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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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DIBATTIMENTO-1: fascicolo_dibattimento/lettera_testamento_gioe_.txt


TRASCRIZIONE MANOSCRITTO
RINVENUTO NELLA CELLA DEL GIOE'

Stasera sto trovando la pace e la serenità che avevo perso circa 17 anni fa. Perse queste due cose ero diventato un mostro e lo sono stato fino a quando ho preso la penna per scivere queste due righe che spero che, possano servire a salvare degli innocenti dei plagiati che solo per la mia mostruosità si troveranno coinvolti in vicende giudiziarie. Mai PAPALIA Domenico nel periodo che siamo stati detenuti nello stesso carcere, di Civitavecchia, mai ebbe a dire che fosse colpevole dell'omicidio per cui era stato condannato, anzi mi proclamò sempre la sua innocenza ed io solo per millanteria raccontavo ad alcuni che le cose stessero in modo diverso solo per dare ad intendere che io sapessi tutto; voi vi chiederete come mai io stia parlando di questa persona; ne parlo perchè in questo mio primo momento di lucidità sto cercando di ricordare tutte le fandonie che ho detto sia in via Ughetti che per telefono. Mio fratello Gaspare è una persona che mai ha condiviso la mia vita ma purtroppo essendo il fratello mi ha sopportato senza mai macchiarsi di alcuna colpa. Mio fratello Mario è stata sempre la persona più critica nei miei confronti ma purtroppo dopo che sono stato arrestato è dovuto intervenire perchè pressato a cercare di recuperare un credito dei miei sporchi affari, inoltre avevo lasciato detto ad una famiglia di miei plagiati che in caso mi fosse successo qualcosa dovevano cercare lui per liberarsi delle armi che avevo lasciato da loro e sono certo che mio fratello li avrebbe aiutati magari prendendo le armi e andandole a buttare in qualche posto per farle subito ritrovare o magari per buttarle in fondo a un lago, ma mai, dico mai!!! ho detto a lui di avere queste armi e di renderlo almeno moralmente partecipe. Mio cognato Pino e mia sorella Anna oltre al torto di essersi intestati la pompa hanno vissuto la loro vita senza che mai si siano prestati a me per alcun tipo di favore essendo mio cognato una persona totalmente diversa da me. Mio cognato Pietro e mia sorella Giulia sono stati un po' mie vittime avendo fatto loro affittare un appartamento vicino il loro di proprietà di ROMEO e per far li abitate prima(?)... il tutto per un periodo alquanto breve poichè un giorno il sig. ROMEO Salvatore (detto Totino) si accorse venendo in quella sua casa che c'erano degli estranei e non mia madre e mia nipote, come avevo detto a mio cognato di dire al momento dell'affitto, ha voluto subito le chiavi indietro e mai più si è prestato per darmi alcun tipo di favore, dico mai più e eventuali pentiti che ce ne saranno di certo e che sono tutti meglio di me, ve ne daranno conferma. Mia moglie è stata vittima della mia mostruosità solo per quando riguarda la vita coniugale. ROMEO Salvatore detto il toscano è stato una mia vittima perchè pur essendo un timoroso mi sono fatto dare una fotocopia della sua patente quando sono tornato libero dal confino e sebbene le sue rimostranze ho insistito fino a quando me la diede dicendogli che mi serviva per una garzonierre. Quando ho saputo di DI MAGGIO pentito sono tornato da lui per farmi fare una fotocopia della tessera dicendogli che ero nei guai e sebbene lui ha fatto il diavolo a quattro alla fine l'ho convinto dicendogli che se mi avessero trovato qui i suoi documenti avrei detto che glieli avevo sottratti di nascosto e che lui non avrebbe avuto problemi, vi prego di avere clemenza per lui è solo una povera vittima, eventuali pentiti miei paesani lo confermeranno. Dimenticavo di dire che mio fratello Mario nell'andare a tentare di recuperare il credito ha consegnato al creditore una tessera dello stesso creditore, il che adesso mi rendo conto che quest'ultimo fosse un infiltrato; mio fratello non lo ha incontrato ed il figlio mi ha detto che il padre era ricercato. Supponenendo che il sig. BELLINI fosse un infiltrato sarà lui stesso a darvi conferma di quanto sto scrivendo. L'ultima volta che ho incontrato questo uomo è stato presso la cava BUTTITTA solo per pura fatalità me lo sono fatto portare in quel posto dove ero andato a cercare di convincere Gaetano BUTTITTA a comprare dei lubrificanti da me e dico mai quest'ultimo e suo padre si sono prestati a farmi favori particolari, i quali pur essendo molto gentili con me si sono tenuti sempre a debita distanza. Una volta in via Ughetti parlai di MARTELLO Ugo e Gino come se li conoscessi bene e che li vedessi spesso, la realtà è molto diversa e non so niente sul loro conto da moltissimi anni per quanto riguarda Gino e ad Ugo se non mi ricordo male oltre ad averlo conosciuto in carcere l'ho visto una sola volta quando è ....... ma solo una fatalità ......è stato un attimo per scambiarci i saluti e prometterci che qualche volta saremmo andati a pranzo insieme, in questo mio estremo momento giuro che quello che sto scrivendo è la pura verità. Fra le tante cose che ho detto dentro l'appartamento e ovunque ci saranno ancora moltissime fandonie e se voi mi tenevate d'occhio ve ne accorgerete, in questo momento non ricordo altre persone che ho infangato con le mie chiacchiere e infamie. Io rappresento la fine di tutto e penso che da domani o a breve i pentiti potranno tornarsene alle loro case certamente con molto più onore del mio che non ho. Però se realmente si vuole costruire una società migliore questa si dovrà fondare sulla verità e sulla giustizia e omettere questa lettera per non aiutare queste persone di cui ho parlato vuol dire che al mondo giustizia non ne esiste e pertanto io, che mi definisco un mostro potrei pensare di essere uno come tanti.
Prima di andare chiedo perdono a mia madre e a Dio perchè il loro amore non può avere ostacoli, tutto il resto del mondo non potrà mai perdonarmi. Il futuro del mondo è degli esseri normali e dei pentiti veri e questi ultimi se sono veramente onesti non possono fare altro che confermare quanto io ho scritto sulle persone che ho elencato.

GIOE' Antonino

Durante le mie conversazioni non cercate di dimenticare che eccetto che con le persone che non potevo imbrogliare, nel resto c'è una montagna di mostruose millanterie e che voi con un po' di attenzione potrete accorgervene. Spesso mi sono definito proprietario di chissà quante ricchezze, in realtà ho solo debiti; se mia moglie ha una libretta quella è solo la pensione di sua madre.