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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo i presenti.
Bagarella: mi pare che è rinunciante. Avvocati Ceolan e avvocato Cianferoni.
AVV. Cianferoni: Presente Cianferoni anche in sostituzione dell'avvocato Ceolan.
PRESIDENTE: Grazie.
Barranca: rinunciante anche lui. Avvocato Barone. Sostituito da? L'avvocato Cianferoni.
AVV. Cianferoni: Cianferoni.
PRESIDENTE: Grazie.
Benigno: è presente. Avvocato Farina e avvocato Maffei. Sostituiti? Avvocato Cianferoni.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti e avvocato Falciani.
AVVOCATO Falciani: Presente. Buongiorno.
PRESIDENTE: Calabrò Giovacchino.
IMPUTATO Calabrò: Presente.
PRESIDENTE: Presente. Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni che è presente.
AVVOCATO Gandolfi: Mi scusi, Presidente, è la prima udienza alla quale io presento, sono l'avvocato Gandolfi, sostituisco in questa sede anche l'avvocato Fiorentini.
PRESIDENTE: Benissimo, grazie.
AVVOCATO Gandolfi: Prego.
PRESIDENTE: Cannella Cristoforo: rinunciante. Avvocato Di Peri e avvocato Rocchi. Chi è presente?
AVV. Passagnoli: L'avvocato Passagnoli in sostituzione dell'avvocato Rocchi.
PRESIDENTE: Grazie.
AVV. Passagnoli: Prego.
PRESIDENTE: Carra Pietro: rinunciante. Avvocato Cosmai. Sostituto avvocato Batacchi.
AVVOCATO Batacchi: Sì, presente.
PRESIDENTE: Batacchi eh.
AVVOCATO Batacchi: Sì.
PRESIDENTE: Di Natale: contumace. Avvocato Civita Di Russo, avvocato Gentili, avvocato Falciani sostituto che è presente.
Ferro Giuseppe: lo vedo. L'avvocato Anania è sostituito dall'avvocato Cianferoni. Grazie.
Ferro Vincenzo: contumace. Avvocato Traversi e avvocato Gennai. C'è qualcuno dei due?
AVVOCATO Falciani: Sostituisco l'avvocato Gennai, Presidente.
PRESIDENTE: Allora avvocato Falciani in sostituzione.
Frabetti: è rinunciante per oggi. Avvocato Monaco, avvocato Roggero, sostituto processuale avvocato Usai. C'è qualcuno dei tre? Avvocato Falciani lo può sostituire?
AVVOCATO Falciani: Quale posizione Presidente?
PRESIDENTE: Frabetti.
AVVOCATO Falciani: No, non credo Presidente.
AVV. Passagnoli: Lo sostituisco io, Presidente, Passagnoli.
PRESIDENTE: Grazie.
AVV. Passagnoli: Prego.
PRESIDENTE: Giacalone Luigi: anche lui oggi rinunciante. Avvocato Dieci, avvocato Florio sostituto...
AVVOCATO Bennati: Dottoressa Bennati in sostituzione.
PRESIDENTE: Bennati, benissimo, grazie.
Giuliano Francesco: rinunciante. Avvocato Farina di Palermo. C'è qualcuno per l'avvocato Farina? L'avvocato Cianferoni lo può sostituire? Grazie.
Graviano Filippo: è rinunciante. Avvocato Oddo, avvocato Gramigni. C'è nessuno dei due? Sostituiti dall'avvocato Cianferoni, va bene?
Poi abbiamo Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani, sostituito dall'avvocato...
AVVOCATO Corsani: Arriverà più tardi. Dottoressa Corsani.
PRESIDENTE: ... Corsani.
Lo Nigro Cosimo: rinunciante. Avvocato Fragalà, Florio e Alì.
AVVOCATO Bennati: Sostituisco momentaneamente il dottor Florio, dottoressa Bennati.
PRESIDENTE: Lei è?
AVVOCATO Bennati: Dottoressa Bennati.
PRESIDENTE: Bennati.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei. Sostituiti? Avvocato Cianferoni.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, avvocato Bagattini. C'è qualcuno che li sostituisce? Avvocato Cianferoni.
Messina Denaro: contumace. Avvocato Natali e Cardinale. Avvocato Cianferoni.
Pizzo Giorgio: è presente. Avvocato Salvo e avvocato Pepi.
AVVOCATO Bennati: Sostituisco sempre l'avvocato Pepi, dottoressa Bennati.
PRESIDENTE: Grazie.
Provenzano: latitante. Avvocato Traina e avvocato Passagnoli, che è presente.
AVV. Passagnoli: Presente.
PRESIDENTE: Riina Salvatore: rinunciante. Avvocato Fileccia, Grillo, Maffezzoli.
AVV. Passagnoli: Sì, li sostituisco io, Presidente.
PRESIDENTE: Grazie.
AVV. Passagnoli: Prego.
PRESIDENTE: Santamaria: contumace. Avvocato Battisti, Usai e Roggero. C'è qualcuno che li sostituisce? Avvocato, lei Passagnoli può sostituirli? Grazie.
Scarano Antonio: rinunciante. Avvocato Fortini e avvocato Batacchi.
AVVOCATO Batacchi: E' presente.
PRESIDENTE: E' presente.
Scarano Massimo: contumace. Condoleo e Cianferoni che è presente.
Spatuzza: latitante. Avvocato Farina. C'è qualcuno che lo sostituisce? Possiamo nominare sempre lei avvocato Cianferoni.
Tudino Vittorio: rinunciante. Avvocato Gallina, Di Benedetto e Passagnoli che è presente.
Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Facciamo entrare...
PRESIDENTE: Ah, no, scusate. Prima di dare corso all'esame dei testi devo comunicare che è arrivata indirizzata al giudice a latere dottor Settembre, una lettera che non è anonima in quanto che c'è una firma Di Marco Domenico, Palermo, accompagnata da un certificato di residenza in data 12/11/96 di questo signor Di Marco Domenico, nato a Palermo, abitante non risulta dove, non risulta neppure però, è cancellata anche la data di nascita.
Siccome contiene alcune affermazioni che sono a discapito di alcuni imputati e a carico di altri io ordino che la Cancelleria ne trasmetta copia al Pubblico Ministero per le sue valutazioni e comunque è a disposizione dei difensori qualora volessero prenderne visione.
Il Pubblico Ministero può...
AVV. Passagnoli: Signor Presidente, chiedo scusa un istante, avvocato Passagnoli. Sono portatore di un'istanza di tutti i difensori: mi rendo conto che la Corte abbia dei ritmi che indubbiamente sono encomiabili, ma volevamo chiedere se naturalmente fosse da parte sua possibile darci un calendario un pochino più preciso per poter organizzare la attività...
PRESIDENTE: Professionale.
AVV. Passagnoli: ... ulteriore, professionale. Siamo in effettiva difficoltà signor Presidente, fare udienza tutti i giorni.
PRESIDENTE: Allora vi posso dare questa comunicazione perché ci sono dei periodi in cui dobbiamo sospendere l'udienza perché si sono delle specie di accordi con altre Autorità Giudiziarie. Allora la settimana prossima non terremo udienza, quindi facciamo udienza fino a venerdì di questa settimana compreso. Non teniamo udienza invece dal 9 al 14. Riprendiamo lunedì che ne abbiamo 16 e dovremmo andare avanti fino al 20. Poi faremo ancora udienza il 23 - antivigilia di Natale - rifaremo udienza il 27 e il 30, poi sospenderemo ancora e riprenderemo il 7 gennaio. Questo in linea di massima, salvo esigenze che dovessero ripresentarsi successivamente.
AVV. Passagnoli: Bene signor Presidente, grazie.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può cominciare.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, possiamo introdurre in aula Natali Ernesto.
PRESIDENTE: Vuol dirci nome, cognome, luogo, data di nascita e luogo di residenza?
*TESTE Natali: Natali Ernesto, nato a Fiesole il 4 gennaio 1937. Residente a Firenze in via Giovanni Lanza 53.
PRESIDENTE: Vuole leggere quella formula?
TESTE Natali: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Signor Natali, che attività svolge lei?
TESTE Natali: Ho un negozio ora di tabaccheria, allora di alimentari.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, svolge attività di volontariato lei?
TESTE Natali: Sì, presso la Fratellanza Militare in piazza Santa Maria Novella e piazza San Salvi.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, in particolare cosa fa?
TESTE Natali: Autista di ambulanza.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
TESTE Natali: Autista di ambulanza.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, vuol riferire alla Corte cosa accadde e quello che lei fece la notte del 27 maggio '93?
TESTE Natali: Scattò l'emergenza dalla nostra centrale...
PUBBLICO MINISTERO: Dov'era lei?
TESTE Natali: Io ero in piazza San Salvi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Natali: Ero autista in piazza San Salvi. Scattò l'emergenza dalla nostra centrale di piazza Santa Maria Novella di portarsi con tutti i mezzi a disposizione, compatibilmente con quanti volontari eravamo, nelle sedi verso Por Santa Maria.
Cosa che facemmo immediatamente: io andai su con un volontario e arrivammo abbastanza velocemente perché il volontario che era con me conosceva la strada per entrarci meglio perché col problema delle catene... arrivammo abbastanza presto insomma, siamo stati i primi ad arrivare. A quel punto però c'erano già i Carabinieri che ci misero sopra, la prima volta un signore che era ferito alla faccia che poi una volta usciti diciamo da quello spazio lì, arrivato in via dei Pecori, che mi stavo dirigendo verso l'ospedale di Santa Maria Nuova, mi disse: 'guardi mi lasci, io sono arrivato, non mi porti all'ospedale perché c'è gente più grave e io sono già arrivato'.
Io gli dissi: 'ma guardi ormai io la devo portare all'ospedale. Dice: 'no, no'. Intanto io rallentai in quel momento, lui scese e gli chiesi il nome - e non mi rammento, scusate, dovrebbe essere agli atti - disse che stava in via Roma al numero 1, andò verso quel portone.
Io ripartii, riandai un'altra volta in Por Santa Maria, ripresi altri quattro feriti che non erano gravi, tutta gente che era sotto shock, ferite leggere e compagnia bella e, a quel punto, andai all'ospedale dello I.O.T.. A quel punto, dalla centrale ci dissero di non rientrare più perché se c'era bisogno ci avrebbero chiamato più tardi; perché si trattava un attimino ora di ricoverare i più gravi perché i feriti leggeri oramai erano stati tutti sistemati.
E tutto questo successo nel giro di 20 minuti, non di più.
PUBBLICO MINISTERO: E la sua opera quindi quel giorno si limitò a questo, oppure...
TESTE Natali: Solo a questo.
PUBBLICO MINISTERO: Non tornò quindi sul luogo del fatto.
TESTE Natali: No, no, non tornai. Dopo i due servizi, no.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci sono domande? Può accomodarsi grazie.
*TESTE Natali: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, si può far passare il signor Tognetti Alessandro.
*TESTE Tognetti: Buongiorno.
PRESIDENTE: Vuol dirci nome, cognome, luogo, data di nascita e luogo di residenza?
TESTE Tognetti: Sono Tognetti Alessandro, nato il 09/12/70 a Seravezza e residente a Forte dei Marmi in via Catalani numero 23.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Tognetti: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Bene, dove abitava lei nel maggio del '93?
TESTE Tognetti: In via Lambertesca al secondo piano, angolo via dei Georgofili.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda cosa accadde la notte del 27 maggio?
TESTE Tognetti: Sì, io andai a letto verso le undici di sera e niente, verso l'una di notte mi svegliai con addosso buona parte del mio appartamento e ero ferito alle gambe perché gli infissi mi tagliarono le gambe quando esplosero, cercai in qualche maniera di alzarmi da letto e andare verso la porta, l'uscita dell'appartamento. Le scale erano un po' tutte diroccate, dovevo scendere al pian terreno, ce la feci e quando arrivai giù per la strada c'erano dei poliziotti i quali mi presero in braccio, non mi ricordo cosa mi fecero e mi portarono quando arrivarono le ambulanze.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, l'appartamento...
PRESIDENTE: Era solo in casa?
TESTE Tognetti: Quella sera lì, sì.
PRESIDENTE: Era solo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signor Tognetti, l'appartamento era di sua proprietà?
TESTE Tognetti: No, no, eravamo quattro studenti, eravamo in affitto dalla padrona di casa.
PUBBLICO MINISTERO: In che condizioni si venne a trovare l'appartamento dopo questo fatto?
TESTE Tognetti: Mah, io ci riandai a prendere i miei effetti personali e con la luce del giorno vidi che c'erano gli infissi distrutti, delle crepe nel muro, nel soffitto, parte era proprio scoppiata e poi tutto diroccato dentro, tutti i vetri per terra, il letto dove dormivo io era tutto sporco di sangue e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e che ferite ha riportato a seguito di questo fatto?
TESTE Tognetti: Avevo dei tagli nelle gambe per via dello scoppio degli infissi.
PRESIDENTE: E' stato ricoverato in ospedale?
TESTE Tognetti: Sì.
PRESIDENTE: Per quanto tempo?
TESTE Tognetti: Sono stato dimesso la notte stessa dopo le medicazioni.
PUBBLICO MINISTERO: Quanto tempo è guarito da queste ferite?
TESTE Tognetti: Sono stato credo una ventina di giorni, una cosa del genere, un mesetto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, io ho concluso Presidente.
PRESIDENTE: Domande dei difensori? Si accomodi, grazie.
*TESTE Tognetti: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Facciamo passare la signora Mameli.
Il signor Montefalchi allora.
PRESIDENTE: Avanti, si vuole accomodare qui? Dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e di residenza.
*TESTE Montefalchi: Mi chiamo Montefalchi Bruno, abito...
PRESIDENTE: Nato a?
TESTE Montefalchi: Nato a Terranova Bracciolini 05/07/1930.
PRESIDENTE: Terranova Bracciolini. Residente a Firenze.
TESTE Montefalchi: Residente a Firenze via Michelazzi 24.
PRESIDENTE: Vuole leggere quella formula?
TESTE Montefalchi: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Montefalchi, che attività esercita lei?
TESTE Montefalchi: Adesso?
PUBBLICO MINISTERO: Adesso e all'epoca, nel maggio del '93.
TESTE Montefalchi: All'epoca di maggio del '93 lavoravo all'Antico Fattore, lavoratore e socio anche dell'azienda Antico Fattore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda quello che è accaduto il 27 maggio del '93?
TESTE Montefalchi: Nel maggio del '93 mi ricordo...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, vuole dire innanzitutto alla Corte dove era situato questo ristorante?
TESTE Montefalchi: Sì. Io lavoravo al ristorante...
PUBBLICO MINISTERO: Dov'era? Il ristorante dove si trovava?
TESTE Montefalchi: In via Lambertesca all'1/r, proprio lì davanti dove è scoppiata la bomba.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, continui.
TESTE Montefalchi: Abbiamo lavorato il 22, il 22 abbiamo lavorato e abbiamo finito di lavorare e verso mezzanotte e un quarto abbiamo finito e siamo andati via. Poi verso l'01.10, così, mi hanno telefonato, era la guardia di notte e io mi sono vestito alla svelta e sono andato giù. Sono venuto giù con il motorino mi ricordo, quando arrivai lì davanti al Porcellino, c'era i Carabinieri, mi hanno fermato dice: 'dove va lei?'
Fo: 'mi hanno telefonato, così e così'.
PRESIDENTE: Che cosa le hanno detto nella telefonata?
TESTE Montefalchi: Nella telefonata la guardia di notte mi ha detto: 'forse è un tubo del gas che è scoppiato, non lo so, non lo sappiamo'. Fo: 'e verrò via'. Io mi sono vestito e sono andato giù. Poi da lì, da Por Santa Maria a piazza della Signoria... Poi ho visto che siamo entrati, ci hanno fatto, non mi ricordo se erano Carabinieri o militari, siamo passati dal vicolo Baroncelli e quando siamo arrivati all'altezza di via Lambertesca, io ho visto tutto il ristorante tutto sfasciato, le saracinesche tutte aperte. Poi mi sono visto, per aria c'erano tutte le tegole ciondoloni, sa, allora ho detto: 'sarà meglio andare via, sennò qui si rimedia qualche tegola in testa'. E da allora non ho visto altro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, che danni ha avuto il ristorante? Il locale del ristorante?
TESTE Montefalchi: Mah, i danni che ha avuto, non s'è ritrovato nulla. Si sarà trovato 10 bottiglie.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, è stato distrutto tutto.
TESTE Montefalchi: Distrutto tutto. E lì dalla parte che ho visto, dalla parte di via dei Georgofili pensi c'era un blocco di scale vicino all'ascensore è entrato tutto in sala. Sicché questo blocco di scale, con lo scoppio davanti è entrato tutto in sala sicché ha disfatto tutto insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, la situazione lì diciamo del parcheggio dei clienti che venivano al ristorante. Ecco, ci vuol descrivere com'era la situazione se le macchine potevano sostare, se qualcuno la lasciava...
