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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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udienze 18-19 dicembre 1997

*TESTE Giuttari: Giuttari Michele, nato a Novara di Sicilia, Messina, 01/09/50, residente a Firenze, primo dirigente della Polizia di Stato. Dirigo attualmente la Squadra Mobile di Firenze.
PRESIDENTE: Benissimo. Vuole leggere la formula?
TESTE Giuttari: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Bene. Pubblico Ministero, può iniziare. Ha detto, Giuttari...?
TESTE Giuttari: Michele.
PRESIDENTE: Michele.
TESTE Giuttari: Ah, signor Presidente, io le chiedo l'autorizzazione... perché ho fatto tantissimi atti e quindi, non posso avere tutto presente.
PRESIDENTE: Certamente, non può ricordarli tutti... Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Giuttari, buongiorno.
TESTE Giuttari: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ci vuole, innanzitutto riferire in che periodo ha prestato servizio presso la DIA di Firenze?
TESTE Giuttari: Sì, io son stato trasferito a Firenze, al Centro Operativo DIA, nel mese di dicembre del 1993, esattamente il 5 di dicembre. E ho prestato servizio, ininterrottamente, sino al 14 ottobre 1995, essendo stato poi designato al nuovo incarico di dirigente della Squadra Mobile dal 15 ottobre '95.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, più concretamente, in relazione alle indagini del procedimento che stiamo trattando in questa sede. Ecco, quand'è che in concreto ha iniziato la sua attività?
TESTE Giuttari: L'attività, in concreto, è iniziata nel mese di febbraio del 1994.
In pratica, il mio trasferimento al Centro DIA di Firenze è coinciso con una ristrutturazione dei quadri dirigenti dell'Ufficio. Appunto nel mese di febbraio, io ho assunto l'incarico di responsabile del settore Investigazioni Giudiziarie e in qualità, appunto, di responsabile, mi sono interessato delle indagini sulla strage di via dei Georgofili, inizialmente, sin dal mese di febbraio del 1994.
Ricordo che la prima nota del Centro, dell'Ufficio, diretta all'Ufficio del P.M. era...
PRESIDENTE: Le dispiace allontanare un pochino il microfono, perché sennò, dà persino...
TESTE Giuttari: Sì.
PRESIDENTE: Grazie.
TESTE Giuttari: Era datata 28 febbraio, 1994, che è il primo atto da cui prende le mosse l'attività investigativa dell'Ufficio. Quindi da febbraio '94.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, dal febbraio del 1994. Ecco, se, magari, prima di scendere poi via via nel dettaglio, vuol riferire alla Corte, posto che i testi che l'hanno preceduta hanno fatto riferimento a lei in diverse circostanze, se vuole sinteticamente spiegare com'è che era organizzato il lavoro all'interno della DIA, in riferimento, per l'appunto, a questa attività di indagine.
TESTE Giuttari: All'interno della DIA, del Centro DIA, c'era il capo Centro, il dottor Zito, che era il responsabile di tutto l'Ufficio, quindi, che si articolava in tre settori.
Uno dei tre settori era quello diretto da me, che si interessava delle investigazioni giudiziarie. Quindi, all'interno dell'Ufficio, io ero il responsabile di questo settore, e quindi, in prima persona mi sono interessato, di fatto, di tutta l'attività investigativa sino al 14 ottobre '95. Avvalendomi della collaborazione di vari dipendenti del Centro DIA stesso, appartenenti alle diverse Armi.
Quindi, c'era personale della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e della Polizia di Stato.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, su di lei, sulla sua persona confluiva tutta l'attività svolta da questi suoi collaboratori.
TESTE Giuttari: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, intendo dire, si trattava quindi di attività svolta o da lei personalmente, o comunque che lei personalmente era in grado, per così dire, di visionare, di controllare, sino nei dettagli.
TESTE Giuttari: Bisogna far presente che i collaboratori si muovevano dietro direttive precise mie, che a mia volta, ecco, ricevevo deleghe dall'ufficio del Pubblico Ministero.
Ecco, il Pubblico Ministero delegava il Centro DIA di Firenze, poi tutta l'attività la organizzavo io all'interno dell'ufficio, quindi, i collaboratori eseguivano le disposizioni che venivano impartite dal caposettore, quindi, dalla mia persona.
A parte questo tipo di organizzazione, ho curato, personalmente, io, perquisizione, l'assunzione anche su delega del P.M., ai sensi del 362 e 370, di varie persone informate sui fatti. Ho redatto io personalmente le varie annotazioni e informative del Centro DIA di Firenze, fino a quella ultima del 2 novembre '95. Che avevo redatto prima di lasciare l'ufficio ed è stata presentata il 2 novembre '95.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, il 2 novembre è la data...
TESTE Giuttari: L'ultimo atto che io ho redatto prima di lasciare l'ufficio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, quest'arco temporale di indagine copre, diciamo, all'incirca un anno e otto mesi...
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... la prima informativa, lei poco fa accennava, che ha lei rassegnato all'ufficio del Pubblico Ministero reca la data del 28...
TESTE Giuttari: Del 28 febbraio '94, che condensava un'analisi fatta dall'ufficio, fatta da me, con delle proposte anche investigative che si sottoponevano all'ufficio del Pubblico Ministero per poter proseguire poi nell'attività.
Poi, da quell'atto, ci sono stati, a breve, anche tanti altri atti, anche con richieste specifiche di intercettazione, di assunzione di informazioni, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sul contenuto di questa prima informativa del 28 febbraio '94, abbiamo già, anche in aula, sentito il dottor Zito.
Ecco, con lei magari vorremmo più in dettaglio avere informazioni sui dati di indagine che rappresentavate al Pubblico Ministero e sulle richieste che la DIA formulava.
TESTE Giuttari: Nella nota noi riferivamo dei dati di fatto, degli elementi oggettivi che risultavano...
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
Prosegua, prosegua.
TESTE Giuttari: Degli elementi di fatto che risultavano e che per noi erano ritenuti importanti per poter sviluppare un'attività investigativa.
In particolare, l'input investigativo ci veniva offerto da un elemento fornitoci dal Centro DIA di Roma.
L'elemento riguardava la registrazione sul tabulato del cellulare intestato a Spatuzza Gaspare, se non ricordo male, 0337/960208, di un contatto telefonico, di un contatto cellulare intervenuto proprio 24 ore prima dell'attentato di via dei Georgofili, e segnatamente all'1.04, del 26 maggio '93, sul cellulare... su altro cellulare intestato... quindi, contatto con altro cellulare intestato a una ditta di trasporti, Autotrasporti Sabato, Sabato Gioacchina.
Il contatto era intervenuto occupando il ponte radio che caratterizzava il territorio fiorentino, cioè, lo 055.
Questo è stato l'input fornitoci dalla... il dato di fatto fornitoci dal Centro Operativo DIA di Roma, che nell'occasione, nel segnalarci questo contatto, per quanto potesse essere utile per le indagini specifiche sull'attentato di via dei Georgofili, ci tracciava un profilo dell'intestatario di questo apparecchio cellulare, cioè, di Spatuzza Gaspare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto, stavo per chiederlo...
TESTE Giuttari: Sì, ci tracciava questo profilo riferendo che si trattava di un elemento inserito nella organizzazione mafiosa palermitana di Brancaccio, facente capo ai fratelli Graviano. E ci segnalava che si trattava di soggetto che si trovava latitante sin dal 1 febbraio di quell'anno, del 1994, siccome colpito da provvedimento restrittivo per vari reati tra cui omicidi e associazione per delinquere.
Quindi, il dato c'è sembrato abbastanza significativo, anche perché dagli atti che esistevano già al Centro Operativo DIA risultava una attività di indagine fatta proprio nel 1993, e segnatamente nel mese di agosto del 1993, in Toscana, nella zona della Versilia, per localizzare i fratelli Graviano che all'epoca erano latitanti ed erano stati segnalati appunto in quella zona.
Da questi dati di fatto, noi abbiamo chiesto come... abbiamo proposto come elemento da acquisire per poter proseguire l'indagine, l'autorizzazione ad acquisire presso gli uffici della SIP - all'epoca non c'era ancora la Telecom - vari tabulati, tra cui il tabulato intestato all'Autotrasporti Sabato Gioacchina, che ci è sembrato quello più interessante, proprio in considerazione del contatto del 26 maggio con il cellulare di Spatuzza Gaspare.
il P.M. ci ha autorizzato questa richiesta con un provvedimento, se non vado errato, del 1 marzo o del 2 marzo, e i tabulati vengono, in effetti, acquisiti il 7 marzo 1994.
Ricordo che fra questi tabulati, oltre quello dell'Autotrasporti Sabato, c'erano anche i tabulati di Sabato... delle utenze di Sabato Gioacchina, di Sabato Pietro, che era il padre, il padre di Sabato Gioacchina, cioè, di quei soggetti che in qualche modo erano riconducibili all'intestatario del cellulare, che potessero fornirci degli elementi utili per proseguire nelle indagini. Noi li abbiamo acquisiti il 7 marzo.
PUBBLICO MINISTERO: Il 7 marzo, ecco. Mi scusi, dottor Giuttari, lei ha fatto riferimento, per l'appunto, al cellulare Autotrasporti Sabato; ha riferito anche delle utenze riferibili alla persona di Sabato Gioacchina, quindi...
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... l'utenza...
TESTE Giuttari: L'utenza di casa che è intestata a Sabato Pietro, il genitore, in via Mormino 53, di Palermo.
E poi un'altra utenza attestata presso... in via Ferrari Orsi, numero 6, che era intesta... di cui è risultata intestataria proprio la Sabato Gioacchina.
PUBBLICO MINISTERO: La Sabato Gioacchina.
Per quanto riguarda la persona di Spatuzza Gaspare, lei ha il dato era la chiamata a cui lei ha fatto riferimento, ecco, vennero acquisiti anche i tabulati...
TESTE Giuttari: Vennero acquisiti anche i tabulati dell'utenza di casa dello Spatuzza, che era un'utenza intestata alla moglie, Mazzola Rosalia. Sì, l'utenza di casa, e l'utenza cellulare che già ho detto...
PUBBLICO MINISTERO: Intestata a Spatuzza.
TESTE Giuttari: Sì, 960208.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto, questi tabulati effettivamente vennero acquisiti in data 7 marzo...
TESTE Giuttari: 7 marzo.
PUBBLICO MINISTERO: ... del 1994. Ecco, come è proseguita l'attività di indagine all'esito di queste acquisizioni?
TESTE Giuttari: Dunque, è chiaro che noi, innanzitutto, miravamo, da questa attività preliminare, a determinare chi fosse materialmente il possessore del cellulare intestato all'Autotrasporti Sabato Gioacchina.
Quindi abbiamo fatto, sostanzialmente, una duplice attività. Abbiamo sviluppato i tabulati, rilevando tutte le utenze e gli intestatari delle utenze chiamate o che hanno chiamato questi cellulari, queste utenze.
Poi abbiamo fatto anche delle... abbiamo richiesto anche delle intercettazioni telefoniche sulle utenze in uso a questi soggetti per vedere anche da queste attività se ci fosse un riscontro tra le persone contattate, o da cui venivano contattate, e le persone che risultavano segnalate, indicate nello sviluppo di quei tabulati.
Quindi, è stata una attività che si è svolta sotto un duplice segmento.
Da questa prima... da questo primo esame, abbiamo rilevato che il cellulare dell'Autotrasporti Sabato Gioacchina presentava, per quanto riguardava il 1993, quattro spostamenti sul territorio nazionale. Esattamente, il 10-12 febbraio 1993, il 11 e 12 maggio 1993, il 25 e 27 maggio 1993, e un ulteriore spo... No, quest'è l'ultimo, perché poi viene disattivato il cellulare, dopo il 27 non funziona più. Viene, dalla Sip, disattivato.
No, ho dimenticato un ulteriore spostamento del 19-20 aprile '93. Ecco, con questo sono quattro. Quindi: 10-12 febbraio, 19-20 aprile, 10-11 maggio e 25-27 maggio. Questi sono i quattro spostamenti che abbiamo rilevato.
Di questi spostamenti, in particolare per quanto riguardava il primo, quello del 10-12 maggio, ci colpì il fatto che tra la telefonata precedente al contatto sul territorio toscano e la telefonata fatta poi nel territorio toscano il 10 maggio, c'era uno sbalzo di un paio di ore, di pochissimo, un arco di tempo molto ristretto. Che ci ha fatto supporre ragionevolmente che il possessore di questo cellulare si fosse spostato in aereo. Che materialmente non sarebbe stato possibile, per i tempi, arrivare altrimenti in Toscana.
Di qui quindi un'attività di accertamento presso gli aeroporti della Toscana. E quest'attività ha portato ad acquisire il dato che riconduceva a Carra. Perché, nella lista di imbarco del 10 maggio... del 10 febbraio, chiedo scusa, il 10 febbraio 1993, del volo Palermo-Pisa in arrivo a Pisa - se non ricordo male - intorno alle ore 13.30, 13.35, 14.00 ecco, questa è... Consultando posso essere poi più preciso.
In questa lista di imbarco del check in figurava il nominativo Carra. E, esaminando questa lista di imbarco, ci colpì il fatto che vi era un altro nominativo che risultava aver fatto il check in insieme a quello che ripo... insieme al nominativo Carra, e come il nominativo Carra non presentava prenotazione del volo, non presentava bagagli al seguito.
Questo nominativo... E aveva occupato un posto sull'aereo proprio accanto al Carra. Questo nominativo era il nominativo di Di Paola.
Questa intuizione che i due passeggeri indicati col nome Carra e col nome Di Paola avessero viaggiato insieme, oltre a questi elementi abbastanza significativi del check in, che ci risultava quindi dalla lista che abbiamo acquisito presso l'aeroporto, un ulteriore elemento ci veniva fornito poi esaminando lo sviluppo delle chiamate fatte dal cellulare Autotrasporti Sabato Gioacchina proprio il 10 e l'11 febbraio '93.
E da questo sviluppo rilevavamo che tra le utenze chiamate figurava l'utenza dell'abitazione, un'utenza fissa intestata a Ferante Paola, via Gaetano Di Pasquale numero 3, Palermo.
Accertamenti fatti sulla Ferante Paola portavano ad accertare che si trattava della moglie di Di Paola Agostino.
Lo sviluppo sempre di quelle, delle chiamate fatte in quell'arco di tempo, ci portava ad acquisire che tra le utenze chiamate sempre a quel cellulare figuravano varie utenze riconducibili al Carra. Cioè: l'utenza di casa, intestata a La Bua Liliana, via Domenico Bazzano numero 33; e utenze che erano riferibili a ditte palermitane e anche della Lombardia che si interessavano sia a trasporti che al... operavano anche nel settore del ferro. Insomma, erano ditte contattate da questo cellulare; ditte che, come preciserò più avanti, ricorrevano poi tra le utenze che venivano chiamate dall'utenza dell'abitazione del Carra, o che chiamavano l'abitazione del Carra.
Quello è stato un ulteriore elemento che dimostrava che il cellulare dell'Autotrasporti Sabato, materialmente, era in possesso e quindi in uso di Carra Pietro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari, ci ha fatto questa panoramica perché, mi pare di aver capito dalla sua risposta, si trattava innanzitutto di individuare l'utilizzatore...
TESTE Giuttari: L'utilizzatore.
PUBBLICO MINISTERO: ... del cellulare intestato Autotrasporti Sabato.
Ecco, sulla persona del Di Paola vennero fatti accertamenti?
TESTE Giuttari: Sì, vennero fatti accertamenti. L'abbiamo identificato, abbiamo poi accertato che si trattava di un autista del Carra; e quindi questo è un ulteriore elemento in più che legava i nomi del check in, della lista volo, ai personaggi che abbiamo effettivamente identificato.
E, come dicevo prima, si trattava...
Presso la sua abitazione in via Gaetano Di Pasquale, era attestata l'utenza intestata alla moglie che è stata chiamata durante il viaggio.
Quindi, ecco, per noi era chiaro che i due nominativi facevano riferimento sia al Carra Pietro, che al Di Paola Agostino.
Tenendo presente sempre il punto fermo che, tra la telefonata fatta prima dello spostamento dal ponte radio 091 e la telefonata successiva fatta sul territorio toscano, c'era stato un brevissimo arco di tempo, per cui sicuramente lo spostamento era avvenuto via aereo.
E via aereo abbiamo trovato quella...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci ha detto che 'abbiamo controllato sul volo Palermo-Pisa, abbiamo trovato i nominativi Carra e Di Paola'.
Ecco, in relazione alla persona di Carra Pietro, in queste prime fasi diciamo di sondaggio delle persone, avete svolto ulteriore attività per verificare comunque la riferibilità di Carra Pietro alla persona che risultava intestataria della ditta Autotrasporti Sabato Gioacchina? Quindi, alla persona di Sabato Gioacchina?
TESTE Giuttari: Sì sì. Sì, li abbiamo fatti perché, una volta che incominciamo ad attenzionare il Carra Pietro, è chiaro che sul Carra Pietro noi facciamo tutto quello che c'era da fare, inviando personale in missione anche a Palermo. Quindi, situazione di famiglia, attività lavorativa, accertamenti presso gli uffici di Polizia di Palermo.
E proprio presso l'ufficio della Squadra Mobile di Palermo abbiamo acquisito un atto... due atti, a dire il vero, che si riferivano a un'assunzione di informazioni testimoniali, di assunzione di informazioni di Carra, il 23 marzo 1993. C'è qualche...? Il 23 marzo 1993. E anche di Sabato Gioacchina.
In pratica, il 23 marzo 1993 il Carra veniva sentito negli uffici della Squadra Mobile per un'indagine che riguardava la falsificazione di un titolo di credito, la falsificazione di un assegno. Ricordo che si trattava di un assegno di una ditta, una certa Crapanzano, che riportava un importo che era stato poi manomesso ed aumentato.
Quindi, era stato sentito il Carra perché la Crapanzano aveva avuto rapporti di lavoro col Carra e aveva dichiarato a quegli investigatori che l'assegno l'aveva dato al Carra. Il Carra ammette la falsificazione. L'assegno risultava poi girato da Sabato Gioacchina; e in quella circostanza, dice 'la Sabato Gioacchina è la mia segretaria'.
Viene sentita nell'occasione Sabato Gioacchina, che conferma questo rapporto di lavoro con il Carra.
In più, altro elemento di fatto che abbiamo acquisito sui rapporti tra Carra e Sabato Gioacchina ci è stato fornito dal fatto che la Coprora, che era la ditta di cui il Carra era amministratore, era stato amministratore unico, e che aveva sede in via Messina Marine, credo 457 come numero civico, prima del trasferimento in questa sede aveva sede in via Ferrari Orsi numero 6/c, dove vi era attestata l'utenza della Sabato Gioacchina. E dove ci risultava anche un contratto ENEL fatto a nome di Sabato Gioacchina.
Quindi, tutti questi elementi di fatto, mi sembra che ci confortavano, ecco, quanto si stava delineando sull'attribuibilità del cellulare intestato all'Autotrasporti Sabato Gioacchina al Carra Pietro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Giuttari, in relazioni a questi dati che avevate ricavato dagli atti della Squadra Mobile di Palermo del marzo '93.
TESTE Giuttari: 23 marzo '93.
PUBBLICO MINISTERO: Del marzo, per l'appunto '93. Svolgeste ulteriori indagini, ulteriori accertamenti in relazione alla ditta, alla società per meglio dire, Coprora?
TESTE Giuttari: Sì, ma questo l'avevo anche fatto un cenno prima, che attenzionando Carra, noi Carra l'abbiamo attenzionato a 360 gradi. Quindi, anche sull'attività.
E abbiamo accertato che era stato amministratore unico di questa società, di questa società Coprora che si interessava dell'autotrasporti, in particolare dell'autotrasporti per conto terzi. Società che risultava in liquidazione già dal giugno 1993. E poi fallita, e poi dichiarata fallita.
E questo dato della Coprora ben presto assunse un significato investigativo molto ben preciso, perché analizzando gli altri viaggi del Carra trovammo traccia di mezzi della Coprora che viaggiano per la Coprora, per questa società, che erano stati imbarcati su navi per trasporti sul continente, anche in Toscana. E parlerò, poi possiamo anche...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari, magari a questi spostamenti poi ci arriviamo in un...
TESTE Giuttari: Perché il viaggio nel viaggio del 24-25 maggio '93 notiamo, nella lista dei mezzi imbarcati, appunto il nominativo Coprora.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi ora allo spostamento via nave ci arriviamo.
Io volevo chiederle una precisazione. Nel contesto di queste, diciamo di questi primi accertamenti per individuare la riferibilità di quel certo cellulare alla persona di Carra Pietro - e lei ci ha dato questi dati - lei ha fatto anche cenno a una attività di analisi di questi cellulari e a delle richieste che erano state formulate al Pubblico Ministero. Ecco, vuol rappresentare quali erano diciamo le richieste che in quel momento l'ufficio che lei rappresentava proponeva?
TESTE Giuttari: Sì, abbiamo richiesto delle intercettazioni telefoniche, il 14 marzo 1994, che ci sono state poi concesse il 16, sono state attivate, le intercettazioni, poi tra il 16 e il 18 marzo, sempre '94.
Tra queste utenze che noi abbiamo richiesto figuravano, appunto, quelle dell'ambiente familiare e lavorativo del Carra, e dell'ambiente familiare della Sabato.
E l'esame poi comparato tra gli esiti di quest'intercettazione e i dati che erano emersi dai tabulati, dallo sviluppo dei tabulati del cellulare intestato Autotrasporti Sabato Gioacchina, ci portavano in maniera chiara a ricondurre quel cellulare al Carra, perché figuravano sulle utenze messe sotto controllo gli stessi intestatari che risultavano nel tabulato dell'Autotrasporti Sabato Gioacchina.
Mentre, per Sabato, erano completamente diversi. Quindi, questo per noi è stato un elemento chiaro sulla attribuibilità del cellulare, dell'utilizzatore del cellulare come Carra Pietro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari, su queste richieste sulle utenze in dettaglio, eccetera, abbiamo già chiesto e ci ha dato delle risposte esaurienti uno dei suoi collaboratori. E cioè il maresciallo Cappottella.
Ecco, le chiedevo, lei ha fatto riferimento per l'appunto a questa informativa che lei ha detto reca la data del 14 marzo del...
TESTE Giuttari: 14 marzo 1994.
PUBBLICO MINISTERO: '94, ecco. Vuol spiegare come è proseguita l'attività di indagine, una volta preso atto che avevate per così dire messo sotto controllo una serie di telefoni? Son quelli che lei ha detto e quelli che ha riferito il maresciallo Cappottella.
TESTE Giuttari: E' chiaro che l'attività poi, man mano che si andava avanti, si sviluppava sempre di più. Emergendo dei contatti nuovi o dei contatti che ci sembravano significativi in relazione agli spostamenti del cellulare, o alle frequenze dei contatti che erano intervenuti, si estendeva l'attività, sia con acquisizione di altri tabulati, sia mediante altre intercettazioni ad altri personaggi.
Ecco, ricordo che emergeva l'utenza del cellulare di Lo Nigro Cosimo: 0337/898975. E, quindi, gli accertamenti sull'intestatario ci portavano ad appurare che vi erano stati dei rapporti con lo Spatuzza, frequenti con lo Spatuzza, col cellulare dello Spatuzza. E anche dei rapporti che risultavano da controlli sul territorio; perché dagli atti acquisiti a Palermo ci risultava che erano stati controllati il 24 settembre '93, in via Conte Federico, alle 19.40, insieme. Insieme tra l'altro anche a Giacalone Luigi, di cui poi parlerò.
E quindi, man mano che venivano fuori personaggi nuovi, si facevano sempre richieste di acquisizione di tabulati nuovi e di intercettazioni nuove. Quindi, emerge il cellulare di Lo Nigro.
Poi, emerge il cellulare intestato a Tusa Silvia: 0337/791941, se non ricordo male. E che ci appare di specifico significato investigativo, perché vediamo che aveva avuto contatti in occasione dello spostamento del Carra del 19-20 aprile '93.
E quindi chiediamo l'acquisizione di questo cellulare intestato alla Tusa, e chiediamo poi anche l'intercettazione sull'utenza fissa della Tusa.
In pratica, man mano che si andava avanti e si acquisivano nuovi elementi, si sviluppavano quegli elementi con la proposta al P.M. di ulteriori attività di indagine che, sostanzialmente, consistevano nell'acquisizione di tabulati e nelle intercettazioni telefoniche. In questa prima fase.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Giuttari, lei ha fatto un accenno alla persona di Giacalone Luigi.
TESTE Giuttari: Sì, Giacalone...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, può...
TESTE Giuttari: ... il contatto del 24... il controllo in via Conte Federico alle 19.40, il 24 settembre '93, di Lo Nigro, Spatuzza. E, nell'occasione, c'era anche Giacalone Luigi.
Giacalone Luigi, che individuavamo già nelle primissime fasi dell'indagine il cellulare intestato all'Auto G&G di Giacalone Luigi: 0337/9... Questo mi sfugge a memoria.
PUBBLICO MINISTERO: Magari, dottor Giuttari...
TESTE Giuttari: Dobbiamo vederlo.
PRESIDENTE: Abbiamo i tabulati, quindi.
TESTE Giuttari: Sì. Dunque...
PRESIDENTE: Gli sforzi di memoria se li può anche risparmiare.
TESTE Giuttari: Ci emergeva questo cellulare Giacalone Luigi, che non era riferibile direttamente alla sua persona, ma all'autosalone di cui lui era titolare.
E quindi abbiamo chiesto anche l'acquisizione di questo cellulare e, in un secondo tempo, anche l'attività tecnica di intercettazione sul cellulare intestato, in uso a Giacalone e in seguito anche un'ambientale nell'esercizio commerciale del Giacalone stesso, giù a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari, lei ha poco fa fatto un cenno in relazione diciamo a questa prima attività, chiamiamola di studio, di approccio all'indagine, ha fatto cenno ad indagini svolte da altri uffici o anche dal suo, in relazione a presenza nell'agosto del '93 dei fratelli Graviano.
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in relazione a queste indagini, ecco, vuol dare qualche elemento più in dettaglio?
TESTE Giuttari: Sì, in relazione a quest'indagine, questo risultava da un'attività, come dicevo prima, fatta all'epoca nel mese di agosto '93 dal centro DIA di Firenze e di Roma. Era stata segnalata in Versilia la presenza dei fratelli Graviano, nell'agosto '93.
E erano stati fatti accertamenti in alcuni lidi balneari lì, di Forte dei Marmi, ed erano... si era accertato all'epoca che, dall'attività almeno che era stata sviluppata, che a Forte dei Marmi in quel periodo vi era tale Vasile Giuseppe.
Vasile Giuseppe, che aveva preso a noleggio un'autovettura a Torino, presso l'Europecar. L'aveva presa a noleggio il primo agosto, il primo agosto...
PUBBLICO MINISTERO: Siamo sempre nel '93?
TESTE Giuttari: '93, sì, primo agosto '93. Dunque...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, magari signor Giuttari, se...
TESTE Giuttari: Sì, la data, devo guardare il documento, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... consultare gli atti.
TESTE Giuttari: Comunque, aveva preso questa macchina a noleggio a Torino, presso l'Europecar, e l'aveva restituita dopo dieci giorni, l'aveva restituita a Palermo, all'aeroporto di Puntaraisi.
Quindi a Palermo l'ha restituita, credo, il 20 di agosto. Quindi, deve averla presa il 10 agosto del 1993, a Torino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari, se magari per precisione vuol...
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... un controllo agli atti, siamo tutti più tranquilli.
TESTE Giuttari: Sì sì, il 10 agosto '93. Si tratta di una Opel Astra targata Trento 312666.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quest'autovettura...
TESTE Giuttari: Restituita, lui l'ha, sì, ha pagato con una carta di credito.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, dottor Giuttari, dove era stata presa a noleggio l'auto?
TESTE Giuttari: A Torino.
PUBBLICO MINISTERO: A Torino.
