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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Buongiorno.
Bagarella: rinunciante. Avvocato Ceolan, l'avvocato Cianferoni. C'è qualcuno dei due? L'avvocato Pepi in sostituzione.
Barranca Giuseppe: rinunciante. Avvocato Barone e Cianferoni. Avvocato Pepi in sostituzione.
Benigno Salvatore: è presente? Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti e avvocato... mi aiuti.
AVVOCATO Falciani: Falciani, presente.
PRESIDENTE: Falciani in sostituzione.
Calabrò Gioacchino: rinunciante. Avvocato Gandolfi, Fiorentini, Cianferoni. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Cannella Cristoforo: è presente? Avvocati Di Peri e Rocchi. E' presente l'avvocato Rocchi? Sì.
Carra Pietro: rinunciante. Avvocato Cosmai, avvocato Batacchi.
AVVOCATO Batacchi: Sono presente.
PRESIDENTE: L'avvocato Cosmai è presente.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo e Gentili, avvocato Falciani sostituto, presente.
Ferro Giuseppe: presente. Avvocato Anania, avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Ferro Vincenzo: contumace. Avvocato Traversi e avvocato Gennai. Chi c'è in sostituzione?
AVVOCATO Falciani: Falciani in sostituzione.
PRESIDENTE: Avvocato Falciani in sostituzione.
Frabetti Aldo: è presente. Avvocato Monaco, Usai, Roggero. Sostituiti dall'avvocato Rocchi? Grazie.
Giacalone Luigi: è presente? Grazie. Avvocato Dieci, avvocato Bennati, avvocato Florio. C'è l'avvocato Florio?
AVVOCATO Florio: Florio presente.
AVVOCATO Bennati: Bennati presente.
PRESIDENTE: Grazie.
Giuliano Francesco: è presente? No, è rinunciante. Avvocato Farina e avvocato Pepi, che è presente.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo e avvocato Gramigni. Sostituiti dall'avvocato Pepi?
Grigoli: latitante. Avvocato Stefani, avvocato Aiazzi. Chi sostituisce? Avvocato Rocchi?
AVVOCATO Rocchi: Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Lo Nigro: rinunciante. Avvocato Fragalà, avvocato Florio, presente.
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio presente.
PRESIDENTE: Mangano Antonino: è presente? Benissimo. Avvocato Farina, Maffei. Sostituito dall'avvocato Florio.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Cosmai? No?
AVVOCATO Rocchi: No Presidente, avvocato Rocchi.
PRESIDENTE: Avvocato Rocchi, va bene, scusate.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali, avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Pizzo Giorgio: rinunciante. Avvocato Salvo e Pepi, che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti, Usai e Roggero. Sostituiti dall'avvocato Florio.
Scarano Antonio: rinunciante. Avvocato Fortini, avvocato Batacchi, che è presente.
AVVOCATO Cosmai: Presidente, sostituisco l'avvocato Batacchi. Cosmai in sostituzione di Batacchi.
PRESIDENTE: Non ho capito avvocato.
AVVOCATO Cosmai: Sostituisco l'avvocato Batacchi.
PRESIDENTE: Ah, va bene, grazie.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo, avvocato Cianferoni. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Spatuzza Gaspare: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Florio.
Tudino Vittorio: rinunciante. Avvocato Gallina, Di Benedetto. Sostituiti dall'avvocato Florio.
Il Pubblico Ministero può iniziare.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, come la Corte sicuramente rammenta, quella di oggi è un'udienza, per così dire...
PRESIDENTE: Di recupero.
PUBBLICO MINISTERO: ... di recupero. E quindi abbiamo da far sentire alla Corte persone introdotte non solo come testimoni ma anche come consulenti. Mi riferisco in particolare al tenente colonnello Giovanni Lombardi, che riferiranno su fatti diversi tra quelli di cui la Corte si occupa. Il colonnello Lombardi - che possiamo fare introdurre in aula - era indicato, e doveva ancora essere esaminato, come consulente in relazione all'episodio del 14 maggio del '93.
PRESIDENTE: Non è mai stato sentito.
*TESTE Lombardi: Nossignore.
PRESIDENTE: Allora vuole dichiarare il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
TESTE Lombardi: Lombardi Giovanni, nato a Canino il 28/03/1942. Residente a Roma presso il CIS, via Aurelia 511.
PRESIDENTE: Benissimo. Vuole leggere la formula?
TESTE Lombardi: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Colonnello Lombardi, la Corte ha già udito determinate illustrazioni svolte da consulenti del Pubblico Ministero in ordine all'episodio del 14 maggio del '93 di via Fauro. La domanda preliminare è se anche lei si è occupato e per incarico ricevuto in quale contesto di espletare determinati accertamenti circa questo episodio.
TESTE Lombardi: Sissignore. Io mi occupai nell'immediatezza, l'indomani mattina dell'evento come Centro Carabinieri Investigazioni Scientifiche e subito, con la nomina come consulente, feci parte del collegio nominato dal dottor Saviotti, in data 21 maggio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in questa sua qualità lei ha avuto modo di capacitarsi di tutto il complesso degli accertamenti devoluti ai consulenti e del modo con il quale questi accertamenti sono stati espletati?
TESTE Lombardi: Sissignore. Io ho partecipato in pieno a tutte le operazioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, come lei ricorderà, l'indagine di ordine tecnico che il dottor Saviotti affidò ai consulenti investire vari aspetti del problema.
TESTE Lombardi: Sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: Io non le pongo domande su argomenti che la Corte conosce già in maniera dettagliata, salve comunque le domande che facciano eventualmente le altre parti, e invece la interpello esclusivamente su alcuni argomenti.
Il primo dei quali è, per così dire, l'entità di questo fatto, l'entità dell'evento realizzato in via Fauro il 14 maggio del '93.
TESTE Lombardi: L'entità che apparve immediatamente notevolissima, per il coinvolgimento delle persone ferito, dei manufatti che sono stati attinti, delle automobili, 21 persone sono state medicate, oltre 60 autovetture sono state coinvolte, 2 distrutte totalmente. Quindi in un complesso cittadino densamente abitato è stato un evento estremamente elevato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, proprio in rapporto a questa precisazione che lei ha sviluppato ora, ci può dire qualche cosa di più circa quelli che sono considerati gli effetti naturali, fisiologici di un'esplosione praticata con queste modalità? Quelle che avete specificamente accertato voi.
TESTE Lombardi: Dunque...
PUBBLICO MINISTERO: Io per effetti intendo dire gli effetti di danno o di esposizione al rischio di danno, in particolare del corpo umano.
TESTE Lombardi: Sissignore. Ma, credo sarà utile quantificare l'esplosivo, almeno per sommi capi, attraverso la valutazione del cratere e all'applicazione delle formule che la letteratura pone a disposizione. Venne individuata, con la formula che noi ritenevamo la più approssimata, la quantità di circa 60-65 chilogrammi di esplosivo e questa quantità ritenevamo ancora insufficiente, perché? Perché il cratere nel suo formarsi non aveva, l'esplosione non si era applicata su un terreno omogeneo bensì con discontinuo e la più grossa discontinuità era rappresentata dalla presenza di un chiusino, di un punto di accesso a un condotto, a un tunnel per cavi telefonici. E questo ha fatto sì che molta della potenza, molto del gas espansivo che si era prodotto in quell'evento fosse disperso, quindi limitando gli effetti visivi. E quindi ecco, questo era uno dei motivi che ci induceva ad incrementare questa valutazione di 60-65 chilogrammi.
Tant'è vero che quando facemmo la riprova, vale a dire, procedemmo alla ricostruzione facendo esplodere una FIAT Uno, mettemmo 105 chilogrammi di esplosivo che per caratteristiche rispettava grossomodo la formulazione delle tracce rinvenute nel corso delle analisi. Ecco, durante questa prova, fatta esplodere una FIAT Uno, in prossimità di un'autovettura Mercedes posta 13 metri con l'angolazione che aveva la macchina del giornalista Costanzo rispetto alla posizione della Uno esplosa. In quelle condizioni verificammo poi gli effetti. Gli effetti della frantumazione della Uno, gli effetti di proiezione, furono pressoché sovrapponibili a quello che noi avevamo già constatato nella fase del sopralluogo e dell'ispezione dei reperti.
Ecco, per esempio, gli effetti classici di un'esplosione sono da individuare in un effetto di sovrappressione che è dovuto all'enorme massa che si produce nell'immediatezza e che si propaga. Questo effetto di sovrappressione crea all'interno delle strutture mobili del corpo umano, delle variazioni con delle lesioni mortali se soprattutto si è in prossimità. Attraverso la consultazione, esame di testi di medicina legale questa distanza viene valutata intorno ai 25 metri e non l'abbiamo potuto anche, non certo verificare sperimentalmente perché è impossibile, ma attraverso la manualistica questo era possibile indicare.
Gli effetti successivi sono quelli di pressione o di proiezione e sono dovuti al corpo umano stesso che viene sbattuto contro un oggetto fisso e quindi una persona contro un immobile, contro l'interno di un'autovettura. Poi abbiamo gli effetti di proiezione vera e propria di oggetti - in questo caso poteva essere parte del motore, parte della carrozzeria, oggetti intercettati, vetri rotti - che a loro volta vengono proiettati e possono attingere in modo lesivo le persone.
A tal proposito ricordo il comportamento del manichino che era messo nel sedile posteriore della Mercedes, che avevamo usato come teste: portava un frammento infisso nel capo, quindi se sostituissimo il manichino con una persona sicuramente sarebbe stato un effetto mortale.
Effetti ancora che possono verificarsi sono gli effetti da calore. Però essendo un effetto immediato, che si applica per un tempuscolo contenuto, se non c'è l'oggetto sensibile all'innesco del calore e quindi che poi può procedere e poi infiammarsi, non è un effetto estremamente pericoloso se si è a una certa distanza.
Quindi quantificando tutta questa serie di effetti sul corpo umano, individuammo i 25 metri come effetti lesivi da sovrappressione, i 100 metri come effetti letali da proiezione e 250 metri come effetti in genere pericolosi per avere qualche danno, per rischiare di avere qualche danno. Questi erano gli effetti rispetto al corpo umano.
PUBBLICO MINISTERO: Queste considerazioni, assumendo come punto di partenza un quantitativo di esplosivo...
TESTE Lombardi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, avrei bisogno di un chiarimento su questo colonnello.
TESTE Lombardi: Noi, dicevo prima, partimmo dai 63 chilogrammi individuati con la formula. Aumentammo questa quantità, tanto è vero che l'esperimento fu fatto con 105 chilogrammi, ecco questi effetti che dicemmo che erano sovrapponibili però tutto sommato risultarono un po' sottodimensionati e abbiamo concluso che circa 120 chilogrammi fu l'esplosivo impiegato nell'evento delittuoso per cui è processo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta colonnello, sovrapponibili vuol dire...
TESTE Lombardi: Vuol dire che le dimensioni del cratere erano pressoché le stesse, che la frammentazione dell'autovettura era pressoché la stessa, gli effetti di deformazione che aveva subìto l'autovettura Mercedes a quella distanza erano molto simili. Certo le condizioni non erano proprio le stesse, noi l'esperimento l'abbiamo dovuto fare in aperta campagna, l'evento si è verificato in strade cittadine dove strutture fisse, mura o altro, può aver incanalato oppure schermato l'effetto specifico di un oggetto. Però nella loro valutazione globale, e l'esperimento e l'effetto criminoso avevano moltissima somiglianza.
PUBBLICO MINISTERO: Senta colonnello, in quali termini voi considerate, si considera, sulla base della letteratura specialistica, accettabile e fisiologico un margine di approssimazione, se si potesse quantificare?
TESTE Lombardi: Ma del 10%, 15%.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi anche il dato offerto da voi va letto alla luce di questo coefficiente di approssimazione.
TESTE Lombardi: Sì, certo di questo coefficiente, perché sono tantissime le variabili, anche nelle valutazioni abbiamo preso un soggetto di media età, di robustezza media, quindi l'abbiamo fatto nelle migliori condizioni possibili.
PUBBLICO MINISTERO: Senta ancora colonnello, avete cercato e con quali risultati di venire a capo dell'interrogativo sulle modalità di innesco di questa carica esplosiva?
TESTE Lombardi: Mah, premesso che qualsiasi tipo di innesco dovrebbe essere collocato in prossimità dell'esplosivo, va da sé che è impossibile trovarne tracce sul luogo del reato. Quindi anche uno scrupoloso controllo metodico, sistematico di tutto quanto viene repertato, difficilmente consente l'individuazione di parti riferibili con certezza al sistema di innesco.
Valutando l'episodio noi dobbiamo considerare che cosa si vuole ottenere? Se si vuole ottenere un'esplosione generica, è sufficiente un innesco a tempo, un timer, un innesco con miccia a lenta combustione, anche se questo avrebbe dato, per rumorosità, per fumo, avrebbe attirato l'attenzione. Comunque, qualsiasi innesco temporizzato sarebbe andato bene.
Se si pensa invece a un effetto che deve avvenire in un contesto o al verificarsi di una situazione, di solo quella situazione, è chiaro che il comando non può essere che un comando intelligente, tra virgolette, comando manuale. Ci deve essere un uomo che valuti il verificarsi di un episodio che in quel momento attivi un comando e non può essere che un comando elettrico, quindi un radiocomando. Questa è l'ipotesi più verosimile.
PUBBLICO MINISTERO: E questa che voi avete formulato come ipotesi, avete trovato qualche cosa che l'abbia, per così dire, assoggettata a qualche ragionevole dubbio, a qualche forte dubbio? Oppure è un'ipotesi che vi è sembrata da poter rassegnare senza particolari incertezze o particolari perplessità?
TESTE Lombardi: Dunque, a livelli reperti non abbiamo trovato niente per le difficoltà e per il discorso che ho fatto prima. Il mezzo indicato, il radiocomando è quello più ragionevolmente ipotizzabile.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quanto alla dislocazione di questa carica esplosiva, tenuto conto di tutti i reperti che avete avuto a disposizione e quindi rottami di automobili, carcasse di automobili, reperti sul luogo in cui l'esplosione si è verificata. A quale tipo di conclusioni siete arrivati?
TESTE Lombardi: Dunque, la posizione della carica esplosiva, attesa la morfologia del cratere osservato, non poteva essere che una posizione sospesa, alta rispetto al terreno, quindi non poteva essere una carica poggiata sul terreno, ma doveva trovarsi a un 30-40 centimetri di altezza. Lo si desume con evidenza dalla deformazione dell'asfalto che è assoggettato dalla pressione dell'esplosione, questi lembi sono piegati verso il basso e quindi questa è una caratteristica che immediatamente fa pensare a una pressione sviluppatasi un tantino più alto dal terreno.
E allora abbiamo ipotizzato i 40 centimetri, sono quelli lì che corrispondono all'altezza del pianale dell'autovettura FIAT Uno. Quindi, questa posizione è quella che viene individuata.
L'altra posizione è da collocare all'interno della FIAT Uno esplosa e in posizione posteriore. Posteriore perché era parcheggiata avanti a una FIAT 500 i cui effetti pressori subìti l'avevano deformata dall'avanti presso l'indietro, questo l'abbiamo verificato anche nella fase di ricostruzione di tutti i pezzi. E questa deformazione così che appiattisce il tettino della FIAT 500 dà l'idea proprio che la carica fosse davanti e fosse davanti anche un pochettino sopraelevata.
PUBBLICO MINISTERO: Sotto questo profilo avete tratto qualche elemento significativo anche dalla distribuzione delle schegge proiettate sul terreno?
TESTE Lombardi: Sissignore. Le schegge proiettate della FIAT 500 erano nella parte alta di via Ruggero Fauro, credo in prossimità del civico 37. Una portiera della FIAT Uno era appesa a un albero lì del giardino dell'istituto di istruzione, che era in prossimità del cratere dell'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Senta colonnello, forse la mia domanda era, come dire, voleva essere un attimo più dettagliata, non mi sono spiegato. Io intendevo dire: se le proiezioni delle schegge o delle parti metalliche o meccaniche che siano, di quella che avete ritenuto essere stata la vettura all'interno della quale c'era la carica esplosiva, ecco se questa proiezione per la sua distribuzione è stata ritenuta da voi indicativa sulla collocazione della carica?
TESTE Lombardi: Quando abbiamo proceduto alla ricostruzione della FIAT Uno esplosa, ci siamo basati su un telaio fatto in tondino di ferro che è stato fatto fare da esperti della FIAT messi a disposizione, e quindi questa struttura, questo scheletro della FIAT Uno è stata utilizzata per riapporre i reperti che noi avevamo individuato. In pratica che cos'è? Che la parte anteriore, il motore, della parte anteriore si riuscivano a trovare molti pezzi deformati, frammentati. Mentre a mano a mano che andavamo al posizionamento delle parti posteriori terminali non c'era disponibilità di alcun reperto proprio per la enorme frammentazione subìta e quindi per la vicinanza che aveva avuto questo materiale con l'esplosivo. E da qui era sì collocato nella parte posteriore dell'autovettura.
PUBBLICO MINISTERO: Ha redatto una memoria colonnello?
TESTE Lombardi: Sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se ritiene può consegnarla alla Corte.
PRESIDENTE: Allora si dà atto che il teste deposita memoria. Ci sono domande delle parti civili? Dei difensori?
AVVOCATO Rocchi: Grazie Presidente.
PRESIDENTE: Colonnello, si vuole accomodare ancora un minuto?
AVVOCATO Rocchi: Colonnello buongiorno.
TESTE Lombardi: Buongiorno.
AVVOCATO Rocchi: Avvocato Rocchi.
Lei ha riferito poc'anzi che una delle ipotesi maggiormente ripercorribile, se non l'unica, era quello dell'impulso intelligente, per quanto riguarda...
TESTE Lombardi: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Avete ipotizzato, anche con riferimento alla platea dell'evento, dove poteva essere localizzato l'agente? Se è stato fatto ecco.
TESTE Lombardi: No, è stata una considerazione, una valutazione senz'altro fatta, però una risposta non è stata possibile dare. Si è pensato che potesse essere nella parte della via e potesse controllare da dietro il movimento e se così fosse non sarebbe certo una posizione ottimale perché dovendo guardare il movimento di un'autovettura in corrispondenza di un ostacolo, ossia di un elemento fermo, guardando da dietro l'autovettura io commetto sicuramente un errore di parallasse, cosiddetto. Perché il controllo si dovrebbe fare sulla direttrice automobile carica di esplosivo e autovettura che passa.
