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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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SQUADRA MOBILE PALERMO

*TESTE Romeo: Sono l'ispettore capo Romeo Salvatore...
PUBBLICO MINISTERO: Credo non ci sia il microfono, Presidente. Sento poco.
PRESIDENTE: Vuole ripetere per cortesia?
TESTE Romeo: Sono l'ispettore capo Romeo Salvatore, nato a Palermo il 20 giugno del '58. Presto servizio alla Squadra Mobile di Palermo.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Romeo: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego, Pubblico Ministero può iniziare.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ispettore buongiorno innanzitutto.
Abbiamo sentito che lei presta servizio alla Squadra Mobile di Palermo. Ci può dire da quanto tempo è a svolgere questa attività?
TESTE Romeo: Dal luglio del 1991.
PUBBLICO MINISTERO: Senta ispettore, lei ha ricevuto deleghe particolari dal Pubblico Ministero di Palermo di eseguire delle individuazioni di luoghi insieme a Salvatore Grigoli?
TESTE Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci spiega un attimino quando ha svolto questa attività e quant'altro.
TESTE Romeo: Sì, successivamente all'arresto di Grigoli, pochi giorni dopo, se non ricordo male, il 9 luglio...
PUBBLICO MINISTERO: Dell'anno?
TESTE Romeo: Del 1997, appunto. Andai a prendere Grigoli in una località riservata, unitamente ad altro personale. Sempre su delega della A.G di Palermo. E ci siamo recati in alcuni luoghi per individuare appunto... luoghi da lui indicati.
PUBBLICO MINISTERO: Ci vuol dire quali di questi luoghi ha indicato Grigoli nell'ambito di questa attività? Più specificamente, ecco, a me interessa che lei riferisca in particolare su un luogo che dagli atti in nostro possesso è indicato come località a L'Acqua.
TESTE Romeo: Sì, la località L'Acqua è un rudere posto in una traversa di via Ciaculli, precisamente alla via Tenaglie dove... un luogo, tra l'altro, vorrei precisare, noto all'ufficio in cui presto servizio. In quanto, il giorno stesso dell'arresto di Romeo Pietro, si fece un blitz e furono trovate delle armi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi ispettore. Su questo...
TESTE Romeo: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: ... su questo dato, quindi, questo luogo veniva... ecco, nel corso di questa attività di individuazione fatta insieme a lei da Grigoli, veniva indicato da Grigoli, voglio dire, almeno la ragione del perché vi indicava questo luogo?
Cioè, in che termini lo indicava questa località a L'Acqua, che significato aveva, ecco, secondo Grigoli?
TESTE Romeo: Appunto, il significato dove venivano occultate delle armi e altro.
PUBBLICO MINISTERO: Questa era l'indicazione che quella notte...
TESTE Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... vi diede Grigoli.
TESTE Romeo: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E si tratta, quindi, di un posto che, per altro, era noto all'ufficio, cioè alla Squadra Mobile...
TESTE Romeo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... perché lì erano state trovate delle armi?
TESTE Romeo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dare qualche riferimento su questa informazione in possesso del suo ufficio?
TESTE Romeo: Le ripeto, la notte stessa dell'arresto di Romeo, il 15 novembre proprio, ricordo perfettamente, fu fatto, appunto, un blitz in questo casolare di proprietà di Buffa, Buffa Salvatore. E furono trovate delle armi corte e un Uzi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi si tratta di attività che il suo ufficio aveva fatto un anno e mezzo prima?
TESTE Romeo: Sì, sì. Le ripeto...
PUBBLICO MINISTERO: 15 novembre...
TESTE Romeo: 15 novembre novanta... Sulla data non...
PUBBLICO MINISTERO: '95.
TESTE Romeo: ...non ci sono dubbi. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: 15 novembre '95. Quindi questo terreno era di Buffa Salvatore e erano state rinvenute a suo tempo delle armi.
TESTE Romeo: Sì. Tra l'altro, rispetto alla sede in cui andammo col Grigoli, trovammo un cancello alla fine di via Giulio Tenaglie. Infatti non si entrò nemmeno in questa tenuta.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, il luogo era, rispetto a novembre '95, era mutato?
TESTE Romeo: Sì, c'era un cancello in ferro...
PUBBLICO MINISTERO: C'era un cancello.
TESTE Romeo: ... con un catenaccio.
PUBBLICO MINISTERO: Questo fu uno dei luoghi che in quella fase vi indicò il Grigoli.
Poi, a me interessa che lei descriva l'attività che lei svolse insieme al Grigoli in relazione a un luogo indicato come fondo Guarnaschelli.
TESTE Romeo: Fondo Guarnaschelli è una traversina di Corso dei Mille. L'altezza adesso non la ricordo, comunque è una traversa a sinistra andando verso il paese di Villabate che è subito fuori Palermo.
Lui ci portò entrambi in questo fondo: a circa 300 metri sulla sinistra abbiamo trovato un cancello. E, proprio un 20-30 metri al di là di questo cancello chiuso, c'era un magazzino. Un magazzino palesemente ristrutturato ed è al di là di... dietro il magazzino c'era la casa dei genitori di Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo, mi scusi ispettore.
TESTE Romeo: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Per comodità e per chiarezza di comprensione di tutti, cioè, questa attività venne fatta durante il giorno, di notte?
TESTE Romeo: No, questa attività è stata fatta di notte. Poi, però, l'indomani altro personale andò a fare dei rilievi.
PUBBLICO MINISTERO: Su questo luogo indicato da Grigoli?
TESTE Romeo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ecco, lei ha detto eravate numeroso personale...
TESTE Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... in occasione di questa attività, e, può dire chi altri c'era con lei? O meglio, se c'era in particolare l'ispettore Domanico?
TESTE Romeo: Sì, l'ispettore Domanico c'era perché ricordo che c'era personale della V e della VI Sezione e io che sono della I... Sì, l'ispettore Domanico c'era in qualità di ispettore, appunto, della V Sezione Investigativa.
Guardi, è proprio lui a curare tutti i rilievi con personale della Scientifica. credo.
PUBBLICO MINISTERO: Qui, in questo luogo...
TESTE Romeo: Sì, sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: ... indicato da Grigoli. Siamo in fondo Guarnaschelli.
Senta, ulteriori luoghi indicati da Grigoli nel corso di questa attività. In particolare, se ci può riferire in relazione al luogo indicato come posto al civico 1419/G.
TESTE Romeo: Sì, guardi questo è sempre in Corso dei Mille. E' quasi alla fine proprio di questo Corso. Sempre in direzione Villabate.
Lui indicò questo magazzino. Siamo arrivati, abbiamo visto questo numero civico 1419/G chiuso da un cancello; al di là del cancello si vedevano diversi magazzini. Lui indicava un magazzino un po' distante. Però non siamo entrati.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi all'interno di questo...
TESTE Romeo: Sì, sì. All'interno di questo cancello, esattamente. Nemmeno lì siamo entrati quella notte perché lo scopo era l'individuazione dei luoghi.
Poi, successivamente non so se sia stato fatto anche lì dei rilievi o cose. Questo non...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta e questo luogo, questo deposito al 1419/G, è vicino al fondo Guarnaschelli?
TESTE Romeo: Sì, il fondo Guarnaschelli è a sinistra mentre...
PUBBLICO MINISTERO: Siamo sempre in Corso dei Mille?
TESTE Romeo: Sì, sì. Sempre in Corso dei Mille. Sono zone molto vicine tra di loro.
PUBBLICO MINISTERO: Questo luogo veniva indicato con qualche diciamo, qualità, qualche...?
TESTE Romeo: Guardi, lo scopo era perché lui... uscivano con i mezzi da questo luogo per commettere svariati delitti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi, l'indicazione era questa indicazione...
TESTE Romeo: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: ... qualificata, diciamo così.
TESTE Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, qui risultano... risultano o meglio non risultano perché dalla Procura di Palermo evidentemente arguisco dagli omissis che quella notte sono stati individuati altri luoghi su cui io ovviamente non le pongo ulteriori domande.
Mi interessava sapere se è a conoscenza sua, a causa per l'appunto dell'attività da lei istituzionalmente svolta, se ha avuto nel corso della sua attività di indagine contezza di un luogo che per comodità, diciamo così, di comprensione, è stata indicata come la "camera della morte".
TESTE Romeo: Sì, purtroppo è famosissima la "camera della morte".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dire dove si trova questo luogo e se vi è una vicinanza o meno, rispetto ai luoghi che abbiamo appena indicato.
TESTE Romeo: Guardi, la "camera della morte" si trova in via Messina Montagne, che è la continuazione di Corso dei Mille e poi torna indietro...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore, abbia pazienza. Siccome qui... lei deve avere un attimino più di dettaglio, perché non conosciamo la città di Palermo e, quindi, se ci può indicare...
TESTE Romeo: Perfetto. Guardi, io come riferimento...
PUBBLICO MINISTERO: .. al meglio questi...
TESTE Romeo: .. come riferimento posso portare l'autostrada Villabate-Palermo, l'ultimo tratto dell'autostrada Palermo-Catania, che è la Villabate-Palermo. La via Messina Montagne è proprio la stradina attigua all'autostrada. Il Corso dei Mille è una parallela di via Messina Montagne.
Anche se poc'anzi ho detto... perché questa strada, Corso dei Mille finisce: poi c'è una rotonda, si passa sotto un ponte, si gira ed è via Messina Montagne.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, che torna indietro.
TESTE Romeo: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Parallela a Corso dei Mille...
TESTE Romeo: Perfetto, parallela. In linea d'area sono tutti posti vicini, raggiungibili attraverso le campagne. Sicuramente e indubbiamente.
PUBBLICO MINISTERO: Vicini... ci può dare anche un'indicazione in termini...
TESTE Romeo: Guardi, indicazioni in termini metriche, non sono in grado. Però... Vicini sono.
PRESIDENTE: Ma, vicini nell'ordine di centinaia di metri o di qualche chilometro?
TESTE Romeo: Siamo intorno... non più di un chilometro, come linea d'aria parlo.
PRESIDENTE: Tra questa località fondo Guarnaschelli e la "camera della morte"?
TESTE Romeo: Fondo Guarnaschelli già... non è che siamo più distanti. Però, tenga presente che poc'anzi ho detto che è a sinistra di Corso dei Mille. Mentre quest'ulteriore deposito è a destra. Essendo a destra e questa parallela è a destra, via Messina Montagne, è molto più semplice da questo deposito per le campagne giungere alla "camera della morte".
Mentre da fondo Guarnaschelli si dovrebbe per forza di cose attraversare il Corso dei Mille. Ma come distanza siamo là, è un po'...
PRESIDENTE: In linea d'aria...
TESTE Romeo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ispettore, lei ha detto il Grigoli ha individuato quella notte questo luogo, fondo Guarnaschelli, e lei ci ha indicato questo ambiente ristrutturato che fa riferimento al padre di Mangano.
TESTE Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'abitazione di Antonino Mangano è lì vicina?
TESTE Romeo: Guardi, io i rilievi non li ho fatti. Però, di certo l'abitazione è dietro proprio.
PUBBLICO MINISTERO: L'abitazione di Mangano Antonino?
TESTE Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Su Corso dei Mille o sempre in fondo Guarnaschelli?
TESTE Romeo: Fondo Guarnaschelli.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre in fondo Guarnaschelli.
Io penso che... lei ha riferito che ulteriore attività su questo immobile, poi, è stato svolto dall'ispettore Cusumano, no Cusumano...
TESTE Romeo: L'ispettore Domanico come personale...
PUBBLICO MINISTERO: Domanico, mi scusi.
TESTE Romeo: ... personale di Squadra Mobile. Ispettore Domanico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto, che ha eseguito delle perquisizioni. Ha fatto i rilievi su questo fondo.
Io penso che, Presidente, per quanto riguarda l'ispettore Romeo...
PRESIDENTE: Possiamo fargli solo un'ulteriore domanda, almeno per quel che ci riguarda.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
PRESIDENTE: Lei ha detto che in fondo al fondo Guarnaschelli c'era la casa dei genitori del Mangano.
TESTE Romeo: Sì.
PRESIDENTE: E poi ha parlato anche della casa di Mangano. Dove si troverebbe, vicino a quella dei genitori?
TESTE Romeo: No, guardi io so solo che questo magazzino individuato in orario notturno - io so per conoscenza d'ufficio - che attaccato a questo magazzino, dietro, c'è la casa dei genitori del Mangano non di Mangano...
PRESIDENTE: Ah, la casa di Mangano lei non sa dove sia.
TESTE Romeo: No.
PRESIDENTE: Allora avevamo capito male.
PUBBLICO MINISTERO: Allora chiederemo all'ispettore Domanico.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE Romeo: Sicuramente.
PRESIDENTE: Parti civili hanno domande? Difensori prego.
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni.
Desidero sapere dall'ispettore se, dal cancello che, diciamo, guarda sulla strada di questo fondo Guarnaschelli, si vede questo magazzino ristrutturato.
TESTE Romeo: Sì, sì. Sono 30 metri, guardi. Non c'è niente davanti. Dal cancello lei vede questo magazzino.
AVV. Cianferoni: Va bene. Non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande? Può andare grazie.
*TESTE Romeo: Buongiorno.
PRESIDENTE: Buongiorno. Chi facciamo venire?
PUBBLICO MINISTERO: L'ispettore Domanico.
PRESIDENTE: Si accomodi. Ci vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza e qualifica.
*TESTE Domanico: Mi chiamo Domanico Massimiliano, sono nato a Campo Calabro il 09/02/64; residente a Palermo nella via Scandorra numero 14. Ispettore di Polizia.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Domanico: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ispettore buongiorno.
TESTE Domanico: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, abbiamo sentito dall'ispettore Romeo che lei ha eseguito un'attività di perquisizione e di rilievi tecnici nel luogo indicato come fondo, vicolo...
TESTE Domanico: Guarnaschelli.
PUBBLICO MINISTERO: ... Guarnaschelli. Ci vuol dire il presupposto di questa sua attività e poi l'esito di questi atti da lei compiuti.
TESTE Domanico: Dunque, ho ricevuto... l'ufficio, un decreto dalla Procura della Repubblica di Palermo, di una perquisizione tendente al rinvenimento di tracce conducibili a materie esplodenti ed altro.
Quindi, ci siamo recati in questo luogo che è una traversina di Corso dei Mille.
Percorsi 300 metri sulla destra vi è un cancello in ferro marrone. Questo cancello che si apre verso l'interno, accede a un fondo dove sulla destra vi è campagna.
E, dopo 30 metri sulla sinistra, c'è questo diciamo, questa casa. Questa casa è composta sul davanti, poi, da tre ingressi di cui, quella del Mangano Salvatore, è la prima guardando la casa sulla sinistra, ingresso.
C'è una porta blindata: si riconosce facilmente perché la parte del Mangano Salvatore è completamente ristrutturata in tufo giallo esternamente, rispetto alla parte dell'altra che è proprio fatiscente.
E' munita di una porta blindata. Appena si dà accesso a questa porta blindata vi è un vano soggiorno-cucina dove sulla destra vi è una lavabiancheria, un lavello in muratura e un televisore, ricordo.
Poi, sulla sinistra, ad angolo, vi è un camino e, sempre sulla sinistra, vi sono dei mobili poggiati a terra. Poi un'arcata che nobilita un po' la stanza che è posta proprio di fronte alla porta d'ingresso.
