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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo chi è presente.
Bagarella: rinunciante. Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
AVVOCATO Rocchi: Avvocato Rocchi, Presidente.
Barranca Giuseppe: rinunciante. Avvocato Barone, avvocato Cianferoni. Con l'avvocato Rocchi in sostituzione.
Benigno Salvatore: rinunciante. Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti, Falciani.
AVVOCATO Batacchi: Batacchi in sostituzione.
PRESIDENTE: Grazie.
Calabrò Giovacchino: rinunciante. Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Rocchi.
Cannella Cristofaro: rinunciante. Avvocato Di Peri, avvocato Rocchi, che è presente.
Carra Pietro: libero. Avvocato Cosmai, avvocato Batacchi, che è presente.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Russo, Gentili, avvocato Falciani. Sostituito dall'avvocato Batacchi.
Ferro Giuseppe: è presente. Avvocato Anania, avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Rocchi.
Ferro Vincenzo: è libero. Avvocato Traversi e avvocato Gennai. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Frabetti Aldo... Batacchi, scusate.
IMPUTATO Frabetti: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Frabetti è presente. Avvocato Monaco, Usai e Roggero. Sostituiti dall'avvocato...
AVVOCATO Florio: Anche da me, Presidente, Florio.
PRESIDENTE: Florio, grazie.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, avvocato Florio, avvocato Bennati. E' presente l'avvocato Florio.
AVVOCATO Bennati: Anche Bennati, signor Presidente.
PRESIDENTE: Anche Bennati.
AVVOCATO Bennati: Sì.
PRESIDENTE: Grazie.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi. Sostituito dall'avvocato Florio?
AVVOCATO Florio: Sì.
PRESIDENTE: Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo, avvocato Gramigni. Sostituito dall'avvocato Florio.
Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani. Sostituito dall'avvocato Florio.
Lo Nigro Cosimo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Fragalà, avvocato Florio, che è presente.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
AVVOCATO Rocchi: (voce fuori microfono)
Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato e Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Florio.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali e Cardinale. Sostituito dall'avvocato Florio.
Pizzo Giorgio: rinunciante. Avvocato Salvo, avvocato Pepi. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e Usai. Sostituiti dall'avvocato Florio.
Scarano Antonio: mi pare che ora è libero, detenuto per altro e comunque rinunciante. Avvocato Fortini e Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Florio.
Spatuzza Gaspare: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Florio.
Tudino Vittorio.
IMPUTATO Tudino: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gallina, Di Benedetto e avvocato Gramigni. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Il Pubblico Ministero può riprendere l'esame dei teste.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, abbiamo, oltre ai testi citati per la giornata odierna, oggi abbiamo citato i signori Bullegas, poi Cieri, Corvi, Filippetti, Fischione, Leone, Mainolfi, Palmisano e Polidori e De Masi. Questi erano i testi citati per oggi, inoltre mi dicono che è presente nella sala testimoni una delle persone che ieri non è comparsa. Partirei da quella allora.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Introduciamo Paolillo.
PRESIDENTE: Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza per favore?
*TESTE Paolillo: Giovanni Battista Paolillo, nato a Roma, 24/06/1933.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Paolillo: Residente in via dei Colli della Farnesina 144.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Paolillo: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Buongiorno.
TESTE Paolillo: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, senta, vuol riferire alla Corte quale attività svolge?
TESTE Paolillo: Attualmente?
PUBBLICO MINISTERO: Attualmente.
TESTE Paolillo: Sono consulente di un'impresa di costruzioni.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, negli anni precedenti lei ha avuto modo di occuparsi della gestione dell'amministrazione del complesso Le Torri?
TESTE Paolillo: Ero l'amministratore dell'impresa fino ad aprile del 1993.
PUBBLICO MINISTERO: Dell'impresa costruttrice.
TESTE Paolillo: Che ha costruito il complesso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, questo complesso Le Torri diciamo, l'impresa costruttrice è riuscita a vendere tutti gli immobili, o c'era qualche immobile che era rimasto...
TESTE Paolillo: No, no, ce ne abbiamo ancora parecchi invenduti.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, tra questi immobili invenduti vi era anche qualche locale adibito a uso scantinato o garage?
TESTE Paolillo: Sì, due.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda l'ubicazione di questi garage?
TESTE Paolillo: Mi sto interessando della vendita.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dico, ricorda, può dire dove sono collocati?
TESTE Paolillo: Sì. Uno è in via Parasacchi e aveva, avrebbe una destinazione autorimessa diciamo, come urbanistica. E l'altro è un locale-magazzino che sta su via Conti che è adiacente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi diciamo, su via Parasacchi c'è questo ambiente, questo locale che è quello accanto al bar?
TESTE Paolillo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, quindi questo locale è rimasto invenduto.
TESTE Paolillo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che utilizzo veniva fatto di questo locale?
TESTE Paolillo: Nessuno, vuoto.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, era vuoto, ma veniva utilizzato da qualcuno dei condomini?
TESTE Paolillo: Non mi risulta. Io... Le chiavi le aveva l'impresa CESPA allora, che era un'impresa che ha costruito con noi - le parlo che è stato costruito credo 10 anni fa - e le chiavi sono state per un periodo un doppione presso un bar lì vicino e poi le aveva l'impresa. Io sono in possesso delle chiavi da due anni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, appunto, riprendo questa sua affermazione. Le chiavi di questo ambiente, a quanto le risulta, erano state lasciate presso questo bar?
TESTE Paolillo: Sì. Credo di sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si tratta del bar quello a fianco.
TESTE Paolillo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome ieri abbiamo sentito per l'appunto il titolare di quel bar, che ci ha detto che le chiavi ce le aveva lui.
TESTE Paolillo: Per voci riferite, non... così mi hanno detto, le chiavi stavano lì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sa qual era la ragione per cui queste chiavi erano state lasciate lì nel bar?
TESTE Paolillo: Ma per avere una facilità di farlo visitare a chi era interessato all'acquisto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, c'era anche qualche motivazione di tipo logistico? Non so, si accedeva a impianti di refrigerazione...
TESTE Paolillo: Dentro questo locale ci sono delle servitù di condutture elettriche di refrigerazione e di scarichi del magazzino de La Rinascente che sta sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi sostanzialmente aveva, diciamo, la funzione anche di consentire l'accesso per questi...
TESTE Paolillo: Per le manutenzioni, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per le manutenzioni, esatto. Era proprio quello che vole...
Senta, lei sa poi come veniva, dal punto di vista commerciale, diciamo gestiti i servizi di questa struttura?
TESTE Paolillo: I servizi, c'è un consorzio, che si chiama Consorzio Le Torri, che gestisce tutti i locali che fanno parte del centro Tor Bella Monaca.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi diciamo, questo consorzio ha una funzione così, direi di gestione del condominio, delle parti comuni.
TESTE Paolillo: Diciamo del consorzio come attività commerciale di tutti i negozianti e i locali che fanno parte del centro commerciale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei quale, all'epoca, amministratore dell'impresa costruttrice, ha notizie di chi era la persona che aveva amministrato, oppure era assolutamente estraneo alle sue conoscenze?
TESTE Paolillo: In che senso amministrato?
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, sa per esempio, dei testi che abbiamo sentito ieri, ci hanno riferito che uno degli amministratori di questo consorzio era un certo signor Massimino.
TESTE Paolillo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è persona che lei conosceva?
TESTE Paolillo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. Sa qual era, per l'appunto, il ruolo, il compito di questa persona?
TESTE Paolillo: Era stato assunto come direttore del consorzio.
PUBBLICO MINISTERO: Come direttore del consorzio.
Le risulta che questo signore potesse utilizzare questi ambienti a cui lei ha fatto riferimento?
TESTE Paolillo: Ma penso di sì. Non dovrebbe essere stato difficile, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, io penso di non avere altro da chiederle. La ringrazio.
PRESIDENTE: Parti civili hanno domande? I difensori?
AVVOCATO Florio: Sì, scusi. Avvocato Florio, una domanda soltanto.
A parte queste chiavi che c'erano presso questo locale, lei non è in grado di dirci quante persone - a parte queste chiavi qui - potessero avere una copia delle stesse chiavi?
TESTE Paolillo: No, mi dispiace. Allora ero l'amministratore dell'impresa, le dirò che non era così di vitale importanza occuparsi di questi locali.
AVVOCATO Florio: Ecco, ma esclude ce le potessero avere più persone?
*TESTE Paolillo: Ce l'aveva l'impresa sicuro, l'impresa CESPA che aveva sede a viale Mazzini, quando servivano c'erano le chiavi lì.
AVVOCATO Florio: Ho capito, grazie.
PRESIDENTE: Nessun'altra domanda? Può andare, grazie.
Chiamiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Ora abbiamo una serie di testimoni, Presidente, io comincerei dal teste Fischione, che mi risulta - ma potrà chiederlo il Presidente a conferma - non gradiscano essere ripresi dalle telecamere, trattandosi di personale di un corpo di Polizia, del ROS.
PRESIDENTE: Certo. La telecamera come vede è stata piazzata qui, quella si spegne ovviamente, o comunque ha l'ordine di non riprendere i testimoni. Siamo d'accordo?
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, Presidente, lei potrà interpellare a uno a uno. A me l'ha anticipato il nostro...
PRESIDENTE: Ma noi non ne abbiamo nessuna necessità, quindi.
PUBBLICO MINISTERO: E io non ho nessun diritto di stabilire se si fa in un modo o si fa in un altro.
Allora, facciamo passare il teste Fischione.
PRESIDENTE: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Fischione.
PRESIDENTE: Ma mi pare che... Mi scusi, l'operatore laggiù in fondo, ha capito? Non deve riprendere questi testimoni, siamo d'accordo?
Si accomodi. Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza per favore?
*TESTE Fischione: Carlo Fischione, nato a Orbinio, Rieti, il 23/06 del '63. Residente a Roma, via di Ponte Salario 25.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Fischione: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Capitano, vuol dire alla Corte a quale reparto lei era addetto nella primavera-estate del 1993?
TESTE Fischione: Al Raggruppamento Operativo Speciale, Sezione Antidroga.
PUBBLICO MINISTERO: Raggruppamento Operativo Speciale è quello che in gergo si chiama ROS.
TESTE Fischione: Si chiama ROS, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
Senta, Sezione Antidroga quella di cui si occupava specificamente lei.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei la comandava questa sezione?
TESTE Fischione: Comandavo la Sezione Antidroga.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Io le debbo chiedere se la sezione della quale lei era il comandante ha svolto nella primavera-estate del '93 attività investigativa nei confronti di Scarano Antonio?
TESTE Fischione: Sì. Ha svolto attività investigativa nei confronti di Scarano Antonio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dato che lei era il comandante della sezione, questa attività investigativa si è svolto sotto le sue direttive e quindi anche sotto la sua responsabilità, continuativamente?
TESTE Fischione: Sì, continuativamente, tranne un periodo estivo in cui ho fruito di un breve periodo di licenza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Cominciamo a dare le coordinate di ordine temporale a questo discorso. A partire da quando la sezione, quindi il suo personale, ha cominciato a svolgere attività investigativa nei confronti di questo signore e in relazione a quale ipotesi investigativa. Prego.
TESTE Fischione: La sezione inizia l'attività investigativa nei confronti dello Scarano formalmente, con una prima annotazione al P.M., il 17 di luglio del '93. Questa informativa faceva seguito ad altre annotazioni che aveva già compilato la Compagnia di piazza Dante, dell'Arma, che occasionalmente in quel periodo si trovava a svolgere attività investigativa diciamo più a largo raggio sullo stesso contesto criminale.
L'attività è nata invece informativamente nell'aprile del '93, da uno spunto informativo che noi ebbimo modo di acquisire in occasione dello svolgimento di altro servizio istituzionale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora poi su questo ci torneremo.
Lei ha detto: vi è un inizio formale dell'attività nel senso che, da una certa data, 17 luglio del '93, il ROS...
TESTE Fischione: Acquisisce.
PUBBLICO MINISTERO: No, il ROS, in una annotazione, rappresenta il proprio ruolo investigativo nei confronti di questa persona e poi si illustrerà il contenuto di questa annotazione, per la parte che la Corte deve conoscere.
Ecco, ma prima di questa manifestazione all'esterno del ruolo investigativo, l'attività di tipo informativo che precede in che cosa era consistita?
TESTE Fischione: L'attività informativa si...
PUBBLICO MINISTERO: Le ho chiesto prima, capitano - poi lei la risposta la colloca nel momento che le torna più utile - le ho chiesto in relazione a quale ipotesi investigativa voi vi siete occupati, la sua sezione si è occupata di questo signore.
TESTE Fischione: L'attività nasce principalmente da uno spunto che viene nell'immediatezza dei giorni successivi a quando è stato acquisito da uno spunto informativo, congelata per il fatto che noi stavamo svolgendo anche altre attività. Per essere ripresa in un secondo momento e con delle attività preliminari di indagine abbiamo posto le basi per iniziare un'attività antidroga contro il soggetto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questo vuol dire che la sezione ha avuto di mira la verifica di un'ipotesi di responsabilità di questo signore...
TESTE Fischione: Sì, nel campo del traffico delle sostanze stupefacenti.
PUBBLICO MINISTERO: Specificamente?
TESTE Fischione: Hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Hashish. Come il soggetto che movimentava, che ne so, partite dall'estero sul territorio italiano, in ambiente romano, tra varie regioni?
TESTE Fischione: Il soggetto inizialmente ci è stato segnalato solo valutando le sue reali possibilità, anche perché da riscontri all'attività informativa che furono fatti successivamente, non risultava realmente un trafficante della portata che ci era stata segnalata. Nei luoghi più o meno dove noi eravamo soliti operare non era neanche eccessivamente conosciuto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora diciamo, a questo proposito le chiedo una precisazione: quando questo personaggio venne, per così dire, alla ribalta della vostra attenzione, si trattava di un personaggio nuovo, almeno per la sezione da lei comandata, o in genere per il ROS, o in genere per l'Arma dei Carabinieri? E, se non era nuovo, in che termini si poteva apprezzare la caratura delinquenziale - perché, fino a prova contraria il ROS si occupa di delinquenti - ecco, delinquenziale di questa persona?
TESTE Fischione: Sì. Il soggetto era assolutamente nuovo e, come ho avuto modo di dire prima, nell'ambito dei dati informativi che avevamo in possesso su quelle che erano i principali gruppi delinquenziali che, ripeto, operavano nella nostra zona più o meno di competenza, non era neanche noto eccessivamente.
L'unico dato saliente, senza voler affibbiare etichette a nessuno, era che proveniva dal meridione e normalmente, per quella che era la nostra attività, fuori dalla zona di origine e considerato che non svolgeva nessuna attività apparentemente giustificativa comunque della sua vita, del portare avanti la sua vita, ci è rimasto un po' di interesse all'inizio, ecco si può dire. Ma è stato effettivamente subito dopo riscontrato che non era conosciuto eccessivamente nel luogo dove operavamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come precedenti giudiziari la persona si segnalava per qualcosa di specifico nel settore degli stupefacenti, oppure no?
TESTE Fischione: Guardi, le direi una sciocchezza, mi sembra che un attimino avesse avuto dei problemi con la giustizia, precedentemente. Ma non eccessivamente noto era lui.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, precedenti giudiziari significativi nell'ambito degli stupefacenti le risultavano? Precedenti giudiziari significativi nel settore degli stupefacenti.
TESTE Fischione: No. Significativi sicuramente no, nello specifico non ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, com'è che lei ha organizzato l'approfondimento di quello che ha chiamato, mi sembra, uno spunto investigativo.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, com'è che l'ha organizzato, attraverso quale tipo di attività informativa, mi pare l'abbia definita così lei.
TESTE Fischione: Come si era soliti operare in tutte le situazioni analoghe a questa, che normalmente, soprattutto nel settore degli stupefacenti, nascono sempre da uno spunto informativo, abbiamo svolto quelle attività preliminari che erano principalmente necessarie a vedere il tipo di vita che conduceva questa persona, se effettivamente era quella che ci era stata segnalata per evitare di porre in un secondo momento all'Autorità Giudiziaria persone all'attenzione che non fossero neanche quelle che ci interessava, con dell'attività informativa volta a stabilire presso le nostre banche dati quali fossero i suoi collegamenti e quali fossero le sue attività, o se aveva compartecipazioni in attività azionarie o societarie, per stabilire anche il livello di movimenti di denaro che potesse avere. E, più semplicemente, stabilire quale fosse la sua vita, la sua attività quotidiana.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè come passava le giornate.
TESTE Fischione: Sì, come passava le giornate e, come le dicevo anche prima, la cosa che è subito apparsa all'interesse investigativo, che è semplicistica ma comunque riscontrabile in tutte le attività che abbiamo fatto, è che questa persona non svolgesse un'attività primaria che giustificasse comunque la sua vita.
Normalmente era solito gravitare in locali, in esercizi pubblici della sua zona. Contattava più o meno persone che ci sono, soprattutto all'inizio, rimaste investigativamente sconosciute, per il fatto che non ci davano grossi elementi per poter stabilire dove potessero fare capo, sempre investigativamente parlando, a quali gruppi, o a qualche... E addirittura, in alcuni casi, anche alla vera e propria identificazione, avendo delle autovetture intestate a società, o essendo sconosciuti pure dal punto di vista meramente epidermico dai nostri uomini che operano nel luogo insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Può dare una data, sia pur non da prendersi alla lettera, sull'avvio di questa attività preliminare, che è finalizzata, che è stata finalizzata a raccogliere informazioni, dati anche sul quotidiano di questo signore?
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che la prima annotazione del ROS è datata 17 luglio.
TESTE Fischione: L'attività di controllo e di pedinamento è iniziata nell'aprile del '93... nel maggio del '93 perché era a termine l'altra operazione che stavamo portando avanti nell'aprile. A maggio '93, ricordo, furono fatte le prime attività di pedinamento e di controllo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
TESTE Fischione: A maggio scusi, maggio.
PUBBLICO MINISTERO: Maggio. Il personale che lei destinò a questo tipo di attività di controllo, lo può indicare alla Corte?
TESTE Fischione: Sì. Era personale della mia sezione, era piuttosto esigua in quanto era una sezione in via di costituzione, poiché il mio reparto non aveva un'attività antidroga. Anche perché non svolgeva una vera e propria un'attività antidroga, anche perché principalmente era nato come reparto antimafia e solo in un secondo momento si ritenne che questa un'attività antidroga potesse in qualche modo importante svilupparla, anche in relazione a contesti di criminalità organizzata di tipo mafioso.
Ma in realtà furono destinati alla mia sezione degli organici molto ristretti, soprattutto non molto bene anche amalgamati e pertanto molte attività che abbiamo svolte ci sono servite anche per stabilire un attimino di gruppo, per poter meglio operare. E' stata una delle prime volte dove abbiamo cominciato questi tipi di servizi un po' organicamente...
PUBBLICO MINISTERO: In particolare il personale, lei può anche indicarlo nominativamente quello destinato a occuparsi di Scarano in quel periodo.
TESTE Fischione: Il personale indicato operativamente erano il maresciallo Palmisano, era il maresciallo Leone, il maresciallo Polidori, il maresciallo Bullegas, poi vi erano alcuni... il maresciallo Corvi, vi erano alcuni Carabinieri che ci davano ausilio in servizi di manutenzione ai mezzi e queste cose qui.
PUBBLICO MINISTERO: Alcuni di questi all'epoca, alcuni di questi marescialli dovevano essere brigadieri penso.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei inizialmente ha precisato che vi è stata, per così dire, una concomitanza di un'attenzione investigativa vostra, quindi della sua sezione del ROS e della Compagnia Carabinieri di piazza Dante.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole un attimino chiarire questa affermazione?
TESTE Fischione: Con la Compagnia di piazza Dante, nello svolgimento di uno di questi servizi di accertamento, ci siamo accorti che erano presenti anche loro in zona. Quindi ci siamo recati presso il loro comando, stabilito che a loro interessava un soggetto che era in collegamento con il nostro principale obiettivo di indagine. A quel punto...
PUBBLICO MINISTERO: Per principale obiettivo, ripetiamolo, la Corte l'ha capito, si chiama Scarano.
TESTE Fischione: E' Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perché lei ha il gergo dell'investigatore e la Corte non è fatta di investigatori.
TESTE Fischione: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Fischione: Era Scarano Antonino.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, la compagnia di piazza Dante si occupava di un soggetto...
TESTE Fischione: Vicino a questo... E erano un attimino più avanti in quanto loro già avevano formalmente attivato la locale Procura e avevano in corso un paio di intercettazione telefoniche e l'acquisizione di tabulati relativi a un cellulare in uso allo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, più specificamente la compagnia di piazza Dante si occupava...
TESTE Fischione: Di tale Spinelli Angelo.
PUBBLICO MINISTERO: Di tale Spinelli Angelo.
Quindi, come dire, ci è stata una...
TESTE Fischione: Una sorta di unione e, essendo un reparto maggiore, posso definire investigativamente, abbiamo continuato congiuntamente, ad operare, a loro, avocando a noi l'onere di informare la Procura, che fu tempestivamente, nell'immediatezza anche informata di questa congiunzione di interesse.
PUBBLICO MINISTERO: Di interesse investigativo.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, i controlli che sono stati svolti quindi dal suo personale nei confronti di Scarano, a quello che ho capito, si sono, sono stati compiuti in via principale nei territori...
TESTE Fischione: Nella zona che tra l'altro...
PUBBLICO MINISTERO: Nelle zone, bravo.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nella zona dove questo viveva, si muoveva, si incontrava.
TESTE Fischione: Sì. Che tra l'altro, ripeto, fu molto difficile schermografare compiutamente, in quanto era anche una zona molto difficile per operare. Era una zona ad alta densità criminale. E in alcuni passi, in alcuni momenti abbiamo avuto anche concreto sentore di essere stati sufficientemente osservati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora poi arriviamo anche a questo.
Volevo dire: io qualche cosa ne so, però la Corte bisogna che si impadronisca, grazie alle precisazioni che lei fornirà, di qualche aspetto in più.
Cosa vuol dire, cosa voleva dire all'epoca organizzare un servizio di controllo sul territorio di questa persona?
TESTE Fischione: Voleva dire...
PUBBLICO MINISTERO: E' un controllo come dicono in gergo gli investigatori h-24? Cioè a dire 24 ore consecutive...
TESTE Fischione: No, non, non eravamo...
PUBBLICO MINISTERO: ... oppure era un controllo organizzato in una forma diversa?
TESTE Fischione: Non eravamo assolutamente in condizioni di effettuare un controllo h-24 per il ridotto numero di personale per gli altri impegni che avevamo e soprattutto, ripeto, perché investigativamente non avevamo ancora una, voglio dire, consolidata esperienza nel settore.
Avevamo più che altro esperienze dei singoli operatori che andavano un attimino amalgamate per creare le basi di una squadra che potesse un domani operare più tranquillamente in contrasto al fenomeno della droga.
Pertanto le prime attività che facemmo volsero inizialmente e semplicemente ad individuare il soggetto, vedere quali erano i suoi principali legami, soprattutto nelle ore di punta della giornata: all'ora di pranzo, l'ora più o meno del caffè, la sera più o meno quando rientrava a casa, se era effettivamente lui e stabilire più o meno in che area criminale verosimilmente gravitasse.
Mentre ai primi interrogativi riuscimmo a dare una risposta, perché non erano neanche poi così difficili, perché c'erano parimente i riscontri di natura formale presso le banche dati; nel secondo, nell'area criminale, non riuscimmo a dare una concreta risposta anche perché, ripeto, non si muoveva specificamente in un settore con delle persone fisso, ma era solito vagare per la città, soprattutto all'inizio, presso alcuni esercizi pubblici dove incontrava le più disparate persone.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lunghi o brevi che fossero questi controlli quotidiani, sono controlli che venivano eseguiti tutti i giorni nella prima fase, almeno investigativa, oppure con una periodicità diversa?
TESTE Fischione: Erano servizi svolti con periodicità diversa, perché per lo scopo a cui servivano e per la necessità di far gravitare in un determinato momento personale da dedicare a questo tipo di attività, non sempre si aveva l'opportunità di svolgerle in continuazione.
E soprattutto, come era tipico in tutta la nostra attività, lo abbiamo fatto soprattutto all'inizio, non si cerca mai di approfondire molto per evitare di mettere in discussione questa forma di attività. Cioè il pedinamento, l'osservazione, che, in un secondo momento, se si doveva forzare era meglio impiegarla in una fase più remunerativa che quella iniziale di mera conoscenza del soggetto o della...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, se ho capito bene, lei ha adoprato una metafora.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei voleva dire: in una prima fase non si può, fu ritenuto almeno da parte sua, di non fare dei servizi particolarmente incisivi, perché si poteva correre il rischio, allorché non era ancora remunerativa l'operazione, di pregiudicarla.
TESTE Fischione: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Solo in un momento successivo si poteva cambiare, per così dire, metodica...
TESTE Fischione: Si poteva eventualmente valutare all'occorrenza cosa fare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Fischione: Anche se poi, di fatto, non c'è stato mai...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, concretamente, cosa voleva dire per lei avere il personale - oggi ha detto - a occuparsi di Scarano, che ne so, per mezzo pomeriggio piuttosto che per l'intera giornata?
Il personale, com'è che la ragguagliava, com'è che, per così dire, consolidava l'attività che aveva compiuto durante la giornata?
TESTE Fischione: L'attività che il personale svolgeva veniva consolidata con un appunto che mi veniva fatto, nel quale mi raccontavano, laddove fosse stato possibile, l'attività che svolgeva lo Scarano nel momento in cui usciva da casa dove si portava, con chi si incontrava.
E nella ipotesi si vedeva con personaggi a noi sconosciuti e che non erano nell'immediatezza per il tramite di una targa di una autovettura, o cose analoghe, reperibili, identificabili nella immediatezza, venivano ove possibile, scattate delle fotografie per, in un secondo momento, stabilire chi fossero e che nel futuro della indagine, che ruolo avessero.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito perfettamente.
Senta, capitano, lei ha parlato di appunto.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma spieghi se per appunto si intende un foglio di carta...
TESTE Fischione: No, per appunto si intende la relazione...
PUBBLICO MINISTERO: ... scarabocchiato, oppure se si intende una cosa più seria.
TESTE Fischione: No, no, si intende una cosa più seria, per l'appunto, e che non mettevano mai pareri in quello che facevano. Per questo.
Erano relazioni di servizio in cui specificavano più o meno la loro attività meramente pratica.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, se ho capito bene, relazione di servizio. In taluni casi accompagnati anche da reperti fotografici...
TESTE Fischione: Qualora possibile, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché il personale procedeva, qualora possibile, anche a...
TESTE Fischione: Anche a servizi fotografici.
PUBBLICO MINISTERO: ... a servizi fotografici.
Era questa una tecnica investigativa ordinaria, per...
TESTE Fischione: Per noi?
PUBBLICO MINISTERO: Per la sua sezione, per il suo personale.
TESTE Fischione: Per noi, ripeto, no. Per noi cominciava proprio in quel periodo ad essere una attività ordinaria. Perché, ripeto, era una sezione da poco costituita.
PUBBLICO MINISTERO: Di recente costituzione.
TESTE Fischione: Per cui abbiamo iniziato a porre in essere queste tecniche soprattutto anche per addestrare pure il personale che usciva, a limare alcuni aspetti che non davano...
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Dall'inizio della sua attività investigativa, a maggio, lei ha detto.
TESTE Fischione: Sì, a maggio, a maggio.
PUBBLICO MINISTERO: Questi controlli sul territorio, pedinamenti, fotografie e quant'altro. Poi saranno i sottufficiali che entreranno nel particolare.
Ecco, al momento in cui - mi si passi l'espressione - lei prende carta e penna il 17 luglio e inoltra una certa annotazione al Procuratore della Repubblica di Roma, ecco, due mesi praticamente di attività investigativa...
TESTE Fischione: Sì, all'incirca, sì. Considerando...
PUBBLICO MINISTERO: ... l'ipotesi dalla quale la sezione era partita. E cioè che Scarano avesse a che fare con traffici di un certo rilievo in maniera di stupefacenti, a che punto è arrivata della sua verifica.
Lei penso lo sappia, perché è ufficiale di Polizia Giudiziaria, oltre che ufficiale dei Carabinieri, con autorizzazione del Presidente può anche consultare qualche cosa che abbia eventualmente con sé.
TESTE Fischione: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma insomma, se non lo fa tanto meglio. Il 17 di luglio del '93, perché scrive al Procuratore della Repubblica di Roma e quale situazione investigativa rappresenta.
TESTE Fischione: Noi il 17 luglio, ripeto, scriviamo perché facciamo tra l'altro nostra una proroga che doveva essere naturalmente della Compagnia di piazza Dante.
Perché come reparto investigativamente maggiore abbiamo fatto un accordo con i laterali della Compagnia e abbiamo deciso di procedere unitamente. E nella fattispecie di porre noi all'attenzione della Procura le attività che venivano svolte.
Diciamo che al 17 luglio noi ci trovavamo di fronte una situazione investigativa che vedeva intanto uno sviluppo delle attività, uno sviluppo dei contatti che il soggetto aveva soprattutto sotto il profilo dell'esame dei tabulati del traffico telefonico cellulare dello Scarano.
E sotto il profilo telefonico formale non erano emerse grosse cose. Tant'è che nella fattispecie optammo di non continuare più con le intercettazioni del telefono dello Spinelli che la Compagnia aveva a suo tempo richiesto, anche perché nel periodo il soggetto si era allontanato e non era più presente in Roma. Quindi sarebbe stato inutile continuare a fare le intercettazioni.
E nello sviluppare queste attività informative potemmo vedere che lo Scarano aveva dei contatti con dei personaggi della più svariata provenienza. Tra cui alcuni che potevano rivelarsi utili per un successivo interesse investigativo.
E allora abbiamo richiesto la prosecuzione della intercettazione telefonica. E, nello stesso tempo, mandammo un sottufficiale in Sicilia a sviluppare informativamente alcuni aspetti che erano emersi dall'esame del tabulato cellulare e dall'esame del traffico telefonico formale dal quale emergeva che il soggetto si sarebbe dovuto recare in quella località.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, cerchiamo di sviluppare alcune affermazioni che lei ha fatto.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, l'analisi del traffico telefonico...
TESTE Fischione: Dei tabulati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'utenza in considerazione a chi risultava intestata?
TESTE Fischione: Era intestata alla consorte dello Scarano, Tusa Silvia.
PUBBLICO MINISTERO: Lei vuol dire che risultò che Scarano faceva uso di un cellulare intestato alla moglie? detta in termini più semplici.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Esattamente. Quale utenza telefonica fissa, per così dire, era sottoposta ad intercettazione, l'intercettazione per la quale lei chiedeva la proroga?
TESTE Fischione: Era quella della casa dello Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: L'abitazione sua.
TESTE Fischione: L'abitazione sua, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. L'utenza intestata a chi? Se lo ricorda?
TESTE Fischione: Intestata anch'essa alla moglie dello Scarano. A Tusa Silvia.
PUBBLICO MINISTERO: L'indirizzo è troppo?
TESTE Fischione: No, era via delle Alzavole. Il numero civico posso vederlo.
PRESIDENTE: Prego, prego.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Non ha una grande importanza, sul momento.
Poi lei poco fa diceva che erano emersi dei contatti.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dall'analisi, lo studio, l'approfondimento dei tabulati e quant'altro, tra Scarano e ha detto, mi pare, persone le più varie, qualcosa di simile.
TESTE Fischione: Persone?
PUBBLICO MINISTERO: Le più varie...
TESTE Fischione: Sì, di più svariata provenienza.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome lei nell'annotazione del 17 di luglio dei nomi li ha fatti, vediamo se se li ricorda, ecco.
TESTE Fischione: Sì. C'era un tale...
PUBBLICO MINISTERO: Cercando di distinguere tra i nomi, per così dire, su piazza: romani, e quelli fuori piazza, cioè non romani.
TESTE Fischione: Sì. C'era un tale Brugoni Nazareno. Ricordo che è rimasto nei nostri ricordi. Era un tipo molto folcloristico che gestiva mi sembra un locale sfascio sulla via Flaminia.
PUBBLICO MINISTERO: Uno sfasciacarrozze, allora.
TESTE Fischione: Uno sfasciacarrozze, sì.
Poi vi era un altro soggetto più noto in altri tempi nella capitale, un tale Balducci Enrico detto "Franchino il criminale", noto per essere stato coinvolto in precedenza per fatti delittuosi che lo vedevano, tra l'altro, vicino anche ad alcuni ambienti dei servizi. Sempre per quanto potuto verificare su alcuni dati che avevamo acquisito sul suo conto a livello cartaceo.
E altri ce n'erano che allo stato mi sfuggono. Mi sono ricordato questi due...
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, lei ricorda come...
TESTE Fischione: Ah, c'era pure un'utenza di Trapani, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Con ordine, con ordine. Perché intanto le ho chiesto, come dire, i contatti su piazza.
TESTE Fischione: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi aspettiamo a trasferirci in Sicilia.
Non ricorda altri su piazza? Ricorda se risultava che questo signore, in quell'epoca, intrattenesse contatti con un certo Liberati Giuseppe?
TESTE Fischione: Sì, anche Liberati Giuseppe, c'era. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo Liberati Giuseppe, per voi, analogamente a quel signor Brugoni di cui poco fa lei ha fatto il nome, a parte la definizione di folcloristico che è un po' soggettiva, avevano una qualche, come dire, una qualche qualificazione dal punto di vista criminale? Nel settore specifico dell'indagine. Cioè a dire stupefacenti...
TESTE Fischione: Sì, avevano precedenti, avevano precedenti specifici. Per questo ci servivano per valutare il tipo di rapporti che aveva e quindi valutare il soggetto nello stesso tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, rifacendosi da quest'ultimo nominativo, da quello del Liberati, lei ricorda l'accertamento fatto all'epoca di queste indagini su Scarano se ve lo davano, che ne so, per libero, per detenuto, detenuto per armi, detenuto per stupefacenti; ovvero, libero, irreperibile. Ricorda queste...
TESTE Fischione: No, non lo ricordo questo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora è meglio che consulti la sua annotazione, perché sennò si corre il rischio di fare, di perdere un monte di tempo.
TESTE Fischione: Era ristretto per reati connessi al traffico sugli stupefacenti.
PRESIDENTE: Stiamo parlando di?
TESTE Fischione: Liberati Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E questo signor Brugoni Nazareno?
TESTE Fischione: Brugoni Nazareno era libero, doveva essere libero perché non abbiamo specificato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì...
TESTE Fischione: Ma non ci giurerei.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma lei lo ha definito folcloristico.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora la Corte non sa bene se è uno...
TESTE Fischione: No, folcloristico nel senso, negli atteggiamenti, nei modi, ecco, in questo senso. Niente...
PUBBLICO MINISTERO: Ma mi pare che veramente nelle annotazioni lei si fosse sbilanciato un po', in termini diversi. Non aveva parlato di feste paesane o di folclore, ma aveva detto...
TESTE Fischione: No, no, folcloristico nell'atteggiamento, nei modi. Però...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, ho capito.
TESTE Fischione: Però molto noto nell'ambito delinquenziale della delinquenza romana.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Fischione: Perché aveva numerosi precedenti.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, anche questo Brugoni aveva un posto, insomma, nella...
TESTE Fischione: Sì, sì. Sì, aveva una collocazione valida nel contesto.
PUBBLICO MINISTERO: Non nel folclore, ma nella criminalità.
TESTE Fischione: No, folcloristico io intendevo a livello dell'aspetto, così, della... Per questo ci è rimasto a mente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, poi ha parlato di questo Balducci Enrico.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto che aveva un passato criminale rispettabile.
TESTE Fischione: Rispettabile, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E questo signor...
PRESIDENTE: Ma anche specifico?
PUBBLICO MINISTERO: Ma anche specifico, Presidente...
PRESIDENTE: Ho chiesto se era anche specifico.
TESTE Fischione: Sì, ritengo di sì. Non ci giurerei, ma sicuramente aveva anche precedenti per gli stupefacenti. Armi e stupefacenti, sono quasi certo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo signor Brugoni si è detto era libero.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Liberati, si è detto, era detenuto. Il Balducci come le risultava a lei?
TESTE Fischione: Risultava detenuto per diversi reati, come abbiamo specificato meglio.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha memoria se questa detenzione era iniziata recentemente, o se si trattava di qualche cosa che partiva da più lontano?
TESTE Fischione: Non glielo saprei dire. Bisognerebbe consultare il CED per vedere meglio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Poco fa lei diceva che vi erano anche, come dire, delle proiezioni in terra trapanese, ha detto, in terra siciliana.
TESTE Fischione: Sì, con dei contatti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Queste proiezioni, ma anche questi contatti romani, visto che Liberati era detenuto, questo Balducci era detenuto, salvo quello che poi andrà a dire, erano contatti rilevati per qualche strada, come dire, particolare?
Che so, uno ha visto un certo giorno che lo Scarano si incontrava con un familiare del Liberati, era detenuto, è difficile che si incontrassero fra di loro. Ovvero si incontrava con la figlia o il figlio, o il fratello del Balducci. Non so se...
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ovvero, Brugoni è diverso, perché Brugoni non era detenuto.
Oppure erano contatti che voi avevate ricostruito prevalentemente o esclusivamente sulla base appunto di questi tabulati.
TESTE Fischione: Ricordo che prevalentemente ci avvalemmo del controllo del traffico telefonico dello studio dei tabulati del telefono. E potemmo rilevare che, tra queste utenze che venivano chiamate, ce n'erano anche alcune, ma in particolare una ricordo dell'isola che ci interessò stante l'area da dove proveniva per un discorso di stupefacenti che informativamente...
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, diamo gli estremi identificativi all'utenza dell'isola.
Più esattamente?
TESTE Fischione: Era intestata a tale Lombardo, mi sembra si chiamasse, Lombardo Michele.
Questo Lombardo Michele...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, se capisco bene, dal tabulato di Scarano emergevano contatti telefonici con una utenza...
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ormai che ci siamo ci dica anche il numero e dove si trovava.
TESTE Fischione: Lo 0923-941290.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa utenza faceva capo a chi?
TESTE Fischione: A Lombardo Michele.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Fischione: Di Mazara del Vallo.
PUBBLICO MINISTERO: Di Mazara del Vallo. Ecco, quindi una utenza di Mazara facente capo a questo signor Lombardo Michele, mazarese anche lui.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E perché questo personaggio per voi poteva esser in qualche modo importante?
TESTE Fischione: Poteva essere buono perché era dato sapere informativamente e per esperienza soprattutto anche alla luce di alcune rivelazioni che avevano fatto dei collaboratori di giustizia, che nell'ambito degli stupefacenti la marineria di Mazara del Vallo e del Trapanese più in generale era nota per esser punto di sbarco e di approdo di diversi pescherecci che si rifornivano in Marocco di hashish.
Allora ritenemmo nell'immediatezza che fosse poteva essere una valida...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, so che le chiedo troppo, o meglio: chiedo troppo alla sua memoria, ma lei deve vedere se se lo ricorda ancora.
Questi contatti con questo Lombardo, questi contatti telefonici, per come denunziati dal tabulato, perché ha detto questo risultava.
TESTE Fischione: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Avevano una loro datazione specifica e significativa, ovvero erano aspecifici e quindi non significativi?
TESTE Fischione: Mi chiede troppo. Effettivamente non ricordo di aver collocato in un momento temporale l'aspetto relativo alle telefonate. Non ricordo, allo stato, di averlo evidenziato investigativamente l'importanza...
PUBBLICO MINISTERO: No, che non si è evidenziata investigativamente non...
TESTE Fischione: No, non mi ricordo neanche di avergli dato sufficientemente importanza, ritengo. Anche perché, ripeto, in questa fase di cui stiamo ancora parlando, eravamo molto nel buio, navigavamo ancora.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, oltre al fatto di avere rapporti telefonici, diciamo da cellulare a utenza, nella specie una utenza fissa con la Sicilia, ma vi era stato possibile anche ricostruire collegamenti di Scarano con ambienti, località della Sicilia in una forma diversa e più diretta?
TESTE Fischione: Sì, ebbimo modo di poterli verificare a seguito di un viaggio che lui fece in provincia di Trapani, più precisamente a Castelvetrano, a seguito di un motivo riconducibile all'arredo di una abitazione che doveva, che aveva in quella località.
Ritenendo che tra l'altro la moglie era pure originaria dell'isola, all'inizio non ci sembrò eccessivamente importante una cosa che probabilmente anche in virtù del fatto che si avvicinava, che era in piena estate - si avvicinava il mese di agosto - ritenevamo che forse dovesse fare anche delle ferie, stava andando lì per organizzarsi.
E mandammo, per comunque sia coscienza e per deontologia, mandammo un nostro sottufficiale a verificare se tutto quanto appreso telefonicamente risultava veritiero.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè dire: la intercettazione telefonica era in corso a quello che lei sta dicendo.
TESTE Fischione: Sì, era già in corso.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era dall'intercettazione telefonica che apprendeste che Scarano partiva, o era partito?
TESTE Fischione: Sì. Sì, sì, che... Sì, lo apprendemmo. Che doveva fare un viaggio: Napoli...
PUBBLICO MINISTERO: Lo doveva far da solo, o assieme ad altri?
TESTE Fischione: Io ricordo da solo.
PUBBLICO MINISTERO: Da solo. Lei quindi dispose che personale suo seguisse Scarano in questo suo spostamento?
TESTE Fischione: Sì. Sì, solo che non fu seguito nella immediatezza perché purtroppo, quando partì, noi lo apprendemmo in un secondo...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, poi questo ce lo spiegherà.
Chi è che andò a fare questo controllo...
TESTE Fischione: Andò il maresciallo Palmisano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il maresciallo Palmisano quindi ha fatto specificamente e personalmente questo servizio di...
TESTE Fischione: Ha fatto specificamente questo servizio di verifica sul luogo.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda in che giorni, questo è avvenuto?
TESTE Fischione: Sì, glielo posso dire.
E' avvenuto dal 10 luglio al 12 luglio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Poiché i particolari di questa attività li riferirà il sottufficiale, ma lei come ufficiale collettore di tutte le informazioni che il suo personale metteva insieme, ritenne che da questo spostamento e per dir meglio: dai contatti che Scarano aveva mantenuto, o aveva avuto durante questo viaggio vi fosse qualche cosa di significativo, comunque significativo ai fini delle vostre indagini?
