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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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dall'udienza del 21.10.1997


PRESIDENTE: Rinuncia? Allora, rinunciante avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni. Ci sono entrambi.
Barranca Giuseppe.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Avvocato Barone e avvocato Cianferoni che è presente.
Benigno Salvatore.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti, De Paola, Falciani, che è presente.
PRESIDENTE: Calabrò Gioacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni che è presente.
Cannella Cristoforo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri e avvocato Rocchi. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai, avvocato Batacchi, che è presente.
AVVOCATO Batacchi: Che è presente, sì.
PRESIDENTE: Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili e Falciani presente.
Ferro Giuseppe: assente. Avvocato Pietro Mignati Paoli, sostituito dall'avvocato Falciani?
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi, avvocato Gennai. Avvocato Falciani sostituisce lei? Grazie.
Frabetti Aldo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, Usai, Roggero. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Giacalone Luigi.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Priola, avvocato Florio, avvocato Bennati. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi, sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Graviano Filippo, rinunciante vero?
Avvocato Oddo, avvocato Gramigni, sostituito dall'avvocato Ceolan.
Grigoli Salvatore: rinunciante.
Avvocato Avellone e avvocato Batacchi, che è presente.
PRESIDENTE: Lo Nigro Cosimo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Florio e avvocato Fragalà. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Mangano Antonino.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato e avvocato Bagattini. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Pizzo Giorgio.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avvocato Pepi, sostituito dall'avvocato Ceolan.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina, Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Santamaria Giuseppe: libero, contumace. Avvocato Battisti e Usai. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Scarano Antonio: libero, assente. Avvocato Fortini e avvocato Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e avvocato Cianferoni.
Spatuzza Gaspare.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Pepi, sostituito dall'avvocato Ceolan.
Tutino Vittorio.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Gallina e avvocato Gramigni, sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Il Pubblico Ministero ci fa sentire?
PUBBLICO MINISTERO: Dovrebbe esserci il dottor Bonanno.
PRESIDENTE: Si accomodi.
Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza per favore?
*TESTE Bonanno: Sì. Matteo Bonanno. Nato a Mazara del Vallo 5 gennaio '53.
Dirigente al Commissariato Pi... di Castelvetrano, dove dimoro.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Bonanno: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo, con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Il P.M. può iniziare.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Bonanno, buongiorno.
Senta, vuol dire, innanzitutto, alla Corte qual è la sua funzione, dove esercita queste funzioni?
TESTE Bonanno: Sono un funzionario di Polizia, dirigo il Commissariato di Castelvetrano, dall'ottobre del '92. Sono ancora dirigente in quel Commissariato.
PUBBLICO MINISTERO: Abbia pazienza, io non so se è un problema di microfono, ma io non la sento.
PRESIDENTE: Vuol vedere, per favore, se c'è il microfono che non funziona sufficientemente?
Ora funziona? Provi.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora la sento.
Senta, dottor Bonanno, quindi lei dal '92 è dirigente del Commissariato di Castelvetrano.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In relazione, diciamo, a questa sua attività, ha avuto modo lei di svolgere attività di indagine in relazione a persona che si chiama Messina Denaro Matteo?
TESTE Bonanno: Sì. Abbiamo svolto delle indagini nei confronti di Messina Denaro Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io ho bisogno innanzitutto di un dato di partenza: lei si è occupato, è a conoscenza che a carico di questa persona vi erano dei provvedimenti restrittivi? Se sì, se ci può dire a che momento questi provvedimenti erano eseguibili.
TESTE Bonanno: Sì, Messina Denaro Matteo ha parecchi provvedimenti restrittivi a carico.
E' latitante dal giugno del '93, se mal non ricordo, i primi di giugno del '93 per un provvedimento che poi è sfociato nel processo Agrigento più 59, quindi un provvedimento restrittivo che è stato emesso nei primi di giugno del '93.
PUBBLICO MINISTERO: Del '93.
E' a conoscenza se questo provvedimento cautelare era originato da qualche dichiarante?
TESTE Bonanno: Credo che si tratti del provvedimento emesso a seguito... cioè, fu emesso a seguito delle dichiarazioni rese da Di Maggio Baldassare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora per l'appunto in relazione a questa... lei ha detto, è praticamente latitante dai primi giorni del giugno '93.
TESTE Bonanno: Sì, confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in relazione all'attività, a prescindere da indagini che lei, come già ha accennato, ha svolto; ecco a me interessa in particolare che lei rappresenti alla Corte se e in che termini lei ha avuto modo di indagare proprio specificamente in relazione alla cattura di Matteo Messina Denaro. E se ci vuol dare un po' le coordinate di questa sua attività.
TESTE Bonanno: Sì, l'attività che appunto, venne iniziata dal mio ufficio a distanza da qualche mese dalla latitanza, quindi sul finire del '93, inizi '94.
Messina Denaro si trovava latitante già da alcuni mesi. Attraverso questa attività di indagine emerse che il Messina Denaro Matteo aveva fatto uso, prima di darsi alla latitanza, di una serie di telefoni cellulari che erano intestati a terze persone.
Quindi l'indagine partì dall'esame dei tabulati di questi cellulari.
Si individuarono i soggetti che avevano intestati questi cellulari. Insomma, si tratta di un po' di tutta l'attività che è compendiata in un'informativa di reato trasmessa alla Procura della Repubblica di Palermo denominata Selinos.
PUBBLICO MINISTERO: In relazione all'esame, diciamo, allo studio di questi tabulati telefonici cellulari, ricorda quali erano queste utenze che erano sotto la vostra attenzione?
TESTE Bonanno: Cioè, le utenze dei telefoni cellulari?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Bonanno: Sì, ricordo che ce n'era... almeno tra quelli individuati, il primo era intestato a un certo Curseri, il secondo in ordine di tempo utilizzato - almeno sempre quello secondo le indagini, dai risultati delle indagini - in ordine di tempo intestato a un certo Monachino e il terzo intestato a un certo La Sala.
Il periodo compreso andava, di utilizzazione di questi cellulari, dal maggio-giugno '91 fino al giugno '93.
Nel senso che il primo, quello intestato a tale Curseri, viene utilizzato dal giugno '91 al giugno, approssimativamente, '92; il secondo cellulare dal giugno del '92 intorno al marzo del '93; e il terzo dal marzo del '93 fino a giugno '93.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottor Bonanno, siccome lei questi tabulati li ha avuti, per così dire, nelle mani, bisogna che lei ci spieghi come avete fatto a ritenere che questi cellulari intestati a queste tre persone, che lei ha appena menzionato, fossero nella disponibilità ed effettivamente utilizzati da Matteo Messina Denaro.
TESTE Bonanno: Sì, per un duplice ordine di motivi diciamo. Uno, il fatto che sono stati verbalizzati i soggetti a cui erano intestati i cellulari, cioè il Monachino e il Sala. E in secondo luogo, perché analizzando i soggetti che venivano chiamati con questi cellulari, ci si rese conto che erano soggetti che facevano parte della vita di relazione del Messina Denaro in nome dei soggetti formalmente intestatari.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto: 'sono stati verbalizzati', vuole dire che lei ha acquisito informazioni da queste persone sull'effettivo utilizzo di questo cellulare?
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, le venne confermato che effettivamente era, che l'utilizzo era del Matteo Messina Denaro?
TESTE Bonanno: In particolare il Monachino Raimondo confermò che il telefono cellulare a lui intestato lo aveva dato, appena attivato, al Messina Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, bisogna che lei ci faccia capire un'altra circostanza. Ora, sulle utenze che risultavano chiamate, ci arrivo fra un attimo.
Lei ha detto che la latitanza di Matteo Messina Denaro ha inizio i primi giorni del giugno del '93.
TESTE Bonanno: Sì, formalmente, il provvedimento se non ricordo male, dovrebbe essere del 2-3 giugno.
PUBBLICO MINISTERO: Esattamente.
TESTE Bonanno: E quindi, in quell'occasione sfuggì alla cattura, fu latitante da quel momento.
PUBBLICO MINISTERO: Esattamente. Siccome però, lei ci sta riferendo di utenze addirittura anteriori anche di qualche anno...
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... vuol spiegare, ci vuol dire, se Matteo Messina Denaro a prescindere dall'emissione di questo provvedimento restrittivo, fosse o meno già irreperibile?
TESTE Bonanno: Sì, diciamo che in Castelvetrano iniziò a farsi notare poco in giro e quindi a darsi a una sorta di irreperibilità, a defilarsi più che... già dai primi mesi del '93.
Infatti, mentre questo trova conferma in questi... nell'uso di questi cellulari perché mentre, con i primi due, aveva fatto un uso diciamo non moderato, con il terzo cellulare avuto nella sua disponibilità...
PUBBLICO MINISTERO: E sarebbe...
TESTE Bonanno: ... ne fa un uso molto più...
PUBBLICO MINISTERO: Sarebbe intestato a... questo terzo cellulare?
TESTE Bonanno: A tale La Sala.
PUBBLICO MINISTERO: La Sala.... Prego.
TESTE Bonanno: Quindi stavo dicendo, mentre con i primi due fa comunque parecchi contatti telefonici, con l'ultimo telefono cellulare i contatti sono più sporadici. E non sono così allargati a... è una cerchia limitata di persone diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, veniamo a quelle considerazioni che lei stava facendo sull'uso effettivo di questi cellulari.
Lei ha detto: 'c'era un doppio ordine di ragioni; uno era la riferibilità delle chiamate a un bacino di utenza riferibile a Matteo Messina Denaro'.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi ce n'era qualcun altro?
TESTE Bonanno: Come? Non ho capito,
PUBBLICO MINISTERO: C'era qualche altra consi... ragione?
TESTE Bonanno: Il fatto che i soggetti intestatari di questi telefoni cellulari hanno confermato, almeno il Monachino confermò, che il telefono era stato dato in uso a Matteo Messina Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dall'analisi che lei ha fatto di questi cellulari, risultavano delle chiamate all'estero?
TESTE Bonanno: Sì, c'erano delle chiamate anche all'estero.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire qualcosa al riguardo?
TESTE Bonanno: Sì, c'erano in particolare delle chiamate costanti, giornaliere, quotidiane verso l'Austria. Furono fatti degli accertamenti attraverso l'Interpol e emerse che le utenze erano di pertinenza di tale Andrea Hasslener, una cittadina austriaca di Vienna.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, stava dicendo...
TESTE Bonanno: Sì, ci sono delle chiamate in Austria verso...
PUBBLICO MINISTERO: Verso questa...
TESTE Bonanno: ... di Vienna, sì. Su utenze che poi dagli accertamenti uscì fuori che erano di pertinenza di una cittadina appunto viennese, tale Andrea Hasslener.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'Andrea Hasslener era persona a lei conosciuta, conosciuta al suo ufficio. Ecco, questo nome che risultava, questa utenza austriaca, le diceva già qualcosa?
TESTE Bonanno: Sì, perché si trattava di una cittadina appunto straniera che, sistematicamente, durante il periodo estivo, trascorreva le sue vacanze lavoro in Castelvetrano, dove lavorava presso un hotel, un centro vacanze insomma, denominato Paradise Beach.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto. Quindi era persona questa Andrea Hasslener, era persona da lei, voglio dire, fisicamente, personalmente conosciuta?
TESTE Bonanno: No, da me personalmente no. Però era nota all'ufficio, diciamo, perché in passato c'erano state delle indagini nel senso che... Del resto, l'albergo perché nel '92, se mal non ricordo, il direttore o comunque il responsabile di quell'albergo venne ucciso. E quindi c'erano state delle indagini un po'... siccome questo soggetto, tale Gonzales lavorava nell'albergo, ci si occupò dell'albergo; fra i dipendenti dell'albergo c'era anche questa cittadina straniera. Quindi il nome era già noto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma risultava all'ufficio che lei dirigeva, un qualche rapporto, una qualche relazione, tra la Andrea Hasslener e Matteo Messina Denaro?
TESTE Bonanno: Sì, sì. C'era un rapporto di natura sentimentale credo, comunque si frequentavano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha fatto cenno a questo fatto di sangue, l'omicidio Gonzales.
Vuol dare qualche coordinata diciamo più specifica, come si chiamava innanzitutto la vittima?
TESTE Bonanno: Sì, era tale Gonzales, non ricordo il nome di battesimo in questo momento. E' stato ucciso appunto, nel febbraio forse... seconda decade...
PRESIDENTE: Se ha necessità di consultare atti proprio per aiutarsi la memoria, lo può fare.
TESTE Bonanno: Sì, non so se ce l'ho appresso questo, se posso consultare.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Va beh, comunque...
TESTE Bonanno: In questo momento... Comunque, dovrebbe essere il 21 febbraio del '91 che è stato ucciso questo Gonzales.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, in relazione a questo fatto di sangue, in relazione a questo omicidio, voglio dire lei e il suo ufficio aveste modo di per così dire, investigare nell'ambiente di lavoro del Gonzales, che era, ha detto?