TESTE Montefalchi: Ma io senta, io sinceramente delle macchine non gli so dir nulla perché quando si era finito a mezzanotte così, ora che vuole che vada a pensare di andare a vedere delle macchine, io non ho visto nulla. Perché dalla parte di via dei Georgofili non ci sono arrivato.
PRESIDENTE: Guardi che il Pubblico Ministero non vuole sapere questo, voleva sapere una cosa molto più precisa.
TESTE Montefalchi: Sì.
PRESIDENTE: Se lei sa che in quella zona, c'era un divieto di accesso dei veicoli o un divieto di sosta dei veicoli.
TESTE Montefalchi: Io mi ricordo divieto c'era dei veicoli, non ci potevano stare però ora se c'era veicoli o no...
PRESIDENTE: Questo è un altro discorso.
PUBBLICO MINISTERO: Ma dicevo, solitamente, lasci perdere quella sera, ce le lasciavano le macchine lì davanti al ristorante?
TESTE Montefalchi: Ma qualcheduna ce la lasciavano ma ora non me lo ricordo. Può darsi che dopo... Il giorno era limitata...
PRESIDENTE: La sosta.
TESTE Montefalchi: ... la sosta, però la sera via via qualche macchina la c'era, si vedeva.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha ripreso l'attività del ristorante?
TESTE Montefalchi: L'attività del ristorante l'ha ripresa però noi, la gestione di prima, non ci siamo.
PRESIDENTE: Cioè?
TESTE Montefalchi: Abbiamo venduto tutto, insomma, recuperato qualcosa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi praticamente lei ha cessato l'attività?
TESTE Montefalchi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A seguito di questo fatto. Ho detto bene?
TESTE Montefalchi: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. Quindi ha venduto l'azienda?
TESTE Montefalchi: Ho venduto... Insieme ai miei soci abbiamo deciso di vendere il nome Antico Fattore perché altra roba non c'era altro, era tutto distrutto, tavoli e altra roba.
PUBBLICO MINISTERO: E che attività ha svolto dopo?
TESTE Montefalchi: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Che lavoro ha fatto dopo questo fatto? Che conseguenze ha avuto?
TESTE Montefalchi: Io sinceramente... Gli altri colleghi qualcuno lavora in qua e il là, ora non mi ricordo dov'è che lavorano, ma io sono pensionato sicché sto a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, ho terminato Presidente.
PRESIDENTE: Domande dei difensori? Può accomodarsi, grazie. Può andare.
*TESTE Montefalchi: La ringrazio, buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Settesoldi Paolo.
PRESIDENTE: Dica nome, cognome, luogo, data di nascita, luogo di residenza.
*TESTE Settesoldi: Paolo Settesoldi, nato il 29 giugno '61 a Lastra a Signa. Residente a Lastra a Signa.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Settesoldi: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Signor Settesoldi, ricorda lei dove si trovava la sera tra il 26 e il 27 maggio del '93?
TESTE Settesoldi: Sì, mi trovavo in un appartamento in Por Santa Maria, al numero 6.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda quello che accadde quella notte?
TESTE Settesoldi: Sì, verso le 01.00 sentii un fortissimo boato che pensai a un'esplosione e mi si frantumarono tutti i vetri dell'appartamento.
PUBBLICO MINISTERO: Prego? Scusi non la sento.
PRESIDENTE: Parli più forte.
TESTE Settesoldi: Si frantumarono tutti i vetri dell'appartamento.
PRESIDENTE: Ma lei abitava in quell'appartamento?
TESTE Settesoldi: No, era l'appartamento di un amico.
PRESIDENTE: Ah, era in casa di un amico.
TESTE Settesoldi: Sì.
PRESIDENTE: Eravate svegli, alzati?
TESTE Settesoldi: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cosa fece dopo, cosa accadde?
TESTE Settesoldi: A quel punto mi rivestii, perché andò via la luce, completamente, mi rivestii e uscii fuori per strada. Siccome ero al quarto piano ci misi anche diverso tempo perché ovviamente l'ascensore non era usabile. Poi una volta sceso giù in strada c'era già tanta gente e c'erano già le strade bloccate.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, l'appartamento dove lei si trovava che danni aveva subìto a seguito di questa esplosione?
TESTE Settesoldi: Beh, tutti i vetri delle due stanze che davano nella piazza dei Saltarelli si sono frantumati completamente all'interno della casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ha subìto lesioni a seguito di questo fatto?
TESTE Settesoldi: No, no. No, perché per fortuna ero distante dai vetri. I vetri si sono infilati poi nel materasso dove... appunto, il letto era molto vicino al vetro della finestra, quindi lì si sono infiltrati tutte le lastre di vetro.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei non è stato colpito da queste schegge?
TESTE Settesoldi: No, perché per fortuna ero nella cucina quindi non sono stato colpito.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, ho concluso, Presidente.
PRESIDENTE: Nessuna domanda? Grazie, può andare.
*TESTE Settesoldi: Grazie.
PRESIDENTE: Chi sentiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Sentiamo Stefanini Andrea.
PRESIDENTE: Dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e luogo di residenza.
*TESTE Stefanini A.:Allora, Stefanini Andrea, Lungarno dei Medici 10, residente a Firenze, nato il 17/09/72.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Stefanini A.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Signor Stefanini, dove abitava lei all'epoca di questi fatti, nel maggio del '93?
TESTE Stefanini A.: Nel Lungarno dei Medici al 10, all'angolo con via dei Georgofili.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda cosa accadde nella notte del 27 maggio?
TESTE Stefanini A.: Io mi ricordo, ero a studiare in cucina perché dovevo dare gli esami di maturità e tutto a un tratto andò via la luce, sentii un grande boato e io mi ritrovai sotto il tavolo con tutte le macerie, pezzi di vetro che mi crollavano addosso. Rimasi ferito e poi uscii dalle macerie e andai diretto all'ospedale perché ero ferito in tutte le parti del corpo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che ferite subì a seguito di questo fatto?
TESTE Stefanini A.: Subii ferite alla testa, al collo, alla schiena, ai bracci, alle mani, un po' dappertutto, mi misero punti un po' dappertutto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, venne ricoverato in ospedale?
TESTE Stefanini A.: Sì, venni ricoverato e mi dettero anche sette punti di invalidità perché feci la visita a San Gallo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi rimase per qualche tempo degente in ospedale?
TESTE Stefanini A.: Quattro giorni all'ospedale rimasi e poi ci fu la convalescenza dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Quanto è durata questa convalescenza?
TESTE Stefanini A.: Più di un mese.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e l'appartamento dove lei abitava che danni aveva subìto?
TESTE Stefanini A.: L'appartamento dove abitavo ha subìto praticamente tutta la cucina, il bagno, le camere, tutto praticamente.
PRESIDENTE: Era proprietario dell'appartamento?
TESTE Stefanini A.: No, ero in affitto.
PRESIDENTE: Era in affitto.
TESTE Stefanini A.: Proprietà dello Stato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sentì... Ha detto mancò la luce e subito dopo uno scoppio. Sentì un solo scoppio?
TESTE Stefanini A.: Sì, vidi un grande bagliore, poi sentii un boato e... Io, gliel'ho detto, mi ritrovai sotto il tavolo, per mia fortuna...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, venne sbalzato dalla sedia?
TESTE Stefanini A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ho concluso.
PRESIDENTE: Nessuna domanda?
PUBBLICO MINISTERO: Un attimo, Presidente, c'è il collega.
PRESIDENTE: Ah, prego.
PUBBLICO MINISTERO: E' una semplice puntualizzazione: questa cucina nella quale lei si trovava a studiare...
TESTE Stefanini A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ho capito che ha una finestra.
TESTE Stefanini A.: Sì, sono due finestre...
PUBBLICO MINISTERO: Due finestre. Ma dove guardano queste finestre?
TESTE Stefanini A.: Guardano sulla Torre dei Pulci.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi guardano proprio verso via dei Georgofili.
TESTE Stefanini A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le ferite che cosa gliel'ha cagionate, in particolare?
TESTE Stefanini A.: Praticamente io davanti avevo una parete e quella parete mi è scoppiata tutta addosso. E poi vetri di finestre, mobili e tutto quello che c'era in cucina, mi... Non c'era più niente...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questa parete le è venuta addosso? Per quello che capisco.
TESTE Stefanini A.: Sì, sì. Pezzi di mattone, tutto.
PUBBLICO MINISTERO: In linea d'aria, più o meno, quanto c'è dal punto dove lei era lì, intento a studiare, al punto dove - come poi avrà accertato - si era verificata l'esplosione?
TESTE Stefanini A.: Mah, in linea d'aria, poco perché le finestre davano lì subito sulla corte. Il Fiorino sarà stato a 50 metri.
PUBBLICO MINISTERO: Senta un po': ha avuto modo di rendersi conto se l'abitazione sua, non solo le pareti esterne, quelle che danno su via Georgofili...
TESTE Stefanini A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ma anche l'interno, per esempio la stanza dove lei si trovava a studiare, è stata raggiunta, che ne so, da sassi, schegge, cose di questo genere?
TESTE Stefanini A.: Mah, io questo ora non me ne sono reso conto. Mi sono sentito tutta la roba che mi crollava addosso e poi andò via... Non si vedeva proprio nulla. Io...
PUBBLICO MINISTERO: Lei ci è più tornato lì, in quella casa?
TESTE Stefanini A.: Io, per ora, sono ad abitare ancora là.
PUBBLICO MINISTERO: Ancora?
TESTE Stefanini A.: Ancora lì, sono ad abitare, perché l'ho rimessa un po' a posto.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
TESTE Stefanini A.: Però, ora dovrei...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in casa era solo?
TESTE Stefanini A.: No, c'erano anche i miei genitori.
PUBBLICO MINISTERO: E i suoi genitori dove si trovavano?
TESTE Stefanini A.: Nella camera da letto che dà sul Lungarno dei Medici.
PUBBLICO MINISTERO: Sui Lungarni. E loro hanno avuto conseguenze fisiche del...
TESTE Stefanini A.: Il mio babbo, sì, perché è cascata la finestra della stanza e gli ha preso un po' la gamba.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, a parte la ferita, la finestra quella che guarda dove?
TESTE Stefanini A.: Quella che guarda sul Lungarno. E' un finestrone...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi gli è venuta addosso...
TESTE Stefanini A.: E' cascato rasente il letto. Ora, però...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la finestra che dava sull'Arno è cascata addosso a suo padre che dormiva in camera da letto. Ho capito bene?
TESTE Stefanini A.: Non proprio addosso, qualche scheggia l'ha presa.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Stefanini A.: Se gli era cascata addosso, a quest'ora...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. La ringrazio.
TESTE Stefanini A.: Prego.
PRESIDENTE: Nessuna domanda? Può andare. Grazie.
*TESTE Stefanini A.:Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Facciamo entrare Stefanini Nicola.
PRESIDENTE: Per cortesia, vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e luogo di residenza?
*TESTE Stefanini N.:Stefanini Nicola, nato a Pomazzo provincia di Viterbo il 18/03/39, residente Lungarno Anna Maria Luisa de' Medici 10, Firenze.
PRESIDENTE: Vuol leggere?
TESTE Stefanini N.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Signor Stefanini, dove abitava nel maggio del '93?
TESTE Stefanini N.: Io abitavo in Lungarno Anna Maria Luisa de' Medici 10, dove abito tuttora.
PUBBLICO MINISTERO: Dove abita tuttora. Ecco, vuol riferire alla Corte cosa lei stava facendo, dov'era, nelle prime ore del mattino, all'una di notte del 27 maggio?
TESTE Stefanini N.: Mah, io personalmente stavo dormendo.
PUBBLICO MINISTERO: Stava dormendo, ecco.
TESTE Stefanini N.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dove ce l'ha la camera da letto?
TESTE Stefanini N.: Io, la camera da letto ce l'ho che dà sul Lungarno dove sono cascate tutte le finestre. Per...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire cosa è accaduto?
TESTE Stefanini N.: Sì, si è sentito questo... Non tanto lo scoppio, questo, non si sa nemmeno se è scoppio o no, insomma, sono cascate tutte queste finestre e non è che si stava dormendo, si stava un po', così... Perché col rumore uno si sveglia subito. Sono cascate queste finestre. Per fortuna non sono cascate nel letto. Allora ci siamo alzati subito, appena ci siamo alzati crollava tutto e poi si è sentito mio figlio che stava in cucina - che lui stava in cucina a studiare - e si è sentito che strillava e così, poi siamo usciti di casa; le porte non c'erano più nessuna; siamo usciti di casa e già erano tutte le strade piene. In termine di 30 secondi già era tutto pieno la strada di Vigili.
Di fatti mio figlio doveva andare all'ospedale perché era ferito e non c'era verso che l'ambulanze passavano, perché quel pezzettino di strada tra il Ponte Vecchio e casa mia, era già tutta intasata dai Vigili del Fuoco.
E allora due persone lo hanno preso di peso e lo hanno portato a... così, lì al Ponte Vecchio dove c'erano le ambulanze ferme ed è andato all'ospedale.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha riportato ferite a seguito di questo fatto?
TESTE Stefanini N.: Io poco. Io ho portato una ferita ad una gamba e basta, insomma. Mio figlio è stato ferito abbastanza grave, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è guarito in quanto tempo?
TESTE Stefanini N.: Io, niente, in quanto tempo, io sono andato per caso all'ospedale perché in quei momenti lì tutto pensava uno fuori che andare all'ospedale.
Ci sono andato così per sentire come stava mio figlio, mi hanno visto che c'avevo la gamba ferita, mi hanno medicato e... Sennò altrimenti non ci sarei andato per niente, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dopo quanto...
TESTE Stefanini N.: ... le preoccupazioni erano diverse.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dopo quanto tempo è potuto tornare a casa?
TESTE Stefanini N.: Mah, io sono tornato a casa... Loro mi hanno medicato e sono tornato a casa. Sono tornato a casa e, niente, sono stato, non so, una decina di giorni che, con tutti questi dolori. Perché poi, come ripeto, in quei momenti lì il dolore supera tante cose. Perciò non è che si stava tanto dietro...
Fosse stato un momento o cose, uno si riguardava di più, ma in quei momenti lì...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, no, ma le chiedevo anche dopo quanto tempo è potuto tornare ad abitare a casa.
TESTE Stefanini N.: Mah, io personalmente, ecco, questo mi interessa anche dirlo a me: personalmente io sono stato una ventina di giorni in albergo. Siamo stati una ventina di giorni in albergo, poi, visto che in albergo facevano tante storie, sembra che la colpa era la nostra stare lì ad abitare in albergo, io, facendo il muratore - prima facevo il muratore - mi sono messo ad accomodare la casa da me. Ad accomodare le due stanze dove sono ora, ad accomodare la casa che i lavori sono stati lunghi e costosi, ecco. E sono tuttora lì, in queste due, tre stanze.
Però io vorrei precisare una cosa: chi è che noi ci, i nostri diritti dove sono andati a finire? Perché io dico, con la scusa della bomba hanno mandato via tutti di casa. Io ci sono voluto stare e ci sto tuttora, ci sto tuttora. Però me ne hanno fatte di tutte le razze per mandarmi via. Mi hanno fatto intimidazioni, mi hanno messo delle pallottole, hanno messo dei volantini contro il dottor Vigna dicendo che io dovevo riferire al dottor Vigna che questi volantini...
Tutto questo materiale naturalmente è a disposizione della Questura, perché c'è una denuncia, io ho fatto una denuncia al dottor Gabrielli, alla quale mi ha consigliato anche lui e così via. Tutte queste cose. Il modo di intimidirci, di metterci paura, fotografie della famiglia com'era composta, "Vi spareremo, vi ammazzeremo...", questo e tutte...
Io sono restato, anche con qualche preoccupazione, sono restato. Perché poi, in fin dei conti, ho capito che era soltanto per mandarmi via, questo. Tuttora, tuttora, io parlo di tuttora, in questi giorni, tuttora in questi giorni stanno facendo ancora delle cose per mandarmi via. In termine di un mese mi hanno allagato la casa due volte. E qui c'è il maresciallo che lo sa anche.
PRESIDENTE: E quando lei parla "Mi hanno minacciato, mi vogliono...", a chi si riferisce?
TESTE Stefanini N.: Mah, io mi riferisco, i nomi non posso dirli perché non lo so. Difatti la denuncia io l'ho fatta a ignoti, perché non posso sapere chi sono. Però io dico certamente chi ha interesse di mandarmi via. Perché certamente, uno che non ha interesse di mandarmi via non fa queste cose, non... già che abbiamo sofferto tanto, continuano ancora in questa maniera.
