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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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DIBATTIMENTO-1: udienze/970205.txt


PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo i presenti.
Bagarella: rinunciante. Difensori, avvocato Ceolan e Cianferoni. Sostituito dall'avvocato...
AVVOCATO Gramigni: Lapo Gramigni. Buongiorno, Presidente.
PRESIDENTE: Grazie.
Barranca: rinunciante. Avvocato Barone. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Benigno Salvatore: è presente? Dov'è? Grazie. Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Gramigni. E' solo? Non c'è nessun altro?
AVVOCATO Gramigni: Per ora sì, Presidente.
PRESIDENTE: Va be'.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti.
AVVOCATO Batacchi: Massimo Batacchi.
PRESIDENTE: Massimo?
AVVOCATO Batacchi: Batacchi.
PRESIDENTE: Batacchi.
Calabrò Giovacchino: rinunciante. Avvocato Gandolfi, Fiorentini, Cianferoni. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Cannella Cristoforo: è presente? Avvocato Di Peri e Rocchi. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Carra: rinunciante. Avvocato Cosmai, Batacchi, che è presente.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili, avvocato Falciani. Sostituito dall'avvocato Batacchi.
Ferro Giuseppe: presente. Avvocato Anania, avvocato Cianferoni. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Ferro Vincenzo: contumace. Avvocato Traversi e Gennai. Avvocato Batacchi.
Frabetti: è presente? Avvocato Monaco, Usai, Roggero. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Giacalone Luigi: è presente. Avvocato Dieci, Bennati, Florio. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Giuliano Francesco: rinunciante. Avvocato Farina e Pepi. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo e Gramigni, che è presente.
Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani, avvocato Aiazzi. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Lo Nigro Cosimo: rinunciante. Avvocati Fragalà e Florio. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: Presente.
PRESIDENTE: Presente. Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali e Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Pizzo Giorgio: rinunciante. Avvocato Salvo, avvocato Pepi. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti, Usai, Roggero. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Scarano: rinunciante. Avvocato Fortini e Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e Cianferoni. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Spatuzza Gaspare: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Tudino Vittorio: rinunciante. Avvocato Gallina, Di Benedetto. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Il Pubblico Ministero può incominciare.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, la prima persona che chiedo all'Ufficiale Giudiziario di introdurre nell'aula è il generale Arturo Tornar.
PRESIDENTE: Buongiorno, si accomodi.
Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza?
*TESTE Tornar: Allora, mi chiamo Arturo Tornar, sono nato a Roma il 15 gennaio del '37 e risiedo a Roma, via di Priscilla 32.
PRESIDENTE: Vuole leggere quella formula?
TESTE Tornar: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Generale, nel 1993 lei era il direttore del Centro Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri?
TESTE Tornar: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, lo possiamo dare per premesso, ha una cognizione diretta delle attività che sono state compiute dal centro, in relazione in particolare all'attentato di San Giovanni in Laterano?
TESTE Tornar: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Proprio nella sua qualità di direttore, all'epoca, del CIS.
TESTE Tornar: Del CIS, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io vorrei generale che lei illustrasse alla Corte, come è stato organizzato il servizio e quindi l'intervento del CIS, a partire da quanto, con quali misure e cautele adottate perché l'attività potesse avere tutte le potenzialità richieste dalla situazione particolare.
TESTE Tornar: Venni avvisato nottetempo delle esplosioni che ci sono state al centro di Roma e per cui la prima cosa che facemmo ci riunimmo in caserma, tutti provenivamo da casa perché avevamo l'alloggio fuori caserma, noi del CIS perlomeno. E lì organizzammo le squadre per l'intervento, nelle zone dove ci sono stati gli attentati.
Praticamente partirono un paio di squadre di uomini, con le relative apparecchiature, arrivammo sul posto dove già peraltro erano, gli organi operativi sia dell'Arma che della Polizia di Stato erano già sul posto, poi ci stavano i Vigili del Fuoco ovviamente, personale della Protezione Civile. E cominciammo a organizzarci proprio sul posto per evitare che, cioè proprio per trovare, per avere le condizioni migliori per raccogliere delle prove sull'attentato.
Venne assegnata a noi la zona di San Giovanni in Laterano, questo intervento durante e allora provvedemmo ad allontanare, diciamo, tutte le persone non addette ai lavori, curiosi e cercare di salvaguardare al massimo l'area dell'esplosione.
Certo, un po' di confusione all'inizio c'era, poi abbiamo immediatamente dato disposizioni piuttosto severe in aderenza alle necessità operative e di raccolta degli elementi di prova.
Successivamente dividemmo l'area in settori per poter setacciare e raccogliere reperti per poi analizzarli. Abbiamo portato anche uno strumento particolare, lo Ioscan, per avere i primi risultati sul posto: uno strumento molto sensibile per vedere subito il tipo di esplosivo che era stato usato, diciamo per poi, con i reperti, avere la conferma successivamente con le analisi di laboratorio.
Poi venne diviso, diciamo i compiti, tra noi e la Polizia di Stato. Alla Polizia di Stato toccò San Giorgio al Velabro e a noi toccò San Giovanni. Quindi ci fu tutta l'attività di setacciamento dell'area, mano a mano restringendola verso il "punto K", cioè il punto dove era avvenuta l'esplosione e cercando di raccogliere tutti i reperti che poi vennero messi a disposizione dell'Autorità Giudiziaria per le analisi di laboratorio e la ricostruzione, diciamo, anche dell'automezzo usato per l'attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta generale, alcune domande poi le porremo a personale che all'epoca ha operato alle sue dipendenze.
TESTE Tornar: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A lei chiedo ancora, ecco a partire da quando, in termine proprio di tempo, l'intervento del CIS fu un intervento organico, razionale e, diciamo, tale da assicurare un controllo dell'area in cui il fatto si era verificato?
TESTE Tornar: Dalle prime ore del mattino, dalle primissime ore del mattino, cioè dopo la mezzanotte e mezza. Quando siamo arrivati sul posto certamente ci siamo subito organizzati per uno sgombero dell'area.
PUBBLICO MINISTERO: E' un attività questa, mi riferisco proprio a quella di organizzazione del lavoro, che lei ha condotto personalmente?
TESTE Tornar: Beh, io sono stato uno dei primissimi ad arrivare sul posto, della mia organizzazione, parlo sempre del reparto scientifico.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, sto parlando del CIS.
TESTE Tornar: Prima di me certamente sono arrivati i reparti operativi perché io, come ho detto, sono dovuto passare per la caserma e organizzarmi per operare sul posto.
PUBBLICO MINISTERO: Però, poi l'attività è stata diretta da lei?
TESTE Tornar: Dopo l'attività è stata svolta dal CIS e si è cercato di fare nel migliore dei modi.
PUBBLICO MINISTERO: Secondo le sue direttive, voglio dire.
TESTE Tornar: Sì, naturalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda per quanto tempo si è protratto continuativamente il sopralluogo da parte del suo personale?
TESTE Tornar: Noi siamo stati, due o tre giorni la questione è durata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi si è protratto per più giorni?
TESTE Tornar: Sì, sì, è stato un periodo molto pesante perché è stato fatto proprio un setacciamento accurato, settore per settore e con delle squadre che si alternavano, naturalmente settore per settore perché...
PUBBLICO MINISTERO: Avete nell'occasione impiegato moduli operativi sperimentati nella vostra struttura?
TESTE Tornar: Sì, ben consolidati insomma, non innovativi diciamo delle regole di Polizia Giudiziaria.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha sottoscritto anche il verbale dell'intervento e quindi più esattamente di sopralluogo.
TESTE Tornar: Verbale di sopralluogo e fascicoli fotografici.
PUBBLICO MINISTERO: E tutti i fascicoli fotografici.
Avendoli sottoscritti ritengo che li consideri pienamente esaurienti, insomma, della rappresentazione del lavoro che è stato fatto dal centro?
*TESTE Tornar: Spero che siano esaurienti senz'altro. Abbiamo cercato di mettere il meglio delle nostre professionalità. D'altra parte il personale del CIS è ben qualificato, è ben conosciuto.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
PRESIDENTE: Hanno domande le parti civili? I difensori? Può accomodarsi grazie.
Chiamiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Allora, facciamo accedere all'aula il capitano De Fulvio.
PRESIDENTE: Si accomodi.
Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza?
*TESTE De Fulvio: Gianfranco De Fulvio, nato a Roma il 02/08/57, domiciliato presso il Centro Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Roma.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE De Fulvio: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, capitano, è in servizio presso il Centro Carabinieri Investigazioni Scientifiche?
TESTE De Fulvio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo era anche nel '93?
TESTE De Fulvio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si è occupato dei fatti ed in particolare dell'attentato che si è verificato a San Giovanni nella notte tra il 27 e il 28 di luglio?
TESTE De Fulvio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In qualità di?
TESTE De Fulvio: In qualità di coordinatore dell'attività dei repertatori.
PUBBLICO MINISTERO: Specificamente dei repertatori.
TESTE De Fulvio: Dei repertatori.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è intervenuto sul posto.
TESTE De Fulvio: Sì, nelle prime ore della mattina del giorno 28.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quanto tempo era passato dal fatto?
TESTE De Fulvio: Dunque, il primo intervento del nostro personale è stato intorno alla mezzanotte. Quindi otto ore dopo, sette ore dopo, con la seconda ondata di repertatori.
PUBBLICO MINISTERO: E ha accompagnato, ha seguito l'attività di repertazione fino al suo termine oppure...
TESTE De Fulvio: L'ho seguita sì, ovviamente con dei turni ben precisi, però fino all'ultimo giorno che è stato il 31.
PUBBLICO MINISTERO: Il 31 di luglio.
TESTE De Fulvio: Il 31 di luglio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Vuole spiegare come è stata, sul campo, da lei organizzata questa attività di repertazione?
TESTE De Fulvio: Sì. Dunque, innanzitutto l'area su cui, l'area interessata all'attentato era molto vasta, diciamo questo un po' anomalo rispetto ad altri attentati dove senza dubbio la cosa era molto più contenuta. Per questo quindi, c'è stata la necessità di delimitare quest'area e di suddividerla in settori proprio per far sì che le varie squadre formate non interferissero l'una nel settore dell'altra e la raccolta dei reperti fosse più organica e metodica possibile.
L'area diciamo pur vasta ben si prestava perché - questo per chi conosce Roma, piazza San Giovanni in Laterano e lo si vede pure dalle planimetrie che abbiamo redatto - c'è tutto un cordone di marciapiedi che delimita la strada antistante l'obelisco e quello già è un primo cordone naturale, ovviamente rinforzato dal personale. Ma lì siamo già nell'area abbastanza lontana da dove è scoppiata l'autobomba, quindi la maggior parte dei reperti invece si trovava proprio nell'angolo fra i Palazzi Lateranensi e il transetto destro della basilica.
In quella zona lì è stata creata una seconda barriera proprio perché più interessante per il maggior numero dei reperti frammentati. Quindi, ecco, l'opera nostra è stata quella di dividere questi settori, di assegnarne uno ad ogni squadra, dopodiché le squadre avanzavano a pettine, organicamente, individuando i reperti e con fotografi al seguito, uno per ogni squadra, il reperto veniva localizzato lì dove si trovava, fissato con un numero e fotografato sul posto. Dopodiché raccolto in sacchetti tutti separati che sono stati avviati ai laboratori per le successive analisi.
