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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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DIBATTIMENTO-1: esposizione_introduttiva/udienze/961223.txt


PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo i presenti.
Bagarella: presente. Avvocato Ceolan, mi pare che c'è, anche l'avvocato Cianferoni. No.
Barranca: rinunciante? L'avvocato Barone sostituito dall'avvocato Ceolan.
Benigno: rinunciante. Avvocato Farina, Maffei e avvocato Cuccureddu. Non c'è nessuno, li sostituisce l'avvocato Ceolan.
Brusca: rinunciante. Avvocato Ligotti e avvocato Falciani, che è presente.
AVVOCATO Falciani: Presente.
PRESIDENTE: Calabrò Giovacchino. E' presente Calabrò? E' rinunciante? Avvocato Gandolfi, Fiorentini, Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Cannella: rinunciante.
AVVOCATO Rocchi: No è presente, signor Presidente.
PRESIDENTE: E' presente, mi fa piacere. Dov'è Cannella? Grazie. Avvocato Di Peri e avvocato Rocchi.
AVVOCATO Rocchi: Avvocato Rocchi presente.
PRESIDENTE: E' presente, grazie.
Carra Pietro: rinunciante. Avvocato Cosmai. E' presente l'avvocato Cosmai?
AVVOCATO Batacchi: Batacchi in sostituzione.
PRESIDENTE: Sostituito dall'avvocato Batacchi.
Di Natale: contumace. Avvocato Civita Di Russo, Gentili e Falciani. E' presente? Sì.
PRESIDENTE: Ferro Giuseppe: è presente. Avvocato Anania. Sostituito dall'avvocato Cianferoni? Grazie.
Ferro Vincenzo: contumace. Avvocato Traversi e avvocato Gennai. Chi c'è per loro?
AVVOCATO Falciani: Falciani in sostituzione, Presidente.
PRESIDENTE: Chi c'è?
AVVOCATO Falciani: Falciani.
PRESIDENTE: Falciani, grazie.
Frabetti: è presente? E' rinunciante. Avvocato Monaco, Ruggero, Usai. Sostituito dall'avvocato Cianferoni? Per Frabetti può sostituirlo? Grazie.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: Presente.
PRESIDENTE: Presente. Avvocato Dieci, avvocato Florio e avvocato Bennati.
AVVOCATO Bennati: Bennati presente.
PRESIDENTE: Grazie.
Giuliano: rinunciante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Graviano Filippo. Avvocato Gramigni che è presente. Graviano è rinunciante vero?
Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani. C'è nessuno per l'avvocato Stefani? Lo può sostituire avvocato Falciani?
AVVOCATO Falciani: No, Presidente.
PRESIDENTE: No, allora l'avvocato Gramigni? Grazie.
Lo Nigro: rinunciante. Fragalà, Florio, Alì. Non c'è nessuno presente?
AVVOCATO Bennati: Sostituisco l'avvocato Florio, Bennati.
PRESIDENTE: Avvocato Bennati, grazie.
Mangano: è presente. Avvocato Farina, avvocato Maffei. Sostituiti da? Avvocato Cianferoni. Grazie.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, avvocato Bagattini. Nessuno dei due? Sostituiti da? Chi li può sostituire? Avvocato Falciani lo può sostituire lei?
AVVOCATO Falciani: Neanche lui, Presidente.
PRESIDENTE: Per Messana no. Allora chi c'è presente dei giovani? Ma l'avvocato Gramigni può sostituirlo?
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Pizzo Giorgio: è rinunciante. Avvocato Salvo, avvocato Pepi. Sostituito dall'avvocato...
AVVOCATO Rocchi: Avvocato Rocchi, Presidente.
PRESIDENTE: Rocchi.
Provenzano: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Chi lo sostituisce?
AVVOCATO Rocchi: Avvocato Rocchi, Presidente.
PRESIDENTE: Avvocato Rocchi.
Riina: rinunciante. Avvocato Fileccia, Grillo, Maffezzoli.
AVVOCATO Rocchi: Avvocato Rocchi, Presidente.
PRESIDENTE: Avvocato Rocchi.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti, Usai e Roggero. Sostituito dall'avvocato Rocchi?
AVVOCATO Rocchi: Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Scarano Antonio: rinunciante. Avvocato Fortini, sostituito dall'avvocato Batacchi, c'è mi pare. L'avvocato Batacchi c'è?
AVVOCATO Batacchi: Sì, sono qua.
PRESIDENTE: Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo, avvocato Cianferoni, che è presente.
Spatuzza: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Tudino: rinunciante. Avvocato Gallina, Di Benedetto e Passagnoli. C'è l'avvocato Passagnoli? No. Sostituito dall'avvocato Rocchi, va bene?
AVVOCATO Rocchi: Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può iniziare?
AVVOCATO Stefani: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Ah, va bene, facciamo questo...
AVVOCATO Stefani: Grazie, eh. Avvocato Eraldo Stefani per Grigoli Salvatore.
Ho predisposto per ciascuna Giudice una memoria scritta con gli allegati, così riduco veramente ad un contatto telegrafico questo intervento.
Si tratta in sostanza, il Presidente e la Corte lo sa, della posizione di Grigoli Salvatore, latitante, per il quale viene chiesta la ammissione al gratuito patrocinio, patrocinio a spese dello Stato. La legge è la legge del '90, i motivi per i quali il difensore ritiene che il Grigoli sia suscettibile di questa ammissione, possa essere ammesso al patrocinio dello Stato sono negli atti, c'è prova documentale che la sua situazione reddituale lo rende qualificabile come cittadino non abbiente e se non è abbiente ha diritto ad avere l'ammissione a patrocinio a spese dello Stato.
D'altro lato la stessa costituzione all'articolo 24 parla di difesa dei non abbienti e non ha inteso certamente distinguere i non abbienti presenti nel processo dai non abbienti assenti perché latitanti. Se non abbiente è, è chiaro che ha diritto a questa ammissione. Per cui la memoria argomenta questa parte, relativa all'ammissibilità al patrocinio, Presidente, perché si ritiene che con una interpretazione adeguata di quella che è la legge del '90 si possa far luogo all'ammissione senza problemi. Peraltro la istanza viene corredata con tutta una serie di documenti che sono stati richiesti dal difensore in parte ed in parte anche dalla Corte di Assise ai sensi della legge sulla trasparenza. Cioè, gli uffici tributari hanno fornito la documentazione relativa alla posizione reddituale del Grigoli.
Se la Corte di Assise non ritenesse ammissibile Grigoli al patrocinio a spese dello Stato, si verrebbe a porre a tutti una problematica di non facile soluzione e per la quale il difensore ritiene che sia in tale caso, in caso di diniego prospettabile una questione di illegittimità costituzionale.
E' argomentata in memoria la questione di illegittimità costituzionale che si risolve in due battute: se il difensore è giusto che sia retribuito sempre, perché non è assolutamente pensabile che questo difensore che è giunto alla ventesima udienza davanti alla Corte di Assise di Firenze rimanga qui per un anno e mezzo, due senza percepire una lira. Né si dica che può fare azione giudiziaria nei confronti del latitante: in primo luogo perché là dove ha fallito lo Stato che non è riuscito a catturare il latitante, figuriamoci che azione può esperire il difensore. Ma direi che il problema non è neanche un problema in questo senso, direi che va affrontato diversamente: se è non abbiente - e lo si riscontra nei documenti reddituali - nei confronti dei non abbienti non è esperibile alcuna azione perché non è abbiente, non ha reddito ed allora non bisogna assolutamente operare una discriminazione tra il soggetto non abbiente latitante e al soggetto non abbiente presente.
Direi che la posizione del difensore non retribuito, e quindi può sembrare in un primo luogo che il difensore è persona fisica ne risente lui del fatto che non sia retribuito, ma in realtà il non retribuire del difensore incide nel diritto di difesa del cittadino. Voi Giudici della Corte volete una difesa vera, non una difesa apparente, una difesa formale. Uno che si presenta in udienza non conosce gli atti e non segue il processo. E questa difesa vera, effettiva si ha soltanto se si è retribuiti perché non è pensabile che uno possa trascurare processi che gli consentono di vivere per farne uno, e non posso esonerarmi da questo impegno che non ho assunto volontariamente ma che lo Stato a mezzo dell'Autorità Giudiziaria, mi ha conferito. Io sono stato nominato dal Giudice, difensore. Per cui dico non è pensabile che lo si possa fare in termini appunto gratuiti.
Lo Stato deve assumersi le sue responsabilità, è un problema di notevole portata se si considera anche quelle che sono le retribuzioni dei difensori dei collaboratori di giustizia. Che differenza c'è tra questo difensore che vi parla e il difensore di un collaboratore di giustizia, presente anche in questo processo. Perché mai il difensore del collaboratore di giustizia deve prendere, deve percepire le retribuzioni dallo Stato e quindi da noi contribuenti e questo difensore dovrebbe farlo gratis. Dove sta scritto? E siccome non possono abbandonare la difesa, pena le conseguenze che ci sono per il difensore che abbandona la difesa, mi rimetto alla Corte di Assise perché affronti questo problema.
E' un problema certamente che in un processo che si protrarrà per due anni esiste, il Legislatore non può essere sordo, lo Stato non può dire 'no, non ce ne interessa nulla'. E dico, il mio impegno di avvocato che crede nella sua funzione, nel suo servizio di pubblica necessità, qual è giuridicamente il servizio che presta l'avvocato, il mio impegno è quello di stare con voi, Giudici della Corte e partecipare a tutte le udienze che riguardano il Grigoli. Ma lo Stato non può passarla liscia, non può non affrontare questo argomento.
Le cronache dei giornali ci hanno riportato i fatti relativi a spese di centinaia di milioni per collaboratori di giustizia, non sappiamo se abbienti o non abbienti. Ma i difensori, dico io, il difensore che non è retribuito viene a trovarsi in una situazione per la quale poi il tutto si ripercuote nel diritto di difesa, quel diritto inviolabile che la costituzione tutela.
Io ne ho parlato con il signor Pubblico Ministero l'altra mattina, in chiusura dell'udienza, il dottor Chelazzi, il quale era d'accordo, dice che è giusto quello che si afferma. Mi dispiace che in processi di una gravità di questo genere si debba dedicare qualche minuto anche alla posizione del difensore che si trova solo, alla mercè di se stesso, abbandonato, abbandonato da uno Stato che non c'è e che lo vorrebbe impegnato gratuitamente. Il difensore non può, lo Stato non può, la Corte, i Giudici, i Giudici del popolo non possono tollerare che questo accada.
Pertanto insisto perché venga ammesso Grigoli Salvatore al patrocinio a spese dello Stato e laddove da parte della Corte vi sia diniego, venga rimessa la questione alla Corte Costituzionale perché l'inghippo normativo che si verrebbe qui a ravvisare è che il latitante non ha firmato l'istanza di ammissione.
Ma siamo fuori dal mondo! Se è latitante non c'è. Non sappiamo perché è latitante, potrebbe essere morto, ma che cosa c'entra questo difensore? Perché si deve ripercuotere nel suo diritto di difesa. O lo Stato si impegna ad assicurare, a garantire la difesa del cittadino, chiunque esso sia, o non lo faccia. Si dica subito che è colpevole, non lo si processi, non gli si assicuri una difesa.
E' per questo che le legge è suscettibile di critica al punto tale che deve in un qualche modo farsi luogo ad una censura da parte della Suprema Corte Costituzionale. Deve intervenire laddove il Legislatore, evidentemente il Legislatore è stato distratto, non ha previsto il caso di specie.
E per questi motivi chiedo che laddove non venga ammesso a patrocinio a spese dello Stato si rimettono gli atti alla Corte Costituzionale che in un processo importante come questo, per questi gravissimi fatti di strage non lascerà ulteriormente sordo il Legislatore, ci sarà un'attenzione anche da parte della Corte Costituzionale. E' un processo che si protrarrà per molto tempo, è un processo per fatti gravissimi, è un processo che è conosciuto in campo nazionale e non solo e quindi questa questione va affrontata perché lo Stato non può permettersi di chiedere al cittadino, chiunque esso sia, di prestare un'opera soltanto apparente, che non sia effettiva, che non sia voluta, che non sia totale nei confronti del soggetto che viene assistito.
Vi ringrazio, Presidente e la Corte, per i minuti concessimi e chiedo che la questione venga affrontata dalla Corte di Assise in una Camera di Consiglio che lo riterrà opportuno, spero in questa udienza.
PRESIDENTE: Bene, la Corte si riserva.
Il Pubblico Ministero può cominciare con l'escussione dei testi.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, sulla questione sollevata...
PRESIDENTE: Ah, sì, sì, ha ragione.
PUBBLICO MINISTERO: ... dal difensore. Per quanto riguarda l'ammissione al gratuito patrocinio mi pare che la questione lì non sia tanto riferibile ai presupposti di tipo sostanziale, quanto ai presupposti di tipo formale. Cioè, manca l'istanza dell'interessato che...
Il secondo profilo prospettato, invece, dal difensore richiede - anche perché prevede profili di costituzionalità per l'appunto della norma - ci riserviamo di meditare la questione e di esprimere il parere in una prossima udienza.
PRESIDENTE: Allora rinvieremo quando il Pubblico Ministero sarà in grado. Vogliamo cominciare?
PUBBLICO MINISTERO: Allora, possiamo fare entrare in aula il dottor Fulvi.
PRESIDENTE: Vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita e luogo di residenza?
*TESTE Fulvi: Fulvi Marcello, nato a Roma, 16 gennaio 1946. Domiciliato a Roma presso il Ministero dell'Interno.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Fulvi: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, dottor Fulvi, che funzioni svolge lei nella Polizia di Stato?
TESTE Fulvi: Attualmente sono direttore del servizio investigazioni generali presso il dipartimento della Pubblica Sicurezza al Ministero dell'Interno.
PUBBLICO MINISTERO: Svolgeva queste stesse funzioni nel maggio del '93?
TESTE Fulvi: All'epoca ero dirigente della DIGOS della Questura di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda lei come fu avvertito, come venne a conoscenza del fatto avvenuto il 14 maggio '93?
TESTE Fulvi: Fui avvertito telefonicamente.
PUBBLICO MINISTERO: Può parlare per favore al microfono, dottor Fulvi?
TESTE Fulvi: Sì, certo. Fui avvertito telefonicamente dal mio ufficio.
PUBBLICO MINISTERO: Dove si trovava?
TESTE Fulvi: Ero appena giunto a casa praticamente e fui avvertito telefonicamente che c'era stata una violentissima esplosione nel quartiere Parioli. Per cui tornai immediatamente, con la stessa vettura di servizio, mi recai sul posto. Lì trovai...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, dottore, ricorda a che ora arrivò sul luogo del fatto?
TESTE Fulvi: Erano circa le 10.00, 10.00 e qualche minuto grossomodo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando intervenne che situazione trovò? Può descriverla?
TESTE Fulvi: Trovai sul posto già personale della Polizia di Stato appartenenti a equipaggi delle volanti, personale dell'Arma dei Carabinieri, stavano arrivando e confluendo sul posto mezzi dei Vigili del Fuoco e stavano approntando, anzi erano già approntati perché arrivai da via Boccioni e quindi lasciai la vettura e proseguii a piedi perché già c'era uno sbarramento operato dal personale della Polizia di Stato per impedire l'accesso non qualificato direi, di personale che non aveva interesse, necessità di avvicinarsi.
In quel contesto, insieme a ufficiali dell'Arma dei Carabinieri, ci accertammo di bloccare tutta la zona circostante a quella interessata dall'esplosione per preservare i luoghi dal passaggio di persone estranee e quindi operare poi tutti gli interventi necessari.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, può descrivere questa zona, diciamo di rispetto?
TESTE Fulvi: Questa zona di rispetto fu delimitata dalla parte finale di via Boccioni...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi quella che dà sul viale Parioli.
TESTE Fulvi: Sì, la via Boccioni è quella che incrocia poi via Fauro, là dove si è verificata l'esplosione e dall'altra parte arriva sul viale Parioli.
La parte superiore di via Fauro, quella che è più vicina al Teatro Parioli, la parte inferiore di via Fauro, un pochino oltre dove si vedevano gli effetti dell'esplosione sulle vetture parcheggiate, pezzi di reperti sul pavimento e comunque...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questa zona venne, per così dire, isolata?
TESTE Fulvi: Venne isolata e rimase isolata anche nei giorni successivi, fin quando il personale della Polizia Scientifica e del Centro Investigazioni Scientifiche dell'Arma dei Carabinieri, che operarono congiuntamente nell'acquisizione dei reperti e nelle loro attività specifiche, non ebbero terminato, diciamo così, non ritennero di aver terminato la parte delle investigazioni tecniche.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottore, torniamo un attimino al momento in cui lei arriva sul luogo del fatto.
TESTE Fulvi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei disse arrivò a piedi da via Boccioni...
TESTE Fulvi: Sì, il tratto di via Boccioni l'ho percorso a piedi.
PRESIDENTE: Ecco, può descrivere alla Corte quello che vide, la scena come si presentava e quali furono le iniziative investigative che lei apprese, oltre a quelle di cui ha già riferito.
TESTE Fulvi: Sì, percorrendo via Boccioni cominciai a notare, sulla facciata dello stabile di sinistra, dirigendomi verso via Fauro, le serrande divelte, insomma gli effetti di un'esplosione che si era verificata a una qualche distanza. Poi incrociai una vettura Mercedes fortemente danneggiata, che poi appresi essere quella su cui viaggiava il giornalista Maurizio Costanzo.
Arrivai quindi in via Fauro e lì c'erano, oltre me, colleghi della Squadra Mobile, del mio stesso ufficio e ufficiali dell'Arma. Individuammo il cratere dell'esplosione, che era proprio in via Fauro, di fronte a una scuola elementare e provvedemmo a isolare questa zona. Lì indirizzammo il personale sia della Polizia Scientifica che del corrispondente ufficio dell'Arma dei Carabinieri per le prime valutazioni. Inoltre l'edificio che appariva più danneggiato era quello di via Fauro, che presentava anche lesioni ai balconi e quindi dei requisiti di pericolosità nell'immediato perché ovviamente potevano verificarsi dei crolli.
In prossimità del cratere vi erano pezzi di vetture non immediatamente individuabili, evidentemente erano state pressoché completamente disintegrate dall'esplosione. Mi parve di capire, sul momento, che si trattasse di una FIAT Cinquecento e di una FIAT Uno però sul momento non azzardai alcuna conclusione specifica, atteso che appunto si trattava di rottami sostanzialmente.
Vi erano poi pezzi di autovetture anche sugli alberi circostanti, e furono segnalati per evitare che magari cadendo, potessero ferire qualcuno. E tutte una serie di altre autovetture danneggiate sia andando in giù verso sud direi di via Fauro, che risalendo a monte.
Sul lato di via Fauro dove si era verificata l'esplosione corrispondeva una scuola elementare, un asilo che aveva un muretto di cinta alto circa 1,80-2 metri che presentava, nella parte più vicina al cratere, era completamente...
PUBBLICO MINISTERO: Demolito.
TESTE Fulvi: ... demolito. Se ne intuiva la pregressa presenza dalle parti che erano più a monte. Poi la parte dell'angolo di questo, che faceva angolo con via Boccioni, di questo muretto anche quella era stata pressoché interamente demolita. La violenza dell'esplosione aveva poi fatto muovere cassonetti dell'immondizia del tipo abbastanza voluminoso, che sono in uso perlomeno a Roma, e abbastanza pesanti.
Vi erano altre vetture chiaramente danneggiate che erano state spostate dalla forza dell'esplosione, dal luogo ove evidentemente erano state posizionate dai proprietari o comunque dagli usuari.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Fulvi, lei ci ha dato questa rappresentazione diciamo della fisicità - uso questa espressione - dei luoghi. Le chiedevo: le iniziative più strettamente investigative, subito dopo il fatto, che lei in qualità di dirigente della DIGOS intraprese.
TESTE Fulvi: Mah, abbiamo concordato dapprima con il collega della Squadra Mobile, con il comandante del reparto operativo Carabinieri di consentire al personale tecnico di assumere tutte le iniziative del caso.
Come misure investigative abbiamo iniziato a raccogliere deposizioni di persone che a vario titolo potevano riferire fatti utili a una ricostruzione dell'evento.
Abbiamo tentato, e in parte sostanzialmente siamo riusciti, a ricostruire la targa della vettura che verosimilmente appariva all'origine della esplosione e quindi la mattina successiva si è accertato che era provente di furto consumato due giorni avanti.
Nella nottata personalmente, in base alle testimonianze...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi dottor Fulvi, lei si trattenne... lei quindi arrivò verso le 10.00, 10.10 su via Fauro...
TESTE Fulvi: Sì, mi trattenni...
PUBBLICO MINISTERO: Si trattenne tutta la notte?
TESTE Fulvi: Non tutta la notte, ma fin verso l'una e mezzo, le due circa.
PUBBLICO MINISTERO: Sul luogo.
TESTE Fulvi: Sul luogo sì. E poi lasciai che i tecnici continuassero la loro attività di rilevamento fotografico, descrittivo e quant'altro. Tornai in ufficio perché vi era una deposizione che al momento poteva apparire di un qualche interesse e richiedeva delle verifiche immediate e quindi siamo rimasti praticamente quasi tutta la notte poi...
PUBBLICO MINISTERO: In ufficio, in quest'opera di...
TESTE Fulvi: ... in ufficio, insomma, nel tentativo di raccogliere quante più testimonianze fosse possibile, che abbiamo verbalizzato sia negli uffici della DIGOS che negli uffici della Squadra Mobile.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Fulvi, lei ha parlato del fatto che sostanzialmente, quando arrivò sul luogo, c'era già un cordone diciamo che preservava la zona...
TESTE Fulvi: Sicuramente da dove sono arrivato io, da via Boccioni c'era, perché l'ho attraversato qualificandomi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, l'accesso non era consentito a tutti.
TESTE Fulvi: Non era consentito a chiunque.
PUBBLICO MINISTERO: Sul luogo, durante la sua presenza, la scena del fatto venne in qualche maniera immutata?
TESTE Fulvi: No, venne preservata. Il teatro diciamo così dell'attività di rilevamento venne preservato da interventi estranei. Soprattutto fu individuato immediatamente il punto dell'esplosione, le vetture coinvolte. Fu iniziata un'attività di ricerca di quelle parti di quelle vetture che apparivano sul momento disintegrate e furono ritrovati pezzi di motori a una qualche distanza e altre parti di vettura, come dicevo, anche su un albero.
Tutto questo fu fatto all'unico fine di consentire poi al personale tecnico scientifico di fare...
PUBBLICO MINISTERO: Di svolgere la sua attività.
TESTE Fulvi: ... gli accertamenti loro propri.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei dirigeva all'epoca la DIGOS di Roma quindi un ufficio direi altamente qualificato sotto vari profili. La zona dove si è verificata l'esplosione, il fatto, era zona per voi oggetto di una qualche attenzione che aveva portato in passato a individuare in quella zona, diciamo così, obiettivi sensibili?
TESTE Fulvi: No, nell'immediato ci chiedemmo e ci consultammo tra colleghi e ufficiali dell'Arma per scambiarci informazioni e verificare se in quella zona, a parte l'immediata sensazione che non vi fossero obiettivi di rilievo, perlomeno correlabili a un fatto di quella gravità, a un'espressione di quelle dimensioni. Comunque ci consultammo per capire e sapere l'uno dall'altro se ci risultasse l'eventuale presenza di una qualche circostanza di particolare interesse.
Questa prima consultazione diede esito negativo quella sera stessa.
Successivamente insieme alla Squadra Mobile, il personale della DIGOS della Squadra Mobile, ha proceduto a una ricognizione completa di tutte le persone che abitavano in via Fauro o in via Boccioni e negli uffici esistenti per verificare l'ipotesi che eventualmente obiettivo dell'esplosione potesse essere qualcuno o qualcosa che fosse in loco.
Al contrario della prima ipotesi che invece faceva ipotizzare come obiettivo dell'esplosione il giornalista Costanzo, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, per così dire, verificaste l'ipotesi, una ipotesi...
TESTE Fulvi: Sì. Eventuali ipotesi alternative.
PUBBLICO MINISTERO: Eventuali ipotesi alternative a quella che era la prima percezione del fatto.
TESTE Fulvi: Certo, era doveroso farlo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questa analisi fatta quindi prima e subito dopo il fatto è, per così dire, a ritroso per quelle che erano le informazioni in possesso del vostro ufficio, che risultati ha portato?
TESTE Fulvi: No, ci ha dato risultati totalmente negativi. Ci siamo riuniti perlomeno per mia iniziativa anche nel mio ufficio. Poi vi sono state riunioni di vario tipo per valutare ogni possibile ipotesi alternativa cercando di rammentare, verificare, oltre che le verifiche diciamo abitualmente documentate con atti di Polizia Giudiziaria, ma anche per verificare se via Fauro per altri motivi o in qualche altra maniera potesse essere oggetto di un qualche interesse da parte non solo di criminalità organizzata, ma anche di formazioni eversive.
Come dirigente della DIGOS presi in esame anche l'ipotesi di eventuali connessioni con criminalità eversiva. E in particolare l'ipotesi che potesse essere un atto ascrivibile alla destra eversiva.
Per altro, in quel periodo, come ufficio eravamo abbastanza impegnati in questo specifico settore. Quindi avevamo una conoscenza della situazione su Roma, in particolare, ma anche un po' sul resto del Paese, dei vari gruppi di estrema destra che si muovevano, insomma.
Avevamo operato molti arresti, avevamo conoscenze piuttosto...
PUBBLICO MINISTERO: Recenti.
TESTE Fulvi: Recenti, solide in quel settore.
E tutto questo, però, tutte queste conoscenze, non ci consentivano di formulare una ipotesi in quel senso. Cioè, non ci sembrava che esistessero né i presupposti di fatto, né politici, né le strutture organizzative necessarie di solito per organizzare, portare a termine un fatto di quel genere che per altro non assumeva un significato specifico in una ottica eversiva, politico-eversiva.
Né c'erano state rivendicazioni che in qualche modo potessero illuminare eventuali progetti in questo senso.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, scartata questa ipotesi alternativa, ne vennero sondate delle altre? Obiettivi, persone che abitavano in zona?