Sempre di fronte alla porta d'ingresso c'è un'altra porta, un po' spostata sulla destra, che dà accesso a un piccolo corridoio; che questo corridoio è trasversale, che a destra dà al bagno e dritto dà al salone, dove nel salone c'è anche una finestra che dà sul retro che è munita di inferriate, così come anche la finestrella del bagno che è munita di inferriate.
In questo piccolo corridoio è ricavato una specie di armadio, dove c'era qualcosa, pentole, queste cose qui.
Esternamente, poi, proprio la prima porta del signor Mangano Salvatore, la seconda e terza porta son dei depositi che sono di proprietà di tale Baiamonte Nicolò. Nulla a che vedere con l'oggetto della perquisizione.
Però, di fronte alla terza porta sulla destra per chi guarda la casa, vi è un piccolo casotto in muratura dove all'interno vi è un forno a legna e credo un pozzo dell'acqua. Tutto il resto circondato dalla campagna, sia davanti che sul lato destro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore, vedo che lei ce l'ha descritto molto minuziosamente; significa che ha eseguito anche dei rilievi...
TESTE Domanico: Con personale lì.
PUBBLICO MINISTERO: Della Polizia Scientifica?
TESTE Domanico: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Si tratta... voglio dire, questi rilievi fotografici l'ha fatti per caso l'ispettore Cusumano?
TESTE Domanico: Sì, della Scientifica.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi eravate insieme?
TESTE Domanico: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda quand'è che ha svolto questa attività che ci ha appena descritto?
TESTE Domanico: Il 24 luglio.
PUBBLICO MINISTERO: Di quest'anno?
TESTE Domanico: '97.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, io avrei bisogno di capire una cosa. Cioè, questo luogo era noto a personale della Squadra Mobile? Lei ha fatto riferimento al Mangano Salvatore.
TESTE Domanico: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sarebbe?
TESTE Domanico: Il padre di Mangano Antonino.
PUBBLICO MINISTERO: Era noto prima che accedeste al luogo, che questo posto era di Mangano Salvatore?
TESTE Domanico: Il luogo era noto in quanto il 9 luglio era stata fatta un'ispezione dei luoghi e, praticamente, ci era stato indicato, questo luogo, come il luogo nella disponibilità di Mangano Antonino...
PUBBLICO MINISTERO: Da chi, mi scusi?
TESTE Domanico: Grigoli Salvatore.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei era presente quando...
TESTE Domanico: Sì, quando è stato fatto questa ispezione dei luoghi, ero presente. Ce l'ha indicato come un luogo da dove erano usciti con una moto, lui e Gaspare Spatuzza, dopo l'omicidio di Fabio Alario... no, Fabio Alario, mi scusi, Fabio Grigoli.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questo in fondo Guarnaschelli.
TESTE Domanico: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo ambiente. Lei, allora ha risposto anche a una domanda che comunque le avrei fatto. Quindi, questo dove lei ha eseguito la perquisizione era il luogo indicato dal Grigoli durante quell'atto di individuazione.
TESTE Domanico: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, le chiedevo: a prescindere dall'indicazione di Grigoli, era noto alla Squadra Mobile quest'ambiente, quest'immobile come in disponibilità di questo signor Mangano Salvatore o lo avete identificato voi dopo le indicazioni di Grigoli?
TESTE Domanico: Dunque, premetto che prima di arrivare al fondo c'è un'abitazione del Mangano, infatti io l'ho rintracciato lì attraverso un'altra persona che ha assistito assieme a Mangano Salvatore all'atto di P.G., che ha assistito.
PRESIDENTE: Il Mangano di cui parla è sempre Salvatore o è il figlio?
TESTE Domanico: Non ho capito la domanda, scusi Presidente.
PRESIDENTE: Lei ha parlato di questa perquisizione fatta presente un'altra persona nonché Mangano Salvatore.
TESTE Domanico: Sì. Questa persona è un parente del Mangano Salvatore che abita un 300 metri prima, sulla destra, sempre vicolo Guarnaschelli.
Perché il cancello era chiuso a chiave con un grosso lucchetto. Quindi ci siamo portati lì, in quella casa dove sapevamo che comunque vi erano dei parenti del Mangano e abbiamo rintracciato il Mangano Salvatore.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi l'immobile che era stato indicato dal Grigoli era di questo Mangano Salvatore?
TESTE Domanico: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ed era presente questo Mangano Salvatore quando avete fatto la perquisizione...
TESTE Domanico: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può... lei ha già descritto l'ambiente, ci può descrivere i risultati di quest'atto di perquisizione?
TESTE Domanico: L'atto di perquisizione ha dato esito negativo, in quanto tracce di esplosivo non ne sono stati ritrovati. Specifica... una domanda informale fatta al Mangano Salvatore, che è stato anche oggetto di mia annotazione di servizio, sulla ristrutturazione era stata ristrutturata all'incirca quattro anni prima. Eravamo il 24 luglio '97.
Di altro non...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore, per così.. chiariamo un po' la situazione dei luoghi. Se per favore si vuol portare in quella postazione, lì di fronte, e ci dà le indicazioni di luogo con foto alla mano.
Presidente, si tratta del fascicolo dei rilievi fotografici che è stato eseguito il 24 luglio '97 e che abbiamo prodotto in una delle precedenti udienze.
Prego.
TESTE Domanico: Allora, la prima foto mostra il vicolo Guarnaschelli nella parte in cui cessa l'asfalto e inizia il fondo naturale. Questo muro di cinta, alto all'incirca 2 metri e mezzo, già è il muro perimetrale di questo fondo qua.
La freccia indica il cancello ad inferriata da dove si accede.
Ecco, il cancello nella seconda foto è aperto verso l'interno. Si vede questa strada sterrata, sarà 30 metri circa. E, proprio la freccia indica la parte di immobile di proprietà di Mangano Salvatore.
Sulla destra si può vedere la campagna.
Questa è la stessa campagna di cui al punto precedente, un po' più particolareggiata.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, ispettore, se lei può avere anche cura di indicare il numero della foto così rimane...
TESTE Domanico: Sì, la foto è il rilievo numero 3.
Questo è il rilievo numero 4 che dà una parziale visione della parte destra del terreno e anche l'antistante parzialmente, fino al limite della casa che è qui sulla sinistra.
E questo è la parte in cui, una volta svoltato a sinistra della foto precedente, rilievo numero 5, si vedono l'ingresso della casa di Mangano Salvatore col cancello in ferro.
Il primo deposito alla destra, il secondo deposito alla destra e il corpo basso dove c'è il forno e il pozzo dell'acqua...
In queste due... I punti indicati col numero 3 e 2, non sono di proprietà del Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Quelle proprietà Baiamonte.
TESTE Domanico: Baiamonte.
Questa, rispetto alla foto precedente, è un po' particolareggiata. Non prende l'ingresso della casa del Mangano Salvatore.
Mentre, la foto, il rilievo 07, è proprio l'ingresso particolareggiato dove si vedono i mattoni in tufo giallo.
Visione della parte terminale dell'immobile: la freccia indica il primo magazzino partendo da destra, che sarebbe il terzo qualora si parte da sinistra.
Il secondo magazzino, di cui al rilievo numero 5. Era indicato come numero 3.
E la porta d'ingresso della casa del signor Mangano.
Come si può vedere è metallica, tre serrature. E vi è una tendina d'ingresso.
Ecco, questa è la metà anteriore del vano soggiorno-cucina: rilievo numero 11.
Qui si può notare, alla destra, parte del lavandino; alla sinistra i mobili poggiati a terra, ad angolo il caminetto, con un'arcata sopra, dove si può notare la porta che si vede in fondo e la sedia, che fanno parte del salone.
Questa è la stessa stanza di prima, però partendo dal lato opposto per chi guarda la foto.
Sulla sinistra si vede la lavatrice che prima non si vedeva; e, alla destra, si vede la continuazione dei mobili.
Infatti qua è completa, nella visione numero 13.
Questo è il corridoio che - rilievo numero 14 - praticamente, posto trasversalmente fra il vano soggiorno-cucina e il salone, dove si può vedere una mensola al muro con ventilatore coperto.
Il rilievo numero 15 è la metà sinistra del corridoio, da dove si intravede il bagno.
Numero 16, infatti, il vano dei servizi igienici.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, ispettore, ci ha descritto un po' tutto questo immobile.
Le chiedevo, non so se lei lo ha detto, comunque casomai me lo ridice: ma questo Mangano salvatore, voglio dire, rispetto al nostro Mangano Antonino, chi è, un parente?
TESTE Domanico: Il padre.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, è il padre.
E questo immobile, quando siete andati a eseguire questa perquisizione, era abitato, era...
TESTE Domanico: No, era disabitato, era. Infatti si vedono i mobili anche poggiati a terra. Non... neanche infissi.
Non c'erano tracce di passaggio di persone recenti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma il padre di Mangano Antonino, cioè il Mangano Salvatore, era presente a questa perquisizione?
TESTE Domanico: Sì, sì, era lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco e, per l'appunto, ma, nel corso della perquisizione poteste accertare se, a cosa venisse adibito questo immobile?
TESTE Domanico: Sì, gli ho domandato quando... siccome l'ho visto abbastanza nuovo, ho domandato quando era stato ristrutturato.
Mi ha detto quattro anni fa. E, comunque, diceva, non ci venivano spesso, ma non più di tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quindi non avete accertato la presenza di persone, all'interno di questa abitazione.
TESTE Domanico: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE Domanico: Infatti io ho rintracciato il signor Mangano per il tramite di un nipote, che poi ha assistito alla perquisizione.
PUBBLICO MINISTERO: Si chiama questo nipote??
TESTE Domanico: Conigliaro Francesco Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, comunque, voglio dire, di questa evenienza lei ha dato atto nei verbali che ha redatto.
TESTE Domanico: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questa attività si è conclusa, per l'appunto, nella giornata del 24 luglio novantasette...
TESTE Domanico: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: Io ho bisogno, ispettore, che lei chiarisca un passaggio.
Lei ha detto: 'non abbiamo trovato tracce di esplosivo.' Vorrei un pochino che chiarisse questa sua affermazione.
Cosa significa "tracce di esplosivo"? Che lei ci è andato con delle apparecchiature...
TESTE Domanico: Sì, un attimo. No, no...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Domanico: Ecco. Cioè, non ho rinvenuto esplosivo, ecco, è diverso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Domanico: E' diversa la cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Mi apre, mi pare...
TESTE Domanico: Mi sono sbagliato io.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, la perquisizione era finalizzata, eventualmente, a rinvenire esplosivo, non tracce.
TESTE Domanico: Sì. Mi sono sbagliato io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se mi dà una risposta.
Senta, nell'ambito di questa attività di individuazione di luoghi, lei ha eseguito questa perquisizione. E poi, ha ricevuto dal Pubblico Ministero di Palermo ulteriori deleghe, in relazione a questi atti?
TESTE Domanico: No, non ho ricevuto ulteriore delega.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io ho bisogno di... Lei presta servizio alla Squadra Mobile di Palermo da quanto tempo?
TESTE Domanico: All'incirca dall'89.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, voglio dire, ha una esperienza dei luoghi e delle situazioni.
L'ispettore Romeo che l'ha preceduto, ci ha dato delle indicazioni di luogo, in particolare, gli ho chiesto - all'ispettore Romeo - di indicarci se questo luogo, se questi luoghi indicati da Grigoli nel corso degli atti di individuazione, fossero vicini ad un luogo noto, diciamo così, come "camera della morte".
Ecco, lei cosa ci può dire al riguardo?
TESTE Domanico: La "camera della morte" era in via Messina Montagne. Ora, da questo fondo, da questo vicolo Guarnaschelli, non è senz'altro vicino. Cioè, vicino. Sempre zona Brancaccio, Corso dei Mille, siamo.
Forse è più vicino, però, il deposito che ci ha mostrato. Che non siamo neanche entrati, c'era un cancello; né è stata fatta perquisizione, né è stato fatto sopralluogo in altra giornata, che era il 1419-G di Corso dei Mille.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto, era un'altra...
TESTE Domanico: Visto solo esternamente, si vedevano dei depositi con una strada che andava in fondo. E questo qui si notava.
PUBBLICO MINISTERO: Questo luogo, quindi, è vicino alla "camera della morte", in via Messina Montagne.
TESTE Domanico: Sì. Montagne, che poi è la strada che prende il nome di via Messina Montagne, è la continuazione di questa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, è la stessa strada, sostanzialmente.
TESTE Domanico: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, un luogo noto dove esiste una azienda, una ditta che si chiama Edil Vaccaro, le è nota a lei?
TESTE Domanico: Nota, non ho mai fatto accertamenti proprio specifici. Però, per motivi di indagine dell'ufficio, anche di altre Squadre, o Sezioni, ne ho sentito parlare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non è in grado di darci delle indicazioni di collocazione, di ubicazione.
TESTE Domanico: Mah, una risulta quasi in fondo a viale Regione Siciliana, commerciale.
Praticamente sarebbe la parallela dell'autostrada, che porta... Palermo-Catania. La parallela sotto, c'è una strada dritta, dove ci sono delle autodemolizioni.
Sempre nella stessa zona, s'intende. Però, non è più tanto vicino con Corso dei Mille. Si passa dai cavalcavia, poi, giù dall'autostrada.
E so che è un parente del signor Mangano Antonino.
PUBBLICO MINISTERO: Sa anche il nome di questo parente?
TESTE Domanico: Vaccaro... Non ho capito la domanda, scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. No, le chiedevo il nome di questo parente.
TESTE Domanico: Non mi sovviene, in questo...
PUBBLICO MINISTERO: Vaccaro, sicuramente.
TESTE Domanico: Vaccaro, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Va bene, poi chiederemo più avanti.
Io penso di aver concluso con l'ispettore Domanico.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
I difensori hanno domande?
AVV. Cianferoni: Vorrei sapere dall'ispettore - sono l'avvocato Cianferoni, buongiorno - soltanto quando, nel corso della sua attività investigativa e dell'attività, comunque, del suo ufficio di indagine, questo complesso, diciamo, di questo vicolo Guarnaschelli, le è venuto noto.
TESTE Domanico: Dunque, che è proprio il vicolo, oppure la casa dove ho effettuato la perquisizione? Chiedo scusa.
AVV. Cianferoni: Possiamo distinguere, all'interno della domanda, i due aspetti che ha detto adesso.
TESTE Domanico: E allora, che lì abitasse in vicolo Guarnaschelli, comunque dei parenti del signor Mangano Antonino, questo lo sapevo da prima, genericamente.
Di preciso, quando poi ho effettuato il sopralluogo.
AVV. Cianferoni: Quindi, avevate una indicazione da prima di questa abitazione.
Su questa indicazione, diciamo, da prima, avevate lavorato?
TESTE Domanico: Non io personalmente. Comunque, l'ufficio e altri uffici investigativi, s'intende, eh.
Per uffici investigativi intendo anche DIA e altre... Che, comunque, noi veniamo a conoscenza.
AVV. Cianferoni: Quindi, su questa investigazione, su questa indicazione, era già stato lavorato prima della cattura di Grigoli.
TESTE Domanico: Non ho detto che si è lavorato.
AVV. Cianferoni: Come...
TESTE Domanico: Ho detto che si sapeva.
AVV. Cianferoni: Si sapeva.
TESTE Domanico: Cioè, sapevo.
AVV. Cianferoni: Bene, grazie.
TESTE Domanico: Poi, se abbiano lavorato, o meno, non lo so.
AVV. Cianferoni: Bene. Non ho altre domande.
PRESIDENTE: Nessun'altra domanda?
Può andare, grazie.
*TESTE Domanico: Grazie, buongiorno.