TESTE Bonanno: Sì, le indagini per l'omicidio furono condotte all'epoca dalla Squadra Mobile di Palermo perché il Gonzales venne ucciso a Palermo. Il mio ufficio si interessò nel senso che furono prese informazioni sul posto di lavoro di questo Gonzales, se ci potevano essere attinenze...
Comunque in ogni caso, risultò che c'era questa cittadina straniera che lavorava presso l'albergo e che ogni anno insomma, passava queste vacanze-lavoro in Castelvetrano.
E che in Castelvetrano frequentava il Messina Denaro ed era un fatto notorio un po' a tutti.
PUBBLICO MINISTERO: L'albergo era, si ricorda il nome e dov'era esattamente ubicato?
TESTE Bonanno: Sì, il Paradise Beach è ubicato nei pressi della foce del fiume Belice, quindi in territorio di Castelvetrano.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo sempre...
TESTE Bonanno: Sulla spiaggia sì, sul mare.
PUBBLICO MINISTERO: Di Castelvetrano.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In relazione quindi a questo contesto direi di relazioni personali, lei ha detto vi erano da questi apparati telefonici cellulari, una serie di chiamate all'entourage relazionale di Matteo Messina Denaro.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, c'ha esemplificato queste chiamate con l'Andrea Hasslener e ci ha dato anche le indicazioni su chi era questa persona.
Ecco, in relazione al contesto diciamo parentale di Matteo Messina Denaro, vuol dire se era a conoscenza dell'ufficio chi fossero i cognati di Matteo Messina Denaro, se ce n'aveva?
TESTE Bonanno: Sì, i cognati di Matteo Messina Denaro, tale Guttadauro Filippo, poi Allegra Rosario un altro cognato.
Lei si riferisce all'epoca, dei cognati che aveva all'epoca o dei cognati di adesso?
PUBBLICO MINISTERO: All'epoca, all'epoca.
TESTE Bonanno: All'epoca erano questi due perché non c'erano altri.
PUBBLICO MINISTERO: Allegra e Guttadauro Filippo.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ci vuol dare delle indi... ci spiega perché erano cognati di Matteo?
TESTE Bonanno: Sì, perché sposati con due sorelle del Messina Denaro. In particolare il Guttadauro sposato con la sorella maggiore, Rosalia; l'Allegra con un'altra delle Messina Denaro, Giovanna, a nome Giovanna.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dire qualcosa in relazione al tipo di attività, dico attività lavorativa svolta dal Guttadauro Filippo e dall'Allegra Rosario.
TESTE Bonanno: Il Guttadauro Filippo è un proprietario terriero, curava la sua azienda agricola. Non lavorava per conto terzi e non aveva altre attività. Insomma curava i propri beni, le proprie terre.
Mentre, Allegra è nel settore un po' dell'abbigliamento, calze, eccetera. Una fabbrica di calze. E poi di una fabbrica che, forse, produceva delle tute, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo questo Rosario Allegra si occupava di abbigliamento lei ha detto, ha fatto due cenni: calze e tute.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci vuol dire dove veniva esercitata e che tipo di attività, se era un'attività commerciale, un'attività di tipo industriale diciamo.
TESTE Bonanno: Sì, erano delle piccole... in realtà non si può definirle industriali...
PUBBLICO MINISTERO: Artigianato.
TESTE Bonanno: ... a livello artigianale. In Castelvetrano in due diversi posti, uno dei quali proprio nei pressi del Commissariato, quasi di fronte al Commissariato. Lì dove c'era la fabbrica di calze.
PUBBLICO MINISTERO: Una fabbrica di calze. Si ricorda anche il nome di questa ditta?
TESTE Bonanno: Anche qui dovrei consultare un po'...
PRESIDENTE: Faccia, faccia. Non si preoccupi.
TESTE Bonanno: Ecco, si chiamava la Coip. Coip. Questa fabbrica di calze che si trova nei pressi del... i cui locali erano proprio nei pressi del Commissariato.
Però in questa cosa doveva avere degli interessi non diretti, nel senso che la fabbrica, ufficialmente, risultava diretta e amministrava da tale Cappadon Vito. Cappadon Vito che è legato a Messina Denaro Matteo da un rapporto di comparatico per aver, non so, battezzato la figlia mi pare, per avergli il Messina Denaro battezzato la figlia.
Comunque, l'Allegra aveva degli interessi di là perché era spesso veniva notata all'interno di questa fabbrica. E poi perché lui gestiva pure un'altra fabbrica, poi dichiarata fallita, sempre a Castelvetrano.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quindi ci ha dato queste indicazioni.
Del Guttadauro ci ha detto che il Guttadauro Filippo che curava questi interessi diciamo nel settore...
TESTE Bonanno: Agricolo.
PUBBLICO MINISTERO: ... agricolo. Senta le risulta che questo Guttadauro Filippo avesse qualche fratello?
TESTE Bonanno: Sì, ha dei fratelli, credo due maschi, sicuro, non so se ne ha altri. I Guttadauro è originario della zona di Bagheria, trapiantato a Castelvetrano, verso la fine degli anni '70-inizio anni '80, dove appunto contrasse matrimonio con la Messina Denaro.
Gli altri fratelli sono nella zona di origine, cioè nella zona di Bagheria, credo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le...
TESTE Bonanno: Sono: uno è un medico, Giuseppe, e l'altro, Carlo; non so se ha altri fratelli. Comunque questi due sono sicuro.
Giuseppe, credo che sia stato inquisito in passato nel primo Maxiprocesso.
PUBBLICO MINISTERO: Giuseppe Guttadauro, il medico?
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in relazione sempre a questo contesto diciamo di relazioni, lei ha iniziato a rispondere alle mie domande spiegando questa attività di indagine finalizzata alla cattura di Matteo Messina Denaro.
Ecco, sia in questo contesto, che eventualmente per altre ragioni, sono emersi rapporti tra Matteo Messina Denaro e due persone i cui nomi corrispondono a Garamella Giuseppe e Massimino Alfio?
TESTE Bonanno: Sì, con Garamella Giuseppe sì, dei rapporti diretti; con Massimino Alfio, direttamente no. Attraverso le utenze cellulari, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci spieghi allora un attimino questa sua prima affermazione.
TESTE Bonanno: Cioè...
PUBBLICO MINISTERO: Che tipo di rapporto...
TESTE Bonanno: ... dall'esame dei tabulati emerge che ci sono contatti fra i telefonini utilizzati da Messina Denaro e quelli utilizzati dal Garamella.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in relazione a questo signor Garamella, ci vuol dire qualcosa? Chi è, chi non è, che fa, dove svolge la sua attività?
TESTE Bonanno: Sì, Garamella, dunque, è un soggetto che fino... intanto è un enologo, fino... ha lavorato in passato presso varie cantine e da ultimo, come enologo, presso la Cantina Enologica Castelseggio di Castelvetrano, credo fino agli anni '84, '85, '86. Intorno a quegli anni lavorò presso questa cantina enologica Castelseggio e forse anche negli anni successivi. Comunque, fino al... non oltre 'ottanta..., finito '88.
Questo come attività di enologo.
Lui comunque era impiegato presso una banca, la Banca Sicula, ora Banca Commerciale, da cui poi si licenziò nel '92, maggio '92 a seguito di un ammanco, tutta una vicenda, insomma, che ebbe con la banca. Nel senso che si accertò, la banca accertò che era responsabile, il Garamella, di un ammanco di circa 6-700 milioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le risulta...
TESTE Bonanno: Per cui, da quella data cessò il suo rapporto di lavoro con la banca, la banca lo licenziò eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ecco...
TESTE Bonanno: E successivamente...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi dottor Bonanno, in relazione a questa vicenda della banca e all'ammanco relativo, ci furono dei provvedimenti a carico di Garamella?
TESTE Bonanno: No, Garamella... come dire, per un periodo si rese reperibile temendo che, nei suoi confronti, potesse essere emesso qualche provvedimento restrittivo.
Però, che io sappia, non fu emesso un provvedimento restrittivo.
Lui, comunque, si rese irreperibile per un certo periodo e si trasferì, andò via da Castelvetrano e andò, si portò a Roma, dover trascorse parte... insomma, qualche mese, eccetera. Per poi rientrare in Castelvetrano. Dopo, quanto capii, insomma, che non c'erano provvedimenti a suo carico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io ho bisogno di capire una cosa: in relazione a questo spostamento, diciamo, dovuto a queste vicende, comunque giudiziarie, ammanco in banca, eccetera.
Cioè, questo spostamento di Garamella su Roma, vi constò direttamente, poteste...
TESTE Bonanno: Risulta dai cellulari che lui ha utilizzato.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi che, per un certo periodo aveva soggiornato...
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... a Roma?
TESTE Bonanno: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E, un altro dato: dal contesto di questi suoi spostamenti su Roma, poteste verificare che tipo di contatti aveva coltivato nella capitale, questo Garamella?
TESTE Bonanno: Sì, nella capitale aveva contatti con, soprattutto con questo Massimino, di cui lei chiedeva poco fa. Massimino Alfio, che è un intimo amico del Garamella; si conoscono da tantissimo tempo. Sono entrambi originari di Campobello di Mazara e credo fossero anche compagni, compagni di scuola. Ma comunque non dello stesso paese.
Insomma, molto amici, sono legati anche loro da rapporto di comparatico, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questi rapporti, diciamo, su Roma tra Garamella e Massimino: innanzitutto Massimino stava pure egli a Roma?
TESTE Bonanno: Sì, Massimino stava Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire alla Corte che cosa, che attività svolgeva questo Massimino?
TESTE Bonanno: Massimino, a Roma, era il direttore commerciale responsabile di un Consorzio, un centro commerciale, denominato Le Torri.
E risulta da questa piega di indagini che Garamella aveva, effettuava frequentemente, chiamava quelle utenze telefoniche de Le Torri, dove contattava il Garamella.
PUBBLICO MINISTERO: Del complesso Le Torri?
TESTE Bonanno: Del complesso Le Torri, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in che periodo...
TESTE Bonanno: Non solo del complesso Le Torri, ma anche di una utenza attivata che risultava intestata alla madre del Massimino Alfio, tale Messina Francesca.
PUBBLICO MINISTERO: Utenza romana?
TESTE Bonanno: Romana, sì. Poi è cessata per morosità, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, voglio dire, questo signor Massimino abitava a Roma con la madre, oppure era l'utenza semplicemente che...
TESTE Bonanno: No, no, era l'utenza che era a nome della madre.
Forse la madre c'era stata per un brevissimo periodo, ma comunque la madre abitava in Campobello di Mazara.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Bonanno, in relazione a questi contatti, in che periodo, in che arco temporale siamo?
TESTE Bonanno: Siamo '92-'93. Cioè, il periodo preso in esame da noi sui telefoni cellulari. Perché, praticamente, è un lavoro fatto a ritroso.
Cioè, un esame dei tabulati acquisiti nel '93, ma poi abbiamo un po' esaminato anche i periodi antecedenti.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome lei ha detto che questa attività è iniziata fine '93, primi...
TESTE Bonanno: Sì, fine '93, individuato il cellulare di Garamella, abbiamo chiesto un po' i tabulati, ma non li abbiamo chiesti dal '93, dal momento in cui era stato attivato.
Quindi abbiamo esaminato anche i periodi antecedenti. E si rilevava che, anche nel '92, c'erano delle chiamate su Roma, verso queste utenze telefoniche di pertinenza del Massimino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, al di là, voglio dire, dei contatti che risultavano dagli apparati telefonici cellulari, lei ha detto risultavano chiamate dall'utenza di Garamella verso l'utenza Le Torri e presso l'abitazione romana di Massimino intestata alla madre.
In questo contesto, comunque, i rapporti tra Massimino e Garamella - mi pare di aver capito dalle sue parole - lei già, le erano già noti?
TESTE Bonanno: No. Iniziammo l'attività in quell'epoca, E da lì, poi, risalimmo a questa amicizia che c'era fra il Massimino e il Garamella. Che, comunque, era una amicizia datata. Cioè, ai tempi dell'infanzia. Non era una cosa che stava nascendo in quel momento.
PUBBLICO MINISTERO: Erano entrambi di Campobello di Mazara?
TESTE Bonanno: Sì, entrambi di Campobello di Mazara, che è un piccolo centro, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in relazione a queste presenze romane, ci ha spiegato i motivi, che risultavano dalle vostre indagini, Massimino dirigeva il complesso Le Torri; Garamella, diciamo, aveva trascorso, per i motivi che lei ha accennato, questo periodo a Roma, risultarono dei contatti, comunque diciamo tra Massimino e persone, Massimino-Garamella, e persone che erano, per così dire, ricercati?
Per fatti di mafia, o peggio, per omicidio?
TESTE Bonanno: Sì, c'è una indagine, però questa condotta dai militari dell'Arma, dove si rile... la vicenda Rallo, credo che sia.
Sì, diciamo che in Roma fu catturato, nel '93, nel maggio del '93, tale Rallo Francesco, all'epoca latitante. E emerse, da quelle indagini fatte dai Carabinieri, che Massimino - perché all'epoca c'erano delle intercettazioni, credo, su quelle utenze - che il Massimino era in contatto con il Rallo Francesco.
Rallo Francesco che era in contatto anche con Garamella.
