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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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udienza 9.1.1998

PUBBLICO MINISTERO: Direi di far passare il dottor Gabrielli. La Corte sicuramente rammenta che il teste è stato sentito, su una parte circoscritta del capitolato, già all'udienza del 5 dicembre 1996. Quindi, le generalità e l'impegno, il testimone l'ha già assunto.
PRESIDENTE: Buongiorno, si accomodi. Vuol dire solo il suo nome e cognome? Lei ricorda di esser già stato qui?
*TESTE Gabrielli: Sì, sono stato escusso il 5 dicembre del '96. Franco Gabrielli.
PRESIDENTE: Lei viene sentito ancora sempre col vincolo di quell'impegno che aveva.
TESTE Gabrielli: Chiaramente.
PRESIDENTE: Prego, Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome, la Corte sicuramente ne ha memoria, ma tanto vale ridirlo, dottor Gabrielli. Tra il '93 e il '94 lei dove ha lavorato, come funzionario della Polizia di Stato?
TESTE Gabrielli: Come funzionario dell'ufficio DIGOS della Questura di Firenze, in particolare come responsabile della Sezione Antiterrorismo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, le devo, devo avere da lei qualche risposta a chiarimento di determinate situazioni.
Lei rammenta di aver dato esecuzione a richieste del Pubblico Ministero di Firenze, tra le tante alle quali il suo ufficio ha dato esecuzione? Specificamente, relative alla persona di Bellini Paolo?
TESTE Gabrielli: Sì. In particolare ricordo di aver prodotto una scheda tecnica, una scheda sulla persona di questo, di Bellini Paolo, in data 22 febbraio del '94. Su richiesta della Procura.
Successivamente, poi abbiamo eseguito una perquisizione, sempre su disposizione della Procura di Firenze, il 14 marzo del '94.
E, successivamente, abbiamo, nel mese di aprile, fatto alcuni accertamenti in merito alle dichiarazioni rese dallo stesso personaggio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'antefatto di questa prima annotazione, il 22 febbraio '94, quindi per esser precisi era rappresentato da?
TESTE Gabrielli: Da una richiesta orale della Procura di Firenze. Che ci chiedeva di acquisire, con riferimento alle carte possedute dall'ufficio, un profilo del personaggio. E noi producemmo questa scheda sul Bellini Paolo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questa scheda fu realizzata attraverso una esclusiva consultazione degli atti, ovvero anche un'attività investigativa aggiornata al febbraio '94?
TESTE Gabrielli: Con riferimento alla scheda del 22 di febbraio è stata una acquisizione di dati in possesso dell'ufficio e di informazioni acquisite presso uffici paralleli alla DIGOS, quindi alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.
Però, non c'è stata un'attività investigativa specifica sul personaggio. E' stato soltanto, abbiamo trasfuso soltanto dati conoscitivi di natura cartacea in questo appunto per la Procura. Anche, ripeto, per tratteggiare - credo fosse questo il fine ultimo della scheda - il personaggio in questione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e riassuntivamente, ma non troppo.
TESTE Gabrielli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che cosa fu in grado di rappresentare al Pubblico Ministero di Firenze, in merito a questo personaggio?
TESTE Gabrielli: Allora, innanzitutto generalizzammo il personaggio. Bellini Paolo era nato, ai nostri atti, a Reggio Emilia il 22 di giugno del 1953. Ed era coniugato con Bonini Maurizia.
Questo è un dato importante per quello che poi andrò a dire in seguito.
Inizia, a livello fascicolare, con quattro provvedimenti dell'autorità giudiziaria di Reggio Emilia, tra il settembre del 1976 e il gennaio 1977, per alcuni reati: tentato omicidio, porto e detenzione di armi, minacce ed altro.
La cosa più interessante sul personaggio è che, dal 1981, emerge agli atti della DIGOS di Firenze come questo personaggio facesse uso di un altro nominativo; e, in particolare, di...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè di generalità false?
TESTE Gabrielli: Di generalità false, diverse. Che per un certo periodo della sua vita furono le sue generalità, cioè le generalità che lui contrabbandava all'esterno.
E lui si faceva chiamare Roberto Da Silva, nato a Rio de Janeiro il 29 di marzo del 1953.
Con queste generalità, questo soggetto viene arrestato il 14 febbraio del 1981 qui, nella nostra giurisdizione, a Pontassieve, dai Carabinieri, per un furto pluriaggravato di mobili antichi.
Nella circostanza viene arrestato un altro personaggio, e questo personaggio poi lo seguirà in un'altra vicenda della sua vita: un tale Fabbri Giuseppe.
A seguito di questo fatto-reato, verrà poi condannato dal Tribunale di Firenze nel giugno del 1981. Ma - dato saliente, perché riportammo alla Procura di Firenze - il personaggio in questo periodo viene detenuto presso il carcere di Sciacca.
PUBBLICO MINISTERO: Dove quindi viene introdotto con queste...?
TESTE Gabrielli: Con Roberto Da Silva, nato a Rio de Janeiro il 29 marzo del 1953.
La vicenda della doppia generalità ha una conclusione, in termini di accertamento, nel 1982, allorquando il Da Silva viene di nuovo colpito da un ordine, anzi, per la precisione, da un mandato di cattura del Giudice Istruttore del Tribunale di Reggio Emilia, per associazione a delinquere finalizzata anche in questo caso alla ricettazione di mobili antichi. Unitamente ad altre 11 persone. Questo, avviene l'8 gennaio dell'82.
Nello stesso mese, in due accertamenti - uno di natura fotografica e l'altro di natura... di comparazione dattiloscopica; e per la precisione il 18 di gennaio del 1982 - viene accertato che il Da Silva Roberto non è altri che Bellini Paolo.
Tant'è che poi, a seguito di questa vicenda, verranno arrestate 4 persone, tra cui un tenente colonnello dell'esercito del Distretto Militare di Modena. Perché erano stati falsi... Anzi, era stata asportata la cartella contenente le impronte digitali del Bellini, che poi servirono per la comparazione con le impronte digitali del Da Silva Roberto.
Questo personaggio è un personaggio che in diverse circostanze fu attenzionato dagli organi di investigazione di carattere politico, sia con riferimento a vicende legate alla strage della Stazione di Bologna del 1980...
Infatti lui, il Bellini Paolo, fu indagato da quella Procura perché la Questura di Reggio Emilia aveva ravvisato una certa somiglianza fra l'identikit di uno degli attentatori e lo stesso Bellini.
Viene altresì, con riferimento a questa posizione, lui fornì un alibi, ma l'alibi non venne, non fu ritenuto sufficientemente valido. Tant'è che la sua posizione nel 1986 fu stralciata. E noi, ai nostri atti, non avevamo poi contezza del seguito.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, al febbraio del '94, quando avete, lei ha redatto quest'annotazione...
TESTE Gabrielli: Non avevamo...
PUBBLICO MINISTERO: La posizione di Bellini Paolo, con riferimento a quella vicenda, non registrava novità?
TESTE Gabrielli: Esattamente. Questo, tengo a precisare, con riferimento alle risultanze degli atti in possesso dell'ufficio DIGOS della Questura di Firenze.
Poi, può essere che il personaggio abbia avuto, che la sua vicenda processuale abbia avuto una natura diversa.
Fu oggetto anche di perquisizione in carcere, nel 1988, da parte del... su provvedimento della AG fiorentina, nell'ambito di un'indagine per l'attentato dinamitardo alla tratta ferroviaria Firenze-Bologna.
Questo episodio avvenne, lui fu perquisito nel, se non ricordo male, il 17 di agosto del 1988.
Facendo un passo indietro, nell'88, e precisamente nel gennaio, viene sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria nell'ambito di un'indagine sull'omicidio del Fabbri Giuseppe, il personaggio che era stato arrestato unitamente al Bellini Paolo nel febbraio del 1982.
E questa vicenda processuale, però, ha un esito. Perché nel 1990 la Corte di Assise di Firenze lo... praticamente lo mandò assolto, per non aver commesso il fatto.
Un altro dato estremamente importante, sempre ai fini dell'ottica investigativa - tra virgolette - "politica" dell'ufficio a cui appartenevo, è data dalle frequentazioni del Bellini con ambienti dell'estrema destra.
Estrema destra, sia emiliana, ed estrema destra toscana, in particolare massese. Infatti, risultano frequentazioni con esponenti di Avanguardia Nazionale, operanti nel territorio di Massa Carrara.
Queste sono, in estrema sintesi...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Gabrielli, tutte queste notizie, per quanto lei ha potuto ricostruire consultando gli atti del fascicolo esistente presso la Questura di Firenze, tutte queste notizie - mi scuso per l'anacoluto - erano state, in tutto o in parte, riprese anche a livello di mezzi di informazione? Eh, sento parlare di giudizi in Corte d'Assise, di arresti, sento parlare di comunicazione giudiziaria - all'epoca si chiamavano così - per un fatto grave come l'attentato, la strage del 2 agosto del 1980, alla Stazione di Bologna.
Ecco, lei ha memoria che nel fascicolo della Questura di Firenze vi fossero anche ritagli di stampa?
TESTE Gabrielli: Sicuramente. Su questo, rispondo senza incertezza per due ordini di motivi. Uno, perché è costume, ripeto, dell'ufficio a cui appartenevo di tenere unitamente a documentazione ufficiale anche documentazione di stampa.
E, nel caso in ispecie, nel fascicolo del Bellini Paolo, unitamente a carteggio ufficiale, a comunicazioni di altri uffici di Polizia, era possibile rinvenire articoli di stampa sugli arresti, sui suoi coinvolgimenti in fatti stragistici, e quant'altro in qualche modo fosse di dominio pubblico.
PUBBLICO MINISTERO: Anche la vicenda che per anni, questa persona, aveva fatto uso di generalità false, anche su questa vicenda ripeto, vi era, a quanto lei rammenti oggi, un qualche riscontro sulle notizie diffuse dagli organi di informazione? Se lo rammenta, questo?
TESTE Gabrielli: Non lo posso escludere. Però, allo stesso tempo, non posso essere certo come con riferimento alla precedente domanda.
PUBBLICO MINISTERO: Lei personalmente, questo signor Bellini, l'ha mai visto?
TESTE Gabrielli: No. Non ho mai avuto possibilità di contatto investigativo, né ho mai escusso, non ho mai colloquiato con questa persona.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha premesso che attività investigativa sul conto di questa persona è stata rappresentata al Pubblico Ministero anche con annotazioni successive.
TESTE Gabrielli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E ora ne parleremo. Ma un dato senz'altro, un dato storico: lei personalmente, o personale del suo ufficio, per quanto è a sua conoscenza, ha partecipato ad atti compiuti dal Pubblico Ministero con l'intervento di Bellini Paolo?
TESTE Gabrielli: No. Se si fa eccezione per un atto delegato, o meglio per un atto ordinato dalla Procura, che è la perquisizione del 14 marzo '94.
La mia persona, né personale del mio ufficio, ha mai partecipato ad atti istruttori o ad atti compiuti dalla Procura di Firenze, o da qualsiasi altra Procura, alla presenza del Bellini.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, siccome ci sta parlando di questo provvedimento di perquisizione.
TESTE Gabrielli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho bisogno un attimo che lei ragguagli me e la Corte sul luogo e le modalità di esecuzione di questa perquisizione.
La data mi pare l'abbia già detta: il 14 marzo del 1994.
TESTE Gabrielli: Il 14 marzo del '94. La perquisizione si sviluppò in due siti, distinti. Perché all'epoca dei fatti il Bellini Paolo era ristretto presso il carcere di Reggio Emilia.
E la perquisizione fu ordinata specificamente sia con riferimento all'abitazione della moglie, la Bonini Maurizia, in Albinea, in provincia di Reggio Emilia. E nella cella del Bellini, presso l'Istituto Carcerario di Reggio Emilia.
La perquisizione diede sostanzialmente esito negativo; anzi, senza il sostanzialmente, esito negativo, con riferimento alla cella del carcere.