TESTE Fulvi: Verificammo se c'erano nella zona personalità che, per il ruolo rivestito, per attività pregresse, potessero, come dire, essere oggetto di un attentato di quelle dimensioni.
Ma per la verità non trovammo nessuno che potesse far attirare l'attenzione in questi termini. Non c'erano personalità, né pentiti, né collaboratori che risultassero abitanti in quella zona.
Insomma, nulla di nulla. Ci sentimmo tutti gli organi di Polizia interessati, proprio perché talora può accadere che qualcuno sappia una cosa ed altri no. Perché...
PUBBLICO MINISTERO: Ci fu anche uno scambio, sia...
TESTE Fulvi: Ci fu uno scambio riformativo.
PUBBLICO MINISTERO: ... tra diversi uffici della Polizia di Stato e sia con i Carabinieri...
TESTE Fulvi: Anche con l'Arma dei Carabinieri e anche con i servizi di informazione.
Tra l'altro vi furono delle riunioni specifiche che si tennero in locali della Procura della Repubblica in questa ottica.
Cioè insieme ai magistrati ci riunimmo per mettere insieme tutte le reciproche conoscenze e quindi valutare ogni possibile eventualità.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le risultava, verificaste anche l'ipotesi che in zona ci potessero essere sedi dei servizi di sicurezza?
TESTE Fulvi: Guardi, dunque, la sera stessa dell'attentato, mentre mi stavo proprio io occupando di circoscrivere insieme a collaboratori sia della Polizia che dell'Arma dei Carabinieri il cratere indicativo dell'esplosione, fui avvicinato da un funzionario del servizio civile, il quale mi fece presente che poco distante, circa 35-40 metri dal luogo dell'esplosione, vi era una vettura di quel servizio che risultava danneggiata dagli effetti dell'esplosione stessa. Cioè, fui informato, gli dissi comunque di non...
PUBBLICO MINISTERO: Chi era questo funzionario?
TESTE Fulvi: Vuole il nome?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, tanto lo abbiamo sentito anche in aula.
TESTE Fulvi: Dottor Incalza. Io fui avvicinato dal dottor Incalza. Poi vidi che ce n'erano altri che erano arrivati in un proseguo di tempo. Comunque a me l'informazione la diede il dottor Incalza.
Gli dissi di lasciare la vettura là dove si trovava e perché ne andava rilevata comunque la presenza al pari di tutte le altre autovetture.
Mi fece il nome del funzionario che ne aveva la disponibilità e mi riferì che il funzionario abitava non distante dal luogo dell'esplosione.
Nell'immediato, attesa la distanza proprio dal luogo dell'esplosione dell'abitazione di questo funzionario, non ritenemmo che il funzionario stesso potesse essere oggetto di una attività di intimidazione per altro in quei termini piuttosto violenti, no?
L'abitazione era troppo distante, seppure comunque nella stessa via.
La stessa vettura che rimase danneggiata per un effetto riflesso di onda d'urto, se avesse costituito oggetto di uno specifico attentato, molto più agevolmente poteva essere fatta saltare collocando immediatamente sotto la vettura stessa un qualche esplosivo.
Certamente non si poteva ipotizzare che una quantità così rilevante come quella che aveva prodotto quegli effetti in tutta la zona potesse essere destinata ad una vettura normale, insomma. Si poteva far saltare la vettura in modo più agevole.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi verificaste anche...
TESTE Fulvi: Verificammo questo e chiedemmo nel contempo se per caso, in quella via, nelle immediate adiacenze, vi fosse qualche struttura riservata pertinente ai servizi stessi.
Ma anche in questo senso abbiamo avuto risposta negativa.
E il funzionario che aveva la disponibilità di questa vettura di servizio poi fu sentito formalmente, ero presente anch'io all'assunzione a verbale, confermò per l'appunto le circostanze che ho appena riferito.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Poi la sua opera, dottor Fulvi, lei ha detto fin verso le una e mezza si trattenne sul luogo, poi si allontanò per quelle...
TESTE Fulvi: Sì, rientrai in ufficio.
PUBBLICO MINISTERO: ... investigazioni che si ritenevano, diciamo, utili assumere immediatamente.
TESTE Fulvi: Sì. C'erano le testimonianze da assumere. Una appariva, necessitava nell'immediato di...
PUBBLICO MINISTERO: Di verifiche.
TESTE Fulvi: ... di verifiche di iniziative...
PUBBLICO MINISTERO: L'opera che viene svolta normalmente.
TESTE Fulvi: Anche se poi non diede un concreto riscontro.
PUBBLICO MINISTERO: Risultato.
TESTE Fulvi: Però sul momento era...
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io ho concluso.
PRESIDENTE: Parti civili hanno domande?
AVVOCATO: Nessuna.
PRESIDENTE: Prego, i difensori?
AVVOCATO Gramigni: Sì, avvocato Gramigni.
Buongiorno. Senta, dottor Fulvi, una domanda che si lega a quello che lei ha già esposto su sollecitazione del Pubblico Ministero.
Lei ha parlato di una valutazione sul piano investigativo delle possibili dinamiche che avevano portato ad un fatto del genere.
Ecco, in quest'ambito investigativo, ella si è occupato anche del ritrovamento della cosiddetta autobomba in via dei Sabini in quei giorni, o nei giorni immediatamente successivi al fatto di via Fauro?
TESTE Fulvi: L'autobomba di via dei Sabini è di giugno.
AVVOCATO Gramigni: Sì, insomma...
TESTE Fulvi: E ad un mese di distanza. Le prime indagini sono state svolte da un'Arma dei Carabinieri che, per quanto mi è noto, ricevette una segnalazione confidenziale sulla presenza di questa autovettura.
E fu l'Arma dei Carabinieri a riferire alla Procura della Repubblica e a svolgere tutte le indagini... Cioè, seguenti.
Non mi risulta a tutt'oggi che siano stati conseguiti risultati investigativi in proposito.
Però non ho svolto specifiche indagini.
AVVOCATO Gramigni: Ma io ho tra le mani una relazione di servizio che ella ebbe a compilare, quantomeno...
TESTE Fulvi: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Che è datata 13 luglio.
TESTE Fulvi: Sì, sì.
AVVOCATO Gramigni: Nella quale ella fa una serie di considerazioni. E, per l'amor di Dio, sono considerazioni, ma insomma che si legano alla sua competenza e all'attività che aveva svolto.
TESTE Fulvi: Credo che mi sia stata richiesta dal P.M. titolare dell'indagine.
Cioè, volerla conoscere come, se ben ricordo, come la notizia della presenza di questa vettura sospetta fosse stata acquisita dalla Polizia di Stato.
E trasmisi in proposito anche una relazione dell'allora questore di Roma che era stato informato dal comandante dei Carabinieri, dal dirigente I Distretto di Polizia, nel cui territorio di competenza era stata rinvenuta questa autovettura.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, questa autovettura fu rinvenuta in via dei Sabini che - mi corregga se sbaglio - è nelle immediate vicinanze di Palazzo Chigi, da quello che...
TESTE Fulvi: Certo.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, ma lei ebbe a seguire una ipotesi investigativa in cui questi due episodi venivano legati fra di loro.
TESTE Fulvi: Io adesso non ho presente cosa scrissi all'epoca, avvocato. Non... Se posso avere disponibilità del documento, posso...
AVVOCATO Gramigni: Certo. Per l'amor di Dio! Io...
PRESIDENTE: Può anche leggerglielo, avvocato.
AVVOCATO Gramigni: Glielo posso leggere?
PRESIDENTE: A titolo di contestazione...
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì, Presidente, fornisco...
PRESIDENTE: Aspetti, aspetti. Vediamo, c'è la contestazione.
AVVOCATO Gramigni: Lei dice:
"I tre fatti appaiono collegati, essendo improbabile..."
Il terzo fatto sarebbe il fatto di via dei Georgofili, premetto.
"Essendo improbabile che l'episodio di via dei Sabini faccia seguito solo per caso agli altri".
Ecco, su questa sollecitazione, lei è in grado poi di dirmi qualcosa di ulteriore?
Ricorda che ella ebbe a occuparsi del tipo di esplosivo che era stato trovato in via dei Sabini, del tipo di innesco, soprattutto...
TESTE Fulvi: No, io ebbi delle informazioni generiche sul tipo di esplosivo che non appariva, per la verità, assimilabile a quello usato, perlomeno allo stato degli accertamenti dell'epoca, in via Fauro.
AVVOCATO Gramigni: Si parla di anfo...
TESTE Fulvi: Di anfo, sì.
AVVOCATO Gramigni: Il cosiddetto anfo e il T-4, no?
TESTE Fulvi: Sì, ma...
AVVOCATO Gramigni: Se non ricordo male.
TESTE Fulvi: Per quello che seppi all'epoca, ovviamente non ero io che svolgevo questo tipo di accertamenti. Appariva come diverso per le poche informazioni di cui disponevo, perché i periti erano al lavoro e quindi non avevo una completa conoscenza delle connotazioni fisiche chimiche di vari esplosivi.
C'era semplicemente un discorso che evidentemente fatto di tale gravità come quello di via Fauro, come quello di via dei Georgofili, nel cui interno si inseriva il discorso di via dei Sabini. E all'epoca a me personalmente non era noto se l'esplosione non si era verificata perché, per un errore tecnico di chi aveva preparato questa vettura, o se perché il congegno intenzionalmente non doveva attivarsi.
AVVOCATO Gramigni: Attivarsi.
TESTE Fulvi: Pertanto io non potevo escludere, in via teorica, anche l'ipotesi che pur avendo i vari fatti matrici diverse, qualcuno intendesse inserirsi come era già accaduto in passato in una sequenza di fatti però con finalità diverse per aumentare un livello di tensione e di insicurezza delle istituzioni, quali necessariamente conseguono a vicende di quel genere.
AVVOCATO Gramigni: Quella sorta di sciacallaggio, dice lei...
TESTE Fulvi: Sì, poteva anche verificarsi che una organizzazione X diversa da quella di via Fauro, sull'onda di via Fauro intendesse elevare un livello di allarme per finalità diverse, però.
Quindi un collegamento più oggettivo che soggettivo.
AVVOCATO Gramigni: Senta, e rispetto però al sistema di innesco di via dei Sabini, lei ricorda di aver svolto accertamenti e di essere arrivato a certe conclusioni investigative?
TESTE Fulvi: Il sistema di innesco?
AVVOCATO Gramigni: Innesco della autobomba trovata in via dei Sabini.
TESTE Fulvi: No, guardi, io non ho competenza tecnica in materia. Non...
AVVOCATO Gramigni: Perché lei, sempre in questa relazione che io ho sottomano, parla di sistema di innesco sofisticato, dice: "Altrettanto sofisticato", e qui stava parlando della composizione dell'esplosivo.
"Altrettanto sofisticato a quanto è dato sapere il sistema di innesco composto da un congegno elettrico con antenna e due schede riceventi tarate su una determinata frequenza e collegate ad un detonatore. Ed infine, ed alimentate da due batterie"
E lei fa una serie...
TESTE Fulvi: Esattamente. Qui io faccio delle ipotesi sulla base, come ho detto, di poche notizie di cui disponevo nel momento.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Fulvi: Tant'è che poi dico che è necessario stabilire una serie di cose prima di poter dare per scontate e trarne delle conclusioni.
AVVOCATO Gramigni: Il carattere di sofisticatezza di questo congegno, da quello che ho capito, era, consisteva nel fatto che essendovi queste due schede e non una scheda sola, era praticamente impossibile una esplosione accidentale perché...
TESTE Fulvi: Sì, se così fosse stato, indubbiamente...
Ma indubbiamente il discorso era teso ad affermare che comunque non si trattava, rispetto agli autori di questi fatti, di personaggi di scarso spessore, insomma.
Si trattava comunque di persone che evidentemente avevano delle cognizioni tecniche non assimilabili a, che so, a delinquenza di basso profilo, insomma. Tutto qua.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Fulvi: Poi, quanto alle conclusioni chiaramente era necessario aspettare delle conclusioni complete, certe, da parte degli uffici che erano stati incaricati della perizia.
AVVOCATO Gramigni: No, perché appunto lei poi svolge una considerazione circa la possibile identità del sistema di innesco quale quello rinvenuto in via dei Sabini con quello di via Fauro.
TESTE Fulvi: Ma via dei Sabini è da vedere poi.
Io non conosco adesso l'esito delle perizie tecniche svolte poi su questi...
AVVOCATO Gramigni: No, nemmeno io.
TESTE Fulvi: Erano come sempre si fa e come sempre si richiede alla DIGOS delle ipotesi di lavoro che naturalmente acquisivano concretezza nel momento in cui i fatti avessero poi consolidato le ipotesi.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
Senta, nell'ambito delle sue indagini lei ha parlato anche di essersi occupato di possibili obiettivi alternativi, di possibili ipotesi alternative, di possibili obiettivi sensibili, come li chiamate voi, ad un fatto di questo genere.
Ricorda se vi fu una ipotesi investigativa, anche questa per l'amor di Dio, supportata da dati concreti, riguardo all'attentato che avrebbe dovuto colpire un maresciallo dei Carabinieri, il maresciallo Canale.
TESTE Fulvi: Sì, ci fu una informazione fiduciaria che mi pare sia stata recepita dalla Questura di Palermo.
Ci fu trasmessa all'epoca, se ben ricordo, e però non avendo noi conoscenza della - noi come DIGOS perlomeno - del luogo dove il sottufficiale dell'Arma eventualmente abitasse, o comunque fosse vigilato e protetto, atteso che era persona in qualche modo nel mirino di organizzazioni criminali, girammo questa segnalazione al reparto operativo dei Carabinieri perché verificassero loro.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Fulvi: Atteso che potevano esserci motivi di riservatezza.
Non conosco l'esito di questi accertamenti.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, conosce chi fu questa fonte fiduciaria di cui lei ha parlato in termini generici?
TESTE Fulvi: Fu riferito alla Squadra Mobile di Palermo, credo da un collaboratore di giustizia. Al momento non ricordo il nome, non...
AVVOCATO Gramigni: E' sicuro di questo? Perché a me risultano altre cose che poi, insomma...
TESTE Fulvi: No, ricordo la Questura di Palermo senz'altro.
AVVOCATO Gramigni: Sì, e quello...
TESTE Fulvi: Senz'altro Però la persona non sono in grado, insomma, di...
AVVOCATO Gramigni: Ma le risulta che fosse, viceversa, una persona vicina sia a questo maresciallo che era stata vicina al dottor Borsellino?
TESTE Fulvi: Non...
AVVOCATO Gramigni: Lei non è informato di questo.
TESTE Fulvi: No.
AVVOCATO Gramigni: Senta - ed ho concluso - rispetto alle attività di indagine che lei ebbe a svolgere poi dopo la commissione di questo fatto, ricorda in epoca qualcosa, l'arresto avvenuto nell'agosto del '93 a Roma per tutt'altri motivi di un signore che fu trovato in possesso di esplosivo di materiale strategico e che fu, in un qualche modo poi associato anche al fatto di via Fuaro, ai fatti che si stavano...
TESTE Fulvi: Ma che fu arrestato dalla DIGOS? Non credo.
AVVOCATO Gramigni: Questo non lo so.
TESTE Fulvi: No, francamente non...
AVVOCATO Gramigni: Lei comunque non ha mai avuto...
TESTE Fulvi: Mah, probabilmente, ricordo vagamente che fu operato un arresto forse all'Arma dei Carabinieri. Certamente non dalla DIGOS. Di persona in qualche modo esperta di esplosivi, ma non saprei dire di più perché...
AVVOCATO Gramigni: Arresto che avvenne per traffico di macchine rubate, se non sbaglio, con la Germania.
TESTE Fulvi: Sì, ma non era una cosa del mio ufficio. Forse neanche della Squadra Mobile.
AVVOCATO Gramigni: Quindi lei non ha avuto occasione di occuparsi di questo versante investigativo, diciamo.
TESTE Fulvi: No, no. Se ci fossero state comunque novità di un qualche rilievo in ordine alla vicenda di via Fauro, c'era comunque uno scambio informativo con i Carabinieri. E soprattutto c'era un costante quasi quotidiano contatto con il Pubblico Ministero. Per cui, se vi fosse stata una connessione importante, voglio dire, significativa con la vicenda di via Fauro quasi certamente ne sarei venuto a conoscenza anche nei dettagli.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, se questo signore fosse stato riconosciuto da un teste oculare come presente sul luogo, lei ritiene che sarebbe stato un evento significativo ai fini dell'indagine, o no?
TESTE Fulvi: Mah, certamente sì. Se fosse stato riconosciuto...
AVVOCATO Gramigni: E lei comunque nulla ha saputo di questa vicenda...
TESTE Fulvi: No, no, non è stata seguita dal mio ufficio. E quindi non...
AVVOCATO Gramigni: La ringrazio. Io non ho altro da chiederle.
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni.
Dottor Fulvi, lei ha usato una espressione a mio avviso molto felice nel rispondere alle domande del Pubblico Ministero e del collega.
Lei ha detto che per, ha detto: 'bisogna sapere una serie di cose prima di dare per scontate determinate conclusioni'.
Ecco, io vorrò sviluppare questa sua affermazione cercando di sottoporle delle domande che traggano spunto, in primo luogo, da quella relazione che già le sottoponeva il collega, avvocato Gramigni, e anche più nello specifico relativamente al fatto di via Fauro.
E partiamo perciò dal fatto di via Fauro.
Ora, la Questura di Roma - e con questa espressione intendo tutti i vari servizi connessi alla Questura - dalla Polizia scientifica, alla Polizia, si diceva una volta, Politica, cioè alla DIGOS, ha modo di occuparsi per diverso tempo del fatto. Perché l'Autorità Giudiziaria di Roma indaga sullo stesso per diversi mesi.
Ora, al di là dei primissimi accertamenti su cui arriveremo dopo, le chiedo: nei giorni successivi, le furono delegate indagini per esempio su Maurizio Costanzo allo scopo di trovare riscontri al possibile movente dell'attentato?
TESTE Fulvi: No. Non a me personalmente. Mi risulta che sia stata assunta a verbale dalla Squadra Mobile. A me personalmente no.
AVV. Cianferoni: Non è a conoscenza di indagini in questo senso.
TESTE Fulvi: No, in questo senso no. on...
AVV. Cianferoni: Ecco allora... Va be', io le chiedo: come poté nascere l'indicazione investigativa che vedeva nel Costanzo l'obiettivo dell'attentato? Si procedette per esclusione, si procedette per intuizione...
TESTE Fulvi: Mah, in primo luogo... Sì, appunto, c'era un contesto di assenza di altri possibili obiettivi per quella sera in quella località.
C'era invece una presenza del Costanzo che in quel momento passava in via Fauro e che, a nostro avviso, è sfuggito alla morte o a lesioni gravissime per mera casualità.
In più vi era un impegno pregresso del Costanzo anche insieme ad un altro giornalista televisivo abbastanza noto, il Santoro. E lo aveva portato, come dire, in prima linea in affermazioni molto dure contro le organizzazioni di stampo mafioso.
Ricordavo bene con chiarezza una intervista fatta dal Costanzo in occasione del suo spettacolo serale del Teatro Parioli che viene mandato in onda la sera in televisione, alla consorte di un appartenente ad organizzazioni mafiose.
Intervista che era stata connotata, diciamo, quasi da momenti di grande difficoltà da parte dell'intervistata. Il che poteva far pensare sia, nello stesso tempo, ad una forma di ritorsione per l'esposizione al ridicolo di questa persona, ma soprattutto in una forma di avvertimento, oltre che al Costanzo stesso, all'intera categoria dei giornalisti che in quel periodo richiedevano pressoché quotidianamente sugli organi di stampa, una lotta più incisiva al fenomeno mafioso. Campagna, diciamo, rivolta ovviamente verso gli organi istituzionali per ottenere una maggiore attenzione delle misure legislative, organizzative, amministrative, che fossero più adeguate al problema.
Quindi attaccare un esponente di questo fronte dei mass-media poteva significar anche intimidire in qualche modo, indurli a maggiore cautela.
Certo, c'era il riferimento obiettivo della presenza di Costanzo poi quella sera in quel posto, a quell'ora, come unico possibile obiettivo che dava concretezza a queste valutazioni che ho operato io come altri, insomma.
Ecco, che possono essere valutazioni, ma la coincidenza della presenza del Costanzo in quel momento, certamente davano una maggiore concretezza delle ipotesi di lavoro.
AVV. Cianferoni: Sì. Dico: ma posto che il Costanzo personalmente - risulta all'istruttoria dibattimentale - che ebbe a commentare il fatto come un possibile scoppio di caldaia e che si allontanò addirittura dal teatro delle operazioni a bordo di una vettura di un estraneo, l'input partì perciò da voi investigatori.
Cioè, foste voi a dire a Costanzo: guardi, meno male, le è andata bene perché era lei l'obiettivo.
TESTE Fulvi: No, io non ho interrogato il Costanzo. Né mi risulta, non sono a conoscenza che gli sia stato dato questo input.
Certo, parlando tra noi, facemmo queste considerazioni in ordine ad un fatto oggettivo qual era quello della presenza del Costanzo sul teatro dell'attentato in circostanze tale che avrebbero potuto determinarne anche la morte, insomma.
Questo era il punto principale.
Le considerazioni poi venivano di conseguenza, perché valutando un possibile obiettivo Costanzo, si cercavano le ragioni per cui era possibile obiettivo.
AVV. Cianferoni: Ma...
TESTE Fulvi: E di qui queste considerazioni.
AVV. Cianferoni: Per quello che lei sappia, il Costanzo poi fu munito di scorta?
TESTE Fulvi: Sì, è stato poi oggetto di un servizio di scorta da parte degli organi preposti, degli uffici preposti, perché per l'appunto si ritenne che fosse esposto a grave pericolo.
AVV. Cianferoni: E questo per quanto tempo? Per quello che lei sa.
TESTE Fulvi: Ma guardi, io ho lasciato la DIGOS agli inizi di questo anno.
Credo che ancora, agli inizi di questo anno, avesse qualche misura di tutela.
AVV. Cianferoni: Pubblica? Cioè, data dallo Stato?
TESTE Fulvi: Vi sono varie forme di protezione. Credo che ancora all'inizio di questo anno, avesse una delle forme previste di protezione. Nel tempo magari possono essere state modificate, però è rimasto comunque come persona a rischio, come usiamo dire.
AVV. Cianferoni: Ecco, no, perché sa, l'interesse mio circa questa vicenda di Costanzo, è un po' lo stesso del collega. Cioè, eh, nessuno disconosce che di lì, in quel momento, stesse passando, o fosse comunque appena passato il Costanzo. Però risultano concomitanze importanti. E adopero questa parola, "concomitanze", perché la traggo proprio da quella relazione che anche lei adesso ha in mano.
Difatti, al punto 5, lei dice - al punto 5, quindi alla pagina... una delle prime, ora non sono numerate, ma comunque è il punto 5, no? - circa i luoghi e l'idoneità dei luoghi a provocare stragi di grandi dimensioni, poi lei dice poco oltre:
"Vi sono scuole, abitazioni. E' stata fatta brillare alle 21.45, in concomitanza con il transito di Maurizio Costanzo".
Ecco, perché poi il discorso che faceva lei all'inizio, di non dare per scontate determinate conclusioni, mi ha tanto convinto.
E ritorno, allora, a questo fatto; perché, dico, è lei che addirittura poi al punto 18 arriva a riportare notizie sull'indagine della GI... al punto 19 al GI di Palmi sull'inchiesta nazionale sulla massoneria; punto 18, molto interessante: sulla tangentopoli di Napoli, il caso Cirillo, e i chiamati in causa, Musumeci e Belmonte.
Allora, se lei stesso a due mesi dal fatto - perché la sua nota è del luglio '93, non è dei giorni immediatamente successivi, precisamente del 13 luglio '93 - se a due mesi dal fatto sottopone alla magistratura un così ampio ventaglio di ipotesi, io stesso difensore mi sforzo di valutarne la rilevanza in questo processo.
E dunque, nel concreto poi degli accertamenti, secondo la sua memoria, perché non è lei che è stato delegato ai rilievi di questo tipo, però secondo la sua memoria quanta distanza in metri si può porre tra il civico 62 che, se non vado errato, è il luogo corrispondente a quello dove esplose l'autobomba, e il civico 94 della via Fauro? In metri, grossomodo.
TESTE Fulvi: Il civico 94 si riferisce all'abitazione del funzionario del Sisde?
AVV. Cianferoni: Beh, questo lei dice, ed era questo infatti.
TESTE Fulvi: Sono circa 100 metri all'incirca, credo.
AVV. Cianferoni: 100 metri. A proposito della presenza sul luogo del funzionario Sisde, dal quale...
TESTE Fulvi: Della vettura, non del funzionario.
AVV. Cianferoni: Sì. Dico, ma poi lei ebbe modo di incontrarlo il dottore? Cioè, scese in strada per venirle incontro?
TESTE Fulvi: No no. Io lo incontrai in sede di formali dichiarazioni, rese al Pubblico Ministero di Roma.
AVV. Cianferoni: Quindi non lo incontrò lei, o può escludere che lui si sia presentato sul posto quella sera?
TESTE Fulvi: A me, non si è presentato certamente. Io, in quella circostanza, fui contattato da altro funzionario; che peraltro, essendo stato in precedenza funzionario della Questura di Roma, mi conosceva personalmente. Non so, né mi fu detto, da questo funzionario se fosse in strada presente, o che, il titolare della vettura diciamo, colui che ne aveva l'uso.
AVV. Cianferoni: Dunque, la questione...
TESTE Fulvi: Anzi, genericamente, posso dirle che se bene ricordo il collega Incalza mi disse che vi era una vettura del servizio. Non credo che nell'immediato - non ne sono assolutamente certo, attesi i tre anni - però non credo che nell'immediato mi abbia fatto il nome della persona che ne aveva la disponibilità.
AVV. Cianferoni: A proposito di questi servizi, l'ufficio della DIGOS romano ebbe modo di occuparsi, per quello che rilevava su Roma e comunque per quello che incideva sulla problematica di questo tipo anche nazionale, di episodi tipo quello di via dei Sabini, abbiamo appreso, anche se lei ha insistito molto sul fatto che l'abbia gestito quasi tutto l'Arma dei Carabinieri sul terreno investigativo.
