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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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DIBATTIMENTO-1: udienze/961221.txt


PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo i presenti.
Bagarella, rinunciante; no, Bagarella è presente. Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni.
AVV. Cianferoni: Cianferoni anche per Ceolan. Buongiorno.
PRESIDENTE: Barranca: non c'è. Avvocato Barone. Sostituito da?
AVV. Cianferoni: Cianferoni, Presidente.
PRESIDENTE: Benissimo. Benigno Salvatore: é presente? Rinunciante. Avvocato Farina, Maffei e avvocato Cuccureddu, sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti e Falciani.
AVVOCATO Batacchi: E Batacchi, in sostituzione.
PRESIDENTE: Batacchi, in sostituzione.
Calabrò Giovacchino: è rinunciante. Gandolfi, Fiorentini, Cianferoni che è presente.
Cannella Cristofaro: rinunciante?
AVVOCATO Rocchi: No è presente, Presidente.
PRESIDENTE: E' presente. Avvocato Di Peri, Rocchi.
AVVOCATO Rocchi: E' presente l'avvocato Rocchi, Presidente.
PRESIDENTE: Rocchi, grazie.
Carra Pietro: rinunciante. Avvocato Cosmai e Batacchi. C'è qualcuno?
AVVOCATO Batacchi: Batacchi, Presidente.
PRESIDENTE: Batacchi per entrambi.
Di Natale: contumace. Avvocato Civita Di Russo, Gentili, Falciani. C'è lei per Falciani?
AVVOCATO Batacchi: Sì, sempre Batacchi.
PRESIDENTE: Grazie. Ferro Giuseppe: è presente. Avvocato Anania. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Ferro Vincenzo: contumace. Avvocato Traversi e Gennai. C'è qualcuno per loro?
AVVOCATO: Sono presente io.
PRESIDENTE: Grazie, buongiorno.
AVVOCATO: Buongiorno.
PRESIDENTE: Frabetti: è presente? E' rinunciante. Avvocato Traversi e Gennai. Sostituito da?
(voce fuori microfono) Frabetti, Presidente?
PRESIDENTE: Frabetti, sì. Monoca, Ruggero, Usai: c'è qualcuno dei tre? Non c'è nessuno, chi lo sostituisce? L'avvocato Cianferoni può sostituirlo? Grazie.
Giacalone Luigi: rinunciante. Sì. Avvocato Dieci e Florio. C'è nessuno dei due? Lo sostituisce lei, avvocato Cianferoni.
Giuliano Francesco: rinunciante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Graviano Filippo. Avvocato Oddo e Gramigni, sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani, sostituito dall'avvocato Corsani.
Lo Nigro: rinunciante?
(voce fuori microfono) Sì.
PRESIDENTE: Avvocato Fragalà, Florio, Alì. C'è nessuno dei tre? Avvocato Cianferoni.
Mangano Antonino: presente. Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti? Avvocato Cianferoni. Oggi fa tutto lei.
PRESIDENTE: Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato e Bagattini. C'è qualcuno che li sostituisce? Avvocato Corsani, li può sostituire.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali, e Cardinale. Avvocato Cianferoni.
Pizzo Giorgio: rinunciante. Avvocato Salvo e Pepi. Avvocato Cianferoni.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. C'è nessuno?
AVVOCATO Rocchi: Posso sostituirli io, Presidente.
PRESIDENTE: Avvocato Rocchi.
Riina Salvatore: rinunciante. Avvocato Fileccia, Grillo e Maffezzoli. Avvocato Rocchi.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti, Usai e Roggero. Avvocato Rocchi?
AVVOCATO Rocchi: Grazie, Presidente.
PRESIDENTE: Scarano Antonio: rinunciante. Avvocato Fortini e Batacchi. Mi pare che c'è l'avvocato Batacchi.
AVVOCATO Batacchi: Presidente, Batacchi.
PRESIDENTE: Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e Cianferoni, che è presente.
E' presente anche l'avvocato Gramigni, per Graviano.
Spatuzza: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Rocchi.
Tudino: rinunciante. Avvocato Gallina, Di Benedetto e Passagnoli. Avvocato Rocchi.
Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, io direi di introdurre il teste Niari Gaetano.
*TESTE Niari: Buongiorno.
PRESIDENTE: Vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita e di residenza?
TESTE Niari: Niari Gaetano, nato a Roma il 25/04/44. Abitante a Roma, in via Pietro Felini 16.
PRESIDENTE: Vuol leggere la formula, per favore?
TESTE Niari: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Niari, vuole spiegare per cortesia alla Corte qual è la sua attività?
TESTE Niari: Sono un tecnico della Telecom.
PUBBLICO MINISTERO: Tecnico della Telecom, lo era anche nel maggio del '93?
TESTE Niari: Sì, all'epoca SIP.
PUBBLICO MINISTERO: Con quali mansioni?
TESTE Niari: Tecnico di rete, diciamo dei cavi, tecnico dei cavi.
PUBBLICO MINISTERO: Tecnico dei?
TESTE Niari: Cavi.
PUBBLICO MINISTERO: Dei cavi.
TESTE Niari: Della rete.
PUBBLICO MINISTERO: Della rete, proprio la rete in senso fisico.
TESTE Niari: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Niari: La rete telefonica.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha memoria di aver fatto un intervento o di essere stato informato di certi interventi eseguiti intorno alla fine di aprile, inizi del maggio del '93, alla rete SIP della zona di via Fauro, via Boccioni? E se sì, è in grado di fornire alla Corte i riferimenti di questi interventi? Da chi fatti, le date in cui sono stati eseguiti?
TESTE Niari: Per quanto riguarda interventi diciamo di tecnici, di imprese telefoniche, io questo non so dirvi perché sono un semplice tecnico, non è che sono un dirigente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Niari: Quindi io posso parlare per quanto riguarda me, cioè come sono intervenuto io.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ora, riprendendo la domanda di un attimo fa, questi interventi allora alla rete esterna venivano assunti e svolti direttamente dalla Telecom, oppure potevano essere delegati ad altre aziende che erano in rapporto di collaborazione con la Telecom?
TESTE Niari: Diciamo che i lavori nei manufatti, vengono fatti sia dalla Telecom, se ci sono guasti, o sia da imprese della Telecom, se sono state commissionate dalla Telecom per nuove pose.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Allora, veniamo a quanto lei ricorda di aver personalmente fatto, eh?
TESTE Niari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In relazione, appunto, alla zona di cui le sto parlando con riferimento all'epoca che le ho segnalato un attimo fa, eh?
TESTE Niari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo vediamo di calibrare il discorso in un contesto un po' più ampio.
TESTE Niari: Praticamente le devo parlare dei miei interventi, diciamo in quel giorno, in quei due giorni.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Niari: Allora...
PUBBLICO MINISTERO: Io non le posso anticipare la risposta.
TESTE Niari: No, no. Volevo capire. Allora, siccome io non sono di quella zona, perché la Telecom - diciamo SIP prima, io parlo SIP perché prima si chiamava SIP - diciamo la SIP, è strutturata con tecnici che operano in varie zone; e io non ero prettamente di quella zona.
Il giorno prima dell'attentato, credo il 13, giovedì...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Niari: ... io sono stato chiamato sul Teledrin verso le 18.00.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Niari: Ero in strada, stavo rientrando a casa. E sono stato avvisato di intervenire in via Fauro, Ruggero Fauro 41, l'angolo dove è una scuola.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Niari: Perché c'era un nostro chiusino che, su segnalazione dei Vigili Urbani, destava, diciamo faceva forte rumore. I Vigili Urbani erano stati avvertiti, non lo so, dalla portiera di fronte che faceva questo rumore, quindi mi avevano chiamato per intervenire, per vedere come potevo sistemare quel chiusino.
PUBBLICO MINISTERO: Lei era, mi scusi tanto, era di turno per caso?
TESTE Niari: No, no. Abbiamo il Teledrin, siamo di reperibilità, quindi se succede qualche cosa, casca un palo, c'è una buca da transennare, eccetera...
PUBBLICO MINISTERO: Poteva quindi essere chiamato lei, ma poteva essere chiamata anche un'altra persona?
TESTE Niari: Esatto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Niari: Sì, sì, hanno chiamato me.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Si ricorda chi è che la stava cercando?
TESTE Niari: L'assistente di Guidonia, che era di servizio: Bellini, il signor Bellini. Credo, perché poi...
PUBBLICO MINISTERO: Non sa se fosse un certo signor Colabene?
TESTE Niari: Colabene, sì, è il mio assistente. Diciamo, forse io però ho parlato con questo Bellini, che evidentemente il Colabene gli ha dato il mio Teledrin. Perché lui...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
TESTE Niari: Allora, mi ha detto di vedere come potevo sistemare quel chiusino, mettendo una zeppa, cioè un pezzo di legno per non farlo più dondolare. E io sono intervenuto, non in tuta, ero in borghese, con la macchina della SIP; e ho visto che questo tombino faceva forte rumore, perché per individuarlo ho aspettato che passava qualche macchina, in modo che ho visto qual era.
Ho alzato quel tombino e, siccome quel tombino è vicino a una nostra centrale che sta sempre in via Fauro, al termine di via Fauro - è una centrale telefonica sotterranea, cioè la centrale Parioli -, e quindi questi chiusini sono protetti da un sottochiusino per, diciamo per sicurezza.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Niari: Allora io ho notato, quando ho aperto il chiusino, che il sottochiusino era stato messo male, diciamo era stato aperto e messo male.
Siccome ha due maniglie, il sottochiusino, una volta chiuso il chiusino sopra, dondolava, perché il sottochiusino era messo male e quindi era più alto del...
E allora io che ho fatto? Ho fatto leva e ho tolto il sottochiusino per fare alloggiare il chiusino sopra bene.
Dopodiché, ho chiamato il mio assistente e ho riferito quello che avevo fatto. Questo è il primo giorno.
Il giorno poi del... se devo seguitare?
PUBBLICO MINISTERO: Allora, lei ha detto che questo suo intervento sul posto si è verificato il giovedì 13 intorno alle 18.00.
TESTE Niari: Sì, intorno alle 18.00.
PUBBLICO MINISTERO: O perlomeno che lei è stato, se ho capito bene, convocato intorno alle 18.00.
TESTE Niari: Sì, sono stato chiamato sul Teledrin.
PUBBLICO MINISTERO: E subito dopo è andato a vedere qual era la situazione.
TESTE Niari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Ora, tra un attimo magari, se è necessario, le possiamo anche far vedere delle immagini che riproducono la zona, perché così lei può dare, come dire?, la collocazione precisa di questo chiusino, come lo chiama lei.
Ecco, le stavo giustappunto per chiedere se poi, sul luogo dove aveva fatto quest'intervento estemporaneo il giorno 13, se poi lei è tornato nei giorni immediatamente successivi.
TESTE Niari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Niari: Sono intervenuto subito dopo lo scoppio dell'ordigno, della bomba diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Niari: Perché il mio capotecnico, responsabile, la sera del giorno successivo, quindi il 14, verso le 22.00 mi ha chiamato a casa dicendomi che era scoppiata una bomba a via Fauro, e che forse aveva danneggiato dei cavi. E io dovevo intervenire per vedere, più o meno, se c'era servizio sopra questi casi, com'era, eccetera.
Io sono intervenuto. Cioè, prima di intervenire ho detto che a via Fauro c'ero stato il giorno prima. Allora, il mio responsabile mi ha detto: 'come, ci sei stato il giorno prima?'.
Dico: 'sì, sono stato chiamato da un'altra persona il giorno prima'.
E allora ha voluto sapere il numero civico. Io ho detto il 41. Allora lui mi ha detto: 'non c'entra niente, perché è il 62'. Però il 62 sta di fronte al 41.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, però, uno pari, uno dispari.
TESTE Niari: Esatto. Però io l'ho visto quando sono andato sul posto.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Niari: Però sul posto non è che mi hanno fatto entrare subito, perché c'erano cordoni di Polizia lunghi.
PUBBLICO MINISTERO: Era interdetto l'accesso.
TESTE Niari: Sì sì. Per varie strade.
PUBBLICO MINISTERO: Verso che ora, è arrivato? Si rammenta?
TESTE Niari: Io sono arrivato verso, diciamo, le 11 e mezzo, le 11, 11 e mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Niari: E quando ho visto poi l'angolo dove era scoppiato l'ordigno, ho fatto subito mente locale che era proprio il punto dove io, il giorno prima, avevo aperto il chiusino. Tant'è vero la Scientifica, quelli che stavano facendo rilevamenti, non avevano subito visto che c'era quel tombino; perché era coperto da terra, c'era solo una voragine.
E allora io gli ho fatto notare che c'era un nostro tombino, se levavano la terra; e che dentro c'era una cameretta, un manufatto che è alto circa 2 metri, 2 metri e mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Niari: Dopodiché l'ho detto al mio superiore, dicendo che io ero stato lì; quindi mi hanno mandato poi il giorno dopo, cioè il giorno dopo, il lunedì mi ha chiamato la Criminalpol per sapere di via San Vitale, per sapere tutte le cose, perché ero stato lì il giorno prima, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ascolti signor Niari.
TESTE Niari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, mettendo gli occhi proprio nel posto dove lei trovò questa voragine - l'ha chiamata così -...
TESTE Niari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ha realizzato che si trattava esattamente dello stesso chiusino.
TESTE Niari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se ho capito bene.
TESTE Niari: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dove era andato...
TESTE Niari: Il giorno prima.
PUBBLICO MINISTERO: ... era andato ventiquattr'ore prima, poco più che ventiquattr'ore.
TESTE Niari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché dal tardo pomeriggio del 13, arrivare alla fine della giornata del 14, appunto poco più di ventiquattr'ore.
Ecco allora, giusto per essere, come dire?, del tutto sicuri su questo punto, ora lei avrà la possibilità di vedere due foto, o quattro, insomma, io penso che ne basterà un paio; che verranno proiettate, non c'è nemmeno bisogno che si sposti da lì perché credo che sia sufficiente quello che lei vedrà. Lo potrà vedere nel monitor, quello grande alle sue spalle. Vede? C'è un grosso monitor.
TESTE Niari: Sì, sì, ho visto.
PUBBLICO MINISTERO: Sennò lo può guardare qui davanti. Diamo atto che si mostrano ora un paio, o tre o quattro, di queste foto che fanno parte dell'allegato, con rilievi fotografici formati dal CIS dei Carabinieri di Roma; e si tratta appunto di allegati alla consulenza sull'accaduto di via Fauro, fatta eseguire dal Pubblico Ministero di Roma. Questo, lo dico per i difensori.
Ecco, ora, mentre l'ispettore posiziona quelle fotografie, le devo chiedere due cose.
Lei ha avuto modo di stabilire se qualche giorno, un po' di giorni, o più giorni antecedenti al suo intervento del giorno 13, erano stati fatti degli interventi? Regolari voglio dire. Quindi, o da parte della ditta che lavora per conto della SIP; o direttamente da parte della SIP. Su quell'installazione, su quel tombino, su quel chiusino.
TESTE Niari: Come le ripeto, cioè io diciamo, quando mi hanno chiamato per via Fauro, per me era una via nuova. Quindi, io lavoro in un'altra zona di Roma. E non so, quindi, in quella zona se c'era qualche ditta che lavorava, se era intervenuto qualcuno della SIP.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
TESTE Niari: Però diciamo che io, quando ho aperto, ho visto che il sottochiusino era stato messo male. Diciamo che noi sappiamo come metterlo. Ecco, solo questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è un fatto che si può verificare talvolta, quello di un dato posizionamento del sottotombino? E quindi, con quel tipo di inconveniente?
TESTE Niari: Diciamo che si può verificare, però nella mia esperienza non mi è mai successo. Perché noi stiamo attenti, perché se rimane il chiusino aperto, qualche persona ci inciampa. Quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Può essere pericoloso.
TESTE Niari: Eh, siamo responsabili poi.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Niari: Ecco, quindi stiamo attenti, quando facciamo una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le volevo chiedere un'altra cosa. Che ci stiate attenti, è ovvio; le ragioni per le quali ci state attenti, sono altrettanto ovvie.
Domandavo se, comunque, in qualche occasione, per una ragione o per un'altra, un tipo di inconveniente di questo genere lei l'aveva già registrato in altre...?
TESTE Niari: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Niari: Ho registrato solo, quando non c'è il sottochiusino, che non entra bene perché magari si è, diciamo, col caldo o col freddo, il metallo si è...
PUBBLICO MINISTERO: Deformato un attimo.
TESTE Niari: Eh, se si deforma un po', allora... Però noi lo segnaliamo. Però, quello del sottochiusino che dondola fortemente il chiusino sopra, non mi è mai capitato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi spieghi un attimo. Come è possibile che un errato posizionamento del sottochiusino comporta tutto questo traballare del chiusino superficiale? Perché sono praticamente a contatto?
TESTE Niari: No, non stanno a contatto. Però hanno due maniglioni per potere sollevare il sottochiusino; perché il chiusino sopra si toglie con degli estrattori a leva, poi il chiusino sotto deve avere un chiavistello con il lucchetto, sempre per il fatto della sicurezza dei manufatti.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, certo.
TESTE Niari: E diciamo va messo in una certa posizione, diciamo un po' a sguincio di modo che entra bene giù. Perché se rimane sollevato di due, tre centimetri dalla sua sede...
PUBBLICO MINISTERO: I maniglioni?
TESTE Niari: ... i maniglioni fanno spessore, e quindi il chiusino sopra dondola, cioè non va giù.
Allora, io che ho fatto? Siccome era un po' deformato, ho tolto quello sotto in modo che i maniglioni non c'erano più, e ho messo il chiusino normale.
PUBBLICO MINISTERO: E questo sottochiusino - a parte che si presentava posizionato male, e non so se anche deformato - non era munito del suo sistema di chiusura normale? Se ho capito bene.
TESTE Niari: Sì. Diciamo sì, non era munito. Però, adesso, questo io non so dirle, se lì andava proprio il lucchetto o no. Perché di solito i lucchetti vanno dove una persona può entrare e può arrivare in centrale.
Invece, lì, diciamo il manufatto è circoscritto: ci sono tubazioni, ci sono tubi di 15 centimetri, 20 centimetri, e quindi la persona non è che può entrare.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè c'è solo una botola, e niente più.
TESTE Niari: Sì, c'è una botola, è una cameretta in cemento, un manufatto in cemento alto due metri, due metri e mezzo, per due metri.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non consente di avventurarsi lungo le linee sotterranee?
TESTE Niari: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, le spiace dare un'occhiata? Dietro di sé, vede meglio.
TESTE Niari: Qui, diciamo che è quello che io ho visto quella sera. Però non è che facevo riferimento con qualche edificio, eh.
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Ma questo tanto lo so.
TESTE Niari: Però era così, il buco.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, non ho altro da domandarle.
PRESIDENTE: Parti civili, domande? Difensori, domande? Può accomodarsi, grazie.
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni. No, avevo acceso.
PRESIDENTE: Aspetti, scusi, c'è ancora un avvocato che vuol domandarle.
AVV. Cianferoni: Vorrei sapere, se il teste non era addetto all'attività nella zona di via Fauro, come mai poi lei però torna una seconda volta sul posto? Cioè richiamano proprio lei.
TESTE Niari: Eh, diciamo che io sono una delle persone disponibili, cioè ho il Teledrin. E noi agiamo su tutta la agenzia di Roma, diciamo la zona nostra è Roma Est. Poi Roma Est si divide in due parti, da noi. Evidentemente il responsabile mio, che ha preso subito la telefonata, cioè diciamo era il responsabile mio, e quindi conosce più me che non quello dell'altra zona.
Perché noi abbiamo un responsabile di turno, che può essere di tutta Roma. Se capita il responsabile di turno mio, chiama me e non chiama un altro tecnico dell'altra zona.
AVV. Cianferoni: Senta, questo chiusino o tombino che dir si voglia, era collocato - lei ha detto - all'altezza del civico? Me lo dica lei, perché non voglio condizionarla.
TESTE Niari: Cioè era di fronte al 62, credo...
AVV. Cianferoni: Di fronte al 62.
TESTE Niari: Il palazzo che era a angolo con via Boccioni, il primo chiusino della Telecom. E dovrebbero esserci, diciamo, il 41 e il 62 di fronte. Cioè l'angolo della scuola, tra via Boccioni e via Fauro: il primo chiusino della Telecom.
AVV. Cianferoni: Nella sua attività con la Telecom, ha mai conosciuto una società che si chiama Gattel?
TESTE Niari: Gattel?
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE Niari: No.
AVV. Cianferoni: Che sta lì in via Fauro.
*TESTE Niari: No.
AVV. Cianferoni: Grazie, non ho altre domande.
PRESIDENTE: Può accomodarsi. Prego?
PUBBLICO MINISTERO: No no, non ci sono domande, Presidente. Mi alzavo per...
PRESIDENTE: Vada pure.
PUBBLICO MINISTERO: Per indicare il successivo testimone, che è il signor Del Vero Elio.
PRESIDENTE: Dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, e residenza.
*TESTE Del Vero: Del Vero Elio, nato a Fornello il 30/12/1940. Residente a Fornello, in via della Mola, numero 6.
PRESIDENTE: Legga la formula.
TESTE Del Vero: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Del Vero, buongiorno. Senta, qual è la sua attività di lavoro?
TESTE Del Vero: Pensionato, attualmente.
PUBBLICO MINISTERO: Nel '93, prima di esser pensionato, che faceva?
TESTE Del Vero: Ero responsabile della società SITE, che lavorava per conto della Telecom, la zona di Roma Est.
PUBBLICO MINISTERO: Le spiace parlare dentro il microfono? Perché sennò io non riesco a sentirla, mi scusi.
TESTE Del Vero: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa società faceva lavori per conto della Telecom.
TESTE Del Vero: Per conto Telecom.
PUBBLICO MINISTERO: E in particolare di cosa si occupava?
TESTE Del Vero: Diciamo facevamo un po' tutto, nella zona: mettevamo i telefoni per le case, posavamo cavi, riprendevamo i cavi di assistenza. Siccome in quel periodo è stata messa in funzione la nuova centrale di Parioli, stavamo riprendendo i lavori, per riprendere tutti i numeri della vecchia centrale e portarla sulla nuova centrale.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei aveva una, come dire?, un'attività organizzativa su questo tipo di...?
TESTE Del Vero: Sì. Io non è che seguivo i lavori direttamente, io stavo in ufficio, dunque ero a conoscenza dei lavori fatti.
PUBBLICO MINISTERO: Infatti, le ho chiesto se era di tipo organizzativo, la sua attività.
TESTE Del Vero: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire non sulla strada.
TESTE Del Vero: Organizzativa.
PUBBLICO MINISTERO: In ufficio.
TESTE Del Vero: Sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, siccome appunto si parla della zona alla quale lei accennava, a quella dei Parioli, lei ha memoria che nella zona di via Fauro siano stati fatti dei lavori dalla azienda, appunto per la quale lei, della quale era dipendente all'epoca?
TESTE Del Vero: Mah, precisamente non lo ricordo. Comunque, siccome è vicino, la via Fauro è tra la centrale vecchia e la centrale nuova, molto probabilmente dei lavori sono stati fatti.
In quel periodo, mi ricordo, sono venuti dei Carabinieri, hanno chiesto, e furono dati tutti i particolari, dove lavoravamo.
Io adesso sono oltre due anni che sono in pensione, non è...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Infatti le stavo per chieder questo: se si ricordava di essere stato sentito proprio su questa circostanza dai Carabinieri.
TESTE Del Vero: Qualcosa, qualcosa mi sembra che sono venuti.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda di avere fatto proprio un verbale con i Carabinieri...