TESTE Fischione: Sì, quando il sottufficiale ci informò di ciò che aveva rilevato giù, che sviluppammo poi investigativamente, ci accorgemmo che manteneva il contatto con delle persone, poteva mantenere il contatto, perché gli atti che abbiamo sviluppato erano relativi ad accertamenti di targhe auto o utenze telefoniche, manteneva il contatto con persone che potevano avere una valenza investigativa, stante a quanto avevamo appreso...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, entriamo nel dettaglio di questa sua affermazione.
TESTE Fischione: Cioè, lui come arrivò giù...
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego.
TESTE Fischione: Lui, come arrivò giù, non sapeva esattamente dov'era andato lo Scarano, il sottufficiale.
Riuscimmo ad indirizzarlo noi sul posto, grazie ad una telefonata che la moglie dello Scarano gli fece una volta arrivato in Sicilia.
Infatti compose una utenza che era intestata a una certa Libeccio, signora Libeccio che viveva in località Triscina di Castelvetrano. Senza numero civico la via si chiamava 123, aveva un alfanumerico, un numerico, come... identificativo.
E una volta informato il nostro sottufficiale di verificare se in questa località poteva trovarsi lo Scarano, lui si recò sul posto. Effettivamente vide la sua autovettura parcheggiata presso quella località.
La cosa che in quel momento ci ha un attimino messo in allarme a seguito di questa telefonata, è che, oltre a sapere come stava, la moglie mi sembra gli chiese nel contesto, lo informò nel contesto che aveva saputo, un amico del fratello di Scarano, che una Forza di Polizia, non più specificatamente noi, forse lo controllava e di stare attento.
Questo ha costituito per noi un ulteriore giro di vite alla nostra proiezione nei suoi confronti, stante il rischio altissimo che correvamo di poter mandare in futuro l'attività investigativa in fumo.
Nello sviluppare il numero di telefono, l'ambiente più o meno circoscritto, all'intestataria e al numero di telefono, risultò importante il fatto che la stessa era consorte di un tale Garamella.
Questo soggetto, da alcuni dati che avevamo successivamente poi acquisito, risultò essere un tipo ambiguo. Infatti...
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda anche il nome di battesimo di questo Garamella?
TESTE Fischione: Glielo posso dire immediatamente.
Si chiamava Giuseppe, Garamella Giuseppe di Campobello di Mazara, del '48.
Questo Garamella Giuseppe era un impiegato presso il Banco Siculo di Menfi e aveva mansioni di cassiere.
Da alcune attività che svolgeva parallelamente la Sezione Anticrimine di Roma risultava che questo Garamella si fosse impadronito di una certa somma di denaro e si fosse reso irreperibile.
A seguito informò la consorte di essere stato lui l'artefice del prelievo di questi soldi dal Banco.
E la Sezione Anticrimine di Roma, informata dalla Compagnia di Castelvetrano, con un input investigativo finalizzato, mentre verificava quello che la Compagnia gli aveva chiesto, di cui nei dettagli non so, ebbe modo di arrestare anche un latitante, verosimilmente in contatto con questo signore: un tale Rallo Francesco che era latitante per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.
In più, nel vedere precedenti atti che riguardavano il Garamella, attività che lui conduceva eccetera, risultò essere in società presso una società enologica che si trovava a Castelvetrano nella quale vi erano altri personaggi insieme a lui consocietari di assoluto e preminente interesse investigativo.
Questi, erano, tra questi vi erano un tale Furnari Saverio.
PUBBLICO MINISTERO: Furnari.
TESTE Fischione: Furnari Saverio, un tale Messina Denaro Francesco. Che da altri atti che abbiamo potuto acquisire risultavano schedati mafiosi presso i locali Comandi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo - ormai che ci siamo - Furnari Saverio, le generalità voi all'epoca...
TESTE Fischione: Sì, nato a Castelvetrano il 06/01/49.
PUBBLICO MINISTERO: Vi risultava all'epoca, dal vostro accertamento, libero, detenuto, reperibile...
TESTE Fischione: Era detenuto.
PUBBLICO MINISTERO: Detenuto. E questo Messina Denaro Francesco?
TESTE Fischione: Latitante.
PUBBLICO MINISTERO: Le generalità di questo quali erano?
TESTE Fischione: Erano: nato a Castelvetrano, 20/01/28.
PUBBLICO MINISTERO: Latitante. Ecco, ormai che ci siamo: lei ha parlato di una cantina enologica o quel che sia.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Gli estremi, la denominazione di questa azienda.
TESTE Fischione: Società Enologica, denominata Castelseggio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e il signor Garamella con questa cantina in che termini aveva a che fare?
TESTE Fischione: Aveva, come abbiamo scritto, aveva assunto particolari incarichi nell'interno della società. Però, allo stato, non ricordo esattamente cosa...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, incarichi di ordine amministrativo? No, perché lei un attimo fa...
TESTE Fischione: Immagino di sì. Eh, mi sono infatti...
PUBBLICO MINISTERO: Un attimo fa mi sembra abbia detto società. Ora...
TESTE Fischione: Sì, ho detto società, però erroneamente.
PUBBLICO MINISTERO: Non credo, ecco, che fosse adatta la specifica di società.
Ecco, anche questa situazione registrata attraverso l'investigazione in Sicilia che ha come suo riferimento in termini di data 10-12 luglio del '93, voi riteneste di segnalarla, lei ritenne di segnalarla al magistrato nella annotazione del 17 di luglio?
TESTE Fischione: Sì, perché come dicevo prima, essendo ancora in una fase abbastanza nebulosa della... Non avevamo ancora di fatto, avevamo tanti spunti più che altro ecco informativi anche se comprovati, ma di fatto non provavano nulla, abbiamo ritenuto di segnalarlo al magistrato anche per un attimino rinforzare quelle che erano le nostre supposizioni iniziali.
Cioè che il soggetto fosse un interessante investigativamente dal traffico degli stupefacenti, visto che tra l'altro aveva questo tipo di rapporti.
PUBBLICO MINISTERO: Una domanda così apparentemente regressiva: lei sa se questo Messina Denaro Francesco che era a suo tempo interessato in questa cantina, abbia qualche rapporto con un certo signor Messina Denaro Matteo?
TESTE Fischione: Non glielo saprei dire, perché investigativamente non mi sono mai interessato di...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, lo dirà qualcun altro.
Facendo quindi il bilancio a questa data: il 17 luglio del '93, lei come responsabile di questa investigazione che ha preso le mosse da un input di un certo tipo - e poi lo vedremo - che cosa, per così dire, ritiene di aver concretizzato, visto che ha chiesto al Pubblico Ministero di prorogare l'intercettazione...
TESTE Fischione: A quel punto noi credevamo di aver, non dico compiutamente, ma sufficientemente comprovato che lo spunto investigativo non era poi così campato in aria stante il livello di amicizie che aveva lo Scarano.
Anche se normalmente nelle attività investigative non è inusuale che i personaggi che noi trattiamo hanno certi tipi di contatti, però nella fattispecie dopo questi ultimi accertamenti ritenemmo quantomeno di essere su una buona strada, visto che tra l'altro - come le dicevo prima - si era portati in una zona che sapevamo essere molto interessante sotto il profilo dell'hashish.
Quindi, avendocelo segnalato come hashish ritenevamo di essere su una buona strada.
A questo punto, come era logico fare per noi in tutte le attività investigative nel campo degli stupefacenti, bisognava soltanto cercare di capire essenzialmente qual era il momento più buono per intervenire nell'eventualità che fosse un carico di stupefacenti.
Più di questo... Non sono eccessivamente approfondite sotto questo profilo.
PUBBLICO MINISTERO: La proroga della intercettazione fu rilasciata dal Giudice delle indagini preliminari?
TESTE Fischione: Sì, ci fu rilasciata mi sembra una proroga, ovvero la penultima proroga.
PUBBLICO MINISTERO: Ormai che ci siamo, la data in cui ebbero inizio le operazioni di intercettazione nei confronti di Scarano.
TESTE Fischione: Ecco, nei confronti di Scarano io la data esatta non la so perché bisognerebbe vedere gli atti della Compagnia...
PUBBLICO MINISTERO: L'avviò la Compagnia...
TESTE Fischione: Per quel che mi riguarda... Sì, noi richiedemmo una proroga. Per noi iniziavano il 17 luglio, con la prima richiesta di proroga che facemmo nei suoi confronti.
Presumo che un mese prima circa erano iniziate, o 20 giorni prima.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
PRESIDENTE: Io vorrei porle una domanda che mi è sollecitata da un collega: sapere cioè se era intercettata solo l'utenza dell'abitazione, o eventualmente anche il cellulare.
TESTE Fischione: No, era intercettata l'utenza solo dell'abitazione, quella per la quale poi abbiamo richiesto la proroga noi, soltanto.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE Fischione: Controllavamo solo il traffico dei tabulati, del resto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi la proroga fu autorizzata dal Giudice delle indagini preliminari. E allora a proseguire, per così dire, dal 17 di luglio continuano le attività di intercettazione, continuano, le chiedo se continuano, se continuarono i servizi di osservazione, quindi di controllo diretto sul territorio.
TESTE Fischione: Sì, sono continuati nel contesto delle due proroghe che abbiamo chiesto. Sono una datata il 17 e una il 31. Poi improvvisamente l'attività è venuta meno sotto proprio il profilo sostanziale. Perché in concomitanza del periodo estivo, in concomitanza anche del fatto che questo eccessivo poi suo dinamismo non c'è stato più, del soggetto indagato. Abbiamo rallentato e infatti sono stati prodromi a che...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io avrei bisogno però che lei mi fosse un attimino più preciso sul punto particolare. Cioè dire: dal momento in cui Scarano torna a Roma dopo la sua permanenza in territorio di Castelvetrano, continuano i servizi di osservazione e di pedinamento - voi li chiamate OCP: osservazione controllo e pedinamento - ecco, continuano i servizi pedinamento da parte dei suoi sottufficiali; con che caratterizzazione in termini di periodicità, in termine di uomini, di cautele.
Mi pare che lei prima accennasse al fatto che qualche cosa vi aveva fatto intendere che Scarano poteva essere in qualche modo allertato sul possibile controllo, una possibile attenzione di Polizia.
TESTE Fischione: Infatti i servizi sono continuati come prima in termini di procedure. Non è cambiato nulla.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Fischione: E più o meno lui ha confermato quanto avevamo già acquisito con i servizi precedenti.
Materialmente c'è stato un rallentamento dell'attività dovuto a questa situazione anche abbastanza grave, per il fatto che quando succedono queste cose a livello investigativo, soprattutto nel nostro reparto, immediatamente si cercava di capire come mai questo...
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi bene alla Corte che cosa intende per allertamento e quando succedono queste cose.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché lei ha fatto un discorso generico...
TESTE Fischione: Allertamento è dovuto al fatto che eravamo stati messi in preallarme da questa telefonata che c'era stata da parte della Tusa Silvia.
E quando succedono queste cose a livello di comando si decide intanto di garantire e vedere se a livello nostro siamo permeabili o impermeabili. Stabilire se il problema è dentro di noi, o fuori di noi.
Quindi, questa attività, anche per una questione di sicurezza personale, è stata un attimino rallentata, abbiamo dovuto incominciare a fare una verifica, uno screening. Anche perché non abbiamo materialmente - e ancora oggi non sappiamo - da dove potesse essere uscita questa paura, questa notizia che è stata data e da quale spunto dovrebbe essere nata, visto che noi con questa gente non avevamo niente a che vedere, né prima...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, glielo stavo per chiedere, ma la domanda gliela ripropongo anche se lei la risposta sostanzialmente l'ha già data.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è riuscito a stabilire positivamente quale situazione, o quale episodio poteva essere realmente o putativamente alla base di quella specie di messa in allarme testimoniata da quella telefonata?
TESTE Fischione: No, assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa è la spiegazione di quando succedono certe cose.
Ora voglio che spieghi per bene alla Corte cosa vuol dire rallentamento.
TESTE Fischione: Rallentamento vuol dire che le attività che prima venivano condotte per poche ore e in orari diversi della giornata, e comunque saltuariamente, venne posta in essere solo per stabilire la posizione del soggetto, dove si trovava in determinati momenti. E per essere pronti, nella ipotesi in cui dal controllo della censura del telefono, emergesse qualcosa di significativo investigativamente, ci saremmo, piuttosto che girare alla rinfusa, ci saremmo proiettati nell'ipotesi ci fosse stato uno spunto un po' più serio investigativamente, come ho detto prima.
Pertanto abbiamo rallentato i servizi, li abbiamo fatti con più periodicità intercorrente tra uno e gli altri. E normalmente per vedere dove si trovasse e cosa facesse.
E, ripeto, sostanzialmente hanno confermato quello che avevamo già acquisito prima.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, capitano, anche per rendere più chiaro possibile questo suo racconto: alla data del 17 di luglio, o nelle settimane successive, in corso comunque di attività investigativa e anche di intercettazione telefonica delegata dal Pubblico Ministero, lei si è trovato nella disponibilità di elementi per denunziare Scarano per un qualche reato all'Autorità Giudiziaria?
TESTE Fischione: No, nella fattispecie no. Tant'è che anche quando parlavo con il P.M., lo stesso, nell'indirizzare la nostra attività, ci suggeriva di esser un attimino un po' più incisivi e concreti perché ci poteva esser il rischio che noi non si potesse andare avanti con i telefoni, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Questo vuol dire che, nella seconda metà del luglio - e poi lei spiegherò ancora - gli elementi di cui disponevate, erano elementi compatibili e in qualche modo di valorizzazione dell'input iniziale, ma non tali da darvi la possibilità di denunziarlo e tantomeno per intervenire su qualche cosa. Vuol dire questo?
TESTE Fischione: Certo, certo. E, anzi, andando avanti vennero ancora di meno questi elementi. Perché nelle successive due proroghe, proprio non ci fu più nessun motivo di poter giustificare ancora la nostra attività, almeno giustificare una intercettazione. Visto che c'è stato un freno immediato, gli interessi dello stesso sembravano rivolti a problemi familiari e non altro, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma nel controllo, per meglio dire, più correttamente dire, durante le intercettazioni telefoniche eseguite a valle del 17 di luglio e comunque nell'attività di controllo su territorio, emerse qualche altro elemento che per voi aveva un significato non ordinario?
Voglio dire, un significato tale da dover essere isolato rispetto a tutti gli altri per poi rapportarlo al momento e nei termini opportuni al Pubblico Ministero?
Perché l'attività era sempre in corso, a quel momento.
TESTE Fischione: Sì, emersero un paio di elementi: uno, relativo al fatto che lo Scarano probabilmente tra le sue attività si dedicava anche a quella dell'usura, verosimilmente stante il fatto che parlava al telefono di somme di denaro; qualcuno a lui si rivolgeva dicendo che fosse il più grande. Chiaramente intendendo sotto il profilo economico, delle potenzialità economiche.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Fischione: E un altro relativo ad un contatto che ebbe lui e sua moglie, telefonico, con dei presunti nipoti siciliani dai quali, nell'ascoltare il contesto delle telefonate, si evinceva che il rapporto di parentela non fosse giustificato poi dal rapporto di proporsi, dal modo di proporsi a questa zia presunta o a questo zio.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, diciamolo in maniera diversa.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché io credo di aver capito quello che lei vuol dire, ma forse è meglio se lo dice in una forma più diretta.
TESTE Fischione: Certo. Cioè, non sembravano nipoti. Insomma, come si proponevano, non sembravano nipoti. Gli davano del lei, anche se magari nel meridione si usa questo. Però effettivamente ci ha dato un po' un attimino di...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi erano, questo vuol dire - a parte che poi questo è una precisazione che introduco tra parentesi - su questo punto la Corte dispose delle perizie di trascrizione di certe telefonate. E quindi la domanda che sta facendo il Pubblico Ministero al teste si collega a una acquisizione probatoria già canonizzata dalla Corte con un incarico di perizia.
Ecco, lei ricorda se erano stati uno, o più d'uno, questi contatti telefonici...
TESTE Fischione: Erano, sicuri tre. Sicuri almeno tre.
PUBBLICO MINISTERO: Almeno tre. Tutti - glielo chiedo a costo di apparire ripetitivo e inutile - tutti intercettati sull'utenza di abitazione di Scarano.
TESTE Fischione: Dell'abitazione dello Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: A quel periodo, oltre a questa utenza di abitazione, quali altre erano sotto controllo?
TESTE Fischione: In quel periodo... Mi sembra nessun'altra.
PUBBLICO MINISTERO: Nessun'altra. Ecco, in questi contatti quindi comparivano delle persone che si qualificavano come nipoti.
TESTE Fischione: Sì, come nipoti.
PUBBLICO MINISTERO: Senza per altro, secondo lei, denotare un rapporto di confidenza almeno proporzionato al grado di parentela.
TESTE Fischione: Sì, infatti glielo dicevo ora: ci sembra strano...
Anche se, ripeto, probabilmente magari lì per lì nel meridione eravamo convinti che qualche nostro operatore disse... Effettivamente...
PUBBLICO MINISTERO: Va be', questo fu considerato un elemento significativo, lei stava dicendo.
TESTE Fischione: Sì, sì. Questo ci rimase un po' così, era un elemento sicuramente che andava chiarito.
Infatti probabilmente, come dicevo prima, anche per giustificare i nostri servizi fuori, questo probabilmente fu uno dei periodi in cui cercammo di uscire per vedere chi erano queste persone. Ma con esito, mi sembra, negativo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi lei accennava ad un'altra circostanza - ha detto due furono le circostanze...
TESTE Fischione: Sì, una relativa al fatto...
PUBBLICO MINISTERO: Questa l'ha riferita. L'altra? Non so di che...
TESTE Fischione: Quella dell'usura, l'avevo già detto.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
TESTE Fischione: Quella dell'usura.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
TESTE Fischione: Che probabilmente lo Scarano si dedicasse anche a prestare soldi.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ecco, lei ricorda in particolare - qui le debbo fare una domanda proprio specifica - se siano stati fatti servizi sul territorio, suggeriti o no che siano stati dal contenuto delle intercettazioni, nella giornata del 28 luglio del '93?
TESTE Fischione: 28 luglio... Mi sembra di sì, che fu fatto un servizio il 28 luglio del '93.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Fischione: Mi sembra di sì. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se le sembra, è già qualcosa; se se lo ricordasse meglio, sarebbe preferibile.
TESTE Fischione: Sì, furono fatti in quel periodo mi sembra un paio di servizi. Un paio di servizi, uno con l'esito totalmente negativo. Mi sembra quello del 28; e un altro, in un altro in cui riuscimmo a stabilire che Scarano fece i soliti giri presso i suoi soliti esercizi pubblici e basta. Prima del 28.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quello del 28 ricorda un po' meglio il perché, i termini...
TESTE Fischione: E quello del 28, quello del 28 mi sembra fu relativo ad una telefonata in cui lui invitava un tale Aldo Frabetti, che era in contatto con lui, a recarsi presso la sua abitazione.
E noi circondammo l'area per vedere, una volta arrivato, dove si sarebbero portati. Ma ci accorgemmo, non potendo andare troppo sotto la sua abitazione e mandando un paio di Carabinieri a ricognire il posto, che le macchine erano sparite, probabilmente erano uscite da qualche altra...
PUBBLICO MINISTERO: Non potendoci andare sempre per le ragioni dette di prudenza e di cautela?
TESTE Fischione: Certo, è chiaro. Anche perché è pure come procedura. Cioè, non è previsto mettersi...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma foste comunque in grado...
TESTE Fischione: Come, scusi?
PUBBLICO MINISTERO: Foste comunque in grado di stabilire cosa era accaduto, cosa poteva essere accaduto nell'arco di quella giornata? Comunque nel periodo...
TESTE Fischione: Guardi, noi quando praticamente arrivò questa chiamata, le ripeto, invece di girare di più come facevamo prima, cercavamo di essere un po' più certosini nell'attività.
E ritenemmo che potesse essere importante il fatto, perché mi sembra che in quel periodo avevamo già acquisito che questa persona che era in contatto con lui, tra l'altro molto saltuario per noi, perché non ebbimo modo di approfondire su di lui eccessivamente, era in possesso di un furgone, mi sembra che avevano un mezzo che potenzialmente era idoneo a eventuale trasporto di sostanza stupefacente.
Però ritenemmo che poteva essere utile un attimino approfondire questo aspetto, per altro con esito negativo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, delle altre emergenze investigative collegate a questa giornata: il 28 di luglio, non si rammenta altro?
TESTE Fischione: No.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda se vi fosse qualche elemento sintomatico, o come dire, indiziante circa uno spostamento...
TESTE Fischione: Ah, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... fuori Roma...
TESTE Fischione: A livello dinamico, no. A livello telefonico risultò un qualcosa di interesse sotto il nostro profilo, in quanto ci furono un paio di telefonate che davano chiaramente la sensazione che il soggetto, unitamente ad altre due persone di cui una per noi completamente sconosciuta a nome certo Pino e l'Aldo, ritenemmo, avessero fatto un viaggio. Un viaggio verosimilmente a Napoli.
E dal tenore, dal modo come parlava a telefono lo Scarano mi sembrava abbastanza concitato ed era soprattutto un po' ansioso relativamente all'Aldo che non fosse ancora tornato a casa.
Occasionalmente, nel non riporre a posto nella dovuta maniera la cornetta telefonica, ascoltammo anche un dialogo che ebbe nella stanza, ritengo con la moglie, ma non abbiamo mai saputo chi fosse l'altra persona. Ritengo con la moglie, perché era a casa sua, in cui diceva, faceva riferimento al fatto che Pino era dietro, che si era fermato all'area di servizio, che andava più forte, più piano.
Chiaramente, essendo abituati a lavorare nel settore, abbiamo ritenuto immediatamente che ci fossero riusciti a fare un carico di droga e noi non eravamo, non avevamo capito che c'era stato un movimento di droga in corso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, capitano, quindi queste sono circostanze che per voi, come dire, presentavano un certo quale interesse per la prosecuzione dell'investigazione.
TESTE Fischione: Un certo interesse, sì. A staffettamento di un carico...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come fu proseguita l'investigazione a partire - ormai siamo alla fine di luglio, siamo al 28 di luglio, ecco - come fu proseguita, con che tipo di servizi...
TESTE Fischione: Sì. Noi, il 28 di luglio, parlammo, ebbimo due contatti con l'Autorità Giudiziaria. Uno, nel quale lamentavamo il fatto che non ci davano più neanche i tabulati alla locale società SIP presso la quale ci appoggiavamo. E questo aveva rallentato altresì l'attività perché non potevamo controllare il traffico quantomeno telefonico del soggetto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Fischione: E in più ci fu, come dicevo prima, un rallentamento dovuto al fatto che sembrava che, da quel momento in poi, l'interesse principale del soggetto fosse per il figlio che era detenuto e che doveva a tutti i costi farlo uscire con una perizia medica, o un qualcosa.
E non avendo, forse anche per via del periodo estivo, assidui contatti come li aveva avuti nel periodo precedente, abbiamo rallentato l'attività pensando che, come ci era stato probabilmente ritenevamo un carico di stupefacenti, ce ne sarebbe stato un altro da lì ad un certo periodo, per quello che sapevamo investigativamente per esperienza, da lì ad un certo periodo. Quindi non era necessario in quel momento eccessivamente stressare il soggetto che tenevamo sottocontrollo per non pregiudicare il prosieguo dell'attività investigativa in un momento migliore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, riteneste, ritenne di allargare, per così dire, l'area, il novero dei soggetti sui quali compiere una attività investigativa?
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Esercitare comunque una attenzione investigativa?
TESTE Fischione: Certo, a questo punto chiaramente in relazione al presunto nostro staffettamento di un carico di droga, i due soggetti: Pino e Aldo, cominciavano ad essere, ad assumere una valenza delinquenziale forse più vicino e migliore di quella che avevano gli altri.
Soltanto che non abbiamo potuto materialmente e sufficientemente corroborare le nostre richieste, talché ci è stata negata la proroga e abbiamo sostanzialmente finita l'attività investigativa, anche se ci eravamo ripromessi di, avendo acquisito tutti questi spunti informativi, svilupparli in un secondo momento, di riprenderla in un momento in cui avevamo qualcosa di più concreto da fornire all'Autorità Giudiziaria.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ricorda se - la domanda che le ho fatto che è, come debbo fare, volutamente generica e senza anticipazioni di risposte, una parte le è sfuggita - ricorda in particolare se avete pensato di orientare ad esempio l'analisi dei tabulati e quindi del traffico telefonico di riferimento su soggetti diversi da Scarano?
TESTE Fischione: Sì, chiedemmo, acquisimmo altri telefoni cellulari che sapemmo essere in uso a soggetti che lui contattava e chiedemmo i tabulati anche di queste altre persone per stabilire, parimente come avevamo fatto per lui, quale fosse il tipo di contatti, le zone che loro frequentavano...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ascolti: è la ragione per la quale vi siete orientati su certe persone, piuttosto che su certe altre? Così lei risponde contemporaneamente alla domanda. Sulla ragione e sulle persone, quale fu? Se lo ricorda?
In altri termini: ricorda di avere inoltrato all'Autorità Giudiziaria annotazioni con le quali veniva fatta richiesta di autorizzazione quindi del tradizionale ordine di esibizione di certi tabulati su certe persone relative all'utenza e nella disponibilità di certe persone?
E se se lo ricorda, per quale ragione proprio quelle utenze lì? E quali erano le persone di riferimento per quelle utenze?
TESTE Fischione: Qui mi trova un po' impreparato, perché ripeto, come dicevo all'inizio, nella seconda fase io fui assente per via del periodo estivo.
Però ritengo che furono chiesti sicuramente da quello che ricordo quando fu fatta la chiusura per la richiesta dei tabulati in cui dicemmo, essendo venuta meno l'attività investigativa, al magistrato di evitare, di dare disposizioni nel senso di evitare di acquisirli.
Però, in quel periodo specifico probabilmente ero assente dal reparto e non ho, non feci io la richiesta, non firmai io la richiesta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questa storia - chiamiamola così - investigativamente per voi quando si chiude?
TESTE Fischione: Per noi, formalmente si chiude il 2 settembre sotto il profilo formale con la chiusura della intercettazione telefonica.
Abbiamo tentato di trovare una strada più opportuna quantomeno per dare un pochettino corpo a quegli spunti che, forse se più compiutamente sviluppati, potevano portare a qualcosa di più, soprattutto magari con l'attivazione di fonti informative o con un tentativo di cercare di penetrare anche con altra tecnica investigativa, l'ambiente criminale in cui operavano i soggetti. Ma non vi riuscimmo. Pertanto a novembre comunicammo definitivamente la chiusura dell'attività investigativa all'Autorità Giudiziaria, facendo riserva che se si fossero presentate in qualsiasi momento delle migliori condizioni, avremmo ripreso sicuramente per approfondire questi spunti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ha detto poco fa, capitano, che c'è stato un certo periodo in cui legittimamente è andato in ferie e quindi non ha seguito di persona l'attività.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, però proprio tornando alla domanda che le ho fatto su quella richiesta di autorizzazione ad acquisire determinati tabulati, le voglio ricordare che l'annotazione, con la quale è stata inoltrata questa richiesta, è datata Roma 19 agosto '93, ma male per lei è firmata capitano Carlo Fischione.
TESTE Fischione: Del 19 agosto?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, è firmata dal capitano Carlo Fischione.
TESTE Fischione: Allora no...
PUBBLICO MINISTERO: O forse è firmata da qualcuno...
TESTE Fischione: Io ne ho una 17...
PUBBLICO MINISTERO: Lei controlli se ha questa annotazione, se la firma è sua o se la firma di qualcuno che la sostituiva, non lo so.
TESTE Fischione: Io ne ho una del 17 agosto.
PUBBLICO MINISTERO: 17 agosto la firma non è sua, è di un altro ufficiale, del maggiore Parente. Quindi su quella non le chiedo niente perché non l'ha firmata lei.
TESTE Fischione: Voglio dire, non ce l'ho questa qui, Presidente.
PUBBLICO MINISTERO: Non ha con sé un'annotazione del 19 di agosto del '93?
TESTE Fischione: Probabilmente non ho avuto modo di prenderne visione. Sicuramente se c'è la firma mia...
PRESIDENTE: Parli più vicino al microfono perché non ho sentito.
TESTE Fischione: Sì. Sicuramente se c'è la firma mia... Probabilmente mi è sfuggita perché tra queste che l'ufficio mi ha fornito non...
PUBBLICO MINISTERO: Credo che non ci sia nulla di male se si fa vedere un attimino questa annotazione. Perché se la firma è del capitano allora è un atto redatto da lui, se invece qualcuno ha firmato per conto del capitano, il discorso cambia fino a un certo punto.
TESTE Fischione: E' chiaro. Probabilmente, può darsi che negli atti che mi sono stati consegnati...
PRESIDENTE: Ci sono opposizioni...
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
PRESIDENTE: I difensori hanno eccezioni in proposito?
AVV. Cianferoni: Presidente, si parlava appunto con il Pubblico Ministero, si può riavere detta la circostanza, su cosa l'eccezione ci dobbiamo pronunciare?
PRESIDENTE: C'è una nota...
AVV. Cianferoni: Quella del 19 agosto.
PRESIDENTE: Sembrerebbe fatta a nome...
AVV. Cianferoni: Ci interrogavamo anche noi su questo, infatti si comparava delle firme del capitano...
PRESIDENTE: Però non si è sicuri che la cosa sia firmata dall'intestatario della lettera, o da qualcuno per lui.
AVVOCATO: Presidente, mostriamola al capitano.
AVV. Cianferoni: Eh, infatti. Ce lo chiedevamo anche noi Presidente.
PRESIDENTE: Possiamo fargliela controllare se la firma è sua?
AVV. Cianferoni: Sì, sì.
TESTE Fischione: Non essendo più presente al reparto, chi ha preparato questi spunti probabilmente non me l'ha data, ora vedo. Effettivamente questa non è la mia. Il timbro è il mio, ma ha firmato il vicecomandante della sezione. Ha usato il mio timbro, firmato assente per...
PUBBLICO MINISTERO: Per vicecomandante si intende?
TESTE Fischione: Il maresciallo Pirastru questa dovrebbe essere, credo.
PRESIDENTE: Maresciallo?
TESTE Fischione: Pirastru Gavino.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
TESTE Fischione: Credo che questa sia la firma del maresciallo Pirastru.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Fischione: Comunque, sicuramente nel fare quello che ha fatto avrò dato io sicuramente delle direttive sennò non avrebbe...
PUBBLICO MINISTERO: Non si preoccupi. Mi rimandi questo foglio, tanto la domanda gliela pongo in un altro modo.
TESTE Fischione: Anche perché io ho poi firmata quella che chiudeva la richiesta dei tabulati, quindi ne ero sicuramente a cono... non ricordo i nomi di chi li abbiamo chiesti, ma sicuramente ero a conoscenza di questo fatto perché probabilmente sono stato informato.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti capitano, lei è al corrente della ragione specifica per la quale la sezione - anche se l'atto non è sottoscritto da lei, per quanto sia intestato al comandante - la sezione fa richiesta il 19 agosto del '93, con questa nota numero 420/3-1 di protocollo, di autorizzazione ad acquisire tabulati relativi al traffico telefonico svoltosi sulle utenze, sono uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, di queste nove una è l'utenza cellulare intestata Autotrasporti Sabato Gioacchino a Palermo. Un altro è la utenza, anche questa cellulare, intestata a Benigno Salvatore, viale Europa 170, Misilmeri.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E la terza, ancora, è... sono nove in tutto, ma io gliene segnalo tre: è Bizzoni Alfredo, via Boerio 210, Roma. Sono tre utenze cellulari.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per quale specifica ragione si inoltrò la richiesta al Pubblico Ministero perché desse la possibilità di avere per le mani questi tabulati e analizzarseli come sempre si fa.
TESTE Fischione: Il Bizzoni Alfredo fu uno degli ultimi che investigativamente abbiamo identificato e notavamo che spesso era uno degli incontri dello Scarano presso uno dei bar che era solito frequentare. Questo per quanto riguarda il Bizzoni. E ritenevamo che poteva essere appunto di interesse investigativo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Fischione: Per quanto riguarda le due ditte di autotrasporti, mi sembra che le stesse...
PUBBLICO MINISTERO: Le ditte sono una.
TESTE Fischione: Una. Gli altri due personaggi mi sembra...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, una è una ditta di trasporti e l'altro è l'utenza di un privato.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senza ditta, si chiama Benigno.
TESTE Fischione: Mi sembra che le chiedemmo perché a sua volta emergevano tra i contatti che lo stesso aveva nel suo tabulato.
PUBBLICO MINISTERO: Lo stesso chi?
TESTE Fischione: Lo Scarano. E allora ritenemmo che forse era opportuno vedere chi fossero per inquadrarli criminalmente diciamo, in una data area. Si era soliti farlo comunque quasi sempre nelle nostre attività investigative avere un quadro generale per poi...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Fischione: ... indirizzarci in quelle migliori, che ritenevamo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sa se i contatti telefonici con queste ultime due utenze considerate e, in particolare, quella intestata alla ditta di autotrasporti, erano significativi quanto alla loro collocazione temporale, in rapporto anche al vostro cosiddetto input investigativo?
TESTE Fischione: No, non me lo ricordo. Questo aspetto non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non sa perché non se lo ricorda, o non sa perché non se ne è occupato di questo aspetto?
TESTE Fischione: No, non me ne sono occupato. Avevamo dei sottufficiali che studiavano i tabulati e mi mettevano al corrente solo di quello che ritenevano fosse...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, lo chiederemo ai sottufficiali.
TESTE Fischione: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'ultima cosa che le debbo chiedere: ecco, l'input investigativo quale era stato su Scarano? Lei ci ha detto che è un personaggio di cui non si era mai occupato, personaggio tra l'altro non particolarmente titolato. Come era partita?
TESTE Fischione: L'input investigativo ci venne fornito in maniera del tutto occasionale da un incontro che facemmo sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria, in prossimità di un'area di servizio, dove noi ci trovavamo quella sera per un'attività investigativa che portò all'arresto e al sequestro di una quarantina di chili di hashish, da una persona con la quale noi avevamo contatti di istituto, dove avevamo tra l'altro infiltrato un agente sotto copertura.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, lei ha detto che il personale suo aveva in corso, anche lei, un'operazione.
TESTE Fischione: Un'operazione, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Questo contatto a quest'area di servizio, proprio in termini mi interessa di data, il contatto all'area di servizio...
TESTE Fischione: Il 20 aprile mattina. E' stato il 20 aprile mattina, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nella notte tra il 19 e il 20 vuol dire.
TESTE Fischione: La notte tra il 19 e il 20, però mi sembra che fosse passata la mezzanotte, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Un contatto in ora notturna?
TESTE Fischione: Sì, sì, nelle ore notturne, nell'arco notturno.
PUBBLICO MINISTERO: Si può indicare con esattezza questa data?
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: No, lei come la determina così esattamente che il contatto era stato...
TESTE Fischione: Questa data, ripeto, perché eravamo nella fase conclusiva di un'attività investigativa che la mattina del 20 aprile portò all'arresto di un personaggio di Napoli e il sequestro di relativi 40 chili di hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Dove avvenne l'arresto e il sequestro?
TESTE Fischione: L'arresto e il sequestro avvennero all'uscita del casello autostradale di Avezzano, sull'autostrada Roma...
PUBBLICO MINISTERO: L'arrestato chi era?
TESTE Fischione: L'arrestato era Aquila Carmine, nato a Nola, nel '59.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto quindi che questo input nasce occasionalmente nella notte che precede questa operazione, a seguito di un'indicazione che vi dette una persona che si trovava sul momento con voi?
TESTE Fischione: Sì, che si trovava sul momento con un nostro operatore.
PUBBLICO MINISTERO: Nella specie?
TESTE Fischione: L'operatore?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Fischione: E' il maresciallo Leone.
PUBBLICO MINISTERO: Al maresciallo Leone quindi fu indicato che cosa, che riguardava Scarano?
TESTE Fischione: Al maresciallo Leone fu indicato il fatto che questo signore trasportasse dell'hashish verso la capitale. E, cercò il maresciallo, per quello che gli fu possibile, di individuare quale mezzo, perché nell'immediatezza potè stabilire, acquisì che si trattasse di un camion.
PUBBLICO MINISTERO: Questo mi interessa meno, mi scusi.
Quindi l'input equivale, se ho capito bene, ad una indicazione che fu data al suo sottufficiale.
TESTE Fischione: Al mio sottufficiale.
PUBBLICO MINISTERO: Solo al suo sottufficiale?
TESTE Fischione: Nell'immediatezza, sì.
PUBBLICO MINISTERO: In quest'area di servizio?
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dalla persona che era con lui?
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa persona aveva visto qualche cosa di particolare?
TESTE Fischione: Aveva incontrato Scarano, che era un suo vecchio amico.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, era una vecchia conoscenza.
TESTE Fischione: Molto vecchia.
PUBBLICO MINISTERO: La persona che era col sottufficiale come si chiamava?
TESTE Fischione: Scusi?
PUBBLICO MINISTERO: La persona che era col sottufficiale come si chiama?
TESTE Fischione: De Masi. De Masi Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Conosceva questo Scarano.
TESTE Fischione: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Da vecchia data.
TESTE Fischione: Sì, a quanto ha detto sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo indicò nominativamente al maresciallo Leone? A parte lo possiamo chiedere al maresciallo, ma insomma...
TESTE Fischione: Non glielo saprei dire se glielo... penso di sì, che glielo indicò, perché essendo lui mi sembra arrestato insieme, nello stesso istituto, ebbe modo di conoscerlo compiutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questo signor De Masi si incontrò con Scarano.
TESTE Fischione: Sì, occasionalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Dal che - poi lo spiegherà il maresciallo Leone - la indicazione al maresciallo che Scarano in quel momento era alle prese con una operazione di scorta di un carico di stupefacenti.
TESTE Fischione: Sì. Non so se entrò in questo tipo di dettagli, però disse che stavano portando un camion con dell'hashish, nella capitale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo è il primum movens di tutto il discorso che riguardava...
TESTE Fischione: Noi congelammo lì per lì l'informazione e poi dopo la riprendemmo più compiutamente con l'attività di cui abbiamo parlato.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io con questo ho terminato le domande da porre al teste, Presidente.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori? Prego.
AVVOCATO Pepi: Avvocato Pepi. Buongiorno capitano.
TESTE Fischione: Buongiorno.
AVVOCATO Pepi: Le volevo chiedere alcune precisazioni. Quando, nell'epoca delle indagini che voi avete fatto nei confronti di Scarano, che tipo di auto aveva lo Scarano, se lo avete verificato?
TESTE Fischione: Noi abbiamo potuto vedere le auto che erano in uso durante i servizi: erano un'Audi 80, erano una A-112 e mi sembra che la signora utilizzasse una Clio, che doveva essere del figlio, ma nel momento era detenuto e penso che la usasse la signora. Però sicuro l'Audi 80 e l'A-112, sicure.
AVVOCATO Pepi: Senta capitano, lei ha parlato anche di un secondo troncone di indagini relative allo Scarano, in punto di usura che questa persona avrebbe fatto. Ecco, io le volevo chiedere se lei è in grado di dirci le persone che le risultavano essere state usurate, se vi erano degli esercizi...
TESTE Fischione: No, no, no. Io prima l'ho detto: ci sembrava verosimilmente, forse fra le altre cose, si potesse dedicare, dal tenore di alcune telefonate, anche a questo, ma non approfondimmo. Primo perché noi ci interessava il traffico di droga e secondo perché, gli spunti, per quanto potessero lasciar supporre, non erano sufficienti, poteva essere anche un normale prestito di denaro, senza...
AVVOCATO Pepi: Quindi non avete fatto sul punto...
TESTE Fischione: No, no, assolutamente.
AVVOCATO Pepi: L'ultima domanda è questa: lei ha parlato di un viaggio a Napoli...
TESTE Fischione: Sì.
AVVOCATO Pepi: Con un tal Pino eccetera. Ecco, questo viaggio lei con che cosa lo ricollega? E' un viaggio che lei ritiene essere stato per il traffico di stupefacenti, o per altri motivi?
TESTE Fischione: Noi ritenevamo per traffico di stupefacenti, anche perché il nostro modo di operare, la finalità della nostra attività e soprattutto per il modo come si è proposto al telefono, lasciava supporre uno staffettamento di sostanza stupefacente. Tant'è che l'abbiamo acquisito dopo, alla fine del viaggio, nel movimento verso il ritorno e c'è anche dispiaciuto in un certo qual modo.
AVVOCATO Pepi: Ecco, l'ultima domanda capitano è questa: prima lei mi ha detto che Scarano aveva in dotazione, o comunque in uso, un'Audi 80, una A-112 e la signora aveva una Clio.
TESTE Fischione: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ecco, volevo sapere: negli appostamenti, nei pedinamenti che avete fatto, voi avete anche controllato gli spostamenti di queste auto, dove si recavano? Oppure sapevate soltanto genericamente che disponeva di queste auto?
TESTE Fischione: Noi queste auto le abbiamo verificate solo mentre lui le impiegava e potevamo stabilire la sera dove le parcheggiava, in quale garage, era vicino a un'area di parcheggio per far rifornimento di benzina. Ma non abbiamo mai visto le autovetture dove lui le collocasse, se non per prelevarle, impiegarle e riposarle.
AVVOCATO Pepi: La ringrazio.
TESTE Fischione: Grazie.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Florio: Sì, avvocato Florio per la posizione Lo Nigro e Giacalone.
Innanzitutto buongiorno capitano.
TESTE Fischione: Buongiorno.
AVVOCATO Florio: Senta capitano, in quel periodo intercorrente il 17 luglio... 15 luglio '93 alla fine di luglio, proprio il 31 di luglio, voi avete proceduto a questi servizi di appostamento, pedinamento, addirittura riproduzione fotografica dei movimenti dello Scarano.
TESTE Fischione: Sì.
AVVOCATO Florio: Avete notato, in questa indagine e tramite questi appostamenti, una persona che si chiama Lo Nigro Cosimo?
TESTE Fischione: No, io non ricordo questo nominativo. Non ricordo assolutamente questo nominativo.
AVVOCATO Florio: Senta, ed in ordine ai vostri accertamenti tramite i tabulati, le utenze fisse e i cellulari, avete notato contatti tra lo Scarano - ovviamente nel periodo di indagini - tra lo Scarano e questa persona, anche se non l'avete vista di presenza, diciamo così, questo nome le dice qualcosa?