Mentre nell'abitazione furono rinvenuti due... Un cartoncino pubblicitario, in cui era apposto un numero; ma era un numero che poi si rivelò di nessuna importanza, perché faceva riferimento ad un esercizio commerciale della zona.
E, invece, una cosa un pochettino più interessante fu una rubrica telefonica tascabile. Ci colpì subito, anche perché avevamo contezza di quello che era lo sviluppo investigativo in cui si collocava il personaggio Bellini Paolo. La nostra...
PUBBLICO MINISTERO: La illustri senz'altro alla Corte, perché penso che un ufficiale di Polizia Giudiziaria non viaggi col paraocchi; insomma, le indagini le fa sapendo a cosa servono.
TESTE Gabrielli: Sì. No no, ma, voglio dire, mi sembrava pleonastico, rivolgendomi a una Corte che, sulla vicenda...
PUBBLICO MINISTERO: Non si preoccupi, non si preoccupi.
TESTE Gabrielli: No, anche perché...
PUBBLICO MINISTERO: Illustri il contesto investigativo al quale erano indirizzati gli atti che il Pubblico Ministero aveva delegato.
TESTE Gabrielli: In quanto il Bellini Paolo veniva escusso nell'ambito dei fatti di strage della primavera-estate 1993, e in particolare per i suoi rapporti con ambienti dell'organizzazione "cosa nostra" palermitana.
E quindi la cosa che ci colpì, in questa rubrica telefonica tascabile, era che, alla pagina "N", nella parte superiore dell'agenda, comparivano due numeri prefissati dal prefisso del distretto telefonico di Palermo: 091. Con un lembo della pagina stessa asportato.
D'intesa con la Procura, facemmo fare subito un esame da parte del locale Gabinetto di Polizia Scientifica. E fu possibile rilevare e completare, praticamente, solo un numero telefonico: quello contrassegnato dallo 091/66304.
Il Gabinetto di Polizia Scientifica ci diede due opzioni. Mancavano due numeri: mancava il numero "5" e mancava il numero o "0" o "6".
Quindi, praticamente, il numero si poteva completare con 6640350, o con 6640356. Dandoci maggiori indicazioni su quello terminante con le cifre 56.
Comunque, tutt'e due i numeri erano numeri insistenti nella provincia di Palermo; e in particolar modo nel comune di Altofonte. Personaggi comunque che non hanno mai avuto poi una rilevanza investigativa e una rilevanza processuale.
PUBBLICO MINISTERO: E' stato risolto, per quanto è emerso nell'ambito degli accertamenti delegati a lei, il dubbio o comunque questo punto interrogativo che rimaneva, sulla attribuzione a un utente ben determinato di questo numero telefonico?
TESTE Gabrielli: Per quanto riguarda gli atti del mio ufficio, no, non ne abbiamo avuto contezza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io vedo che lei, ma del resto lo so, si fida così tanto, e a buon diritto, della sua memoria, che non tiene un foglio davanti a sé.
Ma se ha con sé le annotazioni, anche per evitare...
TESTE Gabrielli: Quando... la mente fa...
PRESIDENTE: Quando ne avrà bisogno, lo può fare.
TESTE Gabrielli: Prego?
PRESIDENTE: Quando ne avrà bisogno, se riterrà di...
TESTE Gabrielli: Lo dovrò chiedere alla sua persona.
PRESIDENTE: Lo può fare, lo può fare.
TESTE Gabrielli: La ringrazio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi pare che abbia dato i nominativi degli intestatari delle due utenze.
TESTE Gabrielli: No, ho riferito che questi nominativi, per i quali peraltro non ci fu sviluppo processuale, sicuramente non sviluppo investigativo, abitavano nel comune di Altofonte. Entrambi.
Però non ho dato, perché nel caso in ispecie la mente falla.
PUBBLICO MINISTERO: Quali erano i nominativi che emergevano come possibili intestatari di un'utenza ancora non esattamente individuata?
TESTE Gabrielli: Allora, Presidente, verifico questa circostanza.
Allora, i nominativi sono, per il numero terminante con le cifre "50": Marfia Maria, viale del Fante, Altofonte, Palermo.
Mentre per l'utenza terminante con le cifre "56", risulta intestato a Sala Antonino, via S. Davì, numero 46, sempre di Altofonte, Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, gli approfondimenti relativamente alla documentazione, si sono esauriti così, quelli relativi alla documentazione sequestrata in sede di perquisizione.
TESTE Gabrielli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Però lei ha premesso di aver fatto anche altri, fatto o svolto, tramite il suo personale, anche altri tipi di accertamenti sul conto di questa persona.
TESTE Gabrielli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, me li illustri senz'altro.
TESTE Gabrielli: Allora, a seguito di escussioni fatte dalla Procura fiorentina, sempre nei confronti del Bellini Paolo, la Procura stessa ci delegò di effettuare alcuni accertamenti in territorio siciliano circa la presenza alberghiera del Bellini, in un determinato contesto temporale, e anche in un determinato contesto spaziale. Perché lo stesso Bellini si ricordava, non soltanto a grandi linee i periodi, ma anche le città e, con alcune coordinate, le strutture ricettive.
Grazie a queste indicazioni, a mezzo di personale che noi avevamo a Palermo ormai da lunga data, riuscimmo ad accertare tre diverse strutture ricettive.
Per la precisione, il Motel Agip di Palermo, nel quale il Bellini soggiornò in due diverse circostanze: il 6 di agosto e il 30 dicembre del 1992, alloggiando rispettivamente nella stanza 230 e nella stanza 121.
Nelle due circostanze, dagli accertamenti effettuati da personale appartenente al mio Ufficio, non risultò né la presenza di soggetti in camera con il Bellini, né di altri soggetti che, per quelle che erano le conoscenze, le acquisizioni investigative, potevano avere un certo interesse per l'Ufficio.
La seconda struttura ricettiva - in provincia di Enna - per la quale il Bellini fornì come coordinate una piazza principale, effettivamente in Enna, in piazza Napoleone Colaianni 7 accertammo la presenza di una struttura ricettiva a nome Hotel Sicilia.
In questa struttura ricettiva il Bellini soggiornò nel dicembre precedente, e per la precisione il 6 di dicembre del 1991, dimorando, cioè alloggiando nella stanza numero 112.
Anche in questa circostanza il Bellini risultava non solo coabitare nella stanza, ma neanche nella circostanza unitamente ad altri soggetti di interesse.
Terza struttura di interesse, o meglio indicata dal Bellini, era una struttura alberghiera di Cefalù. Con riferimento a questa, nel verbale di interrogatorio, il Bellini indicò due coordinate: o Hotel Cadura o Hotel Cala Calura.
In Cefalù accertammo esservi né l'una né l'altra, però una via di mezzo: era l'Hotel Kalura. Quindi né Cadura né Cala Calura ma Calura con la "K".
In questa struttura ricettiva, alla stanza 316, il Paolo Bellini soggiornò, passò la notte tra l'11 e il 12 di luglio del 1992.
Il personale operante fece specifici accertamenti non solo nella struttura ricettiva, ma anche presso l'ufficio di Polizia di Cefalù e accertò che nel medesimo contesto temporale, anche se in strutture diverse o nella stessa struttura ma in diverso contesto temporale, avevano soggiornato delle persone segnalate per appartenenza a gruppi eversivi di estrema destra.
In particolare, lo stesso giorno, cioè l'11 luglio 1992, aveva soggiornato in un altro hotel - Baia del Capitano - un estremista di destra, Coletti Duilio...
PRESIDENTE: In località?
TESTE Gabrielli: Cefalù, sempre Cefalù.
Però in struttura ricettiva diversa, a nome Baia del Capitano. Mentre nel...
PRESIDENTE: Aveva soggiornato?
TESTE Gabrielli: La stessa giornata.
PRESIDENTE: Sì, ma chi? Aveva detto...
TESTE Gabrielli: Un estremista di destra a nome Coletti Duilio. Un estremista di destra operante in Roma.
Mentre avevano soggiornato, però in contesti temporali diversi, uno il 25 e l'uno il 30 di luglio - il primo che andrò a dire nell'Hotel Tourist e l'altro nello stesso Hotel Kalura - altri due estremisti di destra: Maiorana Alberto e Cacciola Biagio, che sono altri due estremisti. Non lo so quanto possa essere di interesse per la Corte, comunque operanti nell'ambito dell'estrema destra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Gabrielli, due puntualizzazioni.
La prima... anzi, invece che due son tre.
TESTE Gabrielli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La prima è questa: la ragion per cui personale suo, e quindi lei che ha redatto l'annotazione, ritenne di non solo verificare la presenza di Bellini in un l'albergo la cui denominazione più o meno coincidesse con quella risultante dal verbale il cui contenuto vi era stato rassegnato ai fini di una delega, ai fini di un riscontro, ecco, per quale ragione l'accertamento, ripeto, si è allargato anche a date e anche a esercizi, strutture ricettive come le chiama lei, diverse dall'Hotel Kalura.
Perché sennò la Corte potrebbe...
TESTE Gabrielli: Chiaramente.
PUBBLICO MINISTERO: ... non cogliere il nesso.
TESTE Gabrielli: Indubbiamente.
PUBBLICO MINISTERO: Dice: ma se si tratta di verificare una dichiarazione che Bellini ha fatto al Pubblico Ministero, ha parlato del suo albergo, perché siamo andati a guardare poi anche altri alberghi in altri momenti?
TESTE Gabrielli: Allora, noi non abbiamo fatto l'accertamento di altre strutture ricettive, anche perché sarebbe stato estremamente dispersivo e soprattutto non pertinente alla direttiva ricevuta.
Questo è un po' un vezzo da ufficio politico. Quando facciamo un accertamento su un soggetto e, nel caso in ispecie, il soggetto era di area estrema destra, abbiamo verificato al Commissariato di Cefalù presenze analoghe della medesima area.
Perché non so se la Corte ne è a conoscenza, ma determinati soggetti eversivi vengono segnalati al nostro, con particolari formule di cosiddetta "rubrica di frontiera" oppure di segnalazioni vigilanza, proprio per la loro pericolosità, ai fini del...
PUBBLICO MINISTERO: Per scopi di carattere... (voci sovrapposte)
TESTE Gabrielli: Esatto.
A scopo di prevenzione e quindi, laddove questi soggetti soggiornano in strutture ricettive, allorquando gli albergatori consegnano all'ufficio di Polizia la schedina alloggiato, riportano - siccome compare nella videata del terminale - quindi ne segnalano la presenza all'ufficio che ne ha richiesto la vigilanza.
Rimangono agli atti dell'ufficio che fa questa segnalazione, la segnalazione all'ufficio... Nel caso in ispecie noi trovammo, con riferimento a soggetti di area eversiva di estrema destra, questi riferimenti ai tre personaggi che io ho citato e per i quali il dottor Chelazzi mi ha chiesto oggi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora la seconda domanda è questa: al di là di questa relativa concomitanza di alloggio di queste persone con Bellini Paolo, sono stati fatti degli accertamenti, è stato verificato se emergessero comunque - al di là del dato formale della concomitante, relativamente concomitante presenza - rapporti intrattenuti dal signor Bellini con il signor Maiorana piuttosto che con il signor Cacciola, oppure con il signor...
TESTE Gabrielli: Colletti.
PUBBLICO MINISTERO: ... esatto, Colletti di cui si parlava... Coletti, di cui parlava prima?
TESTE Gabrielli: Assolutamente negativo. Nel senso che gli accertamenti che sono stati esperiti per verificare se agli atti d'ufficio o nel più ampio contesto dell'investigazione antieversiva, non c'erano rapporti di colleganza tra questi personaggi - i personaggi che lei ha citato - e il personaggio che poi era oggetto dell'investigazione da parte dell'Ufficio, cioè il Bellini Paolo.
PUBBLICO MINISTERO: Per rispondere così alla domanda che io le ho posto, penso che lei abbia fatto una certa attività, prima di redigere l'annotazione, ma io ho bisogno di saperlo da lei, ecco, qual è l'attività che ha condotto, per meglio dire conduce oggi a affermare che non emergevano rapporti tra Bellini e queste persone di Coletti, Maiorana e Cacciola.