Io, se sono su questa direttrice, posso individuare immediatamente il tempo che precede e il momento che è all'altezza. Se questa valutazione la faccio da una posizione diversa da questa, posso commettere un errore e quindi attivarmi prima o dopo...
AVVOCATO Rocchi: Senta colonnello, ma lo stato dei luoghi, cioè i palazzi che insistono in via Fauro...
TESTE Lombardi: Dunque...
AVVOCATO Rocchi: ... quelle abitazioni, potevano in qualche modo influenzare la posizione...
TESTE Lombardi: Sissignore. Diciamo, il palazzo civico 61, tanto per dire, quello che è di fronte all'esplosione, quello non consentiva una posizione di sicurezza. Perché devo stare anche a distanza per poter controllare e decidere il momento di attivazione.
Forse verso la scuola, nella parte alta della scuola, poteva essere... non so con precisione quanto gli alberi potessero schermare la via Ruggero Fauro. Però una posizione verso la scuola, in alto, su un terrazzo, poteva esser un qualcosa di... un punto di osservazione migliore.
AVVOCATO Rocchi: Ho capito. Perché il raggio d'azione di una...
TESTE Lombardi: Questi sistemi elettronici hanno un raggio d'azione in funzione del tipo di costruzione. Da 20, 50 100, 200, 300 metri, possono avere dei sistemi codificati che danno sicurezza all'impulso, che sono immuni da interferenze.
Ci si può sbizzarrire in funzione delle capacità di chi realizza questo sistema.
AVVOCATO Rocchi: Ho capito. Colonnello, lei ha parlato poc'anzi - se non ho inteso male - della impossibilità di repertazione di reperti che siano stati, sicuramente riferibili all'autobomba, se non ho capito male.
Anche la posizione dell'ordigno sollevato, perché contenuto nel bagagliaio avrebbe facilitato, se mi consente il termine, questa estrema dispersione della feritura.
TESTE Lombardi: Certo.
AVVOCATO Rocchi: Lei ha saputo che, nell'immediatezza o comunque dopo poche ore dall'evento, è stato trovato lì, nella via Ruggero Fauro, un libretto di circolazione che poi era quello dell'autobomba? Lei conosce questa circostanza?
TESTE Lombardi: Sì, certo, come no!
AVVOCATO Rocchi: E' stata ipotizzata dal vostro Centro la possibilità di questo accadimento? Come poteva essere accaduto un fatto del genere, in due parole.
TESTE Lombardi: Guardi, gli effetti che si originano in una esplosione non sono, soprattutto poi quando il contenitore è così eterogeneo così quale può essere una autovettura, gli effetti sono, come si può dire? Non è possibile stimarli, realizzarli.
Certo è che, sotto l'aspetto possibilistico, un libretto di circolazione, un qualsiasi cosa che poteva essere nell'autovettura, poteva essere allontanato in quelle condizioni.
Cioè, non ci è sembrata una situazione anomala.
Le dico una esperienza: io feci, curai il repertamento per quel fatto che avvenne alle Tremiti. Un faro della Marina Militare fu fatto saltare. La persona che in quel caso morì, era quello che stava innescando. Ebbe tranciate le mani e la testa.
Noi entrammo in immersione già il pomeriggio di quella domenica, perché l'evento si verificò nella notte tra il sabato e la domenica, e diciamo sotto l'aspetto investigativo avevamo il vantaggio che tutto era in un contesto chiuso. Era Marina Militare, quindi fu facile protrarre il controllo, sistemare tutti i reperti.
Trovammo addirittura il dischetto dell'orologio con le pressioni delle lancette. e questo era prossimo all'esplosione. Poi l'orologio si è dissolto, ma il quadrante, Lorenz - ricordo ancora la marca - rimase. Eppure era prossimo all'esplosione, perché le mani furono tranciate.
Quindi, quello che accade in quell'evento non è possibile, come dire?
AVVOCATO Rocchi: Prevederlo.
TESTE Lombardi: Prevederlo.
AVVOCATO Rocchi: Quindi, questo tipo di ipotesi è stata formulata su esperienze già vissute, non su...
TESTE Lombardi: Beh, diciamo che non ci ha lasciato nessun dubbio. Era una eventualità. Offre poca massa, può essere schermato da una protezione, può essere all'interno di una portiera. Che poi la portiera più resistente si frantuma e il libretto si allontana, così.
Non c'è nessun...
AVVOCATO Rocchi: Lei ha citato più volte dati che si è potuto raccogliere attraverso consultazioni di letteratura specialistica.
Anche questo tipo di evento è dato, in qualche modo...
TESTE Lombardi: No. No, questo lo abbiamo considerato un evento possibile. Non ha destato alcun interesse particolare.
AVVOCATO Rocchi: Quindi non ci sono esempi simili in letteratura.
TESTE Lombardi: A me non risulta. La mia esperienza, abbiamo detto un caso. Ma anche esperienza dei colleghi che hanno operato in condizioni analoghe.
AVVOCATO Rocchi: Ho capito. Grazie, non ho altre domande.
TESTE Lombardi: Prego.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
Può accomodarsi, grazie.
*TESTE Lombardi: Grazie.
PRESIDENTE: Chi chiamiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Allora, sentiamo l'ingegner Pontecorvo.
PRESIDENTE: Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Pontecorvo: Alberto Pontecorvo, nato a Roma il 22 ottobre del 1946, residente a Roma in via Marmolada 13.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Pontecorvo: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ingegnere, buongiorno.
TESTE Pontecorvo: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, vuol dire alla Corte qual è la sua qualifica?
TESTE Pontecorvo: La mia attuale qualifica è quella di comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Eramo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nel 1993?
TESTE Pontecorvo: Nel 1993 ricoprivo la qualifica di vicecomandante dei Vigili del Fuoco di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ingegnere, lei quindi è stato indotto da noi - dal Pubblico Ministero - per riferire, sia in relazione al fatto avvenuto a Roma il 14 maggio, sia in relazione alle vicende del 27-28 luglio 1993.
Ecco, vuol dare alla Corte, partendo dal fatto di via Fauro, le coordinate dell'intervento dei vigili, che per l'appunto dipendevano dal Comando di Roma?
TESTE Pontecorvo: Per l'intervento di via Fauro ricevemmo una telefonata verso le 21.44. E subiti furono inviati i mezzi di soccorso da svariate sedi di servizio che giunsero sul posto, i primi nel giro di tre minuti. E trovarono la situazione che si era determinata a seguito di una deflagrazione presumibilmente per una bomba contenuta in una vettura.
Lo scenario di devastazione, diciamo, denotava un'origine di fronte alla scuola in via Fauro che, se non ricordo male, era al civico 41. La deflagrazione aveva causato, in quel posto, una piccola voragine.
E poi uno scenario di distruzione tutto intorno con particolare riferimento all'edificio di fronte appunto alla scuola in via degradante nel raggio intorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ingegnere, lei ha dato due riferimenti; cioè, l'ora in cui il Comando dei Vigili fu, dei Vigili del Fuoco fu avvisato dell'evento, e il tempo di intervento.
Ecco, vorrei che lei precisasse, se è in grado di riferirlo, da chi aveva ricevuto queste segnalazioni. E se, dato il breve lasso di tempo - mi apre circa tre minuti lei ha detto - se in zona, per l'appunto, vi fosse un vostro distaccamento.
TESTE Pontecorvo: Per sapere... Dovrei vedere le carte, per sapere da chi abbiamo ricevuto la comunicazione, se risulta sulle carte.
PRESIDENTE: Le può vedere. Ce le ha con sé?
PUBBLICO MINISTERO: Ce le ha con sé, queste carte?
TESTE Pontecorvo: Ho una fotocopia del tabellone. Se è scritto sopra.
PRESIDENTE: Va bene.
TESTE Pontecorvo: Mi sembra il 113, però non sono sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, e l'ora di questo prima richiesta di intervento...
TESTE Pontecorvo: Sul tabellone sono le 21.44. Noi abbiamo un tabellone nel quale riportiamo gli interventi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, i primi ad arrivare sul posto sarebbero stati? Il personale appartenente a quale distaccamento?
TESTE Pontecorvo: Allora, mi sembra... perché ho diversi rapporti.
Noi, ogni squadra che interviene sul posto fa un rapporto di intervenuto.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Pontecorvo: Vedo: arrivo sul luogo dell'intervento, sono praticamente... Alcuni c'è la differenza di un minuto, 21.48 e 21.49. Mi permetto di leggere...
Allora, da queste schede che ho io la prima è della centrale, cioè che viene dal centro di Roma, praticamente in prossimità del Quirinale. La seconda che vedo sono dalla zona Tuscolano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
TESTE Pontecorvo: Queste sono le squadre che sono arrivate, intervenute.
PUBBLICO MINISTERO: Intervenute. Senta, ingegnere, lei...
TESTE Pontecorvo: Ne sono arrivate molte altre.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Lei intervenne sul luogo quella sera?
TESTE Pontecorvo: Sì, intervenni sul luogo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è in grado di precisare a che ora lei raggiunse via Fauro?
TESTE Pontecorvo: Sarò arrivato verso le 21.55, così, all'incirca.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, ingegnere, per quanto riguarda la situazione che si prestava di specifico intervento dei Vigili del Fuoco...
TESTE Pontecorvo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e quindi i primi soccorsi. Ecco, vuol dare alla Corte le indicazioni, ecco, su che tipo di attività doveste per primo diciamo dare priorità.
TESTE Pontecorvo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E se per fare questi interventi fu necessario, per così dire, sgombrare la sede stradale, per fare degli interventi, rispetto alla situazione che si presentava diciamo al momento dell'intervento.
TESTE Pontecorvo: Allora, l'intervento è stato articolato in varie fasi che si sono svolte anche contemporaneamente.
Diciamo che la situazione di distruzione interessava via Fauro e la traversa di via Boccioni, in particolare.
Erano presenti fiamme che interessavano sia vetture, sia alcuni locali del fabbricato di fronte. Ricordo personalmente che c'era un box.
E poi c'era tutta una situazione di distruzione delle facciate dei fabbricati, delle strutture in oggetto, balconi, cornicioni, architravi e così via che poi si propagava all'interno degli appartamenti stessi.
Nelle prime operazioni fu portato anche soccorso a delle persone presenti nei fabbricati - risulta dai rapportini - e furono anche accompagnate al pronto soccorso con i mezzi dei Vigili del Fuoco.
Quindi diciamo che la prima operazione è stata quella combinata di soccorso alle persone e di spegnimento dei primi focolari. Alcuni di questi sono andati per le lunghe.
E successivamente si sono iniziate le operazioni di minuta verifica e di rimozione delle parti pericolanti.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ingegnere, per quanto riguarda - mi riferisco proprio all'intervento dei mezzi - lei ha parlato, e lo sappiamo tutti, che questo evento si è verificato all'incrocio tra via Boccioni e via Fauro.
Ecco, dal momento del suo intervento lei ha detto, ha parlato delle 21.55 circa.
TESTE Pontecorvo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, diciamo, l'arrivo sul posto dei vostri mezzi era, richiedé, ci fu bisogno, ecco, di spostare dei mezzi? Diciamo, per così dire, in un certo senso alterare la situazione?
TESTE Pontecorvo: Ecco, la situazione nella strada era di macerie, sia murarie, sia di mezzi di autovetture.
I mezzi, così, nel dettaglio preciso non glielo so dire. Comunque orientativamente non spostarono, non spostarono mezzi all'arrivo. Non mi sembra che ce ne fu bisogno di spostare i mezzi all'arrivo, perché i mezzi arrivarono dall'estremità, rispetto all'incrocio di via Boccioni. Quindi dalla parte del Teatro...
PUBBLICO MINISTERO: Parioli.
TESTE Pontecorvo: Del Teatro Parioli e dall'altra estremità. E quindi operarono in quella situazione là.
Diciamo che, conoscendo un po' la tecnica, difficilmente il mezzo si ferma, rimuove macerie e poi continua. Direi di no, perché ha gli strumenti per operare fermandosi a distanza, portare le tubazioni in prossimità del luogo più prossimo all'intervento e operare.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, ingegnere, l'opera dei Vigili, per quanto tempo si protrasse in quella serata?
TESTE Pontecorvo: Beh, è durata moltissime, molte ore. Tant'è vero che poi abbiamo lasciato i servizi per l'intera notte e per il giorno successivo.
Quindi, diciamo, un intervento che in varie fasi si è protratto per diverse ore.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per quanto riguarda...
TESTE Pontecorvo: Anche nel giorno successivo.
PUBBLICO MINISTERO: Per quanto riguarda, diciamo, gli effetti di danno di questa esplosione che era avvenuta quella notte, effettuaste delle verifiche sulla stabilità degli edifici e quant'altro?
Ecco, può dire alla Corte che risultati?
TESTE Pontecorvo: Allora, lo scenario ho detto, era quello di distruzione. Ci furono molti fabbricati lesionati, sia nelle strutture in aggetto, sia nelle strutture di tamponatura esterna dei fabbricati, sia nelle strutture di compartimentazione degli appartamenti, di divisione dei vani.
E furono presi anche provvedimenti cautelativi di sgombero di diversi appartamenti di diversi edifici.
Tradizionalmente viene convocata poi la Commissione stabili pericolanti - risulta dagli atti che fu convocata - per le successive verifiche congiunte con altri tecnici della Commissione stessa: il Genio Civile, il Comune, eccetera, per rivedere in dettaglio i provvedimenti che sono presi nell'immediato, nel corso dell'intervento. Perché quello dei Vigili del Fuoco è un primo intervento, un pronto intervento. E quindi ci sono delle decisioni di sgombero così immediato, cautelativo, che poi vanno riconfermate o allargate con consenso di tecnici, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, i risultati di queste verifiche?
TESTE Pontecorvo: I risultati di queste verifiche, ho detto, furono una serie di sgomberi di appartamenti...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Pontecorvo: ... di diversi fabbricati.
E quindi poi provvedimenti di natura tecnica con verifiche, rimando a verifiche tecniche.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io per quanto riguarda via Fauro avrei concluso.
Non so se, Presidente, conviene controesaminare su via Fauro e poi...
PRESIDENTE: Sì, sì. benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: ... iniziare sull'altro.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande su questa prima parte?
I difensori? Nessuna.
Possiamo passare allora...
AVVOCATO Florio: No, no, chiedo scusa.
PRESIDENTE: Ah, bene.
AVVOCATO Florio: Chiedo scusa. Avvocato Florio.
Io vorrei sapere appunto dall'ingegnere se - e per discutere questo ho bisogno di quel supporto fotografico del Pubblico Ministero - se la posizione delle autovetture, come lui la trovò alle ore 21.55, se ho ben capito, quindi nella quasi immediatezza del fatto - era quella riprodotta nelle fotografie che già ad altri testimoni sono state mostrate.
PRESIDENTE: Possiamo far vedere al teste la posizione delle auto di via Fauro?
PUBBLICO MINISTERO: Via Fauro con l'angolo di via Boccioni?
Ecco, Presidente, un attimo. Perché ce l'abbiamo...
Non so se vogliono continuare con altre domande. Magari, prima di far vedere la foto.
AVVOCATO Florio: Era soltanto questa domanda qui.
PRESIDENTE: Va bene.
AVVOCATO Florio: Il Pubblico Ministero non me ne vorrà.
PRESIDENTE: Per cortesia, mi scusi, potrebbe trasferirsi in quella postazione là?
TESTE Pontecorvo: Sì.
PRESIDENTE: Ora troviamo le fotografie e gliele facciamo esaminare.
No, no, di spora, di sopra. Qua, guardi. Dove c'è questo lettore ottico.
PUBBLICO MINISTERO: Magari, Presidente, non lo so. Se il difensore, prima di far vedere la foto, vuol chiedere al teste se si ricorda qualcosa di queste macchine.
PRESIDENTE: E' l'unica domanda che deve fare.
Possiamo fare una cosa, se l'avvocato consente.
AVVOCATO Florio: Prego.
PRESIDENTE: Chiediamo al teste sulle altre questioni che ci sono. E poi lo richiamiamo appena trovata la fotografia.
AVVOCATO Florio: Senz'altro, Presidente.
PRESIDENTE: Va bene?
AVVOCATO Florio: Grazie.
PRESIDENTE: Allora, abbia pazienza, ritorni...
Mi scusi, ma qui le foto sono migliaia e capisco che trovarla non è sempre una cosa di pochi secondi.
Allora, il P.M. nel frattempo può...
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo passare all'altro capitolo.
PRESIDENTE: All'altro capito.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ingegnere, spostiamoci in avanti di due mesi e mezzo o tre, e vediamo quello che accadde a Roma la sera tra il 27 e il 28 luglio di quell'anno.
Ecco, lei era sempre in servizio?
TESTE Pontecorvo: Sì, sì, ero in servizio, in quel periodo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se vuole cominciare a guardare le coordinate delle richieste di intervenuto che pervennero al Comando dei Vigili del Fuoco.
TESTE Pontecorvo: Io arrivai di là con diverso ritardo, perché non...
PRESIDENTE: Dove? A piazza San Giovanni?
TESTE Pontecorvo: Sì, a San... Arrivai, prima al Velabro, e successivamente a piazza San Giovanni.
In quel periodo la mia residenza provvisoria estiva non era a Roma, era fuori Roma. E quindi arrivai con tre quarti d'ora, rispetto all'inizio dell'intervento.
Indubbiamente l'intervento si è sviluppato immediatamente. Le prima chiamate - non ho le cartelle, perché credevo che oggi ci fosse solo il problema di via Fauro - comunque i primi mezzi intervenuti sono stati quelli della Centrale che sono a pochi centinaia di metri, insomma, rispetto a via del Velabro.
Non so che dire. Anche qui furono trovati sul posto dei pezzi di vettura, così come a via Fauro furono trovati dei pezzi di vettura che forse in una prima analisi furono riconducibili ai resti di una auto esplosa.
E su via del Velabro la situazione era quella che si può immaginare, di distruzione. Sia in particolare, con particolare riferimento alla chiesa del Velabro, con danni anche all'interno. E poi con danni sulle facciate del fabbricato.
Nella via traversa i danni furono molto di meno, a via del Velabro; mentre, per quanto riguarda...
PRESIDENTE: Piazza San Giovanni.
TESTE Pontecorvo: ... piazza San Giovanni in Laterano, l'effetto fu direi più rilevante, sia per la voragine che era stata causata dalla presunta autobomba che era stata proprio messa a ridosso del fabbricato di San Giovanni e della chiesa di San Giovanni. Quindi nell'incrocio delle due ale. Aveva fatto una...