Io, a me mi hanno fatto stare per stancarmi, per stancarmi - mi piace di dirlo, perché sono cose già dette ma sono cose anche scritte a tutti gli Enti, al Prefetto, a tutto - a me mi hanno fatto stare, dunque, da maggio '93 fino a dicembre '94, mi hanno fatto stare nella casa senza finestre, senza finestre.
Mi hanno fatto passare quel periodo senza finestre.
Poi, a novembre '94, con l'interessamento personale del Prefetto hanno deciso di farmi le finestre: un valore di 7 milioni. Un valore di 7 milioni.
Mi hanno fatto stare due anni senza finestre.
PRESIDENTE: Va bene, abbiamo capito.
TESTE Stefanini N.: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, siccome il teste ha riferito circostanze che possono interessare il nostro ufficio, chiedo che venga trasmessa copia delle dichiarazioni.
PRESIDENTE: Va bene. Il Presidente dispone che la Cancelleria trasmetta al Pubblico Ministero copia del verbale della deposizione del teste Stefanini N. Nicola.
Ci sono altre domande?
PUBBLICO MINISTERO: Nessun'altra.
PRESIDENTE: I difensori hanno domande?
Si può accomodare.
*TESTE Stefanini N.: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Valeriani. Valeriani Alberto.
*TESTE Valeriani: Grazie, Buongiorno a tutti.
PRESIDENTE: Buongiorno. Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e luogo di residenza.
TESTE Valeriani: Mi chiamo Valeriani Alberto, nato a Firenze l'11 gennaio del '62.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Valeriani: Sto a Firenze in via Bernardo Daddi 9/1.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Valeriani: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, signor Valeriani, che attività svolge lei?
TESTE Valeriani: All'epoca svolgevo, ero...
PUBBLICO MINISTERO: Può parlare un po' più forte? Ecco, al microfono.
TESTE Valeriani: Sì. Avevo un banco di pelletteria sotto la Galleria degli Uffizi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dove teneva la sua...
TESTE Valeriani: Dunque, io tenevo...
PUBBLICO MINISTERO: Questo banco.
TESTE Valeriani: Io tenevo la merce nel magazzino posto in via dei Georgofili numero 15 rosso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può...
TESTE Valeriani: Proprio di fronte al Fiorino, proprio...
PUBBLICO MINISTERO: Di fronte...
TESTE Valeriani: Di fronte al Fiorino.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, vuol dire, ricorda qualcosa di quel giorno in cui è scoppiato questo Fiorino?
TESTE Valeriani: No. Dunque, io ricordo soltanto che ho chiuso il magazzino verso le sette e mezzo, un quarto all'otto. Non ho fatto caso se c'erano delle macchine davanti parcheggiate, di fronte, ma penso di no a quell'ora. E, niente, ho chiuso e sono andato a casa. Poi mi è stato telefonato verso le cinque e mezzo di mattina che...
PUBBLICO MINISTERO: Chi le ha telefonato?
TESTE Valeriani: Un collega. Un collega che gli avevano, a sua, volta telefonato.
Quindi io sono arrivato lì saranno state le sei, circa. E non mi hanno fatto passare giustamente perché c'era le forze dell'ordine, chiudevano tutto. Basta.
Poi sono potuto entrare per veder qualcosa verso le otto del mattino, non prima.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cosa, com'era, in che condizioni era questo magazzino, la sua merce...
TESTE Valeriani: Il magazzino...
PUBBLICO MINISTERO: ... e tutto quello che...
TESTE Valeriani: Dunque, mi hanno accompagnato i Vigili del Fuoco. Campagna del distaccamento di Livorno, mi ricordo.
L'unica cosa che mi ricordo bene è che dal momento dello scoppio - mi disse lui - è bruciato fino alle sei di mattina, perché era l'unica valvola di sfogo del gas metano. Per cui, finché non trovavano il verso di chiudere i tubi, l'unica valvola sfogo per farlo bruciare era lì. Basta.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi...
TESTE Valeriani: Niente, ho perso tutto.
PUBBLICO MINISTERO: ... le chiedo cosa...
TESTE Valeriani: Niente. Non ho recuperato niente.
PUBBLICO MINISTERO: Non ha trovato, ecco, assolutamente niente.
Di chi era il magazzino?
TESTE Valeriani: Il proprietario?
PUBBLICO MINISTERO: Il proprietario di questo magazzino.
TESTE Valeriani: Sì, sì. Di mia suocera.
PUBBLICO MINISTERO: Era di proprietà di sua suocera.
TESTE Valeriani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può quantificare i danni che lei ha subìto a seguito di questo fatto?
TESTE Valeriani: Merce, 70 milioni, fra merce, suppellettili, eccetera, eccetera. Circa. Ma... più o meno.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io non ho altre... Una domanda dal collega Chelazzi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei faceva l'ambulante...
TESTE Valeriani: Sotto il mercato degli Uffizi.
PUBBLICO MINISTERO: Sotto gli Uffizi?
TESTE Valeriani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo fa tuttora?
TESTE Valeriani: No. No, lì hanno preso...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, la sua abitazione dov'era?
TESTE Valeriani: In via Daddi.
PUBBLICO MINISTERO: Via?
TESTE Valeriani: Via Daddi a Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Via Daddi. Quindi, se ho capito bene, la sua giornata si svolgeva così.
TESTE Valeriani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prelevava il banco di vendita...
TESTE Valeriani: Sì, verso le otto la mattina, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... da via dei Georgofili. Se lo portava sotto gli Uffizi...
TESTE Valeriani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ci stava lì tutta la giornata, perché tanto ci stavate tutta la giornata, e poi lo riportava a sera.
TESTE Valeriani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Volevo dire questo: quindi, da quanti anni faceva questo lavoro lei?
TESTE Valeriani: Io dal 1983.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre agli Uffizi.
TESTE Valeriani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Fino al '93. Ecco, allora due questioncine: visto che via Georgofili rappresentava il punto di partenza e di ritorno, no? con il magazzino, con il banco...
TESTE Valeriani: Sì. Il banco.
PUBBLICO MINISTERO: Col banco, nei suoi ricordi, capitava frequentemente, oppure raramente, oppure mai, oppure quasi sempre di vedere, o la mattina quando andava a prendere il banchino, o la sera quando andava a rimetterlo in magazzino, di vedere che in via dei Georgofili ci fosse qualche macchina parcheggiata?
TESTE Valeriani: Sì, le macchine parcheggiate dei residenti, lo stesso Nencioni, c'era. Mi capitava sì, spesso, di vedere le macchine parcheggiate.
Quella di Nencioni si riconosce bene perché era un fuoristrada bianco. Quindi, a volte, davano noia per entrare dentro al magazzino stesso. Erano tutte persone che si sapeva che stavano nei paraggi, insomma, si andavano a chiamare.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, più o meno quindi nel tratto corrispondente alla Torre...
TESTE Valeriani: Proprio di fronte al mio magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: E al ristorante da quell'altra parte, quindi.
TESTE Valeriani: Sì. Però c'era, mi sembra, ultimamente ci avevano messo dei cassonetti della nettezza da quella parte lì. Quindi, sì, non si poteva parcheggiare.
PUBBLICO MINISTERO: Il Nencioni, lei ha detto, aveva un fuoristrada. Era...
TESTE Valeriani: Sì, me lo ricordo, perché era bellina quella macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda la marca di quel fuoristrada?
TESTE Valeriani: Suzuki.
PUBBLICO MINISTERO: Suzuki, Suzuki...
TESTE Valeriani: Vitara.
PUBBLICO MINISTERO: Vitara. Sa se è stato...
TESTE Valeriani: Mi ricordo una Cinquecento blu di un altro signore che non mi ricordo il nome, che aveva un cane di nome Tobia, anche quella me la ricordo. Però poi, per il resto, non...
PUBBLICO MINISTERO: Che era abitualmente parcheggiato lì.
TESTE Valeriani: Sì, sì. Sì, più in giù. Però non è che ci facessi caso, so che erano di loro, le vedevo quando passavo...
PUBBLICO MINISTERO: Io le ho fatto la domanda...
TESTE Valeriani: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... sulla base della sua frequentazione decennale, almeno, di quella zona lì, no?
TESTE Valeriani: Certo, certo. Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché se per dieci anni ha fatto su e giù col banchino da via dei Georgofili agli Uffizi e ritorno...
TESTE Valeriani: Conoscevo diversa gente, conoscevo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, il banchino lì al piazzale degli Uffizi, dove lo teneva lei?
TESTE Valeriani: Lì.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre nel solito posto, o era...
TESTE Valeriani: No, il posto fisso, ogni giorno si scalava di un posto.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. La situazione, come dire, del traffico nel piazzale degli Uffizi intendo dire, passavano macchine, non passavano, ogni tanto passava qualcuna, ogni tanto sì...
TESTE Valeriani: Dunque, la situazione del traffico è che durante le ore diurne era ben controllato; nella notte, dalle nove in poi, no, francamente no.
La catena di via della Ninna veniva sempre, veniva spesso aperta. Quello me lo ricordo, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Per catena di via della Ninna, spieghi un attimino alla Corte, che cosa dipende.
TESTE Valeriani: La catena in via della Ninna, dunque, c'erano dei piolini messi all'inizio di via della Ninna. In piazza...
PUBBLICO MINISTERO: All'inizio...
TESTE Valeriani: In piazza Castellani.
PUBBLICO MINISTERO: Dove c'è il cinema?
TESTE Valeriani: Dove c'è il cinema.
PRESIDENTE: All'inizio verso la piazza della Signoria, o all'inizio...
TESTE Valeriani: Dunque, aspetti, eh. All'inizio verso la piazza della Signoria c'era una catena, c'erano dei piolini e... No, no, c'era una catena. All'inizio di via della Ninna verso piazza Castellani, c'era una catena. Di notte, regolarmente, veniva... era più aperta che chiusa. Verso, dopo le nove.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, capitava di vedere anche qualche macchina parcheggiata nel piazzale degli Uffizi?
TESTE Valeriani: Sempre dopo le nove. O c'era quelle macchine del Consiglio Comunale, oppure lunedì, mi sembra, c'era il Consiglio Comunale, o sennò macchine di Stato. Ma non... Quelle private, no. Quelle private erano molto controllate.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti.
TESTE Valeriani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vorrei che chiarisse questo suo ricordo, nel senso che specificasse quale spazio del piazzale degli Uffizi. Era uno spazio molto grande?
TESTE Valeriani: Allora, sì, sì, è giusto. Dunque, lo spazio del piazzale degli Uffizi dove di sovente c'era il parcheggio delle macchine del Consiglio Comunale o macchine di Stato, era la parte degli Uffizi che vanno dall'entrata degli Uffizi fino ai primi piolini che ci sono tuttora. Cioè, fino allo svincolo di via Lambertesca.
PUBBLICO MINISTERO: Allora ascolti me.
TESTE Valeriani: Dal di là degli Uffizi non c'erano.
PUBBLICO MINISTERO: Credo che sia abbastanza chiaro. Ma io ora gli faccio la domanda perché sia ancora più chiara la sua risposta.
TESTE Valeriani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se uno entra, entrava nel piazzale degli Uffizi...
TESTE Valeriani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... dando le spalle a piazza Signoria...
TESTE Valeriani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ecco, parliamo di destra e di sinistra, eh?
TESTE Valeriani: Bene.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, lei sa che a sinistra c'è la Loggia dei Lanzi.
TESTE Valeriani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A destra, voglio dire.
TESTE Valeriani: A destra.
PUBBLICO MINISTERO: A sinistra c'è l'angolo della vecchia chiesa, di San Pier Scheraggio, voglio dire. Comunque, prendiamo come riferimento la destra e la sinistra dando le spalle a piazza Signoria.
TESTE Valeriani: Dando le spalle a piazza Signoria, le macchine che di sovente parcheggiavano erano verso, le mettevano a lisca di pesce, diciamo sulla sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla sinistra, ha fatto così con la mano.
PRESIDENTE: Sulla sinistra o sulla destra?
TESTE Valeriani: Sulla sinistra. Cioè dalla parte dell'entrata degli Uffizi.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, mi sembra avesse fatto così con la mano.
PRESIDENTE: Eh, perché aveva fatto così...
TESTE Valeriani: Mi scusi, ho sbagliato io. Dalla parte dell'entrata degli Uffizi, sulla sinistra, a lisca di pesce.
Poi, poi perché ultimamente avevano aperto le vecchie poste e le avevano adibite... prima le mettevano anche sulle porte delle vecchie poste. Però, ultimamente, le avevano aperte e le avevano adibite ad un museo, non mi ricordo che cosa, però.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, ma le porte delle vecchie poste sono sulla destra.
TESTE Valeriani: Sì, sulla destra.
PUBBLICO MINISTERO: Entrando dal piazzale.
TESTE Valeriani: Sì, sì. Mentre io ho detto: le macchine venivano parcheggiate a lisca di pesce sulla sinistra, dalla parte dell'entrata della Galleria.
PRESIDENTE: E in precedenza anche sulla destra.
TESTE Valeriani: Sì. Poi, da ultimo, quando aprirono le vecchie poste...
PRESIDENTE: Lo avevano vietato.
TESTE Valeriani: C'erano, come si può dire...
PUBBLICO MINISTERO: Le poste, quelle che erano le vecchie poste.
TESTE Valeriani: Le vecchie poste.
PUBBLICO MINISTERO: Non è che ci sia stato un servizio postale, per capire.
TESTE Valeriani: No, no, le vecchie poste.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Valeriani: Erano dei locali che erano sempre stati chiusi, per cui, anni fa, mettevano le macchine. Poi, una volta aperti, perché lo avevano adibito a museo, essendo un museo aperto, allora non ci potevano entrare con le macchine e le mettevano a lisca di pesce dalla parte dell'entrata degli Uffizi.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. La ringrazio.
PRESIDENTE: Ci sono domande? Si può accomodare, buongiorno.
*TESTE Valeriani: Buongiorno a tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Veltri.
PRESIDENTE: Dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e luogo di residenza.
*TESTE Veltri: Allora, signor Veltri Antonio, nato a Winterthur il 16/12/66, Svizzera; residente a Lastra a Signa, via Madonna di Stagno 24/26.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Veltri: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Allora, signor Veltri, ricorda lei dove si trovava nella notte tra il 26 e il 27 maggio del '93?
TESTE Veltri: Gli faccio la storia?
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Veltri: Gli racconto... ecco. Allora, io mi trovavo su al Piazzale Michelangelo, ero in compagnia degli amici, ero appoggiato sul davanzale che guarda Piazza Signoria.
Ora, di preciso l'orario non me lo ricordo, però ho visto una fiammata all'incirca di una cinquantina di metri, e poi niente, ho visto andare su i tetti delle abitazioni lì accanto. E c'erano anche altri ragazzi accanto a me.
PRESIDENTE: 'Andare su i tetti' cosa vuol dire?
TESTE Veltri: Alzarsi i tetti delle case.
PRESIDENTE: Ah, sollevarsi i tetti.
TESTE Veltri: Sì, sì. E, niente, sicché si è pensato subito a una fuga di gas, oppure una bombola di gas, una esplosione. Non si poteva pensare della bomba.
Sicché, niente, mi chiamano dalla Misericordia, perché io sono un volontario della Misericordia di Lastra a Signa e mi dicono, dice, in che punto mi trovavo. Gli ho detto: 'niente, sono su al Piazzale'.
Dice: 'guarda se puoi scender giù'.
E, niente, scendo giù e entro dentro via dei Georgofili. E intanto aspettavo anche i ragazzi di Lastra a Signa. Ho preso un camice dalla macchina, perché li portavo a casa per lavarli, un camice sporto, e ho iniziato a dare, a soccorrere, a dare mano, ma c'erano già i pompieri quando arrivai.
E poi, niente, da lì non si vedeva nulla, perché non c'era luce. Si sentiva, io sentivo un gran puzzo di polvere da sparo, quella sera.
E poi, scavando scavando insieme ad un vigile che non ho più rivisto, ho tolto la bambina di 52 giorni sotto le macerie e l'ho portata dentro l'ambulanza e poi sono ritornato lì a scavare e ho dato mano a questi ragazzi. E poi siamo, nel frattempo che si è finito di scavare, oppure di levare gli altri corpi, sono passato a levare il corpo di Dario, del ragazzo carbonizzato.
E poi dopo niente, la mattina sono andato alla Questura da Nicolosi e ho fatto la deposizione come sto facendo ora.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Veltri, vuole un attimino descrivere meglio la fase del suo intervento nel momento in cui vengono recuperati il corpicino della piccina e degli altri?
