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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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DIBATTIMENTO-1: udienze/970104.txt


PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo chi è presente.
Bagarella: è presente. Avvocato Ceolan è presente.
Barranca: rinunciante. Avvocato Barone sostituito dall'avvocato Ceolan.
Benigno Salvatore...
AVV. Cianferoni: Presidente, ci sono anch'io, avvocato Cianferoni per Bagarella e Barranca.
PRESIDENTE: Va bene, avvocato ma non è che la volevo... a me bastava che ce ne fosse almeno uno.
AVV. Cianferoni: Sì, ma Barranca aveva solo me.
PRESIDENTE: L'avevo visto.
Benigno Salvatore: rinunciante. Avvocato Farina, Maffei e Cuccureddu. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti, Falciani, che è presente.
AVVOCATO Falciani: Presente, buongiorno.
PRESIDENTE: Calabrò: rinunciante. Avvocati Gandolfi, Fiorentini, Cianferoni che è presente.
Cannella: presente. Avvocato Di Peri, Rocchi. C'è l'avvocato Rocchi?
AVVOCATO Rocchi: Buongiorno Presidente, sono qua.
PRESIDENTE: Buongiorno.
Carra: rinunciante. Avvocato Cosmai, è presente?
AVVOCATO Falciani: Lo sostituisco io Presidente.
PRESIDENTE: Avvocato...
AVVOCATO Falciani: Falciani.
PRESIDENTE: ... Falciani.
Di Natale: contumace. Avvocato Civita Di Russo, Gentili, Falciani che è presente.
Ferro Giuseppe: presente. Difeso dall'avvocato Anania. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Ferro Vincenzo: contumace. Avvocato Traversi, Gennai. C'è qualcuno per i due?
AVVOCATO Falciani: Sostituisco io Presidente, sempre Falciani.
PRESIDENTE: Frabetti: rinunciante. Avvocato Monaco, Roggero, Usai. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Giacalone Luigi: rinunciante. Avvocato Dieci, avvocato Florio, avvocato Bennati.
AVVOCATO Bennati: Bennati presente.
PRESIDENTE: E' presente?
Giuliano: rinunciante. Avvocato Farina di Palermo. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Graviano Filippo: è presente? No, è rinunciante. Oddo e Gramigni che è presente.
AVVOCATO Gramigni: Buongiorno.
PRESIDENTE: Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani, presente.
Lo Nigro: è rinunciante. Avvocato Fragalà, Florio, Alì.
AVVOCATO Bennati: Bennati sostituisce l'avvocato Florio.
PRESIDENTE: Benissimo.
Mangano Antonino: è presente. Avvocato Farina, Maffei. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Corsani.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali e Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Pizzo Giorgio: rinunciante. Avvocato Salvo e Pepi. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. C'è nessuno dei due? Sostituiti dall'avvocato Corsani.
Riina Salvatore... no, l'abbiamo già estromesso.
Allora Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti, Usai, Roggero. Sostituiti dall'avvocato Corsani.
Scarano Antonio: rinunciante. Avvocato Fortini, avvocato Batacchi. C'è nessuno per loro?
AVVOCATO Falciani: Sostituisco io Presidente.
PRESIDENTE: Benissimo.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e avvocato Cianferoni che è presente.
Spatuzza: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Tudino Vittorio: rinunciante. Avvocato Gallina, Di Benedetto, Passagnoli. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Ammannato: Presidente, mi scusi, avvocato Ammannato.
Volevo far presente che ieri non è stato dato atto che il sindaco di Milano aveva fatto pervenire non al Pubblico Ministero ma direttamente alla Corte di Assise il 30 dicembre del '96 il proprio legittimo impedimento in quanto era impegnato al Parlamento Europeo. Ecco, adesso ieri il Pubblico Ministero appunto, ho visto a verbale non è stato dato atto però risulta che è pervenuta alla Corte di Assise di Firenze proprio il 30 dicembre.
PRESIDENTE: E' pervenuta?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Benissimo. Allora ne diamo atto.
AVVOCATO Ammannato: Ci tenevo appunto che fosse a verbale e poi appunto ho pregato il Pubblico Ministero di fissare un'altra data, probabilmente appunto o il 12 o il 23 gennaio per l'audizione. La ringrazio.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Chiedo scusa, prima di avviare l'esame di alcuni testimoni citati per l'udienza odierna, ecco volevo segnalare alla Corte diciamo la situazione consuntiva ad oggi delle comparizioni avute e non avute dei testimoni o consulenti che sono stati ammessi dalla Corte con riferimento alla costruzione del fatto accaduto in via Fauro il 14 maggio del '93. Questo perché, per alcuni di questi testimoni il Pubblico Ministero formalizza una dichiarazione di rinunzia, per altri invece il Pubblico Ministero ha interesse permanente a procedere all'esame. Per una persona ancora l'esame è divenuto impossibile perché si tratta di persona deceduta.
