Polizia Scientifica sono stati poi convogliati...
TESTE Vadalà: Sono stati inclusi...
PUBBLICO MINISTERO: ... unitariamente nella disponibilità dei consulenti.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi anche i sua?
TESTE Vadalà: Certamente. E' stato fatto un verbale di prelievo e sono stati acclusi alla relazione tecnica, elencandoli nella prima parte dell'incarico.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, ora non le chiedo di fare la rassegna dei reperti...
TESTE Vadalà: Posso dare una descrizione generica di quello che poteva essere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, genericamente sì.
TESTE Vadalà: Ecco, abbiamo prelevato...
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo per tipologie.
TESTE Vadalà: Sì, la tipologia, allora diciamo che essenzialmente abbiamo trovato, già dalla sera prima, porzioni di terreno all'interno del cratere, frammenti di legno che risultavano soggetti all'onda d'urto esplosiva. E nella giornata successiva invece abbiamo avuto la sorpresa di trovare frammenti di plastica, un notevole numero di frammenti di plastica che è uno delle elevate tracce di combustione e di tormento meccanico. Abbiamo trovato pezzi di cordino, un cordino di circa 8 millimetri di diametro, mezzi bruciacchiati, qualche frammento di filo elettrico, ricordo del nastro da registratore. Lo abbiamo repertato perché memori di alcune esperienze fatte il 7 gennaio, nel quale c'era una bomba a Roma presso gli uffici della NATO, abbiamo dato un nastro con delle iscrizioni e allora per analogia lo abbiamo concampionato. Ma è risultato essere estraneo all'evento.
Pezzi di carta e altro materiale che all'epoca è risultato di nostro interesse.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Tutto questo materiale tanto è fotograficamente...
TESTE Vadalà: Riportato nella relazione tecnica.
PUBBLICO MINISTERO: ... riportato nella relazione, quindi non c'è bisogno di approfondirsi ulteriormente, perderemmo del tempo.
Ecco, lei conosce le metodiche e le conclusioni... Per meglio dire, lei ha partecipato direttamente all'attività investigativa che riguardava la determinazione qualitativa della carica esplosiva?
TESTE Vadalà: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Su questo punto non le pongo domande perché ne sono già state poste, direi senza risparmio, al capitano Delogu. Invece con lei mi occupo di un aspetto diverso.
Ecco, vi fu posto, dal Pubblico Ministero, un quesito o più quesiti volti a stabilire quali potevano essere le caratteristiche di funzionamento di questo pacco, chiamiamolo così?
TESTE Vadalà: Certo. Il dottor Salvi, oltre a darci le informazioni riguardanti gli esiti delle testimonianze delle persone che avevano rinvenuto per la prima volta il pacco, ricordo che a quell'epoca lo vidi in fotografia, per la prima volta coperto di erba e ne stimai grossomodo le dimensioni, insomma, appariva un pacco quasi prismatico. Dopodiché, dalle testimonianze delle persone che erano intervenute, valutammo la presenza di una batteria da 12 volts.
PUBBLICO MINISTERO: Piano, piano.
TESTE Vadalà: Quindi io sto riferendo semplicemente dati che mi erano stati forniti dalle testimonianze delle persone.
Quindi, l'ipotesi di come fosse costituita poteva essere così riassunta: si trattava di un elemento, di un corpo nel quale erano inseriti probabilmente tre recipienti rigidi. Davanti a questi tre recipienti ci poteva essere un corpo prismatico più piccolo con un indicatore analogico, quindi analogico a dire un indicatore a lancetta, come potrebbe essere quello dell'indicatore della benzina della macchina. E c'era un'altra forma prismatica posta nelle vicinanze di questo che poteva essere assimilata a una batteria, a una coppia di batterie da 4 volts e mezzo.
La dinamica dell'evento...
PUBBLICO MINISTERO: Questi sono i dati che vi furono messi a disposizione dal Pubblico Ministero?
TESTE Vadalà: Esattamente. Posso anche far vedere quello che è stato ricavato da una ricostruzione visiva riportata sottoforma di un disegno.
PRESIDENTE: Ma l'abbiamo già visto, dobbiamo rivederlo?
PUBBLICO MINISTERO: Io non credo Presidente che sia necessario, per quanto sia abbastanza semplice.
PRESIDENTE: Lo ricordiamo, mi pare...
PUBBLICO MINISTERO: Sicuramente ce lo ricordiamo tutti. Se il dottor Vadalà non ha bisogno di quel disegno per illustrare nel dettaglio quello che sta per dire.
TESTE Vadalà: Glielo faccio vedere subito, tanto è soltanto una questione di seguire il discorso.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Vadalà: Il pacco praticamente si trovava, secondo le testimonianze, all'interno di una cunetta. Stimato che era un ordigno esplosivo, le possibili modalità per farlo esplodere, seguendo ragionamenti di opportuna logica, potevano essere... Ecco, illustro brevemente: erano tre contenitori prismatici con una maniglia, un corpo prismatico avvicinato al corpo principale, con un indicatore a quadrante e un pacchetto di batterie. Questa è la descrizione che ne è stata fatta.
PUBBLICO MINISTERO: E quella specie di gancio che c'è sulla destra del corpo prismatico minore?
TESTE Vadalà: Gancio...
PUBBLICO MINISTERO: Sulla destra, sulla destra dottore.
PRESIDENTE: Sulla destra del corpo più piccolo, eccolo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, quello.
TESTE Vadalà: L'ho descritto come un cavo, come un filo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
TESTE Vadalà: Non ho approfondito anche perché nell'interrogatorio, se ho un riscontro reale dell'oggetto e mi viene descritto in modo puntuale, allora posso formulare delle ipotesi. Se invece la descrizione non è ben chiara, ovviamente me ne astengo perché...
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, lavorando sull'ipotesi che questo fosse, nella sua parte principale, nelle sue parti accessorie, quello che poi esplose nella cunetta di via Formellese...
TESTE Vadalà: Cosiddetto sistema di attivazione. Abbiamo fatto due ipotesi.
La prima ipotesi è questa: potrebbe essere stato un sistema radiocomandato. Anche perché nella testimonianza dell'artificiere si parla di uno spino di due millimetri di diametro, formato appunto, della lunghezza di qualche decina di centimetri che, ovviamente, ci poteva far pensare a un'antenna.
Quindi, nel caso si impieghi un radiocomando di quelli per aeromodelli, per esempio, e sono materiale abbastanza commerciale, l'attenzione necessaria per farla funzionare è di circa 9 volts. Quindi la batteria sarebbe dovuta essere una sorgente di energie principale che, con un opportuno circuito elettronico, veniva ridotta a 9 volts per poter far funzionare il dispositivo elettronico.