PUBBLICO MINISTERO: Nell'angolo.
TESTE Pontecorvo: Nell'angolo, sì. Aveva fatto una voragine. Questa voragine era di ampie dimensioni. Probabilmente perché aveva interessato un cunicolo dove passavano dei cavi elettrici sottostanti.
C'erano danni consistenti anche all'interno della chiesa. E poi, in un vasto raggio, danni di minori proporzioni.
Siamo stati chiamati sia a via Labigana, sia al Celio. Quindi diciamo in un vasto raggio, ma di proporzioni minori, perché diciamo c'era un'ampia rialza e quindi gli effetti sono stati più contenuti.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ingegnere, per quanto riguarda per l'appunto le richieste di intervento, io ho agli atti, così, del fascicolo del Pubblico Ministero, esiste per l'appunto il vostro fonogramma indirizzato a diverse autorità nel quale sono indicati gli orari di queste due esplosioni.
Ora, si tratta... Qui parlate esattamente delle ore 00.10 e 00.15 circa.
Ecco, non so se lei può consultare questo documento se...
TESTE Pontecorvo: No, non ce l'ho appresso. Però ricordo che le chiamate furono nel giro di pochissimi minuti, una appresso all'altra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nel giro di pochissimi minuti. Quindi...
TESTE Pontecorvo: Forse saranno quelli che ha detto lei.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi sono quelli. Non so se lei vuole esaminare questo...
Presidente, se consente...
PRESIDENTE: Prego, prego.
PUBBLICO MINISTERO: Che è quello che è firmato dall'ingegnere.
TESTE Pontecorvo: Sì, mi dica.
PUBBLICO MINISTERO: No ecco, le chiedevo una conferma sull'ora delle richieste di intervento.
TESTE Pontecorvo: Sì, normalmente sono, riportano i dati che vengono estrapolati dal tabellone.
PUBBLICO MINISTERO: Dai brogliacci di intervento.
TESTE Pontecorvo: Sì, dal nostro tabellone di interventi.
PUBBLICO MINISTERO: Dal tabellone, ecco, come lo chiamate.
TESTE Pontecorvo: Comunque, sì, riporta il mio nome perché ero io il comandante pro tempore che sostituiva il comandante di assenza. Però, materialmente, non ho fatto il fonogramma io.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Comunque, voglio dire, questi dati sono dati di cui lei era personalmente a conoscenza.
TESTE Pontecorvo: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ingegnere, un attimino vorrei tornare su San Giorgio al Velabro.
TESTE Pontecorvo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha riferito di quest'effetto che si era prodotto a seguito dell'esplosione.
Anche qui effettuaste delle verifiche sulla stabilità, staticità dell'edificio?
TESTE Pontecorvo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In particolare di quello che era in via del Velabro.
TESTE Pontecorvo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di quella casa che ospitava dei prelati.
Ecco, vuol dire qualcosa al riguardo?
TESTE Pontecorvo: Cioè, quanto riguarda... Beh, c'era tutta la parte, la facciata anteriore che era praticamente distrutta. Non si riconosceva più l'aspetto originario della costruzione.
Non so che dire, oltre questo qua, insomma. C'erano...
PUBBLICO MINISTERO: No, dico: effettuaste un sopralluogo all'interno?
TESTE Pontecorvo: Sì, sì. Non mi ricordo nei dettagli il sopralluogo, perché la situazione era una situazione di difficile praticabilità, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Pontecorvo: Soprattutto, quello che ricordo, erano le macerie all'esterno che ricoprivano tutta... C'è una piccola, c'è una via che accede ad una piccola piazza dove c'è proprio la chiesa. Dove presumibilmente era stata messa questa autobomba. E quindi era piena di macerie che erano le macerie della facciata della chiesa del Velabro, insomma.
Le verifiche furono delle verifiche a vista, perché non abbiamo utilizzato né autoscale, in quella occasione, proprio su quella chiesa, perché non... Cioè, la situazione era talmente chiara di impraticabilità che non c'era bisogno neanche di attrezzature tecniche per fare una verifica.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, per quanto riguarda invece il sopralluogo fatto in San Giovanni in Laterano, lei ha parlato di questa...
TESTE Pontecorvo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di questo tombino dove c'erano dei cavi, ecco.
TESTE Pontecorvo: Probabilmente c'era sotto, c'era, passava sottostante un cunicolo di servizi. Probabilmente perché si era sfondato il lastricato stradale e quindi aveva messo in luce questo cunicolo dove c'erano cavi elettrici, penso anche dell'alta tensione.
Là invece poi abbiamo fatto sopralluoghi anche con autoscale, perché siamo arrivati in elevazione a vedere tutti i particolari della chiesa in San Giovanni in Laterano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che tipo di, diciamo questo intervento, per quanto tempo ha richiesto la vostra opera per quella...
TESTE Pontecorvo: Per entrambi gli interventi siamo rimasti, e per lo spegnimento dei... in particolare per il Velabro, spegnimento dei fuochi che c'erano, era poca roba.
E poi l'assistenza: noi facciamo un tipo di intervento di minuta verifica dopo la prima verifica grossolana nelle prime fasi e poi di minuta verifica e di minuta rimozione di parti pericolanti sia come intonaci, cornicioni, come vetrate. E poi diamo assistenza alle famiglie che debbono accedere magari per recuperare dei beni, medicine o altre cose e quindi questo si protrae normalmente il giorno dopo, anche vari giorni dopo, di concerto con le Forze dell'Ordine che eventualmente ci chiamano. Sicuramente siamo stati anche lì il giorno dopo.
Per quanto riguarda San Giovanni in Laterano, me lo ricordo perfettamente: siamo rimasti là a fare la verifica tecnica alle luci del giorno della mattina dopo, abbiamo fatto una verifica dettagliata. Nel frattempo poi c'erano arrivate pure, ripeto, dal circondario, dal Celio, e da altri caseggiati c'erano arrivate richieste, per cui abbiamo fatto anche verifiche nelle zone. Quindi voglio dire l'intervento, il primo intervento si esaurisce nel giro di poche ore. L'intervento minuto, invece dura parecchie ore, si protrae normalmente il giorno successivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, diciamo per quanto riguarda le conclusioni di queste vostre attività, ecco sotto l'aspetto diciamo dell'effetto che queste due esplosioni avevano avuto in quei contesti urbanistici, cosa ci può dire?
TESTE Pontecorvo: Guardi, dovrei rileggere il fonogramma, ma praticamente sono sostanzialmente i provvedimenti che abbiamo riportato qua nella...
PUBBLICO MINISTERO: Non lo conosce la Corte, ingegnere. Quindi se vuol dare con accortezza...
TESTE Pontecorvo: Ah, dovrei rileggere anch'io.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, lo può consultare.
PRESIDENTE: Dica, dica, non si preoccupi.
TESTE Pontecorvo: Allora, dice che a seguito di due violente esplosioni verificatesi rispettivamente alle ore 0.10 e 0.15 circa in piazza del Vicariato e in via del Velabro, personale medico di questo comando sono intervenuti, sono attualmente impegnati in operazioni di soccorso e accertamenti statici che interessano i vari fabbricati. In particolare in piazza del Vicariato son rimasti interessati il Palazzo Lateranense per il quale le Autorità Vaticane hanno richiesto nelle vie brevi la collaborazione di funzionari di questo comando per i successivi accertamenti statici e le conseguenti opere di assicurazione richiesta del caso, nonché la Basilica di San Giovanni, parte Sistina ed autovetture ivi parcheggiate.
L'esplosione di via del Velabro ha invece, interessato i fabbricati prospicienti sulla stessa via ai civici 4/A e 19, la chiesa di San Giorgio in Velabro e i fabbricati con ingresso da via San Teodoro ai civici 44, 66, 68, 74, 76 oltre alle autovetture parcheggiate nelle immediate vicinanze.
Gli effetti delle esplosioni si sono anche manifestati verso l'ospedale San Giovanni, ove nel reparto malattie mentali si è riscontrata la rottura di vetri ed il parziale crollo di alcune controsoffittature. Sono in corso le operazioni di ulteriore accertamento dei danni e la rimozione di parti pericolanti e presso il Policlinico Militare Celio, ove si è riscontrato il cedimento di alcune controsoffittature in cartongesso nel reparto otorino: stanze 1, 2, 3, 4; reparto infettivo: stanza N; reparto ortopedia I: stanza 6 e 7; reparto medicina I: stanza 4; nonché la rottura dei vetri del reparto infettivo: stanze D, E; e nell'alloggio degli ufficiali.
Si è provveduto a rimuovere le parti in immediato pericolo di caduta, e quant'altro non garantiva le condizioni di sicurezza.
Per confermare di aver già predisposto per le prime ore del 28 l'avvio di più attenti accertamenti statici estesi alle zone interessate dall'esplosione per i quali seguiranno successive comunicazioni sui provvedimenti da adottare, si conferma la necessità che vengono presidiati i parchi di accesso posti sui transiti sui transennamenti già predisposti. In particolare, per quanto concerne la zona che interessa la chiesa di San Giorgio in Velabro, si precisa che diretti accordi assunti in loco coi tecnici della Sovrintendenza, hanno suggerito limitatamente alla chiesa peraltro già oggetto di lavori di restauro, l'apposizione di limitazioni all'accesso della zona interessata mediante transennamento realizzato con rete metallica e i parchi controllati.
Precisasi che ulteriori attività per la rimozione di parti in imminente pericolo di caduta, potrà essere ripresa al termine degli accertamenti in atto predisposti dai tecnici della Polizia di Stato.
Da quanto è stato sul posto possibile accertare, sono rimaste interessate nell'esplosione dodici persone di cui otto in via del Velabro e tre in piazza del Vicariato e una presso l'ospedale Celio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ingegnere dopo che ha dato contezza diciamo di quest'intervento, è in grado oggi di aggiungere qualche ulteriore dettaglio rispetto alla situazione per esempio di staticità di questi edifici di cui si faceva riserva nel suo primo...
TESTE Pontecorvo: No, sulla staticità degli edifici direi di no. Invece, un dettaglio è che su entrambi gli interventi sia quello del Velabro che quello di via Fauro, diciamo che intervenne poi ovviamente la Polizia di Stato che... con le Forze di Polizia con la Scientifica che diciamo, che alcune zone di interesse scientifico furono prese sotto il controllo loro. Quindi diciamo che noi non siamo intervenuti più di tanto perché c'era proprio questo aspetto di non modificare una situazione dei luoghi, insomma. Che potesse essere d'aiuto alla Scientifica.
PUBBLICO MINISTERO: Di quella di più interesse, diciamo di tipo investigativo.
TESTE Pontecorvo: Sì. Là dove l'abbiamo fatto, l'abbiamo fatto e siamo intervenuti su richiesta loro perché magari serviva attrezzatura tecnica e si doveva scendere da qualche parte: ricordo via del San Giovanni in Laterano siamo scesi nella voragine provocata e di concerto con le Forze dell'Ordine presenti sul posto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, bene. Io Presidente, avrei concluso con l'ingegnere.
PRESIDENTE: Bene. Possiamo fare la domanda di cui si era detto?
PUBBLICO MINISTERO: Forse su questo fatto, hanno...
PRESIDENTE: No, su questo episodio ci sono... c'è qualcosa da domandare?
AVV. Cianferoni: Su questo episodio, buongiorno sono l'avvocato Cianferoni,...
PRESIDENTE: Scusi un momento avvocato. Parti civili hanno domande? No. Prego.
AVV. Cianferoni: Vorrei chiedere all'ingegnere se il comando dei Vigili del Fuoco nei giorni antecedenti alla fine del luglio '93 ricevette comunicazioni per un'allerta e per una sensibilizzazione verso possibili attentati.
*TESTE Pontecorvo: No, non ricordo che sia avvenuto questo qua.
AVV. Cianferoni: Grazie. Io non ho altre domande.
PRESIDENTE: Allora, possiamo fare la richiesta di questa foto?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, non riusciamo a trovare la foto...
PRESIDENTE: Facciamo una breve sospensione di dieci minuti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Magari, dieci minuti Presidente.
PRESIDENTE: Dieci minuti.
PUBBLICO MINISTERO: Non so se ce ne abbiamo qualcuna qui, della...
AVVOCATO Florio: Scusate, per economia di tutto a questo punto si può anche rinunciare alla domanda. Grazie.
PRESIDENTE: Avvocato, non vogliamo costringerla. Faccia lei.
AVVOCATO Florio: Lo faccio con contezza.
PUBBLICO MINISTERO: C'è qualche foto, ma non è che...
PRESIDENTE: Bene, può andare.
Possiamo passare a un altro teste?
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo far passare Di Bartolomeo.
*TESTE Di Bartolomeo Buongiorno.
PRESIDENTE: Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita?
TESTE Di Bartolomeo Di Bartolomeo Stefano nato a Roma l'08/06/64.
PRESIDENTE: Vuole... residente a Roma?
TESTE Di Bartolomeo Residente a Roma, sì.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Di Bartolomeo "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Buongiorno.
TESTE Di Bartolomeo Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Di Bartolomeo, lei è in Polizia?
TESTE Di Bartolomeo Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta vuol dire alla Corte dove prestava servizio nel luglio del '93?
TESTE Di Bartolomeo Dove presto ancora servizio, alla DIGOS di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Alla DIGOS di Roma. Senta, lei ha ricordo di quanto accadde la sera tra il 27 e il 28 luglio di quell'anno?
TESTE Di Bartolomeo Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol descrivere alla Corte l'oggetto del suo intervento?
TESTE Di Bartolomeo Praticamente la notte in cui sono scoppiate le bombe a San Giovanni e al Velabro a Roma ero responsabile della Sezione di turno del Pronto Intervento della DIGOS di Roma. Praticamente, diciamo ho fatto il primo intervento subito dopo lo scoppio delle bombe.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ecco, un attimino con un po' più di dettaglio.
TESTE Di Bartolomeo Uhm.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire lei quindi era il responsa... era di turno quella sera?
TESTE Di Bartolomeo Ero di turno, ecco Presidente, ero di turno quella notte. Dopo lo scoppio delle bombe sono andato subito a quella a San Giovanni praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Come seppe di questo scoppio?
TESTE Di Bartolomeo Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Com'è che venne informato?
TESTE Di Bartolomeo Va be', tramite sala operativa diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, tramite la sala operativa. Ricorda a che ora ci fu questo...
TESTE Di Bartolomeo Era pochissimi minuti dopo mezzanotte, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'intervento riguardava questa prima segnalazione quale dei due fatti riguardava?
TESTE Di Bartolomeo Praticamente le bombe sono scoppiate a pochissima distanza l'una dall'altra.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Di Bartolomeo E praticamente io sono andato a San Giovanni perché per radio ho capito che lì ne era scoppiata una. Poiché ero in quel momento l'unica diciamo, macchina che è uscita dal nostro ufficio, sono andato subito a San Giovanni. Nel frattempo sono stati altri colleghi, sono andati a via del Velabro.
PUBBLICO MINISTERO: A via del Velabro. Quindi diciamo, secondo i suoi ricordi il primo intervento, comunque la prima...
TESTE Di Bartolomeo Io sono andato esclusivamente in piazza San Giovanni.
PUBBLICO MINISTERO: In piazza San Giovanni. Ecco, ha ricordo della tempistica di queste segnalazioni, cioè prima San Giovanni, dopo il Velabro. Ho capito bene?
TESTE Di Bartolomeo No, questo non lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo ricorda. Comunque lei si recò poco dopo la mezzanotte in piazza San Giovanni.
TESTE Di Bartolomeo Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda a che ora arrivò sul luogo?
TESTE Di Bartolomeo Circa dieci-quindici minuti dopo la mezzanotte, circa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Di Bartolomeo Orientativamente.
PUBBLICO MINISTERO: Qual era la situazione che si presentò davanti a lei? Quali furono le iniziative che lei prese immediatamente?
TESTE Di Bartolomeo Praticamente, c'erano già altre volanti sul posto, erano arrivate prima di noi e niente, c'era un cratere e vicino al loggiato dove c'è un ingresso della basilica c'era un cratere, insomma in terra, in un angolo. Avendo il loggiato di fronte, in un angolo sulla sinistra. Insomma, c'era questo cratere e poi c'era parecchia confusione e ho insomma, visto quello che era accaduto. E niente, poco dopo sono andato, visto che lì ormai era inutile diciamo la mia presenza perché c'erano già volanti, Vigili del Fuoco, tutto quanto, sono andato all'ospedale San Giovanni proprio che è a 500 metri circa dal luogo dove è scoppiata la bomba per vedere se c'erano feriti e quindi testimoni. E lì infatti, erano state rintracciate un po' di persone che...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi. Cioè si indirizzò a San Giovanni perché aveva saputo che lì erano state ricoverate delle persone ferite? All'ospedale di San Giovanni?
TESTE Di Bartolomeo Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ricorda quali persone identificò in grado di poter riferire su questi fatti?
TESTE Di Bartolomeo Allora, praticamente alcune persone furono portate. Quelle che non furono ricoverate, furono portate in ufficio per essere sentite e ci pensò altri colleghi, altro personale del nostro ufficio.
Praticamente sul posto intervenne anche un nostro funzionario lì sull'ospedale, nel frattempo avevamo rintracciato alcuni feriti che erano stati ricoverati e quindi non potevano essere dimessi e poi accompagnati in ufficio e furono sentiti sul posto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda diciamo - poi magari le chiederò se ricorda chi erano queste persone, ma comunque - qual era...
TESTE Di Bartolomeo Sì, una era la signora Ciravolo Grazia e un altro - credo il marito - Bastianelli Ezio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, può dire alla Corte qual era il dato che emergeva da queste dichiarazioni raccolte a caldo da queste persone?
TESTE Di Bartolomeo Sì. Preciso che non li ho sentiti io personalmente a verbale, ero presente ma non ho firmato i verbali perché hanno fatto tutto altri colleghi. Comunque posso ricordare vagamente quello che hanno detto: di aver notato alcune autovetture arrivare pochi minuti prima dello scoppio, insomma della bomba.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, parlavano genericamente di autovetture oppure indicavano anche...
TESTE Di Bartolomeo Sì, indicavano anche il tipo.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda qual era questo tipo?
TESTE Di Bartolomeo Una FIAT Uno, precisamente una FIAT Uno credo grigio metallizzato, grigio chiaro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Di Bartolomeo Erano leggermente discordanti, se non ricordo bene, le dichiarazioni.
PUBBLICO MINISTERO: Sul colore di questi...