UDIENZA 8.1.1998

*TESTE Cusenza: Mi chiamo Giuseppe Cusenza, sono nato a Palermo l'11 luglio del 1959, e sono ispettore superiore della Polizia di Stato, sostituto ufficiale di Pubblica Sicurezza. Presto servizio alla Sezione Catturandi della Squadra Mobile della Questura di Palermo.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Cusenza: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza".
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ispettore, buongiorno.
TESTE Cusenza: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Le chiederei di riferire con puntualità, ecco, l'attività che lei ha svolto su delega del Pubblico Ministero di Firenze, in relazione a un certo immobile ubicato in Palermo, Corso dei Mille. Prego.
TESTE Cusenza: Certo. In ottemperanza a quanto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, e quindi con decreto di perquisizione locale e di sequestro, per il procedimento penale 3309/93, l'ufficio di appartenenza, quindi la Squadra Mobile di Palermo, riceveva appunto questa delega.
Dove veniva richiesta l'individuazione di un immobile in uso, precedentemente, all'attuale collaboratore di giustizia: Grigoli Salvatore. E contestuale sequestro, ed eventuale... cioè contestuale perquisizione ed eventuale sequestro di quanto potesse essere attinente a questo procedimento penale.
Difatti, in data 2 dicembre '97 il sottoscritto, unitamente ad altro personale dipendente dalla Squadra Mobile di Palermo, e il personale del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Palermo e del personale della Polizia Scientifica di Roma, effettuavamo appunto la perquisizione di questo immobile.
Con, innanzitutto, per un sopralluogo di Polizia Scientifica per immortalare lo stato dei luoghi; quindi, un sopralluogo fotografico e descrittivo, operato da parte della Polizia Scientifica di Palermo.
Poi, immediatamente acceduti all'interno mediante l'apertura dei locali da parte dell'attuale usuario, tale Battaglia Gaetano di professione verniciatore e autocarrozziere, siamo acceduti all'interno di questo locale. Abbiamo proceduto alla perquisizione di cui al decreto emesso dalla signoria vostra.
E quindi poi, esperita tale attività, e quindi come Squadra Mobile abbiamo lasciato procedere al personale della Polizia Scientifica di Roma per i rilievi da voi autorizzati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta ispettore, questa attività quindi lei l'ha compiuta personalmente insieme a, lei ha detto genericamente, personale della Polizia Scientifica di Roma. Più precisamente, può indicare chi erano le persone che erano con lei?
TESTE Cusenza: Sì, certo. C'era il dottor Vadalà, e il perito tecnico Egidi, che sono esperti in esplosivi.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quindi l'attività tecnica all'interno di questo locale è stata svolta dal...
TESTE Cusenza: Sì, da loro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a me interessa più in particolare che lei riferisca quanto ha potuto accertare in relazione alla disponibilità di questo immobile. Innanzitutto se, dato che lei è andato in questo luogo, se ci vuol descrivere il luogo; è conosciuto e ci è stato indicato. Se ha identificato l'esistenza in loco di altri immobili, chi erano i proprietari, chi erano gli usuari, ecco.
TESTE Cusenza: Sì, allora, c'è da precisare una cosa. Che questo immobile fa parte di un complesso di immobili di vecchia fattura, che sono tutti pertinenti a tale Piombino Andrea. Questo signore, da me sentito a sommarie informazioni sempre su delega vostra, in data 20 dicembre '97.
Il Piombino Andrea, in data 2, quando noi abbiamo effettuato le operazioni, era assente, non si trovava a Palermo poiché era fuori per motivi personali. Quindi, presenziò alle operazioni il Battaglia Gaetano.
Questo immobile, questo complesso di case di vecchia fattura, insistono al 1419/G di Corso dei Mille; quindi è quasi alla fine di Corso dei Mille, un po' prima di giungere nel comune di Villabate.
Si entra all'interno appunto da Corso dei Mille, 1419/G. E vi è un cortile, circondato da queste case tutte a corpo basso.
Entrando vi è uno spazio, uno spiazzo, scusate. A sinistra vi sono delle case, adesso tutte disabitate; mentre di fronte, per chi entra è sulla destra, vi sono dei magazzini adibiti ad attività commerciali.
Uno, vi è una falegnameria; un altro, vi è una produzione di porte blindate e corazzate e un altro, adibito a deposito di carbone.
Poi, tra il deposito di carbone e la falegnameria vi è un cancello a barre metalliche che permette l'accesso in un altro sito, tramite un piccolo corridoio, uno spiazzo. E qui, sulla destra sempre per chi entra, vi è l'immobile appunto del Battaglia Gaetano, attuale usuario, e precedentemente nella disponibilità di Grigoli Salvatore.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Mi scusi se la interrompo a questo punto, perché ieri abbiamo sentito sia il signor Battaglia che il signor Piombino, che ci hanno riferito diciamo le vicende di quest'immobile.
Le chiederei di specificare se agli atti di Polizia o, comunque, se dalle indagini che lei ha svolto risultavano denunce di cessione di questi, di qualcuno di questi fabbricati.
TESTE Cusenza: Sì. Per quanto riguarda appunto l'immobile nella disponibilità del Battaglia, vi è soltanto una denunzia di locazione effettuata all'epoca dal signor Piombino Andrea, a nome di Cascino Santo Carlo.
Cascino Santo Carlo è un personaggio legato, sembra, ad ambienti malavitosi palermitani; ed, in particolare, legato ad unico filo con la cosca di Brancaccio. Ed in particolar modo, in ultimo, quella capeggiata da Spatuzza prima di essere catturato, poiché è appunto ritenuto personaggio molto vicino allo stesso.
Tanto è vero che noi, il Cascino Santo Carlo, lo individuiamo nelle fasi del rinvenimento delle armi di Trombetta, di cui hanno riferito i funzionari prima di me.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto a me bastava questo dato. Vi è la cessione di questo... vi era la denunzia di locazione di questo immobile a questo signor Cascino.
TESTE Cusenza: Cascino Santo Carlo.
PUBBLICO MINISTERO: Ci vuol dare anche degli estremi? Non so se è in grado di riferire più in dettaglio, dove era stata fatta la denuncia.
TESTE Cusenza: Sì. La denuncia è stata prodotta da parte del Piombino Andrea presso il Commissariato Sezionale della Polizia di Stato di Brancaccio, competente per territorio e per giurisdizione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi bastava il dato della conferma della identità, di questo Cascino Carlo Santo, con la persona arrestata.
TESTE Cusenza: Sì sì, è la stessa persona.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la stessa persona di cui stamani ci ha riferito il dottor Savina.
Senta, e un altro particolare. Sempre in relazione a quest'attività delegata dal Pubblico Ministero, ha compiuto lei attività in relazione a un immobile nella disponibilità della ditta Edil Vaccaro?
TESTE Cusenza: Allora, la ditta Edil Vaccaro è un, ai tempi, stava costruendo un cantiere.
PUBBLICO MINISTERO: Ci vuol dire, scusi...
TESTE Cusenza: Prego?
PUBBLICO MINISTERO: "Ai tempi" che vuol dire?
TESTE Cusenza: Mah, parliamo, circa tre anni fa. Tre anni fa, due anni fa, costruiva un palazzo per civile abitazione nel terreno immediatamente confinante con la proprietà del Piombino Andrea.
Tanto è vero che, nel verbale di sommarie informazioni che io produssi a carico di Piombino Andrea, lui ebbe a dichiarare che la Edil Vaccaro, per avere più facilità nei movimenti, aveva chiesto di accedere all'interno della sua proprietà. Cioè aveva chiesto autorizzazione ad accedere ai mezzi relativi alla costruzione di questo cantiere, alla sua proprietà.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a me interessava sapere che lei, mi interessava in particolare che lei desse questo tipo di riferimento. Primo: se esiste questa azienda chiamata Edil Vaccaro.
TESTE Cusenza: Eh, ma adesso esiste, esiste il palazzo costruito dalla Edil Vaccaro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, all'epoca quindi c'era questo...
TESTE Cusenza: Questo cantiere, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo cantiere. A chi era riferibile questo cantiere denominato per l'appunto, quest'azienda denominata Edil Vaccaro?
TESTE Cusenza: Eh, il Vaccaro... Consulto un attimo le carte.
Forse, dottore, ho dimenticato parte delle carte che ho prodotto io purtroppo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io ho un'annotazione a sua firma.
TESTE Cusenza: A mia firma, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Qui, tra... Se vuole, gliela do in prestito. Maresciallo, per piacere...
TESTE Cusenza: Sì, perfetto sì. Questa è un'annotazione fatta da me, a mia firma, e fatta in data 2 dicembre '97, quindi immediatamente dopo l'esecuzione degli atti da voi delegati. Sì, infatti:
"Relativamente all'individuazione di un complesso immobiliare nella disponibilità di tale Vaccaro Giacomo, denominato Edil Vaccaro, questo risulta di fatto essere esistente in questa via della Regione Siciliana, numero 8665, meglio conosciuta come via Messina Montagne". Che è, appunto, il tratto di strada che è confinante con la proprietà immobiliare del signor Piombino Andrea.
"Adiacente alla cosiddetta 'camera della morte', il cui titolare si identifica per Vaccaro Giacomo, di Francesco e di ... Maria, nato a Palermo il 27/04/55, fratello di Vaccaro Anna Maria, coniugata con il noto Mangano Antonino".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi in definitiva, ispettore, da questi suoi accertamenti e sopralluoghi, e quant'altro, ha potuto stabilire che questo complesso aziendale della Edil Vaccaro era riferibile al signor Vaccaro Giacomo.
TESTE Cusenza: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ed è ubicata accanto?
TESTE Cusenza: Alla cosiddetta "camera della morte".
PUBBLICO MINISTERO: Di cui si è occupata la DIA, all'epoca. Non chiedo altro, ma è diciamo nello stesso ambito territoriale del complesso del signor Piombino.
TESTE Cusenza: Piombino.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Può anche quantificare la distanza che esisteva? Perché ho capito che non esiste più questo cantiere della Edil Vaccaro.
TESTE Cusenza: Orientativamente, saranno una cinquantina di metri.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è molto vicino.
TESTE Cusenza: E' vicino.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Credo, Presidente, di non avere da chiedere altro all'ispettore Cusenza.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori hanno domande? Può accomodarsi, buongiorno.
*TESTE Cusenza: Grazie, buongiorno.



UDIENZA 8.1.1997

*TESTE Savina: Savina Luigi, Chieti, 16 maggio '54. Dirigente Criminalpol Napoli.
PRESIDENTE: Vuole leggere quella formula?
TESTE Savina: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Innanzitutto buongiorno, signor Savina.
Senta, attualmente lei dirige la Criminalpol di Napoli. Vuol riferire alla Corte che incarichi ha avuto in precedenza?
TESTE Savina: Sono stato dirigente alla Squadra Mobile di Palermo, dal 1 settembre '94 al 23 giugno del '97 e poi ancora per due mesi, in un avvicendamento col nuovo dirigente della Criminalpol, fino all'8 agosto '97.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi sostanzialmente in questi due anni, diciamo meno un mese, lei per l'appunto ha retto la Squadra Mobile di Palermo.
Ecco, a noi interessava far conoscere alla Corte l'attività svolta dalla Squadra Mobile di Palermo, da lei diretta, nel periodo che va, diciamo, dal novembre del 1995 fino ad arrivare direi agli ultimi, gli ultimissimi giorni della sua permanenza a Palermo. A partire, e quindi le chiedo di specificare tutti i dati relativi, a partire dall'arresto di Romeo Pietro.
TESTE Savina: Sì. Chiedo preliminarmente al signor Presidente di poter consultare gli atti, più che altro per date, eccetera.
PRESIDENTE: E' autorizzato.
TESTE Savina: Il 14 novembre '95 veniva arrestato a Palermo Romeo Pietro. Come noto era ricercato per un provvedimento di cattura emesso dall'Autorità Giudiziaria di Palermo, contrassegnato come componente del gruppo di fuoco di Bagarella.
L'arresto veniva effettuato da personale della Criminalpol, ma attesi gli stretti rapporti al momento, dopo l'arresto, condotto il Romeo negli uffici della Criminalpol, ecco, sono andato anche io, come dirigente della Squadra Mobile.
Il Romeo esternava una disponibilità a collaborare, rifletteva qualche ora. In serata manifestava l'intenzione di diventare, di essere, di manifestarsi al Pubblico Ministero come collaboratore di Giustizia.
In tal senso il Romeo forniva tutta una serie di indicazioni, diceva di essere - che alcune immediate, altre a più ampio respiro - di essere pronto, di poter riferire di alcuni omicidi, di altri gravi reati, della partecipazione all'associazione a delinquere Cosa Nostra. Nell'immediato, però, diceva di poter condurre alla cattura di alcuni latitanti, al rinvenimento di armi, al rinvenimento di esplosivo.
In tal senso, di intesa con l'Autorità Giudiziaria di Palermo, il Romeo veniva accompagnato, ci indica, ci portava innanzitutto in località Villa Grazia di Carini, siamo in provincia di Palermo, esattamente la via Canada, dove indicava un'abitazione, una villetta per la precisione, dov'era, dove, all'atto della nostra irruzione, alle ore 02.00 del 15 novembre '95, catturavamo Faia Salvatore, altro latitante per la medesima ordinanza.
Il Faia era trovato assieme alla moglie, nella immediatezza nella camera da letto, quindi nella sua immediata disponibilità, si rinveniva e sequestrava una rivoltella marca Amedeo Rossi, calibro 38 Special, con matricola abrase e cinque cartucce dello stesso calibro.
Senza soluzione di continuità, il Romeo accompagnava personale - me stesso e altro personale della Squadra Mobile e della Criminalpol - in una villetta, questa volta a Palermo, in via Mercurio numero 14/b, indicando materialmente la porta come luogo, nella casa si trovava, faceva latitanza un altro soggetto, Giuliano Francesco. Infatti, all'atto dell'irruzione, troviamo il Giuliano Francesco e procediamo alla sua cattura.
Questo avveniva alle 02.45. Quindi 45 minuti dopo la prima cattura.
Ancora a distanza di un paio d'ore ci siamo spostati in territorio di Misilmeri, siamo all'altro lato della città di Palermo, alla periferia opposta rispetto a quella dove era stato catturato il Giuliano. Ci indicava una palazzina a tre elevazioni, dicendo che lì vi era il luogo in cui conduceva la latitanza Lo Nigro Cosimo, pure componente del gruppo di fuoco, pure colpito dal medesimo provvedimento.
E di fatti, all'atto dell'irruzione, veniva trovato il Lo Nigro Cosimo assieme alla sua convivente, Giacalone Angela, alle 04.30 del 15 novembre.
Una perquisizione sul posto consentiva di rinvenire una pistola semiautomatica marca Colt MH-4 con numero due serbatoi di caricamento e 63 cartucce calibro 45.
Ancora il Romeo, dopo queste prime catture immediate, ci conduceva in Ciaculli. Ciaculli, siamo all'estrema periferia di Palermo, è un quartiere della stessa città di Palermo, in una zona in agro di Ciaculli, una specie di elevazione, in un posto da lui indicato come posto dell'acqua, o macchina dell'acqua. In realtà si tratta, siamo in un mandarineto in agro palermitano, dove c'è una costruzione di tipo rurale, risalente a molti anni addietro, dove ci sono delle installazioni per pompare l'acqua, per innaffiare i mandarineti.
Ci indicava quel posto come luogo di incontro del latitante Spatuzza Gaspare e come posto dove potevano essere tenute delle armi. Luogo che era nella disponibilità materiale di tale Buffa Salvatore, persona vicina allo Spatuzza.