La parte di innesco sarebbe stata invece supportata dalle due batteria da 4 volts e mezzo. Per quale motivo assegno alla batteria grande, cioè quella di macchina, i 12 volts e a quell'altra più piccolina il detonatore? Perché un sistema a radiocomando, anche quando non funziona effettivamente, assorbe corrente. Quindi assegnare a una batteria più grande la maggiore autonomia permette di avere la sicurezza di averlo sempre in funzione.
Un'altra ipotesi che si poteva fare su questo tipo di innesco poteva essere quella di un sistema temporizzatore a caduta di tensione. Nel qual caso le due batterie trovavano un giusto complemento: da una parte la batteria da 9 volts si opponeva a quella più grande. Quando quella più grande prendeva il sopravvento, la corrente dell'indicatore andava a zero o andava al massimo, al massimo della tensione a secondo di come veniva messo il circuito e con un opportuno dispositivo interruttore collegato sulla barra di fermo dello strumento indicatore avrebbe potuto chiudere il circuito dando luogo all'esplosione.
La prevalenza dell'uno o dell'altro sistema è semplicemente legata al tipo di impiego che si vuol fare dell'ordigno. Se si vuole colpire un bersaglio, allora ovviamente c'è la necessità di decidere il tempo nel quale l'ordigno deve esplodere. Se invece l'esplosione è semplicemente di carattere casuale, allora basta un sistema di temporizzazione.
Peraltro è da aggiungere che anche nel caso del radiocomando è importante tenere sempre sotto controllo la tensione della batteria, per cui l'indicatore trovava una giustificazione anche nel caso del radiocomando per radiomodelli.
C'è da dire che dal punto di vista della interferenza, alcuni dei moderni radiocomandi per radiomodelli, che lavorano in genere su 45 megahertz, quindi commerciali, sono quarzati, quindi hanno delle frequenze codificate che talvolta le liberano da interferenze. Perché nel corso delle gare c'è più di un veicolo, oppure c'è più di un oggetto che cammina per cui il contemporaneo impiego di vari radiocomandi potrebbe dare delle interferenze. Invece questi sono abbastanza sicuri da questo punto di vista.
In assenza di grossi fonti di radiofrequenze funzionano con una certa selettività.
PUBBLICO MINISTERO: Io le chiedo se voi avete sviluppato l'una o l'altra delle ipotesi in relazione, soprattutto per la prima, al modo col quale si poteva, in quella particolare situazione ambientale, pervenire ad una attivazione mirata ed esattamente calcolata nel tempo, dell'ordigno.
TESTE Vadalà: Come ho detto nella mia relazione tecnica...
PUBBLICO MINISTERO: Io ho premesso che è un'ipotesi quella che loro hanno formulato.
TESTE Vadalà: Sì, sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Io le chiedo se, essendole stata sottoposta questa ipotesi, voi avete potuto elaborarla in qualche modo.
TESTE Vadalà: Come abbiamo scritto nella relazione, non abbiamo dato la preferenza all'una o all'altra ipotesi perché non avevamo elementi tali da dare una preferenza di questo genere.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Però io ho ben presente che il Pubblico Ministero di Roma vi ha chiesto di riferire, per l'eventualità che si trattasse di un sistema telecomandato, quale fosse il probabile punto di attivazione. La domanda mia forse è venuta in maniera involuta, ma mirava a provocare la sua risposta su questo punto.
TESTE Vadalà: Ecco, questa domanda ci è stata fatta e noi abbiamo anche dato una risposta perché...
PUBBLICO MINISTERO: La vuole illustrare?
TESTE Vadalà: ... era un complemento all'ipotesi del radiocomando. Quindi scegliere nell'area dell'avvenuta esplosione un sito che permettesse di individuare un eventuale bersaglio sito nelle vicinanze della carica nascosta.
PUBBLICO MINISTERO: Un eventuale, scusi?
TESTE Vadalà: Un eventuale sito da cui si potesse individuare l'eventuale bersaglio, vicino la carica ovviamente. Trattandosi in una carica poggiata in una cunetta ovviamente era fissa.
All'epoca facemmo delle ricerche e delle individuazioni di punti posti in alto. Ricordo che dalla zona del cratere - io arrivai quando era già avvenuta l'esplosione - si notavano almeno due punti idonei a effettuare una mira sul punto di esplosione. Cito qua una piantina, che ho portato: nella zona che noi vediamo, indicata evidenziata, vicino alla punta della mia matita, c'è il cratere. Questa strada, questa zona qui che indico è una casa a un piano, a un paio di piani sembra, che stava sull'angolo tra via Formellese e stava proprio di fronte al benzinaio. Questa zona del benzinaio, e c'era un villino in costruzione.
Questa, potrebbe essere una delle due zone, dei due punti in rilievo, in altezza; un'altra era posizionata più o meno in questa zona dove ho fatto la croce con l'evidenziatore.
Che permettevano la libera visione da entrambi i lati del punto di esplosione.
Se dovessi dare un parere a posteriori, probabilmente era più libera la zona della casa in costruzione, era un po' più alta. Ma, comunque, insomma per il tipo di radiocomandi che si adoperano adesso, anche se la carica era infossata, avrebbe ricevuto ugualmente l'onda di attivazione.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Vadalà, le sottopongo delle foto che credo in qualche modo le consentano di chiarire meglio quanto stava dicendo ora.
Si tratta delle foto che costituiscono un fascicolo dei rilievi tecnici, datato Roma 3 maggio '94, intestato alla V Sezione, Rilievi Tecnici del Nucleo Operativo, del Reparto Operativo Comando Provinciale Carabinieri di Roma. Di cui, alle pagine da 8134 in poi degli atti della Corte.
E, ispettore Benelli, mi faccia la cortesia di presentare ora, non appena glielo chiedo, al dottor Vadalà nell'ordine le foto 5, 6, e poi ancora 19, 20 e 21.
Ecco, queste sono delle fotografie, dottor Vadalà, che riproducono, ritraggono un ambiente campestre nella zona del fatto.
Lei stava parlando poco fa di una villa in costruzione.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' questa, per caso?
TESTE Vadalà: E' questa la villa in costruzione. Anche se noi, personalmente, l'ho vista traguardata dal punto di scoppio.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh.
TESTE Vadalà: E, diciamo...
PUBBLICO MINISTERO: Io direi di andare a quelle che...