Quindi con questa paginetta che contiene l'elenco di questi nominativi che io consegno al segretario per l'allegazione al verbale, preciso che: persone citate non comparse che il Pubblico Ministero intende comunque esaminare sono i testi Pontecorvo Alberto, Santoro Rocco, Attanasio Tommaso, Villarousse Eddie, Gonzales Carmen Maria, Rotondi Leonardo, Vadalà Gianni Giulio, testimoni questi. Lombardi Giovanni, consulente.
Poi, persone al cui esame il Pubblico Ministero rinunzia: De Filippi Maria, Cavaliere Nicola, Montanaro Salvatore, Carosi Patrizia, Egidi Paolo, Mastroianni Giovanni, Spanedda Paolo. Precisandosi che alcuni di questi testimoni che sono ufficiali di Polizia Giudiziaria che si sono occupati essenzialmente di attività di Polizia Scientifica sono persone inserite nella lista con relativo provvedimento di ammissione come testi, non solo con riferimento a via Fauro ma anche con riferimento ad altri episodi. Quindi questa rinunzia è limitata all'oggetto della deposizione specificatamente relativo a via Fauro.
La persona per la quale l'esame è divenuto impossibile perché si tratta di persona deceduto è Carducci Daniela. Perché questo signor Presidente? Perché in relazione anche al calendario delle udienze che la Corte si ripromette di tenere io vorrei, chiedo che il Presidente mi indichi l'udienza per la quale queste persone devono comparire per modo che la Corte anche, il Presidente deciderà se per la nuova citazione - ritiene di richiedere il Pubblico Ministero e mi pare non ci sia problema alcuno - ovvero se ritiene di provvedere diversamente.
Quindi questo è il primo atto dell'udienza di oggi. E' firmata questa nota ovviamente dal dottor Nicolosi e da me.
PRESIDENTE: Le parti civili sulle rinuncie in particolare?
AVVOCATO Ammannato: Nulla osservano, remissivi.
PRESIDENTE: I difensori.
AVVOCATO Gramigni: Due minuti giusto per visionare la lista da depositare, ma giusto due minuti.
PRESIDENTE: Sospendiamo due minuti.
AVVOCATO Gramigni: Grazie.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Gramigni: Grazie, Presidente. Nessuna opposizione per quanto riguarda me, né per quanto riguarda i colleghi alle dichiarazioni di rinunzia così come formulate dal Pubblico Ministero. Faccio solo presente che la De Filippi Maria è anche teste della difesa di Filippo Graviano, indotta anche da questa difesa e quindi rimane comunque quel mezzo di prova così come richiesto da chi ne parla, non so se poi anche questa difesa nel prosieguo riterrà di rinunziare a questo teste. Però insomma per ora le faccio presente questo.
Ecco, poi non so se lei crede che questo sia il momento opportuno visto che oggi mi sembrano i ritmi un po' più blandi, forse è il momento per far presente certe cose.
Nel corso dell'istruttoria certi testi hanno riferito per la conoscenza dei fatti di altre persone. Si sono riferiti per la conoscenza dei fatti ad altre persone. Quindi non so, era intento di questa difesa formulare ex articolo 195 una richiesta di audizione di questi testi...
PRESIDENTE: Avvocato lei la formuli. I suoi colleghi sono legittimati a formularla quando credono. D'altra parte la Corte non può né prendere l'iniziativa, salvo casi particolari.
AVVOCATO Gramigni: Certo, certo.
PRESIDENTE: Né tantomeno stimolare le parti a fare aumentare il numero dei testimoni che è già abbastanza cospicuo.
AVVOCATO Gramigni: Comunque era intento di questa difesa chiedere che, ai sensi dell'articolo 195, venga disposta l'audizione di certi testi che risulta, che le vado a specificare.
PRESIDENTE: Mi scusi avvocato, per fare le cose in maniera un pochino più concreta e soprattutto più sbrigativa. Io vi consiglierei di fare delle richieste orali, come lei sta facendo, accompagnate però da una indicazione scritta in modo che si sappia che teste è, indirizzo, per disporne la citazione.
AVVOCATO Gramigni: Sono comunque in grado di...
PRESIDENTE: Benissimo, lei rappresenti e noi troveremo il modo di disporre il tutto.
AVVOCATO Gramigni: Innanzitutto all'udienza del 20 dicembre '96 il maggiore D'Agostino che fu sentito in ordine alla ricostruzione del fatto di via Fauro fece riferimento a certo colonnello Vitaliano, suo superiore diretto, il quale gli avrebbe impartito certe direttive di indagine, tipo l'esame sul tombino in prossimità del luogo della esplosione ed altro. E quindi questo è un primo teste che a giudizio di questa difesa diviene rilevante per i fatti di cui stiamo trattando.
