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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Per cortesia, silenzio. Perché come sento un po' di brusio, uscite tutti, va bene? Non svolgiamo uno spettacolo quindi per cortesia non date noia a chi sta lavorando.
Vediamo chi è presente.
Bagarella: è presente. Difensori, Ceolan c'è, grazie, anche per l'avvocato Cianferoni?
Barranca: è rinunciante mi pare. Avvocato Barone. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Benigno: rinunciante. Avvocato Farina, c'è l'avvocato Maffei.
AVV. Cuccureddu: L'avvocato Farina lo sostituisco io Presidente.
PRESIDENTE: Che sarebbe?
AVV. Cuccureddu: Sono l'avvocato Cuccureddu del Foro di Sassari. La nomina a sostituzione credo sia in atti, altrimenti la produco.
PRESIDENTE: Avvocato, mi ha detto?
AVV. Cuccureddu: Antonella Cuccureddu del Foro di Sassari.
PRESIDENTE: Brusca: rinunciante. Avvocato Ligotti e avvocato Falciani. E' presente l'avvocato Falciani?
AVVOCATO Falciani: Presente, Presidente, buongiorno.
PRESIDENTE: Grazie.
Calabrò Giovacchino: Rinunciante o è presente?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
No, no.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocato Gandolfi, Fiorentini, avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Ceolan, va bene?
Cannella: rinunciante. Avvocato Di Peri, Rocchi.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Cannella è presente? Mi fa vedere per favore? Grazie. Avvocato Di Peri e avvocato Rocchi. C'è l'avvocato Rocchi? C'è qualcuno che lo sostituisce? L'avvocato Corsani? Non c'è neanche l'avvocato Corsani oggi? Bene. Chi lo può sostituire per cortesia? Avvocato Ceolan.
Carra: rinunciante. Avvocato Cosmai.
AVVOCATO Cosmai: Sono presente, Presidente.
PRESIDENTE: E' presente. Grazie.
Di Natale: contumace. Civita Di Russo, Gentili, Falciani, è presente.
Ferro Giuseppe: è presente. Difeso dall'avvocato Anania. Sostituito? Avvocato Ceolan.
Ferro Vincenzo: contumace. Avvocato Traversi e Gennai. Mi pare che sono presenti entrambi.
Frabetti: è presente o è rinunciante? Rinunciante. Avvocato Monaco, Roggero, Usai. C'è qualcuno dei tre? Avvocato Ceolan.
Giacalone.
IMPUTATO Giacalone: Presente.
PRESIDENTE: Presente. Avvocato Dieci, avvocato Florio.
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio, presente.
PRESIDENTE: Grazie.
Giuliano: rinunciante. Avvocato Farina. Sostituito da? Avvocato Ceolan.
Graviano Filippo. Avvocato Oddo, avvocato Gramigni. Non c'è neanche l'avvocato Gramigni. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Grigoli: latitante. Avvocato Stefani. Non c'è neanche l'avvocato Corsani? Avvocato lo sostituisce lei, avvocato Traversi?
AVVOCATO Traversi: Non so se è compatibile.
PRESIDENTE: Non lo so neanche io.
AVVOCATO Traversi: Direi di no. Direi più no che sì.
PRESIDENTE: Allora chi lo sostituisce? L'avvocato Falciani può?
AVVOCATO Falciani: Presidente, per le stesse ragioni neanche l'avvocato Falciani.
PRESIDENTE: Qui chi andiamo a cercare allora? Come dice? L'avvocato Gennai neppure. Chi abbiamo che non è incompatibile? Avvocato Ceolan? Benissimo.
Allora, Lo Nigro Cosimo: rinunciante. Avvocato Fragalà, avvocato Florio, che è presente.
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio, presente.
PRESIDENTE: Anche per gli altri difensori.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. C'è l'avvocato Maffei anche per l'avvocato Farina.
Messana: contumace. Avvocato Amato e Bagattini. C'è l'avvocato Bagattini? Lo può sostituire l'avvocato Traversi, o c'è incompatibilità anche con questo? No, avvocato Ceolan.
Messina Denaro. Avvocato Natali e Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Pizzo: rinunciante? Pizzo difeso dall'avvocato Salvo e Pepi. C'è l'avvocato Pepi?
AVVOCATO Florio: No, avvocato Florio in sostituzione dell'avvocato Pepi.
PRESIDENTE: Grazie.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. C'è nessuno dei due?
AVV. Maffezzoli: Se crede Presidente, posso sostituirlo io, avvocato Maffezzoli.
PRESIDENTE: Maffezzoli, grazie.
Riina Salvatore: rinunciante. Avvocato Fileccia, Grillo e Maffezzoli che è presente.
AVV. Maffezzoli: Presente.
PRESIDENTE: Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti, Usai, Roggero. C'è qualcheduno per loro? Avvocato Maffezzoli può sostituire anche questo? Grazie.
Scarano Antonio: rinunciante. Avvocato Fortini, avvocato Batacchi. C'è l'avvocato Batacchi?
AVVOCATO Batacchi: Presente.
PRESIDENTE: Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e Cianferoni. Avvocato Ceolan in sostituzione.
Spatuzza: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Tudino Vittorio: rinunciante. Avvocato Gallina, Di Benedetto e Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Maffezzoli.
Il Pubblico Ministero può riprendere.
A proposito, prima di darle la parola, dovremmo risolvere il problema relativo alle produzioni di cui ha fatto cenno il Pubblico Ministero ieri mattina quasi al termine dell'udienza, per i testi citati e non comparsi per i quali aveva fatto rinuncia e per gli altri, ritenuti atti irripetibili o per morte o per impossibilità di comparire, i difensori dovevano dare la loro valutazione. Nessuno si alza per far valere questi argomenti, se ci sono, di opposizione?
Va bene, la Corte si riserva di decidere. Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Introduciamo il teste Maurizio Costanzo.
PRESIDENTE: Tutto questo seguito di persone che sono? Abbia pazienza, mi scusi, questi signori chi sono? Si accomodi prego.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Il personale di scorta sta fuori perché non credo che sia personale pubblico quindi non ha nessun motivo di venire in aula.
Per favore, dovrebbe dirci il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e di residenza.
*TESTE Costanzo: Sì. Maurizio Costanzo, nato a Roma, 28/08/1938. Residente a Roma in via Carlo Poma 2.
PRESIDENTE: Per cortesia vuole leggere quella formula?
TESTE Costanzo: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Bene. Risponda alle domande del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Costanzo, io ho necessità che lei illustri alla Corte a partire da una serie di situazioni che riguardano la sua attività professionale. Ed in particolare ho bisogno di sapere, di stabilire attraverso le precisazioni che vado a chiederle, da quando lei ha cominciato a svolgere una parte - peraltro notoria - della sua attività presso il Teatro Parioli.
Questa è proprio la prima domanda che le pongo.
TESTE Costanzo: Beh, la... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Costanzo: La mia trasmissione comincia nel settembre dell'82 in studio, poi... tanto è brevissima la storia. Poi per un anno e mezzo è al Teatro Sistina e...
PRESIDENTE: Mi scusi, le dispiace per cortesia. Siccome il Pubblico Ministero e difensori sanno tutto di lei.
TESTE Costanzo: Guardo qua.
PRESIDENTE: Si rivolga verso noi. No, mica peraltro perché è un modo di seguire meglio...
TESTE Costanzo: No, viene naturale rivolgersi verso chi ha fatto la domanda.
PRESIDENTE: Certo, ha ragione. Però gli ignoranti qui siamo noi.
TESTE Costanzo: Va bene.
Allora, quindi comincia nell'82 in studio, continua al Teatro Sistina nell'83, poi in giro per l'Italia per un anno, quindi a far data dall'86 diventa settimanale dal Teatro Parioli e dall'87 diventa quotidiano dal Teatro Parioli.
Quindi l'attività, se questa era la domanda del Pubblico Ministero, dall'87 è quotidiana al Teatro Parioli.
PUBBLICO MINISTERO: Per quotidiana, dottor Costanzo, si intende quali giorni della settimana?
TESTE Costanzo: Fino a due anni fa tutti i giorni dal lunedì al venerdì compreso. L'altr'anno dal lunedì al giovedì facendo una doppia registrazione. Quest'anno dal lunedì al mercoledì facendo due doppie registrazioni.
PUBBLICO MINISTERO: Fino a due anni fa vuol dire fino al '94?
TESTE Costanzo: Fino al '94, dal lunedì al venerdì.
PUBBLICO MINISTERO: Il che comportava una sua quindi presenza giornaliera al teatro.
TESTE Costanzo: Una mia presenza giornaliera al Teatro Parioli, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per aversi questa presenza giornaliera lei ovviamente doveva spostarsi verso il Teatro Parioli da quale che fosse il punto di sua provenienza. Intendo dire, quali che fossero gli impegni precedenti doveva comunque raggiungere il teatro.
TESTE Costanzo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo dare le coordinate temporali del suo arrivo al teatro per questo impegno quotidiano e anche le coordinate di partenza?
TESTE Costanzo: Allora, dato che allora, fino a due anni fa la registrazione cominciava puntualmente alle 19.00 per una questione di satellite, nel senso che da Roma andava poi a Milano, da Milano sul satellite, dal satellite veniva poi trasmessa, quindi cominciava alle 19.00. Per cominciare alle 19.00 io arrivavo in teatro, magari avevo un impegno a teatro, dovevo vedere qualcuno, fra le 16.45, le 17.00 sempre. Uscivo però veramente un quarto d'ora, 20 minuti dopo aver finito. Insomma il prima era decisamente più ampio che non l'uscita ed era un orario stabile perché poi se c'era qualcuno che doveva provare qualcosa, l'incontro con gli ospiti che porta via comunque mezzora, 30 minuti, truccarsi. Insomma, in genere diciamo, dalle 16.45 alle 17.00 è stato per un numero considerevole di anni l'arrivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi il venir via dal teatro, possiamo dare un riferimento in termine di orologio altrettanto rigoroso?
TESTE Costanzo: Il nostro impegno contrattuale è di realizzare 120 minuti netti, cioè al netto della pubblicità e del telegiornale, quindi dobbiamo considerare che partendo alle 19.00, alle 21.00, 21.05, 21.08, 21.10 la registrazione è conclusa, il tempo di struccarsi, di cambiare la camicia. Insomma, io sono sempre uscito 21.30, 21.35, 21.40 insomma.
PUBBLICO MINISTERO: E questo per anni?
TESTE Costanzo: Questo dall'inizio, quindi dall'87, fino a quando nel '95 non sono passato a delle registrazioni più contratte. Quindi per tutti quegli anni lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Costanzo, questi suoi spostamenti, ai quali abbiamo dato le coordinate diciamo orarie, per quanto riguarda il modo con il quale lei li eseguiva, quindi voglio dire lei si muoveva con mezzo proprio, con mezzo condotto da un'autista, col taxi, da un accompagnatore occasione. Ecco, ho bisogno di mettere a fuoco questa situazione e se nel corso degli anni questa situazione ha avuto delle variabili, ovvero è stata piuttosto, come dire, stabile.
TESTE Costanzo: Sicuramente dall'88-'89 stabilmente io avevo un'Alfa con un autista, sempre lo stesso, questo fino a quando dopo i noti eventi poi è subentrato un sistema di protezione per cui non ho avuto più, non mi sono più mosso così. Io non guido la macchina da '76 mi pare, quindi da un numero notevole di anni e quindi avevo questo autista. E' stato con me prima saltuariamente e poi stabilmente circa 20 anni, insomma, quindi molto.
Quindi sempre con la macchina, sempre con l'autista, adesso non mi ricordo se poi è successo un giorno che ero con un'altra macchina. Insomma, sono sporadici nel corso degli anni.
PUBBLICO MINISTERO: Questo autista è il?
TESTE Costanzo: Signor Luciano Peschi.
PUBBLICO MINISTERO: Il signor Luciano Peschi. E l'autovettura, tanto per...
TESTE Costanzo: Un'Alfa 164.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il giorno in cui si è verificato il fatto di cui si occupa la Corte, appunto il 14 maggio del '93, a quell'epoca lei disponeva, lo ha detto un attimo fa, di questa auto guidata dall'autista Peschi.
TESTE Costanzo: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: E di quest'auto disponeva quindi da tempo?
TESTE Costanzo: Beh, sì. Adesso io non mi ricordo ma insomma prima ci sarà stata un'altra Alfa, ma insomma sicuramente da un anno almeno. Io però sulla data esatta di quanto tempo questo non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Quindi diciamo, se ho capito bene, che questo signor Peschi era la persona che abitualmente curava i suoi spostamenti facendole da autista sull'auto di cui stiamo parlando.
TESTE Costanzo: Sì, durante tutta la giornata, non solo per il trasferimento al Parioli.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stavo arrivando a questo. Se questa, come dire, questa abitudine di raggiungere il teatro e di venire via dal teatro con l'auto condotta da questo autista era un'abitudine che rifletteva un po' anche le altre sue incombenze quotidiane.
TESTE Costanzo: Assolutamente sì. Cioè, dalla mattina, dall'uscita di casa fino al ritorno a casa alla sera.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, all'epoca in cui è accaduto il fatto di cui ci si occupa, lei aveva per così dire un servizio di protezione o di scorta? E se sì, com'era organizzato, chi lo organizzava concretamente.
TESTE Costanzo: Allora, il servizio di scorta era nato in due fasi successive. Una prima fase è nato quando il programma è cresciuto come ascolto, come risposte del pubblico. E' ovvio che il Parioli è diventato luogo di coagulo di varie persone, anche alcune un po' stravaganti e siccome venne una volta - adesso io non mi ricordo gli anni, sarà su fine degli anni '80 - una ragazza veneta un po' squilibrata, allora decidemmo di chiamare una società di vigilanza, la Capitalpol, per fare un po' di attenzione all'accesso ai camerini, all'ingresso del teatro, società che ancora agisce al Teatro Parioli.
Con l'andare avanti, quando io poi ho cominciato a fare delle trasmissioni, come dire, un po' più legate al sociale, legate alla politica, quando si sono infittite una serie di telefonate che arrivavano al Parioli, o arrivavano in ufficio, tutte poi di volta in volta demandate o al Commissariato, l'ho fatto sapere al Commissariato, o ai Carabinieri, allora abbiamo deciso che in alcuni trasferimenti e in specie quello dal Parioli a casa mi avrebbe seguito una macchina con a bordo due della Capitalpol e uno dei due era oltretutto era una, allora, Guardia Giurata che io avevo conosciuto già nel 1980 quando mi ero occupato di un telegiornale privato a Roma. Lì avevo conosciuto questa società, questa Capitalpol.
E questa persona, che si chiama Fabio Depalo, che poi negli anni è diventato il responsabile della sicurezza del Teatro Parioli, anche perché dobbiamo calcolare che al Teatro Parioli arrivano 500 persone da varie parti d'Italia che assistono al programma televisivo e devono uscire e, in un tempo molto rapido, diciamo mezzora, entra il pubblico che poi assiste allo spettacolo di teatro. Quindi c'è un certo movimento in una strada stretta e quindi un po', con qualche proprio problema logistico.
Quindi mi seguiva questa macchina, adesso non mi ricordo se era una Thema, una Lancia, con queste due persone a bordo, come la sera nota.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, una di queste persone l'abbiamo nominata, il signor Depalo, e l'altra?
TESTE Costanzo: L'altra persona Aldo Rea mi sembra che sia il cognome.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo servizio di protezione attuato con queste modalità, ecco, le chiedo se era limitato, all'epoca dei fatti, al rientro a casa al termine della trasmissione al teatro? Del programma.
TESTE Costanzo: Sì, era limitato a questo. Può essere in coincidenza forse di qualche lettera, di qualcosa, ci poteva essere l'uscita da casa, ma insomma molto sporadica e comunque non quando già abitavo a via Poma, ma alla precedente abitazione al viale Mazzini.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il noto fatto si è verificato la sera del 14 di maggio del '93. Il periodo precedente, le settimane precedenti, i giorni precedenti - sicuramente lei aveva avuto modo sul momento e anche dopo di ricostruire quello che ha fatto, se aveva in qualche modo modificato per una ragione o per un'altra le proprie abitudini, i propri appuntamenti - ecco, i giorni precedenti hanno registrato qualche variazione? Intendo dire, il programma c'era stato regolarmente, lei era andato regolarmente a teatro, era stato accompagnato con le modalità che ci spiegava, al momento di venir via era accompagnato sempre dalla solita auto.
Ecco, questo è il punto che ho bisogno sia chiarito.
TESTE Costanzo: Come ho avuto occasione di dire anche negli interrogatori subito, la notte stessa e nei giorni seguenti, io sono molto abitudinario, di conseguenza la mia, non dico sono l'arrivo al Teatro Parioli e l'uscita dal Teatro Parioli, ma insomma la mia giornata è scandita in maniera molto precisa e quindi non è cambiata certamente in quei mesi.
L'unica variabile che c'è stata in quei due mesi è proprio quella del 14 maggio, nel senso che la sera prima, o la mattina non mi ricordo, il signor Peschi mi disse se era possibile esser libero al rientro, cioè che mi avrebbe lasciato in teatro ma sarebbe poi... chiedeva la possibilità di andar via, doveva fare delle analisi mediche. E io dissi: 'va bene'. E chiesi, informai della cosa la mia segretaria e gli dissi di chiamare l'autonoleggio che più facilmente usavamo per... Noi abbiamo una società di produzione, quindi voglio dire, macchine a nolo ce n'è un certo consumo, un certo uso e quindi che questa macchina mi venisse a prendere all'uscita dal Parioli perché mi avrebbe portato la macchina mia ma non ci sarebbe... Una cosa che è avvenuta.
Questa è l'unica variante dei mesi precedenti al 14 maggio, non ne ricordo altre ma torno a ripetere, io ho una vita molto cadenzata, quindi con degli orari molto... più o meno quelli, più o meno sempre quelli, molto abitudinari. Così l'uscita da casa, perché gli impegni professionali hanno delle scadenze quindi uscendo da casa devo andare dove c'è un'emittente radiofonica, quindi è un percorso che più o meno è sempre quello.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi lei ci stava dicendo che per questa evenienza delle analisi, o che altro fosse, che bloccavano in qualche modo il suo autista, per quella sera fu, tramite la sua segretaria, la signora?
TESTE Costanzo: Valente. Marina Valente.
PUBBLICO MINISTERO: Fu ingaggiato, adoperiamo questo termine, un noleggiatore.
TESTE Costanzo: Sì, sì, che è un autista che peraltro io conoscevo, persona...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le stavo chiedendo questo.
TESTE Costanzo: Persona che io conoscevo, con il quale ho viaggiato, aveva fatto molti servizi per noi, voglio dire. Quindi non una persona ignota, né un noleggio ignoto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi qualche volta aveva avuto modo di fare anche da autista a lei?
TESTE Costanzo: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questo signore è?
TESTE Costanzo: Il signor Stefano Degni che era la persona...
PUBBLICO MINISTERO: Quella persona...
TESTE Costanzo: ... che era in macchina la sera dell'attentato.
PUBBLICO MINISTERO: La quale persona venne a prenderla quindi con...
TESTE Costanzo: Venne a prendermi con un Mercedes.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa è una novità, per quanto ho capito dalla sua precisazione di un attimo fa, è una novità proprio dell'ultima ora, non nel senso stretto del termine, ma del giorno prima o di due giorni prima.
TESTE Costanzo: Io non so se era... Mi è stato detto la sera prima, al momento di augurarci la buonasera, o la mattina presto. Adesso io questo sinceramente non mi ricordo, insomma è un lasso di tempo stretto, così.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, dottor Costanzo, visto che stiamo occupandoci dei suoi spostamenti dal teatro, per venire poi più vicini al fatto: vi era una certa abitualità, una certa regolarità anche nei tragitti? Intendo dire proprio le strade che si andava a percorrere per raggiungere il teatro e comunque per venirne via?
TESTE Costanzo: Beh, direi di sì, anche perché via Ruggero Fauro è una strada a senso unico, di conseguenza l'accesso può essere solo piazza Santiago del Cile. All'uscita del teatro, quindi proseguendo in quel senso unico, si arriva subito dopo pochi metri, c'è un bar che fa angolo, ci sono tre possibilità: si può andare a destra, si può andare diritti o si può andare a sinistra. E per abitudine si andava a sinistra, cioè si girava per, credo che sia via Boccioni, che poi porta a viale Parioli e poi da viale Parioli io andavo verso il quartiere Prati dove abito.
Quindi, sì, l'arrivo inevitabilmente, proprio per questo senso unico, altrimenti bisognava arrivare da viale Parioli poi fare un breve tratto a piedi e poi si può arrivare al teatro, però insomma lì forse non conveniva. Di conseguenza è un senso unico e invece l'uscita era sempre... anche perché era più agevole da un punto di vista di traffico perché attraversando poi il Villaggio Olimpico per arrivare a casa, veniva naturale saltare un semaforo di viale Parioli e quindi prendere via Boccioni. Quindi era, come dire, era un percorso di piccola utilità, di guadagno di qualche minuto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi via Fauro, via Boccioni.
TESTE Costanzo: Via Fauro, via Boccioni, viale Parioli, certo.
PUBBLICO MINISTERO: E poi viale Parioli.
TESTE Costanzo: Che peraltro è lo stesso percorso fatto quella sera.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, ma io le sto chiedendo, giusto appunto, se il percorso fatto quella sera è, per così dire la....
TESTE Costanzo: E' quello consueto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... l'ennesima replica del percorso fatto nelle sere precedenti.
Allora, vorrei che lei cercasse di fare proprio mente locale su quello che successe la sera del 14, al momento in cui lei uscì dal teatro, al termine del suo programma:
TESTE Costanzo: Dunque, io presumo di essere salito in macchina fra le 21.30 e le 21.35. Questa poi è stata la ricostruzione fatta nelle ore seguenti. Era con me la persona che poi è diventata mia moglie, con la quale io vivevo, Maria De Filippi, che aveva a sua volta un pastore tedesco.
Siamo saliti in macchina, la macchina si è avviata, dietro si è avviata l'auto che ci seguiva con il signor Depalo. Abbiamo appena girato l'angolo di via Boccioni, quando abbiamo sentito un'esplosione molto forte, e istintivamente, sia Maria che io, ci siamo chinati in avanti per coprirci, mentre piovevano i frantumi dei cristalli del Mercedes. Che sicuramente ha fatto anche, per lo spostamento d'aria, un salto avanti.
E fortunatamente ci siamo chinati, perché poi il lunotto posteriore è stato squarciato da una serranda, da un infisso che arrivava da un palazzo.
Forse, se fossimo stati, insomma presumo che l'avremmo preso.
Io ho domandato, la prima cosa che ho domandato a Maria - beh, poi è diventato buio tutto perché sono saltate... e sono scattati una serie di allarmi; però, io non è che mi sono reso conto di cosa esattamente fosse accaduto - ho domandato a Maria: 'stai bene?'. Mi ha detto: 'sì'.
Ho domandato all'autista se stava bene: 'sì'.
E ho pensato: sarà scoppiata una caldaia del gas, cioè la cosa più banale che potesse venire in mente. Abbiamo aperto gli sportelli, siamo scesi, io ho visto Rea che si dirigeva verso un portone che era subito lì, e mi diceva 'venga qui, venga qui', per ripararmi.
Ma siccome io ho visto Maria che si incamminava rapidamente lungo la strada, lungo via Boccioni, io le sono andato dietro. In realtà Maria correva dietro al cane, che era scappato, come si è aperta la porta era scappato.
E la cosa singolare, che poi io, camminando, dicevo 'forse non mi sono fatto niente, ma mi fanno molto male i piedi'. In realtà poi, solo un'ora dopo, ho scoperto erano entrati nei mocassini dei pezzi di cristallo del Mercedes.
Quando eravamo quasi arrivati all'angolo fra via Boccioni e viale Parioli, quindi la strada... io mi sono girato e ho visto una fiamma altissima, come un cratere lontano insomma, poco prima dell'angolo dove avevamo girato. E, il fumo che usciva, ho capito che doveva essere una cosa di proporzioni molto notevoli, ecco.
A quel momento, intanto, avevo raggiunto Maria che aveva fermato il cane, stavamo quasi al limite della strada, quando dal fumo ho visto venire in avanti una delle guardie della Capitalpol che era di servizio al teatro, il quale mi veniva incontro domandandomi come stavo, se stavo bene.
Veniva in avanti Depalo. E io, anche se era buio, poi mi sono reso conto che aveva del sangue, che gli usciva del sangue. E allora gli ho detto: 'si curi, si fermi, non venga'.
Ho visto venire avanti un elettricista del Parioli, che ugualmente mi chiedeva quello che era successo, se stavamo bene. E, a quel momento, mi sono reso conto che la macchina era ferma, che stavamo lì, e ho detto 'come andiamo a casa?'. Cioè, mi è venuto un istinto, una domanda piccola, banale.
E lungo viale Parioli si era fermata una macchina con delle persone che io non conoscevo che, molto carinamente, devo dire, hanno detto: 'ma avete bisogno di qualcosa?'.
Io ho detto: 'sì, se ci può lasciare a un taxi, perché non so come andare a casa'.
Ma continuavo a pensare a un evento naturale; non naturale, insomma a una caldaia, una cosa del genere. E lui ha detto: 'ma dove abita?'.
Gli ho detto: 'guardi, abito in pratica...'.
Ha detto: 'la porto'.
Ha fatto scendere la moglie - era una macchina piccola, se mi ricordo bene - quindi siamo saliti Maria De Filippi, io e il cane, su questa macchina.
Mentre ci portava a casa, io ho cercato, mi sono messo in contatto telefonico con la casa del mio coautore, Alberto Silvestri, che avevo lasciato in teatro, e ho detto alla moglie: 'guarda, se chiama, io sto bene, non ci siamo fatti niente'.
E sono andato a casa, e sono arrivato a casa, ringraziando questo signore. Che poi ho rintracciato solo, ho saputo solo dopo chi era, perché in un articolo che scrissi due giorni dopo per Il Messaggero lanciai una sorta di appello, che volevo ringraziare questa persona sconosciuta che aveva fatto questo, si era messo a disposizione per portarmi a casa.
Ma talmente io ero convinto che era un'esplosione di gas, che automaticamente, rientrati a casa, io ho dato le mandate alla porta. Non solo, ma sono andato subito a telefonare ai miei figli per dire: 'guardate, se vi dicono che c'è stata un'esplosione al Parioli, eccetera, io sto bene, Maria sta bene, sono a casa'.
E così ha fatto Maria, chiamando i suoi genitori che vivono a Pavia.
Un quarto d'ora dopo essere rientrato a casa, ho cominciato a ricevere qualche telefonata. C'è stata un'edizione straordinaria del TG1, poi è arrivata la Polizia. Insomma, va be', c'è stato il normale svolgimento, immagino.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Costanzo, ho bisogno di mettere a punto qualche circostanza disseminata in questo suo racconto.
Sull'auto, sul Mercedes che l'accompagnava quella sera, lei aveva preso posto a sedere dove?
TESTE Costanzo: Dunque, a sinistra. Quindi dietro all'autista.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sedile posteriore.
TESTE Costanzo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dietro l'autista.
TESTE Costanzo: Dietro l'autista.
PUBBLICO MINISTERO: E la signora De Filippi?
TESTE Costanzo: Accanto a me, e il cane a destra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, al momento in cui lei è sceso dalla vettura, dal Mercedes, ha avuto la possibilità di vedere dove si trovasse la macchina forse, una Thema?
TESTE Costanzo: Sì, con la coda dell'occhio ho visto che era qualche metro verso il muro. Cioè, non so come spiegare, allora...
PUBBLICO MINISTERO: Abbiamo la possibilità di proiettarle alcune fotografie. Possiamo proiettare anche questa, sì, è abbastanza ben rappresentativa, l'abbiamo fatta vedere più di una volta.
TESTE Costanzo: Non è che riesco a...
PRESIDENTE: Vuole avvicinarsi? Guardi, può andare.
TESTE Costanzo: Sì, posso?
PUBBLICO MINISTERO: Oppure guardare alle proprie spalle.
TESTE Costanzo: Via Boccioni è quella lì? In questa ricostruzione? No, questa è via Fauro. Quindi via Boccioni è questa?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: Sì, in corrispondenza della scritta.
TESTE Costanzo: Il muretto della scuola qual è, in questa fotografia? Perché per me sta a sinistra, il muretto della scuola, è giusto?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Costanzo: Allora, se questo, è qua il muretto della scuola, noi eravamo molto prossimi al muretto, il basso muretto che stava intorno alla scuola; la macchina dietro era appena girato l'angolo, sulla destra, quasi a fare angolo con via Boccioni.
AVVOCATO: Signor Presidente, ci scusi, ma forse se ci indicasse sullo schermo grande, riusciremmo a capire qualcosa.
PRESIDENTE: No, mi scusi, abbia pazienza. Là c'è la lavagna magnetica.