TESTE Giuttari: L'aveva presa a Torino e l'aveva restituita all'aeroporto di Puntaraisi, a Palermo, il 20 agosto. Quindi, abbiamo fatto noi accertamenti poi presso l'Europecar; e ci è stata fornita anche la documentazione relativa a questo noleggio, in cui risultava appunto che era l'Astra station wagon targata 31266 TR, presa a noleggio il 10 agosto '93 alle ore 9, riconsegnata a Palermo, aeroporto, il 20 agosto '93 alle 8 e 15.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in relazione a questi accertamenti presso la Europecar...
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... poteste accertare ulteriori noleggi?
TESTE Giuttari: Sì, abbiamo accertato un ulteriore noleggio che ci è sembrato interessante, del 1 luglio '93 a Viareggio, di una Y10. Restituita poi, sempre a Viareggio, il 7 luglio: dopo una settimana, in pratica.
PRESIDENTE: Da parte di?
TESTE Giuttari: Sempre di Vasile.
PUBBLICO MINISTERO: Vasile.
TESTE Giuttari: Vasile, che aveva pagato sempre con la carta di credito della Mastercard, e che aveva come indirizzo un indirizzo palermitano di Corso Tukory numero 8.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in relazione a questa...
TESTE Giuttari: Primo luglio - vorrei con...
PUBBLICO MINISTERO: Sì sì, certo.
TESTE Giuttari: Primo luglio '93, la prese a Viareggio, la riconsegnò a Viareggio il 7 luglio '93.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questi dati, dottor Giuttari, lei ovviamente li ha tratti dalla documentazione presso la Europecar...
TESTE Giuttari: ... perché noi abbiamo acquisito presso la Europecar, su provvedimento del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ecco, in relazione a questa persona, Vasile Giuseppe.
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole spiegare quale attività venne svolta, che tipo di accertamenti vennero fatti?
TESTE Giuttari: Sì. Sul Vasile Giuseppe abbiamo fatto anche un'attività di intercettazione telefonica, proprio l'abbiamo proposta nella prima nota, nella prima richiesta di intercettazione del 14 marzo.
E il Vasile Giuseppe, abbiamo fatto accertamenti anche sull'utente, sull'indirizzo che era stato dato alla Mastercard, di Corso Tukory, 8. E abbiamo appurato che a quell'indirizzo aveva la residenza un fratello del Vasile Giuseppe: Vasile Vito. E anche lo zio... due zii paterni: Giuseppe e Vincenzo.
E abbiamo accertato anche che presso quell'indirizzo di Corso Tukory, 8, era attestata la ditta di pulizie del Vasile Giuseppe.
In più, negli accertamenti espletati sul conto di Vasile Giuseppe, è risultato che il Vasile, il 3 di ottobre del '93, credo del '93, era stato arrestato a Palermo dalla Squadra Mobile per favoreggiamento nei confronti dei fratelli Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari, da questi atti presso la Squadra Mobile di Palermo, cosa risultava?
TESTE Giuttari: Da questi atti risultava che il Vasile era stato qui in Toscana, nella zona di Forte dei Marmi, con i fratelli Graviano, che era stato in un'abitazione, in una villetta che era stata presa per quel periodo estivo. E, in particolare, risultava questa circostanza in maniera chiara dalle dichiarazioni che aveva reso la moglie del Vasile: Puma Fedora.
Quindi, il Vasile viene attenzionato dai colleghi di Palermo proprio per questa sua attività di favoreggiatore dei fratelli Graviano, all'epoca latitanti.
E viene, al ritorno da un viaggio da Napoli, viene controllato all'aeroporto di Palermo - tornava in aereo da Napoli -: viene sentito prima come persona informata sui fatti, poi viene interrotto il verbale e viene indiziato per reato di favoreggiamento nei confronti dei fratelli Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari, abbia pazienza.
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Casomai poi magari consulti gli atti. Mi preme evidenziare la data esatta di quest'arresto, e le circostanze.
TESTE Giuttari: Sì, le circostanze. Dunque, ricordo bene che tornava da Napoli, aveva visto una partita di calcio, a suo dire, ecco, era di domenica. Era appena rientrato, alle 10 e mezza di sera, a Palermo, all'aeroporto. Quindi era stato poi sentito negli uffici della Squadra Mobile e, a conclusione dell'assunzione della testimonianza, è stato dichiarato in arresto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, sostanzialmente, faceva rientro da Napoli in aereo.
TESTE Giuttari: Sì, da Napoli in aereo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e siamo in che data? Questo arresto.
TESTE Giuttari: Mi sembra ottobre. Un attimo, che vediamo. 3 ottobre '93.
PUBBLICO MINISTERO: 3 ottobre '93.
TESTE Giuttari: '93, sì.
PRESIDENTE: Bene, a questo punto dovremo rimandare, sospendere l'udienza, e riprendere alle ore 15.00.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
PRESIDENTE: Va bene?
PUBBLICO MINISTERO: Bene, Presidente.
PRESIDENTE: Vuol fare entrare il teste, allora?
Il Pubblico Ministero può riprendere, si accomodi pure.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, dottor Giuttari, ci eravamo fermati al momento in cui lei stava riferendo della composizione del nucleo familiare Vasile, Corso...
TESTE Giuttari: Corso Tukory, 8.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Corso Tukory, 8.
TESTE Giuttari: Che era la residenza di Vasile Vito, fratello di Giuseppe, e dei due zii paterni, Giuseppe e Vincenzo. Indirizzo presso cui si trovava anche domiciliata la ditta individuale di pulizie del Vasile Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, abbiamo... lei ha fatto riferimento a quell'arresto del 3 ottobre '93.
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol riferire per quale causa era arrestato e in relazione a quali reati erano latitanti i Graviano?
TESTE Giuttari: Sì. Dunque, è stato arrestato al ritorno dalla...
PUBBLICO MINISTERO: Questo...
TESTE Giuttari: Sì, l'ha detto... e il reato è procurata inadempienza di pena, inosservanza di pena, nei confronti dei fratelli Graviano, Giuseppe, Filippo e Benedetto.
I fratelli Graviano erano ricercati per provvedimenti sia definitivi che ordinanze di custodia cautelare in carcere.
Graviano Giuseppe e Graviano Filippo vennero poi tratti in arresto a Milano il 27 gennaio '94, presso il ristorante la... del capoluogo lombardo "Da Gigi il Cacciatore".
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Giuttari: Mentre Benedetto era stato arrestato precedentemente a Palermo, il 29 settembre '93.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ecco, dottor Giuttari...
TESTE Giuttari: Ora, per il provvedimenti...
PUBBLICO MINISTERO: Magari se ci accenna i provvedimenti a cui erano latitanti...
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ma su questi punti poi abbiamo già sentito, sull'arresto, abbiamo già sentito i Carabinieri, ecco, che hanno provveduto all'arresto stesso.
TESTE Giuttari: Ecco, sì, 27 gennaio, Graviano Filippo era latitante perché colpito da ordine di esecuzione pena detentiva numero 2360/92, Registro Esecuzione, emesso dalla Procura Generale della Repubblica di Palermo, in data 10 giugno '92, dovendo espiare mesi 4 di reclusione per associazione per delinquere di stampo mafioso.
PRESIDENTE: Anni 4.
TESTE Giuttari: Anni... qua c'è scritto mesi 4.
PUBBLICO MINISTERO: Era un residuo pena...
TESTE Giuttari: Era un residuo pena.
PRESIDENTE: Residuo, residuo, ho capito.
TESTE Giuttari: Quindi, il Filippo solamente per esecuzione pena, e il Giuseppe invece era colpito da provvedimento esecuzione pena...
PRESIDENTE: Più...
TESTE Giuttari: ... più ordinanza di custodia cautelare in carcere del GIP di Palermo.
E in particolare, ordine di esecuzione pena detentiva numero 23144/92, Registro Esecuzione, emesso dalla Procura Generale della Repubblica di Palermo, in data 20 ottobre '92, dovendo espiare anni 5 e mesi 4 di reclusione per associazione per delinquere di stampo mafioso.
Poi, ordinanza di custodia cautelare in carcere numero 5714/92, N.C., DDA; e numero 5090/92, R.G., GIP, emesso dal Tribunale di Palermo, ufficio GIP in data 20 ottobre '92, per omicidio dell'onorevole Salvo Lima ed altro.
E ancora un'altra ordinanza di custodia cautelare in carcere numero 828/93, Registro GIP, emessa dal Tribunale di Palermo, ufficio GIP, in data 5 marzo '93, per associazione per delinquere di stampo mafioso e numerosi omicidi.
Quindi, questi erano i provvedimenti.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, dottor Giuttari. Per quanto riguarda, diciamo, queste attività di cui lei ci ha appena parlato, ha fatto riferimento a un'informativa del 28 marzo '94.
Ecco, come è progredita la attività di indagine? Quali sono stati gli ulteriori accertamenti che...
TESTE Giuttari: Chiedo scusa.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Giuttari: Il 28 febbraio, abbiamo parlato...
PUBBLICO MINISTERO: Questi ultimi dati erano contenuti nell'informativa 28 marzo, mi pare.
TESTE Giuttari: Mah, 28 marzo... 28 aprile... 19 aprile... sì, 28 marzo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: 28 marzo. Bene.
TESTE Giuttari: Accertamenti anagrafici su Vasile...
PUBBLICO MINISTERO: Esatto, esatta...
TESTE Giuttari: ... Corso Tukory, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: Ora passerei senz'altro a quanto ha riferito lei nell'aprile del '94, quindi ai primi di aprile del '94, in particolare su delega del Pubblico Ministero in relazione a dichiarazioni che erano state raccolte da Gioacchino La Barbera.
TESTE Giuttari: Ah, sì. Il Pubblico Ministero ci ha trasmesso le dichiarazioni raccolte da La Barbera Gioacchino che aveva parlato di tal Mangano, assicuratore di Palermo, elemento vicino a Brusca e Bagarella, e quindi ci chiedeva l'identificazione di questo Mangano.
Il Mangano veniva identificato per Mangano Antonino, dipendente dell'Assicurazione Universo, con ufficio a Palermo, di cui era titolare il fratello Giovanni.
L'agenzia era in Corso dei Mille, 1319, e all'epoca di questi accertamenti, siamo... all'epoca di questi accertamenti l'agenzia, pur non essendo più operativa, non operando aveva ancora l'insegna della Universo, a quell'indirizzo.
Quindi, il Mangano di cui aveva parlato il La Barbera Gioacchino, quale tramite tra i fratelli Graviano e Brusca Giovanni, veniva identificato in Mangano Antonino, di Salvatore e di Fiore Caterina, nato a Palermo il 19/01/57, dipendente dell'agenzia di assicurazioni di cui era titolare invece, il gestore invece era il fratello Giovanni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa fase di identificazione, poteste accertare quali tipi di precedenti penali aveva il Mangano?
TESTE Giuttari: Si accertò che il Mangano Antonino aveva un precedente per falso in documenti, in particolare, per aver fornito... era stato condannato con sentenza passata in giudicato, dell'89 la sentenza, della Corte d'Appello di Palermo, perché, quando era presidente della... sì, un tipo... della Delegazione Comuale di Settecannoli, aveva fornito un documento di identità al latitante, all'epoca, Greco Michele.
Quindi, era stato tratto in arresto, per questo reato, dai Carabinieri nell'84, il 2 aprile... cioè, nell'96, 2 aprile '86, e poi condannato, con sentenza definitiva della Corte d'Appello nell'89.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa sentenza, dottor Giuttari, può darci...
TESTE Giuttari: 28 marzo 1989. Sentenza della Corte d'Appello di Palermo, parzialmente riforma della sentenza del Tribunale di Palermo in data 23/11/88, quindi I Grado. La Cassazione rigetta il ricorso il 4 aprile '91, anni 1 di reclusione per falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, continuata. Reati commessi il 17/08/82, ed è l'episodio della carta d'identità fornita a Michele Greco.
Per quanto riguarda il fratello, Giovanni, abbiamo accertato che aveva un precedente per omicidio colposo, di mesi 6... una sentenza del Tribunale di Agrigento, a mesi 6 di reclusione per omicidio colposo, pena sospesa.
E poi una denuncia del 29 luglio '86, questo come precedente di Polizia, del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Brancaccio, con cui era stato denunciato insieme a Quartararo Filippo, classe '56, per violenza carnale e atti di libidine violenti, lesioni personali, violenza privata ed altro.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, dottor Giuttari, in relazione a questa attività che poi viene via via svolta, lei all'inizio della sua deposizione ha fatto riferimento all'identificazione, diciamo, dell'utilizzatore del cellulare Carra... del cellulare Autotrasporti Sabato in Carra Pietro, facendo anche riferimento alle identificazioni di aziende che risultavano chiamate dal cellulare stesso.
Ecco, in relazione a queste aziende, può fare qualche nome del...
TESTE Giuttari: Sì, sì. C'era l'azienda di Correra Saverio, che è un autotrasportatore di origine palermitana ma con attività in Toscana; poi c'era la ditta Sud Ferro, la Omar, ed altre ditte che avevano rapporti di lavoro con Carra, come risultava dall'attività di intercettazione.
E queste utenze, di queste ditte figuravano nel tabulato del cellulare Autotrasporti Sabato Gioacchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'identificazione completa di queste aziende lei l'ha riferite in un'annotazione particolare?
TESTE Giuttari: Sì, deve essere il mese sempre di marzo... Ecco, sì, la Cargo Sud, via Stabile, 10, Palermo.
Poi, Maiorana Michele Autotrasporti, via Crispi, 286, Palermo. Questo è... Maiorana Michele era stato anche socio in attività di autotrasporti col Correra Saverio.
Grandi Traghetti Livorno, che figurava anche nel tabulato e nelle utenze che era una delle compagnie di navigazione con le quali i mezzi del Carra vi avevano viaggiato.
Correra Saverio, via Zaccagna, 52/d, Carrara.
Commerciale Siderurgica, Nuova Sud Ferro, Euro Service, Silaflex, Tuana Franco...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Giuttari: Quindi, tutte ditte che figuravano sia nel tabulato che dalle intercettazioni su Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari, lei ha fatto riferimento a questi contatti con alcune compagnie di navigazione. Ha fatto riferimento alla Grandi Traghetti...
TESTE Giuttari: Grandi Traghetti Livorno.
PUBBLICO MINISTERO: E ci ha anticipato, all'inizio del suo esame, anche lo spostamento del cellulare Autotrasporti Sabato nel maggio del '93. In particolare, lei ha fatto riferimento...
TESTE Giuttari: 24...
PUBBLICO MINISTERO: ... a uno spostamento fra il 24 e il 27 maggio.
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole illustrare alla Corte quanto avete potuto accertare in relazione allo spostamento in questione?
TESTE Giuttari: Sì. Il viaggio... in relazione al viaggio del Carra, che emergeva dai primi dati che avevamo acquisito dallo spostamento del cellulare Autotrasporti Sabato il 24-27 maggio '93, ci ha portato a acquisire... ad accertare, presso varie compagnie di navigazione, se per caso in quel giorno... in quei giorni avessero viaggiato mezzi riferibili al Carra.
Abbiamo accertato da questa attività, che sul traghetto Freccia Rossa, in partenza da Palermo il 24 maggio 1993, si erano imbarcati alcuni mezzi per conto della Coprora, quindi, la ditta di cui Carra era amministratore unico. E precisamente, un trattore targato Torino 52079 D finale, e un semirimorchio, quindi, si trattava di un autoarticolato, quindi con trattore e semirimorchio, il semirimorchio targato Palermo, e che avevano come trasporto, come merce trasportata un altro semirimorchio.
Quindi, il traghetto è arrivato... era sulla linea Palermo-Livorno ed è arrivato a Livorno il 25 maggio 1993, intorno alle 13.35-37. Questo con gli accertamenti che abbiamo fatto presso la compagnia di navigazione.
Ora, vorrei trovare il tabulato...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Giuttari: ... che abbiamo acquisito, sempre su delega del Pubblico Ministero, per dare i riferimenti precisi dell'altro... dell'autoarticolato, cioè, del semirimorchio che era... che ha viaggiato insieme al trattore.
C'è da dire un'altra cosa che, sempre presso la compagnia di navigazione, abbiamo acquisito anche la lista degli autisti che avevano viaggiato con questi mezzi e in questa lista figurava il nome di Carra.
Quindi, questa era un'ulteriore elemento.
Al numero 5 di questa lista, acquisita presso la società per azioni Grandi Traghetti di Navigazione, figura: caricatore Coprora s.r.l., le targhe dei mezzi, Torino 52079D, che è il trattore e poi Palermo 15424, che è il semirimorchio. Come descrizione del carico è riportata: semirimorchio. Quindi, il carico di questo viaggio consisteva in un semirimorchio che era sovrapposto all'altro semirimorchio.
Sempre dagli atti acquisiti presso questa compagnia di navigazione, risultava nell'elenco degli autisti, il terz'ultimo nominativo fornito, il nome di Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, aveva detto qualcosa sugli orari, dotto Giuttari? Sugli spostamenti?
TESTE Giuttari: Sì. La nave è partita il 24 maggio '93 da Palermo ed è arrivata a Livorno alle 13.34 del 25 maggio '93.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Detto di questo spostamento e quindi in relazione allo spostamento del cellulare intestato a Sabato Gioacchina, quali ulteriori attività sono state rappresentate, diciamo, nel contesto dell'attività d'indagine, nell'aprile del 1994?
TESTE Giuttari: Sempre sul cellulare...
PUBBLICO MINISTERO: No, diciamo, in genere, sulle varie deleghe, o comunque sugli accertamenti che venivano svolti...
TESTE Giuttari: Sì, abbiamo segnalato, tra l'altro, un altro elemento che a nostro giudizio poteva avere all'epoca attinenza con le indagini specifiche su via dei Georgofili e che risultava dal tabulato del cellulare Autotrasporti Sabato Gioacchina, e che consisteva nell'annotazione del contatto tra questo cellulare e l'utenza fissa domestica di tale Messana Antonino, attestata a Prato, in via Sotto L'Organo, 12.
Dall'esame del tabulato, infatti, dell'Autotrasporti Sabato Gioacchina risultava che tra le utenze chiamate in territorio toscano, dopo l'arrivo della nave il 25 a Livorno, figurava una telefonata delle 22.58 da questo cellulare verso l'utenza fissa dell'abitazione di Messana.
Quindi, abbiamo evidenziato anche questo dato di fatto, sottoponendo anche... richiedendo l'autorizzazione a intercettare l'utenza della famiglia Messana. Questo è...
PUBBLICO MINISTERO: Bene. E su questo punto mi basta questa sua risposta.
Ecco, sempre... Io le avevo posto anche... la domanda era in questo senso...
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: .... siccome nell'aprile '94 fu un susseguirsi di annotazioni che davano conto di questa prima fase di attività di indagine, ecco, in relazione al gruppo familiare dei fratelli Graviano, vennero riferite, diciamo, attività che riconducevano, che davano conto della disponibilità di aziende in Palermo...
TESTE Giuttari: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ecco, se può rispondermi su questo punto in particolar modo.
TESTE Giuttari: Sì, veniva riferito... poi questo fa parte degli accertamenti espletati su Palermo da personale del Centro inviato lì in missione, la disponibilità, la riferibilità ai Graviano di due aziende palermitane: la Palermitana Blocchetti e la Renault Service.
La Palermitana Blocchetti, di cui era amministratrice Quartararo Vincenza, madre dei fratelli Graviano, Di Benedetto, Vincenzo e Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Filippo.
TESTE Giuttari: Mentre della Renault Service era amministratore lo zio paterno dei fratelli Graviano, Quartararo Andrea, del '38, classe '38. E abbiamo acquisito, qui a Palermo tutta la documentazione che afferiva, aveva attinenza a queste due società, e alla riferibilità di queste società ai fratelli Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari, se questa riferibilità ora la potesse illustrare con riferimento a qualche dato concreto che scaturiva da questa attività di indagine.
TESTE Giuttari: Palermitana Blocchetti...
PRESIDENTE: Già che ce l'ha sotto gli occhi, ci può dire che tipo di società era?
TESTE Giuttari: Sì, infatti sto... la Palermitana Blocchetti si interessava di calcestruzzo, fabbricazione...
PRESIDENTE: No, no, volevo sapere che tipo di società, una s.r.l...
TESTE Giuttari: No, un s.n.c., una società in nome collettivo. La sede è a Palermo, via Conte Federico, Cortile Chiazzese, numero 12. L'oggetto sociale: la fabbricazione di prodotti di calcestruzzo, gesso e cemento. L'amministratore è il figlio di Quartararo Vincenza, cioè Graviano Filippo, nato a Palermo il 27/06/61.
In questa società la signora Quartararo Vincenza era succeduta al marito Michele che era deceduto perché assassinato nel 1982. E quindi ne aveva acquistato la relativa... acquisito la relativa quota.
Poi la Renault Service. La denominazione Renault Service di Quartararo Andrea & Company, anche questa società è in nome collettivo e il titolare è Quartararo Andrea, nato a Palermo il 21 agosto '38. Zio materno dei tre fratelli. Il socio fondatore, dagli accertamenti che abbiamo svolto, il socio fondatore, all'atto della costituzione, in data 17 luglio '80, risultava Graviano Benedetto, classe '58.
Poi si è ricostruito un po' la storia di questa società. Con assemblea straordinaria dell'8 aprile '82, presenti Benedetto e Giuseppe Graviano, era stato deliberato l'aumento di capitale, sottoscritto da ciascun socio. Poi con altra assemblea del 30/12/84, era stata deliberata l'esclusione dei 2 fratelli Graviano. Poi, Graviano Giuseppe, classe '63, aveva garantito, mediante rilascio di fideiussione dal 29/05/84 al 18/11/85, un fido di 100 milioni accordato nel conto corrente 43095, intestato alla Renault Service e Graviano Filippo, classe '61, aveva garantito, sempre nello stesso periodo, altro fido di 100 milioni sempre accordato sullo stesso conto corrente intestato alla Renault Service.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari, nel contesto di questi accertamenti, chiamiamoli palermitani...
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... lei ha fatto riferimento all'arresto di Benedetto Graviano. Ecco...
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... in occasione dell'arresto di Benedetto Graviano, ci fu qualche elemento che poteva far ricondurre, ancora una volta, la Renault Service, per l'appunto al nucleo familiare Graviano?
TESTE Giuttari: Sì. Benedetto Graviano... parlando della latitanza dei fratelli Graviano, poco fa, non avevo completato, Benedetto Graviano, anche lui latitante quando era stato arrestato Vasile Giuseppe... cioè, Benedetto Graviano, latitante, veniva arrestato il 29 settembre del '93, sul Lungomare Carini a Palermo. Aveva un documento di identità che era intestato a tale... dunque, documento di identità falso... era Campanella Giuseppe, intestato a Campanella Giuseppe, e una macchina, una FIAT 126, anch'essa intestata a Campanella Giuseppe. Questo Campanella Giuseppe faceva il meccanico di attività.
In più, tra le chiavi trovate in possesso del Graviano Benedetto, all'atto della cattura, vi erano le chiavi di un immobile di Carini, proprio là dove è stato catturato e dove lui stava accingendosi ad andare, che risultava di pertinenza, questo immobile di tale Piazzese Settimo, che svolgeva l'attività di magazziniere alla Renault Service.
Quindi, nell'ambito degli accertamenti svolti nei confronti, sul conto di questa società, abbiamo rilevato quest'altro elemento di fatto che... Ecco, il Piazzese Settimo, poi arrestato per favoreggiamento del Graviano Benedetto, svolgeva attività lavorativa all'interno di questa azienda come magazziniere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, da questa fase di studio di atti di informazioni presso gli uffici di Polizia di Palermo, otteneste in questo contesto informazioni più in dettaglio circa identificazioni comuni, eccetera, di Gaspare Spatuzza?
TESTE Giuttari: Sì. Risultava, Gaspare Spatuzza, che era stato identificato, l'avevo detto prima, stamattina, il 24 settembre del 1993, in via Conte Federico, alle 19.40, a bordo di un'Alfa Romeo, insieme a Lo Nigro Cosimo e Giacalone Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ecco, questa, io in realtà non intendevo riferirmi a questa.
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma a un'ulteriore identificazione di Spatuzza con altra persona, diciamo...
TESTE Giuttari: Ah, Spa... Sì, solo Spatuzza, sì, senza quegli al...
Dunque, Spatuzza è identificato, e abbiamo acquisito anche la relazione del controllo degli agenti che avevano eseguito il controllo, insieme a Tutino Vittorio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Giuttari: Tutino Vittorio, a bordo di una Clio, di una Renault, guidata dal Tutino Vittorio, che proveniva dalla Renault Service.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, può darci...
TESTE Giuttari: Posso... La data.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Giuttari: L'anno '91. Devo trovare la relazione, deve essere... In data 6 novembre 1991. Controllato a Palermo da una pattuglia della Polizia di Stato, della Questura; a bordo della Renault Clio targata Palermo A80803, che era condotta da Tutino Vittorio, nato a Palermo il 13 aprile '66.
E l'auto era stata acquistata presso la Renault Service.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari.
TESTE Giuttari: E a bordo della macchina c'era Spatuzza Gaspare, nato a Palermo l'8 aprile '64.
PUBBLICO MINISTERO: E Tutino Vittorio?
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le generalità complete?
TESTE Giuttari: Tutino Vittorio, di Giuseppe, nato a Palermo il 13/04/1966, ivi residente in piazzale Ignazio Calona numero 17.
E noi abbiamo acquisito la relazione della Squadra Mobile della VI Sezione, datata 6 novembre '91, indirizzata al dirigente della Squadra Mobile di Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, quindi questa è un'attività di acquisizione di dati, di informazioni che il suo ufficio rassegna al Pubblico Ministero nell'aprile del '94.
TESTE Giuttari: Del '94.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sempre in questo periodo, vuol rappresentare sinteticamente quali utenze telefoniche fisse o cellulari venivano poste sotto controllo da parte della DIA?
TESTE Giuttari: Sì. In quel periodo già si erano acquisiti elementi maggiori, ecco, sul Giacalone Luigi. Quindi, si acquisì, erano acquisiti anche elementi che avevano portato all'individuazione di un nuovo cellulare intestato a Mazzola Rosalia, moglie di Spatuzza Gaspare.
Quindi si richiedeva al P.M., che autorizzava, l'intercettazione telefonica di questo cellulare della Mazzola Rosalia.
Cellulare, però, che si manifestava inattivo, e quindi poi si richiedeva la sospensione e l'autorizzazione a intercettare il cellulare di Giacalone Luigi, intestato all'Auto G&G di Giacalone Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari, in relazione...
TESTE Giuttari: Quindi ci son stati...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi se la interrompo.
TESTE Giuttari: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: In relazione a queste intercettazioni, in particolare questa ultima riferibile a Giacalone Luigi, può darci gli estremi dell'intercettazione?
TESTE Giuttari: Sì, questo è...
PUBBLICO MINISTERO: E anche di quello di...
TESTE Giuttari: L'intercettazione del cellulare, del 22 aprile '94. Cellulare Mazzola Rosalia: 0337/892735. L'intercettazione era stata disposta con decreto d'urgenza 3309/9321, del 14/04/94, a firma del P.M. dottor Chelazzi.
Poi, il 22 aprile viene sospeso questo cellulare; e viene attivato con altro decreto il cellulare di Giacalone Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in quest'intercettazione sull'utenza di Giacalone quando inizia?
TESTE Giuttari: Beh, inizia il 22 aprile '94.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come mai, mi scusi dottor Giuttari, era stata sospesa l'intercettazione sul cellulare Mazzola?
TESTE Giuttari: Mah, sul cellulare Mazzola perché risultava inattivo. In pratica, non c'erano telefonate.
PUBBLICO MINISTERO: Può specificare il periodo in cui non rilevaste conversazioni?
TESTE Giuttari: Sì, non... fino al 29 gennaio '94, dal 29 gennaio, ecco, non... Che poi è da considerare che dal primo febbraio era latitante, Spatuzza, dal primo febbraio '94. Sì, dal 29 gennaio '94 si rilevava che non aveva funzionato più questa utenza.
E noi lo segnaliamo con nota del 21 aprile '94.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, ecco...