TESTE Di Bartolomeo Discordanti ma... no, sul numero dell'autovettura praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
TESTE Di Bartolomeo Se ricordo bene, perché anche non sono atti che ho firmato...
PUBBLICO MINISTERO: Va beh. Prego.
TESTE Di Bartolomeo Se ricordo bene, la signora praticamente disse di aver visto arrivare una FIAT Uno - adesso non ricordo se era grigia o bianca - con un giovane a bordo. Poi ha visto allontanare questa macchina e ha sentito lo scoppio. Lo dico in poche parole, poi insomma negli atti è riportato meglio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
TESTE Di Bartolomeo E invece il marito disse sempre di avere visto questa Uno arrivare e però seguita da un'altra Uno e sulla quale poi il, diciamo, l'autista della prima macchina salì per andare via e dopo ci fu lo scoppio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi diciamo, al di là di particolari...
TESTE Di Bartolomeo Orientativamente...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, ispettore.
TESTE Di Bartolomeo Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Tanto i testimoni li abbiamo già sentiti.
TESTE Di Bartolomeo Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A me interessava sapere ecco, chi erano. Per l'appunto lei ha detto Ciravolo: e la signora Ciravolo e il marito Bastianelli Ezio cioè il dato che emergeva era questo arrivo di questa macchina, di queste due macchine FIAT Uno, comunque indirizzate.
Senta quella sua opera in quella notte, poi proseguì con altro tipo di attività?
TESTE Di Bartolomeo Sì, praticamente mentre ero in piazza San Giovanni sono stato contattato da una ragazza che mi riferì di un episodio che successivamente venne verbalizzato. Praticamente questa ragazza verso le, credo le nove e trenta circa, 21.30 circa, mentre passava in piazza San Giovanni - la signora si chiama Farina Francesca, la ragazza insomma che riferì questo fatto - mentre passava in piazza San Giovanni a bordo di un taxi notò una FIAT Uno credo bianca che era ferma in mezzo alla piazza vicino dov'è l'obelisco. Lei ha visto una perso... il passeggero diciamo, scendere dalla macchina guardarsi intorno e specialmente in direzione diciamo del vicariato, di quella zona là, mentre l'autista l'aspettava in macchina con il motore acceso.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, fu...
TESTE Di Bartolomeo Poi lei era ferma al semaforo, poi è andata via, insomma...
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo...
TESTE Di Bartolomeo Però gli è rimasto impresso questo...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, furono queste le prime informazioni...
TESTE Di Bartolomeo Sì, fece anche una descrizione, insomma credo della persona.
PUBBLICO MINISTERO: Dicono, furono queste le prime informazioni raccolte diciamo dall'uff... dalla DIGOS.
TESTE Di Bartolomeo Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi il suo ufficio ha proseguito nelle altre attività di indagine...
TESTE Di Bartolomeo Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e nei dettagli. Ecco, io ho concluso Presidente.
PRESIDENTE: Parti civili hanno domande?
I difensori?
AVVOCATO Gramigni: Buongiorno. Una sola domanda.
TESTE Di Bartolomeo Buongiorno.
AVVOCATO Gramigni: Senta, nell'ambito dell'attività di indagine che lei ha avuto occasione di svolgere rispetto a questi fatti che ora ci ha descritto, ha compiuto accertamenti su una automobile trovata in via Scalo San Lorenzo?
TESTE Di Bartolomeo No, no. Io, esclusivamente, ho fatto il primo intervento e basta.
AVVOCATO Gramigni: Quindi niente sa e niente ha compiuto gli accertamenti su questa vicenda. La ringrazio.
TESTE Di Bartolomeo Prego.
PRESIDENTE: Può andare, grazie.
*TESTE Di Bartolomeo Prego.
PRESIDENTE: Sentiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Bene sentiamo la dottoressa Fiorio oggi presente. Andiamo un po' a macchia di leopardo, perché...
PRESIDENTE: Va bene, va bene.
PUBBLICO MINISTERO: ... saltiamo da un fatto all'altro.
PRESIDENTE: Che ci riferisce su?
PUBBLICO MINISTERO: E' la direttrice del Padiglio... della Galleria d'Arte Contemporanea di Milano.
PRESIDENTE: Vuole dire per cortesia il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza?
*TESTE Fiorio: Mi chiamo Maria Teresa Fiorio, sono nata a Milano il 16 marzo 1940, risiedo a Milano in via San Calimero 11.
PRESIDENTE: Vuole leggere per cortesia?
TESTE Fiorio: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Bene. Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Dottoressa, buongiorno. Il Pubblico Ministero, ecco guardi son qui.
TESTE Fiorio: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottoressa, vuol dire alla Corte qual è la sua qualifica attuale?
TESTE Fiorio: Io sono direttore delle civiche raccolte d'arte di Milano e il Padiglione d'Arte Contemporanea fa parte degli istituti che dipendono dalla mia responsabilità.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dirigeva il Padiglione anche nel luglio del '93?
TESTE Fiorio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta dottoressa, vuol dire alla Corte innanzitutto la struttura, diciamo, della villa del Palazzo Reale e del Padiglione d'Arte Contemporanea come si inseriscono, ecco, nel panorama diciamo della cultura e dell'arte di Milano?
TESTE Fiorio: Sì. Il Padiglione d'Arte Contemporanea è una struttura che ha avuto una storia recente perché è stato fatto negli anni '50, però era molto noto nella cultura milanese soprattutto come sede di mostre contemporanee. Quindi certamente era uno delle istituzioni più in vista nella città.
La sua ubicazione è presso la Villa Reale che è la grande villa costruita alla fine del '700 di cui il Padiglione occupa lo spazio che una volta era dedicato alle scuderie. Quindi si trova annesso alla villa però dislocato guardando la villa sulla destra, e appunto è stato ricostruito negli anni '50 sulle macerie - perché la villa venne bombardata nel '43 - sulle macerie di quelle che erano anticamente le scuderie della Villa Belgioioso, poi diventata Villa Reale.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, la destinazione di queste strutture ecco a mostre o a altro, vuole illustrare alla Corte diciamo anche nel tempo che tipo di opere ha conservato, sia il Padiglione che la Galleria.
TESTE Fiorio: Sì.
PRESIDENTE: Possiamo chiedere alla signora una domanda preliminare.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
PRESIDENTE: Il Padiglione offre solo mostre o conserva anche opere nel tempo?
TESTE Fiorio: La sua, ecco diciamo che la sua vocazione è cambiata negli anni. Nel senso che era nato negli anni '50 come Padiglione d'Arte Contemporanea ed era la parte che presso la villa che era invece, che è tuttora dedicata al'800 raccoglieva le opere del '900. Quindi era in origine uno spazio di esposizione permanente, poi essendo aumentate le collezioni, incrementato il patrimonio e quindi non avendo più spazio, ha cambiato proprio ruolo. Quindi dagli anni, diciamo dalla fine degli anni '70 è stato chiuso per lungo tempo, poi diciamo che dalla fine degli anni '70 ha cominciato un'attività esclusivamente espositiva.
Questo significa che non avevamo delle opere, cioè quando si organizzano delle mostre è chiaro che il Padiglione le ospita non solo per tutto il periodo della durata della mostra, ma anche per la preparazione della mostra. Come è successo nel luglio del '93, quando il Padiglione era vuoto però stavamo organizzando una mostra che si sarebbe aperta nel settembre successivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e invece la Galleria?
TESTE Fiorio: La Galleria invece è il museo del'800. Dove però si concentrano anche funzioni che non sono esclusivamente museali perché l'edificio serve, una parte serve per la celebrazione di matrimoni e una parte il piano nobile sopra in alto, viene riservato anche un po' a compiti di rappresentanza per il sindaco per il cerimoniale.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, ha una...
PRESIDENTE: Possiamo chiedere un'ulteriore...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, presidente.
PRESIDENTE: Lei dirigeva almeno a quell'epoca anche la Galleria.
TESTE Fiorio: Sì, perché è un istituto unico.
PRESIDENTE: Va beh.
TESTE Fiorio: Che comprende Galleria, Castello Sforzesco e altri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta dottoressa. Vogliamo riferire alla Corte l'impatto, che tipo e che effetti ha avuto sulla Galleria e sul Padiglione l'esplosione del luglio del '93.
TESTE Fiorio: Beh, la mattina, io arrivai lì la mattina molto presto. Ho seguito tutta la vicenda alla televisione perché c'era una televisione privata che aveva trasmesso tutta l'incendio, lo scoppio eccetera. La mattina il Padiglione era quasi completamente distrutto, rimanevano in piedi solamente la muratura che guardava verso il giardino e erano crollate tutte le pareti forse perché fatte anche in materiale più leggero che facevano da divisorio fra quelli che noi chiamiamo i box del Padiglione.
Quindi del Padiglione era rimasto in piedi solamente la parte posteriore dove noi avevamo anche alcuni dipinti che dovevano essere, che sono stati in larga parte danneggiati ed erano destinati alla mostra successiva che avremmo fatto alla fine di settembre o metà settembre, la villa ha avuto anche quella molti danni però soprattutto agli infissi. C'erano vetri rotti ovunque, persiane divelte dappertutto.
Però danni alle opere, sono stati relativamente circoscritti, perlomeno per quanto riguarda il contenuto della villa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dare un'indicazione sul tipo di opere che erano custodite nella Galleria?
TESTE Fiorio: Beh, abbiamo tutta la raccolta neoclassica con i dipinti di Appiani al pianterreno, infatti uno dei pezzi danneggiati era un gesso di Canova. Abbiamo molte sculture neoclassiche per lo più e poi abbiamo opere di Aiez, abbiamo il celebre Quarto Stato di Peliza da Volpedo, abbiamo Segantini, abbiamo Mosé Bianchi, insomma è una rappresentanza molto ricca del '800 italiano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottoressa, diciamo lei ha parlato di questi danni alle strutture della Galleria, agli infissi e quant'altro.
TESTE Fiorio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E ha accennato a dei danneggiamenti a delle opere.
TESTE Fiorio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, può dire alla Corte quali di queste opere hanno subìto danni?
TESTE Fiorio: Dunque abbiamo opere di Mario Nigro, era la mostra che stavamo facendo per il Padiglione e che avevamo, cominciavamo a ritirare ed erano conservate nella parte superiore, quella che noi chiamiamo la balconata, che è stata la parte meno toccata dallo scoppio. Tuttavia molte opere, erano una trentina di opere alcune delle quali sono veramente irrecuperabili. Erano coperte da assicurazione, a differenza delle nostre perché appunto essendo opere di privati vengono sempre quando vengono esposte al momento della consegna ci abbiamo una formula di assicurazione da chiodo a chiodo, cioè dal momento del ritiro al momento della riconsegna al proprietario. Quindi quelle, adesso io non ricordo quante, alcune sono state completamente distrutte, altre sono stare restaurate, adesso questo è un problema quantitativamente non glielo so dire, appunto perché non erano nostre.
Invece delle nostre opere abbiamo avuto un danno su un gesso di Canova e ricordo comunque che la villa è attigua al Padiglione, quindi c'è una certa distanza fra le due costruzioni. Poi abbiamo avuto dei danni minori a qualche opera in magazzino e poi, va beh, danni alle strutture soprattutto nella parte superiore dei magazzini nel sottotetto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottoressa, è stato possibile fare una stima quantitativa di questi danni?
TESTE Fiorio: Sì, sia quelli alle strutture, sia quelli alle opere.
PRESIDENTE: Potrebbe tenerli distinti, per cortesia? Indicandoci prima i danni per le strutture e poi separatamente e quelli per...
TESTE Fiorio: Ecco, i danni alle strutture non sono in grado di quantificarle perché credo che sia tra l'altro acquisito agli atti, tutte le stime che sono state fatte perché...
PRESIDENTE: E non sa neanche dirci, approssimativamente, quali fossero?
TESTE Fiorio: So solo che la ricostruzione del Padiglione è costata alcuni miliardi, ma...
PRESIDENTE: Ma non sa dire quanti. Più o meno. Il numero dei miliardi.
TESTE Fiorio: Mi pare che ora della fine siamo arrivati a 5 miliardi.
PRESIDENTE: Per il Padiglione.
TESTE Fiorio: Per il Padiglione.
PRESIDENTE: Per la ristrutturazione...
TESTE Fiorio: Questo non lo so... lì sono stati rifatti gli infissi e sono stati in pratica, sì, rifatti quasi tutti gli infissi. Però non sono in grado di quantificare perché sono problemi trattati dall'Ufficio tecnico.
PRESIDENTE: Certo.
TESTE Fiorio: Quindi io so, appunto quello... quantificare i danni alle opere.
PRESIDENTE: Eh, ci dica.
TESTE Fiorio: Perché nel caso della Galleria non sono stati ingentissimi, perché abbiamo avuto qualche decina di milioni di danni, insomma. Certo, c'è anche da tener conto del deprezzamento di un'opera, ma questo è un discorso...
PRESIDENTE: Certo, certo, è un danno irreparabile.
TESTE Fiorio: Certo. E un'opera restaurata non è un'opera integra, ecco. Però diciamo che il danno che viene pagato è quello che del restauro, quindi si quantifica in base al restauro.
PRESIDENTE: Certo, la spesa per...
TESTE Fiorio: Mentre noi non calcoliamo mai il danno... Siccome sono opere che rimangono da noi diciamo che il deprezzamento dell'opera è un tipo di calcolo che non facciamo, tanto l'opera quella è e quella rimane insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta dottoressa, diciamo a seguito del fatto la struttura della Galleria, eccetera, ha dovuto subire un'interruzione della sua attività, c'è stato un periodo in cui è stata chiusa, ecco.
TESTE Fiorio: Beh, certamente. La ricostruzione del Padiglione ha richiesto alcuni anni e la prima mostra è stata fatta quest'ann... cioè, no, nel '96, nel luglio l'abbiamo riaperto, l'abbiamo consegnato alla città in aprile, i lavori erano finiti in aprile '96 ed è stata ricominciata l'attività espositiva nel luglio.
La Galleria, anche la Galleria è stata chiusa per parecchio tempo, almeno un paio d'anni. Anche perché, oltre le riparazioni necessarie che erano, ripeto, soprattutto quelle agli infissi, è stato anche necessario poi restaurare, fare dei lavori aggiuntivi.
PRESIDENTE: Di ammodernamento, diciamo.
TESTE Fiorio: Ecco. Ma che, diciamo, non erano legati al danno diretto.
PRESIDENTE: Certo, si approfitta dell'occasione per.
TESTE Fiorio: Sì, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Il collega vuole...
PUBBLICO MINISTERO: Qualche altra domanda ancora, dottoressa. E' esatto che, per così dire, a carattere continuativo la funzione di sede di mostre il Padiglione l'assunse alla fine degli anni '70?
TESTE Fiorio: Sì, perché prima...
PUBBLICO MINISTERO: Io...
TESTE Fiorio: Sì?
PUBBLICO MINISTERO: ... traggo questo dato da una pubblicazione che è stata consegnata alla Corte dal sindaco di Milano.
TESTE Fiorio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è proprio un dato, l'anno 1979.
TESTE Fiorio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, corrisponde al suo ricordo. Lei era già direttrice del...
TESTE Fiorio: Ero conservatore all'epoca, ma prestavo già servizio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dal '79 al '93 ricorda più o meno quante mostre sono state organizzate nei locali del Padiglione?
TESTE Fiorio: Guardi, c'è stato un periodo di grandissima attività. C'è stato qualche anno in cui addirittura, tra grandi e piccole, sono state realizzate una dozzina di mostre in un anno. Diciamo che mediamente, poi negli ultimi anni era un pochino rallentato per vari motivi, diciamo che nel giro di 15 anni, se facciamo una media di, anche stando bassi, di cinque - come media - cinque, sei mostre l'anno, saranno state fatte, io appunto penso, una sessantina di mostre grossomodo.
PUBBLICO MINISTERO: Non me ne vorrà se io da quella pubblicazione traggo proprio due pagine firmate da lei.
TESTE Fiorio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lì la cifra che compare è 150 mostre. Oltre 150 mostre organizzate nei locali del PAC dal '79 all'estate del '93. Non credo sia un errore di stampa.
TESTE Fiorio: No, no, no, io adesso le ho detto stando bassi. Perché siccome io le ho detto ci sono stati anni in cui si sono fatte anche 10-12 mostre e quindi i conti ritornano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ricorda dottoressa, tra le ultime mostre organizzate presso il Padiglione, qualcuna significativa, o per tipo di opere, o per nome di artista?
TESTE Fiorio: Beh, una delle ultime, a parte David Tremlet, era stato fatto Sandro Martini nel '92, anzi fino al '93; poi avevamo fatto Cunellis, avevamo fatto Vedova, avevamo fatto Matherwell, avevamo fatto una grande mostra della pop-art americana. Il Padiglione non è grandissimo quindi non, diciamo che ha una superficie di circa 800 metri quadri, quindi non può ospitare delle mostre troppo...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, proprio per restare sui dati di fatto assolutamente concreti: quali altre organizzazioni culturali a Milano hanno potuto organizzare, per qualità e per numero, iniziative assimilabili a quelle del complesso Galleria d'Arte Moderna e Padiglione d'Arte Contemporanea? Per quanto è in sua conoscenza.
TESTE Fiorio: Beh, certamente il Palazzo Reale ha un'attività di mostre molto complessa, ma in genere sono mostre più spettacolari, più grandiose. Il ruolo del Padiglione è un po' un ruolo da Kurshalle e quindi ha una struttura più agile e questo consente, o perlomeno consentiva, perché adesso diciamo le procedure si sono molto complicate sotto l'aspetto burocratico, però fino a pochi anni fa consentiva una certa agilità proprio nell'organizzazione. E il Padiglione era anche dentro un circuito internazionale per cui erano possibili scambi. E forse, rispetto ad altre sedi comunali, civiche insomma, espositive forse è una delle sedi che ha avuto un'attività più intensa e qualificata.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Una domanda proprio estremamente banale: esternamente all'edificio vi è qualche indicazione, targa scritta o che sia che individua quell'edificio come sede di un Padiglione d'Arte Contemporanea, come sede di una Galleria d'Arte?
TESTE Fiorio: C'è, vicino al cancello c'è un cartello dove c'è scritto PAC e in genere è una specie di bacheca nella quale poi si inseriscono le indicazioni sulle mostre. Non c'è però niente che lo contraddistingua come scritte, come... c'è scritto solo Galleria d'Arte Moderna sul cancello della villa.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Mi ha detto che all'epoca si stava già organizzando una mostra per il settembre. E che qualche mostra era stata tenuta, una mostra era stata tenuta o si era conclusa fino a poco prima di questo...