Il problema grosso è stato anche che, a differenza di altri attentati di cui ci siamo occupati, i reperti non erano sparsi tutti su un livello ma interessavano anche il primo piano dei palazzi, il secondo piano dei palazzi, oltre a quelli ovviamente che si trovavano nel cratere e in un tombino vicino al cratere e sul loggiato superiore al nartece e all'interno della basilica. Quindi abbiamo avuto il problema anche di fissare in modo inequivocabile sulle planimetrie redatte in occasione dei rilievi tecnici fatti, con dei simboli particolari in modo da potere, a chi è che consultasse le piantine, esser chiaro a quale livello fossero disposti i reperti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, veniamo a parlare intanto dei reperti, capitano. Lei ricorda che tra i reperti ve ne siano stati alcuni che erano riferibili ed anche identificativi di un veicolo in particolare, un veicolo che era andato pressoché distrutto?
TESTE De Fulvio: Sì. Dunque, delle parti di motore in modo particolare, degli ammortizzatori, dei cerchioni, dei supporti di ammortizzatore, dei collettori di marmitta e porzioni di motore più o meno grandi di cui una comprensiva anche del cambio. Questi furono trovati tutti pressoché nell'angolo che c'è tra il...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io a questo proposito, capitano, con l'autorizzazione del Presidente può consultare anche la documentazione che ha con sé, penso sarà la copia del verbale, suppongo.
TESTE De Fulvio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vorrei anche che lei, questo dettaglio che sta fornendo, ce lo accompagnasse con il richiamo delle fotografie che corredano il rilievo, il verbale dei rilievi del CIS, perché così, per la Corte è una rappresentazione migliore, oltre che per tutti i presenti.
TESTE De Fulvio: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Qui abbiamo il fascicolo. Se lei ci sa dare le coordinate. Può andare ad accomodarsi là, se non le spiace.
PRESIDENTE: Si accomodi in quella postazione.
PUBBLICO MINISTERO: Accanto a quella lavagna luminosa. L'ispettore Benelli l'aiuta.
TESTE De Fulvio: Allora, si diceva con particolare riferimento a dei pezzi riferibili ad un'autovettura andata distrutta.
PUBBLICO MINISTERO: Ad un'autovettura sì. Quindi sia per quanto riguarda gli elementi identificativi, i pezzi diciamo così, i frammenti identificativi in senso stretto e in più generale, le parti di organi meccanici a cominciare dal motore.
Io credo, capitano, che le possa essere di utilità anche la planimetria che è qui, che ho io ancora sul tavolo, è rimasta qui ispettore, ora gliela porto. Un secondo, la porto io, la porto io.
Perché lo stralcio della planimetria è sufficientemente dimensionato rispetto alle capacità del...
TESTE De Fulvio: Del proiettore.
PUBBLICO MINISTERO: ... del proiettore.
TESTE De Fulvio: Allora, prima dicevo che gli elementi più interessanti, ai fini della qualificazione dei reperti, si trovavano proprio per come è fatta l'area interessata dall'attentato nell'angolo che c'è fra i Palazzi Lateranensi e la scalinata di accesso al nartece della basilica. E infatti proprio qui, a diversi livelli, troviamo le parti più interessanti.
Diversi livelli perché una parte del motore, una grossa porzione noi la troviamo all'interno del tombino posto nei pressi del cratere formatosi con l'esplosione.
PRESIDENTE: Ci dice i numeri di identificazione per essere sicuri?
TESTE De Fulvio: Sì, allora dunque, il tombino lo vediamo in questo punto. Ecco, questo quadratino qui è il tombino.
PRESIDENTE: Scusatemi. Dovremmo preliminarmente dire questa planimetria dove si trova.
PUBBLICO MINISTERO: Ha ragione, Presidente, è un mio lapsus. E' la planimetria che correda, insieme ai fascicoli fotografici, il verbale del sopralluogo e dei rilievi redatta dal Centro Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri che nel fascicolo del dibattimento sta a pagina 6471 con tutto quel che segue.
PRESIDENTE: Bene.
PUBBLICO MINISTERO: La planimetria è l'ultimo degli allegati al verbale.
TESTE De Fulvio: Al verbale.
Allora dicevo, questo quadratino che qui vediamo delimita un tombino presente in questo angolo...
PRESIDENTE: Il quadratino è quello contraddistinto dai numeri 99, 100 e 101 vero?
TESTE De Fulvio: 99, 100, 101 esattamente, che sono riferibili ad altrettanti reperti localizzati all'interno.
PRESIDENTE: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può essere opportuno, capitano, che magari tra un attimo, quando ha finito questa illustrazione a carattere un po' generale, se poi ci dà le specifiche in termini di numero di quei reperti.
TESTE De Fulvio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il reperto Tal dei Tali identifica, e così via. La ringrazio.
TESTE De Fulvio: Allora, dicevo: questo tombino altro non era che un tombino che sottendeva un cunicolo di servizio asservito a degli impianti idraulici ed elettrici che servivano appunto i Palazzi Apostolici. E' stato interessato anch'esso dall'esplosione in quanto posto a poca distanza dal cratere formato dalla bomba.
Gli effetti dell'esplosione sono stati tali che la copertura del tombino è stata divelta e risucchiata all'interno del cunicolo. In questa zona, appunto all'interno del cunicolo, noi troviamo una grossa porzione di motore che qui nel fascicolo fotografico A, nel volume A del fascicolo fotografico, è individuato dalle foto 29, 30 e 34. Ecco, questa parte qui che vediamo, le foto 29, 30...
PUBBLICO MINISTERO: Magari, capitano, mentre le illustra, se può dare le indicazioni in termine di numero di fotografia e di numero del fascicolo, per cortesia.
TESTE De Fulvio: Sì. Ripeto allora, era il fascicolo fotografico A, le foto 29, 30 e 34. Nelle foto che ci sono tra la 30 e la 34 vediamo delle panoramiche del vano al di sotto del tombino e ben si può vedere anche la copertura del tombino che, come dicevo, è stata divelta dall'esplosione, scagliata all'interno del cunicolo stesso. Ecco, lo vediamo anche qui nella foto 32 e nella foto 31.
Come dicevo, questo era un cunicolo di servizio per accedere a quelli che erano gli impianti idraulici ed elettrici che servivano i Palazzi Apostolici, qui vediamo degli isolatori e delle scale appunto per ammettere l'accesso al personale.
E questa è una parte consistente già di quello che era il motore della macchina utilizzata per l'attentato. Un'altra parte abbastanza consistente la troviamo sui gradini del transetto destro qui della basilica. E la possiamo vedere nel volume B, reperti, è il reperto contrassegnato con il numero 5 ripreso nella foto 7 del fascicolo fotografico. Volume B appunto. Questa è un'altra parte consistente di motore.
Queste diciamo sono le parti più rilevanti perché poi altre parti sia della carrozzeria e del motore più minute sono state...
PUBBLICO MINISTERO: Se l'ispettore ingrandisce... No, no, ispettore, benissimo su quella planimetria. Se ingrandisce, fa una zoommata, proprio su tutti quei numerini che ci sono lì, perché mi pare che ci sia anche il numero 5.
TESTE De Fulvio: Esatto, quello che indicavo io, che è interessante, è riferito a quella grossa porzione di motore che ho...
PRESIDENTE: Distinta dal numero 5.
TESTE De Fulvio: ... poco innanzi indicato, ecco, è appunto il numero 5.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è una precisazione...
TESTE De Fulvio: Appunto, qui si trova sul terzo scalino.
PUBBLICO MINISTERO: ... è una precisazione superflua quella che le chiedo, capitano, ma mi pare, se ho capito bene, tutte quelle strisce orizzontali sono il profilo dei gradini.
PRESIDENTE: Beh, certo.
TESTE De Fulvio: Sono i gradini che permettono l'accesso al nartece della basilica.
PUBBLICO MINISTERO: E ciascuno di quei numerini identifica un particolare reperto.
TESTE De Fulvio: Un particolare reperto.
PUBBLICO MINISTERO: Che, se ho capito bene, in quella zona sono prevalentemente reperti di parti degli organi meccanici del...
TESTE De Fulvio: Esatto, parti degli organi meccanici, infatti abbiamo visto hanno anche dei cerchioni della macchina, supporto di ammortizzatori.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare anche che il vostro verbale rechi menzione di un - non mi pare, lo so per certo, è un modo di dire - rechi la menzione di una targa non integra, semidistrutta.
TESTE De Fulvio: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE De Fulvio: La targa è appunto quella poi ricondotta alla FIAT Uno utilizzata per l'attentato. Semidistrutta in quanto mancava l'ultima cifra che poi, da accertamenti fatti, è risultato essere un numero 3. Infatti la vediamo contraddistinta sul verbale di sopralluogo con Roma 8A600 e il 3 posto fra parentesi perché, nell'immediatezza del fatto, raccolta la targa, il 3 mancava.
PUBBLICO MINISTERO: Ancora capitano, le chiederei la cortesia di illustrare sinteticamente, per carità, la posizione non tanto di tutti i veicoli danneggiati che sono uno per uno descritti nel verbale, posizionati in pianta, fotografati. In particolare la posizione dei camper, dei Van. Se lei scorre il verbale...
TESTE De Fulvio: Sì, è nell'ultima parte del verbale. L'autovettura, quello che ricordo delle autovetture che hanno riportato tutte diversi danni, quella però più consistentemente danneggiata, al di là ecco di quella che è la FIAT Uno che è andata completamente distrutta, era una Opel Calibra.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE De Fulvio: Era una Opel Calibra che si trovava parcheggiata con la parte anteriore disposta ortogonalmente rispetto ai Palazzi Lateranensi.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
TESTE De Fulvio: La vettura numero 1.
PUBBLICO MINISTERO: Le chiedevo più specificamente sul conto dei Van, così li avete chiamati nel verbale?
TESTE De Fulvio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che vuol dire camper.
TESTE De Fulvio: Esatto. Ecco, i caravan erano in modo particolare...
PUBBLICO MINISTERO: Se potesse dare alla Corte anche le coordinate di distanza di questi mezzi, rispetto a quello che chiamate "punto K" e si sa è il punto dell'esplosione.
TESTE De Fulvio: Sì. Ecco, abbiamo un Ford Van. Il primo che incontriamo è quello elencato al numero 18 nel verbale di sopralluogo.
E' un Ford Van personalizzato di colore rosso bordeaux.
PRESIDENTE: In planimetria come risulta questo...
TESTE De Fulvio: Dunque, in planimetria è stato classificato con avantreno rivolto verso l'obelisco egiziano.
Ecco, e questo qui è quello contrassegnato... Possiamo... Ecco, è già inquadrato. E' il numero 18 relativo al numero di autoveicolo, appunto.
Nell'ambito dello stesso è stato rilevato un frammento interessante per le future analisi che invece è stato contrassegnato con il numero 71.
Questo si trovava circa a 44,20 metri dal "punto K", appunto dove è avvenuto l'epicentro dell'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE De Fulvio: E la parte anteriore era rivolta, diciamo, verso la piazza.