Di fatti a una perquisizione, non trovammo nessuno, era notte, iniziammo la perquisizione. La perquisizione consentì di rinvenire una mitraglietta Micro Uzi calibro 9 con due caricatori e un revolver Smith & Wesson calibro 357 Magnum. Entrambe le armi con relativo munizionamento. Una custodia per fucile, cinque congegni di forma cilindrica, che sequestrammo, all'epoca, perché potevano essere degli inneschi, o poteva essere un'ipotesi di inneschi. Poi una radio ricetrasmittente, una bomboletta spray contenente dell'olio lubrificante per le armi.
Venne poi eseguita - ecco, faccio un salto di qualche ora - immediatamente una perquisizione, accertato che era nella disponibilità di questo, di Buffa Salvatore, venne eseguita una perquisizione nell'abitazione di Buffa Salvatore, classe 1965. E a casa di questo Buffa Salvatore venne trovata una radio ricetrasmittente marca Kenwood, sintonizzata sui canali di frequenza della Sala Operativa della Questura di Palermo. E un visore notturno ad infrarossi. Trovammo anche delle chiavi e materialmente il Buffa disse che le aveva trovate per terra e non sapeva quale porta servisse ad aprire.
Tornando quindi al cosiddetto posto dell'acqua, per stare al linguaggio del Romeo, di lì, sempre in ore notturne, ci siamo spostati poi in una traversa di Corso dei Mille. Corso dei Mille, altro quartiere, siamo nel quartiere Brancaccio, in una strada del quartiere Brancaccio di Palermo. E lì ci conduceva in un vicolo, denominato via Roccella Guarnaschella, località Brancaccio, in un terreno incolto. Si accedeva ad un vicolo facendo un centinaio di metri, sotto un terrapieno, ci ha indicato un punto dove ci diceva essere sepolto dell'esplosivo.
A causa del buio che era ancora presente lì, è stato fatto piantonare il posto. Qualche ora dopo... Sono state necessarie alcune ore di lavoro, l'intervento di una pala meccanica, venivano, tra la mattina e il primo pomeriggio, scavati - anche con le dovute cautele - 130 chilogrammi di esplosivo, tritolo.
Ancora: il Romeo si era dichiarato disponibile ad accompagnare personale operante in Roma, dove c'era dell'altro esplosivo, e a far rinvenire, pressoché nell'immediato, due cadaveri, due persone uccise, cosiddetti lupara bianca, "luparati", quindi sequestrati, uccisi e sepolti.
E quindi il giorno 16, questa attività che ho qui descritto, l'arresto avviene nelle prime ore del 15 mattina. Il giorno 16, il giorno successivo ovviamente si dà priorità, i magistrati hanno ritenuto, l'Autorità Giudiziaria inquirente ha ritenuto dare priorità al rinvenimento dell'esplosivo in Roma.
Viene spostato sotto scorta della Polizia in Roma, dove, in località Capena, esattamente località Le Piane del comune di Capena, all'altezza del chilometro 32,121 della linea ferroviaria Roma-Firenze, sotto una cinquantina di centimetri di terreno è stato rinvenuto, nel punto esattamente indicato dal Romeo, 123 chilogrammi di tritolo.
Il giorno 16 sera il Romeo... Per altro questa attività io non ho partecipato, mentre ho partecipato a tutto il resto dell'attività della fase palermitana, non sono andato a Roma, è andato un funzionario della Squadra Mobile, il dottor Di Maio, Luigi Di Maio della Criminalpol.
Tornato quindi nuovamente a Palermo, sono stati eseguiti, su delega dell'Autorità Giudiziaria, gli ultimi due sopralluoghi: uno, lo stesso giorno 16 novembre e uno il 17, mirati a trovare i posti ove erano questi due cadaveri.
Un primo è stato... ci ha condotto il Romeo in via Messina Marine all'altezza del civico 194. Camminando, siamo sul mare, in zona... Ecco, camminando in direzione del mare, ci ha indicato un punto dove era pressoché visibile, insomma sotto qualche centimetro di terra, peraltro doveva essere stata scalzata dai cani, si vedeva che c'era qualche cosa. Ecco, un migliore scavo poi effettuato il giorno successivo, alla luce del sole, si evidenziava il cadavere di un soggetto, lui ci diceva essere un tunisino, che poi abbiamo identificato per Ueslati Ridah (?), un tunisino.
Il giorno successivo invece ci conduceva, ci dava indicazioni, si arrivava in agro di Bolognetta, esattamente alla contrada Masseria D'Amari (?) e in questa contrada, partendo da una strada interpoderale, percorrendo una cinquantina di metri, si arrivava su un punto dove ci indicava il Romeo che vi era sepolto il cadavere di un soggetto da lui "luparato".
Effettuati gli scavi, si trovavano i resti scheletrici di un soggetto, poi identificato, su delega dell'Autorità Giudiziaria, per tale Ambrogio Giovanni, che era stato "luparato". La denuncia era stata resa dalla sua convivente in data 26 marzo '94, quindi parliamo di un anno e mezzo prima, la convivente dicevo dell'Ambrogio, tale Armetta Rosalia.
Questo, nell'immediato, le indicazioni che sono state fornite da Romeo. Volevo precisare, se ritenuto, che comunque il Romeo era stato da noi attenzionato da latitante, nelle varie attività, nelle varie fasi investigative, non so... ecco, il Romeo, avevamo tutta una serie di identificazioni del Romeo...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Per l'appunto, dottor Savina, stavo per porle la domanda successiva.
Siccome lei ci ha dato una serie di indicazioni di fatti, di circostanze che avete, per così dire appreso, su indicazioni del Romeo e la cattura di alcuni soggetti: Giuliano, Lo Nigro, Faia.
Ecco. Le stavo per chiedere, per l'appunto, se, a prescindere dalle indicazioni di Romeo in quelle due notti, agli atti di Polizia, alla Squadra Mobile, o comunque agli atti di Polizia, risultavano rapporti, relazioni, precedenti identificazioni tra queste persone e altre che lei credo si accinga a riferire.
TESTE Savina: Sì, ecco, dicevo questo, che dagli atti di Polizia Romeo non era uno sconosciuto, certo era una persona censurata per reati contro il patrimonio, soprattutto per rapina. Ne cito soltanto qualche precedente.
In data 26 settembre 1989, ad esempio, il Romeo veniva tratto in arresto con Ciaramitaro Giovanni - si tratta di altro soggetto poi divenuto collaboratore di Giustizia - per reato di rapina e sequestro in danno di un autotrasportatore, al secolo tale Carbone Luigi.
Ancora, in data 19 gennaio '91, venne indagato per reato di rapina a mano armata e sequestro di persona, in danno di tale Lo Medico Alfredo.
In data 3 aprile '91, veniva indagato in stato di libertà, unitamente a Dragna Giuseppe, poi ucciso, per tentata rapina ai danni Baglieri Giuseppe e Greco Gaspare, entrambi autotrasportatori.
In data 25 agosto '92, veniva deferito dai Carabinieri di Palermo, unitamente all'Autorità Giudiziaria, unitamente a altre 12 persone, tra cui Faia Salvatore classe '59, cioè il soggetto che lui ci aveva fatto arrestare assieme a Ciaramitaro Giovanni, assieme a Dragna Giuseppe, ripeto poi ammazzato poco dopo.
Era poi colpito dall'ordinanza del 18 luglio '95, la cosiddetta ordinanza del gruppo di fuoco di Bagarella: è la 3197/95 Registro Generale, Notizie di Reato e la 3745/95 Registro GIP.
Era stato poi altre volte, come avviene più volte controllato, cioè semplicemente identificato dalla Volante, ecco cito soltanto così: 17 agosto '88, veniva identificato in via Messina Marine, siamo nel quartiere Brancaccio, a bordo di vettura mentre si trovava unitamente a Ciaramitaro Angelo e a Ciaramitaro Giovanni.
Il 29 novembre 1988, veniva identificato in via Vittorio a Palermo, mentre è a bordo di vettura FIAT Ritmo, assieme a Ciaramitaro e a Trombetta Agostino, altro soggetto dello stesso contesto poi divenuto collaboratore di Giustizia.
In data 7 febbraio '90 ancora, in Corso dei Mille, a bordo di altra vettura, assieme a Ciaramitaro Giovanni.
In data 18 ottobre '90, in via Foro Italico a Palermo, a bordo di una jeep, unitamente a Faia Salvatore.
In data 19 ottobre '91, unitamente a Giuliano Francesco classe 1969, cioè uno dei soggetti che lui poi ci farà arrestare. L'identificazione avveniva in via Pacinotti di Palermo.
In data 11 aprile '92, in via Ponte di Mare, sempre quartiere Brancaccio, unitamente a Faia Salvatore classe '59, cioè lo stesso soggetto.
Ancora con Giuliano Francesco il 22 luglio '92, in via Diaz di Palermo, a bordo di una FIAT Uno.
E ancora con Giuliano Francesco e con Ciaramitaro Giovanni, l'8 settembre '92, a bordo... in via Messina Marine, quartiere Brancaccio, a bordo di una Volkswagen Golf.
Questi mi paiono i dati più salienti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Savina, lei per l'appunto, nel riferire, diciamo, queste relazioni che risultavano agli atti di Polizia, ha più volte menzionato Ciaramitaro Giovanni.
TESTE Savina: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol riferire alla Corte che attività ha svolto il suo ufficio, e lei personalmente, in relazione a questa persona?
TESTE Savina: Dunque, sì. Ciaramitaro Giovanni era... sapevamo come attività investigativa di Polizia, che era un soggetto vicino allo stesso contesto, quantomeno dopo l'arresto di Romeo, sol guardando le identificazioni che avevano avuto al Romeo. In realtà poi il Ciaramitaro era stato indicato da alcuni collaboratori, tant'è che l'Autorità Giudiziaria inquirente di Palermo ha emesso un provvedimento di fermo.
Ciaramitaro è stato da noi rintracciato il 23 febbraio 1996, accompagnato nei nostri uffici per la notifica del fermo e per le altre incombenze, o verbali e così via, ed il Ciaramitaro - forse perché legato al Romeo - manifestava anche lui l'intenzione di collaborare, o che fosse riferito al P.M., ecco, che lui aveva l'intenzione di collaborare.
In tal senso fu fatto, nell'immediato, a riprova della sua buona fede, della sua disponibilità, indicò di essere la persona che - virgolette - faceva la spesa. A Palermo il termine "faceva la spesa", "fare la spesa" ai latitanti, significa portare loro dei generi alimentari.
I latitanti erano altri due del medesimo gruppo di fuoco, esattamente i fratelli Garofalo Giovanni e Garofalo Pietro Paolo.
Preciso che eravamo nelle ore serali del 23 febbraio '96 e che si trattava di un venerdì. Tant'è che, con molta lealtà direi, il Ciaramitaro ci avvisò: 'io sono in grado di portarvi in un appartamento dove loro fanno i latitanti, però attenzione perché è venerdì sera, loro in genere vanno via, si allontanano per frequentare discoteche. Vanno fuori Palermo, vanno in altre zone, per cui c'è il rischio che non li trovate'.
Ciononostante, di intesa con l'Autorità Giudiziaria, facemmo un sopralluogo a pochissima distanza dalla Questura, esattamente in via Giuseppe Libassi, si trattava di una palazzina a più elevazioni. E iniziammo un servizio di appostamento che durò due giorni, in attesa dell'ipotetico rientro di questi... dei due latitanti.
La domenica sera, due giorni dopo, il 25, verso le undici di sera, si vide arrivare un paio di soggetti che potevano avere una certa rassomiglianza con i fratelli Garofalo. Si decise quindi comunque per l'intervento.
Non era possibile una missione migliore, sia per l'ora notturna, sia per la distanza cui era il nostro personale: si fece l'intervento e materialmente invece si trovavano non i fratelli Garofalo, ma tale Zollo Claudio e tale Minino Giuseppe di Palermo classe '71.
Lo Zollo in realtà è un cugino in primo grado dei fratelli Garofalo e assunse lui di avere la disponibilità di quell'appartamento e di condividerlo saltuariamente, per i fine settimana, assieme alla ragazza, al secolo tale Pantano Germana.
In realtà poi sentimmo, a sommarie informazioni, a spontanee dichiarazioni, tanto lo Zollo quanto il Minino, cioè il soggetto trovato assieme a lui e analogamente anche la ragazza, Pantano Germana e ci furono delle contraddizioni, quantomeno sul fatto che, non so: lo Zollo dichiarò che era la sua ragazza che gli dava, pagava l'affitto assieme a lui in misura di circa 300.000 lire, mentre la ragazza diceva di non saperne niente. Sulla proprietà di un televisore, di un videoregistratore.
Ecco, ci riconfermava, quantomeno investigativamente, che realmente quell'appartamento era in uso ai fratelli Garofalo, latitanti, non solo perché il Zollo cugino in primo grado, ma appunto per queste contraddizioni.
Altra attività ecco, diciamo delegata nell'immediato con il Ciaramitaro, non l'abbiamo fatta.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta dottor Savina, io ho bisogno di una puntualizzazione. Faccio un passo indietro. In relazione a quanto ha riferito a proposito di Romeo.
Lei, nel riferire dell'arresto di Lo Nigro, di Faia, ha riferito per l'appunto che, all'atto della cattura, erano state sequestrate quelle armi che lei ha indicato.
Vuol dire alla Corte se, nella disponibilità di Romeo, per così dire, nell'immediatezza del suo arresto, di Romeo, vennero trovate delle armi?
TESTE Savina: Guardi, so... su questo non posso essere preciso e quindi chi potrà essere più preciso di me, potrà essere il dottor Di Maio che come Criminalpol ha materialmente effettuato l'arresto di Romeo.
So che nell'abitazione in uso a Romeo, sito in Piano degli Albanesi - lui era di Palermo, però stava conducendo la latitanza in Piano degli Albanesi - vennero ritrovati nella sua camera da letto due pistole mi pare, una di piccolo calibro e una di medio calibro. Però su questo, purtroppo, non sono in condizione... Ripeto, non ho fatto io l'arresto, sono intervenuto un attimo dopo l'arresto. Quindi il Di Maio potrà essere più preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, va be', chiederemo al dottor Di Maio.
Ecco, per quanto riguarda, per concludere il discorso che stava lei facendo diciamo sulla prima fase della collaborazione di Ciaramitaro. Lei per l'appunto ha indicato queste due persone, i fratelli Garofalo Giovanni e Garofalo Pietro Paolo.
TESTE Savina: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Erano persone, i fratelli Garofalo, note alla Squadra Mobile?
TESTE Savina: I fratelli Garofalo erano noti alla Squadra Mobile per tutta una serie di reati, cioè di denunce che avevano, sia per reati contro il patrimonio, soprattutto rapine, sia anche per sospetti di traffico di sostanze stupefacenti.
Si trattava di due fratelli già, prima che loro divenissero latitanti, in realtà conducevano, vivevano fuori dalla loro abitazione, conducevano una vita per così dire, da clandestini. Poi sono stati colpiti da medesimo provvedimento di cattura.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ecco, questo provvedimento, ci può dare gli estremi?
TESTE Savina: Sì. Il mandato di cattura è sempre quello del gruppo di fuoco Bagarella, ho dato poco fa gli estremi, li ripeto: il provvedimento è del 18 luglio '95, ordinanza di custodia cautelare 3197/95 Registro Generale, Notizie di Reato e 3745/95 Registro Generale GIP.