TESTE Fischione: Non mi dice nulla. Ritengo che forse il sottufficiale addetto allo screening dei tabulati potrà essere più preciso, ma a me non dice nulla questo nome, personalmente e investigativamente.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta, lo Scarano mi sembra lei abbia detto dal 10 al 12 di luglio è stato in Sicilia.
TESTE Fischione: Sì.
AVVOCATO Florio: Vicino a Castelvetrano, no?
TESTE Fischione: Sì.
AVVOCATO Florio: Perché - pensavate voi - stava organizzando le ferie, più o meno.
TESTE Fischione: Sì.
AVVOCATO Florio: Ma lei ha poi accertato se ad agosto lui è andato davvero in Sicilia?
TESTE Fischione: No, non ci deve essere andato quasi sicuramente perché, come dicevo prima al P.M., in quel periodo lui era preso dal problema del figlio, che era ristretto e non riuscivano in nessun modo a tirarlo fuori, anche con problemi di salute asseriti al telefono della signora. Per cui credo che questa sua potenziale vacanza che ritenevamo dovesse fare, sia venuto meno proprio per questo motivo.
AVVOCATO Florio: Ecco, però, mi scusi, i servizi di appostamento e di pedinamento continuavano, per cui...
TESTE Fischione: Sì, sì, abbiamo notata la presenza nel posto di Scarano, sì. Anche se, le ripeto, in quel...
AVVOCATO Florio: Mi scusi, la presenza nel posto?
TESTE Fischione: Nel posto, a Roma. Anche se le ripeto io in quel periodo non ero presente al reparto perché mi sono assentato per un periodo di ferie. Però ritengo che siano proseguiti con la stessa saltuarietà e forse di più di quanto erano avvenuti prima, proprio a seguito dei problemi che riferivo al P.M..
AVVOCATO Florio: Senta capitano, l'ultima domanda è un pochino più generale, diciamo, però naturalmente lei, da persona che studia tra l'altro i tabulati senza essere un consulente o un perito della SIP o della Telecom, queste cose le sa.
Lei prima ha riferito di una chiamata a un'utenza di Mazara del Vallo di tale Lombardo Michele.
TESTE Fischione: Sì.
AVVOCATO Florio: Dicendoci anche il numero: 0923... mi sembra fosse questo.
Se io, con un telefono cellulare, chiamo un'altra utenza cellulare - e ovviamente quindi mi appoggio su un ponte-radio - il ponte-radio che viene registrato sui tabulati, di cui lei ovviamente ha contezza, è quello del cellulare di partenza o di quello di arrivo?
TESTE Fischione: Ritengo, non sono così... e la ringrazio per il...
AVVOCATO Florio: No, no...
TESTE Fischione: Mi lusinga, però non sono così tecnico, ma ritengo che sia quello di partenza. E' lui che attiva la cellula perché è lui che spedisce la chiamata.
AVVOCATO Florio: Non ho altre domande, grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
AVV. Cianferoni: Sì, da parte dell'avvocato Cianferoni.
Capitano senta, vorrei prima di tutto capire bene la struttura organizzativa nella quale lei è inserito a livello di investigazioni, cioè il ROS, Carabinieri.
TESTE Fischione: Sì.
AVV. Cianferoni: Questo ROS Carabinieri, di quante sezioni si compone? All'epoca ci interessa, nel '93 si componeva di quante sezioni?
TESTE Fischione: Nel '93 il mio reparto, dove io ero effettivo, aveva tre sezioni, però non facevano tutti la stessa... di cui presenti in sede soltanto una.
AVV. Cianferoni: E infatti io ricordo, per averlo diciamo letto all'epoca, l'istituzione di questo ROS, che c'era un reparto di criminalità organizzata, uno criminalità politica, mi sfugge in questo momento il terzo. Mi pare sequestri di persona.
TESTE Fischione: Sequestri di persone e catturandi.
AVV. Cianferoni: E cattura... queste erano le tre sezioni.
TESTE Fischione: No, questi erano i tre reparti.
AVV. Cianferoni: I tre reparti. Ah, ecco, i tre reparti all'interno dei quali c'erano varie sezioni.
TESTE Fischione: Ci sono le sezioni, sì.
AVV. Cianferoni: La sezione nella quale prestava servizio lei a quale di questi tre faceva capo?
TESTE Fischione: Faceva capo al reparto criminalità organizzata. Era la IV Sezione del reparto criminalità organizzata.
AVV. Cianferoni: Ecco. Il senso di queste mie domande era per comprendere come poi la compagnia territoriale si sia affiancata a voi, o voi a loro.
TESTE Fischione: Diciamo che per una questione di collocazione nel campo della Polizia Giudiziaria la nostra era sicuramente superiore alla loro e pertanto si è ritenuto che noi avallassimo le attività e loro, tra i vari impegni, ci supportassero con un paio di persone del personale del Nucleo Operativo che, tra le altre cose, ogni giorno ha diversi altri impegni e sono diversi dai nostri. Noi siamo meno di loro impegnati di inizia... Cioè, più impegnati di iniziativa almeno sul tamburo battente.
AVV. Cianferoni: Ecco. Un'ultima domanda su queste circostanze: questo affiancamento avvenne su richiesta della Compagnia piazza Dante? O su interessamento del ROS? Se lei lo ricorda.
TESTE Fischione: No, su accordi. Decidemmo di proseguire insieme e, nel proseguire insieme, con il comandante del Nucleo Operativo, ci misero a disposizione tutto il personale, tutto... lavorarono con noi fino alla chiusura dell'attività investigativa e alcuni di loro seguivano anche i telefoni. Per cui era completamente in simbiosi l'attività.
AVV. Cianferoni: In quale zona di Roma si colloca piazza Dante?
TESTE Fischione: Al centro di Roma.
AVV. Cianferoni: Senta, a proposito della attività di indagine svolta tramite telefoni, si rileva dalle acquisizioni cartacee poi che si trovano nel fascicolo del Pubblico Ministero, si rilevano alcune difficoltà operative. Ricordo per esempio delle cadute di tensione che si verificarono in corso di intercettazioni e addirittura un cambio di utenza in corso di intercettazioni.
Questi fenomeni, francamente strani, si verificano spesso, sono singolari, come li interpretaste all'epoca?
TESTE Fischione: Guardi, per quel che è capitato a me, nella mia attività che ho svolto investigativamente, si è verificato due o tre volte che fosse messa l'utenza sbagliata, ma non per colpa nostra, ma per colpa del tecnico della SIP.
I cali di tensione purtroppo, di cui non ricordo nella fattispecie, potevano essere dati dal fatto che nella sala cui noi ci appoggiavamo era della Procura di Roma, le lascio immaginare che tipo di confusione, di problemi, che carico di linee e soprattutto di tensione potesse avere quella struttura, non era assolutamente tranquillo come luogo per lavorare. Però devo dire la sincera verità, non solo solito e a me sono capitati raramente questi...
AVV. Cianferoni: Ricorda che su questi fenomeni riteneste opportuno fare delle relazioni di servizio?
TESTE Fischione: Noi, ogni cosa che accade a livello telefonico, avendo anche, normalmente, a diretto contatto l'Autorità Giudiziaria, informiamo sempre, immediatamente il P.M. che procede, il quale ci dà direttive di come segnalare gli inconvenienti verificatisi.
AVV. Cianferoni: Ricorda mica...
TESTE Fischione: Scusi?
AVV. Cianferoni: ... se poi furono accertate le cause di questi inconvenienti ripetuti sulla linea?
TESTE Fischione: Guardi, io le posso dire una cosa: nella fattispecie, se ci fu un problema specifico, allo stato non lo ricordo. Però, per farle un esempio, quando non ci mandavano più i tabulati perché, per un problema legale della SIP, non ho capito bene per quale motivo, io con informativa datata il... mi sembra proprio il 2 di agosto, ho lamentato al Procuratore il fatto che i tabulati non ci venissero dati con la necessaria urgenza della quale noi avevamo bisogno.
Per cui penso che inconvenienti di questo tipo, o analoghi sarebbero stati immediatamente segnalati.
AVV. Cianferoni: Difatti di informative ce n'è una anche precedente il 14 di luglio, dove, come dice lei, si lamenta un guasto tecnico non accertato.
TESTE Fischione: Infatti, infatti.
AVV. Cianferoni: E una successiva, se non vado errato, alla data che lei ha detto.
TESTE Fischione: Sì, che probabilmente non mi è stata posta in evidenza.
AVV. Cianferoni: Senta...
TESTE Fischione: Immediatamente noi informavamo sempre il P.M., la prima cosa che ci dava precise indicazioni di come...
AVV. Cianferoni: Sul tenore delle informative vostre al Pubblico Ministero voglio chiederle: si è parlato più volte di quella del 17 luglio. A pagina 7 si leggono le circostanze, ora io le faccio una domanda diretta e vediamo appunto come lei mi risponde.
TESTE Fischione: Sì.
AVV. Cianferoni: Cioè, riferisce di contatti che avrebbe avuto l'imputato Scarano con un personaggio di rilevante spessore, però ho notato che non si fa il nome di questo personaggio. Ecco, come mai questa omissione, si intendo solo sotto il profilo dell'impostazione, verso il Pubblico Ministero. Per ragioni investigative, o per quali ragioni?
TESTE Fischione: No, ritengo che in questo caso scrivemmo in questo modo riferito al successivo pezzo in cui facevamo riferimento al fatto che la signora Libeccio era coniugata con il Garamella, che era a sua volta cognato di questo Fifì Marrone, che era intestatario dell'utenza... della targa dell'autovettura che la sera andò a prelevare lo Scarano.
AVV. Cianferoni: Ecco...
TESTE Fischione: Noi facevamo riferimento a questi. Se ci sono stati altri contatti probabilmente saranno stati relazionati. Ma se non sono stati riportati qui, ritengo che non... ci riferissimo soltanto al Garamella.
AVV. Cianferoni: Ricorda se nell'ambito di questa indagine si verificarono anche degli arresti?
TESTE Fischione: Nell'ambito di questa indagine? No. Nell'ambito di questa indagine, no.
AVV. Cianferoni: Io ricordo un arresto del 23 di giugno - che ho trovato poi riportato su una nota - di due persone. E' così che lei lo riporta sulla nota, quindi io...
TESTE Fischione: Se mi aiuta.
AVV. Cianferoni: Vediamo se lo troviamo assieme perché...
TESTE Fischione: Non ho problemi a dire, se mi aiuta un attimo perché mi sfugge.
AVV. Cianferoni: E' un po' lo stesso discorso che facevo prima, riferito a questa cosa di cui si è parlato ora, della nota 17 di luglio.
TESTE Fischione: Sì.
AVV. Cianferoni: Cioè, perché questa genericità? Anche a proposito di questo arresto, del quale mi sono segnato la data, ma che in questo momento non so essere più preciso circa l'atto. Notavo come si parlasse di un arresto di due persone con 100 grammi di cocaina, ma che non si dicesse né chi fossero queste persone, né dove, né come c'entrassero con questa indagine.
TESTE Fischione: Sì, se mi dice un attimino, io posso essere più compiutamente esaustivo. Però allo stato... ne abbiamo arrestata tanta di gente.
AVV. Cianferoni: Presidente, per non impegnare eccessivamente la Corte, posso riservarmi su questo punto di tornare magari anche dopo, solo su questo punto.
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato, abbia pazienza, l'aiuto io.
AVV. Cianferoni: Ah, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: L'informativa non è del ROS, è della Compagnia...
AVV. Cianferoni: Della territoriale.
PUBBLICO MINISTERO: ... piazza Dante.
AVV. Cianferoni: Eccoci.
PUBBLICO MINISTERO: E' l'informativa del 24 giugno '93.
AVV. Cianferoni: Ecco. L'avevo letta.
PUBBLICO MINISTERO: Appunto, il capitano Fischione non le potrà dare...
AVV. Cianferoni: Beh, mi è parso di capire che lavorassero in stretto contatto.
TESTE Fischione: Sì, ma quella faceva parte forse di un'attività del Nucleo Operativo, non... Cioè, il fatto che noi lavorassimo insieme non è che sapevamo quello che fanno loro ogni giorno. Cioè, lavoravamo per questo problema. Probabilmente me ne avranno anche parlato, sicuramente, ma non... me ne hanno dette tante altre di cose che onestamente...
Se mi ricorda qualche particolare posso anche dirle se mi hanno chiesto... però non era un'attività nostra insomma.
AVV. Cianferoni: Mi darà atto il Pubblico Ministero che è una circostanza in questo tipo di indagine. Ora, la scaturigine viene dalla territoriale piazza Dante, si chiederà ai suoi colleghi di piazza Dante, però il dato era quello. Ora, per brevità, a me non interessa insistere oltre.
TESTE Fischione: Sì, forse per parlare della loro attività operativa, magari durante il pranzo ce l'avranno pure detto. Però credo che se era una cosa importante l'avrei tenuta di maggior conto.
AVV. Cianferoni: Io non ho altre domande Presidente, grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande per questo teste? Prego.
AVVOCATO Gramigni: Sì, signor Presidente. Avvocato Gramigni difesa di Filippo Graviano.
TESTE Fischione: Buongiorno.
AVVOCATO Gramigni: Buongiorno, capitano. Senta, io ero curioso di sapere qualcosa di più - se lei crede di fornirmela - su i rapporti fra lei e il De Masi. Nel senso che, le chiedo l'attività confidenziale del De Masi era già stata svolta in passato in riferimento a vostra indagine, oppure era la prima volta che vi avvalevate di questo signore?
TESTE Fischione: Beh, era la prima volta che ci avvalevamo di questa persona. Sì, perché io ero da poco arrivato in quel reparto, quindi era personalmente, era la prima volta.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, e questo tipo di indagine che voi stavate svolgendo allorché vi fu questo contatto con lo Scarano, più precisamente riguardava un traffico di hashish?
TESTE Fischione: Di hashish, sì.
AVVOCATO Gramigni: La cui fonte era collocata dove? In Sicilia, Puglia, Calabria?
TESTE Fischione: Era collocata... scusi, chi?
AVVOCATO Gramigni: La fonte diciamo...
TESTE Fischione: Da dove proveniva?
AVVOCATO Gramigni: Eh.
TESTE Fischione: No, no era in territorio calabrese, era in territorio calabrese.
AVVOCATO Gramigni: Quindi è un'indagine che interessava il territorio calabrese?
TESTE Fischione: Sissignore, non c'entrava niente la Sicilia. Assolutamente.
AVVOCATO Gramigni: Ecco e la presenza in Calabria del personale del suo ufficio unitamente al De Masi, è legata solo a questa...
TESTE Fischione: Sì, sì. Nient'altro.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, e fu in questo contesto che quindi vi fu l'incontro con Scarano?
TESTE Fischione: Certo. Del tutto occasionale.
AVVOCATO Gramigni: Quindi lei evarige che questo è stato un incontro occasionale?
TESTE Fischione: Certamente.
AVVOCATO Gramigni: Che dunque, Scarano non era coinvolto nelle indagini che voi stavate...
TESTE Fischione: No, no. Assolutamente. Per noi Scarano non ha mai ... a un'importanza e ancora oggi alla luce di quanto, noi crediamo che... cioè per quello che noi lo conoscevamo, potesse essere un tipo così interessante.
AVVOCATO Gramigni: Senta, quindi lei non è a conoscenza e comunque esclude che vi fossero stati contatti precedenti tra il De Masi e lo Scarano...
TESTE Fischione: Assolutamente.
AVVOCATO Gramigni: ... vista di questo incontro?
TESTE Fischione: Almeno fin quando abbiamo iniziato a lavorare noi. Anche perché mi risulta che fosse stato per parecchio tempo detenuto.
AVVOCATO Gramigni: Il De Masi?
TESTE Fischione: Certo.
AVVOCATO Gramigni: Quindi il De Masi inizia la sua collaborazione al momento in cui viene liberato, e ciò avviene quanto tempo prima di questa operazione?
TESTE Fischione: Veramente era un nostro operatore che aveva avuto modo precedentemente di contattarlo anche perché lo aveva, mi sembra, lui stesso arrestato. Quindi non è stata una cosa... un nostro operatore che era riuscito a trovare questo spunto. Possiamo dire due mesi prima, tre mesi prima. Non di più. Potenzialmente, perché poi di fatto si è concretizzata con questa attività.
AVVOCATO Gramigni: E il De Masi si offrì per facilitare la conclusione di operazioni relative al traffico di droga di ambiente calabrese, da quello che capisco.
TESTE Fischione: Mah...
AVVOCATO Gramigni: O comunque, ecco, chiedo:...
TESTE Fischione: Sì.
AVVOCATO Gramigni: ... che tipo di informazioni si offrì di fornire il De Masi?
TESTE Fischione: Noi a livello di attività informale che conduciamo, un po' gravitando in alcuni ambienti con dei nostri operatori coperti, un po' attivandoci con le solite cose che molto spesso certe persone ci vengono a dire per il semplice gusto di far vedere che sono, potrebbero essere di interesse per farsi un'immagine agli occhi del poliziotto il quale comunque ha contatti con questa gente, e parlava di quello che lui era a conoscenza ma molto... molto superficialmente, epidermicamente. Le attività che noi abbiamo fatte che poi si sono limitate a essere soltanto questa, sono sempre state attività che poi abbiamo con sommo sacrificio dovuto approfondire tecnicamente.
AVVOCATO Gramigni: Quindi lei nega di aver... che per quanto è a sua conoscenza che lo Scarano abbia mai fornito, abbia mai svolto attività confidenziale o comunque di supporto nelle indagini per il suo ufficio?
TESTE Fischione: Per il mio ufficio assolutamente no, poi se avesse dei rapporti con qualcuno, non...
AVVOCATO Gramigni: Cioè, lei nega che vi fossero stati contatti precedenti fra personale del suo ufficio o comunque fra il De Masi e lo Scarano prima in epoca precedente a questo incontro avvenuto...
TESTE Fischione: Il personale del mio ufficio con lo Scarano sicuramente no. Con il De Masi probabilmente sì.
AVVOCATO Gramigni: Lei mi dice "probabilmente sì".
TESTE Fischione: Sì, probabilmente sì, nel senso credo di sì. Sennò non saremmo potuti giungere a questo.
AVVOCATO Gramigni: No, ma dicevo contatti finalizzati a questo incontro avvenuto sull'autostrada?
TESTE Fischione: No, assolutamente. Avremmo impostato in modo, semmai, diverso.
AVVOCATO Gramigni: Senta e allorché poi il De Masi vi riferì di questa confidenza che aveva ricevuto dallo Scarano circa il trasporto che si stava svolgendo verso Roma di un quantitativo di hashish, voi deste delle indicazioni più precise al De Masi o comunque invitaste o sollecitaste il De Masi a compiere qualche tipo di attività?
TESTE Fischione: No, no, assolutamente no perché le ripeto il De Masi non era con noi. Era per i fatti suoi. Quindi noi abbiamo saputo di questo fatto con molto ritardo, l'abbiamo saputo nella giornata dello stesso giorno. Invece nell'immediatezza il nostro operatore che era in contatto con il soggetto, cercò di capire da quello che aveva potuto acquisire cosa poté fare per riconoscere quale potesse...
AVVOCATO Gramigni: Mi risulta che gli fu descritto in termini piuttosto puntuali il mezzo.
TESTE Fischione: Il mezzo a noi puntuali?
AVVOCATO Gramigni: Il mezzo sul quale viaggiava l'hashish.
TESTE Fischione: Viaggiava l'hashish? No. Non fu descritto nell'immediatezza puntualmente. Nell'immediatezza il mio sottufficiale acquisì che c'era questo camion come ce n'erano diversi nell'area di servizio. Questo camion che verosimilmente trasportava anche quando sono andati via lo Scarano...
AVVOCATO Gramigni: Sì, ma l'indicazione del trasporto apparente...
TESTE Fischione: Cioè, se lei vuol sapere se ci hanno detto 'questo camion', non ce l'hanno detto. Questo...
AVVOCATO Gramigni: No, la targa no, lo so. Però mi risulta che vi fu detto 'un camion che trasporta...'
TESTE Fischione: Sì, sì, no. Questo a me non fu detto. Io le ripeto che io l'ho saputo a tarda mattinata, era l'una quando io ho saputo queste informazioni. Perché io non ero a contatto con questo... io stavo svolgendo con il mio sottufficiale e i miei operatori, un'altra attività investigativa.
L'operatore che nell'immediatezza ha acquisito subito la notizia, ha cercato di capire e di metterci nelle condizioni di potere anche noi capire e valutare.
AVVOCATO Gramigni: Ed era il maresciallo Leone?
TESTE Fischione: Leone, sì.
AVVOCATO Gramigni: Che viaggiava in macchina con il De Masi.
TESTE Fischione: Sissignore che era distaccato da noi, non erano con noi.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, ma "distaccato" cosa intende? Che anche lei comunque era in zona o era...?
TESTE Fischione: Io ero in zona, ma non avevamo contatti con loro, assolutamente.
AVVOCATO Gramigni: Nemmeno via radio?
TESTE Fischione: No, no. Via radio più che mai. No.
AVVOCATO Gramigni: Senta e allorché voi avete acquisito questa notizia circa di un carico di hashish in viaggio verso Roma del quale era diciamo, tutore lo Scarano, che avete creduto di fare?
TESTE Fischione: Noi quando abbiamo acquisito questa notizia, ci siamo resi conto che avevamo perso una buona occasione per poter quanto meno indirizzare non noi, ma qualche nostro collega nelle vicinanze l'avremmo chiamato. Perché noi non potevamo distoglierci dall'attività che stavamo facendo. Avremmo informato sicuramente i più vicini e gli avremmo detto di mandare qualche macchina sull'autostrada. Nel susseguirsi abbiamo finita la nostra operazione, come dicevo anche al P.M., abbiamo congelato quest'attività, non più sul carico ma sul soggetto. Perché l'avremo sicuramente ripreso, stante il fatto che se si parlava di camion sarebbe stato pure ingente il quantitativo. Quindi poteva essere un buon spunto investigativo.
AVVOCATO Gramigni: E avete sollecitato ulteriori contatti con lo Scarano e il De Masi oppure...
TESTE Fischione: No, perché - ripeto - per vicende alterne mi sembra che lo stesso fu detenuto, fu ritratto in arresto e quindi non ebbimo modo più di lavorare con lui. Procedemmo tecnicamente.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, e quindi la identificazione completa di questo Scarano come poteste giungere?
TESTE Fischione: Ci giungemmo noi nel momento in cui con il nominativo che ci fu dato, andammo a vedere nei nostri archivi, andammo a vedere nei vari fascicoli; e il nostro sottufficiale che nell'area di servizio si trovava quella notte, nelle foto che avevamo in quanto aveva il cartellino segnaletico, ha riconosciuto essere quello della notte. Ha detto: 'è lui la persona che abbiamo incontrato quella notte all'area di servizio'.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, allora non capisco una cosa: cioè, quindi non fu il... l'identità fra la persona indicata dal De Masi e come persona che si stava occupando di traffico di hashish e persona sulla quale poi voi cominciate a fare indagini su input del De Masi, è successivo?
TESTE Fischione: Lui ci dice il nominativo, noi dopo andiamo a fare la verifica del nominativo, acquisiamo le foto, facciamo indagini di rito, di fatto con acquisizione dei dati di fatto...
AVVOCATO Gramigni: Quindi lui vi parlerebbe di un certo Scarano che per sua conoscenza o per quello che lui ha sentito dire, è interessato a traffici di droga ma non vi dice 'attenzione, è quella persona che io incontrai all'area di servizio'...
TESTE Fischione: No, lui la notte stessa ci dice come si chiama questo soggetto. Lo dice al mio sottufficiale. Dice come si chiamava questo soggetto. E basta. E dice che lo conosce perché erano stati detenuti insieme molti anni prima. Sulla base di questa indicazione fornita, noi rileviamo dati di fatto sul conto di questo soggetto e acquisiamo fotografia dello stesso. Dalla fotografia il maresciallo riconosce essere lo stesso che aveva incontrato quella notte.
E da lì iniziano le attività... lo sviluppo delle attività investigative, atti preliminari.
AVVOCATO Gramigni: Senta, quanto tempo dopo inizia operativamente l'attività di indagine su questo Scarano? Chiaramente...
TESTE Fischione: Da quella notte, iniziò nemmeno... penso due settimane dopo. Due settimane dopo.
AVVOCATO Gramigni: Quindi per il 14 di maggio, i giorni...
TESTE Fischione: No, sì, può essere sì.
AVVOCATO Gramigni: Eravate già...?
TESTE Fischione: No, stavamo iniziando a sviluppare questi dati che avevamo. Cioè l'acquisizione dell'abitazione, le macchine che aveva... Uscendo con le nostre autovetture e facendo questi servizi di controllo e di pedinamento.
AVVOCATO Gramigni: Quindi era già attenzionato, come dite voi per il 14 di maggio lo Scarano?
TESTE Fischione: Credo di sì. Bisogna vedere la data delle relazioni di servizio, quando... e iniziano. Perché noi abbiamo iniziato con questa tecnica investigativa.
AVVOCATO Gramigni: Aggiungendo due settimane al 20 aprile, si arriva a una data sicuramente anteriore al 14 di maggio.
TESTE Fischione: Probabile. Io non ricordo esattamente quando abbiamo iniziato. Coinciderà con l'attività di pedinamento che è sicuramente di maggio, la data esatta non la ricordo.
AVVOCATO Gramigni: La ringrazio capitano.
TESTE Fischione: Prego.
AVVOCATO Rocchi: Avvocato Rocchi, buongiorno capitano.
TESTE Fischione: Buongiorno.
AVVOCATO Rocchi: Senta, lei ha detto che tra le varie difficoltà una in particolare era riferibile al contesto territoriale dell'osservazione. Cioè il quartiere o comunque laddove...
TESTE Fischione: A Roma, sì.
AVVOCATO Rocchi: ... abitava lo Scarano. Ecco, può spiegare un momentino con più particolari in cosa consisteva questa difficoltà rispetto ai luoghi che frequentava lo Scarano?
TESTE Fischione: Beh, la difficoltà è data dal fatto che ci sono alcuni quartieri - e non penso solo a Roma, anche in altre città d'Italia - che sono quartieri a base prevalentemente popolare, urbanizzati male e normalmente con appartamenti destinati a persone che non hanno un sufficiente sostegno economico.
E queste persone normalmente, gran parte di queste persone hanno parenti congiunti, figli o nipoti che normalmente vivono di spaccio spicciolo in una maniera così forte da creare dei quartieri come Centocelle, Torpignattara, Quarticciolo, Borgata Fidene che sono per microcriminalità sicuramente rilevanti sotto il profilo investigativo.
Lì sotto a questa zona che era pure un quartiere popolare, avevamo sempre notato esserci dei capannelli di ragazzi con i motorini, le vespe. E in alcuni servizi che furono fatti, notammo anche che lo Scarano si fermava a parlare con queste persone prima di allontanarsi definitivamente dal luogo. E ritenemmo che lasciare in un cortile di una casa popolare dove più o meno si sa chi ci vive e soprattutto un po' per cultura, un po' per difesa - chiamiamola così - perché sono soliti spesso andare i Carabinieri e la Polizia in questi posti, non era sicuramente idoneo metterci un mezzo quantunque fosse adatto al servizio specifico.
E in più di una occasione abbiamo avuto colpi di pistola sparati sui nostri mezzi, furgoni o cose... proprio per una eccessiva leggerezza nel posizionarli.
In un caso, mi ricordo, accadde che proprio in una macchina che questa situazione mettemmo troppo vicino all'obiettivo, si avvicinò un ragazzo con una moto e urlando su una ruota sola gridò che pioveva da quelle parti. Per cui era sintomatico che c'avevano già visto. Era meglio andare via.
AVVOCATO Rocchi: Quindi uno dei motivi per cui non fu possibile...
TESTE Fischione: Sotto casa era impossibile...
AVVOCATO Rocchi: No, ma voglio dire: uno dei motivi che non ha consentito di sviluppare in modo significativo, era questa difficoltà che era coniugata a...
TESTE Fischione: No, più che...
AVVOCATO Rocchi: ... coniugata al territorio.
TESTE Fischione: Relativa, relativamente alle uscite dello Scarano da casa, erano sicuramente... noi ci posizionavamo sulle vie possibili che all'uscita di casa lui poteva prendere. Una volta agganciato, si informava il dispositivo. Ma se lui usciva in modo... come possiamo dire?, di soppiatto o furtivamente, con un casco in testa con un motorino, sicuramente con abbigliamento adeguato sarebbe passato inosservato ai nostri operatori.
Noi avevamo come spunto lui, la sua fisionomia e i suoi mezzi.
Tant'è che quando è uscito con i suoi mezzi, nella maggior parte delle volte, facendo itinerari più o meno obbligati, lo abbiamo preso. Altre volte non lo abbiamo... i servizi sono rientrati inutilmente.
AVVOCATO Rocchi: Ho capito. Senta e con riferimento a questa attività di osservazione che è stata tentata più volte, lei ha parlato all'inizio della sua esposizione anche di momenti significativi della giornata, la pausa del pranzo, il caffè...
TESTE Fischione: Sì.
AVVOCATO Rocchi: .. dopo cena. Ecco, dopo cena c'è stata qualche possibilità di contatto?
TESTE Fischione: No.
AVVOCATO Rocchi: Se lo Scarano è uscito.
TESTE Fischione: Raramente. Tranne una volta che lo perdemmo immediatamente dopo e lo vedemmo rientrare con la moglie. Quindi probabilmente si era recato in un posto a prelevare... ma in linea di principio lui in tarda sera, diciamo, 21.00 massimo, 22.00 quando iniziava a fare più caldo era a casa.
AVVOCATO Rocchi: Quindi questa era una caratteristica costante nel vostro periodo di osservazione, con riferimento alle ore...?
TESTE Fischione: No, era saltuaria e questi tipi di servizi si fanno...
AVVOCATO Rocchi: No, ma costante... forse mi sono spiegato male, le chiedo scusa capitano. Nel momento in cui avete potuto apprezzare le uscite dello Scarano la sera, e questo è potuto accadere una volta...
TESTE Fischione: Sì.
AVVOCATO Rocchi: ... due volte, in entrambe o in tutte queste occasioni, lui rientrava alle 21.00 per quanto avete potuto apprezzare?
TESTE Fischione: Più o meno...
AVVOCATO Rocchi: Più o meno.
TESTE Fischione: ... in relazione ai nostri servizi, sì. Più o meno seguiva quasi sempre l'orario in relazione ai nostri servizi.
AVVOCATO Rocchi: In relazione ai vostri servizi.
TESTE Fischione: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Senta, lei ha riferito anche che tra le persone che avevano in qualche modo sollecitato la vostra attenzione con riferimento ai contatti, c'era anche un certo Balducci Enrico, detto "Franchino il criminale" vicino ai servizi.
TESTE Fischione: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Servizi?
TESTE Fischione: Le spiego: non so essere formalmente più chiaro perché le ripeto non abbiamo... a noi ci interessava sapere l'ambiente che frequentava e basta. Però di lui a Roma qualsiasi investigatore conosce la storia.
AVVOCATO Rocchi: Di questo "Franchino il criminale".
TESTE Fischione: Perché anche lui è un altro soggetto abbastanza noto, così per... e anche per semplice dialogo. Si dice di lui che fu uno degli organizzatori della banda dell'Arancia Meccanica a Roma nei tempi, nel '70. Arancia Meccanica verosimilmente costituita da lui e poi fatta catturare all'uopo dalle Forze dell'Ordine. Però riscontri oggettivi non ne ho.
AVVOCATO Rocchi: Mi perdoni, forse non era attento. Qui si parlava di persona vicino ai servizi, non ho capito cosa c'entri con l'Arancia Meccanica.
TESTE Fischione: No, vicino ai servizi. Nel senso che si dice a Roma di lui che fosse un collaboratore, un confidente, un uomo dei servizi in questi termini.
AVVOCATO Rocchi: Ah.
TESTE Fischione: Una persona di questo tipo.
AVVOCATO Rocchi: Un confidente dei servizi?
TESTE Fischione: Non lo so io. Si dice.
AVVOCATO Rocchi: No, si diceva.
TESTE Fischione: Si diceva, certo.
AVVOCATO Rocchi: Era un confidente dei servizi. E lo Scarano vi è mai risultato essere confidente di qualche forza...?
TESTE Fischione: No.
AVVOCATO Rocchi: Senta, lei ha detto - e poi vado rapidamente a concludere - che era persona sconosciuta. Vi era stata segnalata da una fonte.
TESTE Fischione: Sì, certo.
AVVOCATO Rocchi: Fonte che se non ho inteso male, era la prima volta che o personalmente da lei o forse dall'Arma, aveva reso questa propalazione.
TESTE Fischione: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Questo tipo di indicazione...
TESTE Fischione: Scusi, propalazione del tutto occasionale.
AVVOCATO Rocchi: Sì. Ma l'occasione... non mi interessa. Io mi riferivo al fatto che...
TESTE Fischione: Cioè questa fonte che io non chiamerei fonte, perché ripeto, ci può essere un attimino di... non vorrei far passare per quello...
AVVOCATO Rocchi: Ma era stato indicato negli atti da prima come fonte?
TESTE Fischione: Sì, sì. Possono...
AVVOCATO Rocchi: Prego.
TESTE Fischione: Si possono acquisire delle notizie in mille modi. In quell'occasione, in quella sera, in quel determinato momento il nostro operatore che nella fattispecie aveva una veste, chiamiamola coperta, ha per puro caso, a seguito di questo incontro, acquisito questa notizia. Ma presumo che al di fuori di questo aspetto forse non l'avremmo mai... non ci saremmo mai interessati...
AVVOCATO Rocchi: Ma io non volevo assolutamente contestare i modi di acquisizione nella attività di investigazione. Io volevo formularle questa domanda, proprio con riferimento all'occasionalità di questo tipo di indicazione...
TESTE Fischione: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Se lo sviluppo investigativo ha portato, per esempio, a una ricerca dello Scarano per sapere che tipo di persona era, se era conosciuto, magari da altre fonti, se mi passa il termine?
TESTE Fischione: No. Personalmente no, non so se i miei operatori, con le loro possibilità, abbiano riscontrato qualche cosa; ma l'unico accertamento, nell'immediatezza, che facemmo fu soltanto quello presso i nostri atti e presso gli atti dei nostri colleghi della Polizia, se c'era qualche cosa che potesse interessarci, ecco. E risultò essere un pregiudicato e basta, ecco.
AVVOCATO Rocchi: Ho capito.
TESTE Fischione: Nulla più. Poi, probabilmente, non ricordo nella fattispecie qualche nostro operatore che aveva possibilità in quella zona, abbia attivato qualche suo canale per saperne di più. Non ho menzione di questo, non mi ricordo.
AVVOCATO Rocchi: La ringrazio.
*TESTE Fischione: Prego.
AVVOCATO: Presidente se mi consente una domanda consequenziale, perfettamente consequenziale a una fatta dal collega.
PRESIDENTE: Ma non si può ripetere il giro.
AVVOCATO: No, ma è un nuovo tema.
PRESIDENTE: Come?
AVVOCATO: E' un nuovo tema. Vorrei chiedere un chiarimento.
PRESIDENTE: No, avvocato. Non si può.
AVVOCATO: Per niente? Mai più.
PRESIDENTE: Se il Pubblico Ministero introduce un nuovo argomento, lei ha il diritto di replicare facendo tutte le domande che crede.
AVVOCATO: Ma mi pare che questo sia per tutte le parti.
PRESIDENTE: No avvocato. E' un giro che comincia col Pubblico Ministero, deve ricominciare col Pubblico Ministero. Mi dispiace.
AVVOCATO: La ringrazio lo stesso.
PRESIDENTE: Abbiamo terminato con questo teste. Può andare. Sospendiamo dieci minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Chi chiamiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Chiamiamo il teste Palmisano.
PRESIDENTE: Vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza per favore?
*TESTE Palmisano: Palmisano Laureano nato ad Alberobello il 5 agosto del 1956.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Palmisano: Sono residente a Roma in via di Ponte Salario numero 25.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Palmisano: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta maresciallo lei nel '93 era addetto alla sezione del ROS comandata dal capitano Fischione?
TESTE Palmisano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Di che cosa si occupava la sezione specificamente?
TESTE Palmisano: Aveva come compito primario quello di svolgere attività nel campo antidroga.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, lei si è occupato dell'indagine nei confronti di Scarano Antonio?
TESTE Palmisano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, penso che lei sappia che è un'indagine che ha avuto un certo sviluppo nel tempo.
TESTE Palmisano: Sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei l'ha seguita direttamente per tutto il corso dello svolgimento dell'indagine ovvero solo per una parte?
TESTE Palmisano: No, no, direttamente, collaborando con il comandante della sezione sin dalle prime fasi fino al momento in cui l'attività è stata accantonata per nostro conto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta le risulta che siano stati fatti anche dei servizi per così dire su territorio?
TESTE Palmisano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha anche personalmente partecipato?
TESTE Palmisano: A buona parte di essi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'identificazione del personale che ha operato nei singoli servizi, quale strumento... a quale strumento bisogna fare riferimento?
TESTE Palmisano: Mi scusi?
PUBBLICO MINISTERO: Di volta in volta. Per ogni singolo servizio per sapere Tizio ha fatto questo servizio in quel giorno, Caio ha fatto quest'altro servizio in quell'altro giorno...
TESTE Palmisano: Sì, relazioni di servizio che venivano compilate dai militari operanti al termine del servizio stesso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi al termine di ogni singolo servizio veniva rimessa una relazione?
TESTE Palmisano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Con il nome del personale operante.
TESTE Palmisano: Con il nome del personale direttamente oppure con uno pseudonimo che noi regolarmente e normalmente usiamo in casi del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questi servizi sono stati fatti avvalendosi anche di strumenti di ripresa visiva?
TESTE Palmisano: Sì. Macchina fotografica o videoripresa, a seconda dei casi.
PUBBLICO MINISTERO: Anche dell'utilizzo di questi strumenti veniva dato conto...
TESTE Palmisano: Sì, veniva fatta menzione nelle relazioni di servizio allegando se presenti, le relative fotografie.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora lei non ha sotto gli occhi queste relazioni che invece io ho sotto gli occhi. A me risulta che il primo servizio che lei ha fatto sul territorio - ripeto - è un servizio rapportato in una relazione datata 22/23 giugno del 1993. Lei mi può confermare?
TESTE Palmisano: Sì, confermo la data.
PUBBLICO MINISTERO: Questo dato?
TESTE Palmisano: Sì. Ricordo anche la circostanza.
PUBBLICO MINISTERO: Che è... il che equivale a chiederle se nei servizi sul territorio precedentemente lei era stato impegnato oppure no.
TESTE Palmisano: Non posso escludere di essere stato impegnato anche precedentemente. Dovrei controllare le relazioni per verificare se è stato inserito il mio nome.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, a me risulterebbe che questa sia la prima di cui lei si è occupato.
Senta, in particolare per questa relazione al servizio del 22 giugno del 1993, ecco, lei ricorda, è in grado di esporre alla Corte...
TESTE Palmisano: Ricordo la circostanza.
PUBBLICO MINISTERO: ... il contenuto di questa relazione appunto.
TESTE Palmisano: Allora, bisogna intanto premettere che l'attività che si stava cercando di iniziare, quindi si era ancora nelle fasi iniziali di un'attività che poi ha...
PRESIDENTE: Per cortesia vuole avvicinarsi al microfono?
TESTE Palmisano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo avvicini a sé, maresciallo.
Avvicini il microfono a sé, non lei al microfono. Il microfono a lei.
TESTE Palmisano: Dicevo: bisogna fare una piccolissima premessa. L'attività investigativa vera e propria intendendola con intercettazione telefonica e quant'altro andava fatto nell'occasione, è iniziata un momentino più tardi.
Però nell'intento appunto di prepararsi a quest'attività, veniva fatta una attività su territorio al fine poi di raccogliere un materiale documentale e informativo necessario per partire poi con la seconda fase.
Pertanto, lo Scarano Antonio era stato già attenzionato con servizi di osservazione sul territorio con appunto delle attività fatte dai componenti della sezione fino a appunto giungere al periodo che lei indica quando uno dei servizi mandati a controllare, quindi il personale mandato a controllare se fosse presente lo Scarano presso la sua abitazione o comunque nei posti normalmente frequentati dallo stesso, se c'era la possibilità di riscontrarne la sua presenza.
Non è stata riscontrata la sua presenza. Tant'è che si è reso necessario un invio in Sicilia - e spiegherò dopo il perché in Sicilia - si è reso necessario di mandare in Sicilia appunto qualcuno e quindi io stesso insieme ad un altro al fine di verificare se lo Scarano fosse presente o meno in Sicilia.
Perché la Sicilia? Perché sin dalle prime battute che vedevano lo Scarano come interessato da una possibile attività investigativa, erano stati controllati dei tabulati di un suo cellulare. Fra questi c'erano dei numeri, c'era un numero in modo particolare, un riferimento telefonico su Mazara del Vallo.
Avendo poi noi in animo di iniziare quest'attività al fine di verificare il coinvolgimento dello Scarano in un traffico di hashish e ritrovando questo riferimento telefonico tra i suoi... nei suoi contatti, abbiamo pensato, abbiamo ipotizzato che la sparizione dello Scarano da Roma fosse così, in direzione della Sicilia.
E siamo andati appunto in Sicilia per verificare se fosse colà presente.
Da questo viaggio in Sicilia è scaturita, è stata poi redatta quella relazione che lei ha richiamato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quest'utenza telefonica siciliana la può definire un attimino meglio?
TESTE Palmisano: Sì. Non la ricordo numericamente, però ricordo che era intestata a tale Michele... Lombardo Michele, da Mazara del Vallo. Che tra l'altro uno dei primi, così, le prime informazioni che erano state richieste su questo nominativo, ci veniva indicato dai colleghi stessi di Mazara del Vallo come inserito nella marineria mazarese.
Quindi nell'intento appunto di mostrare noi un eventuale traffico di hashish, abbiamo pensato che potesse essere un contatto buono per lo Scarano al fine di organizzare degli acidi di stupefacente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ricorda quando, stando ai tabulati che facevano capo al cellulare di Scarano, mi pare abbia detto vero?
TESTE Palmisano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era intestato a Scarano personalmente?
TESTE Palmisano: No, era intestato alla moglie: Tusa Silvia, l'apparato cellulare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ricorda quando, facendo capo a questo tabulato, si localizzavano nel tempo questi contatti appunto tra Scarano e questa utenza riferibile a questo signor Lombardo?