TESTE Del Vero: Non me lo ricordo, sinceramente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, glielo dico io. Il 26 di maggio, proprio presso l'azienda dove lei lavorava in via Stefano Protonotaro...
TESTE Del Vero: Sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: ... al numero 33, alle ore 17.45 sono venuti dei sottufficiali del Nucleo Operativo e proprio hanno fatto un verbale di informazione con lei.
Ora le ritorna in mente la circostanza?
TESTE Del Vero: Mi ricordo sono venuti, ho detto. Mi ricordo che sono venuti, ma sinceramente se fu fatto il verbale, o meno...
PUBBLICO MINISTERO: E lei, in quella occasione, ha fornito una serie di indicazioni molto specifiche, perché evidentemente facendo questo atto nella sede dell'azienda...
TESTE Del Vero: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... lei aveva la documentazione sottocchio.
Lei a mente ce la fa a ricordarselo quello che disse ai Carabinieri? No.
TESTE Del Vero: Non credo, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non crede proprio.
Allora, siccome io invece ce l'ho sottocchio questo verbale...
TESTE Del Vero: Se me lo dice, forse mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Sarà opportuno che gliene dia lettura, eh?
"Sono dipendente della società e responsabile della filiale Roma-Est. Da un controllo eseguito sugli ordini di servizio compilati per impartire ad altri dipendenti disposizioni in merito ai lavori da eseguire, posso riferire che in via Fauro nel mese di aprile sono stati eseguiti lavori consistenti nella posa di cavi in tubazione".
Questa è l'attività normale di cui si occupava la vostra azienda.
TESTE Del Vero: Normale, normale.
PUBBLICO MINISTERO: "Questi lavori sono stati eseguiti per conto della SITE. Il lavoro è stato eseguito nella tubazione già esistente, in quanto predisposta durante l'esecuzione dei lavori fatti precedentemente".
E poi ha detto, ecco:
"I lavori eseguiti in via Fauro sono stati effettuati da: Proietti Gianluigi nato a.., Residente a...; Fiori Umberto, nato a... Residente a... con l'automezzo Ford Transit..."
Le persone di cui le ho fatto il nome sono dipendenti della...
TESTE Del Vero: Dipendenti SITE.
PUBBLICO MINISTERO: Erano dipendenti all'epoca della...
TESTE Del Vero: Erano all'epoca dipendenti SITE.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
"Detta squadra, appunto che ha lavorato con l'automezzo Ford Transit 190, ha lavorato in via Fauro dal 28 al 30 aprile del 1993".
Queste sono indicazioni di persone, di mezzi, di luogo e di data estremamente precise.
TESTE Del Vero: Precise.
PUBBLICO MINISTERO: Lei le ha fornite sulla base della documentazione...
TESTE Del Vero: Sulla base di documentazione che all'epoca avevo a portata di mano.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
"Un'altra squadra composta dagli operai Giona Massimo, nato e residente; Maniaci Antonio, Danieli Gerardo, Marcoccia Pasquale..."
Anche questi ricorda erano quattro dipendenti della azienda?
TESTE Del Vero: Dipendenti SITE.
PUBBLICO MINISTERO: "Che hanno lavorato nei giorni..." - qui c'è un errore nel verbale - "29, 29 e 30". E quindi probabilmente sarà 28, 29 e 30 suppongo. C'è scritto così: "29, 29 e 30".
TESTE Del Vero: Gli ultimi operai citati venivano...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti un attimino, mi scusi tanto.
"Hanno usato per la lavorazione, insomma, per i lavori, due automezzi: un Transit targato Campobasso e un FIAT 100 E targato anche questo Campobasso.
La società SITE ha eseguito i lavori in via Fauro solo nei giorni 28, 29 e 30 aprile.
Non sono stati eseguiti altri lavori fino alla data odierna".
Questa affermazione che le ho letto da ultimo, tenendo presente che lei è stato interrogato appunto, sentito via, il 26 di maggio, con la documentazione aziendale sottocchio, ecco, è una affermazione quindi resa con assoluta certezza? Che dopo quella data non c'era stato più personale vostro a lavorare in via Fauro.
TESTE Del Vero: Con assoluta certezza, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Con assoluta certezza.
TESTE Del Vero: ... è stato fatto con, diciamo con le documentazioni che in quel momento avevo sottomano.
PUBBLICO MINISTERO: Sottomano.
TESTE Del Vero: Che avevamo... Siccome si usa fare dei rapportini tutti i giorni con ogni operaio, i nomi di squadra e dove lavorano, in quel momento avevo quella documentazione sottomano che venivano fatti i rapporti giornalieri del lavoro.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. E più avanti lei, in questo, con queste dichiarazioni ha precisato:
"Per l'esecuzione dei lavori in via Fauro sono stati aperti alcuni chiusini SIP nella zona interessata. Sono stati sicuramente richiusi al termine dei lavori lasciandoli nella loro posizione di partenza".
TESTE Del Vero: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo, visto che lei non si ricordava nemmeno di aver fatto un verbale...
TESTE Del Vero: Ha fatto bene a ricordarlo, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Io ho passato in rassegna le dichiarazioni che aveva rese quindi all'epoca. Queste circostanze, ora che io gliele ho, come dire, riproposte, le suscitano qualche ricordo in più? No.
TESTE Del Vero: Nel modo più assoluto.
PUBBLICO MINISTERO: Nient'altro.
TESTE Del Vero: Grazie.
PRESIDENTE: Domande le parti civili? I difensori?
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni.
Se il teste, nella sua qualità di rappresentante, o comunque nello svolgimento della sua attività presso questa società informatica, ha mai avuto a che fare con la società ISAF di Roma.
TESTE Del Vero: Nossignore.
AVV. Cianferoni: E lei era, aveva nella sua disponibilità la mappatura delle numerazioni telefoniche riservate della zona?
TESTE Del Vero: Nossignore.
AVV. Cianferoni: Grazie.
PRESIDENTE: Altre domande? Può accomodarsi, grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, Presidente, scusi.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Proprio una domanda che un attimo fa non mi ero ricordato di fare.
Si ricorda qual era la tenuta di lavoro del personale vostro quando era sulla strada?
TESTE Del Vero: Avevano delle tute blu e arancioni. Giubbetti mezzi, con le pettorali blu e spalline e maniche arancioni e cose del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ci avevano la scritta del...
TESTE Del Vero: La scritta SITE.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla tuta, insomma, sul corpetto...
TESTE Del Vero: Sul petto scritto SITE.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi la tuta era blu.
I mezzi avevano...
TESTE Del Vero: Blu e arancione, era a due colori.
PUBBLICO MINISTERO: Due colori.
TESTE Del Vero: Siccome avevano sia d'un modo o dell'altro, o tuta blu, o bicolore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. I mezzi avevano le insegne regolari?
TESTE Del Vero: Insegne con scritto SITE e tutto quanto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Benissimo. E questo mi ero dimenticato di chiedere. Grazie.
TESTE Del Vero: Prego.
PRESIDENTE: Nessun'altra domanda? Si accomodi.
*TESTE Del Vero: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, direi di sentire la teste, signora Boero.
PRESIDENTE: Vuol dirci il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Boero: Boero Veneranda, nata a Ricigliano Salerno il 04.45.15...
PRESIDENTE: No, scusi, signora, andiamo per ordine. Che giorno?
TESTE Boero: Il 4.
PRESIDENTE: Il 4.
TESTE Boero: Aprile 15, '45.
PRESIDENTE: Il 4 aprile?
TESTE Boero: Sì. No, il 15 aprile '45.
PRESIDENTE: Residente a Roma?
TESTE Boero: A Roma, via Ruggero Fauro 54.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Boero: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signora, buongiorno.
TESTE Boero: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Le faccio io alcune domande. Grazie.
Senta, signora, lei nel '93, non ho sentito se tuttora, stava in via Ruggero Fauro 54...
TESTE Boero: Ruggero Fauro 54, come custode del condominio.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
TESTE Boero: Custode del condominio.
PRESIDENTE: Parli nel microfono, signora, mi scusi. Parli vicino al microfono.
PUBBLICO MINISTERO: Si avvicini il microfono.
Si può dare una mano alla signora per avvicinarle il microfono? Sennò è costretta a sedere magari scomoda.
PRESIDENTE: Vuole ripetere? Perché non si sente, sennò.
TESTE Boero: Sono ancora tuttora in servizio al condominio del 54, come custode.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei si ricorda un po'...
TESTE Boero: Ah, io non mi ricordo niente. Ricordo solo che cercavano mio figlio a pezzi sotto le macchine fino a mezzanotte e non mi ricordo altro.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, no. Non ho capito, mi perdoni. Signora, non ho capito.
TESTE Boero: Io mi ricordo solo che mio figlio era sulla macchina, me lo hanno riportato a mezzanotte, perché fino ad allora non si riusciva a trovarlo. E tutti me lo cercavano da sotto le macchine a pezzi.
Solo questo ricordo, non ricordo altro.
PUBBLICO MINISTERO: Abbia pazienza. Vediamo magari se si ricorda di una circostanza diversa.
TESTE Boero: Uhm, va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda se qualche tempo prima c'era stato lì, c'era stato del personale che aveva risistemato dei tombini...
TESTE Boero: Certo, sì. Sì, sì. Li ho chiamati io i Vigili per far sistemare il tombino, perché la notte dava molto fastidio, era stato manomesso. Questo tombino, non so, adesso è della TELECOM, prima era di un'altra ditta.
PUBBLICO MINISTERO: Lei parla un po' affrettata.
TESTE Boero: Eh, sì, perché ho fretta di andar via.
PUBBLICO MINISTERO: Signora cara, abbia pazienza, se ci dedica cinque minuti di pazienza...
TESTE Boero: Sì, sì, va bene.
PUBBLICO MINISTERO: ... il problema lo risolviamo...
TESTE Boero: Sì, sì...
PUBBLICO MINISTERO: ... se lei è un po' concitata, io non riesco a farle delle domande e perdiamo più tempo.
TESTE Boero: Va bene. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Abbia pazienza, non me ne voglia, eh?
TESTE Boero: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Io sto facendo il mio mestiere...
TESTE Boero: E io faccio il mio.
PUBBLICO MINISTERO: Appunto. Eh, oggi il suo mestiere è quello di collaborare un attimino....
TESTE Boero: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Eh? Abbia pazienza.
Allora, lei ho capito che si rammenta che c'era stato un problema con un tombino che faceva rumore.
TESTE Boero: Esatto. La notte, quando passavano le macchine sopra.
PUBBLICO MINISTERO: E la notte le dava noia.
TESTE Boero: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. ora, questo rumore che faceva questo tombino iniziò così, senza...
TESTE Boero: No, no, no. C'erano stati degli operai prima, che io già mi lamentavo una settimana prima, dai Vigili di zona e non lo fecero.
Poi passarono di là dei Vigili, ci dissi di prendere provvedimento di questo tombino che la notte, quando passavano le macchine... Dopo... e dopo circa una mezzora, tre quarti d'ora che io chiamai questi Vigili, arrivò il tecnico, il superiore di questi... e sistemò il tombino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questi che erano venuti a fare questo lavoro, erano venuti più o meno quanto tempo prima?
TESTE Boero: Stavano sempre in mezzo alla strada, stavano.
PUBBLICO MINISTERO: No...
TESTE Boero: Erano due... sono due anni, tre, ancora ci sono perciò.
PUBBLICO MINISTERO: Erano venuti qualche settimana prima, rispetto quando poi alla fine arrivò quello che risistemò il tombino?
TESTE Boero: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Arrivò gente, voglio dire, vestita in divisa, per benino...
TESTE Boero: No, no, no. Io vidi solo il dirigente loro che mi meravigliai...
PUBBLICO MINISTERO: No, quelli che avevano fatto i lavori.
TESTE Boero: Sì, sì, avevano una divisa blu addosso.
PUBBLICO MINISTERO: Avevano una divisa blu addosso.
TESTE Boero: Alcuni li conoscevo pure, perciò.
PUBBLICO MINISTERO: Allora poi lei avvisò i Vigili, alla fine arrivò questo signore...
TESTE Boero: Sì, sì...
PUBBLICO MINISTERO: ... a risistemare...
TESTE Boero: A risistemare il tombino.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda se arrivò di mattina o di pomeriggio?
TESTE Boero: No, no, di pomeriggio. Perché i Vigili passarono di lì verso l'una, non mi ricordo. Perché io chiudo all'una e mezza. E dopo, quando riaprii vidi questo signore che stava a sistemare il tombino. Alle quattro...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Boero: No, intorno a quell'ora, adesso io non mi ricordo l'ora.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Questo fatto quindi di questo superiore come lo ha chiamato lei, che venne lì e risistemò la situazione.
TESTE Boero: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Rispetto al giorno in cui successe poi l'esplosione...
TESTE Boero: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... era precedente di quanto?
TESTE Boero: No, no, era il martedì. E la bomba è scoppiata il venerdì. Era tre giorni dopo che è scoppiata la bomba.
PRESIDENTE: Tre giorni... Ah, la bomba è scoppiata tre giorni dopo.
TESTE Boero: Tre giorni dopo, sì. E mi ricordo che era martedì, perché i Vigili andavano cercando il parrucchiere, il parrucchiere di lunedì era chiuso e ritornarono il martedì.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, signora...
TESTE Boero: Mi ricordo benissimo che era il martedì.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
Lei si ricorda, vero, su questa storia, su...
TESTE Boero: Ci sto ancora litigata per questa...
PUBBLICO MINISTERO: Venne il personale della Questura da lei...
TESTE Boero: Sì, sì. Sì, mi portarono col 113...
PUBBLICO MINISTERO: ... vennero anche i Carabinieri.
TESTE Boero: ... in Prefettura. Tutto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ecco.
TESTE Boero: Io però non mi ricordo niente, perché c'ho ancora lo shock. C'ho i miei due figli vivi e questo mi basta.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, signora, lei fu sentita, se lo ricorda?
TESTE Boero: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Sia in Questura dovette andare un giorno.
TESTE Boero: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: E poi, siccome non bastava, in casa sua vennero i Carabinieri.
TESTE Boero: Sì, vennero dei Carabinieri della DIGOS, il Prefetto, tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, il Prefetto non lo so. Io ho due verbali fatti...
TESTE Boero: Non lo so chi era, non lo so. Comunque arrivarono tutti.
PUBBLICO MINISTERO: C'ho due verbali fatti: il primo, il 18 di maggio ed è quello che lei andò a fare in Questura.
TESTE Boero: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi gli toccò a partire da via Fauro e andare fino in Questura.
TESTE Boero: Certo. Mi portò il 113, mi portò.
PUBBLICO MINISTERO: Invece questo del 26 di maggio, ecco, vennero i Carabinieri a casa sua.
TESTE Boero: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: No, volevo farle presente una cosa e basta: da questi fogli che ho sottomano, eh? E sono i fogli delle dichiarazioni sue.
TESTE Boero: No, voglio spiegare che non li hanno cambiati, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
TESTE Boero: Voglio spiegare che non li hanno cambiati, se sono...
PUBBLICO MINISTERO: No, o signora, via, per piacere! Non la prenda così.
TESTE Boero: Eh, volevo vedere lei con due figli. Uno sotto la macchina e l'altro che stava ... a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, ascolti. Ascolti un attimino, eh?
TESTE Boero: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le leggo due pezzetti di questo verbale.
TESTE Boero: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché magari può darsi che qualche cosa che ha detto allora non sia esattamente come se lo ricorda oggi.
TESTE Boero: Uhm, va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Vediamo se si rimette a posto un po' il discorso.
Allora: "I lavori erano stati eseguiti qualche giorno dopo la ricorrenza di due festività".
TESTE Boero: Sì, va be', Pasqua...
PUBBLICO MINISTERO: "E precisamente Pasqua e pasquetta".
TESTE Boero: ... e il 25 aprile.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, ha visto.
Oppure disse lei: "La festività del 1 maggio".
TESTE Boero: Del 1 Maggio, sì, erano tre feste. Tre feste...
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo, come epoca. Eccoci.
"Sono certa che i lavori sono stati effettuati in una delle due circostanze però non posso essere precisa su quale".
TESTE Boero: Precisa. Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene? Allora:
"Circa una settimana fa..." - lei è stata sentita il 18 maggio, quindi il fatto era già successo.
TESTE Boero: Certo. Il fatto già era successo.
PUBBLICO MINISTERO: Era un martedì 18 maggio.
"Circa una settimana fa, credo un martedì, o mercoledì, ho informato una pattuglia dei Vigili Urbani".
TESTE Boero: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. ora lei ha già detto che sicuramente era il martedì. Qui ha detto o martedì, o mercoledì.
TESTE Boero: Ero sotto shock, non potevo ricordarmi bene. Adesso che c'ho pensato bene era il martedì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. "Ho notiziato una pattuglia dei Vigili Urbani che in quel momento transitavano per via Fauro dell'inconveniente causato dal frastuono che faceva il tombino. E loro, per tutta risposta, mi hanno detto di rivolgermi ai Vigili di zona".
Invece che arrabbiarsi con me si deve arrabbiare coi Vigili dell'epoca, eh.
TESTE Boero: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. "Sempre quel giorno, dopo circa due ore..."
TESTE Boero: Ecco, sì.
PUBBLICO MINISTERO: "... che erano dall'incontro con i Vigili, e potevano essere circa le 18.00, è intervenuto un tecnico della SIP che, a bordo di un furgoncino, ha provveduto a rimettere a posto..."
TESTE Boero: A posto il tombino, certo.
PUBBLICO MINISTERO: "... il tombino".
TESTE Boero: Sto ancora a tribolare, con questo tombino.
PUBBLICO MINISTERO: E' questo il discorso?
TESTE Boero: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo abbiamo ricostruito per benino?
TESTE Boero: E' questo, sì.
TESTE Boero: Ancora adesso sto a tribolare con questo...
PUBBLICO MINISTERO: Gli operai che erano venuti a lavorare, lei ha detto invece in quest'altro verbale, appunto, avevano una tenuta di un certo colore...
TESTE Boero: Certo, la tenuta blu.
PUBBLICO MINISTERO: Blu. Ci avevano delle scritte per caso?
TESTE Boero: Sì, avevano una scritta qui che poi mi sembra che quella ditta lì è andata in fallimento. Io non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Di che colore se lo ricorda?
TESTE Boero: No, la tuta me la ricordo: blu.
PUBBLICO MINISTERO: Blu. qui nel verbale...
TESTE Boero: Non so se portavano SIP, TELECOM...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nel verbale del 26 maggio ha detto che la scritta era gialla.
TESTE Boero: Sì, probabile, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, è probabile. Bene, non c'ho altro da chiederle.
TESTE Boero: Meno male.
PRESIDENTE: Parti civili, domande? I difensori domande?
Può andare, grazie.
*TESTE Boero: Posso andare?
PRESIDENTE: Può andare.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, sentiamo a questo punto il testimone Di Matteo Lucio.
PRESIDENTE: Vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza?
*TESTE Di Matteo: Allora, maresciallo capo Di Matteo Lucio, nato a Grosseto il 13/12/57, attualmente in servizio presso la Compagnia Carabinieri di Massa Marittima, Grosseto.
"Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Maresciallo, nel '93 lei era brigadiere.
TESTE Di Matteo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lavorava? Prestava servizio?
TESTE Di Matteo: Al reparto operativo dei Carabinieri di Roma alla V Sezione Rilievi Tecnici.
PUBBLICO MINISTERO: Rilievi Tecnici. Ecco, nel contesto di questo suo incarico, ha memoria di aver fatto degli accertamenti in via Fauro, in un momento successivo all'esplosione, a qualche giorno di distanza?
Se se li ricorda, vuol spiegare di che si tratta?
TESTE Di Matteo: Sì. Mi ricordo che alcuni giorni dopo, circa una settimana dopo l'attentato, insomma, fui inviato a fare una ispezione su un pozzetto della TELECOM, allora SIP, posto proprio sulla via Fauro che era stato interessato insomma dall'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Per quale ragione fu mandato a fare questo accertamento?
TESTE Di Matteo: Ah, il motivo non mi fu detto. Soltanto, siccome era nelle adiacenze del cratere creato dalla bomba...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Di Matteo: ... probabilmente perché non era stato fatto in un primo momento. Tutto qui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e in concreto quindi quando è andato lì per fare questo accertamento, che cosa ha accertato?
TESTE Di Matteo: Praticamente il mio lavoro consisteva nel... Cioè, nel descrivere come era fatto il pozzetto, cosa c'era all'interno, cosa veniva notato, ma niente di speciale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma quello che ha constatato all'epoca se lo ricorda ancora?
TESTE Di Matteo: Sì. Era un normale pozzetto di quelli chiusi in ghisa. Al momento era chiuso. E mi ricordo che l'intervento fu fatto con l'ausilio anche di operatori della SIP.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Di Matteo: E sotto il coperchio loro mi dissero che solitamente c'era un sottochiusino che al momento però non era presente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Di Matteo: Tutto qua. Poi era... nella rete sottostante il pozzetto c'era un grosso foro provocato probabilmente dall'esplosione che comunicava col cratere.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Di Matteo: All'interno, ecco, non fu notato nulla di anomalo.
PUBBLICO MINISTERO: E il...
TESTE Di Matteo: Tranne la deformazione del perimetro del pozzetto in corrispondenza del cratere.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, com'era fatto questo pozzetto?
TESTE Di Matteo: Aveva una forma quadrata o rettangolare, ora non ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Alto quanto?
TESTE Di Matteo: Alto abbastanza...
PUBBLICO MINISTERO: Quanto una persona, voglio dire, da poterci stare in piedi?
TESTE Di Matteo: Sì, sì. Cioè, molto più alto di una persona, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha repertato nulla di particolare all'interno di questo pozzetto?
TESTE Di Matteo: No, perché era stato fatto da precedenti colleghi del CIS dei Carabinieri, insomma, della Scientifica dei Carabinieri.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha redatto un verbale di quello che ha fatto?
TESTE Di Matteo: Sì, ho redatto un verbale e ho eseguito dei rilievi fotografici all'interno.
PUBBLICO MINISTERO: La data del suo intervento la ricorda?
TESTE Di Matteo: Eh, circa una settimana dopo, però il giorno non lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il verbale ne reca la data del 22 maggio '93.
TESTE Di Matteo: Quindi, probabilmente è quello.
PUBBLICO MINISTERO: E' stato richiesto di andare ad ispezionare anche qualche altro pozzetto tra quanti ce n'erano...?
TESTE Di Matteo: No.
PUBBLICO MINISTERO: ... nella strada?
TESTE Di Matteo: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Grazie.
PRESIDENTE: Domande parti civili? Prego.
AVVOCATO Rocchi: Grazie, Presidente. Avvocato Rocchi per Cannella.
Maresciallo, buongiorno. Se non ho inteso male lei ha detto che l'ispezione fu effettuata una settimana dopo, perché forse era sfuggita? Questo tipo di indagini?
TESTE Di Matteo: No, non ho detto che era sfuggita. Probabilmente... cioè, o non era stata fatta, oppure erano subentrati altri motivi per cui era ritenuto necessario fare una ulteriore ispezione.
AVVOCATO Rocchi: Ecco, perché lei nel suo racconto ha riferito poco fa che aveva appreso che c'era stato un controllo da parte dei suoi colleghi del GIS.
TESTE Di Matteo: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Ma lei questo lo apprese dopo il suo controllo, o prima di effettuare il suo controllo?
TESTE Di Matteo: Siccome... cioè, all'atto dell'evento è di prassi insomma che interviene la squadra di turno. Quindi chiaramente era già intervenuto qualcuno prima di me.