No, forse non è questo il provvedimento, chiedo scusa, forse scatta successivamente, questo è il primo provvedimento. Non ce l'ho fra gli estremi, mi pare. Purtroppo fra...
Dunque, al momento dell'arresto del Garofalo, che avviene, facciamo un salto temporale, il 2 luglio del '97, quindi sei mesi fa il Garofalo risultava colpito dal... confermo, dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere 3745/95 GIP, che quindi è quella del gruppo di fuoco.
Dall'ordinanza di custodia cautelare 209/96 Registro GIP; dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere 37... va be', questa è ripetuta.
Dall'ordinanza di custodia cautelare 4502/96 Registro Generale GIP, emessa il 23 settembre '96; dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere numero 5401/96 Registro GIP, emessa dal GIP di Palermo il 12 novembre '96.
Quindi, complessivamente, quattro ordinanze.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Savina, lei per l'appunto ha fatto riferimento a questa ordinanza, quella del '95, la 3197, riferita a quella che lei, per comodità di tutti, ha chiamato l'ordinanza del gruppo di fuoco.
Ecco, lei è in grado di dirci, all'epoca di questi interventi, chi erano le persone che erano state arrestate e quelle che erano latitanti a quella ordinanza?
TESTE Savina: Dunque, di latitanti c'erano Faia Salvatore, Lo Nigro, Giuliano Francesco, Tutino Filippo Marcello, che fu poi catturato, direi forse lo stesso Grigoli, non ho purtroppo l'ordinanza sotto mano, ma credo che anche lo stesso Grigoli era colpito dalla medesima ordinanza.
PUBBLICO MINISTERO: Poi il Garofalo, per l'appunto.
TESTE Savina: I fratelli Garofalo, di cui abbiamo detto.
PUBBLICO MINISTERO: Romeo, perché l'ha citato...
TESTE Savina: Romeo, che l'avevo citato inizialmente.
Ho dei dubbi su Cannella Cristoforo, se era colpito dalla medesima ordinanza. Purtroppo non ho tutti gli atti con me.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta dottor Savina, procedendo, per così dire, in ordine cronologico, in relazione a queste persone che, o erano originariamente colpite da questo provvedimento, o che via via, vedi il caso Ciaramitaro, lei ha detto Ciaramitaro era stato fermato su indicazioni, a seguito delle notizie fornite da...
TESTE Savina: C'era un provvedimento di fermo formale da parte del P.M. di Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Di fermo. Ecco, per l'appunto su indicazione di Pietro Romeo. Lei poi ha citato Trombetta Agostino. Ecco, ci vuol dire l'attività svolta su Trombetta?
TESTE Savina: Sì, Trombetta Agostino. Si trattava di un altro soggetto che veniva, ci veniva indicato come persona vicina, contigua allo Spatuzza in data 14 aprile '96. Quindi siamo due mesi dopo l'arresto di Ciaramitaro.
Veniva, anche lui svolgeva una vita da clandestino, cioè, risultava non dormire presso la propria abitazione. Venne trovato di domenica pomeriggio, il 14 aprile '96 nei pressi dell'autolavaggio da lui gestito.
Venne accompagnato ai nostri uffici per una migliore identificazione, anche per sottoporlo a un fotosegnalamento, essendo pluricensurato. E lì, nei nostri uffici, lo stesso manifestava le intenzioni di collaborare con la Giustizia.
A riprova si trattava, non c'era formalmente un provvedimento né di cattura nei suoi confronti, a riprova della sua... così, di una disponibilità nei confronti dell'Autorità Giudiziaria. Dice, immediatamente, a prescindere da altre cose che poi dichiarerà al Pubblico Ministero, dice immediatamente grande disponibilità di far trovare delle armi di Spatuzza, in uso al latitante Spatuzza.
Ci riferiva infatti che queste armi lui le aveva consegnate, erano tenute da tale Di Pasquale Luigi. E, in tal senso, si attiva, si rendeva disponibile: 'posso attivarmi ad andare a richiederle'.
Infatti, nel corso poi della serata del 14 aprile, il Trombetta, sotto una vigilanza da parte nostra, si recava presso l'abitazione di Di Pasquale Luigi residente a Palermo, per chiedere la restituzione delle armi, a lui e al padre Giovanni.
Per altro, il Luigi era fuori in quel... Il Giovanni, pardon, il figlio era fuori nell'ora, verso le 22.00 di sera, a cui Trombetta era andato; si tornava verso la mezzanotte. Finalmente arriva questo Giovanni e Trombetta gli richiedeva le armi in restituzione.
Giovanni riferiva che le armi non ce l'aveva più, che le aveva passate a tale Rugnetta, perché si era diffusa nel quartiere la notizia del suo fermo, del suo accompagnamento presso gli uffici della Polizia. E quindi immediatamente avevano spostato le armi.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi dottor Savina, per... credo che lei incidentalmente l'abbia già riferito: Trombetta era, nel momento in cui dichiarava questa disponibilità e si attivava in questo senso, era colpito da alcun provvedimento?
TESTE Savina: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ecco, la Squadra Mobile aveva adottato provvedimenti cautelari...
TESTE Savina: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: ... di iniziativa, nei confronti del Trombetta?
TESTE Savina: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Bene. Prego.
TESTE Savina: E quindi materialmente insisteva, il Trombetta, presso il padre... il figlio Di Pasquale, al fine di farsi dire delle armi; le armi loro asserivano essere state consegnate a tale Rugnetta, proprio perché si era diffusa nel quartiere la notizia del suo accompagnamento.
Il Trombetta, a questo punto, si recava presso l'abitazione del Rugnetta chiedendo le armi in restituzione, asserendo di doverle consegnare a Spatuzza. Quindi facendo il nome di Spatuzza Gaspare.
Il Rugnetta acconsentiva, però prima dice: 'io voglio parlare con i Di Pasquale che mi hanno consegnato le armi'.
Per cui Trombetta e Rugnetta, sempre sotto una nostra discreta vigilanza, tornavo a casa dei Di Pasquale; poi i Di Pasquale, a quel punto, acconsentivano che le armi fossero restituite. Per cui il Rugnetta accompagnava Trombetta Pasquale presso...
PUBBLICO MINISTERO: Trombetta Agostino.
TESTE Savina: Trombetta Agostino. Pardon.
Presso una abitazione sita in Palermo, sempre all'interno del quartiere Brancaccio. E lì gli consegnava due borse contenenti numerose armi.
Ne do, così, solo per indicare:
Un fucile mitragliatore tipo Kalashnikov, con calciuro reclinabile e con due caricatori contenenti numero 57 proiettili calibro 7,62 NATO.
Un fucile mitragliatore marca Micro Uzi calibro nove, con calciuro reclinabile, fornito da un caricatore contenente 32 cartucce.
Una mitraglietta Skorpion calibro 7,65 con matricola alterata fornita di numero 8 caricatori e numero 2 portacaricatori.
Un revolver marca Smith & Wesson cromato, calibro 32 con matricola limata e numero 6 cartucce.
N. 1 revolver marca Luigi Franchi, calibro 38 con numerose cartucce.
Un revolver marca Colt 38 Special cromato con guancioli in legno e numerose cartucce.
Una pistola semiautomatica marca Brown in calibro 7,65 con numero di matricola, munita di caricatore con filettatura, privo di volata, per il rinserimento del silenziatore.
Un silenziatore per la predetta arma.
Una pistola semiautomatica calibro 9 Parabellum marca Kasnar con matricola abrasa e numero 8 cartucce.
Una pistola semiautomatica marca Colt calibro 45 con matricola abrasa e numero due caricatori.
Numero un calciolo per pistola mitragliatrice.
Un microfono direzionale con parabola marca EPM Elettronic.
Una specie di parabola per poter sentire ad una certa distanza delle conversazioni, uno strumento quindi per un tipo di intercettazioni ambientali, per meglio spiegare. Contenente, all'interno del vano batteria, le sigle, i ponti radio, tanto della Polizia di Stato, quanto dei Carabinieri.
E poi, non leggo per non fare una mera elencazione, circa 5-600 cartucce per armi di vario tipo; 5 cartucce calibro 12, 50 cartucce Smith & Wesson 38. 48 cartucce marca Fiocchi calibro 44; 13 cartucce 3,57 e così via... 55 cartucce...
Quindi, questa ecco... Trombetta ha fatto anche di più. Una volta che lui ha detto: 'io ho ripreso le armi', si attivava al fine di lasciar detto ai Di Pasquale che... di fissargli un appuntamento con Spatuzza Gaspare, al fine di potergli consegnare queste armi.
In tal senso si andava a finire dai fratelli Cascino, soggetti conosciuti dalla Squadra Mobile, perché sospettati da sempre. Credo a quell'epoca anche con delle indicazioni formali da parte di collaboratori di Giustizia, come soggetti vicini a Spatuzza Gaspare.
Cascino Filippo accompagnava quindi il Trombetta da Cascino Santo Carlo, che era ricoverato a causa di un incidente stradale, presso l'ospedale.
Cascino Santo Carlo diceva, ha invitato il fratello a prendere un contatto con il fratello di Spatuzza, tale Spatuzza Francesco, affinché via radio potesse avvisare il latitante di questa necessità di appuntamento da parte del Trombetta.
E quindi il Trombetta veniva invitato a tornare presso la sua abitazione e a tenersi a disposizione per questo incontro.
In realtà poi, nonostante l'attesa, probabilmente, ripeto, si era sparsa la voce che il Trombetta era stato accompagnato in ufficio di Polizia, insomma, fatto sta che lo Spatuzza non aderì a questo incontro con Trombetta e...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Savina, queste sono diciamo le prime fasi...
TESTE Savina: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... di questa collaborazione dichiarata da parte...
TESTE Savina: Di Trombetta.
PUBBLICO MINISTERO: ... di Trombetta.
TESTE Savina: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ci ha fatto una elencazione abbastanza dettagliata del tipo di armamentario che era in disponibilità, diciamo, da parte di Trombetta e delle persone che lei ha citato.
TESTE Savina: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, nel contesto di questa attività, la Squadra Mobile poté accertare il possesso, la detenzione, da parte di Trombetta, o di queste persone vicine, i Di Pasquale, eccetera, dei documenti riferibili a Spatuzza?
TESTE Savina: Sì, perché nella stessa borsa in cui vennero trovate le armi - ecco, mi ero limitato per dare una... alle armi - in realtà venivano trovate anche, nella medesima borsa conservate le armi di cui prima ho dato lettura, sei fotografie formato tessera riproducente le figlie di Spatuzza Gaspare, sei marche da bollo per patente da guida, vari timbri di uffici pubblici comunali, diversi comuni della Sicilia. Timbri anche per estesi con nome di funzionari pubblici e timbro datario; due timbri a secco. Quindi quelli, il cosiddetto timbro sigillo di Stato, riproducente per l'appunto l'emblema dello Stato e la delegazione, la dicitura della delegazione comunale Santa Rosalia Montegrappa.
Un solito ricetrasmittente, la solita ricetrasmittente...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Savina, ci vuol dare gli estremi di questo atto fatto...
TESTE Savina: E' un verbale di sequestro della Squadra Mobile Sezione Catturandi redatto il 15/04/96 a Palermo, trasmesso all'Autorità Giudiziaria di Palermo con nota pari data, 15/04/96, categoria T1 '96 Squadra Mobile Catturandi.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, dottor Savina, lei...
TESTE Savina: Questi atti sono... Chiedo scusa, una precisazione.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Savina: Sono stati poi recepiti dall'Autorità Giudiziaria che ha emesso, forse se ne avete necessità, ha emesso un provvedimento di fermo da parte del dottor Sabella.
Il provvedimento è il numero 3197/95 Registro generale Notizie di reato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nella sua esposizione, lei ha fatto riferimento a Cristoforo Cannella. E ha detto: 'non ero sicuro se...'
TESTE Savina: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. 'Non ero sicuro se era latitante a quel famoso provvedimento'.
Ecco, la Squadra Mobile ha espletato poi attività, in relazione a questa persona: Cannella Cristoforo?
TESTE Savina: Sì, è stata espletata attività in relazione a Cannella Cristoforo che era latitante, penso sin dal 1993. Esce da un provvedimento denominato "Golden Market", una ordinanza di custodia cautelare.
Questa attività che risaliva già al novembre '95, in realtà trovava, aveva esito soltanto il 23 aprile '96, quando, seguendo alcuni spunti investigativi, cioè di un soggetto che si diceva essere vicino al Cannella, la moglie di questi era intestataria di una utenza, di una zona diversa dalla loro abitazione. Attenzionando questa abitazione in Santa Flavia, siamo tra Palermo e Bagheria, in via San Marco 111.
Dopo una serie di appostamenti era possibile capire che vi era il Cannella, individuarlo attraverso... si era affacciato un attimo alla finestra. E in serata, alle 23.00 di quel giorno, trarlo in arresto. Fare irruzione e trarlo in arresto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Savina, è in grado di dire con chi si trovava Cannella al momento del suo arresto?
TESTE Savina: Sì, si trovava con la sua convivente: Carruba Francesca Paola e con il figlio di tre mesi.
PUBBLICO MINISTERO: Risultava alla Squadra Mobile di Palermo che attività espletava la signora Carruba?
TESTE Savina: Guardi, no. Purtroppo... o comunque forse risultava, ma non lo ricordo in questo momento, onestamente.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. ecco, l'attività di Cannella che era nota alla Squadra Mobile?
TESTE Savina: L'attività di Cannella dal punto di vista delinquenziale, intende?
PUBBLICO MINISTERO: Dal... No, diciamo dal punto di vista professionale.
TESTE Savina: Dunque, il Cannella... ce ne siamo parzialmente occupati come attività di riscontro dalle dichiarazioni di Drago.
Praticamente il Cannella gestiva un negozio di abbigliamento, formalmente intestato alla sorella: Cannella Rosa, sito in via Oreto 108.
E ce ne interessammo del Cannella perché, attraverso Drago, si apprese poi, come attività di riscontro, che lì era stata fatta una lupara bianca in danno di un soggetto, tale Sichera Giuseppe.
E quindi, come attività di riscontro a queste dichiarazioni, sapemmo che il Cannella aveva questa...
PUBBLICO MINISTERO: Aveva questo negozio in via...
TESTE Savina: Aveva questa attività. Prima che divenisse latitante.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, lei, nel riferire diciamo le attività incentrate, diciamo, sulla collaborazione di Trombetta, ha fatto riferimento ai fratelli Cascino.
TESTE Savina: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Filippo e Mario...
TESTE Savina: E Santo Carlo.
PUBBLICO MINISTERO: ... Santo, o Mario Santo. Non mi ricordo.
TESTE Savina: Santo Carlo.
PUBBLICO MINISTERO: Santo Carlo, ecco.
Il suo ufficio ha poi avuto modo di compiere attività in relazione a queste persone?
TESTE Savina: Guardi, si trattava di soggetti da noi attenzionati con... Adesso è difficile per me stabilire la data del 15 aprile '96. Sicuramente c'erano delle indicazioni, per così dire, confidenziali nei confronti di questi soggetti. E forse, secondo me, anche delle indicazioni formali da parte di collaboratori di Giustizia resi al P.M. Magari da noi non conosciuti, o non conosciuti da lui.
Si trattava di due soggetti vicini a Spatuzza Gaspare, che quindi venivano attenzionati in una certa maniera, per poter arrivare alla cattura dello Spatuzza.
In modo particolare, il Cascino Filippo risultava avere alcuni precedenti agli atti della Squadra Mobile.
Il 22 maggio '97 era stato denunciato di reato di ricettazione; il 19 settembre del '91 era stato tratto in arresto per reato di rapina e sequestro di persona.