TESTE Veltri: Allora, niente, mentre si stava scavando, si stava con i guanti, perché è normale. C'erano già delle ruspe e ruspettine. Però vedevo che stavano ferme, perché è normale, per estrarre dei corpi sotto, uno se va con una ruspa, già sono sfracellati, poi dopo con una ruspa...
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Veltri: Ecco. Sicché piano piano con le mani si è iniziato a scavare e la bambina era chiusa in mezzo ad un materasso, non era rovinata, aveva solamente una sbucciatura sul ginocchio e sul sopracciglio, ora non mi ricordo dove, destro o sinistro.
E penso sia morta soffocata, lei.
E poi da lì, niente, io l'ho portata, io e questo Vigile del Fuoco, si è portata dentro ad una ambulanza e lì l'abbiamo svestita e poi... era già morta. Sono rimasto...
PUBBLICO MINISTERO: E' tornato a scavare?
TESTE Veltri: Sono ritornato lì dopo l'intervento. Sarà passato una mezzoretta, sono rimasto dentro all'ambulanza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è tornato sul luogo a scavare?
TESTE Veltri: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E ha contribuito anche lei a tirar fuori gli altri cadaveri?
TESTE Veltri: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, chi avete trovato sotto le macerie?
TESTE Veltri: Non mi ricordo se si è trovato subito dopo la sorella, o la madre. Non ricordo perché c'era, c'era casino...
PUBBLICO MINISTERO: Posso capire. E poi?
TESTE Veltri: E poi niente, poi siccome erano già arrivati altro personale delle misericordie che ci stavano dando mano, c'erano anche i Vigili, sicché ci siamo divisi e siamo andati, alcune squadre, a vedere su negli appartamenti dove...
PUBBLICO MINISTERO: Prima di andar su negli appartamenti, lei ha parlato di aver recuperato anche il cadavere del povero Dario Capolicchio.
TESTE Veltri: Dario... Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in che condizioni lo ha trovato? Dove lo ha trovato?
TESTE Veltri: No, era su.
PUBBLICO MINISTERO: Era su, ecco.
TESTE Veltri: Sì, era sul davanzale della finestra, sono saliti i Vigili, l'hanno messo sulla piattaforma, tirato giù, ma lui era già tutto carbonizzato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'identificazione di questo corpo, venne identificato subito?
TESTE Veltri: Chi era, Dario?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Veltri: So che c'era la ragazza, giù.
PUBBLICO MINISTERO: La sua ragazza?
TESTE Veltri: La ragazza di Dario.
PUBBLICO MINISTERO: Di Dario.
TESTE Veltri: O la fidanzata, o moglie, non so chi sia. Però ho saputo che c'era la ragazza, o la fidanzata. E non si riconosceva, perché quando si è chiuso dentro il lenzuolo verde, quello di stoffa che si usa noi, non è che riconosci bene la persona, se era Dario o non era Dario.
So che era lì sulla finestra, e lei ci disse a noi che aveva preso una scala per farlo scendere; perché lei scese dalle scale, dalla scala interna dell'appartamento. Però non so cosa voleva fare con questa scala, forse salvare il ragazzo. Lui era sulla finestra, a regola non ce l'ha fatta a buttarsi.
PUBBLICO MINISTERO: Lei come riuscì a entrare nell'appartamento?
TESTE Veltri: No, io non sono entrato.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, non è entrato.
TESTE Veltri: Tramite la scala mobile dei Vigili del Fuoco.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, tramite la scala mobile dei Vigili. Poi, questa sua opera di soccorso, è proseguita per tutto il giorno?
TESTE Veltri: Poi sono rimasto fino alla mattina, alle 09.30 e, niente, ho dato sempre mano. Poi è arrivato Nicolosi e siamo andati in Questura, e ho fatto questa deposizione che sto facendo oggi.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, lei, quando incominciaste a scavare sul luogo delle macerie, sapevate già che c'erano dei corpi? Eravate stati avvertiti di chi erano, chi era la famiglia che abitava lì?
TESTE Veltri: Mah, c'erano dei Vigili Urbani che, non so se erano in servizio lì, che erano da una parte e stavano parlando e io, mentre si scavava, si sentiva; poi le voci giravano, lì.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Veltri: Che c'era una famiglia, che lui era Vigile Urbano.
PUBBLICO MINISTERO: Nencioni?
TESTE Veltri: Nencioni, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io, Presidente, avrei concluso.
PRESIDENTE: Nessuna domanda? Si accomodi, grazie.
*TESTE Veltri: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, possiamo introdurre Capraro Amalia.
PRESIDENTE: Dica il suo nome, cognome, luogo e data di nascita, luogo di residenza.
*TESTE Capraro: Sono Amalia Capraro, sono nata a Barbarano Vicentino, provincia di Vicenza, l'08/05/47, attualmente domiciliata a Ragioli, Pelago, Firenze.
PRESIDENTE: Legga.
TESTE Capraro: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Signora, dove abitava lei nel maggio del '93?
TESTE Capraro: In via Lambertesca numero 6.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol ricordare alla Corte quello che è accaduto quella notte?
TESTE Capraro: Dunque, quella notte io ero a letto, in quei precisi momenti, l'01.04, ero a letto, cioè tutta la mia famiglia, composta da mio marito e la mia bimba. Eravamo a letto, si dormiva. Devo dire che si occupava, a quell'epoca, questo alloggio, poiché mio marito, essendo a quell'epoca uno dei due casieri degli Uffizi, ora non più...
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiama suo marito, signora?
TESTE Capraro: Buccheri Tommaso. E' qui in aula. E quindi, per motivi di servizio di mio marito, si occupava quest'alloggio. Un alloggio piuttosto grandicello.
E noi eravamo nella nostra camera da letto, tutta all'opposto dell'appartamento; mentre la mia bimba, a quell'epoca di 14 anni e mezzo, era più a rischio poiché lei occupava una stanza proprio in via Lambertesca, a circa 10-12 metri dal punto dov'era il Fiorino.
E tutt'a un tratto, anzi no, io lo scoppio non l'ho sentito; ho sentito una cascata, un'interminabile cascata di vetri. Io, lì per lì, ho allungato il braccio per accendere l'abat-jour, e la luce non si accendeva.
Poi, ho subito pensato a una bombola di gas della signora di sopra, poiché io abitavo al primo piano.
Mio marito subito ha detto 'questa è una bomba'.
'Ma no, ma non è possibile, ma cosa stai dicendo?'.
'Sì, sì, è una bomba'.
Poi, tutt'a un tratto, le grida della bimba, che mi chiamava disperatamente. E quindi io sono scappata dal letto, così come mi trovavo, a piedi nudi, al buio. Conoscendo l'ubicazione dell'appartamento, cercavo di andare a tastoni. Mio marito mi prendeva 'no, vado io, no vado io per primo'. Insomma, si cercava di arrivare per primi.
Però nel tragitto, poiché l'appartamento piuttosto grandicello, dalla mia camera alla sua camera era circa un 25 metri, fra corridoio e attraversamento di altre stanze, io in quel tragitto ho trovato di tutto nel corridoio: finestre, vetri.
Però, la tirata e gli urli della bambina che, appunto,...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, signora, come si chiama la bambina?
TESTE Capraro: La bambina è Rossella Buccheri.
PUBBLICO MINISTERO: Rossella Buccheri.
TESTE Capraro: Buccheri, sì. E quindi, nella mia fantasia, dicevo: 'la bimba è salva, è viva, però com'è? come la troverò?'. Io la immaginavo prigioniera di qualche mobile, così. Sicché io cercavo di correre e, nel correre, mi sono ferita alla gamba sinistra: due bei tagli che, lì per lì, non me ne ero nemmeno accorta. Tant'è vero che mi hanno dato circa venti punti; se ne accorse il Vigile, perché dopo un po' di tempo che, puntandomi la pila, mi vedeva che colavo sangue.
E sono arrivata in camera della bambina: la bimba, sana, è salva, però terrorizzata. Faceva, mi vedeva, ero lì, mi vedeva coi riflessi della luce del palazzo di fronte, che aveva preso fuoco, mi vedeva, io la sentivo, però lei non mi sentiva; sicché, io le detti uno schiaffo per rendersi conto: 'guarda sono qui, stai calma'.
Mi affacciai a quello che era rimasto della finestra - che non c'era più finestra, niente - e vidi, cioè non vidi più la Torre dei Pulci. La guardavo e dico: 'ma dov'è andata?'.
E questo cattivo odore di acre, che è polvere da sparo. Io dico 'non è possibile', non mi rendevo conto.
Mio marito poi, essendo responsabile, che era anche lui - fra parentesi - di turno, responsabile quella notte degli Uffizi, chiamato dal dovere si è infilato un paio di pantaloni sopra il pigiama ed è corso giù con un paio di ciabatte e, per la strada, ha trovato ogni ben di Dio.
Poi, piano piano, sono arrivati i Vigili, mi hanno riscontrato queste ferite, hanno voluto portarmi per forza all'ospedale.
Quello che io vorrei dire è questo. La sera prima, il mercoledì sera, circa alle sette e trenta, 19.30, mentre io parcheggiavo la macchina, anzi mio marito, la macchina sotto casa, chiamato l'esportazione, un enorme cancello, portone che poi non si è più trovato perché fatto a pezzetti, lì c'era la nostra macchina; che poi, dentro la nostra macchina, trovarono un pezzo del Fiorino.
Dunque, mio marito doveva aprire questo grande portone, era pesante, disse 'mettila te, la macchina, io non ce la faccio ad aprire questo portone'. Ero fuori, che aspettavo, e notai che di fronte proprio, di fronte a via dei Georgofili notai che non c'era neanche una macchina in sosta, neanche i cassetti della nettezza. Dico: 'strano. mmh'. L'unica cosa che notai: una Cinquecento, carbonizzata, in fondo in fondo, vicino all'Arco delle Carrozze.
PRESIDENTE: Quando la notò, era già carbonizzata?
TESTE Capraro: Prego?
PRESIDENTE: Quando la notò, era già carbonizzata?
TESTE Capraro: No, no no.
PRESIDENTE: E allora?
TESTE Capraro: La Cinquecento, che dopo è stata carbonizzata. Però quello che notai, ecco, la strada vuota.
PUBBLICO MINISTERO: Stiamo parlando, signora, del 26 maggio?
TESTE Capraro: Sì, la sera del 26 maggio, il mercoledì sera del 26 maggio, perfetto. Anzi, glielo dissi a mio marito, e gli dissi queste testuali parole: 'come sarebbero belle le strade del centro, antiche, senza una macchina'. 'Eh', dice 'davvero'.
Basta, entrammo in casa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, in che condizioni era poi il suo appartamento, dopo l'esplosione?
TESTE Capraro: Disastroso praticamente, perché pezzi di calcinacci, di pareti. Alla bimba gli è cascato una parete, un pezzo di parete che oscillava sopra la sua testa; ma, fortunatamente, non le è successo niente. Soltanto, la bambina, è scioccata, è tuttora scioccata quando sente i tuoni, i lampi. Ecco, allora...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'appartamento, signora, era di vostra proprietà?
TESTE Capraro: No, è del demanio.
PUBBLICO MINISTERO: E' del demanio.
TESTE Capraro: Degli Uffizi, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in che condizioni avete vissuto dopo questo fatto?
TESTE Capraro: Subito dopo, beh, io venni portata via, per le cure alla gamba, e io non ho voluto andare nella pensione. Mio padre mi ha accettato in casa, anche perché la gamba era gonfia, dovevo tenerla...
PUBBLICO MINISTERO: In quanto tempo è guarita da questa...?
TESTE Capraro: Eh, beh, tuttora ce l'ho, le cicatrici; perché sono cicatrici da taglio di vetri. Guarita, in circa 15-20 giorni, non ricordo. Però tuttora io ho le ferite, cioè le cicatrici.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stava dicendo che andò dai suoi.
TESTE Capraro: Andai da mio padre tutta l'estate; cioè, tutta l'estate no, fino a... sì, poi in luglio, per tutto giugno. Poi, in luglio sono stata ricoverata perché entrai in depressione, sono stata ricoverata all'ospedale circa 15 giorni per accertamenti, per cure varie, eccetera.
E, nel frattempo, l'assessore Tirelli ci trovò un appartamento, un miniappartamento, dove siamo rimasti fino quest'anno, a maggio. Ma praticamente siamo rimasti fino a maggio, perché abbiamo lottato per rimanere; perché, altrimenti, il Comune ci avrebbe già buttato fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Io ho concluso, Presidente.
PRESIDENTE: Nessuna domanda? Si accomodi, signora.
*TESTE Capraro: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Beh, facciamo entrare allora la signorina Rossella Buccheri.
PRESIDENTE: Dica il suo nome, cognome, luogo e data di nascita, e residenza.
*TESTE Buccheri R.: Mi chiamo Rossella Buccheri, sono nata a Firenze il 30 maggio del 1978, ho la residenza in via Gelli 10, a Firenze.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Buccheri R.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Signorina, vuol ricordare alla Corte quello che è accaduto quella notte del 27 maggio '93?
TESTE Buccheri R.: Sì. Io mi trovavo a casa mia, in via Lambertesca 6, all'epoca abitavo lì; e, niente, ero nel mio letto e stavo dormendo. A un certo punto ho sentito un boato enorme, mi sono svegliata urlando e piangendo. Lì per lì non mi rendevo nemmeno conto di quello che stava succedendo; dopo mi sono messa a sedere sul letto e ho visto la mia camera distrutta, i calcinacci per terra, le finestre inesistenti, i mobili distrutti completamente.
E sono rimasta lì, a sedere sul letto, quasi scioccata.
Dopo poco, è arrivata mia madre e mi ha un attimino scosso, e allora mi sono, così, ripresa. E poi, niente, sono scesa dal letto; e poi sono arrivati i Vigili del Fuoco, le ambulanze e ci hanno portato all'ospedale. Questo è...
PUBBLICO MINISTERO: Ha avuto ferite?
TESTE Buccheri R.: Sì, io avevo il letto appoggiato dalla parte della testa a una parete, e la parete mi è praticamente cascata addosso. Quindi, sì, non ferite gravi, però per dire anche quando, non so, quando passa una macchina forte, ad alta velocità, o scoppia un palloncino all'improvviso, mi ricorda lo scoppio della bomba e magari mi metto a piangere o, comunque, sto male.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non ha avuto, diciamo, danni fisici, ma questo trauma.
TESTE Buccheri R.: Sì, sì. A parte qualche livido nelle gambe, ma una cosa molto superficiale. A parte questo trauma, non...
PUBBLICO MINISTERO: In che condizioni era l'appartamento? Se lo ricorda?
TESTE Buccheri R.: Sì, sì, me lo ricordo purtroppo. Le condizioni, niente, come le ho già detto: calcinacci dappertutto, le finestre praticamente non c'erano più, c'erano solo dei grandi buchi, i termosifoni in terra, i vetri delle vetrine che avevamo in casa inesistenti, frantumati completamente. Quasi completamente distrutto, mobili compresi.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ho concluso, Presidente.
PRESIDENTE: Domande? Può andare, grazie.
*TESTE Buccheri R.: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: C'è il signor Miniati.
PRESIDENTE: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Miniati. Miniati Giovanni.
*TESTE Miniati: Buongiorno.
PRESIDENTE: Vuol dire nome, cognome, luogo e data di nascita, e di residenza?
TESTE Miniati: Miniati Giovanni, Firenze 08/07/70.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Miniati: A Firenze.
PRESIDENTE: Dove?
TESTE Miniati: Via Lambertesca, 3.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Miniati: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Miniati, dove abitava nel maggio del '93?
TESTE Miniati: In via Lambertesca, numero 3.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non ricorda cosa è accaduto quella notte?
TESTE Miniati: Mah, ricordo che dormivo, e ho sentito tipo un uragano, un vento caldo, e della polvere che mi si attaccava addosso. E poi, lo schianto non è che l'ho sentito; ho sentito più tipo un vento. Poi mi sono sentito sobbalzare da letto, e lì per lì non sapevo proprio cosa fosse.
Poi, ho iniziato a sentire questa polvere da sparo, e questo calore che arrivava dalle finestre. Perché le finestre erano scoppiate, mi è arrivato tutto in testa, e avevo tutta la testa piena di vetro; sono riuscito a divincolarmi dal letto, che era ricoperto di legni e vetri, sono uscito dalla mia camera, mi sono ritrovato con i miei, con la mia famiglia, e siamo scesi in casa, per le scale.
Io, la prima cosa che ho fatto, sono andato in camera di mia nonna, che abitava giù, che era inferma, e quindi, niente, l'ho presa in braccio e l'ho portata giù per la strada.