TESTE Vadalà: Sì, sì. La prospettiva, adesso la riconosco poco. Sì, la villa in costruzione è questa qui, era l'unica che era in quelle condizioni di stato avanzato di lavori. E riguardando la piantina - se mi allarga, gentilmente - era l'unica che rimaneva, vede?, io ho messo la mia penna per far vedere che da quella villa era scoperto il campo ed era, il campo, libero da questa abitazione. Che sta proprio sullo spigolo della strada.
PUBBLICO MINISTERO: Ispettore Benelli, per piacere, le foto 19, 20 e 21.
TESTE Vadalà: Questo è il benzinaio...
PUBBLICO MINISTERO: Come dice la didascalia, questa foto è scattata da...
TESTE Vadalà: Questa è scattata dalla villa. Infatti si vede, si vede il... eh, devo cercare di fare un po' di mente locale, perché la memoria non è che mi aiuta molto.
PUBBLICO MINISTERO: D'altra parte questa è documentazione di cui disponeva la Corte, con lei; documentazione dell'Arma dei Carabinieri. Lei come consulente non credo l'abbia vista, la vede oggi per la prima volta.
TESTE Vadalà: Sì, infatti. Allora, questo è il benzinaio. Ecco, questa è la casa di angolo. Questa qui è la casa che stava in angolo.
Ecco qua, guardi, perfetto. Vede? Questa è la casa che si trovava allo spigolo di fronte al benzinaio - la indico con la penna - e che è riprodotta nella piantina in questo punto esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Vadalà: In questo punto esatto. La casa da cui avviene questa veduta si doveva trovare grossomodo in questa posizione. Per cui, noi vediamo una parte dell'area del benzinaio, e la via Formellese che dovrebbe trovarsi - leviamo il riflesso, ecco - in questa zona qua. Questo dovrebbe essere il bersaglio.
PUBBLICO MINISTERO: Ispettore, provi a vedere se si riesce, andando a cercare il mezzo dell'immagine, a vedere qualche cosa che, zoomando proprio nel mezzo...
TESTE Vadalà: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Al massimo, più sulla destra magari, perché quella zona lì...
TESTE Vadalà: Ecco, sì, adesso riesco a distinguere le macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
TESTE Vadalà: Ecco, diciamo, mi ricordo il palo della luce, per cui il cratere si trovava più o meno qua.
PUBBLICO MINISTERO: Quella è la via Formellese?
TESTE Vadalà: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Quella è la via Formellese?
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Alternativamente un'altra casa, lei mi ha detto, poteva essere utile come punto...
TESTE Vadalà: Sì, si trovava...
PUBBLICO MINISTERO: ... per manovrare una trasmittente di un ipotetico...
TESTE Vadalà: Si trovava, però, sul lato destro praticamente, che non abbiamo preso in...
PUBBLICO MINISTERO: No, io non...
TESTE Vadalà: Io, l'ho avuto in fotografia. La vedevo perché praticamente, per avere una visuale, basta che si alzi sul fondo e sul punto del cratere, e poi traguardare a destra o a sinistra della casa che stava di angolo, che praticamente era l'ostacolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, con le fotografie non credo di averle da chiedere altro.
Lei ha avuto incarico di spiegare in qualche modo com'è che poi si è avuta la detonazione di questa carica esplosiva? Ovvero...
TESTE Vadalà: Bene. Abbiamo fatto...
PUBBLICO MINISTERO: ... è un dato di fatto, voglio dire, che vi è stato consegnato tale e quale dal Pubblico Ministero?
TESTE Vadalà: E' ovvio che non solo ci siamo fatti la domanda per capire come era stato possibile che la carica fosse esplosa. Ci è stato chiesto anche le cause dell'esplosione. E, diciamo, trattandosi di un ordigno completo, un eventuale colpo generato dal cannone disattivatore potrebbe aver portato alla chiusura del circuito di attivazione dell'ordigno.
Abbiamo fatto anche delle ricerche in questo campo. Nel senso che, nel periodo di giugno, ci recammo a Willinger, in Germania, a un convegno di esplosivisti. C'erano anche gli artificieri, e chiedemmo praticamente la possibilità. E poteva esserci, questa possibilità.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Vadalà, lei ha detto un attimo fa: un ordigno completo. Che vuol dire?
TESTE Vadalà: Vuol dire un ordigno che ha in sé: un sistema di attivazione, che potrebbe essere stato il radiocomando oppure un sistema temporizzatore; un sistema di innesco, sicuramente un detonatore; e una carica esplosiva, costituita dalla massa di materiale esplodente che abbiamo trovato, abbiamo identificato essere un nitroglicerinato.
Mancando una di queste tre cose, non avviene l'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo chiederle...
TESTE Vadalà: Eh, c'è poco da fare. Cioè, se manca il detonatore, si può sparare quanto si vuole su queste sostanze: al massimo, abbiamo la possibilità di dividerle in più pezzi.
Mancando il sistema di attivazione, ovviamente bisognerebbe proprio centrare in pieno il detonatore. E sparare sul sistema di attivazione, se non c'è detonatore, se non c'è altro, comporta solo la rottura dell'eventuale timer o dell'eventuale radiocomando.
PUBBLICO MINISTERO: Ma non la detonazione della carica.
TESTE Vadalà: Assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Questo è quanto, e la ringrazio.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? Difensori?
AVV. Cianferoni: Dunque, dottor Vadalà, sono l'avvocato Cianferoni. Vorrei chiederle su questa possibilità di esplosione, che lei chiese anche a degli artificieri in un convegno: in che termini può quantificare questa possibilità?
TESTE Vadalà: Mi scusi?
AVV. Cianferoni: Possibilità di esplosione con i cannoni ad acqua, cannoncini ad acqua?
TESTE Vadalà: Allora, è bene fare una precisazione. I cannoni ad acqua sono dei dispositivi in dotazione agli artificieri che lanciano un getto ad acqua ad altissima velocità, che tende a disgregare e a separare l'ordigno nei suoi componenti. Quindi, come ho detto, compie la funzione inversa a quella dell'aggregazione.
I casi sono rarissimi, eventi di questo genere praticamente non sono... Sono avvenuti solo a livello sperimentale.
Però, nell'ipotesi, potrebbe essere questa - adesso, avanzo un'ipotesi -: che abbiamo un sistema a radiocomando che, praticamente, si è eccitato. Quindi, se io praticamente attivo un radiocomando, e in quel momento gli sparo sopra con un cannoncino ad acqua, ho buone probabilità che il dispositivo già allertato possa esplodere.
O, quantomeno, se un sistema di timer di quel genere, che ha concluso la sua fase o sta in via di conclusione dell'intervallo di tempo, potrebbe esplodere prematuramente proprio a causa di un urto molto violento.
