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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo i presenti.
Bagarella: rinunciante. Avvocato Ceolan sostituito dall'avvocato...
AVV. Cianferoni: Cianferoni che è presente. Buongiorno.
PRESIDENTE: Barranca: rinunciante. Avvocato Barone. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
AVV. Cianferoni: Sì.
PRESIDENTE: Benigno: rinunciante. Avvocato Farina e Maffei. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Brusca: rinunciante. Avvocato Ligotti.
AVVOCATO Batacchi: Massimo Batacchi in sostituzione. Batacchi.
PRESIDENTE: Batacchi.
Calabrò. E' presente? Rinunciante. Avvocato Gandolfi, Fiorentini. Cianferoni, sostituto.
AVV. Cianferoni: Sì, presente.
PRESIDENTE: Cannella: rinunciante? Avvocato Di Peri e Rocchi. C'è qualcuno per l'avvocato Rocchi?
AVVOCATO Pepi: Sostituisco io, avvocato Pepi.
PRESIDENTE: Avvocato Pepi. Grazie.
Carra: rinunciante. Avvocato Cosmai. Sostituito dall'avvocato Batacchi?
AVVOCATO Batacchi: Sì.
PRESIDENTE: Di Natale: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili, Falciani sostituito dall'avvocato Batacchi.
AVVOCATO Batacchi: Sì.
PRESIDENTE: Ferro Giuseppe: è presente. Avvocato Anania. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
AVV. Cianferoni: Sì, presente.
PRESIDENTE: Ferro Vincenzo: contumace. Avvocato Traversi e Gennai.
AVVOCATO Batacchi: Batacchi.
PRESIDENTE: Avvocato Batacchi in sostituzione.
Frabetti Aldo: presente. Avvocato Monaco, avvocato Usai, sostituito...
AVVOCATO Battisti: Sostituito da me, Alessandro Battisti.
PRESIDENTE: Avvocato?
AVVOCATO Battisti: Alessandro Battisti.
PRESIDENTE: Battisti.
AVVOCATO Battisti: Grazie.
PRESIDENTE: Grazie a lei.
Giacalone: è presente? No, rinunciante. Avvocato Dieci, avvocato Bennati. Sostituito dall'avvocato?
AVVOCATO Pepi: Pepi.
PRESIDENTE: Pepi.
Giuliano Francesco: rinunciante. Avvocato Farina, avvocato Pepi che è presente.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo e Gramigni. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani, avvocato... c'era un'avvocatessa di solito, Corsani se non mi sbaglio. Può sostituire l'avvocato Pepi per favore?
AVVOCATO Pepi: Sì.
PRESIDENTE: Grazie.
Lo Nigro: rinunciante. Avvocato Fragalà, avvocato Florio, sostituito dall'avvocato...
AVVOCATO Pepi: Pepi.
PRESIDENTE: Grazie.
Mangano Antonino: rinunciante. Avvocato Farina, avvocato Maffei. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, avvocato Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali e Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Pizzo Giorgio: rinunciante. Avvocato Salvo, avvocato Pepi che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni?
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e Usai. Sostituiti dall'avvocato?
AVVOCATO Battisti: Avvocato Battisti, presente.
PRESIDENTE: Ah, Battisti è presente? Grazie.
AVVOCATO Battisti: Grazie.
PRESIDENTE: Scarano Antonio: rinunciante. Avvocato Fortini, avvocato Batacchi che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Difeso dall'avvocato Condoleo e Cianferoni che è presente.
Spatuzza Gaspare: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Tudino Vittorio: rinunciante. Avvocato Gallina e Di Benedetto. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Il Pubblico Ministero può iniziare.
PUBBLICO MINISTERO: Il Pubblico Ministero prima di proseguire nell'istruzione dibattimentale con l'esame dei testi citati per l'udienza di oggi, devo rappresentare alla Corte una situazione diversa e proporre anche una richiesta diversa di ordine probatorio.
Dico subito che questa richiesta viene proposta ai sensi dell'articolo 493 III comma, nel senso che si tratta di chiedere l'ammissione di prove e spiego quali, che non ero, che non eravamo in grado di indicare precedentemente di tal ché essendo stato il Pubblico Ministero messo nella condizione di fare questa richiesta solamente ieri, immediatamente il Pubblico Ministero formula questa richiesta. E di che si tratta? Ovviamente nemmeno i difensori ne possono essere informati e quindi quello che io vado dicendo alla Corte vale per tutte le parti anche sotto il profilo che l'elemento di fatto, la situazione di fatto che concretizza questa novità del dato dal punto di vista anche della conoscenza del Pubblico Ministero è immediatamente controllabile anche dai difensori che trovano qui sul banco del Pubblico Ministero la copia di che cosa? Ecco, il Pubblico Ministero di Palermo con una comunicazione per fax della giornata di ieri, 24 gennaio 1997 - Pubblico Ministero nella persona del dottor Russo della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo - ha fatto pervenire al Pubblico Ministero di questo processo della documentazione della quale questo Pubblico Ministero non aveva contezza alcuna. E di che si tratta? Nello stralcio di un esame al dibattimento avanti al Tribunale di Trapani nel processo a carico di Accaddi Gaetano + 67 dell'esame di quello che nella nota il Pubblico Ministero di Palermo indica come collaboratore di giustizia Bono Pietro, ripeto Bono Pietro.
Questo esame è stato espletato il 7 di novembre del 1996, quindi due mesi fa e qualche cosa. L'oggetto di questo esame che quindi ai nostri fini assume ripeto, di tratta dello stralcio di un verbale di udienza dibattimentale, quindi ha la fisionomia tecnica del verbale di prova di altro procedimento penale; verbale di prova in quanto si tratta di una prova assunta al dibattimento, l'oggetto di questo esame è il comportamento dell'imputato di questo processo Ferro Giuseppe nei mesi estivi dell'anno '96, quindi alcuni mesi fa, all'interno della Casa circondariale di Parma dove il Ferro appunto era detenuto.
Ha riferito questo signor Bono Pietro delle conversazioni avute con l'imputato Ferro su una serie di argomenti sulla necessità che il Ferro gli rappresentava di riprendere contatti con certo significativo uomo d'onore di Cosa Nostra del trapanese, discorsi che hanno riguardato fra l'altro certe valutazioni sulle decisioni di atteggiamento processuale assunte dal figlio dello stesso ferro Giuseppe, Ferro Vincenzo anch'egli imputato in questo processo.
E' ovvio che questo verbale di prova di altro procedimento è pertinente rispetto al processo che si sta celebrando avanti alla Corte di Assise. Ha una attinenza con l'insieme dei fatti che formano l'oggetto dell'imputazione e tra l'altro, ma è del tutto superfluo che io lo rammenti, oltretutto appartiene all'area della quale può esercitarsi la prova, può sperimentarsi e elaborarsi la prova anche sulla punibilità degli imputati.
Assieme a questo verbale di prova i cui estremi ho già rassegnati alla Corte, vi è sempre perché ne ha fatta trasmissione il Pubblico Ministero di Palermo, vi è della documentazione che proviene da due istituti carcerari ed esattamente dallo stesso istituto carcerario di Parma e dall'istituto, più esattamente dalla Casa circondariale di Trapani.
Si tratta di relazioni del personale di custodia per quanto riguarda Parma datata questa relazione a un fatto che risale al 18 settembre del 1996, fatto del quale ovviamente protagonista è Ferro Giuseppe; e per quanto riguarda Trapani, il 6 ottobre 1996 con identità del protagonista.
Di tal ché il Pubblico Ministero in relazione a questa documentazione che riguarda situazioni accertate nel corso della detenzione, propone richiesta di poter esaminare come testimoni tre persone che appartengono al corpo di Polizia Penitenziaria.
Quindi, per quanto riguarda il verbale delle dichiarazioni di Bono Pietro è una richiesta di acquisizione del verbale stesso ai sensi dell'articolo 238 I comma come verbale di prova di altro procedimento.
Per quanto riguarda invece le altre richieste, si tratta di richieste di esame in qualità di testimoni di queste tre persone: dell'agente Brozzolo Marco in servizio presso la Casa circondariale di Parma su questa circostanza. Quanto personalmente constatato sul conto del comportamento del detenuto Ferro Giuseppe all'interno della Casa circondariale di Parma. Essendo stato, quest'ultimo, ripetutamente visto mentre seguiva le trasmissioni televisive. E tra l'altro alle ore 18.00 del 18 settembre '96, osservato mentre all'interno della cella ove era custodito consumava autonomamente del cibo; essendosi reso conto di essere osservato dall'agente, immediatamente si sdraiava sul letto lasciando cadere a terra il cibo e chiudendo gli occhi.
L'assistente di Polizia Patti Vincenzo in servizio presso la Casa circondariale di Trapani sulla seguente circostanza: quanto personalmente constatato sul conto del comportamento del detenuto Ferro nella Casa circondariale di Trapani. Ed in particolare sul fatto di avere, personalmente, intorno alle ore 00.30 del 6 ottobre '96, osservato il Ferro che, nella cella ove era custodito, stava in piedi vicino al letto. Ed essendosi reso conto di essere osservato dall'assistente Patti, immediatamente si buttava sul letto.
Ariberti Salvatore, ispettore di Polizia penitenziaria presso la Casa circondariale di Trapani su questa circostanza: quanto personalmente constato sul conto del comportamento del detenuto Ferro all'interno della Casa circondariale di Trapani intorno alle ore 00.30 del 6 ottobre '96, subito dopo essere stato avvisato dall'assistente Patti in merito all'episodio descritto con riferimento all'esame dello stesso teste Patti.
Ora, al di là del dato formale, sul quale il Pubblico Ministero francamente crede di essere ampiamente in regola - perché il 493 III comma è fatto specificamente per situazioni di questo tipo - io credo che, non solo questa richiesta fosse legittima, ma questa richiesta fosse anche doverosa. Perché ha a che fare con un capitolo della vicenda processuale che è estremamente delicato, sul conto del quale, più che opportunamente la Corte ha adottato un certo provvedimento con il quale ha investito due specialisti di effettuare un determinato approfondimento della situazione dell'imputato Ferro ai fini del giudizio della sua capacità processuale.
E essendo stata tale relazione depositata come documento ma bisognevole ancora di una illustrazione, per la qual cosa la Corte ha fissato l'udienza per l'appunto di lunedì prossimo, del giorno 25, io ritengo ecco che la Corte debba prendere in tempestiva e seria - ecco, non avrei comunque dubbi - considerazione la richiesta probatoria che il Pubblico Ministero introduce oggi. Alla quale richiesta, è ovvio, premetto che dovrà far seguito, in qualche modo, una ulteriore elaborazione del dato o dei dati di cui si ha o si può avere conoscenza e disponibilità proprio per risolvere in maniera puntuale e di soddisfazione, sotto il profilo delle esigenze giudiziarie, proprio quell'importante capitolo che riguarda la capacità processuale dell'imputato Ferro.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno, vogliono intervenire?