Poi ho dato, praticamente ho consegnato mia nonna a un, non mi ricordo se era un poliziotto, un infermiere; sono ritornato su per riprendere i miei, insomma per vedere cosa facevano, e ho sentito delle urla che provenivano dalla corte di casa mia. E era una ragazza che, praticamente, non so se era la ragazza di Dario Capolicchio, che è passata dalla finestra di camera della mia nonna.
E mi ricordo che era ferita a una gamba, era completamente sconvolta. Anche noi, chiaramente, eravamo in preda al panico, e l'abbiamo accompagnata giù.
E poi mi ricordo la strada, che era completamente ricoperta di calcinacci, mattoni, non si vedeva proprio le pietre; c'era gente che urlava, vedevo le fiamme di questa casa accanto alla mia. Sicché, avevamo paura che crollasse tutto, che venisse fuori un incendio.
E quindi, niente, io sono andato, sono uscito dalla mia via quando, appunto, ho appurato che tutta la mia famiglia era in salvo, e sono andato a farmi medicare in Santa Maria Nuova.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ha detto che aveva i vetri conficcati in testa.
TESTE Miniati: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' stato ricoverato in ospedale?
TESTE Miniati: Sì, sono stato ricoverato in ospedale, dove mi hanno appunto applicato quattro punti. E poi sono stato, va be', una notte a levarmi i vetri dalla testa, che avevo proprio... mi si erano conficcati. E poi basta.
PUBBLICO MINISTERO: Da queste ferite in quanto tempo è guarito?
TESTE Miniati: Da queste ferite, mi ricordo dopo una ventina di giorni sono guarito, praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ho concluso, Presidente.
PRESIDENTE: Domande? Può andare, grazie.
*TESTE Miniati: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Schillaci.
PRESIDENTE: Dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, e di residenza.
*TESTE Schillaci: Schillaci Pietro, nato ad Adrano, provincia di Catania, residente a Firenze in via Vacchereccia numero 3.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Schillaci: Come? Ah, devo leggere.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Schillaci: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, signor Schillaci, vuol ricordare alla Corte dove era e cosa ha fatto nella notte tra il 26 e il 27 maggio del '93?
TESTE Schillaci: Verso mezzanotte e 10, mezzanotte e un quarto, ero seduto lì, da Rivoire, che era il bar chiuso, con un amico: ero seduto lì, a chiacchierare.
Poi, verso le una meno 20, siamo andati in piazza San Firenze, perché aveva la macchina parcheggiata lì, doveva uscire per tornare a Lucca, gli ho detto: 'lasciami dopo Ponte Vecchio'.
Mi ha lasciato dopo Ponte Vecchio, e io sono tornato - era l'una - ho attraversato Ponte Vecchio, Por Santa Maria, e sono entrato in casa. Sono entrato in casa, ho acceso la luce ed è esploso tutto. Cioè, nel senso, ho avuto quella impressione di innescare, dico 'mah...'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Schillaci: Cioè da lì non...
PUBBLICO MINISTERO: Che cosa ha constatato, dopo questa esplosione? Cosa ha fatto?
TESTE Schillaci: Io sono rimasto fermo, perché pensavo che era crollato il palazzo, e quindi mi trovavo lì fermo, dico 'mah, qui sono in salvo, può darsi che qualcuno verrà'.
PUBBLICO MINISTERO: Signore, la sua abitazione dov'era? In Por Santa Maria?
TESTE Schillaci: No, in via Vacchereccia è, al numero 3, però è all'interno diciamo, che affaccia nel cortile interno verso via Lambertesca.
PUBBLICO MINISTERO: Verso via Lambertesca, quindi.
TESTE Schillaci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stava dicendo cosa fece.
TESTE Schillaci: Mah, io sono rimasto fermo, perché non sapevo che fare a quel punto.
PRESIDENTE: Non c'era nessun altro in casa?
TESTE Schillaci: No, ero solo. Ero appena salito, ho acceso la luce, e ho sentito questo; pensavo a una bombola di gas del vicino. Perché poi ho cominciato a sentire gli urli, grida, mi si sono rotti i vetri, si sono scardinate le porte.
Nulla, sono stato lì un quarto d'ora, fermo; poi, mi sono reso conto che non era successo, diciamo nulla, lì in casa, e sono sceso giù e ho visto ancora la gente che urlava e...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che danni ha subìto la sua casa?
TESTE Schillaci: Mah, ci sono delle lesioni, poi il soffitto si è alzato di un centimetro; le porte, la porta d'ingresso tutta scardinata; e i vetri della finestra, rotti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, può quantificare questi danni?
TESTE Schillaci: Non saprei dirglielo. L'indomani poi, verso le undici, così, sono andato a chiamare un fabbro, gli ho fatto aggiustare la porta.
PRESIDENTE: La casa è di sua proprietà?
TESTE Schillaci: No, sono in affitto dal signor Mozar.
PUBBLICO MINISTERO: Ha subìto lesioni, a seguito del fatto?
TESTE Schillaci: No, io no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Bene. Non ho altre domande, Presidente.
PRESIDENTE: Domande, i difensori? Si accomodi.
*TESTE Schillaci: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: La signora Leo Maria Rosaria.
PRESIDENTE: Dica nome, cognome, luogo e data di nascita, per cortesia.
*TESTE Leo M.R.: Leo Maria Rosaria, Gragnano, provincia di Napoli, 18 agosto del '74.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Leo M.R.: A Firenze.
PRESIDENTE: Via?
TESTE Leo M.R.: Lambertesca, numero 6.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Leo M.R.: Sì. Allora, "consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signorina, dove abitava lei nel maggio del '93?
TESTE Leo M.R.: In via Lambertesca numero 6.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda cosa è accaduto quella notte?
TESTE Leo M.R.: Ricordare, non tanto. Perché io mi svegliai non con il boato, ma con un colpo che ricevetti con una finestra. Nel mio appartamento c'erano dei finestroni grandi, finestroni grandi che, appunto, si sono staccati; e io dormivo proprio sotto la finestra, è cascata questa finestra e mi è arrivata sulla testa. Non con tutto il peso, perché il peso è stato fermato dal letto; era un letto a una piazza e mezzo, dormivo con mia sorella, lei alla mia sinistra, io più sotto la finestra.
Mi è arrivata questa estremità, il legno soprattutto, sulla testa. E infatti, quando sono andata all'ospedale, ho riportato un presunto trauma cranico.
E io mi sono svegliata, cioè, con questo colpo, ero un po' intontita, un po' per il sonno, un po' perché, non so, forse ho perso conoscenza; non so, non mi ricordo nulla. I primi minuti, cioè quando mi sono svegliata ero complet... cioè come in un sogno.
Perché ho visto tanta polvere, mi sono alzata, ho camminato sul letto, evitando un po' i vetri - perché sono crollati i vetri sul letto - e poi, subito dopo, va be', siamo stati un pochino ad aspettare i soccorsi, perché non arrivavano.
Noi eravamo all'ultimo piano e non sapevamo come scendere, perché le scale erano impraticabili, non si potevano... insomma, disagibili praticamente.
E sono arrivati i pompieri, e con l'aiuto appunto di questi pompieri abbiamo sceso, siamo scesi; e loro, i pompieri, si sono posizionati all'inizio della scala, a metà scala, e a fine della scala: così, passandoci, insomma siamo arrivati giù, al portone.
Poi, subito dopo, siamo andati, cioè ci hanno portato all'ospedale. Lì, appunto, mi hanno fatto le radiografie da cui è risultato un trauma cranico. E mi hanno chiesto se volevo rimanere sotto osservazione tutta la notte, io ho detto 'preferisco andare a casa'.
Ero maggiorenne, ho firmato; ero con i miei genitori, però comunque ho deciso da sola. Ho deciso da sola, sono tornata a casa... a casa, in Comune ci hanno portato, subito dopo.
E siamo stati fino all'alba in Comune; poi abbiamo saputo dal Comune che c'era stato, insomma, c'era stato assegnato una camera in un hotel. Poi siamo stati alcuni giorni in hotel, in un hotel in via XXVII Aprile, era una pensione anzi, non era un hotel, una pensione.
Poi, dopo questi tre o quattro giorni, ci hanno assegnato una stanza, insomma un appartamento in un residence, vicino al mercato di San Lorenzo.
E sono stata lì per tre mesi, per tutta l'estate.
E poi dopo, ultimamente, insomma all'inizio del '94, no anzi, settembre del '94, siamo andati in una casa in piazza Duomo, che è stata messa a disposizione dall'Opera del Duomo di Firenze.
Tuttora abito lì, però insomma ho saputo che o a fine dicembre, o comunque al più presto, dovremo andare via da lì perché, non lo so, penso l'Opera del Duomo, insomma, ha premura di aver libera la casa, non so per quali motivi. E, insomma, dobbiamo andare via, dovremo tornare in un appartamento vicino al nostro di via Lambertesca; e subito dopo - insomma, bisogna fare un po' di traslochi - in un altro appartamento sul Lungarno.
Perché, praticamente, prima che scoppiasse la bomba, c'era già un appartamento a nostra disposizione sul Lungarno.
Soltanto che è stato distrutto, e quindi per questa perdita di tempo, cioè per questa bomba che ha fatto perdere del tempo, insomma, invece che andare subito dobbiamo aspettare ancora non lo so quanto tempo, fino a quando non sarà pronto anche l'appartamento sul Lungarno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signorina, che conseguenze ha avuto da quel trauma cranico?
TESTE Leo M.R.: A me, quando andai all'ospedale, dissero che le conseguenze non... cioè, io non so, ci sono anche documenti allegati, il referto medico. Che, per quanto riguarda il trauma cranico, le conseguenze non si vedevano immediatamente, ma si sarebbero viste a lungo andare.
Fatto sta che, prima di allora, non avevo sofferto di mal di testa, cioè bene o male, insomma mai, quasi mai. Invece ora, con il cambiamento del tempo, soprattutto con la pioggia, ho un dolore localizzato nella zona - cioè avevo, ora un po' meno - localizzato nella zona che è stata colpita dalla finestra. Però, ora... Comunque, di conseguenze gravissime, non penso. Cioè si starà a vedere, ma non penso cioè di avere gravi problemi, di avere riportato problemi grossi, gravi al cervello insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io ho concluso, Presidente.
PRESIDENTE: Domande? Si accomodi.
*TESTE Leo M.R.: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: La signora Bertocchi.
PRESIDENTE: Dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, e luogo di residenza.
*TESTE Bertocchi: Bertocchi Anna, via Lungarno dei Medici, 10. Nata il 25 agosto 1937 a Migliarino di Ferrara.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Bertocchi: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signora Bertocchi, ho sentito che lei abita sul Lungarno.
TESTE Bertocchi: Abitavo in Lungarno dei Medici.
PUBBLICO MINISTERO: Abitava - ecco, le stavo chiedendo - abitava in Lungarno dei Medici, nel maggio del '93?
TESTE Bertocchi: Sì. E sono tuttora residente lì, perché non abbiamo casa...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, non abita più lì.
TESTE Bertocchi: Eh, non abito più lì perché la casa è diroccata, e non è stata ancora rimessa. E ora siamo provvisoriamente ospiti di un figliolo, che ha la casa in via Pisana, però noi, la nostra residenza, è ancora lì perché noi, praticamente...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, signora, facciamo un attimo un passo indietro e torniamo a quella notte di fuoco. Ecco, ricorda cosa accadde?
TESTE Bertocchi: Ricordo molto bene. Ricordo molto bene perché ero andata a letto da un'ora circa, e sono stata svegliata da questo rumore proprio inimmaginabile, se uno non lo sente, perché effettivamente siamo rimasti storditi. Poi, noi avevamo proprio la camera da letto che dava sulla via dei Georgofili, c'era il cortile degli Uffizi e via dei Georgofili di fianco. Quindi, eravamo vicinissimi alla bomba.
E ricordo tutta questa pioggia di detriti, è caduto giù il soffitto completamente, il soffitto completo; poi, si è aperta proprio una voragine, perché avevamo la finestra che dava su questa via, e non c'era più né finestra, c'era un grande buco.
Poi, ricordo bene gli urli che venivano dalla via dei Georgofili, e questa fiammata, questa luce rossastra.
Mio marito forse si è accorto un attimino prima, e mi ha spinto verso la parete alla testa del letto, no? Perché il nostro letto, poi, era tutto pieno di detriti, di pietre, di vetri, di mobili, c'era lo sportello dell'armadio. Insomma noi, se rimanevamo lì, probabilmente non eravamo qui a raccontare questa storia.
Si è salvato questa parete, che si è crepata, si è inclinata verso di noi, però ha retto. E allora il primo pensiero è stato di correre a vedere, avevamo un ragazzo di 16 anni che dormiva sul Lungarno, cioè sempre nell'appartamento però la sua camera rimaneva un pochino più distante, sul Lungarno. Il primo pensiero è stato di vedere cosa era successo.
Lì per lì, noi abbiamo pensato a una fuga di gas; anche perché avevano fatto dei lavori nel cortile degli Uffizi, si pensava che ci fosse una sacca di gas, qualcosa del genere. Nessuno poteva pensare...
E io mi ricordo così, a piedi nudi, che abbiamo, io e mio marito, siamo corsi a vedere cosa era successo in quest'altra stanza. Mi sono tagliata tutti i piedi, chiaramente. Mio marito ha avuto anche una ferita alla schiena, non gravissima, ma insomma...
Ma, lì per lì, il nostro pensiero è stato di vedere se questo ragazzo, in che condizioni era.
PUBBLICO MINISTERO: Come stava, il ragazzo?
TESTE Bertocchi: Il ragazzo, dunque, siccome la sua camera dava sul Lungarno, c'è stato lo spostamento d'aria, è caduta la parete dove lui aveva il letto praticamente, dove c'era un armadio guardaroba che è caduto sul letto.
Ma lui probabilmente è stato sbalzato dallo spostamento d'aria, perché noi l'abbiamo trovato già, era vicino al letto, però non era stato colpito insomma. Infatti, lui non ha avuto nessuna ferita. E anche lui non si rende conto, perché lui ha detto: 'io da solo dal letto non sono sceso'. Quindi, evidentemente, lo spostamento d'aria l'ha gettato fuori, insomma.
Diciamo che siamo stati fortunati, in questo senso, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Signora, ha accennato a delle ferite?
TESTE Bertocchi: Sì. Perché, dunque, mio marito è stato colpito senz'altro da un mattone; perché lì sul letto c'era di tutto, avevamo i vetri in camera, quindi si può immaginare una finestra che ti va sul letto. E poi, non c'era più nulla, non c'erano neanche le intelaiature, nulla.
E quindi lui è stato colpito da un mattone, una ferita nella schiena; ed è una cosa che forse gli è rimasta, perché ogni tanto ha...
PUBBLICO MINISTERO: Sì?
TESTE Bertocchi: ... un pochino per ripararsi, così, lo fa tuttora dopo tre anni e mezzo, quant'è passato.
E io mi sono ferita i piedi. Prima le schegge, probabilmente prima di scendere dal letto; poi, nel correre per soccorrere il ragazzo, che rimaneva in quest'altra stanza.
Chiaramente non abbiamo trovato più nulla, né ciabattine né nulla; siamo corsi così, a piedi nudi, e allora ho avuto un po' di vetri.
Sono andata due volte al Pronto Soccorso, a Santa Maria Nuova insomma, per togliere questi vetri.
PUBBLICO MINISTERO: Signora, in quanto tempo è guarita da queste lesioni?
TESTE Bertocchi: Mah, una ventina di giorni.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Anche suo marito?
TESTE Bertocchi: Mio marito qualcosa di più, perché forse era in una posizione, era caldo, così, allora questa ferita ci ha messo un pochino più a risarcire; però...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, signora, l'appartamento in che condizioni si è venuto a trovare dopo questo fatto?
TESTE Bertocchi: Dunque, l'appartamento che è stato colpito?
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Bertocchi: Dunque, la nostra camera distrutta completamente, non c'era proprio nulla, più nulla. C'era rimasto una parete, che non era crollata, ma era tutta crepata.
Le altre stanze, tutte danneggiate perché è venuto giù il soffitto; c'erano quei soffitti a cassettone, sa?, alti.
I mobili, tutti rovinati. Insomma, abbiamo recuperato qualcosa...
PUBBLICO MINISTERO: L'appartamento era di vostra proprietà, signora?
TESTE Bertocchi: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Era di vostra proprietà, l'appartamento?
TESTE Bertocchi: No, era del demanio. Noi abitavamo proprio sotto alla Galleria degli Uffizi.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ho concluso, Presidente.
PRESIDENTE: Domande? Si accomodi, grazie.
*TESTE Bertocchi: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Il signor Donati.
PRESIDENTE: Dica nome, cognome, luogo, data di nascita.