TESTE Giuttari: Diciamo che non è emersa alcuna chiamata, né in arrivo né in partenza. Che c'erano state soltanto come delle prove di accensione, molto saltuariamente, però non c'era nessuna registrazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi il 22 aprile?
TESTE Giuttari: E quindi noi chiediamo, ecco, l'intercettazione del cellulare 0337/899302, intestato a Auto G&G di Giacalone Luigi.
Ecco, e parte, questa intercettazione, dal 22 aprile.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in relazione a questa intercettazione sull'utenza Autosalone G&G, vuol dire quali furono gli esiti delle prime... i risultati di queste prime intercettazioni?
TESTE Giuttari: Sì, nelle prime intercettazioni, le prime proprio 22-23 aprile '94, tra le primissime telefonate che abbiamo intercettato vi erano delle telefonate che ci dimostravano l'attualità dei rapporti con Scarano Antonio.
Perché il Giacalone, per mezzo di questo cellulare, la sera del 22 o 23 aprile - sono più propenso per il 23 aprile - fa diversi tentativi per mettersi in contatto con Scarano Antonio, formando l'utenza siciliana della famiglia Scarano, l'utenza che era intestata a Scarano Massimo, figlio di Scarano Antonio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari, basta che ci dica dov'era attestata quest'utenza.
TESTE Giuttari: Sì, a Triscina, in provincia di Castelvetrano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, benissimo.
TESTE Giuttari: E i tentativi di Giacalone, che prima di fare questi tentativi aveva chiamato il proprio autosalone e si era fatto dare dal proprio collaboratore, Aiello Matteo, il numero di telefono di quest'utenza di casa Scarano in Sicilia: il Giacalone non riusciva a contattarlo perché invertiva due numeri dell'utenza. Quindi non faceva il numero esatto.
E quindi ci sono stati diversi tentativi a vuoto.
Poi, chiama l'utenza romana del figlio di Scarano, che era intestata alla nuora di Scarano: Tammaccaro Barbara. Parla col figlio di Scarano, si fa dare il numero di telefono dell'utenza siciliana, e il figlio gli dà il numero.
Quindi, compone questo numero e rintraccia Scarano. Praticamente, questa volta l'aveva composto esattamente.
Questa telefonata, molto breve, Giacalone invitava Scarano a raggiungerlo lì, nella piazza di Tre Fontane, in quanto vi era un amico che voleva parlargli.
L'incontro tra i due si è verificato, perché quella sera intercettiamo, sempre dal telefono del Giacalone, una telefonata che viene fatta al figlio di Scarano a Roma. Dove parla il padre, Scarano Antonio, col cellulare di Giacalone, e poi gli dice 'adesso ti passo un amico', e gli passa Giacalone Luigi.
Quindi questo, per noi, è stato l'elemento certo che i due effettivamente erano insieme quella sera e si erano incontrati.
Prima di questo incontro, si erano registrati dei contatti con l'utenza cellulare della Mazzola, in cui si chiedevano indicazioni - fra il cellulare di Giacalone e l'utenza della Mazzola - indicazioni su una località dove uscire con la macchina. Quindi, all'intercettazione era chiaro che si stavano spostando su macchine diverse e facevano, si davano dei riferimento per poter uscire - ad uno svincolo, verosimilmente - e poi incontrarsi.
E si capiva che era nella zona di Campobello di Mazara, ecco, da quelle parti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questi furono...
TESTE Giuttari: Questo è la parte...
PUBBLICO MINISTERO: Le prime...
TESTE Giuttari: Le primissime telefonate emerse dall'intercettazione Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, in relazione alla persona di Giacalone, ecco, poteste rilevare da atti di Polizia, o quant'altro, quello che emergeva sul suo conto Della famosa identificazione con Spatuzza e Lo Nigro, ci ha già detto diverse volte.
Ecco, sui rapporti esistenti fra Giacalone e Grigoli Salvatore, risultava qua...?
TESTE Giuttari: Sì, a parte che abbiamo rilevato anche un controllo risalente al '92, tra Giacalone Luigi e Grigoli Salvatore. Però già era un...
Gli accertamenti avevano portato a una chiara, non solo frequentazione, ma cointeressenze dei due nell'attività della vendita di auto lì, a Palermo. Perché nella visura fatta della società del Giacalone, esattamente in quella precedente - che aveva una denominazione diversa: no Auto G&G, bensì GL Giacalone - figuravano come soci: il Giacalone, la moglie Meli, nonché Grigoli Salvatore che era amministratore, e la moglie del Grigoli, Fiordispina Giuseppa.
Quindi, c'era questo rapporto di cointeressenze già all'apertura della prima attività del Giacalone.
In più risultava, dai documenti che avevamo acquisito a Palermo, che il Grigoli Salvatore nell'89 aveva fatto un contratto di locazione dello stabile in cui svolgevano l'attività di vendita. Sottoscrivendo proprio, per conto, nel nome della ditta, questo contratto. Che era in Corso dei Mille, 1319, lettere a, b, c, d: è tutto un insieme di immobile in cui veniva svolta questa attività.
Quindi questi i dati, al di là dell'identificazione del 92, che ci univano i due personaggi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sempre in questo contesto di attività di studio, diciamo così, di queste persone che venivano via via identificate, ora non le sto a rifare la domanda; perché su questo punto ha riferito il maresciallo Cappottella, comunque il maresciallo Cappottella ha fatto riferimento a un'analisi dei cellulari e alla identificazione della persona di Giorgio Pizzo.
Ecco, ora, in relazione a questa persona, poteste accertare che tipo di precedenti penali, se avesse avuto delle condanne definitive, o che altro?
TESTE Giuttari: Sì sì. Abbiamo accertato. A noi emergeva già da una prima elaborazione di dati, come un contatto con cellulari comuni a Spatuzza.
E quindi avevamo fatto, acquisito notizia. Avevamo accertato che aveva una condanna definitiva per rapina, a 7 anni di reclusione.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dare, dottor Giuttari, gli estremi di questa condanna?
TESTE Giuttari: Sì, devo cercarla. Allora, il contratto di Grigoli Salvatore per conto dell'Auto G&G di Giacalone, è dell'88; non '89, io avevo detto '89. E' il 16 febbraio '88.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dare magari, dato che ormai...?
TESTE Giuttari: Sì sì, la controparte è Lamantia Rosa, nata a Palermo il 21 agosto 1907.
L'immobile, il magazzino: Corso dei Mille, 1319 a,b,d,e. C'è solo la data da...
"Pizzo Giorgio - dunque, è una sentenza del 17 giugno 1988 - Pizzo Giorgio, di Alfonso e di Annella Anna, nato a Palermo il 28/03/62; ivi residente, Conte Federico, 255.
Per rapina aggravata, in danno degli uffici della Cassa di Risparmio, Vittorio Emanuela, Agenzia di Monreale. Detenzione, porto illegale di arma, aggravata detenzione e porto con matricola abrasa", eccetera. "Condanna alla pena complessiva di anni 10 di reclusione".
E questa era la condanna di I Grado. La Corte di Assise di Appello, con questa sentenza del 17 giugno '88, riduce la condanna invece a 7 anni di reclusione e lire 2 milioni di multa, e la misura di sicurezza e la libertà vigilata ad un tempo non inferiore ad un anno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sempre in relazione a...
TESTE Giuttari: E' la sentenza numero 28/88 del 17 giugno '88.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sempre per quanto riguarda diciamo i dati che scaturivano da queste persone, lei ha detto che a partire dal 22 aprile '94 l'utenza telefonica di Giacalone era sotto controllo.
Ecco, abbiamo sentito in quest'aula il dottor Messina, il suo collega della DIA di Milano, che ci ha riferito di un pedinamento svolto a Milano nel maggio del '94; esattamente, il 10 maggio del '94.
Ecco, in relazione a questo spostamento di Giacalone, poteste accertare, oltre la presenza in Milano, qualche altro dato?
TESTE Giuttari: Sì. Accertammo, dunque i pedinamenti a Milano di Giacalone sono stati due: uno il 10 maggio e uno il 1 giugno del '94.
PUBBLICO MINISTERO: Esattamente.
TESTE Giuttari: Che poi, in quell'occasione del 1 giugno, venne pedinato anche a Roma quando andò da Scarano.
Accertammo che dalla lista d'imbarco non figurava il nome di Giacalone Luigi, bensì il nome di Giannone Luigi. Quindi, era il cognome leggermente storpiato; però noi avemmo la certezza che era lui perché, quando arrivò l'aereo proveniente da Palermo, a Milano, intorno alle 12.20-12.25, venne visto scendere, venne poi pedinato proprio da...
Il 10 giugno, da personale...
PUBBLICO MINISTERO: Maggio.
TESTE Giuttari: Il 10 maggio, chiedo scusa, dal personale del Centro di Firenze, che inviò in missione, e fecero il pedinamento insieme ai colleghi di Milano.
Il 1 giugno, invece, il pedinamento venne fatto soltanto dai colleghi di Milano: dal dottor Messina e dai suoi collaboratori.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le chiedevo anche, quindi poteste accertare che aveva viaggiato col nome Giannone.
TESTE Giuttari: Giannone Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo come lo accertaste, dottor Giuttari?
TESTE Giuttari: Tramite la lista di imbarco di quel volo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma c'era, oltre a Giannone, un Giacalone?
TESTE Giuttari: No, assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi sull'aereo il nominativo Giacalone non risultava.
TESTE Giuttari: Non esisteva, non c'era. L'unico cognome che si avvicinava era, appunto, quello di Giannone.
PUBBLICO MINISTERO: Beh.
TESTE Giuttari: Tanto che noi in un'informativa l'abbiamo evidenziato, che non c'era il nome - credo nell'informativa del 10 maggio '94 - che non c'era il nome di Giacalone, non c'era nessun Giacalone; ma un nome simile era solo quello di Giannone.
E poi, ripeto, a Milano venne visto scendere e pedinato dai colleghi.
PUBBLICO MINISTERO: Della DIA di Milano.
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Giuttari: E della DIA di Firenze, in quell'occasione.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Giuttari, e in relazione a questo spostamento vi fu qualche altro episodio che poteste accertare?
TESTE Giuttari: Accertammo che, poi, al rientro da Milano, giunto in Calabria, aveva avuto un incidente con la macchina. Tant'è che intervenne in quell'occasione la Polstrada di Palmi, che poi anche ci relazionò e noi trasmettemmo quegli atti al Pubblico Ministero. La macchina era rimasta danneggiata e noi apprendemmo questa circostanza proprio dall'intercettazione del cellulare di Giacalone, perché subito dopo l'incidente chiamò Palermo, chiamò anche il Lo Nigro Cosimo, a cui disse che aveva avuto quest'incidente in Calabria, e la macchina l'avrebbe dovuta lasciare lì.
Tant'è poi, dall'intercettazione, capimmo che tornò proprio il giorno dopo con Lo Nigro per riprendersi la macchina portandola sopra un mezzo di trasporto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dare delle indicazioni su quest'autovettura?
TESTE Giuttari: Sì. Devo prendere... Era una Peugeot 205, credo intestata a certo La Porta. Vediamo di prendere i dati.
Sì, 10 maggio '93, sulla Salerno-Reggio Calabria a circa 70 chilometri dal capoluogo reggino, chiama la serie di telefonate, chiama Lo Nigro Cosi...
PRESIDENTE: Sarà '94.
TESTE Giuttari: Prego?
PRESIDENTE: '94?
TESTE Giuttari: '94, sì.
PRESIDENTE: Ah, ecco.
TESTE Giuttari: 10 maggio. Eh, noi le intercettazioni ce le abbiamo nel '94.
PRESIDENTE: Aveva detto '93, e questo ci preoccupava.
TESTE Giuttari: No no.
PRESIDENTE: Ma è un errore, non si preoccupi, pienamente scusabile.
TESTE Giuttari: No, a memoria avevo detto prima giusto: '94. Leggendo, leggo qua '93: c'è un errore materiale nell'annotazione.
PRESIDENTE: Ma è comprensibile.
TESTE Giuttari: Ecco. Quindi è il 10 maggio '94. Si tratta del Peugeot 2...106 XSL, targata Palermo B83638, intestata a La Porta Antonino, nato a Palermo il 24 gennaio '58, ivi residente. Che era condotta da Giacalone Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo incidente dove avvenne?
TESTE Giuttari: Avvenne sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria, a circa 70 chilometri dal capoluogo reggino: siamo nella zona di competenza della Sezione di Polizia Stradale di Palmi. Perché, per rilevare l'incidente, intervenne una pattuglia della Sezione di Polizia Stradale di Palmi, provincia di Reggio Calabria.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, in relazione alla persona di Giacalone, lei ha fatto riferimento al pedinamento del giugno '94.
TESTE Giuttari: Primo giugno.
PUBBLICO MINISTERO: Primo giugno '94. E chi l'ha preceduta in quest'aula, poi, ci ha riferito che per una serie di circostanze il successivo 3 giugno Giacalone verrà arrestato a Palermo, insieme a Scarano.
TESTE Giuttari: A Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non le chiedo quindi di rifare questa storia.
Abbiamo appreso dagli ufficiali dell'Arma, che avevano eseguito delle perquisizioni, che era stato sequestrato del materiale vario. Ecco, le chiederei, dottor Giuttari, di voler illustrare alla Corte i documenti che all'epoca - quindi, all'epoca in cui avvenne questo arresto - apparivano di un certo significato investigativo.
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Innanzitutto le chiedo, lei ha potuto esaminare tutto questo materiale?
TESTE Giuttari: Sì sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha fatto personalmente, dottor Giuttari?
TESTE Giuttari: Sì, l'ho fatto anche personalmente. Sia i miei collaboratori, però l'ho fatto personalmente io.
Quindi, il materiale ci era stato trasmesso proprio per l'esame dal Pubblico Ministero, era materiale cartaceo che era stato sequestrato in occasione dell'arresto del 3 giugno, sia sulla persona di Giacalone Luigi e di Scarano Antonio, sia nell'abitazione e nell'autosalone del Giacalone, e sia nell'abitazione romana di Scarano Antonio.
Materiale che era stato poi sviluppato dai Carabinieri che avevano proceduto materialmente all'arresto. Era stato trasmesso alla Procura di Firenze. La Procura l'ha trasmesso a noi, e noi l'abbiamo rielaborato.
Abbiamo anche verificato chi fosse corrispondente, con lo sviluppo fatto.
L'ho esaminato personalmente e ho riscontrato alcuni elementi che poi hanno formato oggetto anche di riferimento nell'informativa, nell'annotazione da me redatta il 30 giugno del '94.
E, in particolare, gli elementi che investigativamente mi sono sembrati più significativi erano quelli che risultavano comuni sia a Giacalone che a Scarano Antonio.
Tra questi elementi, ricordo - posso citare - un bigliettino manoscritto con l'indirizzo "viale Romanisti, 14".
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, dottor Giuttari.
TESTE Giuttari: Questo, su Giacalone Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi se la interrompo.
TESTE Giuttari: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: A questo punto le chiederei una cortesia, per la chiarezza di tutti.
Siccome questi documenti noi li abbiamo prodotti alla Corte, bisognerebbe che lei li illustrasse, ecco, sotto quella macchina che sta su quel...
TESTE Giuttari: Allora li prendo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la ringrazio. Così ne viene facilitata anche la sua deposizione.
TESTE Giuttari: Sì. No, ma li ricordavo. Allora mi sposto?
PRESIDENTE: Prego.
TESTE Giuttari: Si vede?
PRESIDENTE: Si vede, si vede.
TESTE Giuttari: Ecco, dicevo... Ma non funziona?
PRESIDENTE: Sì, sì, al microfono.
TESTE Giuttari: Si sente?
PRESIDENTE: Sì, sì.
TESTE Giuttari: Dunque, dicevo prima, un pezzettino di carta manoscritto con la scritta "via dei Romanisti, 14", e un numero di telefono: 23267600, prefisso 06. Questo bigliettino di carta manoscritto era sulla persona di Giacalone Luigi.
E in via dei Romanisti numero 14 a noi risultava l'abitazione di Liberati Giuseppe, dove... intestatario dell'utenza telefonica effettivamente, 06/23267600, che più volte era risultata chiamata da Scarano Antonio.
Si vede?
PRESIDENTE: Si vede, sì, sì.
TESTE Giuttari: Ecco, altro elemento comune a Scarano Antonio era Pino Alei: 9032422. Questo Pino Alei è Alei Giuseppe, che ci risultava proprietario della villetta presa in affitto da Scarano Antonio a Fiano Romano, in località Capena.
Quindi, Giacalone aveva quest'annotazione, comune anche a Scarano.
Altro elemento, altra annotazione manoscritta: "Capena, 06/9074082". Che è l'utenza telefonica dell'agenzia di assicurazione gestita da Di Maurizio Caterina, presso cui Scarano aveva assicurato - l'avevamo accertato - un'autovettura. Quindi...
PRESIDENTE: Scusi, abbia pazienza.
TESTE Giuttari: Prego.
PRESIDENTE: Nella nostra visione non compare la menzione "Capena".
TESTE Giuttari: No, perché la parte superiore non si legge bene, ecco.
PRESIDENTE: Ah, ora, ora si...
TESTE Giuttari: Cioè la parola è leggermente sul margine superiore della...
PRESIDENTE: Va bene, va bene.
TESTE Giuttari: E quindi anche questo era un eleme...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, dottor Giuttari.
TESTE Giuttari: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: La autovettura di Scarano che era stata assicurata presso questa...
TESTE Giuttari: Per quattro mesi era stata assicurata presso l'agenzia in Capena gestita dalla Di Maurizio Caterina.
PUBBLICO MINISTERO: No, dicevo, quale autovettura?
PRESIDENTE: Quale era?
PUBBLICO MINISTERO: Qual era l'autovettura?
TESTE Giuttari: Sì. Dunque, era una FIAT Argenta.
PUBBLICO MINISTERO: O Regata?
TESTE Giuttari: Regata, Regata, una Regata, sì, una Regata. Che era stata assicurata per 4 mesi, da febbraio a giugno del '94.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Giuttari: Comunque, poi consultando posso dare tutti gli elementi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, magari poi, se c'è bisogno, lo controlliamo.
TESTE Giuttari: Sì. Ce l'ho nell'altro faldone.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, proseguiamo con questi documenti, dottor Giuttari.
TESTE Giuttari: Comunque era una assicurazione di una compagnia che Scarano aveva trovato tramite Petrucci Roberto, che era colui che gli aveva fatto acquistare il terreno e gli stava facendo i lavori. Quindi, questo Petrucci Roberto gli fa assicurare la macchina presso quest'agenzia di Capena.
Ecco, si legge? Un po' più sotto, ecco. Altra annotazione comune: "Anna, 21707349". Che era l'utenza telefonica di Pagnozzi Anna, che era un'amica della moglie di Liberati Giuseppe, Cantale Simonetta. E amica anche di Scarano.
Questo l'avevo saltato, ci ritorno. C'era il biglietto della concessionaria Sivauto di Roma, in via Accademia Peloritana (?), 27, dove accertammo che aveva acquistato Giacalone delle autovetture, che era stato portato là da Scarano e Bizzoni.
Ecco, poi nell'agenda - si legge, più sotto - c'era l'utenza telefonica 0330/550263, con annotato "Pino, Roma", che è personaggio comune con Scarano perché trattasi di Santamaria Giuseppe. E quello era il cellulare intestato al padre di Giuseppe, Agostino; amico di famiglia di Scarano Antonio, il Santamaria Giuseppe.
Poi, "Pergamo FIAT, 066536584": è la concessionaria, l'autosalone presso cui Giacalone, abbiamo accertato, aveva acquistato una FIAT Uno.
Poi, c'era l'utenza del cellulare di Pietro Carra: 0330/697041.
Ecco, qui sono altre utenze comuni con Scarano Antonio: "Roberto, Capena: 0336/537065; ufficio 06/907426" separato "89 fax".
E questo, come ho accennato prima, si tratta di Petrucci Roberto, titolare di una società immobiliare a Capena, e che è il personaggio che aveva fatto da mediatore per far acquistare a Scarano il terreno a Fiano Romano, e che poi stava realizzando la costruzione di una villetta per conto e su mandato di Scarano. Quindi, anche questo un personaggio comune.
Poi, un'utenza romana: "06/23267600", con l'annotazione "Simona, Roma". E questa è l'utenza di Liberati Giuseppe e Simona Cantale, la moglie di Liberati.
Poi, dall'esame della documentazione, il cellulare di Cosimo Lo Nigro: 0337/898975.
Ecco, poi c'erano le utenze riferibili a Scarano Antonio. Non so se si vede.
PRESIDENTE: Sì, sì, si vede.
TESTE Giuttari: C'era l'utenza "Antonio, 0336/911693": questo è il secondo cellulare di Scarano.
Poi "casa: "06/2389718". Poi "Antonio, Triscina casa: 84268", e questa è quell'utenza di cui ho parlato prima, nella provincia di Castelvetrano, dove lui aveva cercato di contattare e poi l'aveva trovato, a Scarano. Ed è intestata al figlio di Scarano Antonio.
Ecco, poi altro elemento comune. Un bigliettino da visita - si legge? sì -: "Soccorso Stradale - Centro Assistenza Marmitte Italiane ed Estere - Bruno Moroni - via Palmiro Togliatti, 836, Roma. Officina: 21808117".
E questo bigliettino era anche in possesso dello Scarano Antonio.
Completerei prima Giacalone, prima di passare a...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, certo.
TESTE Giuttari: Per Giacalone, abbiamo adesso la perquisizione nell'autosalone, il libro in particolare di carico e scarico delle autovetture, dove...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari, in relazione a questo registro, noi abbiamo già per così dire illustrato la parte che riguarda l'acquisto delle auto presso la Sivauto.
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se lei ci può dare dei riferimenti invece sugli altri elementi che emergevano dalla...
TESTE Giuttari: Sì, sugli altri elementi, quelli che ci sono sembrati importanti da segnalare e che abbiamo segnalato: la vendita di una Renault a Messina Denaro Matteo, e poi la vendita di una Uno al Grigoli Francesco, fratello di Grigoli Salvatore. La vendita di altra autovettura a Sabato Gioacchina, che come abbiamo visto è la dipendente, la segretaria di Carra.
E che poi c'erano annotate, ecco, ci siamo soffermate su queste macchine, delle macchine per conto della Renault Service in vendita. Ora, esaminando...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se ce li fa vedere.
TESTE Giuttari: L'autovettura acquistata da Messina Denaro è una Peugeot 205 GT 1900, targata Palermo 877743, 43 finale.
PUBBLICO MINISTERO: Se ci dà...
TESTE Giuttari: No, dico la targa perché è in due fogli, quindi non c'è la corrispondenza. Non è un foglio unico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, bene.
TESTE Giuttari: Quindi, in questo foglio abbiamo la targa e il tipo di macchina, che corrisponde poi qua, come acquirente, a Messina Denaro Matteo.
Cioè, per comodità di collazione degli atti, l'hanno fatto le fotocopie, il registro era troppo lungo, l'hanno sdoppiato.
Non so se si vede. Ah, dobbiamo metterlo sopra, vero? Sì, sì.
Ecco la macchina, e la riga è in corrispondenza del puntino dell'evidenziatore: Peugeot 205 GT 1900, Palermo 877743, valutazione 10 milioni, che è venduta il 18 maggio '91 a Messina Denaro Matteo.
PRESIDENTE: 11 milioni.
TESTE Giuttari: 11 milioni. Si legge.
Qui abbiamo la FIAT Uno 1100, targata Roma 3G0803, venduta in data 14/12/93 a Grigoli Francesco, viale Europa 138.
Posso andare avanti?
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Giuttari: E poi abbiamo l'autovettura venduta a Sabato Gioacchina. Si tratta di una Renault Clio 1200 RT, targata Palermo B, come Bari, 02813. Venduta il 10/12/92 a Sabato Gioacchina, nata a Palermo il 29/11/67.
Oltre alle autovetture là della Sivauto...
PUBBLICO MINISTERO: Della Sivauto. Ma su quelle ci hanno già...
TESTE Giuttari: Quelle su cui ci siamo soffermati sostanzialmente sono queste...
PUBBLICO MINISTERO: Altri suoi colleghi l'hanno già illustrato quel passaggio, quindi credo che possiamo andare oltre.
Ecco, dottor Giuttari, in relazione ai documenti sequestrati a Giacalone, lei ha esaurito l'esposizione dei dati che apparivano all'epoca rilevanti?
TESTE Giuttari: All'epoca c'era un altro... Io ho evidenziato adesso quelli che erano comuni con Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Giuttari: Che abbiamo riferito nell'annotazione del 30 giugno '94. Poi è chiaro che abbiamo evidenziato anche altre utenze che magari non erano comuni, ma che erano rilevanti per le indagini. Come altri elementi: come tutte le utenze telefoniche di Mangano Antonino, anche del cellulare, di casa; poi l'utenza di un cellulare di Matteo Aiello, che era un collaboratore di Giacalone e che era annotato nelle agende di Giacalone.
C'erano altri elementi che abbiamo preso in considerazione.
E c'era, ricordo, nella perquisizione a casa di Giacalone, un foglietto di carta con annotati dei nominativi e con dei numeri come, ecco, fosse un elenco con numero di persona che corrispondevano a quel nominativo. Ecco, questo...
PUBBLICO MINISTERO: Questo prospetto diciamo, di nomi.
TESTE Giuttari: Questo prospetto, sì, c'erano dei nomi di battesimo, ecco ricordo, ora possiamo...
PRESIDENTE: Possiamo vederlo?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se lo possiamo vedere dottor Giuttari.
TESTE Giuttari: Sì. E accanto ricordo che c'erano dei numeri, tipo 4, 2, come, ecco, quante persone.
Ecco, c'era questo elenco a casa: come "papà e Giuseppe 4-2"; "maggio 4-1" alcune cose, alcune parole non si leggevano bene- "Di Girolamo" sembra; "Pietro"; "Mele 5" e poi "2"; "zia Graziella 3.1"; "Castelli 4 e 1"; "Mangano 4 e 1"; "Grigoli 4 e 1"; "Olivetti 4 e 2"; "Gaspare 3 e 1"; "Vittorio 3 e 1"; "Giorgio 3 e 3"; "Cambio 3 e 1". Poi un totale qua "62".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Prego dottor... Ecco, questo documento, all'epoca vi diceva qualcosa? Poteste impiantarvi un'attività più penetrante su questo foglio?
TESTE Giuttari: Mah, all'epoca, da questi elementi, ci sembrò come una notazione contenente dati anche familiari, perché c'era "zia Graziella", ecco. Poi indicati col nome di battesimo, o con un soprannome, tipo "Olivetti", che sapevamo che era il soprannome di Giuliano, abbiamo pensato che fossero, erano i conteggi per una cerimonia. Perché dall'attività di intercettazione, nei confronti di Giacalone, anche sull'utenza di casa - che si è protratta per parecchio tempo, anche dopo l'arresto del Giacalone, su quella di casa - era emerso che il Lo Nigro Cosimo era fidanzato con la figlia di Giacalone, Giacalone Angela, e quindi abbiamo ritenuto che potesse essere per una ricorrenza probabilmente attinente a questa cerimonia di fidanzamento, qualcosa, una ricorrenza familiare, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Non so se con i dati scaturiti dai documenti acquisiti presso Giacalone, lei ha esaurito la sua esposizione, o se dobbiamo passare a Scarano?
TESTE Giuttari: Mah, su Giacalone altri dati, dicevo prima, i numeri di telefono di Mangano Antonino, di Salvatore Grigoli.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se magari ce li fa vedere un attimo.
PRESIDENTE: Ce li abbiamo sotto gli occhi.
TESTE Giuttari: "Mangano Antonino..."
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Giuttari: "... 6302931. Salvatore casa: 6904572. Salvatore: 0337/899295". Ecco, poi su Mangano, nell'agenda, perché i numeri di Mangano ricorrono in più agende: "Mangano casa, padre, Mangano Antonino macchina, Mangano assicurazione, Mangano assicurazione Palermo, Mangano Toti casa, Mangano Toti macchina".
