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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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DIBATTIMENTO-1: udienze/970124.txt


PRESIDENTE: Buongiorno. Chiamiamo i presenti. Vediamo chi sono.
Carra: rinunciante. Avvocato Cosmai, avvocato Batacchi, è presente?
AVVOCATO Batacchi: E' presente l'avvocato Batacchi.
PRESIDENTE: Di Natale: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili, avvocato Falciani che è presente.
Ferro Giuseppe: è presente. Avvocato Anania. Avvocato Cianferoni sostituito dall'avvocato Ceolan.
Ferro Vincenzo: contumace. Avvocato Traversi e Gennai. C'è qualcuno?
AVVOCATO Gennai: Sono presente io.
PRESIDENTE: Avvocato Gennai, grazie.
Frabetti: è presente. Avvocato Monaco sostituito dall'avvocato Ceolan.
AVVOCATO Usai: Dottor procuratore Monica Usai, sostituto processuale dell'avvocato Monaco.
PRESIDENTE: Benissimo, grazie.
Giacalone: è presente? Avvocato Dieci di Arezzo sostituito dall'avvocato Ceolan?
AVVOCATO Bennati: No, Bennati, sono io.
PRESIDENTE: Bennati?
AVVOCATO Bennati: Sì, sostituto processuale.
PRESIDENTE: Benissimo.
Giuliano Francesco: è rinunciante. Avvocato Farina, avvocato Pepi, c'è?
AVVOCATO Pepi: Presente.
PRESIDENTE: Presente, grazie.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo e avvocato Gramigni che è presente.
Grigoli: latitante. Avvocato Stefani, sostituito?
AVVOCATO Aiazzi: Signor Presidente, l'avvocato Stefani non c'è. C'è il dottor procuratore Marco Aiazzi.
PRESIDENTE: E' sostituto?
AVVOCATO Aiazzi: Beh, l'avvocato Stefani mi ha nominato di ufficio.
PRESIDENTE: Provvisorio, va bene.
AVVOCATO Aiazzi: Quindi, di ufficio...
PRESIDENTE: L'avvocato?
AVVOCATO Aiazzi: Dottor procuratore Marco Aiazzi.
PRESIDENTE: Aiazzi.
Lo Nigro Cosimo: rinunciante. Avvocato Fragalà, avvocato Florio.
AVVOCATO Pepi: Sostituisco io, avvocato Pepi.
PRESIDENTE: Avvocato Pepi in sostituzione.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: Presente.
PRESIDENTE: Presente. Avvocato Farina, avvocato Maffei. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, avvocato Bagattini. Chi li sostituisce?
AVVOCATO Gramigni: Posso sostituire l'avvocato Bagattini, avvocato Gramigni.
PRESIDENTE: Benissimo.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Gramigni, va bene?
Pizzo Giorgio: è rinunciante. Avvocato Salvo, avvocato Pepi che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina, avvocato Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti, avvocato Usai che è presente vero?
AVVOCATO Usai: Sì.
PRESIDENTE: Scarano Antonio: rinunciante. Avvocato Fortini e avvocato Batacchi che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e avvocato Cianferoni. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Spatuzza Gaspare: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Tudino Vittorio: rinunciante. Avvocato Gallina, Di Benedetto. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Prima di dare la parola al Pubblico Ministero do comunicazione che:
"La Corte ha proceduto alla liquidazione del compenso richiesto ai professori Pazzaglia e Marchi in relazione alla perizia psichiatrica su Ferro Giuseppe e che l'atto stesso è depositato presso la segretaria. Così pure ha proceduto alla liquidazione a favore del perito Filippo Tinnirello per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche di cui a precedente incarico".
Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Bene Presidente, diamo atto che per oggi avevamo richiesto la citazione di Formentini, Fiorio, Pez, Invernizzi, Basile e Grandi. Ora, mi dicono che nell'aula dei teste è presente solo Formentini. Gli altri teste non comparsi hanno fatto pervenire delle giustificazioni in relazione all'assenza per l'udienza di oggi. Quindi come al solito al termine dell'udienza produrrò l'elenco e i relativi documenti.