*TESTE Donati: Donati Dino, nato a Poppi, Arezzo, il 2 marzo del 1932.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Donati: Residente in Lungarno Anna Maria Luisa dei Medici, 10.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Donati: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Donati, dove abitava nel maggio del '93?
TESTE Donati: Nel maggio del '93 abitavo nel Lungarno Anna Maria Luisa dei Medici, 10.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol ricordare quello che accadde la notte del 27 maggio?
TESTE Donati: Dunque, ero a letto e ho sentito questo boato e una grande pioggia, cioè come una cascata di fuori dalla finestra. Mi sono buttato sopra a mia moglie, e ho detto 'frana casa, frana casa', aspettando di sprofondare ancora.
E poi, e nell'attimo è terminato tutto, e sentivo gli urli di dolore che venivano dal di fuori, da via dei Georgofili.
La finestra non esisteva più, perché è venuta via; l'infisso e tutta la finestra ci è passata di sopra al letto, mi immagino, ed è andata a finire nella sala da pranzo.
E, nel momento, ci siamo seduti sul letto io e mia moglie, cercando di andare a trovare il ragazzo, che stava in un'altra camera.
PUBBLICO MINISTERO: Come, scusi? Lei è il marito della signora?
TESTE Donati: Bertocchi.
PUBBLICO MINISTERO: Bertocchi, ecco, che abbiamo sentito poc'anzi.
TESTE Donati: Ci siamo alzati, fra tutte le macerie, vetri, così scalzi come eravamo, ci siamo avviati nella sala da pranzo. Abbiamo acceso la luce, che c'era, e il ragazzo ci stava venendo incontro dicendo che cosa era successo. Che era tutto un disastro, il pavimento, il soffitto premetto che ci era venuto addosso. Ero coperto, si vede che le lenzuola hanno riparato, attutito i colpi. Perché le ferite, io ho avuto solo una scalfittura nella schiena e nient'altro, all'infuori delle scalfitture, dopo, ai piedi dei vetri, insomma.
Poi, arrivati in questa stanza, vedendo che tutti stavamo bene, ho detto 'andiamo via, andiamo via', e ci siamo avviati, con la luce che trapelava dalla sala da pranzo, lungo l'andito. Il portone non c'era più, perché era tutto scardinato.
Siamo scesi lungo le scale e ci siamo avviati verso l'uscita, dove c'era il signor Stefanini con il figlio sanguinante, che aspettavano l'autoambulanza.
Poi, siamo andati fuori, e dopo un periodo, chiedendo ai Vigili, perché eravamo in pigiama, tutti ridotti male, chiedendo ai Vigili del Fuoco di accompagnarci a prendere qualcosa. E infatti mia moglie è risalita in casa con un Vigile del Fuoco, e ci ha portato delle vesti insomma, perché eravamo spogli.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signor Donati, che conseguenze ha avuto lei da questo fatto?
TESTE Donati: Io, senta, veramente ne sono uscito molto bene. Ne parlo poco volentieri, però ne sono uscito bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire che cosa ha avuto? Che lesioni ha riportato?
TESTE Donati: Lo shock, perché per un po' di giorni, quattro giorni, cinque giorni, io mi sentivo sempre questo boato nelle orecchie, e mi veniva proprio da rattr... insomma, come si può dire?, mi veniva da torcermi in questo modo, il gesto che io avevo fatto buttandomi sopra mia moglie, ecco, mi veniva fatto questo gesto.
PUBBLICO MINISTERO: Ha avuto lesioni?
TESTE Donati: No. Nella schiena, sì, una ferita nella schiena.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo, se ci vuol dire che cosa ha avuto.
TESTE Donati: Sì, però quando io sono sceso fuori, non gli davo importanza, perché con tutta quella confusione che c'era non ho dato importanza. E però le persone lì dice: 'guardi, che ha insanguinato la canottiera'. E, infatti, avevo il sangue nella canottiera.
E però non abbiamo dato importanza, e siamo andati il giorno dopo al Pronto Soccorso a farsi medicare, sia io che mia moglie.
E ci hanno dato quattro o cinque giorni, insomma, così.
PUBBLICO MINISTERO: In quanto tempo, poi, è guarito da questa ferita alla spalla, alla schiena?
TESTE Donati: In una quindicina di giorni, venti. Perché era anche il periodo caldo, si sudava, quindi ci è voluto un po' più di tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, ho concluso.
PRESIDENTE: Nessuna domanda. Può andare, grazie.
*TESTE Donati: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Introduciamo in aula la teste Sani Silvia.
PRESIDENTE: Vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita, luogo di residenza?
*TESTE Sani: Sani Silvia, nata a Firenze il 13/04/67, e residente a Scandicci, via Cimarosa 5.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Sani: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signora Sani, vuol chiarire qual è la sua attività, per cortesia?
TESTE Sani: Io sono un'agente di Polizia Municipale.
PUBBLICO MINISTERO: Del Comune di Firenze?
TESTE Sani: Nel Comune di Firenze, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Da quanti anni è in servizio?
TESTE Sani: Dall'8 settembre dell'88.
PUBBLICO MINISTERO: Era in servizio anche nel periodo in cui si è verificata la vicenda di cui ci si sta occupando?
TESTE Sani: Ero in servizio di pattugliamento, con orario 19.00-02.00.
PUBBLICO MINISTERO: Era da sola, o era con...?
TESTE Sani: Ero, chiaramente, in coppia con un altro collega, sull'auto Firenze 18.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol spiegare come si è svolto questo servizio? Intendo dire a che ora l'ha iniziato, a che ora doveva terminare, come si svolgeva questo servizio, su che tracciato, se a piedi, se in macchina, se in parte a piedi, parte in automobile.
TESTE Sani: Era, ed è ancora oggi, un tipo di servizio che svolgiamo in auto, e in genere prendiamo servizio intorno alle 19.30 e smontiamo intorno alle 01.30.
Quella notte avevo, come zona di servizio, via Calzaiuoli, il controllo venditori abusivi e pittori abusivi anche nella zona di piazza del Duomo, e piazza Santa Croce.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi lei intorno alle ore 01.00 era ancora in servizio?
TESTE Sani: Ero ancora in servizio, sì. E stavamo quasi per rientrare in Palazzo Vecchio e lasciare le auto, all'epoca avevamo un garage sotto gli scantinati di Palazzo Vecchio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, facciamo un passo indietro, al momento in cui è iniziato il suo servizio: da dove si avvia il servizio, quello per l'appunto che lei espletò quella sera insieme al suo collega?
TESTE Sani: Bah, noi abbiamo preso servizio intorno alle 19.30 a Palazzo Vecchio. Lì, trovavamo le auto a nostra disposizione e con quelle poi ci spostavamo nell'area pedonale. Io, per quella notte, ho pattugliato soprattutto la via Calzaiuoli e piazza Duomo, e alcuni controlli in piazza Santa Croce.
Però, non sono passata nell'arco della nottata dalla zona di via della Ninna, via Lambertesca. Mi sono attenuta strettamente alla carta di servizio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi ha detto che, intorno alle 01.00, quando è successo il fatto di cui ci si sta occupando, lei si trovava?
TESTE Sani: Ci trovavamo in piazza Signoria, lato via dei Gondi.
PUBBLICO MINISTERO: A quel punto che cosa avete deciso di fare, lei con il suo collega?
TESTE Sani: Mah, niente, abbiamo visto andar via la luce e poi c'è stato il boato, e siamo usciti. E alcuni di noi hanno dato l'allarme di emergenza per lo scoppio di una bomba, e di chiamare i soccorsi. E ci siamo portati, poi, verso...
PRESIDENTE: Per lo scoppio di una bomba? Voi vi eravate resi conto subito che era una bomba?
TESTE Sani: Cioè, probabilmente è stato - non che ci siamo resi conto - è stata la cosa che ci è venuta più spontanea, in quel momento, di dire.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signora, quella sera il servizio si è svolto con particolari problemi, oppure si è trattato di condizioni normali?
TESTE Sani: Che mi ricordi io, era una serata abbastanza tranquilla. Non ci sono stati grossi problemi, anche a livello di traffico non ci sono stati grossi problemi nell'area pedonale; perlomeno, in quella sottoposta al mio controllo.
Abbiamo segnalato, durante la nottata, diversi black-out di energia elettrica; però poi, per il resto, niente di particolare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol cercare, stando ai suoi ricordi odierni, di dettagliare nel tempo soprattutto questo tipo di black-out della corrente elettrica? Si trattava della illuminazione pubblica, quella interessata a questi black-out?
TESTE Sani: Sì, sì, illuminazione pubblica. Che mi ricordi io, a zone; cioè l'ho segnalata nella piazza del Duomo, e nella via Martelli, Cavour. In diversi orari, cioè dalle 21.00 fino verso le 23.00, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: E sono black-out, che lei rammenti, che si sono protratti, oppure sono stati black-out relativamente momentanei?
TESTE Sani: Mi sembra di ricordare di qualche minuto, cinque, dieci minuti all'incirca.
PUBBLICO MINISTERO: Quanti possono essere stati, in tutto, questi black-out? Se se lo rammenta.
TESTE Sani: Questo non me lo ricordo. Ma diversi, mi sembra, nell'asse di questo tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, detto questo, volevo chiederle alcune altre cose. E la prima è questa, è una domanda di carattere preliminare.
Lei, il suo servizio, a parte quello espletato concretamente quella sera, in altre occasioni, in altri giorni, nei mesi precedenti, nei mesi successivi, lo ha svolto sempre e solamente nella zona in cui era, appunto, in servizio quella sera? Oppure lo svolgeva anche in altre zone del centro?
TESTE Sani: No, veniva svolto anche in altre zone del centro. Però, per quanto mi ricordi io, per i mesi precedenti a quest'evento, come controlli di pattugliamento notturno, avevamo l'area pedonale. Proprio perché c'erano problemi di vendite abusive e, insomma, in genere di queste cose qui, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Intendo dire, signora, da quanto tempo lei è Vigile Urbano?
TESTE Sani: Da 8 anni.
PUBBLICO MINISTERO: Da otto anni rispetto ad oggi?
TESTE Sani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi dall'88.
TESTE Sani: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Aveva mai fatto servizio, in epoca non lontana dal fatto, anche nella zona in cui si è verificata la vicenda di cui ci si occupa? Cioè, a dire la zona di piazza della Signoria, gli Uffizi, Lambertesca, Por Santa Maria?
TESTE Sani: Sì, sì, senz'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha memoria di come era organizzata, o meglio di come era regolamentata, la viabilità in quella zona? Mi pare che abbia detto che lei si occupava di zona pedonale.
TESTE Sani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Queste vie, piazze, di cui le sto parlando, erano ricomprese nella zona pedonale?
TESTE Sani: Sì, erano comprese.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per zona pedonale, vuole spiegare che cosa si intende, per quanto riguarda la possibilità di transito di veicoli?
TESTE Sani: E' chiaramente una zona interdetta al transito e alla sosta di veicoli, tranne per alcuni autorizzati. E delimitata da catene, paletti e cartellazione anche, che indica area pedonale urbana.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, le devo chiedere se rammenta come era regolamentato l'accesso a piazza della Signoria da via della Ninna.
TESTE Sani: Dunque, in fondo a via della Ninna, lato diciamo piazza Castellani, vi era una catena; che, però, era quasi sempre aperta. E, comunque, mi sembra di ricordare che l'accesso a Signoria direttamente da via della Ninna non era possibile, perché c'erano due paletti all'altezza della Loggia dei Lanzi, che chiudevano l'accesso direttamente per entrare nella piazza Signoria.
Era possibile entrare nel piazzale degli Uffizi, e prendere Lambertesca.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Non sono sicuro di avere bene inteso: questi paletti metallici impedivano l'accesso a piazza Signoria?
TESTE Sani: Non consentivano il passaggio di un'auto. Potevano passare, al limite, dei motorini, ma non le macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, specifico la domanda, cioè la restringo. Com'era regolamentato, se ce n'era la possibilità, l'accesso da via della Ninna al piazzale degli Uffizi?
TESTE Sani: Da via della Ninna, si accedeva tranquillamente al piazzale degli Uffizi, trovando la catena aperta.
E, comunque, le chiavi delle catene erano state assegnate a parecchie persone autorizzate a transitare nell'area pedonale. Per la maggior parte si trovava aperta, anche se non doveva essere una regola, perché l'accesso all'area pedonale doveva essere effettuato soltanto dalle 06.00 alle 09.00 del mattino.
Si poteva accedere al piazzale degli Uffizi e, dal piazzale degli Uffizi, poi entrare in Lambertesca e andare verso Por Santa Maria.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, col consenso della Corte, credo non ci saranno problemi, io vorrei - perché ho da chiedere alcune cose che riguardano specificamente com'era regolamentata la viabilità - io vorrei, utilizzando una cartina stradale di quelle ordinariamente a disposizione di chiunque, vorrei utilizzarla e proiettarla attraverso quel visore, se è possibile, sperando che si riesca a vedere abbastanza bene nello schermo.
Per poi, appunto, chiedere alla signora Sani alcune precisazioni.
PRESIDENTE: Benissimo, procediamo.
PUBBLICO MINISTERO: Io non conosco come funzioni codesto oggetto. Se lei ha da fare con la registrazione, magari spieghi rapidamente all'ispettore, non so, per allargare o restringere il campo.
Ecco, io lo posizionerei in maniera da... butterei verso sinistra, tanto la parte del Lungarno Acciaioli non ci interessa.
Ecco, io mi fermerei così, ingrandirei. Ecco.
Allora, signora, come lei vede questa - basta ispettore, sennò si perde i riferimenti - questa riproduzione le fa vedere la parte, l'ultima parte di via della Ninna, in corrispondenza dell'inizio del piazzale degli Uffizi. Poi, la dislocazione di tutte quelle strade: via Lambertesca, via dei Georgofili, Lungarno Archibusieri, piazza del Pesce, quella mi pare che si chiami via dei Girolami. E poi, ancora, Chiasso Baroncelli, via del Buco, e così via.
Ecco, a me interessa, signora, se lei se ne rammenta, che rammentasse un attimo come era regolamentata la circolazione - se c'erano sensi unici.
Perché abbiamo detto che zona interdetta alla circolazione, consentita peraltro a persone munite di autorizzazione. Ora, non ci interessa più il problema se poi la catena era aperta o era chiusa; rifacciamoci al dato formale, se lei è in grado di raccontarlo.
Allora, ho capito che...
PRESIDENTE: Signora, se lei per sua comodità deve girarsi, si rigiri pure tranquillamente, eh. Poi, casomai, quando deve parlare, si rivolge verso il microfono.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito che, come stava dicendo prima, dal piazzale degli Uffizi...
PRESIDENTE: Io vorrei solo essere certo che anche dalla parte dei difensori, Pubblico Ministero, parti civili, si vede comodamente.
PUBBLICO MINISTERO: Se ho ben capito quanto diceva un attimo fa, signora, dal piazzale degli Uffizi si poteva imboccare via Lambertesca, direi quindi con direzione Por Santa Maria.
TESTE Sani: Infatti, era a senso unico verso Por Santa Maria, Borgo Santi Apostoli.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Era consentita, all'epoca dei fatti, che lei ricordi, la svolta a sinistra da via Lambertesca in via Georgofili?
TESTE Sani: No, per entrare in via Georgofili si accedeva soltanto da Lungarno Acciaioli, piazza del Pesce, Volta dei Girolami. E poi si poteva entrare in via dei Georgofili, sulla sinistra; oppure uscire verso l'Arco delle Carrozze e il Lungarno Anna Maria Luisa Medici.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi io vedo lì Girolami, che sta per via dei Girolami, confluenza con via Georgofili. Mi corregga se ho capito male: a quel punto, un mezzo poteva o prendere sulla sinistra verso via Lambertesca o prendere sulla destra verso il Lungarno, attraversando l'arco, passando sotto l'arco quindi, l'Arco delle Carrozze.
TESTE Sani: Sì, passando sotto l'Arco delle Carrozze.
PUBBLICO MINISTERO: Se non ho capito male, quindi, via dei Georgofili era, come senso di marcia, diviso in due parti.
TESTE Sani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E il punto di demarcazione era l'incrocio con via dei Girolami.
TESTE Sani: L'incrocio con via Girolami.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non si poteva entrare in via dei Georgofili dal Lungarno, dall'Arco delle Carrozze?
TESTE Sani: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Via Lambertesca poteva essere percorsa fino a via Por Santa Maria?
TESTE Sani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Quindi, da qualche che fosse la direzione di provenienza di un veicolo, per potere entrare in via dei Georgofili occorreva percorrere piazza dei Pesci, via dei Girolami, stando alla segnaletica.