AVVOCATO Rocchi: Mi perdoni, non voglio essere pedante.
Questo lo pensa lei, o è un dato che lei può rendere con certezza perché sa che esiste una attività di verbalizzazione...
TESTE Di Matteo: No, no, è stato fatto un primo intervento prima del mio. E' un dato di fatto.
AVVOCATO Rocchi: Cioè, lei lo sa per certo.
TESTE Di Matteo: Sì, sì.
AVVOCATO Rocchi: Non è la sua esperienza che dice succede sempre così.
TESTE Di Matteo: No, no. Lo so.
AVVOCATO Rocchi: Senta, e ha mica idea se sono stati incrociati i dati di quell'intervento e per suo intervento?
TESTE Di Matteo: No.
AVVOCATO Rocchi: Non lo sa. Senta, l'ultimo chiarimento, per quanto mi riguarda: quindi l'unico input che le è stato dato è di controllare questo tombino, ma senza motivazioni particolari?
TESTE Di Matteo: No.
AVVOCATO Rocchi: Cioè, non gli sono state date indicazioni particolari. Vuol dire questo.
TESTE Di Matteo: No.
AVVOCATO Rocchi: Grazie, non ho altre domande.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni per Graviano Filippo.
Buongiorno, maresciallo. Una sola domanda: lei la sera dell'attentato è intervenuto sul posto, ha effettuato qualche altro servizio?
TESTE Di Matteo: No, non ero di turno.
AVVOCATO Gramigni: Non era di turno.
TESTE Di Matteo: No.
AVVOCATO Gramigni: Quindi niente sa dell'intervento che il corpo di appartenenza suo ha effettuato nella immediatezza del fatto.
TESTE Di Matteo: No.
AVVOCATO Gramigni: La ringrazio.
PRESIDENTE: Può accomodarsi. Grazie.
*TESTE Di Matteo: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Facciamo passare la signora Catanese Flavia.
PRESIDENTE: Dica nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Catanese: Flavia Catanese, nata a Roma 12/04/51, residente a Roma.
PRESIDENTE: Legga, per favore.
TESTE Catanese: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, signora. Vuol dire alla Corte che lavoro svolge lei?
TESTE Catanese: Sono insegnante nella scuola materna comunale di via Ruggero Fauro, angolo via Boccioni.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signora, lei i giorni 13 e 14 maggio era al lavoro?
TESTE Catanese: Sì, ero al lavoro. Il... Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, nei giorni precedenti queste date, aveva notato qualcosa davanti alla scuola?
TESTE Catanese: Qualcosa, sì. Se si parla di lavori, avevo notato dei lavori al tombino all'angolo tra via Ruggero Fauro e via Boccioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda quanto tempo prima, rispetto a questo fatto?
TESTE Catanese: Qualche giorno prima e per qualche giorno. Non è stato un giorno soltanto in cui c'erano delle persone che lavoravano al tombino.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signora, poi nei giorni del 13 e del 14 maggio non ha più notato alcuna situazione particolare lì, davanti alla scuola?
TESTE Catanese: Non ricordo veramente, sinceramente. Soltanto... Sì, i lavori sì. Non ricordo neanche se lo stesso... No, forse lo stesso giorno, il 13 non mi sembra neanche che ci fossero più i lavori. Però sinceramente sono passati tre anni, questo non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io non ho altre domande, Presidente.
PRESIDENTE: Domande le parti civili? I difensori?
PRESIDENTE: Si accomodi.
*TESTE Catanese: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Possiamo far passare la signora Ottonieri Patrizia.
AVVOCATO Stefani: Presidente, avvocato Eraldo Stefani.
Poi, quando potrà, io chiedo cortesemente di poter parlare per cinque minuti.
PRESIDENTE: Avvocato, abbiamo detto che lo facciamo...
AVVOCATO Stefani: No, Presidente non è per la richiesta che lei conosce, ma volevo due minuti intervenire su altra questione.
PRESIDENTE: Ora esauriamo i testi.
Ci dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Ottonieri: Patrizia Ottonieri. Nata a Roma il 14/01/52. Abitante via Orti della Farnesina, 99 Roma.
PRESIDENTE: Vuol leggere?
TESTE Ottonieri: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Signora, che lavoro svolge?
TESTE Ottonieri: Sono insegnante di scuola materna.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dove insegna, signora?
TESTE Ottonieri: Alla scuola San Pio X.
PUBBLICO MINISTERO: Che si trova?
TESTE Ottonieri: Di via Fauro.
PUBBLICO MINISTERO: In via Fauro.
Senta signora, lei nei giorni 13/14 e precedenti era regolarmente a scuola?
TESTE Ottonieri: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era regolarmente in servizio?
TESTE Ottonieri: Sì.
PRESIDENTE: Nel '93, ovviamente.
PUBBLICO MINISTERO: Nel '93, ovviamente.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
PRESIDENTE: Nel '93, ovviamente.
PUBBLICO MINISTERO: Nel '93, certo Presidente.
PRESIDENTE: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Nel mese di maggio.
TESTE Ottonieri: Sì.
PRESIDENTE: Nel mese di maggio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, in quei giorni lei ebbe modo di notare lì davanti alla scuola qualche situazione, qualche persona che le dette nell'occhio? Ecco, per così dire, che attirò la sua attenzione?
TESTE Ottonieri: Mah, è passato così tanto tempo che non ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda. Ricorda di essere stata interrogata a quel tempo?
TESTE Ottonieri: Sì, quello sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Se magari, io le do lettura di quelle dichiarazioni, vediamo se riusciamo a rivitalizzare il ricordo.
TESTE Ottonieri: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, lei venne sentita il 22 maggio del '93 dai Carabinieri e disse:
"Il giorno antecedente a quello dell'esplosione mi trovavo insieme alle mie colleghe Catanese Flavia e Carducci Daniela, nel giardino della scuola materna."
TESTE Ottonieri: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: "Questo qualche minuto dopo le 11. Quando notavamo una persona a bordo di un'auto, credo una Fiat 127 di colore bianco." Ricorda qualcosa a questo proposito?
TESTE Ottonieri: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ce lo vuol dire allora direttamente?
TESTE Ottonieri: C'era una persona che - ma lì tante persone che passano si fermano a guardare i bambini che giocano - e c'era una persona che guardava i bambini che giocavano.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può descrivere questa persona? Così, da quello che ricorda.
TESTE Ottonieri: No.
PUBBLICO MINISTERO: Lei a suo tempo disse che questa persona appariva: "come un uomo di circa 50 anni, capelli brizzolati, piuttosto ricci, non lunghi ed era seduto con lo sportello aperto."
TESTE Ottonieri: Eh, se ho detto così... ma io adesso non posso dire...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dico no, rileggendole queste dichiarazioni, ricorda, le riviene in mente il ricordo?
TESTE Ottonieri: No, non mi riviene in mente. No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ecco, chiuso questo capitolo, ricorda che se erano stati fatti lì davanti alla scuola dei lavori presso?
TESTE Ottonieri: Sì, c'erano, facevano dei lavori, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda quanto tempo prima rispetto al fatto?
TESTE Ottonieri: Mah, non mi ricordo bene quando. In quel periodo lì.
PUBBLICO MINISTERO: In quel periodo lì. Ecco, quando lei venne sentita, faceva riferimento a giorni, ai primi giorni del mese di maggio.
TESTE Ottonieri: C'erano delle...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda che tipo di lavori erano?
TESTE Ottonieri: Stavano lavorando, io pensavo fossero della Sip.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, operai della Sip. Lì, comunque, davanti alla scuola.
TESTE Ottonieri: Sì, nella via...
PUBBLICO MINISTERO: In via Fauro. Bene.
Ecco, dico ma il fatto che lei avesse riferito queste due circostanze, allora ai Carabinieri, cioè: uomo, 50 anni, capelli brizzolati, con 127 bianca e questi lavori che venivono svolti lì davanti. Cioè ecco, come mai li riferì come fatti in quel contesto che le avevono fatto soffermare la sua attenzione, ecco?
TESTE Ottonieri: Ma, i lavori perché non si trova mai parcheggio. Per cui uno lo vede poi che è un problema trovare parcheggio quando non ci sono i lavori, figuriamoci quando ci sono i lavori!
PUBBLICO MINISTERO: La persona che...
TESTE Ottonieri: E per quanto riguarda le persone io mi soffermo, cioè io quando vedo delle persone che si fermano a guardare i bambini, li guardo perché non mi piace che i bambini si avvicinino troppo alla rete.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Ottonieri: Solo per questo motivo. Ma lo faccio con... sempre.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo per motivi di vigilanza.
TESTE Ottonieri: Sì, un motivo che... cioè per sicurezza nei confronti dei bambini.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dei bambini.
TESTE Ottonieri: Perché insomma, lì è proprio sulla strada e moltissime persone si fermano durante l'arco della giornata a guardare i bambini che giocano e quindi così, è per un fatto di sorveglianza nei confronti dei bambini.
* Insomma, lì è proprio sulla strada e moltissime persone si fermano durante l'arco della giornata a guardare i bambini che giocano e quindi così, è per un fatto di sorveglianza nei confronti dei bambini. Perché sono un insegnante, quindi mi sento responsabile.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io ho concluso Presidente.
PRESIDENTE: Parti civili? Difensori? Si accomodi signora.
PUBBLICO MINISTERO: Facciamo entrare la signora Dipilla.
PRESIDENTE: Dica nome, cognome, luogo...
TESTE Catanese: Ma, io ho già testimoniato. Perché mi hanno riportato qui? No.
PRESIDENTE: Come si chiama signora?
TESTE Catanese: Catanese. Ho testimoniato due minuti fa.
PRESIDENTE: Veramente ha chiamato Dipilla.
PUBBLICO MINISTERO: Io ho chiamato la signora Dipilla. Non so...
Pensavo di aver sbagliato a chiamare io, Presidente. Invece, no. Ecco, menomale.
PRESIDENTE: Cose che succedono.
Dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Dipilla: Allora Dipilla Elvira nata a Sant'Agabito in provincia di Isernia il 28/06/38 e residente in via Eleonora Duse 2/C Roma.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Dipilla: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signora, buongiorno.
TESTE Dipilla: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Che lavoro svolge, signora?
TESTE Dipilla: Sono insegnante elementare nella scuola San Pio X di via Boccioni.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, lei ha presente i giorni fra il 13 e il 14 maggio del '93 in relazione ai quali, diciamo, venne anche sentita a suo tempo, eccetera?
TESTE Dipilla: Sì. Io mi ricordo il 13 che noi, perché il 14 noi non lavoriamo. Era sabato il 14, se non vado errata.
PUBBLICO MINISTERO: No, era venerdì il 14.
TESTE Dipilla: Ah, era venerdì. Io mi ricordo il 14, venerdì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè ha il ricordo di questo giorno, del giorno 14.
TESTE Dipilla: Più o meno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Comunque del venerdì, che era l'ultimo giorno.
TESTE Dipilla: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol dire signora che cosa la colpì in quella giornata, in quella mattinata?
TESTE Dipilla: Ecco, noi scendiamo per la ricreazione in giardino intorno alle 10 e mezza e i bambini stavano lì giocando nel cortile e io e altre insegnanti eravamo sedute sul muretto di spalle a via Boccioni, insomma dove c'erano i cassoni dell'immondizia. E vedo delle persone, due persone che guardavano della scuola, così e giravano, osservavano e io ho detto: 'ma perché guardano tanto i bambini? Andiamocene su, non mi piacciono.' Anche perché in quei giorni era successo qualche rapimento di bambini in Francia, non mi ricordo. Noi siamo sempre intenzioni con i bambini per cui, a un certo momento ho avuto una sensazione non lo so, dico: 'perché questi guardano così insistentemente qui dentro?' E me ne sono andata su, in classe.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, quindi lei fotografa questa situazione diciamo, lì accanto ai cassonetti in via Boccioni-angolo via Fauro.
TESTE Dipilla: Sì. Via Boccioni, più vicino al cancello però, vicino al portone della nostra scuola, della San Pio X.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
PRESIDENTE: E dov'è?
PUBBLICO MINISTERO: E dov'è signora questo portone?
TESTE Dipilla: E' a via Boccioni.
PUBBLICO MINISTERO: E' su via Boccioni.
TESTE Dipilla: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, lei ha parlato di queste persone che stavano lì. Ne ha un ricordo di...
TESTE Dipilla: No, assolutamente perché io stavo di spalle. Ho avuto questa sensazione perché io guardavo i bambini, ero di spalle a queste persone.
PUBBLICO MINISTERO: Ha avuto modo di vedere se c'era qualche macchina?
TESTE Dipilla: Una macchina c'era. Una macchina nera, ferma. Però non so dire né che tipo di macchina e né com'era.
PUBBLICO MINISTERO: Era una macchina piccola, media, grande?
TESTE Dipilla: Non mi ricordo. Non glielo so dire, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, signora ha visto poi che cosa faceva questa o queste persone che stavano...
TESTE Dipilla: Mah, gironzolavano lì intorno, guardavano nel cortile.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè signora può dare un po' di concretezza, se ci riesce a questo 'gironzolare'?
TESTE Dipilla: Ma...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè si avviavano verso via Fauro, andavano verso...
TESTE Dipilla: No, questo non glielo so dire. No.
PUBBLICO MINISTERO: Va bah.
TESTE Dipilla: Vedevo che, avevo notato che guardavano nel cortile della scuola. Solo questo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo lei vede, le vede tutte e due insieme queste persone signora?
TESTE Dipilla: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo, contestualmente? O prima ne vede uno, poi arriva un altro?
TESTE Dipilla: Mah, no, no. Mi sembra che stavano insieme. Erano due persone insieme.
PUBBLICO MINISTERO: Due persone insieme. Ora, mi pare salvo controllare un po', quando venne sentita dai Carabinieri lei venne interrogata il 25 maggio.
TESTE Dipilla: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dal suo racconto pare che una persona fosse già lì, davanti ai cassonetti; e poi ne era arrivata una seconda.
TESTE Dipilla: Sì, però si muovevano. Ma questo adesso io non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Se vuole signora, le leggo quello che dichiarò a suo tempo. Vediamo se riesce a focalizzare...
TESTE Dipilla: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... meglio il suo ricordo. Dunque, lei parla prima di questa macchina.
TESTE Dipilla: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dice:
"Noto un'auto nera, scura, blu scura di grossa cilindrata."
TESTE Dipilla: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, diceva di grossa cilindrata.
TESTE Dipilla: Cilindrata, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ora ha focalizzato meglio il ricordo?
TESTE Dipilla: Forse sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Addirittura dette, è in grado oggi di dare altri particolari su questa macchina?
TESTE Dipilla: No, assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: A suo tempo disse che si trattava di una...
TESTE Dipilla: Di una macchina scura.
PUBBLICO MINISTERO: Scura. Poi di grossa cilindrata e mi pare che se lo sta ricordando.
TESTE Dipilla: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi che c'aveva quattro porte, questa macchina.
TESTE Dipilla: Beh, questo io non me lo ricordo proprio, delle quattro porte.
PUBBLICO MINISTERO: All'epoca signora lo disse. Io le sto leggendo quello che lei disse.
TESTE Dipilla: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quattro porte, tre volumi con un'antenna cromata.
TESTE Dipilla: Cromata, sì. Questo, l'antenna sopra, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E aggiunse anche: "Credo di quelle utilizzate, usate per i telefoni veicolari". Si ricorda dov'era ferma, parcheggiata questa macchina?
TESTE Dipilla: A via Boccioni. Dietro, vicino...
PUBBLICO MINISTERO: Era parcheggiata regolarmente?
TESTE Dipilla: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non era accanto ai cassonetti?
TESTE Dipilla: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora disse una cosa leggermente diversa. Glielo leggo, signora:
"Era parcheggiata in doppia fila su via Boccioni".
TESTE Dipilla: No, no. Non era parcheggiata in doppia fila. Non me lo ricordo, guardi.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Dipilla: Non me lo ricordo se era in doppia fila. Però era su via Boccioni.
PUBBLICO MINISTERO: Era su via Boccioni.
Poi, signora continuo nel suo racconto. Disse:
"Vi era, la macchina era aperta, vi era un uomo che camminava vicino all'auto percorrendo anche il perimetro della scuola via Fauro-via Boccioni".
TESTE Dipilla: No, io via Fauro non me lo ricordo, guardi. Io ho visto via Boccioni. Anche perché ero di spalle.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Si ricorda questa persona ora che abbiamo rimesso, che età poteva avere suppergiù, se era una persona anziana, giovane...
TESTE Dipilla: No, questo proprio non lo ricordo. Anche perché ero di spalle e non potevo... così ho intravisto, ma insomma non...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora disse:
"L'uomo era dell'apparente età di circa 30 anni". Può darsi signora?
TESTE Dipilla: Può darsi. Ma adesso a distanza di tre anni, io non ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda. Poi ancora, leggo signora, quello che disse allora, eh?
TESTE Dipilla: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: "Era vestito sportivo".
TESTE Dipilla: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: "Se avesse avuto giacca e cravatta, l'avrei ricordato ed aveva un telefonino che forse - no, scusi qui non leggo - poteva essere anche una radio di dimensioni uguali a un telefonino".
TESTE Dipilla: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo ricorda questo particolare?
TESTE Dipilla: Sì, il telefonino me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Poi ancora, ecco perché le dicevo poco fa che all'epoca aveva detto un po' cosa diversa, che:
"Verso le 11 arrivava un secondo uomo".
TESTE Dipilla: Cioè uno...
PUBBLICO MINISTERO: Che uno cioè stava già lì, davanti a questa macchina. Una seconda persona poi era arrivata un po' dopo. Diciamo, la prima persona lei la vede intorno alle 10 e mezzo.
TESTE Dipilla: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi verso le 11 arriva questa seconda.
Ecco, ora che le ho riletto queste dichiarazioni, ricorda?
TESTE Dipilla: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' questa la situazione, signora?
TESTE Dipilla: Sì. Più o meno è questa.
PUBBLICO MINISTERO: Più o meno è questa. Di questa seconda persona, ricorda qualcosa?
TESTE Dipilla: Assolutamente niente. Non mi ricordo niente anche perché ero di spalle, vedevo questo movimento ma io ero intenta a guardare i bambini: avevo i bambini di fronte e mi preoccupavo per loro, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ora, può darsi signora che all'epoca il suo ricordo ovviamente era un po' più nitido. Disse, leggo sempre signora:
"Verso le 11 arrivava, credo a piedi un secondo uomo alto circa come il primo, corporatura abbastanza robusta tendente al grasso, capelli color chiaro, forse biondo cenere, mediamente lunghi, ben pettinati, lisci e all'indietro." Questo è quello che disse allora di questa seconda persona. Ha ricordo oggi?
TESTE Dipilla: Non mi ricordo, guardi. E' passato tanto tempo, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda.
Poi, sempre sui movimenti di queste due persone, oggi ricorda qualcos'altro signora?
TESTE Dipilla: No, assolutamente niente. Perché poi io la sera sono partita e non stavo nemmeno a Roma quando è scoppiata la bomba, ero fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le leggo signora un ultimo passo delle sue dichiarazioni:
"I due si incontravano e dopo aver parlato brevemente, il primo - cioè quello della macchina scura - si allontanava a piedi."
TESTE Dipilla: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: "E il secondo saliva sull'auto - quella quindi, che era già ferma lì - e parlava con qualcuno con il telefonino o la radio". Questo è quanto disse allora.
Oggi, che le ho riletto, si è ricordata questo particolare signora?
TESTE Dipilla: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lo conferma?
TESTE Dipilla: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Poi cosa fece, signora? Salì in classe ha detto?
TESTE Dipilla: Salii in classe, io. Salii in classe e tutto normale, uscimmo alle 12 e mezza. Io sono partita alle 3, sono andata nel mio paese d'origine e la sera per televisione ho saputo dello scoppio della bomba.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, io ho concluso Presidente.
PRESIDENTE: Parti civili? Difensori, prego?
AVVOCATO Gramigni: Buongiorno signora. Avvocato Gramigni per Graviano Filippo.
Senta, lei ha detto che la mattina di questo giorno che ricorda, il 14 maggio è uscita e si mise a sedere con la sua collega sul muretto che delimita il giardino della scuola.
TESTE Dipilla: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Che delimita verso via Boccioni il giardino della scuola, per essere più precisi. E' vero?
TESTE Dipilla: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Queste persone ebbero modo di avvicinarsi, lei disse che fu insospettita perché mostravano un interesse particolare per quello che avveniva dentro il giardino della scuola e comunque per i bambini lei interpretò.
TESTE Dipilla: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, questo interesse particolare si manifestò anche col fatto anche che queste persone ebbero ad avvicinarsi all'inferriata per guardare dentro la scuola oppure...
TESTE Dipilla: No, guardavano... non si avvicinavano all'inferriata. Stavano vicino alla macchina e guardavano dentro.
AVVOCATO Gramigni: La quale macchina era parcheggiata sulla via Boccioni.
TESTE Dipilla: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, vicino all'angolo con via Fauro, da quello che lei ricorda?
TESTE Dipilla: No, più avanti, più avanti. Più vicino al portone della nostra scuola.
AVVOCATO Gramigni: Più vicino e quindi più verso viale Parioli?
TESTE Dipilla: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Ecco.
TESTE Dipilla: No, diciamo a pochi metri dal portone dell'ingresso di via Boccioni, della scuola, della Pio X.
AVVOCATO Gramigni: Senta, l'altezza di queste persone le è rimasta un minimo impressa? E' in grado di indicarla?
TESTE Dipilla: Più o meno. Io, adesso con esattezza non ricordo. Può darsi. Non lo so. Non mi ricordo.
AVVOCATO Gramigni: Senta, sentì parlare fra loro queste persone?
TESTE Dipilla: No.
AVVOCATO Gramigni: Lei ha detto però, che poi vide uno dei due...
TESTE Dipilla: Sì, ma loro erano distanziati. Io stavo seduta qua, la macchina era al di là: quindi non potevo sentire quello che dicevano.
AVVOCATO Gramigni: Fra 'qua' e 'di là' che cosa intende lei? Quanti metri? Che distanza, più o meno?
TESTE Dipilla: Ma, con esattezza non glielo so dire. Però calcoli che io avevo avanti tutti i bambini che giocavano, il chiasso e via dicendo, non potevo sentire quello che dicevano loro. Anche perché io parlavo con le mie colleghe che erano sedute a fianco a me sul muretto. Quindi non ho prestato proprio attenzione a quello che potevano dire e né li ho sentiti.
AVVOCATO Gramigni: Ma, siccome lei ha riferito di aver visto questa persona effettuare una telefonata, o comunque una comunicazione...
TESTE Dipilla: Sì, ma non potevo sentire quello che dicevano. Ero distante.
AVVOCATO Gramigni: Quindi, per la distanza e per il rumore...
TESTE Dipilla: Sì.
AVVOCATO Gramigni: ... causato dai giochi.
TESTE Dipilla: Causato dai bambini che giocavano lì a pallone e parlavano con noi, io parlavo con le colleghe. Quindi assolutamente nessuna parola. La voce proprio non l'ho sentita.
AVVOCATO Gramigni: Senta, di una macchina bianca, Uno o qualcosa del genere?
TESTE Dipilla: Assolutamente. Ho visto solo una macchina scura. Quello che mi ricordo di aver visto. Macchine bianche io non...
AVVOCATO Gramigni: Sull'angolo fra via Fauro e via Boccioni?
TESTE Dipilla: No, no, no, assolutamente. Io ero distante dall'angolo di via Fauro.
AVVOCATO Gramigni: La ringrazio.