TESTE Costanzo: Avete solo questa, di immagine? Non ne avete una di via Boccioni? Perché io, per rispondere alla domanda che mi avete fatto, avrei bisogno di vedere. Perché, per me, noi eravamo qua; che ora non c'è l'immagine. A mio parere, eravamo qua. E qui, da questa parte... Però, non...
PUBBLICO MINISTERO: Proviamo con quest'altra foto.
TESTE Costanzo: Prego?
PUBBLICO MINISTERO: Riproviamo con quest'altra foto.
TESTE Costanzo: Perché c'era un palazzo, io mi ricordo un palazzo, e non questo.
PUBBLICO MINISTERO: Proviamo con quest'altra fotografia.
TESTE Costanzo: Va bene, grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Intanto, maresciallo, se può passarla all'ispettore.
TESTE Costanzo: Oh, ecco, ecco adesso capisco.
PUBBLICO MINISTERO: Si orienta meglio, con questa?
TESTE Costanzo: Questo è l'angolo, questa è via Boccioni, questa qui è via Boccioni, questo qui, dovrebbe esserci il cratere, dove c'è questo automezzo dei Vigili del Fuoco.
PUBBLICO MINISTERO: Quella è via Boccioni, dottor Costanzo.
TESTE Costanzo: Ecco. Se questa è la macchina dove eravamo noi, la macchina che ci seguiva era all'altezza di questo, ecco, a quest'angolo qua.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Costanzo: Se questa era la macchina dove eravamo noi.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Costanzo: Ecco, se questa era la macchina dove eravamo noi, che a mio parere, io, con la mia memoria, eravamo più spostati di qua; però, voglio dire, insomma è la prima volta che vedo dei documenti da allora, quindi... Però la macchina era a un paio di metri qui, a quest'altezza qua.
PRESIDENTE: Dietro di voi.
TESTE Costanzo: All'angolo, avendo appena superato l'angolo.
PRESIDENTE: Dietro di voi, dietro la vostra auto?
TESTE Costanzo: Dietro la nostra auto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ecco, questa fotografia riproduce in qualche modo - lei ce l'ha sul visore, sulla lavagna - riproduce in qualche modo la posizione dell'auto Mercedes.
Dico in qualche modo, perché la profondità dell'immagine, come in tutte le fotografie, si può apprezzare relativamente, eh?
TESTE Costanzo: Sì, io avevo la sensa...
PUBBLICO MINISTERO: Come lei vede, la macchina è ferma sul centro strada praticamente.
TESTE Costanzo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo...
TESTE Costanzo: Qua ci dovrebbe essere - scusi, se la interrompo - qui, un po' più avanti, ci dovrebbe essere il portone dove una delle guardie aveva trovato riparo. Io mi ricordo un portone, ma adesso non so, non mi ricordo a quanti metri più in avanti su via Boccioni.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ma volevo dire, la posizione dell'auto collocata più o meno al centro strada, rispetto ai suoi ricordi, è coerente o è differente?
TESTE Costanzo: Sì sì, è coerente. E' coerente, certamente come la distanza fra l'angolo, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Costanzo: Ecco, quello sì. Io me la ricordavo più di qua; ma insomma, però, mi torna nella memoria come il tempo, insomma i secondi di... girato l'angolo, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' per quello che, diceva qualche minuto fa, lei ha il ricordo come se questa macchina avesse fatto un sobbalzo in avanti?
TESTE Costanzo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In conseguenza...
TESTE Costanzo: Però può essere pure una cosa che mi è venuta in mente, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, ma poi ce lo faremo spiegare anche da chi la macchina la conduceva nell'occasione.
Ma una volta che lei è disceso dall'auto, o meglio dopo che si è verificato questa sorta di sobbalzo di cui ha una qualche memoria, che lei ricordi l'autista, il suo autista, ha spostato la macchina oppure...?
TESTE Costanzo: Non mi ricordo. Perché io sono sceso preoccupato di vedere dove stava andando Maria, e quindi sono sceso andando dietro a lui; quindi, questo non mi ricordo proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, guardi dottore, lei che si trova in quella postazione, le vorrei sottoporre questa foto - è la numero 109 - e poi ancora la 107. Ecco, per avere conferma ulteriore da lei del punto dove sedeva lei, dove sedeva la signora. 107 e 109.
TESTE Costanzo: Conferma ulteriore, scusi?
PUBBLICO MINISTERO: La sua posizione seduto sull'auto.
TESTE Costanzo: Sì sì, va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Queste sono foto scattate in ora notturna, nell'immediatezza del fatto.
TESTE Costanzo: Allora, ecco, vede? Questo è quello che dicevo prima. Quell'infisso che ho visto arrivare alla mia destra. Io ero seduto qui.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Costanzo: Mia moglie era seduta qua. E in mezzo c'è entrato questo, io lo chiamo infisso; ecco, questo me lo ricordavo, ne avevo un ricordo molto netto, di questo arrivo.
PUBBLICO MINISTERO: Io non credo di avere necessità di farle vedere altre foto, planimetrie o che altro. Quindi, secondo me, può tornare là.
TESTE Costanzo: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Perché è più comodo, anche per la Corte.
Un attimo fa, dottor Costanzo, ci ricordava di un elettricista e di una guardia che le vennero incontro. Ne ricorda i nomi?
TESTE Costanzo: Sì. La guardia si chiama Sghembri; l'elettricista si chiama Moauro. Questo io mi ricordo. Poi, non so se ne sono venuti altri, eh. Marco Moauro, sì, che ancora lavora con me; mentre Sghembri, non lavora più in quella società di vigilanza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ho bisogno di farle delle domande che cercano di capire un aspetto diverso del fatto. Lasciamo perdere che lei abbia saputo, quando l'ha saputo, quando l'hanno ragguagliata sul fatto che quest'evento era diretto contro la sua persona. Prescindiamo un attimo da questo.
Lei, nel corso degli anni, ha subìto in qualche modo - in maniera diretta, indiretta; in forma esplicita, in forma implicita; da parte di persone conosciute, in forma anonima - minacce o situazioni, iniziative paragonabili, interpretabili come minacce?
TESTE Costanzo: Molte. Io credo che chi fa il mio lavoro, insomma, è facile che questo possa accadere. Non c'è dubbio che al momento, come dicevo prima, nel quale l'attività professionale si è più orientata verso programmi di un certo tipo, verso tematiche di un certo tipo, c'è stato un infittirsi.
Ricordo alcune - innanzitutto, ecco, tutto anonimo, è sempre stato tutto anonimo - ricordo dei disegni dove c'era fatto in maniera non certo professionale, insomma, la mia testa messa su un piatto. E qui, è messo il tutto dentro una busta e mandato. Consegnati alla DIGOS, adesso non mi ricordo se era il '91 o il '92, quegli anni lì.
'Piuttosto morirai, mascalzone': insomma, va be', lettere di insulti, con annunci di morte.
Le telefonate che c'era una bomba al Teatro Parioli, ne sono arrivate molte negli anni. Però, insomma, noi abbiamo sempre regolarmente avvisato il commissariato di zona, dandogli però un peso molto relativo.
Scritte sui muri, una sotto dove abitato prima, in viale Mazzini: 'Costanzo, attento a te'. Va be', insomma, fatta fotografare, probabilmente fatta - adesso non mi ricordo, in genere abbiamo sempre fatto una denuncia contro ignoti, o ai Carabinieri, o alla Polizia.
Sì, io ho sempre considerato questo, come dire?, normale - se si può chiamare normale - ma un normale seguito a un'attività. Non dimenticando che può esistere anche il grande mondo dei mitomani, e quindi di coloro i quali poi si dilettano nell'anonimato delle telefonate anonime, delle telefonate abbassa... Insomma, va be', questo... Telefonate lasciate alla segreteria, telefonate lasciate. Insomma, in genere...
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottore, mi pare di aver capito, cioè ho capito senz'altro bene quello che lei ha detto un attimo fa: tutto questo, in forma anonima.
TESTE Costanzo: Tutto questo, sì, in forma anonima.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, se capisco bene, le telefonate, anche scritti, lettere pervenute - ecco, le volevo chiedere questo - pervenute alla sua abitazione o pervenute piuttosto al teatro? Piuttosto...
TESTE Costanzo: Più facilmente in teatro o in ufficio, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dare l'ordine di grandezza, che ne so?, del volume della sua corrispondenza giornaliera?
TESTE Costanzo: Beh, la corrispondenza giornaliera alla trasmissione, è sulle 400 lettere e fax al giorno, quindi è ampia. Ci sono, secondo i momenti, due o tre persone che fanno solo lo spoglio dei fax e delle lettere. Quindi è cospicuo, ecco, il...
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, se ho ben capito, nell'ambito di questo flusso non indifferente di comunicazioni per iscritto, ogni tanto...
TESTE Costanzo: C'erano anche queste.
PUBBLICO MINISTERO: Volevo sapere questo: dopo il fatto del 14 maggio del '93, queste minacce o comunque queste poco simpatiche espressioni per iscritto, e comunque in forma anonima, lei ha continuato a riceverle?
TESTE Costanzo: Sì. Ma a momenti diversi, sì. Adesso, però, io non le so rispondere meno o più di prima.
Però, sì, sì, è diminuita la minaccia della bomba in teatro; però, insomma, lettere qualcosa è ancora arrivato. La scatola con un topo morto è stata trovata dopo, davanti alla porta dell'ufficio.
Una lettera con profilattico e dentro due pallottole, è arrivata dopo; mi sembra a casa, o in ufficio.
Insomma, sono arrivate anche dopo, sì. Ne arrivano. Io, da quando ho il servizio di protezione, in genere l'ufficio direttamente passa all'ispettore.
PUBBLICO MINISTERO: Il servizio protezione?
TESTE Costanzo: Una scorta della Polizia.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, è disposto dal Comitato Provinciale della Sicurezza.
TESTE Costanzo: Sì, dal giorno dopo l'attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Queste minacce, lei è riuscito, riesce oggi, a coniugarle in qualche modo anche solo come rapporto di concomitanza temporale con la sua vicenda professionale? E veniamo a un punto più specifico: al fatto di aver trattato, nella sua trasmissione, piuttosto certi argomenti con una certa sistematicità e non altri, e viceversa?
TESTE Costanzo: Beh, certamente sì. Il 21 settembre del 1991, per ricordare l'omicidio di Libero Grassi, avvenuto alla fine agosto del 1991, con Michele Santoro che conduceva Samarcanda su Rai3, decidemmo di fare una staffetta. Vale a dire le due trasmissioni, ambedue in diretta: nella prima parte era la nostra trasmissione che entrava in Samarcanda; nella seconda parte, quando cominciava la mia trasmissione su Canale5, accadeva il contrario.
Fu una trasmissione che ebbe grande ritorno in termini di ascolto, già gli stranieri per esempio - giornali americani, europei - ne parlarono. Credo fu importante, da questo punto di vista.
A quella staffetta, poi ne seguirono altre. Una prevista e fatta sei giorni dopo l'attentato, per ricordare l'omicidio di Giovanni Falcone e della moglie, della scorta.
Da quel settembre '91 io ho fatto una serie, a prescindere dalle staffette con Santoro, di puntate che avevano come attenzione Cosa Nostra. Ricordo una nostra campagna fatta per una approvazione, avvenuta poi, di una legge antiracket, con l'invio all'allora presidente alla Camera, Iotti, di 7000 o 10000 - non mi ricordo - richieste di intervento da parte dei cittadini.
Ricordo altre trasmissioni con l'allora ministro di Grazia e Giustizia Martelli, sulla permanenza negli ospedali di detenuti, già condannati o in attesa di processo per motivi di mafia.
Ricordo un'intera puntata che io realizzai a Palermo, il giorno dopo l'assassinio di Borsellino, partendo proprio da via d'Amelio andando in Tribunale, girando per Palermo. E l'indomani una intera puntata con Leoluca Orlando, allora sindaco di Palermo.
Ricordo, infine, nel dicembre del '92 una puntata in un teatro di Palermo con Maria Falcone, con Martelli - ripeto, allora ministro - per la nascita di questa associazione, che era l'Albero di Falcone. In un teatro gremito e con una partecipazione straordinaria. Quella è stata l'ultima trasmissione che ho fatto in trasferta su questi argomenti qua.
Ma certamente, allora, se poi aggiungiamo, ecco, che il 20 maggio del '93 facemmo un'altra staffetta; insomma, è stato un argomento forte.
Ricordo che nell'aprile del '93, su sua richiesta, con un fax che ci aveva mandato, io intervistai la nuora di Madonia. Adesso, però, non mi ricordo il nome.
PUBBLICO MINISTERO: Francesco Madonia.
TESTE Costanzo: Sì, sì, la nuora di Francesco. Credo, non mi ricordo il nome della...
PUBBLICO MINISTERO: E' un nome che ha fatto lei.
TESTE Costanzo: Sì, credo Francesco Madonia, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non glielo sto suggerendo io.
TESTE Costanzo: Ci sono i giornali dell'epoca, adesso non mi ricordo bene. Era una sua richiesta, lei aveva mandato un fax, io la feci chiamare e fu un'intervista - a mio parere - importante; anche per la qualità di questa donna, che è laureata in farmacia, di grande forza, di grande peso.
Quindi, sono state queste, io mi ricordo queste.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottore, torniamo un attimo indietro. Lei ha iniziato la cronistoria di queste sue trasmissioni sul tema, diciamo, dell'Antimafia. Più esattamente lei ha detto Cosa Nostra, proprio in maniera molto puntuale e precisa.
Ecco, lei ha iniziato questa cronistoria a partire dalla trasmissione fatta con Santoro dopo che c'era stato l'omicidio di Libero Grassi.
Ecco, è in grado oggi di ricordare in che modo il fatto di omicidio fu affrontato nella sua trasmissione?
TESTE Costanzo: Cioè, come nacque la trasmissione?
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo in che modo la trasmissione affrontò il fatto dell'omicidio, l'argomento dell'omicidio. Perché bene o male era un singolo fatto di sangue, ecco.
TESTE Costanzo: Libero Grassi era stato ospite di Samarcanda e aveva, in quella occasione - adesso non ricordo però quando - in quella occasione aveva dichiarato la sua, il suo desiderio, la sua volontà di ribellarsi al racket, di ribellarsi alle imposizioni della criminalità.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Costanzo, vuole ricordare dov'è che Libero Grassi faceva il suo mestiere di imprenditore?
TESTE Costanzo: A Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, è per la Corte. Non è detto che tutti i Giudici lo sappiano.
TESTE Costanzo: Ah, no. Sì, lo davo per...
PUBBLICO MINISTERO: Non è detto che tutti i Giudici...
TESTE Costanzo: Va bene, chiedo scusa.
PRESIDENTE: Non possiamo dare niente per scontato.
TESTE Costanzo: Chiedo scusa. A Palermo.
E quindi, ed era stata una puntata... Adesso non mi ricordo il periodo, forse doveva essere la primavera del '91. Credo che sia la primavera del '91. Ricordo però che Libero Grassi mi sembra fu ucciso il 29 agosto del '91. Io avevo appena ricominciato le mie trasmissioni e stavo per entrare nel palco, quando al telefono che sta nel retropalco fui raggiunto telefonicamente da Santoro che mi disse: 'ma facciamo una cosa insieme per ricordare Libero Grassi. Anche Libero Grassi è e rimane una figura emblematica di quegli anni, della Palermo di quegli anni, della imprenditoria di quegli anni'.
E io dico: 'va be', vediamoci domani e vediamo cosa si può fare'.
Quindi immaginammo l'indomani di fare qualcosa entro il mese, cioè prima che scadesse il mese della morte di Libero Grassi. Dovemmo fare sia Santoro che io delle verifiche in termini, come dire, una cosa era la allora Fininvest, una cosa era la RAI. Quindi erano due aziende diverse. Trovammo sia lui che io l'assoluta collaborazione a fare questa staffetta insieme. Santoro decise che lui sarebbe stato in un teatro di Palermo e lì avrebbe fatto il centro del suo programma e io decisi che sarei rimasto al Parioli avendo però da Falcone - che c'era infatti - a Galasso, a quanti si occupavano di cose di mafia.
Quindi nacque così.
E poi facemmo una serie di riunioni, fino ad una conferenza stampa, fino ad una serie di prove che registrammo insieme perché chiedemmo agli italiani di accendere le luci, cioè di dare un segno visibile della loro partecipazione accendendo più luci possibile. E quindi illuminando l'Italia. Quindi anche questo fu un segno assolutamente simbolico.
Non so se ho risposto alla sua domanda.
PUBBLICO MINISTERO: Torniamo un attimo alla mia domanda.
Quindi, a questa trasmissione che condotta in parallelo con Santoro, aveva come tema principale l'omicidio di Libero Grassi...
TESTE Costanzo: Riguardava la mafia, poi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo volevo dire.
TESTE Costanzo: Ma certo.
PUBBLICO MINISTERO: Si può commemorare semplicemente...
TESTE Costanzo: Ma no, io avevo...
PUBBLICO MINISTERO: ... un capitolo di un fatto di sangue, oppure si può contestualizzare...
TESTE Costanzo: No, no...
PUBBLICO MINISTERO: E' questo che le sto chiedendo.
TESTE Costanzo: Tant'è vero avevo Rita Dalla Chiesa fra gli ospiti cioè figlia del generale Dalla Chiesa. Quindi, adesso non mi ricordo chi... Mi è rimasto sinceramente impresso e ne ho la fotografia nello studio, Falcone. Perché poi era un magistrato simbolo nella...
PUBBLICO MINISTERO: Non c'è dubbio. Senta, la data di questa trasmissione lei la colloca nella fine del settembre '91...
TESTE Costanzo: 21 settembre del '91.
PUBBLICO MINISTERO: 25, probabilmente.
TESTE Costanzo: 25. Non mi ricordo, insomma. Chissà perché dico 21.
PUBBLICO MINISTERO: Un attimo fa accennava ad una trasmissione nella quale aveva affrontato il problema per così dire del rapporto tra le condizioni di salute degli uomini di mafia detenuti e la loro detenzione.
TESTE Costanzo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, può dettagliare un pochino meglio questo discorso?
TESTE Costanzo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda l'epoca in cui la trasmissione...
TESTE Costanzo: No, non mi ricordo l'epoca, ma va sicuramente a partire da quel 25 settembre del '91 in avanti. Può essere dicembre del '91, gennaio del '92... Questo non è difficile ricostruirlo, eh. Ci possiamo riuscire a ricostruire.
PUBBLICO MINISTERO: Potrebbe essere l'ottobre del '91.
TESTE Costanzo: O l'ottobre del '91.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque è...
TESTE Costanzo: Comunque a seguire.
PUBBLICO MINISTERO: A seguire.
TESTE Costanzo: Quasi a seguire...
PUBBLICO MINISTERO: Sullo stesso filone...
TESTE Costanzo: Esattamente, esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, dottor Costanzo, si può dire che - salvo poi tornare, non che ce ne sia gran bisogno, ma insomma un attimo dobbiamo tornare anche sugli altri programmi che lei ha rammentato - si può dire che in qualche modo la trasmissione fatta con Santoro sull'omicidio, sulla commemorazione dell'imprenditore Libero Grassi, morto ammazzato a Palermo, segna in qualche modo il punto di partenza di un suo impegno con i suoi programmi televisivi? Non a livello, quindi a livello...
TESTE Costanzo: Direi proprio di sì, direi proprio di sì.
Io faccio data da quella trasmissione là, sì. Direi per non... Certamente, sa, io faccio questo lavoro da 20 anni, quindi è probabile che abbia intervistato presidenti di commissioni antimafia precedentemente. Ma, come dire, un impegno costante con vari appuntamenti, non programmati, ma da me decisi, da me voluti, io farei data proprio da quel settembre del '91.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda - penso senz'altro - di aver, come dire, in qualche modo accompagnato con sue valutazioni anche altri fatti che hanno caratterizzato notoriamente la vicenda di Cosa Nostra. Intendo ricorda di aver preso una qualche posizione allorché fu arrestato salvatore Riina?
TESTE Costanzo: Sì, lo ricordo, perché io feci allora, in quell'anno, la trasmissione veniva preceduta da una sorta di mio discorsetto corsivo di pochi minuti su quello che era il fatto del giorno. Allora, come ho già detto, non preregistravo, quindi lo facevo giorno per giorno.
E questo corsivo diventava poi stampato l'indomani mattina sul quotidiano Il Giorno di Milano.
Ricordo certamente di aver fatto un commento all'indomani dell'arresto di Riina. Quindi adesso non mi ricordo la data, ma sarà gennaio del '93.
PUBBLICO MINISTERO: 15 gennaio '93.
TESTE Costanzo: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda più o meno il tipo di commento che fece?
TESTE Costanzo: Beh, sicuramente non sono...
PUBBLICO MINISTERO: Era, diciamo così, era in linea con l'atteggiamento...
TESTE Costanzo: Sì, adesso io le parole non me le ricordo. Ma credo di aver cominciato dicendo: finalmente una buona notizia. Insomma, una cosa di questo tipo qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda per caso che al di là proprio dei temi affrontati da lei direttamente durante il programma, quindi con domande, ecco, se questo tema generale dell'Antimafia, lei per esempio ha cercato di valorizzarlo attraverso spot che comparivano alle sue spalle...
TESTE Costanzo: Sì, noi realizzammo... Forse va spiegato questo: la mia trasmissione ha realizzato a proprie spese, al di là dei carichi pubblicitari che sono inevitabili e conosciuti in una televisione commerciale, alcuni spot. Uno, per esempio, che per anni abbiamo mandato in onda. Si chiama "Preferisco vivere", per la lotta prima alla droga e poi all'AIDS.
Come recentemente, negli ultimi due anni, senza spot ci siamo occupati della campagna per la messa al bando delle mine antiuomo prodotte da e commercializzate da aziende italiane, allora, con una agenzia di pubblicità di Verona realizzammo uno spot che aveva uno slogan che era mi pare "Chi tace acconsente". Era per rompere il muro di omertà e per segnalare un telefono al quale accedere del Commissariato... Come si chiamava? Del Commissariato per la lotta alla mafia.
PUBBLICO MINISTERO: L'Alto Commissariato.
TESTE Costanzo: L'Alto Commissariato per la lotta alla mafia. Questo però ecco... Eh, no, è subito seguente. No, ma è subito seguente. Ed era un bellissimo spot, devo dire, di grande...
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Costanzo...
TESTE Costanzo: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Subito seguente rispetto a che?
TESTE Costanzo: All'attentato. Era molto, fu molto emozionante, molto emozionale. C'era un brano lirico, mi pare che era, come sottofondo, "Nessun dorma". E non so poi che effetto e che risultati abbia avuto, però insomma lo abbiamo prodotto, nel senso che abbiamo messo il nostro lavoro gratuitamente e lo abbiamo inserito quotidianamente nel programma.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Costanzo, siccome la sua trasmissione va avanti da...
TESTE Costanzo: Undici anni, undici anni.
PUBBLICO MINISTERO: Da quasi due decenni, insomma, quello che è. Temi di interesse sociale, nel senso generale del termine; temi come quello della mafia, della mafia siciliana, di Cosa Nostra in particolare, trattati con la sistematicità con la quale, stando a quanto lei ci sta precisando, lei ha appunto trattato il tema di Cosa Nostra, ve ne sono ulteriori aggettivi?
TESTE Costanzo: Ah, sì. Temi sociali, il problema dei disabili è stato trattato da noi ed è, continua ad essere trattato da noi ripetutamente.
Facevo prima, siamo stati dei primi, ma per un fatto anche di anzianità di programma, ad occuparci dall'85 del problema dell'AIDS. Il problema della situazione manicomiale è stata un'altra delle nostre campagne con accesso insieme a deputati, tipo l'attuale ministro Ronchi ed altri in manicomi.
La droga ne facevo riferimento prima e la campagna sistematica più lunga della quale parlo anche questa sera, una puntata già registrata che va in onda questa sera con Rita Levi Montalcini è la guerra, la lotta proprio alla fabbricazione delle mine antiuomo.
PUBBLICO MINISTERO: Se capisco, da questa sua risposta, il tema più strettamente legato alla emergenza criminalità nel nostro paese, è quello...
TESTE Costanzo: Anche l'usura, abbiamo trattato molto, eh, anche il tema dell'usura.
PUBBLICO MINISTERO: No, dico: nel periodo che precede il fatto del 14 maggio del '93, quello che abbiamo alle spalle...
TESTE Costanzo: Beh, si era trattato molto di droga, molto di AIDS, molto di disabili, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma intendo dire: come realtà criminali organizzate...
TESTE Costanzo: No, non ne avevo trattato, se non sporadicamente. Non in maniera...
PUBBLICO MINISTERO: Sistematica.
TESTE Costanzo: Sistematica, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, abbiamo, ho cominciato a porle domande circa le sue abitudini, gli spostamenti e quant'altro.
Ho bisogno di fare un flash sul 1992.
Nel senso che, avendoci lei raccontato che sicuramente nel '92 andava al Teatro Parioli con quel personale che le conduceva l'automobile e poi ci faremo spiegare le date in cui lei ha cominciato ad adoprare il 164 piuttosto che... Ecco, nel 1992, io mi riferisco ai primi mesi del 1992 - gennaio, febbraio marzo, primo trimestre - che lei ricordi, aveva modo, ragione per frequentare con una certa regolarità o con una certa frequenza qualche abitazione, o qualche ufficio, nella zona di piazza Cavour? Nella zona del Palazzaccio?
TESTE Costanzo: Mah, io avevo realizzato, stavo realizzando una campagna di informazione nazionale dal titolo "Liberi di vivere", che era ugualmente legata al problema dell'omertà e al problema dell'accesso diverso della cittadinanza alle forze di Polizia.
Una campagna che era stata voluta dall'allora ministro dell'Interno, Scotti.
Io, nell'arco di un anno, credo di non andare subito a casa uscendo dal Parioli, nel periodo invernale di lavoro, credo dieci volte e non di più. Quindi mi è facile... Credo una volta di essere andato a trovare per mezzora, un'ora, proprio nell'ambito di questa iniziativa, l'allora ministro dell'Interno Scotti che si era o slogato, o fratturato una gamba durante le vacanze di Natale. Quindi presumo essere stato gennaio, febbraio, ecco. Che abita, abitava almeno in via Marianna Dionigi che è alle spalle del Palazzo di Giustizia, insomma, il vecchio Palazzo di Giustizia a Roma.
Se è questo. Perché io adesso sinceramente del... Sì, veramente si contano, saranno dieci le volte che in un anno io dal Parioli non vado a casa, ecco. Erano rarissime.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come mai ha ben presente che la strada è via Marianna Dionigi?
TESTE Costanzo: Perché lo so che è via Marianna Dionigi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma non è che lei abbia altre conoscenze, voglio dire, lì, in via Marianna Dionigi, nel...
CONS. Dolcetta C.: No. No, no, nello stesso palazzo, lui ci abita ancora, c'è il mio medico.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
TESTE Costanzo: Sì, sì. Però io andavo da Scotti, non dal mio medico.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito, dottor Costanzo, ho capito.
TESTE Costanzo: No, no...
PUBBLICO MINISTERO: Siccome precisa questa indicazione. E poi ha detto c'è stato una volta sola?
TESTE Costanzo: Una volta, una volta.
PUBBLICO MINISTERO: Una volta.
TESTE Costanzo: Credo una volta. Non so se ci sono andato due... Ma insomma, di sera sicuramente una volta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi facendosi suppongo accompagnare, perché...
TESTE Costanzo: Accompagnare anche dalla macchina, credo, che mi seguiva...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, infatti io stavo chiedendo questo.
TESTE Costanzo: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Se questo è avvenuto al termine della sua trasmissione...
TESTE Costanzo: Al termine, al termine della mia trasmissione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è ragionevole pensare che, oltre che la macchina sulla quale era lei, ci fosse anche la macchina della scorta.
TESTE Costanzo: E' assolutamente ragionevole pensarlo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e lei ricorda per caso se esternamente al palazzo dove abitava, almeno abitava il ministro dell'epoca Scotti c'era personale di vigilanza, se...
TESTE Costanzo: Eh, be', c'era la Polizia. Mi ricordo che c'era la Polizia. Ora, in borghese mi sembra più che altro, non in divisa. Ma insomma, essendo il ministro dell'Interno...
PUBBLICO MINISTERO: Suppongo avranno... La domanda nasce dalla considerazione che verosimilmente se lì ci stava il ministro degli Interni, per farla entrare, qualcuno si sarà qualificato o avrà dovuto qualificarsi.
TESTE Costanzo: Sì, essendo io riconoscibile...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
TESTE Costanzo: ... per fatti televisivi, mi hanno fatto entrare. Però insomma mi pare che non c'era nemmeno parcheggio possibile, lì sotto, come credo che sia una misura di protezione usuale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e lei colloca queste, diciamo, una o due che siano state, visite al ministro Scotti in quella certa strada in ragione del fatto che il ministro si doveva esser fatto male ad una gamba nel periodo natalizio.
