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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Esame dibattimentale di DI FILIPPO Pasquale. Inizia a collaborare il 25.6.1995


Ha sposato la figlia di Masino SPADARO, con la quale si è fidanzato nel 1982.
MASINO Spadaro, detto Masino, all'epoca latiante, si incontrava, in un locale nei pressi della circonvallazione, con LUCCHESE Giuseppe (detto 'u lucchiseddu), TINNIRELLO Lorenzo detto Renzino, MARCHESE Antonino, TINNIRELLO Gaetano, GRECO Giuseppe detto scarpa.[1]
E' stato arrestato nel giugno 1983 per un traffico di droga di cui si occupava la AG di Firenze."[2]
Prima del suo arresto accompagnava SPADARO al Porticciolo della Cala dove SPADARO si incontrava con CANCEMI Salvatore: curavano l'arrivo di stupefacenti.[3]
Viene scarcerato nel 1985; si occupa della gestione anche del distributore ESSO di via Messina Marine[4]. Nel 1986 si sposa. Il suocero, che è in carcere, gli dice di stare alla larga dalle storie di "cosa nostra"
Alla fine degli anni '80 si mette nel contrabbando di TLE con BUCCAFUSCA Vincenzo e SPADARO Antonino, figlio di SPADARO Giuseppe, utilizzando la imbarcazione di ADDOLORATO Bartolomeo con il quale tenevano contatti BUCCAFUSCA e SPADARO[5]. In quel periodo SPADARO e BUCCAFUSCA gestiscono un carico di hashish che veniva dal Marocco e che fu scaricato a Roma (non sa di più di tale affare, nel quale non è entrato).
Entra poi in un altro affare, sempre di hashish, sempre gestito con l'intervento di ADDOLORATO: l'operazione fallì perché l'hashish era cattivo.
Fu fatto un'altra operazione di hashish, questa volta con l'imbarcazione di LO NIGRO Cosimo: il materiale era cattivo: è la stessa partita rinvenuta dalle FF.OO. a Ficarazzi.[6]
I partecipi di questa operazione furono: lui DI FILIPPO PASQUALE, DI FILIPPO EMANUELE[7], BUCCAFUSCA Vincenzo, SPADARO Antonino, LO NIGRO Cosimo, SAVOCA Francesco detto Francolino, GUGLIELMINI Marcello (genero di SAVOCA Vincenzo 'u siddiatu), LAVARDERA Maurizio, LAVARDERA Antonino, TINNIRELLO Lorenzo (Renzino 'u turchiceddu), CALAMIA Pippo, CORRAO Pietro, ed altri,.


AVVIO DEI SUOI RAPPORTI CON BAGARELLA Leoluca.
Prima dell'estate del 1994, tramite TUTINO Vittorio, chiede di parlare con BAGARELLA, in quanto sua sorella Agata, che è' moglie di Antonino MARCHESE -fratello di Giuseppe Pino MARCHESE- ed i soi familiari (per il fatto del pentimento di suo cognato MARCHESE Giuseppe) non venivano più salutati dai varii GALATOLO, MADONIA, GRAVIANO, quando andavano all'Asinara a colloquio con Antonino MARCHESE.

TUTINO gli dice di rivolgersi a MANGANO Antonino, che era l'unica persona che poteva filtrare i contatti con BAGARELLA.TUTINO accetta di intercedere presso MANGANO.
Si verifica quindi un primo incontro in via Pietro Scaglione: DI FILIPPO Pasquale, BAGARELLA, MANGANO, CALVARUSO. BAGARELLA Leoluca gli dice di stare tranquillo[8].
BAGARELLA Leoluca lo manda poi a chiamare per un secondo incontro, nello stesso luogo. Presenti: DI FILIPPO Pasquale, BAGARELLA Leoluca, MANGANO Antonino, CALVARUSO.

Da quel momento comincia a recapitare, per conto di BAGARELLA Leoluca, dei biglietti a MARCHESE Gregorio, che gli venivano di volta in volta consegnati da MANGANO Antonino.E viceversa.




INGRESSO DI DI FILIPPO Pasquale NEL "GRUPPO DI FUOCO" DI BAGARELLA.
COMPOSIZIONE DEL GRUPPO DI MANGANO Antonino E BAGARELLA Leoluca.

Successivamente, su disposizione di BAGARELLA Leoluca, entra a far parte, dall'autunno 1994, della famiglia di MANGANO Antonino e del gruppo di fuoco. Gli altri, ad eccezione di GRIGOLI Salvatore e di PIZZO Giorgio, non ne dovevano sapere niente.
Ha fatto parte, con il soprannome di "la dama", del gruppo di fuoco di MANGANO Antonino.
MANGANO Antonino veniva detto "'u signuri"(gli risulta che il suocero è un certo VACCARO che ha un negozio di materiale per l'edilizia)[9] e, dopo l'arresto dei GRAVIANO, è divenuto il capo del territorio BRANCACCIO - ROCCELLA - CORSO DEI MILLE - CIACULLI.