PUBBLICO MINISTERO: Rapidamente, anche gli altri Van che avete localizzato...
TESTE De Fulvio: Sì, poi ci abbiamo il numero 19. E' posto, appunto, a fianco. Il numero 19 era un Renault, invece, Van personalizzato di colore rosso targato Roma 10168D, abbiamo detto numero 19. Con un frammento localizzato nell'ambito dello stesso che è stato contrassegnato con il numero 72.
Ecco, dice: perché questi Van erano localizzati tutti quanti lì, proprio quel giorno?
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi.
TESTE De Fulvio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La distanza di questo secondo e poi anche del terzo.
TESTE De Fulvio: Dunque, la distanza del secondo è 45,80 metri dal "punto K".
Quindi, 44,20 il primo; 45,80 il secondo; e il terzo siamo a 46,80.
I Van di fatto erano posti uno a fianco all'altro, quasi a pettine.
PUBBLICO MINISTERO: Hanno subìto danni questi Van?
TESTE De Fulvio: Hanno subìto danni consistenti, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora, per quanto mi riguarda non entro nel dettaglio di questi danni, perché tanto sono illustrati anche nel fascicolo dei rilievi fotografici.
Ecco, a questo punto invece le volevo chiedere qualche altra cosa che ci porta, diciamo, fuori della piazza. Ci porta...
TESTE De Fulvio: Sugli edifici.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. E possibilmente anche all'interno degli edifici. Perché l'attività, come dire, di sopralluogo e di rilievi svolta dal personale alle sue dipendenze, si è...
TESTE De Fulvio: Si è estesa anche all'interno.
PUBBLICO MINISTERO: ... estesa. Ecco, se vuole, su questo punto, fornirci...
TESTE De Fulvio: Infatti, fra i problemi che abbiamo dovuto affrontare, essendo quella zona che gode proprio dell'extraterritorialità, è stato l'accesso dietro autorizzazione concessa, appunto, da una autorità intervenuta in un secondo tempo.
E quindi, a seguito di questa autorizzazione, il nostro sopralluogo è stato esteso anche a quella zona, appunto, territorio della Santa Sede.
In particolar modo agli uffici del vicariato che si trovano... Ecco, questa è la planimetria, sono al piano terra di questa, dei Palazzi Apostolici.
Dopodiché, anche al primo e al secondo piano nelle sale dette del Concilio. Proprio perché è avvenuto il Concilio Ecumenico Vaticano II.
I danni sono ovviamente più consistenti per quello che riguarda gli uffici posti al piano terra del palazzo. Nel senso, gli uffici del vicariato.
Praticamente sono andati completamente distrutti in tutti quelli che erano gli arredi e le suppellettili, completamente distrutti.
I danni invece meno evidenti, però da un punto di vista valore molto più consistenti, si sono avuti nei piani superiori dove sono andati danneggiati in modo consistente per esempio delle parti di quello che era il soffitto ligneo tutto intarsiato e decorato.
Danni ancora più consistenti e direi irreparabili, li abbiamo avuti negli affreschi che decoravano il nartece, dove praticamente sono andate irrimediabilmente perdute delle ampie zone proprio dell'affrescato, delle quali sono una minima parte, a livello frammenti, si è potuta recuperare per terra in mezzo a tutti i detriti che si possono immaginare, vetri e altre cose.
E quindi, quella parte lì di affreschi non sarà più visibile da parte di nessuno.
Danni anche consistenti sono stati subìti agli affreschi che decoravano il loggiato superiore al nartece.
Quindi, quando mi riferivo al porticato del nartece siamo a piano terra. Il loggiato, siamo al piano superiore. Quindi siamo grossomodo all'altezza del primo piano dei Palazzi Apostolici delle sale del Concilio.
Danni all'interno della basilica, anche. Perché, come possiamo vedere anche dai fascicoli fotografici, sono andati divelti e danneggiate le cancellate di ferro e sono andati anche distrutti i confessionali di valore che si trovavano all'interno della basilica, entrando su uno dei lati. Ecco, questi sono i danni subìti nella parte esterna.
Ma volevo soffermarmi su quella che è la parte più eclatante e diciamo che... Ecco, qui già li vediamo.
Come vediamo, questa ampia zona, questi sono metri quadrati di affreschi andati irrimediabilmente perduti, proprio perché è caduto l'intonaco.
E poi abbiamo le foto in particolare. Ecco, questa è un'altra zona di affreschi distrutti. Affreschi che, fino a prima dell'attentato, erano perfettamente conservati.
Ecco, queste. Queste sono aree di affresco che non potranno essere più, purtroppo, viste da nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Capitano, mi scusi, codesto è il fascicolo?
TESTE De Fulvio: Questo è il fascicolo, è il volume A dei fascicoli fotografici.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE De Fulvio: Queste sono delle panoramiche dei danni all'interno proprio della basilica.
Ecco, questa è la zona dei portali. Come vediamo, le bussole antiche sono andate completamente distrutte. Sono andati distrutti i confessionali. E la proiezione di materiali che si è avuto all'interno - questo è un portone pesante ...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vediamo di inquadrarlo.
TESTE De Fulvio: Questo è un portone pesante. E' stato scaricato a una ventina di metri dall'ingresso della basilica con altri frammenti più piccoli che sono andati anche lì ad intaccare quelli che erano gi arredi esterni.
Ecco, queste sono sempre panoramiche all'interno della basilica. Danni anche ai marmi preziosi, policromi del pavimento.
Ecco, questo è un particolare dei danni riportati.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, capitano. Senta, ho bisogno di porle ancora una domanda: questa rilevazione di danni vi ha consentito, per così dire, di stabilire il punto più lontano, in qualche modo, o la zona più lontana dove gli effetti dell'esplosione si sono fatti sentire? A livello della piazza, o...
Per effetti dell'esplosione, non intendo necessariamente un danno. Intendo anche semplicemente il ritrovamento di una scheggia metallica, di un frammento...
TESTE De Fulvio: Gli effetti...
PUBBLICO MINISTERO: O di un vetro che è andato in frantumi.
TESTE De Fulvio: Sì, sì. No, gli effetti sono stati anche a grandissima distanza, perché infatti l'ispezione è avvenuta all'interno dei Palazzi Apostolici. E ha comportato anche un accesso a quelli che erano gli appartamenti privati dei cardinali e dei vescovi posti dalle parti proprio della Università Lateranense posta all'interno.
Ecco, per esempio... Ecco, dovendo dare qui un riferimento che pure è ben stimabile, visivamente, ecco, si calcoli questo reperto contrassegnato con il numero 124. Ecco, 124, questo, come vedete, rispetto al "punto k" che è qui, ecco, stimate la distanza. Guardate, rispetto alla penna, è due volte circa la penna. Quando i Van che prima avevamo stimato a 44 metri, ecco, sono poco più della penna.
Quindi, qui siamo già a 100 metri di distanza come reperti raccolti. Però se ci riferiamo ai danni, anche all'interno di quelli che erano gli appartamenti privati, abbiamo trovato lì gli effetti dell'onda d'urto, se non altro come vetri e infissi danneggiati pesantemente.
PUBBLICO MINISTERO: La ringrazio.
PRESIDENTE: Hanno domande le parti civili? I difensori?
Può accomodarsi, grazie.
*TESTE De Fulvio: Grazie.
PRESIDENTE: Chiamiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Devo sentire l'Ufficiale Giudiziario se è arrivato un sottufficiale che era stato citato... Perché, se è arrivato, seguendo un certo ordine, bisogna esaminare il maresciallo Massarino.
Se non è arrivato, bisogna cambiare un attimino programma.
UFF. GIUDIZIARIO: (voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Non è arrivato? Va be', ora accertiamo.
Un secondo solo, Presidente.
UFF. GIUDIZIARIO: (voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Allora, se non c'è il maresciallo Massarino, sentiamo il maresciallo, o brigadiere che sia, Cavallo Francesco.
PRESIDENTE: Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza.
R*TESTE Cavallo: Maresciallo Cavallo Francesco, presto servizio presso la Compagnia Operativa Speciale.
Sono nato a Rocca d'Aspide provincia di Salerno il 18 giugno del '65. Residente a Roma via Clitunno 20.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Il nome, per favore.
TESTE Cavallo: Maresciallo Cavallo Francesco.
PRESIDENTE: Bene.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
TESTE Cavallo: 18 giugno '65.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
TESTE Cavallo: Rocca d'Aspide, Salerno.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Cavallo: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Maresciallo, nel luglio del '93 era addetto a quale Comando?
TESTE Cavallo: Ero addetto al Nucleo Operativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: E più esattamente aveva una sezione sua di riferimento?
TESTE Cavallo: Sezione di Rilievi Tecnici, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. a partire da questa notizia di cronaca, eh? Cronaca di vita professionale, lei si è interessato per dei fatti che sono successi nella notte tra il 27 e il 28 di luglio del '93?
TESTE Cavallo: Sì, ho redatto il verbale di ispezione dei luoghi.
PUBBLICO MINISTERO: Con riferimento a quale fatto?
TESTE Cavallo: All'esplosione dell'ordigno in piazza San Giovanni.
PUBBLICO MINISTERO: Esattamente quello. Quindi, ha redatto il verbale.
TESTE Cavallo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi è stato anche sul luogo.
TESTE Cavallo: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: E' stato sul luogo unitamente a quale altro personale del Nucleo?
TESTE Cavallo: Un fotografo e un disegnatore.
PUBBLICO MINISTERO: Avete operato con disposizioni che vi sono state impartite...
TESTE Cavallo: Certamente. La centrale operativa ci ha inviati sul posto.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire: siete intervenuti...
TESTE Cavallo: Non di iniziativa, siamo stati inviati.
PUBBLICO MINISTERO: Non di iniziativa. Eravate di turno?
TESTE Cavallo: Sì, di turno.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei ha iniziato a fare la sua attività sul posto a partire da che orario? Se se lo ricorda.
TESTE Cavallo: Intorno a mezzanotte.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, non prima di mezzanotte, perché prima di mezzanotte l'attentato non era successo. Quindi...
TESTE Cavallo: Intorno a mezzanotte, poco dopo comunque. Perché il Comando è vicino alla località...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo appunto questa precisazione da lei.
Lei si è immediatamente portato sul posto.
TESTE Cavallo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quanto tempo può avere impiegato ad intervenire?
TESTE Cavallo: Dieci minuti, un quarto d'ora massimo.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo pure...
TESTE Cavallo: Nell'immediatezza, guardi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Cavallo: Pressappoco.
PUBBLICO MINISTERO: Quando è arrivato lei, la situazione qual era? Erano già intervenuti i mezzi di soccorso, stavano intervenendo...
TESTE Cavallo: Stavano intervenendo, sì. C'era già confusione, chiaramente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. La sua attività specificamente qual è stata a partire, appunto, dal momento del suo intervento?
TESTE Cavallo: No, noi non ci siamo occupati né di repertamento, quindi né di verificare condizioni particolari.
Abbiamo soltanto effettuato dei rilievi fortografici e planimetrici della località.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi questa mi sembra una precisazione. Lei ha anticipato la mia domanda. Cioè, la III Sezione del Nucleo Operativo, la squadra sua, per intendersi, non ha fatto repertazione.