AVV. Cianferoni: Oh, che si intende per "eccitamento del radiocomando"?
TESTE Vadalà: In genere i radiocomandi hanno, per essere trasformabili in dispositivi idonei a un attentato, hanno dei teleraggi che sono poi collegati a dei contatti. Quindi, se uno ha presente il radiocomando di una automobilina di queste per i bambini, più o meno il sistema è uguale: l'impulso elettrico viene trasferito, viene trasformato in impulso meccanico. Questo impulso meccanico viene riportato a un interruttore.
Se nella fase di avvio dell'impulso elettrico ci troviamo in fase cosiddetta, i tecnici la chiamano metastabile, si arriva alla chiusura prematura del circuito a causa, appunto, di un urto molto violento.
AVV. Cianferoni: Ora, sento lei conosce abbastanza le tecniche anche usate dagli artificieri, se ne è interessato. Allora, le pongo questa domanda: che tecnica è quella denominata - leggo da quella relazione che è presente in atti - "tecnica del ditalino"?
TESTE Vadalà: Mah, io, come ebbi a dire l'altra volta proprio a lei, non sono un artificiere.
AVV. Cianferoni: No.
TESTE Vadalà: Conosco, da come me l'hanno descritta, gliela vendo come me l'hanno data: si tratta di cercare di aprire un pacco strofinando leggermente la carta che c'è addosso.
AVV. Cianferoni: Quindi, non interessa il meccanismo di attivazione?
TESTE Vadalà: Dipende dove lei mette il dito.
AVV. Cianferoni: Ah, va be'. Senta, la distanza tra quei due punti di osservazione prima illuminati e la carica, in metri, quanto si può...?
TESTE Vadalà: Non l'ho stimata, non avendo fatto un sopralluogo metrico non l'ho stimata.
AVV. Cianferoni: Allora, senta, in primo luogo penso che sia opportuno comunque - in questo senso formulo richiesta - acquisire la piantina di cui ci siamo serviti in sede di esame. E' una piantina che era del consulente, quindi deve rimanere agli atti, perché sennò si perde.
TESTE Vadalà: E' una piantina che credo sia già agli atti.
AVV. Cianferoni: Con i segni da lei fatti?
PRESIDENTE: E' già agli atti, Pubblico Ministero?
PUBBLICO MINISTERO: No, della Corte no.
PRESIDENTE: No. Ma la possiamo acquisire.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma io credo che il consulente l'avesse allegata ad una memoria che gli avevo proposto di posporre.
PRESIDENTE: Ah, benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
PRESIDENTE: Allora verrà acquisita oggettivamente.
AVV. Cianferoni: Se c'è una scala metrica...
TESTE Vadalà: No, assolutamente.
AVV. Cianferoni: Ah.
TESTE Vadalà: E' solo una scala indicativa, per far vedere essenzialmente l'angolo d'ombra che portava alla casa che stava sullo spigolo.
Non ho potuto riportare dati metrici perché, come le ho detto prima, non ho fatto una misurazione in distanza. Questo perché i radiocomandi normalmente agiscono a portata ottica, quindi un radiocomando per radiomodelli finché vede l'antenna del radiomodello, funziona. E' chiaro? Con dei limiti che sono legati alle norme previste dal Ministero delle Poste.
Non fanno certo dieci chilometri, però nella portata ottica mia, visiva, era più che compatibile con un radiocomando. Cioè se lo vedo io che, diciamo, ci vedo abbastanza bene, più o meno là funziona anche un radiocomando di quel genere.
AVV. Cianferoni: Senta, ma lei ha trovato dei residui significativi di un impiego di radiocomando?
TESTE Vadalà: Assolutamente no.
AVV. Cianferoni: Ecco, un dato che è già emerso - per chiarezza glielo dico -: la batteria che sarebbe stata impiegata, e che avete anche disegnato, non avrebbe lasciato residui.
TESTE Vadalà: A quale batteria si riferisce?
AVV. Cianferoni: Quella da autovettura.
TESTE Vadalà: Da autovettura, ha lasciato dei residui, abbiamo trovato dei pezzi di plastica bianca che potrebbero ricondursi a una batteria di quel tipo.
AVV. Cianferoni: Ma però, ecco, se male non ricordo, ogni batteria ha un consistente quantitativo di piombo al suo interno. Non mi pare che la vostra consulenza porti indicazioni di rinvenimenti di tracce di piombo.
TESTE Vadalà: Io, non li ho campionati.
AVV. Cianferoni: Ecco. Nemmeno il dottor Delogu, quindi...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi, io ho bisogno di chiederle una domanda a carattere personale.
AVV. Cianferoni: Ecco.
PRESIDENTE: Devo fare una telefonata urgente. Lei ha ancora molte domande?
AVV. Cianferoni: Assolutamente no.
PRESIDENTE: Perché, diversamente, le chiederei solo una sospensione...
AVV. Cianferoni: Magari forse i colleghi...
PRESIDENTE: ... di cinque minuti.
AVV. Cianferoni: Allora, sospendiamo.
PRESIDENTE: Ma cinque minuti. Se credete, voi potete restare qui, perché in cinque minuti si rientra.
AVV. Cianferoni: No, no.
PRESIDENTE: Scusatemi.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Avvocato, può riprendere. Chiedo scusa, ma era una cosa indilazionabile.
AVV. Cianferoni: No, anche tenendo presente le esigenze d'orario, ci sono anche i colleghi: io ho finito, e cedo il posto.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni, buongiorno.
TESTE Vadalà: Buongiorno.
AVVOCATO Gramigni: Una sola domanda, le chiedo. Lei ha esperienza anche di artifi... insomma, di ciò che riguarda la materia di artificieri, ci ha detto: ecco, conosce il modo e le caratteristiche con cui sono fatti i cosiddetti cannoncini ad acqua? E' in grado di darcene una descrizione, ancorché sommaria?
TESTE Vadalà: Per come li ho visti, perché non li ho mai adoperati.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Vadalà: Ci sono dei cilindri d'acciaio di lunghezza assai variabile, ogni ditta presenta un tipo di cannone abbastanza particolare prodotto dalle proprie fabbriche; e lo scopo di questi sistemi è di inviare un getto d'acqua a elevatissima velocità su un corpo solido.
Tengo a precisare che con l'acqua si possono anche tagliare i metalli, perché getti d'acqua a 500 atmosfere sono in grado di sezionare la corazza di un carrarmato. Questo indica la potenza erosiva dell'acqua.