MANGANO è stato alle dirette dipendenze di BAGARELLA, che è divenuto il capo di "cosa nostra". Per contattare BAGARELLA bisognava far capo a MANGANO e questi utilizzava CALVARUSO Antonio detto Tony. MANGANO Antonino aveva una certa cultura e probabilmente deve aver studiato medicina.

Tra gli appunti di Mangano era anche annotata la spesa per l'acquisto di un ingente quantitativo di esplosivo.

MANGANO stabiliva di volta in volta chi doveva partecipare alle azioni criminose. Solo MANGANO aveva il potere di dare informazioni o spiegazioni.
Del gruppo di fuoco facevano inoltre parte:
GRIGOLI Salvatore, detto "'u cacciaturi", ed anche "Totò ricciolino", al quale forse era riferibile il teledrin 168/912145[10] (MANGANO voleva che GRIGOLI fosse sempre reperibile).
PIZZO Giorgio, detto "topino", che teneva anche la cassa del gruppo di fuoco.
BARRANCA Giuseppe "Peppuccio", detto "ghiaccio", uomo d'onore della famiglia di MANGANO, e componente dello stesso gruppo di fuoco di DI FILIPPO PASQUALE.
GIULIANO Francesco, detto "olivetti" (imputato nel processo Golden Market).
LO NIGRO Cosimo, detto "'u cavaddu", detto anche "bingo".
FAIA Salvatore, detto "'u gobbu" (imputato nel processo Golden Market),
CANNELLA Cristofaro Fifetto, detto "Giacomino" o "zu Giacomino",
SPATUZZA Gaspare, detto "'u tignusu", che aveva fatto uso (nel '94 e forse anche nel '93) delle generalità di VELLA Vincenzo, uno che aveva un'impresa di pompe funebri.
ROMEO Pietro, detto "'u Pitruni"[11]

Conosce, peraltro, (taluni anche in foto):
TAGLIAVIA Francesco
TINNIRELLO Antonino, detto Madonna
TINNIRELLO Lorenzo, detto Renzino 'u turchiceddu
DRAGO Giovanni
(CANNELLA Cristofaro detto Fifetto)
"Uno" dei GRAVIANO (in foto): Benedetto GRAVIANO

GRAVIANO Giuseppe, nella sua qualità di capo, era indicato anche con l'appellativo madre natura".
In relazione a questi interpreta la lettera a firma "madre natura" e una seconda lettera a firma "aria" e "marta".
Dalla grafia, DI FILIPPO Pasquale desume che chi si firma "Aria" sia MANGANO Antonino; con l'appellativo di "Marta" desume, anche per il riferimento a "Loredana", si debba individuare PIZZO, di assoluta fiducia dei GRAVIANO, ed unico ad essere abilitato ad andare a casa dei GRAVIANO (dove appunto abita la sorella -ma non si sa di chi- Loredana).[12]
(PIZZO infatti una volta portò a casa GRAVIANO una confezione che era stata comprata da DI FILIPPO Pasquale e da GRIGOLI Salvatore).

LUCCHESE Giuseppe detto "'u lucchiseddu"
SALERNO Pietro
MARCHESE Antonino
MARINO Salvatore
MARINO MANNOIA Agostino
SACCO Antonino
GIULIANO Salvatore detto "il postino", padre di GIULIANO Peppuccio Francesco, detto anche Olivetti,
ABBATE Luigi detto "Gino 'u mitra"
TUTINO Vittorio, detto anche Mariuccio o Mario il bello, che dopo l'arresto di LUPO Cesare Carmelo gestisce gli interessi patrimoniali dei GRAVIANO (anche se c'era stato un periodo in cui il TUTINO era stato sospettato di non aver gestito correttamente gli affari dei GRAVIANO). Per conto dei GRAVIANO aveva gestito un distributore di benzina sito sulla circonvallazione, proprio accanto alla rotonda di via Oreto[13] [14].
TUTINO Vittorio era stato latitante ad un mandato di cattura che era stato poi annullato[15]. Durante questa latitanza era stato, con SPATUZZA -a sua volta latitante-, nascosto in una casa della suocera del fratello TUTINO Marcello, casa che si trova a Lo Sperone, in una traversa di via Roccella. DI FILIPPO Pasquale è stato a trovare in quella casa il TUTINO Vittorio.

LUPO Cesare Carmelo, costruttore e prestanome dei GRAVIANO, chiamato semplicemente Cesare

Conosce poi un certo 'u picciriddu che sa essere di Misilmeri, e che è un fidatissimo killer di Pieruccio LO BIANCO: sui 30 anni, piccolo di statura, capelli scuri e corti, scuro di carnagione, "brutto" in faccia: dovrebbe essere di Misilmeri ed ha nella sua disponibilità una Peugeot 106 di color turchese.[16]
Una prima volta glielo fece conoscere GRIGOLI Salvatore, in piazza Kalsa, poi lo ha rivisto in via Messina Marine. GRIGOLI gli disse che aveva fatto più di un omicidio con "'u picciriddu"

Lo riconosce al PM di Firenze (5.7.1995) nella foto di BENIGNO Salvatore e, quando ne sente il nome, rammenta che un giorno si sparse la voce che era stato sparato ad uno che si chiamava così e MANGANO e GRIGOLI credevano sulle prime che avessero sparato a "'u picciriddu".[17]

A Misilmeri andavano a far pulire le armi dopo gli omicidi. A portare le armi a Misilmeri era PIZZO, con un'auto Nuova Fiat 500 dell'AMAP[18], scortato da DI FILIPPO Pasquale e da GRIGOLI Salvatore.