Tant'è che, quando venne arrestato, questo Rallo, venne trovato con dei documenti intestati a tale Marrone Fifì Antonino, che è il cognato di Garamella.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi un pochino meglio ora, dottor Bonanno, anche se, voglio dire, questa sua analisi è una analisi documentale, per così dire...
TESTE Bonanno: Sì, sì. Non è una vicenda, una indagine diretta da parte del mio ufficio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Però, siccome la mia domanda partiva dall'accertamento che era stato fatto in relazione ai contatti su Roma di Garamella, di Massimino, lei ha detto: 'per quanto riguarda Massimino, c'erano delle intercettazioni che portarono alla cattura eseguita dai Carabinieri.'
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come epoca, ha detto, siamo nel maggio '93.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se le dico che si tratta del 27 maggio '93, questa data corrisponde ai suoi ricordi?
TESTE Bonanno: Sì, sì, potrebbe essere. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, la data dell'arresto di questo Rallo Francesco.
TESTE Bonanno: Rallo Francesco, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E, per l'appunto, vorrei che lei spiegasse alla Corte, due dati: se la persona di Rallo Francesco era nota, è nota al suo ufficio; e, per l'appunto, che ci spiegasse un pochino più in dettaglio la circostanza a che lei ha riferito del documento trovato in possesso di Rallo.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Bonanno: Il Rallo Francesco era latitante già da alcuni anni quando viene arrestato. Cioè, arrestato nel maggio '93, latitante credo dal '90-'91, quando furono emessi una serie di provvedimenti restrittivi per, relativamente ad una faida mafiosa che c'era stato in Partanna.
In Partanna, a cavallo degli anni '80-'90, c'erano state, appunto, questa guerra di mafia che aveva fatto parecchi morti. E Rallo Francesco venne raggiunto da un provvedimento restrittivo, perché ritenuto essere un organico alla cosca di Partanna, vincente, capeggiata dai "fratelli Cannata", intesi "Cannata", dai fratelli Accardo, per essere più esatti.
E venne raggiunto da questo provvedimento. In atto credo che sia stato condannato in I Grado, forse anche in II. Ma in I Grado, sicuramente. C'ha la condanna all'ergastolo, è detenuto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi capisco bene? Questo signor Francesco Rallo era latitante a provvedimenti che riguardavano dei fatti di omicidio.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questi omicidi, ecco, si inserivano in questo contesto...
TESTE Bonanno: Sì, una guerra di mafia che c'era stata a Partanna. Partanna che è un paesino a pochi chilometri da Castelvetrano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e in relazione a questa che lei ha definito la guerra di Partanna, ci può dare qualche indicazione più specifica? Chi erano, per così dire, queste due fazioni...
TESTE Bonanno: Sì, c'erano queste fazioni apposte, lì, contrapposte, di gruppi mafiosi. Uno, capeggiato dai fratelli Accardo, Francesco e Stefano Accardo; e l'altro dagli Ingoglia, dalla famiglia Ingoglia.
Ci sono stati parecchi morti in quegli anni, da una parte e dall'altra; parecchie lupare bianche, parecchie soppressioni.
E, alla fine, insomma, furono emessi questi provvedimenti.
I fratelli Accardo furono entrambi uccisi nel corso di questa guerra di mafia.
PUBBLICO MINISTERO: In che anni siamo, dottor Bonanno?
TESTE Bonanno: Siamo nell'88 e nell'89, rispettivamente.
Cioè, uno nell'88; l'altro, Francesco, mi pare nell'88. Mentre, Stefano, nell'89.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questi fratelli Stefano e Francesco Accardo, erano, per così dire, parte di questa guerra.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E Stefano Accardo veniva, ha detto, soprannominato in qualche...
TESTE Bonanno: "Cannata", i "fratelli Cannata", intesi.
PUBBLICO MINISTERO: In realtà, al secolo, Accardo.
TESTE Bonanno: Accardo, Accardo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Accardo Francesco e Accardo Stefano.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questo signor Rallo Francesco, in questa guerra di mafia...
TESTE Bonanno: Rallo Francesco...
PUBBLICO MINISTERO: ... com'era collocato?
TESTE Bonanno: ... organico alla cosca degli Accardo.
PUBBLICO MINISTERO: Organico alla cosca degli Accardo.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, queste... perché ora io sono partito un po' da lontano. Ma la mia domanda era originata dal conoscere se e in che termini erano stati accertati questi rapporti tra Garamella-Massimino e questo signor Rallo.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci ha detto che, al momento dell'arresto di questo signor Rallo Francesco...
TESTE Bonanno: Viene trovato in possesso...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, era stato trovato in...
TESTE Bonanno: ... di una patente di guida intestata a Marrone Fifì Antonino.
Questo Marrone Fifì Antonino è cognato di Garamella Giuseppe, anche lui di Partanna.
Garamella Giuseppe non è di Partanna, è di Campobello di Mazara. Come ho detto, la moglie è di Partanna, originaria di Partanna.
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiama la moglie di...
TESTE Bonanno: Di Garamella, credo Libeccio, Libeccio Francesca.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in relazione a questo Marrone Fifì, cognato del signor Garamella, poteste constatare quali tipi il Garamella, di interesse, diciamo, economico coltivasse negli anni in cui, nel periodo in cui lei, diciamo così, è attivo in prima persona per la cattura di Matteo Messina Denaro?
Lei ci ha detto: negli anni '85...
TESTE Bonanno: Sì. L'enologo.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era stato socio della Enologica Castelseggio.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda chi erano gli altri soci di questa società?
TESTE Bonanno: Sì, tutti personaggi abbastanza noti in Castelvetrano: i Messina Denaro, i Clemente, i Marotta... Sono tutti soggetti detenuti per il 416-bis ed altro.
PUBBLICO MINISTERO: Messina Denaro...
TESTE Bonanno: Messina Denaro è latitante, entrambi.
PUBBLICO MINISTERO: Stiamo parlando, ecco, il socio della Enologica Castelseggio, erano Messina Denaro, chi?
TESTE Bonanno: Sì, il Messina Denaro Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, sarebbe il padre?
TESTE Bonanno: Il padre di Messina Denaro Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Il padre di Messina Denaro Matteo.
Poi, questo signor Garamella, ha coltivato questi interessi in banca.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A quanto pare sono andati a finir male.
Poi, ecco, negli anni, nel periodo '93, ci può dire qualcosa in relazione alle attività economiche?
TESTE Bonanno: Sì. Aveva avviato una attività commerciale all'interno di un distributore di carburante che si trova allo svincolo autostradale per Castelvetrano, proprio all'uscita dall'autostrada.
C'è una grande area di servizio, dove c'è un distributore di benzina, e c'è un bar tavola calda. E il Garamella gestiva... C'è anche un autolavaggio, insomma, tutta un'area attrezzata. Il Garamella gestiva il bar, denominato Sice Ristoro, come società, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Bonanno: Bar, tavola calda e annessi.
PUBBLICO MINISTERO: E, questo impianto di distribuzione di carburanti IP, dalle sue indagini, da chi è risultato gestito?
TESTE Bonanno: Il distributore è gestito dai fratelli Forte: Paolo e Maurizio Forte.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, i fratelli Paolo e Maurizio Forte, sono persone di cui lei, per così dire, si è dovuto occupare in relazione alla sua attività...
TESTE Bonanno: Sì, sono stati oggetto di indagine. Sono stati anche tratti in arresto, sono... Almeno il Paolo, il Forte Paolo. Maurizio, no.
Il Forte Paolo è stato tratto in arresto in esecuzione di una ordinanza per il 416-bis. E' stato anche condannato recentemente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e ci spiega un attimino - dato che lei per l'appunto, per così dire, è il suo pane quotidiano - che rapporti c'erano tra Garamella che gestiva l'area, non l'area di servizio, il ristorante, il bar dell'area di servizio e questi fratelli Forte?
Era un fatto accidentale, oppure, voglio dire, avete potuto accertare in relazione...
TESTE Bonanno: No, c'erano rapporti continui, lì.
Insomma, all'interno dell'area, Garamella era un po' il "dominus" di tutta, di tutto ciò che avveniva all'interno dell'area. Perché, all'interno dell'area, per esempio, c'era anche un distributore, un autolavaggio ufficialmente gestito da tale Fontana Giancarlo. Però, di fatto, di pertinenza di Garamella.
E, quindi, tutto ciò che avveniva all'interno dell'area era, come dire, gestito dal Garamella. Anche se di fatto l'attività commerciale del distributore era ufficialmente gestita da Forte.
E comunque c'era un rapporto stretto fra i due. Nel senso che Garamella dava spesso incarichi al Forte per il disbrigo di, anche di versamenti in banca. Insomma, tutte queste...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Bonanno, abbia pazienza, ma lei ci deve spiegare questa indicazione, ecco.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, siccome, dice: risultano questi rapporti così stretti...
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Capisco, un'area di servizio e lì un ristorante e il distributore. E questo lo capiamo. Ma...
TESTE Bonanno: Sì, ci sono state... Cioè, durante questa indagine che, appunto, denominata Selinos, ci sono state anche tutta una serie di intercettazione, dico. Da cui si rilevava appunto che, il rapporto tra Garamella e Forte era un rapporto molto molto stretto. Molto... era continuo, costante, giornaliero, quotidiano, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Bonanno: C'era un rapporto di affari fra i due, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, ma lei, i rapporti per così dire, quantomeno...
TESTE Bonanno: Cioè, poi, tutta una serie di relazioni di servizio agli atti, che erano continuamente insieme lì, all'interno dell'area, che stavano a discutere, che stavano a parlare. Insomma, rapporti...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questi rapporti, per così dire, erano documentati anche...
TESTE Bonanno: Sì, sì, anche in relazioni di servizio, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, del suo personale.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e poteste, nel corso di questa attività di indagine, poteste accertare quale tipo, se vi erano relazioni di Garamella con una persona che si chiamava Scarano?
TESTE Bonanno: Sì. Scarano, il rapporto tra Garamella e Scarano, lo abbiamo rilevato perché, facendo accertamenti su Garamella, emerse che lo stesso Garamella aveva venduto, nel gennaio del '93, una abitazione di cui lui era proprietario, sita a Triscina. Triscina è una località balneare, diciamo. E' una frazione balneare nei pressi di Castelvetrano.
Garamella lì aveva una abitazione estiva, appunto, in comproprietà con la moglie.
E, dagli accertamenti, emerse appunto che i due coniugi Garamella-Libeccio, nel gennaio del '93, vendettero questa abitazione a tale Scarano, Scarano Massimo, figlio di Scarano Antonio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi diciamo, formalmente l'acquirente era...
TESTE Bonanno: Scarano Massimo.
PUBBLICO MINISTERO: ... era Scarano Massimo.
Senta, e in relazione agli accertamenti che lei ha svolto su questa abitazione, lei ha detto che era a Triscina. Si ricorda anche dov'è ubicata esattamente?
TESTE Bonanno: Sì, la via Centoventitré, credo fosse. Via Centoventitré di Triscina.
PUBBLICO MINISTERO: Via Centoventitré.
TESTE Bonanno: La via non ha numerazione...
PUBBLICO MINISTERO: La via che ha un numero.
TESTE Bonanno: Sì, un numero.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. All'americana, tanto per intendersi.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e in questa abitazione di Triscina, vi era una utenza telefonica?
TESTE Bonanno: No, che io ricordi, no. Non c'era utenza telefonica nella casa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, se poi venne installata un qualche apparato telefonico, in questa abitazione...
TESTE Bonanno: No, all'epoca degli accertamenti, credo che non ci fosse. Non c'era...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma le è risultato che poi, successivamente, sia stata...
TESTE Bonanno: No, no, c'era l'utenza ENEL, quella sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'utenza ENEL. Ecco, in relazione all'utenza ENEL, sa se la fattura relativa era, per così, dire...
TESTE Bonanno: Sì, era...
PUBBLICO MINISTERO: ... domiciliata da qualche parte?
TESTE Bonanno: Sì, la fattura era domiciliata presso il distributore IP di quell'area di servizio di cui abbiamo parlato prima.
PUBBLICO MINISTERO: Di quella dei fratelli Forte?
TESTE Bonanno: Di quella dei fratelli Forte, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e voglio dire, la vostra attenzione nell'investigare su questo contesto delle relazioni tra Garamella, Matteo Messina Denaro e poi tra Garamella e questo Scarano, hanno portato, da parte vostra, degli approfondimenti sulla persona di Scarano, o, come dire, la vostra attività si è fermata ad un certo punto? Ecco.
TESTE Bonanno: Scarano... No, sì, abbiamo un po' esaminato la figura dello Scarano, ma... Era originario, la moglie era originaria di Partanna, tale Tusa. Però, accertamenti diretti sullo Scarano, non...
PUBBLICO MINISTERO: Non ne avete...
TESTE Bonanno: Non ne abbiamo fatto. Anche perché poi lo Scarano, se mal non ricordo, venne arrestato nel '94.
Proprio a quell'epoca.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nell'ambito, diciamo, di queste vostre indagini, sempre relative al contesto interpersonale di cui stiamo dicendo, ha avuto modo di occuparsi di una persona che si chiama Giacalone Michel?