Si tratta di un reato finalizzato a fare una rapina. E l'8 febbraio '92 era stato sottoposto dal Questore di Palermo al provvedimento dell'avviso orale.
Non aveva invece precedenti il fratello Cascino Santo Carlo, ma che noi, ricordo, consideravamo come di spessore maggiore rispetto all'altro fratello, pur non avendo precedenti. Però, sempre in questa attività di investigazione, di attenzionamento, avevamo visto che era stato fermato dal '90, attorno agli anni '90, con più soggetti tutti pregiudicati, tutti censurati pur essendo lui incensurato.
Qualche esempio: 22 settembre '90, controllato unitamente a tale Clemente Giacomo, classe '72, il Clemente pregiudicato per rapina, armi, oltraggio in relazione alla legge degli stupefacenti.
23 settembre '90, fermato assieme a tale Gianlombardo Salvatore, nato a Palermo il 25/11/57, pregiudicato per furto e oltraggio.
Ecco, non sto a fare una elencazione.
Diciamo che almeno ci sono otto-nove identificazioni per Cascino Santo Carlo con soggetti pluripregiudicati.
Il Cascino Santo Carlo, poi viene fermato in base al provvedimento, poco prima da me citato, a seguito di questa attività per il rinvenimento delle armi fatta con il Trombetta. E poi su di lui ci sono stati evidentemente una serie di dichiarazioni di collaboratori di Giustizia, come soggetto partecipe alla cosca. Tant'è che veniva colpito successivamente a fine '96 dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere, numero 2384/96 registro Notizie di Reato e 4502/96 Registro GIP, per 416-bis e per estorsione assieme a tutta una serie di soggetti che sono organici alla cosca di Brancaccio.
Si tratta complessivamente di 24 persone, tra cui: numero 1, Mangano Antonino, classe '57. Barranca Giuseppe, classe '56. Faia Salvatore, classe '59. Federico Domenico, classe '40. Federico Vito, classe '60. Garofalo Giovanni, classe '67. Giacalone Luigi, classe '53. Grigoli Salvatore, classe '63. Giuliano Francesco, classe '69. Lo Nigro Cosimo, classe '68. ... Giuseppe, classe '51. Spatuzza gaspare, classe '84. Tutino Filippo Marcello, classe '61. Tutino Vittorio, classe '66. Cascino Carlo, per l'appunto, classe '73. Cannella Cristoforo, classe 1961. La Rosa Gaetano, classe '60. Cucuzza Salvatore, classe '47. Belmonte Santi, classe '45. Spadaro Antonino, classe '56. Tagliavia Francesco, classe '54. Tinnirello Lorenzo, classe '60. Marino Stefano, classe '72 e Dellari Vincenzo, classe '65.
In buona sostanza, cosa veniva contestato in questa ordinanza, e che, cui per altro abbiamo fatto...
AVV. Cianferoni: Presidente, su questo tipo di risposta, penso... Non lo so, la difesa fa opposizione.
E' un provvedimento giurisdizionale, non di questo processo, non agli atti del processo.
Vi si può fare riferimento solo come dato storico e non per i contenuti che esso rappresenta.
Quindi, opposizione. Inutilizzabilità comunque dedotta fin d'ora.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, noi chiedevamo al dottor Savina di riferirci per quali reati erano stati arrestati, o comunque colpiti da questo provvedimento. Non stavamo chiedendo il contenuto del provvedimento.
PRESIDENTE: L'opposizione è respinta, perché non ha nessun fondamento. Sono dati storici che, a un certo punto, possono benissimo esser conosciuti. Anche perché poi non pregiudicano in nessuna maniera né il giudizio che è in corso, né gli eventuali giudizi che saranno a carico di costoro presso i giudici competenti.
Andiamo avanti.
TESTE Savina: Sì. No, era semplicemente per dire era colpito questo colpito questo provvedimento, assieme a queste persone, colpito per il 416-bis e per estorsione.
Cioè, lì c'era una forma, si ricostruì, con questa attività investigativa, vi era una forma di estorsione a tappeto nei negozi, in questi negozi di Brancaccio.
La specialità del Cascino, se questo può essere...
PUBBLICO MINISTERO: A noi interessava questo dato, dottor Savina.
TESTE Savina: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, quanto per l'appunto era risultato poi dal punto di vista della cattura dei Cascino.
TESTE Savina: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene che è stato arrestato...
TESTE Savina: Sì, sì...
PUBBLICO MINISTERO: ... in esecuzione di questo provvedimento.
TESTE Savina: No, erano stati arrestati già immediatamente dopo Trombetta. Quindi, aprile 1996 per la vicenda delle armi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Savina: Sottoposti a un fermo di P.G.
PUBBLICO MINISTERO: Di P.G.
TESTE Savina: Poi, mentre erano detenuti entrambi i fratelli, è arrivato, a carico del Santo Carlo, questa ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere ed estorsioni.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, proseguendo diciamo in questa attività svolta dal suo ufficio - siamo quindi su per giù nell'aprile del '96 - lei poi ha citato più volte la persona di Grigoli Salvatore.
TESTE Savina: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, c vuol dire che attività è stata svolta?
TESTE Savina: Dunque, Grigoli Salvatore era, si trattava di un soggetto che, pur non essendo, non avendo dei precedenti gravi agli atti degli uffici, risultava essere titolare negli anni '90 di rivendita di auto usate, assieme a tale Luigi... Giacalone Luigi, classe 1953.
Il Giacalone viene arrestato nel '94 per 416-bis.
Questo fa destare la nostra attenzione nei confronti del Grigoli. Senonché il Grigoli, poco dopo, un anno dopo, il 19 luglio '95, viene colpito da quella nota ordinanza che ho più volte citato, il cosiddetto gruppo di fuoco di Bagarella e si rende...
AVVOCATO Pepi: Presidente, mi scusi. Avvocato Pepi.
Io vorrei che lei invitasse il teste a non fare queste continue affermazioni "gruppo di fuoco", "cosca di Brancaccio"...
Perché a me risulta che ancora non vi sia nessuna sentenza passata in giudicato che definisce cosca di Brancaccio, gruppo di fuoco di Brancaccio, in relazione agli odierni imputati.
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi, ma è una opposizione pretestuosa, come quella precedente.
Perché, a questo punto, il teste non fa altro che riferire le notizie che gli vengono chieste in base alle accuse formalmente contestate.
Sappiamo tutti che questi non sono stati oggetto di giudizi definitivi. Il dato di Polizia resta questo. Non si può dire di no.
Può proseguire.
TESTE Savina: Ecco, in realtà, io non parlavo di gruppo di fuoco, parlavo che una ordinanza ... una denominata Golden Market, universalmente conosciuta tra avvocati. La stessa cosa era ordinanza, cosiddetto Gruppo di Fuoco, veniva detto il nome dell'ordinanza, e non indicato le persone.
Comunque, era colpito da questa ordinanza del 18 luglio '95. E si era reso latitante.
Era stato, ripeto, attenzionato da noi. in realtà, già nel '91, a seguito dell'omicidio di tale Quartararo Filippo, perché il Quartararo - siamo nell'ambito delle vicende Sucato (?), di un soggetto... - perché il Quartararo era un dipendente di questa concessionaria.
Nel momento, quindi, c'erano questi accertamenti preliminari da parte nostra sulla cosca mafiosa di Brancaccio questa sì, perché esisteva come cosca. E...
AVVOCATO Pepi: Presidente, mi scusi. Eh, ora no. Perché a questo punto "esisteva".
"Esisteva" non può dirmi che esisteva la cosca mafiosa di Brancaccio, perché non c'è da nessuna parte...
PRESIDENTE: Questo... Avvocato, in questo ha ragione.
Lei dica semplicemente su cosca, o ritenuta esistente. Non può dire esisteva.
TESTE Savina: Sì.
PRESIDENTE: Perché non è ancora, non c'è ancora un giudicato su questo fatto.
TESTE Savina: Va bene.
Comunque, veniva attenzionato il Grigoli. Nel frattempo, dicevo, divenuto latitante. Quindi una attività di ricerca del Grigoli ci portava in un appartamento sito in via Demetrio Camarda civico 17, dove a seguito di un appostamento, si notava il Grigoli, si vedeva che poteva essere proprio il Grigoli, alle 23.00 del 19 giugno '97 alle ore... forse un po' prima, alle ore 21.00, si faceva irruzione in questo appartamento... Alle 20.30, si faceva irruzione nell'appartamento e si trovava il Grigoli Salvatore e lo si traeva in arresto.
Il Grigoli veniva trovato con una... in possesso di una pistola semiautomatica marca Beretta modello 98-F con colpi in canna e il relativo caricatore bifilare, correlato da numero 14 cartucce.
Venivano trovate due carte d'identità in bianco. Forse all'epoca furono... si pensava che fossero false.
E numero quattro fotografie formato tessera.
Al Grigoli, accompagnato nei nostri uffici per la solita notifica, risultavano all'epoca sette ordinanze di custodia nei confronti del Grigoli.
Riferiva, ecco, manifestava una disponibilità a essere, a collaborare con la Giustizia.
Veniva, in tal senso, informato il P.M. Però non abbiamo fatto nessuna attività nell'immediato, per intenderci. Come invece è successo, per esempio, con Romeo, o con Ciaramitaro, o con Trombetta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Savina, siamo quindi nel luglio del '97, ecco, le chiedo se lei ha partecipato anche alle fasi relative alla cattura di Gaspare Spatuzza.
TESTE Savina: Sì. Ho partecipato, ero nella fase - come ho detto all'inizio - di avvicendamento. Stavo per lasciare Palermo.
Il 2 luglio, nelle prime ore della mattina, viene effettuata la cattura dei fratelli Garofalo Giovanni e Garofalo Pietro Paolo.
PUBBLICO MINISTERO: Sono le due persone di cui ci ha parlato in relazione...
TESTE Savina: Sì, sono... Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... alle dichiarazioni di Trombetta?
TESTE Savina: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Savina: Ed anche a quelle, alle prime indicazioni di Ciaramitaro che si portava in quell'appartamento in via Giuseppe Libassi.
PUBBLICO MINISTERO: Esattamente.
TESTE Savina: I due venivano tratti in arresto nella mattinata... Io non ero in questa fase dell'arresto. Sono intervenuto subito dopo, verso le ore 14.00, quando il Garofalo... tenga presente, al momento dell'arresto ai due fratelli Garofalo vengono rinvenute e sequestrate più fucili, armi che erano in uso ai due soggetti.
Il Garofalo Giovanni esternava una disponibilità a collaborare, dicendo di poter sapere dove si potesse trovare lo Spatuzza. E dava indicazioni...
Infatti, poco dopo, lo Spatuzza veniva catturato presso l'ospedale Cervello. E alla cattura c'ero anch'io.
Cattura avvenuta il 2 luglio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, questa... alla cattura di Gaspare Spatuzza, siete pervenuti attraverso le indicazioni di Giovanni Garofalo.
TESTE Savina: Sicuramente sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siamo in che data, dottor Savina?
TESTE Savina: 2 luglio 1997.
PUBBLICO MINISTERO: '97. Poi, per così dire, a seguito dell'arresto di Spatuzza presso l'ospedale Cervello di Palermo, la sua attività, diciamo, palermitana, la sua esperienza palermitana si è conclusa.
TESTE Savina: Sì, si è conclusa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non ha più compiuto ulteriori atti.
TESTE Savina: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Penso che col dottor Savina, l'esposizione sia...
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
Nessuna.
PRESIDENTE: I difensori hanno domande?
AVVOCATO Pepi: Sì, Presidente. Avvocato Pepi.
Senta, dottor Savina, lei ha parlato di aver partecipato o direttamente, o comunque con dei suoi uomini, all'arresto di Giuliano Francesco.
TESTE Savina: Sì.
AVVOCATO Pepi: E ha anche detto che questo arresto è stato fatto su segnalazioni e dichiarazioni del collaboratore Pietro Romeo.
TESTE Savina: Su indicazioni del collaboratore Pietro Romeo.
AVVOCATO Pepi: Ecco, io le chiedo, la prima domanda è questa: come avvenne, con quali modalità, che cosa fu rilevato, quando arrestaste Giuliano Francesco?
Se ce lo vuol descrivere, come avvenne tutto l'arresto.
TESTE Savina: Guardi, l'arresto... Giuliano Francesco era in una villetta di proprietà di tale Pagliarini Fabio, ubicata in via Mercurio numero 14/b.
Circondammo, arrivammo... c'era già del personale in appostamento lì nei pressi.
Il collaboratore indicò materialmente la villetta e circondammo la villetta. Facemmo una irruzione all'interno di questa villetta.
Trovammo il Giuliano. Se non sbaglio era in camera da letto e fu ammanettato e arrestato.
AVVOCATO Pepi: Ecco, proprio su questo punto, lei ha detto: fu arrestato mentre era in camera da letto.
TESTE Savina: Se male non ricordo, sì.
AVVOCATO Pepi: Quindi lei si ricorda se Giuliano era vestito, o se era nudo, o se era seminudo?
TESTE Savina: Guardi, questo non... Non mi ricordo come dormiva Giuliano. Se ci poteva essere il pericolo che potesse scappare. Ora non so se è stato ammanettato, adesso no mi ricordo.
AVVOCATO Pepi: Sì, ma siccome lei ha detto che l'ha arrestato in camera, si presuppone che avesse, o fosse con un pigiama o fosse nudo, oppure fosse ancora vestito perché doveva andare a letto.
Io le chiedo proprio questo.
TESTE Savina: No, era le tre di notte, doveva essere a letto. Stava dormendo. Se aveva il pigiama, o se dormiva con la maglietta senza pigiama...
AVVOCATO Pepi: Ecco...
TESTE Savina: ... avvocato, non me lo ricordo.
AVVOCATO Pepi: E allora io le chiedo, comunque questo se se lo ricorda, penso di sì: fu... lei ha detto aveva paura che scappasse, fu subito ammanettato.
Quindi fu portato in Questura, così come si trovava, senza dargli il tempo di vestirsi.
TESTE Savina: Guardi, questo non lo ricordo. Anche perché, in realtà, io viaggiavo con un gruppetto con il Romeo. Quindi, effettuata, c'era stata la presenza della cattura del Giuliano, c'era la necessità di fare la perquisizione.
Quindi, altro personale è rimasto sul posto di notte con il Romeo.
Ci siamo spostati per fare altre attività. Cioè, per andare al noto posto della macchina dell'acqua, per andare a indicare il posto dell'esplosivo e così via. Quindi...
Ma credo che sia stato fatto vestire sicuramente. Adesso non ricordo qual è stato il...
AVVOCATO Pepi: E comunque senta, al momento dell'arresto di Giuliano, era presente anche Pietro Romeo?
TESTE Savina: No, non era presente. Pietro Romeo aveva indicato in precedenza il gruppo di villette. Era stato messo del personale lì nei pressi per capire quale fosse questa villetta.
Per non sbagliare, perché si trattava di tutta una strada con villette gemelle, o comunque simili, il Romeo era passato con la macchina, dopo che si era stato fatto... ha indicato materialmente la villetta e poi si è allontanato. Tanto che l'irruzione la facciamo... C'eran due villette, una sopra e una sotto, la facciamo in tutte e due le villette per ...ci era venuto il dubbio se fosse l'una o l'altra.
In realtà era quella al piano di sopra.
Indicando la villetta circondata da verde, ci è stata indicata. Non è che Romeo ha partecipato o è intervenuto.