GIACALONE Luigi, detto Barbanera, di cui seppe l'appartenenza al gruppo di fuoco di BAGARELLA Leoluca quando GRIGOLI gli disse che aveva guidato la macchina in occasione dell'omicidio di Padre Puglisi.

GAROFALO Giovanni, detto Culo di paglia. Faceva estorsioni: ultimamente ne ha fatte anche con ROMEO, su ordine di MANGANO Antonino, al titolare di un ristorante di via Messina Marine[19].

FEDERICO Vito, detto Zu Vito,

CUCUZZZA Salvatore, chiamato in un appunto il pittore, in quanto si vantava di aver fatto dei dipinti in carcere[20].

Il gruppo di fuoco operava a Palermo ed anche in provincia di Trapani, con la quale provincia erano mantenuti contatti da MESSINA DENARO Matteo, che si faceva chiamare Paolo ed era tenuto a riferire a BAGARELLA.


su altre persone (BUCCAFUSCA Vincenzo)

A quanto gli ha detto SPADARO Antonino (figlio di SPADARO Giuseppe), BUCCAFUSCA Vicenzo, che doveva eseguire un sequestro di persona, che era in preparazione da parte di calabresi, ha rapporti a Roma (con una donna), nella zona di Fregene, che risalgono a quando vi fu arrestato assieme a Francesco "Francolino" SPADARO. A Roma BUCCAFUSCA si incontra con MANISCALCO Francesco Paolo e con ALBAMONTE Francesco Paolo, che sa essere ricercati per traffici di stupefacenti. A tal fine BUCCAFUSCA doveva vedersi con BAGARELLA per avere la necessaria autorizzazione.
Chiederegli se sa che GAROFALO Giovanni "culo di paglia" era creditore di BUCCAFUSCA per 30 milioni[21].



Omicidio-CASTIGLIONE

Ha partecipato all'omicidio-CASTIGLIONE, deciso dopo che FAIA Salvatore e ROMEO Pietro avevano dato fuoco ad un'auto di tale CASTIGLIONE detto Spara spara[22].
Lo prepara con GRIGOLI e lo esegue con GRIGOLI Salvatore, MANGANO Antonino, PIZZO Giorgio. Il fatto dovrebbe essere del novembre 1994.[23]


omicidio di tale SOLE Gian Matteo

Progetto di omicidio di tale SOLE Gian Matteo: partecipato a sopraluoghi con GRIGOLI e MANGANO.



Duplice omicidio di due extracomunitari

Duplice omicidio di due extracomunitari: lo concorda con MANGANO Antonino; lo prepara anche con BARRANCA Giuseppe; lo esegue con MANGANO Antonino, SPATUZZA Gaspare, GRIGOLI Salvatore, CANNELLA Cristofaro detto Fifetto, LO NIGRO Cosimo, GIULIANO Francesco, FAIA Salvatore, ROMEO Pietro. E' eseguito con BAGARELLA Leoluca, che è stato mandato a chiamare tramite CALVARUSO. Il tunisino fu evirato da MANGANO e da SPATUZZA. I due cadaveri furono lasciati in via Macello[24] [25].



omicidio di PIRRONE

E' al corrente dell'omicidio di PIRRONE[26] e della "sua sorella", fatti avvenuti ad Alcamo.
C'era da compiere ad Alcamo un altro omicidio per il quale aveva fornito tutte le informazioni MELODIA Antonino, divenuto capo della famiglia di Alcamo dopo l'arresto di FERRO Giuseppe. Questo nuovo omicidio, per come glielo riferì GRIGOLI Salvatore, era stato rinviato per problemi logistici (troppa distanza tra luogo di omicidio e luogo dove rifugiarsi ad omicidio eseguito): lo dovevano fare MANGANO Antonino, GRIGOLI Salvatore, SPATUZZA Gaspare e PIZZO Giorgio.

Dell'omicidio PIRRONE, che è del gennaio 1995, sa (da GRIGOLI ?) che vi avevano partecipato SPATUZZA Gaspare, BARRANCA Giuseppe, CANNELLA Fifetto, PIZZO Giorgio, MANGANO Antonino, GRIGOLI Salvatore, FERRO, MELODIA Antonino. GRIGOLI era rimasto ferito ad un piede[27], tanto che gli furono tolti i pallettoni da un medico parente del dr. Guttadauro. Ha provveduto lui, con BARRANCA, MANGANO e PIZZO, ad accompagnare GRIGOLI a una clinica privata nei pressi della stazione FS di Notarbartolo.