TESTE Fulvi: Eh, certo.
AVV. Cianferoni: Ma poi la questione del ritrovamento su una linea ferroviaria di un quantitativo di esplosivo che poi, se male non ricordo fu, si apprese che fu un capo centro Sisde a porcelo.
TESTE Fulvi: No, quella è stata un'indagine che ho svolto personalmente.
AVV. Cianferoni: Ecco, benissimo, abbiamo fortuna.
TESTE Fulvi: In quel contesto investigativo che portò all'arresto di numerose persone, tra cui anche un funzionario del servizio civile, mi fu richiesto dall'Autorità Giudiziaria di valutare l'ipotesi che potesse esserci qualcosa in quei termini.
In quel medesimo contesto investigativo, insieme al Pubblico Ministero, sentimmo il primo degli arrestati, che inizialmente mantenne una posizione di chiusura e di diniego delle sue responsabilità in ordine all'episodio esplosivo sul treno; successivamente, decise di collaborare.
E questo, che ora è diventato un collaboratore, riferì che per l'appunto quel funzionario Sisde, poi arrestato, all'epoca lasciò intendere in modo non molto chiaro, o non descritto in termini chiari da questo collaborante, che la vicenda di via dei Sabini potesse avere connotazioni istituzionali.
AVV. Cianferoni: Ma perché?
TESTE Fulvi: Questo, purtroppo, non è stato accertato. O perlomeno non sono emersi elementi che potessero corroborare questa ipotesi. Esattamente, questo collaboratore, se ben ricordo, riferì di una battuta che il funzionario Sisde aveva fatto rivolgendosi a lui, sostanzialmente del tipo 'mah, in via dei Sabini, probabilmente qui c'è la mano...'. Insomma, una battuta di questo genere.
Non ho poi proceduto a contestazione di questo fatto al funzionario del Sisde, né so se questo sia avvenuto.
AVV. Cianferoni: Per aiutare anche la sua memoria, lei prima rispondendo diceva che ci corre circa un mese tra via Fauro e via dei Sabini.
In realtà, a me risulterebbe che ci corra di meno, in quanto via dei Sabini è un fatto del 2 giugno, festa della Repubblica. Quindi, ci sono diciotto giorni.
TESTE Fulvi: Venti giorni circa.
AVV. Cianferoni: Diciotto. Ma comunque, sta di fatto che vi sono queste risultanze.
Quindi lei non si occupò della questione dell'arresto di questo tedesco, che si chiama Feill Bernard?
TESTE Fulvi: No.
AVV. Cianferoni: Glielo chiedo perché il materiale strategico a cui faceva riferimento il collega, sono congegni di puntamento della Aeronautica Militare.
TESTE Fulvi: Sì, qualche notizia di questo genere l'ho avuta. Però, l'arresto non è stato operato dalla DIGOS, assolutamente non dalla DIGOS; non saprei indicare quale ufficio ha operato.
AVV. Cianferoni: Ecco, perché un altro dato che vorrei introdurre, tramite la sua testimonianza, alla cognizione della Corte, è che in quel periodo temporale - primavera 93, estate '93, fino al novembre '93: è il famoso discorso del presidente Scalfaro - era il periodo del grosso scandalo Sisde.
La DIGOS si è occupata di questi fatti?
TESTE Fulvi: Dunque, se ricordo bene, il grosso dello scandalo Sisde avvenne, cioè per essere esatti, il coinvolgimento di vertici istituzionali nello scandalo Sisde è dell'ottobre '93. All'epoca di via Fauro, se ben ricordo, le vicende processuali interessavano funzionari del servizio; non ancora, perlomeno, vertici istituzionali.
Vi fu, successivamente, verso ottobre, la chiamata in causa di alte autorità.
AVV. Cianferoni: Il famoso discorso di Scalfaro non ci...
TESTE Fulvi: Il discorso del Presidente fu del novembre successivo, se ben ricordo.
AVV. Cianferoni: Del novembre.
TESTE Fulvi: Comunque, a maggio - non ricordo le date degli arresti, che peraltro furono eseguiti, come tutte le indagini in proposito, dal reparto operativo, cioè non dal reparto operativo: dal ROS dei Carabinieri - furono credo più o meno di maggio, se ben ricordo. Però, tutta quella vicenda, fu seguita dal ROS per l'appunto.
AVV. Cianferoni: Io ho qui - e poi questa è l'ultima domanda su questo argomenti - io ho qui l'estrapolazione del discorso del Presidente della Repubblica, come riportata sui giornali.
Il Presidente della Repubblica esordì dicendo:
'Hanno cercato con le bombe, ora con il più ignobile degli scandali. Io a questo gioco al massacro', mi pare, 'non ci sto'.
Voi, è sicuro, mi permetto di dire, che quantomeno l'acquisizione di queste notizie giornalistiche l'avrete catalogata.
Vi sono degli sviluppi nel vostro ufficio, a questo tipo di deduzioni, oppure no?
PUBBLICO MINISTERO: Un attimino, per cortesia. Chiedo scusa, se mi intrometto, ma devo fare non un'opposizione, per carità, ma ho bisogno, come dire?, di ricucire i termini del discorso.
Insomma, io ho imparato una cosa, l'avrò imparata male, dallo studio di questo Codice: che esiste una specie di organizzazione della prova. Nel senso che - mi sembra di averlo dovuto già dire, in quest'aula - quando si introduce un testimone in una lista, si spiega su che cosa lo si vuol sentire, si individuano le circostanze. Altrimenti, il teste non può essere introdotto, perché c'è una sanzione dichiarata di inammissibilità.
Sappiamo a che cosa servono le liste, sappiamo a cosa serve indicare le circostanze sulle quali il teste è introdotto.
Tanto che - mi sembra di averlo già detto - emblematicamente, se io voglio sentire un teste su una circostanza e la parte che ha un interesse dal mio nel processo, la parte civile, l'imputato, vogliono sentire il teste su tutt'un altra vicenda, su tutt'un'altra storia, bisogna che l'altra parte formi, individui il teste in una sua autonoma lista, spiegando appunto che lo vuole sentire su una serie di circostanze.
Ora, io dico, il dottor Fulvi è stato introdotto sulla ricostruzione dei fatti di esplosione in via Fauro, il 14 maggio '93, e il 27-28 luglio '93 in San Giorgio al Velabro e San Giovanni in Laterano. Sull'esito delle immediate indagini, sull'identificazione delle autovetture utilizzate come autobomba, sugli effetti delle deflagrazioni, sull'esito delle ulteriori attività di indagine espletate.
Ora, voglio dire, a me sta bene tutto, nel senso che non posso certo pensare che le norme del Codice vadano interpretate come se fossero delle camicie di forza, ma ci mancherebbe altro. Però, quando le domande, soprattutto quando le domande vanno a toccare materiale che addirittura nemmeno sta negli atti del fascicolo del Pubblico Ministero - perché di tutto questo nel fascicolo del Pubblico Ministero non c'è niente -; allora, si vuole almeno spiegare la pertinenza di una certa domanda?
Voglio dire, qui stiamo cercando di capire quello che è successo in via Fauro, secondo il programma probatorio del Pubblico Ministero che porta questo testimone in aula.
La difesa se lo controesamina - ha perfettamente il dovere di farlo - ci porta addirittura su realtà, scenari, epoche che non hanno nulla a che fare, dico, nemmeno con gli atti del Pubblico Ministero. Voglio dire, Presidente, non so se lei ritiene - non voglio fare un'opposizione - non so se lei ritiene di chiedere al difensore se vuole dettagliare un attimino i profili di pertinenza della domanda. Insomma, perché a me francamente sfuggono.
Sono laico, tutte le volte che devo pensare a un reato e a un processo, mi sta bene tutto, sono pronto a affrontare ogni piega di ogni vicenda; però, avrei bisogno di capire dove si va, ecco. Perché, ripeto, siamo - e il dettaglio non è, come dire?, formalistico - siamo addirittura al di fuori di tutti gli atti del Pubblico Ministero, che sono 300 volumi di atti.
E la difesa lo sa benissimo. La Corte no, ma io sì.
PRESIDENTE: Eh, è questo...
PUBBLICO MINISTERO: Allora, se quella domanda ha a che fare in qualche modo con quanto nell'indagine c'è, io per carità, è ovvio, affronto il contraddittorio, accetto il contraddittorio - se si può chiamare contraddittorio, quando abbiamo un testimone davanti - su ogni argomento. Quasi a prescindere dalla lista testi; anche se sono convinto che, la lista testi, una sua dignità ce l'abbia. Sennò basterebbe mettere 160 nomi in fila, senza spiegare su che cosa si vuol sentire, lasciare estremamente generica l'indicazione del perché e del per come vogliamo portare una persona in aula.
Dico, ma quando addirittura si esce radicalmente anche da tutto il materiale che fa parte del contraddittorio dichiarato, cioè a dire il materiale dell'indagine, a questo punto, voglio dire, possiamo star qui a sedere, interrogare il dottor Fulvi su tutto il suo passato di poliziotto - mi perdoni la volgarizzazione, dottore - il passato di poliziotto, a decorrere da quando è entrato in Polizia, per arrivare all'attività che sta svolgendo ora, per sapere in che termini ha mai sentito parlare del terrorismo palestinese o del terrorismo dell'Estremo Oriente, compreso quello giapponese, compreso qualche cosa di più recente magari dall'altra parte dell'oceano: e non la finiremo mai, voglio dire.
Non è questo il modo per - secondo me, lo dico francamente, e senza fare opposizioni formali - ma non è questo il modo per, come dire?, gestire una testimonianza in un procedimento penale secondo l'ordinamento che abbiamo a disposizione.
Se poi l'ordinamento si deve far conto che non ci sia, possiamo fare quello che vogliamo.
PRESIDENTE: Allora, premesso - avvocato mi scusi,...
AVV. Cianferoni: Prego.
PRESIDENTE: ... perché anche io sono stato chiamato in causa, giustamente, dal Pubblico Ministero - che la Corte non sa nulla di quello che esiste in questo famoso, e a tutti fuorché a noi noto, fascicolo del Pubblico Ministero, per istinto io sarei portato a respingere tutte le domande che esulano dal tema. Perché il nostro tema di lavoro è il capo di imputazione.
Tuttavia, siccome non conosco che cosa c'è nel fascicolo del Pubblico Ministero, e non mi posso sognare - perché mi è vietato - di conoscerlo, salvo casi in cui la legge lo consente, è ovvio che io devo lasciare che le domande vengano fatte.
Però è chiaro che, laddove il Pubblico Ministero mi segnala che questo è proprio una cosa della quale, quel famoso fascicolo, non contiene nulla, aspetto dal difensore che interroga di avere una spiegazione.
Perché se è qualche cosa che può essere legittimamente pensato, ma non legittimamente introdotto nel processo, la domanda non può più essere ulteriormente proseguita.
AVV. Cianferoni: Certo, Presidente. Dunque, sull'osservazione del Pubblico Ministero, vorrei sottoporre le seguenti considerazioni.
Ma io, proprio nella giornata di ieri, mi sono impegnato nell'impostare ulteriormente l'approccio difensivo a testimoni di un certo peso specifico, come quello che adesso è sul banco dei testimoni, di fronte a codesta Corte.
E ho trovato anche un supporto giurisprudenziale, piuttosto autorevole, alla possibilità di sceverare fino in fondo ogni e qualsiasi possibile aspetto di rilevanza in processi di questa rilevanza, per l'appunto. E intendo alludere alla Sezioni Unite del '92, Ballan se non vado errato nel nome dell'imputato, che occupandosi della questione della strage di Bologna indicava precisamente come, in processi di rilevanza politica - e non vi è dubbio che questo processo abbia una rilevanza politica, proprio dal capo di imputazione, Presidente; vi è contestata l'aggravante di cui al Decreto Legge del 1979, salvo errori della memoria: la rilevanza politica di questo processo è certa.
Ecco diceva, la Sezioni Unite: si deve prendere in considerazione ogni e qualsiasi aspetto di possibile rilevanza e investigare in tutte le pieghe di quei prismi, molto spesso a molte e molte facce, che presentano questi processi.
Presidente, lei ha un'esperienza che addirittura supera tutta la mia vita nel fare processi, ha già fatto processi di stragi, e sa che in ogni processo ci può essere uno spunto che porta verso i servizi, uno spunto che porta verso l'estero. Ma si dà il caso - Presidente, lei stesso ne ha dato prova, io almeno ho interpretato in tal senso certi suoi interventi - che in questo processo, per la prima parte di svolgimento, questi spunti abbiano un peso specifico di una certa consistenza, di una certa apprezzabilità.
Ecco perché io credo che anche la domanda sulle indagini che la DIGOS ha sicuramente svolto, non foss'altro per la catalogazione del pezzo giornalistico, dico, riferito alla esternazione del Presidente della Repubblica, è una domanda rilevante. Proprio alla luce del capo di imputazione. Perché questo discorso, il presidente Scalfaro, ebbe a pronunciarlo - se non vado errato - al novembre del '93.
Ora, uno dei fatti per i quali vi è processo, è incerto nella data, ma è sicuramente riconducibile al novembre del '93: ed è la questione dell'Olimpico, per l'appunto.
Quindi, ancora non ci siamo, Presidente. Eh, va bene, ho capito, ma allora questo teste quante volte deve tornare, visto che...
PRESIDENTE: Lo facciamo tornare anche venti volte, avvocato, se è necessario.
AVV. Cianferoni: Sì, ma so già che tornerà; perché proprio dal capo d'imputazione dovrà essere sentito anche sui fatti di San Giorgio al Velabro e di San Giovanni in Laterano.
PRESIDENTE: Certamente. Ma per comodità della Corte, ho pregato il Pubblico Ministero di scindere la ricostruzione dei fatti, in modo tale che tutti noi, e soprattutto i Giudici Popolari possano seguire ampiamente e in profondità la ricostruzione di ogni episodio. In modo distinto, per non fare confusione.
Perché, ovviamente, se si parla un po' di via Fauro e un po' di via Georgofili, e poi si ritorna a parlare di quell'episodio Olimpico di cui ha accennato lei ora, si sarebbe fatto probabilmente confusione.
AVV. Cianferoni: Un approccio non chiaro, non preciso, ai vari fatti. Sì, però...
PRESIDENTE: Ecco. A ogni argomento, ad ogni fatto specifico, faremo le domande opportune. Comunque mi pare che, se lei ha concluso, possiamo concludere anche noi.
AVV. Cianferoni: No, mi scusi Presidente, la questione verte sul problema a monte che lega tutti i fatti. Cioè il problema della causale. Quindi, non è un problema dell'Olimpico piuttosto che di via Fauro.
PRESIDENTE: Ma il problema della causale vi arriverà quando avremo esaurito la ricostruzione storica dei fatti, che per ora hanno autori di ignori, almeno per noi.
AVV. Cianferoni: Certo.
PRESIDENTE: E che, quindi, non possono consentire neppure un accertamento o un avvicinarsi alle ragioni o i moventi di questi fatti.
AVV. Cianferoni: Io non ho problemi.
PRESIDENTE: Benché siano tra loro collegati.
AVV. Cianferoni: Io non ho problemi a differire nel tempo la domanda.
PRESIDENTE: Ecco, allora differiamo, avvocato.
AVV. Cianferoni: Ma la domanda resta. La domanda resta.
PRESIDENTE: La domanda resta, avvocato. Se lei ha terminato, io la respingo per due motivi.
AVV. Cianferoni: No, non ho terminato, Presidente.
PRESIDENTE: Allora finisca, perché...
AVV. Cianferoni: Sulla domanda...
PRESIDENTE: ... del processo...
AVV. Cianferoni: Sulla domanda, ho terminato; perché era un argomento troppo importante perché possa trovare, secondo me, una risposta da una per l'appunto risposta di questo teste. Molti e molti devono essere i testi.
Per esempio, ci ha detto il dottor Fulvi che della questione via dei Sabini, fatto stragista perpetrato il giorno della festa della Repubblica, se n'è occupata l'Arma dei Carabinieri. Quindi, non vedo perché tediare la Corte e importunare il teste su un fatto che non ha costituito oggetto di indagine specifica. La questione, Presidente...
PRESIDENTE: Mi pare che l'abbiamo importunato abbastanza, su questo fatto.
AVV. Cianferoni: Non si è nemmeno cominciato, secondo me.
PRESIDENTE: Che noi ignoriamo, non sappiamo neppure cosa sia, questo fatto.
AVV. Cianferoni: Ecco.
PRESIDENTE: Quindi, lei capisce con che senso di realtà possiamo seguirlo, perché ci sembra un fatto lunare, non ne abbiamo mai sentito parlare neppure sulle stampe, non ne abbiamo mai sentito parlare soprattutto negli atti processuali che sono stati messi a nostra disposizione.
AVV. Cianferoni: Comunque, la questione rimane.
PRESIDENTE: Per cortesia, per la sua domanda in relazione a questo discorso di Scalfaro eccetera, eccetera, è una cosa che va respinta per due ordini di motivi.
Prima di tutto, perché esula completamente dagli argomenti che il Pubblico Ministero ha introdotto come specifici per questo teste.
Secondariamente, perché se la difesa riteneva di dover porre domande di questo genere al teste che stiamo esaminando, come ad altri eventualmente, lo doveva proporre come proprio teste; e non semplicemente limitarsi a chiedere il controesame.
AVV. Cianferoni: La domanda, per me, è messa da parte.
PRESIDENTE: Benissimo.
AVV. Cianferoni: Però faccio notare, mi permetto, come dalla lista testimoniale del P.M. vi sia ampio spazio - e dev'essere così - per domande di tal fatta.
Perché quando leggo che il dottor Marcello Fulvi può essere sentito sull'esito delle ulteriori attività di indagine espletate, eh, io mi chiedo su cosa lo debba sentire.
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato...
PRESIDENTE: E' inutile che facciamo una seconda discussione: basta, per cortesia! Basta! La decisione è stata presa.
AVV. Cianferoni: Sì, sì.
PRESIDENTE: Lei non ha altre domande.
AVV. Cianferoni: No no, come non ho altre domande, Presidente?
PRESIDENTE: Va bene. Ha altre domande.
AVV. Cianferoni: Certo che ho altre domande.
PRESIDENTE: Per cortesia, facciamo un pochino, una cosa un pochino più veloce; perché sennò qui perdiamo del tempo inutilmente, eh.
AVV. Cianferoni: Dunque, lei si occupò, dottor Fulvi, delle indagini sul fatto di via Fauro; intendo proprio uno sviluppo investigativo del tipo autobomba provento di furto, lei ci ha detto. Indagaste sul furto, per esempio?
TESTE Fulvi: Mah, sul furto esisteva una denuncia da parte della persona che aveva la disponibilità di questa vettura. Vettura che era di una società.
Ma sugli aspetti tecnici del furto, più concretamente se ne è occupata la Squadra Mobile.
AVV. Cianferoni: No, questo le chiedo in quanto, sempre nella sua nota, confrontando la questione di via Fauro con quella dei Georgofili, se male non ricordo, si dicono certe cose a proposito del furto dell'auto. Riferito, questo, a via dei Georgofili, si dice che: "Gli attentatori erano al corrente, direttamente o tramite referenti, delle abitudini del possessore del mezzo e della situazione toponomastica degli Uffizi".
Riporto a via Fauro la questione. Siccome i furti presentano delle simiglianze attuative, non foss'altro perché tutti e due i derubati di fatto erano usuari del mezzo, intestato in realtà a una società. Io mi chiedo se lei ha svolto indagini su questo punto.
TESTE Fulvi: No, non le ho svolte io. Io ho dedotto che, evidentemente, per avere certezza della disponibilità di un certo tipo di vettura per un certo giorno, è necessario comunque fare delle verifiche su chi ha la disponibilità della vettura, dove la parcheggia abitualmente, e così via.
PRESIDENTE: Vuol parlare un pochino più forte, o più vicino, perché...
TESTE Fulvi: Sì, certo.
AVV. Cianferoni: Senta, riguardo alla cinturazione della zona?
TESTE Fulvi: Zona via Fauro?
AVV. Cianferoni: Sì, via Fauro, via Boccioni. Lei ha detto che all'una, una e mezzo si allontanò per andare in ufficio.
TESTE Fulvi: Più o meno.
AVV. Cianferoni: Sì. Ritornò poi il mattino dopo?
TESTE Fulvi: Il mattino dopo, non ricordo se il mattino o verso mezzogiorno, l'una; comunque, diciamo nella giornata, un ulteriore passaggio c'è stato.
Però, io operavo alla Scientifica a quel tempo.
AVV. Cianferoni: Ho capito, allora non insisto.
Piuttosto, se può dire che spunto investigativo era quello del quale, lei ha detto, pensavate opportuno disporre verifica immediata. Cioè, dice, c'era una fonte orale da escutere, andammo subito a sentirlo.
TESTE Fulvi: C'era un tassista, che si presentò in Questura - e fu preliminarmente sentito da un mio collaboratore - il quale riferì che aveva accompagnato in un momento antecedente l'esplosione due persone, prelevate nella zona della Stazione Termini, che avevano una borsa di rilevanti dimensioni, fino nel quartiere Parioli in prossimità di via Fauro. Non in via Fauro.
Queste stesse persone, secondo questo teste, erano state dal medesimo notate nuovamente nella Stazione Termini a distanza di circa una mezz'ora dall'esplosione. La sua attenzione era stata, come dire?, sollecitata dall'assenza del borsone in occasione della seconda volta in cui li vede, dalla particolare attenzione che avevano, invece, per la borsa la prima volta che rifiutarono di collocare nel vano bagagli della vettura e rifiutarono anche di collocare sul sedile anteriore, ma trasportarono sulle ginocchia con evidente disagio.
E dall'accento, che fu indicato come fortemente siciliano.
Naturalmente, questo particolare della presenza immediatamente prima dell'esplosione in prossimità del luogo dell'attentato, e di nuovo nella zona della Stazione Termini da dove verosimilmente potevano aver preso un convoglio ferroviario per lasciare la città di Roma, determinò la necessità comunque di fare una serie di accertamenti.
Furono attivati gli uffici della Polizia Ferroviaria, perché procedessero per quanto possibile, nel corso della stessa nottata, a verifiche sui convogli che, transitando per Roma, si dirigevano verso la Sicilia, in un orario compatibile con quello che ci era stato indicato dal teste.
E, quindi, attendemmo i risultati. Ci fu comunicato che a Reggio Calabria, poi, c'era stata un'identificazione di persone che, appunto, erano transitate per Roma. Per cui, si svilupparono poi una serie di accertamenti che, peraltro, non hanno poi trovato, diciamo, dignità di prova in questo processo in ordine a eventuali responsabilità dei soggetti così identificati.
AVV. Cianferoni: Bene. Un'ultima domanda sulla sua visione diretta dei luoghi.
Lei ha memoria di come fossero poste le vetture interessate maggiormente, ma soprattutto interessanti voi e secondo il taglio che decideste di dare alle indagini? Intendo quella del Costanzo e quella della scorta. E, in particolare, la macchina della scorta: qual era, e se ricorda come era posizionata rispetto al cratere.
TESTE Fulvi: Guardi, dunque, la macchina del Costanzo aveva già svoltato in via Boccioni evidentemente, quando c'è stata l'esplosione. Risultava danneggiata - era in via Boccioni, diciamo direzione piazza Santiago del Cile - era danneggiata, ma non troppo.
L'altra vettura, quando arrivai io, verosimilmente doveva essere stata spostata da uno dei mezzi dei Vigili del Fuoco che confluirono sul posto per domare alcuni principi di incendio che erano stati determinati dall'esplosione stessa.
Quindi, per quanto mi fu riferito, non era nella posizione originaria; si trovava su via Fauro mentre, per quello che mi fu detto, nel momento in cui c'era stata l'esplosione si trovava già sull'angolo via Fauro-via Boccioni, in direzione via Boccioni. Però, io l'ho vista in una posizione diversa.
AVV. Cianferoni: Un'ultima ancora, mi sollecita la sua professionalità, devo dire.
Teatro delle operazioni, attuazione di un attentato, nella fattispecie via Fauro-via Boccioni. Lo stato dei luoghi, per quella che è la sua esperienza di professionista di indagini in tal senso, consente un uso sicuro - soprattutto, perché si sa che quello che è l'obiettivo primo di chi fa certe cose - un uso sicuro di comandi radio?
TESTE Fulvi: Cioè di comandi radio nostri, delle forze di Polizia?
AVV. Cianferoni: No.
TESTE Fulvi: Ah, di eventuali assettatori.
AVV. Cianferoni: Di azionamento per comando radio.
TESTE Fulvi: Dipende dalla qualità del comando radio, certamente si può usare, insomma.
AVV. Cianferoni: Ma come zona? Sa, io ho un ricordo, per esserci stato qualche anno fa: ci sono dei palazzi molto alti, e invece la zona è fatta tipo conca, cioè è bassa. Quindi, ci sono dei palazzi che fanno come un tetto.
TESTE Fulvi: Ma con riferimento, diciamo, alla specificità dell'attentato di via Fauro, stando all'inizio di via Fauro cioè dalla parte dove è collocato il Teatro Parioli, sostanzialmente, ricordo che va in leggera discesa.
Quindi, stando all'inizio, si ha una visuale abbastanza agevole della strada, che è dritta. E, in prospettiva, si può controllare il traffico veicolare; altresì tenuto conto che via Fauro è a senso unico, quindi vi è una possibilità di traffico soltanto provenendo da monte e scendendo a valle verso via Boccioni.
Stando a monte, evidentemente si ha una visuale, di una via diritta, abbastanza completa.
E quindi, in questo senso si può utilizzare un comando a distanza, direi con una buona percentuale di successo.
AVV. Cianferoni: Chiudo. Posso chiederle quali considerazioni, oggettive si intende, al di là di impressioni, la portarono a indicare tra le varie vicende investigative nella sua nota 13/07/93, la tangentopoli di Napoli, caso Cirillo, Musumeci, Belmonte, e l'indagine della GI di Palmi sulla massoneria, come possibili rilevanze in questa indagine?