TESTE Fiorio: Sì, la mostra di Sandro Martini. Sì, si era conclusa mi sembra nel giugno, maggio forse, non facciamo mai nel mese di giugno a Milano è un mese dove in genere si chiude l'attività verso la prima metà di giugno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che tipo - perdoni il termine - di pubblicità viene fatta per segnalare che presso il Padiglione è in corso o si farà di lì a qualche tempo una qualche mostra, una qualche manifestazione comunque a carattere artistico o culturale? Cioè a dire, c'è una qualche...
TESTE Fiorio: Comunicazione. Mah, i nostri canali di comunicazione sono sempre standardizzati, sono sempre un po' gli stessi. Cioè, a parte appunto la bacheca, l'indicazione sull'edificio, abbiamo sempre uno striscione che traversa via Palestro - che è quello più vicino al Padiglione - e vengono messi, di solito non molti, tre striscioni in giro per Milano, in qualche punto strategico. Poi naturalmente abbiamo, va be', i giornali che pubblicano regolarmente le notizie sull'attività culturale della città e poi va be' abbiamo anche manifesti in giro per la città.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la ringrazio molto.
PRESIDENTE: Domande delle parti civili? Difensori? Può accomodarsi signora.
*TESTE Fiorio: Grazie.
PRESIDENTE: Chi chiamiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, cinque minuti.
PRESIDENTE: Cinque minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Prego?
PUBBLICO MINISTERO: Allora, possiamo fare passare la signora Gonzales.
PRESIDENTE: Che riguarda?
PUBBLICO MINISTERO: Via Fauro.
PRESIDENTE: Vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Gonzales: Carmen Maria Gonzales Lopez, nata a Saintegnan Sourchelle Departement de la Rocheur Lois, France, abitando a Parioli, via Parioli...
PRESIDENTE: In che data signora?
TESTE Gonzales: 4 del 6, 1939.
PRESIDENTE: E residente?
TESTE Gonzales: A Roma.
PRESIDENTE: Vuole leggere quella formula?
TESTE Gonzales: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Bene, lei parla e conosce molto bene, mi pare di capire, l'italiano?
TESTE Gonzales: Sì, capisco. Ho un po' di accento ma parlo italiano.
PRESIDENTE: Va bene, benissimo. Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signora?
TESTE Gonzales: Chi è?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Gonzales: Ah, scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Glielo pongo io le domande, sono il Pubblico Ministero.
TESTE Gonzales: Mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Le prime domande gliele faccio io.
Senta signora, lei ha detto un attimo fa che abita in via Parioli al?
TESTE Gonzales: Viale Parioli 112.
PUBBLICO MINISTERO: 112. Rispetto a via Boccioni vuole chiarire come è dislocato il suo appartamento?
TESTE Gonzales: Sì, io ho le finestre che danno verso via Boccioni e vedo un pezzo di via Boccioni verso, che va al viale Parioli.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, a che piano abita signora?
TESTE Gonzales: Secondo piano.
PUBBLICO MINISTERO: Abitava anche nel luglio del '93?
TESTE Gonzales: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha memoria del fatto che successe la sera del 14 maggio del '93, quando ci fu quell'esplosione per intendersi?
TESTE Gonzales: Sì, in linea di massima sì. Infatti voi dovete avere la mia deposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Certo che ho la sua deposizione.
TESTE Gonzales: Infatti io ho cercato di dimenticare quella sera.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
TESTE Gonzales: Ho cercato di dimenticarla più che ricordarla, non è molto gradevole.
PUBBLICO MINISTERO: Lo credo. Ma vediamo se ora facciamo uno sforzo, lei fa uno sforzo e cerca di ricordare quello che lei osservò quella certa sera.
Lei ricorda di aver raccontato questo episodio, no?
TESTE Gonzales: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io avevo bisogno di sapere una cosa preliminarmente.
TESTE Gonzales: Mi dica.
PUBBLICO MINISTERO: Venne qualcuno da lei, intendo dire la Polizia, i Carabinieri, a chiederle se sapeva qualche cosa, o fu lei a presentarsi per raccontare quello che aveva visto?
TESTE Gonzales: Io cercai di chiamare il 113 per parecchie volte e nessuno mi rispondeva. Dopodiché il giorno appresso sono state trovata, ho parlato con un giornalista e di là sono andata alla Polizia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Gonzales: Ossia, la Polizia è venuta da me e dopo sono andata da loro perché mi hanno detto: 'perché non mi ha chiamato?' Dico: 'io ho provato a chiamare a tutti, tutti non avevano tempo'. Poi sono andata sotto, quelli che erano per strada, i Carabinieri, nessuno aveva tempo di sentirmi e ho detto: 'beh, andrò dopo'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei allora ricorda ancora quello che osservò e che intendeva segnalare alla Polizia?
TESTE Gonzales: Senza ombra di dubbio.
PUBBLICO MINISTERO: Preferirei che lei lo facesse da sé il racconto di quel certo episodio.
TESTE Gonzales: In linea di massima, io dovevo uscire più tardi, andare al Piazzale delle Muse, mi ero fatta un bagno, avevo caldo, era una giornata molto calda, avevo spalancato le finestre e stavo guardando la finestra e ho visto...
PUBBLICO MINISTERO: Due finestre che guardano su?
TESTE Gonzales: Via Boccioni.
PUBBLICO MINISTERO: Su via Boccioni.
TESTE Gonzales: Ho visto arrivare, ho visto due correre, una persona più alta, una più bassa, una persona più chiaro di capelli, una più scura di capelli, questa macchina che veniva, loro entrano, tutto in un lasso di tempo corto e a lato sento questa esplosione che sono ricaduta indietro in finestra, sono stata rimbalzata all'indietro per l'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora andiamo con ordine. La prima situazione che lei notò erano due persone che correvano.
TESTE Gonzales: Correvano e entravano in una macchina...
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, aspetti un attimino signora.
TESTE Gonzales: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Correvano verso quale direzione?
TESTE Gonzales: Verso viale Parioli.
PUBBLICO MINISTERO: Verso viale Parioli.
Queste persone lei ha detto erano... Vuole ripetere la descrizione per piacere?
TESTE Gonzales: Sì. Una più alta chiaro di capelli...
PRESIDENTE: Intanto, erano due uomini signora?
TESTE Gonzales: Sì, sì, due uomini.
PRESIDENTE: Non un uomo e una donna.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti Presidente. Mi scusi Presidente perché su questo punto proprio ora stavo, eh, abbia pazienza. Mi scusi tanto.
TESTE Gonzales: Sì, due persone. Come dice lui poteva uno anche essere una donna. Uomini per me, con pantaloni, che correvano, uno più alto era più chiaro, uno più basso era più scuro di capelli. Io volti non ne ho visti.
PUBBLICO MINISTERO: Ci scusi?
TESTE Gonzales: Volti.
PUBBLICO MINISTERO: Volti non...
TESTE Gonzales: Non ne ho visti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Gonzales: Con un'altra macchina, che non so che macchina, forse poteva essere una di queste che hanno quattro porte, di colore sul grigio o sul verde, che un'altra persona al volante che non so chi fosse. E questi sono infilati, ma tutto questo e è avvenuto lo scoppio.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti signora, la macchina procedeva nella stessa direzione di questi due che correvano?
TESTE Gonzales: Sì. C'era il problema che c'erano delle impalcature sui marciapiedi e allora magari loro venivano dalle impalcature, sono usciti per entrare in macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ma alla sua vista sono comparse prima queste due persone che correvano, oppure prima l'automobile?
TESTE Gonzales: Prima l'automobile.
PUBBLICO MINISTERO: Allora...
TESTE Gonzales: O quasi a livello. Lei mi chiede una cosa che è passato molto tempo, ma era quasi a livello, come se volesse prendere ma c'era l'impalcatura e si sono infilati in quel punto là.
PUBBLICO MINISTERO: Queste due persone lei ha detto stavano correndo.
TESTE Gonzales: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Correvano...
TESTE Gonzales: Correvano.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, correvano sul marciapiede, correvano nel mezzo di strada?
TESTE Gonzales: Le sto dicendo, c'era un'impalcatura in una palazzina più in là di via Boccioni, venivano da un'impalcatura e sono usciti per andare verso la strada.
PUBBLICO MINISTERO: Sono montati su questa automobile, lei ha fatto a tempo a vedere proprio se sono saliti dalla parte destra, dalla parte sinistra, tutti e due sul sedile posteriore.
TESTE Gonzales: Dalla parte destra.
PUBBLICO MINISTERO: Dalla parte che si offriva alla sua visuale?
TESTE Gonzales: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sono montati da due sportelli diversi a bordo, oppure dallo stesso sportello?
TESTE Gonzales: Penso che sono, se non mi ricordo male, uno davanti e uno dietro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora io credo che sia magari utile, visto che ne disponiamo, proiettare delle fotografie che furono scattate - si trovano nel fascicolo del dibattimento, a foglio 146 e seguenti - è un fascicolo fotografico realizzato esattamente dal Gabinetto della Polizia Scientifica della Questura di Roma e sono state trasmesse al Pubblico Ministero in allegato a una nota della Squadra Mobile e della DIGOS, è una nota a firma congiunta, datata 09/08/1993. Da queste foto, ed in particolare da un paio che sottoponiamo alla signora Gonzales, dalla 3 e dalla 4 si ha la stessa visuale sulla via Boccioni che aveva nell'occasione la signora.
PRESIDENTE: Signora, vuole accomodarsi per cortesia laggiù in fondo? Si accomodi, si accomodi.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti signora, un attimino perché... Signorina Pulcinelli, cerchi di avvicinare anche il microfono alla signora. Ecco.
TESTE Gonzales: Sì, mi dica.
PUBBLICO MINISTERO: La riconosce la strada, voglio dire?
TESTE Gonzales: Sì, questa è una fotografia da una mia finestra.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è la visuale che si ha della strada da quella finestra dov'era affacciata lei?
TESTE Gonzales: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora, io la vedo piuttosto buia questa fotografia, c'è modo per schiarirla signorina? No? Illuminarla di più. Va be', facciamo al meglio delle nostre possibilità.
Ecco, magari con quel... cos'è, un lapis in mano?
TESTE Gonzales: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cerchi proprio di raffigurare alla Corte la scena.
TESTE Gonzales: Vede qui? C'è l'impalcatura...
PRESIDENTE: No, un momento, si è abbuiata di nuovo, abbiate pazienza.
TESTE Gonzales: Qui c'è l'impalcatura come lei vede e ci sono questi lavori in corso. Io stavo sulla finestra, allora, questi sono usciti di qua, questa macchina che procedeva di questo punto, sono saliti in questo punto e hanno sgommato verso viale Parioli.
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo, signorina, passare sulla foto successiva? La differenza tra la prima e la seconda non è granché, ma può essere comunque utile anche per la Corte visto che le foto sono abbastanza buie.
TESTE Gonzales: No, perché questo dal muro di fronte, è presa in un'altra angolazione. Io quando sono qua vedo come quell'altra precedente fotografia, questa è presa troppo per sbieco e qui si vede il muro, non si vede la strada. In pratica, io da casa mia vedo proprio tutta la strada.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, signorina, ripassiamo non a quella che ha visto ora signora, a quella precedente ancora, perché sono due consecutive abbastanza...
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Ma si vede la strada.
TESTE Gonzales: Prego. Sì, questa. Questa è la visuale chiara del pezzo di strada che si vede.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto, signora, un attimo fa di aver sentito il rumore di questo grande boato, che l'ha anche scaraventata a terra...
TESTE Gonzales: Sono caduta all'indietro.
PUBBLICO MINISTERO: All'indietro. Praticamente quando, rispetto alla scena che ha visto?
TESTE Gonzales: Quasi in contemporanea con la salita di queste persone in quella macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, come descrizione di queste persone lei un attimo fa diceva, c'è una persona più alta con capelli...
TESTE Gonzales: Più chiari.
PUBBLICO MINISTERO: ... sul biondo, mentre invece la persona più bassa aveva i capelli scuri.
TESTE Gonzales: Più scuri.
PUBBLICO MINISTERO: Più scuri. Però non ha visto in faccia né l'uno, né l'altro.
TESTE Gonzales: No, impossibile.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Circa il fatto se si trattava di uomini o di ragazzi...
TESTE Gonzales: Uomini.
PUBBLICO MINISTERO: ... o donne.
TESTE Gonzales: A me sembravano uomini.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicura di questo signora?
TESTE Gonzales: A me sembravano uomini.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
TESTE Gonzales: Sì, sì, il taglio dei capelli era di uomo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma si ricorda se ha sempre dichiarato in questo modo, oppure se ha reso delle dichiarazioni diverse su questo punto?
TESTE Gonzales: Non me lo ricordo sinceramente. Per me sembravano uomini.
PUBBLICO MINISTERO: Allora glielo devo ricordare io. Perché nelle primissime sue dichiarazioni, quelle del 16 maggio '93, negli uffici della Squadra Mobile.
TESTE Gonzales: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per l'appunto alle 01.34, si vede c'è andata di notte, se lo ricorda?
TESTE Gonzales: Sì, sono stata fino alle sei e mezza.
PUBBLICO MINISTERO: Le fu fatta una domanda, credo puntuale, e lei ha detto questo, glielo leggo, mi scusi:
"Ritornando ai fatti immediatamente prima dell'esplosione, dico che non sono in grado neanche di dire se erano due uomini o due donne".
TESTE Gonzales: Io ero distrutta dalle domande di questo agente. Su due piedi, alla fine dice: 'è uomo, è donna, è alto, è basso', gli mancava che mi chiedessero se avevano gli occhi azzurri o verdi...
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, mi scusi.
TESTE Gonzales: Gli è mancato di chiedermi se io da un secondo piano, alle dieci di sera, potevo descrivere se avevano gli occhi azzurri o verdi. Alla fine ho detto: 'non so se sono uomini o donne', nel senso che per me freddamente, dopo pensato, la maniera di correre era maschile più che femminile, erano in pantaloni ambedue le persone. Se erano due donne in pantalone con aspetto maschile, potevano anche essere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei ricorda che poi è stata sentita anche dal Pubblico Ministero, dal dottor Saviotti?
TESTE Gonzales: Non so come si chiamava. Mi hanno chiamato anche in un altro posto, in un altro, in un altro e in un altro.
PUBBLICO MINISTERO: Non era il dottor Saviotti, era il dottor Mauro per l'esattezza.
TESTE Gonzales: Non so come si chiamasse, cerco di dimenticarli i nomi.
PUBBLICO MINISTERO: Al piazzale Clodio, alla Procura della Repubblica, se lo ricorda?
TESTE Gonzales: Sì, sì, me lo ricordo. Sono andata di pomeriggio.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo un paio di giorni infatti, il 18 di maggio, alle 18.15 lei è stata sentita appunto, non dalla Polizia, ma questa volta da un magistrato.
TESTE Gonzales: Sì, un signore, non so chi fosse.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E io le debbo far presente che anche quando è stata sentita dal magistrato le è stato chiesto qualche cosa sul fatto se queste due persone appunto erano entrambi uomini, ovvero un giovane e una ragazza e lei ha detto:
"Non sono in grado di dire se si trattasse di persone di sesso maschile o femminile".
TESTE Gonzales: Io continuo a ripetere, per l'andatura potevano essere uomini, ma potevano essere donne. Oggi io vedo degli uomini che sembrano donne per strada e vedo delle donne che sembrano uomini per la strada. Vedo un bel capello lungo e dico: che bella donna, mi avvicino e è un uomo. Vedo uno con il capello corto e dico: che bell'uomo, mi avvicino e è una donna. Nei giorni di oggi è un po' difficile capire alle dieci e un quarto la sera se è un uomo o una donna che corre.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E quindi, conclusivamente, signora?
TESTE Gonzales: Conclusivamente: per l'andatura potevano essere uomini, ma potevano essere donne con aspetto maschile.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, io poco fa le ho chiesto se alla sua vista sono comparse prima queste due persone che correvano, ovvero prima l'automobile.
TESTE Gonzales: Quasi in contemporanea.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Io le debbo ricordare signora...
TESTE Gonzales: Mi sembra che era quasi in contemporanea.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, io lo faccio anche per aiutare il suo ricordo, mica...
TESTE Gonzales: Senz'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Non certo per contestarle quale cosa.
TESTE Gonzales: Ricordi che io vorrei dimenticare.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti. Il racconto, su questo punto, che lei ha fatto è stato in questi termini. Allora, nelle dichiarazioni del 16 maggio, quelle rese negli uffici della Squadra Mobile, ha detto:
"Ho notato, su detta via Boccioni, due persone correre e salire a bordo di un'auto in movimento", come prima dichiarazione. Poi sul punto c'è ritornata in maniera, sembrerebbe più dettagliata, quando è stata sentita il 18 di maggio, quindi dal Pubblico Ministero perché ha detto, dopo essersi affacciata alla finestra per circa un minuto o poco più:
"Vidi comparire, provenienti dalla direzione di via Fauro e procedenti in direzione di viale Parioli, due persone, una più alta e con i capelli biondi e subito dietro, quasi affiancata alla prima, una seconda più bassa dai capelli scuri. Queste persone correvano sul lato destro della strada, rispetto alla loro direzione di marcia, ma non sul marciapiede, bensì sulla carreggiata riservata ai veicoli. Quasi immediatamente dopo la persona dai capelli scuri, comparve alla mia vista un'autovettura che procedeva lentamente nella stessa direzione di marcia dei due predetti e con gli sportelli del lato destro aperti.
Quando nella marcia la vettura si affiancò ai due, questi saltarono a bordo del veicolo approfittando degli sportelli aperti".
Ecco, da questo verbale che io ho letto proprio con le stesse parole che sono riportate, sembrerebbe che prima lei abbia osservato...
TESTE Gonzales: No, il problema è quello: che voi fate...
PUBBLICO MINISTERO: ... queste due persone che correvano e poi una macchina che, subito dopo...
TESTE Gonzales: Stavano quasi... Io ho detto: quasi in contemporanea.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questa descrizione del fatto che le ho letto, mi perdoni.
TESTE Gonzales: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può essere che sia, come dire, più aderente alla realtà, anche perché lei il racconto lo ha fatto tre giorni dopo che era successo il fatto?
TESTE Gonzales: Potrebbe, può essere benissimo, sì, che... venivano... per me, io, in quel piccolo lasso di tempo ho visto questi correre, questa macchina con gli sportelli aperti sul paradosso.