TESTE Costanzo: Esattamente. Io insisto nel dire che deve essere stata una, di sera, perché non ne ricordo altre. Ed era certamente perché era... sennò sarei andato probabilmente a trovarlo al Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Al Ministero.
TESTE Costanzo: Com'era prassi più frequente per quel lavoro che stavamo facendo e che poi è andato in onda su tutte le reti nazionali, RAI e Mediaset.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, dottor Costanzo, io non ho altro da chiederle.
PRESIDENTE: Parti civili hanno domande?
I difensori degli imputati hanno domande? Prego.
AVVOCATO Maffei: Avvocato Maffei difesa degli imputati Mangano e Benigno.
Dottor Costanzo, lei ricorda una particolare trasmissione, nel corso della quale ospitò la signora, anzi, la dottoressa in farmacia Cottone - questo è il cognome della ragazza - coniugata Madonia. Più esattamente coniugata con il dottor, anch'egli farmacista, Aldo Madonia.
Lei ha anche riferito, sia pure con doverosa sommarietà, quello che fu il tema della trasmissione.
Le domando con... - mi sente? Mi sentite? - con migliore precisione: è vero che in quella occasione la dottoressa Cottone Madonia intervenne segnalando quelle che, a suo giudizio, a giudizio di lei, sarebbero state le buone ragioni dimostrative della innocenza del marito e della estraneità di lui a qualunque azione di marca mafiosa, o comunque criminale che gli veniva attribuita?
E' così, o non è così?
TESTE Costanzo: Avvocato, io questo non lo ricordo. Ho una... Però voglio dire, è facilmente acquisibile alla Corte la videoregistrazione della trasmissione.
Questo non lo ricordo. Mi ricordo alcuni fatti precisi: uno, che lei ha mandato questo fax proponendosi. Il che mi fa supporre che forse lei ha ragione nel dire questo. però sinceramente io non ho rivisto l'intervista.
Nel corso dell'intervista, questo lo ricordo e lo ricordo anche perché l'indomani dell'attentato Francesco Lalicata giornalista de La Stampa, esperto di cose di mafia, scrisse un articolo centrando l'attenzione su quella intervista dell'aprile '93.
Che io, ad un certo momento della... nella intervista dissi: 'signora, lei...', come dire, la forzai in qualche maniera a dissociarsi dagli eventi che c'erano intorno. Questo lo ricordo molto bene. Il particolare che dice lei non lo ricordo. Ma torno a ripetere, non è difficile avere né la cassetta, né la trascrizione della medesima. Potrebbe anche darsi che gli uffici della DIA abbiano questa cassetta.
Io dissi anche pochi giorni dopo, il 14 maggio, in qualche intervista io dissi che avevo avuto il sospetto che la dottoressa Cottone, avesse usato la possibilità televisiva per lanciare alcuni messaggi. usai la parola criptici. E lei, in un'altra trasmissione, che non mi ricordo quale, a distanza di pochi giorni, si fece intervistare per dire no, che non era vero che lei non aveva mandato nessun messaggio criptico per me. Poi la storia finisce a questo punto.
Mi dispiace non essere esauriente su quel punto lì. Però torno a ripetere: c'è una videocassetta e c'è una registrazione che si può controllare.
AVVOCATO Maffei: Del quale materiale, signor Presidente, questa difesa fa richiesta di acquisizione e comunque di visione.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero, in proposito?
PUBBLICO MINISTERO: Il Pubblico Ministero si riserva. Tanto non è sicuramente una cosa da fare in mattinata.
AVVOCATO Maffei: Certo.
PRESIDENTE: Bene.
AVVOCATO Maffei: Posso proseguire, Presidente?
PRESIDENTE: Prego, prego.
AVVOCATO Maffei: Dottor Costanzo, alle mie letture risulterebbe che lei sia stato raggiunto da personale della Questura di Roma poco tempo dopo l'attentato, esatto. Perché, perché leggo di un verbale di sue dichiarazioni stilato alle ore 23.50 di quella sera.
TESTE Costanzo: Esattamente.
AVVOCATO Maffei: Nel corso di questa - mi faccia usare questa espressione, visto che è lei - di questa intervista che lei rilasciò agli ufficiali di Polizia Giudiziaria in quella occasione, e la rilasciò come dicevamo a casa sua, fu presente anche la signora De Filippi.
TESTE Costanzo: Furono fatti due... Fui sentito prima io, o prima lei, non mi ricordo... Prima lei e poi...
AVVOCATO Maffei: Sicuramente uno prima dell'altro.
TESTE Costanzo: Sì.
AVVOCATO Maffei: Lei ricorda chi, però?
TESTE Costanzo: Ho l'impressione prima lei e poi io. Forse. Però non sono certo.
AVVOCATO Maffei: E' una impressione assolutamente corretta.
TESTE Costanzo: Perché squillava molto il telefono.
AVVOCATO Maffei: Sì, certo.
TESTE Costanzo: E mia moglie era in uno stato di shock notevolissimo. E quindi non... Anzi, credo che abbia risposto addirittura a fatica alle domande.
Ma questo vorrei anche aggiungere, insomma, che mentre io sono qui, ho ripreso la mia attività immediatamente dopo, insomma, poi ognuno è diverso nella vita, la sua reazione, il suo shock è stato poi motivo di cure di ipnosi, di psicanalisi, di impossibilità a dormire.
E quindi, quella sera com'è ovvio, anche se poi l'urto si assorbe dopo, quella sera aveva proprio delle difficoltà e sono portato a pensare che sia stata prima lei.
AVVOCATO Maffei: E' proprio così, glielo confermo. Glielo conferma questo verbale, cioè. Nel quale, nel quale tuttavia io leggo qualche cosa che mi dà l'impressione che lei abbia assistito alle informazioni al momento in cui la signora De Filippi dava informazioni alla Polizia.
TESTE Costanzo: Non lo so. Potrebbe anche darsi che io sia entrato e uscito dalla stanza dove c'era la Polizia, c'erano i carabinieri, cominciavano ad arrivare dei giornalisti.
AVVOCATO Maffei: E traggo questa impressione - se mi permette - da questo passo che debbo leggere:
"Prendevo posto - lei dice - prendevo posto a bordo della Mercedes presa a noleggio nella giornata odierna come precedentemente riferito dalla mia compagna De Filippi Maria".
TESTE Costanzo: Allora vuol dire che a quel punto avrò assistito.
AVVOCATO Maffei: Ecco.
TESTE Costanzo: Sarò entrato e uscito.
AVVOCATO Maffei: Ecco, ecco.
TESTE Costanzo: Dalla stanza non c'era molto, avvocato, molta tranquillità in casa quella sera.
AVVOCATO Maffei: E soprattutto eravate in casa vostra.
TESTE Costanzo: Sì, a parte che eravamo in casa nostra, ma c'era un andare e venire continuo di persone, insomma. Quindi è assai probabile che io sia entrato e... Non avrei avuto motivo di dire questo se non avessi ascoltato.
AVVOCATO Maffei: Non c'è dubbio. A proposito di quest'ultimo argomento, però, la Mercedes e l'autista, le chiedo: lei ricorda - e questa volta le chiedo però una qualche precisione di riferimenti - lei ricorda quale fu in concreto l'impedimento allegato dal signor Peschi o Pèschi per non essere con lei?
TESTE Costanzo: Mi disse che l'indomani doveva fare, o l'indomani, la sera il pomeriggio, delle analisi mediche. Quindi aveva bisogno di un certo numero di ore. Non domandai quale tipo di...
AVVOCATO Maffei: La ragione della mia... Mi scusi se la interrompo.
TESTE Costanzo: Prego, prego.
AVVOCATO Maffei: Ma la ragione di questa mia curiosità è che, nella prima battuta, cioè le informazioni che lei dà alle ore 23.50 della stessa sera, lei riferisce alla Polizia di un impegno dell'autista.
TESTE Costanzo: Probabilmente non ho...
AVVOCATO Maffei: Il giorno di poi, il giorno di poi, cioè il giorno 15 maggio, alle ore 12.30 lei risponde al Pubblico Ministero di Roma, in persona del dottor Saviotti, Pietro Saviotti. E in quella occasione dà una indicazione diversa.
Lei ricorda che cosa disse?
TESTE Costanzo: Io parlai, la mia...
PRESIDENTE: Avvocato, avvocato mi scusi.
AVVOCATO Maffei: Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Le domande non si possono fare in questa maniera. Vanno fatte in forma diretta. Se il teste non è in grado di rispondere, lei ha diritto di contestare.
AVVOCATO Maffei: Sì, Presidente. Lasci che mi alzi, intanto, parlando con lei. Sì, avrà capito che io stavo cercando di evitare quella cosa formalmente corretta, ma appena un po' antipatica nello stile, che si chiama contestazione.
Ecco, la sostanza ovviamente era quella della contestazione.
Allora, dottor Costanzo, al richiamo puntuale del Presidente, io formalmente le debbo contestare - sopporti questa espressione, che non è mia, è della legge - le debbo contestare che nel processo verbale di informazioni che lei rende al Pubblico Ministero di Roma, le ho detto in quale data e a che ora, lei dice "motivi di salute".
TESTE Costanzo: Eh, beh, motivi di salute mi pare che si leghino molto a delle analisi mediche, no?
AVVOCATO Maffei: Ecco. Le chiedo, dottor Costanzo, lei è in grado - non mi prenda per petulante, la prego - ma è in grado di ricordare che tipo di analisi mediche dovesse fare?
TESTE Costanzo: Assolutamente no.
AVVOCATO Maffei: No.
TESTE Costanzo: Non ho mai...
AVVOCATO Maffei: Perché mi sembra molto strano...
TESTE Costanzo: Arrivo di più a dirle: non l'ho mai saputo.
AVVOCATO Maffei: Ecco.
TESTE Costanzo: Perché se una persona che lavora con me mi dice 'devo fare delle analisi mediche', è solo piccola curiosità sapere 'ma cosa? lo stomaco, il fegato, la milza?'. Non vedo per quale motivo devo fare, se una persona che lavora con me mi dice 'non posso venire perché sto male', non è che io gli domando 'cosa hai?'. Immagino che stia male, sennò sarebbe venuta a lavorare.
E oltretutto, quell'autista, è persona che è stato sempre molto presente, non era - come suol dirsi - persona portata a non esserci. E quindi ha il massimo della mia fiducia.
Se una persona mi dice 'devo fare delle analisi', o motivi di salute, non vedo perché dovrei indagare; non ho questa mentalità, comunque.
AVVOCATO Maffei: E io la apprezzo moltissimo. Sono io che devo indagare, lei capisce?
TESTE Costanzo: No no, per carità, ma io rispondo a tutte le domande.
AVVOCATO Maffei: Infatti, infatti.
PRESIDENTE: Signori, per cortesia.
AVVOCATO Maffei: La mia, come dicevo prima, la mia curiosità nasce dal fatto delle analisi mediche esperite nel pomeriggio.
Altro argomento, mi scusi. Io mi sono per un momento distratto quando lei - e chiedo scusa a tutti di questa distrazione - quando lei, riferendo di quel momento certamente terribile in cui avvenne la deflagrazione, con tutta la sequela odiosa che lei ha descritto, ha riferito di aver in quel frangente pensato alla esplosione, ho capito bene?, di una bombola. Non di una bomba: di una bombola.
TESTE Costanzo: Di una caldaia.
AVVOCATO Maffei: Di una caldaia.
TESTE Costanzo: Mi pare di aver detto caldaia.
AVVOCATO Maffei: Caldaia, caldaia.
TESTE Costanzo: Di una caldaia a gas, di una cosa del genere, sì. Non ho pensato né a una bomba, né a un'autobomba, né a niente di tutto questo.
AVVOCATO Maffei: La ringrazio molto. Io ho finito.
PRESIDENTE: Altri?
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni. Abbia pazienza, dottor Costanzo, ma allora io vorrei capire, se l'impressione soggettiva ricevuta da lei, dal fatto, era quella che ha appena detto, come è che si è creato lo shock che ha descritto prima per la signora De Filippi?
PRESIDENTE: Beh, dovremmo chiederlo alla signora De Filippi.
TESTE Costanzo: No, ma le posso rispondere.
PRESIDENTE: No no, abbia pazienza. Ognuno risponde per i fatti propri. Mi scusi, ma mi sembra molto più serio, più corretto, nei confronti di tutti.
AVV. Cianferoni: Va bene.
PRESIDENTE: Ha altre domande?
AVV. Cianferoni: E lei era shockato?
TESTE Costanzo: Prego?
AVV. Cianferoni: Lei fu shockato?
TESTE Costanzo: Ma io lo sono stato dopo abbastanza. Poi, sa, io credo che esistano molti libri di medicina che spiegano come ognuno di noi reagisce agli shock in maniera diversa. Si può reagire con la grande felicità di accorgersi di essere vivi; si può invece reagire con la grande paura che si poteva morire.
Io ho reagito con la grande felicità di essere vivo, e nei giorni a seguire ho avuto come l'impressione di essere nato una seconda volta.
C'è anche chi ha lo shock, lo porta a stare male e a vivere e a sentire ogni botto, a fare un soprassalto. Credo che esista un'ampia casistica, in proposito.
PRESIDENTE: Bene. Passiamo avanti.
AVV. Cianferoni: A lei, quando nasce l'impressione diciamo, da cui deriva poi eventualmente lo stato emotivo suo, che l'attentato potesse essere rivolto a lei?
TESTE Costanzo: Nasce da quello che è stato detto la notte stessa nei telegiornali, l'indomani sui giornali, quando lessi; ebbi conferma da una telefonata, che mi fece la notte stessa l'allora capo della Polizia. Dall'indomani mattina alle 08.00, la telefonata che mi fece l'allora ministro degli Interni, Mancino. Dai primi colloqui.
AVV. Cianferoni: Grazie, è stato esauriente. Grazie.
Una sola, ulteriore. La società Comunicazione Più S.r.l., è sua?
TESTE Costanzo: Sì, è mia e di altri soci, sì.
AVV. Cianferoni: E' questa la società alla quale fu poi devoluto un programma di sensibilizzazione contro la criminalità dal Ministero?
TESTE Costanzo: Non so se c'era già questa società o la precedente, che si chiamava - che ora non c'è più - che si chiamava SIM.
Come in realtà soltanto la realizzazione fu una campagna prodotta e pagata da una serie di imprenditori; il ministero non c'entrò per nulla, ne era soltanto il patrocinatore.
AVV. Cianferoni: Quindi non ha ricevuto contributi?
TESTE Costanzo: Nemmeno un centesimo.
AVV. Cianferoni: Grazie, non ho altre domande.
AVVOCATO: Presidente, se posso, vorrei recuperare un minimo spazio. Se non posso...
PRESIDENTE: Speriamo che i colleghi non si lamentino, perché qui è solo una questione di gentilezza. Prego.
AVVOCATO: La ringrazio. Allora, sono sicuro di poterlo, se è una questione di gentilezza. Grazie. Posso?
AVVOCATO Traversi: Presidente, avvocato Traversi, per Vincenzo...
AVVOCATO: Allora no.
AVVOCATO Traversi: Ah, scusi.
PRESIDENTE: Avvocato, si era seduto solo per poter far uso del microfono che, purtroppo, è corto. E non riesco a farlo allungare. Prego.
AVVOCATO: Dottor Costanzo, mi scusi, ma lei sa che in quella via ci sono insediati i servizi segreti?
TESTE Costanzo: Quale via?
AVVOCATO: Via Fauro.
TESTE Costanzo: No, questo l'ho letto sui giornali. D'altra parte, se sono servizi segreti, non credo che ci sia un'insegna con scritto: servizi segreti.
AVVOCATO: Servizi Segreti Italiani.
TESTE Costanzo: Sì, anche italiani.
AVVOCATO: Mi ero dimenticato.
TESTE Costanzo: Io non ho mai visto una scritta.
AVVOCATO: Mi ero dimenticato di precisare l'oggetto della domanda.
TESTE Costanzo: Mi perdoni, avvocato, non ho mai visto scritto SISDE al neon, quindi non lo so. L'ho letto sui giornali. Non lo sapevo, e non so nemmeno se è vero.
AVVOCATO: Ecco, quindi non è in grado di...
TESTE Costanzo: Assolutamente.
AVVOCATO: Dalla sua frequentazione in quella strada, parlo.
TESTE Costanzo: No. Anche perché la mia frequentazione, io sono una persona pigra e con molti chili, quindi in genere mi sposto in macchina, non è che passeggio per via Fauro.
AVVOCATO: La ringrazio. Basta, Presidente.
PRESIDENTE: Prego, avvocato Traversi, può parlare.
AVVOCATO Traversi: Sì, avvocato Traversi per Vincenzo Ferro.
Ci può dire, dottor Costanzo, quando e se le fu detto che la matrice dell'attentato era mafiosa?
TESTE Costanzo: Come ho già avuto occasione di rispondere pochi minuti fa, dalla notte stessa a seguire, e i vari incontri che io ho avuto con i magistrati inquirenti, come era doveroso che io avessi, e come era doveroso che loro mi sentissero, mi è stato via via confermata la matrice mafiosa.
Quindi, direi, le dirò che il giorno dopo l'attentato io rilasciai una lunga intervista a La Stampa di Torino, dove dicevo: sono in attesa di sapere - perché io credo che nel nostro paese ognuno deve fare il proprio mestiere - da chi fa le indagini come è nato questo attentato.
Io non ho detto subito, appena stato l'attentato: ah, è un attentato di matrice mafiosa. Perché non ero in grado, perché sarei stato assolutamente a mitomane io nel dire questo.
Nel proseguimento delle indagini, negli incontri che ho avuto con gli inquirenti, e con il magistrato di Roma, e con i magistrati di Firenze dopo, ho via via avuto questa consapevolezza.
Ma anche chi mi ha chiamato la notte stessa, mi diceva: si suppone che. Ma come è legittimo, perché non credo che ci sia una firma immediata.
AVVOCATO Traversi: Ecco, questo "via via" lo può precisare meglio nel tempo? Se dopo giorni, qualche mese.
TESTE Costanzo: Guardi, la mattina dopo, incontrandomi con il dottor Saviotti della Procura Antimafia di Roma, che ha citato il suo collega, mi ha detto: ho ragione di ritenere, suppongo che possa essere di matrice mafiosa.
Ma legittimamente, diceva 'suppongo', perché non credo che potesse avere all'indomani mattina, perché sennò faremmo tutto molto presto se fosse così facile avere questo tipo di certezze.
AVVOCATO Traversi: Certo. Senta, un'ultima domanda. Lei ricorda se sulla stampa nazionale o comunque i mezzi di informazione, mi riferisco ai giorni immediatamente successivi all'attentato, veniva indicata, se veniva indicata, come possibile la matrice mafiosa e se venivano indicate anche altre possibili ipotesi?
TESTE Costanzo: Avvocato, io questo sinceramente - non sarebbe difficile fare una ricerca in emeroteca da questo punto di vista - io questo non me lo ricordo. Ci fu qualche dichiarazione sciocca, di qualcuno che dichiarò - ma non mi ricordo chi è stato - 'la mafia non sbaglia gli attentati, quindi probabilmente non è stata la mafia'. Al che, io pensai che il mio torto era quello di non essere torto, in quell'attentato.
Ma, sinceramente, mi ricordo che sicuramente la gran parte era su questa linea qua.
Se lei fa riferimento alla domanda che mi aveva fatto il suo collega, io questa storia l'ho cominciata a sentire un po' dopo, su qualche giornale. E poi si diceva: forse c'è la concorrenza di altre situazioni, forse si voleva colpire qualcun altro.
Ma questo, però, nell'attesa di risposte certe, io penso che sia prassi normale che escano queste cose. Però, ripeto, non è difficile andare a cercare. Io non le so dare una risposta.
AVVOCATO Traversi: La ringrazio.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Stefani: Avvocato Eraldo Stefani, difensore di ufficio di Grigoli Salvatore.
AVVOCATO Stefani: Dottor Costanzo, le mostrerei, con il permesso della Corte, una fotografia. E vorrei sapere da lei se questa fotografia è per lei persona conosciuta, è effigiata una persona.
E' una fotografia - lo dico alla Corte - che è contraddistinta da una dizione DIA in testa, io ne ho la fotocopia. C'è un timbro, appunto, della DIA. E' la foto numero 6, e io possiedo solo la fotocopia nonostante che abbia cercato di reperire l'originale.
La mostro così come ce l'ho.
PRESIDENTE: Ma è negli atti?
AVVOCATO Stefani: Sì sì, è negli atti, certamente.
PRESIDENTE: Gli atti che la Corte...
AVVOCATO Stefani: E' nel profilo del soggetto...
PRESIDENTE: Negli atti del fascicolo dibattimentale, o negli atti del Pubblico Ministero?
AVVOCATO Stefani: E' una fotografia, è documento, è nel fascicolo del dibattimento, non può che essere lì.
PRESIDENTE: Sì. Prego, il P.M.
PUBBLICO MINISTERO: No no, avvocato Stefani, per cortesia, la collocazione di questa foto. Perché se è negli atti del Pubblico Ministero, possiamo fare il tentativo di reperire la foto in originale, che deve essere a colori o tutt'al più in bianco e nero. Non certo in fotocopia.
Se è, come dubito, negli atti di cui dispone la Corte, si può fare lo stesso tentativo.
AVVOCATO Stefani: Allora, per semplificare le cose, io mostro al Pubblico Ministero la fotocopia in mio possesso.
PUBBLICO MINISTERO: Io non posso ricordare trecento volumi di atti, dove stanno le fotografie. Ma se lei questa copia l'ha avuta, saprà bene che copie ha richiesto. Non sono in grado di dirle questa foto dove sta, negli atti.
No, non è serio mostrare, secondo me... Poi, lei fa come crede. Io volevo facilitarle il compito, reperendo l'originale della foto che, se è negli atti, può esser mostrata in una forma, insomma, attendibile.
PRESIDENTE: Ecco, faccia vedere al teste, allora.
AVVOCATO Stefani: Sì, la fotografia la posso mostrare già in fotocopia. Però, in effetti, si vede molto...
TESTE Costanzo: Qual è la domanda?
PRESIDENTE: La domanda è se lei conosce questa persona.
AVVOCATO Stefani: Se questo volto le dice qualcosa, se è persona a lei conosciuta.
TESTE Costanzo: Non mi dice niente, non è una gran fotografia, diciamo la verità, però non mi dice niente. Non mi dice nulla.
AVVOCATO Stefani: Chiedo scusa. Mostro al dottor Costanzo un'ulteriore fotografia, la numero 7, che anche questa purtroppo - non è colpa mia, perché credo...
TESTE Costanzo: No, sinceramente no. Lei deve anche tener presente che da anni io vedo dieci ospiti ogni sera, e nella sala ci sono 500 persone. Quindi, i volti mi si possono pure confondere.
Però, in tutta onestà, non credo di averla mai vista.
AVVOCATO Stefani: Dottor Costanzo, nelle giornate immediatamente antecedenti al grave episodio, lei ha notato qualcosa di particolare con riferimento a persone, sempre con riferimento alla foto che le ho fatto vedere? Ma lei già ha risposto che non le dice granché.
TESTE Costanzo: No.
AVVOCATO Stefani: Senta e - quindi, capisco che lei quotidianamente incontra tantissime persone da anni - questo cognome, Grigoli, le dice qualcosa?
TESTE Costanzo: No.
AVVOCATO Stefani: Lei immagino che abbia più volte visitato, anche per motivi professionali, la Sicilia. E in occasione di suoi viaggi in Sicilia, di carattere professionale e non, lei non ha mai avuto modo di conoscere?
TESTE Costanzo: Io le dico di no, però non sono in grado di... Deve calcolare che chi fa il mio mestiere, quando arriva in qualunque posto, poi c'è una persona che ti dà una lettera, una persona che ti chiede come fare ad assistere uno spettacolo, un'altra persona che ti consegna un libro, un'altra persona che ti chiede un'altra cosa ancora. Può essere pure qualcuno che si presenta.
Io, in onestà, le devo dire di no. Poi, può darsi pure di sì. Le persone che si vogliono fare le fotografie insieme, non so in quanti album di fotografie uno si può ritrovare, perché fa un mestiere di questo tipo qui, ha capito? Quindi sarei, sbaglierei a dire categoricamente: no.
Può essere di sì, può essere di no. Non lo so, non mi dice niente. Però, questo glielo confermo.
AVVOCATO Stefani: Questo cognome, nella maniera più assoluta. Non è un qualcosa...
PRESIDENTE: Ha già risposto, avvocato. Non continuiamo a ripetere le stesse cose. Ha già risposto.
AVVOCATO Stefani: Siccome il dottor Costanzo diceva...
PRESIDENTE: Ma, avvocato, sul cognome ha già risposto.
AVVOCATO Stefani: Va bene, grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
AVVOCATO Florio: Sì. Avvocato Florio per Lo Nigro Cosimo e Giacalone Luigi. Senta, dottor Costanzo, tornando un momentino indietro diciamo nel tempo, e quindi nel '93, appunto, se ho ben capito lei registrava tutti i giorni, dal lunedì al venerdì?
TESTE Costanzo: Esattamente.
AVVOCATO Florio: E quindi tutti i giorni si recava al Teatro Parioli, ovviamente.
TESTE Costanzo: Esattamente.
AVVOCATO Florio: Per uscire di casa, invece, non aveva scorta, se ho capito bene.
TESTE Costanzo: Salvo rarissime eccezioni, ma direi no.
AVVOCATO Florio: Ecco. Le sue, l'ha detto lei, è abbastanza abitudinario nelle sue condotte; ecco, un'altra cosa ancora: ha mai ospitato qualcuno venendo via dal teatro, qualcuno dei suoi ospiti, qualcuno dei...?
TESTE Costanzo: No. Direi, sarei portato proprio a dire no. Non era mia abitudine, non è stata mia abitudine mai; anche perché, come ho detto all'inizio della deposizione, appena, anche perché è un lavoro che stanca, quindi finita la trasmissione, non c'è tanta voglia di continuare a parlare. Viene voglia di cambiarci, di andarcene insomma, di andare a casa, di andare altrove. No, quindi lo escludo.
AVVOCATO Florio: Benissimo. Senta, quando - ora, io mi ricordo personalmente la puntata del 25...
PRESIDENTE: Questo non ci interessa, avvocato.
AVVOCATO Florio: No. Però non ricordo, invece, la puntata...
PRESIDENTE: Avvocato, faccia la domanda.
AVVOCATO Florio: La domanda è questa. La puntata relativa ai detenuti in attesa di giudizio per mafia.
TESTE Costanzo: Qual è la puntata?
AVVOCATO Florio: No, mi pare di aver capito che ci fu...
TESTE Costanzo: No, no. Nel rispondere a una domanda del Pubblico Ministero.
AVVOCATO Florio: Sì.
TESTE Costanzo: Abbiamo fatto riferimento a un argomento trattato, non un'intera puntata, riguardo a detenuti che trascorrevano lunghi periodi in ospedale.
Adesso io, poi, non... Ed abbiamo provato a dire, nella deposizione di questa mattina, datandola intorno all'ottobre del '91.
AVVOCATO Florio: Ecco, in quell'occasione lei, se può ricordare, prese posizione?
TESTE Costanzo: Non presi posizione a favore dei detenuti che erano in ospedale anziché in carcere.
AVVOCATO Florio: Perfetto. Un'ultima domanda. Il percorso era sempre lo stesso più o meno, per tornare a casa.
TESTE Costanzo: Sì.
AVVOCATO Florio: Lei ha contezza se altro personaggio pubblico, o collaboratore di questo personaggio pubblico, eventualmente abita in via Fauro?
TESTE Costanzo: No.
AVVOCATO Florio: Nessun'altra domanda, grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
AVV. Cuccureddu: Avvocato Antonella Cuccureddu per Mangano Antonino.
Senta, dottor Costanzo, io volevo tornare un attimo su quella trasmissione in cui intervenne la signora Cottone, la dottoressa Cottone.
Volevo chiederle a quel proposito questo: lei diceva di aver ricevuto un fax.
TESTE Costanzo: Sì.
AVV. Cuccureddu: Cioè l'invito in trasmissione seguiva un fax della signora.
TESTE Costanzo: E' arrivato un fax, questo fax è stato peraltro consegnato agli inquirenti, quindi deve esistere.
AVV. Cuccureddu: Ma ciò che mi interessa capire adesso...
TESTE Costanzo: E' un fax dove la signora chiedeva di partecipare, se mi ricordo bene, con sollecitudine chiedeva la possibilità di partecipare alla trasmissione.
AVV. Cuccureddu: Ma indicava la ragione, immagino?
TESTE Costanzo: Sì. Però io non mi ricordo il fax. Però, siccome credo che sia agli atti da qualche parte.
AVV. Cuccureddu: Sì. Io però volevo chiedere questo, mi interessa più il suo ricordo. Qual è stata la ragione - questo forse lo può ricordare - che scatenò quello che immagino sia l'interesse pubblico, a trattare un determinato argomento, e quindi l'interesse che portava quel...?
TESTE Costanzo: Perché interesse pubblico? Ha suscitato il mio interesse.