Sì, per Giacalone altro numero, sempre nell'agenda: "Franco Roma, 06/23268816", che è l'utenza intestata alla nuora di Scarano Antonio, Tammaccaro Barbara, sempre in via delle Alzavole, a Roma.
Su Giacalone non ho altri elementi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Dai documenti sequestrati invece a Scarano.
TESTE Giuttari: Prego?
PUBBLICO MINISTERO: Sulla documentazione sequestrata a Scarano.
TESTE Giuttari: Sì. Non è numerosa come quella di Giacalone. Un dato che abbiamo subito rilevato, che tra i documenti sequestrati a Scarano figurava soltanto, come personaggi palermitani, l'utenza di Giacalone Luigi. Cioè non vi erano... L'utenza sia quella fissa, che quella cellulare.
Scarano non era in possesso, nei documenti che sono stati sequestrati, almeno così si rilevava, di utenze palermitane, al di fuori di quelle riferibili a Giacalone Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari, lei ha parlato... Ecco, se ci può per favore ridire quali utenze di Giacalone aveva annotate...
TESTE Giuttari: Sì. L'utenza fissa e l'utenza cellulare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Giuttari: Le do esattamente... Eccolo. Si vede?
C'è 0337/899302 e 091/478894, Luigi. E sono rispettivamente il cellulare e l'abitazione.
Andando per ordine, c'era il bigliettino da visita de la Capena Affari Immobiliari, che è quella di Petrucci, del terreno di cui ho parlato prima, della costruzione.
Poi c'era il biglietto di Soccorso Stradale Bruno Moroni, che aveva anche Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ora siamo...
TESTE Giuttari: Scarano Antonio stiamo parlando.
PUBBLICO MINISTERO: Stiamo riferendoci a Scarano, ecco.
TESTE Giuttari: Documenti sequestrati a Scarano Antonio.
Poi aveva questo bigliettino da visita, questo bigliettino della stazione di servizio IP, Industria Italiana di Petroli, di Pisciotta Filippa, Paolo Forte gestore, Castelvetrano, Contrada Strasatto (?), svincolo A-29.
Poi c'era anche un bigliettino da visita Alfio Massimino, Gestione Italia, Corso delle Province 12, Catania.
Evidenzio questi perché son tutti riferimenti a personaggi che investigativamente ci dicevano qualcosa e che erano emersi nel prosieguo dell'attività.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi. Questo bigliettino, riferibile a Massimino Alfio: si tratta del Massimino Alfio del Consorzio Le Torri?
TESTE Giuttari: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' la stessa persona?
TESTE Giuttari: E' la stessa persona.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Giuttari: Un altro biglietto, sempre Capena Affari...
Poi, un'utenza telefonica 23268816 che è intestata a Santini Domenica, moglie di Frabetti Aldo.
Poi, un cellulare: 0336/894131, con l'annotazione "Peppe", che era intestatario Garamella Giuseppe, da cui Scarano, come abbiamo accertato, aveva acquistato la casa di località Triscina di Castelvetrano.
8186287 è l'utenza romana intestata a Bracale Maria Antonietta, via Valdossola, che abbiamo evidenziato perché era una utenza che risultava chiamata anche al cellulare di Carra. Quindi era comune.
No, non ho altri elementi su Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: Se dobbiamo passare ad un altro argomento, possiamo fare una breve sospensione?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Presidente, certo. Certo, certo.
PRESIDENTE: Riprendiamo fra 10 minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Facciamo entrare il teste?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, non ci sono avvocati della difesa.
PRESIDENTE: Un minuto solo. Vediamo se arrivano.
Be', sospendiamo 5 minuti, finché rientrano, perché qui diventa una cosa piuttosto poco simpatica.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: il P.M. può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, dottor Giuttari, questa analisi di questa documentazione è stata da lei personalmente svolta... Se mi può rispondere...
TESTE Giuttari: Sì, sì...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Giuttari: ... l'avevo detto prima.
PUBBLICO MINISTERO: E ha riferito nel giugno del '94.
TESTE Giuttari: Il 30 giugno.
PUBBLICO MINISTERO: Il 30 giugno del '94.
TESTE Giuttari: Del '94.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nei mesi successivi, ecco, vorrei che lei sintetizzasse alcuni degli accertamenti svolti da lei personalmente in relazione a dichiarazioni, o comunque al contesto che portava in via Ostiense, presso Di Natale.
TESTE Giuttari: Ah, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in relazione a questo segmento delle indagini, lei ha svolto accertamenti in relazione alla persona di Berto Giuseppe?
TESTE Giuttari: Sì, sì. Praticamente dopo le... Posso?
PRESIDENTE: Prego, prego.
TESTE Giuttari: Dopo le dichiarazioni del Di Natale, dopo che aveva fatto all'Autorità Giudiziaria e al P.M. di Roma, dopo che era emerso il contatto con Scarano Antonio che era da noi già oggetto d'indagine, mi sono portato, insieme ad alcuni dei miei collaboratori, più volte a Roma, a fare personalmente attività investigativa su delega del P.M. di Firenze.
Tra questa attività svolta direttamente da me c'è l'identificazione del fabbro che aveva eseguito la riparazione del cancello in ferro che dava l'accesso al cortile del Di Natale Emanuele in via Ostiense 895.
Trattasi di Berto Giuseppe... Prendo le generalità complete.
Credo che sia l'informativa, poi, del 15...
PRESIDENTE: Guardi, probabilmente non è neanche necessario.
TESTE Giuttari: No...
PRESIDENTE: Perché lo abbiamo sentito.
TESTE Giuttari: Ah, allora, comunque l'ho identificato io e l'ho sentito su delega del P.M. ai sensi del 362 e 370, ha confermato questa riparazione del cancello, ga riferito come si sono svolti i fatti, che era avvenuta nel '93. Insomma, è stato sentito e lo riferisco...
PUBBLICO MINISTERO: No...
TESTE Giuttari: ... in questa sede.
PUBBLICO MINISTERO: ... non c'è bisogno, perché, per l'appunto, Berto è già stato sentito.
Senta, poteste accertare dove abitava questo signore?
TESTE Giuttari: Questo, abitava nella stessa palazzina, dove aveva abitato il Di Natale prima di trasferirsi là, in via Ostiense.
Infatti era una conoscenza, una vecchia conoscenza del Di Natale, proprio dovuta al fatto che erano stati vicini di casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sempre in relazione alla persona del Di Natale, ha svolto lei accertamenti in relazione a un certo guasto ad una macchina di Di Natale?
TESTE Giuttari: Sì, questo lo abbiamo accertato che aveva subìto una riparazione... un'autovettura di Di Natele, una Volvo vecchio tipo, una riparazione per un difetto, da come ricordava il meccanico che è tale Bianchi Gino che abbiamo assunto a verbale, che aveva provveduto materialmente a fare questa attività.
Si trattava di un difetto della frizione di questa autovettura del Di Natale.
Il Bianchi, però, non seppe fornire ulteriori precisazioni, anche perché non aveva rilasciato fattura. Quindi era stato un lavoro che aveva fatto su richiesta del Di Natale, ma ricordava, ecco, che il guasto di questa macchina era attribuibile ad un difetto della frizione.
E questo risulta...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Giuttari, lei ha parlato genericamente di una Volvo vecchio tipo del Di Natale.
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si tratta dell'autovettura che poi venne effettivamente sequestrata?
TESTE Giuttari: Sì, sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Giuttari: L'autovettura poi sottoposta a sequestro.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Su questo, non le chiedo nulla, perché ha riferito il colonnello Pancrazi, sul sequestro della Volvo.
TESTE Giuttari: Targata Roma X89538.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, così il dato è completo.
Senta, dottor Giuttari, e in relazione per l'appunto alla attività svolta in via Ostiense, lei ha eseguito personalmente delle perquisizioni?
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole spiegare...
TESTE Giuttari: Dunque, io...
PUBBLICO MINISTERO: ... in che termini e con quali esiti.
TESTE Giuttari: Io ho eseguito la perquisizione a casa del Di Natale, insieme a personale qua, dell'ufficio di Firenze e personale del Centro di Roma.
E poi, una perquisizione con rimozione là, di materiale, nel cortile di Di Natale eseguita a distanza di qualche giorno, per via, ricordo, del temporale che c'era la prima volta e che non ci aveva consentito di eseguire quello stesso giorno la perquisizione, dopo di averla fatta nell'abitazione del Di Natale, anche nel cortile.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Giuttari: Quindi ricordo...
PUBBLICO MINISTERO: Ci vuole dare gli estremi temporali?
TESTE Giuttari: Io sono stato quindi esattamente due volte.
Sono stato due volte.
Ecco, la prima volta è 10 novembre del '94; questa è la perquisizione nella abitazione eseguita sempre su decreto del P.M. di Firenze, il numero 3309/93 21 P.M. DDA del 3 novembre '94.
E, in questa occasione, per le avverse condizioni meteorologiche non è stato possibile estendere la perquisizione nel cortile. Diamo atto nel verbale di ciò. Motivo questo per cui l'abbiamo eseguita nel cortile il successivo giorno 22 novembre '94.
Abbiamo però, il 10 novembre '94, all'atto della prima perquisizione, abbiamo eseguito un'altra attività specifica delegataci dal P.M. di Firenze e che è consistita nella misurazione del cancello d'ingresso del cortile di Di Natale e che è risultato essere 3 metri e 50.
Quindi abbiamo fatto quel giorno la perquisizione a casa e in più, su specifica delega del P.M. questa misurazione del cancello in ferro.
Poi, il giorno 22 di novembre, sono ritornato a Roma per eseguire - c'ero io e risulta dal relativo verbale di perquisizione - la perquisizione nel cortile.
E' intervenuto anche un ausiliario di Polizia Giudiziaria con una macchina tipo "bob cat", si chiama, per rimuovere del brecciolino che era presente in questo cortile.
Ed era presente anche, sono intervenuti in questa attività di Polizia Giudiziaria, sempre su delega, anche degli esperti della Polizia Scientifica.
Ricordo che c'era il dottor Massari della Polizia Scientifica di Roma.
Ecco, l'ausiliario di P.G. che abbiamo nominato è il signor Sanetti Roberto. Utilizzando una piccola ruspa tipo "bob cat", si chiama proprio così, 453-H è il modello di questa macchina, si è proceduto a rimuovere il cumulo di sabbia e brecciolino che c'era in questo cortile.
Sono stati rilevati alcuni oggetti sottoposti a sequestro.
E, in particolare, a vari frammenti di cartone, tra cui alcuni che all'apparenza sembravano catramati; poi, un pezzo di cartone pressato, un pezzo di lana di vetro, uno scovolino per la pulizia di armi lunghe, due striscette di silicone, un nastro di plastica da imballaggio recante la scritta "Element S.p.a.", un guanto usato in lattice, e altri frammenti di oggetti tipo buste di plastica.
Il tutto è stato repertato e poi, in quella occasione, sono stati prelevati - e di ciò abbiamo dato atto nel verbale di perquisizione - alcuni campioni di terreno.
Man mano che si procedeva alla rimozione di questo cumulo, ecco, venivano prelevati a cura del personale tecnico della Scientifica, alcuni campioni di terra, poi per essere da loro analizzati, fare gli accertamenti del caso.
Quindi, l'attività fatta da me personalmente sull'abitazione del cortile di Di Natale, è consistita in questi due interventi.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, per quanto riguarda questa del 22 novembre, quindi, questo materiale repertato venne poi custodito...
TESTE Giuttari: Dalla Polizia Scientifica.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi venne affidato al dottor Massari.
TESTE Giuttari: Sì, sì. questo lo hanno preso loro in consegna.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Giuttari: Erano loro i tecnici, proprio hanno partecipato all'atto per questa attività specifica di loro competenza. E quindi hanno provveduto loro.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, dottor Giuttari, siamo quindi alla fine del '94.
Ecco, se vuole illustrare qual è stata poi l'attività dell'ufficio in relazione ai passi successivi delle indagini.
TESTE Giuttari: Sì. Poi, fine '94, arriviamo al gennaio '95.
Gennaio '95 si apre tutto un filone investigativo su Roma.
In particolare, il filone scaturisce dall'esame dei contatti che erano emersi, sia sul tabulato dei cellulari, sia poi dalle intercettazioni anche, di Scarano Antonio.
Quindi, nel fare un consuntivo, nel mese di gennaio del '95, dei contatti in particolare che Scarano aveva avuto con determinati personaggi romani, e che erano emersi da questo duplice tipo di attività di tabulati, sviluppo tabulati e intercettazioni telefoniche, l'ufficio inoltrò al P.M., il 30 gennaio '95, una richiesta di perquisizione domiciliare nei confronti di alcuni di questi soggetti che avevamo identificato, appunto, da questi contatti.
Tipo, Liberati Giuseppe, il Bizzoni Alfredo, il Moroni Bruno, Balducci Enrico.
Prendendo l'informativa, posso essere ancora più preciso...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari...
TESTE Giuttari: ... e chiedevamo anche, in questa stessa nota con cui richiedevamo le perquisizioni, quindi il 30 gennaio '95, chiedevamo la delega ad assumere anche informazioni ai sensi del 362 e 370 di alcune di queste persone, proprio per chiarire che tipo di rapporto era quello che avevamo registrato tra Scarano Antonio e questi personaggi.
Il P.M. ci ha delegati; abbiamo eseguito le perquisizioni, emesso i decreti di perquisizione il 1 di febbraio del '94, li abbiamo eseguiti il 3 di febbraio '94...
PUBBLICO MINISTERO: '95.
TESTE Giuttari: No, '95, sì. Qua siamo nel '95.
La nota, la richiesta è del 30 gennaio '95; il decreto del P.M. di perquisizione è il 1 febbraio '95, le perquisizioni sono del 3 febbraio del '95.
Quasi tutte in questo giorno, qualcuna, il soggetto non è stato trovato, è stata fatta dopo.
Sono stato io a Roma a coordinare direttamente questa attività insieme al Centro DIA di Roma, al tenente colonnello Pancrazi. E poi anche mi sono fermato diversi giorni per assumere informazioni da alcuni di questi personaggi presi quindi a verbale personalmente da me.
Le perquisizioni sono state eseguite il 3 di febbraio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se potesse un po' dettagliare, dottor Giuttari...
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Chi erano le persone, e gli esiti di questa attività di indagine.
TESTE Giuttari: Sì. Ecco, la richiesta 30 gennaio, riguardava Liberati Giuseppe. Erano frequentissimi, vi erano stati contatti con Scarano Antonio, con la Cantale Simonetta.
Poi, Brugoni Nazareno, che è un altro personaggio risultato in contatto. Avevamo fatto degli accertamenti preliminari su Roma, proprio sul territorio.
Avevamo accertato che in via Flaminia Vecchia 850 aveva una officina per riparazione di marmitte.
Precedentemente aveva avuto anche uno sfasciacarrozze.
Poi, Gandalese Pierino Francesco, Fioravanti Alessandro: questo è un commerciante di carni, risultava più volte chiamato, o aver chiamato lo Scarano. Quindi abbiamo voluto capire un po' che tipo di rapporti avesse avuto.
Poi, Bizzoni Alfredo, un altro personaggio che risultava frequentemente in contatto con Scarano; Moroni Bruno, anche questo di cui per altro di Moroni Bruno avevamo trovato il bigliettino da visita, sia a Giacalone che a Scarano, quindi volevamo capire un po' che tipi di rapporto avesse avuto.
Santamaria Giuseppe che è il "Pino Roma" d cui aveva il cellulare anche il Giacalone; Balducci Enrico che risultava parecchie volte, soprattutto nell'anno '92, in contatto con Scarano. Ma anche nel '93.
Petrucci Roberto, quello della Capena Affari, di cui avevamo trovato il biglietto anche... Quindi, abbiamo chiesto... e la delega a sentire, poi, tutte queste persone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, passiamo senz'altro all'esito di queste attività, dottor Giuttari.
TESTE Giuttari: Sì. L'esito, le perquisizioni hanno portato al sequestro, in alcuni casi, di materiale cartaceo, soprattutto agende, appunti che abbiamo sequestrato ed abbiamo pi esaminato per vedere se potessero essere di interesse per l'attività in corso.
E l'assunzione delle informazioni testimoniali, l'assunzione di informazioni, devo dire che è stata molto utile e determinante per localizzare, in particolare, due appartamenti su Roma.
In proposito cito, non so se è stata già sentita in quest'aula, le dichiarazioni della Cantale Simonetta...
PRESIDENTE: Conosciamo tutto.
TESTE Giuttari: Tutto. E quindi noi... Perché è tutta una attività fatta da me e dal Centro di Roma, dai colleghi di Roma.
E, sulla base delle indicazioni che ha fornito questa teste, abbiamo localizzato un primo appartamento nel quartiere africano di Roma, in via Dire Daua numero 2. Via Dire Daua numero 2, appartamento che era risultato preso in affitto, aver preso in affitto il Bizzoni Alfredo da certa Ruiz Maria Giovanna.
Questo, quindi, si sa tutto...
PRESIDENTE: Su questi punti, la Corte è informatissima.
TESTE Giuttari: Va bene. Quindi, abbiamo localizzato l'appartamento in via Dire Daua 2 e l'appartamento nella zona di Cinecittà, in Largo Capitolino numero 9 di proprietà di tale Quaranta Franco.
Abbiamo localizzato poi, sempre con un atto di individuazione di luoghi, fatto appositamente su delega del P.M., ed ero presente anch'io personalmente a questo tipo di atto di individuazione, abbiamo localizzato il ristorante in prossimità dello svincolo di Fiano Romano, Da Romano.
Le circostanze sono note alla Corte. Sono stati sentiti, penso i camerieri, tutto quanto. Quindi, tutta quella attività l'abbiamo fatta.
C'ero anch'io in quella occasione con la Cantale; la Cantale ha riconosciuto subito il brecciolino davanti al ristorante; siamo entrati dentro, ha riconosciuto il canino su un lato del ristorante.
Poi ha indicato delle scale.
Dice: 'sotto queste scale ci devono essere, ci deve essere la toilette', proprio ricordo benissimo questo particolare.
Ha chiesto lei stessa conferma ad uno dei dipendenti che ci fosse la toilette e c'era la toilette. Quindi, in quella stessa circostanza, mi disse dice: 'sì, il locale è questo, sono sicura che è questo qua il ristorante', di cui aveva parlato nelle dichiarazioni precedentemente rese.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Giuttari, in relazione alla individuazione di questi appartamenti e quindi alla localizzazione che fu possibile tramite l'indicazione della Cantale, io ho bisogno di sapere una cosa: poteste accertare, in relazione, in particolare, alla persona di Liberati Giuseppe, il periodo in cui era stato detenuto?
TESTE Giuttari: Sì, era stato detenuto dal 13 maggio '93 al 21 luglio '93.
Il 21 luglio '93 era stato ammesso agli arresti domiciliari.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e...
TESTE Giuttari: E poi, dopo qualche giorno, era, aveva ottenuto di poter andare a lavorare presso una videoteca del cognato Roccatano Marco, dalle 08.00 alle 12.00, le 13.00; e dalle 15.00 alle 16.00 alle 20.00.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e in relazione... lei ha parlato di due appartamenti in Roma.
TESTE Giuttari: Sì, uno è il quartiere Africano, via Dire Daua 2.
Ci sono stato, perché ho eseguito personalmente le perquisizioni, sono stato in entrambi gli appartamenti, facendo le perquisizioni in entrambi. In entrambe le occasioni, con personale di Firenze, personale di Roma, del Centro DIA di Roma.
E, in entrambe le occasioni, con personale della Polizia Scientifica.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Giuttari: E... sì.
PUBBLICO MINISTERO: In occasione di questi...
TESTE Giuttari: Li posso descrivere anche, eh.
PUBBLICO MINISTERO: In occasione di questi accessi a questi appartamenti, sono stati eseguiti atti di perquisizione e sequestro all'interno di questi...
TESTE Giuttari: Sì, sì. Sono stati sequestrati degli oggetti.
E poi, in via Dire Daua numero 2...
PRESIDENTE: Anche nelle cantine.
TESTE Giuttari: Prego?
PRESIDENTE: Anche nelle cantine.
TESTE Giuttari: Sì, sì. Stavo appunto dicendo... Nelle cantine sono stati presi anche i materassi, cose...
PRESIDENTE: La Corte è informatissima.
TESTE Giuttari: Va be', allora non so che cosa...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in...
TESTE Giuttari: Il tappeto arrotolato che era in via Dire Daua... Poi, insomma...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, tutti gli oggetti li ha, voglio dire, li ha sequestrati lei.
TESTE Giuttari: Sì, sì. C'ero io, l'ho coordinata io questa...
PUBBLICO MINISTERO: Questa attività.
TESTE Giuttari: E poi, quel giorno stesso, siamo andati in Largo Capitolino 9 all'ultimo piano.
Ricordo che si arrivava al quinto piano con l'ascensore. poi si faceva un piano a piedi, l'ultimo.
PUBBLICO MINISTERO: C'era...
TESTE Giuttari: Era una specie di mansarda.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e in relazione a questa attività di individuazione, lei ha parlato anche di un ristorante.
TESTE Giuttari: Da Romano.
PUBBLICO MINISTERO: Da Romano. Quindi siamo fuori Roma.
TESTE Giuttari: Sì, l'ho detto, nei pressi dello svincolo di Fiano Romano.
PUBBLICO MINISTERO: Perfettamente.
identificaste in questo contesto anche una villetta?
TESTE Giuttari: Sì. Individuammo la villetta dove, secondo le dichiarazioni della Cantale, ecco, erano stati a fare le pulizie.
Ed era la villetta che è risultata di proprietà di Alei Giuseppe.
PRESIDENTE: Lei è stato anche nella villetta?
TESTE Giuttari: Sì, sì. Come no!
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
PRESIDENTE: Avete fatto...
TESTE Giuttari: Non quel giorno dell'individuazione. Dobbiamo cercare... Sì, sono stato sempre su delega del P.M.
Abbiamo sequestrato là degli oggetti. E poi...
PRESIDENTE: E poi ancora degli altri oggetti.
TESTE Giuttari: Prego?
PRESIDENTE: E poi ancora, in un momento successivo, altri oggetti.
TESTE Giuttari: Ma non c'ero io, poi là.
Io ricordo di esserci stato una volta, di avere sequestrato nelle varie stanze, ecco, cuscini, lenzuola, tutto...
PRESIDENTE: Piatti...
TESTE Giuttari: Piatti, sì, ricordo.
Poi, sono tornati i colleghi di Roma; noi, la villetta non era sequestrata, c'era il signor Alei che ci aprì.
Poi noi le chiami le riconsegnammo al signor Alei Giuseppe. E poi so che è ritornato il Centro, personale solo del centro DIA di Roma e ha eseguito, su delega del P.M., un'altra, un altro sequestro...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a me interessa un particolare.
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In relazione a questa prima e unica - a quanto capisco - perquisizione che lei ha fatto...
TESTE Giuttari: Sì, una sola volta.
PUBBLICO MINISTERO: ... nella...
TESTE Giuttari: Credo il 9 febbraio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Giuttari: Credo. '95.
PUBBLICO MINISTERO: Volevamo essere sicuri, dottor Giuttari.
TESTE Giuttari: Sì, la prendo e... credo il 9 febbraio.
9 febbraio '95, sì. Giuttari Michele, ispettore Puggioni, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quale...
TESTE Giuttari: 19.45 abbiamo fatto l'atto.
PUBBLICO MINISTERO: Quale fu...
TESTE Giuttari: Il decreto era dell'8 febbraio, il decreto del P.M.
PUBBLICO MINISTERO: Quale fu l'esito di questa perquisizione?
TESTE Giuttari: Vedasi elenco che c'è nel verbale di sequestro allegato, gli oggetti che abbiamo sequestrato nella seconda camera a sinistra per chi entra...
PRESIDENTE: Prego.
TESTE Giuttari: Posso anche descriverle, erano stanze piccolissime.
Si entrava, c'era l'ingresso, il bagno di fronte, a sinistra c'erano due stanze, una accanto all'altra. Una più piccola dell'altra.
E qui, in queste stanze, abbiamo sequestrato: un paio di guanti felpati, colore marrone scuro; una calcolatrice Citizen, modello CX...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, dottor Giuttari...
TESTE Giuttari: Sono indicati...
PUBBLICO MINISTERO: Esattamente.
TESTE Giuttari: Sono indicati nel verbale, ecco, non...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quest'atto venne compiuto il 9 febbraio...
TESTE Giuttari: Il 9 febbraio. Peraltro si può rilevare che l'atto è stato fatto a penna, è stato redatto a penna perché l'abbiamo fatto sul posto, senza andare in ufficio e sul posto abbiamo consegnato la copia al signor Alei Giuseppe.
Ricordo che ci mettemmo nel piano di sotto, dove c'è cucina, il salone, angolo cottura con camino... E là abbiamo redatto l'atto, consegnando la copia al signor Alei.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in occasione, al termine di questa perquisizione, la custodia della villetta, le chiavi...
TESTE Giuttari: No, le chiavi le abbiamo restituite al signor Alei, l'ho detto anche prima.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le chiavi le ha restituite...
TESTE Giuttari: Sì, perché la villetta non è stata sequestrata, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Non è stata sequestrata.
TESTE Giuttari: ... non c'era motivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, noi abbiamo appreso, lei ha detto ci fu una...
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era al corrente di una successiva perquisizione a cui lei non ha partecipato. Siccome abbiamo sentito chi ha eseguito questa perquisizione, tra l'altro era il maresciallo Silvestrini, le chiedo: era con lei il maresciallo Silvestrini?
TESTE Giuttari: Sì, penso proprio che lui era anche con me la prima volta.
PUBBLICO MINISTERO: Esa...
TESTE Giuttari: Silvestrini Sandro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, era con lei.
TESTE Giuttari: Sì, era con me anche la prima volta.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, il maresciallo Silvestrini ci ha detto che in occasione della seconda perquisizione, aveva rinvenuto degli oggetti chiamati comunemente spadini - degli sbozzi di chiavi per autovetture, eccetera - che aveva rinvenuto sotto un certo cesto che conteneva delle nocciole, nella tavola.
Le chiedo: lei, di questo cesto, di queste nocciole, di questa roba, si era accorto quando aveva eseguito la perquisizione il 9 febbraio '95?
TESTE Giuttari: Sì, dico subito che ho saputo dell'esito perché, anche se non ero presente, ci siamo parlati con i colleghi. Ho saputo anche che è stato, in un certo senso, casuale questo ritrovamento.
Io quando andai, non posso dire di aver notato bene... cioè, non ci ho fatto caso. C'erano tantissimi oggetti, soprattutto poi, dove mi è stato spiegato che è stato trovato questo cestino con le noci, che è nel piano di sotto, lì c'era effettivamente un po' di confusione. Perché c'era quest'angolo cottura, questa cucina, va be' che era abbastanza ordinata. Poi c'era annessa una stanza abbastanza grande, tipo deposito, con tante cose accatastate. Poi c'era un altro vano - si accedeva sempre da questa seconda stanza stretta e un po' lunga - dove c'era tipo un'officina, con tantissimi oggetti.
Cioè, c'era un po' di disordine. Quindi evidentemente poi, come mi diceva lo stesso Silvestrini quando ha trovato che, lui alzando si è accorto.
Penso sicuramente che c'era e quel giorno nessuno ha guardato, ecco. Non c'è stata la casualità del gesto, forse anche la curiosità di alzare e di trovare poi quell'oggetto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Quindi lei il 9 febbraio è l'ultima volta che ha compiuto atti alla villetta di Capena?
TESTE Giuttari: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: La prima e l'ultima.
TESTE Giuttari: La prima e l'ultima.
PUBBLICO MINISTERO: La prima e l'ultima.
Ecco, le chiedevo questo. In relazione alla successiva attività: lei ci ha spiegato che ha individua... ha identificato gli appartamenti, ha identificato le persone, le ha sentite, eccetera e noi le abbiamo anche sentite in quest'aula. Ecco, come si è proseguita l'attività di indagine, successivamente all'individuazione di questi immobili?
TESTE Giuttari: Le perquisizioni.