TESTE Fulvi: Mah, vede, c'è stato un momento di particolare allarme a livello istituzionale, vorrei dire, per una successione di fatti; quali quelli di Roma, via Fauro, e poi Firenze, via dei Georgofili. Che, in qualche misura, hanno richiesto una valutazione del livello di pericolo per le istituzioni intese nel loro complesso.
In questo contesto, l'allora capo della Polizia mi chiese di esaminare un pochino in una prospettiva tutte le vicende che avessero risvolti investigativi o anche processuali, attualmente, in quel momento in corso.
Cioè una sorta - attesa la mia posizione, diciamo, di dirigente della DIGOS di Roma, dove bene o male confluivano varie vicende, anche originate in altre città italiane, ma che comunque toccavano interessi rilevanti - mi fu chiesto di operare una sorta di sintesi di tutte le vicende. Anche e soprattutto al fine di mettere in condizione l'Autorità Giudiziaria di avere una panoramica complessiva di quanto, in quel momento, si poteva muovere in tanti ambienti, capaci di reazione.
Perché il ragionamento del capo fu quello, da me condiviso peraltro, che i singoli magistrati, i singoli Pubblici Ministeri, normalmente conoscono benissimo più di noi una certa vicenda processuale della quale si occupano, però non sempre sono in condizioni di avere una conoscenza altrettanto approfondita di vicende di competenza di altre procure, o anche semplicemente di altri colleghi.
Lo sforzo fu appunto inteso in questo senso, di offrire un materiale di valutazione che potesse essere così esaminato, per poi ricevere eventualmente qualche input specifico.
AVV. Cianferoni: Lei, del tutto opportunamente, ha fatto riferimento a sviluppi processuali di certe vicende.
TESTE Fulvi: Sì, laddove ce ne siano insomma, nelle vicende che ho...
AVV. Cianferoni: Esattamente. Ora, io non so se questa sua considerazione è a ragion veduta, o se è soltanto un metodo di indagine. Perché a me ha fatto venire in mente un dato molto importante, che io le sottopongo per la cognizione della Corte.
Le risulta che il 27 maggio del '93, data nella quale lei sa che accadde la questione, l'attentato di via dei Georgofili, l'Autorità Giudiziaria di Palmi depositava la relazione ultima sulla massoneria deviata, da inviare poi al Consiglio Superiore della Magistratura, o comunque a una commissione inquirente a Roma?
TESTE Fulvi: No, io la data in cui ha depositato questa relazione non la conosco. Ero però interessato direttamente, come ufficio, dalla magistratura di Palmi per indagini sulla massoneria. Avevamo avuto una serie di richieste anche piuttosto onerose da assolvere e, in più, uno specifico filone di indagine su una componente della massoneria deviata o occulta, che dir si voglia, che riguardava personaggi romani in particolare, e che poi si concluse con degli arresti operati su Roma e in altre località.
AVV. Cianferoni: La ringrazio.
PRESIDENTE: Dica, avvocato.
AVVOCATO Rocchi: Grazie, Presidente. Telegrafico. Dottore, buongiorno.
TESTE Fulvi: Buongiorno.
PRESIDENTE: Il nome, avvocato.
AVVOCATO Rocchi: Avvocato Rocchi, scusi. Lei ha riferito di essere intervenuto in via Fauro, e di avere incontrato quel dirigente dei servizi che le indicò che, nella zona, era stata parcheggiata un'auto che era a loro riferibile.
E lei rispose che doveva essere, anche quella, repertata. Ma rispose in quel modo perché questo signore la sollecitò ad avere comunque immediata disponibilità di questa auto?
TESTE Fulvi: No, per la verità, cioè, preciso che io non è che incontrai: io fui avvicinato da questo collega, mentre stavo facendo altre cose.
Mi tirò da parte un attimino, e mi informò che c'era una vettura lì vicino, che faceva riferimento al loro ufficio.
Mi chiese: 'cosa dobbiamo fare, cosa intendete fare, come intendete procedere?'.
Io gli dissi, puramente e semplicemente, dico: 'benissimo, sappiamo che è la vostra; ora, lasciamo tutto fermo così, poi, quando saranno esauriti gli accertamenti tecnici, scientifici, eccetera, si valuterà poi l'eventuale restituzione all'avente diritto'. Insomma, tutte le questioni burocratiche che possono conseguire da una situazione del genere.
Non rammento che mi abbia chiesto di poterla rimuovere, atteso tra l'altro - e qui debbo ricorrere, è una valutazione del collega che mi interpellò, era un funzionario che ha svolto tantissimi di servizio nelle Squadre Mobili, quindi ritengo che conosca assai bene da solo quali sono le procedure.
AVVOCATO Rocchi: No, pensavo che le avessero prospettato una loro esigenza particolare; loro, nel senso di quel servizio. Per avere una...
TESTE Fulvi: No, io ritengo che l'informazione ci sia stata data ad evitare che poi, comunque, l'avremmo verificato da soli, come ovviamente è accaduto. Abbiamo verificato poi le proprietà di tutte le singole vetture coinvolte, così come abbiamo generalizzato i feriti; insomma, ci sono delle parti lese e quindi è normale la procedura, in questi casi.
AVVOCATO Rocchi: Senta, questo funzionario, se lei conosce il grado, aveva funzioni superiori rispetto alla persona che abitava in via Fauro e che aveva disponibilità di quell'auto?
TESTE Fulvi: Guardi, io questo non lo so. Ho appreso in seguito, il funzionario è un mio collega che all'epoca aveva la mia stessa qualifica. Però, c'è da tenere conto che all'interno dei servizi, al di là della qualifica rivestita negli organismi di originaria appartenenza, siano essi Polizia di Stato, altri corpi di Polizia, lì viene attribuita, in base a una valutazione del capo del servizio, una qualifica funzionale. Che può non rispettare il grado rivestito nella Polizia di Stato, nell'Arma dei Carabinieri, o nella Guardia di Finanza.
AVVOCATO Rocchi: No, ma forse mi sono espresso male. Rispetto alla persona che abitava in via Fauro...
TESTE Fulvi: Rispetto alla persona, stavo chiarendo, la persona che poi è stata da me sentita a fianco del Pubblico Ministero, mi risultò che non provenisse da corpi di Polizia. O, perlomeno, per essere più esatti, che avesse avuto un precedente rapporto di servizio con un corpo di Polizia; poi, questo rapporto di servizio era terminato, ed era poi stato assunto direttamente - come si usa dire - dal servizio civile.
L'impressione è che, per l'età e per la minore esperienza sicuramente rispetto al collega che mi contattò sul posto, doveste rivestire una qualifica inferiore. Ma è un'impressione, non ho dati per poterlo affermare.
AVVOCATO Rocchi: E' l'ultima domanda, che potrebbe essere implicito, ma è meglio chiarirlo: questa persona, lei la vide solamente di fronte al Pubblico Ministero, quando la sentì; quella sera lei non la incontrò, lei incontrò solamente l'altra persona, che già conosceva precedentemente?
TESTE Fulvi: L'altra persona, la conoscevo. Io non ricordo, cioè escludo che mi sia stata presentata quella sera come appartenente ai servizi o in qualunque altra forma. Perché precedentemente non l'avevo vista.
Può darsi pure che si aggirasse nei dintorni, ma io non la conoscevo.
AVVOCATO Rocchi: No, ma io intendevo se si fosse a lei manifestata, insomma.
TESTE Fulvi: No. Il nome in particolare io poi lo chiesi ai servizi, perché intendevo informarne l'Autorità Giudiziaria, di questo particolare aspetto. E quando mi fu riferito il nome di questo funzionario, questo nome era per me del tutto sconosciuto, insomma era la prima volta che lo apprendevo.
Visto fisicamente, in occasione dell'esame testimoniale, mi parve di averlo visto per la prima volta.
AVVOCATO Rocchi: Ho capito. La ringrazio.
TESTE Fulvi: Prego.
AVVOCATO Florio: Sì, avvocato Florio per Lo Nigro Cosimo e Giacalone Luigi.
Senta dottore, ebbe modo di, come mi immagino, di accertare quelle che erano al tempo le abitudini del dottor Costanzo?
TESTE Fulvi: Sì. Abitualmente il dottor Costanzo - ma questa è una cosa abbastanza nota, insomma, non richiedeva specifici accertamenti - lo spettacolo che va in onda in tarda serata, su Canale5 credo, comunque su una rete di Mediaset, in realtà viene registrato nel tardo pomeriggio nei giorni che vanno dal lunedì al venerdì, grossomodo.
E la registrazione di norma si conclude all'incirca alle nove, nove e un quarto, nove e venti, così via insomma; il lavoro perlomeno del giornalista, in quel contesto.
Lo spettacolo in realtà va in onda dalle sette, cioè dalle 19.00 per essere esatti.
AVVOCATO Florio: Sì, viene fatto effettivamente a quell'ora.
TESTE Fulvi: Eh, viene fatto e poi dopo va in onda in registrata in tarda serata.
Quindi, gli orari sono piuttosto abituali, e naturalmente, atteso il sistema di sensi unici della zona, che è zona con vie abbastanza strette che registrano la presenza di vetture parcheggiate su ambo i lati, quindi si ha, uscendo dal Parioli, una sorta di percorso obbligato.
AVVOCATO Florio: Certo. Senta però, ecco, quando io intendevo "abitudini", non intendevo soltanto diciamo le abitudini post spettacolo, diciamo; ma anche quelle, per avventura, del sabato e la domenica, la mattina: se aveva sempre le stesse abitudini oppure no. Se usciva con la scorta, oppure no.
TESTE Fulvi: No, lui aveva, fruiva di un servizio - precedentemente all'attentato - di un servizio di sicurezza, prestato però da una società privata, non dalla Polizia di Stato o da organi istituzionali.
E per questi aspetti fu sentito, credo, dalla Squadra Mobile. Però, mi fu riferito che la mattina aveva tutta una serie di impegni non abituali perlomeno, insomma. Mi ricordo che commentammo che la mattina usciva a orari piuttosto irregolari, di solito. E, comunque, soprattutto non c'erano aspetti di particolare interesse.
Così mi fu detto, ma non lo sentii io su questi aspetti.
AVVOCATO Florio: Certo. Senta, per quella che... se era certamente un accertamento che ha effettuato lei, lei ha visto fisicamente diciamo la abitazione del dottor Costanzo?
TESTE Fulvi: No.
AVVOCATO Florio: Non ci sono altre domande, allora. Grazie.
PRESIDENTE: Possiamo mettere in libertà il teste? Si accomodi, buongiorno.
*TESTE Fulvi: Buongiorno, Presidente.
PRESIDENTE: Chi sentiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, siccome ci dobbiamo avventurare nelle consulenze, lei vuol prendere un caffè?
PRESIDENTE: Benissimo, dieci minuti di sospensione.
PUBBLICO MINISTERO: Cinque minuti di caffè, così entriamo un po', come dire?
PRESIDENTE: Cinque minuti di caffè.
PUBBLICO MINISTERO: Più carichi nel prosieguo.
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PRESIDENTE: Allora, chi sentiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Sentiamo ora la dottoressa Elvira Castellano.
PRESIDENTE: Vuol dirci nome, cognome, luogo, data di nascita, e residenza?
*TESTE Castellano: Elvira Castellano, sono nata a Reggio Calabria il 13 novembre del 1950, e risiedo a Roma.
PRESIDENTE: Vuol leggere la formula?
TESTE Castellano: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Dottoressa, come lei sa, viene sentita oggi davanti alla Corte di Assise di Firenze nella qualità di consulente del Pubblico Ministero.
TESTE Castellano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dico "come lei sa", perché la designazione come consulente in relazione al fatto accaduto in via Fauro lei l'ha già ricevuta a suo tempo dal Pubblico Ministero di Roma.
TESTE Castellano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi vuole spiegare, dottoressa, qual è stato l'oggetto dell'incarico che a suo tempo le fu conferito? Specificando, appunto, l'oggetto, la data dell'incarico, quando ha iniziato a svolgere l'attività appunto affidatale del Pubblico Ministero di Roma. E dopo entreremo nei vari particolari.
Premetterei - e questa è la domanda introduttiva - premetterei la richiesta di indicare alla Corte qual è la sua qualifica, quindi quali sono esattamente o, perlomeno, quali erano all'epoca del fatto le mansioni che rivestiva come pubblico ufficiale.
TESTE Castellano: Sì. Allora, io rivesto la qualifica di vicequestore aggiunto, e all'epoca dei fatti dei via Fauro dirigevo il Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica.
Nel corso della notte, infatti, intervenni quale dirigente del Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica, assieme al personale del Gabinetto.
Successivamente, precisamente in data 21 maggio, il Pubblico Ministero presso la DDA, dottor Saviotti, e il Pubblico Ministero presso il Tribunale di Roma - che, fra l'altro, intervennero anche la sera del fatto - dottor Mauro, conferivano a me, al dottor Massari, al colonnello Lombardi e al capitano De Logu, incarico di consulenza tecnica, formulando i seguenti quesiti. Leggo?
PUBBLICO MINISTERO: Ora ci arriviamo.
TESTE Castellano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi la sua attività sul luogo del fatto, e in relazione al fatto, ha avuto inizio, dottoressa, a partire da quando?
TESTE Castellano: A partire diciamo dalla mezzanotte del 14 maggio. Poco dopo l'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi nella notte stessa del fatto.
TESTE Castellano: Sì. Come funzionario della Polizia Scientifica, e dal 21 maggio come consulente del P.M.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, quindi lei ha avuto una cognizione diretta della situazione in atto in via Fauro e nelle adiacenze.
TESTE Castellano: Sì, nell'immediatezza del fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha assicurato, per così dire, la sua presenza stabilmente, ovvero saltuariamente, finché si è sviluppata la fase iniziale, propriamente di competenza della Polizia Giudiziaria e Polizia Scientifica?
TESTE Castellano: No, diciamo stabilmente. Perché io, dal momento in cui intervenni, credo che feci un piccolo break la sera del giorno dopo, del 15. E poi, continuativamente, nei primissimi giorni; e poi, saltuariamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'attività di sopralluogo - perché così si chiama -...
TESTE Castellano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e di rilievi - come prevedono le disposizioni del Codice - vuole spiegare fino a quando si è svolta proprio in maniera sistematica e continuativa, sul luogo?
TESTE Castellano: Ovviamente, la notte interrompevamo il sopralluogo tecnico, lasciando personale che ci dava a disposizione la Questura per la conservazione dei luoghi.
Il sopralluogo è durato parecchio. Io, adesso, non vorrei esagerare, ma credo che almeno per tre settimane si è proceduto come sopralluogo tecnico di Polizia Scientifica, per quanto riguarda la ricerca e il setacciamento, e il rinvenimento di quegli oggetti che potevano essere utili per le indagini.
Mi riferisco a frammenti metallici, e frammenti murari.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Ecco, cominciamo allora, visto che lei nella qualità che ha indicato è stata proprio presente fisicamente e continuativamente sul luogo, a spiegare - in questo senso le faccio una specifica domanda - a spiegare come è stato, per così dire, gestita la situazione complessiva del luogo in cui il fatto si era svolto, e in cui andavate a svolgere i vostri accertamenti?
Cioè, a dire quali sono state le misure, gli accorgimenti che sono stati adottati per assicurare le finalità alle quali la vostra presenza, per legge, era funzionale.
TESTE Castellano: Certo. Nell'immediatezza del fatto, appena arrivati abbiamo individuato subito il cratere, il cratere apparente. Per cui, la nostra prima preoccupazione è stata quella di tutelare quella area ristretta.
Ovviamente, in quella situazione era di prioritaria importanza il soccorso ai cittadini. E infatti, quando siamo arrivati noi, erano già presenti sul posto i Vigili del Fuoco, che stavano provvedendo ad evacuare le palazzine maggiormente interessate dall'esplosione, che presentavano dei danni abbastanza ingenti.
E delle situazioni di pericolo, anche per noi che lavoravamo lì sotto; voglio dire: balconi pericolanti, cornicioni che stavano lì lì per cadere.
E devo dire che, appena ultimate queste operazioni proprio di soccorso alla popolazione, e di tutela per noi che dovevamo lavorare, abbiamo - precedentemente, chiedo scusa, la zona interessata è stata recintata ed è stato impedito l'ingresso agli estranei, ai curiosi, eccetera.
Un'altra cosa che io feci fare immediatamente, appena arrivai: guardando il cratere, proprio adiacente al cratere c'era un tombino, un tombino Sip; e ovviamente, siccome era mio compito tutelare l'incolumità degli operatori, feci aprire questo tombino Sip e feci immediatamente calare gli artificieri affinché verificassero che all'interno non vi fosse altro materiale esplosivo, non lo so, con una carica ritardata.
Accertato questo, poi abbiamo cominciato, già nel corso della notte, il sopralluogo tecnico propriamente detto; con delle riprese fotografiche della zona. E poi, man mano, siamo andati avanti nel corso dei giorni successivi.
PUBBLICO MINISTERO: Il verbale delle loro operazioni, che ovviamente è sottoscritto anche da lei, reca come orario di inizio delle operazioni le 23.30 del 14 di maggio.
TESTE Castellano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è un'indicazione oraria...?
TESTE Castellano: Sì sì, assolutamente, l'indicazione. E' cominciato con le prime riprese fotografiche dello stato dei luoghi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, se vuol precisare ancora come è stato provveduto a interdire l'accesso alle persone che non avevano titolo personale e istituzionale per metter piede nel luogo dove voi stavate svolgendo la vostra attività.
TESTE Castellano: Dunque, i luoghi di accesso alla scena del delitto erano, diciamo, tre: la fine di via Boccioni, e via Fauro da una parte e dall'altra.
E lì furono messe della pattuglie della Polizia di Stato e anche dei Carabinieri, che appunto vigilavano affinché non entrassero persone estranee, che non fossero qualificate a venire in quei luoghi.
PUBBLICO MINISTERO: Furono adottate anche delle strutture fisse, per così dire, per sbarrare l'accesso?
TESTE Castellano: Sì, guardi, francamente adesso non me lo ricordo. Ma generalmente, sì. O vengono messe le fasce, quelle bianche e rosse per intenderci; oppure, le transenne.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stava dicendo un attimo fa che vi era anche personale dell'Arma dei Carabinieri addetto a questo compito di salvaguardia...
TESTE Castellano: E della Polizia di Stato, certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... dell'integrità della zona.
TESTE Castellano: Certo. Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo introduce una precisazione che le debbo chiedere: l'attività di sopralluogo, di rilievi descrittivi, fotografici, oltre che di repertazione, è stata quindi condotta, lei ha detto che disponeva del personale del Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica e che quindi sappiamo che c'era lei con la sua struttura.
E poi chi altri ha provveduto?
TESTE Castellano: Sì, e poi c'era personale dell'Arma diretto dal capitano De Logu. E giacché il teatro delle operazioni era veramente vastissimo, si concordò di dividere in due, diciamo, l'area interessata.
E praticamente, idealmente, diciamo - ma è solo una cosa ideale - il cratere fu diviso a metà: a monte del cratere operarono i Carabinieri con il sopralluogo tecnico, e a valle via Boccioni invece procedemmo noi della Polizia di Stato.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, sia il Gabinetto Interregionale, sia il Servizio Centrale di Polizia Scientifica.
TESTE Castellano: Scientifica, sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Pertanto le attività svolte sul posto come rilievi e quindi descrizione dello stato al momento del vostro intervento nel corso e durante l'intervento, ecco, questa descrizione ha avuto ad oggetto sostanzialmente che cosa?
Proprio come descrizione. Lei un attimo fa ha accennato genericamente ai danni...
TESTE Castellano: Sì, sì. No, noi per quanto riguarda il sopralluogo tecnico ci siamo attenuti a quelle che sono le regole del sopralluogo tecnico di Polizia Scientifica.
E cioè, dal generale al particolare, la documentazione fotografica, dal generale al particolare dall'alto verso il basso e da destra verso sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: Questo per...
TESTE Castellano: Sempre più nel dettaglio.
Una volta che fotograficamente viene fissato lo stato dei luoghi, in modo che anche dopo un numero imprecisato di anni, dopo 50 anni, dopo 100 anni, con la documentazione fotografica si è in grado di ricostruire lo stato dei luoghi tale e quale a com'era prima.
Ovviamente di pari passo alle riprese fotografiche vanno le misurazioni.
Infatti ciascun reperto perlomeno quelli più significativi, ovviamente, è stato precisamente collocato prendendo le misure da posti fissi, voglio dire, e poi ovviamente si è proceduto alla raccolta e alla reputazione del materiale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora volevo da lei in particolare, dottoressa, un ragguaglio che va, per così dire, ad illustrare quanto già risulta dal verbale di sopralluogo, polarizzando su alcune situazioni che mi sembrano delle esigenze che il Pubblico Ministero ha in questo momento, che mi sembrano per così dire principali.
Allora abbiamo parlato della localizzazione di un cratere.
TESTE Castellano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Vuole chiarire in che termini si è arrivati alla identificazione di qualche cosa che poi è stata catalogata come cratere?
TESTE Castellano: Sì. Be' "Ictu oculi", non potevano essere equivoci. Quello era un cratere provocato da una fortissima esplosione.
Ovviamente "Ictu oculi" il cratere è apparente, parzialmente ricoperto da materiale di ricaduta: sassi, polveri. E il cratere reale si presentava come una calotta semisferica arrovesciata di tipo irregolare.
Diametro massimo 290 centimetri; minimo: 210 centimetri. E una profondità massima di 40 centimetri a decrescere lungo i bordi.
Da questo materiale di ricaduta il cratere fu ripulito a mano, nel senso che fu tolta pietra su pietra, non furono usati mezzi meccanici, proprio per evitare di alterare quelle che erano le effettive caratteristiche del cratere.
E' stata un'opera molto minuziosa e faticosa devo dire anche, per cui posso affermare che le misure che ho dato sono effettivamente quelle reali del cratere procurato dall'esplosione.
Se la Corte me lo consente possiamo far vedere le foto del cratere, sia quelle che furono fatte nell'immediatezza durante la notte, quindi con questo materiale di ricaduta che in effetti non è che fosse poi granché, perché lo spazio era parecchio, era aperto, quindi la ricaduta si è un po' diffusa dappertutto; e sia le foto del cratere una volta, diciamo così, ripulito.
PUBBLICO MINISTERO: Faccia.
TESTE Castellano: Allora mi occorrerebbe il fascicolo M e il fascicolo A.
PRESIDENTE: Signora, vuole accomodarsi in quella postazione?
TESTE Castellano: Sì.
PRESIDENTE: In maniera che lei può vedere meglio e anche noi seguire meglio sugli schermi.
TESTE Castellano: (voce fuori microfono)
Be', qui non so che commenti fare...
PRESIDENTE: Parli al microfono, per favore.
Vuole indicarci qual è la fotografia? Questa, per favore, il numero.
TESTE Castellano: Questa è il rilievo 206 con didascalia "Visione notturna del cratere".
Questo è appunto così come appare, è apparso al momento del nostro intervento.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è una immagine notturna, quindi.
TESTE Castellano: Questa è... prego?
PUBBLICO MINISTERO: Questa è una immagine notturna.
PRESIDENTE: Sì, l'aveva già detto che era...
TESTE Castellano: Sì, sì. Questo è proprio il primo... E' così come appariva.
Questa è un'altra fotografia presa da un'altra angolazione, sempre dello stesso cratere.
PRESIDENTE: Sempre notturna?
TESTE Castellano: Sempre notturna, sì. Sto andando avanti solo...
PUBBLICO MINISTERO: Passiamo, dottoressa, passiamo senz'altro a quelle scattate durante la giornata, con la luce del giorno.
TESTE Castellano: Sì. No, una cosa sola volevo far notare.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, prego, prego. Prego.
TESTE Castellano: Ecco, in questo rilievo, il rilievo 208, si vede appunto... ecco, qui, quest'area, che è proprio confinante con quel tombino SIP di cui parlavo prima.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Castellano: E be', questo è importante - lo dirà poi il collega - perché ha costituito anche una sorta di sfiato per quanto riguarda l'esplosione.
Quelle diurne, allora invece sono nel fascicolo A. Sono diverse angolazioni.
Prima di fare vedere la foto, se la Corte me lo consente, volevo fare vedere questa specie di piantina.
Ecco, questo è il cratere, questo è il cratere proprio per collocarlo...
PRESIDENTE: Ci vuole indicare, ci vuol dire per cortesia il documento che dati ha per poterlo rintracciare?
TESTE Castellano: Sì, questo è il fascicolo A del sopralluogo tecnico di Polizia Scientifica: foto 40 e seguenti.
Per questa piccola planimetria fuori scala che abbiamo fatto è in ogni pagina del fascicolo, contrassegnato con la lettera A c'è il cratere. Giusto per avere un'idea della sua collocazione fisica.
Possiamo allargare un attimo?
PRESIDENTE: Benissimo. Andiamo avanti.
TESTE Castellano: Ecco, rispetto al teatro delle operazioni.
Questo è il cratere, ancora mi pare che qui non sia stato proprio ripulito. Ecco, sì, come appariva.
Ovviamente, come si vede dalle ombre...
PRESIDENTE: Per cortesia, ogni volta ci indichi la foto...
TESTE Castellano: Ah, sì, scusi. Foto 40, 41, c'era qui. 40, chiedo scusa. Rilievo 40 sempre del fascicolo A.
Adesso passiamo al 41 da un'altra angolazione: ecco, qui si vedono, per tornare un attimino alla domanda che mi aveva fatto prima per mantenere lo stato dei luoghi, ci sono i Carabinieri che erano proprio preposti affinché nessuno non titolato si avvicinasse al posto.
Qui si vede anche bene il tombino.
Nella foto 42 sono due operatori della Polizia di Stato che stanno prendendo le misure. E già qualche pietra, qualche masso di ricaduta comincia ad essere, si vede che già è stato levato.
PRESIDENTE: Rimosso.
TESTE Castellano: Rimosso, sì.
Ecco, finito. Quindi, questo era il cratere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Castellano: Per...
PRESIDENTE: Dica.
TESTE Castellano: No...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, infatti stavo per introdurre l'argomento successivo. Poi, su una serie di valutazioni relative al cratere saranno sentiti altri consulenti.