Vi è poi la teste Saulo Ornella, la quale lei ricorderà che in merito alla circostanza dell'avvenuto riconoscimento su un quotidiano della fotografia della persona che ella credeva di aver veduto sul luogo dell'esplosione il 14 maggio '93, fece riferimento a una sorta di intervento persuasivo del marito al quale lei in prima battuta confidò questa sua convinzione e il marito avrebbe stimolato la predetta Saulo Ornella a portare a conoscenza di questi fatti l'Autorità Giudiziaria. E quindi il marito della Saulo Ornella, di cui non conosco le generalità ma credo che siano agevolmente reperibili, ritengo che sia altro teste che ex articolo 195 merita di essere sentito.
Forse, anzi sicuramente interessante sentire i due repertatori cui si è riferito il teste Masaracchio della Polizia Scientifica, allorché ha ricostruito il rinvenimento del famoso libretto di circolazione della Uno. Certi Robertiello e Tescola che sarebbero stati i soggetti che materialmente hanno rinvenuto ed appreso il predetto libretto.
E' poi circostanza sicuramente interessante quella dell'acquisto da parte della signora Roccella, che è venuta all'udienza di ieri, dell'acquisto della FIAT Cinquecento e il problema della sostituzione alla FIAT Cinquecento del motore originario con motore di automobile 126, su questo potrebbe riferire certo Sposini che la stessa Roccella ha indicato come il suo dante causa nell'acquisto di questa vettura.
Infine lei ricorderà il teste Fulvi Marcello all'udienza, se non sbaglio, del 23 dicembre allorché fu richiesto di riferire alla Corte se appartenenti ai servizi informativi avevano costui notiziato di una presenza di una vettura in uso ai servizi sul luogo dell'esplosione, rispose affermativamente indicando certo dottor Incalza come la persona che ciò avrebbe riferito. Ritiene questa difesa che sia estremamente anche quindi l'audizione del dottor Incalza sulle circostanze che le ho appena riferito.
Queste sono le richieste che le rammostro e sulle quali sollecito la decisione della Corte. Credo che siano richieste...
AVV. Cianferoni: L'avvocato Cianferoni si associa. Penso che tutto il collegio della difesa chiede che vengano prese in esame le richieste svolte dall'avvocato Gramigni.
PRESIDENTE: Dovrebbe intervenire il Pubblico Ministero su questa richiesta, dopodiché la Corte potrebbe anche ritirarsi per decidere. Sempre che la segretaria abbia potuto scrivere i nomi di questi. I nomi e le circostanze? E allora eventualmente sarà bene che ci riserviamo di decidere all'udienza prossima quando avremo il testo trascritto degli interventi.
Il Pubblico Ministero può intervenire però.
AVV. Cianferoni: Nelle more Presidente ci si riserva anche di sottoporre una memoria difensiva illustrativa della rilevanza e della pertinenza prima di tutto di questa richiesta.
PRESIDENTE: Di quello non ce n'è bisogno, avvocato, voi se la volete fare la fate, se non volete fare per noi va bene lo stesso.
AVV. Cianferoni: Va bene Presidente.
PUBBLICO MINISTERO: Ma io volevo fare una semplicissima considerazione. Dunque, il colonnello Vitaliano, il colonnello dei Carabinieri è già nella lista del Pubblico Ministero. Ah, no mi sta dicendo il dottor Nicolosi che quello che sto dicendo è un'inesattezza.
Volevo fare appunto una considerazione un pochino più di carattere generale. Non so quanto sia pertinente il richiamo all'articolo 195, quello che ha a che fare con la testimonianza indiretta. Cioè a dire, il teste riferisce una cosa che gli è stata raccontata da un altro. Ecco, ad esempio, nel caso della signora Roccella lei ci ha semplicemente detto che ha comprato l'automobile da un certo signor Sposini, non è che ha detto di aver saputo dal signor Sposini che la macchina aveva avuto questa o quell'altra storia. Quindi, diciamo come intitolazione, o titolazione normativa della richiesta almeno in qualche misura credo che non sia puntualissima quella indicata dall'avvocato Gramigni.
Che cosa cambia nella sostanza? Probabilmente cambia poco. Forse la disposizione alla quale bisogna fare riferimento dovrebbe essere, riterrei, l'articolo, ci arrivo subito, ma è quello che riguarda la assunzione delle prove che non si potevano indicare inizialmente, quindi l'articolo 493 comma III. E perché dico questo? Perché quando il teste per riferire di un fatto si rifà a quanto appreso da terzi, la disposizione citata dall'avvocato Gramigni, il 195 prevede che il Giudice dispone la citazione anche di ufficio perché è una specie di completamento della prova. Siccome la prova non può essere lasciata a mezzo, non è rimessa alla discrezionalità della parte esercitare in un modo piuttosto che in un altro il suo diritto alla prova. E' un problema di completezza della prova. E allora il Giudice anche di ufficio integra il testimoniale disponendo per la citazione per testimone.