PUBBLICO MINISTERO: Sulle perquisizioni...
TESTE Giuttari: Le abbiamo...
PUBBLICO MINISTERO: ... abbiamo già riferito.
TESTE Giuttari: Che poi so che sono stati fatti gli accertamenti, da parte del personale della Scientifica, sugli oggetti sequestrati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, no... Le faccio allora una domanda più specifica.
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei nel contesto di questa attività, ha potuto identificare ulteriori persone che erano state, per così dire, in contatto, o che comunque lei potè accertare essere state in contatto col signor Giacalone?
TESTE Giuttari: Mah, nel corso di questa attività ricordo che noi identificammo, per quanto riguarda l'appartamento di Largo Capitolino 9, la portiera, certa Marianelli.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Giuttari: La quale ci riferì di un movimento un po' curioso, sospetto, che aveva notato una mattina mentre faceva le pulizie sul pianerottolo. Aveva visto alcune persone, la porta era aperta di questo appartamento Quaranta. Alcune persone parlare, alcune sedute, altre all'impiedi, un po' con fare sospetto, che lei richiamò verbalmente perché sapeva che non voleva, il proprietario, che si subaffittasse quell'appartamento.
E poi descrisse queste persone e riconobbe Giacalone. In una di queste persone che stavano in piedi, dentro questo appartamento, riconobbe il Giacalone Luigi.
Quindi noi identificammo questa portiera, che ci fornì questi elementi. E questo per l'appartamento di Largo Capitolino.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, in relazione sempre a questo contesto diciamo, scaturito da queste perquisizioni, lei potè eseguire, compiere atti nei confronti della signora Milan Matilde?
TESTE Giuttari: Sì, Milan Matilde la sentii a verbale, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, eseguite una perquisizione anche, a carico della signora Milan?
TESTE Giuttari: Personalmente no. Personalmente non l'ho eseguita. Non so se è stata fatta. L'ho sentita io personalmente, me lo ricordo, presso il Centro DIA di Roma, sempre su delega del P.M. Si presentò la necessità, l'esigenza di sentirla, perché avevamo trovato dei contatti col cellulare di Giacalone Luigi. Che anche dall'intercettazione telefonica era emerso un contatto con questa Milan Matilde.
Acquisimmo notizie dalla stessa Milan Matilde sulla conoscenza, sulla presentazione di Giacalone, che gli era stata fatta dal Bizzoni Alfredo. Sulla visita che fece a Giacalone giù a Palermo. Insomma, non so se è stata qui sentita e quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Poteste acquisire, mi scusi.
TESTE Giuttari: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: La signora Milan l'abbiamo sentita quindi.
TESTE Giuttari: Ah.
PUBBLICO MINISTERO: Acquisiste un qualche documento dalla signora Milan, in relazione...
TESTE Giuttari: Ma dalla signora - sì - Milan Matilde ricordo che quando ci diede i riferimenti su Giacalone, a un certo punto, spontaneamente dice: 'io, ecco, non mio viene ora come si chiama, però ho l'utenza telefonica di questo signore nella mia agenda. Se posso guardare, così ve lo do subito'. E ricordo che aprì la borsa, prese l'agendina piccola, tascabile, che teneva, e ci diede il numero di telefono, che era appunto il cellulare del Giacalone.
Ecco, lo fece lei per darci la possibilità di identificare questo personaggio, di cui lei aveva parlato e che aveva conosciuto tramite Bizzoni, di cui non si ricordava il nome. Dice: 'io ho il numero di telefono'.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta dottor Giuttari, su questo contesto romano penso di non avere altre domande da fare.
Proseguendo sempre, siamo quindi nel febbraio '95, febbraio-marzo '95, lei ha svolto indagini in relazione a una interrogazione che risultava fatta sul trattore Volvo intestato alla Coprora?
TESTE Giuttari: Sì, sì.
Dunque, a noi, interrogando il numero di targa del trattore Volvo, Torino 52079D, di cui ho parlato e di cui abbiamo trovato tracce in quel viaggio sulla Freccia Rossa, interrogandolo a terminare, al CED del Ministero dell'Interno, emergeva che quella targa era stata interrogata alle ore 06.12 del 27 maggio '93, dalla... ecco, nel tabulato risulta la sigla dell'ufficio che aveva fatto l'interrogazione. Sigla che corrispondeva, per come abbiamo accertato, al COA di Fiano Romano, al Centro Autostradale di Fiano Romano.
Abbiamo fatto un tipo di... L'interrogazione era stata fatta nell'archivio SCAR, cioè auto rubate, che memorizza queste... Le pattuglie interrogano una targa per vedere se risulta rubata. E non c'era quindi riferimento ai nominativi.
Quindi abbiamo fatto un tipo di interrogazione diversa, che si chiama, con termine comune, ma è un termine proprio tecnico, professionale, dei cinque minuti prima e cinque minuti dopo.
Cioè, facendo questo tipo di interrogazione, sempre al terminale del Ministero dell'Interno, il terminale fornisce tutte le persone che sono state interrogate da quel dato terminale cinque minuti prima dell'interrogazione che ci interessa e cinque minuti dopo, per vedere se, che so, poco prima o poco dopo erano state fermate, o interrogate persone che potevano ricondurci a quel tipo di interrogazione specifica che ci interessava.
Quindi abbiamo fatto questo tipo di interrogazione, cinque minuti prima, cinque minuti dopo, ma non è emerso nulla che potesse riportare al Carra.
Quindi siamo rimasti con il solo dato obiettivo di questa interrogazione della targa alle 06.12 del 27 maggio '93.
Abbiamo chiesto notizie, abbiamo fatto accertamenti presso il COA di Fiano Romano, abbiamo fatto su delega chiaramente del Pubblico Ministero, a cui noi abbiamo segnalato questo dato, che ci sembrava interessante. Non è stato possibile però risalire alla pattuglia che aveva fatto questo tipo di interrogazione.
E' stato possibile soltanto stabilire che il territorio di competenza di Fiano Romano è abbastanza vasto, copre circa 230-240 chilometri. Cioè, va dalla zona quasi di Chiusi, sotto Chiusi, fino a Ceprano.
Quindi non è una giurisdizione sull'A-1 parlo, perché poi si allarga verso Rieti. Però sull'A-1 abbraccia un territorio abbastanza esteso, va in provincia di Frosinone. Quindi sono stati... In pratica l'interrogazione, tramite quel terminale di Fiano Romano, l'ha potuto fare una pattuglia che... l'ha fatto sicuramente una pattuglia che ha operato in questo territorio di giurisdizione, che è molto ampio, che va da nord di Roma fino a sud, nella zona di Frosinone.
Quindi questo è un dato che abbiamo potuto accertare con sicurezza.
Sul chi della pattuglia l'ha potuto interrogare, ecco, non c'è stato modo di poter acquisire precisi elementi, se non... Ecco, e questo anche nello scambio di corrispondenza che c'è stato col dirigente di quel COA, c'è stato riferito che probabilmente doveva essersi trattato di uno di quei controlli volanti che le pattuglie sono soliti fare sulla autostrada, anche con mezzi in movimento.
Probabilmente, ci spiegava il collega, trattandosi di un solo trattore, con targa Torino, era quella l'epoca, ma lo anche è tuttora, di furti di mezzi pesanti che dal nord portano al sud, ecco, probabilmente, vedendo solo la motrice senza l'altro, il semirimorchio attaccato, avranno fatto un controllo volante, senza fermare.
L'ipotesi questa che ha fornito il collega che dirige quel Centro, però senza essere in grado di darci documentalmente prova di chi materialmente aveva fatto questo controllo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Giuttari, in relazione per l'appunto a questo accertamento, le chiedo: un'interrogazione al terminale, nei termini in cui lei l'ha riferita, è necessariamente collegata a un controllo, per così dire, su strada del mezzo, della persona, una identificazione? Oppure può essere anche un controllo...
TESTE Giuttari: No, un controllo così, un controllo del mezzo su strada. Ma non necessariamente anche della persona.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi...
TESTE Giuttari: Ecco, perché può benissimo la pattuglia controllare il mezzo anche - e questo ce lo diceva il collega, se lo fermo vede in un'area di servizio o in un'area di parcheggio - così, per vedere se risulta rubato, dà il numero di targa, gli dice poi che non è rubato e via, non fanno...
Non deve esserci necessariamente...
PUBBLICO MINISTERO: Esatto...
TESTE Giuttari: ... un controllo della persona, ecco, no.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Giuttari: Questo per l'esperienza che ho indirettamente da ambienti sempre della Polizia Stradale.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottor Giuttari, in questa molteplice attività di indagine che lei ha svolto personalmente, o che ha coordinato, ha potuto verificare un fatto specifico? E cioè se in una certa epoca storica era avvenuto l'omicidio di una persona a nome Benigno Salvatore?
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol spiegare alla Corte qual era l'antefatto di questo accertamento e poi in che termini è stato accertato?
TESTE Giuttari: Dunque, no... Sì, l'accertamento mirava a vedere se c'era stato l'omicidio di Benigno Salvatore. In effetti era un tentato omicidio. Ed era un omonimo di Benigno Salvatore "o' picciriddu", di Misilmeri.
Dunque, il presupposto di questo tipo di accertamento che abbiamo fatto e abbiamo riferito, è stato determinato dal fatto che c'erano stati trasmessi, per i riscontri, delle dichiarazioni di un collaboratore di Giustizia, Di Pasquale...
PRESIDENTE: Di Filippo.
TESTE Giuttari: ... Di Filippo. In cui si diceva, parlava che aveva sentito...
PRESIDENTE: Scusi, dottore.
TESTE Giuttari: Prego.
PRESIDENTE: Siamo informati.
TESTE Giuttari: Benissimo. Allora io mi limito a dire che, a riscontro di queste dichiarazioni abbiamo accertato che effettivamente si era verificato un tentato omicidio ai danni di Benigno Salvatore, omonimo dell'altro, che è più giovane, quello inteso "u' picciriddu" è più giovane.
Trovo l'atto per essere...
PRESIDENTE: Prego, prego.
TESTE Giuttari: Ecco, Benigno Salvatore... Posso?
PRESIDENTE: Prego.
TESTE Giuttari: Benigno Salvatore, tentato omicidio verificatosi il 17 febbraio '95. Benigno Salvatore, nato a Belmonte Mezzagno, il 28 agosto '42.
PUBBLICO MINISTERO: Dov'era avvenuto, dottor Giuttari, questo tentativo di omicidio?
TESTE Giuttari: Nella zona di Misilmeri, se non ricordo male. Quella zona. Qua non vedo che c'è traccia.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la data è il 17?
TESTE Giuttari: La data che riferiamo, la riferiamo nella nota del 6 luglio '95, in cui diciamo che la circostanza è positivamente riscontrata. La data è il 17 febbraio '95.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Giuttari: Mentre "u' picciriddu", diciamo identificato in Benigno Salvatore, nato a Palermo il 3 novembre 1967, quindi molto più giovane di quello di cui hanno tentato l'omicidio.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta dottor Giuttari, siamo quindi al luglio del '95.
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, all'inizio del suo esame, ha fatto riferimento a accertamenti che erano stati svolti in Forte dei Marmi, o comunque in Versilia, nell'agosto del '93.
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, avete compiuto attività di indagine successivamente, per l'appunto nell'estate del '95, in Versilia? E se sinteticamente può riferire con che esiti?
TESTE Giuttari: Sì, abbiamo svolto questa attività e anche questa l'ho svolta personalmente. Alcune cose, alcuni atti tramite collaboratori, altri direttamente da me.
E' stata localizzata, siamo nell'agosto '95, una villetta a Forte dei Marmi, in via Salvatore Allende, che era stata presa in affitto per il periodo estivo nel '93, per la somma di lire 25 milioni, come abbiamo accertato presso l'agenzia immobiliare Nino, lì, che è quasi sul lungomare di Forte dei Marmi e anche dalla stessa proprietaria che abbiamo assunto a verbale, sempre su delega del Pubblico Ministero.
Nel contesto di questa attività quindi, abbiamo identificato: l'agenzia immobiliare che ha dato in affitto questa villetta a certo Tosonotti Vittorio; abbiamo identificato la proprietaria, la figlia della proprietaria...
PRESIDENTE: E il marito.
TESTE Giuttari: ... e il marito. La figlia, che abbiamo sentito perché la figlia era intestataria dell'utenza che era attestata presso quella abitazione.
Abbiamo poi identificato anche, individuato un'agenzia, una ditta di trasporti, la ditta Calcagnini, mi ricordo il titolare proprio, lo presi a verbale io ed era anche di sera, molto tardi. E là ricercammo insieme e trovammo anche questa bolla di spedizione, di due biciclette, a Palermo, all'indirizzo di Vasile Giuseppe, Corso Tucori numero 8.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, dottor Giuttari, diciamo nel contesto di questa attività, poteste ancora una volta identificare, questa volta nell'agosto del '95...
TESTE Giuttari: Del '95.
PUBBLICO MINISTERO: ... una riferibilità a Vasile Giuseppe...
TESTE Giuttari: Certo. Come destinatario di due biciclette, che erano state lasciate quando avevano lasciato l'appartamento di questa villetta in via Salvatore Allende, nell'appartamento e che poi erano state spedite, dalla proprietaria dell'appartamento tramite questa ditta di spedizioni Calcagnini, a questo indirizzo di Vasile Giuseppe, Corso Tucori 8. E la ditta di spedizioni aveva dato anche due utenze telefoniche, che erano state lasciate alla proprietaria dell'appartamento, che poi sviluppate - noi abbiamo trovato annotate anche nella bolla di spedizione - sviluppate risultavano le utenze a delle abitazioni del...
PRESIDENTE: Vasile.
TESTE Giuttari: Del Vasile Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottor Giuttari, noi abbiamo sentito in quest'aula tutte le persone che lei, o personale del suo ufficio, ha via via identificato nel contesto di questa vicenda.
Senta dottor Giuttari, e in relazione alla persona per l'appunto di Vasile Giuseppe, si tratta - glielo richiedo - della stessa persona che era stata sottoposta a intercettazione telefonica nel contesto delle vostre indagini?
TESTE Giuttari: Sì, sì. Il numero che aveva lasciato di telefono, uno dei due numeri lasciati dalla proprietaria dell'appartamento sulla bolla, perché contattassero a Palermo per la consegna delle biciclette, uno di quei due numeri era proprio quello che noi avevamo chiesto e messo sotto controllo all'inizio dell'indagine, con la richiesta del 16 marzo '94.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e...
TESTE Giuttari: Era proprio la stessa persona. Stessa persona, per intenderci, del noleggio delle macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Esattamente.
TESTE Giuttari: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, nel contesto di quell'attività di intercettazione, a carico del Vasile, poteste voi accertare rapporti tra il signor Vasile Giuseppe e una persona che si chiama Imperatore Agostino?
TESTE Giuttari: Sì, sì, sì.
Ricordo bene che da questa attività di intercettazione che noi chiedemmo il 16 marzo, credo che venne avviata il 18 marzo.
PUBBLICO MINISTERO: Dell'anno?
TESTE Giuttari: '94.
PUBBLICO MINISTERO: '94.
TESTE Giuttari: La prima telefonata che intercettammo quando il Vasile uscì dal carcere, perché come avevo detto prima, il Vasile...
PRESIDENTE: Era stato...
TESTE Giuttari: ... il 3 ottobre '93 era stato arrestato, quindi viene poi scarcerato. Quando viene scarcerato, la prima telefonata che fa, la fa ad Imperatore Agostino. Ecco, questo proprio...
Diciamo che l'unico elemento dell'intercettazione che ci è sembrato interessante, tant'è che poi non si è protratta a lungo questa attività di intercettazione sul Vasile, ecco, non ha subìto molte proroghe.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e nel contesto di questa attività, voi poteste effettivamente identificare il signor Imperatore Agostino, in relazione a questo immobile di Forte dei Marmi?
TESTE Giuttari: Sì, era un contatto con Tosonotti. Tosonotti... Dunque, il Tosonotti abitava a Milano e anche là poi, quando fu perquisito, andai io a perquisirlo. Sì, Tosonotti abitava a Milano e il Tosonotti aveva un'attività anche di allevamento di cavalli, aveva una scuderia. Mi ricordo che, facendo la perquisizione, mi raccontava che era stato il proprietario di un cavallo famosissimo, cioè, non mi ricordo adesso il nome di questo cavallo, ma molto famoso nell'ambito delle corse.
E il Tosonotti aveva avuto rapporti diciamo, anche professionali, con l'Imperatore Agostino, che era un... il termine professionale, come si dice... operava nel settore dei cavalli, nel settore delle corse...
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
TESTE Giuttari: Esatto bookmaker. Nelle corse dei cavalli a Palermo, a La Favorita, quindi lui l'aveva conosciuto, aveva mantenuto questo tipo di rapporto professionale e di amicizia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi questa perquisizione che lei eseguì personalmente presso il signor Tosonotti...
TESTE Giuttari: Tosonotti, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... a Milano. Quindi siamo sempre nell'agosto del '95. Mi scusi, siamo forse in un'epoca...
TESTE Giuttari: Siamo successivo.
PUBBLICO MINISTERO: L'attività è dell'agosto '95. Queste attività di perquisizione?
TESTE Giuttari: Questa è dopo. Non mi ricordo adesso, però è dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque è agli atti questa perquisizione.
TESTE Giuttari: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vado ora, dottor Giuttari, un po' in ordine sparso. Nel senso che l'attività di indagine che lei ha svolto è notevole, quindi non sarò organico ecco.
Nell'agosto del '95 ha svolto attività di indagini in relazione a dichiarazioni, che erano state raccolte dal Pubblico Ministero, dal signor Cosentino?
TESTE Giuttari: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol dire in che termini? E qual era stato l'esito di questi accertamenti?
TESTE Giuttari: Dunque, a proposito di Cosentino, su delega del P.M., sono stato personalmente al carcere di Paola, giù in Calabria, per accertare i periodi di detenzione e per accertare se nel periodo in cui era stato detenuto il Cosentino, fosse stato detenuto anche Graviano Benedetto.
E la circostanza è stata positivamente riscontrata, tant'è che feci un'apposita annotazione su questo punto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se ci può dire gli esiti?
TESTE Giuttari: Sì, sì, sì. Devo trovarla.
Ecco, sì. L'annotazione è stata trasmessa al P.M. con nota del 17 agosto '95 e gli accertamenti sono stati fatti personalmente da e accompagnato nella circostanza dal brigadiere dei Carabinieri Leggeri Roberto, che era un mio collaboratore al Centro DIA di Firenze.
Il 28 giugno '95 siamo stati presso la Casa Circondariale di Paola, per dare esecuzione alla delega 3309/93 21 P.M. DDA, del 23 giugno '95, relativo all'acquisizione dei riscontri alle dichiarazioni di Cosentino Antonino, nato a Catania il 29 gennaio '58.
Abbiamo determinato, acquisito le notizie che ci interessavano per eseguire questa delega, accertando che il Cosentino era stato detenuto in quel carcere di Paola dal 14 febbraio 1994 al 28 febbraio 1994, da solo, alla IV Sezione, cella numero 12, tranne che per alcuni giorni nella cella numero 26, insieme a Pelleriti. Pelleriti Antonino, nato a Catania il 3 febbraio '62.
Poi era stato detenuto dal 30 marzo '94 al 16 settembre '94, unitamente a Mendola Salvatore, nato a Gela il 18/09/53.
Graviano Benedetto era stato detenuto in quel carcere dal 29 novembre '93 al 3 febbraio '94. Quindi in questo periodo, prima della detenzione di COsentino. E poi dall'8 marzo 1994 al 25 aprile 1995. Quindi durante questa seconda fascia di detenzione c'era anche il Cosentino. Abbiamo detto prima dal 3 marzo '94 al 16 settembre '94. Quindi durante quest'arco, questi sei mesi...
PRESIDENTE: C'è un periodo di...
TESTE Giuttari: Di codetenzione.
Poi, sempre Graviano, dal 15 maggio '95 al 17 giugno '95. Data quest'ultima in cui da Paola è stato trasferito a Vicenza.
Il Graviano Benedetto, sempre da solo, era stato ristretto in quel carcere, alla cella numero 25 della IV Sezione. Cioè la stessa Sezione di Cosentino.
Quindi questo è l'accertamento che ho fatto personalmente, insieme al brigadiere Leggeri, e che ha riscontrato positivamente le dichiarazioni del Cosentino. Trasmesse con nota 3045 del 17 agosto '95.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, io non so se dobbiamo andare avanti. O se possiamo...
PRESIDENTE: Possiamo andare avanti un altro quarto d'ora...
PUBBLICO MINISTERO: Ma non esauriamo, quindi.
PRESIDENTE: Non esauriamo?
PUBBLICO MINISTERO: Non credo.
PRESIDENTE: Allora rimandiamo a domani mattina alle ore 09.00. Traduzione degli imputati detenuti. Buonasera.
TESTE Giuttari: Buonasera, signor Presidente.

PRESIDENTE: Ci siamo tutti? Buongiorno.
Bagarella, è presente?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Non abbiamo nessuna notizia?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Va be', ora finiamo di chiamare e poi vediamo di verificare.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e avvocato Cianferoni, sostituito dall'avvocato Pepi.
Benigno Salvatore.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti e avvocato Falciani che è presente.
Calabrò Gioacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni, sostituito dall'avvocato... avvocato Rocchi.
Cannella Cristoforo.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri e avvocato Rocchi, che è presente.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai, avvocato Batacchi. E' presente l'avvocato Cosmai e anche l'avvocato Batacchi.
Di Natale Emanuele: libero, contumace. Avvocato Di Russo, Gentili, Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe: rinunciante. Avvocato Miniati Paoli, sostituito dall'avvocato Batacchi.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi, avvocato Gennai, sostituiti dall'avvocato Batacchi.
Frabetti Aldo. Rinunciante?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, Usai, avvocato Roggero. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Priola, avvocato Florio, sostituiti dall'avvocato Pepi.
Giuliano Francesco.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocato Farina, avvocato Pepi, che è presente.
Graviano Filippo. Rinunciante. Avvocato Oddo, avvocato Gramigni, sostituito dall'avvocato Rocchi.
Grigoli Salvatore: rinunciante. Avvocato Avellone e avvocato Batacchi, che è presente.
Lo Nigro Cosimo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Florio e avvocato Fragalà, sostituiti dall'avvocato Pepi.
Mangano Antonino.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei, sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, avvocato Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Pizzo Giorgio.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo e avvocato Pepi, che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e avvocato Passagnoli. Sostituito dall'avvocato Rocchi.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e avvocato Usai. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Scarano Antonio: libero assente. Avvocato Fortini e avvocato Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e avvocato Cianferoni, sostituito dall'avvocato Pepi.
Spatuzza Gaspare.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Pepi, che è presente.
Tutino Vittorio.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Gallina e avvocato Gramigni, sostituiti dall'avvocato Pepi.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: E' rinunciante?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Benissimo. Per l'avvocato Cianferoni, c'è l'avvocato Pepi in sostituzione.
Possiamo fare entrare il teste?
Si accomodi.
*TESTE Giuttari: Grazie.
PRESIDENTE: Vuole ripetere il suo nome e cognome soltanto?
TESTE Giuttari: Sì, Giuttari Michele.
PRESIDENTE: Il P.M. può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Buongiorno, signor Giuttari.
TESTE Giuttari: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ieri, quando ci siamo fermati, stavamo un po', come dire, andando un po' in ordine sparso.
E necessariamente devo riprendere in questo ordine.
Allora, ha potuto accertare, in relazione a viaggi, spostamenti delle persone che ci interessano, un viaggio fatto da Scarano Antonio nell'aprile del 1993?
TESTE Giuttari: Sì, sì. Abbiamo accertato che, nell'aprile del 1993, esattamente il 18 aprile, Scarano Antonio ha fatto un viaggio in Sicilia imbarcandosi su una motonave della Tirrenia, del tipo Poeta, a Napoli in partenza alle ore 20.00.
Abbiamo anche acquisito, presso gli uffici della Tirrenia, il biglietto relativo a questo imbarco dal quale appunto risultava il nominativo Scarano, la macchina dello Scarano, un'Audi targata Roma.
E ricordo che aveva, era indicato anche la cabina che aveva preso con quattro posti.
In pratica, aveva viaggiato stando al biglietto, che c'era soltanto un prezzo di un passeggero e del passaggio della macchina. Che aveva viaggiato in una cabina a quattro posti.
Abbiamo acquisito il biglietto, con questi estremi. E che quindi comprovava, appunto, la partenza da Napoli, dal porto di Napoli, la sera de 18 arile '93 alle ore 20.00.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari, in relazione al rientro di questa macchina, dell'Audi targata Roma e del passeggero Scarano, avete verificato alcunché dagli imbarchi...
TESTE Giuttari: Certamente. Abbiamo fatto delle verifiche presso sempre gli uffici della Tirrenia e delle altre società di navigazione, per appurare l'eventuale ritorno via mare dello Scarano.
L'esito, ha dato, è stato negativo. E ciò ha confortato quello che si capiva dall'esame dei tabulati e che faceva, aveva fatto pensare ad uno spostamento via terra per via di quelle telefonate sotto il ponte radio 0961, che presentava il cellulare dello Scarano.
E che sicuramente i colleghi che mi hanno preceduto, hanno già riferito alla Corte.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo per quanto riguarda questo spostamento di Scarano.
In relazione a spostamenti effettuati dai mezzi che lei ieri ha riferito essere nella disponibilità di Carra, e cioè mezzi intestati alla Coprora, all'Autotrasporti Sabato, o al fratello Carra Antonino, avete in questa fascia temporale accertato imbarchi di mezzi riferibili a Carra Pietro?
Quindi mi riferisco al periodo 18-20 aprile, 19-20 aprile '93.
TESTE Giuttari: Sì, abbiamo chiaramente esteso gli accertamenti anche sui mezzi del Carra, perché avevamo quel dato di fatto che, del cellulare dell'Autotrasporti Sabato Gioacchina, che ci indicava lo spostamento su Roma.
E abbiamo accertato che non vi era traccia, in quei giorni, di alcuno spostamento di mezzi della Coprora dalla Sicilia ai porti del continente. In particolare a Napoli, perché dallo spostamento del cellulare dell'Autotrasporti Sabato, si era rilevato che il 19 sera aveva operato sotto il ponte radio siciliano 091, e il 20 mattina, già dalle otto di mattina, sotto il ponte radio 06, quello laziale.
Quindi, ecco, l'ipotesi più probabile, per un eventuale spostamento via mare, sarebbe stato lo sbarco a Napoli. Ma ha dato esito negativo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Giuttari: E ciò ci ha fatto pensare che avesse viaggiato anche il Carra via terra.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. per quanto riguarda sempre mezzi riferibili a Carra, avete accertato in un periodo successivo un rientro di un mezzo, di un trattore, di un semirimorchio, dal continente alla Sicilia?
TESTE Giuttari: Ma noi, per quanto riguarda in particolare lo spostamento di cui ho parlato ieri che era quello più che interessava in particolare l'episodio fiorentino, lo spostamento del 24-27 maggio '93, non abbiamo trovato rientri del trattore Torino 52079D, nei giorni successivi via mare.
E quindi, l'accertamento presso le compagnie di navigazione, hanno dato esito negativo.
Mentre, per quanto riguarda il semirimorchio che risultava in quella lista che abbiamo visto ieri dell'imbarco dei Grandi Traghetti insieme al trattore, quel semirimorchio che costituiva quindi l'autoarticolato col trattore, il 1 maggio risultava essere partito... Il 1 giugno, chiedo scusa, il 1 giugno '93, risultava esser partito dal porto di Genova per Palermo, insieme ad in trattore targato Venezia 11500.
E abbiamo acquisito anche gli elementi di questo imbarco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari, abbia pazienza. Lei quindi ci ha riferito di questo spostamento che sarebbe di quale data? Da Genova...
TESTE Giuttari: Da Genova, il 1 giugno.
PUBBLICO MINISTERO: Il 1 giugno. Ecco, 1...?
TESTE Giuttari: 1 giugno '93.