TESTE Dipilla: Prego.
PRESIDENTE: Altre domande?
AVVOCATO Florio: Sì. Avvocato Florio per Lo Nigro Cosimo e Giacalone Luigi.
Senta signora, la prima di queste due persone che se ho ben capito poteva avere all'incirca 30 anni, vero?
TESTE Dipilla: Sì.
AVVOCATO Florio: Lei poi la vide allontanarsi a piedi?
TESTE Dipilla: Sì.
AVVOCATO Florio: Verso dove?
TESTE Dipilla: Verso viale Parioli.
AVVOCATO Florio: Verso viale Parioli.
TESTE Dipilla: Se ben mi ricordo, perché poi non ci ho fatto caso. Non è che seguivo molto i loro movimenti. Andò verso il portone della mia scuola che si indirizza verso viale Parioli, ma è abbastanza distante insomma.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta , l'ultima domanda: non si ricorda, dunque lei ha detto mi sembra, che questa persona era vestita sportivamente, robusto, non si ricorda il colore dei capelli, se erano lisci, se erano ricci?
TESTE Dipilla: Io lì non mi ricordo niente. Adesso non mi ricordo proprio più niente, guardi. Son passati tre anni e mezzo e adesso non...
AVVOCATO Florio: Nessun'altra domanda, grazie.
PRESIDENTE: Nessun'altra domanda? Può andare signora.
*TESTE Dipilla: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Introduciamo Cristofaro Matteo.
PRESIDENTE: Matteo? Domenico.
PUBBLICO MINISTERO: Domenico, Presidente. Ho detto male il nome di battesimo.
PRESIDENTE: Vuol dire nome, cognome, luogo e data di nascita e residenza?
*TESTE Cristofaro: Cristofaro Domenico nato a Tavianova Reggio Calabria il 27/03/1925. Abitante in Roma via Boccioni numero 5.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Cristofaro: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Proceda.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco signor Cristofaro, dunque lei non ho sentito abita in via? Dove abita?
TESTE Cristofaro: Abito proprio lì vicino a dove...
PUBBLICO MINISTERO: E abita esattamente? Via?
TESTE Cristofaro: Via Boccioni numero 5.
PUBBLICO MINISTERO: Al 5 di via Boccioni.
TESTE Cristofaro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora entro subito in argomento, dico. Che conseguenze ci sono state? Lei dov'era il 14 maggio del '93?
TESTE Cristofaro: Io stavo in casa e stavo quasi per andare a letto, anzi mia moglie già stava a letto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda qualcosa di quella sera?
TESTE Cristofaro: Un forte boato che ha danneggiato anche la casa e i mobili, tutti i vetri che son caduti e ha sfondato le finestre, questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. A che piano abita lei, signor Cristofaro?
TESTE Cristofaro: Al primo piano, diciamo. Piano rialzato, quasi un primo piano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che effetti ci sono stati sul suo appartamento? Che danni ci sono stati?
TESTE Cristofaro: Sì, ci sono stati dei danni, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ce li vuole indicare anche sommariamente?
TESTE Cristofaro: Eh, praticamente hanno rotto tutti i, completamente i vetri, tutte le finestre meno che una perché stava dall'altra parte e poi hanno fatto cadere i quadri e hanno lesionato il muro di una stanza e quindi...
PUBBLICO MINISTERO: A seguito di questi diciamo, avvenimenti dentro casa lei ha subìto lesioni, ha avuto sul piano fisico?
TESTE Cristofaro: No, no. Sul piano fisico, no. C'è stata mia moglie che ha avuto... perché era coricata e gli è caduto il vetro addosso però non è ricorsa neanche in ospedale, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi diciamo, senza conseguenze.
Senta signor Cristofaro, lei ricorda qualche situazione, qualche fatto particolare accaduto lì all'angolo o comunque davanti casa sua?
TESTE Cristofaro: No, io mi pare di aver detto non so, due ore, un'ora prima, un'ora e mezza adesso non ricordo, è passato del tempo e quindi, ho visto quattro persone che...
PUBBLICO MINISTERO: Quando signor...
TESTE Cristofaro: Tre o quattro persone, adesso non ricordo esattamente quanto ho detto al momento. Che stavono lì e che quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Lì, dove?
TESTE Cristofaro: Davano di fronte quasi a dove è scoppiata la bomba.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi su via Fauro?
TESTE Cristofaro: Sul marciapiede di fronte, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sul marciapiede diciamo, dove c'è il palazzo...
TESTE Cristofaro: Sì, sì. Esattamente stavano all'altezza, c'era un coso... un laboratorio di camiceria ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cos'è che attirò la sua attenzione?
TESTE Cristofaro: Niente, così, passando ho visto queste quattro persone che parlavano lì, stavono...
PUBBLICO MINISTERO: Quando le vide queste persone?
TESTE Cristofaro: L'ora esatta non la saprei dire. Io sono uscito per andare a prendere il latte e mi ricordo e le sigarette.
PUBBLICO MINISTERO: E che giorno?
TESTE Cristofaro: La sera stessa, proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Il giorno stesso del fatto?
TESTE Cristofaro: Sì, sì. Questo la stessa sera.
PUBBLICO MINISTERO: Erano facce del quartiere? Gente che aveva visto lei?
TESTE Cristofaro: Ecco, non erano persone del quartiere. Questo è sicuro, perché non eran facce del quartiere.
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda che ora era?
TESTE Cristofaro: No, l'ora esatta no. Era nel tardo pomeriggio, nella serata.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi poteva essere verso le 20?
TESTE Cristofaro: Credo di sì. Penso le 20. 20 e 30. Quest'ora più o meno, ero andato a prendere il latte o le sigarette, non mi ricordo cosa, ma mi pare il latte sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora le faccio presente per chiarezza che quando lei venne per l'appunto interrogato dalla Polizia.
TESTE Cristofaro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Venne interrogato nel giorno successivo.
TESTE Cristofaro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ricorda questo? 15 maggio. Cioè lei riferì quel fatto che sta dicendo adesso. Però, a meno che non ci sia stato un fraintendimento, colloca questo fatto a quell'ora, in quel punto che lei ha indicato però il lunedì o martedì di quella settimana, quindi qualche giorno prima.
TESTE Cristofaro: Forse sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Cristofaro: Sì, adesso che ricordo che me lo dice, sì. Effettivamente qualche giorno prima.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non era il...
TESTE Cristofaro: Quindi era stato proprio qualche giorno prima, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi qualche giorno prima. Qui lei aveva detto il lunedì o il martedì.
TESTE Cristofaro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi conferma allora questa circostanza.
TESTE Cristofaro: Sì, sì. Confermo quello che ha detto perché sa, è passato del tempo e quindi non...
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io non ho altre domande.
PRESIDENTE: Parti civili? Difensori?
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni. Senta signor Cristofaro, quando avvenne l'esplosione lei scese in strada?
TESTE Cristofaro: Sì.
AVV. Cianferoni: Che situazione trovò?
TESTE Cristofaro: La macchina di Costanzo che stava quasi vicino al mio portone e un'immensità di detriti e di cose che proprio faceva spavento, effettivamente.
AVV. Cianferoni: Dietro a quella del Costanzo, c'era un'altra macchina se lei si ricorda?
TESTE Cristofaro: Io ho visto che era la macchina di Costanzo, dietro non ho visto se c'era un'altra macchina. Stava quasi vicino al portone mio, di casa dove abito io.
AVV. Cianferoni: Ma, lei ora dice 'la macchina di Costanzo'. Come faceva...
TESTE Cristofaro: La macchina di Costanzo, dicevono che era la macchina di Costanzo, non è che io lo sapessi proprio di persona.
AVV. Cianferoni: Che attività vide svolgere dalle Forze Pubbliche intervenute?
TESTE Cristofaro: Come? Non ho capito.
AVV. Cianferoni: Che faceva la Polizia, Vigili del Fuoco, Carabinieri? A parte mi immagino...
TESTE Cristofaro: Subito sono accorsi e hanno cercato di dare aiuto a chi aveva bisogno e nello stesso tempo...
AVV. Cianferoni: Ma le macchine lì nei pressi, erano oggetto di interesse? Ci lavoravano o no?
TESTE Cristofaro: Le macchine della Polizia si riferisce?
AVV. Cianferoni: No, quelle ferme.
TESTE Cristofaro: C'erano delle macchine in sosta, moltissime anche che erano danneggiate completamente...
AVV. Cianferoni: Lei quanto è rimasto poi lì, diciamo per strada?
TESTE Cristofaro: Per strada? Mezzora, tre quarti d'ora, un'ora, così, non so.
AVV. Cianferoni: Giorni prima, o la sera stessa, non lo so. Le faccio questa domanda: ha visto operai a lavorare ad un tombino...
TESTE Cristofaro: No, no. no. Niente, non mi è...
AVV. Cianferoni: Questo non le risulta.
TESTE Cristofaro: No, no, per niente.
AVV. Cianferoni: Grazie, non ho altre domande.
TESTE Cristofaro: Prego.
PRESIDENTE: Nessun'altra domanda?
AVVOCATO Florio: Sì, avvocato Florio.
Senta, signor Cristofaro, queste quattro persone che lei vide...
TESTE Cristofaro: Sì.
AVVOCATO Florio: Capisco che è passato del tempo, le potrebbe descrivere?
TESTE Cristofaro: No, nel modo più assoluto, perché non c'era motivo particolare di guardarli. Così passando ho guardato e, siccome è successa la cosa dopo, ho ricostruito un pochino questo fatto che non erano del quartiere.
Ma siccome quello è un quartiere dove... non è periferico, quindi ci possono essere anche delle persone così, non è che...
AVVOCATO Florio: Non è che lei conoscerà tutte le persone del quartiere.
TESTE Cristofaro: Del quartiere sì, perché ci abito da quasi 20 anni, quindi più o meno ci conosciamo, di viso, così diciamo.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Ma un'età apparente non se la può ricordare?
TESTE Cristofaro: Eh... direi quasi giovani, ecco. Sui 40 anni dovrebbe essere, all'incirca così.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta, lei scese in strada appunto, se ho ben capito, immediatamente dopo il boato.
TESTE Cristofaro: Sì, sì, sono sceso in strada.
AVVOCATO Florio: Chiedo - ora non so se si aderisce a questa richiesta, ma penso proprio di sì - se era possibile riproiettare quella fotografia che riprende la macchina di Costanzo la mattina dopo. Per chiedere al testimone se se la ricorda in quella esatta posizione.
PUBBLICO MINISTERO: Vediamo...
AVVOCATO Florio: Chiedo scusa, Pubblico Ministero, ma...
PUBBLICO MINISTERO: Non si preoccupi, ci mancherebbe!
No, ispettore, tanto anche in questo album sono fotografie scattate al mattino, sono tutte uguali.
Eccola qua.
AVVOCATO Florio: Allora nel frattempo magari faccio un'altra domanda.
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato Florio, se si avvicina qua. Se le va bene questa.
AVVOCATO Florio: Sì, è quella diurna...
PUBBLICO MINISTERO: Venga qui, per cortesia. Sennò... Ecco.
AVVOCATO Florio: E' questa qui.
PUBBLICO MINISTERO: Eh? Questa, questa...
Benissimo. Allora ispettore Benelli, abbia pazienza, si tratta di proiettare le foto 76 e 77, eccoci, di questo album intitolato "Centro Investigazioni Scientifiche, scheda fotografica dimostrativa". E che è come l'altro album già utilizzato stamani allegato alla consulenza relativa appunto al fatto di via Fauro.
PRESIDENTE: Dovrebbe avvicinarsi laggiù, guardi.
TESTE Cristofaro: Sì.
AVVOCATO Florio: Ecco, appunto, se se la ricordava in questa posizione, un po' più a destra, un po' più a sinistra, un po' più indietro.
TESTE Cristofaro: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Parli al microfono, per favore.
TESTE Cristofaro: Non saprei dire questo qui. La macchina è quella lì che me la ricordo. Io abito da questa parte qui che c'è il portone numero 5 di via Boccioni.
Quindi la macchina aveva fatto la curva ed era un pochino più avanti della curva, insomma.
Sì, sì, ecco, io qui... E' il palazzo dove abito io. Alla destra c'è (voce fuori microfono)
E questa macchina... Io ho visto soltanto questa macchina, in quel momento lì, quando sono uscito.
AVVOCATO Florio: Ecco. Lei la mattina quando scese di casa la ritrovò in quella posizione, se ebbe modo di guardarci.
TESTE Cristofaro: Sì, non l'ho vista toccata per niente, sinceramente, perché ancora c'erano tutti i detriti per terra e quindi è rimasta lì poi quella macchina. Non è stata minimamente manomessa.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Non se lo ricorda...
TESTE Cristofaro: No, non lo potrei dire. Però, così, andando con la memoria, posso dire che insomma per me tutto è rimasto così, immutato, come nel momento dell'esplosione.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Nessun'altra domanda. Grazie.
PRESIDENTE: Si può accomodare...
AVV. Cianferoni: Presidente, io volevo farne un'altra, se mi consente.
PRESIDENTE: La faccia.
AVV. Cianferoni: Siccome il teste, rispondendo ad una precedente, ha detto che abita nella zona da 20 anni, conosce bene tutto il vicinato, vorrei chiedere se tante volte avesse conosciuto un certo dottor Lorenzo Narracci.
TESTE Cristofaro: No, no. Come nominativi io non conosco quasi nessuno, lì nella zona, almeno che fra i pochi quelli che abitano lì da me.
Ma diciamo, come visi vista, così. Si incontrano le persone che si vedono più o meno... Siamo gli stessi che io sono più di 22 anni che abito, perché io prima abitavo in via dei Parioli...
AVV. Cianferoni: Va bene, va bene.
TESTE Cristofaro: ... poi mi sono trasferito in via Boccioni. Ho comprato un appartamento, quindi...
AVV. Cianferoni: Ma sa se nella zona ci sono sedi di amministrazioni pubbliche, di investigazioni, di polizie?
TESTE Cristofaro: No, che ci siano dei vigili vicino non mi risulta a me. No.
AVV. Cianferoni: Servizi segreti. No?
TESTE Cristofaro: No, no... Che io sappia, no.
AVV. Cianferoni: Grazie.
PRESIDENTE: Può andare, grazie.
*TESTE Cristofaro: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, ci fa fare cinque minuti di...
PRESIDENTE: Quanti ne abbiamo ancora?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome abbiamo per così dire delle defezioni, e quindi abbiamo due testi. Quindi il tempo sicuramente non mancherà per sentirli. E abbiamo viceversa, fra i testi programmati: uno, due, tre persone che non si sono presentate. E una sicuramente non si presenterà più perché è arrivata la comunicazione che è deceduta, la teste Carducci Daniela.
Invece sono assenti, tanto che l'Ufficiale Giudiziario non mi smentisca, Villarus Eddy e Gonzales Carmen Maria.
Sono arrivate due comunicazioni. Il signor Villarus è all'estero, però si prevede che rientri in Italia a fine gennaio; la signora Gonzales ha comunicato il suo impedimento per ragioni di salute.
Quindi abbiamo solamente i testi Sauro e Narracci.
E quindi cinque minuti, a me e al dottor Nicolosi, per prendere un caffè, ovviamente.
PRESIDENTE: Benissimo. Si sospende...
AVV. Maffezzoli: Signor Presidente, potevo io consegnare dei documenti approfittando di questi cinque minuti del Pubblico Ministero?
PUBBLICO MINISTERO: A chi li vuole consegnare?
AVV. Maffezzoli: Alla Corte.
PUBBLICO MINISTERO: Ma la Corte non è in udienza. Se la Corte sospende...
AVV. Maffezzoli: Chiedo scusa. Il Pubblico Ministero chiede cinque minuti e molto volentieri.
Io ho chiesto due minuti per poter parlare, il diritto di parola. Due minuti...
PRESIDENTE: Avvocato, abbia pazienza...
AVV. Maffezzoli: Eh, abbia pazienza.
PRESIDENTE: Ora sospendiamo. Alla ripresa lei parla. Va bene?
AVV. Maffezzoli: Grazie.

<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si introduce il teste, signora Ornella Saulo.
PRESIDENTE: Ci dica nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Saulo: Allora, Saulo Ornella, via Treviglio numero 55, nata a Cedraro 16/09/52.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Saulo: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Signora, buongiorno.
TESTE Saulo: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Sono qua.
TESTE Saulo: Dove?
PUBBLICO MINISTERO: Qua. Senta, signora, lei abita in via Trevigno numero 55.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma la sua attività dove la svolge?
TESTE Saulo: Io lavoro con una impresa di pulizie. Lavoro anche ai Parioli dove è scoppiata la bomba.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. La ditta di pulizie si chiama?
TESTE Saulo: Di Nunzio Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: E la sede è?
TESTE Saulo: E' a via Ruggero Fauro numero 62.
PUBBLICO MINISTERO: 62. Quindi, rispetto al luogo dove si verificò questa esplosione, ecco, la sede di questa ditta dove si trova? Rispetto al punto dove si verificò l'esplosione.
TESTE Saulo: Dentro al palazzo, al pianterreno.
PUBBLICO MINISTERO: E dalla stessa parte della strada, o dalla parte opposta?
TESTE Saulo: No, dalla parte opposta.
PUBBLICO MINISTERO: Dalla parte opposta.
TESTE Saulo: No, cioè, lì, su via Ruggero Fauro numero 62, al palazzo dove è scoppiato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, l'esplosione si ricorda, si è verificata accanto ad un certo marciapiede.
TESTE Saulo: Sì, vicino al cancello dell'asilo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Saulo: E' la parte opposta.
PUBBLICO MINISTERO: La parte... proprio lì davanti.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, nel maggio del '93, era dipendente di questa ditta di pulizie.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era dipendente da tempo?
TESTE Saulo: Nove anni.
PUBBLICO MINISTERO: Da nove anni. La sede della ditta era sempre stata lì, in via Fauro?
TESTE Saulo: Cioè, da quando lavoro io, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi aveva, come dire, familiarità lei con la zona di via Fauro.
TESTE Saulo: Sì, perché io pulivo le scale, lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ci andava tutti i giorni, signora, a fare...
TESTE Saulo: Un giorno sì e un giorno no. Il lunedì, mercoledì e venerdì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei lo ricorda il giorno in cui si verificò questa esplosione?
TESTE Saulo: Sì, venerdì.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ricorda che giorno della settimana era?
TESTE Saulo: Era di venerdì.
PUBBLICO MINISTERO: Era di venerdì.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei al mattino era stata quindi a far pulizie a questo...
TESTE Saulo: Sì. A questo edificio, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... edificio. Ecco. L'orario suo di lavoro qual era?
TESTE Saulo: Dalle nove alle undici e mezza.
PUBBLICO MINISTERO: E poi andava da qualche altra parte, suppongo, a lavorare.
TESTE Saulo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Anche quella mattina era andata con questo orario a lavorare lì, a questo condominio?
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quel mattino ha ricordo che sia successo qualcosa di particolare che poi a fatto avvenuto ha ritenuto di dover raccontare a chi è venuto ad interrogarla, a sentirla?
TESTE Saulo: Io adesso sono tre anni e mezzo, non è che mi ricordo...
PUBBLICO MINISTERO: E' vero.
TESTE Saulo: Racconto quello che mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi qualche cosa di particolare era accaduto.
TESTE Saulo: Sì, perché io stavo... Siccome c'erano lì all'edificio dove è scoppiato, di fuori c'erano tre piante grandi e quindi cascavano le foglie. Io stavo spazzando le foglie lì fuori e c'era un posteggio di macchina. Però non poteva entrare tutta di fila, si è messa di traverso la macchina.
E io non potevo pulire bene. Ho detto a quel signore dentro la macchina: 'non c'avevi altro posto dove metterla la macchina?'.
Lui se n'è fregato proprio. E' sceso dalla macchina, con gli occhiali, mi ha fatto una risata proprio da prendermi in giro e allora l'ho mandato a quel paese. E basta.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, quindi lei stava spazzando le foglie...
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Davanti proprio al condominio, al 62.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E ha visto arrivare questa macchina che è venuta a parcheggiare sul marciapiede.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto così?
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi è arrivata una macchina con quante persone sopra?
TESTE Saulo: Erano due.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla macchina quante persone c'erano?
TESTE Saulo: Due persone.
PUBBLICO MINISTERO: Due persone.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora ne sono scese da questa macchina quante?
TESTE Saulo: Cioè, io ne ho visto uno scendere dalla macchina, perché l'altro già era sceso prima. Prima è sceso quello che io non conosco; e dopo è sceso quell'altro che io l'ho mandato a quel paese.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, eh. Se non ho capito, abbia pazienza.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quando arriva questa macchina...
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... lei vede che a bordo ci sono due persone...
TESTE Saulo: No. Io ho visto la macchina posteggiare ed è sceso subito la persona accanto. Dopo io ho detto a quella...
PUBBLICO MINISTERO: Accanto, cosa vuol dire?
TESTE Saulo: Accanto a...
PRESIDENTE: Accanto al conducente?
TESTE Saulo: Accanto al conducente. E' sceso subito. Io gli ho detto a quest'altra persona che guidava, dico: 'non c'era altro posto dove mettere la macchina?'.
Lui mi ha fatto una risata per prendermi in giro e l'ho mandato affanculo.
Dico la verità, devo dire la verità...
PUBBLICO MINISTERO: No, è la stessa cosa che ha già detto, voglio dire, non c'è nulla di sorprendente.
Ora, quindi dalla macchina ne scende, di persone, due? Prima una e poi l'altra?
TESTE Saulo: Sì. Prima quella accanto al guidatore; e dopo quell'altro.
PUBBLICO MINISTERO: E dopo l'altro. E che cosa fanno queste due persone?
TESTE Saulo: Si mettono davanti al cancello dell'asilo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Saulo: Basta. Io dopo ho finito il lavoro mio, me ne sono andata via, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, signora, questo episodio che lei ci sta raccontando oggi, vediamo se c'è qualche altro particolare: la macchina se la ricorda?
TESTE Saulo: La Uno bianca. Me la ricordo, quella.
PUBBLICO MINISTERO: Era una Uno...
TESTE Saulo: Bianca.
PUBBLICO MINISTERO: Bianca. Aveva qualche cosa di caratteristico questa macchina? Nel senso, che ne so, antenne della radio, qualche scritta, qualche fregio, qualche vistosa ammaccatura. Non so, un faro che ciondolava, o era una...
TESTE Saulo: Non ci ho fatto caso.
PUBBLICO MINISTERO: ... Uno bianca...
TESTE Saulo: Una macchina, la Uno bianco normale.
PUBBLICO MINISTERO: Normale.
TESTE Saulo: Io l'ho vista normale, poi se c'era qualche cosa di particolare non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei non ha colto nulla di caratteristico...
TESTE Saulo: No. No, no, niente perché mi ero arrabbiata per il fatto della macchina che mi avevano messo lì davanti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dopo che questi signori si sono, prima l'uno e poi l'altro, portati da quell'altra parte della strada, ha detto al cancello dell'asilo.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei li ha tenuti d'occhio, li ha guardati...
TESTE Saulo: Per pochi minuti. Per pochi minuti, perché uno stava avanti e un altro stava un po' più indietro. Uno stava vicino al ciglio del marciapiede e l'altro stava vicino al cancello dell'asilo. Poca di distanza era.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque il cancello dell'asilo è a due passi dall'angolo.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Fra via Fauro e via Boccioni.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questi due, quindi, ce li può collocare meglio che le riesce, in rapporto all'angolo, al cancello dell'asilo, a via Boccioni...