AVV. Cuccureddu: Ah, il suo interesse.
TESTE Costanzo: Dopo di che io ho pregato una redattrice di prendere contatti con la dottoressa Cottone, e di convocarla in trasmissione. E' mio, e non pubblico. E' arrivato un fax a me.
AVV. Cuccureddu: Immaginavo che, nella scelta degli ospiti, lei valorizzasse l'interesse che altri potevano avere per quegli argomenti.
TESTE Costanzo: Ma è evidente che gli argomenti, se mi è consentito dal Presidente fare una parentesi di un secondo, voglio dire, solo adesso è un periodo nel quale non si parla più - e c'è da interrogarsi perché - di argomenti legati alla mafia o alla criminalità organizzata.
Ma gli anni a cui lei fa riferimento, erano anni dove questi argomenti erano molto presente. E oltre a un mio personale impegno.
Quindi, se la moglie - con un fax molto civile, peraltro - se la moglie del figlio di un personaggio di rilievo di Cosa Nostra chiede di partecipare, sarà diverso rispetto alla lettera di una persona che ha lo sfratto, persona assolutamente da considerare, ma numericamente in un gran numero.
Quindi non vedo perché, non ci dovevano essere delle cose esplosive.
AVV. Cuccureddu: No, certo.
TESTE Costanzo: O scoopistiche, per farla venire, ecco.
AVV. Cuccureddu: No, certo, non parlavo di scoop. Ma immaginavo, appunto, che ci potesse essere un interesse a fare ascoltare quelle ragioni.
TESTE Costanzo: Ma direi proprio.
PRESIDENTE: Il teste ha già risposto.
AVV. Cuccureddu: Sì, ha già risposto infatti. La domanda successiva è questa: lei diceva che si recava in trasmissione poco prima, un po' prima dell'inizio della registrazione.
TESTE Costanzo: Eh, abbastanza prima.
PRESIDENTE: L'ha già detto.
AVV. Cuccureddu: Abbastanza prima, sì. Io venivo...
PRESIDENTE: ... l'ora in cui arrivava...
AVV. Cuccureddu: Tra le 16 e 45...
PRESIDENTE: ... e l'ora dell'inizio della trasmissione.
AVV. Cuccureddu: Esatto. Lei ha detto...
PRESIDENTE: ... un intervallo di, se non sbaglio, tre quarti d'ora.
AVV. Cuccureddu: Esatto. Forse un po' di più, dalle 16 e 45 alle 17.00, si recava in trasmissione...
TESTE Costanzo: Dalle 17.00 alle... Un paio d'ore prima, andavo. Un'ora e mezzo, un paio d'ore prima, sì.
AVV. Cuccureddu: Quindi, diciamo che si tratteneva con gli ospiti per una trentina di minuti.
TESTE Costanzo: Sì, con tutti gli ospiti, eh.
AVV. Cuccureddu: Tutti gli ospiti, naturalmente.
TESTE Costanzo: Uno per volta, naturalmente...
AVV. Cuccureddu: Lei aveva avuto occasione di intrattenersi anche con la dottoressa Cottone, quella sera?
TESTE Costanzo: Ma sicuramente, è una prassi consolidata. C'è un redattore che è fuori del camerino, e uno via l'altro, introduce gli ospiti che parlano con me, e poi escono. Quindi, certamente sì.
Se lei vuol sapere cosa ci siamo detti, non me lo ricordo.
AVV. Cuccureddu: Non è in grado di ricordarlo.
TESTE Costanzo: No.
AVV. Cuccureddu: Presumibilmente, avete parlato...
TESTE Costanzo: Non ricordo nemmeno quello che mi sono detto ieri, con gli ospiti, guardi.
AVV. Cuccureddu: Certo.
TESTE Costanzo: Perché la memoria si difende cercando di cancellare, proprio non me lo ricordo, con tutta la buona volontà. Conta quello che si è detto.
AVV. Cuccureddu: Ma lei ha parlato comunque, cioè, voglio dire, lei quando è andato in trasmissione aveva una scaletta di domande da proporre a questa signora?
TESTE Costanzo: Mi ero...
AVV. Cuccureddu: L'argomento le era assolutamente noto.
TESTE Costanzo: Se vuol sapere come io mi preparo, le dico che io mi preparo pensando ad alcune domande evidentemente.
AVV. Cuccureddu: Certo.
TESTE Costanzo: Certo. Beh, questo sì, sarebbe una grande improvvisazione fare due ore di trasmissione così, sul nulla.
AVV. Cuccureddu: Volevo ancora chiederle se lei ricorda se questa signora, durante la trasmissione, parlò del luogo in cui era detenuto il marito, delle condizioni carcerarie.
TESTE Costanzo: Avvocato, questo non lo ricordo. Ho già detto, mi pare che il suo collega abbia chiesto: non lo ricordo.
AVV. Cuccureddu: Sì, questo mi è chiaro.
TESTE Costanzo: Esiste però una cassetta e una trascrizione, che credo possa essere di aiuto.
AVV. Cuccureddu: Sì, però era interessante sapere il suo ricordo.
TESTE Costanzo: Io ricordo, come ho già avuto modo dire, e lo ripeto, che, come dire?, la sollecitò e ad un tratto, nel corso dell'intervista, una forma - adesso usiamo parole grosse - di presa di distanze. Non dico, non usiamo dissociazione: di presa di distanze.
Ricordo questa cosa qui, che è, se non sbaglio, riportata da Francesco, da Licata, su La Stampa di Torino, l'indomani dell'attentato.
AVV. Cuccureddu: Sì.
TESTE Costanzo: In una terza...
AVV. Cuccureddu: Questo lo ha detto. Però mi sfugge ancora la cosa, cioè ho la sensazione che abbiamo parlato molto di questo argomento senza però che lei ci dicesse, alla fine, questa signora che cosa è venuta a dire.
TESTE Costanzo: Avvocato, non me lo ricordo. Ma c'è una cassetta.
AVV. Cuccureddu: Non si ricorda assolutamente?
TESTE Costanzo: Ma non sono tenuto a ricordarmi...
AVV. Cuccureddu: No, assolutamente.
TESTE Costanzo: ... di una intervista fatta tre anni fa, abbia pazienza.
PRESIDENTE: Denunciamolo per falsa testimonianza, se lei crede, ma non si può continuare a dire: ma perché non se lo ricorda? Non se lo ricorda. O lei ci crede, o non ci crede. E allora chiede al Pubblico Ministero di fare una...
AVV. Cuccureddu: No no, no.
PRESIDENTE: ... al dottor Costanzo per falsa...
AVV. Cuccureddu: Presidente, io non contestavo affatto il mancato ricordo. Mi sembrava però che...
PRESIDENTE: Ma non si può continuare a insistere, anche perché abbiamo altro da fare, che sentire ripetere la stessa domanda.
AVV. Cuccureddu: Io ho finito, erano tutte qui le mie domande. Grazie.
TESTE Costanzo: Comunque, a me dispiace.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
AVV. Cicchiello: Presidente, chiedo scusa, avvocato Cicchiello per il Comune di Roma.
PRESIDENTE: Mi scusi, abbia pazienza, ma io ho chiesto ai difensori di parte civile se avevano domande. E l'ho chiesto a suo tempo. Chi non è intervenuto, ha perso il posto.
AVV. Cicchiello: Era la mia... No, era l'idoneità delle domande che stanno ponendo, Presidente.
PRESIDENTE: Mi scusi, quando il Presidente parla, deve avere la buona educazione, o comunque il rispetto delle regole, di aspettare la mia risposta.
Le ho detto che lei non si è alzata a fare domande, quindi ora ha perso la possibilità di farle. Mi dispiace.
Se il Pubblico Ministero non ha altre domande, possiamo mettere in libertà il teste.
AVV. Maffezzoli: Signor Presidente, avvocato Maffezzoli.
PRESIDENTE: Chi ha parlato? Ma lei non si è alzato. Io ho detto: ci sono altre domande? Ma non potete aspettare un quarto d'ora, i tempi qui corrono. Si alzi...
AVV. Maffezzoli: Presidente, è per non interrompere lei. Aspettavo.
PRESIDENTE: Va bene, avvocato, forza.
AVV. Maffezzoli: Mi scusi. Dottor Costanzo, le vorrei chiedere: lei ha mai fatto parte, ha mai appartenuto a una loggia massonica denominata Propaganda...
PRESIDENTE: Non ci interessa! E' una cosa che assolutamente non ha nessun riflesso sul processo, quindi le domande al teste devono avere inerenza al processo e ai fatti di causa.
AVV. Maffezzoli: Sì.
PRESIDENTE: Mi spiace.
AVV. Maffezzoli: Mi scusi.
PRESIDENTE: Non facciamo domande che non sono pertinenti al processo.
AVV. Maffezzoli: Guardi, siccome...
PRESIDENTE: Il siccome non mi interessa. La domanda è assolutamente inammissibile! Passiamo ad altro.
AVV. Maffezzoli: Signor Presidente...
PRESIDENTE: Ha altre domande, avvocato?
AVV. Maffezzoli: Allora, dottor Costanzo, lei ha detto che - se non sbaglio - lì per lì la sua impressione, chiaramente non fu quella di un attentato diretto alla sua persona, no. Ed ebbe la sensazione che si trattasse di una bombola del gas.
PRESIDENTE: Di una caldaia, avvocato.
AVV. Maffezzoli: Di una caldaia.
PRESIDENTE: L'abbiamo detto dieci volte.
AVV. Maffezzoli: Una fuga di gas, quello che è, benissimo, okay.
Ecco, poi ha spiegato che questa ipotesi, la matrice mafiosa dell'attentato, che poi si è scoperto essere diretto, cioè si è scoperto, risulta, sembra fosse diretto...
PRESIDENTE: Si ipotizza.
AVV. Maffezzoli: ... nei suoi confronti, si ipotizza - esatto - essere diretto nei suoi confronti...
PRESIDENTE: Si ipotizza.
AVV. Maffezzoli: Si ipotizza, esatto. Essere diretto nei suoi confronti, venne attribuita col passare delle ore, dei giorni, del tempo all'organizzazione mafiosa detta Cosa Nostra, tant'è che oggi lei è qui come parte lesa in questo processo.
Dicevo, ma... Ecco il collega prima ha chiarito, attraverso le sue risposte, i tempi in cui è maturata anche, credo, in lei stesso questa convinzione, ma lei in questo frattempo, diciamo, ha fatto, ha avuto modo di fare altre ipotesi? Si è posto il problema se la matrice, una volta...
TESTE Costanzo: No, avvocato. Le posso rispondere? Scusi se la interrompo. Non mi sono posto questo problema perché, come ho già avuto occasione di dire, penso che ognuno debba fare il proprio mestiere: il magistrato fa il magistrato, l'inquirente fa l'inquirente, il poliziotto fa il poliziotto. Non mi sono posto questa domanda, attendo fiducioso di sapere dalle indagini e dal dibattimento di avere un risultato.
Sarei anche lieto se risultassi non essere io l'obiettivo, sarei molto lieto per carità, di fare il bersaglio non ho nessuna vocazione nella vita quindi sarei ben lieto. Ma tanto l'avvocato non mi sta a sentire ora, comunque.
PRESIDENTE: Ha altre domande avvocato?
AVV. Maffezzoli: Sì. Dicevo, ecco, il problema è quello di capire, chiaramente è logico che ognuno deve fare il suo mestiere, se però giustamente...
TESTE Costanzo: Non l'ho pensato.
PRESIDENTE: Avvocato, ha già detto che non lo ha mai pensato, non si è posto questo problema, non se lo vuole porre. Dobbiamo torturarlo perché se lo ponga?
AVV. Maffezzoli: No, cercavo soltanto di...
PRESIDENTE: E allora per piacere, facciamola finita con domande ripetute inutilmente.
AVV. Maffezzoli: Cercavo soltanto di chiarire, signor Presidente. Comunque, se mi consente, al di là del fatto che giustamente lei la ritiene inammissibile, vorrei che venisse verbalizzata la mia richiesta di domanda.
PRESIDENTE: E' già verbalizzata, avvocato. Ogni parola detta è verbalizzata.
TESTE Costanzo: Ma io le posso anche rispondere...
PRESIDENTE: No, no, mi dispiace non si può rispondere.
TESTE Costanzo: Non ho mica problemi a rispondere.
PRESIDENTE: Non si può rispondere su domande che non riguardano l'oggetto di questo processo. Ha altro da domandare?
AVV. Maffezzoli: Va bene, grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande dei difensori? Allora può andare. Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, Presidente, c'è il Pubblico Ministero.
PRESIDENTE: Ah, mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
Le è stato chiesto di fare il testimone, dottor Costanzo, sulla etica delle indagini e sulle ipotesi post factum, cosa francamente molto lontana, secondo me, dall'oggetto di un esame al dibattimento. Le chiedo una cosa terra terra: quali sono state le conseguenza di ordine fisico, se ve ne sono state, per lei e per la signora De Filippi da questo evento, da questo attentato?
PRESIDENTE: Beh, diciamo per sé, Pubblico Ministero, la signora verrà...
PUBBLICO MINISTERO: Siccome mi consta che la signora non è presente, Presidente, fisicamente per quanto fosse citata, mi accingevo un attimo a sapere la ragion per cui.
PRESIDENTE: Ha ragione, ma io non ne ero a conoscenza.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, ma io lo so e quindi la mia domanda nasce da un dato di fatto che conosco.
PRESIDENTE: Me lo doveva informare perché io non lo sapevo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Allora, dottor Costanzo.
TESTE Costanzo: Posso rispondere?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le conseguenze di ordine fisico, se ve ne sono state.
TESTE Costanzo: Io, per quanto mi riguarda, direi di no. Per quanto riguarda mia moglie sì, nel senso che è stata, ha vissuto questo shock male, ha fatto poi una terapia legata all'ipnosi, poi ha fatto un periodo di psicoanalisi e poi con un po' di trattamenti tranquillizzanti, ma insomma, per otto-nove mesi, insomma voglio dire, dormiva male, si svegliava presto, aveva dei soprassalti.
PUBBLICO MINISTERO: Dottore, ho bisogno di saper questo: la ragione della mancata presenza di sua moglie oggi in aula è legata a questa situazione?
TESTE Costanzo: E' legata a questo sì.
PUBBLICO MINISTERO: No, se c'era un motivo contingente...
TESTE Costanzo: No, no, no, non c'è un motivo contingente. E' legata alla ansia dal momento della citazione a oggi, è un motivo di ansia molto forte. D'altra parte, torno a ripetere, a posteriori se i sospetti si confermeranno, voglio dire, io ero motivato perché faceva parte del mio lavoro, ma mia moglie era soltanto vicino a me in macchina e quindi non c'era nemmeno una motivazione professionale.
PUBBLICO MINISTERO: La risposta l'ho già acquisita, non c'è bisogno di soffermarsi oltre su questo punto. La ringrazio nuovamente.
PRESIDENTE: Allora può andare, grazie.
*TESTE Costanzo: Buongiorno.
PRESIDENTE: Facciamo una breve sospensione?
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
AVVOCATO Stefani: Chiedo scusa, Presidente, solo 20 secondi. Avvocato Eraldo Stefani, difensore di Salvatore Grigoli. Volevo dare atto che - ho parlato anche con il signor Pubblico Ministero - che la fotografia che è stata mostrata al teste dottor Costanzo dal difensore di Grigoli e che in precedenza era stata fatta vedere al Pubblico Ministero dottor Chelazzi, è raffigurante la persona di Grigoli Salvatore e si trova...
PRESIDENTE: L'avevamo intuito.
AVVOCATO Stefani: E si trova collocata, per precisione, si trova collocata nel fascicolo profilo di Grigoli Salvatore intestato DIA con timbri della stessa DIA, foto numero 6 e 7, Grigoli Salvatore. Grazie.
PRESIDENTE: Bene. Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Bisogna introdurre il teste, signora Valente Marina.
PRESIDENTE: Vuol dirci nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza?
*TESTE Valente: Marina Valente, nata a Roma il 26/12/63. Residente a Roma.
PRESIDENTE: Vuole leggere quella formula?
TESTE Valente: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signora, vuol spiegare la sua attività qual è?
TESTE Valente: Io sono impiegata nella società di Maurizio Costanzo, sono la sua segretaria personale.
PUBBLICO MINISTERO: Bisognerebbe che cercasse di parlare sempre vicino al microfono sennò io non riesco ad ascoltarla.
TESTE Valente: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Da quanti anni signora?
TESTE Valente: Da otto anni.
PUBBLICO MINISTERO: Suppongo che lei conosca abbastanza delle abitudini del dottor Costanzo.
TESTE Valente: Sì, chiaramente tutto quello che riguarda l'ufficio e gli spostamenti, l'organizzazione della giornata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a questo proposito le devo chiedere alcune cose. La prima è questa: il dottor Costanzo è solito spostarsi con mezzi guidati da autisti?
TESTE Valente: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vi è un'autista, per così dire, stabilizzato in questo...
TESTE Valente: Certo, che conosce tutte le sue abitudini e lo accompagna.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, all'epoca del fatto chi era l'autista in questione?
TESTE Valente: Era Luciano Peschi.
PUBBLICO MINISTERO: E' persone quindi che conosce anche lei personalmente?
TESTE Valente: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo conosceva da quando lei ha iniziato a lavorare per il dottor Costanzo?
TESTE Valente: Sì, sì, da quando ho iniziato a lavorare è sempre stato lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il che vuol dire che il signor Peschi si occupava degli spostamenti del dottor Costanzo tutti i giorni?
TESTE Valente: Tutti i giorni gli venivano comunicati gli orari, gli spostamenti che doveva effettuare e quindi lo seguiva e lo accompagnava.
PUBBLICO MINISTERO: Questa era una regola per i giorni in cui il dottor Costanzo effettuava le registrazioni presso il Teatro Parioli del suo programma?
TESTE Valente: Sì, sì. Sì, era una regola perché poi comunque gli orari erano quelli.
PUBBLICO MINISTERO: Le risulta se il signor Peschi faceva uso abitualmente della stesso veicolo?
TESTE Valente: Sì, sì, aveva un'auto, una 164 e sempre con quella... usava quella, era la macchina di servizio diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signora, facendo sempre riferimento al maggio del '93, questa 164 era in uso al signor Peschi per accompagnare il dottor Costanzo nei suoi spostamenti, da quanto tempo?
TESTE Valente: Mah, da quanto mi ricordo io sempre, ha sempre usato quella.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi al maggio del '93 era un'auto in uso già da tempo?
TESTE Valente: Sì, sì, ma io mi ricordo da otto anni, nel '93 erano cinque anni buoni che lavoravo e usava sempre quella.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e lei ricorda anche a partire da quando, per gli spostamenti del dottor Costanzo, è stato istituito anche un servizio di scorta, a carattere diciamo privato?
TESTE Valente: No, non mi ricordo. So che era sempre comunque abitudine di Costanzo uscire dal teatro con un'altra macchina di scorta di una vigilanza privata, questo soprattutto la sera, quando rientrava a casa.
PUBBLICO MINISTERO: E questo spostamento veniva curato sempre dallo stesso personale?
TESTE Valente: Sempre dallo stesso personale perché anche lì sceglievamo delle persone di fiducia che conoscevano le abitudini di Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi anche lei conosce questo personale?
TESTE Valente: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei personalmente, lei signora Valente.
TESTE Valente: Sì, sì, lo conosco.
PUBBLICO MINISTERO: Sa se il personale di scorta facesse uso sempre degli stessi mezzi?
TESTE Valente: Sì, perché erano anche delle macchine di società quindi erano quelle.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, sicuramente è stato fatto uso, per questo servizio di scorta, di un Lancia Thema.
TESTE Valente: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oltre alla Lancia Thema, nei mesi precedenti, poteva essere usata qualche altra vettura in alternativa, che lei ricordi?
TESTE Valente: No. Non credo perché comunque la persona che lo seguiva, che era il signor Depalo, aveva quella macchina a disposizione e quindi non è che usasse macchine del suo service diciamo. E quindi è sicuramente sempre quella.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. L'autista abituale del dottor Costanzo era questo...
TESTE Valente: Luciano Peschi.
PUBBLICO MINISTERO: ... Peschi.
TESTE Valente: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nei giorni almeno in cui il dottor Costanzo andava al teatro. E per i fine settimana, o nelle occasioni in cui il signor Peschi per una qualche ragione non poteva, per ferie o che altro?
TESTE Valente: Se non poteva ci avvisava e allora a quel punto ci rivolgevamo ad un autonoleggio sempre di nostra fiducia che effettuava il service anche per il Teatro Parioli, sceglievamo lo stesso autista, anche lui per questioni di conoscenza e quindi chiamavamo questa persona a sostituirlo.
PUBBLICO MINISTERO: Stiamo parlando di quale persone?
TESTE Valente: Di Stefano Degni.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la persona che era insieme al dottor Costanzo la sera del 14 maggio?
TESTE Valente: Sì. E' l'autista che chiamai io per sostituire Luciano Peschi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stavo proprio arrivando a porle domande su questa circostanza. Cerchi di ricostruire, con sufficiente precisione, la ragione per la quale e i tempi della sostituzione dell'autista Peschi con questo noleggiatore, col signor Degni.
TESTE Valente: Sì. Il giorno prima dell'attentato io ricevetti una telefonata del signor Peschi. In questa telefonata lui mi comunicava che non poteva effettuare il servizio la sera perché aveva dei motivi medici, doveva effettuare delle analisi, adesso non mi ricordo con precisione quello che mi ha detto, e quindi poteva accompagnare Costanzo in teatro ma non andarlo a riprendere la sera, a chiusura di trasmissione.
A quel punto io chiamai Stefano Degni, appunto, la nostra persona di fiducia e lo convocai intorno alle 9 al Teatro Parioli per riaccompagnare poi Costanzo e la signora De Filippi.
PUBBLICO MINISTERO: Che lei ricordi, qualcosa di simile era successo nelle settimane precedenti, oppure non c'era stata necessità di provvedere ad alcuna sostituzione del Peschi?
TESTE Valente: Accadeva piuttosto raramente. Quindi sicuramente non nei mesi precedenti.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo, il precedente se c'era era lontano, vuol dire questo?
TESTE Valente: Sì, sì. Perché comunque il signor Peschi è una persona puntuale, poi aveva questo incarico e lo svolgeva...
PUBBLICO MINISTERO: Siccome, a quanto ci sta dicendo, è lei la persona che tiene l'agenda degli impegni giornalieri del dottor Costanzo, lei giorni antecedenti il 14 di maggio del '93, l'agenda del dottor Costanzo ha registrato delle novità, dei fatti che hanno in qualche modo scombinato le abitudini, che le hanno turbate?
TESTE Valente: No, lui...
PUBBLICO MINISTERO: La trasmissione è stata registrata regolarmente.
TESTE Valente: No, tutto è accaduto regolarmente e in genere lui la mattina va alla radio a registrare una trasmissione, poi se ha dei corsi per manager che fa, si spostava in un albergo lì vicino dove teneva questi corsi. A pranzo in un ristorante vicino l'ufficio e poi in teatro intorno alle 4, 4 e mezza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco nel periodo...
TESTE Valente: Sempre così.
PUBBLICO MINISTERO: ... parlo proprio di giorni precedenti il fatto del 14 maggio?
TESTE Valente: Non mi ricordo niente di particolare, cioè era sicuramente tutto tranquillo e normale come al solito.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signora, lei si occupa in qualche modo anche della corrispondenza del dottor Costanzo?
TESTE Valente: Quella che arriva come riservata personale sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Valente: Perché le altre possono essere di redazione e quindi c'è una redazione apposta che le guarda, le controlla.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei ha cognizione anche indiretta della corrispondenza che comunque arriva e che è destinata al dottor Costanzo?
TESTE Valente: Beh, certo. Se arriva qualcosa di particolare mi avvisano e quindi poi prendo...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, no, le volevo chiedere con questa domanda, volevo introdurre la successiva che mira a stabilire se le risulta che il dottor Costanzo aveva ricevuto, riceveva in tempi prossimi, o più lontani rispetto all'attentato minacce e se sì, come si presentavano queste minacce, il contenuto di massima di queste minacce.
TESTE Valente: Sicuramente non è accaduto niente di... non abbiamo ricevuto lettere nel periodo proprio prossimo all'attentato. Di minacce prima sì, arrivavano anche telefonate in teatro, oppure delle lettere che lo insultavano, ma in genere erano degli insulti per l'attività che svolgeva lui, insomma, come giornalista.
PUBBLICO MINISTERO: Cose di questo genere si sono verificate anche successivamente all'attentato?
TESTE Valente: C'è stato un periodo di tranquillità e poi invece adesso, tuttora arrivano.
PUBBLICO MINISTERO: Sono state, sono minacce alle quali poi ha fatto seguito un qualche cosa di concreto, per così dire, di esecutivo rispetto alla minaccia, oppure - per quanto ne sa lei - al di là di questi sfoghi scritti...
TESTE Valente: No, chiaramente noi, soprattutto adesso, quando riceviamo queste lettere poi le diamo al personale di Polizia che segue Costanzo e ci pensano loro a verificare...
PUBBLICO MINISTERO: No, intendo dire se poteva essere accaduto qualche cosa di concreto, al di là del semplice anonimo che arriva, qualcosa di concreto comunque riferibile al dottor Costanzo, o a lui personalmente, o a qualcuno tra le persone che lavorano con lui, agli ambienti dove svolgete la vostra attività, alla sede della società, alla sede...
TESTE Valente: Che io sappia no.
PUBBLICO MINISTERO: Che lei sappia no.
TESTE Valente: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signora, lei ha memoria se, questo l'anno precedente il fatto, il dottor Costanzo ha avuto degli incontri con quello che era il ministro degli Interni dell'epoca, Scotti e questo presso l'abitazione di Scotti?
TESTE Valente: Sì, questo... si sono incontrati e credo che il ministro ha avuto un incidente, si era rotto una gamba e Costanzo era andato a trovarlo a casa, all'abitazione.
PUBBLICO MINISTERO: Penso che lei se lo ricordi perché magari l'appuntamento l'aveva fissato proprio lei?
TESTE Valente: Sì, il giorno... il giorno non me lo ricordo. Comunque...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, dico, può darsi che l'appuntamento è stato preso tramite lei?
TESTE Valente: Sì, io ero con la segretaria del ministro.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ha un chiaro ricordo di questo fatto?
TESTE Valente: Sì, sì, sì. Mi ricordo insomma che avevamo parlato di questo incidente che aveva avuto in montagna e quindi poi una volta rientrato a Roma Costanzo è andato a trovarlo a casa.
PUBBLICO MINISTERO: E' corretto collocare questo, questa frequentazione del dottor Costanzo della abitazione di Scotti, all'inizio del '92?
TESTE Valente: Sì, perché comunque l'incidente ce l'ha avuto lui credo a Capodanno, durante il periodo natalizio. E quindi poi, subito dopo, un mese dopo è andato a trovarlo.
PUBBLICO MINISTERO: Sa mica, ricorda mica dove abitava?
TESTE Valente: In via Marianna Dionigi.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda anche il numero?
TESTE Valente: No.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda. In via Marianna Dionigi dove si trova, signora?
TESTE Valente: Si trova nel quartiere Prati, a ridosso di... mi ricordo l'albergo che è lì vicino, via Cavour, piazza Cavour.
PUBBLICO MINISTERO: La piazza dove c'è il palazzaccio?
TESTE Valente: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho altro da chiedere.
PRESIDENTE: Parti civili hanno domande? I difensori hanno domande?
AVV. Gramigni: Una sola avvocato Gramigni. Buongiorno signora.
TESTE Valente: Buongiorno.
AVV. Gramigni: Senta una sola domanda. Il rapporti con il servizio di vigilanza privata del signor Costanzo, erano da lei tenuti come le altre incombenze relative alla organizzazione della giornata del Costanzo?
TESTE Valente: Sì, ma anche direttamente da Costanzo. Cioè non necessariamente prendevano da me delle direttive su orari, spostamenti.
AVV. Gramigni: Quindi gli accordi sulle modalità del servizio che costoro avrebbero dovuto espletare, da chi erano rappresentati?
TESTE Valente: Erano decisi direttamente tra il service e Costanzo.
AVV. Gramigni: Quindi per venire a noi, la sera del 14 maggio fu, se si chi, furono avvertiti coloro che avrebbero dovuto scortare Costanzo di questo mutamento che l'autista rispetto...
TESTE Valente: Mah, sicuramente lo hanno, sì sicuramente e comunque convocando l'autista alle 21.00 che prima della chiusura della trasmissione hanno potuto vedere che non c'era l'autista solito e quindi Stefano Degni avrebbe effettuato il servizio.
AVV. Gramigni: Ecco, furono in grado di rendersi conto da soli di questo mutamento oppure qualcuno li dovette avvertire? Perché insomma, avranno dovuto...
TESTE Valente: Non mi ricordo se li ho avvisati io direttamente. Però insomma, erano in teatro e insomma, siamo le persone solite sono poche e quindi, si sono facilmente resi conto che c'era un altro autista ha effettuare il servizio.