TESTE Gabrielli: Allora, in parte noi eravamo già in possesso di diversa documentazione cartacea, perché come avevo detto in premessa, quella scheda non era soltanto il frutto di una attività di consultazione di documentazione dell'Ufficio DIGOS di Firenze, ma anche quello della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione; e quindi avevamo diverso carteggio relativo a tutti i contatti, almeno evidenziatisi ad Organi di Polizia, tra il Bellini ed ambienti dell'estrema destra. E fra tutti i nominativi che emergevano, non emergevano.
Poi abbiamo fatto una verifica, diciamo al contrario. Siamo partiti, abbiamo richiesto agli uffici in cui i soggetti erano noti, alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, per verificare se ai loro atti esistevano contratti fra questi personaggi e il Bellini, che era oggetto della nostra investigazione.
La risposta è comunque sempre negativa, cioè nel senso che non emergeva questo tipo di riscontro.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda, dottor Gabrielli - posto che nella primavera del '94 Bellini era detenuto - a quando risaliva l'ultimo provvedimento di carcerazione? Chiamiamolo così in maniera generica, perché ci sono le esecuzioni di pena, ci sono i provvedimenti cautelari.
TESTE Gabrielli: Per quanto risultava al nostro... quello che citavo prima, il fermo di Polizia Giudiziaria del 1988. Tant'è che nella perquisizione dell'agosto dell'88, la perquisizione viene fatta in carcere, quindi lui nel 1988, per quello che erano i dati in possesso del...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, questo è naturale. Però nel 1992, visto che andava per alberghi, probabilmente non era detenuto.
TESTE Gabrielli: Sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Gabrielli: Sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Anche perché...
(voci sovrapposte)
TESTE Gabrielli: ... è una precisazione che debbo fare: i documenti, o meglio, gli estremi dei documenti che lui ha prodotto nelle strutture ricettive che ho citato, erano documenti regolarmente validi e intestati alla persona Bellini Paolo. Quindi non siamo né in presenza della vecchia situazione Da Silva Roberto, né in presenza di una situazione di un soggetto che utilizza documenti contraffatti.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha avuto la possibilità di accertare se, nei confronti di questa persona, fosse stato adottato - e comunque in atto, nel 1992 - un provvedimento di carattere amministrativo o giurisdizionale, non fa differenza, relativamente alla possibilità di espatriare?
TESTE Gabrielli: No, questo non ne ho ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, compiuti questi accertamenti sulle presenze alberghiere del 1992, secondo questa delega conferita dal Pubblico Ministero, il suo Ufficio ha poi svolto altri accertamenti sul conto di questo signor Bellini, oppure no?
TESTE Gabrielli: Non abbiamo fatto più accertamenti.
L'ultima nostra annotazione credo che sia del 7 aprile del 1994.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora, a prescindere da questo che è un segmento investigativo abbastanza circoscritto, però il suo Ufficio, come si premetteva poco fa, ha svolto una attività investigativa anche di taglio diverso in relazione a... e lei del resto l'ha già detto alla Corte giustappunto il 5 di dicembre del 1996.
Allora, io ho bisogno di porle una domanda in maniera molto semplificata. Vala a dire: se, e sulla base di quale specifico accertamento, la DIGOS ha avuto da occuparsi investigativamente con riferimento alla strage di via dei Georgofili della persona di Spatuzza Gaspare.
TESTE Gabrielli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi: se e a partire da quale...
TESTE Gabrielli: Momento.
PUBBLICO MINISTERO: ... dato investigativo o accertamento o acquisizione.
TESTE Gabrielli: Sì. Se mi consente soprattutto la Corte, volevo fare un piccolo passo indietro rispetto al momento in cui poi arriveremo, o meglio, il mio Ufficio arrivò ad individuare la figura di Spatuzza Gaspare.
Individuazione che poi si collocherà nel tempo nel marzo del 1994.
Qui mi riallaccio ad alcune cose già dette precedentemente nella deposizione del 5 dicembre. E cioè che subito nell'immediatezza del fatto, il 27 di maggio del 1993, come dissi, fu costituito questo pool della Polizia di Stato, DIGOS, Squadra Mobile al Centro Interprovinciale di Criminalpol, che costantemente, seguito da direttive o deleghe specifiche della Procura di Firenze, operò tutta una serie di accertamenti e di acquisizioni di dati al fine di riuscire a ricostruire non solo lo scenario del fatto reato, ma anche individuare tutti i possibili soggetti che potevano in qualche modo aver avuto una parte, primaria o secondaria, nel fatto reato stesso.
Ricominciammo, ad esempio, dalla verifica dei feriti. Controllammo tutti i feriti, perché, per massima di esperienze in altri episodi criminosi, si era verificato che attentatori erano rimasti coinvolti nel fatto reato che avevano provocato.
Furono controllate le 35 posizioni, furono escussi tutti questi soggetti; non solo nella verifica delle loro posizioni, ma anche al fine di acquisire elementi di conoscenza che potessero in qualche modo indirizzare le indagini.
Non verificato nulla di particolare, cominciò il grosso lavoro di acquisizione del dato grezzo, che riferimmo non solo, come dissi l'altra volta, l'acquisizione dei tabulati, del traffico cellulare del distretto telefonico mobile 055 dalle ore 00 del 26 alle 02 del 27 di maggio, ma tutte le presenze alberghiere dal 20 di maggio al 28 di maggio.
Tutti i traffici delle persone che erano state controllate da Organi di Polizia, gli imbarchi agli aeroporti toscani di Pisa e di Firenze, gli sbarchi ed imbarchi ai porti della stessa regione, tale da acquisire un volume di dati che, forse per difetto, si colloca intorno a un milione e mezzo di dati acquisiti.
Chiaramente...
PUBBLICO MINISTERO: Dottore, dottor Gabrielli, la interrompo un attimo.
TESTE Gabrielli: Mi dica.
PUBBLICO MINISTERO: Ho bisogno di due precisazioni.
Questa attività di acquisizione dei dati, diciamo pure su larga scala, è stata un'attività compiuta di iniziativa o per delega del Pubblico Ministero?
TESTE Gabrielli: Le rispondo subito e fa riferimento alla mia premessa.
Tutta la nostra attività di quella in ispecie è stata delegata con specifiche deleghe, per altro nemmeno generiche ma estremamente puntuali, che la Procura di Firenze ha rivolto a questo... non solo per altro al pool costituito presso la Questura di Firenze, ma anche all'Arma dei Carabinieri che ha concorso di pari passo a tutta l'attività di acquisizione; in alcuni ambiti dividendoci, anche perché il dato era estremamente significativo e impegnativo, dividendoci anche gli ambiti di acquisizione.
Per cui, ad esempio, la città di Firenze è stata divisa in due grandi aree. Una parte, i dati venivano acquisiti dalla Polizia di Stato, un'altra parte dall'Arma dei Carabinieri, perché purtroppo la città di Firenze è una di quelle città dove non c'è una informatizzazione del dato e quindi abbiamo dovuto riprendere mano a mano il singolo dato per riversarlo in questo grande contenitore.
E qui faccio un'ulteriore precisazione.
La Procura di Firenze, fin dall'inizio, ci affiancò ad un consulente informatico che ha trattato in maniera razionale tutti questi dati che poi ci sono stati utili nella elaborazione del dato stesso.
PUBBLICO MINISTERO: La seconda puntualizzazione la rimetto ad un momento successivo. Forse è meglio che prosegua lei nella sua esposizione.
TESTE Gabrielli: Quindi, dicevo, una volta acquisito tutto questo dato - che per difetto possiamo indicare intorno al milione e mezzo, milione e seicentomila dati - ci siamo posti il problema di analizzare questo dato.
E allora abbiamo, come dire, lasciato l'aspetto più eminentemente meccanico della acquisizione del dato, per un'analisi del dato stesso.
E allora ci siamo posti dei problemi, cioè come aggredire il dato nel momento in cui ci trovavamo di fronte un'informe massa di numeri, di date, di nominativi? Da dove cominciare, visto che questi dati in prima facie non ci davano nessun input investigativo?
Allora siamo ritornati all'inizio. Abbiamo riconsiderato il fatto reato e abbiamo detto: quale può essere lo scenario - sia con riferimento alle motivazioni, ma soprattutto con riferimento ai soggetti che lo hanno posto in essere - può essere in qualche modo ascrivibile ad un'organizzazione piuttosto che a un'altra?
Già subito la prima scrematura. Siamo sicuramente in presenza di un'organizzazione, perché per massima di esperienza nessun singolo può - poi soprattutto i fatti reati del 28 di luglio - può muoversi con questa facilità sul territorio nazionale, colpire più luoghi e, dopo il 28 di luglio, in contemporanea in due città così diverse come Roma e come Milano.
Quindi, siamo in presenza di un'organizzazione criminale, di un'organizzazione criminale particolarmente efficiente.
Sul versante eversivo, che era quello più di nostra competenza, ci trovavamo di fronte a uno scenario... come dire, di disarmo, per fortuna, delle organizzazioni criminali interne più rappresentative negli anni '80 e negli anni '70.
Sul versante del terrorismo internazionale sì, si era fatto un gran parlare del... eravamo in presenza della crisi serba, di tutta una serie di problematiche internazionali, ma non c'era nessun input particolare.
I dati che ci avevano fornito l'acquisizione di questa messe di dati non ci forniva delle indicazioni.
Poi, per altro, per l'esperienza nazionale, dovevamo fare i conti col modus agendi, cioè con l'utilizzo di un'autobomba, anzi con l'utilizzo di più autobombe.
Allora, qual era l'organizzazione criminale che in qualche modo, per massima di esperienza, aveva già utilizzato questo tipo di strumento criminale? Era l'organizzazione Cosa Nostra e soprattutto l'organizzazione Cosa Nostra della Sicilia occidentale.
E allora cominciammo ad aggredire il dato, verificando presenze e movimenti di soggetti comunque riferibili a questo contesto e in particolare al contesto palermitano.
Poi ci ponemmo un altro problema, che era: se il dato in quanto tale... All'epoca non avevamo ancora evidenziato la posizione di Spatuzza Gaspare, anche perché all'epoca il personaggio non era ancora assurto agli onori degli Uffici di Polizia, perché il primo provvedimento restrittivo che colpisce, lo Spatuzza Gaspare, è del 1 febbraio del 1994, nell'ambito del procedimento Abbate + 87, quindi per noi Ufficio periferico il dato era assolutamente un dato non pregnante.
Allora ci siamo posti un altro problema, dire: benissimo, se il dato non ci fornisce niente di particolare vuol dire che questa organizzazione ha potuto contare sul movimento di soggetti che avevano tutta la possibilità di muoversi liberamente sul territorio nazionale e, come si è spesso coniato - questa è un'espressione tipica del dottore Chelazzi - ricercare tutti quei soggetti che avevano un motivo apparente lecito sotto il quale c'era il motivo illecito, quindi il motivo che aveva soprattutto con riferimento allo spostamento di queste grandi quantità di esplosivo.
E in questa ulteriore scrematura ci siamo rivolti ad un ambito di soggetti che si muovono liberamente sul territorio dello Stato, e sono gli autotrasportatori.
Tutta questa attività - da un lato di acquisizione del dato a cui poi, sempre su specifica delega e su specifica autorizzazione, sono seguite intercettazioni telefoniche, pedinamenti e via discorrendo - con particolare riferimento al dato telefonico, che era il dato non solo quantitativamente ma anche qualitativamente più significativo, a un certo punto della nostra attività investigativa siamo riusciti a enucleare tre grandi contenitori.
Il primo contenitore: di tutte le utenze telefoniche che, nell'arco delle famose 26 ore, avevano interessato il distretto di telefonia mobile 055; circa un milione di dati.
Poi: tutte le utenze telefoniche che erano emerse dalle intercettazioni telefoniche; anche lì parliamo di circa duemila, tremila utenze telefoniche.
Poi un altro contenitore contenente tutte le utenze telefoniche dei tabulati dei soggetti che avevamo evidenziato; tabulati acquisiti sempre su specifica autorizzazione dell'A.G. fiorentina.