TESTE Palmisano: Sì, nel mese di... I contatti relativi, i contatti avvenuti tra il cellulare in uso allo Scarano e questa utenza del Lombardo Michele, erano a cavallo del periodo 15, 21, 22 aprile del 1993.
Non ricordo la data precisa, ma comunque in questo periodo.
PUBBLICO MINISTERO: Erano contatti concentrati, quindi?
TESTE Palmisano: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per voi aveva un qualche significato che vi fossero questi contatti per l'appunto in questo periodo?
TESTE Palmisano: Sì, avevano un significato perché non a caso la ricerca venne, la ricerca dei riferimenti numerici del tabulato dello Scarano venne circoscritta ad un determinato periodo del mese di aprile del 1993, non era casuale.
Ma era determinata dall'aver avuto le prime notizie relative all'interesse dello Scarano in un traffico di hashish erano di quel periodo.
E quindi andavamo ricercando, abbiamo ristretto questo ambito proprio per verificare quanto era a noi noto e eventualmente andare avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Perché in quest'arco di tempo, per caso, vi risultava un qualche spostamento...
TESTE Palmisano: Sì, in effetti ci risultava che lo Scarano era stato, aveva effettuato uno staffettamento di un mezzo pesante su cui, per le notizie di cui noi disponevamo, era custodito, era trasportato dell'hashish dalla Sicilia, appunto, in direzione di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei stava spiegando che questa relazione datata 22-23 nasca da questa constatata assenza di Scarano da Roma.
TESTE Palmisano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, rimaniamo su questo tema.
Successivamente a questa data, vi è stata una qualche ulteriore assenza di Scarano da Roma, che voi abbiate, o che lei addirittura abbia potuto personalmente verificare nei suoi termini geografici, temporali e quant'altro?
TESTE Palmisano: Sì. Allora, successivamente, ed esattamente agli inizi del mese di luglio, quindi quando già si era partiti anche con l'intercettazione telefonica a carico dello Scarano...
PUBBLICO MINISTERO: La interrompo, maresciallo.
Ricorda la data di inizio della intercettazione?
TESTE Palmisano: Credo il 2 o il 3 di luglio.
PUBBLICO MINISTERO: La delega iniziale all'esecuzione di queste intercettazioni era a beneficio di quale Comando?
TESTE Palmisano: Era della Compagnia di Piazza Dante, Compagnia Carabinieri Piazza Dante.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Chiusa la parentesi, riprenda pure il suo discorso.
TESTE Palmisano: Ecco, partiti... L'intercettazione, anche se la delega, come giustamente lei fa osservare, era sulla Compagnia di Piazza Dante, però c'era una sorta di accordo affinché l'attività venisse condotta di comune accordo e in totale simbiosi proprio con piazza Dante, proprio per il fatto noi avevamo bisogno dell'appoggio dell'Arma territoriale dovendo operare sul territorio di Roma.
E quindi, anche se erano loro i delegati, però noi comunque come reparto centrale, avevamo la possibilità di conoscere tutte le notizie di interesse che potevano emergere dalla intercettazione telefonica.
Quindi, avuta l'intercettazione telefonica, immediatamente dopo, qualche giorno dopo, ci si accorge che lo Scarano sta andando in Sicilia. Addirittura c'è un servizio di pedinamento che permette, ancor prima delle intercettazioni telefoniche, c'è un servizio di pedinamento che ci permette di stabilire che comunque lo Scarano con la sua macchina si sta dirigendo verso il Sud. Tant'è' che inizia un servizio vero. C'ero anch'io in quel dispositivo.
Inizia un servizio che lo segue fino alla barriera autostradale di Roma-Sud. Poi, chiaramente, la macchina dello Scarano era notevolmente più veloce delle nostre. Quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Quale macchina era?
TESTE Palmisano: Era un'Audi 80.
PUBBLICO MINISTERO: Modello normale, o turbo?
TESTE Palmisano: Turbo. E quindi, ad un certo punto, lo Scarano viene perso in direzione del Sud.
Immediatamente dopo, dalle intercettazioni telefoniche, emerge che si era imbarcato su un traghetto a Napoli, sul traghetto in direzione di Palermo.
Ed ecco che scatta la fase di controllo siciliana. Tant'è che io, insieme ad un altro collega, ci siamo spostati poi, siamo andati giù in aereo per raggiunger la zona ove lui era diretto.
Come abbiamo scoperto qual era questa zona? Lo abbiamo scoperto perché, arrivato giù lo Scarano, ha fatto una chiamata a casa e ha ricevuto, e quindi da casa è stata fatta una chiamata in direzione di una utenza telefonica che era intestata ad una casa di vacanze in località Triscina di Castelvetrano.
Tant'è che noi siamo, io e quest'altro, l'altro collega, siamo andati, abbiamo raggiunto Triscina di Castelvetrano predisponendoci ad un controllo molto blando, considerato la zona e il fatto che noi non eravamo conoscitori di quella zona, e il fatto che eravamo da soli, solo in due, insomma.
Quindi ci siamo predisposti ad una attività di controllo presso questa abitazione di vacanza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e concretamente...
TESTE Palmisano: Concretamente l'abbiamo...
PUBBLICO MINISTERO: ... l'avete localizzata, l'avete visto...
TESTE Palmisano: L'abbiamo localizzato, abbiamo visto qual era l'abitazione, abbiamo verificato la presenza dello Scarano; abbiamo verificato altresì che c'era uno scarico di mobili, cosa che effettivamente era stata preindicata nelle comunicazioni telefoniche e che lui comunque ha ricevuto la visita di un'altra persona a bordo di una Renault 5, se non ricordo male, che poi è risultata intestata a Marrone Fifì Antonio, o Antonino.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, cominciamo a dare qualche dettaglio in più su questa trasferta di Scarano con lei al seguito.
TESTE Palmisano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, in che data arriva giù Scarano, in...
Può anche consultare le sue relazioni, se...
TESTE Palmisano: Posso consultarle?
PUBBLICO MINISTERO: Certo. L'ha redatta lei personalmente, no?
TESTE Palmisano: Sì. Dunque, il periodo era dal 10 luglio al 12 luglio del 1993. Esattamente il 12 luglio...
PUBBLICO MINISTERO: Perché vogliamo iniziare di fondo? Iniziamo dal 10, no? O tutt'al più dal giorno 11.
TESTE Palmisano: Okay. Dunque, il 10 luglio...
PUBBLICO MINISTERO: No, dico, questo episodio: avete visto arrivare il camion, avete visto arrivare la macchina, avrà avuto anche una targa e un modello.
TESTE Palmisano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando si è verificato?
TESTE Palmisano: Si è verificato il 12 luglio..
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il 12 luglio allora in particolare volevo sapere qualcosa di più di questa automobile.
TESTE Palmisano: Giunge appunto questa autovettura, una Renault Clio targata Trapani 398216 con una persona che prende contatti poi con lo Scarano, entra nella sua stessa abitazione, poi va via, poi ritorna. Cioè, è tornato un paio di volte nell'arco della giornata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, avete stabilito questa abitazione in ragione dell'utenza telefonica chi aveva come intestatari?
TESTE Palmisano: Sì, l'utenza telefonica era intestata ad una donna, all'epoca.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Palmisano: Era intestata ad una donna che risultava essere la moglie di Garamella Giuseppe. Sul conto del quale poi noi abbiamo sviluppato tutta una serie di accertamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi se la interrompo un attimo. Poi si arriva agli accertamenti.
Tra questa famiglia, chiamiamola così: Garamella-Libeccio, marito e moglie, e questa automobile, questo Renault con questa attestazione, c'era un qualche punto di riferimento?
TESTE Palmisano: Sì, c'era un grado di parentela tra l'intestatario della Renault: Marrone Fifì Antonino e il Garamella. Se non ricordo male erano cognati.
PUBBLICO MINISTERO: Sono cognati. Ecco, andiamo avanti.
Allora lei stava dicendo che avete approfondito gli accertamenti sul conto di...
TESTE Palmisano: Sì, poi abbiamo approfondito gli accertamenti sul conto del Garamella e del Marrone Fifì medesimo, inserendo il Garamella in un contesto che per noi era molto più gratificante dal punto di vista investigativo. Perché? Perché risultava direttamente connesso alla famiglia di Castelvetrano. E quindi al Messina Denaro Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Messina Denaro Francesco che vi risultava all'epoca essere come? Libero, latitante...
TESTE Palmisano: All'epoca era latitante.
PUBBLICO MINISTERO: latitante da anni?
TESTE Palmisano: Latitante da anni.
PUBBLICO MINISTERO: Per quali reati?
TESTE Palmisano: Per reati associativi, il 416-bis ed altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le risulta se questo Messina Denaro Francesco ha rapporti di parentela con Messina Denaro Matteo?
TESTE Palmisano: Sì, è il padre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'accertamento quindi giù, fatto a Castelvetrano, quali altri risultati ha fatto conseguire, oltre alla registrazione di questo rapporto tra Garamella e Scarano?
TESTE Palmisano: Il fatto di aver individuato intanto l'abitazione, l'esatta abitazione dello Scarano e poi, ma successivamente, il fatto che l'utenza telefonica già intestata alla Libeccio poi invece nel tempo venne variata con intestazione a nome del figlio dello Scarano. E spedizione della bolletta, della relativa bolletta SIP a un distributore di benzina, ad un IP, anche questo diciamo di interesse del Messina Denaro Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ce la fa ad entrare un po' più nel dettaglio? Si ricorda dove si trovava il distributore?
TESTE Palmisano: Ce l'ho visivamente presente, però non...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Voglio dire: siamo sempre nella zona di Castelvetrano, o...
TESTE Palmisano: Sì, sì. Comunque vicino a Castelvetrano, ad un incrocio, un bivio. E' un distributore IP, sì. Con annesso bar...
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda chi è che gestiva questo distributore?
TESTE Palmisano: No, questo purtroppo non lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Fu accertato all'epoca?
TESTE Palmisano: Sì, sì, fu accertato sicuramente, ma non...
PUBBLICO MINISTERO: E' possibile fosse un certo Forte Paolo?
TESTE Palmisano: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' questo il nome?
TESTE Palmisano: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le risulta che questa persona avesse fratelli?
TESTE Palmisano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può essere che un fratello si chiamasse Maurizio?
TESTE Palmisano: Sì, sicuramente sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ecco, terminata questa attività nel Castelvetranese, Scarano fece rientro a Roma?
TESTE Palmisano: Scarano fece rientro a Roma, venne seguito da noi fino al porto di Palermo, ove attese un'ora circa, credo, prima di imbarcarsi sul traghetto per Napoli.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei poté capacitarsi in maniera definitiva sul fatto se questo spostamento Scarano lo aveva fatto da solo, o con qualcun altro, sia all'andata e sia al ritorno?
TESTE Palmisano: Sicuramente da solo. Cioè, credo di essere sicuro nell'affermare che lo ha fatto da solo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sono riprese quindi le attività...
TESTE Palmisano: Sì, al suo rientro, sono riprese le attività per le quali poi si era partiti. E cercai di dimostrare un suo qualche interesse in un traffico di hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta: lei ha contribuito alla, come dire, all'assemblaggio del materiale informativo tradotto poi nell'annotazione del 17 luglio del '93?
TESTE Palmisano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' sottoscritta dal capitano che mi ha riferito.
TESTE Palmisano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le chiedo se lei ha contribuito...
TESTE Palmisano: Sì, sì, sicuramente sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sicuramente. Ecco, siccome abbiamo fatto un'apertura, per così dire, sull'ambiente siciliano, veniamo viceversa all'ambiente romano.
Quali consideravate all'epoca essere i contatti di Scarano più significativi e comunque tali da essere prospettati al magistrato?
TESTE Palmisano: Sicuramente quelli con i quali lui aveva avuto contatti telefonici estrapolati poi dall'esame sempre del suo tabulato, del tabulato relativo al suo portatile.
E cioè, Liberati Giuseppe... In questo momento non... Ci sono comunque altri nomi sicuramente, altri nomi, ma in questo momento non...
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda se riteneste di dover segnalare il nominativo di un certo Brugoni?
TESTE Palmisano: Sì, Brugoni Nazareno, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Liberati e Brugoni avevano un qualche interesse a prescindere, voglio dire, da Scarano, per voi?
Per meglio dire: erano persone conosciute...
TESTE Palmisano: Erano persone conosciute. Non è casuale neanche il fatto che siano stati indicati loro in quelle informative. Cioè, è chiaro che tra innumerevoli tanti altri contatti telefonici sono stati evidenziati questi. E non è casuale neanche questo.
Cioè, effettivamente quei nomi che sono stati indicati nell'informativa è perché avevano un qualche interesse nel campo del traffico degli stupefacenti.
TESTE Palmisano: Ricorda che sia stato menzionato anche un certo Balducci?
TESTE Palmisano: Sì, Balducci Enrico, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Anche questo è personaggio...
TESTE Palmisano: Anche questo è personaggio forse ancor più dei primi due, con un curriculum delinquenziale particolare nel campo specifico.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, di queste persone si rammenta quali erano detenute, all'epoca, e quali no?
TESTE Palmisano: Liberati... Sicuramente Liberati Giuseppe, sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Degli altri non rammenta.
TESTE Palmisano: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le risulta di aver personalmente partecipato anche a dei servizi di OCP nei giorni successivi al rientro di Scarano in...
TESTE Palmisano: Sì, sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le chiederei di sintetizzare quello che è accaduto nella giornata del 14 luglio del '93, giornata nella quale risulta che è stato fatto un servizio di osservazione, controllo e pedinamento proprio da lei e anche da altro personale della sezione.
TESTE Palmisano: Sì, nell'ambito sempre dei controlli che venivano effettuati sul conto dello Scarano. Tra l'altro stando molto attenti a quello che si faceva, perché si operava in un contesto molto particolare.
C'erano problemi per poter lavorare con tranquillità nella zona dove lo Scarano abitava.
Quindi, partendo con un servizio nei confronti dello Scarano, al fine di verificare i suoi spostamenti, è stato possibile notare come lo stesso raggiungesse un bar della zona, esattamente il Bar Roxy, dove era ad attenderlo una persona appoggiata a un Mercedes di colore scuro, con il quale lo Scarano si è fermato a dialogare per un certo periodo di tempo.
Nell'occasione sono state anche fatte delle foto, e...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, guardi, si può fermare senz'altro, perché ora io queste foto gliele sottopongo, eh? In modo che quello che va dicendo lo accompagna con l'illustrazione di queste foto, che sono giusto appunto delle foto in bianco e nero che accompagnano la relazione del servizio: 14 luglio '93, firmata dal maresciallo Palmisano.
Il tutto si trova - lo dico per i difensori - nel volume 7 faldone 26 degli atti del Pubblico Ministero, fogli 19663 e seguenti.
Questo sarà 19670, questo inserto fotografico.
La seconda, poi la terza e poi la quarta, le può anche mostrare... Magari se riesce un po' ad ingrandire i soggetti che stanno al centro della foto.
TESTE Palmisano: Sì, sono esattamente queste le foto fatte in quella occasione.
PUBBLICO MINISTERO: Passi alla successiva, maresciallo, per piacere.
TESTE Palmisano: Sì, posso confermare di aver...
PUBBLICO MINISTERO: E la successiva?
TESTE Palmisano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questi sono i due veicoli di cui stava parlando lei.
TESTE Palmisano: Sì, sono il Mercedes di colore scuro presso cui l'aspettava il signore a sinistra della foto. Aspettava lo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: E Scarano, invece, è il signore a destra.
TESTE Palmisano: Sì, Scarano è il signore a destra.
PUBBLICO MINISTERO: Che è la macchina di Scarano quella lì?
TESTE Palmisano: Sì, credo che sia l'Audi dello Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo signore che conferisce con lo Scarano, nell'occasione.
TESTE Palmisano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sul momento foste in grado di identificarlo? O comunque di collocarlo in qualche contesto della vostra attività di investigazione?
TESTE Palmisano: Diciamo che in un primo momento, no. Anche perché dagli accertamenti svolti sulla targa della Mercedes, la stessa risultava intestata ad una società di Ariccia, la CEIT se non ricordo male. Quindi, in un primo momento non fu possibile poter indicare con maggior esattezza chi fosse l'interlocutore dello Scarano in quel momento.
In seguito, però, è stato possibile dargli, anche da parte nostra, un'identità e si tratta di Bizzoni Alfredo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa persona, nell'ambito dei vostri servizi, era la prima volta che finiva, diciamo nell'obiettivo - in senso stretto, proprio - nell'obiettivo della vostra attenzione, ovvero già precedentemente qualcuno di voi, qualcuno della sezione aveva avuto modo di vederlo?
TESTE Palmisano: Sì. Verificando, poi, altre attività svolte sempre nello stesso contesto da altri colleghi della stessa sezione, controllando le foto scattate in occasione... in un'altra giornata, davanti ad un locale pubblico della zona, il collega che aveva materialmente fatto quelle foto ritenne - non a torto, perché poi, in effetti, è risultata essere veritiera quella sua anche capacità mnemonica - di verificare, appunto, che la persona fotografata in questa occasione era già stata fotografata precedentemente nell'altra.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Sono, per caso quelle che ora le facciamo vedere - sono consecutive rispetto a queste tre, le foto che erano state scattate nella precedente...
TESTE Palmisano: Sì, sì. Tant'è che vennero allegate alla stessa relazione, posso anche spiegare perché a questa relazione e non alla relazione fatta in quell'occasione. Perché in quell'occasione non venne fatta una vera e propria relazione. Perché? Perché il collega che effettuò questo controllo estemporaneo, possiamo chiamarlo così, nei pressi del locale pubblico, lo fece così, solo per raccogliere il solito materiale informativo che sarebbe potuto tornarci utile in un secondo momento.
Quindi fece delle foto, scattò delle foto, però poi non vedendo né lo Scarano, né quelli che erano per noi i soggetti primari dell'attività, ritenne di tenere comunque a mente l'operazione fatta, ma di non relazionare il fatto di aver fatto quelle foto.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda chi era il sottufficiale nella specie?
TESTE Palmisano: Era il Filippetti, credo che era l'appuntato Filippetti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi possiamo togliere dal visore questo inserto fotografico... No, non faccia spengere, per cortesia, può darsi che ci serva ancora.
Lei ricorda di essersi occupato direttamente su territorio di altri accertamenti nei confronti di Scarano, nei giorni successivi?
TESTE Palmisano: Sì, sicuramente sì. Nella fase finale, poi, dell'attività.
PUBBLICO MINISTERO: In particolare, il servizio fatto il 28 luglio del '93, lo ha svolto personalmente anche lei, oppure solamente altri sottufficiali?
TESTE Palmisano: No, no, c'erano anche altri sottufficiali nell'occasione; eravamo con più di un'autovettura e sicuramente c'era il maresciallo Polidori, il maresciallo Corvi, oltre allo stesso Filippetti, che ho nominato un attimo fa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole spiegare se era, se fu, questo servizio per così dire routinario, ovvero se nasceva da un input...
TESTE Palmisano: No, fu determinato da una situazione particolare, che era quella di comunicazioni telefoniche intercorse tra certo Aldo e lo Scarano, nel quale lo Scarano chiedeva la disponibilità ad Aldo, appunto, di effettuare un viaggio, un trasporto, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Palmisano: E quindi, nell'intento di poter verificare questo aspetto molto particolare, abbiamo fatto partire l'attività di controllo che ci ha permesso solamente di verificare l'arrivo appunto dell'Aldo - poi in seguito riconosciuto e identificato in Frabetti Aldo - di consentire a noi di verificare l'arrivo presso l'abitazione del Frabetti...
PUBBLICO MINISTERO: Dello Scarano.
TESTE Palmisano: ... e dello Scarano. Successivamente...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, l'abitazione è dello Scarano.
TESTE Palmisano: E' dello Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: L'arrivo è del Frabetti.
TESTE Palmisano: E' del Frabetti, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non equivochiamo.
TESTE Palmisano: Successivamente, non potendoci soffermare nella zona dell'abitazione, quindi nelle immediate adiacenze dell'abitazione dello Scarano per quelli che erano i problemi geografici di cui parlavo anche prima, abbiamo allentato un attimino il servizio; ci siamo predisposti in un raggio più ampio nell'intento di, comunque, riprendere l'attività di pedinamento e di osservazione nei confronti dei soggetti di interesse nel momento in cui transitavano.
Però purtroppo questo non ci è stato possibile. Abbiamo...
PUBBLICO MINISTERO: Nel senso?
TESTE Palmisano: Nel senso che, dopo un po' di tempo, un'autovettura ha fatto un giro di controllo sotto l'abitazione dello Scarano per poter verificare ancora la presenza delle auto, ma non ha più potuto vedere le autovetture.
A quel punto non sapevamo più dove andarle a cercare, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Perché parla di autovetture, maresciallo, anziché di una autovettura?
TESTE Palmisano: Perché sicuramente c'era anche l'autovettura dello Scarano, che non era più presente sotto...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi avevate identificato anche la vettura di questo Aldo?
TESTE Palmisano: Sì, sì. Era una Twingo, se non sbaglio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'avevate identificato mentre questa persona...
TESTE Palmisano: Mentre questa persona arrivava sotto casa dello Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: E questo...
TESTE Palmisano: Parcheggiava e poi...
PUBBLICO MINISTERO: Di questa Twingo poteste rilevare anche la targa?
TESTE Palmisano: Sì, sì. Sicuramente sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ora ricorda a chi era intestata quest'auto?
TESTE Palmisano: Questo non lo ricordo a mente.
PUBBLICO MINISTERO: Poteste stabilire se chi era a bordo corrispondeva a una persona piuttosto che a un'altra?
TESTE Palmisano: Sì. Sicuramente era il Frabetti Aldo. Ha una fisionomia molto particolare, quindi fu possibile dire che si trattava di lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Senta, lei ha contribuito a elaborare, poi, il materiale investigativo tradotto, trasferito in due successive annotazioni, ovviamente non firmate da lei, cioè le ha firmate sempre l'ufficiale: nell'un caso ha firmato un maggiore, nell'altro ha firmato qualcuno per conto del capitano Fischione, ma anche il capitano non ha saputo di chi sia la firma...
TESTE Palmisano: Ma io non vorrei escludere che possa aver firmato anch'io quella richiesta, quella, una delle richieste o delle informative fatte al P.M. in quell'occasione.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Palmisano: Non posso escluderlo perché il capitano, ci fu un periodo di assenza del capitano nel mese di agosto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Palmisano: Quindi si sta parlando sicuramente di informative del mese di agosto; ci fu un periodo di assenza e il quel periodo - anche poi nell'ambito della fiducia che comunque ci veniva accordata dai nostri superiori - avevamo possibilità di firmare delle richieste.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm. Magari questo glielo posso chiedere dopo, però lei ha detto, se non ho capito male, che comunque ha contribuito a elaborare il materiale...
TESTE Palmisano: Sì sicuramente, sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: ... trasfuso, poi, nell'una e nell'altra annotazione.
TESTE Palmisano: Sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Una è del 17 e una è del 19 di agosto.
TESTE Palmisano: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda se con queste annotazioni facevate una qualche richiesta, avanzavate una qualche richiesta particolare...
TESTE Palmisano: Con una...
PUBBLICO MINISTERO: ... alla Procura della Repubblica?
TESTE Palmisano: Con una avanzavamo sicuramente una richiesta di esibizione di tabulati di utenze cellulari.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Palmisano: Posso spiegare anche questo, il perché di queste utenze cellulari. Rifacendoci sempre al momento in cui l'ufficio veniva a conoscenza dei primi dati informativi sullo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Palmisano: Dicevo prima che si trattava... le prime notizie ci vennero in un certo momento storico, e cioè in un periodo dell'aprile del 1993, nel mentre lo Scarano staffettava un carico di hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
TESTE Palmisano: Quindi questo fu il nostro primo dato di partenza. Chiaramente l'intento dell'ufficio, l'intento investigativo dell'ufficio era quello di verificare la sua attività illecita e quindi eravamo sempre orientati a dimostrare questo traffico, o l'inserimento dello Scarano in un contesto più generale di trafficanti.
Fatti i primi riscontri sul tabulato di...
PUBBLICO MINISTERO: Dello Scarano.
TESTE Palmisano: ... dello Scarano, ed estrapolati il primo dato utile - che ci permise poi di fare quella verifica in ambito siciliano del 20-22 di giugno - avevamo ancora necessità di incrementare le notizie sul suo conto con altri dati. Ed avendo, soprattutto, verificato anche - qualificato, se vogliamo - l'attività con il fatto che lo Scarano aveva preso contatti con delle persone vicine al Messina Denaro, quindi questo per noi significava appunto qualificarla quell'attività, riportarla in un ambito che è più nostro, come ufficio. Avevamo quindi necessità di trovare nuovi riferimenti siciliani.
Tant'è che la maggior parte, anzi, credo tutte le utenze telefoniche cellulari di cui fu chiesta l'esibizione, erano utenze telefoniche riferibili all'area geografica siciliana.
PUBBLICO MINISTERO: Non tutte in assoluto, ma...
TESTE Palmisano: Non tutte.
PUBBLICO MINISTERO: Alcune oggetto della richiesta erano utenze, diciamo, dislocate in territorio siciliano.
TESTE Palmisano: Anche siciliano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ecco. Ricorda in particolare qualche telefono in questo senso?
TESTE Palmisano: Ricordo sicuramente un utenza intestata a una ditta di autotrasporti, Sabato Gioacchino; questo lo ricordo sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Palmisano: Poi c'era ancora un altro, però non ricordo esattamente l'intestatario in questo momento.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda che tra questi, o se tra questi, vi fosse un telefono intestato a certo Benigno Salvatore?
TESTE Palmisano: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quindi, se non ho capito male, anche sul conto di queste utenze si verificava una sorta di concomitanza con il momento nevralgico, iniziale perlomeno.
TESTE Palmisano: Sì. Diciamo che non era... Mentre in un primo momento avevamo ristretto, l'area di ricerca l'avevamo ristretta al momento in cui lo Scarano stava effettuando il famoso viaggio verso Roma...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Palmisano: ... poi abbiamo allargato un attimino il campo di ricerca, e questi erano contatti immediatamente successivi, temporalmente, a quello di prima. Tant'è che nella prima richiesta di esibizione ci eravamo fermati ad un periodo molto limitato; poi con questa richiesta, invece, abbiamo allargato gli orizzonti di ricerca.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha con sé la copia dell'annotazione del 19 agosto '93?
TESTE Palmisano: Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Sennò gliela favorisco io, perché se l'ha sottoscritta lei, allora chiedo...
TESTE Palmisano: Credo di non averla, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Le chiedo di consultarla ad aiuto della memoria, come suol dirsi. Gliela porto.
TESTE Palmisano: Non riconosco come mia la firma apposta, però posso individuare sicuramente il collega che l'ha firmata. Non è la firma del capitano Fischione, che tra l'altro risulta dall'apposizione di una sigla particolare sulla destra che era assente in quel momento; è stata firmata dal maresciallo Pirastru Gavino, che in quel momento era il sottufficiale più anziano dell'ufficio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, qualche evoluzione ha avuto poi l'investigazione, cioè a dire la ipotesi iniziale è stata riscontrata fino a quale livello?
TESTE Palmisano: E' stata riscontrata solo dal punto di vista, così, informativo, perché poi con la fine del mese di agosto non ci fu ulteriormente possibile proseguire nell'indagine, in quanto ci venne tolta la possibilità di continuare con l'intercettazione telefonica a carico dello Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Palmisano: Non ci fu rinnovata l'autorizzazione. E quindi, pertanto, rimase con un'attività puramente informativa accantonata momentaneamente in attesa di sviluppi, che poi comunque hanno avuto un altro esito.
PUBBLICO MINISTERO: L'ultima cosa che le volevo chiedere è questa, maresciallo Palmisano, è stata, per così dire, una sovrapposizione occasionale l'interessamento della Compagnia Carabinieri di Piazza Dante e l'interessamento del ROS su determinati soggetti...
TESTE Palmisano: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi.
TESTE Palmisano: Non è stato occasionale. E stato voluto, ripeto, perché avendo noi necessità di operare sul territorio romano ed avendo i problemi che hanno un po' tutti gli uffici investigativi di carenza di personale, e poi anche nell'ambito del rispetto per l'Arma territoriale, cioè per i Carabinieri che agiscono direttamente sul territorio di loro competenza, abbiamo deciso di appoggiarci a quella compagnia per lavorare insieme.
Tant'è che la prima richiesta, diciamo la primissima richiesta da cui si è partiti - anche se su un soggetto diverso, che era Spinelli - è stata fatta direttamente dalla Compagnia di Piazza Dante; poi abbiamo sempre comunque lavorato insieme in comune accordo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei conosce in che termini si è concretizzato l'input investigativo iniziale sul personaggio Scarano?
TESTE Palmisano: Non colgo il senso della domanda, mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: C'è stato un input investigativo...
TESTE Palmisano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... che ha dato il via al vostro interessamento nei confronti di Scarano.
TESTE Palmisano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei conosce come si è concretizzato questo input?
TESTE Palmisano: Si è concretizzato in un nulla di fatto, per quanto concerneva la...
PUBBLICO MINISTERO: No, inizialmente, come si è materializzato l'input?
TESTE Palmisano: Ah...
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dir questo.
TESTE Palmisano: Cioè come ci sono giunte le prime notizie relative allo Scarano?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Palmisano: Eravamo in area autostradale...
PUBBLICO MINISTERO: C'era anche lei, maresciallo?
TESTE Palmisano: Sì, c'ero anch'io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Palmisano: In Calabria, effettuando un'altra attività, quando in circostanze del tutto occasionali e non volute, uno dei colleghi che era con noi quella notte - il maresciallo Leone - ha avuto notizia, appunto, del fatto che lo Scarano, presente in un'area di servizio dove anche noi ci eravamo fermati, aveva... il maresciallo Leone aveva avuto notizia che lo Scarano Antonio, presente in quell'area di servizio, era lì perché stava scortando, stava anticipando un mezzo pesante su cui c'era dell'hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi Scarano fu indicato al maresciallo Leone.
TESTE Palmisano: Fu indicato al maresciallo Leone come... Diciamo, non è che fu indicato, ci fu un contatto, se vogliamo, tra lo Scarano e la persona che accompagnava, con la quale era in contatto in quel momento il maresciallo Leone. I due si conoscevano, quindi pertanto lo Scarano, dialogando, parlando con questa persona gli disse, ammise lui stesso di essere lì presente perché stava scortando questo carico.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Fu al maresciallo, a parte che poi lo chiediamo al maresciallo, ma insomma, al maresciallo Leone gli fu dato immediatamente il nome e cognome della persona con la quale c'era stato questo fuggevole...
TESTE Palmisano: Immediatamente, cioè credo nell'immediatezza, cioè nel momento in cui ognuno andò per la sua strada gli venne comunicato.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti maresciallo Palmisano, lei all'epoca era nel ROS.
TESTE Palmisano: Sì, anche attualmente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, anche ora. All'epoca era nel ROS da quanto tempo?
TESTE Palmisano: Da due anni circa.
PUBBLICO MINISTERO: Da due anni. Precedentemente di che si era occupato?
TESTE Palmisano: Mi son sempre occupato di attività antidroga.
PUBBLICO MINISTERO: Sul territorio romano?
TESTE Palmisano: No, sul territorio romano non da tanti anni; sul territorio milanese.
PUBBLICO MINISTERO: Quando vi fu proposto, adopriamo questo termine, il nome di Scarano, ecco, andando a controllare il suo passato giudiziario, gli elementi informativi...
TESTE Palmisano: Non emersero rilevanti situazioni che lo coinvolgevano. Tant'è che proprio il fatto che il nome Scarano sulla piazza romana aveva sì dei precedenti, esistevano sì dei precedenti ma non erano così interessanti, spinse l'ufficio ad approfondire la fase iniziale dell'investigazione. Cioè, ecco perché fu necessario - per circa un mese, un mese e mezzo - fare attività sullo Scarano solo per poter capire meglio l'ambito in cui si muoveva.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era un personaggio sconosciuto per lei?
TESTE Palmisano: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei non se ne era mai occupato? La sezione se ne era mai occupata precedentemente?
TESTE Palmisano: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Tutto qua.
PRESIDENTE: Parti civili hanno domande? Difensori?
AVVOCATO Gramigni: Avrei due domande io, signor Presidente. Avvocato Gramigni.
Maresciallo, buongiorno. Senta, le chiedo una cosa: lei, nel periodo di cui ci stiamo occupando, cioè questa fine primavera, estate '93, aveva in dotazione un telefono cellulare per esigenze di indagine?
TESTE Palmisano: Sì, avevo in dotazione un telefono cellulare.
AVVOCATO Gramigni: E' lo 0336-787404.
TESTE Palmisano: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Senta, con questo cellulare ha contattato Scarano, lei, nel periodo di cui ci stiamo occupando?
TESTE Palmisano: Sì. Ho contattato lo Scarano, posso spiegare il motivo.
AVVOCATO Gramigni: Sì, le sarei grato.
TESTE Palmisano: Abbiamo detto che noi facevamo l'attività nei confronti dello Scarano predisponendoci nella zona dove lo stesso abita, o nella zona dove avevamo accertato... nella zona che lui abitualmente frequentava.
AVVOCATO Gramigni: Uhm.
TESTE Palmisano: Non avendo ancora l'intercettazione telefonica dell'utenza di casa in atto, avevamo necessità di stabilire esattamente se lo Scarano era o non era in zona. Quindi, nell'intento di verificare se lo stesso avesse il cellulare acceso o lo avesse spento, in maniera tale da capire il movimento o se l'avesse spento era evidentemente perché stava a casa, oppure se era acceso e quindi rispondeva a quelle chiamate perché si stava comunque muovendo, quindi per decidere su quale obiettivo controllare meglio, se l'abitazione oppure i bar, la zona dove lui solitamente girava, allora mi è capitato di chiamare con quell'apparecchio che lei ha detto, mi è capitato di chiamare l'utenza, il cellulare dello Scarano.
AVVOCATO Gramigni: Cioè, quindi, secondo quello che lei mi dice, la ragione era quella di capire dal fatto che il cellulare fosse spento ovvero acceso dove fosse lo Scarano.
TESTE Palmisano: Certo. Cioè, chiaramente non potevamo capire dove fosse lo Scarano...
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì.
TESTE Palmisano: ... però potevamo intuire se lo stesso era presso la sua abitazione... Ho detto nel caso in cui l'apparato fosse spento potevamo avere, ipotizzare maggiormente che si trovava presso la propria abitazione; se invece era acceso era perché o poteva trovarsi anche a Londra - no a Londra no, ma a Milano - però comunque per noi significava, poteva significare che non era in casa.
AVVOCATO Gramigni: Va bene. Comunque, insomma, questi contatti, per le ragioni che lei ora mi ha esposto, ci furono? Quindi mi conferma questa circostanza.
TESTE Palmisano: Sì, sì, lo confermo.
AVVOCATO Gramigni: Fu lei personalmente a...
TESTE Palmisano: Sì, sì. Ma è possibile anche verificare che i contatti telefonici... controllando sempre i famosi tabulati è possibile controllare che non ci fu conversazione se non più lunga di cinque secondi, insomma.
AVVOCATO Gramigni: Senta, un'ultima cosa: vorrei capire bene cosa stavate facendo lei e il personale del suo ufficio unitamente a De Masi in quell'area di servizio, nei pressi di quell'area di servizio la notte fra il 19 e il 20 aprile '93.
Ci è stato detto che c'era un'operazione in corso, ecco.
TESTE Palmisano: Sì, c'era un'altra operazione in corso.
AVVOCATO Gramigni: Le chiederei se mi può spiegare in termini un po' più precisi in cosa stesse consistendo questa operazione.
TESTE Palmisano: C'era un'operazione in corso: stavamo, anche in quel caso, verificando la possibilità che l'individuo poi arrestato - Carmine... Aquila Carmine - effettivamente stesse trasportando un carico, un quantitativo di droga, un quantitativo di hashish in direzione di Roma, o comunque in Abruzzo. Quindi stavamo seguendo...
AVVOCATO Gramigni: Stavate facendo la scorta, diciamo...
TESTE Palmisano: No, non stavamo facendo la scorta. Stavamo solamente aspettando il momento opportuno per poter intervenire, cosa che poi abbiamo fatto all'uscita dell'autostrada di Avezzano. Prima di decidere di intervenire su quel furgoncino abbiamo atteso, abbiamo voluto avere la certezza che ci fosse dello stupefacente. Altrimenti, finché non ci arrivava questa certezza, non potevamo...
AVVOCATO Gramigni: E avevate seguito questo furgoncino dalla partenza?
TESTE Palmisano: Sì, avevamo seguito questo furgoncino dalla partenza.
AVVOCATO Gramigni: E il De Masi era con voi perché?
TESTE Palmisano: Il De Masi non era con me, né con il resto del personale...
AVVOCATO Gramigni: Era con un suo collega, no? Il maresciallo Leone.
TESTE Palmisano: Sì, però era con il mio collega in condizioni diverse da quella che può essere l'essere con il maresciallo Palmisano. Perché il maresciallo Palmisano, in quell'occasione, così come gli altri colleghi che erano con me o che comunque facevano parte del dispositivo di controllo erano lì in veste ufficiale di ufficiale di Polizia Giudiziaria.
Il collega, invece, con il quale era il contatto aveva una funzione diversa.
AVVOCATO Gramigni: Quindi avevano contatti diretti con questi... Il Leone e De Masi avevano contatti diretti con chi stava scortando, trasportando la droga, immagino.
PUBBLICO MINISTERO: Questo credo francamente che non c'entri nulla col processo di cui ci si sta occupando.
AVVOCATO Gramigni: A mio modesto parere c'entra.
PUBBLICO MINISTERO: No. E' del tutto irrilevante, voglio dire, sapere se l'altra operazione, di cui gli estremi si conoscono di già perché sono già stati chiariti dal testimone precedente, si è conclusa, è stata svolta, condotta in un modo piuttosto che in un altro.
Mi sembra che questo sia francamente... Oltretutto...
AVVOCATO Gramigni: E' solo...
PUBBLICO MINISTERO: E' un'operazione conclusa con sequestri ed arresti, quindi con denunzie a chi di dovere... Sequestro del camion, denunzia del signor Aquila e tutto il resto...
AVVOCATO Gramigni: Solo valutandola...
PUBBLICO MINISTERO: Mi sembra che in questo contesto non ci interessi più.
PRESIDENTE: Vuole chiarire, avvocato?
AVVOCATO Gramigni: Credo di avere il dovere di valutare se una circostanza appare o meno verosimile. Almeno credo che questo sia un compito...
PRESIDENTE: Quale sarebbe la circostanza?
AVVOCATO Gramigni: La causalità di un certo incontro.
PRESIDENTE: Mi pare che il teste l'abbia già dichiarato.
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì. Che il teste l'abbia dichiarato ne prendo atto.
PRESIDENTE: Mi scusi, in questo momento, data l'interruzione, ho perso il senso della sua domanda. Non ho capito la sua domanda.
AVVOCATO Gramigni: Stavo cercando di capire in che circostanze avvenne l'incontro fra De Masi e Scarano all'area di servizio la notte fra il 19 e il 20 e mi sembra una circostanza di una certa rilevanza nel processo.
PRESIDENTE: Ho capito, ma vorrei sapere la sua domanda quale era?
AVVOCATO Gramigni: La mia domanda era se fra il De Masi e il maresciallo Leone vi erano contatti diretti con la persona che stava trasportando droga e che poi hanno provveduto ad arrestato.
PRESIDENTE: Allora sarà più opportuno che lo chiediamo al maresciallo Leone.
PUBBLICO MINISTERO: E' l'altra vicenda.
PRESIDENTE: Va bene, lo chiederemo al maresciallo Leone.
AVVOCATO Gramigni: Siccome era...
PRESIDENTE: Può anche essere utile, almeno alla difesa, poter provare questo.
AVVOCATO Gramigni: Grazie Presidente.
PRESIDENTE: Però, siccome non mi pare che la questione riguardasse direttamente il teste che stiamo esaminando, e invece riguarda direttamente il maresciallo Leone, che è stato appena indicato, lo chiederemo a lui.
AVVOCATO Gramigni: Sì, certo. Ma il teste ha precisato che, seppure in veste diversa, partecipava anch'egli all'operazione. Il maresciallo Leone aveva altri compiti, il teste era...
PRESIDENTE: E perciò. Siccome lei ha detto 'volevo sapere se questa era... la persona che stava diciamo scortando o accompagnando, era in contatto con il soggetto che era oggetto delle loro investigazioni', lo dovremo chiedere al maresciallo Leone.
AVVOCATO Gramigni: Sicuramente gli verrà chiesto almeno da parte mia. Volevo vedere se anche il...
PRESIDENTE: Non mi pare sia il caso di chiederlo a questo teste, che ci dovrebbe riferire una notizia che riguarda personalmente un altro soggetto già indicato...
AVVOCATO Gramigni: Presidente, se questo significa non ammettere la domanda.
PRESIDENTE: No, non ammettere la domanda... mi sembra inutile ripeterla. Cioè, farla ora per poi ripeterla in un altro momento.
AVVOCATO Gramigni: "Repetita iuvant".
PRESIDENTE: Ha altre domande avvocato?
AVVOCATO Gramigni: Non ne ho più Presidente, grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
AVVOCATO Pepi: Sì, avvocato Pepi. Due sole domande.
La prima è questa: nell'ambito dei controlli, dei pedinamenti che avete fatto nei confronti di Scarano, è emerso un rapporto o dei rapporti tra lo Scarano e un certo signor Francesco Giuliano?
TESTE Palmisano: Mi può ripetere il nome avvocato?
AVVOCATO Pepi: Francesco Giuliano.
TESTE Palmisano: Che risulti a me, no.
AVVOCATO Pepi: E tra lo Scarano e un altro soggetto chiamato Olivetti?
TESTE Palmisano: Neanche questo mi dice nulla.
AVVOCATO Pepi: Non le risulta.
Ecco, poi l'altra domanda era semplicemente questa: si è parlato, ne ha parlato anche il capitano prima, che la fase dei controlli nei confronti di Scarano sono state due, una diciamo formale e una informale precedente.
Ecco, volevo sapere: nel periodo diciamo informale, cioè quello che va dall'aprile al luglio del '93, che tipo di controlli effettuavate nei confronti dello Scarano?
TESTE Palmisano: Credo di averlo specificato prima. Facevamo comunque una raccolta informativa riguardante lo Scarano ed i suoi contatti, contatti telefonici estratti dal tabulato e poi ci predisponevamo anche con servizi sul territorio, a conoscere meglio come lo Scarano si muoveva e quali erano i luoghi da lui frequentati, diciamo nel suo rione, dove lui abitava,
AVVOCATO Pepi: Quindi devo presumere che l'abbiate anche qualche volta seguito mentre lui era in macchina, mentre si spostava.