omicidio di persona sconosciuta

Per un omicidio che doveva essere eseguito a Palermo (ma DI FILIPPO PASQUALE non conosce il nome della vittima) BAGARELLA aveva dato mandato a MANGANO il quale un giorno dette incarico a DI FILIPPO Pasquale e a GRIGOLI di ..... (manca pag. 6 del verb. 30.6.1995)



duplice omicidio SPATARO Giovanni e BUSCEMI Gaetano

Riferisce di duplice omicidio SPATARO Giovanni e BUSCEMI Gaetano[28] [29].
Vi sono coinvolti, tra gli altri: MANGANO Antonino, SPATUZZA Gaspare, BARRANCA Giuseppe, ROMEO Pietro (che, alla guida di un Fiorino rubato, partecipò al blocco dell'auto a bordo della quale erano le due vittime), GRIGOLI Salvatore, GIULIANO Francesco, FAIA Salvatore, BAGARELLA Leoluca, LO NIGRO Cosimo, CALVARUSO Antonino detto Tony, PIZZO Giorgio, MESSINA DENARO Matteo (che era latitante nella zona di Bagheria e doveva essere rintracciato ma CALVARUSO non vi riuscì).




omicidio di tale SAVOCA Francesco

Riferisce di omicidio di tale SAVOCA Francesco[30] (consumato prima del dupice omicidio BUSCEMI-SPATARO), colpevole di aver fatto dei danneggiamenti senza autorizzazione: vi sono coinvolti, su ordine dato da MANGANO, DI FILIPPO Pasquale, GRIGOLI Salvatore, FAIA Salvatore, GIULIANO Francesco, SPATUZZA Gaspare, ROMEO Pietro, LO NIGRO Cosimo, CANNELLA Cristofaro, PIZZO Giorgio.
Interpreta in relazione a tale omicidio appunto "3.900.000 profumi"[31], spiegando che si tratta della cifra spesa per comprare -lui e GRIGOLI- dei profumi che dovevano servire per dimostrare l'innocenza di FAIA al quale i familiari del morto chiedevano di far vedere anche a loro i profumi che -secondo quanto sapevano- FAIA aveva detto a SAVOCA che voleva mostrargli - espediente questo utilizzato dal FAIA per attirare nel tranello il SAVOCA.


Omicidio di tale BRONTE

Omicidio di tale BRONTE: gliene parla GRIGOLI che gli dice di avervi partecipato assieme -a quanto DI FILIPPO Pasquale ritiene- a SPATUZZA e a CANNELLA Cristofaro. GRIGOLI gli raccontava le sue intraprese, perché convinto che DI FILIPPO Pasquale ne avrebbe parlato a BAGARELLA, con il che GRIGOLI si riprometteva di crescere nella considerazione di BAGARELLA.


omicidio di Padre Puglisi

GRIGOLI gli disse anche di aver partecipato all'omicidio di Padre Puglisi.



Sequestro del figlio di DI MATTEO Mario Santo

Sequestro del figlio di DI MATTEO Mario Santo[32]. Gliene ha parlato GRIGOLI Salvatore, dopo che si diffuse la notizia del suicidio di certo VITALE[33], titolare di un maneggio nella zona Roccella - Villabate. GRIGOLI diceva che era stato meglio che il VITALE si fosse suicidato, altrimenti avrebbe potuto rovinare tutti, in quanto sapeva come era andato il sequestro del bambino, eseguito appunto nel maneggio. Lo aveva commesso, con altri, lo stesso GRIGOLI, il che voleva dire che la cosa era stata fatta su ordine di BAGARELLA Leoluca e di MANGANO Antonino. Nei confronti dei VITALE (l'altro era stato anche arrestato) c'erano anche delle intercettazioni.


altri avvenimenti: (viaggio fatto da CARRA Pietro per acquisto armi ed altro. Spostamenti anche di LO NIGRO Cosimo)

Interpreta un appunto[34] trovato nell'abitazione di MANGANO in via Scaglione: "3000 Carra viaggio", nel senso che si riferisce ad un viaggio fatto da Carra per l'acquisto di armi da calabresi, tra le quali armi[35] due mitra UZI ed un lanciamissili. Le armi furono controllate da LO NIGRO Cosimo e da GRIGOLI Salvatore[36] alla "camera della morte"; non sa dove siano state nascoste.

Sa di un carico di hashish sbarcato a Carini (febbraio-marzo 1995) da un'imbarcazione di LO NIGRO e poi portato a Milano da CARRA. Nella vicenda c'erano dei calabresi.
LO NIGRO, un paio di mesi fa (quindi aprile-maggio 1995), andò ad una cerimonia, con genitori e fidanzata, di questi calabresi. Per tale viaggio LO NIGRO fu rimproverato da MANGANO, in quanto c'era stato un controllo di polizia, o in occasione della cerimonia o durante il viaggio[37].

Interpreta altri appunti, tra i quali uno con scritta "Società Vaticano"[38] che si collega ad un investimento per il traffico di hashish di cui ha già parlato: "50 Pasqua" vuol dire che 50 milioni li aveva messi lui, DI FILIPPO Pasquale, "50 zio" vuol dire che altri 50 li aveva messi BAGARELLA Leoluca
Interpreta anche l'appunto "4 milioni medico + inferimiere Totò"[39], con riferimento all'intervento chirurgico fatto a GRIGOLI.