Allo stesso modo, questi cannoni lanciano una quantità d'acqua - non so dare il peso - e sono propulsi da una cartuccia, in genere simile a quella di un fucile da caccia ma ce ne sono diverse versioni; e lo scopo di questo tipo di dispositivo è la disarticolazione.
Quindi, in pratica, sulla base dell'esperienza dell'artificiere - dell'antisabotatore, preciso - si invia questo lancio violentissimo di acqua che si trasforma a quella velocità come un proiettile solido. E ha lo scopo di separare la parte innesco dalla parte carica, o la parte attivazione dalla parte diciamo innescante.
AVVOCATO Gramigni: In base a un principio fisico-meccanico.
TESTE Vadalà: Esattamente, è proprio un principio fisico-meccanico, fatto con un materiale che non genera scintille, non genera cariche elettriche.
AVVOCATO Gramigni: Certo. Quindi, ecco, sono formati, diceva, da un elemento di acciaio...?
TESTE Vadalà: Da un tubo di acciaio, un dispositivo di sparo letteralmente.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, vengono comandati proprio elettricamente a distanza, immagino.
TESTE Vadalà: Vengono comandati a distanza, questi dispositivi; talvolta sono addirittura montati su dei robot cingolati.
AVVOCATO Gramigni: Lei ha appreso, nell'ambito dello svolgimento del suo incarico, se e quali cannoncini ad acqua sembrerebbero stati impiegati nell'intervento degli artificieri in Formello?
TESTE Vadalà: Non era nell'incarico che mi ha dato il dottor Salvi, per cui non mi ricordo le marche, eh no; mi ha detto un paio di cannoncini ad acqua montati su treppiede.
AVVOCATO Gramigni: Montati su treppiede.
TESTE Vadalà: Eh.
AVVOCATO Gramigni: Nell'attività di repertamento, classificazione e individuazione dei residui di esplosione, e quindi nell'ambito della classificazione dei reperti, avete potuto apprezzare l'esistenza di reperti che potessero ricondursi a un cannoncino ad acqua?
TESTE Vadalà: Assolutamente no. Tutti i reperti sono elencati nei ... che abbiamo raccolto. E' inutile dire che abbiamo fatto anche una ricerca.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Vadalà: Però non è che lo scopo nostro era quello di reperire, all'epoca io neanche avevo un'idea, non sapevo con precisione quali e quanti ne fossero stati adoperati.
Io sono andato là il giorno dopo e mi sono messo a cercare i residui dell'oggetto che mi era stato chiesto di ricercare, che era l'ordigno esplosivo.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Vadalà: I cannoni, eh, mentre stavo lì guardavo per cercare, per vedere se trovavo anche questa roba, insomma.
AVVOCATO Gramigni: No, appunto, perché sappiamo, da ciò che ci ha riferito anche il suo collega, che comunque furono individuate delle zone, furono minuziosamente setacciate queste zone, furono reperiti una serie di oggetti più o meno ricollegabili all'esplosione e, comunque, che destavano l'interesse dal punto di vista del vostro incarico.
Ecco, mi chiedo, nell'ambito di questa repertazione, comunque, niente può adesso, ad oggi rispetto a quello che è stato rinvenuto, essere ricondotto o collegato alla struttura di un cannoncino ad acqua?
TESTE Vadalà: No, assolutamente.
AVVOCATO Gramigni: Lei ha parlato di acciaio...
TESTE Vadalà: No, no, nell'elenco che ho fatto non c'è traccia di questi materiali.
AVVOCATO Gramigni: La ringrazio.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
AVVOCATO Florio: Sì, avvocato Florio. Senta, cerco, più che di domandare, di capire insieme a lei o da lei, diciamo, quello che può essere stata la dinamica.
Dunque...
TESTE Vadalà: Io non c'ero.
AVVOCATO Florio: Mi creda, non c'ero neanche io. Vorrei capire insieme a lei.
PRESIDENTE: Ma chi parla?
AVVOCATO Florio: Allora, dicevo questo: se io, se la gente, diciamo così, fa partire l'impulso da lontano, per avventura da una o da quell'altra di quelle due abitazioni che lei prima...
TESTE Vadalà: Ho ipotizzato.
AVVOCATO Florio: ... ha ipotizzato e segnalato in foto, diciamo così, ho bisogno di vedere in qualche modo, e soprattutto in modo diretto, l'ordigno?
TESTE Vadalà: O vedere l'ordigno, o vedere il punto in cui è stato posizionato.
AVVOCATO Florio: Ecco. E, appunto, ho bisogno per avventura di vedere l'antenna?
TESTE Vadalà: No, assolutamente.
AVVOCATO Florio: Senta, dato che lei ovviamente è a conoscenza della collocazione, diciamo così, dell'ordigno, si può dire che comunque questo ordigno in qualche modo, rispetto a uno di quei due punti di osservazione, fosse schermato?
TESTE Vadalà: No.
AVVOCATO Florio: Che era, diciamo così, nel fosso accanto alla carreggiata?
TESTE Vadalà: Lei, quando telefona col cellulare, deve per forza vedere l'altro cellulare? No, non è necessario. Le onde radio permeano dappertutto.
Il problema della visione, e quindi la portata ottica, è necessario soltanto se c'è un bersaglio da colpire.
AVVOCATO Florio: Ecco. Senta un'altra cosa, si è parlato di una batteria a 9 volts.
TESTE Vadalà: Di una, scusi?
AVVOCATO Florio: Se non ho capito male, di una batteria a 9 volts.
TESTE Vadalà: No, due batterie da 4 volts e mezzo, accoppiate insieme, che danno 9 volts.
AVVOCATO Florio: E' vero. Ed esse sono sufficienti, diciamo così, a mettere in moto il detonatore? Oppure... Perché mi sembra bassa, come...
TESTE Vadalà: Un detonatore a bassa intensità parte anche con un volts e mezzo, anche con una batteria stilo, è sufficiente.
AVVOCATO Florio: Potendo causare questo tipo di esplosione?
TESTE Vadalà: Lui parte in ogni caso. Vede, l'esplosione non è altro che la sequenza di più fasi, la cui, la prima, inizia con la detonazione del detonatore e che, poi, prosegue con l'esplosione del booster e poi con la detonazione completa di tutta la carica.
Tutto questo fenomeno avviene in pochissimi millisecondi, ed è sufficiente quel piccolo impulso elettrico che, impulso elettrico, quella piccolissima quantità di tensione necessaria per far esplodere il detonatore.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Io non avrei altre domande.
PRESIDENTE: Dottore, mi può dare una indicazione, per cortesia?
TESTE Vadalà: Prego.