TESTE Cavallo: No, nessun tipo di repertazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ma solamente rilievi.
TESTE Cavallo: Solo rilievi.
PUBBLICO MINISTERO: I rilievi per quanto tempo si sono protratti?
TESTE Cavallo: Per parecchie ore, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Anche nella giornata successiva?
TESTE Cavallo: Sì, certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Un dettaglio: quando è arrivato sul luogo, c'era l'illuminazione pubblica in funzione, oppure no?
TESTE Cavallo: Credo di no, mi sembra pure di no.
PUBBLICO MINISTERO: Oggi non se lo ricorda?
TESTE Cavallo: Sì, comunque penso che non ci fosse illuminazione sulla piazza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. In particolare, nel procedere a questa attività di sopralluoghi e rilievi che poi è stata trasferita in un verbale e in un allegato fotografico, si tratta di documentazione che è nel fascicolo del dibattimento. Appunto, è allegata ad una nota 16/08/93 della III Sezione del Nucleo Operativo del reparto Operativo del Comando Provinciale di Roma dei Carabinieri, ovviamente. Affogliata a pagina 6581 e seguenti.
Ecco, in particolare, questa rilevazione che lei ha svolto insieme ai suoi colleghi, ha avuto in oggetto che cosa?
Così diamo alla Corte, come dire, la chiave di lettura del suo lavoro.
TESTE Cavallo: Come dicevo prima, mi sono occupato soltanto di un verbale di ispezione dei luoghi.
Quindi, ho delineato sommariamente la situazione. Cioè quello che si vedeva arrivando sul posto, insomma. Quindi, una descrizione della zona supportata da questi rilievi fotografici e planimetrici.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Per descrizione della zona s'intende che cosa, in particolare? Il luogo dove si era svolto l'attentato?
TESTE Cavallo: Sì, inquadrare il quartiere in cui si era verificato, che cosa è stato oggetto dell'attentato. E, niente, cercavamo di chiarire soltanto la situazione.
PUBBLICO MINISTERO: I danneggiamenti, i danni provocati dall'attentato.
TESTE Cavallo: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Cavallo: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: La planimetria è stata redatta a quale scopo particolare, maresciallo?
TESTE Cavallo: Per supportare il verbale di ispezione.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Bene, la ringrazio.
PRESIDENTE: Parti civili domande? I difensori?
Si accomodi, grazie. Buongiorno.
*TESTE Cavallo: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Se non è arrivato questo maresciallo Massarino, allora facciamo intervenire l'ispettore Solimene.
PRESIDENTE: Dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Solimene: Mi chiamo Solimene Ciro, sono nato a Portici Napoli, il 6 gennaio 1946. Abito ad Albano Laziale Roma, via Mascagni numero 4.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Solimene: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ispettore, lei appartiene, o per meglio dire, lavora al Centro Interregionale di Polizia Scientifica della Questura di Roma.
TESTE Solimene: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Anche nel '93 faceva questo servizio.
TESTE Solimene: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora io ho bisogno di porre delle domande relativamente a due vicende distinte che però fanno capo allo stesso contesto temporale. Perché risulta che lei se n'è occupato.
Intanto il ritrovamento di una vettura in via Scalo di San Lorenzo...
TESTE Solimene: Via dello Scalo di San Lorenzo.
PUBBLICO MINISTERO: Via dello Scalo di San Lorenzo. Nella notte tra il 27 e il 28 luglio del '93.
Lei ricorda questo episodio?
TESTE Solimene: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si trattava di una Uno, se non sbaglio.
TESTE Solimene: Una autovettura FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vorrei che chiarisse alla Corte i termini, così, generali dell'intervento, come le fu richiesto, come lo ha eseguito. E poi qualche domanda più specifica la potrò porre io, la potranno porre da altre parti, il Presidente, la Corte.
TESTE Solimene: Sì. Siamo stati notiziati dalla sala operativa, se ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Non si allontani dal microfono, per piacere, sennò non... No, lo tenga vicino, sennò io non la sento.
TESTE Solimene: Ah.
PUBBLICO MINISTERO: Lo tenga vicino.
PRESIDENTE: Vicino.
TESTE Solimene: Ah, più vicino. Ho capito "non lo tenga vicino".
PUBBLICO MINISTERO: Sennò io non la sento.
TESTE Solimene: Va bene così?
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Solimene: Allora, siamo stati notiziati dalla sala operativa della Questura di Roma, se ricordo bene. Perché poi... Va bene, dalla sala operativa della Questura di Roma che in via dello Scalo di San Lorenzo era stata, c'erano da effettuare dei rilievi su una autovettura FIAT Uno.
Giunti sul posto non abbiamo operato subito, poiché si aspettava l'intervento degli artificieri.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Solimene: Ultimato l'intervento degli artificieri di competenza, abbiamo effettuato i rilievi fotografici dell'autovettura, poiché tutti gli altri rilievi inerenti alla ricerca di impronte e altre cose, sono stati demandati al Servizio Centrale di Polizia Scientifica, poiché tali rilievi abbisognavano di interventi particolari. Per cui l'autovettura è stata poi sequestrata.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ispettore, ecco, cominciamo a collocare qualche dettaglio in questo discorso.
Questo intervento lei ricorda più o meno verso che ora lo effettuò?
TESTE Solimene: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda più o meno verso che ora effettuò questo intervento?
TESTE Solimene: Nella nottata, mi sembra. Sì, nella nottata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha ricordo se c'era già stato intervento di altro personale di Polizia su questa vettura?
TESTE Solimene: Non... Quando sono arrivato, niente, l'autovettura era lì, era ferma. Era stata, diciamo stavamo a debita distanza, proprio per questo...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma siccome lei mi stava, un attimo fa, appunto segnalando che, prima di intervenire voi, attendeste che finisse l'intervento...
TESTE Solimene: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... la squadra degli artificieri, appunto, vuol dire che c'era un antefatto, ecco, rispetto anche alla vostra chiamata in causa, no?
TESTE Solimene: In che senso?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire che uno doveva aver segnalato una situazione complessa, tale per cui occorreva non semplicemente una pattuglia di segnalatori, ma la pattuglia segnalatori, più una squadra di artificieri antisabotaggio e quant'altro.
Ma lei non...
TESTE Solimene: Non me la ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se la ricorda.
E' vero che era una FIAT Uno, oppure... Questo se lo ricorda?
TESTE Solimene: Una FIAT Uno, una FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: No, è già qualcosa, voglio dire, eh?
E cosa ricorda di questa FIAT Uno? Se c'era qualche cosa di più o meno significativo.
TESTE Solimene: Mah, di significativo, niente. Dopo l'intervento abbiamo notato che mancava la chiave dell'accensione dal relativo commutatore. E il quadro era acceso.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, dopo l'intervento, cosa vuol dire? Sul posto, o quando avete portato via la macchina, l'avete mossa?
TESTE Solimene: No, no, sul posto. Dopo che gli artificieri hanno operato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco. Quindi, durante l'intervento che avete fatto lì, sul posto, in via Scalo di San Lorenzo.
TESTE Solimene: Fotografiche. Rilievi fotografici.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, avete fatto anche un verbale, credo, però.
TESTE Solimene: Sì, sì, scritto un verbale, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Solimene: E' logico. I rilievi descrittivi e fotografici.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
TESTE Solimene: Noi non siamo andati oltre, poiché non...
PUBBLICO MINISTERO: Allora stava dicendo che c'era qualche cosa relativamente alla chiave del commutatore di avviamento.
TESTE Solimene: Sì, mancava...
PUBBLICO MINISTERO: E relativamente alla illuminazione del quadro. Così...
TESTE Solimene: Del quadro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole dettagliare questo punto? Esattamente, questa chiave c'era o non c'era?
TESTE Solimene: La chiave non c'era.
PUBBLICO MINISTERO: Non c'era.
TESTE Solimene: Il commutatore era mancante della chiave.
PUBBLICO MINISTERO: E il quadro com'era?
TESTE Solimene: Il quadro era acceso.
PUBBLICO MINISTERO: Era un po' singolare questa situazione.
TESTE Solimene: Era singolare, ma certamente poi la spiegazione è da vedere nel commutatore, eccetera, come...
PUBBLICO MINISTERO: Comunque di fatto lei ha registrato che c'era questa situazione: quel quadro acceso, ma la chiave non...
TESTE Solimene: Mancante.
PUBBLICO MINISTERO: Mancante. Senta, accertò qualche altra, come dire, qualche altra situazione, per così dire, anomala, o che poteva essere anomala all'interno di questa vettura?
TESTE Solimene: No, degli oggetti che c'erano...
PUBBLICO MINISTERO: No, che mancasse qualcosa, faccio per dire.
TESTE Solimene: No...
PUBBLICO MINISTERO: Apparentemente, almeno.
TESTE Solimene: No, no. Anche perché l'avrei descritto, diciamo così.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, io ce l'ho il verbale suo sottocchio, ovviamente. So quello che c'è scritto, ma non è che le posso chiedere: conferma il verbale.
TESTE Solimene: No, di cose dell'autovettura mancanti di parte, eccetera, non ne ho...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le faccio una domanda proprio apparentemente sciocca: ricorda se c'era l'accendisigari, o no?
TESTE Solimene: L'accendisigari c'era, altrimenti se sta scritto che era mancante come la chiave, no? La chiave è mancante, è scritto che è mancante. Se l'accendisigari non c'era, avrei scritto che era mancante dell'accendisigari. Perciò l'accendisigari evidentemente ci stava. E poi ci sarà anche la foto, tra l'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta: segni macroscopici e comunque evidenti di manomissione o forzature a livello delle serrature dell'automobile, dello stesso commutatore di avviamento, come lo chiama correttamente lei, ecco, lei ricorda di averne riscontrati, oppure no?
TESTE Solimene: Non ne ho notati, diciamo. segni proprio evidenti.
PUBBLICO MINISTERO: Ispettore, se ha con sé la copia del verbale, la può anche consultare, eh. Non ci sono problemi.
PRESIDENTE: Ce l'ha la copia del verbale?
TESTE Solimene: No, c'ho solo via del Velabro. L'altra l'ho lasciata giù a Roma, purtroppo.
PUBBLICO MINISTERO: Guardiamo un attimo...
TESTE Solimene: Se posso guardarla. Come vuole.
PUBBLICO MINISTERO: Come, scusi?
TESTE Solimene: No, dico: se poi... perché l'ho lasciata lì. Stavo a guardare bene via del Velabro.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', può succedere. Torniamo un attimo al momento iniziale dell'accertamento.
Gli artificieri conclusero il loro intervento, dopodiché lei fece quello di sua competenza.
Ricorda il tipo di intervento, o per meglio dire come hanno operato gli artificieri?
TESTE Solimene: Gli artificieri hanno operato...
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, l'aprirono la vettura?
TESTE Solimene: Sì, hanno aperto logicamente per constatare se ci fosse qualcosa, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: No, era... Questa domanda, ispettore, era per capire se prima che le portiere le aprisse lei, le avevano già aperte gli artificieri. Era solo per questo, ecco.