TESTE Saulo: Io, quando sono andata via che ho finito il lavoro, lì all'angolo c'erano i secchioni dell'immondizia. Perché adesso sono stati spostati.
PUBBLICO MINISTERO: I cassonetti.
TESTE Saulo: Sì, le casse vecchie. Ce n'erano tre o quattro.
Quando io... c'avevo la macchina giù in fondo a via Boccioni.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Saulo: Sono andata verso la macchina e mi sono rigirata. E io vedevo che uno mi guardava. Come infatti io sono andata a casa. Ho detto a mio marito: 'oggi al lavoro ho visto due facce brutte da mettermi proprio paura'
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
TESTE Saulo: E poi la sera è successo quello che è successo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando lei se n'è andata per andare a riprendere l'automobile, questa Uno bianca che era stata parcheggiata in questo modo che le aveva dato fastidio, era sempre lì...
TESTE Saulo: Sempre lì.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre lì.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sul marciapiede sotto il 62.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sotto il 62. Lei, signora, ricorda che questo racconto lo ha fatto a suo tempo anche ai Carabinieri, e non solo ai Carabinieri.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché lei è stata sentita varie volte.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ricorda la prima volta in cui ha fatto questo racconto se erano passati pochi giorni dal fatto, o se erano passati svariati?
TESTE Saulo: No, a me è venuto il giorno appresso, se non mi sbaglio, la... Cioè, a casa mia sono stati delle persone, Carabinieri, a fare l'identikit.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, lei ricorda che vennero a casa sua.
TESTE Saulo: Sì. Fino alle quattro di mattina.
PUBBLICO MINISTERO: Può essere che siano venuti a casa sua di domenica?
TESTE Saulo: Eh, no, perché io dovevo andare al lavoro.
PUBBLICO MINISTERO: Di domenica sera.
TESTE Saulo: Non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Perché in effetti il primo verbale di informazioni che ha reso la signora Saulo, è ambientato nell'abitazione della signora.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Esattamente in via Treviglio al numero 55. Ed è datato 16 maggio. Ora il 16 era domenica, era giorno festivo.
TESTE Saulo: Non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricordava, questo particolare non se lo ricordava.
TESTE Saulo: No, non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi che vennero dopo cena i Carabinieri da lei?
TESTE Saulo: Sì, dopo cena, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Infatti il verbale è, porta l'indicazione di orario delle 22.35.
TESTE Saulo: Sì, dopo cena.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo cena. Ecco, fin qui ci siamo.
Ora le debbo dire che il racconto di questo episodio, fra come lo ha fatto oggi qui e come lo fece all'epoca, non è proprio, come dire, del tutto uniforme, ci sono delle diversità.
TESTE Saulo: Perché io ai Carabinieri, quando sono venuti a casa ho detto che era una persona soltanto. Però io l'ho detto che c'era la seconda persona.
PUBBLICO MINISTERO: E' vero.
TESTE Saulo: Ecco, io non gli ho detto che l'ho visto scendere dalla macchina, perché lì per lì, con tutta la paura che c'avevo, cioè, qualche cosa è pure sfuggito. Però gliel'ho detto che c'era la seconda persona, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Non c'è dubbio che lei, fin dall'inizio, parlò di due persone. Però, ecco, ci è arrivata da sola al punto...
TESTE Saulo: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Però lei parlò di una persona arrivata da sola, a bordo dell'automobile che parcheggiò in quel modo che sappiamo, che lei apostrofò in un certo modo colorito e poi ha parlato anche di una seconda persona.
Però non aveva mai detto che tutte e due le persone provenivano dalla stessa automobile.
TESTE Saulo: Sì, è vero. Non gliel'ho detto ai Carabinieri, questo.
PUBBLICO MINISTERO: No, scusi signora, non lo ha mai detto ai Carabinieri quel giorno lì, non lo ha ridetto ai Carabinieri il giorno dopo...
TESTE Saulo: No, non l'ho detto.
PUBBLICO MINISTERO: ... non l'ha ridetto ai Carabinieri il 20 maggio, non l'ha detto al dottor Saviotti il 1 di settembre.
Voglio dire: è un particolare che lei, nel suo racconto, ha perso...
TESTE Saulo: Cioè, un piccolo particolare che io non ho detto, questo qui.
PUBBLICO MINISTERO: Signora, non le faccio...
TESTE Saulo: Io gli ho detto, la seconda persona sono sicura, perché quello gliel'ho detto, due persone erano.
PUBBLICO MINISTERO: Signora, non sto facendo nessun tipo di, come dire, di rilievo. Le dovevo però far presente che c'era questa diversità.
TESTE Saulo: Sì, sì, ma ha fatto bene. Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, perché è mio dovere farlo.
TESTE Saulo: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, stabilito che questa diversità c'è, obiettiva.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è sicura di ricordare bene oggi, con questa, come dire, con questo dettaglio in più: tutte e due le persone venivano dalla stessa automobile, oppure è possibile che oggi il suo ricordo si porti dietro qualche cosa, come dire, che si è aggiunto nel corso del tempo?
TESTE Saulo: No, io me lo ricordo che è uscita prima la prima persona. Però non ci ho fatto caso, perché io mi ero arrabbiata col guidatore, quello che guidava la macchina. Ecco perché. Però ero sicura che era uscito quell'altro.
Come ha posteggiato, è uscito.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E mi sembra che abbia detto che scese prima l'una e poi l'altra dall'automobile sul marciapiede opposto...
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... queste due persone si sono intrattenute tra di loro a chiacchierare, a confabulare, a dirsi qualcosa.
TESTE Saulo: Sì. Parlavano tra di loro, però cioè io non è che sentivo quello che dicevano, stavo lontano.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, lo immagino perché da quell'altra parte della strada non sarà semplice.
TESTE Saulo: Soltanto che lui, dopo che io gli ho detto quelle parole, non mi ha parlato per niente. Io non so la voce che c'ha.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signora, se lei dovesse esattamente spiegare - per l'importanza che ha - come si mise questa macchina sul marciapiede, se lo ricorda ancora bene?
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Proprio la posizione di questa macchina?
Allora, noi dovremmo prendere... non questa, però. Perché questa è quella realizzata già dalla signora. Prendiamo quella, sì, quella piantina. Prendiamo questa piantina e proviamo a proiettarla.
Ingrandiamo al meglio, eh, ispettore, per cortesia.
Signora, si orienta in qualche modo su quella piantina? Guardi...
TESTE Saulo: Sì, mi oriento.
PUBBLICO MINISTERO: Si orienta.
PRESIDENTE: La facciamo accomodare lì?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, è preferibile. Se va lì accanto all'ispettore, ha anche la piantina proprio sotto gli occhi.
Ecco, vedo che col lapis sta indicando un punto.
TESTE Saulo: Sì, la macchina stava qui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Saulo: A questo posto qui. Che c'è un muro vicino, pure.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. E quindi venne con le ruote anteriori sul marciapiede.
TESTE Saulo: Sì, le due ruote davanti.
PUBBLICO MINISTERO: Proprio dov'era lei a spazzare.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per intenderci. E lì siamo di faccia infatti all'ingresso dell'asilo.
Lo sa indicare l'ingresso dell'asilo?
TESTE Saulo: Sì, è qui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Benissimo.
Ecco, il microfono è funzionante, Tinnirello? Sì?
No, siccome la voce della signora qui si sente proprio un filo...
Oh, quando queste due persone lei le vede che stanno chiacchierando fra di loro, dove si trovano?
TESTE Saulo: Qui, vicino, vicino al cancello.
PUBBLICO MINISTERO: Vicino al cancello.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, un attimo fa, faceva anche riferimento ai cassonetti della...
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Li ritrova nella piantina, i cassonetti?
TESTE Saulo: Stavano qui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E infatti sta proprio mettendo la punta del lapis sui cassonetti.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che cosa è successo tra i cassonetti e quell'angolo, tra queste due persone? Andavano, venivano, guardavano?
TESTE Saulo: No, io quando sono andata via li ho lasciati lì.
Gliel'ho detto, c'era uno che mi guardava vicino ai cassonetti, fino a giù in fondo. Dopo sono andata via.
PUBBLICO MINISTERO: Vede, tanto per riprendere quello che lei aveva dichiarato a suo tempo ai Carabinieri, sempre in questo verbale del 14 maggio, io nel verbale leggo questo. Dunque:
"La posizione dell'auto mi impediva di raccogliere le foglie. Esclamavo: 'ma non c'era più posto per parcheggiare?'. Il giovane sceso dall'auto si girava guardandomi e mi sorrideva. A ciò, fra me e me lo mandavo a quel posto.
Questo giovane si posizionava davanti al cancello della scuola dall'altra parte della strada - preciso l'asilo -.
Poco più tardi, mentre ero ancora intenta in tali pulizie, ho notato un altro giovane che era fermo vicino ai tre cassonetti per i rifiuti su via Boccioni".
Questi, cioè quello che sta vicino ai cassonetti, si avvicinava a quello che aveva parcheggiato la Uno bianca e dopo avergli parlato pochi minuti si riposizionava nello stesso posto. Che sembrerebbe...
TESTE Saulo: Sì, ma...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi.
TESTE Saulo: Ma la distanza non è tanta.
PUBBLICO MINISTERO: No no, per carità. No, è semplicemente per farle presente che, il secondo giovane, non solo nelle precedenti sue dichiarazioni lei non aveva mai detto che era sceso dalla Uno.
Ma lo aveva, per così dire, messo sulla scena del fatto a partire da quando lo vede accanto ai cassonetti. Ecco perché ho voluto rileggerle per intero questo passaggio del verbale.
E le faccio presente che, in tutte le dichiarazioni che lei ha reso successivamente, lei questo punto non l'ha mai modificato. Fino ad oggi.
TESTE Saulo: Cioè lui, quando parla che loro parlavano, si avvicinavano. Lui dopo quell'altro che era sceso per primo dalla macchina, si allontanava, ma di pochi metri: un metro, due metri, non tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè...
TESTE Saulo: Perché tra i cassonetti e il cancello dell'asilo la distanza è poca.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, per carità.
TESTE Saulo: Io, certo, non sapendo cioè quello che doveva succedere, non è che mi sono messa con attenzione a guardare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco, questi due giovanotti, lei ha avuto modo di rendersi conto se mentre stavano lì davanti all'asilo, i cassonetti, sull'angolo, un po' più in qua o un po' più in là, guardavano anche quello che faceva lei?
TESTE Saulo: No.
PUBBLICO MINISTERO: Se la tenevano un po' d'occhio, oppure se si disinteressavano tranquillamente della sua presenza?
TESTE Saulo: Non ci ho fatto caso.
PUBBLICO MINISTERO: Non ci ha fatto caso.
TESTE Saulo: Le direi una bugia.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, allora, queste due persone, lei in qualche modo ha potuto, come dire?, fissare nella memoria i tratti, la fisionomia, l'età, l'abbigliamento, qualche cosa di particolare dell'uno o dell'altro?
TESTE Saulo: L'abbigliamento...
PUBBLICO MINISTERO: Oggi che cosa ricorda, di questo?
TESTE Saulo: Io mi ricordo che quello che è sceso dalla macchina aveva un completo, però...
PUBBLICO MINISTERO: No, sono scesi tutt'e due.
TESTE Saulo: Sì. Però quell'altro non ci ho fatto...
PUBBLICO MINISTERO: Il primo o il secondo?
TESTE Saulo: Non ci ho fatto caso, io. Perché a me non interessava quell'altro. A me, era l'autista che mi ha messo la macchina di traverso.
PUBBLICO MINISTERO: Non me ne voglia; dica: l'autista. Così siamo sicuri che non sbagliamo.
TESTE Saulo: No, io le dico la verità. Perché a me ha dato fastidio...
PUBBLICO MINISTERO: Dica: l'autista. Perché sono scesi tutti e due; se non è precisa lei, non posso esser preciso io al posto suo, abbia pazienza.
Allora, l'autista: questo un po' l'ha inquadrato, come figura, a suo tempo?
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E sarebbe in grado ancora di ricordare quello che le rimase nella mente all'epoca?
TESTE Saulo: No. Non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: No. Nemmeno per sommi capi? Che so, l'età, se - che ne so - aveva i capelli biondi piuttosto che scuri, se era un giovanotto di uno e 90 o invece un giovanotto di piccola statura. Ecco, anche a grandi linee, oggi non conserva più nessun ricordo?
TESTE Saulo: Sì, lui non era basso, era un po' altino, sull'uno e 80, uno e 85.
PUBBLICO MINISTERO: Allora alto, alto giusto.
TESTE Saulo: Però io, adesso le dico queste cose, non è che mi ricordo bene, eh. Soltanto mi ricordo che non era un ragazzo basso.
PUBBLICO MINISTERO: Non era un ragazzo basso.
TESTE Saulo: Era un bel ragazzo, pure. Le dico la verità.
PUBBLICO MINISTERO: Era anche un bel ragazzo. Senta, l'età che dimostrava questo giovane?
TESTE Saulo: Adesso non mi ricordo. Comunque, non era anziano, era giovane.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, piuttosto un ventenne all'aspetto, o piuttosto un trentacinquenne?
TESTE Saulo: No, piuttosto un trentacinquenne.
PUBBLICO MINISTERO: Era, nel vestire voglio dire, qualcosa di particolare? Lo ricorda ancora, se era in maglietta, ovvero se aveva una giacca? Se aveva un soprabito, se aveva i jeans?
TESTE Saulo: No, stava in completo giacca e pantaloni. Non erano i jeans.
PUBBLICO MINISTERO: Giacca e pantaloni?
TESTE Saulo: Eh, adesso non mi... Cioè era la camicia. Però non mi dica che colore, perché non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: E dell'altro, invece, non le è rimasto...?
TESTE Saulo: Niente, niente, non mi ricordo proprio niente. Non me lo ricordavo allora e non me lo ricordo adesso.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricordava allora. Però io le debbo far presente che una descrizione la fece, anche sul conto del secondo giovane.
TESTE Saulo: Sì, ma poco poco, perché i Carabinieri mi facevano tante domande, e io gli ho detto proprio piccoli particolari.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, da quando questi arrivano con questa automobile, a quando poi lei, smettendo di lavorare, se ne è andata, quanto tempo può essere passato? All'ingrosso.
TESTE Saulo: Non ho capito la domanda.
PUBBLICO MINISTERO: Dal momento in cui questi sono arrivati e hanno richiamato la sua attenzione per questa particolarità del modo di parcheggiare l'automobile.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, da questo momento a quando lei poi è andata via per i fatti suoi perché aveva finito di lavorare, quanto tempo?
TESTE Saulo: Penso un'ora, un'ora e mezza. Perché io sono andata via, poi avevo finito e sono andata via prima delle 11 e mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ha avuto modo di rimetterci gli occhi addosso, o meglio di rimettere gli occhi addosso a queste due persone, durante quest'ora, ora e mezzo in cui lei è rimasta lì, oppure no?
TESTE Saulo: Sì. Cioè quando io lo guardavo loro, cioè uno, quello che è sceso dalla macchina, aveva gli occhi rivolti verso di me. Però a me non ha detto niente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, voglio dire, gli occhi su questa persona lei ce li ha messi solo in occasione diciamo di questo primo pezzetto dell'episodio, oppure ce li ha messi anche successivamente?
TESTE Saulo: No, sempre dopo che è successo l'episodio. Cioè dopo che sono arrivati. Ma nel momento che io stavo a finire fuori, perché dopo sono andata via, avevo finito e basta. Perché prima faccio le scale, dopo faccio fuori.
PUBBLICO MINISTERO: No, siccome prima diceva che a suo marito aveva detto 'oggi ho visto due facce, non mi sono piaciute per niente'.
TESTE Saulo: E' vero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora voglio dire, per un parcheggio fatto male, in maniera così strafottente, non credo che tutte le volte lei poi, voglio dire sarà successo anche altre volte, no?
TESTE Saulo: No, non è successo.
PUBBLICO MINISTERO: Che uno poi torna a casa e dice al marito: 'ho visto due facce che non mi piacevano per niente'. Voglio dire, per un parcheggio fatto male...
TESTE Saulo: No.
PUBBLICO MINISTERO: ... c'è un po' di sproporzione.
TESTE Saulo: E' la prima volta che mi è successo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma che cos'è che ha fatto 'sì che poi lei a casa, dicesse a suo marito 'ho visto due persone che non mi sono piaciute per niente'.
TESTE Saulo: Non mi sono piaciute sul viso, perché la gente brava si vede subito, eh. A me non piacevano sul viso, ho detto: 'ho visto due facce brutte'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signora, le ho detto un attimo fa che - e lei se lo ricordava bene - che la prima volta i Carabinieri sono venuti a casa sua, dopo cena, e ha fatto lei il racconto di quest'episodio.
Poi si ricorda che su questa vicenda è stata interrogata ancora dai Carabinieri, e poi anche dal dottor Saviotti?
TESTE Saulo: Sì, sono stata giù a...
PUBBLICO MINISTERO: A piazzale Clodio.
TESTE Saulo: A piazzale Clodio. Sono stata a Regina Coeli, sono stata a via Salaria.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei, attraverso le indicazioni che dette circa la fisionomia di una di queste due persone, ricorda che poi i Carabinieri fecero un disegno, quello che si chiama identikit?
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dopo che il carabiniere disegnatore completò l'identikit, lei lo vide il lavoro compiuto?
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa faccia, eh, questa faccia disegnata la trovò ben somigliante, abbastanza somigliante, molto somigliante o appena somigliante a quella che lei aveva, per così dire, nella memoria?
TESTE Saulo: No, quando mi hanno fatto l'identikit a casa, l'ho visto: era troppo somigliante.
PUBBLICO MINISTERO: Era molto somigliante?
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi il carabiniere lo fece per bene l'identikit, rispetto alle indicazioni che gli dava lei.
TESTE Saulo: Cioè ha cambiato tante volte il viso, e dopo ci è riuscito.
PUBBLICO MINISTERO: Quanto tempo ricorda lei che sia passato dalla prima volta in cui vennero a interrogarla a quando, poi, fu fatto l'identikit?
TESTE Saulo: Non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non ha memoria se passò qualche giorno, oppure se fu fatto quasi subito dopo, l'identikit?
TESTE Saulo: No, mi sembra dopo, non subito. Non mi ricordo bene, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Ma quando i Carabinieri vennero in casa sua...
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... in casa sua, dopo cena...
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... non è che in quell'occasione anche le chiesero di fare una descrizione molto accurata, per poter provare anche poi a fare un identikit? Provi a ricordarlo.
TESTE Saulo: Come, mi hanno chiesto una descrizione? Sì, questo me l'hanno chiesto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. L'identikit l'hanno fatto in casa sua: lei questo non se lo ricorda.
TESTE Saulo: Sì, questo me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, in effetti la realizzazione di questo identikit è con un verbale separato, ma il tutto avvenuto in casa sua. Mentre il verbale di informazioni inizia verso le dieci e mezzo del giorno 16; invece quello che si chiama ricostruzione grafica del volto, i Carabinieri l'hanno chiamato così, è datata 17 maggio, ore 00.15. Cioè a dire mezzanotte e un quarto, era appena passata mezzanotte e i Carabinieri erano sempre in casa sua.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Infatti, via Treviglio 55.
Senta, questa automobile Uno, bianca lei ha detto che non aveva niente di caratteristico.
TESTE Saulo: Eh, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Appunto, lei ha detto che non le è rimasto in mente nessun particolare.
Ha notato almeno se era targata Roma o era targata in un altro modo?
TESTE Saulo: Non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Quando arrivò questa automobile a mettersi in questa maniera, così fastidiosa, almeno nelle vicinanze a dove si trovava lei c'era posto per parcheggiare oppure...?
TESTE Saulo: No. Io l'ho dovuta portar giù quasi a via Salaria, per trovare un posto. Perché i posti lì, la mattina, non ce ne stanno.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non c'erano posti liberi.
TESTE Saulo: No.
PUBBLICO MINISTERO: Dove questo giovanotto avrebbe potuto parcheggiare meglio.
TESTE Saulo: No.
PUBBLICO MINISTERO: Almeno a portata del suo sguardo.
TESTE Saulo: No, non ce n'erano, posti.
PUBBLICO MINISTERO: Non ce n'erano. Lei ricorda di aver, ricorda che le è stato chiesto di dare - sull'autista, eh - le indicazioni più precise possibili circa l'altezza?
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei poco fa ha detto che l'altezza poteva essere tra il metro e 80, il metro e 85.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per dare...
TESTE Saulo: Uno e 75. Io non lo so, adesso. Cioè io gli ho detto: 'l'altezza di mio figlio'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le stavo chiedendo questo. Suo figlio quanto è alto?
TESTE Saulo: Uno e 77.
PUBBLICO MINISTERO: Questa persona, a suo giudizio, era più alta di suo figlio?
TESTE Saulo: Leggermente, però non, per quello che mi ricordo io, non era tanto più alto.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è stata la sua impressione, cioè, perché forse...
TESTE Saulo: Sì, perché io, cioè ho visto mio figlio e lui: l'altezza sarebbe stata quella.
PUBBLICO MINISTERO: Ora lei rammenta che questa cosa le fu chiesta anche dal dottor Saviotti?
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di spiegarsi meglio che le riuscì? Può stare a sedere, signora, mi scusi se non gliel'ho detto prima.
TESTE Saulo: Mi metto a sedere?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, a questo punto può benissimo tornare a sedere lì, di là.
Ecco, il dottor Saviotti, sul problema dell'altezza, come dire?, fu abbastanza pignolo.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei prese come riferimento, appunto, la statura di suo figlio. Anche per spiegarsi con il dottor Saviotti. E gli disse che questa persona era più alta di suo figlio.
TESTE Saulo: Ma leggermente, però io ho detto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io ora le debbo far presente - prendo atto che lei, oggi, dice "leggermente più alta" - le devo far presente che, in occasione di questa deposizione, insomma di questo verbale di informazioni che è del primo settembre del '93, lei disse al dottor Saviotti che questa persona poteva essere leggermente più alta dello stesso dottor Saviotti.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, il dottor Saviotti, che io conosco di persona, comunque nel verbale dava atto di essere alto uno e 87. Quindi, bello lungo. Se questa persona era più alta addirittura del dottor Saviotti, si va oltre i dieci centimetri più alto di suo figlio.
TESTE Saulo: Ma io non mi ricordo di questo, io non è che l'ho inquadrato bene, questa persona.
PUBBLICO MINISTERO: Signora, non si preoccupi.
TESTE Saulo: Perché io, se sapevo che scoppiava la bomba la sera, me l'avrei guardato benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ha ragione. Ma lei non si deve preoccupare se io - faccio il Pubblico Ministero - faccio le cose con un certo scrupolo; perché qui davanti ci sono dei signori che hanno bisogno di capire, attraverso le sue parole, un certo fatto.
Non si ponga problemi, non le sto facendo nessuna contestazione, non la sto... Ho bisogno, però, di fare le cose... D'altra parte, tre anni e mezzo sono passati; sarà colpa mia, più che sua, ma oggi siamo qui in aula...
TESTE Saulo: Ma io purtroppo ho subìto un trauma cranico, io non è che mi ricordo tanto bene più le cose.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, me ne rendo anche conto. Tanto vero le volevo far presente che lei, al dottor Saviotti, disse anche: "L'identikit era abbastanza soddisfacente, ma qualche particolare non mi convinceva. Dissi al fotosegnalatore che la parte bassa del volto era appena più tondeggiante".
Voglio dire, qualche differenza l'identikit rispetto alla persona in carne ed ossa lei la segnalò al dottor Saviotti, ecco.