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci dice qualcosa su questa persona?
TESTE Bonanno: Sì. Giacalone Michel, è stato tratto in arresto lo scorso anno in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare. E' stato tratto in arresto nel giugno del '96, lo scorso anno, appunto. Perché indagato di 416-bis.
Recentemente è stato condannato per questo reato.
In Castelvetrano gestisce un complesso turistico di modeste dimensioni, comunque, denominato Triscina Mare.
E' un complesso alberghiero, insomma, con... Un Centro Vacanze, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Un Centro Vacanze.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questo Michel...
TESTE Bonanno: Grande albergo, con annesso albergo, eccetera.
Sì, gestisce questo...
PUBBLICO MINISTERO: Esattamente dov'è ubicato questo...
TESTE Bonanno: In Triscina. Denominato, appunto, Triscina Mare, questo complesso, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Triscina Mare. E che mansioni ha svolto questo signor Giacalone Michel?
TESTE Bonanno: Era lì, il gestore di questo complesso turistico.
Lui... era a conduzione familiare; lui, con i figli, la moglie, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E...
TESTE Bonanno: Poi, nel '94, credo che... Sì, nel '94 o '95, comunque, a partire dal '94 e per qualche anno, ha gestito anche un altro complesso turistico, analogo a quello di Triscina, denominato Euromare, mi pare. Sito nelle parti di, dalle parti di San Mauro. Comunque nella zona di, sul versante palermitano, Bagheria, verso quelle zone là.
PUBBLICO MINISTERO: Cefalù, può darsi?
TESTE Bonanno: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questo cambio, per così dire, di gestione dalla...
TESTE Bonanno: Credo che, nello stesso complesso, questo qui di Euromare, fosse o avesse interesse il Cannella...
PUBBLICO MINISTERO: Tullio Cannella?
TESTE Bonanno: Tullio Cannella, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi questo spostamento dalla gestione, per così dire, del Triscina Mare a questo... Triscina Mare di Triscina Castelvetrano...
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... al villaggio Euromare di Bagheria, Cefalù, eccetera...
TESTE Bonanno: Sì, sì, è Cefalù, è solo zona... Non ricordo esattamente la località, comunque è quello.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, il villaggio...
TESTE Bonanno: Euromare il villaggio, sì.
PUBBLICO MINISTERO: La denominazione del villaggio, sicuramente Euromare, a che epoca lo possiamo collocare?
TESTE Bonanno: Mah, '94-'95, sicuramente. Forse anche il '96.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, in quest'arco temporale, questo signor Giacalone Michel, per così dire, è...
TESTE Bonanno: Oltre che il complesso di Triscina, gestisce anche, viene chiamato a gestire questo villaggio turistico Euromare.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, dato che stiamo... Siccome la mia domanda era partita dal presupposto implicito, dico, del contesto interpersonale, ecco, questo Giacalone Michel...
TESTE Bonanno: Giacalone Michel...
PUBBLICO MINISTERO: ... in relazione alle persone che abbiamo prima menzionato, che tipo di contatti, se ve n'erano, poteste accertare?
TESTE Bonanno: Che era in contatto continuo con il Garamella, con il Forte, anche. Con... un po' con tutti i soggetti presi, cioè, oggetto di indagine da parte del mio ufficio in quell'indagine Selinos.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che tipo di rapporti, in particolare, poteste accertare fra...
TESTE Bonanno: C'erano dei rapporti di frequentazione, dei rapporti telefonici, contatti telefonici, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi erano, diciamo, questi contatti li poteste documentare anche dal punto di vista, per così dire, oggettivo.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nel senso che vennero documentati degli incontri tra...
TESTE Bonanno: Sì, sì, ci sono delle relazioni di servizio, insomma, di questi rapporti fra il Garamella e il Giacalone. Fra il Giacalone e il Forte. Insomma, anche con il Guttadauro... Insomma, furono...
PUBBLICO MINISTERO: Guttadauro Filippo?
TESTE Bonanno: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dato che siamo allora sempre a...
TESTE Bonanno: Anche con l'altro cognato del Messina Denaro, con Allegra.
PUBBLICO MINISTERO: Allegra.
TESTE Bonanno: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in relazione a questo contesto interpersonale, a me interessa sapere se avete potuto accertare dei contatti tra tutte queste persone e uno, una persona, in particolare, che si chiama Grigoli Giuseppe.
TESTE Bonanno: Sì. Grigoli Giuseppe è stato anche lui tratto in arresto lo scorso anno, sempre in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare, per il 416-bis.
Credo che sia stato rinviato a giudizio per questo...
E' un imprenditore di Castelvetrano. Gestisce, si occupa del... di generi alimentari all'ingrosso della grande distribuzione a tutto un complesso di supermercati, denominati DESPAR.
E in Castelvetrano ha dei grossi depositi siti alla periferia del paese.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto lei stava, ha prevenuto una mia domanda.
Questa attività commerciale nel settore degli alimentari, viene svolta a Castelvetrano, e poi...
TESTE Bonanno: Anche in altre...
PUBBLICO MINISTERO: ... ha dei depositi fuori dalla città?
TESTE Bonanno: Sì, sì. Ha dei depositi fuori dalla città.
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni.
Per la comprensione quantomeno mia, ma insomma, del processo, se il Pubblico Ministero potesse illustrare la rilevanza di questa persona.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
AVV. Cianferoni: Può anche indurre in errore su Salvatore Grigoli, imputato nel processo. Invece...
PUBBLICO MINISTERO: Non c'entra nulla.
AVV. Cianferoni: Appunto. Grigoli Giuseppe, chi è?
PUBBLICO MINISTERO: Risulta dagli atti. Se lei legge le informative che abbiamo depositato, sa che Grigoli Giuseppe è, per l'appunto, la persona che ha appena menzionato il dottor Bonanno.
AVV. Cianferoni: Presidente...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, se vuole, spiego ulteriormente la...
AVV. Cianferoni: Ecco. Perché la risposta è tautologica.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Non è tautologica affatto, perché a noi preme dimostrare, siccome Scarano ha riferito di un incontro di Matteo Messina Denaro con Matteo, in un deposito di alimentari alla periferia di Castelvetrano, io ho chiesto al dottor Bonanno se conosceva questa persona, e mi pare di sì; se aveva una attività di alimentari e mi pare di sì; se aveva un deposito fuori di Castelvetrano e ha risposto. E a chi era legato il signor Grigoli.
Come vede, c'è sempre una rilevanza nelle nostre domande.
TESTE Bonanno: A proposito di legami, nella indagine Selinos emerse che il Grigoli aveva costretto un suo dipendente, tale Pocoroba, ad attivarsi un, ad attivare al proprio nome un telefonino che poi cedette a Guttadauro Filippo.
PUBBLICO MINISTERO: Questo Guttadauro Filippo, siccome lei ha riferito questo episodio...
TESTE Bonanno: Sì. No, no, a proposito dei...
PUBBLICO MINISTERO: ... sappiamo che è il cognato di Matteo Messina Denaro.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questa necessità ce l'aveva, era per caso latitante, irreperibile...
TESTE Bonanno: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ecco, era semplicemente una sua esigenza.
TESTE Bonanno: Sì, sì, quello di avere, di poter usare un cellulare che non risultasse a suo nome, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in relazione quindi al contesto interpersonale che lei ci ha descritto, sono emerse dalle vostre indagini delle relazioni, dei rapporti tra queste persone e qualche persona che a Castelvetrano esercitasse l'attività di gioielliere?
TESTE Bonanno: Sì, dei rapporti con il Geraci.
Cioè, in particolare, per esempio, dall'esame dei tabulati dei telefoni di Messina Denaro Matteo, uscì fuori che, una delle utenze più chiamate, come frequenza, non solo utenze fisse, ma anche utenze mobili cellulari, erano quelle di pertinenza di Geraci Francesco.
Ma anche quelle della gioielleria, dove c'erano gli altri fratelli Geraci. In particolare, Andrea.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Bonanno...
TESTE Bonanno: Dei rapporti frequentissimi, insomma, del... A parte i contatti telefonici, anche i contatti fisici, i contatti fisici fra i due, fra Messina Denaro Matteo e i Geraci; fra Garamella e i Geraci; fra altri soggetti che erano oggetto di indagine, e questi Geraci.
Tant'è che anche i Geraci sono stati tratti in arresto in esecuzione di una ordinanza, sono stati anche condannati, recentemente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottor Bonanno, ecco, bisogna che lei ci dia qualche dettaglio in più. Siccome lei ha detto: sono stati constatati dei rapporti a vista tra Geraci e Matteo...
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ne desumo - Matteo Messina Denaro - ne desumo che ancora...
TESTE Bonanno: Sì, all'epoca...
PUBBLICO MINISTERO: ... non fosse...
TESTE Bonanno: Precedentemente alla latitanza, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Erano rapporti che voi avevate, per così dire, documentato de visu prima.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prima dell'inizio della latitanza.
TESTE Bonanno: Sì, sì. Messina Denaro Matteo in Castelvetrano, prima della latitanza, si muoveva, era un quartetto fisso: il Messina Denaro Matteo, il Geraci Francesco e altri due soggetti, tale Clemente Giuseppe e tale Ciaccia Leonardo. Facevano coppia fissa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ci dica allora...
TESTE Bonanno: Era un fatto notorio, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, constava personalmente al Commissariato, quindi al suo dirigente?
TESTE Bonanno: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questi rapporti.
Poi lei ci ha dato un secondo parametro di riferimento, cioè queste frequentissime chiamate.
TESTE Bonanno: Sì, sì. Nell'ordine, anche, di una decina al giorno, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo, quindi, nel periodo in cui voi avete esaminato i tabulati dei tre telefoni a cui ha fatto riferimento: Curseri, Monachino, La Sala?
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi siamo nell'arco temporale, quanto meno, dal '91 al...
TESTE Bonanno: Dal '91 al '93. Quello è il periodo che se ne sa, perché poi dal '93 perdiamo le tracce e lui - il Messina Denaro - si dà latitante.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, da questi tabulati - lei ci ha detto, ci ha spiegato prima, all'inizio della sua deposizione per quale motivo ritenevate che questi apparati telefonici fossero nelle mani di Matteo Messina Denaro - e vi erano queste frequentissime chiamate al Geraci Francesco.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora vuol dare alla Corte qualche notizia più in dettaglio sull'attività economica esercitata da Geraci Francesco e dai suoi fratelli.
TESTE Bonanno: Sì. Sono delle persone che esercitano il commercio all'ingrosso di preziosi e hanno un negozio in Castelvetrano. Un po' tutta la famiglia, anche la sorella esercita, però lì la vendita è al minuto. Loro - i fratelli Andrea, Tommaso e Francesco - hanno gestito con una società questo negozio di vendita all'ingrosso.
In una fase successiva, poi, in un'epoca successiva, il Tommaso iniziò un'attività propria, sempre nello stesso settore; mentre i fratelli Francesco ed Andrea hanno continuato in società a gestire, appunto, questo commercio di preziosi.
E' un'attività che esercitano da sempre, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sono noti a Castelvetrano?
TESTE Bonanno: Sì, sì. Sono molto noti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Bonanno: Hanno un negozio sito nella via XX Settembre a Castelvetrano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi siamo nel centro storico di Castelvetrano.
TESTE Bonanno: Sì, diciamo di sì. Nel centro di Castelvetrano.
PUBBLICO MINISTERO: Per l'appunto, stavo chiedendole l'esatta ubicazione di questa gioielleria, di questo commercio all'ingrosso.
TESTE Bonanno: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in relazione all'arresto di questi Geraci. Lei ha detto "sono stati arrestati entrambi".
Ci vuol dare qualche indicazione un po' più puntuale, se le risulta?
TESTE Bonanno: Geraci Francesco è stato arrestato credo nel giugno del '94, mentre gli altri due fratelli... Perché sul Geraci Francesco pendeva, c'era un'ordinanza di custodia cautelare emessa, credo, a seguito delle dichiarazioni rese da... credo fosse Gioacchino La Barbera.
Comunque venne arrestato nel giugno del '94; mentre gli altri due fratelli sono stati tratti in arresto - Andrea e Tommaso - sono stati tratti in arresto nel giugno del '96, con l'indagine Selinos.
PUBBLICO MINISTERO: I reati che venivano contestati?
TESTE Bonanno: I reati contestati: il 416-bis.
PUBBLICO MINISTERO: Mentre per Francesco c'era...
TESTE Bonanno: Per Francesco c'era un omicidio, credo.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda qual era questo omicidio?
TESTE Bonanno: Sì. Se non vado errato, dovrebbe trattarsi dell'omicidio della Bonomo Antonella.
PUBBLICO MINISTERO: Bonomo Antonella sarebbe?
TESTE Bonanno: La fidanzata di Milazzo Vincenzo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
Senta dottor Bonanno, e - siccome noi lo abbiamo esaminato in quest'aula, il Francesco Geraci, quindi è noto che ha iniziato a rendere dichiarazioni all'Autorità Giudiziaria - ecco, lei personalmente si è occupato di, per così dire, effettuare attività di individuazione, di riscontro alle affermazioni provenienti da Francesco Geraci?