Con un termine bruttissimo, però tecnico, abbiamo "matchato", abbiamo incrociato, abbiamo scontrato, abbiamo incrociato questi tre grossi contenitori per evidenziare se c'era una utenza identica, se c'erano delle identità.
In questo lavoro di scontro, di incontro di dati siamo arrivati al 16 marzo - e rispondo alla domanda del Pubblico Ministero - al 16 marzo del 1994, allorquando consegnammo alla Procura di Firenze un'annotazione dove evidenziamo tutte queste ricorrenze. E in queste ricorrenze emerge la posizione del cellulare 0337-960208 che è intestato allo Spatuzza Gaspare.
Ora, da quale rinterzo esce fuori lo Spatuzza?
Lo Spatuzza esce fuori perché è presente nelle 26 ore ed il suo cellulare è stato contattato da un altro cellulare, o meglio, lui contatta un altro cellulare, che noi avevamo presente in un altro contenitore, perché era un cellulare in uso ad un autotrasportatore, che a sua volta era in contatto con un altro autotrasportatore che noi avevamo attenzionato.
Questo rigiro, apparentemente asettico perché chiaramente è soltanto la coincidenza di numeri telefonici, ci porta a evidenziare come la sera, o meglio, nella giornata del 26 di maggio 1993 su Firenze - o meglio, sul distretto di telefonia mobile 055 - era presente il cellulare 0337-960208 perché all'1.04 contatta l'utenza telefonica di questo autotrasportatore - che poi l'utenza in questione è intestata a una tale Sabato Gioacchina, che era la segretaria di questa Coprora Srl - e un'utenza domestica, che è un'utenza che poi noi successivamente attenzionammo con particolare attenzione, ed è l'utenza telefonica di Mazzola Rosalia 091, se non vado errato, 447322... 23.
Quindi, a questo punto noi diciamo alla Procura: ecco, abbiamo fatto tutto questo lavoro e abbiamo evidenziato questo personaggio.
Per altro, ripeto, all'epoca in cui facciamo questo accertamento - siamo nel marzo del 1994 - è intervenuto l'ordinanza di custodia cautelare del GIP presso il personale di Palermo, nell'ambito del procedimento Abbate + 87, per cui anche per noi lo Spatuzza comincia a essere un personaggio di rilievo in quanto poi accertiamo che, in base alle dichiarazioni del collaboratore Giovanni Drago, era un soggetto non uomo d'onore ma a disposizione; le cose che questa Corte credo sappia sicuramente meglio di quanto non sappia io.
PUBBLICO MINISTERO: Due precisazioni, per cortesia, dottor Gabrielli.
Questa annotazione che lei ha citato è del 16 marzo del '94.
TESTE Gabrielli: Del '94, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il suo Ufficio aveva elaborato d'intesa con altri Organi di Polizia, in vista della realizzazione di questo elaborato, di questa annotazione?
TESTE Gabrielli: Questo pool è stato sempre e costantemente, anche nella questione in ispecie, in contatto con il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, che era l'Organismo...
PUBBLICO MINISTERO: Detto in altri termini, lei a quell'epoca, al 16 marzo del '94, lei personalmente - il che vuol dire il suo Ufficio, la DIGOS - lavorava di concerto con la Direzione Investigativa Antimafia?
TESTE Gabrielli: Assolutamente no.
Anche perché l'attività, nel prosieguo, su alcuni fatti, che poi chiaramente nella vicenda Spatuzza Gaspare è sempre stata coordinata in maniera parallela dalla Procura, cioè noi non abbiamo mai avuto... Sicuramente scambi di informazioni, però su binari completamente diversi.
PUBBLICO MINISTERO: Se ho capito bene, questa attività che porta alla realizzazione di quelli che lei, con espressione molto rappresentativa, ha chiamato "i tre contenitori", è una attività che è partita...
TESTE Gabrielli: Da lontano.
PUBBLICO MINISTERO: ... da lontano. Quindi in un periodo in cui Spatuzza Gaspare non era ancora formalmente, a tutti gli effetti, di fatto e di diritto, un latitante.
TESTE Gabrielli: Sicuramente sì. Anche perché la delega, o meglio, l'ultima delega - perché, ripeto, le deleghe sono state moltissime, naturalmente, come certamente saprà - ma l'ultima delega è del dicembre del '93, quella che poi porterà a questo tipo di attività.
Quindi, nel dicembre del '93 il pool costituito presso la Questura di Firenze non aveva contezza, perché per altro non poteva averla, perché il provvedimento sarebbe stato poi emesso nel febbraio dell'anno successivo.
PUBBLICO MINISTERO: A valle di questa annotazione, cioè a dire dopo che questo dato è stato rappresentato al Pubblico Ministero unitamente ad altri dati, la struttura che lei coordinava ha lavorato specificamente sulla persona di Spatuzza Gaspare e persone ritenute investigativamente significative nel contesto dei rapporti facenti capo a Spatuzza Gaspare?
TESTE Gabrielli: Sì. Abbiamo continuato e abbiamo continuato per diversi mesi ancora, con personale che noi avevamo su Palermo e che abbiamo mantenuto sui Palermo fino a gran parte del 1995.
PUBBLICO MINISTERO: Personale che ha continuato a coordinare lei?
TESTE Gabrielli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sostanzialmente qual è stata la ragione per la quale poi la DIGOS di Firenze, alla fine del 1995, in un certo qual senso richiama in sede, per adoprare questa espressione, il personale che aveva tenuto a lavorare su Palermo.
Sennò magari la Corte on capisce, perché la DIGOS ha lavorato per due anni, due anni e mezzo su questa vicenda; però, alla fine del '95...
TESTE Gabrielli: Lo abbiamo fatto perché innanzitutto avevamo acquisito tutta una serie di informazioni sul contesto criminale che poi i fatti successivi e la dichiarazione dei collaboratori hanno confermato in maniera assolutamente puntuale.
Poi, perché abbiamo in qualche modo finalizzato parte dell'attività alla cattura del latitante. Poi anche perché, dopo lungo tempo di permanenza, non essendoci più ragione... Anche perché poi nel frattempo il personaggio aveva acquisito uno spessore e una valenza significativa. Per cui non era più un soggetto semisconosciuto a cui erano attenzionati uffici del continente.
Gli stessi uffici investigativi siciliani e palermitani prestarono l'attenzione che poi ha portato alla cattura, per altro, del latitante.
PUBBLICO MINISTERO: Non mi pare di dover chiedere altro al dottor Gabrielli, perché evidentemente tutta questa attività che è stata condotta anche in territorio siciliano sarà stata affidata a personale dipendente da lei.
TESTE Gabrielli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei l'ha coordinata...
TESTE Gabrielli: E, in particolare, in particolare sono stato non solo, come si usa dire, collaborato - è una maniera un po' brutta - da un punto di vista documentale, ma anche in presenza sul territorio siciliano, dall'ispettore Riccardo La China che credo poi per parte sua esporrà il dovuto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. La ringrazio.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
I difensori hanno domande?
AVVOCATO Pepi: Sì, Presidente. Abbiamo da fare varie domande.
Se fosse possibile cinque minuti di sospensione.
PRESIDENTE: Benissimo. Sospendiamo dieci minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Allora, avvocato, può iniziare.
AVVOCATO Pepi: Grazie, Presidente. Avvocato Pepi.
Senta, dottor Gabrielli, lei ha parlato che il Bellini frequentava, o comunque era vicino a ambienti di estrema destra.
Io le chiederei se volesse specificare che cosa intende per ambiente di estrema destra.
TESTE Gabrielli: Ho fatto riferimento a personaggi legati ad Avanguardia Nazionale.
AVVOCATO Pepi: Avanguardia Nazionale.
Sa com'era, prima dello scioglimento, strutturata Avanguardia Nazionale?
TESTE Gabrielli: Sicuramente una organizzazione che poi, per il fatto stesso di essere stata disciolta, non presentava connotazioni di legalità. E quindi...
AVVOCATO Pepi: Sa...
TESTE Gabrielli: Poi, avvocato, mi consenta. L'esito della scheda che noi abbiamo mandata, io ho precisato prima, è la risultante di documentazione di un ufficio di Polizia specificamente deputato ad investigazione in ambienti politici.
Quindi, l'utilizzo, come dire, di connotazioni o di etichette, chiaramente non ha nessuna valenza di natura penale, o di natura processuale.
AVVOCATO Pepi: Certo, no. Ma io le faccio appunto domande in questo campo, visto che lei fa parte, appunto, della DIGOS. E quindi è persona che di queste cose dovrebbe essere a conoscenza.
Le chiedo: lei è a conoscenza se tra Avanguardia Nazionale e Servizi Segreti vi fossero dei rapporti?
TESTE Gabrielli: Io non ho conoscenza diretta di questo tipo di riscontri.
Quindi, non lo posso escludere, come non lo posso confermare. Anche perché io non mi sono mai interessato di eversione di estrema destra; mi sono sempre interessato di eversione di estrema sinistra e di terrorismo internazionale.
Quindi non ho contezza specifica di queste cose.
AVVOCATO Pepi: Quindi devo presumere che non sa nemmeno se il fondatore di Avanguardia Nazionale, Stefano Delle Chiaie, fosse collegato ai Servizi Segreti.
TESTE Gabrielli: Di questo si è detto e si è scritto, ma...
PRESIDENTE: Mi scusi, ma cosa ci interessa? Abbia pazienza.
AVVOCATO Pepi: Scusi, Presidente. Il Pubblico Ministero ha fatto una serie di domande anche in relazione a questi fatti.
La rilevanza avviene perché verrà, al momento opportuno, anche sotto il profilo del movente e della attuazione di queste stragi, questo difensore dovrà fare certe osservazioni.
E quindi, le domande, mi sembra che siano pertinenti.
PRESIDENTE: No, la faccenda di Stefano Delle Chiaie, non riesco proprio a capire che cosa...
AVVOCATO Pepi: Eh, se mi fa, se mi fa continuare le domande, vedrà che poi arriviamo.
PRESIDENTE: Eh, vediamo se sono ammissibili, avvocato, eh.
AVVOCATO Pepi: Sì, ho fatto una domanda. Non so ora la risposta, perché sono stato interrotto.
TESTE Gabrielli: Ho detto che si è detto e si è scritto di questa contiguità fra il Delle Chiaie e gli ambienti dei Servizi Segreti, più o meno deviati. Però le ripeto, questa è una, sono conoscenze che esulano dalla mia personale conoscenza.
AVVOCATO Pepi: Visto che lei ha fatto indagini e comunque ha fatto questa scheda relativa a Bellini Paolo, lei sa se il Bellini Paolo è collegato ai Servizi?
TESTE Gabrielli: Né dagli atti, né dalla documentazione in nostro possesso è possibile rilevare questo.
Quindi, come non lo escludo, non lo posso confermare.
Siamo nell'ambito delle cose possibili, non... di cui io non ho contezza. Quindi non...
AVVOCATO Pepi: Senta, lei nel suo esame, a un certo momento, ha detto che il Bellini per un certo periodo è stato attenzionato per le stragi del '93.
TESTE Gabrielli: No, è stato attenzio...
PRESIDENTE: Per la strage di Bologna.
TESTE Gabrielli: E' stato attenzionato per la strage di Bologna dell'agosto '80.
AVVOCATO Pepi: Ecco, dico, è stato anche attenzionato per le stragi di questo processo, oppure no?
TESTE Gabrielli: No, perché come ho detto, rispondendo alla domanda del Pubblico Ministero, noi ci siamo occupati del personaggio soltanto a far data dal febbraio '94, allorquando ci fu richiesto un profilo, ripeto, con riferimento ai documenti in possesso, sul Bellini Paolo.
E la nostra attività si conclude poi con l'annotazione del 7 di aprile dello stesso anno. Per cui non abbiamo più indagato sul personaggio.
AVVOCATO Pepi: E sa mica indicare se il Bellini ha avuto sentenze di condanna definitive relative a fatti di rilevanza eversiva, o comunque a carattere politico?
TESTE Gabrielli: Per quello che sono i dati in possesso del mio ufficio, la risposta è negativa.