PRESIDENTE: Lei ha detto che il cannone ad acqua può in teoria, o perlomeno in pratica, produrre anche l'esplosione di un ordigno, per via di tutte quelle possibilità che ha. Ma si sono verificati casi di questo genere, che lei ricordi?
TESTE Vadalà: Sì, io interrogai diversi artificieri, specialmente in Germania, e diciamo, nei casi operativi, non hanno mai avuto problemi. Hanno avuto qualche problema, qualche esplosione accidentale quando facevano dei tests.
Potrebbe essere la causa - faccio delle ipotesi, ovviamente - un malfunzionamento del sistema di radiocomando; non è nulla di più facile che il colpo non sia stato ben diretto. E allora, magari, mette in collegamento due fili.
Teniamo presente che gli artificieri, quando fanno i loro esperimenti, sono estremamente rigorosi, fanno degli oggetti che hanno un grado di precisione elevatissima.
PRESIDENTE: Ma anche perché corrono dei rischi elevati.
TESTE Vadalà: Perché devono stare sicuri.
PRESIDENTE: Eh.
TESTE Vadalà: Ecco, magari un ordigno cosiddetto IED - Improvised Explosed Device: ordigno esplosivo improvvisato - magari non gode di tutta quella gran precisione.
Non escluderei l'ipotesi che possa essere stato provocato o da un non perfetto allineamento del sistema di disarticolazione; o addirittura da una concomitante fase di una attivazione, di una eccitazione nel sistema di radiocomando, con la concomitanza dell'evento della disarticolazione.
Questa è una delle ipotesi che posso fare.
PRESIDENTE: Ho capito.
Ci sono altre domande? Può accomodarsi, grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Vadalà, prima di andar via, se ha...
TESTE Vadalà: Sì, volevo lasciare la mia memoria.
PRESIDENTE: Benissimo, acquisiamo la memoria.
PUBBLICO MINISTERO: Ha allegato anche quella piantina che ha adoperato oggi durante l'esame?
*TESTE Vadalà: Specificando che i dati sono orientativi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì sì, per carità.
Dunque, Presidente, come esame oggi delle persone citate abbiamo completato il programma.
Per domani, ovviamente ci sono altre persone, di cui abbiamo chiesto la citazione, e ci risulta almeno ad ora che le citazioni siano state eseguite, e che non vi siano notizie di impedimenti.
Però, ormai la Corte si sarà accorta che anche il Pubblico Ministero viene notiziato di questi impedimenti anche la mattina stessa, a udienza già iniziata. Ecco.
Mi sembra, questo, il momento per sottoporre in termini estremamente sintetici quella che è una proposta del Pubblico Ministero rivolta alle parti - e spiego quali - proposta che, se otterrà un certo consenso dalle parti, mi abilita a chiedere alla Corte stessa l'autorizzazione in un certo qualmodo a procedere, con l'assunzione delle prove, in un determinato modo piuttosto che in un altro.
Questo discorso, per intendersi e per uscire dal generico, fa capo a quella che è la regola processuale sull'ordine di assunzione delle prove.
Ordine di assunzione delle prove che è disciplinata da certe disposizioni e senza il bisogno che io mi metta a dissertare su queste norme, ha il suo punto focale per gli scopi che attualmente interessano al Pubblico Ministero, l'articolo 150 delle disposizioni di attuazione.
Secondo le quali disposizioni l'esame delle parti private, quindi imputato, parte civile, responsabile civile, persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria, per l'ordine appunto previsto dall'articolo 503 comma I del Codice, ha luogo appena terminata l'assunzione delle prove a carico dell'imputato.
Per assunzione delle prove a carico dell'imputato ovviamente si intende, leggendo insieme all'articolo 496 l'articolo 493, si intende le prove che nei confronti dell'imputato abbia richiesto di poter elaborare, di poter formare davanti al Giudice, in primo luogo lo stesso Pubblico Ministero e poi anche la parte civile che introduce elementi, per meglio dire, mezzi di prova fisiologicamente nei confronti dell'imputato.
Cosa ne comporta questo discorso? Che, seguendo lo schema del Codice, dopo avere esaurito - e ci si avvia all'esaurimento - la ricostruzione attraverso i cosiddetti mezzi di prova generici dei fatti accaduti, i singoli episodi che formano oggetto dell'imputazione, principalmente imputazione di strage, e i reati strettamente connessi, il Pubblico Ministero, seguendo l'ordine del Codice, dovrebbe continuare nell'esame di testimoni ancora numerosi, ancora consulenti.
Viceversa il Pubblico Ministero vorrebbe modificare l'ordine di assunzione delle prove.
Quindi intende avvalersi della facoltà riconosciuta dal 496 comma II. Facoltà che come si sa il Pubblico Ministero non può esercitare unilateralmente, ma che richiede che sia concordato un diverso ordine di assunzione delle prove.
Perché appunto il programma del Pubblico Ministero è quello di procedere all'esame di alcuni imputati, esame che è stato chiesto, esame che è stato ammesso.
E dirò poi di quali imputati si tratta.
Per modo che - e non c'è bisogno che su questo punto dia grandi spiegazioni - si abbia uno sviluppo e un attivazione, una sollecitazione di tutte le fonti di prova sui fatti al mio parere più ordinato e soprattutto più conducente dal punto di vista di una sua logica, e soprattutto di una sua rappresentatività.
Non che con questo voglia dire che il Codice è illogico, ma semplicemente che il modello del Codice è un modello flessibile.
La regola è che l'imputato ha il diritto di vedere formarsi tutta la prova a suo carico prima che qualcuno, attraverso l'esame, lo interroghi sul fatto che gli è attribuito per il quale appunto è chiamato davanti al Giudice.
Ma è un modello flessibile, non solo in ragione - io penso sia questa la scelta che ha fatto il legislatore dell'esistenza di quello che è il principio dispositivo delle parti in ordine alla prova - ma proprio perché penso sia questa una delle ragioni che ha ispirato il legislatore, perché ci possono essere delle fattispecie processuali nelle quali, per l'una o l'altra ragione, è anche l'imputato può avere l'interesse a che la prova sia elaborata in maniera diversa sotto il profilo dell'ordine di assunzione delle prove.
Questo brevissimo inciso non per dilungarmi inutilmente, ma per avvicinarmi un attimo al cuore del problema.
Per certo, quest'ordine di assunzione, può essere modificato a condizione che le parti concordino.
Allora si tratta di identificare quali sono le parti legittimate a esprimere se concordano o meno questa modifica nell'assunzione delle prove secondo l'ordine che il Codice assegna.