Disse che qualcosa non la soddisfaceva in maniera convincente, eh. Questo lo disse; se lo ricorda ora di aver fatto questa precisazione al dottor Saviotti? Se lo ricorda?
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, lei poi è stata sentita altre due volte ancora: ad aprile del '94, quindi a distanza di un anno quasi; e poi ancora alla fine del maggio del '94.
E in entrambe le occasioni, si ricorda?, è stata sentita proprio dal Pubblico Ministero, dal dottor Saviotti tutt'e due le volte ancora: se lo ricorda?
TESTE Saulo: In via Salaria?
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, io penserei che una prima volta è stata sentita in piazzale Clodio.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché c'è scritto proprio. Brava, ricorda bene, perché la seconda volta il dottor Saviotti l'ha sentita presso gli uffici del ROS che sono in via Ponte Salario, sono a due passi dal Ponte Salario, all'inizio della Salaria.
Ecco, lei ricorda di aver esaminato - in relazione a questo racconto che aveva fatto - di aver esaminato delle fotografie?
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, fotografie gliene sono state mostrate...
TESTE Saulo: No, le fotografie mi sono state mostrate al Tribunale. Lì sulla Salaria, mi hanno vedere i filmini.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Allora, quando è andata in piazzale Clodio, le sono state mostrate delle fotografie.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando è andata dai Carabinieri in via Salaria, le è stato fatto vedere un filmato.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prima che le fossero state fatte vedere queste foto in piazzale Clodio, c'era stato già qualcuno che le aveva fatto vedere delle foto nei mesi precedenti?
TESTE Saulo: Guardi, non mi ricordo; ma non credo, però.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, siccome lei a piazzale Clodio c'è andata appunto il 12 aprile del '94, le foto quindi le sono state mostrate a distanza di quasi un anno, rispetto a questo fatto.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le torna, che era passato molto tempo rispetto a quando vide le prime foto?
TESTE Saulo: Cioè io non mi ricordo, però so che ci sono stata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e che tipo, diciamo così: ha visto molte foto, nell'occasione?
TESTE Saulo: Sì, tante.
PUBBLICO MINISTERO: Tante. Dell'ordine delle decine o delle centinaia addirittura?
TESTE Saulo: Un centinaio me ne hanno fatte vedere. Penso, ma non mi ricordo, guardi.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda. Ecco, e nel vedere queste foto, trovò qualche cosa diciamo di pertinente rispetto ai ricordi che aveva lei, di quella o di quelle due persone? Oppure non trovò niente, di pertinente?
TESTE Saulo: No, ho trovato qualche cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Nel senso?
TESTE Saulo: Cioè che ho riconosciuto quella persona che stava giù ai Parioli.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti. Lei, in una foto, o in più foto?
TESTE Saulo: In più foto. Erano tante le foto.
PUBBLICO MINISTERO: No no, io parlo di quella che riguarda la persona; dice 'ho riconosciuto una persona, in foto'.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, volevo dire, era una sola la foto che riguardava questa persona, o erano più d'una? Voglio dire, di me ci possono essere tre fotografie, una accanto all'altra.
TESTE Saulo: Ma, se non mi sbaglio, erano di più. Però, dopo ho saputo che era il fratello di questa persona.
PUBBLICO MINISTERO: Andiamo con ordine, arriviamo a tutto.
Lei ha riconosciuto, tra le foto che le furono mostrate in quest'occasione, la persona: quale? Quella che scese dalla macchina, quella che era l'autista della macchina, o l'altra?
TESTE Saulo: No no, l'autista. Io quell'altro non lo conto per niente.
PUBBLICO MINISTERO: Le apparirà un'inutile ripetizione, ma io ho il dovere anche di essere prolisso, in certi momenti.
TESTE Saulo: Ma tanto io le dico sempre la stessa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Meglio. Io sono prolisso, e lei mantiene le sue certezze, voglio dire, eh, è fatto apposta.
Allora, e quindi questa foto le ha, come dire?, fatto riemergere il ricordo di quella fisionomia, di quella faccia.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo, voglio dire, con una sicurezza assoluta, con una sicurezza non assoluta? Cerchi di spiegare. Voglio dire, è un fatto della vita comunissima, vedere una faccia e dire 'mi sembra', oppure 'toh, guarda chi è', di riconoscere uno con certezza, no?, voglio dire, succede anche a prescindere dagli attentati.
TESTE Saulo: Mah, io, se non mi sbaglio, gli ho detto: 'a me mi somiglia tanto, questo'.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ebbe, diciamo, come reazione quella di trovare una - come ha detto ora - la persona tanto somigliante a quello.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma esaminando tutte queste foto, questa somiglianza la trovò solo in una foto, o la trovo in più foto.
TESTE Saulo: In più foto.
PUBBLICO MINISTERO: In più foto. Ma per caso, come dire?, la sua attenzione, il suo ricordo, fu in qualche modo stimolato anche da foto di persone diverse rispetto a questa? Tra le tante che le furono fatte vedere.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io ho capito che lei ha detto: 'più foto di una stessa persona mi fecero pensare a questa somiglianza con l'autista della macchina'. Io le sto chiedendo: ma ci furono per caso anche foto che riguardavano altre persone che la colpirono, quando gli furono fatte vedere?
TESTE Saulo: Sì, erano due persone in tutto, che mi colpirono.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, le foto di due persone.
TESTE Saulo: Sì, ma il viso a me mi somigliava tanto al primo che avevo visto.
PUBBLICO MINISTERO: Di tutt'e due le foto?
TESTE Saulo: Sì. Però uno soltanto, cioè era un po' più pienotto, e un altro era un po' più robusto. Cioè uno era più grasso e un altro più secco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, uno più in carne e quell'altro più asciutto.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, il risultato finale quale fu, come sua valutazione?
TESTE Saulo: Quello più secco.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, se io non ho capito male - ma se ho capito male, lei me lo dica: 'guardi dottore, non ha capito niente' - lei si è trovata davanti foto di due persone diverse, e sulle prime le trovava tutt'e due somiglianti rispetto al famoso autista?
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi ha detto che le foto della persona più magra erano quelle somiglianti, somiglianti veramente, all'autista. E' questo il discorso?
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi ha scartato l'altra?
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha scartato l'altra persona?
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo discorso poi, lei ha detto un attimo fa, ha avuto un seguito quando, in via Ponte Salario, le hanno fatto vedere il filmino.
TESTE Saulo: Il filmino.
PUBBLICO MINISTERO: Una ripresa filmata, quello che è. Ecco, si ricorda che cosa ha visto in questa ripresa filmata? C'era una persona sola ripresa?
TESTE Saulo: No.
PUBBLICO MINISTERO: Erano più persone?
TESTE Saulo: Ce n'erano tante.
PUBBLICO MINISTERO: Era, mi scusi?
TESTE Saulo: Erano tante.
PUBBLICO MINISTERO: Tante persone.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda se queste persone erano riprese, che ne so, in movimento, ferme, per strada, in un ambiente chiuso?
TESTE Saulo: No.
PUBBLICO MINISTERO: Una ripresa da lontano, una ripresa da vicino?
TESTE Saulo: No, un ambiente chiuso, però camminavano, loro.
PUBBLICO MINISTERO: Era una ripresa ravvicinata o a distanza?
TESTE Saulo: No, ravvicinata.
PUBBLICO MINISTERO: Ravvicinata. Si potevano distinguere bene, le fisionomie di queste persone?
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era una ripresa che durava pochi secondi, oppure era una ripresa piuttosto...?
TESTE Saulo: No, piuttosto lunghetta era.
PUBBLICO MINISTERO: Piuttosto lunghetta. Lei l'ha osservata con attenzione, questa ripresa?
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dove veniva proiettata, questa ripresa, se lo ricorda? Su un televisore normale, su uno schermo più grande?
TESTE Saulo: Non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e dopo aver osservato questa ripresa, lei l'ha osservata con calma?
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha osservata più volte?
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: O una volta sola?
TESTE Saulo: No, su quello che avevo riconosciuto io, l'ho osservato più volte.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ha in qualche modo anticipato la mia domanda, perché le stavo per chiedere... Benissimo signora, non c'è niente di male. Io e lei ci vediamo oggi per la prima volta, perché io non l'ho mai conosciuta.
TESTE Saulo: Speriamo che non ci vediamo più, però.
PUBBLICO MINISTERO: Ovvia!
TESTE Saulo: A prendere un caffè, sì; così, no.
PUBBLICO MINISTERO: Lo prendo come un complimento, perché vuol dire che sono abbastanza fastidioso, ma devo far così.
TESTE Saulo: No, per carità, no. Ma sono troppo agitata io, però.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti me, signora. Dopo aver visto con attenzione questa ripresa, ecco, lei è arrivata a formarsi un'idea se quello che lei aveva visto era, la ripresa, era in qualche modo pertinente con i suoi ricordi, con le fotografie? Oppure se non c'entrava per niente?
TESTE Saulo: No, perché mi ricorda quello che avevo visto io, e pure sulle foto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, cosa vuol dire? Che nella ripresa ha visto?
TESTE Saulo: Una persona che io, cioè, l'avevo vista. Mi ha ricordato il fatto di via Ruggero Fauro quando l'ho vista al Tribunale sulla foto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi nella ripresa, che ha detto riguardava tante persone...
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ce n'era una che lei ha riconosciuto per quella.
TESTE Saulo: Sì, ma non è che le persone le facevano vedere insieme; uno per volta, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Io questo non gliel'avevo chiesto, non lo sapevo. Lo apprendo ora da lei. Quindi, erano una persona dietro l'altra?
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. E allora, tra le persone, se ho capito bene, ce n'era una che lei ha riconosciuto per una delle foto.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che aveva visto in...
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... in piazzale Clodio. E che secondo lei era sempre tanto somigliante, ha detto prima.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma rivedendo la persona nella ripresa televisiva, o quello che era, la persona quindi si vede in maniera bene diversa rispetto a una foto. Perché una foto riproduce un volto, e arrivederci. Queste erano riprese a figura interna, a mezzo busto?
TESTE Saulo: No. A figura intera.
PUBBLICO MINISTERO: A figura intera. Quindi, a figura intera, uno ha una visione più completa.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Vedendo questa figura in modo completo, nella ripresa, lei è riuscita a stabilire se c'era un qualche grado di somiglianza direttamente con la persona vista in via Fauro?
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: No, dimentichiamoci le foto, per cortesia.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è riuscita a stabilire una qualche somiglianza tra la persona vista nella ripresa e la persona vista in carne e ossa, coi suoi occhi, in via Fauro?
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Stiamo parlando sempre dell'autista?
TESTE Saulo: Sì, sempre di quello.
PUBBLICO MINISTERO: Naturale. Ecco, e in che cosa si esprimeva questa somiglianza, e che tipo di somiglianza, che grado di somiglianza lei ha riscontrato? Leggera somiglianza, forte somiglianza, assoluta somiglianza?
TESTE Saulo: Per me, era assoluta somiglianza.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
TESTE Saulo: Assoluta somiglianza. Perché io me lo sono fatto rivedere altre due o tre volte, lì dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Saulo: Anzi, più lo vedevo, più mi vedevo la persona di via Ruggero Fauro.
PUBBLICO MINISTERO: A quanto lei rammenta oggi, signora, lì in via Ponte Salario, le fecero vedere una sola cassetta o le cassette erano più d'una?
TESTE Saulo: Di sicuro, non mi ricordo; ma mi sembra che erano due, le cassette. Non mi ricordo con esattezza.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti ancora, lei ha detto un attimo fa 'più che io vedevo quella persona nella ripresa, che gli feci ripetere', no?
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché gliel'ha fatta replicare, per così dire.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: 'E più mi sembrava di vedere quello di via Fauro'. Questa è l'affermazione che ha reso un attimo fa.
TESTE Saulo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se io l'ho capita bene.
TESTE Saulo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma trovò solamente degli elementi di somiglianza, o trovò anche qualche elemento di diversità? A quello che ricorda oggi.
TESTE Saulo: Lui aveva un po' i capelli più lunghi, però mi... cioè di diverso non ho trovato niente.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda di aver notato una diversità nel taglio dei capelli?
TESTE Saulo: No, perché aveva i capelli più lunghi.
PUBBLICO MINISTERO: Li aveva più lunghi nella ripresa, o quando l'aveva visto lei per la strada?
TESTE Saulo: No, più lunghi nella ripresa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nella ripresa. Cioè a dire, i capelli le sembravano più lunghi.
Senta, signora, lei ricorda che, quando il Pubblico Ministero le fece vedere le fotografie nel suo ufficio, le fece anche il nome di queste due persone che erano riprodotte in queste fotografie.
TESTE Saulo: I nomi?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, il Pubblico Ministero nel verbale dette atto: nella fotografia numero tale, è riprodotto il signor Tal dei Tali; nella fotografia numero talaltro, è riprodotto il signor Talaltro.
TESTE Saulo: Va be', perché c'è il nome sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, è nel verbale, io devo pensare che...
TESTE Saulo: Sì, però non è che ho fatto io i nomi, perché io non li conoscevo.
PUBBLICO MINISTERO: No. Il Pubblico Ministero...
TESTE Saulo: C'erano scritti sotto le foto.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, questo non mi pare che risultasse dal verbale, che addirittura sotto le foto erano leggibili i nomi. Non mi pare, vediamo eh. Mi scusi un secondo.
Stando al verbale, escluderei che il nome apparisse sotto le foto. Perché si dà atto, nei due fascicoli fotografici che, nei due fascicoli fotografici, il primo porta l'elenco di tutte le immagini, dei nominativi ai quali corrispondono le fotografie nell'ultima pagina. Quindi, separata.
E per il secondo, si dà atto che l'elenco dei nomi è la prima pagina, quindi sono fogli bianchi separati.
TESTE Saulo: Non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Si ricorda lei comunque i nomi delle persone che il dottor Saviotti le precisò corrispondere agli intestatari, per così dire, delle fotografie?
TESTE Saulo: Non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda. Allora, glieli ricordo io, per sapere se questi nomi lei li ha più sentiti pronunziare, se ha avuto occasione di sentirli nominare, in qualsiasi situazione. La stampa, la televisione, un carabiniere, un magistrato, un poliziotto: in qualsiasi contesto.
I nomi sono, delle persone le cui fotografie lei segnalò al dottor Saviotti in questo atto: Graviano Filippo e Graviano Giuseppe.
AVVOCATO Gramigni: Scusi, Presidente. Avvocato Gramigni. Non capisco il senso di questo modo di procedere del Pubblico Ministero, cioè si fanno contestazioni riferibili ad operazioni di...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi, che lei non capisca il senso è una cosa che...
AVVOCATO Gramigni: No, il senso processuale. Per l'amor di Dio.
PRESIDENTE: Se lei vuol fare un'opposizione, fa opposizione.
AVVOCATO Gramigni: Certo, certo. Io mi oppongo a che venga fatto questo tipo di sollecitazione al testimone, nel senso che è ammesso - e tutti lo sappiamo - formulare contestazioni rispetto a dichiarazioni difformi o dichiarazioni che non si ricorda in sede dibattimentale.
Ma non vedo quale sia lo strumento processuale per introdurre una risultanza probatoria di questo genere. C'è una ricognizione di persone: lei mi insegna che è atto istruttorio nominato, atto istruttorio dibattimentale. Nella fase preliminare alla ricognizione di persona, si chiede al teste se ha già avuto occasione di fornire precedenti indicazioni agli inquirenti. O dire, effettuare precedenti riconoscimenti. Ciò influisce sulla attendibilità, genuinità e forza probatoria dell'atto stesso. E questo è il modo di procedere.
Dico, ora introdurre surrettiziamente, come contestazione alla deposizione dibattimentale del teste, il fatto che vi sia stato un atto di indagine in cui la signora ha creduto di riconoscere in certi filmati e in certe fotografie gli imputati, e in ispecie il mio assistito, credo che sia assolutamente scorretto nel senso processuale. Ovvero, non consentito dalle norme processuali.
Ripeto, qui l'alternativa è semplice: si fa una ricognizione di persona, e nella fase preliminare gli si chiede tutte queste belle cose.
Ma, ripeto, in sede di interrogatorio far poi entrare come risultato la deposizione dibattimentale a seguito di contestazione, il fatto che durante le indagini si sia effettuato il riconoscimento o non si sia effettuato, credo che sia assolutamente non consentito.
Questo è il senso della mia opposizione. Mi scusi se l'ho estesa più del dovuto, ma in questo senso la rassegno, in maniera molto ferma.
PRESIDENTE: Pubblico Ministero, in proposito?
PUBBLICO MINISTERO: Io, per la verità, tutto questo mi aspettavo fuorché di creare problemi alla difesa, con questo tipo di osservazione. Per la semplicissima ragione che, o mi è interdetta la possibilità di chiedere alla testimone se per caso le sono state fatte vedere fotografie o che altro, durante le... benissimo, e questo mi pare di capire che non mi è interdetto. Bene.
A questo punto, in vista di un eventuale atto che si vada a compiere nel dibattimento eventuale, mi sembra profondamente scorretto nei confronti della Corte innanzitutto, e anche di tutte le altre parti, che si parli attraverso un teste di un atto che è stato compiuto nelle indagini preliminari, e che per ora sta solamente negli atti delle indagini preliminari, nel fascicolo del Pubblico Ministero per meglio dire; atto che sicuramente deve avere una specificazione, perché si parla di fotografie che sono state mostrate con dei nomi che caratterizzano, che identificano i titolari dell'una, dell'altra e dell'altra immagine, con tutto ciò senza poi far sapere alla Corte di quali persone stiamo parlando.
Questo proprio perché la Corte sia messa in grado di valutare questo dato, che stiamo introducendo a pieno titolo - cioè usiamo un'espressione un po' banalizzante - nel monte prove di questo processo, a prescindere da ogni tipo di valutazione, vedremmo inserirlo in maniera, come dire?, monca o percentualizzata.
Questo non lo posso fare io, non lo potrebbe fare la Corte; io mi sono sentito nel dovere, sapendo che era stato compiuto questo atto, di far precisare alla teste: a distanza di quanto tempo è stato fatto questo...
Avvocato Gramigni, io non perché mi chiamo in un certo modo, ma perché ho fatto un certo lavoro, ho un certo dovere nei confronti del Giudice.
Mai e poi mai avrei introdotto, questa volta surrettiziamente - e l'avverbio ci sarebbe stato non per come l'ha usato prima, mi consenta - avrei introdotto surrettiziamente un dato di indagine che era suscettibile comunque di una valutazione da parte del Giudice, perché sta riferendo un teste sotto giuramento, mascherando una parte del dato. Ad esempio, l'epoca in cui è stato raccolto, le modalità con le quali è stato raccolto, il contesto in cui è stato raccolto.
Ecco perché a me sembrava che fosse questa la strada - sennò ne dà atto qualcun altro - questa fosse la strada per far sapere su quali persone si era esercitata, con certi risultati, nel corso delle indagini preliminari, in una certa data, la attenzione e la memoria di una testimone.
A me sembrava che fosse, e mi sembra tuttora che sia l'unico modo corretto per introdurre questo dato davanti alla Corte.
Secondo: non vi erano e non vi sono alternative. A meno che non si pensi, da parte della difesa, che si debba clandestinizzare il dato.
Terzo: in vista di un'eventuale ricognizione di persona, avremmo dovuto far precedere l'atto, come lei giustamente stava dicendo, da una domanda che mirava a stabilire se la signora Saulo Ornella aveva mai visto le persone del signor Tale da riconoscere, o del signor Talaltro da riconoscere.
Quindi, quello che è stato fatto in questa sede appartiene alla ortodossia del processo.
E d'altra parte, essendo la ricognizione - mi lasci finire, avvocato Gramigni - un mezzo di prova che qualcuno deve chiedere, o che la Corte deve disporre dopo aver valutato una serie di profili di pertinenza del mezzo di prova stesso, a me sembra in questo modo di aver incominciato a fornire alla Corte, attraverso questa ricostruzione meticolosa di come si sono svolte queste individuazioni nel corso delle indagini preliminari, di tutti gli elementi che possono essere eventualmente a disposizione per costituire il fondamento di una pronunzia di ammissione, o di non ammissione, di un determinato mezzo di prova.
Avremmo dovuto richiamare la signora Saulo Ornella in aula per far dire a lei, che era l'unica persona che lo poteva dire, chi erano, i nomi delle persone titolari delle fotografie che le erano state mostrate.
Mi sembra una cosa di una linearità, francamente, assoluta.
PRESIDENTE: Bene. L'opposizione è respinta, perché l'eccezione sollevata non attiene tanto al contenuto della deposizione, tutti i passaggi della stessa, compreso l'esame di fotografie e di filmati o quello che erano; quanto al fatto che il Pubblico Ministero abbia chiesto alla teste se conosceva e sapeva che le fotografie che aveva preso in esame, e che aveva ritenuto di riconoscere in quella forma che ha detto, in relazione ad uno dei protagonisti dell'episodio che ci interessa, il nome dell'imputato cui facevano riferimento.
E mi pare corretto che il Pubblico Ministero abbia, alla fine, evidenziato a chi si riferivano queste cose. Il che non crea nessun pregiudizio, non esclude nessuna verifica, non indica nessun elemento di assoluto rilievo nei confronti dell'imputato stesso.
Perciò, possiamo proseguire, se c'è ancora da proseguire.
PUBBLICO MINISTERO: Io le ho segnalato, appunto, che i nomi delle persone, le cui foto le furono mostrate dal dottor Saviotti, erano, come le ho detto cinque minuti fa, Graviano Filippo e Graviano Giuseppe.
Questi nomi le sono stati più fatti? Qualcuno le ha più mostrato immagini, o che altro sia? L'ha interpellata sul conto di queste persone, con questo nome e con questo cognome?
TESTE Saulo: Non mi ricordo, ma non credo però.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo che lei è stata sentita l'ultima volta dal dottor Saviotti lì, in via Ponte Salario, è stata più interpellata in relazione ai fatti di questo procedimento, da qualcuno?
Salvo la citazione ora, che sono venuti ad avvisarla di presentarsi qui.
TESTE Saulo: Mi sembra che l'ultima volta sono stata in via Salaria, e basta, dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ora io devo completare quest'esame, signora non me ne voglia, leggendole proprio quella parte del verbale del 16 di maggio in cui lei ha raccontato per la prima volta, con parole sue, devo pensare, il fatto; perché, ripeto, che c'è questa diversità tra il racconto di oggi e il racconto di allora.
Le prime parole che lei ha detto, quando è stato redatto questo verbale, sono:
"Venerdì 14 maggio '93, verso le ore nove e trenta, mi trovavo davanti al portone del civico 62 di via Ruggero Fauro, intenta a fare delle pulizie. E' sopraggiunto un giovane alla guida di una FIAT Uno di color bianco, che parcheggiava quasi di traverso, anzi, con le due ruote anteriori sul marciapiede, nonostante avesse posto per parcheggiare bene. Siccome la posizione dell'auto mi impediva di raccogliere tutte le foglie, esclamavo...".
E, più avanti, ha detto:
"Poco più tardi, mentre io ero ancora intenta a tali pulizie, ho notato un altro giovane che era fermo vicino ai tre cassonetti per i rifiuti su via Umberto Boccioni".
Come, appunto, se in un primo momento almeno queste due persone, diciamo, si fossero materializzate in maniera indipendente l'uno dall'altro. Tanto che - glielo debbo far presente, abbia pazienza - in un verbale poi successivo, lei è stata, o è stata veramente fraintesa, signora, oppure c'è qualcosa che nei suoi ricordi ha funzionato male.