Sulle stragi:

Premette di aver avuto un rapporto piuttosto stretto con TUTINO Vittorio, tanto che si rivolge a lui per contattare BAGARELLA Leoluca.
All'epoca dell'omicidio CASELLA (aprile 1994) il suo rapporto non era ancora divenuto organico.
Ha visto un paio di volte GIACALONE, prima che questi fosse arrestato. Lo aveva conosciuto in relazione ad un'operazione di contrabbando di TLE, con seguito di sequestro di un camion, da parte della GdF, in danno di certo VITRANO Angelo[40].

Circa CARRA, è certo che sia stato lui a portare l'esplosivo in continente per gli attentati del 1993.

Ha sentito i primi discorsi da TUTINO, dopo che GIACALONE e SCARANO vennero arrestati per lo stupefacente e la pistola che avevano in auto a GIACALONE venne sequestrata una pistola anche a casa.
L'arresto era considerato pericoloso in quanto evidenziava i collegamenti tra GIACALONE e questo SCARANO di Roma.
GIACALONE fu valutato negativamente per il suo comportamento, quello sfociato nell'arresto, non avendo preventivamente chiesto autorizzazione a MANGANO a fare quello che aveva poi concretamente fatto.
TUTINO gli dice che a casa di GIACALONE era stato anche trovato un foglio che era da considerarsi compromettente, in quanto vi erano indicate le persone del giro, tutte implicate in "cosa nostra". Riconosce l'appunto (mostratogli dal PM)[41].
GIACALONE dal carcere fece sapere che dovevano tutti sparire di circolazione.

Da ciò e dall'episodio del foglio "di CARRA"[42], una preoccupazione generale del gruppo in relazione alle indagini sugli attentati, in quanto quell'arresto era stato una specie di porta aperta sul gruppo, proprio in relazione agli attentati. Questa preoccupazione, in ogni caso, era più specifica per gli attentati di Roma e di Firenze che non per quello di Milano.
Non c'era la stessa preoccupazione per gli omicidi, trattandosi di un gruppo impermeabile e sostanzialmente sconosciuto.

TUTINO, che aveva sempre agito solo su disposizioni che gli venivano da Giuseppe GRAVIANO, era preoccupato anche per sè, e si chiedeva se non gli conveniva rendersi irreperibile.
DI FILIPPO Pasquale si fece la convinzione che TUTINO fosse personalmente coinvolto nelle stragi, altrimenti non avrebbe manifestato tutta la preoccupazione che invece dichiarava. In "cosa nostra" non ci si preoccupa se non si è commesso ciò di cui si venga, o si possa, essere accusati.

Preoccupato come TUTINO era anche GiULIANO Francesco detto"Olivetti", che si teneva aggiornato sulle notizie che venivano date dai giornali sull'indagine sulle stragi.
GIULIANO ebbe a manifestare la sua preoccupazione anche al negozio di GRIGOLI Salvatore, dove veniva anche assieme a FAIA e a ROMEO[43]. Era preoccupato quando si seppe che a GIACALONE in carcere erano state fatte vedere delle foto, o qualcosa di simile.
GRIGOLI stesso era preoccupato, tanto che da Novembre 1994 fino all'arresto di DI FILIPPO Pasquale utilizzò, con lo stesso DI FILIPPO Pasquale, un villino a Misilmeri[44]. Precedentemente era andato a dormire, per un paio di mesi, nell'abitazione di via Scaglione nella quale venne poi arrestato MANGANO Antonino.

GRIGOLI in particolare era preoccupato, perchè SPATUZZA gli aveva portato al suo negozio, per un paio di volte, SCARANO.
(Episodio delle foto che GRIGOLI aveva visto scattare avanti al suo negozio, da personale di polizia, fatto che collegava all'ipotesi che le foto servissero per farle vedere a SCARANO, che poteva riconoscere GRIGOLI solo in foto, non sapendone il nome).
(Episodio di un servizio televisivo che mostrava un cancello, a Roma, e GRIGOLI che diceva se sono arrivati qui siamo presi)

GRIGOLI, durante il soggiorno a Misilmeri, fece confidenze a DI FILIPPO Pasquale anche sull'attentato a Contorno.
CONTORNO era stato localizzato su Roma. Vi era stato un pedinamento prolungato. GRIGOLI si era trovato più volte per strada anche a fianco dell'auto di CONTORNO e gli avrebbe potuto sparare, ma era stato deciso di uccidere CONTORNO facendo una operazione eclatante. L'esplosivo per far saltare CONTORNO era stato provvisoriamente posizionato al margine della strada per essere poi messo sotto un cunicolo per farlo esplodere al momento opportuno. L'operazione era fallita in quanto uno, forse un benzinaio, si era accorto della presenza dell'esplosivo ed aveva avvertito la polizia. GRIGOLI non era preoccupato di essere identificato in relazione al ritrovamento di questo esplosivo.


GRIGOLI gli disse, specificamente per LO NIGRO, che questi avevano fatto la sciocchezza di utilizzare i cellulari mentre si spostavano per realizzare le stragi.


MANGANO riferì, parlando in presenza di DI FILIPPO Pasquale con GRIGOLI e GIULIANO, che per Roma non c'erano più problemi in quanto la Cassazione aveva chiuso la questione, in quanto il collaboratore era stato giudicato inattendibile.