E' convinta opinione nostra, del Pubblico Ministero, che siano tenuti ad esprimere il consenso, se così lo vogliamo chiamare, quegli imputati che il Pubblico Ministero intenderebbe esaminare a questo punto dell'istruttoria dibattimentale e solamente questi.
Nel senso che la legittimazione a esprimersi positivamente, nel senso del consenso, o negativamente, spetti comunque ed in ogni caso solamente agli imputati che il Pubblico Ministero vorrebbe esaminare a questo punto dell'istruttoria dibattimentale.
Perché credo che questo sia il limite dei soggetti legittimati ad interloquire? Essenzialmente per una ragione. Il Codice, come loro sanno, oltre a questo brevissimo inciso contenuto nel II comma dell'articolo 496, nulla più dice. Quindi si tratta di prospettare una interpretazione che trascende dal lato testuale.
L'interpretazione, secondo me, è quella corretta, quella che suggerisce il principio che sta alla base della ragion per la quale l'imputato ha diritto di essere esaminato solo dopo che si è elaborata la prova a suo carico. E secondariamente la ragione è di carattere sistematico, è interpretazione di carattere sistematico.
Quanto al primo punto del discorso: se l'imputato è titolare di un diritto riconosciuto per legge che non può essere alterato senza il suo consenso nel suo concreto esercizio. Diritto che ha ad oggetto la precedenza della prova a carico rispetto alla possibilità di interrogarlo sul fatto che gli viene attribuito, questo comporta che è il singolo imputato che sia esposto alla richiesta di esame - mezzo di prova ammesso dalla Corte - è il singolo imputato che, ove lo si interpelli per sapere se vuole o meno essere interrogato a questo punto del processo, abilitato a dire sì o a dire no.
Perché la costruzione normativa nella sua struttura elementare è a tutela degli interessi di quell'imputato, del singolo imputato. O, per meglio dire, dell'imputato singolarmente considerato.
L'argomento di carattere sistematico è questo: nel caso che si abbia, come è il nostro, una probabilità di imputati, all'imputato è riconosciuto il diritto anche di rifiutare l'esame. Ovvero di non rispondere. Cioè di avvalersi della facoltà di non rispondere all'intero interrogatorio, o a una parte dell'interrogatorio a singole domande.
Sicuramente all'imputato non è riconosciuto alcun diritto circa la precedenza degli esami che il Pubblico Ministero voglia condurre nei confronti degli imputati.
Di talché non c'è un imputato che possa dire: ma io voglio essere interrogato per ultimo, rispetto agli altri. E nemmeno un imputato che possa dire: io voglio essere interrogato per primo.
E' il Pubblico Ministero il titolare, in questo caso, perché ha chiesto gli esami di alcuni imputati, titolare della possibilità di scegliere l'ordine di precedenza degli esami degli imputati.
Dato questo che non è indifferente rispetto alla regola secondo cui l'imputato, prima di essere esaminato, ha il diritto che la prova a suo carico sia tutta elaborata, sia tutta formata. Proprio perché anche l'interrogatorio dell'imputato è un mezzo di prova.
Tanto che il titolo II del libro III del Codice di procedura penale che si occupa delle prove, il titolo II parla proprio dei mezzi di prova: si inizia con la testimonianza e poi si arriva all'esame delle parti private.
Principale fra i quali è sicuramente quello dell'imputato. Che avendo anche quindi una natura di mezzo di prova fa parte filosoficamente di quel concetto di prova a carico dell'imputato che l'imputato stesso - scusatemi la ripetizione continua del termine imputato - ha diritto di vedere elaborato prima che lo si interroghi.
Ma al momento in cui si arriva all'esame degli imputati, l'imputato stesso non ha più alcun potere di condizionare l'ordine con il quale il Pubblico Ministero intende procedere.
Ecco perché, se l'imputato quale esso sia, il cui esame non è stato chiesto dal Pubblico Ministero; e il cui esame viceversa è stato chiesto ad esempio da un difensore. O il cui esame è stato chiesto nuovamente dal Pubblico Ministero.
E' abilitato a questo punto a interloquire sulla precedenza di un certo mezzo di prova rispetto ad un altro, compreso il suo esame, solo se l'esame lo riguarda. Perché al momento in cui si arriverebbe comunque all'esame delle parti private - e quindi anche con l'esame dell'imputato - nessun imputato potrebbe dire: interrogate prima di me gli imputati che mi accusano o che mi accuseranno, che io penso mi accuseranno.
Non è più titolare di alcun potere di condizionamento degli atti di esame.
Ecco, quindi, per una ragione di carattere interpretativo legata alla natura di questa deroga concordata all'ordine, quello stabilito dispositivamente dal Codice, e per quest'altra ragione di carattere sistematico, ecco perché io ritengo che ad interloquire su questo, su quanto ora vado a proporre, siano solamente i difensori degli imputati il cui esame il Pubblico Ministero vuole anticipare.
E anche se fa parte della prova a carico dell'imputato, anche la prova richiesta dalla parte civile, e quindi dovrebbe essere elaborata prima di passare all'esame delle parti private per quanto dicevo poco fa, io credo che nemmeno il difensore di parte civile possa interloquire su questo punto. Perché è un discorso che riguarda strettamente l'imputato nei confronti della parte che vuole procedere al suo esame anticipatamente. Avrebbe potuto anticiparmi un difensore che volesse fare interrogare oggi il suo assistito; avrebbe potuto anticiparvi una parte civile che avesse voluto oggi o domani anticipare l'esame di un imputato.
L'iniziativa che parte dal Pubblico Ministero è, per così dire, una sollecitazione all'interessato a esprimere, o meno, il consenso ad essere esaminato a questo punto del processo.
L'unico che non ha un potere promozionale in questo senso, secondo la struttura del nostro sistema, è il Giudice. Ma le parti sicuramente lo possono fare.
Pertanto il Pubblico Ministero, dopo avere esaurito l'esame dei testimoni per i quali è stata richiesta la citazione per l'udienza di domani e anche dopo avere esaurito l'esame di quei testimoni che, per così dire, sono da recuperare... L'aggiornamento ultimo lo potremmo fare alla fine dell'udienza di domani, ma col termine dell'udienza di domani siamo in grado di fare proprio un aggiornamento estremamente puntuale, il Pubblico Ministero intende procedere all'esame, non ho bisogno di dire tutti i nomi di tutti gli imputati che intendo esaminare anticipatamente rispetto all'escussione dei testimoni. Io dico intanto quelli che vorrei esaminare e per la qualcosa chiedo il consenso ora, a questo punto.
Sono, nell'ordine, gli imputati: Carra Pietro, Ferro Vincenzo e Scarano Antonio.