TESTE Palmisano: Certo.
AVVOCATO Pepi: Grazie.
PRESIDENTE: Prego.
AVV. Cianferoni: Sì, avvocato Cianferoni.
Senta maresciallo, la Compagnia di piazza Dante, su cui abbiamo appreso varie circostanze, una delle quali è che è nel centro di Roma.
TESTE Palmisano: Sì.
AVV. Cianferoni: Allora io vorrei sapere, posto che questa è la compagnia che ha fatto questa indagine, com'è che se ne interessa visto che, anagraficamente, il personaggio di cui si parlava ora non abita nel centro di Roma.
TESTE Palmisano: Sì. Premesso che la com...
AVV. Cianferoni: Lo Scarano Antonio non abita nel centro di Roma.
TESTE Palmisano: Sì, sì. Premesso che la Compagnia di piazza Dante non è poi ha fatto autonomamente le attività, le ha sempre fatte di comune accordo con noi insomma, ha collaborato in maniera molto fattiva con noi, ma non ha mai fatto nulla di autonomo, la Compagnia di piazza Dante.
AVV. Cianferoni: Veramente, su questo punto, vorrei...
PRESIDENTE: Avvocato, lasci rispondere il teste alla sua domanda...
AVV. Cianferoni: Mi pareva avesse finito.
PRESIDENTE: ... poi farà quella successiva.
TESTE Palmisano: E quindi era stata una nostra scelta. Comunque, il fatto di indicare, di scegliere la Compagnia di piazza Dante perché ci coadiuvasse in questa attività è stata una scelta nostra, del nostro ufficio e in questo senso abbiamo sempre poi proseguito fino alla fine.
AVV. Cianferoni: Ecco, abbia pazienza, ma in questo senso colgo una contraddizione. Perché abbiamo appreso dal suo diretto superiore, il capitano Fischione, che l'input investigativo, come si è detto più volte, veniva dalla territoriale, non era vostro. Cioè, non è voi che avete scelto, ma loro che si sarebbero rivolti a voi. Questo ha detto il capitano Fischione.
TESTE Palmisano: Ma credo di poter spiegare anche questo. Diciamo che molto probabilmente il capitano Fischione si è riferito al fatto che, nel momento in cui noi abbiamo avuto le prime notizie sullo Scarano Antonio e andando nel censire i suoi contatti, abbiamo stabilito che uno dei suoi contatti, in origine, primario era lo Spinelli. Chiamando in causa la Compagnia di piazza Dante perché collaborasse con noi in questa attività, gli stessi molto probabilmente - e credo potrebbe essere questo il senso di quanto detto dal capitano Fischione - molto probabilmente la Compagnia di piazza Dante aveva delle notizie sullo Spinelli, sullo Spinelli Angelo, ma non sullo Scarano.
Tant'è che in origine, la prima richiesta di intercettazione, è partita sullo Spinelli Angelo e non sullo Scarano. Ci si è agganciati poi successivamente a questo per richiedere l'intercettazione dello Scarano.
PRESIDENTE: Le indagini successive sullo Spinelli sono proseguite?
TESTE Palmisano: No, no, credo che dopo la prima fase lo Spinelli non ha più avuto una giusta collocazione in questa attività.
AVV. Cianferoni: Lei conosce bene ovviamente l'attività di indagine svolta da piazza Dante?
TESTE Palmisano: Certo.
AVV. Cianferoni: Ecco, ma allora se è così, come è possibile che... perché se ho capito bene, mi contraddica se sbaglio, il ROS Carabinieri, avendo sentore di possibilità di indagine su Scarano, attiva la Compagnia di piazza Dante che aveva contatti Spinelli con Scarano. E' andata così.
TESTE Palmisano: Mi sembra di aver detto, avvocato, che noi avevamo le prime notizie sullo Scarano.
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE Palmisano: Abbiamo chiamato, dopo aver censito quelli che erano i suoi contatti, tra cui anche lo Spinelli, abbiamo provocato l'incontro e la collaborazione della Compagnia di piazza Dante.
AVV. Cianferoni: Quindi il contatto Spinelli-Scarano vi era già noto a voi.
TESTE Palmisano: Sì, sì.
AVV. Cianferoni: Ma allora com'è possibile - ora io, se è necessario la raccolgo qui dai colleghi - com'è possibile che la Compagnia di piazza Dante nella prima nota non indichi nominativamente lo Scarano e anzi non sappia indicare qual è quel personaggio che si incontra con lo Spinelli?
TESTE Palmisano: Bene, allora posso brevemente...
AVV. Cianferoni: Se a lei è sufficiente questa mia indicazione, bene risponda. Sennò sono anche in grado di riprendere proprio la nota perché il particolare, ripeto, è quello...
TESTE Palmisano: La Compagnia di piazza Dante nella prima sua richiesta parla esclusivamente di Spinelli Angelo.
AVV. Cianferoni: E dice che si incontra con un soggetto che scende...
PUBBLICO MINISTERO: No, non è vero, chiedo scusa. Perché devo interloquire sulla domanda del difensore che contraddice un dato che sta negli atti. Avvocato Cianferoni ha sbagliato proprio.
PRESIDENTE: Beati voi che conoscete gli atti, per me mi sembra...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, sono qui a posta.
PRESIDENTE: Perché discutete di cose di cui...
PUBBLICO MINISTERO: Sono qui a posta.
Nell'annotazione del 24 giugno '93, quella con la quale viene richiesta l'autorizzazione... quindi chiedo al difensore di tener conto di questo nel porre la domanda. Perché se si pone la domanda su un dato di fatto che non è esatto si fa deragliare il testimone, chiunque egli sia.
AVV. Cianferoni: Senza meno.
PUBBLICO MINISTERO: Nella richiesta di intercettazione telefonica 24 giugno '93, numero 5/171-1 della Compagnia di Roma piazza Dante Nucleo Operativo...
AVV. Cianferoni: Non è quello l'atto.
PUBBLICO MINISTERO: Mi lasci finire, per piacere. A pagina 3 si dice, si chiede al signor Pubblico Ministero di autorizzare l'acquisizione dei tabulati relativi a certa utenza telefonica, numero, intestata Tusa Silvia in uso a Scarano Antonio.
AVV. Cianferoni: L'atto a cui il difensore fa riferimento non è quello rammentato ora dal Pubblico Ministero. Io...
PUBBLICO MINISTERO: Questa è la richiesta di intercettazione...
AVV. Cianferoni: ... come la Corte avrà apprezzato, mi sono dovuto allontanare e ora tutta la mia roba, dalla toga agli atti, sono in un altro ufficio dove è pendente un altro processo, quindi non ce l'ho in mano. Ma l'atto è un'osservazione controllo e pedinamento condotta da un appuntato e da un carabiniere di piazza Dante che vanno vicino a un bar, vedono lo Spinelli e un soggetto che scende da un'A-112 grigia e dicono che non è possibile identificare questo soggetto.
E' precedente, è una nota a osservazione controllo e pedinamento.
PRESIDENTE: Avvocato, io vorrei sapere, per cortesia, se me lo può dire, parlo con lei.
AVV. Cianferoni: Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Il senso e il fine di queste domande.
AVV. Cianferoni: Il fine era di esaltare la contraddizione secondo il difensore in cui è incorso il teste laddove ha detto il ROS CC, avendo un input su Scarano scelse, ha detto il teste, piazza Dante per compiere l'indagine. Allora, lui ha detto...
PRESIDENTE: Mi pare che il teste precedente, che era il capo di questo ufficio, ci abbia lungamente intrattenuto sulla esiguità degli strumenti umani di cui disponeva, per cui, per portare avanti e per completare indagini che si prevedevano sempre più utili e comunque proficue ai fini istituzionali, aveva deciso di chiedere un apporto alla Compagnia di piazza Dante, dal che era nata questa funzione di collaborazione.
Non riesco a capire, c'è una questione di competenze?
AVV. Cianferoni: Senz'altro Presidente avrò capito male, ma credevo di aver capito che il capitano Fischione avesse detto che la territoriale si è rivolta al ROS per queste indagini, non che il ROS si è rivolto alla territoriale.
PRESIDENTE: Ma per quello che io ricordo, si potrà controllare...
AVV. Cianferoni: Si controllerà dai verbali.
PRESIDENTE: ... c'è stata una questione di comune decisione di cooperare nell'interesse delle indagini e non tanto per evidenziare le funzioni dell'uno o dell'altro. Sono uffici dei Carabinieri, sono comandi di Carabinieri e non capisco perché non debbano collaborare.
Scusate quindi, queste domande forse io non le capisco, ma non riesco a capire che fine hanno ai nostri effetti.
AVV. Cianferoni: Posso motivare...
PRESIDENTE: Può dire quello che vuole, avvocato, ma abbia pazienza, l'indagine è finita in un processo, il processo avrà avuto un esito che io tra l'altro non ricordo neppure esattamente. E' una cosa che ci interessa soltanto di lato, diagonalmente, non capisco che sia la discussione se c'è stata collaborazione tra due uffici di Carabinieri.
AVV. Cianferoni: Ecco io, siccome su questo punto devo fare due ulteriori domande, preventivamente le illustro quella che ritengo sia essere la rilevanza. Partendo da questo dato, signor Presidente: quel procedimento a cui ella ora faceva riferimento si è concluso con un'archiviazione. Mi darà atto il Pubblico Ministero di questo esito. Chiesta dal Pubblico Ministero romano nell'autunno-inverno del 1993. Questa è l'esito della indagine Spina, un'archiviazione.
Abbiamo appreso dall'altro teste, capitano Fischione... credo non sfugga a nessuno la delicatezza estrema di questa indagine archiviata.
Ha detto il capitano Fischione: noi pensavamo a una fuga interna, ci dovevamo tutelare internamente perché c'era stata una certa telefonata e quant'altro. Creo abbastanza rilevante questo dato.
Il processo presenterà il ROS Carabinieri impegnati un altro momento molto delicato e ne parleremo a suo tempo. Ecco perché questa entità investigativa è particolarmente importante.
Come se non bastasse troviamo che l'arma territoriale competente non è stata allertata. Cioè, non è stata allertata la compagnia competente su Centocelle, ma è stata allertata una compagnia del centro. Come dire, un omicidio commesso a Bagno a Ripoli, si fa indagare i Carabinieri di Compiobbi, ecco, per dire, qui che siamo in Toscana.
Questo è il contesto nel quale si inquadra le domande. Avvalorato, tra l'altro, dall'esiguità operativa di queste sezione sperimentale che aveva il ROS, nato per tutt'altri fini. E' una bella discussione, ma il ROS aveva una sezione criminalità politica e nasce nel '91.
PRESIDENTE: Avvocato, però non ci faccia la storia...
AVV. Cianferoni: Allora la mia domanda successiva è questa: come mai - se male non ricordo l'Arma ha un reparto specializzato antidroga, il cosiddetto ROAD, non so se all'epoca ci fosse ancora - come mai il ROAD non è stato interessato?
TESTE Palmisano: Allora... Posso rispondere?
PRESIDENTE: Prego. Se crede risponda.
TESTE Palmisano: Premesso che io provengo dalla catena ROAD.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE Palmisano: E quindi il mio passaggio al ROS è stato determinato dal fatto che la catena antidroga stava subendo una fase di trasformazione che poi l'ha portata allo scioglimento. Nella politica dell'Arma dei Carabinieri, che non devo fare io perché sono l'ultimo arrivato, c'era la scelta di creare all'interno del ROS un ufficio specializzato nell'ambito, nel campo antidroga. Quindi tutto era... L'Arma dei Carabinieri in quel momento si proiettava verso il ROS e non già verso la catena antidroga che, ripeto, stava, era in una fase di declino, che poi l'ha portata allo scioglimento.
Quindi non è vero avvocato che il ROS non aveva, che era una sezione sperimentale. Era una sezione sperimentale nel senso che purtroppo gli uomini e i mezzi erano pochissimi, ma era una sezione che aveva dei compiti ben precisi, il più principale, quello più interessante era quello dell'attività antidroga. Quindi credo che...
AVV. Cianferoni: Senta, le chiedo: questo signor Aquila Carmine che stavate tenendo sotto controllo per un'operazione diversa, può dirci se a voi era significante una qualche appartenenza a criminalità organizzata, avesse un peso specifico di rilievo?
TESTE Palmisano: No, non era... credo che sia comunque irrilevante perché si tratta di un'altra attività e comunque non aveva per noi un significato che lui appartenesse o meno a un'organizzazione. Noi stavamo lì per fare un'attività che coinvolgeva in quel momento il Carmine e il suo camioncino che se ne tornava verso il nord con un carico di droga.
Poi che lui appartenesse o non appartenesse credo che sia ininfluente ai fini del...
AVV. Cianferoni: Può dirci, se ne è a conoscenza, di quanto personale si componesse l'organico in operatività la notte dell'incontro De Masi-Leone-Scarano? Se c'era anche lei.
PRESIDENTE: Cioè quanti erano gli uomini del loro ufficio?
AVV. Cianferoni: Quanti erano...
PRESIDENTE: Presenti in quella certa località.
AVV. Cianferoni: Quell'ufficio come era impegnato, perché è chiaro, lo ha detto anche il capitano Fischione, non tutti erano lì in quel momento. Quanti ce n'era fuori, a fare che cosa? Intanto abbiamo appreso c'era il capitano comandante.
TESTE Palmisano: Certo.
PRESIDENTE: C'era anche il capitano?
TESTE Palmisano: Sì, sì, c'era anche il capitano Fischione...
PRESIDENTE: E oltre a lui se ci può dire quali altri dei suoi colleghi dello stesso ufficio.
TESTE Palmisano: Il maresciallo Polidori, io, il maresciallo Bullegas, il carabiniere Citera. Credo con due macchine, più Leone che comunque ripeto aveva un compito completamente diverso dal nostro.
AVV. Cianferoni: Tutto questo per Aquila Carmine?
PRESIDENTE: Avvocato, ma qui non siamo a giudicare quello che fanno o non fanno i Carabinieri. Hanno un'autonomia che si sottrae a qualunque sindacato, almeno di questa Corte. Quindi, per cortesia, non facciamo insinuazioni che sono oltretutto fuori luogo, perché non credo che sia un divertimento andare a passare una notte sull'autostrada a fare una certa operazione.
AVV. Cianferoni: Certo Presidente, sarà materia di discussione.
PRESIDENTE: Ma io non credo neppure, avvocato, perché sono argomenti che non ci riguardano. Il perché un ufficio di Carabinieri, un comando dei Carabinieri decide in sei o in sette dei suoi componenti di trasferirsi in un'area di servizio dell'autostrada del Sole.
AVV. Cianferoni: A chiusura definitiva, perché c'ho altri argomenti, potrei sintetizzare così sono 10 minuti in meno di discussione, signor Presidente, la mia riflessione è su questo: se ella e la Corte da lei presieduta avesse oggi da decidere su un furto con destrezza, che cosa penserebbe?
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi. Io non devo decidere un furto con destrezza.
AVV. Cianferoni: Ecco, questo è il punto.
PRESIDENTE: Tra l'altro non sono un giudice monocratico.
AVV. Cianferoni: Questo è chiuso.
Quindi, a proposito dell'esperienza maturata dal teste nell'ambito dell'antidroga, vorrei chiedere: i trasporti con furgoni, camion e comunque trasporti di un certo tipo di quantità, soprattutto, di sostanza stupefacente, secondo prassi, secondo i riscontri proprio da lei avuti con la sua esperienza, come avvengono? Cioè, i nascondigli più usuali di questa sostanza quali sono?
TESTE Palmisano: Dipende intanto dalla sostanza che si intende trasportare.
PUBBLICO MINISTERO: Domanda inconcludente, voglio dire. Se si chiede al maresciallo poco più che un criterio di esperienza suo soggettivo bisognerebbe prendere tutti i marescialli di Italia perché questa domanda possa portare poi a una risposta che in qualche modo possa essere apprezzata. Io non lo so, ecco, per carità.
PRESIDENTE: Proviamo a vedere se il teste è in grado di rispondere in maniera molto sintetica.
TESTE Palmisano: Sicuramente rispondo in maniera sintetica. Dicevo, dipende dalla sostanza che si intende trasportare e in considerazione del volume, quindi anche della quantità.
Nel caso specifico, se è a quello che l'avvocato tende...
AVV. Cianferoni: No, no, guardi, per brevità proprio perché si cerca nessuno di essere poco concludenti.
Piuttosto, andando a un fatto, in questo processo emerge un camion che aveva un vano portateloni per portare oggetti...
PRESIDENTE: Avvocato, per cortesia, veniamo alla sua domanda.
AVV. Cianferoni: Allora, avete mai sequestrato...
PRESIDENTE: L'ha fatta, gliel'ho ammessa, lo lasci rispondere per favore.
AVV. Cianferoni: No, ma lui... Sì, ma mi pareva il teste ci raccontasse quella notte. A me interessava se aveva mai sequestrato un camion con un vano portateloni, come sono i fatti i vani portateloni che portano sostanza stupefacente, se ce ne sono.
PRESIDENTE: Mi dispiace, il teste non è stato indicato sul camion, se su quel tipo di camion, né su quel tipo di rifugio particolare o di nascondiglio. Le è stato chiesto in che maniera... Mi scusi, ma qui bisogna che stringiamo perché sennò a mezzanotte siamo sempre con lei.
In che maniera si nascondono le droghe e in particolare quel tipo particolare di droga.
TESTE Palmisano: L'hashish in modo particolare?
PRESIDENTE: Sì.
AVV. Cianferoni: Anche eroina.
TESTE Palmisano: Ho detto, dipende...
PRESIDENTE: Ma qui ci occupiamo di hashish...
TESTE Palmisano: Dipende dalla quantità. Poi ci possono essere degli appositi sottofondi creati per l'occasione, oppure può essere trasportato camuffata in altra merce lecita, coperta da altra merce lecita. Dipende da tante cose che in questo momento...
PRESIDENTE: Passiamo avanti avvocato.
AVV. Cianferoni: Lei ha partecipato alle operazioni di ascolto delle intercettazioni disposte sulla linea di Scarano?
TESTE Palmisano: All'ascolto diretto, cioè all'ascolto fatto in contemporanea con l'intercettazione no. Però posso sicuramente aver riascoltato alcune conversazioni ritenute più interessanti di altre.
AVV. Cianferoni: Ecco, esaminando i brogliacci, lei ha memoria di una certa frequenza di interruzioni e addirittura di un episodio nel quale, in corso di intercettazione, c'è un cambio di utenza.
TESTE Palmisano: Sì, solo all'inizio. Solo all'inizio dell'intercettazione, nelle primissime fasi delle intercettazioni per un guasto tecnico, peraltro che non è avvenuto solo nel caso specifico ma che avviene anche, è avvenuto anche in altre circostanze su altri numeri intercettati. C'è stato un problema tecnico che è un problema prevalentemente tecnico, di cui al limite potrà essere chiamato a rispondere il tecnico o i tecnici della Telecom.
AVV. Cianferoni: Concludo chiedendole se per motivi di ufficio ha mai avuto rapporti con certo Pagano Alfonso?
TESTE Palmisano: Non so chi sia.
AVV. Cianferoni: Se la può aiutare, è un ex esponente dell'Arma dei Carabinieri che faceva servizio prima presso il CESIS e poi, se non vado errato, presso il ROS. Ma del CESIS sono sicuro, del ROS meno.
TESTE Palmisano: E' un nome a me totalmente nuovo. Pur conoscendo buona parte del personale del ROS, in questo momento posso escludere che sia del ROS. Cioè, ripeto, non lo conosco e non so chi sia.
AVV. Cianferoni: Da quanto tempo lei fa servizio al ROS?
*TESTE Palmisano: Da sette anni.
AVV. Cianferoni: Va bene, la ringrazio.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande per questo teste? Può andare.
Noi riprendiamo alle ore 15.00.
PRESIDENTE: Chi facciamo venire?
PUBBLICO MINISTERO: Facciamo venire il teste Filippetti.
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
Che numero era, signora?
Dica il suo nome, cognome, luogo e data di nascita e luogo di residenza.
*TESTE Filippetti: Franco Filippetti, nato a Monte..., 09/11/59; in servizio presso il ROS, I Reparto Investigativo di Roma.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Filippetti: Sì.
"Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Filippetti, buongiorno.
TESTE Filippetti: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, la sua qualifica l'ha precisata alla Corte?
TESTE Filippetti: Vicebrigadiere.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, nel '93 lei era nella sezione del capitano Fischione al ROS.
TESTE Filippetti: Sì, IV Sezione.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
TESTE Filippetti: IV Sezione.
PUBBLICO MINISTERO: IV Sezione, non avevo sentito.
Lei è tra quelli che si è occupato, quindi, dell'indagine che riguardava Scarano Antonio?
TESTE Filippetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E in particolare quali sono le mansioni, gli incarichi che le sono stati affidati nell'ambito di questa indagine?
TESTE Filippetti: Allora, all'epoca ero appuntato e praticamente gestivo gli automezzi, uscivo come autista.
PUBBLICO MINISTERO: Uh. Quindi ha partecipato anche all'attività di indagine sul territorio, i servizi che voi chiamate OCP?
TESTE Filippetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda qual è, in ordine di tempo, il primo servizio che ha fatto? Che data ha?
TESTE Filippetti: No, i primi primi primi saranno aprile-maggio - può essere? - '93.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, "Filippo" era il suo nome in codice?
TESTE Filippetti: Nome di battaglia, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Veniva adoprato anche nelle relazioni di servizio, qualche volta?
TESTE Filippetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' possibile che il primo servizio che è documentato da una relazione, in cui compare il nome Filippo, sia questo del 22 maggio del '93?
TESTE Filippetti: Non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
Son più di uno i servizi ai quali lei ha partecipato?
TESTE Filippetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questi servizi come si volgevano? Voglio dire, con una cadenza regolare - un giorno sì e un giorno no, tutti i giorni - oppure saltuariamente, sporadicamente, non regolarmente?
TESTE Filippetti: Quando il maresciallo o il capitano diceva di uscire, uscivamo. Mica lo so dire se sporadicamente...
PUBBLICO MINISTERO: Non era lei che lo stabiliva, vuol dir questo.
TESTE Filippetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei si ricorda in che successione avete individuato le automobili nella proprietà di Scarano? O perlomeno nella disponibilità di Scarano.
TESTE Filippetti: In che successione?
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Siccome ne risulterebbe più di una...
TESTE Filippetti: Sì. A mio ricordo l'abbiamo visto uscire la prima volta con la A-112, di colore grigio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Filippetti: Poi abbiamo identificato la Audi 80 di colore nero.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Filippetti: E successivamente la Clio di colore verde.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questa Audi 80, si ricorda la prima volta in cui l'avete identificata, in che circostanze?
TESTE Filippetti: Sì, in un servizio che è terminato a notte fonda e abbiamo identificato il garage, che praticamente l'abbiamo seguito - lo Scarano - poi l'abbiamo perso e abbiamo rincontrato la A-112 parcheggiata in un distributore e abbiamo aspettato che venisse a ritirarla; e poi abbiamo visto che rientrata con la A-112 nel garage e usciva con la di lui moglie, per prendere la A-112 e rientrare a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Filippetti: Ma non mi ricordo la data.
PUBBLICO MINISTERO: E l'Audi come appariva in questo contesto?
TESTE Filippetti: In che senso?
PUBBLICO MINISTERO: L'Audi come appariva?
TESTE Filippetti: Nuova.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, da dove spuntava?
TESTE Filippetti: No, no, rientravano al garage - perché noi non sapevamo che lì c'era un garage - rientravano in garage con la moglie e praticamente abbiamo visto l'Audi, abbiamo riconosciuto lo Scarano e la moglie che rientrava con l'Audi, e poi successivamente posavano la macchina in garage, che era a pagamento, e si accingevano a riprendere il 112 per rientrare a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda dove era questo garage, che voi non sapevate essere un garage, da quale vedeste apparire, o vedeste rientrare non ho capito bene...
TESTE Filippetti: Non mi ricordo la via, dovrei vedere...
PUBBLICO MINISTERO: ... questa Audi 80?
TESTE Filippetti: Non mi ricordo la via, dovrei vedere la relazione; ché l'abbiamo messo sulla relazione, se non sbaglio.
PUBBLICO MINISTERO: Non ce l'ha con sé?
TESTE Filippetti: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Non si ricorda nemmeno il nome della via?
TESTE Filippetti: No. Mi ricordo che è vicina, cioè c'è un distributore adiacente. C'è un distributore.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
TESTE Filippetti: Infatti la A-112 l'aveva parcheggiata all'interno del distributore.
PUBBLICO MINISTERO: Dell'area di servizio.
TESTE Filippetti: Sì. C'è una relazione in proposito che è intestata anche a lei, cioè a dire sono più di uno i militari che hanno operato nell'occasione.
TESTE Filippetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda con chi ha fatto questo servizio quella volta?
TESTE Filippetti: Con l'allora brigadiere Bullegas, adesso maresciallo; poi c'era l'appuntato Cosentini... Penso che eravamo in tre.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi che ci fosse anche il carabiniere Collia?
TESTE Filippetti: Collia, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può essere che questa strada fosse viale Alessandrino?
TESTE Filippetti: Sì, sì. Viale Alessandrino... direi... No, non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda, va bene.
Senta, ricorda se nell'ambito di questi servizi voi poteste accertare positivamente se Scarano faceva o non faceva uso di cellulari?
TESTE Filippetti: Che intende per accertare, vederlo telefonare?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Filippetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda il contesto di questo accertamento?
TESTE Filippetti: In una relazione... L'abbiamo visto davanti al bar di Spinelli che telefonava insieme ad altre due persone, che poi non mi ricordo se son state... Praticamente poi gli passava anche il telefono per far telefonare...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Filippetti: ... a una persona che era con lui.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Quindi il telefono era il suo, aveva il telefono cellulare.
TESTE Filippetti: Sì. Poi lo portava sempre in mano, mi pare che era, se mi ricordo bene, un NEC P4.
PUBBLICO MINISTERO: Vi è capitato, nel corso di questi accertamenti, di verificare che Scarano frequentava esercizi pubblici, bar prevalentemente?
TESTE Filippetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè io mi riferisco a bar, in genere.
TESTE Filippetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì?
TESTE Filippetti: Sì. Ogni volta che...
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda qualcuno di questi bar?
TESTE Filippetti: Dove l'abbiamo visto... Il primo servizio, il primo servizio che abbiamo fatto si è fermato al bar Orazio e è sceso con fare molto amichevole, è entrato, sembrava un bar che conoscesse questo esercizio e parlava col titolare, anche con persone fuori.
E poi altri servizi che abbiamo fatti, sì, bazzicava spesso i bar.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, ha parlato del bar Orazio.
TESTE Filippetti: Sì, questo è uno dei primi servizi che abbiamo fatto.
PUBBLICO MINISTERO: C'è stato qualche altro bar nel quale avete visto lo Scarano?
TESTE Filippetti: Sì, ce n'è un altro un pochino più giù del bar Orazio, ugualmente, che si è fermato...
PUBBLICO MINISTERO: Che si chiama?
TESTE Filippetti: Eh...
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
TESTE Filippetti: Poi c'era il bar Roxy, anche, dove si è fermato.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è un altro.
TESTE Filippetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bar Orazio, bar Roxy...
TESTE Filippetti: Roxy. E lì nella zona se li faceva quasi tutti i bar.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in occasione di questi servizi voi avete fatto anche delle riprese fotografiche?
TESTE Filippetti: Sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: Lei personalmente la adoprava la macchina fotografica qualche volta?
TESTE Filippetti: Sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda se è mai successo che abbiate fatto dei servizi alla ricerca di Scarano, e che invece Scarano non l'avete trovato, e comunque avete fatto, così, un po' di rilevazione della presenza di altri soggetti che potevano magari tornare utili in prosieguo?
TESTE Filippetti: Sissignore. Uno di questi primi servizi che abbiamo fatto, che abbiamo visto che lo Scarano...
Il primo pedinamento che abbiamo fatto a Scarano che era andato al bar Orazio, che aveva preso contatti lì con della gente.
Poi, successivamente, mi sono... di passaggio, ero lì a fare un giro, ero io da solo, nella zona, e dico 'va be', vado a vedere se si vede'. E mi sono fermato - ma dieci minuti, un quarto d'ora - davanti al bar Orazio e ho scattato qualche fotografia, giusto così per... C'erano due persone che parlavano, uno era tutto tatuato, mi ha attirato l'attenzione.
Avevo la macchinetta e gli ho fatto un paio di fotografie.
PUBBLICO MINISTERO: Aveva la macchina fotografica con sé.
TESTE Filippetti: Sì, avevo la macchina fotografica con me.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sul momento queste persone non le dicevano niente.
TESTE Filippetti: Così... No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE Filippetti: Mi ero proposto poi in futuro di avere...
PUBBLICO MINISTERO: Ma poi, a distanza di qualche tempo, in qualche successivo accertamento, queste persone le ha riviste, ha rivisto se avevano - se non tutte e due - almeno una di loro, contatti con Scarano?
TESTE Filippetti: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol dettagliare un attimino?
TESTE Filippetti: Nel servizio che abbiamo fatto al bar Roxy.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Filippetti: La persona che si è incontrata con lo Scarano è uno di quelli che fotografai io in quell'occasione al bar Orazio. E quindi mi è saltata subito l'attenzione e l'ho fatto presente in ufficio dicendo: questo è la persona che ho fotografato io lì al bar Orazio.
PUBBLICO MINISTERO: Di questa persona che aveva già fotografato precedentemente, ricorda qualche cosa? Era a piedi, era...
TESTE Filippetti: Sì, era... Al bar Orazio era con una Y10.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Filippetti: Mentre al bar Roxy era con un Mercedes, se non vado errato, 200. Cioè, grande cilindrata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E, in questa seconda occasione al bar Roxy, poteste appurare effettivamente che questo era in rapporti con Scarano, in contatti, o perlomeno si conoscevano?
TESTE Filippetti: Sì, perché lo Scarano, come è uscito da casa, ha fatto tutte le vie che portano lì al bar Roxy diretto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Filippetti: E si è fermato direttamente, ha parcheggiato lì per parlare...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma avete visto se queste persone - parlo di Scarano e dell'altro - si sono trattenute a parlare...
TESTE Filippetti: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... si sono salutate, almeno.
TESTE Filippetti: Sì, sì. Si sono fermati, sono scesi, si sono dati la mano e hanno parlato per circa un 20 minuti abbondanti, anche di più.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le date del primo e del secondo accertamento, lei ho capito non se le ricorda.
TESTE Filippetti: No. Cioè, se...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Filippetti: Comunque è successiva, cioè le fotografie fotografate al bar Orazio sono antecedenti del bar Roxy. Questo...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, questo lo abbiamo detto e lo abbiamo capito.
Nell'ambito di tutta questa attività, lei si ricorda se è emersa una persona a nome Aldo?
TESTE Filippetti: No... Aldo, se non vado errato... Un attimino, Aldo è la persona che doveva vedere lo Scarano al bar Roxy.
PUBBLICO MINISTERO: Non mi pare che stiano così le cose, ma insomma non è che hanno importanza.
Lei ricorda che sia stato fatto un servizio specifico nelle vicinanze di casa dello Scarano, in più persone e un paio di vetture di servizio, nel pomeriggio di un certo giorno della fine di luglio?
Non se lo ricorda. Va bene, basta così.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
AVVOCATO: Nessuna.
PRESIDENTE: I difensori? Si può accomodare, grazie.
*TESTE Filippetti: Grazie.
PRESIDENTE: Chi facciamo venire?
PUBBLICO MINISTERO: Arrivo subito, Presidente, eh. Arrivo subito, un secondo solo.
Io direi di far venire il brigadiere, via, ora sarà maresciallo, Bullegas.
*TESTE Bullegas: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Buongiorno.
PRESIDENTE: Ci vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza?
TESTE Bullegas: Allora, maresciallo Bullegas, nato a Cercola Napoli il 06/04/67. Residente a Roma, in servizio presso il raggruppamento Operativo Speciale di Roma.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Bullegas: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, maresciallo, lei si ricorda ancora qualche cosa di questa indagine che faceste nel '93, lì con gli altri suoi colleghi della sezione del capitano Fischione?
TESTE Bullegas: Sì, io venni impiegato...
PUBBLICO MINISTERO: No, la domanda è per sapere se si ricorda qualche cosa. Per capire che tipo di domande le posso fare. Perché se non si ricorda nulla, si fa un certo tipo di domande; se si ricorda bene, se ne fa un altro.
TESTE Bullegas: Sì. Venni impiegato in alcuni servizi di pedinamento, questo so. Anche perché in quel periodo arrivai proprio presso il raggruppamento. Quindi venni impiegato solo per quello.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei le date di questi servizi non...
TESTE Bullegas: Mi ricordo quello del 14 luglio.
PUBBLICO MINISTERO: Quello del 14 luglio.
TESTE Bullegas: Presso il bar Roxy, se non sbaglio.
PUBBLICO MINISTERO: Si figuri, a me interessava quello del 1 giugno, ora contingentemente.
TESTE Bullegas: No.
PUBBLICO MINISTERO: Servizio che lei ha fatto, risulterebbe con Filippetti - che all'epoca era appuntato - suppongo Filippetti guidasse la macchina e lei era il sottufficiale insieme al Filippetti.
Quando vedeste per la prima volta, nella disponibilità di Scarano, una certa macchina: una Audi.
TESTE Bullegas: Sì, era lo Scarano che guidava quella autovettura. Diciamo utilità, proprietà.
PUBBLICO MINISTERO: Precedentemente questa Audi l'avevate mai vista nella disponibilità di Scarano?
TESTE Bullegas: No, quella no. Perché utilizzava generalmente una A-112.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E questa Audi, quindi, che identificaste quella sera, lei ricorda da dove Scarano la prese, o dove Scarano la parcheggiò dopo averla adoprata?
TESTE Bullegas: No, questo non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
TESTE Bullegas: No lo ricordo, questo.
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda di aver visto Scarano che entrava a piedi in un certo garage dal quale usciva con una certa macchina, giusto appunto una Audi?
TESTE Bullegas: Sì, lo Scarano, se non erro, aveva proprio il garage dove parcheggiava l'autovettura quando si ritirava, oppure quando l'andava a prendere.
E quindi andava generalmente a prenderla, o a posarla quando si ritirava per andare a casa. E prendeva l'altra autovettura.
PUBBLICO MINISTERO: Viale Alessandrino 123, le dice qualche cosa come indirizzo?
TESTE Bullegas: No.
PUBBLICO MINISTERO: Non le dice perché non se lo ricorda più?
TESTE Bullegas: Non lo ricordo, dottore.
PUBBLICO MINISTERO: Invece è più preparato sulla relazione del 14 luglio.
TESTE Bullegas: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E che cosa ricorda di questo servizio fatto il 14 luglio?
TESTE Bullegas: Che lo Scarano si incontrò con un'altra persona presso il bar Roxy. Una persona di corporatura simile allo Scarano, di carnagione non rosea, con il quale parlò per un breve periodo. Rimase a parlare con questa persona.
Poi, entrambi, si diressero in direzioni diverse.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, e questa persona lei l'aveva mai vista prima, o no?
TESTE Bullegas: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ecco, questa persona sul momento la poteste identificare?
TESTE Bullegas: Sì. Venne poi identificata in seguito dai, diciamo dalle indagini che c'erano in corso.
Quindi venne poi identificata da altri accertamenti che sono stati fatti.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti un attimino. Dunque...
PRESIDENTE: Io sento discorrere qualcuno. Mi volete dire, per favore, chi è che parla?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Chi è?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Eh, abbia pazienza, ma lei non può interrompere o dare noia al dibattimento, eh. Se ha delle comunicazioni di servizio le deve fare fuori di qui.
Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, andiamo con ordine, maresciallo.
Lei ha detto che questa persona, sul momento, non fu identificata.
TESTE Bullegas: Subito identificata, sì.
Poi, da altre attività che sono state fatte, è stato identificato in Bizzoni Alfredo, se non erro.
PUBBLICO MINISTERO: No, lei non erra, però le devo ricordare che quando lei è stato sentito - per l'appunto proprio da me - il 4 aprile del '95, ecco, interpellato circa questa persona, dopo che io le avevo fatto vedere alcune foto per stabilire chi poteva essere, o chi non era sicuramente la persona di cui a queste foto, gliene presentai una, ad un certo punto, e lei mi disse che...
TESTE Bullegas: La persona che più si poteva avvicinare al soggetto.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. Ma perché lo vide in una foto che le mostrai io.
TESTE Bullegas: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Tant'è vero lei disse:
"Questo nome che lei mi sta facendo ora, lo apprendo ora in questo momento".
TESTE Bullegas: E' stato focalizzato, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, questa persona si chiamava appunto Bizzoni.
TESTE Bullegas: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi va un attimino corretto...
TESTE Bullegas: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... mi pare, mi pare. Salvo che non ci sia stato un equivoco a suo tempo...
TESTE Bullegas: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: ... il senso della affermazione che aveva fatto un attimo fa.
Senta, lei ha partecipato ad altri servizi di pedinamento, successivamente a questo del 14 luglio?
TESTE Bullegas: Ad alcuni servizi, dottore.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda di aver partecipato ad un servizio espletato il 28 di luglio del '93?
TESTE Bullegas: No.
PUBBLICO MINISTERO: Che aveva lo scopo di identificare una certa persona?
TESTE Bullegas: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Allora possiamo chiudere qui.
PRESIDENTE: Parti civili hanno domande?
AVVOCATO: Nessuna.
PUBBLICO MINISTERO: I difensori?
AVVOCATO Gramigni: Una sola. Avvocato Gramigni.
Buonasera. Senta, lei ad un servizio nell'ambito di una indagine relativa a stupefacenti che si svolse in Calabria, ha partecipato? Sempre nell'epoca di cui stiamo parlando, o precedente anzi.
TESTE Bullegas: Non ricordo, dottore.
AVVOCATO Gramigni: Non ricorda.
TESTE Bullegas: Perché in quel periodo io ero appena arrivato al ROS. Quindi venivo impiegato in diversi servizi. Non...
AVVOCATO Gramigni: Benissimo. Quindi non ricorda di essersi recato in Calabria.
TESTE Bullegas: No.
AVVOCATO Gramigni: Un'operazione relativa ad un certo Aquila.
TESTE Bullegas: Sì, mi ricordo dell'operazione che fu fatta in Avezzano.
AVVOCATO Gramigni: Eh.
TESTE Bullegas: Però non mi ricordo proprio il particolare. Se... Cioè, io sono andato in Calabria.
AVVOCATO Gramigni: Lei si ricorda più o meno che ruolo ebbe in questa operazione?
TESTE Bullegas: L'operazione avvenne in Avezzano, l'arresto del personaggio.
AVVOCATO Gramigni: Sì, l'arresto sì. Ma l'arresto...
PRESIDENTE: Lei ha preso parte a questa operazione?
TESTE Bullegas: Sì, ad Avezzano sì. All'arresto del personaggio...
PRESIDENTE: E precedente, invece, in un'area di servizio lungo l'autostrada di Calabria, no?
TESTE Bullegas: Non lo ricordo, dottore, questo.
PRESIDENTE: Cioè, non lo può escludere, ma non lo ricorda.
TESTE Bullegas: Non lo ricordo. Non lo escludo, ma non lo ricordo.
AVVOCATO Gramigni: Lei ricorda solo questo arresto in Avezzano.
TESTE Bullegas: Sì. Dell'operazione conclusa, sì.
AVVOCATO Gramigni: Quello che è successo prima, non se lo ricorda.
TESTE Bullegas: No.
AVVOCATO Gramigni: Grazie.
PRESIDENTE: Nessun'altra domanda?
Può andare, grazie.
*TESTE Bullegas: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, facciamo venire Corvi.
PRESIDENTE: Dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Corvi: Maresciallo capo Corvi Giovanni, nato a Roma il 20/01/1956.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Corvi: A Roma.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Corvi: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Corvi, che si rammenta dell'indagine che fu fatta dalla sezione del capitano Fischione su Scarano? Ha un ricordo ancora, come dire, fresco della indagine, oppure approssimativo?
TESTE Corvi: Sono passati quasi quattro anni. Comunque...
PUBBLICO MINISTERO: Questo lo sapevo anch'io, prima di farle la domanda.
TESTE Corvi: No, nel senso che chiaramente non può essere fresca. Abbiamo, chiaramente sapendo di dover venir qua, abbiamo consultato un attimino...
PRESIDENTE: Per favore, deve parlare più forte, o avvicinarsi il microfono.
TESTE Corvi: Sapendo di dover venire qua, abbiamo ricontrollato un attimino gli atti.
Comunque ho abbastanza presente diciamo tutta la fase completa, diciamo. Da quando è iniziata a quando ha avuto termine.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, molto bene, molto bene.
Lei ha partecipato ad attività di pedinamento, di controllo sul territorio di Scarano?
TESTE Corvi: In alcune occasioni, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Corvi: Non in tutte, ma...
PUBBLICO MINISTERO: La prima, il primo servizio che ha fatto proprio di controllo di pedinamento di Scarano, si ricorda quando è avvenuta?
TESTE Corvi: Credo che sia stato proprio la prima attività, che poi oltretutto ha scaturito anche la prima relazione di servizio. Ed era tendente al fatto di verificare l'esatta ubicazione dell'abitazione dello Scarano.
Questo perché? Perché da un primo sopralluogo ci rendemmo conto che la cosa era difficoltosa, in quanto lo Scarano abitava in un palazzone, urbanisticamente architettonicamente definito stecca, per cui molto ampio con diverse scale. Mi sembra che ce ne fossero sino alla G o alla H. Una cosa del genere. Quindi molto ampio.
Per cui era importante, dato che anche a livello anagrafico era quasi impossibile risalire perché poi all'interno c'erano degli scambi di appartamento, delle cose, chi si intestava la luce, chi l'acqua, chi... Abbiamo avuto delle difficoltà a livello cartaceo, proprio, nel rilevare questi dati abbiamo dovuto creare un apposito servizio stando proprio a vista per vedere per lo meno in che scala entrava, per cui focalizzare la nostra attenzione su quella scala e non su tutto il palazzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Corvi: Proprio in quella prima occasione comunque ci rendemmo conto che la cosa ci creava delle difficoltà obiettive, in quanto in quella stecca un po' tutti si conoscevano. C'erano dei giovani che girovagavano in continuazione con i motorini.