Se lei mi chiede un minuto prima, un secondo prima, un millimetro avanti, un millimetro dietro... Lei chiede un po' troppo.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, io non le chiedo un pochino troppo, signora. Assolutamente.
TESTE Gonzales: No, nel senso: io ho detto quello... Sul momento avevo la memoria molto più fresca. Dopodiché io ho cercato, come le ho ben detto prima, di dimenticare. Perché voglio vivere in pace.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Gonzales: Eccola. Non di memorizzare i dettagli, i dettagli, i dettagli. Soprattutto io non ho visto volti, ringraziando Iddio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
TESTE Gonzales: Benedico Iddio di non aver visto volti.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Lei...
TESTE Gonzales: Io ho visto situazioni. Salite, scoppio, salite indietro, uscita in mezzo alla strada in pigiama, come stavo, in vestaglia, per vedere se li avevano presi. Tutto quello che posso dire.
Ho cercato la Polizia, erano tutti impazziti, tutti quelli che arrivavano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Gonzales: Ho chiamato il 113, non rispondeva nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, lo so, signora.
Senta, l'ultima cosa...
TESTE Gonzales: Sono stata anche ammalata, dopo di questo. Cioè, ho avuto dei problemi di cuore con una tachicardia, sono rimasta, sono dovuta stare in cura dal medico.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signora, quando si verificò questo fatto...
TESTE Gonzales: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... era già buio, oppure no?
TESTE Gonzales: C'è un grosso lampione, come lei vede, in questo punto qua, che funziona molto bene. Perché questa porta che vede qui, appena si vede una cosa, è l'ingresso di una scuola.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Gonzales: Allora, questo lampione sempre bello bello acceso. E molto chiaro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi quel tratto della strada era bene illuminato.
TESTE Gonzales: Si vede... Sì, sì, si vede molto bene, perché è sempre... E' tenuto molto bene questo lampione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Gonzales: Essendo un ingresso scolastico lo tengono molto bene illuminato, non è mai guasto.
PUBBLICO MINISTERO: La ringrazio.
TESTE Gonzales: Mancherebbe!
PRESIDENTE: Hanno domande le parti civili? I difensori?
AVV. Cianferoni: Dunque... Sono l'avvocato Cianferoni.
Senta, signora, può descriverci, per quelli che sono i suoi ricordi, la macchina sulla quale vide salire queste persone?
TESTE Gonzales: Cosa? Mi scusi, non...
AVV. Cianferoni: La macchina che lei vide, sulla quale vide salire queste...
TESTE Gonzales: Dunque, era una macchina che era sul grigio scuro, sul verde scuro. Era un colore scuro. Poteva essere verde scuro, o grigio scuro. La marca non la conosco. Da sopra poteva essere, non lo so, una Opel a quattro porte, un... Era tetto liscio, non era di queste bombate così. Erano le classiche macchine su, quadrate, sopra. Ma è stato un lapsus molto corto.
Cioè, io ho visto tutta una serie di mosse. Infatti, questo ho ritenuto sempre che io... Il tipo di macchina che era, non l'ho mai potuta riconoscere.
Una Lancia Thema, che ne so, io, di macchine... Riconosco molto bene la 500, la Y, queste si possono anche riconoscere dall'alto. Le altre sono un po' difficili da riconoscere.
AVV. Cianferoni: Va bene. La ringrazio.
TESTE Gonzales: Non sono una specializzata in targhe di macchina, e né... In classi di macchine, io.
AVV. Cianferoni: La ringrazio.
TESTE Gonzales: Prego.
PRESIDENTE: Nessun'altra domanda? Può andare, grazie.
*TESTE Gonzales: Grazie a loro.
PRESIDENTE: Chi chiamiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Villaruz.
PRESIDENTE: Sempre per lo stesso episodio?
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
Prima che inizi l'esame del teste...
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma intanto può cominciare a sedersi, devo correggere una inesattezza con la quale sono incorso un attimo fa.
In effetti, quel fascicolo di rilievi fotografici che abbiamo esibito, che avevamo utilizzato per meglio dire, durante l'esame della teste, signora Russo, non è custodito negli atti del fascicolo del dibattimento, non è inserito. Fa parte del fascicolo del Pubblico Ministero.
Quella numerazione che ho dato è del fascicolo del Pubblico Ministero. E quindi non degli atti del dibattimento.
PRESIDENTE: Bene.
Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza?
*TESTE Villaruz: Sono il signor Eddie Villaruz, nato a Galloran Filippine, data di nascita 19 settembre 1968.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Villaruz: Residente a Roma.
PRESIDENTE: Vuole leggere quella formula? Sa leggere lei l'italiano, sì?
TESTE Villaruz: Sì. "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Bene. Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Villaruz, guardi, sono qua. Ecco.
Da quanti anni vive in Italia, lei?
TESTE Villaruz: Dall'88.
PUBBLICO MINISTERO: Ha sempre vissuto a Roma?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, la lingua italiana la parla bene, lei?
TESTE Villaruz: Diciamo abbastanza bene, però...
PUBBLICO MINISTERO: E la comprende?
TESTE Villaruz: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: La comprende bene, voglio dire.
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se c'è qualche domanda magari che lei non riesce a comprendere, anche perché io parlo fiorentino e lei non è abituato alla parlata fiorentina, me lo dice, eh? Per evitare complicazioni.
TESTE Villaruz: D'accordo. Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, lei nel 1993, quindi abitava già a Roma da cinque anni?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E si ricorda esattamente dove abitava?
TESTE Villaruz: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè in via Fauro.
TESTE Villaruz: A via Ruggero Fauro, 54.
PUBBLICO MINISTERO: Al 54. E abitava lì, quanto lavorava?
TESTE Villaruz: Come, quanto lavorava? Ecco, lavoro sempre lì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Villaruz: Presso una famiglia, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Presso la famiglia, quale?
TESTE Villaruz: Donatella Russo.
PUBBLICO MINISTERO: Della signora Russo.
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ovviamente ricorda quando ci fu quell'esplosione in via Fauro?
TESTE Villaruz: Sì, mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda anche di aver reso delle dichiarazioni ai Carabinieri, poi anche al magistrato, al Pubblico Ministero. Se lo ricorda?
TESTE Villaruz: Non tutte.
PUBBLICO MINISTERO: No? No, non le sto chiedendo se si ricorda le dichiarazioni.
Se si ricorda di aver reso delle dichiarazioni.
TESTE Villaruz: Ah, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Oggi, di quell'episodio, che cosa ricorda ancora, signor Villaruz?
TESTE Villaruz: Dell'esplosione...
PUBBLICO MINISTERO: Partiamo dall'esplosione, via.
Lei, dove si trovava quando ci fu l'esplosione?
TESTE Villaruz: Dentro casa.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, quindi al 54 di via Fauro.
TESTE Villaruz: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: A che piano?
TESTE Villaruz: Primo piano.
PUBBLICO MINISTERO: Primo piano. E che cosa stava facendo?
TESTE Villaruz: Stavo in cucina a preparare la cena.
PUBBLICO MINISTERO: Scese per strada per vedere che cosa era successo? Subito, successivamente.
TESTE Villaruz: Non proprio subito, però, siccome che... Per curiosità...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Villaruz: ... ho dovuto scendere dopo due ore, così.
PUBBLICO MINISTERO: E che cosa ha visto andando a vedere dopo due ore?
TESTE Villaruz: Ho visto delle macchine distrutte dall'esplosione, ecco, di una macchina, se non sbaglio, ho visto sul secondo piano.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ha anche visto dove si era verificata questa esplosione?
TESTE Villaruz: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il punto preciso dell'esplosione?
TESTE Villaruz: Sì, sì, davanti alla scuola elementare.
PUBBLICO MINISTERO: Davanti alla scuola elementare.
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. In relazione a questo posto, a questo punto preciso davanti alla scuola elementare, lei ricorda ancora se, nei giorni precedenti, aveva visto qualche cosa che aveva colpito la sua attenzione? E' chiara la mia domanda?
TESTE Villaruz: Sì, è chiara. Niente, siccome che particolarmente non ci guardo in faccia a nessuno quando cammino per le strade...
PUBBLICO MINISTERO: No...
TESTE Villaruz: Niente, una cosa del genere non...
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, signor Villaruz. Vediamo se riesco a spiegarmi.
Lei ha detto un attimo fa che, andando per la strada, in strada, dopo l'esplosione, ha visto proprio con precisione qual era il punto dove si era verificata l'esplosione.
TESTE Villaruz: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E ha detto: davanti alla scuola, all'ingresso della scuola elementare.
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in quel punto lì, lei, quel giorno stesso, il giorno prima, ha notato qualche cosa, così, diciamo un po' significativo, che poi ha raccontato anche ai Carabinieri e poi anche al Pubblico Ministero?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
TESTE Villaruz: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Qualche cosa ricorda?
TESTE Villaruz: Sì, sì, adesso ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: O via, proviamo a raccontare quello che è il suo ricordo di oggi.
TESTE Villaruz: Niente, in quel giorno... No, ho notato soltanto di quella macchina bianca. Quello lì.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, io posso farle presente che, quando lei ha reso poi queste dichiarazioni ai Carabinieri, ha incominciato il suo racconto dalla mattina del giorno prima cioè a dire dalla mattina del giorno 13.
TESTE Villaruz: Ah, sì. Adesso ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Che era uscito di casa intorno ad una certa ora ed aveva visto una certa situazione.
Ecco, il suo racconto, se fosse possibile, io gradirei - non solo io, non è una curiosità personale - io gradirei che lei lo facesse cominciare anche oggi dalla mattina del giorno prima dell'esplosione.
TESTE Villaruz: Ecco, dal giorno prima dell'esplosione, siccome che io esco sempre con il bambino, allora, niente, ho notato una macchina con tre persone a bordo.
E' una macchina di grossa cilindrata. Proprio sul posto dove è esploso la macchina la sera. E... poi ho visto uno anche seduto sul cofano della macchina. Tutto lì.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, allora, lei ricorda se la mattina del giorno precedente il fatto, intorno alle nove e mezzo uscì di casa per andare in un negozio, che è poi il negozio della signora Russo?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo negozio su quale strada è?
TESTE Villaruz: E' sempre su Ruggero Fauro.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda il numero?
TESTE Villaruz: Il numero preciso io non me lo ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda bene.
La signora Russo non ce l'ha più quel negozio ora?
TESTE Villaruz: Sì, sta ancora lì, però siccome che ha cambiato lavoro... Cioè, da quando è successo ha dovuto cambiare posto, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi? Non ho capito.
TESTE Villaruz: Da quando è successo...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Villaruz: ... ha dovuto cambiare posto dopo qualche mese.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Allora può essere che questo numero sia il 28?
TESTE Villaruz: Sì, il 28.
PUBBLICO MINISTERO: Allora lei ricorda di essere uscito da casa verso le nove e mezzo per andare al negozio della signora che è in via Ruggero Fauro, era in via Ruggero Fauro al numero 28?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda di aver notato qualche cosa di, così, di particolare su un certo tombino?
TESTE Villaruz: Sì, quel giorno ho visto che stavano facendo qualcosa sul tombino, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Villaruz: Poi, dopo...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, aspetti, piano.
E questo tombino quale è? Quale era, per meglio dire?
Perché sulla strada di tombini ce ne sono diversi.
TESTE Villaruz: Sì. Però mi ricordo benissimo che stava sul punto in cui è esplosa la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, è il tombino che corrisponde allo stesso punto nel quale poi la sera del giorno dopo lei vide che c'era stata l'esplosione?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dal portone, dall'ingresso, via, dello stabile dove lei abitava, cioè al numero 54, per arrivare all'ingresso della scuola, quindi a questo tombino, che distanza c'è?
TESTE Villaruz: Circa 10-15 metri.
PUBBLICO MINISTERO: E allora questo tombino che cosa aveva di particolare quella mattina?
TESTE Villaruz: Niente, stavano facendo i lavori. Visto che c'ho ancora tempo prima di tornare in casa, ho detto...
PUBBLICO MINISTERO: Alzi la voce, signor Villaruz, per piacere.
TESTE Villaruz: Ho dovuto avvicinare a chiedergli qualcosa, l'ora, ecco, se non sbaglio. Ho chiesto l'ora perché ho lasciato il mio orologio in casa. Per sapere precisamente che ore sono in quel momento.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti. Lei ha detto: stavano lavorando a questo tombino.
TESTE Villaruz: Sì. Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cerchiamo di essere più precisi, se lei se lo ricorda ancora, l'episodio.
Chi stava lavorando e cosa stava facendo.
TESTE Villaruz: Chi non lo so chi sono, ecco. Però, dipende...
PUBBLICO MINISTERO: Una persona, tre persone...
TESTE Villaruz: Sì, sì. Non lo so quante sono, però uno stava sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Uno stava?
TESTE Villaruz: Stava sopra, sul tombino.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti...
TESTE Villaruz: Stava fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo tombino era chiuso, o aperto?
TESTE Villaruz: Aperto.
PUBBLICO MINISTERO: E c'era qualcuno dentro il tombino...
TESTE Villaruz: E c'è qualcuno dentro. Non lo so quanti sono. E uno che sta sopra.
PUBBLICO MINISTERO: E uno che sta sopra. E cosa faceva questo uno che stava sopra?
TESTE Villaruz: Di preciso non lo so, però stavano parlando di... in un dialetto. Siccome che...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
TESTE Villaruz: Di un dialetto, credo.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, un dialetto.
TESTE Villaruz: Sì. Cioè, credo.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
TESTE Villaruz: Perché l'italiano almeno ci capisco qualcosa, ecco.
PRESIDENTE: Invece, di quello, non capiva.
TESTE Villaruz: Eh, proprio non capisco niente.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ascolti: quindi, questo che stava fuori dal tombino stava parlando.
TESTE Villaruz: Sì, di un dialetto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma con chi parlava?
TESTE Villaruz: Con uno che sta...
PUBBLICO MINISTERO: Con un'altra persona...
TESTE Villaruz: ... dentro il tombino.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei ha visto che c'era qualcuno dentro il tombino? Proprio ha avuto modo di vederlo, oppure no?
TESTE Villaruz: Il modo di vederlo, no. Ma l'ho sentito rispondere.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, quanto si è avvicinato al tombino? Lei, personalmente, quanto si è avvicinato al tombino, a questa persona.
TESTE Villaruz: Circa due, un metro e mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi proprio vicino.
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e queste persone... intanto abbiamo detto che c'era uno dentro il tombino che parlava con uno fuori del tombino, eh?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La persona che era fuori del tombino, com'era vestita?
TESTE Villaruz: Come si dice? Col vestito di lavoro, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi?
TESTE Villaruz: Con il vestito come lavoro.
PRESIDENTE: Col vestito di lavoro.
PUBBLICO MINISTERO: Com'è? Una tuta?
TESTE Villaruz: E' una tuta arancione, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, lei ha visto una tuta arancione. Ho capito.
E poi che altro c'era lì, intorno a queste persone che può aver attirato la sua attenzione?
TESTE Villaruz: Nient'altro, solo quello.
PUBBLICO MINISTERO: Non so, ha visto, che ne so, il furgone della ditta che fa la manutenzione, ha visto delle...
TESTE Villaruz: Sì, un furgone ho visto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è possibile che lì intorno ci fossero, che ne so, automobili con qualcuno a bordo? Ricorda qualcosa?
TESTE Villaruz: No. Macchine ci sono.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Villaruz: Perché sono come me, che ho una macchina. Parcheggio sempre lì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma è ovvio che per le strade ci sono le automobili, sia parcheggiate che in movimento.
Ma volevo dire se, in particolare, c'era qualche automobile che lei, sul momento, potesse collegare a queste persone.
TESTE Villaruz: In quel momento, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ma non ricorda di aver notato una autovettura Peugeot?
TESTE Villaruz: Sì. Però non in quel momento.
PUBBLICO MINISTERO: Non in quel momento. Ecco, e quando l'avrebbe, l'ha notata questa Peugeot?
TESTE Villaruz: Quando se ne sono andati.
PUBBLICO MINISTERO: E quando se ne sono andati?
TESTE Villaruz: Eh, non lo so. Però nel pomeriggio, siccome che sono riuscito verso l'una del pomeriggio, all'una e un quarto, così, per prendere il bambino dalla scuola. E l'ho visto quel Peugeot. Non lo so se veramente è un Peugeot. Però, dipende da quello che mi ricordo, un Peugeot 304.
PUBBLICO MINISTERO: E questo Peugeot 304 dove si trovava?
TESTE Villaruz: Si trovava proprio ad un passo da dove è esploso l'autobomba.
PUBBLICO MINISTERO: Ma su questo Peugeot 304 c'erano delle persone, o non c'era nessuno?
TESTE Villaruz: Ci sono almeno tre persone.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo Peugeot 304, quindi al mattino quando lei ha visto queste persone a lavorare, non c'era?
TESTE Villaruz: No, non c'era.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è sicuro di ricordare bene, Villaruz?
TESTE Villaruz: Sì, credo di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché io le faccio presente che, quando lei ha reso le sue dichiarazioni ai Carabinieri e poi anche, e più volte al Pubblico Ministero, ecco, comunque fino dalle prime dichiarazioni, lei fu sentito il 20 di maggio. Quindi erano passati sei giorni da questo fatto. Se lo rammenta di essere andato dai Carabinieri? Se lo ricorda?
TESTE Villaruz: Il 20 maggio?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, il 20 maggio. Lei fu sentito il 20 maggio del '93 alle ore 11.20 negli uffici della III Sezione del Nucleo Operativo dei Carabinieri di Roma.
PRESIDENTE: Ma lei si ricorda di essere stato interrogato dai Carabinieri?
TESTE Villaruz: Sì.
PRESIDENTE: Poi che fosse il 20 maggio, lei può anche essersene dimenticato. Ma è stato sentito dai Carabinieri.
TESTE Villaruz: Sì.
PRESIDENTE: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda di essere stato sentito non subito, ma dopo qualche giorno?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, in queste dichiarazioni lei, per la verità, ha detto una cosa diversa da quella che ha detto oggi.
Ora gliele leggo, eh? Faccia attenzione, per piacere.
"Nella mattina di giovedì 13 maggio alle ore 09.25, sono uscito da casa per andare al negozio della signora Russo sito in via Ruggero Fauro al 28. Ove dovevo attendere l'arrivo della commessa che solitamente giunge alle 09.30.
Appena uscito dal portone, notavo che il tombino della strada era aperto e vi erano delle persone che stavano lavorando. Quindi sono andato al negozio.