In quest'altro caso invece siamo in presenza di una facoltà che la parte se vuole esercitare esercita e diversamente non lo fa, sempre come forma di manifestazione del diritto della prova, assicurata, tutelata questa previsione quella dell'articolo 493, dà un presupposto arcinoto che è costituito dal fatto che la parte prima non poteva indicare quel testimone perché non aveva la più pallida idea dell'esistenza di questa persona in grado di riferire.
Io quindi credo che questa obiezione a carattere un po' formale, un po' preliminare si adatti sicuramente a quanto è stato dedotto con riferimento al precedente proprietario della Cinquecento della signora Roccella e quindi, per come è formulata mi oppongo a quello che è stato richiesto dal difensore.
Per quanto riguarda il teste Masaracchio, mi pare che la situazione sia sostanzialmente analoga perché il teste Masaracchio non ha detto di aver saputo che, ha detto di aver fatto lui un certo lavoro, la realizzazione degli elaborati planimetrici e grafici e che sul posto hanno proceduto a fotografare Tizio e Caio. E' anche questa una cosa un attimo diversa dalla testimonianza indiretta.
Per quanto riguarda la teste Saulo, direi qui è ancora più vistoso il fatto che non si tratta di testimonianza indiretta perché la teste Saulo non è che abbia saputo dal marito e abbia riferito quanto raccontato dal marito. Il marito è uno che dovrebbe confermare che la teste Saulo prima parlò con lui e poi decise, in quel certo modo, di far presente ai Carabinieri e poi al Pubblico Ministero cosa gli suggeriva una certa foto sul giornale. Non mi sembra che nemmeno questo sia un caso di testimonianza indiretta.
Per quanto riguarda il teste Fulvi - e per meglio dire il dottor Incalza che dovrebbe essere introdotto al dibattimento - ecco, francamente la difesa non se ne dorrà della mia osservazione, ma mi sembra una iperfetazione proprio dell'istruttoria dibattimentale, comunque la si riguarda ex 195, ex 493. Lo sappiamo che una macchina c'era, è stato affermato positivamente dal diretto interessato. Noi faremmo tutto questo lungo giro, dopo aver già incamerato le dichiarazioni del teste Narracci. Siccome abbiamo sentito il dottor Fulvi, dovremo andare a sentire il dottor Incalza che ci ripeterà che sapeva che il Narracci aveva quella automobile. Mi sembra francamente un giro vizioso solo per allungare, senza ragione, sia pur di poco l'istruttoria dibattimentale.
E siccome la regola generale del processo è che le attività di indagine, o per meglio dire di istruttoria dibattimentale che siano manifestamente superflue, si possono evitare, questa è la ragion per la quale mi sembra che questa richiesta debba essere disattesa proprio nel merito, la obiettiva e assoluta manifesta irrilevanza di sentirsi raccontare di un esame col quale qualcuno ci dovrebbe raccontare una cosa che già sappiamo per certa.
Per quanto riguarda infine il colonnello Vitaliano mi sembra che si estenda l'osservazione che facevo un attimo fa sulla sostanziale, a tutti gli effetti, irrilevanza di quello che potrebbe l'ufficiale venire a riferire.
Ecco, quindi in parte per come è stata formulata, in parte per ragioni di merito non concordo sulla richiesta che è stata prospettata dai difensori. E, a chiusura, vorrei dire: arriverà un momento in cui dovrà essere fatto un bilancio sull'istruttoria dibattimentale per vedere se non ci sia ancora qualche possibilità istruttoria che non utilizzata debba essere invece introdotta nel dibattimento. Tutti sanno a quali disposizioni mi sto riferendo. Tutti sanno che quelle certe possibilità possono essere attivate di ufficio, ovvero sollecitate dalle parti, non si corre il rischio di alcuna decadenza. Ecco perché, con una previsione che mi sembra ragionevole oltre che a norma di diritto, io credo che il provvedimento di oggi nei termini proposti sia un provvedimento ortodosso e puntuale, che non pregiudica nemmeno gli interessi di carattere sostanziale del processo.
PRESIDENTE: Allora, in sostanza facciamo una cosa molto semplice. La Corte si riserva di decidere sulle richieste della difesa di citare questi nuovi testi alla prossima udienza.
Mentre si dispone la citazione dei testi che il Pubblico Ministero vuole sentire, che erano già stati citati e non sono comparsi per diverse ragioni per l'udienza del 3 febbraio prossimo alle ore 09.00.
Possiamo procedere allora all'esame dei testi presenti.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, Presidente, diamo atto...
PRESIDENTE: Scusi un momento Pubblico Ministero. Volevo fare riserva di prendere decisioni sui testi citati e non comparsi sia ieri che oggi, per i quali non è stato presentato, non è arrivata alla Corte nessuna giustificazione della mancata comparizione per vedere i provvedimenti da prendere eventualmente. Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque Presidente, per quanto riguarda i testi di oggi, il Pubblico Ministero aveva disposto la citazione di Antoniani Alessandro, Bacchini Pietro, Betta Linda, Partel Regina Maria, Prata Franca, Carderelli Gian Luigi, Caterino Leonardo, Facchinetti Mauro, Graticoli Pietro, Lacchini Magda, Legori Andrea, Mantovani Egena, Parpinelli Mario e Pelliccia Amedeo.