AVV. Gramigni: Quindi dice non sarebbe comunque stato necessario avvertirli. Perché loro cosa facevano? Sapevano l'ora in cui si dovevano presentare tutte le sere al Teatro Parioli?
TESTE Valente: Loro sono dentro il Teatro Parioli tutte le sere. Il servizio di vigilanza e la persona che fa da scorta.
AVV. Gramigni: Ah, ecco. Quindi il servizio di vigilanza inizia già dentro il Teatro Parioli?
TESTE Valente: Sì.
AVV. Gramigni: Quindi, queste persone si recano prima dell'inizio della registrazione.
TESTE Valente: Sì. Effettuavano dei controlli anche sulle persone che entravano poi, aspettavano l'uscita di Costanzo.
AVV. Gramigni: E li scortavano.
TESTE Valente: Li scortavano alla macchina, sì.
AVV. Gramigni: Perfetto. Io non ho altre domande. Grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande di difensori?
Può andare, grazie signora.
*TESTE Valente: Grazie. Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Allora introduciamo il teste Peschi, il nome di battesimo non...
PRESIDENTE: Luciano.
PUBBLICO MINISTERO: Luciano.
PRESIDENTE: Per cortesia, vuol dire nome, cognome, luogo e data di nascita e luogo di residenza?
*TESTE Peschi: Peschi Luciano nato a Roma il 19/05/1935 residente a Roma via Mario Pannunzio numero 6.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Peschi: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Signor Peschi, da quanti anni lei si occupava di condurre l'auto del dottor Costanzo?
TESTE Peschi: Che io conosco Costanzo, è da 20 anni. Ero una persona di fiducia. E l'ho sempre accompagnato dappertutto. Ho conosciuto tutte e tre le mogli, ho visto crescere i figli.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questa, diciamo, come panoramica del discorso. Conoscenza che risale a tantissimi anni fa. Io più specificamente le stavo chiedendo se lei, o meglio da quanto tempo, per quanti anni lei ha fatto da autista al dottor Costanzo. L'ha conosciuto facendogli l'autista?
TESTE Peschi: Io l'ho conosciuto che ero noleggiatore di automobili. Poi chiusi quell'attività e mi comprai un'auto pubblica, un tassì e servivo il dottor Costanzo quando aveva necessità di me come tassì.
Quando non lavoravo con il taxi, da cinque anni a questa parte, guidavo la macchina privata intestata alla società di Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Di quale macchina stiamo parlando?
TESTE Peschi: Di una 164. Lui mi aveva affidato una 164 che ho tenuto tre anni e mezzo; poi l'hanno cambiata con un'altra e la guidavo io. Ce l'avevo sempre a mia disposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ascolti l'automobile che lei utilizzava per appunto accompagnare il dottor Costanzo da una parte e dall'altra nel maggio del '93, quindi era un'Alfa 164?
TESTE Peschi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'anno prima era la stessa macchina?
TESTE Peschi: Sì. Cioè tre anni ho avuto una 164, poi l'hanno cambiata con un'altra più recente dello stesso colore. Sempre 164.
PUBBLICO MINISTERO: Era la 164 sempre dello stesso colore?
TESTE Peschi: Sempre Twin Spark. E' uguale, sempre color canna fucile. Insomma, grigio metallizzato.
PUBBLICO MINISTERO: Va beh, si ricorda quando ci fu la per così dire, il cambio dell'automobile?
TESTE Peschi: Questo non so. Un anno prima l'hanno cambiata. Perché l'altra aveva fatto più di 40 mila chilometri.
PUBBLICO MINISTERO: Va beh. Circa un anno prima rispetto al fatto? Un anno prima dell'attentato?
TESTE Peschi: Penso di sì. Non so, non posso esserne certo.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque erano uguali, la macchina precedente e la successiva, sempre la stessa 164.
TESTE Peschi: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Twin Spark, canna di fucile.
TESTE Peschi: Sì, sempre stessa macchina. Non è che cambiò colore.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei accompagnava il dottor Costanzo anche ai Parioli, al teatro?
TESTE Peschi: Certo, tutte le sere lo accompagnavo al Teatro Parioli, mi dava appuntamento alle quattro e mezza del pomeriggio: lo accompagnavo al Teatro Parioli, lo lasciavo, io andavo a casa, cenavo e quando era la sera verso le nove ritornavo al Teatro Parioli, aspettavo che uscisse, tante volte si tratteneva un po' di più, tante volte usciva alle nove e da lì lo portavo a casa. E finiva il mio servizio.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è quanto avveniva normalmente?
TESTE Peschi: Normalmente. La mattina lo prendevo alle 8 e mezza, prima ritiravo la rassegna stampa, poi andavo sotto casa, lo prendevo e lo portavo in ufficio. Se c'era da aspettare che doveva fare dei giri, lo aspettavo sotto l'ufficio e andavamo in giro per la città. Poi tante volte all'ora di pranzo, di colazione lo accompagnavo e l'aspettavo.
PUBBLICO MINISTERO: E le strade che lei faceva, erano sostanzialmente le solite per andare da un posto a un altro?
TESTE Peschi: Era quasi sempre metodico quel giro. All'infuori di quando aveva altri appuntamenti, oppure colazioni di lavoro, che non andava nello stesso ristorante, ma cambiava. Oppure aveva degli appuntamenti, beh, certo era un altro giro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per intendersi, per arrivare al teatro quando accompagnava il dottor Costanzo, e per portarlo a casa dopo la trasmissione, lei percorreva sempre la solita strada?
TESTE Peschi: Sempre la stessa strada, perché avevo scelto la strada più breve per arrivare al Teatro Parioli, attraversavo il ponte, facevo lì, passavo davanti al Ministero della Marina, e eravamo arrivati al Teatro Parioli.
La sera, quando uscivo dal Teatro Parioli, essendo la strada a senso unico, arrivato all'incrocio, o andavo a sinistra per via Ruggero Fauro, oppure voltavo a destra, sempre per via Ruggero Fauro però a destra. Trovavo sempre un po' di traffico, macchine parcheggiate male, e allora andavo nove volte su dieci sempre giù per via Ruggero Fauro, rigiravo a sinistra, facevo il viale Parioli.
PUBBLICO MINISTERO: Girava a sinistra per che strada?
TESTE Peschi: Per che?
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda come si chiama il nome della strada che prendeva sulla sinistra, da via Fauro, per raggiungere il viale Parioli?
TESTE Peschi: Sempre in via Fauro, giravo all'incrocio alla prima a sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiama quella strada?
TESTE Peschi: Penso proprio che sia Ruggero Fauro.
PUBBLICO MINISTERO: Quella che porta nel viale Parioli.
TESTE Peschi: Sì, a sinistra facevo via Ruggero Fauro, poi a metà di via Ruggero Fauro c'è un'altra strada a senso unico, prendevo quella e mi immettevo nel viale Parioli.
PRESIDENTE: E' quella che il Pubblico Ministero vuole sapere il nome.
TESTE Peschi: Di quell'altra strada a sinistra? Non me lo ricordo adesso.
PUBBLICO MINISTERO: VA bene. Comunque è quella traversa che c'è nel punto in cui non si può più andare avanti per via Ruggero Fauro.
TESTE Peschi: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Perché ci sono due sensi unici contrapposti.
TESTE Peschi: E le macchine possono venire soltanto in su, perché in giù non si può andare.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi prendere a sinistra è obbligato a quel punto?
TESTE Peschi: E' obbligato, è una strada obbligata.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei quando la sera riprendeva il dottor Costanzo al teatro per venir via, di regola su via Fauro, poi su quella strada che porta sul viale che si chiama poi via Boccioni, trovava traffico? Oppure era piuttosto, come dire?
TESTE Peschi: Era piuttosto scorrevole, quella.
PUBBLICO MINISTERO: Si scorreva piuttosto bene?
TESTE Peschi: Sì. Invece, andando a destra per via Ruggero Fauro, su quella salitella, c'erano sempre macchine parcheggiate di traverso e si trovava sempre l'intoppo. Anche perché quell'altro tratto è a doppio senso di marcia, allora venendo giù le macchine dovevano fermarsi, accostare, e si perdeva tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, voglio dire, percorrere il tratto di via Fauro fino al punto dove si gira a sinistra era un tratto di strada piuttosto scorrevole, in genere.
TESTE Peschi: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: E' queto che vuol dire?
TESTE Peschi: Certo, perché le macchine erano parcheggiate non a pettine, ma per dritto.
PUBBLICO MINISTERO: Via Ruggero Fauro, finché non si volta poi appunto a sinistra in quella strada, è leggermente in discesa: me lo conferma lei?
TESTE Peschi: Sì, certo, è leggermente in discesa.
PUBBLICO MINISTERO: Per curvare a sinistra, e quindi per prendere la traversa che porta in viale Parioli, occorreva rallentare?
TESTE Peschi: Eh, certo, che facevo? Curvavo?
PUBBLICO MINISTERO: Le sto chiedendo le sue abitudini di guida. SE lei è un pilota spericolato che va su due ruote, oppure se è persona che va pacatamente.
TESTE Peschi: No no, non sono mai stato spericolato in vita mia.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, siccome è un incrocio ad angolo retto, a 90°, le domandavo se lei rallentava.
TESTE Peschi: E' ovvio che rallentassi.
PUBBLICO MINISTERO: Se era costretto ad adoperare i freni, visto che veniva da un tratto in discesa.
TESTE Peschi: Ma rallentavo, certo, adoperando i freni. Non è da dire che corressi, perché da lì... Però rallentavo e curvavo, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signor Peschi, quando lei appunto veniva via dal teatro alla sera con il dottor Costanzo a bordo, la sua auto era seguita o preceduta da qualche altra auto che aveva compiti di vigilanza, scorta o che sia?
TESTE Peschi: Certo. C'era una seconda macchina che era guidata da due ragazzi, di cui uno era diventato dipendente di Costanzo e l'altro ragazzo si chiama Aldo Rea e, dunque, lavorava per la...
PUBBLICO MINISTERO: Un'azienda privata di servizi di polizia.
TESTE Peschi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Peschi: E ci seguiva.
PUBBLICO MINISTERO: La Flash Capital Police.
TESTE Peschi: Flash... no, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Quindi c'era una seconda macchina?
TESTE Peschi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, cominciamo a dare qualche particolare su questo punto. Da quanto tempo la sera, quando venivate via dal teatro, c'era una seconda macchina che vi appoggiava, per così dire?
TESTE Peschi: Beh, parecchio tempo che ci veniva dietro questa macchina; perché prima questo ragazzo guidava un'Alfa, poi fu cambiata l'Alfa con una Thema. Ma saranno stati tre anni, pure più che ci veniva dietro.
PUBBLICO MINISTERO: Questo si verificava regolarmente tute le sere?
TESTE Peschi: Tutte le sere.
PUBBLICO MINISTERO: Tutte le sere. E quindi cosa succedeva? Che i due mezzi si muovevano insieme dal teatro?
TESTE Peschi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Partivano assieme.
TESTE Peschi: Infatti se andavo un po' più forte, oppure c'era un intralcio, io rallentavo e aspettavo che la seconda macchina si accodasse.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, proprio marciava accodata?
TESTE Peschi: Beh, a una certa distanza di sicurezza, ma andavamo poi piano. Insomma, l'aspettavo sempre, capito?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo servizio con questa seconda auto, funziona solo la sera quando tornavate via dal teatro, o funzionava anche in occasione di altri spostamenti durante la giornata?
TESTE Peschi: No, quando venivamo via dal teatro, c'era sempre questa seconda macchina. Perché durante il giorno, questo ragazzo che lavorava con Costanzo, lavorava lì nel teatro.
PUBBLICO MINISTERO: Questo ragazzo si chiama?
TESTE Peschi: Come si chiama? Fabio, Fabio...
PUBBLICO MINISTERO: Depalo?
TESTE Peschi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi durante il giorno non c'era questa macchina d'appoggio, ma alla sera sì. Regolarmente, questo.
TESTE Peschi: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo aver percorso via Fauro, la strada che porta sul viale Parioli, ecco per andare verso l'abitazione di Costanzo, lei faceva più o meno sempre la solita strada?
TESTE Peschi: Sempre, perché io sono uno metodico. Non c'era motivo che cambiassi percorso; anche perché qualche volta che cambiai percorso ci misi più tempo. Invece scendevo giù per il viale Parioli, passavo davanti Villaglori, facevo il Villaggio Olimpico, riprendevo la via Flaminia, attraversavo il ponte ed arrivavamo lì a via Poma.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, senta, ci stava dicendo che via Fauro è una strada a senso unico, con le macchine parcheggiate sia sulla destra che sulla sinistra. E' a senso unico anche la strada che poi si fa per entrare in viale Parioli?
TESTE Peschi: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare siano strade piuttosto strette.
TESTE Peschi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Percorse queste due strade, poi per arrivare all'abitazione di Costanzo lei percorreva altre strade strette, con altri sensi unici? Viale Parioli no, perché è bello largo.
TESTE Peschi: Le sto dicendo che facevo questa strada perché era la più conveniente e la più sgombra. Qualche volta che girai a destra, su, in salita, per via Ruggero Fauro...
PUBBLICO MINISTERO: Non mi sono spiegato, non ha capito la mia domanda
Volevo dire, una volta immessosi sul viale Parioli facendo la strada che ha spiegato - via FAuro e poi quella trasversale che si chiama via Boccioni - una volta immessosi su viale Parioli, per arrivare a casa di Costanzo, lei si trovava a percorrere altre strade a tempo unico piuttosto strette come è via Fauro, oppure era un percorso più sbrigativo?
TESTE Peschi: Io facevo il percorso più sbrigativo, giù per il viale Parioli.
C'era solamente un fatto, che ci seguivano, però per un periodo di tempo, dei fotografi che volevano riprendere Costanzo, no? Allora in quel caso, quando mi immettevo sul viale parioli, per depistare questi fotografi, ci fu un periodo per un mese, forse un paio di mesi, che cambiavo strada proprio per i fotografi. Ma poi finì...
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, la strada che lei faceva abitualmente, una volta imboccato il viale Parioli per tornare a casa, erano strade grandi?
TESTE Peschi: Grandi, grandi.
PUBBLICO MINISTERO: A doppio senso di circolazione?
TESTE Peschi: Certo, ma glielo sto dicendo.
PUBBLICO MINISTERO: Fino a casa di Costanzo?
TESTE Peschi: Esattamente, certo. Glielo sto dicendo, che passavo davanti al Villaggio Olimpico, riprendevo la via Flaminia che è larga: tutte strade larghe, sgombre.
Poi a quell'ora, tante volte finiva la trasmissione alle...
PUBBLICO MINISTERO: Signor Peschi, non siamo a Roma. Qui siamo a Firenze, noi la viabilità di Roma, se non ce la spiega un po' lei, non la conosciamo. Lei se dice viale Parioli, a Roma sanno tutti come è fatto, a Firenze magari uno sì, e cento no. Capito la mia domanda? La mia ragione?
TESTE Peschi: Appunto le sto spiegando il percorso che nove volte su dieci facevo: erano tutte strade larghe, tute strade...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, siccome lei era quello che abitualmente guidava la macchina del dottor Costanzo tutto il giorno, com'è che la sera del 14 di maggio, invece che esserci lei alla guida, c'era il signor Degni? Deve chiarire questa circostanza.
TESTE Peschi: Allora, io soffro di prostata, e già sono stato operato per dei polipi. E sto sempre sotto controllo. Andai dallo specialista, dal dottor Natali, e mi disse: 'senti, devi fare un'ecografia transrettale'.
Dopo la visita del dottor Natali, il lunedì mattina che Costanzo era andato fuori, io presi appuntamento con l'Istituto Bios per fare questa ecografia transrettale. Allora, mi spiegarono ciò che dovevo fare. Mi dissero: 'lei il venerdì deve fare dei clisteri di pulizia per preparare l'intestino'. Dice: 'il sabato mattina viene qui alle nove e facciamo questa ecografia'.
Andai a prendere Costanzo verso l'una, non ricordo bene adesso l'orario preciso, all'aeroporto di Ciampino. Quando lui salì in macchina, lui mi disse: come va, come non va? Gli dissi: ' guardi, che io devo fare un'ecografia per sabato mattina, ma venerdì non vengo a lavorare perché devo stare a casa per la preparazione di questo esame'.
E lui mi disse: 'va bene, non ci sono problemi, vorrà dire che chiamerò Stefano Degni, mi farò accompagnare da lui. E non si preoccupi'.
E finì lì.
Quando fu il giovedì sera, io glielo rammentai, gli dissi: 'guardi, che allora domani non ci vediamo, io sto a casa'.
Mi disse: 'non si preoccupi, ci sentiamo sabato, quando ha finito l'esame mi dà una telefonata a casa, se ho necessità, altrimenti ci vediamo direttamente il lunedì'. E questa è la storia.
PUBBLICO MINISTERO: Questo signor Degni lei lo conosceva?
TESTE Peschi: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Il signor Degni lei lo conosceva?
TESTE Peschi: Sì, sì. Faceva il noleggiatore, e serviva, faceva molti servizi lì, per il teatro.
PUBBLICO MINISTERO: Era una persona alla quale Costanzo si rivolgeva anche in altre occasioni, quando lei non poteva?
TESTE Peschi: Sì, esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Questo da anni?
TESTE Peschi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: D'accordo, la ringrazio.
PRESIDENTE: Parti civili, hanno domande? I difensori?
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni. Una, signor Peschi. Senta, lei nei giorni susseguenti l'esplosione in via Fauro, in cui rimase coinvolto il signor Costanzo, ebbe modo di parlare di questo accaduto con i suoi familiari, o con persone di sua conoscenza?
E se sì, in che termini?
TESTE Peschi: Scusate, non ho capito, non sento.
AVVOCATO Gramigni: Lei, dopo che successe questo fatto e scoppiò questa bomba in via Fauro, oltre a ringraziare il Dio immagino perché lì non era quella sera, ma era da qualche altra parte, ebbe modo di parlare di questo fatto, di commentare questo fatto con i suoi familiari o con persone a lei vicine?
TESTE Peschi: Beh, commentai questo fatto con gli amici. Perché tutti quanti, quando seppero della bomba, mi dissero 'ma te non c'eri?'. 'Eh, no, perché dovevo fare appunto queste analisi'.
E tutti quanti mi dissero 'beh, sei stato fortunato, sei stato, perché se c'eri te, indubbiamente aspettavano la 164, eravate saltati tutti e due per aria, tutti e tre'. Anzi, anche quelli...
Perché la notte stessa dell'attentato, mi presero i Carabinieri di via Inselci e mi interrogarono fino alla mattina alle sei. E anche loro mi dissero: 'ma lo sa che lei è stato fortunato, insieme a Costanzo. Costanzo le dovrebbe fare un monumento, lei gli ha salvato la vita'.
Ho detto: 'sì, però se zompava lui, zompavo pure io'. Questi sono i commenti di routine.
AVVOCATO Gramigni: Me lei, quindi, al di là di questa opinione che raccolse dai Carabinieri, che l'obiettivo dell'attentato era Costanzo, si fece una personale convinzione in termini diversi? Oppure anche lei era convinto che l'obiettivo dell'attentato fosse Costanzo?
TESTE Peschi: Mah...
AVVOCATO Gramigni: Le dico questo perché - lo saprà, se non lo sa glielo dico - l'Autorità Giudiziaria romana provvide a intercettare il suo telefono, nei giorni susseguenti l'attentato a Costanzo.
E io ho potuto verificare colloqui tra lei e i suoi familiari, in cui il suo atteggiamento non era così sicuro nei confronti della riconducibilità dell'attentato a Costanzo.
TESTE Peschi: Ma perché noi, nella nostra ignoranza, non potevamo pensare che avessero attentato proprio alla vita di Costanzo. Ho detto: chissà che sarà successo? Quindi i commenti, ha capito?
AVVOCATO Gramigni: Sì.
TESTE Peschi: Con che prove uno poteva dire: no, no, è stato proprio un attentato diretto a lui. Non...
PRESIDENTE: Ascolti, per favore, lei si ricordi di parlare al microfono sennò quello che dice non viene percepito, ha capito?
TESTE Peschi: Sì.
PRESIDENTE: Ma bisogna che parli lì dentro.
TESTE Peschi: Lo so, ma non sento bene l'avvocato.
PRESIDENTE: E allora prima si stacca per sentire, e poi per rispondere parla nel microfono.
AVVOCATO Gramigni: Senta, e ricorda di aver commentato il fatto che si parlava, nei giorni successivi all'attentato, della presenza di una donna sul posto dell'attentato? E del fatto che il vero obiettivo dell'attentato non era Costanzo, ma era un'altra persona?
TESTE Peschi: No.
AVVOCATO Gramigni: Lei non si ricorda di telefonate avvenute con suo figlio, in cui commentavate questo fatto, che abitava in via FAuro una persona del Sismi; e, anzi, lei invitava alla cautela o veniva invitato alla cautela?
TESTE Peschi: Ah, ma forse avremo commentato perché, con tante chiacchiere che si sentivano in giro, no?, uno diceva: non sarà per Costanzo, sarà lì perché hanno detto che c'era uno del Sismi che abitava al secondo piano, terzo piano.
Quando succedono questa cose, uno...
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Peschi: Ma io personalmente, ma che ne so.
AVVOCATO Gramigni: Quindi lei ecco, appunto, recepì questa notizia dell'attentato a Costanzo così come recepì anche altre notizie che indicavano un possibile altro attentato.
TESTE Peschi: Eh, certo, perché ci fu un commento a Roma eccezionale, si parlò di questo fatto.
AVVOCATO Gramigni: Mi immagino.
*TESTE Peschi: E allora chi sentiva una cosa, chi diceva un'altra, una supposizione. Ma, io personalmente, che ne so chi c'era dietro?
AVVOCATO Gramigni: Ecco, è un fatto che, nei giorni susseguenti l'attentato, anche lei sentì commentare questo episodio nel senso che vi era una possibile altra vittima, e che in via Fauro per l'appunto abitavano altre persone che avrebbero...
PRESIDENTE: Avvocato, ma è la seconda volta che gli fa questa domanda, non ripetiamo sempre le stesse cose. Ha già risposto, ha detto 'sono commenti che ho sentito'.
AVVOCATO Gramigni: Benissimo. Ed io questo volevo sapere.
PRESIDENTE: Altre domande? Si accomodi, grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, se vogliamo fare una sospensione, è meglio farla ora. Se invece vogliamo proseguire a oltranza, si prosegue a oltranza. Io non so fino a che ora impegno la Corte, però.
PRESIDENTE: Allora sospendiamo, riprendiamo alle ore tre, o quindici.
PUBBLICO MINISTERO: Perché i testimoni che si vanno a introdurre sono testimoni un attimino più indaginosi.
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, se vogliamo andare a oltranza, io sono a disposizione, il dottor Nicolosi è a disposizione.
PRESIDENTE: Sospendiamo, riprendiamo alle ore...
PUBBLICO MINISTERO: E tutto sommato lo preferiremmo.
PRESIDENTE: Benissimo. Ma noi non si può...
PUBBLICO MINISTERO: Perché per noi l'udienza dura sempre molto di più che per la Corte.
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Perché abbiamo bisogno di pensare all'udienza di domani, come tutti i giorni.
PRESIDENTE: Ho capito, ma...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, rassegnata anche così, fra le righe, una certa qual modesta aspettativa, però non posso esimermi dal segnalare che ora entriamo su dei testimoni diciamo un attimino più articolati.
PRESIDENTE: Bene, andiamo alle ore 15.00.
PRESIDENTE: Allora, il Pubblico Ministero può riprendere l'esame dei testi.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, si introduce il teste Degni Stefano.
PRESIDENTE: Dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e luogo di residenza.
*TESTE Degni: Stefano Degni, 02/04/57, Roma via Antonio Santoro 34.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Degni: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Degni, che attività svolge?
TESTE Degni: Autonoleggiatore.
PUBBLICO MINISTERO: Da quanti anni?
TESTE Degni: Dall'82.
PUBBLICO MINISTERO: Autonoleggiatore a Roma?
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, conosce il dottor Costanzo?
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Da quando lo conosce?
TESTE Degni: Dall'89.
PUBBLICO MINISTERO: Lo conosce in ragione della sua attività?
TESTE Degni: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol spiegare quindi in che cosa consistono i rapporti tra lei e il dottor Costanzo?
TESTE Degni: Beh, io... Come autista?
PUBBLICO MINISTERO: Come autista abituale, autista occasionale.
TESTE Degni: No, diciamo abituale, perché soprattutto... Perché lui ha, aveva un altro autista, però io svolgendo una attività in proprio lo accompagnavo in sostituzione dell'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi...
TESTE Degni: Oppure quando si doveva fare dei viaggi più lunghi, o tournée, queste cose qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi quando c'era necessità di sostituire l'altro autista...
TESTE Degni: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... il dottor Costanzo si rivolgeva a lei.
TESTE Degni: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Si rivolgeva a lei, o poteva capitare che si rivolgesse in qualche occasione da qualche altro ancora?
TESTE Degni: No. Cioè, da quando lo servivo io, ho provato a volte a farmi sostituire, ma non... cioè, non...
PUBBLICO MINISTERO: Non lo...
TESTE Degni: Non voleva nessun altro, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi il dottor Costanzo...
TESTE Degni: Un abituale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta...
TESTE Degni: E mi tenevo anche a disposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
TESTE Degni: Mi tenevo anche a disposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Lei era con il dottor Costanzo la sera del 14 maggio del '93?
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda che giorno della settimana era?
TESTE Degni: Venerdì.
PUBBLICO MINISTERO: Venerdì, esattamente. Ecco, vuole spiegare com'è che quella sera lei si trovava assieme al dottor Costanzo?
TESTE Degni: Fui chiamato il giorno prima dalla sua segretaria e appunto perché c'era, so che l'autista non era disponibile e andai io.
PUBBLICO MINISTERO: Fu chiamato in particolare per che cosa? Per occuparsi di accompagnare il dottor Costanzo in occasione?
TESTE Degni: In occasione di cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Per l'intera giornata, solamente...
TESTE Degni: No, no...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Degni: Dalle... Il servizio mio, quel giorno, partiva dalle 21.00 al Parioli per disposizione. Poi non so gli spostamenti che avrebbe avuto. Quelli non li sapevo.
PUBBLICO MINISTERO: Le era già capitato in altre occasioni di andare a prelevare il dottor Costanzo al Teatro Parioli?
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo fatto era già successo, diciamo, nei giorni vicini al 14 di maggio, o l'ultima volta era un fatto più vecchio?
TESTE Degni: Qualche giorno prima, forse. Una settimana, forse. Non lo so, non lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo ricorda. Comunque nei giorni immediatamente precedenti il 14 maggio...
TESTE Degni: No.
PUBBLICO MINISTERO: ... no.
TESTE Degni: Diciamo, dal 10 al 14, sicuramente no.
PUBBLICO MINISTERO: Sicuramente no. Almeno dal 10 al 14.
TESTE Degni: Forse anche prima.
PUBBLICO MINISTERO: Il 10 era lunedì, 10, 11, 12, 13, 14...
TESTE Degni: Posso comunque verificarlo, questo. Sì, posso...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, insomma, vedo che il suo ricordo è sicuro sul fatto che in quella settimana non ci era andato sicuramente dal dottor Costanzo.
TESTE Degni: Sì. Sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Prima della sera del 14.
TESTE Degni: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando lei andava a prelevare il dottor Costanzo al Teatro Parioli, aveva più o meno lo stesso orario, sempre?
TESTE Degni: Sì, lui si intrattenne... Ripeto, i miei servizi, il mio servizio, la mia convocazione era dalle 21.00.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Degni: Poi avrei potuto anche aspettare fino alle... non lo so, fino a qualsiasi ora. Non c'era un orario stabilito di partenza dal Parioli.
PUBBLICO MINISTERO: Di fatto poi l'orario era più o meno sempre il solito?
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Orientativamente, intorno a che ora?
TESTE Degni: Mah, ripeto, se il dottore non si intratteneva magari con qualche ospite della trasmissione, comunque al massimo si poteva partire da lì alle 22.00. Non lo so, ripeto, non... Io, ripeto, la convocazione alle 21.00.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Degni: Poi si poteva stare lì anche fino all'una di notte e partire da lì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sulla carta. Ma dico: nella realtà.
TESTE Degni: Nella norma lei dice?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Degni: Normalmente, sì, l'orario era, sarebbe stato quello: 21.30, 22.00.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quella sera, di fatto, lei ricorda a che ora il dottor Costanzo uscì dalla...
TESTE Degni: Sì, erano passate le nove e mezza, 21.30.
PUBBLICO MINISTERO: Lei faceva uso quella sera di quale...
TESTE Degni: Prego?
PUBBLICO MINISTERO: Lei faceva uso quella sera di quale automobile?
TESTE Degni: Una Mercedes da noleggio.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
TESTE Degni: Mercedes.