AVVOCATO Nano: Le parti civili - avvocato Nano per l'avvocatura - aderiscono alle richieste del Pubblico Ministero che ha illustrato la rilevanza sia dei verbali di prova ex articolo 238 in ordine alla capacità del Ferro; sia dell'esame dei testimoni richiesti.
Nulla oppongo, quindi.
PRESIDENTE: Gli altri aderiscono a questa impostazione?
I difensori?
AVV. Cianferoni: Dunque... Avvocato Cianferoni in sostituzione dell'avvocato Giovanni Anania per la difesa di Giuseppe Ferro.
Con lealtà il Pubblico Ministero ha dichiarato l'utilità di queste richieste probatorie immediata nel processo. Lunedì c'è la discussione della perizia, le conclusioni della quale, già conosciamo.
Questa lealtà è apprezzata e dico però che il dato comportamentale non può superare il contenuto della richiesta che invece pare a questo difensore di nessun pregio. Di nessun pregio per la scoperta strumentalità di queste allegazioni, che non credo abbiano dignità alcuna a fronte di un elaborato peritale rassegnato da un Collegio di illustri medici di questa città e che attende soltanto di essere compulsato di fronte a codesta Corte.
I testi dei quali il Pubblico Ministero chiede l'esame credo che non potranno essere escussi da codesta Corte: ammessi e poi sentiti.
Perché le circostanze riferite dal Pubblico Ministero mi sembra fossero già note perfino all'udienza preliminare. Cioè, questo...
PUBBLICO MINISTERO: Sono del settembre, ottobre '96, avvocato Cianferoni.
A fare certe affermazioni ci ripensi, perché voglio dire, il Pubblico Ministero si indigna, obiettivamente si indigna.
AVV. Cianferoni: Io dico...
PUBBLICO MINISTERO: Ho qui le copie, sono del settembre...
AVV. Cianferoni: Presidente, io avevo la parola. Se mi viene tolta la parola...
PRESIDENTE: Bene avvocato, continui...
(voci sovrapposte)
PRESIDENTE: Avvocato, continui.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, io non credo...
PRESIDENTE: Ce ne siamo resi conto.
PUBBLICO MINISTERO: ... che un difensore possa definire così. E comunque definire, anche senza così, strumentale una iniziativa del Pubblico Ministero.
Cosa vuol dire strumentale?
PRESIDENTE: Mi scusi, Pubblico Ministero...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, io non ci sto come persona, io rappresento un ufficio, rappresento una istituzione...
PRESIDENTE: ... lei ha la facoltà di... Mi scusi, ha la facoltà di prendere la parola quando il difensore avrà terminato.
PUBBLICO MINISTERO: No...
PRESIDENTE: Eh, no, allora...
AVV. Cianferoni: Soprattutto perché...
PRESIDENTE: Sennò facciamo l'anarchia.
AVV. Cianferoni: Ecco. Soprattutto perché se non mi è consentito di esprimere il concetto che stavo costruendo, è chiaro che...
PRESIDENTE: Prego, prego, prosegua.
AVV. Cianferoni: ... le singole parole possono essere, per l'appunto, travisate.
Perché ho rammentato l'udienza preliminare? Perché mi pare che le circostanze di cui si è parlato stamattina, assomiglino molto a quelle del Gran Premio che il Ferro avrebbe voluto vedere di notte che veniva dal Giappone.
Assomigliano altrettanto al fatto che - non mi ricordo più - se un agente di Polizia penitenziaria, o un piantone, aveva visto...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi, ma è inutile che lei citi questi argomenti, questi elementi di fatto, perché la Corte non li conosce e non li può conoscere.
AVV. Cianferoni: No, la Corte credo che ne abbia conoscenza, perché queste circostanze: quella che il Ferro avrebbe mangiato pane e formaggio - ricordo anche questa - io le cito quasi a livello di aneddoto, perché ripeto: non mi paiono comparabili a un accertamento peritale elaborato...
PRESIDENTE: Questa è una questione di valutazione.
AVV. Cianferoni: Quindi...
PRESIDENTE: Ma non si può fare riferimento ad argomenti di fatto che la Corte non conosce e non può conoscere.
AVV. Cianferoni: Va bene.
PRESIDENTE: Perché sono avvenuti durante, o prima dell'udienza preliminare.
AVV. Cianferoni: Sì. No, dico questo per dire soprattutto lo sfaglio di categoria che si pone tra, ripeto, un accertamento peritale già incartato e questo tipo di circostanze.
Ma l'esame del Bono Pietro del 07/11/96, questo difensore, lo ha detto il Pubblico Ministero, non lo può conoscere. E giunge oggi nel processo.
Io credo che meriti una ferma opposizione la richiesta di prove che il Pubblico Ministero ha voluto sottoporre alla Corte. Opposizione che si può articolare anche con una subordinata, proprio perché lunedì vi è l'accertamento peritale orale, diciamo. Nel contraddittorio delle parti verranno sentiti i consulenti di ufficio e i consulenti di parte.
Io credo che sia quella la sede nella quale l'aspetto della punibilità sul quale si è soffermato appropriatamente il Pubblico Ministero, trovi il suo sfogo.
Quindi, opposizione a che queste prove vengano ammesse. In ipotesi, comunque, chiedo che la Corte riservi ogni decisione all'esito dell'esame dei periti. Grazie.
PRESIDENTE: Gli altri difensori? La Corte si ritira.
PUBBLICO MINISTERO: Decide avendo sottocchio qualche cosa, oppure...
PRESIDENTE: Decide sulle richieste del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma siccome la richiesta del Pubblico Ministero ha un suo presupposto asserito di legittimità, non poteva essere proposta questa richiesta anticipatamente per un dato di fatto molto specifico, voglio dire, potrei teoricamente essermelo inventato io che questa roba l'ho avuta ieri, ecco, voglio dire.
Se la Corte vuol controllare, questo punto. Non lo so.
PRESIDENTE: Mettiamoci al microfono.
AVV. Cianferoni: Presidente, guardi, se non c'è contestazione sulla circostanza mi sembra che non ci sia bisogno di tanta...
PRESIDENTE: Ha terminato? Ha terminato?
La richiesta del Pubblico Ministero era fatta sul presupposto enunciato chiaramente e questi dati erano conosciuti solo nella giornata di ieri.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: Il difensore non ha sollevato eccezioni. Non dobbiamo fare una istruzione per sapere se il Pubblico Ministero dice o non dice una verità.
Noi diamo per scontata, salvo ovviamente quello che dovesse verificarsi, per ipotesi assurda, in un momento successivo.
Ma è chiaro che una affermazione fatta in udienza dal Pubblico Ministero non può essere non presa come veritiera.
PUBBLICO MINISTERO: Chiedo scusa, Presidente.
Io mi sono permesso semplicemente di dire che avevo qui il fax della Procura di Palermo.
PRESIDENTE: Ma certamente. Proprio per quello, facciamo la produzione...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se per tranquillità la Corte lo vuole vedere...
PRESIDENTE: ... del fax che è ammissibile.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Chiedo scusa, chiedo scusa.
PRESIDENTE: Del resto, mi pare che non dobbiamo preoccuparci di ciò che è non contestato e direi almeno, salvo propria contraria, non contestabile.
PUBBLICO MINISTERO: Chiedo scusa.
PRESIDENTE: Allora, il Pubblico Ministero produce questo fax.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, certo.
PRESIDENTE: Il...
AVV. Cianferoni: Su questa produzione non vi è da osservare alcunché. Erano proprio le mie parole quelle che ella ha steso, Presidente.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora, si acquisisce il fax.
Ce lo fa venire poi signorina in Camera di Consiglio.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Allora: "La Corte, sulla richiesta del Pubblico Ministero di produzioni documentali e di esami di tre testi in ordine ad episodi relativi all'asserita simulazione da parte di Ferro Giuseppe, già oggetto di perizia disposta dalla Corte stessa, i cui autori hanno deposto già da qualche settimana la relativa relazione, e per i quali è stata fissata udienza il 27 prossimo, cioè lunedì; sentito il difensore, osserva:
Che le produzioni sono ammissibili, così com'è ammissibile la prova per testi, mi pare tre testi indicati dal Pubblico Ministero.
Fa riserva di sciogliere la riserva relativa alle prove in proposito proposto dalla stessa difesa del Ferro nella fase iniziale del dibattimento.
Dispone che l'esame dei tre testi, ove sia possibile, avvenga la stessa mattina del 27 gennaio. E con un fax si fanno partire..."
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Se prende un treno stasera, lunedì ci sono.
La Corte avrebbe bisogno di poterli vedere, per non perdere tempo, alla presenza di consulenti tecnici che si presentano lunedì mattina.
Se non sarà possibile si provvederà diversamente. Ma nel limite del possibile cerchiamo di avvantaggiarci.
Quindi: "Fissa l'esame di questi tre testi i cui nomi sono stati indicati dal Pubblico Ministero per l'udienza del 27 gennaio '96 ore 09.00.
Conferma la riserva di disporre eventuali, l'ammissione delle prove proposte a suo tempo dal difensore del Ferro a questo stesso proposito e prosegue e dispone il proseguirsi oltre".
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Possiamo allora proseguire, Presidente, all'escussione...
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo introdurre il teste Cacciotti.
PRESIDENTE: Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Cacciotti: Allora, Marco Cacciotti nato a Roma 09/11/65. Residente Roma via Casilina 545.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Cacciotti: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Risponda alle domande del P.M.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Cacciotti, che attività svolge?
TESTE Cacciotti: Vigile urbano, primo gruppo Ferruccio.
PUBBLICO MINISTERO: Dove?
TESTE Cacciotti: Roma.
PUBBLICO MINISTERO: A Roma. Senta, era in servizio anche il 27 luglio del '93?
TESTE Cacciotti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda, ce lo vuol dire, quello che accadde quella sera?
TESTE Cacciotti: Allora, intorno a mezzanotte, mezzanotte e cinque, abbiamo sentito l'esplosione. Ci trovavamo a piazza Numa Pompilio, Terme di Caracalla, e abbiamo visto una colonna di fumo in direzione San Giovanni.
Siamo arrivati sul posto...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei era regolarmente in servizio?
TESTE Cacciotti: Sì, sì, turno 1707.
PUBBLICO MINISTERO: Cos'è, è un turno di vigilanza esterna?
TESTE Cacciotti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo di pattugliamento...
TESTE Cacciotti: Di pattuglia esterna, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Prego.
TESTE Cacciotti: Niente, arrivati su a San Giovanni c'era, praticamente ci siamo accorti che c'era l'esplosione. C'era ancora molto fumo e c'era diverse persone ferite.