AVVOCATO Pepi: Le risulta che quando Giuliano fu portato alla Squadra Mobile, negli stessi locali, vi fosse presente anche Pietro Romeo?
TESTE Savina: Guardi, negli stessi locali lo escludo.
AVVOCATO Pepi: Non nella stessa stanza, ovviamente, però nello stesso edificio.
TESTE Savina: Guardi, probabilmente sì, perché la Squadra Mobile è una unica palazzina strutturata su tre piani. Ecco, sicuramente non nella stessa stanza, ma la stessa palazzina potrebbe essere.
AVVOCATO Pepi: Le risulta se Romeo, o a lei, o al personale del suo ufficio, chiese di poter parlare col Giuliano per convincerlo a collaborare?
TESTE Savina: Guardi, questa cosa qui non mi risulta.
AVVOCATO Pepi: Non le risulta, o non lo sa?
TESTE Savina: Non mi risulta. Lo avrei saputo.
AVVOCATO Pepi: Ecco.
TESTE Savina: La escluderei, ance in base al fatto che, in quel momento, Romeo era ancora un collaboratore fresco, di cui ancora non si ha notizia, che ci stava facendo cercare, ci aveva fatto prendere tre latitanti, ci aveva fatto cercare armi.
Che il giorno dopo, il 16, doveva andare a Roma a trovare dell'esplosivo.
Allora, una esposizione di Romeo, insomma, non poteva essere, non sarebbe stata logicamente compatibile con Giuliano, no?
Era meglio che Giuliano, che tutti gli altri, non sapessero nell'immediato come li avevamo catturati.
AVVOCATO Pepi: Va be', questa è una sua interpretazione. Quindi...
TESTE Savina: No, più che interpretazione, voglio dire, sulla base logica veniva fatta una domanda.
Io ho detto: guardi, no, non mi risulta. A maggior ragione mi sono permesso di fare...
AVVOCATO Pepi: Non sa neppure se successivamente, nei giorni successivi, a personale del suo ufficio Romeo fece questa richiesta di poter parlare o di scrivere a Giuliano per convincerlo a collaborare?
TESTE Savina: Guardi, questa cosa qui non mi risulta. E comunque come attività di Polizia, cioè siccome lei mi chiede il personale del mio ufficio la escludo, perché arrestato il 15, il Giuliano è andato in galera il giorno 15 stesso. Non ho qui il biglietto di carcerazione, ma sono pressoché certo che, arrestato nelle prime ore del mattino del giorno 15, il 15 va in carcere.
Quindi non è che... Se c'è un'attività di incontro fra Romeo, è un'attività, un confronto del P.M. o...
AVVOCATO Pepi: Le faccio la domanda...
TESTE Savina: Prego.
AVVOCATO Pepi: Non so se lei è in grado o meno di rispondermi.
TESTE Savina: Prego.
AVVOCATO Pepi: Sa se successivamente, a Romeo, da parte della DIA o da parte dei ROS sia stata offerta una somma di 500 milioni per la sua collaborazione?
TESTE Savina: Non mi risulta assolutamente. Lo escludo perché né la DIA né il ROS credo che abbia... essendo al momento dell'arresto il Romeo già manifestato intenzione di diventare collaboratore di giustizia, non ci può essere stata un'offerta di un altro Organismo...
AVVOCATO Pepi: Cioè...
TESTE Savina: ... una seconda di una terza Forza di Polizia.
AVVOCATO Pepi: Cioè lei... questa è una sua deduzione, perché non è che possa escludere che Enti diversi dal suo abbiano fatto questa offerta.
TESTE Savina: Guardi, in base all'esperienza mia professionale io lo escludo.
AVVOCATO Pepi: Quindi esclude, oppure sa che la stessa somma sia stata offerta a Giuliano?
TESTE Savina: Io escludo che la stessa somma sia, almeno da parte del mio Ufficio... Ecco, Giuliano non escludo, non so se qualche altro Organo, qualche altra Forza di Polizia diversa dalla Squadra Mobile sia andata a fare, ad esempio, un colloquio investigativo nei confronti del Giuliano. Sicuramente non del mio Ufficio.
AVVOCATO Pepi: Senta, veniamo un attimo all'arresto di Spatuzza, che avviene il 2 luglio del '97.
Ecco, mi vuole spiegare più precisamente come avvenne? Perché nella sua esposizione ha detto semplicemente che è stato arrestato.
Io vorrei sapere le modalità dell'arresto, se vi furono conflitti, conflitti a fuoco, resistenze e... insomma tutto quello che avvenne.
TESTE Savina: Dunque, avvenne semplicemente che lo Spatuzza... Diciamo che noi eravamo all'interno dell'ospedale, del parcheggio dell'ospedale Cervello. Immagini un ospedale che sta in una posizione su una specie di collinetta, in posizione rialzata - non so se lei sia siciliano o meno, comunque - con un parcheggio attorno.
Arrivammo qualche minuto prima che arrivasse Spatuzza e da questa posizione, dal Pronto Soccorso che è in questa posizione sopraelevata, vedemmo entrare una Saxo - una Citroen Saxo come ci era stato indicato dal Garofalo - con a bordo un soggetto che riconoscemmo per lo Spatuzza, o che comunque era fortemente somigliante allo Spatuzza e che ha iniziato a girare per tutto il perimetro del parcheggio dell'ospedale.
Siamo partiti quindi con una macchina per prenderlo in controsenso e ci siamo trovati vis a vis con lo Spatuzza.
Lo Spatuzza ha fatto una mossa - nonostante la Polizia, bloccato con la macchina - ha fatto una mossa repentina, ha abbassato una mano, quindi sono stati esplosi alcuni colpi di arma da fuoco in aria e poi un paio in direzione del vano motore, di cui uno ha infranto... qualcosa, una scheggia di vetro ha procurato un taglio alla mano dello Spatuzza, credo guaribile in 6 o 7 giorni. A una delle dita della mano destra, cioè la mano che aveva calato sotto il cruscotto.
AVVOCATO Pepi: Quindi a lei risulta che Spatuzza, nel momento dell'arresto, ebbe soltanto una ferita alla mano?
TESTE Savina: Nel momento dell'arresto, per questo frammento di vetro partito, ebbe una ferita a una mano da un frammento di colpo d'arma da fuoco. Poi Spatuzza tentò di scendere in velocità dalla macchina, ciò nonostante, e quindi fu circondato, fu bloccato, insomma.
Spatuzza è anche sufficientemente robusto.
AVVOCATO Pepi: Le risulta che lo Spatuzza avesse, subito dopo l'arresto, nel volto e in altre parti del corpo numerose e evidenti prove di pestaggi e di botte?
TESTE Savina: Avvocato, evidente prova di pestaggio e di botte no.
Che ci può essere un'attività per arrivare all'arresto di un latitante pericoloso come Spatuzza, un placcaggio per ammanettarlo e ci sia una certa forza questo è normale.
La invito a consultare il certificato... Spatuzza non è stato portato in Questura, Spatuzza è stato portato con estrema civiltà da parte di chi l'aveva arrestato presso il Pronto Soccorso, dove è stato fatto medicare la mano e negli altri posti. E' stato un'ora presso... C'è tanto di certificazione, quindi...
AVVOCATO Pepi: Lei esclude o non si ricorda che lo Spatuzza avesse un occhio, l'occhio sinistro, tumefatto?
TESTE Savina: Guardi, non so... non ricordo. E' stato però portato in ospedale, c'è una certificazione medica.
AVVOCATO Pepi: Quindi non...
TESTE Savina: Eravamo dentro l'ospedale, quindi...
AVVOCATO Pepi: Quindi non lo può escludere? Non lo ricorda.
TESTE Savina: No, io mi rimetto al certificato medico. Basta consultarlo...
AVVOCATO Pepi: No, il certificato medico è un conto, perché dall'ospedale evidentemente Spatuzza è stato portato in altri posti, successivamente.
TESTE Savina: No, Spatuzza è stato portato immediatamente presso l'ospedale, dove si è trattenuto per un'ora, un'ora e mezza, dove gli sono stati fatti credo raggi, dove ha avuto tutte le cure, eccetera.
Successivamente, un'ora e mezzo o due ore dopo, è stato, è transitato per gli uffici della Squadra Mobile dove gli è stata notificata, sono state notificate le sette ordinanze di custodia cautelare e successivamente è andato in carcere.
AVVOCATO Pepi: Quindi lei esclude, oppure non sa, se a seguito di un preciso rifiuto da parte di Spatuzza a collaborare con la Giustizia, lo stesso sia stato fatto soggetto a percosse e lesioni.
TESTE Savina: Lo escludo categoricamente.
AVVOCATO Pepi: Ma lo esclude su che basi? Sulla sua semplice dichiarazione o...
TESTE Savina: No, lo escludo perché comunque alla data del 2 luglio ero sempre il dirigente della Squadra Mobile - sebbene in fase di uscita, sebbene nella fase del passaggio delle consegne - e a Spatuzza nulla è stato fatto, come a nessun altro non è stato fatto...
AVVOCATO Pepi: Ma lei è sempre stato presente con Spatuzza finché è rimasto nei vostri locali, prima di esser portato al carcere?
TESTE Savina: Io sono stato presente per alcune ore. E' vero che non sono stato sempre assieme e presente a Spatuzza, ma se non c'ero io c'era personale da me dipendente, di assoluta fiducia e che agisce nella massima trasparenza e che soprattutto agisce nella massima legalità.
AVVOCATO Pepi: Comunque io devo prendere atto che Spatuzza si è presentato in questa udienza con un occhio tumefatto, di cui lei non ha parlato.
TESTE Savina: Io non ho parlato, avvocato, io ho detto: di violenza sicuramente, per arrivare all'arresto, non significa dare a tutti i costi un pugno nell'occhio - destro o sinistro non ho ben capito - del signor Spatuzza.
Certo, Spatuzza è sceso dalla macchina, è un latitante pericoloso e era scappato altre volte, quindi è stato spintonato, placcato. Se, in un'azione di placcaggio, ha picchiato a terra e si è fatto un occhio nero... Potrebbe essere che poi gli siano saltati addosso in dieci persone, ma lei mi parla di violenze, di pestaggi successivi. Questi glieli escludo.
Le dico che, per trasparenza, Spatuzza, arrestato, è stato portato al Pronto Soccorso.
Si consulti il certificato medico. Se ci sono gli estremi, siamo qua, caro avvocato.
AVVOCATO Pepi: Sì, no. Io vorrei che lei non mi rispondesse in questa maniera, perché io sto facendo il mio dovere; le faccio delle domande, lei mi dice di sì, mi dice di no, ma non faccia polemica nei miei confronti perché non sarebbe sicuramente la prima volta...
PRESIDENTE: ... mi scusi, avvocato...
AVVOCATO Pepi: ... che un imputato venga pestato...
PRESIDENTE: Avvocato!
AVVOCATO Pepi: Eh...
PRESIDENTE: Lei sta facendo...
AVVOCATO Pepi: Io?
PRESIDENTE: Sta facendo delle accuse nei confronti...
AVVOCATO Pepi: No, io non fo delle accuse...
PRESIDENTE: Mi faccia parlare. Nei confronti del teste, per lo meno quale dirigente di un Ufficio.
TESTE Savina: Certo.
PRESIDENTE: Dicendo che almeno soggetti operanti alle sue dipendenze, avrebbero fatto queste cose.
Quindi non può pretendere che risponda come se dicesse qualcosa del tutto indifferente per chicchessia.
AVVOCATO Pepi: Mi permetta, Presidente...
PRESIDENTE: Lei.. Io non ho nulla in contrario che lei faccia le domande che crede, però non può lamentarsi se il tono non è certamente pacifico.
AVVOCATO Pepi: Presidente...
PRESIDENTE: Una persona che ha diretto un Ufficio ha, io credo...
AVVOCATO Pepi: Io ho fatto...
PRESIDENTE: Mi scusi, mi faccia finire!
AVVOCATO Pepi: Prego.
PRESIDENTE: Ha, io credo, posso sbagliare ma non credo, il diritto di replicare con una certa veemenza a cose che ritiene ingiustificate accuse.
AVVOCATO Pepi: Io mi sono solo limitato, Presidente, a un fatto storico che la Corte stessa ha visto, perché il giorno stesso che Spatuzza è stato portato per la prima volta di fronte a voi aveva chiaramente l'occhio sinistro tumefatto.
Questo è un dato storico.
PRESIDENTE: Bene. Ha altre domande, avvocato?
AVVOCATO Pepi: Sì, ho altre domande.
Senta, le risulta che sia Giuliano che Spatuzza nel momento in cui furono arrestati erano e sono tuttora incensurati?
TESTE Savina: Questo non l'ho mica capito, avvocato, scusi.
AVVOCATO Pepi: Quando avete arrestato Giuliano e Spatuzza...
TESTE Savina: Sì.
AVVOCATO Pepi: ... lasci fare che vi fossero ordinanze di custodia cautelare o meno...
TESTE Savina: Sì.
AVVOCATO Pepi: ... il che non significa che uno debba essere per forza condannato.
Le risulta che tutti e due fossero incensurati?
TESTE Savina: Questo non le so dire. Non le so dire, perché di Spatuzza potrebbe essere che non aveva precedenti. Cioè, il primo precedente, in realtà, è un'ordinanza di custodia cautelare, la 6102/93 GIP del 1 febbraio '94 a cui si rende latitante, a cui si sottrae.
Per il Giuliano non mi ricordo. Purtroppo non ho nemmeno una scheda del Giuliano, quindi non so dirle se avesse o meno dei precedenti di Polizia.
AVVOCATO Pepi: L'ultima domanda è quella riferibile al verbale di sequestro 15/04/96, di cui lei ha parlato.
E lei dice che vi sono oggetti riferibili a Spatuzza.
TESTE Savina: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ecco, io vorrei capire, perché al di fuori della fotografia del figlio di Spatuzza, come fa a dedurre che erano riferibili a Spatuzza, quando si tratta di una serie di oggetti specifici e indeterminati che potevano essere anche di proprietà mia, a questo punto?
TESTE Savina: No, guardi, io ho detto semplicemente che c'erano numero 6 fotografie formato tessera riproducenti le figlie di Spatuzza Gaspare.
(voce fuori microfono)
TESTE Savina: Ecco, poi ho aggiunto...
AVVOCATO Pepi: Sì.
TESTE Savina: ... che c'erano, fra le altre varie cose sequestrate, ecco, io ho parlato solo delle...
AVVOCATO Pepi: Allora forse avevo capito male io, lei aveva parlato delle figlie.
TESTE Savina: Forse mi ero espresso male io.
Poi, siccome il P.M. mi ha chiesto: ma cos'altro era stato sequestrato? Dico: oltre le fotografie dello Spatuzza, c'erano 6 marche da bollo, dei timbri a secco riproducen... Cioè, ecco, posso aver detto che...
AVVOCATO Pepi: Ecco. Comunque, lei, la deducibilità a Spatuzza la fa soltanto in base al fatto che c'era queste fotografie?
TESTE Savina: Ci...
AVVOCATO Pepi: No da altri dati o fatti, insomma.
TESTE Savina: Da dati oggettivi...
AVVOCATO Pepi: Esatto.
TESTE Savina: ... avendoci una dichiarazione, c'erano delle indicazioni del Trombetta...
AVVOCATO Pepi: Va be', queste son tutte da verificare.
TESTE Savina: ... che sono tutte da verificare sicuramente.