PUBBLICO MINISTERO: Una Mercedes.
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei per andare a prendere il dottor Costanzo, quando appunto questo incarico era affidato a lei, utilizzava sempre la stessa vettura?
TESTE Degni: No, devo dire che in quel giorno in particolare cambiai, cambiò due macchine identiche a quella. E normalmente andavo con una Mercedes grigia, sempre con quella. Casualmente, il giorno dopo, c'era una cerimonia, un matrimonio al Campidoglio, dove prendono il numero di targa per far salire su... Il giorno dopo praticamente non avrei fatto in tempo a riportare quella macchina al garage e lasciarla per il mio collaboratore e poi... Quindi decisi direttamente di prendere quella blu, invece che quella grigia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei, nelle altre occasioni in cui era andato a prendere il dottor Costanzo al teatro, per venir via, per accompagnare il dottor Costanzo all'abitazione, era solito fare sempre lo stesso percorso?
TESTE Degni: Ma è obbligatorio lì. Cioè, per andare verso casa...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Degni: ... come mi era stato detto di andare, insomma, si esce dal Parioli, poi è obbligatorio. Via Fauro è obbligatorio.
PUBBLICO MINISTERO: Via Fauro, fin dove si può andare e poi prendere a sinistra...
TESTE Degni: Prendere via Boccioni, perché poi c'è il senso vietato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Degni: Anche se via Fauro poi continua.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
TESTE Degni: Però, in quel punto, dove poi è scoppiata la bomba, c'era l'obbligatorio.
PUBBLICO MINISTERO: C'è l'obbligo di volta a sinistra.
TESTE Degni: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Di regola, quando percorreva quella strada... Di regola, quando percorreva questa strada...
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'uscita del teatro, via Fauro, poi via Boccioni, trovava un particolare traffico, oppure non erano tante le automobili che impegnavano...
TESTE Degni: A volte sì, però se poi tra le altre cose non uscivano dei pedoni che uscivano dal teatro, così, c'era qualche rallentamento. Quella sera non c'erano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, talvolta capitava che ci fossero dei rallentamenti...
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... perché c'erano altre automobili su via Fauro?
TESTE Degni: Sì, anche perché è molto stretta via Fauro.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. All'altezza di questa svolta obbligatoria a sinistra per via Boccioni, era necessario rallentare molto la marcia dell'automobile?
TESTE Degni: Insomma, eh sì, perché effettivamente c'è un gomito. Però normalmente si andava veloci, sinceramente non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, veloci l'ho capito. Lei mi sta dicendo che la strada è piuttosto stretta.
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi quella è una svolta a 90 gradi...
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... le domandavo se era necessario moderare la velocità in quel punto lì della svolta.
TESTE Degni: Sì, se... Sì, è normale. Se lei guida.
PUBBLICO MINISTERO: No, prego?
TESTE Degni: Se lei guida, penso che sia...
PUBBLICO MINISTERO: Io guido, ma non so come guida lei. Se lei è un pilota, voglio dire, prudente che si astiene dal fare il rodeo nelle strade cittadine; o se...
TESTE Degni: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, quando lei andava a prendere il dottor Costanzo a teatro, per venire via c'era anche un'auto incaricata di accompagnarvi, o di precedervi...
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... per un servizio di scorta, di vigilanza?
TESTE Degni: Sì, c'era la macchina che guidava Depalo dietro di noi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa macchina aveva per così dire la consegna di seguirvi?
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di seguirvi a distanza, o di seguirvi ravvicinatamente?
TESTE Degni: Di seguirci. Cioè, non era proprio necessario che diciamo prendesse il largo, insomma. Ci seguiva.
PUBBLICO MINISTERO: Appunto, voglio dire, ma normalmente lei poi quando partiva dal teatro, partiva accertandosi di avere la macchina di scorta...
TESTE Degni: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: ... dietro, voglio dire.
TESTE Degni: Dietro, certo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non è che si metteva in moto così, e poi se ci sono, ci sono.
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi partiva con la consapevolezza di avere la macchina di scorta che la seguiva.
TESTE Degni: Certo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quest'auto di scorta lei ha detto era guidata da questo signor Depalo.
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era sempre il signor Depalo che la guidava?
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Col signor Depalo montava sempre la solita persona?
TESTE Degni: Il signor Aldo Re?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era sempre il solito?
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi diciamo era una accoppiata fissa sulla macchina di scorta: Depalo e Re.
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Adopravano sempre la stessa automobile?
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quale automobile? La Thema?
TESTE Degni: La Thema, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Una Thema. Ricorda il colore di questa Thema?
TESTE Degni: Scura, sicuramente. Grigio metallizzato, credo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in epoca precedente, quindi risalendo indietro anche nell'ordine dei mesi, la macchina di scorta è cambiata come tipo, come modello qualche volta, che lei ricordi?
TESTE Degni: Beh, ricordo un'Alfa, una Giulietta, credo. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In epoca precedente.
TESTE Degni: Sì. Qualche mese prima.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, veniamo alla sera dell'episodio, la sera del fatto, eh? Allora, lei cerchi di descrivere, per cortesia, con precisione quello che è successo dal momento in cui lei è arrivato al teatro in attesa del dottor Costanzo.
Le avevano dato l'incarico di presentarsi alle nove e quindi se si è presentato alle nove, che cosa è successo...
TESTE Degni: Dalle nove in poi?
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Succintamente, eh, è ovvio.
TESTE Degni: Sì, be'. Niente, ho aspettato che uscisse il dottore. Com'è salito in macchina abbiamo fatto...
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo ha atteso in macchina?
TESTE Degni: Ero fuori, certamente. Ho aspettato che salisse e poi...
PUBBLICO MINISTERO: La macchina dove l'aveva parcheggiata lei?
TESTE Degni: Proprio di fronte alla rampa dell'accesso artisti.
PUBBLICO MINISTERO: Dell'accesso al teatro?
TESTE Degni: Artisti, sì, in teatro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Cioè, l'accesso principale al pubblico...
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e poi c'è quell'accesso laterale...
TESTE Degni: E' adiacente, è attaccato.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi proprio nelle immediate vicinanze dell'uscita.
TESTE Degni: Sì, sì. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi il dottor Costanzo è uscito verso che ora?
TESTE Degni: Gliel'ho detto, nove e mezzo, nove e trentacinque, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Nove e mezzo... Nove e mezzo e qualcosa, nove e trentacinque.
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. E' salito il dottor Costanzo con la signora...
TESTE Degni: De Filippi.
PUBBLICO MINISTERO: Hanno preso posto, come?
TESTE Degni: Dietro.
PUBBLICO MINISTERO: Dietro. Il dottor Costanzo dov'era?
TESTE Degni: Dietro di me.
PUBBLICO MINISTERO: Dietro di lei. C'era anche un cane, può essere?
TESTE Degni: No, dietro di me c'era la signora De Filippi. E... era di là. Prego?
PUBBLICO MINISTERO: Poi c'era anche un cane, se non mi sbaglio.
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è partito...
TESTE Degni: Sono partito e ho girato per...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti.
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La macchina di scorta è partita insieme a lei?
TESTE Degni: Sì, insieme.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi vi siete mossi, diciamo, in formazione. Lei davanti e la macchina di scorta dietro.
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Avevate veicoli tra di voi?
TESTE Degni: No.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, lei è partito.
TESTE Degni: Ho girato su via Fauro, abbiamo fatto un 100 metri e ho appena girato, appena girato l'angolo abbiamo sentito l'esplosione, la macchina che ha avuto uno scossone e... Niente, sembrava più una cosa tecnica, un'esplosione di... non lo so...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io ho bisogno di avere una delucidazione da lei.
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La possiamo aiutare anche facendole vedere delle immagini.
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sul punto dove si trovava l'auto nel momento in cui lei ha avvertito questa forte esplosione. Siccome lei guidava l'automobile, quindi la persona che meglio può riferire su questo è sicuramente lei.
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, abbiamo varie possibilità: le possiamo far vedere una piantina in cui si vede via Fauro con la strada via Boccioni che lei si accingeva a percorrere...
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... possiamo farle vedere dalle fotografie...
Io direi di provare a partire da una piantina, forse.
TESTE Degni: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Preghiamo l'ispettore allora a proiettare questa piantina.
Informiamo la Corte che si tratta di una piantina - poi sono tutte uguali - presa alla pagina 4900 del fascicolo dei rilievi di Polizia Scientifica, fascicolo A per l'esattezza, che fa parte del fascicolo per il dibattimento ed è ovviamente relativo all'attentato 14 maggio '93 di via Ruggero Fauro.
Vediamo questa piantina. Magari, ispettore, la deve ingrandire convenientemente.
Se lei si vuole avvicinare là, dove l'ispettore posiziona questa piantina. Poi magari con un lapis, una penna.
Io la metterei orientata in senso verticale.
Ecco, la strada che va dall'alto verso il basso, Degni, è via Fauro. Sulla sinistra è via Boccioni.
Quindi, per il suo, per quello che ha detto, lei venendo dal basso verso l'alto, rispetto alla fotografia, insomma alla piantina che ha sottocchio, doveva prendere a sinistra.
Quando lei ha sentito appunto questa forte esplosione, con la macchina in che posizione si trovava?
PRESIDENTE: Ha capito?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se ce lo indica magari...
PRESIDENTE: Allora lo faccia vedere con una matita lì, sul disegno.
TESTE Degni: (voce fuori microfono)
Rispetto a dove si è fermata è un po' più dietro, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ora io la domanda gliel'avevo posta a prescindere poi dal posto dove si è fermata l'automobile. Questo poi era una domanda che le avrei fatto in un momento successivo.
Io dico, proprio rispetto alla manovra di svolta, lei dove si trovava? Stava iniziando a svoltare, era a metà della svolta, aveva terminato la svolta...
TESTE Degni: (voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Le spiace parlare sul microfono, per piacere?
TESTE Degni: Avevo appena addrizzato le ruote, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi aveva appena terminato la manovra di svolta.
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi se dovesse posizionarla con la penna, la macchina sua, lì in quella piantina, dove la metterebbe?
TESTE Degni: Mah, sicuramente più dietro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Degni: Quasi all'angolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ho capito.
TESTE Degni: Praticamente... sì, quasi all'angolo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Lei ha detto aveva appena terminato la manovra di svolta, aveva finito di...
TESTE Degni: (voce fuori microfono)
Avevo allineato le ruote.
PUBBLICO MINISTERO: ... raddrizzare le ruote.
PRESIDENTE: Al microfono, per favore. Al microfono!
TESTE Degni: Avevo appena allineato le ruote.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per riprendere la marcia a diritto.
TESTE Degni: Per riprendere la marcia, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a questo punto si è verificata l'esplosione e lei ha detto: la macchina ha fatto un sobbalzo.
TESTE Degni: Laterale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi un attimino questo. Cosa vuol dire.
Si può anche sempre aiutare con la piantina, per spiegare...
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Laterale vuol dire verso il centrostrada...
TESTE Degni: No, no, verso la destra, verso la mia destra.
L'auto si è alzata di un... credo di un metro, perché... sì. E poi è ritornata...
PUBBLICO MINISTERO: Sulle quattro ruote.
TESTE Degni: Tant'è che si sono rotti i braccetti, sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Ed è tornata sulle quattro ruote, la macchina.
TESTE Degni: Ed è ritornata sulle quattro ruote.
PUBBLICO MINISTERO: Una volta che la macchina è tornata sulle quattro ruote, si è spostata ancora, oppure è rimasta ferma lì?
TESTE Degni: Mah, guardi, è stato come aver preso un muro di gomma, praticamente. Perché la macchina era pure col cambio automatico, non andava più avanti. Cioè, si è proprio bloccata, come se...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi si è piantata nel punto dove...
TESTE Degni: No, forse avrò percorso qualche altro metro sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Perché il motore era...
TESTE Degni: Prego?
PUBBLICO MINISTERO: Perché il motore era rimasto acceso?
TESTE Degni: Sicura... Non me lo ricordo sinceramente.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
TESTE Degni: Se l'ho spento, se l'ho... Sinceramente non lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è possibile che la macchina abbia fatto qualche altro metro in avanti...
TESTE Falcone: In avanti sicuramente, sì. Perché non c'era quasi più il controllo e sicuramente avrò disassato anche gli arti, insomma, le gambe, un po' tutto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Allora, se non le spiace, tanto lì non c'è più bisogno, può tornare là.
Ecco, assieme all'esplosione, assieme a questo sobbalzo dell'automobile che lei stava descrivendo, ecco, che altro ricorda? Che altro è successo nell'episodio, sul momento?
TESTE Degni: Beh, abbiamo visto scintille... C'era di tutto, insomma. Tegole che cadevano, macchine che andavano a fuoco, sirene d'allarme, antifurti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei personalmente che cosa ha fatto?
Suppongo sia sceso dall'automobile.
TESTE Degni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Racconti, via. Perché lei c'era, io no. Io le faccio le domande, ma lei deve rispondere con una certa scioltezza, insomma, voglio dire. Siamo a raccontare un fatto...
TESTE Degni: Bene. Sono sceso dalla macchina, non mi sono accorto che sanguinavo, ma leggermente, perché erano delle schegge del parabrezza, mi avevano colpito qui, non me n'ero neanche accorto. Me lo disse il dottor Costanzo. Però era leggera, due ferite leggerissime. Basta, non... Abbiamo visto c'era l'inferno dietro, chiaramente.
PUBBLICO MINISTERO: Ha visto che fine aveva fatto la Thema di scorta?
TESTE Degni: Sì. Sì, ha scodato verso via Fauro, però dall'altra parte, se non vado... Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma anche la Thema si era già orientata, immessa su via Boccioni...
TESTE Degni: No, io credo che stava impegnando la curva in quel momento.
PUBBLICO MINISTERO: Stava...
TESTE Degni: Nel momento dell'esplosione. Da come poi è andata a finire, credo di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era andata a finire verso...
TESTE Degni: Ricordo la coda che stava praticamente su via Fauro, però dalla parte del senso vietato.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi verso l'angolo tra via Boccioni e via Fauro, ma l'angolo opposto.
TESTE Degni: Esatto, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Rispetto a quello di svolta.
TESTE Degni: Esatto. Come se avesse fatto un testacoda, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Come se si fosse quasi rigirata.
TESTE Degni: Girata, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dopodiché lei che iniziative ha preso?
TESTE Degni: Siamo scesi dalla macchina e c'era solo disorientamento e basta. Non c'era un programma preciso.
PRESIDENTE: Ma avrete fatto qualche cosa.
TESTE Degni: Prego?
PRESIDENTE: Dopo essere scesi, usciti dalla macchina avrete fatto qualche cosa.
TESTE Degni: Sì, mi ricordo semplicemente che ho fatto qualche... dei passi, lì. Ho camminato. Poi sono andato al Teatro Parioli perché c'era l'infermeria e mi hanno medicato lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nel frattempo il dottor Costanzo e la signora De Filippi sa che fine hanno fatto, dove sono andati?
TESTE Degni: Mah, ci siamo aggirati, ripeto, qualche secondo. Che poi sono frazioni, sinceramente non è che uno...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, certo.
TESTE Degni: Ricordo semplicemente che... Ricordo il cane che per esempio è sceso dall'auto e è scappato. E c'era la signora De Filippi che gli correva dietro. Credo che c'era Aldo Re che diceva invece di stare un po' più uniti, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sul luogo del fatto prima che succedesse l'esplosione e dopo l'esplosione, lei ha notato qualcosa di...
TESTE Degni: Mi scusi, ho?
PRESIDENTE: Notato.
TESTE Degni: Ah.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha notato qualcosa che abbia in qualche modo richiamato, sollecitato la sua attenzione?
TESTE Degni: Prima dell'attentato?
PUBBLICO MINISTERO: O prima, o dopo.
TESTE Degni: Ma guardi, sinceramente io ricordo dopo, non prima. Prima no, sinceramente. Non...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene...
TESTE Degni: Era tutto normale, una serata tranquilla.
Cioè, io vedevo diciamo le persone che erano vicine che venivano verso le fiamme, diciamo, l'attentato, eccetera. Io ricordo benissimo di aver visto due figure che invece si allontanavano.
PRESIDENTE: Chi sono queste due figure?
TESTE Degni: Che andavano verso... Figure.
PRESIDENTE: Due?
TESTE Degni: Sì.
PRESIDENTE: Uomini?
TESTE Degni: Uomini, sì. Che andavano verso viale Parioli e non magari verso, o per soccorrere qualcuno dove c'era appunto l'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi le ha viste, queste persone, su quale strada?
TESTE Degni: Su via Boccioni.
PUBBLICO MINISTERO: Su via Boccioni verso...
TESTE Degni: Ripeto, sono delle figure. Mi ricordo semplicemente delle sagome.
PUBBLICO MINISTERO: Delle sagome. Sagome che lei...
TESTE Degni: Assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: ... ha detto un attimo fa dovevano essere sagome maschili, però. Sagome di uomini.
TESTE Degni: Sì. Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei le ha viste che si allontanavano verso viale Parioli.
TESTE Degni: Verso viale Parioli.
PUBBLICO MINISTERO: Verso viale Parioli,.
TESTE Degni: Non magari verso...
PUBBLICO MINISTERO: Non venivano verso di voi, ma andavano verso...
TESTE Degni: Non davano né soccorso, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Ha visto se si allontanavano correndo, o a passo normale...
TESTE Degni: A piedi. A piedi, ma erano distanti faccia conto 70-80 metri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma quando lei le ha viste queste persone si trovavano verso la metà di via Boccioni, verso la fine di via Boccioni...
TESTE Degni: Beh, no, era quasi verso la fine.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi nelle vicinanze del...
TESTE Degni: Del viale Parioli.
PUBBLICO MINISTERO: Su viale?
TESTE Degni: Sul viale Parioli, sì. Verso, andavano verso il viale Parioli.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Bene, non ho altro da chiederle.
PRESIDENTE: Hanno domande le parti civili? I difensori?
Si può accomodare, grazie.
*TESTE Degni: Grazie.
PRESIDENTE: Chi facciamo venire?
PUBBLICO MINISTERO: Allora sentiamo il signor Depalo Domenico, come nome anagrafico.
PRESIDENTE: Lei ci vuol dire... Stia seduto, per piacere.
*TESTE Depalo: Grazie.
PRESIDENTE: Nome, cognome, luogo, data di nascita e luogo di residenza.
TESTE Depalo: Depalo Domenico via Lucrezia Romana 33, 05/08/57. Residente a Roma.
PRESIDENTE: Legga la formula.
TESTE Depalo: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Signor Depalo, la sera del 14 maggio del '93, lei l'ha presente nella memoria?
TESTE Depalo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole dire intanto qual è la sua attività e quale...
TESTE Depalo: Sono responsabile della sicurezza della società del dottor Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Responsabile del servizio di sicurezza della società del dottor Costanzo.
TESTE Depalo: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E questo è un lavoro che lei svolge da quanto tempo?
TESTE Depalo: Dall'80.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi possiamo dire che dal 1980 si occupa della sicurezza anche del dottor Costanzo.
TESTE Depalo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole, per cortesia spiegare come si esercita, come lei esercita questo compito, come esercitava questo compito...
TESTE Depalo: Sì, è inerente al servizio svolto al Teatro Parioli, all'interno del Teatro Parioli, dove generalmente abbiamo quasi tutti i giorni 600 persone. E quindi un po' per... affinché tutto si svolga nella massima tranquillità, facciamo questo tipo di servizio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Depalo: E ci si avvale delle guardie giurate.
PUBBLICO MINISTERO: Lei però, per quanto riguarda la sicurezza del dottor Costanzo, non si limita a controllare quello che avviene, a organizzare il controllo di quello che avviene dentro il teatro, ma ha anche un compito, almeno all'epoca aveva anche un compito più specifico. Si era assunto un compito più specifico.
TESTE Depalo: Sì, esatto. In pratica lo seguivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa era una, era voglio dire una misura aggiuntiva di sicurezza che lei aveva adottato, che eseguiva da quanto tempo?
TESTE Depalo: Non era una mia... Era Costanzo che voleva così.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Da quanto tempo era in esecuzione questa misura aggiuntiva di sicurezza?
TESTE Depalo: Torniamo un po' indietro coi tempi. Io nasco guardia giurata.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Depalo: Ed è dall'80 che svolgo questo lavoro presso di lui. Poi c'è stata una interruzione.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Depalo: E' stata ripresa nell'89 e sono stato assunto direttamente nella sua società con la mansione di responsabile della sicurezza. Quindi, dall'89 che poi lo seguivo sempre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lo seguiva sempre con l'automobile, vuol dire.
TESTE Depalo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo, questo servizio di seguirlo sempre con l'automobile, questo accorgimento di seguirlo sempre con l'automobile, era attuato per tutti gli spostamenti di Costanzo nell'intera giornata, o solamente in occasione di alcuni spostamenti?
TESTE Depalo: No, no, sempre, sempre.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro di questo?
TESTE Depalo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma non è che fosse limitato questo servizio solamente al viaggio di ritorno del dottor Costanzo dal Parioli a casa la sera?
TESTE Depalo: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare che il dottor Costanzo stamattina abbia detto diversamente. Forse non mi sono spiegato bene, o con lui o con lei.
TESTE Depalo: Probabilmente.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, chi è che sbaglia? Io, o lei?
TESTE Depalo: Io so che, come avveniva la cosa. Io è dall'89 che anche se c'era da andare fuori Roma. Non era soltanto limitato al tragitto di ritorno, ma durante l'arco della giornata, tutti i suoi spostamenti.
PUBBLICO MINISTERO: E provvedeva sempre lei?
TESTE Depalo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Provvedeva sempre lei con quali mezzi?
TESTE Depalo: Con una, la Lancia Thema poi della società del dottor Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: E prima di questa Lancia Thema di che mezzi faceva uso per questo servizio?
TESTE Depalo: Prima della Lancia Thema avevamo una Alfa 75, sempre della società.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda da quanto tempo aveva in uso la Lancia Thema, rispetto a quando è successo l'attentato?
TESTE Depalo: Non ricordo esattamente, ma senz'altro intorno agli otto mesi. Però di preciso quando ci è stato il cambio non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo servizio di sicurezza fatto con l'automobile, come si svolgeva?
TESTE Depalo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire: lei era solo a bordo di questa auto di scorta?
TESTE Depalo: No, no, ero sempre in compagnia di una guardia giurata.
PUBBLICO MINISTERO: E la guardia giurata era sempre la solita?
TESTE Depalo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè il signor?
TESTE Depalo: Aldo Re.
PUBBLICO MINISTERO: Aldo Re. E come veniva concretamente eseguito questo servizio? Cioè a dire, la macchina sua seguiva da vicino continuativamente...
TESTE Depalo: Sì. Sì, come una normale scorta.
PUBBLICO MINISTERO: E quando si trattava di fare questo servizio allorché il dottor Costanzo rientrava a casa la sera al termine della trasmissione...
TESTE Depalo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... c'era qualche variazione in questo che è, che è stato il sistema normale, oppure le cose...
TESTE Depalo: No, no, perché Costanzo è un abitudinario. Anche se noi a volte lo consigliavamo di cambiare percorsi. Ma non, per motivi normali, insomma, senza poi... Lui invece sempre la stessa strada effettuava e noi poi ci trovavamo a seguirlo.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi venendo via dal teatro, cosa voleva dire la stessa strada?
TESTE Depalo: La strada di sempre.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
TESTE Depalo: Via Fauro, via Boccioni e poi dall'ingresso con via dei Parioli.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e la sera del 14 maggio, lei ricorderà che Costanzo non aveva il suo autista di tutti i giorni, ma aveva un autista diverso.
TESTE Depalo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo conosceva quest'altro autista?
TESTE Depalo: Sì, perché l'autista di quella sera che ha sostituito l'altro autista, l'autista di sempre, è un autista che noi ci avvalevamo per fargli fare dei servizi di prelievo degli ospiti della trasmissione. Quindi una persona conosciuta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei quando è stato messo al corrente che quella sera invece che il solito autista, il signor Peschi, ci sarebbe stato il sostituto, cioè il signor Degni?
TESTE Depalo: Me ne sono accorto prima della partenza.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
TESTE Depalo: Prima della partenza, prima di ritornare verso via Poma, l'abitazione di Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Depalo: Lì, l'ho saputo.
PRESIDENTE: All'uscita del teatro.
TESTE Depalo: Sì, all'uscita dal teatro.
PUBBLICO MINISTERO: Lo ha saputo, lo ha visto, suppongo.
TESTE Depalo: Sì, certo. Quindi lì abbiamo...
TESTE Depalo: Ma era la prima volta che il Degni veniva a prendere Costanzo all'uscita dal teatro, o era successo in altre occasioni?
TESTE Depalo: Non ricordo. Però non era forse la prima volta col Degni, ma ci sono state anche altre persone. In precedenza degli anni, eh. Ma era quasi sempre il signor Peschi che lo accompagnava.
PUBBLICO MINISTERO: Ora veramente il signor Degni ha detto che era venuto già altre volte, lì a prendere Costanzo all'uscita del teatro. Lei non se lo ricorda questo?
TESTE Depalo: No, probabilmente, però non ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
TESTE Depalo: Se era la prima volta, oppure...
PRESIDENTE: Scusi, possiamo chiedere: era stato autista del dottor Costanzo questo Degni anche in altre occasioni?
TESTE Depalo: Sì. Non per riportarlo a casa la sera però, eh.
PRESIDENTE: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ripeto, gli ho fatto presente che il signor Degni ha detto invece che in altre occasioni è capitato proprio a lui di andare a prendere il dottor Costanzo all'uscita del teatro e accompagnarlo a casa.
Lei mi ha detto: io questo non me lo ricordo.
TESTE Depalo: Non ricordo, perché a volte c'era Stefano Degni, a volte c'era l'altro ragazzo che si chiamava Bonafaccia. Mo' se era la prima volta Degni, o altre volte, probabilmente sì, però non ricordo bene...
PUBBLICO MINISTERO: Va be', lei non se lo ricorda. Ne prendiamo atto.
E quella sera che cosa è successo? Al momento in cui il signor Costanzo è uscito dal teatro.
TESTE Depalo: Siamo montanti in macchina, siamo partiti. Abbiamo fatto circa 100 metri, 150 metri. All'angolo di via Boccioni c'è stata questa esplosione, questa deflagrazione.
PUBBLICO MINISTERO: Cerchiamo di raccontarle per benino, eh, le cose che sono successe.
TESTE Depalo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Anche perché non sono cose da nulla, tutto sommato, no? Penso.
Allora dico: "Siamo partiti" cosa vuol dire? E' partito lei ed è partita la macchina di Costanzo.
TESTE Depalo: E' partita la macchina di Costanzo e sono partito io.
PUBBLICO MINISTERO: Qual è partita davanti, la macchina di Costanzo, o la sua?
TESTE Depalo: Sempre quella di Costanzo davanti.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è partito immediatamente dopo la macchina di Costanzo?
TESTE Depalo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siete partiti a velocità normale, o a velocità...
TESTE Depalo: A velocità normale. Non correvamo mai.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. C'era illuminazione pubblica in funzione?
TESTE Depalo: Prego?
PUBBLICO MINISTERO: C'era l'illuminazione pubblica in funzione?
TESTE Depalo: Non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Era già buio, era...
TESTE Depalo: Era già buio, erano... passate le nove, le nove e mezza.
PUBBLICO MINISTERO: Lei aveva le luci accese dell'autovettura?
TESTE Depalo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Parlo delle luci esterne, ovviamente.
TESTE Depalo: Sì, sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: L'auto di Costanzo aveva le luci esterne accese?
TESTE Depalo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando vi siete immessi in via Fauro...
TESTE Depalo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... avete proceduto sempre...
TESTE Depalo: A distanza di 3 metri da una macchina all'altra.
PUBBLICO MINISTERO: Durante l'avvicinamento alla svolta con via Boccioni...
TESTE Depalo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... avete avuto necessità di rallentare per qualche ragione? Attraversamento di pedoni, o che altro?
TESTE Depalo: No, però rallenti per forza, perché è una strada che a un certo punto devi obbligatoriamente fermare. Perché a volte vengono macchine in senso contrario. Quella sera fortunatamente macchine non sono venute. Però, in tutti i casi, c'è un rallentamento quasi obbligatorio.
PUBBLICO MINISTERO: Occorre quindi mettere piede sul freno per rallentare la marcia.
TESTE Depalo: Sì, perché è una curva. Poi è una curva a gomito.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto che a un certo punto si è verificata una esplosione.
TESTE Depalo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Rispetto a questo tragitto che lei sta descrivendo, in che momento si è verificata l'esplosione? Rispetto a dove si trovava.
TESTE Depalo: Subito, subito dopo, appena entrati in via Boccioni. A 1 metro, 1 metro e mezzo dall'ingresso di via Boccioni con via Fauro.
PUBBLICO MINISTERO: Lei stava ancora percorrendo la curva, o la stava iniziando, l'aveva quasi finita, l'aveva terminata.