TESTE Solimene: Sì, sì, gli artificieri.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, gli artificieri per procedere a quanto di loro competenza, aprirono anche le portiere dell'autovettura.
TESTE Solimene: Anche le portiere.
PUBBLICO MINISTERO: Anche il cofano posteriore? Faccio per dire. Il cofano motore?
TESTE Solimene: Sì, per controllare, per i controlli.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', i controlli. E' il lavoro dell'artificiere. Io...
TESTE Solimene: Poi... Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Volevo sapere, dato storico, se lei ricorda che gli artificieri, nel loro intervento, hanno aperto la macchina prima che lo facesse lei. Perché lei lo ha fatto sicuramente, sennò non potrebbe aver scattato certe fotografie. Si vede che sono state scattate con le portiere aperte.
TESTE Solimene: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma le domandavo se lei era il primo che aveva aperto la macchina, se prima di lei l'avevano aperta gli artificieri. E' molto semplice.
TESTE Solimene: Sì, prima gli artificieri e poi noi. Ho aperto il...
PUBBLICO MINISTERO: Allora guardi, tanto a me le cose piacciono fatte in un certo modo, sennò tanto vale non farle. Allora, le chiedo di prendere visione di questo fascicolo, che è quel fascicolo di rilievi descrittivi e fotografici allegato alla nota 20 settembre '93 della Questura di Roma, la Corte l'ha acquisito in originale all'udienza del 28 gennaio come sicuramente ricorda. Io le chiedo di prendere visione di questo fascicolo di rilievi fotografici, di dirmi se si tratta esattamente del fascicolo che fu realizzato in occasione del suo intervento e quindi sotto, come dire, le sue direttive e di dettagliare, specificare le dichiarazioni che mi ha già reso, alla luce di queste fotografie e anche del verbale perché lo può consultare.
Abbia pazienza, vada là per piacere ispettore, guardi dalla parte opposta dell'aula.
Io le ho chiesto se ha rilevato che mancasse qualche cosa, le ho fatto una domanda su un accendisigari, le ho chiesto se c'erano segni più o meno evidenti di manomissioni. Lei mi ha detto: 'tutto quello che ho visto, l'ho fatto risultare dal verbale'.
Allora le chiedo la cortesia di riprendere una per una tutte le risposte alla luce delle fotografie.
TESTE Solimene: Allora, mi dica. Le elenco tutti i rilievi?
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
TESTE Solimene: Le elenco tutti i rilievi allora.
PUBBLICO MINISTERO: No, non è che mi deve leggere il verbale ispettore. Quelle tre, quattro cose che le ho chieste. Io le ho chiesto...
TESTE Solimene: Allora...
PUBBLICO MINISTERO: Partiamo da qui. Se c'erano segni più o meno evidenti di manomissione. Tanto per cominciare, guardi quelle fotografie, ecco, si sta parlando della stessa cosa...
TESTE Solimene: Allora, parliamo delle serrature.
PUBBLICO MINISTERO: Parliamo della stessa macchina, dello stesso intervento, siamo sicuri?
TESTE Solimene: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Meglio così.
TESTE Solimene: Allora, delle serrature.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Solimene: Delle maniglie delle serrature che evidentemente, proprio apparentemente, abbiamo il rilievo numero 12 che sarebbe la portiera anteriore sinistra; abbiamo la portiera anteriore destra che evidentemente non presentano segno evidenti di anomalie.
PUBBLICO MINISTERO: O si dà più volume al microfono o l'ispettore fa in modo di averlo più...
TESTE Solimene: Poi abbiamo il rilievo numero 15 dove si può osservare che il commutatore effettivamente è privo della chiave.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Solimene: Poi mi sembra che mi abbia chiesto l'accendino.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Solimene: L'accendisigaro. E l'accendisigaro lo vediamo inserito nell'apposito...
PRESIDENTE: Alloggiamento.
TESTE Solimene: ... alloggiamento. Commutatore e l'accendino.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Solimene: E' il commutatore in particolare, come è stato rinvenuto. Qui abbiamo la scatola dei fusibili. Il contachilometri dove si evidenziano il numero dei chilometri percorso totale nella parte superiore, nella parte inferiore abbiamo i parziali con affianco i...
PUBBLICO MINISTERO: Quello lo sappiamo anche noi.
TESTE Solimene: Il vano portaoggetti. Abbiamo la targa. Ecco, abbiamo la vite allentata della targa posteriore.
PUBBLICO MINISTERO: Nient'altro di significativo quindi? Rispetto a quello che lei ha fatto risultare anche attraverso queste sue precisazioni di oggi.
TESTE Solimene: Signorsì. Abbiamo le ruote anteriori sterzate verso sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: Un dettaglio. Lei rammenta se all'atto del suo intervento poteva esserci quella che si chiama freccia, normalmente, in azione? O la destra o la sinistra, eventualmente.
TESTE Solimene: Quando abbiamo fatto i rilievi, è negativa la risposta. Cioè, la freccia era spenta, cioè non abbiamo notato frecce accese meglio. Anche perché essendo di notte, essendo un particolare che non mi sarebbe sfuggito, l'avrei evidenziato come minimo nella descrizione.
PUBBLICO MINISTERO: E invece non ne ha fatto cenno nella descrizione?
TESTE Solimene: Non ne ho fatto né cenno, né ne ho parlato.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi vuol dire che, se capisco bene, che se lei l'avesse trovata accesa l'avrebbe fatta risultare.
TESTE Solimene: L'avrei scritto che la freccia era accesa, come ho scritto che il quadro era acceso, come ho scritto che la vite era allentata.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Cambiamo argomento. Chiudiamo il capitolo di questa FIAT Uno sulla quale lei fece questo intervento quella certa notte e occupiamoci invece di quello che ha fatto, dell'intervento che ha contribuito a fare alla chiesa del Velabro.
Ecco, siccome vi è una, come dire, si sovrappongono i due fatti; questa FIAT Uno fu ritrovata, l'intervento suo è datato, reca come indicazione oraria le ore 03.00 del mattino del giorno 28.
TESTE Solimene: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era successo l'attentato al Velabro da circa tre ore.
TESTE Solimene: Più o meno.
PUBBLICO MINISTERO: Lei era già intervenuto al Velabro?
TESTE Solimene: Sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi fu dirottato momentaneamente...
TESTE Solimene: A via dello Scalo di San Lorenzo.
PUBBLICO MINISTERO: E poi tornò al Velabro?
TESTE Solimene: Sì, siamo stati alcuni giorni lì.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci. E lei quindi ha cooperato nelle attività.
TESTE Solimene: Sì, suddiviso i compiti diciamo. Data la complessità dell'intervento, allora io e l'ispettore Masaracchio abbiamo fatto, per suddividere i compiti, io mi sono interessato diciamo di tutto ciò che erano gli stabili, autovetture eccetera danneggiate dall'esplosione e il mio collega poi ha fatto tutto ciò che era esterno: ecco, la strada, tutto che... il cratere, reperti. Ecco, questi sono i compiti...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le volevo chiedere... Prego, prego, mi scusi.
TESTE Solimene: Sono stati suddivisi i compiti in modo che poi tutto un verbale certamente nella...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, delle repertazioni lei non si è occupato. Si è occupata la squadra che prendeva disposizioni dall'ispettore Masaracchio.
TESTE Solimene: Esatto, erano varie squadre, è stato più preciso lei, giusto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora può illustrare lei la parte di attività che invece ha gestito e diretto personalmente.
TESTE Solimene: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Solimene: Intanto, giusto per dare un'idea, allora via del Velabro... si sente?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, si sente.
TESTE Solimene: Allora, via del Velabro è un tratto di strada che parte da via San Teodoro e termina a via Pietro... eccetera, all'Arco di Giano. Il teatro interessato dall'esplosione... posso?
PUBBLICO MINISTERO: Ah, certo. Può... Se ha bisogno per illustrare meglio.
TESTE Solimene: Sì, poi ci sono le foto in generale, poi le vediamo.
PUBBLICO MINISTERO: Se ha bisogno sì, è proprio il fascicolo dei rilievi.
TESTE Solimene: Sì, sì, tanto glielo posso dire a memoria quello che... e poi dopo semmai qualche delucidazione...
PUBBLICO MINISTERO: Prego, io l'ascolto seduto.
TESTE Solimene: Allora, il teatro interessato dall'esplosione è il tratto che va da via San Teodoro - anch'essa interessata in parte - sino all'Arco di Giano. L'Arco di Giano, diciamo così, è un punto che divide quasi a metà via del Velabro. Da via San Teodoro percorrendo questa via breve, nemmeno lunga tra l'altro, sulla destra abbiamo prima il convento dei frati Crocigeri, insomma, hanno un nome molto lungo, comunque un convento.
Attiguo al convento, scendendo verso destra, lì c'è la chiesa di San Giorgio al Velabro. Dopodiché c'è un altro momumentino, quello che è, si chiama mi sembra l'Arco degli Argentieri, insomma. Più avanti abbiamo l'Arco di Giano, sulla sinistra, a sinistra dell'Arco di Giano, sempre guardando da via San Teodoro, c'è un edificio: dovrebbe essere il numero 4 di via del Velabro. Ancora sulla sinistra, perciò risalendo verso via San Teodoro, abbiamo la parte posteriore dell'autoparco, l'autoparco del Comune di Roma.
Ancora salendo, poi facendo angolo con via San Teodoro abbiamo un edificio, sarebbe l'ala destra dell'edificio il cui accesso, di questo edificio, è contraddistinto, se non mi sbaglio, dal numero 64 di via San Teodoro.
Per quanto riguarda i danni, non è che... tutte le stanze e celle, ci mancherebbe altro. Allora abbiamo, per quanto riguarda il convento, tutte parti interne, pareti interne, diciamo quelle più esposte verso le chiesa, più attigue verso la chiesa, abbattute, infissi divelti.
Nel punto più o meno - perché la chiesa, il convento, la costruzione del convento è legata alla costruzione della chiesa - nel punto dove più o meno è l'altezza della sagrestia, poiché entrando nella chiesa sulla destra, esattamente nell'angolo posteriore destro, c'è un vano di ingresso e c'è la sagrestia. Detta sagrestia comunica con il convento. Sulla sinistra della sagrestia, guardando dalla chiesa, c'è una scala che conduce ai piani superiori del convento ed è intercomunicante praticamente attraverso questa scala della sagrestia.
La chiesa presenta nell'angolo po... cioè praticamente la parete posteriore, dove poi è posto l'ingresso, la parete posteriore attigua proprio all'ingresso, alla sagrestia, lì si rivela abbattuta. Diciamo ha un foro enorme, una buona parte della parete abbattuta, più o meno all'altezza dove poi dopo noi troviamo il cratere formatosi in seguito allo scoppio.
Più o meno all'altezza del cratere, lì c'era anche, tra l'altro c'era una centralina, insomma un qualcosa di elettrico. Tant'è che quella serie era ancora in tensione.
E abbiamo il convento, diciamo così, con vari danni: alle stanze dei frati, qualche laboratorio, qualche ufficio, eccetera, la stanza della frate principale, del priore. Internamente questo convento ha un chiostro e questo chiostro è interessato per molte parti da infissi, scaraventati in seguito allo scoppio.