Nel verbale di sommarie informazioni del 20 maggio '93, alle 15.50 - l'ha fatto presso il Reparto Operativo dei Carabinieri - ha reso questa testuale dichiarazione:
"Ribadisco che l'uomo, dopo aver parcheggiato l'auto così come la ho descritta, scendeva forse senza chiudere a chiave la macchina, e si portava di fronte a me. E cioè nei pressi del passo carrabile dell'asilo, e precisamente della colonna destra per chi guarda l'ingresso, mettendosi di fronte vicino al campanello inesistente.
L'altro uomo, di cui non so aggiungere altro, né so precisare quale autovettura avesse in uso, se mai ce l'avesse, era in via Boccioni nei pressi del terzo cassone dell'immondizia".
Cioè a dire qui sembrerebbe proprio che il discorso sia andato specifico su come poteva essere arrivata lì, questa persona. Tanto che lei ha detto: 'non ho idea che autovettura avesse, ammesso e non concesso che avesse un'auto'.
Ecco, io glielo debbo far presente, così, per scrupolo in qualche modo, eh? E lei è comunque convinta che fossero entrambi scesi dalla stessa macchina: così sta dicendo oggi.
TESTE Saulo: Sarà come ho confessato tre anni e mezzo fa. Che ne so, io.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
TESTE Saulo: Sarà come ho confessato tre anni e mezzo fa.
PUBBLICO MINISTERO: Che c'entra confessare, signora?
TESTE Saulo: A quello che ho detto, tre anni e mezzo fa. Io ho tanta paura, cioè a me mette soggezione tutta questa gente, io non riesco a parlare.
PRESIDENTE: Signora, ma ha detto la verità allora, o per difetti di memoria. Oggi, non è sicura.
TESTE Saulo: No, allora ho detto la verità e sono sicura al cento per cento.
PRESIDENTE: Allora, oggi è stato uno scherzo di memoria, che le ha fatto...
TESTE Saulo: Sarà così.
PRESIDENTE: Eh?
TESTE Saulo: Sarà così.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', non le chiedo altro.
TESTE Saulo: Erano due persone, sono sicura che erano due persone.
PRESIDENTE: Ha domande, la parte civile? Prego, avvocato.
AVVOCATO Gramigni: Grazie, Presidente. Buongiorno, signora.
TESTE Saulo: Buongiorno.
AVVOCATO Gramigni: Senta, torno al problema delle fotografie per riesaminarlo in maniera più completa.
Senta, nell'agosto... Innanzitutto, questi riconoscimenti di cui lei ha parlato, effettuati presso la caserma di via Salaria dei Carabinieri, sono avvenuti se non sbaglio nel maggio '94, più o meno. Rispetto al fatto, diciamo un anno dopo, più o meno.
TESTE Saulo: Sì, un anno, un anno e qualche mese dopo.
AVVOCATO Gramigni: Un anno e qualche mese dopo.
TESTE Saulo: No, dico un anno e qualche mese, non è che sono sicura, eh. So che era a distanza.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, quindi, lei, una data che dice distante dal fatto. Senta, lei ricorda invece se nell'agosto del '93, leggendo il giornale, venne colpita da qualcosa? Leggendo Il Messaggero. Dall'arresto di una persona.
TESTE Saulo: Non mi ricordo.
PRESIDENTE: Scusi signora, lei legge Il Messaggero?
TESTE Saulo: Poco.
PRESIDENTE: Neanche la cronaca?
TESTE Saulo: No, io non leggo niente, non ho tempo per leggere.
AVVOCATO Gramigni: Va bene. Comunque, almeno a quanto disse al dottor Saviotti in data 01/09/93, lei il 7 agosto '93 o nei giorni immediatamente precedenti avrebbe letto Il Messaggero. Perché, a domanda del dottor Saviotti, dice:
"Mi sono messa in contatto con i Carabinieri il 7 agosto '93, perché avevo visto sul quotidiano Il Messaggero la fotografia di un uomo, arrestato non so per quale motivo, molto rassomigliante all'uomo che avevo visto parcheggiare la FIAT Uno".
PRESIDENTE: E' vero, questo?
TESTE Saulo: Sì.
PRESIDENTE: Se lo ricorda?
TESTE Saulo: Sì, adesso me lo ricordo. Però il giornale, perché non l'ho comprato io.
PRESIDENTE: Ah, va be'.
TESTE Saulo: L'ho preso in ufficio, e allora l'ho letto.
AVVOCATO Gramigni: Senta una cosa, a seguito di questa sua segnalazione ai Carabinieri, i Carabinieri la vennero a trovare, o lei si mi se comunque in contatto con i Carabinieri. Si ricorda questo fatto?
TESTE Saulo: Sì, però non sono stata io, è stato mio marito. Perché io non volevo.
PRESIDENTE: Va be', comunque la faccenda è che c'è stato un contatto.
TESTE Saulo: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Va bene. Vennero i Carabinieri a casa sua, da quello che si ricorda?
TESTE Saulo: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Le mostrarono fotografie di questo signore che era stato arrestato?
TESTE Saulo: Non mi ricordo, se mi hanno mostrato delle foto.
AVVOCATO Gramigni: Ecco. Allora io le faccio presente che, nello stesso interrogatorio, lei dice:
"Dopo la telefonata, i Carabinieri mi sono venuti a trovare a Monteleone Sabino". Che credo sia...
TESTE Saulo: Ah, quando stavo fuori da mia figlia, non è che stavo a Roma. Stavo vicino Rieti.
PRESIDENTE: Ecco, comunque sono venuta a trovarla i Carabinieri.
TESTE Saulo: Sì.
AVVOCATO Gramigni: "E mi hanno mostrato tre foto dell'uomo che avevo visto su Il Messaggero".
TESTE Saulo: Sì.
AVVOCATO Gramigni: E' vero? Questa è una conferma. "Una di profilo, una di faccia, e una dell'intero corpo. Le tre foto mi hanno convinta ancora di più, salvo che mi è apparso più grosso di quello che ricordavo".
Lei mi conferma questa circostanza?
TESTE Saulo: Non mi ricordo bene.
PRESIDENTE: Ma se l'ha detto, era quello che pensava allora?
TESTE Saulo: Non ho capito. No, che sono venuti...
PRESIDENTE: Se ai Carabinieri ha detto quello che l'avvocato le ha letto ora, era quello che allora lei pensava.
TESTE Saulo: Non mi ricordo, se ho detto così.
PRESIDENTE: Signora, lei ha detto, anzi l'avvocato le ha letto un brano delle dichiarazioni che lei ha fatto ai Carabinieri di questo paese dove era presso sua figlia. Che, dopo aver visto quelle fotografie, si convinceva sempre di più che era l'uomo che aveva visto in via Fauro.
TESTE Saulo: Mi sembra di sì. Perché li ho chiamati io, e sono venuti.
PRESIDENTE: Se anche oggi non lo ricorda, quello che ha detto allora, ai Carabinieri, era quello che allora sinceramente pensava?
TESTE Saulo: Eh, sì.
PRESIDENTE: Andiamo avanti.
AVVOCATO Gramigni: Può darsi che lei abbia fatto presente ai Carabinieri questo - che, in realtà, non risulta da un verbale, risulta da un atto, un'informativa che fa il capitano Rotondi; ma insomma... -: che lei, telefonando ai Carabinieri, avrebbe detto che addirittura le ricordava al 95% la persona vista in via Fauro, questa foto de Il Messaggero?
TESTE Saulo: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Ecco. Si ricorda chi era questo signore? Visto che siamo a fare i nomi dei precedenti.
TESTE Saulo: Non mi ricordo.
AVVOCATO Gramigni: Le fu detto chi era?
TESTE Saulo: Eh, non mi ricordo.
AVVOCATO Gramigni: Quando lesse sul giornale, non si ricorda se lesse il nome di un certo Feill Bernard, o cose del genere? Un tedesco.
TESTE Saulo: Sì, avevo detto... avevano detto che era straniero, il nome.
AVVOCATO Gramigni: Le hanno detto che era straniero?
TESTE Saulo: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Che era un tedesco, può darsi?
TESTE Saulo: Ah, non mi ricordo.
AVVOCATO Gramigni: Non si ricorda se era tedesco?
TESTE Saulo: No.
AVVOCATO Gramigni: Non si ricorda in che circostanze fu arrestato, non si ricorda niente, da questo articolo del Messaggero?
TESTE Saulo: No, non mi ricordo.
AVVOCATO Gramigni: Che aveva dei congegni di puntamento a infrarossi; degli F104 della nostra Aeronautica Militare, tra le altre cose? Non se lo ricorda?
TESTE Saulo: Mah, ho letto una cosa del genere, però non glielo so dire.
AVVOCATO Gramigni: Se lo ricorda? E' questa persona che lei vide? Che era una persona che era stata trovata in possesso di congegni di puntamento di aerei militari, e altro materiale strategico?
TESTE Saulo: Sì, gli avevano trovato anche dell'esplosivo.
AVVOCATO Gramigni: Gli avevano trovato anche dell'esplosivo.
TESTE Saulo: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Esatto. Senta, e dopo ebbe modo di essere interrogata in ordine a questo riconoscimento, dal dottor Saviotti, o no? Per quello che si ricorda.
TESTE Saulo: Non mi ricordo.
AVVOCATO Gramigni: Non si ricorda? Il verbale del primo settembre a cui facevo riferimento è, in realtà, quel verbale in cui lei sembra descrivere proprio questo signore tedesco, o comunque questo straniero, che aveva riconosciuto sul Messaggero nell'agosto del '93. Si ricorda?
Fu sentita di lì a poco, il primo settembre '93 da quello che mi consta, dal dottor Saviotti; al quale, appunto, disse che quest'uomo - come, a seguito di contestazione del Pubblico Ministero, prima è emerso - era un uomo alto, alto più del dottor Saviotti che era un metro e 87, che lei riteneva di corporatura normale indicando una corporatura normale come corporatura piuttosto atletica, e quant'altro. Ecco, mi conferma questa circostanza, o no?
TESTE Saulo: Sì, mi sembra di sì. Che era robusto io ho detto, non era né tanto grosso e né tanto secco. Era robusto.
AVVOCATO Gramigni: Robusto e alto più o meno come il dottor Saviotti.
TESTE Saulo: Sì.
AVVOCATO Gramigni: E si trattava della persona la cui foto lei aveva visto su Il Messaggero nell'agosto '93.
TESTE Saulo: Sì, però era grosso lì sopra la foto.
AVVOCATO Gramigni: Senta, questo volevo: il colore dei capelli per esempio se lo ricorda?
TESTE Saulo: No.
AVVOCATO Gramigni: Che lei disse al dottor Saviotti che i capelli erano castani:
"A.d.r. Non ho fatto caso al colore degli occhi, ricordo che i capelli erano castani".
Io non ho altro da chiederle signora.
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni.
Signora, lei lavorava in via Fauro e conosceva perciò il vicinato, la gente che abitava lì.
TESTE Saulo: Sì. Cioè, così col saluto, buongiorno e buonasera e basta.
AVV. Cianferoni: Ricorda se nei giorni precedenti all'attentato accadde qualcosa di particolare che accidentalmente la coinvolse anche.?
TESTE Saulo: Mah, adesso sì. Non mi ricordo se era il giorno, quando è scoppiata la bomba o il giorno prima: è venuto un ragazzo e mi aveva portato un pacco da portare al Giudice... non mi ricordo il nome.
AVV. Cianferoni: Io traggo spunto da quanto lei dichiarò ai Carabinieri la sera del 16 maggio, dottor Santamaria.
TESTE Saulo: Sì, il Giudice Santamaria, sì che abitava al primo piano, però non c'era nessuno. Gli avevo detto se il pacchetto me lo consegnava a me, non ha voluto.
AVV. Cianferoni: Così lei ricorda. Ma invece in questo senso vorrei sollecitarle meglio la memoria, quando fu sentita dai Carabinieri dette una versione proprio diversa: cioè fu la persona a dirle se poteva ricevere il pacchetto e lei a trattenersi. Le leggo il passo:
"Mi si presentava un giovane di circa 35-40 anni, ben vestito, altezza 1,70-1,75 capelli castani lunghi il quale dapprima mi chiedeva se il Giudice Santamaria fosse in casa, abitasse lì e poi se fosse in casa. Ho risposto di non saperlo e gli ho indicato il citofono. Quindi questi usciva davanti all'ingresso, poco dopo rientrava e mi chiedeva se potevo recapitare il pacco che aveva in mano al Giudice Santamaria".
TESTE Saulo: Sì, è vero. E' vero questo.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE Saulo: Perché io di solito li prendo i pacchi per quelli del palazzo. No, è vero questo.
AVV. Cianferoni: E perché questa volta rifiutò?
TESTE Saulo: Perché dovevo andare via, mica potevo rimanere lì. Cioè, per consegnarlo io dovevo rimanere lì la mattina.
AVV. Cianferoni: E anche qui in effetti invece...
TESTE Saulo: Ma io gliel'ho detto al Giudice poi.
AVV. Cianferoni: Parlava di una sua diffidenza, diffidando di tale affermazione, cioè del fatto che la persona che le chiedeva il favore le avesse detto che non trovava nessuno in casa e quindi le chiedeva il favore. Lei dice:
"Diffidando di tale affermazione perché non avevo sentito il campanello squillare" - e poi più avanti - "rifiutavo di accettare il pacco".
TESTE Saulo: Sì, il campanello non si era sentito, ma non è che io non ho preso il pacco perché pensavo che c'era qualche cosa. Siccome lui aveva detto che aveva citofonato, io stavo proprio vicino, cioè stavo sotto le scale e la porta del Santamaria stava sopra. Io sento i citofoni suonare e il citofono suo non ha suonato.
AVV. Cianferoni: Bene. Oltre a questo episodio, che appunto precedeva di uno, due giorni il fatto poi per cui c'è il processo, nella zona c'erano persone che a lei potessero sembrare particolari sia per importanza che per lavoro svolto, auto di scorta ne vedeva? Ora abbiamo appreso che ci abitava un magistrato, ora io non so dove lavorasse questo magistrato ma comunque ha mai visto auto di scorta, personale in divisa.
TESTE Saulo: No, c'è un'auto di scorta tutte le mattine perché al 64 non lo so, ci sarà qualche giudice, non so. So che ogni mattina questa macchina sta lì però, ma va via dopo le nove, nove e un quarto.
AVV. Cianferoni: Al civico 64.
TESTE Saulo: Sì, perché 62, il civico appresso dovrebbe essere il 64.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Grazie, io non ho altre domande.
AVVOCATO Rocchi: Avvocato Rocchi, Presidente, per Cannella.
Signora, lei ha riferito, quando ha riposto alle domande del collega, il primo di noi che le ha rivolto qualche chiarimento, che quando vide questa foto su Il Messaggero ne parlò anche con suo marito.
TESTE Saulo: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Ne parlò, mi corregga se sbaglio, fu sollecitato da suo marito a chiamare i Carabinieri?
TESTE Saulo: E' stato tutto lui.
AVVOCATO Rocchi: Perché ne avevate parlato di questo fatto.
TESTE Saulo: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Ma lei a suo marito aveva riferito quelle che erano le sue impressioni su quella foto.
TESTE Saulo: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Suo marito la sollecitava perché riteneva che fosse importante che lei ne parlasse.
TESTE Saulo: Sì.
AVVOCATO Rocchi: E lei quindi a suo marito riferì in buona sostanza quello che poi fu scritto, vale a dire che lei lo riconosceva con una certezza concreta: il collega aveva detto 95%.
TESTE Saulo: 95% lo dico perché ero sicura.
AVVOCATO Rocchi: Sì, voglio dire signora, lei comunque ne parlò con suo marito, suo marito le disse: 'parliamone con i Carabinieri perché è importante', evidentemente raccogliendo quelle che erano le sue indicazioni.
Signora lei, torniamo - scusi se cambio argomento ma ho solo poche cose da chiederle - quando vide questo signore che lei dice essere l'autista, 'perché io guardato solo l'autista', non ho capito se la macchina era parcheggiata in modo tale che le impediva sostanzialmente di finire il suo lavoro oppure l'ha potuto finire con difficoltà.
TESTE Saulo: No, non l'ho fatto per niente quel pezzo.
AVVOCATO Rocchi: Quindi non ha potuto finire il lavoro.
TESTE Saulo: No. Sarebbe rimasto il pezzo del marciapiede.
AVVOCATO Rocchi: Senta, signora, lei - anche il signor Pubblico Ministero le ha detto che l'ha sentita molte volte - si ricorda se, dovendo descrivere questo tipo di accadimento, ha avuto modo di dare delle indicazioni, diciamo geografiche per intendersi, su questa persona che aveva visto, cioè, lei ha avuto l'impressione che fosse una persona che potesse provenire da qualche tipo di nazione, ha avuto qualche tipo di pensiero con riferimento a questa persona?
TESTE Saulo: Non ho capito.
AVVOCATO Rocchi: Lei signora quando ha visto questa persona che le impediva anche di fare il lavoro perché l'ha detto poco fa e le ho anche detto, l'ha rimproverata con quel tipo di esclamazione. Poi ha detto che l'ha vista, era una persona che l'ha anche colpita perché dice che era un bel ragazzo. Tutte queste indicazioni poi, mentre lei pensava a questi fatti, l'hanno portata a formulare un qualche tipo di indicazione ulteriore ai Carabinieri sul luogo di provenienza di queste persone? Si ricorda se ha mai detto ai Carabinieri se queste persone per lei potevano essere di quella o quel paese. Si ricorda di averlo detto?
TESTE Saulo: Sì, mi ricordo che io ho detto qualche cosa, però di preciso non mi ricordo.
AVVOCATO Rocchi: Lei ha detto, e sto leggendo il verbale del 16 maggio:
"Ho avuto la netta sensazione che non fossero italiani, tantomeno meridionali".
TESTE Saulo: Sì, questo me lo ricordo.
AVVOCATO Rocchi: Cioè, era un'impressione forte, ecco perché l'ha detta.
TESTE Saulo: No, cioè per me non mi sembrava... non glielo so dire adesso.
AVVOCATO Rocchi: Comunque non gli sembrava, ha detto, né italiani, né meridionali.
TESTE Saulo: Cioè, a me mi sembrava più una faccia straniera però non lo so.
AVVOCATO Rocchi: Ho capito. Senta, signora l'ultima cosa e poi mi cheto: lei ha detto che quando ha visto delle foto c'erano i nomi sotto, ma perché ha sempre visto delle foto con dei nomi sotto...
TESTE Saulo: No, io non ho detto che ho visto i nomi, ho detto al signore che mi ha interrogato prima che si vede che stavano sotto i nomi perché io non mi ricordo.
AVVOCATO Rocchi: No quindi, appunto glielo chiedeva anche il signor Pubblico Ministero: cioè lei allora ricollega il discorso del nome che le fu poi sottoposto alla sua attenzione dice forse se c'era quel nome è perché c'era scritto sotto la foto.
TESTE Saulo: Sì, perché io nomi non ne ho fatti per niente.
AVVOCATO Rocchi: Però se deve ricordare e se può farlo, ricorda di aver visto foto con qualche cosa scritto sotto?
TESTE Saulo: Non mi ricordo.
AVVOCATO Rocchi: Non se lo ricorda. Grazie, non ho altre domande.
AVV. Cianferoni: Presidente, ce n'ho una sola, posso porgerla? Prima di tutto alla Corte per l'ammissione perché mi rendo conto, d'altra parte è una riflessione che mi è venuta e mi pare importante.
La teste fa parte dell'episodio via Fauro e credo non ve ne siano molti di più di testi civili su questo fatto. Comparando i testi di via dei Georgofili a quelli di via Fauro, fatti gravi entrambi già escussi tutti quanti. Sentendo la teste stamani vorrei chiederle: signora, lei ha detto di aver paura, comunque di essere imbarazzata, ma perché questo?
PRESIDENTE: Ha paura di tutte queste persone intorno, avvocato.
AVV. Cianferoni: No, ma non è l'unico teste di questo fatto. Cioè, almeno a me è sembrato imbarazzato, approssimativo. Mentre quelli di via dei Georgofili molto più franchi, molto più... Questo volevo chiedere alla teste presente chiaramente. Questo volevo far rilevare e in questo senso fare una domanda.
A cosa è dovuto il suo imbarazzo, la sua incertezza.
*TESTE Saulo: Ma io è la prima volta che entro in una sala così, non sono imbarazzata? Io sto a tremare tutta. Perché quegli altro fuori che facevano? Si sono messi pure a piangere.
PRESIDENTE: Avete altre domande? Si può accomodare signora.
Abbiamo altri testi?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, un ultimo Presidente. Un ultimo teste.
PRESIDENTE: Chi è?
PUBBLICO MINISTERO: Narracci.
PRESIDENTE: Vuol dire nome. cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Narracci: Sì. Sono Lorenzo Narracci, sono nato a Bari il 25 gennaio 1955. Risiedo in via Ruggero Fauro 94, Roma.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Narracci: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Narracci, vuol chiarire alla Corte per cortesia qual era la sua attività, la sua funzione nel maggio del 1993?
TESTE Narracci: Sì, dunque nel maggio del 1993 ero rientrato da quattro mesi da Palermo e operavo nel Servizio Informazione Sicurezza Democratica con la qualifica di dirigente in un centro operativo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era stato a Palermo fino a qualche mese prima del maggio del '93.
TESTE Narracci: Sì, per la precisione fino al 21 gennaio del '93.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e una volta rientrato in sede, quindi a Roma, il tipo di attività che svolgeva si inquadrava nell'ambito di quale ufficio, di quale, per così dire, area di competenze del servizio?
TESTE Narracci: Dunque, la competenza era quella del centro Lazio e assegnatamente questo centro si interessava della più competenza al servizio con competenza territoriale le province del Lazio, quindi non Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottore, nell'occasione, o per meglio dire per effetto di quello che successe in via Fauro la sera del 14 di maggio, ci sono stati beni di sua proprietà o beni in sua disponibilità che hanno riportato danni?
TESTE Narracci: Sì, beni di mia proprietà no. E' risultata danneggiata notevolmente un'auto, una Y10 targata 7A6162 Roma che era nella mia disponibilità per ragioni di ufficio, quella sera era parcheggiata appunto in via Ruggero Fauro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottore, lei abita al numero?
TESTE Narracci: 94.
PUBBLICO MINISTERO: Per intendersi, rispetto al punto dove si è verificato il fatto, la sua abitazione a che distanza si trova?
TESTE Narracci: Ma credo che siano un centinaio di metri, grossomodo, 150.
PUBBLICO MINISTERO: In direzione di?
TESTE Narracci: Nella direzione...
PUBBLICO MINISTERO: Del Teatro Parioli o nella direzione di...
TESTE Narracci: No, nella direzione opposta al Teatro Parioli, quindi la zona bassa di via Ruggero Fauro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa auto di servizio di cui lei disponeva, questa Y10 con la targa che ha indicato un attimo fa, si trovava parcheggiata nel punto dove è avvenuto il fatto occasionalmente, ovvero era lei solito parcheggiarla lì?
TESTE Narracci: Lì occasionalmente. Nella via no perché appunto ci abitavo e ogni qualvolta avevo in uso un'auto per ragioni di ufficio la parcheggiavo appunto nella via Fauro, trovando il posto, la disponibilità chiaramente.
PUBBLICO MINISTERO: A quello che capisco la parcheggiava dove trovava posto?
TESTE Narracci: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, era comunque abituato, o solito che dir si voglia, a parcheggiarla più o meno all'altezza dell'incrocio con via Boccioni.