Posso solo dire che la ricorrenza di certe armi, la predilezione - da quello che si sapeva o confidenzialmente o per indicazioni di collaboratori di Giustizia - di Trombetta per certo tipo di armi, per esempio la Micro Uzi che viene trovata in questa occasione, ma un'altra Micro Uzi viene trovata al famoso "posto dell'acqua" in occasione del Romeo... ecco, questo se vuole, come dato oggettivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto la predilezione di?
TESTE Savina: La predilezione di Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Savina: Spatuzza Gaspare.
AVVOCATO Pepi: L'ultima domanda.
Lei ha escluso di sapere se a Giuliano e a Romeo siano state offerte delle somme di danaro. E' a conoscenza se a altri collaboratori di Giustizia siano state date?
TESTE Savina: Guardi, quelli che ho trattato io, che non sono solo quelli che ho qui citato in questa sede, potrei aggiungere ... assolutamente, io non ho mai offerto una lira, né...
AVVOCATO Pepi: No, non parlo di lei personalmente.
TESTE Savina: ... personale da me direttamente dipendente.
AVVOCATO Pepi: Ma sa se queste somme siano state corrisposte dalla DIA o da altri Enti?
TESTE Savina: Corrisposte potrei, ecco, escluderlo con estrema tranquillità e serenità.
AVVOCATO Pepi: Ma non lo può...
TESTE Savina: Altri Enti, ecco, potrebbe essere, non so, quelli formali, cioè il Servizio Centrale di Protezione...
AVVOCATO Pepi: Esatto.
TESTE Savina: ... la Commissione di Roma; ma, insomma, ci sono dei verbali credo...
AVVOCATO Pepi: Bene, non ho altre domande.
PRESIDENTE: Prego.
AVV. Cianferoni: Sì, ecco, vorrei soltanto dei chiarimenti dal dottor Savina.
La predilezione di Spatuzza per certe armi, dice. Ma se o capito bene - ecco il senso dei chiarimenti - queste armi ce l'aveva Trombetta.
TESTE Savina: Sì, no. Le armi vengono prese a casa di tale Rugnetta.
AVV. Cianferoni: Rugnetta.
TESTE Savina: Rugnetta. Ecco, da Rugnetta, però il Trombetta, perseguito da noi, va a finire da tale Di Pasquale. Di Pasquale lo mandano da Rugnetta e Rugnetta, insieme al Trombetta, torna dal Di Pasquale.
Dopo questo conciliabolo, il Rugnetta si porta sino nell'abitazione in Brancaccio e consegna queste armi.
Successivamente il Trombetta, proprio per arrivare a un contatto con lo Spatuzza, va dai Cascino e così via.
AVV. Cianferoni: Quindi, questo conciliabolo tra questi personaggi verteva, se ho capito bene, sulla consegna delle armi.
TESTE Savina: Sì.
AVV. Cianferoni: Che voi sollecitavate al Trombetta.
TESTE Savina: Sulla consegna delle armi che il Trombetta voleva farci avere a riprova di una sua buona fede, di una sua disponibilità verso lo Stato in genere, verso l'Autorità Giudiziaria.
AVV. Cianferoni: Ricorda che tipo di armamento descrisse il Trombetta?
TESTE Savina: Parlò di più armi, Trombetta, contenute in un paio di borsoni. Le armi poi sono quelle che ho citato poco fa.
AVV. Cianferoni: Vediamo se sono quelle.
Io le chiedo, io le ho fatto una domanda: che tipo di descrizione offrì il Trombetta.
TESTE Savina: Il Trombetta non offrì una descrizione, avvocato. Il Trombetta offrì: 'ci sono le armi di Spatuzza'. Quindi parlò di alcuni mitra e più pistole, ecco; parlò in questi termini generici.
Certamente non disse: un mitragliatore di tipo kalashnikof, una mitraglietta marca Uzi, se questo è il senso della sua domanda, se io l'ho ben capita.
AVV. Cianferoni: Ecco, dico, vorrei sapere, andando al dopo, se su queste armi, per quello che le è interessato da investigatore, è stato fatto dei banchi di prova, delle perizie.
TESTE Savina: Sicuramente sì, però, ecco, come sa si tratta di attività disposta dal P.M.; non so dirle nemmeno l'esito. Non so dirle se c'è stata o se non c'è stata e quale sia stato l'esito.
Non sappiamo la parte finale, se non c'è nessuna attività di delega del P.M. che ti dice: guarda che quella stessa arma può aver sparato in questo omicidio, fai questa attività di riscontro. Ma non so indicarle.
AVV. Cianferoni: Ma al suo Ufficio, Squadra Mobile, interessava questo tipo di ricerca. Avrete avuto da indagare su omicidi, su tentati omicidi, su una serie di fatti...
TESTE Savina: Sicuramente saranno state fatte delle consulenze, come il mio sicuramente... così va su una prassi, ma della prassi degli uffici giudiziari. Voglio dire, l'esito di queste cose, poi non sempre torna alla Squadra Mobile.
Se per esempio è stata fatta una consulenza di quest'arma e viene fuori che realmente è stata utilizzata, faccio per dirle, in un omicidio e sull'omicidio hanno proceduto i Carabinieri, o proceduto la DIA, non siamo nemmeno interessati noi come Squadra Mobile.
Ecco, questo voglio dire.
Non lo so, avvocato. Sicuramente è stata fatta una consulenza, però non ne so l'esito.
AVV. Cianferoni: Ho capito.
Allora però torniamo sempre al prima.
TESTE Savina: Prego.
AVV. Cianferoni: Il Trombetta come poteva chiedere al Rognetta, Rugnetta anzi, di consegnare le armi di queste borsone?
TESTE Savina: Poteva chiedere che si poteva presentare a nome dello Spatuzza, quindi sfruttando il nome a suo rischio e pericolo, il nome dello Spatuzza.
AVV. Cianferoni: Sì...
TESTE Savina: Andava come per 'mi mandano', come 'mi manda Spatuzza' a ritirare le armi. E Rugnetta le consegnava. Sebbene aveva chiesto una conferma ai Di Pasquale, da cui le aveva ricevute.
AVV. Cianferoni: Quanto tempo era passato tra il fermo di identificazione della domenica pomeriggio e questa spendita del nome?
TESTE Savina: e questa?
AVV. Cianferoni: Spendita del nome...
TESTE Savina: Spendita. Ne erano passate... Dunque, il Trombetta è stato accompagnato nei nostri uffici credo poco dopo le 14, tento per essere più preciso... Dunque, Trombetta era stato identificato in strada, a Brancaccio, alle ore 14 circa del 14 aprile. Il primo contatto che Trombetta fa con i Di Pasquale, che erano quelli che dovevano le armi, avviene alle 22.30 circa. Lì si trova che manca Di Pasquale Lui... Di Pasquale Giovanni, quindi bisogna tornare a mezzanotte, alle 00.30 circa, affinché arrivi il Di Pasquale Giovanni.
AVV. Cianferoni: Però, se ho capito bene, voi avevate trovato in casa del Trombetta delle armi.
TESTE Savina: No.
AVV. Cianferoni: No. Questo me lo sono segnato...
TESTE Savina: No. Forse lei ha confuso tra Trombetta e Romeo. A casa di Romeo, al momento dell'arresto, furono rinvenute, se male non ricordo, due pistole. Ma non a casa di Trombetta.
AVV. Cianferoni: E comunque, allora, alle 10 della sera comincia questo tipo di...
TESTE Savina: C'è un primo contatto, cioè va il Trombetta sotto una nostra vigilanza a casa del Di Pasquale. C'è il padre ma manca il figlio, quindi deve tornare due ore dopo.
AVV. Cianferoni: Sì. E in definitiva, le chiedo a questo punto...
TESTE Savina: Sì.
AVV. Cianferoni: ... soltanto l'orario nel quale avviene il sequestro.
TESTE Savina: Il sequestro delle armi avviene alle ore 03.10.
AVV. Cianferoni: Del 16...
TESTE Savina: No, del 15. Era stato accompagnato in ufficio, avvocato, alle ore 14...
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE Savina: ... del giorno 14.
AVV. Cianferoni: Del giorno dopo comunque.
TESTE Savina: Sì.
AVV. Cianferoni: A proposito delle utenze, lei ha detto, dice: si è trovato un microfono, delle ricetrasmittenti sintonizzati.
Questi ritrovamenti sono però diversi, avvenuti in date diverse. E' giusto?
TESTE Savina: No.
AVV. Cianferoni: Ce ne sono due: uno di ricetrasmittenti e uno di un microfono direzionale.
TESTE Savina: No, il microfono direzionale... ecco, mi sta parlando di queste armi... Dunque, no, il microfono direzionale viene trovato nelle stesse borse assieme alle armi.
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE Savina: Questo è il microfono direzionale.
AVV. Cianferoni: Questo è un fatto.
TESTE Savina: Assieme alle famose 6 fotografie di cui citavamo prima, le marche da bollo e così via.
Successivamente, trovando, meglio guardando il microfono, meglio studiando quest'apparecchio, all'interno del vano batteria viene trovato un foglietto di carta manoscritto riportante sulle due facciate le frequenze radio di Polizia e Carabinieri.
AVV. Cianferoni: Queste frequenze radio erano le stesse della prima volta?
TESTE Savina: Ecco, per prima volta che intende? Le frequenze radio trovate nel covo...
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE Savina: Sa che c'è? Che mentre la prima volta noi troviamo una radio ricetrasmittente che all'accensione risulta collegata, la seconda volta noi troviamo un foglio di carta.
Il microfono direzionale non serve per captare le comunicazioni radio, il microfono direzionale serve per captare le comunicazioni fra presenti, quindi sono due cose diverse. All'interno di questo vengono ritrovate le frequenze radio. Non le so dire adesso se era la stessa, ecco. Non le so dare l'indicazione.
AVV. Cianferoni: Concludo l'argomento.
Lei credo abbia compreso l'importanza del dato, perché mi stupirei se fossero le stesse, dopo il primo sequestro, oppure se vi fosse comunque il cambiamento adeguato rispetto alla prima volta.
TESTE Savina: Certo.
AVV. Cianferoni: Lei ha capito?
TESTE Savina: Certamente.
AVV. Cianferoni: La prima volta si sequestra la gamma di frequenza "x", a distanza di tempo si trova intercettata la gamma di frequenza "y". Ha capito.
TESTE Savina: Certo.
AVV. Cianferoni: Ecco, quindi questo era il dato...
PRESIDENTE: Il teste le ha risposto, avvocato, quello che poteva rispondere.
AVV. Cianferoni: Sì, no, ma ora c'era questo sviluppo ulteriore.
PRESIDENTE: Il commento che lei si sorprenderebbe che siano rimaste le stesse è una cosa che riguarda lei.
AVV. Cianferoni: Riguarda il processo, Presidente.
PRESIDENTE: Non direi.
AVV. Cianferoni: Detto questo, le chiedo conclusivamente se ha svolto, per attività di indagine, colloqui investigativi carcerari con taluno dei personaggi che oggi ha rammentato.
TESTE Savina: Mi pare proprio di no. Dei personaggi che ho nominato, quindi: Giuliano lo escludo, Cannella mi pare di poterlo escludere... Non mi pare assolutamente di aver fatto colloqui investigativi con le persone che ho nominato.
AVV. Cianferoni: Neppure con i vari Romeo, Ciaramitaro e Trombetta? Sempre che costoro abbiano toccato il carcere a un certo punto, perché questo mi sono dimenticato di chiederglielo.
TESTE Savina: No, no...
AVV. Cianferoni: Cioè, la sorte che ha il trombetta, una volta che viene da voi identificato...
TESTE Savina: Trombetta è a piede libero, avvocato.
AVV. Cianferoni: E' a piede libero, sì.
TESTE Savina: Sì.
AVV. Cianferoni: E rimane...
TESTE Savina: Rimane a piede libero. Va via in località protetta, io non l'ho visto più trombetta. Io non lo vedo da quel dì, ecco.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE Savina: Tra l'altro è nemmeno capitato, a differenza magari di un Romeo, di rivederlo in occasione di interrogatorio del P.M. in cui uno accompagna il P.M., per dirle il caso di...
AVV. Cianferoni: Ecco, abbia pazienza. Ora mi viene una domanda, penso...
TESTE Savina: Prego.
AVV. Cianferoni: ... che sia di interesse, sempre per il processo.
TESTE Savina: Prego.
AVV. Cianferoni: Ma nelle indagini che lei ha svolto, le è mai venuto da sviluppare - proprio a lei investigatore - un dato di questa natura: Trombetta, chi era costui? Lo trovate, questo si mostra capace di spendere - si accerterà poi se fu un millantare o una spendita effettiva - il nome di altre persone. Ma l'attribuzione che fanno costoro, il Trombetta, il Romeo, il Ciaramitaro di certi fatti a Tizio, Caio e Sempronio, non può essere mai stata rovesciata addosso a queste persone?
Non è una mia riflessione. Il dato lo traggo dall'esame del Romeo.
Se ricordo bene, costui venne dicendo di avere commesso solo... di essere stato processato soltanto per una questione. Ora, lei ci ha raccontato di una serie di fatti che sono attribuibili al Romeo.
Quindi, in definitiva, ma questi... che poi si presentavano, volendo collaborare fin dal primo giorno, ma non può darsi che fossero poi coinvolti per vie differenti rispetto a quelle che attribuivano ai vari Spatuzza, Giuliano, Lo Nigro, eccetera, eccetera?
PRESIDENTE: Avvocato, mi dispiace, ma sono domande di una tale complessità che non possono essere rivolte a un teste, Ufficiale di P.G., che ha svolto determinate attività, in genere per delega, ovvero per eseguire certi provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria.
AVV. Cianferoni: Sì, appunto, però io capisco... Semplifichiamola, allora, soltanto al signor Romeo.
Il Romeo, sentito qua alla Corte di Assise di Firenze il 4 ottobre '97, a domande dell'avvocato Pepi rispondeva di aver riportato una sola condanna per rapina, dove aveva una condizionale...
PRESIDENTE: Ma non sono domande... Io capisco l'importanza dell'osservazione, ma è inutile chiederla a questo teste, che ovviamente non è tenuto a sapere quanti altri capi d'accusa possono essere stati trovati a carico del Romeo.
AVV. Cianferoni: Ho capito.
Ecco, concludo su Romeo chiedendole: quando lui parlò dell'esplosivo in zona romana, che tipo di indicazioni geografiche vi dette?
TESTE Savina: Disse semplicemente che c'era dell'esplosivo vicino a Roma, che forse, se mal non ricordo, che lui non ricorda nemmeno ... ma che comunque ripercorrendo, partendo da una certa zona, da una certa strada che lui conosceva sarebbe stato in grado di poter tornare a quello stesso punto. Se non sbaglio indicò il raccordo anulare.
Su questo punto sono... ecco, non...
AVV. Cianferoni: Dottor Di Maio.
TESTE Savina: ... non ho un grosso ricordo, perché mentre, non so, sono andato al posto a Corso dei Mille e lui ha detto: 'qui, scava qui in questo punto', quindi c'ero io, 'quella è la porta del latitante, quella porta, per l'attività da fare a Roma è andato il collega e quindi, ecco... Ricordo che lui dice: 'no, ma noi possiamo arrivare vicino Roma perché noi partiamo, torniamo...'.
Se mal non ricordo è un punto sul raccordo anulare, se mal non ricordo, da cui poter partire per poter arrivare... o un'uscita autostradale; un punto, un nodo autostradale, o una tangenziale, da cui poter partire e poter arrivare al posto dell'esplosivo.
AVV. Cianferoni: Bene, grazie.
Io non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
Si può accomodare.
TESTE Savina: Grazie, signor Presidente.