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ne vuol...
TESTE Bonanno: Se ne è occupato il mio ufficio insieme alla Criminalpol di Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire, in particolare, l'attività di indagine relativa a che risultati ha portato?
TESTE Bonanno: Siamo stati delegati alla ricerca di tutta una serie di riscontri per dei fatti di sangue di cui aveva parlato il Geraci, e anche per la ricerca di preziosi.
PUBBLICO MINISTERO: Questa attività di ricerca di preziosi può dire a che risultati ha portato?
TESTE Bonanno: Sì. Nel corso di una perquisizione a casa del Geraci, in un sottoscala, sotto un vano ricavato in un sottoscala, sono stati trovati dei preziosi: una borsa piena di preziosi. Preziosi che, asseritamente, il Geraci attribuiva a Riina Salvatore.
Si trattava di ori, lingotti, gioielli vari: orologi, collane, monili vari insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Le chiedo: in relazione al rinvenimento di questi preziosi vari, immagino ci saranno anche i relativi verbali di sequestro...
TESTE Bonanno: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... siccome lei ha usato questa espressione "asseritamente" provenivano, o erano riferibili a Salvatore Riina...
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' in grado, lei, di dire se oggettivamente taluno di questi preziosi presentasse delle caratteristiche che potessero far ritenere riferibili questi preziosi a Riina?
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Fummo delegati dalla Procura di Palermo a fare degli accertamenti per verificare se quei preziosi potevano essere, appunto, riferibili a Riina Salvatore.
Dagli accertamenti risultò, intanto, che alcune medagliette di questi oggetti trovati, recavano incise delle date di nascita. In particolare ce n'era una che riportava una data di nascita che poi si accertò essere la data di nascita di uno dei figli di Riina Salvatore.
Per altro, sempre nel corso di questa perquisizione, vennero trovate delle monete commemorative dei mondiali di calcio del '90, che riportavano sulla scatola in cui erano custodite una lettera dell'alfabeto. Erano quattro, quindi c'erano quattro lettere dell'alfabeto. E anche lì mi pare che ci fosse una "S", una "M", una "L" e una "G". Dagli accertamenti che all'epoca si fecero, insomma, potevano essere riferibili a... potevano riferirsi, quelle lettere dell'alfabeto, alle iniziali dei figli di Riina Salvatore, perché una delle figlie mi pare si chiama Maria Concetta, un'altra Lucia, un altro Giovanni, un altro ancora Giuseppe, lo stesso Riina Salvatore.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, le iniziali riportate in queste scatole corrispondevano ai nomi dei componenti del nucleo familiare.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Io non so se lei è in grado di rispondermi - eventualmente se ha dei documenti con sé il Presidente l'ha autorizzata a consultarli - se ci vuol dire, dalla nascita che accertaste, chi fosse il figliolo di Riina eventualmente identificato?
TESTE Bonanno: Sì. Posso?
PRESIDENTE: Prego.
TESTE Bonanno: Una targhetta che recava incisa la data 03/05/77.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, mi scusi dottor Bonanno?
TESTE Bonanno: Sì. Una di queste, fra i tanti oggetti sequestrati, appunto, c'era una medaglietta in oro che recava incisa la data 03/05/77.
PUBBLICO MINISTERO: E accertaste?
TESTE Bonanno: Che è la data di nascita di uno dei figli maschi di Riina.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda anche chi?
TESTE Bonanno: Giuseppe, dovrebbe trattarsi; il secondogenito.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, assieme a questi preziosi, vennero trovati in questo nascondiglio a casa di Geraci, anche dei documenti?
TESTE Bonanno: Sì, furono trovati dei passaporti in bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Si trattava di passaporti, diciamo, autentici, provenienti...
TESTE Bonanno: Sì, sì, passaporti autentici.
PRESIDENTE: Italiani.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quanti erano se lo ricorda?
TESTE Bonanno: Anche qui dovrei... Mi pare che fossero sei, comunque. O quattro, non mi ricordo.
Sei, sei passaporti in bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Sei passaporti.
TESTE Bonanno: Ordinari. Sei passaporti ordinari in bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Il nucleo familiare di Riina da quante persone era composto?
TESTE Bonanno: Quattro figli e entrambi i coniugi Riina, quindi sei.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in relazione a questa attività di riscontro, delegato dalla Procura di Palermo e scaturente dalle dichiarazioni di Geraci, effettuaste anche dei sopralluoghi alla ricerca di armi?
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol dire qualcosa in questo proposito?
TESTE Bonanno: Sì. Effettuammo dei sopralluoghi in vari posti, finalizzati sempre, appunto, al rinvenimento di armi; armi che non furono trovate.
Ricordo che in un terreno, in un posto, scavammo e trovammo interrati, a circa mezzo metro sottoterra, dei pozzetti di cemento; però erano vuoti, non c'era nulla dentro.
Si vedeva chiaramente che erano stati, come dire, manomessi; manomessi nel senso che il coperchio che li chiudeva era rotto e dentro questi pozzetti c'era della terra, insomma, del materiale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol dire, dottor Bonanno, dove venne compiuta questa attività di perlustrazione?
TESTE Bonanno: Questa attività... dove furono trovate queste qui è un terreno che si trova nelle immediate vicinanze, confinante con un terreno, proprio con le mura di recinzione del terreno di Guttadauro Filippo.
Il terreno è un terreno di proprietà di tale Burrafato, che è compare di Guttadauro Filippo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, individuaste altri luoghi, in relazione alle...
TESTE Bonanno: Effettuammo delle altre ricerche in altri luoghi, in un terreno di tale Furnari Fortunato; però anche lì non venne trovato nulla.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in relazione a questa attività, poteste individuare un qualche terreno o appezzamento che fosse riferibile a una persona che si chiama Nastasi Nino?
TESTE Bonanno: Sì. Questo Nastasi c'ha un ovile che si trova in Castelvetrano, una proprietà con annesso ovile che si trova in Castelvetrano nella via Errante Vecchia.
Si tratta di un grosso appezzamento di terreno, tutto recintato da mura. Lì, il Nastasi custodisce - ci sono le stalle - è dove tiene gli animali, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Bonanno, abbia pazienza.
Di questo luogo, riferibile a questo signor Nastasi, innanzitutto le chiedo: questo Nastasi, lei è a conoscenza di vicende giudiziarie che lo riguardano?
TESTE Bonanno: Sì, attualmente è detenuto per più ordinanze di custodia cautelare in carcere. E' indagato per più omicidi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo signor Nastasi, è persona che dalle sue indagini è risultata legata a Matteo Messina Denaro, o al gruppo delle persone che abbiamo detto?
TESTE Bonanno: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ci vuol spiegare in che termini?
TESTE Bonanno: Ma è oggetto di indagine da sempre, il Nastasi, perché ritenuto organico alla cosca dei Messina Denaro; anzi, come uno dei soggetti più di spessore della famiglia.
PUBBLICO MINISTERO: Ho bisogno che lei ci dia un descrizione, per quanto le consta, diciamo di quello che lei ha definito questo "ovile", di pertinenza di Nastasi.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, ha detto si trova in quella certa strada.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci sono delle stalle, ecco...
TESTE Bonanno: Sì. Entrando c'è un caseggiato basso sulla sinistra; entrando dal cancello, un caseggiato basso sulla sinistra. C'è uno spiazzo, sulla destra c'è un altro caseggiato e proprio quasi di fronte un caseggiato più alto, diciamo che ha due elevazioni e sul retro poi c'è un altro spiazzo con un albero al centro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, c'è un albero, al centro di questo luogo.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e queste case, queste casette che ci sono all'interno...
TESTE Bonanno: Ci sono gli ovili.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci sono degli ovili.
TESTE Bonanno: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci sono anche...
TESTE Bonanno: L'ovile e le stalle, dove tiene le mucche.
PUBBLICO MINISTERO: Le stavo chiedendo: ci sono anche delle stalle?
TESTE Bonanno: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo signor Nastasi sa quando è stato arrestato?
TESTE Bonanno: E' stato arrestato nel gennaio o febbraio del... gennaio, credo, gennaio del '96, nel corso di una grossa operazione di Polizia che scattò nel trapanese a seguito...
PUBBLICO MINISTERO: Ed è tuttora detenuto questa persona?
TESTE Bonanno: Sì, sì. E' tuttora detenuto.
PUBBLICO MINISTERO: Le risulta tuttora detenuto.
Senta, l'attività, per così dire, di riscontro - mi riferisco ai dati più significativi - di Geraci in che altro si è tradotto?
Lei ci ha detto di questi preziosi.
TESTE Bonanno: Sì, c'è stata tutta un'attività di accertamento per la ricerca di riscontri a una serie di fatti di sangue di cui lo stesso aveva parlato.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, dottor Bonanno, mi è sfuggita...
TESTE Bonanno: Sì, sì. E' stata tutta un'attività di accertamento, di ricerca, di riscontri a dichiarazioni che erano relative a fatti di sangue di cui il Geraci aveva parlato. Tutta una serie di omicidi, insomma.
Ed è stata fatta tutta un'attività di ricerca, di riscontri, che è risultata positiva.
PUBBLICO MINISTERO: Per quanto riguarda i beni sequestrati lì nel famoso vano, lei ci ha dato due parametri, quelli che...
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... oggettivamente risultavano più significativi, cioè questi dati: le iniziali, la data di nascita, i sei passaporti in bianco.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'era, che è a sua memoria, qualche altro dato significativo in questo materiale sequestrato?
TESTE Bonanno: No, che io ricordi no. Cioè parecchio materiale in oro sequestrato, però come dati da cui potevano trarsi situazioni per riferire la pertinenza di quegli oggetti a Riina Salvatore erano quelli, insomma; non è emerso altro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ci ha fatto riferimento a questa attività di riscontro che ha svolto in relazione alle dichiarazioni di Geraci. Lei...
TESTE Bonanno: Sì, nel corso di questa attività è stato individuato anche un appezzamento di terreno che è stato confiscato recentemente: una proprietà terriera, una grossa proprietà terriera sita in territorio di Castelvetrano, appunto che è stata sequestrata, che era intestata a Geraci Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come mai è stata sequestrata, è stata confiscata?
TESTE Bonanno: E' stata confiscata perché il Geraci ha dichiarato che quella proprietà era di pertinenza... la proprietà era effettivamente di Riina Salvatore e che lui era soltanto un prestanome di quella proprietà.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi venne individuata questa...?
TESTE Bonanno: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che tipo di terreno era? Ce lo può spiegare un po'?
TESTE Bonanno: Era un terreno coltivato a vigneto-oliveto, che confina con il terreno di proprietà di Messina Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Messina Denaro, chi?
TESTE Bonanno: Messina Denaro... con la famiglia Messina Denaro, però il terreno intestato alla madre di Messina Denaro Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Si tratta, quindi, in sostanza - questo sequestrato a Geraci e poi confiscato - si tratta, quindi, di una azienda agricola.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Capisco bene?
TESTE Bonanno: Sì, un'azienda agricola, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Bonanno: Un'azienda agricola con annesso caseggiato, ecco. Coltivato a vigneto e oliveto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e in relazione a questa attività di riscontro che lei ha svolto, eccetera, l'abbiamo riferito - essenzialmente lei l'ha riferita - a Geraci.
Lei si è occupato anche delle indagini scaturenti dalle dichiarazioni di Sinacori Vincenzo?
TESTE Bonanno: No. Direttamente, no; parzialmente, per alcuni soggetti che riguardano il castelvetranese è possibile.
Al momento, comunque, non ricordo qualche episodio particolare. Se mi chiede qualcosa...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, innanzitutto...
TESTE Bonanno: Perché per Sinacori, essenzialmente, l'attività di indagine, di ricerca, di riscontro, eccetera, è attività della Squadra Mobile di Trapani.
Comunque è verosimile che per qualche soggetto della zona di Castelvetrano mi sia occupato.
PUBBLICO MINISTERO: Sinacori Vincenzo, voglio dire, era persona nota a lei nella sua attività di indagine?
TESTE Bonanno: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci vuol dire in che termini?
TESTE Bonanno: Sinacori Vincenzo è noto perché, come dire, soggetto inserito, addirittura rappresentante della famiglia di Mazara del Vallo, per certi periodi. Un soggetto mafioso, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Però lei, specificamente, dell'attività...
TESTE Bonanno: Sì, ce ne siamo occupati perché, per esempio, fra i tanti soggetti contattati dal Messina Denaro, attraverso quei cellulari, c'era anche il Sinacori. Erano in continuo contatto Sinacori con Messina Denaro Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo era un dato...
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... scaturente, sempre, dall'analisi...
TESTE Bonanno: Sempre dall'analisi dei tabulati.
PUBBLICO MINISTERO: Di quel...
TESTE Bonanno: Sia del Sinacori che del Messina Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottor Bonanno, le chiedo uno sforzo; eventualmente lei può consultare i suoi atti.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome lei ci ha fatto riferimento a questi cellulari, questi apparati cellulari, se ci può dare delle indicazioni più specifiche, magari consultando i suoi atti.