Ecco, invece a lei chiederei ora di fornire una descrizione, se ritiene accompagnata anche dal richiamo di reperti fotografici e quant'altro, una descrizione relativa soprattutto ai veicoli, ai veicoli danneggiati.
Le ricordo - penso che nessuno abbia obiezione - che sono stati distinti veicoli che hanno subìto distruzioni totali, veicoli che hanno subìto distruzioni pressoché totali, veicoli che invece non hanno subìto distruzioni. E per meglio dire hanno subìto danneggiamenti.
Allora, per quanto riguarda i veicoli totalmente distrutti, per come le è stato possibile localizzare i reperti e poi addivenire a determinate conclusioni, vorrei che alla Corte facesse una illustrazione puntuale a questo proposito.
TESTE Castellano: Sì. Dunque, di veicoli totalmente distrutti citerei subito la FIAT Uno targata Roma 5F5756 intestata alla società ISAF di proprietà della signora Carboni Linda, che poi è emerso era l'auto aver contenuto l'esplosivo; l'autovettura Cinquecento targata Roma M12957 intestata a Rocella Maria Eugenia, che sono state totalmente distrutte.
Poi parliamo casomai in dettaglio dei vari pezzi che...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io vorrei...
TESTE Castellano: Subito?
PUBBLICO MINISTERO: Vorrei intanto, visto che parliamo di veicoli totalmente distrutti...
TESTE Castellano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... che lei illustrasse alla Corte com'è che si è stabilita la presenza sul luogo dei due mezzi e come, ad onta della loro totale distruzione, si può affermare, voi avete potuto affermare durante il sopralluogo che questi mezzi c'erano...
TESTE Castellano: Certo...
PUBBLICO MINISTERO: Ed erano mezzi che portavano a queste identificazioni di targa e di proprietario.
TESTE Castellano: Sì. Dunque, per quanto riguarda la FIAT Uno, abbiamo ritrovato i pezzi - posso richiamare il fascicolo M, 225 - ecco, questo è il pezzo di telaio di una autovettura.
Ovviamente il pezzo di telaio significa che sparso in giro c'era anche tutto il resto. E questo è stato fondamentale, il rinvenimento di questo pezzo, anche se contorto, diciamo pressoché integro in quanto ci ha consentito di leggere il numero di telaio che era: ZSA-146000, 04693847. Si vede meglio nel dettaglio, ecco.
Questo è lo stesso pezzo ingrandito.
Ecco che si leggono i numeri che ho appena citato.
PRESIDENTE: Bene.
TESTE Castellano: Questo è sempre il pezzo di telaio ripreso da un'altra angolazione. E così via.
Ancora un'altra angolazione dello stesso pezzo di telaio.
Poi fu rinvenuto anche il...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, mi scusi dottoressa.
TESTE Castellano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo pezzo di telaio dove si colloca nella scena in cui il fatto si è verificato?
TESTE Castellano: Dunque, il pezzo di telaio...
PUBBLICO MINISTERO: Penso che...
TESTE Castellano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Penso che la...
TESTE Castellano: No, per questo io credo che possa essere certamente più preciso l'ispettore Masaracchio, perché proprio materialmente i fascicoli li ha fatti lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ma credo che la didascalia di codesta foto reca, come punto di riferimento...
TESTE Castellano: Sì. No, mi serve...
PUBBLICO MINISTERO: Nella didascalia delle foto che stavo osservando ci dovrebbero essere i riferimenti, mi pare...
TESTE Castellano: Sì, del telaio, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nella didascalia della foto, se non sbaglio, ci dovrebbe essere un riferimento?
TESTE Castellano: No. Qui purtroppo nella didascalia della foto non lo vedo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, lo chiederemo all'ispettore...
TESTE Castellano: Sì, perché lui proprio essendo l'esecutore materiale, per così dire, dei fascicoli, sicuramente ricorda meglio di me.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Procediamo.
Qui abbiamo identificato un rottame con un numero di...
TESTE Castellano: Con un numero di telaio.
PUBBLICO MINISTERO: ... di telaio.
TESTE Castellano: Poi fu rinvenuto anche un ammortizzatore, mi pare, sempre della FIAT Uno, con un numero di motore.
Quindi, dal numero di motore, dal numero di telaio, abbiamo potuto risalire al tipo di autovettura.
PUBBLICO MINISTERO: E il tipo di motore...
TESTE Castellano: Il cofano.
PUBBLICO MINISTERO: E il numero di motore, dottoressa?
TESTE Castellano: E il numero di motore...
PUBBLICO MINISTERO: O meglio: il pezzo di motore dal quale è stato rilevato il numero di motore.
TESTE Castellano: Sì. Il fascicolo A è questo? No, il fascicolo A.
Quindi siamo al fascicolo A, rilievo 12 e seguenti.
Ecco che qui, proprio a margine della parte anteriore di questa Cinquecento, si vede questo pezzo che è un pezzo di motore.
Questo è il particolare del pezzo di motore.
PRESIDENTE: E sotto c'è il numero.
TESTE Castellano: Prego?
PRESIDENTE: Mi pare che sotto compare il numero.
PUBBLICO MINISTERO: Il numero di reperto fotografico?
TESTE Castellano: 13.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre dello stesso fascicolo?
TESTE Castellano: Rilievo 13, sempre fascicolo A, sì.
Ed ecco il numero di matricola, ancora andando in particolare, il numero di matricola del motore che si legge: 156D4187557.
PUBBLICO MINISTERO: E la connotazione di questo reperto, sulla...
TESTE Castellano: Sì, questa dovremmo esserci.
Ecco, il puntino segnato in rosso.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, sulla via Ruggero Fauro, vedo...
TESTE Castellano: Sulla via Ruggero Fauro si...
PRESIDENTE: Oltre l'incrocio.
TESTE Castellano: Oltre l'incrocio, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il cratere dov'è, dottoressa?
TESTE Castellano: Prego?
PUBBLICO MINISTERO: Il cratere dov'è, dottoressa?
TESTE Castellano: Il cratere è questo contrassegnato dalla lettera A.
PUBBLICO MINISTERO: A. Benissimo. Lei ricorda la distanza che c'era tra il cratere...
TESTE Castellano: Francamente...
PUBBLICO MINISTERO: La distanza misurata...
TESTE Castellano: ... la memoria mi tradisce, ma i fascicoli no.
Devo, adesso... In quel fascicolo là. Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ascolti, dottoressa.
TESTE Castellano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora stiamo parlando di reperti, il pezzo della carrozzeria, un motore praticamente quasi completo del motore con il numero che lei ha evidenziato.
Ecco, è stato rinvenuto altro?
TESTE Castellano: Il libretto di circolazione.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Castellano: E' stato rinvenuto il libretto di circolazione.
E a questo punto devo richiamare il fascicolo L.
Questo lo possiamo mettere via, allora.
Il fascicolo L, foto 180 e 181.
Ecco qui. Questo contrassegnato con la freccia è il biglietto di circolazione che, in particolare, è nella foto 181.
Per collocarlo fisicamente nella veduta d'insieme...
PUBBLICO MINISTERO: Ispettore, se potesse zoomare su quella immagine.
TESTE Castellano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché mi pare che in alto a destra ci siano gli estremi...
TESTE Castellano: In alto a destra?
PUBBLICO MINISTERO: Nell'angolo.
PRESIDENTE: Ci sono i numeri della targa.
TESTE Castellano: Roma 5F5756, la targa.
PUBBLICO MINISTERO: Il libretto di circolazione era relativo a questo veicolo.
TESTE Castellano: Sì. Che corrispondeva poi alla FIAT Uno di cui ho detto prima.
PUBBLICO MINISTERO: E diceva, dove è stato ritrovato questo reperto, dottoressa?
TESTE Castellano: Sì, questo è stato rinvenuto... Dunque, dobbiamo riprendere questo qui, perché è stato rinvenuto a ridosso della FIAT Tipo, mi pare.
Ecco, qui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, qui in ragione di cosa, dottoressa?
PRESIDENTE: Sulla piantina.
TESTE Castellano: Perché è stato trovato a ridosso della FIAT Tipo che è posizionata al numero 11.
PUBBLICO MINISTERO: FIAT Tipo targata, dottoressa?
TESTE Castellano: Sì, FIAT Tipo targata 114733Y.
PUBBLICO MINISTERO: Roma?
TESTE Castellano: Roma, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Roma. E questa macchina dove si posizionava nella scena del luogo?
TESTE Castellano: In via Fauro, in via Fauro più o meno all'altezza, di fronte all'edificio del civico 62.
E nella piantina fuori scala è numerata con il numero 11.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi davanti praticamente...
PRESIDENTE: All'incrocio.
PUBBLICO MINISTERO: ... all'imbocco di via Boccioni.
TESTE Castellano: Sì, la parte più lontana dal cratere, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Castellano: Il cratere è sempre questo segnato...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, certo. Certo. Con questo ci siamo occupati dei reperti che sono stati complessivamente intesi come dimostrativi della presenza di un veicolo con queste caratteristiche anagrafiche, per così dire.
TESTE Castellano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Poi si è parlato di una seconda autovettura.
TESTE Castellano: Di una seconda autovettura completamente distrutta, in quanto fu rinvenuto un motore di una 126 che in effetti però poi abbiamo acclarato che è stato montato su di una Cinquecento che si trovava, nella ricostruzione che è stata fatta che si trovava parcheggiata a ridosso della parte posteriore della FIAT Uno.
I resti di questa Cinquecento, a parte il motore, erano appunto sparsi lungo via Fauro verso monte, diciamo. Anzi, alcuni pezzi ricordo che erano aggrovigliati addirittura in rami degli alberi del giardino della scuola, mi pare che fossero. Che erano stati completamente spogliati dall'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per quanto riguarda questa seconda auto, ci può dare gli stessi riferimenti in termini di reperti fotografici?
TESTE Castellano: Sì. Fascicolo B.
PRESIDENTE: E prima di togliere la piantina, si può sedere dove era posizionata presumibilmente questa FIAT Cinquecento col motore 126?
TESTE Castellano: Dunque, beh, qui dovrebbe... Qui, nelle immediate vicinanze del cratere. Doveva essere qui.
Perché, scusi un attimo che leggo...
Nelle immediate vicinanze del cratere. A ridosso proprio del cratere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le chiedevo appunto di dare reperti, indicare per cortesia i reperti fotografici...
TESTE Castellano: Sì. Allora il fascicolo B.
Ecco, qui c'è proprio... Allora, il motore della seconda autovettura completamente distrutta che poi è emerso essere la Cinquecento: rilievo 50. Fu rinvenuto qui, a ridosso di queste due autovetture, il motore.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Ecco, il reperto planimetrico è distinto da che numero, dottoressa?
Questo segnettino rosso, ha un numero, una lettera?
TESTE Castellano: Sì, è la posizione del moto... Ah, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Castellano: Dunque, B. E' contrassegnato con la lettera B della planimetria.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. E abbiamo parlato del motore.
TESTE Castellano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che altri reperti testimoniamo...
TESTE Castellano: La matricola del motore, fu rilevata.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Castellano: Leggo FIAT 126 A50000101842. Questo è il rilievo 51
Al rilievo 52 si nota appunto una parte della carrozzeria...
PUBBLICO MINISTERO: Che è aggrovigliata a un albero.
TESTE Castellano: Sarebbe così la foto. Che è aggrovigliata al ramo dell'albero completamente esporiato e precisamente dalla planimetria... qui non c'è comunque.
PUBBLICO MINISTERO: C'erano altri rottami che avete identificato riferibili allo stesso mezzo?
TESTE Castellano: Sì, fascicolo N. 298 è il rilievo: questi sono gli altri rottami della FIAT Cinquecento che come si nota si trovano proprio davanti al civico 37, sempre di via Fauro.
PUBBLICO MINISTERO: E in planimetria la posizione qual è, dottoressa? E' quella macchia scura lì che si nota?
TESTE Castellano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che è contraddistinta da quale lettera?
TESTE Castellano: C.
PUBBLICO MINISTERO: C. Lei ricorda approssimativamente la distanza tra quella macchia che identifica appunto il rottame, dal cratere?
TESTE Castellano: Sì dal crate... Francamente no, devo cercarla nel fascicolo. Fra l'altro questa è zona che hanno fatto i Carabinieri, dovrei guardare nel loro fascicolo.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', il fascicolo è formato comunque dalla Polizia Scientifica, voglio dire...
TESTE Castellano: No, no, certo. Certo, a mente non posso ricordarmelo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, avete individuato altre vetture che hanno subìto distruzioni diciamo massicce?
TESTE Castellano: Sì.
PRESIDENTE: Mi scusi, Pubblico Ministero, potremmo sapere se è stato individuato il proprietario o l'usuario di questa FIAT Cinquecento?
PUBBLICO MINISTERO: E' già stata indicata dalla dottoressa.
TESTE Castellano: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E la signora proprietaria, la signora Roccella, avrebbe dovuto essere sentita alcuni giorni fa, ha fatto pervenire un certificato che attesta condizioni di salute precarie provvisoriamente e dovremmo sentirla il giorno 30 perché è già stata citata per quel giorno.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE Castellano: Allora, totalmente distrutte furono: una Mercedes, rinvenuta capovolta e combusta sul giardino di pertinenza dell'appartamento interno 1 del civico 62 di via Fauro; una FIAT 127 con numero di telaio catapultata dentro un locale adibito a camiceria contrassegnato dal civico 60 di via Fauro, completamente combusta, compreso l'interno; una Ford Fiesta completamente combusta; una Volkswagen Polo. Sto parlando sempre di quelle totalmente distrutte. Gravemente danneggiate...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vedo ci sono differenze delle ragioni di distruzione.
TESTE Castellano: Beh, completamente distrutte e inutilizzabili, da buttar via.
PUBBLICO MINISTERO: In un paio di casi per effetto di una combustione generale, cioè il veicolo è andato a fuoco e quindi è perso definitivamente. Mentre invece mi pareva che...
TESTE Castellano: No, la Mercedes e la FIAT 127 non è solo un danno di combustione perché furono proprio la deflagrazione... una è andata a finire nel giardino dalla parte opposta della strada e l'altra si è infilata proprio completamente dentro un negozio.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Poi altri veicoli che sono risultati...
TESTE Castellano: Gravemente danneggiati. Ci abbiamo la 500 SE targata Roma 63...
PUBBLICO MINISTERO: La Mercedes 500.
TESTE Castellano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: No, perché aveva dimenticato Mercedes sennò si poteva pensare una FIAT Cinquecento.
TESTE Castellano: No, no, chiedo scusa. Mercedes 500 SE targata Roma 63684T sulla quale viaggiava Maurizio Costanzo; la Lancia Thema targata Roma 4D0711 che seguiva a breve distanza la suddetta Mercedes.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, dottoressa, a proposito di queste due vetture ecco lei ricorda in quale stato, intendo dire come posizione sul luogo, furono rinvenute, ovviamente a partire dal momento in cui lei fu presente sulla scena.
TESTE Castellano: Certo. Sì, la Mercedes era già in via Boccioni. Si era immessa in via Boccioni a pochissimi metri dall'incrocio con via Fauro. La Thema invece era accostata però so per certo che era già stata spostata dai Vigili del Fuoco che avevano bisogno di far transitare i loro mezzi pesanti per prestare soccorso alle posizioni.
Non posso dire la posizione originaria della Thema ma è verosimile che seguisse il Mercedes ma non avesse ancora svoltato l'angolo.
PUBBLICO MINISTERO: Quando lei intervenne sul posto erano presenti in effetti i mezzi dei Vigili del Fuoco?
TESTE Castellano: Sì, sì, sì. C'erano ancora.
PUBBLICO MINISTERO: Anche in corrispondenza dell'incrocio tra via Fauro e via Boccioni?
TESTE Castellano: Oddio, c'erano tanti mezzi di Vigili del Fuoco, penso di sì. Francamente se stavano proprio in quella posizione lì non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha presente che nei rilievi fotografici, proprio quelli di cui ci stiamo occupando...
TESTE Castellano: Sì, possiamo guardare i primi, quelli che furono fatti...
PUBBLICO MINISTERO: Compare un mezzo dei Vigili del Fuoco, tra l'altro penso tra i più grossi che sono in dotazione ai Vigili del Fuoco, posizionato in un certo qual modo.
TESTE Castellano: Queste dovrebbero essere le primissime foto che furono fatte.
PUBBLICO MINISTERO: Queste sono fatte di giorni dottoressa.
TESTE Castellano: Sì, di giorno. Di notte, a livello di panoramiche se ne fanno poche anche perché di notte le panoramiche non si vede niente.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole prendere visione un attimo di questa foto. Parlo del rilievo 37 del fascicolo G.
TESTE Castellano: Sì.
Vuol descrivere cosa ci vede lei in questa immagine?
TESTE Castellano: Vedo la Mercedes dove si trovava il Maurizio Costanzo, altre vetture parcheggiate lungo via Boccioni. Questa è stata presa da via Boccioni, spalle la via principale, non mi ricordo come si chiama, verso il civico 62 di via Fauro dove appunto c'è parcheggiato un automezzo dei Vigili del Fuoco.
PUBBLICO MINISTERO: Sullo sfondo.
TESTE Castellano: Sullo sfondo sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi in corrispondenza all'incrocio?
TESTE Castellano: Sì, sì, sì, anzi proprio, mi pare, parzialmente a coprire l'incrocio.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questa è una foto notturna o diurna?
TESTE Castellano: Beh, dalle condizioni della foto... E' notturna perché si vede il bianco del flash.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, benissimo.
TESTE Castellano: L'ispettore Masaracchio sicuramente... perché le ha fatte materialmente lui queste.
PUBBLICO MINISTERO: E poi ci faremo dire dall'ispettore qualche altro particolare se ne abbiamo bisogno.
Ecco poi sono stati catalogati tanti danneggiamenti minori a carico di mezzi e quant'altro. Ecco e come danneggiamenti a carico dei beni immobili.
TESTE Castellano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha potuto...
TESTE Castellano: La facciata...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Castellano: Sì, è chiaro ho visto. La facciata del civico 62, situata pressoché di fronte al cratere, dall'altra parte della strada, presentava numerose escavazioni che si estendevano verso l'alto a mo' di raggiera. Le imposte del portone dello stabile completamente divelte e si rinvenivano sul suolo del giardino, a sinistra guardando il portone, a metri 1 dallo stipite sinistro.
Gli infissi completamente divelti per un raggio di almeno 100 metri.
PUBBLICO MINISTERO: In un raggio di 100 metri dal luogo dell'esplosione.
TESTE Castellano: Sì, sì, gli infissi non sto parlando di vetri rotti proprio, sto parlando di infissi divelti. I vetri rotti ovviamente il raggio è ancora superiore.
PUBBLICO MINISTERO: E danni agli interni delle abitazioni ne hanno accertati?
TESTE Castellano: Sì, danni agli interni senza dubbio. Danni dovuti sia all'onda d'urto che ai danni provocati per esempio dalla frantumazione dei vetri, da materiale di ricaduta, materiale che è penetrato all'interno degli appartamenti. Infatti devo dire che alcuni cittadini ci portarono dei pezzi, dei frammenti metallici e poi ci furono parecchie persone ferite che quella sera dovettero ricorrere alle cure dei sanitari. Adesso non mi ricordo il numero preciso ma a occhio e croce almeno una trentina di persone che hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho altro da chiederle.
PRESIDENTE: Parti civili hanno domande? Prego.
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni.
Dottoressa, partendo proprio da questa foto che è rimasta effigiata, vedo che la Mercedes 500 sulla quale viaggiava Costanzo non ha neppure i vetri rotti posteriori. Alla luce di questo come può fondarsi l'affermazione di completa distruzione di quella macchina?
TESTE Castellano: Ma io non ho parlato di completa distruzione di questa macchina.
AVV. Cianferoni: Di grave danneggiamento.
TESTE Castellano: Di danneggiamenti sì.
AVV. Cianferoni: Sì, ma noto da questa foto che ha anche i vetri del lunotto posteriore integro, quelli laterali.
TESTE Castellano: Aspetti, prendiamo il particolare.
AVV. Cianferoni: Sì, sì, ma c'era lì, eh.
TESTE Castellano: Dunque, il lunotto posteriore non è che fu semplicemente frantumato, ma addirittura ci vedo una cosa infilata dentro, adesso...
PRESIDENTE: Possiamo vederla?
TESTE Castellano: Sì, intanto...
AVV. Cianferoni: Si può ritornare a quella foto, perché la mia domanda era su quella foto non su altre.
PRESIDENTE: Un momento, abbia pazienza.
TESTE Castellano: Su altre, dipende dalla prospettiva avvocato.
AVV. Cianferoni: A me interessava quella foto.
TESTE Castellano: Eccola. Si vede che c'è qualche cosa, un qualcosa di metallico o di legno che attraversa il lunotto posteriore e penetra all'interno della macchina. Stavo cercando la fotografia, ecco... Individuato?
AVV. Cianferoni: No.
TESTE Castellano: Stavo cercando...
AVV. Cianferoni: Francamente no. Ma ho presente anche altre foto della macchina e ricordo che il lunotto posteriore è in pezzi. Ma vedo i vetri invece sono integri quelli laterali perché ci si specchia la luce sopra, vede?
TESTE Castellano: Sì, sono integri.
AVV. Cianferoni: Oh, allora dicevo: che tipologia di danni, a parte il lunotto posteriore, ha avuto questa macchina?
TESTE Castellano: La tipologia dei danni che abbiamo dato noi è stata come gravemente danneggiata.
AVV. Cianferoni: Ho capito. No, perché capito è interessante - faccio notare anche alla Corte - vedo questa macchina in primissimo piano di colore rosso che ha il lunotto anteriore crettato, il Mercedes, è una macchina robusta lo si sa tutti, ha i vetri...
PRESIDENTE: Almeno su questo lato.
AVV. Cianferoni: Almeno su questo lato. Ma comunque era solo la prima domanda. Mi interessava porre in luce questo particolare.
Andando a ritroso, dunque lei ha detto che, testuale, quando è arrivata lei i Vigili del Fuoco c'erano ancora. La mia domanda è: come c'erano ancora se lei arriva a mezzanotte?
TESTE Castellano: I Vigili del Fuoco io sono arrivati che c'erano già. Io sono arrivata che ancora erano in atto le operazioni di soccorso dei cittadini.
AVV. Cianferoni: Sa, si è informata come dirigente delle operazioni di repertazione, tra l'altro se non vado errato proprio sull'emisfero del cratere superiore...
TESTE Castellano: Non ho sentito.
AVV. Cianferoni: Lei ha detto che tra voi e l'altro ente, intesa Arma dei Carabinieri, avete tirato...
TESTE Castellano: Successivamente, sì.
AVV. Cianferoni: ... una linea mediana sul cratere.
TESTE Castellano: Ideale.
AVV. Cianferoni: Esatto. Una parte era di vostra competenza e la via sovrastante era vostra; l'altra metà era dell'altra autorità e tutto quello che veniva a seguire era dell'altra autorità. Allora, era molto importante accertare la posizione dei veicoli sul territorio, sul teatro delle operazioni, no?
TESTE Castellano: Sì.
AVV. Cianferoni: Allora, quando lei viene a sapere che la Lancia Thema della scorta di Costanzo è stata spostata, si è informata su come sia stata spostata, se era marciante, se è stato usato un carrattrezzi, se è stata deformata nella trazione? Questo tipo di accertamenti li ha svolti?
TESTE Castellano: Sì, li ho svolti. Sono stata informata che l'autovettura era stata spostata, materialmente non so dirle se a dare il via era Castellano o da Giovanni Masaracchio ma era stata spostata da personale dei vigili in quanto avevano assolutamente necessità di poter far transitare un mezzo per prestare soccorso alle popolazioni.
AVV. Cianferoni: E dove si trovava?
TESTE Castellano: Si trovava in via Fauro e stava per imboccare via Boccioni.
AVV. Cianferoni: No, abbia pazienza dottoressa.
TESTE Castellano: Questo è quello che mi fu detto.
AVV. Cianferoni: Io credo non interessi alla Corte quello che le fu detto ma quello che lei accertò, quindi io le chiedo dove accertò che si trovasse la Lancia Thema.
TESTE Castellano: Prima che venisse spostata?
AVV. Cianferoni: La mia domanda...
TESTE Castellano: Via Fauro, prima...
AVV. Cianferoni: No, scusi, lei dove l'ha vista questa Lancia Thema, se l'ha vista eh, non è che...
TESTE Castellano: Sì, stava accostata sul marciapiede per consentire...
AVV. Cianferoni: Ma quale marciapiede...
PRESIDENTE: Quale marciapiede?
TESTE Castellano: Ah, stava pressoché a ridosso... ora non mi vorrei sbagliare, mi faccio aiutare dalla fotografia.
AVV. Cianferoni: Così la domanda non ha più molto rilievo, ma comunque...
PRESIDENTE: D'altra parte il teste può legittimamente non ricordare.
AVV. Cianferoni: Va bene.
TESTE Castellano: Su via Ruggero Fauro.
AVV. Cianferoni: Fotografia eh.
TESTE Castellano: Al numero 6. Al momento del nostro intervento.
AVV. Cianferoni: Al numero 6.
TESTE Castellano: Qui.
PRESIDENTE: Numero 6 sarebbe la posizione come veicolo repertato.
TESTE Castellano: Come veicolo repertato.
PRESIDENTE: Anche altri testi ce l'hanno indicato in quella posizione, il che non vuol dire che al momento dell'esplosione fosse lì.
AVV. Cianferoni: Fosse lì, è chiaro.
TESTE Castellano: No, al momento dell'esplosione mi fu riferito che si trovava a seguire la macchina, la Mercedes 500.
AVV. Cianferoni: Mi scusi, ma lei è un tecnico no?
TESTE Castellano: Io sono un tecnico, ma se non ci sono mi devo fidare di quello che mi dicono, avvocato. Sono un tecnico, non posso sapere dove si trovava prima che io arrivassi sul posto.