Appena arrivata la commessa, sono tornato a casa e mi sono avvicinato al tombino notando un'autovettura Peugeot 304 di color bianco senza nessuna scritta. Non ricordo la targa, ma sono sicuro che non era targata Roma, con a bordo una donna; una persona china sul tombino ed un'altra all'interno dello stesso".
Quindi, in queste sue prime dichiarazioni, da queste sue prime dichiarazioni, risulta - questo fu il suo racconto - che: di ritorno dal negozio della signora Russo lei si avvicinò al tombino e che, al tombino c'erano due che lavoravano, o meglio: uno dentro e uno fuori; e lì, accanto, c'era una Peugeot 304 bianca, non targata Roma, con a bordo una donna.
Ecco, questo è quello che lei dichiarò allora e penso si renda conto che oggi ha detto una cosa un po' diversa.
Allora io avrei bisogno di capire: questo racconto che lei fece allora, ecco, era un racconto fatto a mente fresca, con un ricordo molto preciso del fatto, oppure no?
Come mai c'è questa diversità notevole tra quello che disse allora e quello che dice oggi?
TESTE Villaruz: Veramente io di questo fatto lo voglio già dimenticare, perché è un brutto ricordo di Roma, per me.
PUBBLICO MINISTERO: Allora... Sì, ma io le chiedo la cortesia di provare a ricordare, oggi, invece di provare a dimenticare. Sennò si perde tempo.
PRESIDENTE: Senta, è possibile che lei allora ricordasse meglio di oggi?
TESTE Villaruz: Sì. Perché lì è già successo dopo qualche giorno. Non è che...
PRESIDENTE: Allora è più probabile che fosse esatto quello che ha detto allora.
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signor Villaruz, ma a questo tombino, di persone, ce n'erano due, o più?
TESTE Villaruz: Ho sentito soltanto parlare due persone.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: Ma erano dentro...
TESTE Villaruz: Uno stava dentro e uno sta fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei è ben sicuro che fossero due?
TESTE Villaruz: Cosa?
PUBBLICO MINISTERO: E' ben sicuro che fossero due sole le persone?
TESTE Villaruz: Ho sentito soltanto rispondere una. Cioè...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ma lei mi ha detto un attimo fa che si avvicinò ad un metro e mezzo, a due metri dal tombino.
TESTE Villaruz: Sì. Sì, sì. Però non è che ho guardato sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Però le debbo far presente che, quando fu sentito il 1 settembre del '93 - questa volta dal dottor Saviotti - lei disse che:
"Intorno a questo tombino di persone, di uomini, ce n'erano due o tre".
Allora, si parla di due, forse due, forse due o tre? Io ho bisogno un attimino di fare il punto. Perché tra le varie dichiarazioni, ecco, su questa circostanza, come le ho fatto notare, ci sono dei particolari che non sono, come dire? Che non sono armonici, che non sono uguali.
Erano due, o erano tre?
PRESIDENTE: Ha capito?
TESTE Villaruz: Sì.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero vuol sapere se lei oggi ricorda che erano certamente due, posto che ha detto all'epoca, o in epoca molto prossima che erano due, forse tre.
TESTE Villaruz: Veramente io non mi ricordo benissimo di quanto è accaduto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signor Villaruz, però oggi sono passati più di tre anni da quel fatto lì. Sono passati oltre tre anni. Però, quando lei fu sentito dal dottor Saviotti, erano passati tre mesi, perché lei fu sentito il 1 di settembre. Tre mesi e qualche giorno.
Ecco, come si spiega che prima aveva detto due, quando poi lo sentì il dottor Saviotti disse: 'o due, o tre'.
Mi spiego: può essere che lei non si sia spiegato bene con i Carabinieri? O che i Carabinieri non abbiano capito bene, visto che oltretutto non parla l'italiano. Cioè, lo parla da qualche anno, non è che lo abbia sempre parlato.
TESTE Villaruz: No, infatti con loro, anche qui uguale per me.
PRESIDENTE: Cioè?
TESTE Villaruz: Cioè, se non mi ricordo qualcosina chiedo scusa a tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Per carità, ci mancherebbe altro! Ma noi abbiamo bisogno semplicemente di riuscire a capire proprio quelle cose che lei poté riferire con certezza e facendosi bene intendere. E viceversa capire se su qualche cosa ci può essere stato che non vi siete spiegati, che lei magari non ha capito una domanda, o che non hanno capito una sua risposta.
Non so se... Mi ha seguito?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Perché, appunto, sul fatto semplice semplice, se a questo tombino c'erano due persone, o ce n'erano di più, quando lei fu sentito dai Carabinieri disse due; dopo qualche settimana, dopo tre mesi fu sentito dal dottor Saviotti e disse: 'o due o tre'.
TESTE Villaruz: Due o tre. Però non ho detto di sicuro, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Lo ha detto. Lo ha detto lei al dottor Saviotti.
Ha detto: "O due, o tre".
PUBBLICO MINISTERO: Va be'. Allora, in quel pomeriggio sempre del giorno prima dell'esplosione, lei è uscito nuovamente da casa?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha guardato ancora, ha visto, ha osservato la zona dell'ingresso della scuola, il tombino? Ha visto qualcosa di particolare? Che questo tombino era chiuso, c'era ancora il personale a lavorare, non c'era più.
TESTE Villaruz: Le persone che lavorano, non c'è più.
PUBBLICO MINISTERO: Non c'erano più. E il tombino com'era?
TESTE Villaruz: Chiuso.
PUBBLICO MINISTERO: Chiuso. E intorno a questo tombino c'era qualche altra cosa che lei ha notato? Persone a chiacchierare, qualche automobile, persone con l'automobile, persone senza automobile.
TESTE Villaruz: Ho notato una persona seduta sul cofano di una macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi?
PRESIDENTE: Una persona seduta sul cofano della macchina. Quale macchina però non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Io non parlo del giorno in cui è successo l'esplosione.
TESTE Villaruz: Ah.
PUBBLICO MINISTERO: Parlo sempre del giorno precedente, eh? Quindi del giorno 13.
Lei, nel pomeriggio del giorno 13, verso le 14.30, ricorda di essere uscito ancora da casa sua per andare da qualche parte, di essere passato nella zona del tombino?
PRESIDENTE: Se non se lo ricorda, lo dice: 'non me lo ricordo'.
TESTE Villaruz: Eh, no, nel pomeriggio non me lo ricordo.
Mi ricordo soltanto di quando sono riuscito a risistemare la mia macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, io poco fa le ho ricordato che lei ha parlato di una Peugeot 304 bianca.
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che non era targata Roma. Lei ricorda di questa automobile, allora, quando l'ha vista?
TESTE Villaruz: Il 13 maggio.
PUBBLICO MINISTERO: Il 13 maggio. Ma l'ha vista di mattina, o l'ha vista di pomeriggio?
TESTE Villaruz: Il mattino.
PUBBLICO MINISTERO: Il mattino. E su questa automobile c'era qualcuno, o non c'era nessuno?
TESTE Villaruz: Sì, c'erano...
PUBBLICO MINISTERO: C'era? Non ho capito, mi perdoni.
TESTE Villaruz: Sì, che ci sono delle persone dentro.
PRESIDENTE: Prima ha detto una donna.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questa macchina, questa Peugeot, lei l'ha vista quando c'erano queste persone lì a lavorare al tombino, oppure in un momento diverso?
TESTE Villaruz: Non me lo ricordo più.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda. Lei si ricorda di aver detto che su questa macchina, su questa Peugeot c'era una donna?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nel senso, cioè, che lei, parlando di questa Peugeot 304 di color bianco, non ha mai detto che ci fossero delle persone sopra, più persone. Lei ha semplicemente detto che c'era una donna. E basta.
Ora si ricorda qualcosa di questo episodio, o no? O non se lo ricorda?
Non se lo ricorda? Se deve dire no, dica no.
TESTE Villaruz: No, proprio no.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Proprio è uscita dalla sua memoria, è uscito dal suo ricordo, il fatto di questa Peugeot con dentro una donna...
TESTE Villaruz: Non proprio così, però di quel che... delle cose precise non me lo ricordo più.
PUBBLICO MINISTERO: Io le faccio presente che, quando fu sentito dal dottor Saviotti il 1 di settembre, le fu espressamente chiesto se aveva notato eventualmente la donna di questa macchina parlare con le persone che erano accanto al tombino.
Le fu fatta proprio questa domanda specifica dal dottor Saviotti.
E lei disse che non aveva notato che, fra la donna della macchina e le persone del tombino, ci fosse stato uno scambio di parole, o una conversazione, o anche semplicemente qualche battuta, o qualche cenno.
Lei se lo ricorda questo? Di aver detto così al dottor Saviotti?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora può darsi che fosse vero quello che ha detto lei al dottor Saviotti quella volta?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e il giorno dopo, cioè il 14, che cosa ricorda che è successo?
TESTE Villaruz: Il mattino...
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda di essere uscito da casa durante quella giornata, o di essere stato sempre chiuso in casa?
TESTE Villaruz: Come tutti i giorni io...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Villaruz: ... scendo sempre per il negozio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Villaruz: Poi dopo non mi ricordo più niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda se uscì con il bambino della signora Russo?
TESTE Villaruz: Non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda di averlo accompagnato al basket? Perché evidentemente questo bambino giocava a basket.
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' possibile che lo abbia accompagnato al basket verso le ore 11.00 della mattina? Era l'orario in cui il bambino andava a giocare a basket, di regola, normalmente?
TESTE Villaruz: Sì, è possibile.
PUBBLICO MINISTERO: E' possibile. E per accompagnare questo bambino a giocare a basket, lei passava davanti alla scuola, davanti al tombino - tanto per capirsi - oppure faceva un'altra strada?
TESTE Villaruz: Dipende se ci abbiamo la macchina, oppure se dobbiamo andare a giocare a basket vicino, con i piedi, andando a piedi.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ma ricorda come ci andò quella mattina? Se ci andò a piedi, oppure in macchina.
TESTE Villaruz: No, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Il 20 di maggio io penso che lei lo ricordasse meglio, perché ha detto così:
"Alle ore 11.00 sono riuscito unitamente al bambino per accompagnarlo al basket, e in quella occasione, mentre passavo con la mia auto...".
Eh, allora questo vuol dire che quella mattina lei ha preso l'automobile per accompagnare il bambino al basket, eh?
Prendendo l'automobile, è passato davanti alla scuola?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha visto se c'era qualche cosa lì, davanti alla scuola? Qualche persona, qualche automobile, se c'era ancora qualcuno a lavorare al tombino.
TESTE Villaruz: Non mi ricordo più.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
Facciamo così, signor Villaruz, facciamo così: a lei che cosa è rimasto nella memoria di quello che è successo nella giornata del 14?
Io ora non le faccio più domande specifiche, le chiedo quello che ancora ricorda della giornata del 14, eh? Vediamo che cosa ci sa dire.
PRESIDENTE: Ricorda nulla?
TESTE Villaruz: No, sto cercando di tornare un po' indietro.
PUBBLICO MINISTERO: Ma insomma, anche la prima, il primo ricordo che ha. Poi dopo il primo ci sarà il secondo, forse.
TESTE Villaruz: Niente, mi ricordo soltanto di aver visto una persona seduta sul cofano della macchina con giacca e cravatta. Poi, dopo, quando avevo spostato la macchina da una parte dall'altra, in cui l'ho messa proprio vicino al posto dov'è esploso l'autobomba.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Villaruz: Poi nient'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ascolti: allora, visto che ha parlato un attimo fa di aver notato una persona seduta sul cofano di una macchina bianca.
Ho capito bene?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Proviamo a dire: questo, quando è successo questo fatto? Sempre di mattina, di pomeriggio, quando?
TESTE Villaruz: Di preciso non mi ricordo più.
PUBBLICO MINISTERO: Ma poteva essere la mattina, o poteva esser il pomeriggio?
TESTE Villaruz: Poteva essere nel pomeriggio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questa macchina bianca, ricorda più o meno se era una macchina grande, piccola?
TESTE Villaruz: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Senta, e questa persona che lei vide lì, seduto su questa macchina, era una faccia, un viso, un volto che lei conosceva, o che invece non conosceva, non aveva mai visto?
TESTE Villaruz: Un volto che non avevo mai visto in quella zona.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma quel giorno lì, o il giorno prima, questo volto lo poteva aver già visto, oppure no? O era del tutto nuovo?
TESTE Villaruz: La stessa persona.
PUBBLICO MINISTERO: Stessa, rispetto a cosa?
TESTE Villaruz: Di quello che ho visto il 13 e il 14.
PUBBLICO MINISTERO: Ma il 13 che faceva questo signore?
TESTE Villaruz: Mi dispiace, non mi ricordo bene.
PRESIDENTE: Lo aveva già visto il 13?
TESTE Villaruz: Com'è tutto successo.
PRESIDENTE: Lo aveva già visto il 13. Lo ha detto ora.
TESTE Villaruz: Sì, però non mi ricordo se ho visto due volte il 14, oppure uno al 13 e uno al 14.
PUBBLICO MINISTERO: E questa macchina bianca, lei è ben sicuro di averla vista nel punto dove poi ha visto coi suoi occhi che c'era stata l'esplosione?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro di questo?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' sempre stato sicuro di questo?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questa macchina bianca, durante la giornata del 14, l'ha vista una volta sola, o l'ha vista più volte? Se se lo ricorda.
TESTE Villaruz: No.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
Senta, signor Villaruz, la persona che era appoggiata al cofano di questa macchina bianca, lei si ricorda ancora più o meno com'era fatta? Se era un uomo, se era una donna; giovane, meno giovane, alto, basso. E così via.
Una descrizione è in grado ancora di darla di questa persona, oppure no?
TESTE Villaruz: Alcuni, sì, ma non tutto come l'ho...
Ecco, con i capelli corti. Portava la cravatta.
PUBBLICO MINISTERO: Ma intanto, voglio dire, era giovane, questa persona, oppure no?
TESTE Villaruz: Sui 30-35 anni, così.
PUBBLICO MINISTERO: Lei quanto è alto?
TESTE Villaruz: Più o meno sulla mia stessa altezza.
PUBBLICO MINISTERO: Lei...
PRESIDENTE: Quanto è alto lei?
TESTE Villaruz: 1,75.
PRESIDENTE: 1,75.
PUBBLICO MINISTERO: E questa persona poteva essere più o meno della sua altezza?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, secondo lei, una persona di 30-35 anni, è una persona giovane, o non giovane?
TESTE Villaruz: Giovane.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
TESTE Villaruz: Giovane.
PUBBLICO MINISTERO: Giovane. Perché quando fu sentito dai Carabinieri la prima volta, parlando di questa persona, lei disse che era una persona non giovane?
"La persona era alta..." e dà una certa indicazione di altezza.
E poi dice: "Non giovane".
Questo, nel verbale di informazioni del 20 di maggio.
E' per quello che le ho chiesto oggi se secondo lei una persona sui 30 anni è una persona giovane. E ha detto di sì. Ma, in questo verbale, lei disse: "Non giovane".
Che è successo? Non si è spiegato lei, aveva delle opinioni...
TESTE Villaruz: No, di questo le posso spiegare un attimo.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi? Prego.
TESTE Villaruz: Ecco, siccome che ogni persona è ad essere un ragazzino comincia a maturare, ecco, cioè, ogni prospettiva delle volte cambiano.
Cioè, per me adesso una persona fino a 50 anni lo posso dire anche giovane. Adesso, non prima.
PUBBLICO MINISTERO: Giustamente, lei ne ha 29. E quindi tre anni fa, avendone 26, un trentenne le pareva vecchio. Insomma...
Come ha detto che era vestito questa persona, per come se la rammenta lei?
TESTE Villaruz: Non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Ha ragione.
PRESIDENTE: Ha parlato di...
PUBBLICO MINISTERO: Gliel'ho posta male la domanda.
Come ha detto che era vestita questa persona quando l'ha vista appoggiata alla FIAT Uno?
TESTE Villaruz: Camicia e cravatta con la giacca portata a mano.
PUBBLICO MINISTERO: La cravatta ce l'aveva, o no?
PRESIDENTE: Per ora ha detto due volte di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Glielo devo richiedere, Presidente, mi perdoni.
PRESIDENTE: Sì, sì, prego. Va bene.
TESTE Villaruz: Sì. Slacciata, però.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
PRESIDENTE: Slacciata?
PUBBLICO MINISTERO: Allentata?
TESTE Villaruz: Ecco, sì, un po'...
PRESIDENTE: Un po' abbassata.
PUBBLICO MINISTERO: Perché, in questo verbale, subito dopo aver detto che questa persona era non giovane, ha anche detto: "indossava una camicia senza cravatta".
I capelli di questa persona com'erano?
TESTE Villaruz: Corti.
PUBBLICO MINISTERO: Ma quando l'ha vista precedentemente, era sempre vestita nello stesso modo?
TESTE Villaruz: Non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
Quando l'ha vista... Lei ha detto: 'l'ho vista il giorno prima, il 13, giorno 13'.
TESTE Villaruz: Non mi ricordo benissimo, proprio questo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda. Va be', io le debbo far presente che lei appunto, in queste e anche in altre dichiarazioni, ha detto che si trattava della stessa persona vista il giorno precedente e che nell'occasione questa persona aveva in testa il cappello con la visiera.
TESTE Villaruz: Ah, sì.
PRESIDENTE: Ora se lo ricorda?
TESTE Villaruz: No... Cioè, quello lì sì, me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: "Un cappellino tipo militare con una visiera lunga di color nero". Disse così.
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io ho bisogno di capire una cosa, signor Villaruz: lei riferì ai Carabinieri, e poi anche al dottor Saviotti, che era la stessa persona quella vista appoggiata al cofano di questa macchina bianca e quella che aveva visto il giorno prima china sul tombino che guardava verso il tombino. Lei ha detto si trattava della stessa persona.
Però lei disse che la prima volta la persona era vestita in un modo, la seconda in un altro, la prima volta portava il cappello, la seconda volta no.
La prima volta era china su un tombino che parlava con uno che stava dentro, la seconda volta era appoggiato al cofano di una macchina.
Come fece, come ha fatto a dire che si trattava della stessa persona? Sulla base di quali elementi lei poté esprimere questa convinzione, questa certezza?
TESTE Villaruz: Perché ho visto la faccia.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ha avuto modo di osservarla per bene, con attenzione, oppure era un'impressione la sua?