Quindi chiedo che venga introdotto in aula Formentini.
PRESIDENTE: Avanti.
Vuol dire per cortesia nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Formentini: Formentini Marco, nato a La Spezia il 14 aprile 1930. Residente a Milano.
PRESIDENTE: Vuole leggere per favore?
TESTE Formentini: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Risponda ora alle domande del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Buongiorno.
TESTE Formentini: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottore, lei - è notorio comunque - nel luglio del '93 era il sindaco di Milano. Ecco, vuol dire alla Corte come e quando apprese del fatto che si era verificato la sera del 27 luglio?
TESTE Formentini: Sì, io avevo assunto la carica di sindaco da meno di un mese, da una ventina di giorni circa, era la sera del 27 luglio 1993, io ero appena rincasato, erano mi pare trascorso da poco le 23.00 o qualcosa di simile, ero appena rincasato quando fui chiamato al telefono dal comandante dei Vigili Urbani che mi disse che era scoppiata una bomba, che non sapeva ancora esattamente quali fossero state le implicazioni e che mi avvertiva che sarebbe passato a prendermi in auto, cosa che in effetti fece dopo una decina di minuti. E io lo accompagnai e arrivai sul luogo e quindi la cosa era accaduta.
PUBBLICO MINISTERO: Arrivò in via Palestro.
TESTE Formentini: Arrivai in via Palestro.
PUBBLICO MINISTERO: Intorno a che ora ci arrivò?
TESTE Formentini: Ma io penso, saranno state le 23.15 circa, insomma, dopo le 23.00. Ricordo che la prima persona che trovai era l'allora questore di Milano, il dottor Serra, che era già sul posto e che subito - la cosa peraltro mi addolorò e sorprese molto - mi disse l'entità. Io arrivai sul posto convinto che fosse una cosa meno importante e invece mi disse che c'erano già quattro, forse cinque, la quinta vittima non era ancora sicura, quattro o cinque vittime più i feriti più i danni. Poi era evidente, la scena era una scena di una vera devastazione. C'erano ancora le fiamme perché si era sviluppato un incendio da una tubatura rottasi durante lo scoppio, quindi proprio una scena molto impressionante. Le macerie, poi anche questo fuoco, insomma era veramente un fatto che colpì subito.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottore, il contesto in cui si era verificato questo fatto, il contesto urbanistico e diciamo le strutture, sappiamo che era presente in quel tratto della via Palestro c'era la Galleria d'Arte Moderna e il Padiglione d'Arte Contemporanea.
TESTE Formentini: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol illustrare alla Corte questo contesto urbanistico di Milano e la significatività di queste strutture?
TESTE Formentini: Beh, questa diciamo è un'oasi perché ci sono i giardini pubblici, queste vecchie ville. Questa via Palestro è come un'oasi per così dire in una parte invece estremamente attiva della città perché è contigua poi con il corso Buenos Aires che è la principale arteria commerciale della città.
Qui c'è il giardino e di fronte al giardino ci sono questi vecchi edifici storici. Il colpito in modo particolare è stato il Padiglione d'Arte Contemporanea contrassegnato con il numero 14 di via Palestro che è stato la distruzione, la bomba era lì, appoggiata al muro per così dire, di questo, è stato quello distrutto.
A fianco invece c'è la Villa Reale che è luogo dove tra l'altro si celebrano i matrimoni e che abbiamo dovuto tenerlo chiuso per tre anni, quindi i matrimoni farli svolgere in sede più disagiata ovviamente. E' la Villa Reale la sede di Eugenio Guarnet e quindi la... Questo subì danni ma era già spostata.
Poi vicino c'è anche il museo di Scienze Naturali che è già in corso Venezia. E poi al numero 12 c'è un edificio ad uso abitativo. Insomma, è un contesto molto significativo per la città perché tra l'altro ci sono anche i giardini di via Palestro che sono in una zona dove non c'è verde, il luogo dove c'è anche all'interno una scuola materna, insomma dove c'è un po' di vita per i bambini, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottore, capisco bene la struttura della Villa Reale è di proprietà del Comune?