AVV. Cianferoni: No, ma veda dottoressa, la mia considerazione non ha niente di personale nei suoi confronti, ci mancherebbe. No, dico questo: essendo, lei ha detto 'ho saputo' - poi ha legato migliori spiegazioni - 'ho saputo che era nella fase di girata verso la via Boccioni', quindi il muso doveva essere verso la via Boccioni. Mi chiedo io come ha fatto una macchina incidentata a trovarsi poi col muso dalla parte opposta cioè verso la via Fauro in giù, detto alla fiorentina.
TESTE Castellano: Ma quello...
AVV. Cianferoni: Che io che non sono tecnico, avrei pensato che un tecnico avesse fatto un accertamento di questo tipo anche perché, se non ho memoria sbagliata, una delle ruote della macchina è completamente a terra e mi chiedo come sia stato possibile parcheggiarla a ridosso di un marciapiede. La posteriore sinistra è...
TESTE Castellano: Ma è stata parcheggiata... Mi scusi, avvocato.
PRESIDENTE: Avvocato mi scusi, abbia pazienza, io non c'ero.
AVV. Cianferoni: Nemmeno io.
PRESIDENTE: L'unica cosa che posso pensare da quello che abbiamo apprezzato, non solo dalla teste ma da altre persone intervenute legittimamente, è che i Vigili del Fuoco abbiamo ritenuto prevalente l'urgenza di introdurre nell'area mezzi più idonei alla tutela o al salvataggio di persone. Dopodiché è chiaro che in momenti del genere le esigenze successive, importantissime ma certamente non prioritarie come quella, ha fatto sì che chi ha potuto ha spostato dove ha ritenuto opportuno.
Queste sono le cose che purtroppo succedono sempre, io credo, quando avvengono catastrofi di queste dimensioni.
AVV. Cianferoni: Su questo Presidente nessuna osservazione, me ne rendo conto benissimo. E' che vorrei capire come hanno fatto, ex post bisogna lo sappia come hanno fatto perché siamo qui a posta per accertare la ricostruzione dei fatti prima di tutto. Come hanno fatto a portarla lì se non era marciante? L'hanno parcheggiata a filo con il marciapiede.
La vogliamo vedere questa macchina?
PUBBLICO MINISTERO: Ma dove la dovevano mettere, avvocato Cianferon!.
PRESIDENTE: Ma abbiamo già...
AVV. Cianferoni: Come hanno fatto? Ma se vengono da quella via?
PRESIDENTE: Avvocato abbia pazienza...
TESTE Castellano: L'hanno spinta, avvocato, l'hanno portato a braccio con la gru.
AVV. Cianferoni: Ma è una Thema. La gru dove stava?
TESTE Castellano: E allora...
AVV. Cianferoni: Questa sono le mie domande.
(voci sovrapposte)
TESTE Castellano: Avvocato, non ho detto con una gru.
AVV. Cianferoni: L'ha detto ora.
TESTE Castellano: Non ho detto con una gru, abbia pazienza.
PRESIDENTE: Signora, per favore. Avvocato si calmi, prima di tutto.
AVV. Cianferoni: Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Perché alla Corte non interessa sapere come era stata spostata. Non interessa. Sono cose che evidentemente si possono spiegare con un minimo di logica, anche se ammetto che è una logica che non dovrebbe prevalere in quei momenti, ma l'uomo è fatto in una certa maniera, commette anche degli errori. E' stata spostata, come non lo sappiamo. Fatto è che è stata spostata, questo è un dato che risulta per affermazione di diverse persone intervenute.
Il come non ci interessa. Vuole proseguire con qualche altra domanda?
AVV. Cianferoni: Lei sa da dove arrivavano i Vigili del Fuoco?
PRESIDENTE: Come ha detto?
AVV. Cianferoni: Se il teste sa da che direzione arrivassero i Vigili del Fuoco.
TESTE Castellano: No. Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non è un teste, è un consulente, avvocato Cianferoni..
AVV. Cianferoni: E' un consulente.
TESTE Castellano: E' un consulente, non è un teste.
AVV. Cianferoni: Meglio. No, perché se la via Fauro è a doppio senso unico...
PRESIDENTE: Avvocato, i Vigili del Fuoco possono arrivare da tutte le direzioni, non hanno limiti di nessun genere, posto che devono correre per salvare vite umane.
AVV. Cianferoni: Benissimo. Io poi eventualmente, con memoria difensiva perché poi le domande sono una cosa e gli sviluppi logici delle domande sono un'altra. Ma volevo lumeggiare che se vengono da sotto non hanno nessun bisogno di spostarla, se vengono da sopra bisogna che la tirino via questa macchina. Con cosa l'hanno tirata via, questo era il punto, perché hanno la via intasata dalla Thema. Chiuso l'argomento.
PRESIDENTE: Abbia pazienza.
AVV. Cianferoni: Chiuso l'argomento.
PRESIDENTE: Noi comprendiamo il suo tormento, ma alla Corte non interessa.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Questo ne prendo atto, il processo dovrebbe essere tale che, come disse proprio lei...
PRESIDENTE: Avvocato non abbiamo bisogno dei suoi commenti sulle decisioni. Prosegua con altre domande.
AVV. Cianferoni: Va bene Presidente, proseguiamo.
Proseguiamo in questa faticosa gestione del controesame. Dunque, possiamo risottoporre al consulente l'immagine del relitto dell'altra vettura, cioè della Cinquecento con motore 126?
TESTE Castellano: La foto del motore, avvocato?
AVV. Cianferoni: No, la foto dei relitti raccolti, reperti bruciati.
PRESIDENTE: Quella serie di reperti raccolti tutti in luogo e anche esattamente individuato come localizzazione.
Dovrebbe essere il rilievo 50, è possibile?
AVV. Cianferoni: Ecco, sì esattamente.
TESTE Castellano: No, il rilievo 50 è il motore.
AVV. Cianferoni: No, questa immagine qui lei l'ha presentata prima come tutti reperti...
PRESIDENTE: Sì.
AVV. Cianferoni: Se non ricordo male.
PRESIDENTE: Questo è il rilievo?
AVV. Cianferoni: Questi dovrebbero essere tutti i reperti...
PRESIDENTE: Scusi avvocato, questo è il rilievo?
TESTE Castellano: 298 credo, si riferisca. I rottami...
PRESIDENTE: Della Cinquecento.
TESTE Castellano: ... della Cinquecento sì.
AVV. Cianferoni: Oh, questa foto è stata scattata all'altezza di quale civico e di quale via?
TESTE Castellano: Del civico 37 di via Fauro.
AVV. Cianferoni: Quindi è ben lontano dal civico 62 di fronte al quale scoppiò la macchina.
TESTE Castellano: L'esplosione è stata forte.
AVV. Cianferoni: Prego?
PRESIDENTE: No, vede, vogliamo vedere su quella specie di piantina approssimativa che è stata... per vedere... Ah, ma ho già chiesto dov'era localizzata la Cinquecento.
AVV. Cianferoni: Il consulente ha dato due risposte: prima ha detto nell'immediatezza del cratere e poi invece ha detto la lettera C e quindi ben dopo.
TESTE Castellano: I rottami ho detto...
PRESIDENTE: Ora vediamo.
TESTE Castellano: ... che sono stati trovati all'altezza del 37.
PRESIDENTE: Eh, certo la risposta non è...
TESTE Castellano: L'esplosione è stata forte quindi è stata sbalzata...
PRESIDENTE: Mi scusi signora.
TESTE Castellano: Sì.
PRESIDENTE: Lei mi conferma, mi pare abbia detto che la Cinquecento di cui parliamo sarebbe stata localizzata, come posizione originaria, nei pressi del cratere indicato con la lettera A.
TESTE Castellano: Sì.
PRESIDENTE: Invece i resti, di cui abbiamo visto la fotografia poco prima, cioè nei pressi di quel civico 57 se non mi sbaglio.
TESTE Castellano: 37.
PRESIDENTE: 37, scusatemi, sono stati... Ci vuol far vedere l'altra parte della piantina?
AVV. Cianferoni: Ecco, dov'è il 37?
PRESIDENTE: La prosecuzione di via Fauro. Cioè, dove sono stati... come si chiama. E' quella macchia nera sulla destra dello schermo?
TESTE Castellano: Sì, confermo.
PRESIDENTE: Dove c'è la lettera C. Quindi la lettera C non è la posizione originaria dell'auto, è dove sono stati trovati i reperti, cioè questi frammenti.
TESTE Castellano: Rottami appartenenti alla Cinquecento.
AVV. Cianferoni: Cioè in quel posto è stato trovato i rottami come fotografati, cioè rimessi in quella maniera?
PUBBLICO MINISTERO: Come rimessi?
AVV. Cianferoni: Rimessi nel senso posizionati in quella maniera.
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE Castellano: Guardi, a questa domanda può rispondere il capitano De Logu perché ripeto, il particolare di questa zona di sopralluogo l'hanno fatto i Carabinieri, non l'abbiamo fatto...
AVV. Cianferoni: Capito Presidente, la mia era una domanda tesa ad accertare come se la macchina, se non ho capito male e se non sono tardo, si dovesse trovare vicino al cratere, vedo in mezzo una decina di autovetture, trovo poi, dopo queste autovetture una macchina in buona sostanza ricomposta, o quasi.
PUBBLICO MINISTERO: Non è ricomposta.
TESTE Castellano: Ma è stata forte l'esplosione, l'avvocato.
AVV. Cianferoni: A maggior ragione.
TESTE Castellano: Quello che si è trovato è stato sbalzato. Adesso...
PRESIDENTE: Va bene, chiederemo al capitano De Logu.
AVV. Cianferoni: Al capitano De Logu.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma io non credo... Va be', mi riservo di tornare sull'argomento quando mi ritorna la parola.
AVV. Cianferoni: Senta, come scientifica, Polizia di Stato, avete fatto accertamenti su questo motore della Cinquecento o del 126 che sia? O l'ha fatto...
TESTE Castellano: No, non come scientifica.
AVV. Cianferoni: Li ha fatti il CIS?
TESTE Castellano: Ma accertamenti in che senso? Per conoscere l'intestatario...
AVV. Cianferoni: Per esempio...
TESTE Castellano: Noi abbiamo... Questo l'hanno fatto gli uffici investigativi.
AVV. Cianferoni: Ecco, abbia pazienza, proprio su questo elemento. Lei ha detto esordendo che dirigeva come funzionario della scientifica, eh?
TESTE Castellano: Sì.
AVV. Cianferoni: Le risulta che all'identificazione di questi mezzi abbia, dico proprio di questi reperti, abbia contribuito personale non della scientifica?
TESTE Castellano: All'identificazione dei pezzi?
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE Castellano: Ma quando, in sede peritale o al momento...
AVV. Cianferoni: No, no, in sede di sopralluogo, di primi accertamenti.
TESTE Castellano: Mah, avvocato, lì fra Polizia e Carabinieri è chiaro che ci si parlava. Cioè, non ho capito...
AVV. Cianferoni: Cioè, come avete fatto a trovare il telaio e a metterlo a un nome, questo chiedo.
TESTE Castellano: Il telaio l'abbiamo trovato perché stava lì per terra. Abbiamo grattato un po' la polvere che c'era sopra e è venuto fuori il numero di un telaio.
AVV. Cianferoni: L'avete fatto voi questo accertamento?
TESTE Castellano: Sì, sì, questo lo abbiamo fatto noi. Il venir fuori il numero di telaio l'abbiamo fatto noi.
Non è difficile: c'è il motore, si gratta e si...
PRESIDENTE: Non parliamo del motore, signora, parliamo dei relitti di carrozzeria, che sono quelli assemblati alla lettera C, secondo la piantina. Lei ha presente quella foto?
TESTE Castellano: Sì, ma io...
PRESIDENTE: Questa qui.
TESTE Castellano: Sì.
PRESIDENTE: Lì sopra, ci sono degli elementi che consentono di indicarla come pezzi, relitti appartenenti a questa famigerata 126, o Cinquecento? Cosa sia non me lo ricordo.
TESTE Castellano: Beh, io francamente... No, però vedo c'è un pezzo di ammortizzatore, qui, un cerchione.
PRESIDENTE: Sì, ma lei ha detto che appartenevano alla 500, cui apparteneva il motore 126 che abbiamo intravisto...
TESTE Castellano: Che fu trovato dall'altra parte.
PRESIDENTE: Ora, com'è che avete potuto attribuire alla Cinquecento questi altri reperti? Mi pare sia questo, il senso della sua domanda. Avvocato, è questo il senso?
AVV. Cianferoni: Sì, è un altro aspetto molto importante. La ringrazio, Presidente, di aver fatto questa domanda.
TESTE Castellano: Sì sì, perché, essendo stato trovato il motore di un determinato tipo, i pezzi di lamiera che non avevano un padrone, diciamo così, nell'immediatezza del fatto sono stati attribuiti a quel motore. E poi, ovviamente, nella ricostruzione che è stata fatta in sede peritale si è potuto confermare che si trattava proprio dei pezzi della Cinquecento, della...
PRESIDENTE: Quindi, prima è stata una vostra intuizione o deduzione, e poi c'è stato un riscontro peritale.
TESTE Castellano: E c'è stato un riscontro obiettivo.
AVV. Cianferoni: Che ha fatto il CIS.
TESTE Castellano: Avvocato, io questo, francamente, non me lo ricordo, se l'ha fatto il CIS o...
AVV. Cianferoni: Però, se là ci ha lavorato lei o se ci ha lavorato il CIS, almeno questo lo deve sapere.
TESTE Castellano: Ho capito. No, ripeto io, su questo lato di strada ci ha lavorato il CIS, non abbiamo lavorato noi della Scientifica.
AVV. Cianferoni: Oh. Una cosa però gliela chiedo, perché l'avrà percorsa: quella macchina giallo ocra che si vede, che cos'è? Una Talbot? Una macchina francese, mi sembra.
TESTE Castellano: Sì.
AVV. Cianferoni: E' lì ferma, nessuno l'ha toccata, non è vostra. Perché si vede una macchina dei Carabinieri, che sarà dei Carabinieri. Ma quella gialla lì, è sempre ferma lì. Mi sembra, eh?
PRESIDENTE: Guardi, in fotografia, c'è ferma da un pezzo.
AVV. Cianferoni: Sì, Presidente, da tre anni e mezzo o quattro. Ma, dico, si nota che è integra.
TESTE Castellano: Sì. Ma infatti qui credo che arrivasse il nostro limite.
AVV. Cianferoni: No, va bene, il limite lasci stare. Io volevo evidenziare, voglio evidenziare il contrasto tra quel cumulo di rottami anneriti e una macchina...
TESTE Castellano: Ma quella può darsi che l'hanno parcheggiata il giorno dopo.
AVV. Cianferoni: Ma come? Può darsi che l'hanno parcheggiata il giorno dopo? Ma se c'è la transennatura?
TESTE Castellano: Appunto, sta al di là della transennatura.
PRESIDENTE: Abbia pazienza, mi scusi avvocato. Ma se abbiamo una macchina dei Carabinieri, può essere una macchina portata dai Carabinieri o da altri.
AVV. Cianferoni: No, no, quella gialla.
TESTE Castellano: Ma è al di fuori della transennatura.
PRESIDENTE: Come c'è quella dei Carabinieri, ce ne può essere un'altra, tipo di altri uffici, che hanno parcheggiato lì. Non abbiamo elementi per poter dire che lì... Che c'è? Dica pure, non faccia soltanto un'alzata di spalle.
AVV. Cianferoni: No, non è un'alzata di spalle, è un rimettersi a posto. Perché, capito?, le ipotesi possono essere mille e ognuno di noi le può formulare. Ma io sto cercando di capire.
Perché io vedo, per esempio, anche il cancello, che è del tutto integro. Cioè questo è proprio a vista, eh, e poi non ci è andato la mattina dopo, eh.
PRESIDENTE: C'è un ufficiale di Polizia Giudiziaria, che è intervenuto, ha fatto questa parte di accertamenti, credo che sia stato citato, lo sentiremo.
AVV. Cianferoni: Bene.
PRESIDENTE: E chiederemo che cosa ci può dire.
AVV. Cianferoni: Senta, tornando al ritrovamento del libretto di circolazione della FIAT Uno...
TESTE Castellano: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco. Io vorrei che lei precisasse l'esatta modalità di ritrovamento. Perché lei ha parlato di averlo trovato a ridosso di una macchina.
Se invece si prende la foto...
TESTE Castellano: Sì.
AVV. Cianferoni: Eh? Lo possiamo vedere.
Ecco, il libretto è sotto questa macchina.
PRESIDENTE: Sì, c'è la freccia sopra.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE Castellano: Non è precisamente sotto.
PRESIDENTE: Ah, no. E' come... Ancora, avvicini ancora, per favore?
La freccia non indica quella parte bianca lunga rettangolare sotto la macchina, ma un altro spazio più piccolo, sempre rettangolare...
Io, se poi sia il libretto di circolazione non lo posso giurare. Ma ce lo dicono degli ufficiali di P.G....
AVV. Cianferoni: Sì, sì, ma lo hanno fatto vedere ingrandito. Va bene, c'è quella targa...
No, dico: l'avete poi sottoposto ad accertamenti per trovarci sopra tracce di esplosivo, impronte, piccole bruciature, o grandi bruciature...
TESTE Castellano: E' stato repertato. Dunque...
PRESIDENTE: Allora, cosa stiamo aspettando?
AVV. Cianferoni: La risposta alla domanda che era: se è stato poi sottoposto ad accertamenti per tracce di esplosivo, impronte, bruciature e quant'altro.
PRESIDENTE: Signora, se lei se lo ricorda, bene; se non se lo ricorda...
TESTE Castellano: No, non me lo ricordo. Non me lo... Sicuramente è stato repertato e sono stati fatti tutti gli accertamenti tecnici che era possibile fare di un reperto che si trova in queste condizioni, insomma.
A livello di impronte digitali non credo che sia stato fatto nulla, anche perché lo vedo addirittura calpestato.
Quindi è stato fatto quello che era possibile fare. Ma adesso il particolare francamente non me lo ricordo.
AVV. Cianferoni: Sulle tracce dell'esplosivo mi interessava.
Ma, dico, secondo la sua cognizione tecnica, com'è possibile che un'auto che non si è riusciti a ricomporre perché non è mai stata esibita una foto nemmeno di un simulato di auto come invece è stato possibile per la Cinquecento...
PUBBLICO MINISTERO: Prego, avvocato?
AVV. Cianferoni: Non l'ho vista io la Uno distrutta.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
AVV. Cianferoni: Sto parlando che ho detto che non ho visto - sarò mancato io - una foto dove si è ricomposto la FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, bravo avvocato. Lei non l'ha vista, non dica che non è stata esibita. Lei non l'ha vista.
AVV. Cianferoni: O cosa ho detto?
PUBBLICO MINISTERO: Negli atti c'è.
AVV. Cianferoni: O cosa ho detto?
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, non equivochiamo eh, per cortesia.
PRESIDENTE: Allora, per cortesia, Pubblico Ministero, può essere così gentile - così anche la Corte lo sa - sulla FIAT Uno è stato eseguito un tentativo di ricomposizione.
Ci vuol dire dov'è documentato?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, mi ripromettevo di farlo nel prosieguo dell'udienza...
PRESIDENTE: Ah, va bene, va bene...
PUBBLICO MINISTERO: ... quando arrivano i consulenti che hanno fatto l'indagine esclusivistica in senso stretto.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, come abbiamo fatto...
PRESIDENTE: Va benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
PRESIDENTE: A me per ora la risposta è più che sufficiente. Basta così.
AVV. Cianferoni: Quindi, non mi sbagliavo, non l'avevo vista.
PRESIDENTE: Eh, avvocato, aveva sbagliato, perché fa delle domande e dice che non c'è...
AVV. Cianferoni: No, ho detto: non l'avevo vista.
PUBBLICO MINISTERO: Fa parte addirittura del fascicolo del dibattimento, avvocato Cianferoni.
PRESIDENTE: Quindi non l'abbiamo vista neanche noi.
AVV. Cianferoni: Ma io...
PRESIDENTE: Io ne avevo un vago sentore, però non posso giurare che fosse quella, la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Fa parte del fascicolo di cui dispone la Corte, eh.
AVV. Cianferoni: No, dicevo comunque, all'esito di tutta questa premessa, la mia domanda era se il consulente tecnico e la dottoressa può dirci come sia stato possibile che un reperto cartaceo si sia conservato integro, rispetto...
PRESIDENTE: Eh, avvocato, questo chiediamolo al Padre Eterno.
Se c'è, ci chieda come venga...
AVV. Cianferoni: No, chiediamolo al consulente, Presidente.
TESTE Castellano: No, comunque è possibile.
(voci sovrapposte)
TESTE Castellano: Posso solo dire...
PRESIDENTE: Domanderei, scusate, com'è possibile che tutte queste persone che giravano in questo luogo quella sera - sono almeno una decina che ne abbiamo sentito - tutte queste sono venute fuori senza un danno, diciamo, apprezzabile.
Questi sono miracoli di fronte ai quali, essersi salvato... Almeno che non si sospetti che qualcuno ce l'abbia portato, perché così si deviano le indagini e buonanotte ...
AVV. Cianferoni: No, Presidente...
PRESIDENTE: Ecco. Pensarla molto, direi, molto, molto, con una malizia...
AVV. Cianferoni: Io molto più terra-terra, faccio una domanda: come si fa a salvare un reperto cartaceo, rispetto alla conflagrazione di un esplosivo di decine e decine di chili.
PRESIDENTE: Come si fa a salvare la vita di dieci persone che non hanno...
AVV. Cianferoni: Comunque Presidente, la mia domanda è quella. Se lei non l'ammette, pazienza.
PRESIDENTE: No, no, per carità! E' una domanda che non ha risposta, io credo.
AVV. Cianferoni: Come, non ha risposta!
PRESIDENTE: Come si può salvare un affare di questo genere? E come si possono salvare tutte le altre cose che si sono salvate.
Dica pure, se è in grado di rispondere.
TESTE Castellano: Mah, io credo il dottor Massari sicuramente sarà più preciso di me, ma comunque quello che mi viene in mente è che trattandosi di materiale cartaceo, molto leggero, offre poca resistenza all'onda d'urto della conflagrazione e pertanto viene trasportato senza... ecco, senza...
PRESIDENTE: Senza gravi danni.
TESTE Castellano: Senza troppi danni, sì.
AVV. Cianferoni: E' l'unico reperto cartaceo rinvenuto della vettura, riconducibile alla vettura?
TESTE Castellano: No, di materiale cartaceo ne abbiamo trovato anche altro.
Non posso dire se fosse riconducibile all'autovettura, non lo so.
AVV. Cianferoni: Ecco, la domanda era quella. Cioè se altro...
TESTE Castellano: Eh, non posso dirlo se era riconducibile all'autovettura, o meno.
PRESIDENTE: Avvocato, anche questo...
TESTE Castellano: Questo era riconducibile.
PRESIDENTE: L'alternativa è che anche quel libretto ci è stato messo.
TESTE Castellano: Cioè...
AVV. Cianferoni: Presidente, lo dice lei. Io non l'ho detto.
PRESIDENTE: L'alternativa è solo questa, scusi.
Però sulle alternative non si può ragionare se non si portano prove.
Abbiamo altre domande per la signora?
AVV. Cianferoni: Se all'ufficio della signora, come Scientifica della città romana, è stato poi sottoposto del materiale - parlo addirittura di anni dopo - riconducibile al materiale sempre cartaceo.
TESTE Castellano: Del materiale, scusi?
AVV. Cianferoni: Del materiale sempre cartaceo riconducibile a quella macchina e a quella proprietà, cioè alla signora Corbani Linda, o alla ISAF...
TESTE Castellano: Che io sappia, no.
AVV. Cianferoni: Voi non avete avuto da periziare questo materiale.
TESTE Castellano: No, personalmente, no.
AVV. Cianferoni: Il suo ufficio che lei dirige, che è dirigente...
TESTE Castellano: Che io sappia, no. No, perché le perizie... Un momento, le perizie è una cosa, il lavoro di ufficio è un altro.
Non sono a conoscenza.
PRESIDENTE: Abbiamo altre domande?
AVVOCATO Rocchi: Una sola, Presidente, avvocato Rocchi.
Dottoressa...
PRESIDENTE: Avvocato, lei comincia con una e poi me ne spara dieci.
AVVOCATO Rocchi: Prometto.
PRESIDENTE: Tutto legittimo, ma non mi dica: una sola. Perché dopo ne sentiamo sette, otto, dieci, dodici...
AVVOCATO Rocchi: Ho detto: prometto che non dico più che ne faccio una e poi ne faccio dieci.
PRESIDENTE: Ecco, bravo.
AVVOCATO Rocchi: Dottoressa, lei fu informata da qualcuno, da qualche suo collega che tra le auto in sosta vi era anche un mezzo riconducibile al SISDE, o dei mezzi riconducibili al SISDE?
TESTE Castellano: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Ne fu informata in relazione a quale circostanza?
TESTE Castellano: Mah, ne fui informata pressoché nell'immediatezza del fatto, in quanto quella autovettura era in uso ad una mia collega, il cui fratello abita in quei pressi. Era parcheggiata lì...
AVVOCATO Rocchi: Cioè, questa vettura era in disponibilità di una sua collega, quindi sempre appartenente alla polizia di Stato?
TESTE Castellano: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Che però era usata dal fratello.
TESTE Castellano: No, questo non lo so.
AVVOCATO Rocchi: Allora questo non l'ho capito.
TESTE Castellano: Mi dissero che questa autovettura era in uso ad un funzionario di Polizia. E si trovava in quei pressi perché abitava un parente di questo funzionario di Polizia.
Sarà andato a trovare il parente.
AVVOCATO Rocchi: No, ma le fu dato questa indicazione che...
TESTE Castellano: Eh?
AVVOCATO Rocchi: Le fu data solo questa indicazione...
TESTE Castellano: Avvocato, questi tipi di accertamenti non spettavano a me e al mio ufficio.
Queste sono le indagini indirette che noi ci siamo occupati soltanto delle indagini dirette.
A chi fosse intestata l'autovettura, per quale motivo si trovassi lì, se si trovava lì da tempo, se stava per andare via, non è in ragione del mio ufficio. Non...
PRESIDENTE: Va bene, abbiamo capito, signora.
AVVOCATO Rocchi: No, quindi volevo dire: lei è una circostanza che apprese così e poi non ci si ritornò più sopra?