TESTE Depalo: Penso di averla quasi terminata.
PUBBLICO MINISTERO: E la macchina sulla quale viaggiava il dottor Costanzo, era proprio immediatamente davanti alla sua?
TESTE Depalo: 2 metri.
PRESIDENTE: Pubblico Ministero, mi scusi, ma mi pare che il teste non ci abbia mai detto stasera che macchina aveva il Costanzo quella sera.
TESTE Depalo: Aveva una Mercedes.
PRESIDENTE: Quindi non era la macchina che usava solitamente.
TESTE Depalo: Eh, no, perché la macchina che usava solitamente era dell'altro autista. Che era una 164.
PRESIDENTE: Cioè era guidata dall'altro autista.
TESTE Depalo: L'altra macchina, la 164 era del suo autista.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Depalo: C'era questa volta questo sostituto che aveva una Mercedes 500, penso. O 300, non so adesso che...
PRESIDENTE: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, la macchina sulla quale viaggiava il dottor Costanzo, al momento dell'esplosione precedeva la sua, stava dicendo, di un paio di metri?
TESTE Depalo: Un paio di metri, penso.
PUBBLICO MINISTERO: Un paio di metri. Cosa è successo alla sua automobile per effetto dell'esplosione?
TESTE Depalo: In pratica la macchina si è accartocciata, è rientrata in sé. Tutti vetri sono andati completamente distrutti e...
PUBBLICO MINISTERO: Ora io non parlavo tanto come danni. Poi quello ci arriviamo, ma proprio dico come comportamento. L'automobile è stata sbalzata, alzata, spostata...
TESTE Depalo: Non riesco a descriverlo. Perché la situazione è talmente strana e difficile a raccontare che...
PRESIDENTE: Scusi, la macchina, dopo l'esplosione, si sarà fermata in una qualche...
TESTE Depalo: Sì, sì, era dietro del dottor Costanzo, è rimasta ferma.
PRESIDENTE: Rimasta ferma così, come...
TESTE Depalo: Sì, chiaramente... No, così, in maniera, messa di traverso.
PRESIDENTE: Ah, quindi...
TESTE Depalo: Perché con l'effetto...
PRESIDENTE: ... ha avuto uno spostamento abnorme.
TESTE Depalo: Certo.
PRESIDENTE: Eh, ci descriva questo.
PUBBLICO MINISTERO: E' questo che le avevo chiesto, sa? E' questo che le avevo chiesto: qual era stato il comportamento dell'automobile per effetto dell'esplosione.
Ho chiesto: è stata sobbalzata, spostata dall'esplosione. Questo, volevo sapere.
TESTE Depalo: Sì, è stata spostata.
PUBBLICO MINISTERO: Lei bisogna che cerchi un attimino di seguire la domanda, sennò non riesce ad imbastire la risposta. Mi deve ascoltare con disponibilità, perché se è qui in un'aula davanti ad una Corte di Assise è perché c'è una ragione seria, per starci. Diversamente non l'avrei importunata.
E allora le chiedo la cortesia di seguire le domande con attenzione e di rispondere con disponibilità. Non è una paternale, ma un avvertimento.
TESTE Depalo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, lei ha detto: la macchina si è messa di traverso.
TESTE Depalo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo cosa vuol dire? Se lei riesce ad essere più preciso, si è intraversata in che modo? Con il muso verso la sinistra, verso la destra, con la coda spostata in un modo piuttosto che in un'altra...
TESTE Depalo: Mah, io non riesco a descriverlo, perché ripeto, io ho sentito quest'urto, neanche un urto, questo spostamento che ci abbiamo avuto dalla mia sinistra verso destra...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Depalo: ... poi tutti i vetri frantumati sull'istante. E sinceramente siamo scesi dalla macchina.
Io poi sono stato soccorso per primo. E la posizione poi della macchina l'ho vista dopo, l'ho vista sui giornali, l'ho vista in televisione.
Ecco perché dico che era messa di traverso. E' stato talmente così rapido e...
PUBBLICO MINISTERO: Il teste che abbiamo sentito prima di lei, il signor Degni, ha detto che la vettura sua, quindi la Thema per intendersi, finì per trovarsi con il dietro verso l'angolo...
TESTE Depalo: Il dietro della mia macchina?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, verso l'angolo che c'è tra via Boccioni e via Fauro...
TESTE Depalo: Via Fauro.
PRESIDENTE: ... ma non quello sul quale ha fatto la svolta, l'angolo opposto.
TESTE Depalo: Sì, perché lo spostamento era da sinistra verso destra.
PRESIDENTE: Come se avesse avuto un testacoda, ha detto. Come per effetto di un testacoda.
PUBBLICO MINISTERO: Di un mezzo testacoda.
TESTE Depalo: Era spostata da sinistra verso destra.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, la parte anteriore è roteata verso sinistra, la parte posteriore verso destra.
TESTE Depalo: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Perché la macchina non si può roteare due volte.
TESTE Depalo: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Se fa così... ecco.
TESTE Depalo: Verso destra.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi si è spostata in roteazione in senso antiorario.
TESTE Depalo: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che ha subìto dei danni fisici, direttamente lei.
TESTE Depalo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol spiegare di che cosa si trattava, per cortesia?
TESTE Depalo: Erano schegge qui, dietro al collo.
PUBBLICO MINISTERO: Sanguinava?
TESTE Depalo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Con la mano ha indicato la sua parte sinistra, perché era la parte sinistra dove si è fatto male?
TESTE Depalo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oltre a queste schegge ha avuto altri...
TESTE Depalo: Beh, io sono stato operato la notte stessa e sono stato 20 giorni in ospedale.
PUBBLICO MINISTERO: Operato per la rimozione di queste schegge?
TESTE Depalo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda... Torniamo un attimo all'automobile.
Lei ricorda se qualcuno le ha detto, o se direttamente ha saputo, ha visto se la sua automobile poi è stata ulteriormente spostata dal punto dove era finita per trovarsi a seguito dell'esplosione?
TESTE Depalo: Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Quando lei si è allontanato dal luogo, quindi ha lasciato le vetture nella...
TESTE Depalo: Sì. Così come stavano.
PUBBLICO MINISTERO: ... situazione in cui si trovavano?
TESTE Depalo: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ecco, lei che ha fatto appena è riuscito a scendere dall'automobile?
TESTE Depalo: Cosa ho fatto?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, lei personalmente.
TESTE Depalo: Sono andato verso il dottor Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Depalo: Lui nel frattempo scendeva dalla macchina, ci siamo toccati, ci siamo chiesti reciprocamente come stavamo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Depalo: E dopodiché mi sono reso conto che ero tutto insanguinato e sono stato soccorso poco più avanti da dei militari.
PUBBLICO MINISTERO: Da dei militari, sì. Cerchi di precisare questo dettaglio. Cioè, dove li ha incontrati questi militari? Che militari erano?
TESTE Depalo: Camminando sul viale Parioli...
PUBBLICO MINISTERO: Su via Parioli... Sul viale Parioli?
TESTE Depalo: Sul viale Parioli.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era già arrivato sul viale Parioli.
TESTE Depalo: Sì, perché poi chiaramente siamo arrivati all'altezza di viale Parioli che è vicinissimo, saranno 50 metri. E lì si è fermato, abbiamo chiesto soccorso e si è fermato un pulmino con dei militari a bordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E quindi lei è stato accompagnato...
TESTE Depalo: Al Policlinico di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E poi è venuto del personale ad interrogarla. Se lo ricorda?
TESTE Depalo: Questo io l'ho riletto qui, perché non ricordavo assolutamente di aver rilasciato deposizioni.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha riletto qui, scusi, cosa vuol dire?
TESTE Depalo: L'ho risaputo qui, mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Non da me.
TESTE Depalo: No, no. L'ho risaputo qui.
PUBBLICO MINISTERO: Ma da chi lo ha risaputo? Glielo posso chiedere?
TESTE Depalo: Che c'erano delle deposizioni.
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
TESTE Depalo: Che io avevo deposto?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Depalo: Da Marina.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, va be'. Si riferisce alla signora Valente?
TESTE Depalo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La segretaria di Costanzo.
TESTE Depalo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Lei non ricordava di avere reso delle dichiarazioni a mezzanotte e mezzo di quel giorno?
TESTE Depalo: No, perché ripeto, in quella situazione ricordo soltanto tanti giornalisti, tanti flash, tanti fotografi. Poi sono stato circa dieci giorni che non riuscivo a sentire. Quindi in uno stato confusionale che...
PUBBLICO MINISTERO: Lei fu interrogato in effetti a mezzanotte e tre quarti. Quindi a distanza di tre ore dal fatto.
TESTE Depalo: Eh, io questo neanche lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricordava nemmeno. Ma di essere stato interrogato poi ancora, quasi subito dopo... Perché non c'è quasi soluzione di continuità tra un verbale dei Carabinieri e un verbale della Polizia. Perché vennero tutti a trovare lei in ospedale, a quello che leggo, al Policlinico Umberto.
Non se lo ricordava? Va bene. Non le chiedo altro.
PRESIDENTE: Domande, le parti civili? Di imputati?
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni.
E' possibile, chiedo sottoporre al teste la fotografia della macchina che conduceva.
Ricordo che portava la numerazione numero 1.
PRESIDENTE: Se ce l'abbiamo a portata di mano.
Già che ci siamo, possiamo farla vedere a tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, certo.
AVV. Cianferoni: Sì, ce l'ha l'ispettore.
PRESIDENTE: E' questa la macchina?
TESTE Depalo: Sì, penso di sì. Però non vedo la targa. E' un 4D. Sì, sì. Sì.
AVV. Cianferoni: Per come lei ricorda, era in grado di muoversi questa macchina quando lei scese?
PRESIDENTE: Dopo l'esplosione?
AVV. Cianferoni: Sì.
PRESIDENTE: Ha capito?
TESTE Depalo: Sì, ma non lo so.
PRESIDENTE: Non lo sa?
TESTE Depalo: Non lo so perché non è che ho riprovato a rimettere in modo la macchina.
AVV. Cianferoni: C'erano, per come lei ricorda, macchine parcheggiate...
PRESIDENTE: Avvocato, si faccia sentire, per cortesia.
AVV. Cianferoni: Sì. C'erano macchine parcheggiate sulla via Fauro lato sinistro?
TESTE Depalo: Là sempre ci sono macchine parcheggiate.
PRESIDENTE: Ma in particolare quella sera?
TESTE Depalo: Per abitudine io ricordo che ci sono sempre macchine. Perché veramente è sempre difficile trovare un posto. C'è la lotta continua per i posti.
AVV. Cianferoni: Quindi ambedue i lati della carreggiata spesso sono presi da tutte le macchine, insomma.
TESTE Depalo: Sì.
AVV. Cianferoni: Dunque, lei ha detto è responsabile alla sicurezza del signor Costanzo. Ma, dunque, sapeva chi sarebbe stato l'autista quella sera, lei?
PRESIDENTE: Lo ha già risposto, avvocato. Se n'è reso conto quando è andato all'uscita del teatro alle ore 21. E allora si è reso conto che non c'era il solito autista, ma c'era questo signor Degni.
AVV. Cianferoni: Quindi lui non lo sapeva come responsabile.
PRESIDENTE: Ha già detto che non lo sapeva.
AVV. Cianferoni: Facciamoglielo ridire. E' una cosa importante.
PRESIDENTE: Non lo metto in discussione, ma lo torturiamo, gli facciamo un III grado...
AVV. Cianferoni: No. No, no...
PRESIDENTE: Se ha detto che lui non lo sapeva, lo ha saputo allora. Più di questo non glielo possiamo far dire.
AVV. Cianferoni: Fra ripetere una seconda volta e torturare c'è un...
PRESIDENTE: Quando è lei, farà le sue domande.
AVV. Cianferoni: Sì, sì. Ha ragione, ha ragione.
Io ho finito. Queste erano le circostanze.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni.
Tornado alla posizione della macchina, lei ricorda che subito dopo questa esplosione non ha compiuto altre manovre di guida ed è subito sceso dalla macchina.
TESTE Depalo: Esatto.
AVVOCATO Gramigni: Ecco. Ricorda se vide subito il dottor Costanzo, rispetto a lei la macchina del dottor Costanzo dov'era? Penso che si sarà guardato intorno e lei disse, ha detto prima: mi sono preoccupato...
TESTE Depalo: Mi sono guardato intorno, sono andato dritto verso la macchina del dottor Costanzo.
AVVOCATO Gramigni: Quindi aveva la macchina del dottor Costanzo davanti a sé, rispetto...
PRESIDENTE: Lo ha già detto. Avanti 2 metri.
AVVOCATO Gramigni: Ecco. Rispetto alla macchina sua era in linea, la macchina del Costanzo, era più spostata verso la parte sinistra o destra della carreggiata? Non si ricorda la posizione...
TESTE Depalo: No, non me lo ricordo.
AVVOCATO Gramigni: ... della macchina rispetto...
TESTE Depalo: No.
AVVOCATO Gramigni: Ricorda di aver, a causa dello spostamento d'aria, urtato contro la facciata dell'edificio di via Boccioni?
TESTE Depalo: La mia macchina?
AVVOCATO Gramigni: Sì.
TESTE Depalo: No. Se la mia macchina ha urtato contro l'edificio?
AVVOCATO Gramigni: Sì, in forza dello spostamento d'aria.
TESTE Depalo: No, penso proprio di no.
AVVOCATO Gramigni: Comunque lei quando scese vide davanti a sé il dottor Costanzo.
TESTE Depalo: Sì, sì.
AVVOCATO Gramigni: Quindi la macchina del...
TESTE Depalo: Siamo scesi praticamente in contemporanea. Lui verso di noi e noi verso di lui.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, questa macchina - abbiamo saputo ieri dalle foto - è posizionata così come ritratta le fotografie, nella via Fauro, se non ricordo male, però nel pezzo...
PRESIDENTE: Oltre l'incrocio con via Buccioni.
AVVOCATO Gramigni: Oltre l'incrocio - grazie, Presidente - oltre l'incrocio con via Boccioni, che ha senso contrario di circolazione rispetto a quello dal quale lei proveniva. Ecco, lei esclude di averla lasciata in posizione...
PRESIDENTE: Lo ha già detto, avvocato. Gli è già stato chiesto dal Pubblico Ministero.
AVVOCATO Gramigni: Sì, ma...
PRESIDENTE: Gli è stato chiesto da me, gliel'ha chiesto il suo collega, ora glielo ripete lei. Ma continua a ripetere le stesse cose.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto. D'accordo. Io volevo questa conferma. Grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande? Prego.
AVVOCATO Rocchi: Grazie, Presidente, avvocato Rocchi per Cannella.
Lei ha detto di essere responsabile della sicurezza.
TESTE Depalo: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Ha mai avuto, negli anni precedenti o in quei momenti, in quel periodo, qualche esortazione particolare, aumentare l'attenzione... E' ovvio che lei è sempre attento, ma se uno ha qualche indicazione...
TESTE Depalo: Sì, certo. Però... I problemi erano più che altro che a volte arrivavano delle telefonate che invece in quel periodo, un paio di mesi prima, non sono mai giunte. In precedenza arrivavano queste telefonate di minacce ai nostri centralini degli uffici e al teatro. Ma noi le consideravamo come il gioco della scuola. Quando si va a scuola e si dice: la bomba, la bomba. Perché, ripeto, l'ingresso è consentito a 600 persone. Però mediamente se ne presentano 800-900. E allora noi pensavamo, per esempio, fossero qualcuno delle 300 persone rimaste...
AVVOCATO Rocchi: Che non erano entrate.
TESTE Depalo: ... che giocavano: stasera non mandate in onda, stasera...
Quindi non abbiamo mai pensato ad una ipotesi...
PRESIDENTE: Concreta.
TESTE Depalo: Concreta.
AVVOCATO Rocchi: Grazie, Presidente, non ho altre domande.
PRESIDENTE: Nessun'altra domanda? Si accomodi.
*TESTE Depalo: Grazie.
PRESIDENTE: Chi sentiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Re Aldo.
*TESTE Re: Buonasera.
PRESIDENTE: Ci vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita e luogo di residenza.
TESTE Re: Re Aldo, nato a Roma il 03/12/55, residente a Roma in via Scribonio Curione 5.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Re: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Signor Re...
TESTE Re: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... che lavoro svolge?
TESTE Re: Guardia giurata.
PUBBLICO MINISTERO: Dove svolge...
TESTE Re: Alla Flash e Capitalpol.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dove presta servizio in particolare?
TESTE Re: Attualmente?
PUBBLICO MINISTERO: Attualmente e poi ci dice nel '93.
TESTE Re: Attualmente sto, faccio un piantonamento notturno dentro un edificio, un centro di assistenza al volo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nel '93, nel maggio del '93?
TESTE Re: Ero di scorta al dottor Maurizio Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Era un servizio che svolgeva da tempo, rispetto al maggio '93?
TESTE Re: Sì, cinque anni prima.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol dire... Quindi diciamo all'incirca dall'89.
TESTE Re: Prego?
PUBBLICO MINISTERO: All'incirca dall'89.
TESTE Re: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E ci vuol dire come veniva eseguito questo servizio?
TESTE Re: Dunque, io attaccavo alle cinque in servizio...
PRESIDENTE: Alle cinque della mattina, o alle cinque del pomeriggio?
TESTE Re: Del pomeriggio.
PUBBLICO MINISTERO: Alle 17.
TESTE Re: Mi trovavo lì al Teatro Parioli, aspettavo il dottor Costanzo che veniva con l'autista. Poi restavo lì in teatro finché lui non finiva e lo riaccompagnavo a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lo aiuto un attimo a precisare questo fatto.
Questo servizio di scorta veniva svolto, quindi iniziava all'interno del teatro?
TESTE Re: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi proseguiva fino al termine dello spettacolo?
TESTE Re: Certo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Al termine dello spettacolo cosa accadeva?
TESTE Re: Aspettavamo il dottore che finiva, e lo accompagnavamo a casa, niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo servizio di scorta con che auto veniva fatto?
TESTE Re: Prima con una 75, poi con una Thema.
PUBBLICO MINISTERO: Può collocare nel tempo l'utilizzo di questa macchina, della Thema?
TESTE Re: La Thema gli ultimi due anni, penso. Sì, dal '91 al '93. due, tre anni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo servizio di scorta, che consisteva quindi, diciamo, fatto con la macchina, come veniva svolto? C'era la Thema e poi c'era un'altra macchina?
TESTE Re: No, solo la Thema con l'altra persona che lavorava per Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Costanzo dove stava?
TESTE Re: Costanzo stava con l'altra macchina, con l'autista, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa macchina solitamente stava davanti.
TESTE Re: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Conosceva lei quali mezzi, quale autovettura veniva normalmente impiegata da Costanzo e chi fosse l'autista abitualmente?
TESTE Re: Sì, per molto tempo c'era Peschi Luciano, veniva con un taxi di solito.
PUBBLICO MINISTERO: Che macchina era?
TESTE Re: Non mi ricordo, era un'Alfa mi pare.
PUBBLICO MINISTERO: Un'Alfa. Che tipo di Alfa?
TESTE Re: Mi pare una 75, non me lo ricordo bene. Sì, una 75.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi una 164?
TESTE Re: 164 sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. A bordo di questa Thema, quindi quella che veniva utilizzata da lei, chi prendeva posto?
TESTE Re: C'ero io e il signor Domenico Depalo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poco fa, l'abbiamo appena sentito il signor Depalo diceva che questo servizio di scorta veniva fatto durante tutta la giornata. Invece, a quanto capisco iniziava alle cinque del pomeriggio?
TESTE Re: Sì, per quanto riguarda me iniziava alle cinque del pomeriggio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi può darsi che il signor Depalo poi andasse anche a casa di Costanzo anche la mattina, in altre circostanze?
TESTE Re: Sì, lavora per lui quindi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lavora per lui a tempo pieno. Ecco, in questi spostamenti, diciamo dalle 17.00 in avanti, perché lei questi conosce, c'era una abitualità di orari, di spostamenti, di percorsi?
TESTE Re: No, era sempre quello perché abitando vicino...
PRESIDENTE: Sì, l'abitualità vuol dire quello, che era sempre quello il percorso e l'orario.
PUBBLICO MINISTERO: Allora sì.
TESTE Re: Esatto, sì. Beh, l'orario no, l'orario poteva spostarsi però in linea di massima era sempre intorno alle dieci, nove e mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: 21.30.
TESTE Re: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Quando dice nove e mezza, diciamo della sera.
TESTE Re: Della sera.
PUBBLICO MINISTERO: Della sera. Ecco, altro particolare: che strade percorrevate uscendo dal teatro?
TESTE Re: Facevamo... La portava lui la macchina, facevamo, stavamo dietro la macchina di Costanzo e facevamo il pezzo sotto il Flaminio là e per andare a via, la via dove abitava lui era lì a... non mi ricordo la via. Piazza Mazzini all'inizio abitava, poi ha cambiato.
PUBBLICO MINISTERO: Prima di arrivare a casa di Costanzo, usciamo dal teatro, a noi ci interessa quel pezzettino prima di immettersi ai Parioli.
TESTE Re: Non ricordo bene le strade.
PUBBLICO MINISTERO: Il nome delle strade.
TESTE Re: No.
PUBBLICO MINISTERO: Magari possiamo proiettare un attimo una piantina, che è la solita.
Ecco, si vuole avvicinare lì, magari ci indica le strade che percorrevate.
PRESIDENTE: Guardi se ha una matita, una penna per favore e senza segnare ci indica che strada fa o faceva.
TESTE Re: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: No, guardi che lei si sta sbagliando.
PUBBLICO MINISTERO: Partiamo dall'uscita del teatro, è in via Borsi, dico bene?
TESTE Re: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, centri via Borsi e da lì veda se ci descrive il percorso.
PRESIDENTE: Via Borsi non la trova?
TESTE Re: Sì, eccola.
PUBBLICO MINISTERO: Eccola qua.
PRESIDENTE: Ecco.
TESTE Re: Via Borsi, andavamo dritto e giravamo a destra... a sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: A sinistra.
TESTE Re: A sinistra, poi a destra.
PUBBLICO MINISTERO: No, sempre sinistra.
TESTE Re: Sempre sinistra e in fondo a destra scendevamo giù, viale Parioli.
PRESIDENTE: E poi viale dei Parioli.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, se magari siccome poi nella registrazione, Presidente, sarà incomprensibile allora diciamo: via Borsi, uscita dal teatro, a sinistra per via Fauro...
TESTE Re: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ancora a sinistra per via Boccioni e quindi vi immettevate sul viale Parioli.
TESTE Re: Esatto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Meno male. Lei l'ha fatta cinque anni, io mai ma lo so perfettamente le assicuro.
Allora, questo percorso veniva fatto abitualmente?
TESTE Re: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Tutte le sere.
TESTE Re: Tutte le sere.
PUBBLICO MINISTERO: Quali erano queste sere della settimana in cui veniva registrata la trasmissione?
TESTE Re: Dal lunedì al venerdì.
PUBBLICO MINISTERO: Dal lunedì, quindi cinque giorni a settimana veniva fatto.
TESTE Re: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi veniva fatta sempre alla solita ora e sempre seguendo queste strade.
TESTE Re: Quasi sempre alla solita ora, capitava che faceva più tardi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, solita ora abbiamo individuato la fascia che va dalle 21.30 alle dieci. Ecco, ora veniamo al racconto di quella sera. Lei ci ha dato questi punti fermi: autista Peschi, macchina 164. Cosa accade la sera del 14 maggio?
TESTE Re: Dunque, come abbiamo girato, ripeto, per via Ruggero Fauro...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, usciamo dal teatro.
TESTE Re: Come siamo usciti...
PUBBLICO MINISTERO: Chi c'era? L'autista di quella sera chi era? Il signor Peschi?
TESTE Re: No, no, era Stefano Degni.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Re: Stefano Degni.
PUBBLICO MINISTERO: Era persona a lei conosciuta questo signore?
TESTE Re: Sì, sì, già lavorava lì come autista, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Aveva prestato altre volte servizio per Costanzo?
TESTE Re: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che macchina aveva se lo ricorda?
TESTE Re: Un Mercedes.
PUBBLICO MINISTERO: Aveva un Mercedes. Bene, siete usciti dal teatro, come prendete posto in macchina?
TESTE Re: Io sulla Thema con il Depalo e davanti Degni, poi c'era Costanzo, Maria De Filippi e il cane.
PUBBLICO MINISTERO: E il dottor Costanzo e la signora stanno seduti dove?
TESTE Re: Dietro, mi pare dietro.
PUBBLICO MINISTERO: Dietro, nella Mercedes. L'ora?
TESTE Re: Erano le 21.30, 21.40 penso.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Solita strada?
TESTE Re: Solita strada sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa accade?
TESTE Re: Come abbiamo girato subito a destra... subito a sini...
PUBBLICO MINISTERO: Sempre sinistra sono...
PRESIDENTE: No, guardi che...
TESTE Re: Sinistra e sinistra e appena girato l'angolo ho sentito questa esplosione. La macchina si è sollevata dietro di noi sentendo questa esplosione, poi la macchina è ricaduta, i vetri si sono rotti.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la Thema si è sollevata?
TESTE Re: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ed è ricaduta in che posizione?
TESTE Re: Sempre nella stessa posizione.
PUBBLICO MINISTERO: La stessa.
TESTE Re: Cioè, si è mossa un pochino, adesso non ricordo bene, insomma, è la stessa. E' ricaduta e i vetri sono scoppiati, i laterali mi pare, uno o tutti e due, tutti e due mi pare, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, se le facciamo vedere la foto, l'angolo di via Boccioni. Se le facciamo vedere una piantina dove si vede meglio l'angolo tra via Fauro e via Boccioni, dove è accaduto il fatto. Ecco, guardando la foto dal basso verso l'alto c'è via Fauro...
TESTE Re: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... nel senso di marcia e poi quell'incrocio a sinistra è via Boccioni. Ci vuole indicare magari con la matita dove si trovava la Thema al momento dell'esplosione?
TESTE Re: Dovrebbe essere qui, penso.
PUBBLICO MINISTERO: Quella è la posizione di quiete della macchina dopo l'esplosione?
TESTE Re: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè dove va a finire le macchina?
TESTE Re: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, al momento dell'esplosione la Thema dove si trovava? Dico, mentre eravate in marcia?
TESTE Re: No, al momento dell'esplosione, l'esplosione è stata qui ho detto io.
PUBBLICO MINISTERO: E la macchina...
TESTE Re: Sì è sollevata e si è spostata un po', si è inclinata praticamente e davanti c'era la macchina di Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Guardi, la macchina... via Boccioni è la strada, quella, la vede alla sua sinistra?
TESTE Re: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La strada perpendicolare. Ecco, la macchina di Costanzo dove era al momento dell'esplosione?
TESTE Re: Aspetti, via Ruggero Fauro, via Boccioni è questa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, via Boccioni è quella lì.
TESTE Re: Appena superato, subito qua era, qui, qui.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi diciamo si era già immesso in via Boccioni.
TESTE Re: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Voi stavate dietro quindi eravate, al momento dell'esplosione, sull'angolo?
TESTE Re: Subito dopo l'angolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a seguito dell'esplosione, però capisco, la macchina, la Thema va a fermarsi nell'altro angolo della strada, lei ha segnato un punto.
TESTE Re: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, di quanto si è sollevata questa macchina? Ha avuto modo di rendersi conto lei di questo spostamento?
TESTE Re: Guardi, io ho sentito come un vuoto dentro la macchina, l'esplosione non l'ho sentita perché, non lo so, dicono che essendo molto vicini non si sente l'esplosione. Ho sentito come una compressione d'aria, questa macchina che non so di quanto si sia alzata, ma si è alzata sicuramente. Ho sentito, ripeto, questa compressione e quando è ricascata, è ricascata, come si può dire, traballava su se stessa, ha fatto dei movimenti e ricadendo, ripeto, si sono rotti i vetri.
PUBBLICO MINISTERO: Non era una macchina blindata questa?
TESTE Re: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE Re: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e subito dopo che la macchina è ricaduta in terra, che cosa ha fatto lei?
TESTE Re: Subito dopo mi sono reso conto, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Non si è reso conto?
TESTE Re: No, mi sono reso conto perché ho visto dallo specchietto, come è cascata, ho visto le fiamme del palazzo dietro e allora l'istinto mio è stato di prendere la pistola e mettermi sulla parte del palazzo di dove stavamo, accostato, ho preso la pistola...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, si è reso conto che c'era stato un attentato, questo lei vuol dire?
TESTE Re: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha avuto immediatamente questa percezione.
TESTE Re: Sì. E praticamente c'era il dottor Costanzo, perché gli altri, l'altro che stava con me era stato colpito qui e già era andato sopra e c'era il dottor Costanzo che stava in mezzo alla stradina, in mezzo a questa strada.
PUBBLICO MINISTERO: Via Boccioni.
TESTE Re: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Chiamiamola col suo nome.