Ha sentito discorsi in proposito, ed anche circa il loro coinvolgimento negli attentati, da parte di GRIGOLI Salvatore, SPATUZZA, LO NIGRO, GIULIANO, TUTINO (e da altri). Essi erano sorpresi di come fossero state scoperte le loro responsabilità ed erano convinti che stessero collaborando i romani (o SCARANO o FRABETTI).
Da certi discorsi capì che per raggiungere i luoghi degli attentati c'era chi si era mosso a piedi, chi in macchina, etc. Ha anche ipotizzato che potessero aver partecipato anche persone non dello stesso gruppo.

Sa, a questo proposito, che CARRA era entrato in possesso di un foglio[45], proveniente da un giudice di Firenze, che conteneva i nomi degli indagati.
Due o tre mesi prima del suo arresto, una sera verso le 22,00, CARRA va al suo distributore, trovando sul posto DI FILIPPO Pasquale e GRIGOLI Salvatore.
CARRA spiegò che il foglio gli era arrivato tramite una donna, legata alla persona oggetto degli accertamenti di cui parlava il foglio, ed a questa donna il foglio era arrivato in relazione ad una qualche attività di polizia o carabinieri.
CARRA era agitato e diceva è finita. Aveva una fotocopia di un dattiloscritto. (Ricorda bene il foglio e che c'era scritto un elenco di nominativi, di persone e di ditte, che iniziava con i nomi dei due fratelli CARRA e poi c'erano SPATUZZA, LO NIGRO, i fratelli GRAVIANO, MESSINA DENARO Matteo e poi certo VACCARO di Prato, nominativo che era assolutamente nuovo per DI FILIPPO Pasquale. Forse c'era il nominativo CAVALLARO. Escluderebbe che ci fosse il nominativo MESSANA.
Sul foglio non c'erano i nominativi di GIULIANO Francesco, GRIGOLI Salvatore, TUTINO Vittorio. Quasi sicuramente c'era quello di TRIGILI Giovanni.
C'era anche il nome di una ditta e GRIGOLI chiese a CARRA la conferma che quella era la ditta intestataria del cellulare usato da CARRA.
GRIGOLI portò il foglio datogli da CARRA a MANGANO Antonino.
GRIGOLI, in separata sede, confermò a DI FILIPPO Pasquale che CARRA aveva fatto i trasporti degli esplosivi.

GRIGOLI, sempre a Misilmeri, diceva che c'era qualcosa che non andava, in quanto pochissime persone potevano sapere che dietro le stragi c'era MESSINA DENARO. E quindi esprimeva sospetti che stesse parlando SCARANO (o FRABETTI). MESSINA DENARO, quando seppe del foglio, disse che la cosa non lo aveva particolarmente impressionato, tenuto conto di tutti i problemi giudiziari che aveva.
Quanto a MESSINA DENARO ricorda di avere, con GRIGOLI, spedito un paio di espressi per conto di costui, indirizzati a nominativi non italiani[46].


rapporti BAGARELLA Leoluca-MANGANO Antonino-FERRO Giuseppe e FERRO Vincenzo.

Sa dei rapporti tra BAGARELLA e MANGANO, da una parte, e FERRO, capo-famiglia di Alcamo, dall'altra.
Il duplice omicidio dei Pirrone (gennaio 1995; FERRO fu arrestato poco dopo) si iscrive in questi rapporti, in quanto il Pirrone voleva avere una sua certa autonomia, ad Alcamo, cosa che FERRO non consentiva. Ciò gli fu detto da MANGANO oltre che da GRIGOLI.
GRIGOLI, a seguito delle ferite, era stato sulle prime curato ad Alcamo, da un vecchio medico. Era stato poi portato a Palermo a bordo di un'auto sulla quale c'era Giorgio PIZZO ed altra persona di Alcamo della quale non sa il nome.
Dopo l'arresto di FERRO, MANGANO parlava delle vicende di "cosa nostra" di Alcamo con Ferro-figlio, il quale era addentro alle storie di "cosa nostra", altrimenti MANGANO non avrebbe avuto ragione di parlare con lui. MANGANO Antonino parlava anche con MELODIA Antonino.
Stando a MANGANO, dopo l'arresto di Ferro-padre, la situazione di Alcamo era passata sotto il controllo di Ferro-figlio e di MELODIA Antonino.
A riscontro di ciò c'è l'episodio di persone di Palermo, conoscenti di Francolino SPADARO che avevano aperto una discoteca ad Alcamo; FERRO-figlio e MELODIA non volevano e, tramite MANGANO, sollecitarono Francolino SPADARO a convincere tali persone a recedere dalla loro iniziativa.