TESTE Sani: Sì. Se uno voleva rispettare la segnaletica, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Stando alla segnaletica. Ecco, l'altra cosa che le volevo chiedere riguarda un po' la situazione delle soste in quest'area. Dunque, abbiamo visto che vi erano autorizzazioni al transito, vi erano anche autorizzazioni alle soste?
TESTE Sani: Coloro che avevano l'autorizzazione al transito spesso avevano anche un'autorizzazione per la sosta nell'area pedonale. Comunque, per quanto riguarda per esempio la sosta nel piazzale degli Uffizi, per un periodo è stata consentita anche alla Giunta del Comune di Firenze, alcune auto di Magistrati di piazza San Firenze. In quel tratto dalla fine della Loggia dei Lanzi fino quasi all'incrocio con Lambertesca vigeva questa... c'era una cartellazione con divieto di sosta però con consentito ad autorizzato e in genere erano in prevalenza questi autoveicoli che si trovavano in sosta qui.
PUBBLICO MINISTERO: Io infatti ora mi accingevo - lei mi ha preceduto, perché si stava parlando di soste - mi accingevo a sottoporle giusto appunto una foto, che ovviamente sta negli atti del fascicolo del Pubblico Ministero, di cui i difensori hanno sicuramente cognizione, foto che non ha nulla di caratteristico per... è una foto scattata come risulta da questa annotazione della Direzione Investigativa Antimafia Centro Operativo di Firenze: è stata scattata nel gennaio di quest'anno e che riproduce - nel gennaio ovviamente del '96 - una parte del piazzale degli Uffizi. E quindi chiederei all'ispettore di metterla sotto il visore.
Io allargherei un attimino il campo. Al contrario, ispettore, ecco. Credo che sia riconoscibile il piazzale degli Uffizi, almeno lo riconosco bene, dando le spalle proprio allo sbocco di via della Ninna, lo spigolo di Palazzo Vecchio.
Lei lo riconosce signora, il piazzale?
TESTE Sani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora, se poi magari si vuole dall'ispettore chiediamo uno sforzo di ordine tecnologico, sulla destra - ripeto è una foto del '96 - sulla destra si nota prima una specie di transennatura, sembra una gabbia, poi si notano delle cassette delle poste, poi si nota un portone, poi si nota tutta una parete. Ecco, dietro a quella specie di gabbia, prima delle cassette delle poste, in alto si vede un cartello; un cartello di divieto di sosta con sotto un pannello o qualche cosa di simile, non so se lei lo nota.
TESTE Sani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla base anche di questo, comunque del suo ricordo, le volevo chiedere appunto se ha memoria che il piazzale degli Uffizi fosse in qualche modo, a quali condizioni riservato a una sosta comunque consentita a qualche autorizzato, o meno?
TESTE Sani: Mi ricordo che in quel periodo spesso venivano a sostare lì le auto della Giunta Comunale e alcune volte si trovavano anche auto di Magistrati di piazza San Firenze probabilmente quando avevano i posti occupati nella piazza stessa. Non ricordo di preciso il pannello aggiuntivo che cosa specificasse, però sicuramente consentita ad autorizzati o qualcosa di simile.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Se l'ispettore riallarga un attimo il campo, lei noterà - basta così ispettore, grazie - lei noterà tutta questa parete che poi termina sul margine esterno della fotografia praticamente all'imbocco di via Lambertesca. Infatti se allarga ancora, ispettore, si vede. Perché poi comincia il loggiato degli Uffizi vero e proprio. Là dove c'è quella specie di tenda verde, questo è nel ricordo di tutti e comunque me lo ricordo, è la tenda verde che proteggeva le impalcature dove c'erano i lavori ancora di ripristino, eccetera, eccetera. Lì è l'ingresso di via Lambertesca.
Oh, fuori campo, sulla destra inizia la Loggia dei Lanzi, è così? Il tratto sul quale queste macchine parcheggiavano, più o meno all'epoca, con riferimento a tutta questa parte di parete del fabbricato qual è? Quello, voglio dire, tutto intero, oppure qualche cosa di più, qualche cosa di meno di questo pezzo? Se lei se lo ricorda.
TESTE Sani: Da subito dopo la cartellazione fino a circa metà del...
PUBBLICO MINISTERO: Di quella parete.
TESTE Sani: Della parete sì. Non prendevano tutta la parte fino a Lambertesca.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Una domanda che riguarda lei come tecnico della vigilanza urbana, così si dice vero? Solo marginalmente. Sa quel portone, accanto al quale ci sono quelle due cassette delle poste, che tipo di... o meglio, a quali locali dà accesso?
TESTE Sani: Penso a dei locali degli Uffizi. Non so con precisione a quale compartimento, però mi immagino sia qualcosa legato al Palazzo degli Uffizi.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Io con questo ho fatto le domande che volevo fare alla testimone.
PRESIDENTE: Ci sono domande dei difensori di parte civile?
AVVOCATO Ammannato: Avvocato Ammannato.
Disse che quando era vero le una stava tornando a Palazzo Vecchio, andò via la luce e poi sentì il boato. Ecco, può chiarire alla Corte di Assise grossomodo quanto tempo tra una cosa e l'altra.
TESTE Sani: Pochissimi secondi.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, successivamente ha parlato che era andata via la luce nella illuminazione pubblica e aveva iniziato a dire nei luoghi in cui lei se n'è accorta. Può ripeterlo perché non si è capito bene.
TESTE Sani: In prossimità della piazza del Duomo, più precisamente nella zona di via Martelli, via Cavour e nelle strade adiacenti.
AVVOCATO Ammannato: E, anche se non riesce a quantificarle esattamente per quante volte, comunque all'incirca potrebbe dire, cioè tre, quattro, più vicino cinque-sei, più vicino tre-quattro.
TESTE Sani: Forse tre-quattro, non di più.
AVVOCATO Ammannato: Grazie.
PRESIDENTE: Altre domande?
AVVOCATO Gandolfi: Avvocato Gandolfi, una sola. Signora Sani, lei ha detto che vedendo la fotografia che le mostrava l'ispettore, che le auto, quelle autorizzate e forse anche qualcuna non autorizzata, parcheggiavano sul lato che lei ha indicato essere il lato di destra, avendo alle spalle la piazza della Signoria.
Lei può dirci se le autovetture parcheggiavano anche sul lato sinistro?
TESTE Sani: Mah, in alcuni casi particolari alle volte venivano trovate anche, proprio sotto il loggiato degli Uffizi, ma raramente.
AVVOCATO Gandolfi: Lei sarebbe in grado...
TESTE Sani: E comunque soltanto le autorizzate perché le altre venivano contravvenzionate e rimosse.
AVVOCATO Gandolfi: Ecco, proprio in relazione a questa sua affermazione, lei sarebbe in grado di dirci con approssimazione o anche magari con certezza, quante contravvenzioni sono state elevate diciamo nel mese di maggio del 1993, ad autovetture in sosta vietata e non autorizzata nella Loggia degli Uffizi.
TESTE Sani: Questo non glielo so dire.
AVVOCATO Gandolfi: Neanche in via approssimativa?
TESTE Sani: No, bisogna che senta il comando nostro dove ci sono tutti gli atti.
AVVOCATO Gandolfi: Però ecco le macchine anche non autorizzate, ovviamente se lei ricorda contravvenzioni fatte a macchine lì in sosta ovviamente le macchine venivano parcheggiate.
TESTE Sani: Venivano parcheggiate anche perché spesso venivano lasciate le catene aperte, di accesso...
PRESIDENTE: Venivano lasciate, scusi?
TESTE Sani: Venivano trovate le catene aperte per l'accesso all'area pedonale. Nonostante ci fosse la ditta che si occupava della chiusura delle catene la mattina dopo le 09.00, però erano talmente tante le persone che avevano le catene in dotazione che poi magari si scordavano anche di chiuderle. Venivano trovate comunque aperte.
AVVOCATO Gandolfi: Senta, possiamo dire signora Sani che i controlli in ore notturne, diciamo dalle nove, dalle dieci di sera in avanti erano, come dire, più tolleranti rispetto ai controlli e ai divieti diurni?
TESTE Sani: Mah, questo non credo. Dipende dalle necessità di servizio.
AVVOCATO Gandolfi: No, scusi, non volevo fare un appunto al servizio di vigilanza del Comune. Voglio dire, in via dei Georgofili per esempio, vi era un divieto su entrambi i lati immagino, anche perché è una via strettissima di parcheggio di autovetture.
TESTE Sani: Questo non me lo ricordo.
AVVOCATO Gandolfi: Non se lo ricorda. No, perché abbiamo sentito un teste prima che ci diceva che abitualmente persone che abitavano lì parcheggiavano la propria autovettura di notte. Ecco, venivano contravvenzionate o venivano addirittura rimosse?
TESTE Sani: C'è stato un periodo in cui avevamo un ordine di servizio interno la notte di chiudere le catene dell'area pedonale e di provvedere a contravvenzionare e rimuovere i veicoli non autorizzati alla sosta all'interno dell'area pedonale e quindi anche nella via dei Georgofili. E poi è stato interrotto poco giorni prima dello scoppio della bomba per cui...
AVVOCATO Gandolfi: Come è stato interrotto, mi spieghi.
TESTE Sani: Sì, era stato un ordine di servizio impartito probabilmente dal dirigente della zona centrale a suo tempo che ha avuto efficacia, ora non mi ricordo per quanto, ma forse per un mese, due mesi e poi è terminato. Non è che l'avevamo più fisso da fare tutte le notti questo tipo di controllo.
PRESIDENTE: Scusi, abbia pazienza, non ho capito bene. Che cosa è che è durato un paio di mesi? Questa sospensione dell'obbligo...
TESTE Sani: No, era stato stabilito all'interno della zona centrale, per quanto riguarda le pattuglie in orario notturno, di provvedere a contravvenzionare e rimuovere i veicoli che si trovavano in sosta irregolare nell'area pedonale anche in ore notturne. Però questa cosa ebbe termine pochi giorni prima dello scoppio della bomba. Era un provvedimento...
PRESIDENTE: Era stato un provvedimento temporaneo.
TESTE Sani: Temporaneo.
PRESIDENTE: Quindi prima si poteva, praticamente era tollerato.
TESTE Sani: Sì, diciamo che era tollerato.
PRESIDENTE: E dopo fu ripresa questa...
TESTE Sani: Dopo fu ripresa questa cosa qui.
AVVOCATO Gandolfi: Questa tolleranza?
PRESIDENTE: Questa tolleranza, fino a pochi giorni prima.
TESTE Sani: Sì.
PRESIDENTE: Pochi giorni... Scusi, avvocato, tanto per essere sempre più precisi.
AVVOCATO Gandolfi: Certo.
TESTE Sani: No, è il contrario. Cioè, fino a qualche giorno prima dello scoppio della bomba noi in servizio notturno avevamo tra gli ordini di servizio anche quello di contravvenzionare e verificare le soste nell'area pedonale nelle ore notturne e rimuovere anche i veicoli. Poi questo tipo di provvedimento venne interrotto qualche giorno prima dello scoppio della bomba per cui noi non controllavamo più le soste irregolari, ci occupavamo di altre cose, tipo venditori abusivi...
PRESIDENTE: Sì, abbiamo capito. Ma qualche giorno quanto potrebbe essere? Una massimo di?
TESTE Sani: Forse anche una settimana prima, ora non ricordo con precisione.
PRESIDENTE: Come massimo una settimana prima.
TESTE Sani: Non tantissimo. Sì, non tantissimo.
PRESIDENTE: Altre domande?
AVVOCATO Gandolfi: Sì, una sola ed è questa: voi, quando era in vigore, come dire, questa indicazione rigida e quindi spostiamo le macchine...
PRESIDENTE: Anche di notte.
AVVOCATO Gandolfi: ... anche di notte, in quanto tempo voi portavate via le macchine rilevandone il parcheggio abusivo?
TESTE Sani: Sicuramente con qualche ora di tempo e sempre in base alla disponibilità anche dei carri attrezzi perché...
AVVOCATO Gandolfi: Ci può dire, per esempio... fare un esempio insomma. Voi passavate, eravate in pattuglia notturna, vedevate una macchina in sosta, dopo quanto tempo la macchina veniva rimossa?
TESTE Sani: Facevamo un primo controllo e poi magari la portavamo via nell'arco anche di un'ora al massimo, veniva portata via.
AVVOCATO Gandolfi: Quante pattuglie c'erano in giro di notte solitamente, nella zona centrale?
TESTE Sani: Nella zona centrale in quel periodo eravamo tre pattuglie.
AVVOCATO Gandolfi: Grazie.
PRESIDENTE: Nessun altro?
AVV. Passagnoli: Signor Presidente, soltanto una domanda in difesa Bernardo Provenzano.
PRESIDENTE: Il suo nome.
AVV. Passagnoli: Avvocato Passagnoli. Nel corso della notte, quindi della durata del servizio, normalmente da piazza della Signoria, piazza del Duomo e quindi la zona che pattugliavate, quante volte passavate?
TESTE Sani: In quel periodo era praticamente fisso come controllo. Era un continuo passaggio da quelle strade, perlomeno per quanto mi riguarda, quella notte avevo il controllo di via Calzaiuoli e piazza Duomo abbiamo trascorso quasi tutta la notte in su e in giù per via Calzaiuoli e Duomo, non ci siamo allontanati mai dalla zona.
AVV. Passagnoli: Ho capito, grazie.
PRESIDENTE: Altre domande? Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Volevo concludere l'esame con questa domanda che è sostanzialmente una richiesta di precisazione.
PRESIDENTE: Scusi, non si sente molto Pubblico Ministero, si avvicina un po' di più?
PUBBLICO MINISTERO: Volevo concludere con una domanda che equivale a una richiesta di precisazione forse e niente più. Con tutto ciò quello che lei ha detto, comunque fino ad ora mi sembra che rimanga il punto che comunque le chiedo nuovamente, se vi erano delle autovetture comunque autorizzate alla sosta in questa area di cui abbiamo parlato fino ad oggi, tutta quest'area pedonale comprensiva anche delle strade che più direttamente ci interessano.
TESTE Sani: C'erano le autovetture con tagliando di persone invalide che potevano sostare, possono sostare ancora oggi nell'area pedonale e anche le autovetture dei residenti all'epoca potevano sostare nell'area pedonale. A differenza di oggi che è cambiata la normativa.
PUBBLICO MINISTERO: Ben, la ringrazio.
PRESIDENTE: Potrebbe dire una cosa perché, se non ricordo male, abbiamo sentito un teste che non aveva nessuna qualificazione, il quale - ora non saprei dire quale teste sia, ma è facile ritrovarlo - ha raccontato che negli ultimi tempi, gli ultimi mesi comunque, prima dei fatti di cui ci occupiamo, questa autorizzazione alla sosta nell'ala destra di piazzale degli Uffizi, di cui lei ha parlato finora, era stata revocata. Le risulta questo?
TESTE Sani: Mi risulta dopo lo scoppio della bomba che sia stato revocato e ha cambiato tutto.
PRESIDENTE: Non prima dello scoppio?
*TESTE Sani: Prima non mi ricordo, perlomeno mi sembra di no.
PRESIDENTE: Va bene. Nessun'altra domanda? Possiamo mettere in libertà. Grazie, può andare.
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo introdurre il teste Puccioni.
PRESIDENTE: Vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza per favore.
*TESTE Puccioni: Sì, mi chiamo Puccioni Roberto, sono nato a Firenze il 31 maggio del '57, risiedo a Firenze via Emilia 45/5.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Puccioni: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego?
PUBBLICO MINISTERO: Signor Puccioni, vuole chiarire qual è la sua attività?
TESTE Puccioni: Sì, io sono tecnico istruttore di Polizia Municipale. Lavoro per la Polizia Municipale di Firenze nella zona centrale dall'agosto del '90.
PUBBLICO MINISTERO: Agosto '90.
TESTE Puccioni: Agosto '90.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quindi lei era in servizio anche nel maggio del '93?
TESTE Puccioni: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Non è che era un periodo di ferie?
TESTE Puccioni: No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. era in servizio anche la sera del 26 maggio?
TESTE Puccioni: Sì, ero in servizio di pattuglia notturna.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol dire, con che turno?
TESTE Puccioni: Noi abbiamo il turno 19.30-01.30 quando facciamo questo servizio.
PUBBLICO MINISTERO: Lei faceva servizio di pattuglia sul mezzo di servizio o a piedi?
TESTE Puccioni: Sul mezzo di servizio, automontato.
PUBBLICO MINISTERO: Era assieme al suo collega, si ricorda... Chi era il suo collega nell'occasione?
TESTE Puccioni: Sì, ero insieme alla collega Bechi Elisabetta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le chiederei di spiegare che tipo di servizio le era stato affidato quella sera?