Comunque dal vicino ospedale San Giovanni già erano arrivati i soccorsi direttamente a piedi.
Comunque abbiamo provveduto a chiedere intervento di ambulanza, Vigili del Fuoco perché c'era una macchina ancora in fiamme, e gli artificieri se eventualmente fosse successo altre cose.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, vogliamo un attimino dettagliare la tempistica di questo intervento?
Da piazza Numa Pompilio...
TESTE Cacciotti: Da Piazza Numa Pompilio saranno...
PUBBLICO MINISTERO: A San Giovanni, quanto tempo ci avete impiegato a raggiungere il posto?
TESTE Cacciotti: Massimo due minuti.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, è vicinissima la zona.
TESTE Cacciotti: Sì, sì. Saranno 500 metri.
PUBBLICO MINISTERO: Se l'ispettore Benelli magari mette sul visore, Presidente...
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Così la Corte già comincia a prendere confidenza, diciamo con i luoghi.
PRESIDENTE: Vuole portarsi laggiù, per cortesia? In quella postazione là.
PUBBLICO MINISTERO: Si metta pure a sedere. E abbia cura di parlare al microfono.
TESTE Cacciotti: Eh, non c'è la...
(voce fuori microfono)
TESTE Cacciotti: No, non c'è la tavola su cui...
No, dicevo che questa non è la tavola in cui c'è le Terme di Caracalla.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, va be', se ci può dire da che parte arrivava e poi...
TESTE Cacciotti: Guardi, Terme di Caracalla si trova alla fine di via dell'Ambaradam. Praticamente in basso a sinistra rispetto alla piazza San Giovanni, che si vede qui.
PUBBLICO MINISTERO: Ambaradam, sì.
TESTE Cacciotti: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi voi avete percorso, ci può ecco segnare...
TESTE Cacciotti: Sì, dunque, abbiamo percorso, partendo da piazza Numa Pompilio, abbiamo percorso via Druso. Poi abbiamo girato a destra per Porta Metronia. Perché non riuscivamo bene a capire...
PUBBLICO MINISTERO: Può segnare sulla cartina queste strade?
TESTE Cacciotti: Non ci sono.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, non ci sono.
TESTE Cacciotti: Si trovano nella tavola sottostante che non c'è.
PUBBLICO MINISTERO: Non...
PRESIDENTE: Beh, ma c'è la via Ambaradam, quindi vediamo da che direzione veniva.
TESTE Cacciotti: Sì. Praticamente, siccome non si capiva bene, perché c'è il gruppo di palazzi, abbiamo prima girato a destra su Porta Metronia che non si vede. Abbiamo fatto inversione e abbiamo ripreso via Ambaradam.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e siete quindi arrivati in piazza San Giovanni.
TESTE Cacciotti: In piazza San Giovanni in Laterano, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vogliamo ispettore proiettare due foto panoramiche della piazza?
Presidente, provvediamo a proiettare le foto numero 2 e 3 che sono al fascicolo, agli atti del fascicolo per il dibattimento. E precisamente costituiscono il fascicolo dei rilievi fatti dalla III sezione del Nucleo Operativo dei Carabinieri di Roma.
PRESIDENTE: E c'è sempre questa...
PUBBLICO MINISTERO: C'è il riflesso.
PRESIDENTE: Il riflesso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole illustrare il vostro intervento, Cacciotti?
TESTE Cacciotti: Allora, guardi, praticamente veniamo da qui, dalla destra. Questa qui, da questa parte è via Ambaradam.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
TESTE Cacciotti: Non so se...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, benissimo.
TESTE Cacciotti: Praticamente siamo arrivati e abbiamo fermato più o meno la macchina in questo punto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, qual era la scena che vi si presentò quella sera, diciamo, davanti ai vostri occhi?
TESTE Cacciotti: Allora, c'era tantissimo fumo.
Poi, qui in fondo, c'era una macchina ancora in fiamme.
PUBBLICO MINISTERO: Che macchina era?
TESTE Cacciotti: Era una Ford, ma sinceramente...
PRESIDENTE: Possiamo dire, mi scusi,...
TESTE Cacciotti: Prego, prego.
PRESIDENTE: Che poi, nella registrazione, non si riesce a capire perché la fotografia non parla: vuole indicarci in che punto era la macchina di cui le ha fatto richiesta il P.M.? La macchina che è bruciata.
TESTE Cacciotti: Sì, guardi è diciamo qui, dove qui si vede il camion bianco, qui c'è l'ingresso del vicariato...
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Cacciotti: Alla destra dell'ingresso, cioè sul lato esterno.
PRESIDENTE: Dove c'è quel cerchio giallo?
TESTE Cacciotti: Sì, all'incirca sì, forse un po' più verso il centro della piazza.
PRESIDENTE: Va bene.
TESTE Cacciotti: Per intenderci.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dal punto in cui per l'appunto nella foto è all'angolo sinistro tra la basilica e la costruzione - quella del palazzo del vicariato - ecco, cosa notaste?
TESTE Cacciotti: Sinceramente, non mi sono avvicinato più di tanto perché c'era ancora la macchina in fiamme; e poi qui davanti, in questa zona...
PRESIDENTE: Cioè nel centro della piazza.
TESTE Cacciotti: Sì. Anche se in realtà questo qui è un parcheggio, quindi non è aperta al transito. C'era un gruppo di furgoni di persone che si radunavano sulla piazza, furgoni particolari.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo dei camper? Tipo camper?
TESTE Cacciotti: Sì, però di quei furgoni particolari, dipinti a mano; persone amatori di queste cose, insomma. E c'erano parecchi che erano ancora lì feriti, perché avevano parecchi graffi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, non appena lei ferma la macchina di servizio lì, nel punto in cui ci ha fatto vedere, soccorre queste persone.
TESTE Cacciotti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha la possibilità quindi di vedere questi camperisti, chiamiamoli così per comodità.
TESTE Cacciotti: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che stavano in mezzo alla piazza.
TESTE Cacciotti: Sì. A ridosso del parcheggio.
PUBBLICO MINISTERO: A ridosso del parcheggio. Ecco, e inoltre queste fiamme che provenivano dal...
TESTE Cacciotti: Sì, da qui in fondo. C'era ancora molto fumo in questa zona, e in più c'era una macchina che era ancora in fiamme.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi fumo nella zona dove c'è il cerchietto diciamo, della fotografia.
TESTE Cacciotti: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E questa macchina in fiamme, di cui credo abbiamo anche una foto.
TESTE Cacciotti: Penso sia una Ford, però sinceramente non...
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ora poi gliela mostrerò, vediamo se si tratta della stessa auto. Ecco, che cosa, che iniziative prendeste?
TESTE Cacciotti: Allora, tramite radio chiedemmo l'intervento dei pompieri, vista la macchina ancora in fiamme; e i Vigili... No, i Vigili del Fuoco, sì. E l'ambulanza. Anche se, ripeto, dall'Ospedale San Giovanni, che praticamente si trova a circa 50 metri, 100 metri al massimo in questa direzione...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, nella foto, in basso a destra, diciamo.
TESTE Cacciotti: Esatto. Da questa parte c'è l'ospedale.
PUBBLICO MINISTERO: C'è l'Ospedale San Giovanni.
TESTE Cacciotti: Ripeto, vennero diversi infermieri e barellieri direttamente, loro, a piedi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi i soccorsi diciamo furono istantanei, quasi.
TESTE Cacciotti: Sì, praticamente massimo due minuti, furono lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha parlato di queste persone che stavano al centro della piazza.
TESTE Cacciotti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Alcune delle quali erano ferite, ho capito bene?
TESTE Cacciotti: Sì, avevano, se non sbaglio, diversi graffi; comunque, feriti in modo leggero.
PUBBLICO MINISTERO: In modo leggero. Ecco, vi attivaste in qualche modo, ebbe modo lei di rendersi conto di che effetti c'erano stati a seguito di questa esplosione?
TESTE Cacciotti: Sì. Praticamente ci fu, si formò la solita folla di curiosi, che si avvicinarono abbastanza diciamo alla zona. Se non che, la macchina che era in fiamme, un paio di minuti dopo esplose, prese fuoco il serbatoio; e praticamente si riversarono nuovamente tutti in strada. E a quel punto praticamente la pattuglia nostra, che era formata da tre persone: ci dividemmo nel tentativo di districare il traffico. Praticamente chiudemmo via Ambaradam, via...
PUBBLICO MINISTERO: Vuole indicare sulla foto, diciamo come isolaste questa zona?
TESTE Cacciotti: Diciamo via Ambaradam è questa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sulla destra della foto.
TESTE Cacciotti: Esatto.
PRESIDENTE: Sulla destra?
TESTE Cacciotti: Sì, sulla estrema destra. Deviammo il traffico tutto sulla sinistra. Qui si vede soltanto un pezzettino, ma c'è uno svincolo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Cacciotti: Chiudemmo da questo lato, in basso, di fronte all'obelisco, via Merulana, deviando il traffico sulla destra.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Cacciotti: E chiudemmo anche l'altra parte della piazza. Anche se comunque, nel giro di dieci minuti, praticamente la piazza era invasa di macchine di servizio, e comunque era bloccata.
PUBBLICO MINISTERO: Erano intervenuti altri operatori di Polizia.
TESTE Cacciotti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Altre pattuglie. Ecco, lei si trattenne sul luogo? E fino a quando?
TESTE Cacciotti: Fino alle tre, tre e mezzo circa. Perché venne poi il nostro dirigente, il nostro comandante, che provvederono praticamente a isolare tutta la zona - proprio tutta la piazza - partendo proprio dalle diramazioni delle strade: cioè la piazza non era più accessibile.
Questo, fino intorno alle cinque e mezza della mattina.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei...
TESTE Cacciotti: Praticamente io fui posizionato in via dell'Ambaradam, all'incrocio con via della Feratella. No, via della...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi capisco bene, Cacciotti, quando siete intervenuti lei con chi era? Chi era in servizio con lei?
TESTE Cacciotti: Meucci e Fortini.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Meucci l'abbiamo, e lo sentiremo tra poco.
E praticamente eravate i primi?
TESTE Cacciotti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Tra le forze di Polizia ad essere intervenuti.
TESTE Cacciotti: Ad essere arrivati, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ad essere arrivati sul posto. Ecco, come furono poi organizzati questi soccorsi?
TESTE Cacciotti: Ripeto, praticamente tempo due minuti, la piazza fu invasa di ambulanze, forze di Polizia; praticamente, non ho più saputo niente. Nel senso che io mi sono allontanato per deviare il traffico, e hanno proceduto tutto le altre forze di Polizia.
PUBBLICO MINISTERO: Le altre forze di Polizia.