Noi dovevamo fare attenzione, perché chiaramente non eravamo riconosciuti come abitanti del luogo. E chiaramente ogni palazzo poi crea, come dire, una conoscenza diretta tra tutti i personaggi. Per cui ci guardavano. Allora dovevamo occultarci, muoverci, spostarci.
Già emersero, già dalla prima volta queste difficoltà.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda se provvedeste anche a fare dei rilievi fotografici nell'occasione?
Ci sta parlando proprio della...
TESTE Corvi: Della prima volta?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dell'abitazione di Scarano, il complesso dove stava.
TESTE Corvi: Sì, sì. No, io stavo pensando a lui.
No, mi sembra che a lui, no. Al complesso sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Se è acceso il visore...
TESTE Corvi: Sì, riconosco la foto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E anche la successiva, per completezza. Poi si dice di che cosa si tratta.
TESTE Corvi: Sì. Sì, questa qui credo che sia il vialetto nella parte posteriore dove si poteva, tra quei pali, si poteva uscire anche a piedi.
Mentre, nella prima foto è evidenziato proprio, abbiamo visto un grosso palazzo a stecche con le sette o otto scale. Adesso non so quante fossero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, queste qui sono foto che appunto lei ricordava di averle scattate in occasione di questo servizio...
TESTE Corvi: Non le ho scattate io, comunque sì, ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', il personale che era con lei.
TESTE Corvi: Certamente, certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda chi c'era con lei quel giorno? Se se lo ricorda...
TESTE Corvi: Credo, credo l'appuntato Filippetti e il carabiniere Citera, forse.
Il carabiniere Citera forse sì, che era dentro il furgone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, comunque sia questa è, per cognizione dei presenti, questo è il rilievo fotografico allegato alla relazione di servizio 22 maggio '93, a firma appunto di quattro pseudonimi, ma la firma vera: brigadiere Corvi Giovanni, carabiniere Collia. E poi un altro scarabocchio assolutamente incomprensibile.
Comunque c'è la sua: brigadiere Corvi Giovanni.
TESTE Corvi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il 1 maggio '93, quindi sta nel volume 7, faldone 26, pagina 19543 e seguenti.
PRESIDENTE: Per cortesia, il Pubblico Ministero dovrebbe dirci le fotografie...
PUBBLICO MINISTERO: Sono due sole di questo allegato fotografico.
Certo, sono solamente queste due, allegate a questa relazione.
Ora, su questo punto, dopo che coi testimoni abbiamo finito, devo prospettare la situazione, un interrogativo. Non è né una istanza, né una richiesta, né una doglianza, ma un semplice interrogativo sul quale magari, non magari, è necessario che interloquiscano un attimo anche i difensori.
Quindi per ora vado così con questa indicazione di atti contenuti nel fascicolo del Pubblico Ministero.
Ecco, maresciallo Corvi, quindi abbiamo parlato di questa prima, come dire, incursione sull'obiettivo datata 22 maggio '93.
Lei poi ha partecipato anche a servizi in epoca successiva.
TESTE Corvi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, tra i servizi ai quali ha partecipato mi sembra che ce ne sia - stando almeno alla documentazione - ce ne sia uno in data 22 luglio 1993. E' un servizio relativamente al quale esiste la relazione, ma non c'è un allegato fotografico.
Allora, in questo caso proprio occorre che ce lo spieghi un attimino con qualche dettaglio.
TESTE Corvi: Sì. Vorrei fare una piccola premessa.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Corvi: I colleghi erano usciti di servizio il 19 del mese in oggetto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Corvi: Praticamente un tre giorni prima.
PRESIDENTE: 19 luglio?
TESTE Corvi: 19 luglio. Tre giorni prima.
E, in quella occasione, fu effettuato il servizio fotografico.
Il servizio fotografico, in genere, per un servizio di osservazione e pedinamento in movimento abbisogna di un minimo di copertura, anche perché vedere da una macchina, una macchina fotografica con un teleobiettivo, desta sospetti. Per cui, in genere, si predispone una macchina veloce con tre soggetti di cui uno dietro, per cui coperto.
Per quello, quel giorno, eravamo in due soli con due autovetture e non portammo la macchina fotografica.
Questo inciso per spiegare perché quel giorno non...
Tornando al 19 fu effettuato un servizio con servizio fotografico e fu fotografato un soggetto allora non identificato detentore di una autovettura: Mercedes targata T finale, risultata intestata alla CEIT S.r.l., una società su ai Castelli, credo.
Adesso non ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Perché dice 19 luglio, maresciallo? E' sicuro di questa data?
TESTE Corvi: Sì, perché oltretutto sono stato anche riascoltato da lei proprio riguardo a questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Che lei sia stato ascoltato da me, su questo non c'è dubbio.
TESTE Corvi: Sì. No, nel senso che mi è rimasta impressa e l'ho focalizzata, il 19 luglio.
Anche perché il 19 luglio, io faccio riferimento al 19 luglio nella mia relazione del 22. Per questo diciamo che sono quasi collegate le due.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. prego, prego, maresciallo.
TESTE Corvi: Il 22 che cosa successe? Noi uscimmo, agganciammo lo Scarano e si recò al Roxy Bar...
PUBBLICO MINISTERO: Maresciallo, le posso far notare che nella relazione del 22 luglio lei fa riferimento al precedente servizio del giorno 14 e non del 19?
TESTE Corvi: Del 14?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Corvi: Posso...
PUBBLICO MINISTERO: E' un atto a sua firma, quindi lo può controllare.
TESTE Corvi: Sì.
PRESIDENTE: Controlli.
PUBBLICO MINISTERO: La relazione del 22 luglio è proprio firmata dal brigadiere Corvi, oggi maresciallo.
TESTE Corvi: Del 14. Non so perché forse il 19...
PRESIDENTE: Eh, sono cose che succedono. Non si preoccupi, vada pure.
PUBBLICO MINISTERO: Perché...
TESTE Corvi: Del 14. E che cosa successe? Intercettammo lo Scarano che si recò in via... Il nome della via non me lo ricordo, comunque al Roxy Bar che in quella via c'è uno spiazzo. Però solo su un lato. Mentre su un lato la strada è dritta, dall'altro crea una insenatura.
Lui arrivò e parcheggiò la sua Audi nera di fronte al Bar Roxy. Per cui, sul lato dritto della strada. Noi praticamente ci siamo messi uno a monte e uno a valle della strada e a distanza controllavamo.
Che cosa è successo? E' successo che lui si è incontrato con un soggetto, si è soffermato a chiacchierare con un soggetto vestito con la tuta da meccanico di cui credo ci sia la descrizione, c'è la descrizione nella relazione. Che poi andò via con un'Alfa 75.
Noi supponemmo, dato che rilevammo la targa, che fosse una macchina di un cliente e lui facesse il meccanico, perché la tuta di meccanico, anche se pulita, comunque indicava che era un lavorante forse in qualche officina. Non demmo molto peso.
Poi si incontrò - adesso non mi ricordo se prima o dopo - con un soggetto con una Mercedes nera, sempre 500, con N finale. Questo, nell'arco della mattinata.
Terminato con questo soggetto, lui contattò un giovane entro i 25-30 anni, a bordo di una Uno, di cui rilevammo la targa, la sviluppammo anche in questa occasione.
E con questo soggetto, dopo aver parlottato per circa cinque minuti, si avvicinò alla sua autovettura seguito dal giovane, tirò fuori un pacchetto sul sedile e lo diede al giovane.
Noi purtroppo eravamo in due, se prestavamo attenzione, dato che lo Scarano era rimasto in zona, non potevamo seguire il giovane. Per cui lo abbiamo seguito solo per 10 metri per indicare il senso in cui si allontanava e per rilevare la targa. Perché l'autovettura era coperta, in quel momento. Allora, andando via, noi gli siamo accodati e abbiamo rilevato la targa.
Subito dopo, nel primo pomeriggio credo, invece... sì, tarda mattinata, ora di pranzo, ebbe un altro contatto con un altro soggetto con sempre una Mercedes nera 500, la famosa con la T finale, quella intestata alla CEIT.
Niente, noi praticamente nella relazione abbiamo menzionato gli orari, la descrizione del soggetto. E ho notato purtroppo una svista tecnica, nel senso che ho menzionato il primo soggetto della Mercedes nera, che comunque oltretutto diciamo che si assomigliavano, ma in alcuni particolari differenziavano tra gli occhiali, il colore delle basette che erano particolari, come statura, forse come età era più anziano il primo.
E ho menzionato la somiglianza del soggetto visto prima, ossia con la Mercedes targata N, quale quello visto nel servizio del 14; mentre dalle foto e dalla descrizione si evince chiaramente che è il secondo, quello con la Mercedes nera sempre 500. Anche questo ha tratto in inganno, nel momento della relazione uno si fa uno schema mentale butta giù. Mentre era il secondo, quello che poi anche visto in foto dai colleghi. Nel frattempo avevamo sviluppato e chiaramente era lui.
Questo è, diciamo...
PUBBLICO MINISTERO: E allora questo chi era? Lei lo ha stabilito poi?
TESTE Corvi: Al momento noi mettemmo: "Soggetto non identificato", perché non avevamo elementi, anche se poi iniziammo inizialmente a lavorare sulla società CEIT.
Tirammo fuori tutti i titolari, le figlie, i generi, i cognati e i parenti. Però non emerse, cioè, dai nominativi, il nostro metodo investigativo dato che non possiamo andare a chiedere direttamente al soggetto, significa lavorare sul contorno. Ossia, arrivare al nome, dal nome tirar fuori una foto, confrontare per vedere se è giusto.
Per cui anche lì un lavoro abbastanza dispendioso.
Questo perché? Perché purtroppo, come questa mattina credo che abbia detto il nostro ufficiale, capitano Fischione, avevamo dei problemi nell'acquisire i tabulati del cellulare di Scarano. Per cui dovevamo fare tutto un lavoro di contorno per acquisire le cose.
E, al momento, rimase per noi un soggetto non identificato.
Successivamente, intorno ai primi di agosto, iniziammo a sviluppare i tabulati. Difatti emerse un cellulare intestato a Bizzoni Alfredo, sì, giusto. Estraemmo chiaramente la foto e ci rendemmo conto che il soggetto era lui.
Diciamo che successivamente fu identificato attraverso i contatti avuti dallo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Corvi: Comunque, già dal telefono sotto controllo, c'erano dei contatti che emergevano con Alfredo.
Credo che, forse proprio il collega che seguiva i telefoni, potrà essere più preciso. Credo che si trattasse di una cessione di danaro, una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stiamo parlando di Alfredo. Io vorrei cambiare invece persona.
Ricorda che sia emerso dagli accertamenti un signore col nome di battesimo Aldo?
TESTE Corvi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, salvo poi sollecitarla io con qualche domanda più dettagliata, vediamo che cosa ricorda lei.
TESTE Corvi: Sì, emerse... Con Aldo emerse Frabetti Aldo.
Con diverse telefonate, diverse telefonate nel quale veniva menzionato questo Aldo. Sia che chiamava, che veniva chiamato.
Da lì lo sviluppo ci portò a Santini Domenica che identificammo come convivente.
Dopodiché, attraverso accertamenti anagrafici, risalimmo a Frabetti Aldo. Frabetti Aldo tirammo fuori la foto.
Però, in realtà, non riuscimmo mai a vederlo, cioè, sino a quel momento... Cioè, in questa occasione avvenne praticamente il contrario: lo identificammo prima di riuscire a vederlo. Lo sentivamo nelle intercettazioni, sapevamo che c'erano dei contatti. Però non riuscivamo mai a...
PRESIDENTE: A vederlo di persona.
TESTE Corvi: A vederlo di persona e intervenire nel momento praticamente del contatto visivo tra i due.
E questo successe in occasione di una volta in cui si diedero un appuntamento e predisponemmo proprio il servizio per verificare di persona il riscontro tra la foto che avevamo e il soggetto.
Perché a volte uno tira fuori una foto: Aldo, Aldo. Però, in realtà, non è dice: sono Frabetti Aldo nato a, il. Per cui è semplicissimo identificarlo, Aldo, a quel punto allora predisponemmo questo servizio.
Non so, se vuole posso dire anche la data, posso controllare.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego.
TESTE Corvi: Sì, avvenne il 28 luglio, avvenne. Il 28 luglio nel pomeriggio. Ci fu una telefonata intorno alle tre e 40 che preannunciava una sua venuta in casa dello Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Preannunziava, o veniva convocato, in un certo qual senso?
TESTE Corvi: Adesso non...
PUBBLICO MINISTERO: Non mi deve riferire l'intercettazione.
TESTE Corvi: No, no...
PUBBLICO MINISTERO: Voglio vedere se si ricorda quello che diceva, che avete messo nella relazione. E' una cosa diversa.
TESTE Corvi: Ecco, cioè, io forse sono stato tratto in inganno perché è lui che è andato a casa... Cioè, io visivamente ho visto che lui è andato. Però onestamente questo non so se è giusto. Chiedo scusa.
Predisponemmo il servizio e, in effetti, arrivò con una Twingo. Per cui rilevammo la targa e vedemmo che fisicamente era lui. Facemmo la relazione, in effetti il soggetto.
PUBBLICO MINISTERO: Lui, rispetto a quello della fotografia che aveva fatta già...
TESTE Corvi: Della fotografia. Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Che avevate...
TESTE Corvi: Trovammo conferma praticamente tra la foto che era in nostro possesso del documento che avevamo estratto e il soggetto che...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma stabilito che quella certa persona che si è recata a casa di Scarano in quel certo pomeriggio e che era, per così dire, anticipato da una conversazione in cui gli interlocutori erano: Antonio da una parte e Aldo da quell'altro... Dico bene?
TESTE Corvi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E stabilito che questa persona era tale e quale la fotografia che avevate già in ufficio relativa a Frabetti Aldo, eh? Questa persona poteste, all'epoca, stabilire se l'avevate già inquadrata in servizi di controllo, di osservazione?
A parte le emergenze dai tabulati, dalle intercettazioni, semplicemente se poteste stabilire: questo lo abbiamo già visto nella tale occasione, ovvero nelle tali altre occasioni.
TESTE Corvi: Ma io perlomeno nei precedenti servizi in cui sono stato presente io, non credo. Perché altrimenti lo avrei menzionato.
Cioè, è mia abitudine menzionare se il soggetto, è già stato visto in precedenti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, una volta che...
TESTE Corvi: Probabilmente a qualche mio collega... Poi, purtroppo, la descrizione dei soggetti con cui uno durante il servizio viene a contatto visivo, a volte non è mai precisa, a volte è sfuggevole. A volte si perdono dei particolari.
Mi sembra strano, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a seguito quindi della decisione di intervenire quel certo giorno del 28 di luglio per vedere se questo Aldo, com'era fatto, e se era esattamente quello della fotografia, che tipo di intervento fu praticato, fu eseguito da voi? Se lo ricorda?
TESTE Corvi: In quella occasione noi, la nostra metodologia, come ho spiegato inizialmente, purtroppo l'area da controllare era abbastanza vasta. Aveva quattro possibilità di uscita. E quattro possibilità di uscita ristrette praticamente al complesso, complesso edilizio.
Che poi diventavano sei-sette, comprese stradine, viuzze interne in tutto il comprensorio, dove noi ci posizionavamo per essere larghi, tornando a quanto ho detto pocanzi, proprio per non creare troppa attenzione nei nostri confronti da parte degli inquilini che si muovevano, vivevano. Era estate, faceva caldo, vivevano sotto all'ombra nel cortile, sotto le piante che si possono vedere anche nella foto che era tutta circondata da...
Praticamente è il solito discorso. Cioè, cercare di vedere senza farsi vedere. E' chiaro che rimane un po' difficile.
In quella occasione noi abbiamo stretto per vedere l'arrivo del soggetto. Dopodiché ci siamo posizionati...
PUBBLICO MINISTERO: Il soggetto è?
TESTE Corvi: Frabetti Aldo. Sì, sì, questo lo avevamo già detto. Cioè, esatto. L'arrivo del soggetto.
Dopodiché ci siamo posizionati leggermente più larghi, proprio per non destare attenzione. Sperando di intercettarlo in una sua uscita.
Questo, atteso... Mi sembra dopo circa una mezzora, non vedendo movimenti, allora abbiamo fatto un passaggio veloce e non abbiamo più notato l'autovettura lì. Cioè, significava che purtroppo era sfuggito dalle nostre maglie.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stabilito che quindi da casa di Scarano dovevano essersi evidentemente allontanate le automobili, la Twingo.
TESTE Corvi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare anche la macchina di Scarano, no? Doveva essersi...
TESTE Corvi: Posso controllare? Questo è un particolare che al momento mi sfugge.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Corvi: Sì, infatti notammo che era parcheggiata sotto la sua abitazione l'Audi 80.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E dopo?
TESTE Corvi: Purtroppo, trascorsi un dieci minuti, praticamente facemmo questo passaggio e non notammo nessuna delle due autovetture. Per cui si erano allontanati con le rispettive...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, andaste a controllare se per caso Scarano stesse gironzolando tra bar, Orazio, Roxy e quant'altro?
TESTE Corvi: Sì, in genere... Adesso nell'occorso qui non l'ho menzionato, non potrei giurarlo. Nelle precedenti, quando noi lo perdevamo...
PUBBLICO MINISTERO: Veramente è menzionato. La debbo smentire. Perché c'è scritto esattamente all'incontrario di quello che sta dicendo.
"Veniva predisposto un giro presso i luoghi da lui frequentati allo scopo di riagganciarlo, con esito negativo".
TESTE Corvi: Ah, sì.
PUBBLICO MINISTERO: O no?
TESTE Corvi: No, comunque le stavo dicendo che in genere era nostra usanza, quando lo perdevamo. Perché o in mezzo al traffico o le cose, comunque non si abbandonava al primo tentativo negativo, il servizio.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, certo.
TESTE Corvi: Si rimaneva in zona, si girava. Dato che ormai, calcolando che già erano trascorsi un mese, un mese e mezzo di pedinamenti, bene o male uno i luoghi di riferimento li aveva. Si cercava di riagganciarlo, almeno che non cambiava itinerario. Andava in un luogo estraneo a noi...
In questa occasione, sì. Adesso mi era proprio sfuggito. Sarà un po' di tensione. Mi era sfuggito e... Facemmo il giro e non...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Corvi, facciamo un passo a ritroso: lei sa in che modo nasce l'indagine nei confronti di Scarano?
TESTE Corvi: Per sentito dire dal capitano e dai miei colleghi.
Dettagliatamente, no. Perché io mi occupavo di tutte altre cose. Cioè, si inizia a lavorare sul soggetto, i pregressi no.
Io ho iniziato a fare le prime informazioni, tirar fuori dalla banca dati tutte le cose...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei sa che l'indagine nasce...
TESTE Corvi: Non curavo io il fascicolo. Cioè, quello che voglio dire io: non curavo proprio io il fascicolo. Era preposta un'altra persona.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Sì, ma io le chiedo: lei sa che nasce da un certo input raccolto nel corso di un altro servizio...
TESTE Corvi: Sì, questo sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... che aveva come suo teatro di operazioni momentaneo un'area di servizio tra l'autostrada tra Salerno e Reggio Calabria? O meglio: tra Reggio Calabria e Salerno?
TESTE Corvi: Quella notte ero in servizio anch'io.
PUBBLICO MINISTERO: C'era anche lei?
TESTE Corvi: Non nel primo tratto, perché il personale fu diviso in due tronconi. Uno che praticamente veniva dal Sud e poi ha raggiunto l'imbocco della Roma-L'Aquila.
Avendo noi saputo in precedenza che il percorso orientativamente doveva portare ad Avezzano, predisponemmo un aggancio all'imbocco dell'autostrada.
Io facevo parte del secondo dispositivo. Per cui non...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, da quello, dal dispositivo che è entrato in azione sulla Roma-L'Aquila.
TESTE Corvi: Esatto. Ad Avezzano con il sequestro della...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quando è che ha appreso che questa indagine che si andava a fare, o che si stava facendo nei confronti di Scarano, aveva come suo punto di partenza una certa qual vicenda verificatasi in quella notte?
Lo ha mai saputo o...
TESTE Corvi: Sì, sì. No, parlando con i colleghi, così, mi dissero che fermandosi in un'area di servizio il nostro collega in quel momento stava svolgendo una attività, fra virgolette, coperta, insieme ad una sua fonte, incontrarono casualmente un soggetto e la fonte gli disse: quello è un buon soggetto, è un trafficante.
Questo, io so.
PUBBLICO MINISTERO: E la persona indicata chi era?
*TESTE Corvi: Dato che ho iniziato a fare il fascicolo, credo che qui posso dire con esattezza. Perché mi fu dato un nome e un cognome: Scarano Antonio.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Tutto qua.
PRESIDENTE: Domande delle parti civili? I difensori?
Si può accomodare, grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Facciamo passare il teste Polidori.
PRESIDENTE: Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza?
*TESTE Polidori: Alfredo Polidori, nato a Roma il 10/04/62, ivi residente via Ponte Salario 25.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Polidori: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, maresciallo, lavora sempre al ROS lei, oppure no?
TESTE Polidori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, nell'ambito dell'indagine che fu fatta nei confronti di Scarano, nel '93, c'era un qualche aspetto della indagine che lei curava, per così dire, in maniera più diretta e continuativa?
TESTE Polidori: Sì, io ho curato le intercettazioni telefoniche.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi se l'è, per così dire, un po' monopolizzate.
TESTE Polidori: No, ho curato le intercettazioni, ho fatto le trascrizioni e ho relazionato.
PUBBLICO MINISTERO: Perché lei era già maresciallo nel '93.
TESTE Polidori: Nel '93 ero brigadiere.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, brigadiere. Ecco, comunque le ha, come dire, amministrate un po' in prima persona, queste intercettazioni.
TESTE Polidori: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei lo sapeva no? Che doveva essere sentito...
TESTE Polidori: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: La citazione l'avete ricevuta ormai da giorni.
TESTE Polidori: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Non so se ha freschi o rinfrescati ricordi su questa attività...
TESTE Polidori: No. Io in particolare mi ricordo di avere relazionato delle cose... Ecco, che ho ritenuto io importanti da riferire.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Polidori: In riferimento a Scarano e riguardavano praticamente delle telefonate intercettate tra lui, sua moglie e dei fantomatici nipoti. Dico fantomatici, perché si qualificavano come nipoti, l'accento era della Sicilia. In realtà davano del lei, si presentavano quando parlavano davano del lei alla moglie.
In una occasione fu anche la moglie dello Scarano che dava, che si rivolgeva a questi nipoti dicendogli "Guardi, non c'è", riferito al marito che non era in casa.
In particolare, ecco...
PUBBLICO MINISTERO: La persona in questione era la signora Scarano?
TESTE Polidori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La moglie.
TESTE Polidori: La moglie Tusa Silvia. E...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, mi basterebbe, a questo proposito, che lei mi desse gli estremi in termine di giorno e di ora in cui si verificavano le telefonate che lei ritenne significative sotto questo specifico...
TESTE Polidori: Sì, infatti mi sono fatto proprio... Perché da quello che avevo relazionato io, mi sono fatto delle fotocopie di ciò che ho fatto io.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo.
TESTE Polidori: E, in particolare, ci sono delle... Ecco, la telefonata... Va beh, questa l'ha relazionata il mio collega, però l'ho ascoltata anch'io. Era del 19 luglio '93 alle ore 09.16.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Polidori: Dove Silvia, diciamo la moglie dello Scarano, telefona al marito e gli dice di andare, di portarsi subito a casa urgentemente perché ci stavano i suoi nipoti.
Era la Tusa Silvia che diceva: "Ci stanno i miei nipoti".
PUBBLICO MINISTERO: La fermo subito. Prima di questa data del 19 luglio, c'erano già stati dei giorni di intercettazione telefonica nei confronti di Scarano?
TESTE Polidori: Sì, ci eravamo, eravamo già in corso da precedenti intercettazioni e c'erano, era emerso, cioè altre telefonate di altro tenore. Però questa qui fu la prima di quella dei nipoti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Polidori: Poi ce ne stavano, ce ne sono altre a seguire. Tipo...
PUBBLICO MINISTERO: Ma io le stavo chiedendo semplicemente se, durante il periodo di intercettazione svolto precedentemente, erano emerse telefonate caratterizzate da questi...
TESTE Polidori: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: ... come li ha chiamati lei "Fantomatici nipoti".
TESTE Polidori: No.
PUBBLICO MINISTERO: Veri o presunti nipoti.
TESTE Polidori: No, questa è la prima telefonata.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. E poi quali altre...
TESTE Polidori: Poi abbiamo la telefonata del 24 luglio alle 07.58, dove...
PUBBLICO MINISTERO: Allora, la prima ha detto è una telefonata fatta in uscita dal quel certo telefono?
TESTE Polidori: Sì, in uscita. Era la Silvia che chiamava il marito Antonio.
PUBBLICO MINISTERO: Su quale apparecchio lo chiamava il marito?
TESTE Polidori: Lo chiamava sul suo cellulare. Ce l'abbiamo... proprio il numero: 0337-791941.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol spiegare alla Corte, anche se i Giudici lo sanno, com'è che l'ufficiale di Polizia Giudiziaria che si occupa dell'esecuzione delle intercettazioni, intercettando quel certo qual telefono riesce a stabilire, nel caso che il telefono sia chiamante, qual è l'utenza che viene chiamata.
TESTE Polidori: Ah, innanzitutto questo era un telefono fisso di casa intercettato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ma lei...
TESTE Polidori: Di conseguenza ci appare proprio il numero...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, appunto.
TESTE Polidori: ... che compone. Ci appare proprio il numero che compone. Magari, ecco, quella è...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi voi lo rilevate...
TESTE Polidori: Subito, immediatamente.
PUBBLICO MINISTERO: ... in tempo reale perché vi appare sul display.
TESTE Polidori: Immediatamente.
PUBBLICO MINISTERO: E poi rimane traccia nel nastro?
TESTE Polidori: Rimane memorizzato sui...
PUBBLICO MINISTERO: Sui nastri di registrazione.
TESTE Polidori: ... nastri del registratore.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Allora, questa prima telefonata partiva dal telefono sotto controllo.
TESTE Polidori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che era l'utenza di abitazione ed era...
TESTE Polidori: In direzione di Antonio Scarano sul cellulare.
PUBBLICO MINISTERO: Cellulare. Il numero lo ha detto poco fa, lo ridice per piacere?
TESTE Polidori: La telefonata è il numero 166.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Polidori: Alle ore 09.16 del 19 luglio '93.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, l'utenza chiamata.
TESTE Polidori: L'utenza chiamata era 0337-791941.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. La successiva?
TESTE Polidori: La successiva era la telefonata 238 del 24 luglio '93 alle ore 07.58.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, di che si tratta? Spieghi.
TESTE Polidori: Qui si tratta, ecco, che chiama uno di questi fantomatici nipoti e chiede...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è una telefonata in arrivo sull'utenza sotto controllo.
TESTE Polidori: Sì, esatto. In arrivo, in entrata.
PUBBLICO MINISTERO: In entrata.
TESTE Polidori: Sì, in entrata.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Polidori: E poi parla appunto con Antonio. Perché la moglie, alla moglie chiede di Antonio e questi glielo passa. E, niente, lo invita ad andare da lui da lì a mezzora.
Fissano infatti a casa di questo nipote.
PUBBLICO MINISTERO: Procediamo, procediamo.
TESTE Polidori: Poi abbiamo una... Ecco, questa è una telefonata, la 253 del 26 luglio '93 alle 09.45 dove, telefonata sempre in entrata, dove appunto qui chiama di nuovo un nipote, abbiamo messo un ragazzo, e gli dice infatti:
"Buongiorno, signora, sono suo nipote".
Ecco, questo qui è il fatto che ci ha dato il dubbio, per cui poi noi, io stesso ho relazionato. Perché per me non potevano essere nipoti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco, queste sono le telefonate nelle quali, secondo quanto lei registrò eseguendo l'operazione di intercettazione, appariva questo dato avente carattere di novità rappresentato da questi signori nipoti.
TESTE Polidori: Signori nipoti.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Le devo invece chiedere qualche cosa di diverso, sempre sulle telefonate, esattamente sulle telefonate, oggetto di intercettazione sull'utenza di abitazione di Scarano, nel corso del pomeriggio e della serata del giorno 28 di luglio.
TESTE Polidori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Polidori: Sì, infatti c'è una prima telefonata, la 276, del 28 luglio '93 alle ore 22.06, dove Scarano alza la cornetta del telefono e prima ancora di comporre un numero chiede, cioè parla in calabrese e dice una... Ecco, io la leggo così come l'ho scritta io...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma il contenuto della telefonata interessa relativamente.
Deve spiegare alla Corte questo: come sia stato possibile... Cioè, voi procedevate alla intercettazione telefonica, ascoltare queste parole prima che si avviasse la conversazione telefonica.
TESTE Polidori: Esatto, prima ancora che... Cioè, al momento in cui uno alza la cornetta del telefono, già diventa automaticamente...
PUBBLICO MINISTERO: Se il telefono è sotto controllo.
TESTE Polidori: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Polidori: Esatto. Per cui, anche se non fa nessun numero, si sente tutto quello che dice all'interno della...
PUBBLICO MINISTERO: E questo è successo in occasione di questa ...
TESTE Polidori: Questo è successo...
PUBBLICO MINISTERO: ... telefonata che non era una telefonata, in realtà.
TESTE Polidori: Esatto. Era tipo...
PUBBLICO MINISTERO: Era una pre-telefonata.
TESTE Polidori: Sì, esatto. Perché poi dopo lui effettivamente ha telefonato, ha fatto... Infatti io qui scrivo: "Segue conversazione della conversazione precedente", quindi la 276. E compone il numero 3047113 - questa è la telefonata delle 22.06 - e prima ancora di... chiede appunto di Aldo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Polidori: E prima ancora fa capire, parla dicendo che era arrivato che stava viaggiando da Napoli in direzione di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quindi, con questo, abbiamo esaurito mi pare quello che io volevo sapere specificamente dal maresciallo Polidori.
PRESIDENTE: Parti civili, domande?
AVV. Ammannato: Sì, avvocato Ammannato.
Se può dire l'inizio della data di intercettazione telefonica e la fine delle intercettazioni telefoniche. Proprio il giorno.
TESTE Polidori: Guardi, io qui ho scritto, ho relazionato una parte che mi interessava particolarmente perché l'ho... Comunque mi ricordo, così, non sono sicuro precisamente, che le intercettazioni erano iniziate il 7 luglio e terminate con una mancata concessione di proroga mi sembra i primi di settembre, fine agosto primi di settembre. Però non sono sicuro della data.
Tra l'altro ho fatto anch'io un verbale di fine intercettazione. Questo lo ricordo.
PRESIDENTE: Ha altre domande?
AVV. Ammannato: Grazie.
PRESIDENTE: I difensori hanno domande?
Si accomodi, grazie.
*TESTE Polidori: Grazie, buongiorno.
PRESIDENTE: Chi chiamiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare sia rimasto un teste solo. Il teste Leone.
PRESIDENTE: Vuol dire il nome, cognome, luogo e data di nascita, nonché di residenza.
*TESTE Leone: Leone Costanzo, nato a San Marzano Taranto il 20/02/58.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Leone: Residente a Perugia, corso Cavour 15.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Leone: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, maresciallo Leone, lei nel '93, primavera-estate, insomma in quel periodo lì, era nella Sezione del ROS comandata dal capitano Fischione a Roma. E' esatto?
TESTE Leone: Sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: E aveva come suo genere di attività, quale tipo di criminalità?
TESTE Leone: La criminalità organizzata. E, in particolare, tratta le sostanze stupefacenti.
PUBBLICO MINISTERO: Da quanto tempo era al ROS lei all'epoca, nel '93?
TESTE Leone: Sono stato complessivamente tre anni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei si ricorda di un certo episodio che si è verificato in una certa notte in cui - non sarà la prima volta che le è successo, suppongo - in cui lei era in servizio, era in servizio coi suoi colleghi. Per l'appunto, una parte di quel servizio si svolgeva diciamo sull'autostrada.
Se lo ricorda?
TESTE Leone: Sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: Non in una autostrada qualsiasi, ma nell'autostrada che porta da Reggio Calabria a Salerno.
TESTE Leone: Sì, confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Me lo conferma. Senta, l'epoca di questo episodio, se lei è in grado oggi di indicarla, quale sarebbe nell'ambito del '93?
TESTE Leone: Dovrebbe essere l'aprile del '93, se non ricordo male il 19 e 20.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, questo servizio vedeva impegnate quante persone della sezione?
Lei, abbiamo detto di sì.
TESTE Leone: Sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, chi altri?
TESTE Leone: C'era naturalmente il comandante...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Leone: Il maresciallo Palmisano, e poi gli altri non me li ricordo, perché io facevo capo al capitano Fischione. E, in alternativa, al maresciallo Palmisano.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Lei ricorda se durante questa operazione le capitò, ebbe necessità, ebbe ragione, di fermarsi ad una certa area di servizio?
TESTE Leone: Sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: Questa area di servizio, siccome l'autostrada Salerno-Reggio Calabria è lunga, dove poteva essere? Più verso Salerno, più verso Reggio Calabria, a metà strada, oltre il casello di Salerno...
TESTE Leone: Diciamo a metà strada. Adesso sinceramente non ricordo quale sia stata l'area di servizio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e a che orario potrebbe essersi fermato, per quello che ricorda oggi, in quella certa area di servizio, lei?
TESTE Leone: Dopo la mezzanotte.
PUBBLICO MINISTERO: Sicuramente.
TESTE Leone: Sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era notte fonda, sì?
TESTE Leone: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, dopo la mezzanotte, ma prima che cominciasse ad albeggiare, che cominciasse a far chiaro.
TESTE Leone: Sì, ricordo... Guardi, se vuole proprio una data, un orario, precisamente... Potevano essere le due, le tre, una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Io non è che la voglio, io l'ho chiesta.
TESTE Leone: Però, non ricordando, volevo... In qualche modo, non ricordando, dicevo tarda notte.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, con l'approssimazione ovviamente in cui si sente di dare una indicazione di questo genere, all'epoca. Bene.
Lei, per così dire, era fermo a quest'area di servizio momentaneamente, oppure c'era qualche motivo per cui doveva stare lì a lungo in quest'area di servizio?
TESTE Leone: No, ci siamo fermati per consumare un caffè e poi proseguire per Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. Quindi, lei si stava spostando dal sud verso il nord, per intendersi.
TESTE Leone: Sì. diciamo, da Reggio Calabria verso Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Per caso, durante questa permanenza momentanea a quest'area di servizio per prendere il caffè, si verificò un qualche episodio particolare? Diciamo pure non preventivato nell'ambito di questa attività alla quale lei era addetto?
TESTE Leone: In quella circostanza io ero in compagnia di un certo De Masi, il quale è entrato per consumare il caffè, come dicevo prima. E, occasionalmente, incontrò un suo amico.
Dopo cinque minuti, dopo aver dialogato per pochi istanti uscì fuori e continuammo la corsa verso Roma.
Durante il tragitto, o meglio, mentre partivamo, aveva detto che era una persona che aveva incontrato... Adesso non ricordo se ha detto un certo Scarano Antonio, ma comunque io ho fissato la fisionomia del soggetto e che poi ho riconosciuto dalle fotografie che erano presenti in ufficio.
E aveva detto che il soggetto scortava un camion che trasportasse dell'hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ascolti: quindi, la persona che era con lei, questo De Masi, questo signore...
TESTE Leone: Scarano Antonio.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano Antonio, si parlarono dentro l'area di servizio?
TESTE Leone: Sì, si sono parlati il tempo di consumare un caffè. Se non ricordo male, cinque minuti, dieci massimo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ebbe la sensazione che questo Scarano si fosse accorto che De Masi non era solo, oppure aveva preso lei le sue precauzioni per non farsi notare in compagnia del De Masi?
TESTE Leone: No, è stato del tutto casuale. Ha detto che andava con un suo, con un amico e stava ritornando verso Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, voglio dire, si mantenne in disparte, oppure fu presentato a Scarano? Dice: 'questo è l'amico mio, questo è il mio amico Scarano...'
TESTE Leone: No, io stavo in disparte e rimasi in macchina, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei non fece notare la sua presenza.
TESTE Leone: No, signore.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, a proposito di questo carico di hashish asseritamente scortato da questo Scarano, questo carico viaggiava, secondo questa prima notizia raccolta da questo De Masi, viaggiava come su questo camion? Che camion era?
TESTE Leone: Era un camion che trasportava dei rottami di autovetture, all'interno delle quali, a dire dello Scarano, trasportavano, avevano occultato dello stupefacente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo fu quello che la persona che era con lei gli disse sul momento.
TESTE Leone: Sì, mi ha confidato così parlando tra persone sembra che erano state assieme al carcere. E parlando del più e del meno gli ha detto questa circostanza.
PUBBLICO MINISTERO: Del più e del meno, avendo un passato di detenzione comune...
TESTE Leone: Certo, certo. Tra banditi solitamente si parla dei trascorsi delinquenziali.
PUBBLICO MINISTERO: Questo De Masi fu in grado di darle qualche indicazione in più su questo camion?
Lei ebbe modo di farsi un'idea su quello che poteva esser questo camion? un tir, un camion piccolo, un articolato...
TESTE Leone: No, signore. Il De masi non ha precisato alcuna circostanza. però, io essendo un ufficiale di Polizia Giudiziaria, naturalmente separatamente a quello che mi aveva detto il De Masi, ho cercato di avvisare i colleghi che erano in zona. In modo tale, se avessero visto un camion, in particolare che trasportasse dei rottami di autovettura, di fare attenzione.
E se c'era stata la possibilità naturalmente di trovare un modo per controllarlo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era in corso un'altra operazione?
TESTE Leone: Sì, eravamo per un'altra operazione antidroga.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Tutto qua. Grazie.
TESTE Leone: Grazie a lei.
PRESIDENTE: Domande delle parti civili?
AVVOCATO: Nessuna.
PRESIDENTE: I difensori?
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni.
Maresciallo, buonasera.
TESTE Leone: Buonasera.
AVVOCATO Gramigni: Senta, io gradirei avere da lei qualche precisazione circa il suo ruolo nell'operazione di quella sera.
Ancor prima, se lei è in grado di spiegare, per quanto è a sua conoscenza, come avvenne questa operazione che stavate facendo. Cioè, quale era il ruolo delle persone che vi partecipavano, se lei lo può ricordare più o meno.
TESTE Leone: Cioè, quello che posso dire, ricevemmo una notizia che un soggetto avrebbe dovuto trasportare in quella...
PRESIDENTE: Dica anche nome e cognome, perché è già stato fatto da altri...
TESTE Leone: Guardi, se non ricordo male... Faccio confusione, perché il fatto è L'Aquila e faccio dell'Aquila Carmine o Aquila Carmine. Comunque pressappoco dovrebbe essere questo il cognome e il nome del soggetto.
PRESIDENTE: Che doveva trasportare?
TESTE Leone: Un carico di hashish.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, lei abbiamo appreso che svolgeva attività sotto copertura. Quindi aveva avuto un ruolo in questo trasporto di hashish, nel senso si era posto come acquirente, aveva appuntamento con questo signore...
TESTE Leone: No, signore. La cosa si era proposta in questi termini, ma poi le circostanze non ce l'hanno permesso e quindi ho fatto un viaggio a vuoto.
Senza prendere contatti diretti con nessuno, se non ho acquisito delle informazioni.
AVVOCATO Gramigni: Cioè, lei aveva, doveva avere un incontro con questo Aquila e poi non è avvenuto.
TESTE Leone: No, signore. Ho saputo che questo Aquila partiva di là o transitava da quei pressi e così ho comunicato la sorveglianza che in qualche modo hanno poi seguito, hanno intercettato questo camion.
Poi so che l'operazione si è conclusa nei pressi di Avezzano.
AVVOCATO Gramigni: Quindi lei si è limitato a comunicare di aver appreso la notizia che il camion era partito, il furgoncino era partito.
TESTE Leone: Sissignore.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, era con il De Masi, perché?
Cioè, qual era la ragione per la quale lei era insieme a questo De Masi?
TESTE Leone: Per motivi istituzionali eravamo là per caso.
AVVOCATO Gramigni: Per motivi istituzionali, è una certa ipotesi; per caso, è un'altra.
Per motivi istituzionali e per caso...
TESTE Leone: Cioè, per motivi istituzionali, nei pressi, in quella zona che non ricordo dove fosse; per caso, se è riferimento all'area di servizio.
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
Ah, per caso vi siete fermati in quel punto...
TESTE Leone: Sì, per caso...
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
TESTE Leone: No, signore, era questo per caso.
AVVOCATO Gramigni: Certo. Non avevo... Ecco, ma lei questo appuntamento che doveva avere e poi non ha avuto, le era stato procurato, facilitato dal De Masi, oppure aveva avuto altri canali per avvicinare questo...
TESTE Leone: Non ricordo particolarmente dell'episodio.
AVVOCATO Gramigni: Cioè, io vorrei capire la ragione per la quale lei si trovava insieme a De Masi Francesco la notte fra il 19 e il 20, lì, in quell'area di servizio in relazione a questo sequestro di droga che poi c'è stato ad Avezzano.
TESTE Leone: Sì, mi poteva servire come persona che conosce la zona. In qualche modo mi poteva dare delle indicazioni aiutandomi su quelle informazioni che già io avevo.
AVVOCATO Gramigni: Cioè, quindi lei aveva acquisito autonomamente questa informazione rispetto al De Masi?
TESTE Leone: Sì, confermo.
AVVOCATO Gramigni: Quindi lei ha da fare questa operazione sotto copertura per le sue vie che non voglio e non posso certo chiederle, e ha con sé il De Masi perché ritiene, se lo porta lei, perché ritiene che il De Masi potesse essere utile.
TESTE Leone: Sì, confermo. E' proprio questo che ha detto lei.
AVVOCATO Gramigni: Quindi la sosta,... Quindi, la presenza del De Masi e la sosta all'area di servizio sarebbero slegate, diciamo, dallo sviluppo dell'indagine che poi ha portato al sequestro di droga in Avezzano.
Cioè, fu una iniziativa sua quella di portarsi il De Masi con sé.
TESTE Leone: Sissignore.
AVVOCATO Gramigni: I suoi superiori furono edotti di questa sua...
TESTE Leone: Nei particolari non mi ricordo se questa circostanza l'ho detta, ma penso di sì.