TESTE Narracci: No, trovando la disponibilità di un posto più vicino alla mia abitazione, riuscivo qualche volta a parcheggiarla prima.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottore, per chiarire alla Corte: l'auto, appunto quella che è rimasta danneggiata, dove era parcheggiata? Per intendersi, andando da casa sua verso via Boccioni, era al di là dell'incrocio o prima dell'incrocio?
TESTE Narracci: Era praticamente sull'incrocio. Era parcheggiata precisamente sul marciapiede del civico 62 all'altezza di un'attività di barberia che c'è lì accanto al 62 quindi volto vicino, a pochi metri dal civico 62.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa auto aveva un'intestazione a una persona fisica ovvero aveva un'intestazione a un ente o a una società o a una sigla?
TESTE Narracci: No, assolutamente no. Tutte le auto del servizio, fino a un certo periodo sono state intestate a delle società, a una società in particolare che è la Gattel, come è noto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non era né intestata a lei...
TESTE Narracci: Assolutamente no.
PUBBLICO MINISTERO: ... né a una qualche persone fisica dipendente dal servizio.
TESTE Narracci: Assolutamente no.
PUBBLICO MINISTERO: Né era intestata al servizio?
TESTE Narracci: No. Cioè dalla...
PUBBLICO MINISTERO: Io parlavo dell'intestazione come Pubblico Registro Automobilistico.
TESTE Narracci: No, assolutamente no.
PUBBLICO MINISTERO: Ma non era nemmeno intestata al Ministero degli Interni?
TESTE Narracci: No, assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Né alla Presidenza del Consiglio dei Ministri?
TESTE Narracci: No. Ad una società.
PUBBLICO MINISTERO: Ad una società.
TESTE Narracci: Una s.r.l. per la precisione.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quest'auto aveva, come dire, un qualche dato caratteristico esteriore particolare, o era un'auto in tutto e per tutto simile a una qualsiasi auto per uso civile?
TESTE Narracci: No assolutamente, non aveva nessun segno che la potesse contraddistinguere da una normale autovettura di civile uso.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottore, lei quel certo giorno - quello in cui si verificò l'esplosione - era rientrato a casa verso che ora lo ricorda?
TESTE Narracci: Sì, il pomeriggio, verso le 16.00, 16.30 circa.
PUBBLICO MINISTERO: Era rientrato facendo uso per l'appunto di questa auto che poi è rimasta danneggiata?
TESTE Narracci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'aveva parcheggiata nel posto che ha indicato all'ora che sta dicendo?
TESTE Narracci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottore, la sua abitazione ha spiegato a quale numero civico si trovava e si trova tuttora.
TESTE Narracci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei abitava da molto lì?
TESTE Narracci: Precisamente dal 4 novembre 1986.
PUBBLICO MINISTERO: '86. Senta, dottore, quel certo indirizzo corrispondeva alla sua abitazione privata? Oppure corrispondeva anche ad una sede per così dire del servizio?
TESTE Narracci: Assolutamente no, era mia abitazione privata. Anzi, colgo l'occasione per sottolinearlo una volta per tutte perché da quattro anni qualche giornale reitera nel confondere la mia abitazione privata, quella che era la mia abitazione privata perché ormai è pubblica, con una sede occulta o coperta dal servizio. Questa è una falsità.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', lei con questa postilla ha risposto alla mia domanda che era molto più tecnica, è in una sede che guarda poco ai giornali e alle notizie...
TESTE Narracci: Io sono affittuario dall'86 - come risulta da un contratto di locazione - pagando un normale fitto di locazione.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottore, lei è titolare di un'utenza telefonica, suppongo, presso quell'abitazione?
TESTE Narracci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'utenza compare sugli elenchi SIP?
TESTE Narracci: Assolutamente no.
PUBBLICO MINISTERO: Il contratto di utenza è a nome suo?
TESTE Narracci: No.
PUBBLICO MINISTERO: A nome di un suo familiare?
TESTE Narracci: No, al nome della proprietaria di casa. Era così quando ho preso la mia abitazione e non l'ho cambiato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi l'utenza è intestata alla titolare della proprietà.
TESTE Narracci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Subentrando come...
TESTE Narracci: O la proprietaria o la genitrice della proprietà, adesso non ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Lei subentrando come...
TESTE Narracci: Affittuario.
PUBBLICO MINISTERO: ... locatario, se non ha mutato l'intestazione dell'utenza telefonica.
TESTE Narracci: Non ho modificato questa intestazione.
PUBBLICO MINISTERO: La pulsantiera, i campanelli che ci sono esternamente all'edificio riportano il suo cognome?
TESTE Narracci: Sì, unitamente a quello di mia moglie.
PUBBLICO MINISTERO: Unitamente a quello di sua moglie.
A prescindere da quanto lei ha già precisato un attimo fa e cioè che quell'indirizzo corrisponde solo ed esclusivamente alla sua personale e privata abitazione, le risulta che sulla stessa strada o in via Boccioni vi siano state all'epoca sedi per così dire di attività del servizio?
TESTE Narracci: Assolutamente no.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per effetto dell'attività compiuta prima a Palermo e successivamente, a seguito del suo rientro a Roma, l'area dei suoi referti di attività erano referenti interni al servizio o anche esterni? Per intendersi, aveva referenti a livello di Autorità Giudiziaria, a livello di interlocutori dell'Autorità Giudiziaria?
TESTE Narracci: Sì, certo. Certo, esterni anche, era allargata a questa...
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, mi perdoni.
TESTE Narracci: I rapporti erano allargati, appunto, a questi organi istituzionali.
PUBBLICO MINISTERO: Per motivi e ragioni della sua attività, vi è stato qualche cosa che ha modificato i suoi referenti - come tipo di referenti intendo dire - nel passaggio dalla sede di Palermo alla sede romana?
TESTE Narracci: Interni o esterni? Interni no chiaramente perché era la mia amministrazione anche prima. Esterni sì perché il territorio implicava rapporti con gli stessi organismi e con personaggi diversi chiaramente.
PUBBLICO MINISTERO: Nel periodo che precede l'episodio di via Fauro si è verificato, con riferimento alla sua vita personale, privata e professionale, comunque la sua vita personale, un qualche fatto che lei abbia interpretato - parlo dell'epoca che precede la vicenda di via Fauro quindi i giorni, le settimane, i mesi precedenti anche i più lontani, quando lei svolgeva le sue funzioni in Sicilia - si è verificato un qualche episodio che lei abbia interpretato in una dimensione di minaccia rivolta alla sua persona?
TESTE Narracci: No, assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quando si è verificato l'episodio, intendo dire l'esplosione in via Fauro, lei quindi dove si trovava?
TESTE Narracci: La sera, a quell'ora ero in casa.
PUBBLICO MINISTERO: Era in casa. Era solito essere in casa a quell'ora lei?
TESTE Narracci: Beh, abbastanza sì. Se non c'erano esigenze, opportunità diverse sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, c'è qualche cosa di particolare che lei ricorda circa gli impegni che aveva quella sera, che aveva avuto, che avrebbe dovuto avere in concomitanza con l'orario in cui si verificò il fatto, impegni diversi da quelli domestici intendo dire.
TESTE Narracci: Ma sì, quella sera dovevo andare a cena fuori e poi preferii rimanere a casa perché ero particolarmente stanco e quindi questi amici che mi aspettavano per cena poi furono ospiti miei a casa, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Mi soffermo su una precisazione che lei fece a questo riguardo al Pubblico Ministero di Roma... Ricorda di essere stato sentito dal Pubblico Ministero, ricorda da quale magistrato in particolare?
TESTE Narracci: Sì, il dottor Saviotti.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda se fu sentito a distanza di qualche giorno o di molti giorni dal fatto?
TESTE Narracci: Sì, qualche giorno.
PUBBLICO MINISTERO: Qualche giorno. Il 26 maggio.
TESTE Narracci: Può essere, non me lo ricordo con precisione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a questo proposito lei fece questa precisazione:
"La sera dell'esplosione mi trovavo a casa, aspettavamo degli amici", i nomi li ricorda?
TESTE Narracci: Sì, Luciolli, Colacci Pisanelli. Ma credo questi due. Forse una terza persona.
PUBBLICO MINISTERO: Veramente questi sono i nomi che ha fatto nell'occasione.
TESTE Narracci: Credo questi due, quindi senz'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda che tipo di impegno aveva con questi signori?
TESTE Narracci: Le stavo dicendo prima, una cena fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io qui leggo, per questo ho preso il verbale:
"Costoro dovevano venire dopo cena..."
TESTE Narracci: E infatti mi raggiunsero dopo cena perché io non mi resi disponibile ad andare...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. "E sono poi giunti effettivamente a casa mia intorno alle ore" - eccetera - "alle ore 23.00".
TESTE Narracci: Sì. Comunque era già accaduto tutto insomma quando arrivarono.
PUBBLICO MINISTERO: Il fatto che lei, dottor Narracci, incaricato come dipendente pubblico di una certa qual attività e di certe mansioni, per quanto le risulta era conosciuto alle persone, alle famiglie che abitavano nello stesso stabile in cui vive lei, dai vicini di casa, dagli esercenti, dai negozianti, bottegai o quel che fossero?
TESTE Narracci: Ritengo sì ma non sotto il profilo della professione.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, io le sto chiedendo proprio...
TESTE Narracci: No, non credo assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè il dottor Narracci e di che cosa si occupa.
TESTE Narracci: No, non credo. Almeno non ne ho mai avuta la sensazione ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Per i suoi spostamenti lei utilizzava... spostarsi con questa automobile...
TESTE Narracci: Anche.
PUBBLICO MINISTERO: Anche. In altre occasioni come le capitava di spostarsi?
TESTE Narracci: Con la macchina di mia proprietà.
PUBBLICO MINISTERO: Con la macchina di sua proprietà. Ma era solito andar via da casa e tornare a casa guidando da solo l'automobile?
TESTE Narracci: Sì, tranne qualche volta che mi accompagnavano insomma, questo poteva accadere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poteva accadere nel senso che era la regola o che era...
TESTE Narracci: No, no, la regola è che la macchina la portavo io personalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi si spostava da solo sia...
TESTE Narracci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... per arrivare a casa, sia per andare a lavorare?
TESTE Narracci: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Non ho altro da chiederle.
TESTE Narracci: La ringrazio.
PRESIDENTE: Parti civili? Difensori?
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni.
Dottore, vorrei sapere come fu possibile agli amici suoi Colacci Pisanelli e Luciolli arrivare a casa sua alle 23.00 a attentato avvenuto?
TESTE Narracci: Non ho capito la domanda.
AVV. Cianferoni: Come fecero a arrivare?
TESTE Narracci: In che senso come fecero a arrivare, scusi?
AVV. Cianferoni: Ne avrete parlato del fatto, no? Come fecero a arrivare?
PRESIDENTE: Avvocato mi scusi. A noi risulta che a seguito dell'esplosione ci fu un convergere di Forze sia di intervento sia di aiuto, di salvataggio, di soccorso. E di conseguenza ci fu un blocco della circolazione in tutto il perimetro più o meno interessato.
AVV. Cianferoni: Ecco perché l'avvocato...
TESTE Narracci: Ah, ecco. Non avevo, non avevo capito... ma credo che avranno posteggiato la loro auto a distanza, insomma.
PRESIDENTE: Ma non era...
TESTE Narracci: Ma era uguale.
AVV. Cianferoni: A meno che non si potesse passare per via Fauro.
TESTE Narracci: No, guardi che via Fauro nella parte bassa e solitamente quella che conduce a casa mia, viene ad essere unita a viale Parioli da una traversa che è via Stuparich. Da cui, cioè percorrendo viale Parioli, probabilmente avrebbero avuto l'opportunità di arrivare molto vicino a casa mia, 50 metri. E chiusa via Stuparich che consentiva...
AVV. Cianferoni: Aspetti. Condividendo in pieno lo svolgimento del Presidente, se la zona era chiusa per cerchi concentrici onde evitare il turbamento delle possibili acquisizioni probatorie, mi chiedevo come due privati avessero potuto accedere fino a via Fauro.
TESTE Narracci: Ma guardi, io le ripeto che probabilmente hanno lasciato la loro auto dove hanno trovato posto...
AVV. Cianferoni: E' uguale. Ma anche a piedi. E' uguale.
TESTE Narracci: Ma no guardi, che io a piedi non c'era nessuna interruzione. Assolutamente, si poteva tranquillamente circolare. Certo non si arrivava nella zona transennata che era compresa esattamente tra via Caroncini, via Boccioni e la parte alta di via Fauro.
AVV. Cianferoni: Potremmo sotto questo punto di vista, sottoporre al teste la piantina un pochino più ampia però della via Fauro perché comunque...
PRESIDENTE: Avvocato, ma se tutto deve concernere il fatto che due amici sono andati a trovarlo lo stesso, non vedo...
AVV. Cianferoni: Intanto volevo capire, visto che c'è già stato un teste di P.G. a riferire le modalità loro sanno che su questo punto già... sulle modalità dico di preservamento della zona, no? Poi, loro sanno che su questo l'istruttoria dibattimentale è ancora in corso. Ecco poi, a parte dico mi sembra curiosità più che legittima perché ogni reperto...
PRESIDENTE: Avvocato ma è legittimo tutto. Tutto è legittimo a questo punto.
AVV. Cianferoni: E rilevante, anche.
PRESIDENTE: Ma non mi sembra rilevante. Comunque se insiste, facciamogli...
AVV. Cianferoni: Io vorrei capire dove abita il teste.
PRESIDENTE: Benissimo. Possiamo far vedere una piantina della zona?
AVV. Cianferoni: Questo mi sembra importante.
Mentre attendiamo, vorrei porgere un'altra domanda: lei dottore, abita più vicino al Teatro Parioli o più verso l'alto? Cioè se prendiamo via Boccioni...
PRESIDENTE: Per cortesia, abbia pazienza. Vuole trasferirsi in quella postazione, ora le faranno vedere una piantina, speriamo. No, no, no. Guardi...
TESTE Narracci: Allora, posso riferire?
PRESIDENTE: Ecco, ingrandisca bene per favore.
Allora con una matita ci vuole indicare il punto di via Fauro ha la sua abitazione?
TESTE Narracci: Per rispondere alla domanda dell'avvocato, la mia abitazione, lei vede scritto Stuparich?
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Narracci: Ecco, qui, è esattamente terminata la via Stuparich, appena imboccata la via Ruggero Fauro in direzione via Boccioni, quindi verso la parte alta...
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Narracci: Ecco, esattamente qui, diciamo, all'inizio del civico 94.
AVV. Cianferoni: No, capito Presidente? Perché io mi ricordo che la Lancia Thema della scorta va verso quella via lì.
PRESIDENTE: Sì, ma credo che ci...
AVV. Cianferoni: Volevo vedere di quanto era risalita la Lancia Thema della scorta rispetto all'abitazione del teste.
PRESIDENTE: Questo io non lo posso dire, non lo so.
AVV. Cianferoni: Ecco, infatti oltre a questo...
PRESIDENTE: Però la faccenda è che ci sono circa 150 metri da quel punto alla casa in cui il teste dice.
AVV. Cianferoni: Cioè il teste dice 150 metri, poi verranno coloro che hanno compiuto più precisamente i rilevamenti...
PRESIDENTE: E allora sentiremo...
AVV. Cianferoni: ... la Scientifica del caso e sentiremo meglio. Ma ecco, dico lei sente una grossa esplosione: penso di affacciarsi, di scendere?
TESTE Narracci: Certo
AVV. Cianferoni: Scese?
TESTE Narracci: Io scesi e raggiunsi anche il luogo.
AVV. Cianferoni: Potè svolgere attività?
TESTE Narracci: Che tipo di attività, scusi?
AVV. Cianferoni: Anche investigativa, dico.
TESTE Narracci: No, io non svolgo attività investigativa.
AVV. Cianferoni: Si mise a disposizione del...
TESTE Narracci: Io feci quello che ogni cittadino, credo in quelle occasioni poteva fare e mi preoccupai di vedere se c'erano altri pericoli. Certo non mi portai nello stabile del 62 anche perché potetti notare che lì c'era già qualcuno. E mi sembrò di riconoscere dei Vigili del Fuoco dalle uniformi.
Quindi la mia preoccupazione fu quella di indirizzare soprattutto due giovani Carabinieri che erano sopraggiunti con la loro auto di servizio nel far bloccare alla circolazione stradale le vie di accesso proprio per consentire che potessero giungere sino al luogo dell'esplosione, sino al luogo interessato proprio dell'esplosione i mezzi di soccorso. Quindi indirizzai il blocco su via Stuparich che l'unica strada che da viale Parioli da quest'altezza consente di, percorrendo via Ruggero Fauro perché qui c'è poi un doppio senso di circolazione, cioè da via Stuparich si può risalire, da via Fauro dalla parte alta cioè dal Parioli in giù non si può andare verso via Stuparich essendo questo un senso vietato.
PRESIDENTE: Va bene...
TESTE Narracci: Quindi uno deve per forza...
AVV. Cianferoni: Dico, comunque è un fatto che poi alle 23.00 sopraggiungendo i suoi amici lei si allontanò. Cioè anche su questo...
TESTE Narracci: No, io
AVV. Cianferoni: ... mi scusi, lei scese in strada e l'esplosivo fu fatto saltare...
TESTE Narracci: Guardi, i miei amici...
AVV. Cianferoni: Alle 21 e 40. Lei dice all 23.00 sopraggiunsero i suoi amici. Come avvenne poi, che vi incontraste?
TESTE Narracci: Guardi alle 23.00, nella zona erano già sopraggiunti mezzi di soccorso e mezzi delle Forze dell'Ordine di ogni genere, compresi anche i mezzi del servizio... i colleghi, quindi non ... il mio lavoro di osservazione, perché altro lavoro non potevo svolgere, non avendo competenze specifiche, quindi neanche competenze informative a quel punto. Perché io le mie informazioni, il mio dovere ecco di informare l'avevo fatto: ero ritornato a casa e chiamato la sala... del servizio a cui avevo riferito dell'accaduto. Chiaramente, ancora non si poteva definire un attentato. Io comunicai che c'era stata una forte esplosione, non definendola.
AVV. Cianferoni: Ecco, nella sua esperienza di diciamo pure, di intelligence, non trovò sul teatro delle operazioni, un qualcosa che facesse pensare a colpo d'occhio a un attentato. Parlo appunto a un tecnico del mestiere, insomma.
TESTE Narracci: Ma, guardi io non ho esperienza né di bombe e né di stragi, o attentati, stragi. E comunque lo scenario non era così indicativo neanche del punto preciso dove l'esplosione fosse avvenuta. Perché c'era un palazzo in fiamme, delle auto in fiamme, un box in fiamme, il tutto di notte con frammenti anche di notevole dimensioni e sparsi fino a decine di metri. Certo, comunque confesso di non avere questa esperienza né competenza.
AVV. Cianferoni: Senta, io la ringrazio comunque. Lei sa che attività svolga la società a responsabilità limitata alla quale è intestata la vettura che poi risultò danneggiata la Gattel s.r.l. di cui parlava.
TESTE Narracci: Sì.
AVV. Cianferoni: Che attività svolge?
TESTE Narracci: La Gattel interpretando le parola è la gestione automatizzata delle comunicazioni. Era una delle due società cui erano intestati i beni del servizio.
AVV. Cianferoni: Della...
TESTE Narracci: I beni del servizio...
AVV. Cianferoni: Ah, i beni. Quindi si occupa di telecomunicazioni ufficialmente.
TESTE Narracci: No, le due società non hanno un'attività.
AVV. Cianferoni: Sì, sì, ho capito.
TESTE Narracci: Erano soltanto società per la gestione dei materiali, degli automezzi e delle comunicazioni del servizio, ma sotto il profilo della gestione degli strumenti, non della operatività.
PRESIDENTE: Ha altre domande?
AVV. Cianferoni: Ecco, dico, ma proprio l'acronimo che significa?
TESTE Narracci: Prego?
AVV. Cianferoni: Cioè, Gattel che significa?
TESTE Narracci: Gestione automatizzata telecomunicazioni.
AVV. Cianferoni: Telecomunicazioni. La società ISAF s.r.l...
TESTE Narracci: Prego?
AVV. Cianferoni: ISAF s.r.l.
TESTE Narracci: Non la conosco.
AVV. Cianferoni: Non la conosce. Senta, lei ha detto che lavorava nel centro Lazio.
TESTE Narracci: Sì, da pochissimo tempo.
AVV. Cianferoni: E poi però svolge tuttora mansioni operative nel centro Lazio.
TESTE Narracci: No, ora no. Nel '93.
AVV. Cianferoni: Quanto tempo allora ha lavorato nel centro Lazio?
TESTE Narracci: Dunque, dal maggio al settembre-ottobre, poi sono andato in una divisione operazioni del servizio.
AVV. Cianferoni: Oh. Io ho memoria e fatto storico penso sia noto anche a lei, che il 2 giugno del '93 nella via dei Sabini a Roma vi fu un rinvenimento di esplosivo allocato in un 126. Di poi il 27 luglio del '93 vi furono ulteriori fatti. Ora io le chiedo se ha svolto attività in ordine a questi fatti.
TESTE Narracci: Io personalmente, no.
AVV. Cianferoni: Nell'ambito invece del contesto suo di provenienza, già lei rispondendo alle domande del Pubblico Ministero ha detto che era stato, si era comunque trasferito dal contesto siciliano e lavorava in quel momento a Roma. Che attività svolgeva quando lavorava nella Sicilia?
TESTE Narracci: Dunque, sino al gennaio del '93, il 21 gennaio, ho svolto attività in Sicilia in qualità di vicecapo centro per la Sicilia occidentale.
AVV. Cianferoni: La ringrazio.
TESTE Narracci: Prego.
AVV. Cianferoni: Il capocentro chi era?
TESTE Narracci: Colonnello Andrea Ruggeri attualmente in pensione.
AVV. Cianferoni: Grazie.
*TESTE Narracci: Prego.
PRESIDENTE: Può andare grazie.
L'avvocato voleva...
AVVOCATO Stefani: Presidente, penso che anche stante l'ora lo possiamo fare lunedì, dedichiamo due minuti lunedì mattina.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero ha qualche cosa da comunicarci per l'udienza di lunedì?
PUBBLICO MINISTERO: Io ho da comunicare che l'udienza di lunedì sarà un po' impegnativa, ho la sensazione.
AVVOCATO Stefani: Posso dire questo al signor Presidente, alla Corte e anche al Pubblico Ministero: concentrerò tutto in una memoria scritta e ridurrò veramente a due parole l'intervento.
PRESIDENTE: Benissimo. Il Pubblico Ministero ha qualcosa da comunicare per l'udienza di lunedì?
PUBBLICO MINISTERO: Io ho da comunicare che per lunedì è prevista la presenza in aula in qualità di testimoni e taluni di consulenti di una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove persone. In particolare i consulenti Castellano, Lombardi, Massari e De Logu che hanno fatto una certa attività di accertamento su quanto è avvenuto in via Fauro. E che saranno invece presenti in qualità di testimoni: il dirigente della DIGOS della Questura di Roma dell'epoca, il dottor Fulvi; che sarà presente il colonnello Gargiulo Luciano dell'arma dei Carabinieri, che era comandante del reparto operativo del comando provinciale; saranno presenti ancora l'ispettore Masaracchi della Polizia Scientifica Direzione Centrale di Polizia Criminale; e credo, non sono sicuro, un capitano dei Carabinieri del Centro Investigazioni Scientifiche dell'arma appunto di Roma sempre per l'attività dei sopralluoghi e repertazione.
PRESIDENTE: Bene, l'udienza riprende lunedì alle ore 09.00. Traduzione degli imputati detenuti.