TESTE Villaruz: Essendo stato vicino proprio, quando stava sul tombino, non è convinzione.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
TESTE Villaruz: Non è una convinzione, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Non era una convinzione?
TESTE Villaruz: No.
PUBBLICO MINISTERO: Era un'impressione?
PRESIDENTE: Era sicuro che fosse la stessa persona? Questo, vuol dire?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma se questa persona stava guardando dentro il tombino parlando con quello che era dentro il tombino, come ha fatto lei a vederlo per bene in viso? In volto.
TESTE Villaruz: Siccome che io stavo al lato quando mi sono avvicinato, cioè ho avuto il modo di vedere in faccia, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo guardava dentro il tombino, parlava con quello che stava dentro.
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei quanto si trattenne accanto al tombino?
Ci stette molto, o ci stette poco?
TESTE Villaruz: Poco.
PUBBLICO MINISTERO: E durante questo tempo, questa persona stava sempre a parlare con quello che era dentro al tombino?
TESTE Villaruz: Non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ricorda che i Carabinieri e poi anche il Pubblico Ministero le hanno sottoposto degli identikit, poi delle fotografie? Se lo ricorda?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E a vedere le fotografie, lei ritenne che ci fosse qualche fotografia, o qualcuna in particolare, una in particolare, o più di una in particolare, che assomigliavano alla persona di cui stava parlando?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè dire? Mi vuol spiegare? Lei vuol dire di aver visto delle fotografie che proprio le fero pensare che si trattava proprio della stessa persona?
TESTE Villaruz: Mi hanno fatto vedere un identikit.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dell'identikit, io non le ho chiesto nulla dell'identikit. Parlo delle fotografie.
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire: quando lei ha visto le fotografie, si è fatta la convinzione che la persona delle foto, una delle persone delle foto fosse quella che lei aveva visto in via Fauro?
TESTE Villaruz: Ne ero convinto.
PUBBLICO MINISTERO: Convinto quanto?
TESTE Villaruz: Come, quanto?
PUBBLICO MINISTERO: Quanto. Perché ci sono le convinzioni assolute e ci sono anche delle opinioni, insomma, abbastanza serie ma non delle sicurezze.
TESTE Villaruz: Sono sicuro, sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Sicurissimo. Si ricorda a quanta distanza di tempo, cioè dopo quanti mesi le furono fatte vedere queste fotografie?
PRESIDENTE: Ha capito?
TESTE Villaruz: No.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero vuole sapere da lei se ricorda che, rispetto al 13-14 maggio del '93, il giorno prima e il giorno che scoppiò la bomba, le fotografie le sono state fatte vedere pochi giorni dopo, pochi mesi dopo o qualche anno dopo?
TESTE Villaruz: Pochi mesi o pochi giorni.
PUBBLICO MINISTERO: In effetti non è così, Villaruz, perché lei effettuò delle individuazioni fotografiche, con un certo esito, a un anno di distanza, nell'aprile del '94 quindi un anno meno un mese.
AVVOCATO Gramigni: Per quello, scusi signor Pubblico Ministero, mi risulta anche un riconoscimento fatto in epoca precedente, al 1 settembre '93. Del che dà atto il dottor Saviotti nel suo interrogatorio.
PUBBLICO MINISTERO: Dove avvocato?
AVVOCATO Gramigni: L'interrogatorio è del 1 settembre '93 ore 17.20, dottor Saviotti. Se lei vede infondo dice:
"Adr: effettivamente pochi giorni dopo l'esplosione" - eccetera...
PRESIDENTE: Avvocato, per cortesia, dica solo il suo nome.
AVVOCATO Gramigni: Sì, ha ragione, mi scusi. Avvocato Gramigni.
PRESIDENTE: Basta.
AVVOCATO Gramigni: Era solo per dare completezza alla contestazione del Pubblico Ministero.
"L'uomo che ho recentemente visto in fotografia ha il viso un po' più tondeggiante di quello dell'identikit, ma direi che assomiglia all'uomo di via Fauro più dell'identikit".
PUBBLICO MINISTERO: Eh, sì. Avvocato...
AVVOCATO Gramigni: Non era per...
PUBBLICO MINISTERO: Io la ringrazio, la ringrazio lo stesso. Però in questo verbale si parla di una somiglianza, invece nel verbale, nell'atto i cui estremi ho dato poco fa, cioè questo verbale del 12 aprile del '94, proprio si esprime quel convincimento al quale io ho agganciato la domanda. Lei ricorda di aver visto qualcuno che fosse sicuramente secondo lei?
AVVOCATO Gramigni: Siccome la domanda mi era parsa nel senso di chiedere se e quando erano state effettuate attività di ricognizione fotografica, ecco, io...
PRESIDENTE: Il teste mi pare...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, no, la successione delle domande non è stata questa avvocato Gramigni.
AVVOCATO Gramigni: Allora ho malinteso.
PRESIDENTE: Mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, Presidente.
PRESIDENTE: Mi pare, perché la mia memoria non può mai essere sicura, il teste abbia risposto oggi pochi mesi dopo?
AVVOCATO Gramigni: O pochi giorni, o pochi mesi dopo.
PRESIDENTE: O pochi giorni, o pochi mesi dopo. Gli si può chiedere se sono state riviste di nuovo a distanza di un anno?
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi che io non mi sia spiegato, ma avevo organizzato la domanda in un certo qual modo. Ero andato alla ricerca, nel ricordo del teste, di quella individuazione che il teste fece, asseritamente, con un criterio di sicurezza e poi gli ho chiesto se rammentava di aver fatto questa individuazione a distanza di poco tempo, o a distanza di poco tempo e il Presidente ha spiegato la domanda.
Ha risposto in quel certo modo, a distanza di pochi giorni, a distanza di pochi mesi e io gli ho fatto presente che in realtà questa individuazione in occasione della quale il teste si espresse con affermazione di sicurezza, risale a 11 mesi dopo, o meglio sopraggiunge 11 mesi dopo.
PRESIDENTE: Ho capito, mi scusi. Non vorrei che involontariamente, nel cercar di chiarire al teste, perché noi avevamo capito benissimo, qual era la domanda ultima del Pubblico Ministero, io l'abbia tratto in equivoco. Nel senso che mi pare di aver detto: le foto le furono mostrate a distanza di pochi giorni, di pochi mesi o di un anno. Mi pare, ora non abbiamo il testo immediato ma... Possiamo chiedere la domanda, ripeterla, chiarirla.
Quando dichiarò di essere sicuro... Mi sente lei? Villaruz mi sente?
TESTE Villaruz: Sì.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero le ha chiesto se ricorda di avere riconosciuto una persona, quella certa persona in modo sicuro. Lei ha detto sicurissimo.
TESTE Villaruz: Sì.
PRESIDENTE: Quelle fotografie della persona che lei ha riconosciuto, le sono state fatte vedere una volta sola o più volte?
TESTE Villaruz: Non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signor Villaruz, quando lei ebbe sott'occhio queste fotografie che le fece vedere il dottor Saviotti, il Pubblico Ministero, lei ricorda se effettuò questo riconoscimento subito, immediatamente, oppure se per far questo riconoscimento ebbe bisogno di guardare le fotografie in un certo modo, con certi accorgimenti?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
TESTE Villaruz: Ho dovuto guardare le foto più volte possibile, in modo da ricordarmi tutto ecco.
PUBBLICO MINISTERO: E poi?
TESTE Villaruz: E poi alla fine mi sono convinto che la foto che mi ha fatto vedere è proprio quella persona.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, io le ho fatto quella domanda, in particolare se ricordava di aver usato un certo accorgimento nel guardare queste foto, perché lei un accorgimento particolare lo adoprò per poter guardare queste foto come preferiva lei. Qui non fu il Pubblico Ministero che le disse di guardarle in un modo o in un altro, fu lei che guardò le foto con un certo accorgimento che decise lei sul momento, se lo ricorda?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quale?
TESTE Villaruz: Mi può ripetere la domanda per favore?
PUBBLICO MINISTERO: Quando il dottor Saviotti le fece vedere le foto, lei a un certo punto, per poterle guardare meglio, diciamo così, volle fare in un certo modo, volle adoprare un certo accorgimento, come dire, un certo espediente, un certo mezzo, un certo sistema, se lo ricorda?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Qual era questo sistema?
TESTE Villaruz: Il lato, non so come lo spiego.
PUBBLICO MINISTERO: Dica, dica, tanto la comprendiamo, siamo in tanti a cercare di capire.
TESTE Villaruz: Non proprio in faccia però non a lato, a metà proprio del... così.
PUBBLICO MINISTERO: Il punto è questo, proprio in questo verbale del 12 aprile del '94, che è un verbale di individuazione per l'appunto, lei a un certo punto disse che:
"La mia attenzione è richiamata dalla numero 3". A questo punto l'ufficio dà atto che:
"Il Villaruz fa richiesta di un foglietto di carta", lei chiese un foglietto di carta al Pubblico Ministero. Con il foglietto coprì la parte superiore della fotografia, in corrispondenza della fronte. "Quindi riesamina l'intera foto e dichiara: riconosco in questa immagine fotografica numero 3 il viso dell'uomo visto il giorno 13 e quindi anche il giorno 14. Ho utilizzato il foglietto per osservare l'immagine senza capelli, come ho potuto vedere l'uomo del giorno 13 che portava un berretto con la visiera davanti. Quest'uomo l'avevo guardato per più tempo di quello del giorno successivo che pure mi sembrò immediatamente il medesimo del 13".
Ecco, voglio dire, lei lo ricordava di aver chiesto al dottor Saviotti un foglietto di carta per metterlo sopra alla fotografia per mascherare la fronte...
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Ma il fatto che si trattava della stessa persona, quella vista da lei e quella nella foto, lei sulla base di cosa lo potè affermare? Sulla base di cosa in particolare? Che ne so, una cicatrice sul viso, il naso lungo mezzo metro, gli occhi di colore uno in un modo e uno in un altro. Sulla base di che cosa lei potè affermare questa sicurezza che si trattava della stessa persona?
TESTE Villaruz: Siccome che non avevo detto di aver visto una volta con la berretta, ho dovuto usare il foglio immaginando una berretta.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Ma siccome dopo aver fatto questa operazione lei disse che si tratta della stessa persona, io le sto chiedendo: ma sulla base di cosa lei affermò che si trattava della stessa persona? Perché era passato 11 mesi dal fatto. Perché c'era qualche cosa di caratteristico nella fotografia, nel viso della persona?
TESTE Villaruz: Di preciso non so dire.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, io le ricordo che lei affermò che si trattava della stessa persona con queste parole:
"In particolare, lo sguardo e l'espressione degli occhi di questa immagine fotografica, mi sembrano corrispondere perfettamente a quelli dell'uomo a me visto in via Fauro il giorno 13 e il successivo 14".
In sostanza, signor Villaruz, lei affermò che si trattava della stessa persona solo perché era identico, a suo giudizio, lo sguardo e l'espressione degli occhi o perché c'era qualche altra cosa? Perché qui ha detto lo sguardo e l'espressione degli occhi. Io le chiedo se c'era qualche altra cosa in più rispetto allo sguardo e all'espressione degli occhi.
TESTE Villaruz: No, nient'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signor Villaruz, dopo aver visto delle fotografie, ricorda se le sono stati fatti vedere dei filmati?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. E nei filmati ha visto qualche persona che aveva già visto?
TESTE Villaruz: Assomigliava.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, facciamo una domanda più semplice. Nel filmato c'era qualche persona che lei aveva già visto nelle fotografie?
TESTE Villaruz: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda dopo quanto tempo, rispetto a quando le furono fatte vedere le fotografie, le fu fatto vedere il filmato?
TESTE Villaruz: No.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', glielo dico io. Erano passati sei settimane all'incirca perché l'individuazione, sempre così si chiama questo verbale, individuazione con filmati, è del giorno 26 di maggio, mentre l'individuazione fotografica è del 12 aprile. Siamo sempre nel 1994 ovviamente.
PRESIDENTE: Scusi, Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Prego Presidente.
PRESIDENTE: Per chiarezza. I filmati intendono piccoli filmini in movimento.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, si tratta di riprese...
PRESIDENTE: Una serie di foto.
PUBBLICO MINISTERO: ... effettuate in uno stabilimento carcerario.
PRESIDENTE: Ah, benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Su disposizione del Pubblico Ministero.
PRESIDENTE: Va benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Di Roma.
Bene, io non ho altro da chiedere. Devo semplicemente far presente alla Corte e anche ai difensori, che comunque mi hanno seguito suppongo verbali alla mano, che ho utilizzato per le contestazioni il verbale 20 maggio '93 davanti al Nucleo Operativo Carabinieri di Roma, il verbale di informazioni 01/09/93 davanti al Pubblico Ministero di Roma e poi ancora il verbale di individuazione fotografica 12 aprile 1994, dicendo subito ai difensori che non intendo in alcun modo richiamare, né per contestazioni, né per utilizzazione la parte conclusiva di questo verbale. E che quindi proporrò alla Corte di acquisire omissato nella parte relativa.
PRESIDENTE: Benissimo. Le parti civili hanno domande? I difensori hanno domande?
AVVOCATO Gramigni: Una sola signor Presidente, avvocato Gramigni.
Torno ai suoi atti di individuazione fotografica, signor Villaruz, lasciamo perdere quelli di cui ha parlato col Pubblico Ministero.
Lei si ricorda se molto prima, cioè prima in termini di mesi rispetto a quelli di cui ha parlato con il Pubblico Ministero, ebbe a vedere delle fotografie, le furono mostrate delle fotografie insieme a degli identikit? Prima, non parlo di questi atti che ha compiuto nell'aprile e nel maggio '94, di cui adesso le ha chiesto il Pubblico Ministero. Parlo del periodo precedente.
TESTE Villaruz: No, solo identikit.
AVVOCATO Gramigni: Non ha visto lei delle foto nell'estate del '93, poco dopo che è successo questo fatto?
PRESIDENTE: Ha capito?
TESTE Villaruz: No, non mi ricordo.
PRESIDENTE: Non si ricorda?
AVVOCATO Gramigni: Perché io le devo contestare che, nell'interrogatorio del 1 settembre del '93, reso al dottor Saviotti, lei dice che:
"Pochi giorni fa, e cioè sabato scorso, sono stato convocato dai Carabinieri che mi hanno mostrato un album con circa una ventina di fotografie. Alcune fotografie erano su un album e alcune foto non attaccate all'album".
Si ricorda questo, di essere stato chiamato dai Carabinieri?
TESTE Villaruz: Alla Questura, sì.
AVVOCATO Gramigni: Qui sembrerebbe dei Carabinieri.
PRESIDENTE: Carabinieri, va be', insomma, dato essere un non italiano possiamo ammettere...
AVVOCATO Gramigni: Certo, ci mancherebbe.
Ecco, si ricorda che cosa ha visto in quelle foto, se ha visto qualcosa di interessante oppure no?
TESTE Villaruz: No, non mi ricordo più.
AVVOCATO Gramigni: Non si ricorda di aver notato almeno una somiglianza con qualche persona che aveva visto in occasione dell'esplosione di via Fauro?
PRESIDENTE: Se non si ricorda ci dice che non lo ricorda.
*TESTE Villaruz: No, no, niente, non mi ricordo.
AVVOCATO Gramigni: Qui dice:
"L'uomo che ho recentemente visto in fotografia ha il viso un po' più tondeggiante di quello dell'identikit, ma direi che assomiglia all'uomo di via Fauro più dell'identikit". Purtroppo non si dà atto di chi sia questa fotografia, però ecco, questo credo che sia un dato che aveva una qualche rilevanza.
Io ho terminato, la ringrazio.
PRESIDENTE: Altre domande? Abbiamo altri testi?
PUBBLICO MINISTERO: No, Presidente. Presenti no. Avevamo richiesto la citazione di altri testi però per motivi diversi non sono comparsi. In particolare avevamo chiesto la citazione dei testi Santoro e Attanasio. Santoro ha fatto pervenire una giustificazione, nel senso che è convalescente, ammalato.
PRESIDENTE: Lei può andare. Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Attanasio non abbiamo notizie. Poi erano in scaletta, per così dire, per oggi il maggiore Rotondi, ma lo abbiamo già esaminato alla scorsa udienza e poi il dottor Vadalà che ci riserviamo di esaminare nell'udienza del 5 o del 6 febbraio, essendo stato citato anche per l'episodio successivo.
PRESIDENTE: Benissimo. L'udienza riprende domattina...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, mi perdoni.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, per completezza su questo punto. Il dottor Vadalà non si è presentato oggi, ma non per capriccio suo e tantomeno del Pubblico Ministero. Ma semplicemente perché aveva una concomitante ed urgente citazione avanti al Giudice delle indagini preliminari di Chieti. Allora dovendo comunque comparire davanti alla Corte il giorno 5, è sembrato opportuno dargli, per così dire, via libera.
Questo teste Santoro non so bene, io mi auguro di sì per lui, ma non so bene se sarà possibile esaminarlo a breve. Si tratta di un ispettore della Polizia di Stato e dalla attestazione della Squadra Mobile di Roma risulta che è convalescente a seguito di grave incidente stradale. Vedremo di assumere qualche informazione più puntuale.
L'altro aspetto invece che devo segnalare alla Corte è questo: il signor Invernizzi Luca, che avrebbe dovuto essere, secondo le informazioni assunte, di facile reperibilità per quanto di indaginosa comparizione perché detenuto, invece dal carcere di Lodi risulta dimesso da tempo, scarcerato; le informazioni sono state assunte, richiesto subito presso il Centro Elettronico dei Servizi dell'Amministrazione Penitenziaria, non lo danno presente in nessun istituto della Repubblica e i familiari non sono in grado di dare nessuna indicazione su dove questo signore sia reperibile. Di talché si profila una certa situazione che la Corte conosce e immagina. Il Pubblico Ministero a questo punto non sa come fare a cercare e a ricercarlo più miratamente e con qualche possibilità di successo: in famiglia nessuno sa niente, in nessun istituto di pena - buon per lui - si trova; per il Pubblico Ministero è un teste che si avvia a diventare irreperibile almeno che qualcuno non voglia suggerirgli come e dove trovarlo. Noi faremo per la prossima udienza, se non è domani sarà domani l'altro, consegneremo tutta la documentazione di cui disponiamo su questo punto e poi tireremo le conclusioni.
PRESIDENTE: Benissimo. Non c'è altro?
PUBBLICO MINISTERO: No, Presidente.
PRESIDENTE: Allora l'udienza riprende domattina alle ore 09.00. Traduzione degli imputati detenuti.