AVVOCATO Gramigni: Cioè, perché fu pianificato il servizio, disse: 'io vado a cercare di contattare il... L'Aquila in Calabria'.
TESTE Leone: No, guardi, lei dice sempre che sono andato là per contattare l'Aquila. Io sono andato là per acquisire delle informazioni che poi, un po' verificate, abbiamo stabilito che portava con sé un furgone e si sarebbe diretto da quella zona dove stavamo verso Roma.
AVVOCATO Gramigni: E queste informazioni erano dovute alla presenza del De Masi, oppure no?
Io, questo non ho capito. Cioè, lei...
TESTE Leone: No, come le ho detto prima, stava per darmi delle indicazioni. Conosceva bene la Calabria, la zona. E allora mi sono avvalso di lui.
AVVOCATO Gramigni: Ma come esperto del luogo, non come contatto con il Carmine Aquila, o come si chiama.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, scusi. Io... Siccome la circostanza è stata più volte sollecitata al teste, per quanto riguarda diciamo la rilevanza della presenza del...
AVVOCATO Gramigni: Ma...
PUBBLICO MINISTERO: Abbia pazienza. Del maresciallo Leone sull'area di servizio in relazione all'incontro con lo Scarano è stata più volte chiarita, io non capisco che cosa interessi a noi.
Quindi mi oppongo, nel senso che è irrilevante conoscere i motivi della presenza del De Masi in relazione all'arresto di Aquila e a quello che è accaduto in quel di Avezzano.
Cioè, non capisco cosa, che nesso abbia con la presenza di Scarano, quella sì, vista dal maresciallo Leone.
Quindi mi oppongo a questa ulteriore domanda per l'irrilevanza.
PRESIDENTE: Debbo dire che la opposizione va rigettata, perché nella tesi della difesa più volte chiaramente detta, si vorrebbe sostenere e dimostrare che questa operazione era un qualche cosa di combinato e relativa probabilmente allo Scarano, o addirittura procurata dallo stesso Scarano. Non riesco a capire.
Comunque, dal punto di vista delle tesi difensive, ha un qualche rilievo.
L'unica cosa che io devo far rilevare al difensore è che il teste mi pare che su questo punto ha risposto più di una volta, anche se con qualche reticenza che probabilmente attiene alla rilevanza della presenza di questo De Masi che potrebbe essere un informatore e che non si vuole scoprire questa sua funzione. Perché...
AVVOCATO Gramigni: Ora, credo che ormai sia...
PRESIDENTE: ... le forze di Polizia hanno diritto di avere degli informatori e di non bruciarli come...
AVVOCATO Gramigni: Certo. Ma relativamente a De Masi, credo che sia un po' il segreto di pulcinella.
PRESIDENTE: No, lo so, avvocato. Io vedo questo atteggiamento...
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì...
PRESIDENTE: ... piuttosto cauto. E comprendo la cautela.
Ma potrebbe benissimo lei limitarsi a dire: 'su questo punto non so dire nulla di più, perché gli informatori non vanno scoperti'.
Quindi faccia lei.
TESTE Leone: Signor Presidente, lei ha già spiegato il problema. Quindi...
PRESIDENTE: Credo di capire quello che lei...
TESTE Leone: ... non c'è bisogno di ritornare in argomento.
AVVOCATO Gramigni: Le faccio presente, maresciallo, che io so delle generalità del De Masi, non perché abbia canali strani di conoscenza, ma perché è inserito nella lista testi come teste del Pubblico Ministero.
E De Masi, negli atti dell'indagine...
PRESIDENTE: Tra l'altro poi oggi non è presente, il De Masi, vero?
AVVOCATO Gramigni: Insomma, voglio dire...
PUBBLICO MINISTERO: Poi informeremo la Corte, Presidente.
AVVOCATO Gramigni: Credo che se qualcuno ormai ha svelato l'identità di un collaboratore, non è certo...
PRESIDENTE: Maresciallo, lei è sempre in servizio?
TESTE Leone: Sissignore.
PRESIDENTE: E quindi tra l'altro deve tutelare la sua qualità di pubblico ufficiale...
AVVOCATO Gramigni: Per carità! Certo, certo.
PRESIDENTE: ... che non deve scoprire, che non scopre le sue...
Quindi è comprensibile questo suo atteggiamento.
AVVOCATO Gramigni: Io volevo solo capire se il De Masi era il tramite rispetto al...
PRESIDENTE: Avvocato, ma è proprio questo che io la pregherei di non insistere. Perché anche se il De Masi come tale è bruciato, non possiamo imporre, o indurre in qualche maniera il teste che è, che svolge sempre questa funzione delicatissima, di far sapere a chicchessia su eventuale attuale informatore che, all'occorrenza...
AVVOCATO Gramigni: No, no. Ma...
PRESIDENTE: ... il teste lo brucia.
AVVOCATO Gramigni: Non ho certo la volontà né gli strumenti per imporgli di rivelarmi alcunché. Era solo per capire il ruolo del De Masi, non certo il ruolo di altri. Se altri vi sono, ecco.
PRESIDENTE: E ce lo ha detto. Ha detto che era il suo informatore geografico.
AVVOCATO Gramigni: Va bene.
PRESIDENTE: Cosa possiamo sapere di più?
AVVOCATO Gramigni: Va bene. Non ho altre...
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
AVVOCATO Florio: Sì, avvocato Florio.
Maresciallo, mi scusi. Volevo tornare un momentino a quanto or ora detto.
Cioè, lei - se questo difensore non ha capito male - era in disparte quando il De Masi e lo Scarano stavano salutandosi, parlando tra di loro.
TESTE Leone: Sissignore.
AVVOCATO Florio: Anzi, mi sembra che lei abbia detto che aveva...
PRESIDENTE: Era rimasto in macchina.
AVVOCATO Florio: Ha veduto la scena dall'auto.
PRESIDENTE: Vero?
TESTE Leone: Sì, precisamente.
PRESIDENTE: Cioè, non era andato al bar a prendere un caffè.
TESTE Leone: Nossignore.
PRESIDENTE: Quindi lei lo Scarano non lo ha visto.
TESTE Leone: Cioè, ho visto una persona con la quale...
PRESIDENTE: Ha visto una persona che parlava...
TESTE Leone: ... che parlava... Comunque in quel frangente ho cercato di fissare la fisionomia del soggetto per capire, al di là di quello che i avesse detto poi il De Masi, era una questione di Polizia.
AVVOCATO Florio: Ecco, io volevo sapere: il camion su cui era lo Scarano e per il quale lei ha dato quella indicazione ai colleghi, lei lo ha visto andar via dalla stazione di servizio?
Cioè, è andato via prima di voi, o dopo di voi?
TESTE Leone: Questa circostanza non me la ricordo, se è partito prima o dopo di noi. Comunque io...
AVVOCATO Florio: Lei lo ha visto...
TESTE Leone: ... prestavo attenzione eventualmente se avessi notato il camion.
AVVOCATO Florio: Ecco. Lei lo ha notato il camion?
TESTE Leone: No.
AVVOCATO Florio: Ha saputo se poi successivamente è stato fermato dai suoi colleghi, o comunque veduto dai suoi colleghi?
TESTE Leone: No, so che non è stato visto.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Non ho altre domande, grazie.
PRESIDENTE: Prego.
AVV. Cianferoni: Sì, Presidente. Grazie.
Vorrei dal maresciallo un paio di chiarimenti solamente.
Dunque, lei ha detto, rispondendo alle domande del collega, o del Pubblico Ministero, non ricordo, che rimase in macchina mentre il De Masi parlava con quest'altra persona.
Conferma questa circostanza?
TESTE Leone: Sissignore.
AVV. Cianferoni: Ecco, in tal senso vorrei operarle una contestazione traendo spunto dal verbale di assunzione informazioni 18 gennaio '95 ore 19.40 in Roma di fronte al Pubblico Ministero di Firenze, laddove lei, invece dice di essere sceso e... Ecco:
"Mentre ero dentro il bar dell'area di servizio, la fonte mi fece capire che aveva notato la presenza di un suo conoscente. Ed in effetti io potei osservare che la fonte si mise a parlar con un altro avventore".
Ecco, ora come giustifica questa discordanza?
TESTE Leone: Ma guardi, io naturalmente quando ho deposto il verbale era recente dal fatto.
Adesso, a distanza di tempo evidentemente c'è stato questo ricordare impreciso.
PRESIDENTE: Una caduta di memoria.
TESTE Leone: Sissignore.
PRESIDENTE: Allora, lei riconosce che allora probabilmente ha detto cosa più...
TESTE Leone: Sì, certo. Al momento del verbale sicuramente...
PRESIDENTE: Lei se lo ricordava.
TESTE Leone: Sì.
AVV. Cianferoni: Ricordava meglio allora e quindi era entrato nell'esercizio insieme al De Masi.
TESTE Leone: Sì.
AVV. Cianferoni: Ora riesce a fare mente locale e a ricordare che cosa fece in quel frangente, oppure no?
TESTE Leone: Guardi, se sono entrato per fare forse compagnia, ma il caffè so che lo ha consumato soltanto il De Masi. Non mi ricordo di aver preso pure io il caffè.
PRESIDENTE: Non è, credo che non sia la cosa...
TESTE Leone: Non lo so.
AVV. Cianferoni: Non è questo che ovviamente...
TESTE Leone: Ho cercato di ricordarmi dettagliatamente i fatti, solo per questo.
AVV. Cianferoni: E lei ha detto che le rimase abbastanza impressa la fisionomia dell'interlocutore del signor De Masi.
Oggi è in grado di darne una descrizione?
PRESIDENTE: Ha detto che ha cercato di fissare la fisionomia, avocato. Oggi, in epoca anteriore, non lo so.
AVV. Cianferoni: Ecco.
PRESIDENTE: Io non lo devo sapere.
AVV. Cianferoni: Allora, sulla fisionomia dell'interlocutore del De Masi, che cosa ricorda?
TESTE Leone: Guardi, all'epoca... Sulla fisionomia del De Masi, scusi?
AVV. Cianferoni: No, dell'altra persona.
PRESIDENTE: Dell'altra persona, l'interlocutore.
TESTE Leone: Quello che ricordo che era alto un metro e 60-65, capelli neri, non lunghi, con baffi. Piuttosto robusto, non grosso, ma robusto.
Però poi quando sono andato in ufficio che abbiamo avuto modo di visionare delle fotografie, l'ho riconosciuto senza ombra di dubbio dalle stesse foto.
AVV. Cianferoni: Ha partecipato ai servizi di pedinamento e di osservazione di questa persona?
TESTE Leone: No.
PRESIDENTE: Ah, lei non ha mai partecipato alle attività relative allo Scarano per le cose successive a questa segnalazione.
TESTE Leone: Nossignore, ho preso visione soltanto delle fotografie che i colleghi avevano fatto.
AVV. Cianferoni: Pur essendo in forza allo stesso reparto, anche successivamente.
TESTE Leone: Sì, confermo.
AVV. Cianferoni: Senta, sulla correlazione tra lei e i suoi superiori o colleghi di reparto in relazione alla questione De Masi, chiamiamola così, oggi lei ha detto che non sa, non ricorda se informò i suoi superiori della collaborazione del De Masi, di questo fatto che lo accompagnava nel viaggio.
TESTE Leone: Sì.
AVV. Cianferoni: Si ricorda?
TESTE Leone: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco. Invece debbo contestarle, sempre dal verbale 18 gennaio, che ebbe - di fronte al P.M. di Firenze - che ebbe a dire:
"Per questo servizio ci siamo avvalsi di una fonte che rimase sempre con me durante l'intera operazione".
La fonte, per altro, la frase aveva un incidentale che non rileva. Che loro mi dicono che è già stata indicata nella persona di De Masi Francesco. Ecco:
"Che rimase sempre con me durante l'intera operazione. Infatti, la fonte, si spostava in auto con me, eravamo noi due soli a bordo di quest'auto".
Quindi, quando si parla di fonte investigativa, credo non ci sia bisogno di altri commenti per un P.G.
Che cosa può dire al riguardo? Mi pare anche questa una contraddizione piuttosto rimarchevole.
PRESIDENTE: Allora ricordava meglio?
TESTE Leone: Guardi, tante volte può essere che uno impropriamente può dire fonte, magari perché stava con me, mi aveva dato delle indicazioni là nella zona dove stavamo.
AVV. Cianferoni: Ma quale zona, mi scusi. Perché...
TESTE Leone: La zona...
AVV. Cianferoni: ... noi abbiamo capito che la tratta era Salerno-Reggio Calabria.
TESTE Leone: Sì, appunto.
AVV. Cianferoni: E che eravate a risalire...
PRESIDENTE: No, ma per la...
AVV. Cianferoni: Sì, ma ormai, a questo punto...
PRESIDENTE: Mi scusi. Ho capito, sarà così. Ma lei deve capire che questo pover'uomo svolge questa funzione tuttora.
AVV. Cianferoni: Chi?
PRESIDENTE: Il teste.
AVV. Cianferoni: Il maresciallo Leone.
PRESIDENTE: Sissignore.
AVV. Cianferoni: Ah, certo.
PRESIDENTE: E come lei sa, il pubblico ufficiale, specialmente se è ufficiale di Polizia Giudiziaria, ha diritto di avvalersi di fonti.
AVV. Cianferoni: Sì.
PRESIDENTE: Ma non deve bruciare la sua credibilità presso le fonti dimostrando pubblicamente in udienza che, all'occorrenza dice il nome.
AVV. Cianferoni: Non so, ormai...
PRESIDENTE: Non mi riferisco al De Masi che è ovviamente, probabilmente è superbruciato.
AVV. Cianferoni: Sì, sì. Io...
PRESIDENTE: Certamente non avrà domani nessuna occasione di informare, io penso, il nostro teste di ulteriori attività eventualmente interessanti alla Polizia Giudiziaria e ai Carabinieri. Ma certamente coloro che attualmente sono fonti di questo pover'uomo, si troveranno - se domani leggono sul giornale qualcosa che riguarda questa deposizione - qualche cosa che non è certamente...
AVV. Cianferoni: Senz'altro, Presidente. E non voglio ovviamente essere prolisso. Difatti ci possiamo astrarre dalla persona del signor De Masi Francesco e parlare solo della metodologia di questa indagine.
Perché intendo dire: la fonte, lei ha insistito nel verbale che le ho letto prima, nel dire che ha sempre viaggiato con lei.
E il capitano Fischione oggi ci ha detto che la fonte era la sua.
Quindi, com'è che poi ha detto che non sa se aveva informato i superiori di questa fonte e che poi soprattutto quell'input investigativo lei non lo segue più. Cioè, ha detto ora che non ha partecipato poi all'osservazione controllo e pedinamento di Antonio Scarano.
Cioè, lei - mi pare di capire - compare quella notte con De Masi e basta.
Questa è la riflessione che sottende un'altra domanda, che era quella di poco fa. Cioè, vorrei capire: come partite, da dove, verso Roma.
Ho capito che era la Salerno-Reggio Calabria fatta verso nord, verso Roma.
Ma io vorrei capire: come siete arrivati a sud e come siete ripartiti. Siete andati assieme giù, lei e De Masi? A questo punto il De Masi non c'entra più, è la Polizia Giudiziaria che ci deve far sapere come lavora.
Siete andati assieme da dove?
PRESIDENTE: Se lei ritiene, lo può dire. Diversamente è legittimato anche a dichiarare che non vuole, non ritiene di dovere rispondere perché ci sono delle ragioni di opportunità.
TESTE Leone: Ci sono delle ragioni...
PRESIDENTE: Gliel'ho detto all'avvocato quali sono questi argomenti, non vuole prenderli in considerazione...
AVV. Cianferoni: No, no, si parla di una indagine archiviata, Presidente.
PRESIDENTE: Una indagine archiviata che poi è stata riaperta.
Lei sa che c'è stato il processo per tutto questo traffico di hashish, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: C'è stato un procedimento a Roma per questo fatto.
PRESIDENTE: E' stata riaperta l'indagine. Eh, certo.
AVV. Cianferoni: Si stava dicendo, appunto, cosa risponde?
TESTE Leone: Può ripetere la domanda, per favore?
AVV. Cianferoni: Ci vuole dire come è partito...
PRESIDENTE: L'avvocato vuole sapere: com'è che vi siete mossi da Roma verso la Calabria, dove ha trovato questo De Masi, che viaggio, che percorso avete fatto.
Se lei ritiene...
TESTE Leone: Ricordo il percorso: Roma-Salerno e viceversa.
PRESIDENTE: Ma scusi, l'area di servizio in cui è avvenuto questo episodio è in Calabria?
TESTE Leone: Era...
PRESIDENTE: Mi si dice in Calabria.
TESTE Leone: Sì, doveva essere tra... Guardi, non la ricordo sinceramente se era tra Salerno e Roma, o Reggio Calabria e Salerno.
PRESIDENTE: Lei pensa che sia tra Reggio Calabria e Salerno.
TESTE Leone: Penso di sì.
PRESIDENTE: Ma lei dove trovò il De Masi, a Roma?
TESTE Leone: No, partimmo da Roma assieme.
PRESIDENTE: Partiste da Roma assieme.
AVV. Cianferoni: Non ho altre domande. Grazie.
AVVOCATO Florio: Presidente...
PRESIDENTE: Avvocato...
AVVOCATO Florio: No, no, non voglio fare domande.
Ma prima che il testimone si allontani, il mio assistito Lo Nigro voleva fare una dichiarazione spontanea. Non so se è possibile farla adesso.
PRESIDENTE: Ma deve essere presente il teste?
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Parli più forte e dica il suo nome.
IMPUTATO Lo Nigro: Lo Nigro Cosimo.
PRESIDENTE: Dica.
IMPUTATO Lo Nigro: Può venire qui il signor teste?
Questo signor De Masi Francesco...
PRESIDENTE: Non ho detto che lei può fare domande ai testi, eh.
Lei le faccia attraverso il suo difensore.
IMPUTATO Lo Nigro: Una dichiarazione.
Questo signor De Masi Francesco che aveva il contatto con l'area di servizio con il signor Scarano, è un agente del gruppo vostro del ROS o di qualche altra appartenenza delle Forze dell'Ordine?
PRESIDENTE: Guardi, le ho detto che lei non ha il diritto di porre domande.
C'è un difensore che ha questa funzione.
IMPUTATO Lo Nigro: Signor Presidente, io ho chiesto questo. Perché questo procedimento, questo...
PRESIDENTE: Guardi, stia a sentire: lei ha da fare una dichiarazione? La faccia, ma non può porre domande, né fare critiche, né fare osservazioni, o azzardare ipotesi.
C'ha un difensore che è un tecnico di sua fiducia per questa funzione.
La dichiarazione che ha da fare, qual è?
IMPUTATO Lo Nigro: Se questo signor De Masi...
PRESIDENTE: Questa non è una dichiarazione, questa è una domanda. E non sono concesse domande da parte degli imputati.
C'è un difensore che ha questa funzione. Le faccia fare attraverso il suo difensore.
IMPUTATO Lo Nigro: Va bene, a posto. Grazie, signor Presidente.
AVVOCATO Florio: Allora, se me la consente, la faccio propria, anche se ormai...
PRESIDENTE: Faccia, avvocato. Io non posso impedirle di farla, perché è proprio per non fargli capire o credere che io...
AVVOCATO Florio: Certo, certamente.
PRESIDENTE: ... non debbo esercitare il suo diritto di difesa.
AVVOCATO Florio: No, siccome...
PRESIDENTE: E il diritto di difesa viene esercitato attraverso il difensore.
AVVOCATO Florio: No, sì...
PRESIDENTE: Sennò qui chiunque si alza e...
AVVOCATO Florio: Certamente. Il discorso nasce dal fatto che il Lo Nigro ha un procedimento a Roma dove...
PRESIDENTE: Non ci interessa, avvocato. Faccia la sua domanda.
AVVOCATO Florio: No, però bisogna ovviamente che il testimone capisca il senso e anche la Corte, mi immagino, il senso della domanda.
Voleva sapere il lo Nigro - e faccio propria io la domanda - se il De Masi, compatibilmente con quello che lei mi può rispondere - e me ne rendo conto - è una persona, un agente, o comunque persona nei ROS, nella struttura ROS.
TESTE Leone: Non so di che cosa parla.
PRESIDENTE: Vuol sapere l'avvocato se le risulta che il De Masi, che di nome non so come faccia, ma lei probabilmente se lo ricorderà, è un agente dei ROS.
TESTE Leone: Nossignore. Di quello che conosco io, né nell'Arma, né nelle Forze di Polizia, ci sono informatori, come penso ci sono in altri organismi americani, quale l'FBI, la CIA e la DEA, che in Italia so che non esistono.
Apprendo soltanto adesso la domanda che ha fatto l'avvocato.
PRESIDENTE: Quindi non fa parte...
TESTE Leone: Nel modo più assoluto.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
AVVOCATO Florio: No...
PRESIDENTE: Avvocato, ora non esageriamo, eh.
AVVOCATO Florio: La ringraziavo.
PRESIDENTE: Bene. Lei può andare, grazie.
*TESTE Leone: Grazie a lei.
PRESIDENTE: Allora, non abbiamo altri testi, mi pare di aver capito.
PUBBLICO MINISTERO: No. Presidente, noi avevamo chiesto la citazione per oggi del capitano Ceri, dell'appuntato Mainolfi e del teste De Masi.
Ora, il capitano Ceri ci ha fatto pervenire una attestazione di impedimento, come pure il carabiniere Mainolfi che è ammalato.
Per quanto riguarda il De Masi, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Trastevere che erano stati interessati per la citazione del De Masi, ci hanno comunicato che, nell'eseguire la citazione, non hanno trovato il De Masi, hanno trovato la moglie. La quale moglie dice che ha riferito ai Carabinieri che da oltre sette mesi si era allontanato per ignota destinazione; che non ha alcun contatto, la signora; che per l'appunto non è in grado di fornire elementi utili al rintraccio del De Masi.
Quindi io questi documenti li consegno con l'elenco alla Corte.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Che poi, Presidente, ci riserviamo di...
PRESIDENTE: Valutare...
PUBBLICO MINISTERO: ... valutare ulteriormente il contenuto di questa informativa.
PRESIDENTE: Benissimo. L'udienza riprende domattina alle ore 09.00. Traduzione degli imputati detenuti.

udienza 22.10.1997

PRESIDENTE: Buongiorno. Scusate il ritardo.
Vediamo i presenti.
Bagarella?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni. C'è un abbaglio di luce...
AVVOCATO Pepi: Siamo due soli, Presidente.
PRESIDENTE: Va bene. Avvocato Pepi in sostituzione.
Barranca Giuseppe.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Benigno Salvatore.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Falciani...
AVVOCATO Falciani: Presente.
PRESIDENTE: ... presente.
Calabrò Gioacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Cannella Cristoforo.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri e avvocato Rocchi. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai, avvocato Batacchi. Sostituito dall'avvocato Falciani?
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo, Gentile, Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe. Avvocato Pietro... Ferro Giuseppe è libero, rinunciante.
AVV. Miniati Paoli: Miniati Paoli, presente.
PRESIDENTE: ... Miniati Paoli, presente.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi, avvocato Gennai, sostituiti...
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: C'è l'avvocato...
Frabetti Aldo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, Usai, avvocato Roggero. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Giacalone Luigi.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Priola, Florio, Bennati. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Giuliano Francesco.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Giuliano Francesco.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi, che è presente.
Graviano Filippo. Rinunciante?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Sì.
PRESIDENTE: Avvocato Oddo, avvocato Gramigni, che è presente. Grigoli Salvatore: rinunciante. Avvocato Avellone e avvocato Batacchi, sostituito dall'avvocato Falciani.
Lo Nigro Cosimo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Florio e avvocato Fragalà, sostituiti dall'avvocato Pepi.
Mangano Antonino.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei, sostituito dall'avvocato Gramigni.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, avvocato Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Pizzo Giorgio: rinunciante?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo e avvocato Pepi che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e avvocato Passagnoli. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e avvocato Usai. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Scarano Antonio: libero, assente. Avvocato Fortini e avvocato Batacchi. Sostituiti dall'avvocato Falciani.
Scarano Massimo: libero, contumace. Avvocato Rocco, Condoleo e avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Spatuzza Gaspare.
IMPUTATO Spatuzza: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Pepi, che è presente.
Tutino Vittorio.
IMPUTATO Tutino: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gallina e avvocato Gramigni che è presente.
Prima di dare la parola al Pubblico Ministero volevo leggere questa ordinanza della Corte.
"La Corte di Assise di Firenze, ritenuto che la richiesta di alcuni difensori degli imputati di sentire, come teste, il ministro degli Interni, il capo della Polizia, il comandante del ROS, il capo dei Servizi di Protezione e altri burocrati dello Stato;
Appare del tutto non pertinente l'oggetto del presente giudizio, non risultando alcuna connessione fra eventuale disfunzione degli apparati dello Stato diretti dai soggetti sopraindicati e il complesso delle imputazioni di cui si occupa questa Corte;
Ritenuto che la richiesta di riesame degli imputati ex 210 C.p.p. La Barbera Gioacchino e Di Maggio Baldassare può essere più opportunamente valutata all'esito dell'istruttoria dibattimentale, quando cioè la Corte avrà accolto tutto il complesso probatorio proposto dalle parti;
Ritenuto che la richiesta del P.M. di sentire nuovamente l'imputato Scarano Antonio su circostanze ricordate dal predetto, solo dopo la chiusura del suo esame, pare accoglibile sotto ogni aspetto;
Ritenuto che l'altra richiesta del P.M. di risentire due dei propri consulenti in ordine a circostanze emerse dall'esame dell'imputato Grigoli Salvatore, attinente l'oggetto delle consulenze ... già espletate, appare correttamente proposta e quindi accoglibili, trattandosi di richiedere ai consulenti del P.M. puri e semplici chiarimenti sulle conclusioni dagli stessi già raggiunte.
Per questi motivi, respinge la richiesta di alcuni difensori degli imputati di ammettere l'esame come testi il ministro degli Interni ed altri soggetti dirigenti di importanti servizi dello Stato sopra menzionati.
Rinvia all'esito dell'istruttoria dibattimentale ogni adesione in ordine al riesame degli imputati ex 210 Di Maggio e La Barbera; ammette il riesame dell'imputato Scarano Antonio e lo fissa per l'udienza del 30 ottobre 97 ore 09.00.
Ammette al riesame i consulenti del P.M., dottor Delogu e Vadalà. Riesame che fissa per l'udienza del 29/10/97 ore 09.00.
Dispone che la viedoconferenza per l'esame dell'imputato ex 210 C.p.p. Monticciolo Giuseppe sia ripresa per l'udienza del 28/10/97 ore 09.00."
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, dato che siamo in questa fase, diciamo, ordinamentale, lunedì avevo preannunciato che, dall'imputato di procedimento connesso Massimino, forse era in arrivo una qualche giustificazione.
In realtà, non abbiamo ricevuto nulla.
Quindi, diciamo, la sua assenza, essendo egli stato regolarmente citato, appare ingiustificata.
Quindi, solleciterei la Corte ad adottare i provvedimenti conseguenti.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora, la Corte, il Presidente dispone l'accompagnamento a mezzo della Forza Pubblica dell'imputato ex 210, mi pare che tale sia, vero?
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
PRESIDENTE: Massimino Alfio, per l'udienza di lunedì 27 - se non mi sbaglio - ottobre, ore 09.00.
Il Pubblico Ministero può dirci chi sentiamo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, possiamo introdurre il colonnello Ganzer.
PRESIDENTE: Si accomodi.
Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza e la sua qualifica?
*TESTE COL. Ganzer: Giampaolo Ganzer, nato a Gemona del Friuli, Udine, 6 luglio 1949.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE COL. Ganzer: Residente in Roma, via Ponte Salario 25. Vicecomandante Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula, per favore?
TESTE COL. Ganzer: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Risponda pure alle domande del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Colonnello Ganzer, buongiorno.
Lei si è già, per così dire, presentato dicendo che è vicecomandante del Raggruppamento Operativo Speciale.
Senta, lei aveva, rivestiva questa carica anche nell'anno 93?
TESTE COL. Ganzer: No, all'epoca comandavo il reparto eversione, sempre del ROS. In quella veste, inizialmente, per un periodo limitato mi occupai di alcune attività relative alle stragi, soprattutto ai primi episodi. In particolare a quello di via Fauro a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nell'anno '93, per l'appunto, il suo ufficio ha svolto attività di indagine relativamente ad una persona che si chiama Scarano Antonio?
TESTE COL. Ganzer: Una diversa articolazione del Raggruppamento, il Reparto Criminalità Organizzata, aveva condotto una attività investigativa diretta dalla Procura della Repubblica di Roma, il sostituto dottor Piro, se non ricordo male, che aveva come oggetto di indagine proprio lo Scarano Antonio in relazione ad una ipotesi di traffico di stupefacenti. Ed in particolare di hashish.
Quindi si trattava di una attività condotta da altra articolazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dire chi erano gli ufficiali che si erano occupati della vicenda?
TESTE COL. Ganzer: Ricordo il capitano Fischione ed alcuni sottufficiali che poi passarono alle mie dipendenze nel marzo-aprile del 1994, allorché io stesso fui trasferito dal Reparto Eversione, al Reparto Investigativo che si occupava anche di contrasto al narcotraffico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi diciamo, specificamente, all'epoca delle indagini su Scarano, per così dire, lei non si è occupato delle indagini relative.
TESTE COL. Ganzer: No. Mi occupai di una rivisitazione a posteriori.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Ecco, ha anticipato una mia domanda. Nel senso che, per l'appunto, dirigendo lei la Divisione Eversione, essendosi occupato di fatti di strage, le stavo chiedendo se e quando, a partire da quando, per così dire, lei aveva compiuto questa rivisitazione della figura di Antonio Scarano.
TESTE COL. Ganzer: Mah, in qualche modo, ci fu un collegamento sostanzialmente intuitivo, immediato, almeno a livello di ipotesi, nel momento in cui emerse, dall'arresto in Roma del Di Natale, la possibilità di una implicazione di una cellula romana nelle stragi.
E in modo poi specifico, su delega espressa, tra l'altro, della stessa Procura della Repubblica di Firenze, il Raggruppamento fu incaricato di approfondire gli elementi investigativi già raccolti e quelli che, ovviamente, potevano ulteriormente essere acquisiti sulle figure dello Scarano Antonio e dello stesso di Natale.
Per cui, utilizzando in parte lo stesso personale che aveva condotto le indagini e che quindi aveva effettuato materialmente i servizi tecnici sullo Scarano; e, in parte, personale che si era occupato delle indagini sulle stragi e, in particolare, il capitano Cieri che era effettivo al Reparto Eversione, furono rianalizzati tutti gli elementi che oggettivamente erano emersi in questa attività preliminare in materia di narcotraffico; attività che, per la verità, si era concretizzata esclusivamente in una serie di intercettazioni telefoniche e di servizi di osservazione nella primavera-inizio estate del '93, ma che si era poi interrotta perché a fine luglio del 1993 non era stata prorogata l'autorizzazione alle intercettazioni telefoniche.
Quindi, da un lato, questi elementi vennero riletti, vennero analizzati anche alla luce delle indicazioni che erano contenute nella delega; dall'altro, proprio un ufficiale, il capitano Cieri che, tra l'altro, aveva una specifica esperienza siciliana per aver comandato una Compagnia in Mazara del Vallo, credo, e un sottufficiale che avevano condotto le indagini Scarano, ripeto, sulla ipotesi di narcotraffico, furono da me inviati in Sicilia per approfondire gli accertamenti sul soggetto, sui suoi collegamenti in un'ottica diversa a quella, rispetto a quella originaria.
E, quindi, in un'ottica di possibili collegamenti di natura associativa di matrice mafiosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, colonnello, lei, per l'appunto, ci ha fatto questa introduzione per spiegare il tipo di attività da lei svolta, per così dire, istituzionalmente e, diciamo, l'a priori di questa sua attività è costituita dall'attività di indagine che aveva fatto la Sezione comandata dal capitano Fischione.
Ora, per l'appunto, siccome quello e le acquisizioni di indagine direi fatte sul campo, ecco, la Corte ne è già a conoscenza. In quanto, per l'appunto, qui sono già venuti a rendere testimonianza il capitano Fischione e i sottufficiali a cui lei faceva riferimento.
Quindi, sostanzialmente, questa attività svolta da lei personalmente, a partire - capisco bene - dall'arresto di Di Natale, ecco, le chiedo: ci può dire qualcosa sulla persona che appunto lei ha citato? Sul Di Natale?
TESTE COL. Ganzer: Di Natale...
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda anche il nome di battesimo, colonnello? Mi scusi.
TESTE COL. Ganzer: Forse Emanuele, ma...
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE COL. Ganzer: ... è un soggetto che non è mai stato trattato da un punto di vista investigativo dal ROS.
Fu arrestato dall'Arma territoriale, ne venimmo a conoscenza a livello di collaborazione investigativa con la DIA e con, soprattutto ovviamente la Procura della Repubblica di Roma, all'epoca, che c'era una ipotesi di implicazione dello stesso. O meglio, di collaborazione dello stesso, in relazione alle stragi...
PUBBLICO MINISTERO: Dello stesso Di Natale?
TESTE COL. Ganzer: Di Natale.
E, non ricordo esattamente la data, che poteva esserci una implicazione di tale Scarano Antonio.
In quel momento, credo che, l'unica attività in assenza di una delega specifica e in assenza di elementi conoscitivi altrettanto specifici, sia stata quella di riesumare materialmente il fascicolo dell'indagine che era stata denominata "Spina" e che era rimasto congelato, potrei dire. Perché non si trattava di una chiusura vera e propria, proprio in quanto, nel luglio del 1993, a fine luglio, non erano state proseguite le attività per mancanza della proroga alle intercettazioni richieste sullo stesso Scarano.
Ecco, quindi, inizialmente c'era solo questo accostamento soggettivo: Scarano Antonio, oggetto di indagine quale persona sospettata di narcotraffico. Scarano Antonio che, in qualche modo, viene indicato come indagato, o comunque come soggetto che poteva essere implicato nelle stragi.
Ricordo anche che, in quella circostanza, approfondendo a livello informale con il capitano Fischione, con i sottufficiali che avevano operato, fui reso edotto che quella attività sullo Scarano era stata originata da uno spunto informativo confidenziale che sembrava attendibile e che stava producendo dei riscontri di tipo altrettanto credibili da un punto di vista dei collegamenti interpersonali, dei collegamenti soggettivi.
Ma che appunto, non producendo dei riscontri oggettivi in materia di stupefacenti, aveva avuto una... l'indagine aveva avuto una vita piuttosto limitata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa, diciamo, investitura, dapprima capisco in maniera informale e comunque a livello informativo tra il Reparto Operativo e il ROS, lei l'ha, per così dire, legata alla vicenda di Di Natale Emanuele.
Ricorda su per giù in che epoca siamo, nel momento in cui viene, per così dire, di nuovo fuori la figura di Scarano?
TESTE COL. Ganzer: Mi sembra sia all'inizio del millenovecento... Siamo nel '94, sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, colonnello, lei ha dato un rifermento.
Era stato, lei ha detto era stato arrestato questo Di Natale.
TESTE COL. Ganzer: Sì, sì. Ecco, quindi non ricordo assolutamente, perché non abbiamo proceduto...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, la data è quella dell'arresto...
TESTE COL. Ganzer: Certo, dopo quell'arresto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, aveva accennato anche ai motivi per cui questo signor Di Natale era stato arrestato.
TESTE COL. Ganzer: Era stato arrestato da un Comando di Compagnia Territoriale di Roma per una esecuzione pena per omicidio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi per vicende che nulla avevano a che fare con le stragi, ecco.
TESTE COL. Ganzer: No. E neppure con la nostra indagine.
PUBBLICO MINISTERO: E neppure con le indagini.
Quindi vi fu questa, per così dire, la nuova veste investigativa con cui dovevate guardare allo Scarano, per quanto le constava all'epoca, scaturiva da queste indicazioni che provenivano da Di Natale.
TESTE COL. Ganzer: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene?
TESTE COL. Ganzer: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo?
TESTE COL. Ganzer: In qualche modo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, per l'appunto, lei ha fatto riferimento a questa attività di rivisitazione dell'indagine fatta nel '93 su Scarano.
Lei ha accennato all'origine di questa indagine. Mi riferisco a quella del '93.
TESTE COL. Ganzer: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A una fonte, o a uno spunto informativo.
Se lei ritiene di potere anche indicare la persona che aveva dato queste indicazioni confidenziali.
TESTE COL. Ganzer: Sì. Si tratta di un soggetto che, personalmente, non ho mai conosciuto. Ma di cui mi fu riferita inizialmente l'appartenenza ad una certa area geografica.
E, successivamente, solo nel momento in cui ritenemmo doveroso, proprio in relazione all'ipotesi di reato gravissimo, per cui lo Scarano ed altri erano oggetto di indagine, ritenemmo appunto doveroso esplicitare all'Autorità Giudiziaria quale fosse il nominativo, quali fossero le generalità della fonte.
Cosa che fece direttamente il personale che aveva il contatto con la fonte stessa. Che aveva indicato, che aveva fornito gli spunti iniziali su cui appunto era stata impostata l'attività investigativa.
Quindi, ricordo che mi fu indicato il nominativo di un certo De Masi. Non ricordo, invece, quale fosse il nome, ma so che...
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi che era Francesco?
TESTE COL. Ganzer: Ritengo di sì. So che fu, in questi termini, fornito il nominativo alla Procura della Repubblica di Firenze.
E ritengo che lo stesso soggetto sia stato poi formalmente interrogato dalla stessa Procura.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, colonnello, questa rivisitazione che fece capo, per così dire, era coordinata da lei, a che risultati era pervenuta?
TESTE COL. Ganzer: Mah, innanzitutto ritengo ci siano due fasi.
Una prima fase, il ROS, unitamente alla Polizia di Stato e nell'ambito di un gruppo di lavoro istituito presso la DIA, concorse ad una elaborazione complessiva di una informativa su quelle che erano le risultanze investigative fornendo ovviamente anche questo materiale che era nella disponibilità del Raggruppamento.
Successivamente ricevette, il ROS, una delega formale da parte della Procura della Repubblica di Firenze, di approfondire, appunto, il contesto di relazioni soggettive ed associative che riguardavano lo Scarano ed il Di Natale.
Per quanto concerne lo Scarano, sia in area siciliana, che in area calabrese.
Quindi, dalla rilettura dei servizi e delle intercettazioni telefoniche, erano già emersi dei contatti significativi e anche delle frequentazioni in area trapanese dello Scarano stesso, sia nella primavera, sia nel luglio, credo, del 1993, con personaggi, alcuni dei quali, potevano ritenersi già qualificati dal punto di vista della contiguità, quantomeno a Cosa Nostra trapanese.
Altri aspetti erano quantomeno sospetti. O diciamo, erano quantomeno da approfondire, perché ricordo che, in alcune telefonate, sia dalla Sicilia, sia della fine del mese di luglio, veniva fatto riferimento, c'erano dei contatti diretti tra lo Scarano e dei sedicenti nipoti che, con ogni evidenza, nipoti non erano.
Perché ricordo che, ad esempio, davano telefonicamente del "lei" alla moglie di Scarano.
Questo aspetto era già apparso particolarmente anomalo, particolarmente sospetto nella fase delle indagini in materia di stupefacenti. Ma era rimasto un qualcosa di, così, di congelato e comunque di inspiegato.
Successivamente fu tentato un approfondimento anche su questo fronte.
E comunque, su questo fronte specifico, come ho anticipato, il capitano Cieri e il maresciallo Palmisano, furono incaricati di recarsi in Sicilia e di cercare di sviscerare, di approfondire questi collegamenti dello Scarano stesso nell'ambiente siciliano. In particolare nell'ambiente trapanese, donde era originaria la moglie. Ma che egli documentalmente frequentava.
Perché, appunto, durante le attività antidroga, durante le intercettazioni, era pacifica la sua frequentazione di Castelvetrano, la sua frequentazione, quindi, dell'area trapanese.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi colonnello, capisco bene che gli accertamenti che poi vennero compiuti, al di là diciamo dei dati oggettivi che scaturivano, da quanto il ROS aveva potuto osservare nel corso dei servizi di intercettazione e di pedinamento, sui quali ci hanno già riferito, è stato poi un approfondimento di tipo, come dire, cartolare su quanto poteva emergere a carico di Scarano da indagini, per esempio, fatte in Sicilia?
TESTE COL. Ganzer: Sì, era una ricerca su base, anche se non essenzialmente documentale, quella che il capitano Cieri che era appunto un conoscitore d'area. Perché aveva comandato, sì, esattamente la Compagnia di Mazara del Vallo, avrebbe dovuto effettuare nei luoghi che risultavano essere stati raggiunti dallo Scarano, indagini durante, quindi del '93, e che comunque, a livello di comandi territoriali dell'Arma, potevano offrirle qualche spunto, o qualche contributo documentale sulla persona e sui suoi contatti.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, queste informazioni le possiamo, per così dire, attingere direttamente dal capitano Cieri?
TESTE COL. Ganzer: Sì, il capitano Cieri ha materialmente effettuato queste ricerche.
E ricordo che, anche successivamente al suo rientro dalla Sicilia, poiché aveva incaricato vari comandi dell'Arma di proseguire questo approfondimento, che ricevette qualche altro atto dalla Sicilia, relativamente allo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può, posto, per l'appunto, che lei poi ha coordinato questa attività, può anticipare quali erano, qual era stato il risultato, per così dire, più evidente di queste indagini su cui ora sentiremo il capitano Cieri?
TESTE COL. Ganzer: Mah, secondo le valutazioni che, in quella fase, erano ovviamente in buona parte di tipo informativo ed in parte soltanto documentale, lo Scarano aveva degli stabili contatti con l'ambiente di Cosa Nostra trapanese riconducibile a quello che tutt'oggi è considerato il capomandamento Messina Denaro Francesco. Contatti che erano specifici in materia di traffico di stupefacenti.
Contatti che, comunque, potevano essere significativi, potevano essere qualificanti anche dal punto di vista associativo, dal punto di vista dei legami con Cosa Nostra trapanese.
Posto che, in quell'area, il narcotraffico è un po' il comune denominatore dell'associazione mafiosa Cosa Nostra; soprattutto nell'area di Mazara, nell'area di Castelvetrano, Trapani.