TESTE Cacciotti: Ripeto, la piazza rimase isolata sicuramente fino alle cinque e mezzo della mattina per i rilievi, e credo che fosse rimasta isolata anche il giorno dopo. Cioè, interdetta al traffico.
PUBBLICO MINISTERO: Interdetta al traffico. Senta, ecco tanto per completezza della Corte, vediamo se l'ispettore Benelli, credo che sempre nel solito fascicolo, alle foto 13 e seguenti, dovremmo vedere la macchina di cui ha parlato lei.
Ecco, è questa la macchina?
TESTE Cacciotti: Sì, è quella sopra, a ridosso dell'ingresso del vicariato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa la vediamo qui, probabilmente è dopo l'esplosione del serbatoio.
TESTE Cacciotti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non so, ispettore, se possiamo far vedere anche le foto 15 e 16: ci sono altre prospettive.
Ecco, era posizionata così quando lei arrivò?
TESTE Cacciotti: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando la vide in fiamme?
TESTE Cacciotti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quello sullo sfondo, ci può illustrare un pochino questa foto: cosa si osserva?
TESTE Cacciotti: Niente, qui all'angolo era praticamente la zona in cui c'era ancora molto fumo, l'angolo in fondo dove si vedono i due carabinieri.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Cacciotti: E la macchina era ancora in fiamme.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
*TESTE Cacciotti: Però, il resto, niente di particolare insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io ho concluso, Presidente.
PRESIDENTE: Parti civili, hanno domande? I difensori? Si accomodi pure, grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo introdurre Meucci.
PRESIDENTE: Vuole dire nome, cognome, luogo, data di nascita, e residenza?
*TESTE Meucci: Meucci Arturo, nato a Roma il 04/10/1966, residente a Roma.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Meucci: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, Meucci, buongiorno. Sono qui, ecco.
Senta, lei è vigile urbano a Roma, vero?
TESTE Meucci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era in servizio anche il 27 luglio del '93?
TESTE Meucci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol riferire alla Corte dove si trovava in servizio, e quello che accadde quella sera?
TESTE Meucci: Allora, l'orario di servizio...
PUBBLICO MINISTERO: Può parlare un po' più vicino al microfono?
TESTE Meucci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
TESTE Meucci: L'orario di servizio era dalle 17.00 alle 07.00 del giorno susseguente. E al momento del fatto transitavamo in piazzale Numa Pompilio, a Roma, quando udivamo una forte deflagrazione con una colonna di fumo che si alzava in direzione di piazza San Giovanni in Laterano.
Ci portavamo sul posto, e trovavamo già qualcuno che si avvicinava al luogo dell'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Qualcuno: chi intende? Dei curiosi, dei passanti?
TESTE Meucci: Dei curiosi, i passanti, le macchine ferme, la gente, dei curiosi.
E, eravamo in tre nella pattuglia, provvedevamo a cercare con le nostre possibilità di isolare il più possibile il luogo del fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Vi rendeste conto di quello che era accaduto?
TESTE Meucci: Sì, dai danni, dai detriti presenti sul posto, ci eravamo resi conto; anche dall'intensità della deflagrazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se il nostro operatore può mandare, se Tinnirello - non so se mi sente - può mandarci la cartina.
Ecco, si vuole avvicinare per favore, Meucci, lì a quella postazione? Così, magari... Prego, guardi, giri intorno al tavolo, si mette pure a sedere.
Ecco, può dirci l'ora dell'avvistamento, del momento in cui avete sentito questa esplosione?
TESTE Meucci: L'ora in cui abbiamo sentito l'esplosione, all'incirca mezzanotte, mezzanotte e qualche minuto.
PUBBLICO MINISTERO: Era trascorsa da qualche minuto la mezzanotte?
TESTE Meucci: Sì. Perché, arrivati sul posto orientativamente, abbiamo guardato l'orologio, era circa mezzanotte e cinque, quando siamo arrivati sul posto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole indicare lì sulla cartina la direzione, perché su piazza Numa Pompilio, dove lei era non figura su questa cartina: da che parte arrivaste in piazza San Giovanni?
TESTE Meucci: Piazza Numa Pompilio, e in fondo praticamente a via dell'Ambaradam.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, che vediamo qui.
TESTE Meucci: Distanza circa 800 metri, un chilometro al massimo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'avete percorsa in tempi brevi?
TESTE Meucci: Sì, in tempi brevissimi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore, vogliamo mandare in onda le due foto, le due panoramiche?
Ecco, avendo a riferimento questa panoramica di piazza San Giovanni, ecco, se ci vuol descrivere proprio in concreto quello che faceste e quello che vedeste?
TESTE Meucci: Devo indicare col dito la...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, magari se si munisce di una penna, di una matita.
TESTE Meucci: Come vuole.
Allora, mi pare provenivamo da questa traversa salendo, direzione obelisco. Arrivati sul posto, a parte i curiosi che già essendo estate qualcuno a Roma gira, o curiosi che si avvicinavano. Io ho cercato di, mettendo la pattuglia di traverso, di bloccare il traffico che affluiva. Gli altri colleghi si sono precipitati nelle altre direttrici a cercare quasi di fermare il traffico, nel frattempo erano arrivate tutte le altre Forze dell'Ordine anche su segnalazione nostra, via radio alla nostra Centrale Operativa.
Niente, noi più che bloccare il traffico e cercare di non fare affluire i curiosi, nel frattempo che le altre Forze dell'Ordine provvedevano a procedere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la scena che le si presentò, che vide proprio in quella notte nella piazza qual era?
TESTE Meucci: La scena che...
PUBBLICO MINISTERO: Ce la può illustrare, ce la può descrivere?
TESTE Meucci: Sì. La scena che vidi quando scesi, a parte una grande quantità di calcinacci sul suolo, una colonna di fumo che si alzava a circa dov'è il cerchio qui sulla foto e...
PUBBLICO MINISTERO: All'angolo del...
TESTE Meucci: All'angolo estremo del palazzo tra il vicariato e la chiesetta, l'entrata...
PUBBLICO MINISTERO: La chiesa che si vede?
TESTE Meucci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il palazzo del vicariato è quello che noi osserviamo alla sinistra della foto?
TESTE Meucci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, diciamo il punto da dove proveniva questo fumo è quello segnato col cerchietto giallo?
TESTE Meucci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nella foto.
TESTE Meucci: Erano presenti dei camper al centro della piazza e poi ho detto, ci siamo preoccupati più che altro a non fare affluire i veicoli sulla piazza e curiosi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, diciamo la circolazione - a cose per così dire normali - nella piazza com'era? Era transitabile, era consentito l'accesso, era consentito...
TESTE Meucci: Allora, la piazza all'epoca era più che altro un parcheggio.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, veniva utilizzata come parcheggio?
TESTE Meucci: Era utilizzata come parcheggio e l'unico accesso era quello per la porta del vicariato per i veicoli autorizzati all'interno del vicariato. Diciamo, tutto sommato la piazza serviva solo come parcheggio, transitavano solo le macchine per sostarci, non c'era circolazione veicolare dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, i camper che lei vide quella sera sostavano al centro della piazza dove vediamo lì delle persone pressappoco?
TESTE Meucci: All'incirca in questo punto qua, questa striscia qui. Tra queste transenne rosse e questa macchina parcheggiata davanti al colonnato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, erano lì questi camper?
TESTE Meucci: Sì, più che camper erano dei furgoni tutti decorati, che quel giorno ci doveva essere un raduno a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Erano di quei furgoni trasformati in camper?
TESTE Meucci: Trasformati in camper, sì, con gli oblò laterali, vernice metallizzata, eccetera, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sono quei mezzi un po' particolari.
TESTE Meucci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, c'erano anche i proprietari, le persone diciamo proprietarie di questi camper?
TESTE Meucci: Questo non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo sa.
Vide persone lì accanto a questi camper ferite o che altro?
TESTE Meucci: No, al momento del nostro intervento ho dato un'occhiata ma non vedevo muoversi assolutamente nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Lei comunque rimase lì diciamo a presidio dell'ingresso, dell'accesso alla piazza nel punto dove ci ha fatto vedere?
TESTE Meucci: Sì, all'incirca qui dove sta questa fila di macchine, è una strada divisa in tre corsie, cercando di deviarle più possibilmente sull'altro laterale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nel momento in cui siete intervenuti, ho capito bene, perlomeno così ha detto mi pare Cacciotti, il suo collega, siete arrivati per primi nella piazza?
TESTE Meucci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi avete voi provveduto per primi a cercare di isolare questa zona?
TESTE Meucci: Sì, nelle nostre possibilità sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi nel frattempo arrivarono altri mezzi di altre Forze dell'Ordine?
TESTE Meucci: Sì, oltre... sulla nostra chiamata poi tempo cinque minuti la piazza era piena tra Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco e ambulanze.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Fino a quando si trattenne sul luogo?
TESTE Meucci: Fino alle 05.30 della mattina.
PUBBLICO MINISTERO: Il servizio in che cosa consistette?
TESTE Meucci: Il servizio consistette uguale nella deviazione del traffico, per cercare...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi nella disciplina del traffico?
*TESTE Meucci: Sì, cercare di mantenere il più possibile isolato il luogo del fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io ho concluso Presidente.
PRESIDENTE: Parti civili domande? Difensori? Si accomodi.
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo introdurre il teste Mele.
PRESIDENTE: Vuole dire nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Mele: Sì. Mele Sabato.
PRESIDENTE: Nato?
TESTE Mele: A Salerno, 28/08/61.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Mele: A Roma.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Mele: Sì. "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Mele, lei che attività svolge?
TESTE Mele: Allora, sono presso la Sezione di P.G. del Tribunale di Roma, della Procura.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è agente della Polizia?
TESTE Mele: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dov'era in servizio nel luglio del '93?
TESTE Mele: Al Reparto Volanti della capitale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, era in servizio la sera del 27 luglio?
TESTE Mele: Sì, confermo, con turno 24.00-07.00.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era la notte tra il 27 e il 28 luglio '93?
TESTE Mele: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire alla Corte che cosa accadde quella sera?
TESTE Mele: Sì. Stavamo entrando in zona e si è sentito un primo boato. La sala operativa ha dato l'allarme a tutte le volanti per accertare il primo boato.
PUBBLICO MINISTERO: Dove vi trovavate?
TESTE Mele: Praticamente via del Corso, piazza Venezia.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi eravate proprio in centro?
TESTE Mele: Sì, confermo. Al primo boato. Successivamente, dopo tre o quattro minuti c'è stato un secondo boato proveniente dalle spalle di piazza Venezia, dall'Altare della Patria. La sala operativa ha deviato alcune volanti, noi vedevamo del fumo uscire da dietro piazza... dal Campidoglio praticamente.