TESTE Formentini: Certo, è tutta proprietà comunale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che attività - lei ha fatto cenno alla celebrazione dei matrimoni - ecco, se vuole illustrare alla Corte che tipo di attività insiste all'interno di questa villa?
TESTE Formentini: La villa, che è quella non distrutta, quella totalmente distrutta è il PAC, il Padiglione di Arte... quello è andato totalmente distrutto. Contigui c'è la Villa Reale che è una bella struttura, c'è anche una Galleria di Arte Moderna al suo interno. L'altra è arte contemporanea, qui invece è arte moderna. Ci sono dei saloni dove al pianterreno avviene normalmente lo svolgimento dei matrimoni, quindi con la sala per gli invitati, eccetera, eccetera, con un giardino davanti per cui gli sposi dopo fanno fotografie o altro e escono dalla struttura comunale per tornare in strada passando da questo giardino. Giardino-parco per così dire, interno alla villa.
Al piano superiore ci sono ancora dei saloni dove si svolgono anche dei convegni. Molto spesso, per esempio, il corpo consolare, le varie ambasciate, i vari consolati quando fanno il ricevimento annuale molto spesso lo fanno in questi...
PUBBLICO MINISTERO: All'interno.
TESTE Formentini: ... all'interno. Quindi ha un uso civico diciamo, anche dei convegni si svolgono nella parte superiore della Villa Reale.
PUBBLICO MINISTERO: E poi diceva, c'è anche la Galleria d'Arte...
TESTE Formentini: C'è una Galleria di Arte Moderna, c'è tutta una... che è aperta abitualmente ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Sono custodi...
TESTE Formentini: Ci sono questi quadri che si ammirano passando sostanzialmente.
PUBBLICO MINISTERO: Sono quadri...
TESTE Formentini: Sì, c'è una quadreria, ci sono poi delle sculture. Dopo lo scoppio ci furono dei danni ai soffitti, ecco, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, infatti le stavo per chiedere che tipo di danno avevano subìto questa struttura.
TESTE Formentini: Sì, questa struttura aveva subìto dei danni, evidentemente non così gravi come il Padiglione ma c'erano state delle, come dire, dei danni, per quello del resto è rimasta chiusa per quasi due anni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questi lavori di ripristino di queste strutture per quanto tempo si sono protratti?
TESTE Formentini: Eh, un paio d'anni adesso, grossomodo, è stato più lungo il lavoro di ricostruzione del Padiglione d'Arte Contemporanea perché lì bisognava rifarlo con le norme. Perché noi pensavamo di poterlo rifare tale e quale; c'era stato una specie di richiesta popolare di rifarlo subito e uguale e la cosa non era possibile normativamente perché oggi è ovvio che se si fa una struttura per tal pubblico, tutte le normative di sicurezza sono cambiate e quindi si è dovuto rifare un progetto in sostanza.
Mentre la Villa Reale è stata restaurata com'era perché non era da ricostruire, ma semplicemente da restaurare. Per i lavori anche, sono stuccature, insomma, lavori di una certa complessità, con un intervento come dire artigianale che richiede dei lunghi tempi.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Senta dottore, oltre questi danni a queste strutture di proprietà comunale va da sé che l'esplosione ha provocato anche dei danni alle infrastrutture, mi riferisco, lei faceva cenno...
TESTE Formentini: Al museo...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, mi riferivo proprio alle infrastrutture urbanistiche.
TESTE Formentini: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi riferivo alla sede stradale, alla...
TESTE Formentini: Certo. Ai giardini.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol descriverci questi ulteriori danni?
TESTE Formentini: Ripeto, si è visto la prima sera, del resto poi dopo nei giorni successivi si è precisato. Questo scoppio aveva provocato danni nel raggio, per così dire, anche a altre strutture magari neanche più in via Palestro: il Museo di Scienze Naturali per esempio è in corso Venezia e ha subìto danni. Poi il sedime stradale, l'esplosione aveva provocato notevoli danni. E i danni poi anche nel parco, degli alberi, dei danni anche nel parco. Quel poverino che è morto, il Dris Drogul, il cittadino marocchino era su una panchina al di là della strada, era sdraiato...