Ora presenti, per quanto mi riferisce l'Ufficiale Giudiziario, nella sala dei testimoni sono i testi Antoniani, Parpinelli, Bacchini, Caterino e Graticoli. Per quanto riguarda tutti gli altri testi indicati nella citazione odierna sono pervenute varie attestazioni o documentazioni che dovrebbero dimostrare l'impossibilità a presenziare all'udienza.
Faccio presente semplicemente che per quanto riguarda la teste Prata, diciamo questa giustificazione è stata resa oralmente direttamente al Pubblico Ministero. Per quanto riguarda invece il teste Pelliccia non è presente, non abbiamo documenti e non sappiamo se è stato ben citato o altro.
Io consegno l'elenco dei nominativi con le copie allegate dei documenti che eventualmente sono pervenuti.
PRESIDENTE: Allora chi facciamo entrare?
PUBBLICO MINISTERO: E quindi possiamo iniziare con i testi presenti.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Farei entrare il teste Bacchini.
PRESIDENTE: Vuol dirci nome, cognome, luogo, data di nascita e luogo di residenza.
*TESTE Bacchini: Mi chiamo Bacchini Pietro, sono nato a Fidenza l'8 giugno del '46 e risiedo attualmente a Rivolta D'Adda in via Botticelli 15/A.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Bacchini: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, signor Bacchini, che attività svolge lei?
TESTE Bacchini: Io sono responsabile del centro documentazione o archivio del giornale Il Giorno di Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dove ha sede il suo luogo di lavoro?
TESTE Bacchini: In piazza Cavour al numero 2.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ricorda cosa accadde nella tarda serata del 27 luglio '93?
TESTE Bacchini: Io dovevo iniziare il mio servizio lavorativo alle 17.30. Abbiamo dei turni di sei ore.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, può parlare un pochino più vicino al microfono?
PRESIDENTE: Lo avvicini a sé.
TESTE Bacchini: Dovevo iniziare il mio turno lavorativo alle 17.30 e protrarlo fino alle 23.30, in orario ordinario abbiamo sei ore di lavoro giornaliero.
Sono arrivato al giornale, dunque ho posteggiato l'auto in via Palestro circa verso le quattro e mezza, perché ho anticipato sull'orario di lavoro per questioni...
PRESIDENTE: Del pomeriggio.
TESTE Bacchini: Nel pomeriggio. E l'ho messa proprio vicino Palazzo Reale, il Padiglione d'Arte Contemporanea, una zona dove si può posteggiare vicino al posto di lavoro. Sono entrato al lavoro e alle 23.15 ho sentito questo enorme boato e, insieme a un mio collega, subito sono sceso in piazza Cavour, ho cercato di avvicinarmi al posto dove era sita la mia macchina, ma sono stato fermato dalle forze dell'ordine, e ho visto queste fiamme e questo...
Poi, sono rientrato al giornale, mi sono fermato fino alle tre perché dovevano fare un'edizione straordinaria.
Il giorno dopo, verso le... nel tardo pomeriggio del 28, ho avuto la possibilità di vedere la mia auto, che era completamente distrutta. Ho fatto una denuncia ai Carabinieri, credo anche alla DIGOS, e poi...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signor Bacchini, noi abbiamo delle foto del luogo e anche della sua autovettura; ora, magari gliele mostriamo per vedere se riconosce la macchina, riconosce le condizioni in cui era.
TESTE Bacchini: Sì.
PRESIDENTE: Vuole accomodarsi laggiù?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi, che macchina era la sua? Quella parcheggiata lì.
TESTE Bacchini: Una Opel Kadett.
PRESIDENTE: Vuol parlare al microfono, per favore?
TESTE Bacchini: Era una Opel Kadett turbodiesel, color petrolio; adesso, la targa non la ricordo a mente, però l'ho segnata, ho lasciato il cappotto in sala d'attesa. E ho anche gli estremi della denuncia.
PUBBLICO MINISTERO: Se possiamo metterla a fuoco.
PRESIDENTE: E' l'unica foto di quest'auto?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ne abbiamo un'altra.
TESTE Bacchini: Sì sì, è lei.
PUBBLICO MINISTERO: E' questa la macchina?
TESTE Bacchini: Sì, sì. Ma anche prima.
PUBBLICO MINISTERO: Vogliamo dare atto che stiamo mostrando, la foto in questione è tratta dall'allegato fotografico ai rilievi di Polizia Scientifica del Gabinetto Regionale di Milano. E che fa parte del fascicolo per il dibattimento. E' questa l'autovettura?
TESTE Bacchini: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Erano queste le condizioni in cui l'auto...?