Ci siamo portati e all'altezza di via del Velabro abbiamo notato questa scena diciamo disastrosa, con dei cavi elettrici che sbalzavano e effettuavano delle scintille forti; la chiesa era mezza caduta, specialmente l'androne anteriore; delle auto diciamo distrutte, una decina di auto. Abbiamo visto la gravità del fatto, abbiamo notato che a fianco alla chiesa c'era un portone e si sentivano delle grida. Ci siamo portati all'interno e abbiamo visto dei sacerdoti in vestaglia, sanguinanti: li abbiamo presi, portati fuori. E abbiamo notato che tra la chiesa e diciamo questo convento c'era un'enorme buca per terra.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi diciamo, capisco bene, la chiesa di cui lei ha parlato...
TESTE Mele: Del Velabro.
PUBBLICO MINISTERO: ... è adiacente a un edificio...
TESTE Mele: Attaccato, a fianco proprio. E' tutta una linea, prima c'è la chiesa, salendo c'è la porta del convento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora per rendere più chiara questa illustrazione, possiamo mostrare per l'appunto due panoramiche del luogo che lei sta indicando.
Presidente, in questo caso di tratta... Ecco, se si vuol spostare in quella postazione.
TESTE Mele: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si tratta delle foto che costituiscono l'allegato ai rilievi del Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica della Questura di Roma e che sono agli atti del fascicolo del dibattimento.
TESTE Mele: Sì, allora...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Presidente sono le foto numero 73 e seguenti quelle che mostreremo al teste.
Ecco, senta Mele, vuole illustrare alla Corte questi luoghi che per la Corte sono poco conosciuti.
TESTE Mele: Sì, allora la chiesa è quella là. Davanti a questa chiesa, dove sono rimaste le due colonne, c'era tutto un porticato che è cascato. Quel palazzo alla destra della chiesa, quello è il convento.
PRESIDENTE: Alla destra per chi guarda.
PUBBLICO MINISTERO: Per chi guarda la foto.
TESTE Mele: Sì, per chi guarda signor Presidente. E la porticina a fianco è dove siamo entrati noi, dove praticamente poi era tutto pericolante. All'interno ci stavano...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quando siete arrivati...
TESTE Mele: Noi siamo arrivati...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi, da che parte siete arrivati?
TESTE Mele: Sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, dalla?
TESTE Mele: Verso sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Dalla strada che vediamo alla destra...
TESTE Mele: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: ... della foto?
TESTE Mele: Dalla destra, per chi guarda.
PUBBLICO MINISTERO: In alto.
TESTE Mele: Sì, dalla parte superiore.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, percorrendola verso la chiesa.
TESTE Mele: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Mele: Da sopra, ecco si vede pure, sì. Dalla parte superiore.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, nella foto, è la strada che si osserva in alto a destra.
TESTE Mele: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi in quel palazzo con la facciata rossastra...
TESTE Mele: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... da lì, cosa sentiste?
TESTE Mele: Abbiamo sentito delle grida maschili, quindi siamo entrati dentro subito, perché non avevamo ancora focalizzato insomma il disastro da che era provenuto; sia dall'esplosione di una cabina elettrica, oppure da gas, oppure... Non sapevamo ancora la situazione.
Siamo entrati dentro e abbiamo trovato i sacerdoti mezzi insanguinati, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Erano feriti?
TESTE Mele: Sì, sì. C'era un indonesiano che aveva proprio... gocciolava di sangue, insomma. L'abbiamo trasportato subito fuori e chiamato i mezzi di soccorso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi lei accennò che, man mano che vi siete trattenuti sul posto, poteste per così dire rendervi un po' conto di quello che era accaduto.
TESTE Mele: Sì. Focalizzavamo che poteva essere stata la causa. Poi, piano piano, si veniva a conoscenza che a San Giovanni avevano accertato che c'era stata esplosione effettuata da una bomba; perché si vedeva le schegge, si vedeva...
Via radio noi sentivamo pure, che eravamo collegati con i portatili.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Mele: E poi, abbiamo focalizzato; poi, man mano che passavano i minuti, la sala operativa concretizzava le notizie.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha parlato - mi pare all'inizio, quando ha iniziato a deporre - ha riferito che poi, una volta scesi dall'interno di questo convento,...
TESTE Mele: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... aveva notato anche un cratere, una buca, o qualcosa del genere.
TESTE Mele: Sì. Praticamente...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, Mele, noi le facciamo vedere le foto, la 85 e la 86 che focalizzano questi punti.
TESTE Mele: Sì. Ecco, io qua la vedo.
PRESIDENTE: Ce la vuole indicare con una biro?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ce la vuole indicare?
TESTE Mele: Posso?
PRESIDENTE: Certo.
TESTE Mele: E' questa qua, se la vedete: questo, è un cratere.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo, di un metro?
TESTE Mele: Un metro e mezzo, questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi...
PRESIDENTE: Di fronte alla Porta d'Arco, diciamo. Almeno, mi sembra di intravedere sulla destra un arco.
TESTE Mele: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Una breccia, Presidente.
PRESIDENTE: Una breccia.
TESTE Mele: Sì. E, se può allargare un po', si vede proprio il nero vicino, vicino al muro.
PUBBLICO MINISTERO: L'annerimento che...
TESTE Mele: Che c'era proprio là il punto, secondo me, dove è stato causato - non so da che, però.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta Mele, arrivaste per primi, lei e i suoi colleghi di pattuglia, sul posto?
TESTE Mele: Sì, la prima pattuglia dal lato superiore, i primi ad intervenire all'interno per salvare le persone; fummo i primi dalla parte superiore.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, dalla strada che fiancheggia il convento, che si chiama?
TESTE Mele: Eh, l'ho scritto sugli atti, se il Presidente consente la lettura.
PRESIDENTE: Prego, prego.
PUBBLICO MINISTERO: Via San Teodoro, forse?
TESTE Mele: Via San Teodoro, confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi provenivate da via San Teodoro, siete arrivati davanti al convento...
TESTE Mele: Dalla parte superiore, e siamo entrati. Parallelamente una macchina è venuta dall'Arco di Trionfo, che sta dalla parte di sotto, da via dei Cerchi; che era la macchina del Commissariato Trevi.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Mele: Praticamente, quasi in contemporanea.
PUBBLICO MINISTERO: Quasi in contemporanea. Ecco, vi fermaste in zona, che iniziative prendeste dopo questi immediati soccorsi?
TESTE Mele: La prima cosa, fummo subito allarmati dalle grida dall'interno. Vedendo la situazione, gente un po' in panico, perché di fronte alla chiesa c'è delle abitazioni comunali, quindi abbiamo ritenuto opportuno salvare - la prima cosa - queste persone che chiedevano aiuto.
Poi, abbiamo cercato di fare allontanare le prime persone che cercavano di capire che fosse stato; poi, naturalmente, sono arrivati i nostri superiori ed è iniziato ad arrivare altro personale.
L'Abbedadici e l'ispettore Sannia ha cercato di coordinare la sicurezza, di recintare il luogo, di non fare entrare nessuno; per la gravità, perché c'era un palazzo pericolante.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, provvedeste a isolare questa zona?
TESTE Mele: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, da che parte venne, per così dire, preservata? Tutti gli accessi?
TESTE Mele: Allora, mettemmo i nastri dalla parte di San Teodoro, quindi non si poteva salire.
PUBBLICO MINISTERO: Non si poteva salire.
TESTE Mele: Dall'Arco di Trionfo, da sotto c'erano delle pattuglie che bloccavano tutti praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questa...
TESTE Mele: Quindi questa strada che univa San Teodoro all'Arco di Trionfo, con via dei Cerchi: non passava più nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. E dopo?
TESTE Mele: E da ordini poi ricevuti...
PUBBLICO MINISTERO: Poi nel frattempo, immagino, arrivarono gli altri rilevatori della Scientifica.
TESTE Mele: Sì, confermo. Arrivarono i Carabinieri, insomma un po' tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, con chi, insieme a chi aveva fatto servizio quella sera?
TESTE Mele: Allora, con il viceispettore Mezzasoma, che sta qua; e il capopattuglia era l'assistente Semprini.
PUBBLICO MINISTERO: Che mi pare non è presente.
*TESTE Mele: Non è presente perché, l'abbiamo sentito due giorni fa, probabilmente è malato. Quindi manderà sicuramente il certificato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, bene. Bene, io ho concluso, Presidente.
PRESIDENTE: Parti civili? Difensori? Può andare, grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Sentiamo allora l'ispettore Mezzasoma.
PRESIDENTE: Vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza?
*TESTE Mezzasoma: Sì. Mezzasoma Giovanni, Roma 22/05/63, residente a Roma, via di Ignano d'Istria 59.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Mezzasoma: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore, ci dice dove era in servizio nel luglio del '93?
TESTE Mezzasoma: Sì, nel Reparto Volanti, in Roma.
PUBBLICO MINISTERO: A Roma.
TESTE Mezzasoma: Sì, esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol illustrare alla Corte l'intervento fatto nella notte tra il 27 e il 28 luglio del '93?
TESTE Mezzasoma: Sì. Ecco, noi facevamo appunto la notte, ricordo che circa a mezzanotte e dieci sentimmo un forte boato.
PUBBLICO MINISTERO: Può parlare un po' più forte, più vicino?
TESTE Mezzasoma: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la ringrazio.
TESTE Mezzasoma: E verso circa mezzanotte e dieci sentimmo un forte boato in zona - noi stavamo andando verso San Giovanni - in zona diciamo Campidoglio, più o meno. E poi, da lì, abbiamo visto, sempre da diciamo circa da Piazza Venezia, zona Campidoglio, una colonna di fumo che si alzava verso sopra, diciamo.
Ci siamo portati, tramite una strada mi sembra che poi siamo andati in via San Teodoro, e da lì ci avvicinavamo verso, abbiamo - che una delle traverse dovrebbe essere via del Velabro - abbiamo visto, lì c'era una... la parete della chiesa insomma, ecco, una scena che raffigurava che poco prima c'era stata un'esplosione.
Perché c'erano tutte le macerie in mezzo alla strada, c'era una buca; poi c'era anche una cabina elettrica, mi ricordo, che mandava forti scariche ancora di elettricità.
Ecco, io ero autista e mi sono fermato proprio all'angolo della via.
PUBBLICO MINISTERO: Di via San Teodoro?
TESTE Mezzasoma: Sì, tra via San Teodoro e proprio via del Velabro, dove stava praticamente la chiesa.
I colleghi sono scesi naturalmente, perché poi sentivamo anche delle persone che, diciamo, gridavano "aiuto!" dall'interno. Sono scesi per vedere, appunto, se all'interno c'era qualche persona.
E, mano mano, mi portavano... Logicamente, io poi... Hanno portato prima un paio di persone.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei è rimasto in macchina?