Con Ferro-figlio e con MELODIA aveva avuto rapporti lo stesso GRIGOLI..


arresto dei GRAVIANO

Sull'arresto dei GRAVIANO a Milano[47], ha avuto informazioni da TUTINO Vittorio, che era stato persona particolarmente di fiducia degli stessi GRAVIANO, che gli stessi erano lì in ragione di notizie certe, in loro possesso, circa il luogo ove si trovavano DRAGO e Pino MARCHESE.
TUTINO diceva che quando aveva provveduto lui a raggiungere i GRAVIANO aveva fatto sempre molti giri viziosi, mentre i due che erano stati arrestati asssieme ai GRAVIANO erano andati, con il treno, direttamente a Milano.
A seguito di ciò furono fatti dei rilievi a Fifetto CANNELLA, dal quale avevano preso disposizioni SPATARO e D'AGOSTINO i quali, per quanto ne sa, era la prima volta che sbrigavano questa incombenza.
A seguito di ciò MANGANO, d'intesa con BAGARELLA, aveva cominciato ad utilizzare CANNELLA anche per omicidi, per impedirgli di fare una vita tranquilla.


________________________________
Contengono ulteriori riferimenti a DI FILIPPO Pasquale i seguenti documenti sequestrati a MANGANO Antonino:

- pag 24307 (con riferimento anche ad entrambi i fratelli GAROFALO);
- pag. 24309 (con riferimento a "Società Calabro tito 520.000.000.). "Pasqua 20.000"
- pag. 24320, dove DI FILIPPO Pasquale è indicato con il soprannome di "Dama";
- pag. 24563, si parla di "Santa Flavia - villa Giovanni Alongi per Pasquale"


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[1] - DRAGO! chiedere conferma sulla collocazione dei vari personaggi -anche non appartenenti al gruppo di fuoco- menzionati da DI FILIPPO Pasquale !DI FILIPPO Pasquale

[2] DIA! chiedere riscontro su data arresto di DI FILIPPO Pasquale e sul tipo di provvedimento per il quale DI FILIPPO Pasquale fu arrestato nel 1983. Chiedere anche su scarcerazione di DI FILIPPO Pasquale !DI FILIPPO Pasquale

[3] CANCEMI! chiedere se si incontrava al Porticciolo della Cala con Masino SPADARO per dirigere i propri traffici di stupefacenti !DI FILIPPO Pasquale

[4] DI FILIPPO Emanuele! chiedere conferma su gestione distributore di via Messina Marine. !DI FILIPPO Pasquale


[5] ADDOLORATO! chiedere conferma che con la sua imbarcazione si dedicava al contrabbando di TLE d'intesa con BUCCAFUSCA Vincenzo e SPADARO Antonino. Ed anche in tema di hashish che veniva dal Marocco e che risultò di cattiva qualità !DI FILIPPO Pasquale

[6] DIA! chiedere conferma dell'episodio del sequestro dell'hashish a Fiacarazzi (dovrebbe essere lo stesso episodio riferito da DI FILIPPO Emanuele che ha indicato la località con un nome diverso) !DI FILIPPO Pasquale

[7] DI FILIPPO Emanuele! chiedere conferma dell'episodio dell'operazione di hashish riferita da DI FILIPPO Pasquale, con specifico riferimento alle persone menzionate da DI FILIPPO Pasquale !DI FILIPPO Pasquale

[8] CALVARUSO! chiedere conferma dei due incontri, nei mesi primaverili del 1994, in via Pietro SCAGLIONE tra BAGARELLA Leoluca, MANGANO Antonino, DI FILIPPO Pasquale e lo stesso CALVARUSO. !DI FILIPPO Pasquale

[9] DIA! accertare se risulti che il suocero di MANGANO Antonino ha un negozio di materiale per l'edilizia. !DI FILIPPO Pasquale

[10] DIA! accertare se il teledrin 168/912145 era nella disponibilità di Salvatore GRIGOLI !DI FILIPPO Pasquale

[11] ROMEO! chiedere conferma specifica sui nominativi, e relativi soprannomi, indicati da DI FILIPPO Pasquale quali componenti il gruppo di fuoco di BAGARELLA Leoluca -MANGANO Antonino !DI FILIPPO Pasquale

[12] DIA! riscontrare se una delle sorelle dei GRAVIANO di chiama Loredana !DI FILIPPO Pasquale

[13] DIA! riscontrare se TUTINO Vittorio aveva in gestione un distributore sulla circonvallazione, accanto alla rotonda di via Oreto. !DI FILIPPO Pasquale

[14] DRAGO! chiedere conferma su fatto che TUTINO Vittorio gestiva un distributore, per conto dei GRAVIANO, suklla circonvallazione all'altezza delle rotonda di via Oreto. !DI FILIPPO Pasquale

[15] DIA! chiedere conferma di qusto provvedimento cautelare nei confronti di TUTINO Vittorio, annullato !DI FILIPPO Pasquale.

[16] DIA! riscontrare se nella disponibilità di BENIGNO Salvatore vi sia stata una Peugeot 106 di color turchese, a partire dalla seconda metà del 1994. !DI FILIPPO Pasquale

[17] DIA! riscontrare che vi fu uno, che si chiamava BENIGNO Salvatore, al quale avevano sparato, in epoca compatibile con episodio riferito da DI FILIPPO Pasquale: 2a. metà del 1994 - 1a. metà del 1995. !DI FILIPPO Pasquale

[18] DIA! riscontrare che PIZZO era dipendente dell'AMAP e che disponeva, come auto di servizio, di una Fiat Nuova 500 !DI FILIPPO Pasquale

[19] ROMEO! chiedere se ha fatto estorsioni, in particolare ad un ristorante di via Messina Marine, assieme a GAROFALO Giovanni detto culo di paglia. !DI FILIPPO Pasquale

[20] CUCUZZA! chiedere se fosse conosciuto come il pittore, in quanto aveva fatto dei dipinti in carcere. Chiedere dei suoi rapporti con il gruppo MANGANO/BAGARELLA nel periodo 1994-1995. !DI FILIPPO Pasquale

[21] - APPUNTI MANGANO! dal doc.to a pag. 24542 emerge che "culo di paglia" vantava un credito di 30 milioni da "Enzo" BUCCAFUSCA.