TESTE Bonanno: Sì.
Relativamente ai telefoni cellulari utilizzati da Messina Denaro Matteo, in ordine di tempo per quelle che sono le nostre risultanze investigative, ha usato lo 0337-896294, intestato a tale Curseri Calogero, e che ha utilizzato dal momento della attivazione - maggio, giugno '91 - fino al 15, 16 giugno '92.
Poi un altro cellulare, 0337-966388, intestato a tale Monachino Raimondo, utilizzato dal 16 giugno '92 fino alla fine di febbraio del '93.
Un terzo cellulare, numero 0336-896241, intestato a tale Sala Filippo, utilizzato dai primi di marzo del '93 fino al 4, 5 giugno '93, momento in cui si dà alla latitanza.
Dall'analisi di questi tre, fra i tanti telefoni cellulari contattati, c'è anche quello di Sinacori che viene contattato...
PUBBLICO MINISTERO: Quale sarebbe questo, dottor Bonanno? Quello di Sinacori.
TESTE Bonanno: Qui non lo trovo, comunque dovrebbe 0337 novant... Vado a memoria: 0405 lo ricordo; non ricordo i primi numeri, comunque.
Era un cellulare in uso, intestato ed in uso a Sinacori Vincenzo.
PUBBLICO MINISTERO: Per l'appunto se era intestato a Sinacori Vincenzo...
TESTE Bonanno: Sì, sì, intestato.
PUBBLICO MINISTERO: ... i problemi, diciamo, sono superati.
Senta dottor Bonanno, ma in relazione a questa accertata relazione esistente tra Matteo Messina Denaro e questa ragazza austriaca, la Andrea Hasslener, con riferimento al periodo oggetto delle vostre indagini - quindi diciamo l'anno '93 - poteste accertare l'effettiva presenza in Sicilia di questa ragazza, poteste effettuare dei riscontri sui viaggi aerei o quant'altro?
TESTE Bonanno: Sì. E' stato accertato che nel '93 la Hasslener Andrea soggiornò in Italia dai primi di luglio, 6-7 luglio, fino a tutto agosto. Arrivò con volo charter a Palermo e ripartì con volo charter il 31 di agosto da Catania.
E' un accertamento...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Bonanno: Tra l'altro, tra l'altro, sono anche... mi pare che sia stata fatta una rogatoria, dove la stessa Hasslener conferma questa sua presenza in Italia.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, a prescindere dalla rogatoria fatta all'estero, di cui lei è personalmente al corrente, dottor Bonanno?
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, era presente a questa rogatoria?
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E l'esito quale fu?
TESTE Bonanno: Che la donna confermò questa presenza in Italia, per quel periodo.
PUBBLICO MINISTERO: Che poi, comunque, risultò dagli accertamenti.
A me interessava, in particolare, il rientro dalla Sicilia verso l'Austria. Lei ha detto...
TESTE Bonanno: Con volo charter. Rientrò da Catania.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non da Palermo.
TESTE Bonanno: No.
PUBBLICO MINISTERO: Da Catania.
TESTE Bonanno: Da Catania, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Da Catania. La data è il 31 agosto.
TESTE Bonanno: Il 31 agosto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, vado un po' in ordine sparso rispetto alle sue dichiarazioni.
Lei, rispondendo ad una delle mie precedenti domande, ha riferito dell'accertato acquisto di una casa da parte di Garamella, di una persona che risultava di nome Scarano Massimo.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, a successiva mia domanda, ha detto: 'non abbiamo approfondito la figura di Scarano Antonio, padre' - perché, lei dice - 'poi è stato, di lì a poco, arrestato'.
Ecco, in relazione...
TESTE Bonanno: Sì, cogliemmmo, per la verità, qualche contatto telefonico tra Garamella, mi pare, e Scarano con utenze, con cellulari che ha intestato mi pare alla moglie o...
Adesso dovrei consultare gli atti, comunque ci furono dei contatti telefonici fra Garamella e Scarano, sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma al di là di questi accertati contatti telefonici, voglio dire, nelle vostre indagini la figura di questo signor Scarano era persona, ovviamente prima che finisse in carcere, vi era emersa, avevate accertato qualcosa?
TESTE Bonanno: No, su Scarano, personalmente, il mio ufficio, no. Cioè, l'ufficio da me diretto, no. Prima di quell'epoca, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non vi risultava...
TESTE Bonanno: No.
PUBBLICO MINISTERO: Non vi risultava nulla.
Presidente, possiamo fare cinque minuti di sospensione per riordinare...?
PRESIDENTE: Facciamo cinque minuti di sospensione.
PUBBLICO MINISTERO: Vediamo se abbiamo qualche ulteriore domanda da fare al dottor Bonanno.
PRESIDENTE: Benissimo.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Si accomodi.
Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Bonanno, in relazione all'accertamento che lei ci ha riferito sullo spostamento aereo della Hasslener, magari per completezza, ecco, della comprensione di tutti, io magari le mostro questa nota, che è, per l'appunto diretta a lei dall'Interpol.
Se, ecco, magari la mettiamo sotto il visore, così la possono...
Ecco, può fare anche lei, si tratta di...
Ecco, dottor Bonanno, non so se lei da lì riesce a... Vedo che è indirizzata a lei dall'Interpol.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto, ce la vuole illustrare?
TESTE Bonanno: Sì. E' un accertamento che abbiamo fatto tramite Interpol, con il collaterale organo austriaco. E la risposta fu questa, che la Hasslener Andrea, partì da Vienna e giunse in Italia il 6/7/93, e ripartì da Catania il 31/8/93.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, ripartì da Catania, ha detto, con quel volo charter.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, erano notizie che in parte acquisiste anche dall'Interpol?
TESTE Bonanno: Sì. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E il...
TESTE Bonanno: Sì. Fu questa la nota di risposta all'accertamento richiesto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, fu fatto da lei personalmente questo accertamento, perché vedo che è stato...
TESTE Bonanno: Sì. Io chiesi all'Interpol. L'Interpol tramite la Polizia austriaca, e quindi l'agenzia che aveva curato il viaggio.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, dottor Bonanno, anche un qualche chiarimento su quello che ci ha già riferito.
A proposito del Geraci, lei c'ha detto dov'è ubicata la gioielleria.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non so se ha anche eseguito delle perquisizioni lì.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire alla Corte se e che tipo di, come dire, di mezzi di sicurezza, di tutela erano approntati in questo ambiente, in questo locale dei Geraci?
TESTE Bonanno: Sì. C'è una porta blindata all'esterno con telecamere a circuito chiuso. Una volta varcata questa porta blindata, che viene aperta elettricamente dall'interno, si accede in un piccolo vano, tre metri per quattro, insomma, che è una sorta di sala d'attesa. E poi da lì, attraverso un'altra porta pure blindata, si accede nei locali della gioielleria vera e propria.
Sulla destra c'è dislocato un po' il bancone di vendita e per mostrare gli oggetti. In fondo c'è una parete a vetri tipo specchi con una porta e si accede in un altro locale che funge da ufficio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto, volevo capire meglio come era questa conformazione. Cioè, c'è una parete, ha detto...
TESTE Bonanno: All'inizio... Sì. All'interno c'è una parete di vetro a specchio. E dietro, c'è questo locale adibito ad ufficio con una scrivania delle poltrone, che viene usato dai Geraci come ufficio.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, ma se uno non sa che c'è questa... che dietro quella parete c'è questo ufficio, questo ufficio è, come dire...?
TESTE Bonanno: Dai locali di qua non si vede quello che c'è dall'altra parte.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Bonanno: Non si capisce. Potrebbe finire lì il locale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo capire questo, se per l'appunto, per chi non conosce, come dire, la conformazione poi che c'è al di là di questa parete, se questo ambiente è riconoscibile da chi viene per la prima volta.
TESTE Bonanno: No, no, perché appunto non si vede. Ci sono questi cosi che sembrano degli specchi, insomma. Sono degli specchi, dei vetri, appunto, a specchi, riflettono.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e c'è qualche uscita secondaria da questo locale?
TESTE Bonanno: No. Che io sappia, no. C'è lì un locale dove si scende, non so, c'è il caveau, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il caveau.
Senta, e ci sono per caso dei sistemi di monitoraggio esterno, videocamere o quant'altro?
TESTE Bonanno: Sì. Sì, c'è un sistema di telecamere...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Bonanno: ... di allarme, di telecamere, eccetera. Con delle telecamere fisse all'esterno e controllabili quindi dall'interno con monitor.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, queste telecamere sono puntate su via XX Settembre?
TESTE Bonanno: Sì. Su via XX Settembre.
PUBBLICO MINISTERO: E basta.
TESTE Bonanno: Sì, che io sappia, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Bonanno: Poi attigua c'è l'abitazione dei familiari, eccetera. Però lì non ho mai visto le telecamere.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, all'epoca delle sue indagini, ma comunque nel periodo di interesse, ci può dire di quale automobile disponeva Geraci Francesco?
TESTE Bonanno: Sì. Geraci Francesco aveva un'Alfa 164. La usavano un po' indifferentemente i vari fratelli. Anche Andrea la usava. Perché complessivamente loro avevano nella disponibilità tre autovetture, sostanzialmente, più un fuoristrada che usava anche il genitore. Una 164 bianca, un'altra 164 colore amaranto e un Mercedes nero tipo coupé, eccetera. Ma, generalmente, usava la 164 bianca.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, si ricorda la targa di questa macchina? Com'era la sigla della provincia?
TESTE Bonanno: No. Dovrei, eventualmente, consultare gli atti, sempre che ce li ho negli appunti. Posso consultare, eventualmente.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Bonanno: Allora: questa qui di colore bianco è targata Trapani 327524, ed era intestata alla "GAF" di Geraci Francesco & C., che era la società che aveva col fratello con cui gestiva la gioielleria, appunto.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, cambiamo quindi scenario, ma sempre in relazione, mi aggancio sempre a quello che ha detto lei, in relazione alle dichiarazioni che sono state rese da Geraci.
Lei ha parlato di questo luogo individuato al confine di una proprietà di Guttadauro Filippo...
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... in cui vennero trovati questi due contenitori sottoterra.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa proprietà di chi era? Questa attigua, questa confinante?
TESTE Bonanno: Quella dove si trovavano interrati...?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Bonanno: Di tale Burrafato.
PUBBLICO MINISTERO: Burrafato. Senta...
TESTE Bonanno: Burrafato che è notoriamente legato da un ottimo rapporto di amicizia con la famiglia Messina Denaro e con Guttadauro con cui aveva questo rapporto di comparatico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, "rapporto di comparatico" in che termini, dottor Bonanno?
TESTE Bonanno: Non so, c'è stato un battesimo, una cresima dei rispettivi figli o in occasione delle nozze, forse. Comunque c'è questo rapporto, adesso non saprei specificare meglio. Rapporto di amicizia è certo, ma c'è anche questo rapporto di comparatico.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questa ricerca di armi, diciamo, indicate da Geraci, avete svolto attività nel terreno del Guttadauro?
TESTE Bonanno: No, nel terreno del Guttadauro siamo stati delegati, eventualmente, a una ricerca di questo tipo, però, come dire, il terreno è troppo vasto, esteso come proprietà, eccetera. Sarebbe stato pressoché impossibile fare quel tipo di attività di ricerca. Il classico ago nel pagliaio: come cercare, insomma?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e tornando invece a quell'altro terreno che lei c'ha descritto, di Nastasi: l'ovile, le stalle, l'albero, eccetera.
Lì è stata fatta un'attività di individuazione, di ricerca, per meglio dire, di armi?
TESTE Bonanno: No, neanche lì, perché c'era la stessa identica situazione riscontrata per i terreni di Guttadauro, cioè, un terreno troppo esteso, troppo vasto per poter essere... tra l'altro, coltivato, anche con piante, eccetera. Era praticamente impossibile, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, con riferimento, per l'appunto a questo Nastasi - pare che lei l'avesse detto, comunque voglio essere sicuro - questo Nastasi sa che tipo di attività svolgeva?
TESTE Bonanno: L'allevatore. Allevatore di bovini e di ovini.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta...
TESTE Bonanno: Fa da sempre l'allevatore.
PUBBLICO MINISTERO: E i rapporti tra questo Nastasi, Nino Nastasi e Matteo Messina Denaro, in che termini li ha potuti accertare?
TESTE Bonanno: Nel senso che si frequentavano, venivano notati insieme. Ci sono delle relazioni di servizio agli atti, che parlano di questa frequentazione, di questi contatti, le volte che venivano notati insieme, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, un rapporto alla luce del sole, ecco.
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Fra Matteo Messina Denaro e questo Nastasi.
Senta, lei, in relazione a queste indagini...
TESTE Bonanno: Credo che entrambi poi, il Nastasi e il Messina Denaro insieme abbiano fatto da testimoni alle nozze a tale Furnari Saverio, un altro soggetto organico alla famiglia, suicidatosi recentemente in carcere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci dà qualche indicazione più specifica su questo Furnari Saverio, per l'appunto sarebbe la persona che lega...