Volevo sapere questo.
TESTE Castellano: Per quello che mi riguarda non avevo ragione di tornare su quella circostanza.
AVVOCATO Rocchi: Ho capito. Grazie.
PRESIDENTE: Abbiamo altre domande?
Si accomodi, signora.
*TESTE Castellano: Grazie.
PRESIDENTE: Che facciamo, una sospensione?
Possiamo riprendere alle due e mezza, se sospendiamo ora.
Allora si riprende alle 14.30.
PRESIDENTE: Allora chi chiamiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Allora, continuando nell'esame dei consulenti, introduciamo il consulente capitano De Logu.
PRESIDENTE: Si accomodi.
Vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE De Logu: Sono il capitano Giovanni De Logu, nato a Ittiri, Sassari il 15/09/57. Risiedo a Roma, via Lenzini 33.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula.
TESTE De Logu: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Capitano, vuol chiarire per cortesia alla Corte la sua specifica competenza professionale.
TESTE De Logu: Al momento sono il comandante della sezione esplosivi e infiammabili del centro Carabinieri investigazioni scientifiche.
PUBBLICO MINISTERO: Da quanti anni si occupa di questo argomento, di questa disciplina?
TESTE De Logu: Una decina d'anni.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha avuto occasione di occuparsi in qualità di consulente di altre vicende nelle quali vi è stato l'utilizzo di esplosivi per fatti significativi come quello di via Fauro?
TESTE De Logu: Dunque, atti significativi io ho fatto consulenza per l'attentato a Ladaura, Capaci, Via D'Amelio, Via Fauro, San Giovanni in Laterano, Gravina di Catania che fecero saltare un'autobomba davanti alla caserma e poi altri, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, oggi noi ci occupiamo capitano solamente della vicenda di via Fauro, anche se, come lei ha precisato un attimo fa ha svolto attività di consulenza anche per un altro episodio di cui si occupa la Corte di Assise di Firenze cioè a dire l'attentato del 27 di luglio, cioè 27-28 di luglio.
Allora io vorrei partire dal momento in cui lei ha esercitato a svolgere un'attività che poi chiarirà nei suoi contenuti in relazione proprio a quanto accaduto in via Fauro.
Cioè a dire, com'è che lei ha preso cognizione del luoghi, a partire da quando?
TESTE De Logu: Beh, l'attentato di via Fauro, se non sbaglio, accadde verso, passate le 21.30, dieci meno venti del 14 di maggio. Io ritengo di essere arrivato sul posto circa un'ora dopo, un'ora e mezza dopo. Ovviamente in quegli attimi c'era abbastanza confusione, intervenne molto personale tra forze di Polizia, Vigili del Fuoco ovviamente, soccorsi sanitari per alcune persone che si erano fatte male. Successivamente ho proseguito, assentandomi solo per il periodo necessario per riprendere le forze, praticamente a tutto il sopralluogo e repertamento che si è sviluppato dalla sera, dalla nottata fino a fine del repertamento.
Successivamente ho assunto anche la veste di consulente tecnico e quindi ho partecipato a tutto ciò che concerne le indagini di laboratorio, i calcoli per la ricostruzione della quantità di esplosivo, la simulazione dell'esplosione stessa a conferma e riscontro dei dati ottenuti, insomma, fino ad oggi, fino a qui.
PUBBLICO MINISTERO: Infatti lei oggi qui è nella veste, ripeto, di consulente del Pubblico Ministero e, stabilito che in una prima fase lei si è occupato al pari di altri professionisti del ramo dell'attività di sopralluogo, rilievi relativi e repertazione, ecco io vorrei che nei suoi termini generali lei illustrasse come si è svolta, con quali cautele, l'attività di sopralluogo e di rilievi.
TESTE De Logu: Dunque, proprio nell'incarico, anche se è intervenuto successivamente, era specificato perché in una qualche maniera riprendeva e sanzionava il fatto che i consulenti avessero in una qualche maniera diciamo una sorta di direzione anche del sopralluogo e repertamento. Per quanto riguarda i termini operativi, ricordo che fu stabilito di suddividere l'area di repertamento in due zone: una da affidare alla professionalità e alla cura dei Carabinieri e l'altra da affidare alla professionalità e alla cura della Polizia di Stato. E queste due aree vennero individuate con una linea passante per il centro del cratere di cui tutto ciò che era a nord verso via Fauro era di competenza diciamo di maggiore attenzione dei Carabinieri, mentre ciò che andava verso via Boccioni, la zona sud, diciamo verso via Boccioni era di competenza della Polizia di Stato. Questo per non creare possibili malintesi o doppi verbali, eccetera.
Poi infine, invece, anche questa dicotomia fu superata perché gli atti vennero fatti insieme, però all'inizio, per creare un po' d'ordine perché non ci fosse confusione, già ce n'era tanta, fu raggiunta questo tipo di intesa.
Per quanto concerne i Carabinieri noi abbiamo repertato qualunque pezzo, senza chiederci troppo, da dove provenisse, da dove andasse eccetera, qualunque pezzo stesse sulla zona, sulla scena del reato è stato mappato, praticamente è stato riportato sul terreno su una mappa, fotografato e numerato. Quindi è abbastanza semplice fare un collegamento reperto-posizione, posizione-reperto e fotografia. Questo è un metodo che abbiamo adottato, funziona molto bene, soprattutto resiste negli anni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le cautele che sono state adottate per preservare la scena del fatto da modifiche di ordine materiale, salvo quelle ovviamente imprescindibili perché sono dovuti intervenire mezzi di soccorso, suppongo che qualche cosa, qualche variazione la dovranno avere apportato. Ma in linea generale le cautele che sono state osservate, almeno per quanto riguarda il territorio di competenza - per adoperare questo termine - dell'Arma dei Carabinieri può chiarire quali sono stati?
TESTE De Logu: Sì, per quanto possibile perché non bisogna dimenticare che c'era gente che doveva accedere alle proprie case eccetera, noi abbiamo cinturato con dei Carabinieri, abbiamo messo dei Carabinieri: al che, persone che non avevano alcun motivo per accadere nell'area, non accedessero. Per cui quella area è stata salvaguardata. Ovviamente non potevano non concedere l'accesso, per esempio, ai Vigili del Fuoco o ai tecnici del Comune che dovevano, che ne so, abbattere un ballatoio pericolante che se poi veniva in testa a qualcuno...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE De Logu: Quindi, l'area è stata, per quanto possibile, salvaguardata tranne alcune attività che non è possibile non consentire ai mezzi di entrare. Per esempio, se dovevamo recuperare anche un reperto che stava su un ballatoio inaccessibile o su un cornicione, è ovvio che avevamo bisogno della scala dei Vigili del Fuoco e questa doveva cedere, in questo senso ecco. Comunque è stato limitato al massimo, per quanto possibile, l'accesso di persone estranee.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, capitano, la attività di sopralluogo e la relativa repertazione, nonché l'attività che in termine tecnico si chiama rilievi di Polizia Scientifica, è stata avviata subito a partire dal vostro intervento? Ovvero è stata, come dire, intrapresa in un momento successivo? Cioè a dire, è stata avviata anche nottetempo, ovvero si è proceduto solo più tardi?
TESTE De Logu: Ma guardi, se le dicessi che esiste un momento esatto dove inizia una vera attività è distacco netto e non le direi la verità. Quando succedono queste cose c'è una sfumatura dai primi interventi dove si bada più al ferito, all'organizzazione del servizio di protezione dell'area, a fare arrivare i mezzi che servono, a stabilire dei contatti telefonici, eccetera. E poi questa parte organizzativa che è necessariamente a supporto di una più oculata azione, non oculata, una più puntuale più precisamente definita attività di Polizia Scientifica, così avviene. Non è, da adesso si fa Polizia Scientifica, da qui in prima si è fatto altro. E' un continuo.
Ecco, in questa attività di continuo si può dire che non c'è stata interruzione, praticamente dalla notte fare affluire i mezzi... è tutto in funzione di un'attività di Polizia Scientifica che poi è proseguita, adesso non ricordo esattamente, ma non meno di quattro giorni continuamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vado al concreto per specificare la mia domanda. I reperti che sono stati, in sede anche di consulenza, considerati maggiormente significativi - e poi lei spiegherà per quale ragioni li ha e li hanno considerati maggiormente significativi - sono stati appunto oggetto di una identificazione già a partire dalla notte ovvero, ripeto, solo a partire da un momento successivo?
TESTE De Logu: Allora, i reperti più macroscopicamente significativi, quelli che si vede subito che hanno a che fare o che sono i più interessanti, quelli furono individuati la notte stessa. Ovviamente, anche da un punto di vista voluminoso, più il reperto è grande e più, nel caso di un'esplosione, si vedono su di esso i segni dell'esplosione stessa, più è significativo e più è appariscente agli occhi dell'investigatore. Ovviamente, più il reperto è piccolo, più deve essere cercato e questi si trovano mano a mano nei giorni successivi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cominciando a esaminare, passare in rassegna la repertazione e prima ancora la rilevazione, vuole illustrare per cortesia quello che già nel verbale di sopralluogo viene indicato come 'cratere'?
TESTE De Logu: Sì. Allora, il...
PRESIDENTE: Vogliamo far vedere al teste...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
PRESIDENTE: Vuole spostarsi in quel punto laggiù, per favore?
PUBBLICO MINISTERO: Se si vuole accomodare, capitano, in quella postazione là, vi sono delle foto che fanno parte dei rilievi che io vorrei lei illustrasse perché è più comprensibile per tutti quello di cui andiamo a parlare.
TESTE De Logu: Io ho portato una copia della consulenza per mia memoria.
PRESIDENTE: Benissimo, benissimo, può servirsene.
TESTE De Logu: Grazie.
Vorrei far vedere la planimetria. Ci dovrebbe essere una planimetria in atti dove vengono riportate le posizioni e il metodo seguito per tutti i reperti. Se questa sta qui, io immediatamente posso...
Allora, come si può vedere su questa carta ci sono tutta una serie di numeri dentro dei quadretti. Ecco, ognuno di quei numeri indica un reperto.
PRESIDENTE: Mi scusi, per cortesia, ci può indicare esattamente questa planimetria che numero ha, che posizione ha?
TESTE De Logu: Sì.
PRESIDENTE: Il volume, il fascicolo, negli atti?
TESTE De Logu: Questa è la tavola 1-bis redatta dai Carabinieri Investigazioni Scientifiche rilevamento planimetrico della zona occupata da via Ruggero Sauro-via Boccioni nel quartiere Parioli a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Per la Corte, questa, come altre planimetrie, sono contenute in una busta che, nel fascicolo degli atti di cui dispone la Corte, per numerazione attribuita al momento in cui il GIP ha disposto la formazione del fascicolo, è distinta - parlo della busta - dal numero 5696-bis.
Non so perché sia bis, lo sa chi ha compilato l'indice della numerazione.
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: Bene. Dica pure.
TESTE De Logu: Allora, per quanto riguarda il cratere che è il punto ovviamente più significativo di una scena di un attentato, esso si trovava alcuni metri dall'incrocio fra via Fauro - che è questa via messa in questa posizione qua - e via Boccioni.
PRESIDENTE: Sì, benissimo.
TESTE De Logu: Ed è esattamente in questa posizione qua.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE De Logu: Tutto intorno...
PRESIDENTE: Mi scusi, la posizione è identificata da una serie di numeri: 182, 183, 184.
Non so cosa vogliono significare.
TESTE De Logu: Quelli sono dei reperti che sono stati tratti da quella zona lì.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE De Logu: Ci sono dei reperti che portano quel numero fotografati...
PRESIDENTE: Benissimo. Almeno così sappiamo esattamente anche perché ci sono quei numeri che sono adiacenti al cratere.
TESTE De Logu: Esatto.
PRESIDENTE: Va bene?
TESTE De Logu: Sì.
PRESIDENTE: Prosegua pure.
TESTE De Logu: Sì. L'esplosione dell'autovettura ha provocato, a partire da questo punto - che se per correttezza possiamo chiamare punto zero - tutta una serie di devastazioni là intorno. Ed in particolare queste devastazioni si sono maggiormente concretizzate sulle macchine che stavano lì vicino, sul muretto della recinzione della scuola Cattaneo che sta in questa zona e che era molto prossima al sito dell'esplosione. Qui c'era un cancello che dava accesso al giardino della scuola. E al civico 62 che stava dall'altra parte della strada, ma dirimpetto alla zona dell'esplosione.
A decrescere da questo punto, tutto intorno la devastazione va via via diminuendo fino a piccolissimi danni che si trovano ovviamente lontano dal punto dell'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, noi parlavamo espressamente del cratere.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi io ritornerei un attimo a parlare del cratere e quindi...
TESTE De Logu: Descrivere un attimino...
PUBBLICO MINISTERO: ... vorrei che lei illustrasse quanto risulta da quei reperti fotografici che ho passato all'ispettore Benelli qualche secondo fa.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Precisandoci che si tratta dei reperti fotografici, numeri... - ispettore, se me lo comunica a distanza - 9, 10 11 e 12 del fascicolo intestato a Centro di Investigazioni Scientifiche, contraddistinto dalla lettera C e che costituisce allegato alla consulenza, alla redazione della quale ha contribuito anche il capitano De Logu.
TESTE De Logu: Sì. Allora, qui si vede un cratere che tra l'altro è anche assolutamente puntualmente descritto in un'altra di queste cianografie che sta in consulenza, dove ci sono delle curve di livello e tutte le misure.
Questo cratere è stato, si è generato a seguito dell'esplosione - come dicevo - lungo il marciapiede, a cavallo del marciapiede praticamente dirimpetto al cancello che dava accesso al giardino della scuola e aveva delle dimensioni che adesso sto cercando, perché a memoria non le ricordo.
Chiedo scusa.
Allora, aveva un diametro massimo di 290 centimetri; un diametro minimo di 210 centimetri; e aveva una profondità massima di 40 centimetri.
Purtroppo questo cratere - ma è anche abbastanza normale, succede quando si tratta di situazioni reali - agisce su un terreno non omogeneo.
In pratica, come ho detto, sta a cavallo, ha interessato a cavallo tra un marciapiede e il manto stradale. E, come se non bastasse, ha raggiunto anche e interessato un tombino per l'accesso ad una condotta di cavi telefonici.
Per cui l'esplosione non è avvenuta su un terreno uniforme, assolutamente uniforme. Quindi disegnando, proiettando la sua energia in maniera assolutamente omogenea, ma interagendo su una superficie disomogenea ha impresso una forma disomogenea a questa superficie stessa.
PUBBLICO MINISTERO: Vorrei che osservasse, commentasse le foto successive della stessa pagina. Ecco.
TESTE De Logu: Sì, in questo caso, tra l'altro uno delle due persone che sta lavorando sono io, stiamo rilevando i dati che vi ho appena comunicato.
PUBBLICO MINISTERO: Se non mi sbaglio è una foto notturna, questa.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi è una attività di, per così dire, di misurazione del cratere condotta personalmente da lei...
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... col suo collaboratore, ovviamente già in ora notturna.
TESTE De Logu: Certo. Sì, dottore, infatti io le ho detto prima, cioè quella notte non siamo andati a letto.
Praticamente il cratere è uno degli elementi fondamentali nella scena di una esplosione. Quindi, come si diceva, i caratteri macroscopici dell'esplosione vanno subito investigati e subito assicurate quelle informazioni.
Poi, ovviamente, altri elementi verranno ad acquisirsi man mano.
PUBBLICO MINISTERO: Progressivamente.
TESTE De Logu: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Questo...
TESTE De Logu: Ma il cratere è il principale elemento. Quindi è ovvio, è stato subito interesse nostro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma è ovvio che al Pubblico Ministero interessa verificare se questo cratere è stato, anche alle sue dimensioni, studiato sul momento e poi da chi, ovvero chissà quando e chissà da chi.
TESTE De Logu: Certo, certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Invece apprendo che una delle persone che è in fotografia è lei. A parte che la riconosco, voglio dire. Ecco, benissimo.
Si parla di reperti macroscopici. Abbiamo parlato del cratere e ci ritorneremo.
Ora vorrei che lei indicasse, sempre secondo questo criterio logico, quali sono gli altri reperti macroscopici che, in qualche modo, avete ritenuto come repertatori e poi come consulenti, andassero a coniugarsi con questo cratere.
TESTE De Logu: Sì. A partire dal cratere, una volta diciamo cristallizzati i dati del cratere, si vanno a cercare quelli che sono gli oggetti più interessati all'azione esplosiva, quelli che sono, che possono essere i testimoni migliori dell'azione esplosiva.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi se la interrompo.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'individuazione di questo cratere vi ha immediatamente - a quello che capisco - orientati per una azione esplosiva da ricondursi a qualche cosa.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE De Logu: Tra l'altro, adesso sarà forse un po' difficile risalire qua, però se si vedono le foto che riprendono il muretto della scuola...
PRESIDENTE: Quelle anteriori lo riprendevano. Quelle precedenti lo riprendevano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì
PRESIDENTE: Una delle prime che ci ha fatto vedere, guardi.
TESTE De Logu: Sì, eccola, questa qua.
PRESIDENTE: No, alzi per cortesia... Ispettore può... Ecco, di qua si vede, sì.
TESTE De Logu: Ecco, dietro quel signore con la maglietta a maniche corte vicino al vigile...
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: ... se ingrandiamo, c'è un muretto. Su quel muretto vedrete tutta una serie di buchi.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: I quali hanno anche una certa provenienza.
Ci sono delle striature, si possono... Insomma, l'occhio esperto le riconosce.
Queste hanno un orientamento, questo qua significa che la bomba non era per terra, ma era in qualche modo rialzata e che ha prodotto un sacco di schegge.
Questo è uno degli elementi che un occhio esperto stabilisce subito che si tratta di un contenitore metallico che è stato fatto esplodere con una certa altezza. Facendo uno più uno, si stabilisce che si tratta di una autobomba, o perlomeno è un indice molto concreto di questo.
Altri reperti... Quindi, a questo punto avevamo già: c'era stata una esplosione, una esplosione grande, cioè consistente, perché il cratere non era piccolo. Con quegli elementi sapevamo che si trattava di una esplosione ad una certa altezza dal suolo provocata da un contenitore che aveva, metallico.
Quindi, aggiungendo tutti questi elementi, si arriva a ipotizzare, diciamo così, che si trattasse di un'auto, all'interno della quale era collocato un ordigno.
E' anche nostra nozione ormai assodata che l'auto dove sta l'ordigno, probabilmente o non si trova, o se ne trovano piccoli pezzi, o i pezzi più grossi che si trovano sono quelli degli organi metallici pesanti.
Quindi possono essere i molloni, i dischi delle ruote... Come si chiamano, insomma, le ruote tolta la parte di gomma. I cerchioni, ecco, non mi veniva la parola. Il motore, gli assali, i molloni degli ammortizzatori e così via. Mentre il resto della carrozzeria, normalmente non ha una resistenza tale da sopportare l'esplosione, soprattutto una esplosione che fa quel tipo di cratere. E che quindi questi materiali probabilmente sono sminuzzati tutti intorno e bisognerà recuperarli con pazienza nei giorni successivi.
Invece si trovò - ora ricordo - una macchina i cui reperti stavano tutti da una parte. Addirittura proiettati molto, abbastanza significativamente lontani dal punto dell'esplosione, ma tutti da una parte, tutti verso diciamo il Teatro Parioli, cioè verso questa zona qua.
PRESIDENTE: La zona alta di via Fauro.
TESTE De Logu: Esatto. La zona alta di via Fauro, definiamola così.
Questi reperti che furono individuati già la notte stessa perché erano molto significativi, e poi si ha la tendenza, quando si vede una macchina molto accartocciata, a pensare che sia l'autobomba. E invece non è così. Probabilmente è un'auto che era molto vicina al punto dell'esplosione, ma non è l'autobomba. Perché? Perché è anche abbastanza semplice da spiegare questa cosa:
L'autobomba, proprio perché c'ha la bomba all'interno, i suoi pezzi minutissimi li spara tutti intorno, con un raggio, è ovvio, perché l'azione espansiva sta all'interno.
Se invece una macchina o un altro oggetto prende l'onda esplosiva da una direzione preferenziale, per esempio davanti o di dietro, di fianco, insomma, da qualche parte, tutta, essa va tutta nella direzione da dove gli arriva il fronte d'onda.
Ecco perché è una delle macchine che si disse subito: ah, questa è l'autobomba.
Invece non era vero, ma era una delle macchine che si disse subito: ah, questa è l'autobomba.
Invece non era vero. Ma era una delle macchine vicine, fu ritrovata praticamente o sugli alberi, o i pezzi che poi ricaddero in una parabola che partiva dalla prossimità del cratere e andava verso il cinema Parioli, verso la zona alta di via Fauro, era una Cinquecento.
Tra l'altro, guardando bene lì attorno trovammo, successivamente questo, anche un pezzo di motore che ci creò non pochi problemi, in quanto quel motore risultava essere modello montato su 126. Invece noi avevamo i pezzi di carrozzeria di una Cinquecento. Qualche tempo dopo invece poi ho appreso - adesso non ho qui un verbale dove è sancito - però mi ricordo che il proprietario stesso ci disse: sì, gli avevo sostituito il motore con un equivalente da 126 a Cinquecento.
Questa macchina - che adesso viene studiata - era un'altra di quelle dei reperti più significativi che già si vedevano la notte. E si vedono in questa foto qua che adesso...
Ecco, si trovavano nella zona molto alta di via Ruggero Fauro. E tra l'altro poi si vede che è una Cinquecento di colore blu, perché si distingue ancora - queste sono foto fatte proprio nella notte - qualche pezzo di lamiera si vede ancora. Ecco, per esempio questo è un pezzo di lamiera di colore blu.
E i reperti di questa macchina stavano tutti da una parte.
Poi ci sono alcune foto, mi ricordo che qualcuno mi ha...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti capitano, un secondo.
Se vuole indicare al microfono i reperti fotografici e il fascicolo di riferimento. Così rimane nella...
PRESIDENTE: Ecco.
TESTE De Logu: Allora, le foto sono: 114 e 115. E la scheda è allegata, è quella fatta dal Centro Carabinieri Investigazioni Scientifiche, ed è indicata come B.
Il tragitto che avevano fatto questi reperti fu evidente.
Innanzitutto vi vorrei attirare l'attenzione su quelle foglie che stanno insieme ai reperti. Questo significa che quel reperto è passato in mezzo agli alberi con una concreta velocità. Infatti si è portato appresso un bel po' di fogliame.
E poi ci dovrebbe essere una foto dove pezzi di questa macchina sono rimasti attaccati sugli alberi e addirittura, in questa foto, c'è rimasta la targhetta. E quindi è un caso più unico che raro di dimostrazione che lì c'è passata una Cinquecento.
Questo è un albero abbastanza alto, eh.
C'è un'altra foto dove si vede che per andare a pigliare quel pezzettino c'è voluto una scala dei Pompieri. Ovviamente alcuni giorni dopo, quando gli abbiamo dato l'autorizzazione di poter fare manovra in mezzo ai reperti che stavano per terra.
C'è anche una foto dove si vede la scala dei pompieri che ci va a prenderla.
PRESIDENTE: Potrebbe piuttosto, per cortesia, farci individuare su quella pianta in scala la posizione di questi reperti della Cinquecento-126?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Possiamo fare l'identificazione, sia con riferimento alla planimetria sulla quale sta lavorando il capitano, sia con riferimento alle piantine che accompagnano la consulenza, perché il capitano ha sottoscritto anche...
TESTE De Logu: Ecco, qui si vedono gli alberi con i rami...
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE De Logu: Sì, gli alberi con i reperti.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, capitano, le spiace tornare a quella fotografia scattata in ora notturna...
PRESIDENTE: Quella dei rami?
PUBBLICO MINISTERO: ... nella quale si intravede almeno la parte anteriore di un veicolo accanto al quale erano posizionati quei reperti?
TESTE De Logu: E' questa qua.
PRESIDENTE: Questa?
TESTE De Logu: Infatti questa cercavo.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
TESTE De Logu: Ecco. Adesso io esattamente il punto esatto non me lo ricordo, però basta stabilire dagli atti dove era parcheggiata quella macchina con la targa che si legge molto bene per stabilire esattamente il punto dove stavano quella notte stessa i reperti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Se l'ispettore mette a fuoco, così lo leggiamo tutti.
TESTE De Logu: Io mi ricordo che era nella zona piuttosto lontana dal cratere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quella mi pare una Simca. Io leggo: 6TM3886.
TESTE De Logu: Esatto. Poi, dove stava parcheggiata quella là, parcheggiata...
PUBBLICO MINISTERO: Posso sottoporle questo inserto qui?
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dove c'è tutta una legenda. E poi lo verifica...
TESTE De Logu: Allora...
PUBBLICO MINISTERO: La può mettere sempre sotto il visore, eh. Che è la cosa migliore.
TESTE De Logu: Sì, sì. Allora, qui su, il cratere sta qua. Il cratere è a questo punto qui. E questo punto qui, al numero 38, se poi andiamo a guardare il numero 38 corrisponde ad una Talbot targata 6TM3886, che è quella che si vede nella foto notturna: 6TM3886.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ah.
TESTE De Logu: E si vede molto bene qui.
PRESIDENTE: Non si può sapere più o meno a che distanza fossero questi reperti, rispetto al cratere?
TESTE De Logu: Allora, questo è...
PRESIDENTE: Anche in via approssimativa, eh.
TESTE De Logu: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma credo che sia rilevato con esattezza, eh, questo dato. Fa ragione di ritenere.
TESTE De Logu: Allora, il cratere è questa macchia scura qua.
PRESIDENTE: Certo, certo. Sì.
TESTE De Logu: Questa è via Boccioni.
PRESIDENTE: Certo.
TESTE De Logu: I reperti stavano quassù.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: Ecco, la distanza esatta adesso è un po' difficile a calcolarla senza righello, senza... Comunque sono alcune decine di metri.
PUBBLICO MINISTERO: A me pare - dico la verità, capitano - che da qualche parte fosse riportato questo dato, eh.