[22] ROMEO! chiedere se assieme a Totò FAIA aveva bruciato l'auto di CASTIGLIONE detto Spara spara. !DI FILIPPO Pasquale

[23] DIA! accertare estremi omicidio-CASTIGLIONE !DI FILIPPO Pasquale

[24] DIA! accertare estremi duplice omicidio due extracomunitari !DI FILIPPO Pasquale

[25] ROMEO! chiedere su partecipazione sua e degli altri al duplice omicidio di extracomunitari !DI FILIPPO Pasquale

[26] DIA! chiedere accertamento estremi duplice omicidio PIRRONE ad Alcamo. !DI FILIPPO Pasquale

[27] ROMEO! chiedere se sa di omicidio PIRRONE e comunque se gli risulta che GRIGOLI, in quel periodo, si era fatto male ad un piede, raggiunto da un colpo di fucile. !DI FILIPPO Pasquale

[28] ROMEO! chiedere quanto gli risulta su duplice omicidio SPATARO-BRUSCEMI e sul ruolo suo e degli altri indicati da DI FILIPPO Pasquale !DI FILIPPO Pasquale

[29] DIA! chiedere riscontri su estremi duplice omicidio SPATARO-BRUSCEMI. Preme il particolare che il cadavere di BUSCEMI fu fatto ritrovare a Villabate. !DI FILIPPO Pasquale

[30] ROMEO! chiedere su omicidio di SAVOCA Francesco, e sul suo ruolo e su quello delle altre persone, per come indicate da DI FILIPPO Pasquale !DI FILIPPO Pasquale

[31] - APPUNTI MANGANO! L'appunto è collocato a pag. 24308 (che contiene riferimenti numerosi a varie persone del gruppo) !DI FILIPPO Pasquale.


[32] BRUSCA! chiedere di sequestro del figlio di DI MATTEO, in particolare su ruolo MANGANO Antonino e di VITALE, quelo suicidato. !DI FILIPPO Pasquale

[33] DIA! chiedere riscontro su estremi suicidio VITALE !DI FILIPPO Pasquale

[34] APPUNTI MANGANO! è collocato a pag. 24551 !DI FILIPPO Pasquale.

[35] DIA! chiedere se tra le armi sequestrate nei confronti del gruppo MANGANO Antonino - BAGARELLA Leoluca - SPATUZZA Gaspare vi possano essere le armi indicate da DI FILIPPO Pasquale e delle quali ha parlato anche CARRA Pietro !DI FILIPPO Pasquale - CARRA

[36] - GRIGOLI Salvatore! Chiedere riscontro su questa dichiarazione. !DI FILIPPO Pasquale.

[37] DIA! su attività di pedinemanto di LO NIGRO e di CARRA, a Milano, ai primi del maggio 1995. !DI FILIPPO Pasquale


[38] - APPUNTI MANGANO! a pag. 24309 !DI FILIPPO Pasquale.

[39] - APPUNTI MANGANO! a pag. 24308 !DI FILIPPO Pasquale.

[40] DIA! chiedere riscontro su operazione della GdF, con sequestro di un camion, in un'operazione di repressione del contrabbando di TLE, nei confronti di tale VITRANO Angelo. Il fatto dovrebbe essere dell'aprile-maggio 1994. !DI FILIPPO Pasquale

[41] CC di Palermo! chiedere su operazione di perquisizione e sequestro al momento di arresto di SCARANO-GIACALONE, con specifico riferimento a documentazione sequestrata presso GIACALONE. !DI FILIPPO Pasquale

[42] - ESAME DI FILIPPO Pasquale! esibire doc.to sequetrato a CORRERA Angela !DI FILIPPO Pasquale.

[43] ROMEO! chiedere su frequentazione negozio di GRIGOLI, assieme a DI FILIPPO Pasquale, GIULIANO Francesco e FAIA Totò, con discorsi di preoccupazione sulle indagini per le stragi. !DI FILIPPO Pasquale

[44] DIA! chiedere se identificato villino di Misilmeri dove stettero rifugiati DI FILIPPO Pasquale e GRIGOLI Salvatore. !DI FILIPPO Pasquale

[45] DIA! circa il rinvenimento del foglio della DIA presso la CORRERA Angela !DI FILIPPO Pasquale

[46] DIA! sul fatto che MESSINA DENARO aveva una fidanzata austriaca. !DI FILIPPO Pasquale
[47] SPATARO e D'AGOSTINO! sulle modalità della vicenda GRAVIANO-MILANO. !DI FILIPPO Pasquale