TESTE Bonanno: E' un soggetto di Castelvetrano, detenuto per... 416-bis, già condannato in I Grado, si è suicidato mentre era scontava questa detenzione.
Amico del Nastasi e del Messina Denaro Matteo. Credo che entrambi, il Nastasi e il Messina Denaro Matteo, abbiano fatto da...
PUBBLICO MINISTERO: Testimoni alle nozze.
TESTE Bonanno: ... testimoni alle nozze, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo Furnari Saverio, il suicidio di questo Furnari, a quando risalirebbe?
TESTE Bonanno: Qualche mese fa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è storia recentissima.
TESTE Bonanno: Sei mesi fa. Adesso non saprei precisare con esattezza.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e una persona che viene chiamata come "mastro Ciccio", sa chi è questa persona?
TESTE Bonanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dire?
TESTE Bonanno: Tale Messina Francesco, di Mazara del Vallo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dare delle indicazioni più precise su questa persona?
TESTE Bonanno: Sì, è un soggetto che si è... E' latitante, intanto, da qualche anno.
Nel giugno scorso si è suicidato, è stato trovato sul marciapiede di una strada alla periferia del paese, della città di Mazara del Vallo. Suicida, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e si...
TESTE Bonanno: Era un personaggio organico alla famiglia mafiosa mazarese.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questa persona, questo Messina Francesco, era latitante?
TESTE Bonanno: Sì. Era latitante perché anche lui raggiunto dall'ordinanza, quella che poi portò al processo Agrigento più 59, l'ordinanza del giugno del '93, quella per cui è latitante anche Messina Denaro Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, era latitante anche Geraci, in relazione a questa ordinanza?
TESTE Bonanno: No, Geraci, no. Perché Geraci successivamente con le dichiarazioni di La Barbera, poi venne emesso il mandato di... il provvedimento restrittivo e fu arrestato nel giugno del '94.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, siamo a un anno circa di distanza, ecco. Le due ordinanze...
TESTE Bonanno: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo Messina Francesco, suicidatosi, diciamo, il cui cadavere hanno trovato sul marciapiede, ci furono dei problemi di identificazione per questa persona?
TESTE Bonanno: Per chi? Per...
PUBBLICO MINISTERO: Messina Francesco.
TESTE Bonanno: Sì, sì...
PUBBLICO MINISTERO: Del cadavere, eh.
TESTE Bonanno: Sì, ci furono dei problemi di individuazio... di identificazione.
PUBBLICO MINISTERO: Può spiegare un pochino in che termini?
TESTE Bonanno: Perché i familiari, qualcuno dei familiari, in particolare uno dei fratelli, venne convocato per il riconoscimento ed espresse delle perplessità, perché non lo vedeva, a suo dire, da parecchi anni. E poi perché era un po' cambiato dall'ultima volta che lo aveva visto, insomma. Nel senso che non aveva i baffi prima, e poi aveva i baffi, e quindi era un po' il viso così, i tratti somatici un po' cambiati.
PUBBLICO MINISTERO: Sa come venne risolto il problema?
TESTE Bonanno: Sì, fu Sinacori Vincenzo che poi lo identificò.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, stiamo parlando? Questo dato storico a quanto tempo fa risale, diciamo, la data?
TESTE Bonanno: All'epoca del suicidio, di quando venne trovato morto, quindi qualche mese fa. Giugno, credo che sia stato, giugno scorso, insomma, che è stato trovato...
PUBBLICO MINISTERO: Che risulterebbe ai nostri atti che questo cadavere venne trovato il 30 maggio del '97.
TESTE Bonanno: Sì, sì, è possibile, certo.
Io ricordavo giugno. Comunque, fine maggio, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, noi col dottor Bonanno abbiamo concluso.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
I difensori, prego.
AVV. Cianferoni: Sì, grazie Presidente. Dunque, dottor Bonanno...
PRESIDENTE: Avvocato, il suo nome.
AVV. Cianferoni: Sì, sono l'avvocato Cianferoni, buongiorno.
Vorrei chiederle, mi conferma, prima di tutto, che presso la abitazione acquistata da Scarano, a Triscina, non constava una utenza telefonica quando fu da voi attenzionato?
TESTE Bonanno: No, non c'era all'epoca in cui l'aveva il Garamella, non c'era un'utenza telefonica in quella abitazione. Se poi quando la acquistò lo Scarano avesse fatto istallare una utenza telefonica, questo non so.
AVV. Cianferoni: Però dalla sua risposta capisco che con l'acquisto dello Scarano non fu più oggetto di indagini da parte vostra.
TESTE Bonanno: No, no, no. Non è così. Noi non stavamo facendo l'indagine su Scarano a Castelvetrano, stavamo facendo l'indagine su Garamella. Facendo l'indagine su Garamella avevamo rilevato che Garamella aveva ceduto questa abitazione a tale Scarano.
AVV. Cianferoni: Va bene. E di poi? Cioè a dire, dopo questa acquisizione, diciamo, documentale, con un contratto di vendita, che cosa avvenne nei riferimenti dello Scarano?
TESTE Bonanno: In che senso? Non...
AVV. Cianferoni: Da parte vostra.
TESTE Bonanno: Da parte nostra abbiamo rilevato che c'erano stati dei contatti telefonici fra Garamella e Scarano.
AVV. Cianferoni: Ho capito.
Senta, vi constano contatti tra Grigoli Giuseppe e Scarano?
TESTE Bonanno: Dovrei verificare perché così non ricordo. Eventualmente, se c'è qualcosa agli atti.
AVV. Cianferoni: La sua verifica attende a quale tipo di acquisizione, telefonica?
TESTE Bonanno: Sì. Eventualmente contatti telefonici, sì.
AVV. Cianferoni: Quindi, possiamo escludere, per quanto è nella sua memoria, contatti diretti, personali.
TESTE Bonanno: Tra Grigoli Giuseppe e Scarano mi pare che non ce ne fossero.
AVV. Cianferoni: Bene.
Senta, a proposito di questo rinvenimento di oggetti preziosi...
TESTE Bonanno: Comunque... Scusi, avvocato...
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE Bonanno: Volevo dire che Scarano non stava stabilmente a Castelvetrano, quindi... Scarano era domiciliato altrove, a Roma. Quindi, stava stabilmente a Roma, faceva delle puntate a Castelvetrano. Sono documentate, queste puntate che faceva su Castelvetrano, dove aveva contatti, essenzialmente, con il Garamella e con l'area di servizio lì, dove si fermava a colloquiare, a parlare, eccetera.
AVV. Cianferoni: Ho capito.
Vi sono servizi di osservazione, controllo e pedinamento da parte vostra su Scarano, presso quest'area di servizio?
TESTE Bonanno: No, c'è qualche... contatti che ci sono stati per l'acquisto di questa casa.
AVV. Cianferoni: Quindi, quando lei oggi ci dice che si aggirava nei pressi di quest'area di servizio...
TESTE Bonanno: No, non perché c'erano stati dei servizi di osservazione ad hoc, no, no.
AVV. Cianferoni: Quindi... Ecco.
TESTE Bonanno: Anche perché, i servizi investigativi scattarono verso la fine, per quell'indagine, verso la fine del '93, quando già questi contatti c'erano stati. Che furono contatti che poi emersero successivamente, insomma. In epoca successiva.
AVV. Cianferoni: Ma grazie a quale acquisizione?
TESTE Bonanno: Grazie a questi contatti telefonici che c'erano stati.
AVV. Cianferoni: Telefonici. Sì.
TESTE Bonanno: E ai contatti per la compravendita della casa.
AVV. Cianferoni: Benissimo.
Esauriamo questo piccolo argomento. Contatti telefonici, lei dice, e contatti per la vendita della casa.
Lei però ha parlato di presenze di Scarano a quest'area di servizio. Come può indurre questo elemento?
TESTE Bonanno: Perché furono delle cose che acquisimmo poi successivamente. Dei dati investigativi che vennero fuori successivamente, quando poi venne fuori la figura anche dello Scarano, che fino a quel momento come ufficio di Polizia di Castelvetrano, non stavamo attenzionando lo Scarano.
AVV. Cianferoni: Benissimo.
Può esplicitare, allora, queste risultanze o non le può esplicitare?
TESTE Bonanno: Cioè, nel corso dell'indagine poi emerse che questo Scarano era stato a Castelvetrano prima. Perché siamo stati delegati dalla Procura di Palermo a sentire Garamella, circa i suoi contatti con Scarano. E quindi, Garamella parlò di questi contatti che ha avuto con lo Scarano a quelle date.
AVV. Cianferoni: Ho capito.
Senta, a proposito... stava dicendo del ritrovamento di oggetti preziosi su indicazione di Geraci. Quante furono le medagliette che portavano una data di nascita?
TESTE Bonanno: Le medagliette che portavano la data di nascita, se male non ricordo, nel verbale di sequestro si fa riferimento ad una sola medaglia.
AVV. Cianferoni: Però, quante, allora, furono le medaglie?
TESTE Bonanno: Abbastanza, perché c'erano parecchie collane, ogni collana non dico che portasse il relativo ciondolo, targhetta, comunque ce ne erano parecchie di targhette. Però non c'erano altre incisioni.
AVV. Cianferoni: Quindi una sola data di nascita.
TESTE Bonanno: Una sola. Poi in sede di, come dire, di... quando vennero effettuati i rilievi fotografici di questi preziosi, cioè, successivamente al sequestro - come per altro si evince anche dal fascicolo dei rilievi fotografici - venne fuori che erano due le medagliette con la data citata prima, cioè quella riportante, quella del '77...
AVV. Cianferoni: 3 maggio '77.
TESTE Bonanno: Ecco, benissimo. Ce ne erano due. Non era stata notata nel controllo al momento in cui venne redatto il verbale di sequestro.
AVV. Cianferoni: Dell'inventario, diciamo.
TESTE Bonanno: Sì, sì, dell'inventario.
Successivamente, in sede di reperti fotografici, si rilevò che c'era quest'altra medaglia più un'altra che portava un'altra data.
AVV. Cianferoni: Lei ricorda se questa data era significativa? Che data era?
TESTE Bonanno: Sì. Ricordo che fummo delegati in questo per questo accertamento. Era la data, poteva corrispondere alla data dell'altro figlio di Riina Salvatore. Corrispondeva il giorno e l'anno, c'era la differenza di un mese. Cioè, se non ricordo male, era il... era una data che... '76, 21 marzo '76 o 21 febbraio '76. Comunque c'era la differenza, come dire, era compatibile con la data di nascita di Giovanni Riina...
AVV. Cianferoni: Come millesimo, mi pare di capire.
TESTE Bonanno: Sì, come giorno e come anno. C'era una cosa nel mese.
AVV. Cianferoni: Un errore. Ecco.
TESTE Bonanno: Il Riina è 2, e invece lì era marzo. Insomma, era il 3 o viceversa, ecco, una cosa del genere.
AVV. Cianferoni: Ho capito.
Ecco, lei ha parlato di quattro medaglie con quattro iniziali.
TESTE Bonanno: Sì.
AVV. Cianferoni: Però, se ho capito bene, una di queste iniziali non risponde a nominativo di un figlio del signor Riina.
TESTE Bonanno: Le iniziali erano: la "S", la "M", la "L", e la "G".
AVV. Cianferoni: Esatto.
TESTE Bonanno: Sì.
AVV. Cianferoni: Esatto, nel senso, questo ha già detto.
Ecco, allora, io seguendo il suo esame ho ricordo che ha detto che il signor Riina ha due figli maschi: Giuseppe e Giovanni.
TESTE Bonanno: Sì.
AVV. Cianferoni: Mentre qui c'è una sola "G".
TESTE Bonanno: Sì.
AVV. Cianferoni: E invece c'è una "S".
TESTE Bonanno: Sì. La "S", non lo so, potrebbe essere quella riferibile allo stesso Riina Salvatore.
AVV. Cianferoni: Questa, posso dire che è una sua argomentazione, diciamo, una sua deduzione. Non avete elementi.
TESTE Bonanno: Sì, sì, certo.
AVV. Cianferoni: Ecco. Senta, sul terreno confiscato, sempre su indicazione di Geraci, mi chiedo, attraverso quali elementi oggettivi avete potuto attribuire a Riina Salvatore questo terreno, posto che, se ho capito bene, l'intestazione, diciamo, catastale presso la conservatoria era di Geraci.
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi, ma ho l'impressione che questa sia una domanda che non sia assolutamente ammissibile. Perché c'è la possibilità di acquisire documenti, perché la confisca è un atto del Tribunale competente. Se ha proceduto alla confisca, evidentemente, deve aver dato una modificazione e un'identificazione della località e dell'oggetto confiscato.
AVV. Cianferoni: Sì, Presidente...
PRESIDENTE: Non credo che sia oggetto di doman... che possa essere oggetto di domande a un teste.
AVV. Cianferoni: Siccome il teste è qualificato. E' colui che ha fatto le indagini. Chiedevo...
PRESIDENTE: Il teste è qualificato. Ma siccome gli argomenti, le notizie che può fornire sono certamente, io credo, prese in esame dal Tribunale che prima di arrivare alla confisca fa una serie di accertamenti che si possono dire veramente lunghi e minuziosi; non vedo assolutamente il caso di una utilità di chiedere notizie di questo genere al teste.