PUBBLICO MINISTERO: All'interno dei giardini.
TESTE Formentini: Era nell'interno dei giardini, quindi evidentemente ha provocato la morte di una persona, quindi danni anche al di là di questo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, l'impatto diciamo di questo evento sulla città, al di là di questi danni materiali, che poi magari le chiedo se lei è in grado di quantificare in termini...
TESTE Formentini: Io credo di avere una piccola nota che mi hanno dato, se si può lasciarla.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se la Corte...
TESTE Formentini: Mi è stata data dagli uffici. E' un aggiornamento signor Presidente. Devo darlo qua?
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Formentini: E ho qui anche, approfitto per dirlo, ho anche qui...
PRESIDENTE: Può prenderla se crede per consultarla e esporcela.
TESTE Formentini: Sì, no, ma... Come vuole.
E mi è stato dato anche, è stato da poco edito un libro con delle foto del danno e poi della successiva ricostruzione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se vuole illustrare la scheda di cui lei è in possesso, in relazione a questi danni.
TESTE Formentini: Mi scusi, signor Pubblico Ministero, mi ha fatto però una domanda...
PUBBLICO MINISTERO: Duplice.
TESTE Formentini: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Le chiedevo di quantificare nei limiti del possibile i danni di tipo materiale.
TESTE Formentini: Allora, la quantificazione: qui c'è, mi è appena pervenuta, è gennaio '97 non leggo la data, dall'Avvocatura di Milano una scheda riassuntiva con degli allegati eccetera, dove si quantifica dal punto di vista... c'è un totale di 3 miliardi e 242 milioni, con delle specifiche. Io questo lo lascerei, tutto l'insieme anche poi degli interventi, dei lavori, eccetera, eccetera, delle attività comunali conseguenti a questa situazione.
PUBBLICO MINISTERO: In conseguenza del fatto.
TESTE Formentini: E io l'ho qui con degli allegati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le avevo chiesto anche l'impatto diciamo, l'effetto dell'esplosione sulla città, dal punto di vista non strettamente materiale.
TESTE Formentini: Beh, da subito la città si svegliò - per così dire - nel cuore poi di quella notte e ci fu, si avvertiva una grande, le persone erano attonite e addolorate, molto attonite, si capiva che era qualcosa, era proprio una ferita che si voleva infliggere alla città, ecco fu vissuta così. E ci fu una reazione molto, devo dire, ferma, molto civile e soprattutto una grande partecipazione. E' chiaro che l'attenzione fu subito per le vittime; i danni materiali quando si sa che ci sono cinque morti passano ovviamente in seconda linea.
E per tre giorni le salme delle vittime restarono esposte nella sala d'onore del Palazzo Comunale e mèta di pellegrinaggio per tre giorni, giorno e notte, non fu mai interrotta la fila dei milanesi che rendevano omaggio alle vittime.
Ci fu una grande partecipazione dello Stato, partendo dal Presidente della Repubblica, vennero tutti a Milano e questo fu avvertito dalla popolazione che non si sentì sola. Ma certamente ci fu grande senso proprio quasi di impotenza soprattutto e tutto questo poi, certamente anche una città che è così operosa, così attiva, tutto questo provocò anche dei notevoli disagi nella vita corrente, per qualche giorno effettivamente la città era come impacciata nei suoi movimenti.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ecco, mi riallaccio a queste sue ultime affermazioni per chiederle un'ulteriore esplicitazione degli effetti dell'esplosione.
Milano è notoriamente una capitale europea a livello di immagine, a seguito del fatto, quale è stato l'impatto anche a livello internazionale?
TESTE Formentini: Beh, non c'è dubbio che il senso di insicurezza non giova a una città di commerci e anche di turismo perché a Milano c'è un turismo certamente non paragonabile ad altre città italiane che hanno una vocazione più spiccatamente turistica. Ma in una città che è di lavoro, di convegni, le persone molto spesso quando vengono approfittano magari dell'attività per poi organizzarsi. Ritagliarsi per così dire una vacanza, magari non tanto in Milano quanto in bellissime città che poi gravitano su Milano come Bergamo o altro, però la base resta Milano.