La chiesa presenta internamente, è tutta interessata da calcinacci, particolarmente nella parte immediatamente dopo l'ingresso, noi troviamo il portone abbattuto e diciamo gravemente danneggiato, ridotto in tanti pezzetti, eccetera. E nell'interno della chiesa troviamo alcune parti meccaniche, qualche bullone, troviamo varie parti metalliche, diciamo, delle lamiere contorte, pezzi di lamiere. Diciamo un insieme di oggetti del genere.
La parete, già l'ho descritta, quella della parete posteriore vicino alla sagrestia. E sul pavimento antistante diciamo questo grande foro, questa parete parzialmente abbattuta, noi troviamo un cumulo di calcinacci che vanno poi scagliandosi verso l'altare dell'ostensorio, diciamo così. Perché la chiesa è fatta da una navata centrale e due laterali. Diciamo che la navata laterale è quella maggiormente interessata dai calcinacci abbattuti dalla parete posteriore. La sagrestia, attigua a questo grande foro che ho testé detto, è tutta interessata da calcinacci, diciamo così, il pavimento è impraticabile, non è che ci si poteva passare e di conseguenza il pavimento è tutto interessato da calcinacci, da suppellettili distrutti, inferriate della finestra. Diciamo così, per una buona parte, una buona altezza è interessato da questa cose.
Per quanto riguarda poi l'edificio contraddistinto col numero 4 di via del Velabro, e sarebbe l'edificio che sta nella parte anteriore sinistra rispetto al quadrante che ho detto, Arco di Giano, via San Teodoro, e questo edificio ha vari appartamenti lesionati, qualche parete parzialmente abbattuta, infissi, questi della facciata prospiciente via del Velabro, abbattuti verso l'interno. Dall'altra parte abbiamo qualche appartamento che ha gli infissi danneggiati e pareti lesionate, eccetera. Per quanto riguarda poi la parte posteriore dell'autoparco del Comune di Roma, anch'esso ha tutte le parti esposte a via del Velabro danneggiate in modo abbastanza evidente, eccetera.
All'interno dell'autoparco, il cui autoparco, diciamo così, che la parte prospiciente via del Velabro è formata da una teoria di officine, di locali tutti però comunicanti tra loro, eccetera. E dietro, guardando da via del Velabro, dietro le officine c'è un grande cortile in cui sono ricoverate le varie autovetture; alcune di esse sono danneggiate, troviamo anche lì pezzi metallici, troviamo anche lì pezzi di calcinacci, qualche mattone volato, queste cose qua.
Dopodiché, infine, abbiamo l'edificio contraddistinto col 64 di via San Teodoro, quello che poi fa angolo con via del Velabro. Anche questo edificio, gli appartamenti esposti sulla facciata destra, diciamo la metà destra dell'edificio, eccetera, anche qui troviamo delle pareti abbattute, troviamo dei bagni, delle stanzette che si affacciano su via del Velabro, con gli infissi abbattuti verso l'interno e alcune pareti, sempre di questi vari appartamenti, lesionate: qualcuna ha resistito, qualcuna si è parzialmente crollata.
Il quadro della strada completamente interessato da detriti eccetera e poi pari autovetture parcheggiate. Ognuna di queste autovetture descritte poi nel verbale, dovrebbe essere 22, 23, di questo tenore di numero. Queste autovetture presentano la maggior parte scheggiate, parabrezza lesionati, qualcuna il tettuccio... Insomma, sono interessati da vari danni, dalla carrozzeria, pezzi, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è stata prevalentemente l'attività sua di rilevazione della situazione dei danni complessiva?
TESTE Solimene: Esatto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei l'ha riportata fedelmente nel verbale?
TESTE Solimene: Sì, nelle descrizioni che lei legge.
PUBBLICO MINISTERO: E viceversa non si è occupato delle repertazioni?
TESTE Solimene: Ecco, le repertazioni, perché ci siamo divisi compiti come ho detto poco fa.
PUBBLICO MINISTERO: E allora io non le chiedo altro.
PRESIDENTE: Finito? Parti civili domande? Difensori? Può andare, grazie.
*TESTE Solimene: Grazie a voi.
PUBBLICO MINISTERO: Ispettore Masaracchio.
PRESIDENTE: Buongiorno, si accomodi.
Vuole ripetere il suo nome e cognome?
*TESTE Masaracchio: Masaracchio Giovanni.
PRESIDENTE: Basta così. Lei è già stato sentito come teste a proposito di via Fauro.
TESTE Masaracchio: Sì.
PRESIDENTE: Quindi lei ricorda che si è impegnato a dire la verità?
TESTE Masaracchio: Sì.
PRESIDENTE: Può rispondere alle domande.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco ispettore, noi sappiamo, anche perché ce l'ha detto un attimo fa l'ispettore Solimene, che lei si è occupato del sopralluogo e dei rilievi alla chiesa e nella zona di San Giorgio al Velabro.
TESTE Masaracchio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Allora cominciamo, come dire, partiamo dall'inizio. Lei era in servizio, fu chiamato, è arrivato sul posto, con qualche personale, per quanto tempo ha lavorato lì, come si è organizzato il lavoro. E poi io le porrò tutta una serie di domande di dettaglio.
TESTE Masaracchio: Dunque, sono arrivato sul posto con degli operatori e ho iniziato...
PRESIDENTE: Più o meno a che ora, per cortesia?
TESTE Masaracchio: L'orario devo vedere...
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, a notte ispettore?
TESTE Masaracchio: Certo, sì.
PRESIDENTE: Mi basta così.
PUBBLICO MINISTERO: Questo voleva sapere il Presidente. Se lei è tra quelli che sono arrivati in capo...
TESTE Masaracchio: Era le 01.30.
PRESIDENTE: Benissimo, vada avanti.
TESTE Masaracchio: All'01.30 abbiamo aperto il verbale per iniziare la descrizione e quindi ho iniziato tutta la descrizione, cioè ho iniziato da via San Teodoro e poi ho proseguito verso...
PRESIDENTE: L'Arco di Giano.
TESTE Masaracchio: ... via Fauro, cioè via del Velabro e tutto...
PRESIDENTE: Fino all'arco.
TESTE Masaracchio: Fino all'Arco di...
PRESIDENTE: Di Giano.
TESTE Masaracchio: ... di Giano.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti ispettore, lei ha lavorato con personale alle sue dipendenze?
TESTE Masaracchio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La sua squadra da quante persone era composta?
TESTE Masaracchio: Io operavo con il Barillà, vicesovrintendente e l'agente Minatore. Diciamo, loro due erano prettamente vicino a me nella fase descrittiva e fotografica. Gli altri collaboravano con il collega Solimene.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. L'ispettore Solimene l'abbiamo già sentito. Che ci ha spiegato di che tipo di attività si è in particolare occupato e noi quindi avevamo bisogno sapere di quale altra attività in particolare si è occupato lei.
Mi pare che l'attività che lei ha curato più direttamente sia stata quella di repertazione.
TESTE Masaracchio: Sì, è stata la descrizione, documentazione e repertazione del manto stradale di via del Velabro.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Quanto c'è stato lei lì a repertare, a rilevare e repertare in via del Velabro, dopo essere arrivato come ha detto intorno alle 01.30 del 28.
TESTE Masaracchio: Siamo stati diversi giorni. Adesso di preciso non... numerosi giorni. Perché, una volta terminato la fase descrittiva e fotografica, ho fatto dividere tutta via del Velabro in settori, il numero di preciso...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ora a quello ci arriviamo, ora arriviamo anche i settori. Le ho chiesto se si ricorda per quanto tempo è durato sostanzialmente il sopralluogo?
TESTE Masaracchio: Numerosi giorni. Il tempo, la fine non me la ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Masaracchio: Cioè, la fine è stilata nel verbale di rinvenimento degli oggetti. Purtroppo non l'ho portata.
PUBBLICO MINISTERO: Nel verbale?
TESTE Masaracchio: Di rinvenimento. Perché alla fine abbiamo fatto un verbale di rinvenimento.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: La repertazione.
TESTE Masaracchio: Perché durante il sopralluogo numerosi pezzi metallici non è che era visibile perché era tutto ricoperto da macerie. Quindi il sopralluogo è terminato con la fase descrittiva e documentazione fotografica, però è proseguita la ricerca dei reperti...
PRESIDENTE: Dei pezzi, frammenti.
TESTE Masaracchio: ... scavando nelle macerie.
PRESIDENTE: Certo, certo.
TESTE Masaracchio: E quindi, in ogni settore sono stati messi tutti i frammenti raggruppati in sacchi.
PUBBLICO MINISTERO: Va be'. Cominciamo a dire allora che cosa era, che cosa serviva questa divisione in settori e come l'avete poi documentata?
TESTE Masaracchio: Diciamo, la divisione dei settori è servita per, non avendo lungo la strada dei punti di riferimento per localizzare reperto per reperto, è stato necessario fare questa suddivisione in quadrati in modo da, una volta scavato sotto le macerie, non avremmo dovuto prendere le misure per localizzarlo, però diciamo ci è sembrato giusto...
PRESIDENTE: Al settore di appartenenza corrispondeva...
TESTE Masaracchio: Ci è sembrato giusto localizzarlo nel quadrante dove è stata fatta la ricerca.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io ora le faccio vedere una specie, no possiamo chiamarla una piantina. Una piantina e lei, siccome questa piantina sta negli allegati fotografici proprio al verbale del sopralluogo, rilievi descrittivi e fotografici datato 28 luglio 1993 ore 01.30, questa è l'apertura del verbale, intestato al Centro Interregionale di Polizia Scientifica. Ecco, nel volume 8 degli allegati fotografici in particolare più volte ricorre una certa piantina, che è sicuramente ben fatta, però gli mancano tutte le didascalie di accompagnamento. E quindi c'è bisogno, tanto per cominciare, che lei chiarisca alla Corte - che dispone di questa documentazione - che cosa vuol dire dalla parte del quadrante 1, che cosa c'è dalla parte del quadrante 14, sennò la Corte si trova più o meno nelle stesse difficoltà in cui si è trovato il Pubblico Ministero la prima volta che ha avuto davanti al naso questo foglio.
Siccome lei, ispettore, è collaudato a come si svolge questo esame, si metta a sedere là per cortesia.
Ecco, ora appena parte l'immagine, lei ispettore si munisca di un lapis o di qualche cosa, così dove dice 'qui, qui, qui, qui' si vede a che cosa si riferisce.
TESTE Masaracchio: Allora, questa è una piantina fatta fuori scala.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Masaracchio: E' stata fatta più che altro per individuare subito i settori dove noi abbiamo rinvenuto i vari rottami e reperti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Masaracchio: Fra i rilievi fotografici ho inserito anche una diciamo, questa è una fotocopia della piantina ed evidenziata con l'evidenziatore il settore.
PUBBLICO MINISTERO: In questione. Benissimo.
TESTE Masaracchio: E quindi, ecco questa è la... Il settore 6...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore. La chiesa dove stava? Dove sta?
TESTE Masaracchio: La chiesa stava qui.
PUBBLICO MINISTERO: "Qui" vuol dire all'altezza del settore numero?
TESTE Masaracchio: Settore 7.