TESTE Mezzasoma: Io sono rimasto in macchina, perché logicamente noi, io ho subito dato l'allarme via radio per far venire tutti, appunto, gli altri enti predisposti: i Vigili del Fuoco, le ambulanze e altre volanti di ausilio.
Ecco, io sono rimasto in macchina; diciamo che ho coordinato sia i primi feriti che, insomma, erano un po'... che li ho fatti stare lì vicino alla macchina. Sia, ecco, chiamare immediatamente le ambulanze, come ho già detto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, ha prestato questi primi soccorsi.
TESTE Mezzasoma: Esatto. Ho prestato i primi soccorsi.
PUBBLICO MINISTERO: Da dove venivano questi feriti?
TESTE Mezzasoma: Sì. Venivano, praticamente lì accanto alla chiesa c'era un istituto che, credo, appunto c'erano degli alloggi, credo di questi...
PUBBLICO MINISTERO: Per religiosi.
TESTE Mezzasoma: Esatto, di questi religiosi. E, appunto, che dormivano in questo edificio, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo intervento è durato, si è protratto durante la notte?
TESTE Mezzasoma: Mah, guardi, noi come ben si può immaginare poi, dopo, adesso esattamente non ricordo, però no; cioè abbiamo fatto il primo intervento, poi lì sono venute, è venuta tantissime, sia volanti che anche Carabinieri, anche i Vigili del Fuoco.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Mezzasoma: Logicamente poi, io non ricordo a che ora, se era... poteva essere le due e mezza, tre, insomma abbiamo ripreso normale servizio noi, perché in quel momento c'erano i Vigili del Fuoco, insomma erano quelli che più o meno...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora per... vogliamo dire al nostro operatore di mandare l'immagine della cartina, che si trova già sul visore. Ecco, si vuole avvicinare a quella postazione? Ecco, guardi, si metta pure a sedere.
Ecco, magari servendosi di una matita, ci vuole indicare il percorso che fece, e come vi posizionaste?
TESTE Mezzasoma: Guardi, io siccome mi ricordo che la chiesa stava sulla mia destra...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Mezzasoma: ... perciò sicuramente con la volante mi sono fermato qui.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi proveniva da via San Teodoro.
TESTE Mezzasoma: Sì. Perché ricordo esattamente che la volante la fermai più o meno qui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Mezzasoma: Più o meno. E poi, qui, infatti fu transennato da qui, successivamente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Mezzasoma: E da qui mi sono leggermente spostato più avanti, per transennare, per non far passare nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Per transennare questa zona.
TESTE Mezzasoma: E dopo di che...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Mezzasoma: ... proprio in questa posizione si mise - questo, adesso mi sovviene in questo momento - un furgoncino successivamente a noi, quando abbiamo ripreso normale servizio, un furgoncino dei Carabinieri che aveva quei fari che potevano illuminare meglio tutta la via...
PUBBLICO MINISTERO: Illuminare tutta la via.
TESTE Mezzasoma: ... la chiesa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora possiamo mettere sul visore le foto. 73 e... No, da 73 in avanti diciamo.
TESTE Mezzasoma: Sì, ecco praticamente noi stavamo qui, vede?
PUBBLICO MINISTERO: In alto a destra.
PRESIDENTE: In alto, nella corte.
TESTE Mezzasoma: Sì, proprio qui esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'edificio...
TESTE Mezzasoma: L'edificio dovrebbe essere questo sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Quello con la facciata rossa.
TESTE Mezzasoma: Esatto. Dove erano appunto, dicevo, i religiosi e appunto la chiesa...
PUBBLICO MINISTERO: E quella che vediamo di fronte è la chiesa per l'appunto che è stata danneggiata.
TESTE Mezzasoma: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei parlava anche di aver notato, non so come l'ha definito, un buco.
PRESIDENTE: Del cratere.
PUBBLICO MINISTERO: Di un cratere.
TESTE Mezzasoma: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non so se l'ha definito un cratere.
TESTE Mezzasoma: Più o meno sì. Comunque, adesso non so se è questo o stava un poco più avanti, comunque dovrebbe essere... perché ricordo, questo semplicemente un po' sommariamente, che era fra l'edificio di questi...
PUBBLICO MINISTERO: Religiosi.
TESTE Mezzasoma: ... religiosi dove appunto dormivano e la chiesa. Perciò da questa foto, cioè da questa pianta che forse...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se noi ora mandiamo sul visore, ispettore, le foto 85 e 86 vediamo... eccola lì.
TESTE Mezzasoma: Sì, credo che sia questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quello che vediamo accanto a quell'arco. Quindi lei ha detto ha transennato, praticamente ha chiuso...
TESTE Mezzasoma: Sì, noi all'inizio come volante, come primo proprio intervento, perché noi eravamo noi e subito dopo è venuta anche una macchina del Commissariato che ci veniva praticamente di fronte, credo. E poi ecco noi immediatamente abbiamo transennato la parte superiore, quella dove stavo tra via San Teodoro e via del Velabro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Mezzasoma: E come sono arrivati i feriti, che anche stavano arrivando le prime volanti e anche i Vigili del Fuoco, abbiamo leggermente spostato la macchina, abbiamo transennato proprio lì quella parte sopra diciamo. Perché poi sotto, perché arrivavano le macchine bisogna dire sia da sopra che anche da sotto, dove stava... ecco, da qui praticamente, vede?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuole indicare il punto?
TESTE Mezzasoma: Sì, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Dalla parte dell'arco?
TESTE Mezzasoma: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Dalla parte dell'arco.
TESTE Mezzasoma: Perché dall'altra parte, qui, adesso la via sinceramente non la ricordo bene, però ecco qui c'è una strada che poi salendo si va verso piazza Venezia. Insomma, ecco, le volanti...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi il traffico era stato bloccato per non consentire l'accesso?
TESTE Mezzasoma: Guardi, la parte di sotto non lo so se era stato bloccato il traffico, so sicuramente che però un paio di volanti vennero anche...
PUBBLICO MINISTERO: Da quella parte.
TESTE Mezzasoma: ... dalla parte inversa alla nostra insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Vi tratteneste fino a che ora sul posto?
TESTE Mezzasoma: Sinceramente, guardi, penso comunque fino verso... perché non so se erano le tre, le quattro perché poi noi negli uffici della DIGOS mi sembra che siamo andati verso le cinque più o meno a fare gli atti. Perciò, insomma, comunque metà turno, penso le due, le tre.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
*TESTE Mezzasoma: Quattro, dalle due alle quattro siamo andati, abbiamo preso normale servizio, c'è stato detto dalla sala operativa di prendere normale servizio.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io ho concluso Presidente.
PRESIDENTE: Parti civili domande? Difensori? Si accomodi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se possiamo far passare Di Fraia.
PRESIDENTE: Vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Di Fraia: Di Fraia Silvano, nato ad Anzio, 22/05/61. Residente ad Anzio.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Di Fraia: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Di Fraja, lei presta servizio dove?
TESTE Di Fraia: Presso il I Commissariato di Roma, Trevi Campo Marzio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si chiama Commissariato Trevi Campo Marzio?
TESTE Di Fraia: Trevi Campo Marzio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei era sempre al Commissariato Trevi anche nel luglio del '93?
TESTE Di Fraia: Sì, sì, e ci sono tuttora.
PUBBLICO MINISTERO: C'è tuttora. Senta, era in servizio anche la sera fra il 27 e il 28?
TESTE Di Fraia: Sì, avevamo appena montato di servizio, era mezzanotte.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol riferire in dettaglio alla Corte cosa accadde quella notte?
TESTE Di Fraia: Sì. Avevamo appena preso servizio, era mezzanotte e due o tre minuti e stavamo andando in zona, in centro e sentiamo un forte boato. Andiamo subito verso piazza d'Ara Coeli, piazza Venezia, queste zone qui, chiediamo a dei colleghi che facevano i posti fissi che cosa era successo, hanno sentito anche loro un boato. Ci siamo alzati con gli occhi, questo è successo però dopo che avevamo sentito l'altro boato di piazza San Giovanni.
PRESIDENTE: Quindi ne ha sentiti due?
TESTE Di Fraia: Sì, ne abbiamo sentiti due. Quello diciamo più forte l'abbiamo sentito, era il secondo che, quello che ci riguardava più da vicino.
I colleghi del posto fisso, anche loro hanno sentito il secondo forte boato, abbiamo guardato su in aria e abbiamo visto che praticamente dietro piazza Venezia, dal Campidoglio c'era una grande nuvola di fumo. Così siamo andati subito - diretti dalla sala operativa - siamo andati sul posto, passando per via Petroselli, andando su via San Teodoro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siete arrivati quindi...
TESTE Di Fraia: Sì, siamo arrivati subito sul posto e abbiamo visto questa chiesa che andava a pezzi, tutto fumo, fuoco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dove vi poneste con la macchina di servizio?
TESTE Di Fraia: Allora, subito, proprio al fianco... la chiesa del Velabro sta sulla destra in fondo.
PUBBLICO MINISTERO: A via San Teodoro.
TESTE Di Fraia: A via San Teodoro. Noi ci siamo messi proprio sulla strada. Mi sono fermato con la volante, ero l'autista, mi sono fermato con la volante lì perché cadevano giù ancora i pezzi. Così il collega è sceso e è andato ad aiutare le persone ferite che erano dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Dentro dove?
TESTE Di Fraia: Dentro la chiesa penso. Io non lo so perché sono rimasto in macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è rimasto in macchina?
TESTE Di Fraia: Sì, sì, sono rimasto in macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se vogliamo mandare sul visore la cartina dei luoghi, Tinnirello.
Ecco, si vuole avvicinare alla postazione che c'è lì?
Ecco, ci vuole indicare da dove è arrivato e come si è posizionato con la macchina?
TESTE Di Fraia: Allora, io sono arrivato, via Iughiario ho preso. Abbiamo preso via Iughiario, via Montecaprino, piazza della Consolazione, via dei Fienili, poi via San Teodoro e ci siamo fermati proprio, diciamo alla... questa è la chiesa no?
PUBBLICO MINISTERO: No, è più in basso. Credo che sia più in basso.
TESTE Di Fraia: Questa?
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Ecco, via del Velabro...
TESTE Di Fraia: Ah, questa qui sì. Ci siamo fermati proprio, diciamo di fronte la chiesa, cioè di fianco.
PUBBLICO MINISTERO: Di fianco.
TESTE Di Fraia: Proprio sulla strada. Sì, di fianco alla chiesa sulla strada, perché poi giù alla discesina della chiesa non si poteva andare.
PUBBLICO MINISTERO: C'erano i detriti, gli ammassi dei detriti.
TESTE Di Fraia: C'erano i detriti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco quindi, ispettore, mandiamo allora le due foto che abbiamo mostrato anche al teste precedente. Eccola qua. Ecco, forse da qui riusciamo a capire meglio.