Questo nel pieno della stagione turistica eravamo appunto, a fine luglio, indubbiamente ha creato delle difficoltà ulteriori diciamo. E certamente l'idea che possano scoppiare delle bombe di tipo terroristico crea quell'insicurezza che non giova a una vita normale di una città.
Quindi questo fu sicuramente uno degli effetti negativi.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Noi abbiamo concluso Presidente.
TESTE Formentini: Grazie.
PRESIDENTE: Parte civile prego.
AVVOCATO Ammannato: Avvocato Ammannato, difensore di parte civile.
Signor sindaco, ha detto che aveva anche una pubblicazione sul PAC, cioè le fotografie delle bombe, cioè della distruzione provocata dalla bomba e anche credo la ricostruzione poi avvenuta.
TESTE Formentini: Sì. Non ha finalità documentale, per così dire, ma è una pubblicazione recente e secondo me potrebbe forse avere interesse, anche se non ha pretesa di essere documentale.
AVVOCATO Ammannato: Se il Presidente e la Corte lo ritiene, io credo può anche depositare questa pubblicazione sul PAC.
PRESIDENTE: Benissimo. Al termine della deposizione gli facciamo fare la depo... Ha altre domande? Le parti civili hanno altre domande?
AVVOCATO Ammannato: (voce fuori microfono)
No.
PRESIDENTE: I difensori, prego.
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni. Buongiorno sindaco.
TESTE Formentini: Buongiorno.
AVVOCATO Gramigni: Senta, le chiedevo solo una cosa, ecco: dal punto di vista amministrativo lei ha detto sia la Villa Reale sia il Padiglione d'Arte Contemporanea sono strutture comunali. Ci ha descritto l'uso civico della Villa Reale, nel senso che è struttura che viene usata sia per la celebrazione dei matrimoni, sia per convegni.
TESTE Formentini: Rappresentanza.
AVVOCATO Gramigni: Per rappresentanza, esatto. Ecco, il Padiglione d'Arte Contemporanea è una struttura destinata a svolgere la funzione di spazio espositivo, ovvero è una struttura museale con un patrimonio proprio di opere destinato quindi alla conservazione in quel luogo?
TESTE Formentini: Il Padiglione d'Arte Contemporanea, potrei anche sbagliare, ma la mia conoscenza è un'area espositiva in realtà.
AVVOCATO Gramigni: Ecco.
TESTE Formentini: Un'area espositiva e tant'è vero che il giorno dell'esplosione era in corso, c'è una mostra. Io ricordo che c'era una mostra, non ricordo bene l'autore, ma c'era in corso una mostra di un autore e alcune tele ovviamente, alcune opere andarono distrutte perché evidentemente erano esposte in quel momento.
AVVOCATO Gramigni: Erano esposte in quel momento.
TESTE Formentini: Sì, sì.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, ma lei ha notizia di danni ad opere che costituissero, se vi è, un patrimonio proprio, una dotazione propria diciamo?
TESTE Formentini: Non penso nel Padiglione d'Arte Contemporanea. Qualche danno è intervenuto nella Villa Reale.
AVVOCATO Gramigni: Cioè?
TESTE Formentini: Dove c'è la Galleria d'Arte Moderna, lì sì c'è un patrimonio permanente di opere, di sculture, di tele e il danno fu lì. Quello invece del Padiglione andato distrutto, erano le tele che in quel momento erano lì.
AVVOCATO Gramigni: Occasionalmente erano presenti in quel luogo...
TESTE Formentini: Questa è la funzione del Padiglione d'Arte Contemporanea.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, per questa era appunto la conoscenza che io avevo di questa struttura. E' una struttura destinata ad ospitare manifestazioni.
TESTE Formentini: Infatti è stata riaperta con una mostra, come dire, occasionale dedicata ad un gallerista americano, ma una mostra occasionale.