PUBBLICO MINISTERO: 7.
TESTE Masaracchio: 5 e 7.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco quel quadrato con i margini più grossi rappresenta?
TESTE Masaracchio: Questo?
PRESIDENTE: No, il più grande.
PUBBLICO MINISTERO: No, il quadrato con i margini più grossi. E' senza numeri.
TESTE Masaracchio: Questo è l'Arco di Giano.
PUBBLICO MINISTERO: Quello è l'Arco di Giano. Allora, via San Teodoro dove resta?
TESTE Masaracchio: Via San Teodoro, questa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questa strada in basso si chiama...
TESTE Masaracchio: Sì. Diciamo , questo è l'ingre... è l'accesso a via del Velabro.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Masaracchio: Questo.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi tutti i settori occupano praticamente la sede stradale di via del Velabro.
TESTE Masaracchio: Esatto. Questo è un muretto, quindi non... c'è un muretto qui. Cioè, l'ingresso è questo qua. Cioè, l'ingresso è diviso in due metà: una metà c'è un muretto dove ci sono dei negozi al di sotto del piano stradale.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Masaracchio: E qui, invece, è l'ingresso, è l'accesso a via del Velabro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco, tutto questo lavoro di divisione della zona in settori mi sembra di aver capito che era indispensabile per poter posizionare il luogo di rinvenimento dei reperti visto che non c'erano punti fissi per prendere le misure della collocazione del singolo reperto. Di talché, dice: una volta divisa in zone il reperto stava lì dentro. Ecco.
TESTE Masaracchio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era la massima approssimazione possibile.
TESTE Masaracchio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è il discorso che ha fatto lei, se ho capito.
TESTE Masaracchio: Sì, sì. questo l'ho fatto io...
PUBBLICO MINISTERO: Oh, bravo.
TESTE Masaracchio: ... proprio per questo motivo.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo ispettore. Allora, la cosa che preme a me è ottenere da lei tutte le informazioni possibili che riguardano specificamente la localizzazione di reperti - se lei ha trovato reperti di questo tipo - reperti identificativi di una certa macchina che era si presume, andata distrutta.
TESTE Masaracchio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io, per reperti identificativi, incomincio a parlare, mi riferisco in particolare - mi correggo - mi riferisco in particolare alle targhe se ce n'erano, libretti di circolazione se ce n'erano, documenti di assicurazione, di circolazione se ce n'erano, motore, pezzi di motore, pezzi di telaio con relativi numeri, eh? Lei può anche far riferimento per spiegarsi meglio e per farsi capire soprattutto meglio dalla Corte e da me anche alle fotografie, eh? Qui c'è tutto il fascicolo, quando lei lo ritiene, io le fornisco il fascicolo e lei illustra alla Corte.
A lei la parola.
TESTE Masaracchio: Quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego. Cominci. Io ispettore, se le posso dare un suggerimento.
TESTE Masaracchio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io comincerei elemento per elemento, io le ho parlato di targhe, di motori, di libretti, di assicurazioni. Cominci intanto a posizionarli, se ce ne sono, dove era, a quale punto della planimetria, a quale settore facevano capo e poi strada facendo si può anche accedere alle fotografie. Non partiamo di fondo, sennò non si capisce nulla e ci vuole un monte di tempo.
TESTE Masaracchio: Sì.
PRESIDENTE: Io avrei l'idea di far suggerire un intervallo di dieci minuti, in modo che l'ispettore possa in qualche maniera rinvenirsi e farsi ritornare un po' di memoria. Riprendiamo fra dieci minuti.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, Presidente.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PUBBLICO MINISTERO: Allora, ispettore riprendiamo...
TESTE Masaracchio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... da dove avevamo lasciato il discorso in sospeso.
TESTE Masaracchio: Allora, dunque...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Masaracchio: Comincio con il foglio... la carta di circolazione e il foglio complementare. Sono stati rinvenuti nel settore 7. Adesso mostro le foto. Nel settore 7 e in particolare sulla soglia di ingresso della chiesa, ingresso della chiesa. Questa è una ripresa a distanza, quindi si vede tutta la porta.
PUBBLICO MINISTERO: Ispettore.
TESTE Masaracchio: Questa in particolare.
PUBBLICO MINISTERO: Quella foto, quella foto che numero reca?
TESTE Masaracchio: La porta dell'ingresso della chiesa fotografata dall'interno, dell'interno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. No, dico il numero della foto.
TESTE Masaracchio: Ah, il numero 29.
PUBBLICO MINISTERO: Di che fascicolo?
TESTE Masaracchio: Del fascicolo numero 1.
PUBBLICO MINISTERO: Degli allegati fotografici.
TESTE Masaracchio: Allegati fotografici.
PUBBLICO MINISTERO: Al verbale.
TESTE Masaracchio: Del verbale, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Vada avanti pure. Mano mano che richiama le foto, per cortesia il numero.
TESTE Masaracchio: Sì. Allora, questa è la carta di circolazione ed il foglio complementare fotografati in particolare. Quindi...
PRESIDENTE: Potrebbe anche...
TESTE Masaracchio: Rilievo numero 28.
PRESIDENTE: ... avvicinarli per cortesia, in modo di riprendere da vicino? In modo che si tenta di leggere? Di più non si può?
TESTE Masaracchio: Ho portato con me gli originali di reperto.
PRESIDENTE: Ah, bene. Allora ce li fa vedere alla fine. No, no. Lasci, lasci. Vada avanti, ce li fa vedere alla fine.
TESTE Masaracchio: Ah, sì. Allora, questo è il rilievo numero 28: la carta di circolazione del foglio complementare del fascicolo numero 1 allegati fotografici del sopralluogo.
A fianco al numero... ecco, vediamo la piantina.
Nel settore 7, a fianco del settore 7, al settore 8, dopo la rimozione delle macerie, è stata rinvenuta una targa, targa posteriore di una autovettura targata Roma 9190Y. Cioè, 909Y.
Non è stata fotografata durante il primo intervento perché era coperta dalle macerie ed è stata documentata...
PRESIDENTE: Successivamente.
TESTE Masaracchio: ... successivamente. Questa è la targa.
PRESIDENTE: Bene.
TESTE Masaracchio: Questo è il rilievo 397 del fascicolo... non ce l'ho qui.
PRESIDENTE: La foto, ha già detto che numero è?
TESTE Masaracchio: La foto è 397.
PRESIDENTE: Ah, è la foto 397.
TESTE Masaracchio: Cioè, rilievo fotografico numero 397.
PRESIDENTE: Benissimo. Prosegua.
TESTE Masaracchio: Più avanti sono state rinvenute un pezzo di rottame con...
PRESIDENTE: Sempre nel settore 8?
TESTE Masaracchio: No, più avanti, nel settore 11. Settore 11.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Masaracchio: Sono state rinvenute un pezzo di rottame con la targhetta identificativa dell'autovettura con i numeri del telaio e del motore.
Prendiamo i rilievi... No, ce li ho qua, ce li ho qua.
Questa è una panoramica del punto dov'è stato rinvenuto il pezzo di rottame indicato con il numero 7.
Questo è il rottame con la targhetta identificativa.
PRESIDENTE: Quello indicato nella foto numero?
TESTE Masaracchio: Nella foto 36.
PRESIDENTE: Ah, 36.
TESTE Masaracchio: Il tratto di pavimento antistante l'Arco di Giano.
PRESIDENTE: Sì, al numero 7, del reperto.
TESTE Masaracchio: Diciamo, il reperto è indicato dal numero 7.
Il rilievo fotografico è il numero 36 del fascicolo numero 1 del sopralluogo, allegato fotografico.
Questo è il rottame, diciamo, è una foto intermedia a distanza un po' ravvicinata da quella precedente.
E' il rilevo 40: particolare del pezzo metallico posto alla base del motore.
Cioè, questo è, viene posto alla base del motore.
Particolare della targhetta sul pezzo di rottame di cui al precedente.
Rilievo 41 del fascicolo numero 1 allegati fotografici.
PRESIDENTE: Fascicolo 1, sì.
TESTE Masaracchio: E in particolare. Anche questa targhetta l'ho portata...
PRESIDENTE: Ha portato il reperto.
TESTE Masaracchio: Sì. Diciamo, più avanti, sempre nel settore 11, a questa altezza, accostato al muretto che sostiene la ringhiera...
PRESIDENTE: Dell'arco.
TESTE Masaracchio: ... dell'Arco di Giano, è stato rinvenuto il motore. Il motore di una FIAT Uno indicato dal numero 9.
PRESIDENTE: Ho capito. La foto è numero?
TESTE Masaracchio: La foto è numero 36 del fascicolo numero 1.
PRESIDENTE: Stesso fascicolo, sì.
TESTE Masaracchio: Questa è una fotografia intermedia. Il numero 9 indica il motore.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE Masaracchio: E' il rilievo fotografico numero 37.
Questo è il motore fotografato da un particolare.
Rilievo 38 del fascicolo sempre numero 1.
E questo è il numero del...
PRESIDENTE: Lo vuole leggere?
TESTE Masaracchio: Sì. Allora, UNLM 2047658630. Lo stesso numero si trova in tutti i motori della FIAT Uno.
Questo è il rilievo 39 del fascicolo sempre numero 1.
Questo è quello, diciamo, sono i reperti che interessavano la parte di sopralluogo che non ho eseguito io.
PRESIDENTE: Bene. Abbiamo altro da domandare?
PUBBLICO MINISTERO: L'ispettore accennava al fatto di avere con sé dei reperti.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi vorrei che illustrasse di che si tratta.
TESTE Masaracchio: Sì, volevo dire una cosa che mi era sfuggita e che...
PRESIDENTE: Prego.
TESTE Masaracchio: Sempre nel settore 7, settore 7 davanti alla porta d'ingresso della chiesa.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Masaracchio: Oltre al foglio di via del complementare, è stato trovato anche un certificato di assicurazione modello Cid in bianco, non...
PRESIDENTE: Non completo.
TESTE Masaracchio: Non completato. Cioè, in bianco.
PRESIDENTE: Va bene.
TESTE Masaracchio: Il libretto fiscale con i tagliandi per il conto corrente, riportanti la targa dell'autovettura, sempre targata Roma 91909Y.
PRESIDENTE: Va bene.
TESTE Masaracchio: Anche questi reperti li ho portati...
PRESIDENTE: Va bene, ce li vuol far vedere sempre lì, attraverso quel lettore?
TESTE Masaracchio: Ah.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare, ispettore, che il verbale menzioni anche il rinvenimento di un contratto di assicurazione intestato specificamente a una autovettura FIAT Uno targata Roma 91909Y, quindi non solo un libretto di circolazione e un foglio complementare, ma un contratto di assicurazione.
TESTE Masaracchio: Sì. Anche un contratto di assicurazione.
PUBBLICO MINISTERO: Specificamente intestato ad una macchina.
TESTE Masaracchio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che è quella che dicevo prima. E dovrebbe essere il rilievo fotografico 197.
TESTE Masaracchio: Mah, io adesso non ce l'ho. Comunque c'ho il 193 che lo abbiamo fotografato in particolare dopo la repertazione.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
TESTE Masaracchio: E' questo qui. Questo è il modello Cid.