TESTE Di Fraia: Sì, la mia macchina era dove sta adesso l'autoscala dei Vigili del Fuoco lì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi in alto. Sempre su via San Teodoro.
TESTE Di Fraia: Sempre su via...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha parlato di voci che sentiva provenire dalla chiesa?
TESTE Di Fraia: Ho sentito il collega e un altro collega, che eravamo arrivati insieme...
PUBBLICO MINISTERO: Chi erano in servizio...
TESTE Di Fraia: Il collega che era in servizio con me.
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiama?
TESTE Di Fraia: Recinelli.
PUBBLICO MINISTERO: Recinelli.
TESTE Di Fraia: E diceva: 'forse c'è qualche ferito dentro'. E però poi non so altro perché sono rimasto in macchina, noi abbiamo le armi in macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, intervenne per prestare questi soccorsi il suo collega Recinelli?
TESTE Di Fraia: Sì, il mio collega sì.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ora lo sentiremo dopo di lei.
Che iniziative prendeste dopo? Rimaneste sul posto, transennaste la zona?
TESTE Di Fraia: Sì, rimanemmo sul posto, avvertimmo la centrale che a suo volta fece venire sul posto Vigili del Fuoco e tutto quanto, poi abbiamo transennato la zona...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come l'avete transennata questa zona?
TESTE Di Fraia: Questo non lo so perché l'hanno transennata i nostri superiori che sono subito giunti sul posto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi venne isolata questa zona.
TESTE Di Fraia: Sì, è stata isolata con del nastro.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Soccorse lei dei feriti, ebbe modo...
TESTE Di Fraia: No, io no. Personalmente no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei rimase in macchina.
*TESTE Di Fraia: Io rimasi in macchina, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io ho concluso Presidente.
PRESIDENTE: Parti civili domande? Difensori? Può andare.
PUBBLICO MINISTERO: Facciamo entrare Recinelli.
PRESIDENTE: Dica nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza.
*TESTE Recinelli: Fabrizio Recinelli nato ad Avezzano il 26 settembre '67, residente ad Avezzano via Piro Albertelli 35.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Recinelli: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Recinelli, lei, abbiamo sentito dal suo collega, era di pattuglia la sere del 27 e 28 luglio '93.
TESTE Recinelli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol raccontare alla Corte l'intervento che faceste quella notte?
TESTE Recinelli: Sì, appena montati in servizio, verso mezzanotte e cinque, abbiamo udito la sala operativa che mandava delle pattuglie per l'esplosione che c'era stata a San Giovanni.
Subito dopo, proprio in quel mentre, abbiamo udito un altro boato. E praticamente il luogo dov'è successo, dov'è accaduta l'esplosione, è poco distante dal nostro distretto. Noi stavamo lì davanti e ci siamo portati verso piazza Venezia, in quanto era da lì più o meno che arrivava l'esplosione.
Arrivati proprio su piazza Venezia abbiamo notato una colonna di fumo arrivare proprio alle spalle del Campidoglio che si alzava. E quindi ci siamo recati in quella direzione.
Facendo poi il giro dietro via della Conciliazione siamo arrivati sul posto, lì a via san Teodoro che incrocia via San Giorgio al Velabro. E ci siamo resi conto di quello che era successo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Recinelli: Cioè, c'era tutta questa confusione, diciamo così. C'era un cratere a terra e addirittura c'era un quadro elettrico che ancora, da dove uscivano ancora delle fiamme.
Sono sceso dalla macchina, in quanto si udivano anche delle grida. Infatti lì a fianco c'era un ostello per religiosi. E abbiamo prestato anche soccorsi a queste persone.
PUBBLICO MINISTERO: E' entrato nello stabile lei?
TESTE Recinelli: Sì, appena mi sono reso conto insomma da dove venissero. E contemporaneamente sono arrivate anche altre pattuglie, altre... i vigilini, insomma, ambulanze. Perché già avevano allertato il tutto.
E ci siamo, siamo entrati là dentro e abbiamo tirato fuori delle persone, che poi abbiamo anche menzionato...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi lei... Mi scusi Recinelli, lei personalmente prestò soccorso all'interno dell'edificio, a queste persone? A questi religiosi?
TESTE Recinelli: Sì, proprio lì, appena all'entrata, c'erano tutti questi calcinacci, tavole, insomma. Abbiamo cercato di fare un po' largo, insomma.
Poi, all'interno sono entrati i Vigili del Fuoco, in quanto anche più equipaggiati.
Noi abbiamo dato una mano, ecco, giusto a tirarli fuori da dove stavano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in che condizioni erano questi religiosi?
TESTE Recinelli: Erano feriti. Erano feriti chi alle gambe, chi al volto, alle braccia. Molto escoriazioni...
Poi chiaramente non abbiamo potuto, sul posto, verificare la natura dei traumi, in quanto non siamo...
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Recinelli: Però, certo stavano maluccio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, si rese conto di che tipo di danni si erano verificati all'interno di questo edificio?
TESTE Recinelli: Beh, l'edificio non mi sono addentrato proprio completamente.
Ripeto, siamo entrati lì diciamo nell'atrio nel corridoio. Fatto sta che era abbastanza malmesso, c'erano abbastanza danni alle strutture.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi come proseguì questo intervento?
TESTE Recinelli: Niente. Poi, una volta... Ecco, appena abbiamo prestato aiuto a queste persone, sul posto poi, ripeto, sono arrivati tutti gli organi competenti. Quindi DIGOS, Mobile, Scientifica, ambulanze, Vigili del Fuoco, eccetera. E abbiamo cominciato a vedere un attimino i danni alle strutture, una volta che ci siamo accertati che non c'erano più feriti sul posto. Quantomeno feriti gravi.
E niente, poi abbiamo, ci siamo avvicinati proprio lì nel posto dove c'era questa, dove c'era stata l'esplosione e abbiamo visto questo cratere.
Niente, poi unitamente al personale della Scientifica ed i Vigili del Fuoco ci siamo resi conto che tutto il porticato della chiesa era crollato. Quindi c'erano danni ingenti alla struttura della chiesa.
E delle macchine parcheggiate poi lì nei dintorni sono state danneggiate. Chi aveva i vetri infranti, danni di carrozzeria, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Recinelli, avete poi isolato questa zona?
TESTE Recinelli: Sì, naturalmente...
PUBBLICO MINISTERO: Transennato?
TESTE Recinelli: Sì, naturalmente appena arrivati sul posto abbiamo... Una volta permesso ai sanitari di portare via queste persone, abbiamo transennato anche con del nastro bianco-rosso che noi usiamo per isolare le zone in seguito a questi eventi.
Nel frattempo, però, con l'aiuto dei colleghi abbiamo cercato di allontanare i curiosi che naturalmente cercavano di curiosare.
Però, ecco, abbiamo limitato il passaggio esclusivamente al personale, il magistrato di turno, il dirigente della DIGOS, Mobile, dirigente del Commissariato. Persone preposte ai rilievi del caso.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io ho concluso.
PRESIDENTE: Domande parti civili? Difensori? Nessuna.
*ESTE Recinelli: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, possiamo cinque minuti...
PRESIDENTE: Certamente. Dieci minuti di sospensione.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, Presidente, introduciamo il professor Grandi.
PRESIDENTE: Vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita, e residenza, per favore?
*TESTE Grandi: Marco Grandi, nato a Milano il 30 luglio del 1944; e residente a Milano, presso l'Istituto di Medicina Legale, via Mangiagalli 37.
PRESIDENTE: Vuole leggere, per cortesia?
TESTE Grandi: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Risponda alle domande del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Professore, buongiorno.
TESTE Grandi: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Lei venne, ricorderà, nominato consulente dal Pubblico Ministero di Milano.
TESTE Grandi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In relazione all'accertamento delle cause della morte delle persone decedute a seguito del fatto del 27 luglio.
TESTE Grandi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole illustrare innanzitutto alla Corte qual era l'oggetto, per l'appunto, dell'incarico di consulenza che era stato affidato a lei? E anche, mi scusi, a?
TESTE Grandi: E anche ai colleghi professor Basile, e per due salme anche a un altro collega, e per altre tre anche a un terzo collega.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi comunque il professor Basile ce l'abbiamo anche...
TESTE Grandi: Sì, sia io che il professor Basile abbiamo partecipato a tutte le autopsie.
PUBBLICO MINISTERO: A tutte, esatto. Quindi a tutte le autopsie.
Qual era l'oggetto, la natura dell'incarico?
TESTE Grandi: La natura dell'incarico era quella di stabilire quale fosse stata la causa della morte di queste cinque persone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol riferire alla Corte qual è il tipo di indagine che ha svolto?
TESTE Grandi: Le indagini che sono state svolte sono state prima di tutto un'indagine di ispezione esterna delle salme.
Dopo di che sono state tutte sottoposte ad esame radiografico, per valutare la presenza di oggetti metallici all'interno dei corpi; indagini radiografiche che sono state quindi consegnate in originale al magistrato.
Si è proceduto quindi a un esame autoptico di ciascuna delle salme, con esecuzione di esame fotografico delle singole salme, che sono allegati al verbale, ai singoli verbali.
Ed è stato fatto anche un prelievo per eventuali indagini istologiche o tossicologiche, che il magistrato avesse in prosieguo di tempo voluto disporre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol illustrare l'esito di queste vostre indagini?
TESTE Grandi: Sì. Per quanto riguarda quel giudizio che ci era stato, il quesito che ci era stato richiesto dal magistrato, voglio dire stabilire quale fosse stata la causa della morte, è stato sufficiente procedere all'esame autoptico.
Perché in tutte le cinque salme sono stati trovati dei reperti macroscopici tali da motivare, più che motivare la causa della morte. E, sintetizzando il tutto, ecco per tutte le salme sono state trovate delle lesioni che hanno identificato la causa della morte come uno scoppio e, quindi, lesioni derivate da questo scoppio, di questa...
Ritrovamento di frammenti metallici, ritrovamento di frammenti di autovettura, ritrovamento di frammenti anche di cerchioni di gomma, all'interno delle salme: ecco, che allora hanno identificato la causa della morte in questo scoppio di autobomba.
PUBBLICO MINISTERO: Per così dire, risultò...
TESTE Grandi: Questo qui, in linea generale. Poi...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se vuole scendere un po' più in dettaglio.
TESTE Grandi: Beh, in dettaglio si può dire che, facendo così, una salma presentava dei reperti forse un po' diversi dalle altre quattro. E mi riferisco alla salma di Dris Housafir, il quale presentava, all'esame esterno c'erano dei reperti di minor entità. E poi, soprattutto, vi erano questi reperti prevalentemente localizzati all'emisoma, all'emisoma di destra.
Con poi la penetrazione in profondità, soprattutto a livello del torace, a livello dell'addome, di due frammenti metallici che hanno determinato lesioni mortali per questa persona.