TESTE Bacchini: Sì. Aveva anche, nella prima foto si vede anche tutto il cofano sfondato, era completamente...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando ebbe modo di vedere questa macchina? Mi pare, ha detto, l'indomani mattina.
TESTE Bacchini: Nel pomeriggio del 28.
PUBBLICO MINISTERO: Si trovava esattamente nel posto dove l'aveva lasciata?
TESTE Bacchini: Sì, era ancora lì. Perché poi, dopo, le hanno trasportate alla caserma Peroquet a Milano, le hanno sequestrate. Ci sono stati altri colleghi del giornale che hanno avuto le auto danneggiate.
PUBBLICO MINISTERO: Macchine parcheggiate nella zona?
TESTE Bacchini: Sì, più o meno o dalla parte opposta della strada, perché c'è una zona alberata dove - proprio che fiancheggia i giardini di Porta Venezia - dove lasciano, almeno una volta lasciavano, mettere le auto private.
Noi, lavorando al giornale, cerchiamo sempre di posteggiare il più vicino possibile al posto di lavoro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto che il suo ufficio era, è in piazza Cavour.
TESTE Bacchini: Sì, tutt'ora in piazza Cavour.
PUBBLICO MINISTERO: E' tuttora in piazza Cavour. Che effetti ha provocato l'esplosione nella zona e nel suo ufficio? Se ne ha provocati.
TESTE Bacchini: Guardi, effetti materiali visibili, no. Però si è sentito un enorme botto e quasi sembrava che ci fosse il terremoto, proprio come prendere un pugno nello stomaco, proprio una sensazione di... Io ero in piedi e ho barcollato, veramente.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, può ripetere l'ultima frase? Perché non l'ho sentita.
TESTE Bacchini: Essendo in piedi nel momento in cui c'è stata la deflagrazione, ho avuto la sensazione di barcollare. Noi abbiamo gli uffici al terzo piano del Palazzo dei Giornali, sito in piazza Cavour, e si è sentito molto distintamente questo senso, così, anche di tremore. Perché sarà circa 300 metri da dove è avvenuto lo scoppio della bomba.
Quando sono sceso in piazza Cavour, proprio distante dalla piazza c'era un pezzo del motore dell'auto, sarà stato a una cinquantina di metri dall'ingresso del Palazzo dei Giornali.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora non so, scusi ispettore, se in quell'album c'è la foto del motore.
TESTE Bacchini: No, ma non della mia auto. Non so se era il motore dell'auto che era esplosa.
PUBBLICO MINISTERO: Il motore dell'auto che era esplosa.
TESTE Bacchini: Eh, probabilmente.
PUBBLICO MINISTERO: Ora vediamo se troviamo la foto del motore in questione, magari gliela mostriamo.
Ecco magari, Presidente, siccome dovrebbe essere nell'altro album, mi riservo nella tornata successiva di mostrarla.
PRESIDENTE: Va bene. Abbiamo altro da chiedere?
PUBBLICO MINISTERO: No, dico, mi riservo di riprendere la domanda dopo il controesame magari.
PRESIDENTE: Ah, va bene. Le parti civili hanno domande? I difensori hanno domande? Nessuna. Allora?
PUBBLICO MINISTERO: Un attimo, che arriva l'album.
PRESIDENTE: Benissimo. Ma è stata fatta vedere ieri?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, è stata fatta vedere ieri, Presidente. Ma... Ecco, l'abbiamo trovata e volevamo mostrarla al teste, Presidente, questa foto.
Ecco, signor Bacchini, vede questa foto?
TESTE Bacchini: Sì, è quello. Quando io ho visto quel rottame, era buio perché era notte, però mi sembra proprio che sia quello.
PUBBLICO MINISTERO: E in quella posizione?
TESTE Bacchini: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che vede raffigurata nella foto.
TESTE Bacchini: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, abbiamo già dato atto ieri di qual è la foto in questione.
PRESIDENTE: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Che è sempre allegata al fascicolo dei rilievi fotografici. Bene, io ho concluso.
PRESIDENTE: Può accomodarsi, grazie.
*TESTE Bacchini: Buongiorno.
PRESIDENTE: Sentiamo un altro teste.
PUBBLICO MINISTERO: Sentiamo il teste Antoniani.
PRESIDENTE: Nome, cognome, indirizzo, luogo e data di nascita, e residenza.
*TESTE Antoniani: Alessandro Antoniani, sono nato a Milano il 18/12/64, e risiedo a Origia in provincia di Varese.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Antoniani: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Antoniani, che attività svolge?
TESTE Antoniani: Sono impiegato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha ricordo di cosa è accaduto la sera del 23 luglio '93 a Milano?
PRESIDENTE: 29 luglio.
PUBBLICO MINISTERO: 27.
PRESIDENTE: 27, ma avevo capito 23.
PUBBLICO MINISTERO: No, 27.
TESTE Antoniani: Cosa è successo a me, o cosa è successo quel giorno?