AVVOCATO Pepi: L'ultima domanda: lei ha parato anche di indagini fatte su Spatuzza e sul suo cellulare.
TESTE Gabrielli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Io le chiedo, innanzitutto: nel momento in cui lei attenzionava Spatuzza in base a questa presenza presunta del suo cellulare nel distretto di Firenze, Spatuzza come risultava, essere incensurato, o censurato?
TESTE Gabrielli: Risultava essere incensurato.
AVVOCATO Pepi: Incensurato.
Ha mica lei fatto indagini sulla possibilità o meno che il ponte radio 055 fosse solo, riguardasse soltanto Firenze, oppure un ambito regionale maggiore?
TESTE Gabrielli: Ma queste non sono...
AVVOCATO Pepi: No, che lei sappia, insomma. E' una domanda, se lei lo sa.
TESTE Gabrielli: Voglio dire, ci sono anche dei dati di esperienza personale, per cui nelle zone contigue al, voglio dire, ai confini della regione, c'è la possibilità che vi sia un agganciamento, o meglio, vi era la possibilità di un agganciamento...
AVVOCATO Pepi: Con altri ponti radio.
TESTE Gabrielli: Beh, assolutamente.
AVVOCATO Pepi: Non ho altre domande.
PRESIDENTE: Prego, avvocato.
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni. Buongiorno dottore.
TESTE Gabrielli: Buongiorno.
AVVOCATO Gramigni: Senta torno alla vicenda della falsa identità del Bellini Paolo.
Lei, a un certo punto, nel corso del suo esame, ha fatto riferimento a un certo tenente colonnello dei Carabinieri...
TESTE Gabrielli: No, dell'Esercito del distretto di Modena.
AVVOCATO Gramigni: Mi scusi, mi scusi. Ha ragione.
Al tenente colonnello dell'Esercito, che avrebbe avuto parte in questa vicenda.
Ecco, le chiedo - se è in grado di fornirmele - precisazioni su questo aspetto della vicenda.
Cioè, chi era questo tenente colonnello, o comunque in che modo entra nella vicenda della falsa identità del Bellini.
TESTE Gabrielli: Allora, il dato di conoscenza, sempre di natura cartacea...
AVVOCATO Gramigni: Naturalmente.
TESTE Gabrielli: ... fa riferimento ad un provvedimento restrittivo. E per la precisione ad un ordine di cattura della Procura della Repubblica del Tribunale, presso il Tribunale di Reggio Emilia.
AVVOCATO Gramigni: Reggio Emilia.
TESTE Gabrielli: In merito a quattro personaggi: due sacerdoti e una donna.
I due sacerdoti ed una donna, per il reato di favoreggiamento personale; il tenente colonnello dell'Esercito, per furto di documentazione attinente il cartellino dattiloscopico delle impronte del Bellini allorquando questo aveva prestato servizio militare.
Documentazione contenuta presso il distretto militare di Modena.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, quindi avevo capito bene.
Ma quindi il furto sarebbe relativo a impronte dattiloscopiche rilevate, allorché il Bellini ebbe a prestare il servizio militare.
TESTE Gabrielli: Sì, anche perché si arriva all'accertamento della identità tra il Bellini Paolo e il Da Silva Roberto, allorquando i Carabinieri riescono a rintracciare il cartellino dattiloscopico contenente le impronte digitali del Bellini militare di leva. E le confrontano con le impronte digitali del Roberto Da Silva.
AVVOCATO Gramigni: Quello che...
TESTE Gabrielli: Molto probabilmente, nell'ambito di questi accertamenti, i Carabinieri che avevano condotto, si rendono conto che il fascicolo risultava essere manomesso. Tant'è che l'accertamento della identità dei soggetti Da Silva-Bellini è del 18 gennaio millenovecento...
AVVOCATO Gramigni: '82.
TESTE Gabrielli: '82. Mentre l'arresto del tenente colonnello è del 19 febbraio del 1982.
Quindi un mese dopo l'accertamento di questa identità.
Posso soltanto presumere che, le misure restrittive, siano state la conseguenza di questo accertamento sviluppatosi dal controllo del fascicolo del distretto militare di Modena.
AVVOCATO Gramigni: Sì, ma mi perdoni. Quello che non riesco a capire è che, a mia conoscenza - non so se il dato diverge dal suo che sicuramente è più completo e più qualificato - rilevazioni dattiloscopiche ai militari di leva non mi consta che vengano fatte.
Almeno, a chi le parla, non sono state fatte a suo tempo, come... e non ho conoscenza di questo tipo di attività da parte dell'amministrazione militare.
PRESIDENTE: Potremmo provvedere che si superi l'omissione, avvocato.
AVVOCATO Gramigni: Mah, io...
TESTE Gabrielli: Le ripeto, questo era... Avvocato, mi dispiace non poter colmare la lacuna di questa mia esposizione, ma perché il dato che io ho riportato è un dato acquisito.
AVVOCATO Gramigni: Certo, certo, certo, ma...
TESTE Gabrielli: Quindi, il motivo per il quale lui, Bellini fosse stato, che ne so, oggetto di provvedimento dell'Autorità Giudiziaria militare, per cui come avviene normalmente per quella ordinaria, fosse stato rilevato le impronte...
AVVOCATO Gramigni: Certo. Certo, ma...
TESTE Gabrielli: ... io non lo posso sapere, e le direi soltanto una serie interminabile di non cose corrette.
AVVOCATO Gramigni: Senta, ma che in ambito di giustizia militare vi sia lo stesso tipo di attività e di accertamenti che vengono svolti in ambito di giustizia ordinaria, lo do per scontato. Però...
TESTE Gabrielli: Ai fini...
PRESIDENTE: Avvocato, ha altre domande, per favore?
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì. certo, certo, Presidente. Vado avanti più celermente che posso.
Però, ecco, non riuscivo a capire come entra un tenente colonnello dell'Esercito in questa vicenda. E mi lasciava perplesso che la spiegazione fosse il problema delle impronte dattiloscopiche presenti asseritamente nel suo fascicolo...
PRESIDENTE: Avvocato, la prego: domande, non considerazioni.
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì, sì. Erano domande purtroppo con considerazioni come premesse, ma per renderle intellegibili al teste.
Senta, lei ha potuto accertare per quale ragione il Bellini, alias Da Silva, all'epoca, sia stato detenuto nel carcere...
PRESIDENTE: Da Silva, avvocato.
AVVOCATO Gramigni: Da Silva.
PRESIDENTE: Vero?
AVVOCATO Gramigni: Alias Da Silva, sia stato detenuto nel carcere di Sciacca?
Io rilevo dai suoi dati che costui, all'epoca, era a disposizione della G.I. fiorentina per un procedimento più o meno normale per furto di opere d'arte.
TESTE Gabrielli: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, le chiedo: è in possesso di dati che mi possono dare contezza di questa circostanza un po' anomala? Cioè, che un detenuto a disposizione dell'Autorità Giudiziaria fiorentina...
TESTE Gabrielli: La circostanza, la circostanza non è assolutamente anomala, nel senso che...
AVVOCATO Gramigni: Mi perdoni, è anomala nel senso...
TESTE Gabrielli: ... vige, vige tutta una serie di vicende penitenziarie per le quali i soggetti vengono spostati anche sul territorio nazionale, nelle varie carceri.
Quindi, voglio dire...
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì...
TESTE Gabrielli: ... io rilevo il dato perché, al fascicolo del mio ufficio, in un certo momento, una annotazione, una nota di un altro organo di Polizia, mi indica che questo soggetto nel periodo è detenuto in un carcere di Sciacca.
AVVOCATO Gramigni: E' pacifico, ce lo ha detto...
TESTE Gabrielli: Io poi non mi pongo il problema perché, per come, il soggetto stia nel carcere di Sciacca, perché innanzitutto non è funzionale alla ricerca che mi era stata demandata.
Qualora mi fosse stato richiesto di accertare tutto l'iter della permanenza carceraria, avrei richiesto al Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria di conoscere i vari spostamenti del soggetto.
Questo, non mi è stato richiesto. E quindi non mi è sembrato...
AVVOCATO Gramigni: Non è stato un dato che lei ha sviluppato, diciamo.
TESTE Gabrielli: Assolutamente.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, domanda che non le pongo perché le è già stata posta da chi mi ha preceduto. Quindi lei non è a conoscenza de fatto che il Bellini suddetto avesse rapporti più o meno stabili, più o meno istituzionali con servizi di informazione e sicurezza...
TESTE Gabrielli: Sì, vorrei fare, avvocato, una precisazione. Anche per...
AVVOCATO Gramigni: Siccome, dico...
TESTE Gabrielli: No, vorrei fare una precisazione, perché detta così potrebbe anche apparire non tanto come una non conoscenza generale, ma come un difetto di conoscenza personale.
Il senso che, io credo - questo, per massima di esperienza e per attività professionale - che i soggetti che vengono in contatto con i Servizi Segreti, o di questo vi è contezza processuale, o sennò non è che girino con il patentino informatore contattato...
AVVOCATO Gramigni: Ci mancherebbe...
TESTE Gabrielli: Quindi, voglio dire: il fatto che un ufficio di Polizia, per quanto specializzato in attività di investigazione su, in ambito eversivo, rispetto a rapporti tra soggetti e Servizi Segreti, o si richiede una rilevanza processuale, penale, voglio dire... Oppure non...
AVVOCATO Gramigni: Si parla di un soggetto...
TESTE Gabrielli: Credo che si possa... Almeno, io la interpreto in questo senso.
AVVOCATO Gramigni: Sì...
TESTE Gabrielli: Volevo fare questa precisazione per dovere di...
AVVOCATO Gramigni: Non le sto a ripercorrere dalla recente storia di questo Paese, ma insomma, si parla di un signore che è stato sottoposto ad indagini per la strage alla stazione di Bologna, di un signore di cui si affermano legami con l'eversione di un certo colore politico...
TESTE Gabrielli: Va be', fa riferimento a fatti processualmente accertati.
AVVOCATO Gramigni: Per l'amor di Dio! Ma, ecco, mi chiedevo se in questo ambito che non è proprio eccentrico rispetto a una possibile...
TESTE Gabrielli: Sì, sì, non mi permetterei di interloquire sulle ragioni della sua domanda.
AVVOCATO Gramigni: No, no...
TESTE Gabrielli: Volevo soltanto precisare che i dati in mio possesso fanno riferimento a un ambito che può tranquillamente esulare da... qualora non vi sia un accertamento di natura processuale, a meno, ammesso che il mio ufficio lo conosca. Perché può anche non conoscerlo. Può anche preterire queste conoscenze.
AVVOCATO Gramigni: D'accordo. Senta, un'ultima domanda: lei ci ha descritto un po' il modus operandi delle prime battute di questa complessa oggettivamente indagine che ha svolto su delega della Procura fiorentina.
Ci ha detto come per aggredire - lei ha usato questo termine molto efficace - i dati che la grande mole di dati che avevate raccolto nell'immediatezza dei fatti, avete usato delle metodiche investigative determinate.
Cioè, siete partiti dalla necessità di ricondurre questo fatto ad una organizzazione, eccetera.
Ecco, le chiedo: un possibile scenario che comprendesse questi fatti è stato da voi ricostruito, o si è tentato da voi di ricostruirlo parendo da un altro punto di vista. Cioè, partendo dalla analisi degli obiettivi di questi fatti,.
Cioè, avete voi, vi siete voi posti domande su dove queste bombe erano esplose, perché proprio lì e perché non 50 metri prima, o 50 metri dopo? Cosa c'era dov'è esploso, che cosa non c'era...
Ecco, questo tipo di...
TESTE Gabrielli: E' stata forse la prima domanda che ci... Una volta verificato che non eravamo in presenza come si diceva nei primi momenti dell'esplosione di una caldaia, ma eravamo in presenza di un autobomba.
Il primo pensiero a cui per altro poi un ufficio come il mio dove queste cose sono, purtroppo, pane quotidiano, è stato vedere qual era l'obiettivo sensibile .