In particolare, poi, era emerso un collegamento con tale Garamella - se non ricordo male - che risultava l'intestatario dell'utenza relativa all'abitazione presso cui aveva dimorato lo Scarano. E anche su questo ritengo, anzi ricordo, se pur non nei dettagli, furono effettuati approfondimenti da parte del capitano Cieri.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, questi dati ce li potrà fornire il capitano.
Le chiedo, se lei è in grado di rispondermi, se vi erano, per così dire, delle proiezioni su Roma di questi contatti - lei ha citato Garamella - e se, nel contesto romano, poteste approfondire delle relazioni tra Garamella, Scarano e una persona che si chiama Massimino Alfio.
TESTE COL. Ganzer: Per la verità, a quanto io ricordi, il Massimino dovrebbe essere emerso in una distinta attività, condotta dall'Arma di Trapani, che chiese supporto alla Sezione Anti-Crimine - quindi sempre al ROS di Roma ma reparto ancora diverso; si tratta, in questo caso, del Servizio Interprovinciale di Roma - per la ricerca di un latitante, un certo Rallo.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda anche il nome di battesimo di questo Rallo?
TESTE COL. Ganzer: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Se glielo faccio io?
TESTE COL. Ganzer: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Rallo Francesco?
TESTE COL. Ganzer: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi che sia questa la persona?
TESTE COL. Ganzer: Comunque fu arrestato, credo, ancora nel 1993.
PUBBLICO MINISTERO: A Roma.
TESTE COL. Ganzer: A Roma.
L'attività tecnica, quindi l'osservazione, le intercettazioni finalizzate alla ricerca furono condotte, appunto, dalla Sezione Anti-Crimine di Roma, ma su attivazione specifica dell'Arma di Trapani che aveva chiesto collaborazione.
Ecco, ricordo che era emerso questo collegamento. Non ricordo, perché francamente non me ne sono occupato, se questo collegamento, poi, fosse anche circolare con lo stesso Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, diciamo, questa relazione tra Rallo e Massimino o Garamella risultò, diciamo, nel contesto...
TESTE COL. Ganzer: Nel contesto di questa indagine, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Risultò dal contesto di questa indagine.
Per l'appunto, ricorda qualche dato più specifico, oppure lo possiamo chiedere poi a...
TESTE COL. Ganzer: No, non me ne sono ulteriormente occupato.
PUBBLICO MINISTERO: No, bene. Non se n'è...
Senta, colonnello, poi questa attività si è concretizzata? Lei ha detto che ha ricevuto deleghe da parte dell'Autorità di Firenze, da parte del nostro ufficio...
E per quanto riguarda rapporti, relazioni tra Scarano e ambienti della moglie di Scarano - che per l'appunto. lei lo ha accennato, ma glielo dico io, è originaria di Partanna - ecco, venne fatto qualche approfondimento specifico su quell'area?
TESTE COL. Ganzer: Sì. Sempre il capitano Cieri si recò sicuramente anche a Partanna. Effettuò ricerche documentali presso quel Comando dell'Arma.
A distanza di qualche tempo dal suo rientro, gli fu trasmessa, dall'Arma di Partanna, della documentazione che era stata rinvenuta e che faceva riferimento, o poteva far riferimento allo Scarano Antonio.
Ricordo si trattava di una lettera che fu trasmessa alla Procura della Repubblica di Firenze a seguito di quella che era l'informativa riepilogativa dei contatti accertati, o in qualche modo desumibili, dello Scarano in Sicilia.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Quindi, diciamo, i dettagli di questa attività li possiamo chiedere direttamente...
TESTE COL. Ganzer: Senz'altro.
PUBBLICO MINISTERO: ... al capitano Cieri.
Bene, per quanto riguarda il colonnello Ganzer io non ho altre domande.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori hanno domande?
AVVOCATO Pepi: Presidente, sì. Avvocato Pepi.
Colonnello, l'esame che le vorrei fare io - il controesame - non riguarda direttamente queste indagini che lei ha fatto, ma riguarda fatti più generali, se lei ovviamente ne è a conoscenza.
La premessa è questa: lei è in grado, conosce come funziona il Servizio di Protezione dei collaboratori di Giustizia?
TESTE COL. Ganzer: Sì, in linea generale so quali sono le norme regolamentari e legislative che ne disciplinano il funzionamento.
AVVOCATO Pepi: Sì. Allora, a questo punto, le faccio alcune domande specifiche, se lei è in grado di darmi risposta.
Lei sa se, dopo che i collaboratori di Giustizia sono stati ammessi al Servizio di Protezione, hanno la possibilità di vedersi e di incontrarsi?
TESTE COL. Ganzer: Mah...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, scusi.
A questa domanda, non me ne voglia il difensore, però devo oppormi perché mi sembra che questo tipo di domande siano, per così dire, in controtendenza all'ordinanza che la Corte ha appena letto, e quindi mi sembra di, come dire, che sia un metodo per aggirare l'ostacolo.
AVVOCATO Pepi: No...
PUBBLICO MINISTERO: Vorrei capire la pertinenza, la rilevanza di una domanda del genere posta al colonnello Ganzer. L'avvocato...
PRESIDENTE: Io non ho detto nulla, perché dovrei continuare a dire: sono domande non pertinenti...
AVVOCATO Pepi: Ma e allora, Presidente...
PRESIDENTE: Se ne renda conto da solo.
AVVOCATO Pepi: Sì...
PRESIDENTE: Ho appena...
AVVOCATO Pepi: No, io allora mi rendo conto che in questo processo è inutile che io ci resti, perché se non si può...
PRESIDENTE: Avvocato, lei farà le sue valutazioni.
AVVOCATO Pepi: No, non si può nemmeno cercare di avere, di dimostrare la verità.
Io sto cercando di dimostrare, come tesi difensiva, che è probabile, che è possibile che una serie di collaboratori, fra loro, anche possano concordare determinate dichiarazioni che riguardano determinati imputati.
Mi sembra che, se questa domanda non è pertinente, allora si può veramente chiudere...
PRESIDENTE: No, avvocato, non le ho detto che non è pertinente la domanda che lei ora vorrebbe porre. Ma lei non ha posto questa domanda, ha chiesto al colonnello, che...
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: ... stiamo esaminando, se è a conoscenza di come funziona il Servizio.
AVVOCATO Pepi: Sì.
PRESIDENTE: E se, in particolare, sa che hanno la possibilità.
Io credo che il colonnello non abbia la possibilità di sapere se questo e quell'altro, in particolare, e in genere i nostri - come si chiama - imputati ex 210 hanno avuto la possibilità di contattarsi. Perché mi pare che non sia sua funzione quella di occuparsi di cose di questo genere.
AVVOCATO Pepi: Va be'.
PRESIDENTE: Mi pare.
AVVOCATO Pepi: Ma...
PRESIDENTE: Se, però, colonnello, lei è in grado di sapere che alcuni di questi collaboratori - e bisogna che lei mi faccia dei nomi precisi - hanno avuto la possibilità di concordare certe versioni che hanno portato qui al dibattimento, lei ha il diritto anche di rispondere. Ma mi deve dire i nomi, di queste persone, e come ha fatto a sapere queste cose.
TESTE COL. Ganzer: Mah, posso solo premettere che la norma per i collaboratori...
PRESIDENTE: No, ma la norma la conosciamo tutti, guardi.
TESTE COL. Ganzer: Ecco.
PRESIDENTE: Sulla norma è inutile...
TESTE COL. Ganzer: Per quanto è a mia conoscenza, anzi, per quanto mi riguarda non sono a conoscenza di situazioni quali rappresentate dal difensore; quindi non sono in grado di rispondere, in definitiva. Non ho alcun elemento di valutazione.
PRESIDENTE: Come vede, avvocato, io ho fatto la domanda nella forma che lei avrebbe dovuto fare. Credo di avere fatto la domanda che lei aveva, diciamo, allargato in questo senso.
La risposta c'è stata.
AVVOCATO Pepi: Va be'.
Allora, altre due domande o tre molto specifiche. Anche queste, ovviamente, se il colonnello lo sa.
Sa se al collaboratore di Giustizia Pennino sia stata data la somma di 2 miliardi?
TESTE COL. Ganzer: Non ho capito il nome, chiedo scusa.
AVVOCATO Pepi: Pennino.
PRESIDENTE: Pennino.
TESTE COL. Ganzer: Lo ignoro.
PRESIDENTE: Mi pare che si chiami Giacchino.
TESTE COL. Ganzer: Non è comunque un collaboratore in nessun modo affidato all'Arma dei Carabinieri.
AVVOCATO Pepi: Sa se a Romeo Pietro sia stata data la somma di 500 milioni?
TESTE COL. Ganzer: Stessa risposta, anche qui: non è un collaboratore, in ogni caso, affidato all'Arma.
AVVOCATO Pepi: Sa se all'imputato Giuliano Francesco fu offerta la somma di mezzo miliardo per pentirsi?
TESTE COL. Ganzer: Mi è sconosciuto il nome.
AVVOCATO Pepi: Lei sa se quando un soggetto dichiarante comincia a collaborare, come viene l'inserimento nel Servizio di Protezione? Viene immediato, oppure le dichiarazioni vengono prima corroborate da indagini se rispondano, quanto meno, a un po' di verità?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, abbia pazienza...
AVVOCATO Pepi: Per quello che sa lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo bisognerebbe chiederlo a chi fa le indagini, e a chi richiede...
AVVOCATO Pepi: Anche a chi avevo chiesto di venire qui, magari.
PUBBLICO MINISTERO: No, magari siccome le richieste provengono dagli uffici giudiziari, o mi fa togliere la toga e vengo a deporre, ma sennò, avvocato, non mi pare che comunque al colonnello Ganzer queste domande possano essere rivolte. Non so...
PRESIDENTE: Ma io, date le premesse, consentirei al difensore di porre la domanda.
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
Presidente, io...
PRESIDENTE: Perché presumo che le risposte siano...
PUBBLICO MINISTERO: Non è che...
PRESIDENTE: ... ormai scontate.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: Vuole rispondere, lei?
TESTE COL. Ganzer: Sì, volentieri. Io posso riferire su quella che è la procedura che, per quanto mi concerne, viene seguita.
La Polizia Giudiziaria non fa altro che adempiere ad una serie di richieste che vengono prima dall'Autorità Giudiziaria competente a valutare le propalazioni di un aspirante collaboratore, possiamo così definirlo, e successivamente ad effettuare dei riscontri, se c'è una delega in tal senso, a quelle che sono le dichiarazioni.
Il meccanismo, la proposta di Programma di Protezione, che tra l'altro ha subìto delle modifiche procedurali, perché prevede da qualche tempo anche un parere della Procura Nazionale Antimafia - per lo meno per le ipotesi di reato che afferiscono alla criminalità mafiosa e comunque ai reati di competenza delle Procure Distrettuali - quindi, dicevo, questo meccanismo di proposta di valutazione da parte della Commissione Centrale ex articolo 10 di sottoposizione o meno al Programma di Protezione, non vede in nessun modo coinvolta la Polizia Giudiziaria.
Poi, vede coinvolto, nel caso di inserimento, nel caso di ammissione al programma, da un lato il Servizio Centrale di Protezione come Organo tecnico e dall'altro uno qualsiasi, secondo scelte che vengono caso per caso valutate, degli Organismi di Polizia, a livello però Organismo territoriale, quale elemento, quale Organo di riferimento, di vigilanza sul collaboratore stesso. E questo, sulla base della località in cui viene, di volta in volta, allocato.
Quindi, se questo era il senso della domanda, è qualcosa in cui la Polizia Giudiziaria, intesa come Organo investigativo, non ha alcun ruolo.
AVVOCATO Pepi: Non ho altre domande, Presidente.
PRESIDENTE: Prego, avvocato.
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni.
Colonnello, buongiorno.
Una sola domanda. Lei ha fatto cenno, nel corso del suo esame, a rapporti che, per ragioni d'ufficio, personale da lei dipendente ha instaurato con il signor De Masi.
Ecco, le chiedo, il signor De Masi, quindi lo potremmo qualificare come fonte confidenziale del ROS Carabinieri, rispetto a quello che lei ci ha fino ad ora evidenziato.
TESTE COL. Ganzer: Con la premessa che non ho mai conosciuto il De Masi, e che all'epoca dell'indagine in materia di stupefacenti sullo Scarano, quel personale non dipendeva da me, sicuramente in quel momento e relativamente a quella specifica attività - quindi ipotesi di traffico di stupefacenti - il De Masi era una fonte confidenziale.
AVVOCATO Gramigni: Quindi, attraverso il suo reparto, le chiedo, è in grado di affermare se il De Masi sia reperibile, ovvero sia non reperibile ad opera del ROS Carabinieri?
TESTE COL. Ganzer: Ma non ne ho idea, perché dopo quell'episodio - per quanto mi riguarda, ad esempio - in prosecuzione non ci fu più nessun contatto con il soggetto.
Intendo dire che, per quanto è a mia conoscenza, ci fu un interrogatorio da parte della Procura Distrettuale di Firenze e ritengo che non ci sia più stato alcun rapporto, neppure di natura confidenziale, con il De Masi, da parte di personale del ROS, di quello stesso personale che lo aveva all'epoca contattato.
Sicuramente, lo escludo per quanto mi riguarda.
AVVOCATO Gramigni: Per quanto riguarda lei personalmente...
TESTE COL. Ganzer: Sì, ma per quanto mi è stato riferito, anche da parte degli stessi operanti dell'epoca.
AVVOCATO Gramigni: No, perché purtroppo, appunto, il De Masi ebbe a rendere un interrogatorio avanti il Pubblico Ministero. Avrebbe dovuto rendere l'esame qui in dibattimento, ma non è stato trovato.
Quindi, chiedevo se, per ragioni di ufficio...
TESTE COL. Ganzer: No, non...
AVVOCATO Gramigni: ... lei...
TESTE COL. Ganzer: Apprendo per altro, in questo momento, questa circostanza.
AVVOCATO Gramigni: Appunto. Chiedevo, quindi, se un aiuto poteva venire dal personale da lei dipendente, in questo senso.
La sua risposta direi che insomma, è in un certo senso e ne prendo atto.
Non ho altro da chiederle.
PRESIDENTE: Nessun'altra domanda per questo teste? Può accomodarsi, grazie.
*TESTE COL. Ganzer: (voce fuori microfono)
Buongiorno.
PRESIDENTE: Buongiorno.
Chi sentiamo ora?
PUBBLICO MINISTERO: Facciamo passare il capitano Cieri.
PRESIDENTE: Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e la sua qualifica, per cortesia?
*TESTE CAP. Cieri: Cieri Luigi Arnaldo, nato l'8 febbraio 1961 a Petrella Tifernina, provincia di Campobasso.
Capitano dei Carabinieri, attualmente comandante della Sezione Anti-Crimine del ROS di Ancona.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE CAP. Cieri: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego, il P.M. può cominciare a rivolgere le sue domande.
PUBBLICO MINISTERO: Capitano, buongiorno.
Senta, capitano, in quale reparto prestava servizio nel '93?
TESTE CAP. Cieri: Nel '93 prestavo servizio al Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri di Roma, quindi il Nucleo Centrale della struttura; quindi al II Reparto Investigativo.
PUBBLICO MINISTERO: In particolare, questo Reparto...
TESTE CAP. Cieri: In particolare...
PUBBLICO MINISTERO: ... di cosa si occupava?
TESTE CAP. Cieri: Questo Reparto si occupa di indagini inerenti alla criminalità organizzata, con particolare riferimento al traffico di sostanze stupefacenti, al traffico delle armi ed ai sequestri di persona.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, capitano, in relazione alla attività che a suo tempo lei svolgeva a Roma, vuol rappresentare alla Corte se e in che termini lei si è dovuto occupare di Scarano Antonio?
TESTE CAP. Cieri: Sì. Dunque, all'epoca ebbi ad occuparmi non personalmente dello Scarano Antonio.
Il Reparto, nell'anno 1993, quindi il II Reparto Investigativo, si occupò dello Scarano Antonio nel quadro di una attività inerente, appunto, un traffico di sostanze stupefacenti dalla Sicilia verso il continente.
Quindi furono fatti sia dei servizi tecnici, un'attività tecnica coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, nella persona del dottor Piro, e dei servizi di osservazione, controllo e pedinamento in direzione appunto dello Scarano Antonio e degli altri personaggi poi emersi nel corso delle attività.
Questa attività era praticamente, appunto, riferita al II Reparto e la seguiva il capitano Fischione con gli uomini della sua Sezione, quindi io direttamente ne ho avuta, poi, cognizione documentale attraverso gli atti che sono stati compiuti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome abbiamo sentito il colonnello Ganzer, che ha appena riferito che, allorché l'attenzione del ROS si era incentrata su Scarano per motivi diversi da quelli che avevano determinato le indagini nel '93 - quindi stupefacenti, Sezione del capitano Fischione, eccetera - lei, per l'appunto, era stato incaricato di svolgere dei particolari accertamenti per verificare che tipo di relazione, di contatti o altro avesse avuto Scarano in particolare in Sicilia.
TESTE CAP. Cieri: Sì. Fui, appunto, incaricato dal comandante del Reparto di approfondire e verificare eventuali contatti e collegamenti dello Scarano Antonio con ambienti della criminalità organizzata siciliana.
Tenuto anche, tra l'altro, conto che la moglie dello Scarano - Tusa Silvia - è appunto originaria di Partanna, che è una località in provincia di Trapani, da dove comunque è emigrata negli anni '60; e comunque il nucleo familiare della donna vive tuttora, o dovrebbe vivere tuttora a Partanna.
Quindi, in effetti, mi recai personalmente in Sicilia per verificare questi contatti e presi lì idonei contatti con il personale delle strutture operative, in particolare del Nucleo Operativo del Comando Provinciale di Trapani, degli Organi Operativi delle Compagnie di Mazara del Vallo, di Castelvetrano, sempre in provincia di Trapani, e della Compagnia di Sciacca in provincia di Agrigento.
A questo proposito tengo a precisare di aver prestato servizio in Sicilia, appunto nella provincia di Trapani - dove ho comandato proprio la Compagnia di Mazara del Vallo - dagli inizi dell'86 alla fine dell'89.
Lì, appunto, attraverso riscontri documentali, abbiamo avuto modo di accertare dei contatti, dei legami dello Scarano con l'ambiente siciliano; in particolare con, diciamo, gli ambienti mafiosi riferibili alla zona di Mazara del Vallo, che aveva come capofamiglia Agate Mariano, mi pare all'epoca detenuto, e con la famiglia, invece, mafiosa di Castelvetrano capeggiata invece dal noto latitante Messina Denaro Francesco.
In effetti, lo Scarano, dai riscontri incrociati attraverso la lettura e l'analisi specifica dei tabulati del cellulare in suo uso, aveva avuto contatti databili nell'arco temporale che va dal marzo '93, in particolare, al maggio dell'anno '93, per quel che concerne Mazara del Vallo, con un certo Lombardo Michele, personaggio abbastanza noto in ambito giudiziario - perché era stato sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria unitamente ad altri due pregiudicati mazaresi per un reato di ricettazione - e poi personaggio del quale si era interessato anche l'allora Reparto Operativo Antidroga di Palermo per un traffico di sostanze stupefacenti del tipo hashish dalla Sicilia verso il continente.
Inoltre, il personaggio era noto nell'ambito, come ho detto prima, della marineria mazarese come armatore e direttamente interessato al motopesca Enea, sospettato appunto di traffici di stupefacenti; si parla sempre di hashish.
In particolare, il Lombardo era stato attenzionato anche dal Nucleo Operativo del Comando Provinciale di Trapani, nel quadro proprio dell'attività investigativa diretta alla ricerca del latitante Messina Denaro Francesco, proprio perché la sua utenza telefonica era emersa in contatto con altra utenza telefonica di interesse in quell'attività di indagine, appunto, sottoposta a censura telefonica da quel personale.
Questi, i contatti con questo personaggio mazarese.
Per quanto riguarda, invece, la zona di Castelvetrano, invece, in quel periodo e segnatamente nel mese di luglio '93, il soggetto interessato - quindi lo Scarano - si portò in Sicilia nella località balneare di Triscina. Triscina che ricade nel territorio di competenza della Compagnia di Castelvetrano, dove aveva acquistato una abitazione, un'abitazione già di proprietà dei coniugi Garamella-Libeccio.
Praticamente, questo soggetto - Garamella - originario di Campobello di Mazara, abbiamo accertato che aveva dei contatti, sempre con il Messina Denaro Francesco. Tanto, perché era inserito nella stessa società enologica - società enologica prima denominata Castelseggio e che poi aveva cambiato denominazione, mi pare, modificata la denominazione in Sole Nascente - dove, appunto, aveva interessi societari proprio questo latitante.
Poi, in particolare, furono accertati dei contatti del Garamella Giuseppe con alcuni personaggi molto vicini al latitante: un certo Guttadauro Filippo, se non ricordo male, e un altro personaggio, originario mi pare di Campobello di Mazara o di Partanna, a loro volta vicini al latitante perché generi dello stesso.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, Guttadauro Filippo era uno dei generi di...
TESTE CAP. Cieri: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... di Francesco Messina Denaro.
TESTE CAP. Cieri: Sì, Messina Denaro Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, si ricorda anche l'altro nome?
TESTE CAP. Cieri: L'altro nome in questo momento mi sfugge, comunque...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE CAP. Cieri: Doveva essere, mi pare... Uno era nativo di Bagheria, mi pare proprio questo Guttadauro, e l'altro adesso non lo ricordo, in questo momento. Comunque mi pare originario del trapanese, adesso di Partanna o di Campobello di Mazara.
Nella circostanza della presenza, della rilevata presenza in Sicilia e quindi in particolare della frazione di Triscina di Castelvetrano, lo Scarano Antonio ebbe sicuramente un contatto, che appunto è stato documentato nel corso di questi servizi di OCP svolti dai colleghi, con un personaggio che poi è stato identificato proprio nel Garamella Giuseppe.
Garamella Giuseppe che era arrivato nell'abitazione di Triscina a bordo di una Renault Clio targata Trapani, risultata intestata invece, praticamente, al cognato, un certo Fifì...
PUBBLICO MINISTERO: Marrone, può darsi?
TESTE CAP. Cieri: Sì, Marrone Fifì. Che era appunto il cognato, avendo sposato la sorella della moglie.
Inoltre...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, capitano, mi scusi se la interrompo un attimo.
La macchina, quindi, con cui Garamella era stato visto in questo servizio, era...
TESTE CAP. Cieri: La macchina era intestata a questo Marrone Fifì ed era...
PUBBLICO MINISTERO: Antonino...
TESTE CAP. Cieri: ... ed era... Marrone Antonino Fifì, ed era praticamente, da quello che accertammo attraverso le cognizioni appunto dei colleghi territorialmente interessati, era esclusivamente utilizzata invece dal Garamella; che è, appunto, cognato del...
PUBBLICO MINISTERO: Cognato.
Senta, il nominativo di Marrone Fifì Antonino, per quanto consta dalle indagini fatte dal ROS, risultava, per così dire, presente - quanto meno a livello di nome - in indagini svolte su Roma?
TESTE CAP. Cieri: Indagini svolte su Roma, personalmente non mi consta.
Invece, nominativo che sicuramente risultava presente su Roma ed in collegamento con il Garamella, era quello di Massimino Alfio, che è nativo di Como però residente a Campobello di Mazara, di fatto domiciliato a Roma, dove si trovava proprio all'epoca - era direttore, mi pare, del centro commerciale Le Torri - proprio all'epoca dell'indagine sullo Scarano.
Ci sono, in effetti, sempre dall'analisi dei tabulati del telefono cellulare dello Scarano, per lo meno due contatti rilevati, mi pare, nei mesi di maggio e di luglio '93 in direzione della utenza telefonica di questo centro commerciale.
Tra l'altro, l'importanza qual è, ecco, dei contatti tra il Garamella e il Massimino? E' che poi collegano, appunto la figura del Garamella ad Accardo Stefano, capo della famiglia mafiosa di Partanna. E' che, praticamente, questa utenza era sottoposta a servizi tecnici da parte della Compagnia di Castelvetrano e della Sezione Anti-Crimine di Roma, nel periodo proprio maggio '93, e...
PUBBLICO MINISTERO: Stiamo parlando dell'utenza Le Torri?
TESTE CAP. Cieri: Dell'ute...
PUBBLICO MINISTERO: Del Consorzio Le Torri?
TESTE CAP. Cieri: Dell'utenza... Era sottoposta a controllo sia l'utenza del Consorzio Le Torri che l'utenza del Massimino...
PUBBLICO MINISTERO: Dell'utenza di casa.
TESTE CAP. Cieri: Dell'utenza dell'abitazione del Massimino.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, era un'abitazione che Massimino aveva a Roma.
TESTE CAP. Cieri: Sì. Aveva a Roma, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, ecco.
TESTE CAP. Cieri: Ecco, e proprio il 27 maggio fu arrestato il latitante Rallo Antonino a...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, capitano, credo che incorra in un errore nel nome. Credo che Rallo si chiamasse Francesco.
TESTE CAP. Cieri: Rallo Francesco, chiedo scusa.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi...
TESTE CAP. Cieri: Rallo Francesco fu arrestato il 27 maggio del '93 a Roma. Appunto, c'erano questi... Personaggio appartenente alla famiglia mafiosa di Partanna capeggiata da Accardo Stefano.
Quindi, praticamente, sia il Reparto Operativo del Comando Provinciale di Trapani, che la Compagnia di Castelvetrano si erano interessati a questo Massimino Alfio.
La presenza del Garamella Giuseppe nell'abitazione del Massimino Alfio venne rilevata pochi giorni prima dell'arresto del Rallo Antonino, mi pare...
PUBBLICO MINISTERO: Del Rallo Francesco.
TESTE CAP. Cieri: Del Rallo Francesco il giorno, mi pare, il giorno 22, cinque giorni prima dell'arresto...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, capitano, a me interessa questo, siccome lei ha fatto riferimento alla data di arresto di questo signor Rallo, 27 maggio '93, può dire alla Corte con quale documento questo signore venne...?
TESTE CAP. Cieri: Venne, ecco, la cosa inte... Venne trovato con un documento, una patente intestata a Marrone Fifì Antonino, cognato del...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
PRESIDENTE: Stiamo parlando del Rallo?
TESTE CAP. Cieri: Del Rallo, del latitante.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Io...
TESTE CAP. Cieri: Aveva questo documento intestato al...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, a me interessava... siccome la mia domanda era partita per l'appunto proprio dal Marrone Fifì Antonino, cognato di Garamella.
TESTE CAP. Cieri: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se per caso questo nome, io non a caso non ho detto la persona, era...
TESTE CAP. Cieri: Sì, sì, no, emerse, certo. Questo anche.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, emersa su Roma. A me interessava che lei, per l'appunto riferisse dell'arresto di questo latitante, Rallo Francesco, con...
TESTE CAP. Cieri: Con il documento...
PUBBLICO MINISTERO: ... la patente di guida, lei ha detto...
TESTE CAP. Cieri: La patente di guida.
PUBBLICO MINISTERO: ... intestata a questo Marrone Fifì.
Dato che lei parlando di Rallo Francesco ha fatto riferimento a Accardo Stefano e alla realtà di Partanna in particolare, vuol riferire alla Corte che tipo di indagine, di accertamenti lei ha svolto in relazione a possibili contatti tra Scarano e Accardo?
TESTE CAP. Cieri: Mah, intanto voglio precisare che Accardo Stefano, così come altri componenti della sua famiglia, sono praticamente stati uccisi perché all'epoca, nella provincia di Trapani, in particolare nella zona di Partanna, ci fu una cruenta faida, una cruenta guerra di mafia proprio tra la famiglia dell'Accardo Stefano e quella contrapposta degli Ingoglia.
In questa, appunto, in questa faida perse, venne ucciso, proprio nel luglio, l'11 luglio dell'89, proprio l'Accardo Stefano, poi anche il fratello Francesco. Per quanto...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, capitano, possiamo datare questa... l'11 luglio '89, ecco, siccome lei ha parlato più in generale di questa guerra di Partanna.
TESTE CAP. Cieri: Sì. Ho detto, tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi pare che all'epoca lei prestasse servizio a Mazara.
TESTE CAP. Cieri: Sì. Io all'epoca prestavo servizio a Mazara del Vallo dove sono andato via, praticamente, nel novembre dell'89. Quindi, certamente ho avuto modo di interessarmi in attività investigative soprattutto riferite al territorio di Mazara del Vallo, e quindi alla famiglia mafiosa di Mazara del Vallo, capeggiata da Agate Mariano.
Mentre, per quanto riguarda i contatti con la famiglia del Messina Denaro, la famiglia comunque dell'Accardo Stefano, ho comunque avuto modo di interessarmi nell'ambito di altre attività di indagine svolte all'epoca in...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, all'epoca, appunto. Può dare alla Corte una rappresentazione, sia pure, ovviamente, così, una panoramica generale anche in termini di vittime di quella che lei ha definito "la guerra di Partanna"?
TESTE CAP. Cieri: Mah, la guerra di Partanna in particolare fece una quindicina di vittime, per quello che ricordo. Vittime sia durante il mio periodo di permanenza in quella zona, sia successivamente.
Quindi, appunto, la datazione è quella: fine degli anni '80, inizio degli anni '90.
In particolare questa faida qui che interessò la famiglia di Partanna fece una quindicina di vittime anche a distanza brevissima di tempo. Tanto che ci fu una attenzione particolare, in quel periodo, da parte della Procura della Repubblica di Marsala dove all'ora era responsabile il Procuratore Capo, il dottor Paolo Borsellino, con il quale abbiamo avuto modo di lavorare e che era molto preoccupato di questa situazione.
Tant'è vero che in diverse circostanze veniva personalmente sul posto. E ricordo, in particolare di essere...
AVVOCATO Gramigni: Presidente, avvocato Gramigni, mi scusi se intervengo. Mi scuso di interrompere il capitano. Credo che siamo scivolati ormai, pienamente, in dati puramente cronachistici, non vedo quale utilità giudiziale ai nostri fini possano avere. Dico...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, posso...
AVVOCATO Gramigni: ... se vogliamo sapere come è andata "la guerra di Partanna", se così la vogliamo chiamare, prendiamo una copia del Gazzettino di Trapani dell'epoca e probabilmente ci sarà riportata...
PUBBLICO MINISTERO: Abbia pazienza, avvocato Gramigni. Io come al solito...
AVVOCATO Gramigni: ... in termini molto fedeli.
PUBBLICO MINISTERO: ... mi piace essere molto puntuale.
AVVOCATO Gramigni: Quindi, ecco...
PUBBLICO MINISTERO: Siccome bisogna ricordarsi sempre di quello che è accaduto in questa aula. Siccome mi rendo conto che questa affermazione, così, isolata nell'ambito della testimonianza del capitano Cieri può apparire cronachistica, inutile, superflua e quant'altro.
Il seguito della testimonianza del capitano dimostrerà che non è così.
Però devo ricordare ai difensori - alla Corte credo che non ce ne sia bisogno - di sottolineare un dato di fatto: che Scarano, in quest'aula, riferendo dell'origine dei suoi rapporti con Matteo Messina Denaro, che poi sono gli unici che ci interessano, ha spiegato che il suo primo contatto era, per l'appunto, il signor Accardo Stefano, ucciso in questa guerra.
Ci ha detto altre due cose, che se rimangono nella bocca di Scarano, rimangono, per così dire, "flatus vocis".
Scarano ci ha detto: primo, di avere fornito delle armi al signor Accardo Stefano; secondo, di avere fornito queste armi al signor Accardo Stefano perché all'epoca, Scarano credo abbia usato testualmente un'espressione colorita "c'era la guerra, s'ammazzavano tra di loro".
Quindi, siccome io ho bisogno di rappresentare alla Corte che quello che ha detto Scarano delle forniture di armi a Stefano Accardo, ucciso, mi pare che ha ucciso anche il fratello...
TESTE CAP. Cieri: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... si inserivano in questo contesto omicidiario, il capitano, all'epoca, prestava servizio in quelle parti e ci ha riferito di una quindicina di omicidi, mi pare che questa estrema sintesi del contesto che sta riferendo il capitano Cieri, sia assolutamente pertinente al tema probatorio.
Io, comunque, sulla guerra di mafia di Partanna non ho altre domande, quindi, se il capitano...
TESTE CAP. Cieri: No, ho voluto semplicemente, debbo aggiungere, comunque, debbo fare delle precisazioni, in particolare...
PRESIDENTE: Scusi, capitano, abbia pazienza, io devo respingere l'opposizione.
Mi pare, avvocato, che si renda conto da solo che qui dobbiamo costantemente sottolineare come tutto quello che alcuni imputati, ritenendo di collaborare con la Giustizia, hanno affermato, deve vedere, deve esserci la possibilità, data al Pubblico Ministero, di riscontrare puntualmente queste affermazioni.
Non vedo perché, a questo punto, se a voi non interessa non debba interessare la Corte.
A me pare che tutto quello che è stato detto a carico di alcuni imputati vada, quantomeno, e nell'interesse degli imputati stessi, verificato. Si tratterà, poi, di vedere se la verifica è esistita, esiste, è puntuale, è sufficiente, oppure no.
Ma non capisco perché si debba impedire di compiere questo che, mi pare, sia sempre stato una pretesa legittima e più che fondata, di tutti i difensori, in tutti i processi di questo genere, riscontrare le affermazioni di coloro che si chiamano collaboratori di Giustizia.
Prosegua pure.
TESTE CAP. Cieri: Grazie.
Avevo riferito in ordine alle preoccupazione del procuratore Borsellino, perché dicevo, pur comandando la Compagnia di Mazara del Vallo, proprio in alcuni di questi fatti di sangue che interessavano Partanna - Partanna dipendeva dalla Compagnia di Castelvetrano, limitrofa a quella di Mazara del Vallo, quindi non di competenza del sottoscritto - proprio per la gravità di questa guerra, in alcuni dei sopralluoghi fatti a seguito di questi omicidi, era presente il procuratore Borsellino, che comunque voleva che ci si interessasse anche noi della Compagnia di Mazara del Vallo, proprio per la gravità di questi fatti. Tenendo presente che, ripeto, in quell'area esistevano due famiglie di sicuro riferimento a quella dei Corleonesi.
Per quanto riguarda Mazara del Vallo, la famiglia Agate, capeggiata appunto da Agate Mariano; per quanto riguarda invece il versante castelvetranese, la famiglia del latitante Messina Denaro Francesco. Comunque in collegamento e non in contrapposizione con la famiglia mazarese.
Mi pare che poi Agate Mariano fosse uno dei pochi rappresentanti esterni della cosiddetta "cupola", nell'ambito... per la provincia di Trapani.
Quindi, ecco, questo era, diciamo, l'interesse, quindi le preoccupazioni del Procuratore che riteneva che, insomma, gli equilibri fossero mutati e quindi c'era questa grossa preoccupazione. Tenendo poi presente che a Mazara del Vallo viveva, penso vive tuttora, uno dei fratelli del Totò Riina.
Anche per quello che riguarda la latitanza, ma non voglio entrare in questi aspetti, mi pare che ci siano state presenze proprio in quel territorio. Quindi, ho voluto precisare solo, ecco, in questo senso qui...
PRESIDENTE: Bene. Proseguiamo.
TESTE CAP. Cieri: ... per inquadrare meglio la situazione.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE CAP. Cieri: Tornando ad Accardo Stefano...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto...
TESTE CAP. Cieri: ... ed ai suoi collegamenti con lo Scarano, è da dire che Accardo Stefano venne ucciso l'11 luglio dell'89. Si trovava a bordo della sua FIAT 127.
Nel corso della perquisizione all'interno di questa autovettura, militari del competente Comando, Stazione, appunto, del luogo, tra le altre cose, all'epoca, rinvennero una missiva, una lettera manoscritta da tale Dule, un cittadino straniero non meglio identificato, che, appunto, nel salutare l'Accardo Stefano, in questa lettera fa riferimento a Scarano.
Fa riferimento a Scarano e dice che gli ha scritto una cartolina per mandargli gli auguri e che in seguito gli scriverà una lettera, poiché nella cartolina aveva scritto il suo indirizzo.
Quindi, c'è questo riferimento, poi la lettera prosegue, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi, mi scusi capitano, in questa sua opera di ricerca, di quanto potesse legare Stefano Accardo a Scarano Antonio, vi fu il rintraccio materiale di questo documento?
TESTE CAP. Cieri: Sì. Rintraccio materiale di questo documento che ha rintracciato il comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Castelvetrano, dove appunto io mi ero recato per questa ricerca documentale, oltre agli altri Comandi che prima ho citato. Il quale ritrovò questa lettera appunto, facendo un controllo documentale dagli archivi; e, siccome era stato precedentemente interessato, poi mi chiamò e mi disse, a distanza di un paio di mesi, io scesi in Sicilia, mi pare intorno alla fine di gennaio del '93, poi nel mese di...
PUBBLICO MINISTERO: Gennaio '95, forse.
TESTE CAP. Cieri: '95, chiedo scusa. A distanza di un paio di mesi fui appunto contattato dal maresciallo Sciarratta, che mi disse di aver trovato questa lettera, dalla ricerca documentale, dove figurava, appunto, questo riferimento allo Scarano. Quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per una migliore comprensione di tutti, ora le mostro, magari apparirà su quello schermo, un documento.
Ecco, capitano, non so se lei di questa lettera ha una copia.
TESTE CAP. Cieri: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, magari, se le vien più comodo...
PRESIDENTE: Alle sue spalle è ingrandito, guardi. Può girarsi di là.
TESTE CAP. Cieri: Sì. E' quella la lettera, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto...
TESTE CAP. Cieri: C'è un passaggio, c'è proprio un passaggio...
PUBBLICO MINISTERO: Lo vuol sottolineare il punto a cui lei faceva riferimento?
TESTE CAP. Cieri: Dunque, eccolo qui. E' praticamente il secondo periodo, dove compare il nome di Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Abbia pazienza, capitano, se parla...
PRESIDENTE: "Ho scritto a Scarano una cartolina e ora..."
TESTE CAP. Cieri: Posso, posso... Se posso speci...:
"Come mi hai detto tu, ho scritto a Scarano una cartolina e..."
PRESIDENTE: "... ora gli scriverò una lettera..."
TESTE CAP. Cieri: "... ora gli scriverò una lettera..."
PRESIDENTE: "... in quanto nella cartolina gli ho scritto il suo indirizzo con gli auguri..."
TESTE CAP. Cieri: "... in quanto nella cartolina gli ho scritto il suo indirizzo con gli auguri di buone feste."
Questo è il passaggio che c'è nella lettera, mi pare, composta...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vogliamo vedere la firma di questa lettera?
Ecco, per l'appunto...
TESTE CAP. Cieri: E' Dule. Comunque un personaggio straniero detenuto all'epoca, che poi, però, non abbiamo compiutamente...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto, le stavo chiedendo: questa persona firmataria di questo documento, voi non l'avete identificata?
TESTE CAP. Cieri: No, non l'abbiamo identificata noi.
PUBBLICO MINISTERO: E, comunque...
PRESIDENTE: Cioè, non siete riusciti o non avete neppure tentato?
TESTE CAP. Cieri: Poi, praticamente, io all'epoca, dopo questa trasferta in Sicilia, diciamo, istantaneamente non siamo riusciti ad identificarlo.
Poi non so se siano stati fatti altri accertamenti, in quanto io poi nel maggio del '95 fui mandato in missione in Sardegna, perché all'epoca c'era l'emergenza sequestri, c'erano quattro sequestri, quindi non ho avuto più modo di interessarmi di questa attività, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a me interessava introdurre questo dato: questa è la copia della lettera che ha trasmesso al nostro ufficio?
TESTE CAP. Cieri: Sì. Perché...
PUBBLICO MINISTERO: Quella che stiamo... Poi su Dule, per verificare l'identificazione di questo personaggio lei ha detto che per quanto riguar...
TESTE CAP. Cieri: Io non mi sono più interessato, perché poi, ecco...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE CAP. Cieri: Sono stato impiegato in un'altra attività di indagine. Però, ecco, nell'immediatezza non lo avevamo identificato.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Il dato fattuale che mi interessa introdurre è questo: la lettera si trovava all'interno, ho capito bene, della macchina...
TESTE CAP. Cieri: Sì, della macchina dove era stato rinvenuto il cadavere di Accardo Stefano.
PUBBLICO MINISTERO: Di Stefano Accardo.
Ecco, benissimo. Possiamo togliere.
Per la cognizione della Corte, questo documento si trova al punto 5 delle produzioni del Pubblico Ministero.
Ecco, per completare il quadro delle sue acquisizioni, ci furono altri elementi dai quali... Allora, alcuni ce li ha riferiti: i rapporti con Garamella; la macchina, Marrone Fifì; Garamella socio della società enologica con Francesco Messina Denaro; c'ha parlato di Rallo, della patente di guida di questo Marrone Fifì.
Ecco, altri elementi furono in grado di essere messi a fuoco?
TESTE CAP. Cieri: Diciamo, quelli più specifici e documentati, sicuramente questi che quindi hanno consentito di poter esprimere, diciamo, un giudizio, una valutazione di certezza di questi rapporti.
Poi, in particolare, non mi pare di ricordare...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei non ha più svolto, per così dire, attività d'indagine delegata dalla Procura di Firenze. Diciamo, l'ultimo atto è la trasmissione...
TESTE CAP. Cieri: L'ultimo atto fu quella trasmissione. E, ripeto...
PUBBLICO MINISTERO: La trasmissione della lettera.
TESTE CAP. Cieri: La trasmissione della lettera, mi pare datata, la lettera di trasmissione, 6 aprile '95.
Poi, come dicevo prima alla Corte, sono stato impiegato a partire dal mese di maggio in Sardegna, per un periodo di circa sei mesi, in relazione, sia all'emergenza dei sequestri di persona, sia a un duplice omicidio dei carabinieri Carro e Frau, in quel di Chilivani, in provincia di Sassari.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, col capitano avrei concluso.
PRESIDENTE: Parti civili hanno domande?
I difensori hanno domande?
Si accomodi capitano.
*TESTE CAP. Cieri: Grazie.
PRESIDENTE: Abbiamo terminato?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, avevamo in scaletta due funzionari di Polizia, il dottor Savina e il dottor Grassi, che però, per i fatti che sono alle cronache di questi giorni, sono per l'appunto impegnati in questa attività. C'hanno fatto pervenire la relativa giustificazione.
Abbiamo consegnato alla cancelliera d'udienza la documentazione relativa, quindi ci ripromettiamo di citarli alla prossima udienza.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora, l'udienza riprende venerdì alle ore 9.00.
Traduzione degli imputati detenuti. Buongiorno.