PUBBLICO MINISTERO: Cosa è successo quel giorno e cosa ha visto, cosa è successo a lei.
TESTE Antoniani: Ricordo della bomba. Io mi trovavo a casa della mia fidanzata, che è in zona, e ho sentito il boato. Più tardi sono uscito e ho trovato che la macchina che io avevo parcheggiato da quelle parti aveva un vetro sfondato.
PUBBLICO MINISTERO: Dove l'aveva parcheggiata lei, questa macchina?
TESTE Antoniani: Sull'angolo di piazza Cavour.
PUBBLICO MINISTERO: Con via Palestro?
TESTE Antoniani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi la casa della sua fidanzata dove era?
TESTE Antoniani: In via Senato, che è la via parallela a via Palestro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi che effetti ha avuto questa esplosione lì nell'abitazione della sua fidanzata?
TESTE Antoniani: Abbiamo sentito lo spostamento d'aria, perché la finestra era aperta, ho visto la finestra muoversi. Danni, non ce ne sono stati, perché c'è un palazzo in mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: E invece è stata danneggiata la sua autovettura, parcheggiata lì all'angolo.
TESTE Antoniani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che danni ha subìto questa macchina?
TESTE Antoniani: Si è sfondato il vetro posteriore.
PUBBLICO MINISTERO: Nient'altro?
TESTE Antoniani: No.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ho concluso, Presidente.
PRESIDENTE: Domande? Si accomodi, grazie.
*TESTE Antoniani: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Teste Parpinelli.
PRESIDENTE: Vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita, per cortesia?
*TESTE Parpinelli: Parpinelli Mario, nato a Gordo al Monticano, provincia di Treviso, 04/03/53.
PRESIDENTE: Vuole leggere? Residente dove?
TESTE Parpinelli: Residente a Milano, in via Ciro Menotti 21.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Parpinelli: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Parpinelli, che lavoro svolge, che attività?
TESTE Parpinelli: Sono un commerciante di motociclette.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dove? Ha un autosalone, un negozio?
TESTE Parpinelli: Sì, una concessionaria.
PUBBLICO MINISTERO: Dove è questa concessionaria?
TESTE Parpinelli: In viale Vittorio Veneto, 12.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ricorda cosa accadde la sera del 27 luglio '93?
TESTE Parpinelli: Beh, io non abito dove c'è il negozio, a quel tempo abitavo da un'altra parte, per cui quello che è successo l'ho saputo il giorno dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che effetti ha avuto l'esplosione nel suo negozio?
TESTE Parpinelli: Naturalmente i vetri si sono frantumati.
PRESIDENTE: Possiamo sapere dove è il negozio?
TESTE Parpinelli: In viale Vittorio Veneto, numero 12.
PRESIDENTE: E' vicino a via Palestro?
TESTE Parpinelli: E' la via di fronte a via Palestro, c'è il parco, ed è la via di fronte. C'è una notevole distanza. Probabilmente, un'onda d'urto ha frantumato i vetri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci sono stati altri danni alle cose custodite nel suo...?
TESTE Parpinelli: Beh, naturalmente i vetri, cadendo, sono andati sugli scooters esposti e qualcuno si è rovinato. Niente altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, magari per avere contezza dei luoghi se, ispettore, possiamo mostrare questa cartina.
PRESIDENTE: Vuole avvicinarsi laggiù, per favore?
PUBBLICO MINISTERO: Prego. Ecco, mi scusi, può parlare al microfono?
TESTE Parpinelli: Sì, mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Che è lì davanti. E se ci indica dove è viale Vittorio Veneto.
TESTE Parpinelli: Esattamente, il nostro negozio è qui, dove è segnato col numero 20, in questa posizione.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, la ringrazio.
TESTE Parpinelli: Prego.
PRESIDENTE: Nessun'altra domanda? Può andare, grazie.
*TESTE Parpinelli: Grazie, buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo far passare il signor Caterino.
PRESIDENTE: Vuol dire nome, cognome, luogo e data di nascita, e residenza?
*TESTE Caterino: Caterino Leonardo, 08/04/56, nato a Trani in provincia di Bari. Residente a Milano, Fabio Filzi 9.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Caterino: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, signor Caterino, che lavoro svolge lei?
TESTE Caterino: Attualmente lavoro in una ditta di scatole, scatolificio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nel luglio del '93?
TESTE Caterino: Avevo in gestione con un socio un ristorante.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei è a conoscenza di quanto è accaduto la sera del 27 luglio a Milano?
TESTE Caterino: A conoscenza, cioè io ero nel ristorante.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma ha avuto danni questo ristorante, a seguito del fatto?
TESTE Caterino: Sì, è caduto giù il plafone del ristorante.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi, dove era questo ristorante?
TESTE Caterino: Era situato in via Panfilo Castaldi.
PUBBLICO MINISTERO: A che distanza è dal luogo dove avvenne l'esplosione?