Negli altri quattro soggetti, le lesioni, quelle che abbiamo potuto constatare, erano molto più estese, molto più numerose. E alcuni di questi presentavano delle lesioni anche di ustione, strinatura del capillizio, ad indicare probabilmente una maggior vicinanza al luogo dell'esplosione.
E tutti e quattro presentavano delle lesioni, accanto alle lesioni, alcune cerebrali, alcune toraciche, alcune addominali; però la caratteristica forse un po' fondamentale di tutti questi quattro era che presentavano delle lesioni sfacelative agli arti inferiori. Chi alle cosce, chi alle gambe, chi al piede. Però, localizzate agli arti inferiori. Quindi, forse ad indicare che questi soggetti, quando furono colpiti da questa onda d'urto, erano tutti all'impiedi.
Diversamente, invece, dalla salma che ho prima accennato, quella della persona extracomunitaria, che aveva tutte sul fianco di destra queste lesioni.
PUBBLICO MINISTERO: Senta professore, quindi la causa della morte di queste persone, in via conclusiva, a cosa poteva essere attribuita?
TESTE Grandi: Mah, noi l'abbiamo attribuita all'impatto con il corpo di frammenti - frammenti metallici e di altro genere, come gomma, come dicevo prima - appunto dovuti a questo scoppio di autobomba. E' quindi questo impatto violento di queste strutture con la superficie corporea che ha determinato, appunto, come delle... hanno agito come dei proiettili, ecco, nei confronti di questi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, siccome sappiamo anche dai testi che abbiamo ascoltato in quest'aula che c'è stato tempo di sopravvivenza di alcune di queste persone, ecco, le lesioni prodotte da queste schegge o da questo materiale dal quale sono stati investite queste persone, hanno provocato immediatamente lesioni di tipo mortale? La morte è stata istantanea, rispetto al fatto? O...?
TESTE Grandi: Dovrei esaminarli singolarmente. Però, quello che dicevo dell'extracomunitario, che mi pare - mi pare - fosse giunto cadavere in ospedale; presentava delle lesioni cardiache, delle lesioni polmonari, tali eventualmente da giustificare una brevissima sopravvivenza, ecco.
Gli altri, non mi pare che siano, abbiano avuto il tempo di essere ricoverati neppure in ospedale, perché le lesioni erano tali che sono incompatibili con prosecuzione delle funzioni vitali.
(voci sovrapposte)
TESTE Grandi: ... per un tempo brevissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, io avrei concluso. Questi, ecco professore, questi esami - sia l'esame esterno e poi l'autopsia - sono stati svolti, ha detto, congiuntamente al professor Basile.
TESTE Grandi: Al professor Basile.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora magari qualche altra cosa la chiederemo al professore. Io ho concluso, Presidente.
PRESIDENTE: Parti civili, domande? Difensori? Può andare, grazie.
*TESTE Grandi: Grazie a lei.
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo introdurre il professor Basile.
PRESIDENTE: Vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza, per favore?
*TESTE Basile: Mi chiamo Basile Leopoldo, nato a Palermo il 04/12/1928. Residente a Milano, domiciliato presso l'Istituto di Medicina Legale dell'Università.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Basile: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Professore, buongiorno.
Le chiedo innanzitutto di riferire alla Corte qual è la sua qualifica professionale.
TESTE Basile: Sono professore ordinario di medicina legale all'università.
PUBBLICO MINISTERO: Di Milano?
TESTE Basile: Di Milano, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ricorda l'incarico di consulenza che ebbe dal Pubblico Ministero di Milano?
TESTE Basile: Sì. Naturale, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol riferire qual era per l'appunto la natura di questo incarico, oggetto di questo incarico?
TESTE Basile: Quindi, descrizione, accertamento di causa di morte. Descrizione di tutte le lesioni e reperimento del materiale che poteva essere in seguito utilizzato per ulteriori indagini, ecco, come riscontro a quanto le circostanze suggerivano, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, fu una attività che svolse congiuntamente al suo collega?
TESTE Basile: Sì, l'abbiamo fatto con altri colleghi, come spesso facciamo quando si tratta di casa dove c'è da descrivere dettagliatamente numerose lesioni, numerosi reperti.
E quindi, insomma, ci si suddivide i compiti per agevolare poi. E anche per poter garantire la presenza nostra almeno di uno di noi.
PUBBLICO MINISTERO: Costa anche meno.
TESTE Basile: Eh.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha partecipato all'esame di tutti e cinque...
TESTE Basile: Di tutti e cinque con il professor Grandi.
PUBBLICO MINISTERO: ... le vittime?
TESTE Basile: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole illustrare alla Corte a quali risultati è pervenuta la sua attività?
TESTE Basile: Dunque, in tutti e cinque c'erano delle lesioni, delle caratteristiche abbastanza tipiche. Anche poi con riscontri profondi, essenziali. Cioè, la molteplicità di queste lesioni con caratteristiche analoghe per tutti e cinque, con vaste aree di sfacelo, interessamento profondo di organi essenziali della vita, come il cervello, il cuore, i polmoni.
E direi, come fatto importante poi, il fatto che al termine dei tramiti determinati, che abbiamo riscontrati in queste termini sfacelativi, il rinvenimento di frammenti metallici di... Non so, frammento di battistrada nella gamba di uno delle vittime. Quindi anche l'identificazione del mezzo, del corpo che aveva determinato queste lesioni sfacelative.
Quindi c'era...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, capisco bene, dall'esame esterno, ecco, poi dall'autopsia rilevaste anche i tramiti, diciamo, delle ferite che erano state inferte da queste...
TESTE Basile: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Repertaste anche all'interno dei cadaveri questi frammenti?
TESTE Basile: Questi frammenti, sì. Tutto quello che abbiamo rinvenuto al termine dei tramiti è stato repertato e poi messo a disposizione, così come disposto dal Pubblico Ministero all'epoca, messi a disposizione del...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, all'esito di questo esame sterno e poi dall'autopsia, come poteste concludere? In termini medico-legali?
TESTE Basile: Mah, senz'altro, lesioni da ordigno esplosivo, proprio per questa frammentazione che noi... Il materiale di varia natura, ma evidentemente proiettato con una notevole energia, tanto da penetrare, da determinare queste aree di sfacelo.
In alcune poi, per completare il quadro, c'erano tracce di ustione o striature di capelli che significa anche una certa distanza abbastanza ravvicinata.
PUBBLICO MINISTERO: Ravvicinata.
TESTE Basile: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Dal luogo. Quindi lei ha riferito che avevano già attinto immediatamente questi frammenti, diciamo, parti vitali.
TESTE Basile: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non c'è stata, per così dire, una sopravvivenza apprezzabile, rispetto all'impatto.
TESTE Basile: direi... No, l'unico che risulta, arrivato in ospedale, in qualche modo medicato, era quello che tra l'altro era disteso. E ha delle lesioni un tantino diverse, rispetto agli altri. Però, anche questo, aveva lesioni cardiache, polmonari, tali da comportare la morte pressoché immediata anche per lui, insomma. Tutto quanto...
PUBBLICO MINISTERO: Il tipo di lesioni che riscontraste in questa quinta salma...
TESTE Basile: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... erano diciamo dello stesso tipo, ma davano contezza di una distanza maggiore.
TESTE Basile: Sì, sì. Un grossolano tramite sfacelativo che raggiungeva cuore, polmone, anche il polmone controlaterale, il sinistro, quando i frammenti erano prevalentemente penetrati sulla destra. Quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Che era stato passato da parte a parte?
TESTE Basile: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, Presidente. Io ho concluso.
PRESIDENTE: Domande delle parti civili? I difensori?
Si può accomodare. Grazie.
*TESTE Basile: Grazie.
PRESIDENTE: Abbiamo terminato, mi pare?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, noi abbiamo fatto, come al solito, l'elenco delle persone che avevamo citato che, oltre a quelle che abbiamo sentite, sono: Pontecorvo, Di Bartolomeo e Semprini. I quali non si sono, questi ultimi tre non si sono presentati adducendo, Semprini lo abbiamo sentito in aula dal collega, che è malato; gli altri ci hanno inviato della certificazione da cui risulta per l'appunto il loro impedimento.
E, come al solito, le consegnamo alla Corte.
PRESIDENTE: Ma c'è richiesta di ricitazione?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, per due, per uno anzi, possiamo sicuramente, penso che potremmo rinunciare. Per gli altri due, però... per gli altri due...
PRESIDENTE: Chi sarebbero?
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, Pontecorvo e Di Bartolomeo.
Ora Presidente, rappresento alla Corte che l'ingegner Pontecorvo è indicato anche in relazione al fatto, era indicato anche in relazione al fatto di via Fauro. Quindi è stato a suo tempo citato per l'udienza del 3 febbraio.
Quindi credo potremmo sentirlo in quella occasione.
PRESIDENTE: Possiamo sentire...
PUBBLICO MINISTERO: Per il teste Bartolomeo Stefano chiedo che la Corte ci indichi magari la data in cui...
PRESIDENTE: Lo stesso giorno 3 febbraio.
PUBBLICO MINISTERO: Lo possiamo ricitare per il 3.
PRESIDENTE: benissimo. Allora si riprende lunedì mattina.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, vorremmo concludere con la specifica.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Abbiamo predisposto un elenco con allegati i verbali delle dichiarazioni rese originariamente dai testi alla Polizia Giudiziaria, o al Pubblico Ministero, e che abbiamo utilizzato via via finora per le contestazioni nel corso dell'esame. E quindi chiediamo che vengano acquisiti.
Dunque, i testi esattamente sono: Corbani... - lo dico in modo che i difensori possano, perché rimanga anche alla documentazione dell'udienza - Corbani, Depalo, Olivotti, Lo Conte, Gambetta, Cerqua, Stovali, Polgar, Fede, Carboni, Del Vero, Boero, Saulo, Narracci, Roccella, Heisler, Consalvi, Cavaliere, Cucchi, D'Arrigo, Porta, Avella, Ambrosoni, Salsano, Maimone, Abbamonte, Margnini, Oggioni, Piazza, Scaroni e Dubaz.
I verbali utilizzati sono indicati dettagliatamente nell'elenco che produco che produco alla Corte, consegno, insieme ai verbali...
PRESIDENTE: Benissimo. Allora, i difensori dovranno esprimere le loro osservazioni in proposito. Nonché su quelle delle...
PUBBLICO MINISTERO: Dei verbali che abbiamo indicato precedentemente.
PRESIDENTE: Precedentemente indicate. Perché la Corte deciderà al termine della ricostruzione di tutti i fatti.
Cosa che è delle prossime udienze.
L'udienza riprende lunedì alle 09.00. Traduzione degli imputati detenuti. Buongiorno.