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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Schema per esame dibattimentale di FERRO Giuseppe.
pm firenze 18 giugno 1997
LA STRAGE DI FIRENZE: i contatti con MESSANA riferitigli dal figlio Vincenzo
Dopo qualche giorno dalla sua scarcerazione da Messina, avvenuta alla fine di aprile del 1993, Vincenzo gli dice di essere stato dallo zio MESSANA a Prato perchè "Gino" CALABRO' aveva bisogno;
FERRO viene ricoverato in ospedale e dopo qualche giorno di degenza, quando viene dimesso, CALABRO' manda a chiamare Vincenzo e si lamenta che il MESSANA aveva "mandato via quelle persone" facendogli fare una "figura da cane"
Vincenzo gli dice che era stato a Prato dallo zio insieme a CALABRO' e che erano rimasti d'accordo che "ci sarebbero andate delle persone..che avevano bisogno di un appoggio per mezza giornata" (pag.21-23).


pm firenze 18 giugno 1997
LA STRAGE DI FIRENZE:
la richiesta dell'appoggio proveniente da BAGARELLA e MESSINA DENARO
FERRO chiede di parlare con CALABRO': si fa accompagnare dal figlio, parla con "Gino" e gli dice che suo cognato è "una pampina di paradiso"... "siamo nelle mani di nessuno..."
FERRO chiede a CALABRO' se si tratta di cosa delicata e riceve la risposta "....hanno detto che gli serve. Poi quando ti incontri con Matteo e Luca te lo diranno loro.."
FERRO non sa se CALABRO' fosse a conoscenza di tutto e si dichiara disponibile ad affittare una casa pur di tenere fuori il cognato.
Per tenere buono il cognato CALABRO' gli dice che avrebbero richiesto la presenza di Vincenzo a casa dello zio; (pag. 24)
Trascorsa circa una settimana CALABRO' manda a chiamare Vincenzo che va dallo zio: la cosa però invece di durare mezza giornata era durata due o tre giorni. Il motivo del ritardo era dovuto al fatto che "...dovevano arrivare altre persone..." (pag. 25)
FERRO apprende dalla TV quello che era accaduto e collega il fatto...
Al figlio dice di dimenticare tutto.