TESTE Re: E cascava della roba. Cascava della roba, stava lì e io gli ho detto: 'dottore si sposti da lì perché...' Allora mi ha detto: 'che cosa devo fare Aldo, mi dica'. Gli ho detto: 'guardi si sposti perché casca la roba, vada su'. E allora mi ha detto: 'mi prende le borse cortesemente?' Allora gli ho preso le tre borse che c'erano, con varie cose che erano uscite dalla botta, sono stati lì, ho messo a posto le cose, gliel'ho date e siamo andati sopra.
PRESIDENTE: Sopra dove?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stavo chiedendo Presidente.
TESTE Re: Alla fine di via Boccioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma siete stati soccorsi da qualcuno, vi si è avvicinato qualcuno?
TESTE Re: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Innanzitutto, lei che conseguenze fisiche ha avuto da questo fatto?
TESTE Re: Dunque, i vetri praticamente mi hanno... Quando la macchina è ricaduta il tettino della macchina mi ha sbattuto qua e avevo un bozzo.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, possiamo far mostrare quella foto sul retro della macchina?
Allarghiamo un po' il campo. E' questa la macchina?
TESTE Re: Sì. Io ero davanti, qui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco magari, ce n'è una vista dalla fiancata ispettore.
TESTE Re: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vedo che c'è il tetto schiacciato. Che conseguenze ebbe a seguito del fatto?
TESTE Re: Dunque, ripeto, io ebbi praticamente la botta in testa, presi qua, e poi i vetri praticamente, tutta questa miriade di vetri che mi ha scheggiato in faccia, sul naso, qui, sulla mano, gli occhi, ebbi un trauma corneo negli occhi, avevo tutti i vetrini piccoli negli occhi, tutto sangue davanti, qua specialmente.
PUBBLICO MINISTERO: Stava dicendo che venne soccorso da chi?
TESTE Re: Sì, dopo andai sopra e c'era una camionetta dei militari, dell'esercito era, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Passavano lì per caso?
TESTE Re: Passarono lì per caso, esatto e ci hanno soccorso a me e al Depalo - che il Depalo aveva riportato, un vetro mi pare gli si era conficcato qui al collo - e ci portarono al Policlinico Umberto I.
PUBBLICO MINISTERO: Quanto tempo è stato ricoverato?
TESTE Re: No, non fui ricoverato.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, lei non venne ricoverato?
TESTE Re: No, non venni ricoverato.
PUBBLICO MINISTERO: Queste lesioni per quanto tempo se l'è portate appresso?
TESTE Re: Ce l'ho tuttora diciamo, perché dopo due giorni cominciai a vomitare, vomitavo, poi febbre e poi più avanti mi sono ricoverato, mi hanno fatto tutti gli accertamenti, tac, però sembra tutto a posto, dalle tac, ho fatto la risonanza magnetica però ancora continuo ad avere crampi in testa.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io ho concluso Presidente.
PRESIDENTE: Domande delle parti civili? Difensori?
AVVOCATO Gramigni: Una precisazione, signor Presidente...
PRESIDENTE: Avvocato il suo nome per la registrazione.
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni.
PRESIDENTE: Scusi, sono noioso ma sennò...
AVVOCATO Gramigni: No, ci mancherebbe.
PRESIDENTE: ... non si sa di chi è questa voce.
AVVOCATO Gramigni: Certo, certo.
Tornando alla cartina che è stata prima mostrata al teste circa la posizione della macchina, ho avuto l'impressione che il teste abbia indicato un punto prima poi di rendersi conto quale era davvero la via Boccioni. E quindi, ecco, volevo avere conferma di quale fosse il punto nel quale, per il suo ricordo, la macchina si è arrestata o comunque si trovava al momento dell'esplosione. Perché in un primo tempo ha segnato un punto che è sulla destra...
TESTE Re: Qua.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, la macchina di scorta.
TESTE Re: Sì.
PRESIDENTE: No, quella sarebbe stata, secondo la sua prima deposizione, il punto in cui si era fermata la macchina di Costanzo.
AVVOCATO Gramigni: Di Costanzo.
TESTE Re: Questa è di Costanzo.
AVVOCATO Gramigni: Sì, la sua dov'era?
TESTE Re: Questa è la nostra, dietro, qua.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto.
PRESIDENTE: Ah, allora intanto indica un punto completamente diverso da quello precedente.
AVVOCATO Gramigni: Allora avevo avuto un'impressione...
TESTE Re: Avevo sbagliato prima.
PRESIDENTE: Perché indica un punto che lì sarà mezzo centimetro, sulla pianta ovviamente, a mezzo centimetro da quello che corrisponde il numero 43, se non mi sbaglio, dove ha indicato che si sarebbe fermata la macchina di Costanzo.
Lei li vede i numeri? Sono 41, 42, 43, scritti alla rovescia ma si leggono lo stesso.
TESTE Re: Sì.
PRESIDENTE: Lei ha detto, se non mi sbaglio, che in corrispondenza al numero 43 o 45 si era fermata la macchina di Costanzo?
TESTE Re: Sì.
PRESIDENTE: Ci vuole confermare allora in corrispondenza di quale numero si era fermata la sua?
TESTE Re: 42 penso.
PRESIDENTE: 42.
TESTE Re: Che è subito dietro. 42 o 43.
PRESIDENTE: 42 o 43, bene. Avvocato ha...
AVVOCATO Gramigni: No, grazie. Per quanto mi riguarda ho finito.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande? Può andare, grazie.
*TESTE Re: Grazie.
PRESIDENTE: Chi chiamiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Chiamiamo il teste Schembri.
*TESTE Schembri: Buonasera.
PRESIDENTE: Si accomodi. Vuol dirci nome, cognome, luogo, data di nascita e luogo di residenza.
TESTE Schembri: Sì, mi chiamo Franco Schembri, sono nato il 07/01/56 a Roma, abitante attualmente a Guidonia via Casabianco 40.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Schembri: Sì. "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Signor Schembri, che attività svolge, che lavoro svolge?
TESTE Schembri: Attualmente a un'agenzia artistica.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nel maggio '93?
TESTE Schembri: Nel '93 ero dipendente presso l'istituto vigilanza Flash Capitalpol di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: E' un istituto di vigilanza?
TESTE Schembri: Vigilanza privata.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dove faceva servizio lei?
TESTE Schembri: Svolgevo il mio servizio presso il Teatro Parioli di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, era lei in servizio anche la sera del 14 maggio?
TESTE Schembri: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, da quanto tempo faceva servizio lì al Teatro Parioli?
TESTE Schembri: Circa cinque anni.
PUBBLICO MINISTERO: Prima del '93?
TESTE Schembri: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi conosceva bene il dottor Costanzo?
TESTE Schembri: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ne conosceva le abitudini, gli orari?
TESTE Schembri: Mah, non c'era un orario preciso, dell'uscita se parliamo. Dell'entrata sì perché aveva una trasmissione con un orario fisso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, orientativamente c'era una norma, un orario di massima in cui lasciava il teatro?
TESTE Schembri: Che lasciava il teatro subito dopo la trasmissione, quindi le 9 e 40 circa usciva.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era un orario che rispettava, diciamo, in linea di massima?
TESTE Schembri: Più o meno sì, a meno che non c'erano delle prime del teatro che rimaneva per vedere qualcosa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi significava che rimaneva al teatro.
TESTE Schembri: Qualche volta sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dire che cosa accadde la sera del 14?
TESTE Schembri: La sera del 14, come quasi tutte le sere che entravamo in servizio lì e li ho fatti uscire facendogli fare viabilità. In pratica uscivo dal teatro e loro uscivano con le macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda che macchine utilizzavano e chi c'era quella sera?
TESTE Schembri: La sera era in servizio Fabio Depalo che ormai era alle sue dipendenze e un mio collega, Aldo Re.
PUBBLICO MINISTERO: Facevano un servizio di scorta?
TESTE Schembri: Seguivano Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Seguivano Costanzo. Costanzo come si allontanò quella sera?
TESTE Schembri: Costanzo si allontanò, la sera del fatto, con un autista del service, non il solito autista.
PUBBLICO MINISTERO: Il solito sarebbe?
TESTE Schembri: Non il solito autista Luciano Peschi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì dico, il solito lei lo conosce?
TESTE Schembri: Sì, sì, Luciano Peschi.
PUBBLICO MINISTERO: Conosceva anche l'autista che c'era quella sera?
TESTE Schembri: Quella sera Stefano Degni, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Persona che lei pure conosceva?
TESTE Schembri: Sì, sì, sì, anche perché lavorava per portare gli ospiti, erano macchine del service che utilizzava la redazione per gli ospiti.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Quando lasciano il teatro cosa accade?
TESTE Schembri: Quando lasciano il teatro, Costanzo dice?
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Quando lasciano il teatro Costanzo e la scorta.
TESTE Schembri: Beh, niente, normalmente se c'è teatro vanno avanti col teatro...
PRESIDENTE: No, mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: No, forse non...
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero vuol sapere, Costanzo e la scorta...
TESTE Schembri: Sì.
PRESIDENTE: ... quando esce dal teatro la sera cosa fa?
TESTE Schembri: Vanno a casa, poi questo...
PRESIDENTE: Lei sa che percorso facevano?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Schembri: A volte facevano il percorso di via Ruggero Fauro e via Bocconi e altre volte cambiavano. Abitualmente quello però qualche volta cambiavano pure.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque lei non c'era, sapeva che su per giù facevano quella strada.
TESTE Schembri: Così, sapevo per notizia, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Quella sera, dopo che si allontanarono, cosa accadde?
TESTE Schembri: In pratica io mi ero girato le spalle come se tutto era andato a posto e ho sentito questa esplosione. Mi sono reso conto che era qualcosa di diverso dal normale, mi sono precipitato sul luogo.
PUBBLICO MINISTERO: Sul luogo da dove presumeva provenisse...
TESTE Schembri: Sì, perché in pratica ho imboccato via Ruggero Fauro e c'erano delle macerie, delle persiane che cascavano quindi praticamente ho imboccato via Bocconi e lì ho visto le macchine ferme, danneggiate, con gli sportelli aperti.
Sulla mia destra c'era Costanzo appoggiato a una macchina che mi dice subito: 'corri che c'è Fabio che perde sangue'. E quindi c'era l'altro mio collega con la pistola in mano da una parte...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè sarebbe Aldo Re.
TESTE Schembri: Aldo Re. E Fabio da un'altra parte che era ferito.
PUBBLICO MINISTERO: Fabio sarebbe Depalo?
TESTE Schembri: Depalo. Fabio Depalo.
PUBBLICO MINISTERO: Qui dai nostri atti risulta che si chiama Domenico. In realtà viene chiamato Fabio?
TESTE Schembri: Sì, confidenzialmente lo chiamiamo Fabio però è Domenico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei sa che il suo vero nome è Domenico?
TESTE Schembri: E' Domenico esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, bene. Senta, lei ha detto: 'ho visto le macchine, sono arrivato sul posto, ho visto le macchine, fumo, macerie...'
TESTE Schembri: Sì, non ho visto niente dentro, non vedevo uomini, ho visto solo...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma si ricorda dov'erano queste macchine?
TESTE Schembri: Beh, era una macchina di Stefano Degni, il Mercedes, avanti e la Thema mi sembra...
PUBBLICO MINISTERO: Avanti su via Boccioni.
TESTE Schembri: Su via Boccioni.
PUBBLICO MINISTERO: L'altra?
TESTE Schembri: Dietro.
PUBBLICO MINISTERO: La Thema? Ma in che punto?
TESTE Schembri: Subito dietro, a seguire. Vicino insomma, molto vicino all'altra.
PUBBLICO MINISTERO: Verso via Fauro? Sull'angolo di via Fauro?
TESTE Schembri: Tra l'angolo di via Fauro e via Bocconi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi diciamo proprio sull'angolo.
TESTE Schembri: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Capisco bene?
TESTE Schembri: Un po' più avanti dell'angolo.
PUBBLICO MINISTERO: Su via Boccioni.
TESTE Schembri: Su via Boccioni.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Schembri: Se ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Se ricorda bene. C'era la luce?
TESTE Schembri: Luce no.
PUBBLICO MINISTERO: Era al buio.
TESTE Schembri: Ormai era tutto buio insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si rese conto di quello che era...
TESTE Schembri: Io tra la polvere ho visto solo Costanzo che era appoggiato su una macchina blu, che mi diceva di soccorrere Domenico Depalo che era ferito.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei va incontro a Depalo e a Re e vede...
TESTE Schembri: E li porto sulla strada principale...
PUBBLICO MINISTERO: Sul viale Parioli.
TESTE Schembri: Sul viale Parioli, dove non riuscivo a far fermare nessuna auto e ho tirato fuori la pistola e ho fermato un pulmino, non mi ricordo che cos'era, se era dei militari o di qualcosa, e li ho fatti caricare. La gente forse era spaventata, scappava.
PUBBLICO MINISTERO: Poi cosa ha fatto?
TESTE Schembri: Poi ci siamo portati all'ospedale e lì hanno ricoverato Domenico Depalo e poi mi sembra che siamo andati dalla Squadra Mobile mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, abbiamo concluso.
PRESIDENTE: Domande delle parti civili. I difensori? Si può accomodare grazie.
*TESTE Schembri: Grazie.
PRESIDENTE: Chi sentiamo?
TESTE Schembri: Sentiamo Attanasio... Attanasio non si è presentato. Avevamo un teste Attanasio che purtroppo ci ha mandato un certificato medico. Chiamiamo il teste Olivotti Adriano.
PRESIDENTE: Si accomodi.
Ci dica nome, cognome, luogo, data di nascita e luogo di residenza.
*TESTE Olivotti: Allora, mi chiamo Adriano Olivotti, sono nato a Roma il 30/12/1959 e sono residente a Roma in via Sinopoli numero 2.
PRESIDENTE: Legga quella formula?
TESTE Olivotti: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Olivotti, che lavoro svolge?
TESTE Olivotti: Sono tecnico del suono presso la Mediaset.
PUBBLICO MINISTERO: Presso scusi?
TESTE Olivotti: La Mediaset, la Fininvest.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, non avevo sentito. Dove espleta in concreto questa attività?
TESTE Olivotti: Attualmente presso il centro riproduzione di Cinecittà. All'epoca presso il Teatro Parioli.
PUBBLICO MINISTERO: All'epoca, quindi nel maggio '93.
TESTE Olivotti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda innanzitutto quindi lei è tecnico quindi sta lì in teatro. Dico, normalmente gli orari del dottor Costanzo di uscita dal teatro, fine dello spettacolo, di abbandono diciamo del teatro, lei li conosce?
TESTE Olivotti: Sì, all'incirca. Non era proprio precisissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ce li vuole dire?
TESTE Olivotti: Verso le 21.30.
PUBBLICO MINISTERO: Lasciava il teatro.
TESTE Olivotti: Lasciava il teatro perché lo spettacolo...
PUBBLICO MINISTERO: Era abbastanza abitudinario in questo orario?
TESTE Olivotti: Abbastanza. 10 minuti di tolleranza diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, ricorda lei cosa accadde la sera del 14 maggio?
TESTE Olivotti: Sì, con esattezza io mi...
PUBBLICO MINISTERO: Lei era a lavoro quella sera?
TESTE Olivotti: Sì, esatto. E diciamo la situazione è questa: solitamente verso le... adesso non ricordo in quel periodo perché noi spostiamo anche gli orari delle registrazioni, comunque mi sembra che verso le 20.00, 20.30 finisse la registrazione. Io mi attardai un po' per terminare il nostro orario che finiva alle 21.15, un po' per sistemare anche la regia, chiudere le regie mobili, sistemare per dare il cambio al mio omologo del teatro che praticamente doveva effettuare lo spettacolo teatrale.
Quindi verso le nove e mezza, come al solito, stavo lì fuori con i miei colleghi, avevamo deciso di andare a mangiare qualcosa, mi sembra, non ricordo adesso con precisione. Mi ricordo che dovetti fare una telefonata, all'epoca non ero ancora in possesso del cellulare, quindi mi avviai a piedi verso via Fauro dove c'è una non proprio...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei, mi scusi signor Olivotti, lei esce dal teatro da via Borsi.
TESTE Olivotti: Sì, esatto. Giro a destra...
PUBBLICO MINISTERO: Gira a destra e si avvia...
TESTE Olivotti: Verso via Fauro.
PUBBLICO MINISTERO: ... via Fauro.
TESTE Olivotti: Esatto. Dove c'è una pseudo, non proprio una cabina telefonica, sa quelle a nicchia...
PUBBLICO MINISTERO: Una postazione.
TESTE Olivotti: Una postazione telefonica, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Proprio sull'angolo?
TESTE Olivotti: Sull'angolo c'è un bar di angolo.
PUBBLICO MINISTERO: Angolo via Borsi-via Fauro.
TESTE Olivotti: Via Fauro, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Olivotti: Diciamo, già impegnata via Fauro, non proprio, sarà una quindicina di metri...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi appena svoltato a sinistra.
TESTE Olivotti: Appena svoltato a sinistra, sulla destra diciamo rimane.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla destra.
TESTE Olivotti: Sì. Introduco la tessera telefonica e mi accorgo che era esaurita. Quindi decido di procedere a piedi per via Fauro per poi girare in via Boccioni ed arrivare in viale Parioli dove c'è un bar tabacchi notturno dove pensavo di poter acquisire una nuova tessera. Appena stavo facendo questa operazione, appena mi sono avviato ho visto passare la macchina della scorta e la macchina del signor Costanzo e poi fra le altre cose quella sera non era neanche la sua abituale.
PUBBLICO MINISTERO: Lei conosceva qual era la sua macchina?
TESTE Olivotti: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Che tipo...
TESTE Olivotti: Una 164 Alfa era la sua macchina.
PUBBLICO MINISTERO: E l'autista?
TESTE Olivotti: L'autista, il signor Luciano.
PUBBLICO MINISTERO: Peschi.
TESTE Olivotti: Sì, esatto. E quella sera non so per quale motivo non era presente, c'era un'altra macchina con un autista normalmente da noleggio, da rimessa.
PUBBLICO MINISTERO: Conosce, mi pare che si tratti di Degni?
TESTE Olivotti: Prego?
PUBBLICO MINISTERO: Chi è questo autista di quella sera era persona che lei conosceva?
TESTE Olivotti: Sì, sì, già l'avevo vista altre volte, già si...
PUBBLICO MINISTERO: Sa anche come si chiama?
TESTE Olivotti: Non ricordo adesso il cognome sinceramente.
PUBBLICO MINISTERO: Il nome?
TESTE Olivotti: Mi sembra Stefano si chiamasse, se non sbaglio, sì. Mi passano accanto, mi fanno la strombazzatina solita di saluti, io saluto i passanti.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'avevano vista.
TESTE Olivotti: Sì, sì, certo. Stavo lì sull'angolo, mi suona, mi saluta. Mentre mi avvio ho sentito questo enorme botto, sono stato scaraventato a terra dallo spostamento d'aria. La prima cosa, l'istinto di sopravvivenza è stato quello di ripararmi perché cadevano pezzi di auto, pezzi di motori.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei era sul marciapiede destro di via Fauro...
TESTE Olivotti: Destro di via Fauro.
PUBBLICO MINISTERO: ... andando verso via Boccioni.
TESTE Olivotti: Andando verso via Boccioni. Ho iniziato, più per istinto di sopravvivenza che per calcolo, ho cercato di ripararmi, rifugiarmi dietro una macchina di quelle che erano rimaste parcheggiate lì, ho atteso che smettesse la pioggia di ferro, rottami, ferraglie che c'è stato al momento. Dopodiché ho visto in lontananza, verso la fine di via Fauro veramente un muro di fuoco perché le macchine erano esplosi i serbatori, erano in mezzo alla strada e...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, le macchine in sosta erano saltate in aria?
TESTE Olivotti: Stavano saltando sì, i serbatoi e occuparono tutta la carreggiata stradale che peraltro è piccola, la strada non è molto grande, via Fauro.
Vedendo che l'impossibilità di raggiungere loro proprio perché c'era un impedimento per via delle fiamme, sono tornato indietro in teatro cercando di chiedere aiuto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, c'è stato un qualcosa che... Quindi non si è avventurato verso il punto dove vedeva queste fiamme?
TESTE Olivotti: No, sarò arrivato a una ventina di metri, non di più. Anche perché...
PUBBLICO MINISTERO: Poi è tornato indietro perché c'erano i serbatoi delle macchine...
TESTE Olivotti: Esatto, avevo anche paura sinceramente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma si era reso conto che questa esplosione era avvenuta al passaggio delle macchine di Costanzo e...
TESTE Olivotti: No, a dir la verità la prima cosa che ho pensato non era certo un'autobomba, ma ho pensato all'esplosione di una bombola del gas, qualcosa. E ho realizzato: 'caspita, stava passando Maurizio proprio in quel momento' - pensato - 'non vorrei che fosse rimasto coinvolto'. Questo è stato il mio unico pensiero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ha sentito qualcosa di particolare?
TESTE Olivotti: No. Quello che posso dirle - come già deposi all'epoca - che per quanto mi concerne, da quella parte di via Fauro, non c'era assolutamente anima viva, era deserta.
PUBBLICO MINISTERO: Non c'è stato nulla che le avesse fatto, che avesse attirato la sua attenzione.
TESTE Olivotti: No, nulla che potesse far presagire quello che sarebbe accaduto.
PUBBLICO MINISTERO: Non sentì per caso stridìo di gomme, una macchina che partiva...
TESTE Olivotti: No, no, assolutamente. Le posso assicurare che non c'erano macchine in movimento e non c'erano persone a piedi. Almeno da quella parte.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome, ecco, quando lei venne sentito dalla Polizia il 14 maggio, proprio quella sera alle 23.30...
TESTE Olivotti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... lei disse che subito dopo l'esplosione sentì un forte stridìo di gomma.
TESTE Olivotti: Sinceramente non ricordo...
PUBBLICO MINISTERO: Guardi, le leggo testualmente:
"Immediatamente dopo" - si riferisce quindi alla esplosione.
TESTE Olivotti: Alla deflagrazione.
PUBBLICO MINISTERO: "Immediatamente dopo ho udito un forte stridìo di gomme di una autovettura proveniente dal luogo dell'esplosione, ma non so precisare se di un'auto in frenata, o in partenza".
TESTE Olivotti: Mi sembra molto strano che possa...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè...
PRESIDENTE: Se allora lei lo ha detto, pensa di esserselo inventato, o ha detto qualcosa che si ricordava?
TESTE Olivotti: No.
PUBBLICO MINISTERO: O era qualcosa...
TESTE Olivotti: Assolutamente non penso di inventarmi nulla, perché ritengo di essere una persona seria. Ma non ricordo neanche di aver rilasciato una deposizione del genere. Anche perché, dopo una esplosione, con antifurti che suonavano, con luce che chiaramente si è abbattuta con l'esplosione, non credo come avrei potuto sentire uno stridìo di gomme. Sarebbe stato...
PUBBLICO MINISTERO: Ci sarà stato un frainteso con chi l'ha interrogato.
TESTE Olivotti: Non riesco a capire. Dica.
PUBBLICO MINISTERO: No, dico: avrà capito male chi scriveva, allora.
TESTE Olivotti: Probabilmente c'è stato... Cioè, immagini anche il mio stato d'animo. Cioè, non sono avvezzo...
PUBBLICO MINISTERO: Certo, lo capisco. Anche perché era, lei venne interrogato alle 23.30. Quindi era appena...
TESTE Olivotti: Sì, ma non solo. Poi ne ho avuti più d'uno di interrogatori. Mi ricordo che tornai alle cinque del mattino, lì, una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sapeva lei se nel teatro, o comunque il dottor Costanzo riceveva delle telefonate minatorie, delle telefonate anonime?
TESTE Olivotti: No, so che qualche volta c'era stato un controllo in teatro. Ma questa, diciamo, è una prassi abbastanza normale. Succede anche negli altri studi televisivi che ogni tanto ci sia un mitomane, o qualcuno, che chiami per eventuali ordigni o per qualche altra cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dopo essersi rialzato, è tornato in teatro lei?
TESTE Olivotti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa ha fatto?
TESTE Olivotti: Ho invitato la gente, i Vigili del Fuoco del teatro, insomma, il servizio antincendio di recarsi in quel luogo con gli estintori per cercare di tamponare la cosa. Che nessuno si era mosso, erano rimasti tutti di fronte al teatro. Forse spaventati, sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ho concluso, Presidente.
PRESIDENTE: Domande delle parti civili?
AVVOCATO: Nessuna.
PRESIDENTE: Dei difensori? Si accomodi.
*TESTE Olivotti: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo introdurre il teste Portieri Lorenzo.
PRESIDENTE: Dica nome, cognome, luogo, data di nascita e luogo di residenza.
*TESTE Portieri: Allora, Portieri Lorenzo, abitante a Roma...
PRESIDENTE: Nato?
TESTE Portieri: Nato a Roma in via...
PRESIDENTE: Quando?
TESTE Portieri: 22/07/65.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Portieri: A Roma.
PRESIDENTE: Vuole leggere quella formula?
TESTE Portieri: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, signor Portieri, dove si trovava lei la sera del 14 maggio '93?
TESTE Portieri: La sera del 14 maggio '93 mi trovavo al Maurizio Costanzo Show.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era al Teatro Parioli.
TESTE Portieri: Sì, al Teatro Parioli Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda cosa accadde quella sera?
TESTE Portieri: Mah, io mi trovavo al Teatro Parioli di Roma per vedere appunto uno spettacolo, tutto qui. Ero in compagnia di una mia amica e ci stavamo quasi per mettere seduti per vedere, diciamo, il dopo Costanzo che era un mimo di un francese, credo e abbiamo sentito l'esplosione al di dentro del teatro.
Pertanto il caos, come poi voi sapete, è stato... diciamo...
PUBBLICO MINISTERO: E cosa ha fatto signor Portieri?
TESTE Portieri: Eh, cosa ho fatto? Niente, io sono uscito dal teatro insieme a questa mia amica e abbiamo visto le persone che automaticamente chi strillava a destra, chi a sinistra, chi diceva che era scoppiata una bomba, chi un missile. Non si sapeva.
Noi abbiamo pensato di metterci in salvo, tutto qui. E...
PUBBLICO MINISTERO: Si è avvicinato sul luogo dove...
TESTE Portieri: Sì, avvicinato diciamo non proprio, perché non si poteva passare col fatto che era tutto disastrato. E poi fiamme e cose varie, siamo arrivati fino ad un certo punto insieme ad altre persone che erano lì fuori per vedere se c'era qualcuno da aiutare più o meno o no. Dopodiché sono ritornato indietro.
E purtroppo io sono una guardia particolare giurata e a conoscenza ho il signor Franco Sghembri che ha già testimoniato e mi chiese un favore quella sera: di accompagnare cortesemente a casa del dottor Maurizio Costanzo l'autore del programma. Cioè Silvestri.
Io l'ho accompagnato e basta, tutto qui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci fu qualcosa di particolare che segnalò, che le venne segnalato?
TESTE Portieri: Mah, che io mi ricordo no. Cioè, particolare in che senso?
PUBBLICO MINISTERO: Non lo so. Qualcosa che attirò la sua attenzione, se c'è stato.
TESTE Portieri: Mah, cioè, l'unica cosa che io abbia deposto è stato che, al di fuori del Costanzo, abbiamo sentito... va be', come qualsiasi altra persona credo, delle parlate o milanesi, o napoletane, diciamo di tutte le persone che hanno partecipato credo allo spettacolo. Tutto qui.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Poi lei dopo aver accompagnato a casa di Costanzo, l'autore... Sa come si chiama?
TESTE Portieri: Sì, sì. Silvestri, Silvestri.
PUBBLICO MINISTERO: Silvestri. Poi lei è andato via, non è tornato sul luogo del fatto.
TESTE Portieri: Allora, il discorso è questo: io sono andato a casa di Costanzo, dopodiché... Cioè, già mi sembrava una cosa abbastanza preoccupante andar a casa di Costanzo dopo il fatto, dopo l'esplosione. Avevo pure un po' di paura, di timore. E come sono arrivato a casa di Costanzo, col dottor Silvestri, ho incrociato un'Alfa 33 che mi si è qualificato come il questore. Per l'appunto lo era e siamo saliti insieme, diciamo, nell'appartamento di Costanzo.
Tutto qui. Poi il signor Silvestri è rimasto in casa di Costanzo insieme a me, dopodiché ci hanno invitato ad andare all'antiterroristica. E basta.
PUBBLICO MINISTERO: Per deporre.
TESTE Portieri: Per deporre, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
*TESTE Portieri: Per la deposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, ho concluso.
PRESIDENTE: Domande? Nessuna domanda? Si accomodi.
Abbiamo altri testi?
PUBBLICO MINISTERO: C'era, Presidente, citato Attanasio, ma ci dicono che è malato. Quindi per oggi non abbiamo altro.
PRESIDENTE: L'udienza riprende domattina alle ore 09.00.
Traduzione degli imputati detenuti.