AVVOCATO Gramigni: Però lei non mi sa indicare un patrimonio di opere proprio.
TESTE Formentini: Non glielo so indicare. Potrei però sbagliare, ma non ne sono a conoscenza.
AVVOCATO Gramigni: La ringrazio.
TESTE Formentini: Prego.
AVVOCATO Gramigni: Buongiorno.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande? Si può accomodare grazie.
*TESTE Formentini: Grazie.
PRESIDENTE: Buongiorno. Si dà atto che il teste deposita lo schema delle spese sostenute dal Comune di Milano per ricostruzione e riparazione dei danni sofferti in occasione del fatto del 27 luglio '93, nonché la pubblicazione, cosa era? Un'illustrazione della ricostruzione del PAC.
Abbiamo altri testi?
PUBBLICO MINISTERO: La situazione è questa signor Presidente: per oggi avevamo disposto la citazione della dottoressa Fiorio, per l'appunto la direttrice del Padiglione, ma da una comunicazione via fax la dottoressa Fiorio si apprende proprio che è la direttrice del Museo d'Arte Antica, Gabinetto, Disegni, Galleria d'Arte Moderna, Padiglione d'Arte Contemporanea, quindi ha per così dire una conoscenza che può trasferire in una deposizione allargata e probabilmente utile per i nostri interessi.
Poi la citazione del signor Invernizzi Luca, teste che era già stato citato per una precedente udienza, e abbiamo avuto notizia che questo signore si trova detenuto. Nessun problema perché a disporre la traduzione il Pubblico Ministero non ha sicuramente difficoltà.
Poi abbiamo citato un signore, Pez Diego, dipendente della struttura Museo o Padiglione d'Arte che dir si voglia; ha fatto pervenire una attestazione di impedimento per ragioni di carattere personale piuttosto serie, a come le rappresenta, e non mi sembra nemmeno transitorio.
Poi i due consulenti, questi, Basile e Grandi, indicati dal Pubblico Ministero come consulenti appunto in relazione agli accertamenti di carattere medico legale espletati sui morti di via Palestro.
Ecco, queste sono le persone per le quali che non c'è altro da registrare la loro assenza...
PRESIDENTE: Mi scusi...
PUBBLICO MINISTERO: Per Basile e Grandi, che hanno comunicato telefonicamente l'impedimento assolutamente contingente, il Pubblico Ministero ha chiesto immediatamente e personalmente che compaiano domani e c'è stata un'assicurazione in questo senso.
La dottoressa Fiorio ci ha fatto sapere che ha dovuto sottoporsi ad un intervento chirurgico, oltretutto all'estero, e comunque a partire dal giorno 25 - quindi è da pensare che sia stata una cosa semplice - è disponibile per una citazione.
Il signor Invernizzi Luca, dovendo richiedersene la traduzione, probabilmente necessiterà di un minimo di preavviso per poterlo citare.
Alla deposizione del signor Pez il Pubblico Ministero, considerando il tipo di impedimento, rinunzia. Quindi è un teste per il quale si propone richiesta di rinunzia, o per lo meno si propone rinunzia, punto e basta.
Stante così la situazione nell'udienza di oggi il Pubblico Ministero non ha altre persone da esaminare. Chiede però al Presidente di voler indicare la data per le quali si possa rinnovare la citazione di queste persone, eccezion fatta... Queste persone poi in definitiva sono la dottoressa Fiorio e Invernizzi perché a Pez il Pubblico Ministero rinunzia, Basile e Grandi si presentano domani.
PRESIDENTE: Prima bisogna sentire per questa rinunzia le osservazioni dei difensori.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
PRESIDENTE: I difensori di parte civile hanno opposizione?
AVVOCATO Ammannato: Nessuna opposizione.
PRESIDENTE: I difensori degli imputati?
AVVOCATO Gramigni: Il Pez Diego è il direttore della Galleria d'Arte Moderna?
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
PRESIDENTE: E' una Guardia Giurata in servizio alla galleria.
PUBBLICO MINISTERO: No, è un custode avvocato Gramigni.
AVVOCATO Gramigni: Io credo che la Fiorio Maria Teresa esaurisca...