C'è un provvedimento, e, ovviamente, se vale confisca nel senso definitivo - e questo lo devo chiedere al teste - o se è un provvedimento di confisca soggetto a reclamo, a revoca, eccetera.
Lei, che lei sappia, è definitivo?
TESTE Bonanno: Sì, che io sappia, è definitivo.
PRESIDENTE: Definitivo. Quindi, su quell'argomento non ci si può più ritornare. Ma si può tornare a conoscere le motivazioni della confisca.
AVV. Cianferoni: Va bene. D'accordo.
A me interessava il "prius", cioè, l'investigazione, rispetto poi a quanto...
PRESIDENTE: Ho capito, avvocato. Ma sono tutte cose che sono acquisite nella sentenza che dispone la confisca.
AVV. Cianferoni: Credo si tratti di provvedimento di prevenzione.
PRESIDENTE: Come?
AVV. Cianferoni: Penso sia una confisca dietro provvedimento di prevenzione.
PRESIDENTE: Certo. Dovrebbe essere un tipo di provvedimento di questa natura. Ma prima di averlo visto, io non mi azzarderei a fare valutazioni di questo genere.
AVV. Cianferoni: Senta, lei ha detto che Sinacori in certi periodi era rappresentante di una certa entità, diciamo, associativa.
Può fornirci le indicazioni di questi periodi? Lei ha detto, dice: 'in certi periodi era rappresentante...' e devo essere un po' generico perché non mi ricordo bene di che cosa era rappresentante.
(voce fuori microfono)
AVV. Crescimanno: Ecco, però mi ha colpito il discorso dei "certi periodi". Se può collocare nel tempo questa rappresentanza.
TESTE Bonanno: Fissarli precisi nel tempo non sarei in grado, perché, insomma, durante i periodi di detenzione di Agate Mariano, sicuramente un po' i personaggi a cui tutti gli altri facevano riferimento, erano un po' il Sinacori e, per certi periodi anche il Messina Francesco, inteso "mastro Ciccio", di cui si è parlato prima.
AVV. Cianferoni: Ecco, sempre nel corso dell'esame lei ha detto che nel gennaio del '96, scattò una grossa operazione di Polizia nel trapanese a seguito... poi la risposta su questo punto è sfumata.
Vorrei sapere se praticamente...
TESTE Bonanno: Sì, ci fu l'operazione denominata Omega, condotta dai Carabinieri. Portò all'arresto di parecchie parecchie persone, nell'ordine di parecchie decine. Credo che si tratti dell'indagine che vede un po' il collaborante Patti Antonio, in questa operazione. Nel senso che è un'operazione che scaturì dalla collaborazione di Patti Antonio.
AVV. Cianferoni: Senta, lei è a conoscenza di rapporti tra Patti Antonio e Ferro Vincenzo? Se sa, preliminarmente, chi sia Ferro Vincenzo.
TESTE Bonanno: Sì, se per Ferro Vincenzo si riferisce al figlio di Ferro Giuseppe, ho idea di chi sia, sì.
AVV. Cianferoni: Sì. Ecco, quindi la mia domanda è se è a conoscenza di rapporti tra queste due persone: Patti e Ferro Vincenzo.
TESTE Bonanno: Personalmente non ho mai fatto indagini su Patti o su Ferro Vincenzo, quindi non so.
AVV. Cianferoni: Non ha...
TESTE Bonanno: Io non sono un ufficio investigativo centrale, cioè, nel senso che mi occupo di indagini che vanno molto fuori il mio territorio di competenza, che è un Commissariato. Se indagini ci sono le avranno fatte altri uffici, non so.
AVV. Cianferoni: Quindi nell'ambito della sua competenza territoriale, la figura di Vincenzo Ferro non è significativa?
TESTE Bonanno: No che non è significativa. Intendo dire: io non ho mai fatto indagini su Ferro Vincenzo.
AVV. Cianferoni: Non sa dirci se sia un associato?
TESTE Bonanno: Questo non lo so.
AVV. Cianferoni: E a proposito di Geraci, sa dirci se abbia, agli atti del vostro ufficio, assunto la qualità di appartenente all'associazione?
TESTE Bonanno: Sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Io non credo si possan fare queste domande, eh.
AVV. Cianferoni: Come mai?
PUBBLICO MINISTERO: Non credo... ora io son stato zitto ma insomma, la prossima domanda faccio un'opposizione in prevenzione. Non si può chiedere a un funzionario di Polizia se tale o tal'altro fa parte di Cosa Nostra.
AVV. Cianferoni: Scusi...
PUBBLICO MINISTERO: Si può chiedere se aveva rapporti con Tizio o con Caio e come le risultano, sulla base di che, in quale contesto investigativo.
O si assume che il dottor Bonanno - ma lo assume implicitamente l'avvocato Cianferoni, non io - abbia fatto parte di Cosa Nostra; perché le persone all'interno di Cosa Nostra le possono conoscere quelle che sono interne a Cosa Nostra, avvocato Cianferoni.
Quindi reputo la domanda mal posta e in qualche modo anche come dire?, non del tutto corretta nei confronti del teste.
AVV. Cianferoni: A me pare che il teste abbia risposto...
PRESIDENTE: Avvocato, lei faccia le domande sulle attività di investigazione.
AVV. Cianferoni: Sì.
PRESIDENTE: Non può certamente ritenere che facciano parte dell'attività di... le notizie sull'appartenenza o meno all'associazione.
Sappiamo quanti sono coloro che hanno gravitato o forse gravitano anche intorno a questa associazione senza farne parte, però è ovvio che sono cose che si dovrebbero sapere "interna corporis", non credo che ne vadano a proclamare fuori e tanto meno agli uffici di Polizia.
Ponga la domanda in altri termini e si potrebbe arrivare allo stesso risultato.
AVV. Cianferoni: Senz'altro. Preferisco francamente, riflettere prima di raccogliere anche questa critica del signor Pubblico Ministero che mi pare francamente infondata e fuor di luogo. Perché...
PRESIDENTE: Non mi pare, avvocato. Non mi pare.
AVV. Cianferoni: ... la domanda, chiedo scusa...
PRESIDENTE: Per carità, non facciamo discussioni inutili. La domanda se insiste, non gliela posso ammettere.
AVV. Cianferoni: Presidente, chiedo scusa. Però se la parola laica...
PRESIDENTE: Avvocato, non si discute sulle...
AVV. Cianferoni: Scusi Presidente, mi faccia argomentare.
PRESIDENTE: Se lei... No, lei ha già fatto una domanda, il Pubblico Ministero ha fatto un'opposizione. Ho ritenuto fondata, gliel'ho detto in termini garbati, la ponga in altre maniera.
Se lei vuole insistere, le dico: la domanda non è ammessa. Va bene?
AVV. Cianferoni: La domanda a mio avviso si può porre sotto quest'altra forma.
PRESIDENTE: E lei insiste avvocato, le tolgo la parola. Non si può discutere.
AVV. Cianferoni: Io sto svolgendo il mio compito di difensore. Lei faccia...
PRESIDENTE: Lei ponga la domanda in altri termini. Vediamo se è ammissibile.
AVV. Cianferoni: Ecco, la domanda potrebbe a mio avviso trovare ingresso sotto questa forma: ha eseguito il suo ufficio e lei personalmente, provvedimenti di custodia nei confronti di Geraci per reato associativo?
TESTE Bonanno: Sì, nel giugno del novanta... No, un attimo, se per Geraci si riferisce a Geraci Francesco...
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE Bonanno: Sì, nel '96, giugno '96 perché Geraci Francesco venne arrestato dalla DIA, da investigatori della DIA nel giugno del '94, che eseguirono quell'ordinanza di cui si parlava prima.
Nel giugno del '96 eseguimmo questa ordinanza nei confronti dei fratelli Geraci, di tutti e tre i fratelli Geraci e anche, quindi, di Francesco Geraci.
PRESIDENTE: Tutti e tre per associazione mafiosa?
TESTE Bonanno: Sì.
PRESIDENTE: Solo per puntualizzare perché non ci fossero dubbi.
AVV. Cianferoni: Lei ha notizia della... ha notizia se gli altri fratelli di Geraci si trovano ancora detenuti, prima di tutto?
TESTE Bonanno: No, son fuori. Sono stati condannati mi pare, non so se hanno scelto il rito abbreviato o il patteggiamento. Però sono fuori.
AVV. Cianferoni: Ha notizia sulla data di scarcerazione dei fratelli Andrea e Tommaso, mi pare si chiamino,...
TESTE Bonanno: Sì.
AVV. Cianferoni: ... rispetto alla collaborazione del Geraci Francesco, sa collocare nel tempo l'una e l'altra? Geraci collaborò un certo giorno, i fratelli Andrea e Tommaso uscirono un certo giorno.
TESTE Bonanno: Geraci inizia a collaborare settembre scorso, intorno all'8, 10 settembre '96.
I fratelli erano stati arrestati a giugno, adesso sono fuori, saranno fuori da qualche mese ma non so indicare la data esatta della loro...
So che sono stati condannati e sono fuori.
AVV. Cianferoni: Ho capito.
Senta, ha mai avuto modo di indagare in particolare su una autovettura Alfa 164 bianca che avesse al suo interno un nascondiglio?
TESTE Bonanno: No, non ho mai fatto accertamenti di questo tipo.
AVV. Cianferoni: Non ho altre domande. Grazie.
PRESIDENTE: Chi interviene?
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni.
Dottore buongiorno.
TESTE Bonanno: Buongiorno.
AVVOCATO Gramigni: Vorrei tornare agli accertamenti che il suo ufficio anche grazie alla Interpol e al collaterale straniero ha compiuto in ordine alla presenza in Italia della Hasslener Andrea nell'estate del '93.
E le chiedo innanzitutto: questi accertamenti si fondarono anche sulla deposizione che la Hasslener individuata dall'organo collaterale ebbe a rendere, se non sbaglio. Mi può confermare questo, no?
TESTE Bonanno: Cioè, non ho capito bene. Se può ripetere la domanda.
AVVOCATO Gramigni: Il tipo di accertamenti si fondò anche sulla raccolta di dichiarazioni da parte della Hasslener nel suo paese di...?
TESTE Bonanno: Questo non lo so. Quella fu la risposta, quella che è stata mostrata qui. Era la risposta, è stata la risposta del Servizio Interpol.
Adesso non so se il Servizio Interpol interessò la Polizia austriaca che fece accertamenti presso l'agenzia di viaggi, o se interpellò direttamente l'interessata. Questo, non lo so.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, quindi lei non è a conoscenza del contenuto di eventuali dichiarazioni che l'Hasslener ebbe a rendere al vostro organo collaterale, diciamo.
TESTE Bonanno: Sì, vennero, venne fatta una rogatoria, per questa Hasslener Andrea. E, quindi...
AVVOCATO Gramigni: Quindi, ci sono queste dichiarazioni.
Lei ne ha mai appreso il contenuto, il tenore?
TESTE Bonanno: Sì, l'Hasslener confermò di essere stata in Italia, in quelle circostanze...
AVVOCATO Gramigni: Ecco.
TESTE Bonanno: ... in quell'epoca, eccetera.
AVVOCATO Gramigni: Si ricorda se ebbe anche a confermare, o precisare le località in cui si trattenne in quell'estate in Italia?
TESTE Bonanno: Secondo le dichiarazioni dell'Hasslener?
Sì, che si fermò in Castelvetrano, in Triscina.
AVVOCATO Gramigni: Quindi, trascorse l'estate '93 tra Triscina e Castelvetrano.
TESTE Bonanno: Sì.
AVVOCATO Gramigni: La ringrazio.
TESTE Bonanno: Sì, disse anche che non uscì mai di casa, che stette sempre...
AVVOCATO Gramigni: Esatto. Questo, dico, ebbe a lamentarsi addirittura di una sorta, non dico di segregazione, ma insomma, di una scarsa libertà di movimento.
TESTE Bonanno: Sì, questo è quello che disse la...
AVVOCATO Gramigni: Che le veniva imposta... Non imposta, ma insomma, in cui si trovò a trascorrere questo periodo estivo.
Quindi, le risultano come località, Castelvetrano e Triscina.
TESTE Bonanno: Sì, Triscina.
AVVOCATO Gramigni: Triscina, in particolare.
TESTE Bonanno: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Ciò, fino a quando, accompagnata all'aeroporto di Catania, non fece rientro, alla fine di agosto, nel paese di sua residenza, cioè l'Austria.
TESTE Bonanno: Sì, secondo le dichiarazioni dell'Hasslener, sì.
AVVOCATO Gramigni: La ringrazio.
TESTE Bonanno: Prego.
AVVOCATO Gramigni: Non ho altro da chiedere.
PRESIDENTE: Ci sono altri interventi?
Allora, prima di rinviare l'udienza, si può chiedere al Pubblico Ministero se può avere la cortesia di dirci quali altre, oltre a domani, udienze e attività abbiamo previste in questa settimana?
Lei può andare, è in libertà.
*TESTE Bonanno: Sì, grazie.