PUBBLICO MINISTERO: 1 giugno '93.
TESTE Giuttari: Io...
PUBBLICO MINISTERO: Il mezzo? Ecco, se per favore ci dà gli estremi della targa.
TESTE Giuttari: Sì, il mezzo è semirimorchio Palermo 15... Un attimo, che...
Il semirimorchio targato Palermo 15424.
PUBBLICO MINISTERO: 15424, la data?
TESTE Giuttari: E' la data del 5 giugno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, 5 giugno.
TESTE Giuttari: 5 giugno.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome lei aveva detto 1 giugno...
TESTE Giuttari: No, no, 5 giugno, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si tratta quindi...
TESTE Giuttari: Che si è imbarcato sulla motonave La Tirrenia, linea Genova-Palermo con un carico di ferro agganciato alla motrice Venezia 11500.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Il 15424...
TESTE Giuttari: 15424.
PUBBLICO MINISTERO: ... che è quello stesso che effettivamente...
TESTE Giuttari: Che risultava in arrivo al porto di Livorno sulla Freccia Rossa insieme alla motrice, targata Torino.
PUBBLICO MINISTERO: Con semirimorchio sovrapposto.
TESTE Giuttari: Con semirimorchio sovrapposto.
PUBBLICO MINISTERO: Ora io le avevo chiesto un'altra cosa.
Siccome stavamo parlando dello spostamento dell'aprile '93...
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e lei mi ha risposto alla mia domanda che non vi erano tracce di spostamenti via mare dei mezzi Coprora, o Autotrasporti Sabato, dalla Sicilia a Napoli.
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le chiedevo: a ridosso di quei giorni, se c'era uno spostamento di mezzi della Coprora, o di uno dei semirimorchi di cui lei ha citato, da Napoli a Palermo.
TESTE Giuttari: Sì. E questo è lo spostamento del 1 giugno: da Napoli a Palermo...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari, se controlla.
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché credo che non sia il 1 giugno.
TESTE Giuttari: Io ho questo ricordo...
E' il 1 maggio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Il 1 maggio...
TESTE Giuttari: Il 1 maggio, sì. Il 1 maggio.
E' il semirimorchio targato Catania 7676 che poi è stato targato Palermo 15551. Il 1 maggio.
PUBBLICO MINISTERO: Questo semirimorchio da dove risulta imbarcato?
TESTE Giuttari: Da Napoli per Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Da Napoli per Palermo...
TESTE Giuttari: Con un carico di ferro.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Quindi abbiamo precisato questi dati.
Senta, nel contesto di questi spostamenti, la domanda mia successiva, per l'appunto, sarebbe stata quella relativa allo spostamento che lei ha già riferito del 24 maggio da una parte e poi del 5 giugno '93, che lei ha già risposto...
TESTE Giuttari: Da Genova a...
PUBBLICO MINISTERO: ... da Genova a Livorno.
TESTE Giuttari: Da Genova a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Da Genova, mi scusi, a Palermo,. sì. E' stato un lapsus mio.
Senta, nel contesto quindi dell'attività di indagine, in relazione a questi spostamenti di mezzi riferibili a Carra, alla Coprora, eccetera, ci vuol dire quali altri spostamenti avete, per così dire, documentato nel luglio del '93?
TESTE Giuttari: Sì, nel luglio abbiamo documentato, accertandolo sempre presso le compagnie di navigazione, uno spostamento da Genova a Palermo il 23 luglio del 1993.
Prendo adesso i dati...
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
TESTE Giuttari: 23 luglio '93, sì. Presso la società di navigazione via mare di Genova si è appurato, infatti, il 23 luglio '93, che si è imbarcato in quel porto diretto al porto di Termini Imerese. Perché la via mare faceva una linea con Termini Imerese, non direttamente con Palermo. E si era imbarcato il trattore targato Torino 52079D.
E il successivo 30 luglio..: Quindi, il 23 luglio, il trattore; e il 30 luglio il semirimorchio targato Palermo 15424, sempre con destinazione siciliana.
Il semirimorchio era caricato di semi di sabbia.
Ho richiamato anche la polizza nuova che era intestata alla Sabato Gioacchina, il numero della polizza di imbarco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per quanto riguarda periodi antecedenti al 23 luglio, vi erano tracce di imbarchi dei mezzi...
TESTE Giuttari: Dei mezzi dalla Sicilia al continente, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Giuttari: Tant'è che noi avevamo ipotizzato che lo spostamento fosse stato via terra, proprio perché avevamo trovato traccia solo al ritorno e non in partenza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nel luglio, nei giorni precedenti, indietro diciamo nel tempo, ma sempre nel mese di luglio, imbarchi del trattore Volvo?
TESTE Giuttari: Sì, c'era un imbarco, proprio nei giorni di poco precedenti, il 19 luglio, da Palermo per Napoli.
E poi, il 20 luglio, da Napoli a Palermo.
quindi, in pratica, era...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Giuttari: Era rientrato su Palermo, il trattore Volvo.
Quindi, in pratica, lo spostamento antecedente dalla Sicilia al continente è del 19 luglio; però con rientro il successivo giorno 20.
PUBBLICO MINISTERO: 20 luglio.
TESTE Giuttari: Mentre poi ce lo ritroviamo il 23 da Genova alla Sicilia, ma non ce lo ritroviamo in partenza.
Ecco perché avevamo ipotizzato che fosse salito via terra e poi per rientrare via mare.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, ecco, così formulata, la sua risposta è completa, per l'appunto. Perché a me interessava sapere se il rientro del trattore Volvo da Genova il 23 luglio, era preceduto da uno spostamento via mare dalla Sicilia al continente.
TESTE Giuttari: No.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa che invece è negativa.
TESTE Giuttari: Negativo. Perché il 19 era il precedente, però era rientrato il 20.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nel contesto della attività di indagine che è seguita alla acquisizione di dichiarazioni da parte, al Pubblico Ministero, di Carra Pietro, vuol riferire alla Corte qual è stata la sua attività d'indagine?
TESTE Giuttari: In base... Là, siamo nel periodo, negli ultimi mesi di mia permanenza alla DIA, siamo già nell'agosto, primi di settembre del '95.
Ricordo di aver assistito il Procuratore nella, parte negli interrogatori, in alcuni interrogatori del Carra, anche in attività di individuazione di luoghi con lo stesso Carra, esattamente il 1 di settembre del '95 a Prato.
E poi ho assistito il Procuratore in un successivo atto di sopralluogo con il Carra in Lombardia, nella zona di Arluno, il 7 di settembre del 1995.
In quella occasione era stato individuata uno stradello, una strada in terra battuta, dove ecco, che consentiva però l'accesso dei mezzi anche pesanti indicato dal Carra come luogo in cui si era fermato per scaricare il materiale.
E poi, su delega del Procuratore, e in base alle prime dichiarazioni del Carra, il 6 di settembre del 1995, quindi dopo aver fatto il sopralluogo il 1 di settembre insieme al Procuratore e al Carra, il 6 di settembre sono stato delegato a ripercorrere i luoghi che aveva indicato il precedente giorno 1 settembre il Carra a Prato, facendo fare dal personale della Scientifica, della Questura di Firenze, i relativi rilievi video fotografici.
Quindi, ecco, questa è stata l'attività che io...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, dottor Giuttari.
TESTE Giuttari: ... ho curato...
PUBBLICO MINISTERO: Personalmente.
TESTE Giuttari: ... personalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome questa attività, in particolare quella riferita al giorno 6 settembre '95, è stata illustrata, sia dal personale che era con lei. In particolare dal maresciallo Cappottella, sia dagli agenti della Scientifica che hanno eseguito questi rilievi.
A me premeva un dato: questi luoghi, il percorso fatto il giorno 6 settembre, la fotografia dei luoghi, eccetera, era esattamente la stessa che lei aveva fatto il 1 settembre?
TESTE Giuttari: Certo. Era la stessa, perché noi il 1 settembre abbiamo fatto col Procuratore; poi, siamo stati delegati, c'è stato trasmesso dal Pubblico Ministero il verbale redatto in quella occasione dal P.M., i verbale di interrogatorio del Carra con l'individuazione dei luoghi. Ci è stato trasmesso proprio per fare questi rilievi.
E noi abbiamo seguito, in maniera proprio precisa, pedissequa direi, le indicazioni che erano riportate in questo atto.
Quindi sono stati ripercorsi esattamente quei posti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, bene, dottor Giuttari.
Su questo, io personalmente non le pongo ulteriori domande.
Lei ha riferito poi di avere eseguito un ulteriore sopralluogo. In questo caso, invece, nella zona di Arluno.
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a me interessava...
TESTE Giuttari: La località esattamente era diversa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se ce la vuol dire, qual era la località.
TESTE Giuttari: Sì. Dunque, il 7 di settembre. Anche qua mi ricordo che pioveva parecchio, quel giorno, nel territorio dei comuni di Vittuone e Santo Stefano Ticino.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi siamo...
TESTE Giuttari: Siamo a cavallo di due comuni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo atto che fisicamente...
TESTE Giuttari: Vicino ad Arluno.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. E...
TESTE Giuttari: Però, il posto ricade, ecco, tra questi due comuni indicati nel verbale della Scientifica di Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, anche in questa occasione, quindi lei era presente a questo atto di individuazione fatto dal Pubblico Ministero con la presenza di Pietro Carra.
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A me interessava semplicemente, magari può stare lì, mentre la signorina ce li mostra, se effettivamente i luoghi che sono rappresentati in questo album, sono quelli che...
PRESIDENTE: Può vederli alle spalle, eh.
TESTE Giuttari: Sì. La foto è un po' buia. Si può...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, forse dottor Giuttari, se si sposta lì, ci ha l'album, ecco, forse riesce a descrivercelo meglio.
TESTE Giuttari: (voce fuori microfono)
Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per favore, dottor Giuttari se parla al microfono.
TESTE Giuttari: La strada... Si sente?
PUBBLICO MINISTERO: Se si avvicina un po'. Grazie.
TESTE Giuttari: La strada sterrata...
PRESIDENTE: Guardi, bisognerebbe togliere...
PUBBLICO MINISTERO: Il riflesso.
PRESIDENTE: ... il riflesso.
TESTE Giuttari: Allora, stavo dicendo, è la strada sterrata indicata dal Carra ed è proprio questa qui che si vede nella foto. E...
PUBBLICO MINISTERO: Vuol dire qual è questa foto? Non so se è numerata. Sicuramente...
TESTE Giuttari: Sì. E' la foto numero 1, e reca la dicitura in calce: "La strada sterrata vista dalla Provinciale".
Questa, il Carra ricordo che indicò come luogo esatto in cui si era fermato, facendo, entrando a marcia indietro, all'incirca dove c'è quell'albero grosso che si intravede sulla sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non so se c'è qualche foto che illustra meglio questo particolare.
TESTE Giuttari: Poi, per quanto riguarda l'indicazione del posto, posso far riferimento che, tenendo presente questa strada Provinciale, a qualche centinaio di metri sulla destra, c'è una rotatoria.
Ecco, la foto successiva, la numero 2, è un particolare della strada sterrata che abbiamo visto prima, dove sul margine destro c'è un canneto, si intravede bene un canneto; mentre, sul lato sinistro, c'è un albero di alto fusto.
La foto numero 3 indica il luogo che è stato segnalato dal collaboratore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, diciamo è un particolare del...
TESTE Giuttari: E' un particolare del luogo, sì. Che lui aveva indicato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Giuttari: E siamo all'incirca, come avevo detto prima, in prossimità dell'albero di grosse dimensioni che si intravedeva sulla sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: Nella prima foto.
TESTE Giuttari: Nella prima foto.
PUBBLICO MINISTERO: Nella prima foto che lei ha mostrato.
TESTE Giuttari: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Va bene. Io, su questo, non ho altre indicazioni.
Queste foto, dottor Giuttari, vennero fatte, lei ha detto, alla Scientifica di Milano?
TESTE Giuttari: Questi, dalla Scientifica di Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Vennero eseguite nel contesto di questo atto?
TESTE Giuttari: Infatti c'è: "La Questura di Milano, Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, fascicolo dei rilievi fotografici eseguiti in data 7 settembre '95, in occasione della ricognizione di luoghi in località Arluno e Santo Stefano Ticino."
PUBBLICO MINISTERO: Bene. La ringrazio. Su questo, non ho altro da chiederle.
Bene, nel contesto delle dichiarazioni che vennero raccolte da Carra, ecco, ci furono delle identificazioni di persone, diciamo, chiamiamole nuove. Cioè che fino a quel momento non erano state, per così dire, sotto la vostra diretta osservazione?
TESTE Giuttari: Sì, ci furono le identificazioni di nuove persone che prima non erano stati attenzionati.
In particolare ricordo l'identificazione di Barranca Pasquale...
PUBBLICO MINISTERO: Giuseppe, forse.
TESTE Giuttari: Giuseppe. Barranca Giuseppe.
Barranca Giuseppe che è stato identificato per l'omonimo nato a Palermo il 2 marzo 1956, ivi residente in via Campisi 24/b.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Giuttari: Che era con diversi precedenti di Polizia...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, magari se ci dice se risultavano rapporti con qualcuna delle persone che avevate già, per così dire, sotto osservazione.
TESTE Giuttari: Sì. In particolare, interrogando poi il nominativo del Barranca al CED del Ministero dell'Interno, è risultato che in un'occasione, nel 1992, il Barranca era stato identificato, in provincia di Enna, insieme a Lo Nigro Cosimo, in una stazione di servizio, a bordo di un'autovettura, una Renault Clio che era intestata alla sorella di Lo Nigro Cosimo, Lo Nigro Claudia. E si tratta del controllo del 5 settembre del 1992, alle ore 22.00, presso l'area di servizio Sacchitello Nord, di Enna. L'autovettura di cui ho fatto cenno prima era targata Palermo A, come Ancona, 86155.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari, al momento in cui lei redasse questa annotazione in cui ha riferito al Pubblico Ministero questi dati, vuol riferire alla Corte se a carico di Barranca e Lo Nigro vi erano...
TESTE Giuttari: Sì, loro erano, all'epoca in cui è stata redatta questa annotazione...
PUBBLICO MINISTERO: Ci vuol dire quando è stata redatta?
TESTE Giuttari: L'annotazione cui faccio riferimento è quella... è l'ultimo atto da me redatto prima di lasciare la DIA, quindi siamo al mese di ottobre... 14 ottobre del '95, che è stata poi presentata il 2 novembre del '95, perché era una annotazione con parecchi allegati, quindi hanno dovuto un po' anche assemblare questi allegati per presentarli in maniera completa. Quindi, è l'annotazione che reca la data del 2 novembre 1995 e a quella data, sia il Barranca Giuseppe che il Lo Nigro Cosimo, risultavano latitanti, perché colpiti da un provvedimento dell'A.G. di Palermo per associazione a delinquere di stampo mafioso, a seguito dell'arresto di Bagarella.
Posso dare gli estremi di questo provvedimento... ecco, il provvedimento... si tratta dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere, numero 3197 R.G. e numero 3745/95 R.G. GIP, emessa dal GIP del Tribunale di Palermo in data 19 luglio '95, per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso.
Scrivevamo nella informativa che, appunto, all'atto della redazione di questa annotazione erano entrambi latitanti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari, sempre nel contesto di questa sua attività che poi è stata compendiata in questa informativa, sono stati, per così dire, presi di nuovo in considerazione le persone di Giorgio Pizzo, a cui lei e i suoi collaboratori hanno già riferito, e Mangano Antonino?
TESTE Giuttari: Sì. Sono stati presi in considerazione e in particolare il Pizzo Giorgio, di cui abbiamo parlato anche ieri per quella sentenza a 7 anni per rapina, eccetera, di cui ho dato gli estremi, perché il Pizzo Giorgio, che si identifica per lo stesso, nato a Palermo il 28/03/92, nel materiale che era stato sequestrato in...
PRESIDENTE: Scusi, le dispiace ripetere la data di nascita del Pizzo?
TESTE Giuttari: Pizzo Giorgio, nato a Palermo il 28 marzo, 1962.
PRESIDENTE: Ah, va bene.
TESTE Giuttari: Sì. Nella documentazione sequestrata in occasione dell'arresto di Mangano Antonino, avvenuto a Palermo, era stato trovato in questa documentazione un appunto con la dicitura: "Gior 6213174".
Questo dato è stato sviluppato e è stato accertato che il numero si riferiva ad un'utenza telefonica dell'AMAP, Azienda Municipalizzata Acquedotto Palermo, via Pecoraino, numero 3. E il nominativo "Gior" si riferiva a Pizzo Giorgio, nato a Palermo il 28 marzo '62, che era dipendente di quella azienda.
E quindi, c'è...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari, in riferimento alla persona di Giorgio Pizzo, a quella data, il suo stato di libertà come era, ecco, era persona sottoposta a custodia cautelare...
TESTE Giuttari: No, il Pizzo Giorgio era stato sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria da parte del P.M. di Palermo, il 30 giugno '95, in quanto indiziato del delitto di associazione per delinquere di stampo mafioso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi, poi questo fermo era stato, non lo so, convertito?
TESTE Giuttari: Convertito in un'ordinanza di custodia, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Convalidato? Ecco, quindi era stato fermato a Palermo?
TESTE Giuttari: A Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco, sempre per quanto riguarda le identificazione di persone che erano venute, quindi, per così dire, alla vostra attenzione, dell'informativa in questione, ci può dire qualcosa di più preciso sulla persona di Giuliano Francesco?
TESTE Giuttari: Sì. Giuliano Francesco è stato anche lui identificato e è stato trovato, sempre nel contesto della... aspetti... Sì, è stato identificato anche il Giuliano Francesco, che era soprannominato "Olivetti", adesso non mi ritrovo io nell'informativa il riferimento preciso, però mi ricordo che risultava essere figlio del postino, il padre faceva il postino, appunto, era nell'ambiente inteso come figlio del postino.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, comunque questi dati ci sono già stati forniti dai suoi collaboratori. Ecco, sempre nel contesto delle affermazioni che ha formulato, Carra Pietro è sempre, per quanto riguarda le indagini che avete riferito con quest'informativa, vennero fatte, vennero riferite indagini in relazione alla disponibilità da parte di Scarano di un fuoristrada?
TESTE Giuttari: Sì. Un fuoristrada bianco Mitzubishi, tipo Pajero, targato Rieti 154444, di cui aveva avuto la disponibilità, di questo fuoristrada, prima il Bizzoni e poi lo Scarano, nell'anno '94.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Per quanto riguarda il sequestro di questo fuoristrada ci ha riferito il colonnello Pancrazi.
Mi interessava che lei puntualizzasse se avete potuto accertare da che epoca lo Scarano aveva avuto la disponibilità di questo mezzo.
TESTE Giuttari: Sì, targato Rieti, Mitzubishi modello Pajero, 154444, di proprietà del figlio di Scarano, Scarano Massimo. E' stato sottoposto a sequestro. Il mezzo era stato assicurato presso la compagnia Universo, dal Bizzoni, con polizza datata 4 ottobre '93, scadente il 4 ottobre '94, per un anno.
L'aveva acquistata il Bizzoni presso l'Automed, corrente in Roma, il precedente proprietario, il Rullo Vincenzo, l'aveva acquistata dall'Automed, corrente in Roma, e poi l'aveva ceduta al Bizzoni Alfredo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, comunque, il primo dato certo...
TESTE Giuttari: Sì, il dato certo che si può far risalire la disponibilità al Bizzoni e successivamente allo Scarano, è dal 4 ottobre '93.
PUBBLICO MINISTERO: Data, quindi, della polizza del...
TESTE Giuttari: Dalla data della polizza di assicurazione.
PUBBLICO MINISTERO: Che era stata stipulata?
TESTE Giuttari: Era stata stipulata dal Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: O ho sentito male, da Scarano.
TESTE Giuttari: No, no, dal Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Dal Bizzoni Alfredo?
TESTE Giuttari: Dal Bizzoni, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il passaggio dal Bizzoni allo Scarano non l'avete potuto accertare, da quando è che lo Scarano aveva...
TESTE Giuttari: No, perché non c'era traccia precisa. E' stato rilevato però, dall'assunzione di informazioni del titolare dell'Automed, che Scarano già nel novembre '93 era stato visto su questo fuoristrada, quindi, abbiamo quest'altro punto di riferimento.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, dato che siamo a parlare di mezzi e di storie di mezzi, lei più volte ha fatto riferimento al famoso trattore Volvo, targato Torino.
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, avete compiuto, avete potuto fare indagini in relazione alla disponibilità da parte di Pietro Carra di questo trattore? Se ce ne vuol riferire gli esiti, per favore.
TESTE Giuttari: Sì. Abbiamo fatto degli accertamenti su questo trattore targato Torino, il Pubblico Ministero ci ha trasmesso per l'esame una documentazione che aveva acquisito presso la Procura della Repubblica di Asti.
Da questa documentazione era risultato che il trattore era stato acquistato nel giugno del '90 dalla Coprora, mediante... in leasing, tramite un finanziamento ottenuto dalla Carispo.
Nel fascicolo sempre esaminato risultava tutta una corrispondenza tra la Carispo e la Coprora, con la quale la Carispo reclamava il pagamento di rate insolute alla Coprora.
E la corrispondenza della Coprora era a firma di Carra Pietro, come pure in quel fascicolo della Procura di Asti, risultavano dei titoli cambiari, che erano stati rilasciati a favore della Carispo per tutto... con cadenza mensile, per tutto l'anno '93, da gennaio a dicembre '93, per regolarizzare l'insoluto precedente, titoli cambiari a firma di Carra Pietro.
Ecco, quindi, da questi documenti avevamo acquisito i dati certi di riferibilità del trattore alla Coprora e in particolare al Carra Pietro, che era stato colui che materialmente si era indebitato firmando anche le cambiali per il pagamento di questo trattore alla Carispo, che aveva finanziato il leasing.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari, su questo punto lei ha esaurito la sua esposizione?
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora io ora...
TESTE Giuttari: Posso dare gli estremi, se interessano, del contratto di leasing, cose... Mi sembra, in linea generale, i dati essenziali li ho ricordati, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se magari a partire da quando...
TESTE Giuttari: Le cambiali del '93, a firma Carra Pietro. Possiamo, non so, se farli vedere.
PUBBLICO MINISTERO: No, le cambiali... Mi interessava...
TESTE Giuttari: No, per dire che erano proprio garantiti dal debitore che ha contratto...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Giuttari, non so... io ora ho preso un appunto, non so se...
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... m'è sfuggito o se non l'ho sentito, in relazione, per l'appunto agli spostamenti che lei ha riferito nel luglio del '93. Lei ha fatto riferimento a un rientro del trattore il 23 luglio...
TESTE Giuttari: Da Genova.
PUBBLICO MINISTERO: Da Genova. E sempre da Genova, nei giorni successivi, accertaste anche il rientro di qualche...
TESTE Giuttari: Sì, l'ho detto, il 30 luglio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Giuttari: Semirimorchio con semi di sabbia, che aveva caricato semi di sabbia.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Giuttari: L'avevo detto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
PRESIDENTE: Semi di sabbia.
TESTE Giuttari: Semi di sabbia. Questo... risultava nel carico, questo... Però anche altre volte avevamo accertato, in altri carichi che erano destinati, per esempio, alla Garden Center di Palermo, sempre un carico di sabbia, che poi ci siamo informati era quel tipo di sabbia speciale con cui fanno i campi da tennis.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE Giuttari: Ecco, non utilizzano, non la utilizzavano per le costruzioni ma per questi particolari...
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nel contesto sempre dei dati che sono stati riferiti con l'informativa in questione, in relazione alla persona di Mangano Antonino, riferiste su dati significativi che erano emersi dal materiale che era stato sequestrato al Mangano al momento del suo arresto?
TESTE Giuttari: Sì, riferimmo in particolare, sul cellulare che era stato sequestrato al Mangano Antonino in occasione del suo arresto. Cellulare che era intestato ad Aiello Matteo, di cui ho parlato ieri, collaboratore del Giacalone Luigi nell'autosalone, che a noi dall'attività tecnica di intercettazione sul Giacalone ci era emerso il 6 giugno, dalle notizie appunto registrate di una conversazione tra il Giacalone e l'Aiello Matteo, che l'Aiello Matteo si era...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, dottor Giuttari, se la interrompo, il 6 giugno '94 era già arrestato Giacalone. Quindi, non so se vuol controllare i suoi riferimenti.
TESTE Giuttari: Sì. Siamo a maggio.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
TESTE Giuttari: 6 maggio, sì, 6 maggio. Si era... aveva fatto il contratto di un telefono cellulare. Tant'è che diceva al Giacalone: 'l'ho fatto come quello tuo', cioè, col prefisso 0337.
All'atto dell'arresto del Mangano Antonino, questo cellulare è stato trovato appunto in suo possesso. E si tratta del cellulare contraddistinto dal numero 0336/401380, intestato, per l'appunto, ad Aiello Matteo, Corso dei Mille, 1319, Palermo.
Fu sequestrato presso l'abitazione di Mangano in data 25 giugno, '95.
La telefonata, le notizie dall'intercettazione che avevamo acquisito, risalivano a maggio, in cui l'Aiello diceva che aveva fatto il contratto del cellulare.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Giuttari, sempre nel contesto di questa documentazione sequestrata a Mangano Antonino, lei ha parlato del cellulare, sappiamo che sono stati sequestrati anche dei documenti, vi erano in questi documenti riferimenti alla persona di Grigoli Salvatore?
TESTE Giuttari: Sì. C'era anche un riferimento a Grigoli Salvatore, sì. C'era, in particolare, una notazione, tra la documentazione cartacea sequestrata, con la scritta: "Totò 6303354". Utenza telefonica che corrisponde a quella di Grigoli Salvatore Articoli Sportivi, Corso dei mille, 1319.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io non so se...
TESTE Giuttari: Quindi, anche questo nominativo figurava tra la documentazione sequestrata al Mangano Antonino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Giuttari, rivedendo le dichiarazioni dei suoi colleghi che l'hanno preceduta, in particolare del dottor Zito, il dottor Zito ha fatto riferimento, in occasione di un certo spostamento di Lo Nigro nel 1995, ad un controllo di Polizia, a una perquisizione, un atto che era stato eseguito a Napoli.
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol dare qualche elemento più di dettaglio, rispetto a questa circostanza?
TESTE Giuttari: Sì. Ricordo che nell'aprile del '95, il Lo Nigro, con la... Lo Nigro Cosimo, con la sua famiglia e con la fidanzata, Angela Giacalone, erano stati a Milano ad un battesimo. E poi al ritorno si erano fermati a Napoli e a Napoli erano stati perquisiti, sia il padre che lui stesso, da personale di un Commissariato Rionale di Napoli. La data della perquisizione è del 23 aprile '95 e l'atto è stato eseguito dal personale della Squadra Anticrimine del Commissariato della Polizia di Stato Montecalvario, della Questura di Napoli.
Sono stati perquisiti sia Lo Nigro Cosimo...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in che data, mi scusi, dottor Giuttari?
TESTE Giuttari: 25 aprile '95.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, avevo sentito 23.
TESTE Giuttari: No, 25, 25 aprile.
PUBBLICO MINISTERO: Ce l'ha con lei questi...
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... decreti di perquisizione, questi verbali di perquisizione.
TESTE Giuttari: Verbali di perquisizione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi, l'ufficio di Polizia era...?
TESTE Giuttari: La Squadra Anticrimine del Commissariato della Polizia di Stato di Montecalvario, della Questura di Napoli.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, bene. Era un dato che era rimasto, per così dire, in sospeso dalle precedenti dichiarazioni.
Io penso di non avere altro da chiederle e avanzerei una richiesta di produzione alla Corte su un documento cui ha fatto riferimento il dottor Giuttari nelle giornate di ieri e stamani.
In particolare, ha fatto riferimento allo spostamento via aerea, riferibile a persona che viaggiava col nome Carra, del 10 febbraio '93.
Poi ha fatto riferimento allo spostamento via mare di Scarano, il 18 aprile '93, e per questo punto chiedo di poter produrre il biglietto di imbarco.