TESTE Puccioni: Sì, io quella sera avevo un servizio di controllo delle vendite abusive commerciali che in quel periodo si intensificano quando ci si approssima all'estate. Esattamente il controllo della via Speziali e della via Calimala.
PUBBLICO MINISTERO: E il suo servizio si limitava a queste due strade, oppure si doveva anche un po' allargare?
TESTE Puccioni: No, no, il servizio era preciso, c'era scritto "fisso ivi" sotto, per tutti i servizi mi sembra della zona centrale quella sera, avevamo una zona ben precisa con delle strade contrassegnate per il controllo di questo tipo di abusivismo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Il suo servizio ha preso regolarmente inizio alle 19.30.
TESTE Puccioni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Durante il servizio sono successe situazioni particolari che l'abbiano in qualche modo, non dico colpita perché il suo mestiere, ma insomma che differenzino quella sera rispetto ad altre? Non sto parlando dell'esplosione eh, qui siamo alle ore del suo servizio precedenti l'esplosione.
TESTE Puccioni: Relative al fatto direi di no. C'è stata, mi sembra, una chiamata da parte della nostra centrale operativa che ci ha mandato fuori zona, vicino a piazza SS Annunziata per un presunto abuso edilizio. L'ora esatta, mi sembra siano state le 22.30 quando siamo intervenuti lì. E quando intervenimmo si notò un black-out dell'energia elettrica nelle zone via dei Servi-piazza SS Annunziata e fu regolarmente segnalato alla nostra centrale operativa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, visto che si sta parlando di black-out, ma black-out nell'illuminazione se ne verificarono più d'uno, per quanto lei rammenta?
TESTE Puccioni: Guardi, per quanto io rammento, mi ricordo precisamente questo, cioè quello di via dei Servi e zone limitrofe. Per il resto io non ricordo ecco, almeno noi abbiamo segnalato questo alla centrale operativa.
PUBBLICO MINISTERO: Un black-out.
TESTE Puccioni: Un black-out.
PRESIDENTE: Prolungato o di...
TESTE Puccioni: No, no, prolungato. Anche quando uscimmo dall'appartamento dove facemmo il sopralluogo persisteva.
PRESIDENTE: Prolungato di quanto tempo?
TESTE Puccioni: Guardi, il sopralluogo durò all'incirca 10 minuti perché poi si rivelò una bolla di sapone, non era niente di particolare. Quindi almeno 10 minuti sicuramente durò il black-out.
PUBBLICO MINISTERO: A parte questo black-out e a parte questo intervento fuori zona come ha detto un attimo fa, il servizio si svolse all'insegna di una situazione complessiva della città - parlo di quella nella quale lei stava, nella parte in cui lei stava facendo servizio - calma oppure congestionata, con traffico di veicoli e presenze di turisti o che altro, numerosa, più numerosa, meno numerosa del solito?
TESTE Puccioni: Era una serata, mi ricordo, relativamente tranquilla, ecco; poi eravamo in area pedonale per cui traffico di veicoli notammo poche cose: un'autovettura con un sacerdote a bordo che rimandammo indietro perché aveva chiaramente sbagliato strada in via degli Speziali. Per il resto normale situazioni.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Puccioni, lei facendo il vigile dal '90, ho capito bene dal '90?
TESTE Puccioni: Dal '90.
PUBBLICO MINISTERO: Ha avuto assegnati, prima del fatto, servizi da farsi anche più propriamente nella zona che è sta da piazza Signoria agli Uffizi e Por Santa Maria?
TESTE Puccioni: Può essere di sì, adesso non ricordo esattamente. Non ricordo in particolare via dei Georgofili, si interveniva saltuariamente lì. Ora a me può succedere... le spiego perché.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Puccioni: Può succedere anche possa passare un lungo periodo per cui noi non facciamo pattuglie notturne e i servizi di pattuglia notturna spesso si differenziano molto dal tipo di servizio che facciamo durante il giorno. Ma nella zona Por Santa Maria-Ponte-Vecchio certamente sì, magari nei giorni precedenti.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, se non mi sbaglio, ma credo proprio di non sbagliarmi, lei ha come suo comando di riferimento proprio la zona centrale in via delle Terme.
TESTE Puccioni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, in considerazione comunque del fatto che il suo comando di riferimento è proprio strettamente cittadino, proprio nel centro città, lei ha presente qual era la situazione della viabilità in questa zona pedonale di cui io le ho dato il perimetro grossomodo poco fa? All'epoca del fatto.
TESTE Puccioni: Sì, me la ricordo anche perché è l'ultima situazione, poi c'è stata l'ultima situazione diciamo dalla riapertura di via Lambertesca, ma mi ricordo abbastanza com'era la situazione allora.
PUBBLICO MINISTERO: Pensa di poterla descrivere?
TESTE Puccioni: Penso di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora io le sottoporrei - poi guarda quella specie di, quello schermo, non è un televisore ma sicuramente uno schermo molto grande - una pianta, o meglio un pezzo dello stradario cittadino. Come lei nota lì c'è piazza Signoria, poi - mentre l'ispettore Benelli provvede a mettere a fuoco il tutto, io direi basta così ispettore - piazza Signoria, piazzale degli Uffizi, via della Ninna, poi si vede via Lambertesca con la scritta un po' sfocata, via dei Georgofili, Archibusieri, Loggia del Pesce, Por Santa Maria. Ecco, quella è l'area che ci interessa.
Allora, io prima ho fatto un'affermazione ma non la dovevo fare io, doveva eventualmente farla lei dopo una mia domanda: si tratta di una zona pedonale? Era all'epoca una zona pedonale?
TESTE Puccioni: Sì. Non tutta, ma in parte era zona pedonale.
PUBBLICO MINISTERO: Ci vuol spiegare quindi, qual erano tra queste strade quelle comprese in zona pedonale?
TESTE Puccioni: Sì, l'area pedonale mi sembra fosse via della Ninna, piazza degli Uffizi, via Lambertesca, compresa Por Santa Maria e le strade poi che da Lambertesca portano verso piazza Signoria diciamo.
La parte di sotto, Lungarno Archibusieri era una corsia riservata ai mezzi pubblici mi sembra allora e anche la piazza del Pesce potevano transitarci questi veicoli.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, mi scusi.
TESTE Puccioni: E anche in piazza del Pesce potevano transitare questi veicoli: taxi per il trasporto dei clienti agli alberghi, eccetera, eccetera. Eccedendo da via dei Girolami si poteva arrivare in via dei Georgofili.
PUBBLICO MINISTERO: In via dei Georgofili. Quindi diciamo meglio, abbia pazienza, bisogna tornare un attimo indietro. Quindi, via Lambertesca faceva parte della zona pedonale.
TESTE Puccioni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era però prevista qualche autorizzazione per il transito a qualche categoria di cittadini?
TESTE Puccioni: Sì, nelle aree pedonali possono transitare liberamente i portatori di handicap a bordo di un'autovettura. Mi sembra, ora però qui non ne sono certo, mi sembra che via Lambertesca fosse anche corsia di scorrimento, cioè, luogo di passaggio dei taxi che uscivano poi da borgo SS Apostoli e andavano nell'altra direzione.
PUBBLICO MINISTERO: Il senso di marcia di via Lambertesca?
TESTE Puccioni: Il senso di marcia di via Lambertesca era da piazzale degli Uffizi a Por Santa Maria.
PUBBLICO MINISTERO: All'altezza della confluenza, dell'incrocio di via dei Georgofili in via Lambertesca, per chi veniva dagli Uffizi, era possibile girare a sinistra e entrare in via dei Georgofili?
TESTE Puccioni: No, l'ingresso in via dei Georgofili era possibile soltanto da via dei Girolami da entrambi i sensi: a destra verso il Lungarno e a sinistra verso via Lambertesca.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi a destra verso il Lungarno dove via Girolami attesta in via dei Georgofili?
TESTE Puccioni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ovvero a sinistra verso via Lambertesca.
TESTE Puccioni: Verso Lambertesca.
PUBBLICO MINISTERO: Le volevo chiedere ancora questo: essendo una zona pedonale con traffico quindi riservato agli autorizzati - questo per quanto riguarda me Pubblico Ministero ha un'importanza relativa, non so se può avere più importanza per altri - ecco, la situazione della sosta all'interno di questo comprensorio stradale se lo ricorda un po', era regolamentata? Era regolamentata con autorizzazioni? Era interdetta in assoluto? In ogni caso, se c'erano veicoli che non ci dovevano stare, questo si verificava qualche volta, quasi mai, con frequenta, intervenivate in un modo, si interveniva in un altro?
TESTE Puccioni: Dunque...
PUBBLICO MINISTERO: E' fatta in più modi, ma la domanda si riassume molto semplicemente per lei che è un Vigile Urbano.
TESTE Puccioni: La sosta in quei tratti lì, diciamo Lambertesca-Georgofili era il 90% dei casi abusiva, almeno che non si trattasse di portatori di handicap a bordo di autovettura. Spesso, magari nelle ore serali, molto tardi vi parcheggiavano anche i residenti perché sapevano che a quell'ora il pattugliamento magari si faceva più diluito e avevano difficoltà a trovare posto e quindi trovavamo anche macchine di residenti.
C'è un locale anche vicino, c'era un locale vicino che attirava molti avventori e spesso trovavamo vetture quindi senza autorizzazione.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, parla di locale. Si riferisce per caso alla trattoria che era all'angolo proprio tra via dei Georgofili e via Lambertesca?
TESTE Puccioni: No, dalla parte opposta dell'Antico Fattore c'era più avanti, verso Por Santa Maria, bar Paszkowski mi sembrava si chiamasse.
PUBBLICO MINISTERO: Verso?
TESTE Puccioni: Verso Por Santa Maria.
PUBBLICO MINISTERO: No, Bar Caruso.
TESTE Puccioni: Bar Caruso, Bar Caruso, scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Bar Paszkowski è in piazza della Repubblica.
TESTE Puccioni: Ha ragione, Bar Caruso. Bar Caruso e spesso davanti o nelle prossimità c'erano parcheggiate diverse autovetture.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il piazzale degli Uffizi era assoggettato allo stesso tipo di regolamentazione?
TESTE Puccioni: Sì, era area pedonale.
PUBBLICO MINISTERO: Area pedonale. E quindi si estende il discorso del traffico solo per gli autorizzati. Ecco, le domandavo se, a memoria, che ci fosse una qualche prescrizione, nel senso autoritativo, anche per la sosta dentro il piazzale degli Uffizi.
TESTE Puccioni: Sì, mi ricordo che c'era un cartello sul lato destro degli Uffizi, vicino alle cassette postali, diciamo, proprio subito dopo la Loggia dei Lanzi, dove comincia...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Puccioni: Un cartello di divieto di sosta con un pannello aggiuntivo che consentiva la sosta a una parte di autorizzati. Però non ricordo esattamente quali fossero gli autorizzati.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, è stato riferito - ma lasciamo perdere se sia stato o meno riferito, questo non è quello che conta - che lei ricordi, occasionalmente, nel piazzale, siccome lei si sta riferendo alla parte destra del piazzale per chi entra guardando l'Arno, per intendersi.
TESTE Puccioni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per quanto ricorda, sulla parte sinistra all'inizio quindi del piazzale, all'inizio del loggiato, poteva capitare che occasionalmente vi fossero altre possibilità di parcheggio per altri autorizzati in via eccezionale, che lei ricordi?
TESTE Puccioni: No, questo non lo ricordo. Ricordo che per un periodo lì hanno parcheggiato i consiglieri comunali e giunta comunale, quando c'erano difficoltà per il parcheggio, perché in piazza Signoria non si poteva più parcheggiare, però la sosta avveniva lungo via della Ninna, diciamo. Nel tratto da via dei Castellani fino a piazza degli Uffizi.
PUBBLICO MINISTERO: Non è possibile che qualche volta il parcheggio, voglio dire, per qualche consigliere in più...
TESTE Puccioni: Può essere.
PUBBLICO MINISTERO: ... magari con il tempo brutto, andava al Consiglio in automobile, abbia messo... No, sto dicendo, la domanda la sto ponendo in maniera scherzosa, ma continua ad essere un punto serio.
TESTE Puccioni: Può essere, ma non ricordo, non vorrei...
PUBBLICO MINISTERO: Lei non lo ricorda, eh?
TESTE Puccioni: No.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Allora non ci avventuriamo in illazioni e rimaniamo a quello che lei ricorda
Lei ricorda che i consiglieri comunali avevano l'autorizzazione su via della Ninna.
TESTE Puccioni: Su via della Ninna, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' quello che rammenta. Bene.
Le volevo chiedere ancora questa cosa, visto che parliamo di via della Ninna, è sempre lì nella planimetria che compare sullo schermo.
Lei ricorda che, a protezione e anche a delimitazione dell'area pedonale, vi fossero, vi fosse, in particolare, una catena su via della Ninna?
TESTE Puccioni: Sì, c'è anche ora.
PUBBLICO MINISTERO: In che punto di via della Ninna? All'inizio, alla metà, alla fine?
TESTE Puccioni: Subito all'inizio di via della Ninna.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
TESTE Puccioni: A filo di edificio dove c'è la banca...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, in corrispondenza con quello slargo che si vede anche lì.
TESTE Puccioni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Al termine di via dei Leoni...
TESTE Puccioni: Sì, proprio al filo dell'edificio. Non di Palazzo Vecchio, dell'edificio interno.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. E questa non sarà stata - da fiorentino me lo ricordo, ma comunque... - non sarà stata l'unica catena cittadina che proteggeva gli accessi alle aree pedonali.
TESTE Puccioni: No, no, ce n'è una quasi ad ogni ingresso, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ora mi interessava in particolare questa: come erano, come era regolamentato l'utilizzo di questi accessi, visto che, come sappiamo, c'era la possibilità con una chiave, di aprire queste catene.
TESTE Puccioni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora come era regolamentato e di fatto qual era la situazione. Cioè a dire: chiaramente la potevate aprire voi, i Vigili, le ambulanze, i Vigili del Fuoco e altre categorie.
Vi erano chiavi nella disponibilità anche di altri soggetti? Intendo dire: operatori commerciali, negozianti, mezzi pubblici non dell'Amministrazione Comunale, ma dell'Amministrazione dello Stato, Magistrati, quelli che avevano l'ufficio lì in piazza San Firenze, e che altro?
TESTE Puccioni: Sì, diciamo, le catene per le aree pedonali, di solito, stavano chiuse, stavano aperte dalle 06.00 alle 09.00 la mattina, perché quello è l'orario in cui è consentito il passaggio ai mezzi che devono trasportare delle merci ai vari esercizi commerciali.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Puccioni: Di fatto, però, nonostante che alle 09.00 spesso avvenisse la chiusura, perché il Comune aveva incaricato una ditta di chiudere tutte le catene di ingresso alle aree pedonali, potendosi aprire queste catene con una normale chiave a brugola, molti esercenti e molti anche residenti avevano la disponibilità dell'apertura della catena.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, facendo poi il vostro servizio, quando lo facevate di notte, quando lei era in turno di notte, capitava di trovare queste catene che dovevano essere chiuse e trovarle invece aperte?
TESTE Puccioni: Spesso, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Anche all'epoca di cui si sta parlando?
TESTE Puccioni: Sì sì, certo. Tuttoggi...
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Non ho altro da chiedere.
PRESIDENTE: Ci sono domande? Parti civili, difensori? Nessuna domanda?
Può andare, grazie.
*TESTE Puccioni: Grazie.
PRESIDENTE: Possiamo riprendere oggi pomeriggio alle 15.00?
PUBBLICO MINISTERO: Io penso che riprenderemo domani mattina, Presidente, perché abbiamo completato...
PRESIDENTE: Riprendiamo domani mattina.
PUBBLICO MINISTERO: ... il nostro elenco dei testimoni per oggi. Ne avevamo citati oltre venti, Presidente, e noi non ce la sentiamo di fare citazioni più numerose di venti persone. Se poi vengono meno, non è colpa del Pubblico Ministero. Comunque...
PRESIDENTE: L'udienza riprende domattina alle ore 09.00.
PUBBLICO MINISTERO: Lo voglio ufficializzare, per rispetto alla Corte, non ci ripromettiamo - lo dico fin da ora anche ai difensori - ci ripromettiamo, per i testi che non si sono presentati. D'altra parte anche le difese conoscono la capitolazione della circostanza, noi ci riserviamo di rinunziare, voglio dire,
Non appena esaurita questa, chiamiamola mandata dei testimoni che hanno a che fare specificamente con l'episodio di via Georgofili, i testi fino ad oggi non comparsi, il Pubblico Ministero anticipa che rinunzierà all'esame di queste persone. Ecco.
PRESIDENTE: Allora riprendiamo domattina alle ore 09.00. Traduzione degli imputati detenuti.