E quindi abbiamo verificato che cosa, nella immediata vicinanza. Perché chiaramente uno non può mettere la bomba in via dei Georgo... A meno che non si ipotizzi una sorta di...
AVVOCATO Gramigni: Di problemi nel corso del...
TESTE Gabrielli: No, a parte di problemi, ma anche di messaggi indiretti, trasversali e via discorrendo, si colpisce l'obiettivo mettendo l'autobomba nei pressi dell'obiettivo.
Quindi non è che si vuol colpire la Procura di Firenze mettendo l'autobomba alla...
AVVOCATO Gramigni: A 500 metri di distanza.
TESTE Gabrielli: ... si mette sotto la Procura.
E quindi ci siamo chiesti e abbiamo fatto un primo screening per verificare quale poteva essere l'obiettivo sensibile.
E, alla fin fine, gira che ti rigiro, l'obiettivo sensibile era soltanto il Museo degli Uffizi. Cioè, questa... Cioè, la cosa più significativa della zona era il museo, era sicuramente non l'Accademia dei Georgofili, perché poi...
AVVOCATO Gramigni: Ecco, quindi voi escludete a priori che l'Accademia dei Georgofili, anche se da quello che poi ci ha detto lei, era il primo obiettivo da tenere presente. Nel senso che la bomba lì è scoppiata davanti alla porta all'Accademia dei Georgofili, voi a priori escludete che l'obiettivo sensibile potesse essere l'Accademia ei Georgofili.
TESTE Gabrielli: Non avevamo, non avevamo... Anche perché, voglio dire, era sicuramente una istituzione importantissima con tanti anni di storia, ma sicuramente non era un obiettivo. perché... e qui faccio una precisazione.
AVVOCATO Gramigni: Sì.
TESTE Gabrielli: Ci possono essere due obiettivi allorquando una organizzazione colpisce un qualche, un obiettivo.
Be', scusate il bisticcio.
AVVOCATO Gramigni: Dieci, cento, ce ne possono essere...
TESTE Gabrielli: Però, essenzialmente o è un avvertimento al soggetto che si vuole colpire, o un messaggio generale.
Io credo che, mancando l'obiettivo diretto, la personalità, magari l'abitazione di qualche personaggio più o meno importante, allora rimaneva l'altro aspetto. Cioè, il messaggio che... fare un attentato ad una accademia, per quanto prestigiosa, ma con una rilevanza in termini di conoscenza dell'opinione pubblica generale, quasi che è niente allo zero, chiaramente...
AVVOCATO Gramigni: Sì, chiaramente...
TESTE Gabrielli: Poi queste, avvocato, sono considerazioni che non fanno stato. Sono considerazioni che necessariamente chi investiga, deve fare. Perché da un punto bisogna pur cominciare, quello che fa stato, poi sono gli accertamenti, sono i riscontri, sono le...
Noi non saremmo qui sicuramente a discutere di queste cose se fossimo rimasti a livello delle congetture del dottor Gabrielli, o molto più auliche del dottor Chelazzi.
Siamo qui per altre ragioni e quindi il fatto che si sia cominciato da un punto piuttosto che da un altro, credo che non... Se non si dimostra il contrario, cioè se non si dimostra che era attivo sul territorio nazionale una organizzazione.
Si è fatto un lungo parlare di terrorismo internazionale e via discorrendo.
Ci vogliono dei riscontri. Le considerazioni possono andar bene nel momento in cui, come dicevo prima, si aggredisce un dato. Perché si ipotizza un qualche cosa e cercando di non piegare la realtà alle proprie considerazioni, ma di verificare queste cose che emergono, se hanno riscontro con l'ipotesi che si è fatta, se ne ricerca riscontro.
AVVOCATO Gramigni: Sì.
TESTE Gabrielli: Quindi, noi abbiamo cominciato da lì; potevamo cominciare da un'altra parte, insomma.
AVVOCATO Gramigni: Comunque, ecco, diciamo che l'obiettivo sensibile individuabile nell'Accademia dei Georgofili, è stata ipotesi esclusa dal vostro lavoro investigativo. Quindi da quello che...
TESTE Gabrielli: Escluse in che senso, avvocato?
AVVOCATO Gramigni: Cioè, nel senso...
TESTE Gabrielli: Se escluse, se esclusa significa che non abbiamo fatto indagini su tutti gli appartenenti all'accademia, cioè tutti gli accademici dell'Accademia dei Georgofili, le rispondo: sì, non abbiamo fatto indagine sulle... Ma il problema dell'obiettivo, nel momento in cui non c'è un obiettivo, c'è la personalità, l'uomo politico, il giudice...
AVVOCATO Gramigni: Tenga presente, mi viene a memoria...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi, non si può fare l'interrogatorio dei testi facendo delle considerazioni.
AVVOCATO Gramigni: No, no...
PRESIDENTE: Lei faccia delle domande.
AVVOCATO Gramigni: La domanda, quindi, non avete accertato, ad esempio, che fra i presidenti dell'Accademia dei Georgofili c'è stato anche il compianto senatore Spadolini, proprio personaggio di secondo piano non era.
C'era il...
TESTE Gabrielli: Avvocato, io credo...
PRESIDENTE: Scusi, avvocato, non sono domande. Queste sono sue considerazioni.
Mi scusi, ma le considerazioni le fa quando è il momento.
AVVOCATO Gramigni: La forma interrogativa ce l'hanno, Presidente. Poi, veda se sono domande sì o no.
PRESIDENTE: Eh, no, in questa maniera non si può procedere nell'esame, mi scusi. L'esame è una serie di domande.
Ha altre domande?
AVVOCATO Gramigni: Continui... No, ho interrotto durante la risposta, il teste. Forse doveva...
TESTE Gabrielli: Quindi le dicevo che il fatto che noi ritenevamo comunque in quel contesto, come dato più significativo, gli Uffizi, ma come ritorno in termini di riscontro investigativo, poi è stato spiegato dopo il perché e il per come.
Ma, nel momento in cui si sviluppa l'attività di indagine, credo che laddove non si sia in presenza di un obiettivo specifico individuato. Ripeto, la personalità, l'alto magistrato, il magistrato impegnato, il politico, o via discorrendo, di cui c'è l'individuazione fisica di un soggetto, di un...
Poi, il fatto di ricercare motivazioni: l'Accademia dei Georgofili... Credo onestamente che sia secondaria.
AVVOCATO Gramigni: Sì...
TESTE Gabrielli: Anche perché, quale contributo investigativo ci avrebbe portato considerare l'Accademia dei Georgofili, o no... come le dicevo prima, l'investigare su ogni singolo accademico, ci avrebbe portato lontano e sicuramente ci avrebbe fatto perdere tempo.
AVVOCATO Gramigni: Beh, questo purtroppo, non ha prova contraria il discorso che lei fa.
Ecco, però per esempio, il dato che presso l'Accademia dei Georgofili insistesse, almeno da notizie di stampa che vennero fuori nell'immediatezza all'attentato, una loggia massonica, è stato mai oggetto di vostri...
TESTE Gabrielli: Questa, come lei ha giustamente...
AVVOCATO Gramigni: Premesso.
TESTE Gabrielli: ... premesso, è una notizia di stampa che non... che è stata presa in considerazione, perché è stato parlato del drappo, drappi di qua, drappi di là. Abbiamo fatto controlli, ma non ci sono stati riscontri che abbiano dato alimento a questa notizia che è rimasta notizia di stampa e che non ha poi avuto seguito nelle investigazioni.
AVVOCATO Gramigni: Dottore, la ringrazio.
TESTE Gabrielli: Prego.
PRESIDENTE: Ha domande, avvocato?
AVVOCATO Florio: Sì, pochissime, per la verità.
Avvocato Florio. Buongiorno, dottor Gabrielli.
TESTE Gabrielli: Buongiorno.
AVVOCATO Florio: Ecco, volevo ripartire da quella immagine che si vede che ha colpito non solo me, ma anche i colleghi e il Pubblico Ministero stesso.
Cioè, quell'aggressione dei dati di cui parlava. Perché appunto immagine molto rappresentativa.
Senta, laddove voi vi riconduceste in tema di indagine alla Sicilia occidentale, cioè in particolare a Cosa Nostra, vi poneste il problema se la tecnica dell'autobomba fosse stata usata in continente altre volte dall'organizzazione Cosa Nostra?
TESTE Gabrielli: Sì, ce lo siamo posti, ma questo... anche se era un dato di novità, perché le autobombe utilizzate con riferimento all'organizzazione Cosa Nostra facevano riferimento non solo agli attentati del '92, ma all'attentato Chinnici, erano stati attentati perpetrati nella Sicilia. Ma con nessun altro riscontro sul territorio nazionale.
Se è questo che voleva, in qualche modo...
AVVOCATO Florio: Sì. Cioè, il problema è appunto quello che lei ha compreso. Cioè, se per esempio, avete fatto, viste le modalità dell'episodio di via dei Georgofili, ma poi anche di quelli del 28 di luglio, avete fatto comparazioni, per esempio con il terrorismo Mediorientale - non lo so, il primo che mi viene in mente - o con altre tecniche di autobomba.
Le prime che mi vengono in mente sono Peteano, quella sulla Questura di Milano, anche.
TESTE Gabrielli: Va be', ma Peteano e la Questura di Milano sono due cose un po' diverse. Però...
AVVOCATO Florio: L'IRA, l'IRA, diciamo. Non lo so, ecco.
TESTE Gabrielli: Quello che ho fatto io in seno alla vicenda balcanica, alla Serbia, a tutti quelli... I fermenti che c'erano in quel periodo, chiaramente dovevamo necessariamente fare i conti anche con i dati.
E chiaro che abbiamo anche verificato se c'erano presenze tra quelle accertate di soggetti che potevano, in qualche modo, essere attenzionati per provenienza geografica con riferimento a Paesi più o meno interessati ad aree di crisma.
Ripeto, questi dati sono stati dati che non ci hanno mai portato a niente.
AVVOCATO Florio: Ecco, per esempio, prendiamo l'episodio di via dei Georgofili.
Non avete trovato, se ho ben compreso la domanda, non avete trovato nessuno di... particolarmente rilevante, diciamo in territorio fiorentino o toscano, per esempio, di nazionalità araba, in quella giornata.
TESTE Gabrielli: Di nazionalità araba, con riferimento alla nazionalità araba tout-court, voglio dire, questa è una realtà dove sono presenti dei soggetti...
AVVOCATO Florio: Da attenzionare, ovviamente...
TESTE Gabrielli: Chiaramente non c'erano soggetti...
Lei sa che la struttura centrale della Polizia di Prevenzione, ha tutta una serie di soggetti che vengono, in qualche modo, attenzionati dalle altre Polizie che si occupano specificamente di questo ... , per cui avevamo degli elenchi da poter, in qualche modo, verificare.
Questo - prevengo un'ulteriore obiezione - non è esaustivo, perché, chiaramente, uno che va a fare un attentato non ci va col nome e cognome proprio, però, ad esempio, ci va utilizzando degli alias o degli alias già noti, o dei documenti già contraffatti.
Quindi, voglio dire, c'è tutta una massima di esperienza di settore che ci consente, in qualche modo, di fare un primo screening di un dato che ripeto e ribadisco, essere stato abbastanza considerevole.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, indicativamente, parlo di un periodo di tempo, quando è che le vostre indagini sono dirette decisamente verso Cosa Nostra?
TESTE Gabrielli: Sicuramente tra il luglio e l'agos... dopo gli attentati di Milano e di Roma, in cui abbiamo la contezza di una grossa organizzazione che si muove con una capacità enorme sul territorio, in contemporanea in più... nella stessa città e in più città.
Infatti, i primi accertamenti mirati sono dei primi di agosto del 1993.
AVVOCATO Gramigni: Avete indagato se vi fossero rapporti e, nel caso positivo, quali fossero i rapporti tra Bellini Paolo e Brusca Giovanni?
TESTE Gabrielli: No, non c'era stato richiesto e non lo abbiamo fatto. Anche perché sicuramente esulava da quella che era la conoscenza dell'aspetto, diciamo così, del personaggio mafioso o del personaggio di appartenenza ad organizzazioni di stampo mafioso che molto probabilmente la... e con più puntualità, la Procura avrebbe potuto chiedere. Non so se ha chiesto ad altra organizzazione di Polizia.