PUBBLICO MINISTERO: Custode che era in servizio al momento del fatto, il quale avevamo introdotto, è una persona che ha subìto anche qualche conseguenza di ordine fisico se non ricordo male dall'episodio. Lo avevamo citato perché, diciamo, era presente nell'ora e nel luogo in cui il fatto si è verificato dentro l'edificio del padiglione.
PRESIDENTE: Allora?
AVVOCATO Gramigni: Io mi dichiaro remissivo.
PRESIDENTE: Bene. Per i testi che dovremmo citare la data sono due, se non mi sbaglio.
PUBBLICO MINISTERO: Due Presidente. Questo da tradurre, Invernizzi, risulta detenuto presso il carcere di Lodi fino a maggio di quest'anno, cioè penso che sia un'esecuzione di pena perché è stata indicata la data precisa nella quale dovrebbe riacquistare la libertà e quindi...
PRESIDENTE: Potremo sentirli per il giorno 30. Ce la facciamo? Oggi è il 24, forse è troppo presto.
PUBBLICO MINISTERO: No.
PRESIDENTE: Il giorno 3. Abbiamo già fissato per il giorno 3 il recupero dei testi residui di via Fauro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: E per quella stessa data potremo sentire anche questi.
PUBBLICO MINISTERO: Quante persone abbiamo citato ispettore? Presidente, se ha un attimo di pazienza, vediamo...
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Io non lo ricordo più quali sono le persone che sono state citate per il giorno 3 coerentemente all'indicazione che abbiamo avuto da lei.
Dunque, per il giorno... Mi diceva, Presidente, il 3?
PRESIDENTE: Il 3 mi pare che sia l'udienza indicata per sentire i testi di via Fauro che erano stati citati e non erano comparsi.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Ma allora bisogna recuperare un'altra nota che il dottor Nicolosi è andato a prenderla.
Perché sono state disposte separatamente, le citazioni.
Queste riguardano le citazioni disposte a partire dal giorno per l'appunto 25 che è domani, e il giorno 27, il giorno 28, il giorno 29, il giorno 30, il giorno 31. Poi, il 4, il 5...
Il Pubblico Ministero ha chiesto le citazioni dei testimoni fino al giorno 5 febbraio compreso.
Ecco, per il giorno 3 febbraio sono stati citati, riguardano ancora...
PRESIDENTE: Via Fauro.
PUBBLICO MINISTERO: ... la vicenda di via Fauro: Pontecorvo Alberto, che era uno dei funzionari dirigenti del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco; poi Santoro Attanasio, Villarus, Gonzales, Rotondi. E poi Vadalà. E un consulente: Lombardi.
Questa è la situazione del giorno 3.
PRESIDENTE: Allora...
PUBBLICO MINISTERO: Io non la so apprezzare in termini di durata, Presidente, una udienza così. Perché c'è un consulente, c'è un...
PRESIDENTE: In quella udienza...
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: In quella stessa udienza però si possono sentire altri, questi altri due testi.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
PRESIDENTE: Quindi indichiamo la data del 3 febbraio.
Piuttosto vorremmo sapere: per i testi di ieri non comparsi, il Pubblico Ministero rinuncia, o chiede anche per loro un'altra citazione?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, i testi non comparsi di ieri.
PRESIDENTE: Mi pare che fossero almeno un paio?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ora io non ricordo i nomi, ma l'elenco è già depositato a verbale nell'udienza di ieri.
No, no, mi pare che siano due testi ai quali il Pubblico Ministero può rinunciare.
Se la signora segretaria è così cortese...
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Cascella e...
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Cascella e De Franchis. Ecco, benissimo.
Allora il Pubblico Ministero intende rinunziare all'esame di questi due testimoni.
PRESIDENTE: Le parti civili su questa ulteriore rinuncia?
AVVOCATO: Remissivo.
PRESIDENTE: La difesa?
AVVOCATO: Sì, sì. Assolutamente remissivi, signor Presidente.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora l'udienza riprende domattina alle ore 09.00. Traduzione degli imputati detenuti.