Io ipotizzo che il consenso debba essere prestato anche personalmente dall'interessato.
Nessuno dei tre imputati è presente. Io non so se sono presenti i difensori, difensori di fiducia, non i sostituti, anche se il sostituto sarebbe comunque abilitato a esprimere il consenso, di questi tre imputati.
Comunque chiedo che venga espresso, se lo ritengono un consenso i difensori di questi tre imputati, ad anticipare il loro esame rispetto all'ulteriore elaborazione della prova.
PRESIDENTE: Abbiamo presenti tutti i difensori, almeno di questi tre imputati, oggi?
PUBBLICO MINISTERO: Io non lo so, perché... Io non lo so, Presidente.
PRESIDENTE: Lo riferiamo domani, come minimo.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo so, Presidente.
PRESIDENTE: Allora vediamo per Carra...
AVVOCATO Cosmai: Presidente, io sono presente per Carra: Cosmai.
PRESIDENTE: Sì.
AVV. Cianferoni: Presidente, abbia pazienza, sono l'avvocato Cianferoni.
Io avrei una questione ancora prima.
PRESIDENTE: Siamo d'accordo, avvocato, ma io non le toglievo la possibilità di intervenire.
AVV. Cianferoni: No, no, ma è una questione ancora prima.
PRESIDENTE: Mi scusi, mi scusi, avvocato.
Qui si tratta intanto di avere eventualmente, se sono in grado di darlo, il consenso, quali difensori. E poi si tratterà di valutare se invece è opportuno sentire di persona gli imputati relativi. Anche con un atto scritto, purché avesse un minimo di autenticità.
Dopodiché io rimanderei a domani ogni intervento degli altri difensori, perché la Corte deve prima sapere, orientarsi come sono le posizioni di tutti i difensori, di tutti gli imputati, per poter poi esprimere eventualmente una valutazione.
AVV. Cianferoni: Presidente, la questione era invece sulla prova generica.
Il Pubblico Ministero ha detto: grossomodo esaurita l'escussione dei testi e dei consulenti sulla generica.
Secondo me, no. Io ho detto...
PRESIDENTE: Avvocato, ma io non le ho dato la parola!
AVV. Cianferoni: Basta me lo dica.
PRESIDENTE: Le ho detto che lo rimandiamo a domani.
AVV. Cianferoni: Tutto?
PRESIDENTE: Tutto.
AVV. Cianferoni: Ecco, io...
PRESIDENTE: Salvo che i difensori dei tre imputati per il quali è stata chiesta l'anticipazione non fossero presenti, possono esprimerlo se domani ritengono di non potere o di non dovere intervenire.
AVV. Cianferoni: Posso dire perché mi sembra di essere intempestivo ad andare a domani? Glielo dico, poi...
PRESIDENTE: Abbia pazienza, avvocato, l'ordine è questo: lo riprendiamo domani con ampiezza di discussione senza, diciamo, ragionevoli limiti di tempo.
Va bene? Comunque il difensore di Carra può esprimere una sua...
AVVOCATO Rocchi: Presidente, abbia pazienza. Avvocato Rocchi.
Non voglio tediare...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi, la parola ve la do domani.
Questo eventuale assenso non ha nessun valore, è un atto di cortesia nei confronti dei difensori di fiducia di persona di questi tre imputati perché è possibile che domani, essendo sabato, non si sentano obbligati a dover intervenire nuovamente avendo oggi la possibilità di dire se consentono o non consentono.
Perché se non consentono, il discorso è bell'e chiuso.
AVVOCATO Rocchi: Siamo d'accordo, Presidente, ma... va bene...
PRESIDENTE: Abbia pazienza, avvocato, mi scusi. Lei può anche sedersi, perché oggi la parola non gliela do più.
Mi vuole rispondere, avvocato?
AVVOCATO Cosmai: Sì, avvocato Cosmai, per Carra Pietro.
Presidente, come opinione personale, io concordo su quella che è stata la interpretazione del Pubblico Ministero in ordine alla legittimazione a prestare il consenso per l'anticipazione dell'esame dell'imputato.
E nel caso particolare, io presto in nome e pere conto di Carra Pietro, il consenso a questa anticipazione.
PRESIDENTE: Il secondo imputato è?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Chi? Ferro Vincenzo. Chi lo difende Ferro Vincenzo, scusatemi?
Avvocato Traversi e avvocato Gennai. C'è nessuno dei due?
AVVOCATO: Non sono presenti, Presidente.
PRESIDENTE: Non sono presenti? Allora bisogna che per loro parlerà qualcuno di loro. Per cortesia, avvertiteli che intervengano almeno domani.
Il terzo, se non mi sbaglio, è Scarano Antonio.
E, anche qui...
AVVOCATO Batacchi: Sì, è presente l'avvocato Batacchi. Risulta nominato di fiducia.
PRESIDENTE: Lei è nominato di fiducia, sì. A me risulta così, vorrei una conferma da lei.
AVVOCATO Batacchi: ... il quale, rilevando che lo stesso imputato aveva chiesto di essere esaminato, non vede nessuna difficoltà a prestare...
PRESIDENTE: Avvocato, credo che non la sentiamo. Il microfono.
AVVOCATO Batacchi: Rilevo che, siccome l'imputato stesso aveva chiesto di essere esaminato e non vedendo nessuna difficoltà ad effettuare l'esame in questa fase, presta il consenso alla richiesta del Pubblico Ministero.
PRESIDENTE: Però io ritengo che sia necessario che, in tempi abbastanza solleciti, i tre imputati facciano una dichiarazione scritta attraverso le forme che sono ordinarie, perché questo assenso sia personale.
Comunque la discussione riprenderà domani dopo l'esame dei testi che domattina dovremo sentire.
AVV. Cianferoni: Presidente, chiedo scusa, io ho una questione diversa.
Posso avere la parola per primo domattina?
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi...
AVV. Cianferoni: E' la richiesta di perizia.
PRESIDENTE: ... dopo che abbiamo sentito i testi può intervenire chiunque.
AVV. Cianferoni: Domattina. Ma si ricorda i testi Brozzolo, Pacchi e quelli della perizia Ferro?
Secondo me il teste Panara è comparabile a quelli. Non si può...
PRESIDENTE: Lasci stare, avvocato, ma lei mi vuole introdurre un discorso che mi fa domani mattina. Io, oggi, non lo voglio più sentire. Va bene?
AVV. Cianferoni: Ho capito. Io glielo volevo dire per domani mattina.
PRESIDENTE: Si riprende domani mattina alle ore 09.00. Traduzione degli imputati detenuti.