TESTE Caterino: Saranno circa 300-400 metri, 500.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei era in negozio, diciamo al ristorante, quella sera?
TESTE Caterino: Sì. C'è da premettere che anche mia moglie aveva un negozio nelle vicinanze, un negozio di parrucchiere per signora.
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiama sua moglie?
TESTE Caterino: Ortega Francesca.
PUBBLICO MINISTERO: E dove è questo negozio di parrucchiera?
TESTE Caterino: In via Vittorio Veneto, all'8. Anche lì abbiamo subìto dei danni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ce li vuol descrivere, questi danni? Prima al suo ristorante, e poi a questo negozio di parrucchiera.
TESTE Caterino: Sì. Al ristorante, come le ho detto prima, è caduto giù tutti i plafoni della cucina, gran parte. Mentre, invece, al negozio di mia moglie sono caduti tutti i cristalli.
PUBBLICO MINISTERO: Può quantificare questi danni?
TESTE Caterino: Perché c'era anche il condizionatore, che è crollato giù il cristallo sul condizionatore: saranno un 3-4 milioni.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, vuol magari avvicinarsi lì, alla postazione, così ci dice - guardi, in quella postazione di fronte a lei, dove c'è quel visore; ecco, si porti pure lì. Ecco, magari c'è una cartina lì, sotto il visore: se ci indica i luoghi.
Ecco, magari se vuole indicarli parlando al microfono; guardi, è lì il microfono.
TESTE Caterino: Allora, piazza Repubblica.
PRESIDENTE: Sì, c'è via Castaldi, va bene.
TESTE Caterino: Sì, qui era situato il ristorante.
PRESIDENTE: Qui c'è qualche indicazione, più precisa?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol dire?
TESTE Caterino: Sì, qui, dovrebbe essere qui.
PUBBLICO MINISTERO: Quella è viale Vittorio Veneto?
TESTE Caterino: No, questa è...
PRESIDENTE: No, via Castaldi.
PUBBLICO MINISTERO: Via Castaldi.
TESTE Caterino: Sì, via Castaldi, qua.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Mentre il negozio di sua moglie?
TESTE Caterino: Mentre il negozio di mia moglie è in via Vittorio Veneto: dovrebbe essere qui.
PRESIDENTE: Vicino a piazza Oberdan?
TESTE Caterino: Sì, vicino a piazza, un attimino più... al numero 8, al civico 8.
PRESIDENTE: Bene.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Quindi, mentre i danni al ristorante?
TESTE Caterino: I danni al ristorante: intorno al milione e mezzo, così.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei era presente dentro il ristorante quando avvenne l'esplosione?
TESTE Caterino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che effetti, al di là di questo fatto del distacco lì, dal soffitto della cucina, delle cose che lei ha detto, che effetti produsse questa esplosione all'interno del locale?
TESTE Caterino: Una forte vibrazione, come se fosse un senso di terremoto, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io avrei concluso, Presidente.
PRESIDENTE: Domande? Può accomodarsi, grazie.
*TESTE Caterino: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo far entrare Graticoli.
PRESIDENTE: Vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita, e residenza?
*TESTE Graticoli: Sono Graticoli Pietro, nato a Milano il 03/11/1936, abito a Cologno Monzese, via Merano 7.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Graticoli: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Signor Graticoli, che attività svolge lei?
TESTE Graticoli: Io sono contitolare di un negozio di biciclette in via Vittorio Veneto.
PUBBLICO MINISTERO: A Milano.
TESTE Graticoli: A Milano, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ricorda cosa accadde la sera del 27 luglio a Milano?
TESTE Graticoli: No, io non ricordo. L'unica cosa che posso dire è che alla mattina, presentandomi in negozio, quando ho sollevato le saracinesche mi sono visto i vetri rotti della vetrina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questi furono gli unici effetti di questa esplosione, oppure ci fu...?
TESTE Graticoli: Ho sentito, si può dire dalla televisione, che c'è stato quell'attentato, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi in questo negozio è andata infranta questa vetrina.
TESTE Graticoli: Una vetrina. Io ho due vetrine: una vetrina è stata infranta, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci sono stati altri danni all'interno del negozio?
TESTE Graticoli: Ho avuto, i vetri cadendo mi hanno rovinato due biciclette, ma chiaramente non ho...
PRESIDENTE: Scusi, dove si trova il negozio?
TESTE Graticoli: In via Vittorio Veneto, numero 8.
PRESIDENTE: Numero 8.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, non so se la Corte reputa opportuna l'indicazione, ma è sempre la stessa strada che abbiamo visto prima.
PRESIDENTE: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, io non ho altre domande, Presidente.
PRESIDENTE: Ci sono domande? Si accomodi, grazie. Può andare.
*TESTE Graticoli: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, credo che non ci sia nessun altro.
PRESIDENTE: Bene. Allora, riprendiamo l'udienza martedì 7 alle ore 09.00. Traduzione degli imputati detenuti.