PRESIDENTE: Quello in bianco.
TESTE Masaracchio: Quello in bianco. Diciamo un frammento, sono frammenti.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Masaracchio: Questo è il certificato di assicurazione che ha detto il P.M. prima.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE Masaracchio: E questo è il modulo, cioè sono i moduli di conto corrente per pagare, questo è il tagliando.
Sul tagliando c'è soltanto la targa.
PRESIDENTE: La targa.
TESTE Masaracchio: La targa, non...
PRESIDENTE: Il tagliando della tassa di circolazione.
TESTE Masaracchio: La tassa di circolazione.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Che reperti, quali reperti ha portato con sé ispettore?
TESTE Masaracchio: Sì, ho un elenco dei reperti che ho portato.
Ho portato: una busta con dentro fogli lacerati di modello Cid; una busta con dentro i residui del libretto fiscale, cioè per il bollo di circolazione; una busta con dentro il certificato di assicurazione; la targhetta con i numeri identificativi dell'autovettura; un certificato di assicurazione rinvenuto all'interno della soglia d'ingresso della chiesa; il foglio complementare dell'autovettura targata Roma 91909Y; la carta di circolazione dell'autovettura targata Roma 91909Y; foglio di immatricolazione dell'autovettura targata Roma 91909Y; e tagliandi di libretto di assicurazione. Uno, riportante la targa; l'altra, si è lacerata la parte dove c'era scritta la targa. Quindi non è...
PUBBLICO MINISTERO: Mi faccia una cortesia: se ha a disposizione la carta di circolazione.
TESTE Masaracchio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se c'è qualcosa di leggibile su quella carta, sì?
TESTE Masaracchio: Sì, si legge l'intestatario.
PUBBLICO MINISTERO: Che c'è scritto? Ce lo legga, via, su questa targa.
TESTE Masaracchio: Vediamo se si legge qui: Brugnetti Maurizio.
PUBBLICO MINISTERO: Da qualche parte, nelle carte di circolazione - per quello che mi ricordo - ci sono anche indicati i numeri di telaio e il numero del motore.
TESTE Masaracchio: Sì. C'è anche...
PUBBLICO MINISTERO: Siccome poco fa abbiamo letto il numero di motore.
TESTE Masaracchio: Questo è il numero di telaio.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
TESTE Masaracchio: Questo del motore. Poi c'è anche... Ecco, questa è la targa dell'autovettura.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. La ringrazio.
PRESIDENTE: Allora, si dà atto che questi reperti vengono consegnati alla segretaria che ne ha dato atto a verbale e verranno allegati agli atti del processo, ma custoditi presso l'ufficio corpi di reato del Tribunale.
Ci sono altre domande da rivolgere a questo teste?
PUBBLICO MINISTERO: No, Presidente.
PRESIDENTE: Parti civili hanno domande? I difensori nessuna domanda?
Signorina, lei ha dato, ha preso in consegna questi reperti?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Il teste può andare.
*TESTE Masaracchio: Grazie.
PRESIDENTE: Abbiamo altri testi?
PUBBLICO MINISTERO: Dobbiamo sentire l'ispettore De Santis.
PRESIDENTE: Si accomodi, prego. Vuol dire, per cortesia, il suo nome e cognome.
*TESTE De Santis: Sono l'ispettore superiore De Santis Maurizio, nato a Roma...
PRESIDENTE: Non importa, non importa.
Lei ricorda che è già stato sentito da questa Corte?
TESTE De Santis: Sì.
PRESIDENTE: Allora lei si ricordi che quell'impegno a dire tutta la verità, a sapere tutto quello che è a sua conoscenza, vale anche per questa deposizione di oggi.
TESTE De Santis: Sono consapevole.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ispettore De Santis, noi sappiamo che lei si occupa di fotogrammetria.
TESTE De Santis: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vogliamo sapere se si è occupato di rilievi fotogrammetrici anche in relazione all'episodio di via del Velabro e quindi della chiesa di San Giorgio al Velabro.
TESTE De Santis: In occasione dell'esplosione avvenuta presso la chiesa di San Giorgio al Velabro, furono eseguiti dei rilievi anche fotogrammetrici per dare maggior precisione metrica ai rilievi tra l'altro già eseguiti dai colleghi della Questura.
Fu eseguita una elaborazione finalizzata a calcolare la capacità, la volumetria del cratere, in particolare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei, già in occasione della sua precedente, il suo precedente esame, illustrò le tecniche della fotogrammetria.
TESTE De Santis: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, qui le chiedo semplicemente di illustrare, di citare, via, per meglio dire, i dati relativi alle dimensioni del cratere per come rilevati da lei in sede di accertamento fotogrammetrico e di chiarire anche in che termini questi dati corrispondevano o non corrispondevano alle misurazioni effettuate coi sistemi tradizionali.
TESTE De Santis: Sì. Allora, preciso, in relazione a quello chiesto da lei, che ogni volta che si eseguono dei rilievi fotogrammetrici, si provvede a fare un cosiddetto teste di qualità.
Si prendono le misure, alcune misure campione misurate con i sistemi tradizionali e si confrontano con quelle misurate con i sistemi fotogrammetrici.
In questa occasione i dati di controllo concordavano.
Dunque, nel fascicolo dei rilievi fotogrammetrici, al rilievo relativo alla planimetria generale del luogo dell'evento, già si può apprezzare il posizionamento del cratere in relazione alla strada, al portico, e all'Arco di Giano, di fronte.
In particolar modo il posizionamento.
Mentre, per la volumetria, si può apprezzare nella tavola successiva. Tavola successiva che rappresenta il cratere visto in pianta e in due sezioni, a ortogonali tra di loro.
In particolar modo il cratere nella sezione A-A ci evidenzia la sua larghezza che è di 2 metri e 73; la sua profondità massima che è di 83 centimetri.
Ora è da tener presente la pavimentazione della via che era in selce. E a Roma abbiamo un particolare selce denominato sampietrino. Era in sampietrini.
Quindi, questo tipo di pavimentazione, ha una elasticità che permette proprio di assecondare in maniera perfetta l'esplosione, diciamo. Assecondare, nel senso di sagomare.
Mentre, se fosse stato di materiale bituminoso, quindi asfalto, c'è il pezzo superiore che ha una sua resistenza. Quindi si sfrangia. Poi, il materiale sotto, essendo più friabile, quindi non si può esattamente distinguere tra cratere e materiale che va a cadere sopra.
Invece, in quel caso, si poteva apprezzare abbastanza bene. Quindi, le misurazioni sono da ritenere sufficientemente valide.
Nell'altra sezione noi abbiamo un metro e 93, mentre una profondità sempre di 83 centimetri.
Quindi vedete, il dato concorda, con la profondità è concordante.
Come pure il posizionamento del cratere rispetto agli altri elementi della planimetria.
Quindi il nostro lavoro, diciamo, appena terminato abbiamo comunicato i dati ai colleghi esplosivisti per poter valutare le loro deduzioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE De Santis: Se loro vi avranno già illustrato quello che...
PUBBLICO MINISTERO: Certamente, certamente.
Le chiedevo questo, ispettore: i dati rilevati fotogrammetricamente, sono risultati corrispondenti? Eventualmente con quale margine di diversità rispetto ai dati rilevati col metodo tradizionale sul terreno?
TESTE De Santis: I dati erano concordanti nei limiti accettati scientificamente.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire?
TESTE De Santis: Ossia, per fare un esempio: un dato di controllo fu la larghezza massima del cratere che, nel caso dell'operatore con metodo tradizionale, appezzò essere 2 metri e 80. Invece, nel caso del rilievo fotogrammetrico, era di 2 metri e 73. Quindi, 7 centimetri di differenza ripartiti tra due, sono 3,5.
Quindi, praticamente, niente. Perché basta che la fettuccia sia un po' più tirata o meno tirata, già c'è questa piccola differenza. Quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Una diversità di questo tipo è considerata...
TESTE De Santis: Dal punto di vista scientifico è zero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE De Santis: O pressoché zero.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE De Santis: Come le ho già detto l'altra volta, nella fotogrammetria la precisione media è dello 0,02%. E, in questo caso, siamo ancora al di sotto. Quindi, insomma è più che accettabile.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Questo è quanto volevo sapere e la ringrazio,.
TESTE De Santis: Prego.
PRESIDENTE: Parti civili, domande? Un momento, scusi.
I difensori hanno domande?
Può andare, grazie.
*TESTE De Santis: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, avevamo da sentire ancora oggi il maresciallo capo Massarino Angelo. Ma è arrivato giusto alle 11.30 di oggi, indirizzato peraltro alla Corte, una comunicazione che il maresciallo Massarino aveva un problema, per cui oggi è stato sottoposto ad un intervento di poco conto, eh, perché mi sembra che si tratti di qualche cosa di odontoiatrico.
Sta di fatto che il maresciallo oggi non c'è per questo impedimento legittimo che è attestato.
Quindi, come persone citate per l'udienza odierna, non ce ne sono altre.
Dico subito alla Corte che la giornata di domani si presenta invece molto più impegnativa.
Questo testimone penso che fin da ora possiamo dire che potremmo rinunziare. Questo è un sottufficiale che, all'epoca, come risulta dalla lista dei testimoni, era alle dipendenze del CIS e quindi del capitano Di Fulvio che è stato esaminato dettagliatamente stamani. Quindi fin d'ora il Pubblico Ministero dichiara di rinunziare all'esame di questo teste. La difesa interloquirà.
PRESIDENTE: La rinuncia per gli altri testi quando ci sarà comunicata?
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, Presidente?
PRESIDENTE: La rinuncia dei testi delle udienze precedenti non comparse. Rinuncia, o richiesta di ricitazione, quando la facciamo? Domani, dopodomani.
PUBBLICO MINISTERO: All'apertura di udienza domani.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Perché abbiamo l'elenco aggiornato.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Così possiamo ragguagliare la Corte in termini puntuali.
PRESIDENTE: Va bene. Allora l'udienza riprende domattina alle ore 09.00...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, scusi.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Un'ultima questione. Ci siamo accorti che, data la quantità di atti, abbiamo utilizzato, perché effettivamente dovevano far parte del fascicolo per il dibattimento, i fascicoli fotografici - sto parlando del fatto di via Fauro - contrassegnati con le lettere C, D, E ed F.
In pratica la Corte ha il fascicolo A, il fascicolo B. Poi prosegue con il G.
Il GIP evidentemente non si è accorto di questa mancanza. Noi nemmeno, nel senso che le abbiamo man mano utilizzate queste foto. Però materialmente sono sempre in possesso del Pubblico Ministero.
Quindi chiediamo che questi quattro fascicoli fotografici...
PRESIDENTE: Vengano acquisiti...
PUBBLICO MINISTERO: ... che sono quelli che compongono i rilievi della Polizia Scientifica...
PRESIDENTE: Relativamente?
PUBBLICO MINISTERO: A via Fauro.
PRESIDENTE: A via Fauro. Bene, si acquisiscono. Credo che non ci sia difficoltà da parte della difesa. Si uniscono agli atti del dibattimento.
Allora, l'udienza riprende domattina alle ore 09.00. Traduzione degli imputati detenuti.