AVVOCATO Gramigni: Sempre riferendosi ai Georgofili, e in particolare all'esplosione de gli Uffizi, avete accertato se i maggiori danni a gli Uffizi si sarebbero determinati con una esplosione, così com'è stata, cioè, con l'autobomba sotto i Georgofili, oppure dalla parte opposta, per intendersi, via dei Leoni?
TESTE Gabrielli: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Avete potuto accertare questo.
TESTE Gabrielli: A parte questo non è un dato di conoscenza, può essere un dato di massima, di esperienza che ognuno di noi ha. E' chiaro che posizionata... Questi sono accertamenti di natura esplosivistica che... a cui sono demandati specifici esperti.
AVVOCATO Gramigni: No, beh, non solo questo, veramente. Si tratta anche di capire...
TESTE Gabrielli: Per la presenza di opere d'arte...
AVVOCATO Gramigni: Eh, sì.
TESTE Gabrielli: ... più significative... Questo però non... non le saprei dare una risposta in maniera...
AVVOCATO Gramigni: Era per riprendere la domanda del collega...
TESTE Gabrielli: Sì.
AVVOCATO Gramigni: ... e quindi inserisco subito quell'altra, per capire quale potesse essere, e quindi se vi siete posti il problema, se l'autobomba doveva essere necessariamente lì, perché era via dei Georgofili, o meglio, l'Accademia dei Georgofili da colpire, o se poteva essere anche la parte opposta.
TESTE Gabrielli: Mah, io...
AVVOCATO Gramigni: Quindi...
TESTE Gabrielli: Le ricordo, cioè, ricordo, non le ricordo a lei, ricordo a me stesso, che nel... ci ponemmo il perché di questa... parcheggio di questa autovettura in via dei Georgofili. E le prime considerazioni che facemmo è che, essendo una strada dove erano parcheggiate altre autovetture, una strada nella quale si poteva accedere dal Lungarno, una strada che sicuramente avrebbe creato meno problemi anche di possibili controlli da parte di qualche pattuglia delle Forze dell'Ordine sul territorio, chiaramente, quello era un parcheggio di più immediato... più immediato, ecco. Sicuramente destava... Ma queste erano conside... le ripeto, erano considerazioni che si faceva all'indomani del fatto reato, ecco, poi, le ripeto, non so quanto possano avere peso nel processo.
AVVOCATO Gramigni: Sì, quindi non sono state sviluppate in seguito, mi immagino, erano... erano considerazioni...
TESTE Gabrielli: Considerazioni.
AVVOCATO Gramigni: ... immediate.
Cambiando argomento ed è l'ultima domanda, lei ha citato vari nomi, se sono appuntati bene sono Coletti Duilio, Cacciola Biagio e Maiorana Alberto. Queste persone - non so se l'ha già detto ma la prego, eventualmente di ripeterlo - in questi hotels che lei ha citato, viaggiavano coi propri documenti, davano i propri documenti tranquillamente.
TESTE Gabrielli: Assolutamente sì. E per questo motivo sono stati registrati dall'Ufficio di Polizia e segnalati all'ufficio del...
AVVOCATO Gramigni: Era questo il punto che mi dava da pensare. Nessun'altra domanda, grazie.
PRESIDENTE: Non ci sono altre domande per il teste?
Può andare. Grazie. Buongiorno.
*TESTE Gabrielli: Grazie. Buongiorno.
PRESIDENTE: Chi abbiamo ancora?
PUBBLICO MINISTERO: Facciamo passare l'ultimo teste, l'ispettore La China. Per chi deve trascrivere, La China, si scrive separato.
PRESIDENTE: Distinto, La China.
Si accomodi. Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza e qualifica?
*TESTE La China: Allora, sono l'ispettore superiore La China Riccardo, nato a Monterotondo, il 22/02/59, in servizio presso la Criminalpol di Firenze fino... dal marzo '96. Precedentemente ero alla Sezione Antiterrorismo della DIGOS.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE La China: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, ispettore La China, lei, ci diceva il dottor Gabrielli, ha fatto parte di un gruppo di lavoro coordinato dallo stesso dottor Gabrielli, con riferimento alle indagini sulla strage di via dei Georgofili. E' così?
TESTE La China: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, ha lavorato a quest'indagine a partire da quando e fino a quando?
TESTE La China: Praticamente dal giorno in cui avvenne l'esplosione in via dei Georgofili fino al 1° marzo '96.
PUBBLICO MINISTERO: Lei faceva parte, ci ha detto, della DIGOS, della Sezione Antiterrorismo.
TESTE La China: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sappiamo anche che il gruppo di lavoro era costituito in un certo modo, quindi le risparmio domande su questo aspetto della questione.
Vado direttamente al concreto del discorso. La sua attività è stata svolta solamente, diciamo, nell'ambito geografico fiorentino, oppure ha compiuto accertamenti anche fuori da Firenze, fuori dalla Toscana?
TESTE La China: No, no, ho compiuto accertamenti fuori della Toscana. All'inizio a Firenze e dopo mi sono recato in Sicilia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ha compiuto accertamenti anche su... quindi in territorio di Palermo.
TESTE La China: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Palermo e comuni limitrofi.
TESTE La China: Sì. Palermo e comuni limitrofi, dove ci portavano, diciamo, gli accertamenti su personaggi e altro.
PUBBLICO MINISTERO: Quando ha operato su Palermo, ha operato come delegato del dottor Gabrielli?
TESTE La China: Sì, sì, sì. Praticamente, coordinavo il lavoro delle squadre che operavano...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo arrivare a questo, perché lei oggi ci ha detto che è ispettore, era ispettore anche nel...
TESTE La China: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... '93-'94?
TESTE La China: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era lei, diciamo, il...
TESTE La China: Sì. Coordinavo, diciamo, questo gruppo di lavoro che operava su Palermo, in merito a tutti questi accertamenti. Quindi, raccoglievo i dati e li trasmettevo a Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, specificamente, ho bisogno di sapere da lei, quali attività sono state compiute da lei, o comunque dal gruppo che lei coordinava a Palermo, specificamente per sviluppare quella certa indicazione investigativa polarizzata sulla persona di Spatuzza Gaspare.
TESTE La China: Allora, sulla figura dello Spatuzza Gaspare, noi abbiamo messo in atto tutta una serie di accertamenti sia sulla famiglia dello Spatuzza che su quello della moglie Mazzola.
Questi accertamenti consistevano nel vedere quanto risultava presso la Questura di Palermo in merito a pattuglioni, accertamenti precedenti alla nostra... al nostro lavoro, e in più, tutto quello che poteva risultare da una visione diretta delle persone che si recavano a casa sia dello Spatuzza che della Mazzola.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cominciamo a dire una cosa: quindi, questa è un'attività compiuta sul territorio anche a ridosso - mi si passi quest'espressione - dell'abitazione ufficiale di Spatuzza, dei familiari, la moglie, la...
TESTE La China: Sì, sì, sì. Sì, eravamo disposti proprio... servizi mirati al... a questi accertamenti qui. Cioè, vedere chi frequentava le abitazioni.
PUBBLICO MINISTERO: A partire da quando, ispettore?
TESTE La China: Eh... questo, abbiamo cominciato a lavorare su Palermo dalla fine dell'agosto del '93. Io stesso mi sono recato nell'ottobre '93. Da allora in poi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma su Spatuzza a partire da quando?
TESTE La China: Dalla primavera del '94.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, allora cerchiamo di... definito il quadro, andare su circostanze ancora più parti... più de... più di dettaglio. In questo contesto avete preso in considerazione la figura di Tutino Vittorio? Intendo dire, è un nome che è emerso nel contesto investigativo...
TESTE La China: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... coltivato direttamente da lei? Io dovrò ridurre al massimo le mie domande rispetto a tutto il lavoro che avete fatto, perché sennò faremmo delle inutili ripetizioni di situazioni che la Corte conosce di già. Quindi, specificamente, se avete preso in considerazione la figura di Tutino Vittorio.
TESTE La China: Sì. Tutino Vittorio è stato preso in considerazione perché risulta fra le persone che sono state fermate col Tutino... con lo Spatuzza.
Questo Tutino Vittorio, fra parentesi, era quello che lavorava anche alla ditta Speedy Sud, che è contigua al posto di lavoro dello Spatuzza, dove ha lavorato fino a marzo '94.
PUBBLICO MINISTERO: '94, è sicuro? Sull'anno è sicuro '94?
TESTE La China: '93, mi scusi. '93 perché, praticamente, sì, lui si è licenziato dalla Valtrans (?) nel marzo '93.
PUBBLICO MINISTERO: Stiamo parlando di...?
TESTE La China: Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: ... di Spatuzza.
TESTE La China: A noi risultava che, praticamente, i due si frequentavano, anche perché erano contigui. Uno aveva... il Tutino aveva mansioni di custode presso la Speedy Sud, mentre lo Spatuzza era camionista, trasportatore presso la Valtrans.
PUBBLICO MINISTERO: Queste due ditte di trasporto sono situate... dove avevano sede?
TESTE La China: In via Ingam (?), a Palermo. Sono due numeri contigui, 10 e 14.
Oltre a questo, naturalmente, avevamo dei pattuglioni rilevati dallo schedario della Questura di Palermo.
Il Tutino Vittorio è, quindi, personaggio che, praticamente, si frequentava con lo Spatuzza. E...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE La China: Quindi, nel corso di questi controlli, diciamo, mirati sulle conoscenze dello Spatuzza, è emersa questa figura che poi abbiamo attenzionato.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare che abbia fatto cenno alla... a identificazioni che erano state fatte nei confronti di Spatuzza e di Tutino Vittorio insieme.
TESTE La China: Sì, sì, sì. Praticamente sono stati controllati precedentemente...
PUBBLICO MINISTERO: Questi son dati che lei ha rilevato agli atti della Questura di Palermo?
TESTE La China: Sì, agli atti della Questura di Palermo esistono delle relazioni di servizio.
Lui è stato fermato, una prima volta, nel marzo '91, su una Uno diesel, insieme a Spatuzza.
Una seconda volta con una Renault Clio, sempre insieme allo Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: In che epoca, questa seconda identificazione?
TESTE La China: Questa è di novembre.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda la data precisa?
TESTE La China: Posso...? 6 novembre.
PUBBLICO MINISTERO: 6 novembre del '91.
TESTE La China: '91.
PUBBLICO MINISTERO: Stiamo parlando di un'auto...?
TESTE La China: Una Renault Clio di colore verde metallizzato, targata Palermo A80803.
E in questa occasione in compagnia dello Spatuzza Gaspare.
PUBBLICO MINISTERO: Questa auto era quindi intestata a...? Al momento dell'identificazione?
TESTE La China: Al momento dell'identificazione era stata acquistata da Tutino Vittorio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE La China: Presso La Centrauto di... è stata acquistata nell'agosto dello stesso anno, era stata acquistata dalla Renault Service, di Quartararo Andrea.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, appunto. Cerchiamo di...
TESTE La China: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... per quello poche cose che le chiederò, ispettore, le chiedo di essere, appunto, molto puntuale.
Quindi, era un'auto acquistata presso la Renault Service. Benissimo.
E'... ha raccolto altri dati specifici sul conto di questo Tutino Vittorio? Le risulta se a quella data, alla data dei vostri accertamenti, quindi alla primavera del '94, fosse a sua volta reperibile ovvero non fosse reperibile, se avesse subito arresti?
TESTE La China: Lui aveva subito un arresto nell'anno precedente al.. nel '90, per una faccenda collegata a dichiarazioni rese da Drago, e venne menzionato nella relazione della Questura di Palermo.
Successivamente, mi sembra, si sia reso irreperibile.
PUBBLICO MINISTERO: Ma attenzione, ispettore, credo che sia imprecisa questa risposta. E' meglio che controlli l'annotazione, dicendo quale annotazione sta controllando.