Poi ha fatto riferimento all'elenco degli autisti imbarcati sulla Freccia Rossa del 24 maggio '93, documento da cui risulta anche il nominativo Carra.
E poi, ancora, al manifesto d'imbarco, sempre su questa tratta Palermo-Livorno, Freccia Rossa, 24 maggio 1993.
Le ho fatto il solito elenco...
PRESIDENTE: Chiarissimo. Le parti civili hanno osservazioni? I difensori?
AVV. Cianferoni: Sì, buongiorno Presidente.
(voce fuori microfono)
AVV. Cianferoni: Ah, scusi, no, nessuna osservazione.
PRESIDENTE: Nessuna osservazione. Allora si possono acquisire.
Le parti civili hanno domande per questo teste?
Nessuna domanda. I difensori dei collaboratori, nessuno? I difensori degli imputati? Prego.
AVVOCATO Gramigni: Grazie, avvocato Gramigni. Dottore buongiorno.
TESTE Giuttari: Buongiorno.
AVVOCATO Gramigni: Senta, in riferimento all'attività...
PRESIDENTE: Avvocato, il suo nome, per cortesia.
AVVOCATO Gramigni: L'avevo detto, avvocato Gramigni. Comunque, non ho problemi a ripeterlo.
In riferimento all'attività che lei ha svolto nell'ambito dei fatti per cui oggi è al processo, il dato di una bisarca di colore blu, targata Caserta, nella disponibilità di certo Fionda Arturo, cose le evoca come scenario investigativo?
TESTE Giuttari: Sì. Il trasporto fatto delle autovetture acquistate da Giacalone a Roma, presso la Sivauto , il trasporto è avvenuto il 18 aprile del 1994.
Il Fionda Arturo è, per l'appunto, l'autista di questa bisarca che ha prelevato il carico presso la Sivauto e l'ha portato giù a Palermo all'Autosalone del Giacalone.
AVVOCATO Gramigni: E come avete potuto risalire a questa circostanza?
TESTE Giuttari: Mah, questa circostanza... ci risultavano dei contatti telefonici e dall'assunzione delle testimonianze che abbiamo assunto su delega del P.M. per chiarire i rapporti con... che erano intercorsi tra il cellulare di Giacalone e il cellulare di quel Pino Roma di cui abbiamo visto ieri che era Santamaria. Quindi, sentendo questa persona, a chiarimento di questi contatti, abbiamo acquisito le notizie che ci hanno portato all'identificazione del Fionda Arturo, che era fidanzato di una cugina del Santamaria Giuseppe. Quindi, Santamaria ci disse: 'sì, dovendo fare questo viaggio, mi dissero se conoscevo qualcuno, io avevo questo cugino di mia cugina che è della zona di Caserta, lo chiamai, si chiama Fionda Arturo'.
E poi ricordo che sentimmo anche il Fionda e confermò anche...
AVVOCATO Gramigni: E' in grado di collocare approssimativamente l'epoca di questa attività di indagine che ora ci ha riassunto?
TESTE Giuttari: Questa su Fionda?
AVVOCATO Gramigni: Questa su Fionda, sull'assunzione di queste dichiarazioni.
TESTE Giuttari: Mah, guardi, a memoria penso nel '95, dovrebbe essere stato nel '95, nei primi mesi del '95.
AVVOCATO Gramigni: Esattamente. Senta, in relazione al dato che lei ora mi ha offerto, le chiedo una cosa.
Lei sa che vi fu una serie di dichiarazioni rese da una serie di soggetti di ambientazione romana, diciamo, in epoca precedente a quella che lei ora ha indicato. Faccio riferimento a, diciamo, componenti della famiglia del Di Natale. E nell'ambito di queste dichiarazioni, come dato, diciamo, investigativo, naturalmente di interesse investigativo, una bisarca blu, delle caratteristiche poi rivelatesi corrispondenti a quella del Fionda, era già stata evocata.
Ecco, le chiedo: rispetto a quest...
TESTE Giuttari: Era già stata... mi scusi?
AVVOCATO Gramigni: Era già stata, diciamo, evocata, indicata, il richiamo, credo che lei naturalmente le conoscerà le dichiarazioni del Maniscalco e del Siclari, dei parenti del Di Natale. I quali, lei sa, che fanno riferimento preciso in un certo contesto a una bisarca di colore blu, o meglio, un autocarro, un mezzo per trasportare autovetture di colore blu.
Ecco, le chiedo: era già noto, è stato collegato il dato investigativo derivante poi dall'assunzione di testimonianza, o comunque, di informazioni da parte del Fionda? Ha questo precedente dato investigativo che, ripeto, era già presente da diverso tempo?
TESTE Giuttari: Mah, guardi, diverso tempo, le dichiarazioni di Di Natale e dei familiari sono dal maggio '94 in poi.
AVVOCATO Gramigni: Esatto.
TESTE Giuttari: Non erano così precise come lei sta dicendo...
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Giuttari: ... che non si parlava di bisarca, c'era un pochettino anche di confusione sul tipo del mezzo. Ecco, comunque, il dato investigativo, per noi non era attinente alle indagini perché l'episodio di cui parlava il Di Natale e i suoi familiari si riferiva al '93, mentre l'episodio che abbiamo accertato del Santamaria Giuseppe e dell'Arturo Fionda, si riferiva al '94.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Giuttari: Quindi, eravamo in due epoche completamente diverse.
AVVOCATO Gramigni: Giust'appunto.
TESTE Giuttari: Peraltro, ecco, su questo punto non abbiamo ricevuto neppure delega, noi come Centro DIA, specifica dalla parte del Pubblico Ministero.
AVVOCATO Gramigni: Quindi, diciamo, non ha destato interesse investigativo, non è stato sviluppato come dato investigativo. che sei mesi prima o tre mesi prima rispetto all'accertamento, che prima ci ha ricordato, fatto in relazione al Fionda, un collaboratore, dichiarante, lo chiami come vuole, parla di una bisarca di colore bianco e blu che arriva in un certo posto, la bisarca viene poi individuata in base a un altro percorso investigativo tre mesi dopo e non vi è stata però nessuna...
TESTE Giuttari: No, possono...
AVVOCATO Gramigni: ... attività di coordinamento fra le due situazioni, diciamo?
TESTE Giuttari: No, forse non mi sono spiegato bene. Io non ho detto che non è stato nessun... non è stato preso in esame questo riferimento qua. Per carità! Io ho detto che era un dato investigativo, sulla base degli elementi investigativi raccolti, ininfluenti. Perché erano diverse... non erano precise le dichiarazioni del Di Natale e dei familiari su questo mezzo, si riferiva comunque ad un'epoca successiva di un anno, perché i riferimenti investigativi su questa bisarca e sul Fionda erano del '94...
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì, ma siamo d'accordo...
TESTE Giuttari: E quindi siamo in due contesti completamente... temporali diversi. Peraltro, il riferimento a Fionda Arturo, noi ce l'abbiamo nel '94...
AVVOCATO Gramigni: Esatto.
TESTE Giuttari: ... e quindi, non ce lo avevamo nel '93. Quindi, è stato chiaramente un elemento investigativo che è stato preso in esame però è stato ininfluente, ecco, non...
AVVOCATO Gramigni: Certo, dottore, ma voglio capire. Cioè, non è che si parla, tanto per fare un esempio, di una Uno bianca che...
TESTE Giuttari: Sì.
AVVOCATO Gramigni: ... è un mezzo, direi, di larghissima diffusione. Si parla di una bisarca blu, meglio, si parla di un autocarro adibito al trasporto di autoveicoli di colore blu, nel '94, estate, giugno, diciamo, quando vi sono queste dichiarazioni dei familiari del Di Natale. Si trova poi, ripeto, per altra via investigativa, ma che comunque riconduce a un contesto sicuramente compatibile, se non aderente, a quello evocato dai familiari del Di Natale, si trova una bisarca blu. E le chiedo, non riesco a capire come possa essere privo di interesse investigativo questo dato.
TESTE Giuttari: No, io ho detto che l'abbiamo preso in considerazione, però non era influente per noi, perché si riferiva a due contesti temporali completamente diversi.
AVVOCATO Gramigni: Va be'...
TESTE Giuttari: Peraltro, il...
AVVOCATO Gramigni: Questo parte dalla premessa che il Fionda debba aver fatto...
TESTE Giuttari: Va be', avevo...
AVVOCATO Gramigni: ... un unico trasporto in vita sua...
PRESIDENTE: Avvocato, ma il teste le risponde.
TESTE Giuttari: Sì...
AVVOCATO Gramigni: No, no, no, ma io volevo precisare la mia curiosità. Cioè, il dato che mi offre lei non mi convince. Nel senso che...
PRESIDENTE: Avvocato, ma non abbiamo bisogno di sapere che sia convinto o no. Lei ha chiesto: vi ha dato spunti per verificare, eccetera. Il teste ha risposto, che la convinca o no, sarà un argomento che si tratterà a suo tempo.
AVVOCATO Gramigni: Sì, no, volevo se possibile accertare ulteriormente diciamo il contenuto della risposta del teste.
PRESIDENTE: Mi pare che stiamo girando intorno a questo argomento. La risposta è sempre quella.
AVVOCATO Gramigni: Va beh, Presidente...
PRESIDENTE: Abbiamo verificato che erano due dati di fatto diversi e noi non abbiamo...
TESTE Giuttari: Non è che l'abbiamo ignorato, l'abbiamo preso in esame però era per noi influente per via della differenza dei tempi e delle imprecisioni anche delle dichiarazioni dei familiari del Di Natale perché non sono così precise sulla bisarca di...
AVVOCATO Gramigni: Parola più, parola meno...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi.
TESTE Giuttari: Ce l'ho presenti perché le ho lette.
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì. Ma ce l'ho presenti anch'io, se permette dottore.
PRESIDENTE: Le abbiamo lette anche noi.
AVVOCATO Gramigni: Cambio scenario, cambio argomento.
Su certo De Masi Francesco, lei come ufficiale di Polizia Giudiziaria nell'ambito di questo procedimento, ha avuto occasione di compiere accertamenti? Certo De Masi Francesco da Galatro, provincia di Catanzaro.
TESTE Giuttari: Sul De Masi Francesco, personalmente non ho compiuto alcuna attività.
AVVOCATO Gramigni: Perché a mio...
TESTE Giuttari: Non ricordo di avere compiuto alcuna attività sul De Masi.
AVVOCATO Gramigni: Ecco. Io le devo, ho in mio possesso naturalmente estratta dagli atti contenuti nel fascicolo del Pubblico Ministero, copia di una informativa in data 16 febbraio '95. Che è a firma del dottor Zito, ma nella quale si dà atto che gli accertamenti che ne hanno formato poi oggetto sono stati eseguiti dal vicequestore aggiunto, dottor Michele Giuttari che ha redatto anche la presente nota coadiuvata dall'ispettore Puggioni, brigadiere Moretta e assistente Vitale.
E' una nota, ripeto, in data 16 febbraio '95.
TESTE Giuttari: Sì, ma io...
AVVOCATO Gramigni: Nella quale questo punto ha esito accertamenti nei confronti di De Masi, Gerace, Topia e Cirillo.
TESTE Giuttari: Sì. Ma è stato l'esame di documentazione che c'è stata trasmessa dal Pubblico Ministero. Però non ho fatto direttamente nessuna attività, e lo ripeto, sul De Masi. Cioè non ho assunto informazioni, non ho fatto perquisizioni...
Mi risulta che è stato sentito da altro organo ma non da me. Quindi direttamente io non ho fatto nessuna attività se non l'esame della documentazione che è stata trasmessa all'ufficio dal P.M.. E che poi il risultato di questo esame l'ho riportato in questa annotazione.
AVVOCATO Gramigni: Io in questa annotazione trovo fra l'altro specificati ed elencati, i periodi di detenzione di questo signore De Masi.
Ecco, lei è in grado di ricordarsi qualcosa di più preciso in proposito?
TESTE Giuttari: Mah, guardi, io adesso i periodi di detenzione non li posso ricordare, così a memoria. Però ricordo che facemmo, valutammo questo dato perché risultava dalle notizie sempre assunte dal P.M., che se non ricordo male, la conoscenza del De Masi e dello Scarano sarebbe avvenuta in un periodo di codetenzione.
AVVOCATO Gramigni: In realtà la detenzione ha rilevanza per episodio che coinvolge anche lo Scarano, ma vengo al punto.
Qui almeno dalla sua nota, il De Masi risulterebbe arrestato in esecuzione di ordine di espiazione pena emesso dalla Procura Generale della Repubblica di Roma, per espiare anni 1, mesi 9, giorni 25 di reclusione viene arrestato ripeto, in data 6 ottobre '92.
E mi risulterebbe poi fruire questo signor De Masi, sempre secondo il contenuto di questa nota che ho sotto gli occhi, fruire del regime di semilibertà dal 1 giugno '93 fino al termine pena, eccetera.
Il dato che mi contrasta con altre emergenze è quello che vedrebbe il signor De Masi predetto nell'aprile del '93 presente a una certa vicenda che si svolge in un altro...
TESTE Giuttari: Sì.
AVVOCATO Gramigni: ... laddove dovrebbe essere ristretto in un istituto penitenziario della Repubblica.
Ecco, questo è il dato che non riesco a conciliare.
Volevo capire se...
TESTE Giuttari: Comunque non è un'attività quella fatta direttamente da me. Credo che l'abbiano riferito i Carabinieri al P.M. e poi...
(voci sovrapposte)
TESTE Giuttari: ... i Carabinieri.
AVVOCATO Gramigni: No, no. Siccome lei ha fatto accertamenti...
TESTE Giuttari: Ma sulla base del materiale che era stato fornito dal Pubblico Ministero.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, ma io volevo tranquillizzarmi nel senso che sono dati attinenti ai periodi di carcerazione che hanno...
PUBBLICO MINISTERO: Magari, scusi dottor Giuttari.
TESTE Giuttari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Forse per completezza di quest'esame - mi scuso se interrompo - magari se lei può consultare gli atti.
TESTE Giuttari: Appunto, stavo dicendo, perché così a memoria...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Giuttari: Questo era il 16...
AVVOCATO Gramigni: Al punto R a carte 6 dell'annotazione che ho prima richiamato, al punto R c'è scritto in data 06/10/92, si sta parlando...
TESTE Giuttari: No, no. La data dell'annotazione.
AVVOCATO Gramigni: E' il 16/02/95.
TESTE Giuttari: 16 febbraio.
AVVOCATO Gramigni: 16/02/95.
TESTE Giuttari: Qua non ce l'ho.
AVVOCATO Gramigni: Pervenuta 20 febbraio '95 alla Procura. E, ripeto, alla pagina 6 di quest'annotazione, al punto R viene scritto:
"In data 06/10/92 viene arrestato a Oricola, provincia di Aquila presso il motel Al Cavaliere. In esecuzione di ordine di espiazione di pena emessa dalla Procura Generale eccetera, per espiare anni 1, mesi 9 e giorni 25 di reclusione".
Poi si passa al punto S, successivo:
"Dall'1/06/93 fino al termine pena, cioè 14/06/94 siccome detenuto nel carcere di Avezzano, fruisce della misura della semilibertà con domicilio in Oricola, Aquila".
Le ripeto, la cosa che mi contrasta con altre emergenze di questo processo è che da questo suo accertamento il De Masi dovrebbe essere detenuto. Da altre emergenze investigative naturalmente derivanti da anche testimonianze di suoi colleghi dell'Arma dei Carabinieri, il De Masi sembrerebbe a giro per l'Italia nell'aprile '93.
E questo non riesco a conciliarlo ripeto, questo dato che lei mi offre con questa annotazione.
Però, ecco, prendo atto che lei avrà verificato i periodi di detenzione di questo signore facendo riferimento a documenti ufficiali fra virgolette, insomma credo che non se li sia calati dalla testa, tanto per intendersi.
Quindi niente, io questo le volevo chiedere e volevo chiedere se poteva darmi qualche delucidazione in merito.
PUBBLICO MINISTERO: Mah, magari se potessimo passare a un'altra domanda. Perché sennò così, il dottor Giuttari ha compiuto centinaia di atti...
TESTE Giuttari: No, no...
PUBBLICO MINISTERO: ... se non può consultare...
TESTE Giuttari: Io no ho portato quello che...
PRESIDENTE: Ovviamente risponde per quello che può rispondere.
TESTE Giuttari: Sì, ecco se posso consultare l'annotazione le do la risposta.
AVVOCATO Gramigni: Se si fida, gliel'ho riportata alla lettera.
TESTE Giuttari: Vorrei vederla tutta, anche gli allegati.
AVVOCATO Gramigni: Per l'amor del Cielo!
TESTE Giuttari: Non vorrei magari che ci fosse stato un errore di battitura, quindi è bene prendere l'allegato, il documento di origine.
AVVOCATO Gramigni: Ultima domanda. In relazione al fatto di strage o di attentato avvenuto...
TESTE Giuttari: Di?
AVVOCATO Gramigni: Di strage avvenuto in Firenze il 27 maggio, ella ha avuto occasione di occuparsi delle indagini fin dall'inizio, da quello che...
TESTE Giuttari: No, dall'inizio no. Io ho precisato dal febbraio '94.
AVVOCATO Gramigni: Dal febbraio '94.
TESTE Giuttari: Le indagini è chiaro, son partite la notte stesso dell'attentato. Quindi il 27 maggio '93.
AVVOCATO Gramigni: Ma lei...
TESTE Giuttari: Io son stato trasferito al Centro DIA di Firenze nel dicembre del '93 e dal febbraio '94 l'ho spiegato ieri, mi sono interessato mi questa attività.
Quindi ho indicato anche la prima nota del 28 febbraio '94, quella è l'inizio dell'attività della DIA di Firenze. Ma prima di quella data chiaramente c'è stata tutta un'attività, è stata svolta dalla DIGOS, dalla Criminalpol e gli altri uffici.
AVVOCATO Gramigni: Credevo lei ne fosse stato in qualche modo partecipe.
TESTE Giuttari: No, no. Io a quell'epoca ero al Centro DIA di Napoli. Quindi non ero assolutamente a Firenze, non potevo interessarmi.
AVVOCATO Gramigni: Non ho altro da chiederle a questo punto. La ringrazio.
TESTE Giuttari: Prego.
PRESIDENTE: Ci sono altri interventi?
AVV. Cianferoni: Sì, Presidente buongiorno. Sono l'avvocato Cianferoni.
Se per altro poi la nota alla quale faceva riferimento l'avvocato Gramigni potrà essere sottoposta al teste, volevo ultimare appunto questo discorso su la persona di De Masi Francesco per come nota alle acquisizioni investigative del dottor Giuttari.
Perché la mia prima domanda quindi, così si esaurisce l'argomento, è questa.
PRESIDENTE: Allora mi scusi perché non si possono fare due... No, no lasci pure signorina. Due cose con... Lei procede alle domande, poi faremo una breve sospensione e daremo tempo al dottore di ragguagliarsi su quello che deve rispondere e potrà fare... Perché se ora si occupa di quella annotazione, ovviamente non può dare risposta alle sue domande.
AVV. Cianferoni: Benissimo.
PRESIDENTE: Proceda.
AVV. Cianferoni: Grazie. Allora vorrei dottore Giuttari, che mi specificasse analiticamente i precedenti penali del signor Barranca. Le condanne che ha riportato, visto che ha già fatto riferimento.
TESTE Giuttari: No, io ho fatto riferimento a proposito di Barranca di precedenti di Polizia. Non condanne.
Io proprio stamattina nel parlare di Barranca, ho parlato con precedenti di Polizia e ho indicato i reati. Reati in materia di stupefacenti, lo riprendiamo...
AVV. Cianferoni: Io avevo colto precedenti intesi tali come penali. Se ora lei mi dice precedenti di Polizia, già...
TESTE Giuttari: No, no avvocato.
AVV. Cianferoni: ... l'argomento mi si restringe.
TESTE Giuttari: C'è la registrazione, quindi...
Precedenti ho parlato di precedenti di Polizia.
AVV. Cianferoni: Quindi dall'archivio di Polizia.
TESTE Giuttari: Esatto.
AVV. Cianferoni: Quindi l'argomento si restringe.
TESTE Giuttari: Infatti avevo anche detto che sul nominativo Barranca, avevamo fatto le interrogazioni al terminale quindi c'è risultato i precedenti che aveva, precedenti di Polizia e anche quel controllo con Lo Nigro nella provincia di Enna.
I precedenti di Polizia, per traffico di sostanze stupefacenti, omicidio, armi, associazione per delinquere di tipo mafioso.
Io non so, poi, l'esito...
AVV. Cianferoni: Ecco, a fronte di queste segnalazioni, se ne sa specificare anche le date...
TESTE Giuttari: No, questo non...
AVV. Cianferoni: Ah, non ne sa specificare le date.
Lei sa se sia incensurato il signor Barranca?
TESTE Giuttari: Prego?
AVV. Cianferoni: Lo sa, l'ha fatta questa ricerca.
TESTE Giuttari: Io dalla ricerca che ho fatto, per altro ecco, l'ho detto prima, lo ripeto, questo è l'ultimo atto da me fatto; quindi erano i primissimi accertamenti sui nominativi nuovi che iniziavano ad essere attenzionati.
Quindi nei primissimi accertamenti i dati che abbiamo rilevato erano questi.
Penso che i colleghi che mi hanno sostituito, sicuramente poi avranno visto anche le condanne e come si sono evoluti queste denunce.
AVV. Cianferoni: Bene.
TESTE Giuttari: Però questi dati che magari sono imparziali, non precisi, con l'esito anche di queste denunce, bisogna considerare che sono i primissimi dati acquisiti e riferiti in questa annotazione che è l'ultima che io ho fatto.
AVV. Cianferoni: Benissimo. Senta, lei ha parlato di un fermo inteso... che cosa intende lei per fermo? Perché con questo...
TESTE Giuttari: Fermo a che proposito?
AVV. Cianferoni: Quando lei ci ha detto che nella provincia di Enna il signor Barranca...
TESTE Giuttari: Un controllo.
AVV. Cianferoni: Un controllo.
TESTE Giuttari: No un fermo. Era stato, risultava essere stato controllato a bordo di un'autovettura che era intestata a...
AVV. Cianferoni: Bene.
TESTE Giuttari: ... insieme a...
AVV. Cianferoni: Detto questo, quando allora si parla del controllo operato dalla Polizia Stradale e quindi da un'emanazione dell'Ente al quale lei stesso fa parte istituzionalmente oggi stesso, cioè la Polizia di Stato; com'è che poi a Fiano Romano il controllo della Polizia Stradale sull'automezzo condotto asseritamente da Carra Pietro non si estende quanto meno al conducente, perché poi il Carra avrebbe detto perfino che...
PRESIDENTE: Avvocato...
TESTE Giuttari: Mi sembra che ieri l'ho spiegato...
PRESIDENTE: ... presente ieri, il teste è stato molto chiaro.
AVV. Cianferoni: No, no. C'ero e ho segnato tutto.
PRESIDENTE: E allora credo che dovrebbe avere capito.
AVV. Cianferoni: Dicendo che l'estensione a 250 chilometri, non sanno nemmeno la pattuglia che ha fatto il tipo di...
PRESIDENTE: No, no. La questione non è 250 chilometri. La questione è che il teste ha dato una risposta molto precisa.
Ha detto: quando le pattuglie sono in servizio sia nel corso del movimento, seguire o precedere o comunque procedere sull'autostrada; sia nei luoghi in cui ci siano soste, a volte anche il movimento nota in particolare una motrice.
Siccome sono frequenti i furti di motrici, a parte di autotreni completi di motrice e rimorchi, possono benissimo anche in corso di movimento contattare il CED per avere notizie se si tratta di un mezzo, di una targa rubata.
Dopodiché se non risulta rubata, non procedono...
AVV. Cianferoni: Non procedono nemmeno al fermo. Tutto bene, signor Presidente, ne discuteremo quando si dovrà dire che il Carra ha detto di essere stato fermato.
Ma questo non pertiene al dottor Giuttari.
PRESIDENTE: Ma anche se fosse stato fermato, una volta che ha fatto... io presumo, poi le valutazioni sono tutte libere. Presumo che se non è stato proseguito nell'accertamento del conducente, identità, documenti eccetera, evidentemente una volta che anche fermato, sia accertato che non si tratta di mezzo rubato, non si procede.
Cioè, si può procedere anche ad altri accertamenti ma si può anche non procedere.
Questo era il testo della dichiarazione...
TESTE Giuttari: Non è obbligatorio, quindi...
AVV. Cianferoni: Ecco, questo il punto. Lei non...
TESTE Giuttari: Si può interrogare la targa e il nominativo o soltanto la targa. Ecco, non è che c'è una procedura che dice che bisogna necessariamente quando si interroga una targa interrogare anche il nominativo. Capito?
Ieri mi sembra di averlo illustrato abbastanza.
AVV. Cianferoni: Non c'è questa procedura, lei dice.
TESTE Giuttari: No.
AVV. Cianferoni: Allora esiste però una procedura pubblica sul come il poliziotto della strada medio deve fare un certo tipo di accertamento.
Questa esiste, una libretta diciamo, in termine militare. Esiste?
TESTE Giuttari: Che cosa...
AVV. Cianferoni: Penso di sì.
TESTE Giuttari: No, che cosa intende lei per libretta?
AVV. Cianferoni: Manuale del poliziotto della strada che deve fare un accertamento.
TESTE Giuttari: Manuale...
AVV. Cianferoni: Ordine di servizio.
TESTE Giuttari: No, questo rientra... non c'è un ordine... questo rientra nei compiti di una pattuglia in linea generale nei compiti di prevenzione e di repressione che ha una pattuglia che fa servizio sul territorio.
Quindi è la pattuglia che valuta se deve fermare una macchina, perché è chi guida questa macchina un atteggiamento sospetto se quella macchina è stata segnalata, o se ritiene che possa essere rubata, oppure non la debba fermare perché non ci sono elementi di sospetto.
Cioè, non è che c'è un manuale scritto che perissequamente... Rientra nei compiti di istituto di prevenzione e repressione dei reati.
Quindi è la pattuglia che singolarmente, a seconda la circostanza e a seconda dei casi, agisce.
Molto spesso ecco, si interroga soltanto un numero di targa quando si può pensare che la macchina è rubata, poi si dà una risposta negativa che non è provento di furto e si lascia andare. Perché magari quel sospetto è venuto meno.
Questo capita anche nelle pattuglie che fanno servizio in città. Nelle pattuglie...
AVV. Cianferoni: Scusi, a conclusione, una domanda logica.
Se seguo bene il suo ragionamento, non si potrebbe mai sapere se una rapina a un TIR fatta tre ore prima sia accertabile e mi spiego...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi. Le domande.
AVV. Cianferoni: Le domande ci arriviamo.
PRESIDENTE: Ma le domande non sono delle considerazioni. Le domande. Lei ne può fare diecimila, ma domande non considerazioni. Perché le considerazioni ci sarà il momento, avrà agio di farle quando vorrà.
AVV. Cianferoni: Ecco, dicevo se noi... le chiedo: com'è possibile essere certi che il mezzo non sia rubato se non si identifica il conducente e non si scopre per esempio se c'è congruenza tra la targa e il conducente?
TESTE Giuttari: Va beh, ma già se la targa non risulta da ricercare, non risulta rubata, ecco, un controllo successivo si può fare come anche non si può fare. Non è che è detto che debba essere fatto. Capito?
AVV. Cianferoni: Sì, ma se - e poi basta su questo argomento - se la rapina al TIR è di sei ore prima e il disgraziato è lì buttato su una panchina dell'autostrada, quella pattuglia però dice, non risulta denunciato o rubato, questo TIR è regolare. Così vengono fatti gli accertamenti.
TESTE Giuttari: No, così. Vengono fatti perché fermando e essendo rubato, se quello sta fermo altre sei ore nella piazzola, che cosa si risolve? Lo stesso risulterebbe non rubato, secondo il suo discorso.
AVV. Cianferoni: Sì...
TESTE Giuttari: Capito?
AVV. Cianferoni: Secondo il mio discorso...