TESTE La China: Sì, è latitante a ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Palermo nell'ambito del procedimento penale denominato ... Luigi più 87.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, era latitante all'epoca di questa vostra attività?
TESTE La China: Sì, perché non... sì, ricordo che non lo avevamo trovato. Avevamo fatto tutti gli accertamenti sulla famiglia, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Le sottopongo un altro nominativo: Cascino.
TESTE La China: Cascino ci esce durante i servizi di osservazione, come intestatario di una Renault 5, dove fu... fu vista la Mazzola Rosalia...
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi...
TESTE La China: Alla guida era...
PUBBLICO MINISTERO: Cerchiamo di dare le coordinate temporali di questo episodio.
TESTE La China: Praticamente...
PUBBLICO MINISTERO: E anche... e anche geografiche, dove è stata...
TESTE La China: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... osservata la presenza di questa macchina.
TESTE La China: Eccolo qua. Praticamente è risultato che il 6 giugno '94, personale di nostro di servizio presso l'abitazione della Mazzola Rosalia, vide rientrare una Renault 5, targata Palermo 947656...
PUBBLICO MINISTERO: Non corra sennò chi deve trascrivere poi non...
TESTE La China: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... non ce la fa.
TESTE La China: Questa Renault 5 a bordo c'erano due persone, una...
PRESIDENTE: Vuole ripeterla, per cortesia, scusi, la targa...
TESTE La China: Sì.
PRESIDENTE: ... abbia pazienza, perché...
TESTE La China: Palermo 947656.
PRESIDENTE: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Che mar... che modello di auto era?
TESTE La China: Una Renault 5. Praticamente, a bordo di questa macchina c'erano due persone, un uomo e una donna. La donna era la Mazzola Rosalia e l'uomo, di circa 25 anni, era l'intestatario poi che è risultato dell'autovettura, cioè, Cascino Filippo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, l'auto era intestata a Cascino Filippo.
TESTE La China: Cascino Filippo.
Quindi, il personale redige relazione di questo... di questo avvistamento.
Cascino Filippo, praticamente è il fratello di Cascino Santo.
PUBBLICO MINISTERO: Mi può dare le generalità di queste due persone?
TESTE La China: Sì. Cascino Filippo, nato a Palermo il 28/10/70. E la Mazzola Rosalia...
PUBBLICO MINISTERO: Piuttosto mi interessano le generalità di Cascino Carlo...
TESTE La China: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... non di Cascino...
TESTE La China: Cascino Santo Carlo, poi abbiamo fatto una ulteriore annotazione...
PUBBLICO MINISTERO: Ci siamo, ispettore, o no?
TESTE La China: No, non lo trovo.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', vuol dire che ne facciamo a meno.
Senta, mi vuol rispondere, per cortesia, a questa domanda, se, a prescindere da questa particolare, episodica situazione del rilevamento di questa auto con la signora Mazzola a bordo, sono emersi rapporti comunque tra la persona di Spatuzza Gaspare e la persona, dell'uno o dell'altro o di entrambi, i fratelli Cascino?
TESTE La China: Sì. A noi ci risultò all'epoca che, praticamente, il Cascino Santo Carlo aveva preso il posto dello Spatuzza presso la ditta Valtrans, posto di custode notturno.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi poteste accertare positivamente questa situazione?
TESTE La China: Si accertò questa situazione qui.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, cambiamo ancora argomento. Avete fatto... avete preso in considerazione la persone di certo Trombetta Agostino?
TESTE La China: Sì. E' un altro dei personaggi che abbiamo attenzionato.
Il Trombetta Agostino è uno dei personaggi che viene fermato insieme allo Spatuzza e al Tutino.
Questa persona era...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, era stata oggetto di precedenti identificazioni...
TESTE La China: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
TESTE La China: E risultava già dagli atti.
PUBBLICO MINISTERO: Su questo non c'è bisogno di approfondirsi, perché il dato è conosciuto.
Io ho bisogno, invece, di sapere da lei se, appunto, nel... a partire dalla primavera del '94, sono state fatte attività nei confronti di Trombetta Agostino che comunque abbiano ricompreso la figura di Trombetta Agostino.
TESTE La China: Sì. Avevamo attenzionato un autolavaggio che era intestato al cognato Lisacchi. Questo autolavaggio, che si trova sempre nella zona del Brancaccio, praticamente, era frequentato dal Trombetta Agostino. Era spesso presente sul posto e lo abbiamo rilevato con...
PRESIDENTE: Era frequentato o era gestito?
TESTE La China: Era... C'è stato... praticamente risultava intestato a Lisacchi Gaetano...
PRESIDENTE: Sì.
TESTE La China: ... però, materialmente, visivamente noi avevamo accertato, tramite le nostre pattuglie in zona, che il Trombetta Agostino era presente all'autolavaggio.
PRESIDENTE: Cioè, era... praticamente se ne occupava lui.
TESTE La China: Era lui, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Un'altra domanda ancora. Sul nominativo di Sparacio Benedetto.
TESTE La China: Sparacio Benedetto esce fuori durante le nostre acquisizioni come persona in contatto con la famiglia della Mazzola Rosalia, e quindi dello Spatuzza.
Loro abitavano già in via Lugaro, dove abitava la famiglia dello...
PUBBLICO MINISTERO: Questo signor Sparacio.
TESTE La China: Sì. La famiglia Sparacio.
Sparacio... Noi abbiamo attenzionato Sparacio Benedetto, di Paolo, che è coniugato con Di Fazio Giovanna, che sarebbe la sorella di Di Fazio Marianna, a sua volta coniugata con Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Giuliano, ormai diamogli anche un nome di battesimo a questa persona.
TESTE La China: Giuliano Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE La China: Anche lui esce fuori dai pattuglioni che vengono rilevati dall'archivio della Questura di Palermo. E viene fermato anche con lo stesso Sparacio Benedetto, il Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, c'è un fermo...
TESTE La China: Una connessione...
PUBBLICO MINISTERO: ... un'identificazione, per meglio dire, assieme dei due cognati.
TESTE La China: Del 20/04/93.
PUBBLICO MINISTERO: 20/04/93.
TESTE La China: 04/93.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
Ultimo... ultima situazione che le sottopongo. Vi siete occupati della persona di certo Vella Vincenzo?
TESTE La China: Sì. Vella Vincenzo noi lo abbiamo attenzione perché dal cellulare intestato a Mazzola Rosalia fu fatta una chiamata a un'azienda di pompe funebri che si trova in Corso dei Mille a Palermo.
Quell'accertamento l'ho fatto io personalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Oramai ci dia anche la data, per piacere, di questa...
TESTE La China: Sì. Un attimino, la trovo subito. Eccola qua. La data e dell'11 novembre '94.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE La China: Interviene questa telefonata, noi verifichiamo l'utenza fissa.
PUBBLICO MINISTERO: Voi non itercettavate il cellulare a quello che ho capito.
TESTE La China: No, no, l'avevamo... l'avevamo sotto lente. Praticamente sapevamo...
PUBBLICO MINISTERO: Acquisivate il tabulato.
TESTE La China: Sì. E notiamo questa utenza fissa, la 091/6212134, che viene chiamata alle 9.27. L'utenza era intestata a un'azienda di pompe funebri sita in Corso dei Mille a Palermo. Corso dei Mille 972/e. Sul posto, ho accertato personalmente che, sull'insegna che c'è sopra alla... diciamo, questo esercizio, c'erano alcuni numeri telefonici fissi e un numero telefonico cellulare per le chiamate urgenti. E la dicitura: Ciaramitaro e Vella. Come dicitura.
PUBBLICO MINISTERO: Nell'insegna. Nell'insegna recava la dicitura...
TESTE La China: Ciaramitaro e Vella.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per caso ha controllato se questa ditta era iscritta alla Camera di Commercio?
TESTE La China: Eh... con sede... la ditta dispone all'esterno, eccetera... Ditta di.... Penso di sì, perché avevamo scritto...
PUBBLICO MINISTERO: Allora le posso dire, nessuno me lo rimprovererà che la sua annotazione dice: non è iscritta alla Camera di Commercio. Controlli, per piacere. E' proprio una relazione a firma sua, lo so, la conosco. Controlli, per piacere.
Non censita, mi pare che ci sia scritto qualcosa di simile, alla Camera di Commercio.
TESTE La China: Infatti è intestata a Vella Vincenzo, Corso dei Mille 972. "Gli accertamenti in argomento hanno permesso di appurare che l'utenza è pertinente alla ditta di onoranze funebri denominata Ciaramitaro e Vella, con sede in Corso dei Mille. La ditta dispone all'esterno di un'insegna con i seguenti numeri telefonici..."
Al momento non trovo riscontri, se è nell'annotazione...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, ora, a parte...
TESTE La China: No, no, io leggevo la mia relazione.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda di aver verificato se questa ditta risultava o meno iscritta alla Camera di Commercio?
TESTE La China: Sì, perché altrimenti lo avrei scritto, se era...
PUBBLICO MINISTERO: Non risultava iscritta.
TESTE La China: Non risultava...
PUBBLICO MINISTERO: Queste utenze che erano riportate lì insieme all'insegna, compreso il cellulare per le telefonate urgenti?
TESTE La China: Dunque...
PUBBLICO MINISTERO: Ci vuol dire a chi erano intestate?
TESTE La China: Dunque, lo 091/6212134 è intestata a Vella Vincenzo, Corso dei Mille 972/e.
Lo 091/475403 è intestata a Vella Vincenzo, via Loria, numero 41, Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE La China: Lo 091/6213115 è intestato a Ciaramitaro Rosa, Passaggio De Felice, numero 15, Palermo.
Poi abbiamo lo 0330-844743 intestato a Vella Vincenzo, via Armando Diaz, 41, Palermo.
Noi abbiamo identificato il Vella Vincenzo per Bella (?) Vincenzo, nato a Palermo il 29/09/65, coniugato con Maggio Giuseppa.
PUBBLICO MINISTERO: E Ciaramitaro Rosa, ormai che ci siamo?
TESTE La China: Ciaramitaro Rosa l'abbiamo identificata... è da identificarsi per Ciaramitaro Giuseppa Rosa, di Salvatore e ... Giovanna, nata a Palermo il 02/07/65, nubile. Residente in via Passaggio De Felice, numero 15.
La stessa, Ciaramitaro Giuseppa, immune da precedenti, risulta germana di Giovanni, nato a Palermo il 12...
PUBBLICO MINISTERO: Risulta...?
TESTE La China: Germana, sorella...
PUBBLICO MINISTERO: Germana, sorella.
TESTE La China: ... di Giovanni, nato a Palermo il 12/11/60, imputato per associazione mafiosa nell'ambito del procedimento penale...
PUBBLICO MINISTERO: Basta così. Basta così, non le chiedo altro. Grazie.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori?
Nessuna domanda? Può andare, grazie.
*TESTE La China: Grazie.
AVVOCATO Pepi: Scusi, Presidente, sono l'avvocato Pepi...
PRESIDENTE: Dica.
AVVOCATO Pepi: ... per Frabetti. Mi diceva Frabetti che nonostante abbia l'autorizzazione a telefonare, non essendo stato sottoposto, fra l'altro, al 41-bis, gli viene impedito di telefonare. Se la Corte volesse provvedere in relazione...
PRESIDENTE: Avvocato, bisognerebbe che lei... perché questi fatti vanno burocraticamente manifestati con documenti, dovrebbe farmi due righe di una richiesta che io le autorizzo immediatamente.
AVVOCATO Pepi: Bene.
PRESIDENTE: Perché se lo si fa attraverso il verbale dell'udienza, questa diventa una cosa... Va bene?
AVVOCATO Pepi: Bene, Presidente, grazie.
PRESIDENTE: E' questione di un minuto.
AVVOCATO Pepi: Bene.
PRESIDENTE: Allora, l'udienza riprende...
PUBBLICO MINISTERO: Martedì.
PRESIDENTE: ... martedì, ne abbiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Esame dell'imputato Brusca.
PRESIDENTE: Sì.
(voce fuori microfono) 13, 13.
PRESIDENTE: 13, martedì 13, ore 9.00. Traduzione degli imputati detenuti. Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Buongiorno.