PRESIDENTE: Scusate, non sono consentite chiacchiere o valutazioni e discussioni. Le discussioni hanno un tempo preciso. Oggi si fanno domande.
AVV. Cianferoni: Ecco, a...
PRESIDENTE: E risposte.
TESTE Giuttari: Io vorrei rispondere a domande precise.
PRESIDENTE: Ho capito, ma...
TESTE Giuttari: Perché poi mi lascio andare anche a considerazioni che non devo fare chiaramente, non è mio compito.
PRESIDENTE: Bene, andiamo avanti.
AVV. Cianferoni: Chiedo: ha fatto accertamenti a riscontro delle dichiarazioni di Carra sul suo camion?
TESTE Giuttari: In che senso? Sul suo camion, no. Sui viaggi l'ho fatti, sui trasporti, questo l'ho fatto.
AVV. Cianferoni: Dunque, sulla descrizione che il Carra dà del nascondiglio sul camion per l 'esplosivo, lei ha fatto...
TESTE Giuttari: No su questa parte no. Però già avevo detto ieri che il Carra e le dichiarazioni sono agosto-settembre; quindi la parte finale della mia permanenza alla DIA e ho precisato stamattina che le uniche attività fatte sulla base delle dichiarazioni di Carra son state quelle dei sopralluoghi col P.M. e poi da solo...
PRESIDENTE: In zona di Prato.
TESTE Giuttari: Ecco, questa qua, questa parte qua non l'ho...
AVV. Cianferoni: Benissimo.
TESTE Giuttari: L'avranno fatto sicuramente successivamente alla mia andata via dalla DIA.
AVV. Cianferoni: Alla sua fuoriuscita.
Ecco, però appunto ci siamo al dato dei viaggi quanto meno.
TESTE Giuttari: Prego?
AVV. Cianferoni: Allora, i viaggi lei li ha sviluppati.
TESTE Giuttari: Sì, quelli che erano per noi direttamente interessanti per l'indagine, l'ho sviluppati sì. Con accertamenti presso le compagnie di navigazione, questo...
AVV. Cianferoni: Scusi, abbia pazienza.
Che vuol dire "quelli che per noi erano direttamente rilevanti per l'indagine"?
TESTE Giuttari: Mi scusi, se l'attentato...
AVV. Cianferoni: Come fa lei a discriminare ex ante tra un viaggio rilevante e un viaggio non rilevante?
TESTE Giuttari: No, glielo spiego subito. Se l'attentato di via dei Georgofili è il 27 maggio 1993, e noi accertiamo che il 24 maggio un mezzo del Carra e un autista a nome Carra si imbarca da Palermo per Livorno, quindi in Toscana; è chiaro che questo viaggio più di altri viaggi ci appare interessante per l'indagine specifica sull'attentato di via dei Georgofili.
Intendo questo.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE Giuttari: Mi sembra che siano dati obiettivi che... logici anche.
AVV. Cianferoni: Sì, veniamo a domanda specifica ancora.
Il collega prima le rammentava quel dato che emergeva dalle dichiarazioni della famiglia Di Natale.
Io mentre l'avvocato Gramigni esponeva ho ricercato e ho una nota 15 settembre '94. Quindi, nel pieno della sua attività.
TESTE Giuttari: 15 settembre...
AVV. Cianferoni: '94. Nota del Centro Operativo DIA protocollo 2443.
Questa nota risulta firmata dal dirigente Zito.
Lei mi deve dire se per altro non si trova specificazione di coloro i quali hanno fatto accertamenti, è riepilogativa, come vede sono circa 40 pagine più gli allegati, riepilogativa di diverse attività.
TESTE Giuttari: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco. Posso farle domande. Quindi questa è un'attività che lei ha svolto.
TESTE Giuttari: Sì, sì.
AVV. Cianferoni: Sì. E a proposito del camion, beh, la famiglia Di Natale dava una serie nutrita di indicazioni. E coloro i quali sono già stati sentiti, hanno reso delle dichiarazioni che sono agli atti e la Corte già conosce. E come questo difensore, il Pubblico Ministero.
Io traggo spunto da quelle che erano di interesse per voi, operatori della DIA.
A pagina per esempio 6 e a pagina 7 la Siclari Maria Antonietta parlava proprio di un camion di colore blu.
A pagina 6-7 della vostra nota.
Il Di Natale, a pagina 5, parlava di un camion marroncino più piccolo e uno più grosso.
TESTE Giuttari: Quindi già c'è un colore diverso dal blu.
AVV. Cianferoni: Sì. ma ce n'è uno marroncino più piccolo, quindi lo escludiamo.
TESTE Giuttari: Sì.
AVV. Cianferoni: Dice che ce n'è uno più grosso.
TESTE Giuttari: No, questo... la risposta mia che avevo dato prima al suo collega, le dichiarazioni non erano così precise come può sembrare, ecco, dei familiari.
AVV. Cianferoni: Premesso questo, le chiedo allora una sola cosa.
Quando vi emerge circa un anno dopo il dato, se non mi sbaglio, il dato relativo a una bisarca di colore blu, avete nel vostro... nel coordinamento dell'indagine, sviluppato questo dato alla luce delle indicazioni fornite da coloro che avevano costituito l'inizio dell'indagine, quanto meno di fronte all' A.G. romana.
Discorso dei cellulari a parte, la famiglia Di Natale aveva fatto delle dichiarazioni. Avete comparato il dato rappresentato da quella bisarca per esempio con il cancello rotto, avete fatto questo tipo di accertamenti? Lei ha detto è andato proprio a operare le misurazioni.
L'avete fatto sì o no?
TESTE Giuttari: Sul cancello ho detto che abbiamo fatto gli accertamenti identificando anche il fabbro. Su questa bisarca che ho spiegato prima, che noi il dato investigativamente l'abbiamo preso in considerazione ma non l'abbiamo ritenuto utile.
Né poi abbiamo ricevuto dal P.M. ulteriore deleghe specifiche di approfondimento su questa bisarca del Fionda.
Ecco, quindi, l'avevo spiegato.
AVV. Cianferoni: Senta.
TESTE Giuttari: C'era una differenza di tempi...
AVV. Cianferoni: Ho capito.
Dal punto di vista del coordinamento investigativo, dal febbraio '94 al gennaio '95 il Centro Operativo DIA di Firenze opera in concomitanza con gli omologhi milanesi e romano, Centro Operativo di Milano e Centro Operativo DIA di Roma, oppure no?
Avete condotto operazioni coordinate, ci son state riunioni fra di voi?
TESTE Giuttari: Guardi, inizialmente io già ho spiegato ieri che l'input investigativo a noi del Centro DIA di Firenze ce l'offrì il Centro DIA di Roma con quel dato del cellulare, del contatto del cellulare Spatuzza-Autotrasporti Sabato.
In un primo tempo il Centro DIA di Firenze ha operato da solo con la Procura di Firenze sulle indagini specifiche di via dei Georgofili.
Nel maggio del '94, quando son venute fuori le dichiarazioni Di Natale, quindi si è aperto questo filone romano, seguito su Roma dal Centro DIA di Roma, chiaramente da quel momento le attività dei due centri si sono intensificate. Si sono fatte più fitte e si è proseguito poi a lavorare sostanzialmente insieme.
Anche ieri avevo spiegato delle attività fatte poi su Roma sia da me che dai miei collaboratori insieme a personale del Centro DIA di Roma.
Quindi ci siamo coordinati e ci siamo, abbiamo lavorato sostanzialmente uno a fianco all'altro.
AVV. Cianferoni: E allora vediamo questa vicenda... aspetti, quella del De Masi la facciamo subito dopo...
Dal patrimonio di conoscenze che l'indagine aveva raccolto fino al febbraio '94, lei ha tratto degli spunti? In particolare, ad esempio, sul furto del Fiorino ha condotto accertamenti, sviluppi investigativi, riscontri, attività di indagine?
TESTE Giuttari: Mah, guardi sul furto del Fiorino è tutta un'attività questa che io ho letto. Perché nell'attività chiaramente preliminare di esame e di analisi dello stato delle indagini, prima di redigere l'informativa del 28 febbraio mi sono documentato leggendo atti fatti da altri uffici.
Tra gli atti fatti da altri uffici e in particolare dalla DIGOS di Firenze, c'era anche tutta l'attività sul Fiorino e sul furto del Fiorino.
Direttamente quindi non ho svolto nessuna attività...
PRESIDENTE: Allora basta così.
TESTE Giuttari: Ho... Sì, direttamente no. Ho preso atto...
PRESIDENTE: Lei ha il dovere di rispondere sugli atti da lei...
TESTE Giuttari: No, ho preso atto solamente dell'attività che è stata svolta...
PRESIDENTE: Anche perché su questa attività precedente, i suoi colleghi sono stati sentiti.
AVV. Cianferoni: Ripongo a lei una domanda già posta a un suo collega.
Il Pubblico Ministero in data 18 ottobre '93 rivolge al Servizio Centrale Operativo e alla Direzione Centrale Polizia Criminale Roma, quindi un ufficio diverso dal suo, una nota dove collega la circostanza del furto del Fiorino commesso in via della Scala il 26 maggio a un orario: 19.53-19.54.
Quanto sopra in relazione all'elaborazione dei dati del traffico da utenze radiomobili che il Servizio sta espletando.
Ecco, ora io le dico: questo tipo di collegamento tra la comunicazione telefonica e il furto del Fiorino, lei lo ha mai avuto da sviluppare?
TESTE Giuttari: Ma guardi, io settembre '93 non ero a Firenze. Ho letto in particolare per quanto riguarda i tempi del furto del Fiorino, tra gli atti che ci sono stati trasmessi dall'ufficio del Pubblico Ministero, una consulenza, una relazione in cui si - e ho un ricordo preciso di questa relazione - in cui si ipotizzava che il furto del Fiorino in via della Scala potesse essere stato tra le 19.30 e le 19.45 e non quindi in quegli orari che mi ha citato lei. In considerazione del fatto, delle immagini...
PRESIDENTE: Mi scusi. Ma lei riferisce sempre dati di altri...
TESTE Giuttari: Sì, perché io a settembre '93 non c'ero.
PRESIDENTE: Lei non ha il dovere di rispondere. Perché non può rispondere, né fare considerazioni sull'operato di altri.
I difensori sanno che lei è tenuto a dare spiegazioni su tutto quello che lei ha fatto, o ha partecipato a fare. Su quello di altri uffici, sono stati altri suoi colleghi che...
TESTE Giuttari: E' inutile allora anche porre la domanda, perché...
AVV. Cianferoni: La domanda si spiega in una maniera che...
PRESIDENTE: Avvocato, le domande... Lei sa bene a chi vanno rivolte le domande, quindi è inutile che andiamo a allargare il campo a persone che a questi accertamenti non hanno preso parte.
AVV. Cianferoni: Ma avrò diritto di sapere se questi hanno sviluppato l'indagine...
PRESIDENTE: Lei ha tutti i diritti possibili, però queste domande... Il teste le ha già detto che in quell'epoca non c'era, di queste cose non se n'è occupato. Si è fatto una certa nozione leggendo gli atti compiuti prima del suo arrivo in quel certo Centro, per non arrivare a sviluppare un lavoro senza avere nessuna documentazione dei precedenti. Ma questo non gli dà il potere, o il diritto, o il dovere di rispondere di atti di altri.
AVV. Cianferoni: No, no, non è questo.
Quindi - ecco, un'altra domanda per capire - quando avete avuto da sviluppare i dati del traffico telefonico, voi avevate un riferimento interno all'ufficio che vi orientasse dal punto di vista della lettura dei tabulati? Che è una materia specialistica.
Cioè, la DIA come ha condotto lo sviluppo del traffico telefonico? Con quali ipotesi operative?
Se faccio la domanda è perché agli atti del fascicolo del Pubblico Ministero esistono plurime note del Nucleo Centrale Criminalità Economica ed Informatica della Polizia Criminale di Roma. Nota, quella che ho davanti, 14...
TESTE Giuttari: Ma quella è tutta un'attività...
AVV. Cianferoni: Che a voi non ha interessato.
TESTE Giuttari: No.
AVV. Cianferoni: Basta.
TESTE Giuttari: Io non ho... Io ho spiegato come siamo partiti, da quel cellulare, l'acquisi... Ho detto anche le note, ho richiamato, in cui abbiamo chiesto i tabulati, come li abbiamo sviluppati. Quello...
AVV. Cianferoni: Questo...
TESTE Giuttari: No.
AVV. Cianferoni: Volevo chiarezza su questo punto e va bene.
Oh. Senta, se vuole riferire - se lo sa - come si è giunti all'arresto di Carra Pietro. Penso sia un'attività che...
TESTE Giuttari: Sì, Carra Pietro... ancora ero alla DIA. Carra Pietro è stato arrestato a Genova. Si stava per imbarcare, credo nel mese di...
AVV. Cianferoni: Luglio.
TESTE Giuttari: ... luglio. 6 o 7 luglio, i primi giorni di luglio. Noi avevamo le intercettazioni telefoniche in corso, avevamo appreso appunto dall'attività tecnica che si trovava a Genova, che stava per imbarcare i mezzi da Genova. Ho inviato personale del Centro DIA qua di Firenze a Genova. Lo hanno localizzato e lo hanno tratto in arresto in esecuzione di ordinanza qui di Firenze.
AVV. Cianferoni: Non è stata un'operazione coordinata da lei?
TESTE Giuttari: Prego?
AVV. Cianferoni: L'ha coordinata lei questa operazione?
TESTE Giuttari: Li ho inviati io in missione.
AVV. Cianferoni: Li ha inviati lei.
TESTE Giuttari: Non ero presente io materialmente a Genova per l'arresto, però ricordo che incaricai, se non ricordo male, l'ispettore Puggioni e forse il maresciallo Moretta anche. Comunque l'ispettore Puggioni c'era di sicuro, che poi ci sentimmo anche per telefono, mi chiamò per darmi la conferma che era stato localizzato e tratto in arresto.
E quindi, io non ero fisicamente a Genova.
AVV. Cianferoni: Sì, le chiedo: sa mica, dagli atti che le sono stati riferiti e dal coordinamento che ha svolto, la sorte del signor Piano Rosario, che era - ci ha riferito così un suo collaboratore, precisamente il maresciallo Cappottella - che era insieme al Carra Pietro?
TESTE Giuttari: No, questo non... Ricordo che col Carra c'era un'altra persona.
AVV. Cianferoni: Non sa dire...
TESTE Giuttari: Ricordo che col Carra c'era un'altra persona, non so dire... Comunque non è stato arrestato perché noi il provvedimento ce l'avevamo solo per il Carra.
AVV. Cianferoni: Oh.
TESTE Giuttari: Cappottella, credo che fosse stato anche lui presente a Genova, sì, con Puggioni.
AVV. Cianferoni: Dunque, ha avuto da sviluppare un dato, cioè da accertare più che sviluppare: quando è stata demolita l'abitazione in via Sotto L'Organo 12, nella quale abitava la famiglia Messana?
TESTE Giuttari: No, questo io non l'ho accertato. Però ci risultava - e questo è un dato di fatto, obiettivo, che è rilevabile dagli atti - che fino ad una certa data, e esattamente fino ai primi giorni di settembre '94, i Messana abitavano in via Sotto L'Organo 12 perché avevamo noi l'intercettazione di quell'utenza.
Poi cambiano casa, vanno in via Don Facibeni, sempre di Prato, cambiano utenza telefonica e noi, fra il 6 e il 9 di settembre del '94, chiediamo al P.M. la cessazione di quella linea e l'attivazione di quell'altra, di quella nuova.
Quindi collocabile i primi di, dalle attività tecniche, i primi di settembre.
AVV. Cianferoni: Quindi...
PRESIDENTE: L'avvocato si riferiva alla demolizione.
TESTE Giuttari: No, sulla demolizione ho detto non ho fatto...
AVV. Cianferoni: Però allora, ecco, lei ci introduce come dato certo che fino a settembre '94...
TESTE Giuttari: Del cambio della casa, dell'abitazione, che l'abbiamo rilevato dal cambio dell'utenza.
AVV. Cianferoni: Ecco, fino allora diciamo, agosto-settembre '94, la casa era necessariamente in piedi? Non è una mia deduzione. Cioè, è un argomento che traggo dal fatto che si conducevano intercettazioni telefoniche su un'utenza installata in quell'appartamento, via Sotto L'Organo 12 a agosto-settembre '94.
TESTE Giuttari: Questo è un dato che...
AVV. Cianferoni: Era intercettato dall'ufficio vostro.
TESTE Giuttari: Ma è un dato che risulta dagli atti.
AVV. Cianferoni: Bene. A fronte di questo dato le chiedo: risulta dagli atti una fotografia della casa di via Sotto L'Organo 12?
TESTE Giuttari: No.
AVV. Cianferoni: No. Grazie. Io ho solo la domanda su De Masi.
PRESIDENTE: La domanda su?
TESTE Giuttari: No, su questa informativa che...
PRESIDENTE: Ci sono altri interventi? Altri difensori?
AVVOCATO Florio: Sì, avvocato Florio, c'ho tre domande. Non so se devo farle ora, o dopo l'interruzione. Come il Presidente crede meglio.
PRESIDENTE: Se sono molte...
AVVOCATO Florio: Tre.
PRESIDENTE: Tre. E allora procediamo ora.
AVVOCATO Florio: Buongiorno dottor Giuttari.
TESTE Giuttari: Buongiorno.
AVVOCATO Florio: Lei sa chi sono, o se avete indagato su queste persone, Filippo e Giuseppe Guttadauro?
TESTE Giuttari: Filippo e Giuseppe Guttadauro.
AVVOCATO Florio: Se avevano rapporti di qualche genere, di affinità o parentela per esempio, con Matteo Messina Denaro?
TESTE Giuttari: Ma che io ricordi, c'è qualche citazione, qualche informativa di questi, di Guttadauro, ecco, ma non hanno formato oggetto specifico di attività investigativa, altrimenti avrei avuto un ricordo più chiaro, ecco.
In qualche informativa sono citati...
AVVOCATO Florio: Tutti e due.
TESTE Giuttari: No.
PRESIDENTE: Non informative cui ha partecipato lei.
TESTE Giuttari: Eh?
PRESIDENTE: Non informative delle quali si è occupato direttamente.
TESTE Giuttari: No, forse in una informativa di cui mi sono interessato io, nel riferire gli sviluppi del materiale sequestrato a Giacalone, a Scarano, ecco, ho un ricordo piuttosto vago però, di un riferimento a un Guttadauro, ecco. Questo, un cognome del genere. Però non ha...
PRESIDENTE: Be, è Procuratore della Repubblica...
TESTE Giuttari: Sì, è un cognome siciliano.
Ecco, però non ho fatto nessuna attività specifica di indagine su questo nominativo, ecco, su questa persona. Questo lo do per certo, lo ricordo bene, altrimenti avrei avuto altro ricordo.
AVVOCATO Florio: Senta dottor Giuttari, il Matteo Messina Denaro - ora non so se lo ha già detto perché purtroppo, per impegno professionale, non c'ero - ma il Matteo Messina Denaro, nel 1991, che, tra virgolette "qualità" aveva? Nel senso, era latitante, era libero cittadino?
TESTE Giuttari: Non l'ho citato questo ieri, no. Perché non credo di aver riferito notizie sul Messina Denaro Matteo, al di fuori di quell'acquisto dell'autovettura nell'autosalone di Giacalone.
AVVOCATO Florio: Ecco, allora, siccome è proprio quello il punto che interessa, lei sa se, nel momento in cui acquistava questa autovettura, che siamo nel 1991 appunto, fosse un latitante, un libero cittadino?
PRESIDENTE: Avvocato, la latitanza di Matteo Messina Denaro inizia tra l'aprile il giugno. Non abbiamo la sicurezza, ma è o aprile o giugno novanta...
E' un dato che ci è stato fornito da uno degli ufficiali di Polizia Giudiziaria che abbiamo sentito. Se non mi sbaglio il commissario Bona...
TESTE Giuttari: Quindi, l'acquisto è 8 maggio '91, non era latitante.
AVVOCATO Florio: Quindi non era latitante.
TESTE Giuttari: Stando a questi dati.
AVVOCATO Florio: L'ultima domanda è questa, e si riferisce al 14 aprile '94, laddove si verifica il secondo attentato al collaboratore Salvatore Contorno.
Ecco, sono venuti altri tesi e anche collaboratori a raccontare che il Contorno, subito dopo la esplosione, viene portato in caserma perché lì arrivano dei Carabinieri, poi successivamente in serata le televisioni danno la notizia. E tra l'altro è venuto, mi sembra il dottor Zito, a dire che taluno dei soggetti oggi imputati, il 14 aprile '94, erano già stati individuati addirittura mediante intercettazioni telefoniche.
Lei sa, è al corrente del perché la DIA non intervenne subito sul posto? Dato che intervenne immediatamente la Stazione dei Carabinieri. Come mai la DIA non intervenne subito sul posto?
TESTE Giuttari: Ma guardi, noi all'epoca non avevamo elementi precisi di riferimento di questi soggetti a quell'episodio di Formello, lei fa riferimento, no?
AVVOCATO Florio: Sì.
TESTE Giuttari: Al rinvenimento dell'ordigno a Formello.
Noi avevamo sotto controllo, all'epoca, il cellulare di Carra, l'utenza fissa di Carra e altre utenze fisse palermitane, da cui avevamo capito solamente che c'era stato uno spostamento di Carra un po' anomalo, sospetto. Ma non avevamo noi, in tempi... intercettazioni dirette sui soggetti che sono risultati poi a Formello.
L'intercettazione di Giacalone, ho detto ieri, è iniziata il 22 aprile '94, successivamente.
AVVOCATO Florio: Talune intercettazioni erano già però del marzo in realtà.
TESTE Giuttari: Ma non del cellulare, ha capito? A Formello c'era il cellulare, quindi noi non potevamo sentire...
AVVOCATO Florio: Ad ogni modo...
TESTE Giuttari: ... il 14 aprile il cellulare.
AVVOCATO Florio: Ad ogni modo, al di là dei soggetti oggi imputati, ma presumibilmente dico, la figura di Contorno poteva interessare soltanto, diciamo, Cosa Nostra immagino. Per cui, come mai la DIA - se lei lo sa ovviamente, se ne è al corrente - non intervenne, decise di non intervenire sul posto immediatamente? Al di là poi...
PRESIDENTE: Avvocato, la risposta lei l'ha già avuta.
AVVOCATO Florio: No, ha detto una cosa diversa. Le chiedo scusa, Presidente. La risposta era riferita...
PRESIDENTE: Ha detto che non aveva nessuna idea che queste persone avessero a che fare con la faccenda di...
AVVOCATO Florio: Allora dico...
TESTE Giuttari: Noi l'abbiamo collegato dopo.
AVVOCATO Florio: Io ho detto, al di là degli imputati odierni, però presumibilmente la figura di Contorno poteva interessare soltanto, diciamo così, a certe organizzazioni...
TESTE Giuttari: Ma io non so perché la DIA di Roma non è andata.
PRESIDENTE: Avvocato, ma è una sua convinzione. Il teste dice: 'a noi allora non ci diceva nulla'.
AVVOCATO Florio: La figura di Contorno. Ho capito.
TESTE Giuttari: Ma poi io non sono a Roma, io stavo a Firenze. Non so perché la DIA di Roma non è andata dai Carabinieri a interessarsi. Non so neppure se è andata. Ecco, deve farla ad altri questa domanda.
AVVOCATO Florio: Bene. Non ho altre domande, grazie.
PRESIDENTE: Allora facciamo una sospensione, in modo che il dottore possa fare l'esame di questa...
TESTE Giuttari: Sì, è un po' voluminoso. Voglio vedere gli allegati per trovare un'eventuale...
PRESIDENTE: Una mezz'ora le basta?
TESTE Giuttari: Sì, sì.
PRESIDENTE: Se non le basta poi...
TESTE Giuttari: No, no, basta.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Bene, dottore, allora è in grado di dare la risposta?
TESTE Giuttari: Sì. E' stato facile peraltro ricordarmi, basta... leggendo la pagina precedente a quella citatami dall'avvocato, in cui do atto delle notizie acquisite sul conto del De Masi, presso la Questura di Reggio Calabria - il De Masi è un calabrese della provincia di Reggio, nato a Galatro in provincia di Reggio Calabria - ho esaminato il fascicolo personale del De Masi e ho rilevato dei dati presenti in quel fascicolo, indicati poi in questa annotazione da me redatta, con varie lettere A, B, C.
E arriviamo alla lettera citata prima dall'avvocato, che è la lettera S, dove io riferisco quello che risulta sempre negli atti del fascicolo della Questura di Reggio Calabria. Risulta che il 1 giugno '93... il 6 ottobre '92 era stato tratto in arresto, per ordine di espiazione pena emesso dalla Procura Generale della Repubblica di Roma, per espiare anni 1, mesi 9 e giorni 25 di reclusione. E poi... questo sotto la lettera R.
Sotto la lettera S, invece dico, riferisco un altro dato ricavato dal fascicolo personale, in cui dico che dall'1 giugno '93 fino al termine della pena, cioè fino al 14/06/94, siccome detenuto nel carcere di Avezzano, fruisce della misura della semilibertà, con domicilio in Adigola (?).
Questi sono i dati esistenti nel fascicolo del De Masi, presso la Questura. Non ho fatto io ulteriori accertamenti, o verifiche, o approfondimenti - e questo l'ho detto nella risposta iniziale, prima - perché non sono stato delegato espressamente dall'ufficio del Pubblico Ministero ad approfondire la posizione e quanto era emerso sul De Masi. E' un'attività che mi risulta che è stata fatta personalmente dal Pubblico Ministero, sentendo i Carabinieri. Quindi non è stata fatta da me.
Queste notizie, sono notizie rilevate esclusivamente dal fascicolo della Questura, senza ulteriori approfondimenti.
PRESIDENTE: Bene.
AVV. Cianferoni: Dico, ma a conclusione, dottor Giuttari, risulta da queste notizie che il signor...
PRESIDENTE: Avvocato, le domande.
AVV. Cianferoni: Sì. La domanda è...
PRESIDENTE: La domanda lei gliel'ha fatta, ha risposto. Ora deve fare un'altra domanda, se vuole. Ma cosa vuol dire tornare su...
AVV. Cianferoni: No, perché sia chiaro per la Corte, composta anche da membri laici, che non conoscono le misure dell'ordinamento penitenziario.
PRESIDENTE: Guardi, a quello ci penso io, lei non si preoccupi.
AVV. Cianferoni: La semilibertà... Ecco, Presidente, senz'altro questo so che è scrupolo dei Giudici togati, e in prima persona della signoria vostra.
No, dicevo, risulta perciò da queste notizie che era detenuto dal 6...
PRESIDENTE: Ma l'abbiamo già capito, avvocato.
AVV. Cianferoni: Basta. E' questo...
PRESIDENTE: Eh, ma lei, quando vuole ribadire certe cose, mi manda in bestia, sa perché? Perché pensa che io non sto attento. E questo ovviamente, siccome è una delle poche cose che forse so fare, non deve insistere nel ripetere i dati.
L'ho percepito. Le posso garantire che nel momento in cui sarà necessario, questo dato sarà preso in esame.
Ci sono altre domande per il teste?
Può andare. Grazie, dottore.
*TESTE Giuttari: Grazie.
PRESIDENTE: Allora l'udienza riprende lunedì, mi pare. Alle ore 09.00. Traduzione degli imputati detenuti.
Possiamo sapere chi sentiamo lunedì?
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, Presidente, noi abbiamo chiesto la citazione di Tessari, Riccardi, che sono due ispettori della DIA di Milano, a cui ha fatto riferimento il dottor Messina, di quel funzionario delle Poste di Milano, che non si era presentato.
PRESIDENTE: Sentito, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di queste tre persone abbiamo inoltrato la richiesta di citazione. Non so se riusciremo a portare qualche altro teste.
Questi dovrebbero venire.
PRESIDENTE: Benissimo.
Allora si rinvia a lunedì, che ne abbiamo, se non mi sbaglio, 22, alle ore 09.00. Traduzione degli imputati detenuti. Buongiorno.