TESTE De Logu: Onestamente così non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
TESTE De Logu: Non lo metto in dubbio che sicuramente è riportata. Sarà anche nelle piante, dalle piante stesse si potrà evincere. Però ora qua non mi viene una misura esatta.
Comunque stavano di fronte al civico 37.
PRESIDENTE: Sì, questo risultava anche dalla fotografia, se non mi sbaglio.
TESTE De Logu: Ecco, insomma, il civico è ancora lì, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Le sue planimetrie sono sicuramente in scala?
TESTE De Logu: Sì. Ma in questa planimetria mi sa che non arriviamo neanche fin là, eh. Perché è il particolare della zona del cratere.
PRESIDENTE: Qui abbiamo...
PUBBLICO MINISTERO: Allora possiamo dare almeno una distanza non inferiore alla quale si trova quel reperto.
PUBBLICO MINISTERO: Pubblico Ministero, abbiamo un calendarietto che ha, è centimetrato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma il capitano sta dicendo che nelle planimetrie realizzate dal CIS che sono in scala...
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... addirittura il reperto esorbita.
PRESIDENTE: Dalla...
PUBBLICO MINISTERO: Allora io suggerivo al capitano di misurare le distanze massime nelle quali ci sono i reperti. Potremo almeno dare una indicazione alla Corte. Nel senso che: questo reperto è... Nel senso: sempre superiore a.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE De Logu: Vediamo se riesco a fare questa operazione.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Casomai questo dato lo ricupereremo in qualche modo.
TESTE De Logu: Sono 5000 centimetri. 5000 centimetri sono 50 metri. Sono circa 50 metri.
PRESIDENTE: Lo ripeta al microfono, per cortesia.
TESTE De Logu: Circa 50 metri.
PRESIDENTE: Tra il cratere e l'ultima rilevazione...
TESTE De Logu: No, tra il cratere e i reperti.
PRESIDENTE: I reperti di cui ci occupiamo, o gli ultimi reperti...
TESTE De Logu: Questi reperti qua.
PRESIDENTE: questi reperti qui, questi specifici della Cinquecento-126.
TESTE De Logu: Sì, se non ho sbagliato i conti fatti così, ma dovrebbe essere sui 50 metri.
PRESIDENTE: Bene.
TESTE De Logu: Metro più, metro meno.
PRESIDENTE: Sì, sì. Certo. Possiamo andare avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Allora, questo per così dire è il secondo reperto macroscopico che lei ha illustrato anche con riferimento a qualche elemento di dettaglio, tipo la targhetta inserita nell'albero, tipo - se non mi sbaglio - anche la...
TESTE De Logu: Beh, era importante...
PUBBLICO MINISTERO: ... elementi di carrozzeria.
TESTE De Logu: Sì, ma soprattutto la balistica che ha avuto questo reperto, era importante. Perché consentiva di escludere che non era quella l'autobomba.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ci arriviamo, infatti.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Visto che ci occupiamo di veicoli, vi è stato qualche altro veicolo che per voi ha assunto la qualità e il ruolo di reperto primario per ricostruire l'accaduto?
TESTE De Logu: Quando si tratta di autobombe, come ho detto prima, l'autobomba vera e propria probabilmente è minutamente frammentata. Quindi, alla fine si va alla ricerca di quelli che sono i materiali che offrono maggiore resistenza.
O meglio: che si sa che si distruggono di meno all'azione esplosiva.
PRESIDENTE: Mi scusi, abbia pazienza, quando lei dice 'probabilmente', è un probabile che deriva da precedenti esperienze?
TESTE De Logu: Sì, certo.
Allora, lì avevamo molti rottami, cioè estremamente rotta questa qua che stava a 50 metri. Però tutta da una parte. Quindi non era quella l'autobomba. Poi avevamo un motore che bisognava battezzare, dare a qualcuno. Perché i motori sono quelli che sopravvivono a questo tipo di esplosioni. E poi, dall'altra parte, c'era un motore che era diciamo esattamente dall'altra parte della... Oltrepassata via Boccioni, sempre lungo via Fauro, ma via Boccioni, oltrepassata via Boccioni...
PRESIDENTE: Ecco, possiamo vederlo?
TESTE De Logu: In questa zona qua.
PRESIDENTE: Ah, esattamente nella direzione esattamente opposta.
TESTE De Logu: Esattamente opposta. Qui c'era un altro motore. Però non c'erano altre...
PRESIDENTE: Scusi, mi scusi, capitano, ma ci vuole dire a che punto dei due che sono sottolineati lì in quella zona corrisponde il motore di quella che presumo lei parli della FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: No, la Corte lo conosce già il dato, eh. Glielo abbiamo già ricostruito stamani.
PRESIDENTE: Sì, ma sarebbe bene ripeterlo per tranquillità. Perché è un altro consulente, quindi vediamo che coincidano.
TESTE De Logu: Lì, dove ci sta scritta la lettera D...
PRESIDENTE: T come Torino?
TESTE De Logu: D come Domodossola.
PRESIDENTE: Ah, D come Domodossola. Ah, ho capito.
TESTE De Logu: Ecco.
PRESIDENTE: Quello è...
TESTE De Logu: Quello era un motore. Infatti c'è scritto nella legenda, lì c'era un motore che era andato ad incastrarsi praticamente...
PRESIDENTE: Fra i due veicoli.
TESTE De Logu: Esatto. Parcheggiati. Più altri rottami lì avanti.
Però lì c'era un altro motore. Quindi avevamo due motori e una carrozzeria fra quelle particolarmente distrutte.
L'altro motore che era sulla scena dell'attentato invece è a monte del cratere, sopra il cratere.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: Qui, in questa zona qua.
PRESIDENTE: Sì, sì, certo certo.
TESTE De Logu: Ecco. Il motore che stava a monte del cratere è il famoso motore della Cinquecento-126.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: Quindi avevamo a questo punto: un motore della 126 e dei frammenti molto rotti, ma sempre riconducibili ad una Cinquecento e un altro motore.
L'altro motore non poteva non appartenere ad una macchina la cui carrozzeria era stata sminuzzata molto di più della Cinquecento. Il che lascia ritenere che fosse l'autobomba. O quella che doveva contenere l'esplosivo.
Questo è il percorso logico che si fa in questo tipo di attività.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: E questo è il motore di cui stiamo parlando, capitano?
TESTE De Logu: Sì, sì. E qui si vede anche il motore nella foto a fianco. Ci sta un motore che sta incastrato qua.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, per così dire, è un reperto che era localizzato territorialmente diciamo nell'area di competenza della Polizia di Stato.
TESTE De Logu: Sì. Sì, per questo noi non l'abbiamo investigato più di tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
TESTE De Logu: Però io ero lì, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Penso che la conosca lei questa repertazione.
TESTE De Logu: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Visto che è allegata alla...
TESTE De Logu: Sì. No, ma l'ho visto anche il motore lì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, ecco.
TESTE De Logu: Quello che io non ho fatto, siccome era nella zona di competenza dei colleghi, è stato di investigare più di tanto questo motore. Quindi fare la rilevazione del numero di matricola, chiedere alla Centrale di chi sta, eccetera, eccetera. Questo non l'ho fatto io.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Sappiamo chi l'ha fatto.
Ecco, questo qui è il motore. La posizione di questo motore l'abbiamo, per così dire, già indicata in questa planimetria.
Ecco, lei un attimo fa ha detto che era un motore senza carrozzeria.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché, a livello di distruzione della Cinquecento non c'era una carrozzeria che potesse, per così dire, sposarsi a questo motore.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è il discorso che ha fatto.
TESTE De Logu: Sì, diciamo che c'era un motore in più rispetto ai pezzi evidenti delle macchine, per quanto distrutte.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: Mi scusi, scusate un momentino. Sempre per chiarezza: non è stato trovato nessun reperto rapportabile, quale carrozzeria, molloni, o altre cose, a questa auto cui apparteneva il motore trovato qui alla lettera B?
TESTE De Logu: Piano piano, sì. Adesso noi stiamo parlando...
PRESIDENTE: Della prima...
TESTE De Logu: Certo, nell'immediatezza.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE De Logu: Abbiamo parlato dei reperti più significativi.
PRESIDENTE: Certo, sì.
TESTE De Logu: Poi i vari pezzi si trovano fino addirittura a ricostruire la macchina stessa.
PRESIDENTE: Ho capito. Ha ragione. Il Pubblico Ministero lo aveva segnalato, ma io me n'ero dimenticato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, infatti, a partire dal rilievo che una carrozzeria, per quanto danneggiata, ma che si ritrovasse come pezzo unico da mettere insieme, da sposare al motore, non è stata rinvenuta.
E' stato ritrovato però qualche reperto che poi invece avesse una qualche parentela con questo motore?
TESTE De Logu: Sì. Successivamente - ma questo posso dire nei mesi successivi - noi abbiamo preso tutto ciò che c'era...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, aspetti capitano. Dico sul posto, come repertazioni di cui lei si ricordi, sennò glielo ricordo io, ricorda che è stato ritrovato una parte di telaio che aveva un determinato numero di identificazione?
TESTE De Logu: Ah. Nel proseguo del sopralluogo e giorni successivi, ricordo che mano mano furono trovati altri pezzi. E in particolare la parte che sta sopra il mollone dell'ammortizzatore che fu trovata, se non ricordo male, in una zona compatibile con l'esplosione, dove c'era un numero di telaio che era collegato al numero del motore, questo sì.
Però siccome questi materiali stanno nella zona che fu investigata della Polizia, io lo so perché quando si trovava qualcosa di significativo qualcuno me lo veniva a dire. Ma non ho...
PRESIDENTE: Perché lei andava e verificava anche lei.
TESTE De Logu: Certo.
PRESIDENTE: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le è noto - penso di sì, insomma - le è noto il rinvenimento di un libretto di circolazione?
TESTE De Logu: So che nei reperti c'era un libretto di circolazione, ma questo è uno di quegli elementi che fisicamente io non ricordo dove sia stato trovato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma io anticipo subito una domanda.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Eh? Visto che lei poco fa si è rifatto ad un dato per così dire esperienzale...
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Penso che sarà a livello di esperienza diretta, o anche a livello di letteratura scientifica, o letteratura specializzata.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Circa i danni, o comunque la sorte che ha un veicolo che sia contenitore di una carica esplosiva, quantitativi significativi tali da comportare la distruzione del veicolo stesso, eccezion fatta per le parti meccaniche più importanti.
Ecco, a partire da questa premessa di ordine teorico, per così dire, lei ritiene possibile che, nonostante la distruzione, praticamente annienti tutte le parti non particolarmente resistenti del veicolo?
Lei ritiene possibile che un manufatto estremamente fragile come può essere appunto un libretto di circolazione, scampi alla distruzione del veicolo e le sue parti più solide?
TESTE De Logu: Ma guardi, sì. L'esplosione è un fenomeno abbastanza strano. A volte bizzoso, potremo dire quasi così.
Ma ha una spiegazione scientifica: i metalli è vero che sono resistenti, ma a volte possono essere poco elastici. Altri materiali, tipo la tela, tipo la carta, tipo determinate superfici plastiche molto leggere, queste riescono, a seconda della distanza, a seconda di come si offrono al fronte d'onda, a seconda che ci siano o meno davanti altri materiali. Che ne so, una borsa che poggia sul sedile dietro il quale c'è l'esplosivo. Queste addirittura a volte riescono a sopravvivere assolutamente intonsi all'azione esplosiva.
Per esempio, un dato esperienziale: io, per San Giovanni in Laterano, ho trovato il bollino dell'assicurazione praticamente integro che stava sul vetro della macchina esposto. Adesso non mi ricordo se era il bollo, o l'assicurazione. Probabilmente l'assicurazione.
PUBBLICO MINISTERO: Dell'autobomba?
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, quella che lei ha identificato come autobomba.
TESTE De Logu: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si è salvato il contrassegno dell'assicurazione?
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE De Logu: Quindi non mi stupisco più di tanto se un materiale, tipo un libretto di circolazione o altri documenti sopravvivano. Perché non hanno, non offrono resistenza. E' come il giunco che si piega all'alluvione e poi risale, mentre il ponte se ne va. Eppure il ponte è molto più resistente del giunco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quello che lei dice per la capacità distruttiva del fronte d'onda, come lo ha chiamato, è un discorso che si può fare in termini analoghi anche per quanto riguarda l'onda di calore?
TESTE De Logu: L'onda di calore è così impulsiva in una esplosione che praticamente ha un tempo assolutamente infinitesimo.
Cioè, adesso un esempio. Scusate, potrebbe essere anche interpretato come vanteria, ma non è così: gli ufficiali che fanno il Genio, no? Gli ufficiali di complemento, ma gli ufficiali tutti del Genio, fanno le prove ravvicinate di esplosione. In pratica si fanno esplodere fino a tre chili di esplosivo a pochi passi in una determinata posizione, no? L'onda di calore, loro sono dentro l'onda di calore, ma è così impulsiva che neanche si sente. Lo so per esperienza personale, perché l'ho fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire? E' ridotta a tempuscoli.
TESTE De Logu: E' praticamente zero il tempo in cui si ha l'incremento di temperatura e un ritorno ad una temperatura ambiente, per cui è come se ci passassimo velocemente un cannello della saldatrice sul dito. E' così veloce il tempo di esposizione del materiale organico, della pelle alla fiamma che non gli fa niente. Ci vuole un tempo finito a che una fiamma bruci qualcosa. Un tempo praticamente nullo non produce combustione.
Diverso è se viene attinto invece da schegge incandescenti. Perché le schegge incandescenti, cioè il metallo riscaldato, allora quello tiene il calore e quando colpisce un oggetto ha tempo per cederglielo. Allora è diverso. Però ci deve essere un tempo finito perché un calore venga somministrato ad un altro corpo per avere effetto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stiamo parlando della repertazione più significativa. Quindi abbiamo passato in rassegna un cratere, una Cinquecento, dei rottami dei quali lei diciamo ha una cognizione indiretta, perché sono stati repertati non nella sede in cui il CIS ha operato, o l'arma in genere ha operato.
Ecco, preservando a chi voglia le altre domande sull'argomento, io direi di passare direttamente alla elaborazione dei reperti. Essenzialmente nella qualità sua, questa volta non più di ufficiale di Polizia Giudiziaria repertatore, ma di consulente del Pubblico Ministero.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che aveva un certo tipo di incarico in relazione alle cause dell'accaduto, dico bene?
Allora, mi vuol spiegare intanto capitano come, visto che agivano sul territorio anche i tecnici di diversa estrazione professionale, com'è - intendo dire provenienti dalla Polizia di Stato - considerato che il Collegio dei consulenti del Pubblico Ministero era costituito da: ufficiali dell'Arma dei Carabinieri e funzionari della Polizia di Stato.
Ecco, come avete proceduto, come ha proceduto lei in particolare per quanto riguarda i reperti sui quali poi ha sviluppato una certa attività di indagine tecnica.
TESTE De Logu: Sì. Allora, io, oltre che essere ufficiale dei Carabinieri, occupo il posto dove sto perché sono un chimico. E come tale ho curato massimamente la parte chimica di questo accertamento.
Quindi, sui reperti che noi abbiamo sottoposto all'analisi, io sono andato a cercare le tracce di esplosivo. Questo è stato il mio compito diciamo principale. Non escluso però tutto il resto, ovviamente.
Ecco, abbiamo operato in questa maniera: per i reperti, di tutti i reperti che sono stati trovati, un certo numero sono stati sottoposti ad analisi. Una parte da me, una parte dal collega che fa la stessa mia funzione della Polizia di Stato.
Io, con le mie tecniche analitiche, con gli strumenti che ho a disposizione io; lui, con le sue tecniche analitiche e con gli strumenti che ha a disposizione lui.
Quindi abbiamo scambiato i reperti, i campioni e rianalizzato io i suoi e lui i miei.
PRESIDENTE: Viceversa, cioè.
TESTE De Logu: Esatto. Questo è stato il modo di procedere analitico, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei ha preso per così dire in esame una serie di reperti in via autonoma.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questi sono reperti, come dire, realizzati da lei personalmente anche? Cioè, le prestazioni fatte da lei direttamente, sul luogo del fatto?
TESTE De Logu: Sì, o dai miei più stretti collaboratori, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi interessava sapere questo. Cioè a dire: che tipo di reperti aveva avuto per le mani, ecco.
TESTE De Logu: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: La continuità, voglio dire, tra la repertazione e la consulenza. Ho bisogno di dimostrare...
TESTE De Logu: Ah, sì, sì. No, non c'è stato mai nessun passaggio di reperti oltre... No, i reperti soprattutto quelli alla ricerca delle tracce di esplosivo non pigliano mai altre strade. Quelli vanno direttamente dal luogo dell'attentato al laboratorio.
PUBBLICO MINISTERO: Ne sono convinto. Ma io alla Corte devo, davanti alla Corte so che cos'è di cui devo dare una dimostrazione, positiva o negativa.
TESTE De Logu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perché, anche se è ovvio che deve succedere così, le ho chiesto da dove venivano i suoi reperti.
TESTE De Logu: Sì, sì, sì. Allora, c'è anche una elencazione. Adesso... eccolo qua.
PUBBLICO MINISTERO: Certo che c'è una elencazione nella relazione.
TESTE De Logu: Una elencazione con a fianco i risultati analitici riportata varie volte in funzione delle tecniche particolari utilizzate, a seconda del tipo di accertamento utilizzato.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, cominciamo a dire questo, capitano.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questi reperti sono stati numerosi.
TESTE De Logu: Scusi, non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: I reperti sui quali lei ha esercitato le sue ricerche, sono stati numerosi?
TESTE De Logu: Sono stati statisticamente sufficienti ad accertare il fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Vogliamo dare un ordine di grandezza, in termini di numero?
TESTE De Logu: Almeno 25.
PUBBLICO MINISTERO: La provenienza di questi reperti, rispetto al luogo dove il fatto si è verificato, è stata una provenienza singola, o una provenienza distribuita?
TESTE De Logu: No, no. E', sono reperti presi nell'area...
PUBBLICO MINISTERO: Da punti diversi.
TESTE De Logu: Sì, punti diversi, ma anche significativi di ciò che si andava a cercare.
Cioè, per esempio, è inutile che io cerco i residui di esplosione sulla macchina che sta a 50 metri. Lì, al limite, ne piglierò uno di campione; mentre ne piglierò cinque sul cratere che è la zona dove si concentrava maggiormente il residuo di esplosione. In questo senso.
Sono più campioni presi da più punti, ma con la preferenza tesa ad ottenere dei reperti sui quali poi si troverà il residuo, sennò... In questo senso, guidata in questa maniera da...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è proprio questo tipo di chiarimento di cui avevo bisogno.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sono reperti tipologicamente o merceologicamente analoghi, o reperti anche diversi tra di loro?
TESTE De Logu: No, ci sono, alcuni sono dei lavaggi. Nel senso che sono dei lavaggi direttamente sulle superfici inamovibili che vengono lavate con un solvente, e il solvente recuperato, il solvente recuperato scioglie l'esplosivo e si porta a casa solvente...
PUBBLICO MINISTERO: Qual è il solvente che si adopera per fare questa operazione di lavaggio?
TESTE De Logu: O direttamente il solvente viene recuperato facendolo imbevere su una carta da filtro, o qualcuno usa il cotone, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, nel nostro caso, quale tecnica ha adoperato?
TESTE De Logu: Io preferisco usare la carta. La carta...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ha recuperato solvente allo stato liquido su una carta assorbente.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora dicevano che sono reperti di natura diversa. Alcuni lavaggi, come li chiama lei...
TESTE De Logu: Sì. Altri sono proprio pezzi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE De Logu: Per esempio, qui leggo: "Recinzione".
La recinzione è la parte che c'era una rete che chiudeva il giardino della scuola. Quella l'abbiamo tagliata, ce ne siamo portati un pezzo in laboratorio, l'abbiamo lavata e lì non c'è bisogno di passare dalla carta, si recupera direttamente il solvente.
Poi ancora continuando c'è del terriccio. Il terriccio viene preso così com'è, portato in laboratorio, bagnato con il solvente, il solvente fatto filtrare e poi recuperato. E così via.
Poi ci sono frammenti metallici, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE De Logu: Il frammento metallico si porta così com'è in laboratorio e si analizza. Questa...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ha detto che ha esercitato questa attività di ricerca su un numero ritenuto congruo secondo i criteri di questo tipo di indagine intorno ai 25 pezzi.
TESTE De Logu: Sì. No, ho detto: non meno di 25 pezzi.
PUBBLICO MINISTERO: Non meno...
TESTE De Logu: Perché ci sono certi reperti che possono essere, che vengono collezionati per fare un determinato tipo di analisi e quindi devono essere presi in una certa maniera; ci sono altri reperti che vengono presi in un'altra maniera ancora perché devono essere avviati ad una tipologia differente di indagine.
In questa tabella, sono sicuro perché ho almeno 25, sono sicuramente qua, perché li sto vedendo.
Poi, in altre analisi ce ne possono essere degli altri.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, a questo punto capitano bisogna che lei spieghi alla Corte che tipo di ricerche ha fatto.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Proprio cioè a dire le metodiche di indagine analitica adottate.
TESTE De Logu: Allora, come collegio di consulenza, cioè tra me e il collega della Polizia di Stato, penso che abbiamo utilizzato quello che all'epoca disponevamo di tecnologia. Tutto, tutto ciò che la tecnologia a livello mondiale aveva messo a punto fino al giorno in cui noi abbiamo fatto questa consulenza, li abbiamo usati tutti.
Allora, in particolare io ho utilizzato una tecnologia che si chiama spettrometria di mobilità ionica e che consente proprio questo tipo di indagini - poi possiamo spiegarla nei particolari - e un'altra tecnologia che si chiama gascromatografia accoppiata alla spettrometria di massa.
Queste sono le due tecnologie che ho adoperato io.
Il collega della Polizia Scientifica ha utilizzato altre tecnologie, tra i quali sempre la GC, la gascromatografia con spettrometria di massa, e più ha avuto modo di utilizzare anche gascromatografia con gascromatografia con rivelatore TEA; APLC con rilevatore TEA, cromatografia ionica. Insomma, le abbiamo provate tutte, via. Almeno sei tecniche.
PRESIDENTE: Almeno sei...
TESTE De Logu: Sei tecniche differenti.
PRESIDENTE: Tecniche diverse.
TESTE De Logu: Con altrettante apparecchiature diverse.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la Corte già conosce in qualche misura...
PRESIDENTE: Le tecniche.
PUBBLICO MINISTERO: Qualcosa sulle tecniche, nel senso che, esperti del ramo come lei, hanno già fornito dei chiarimenti alla Corte.
Il Presidente e la Corte, se poi ritengono, le faranno tutte le domande del caso.
Io, a questo proposito, cioè a dire sul livello di impostazione teorica su una ricerca di questo genere, faccio una domanda sola: come mai, anche in questo caso, lei e il suo collega di Polizia di Stato, dottor Massari, avete messo in campo complessivamente invece che una tecnica, la più accreditata, sei tecniche diverse?
TESTE De Logu: Dunque, forse nelle aule di Tribunale non arriva mai la complessità vera da un punto di vista scientifico di questo tipo di indagine, perché mediata da noi.
Però forse sprecare due parole a questo punto, forse è utile.
Cioè, dovete immaginare che noi andiamo a ricercare tracce sotto, anche sotto il miliardesimo di grammo. E questo non sarebbe niente se fosse su un supporto assolutamente sterile e pulito. Il fatto è che non è mai così. La matrice, cioè il pezzo dove io vado a cercare quel miliardesimo di grammo, c'ha dentro di tutto. C'ha olio di motore, benzina, polvere, tutto le peggio cose che ci si possa immaginare.
Quindi, queste complicazioni inducono a delle complicazioni di rilevazione notevoli.
A questo si aggiunge che gli esplosivi, alcuni sono rilevabili meglio con una determinata tecnica; altri sono rilevabili meglio con un'altra tecnica. Non solo, ma la prima tecnica magari vede meno gli inquinanti, mentre la seconda li vede di più. Allora è un equilibrio dove l'ottimo, il migliore equilibrio diciamo è abbattere più possibile gli inquinanti e elevare al massimo possibile le tracce di esplosivi.
Questo equilibrio non è facilmente raggiungibile, e allora bisogna affinare le tecniche, cambiare la tecnica in modo da arrivare sempre al miglior rapporto inquinanti-esplosivi.
E' per questo che si usano tutte queste tecniche, in ultima analisi. Poi, va be', si può discutere dal punto di vista economico, chi ce l'ha, chi non ce l'ha. Dal punto di vista professionale: se lo so usare, o non lo so usare. Ma a parità di... Diciamo, posso disporre di tutti gli strumenti di questo mondo, o la migliore professionalità di questo mondo. Alla fine questo equilibrio tra inquinanti ed esplosivo che devo andar a cercare, mi obbliga a cercare varie tecniche.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, capitano, e quindi per i reperti sui quali lei ha condotto in prima persona con le metodiche che ha illustrato le indagini di tipo qualitativo, per così dire, che risposta le hanno dato?
TESTE De Logu: Come risultato definitivo, cioè alla sommatoria di tutte le metodiche messe in campo, noi abbiamo trovato tracce...
Ci vado perché sono prudente, eh. Me lo ricordo, ma...
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE De Logu: Allora, abbiamo trovato tracce di etilenglicole di nitrato EGDN, nitroglicerina, dinitrotoluene, trinitrotoluene, pentrite, ET-4.
Praticamente sono i componenti di tutti gli esplosivi comunemente utilizzati in Italia.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, ricapitolando: il trinitrotoluene che è quello che si chiama tritolo.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'RDX e T-4, sotto il nome di T-4; la pentrite va sotto il nome di pentrite, e poi abbiamo queste altre specie di esplosivi l'EGDN...
TESTE De Logu: L'EGDN, la nitroglicerina e il DNT. Il DNT è il dinitrotoluene, anziché trinitrotoluene. Ha due gruppi nitrici anziché tre sull'anello aromatico del toluene. L'EGDN e la nitroglicerina differiscono soltanto per un gruppo. Praticamente è una nitroglicerina più corta l'EGDN, se mi passate questo termine.
PUBBLICO MINISTERO: Si possono dividere, come dire, per famiglie, questi...
TESTE De Logu: Allora, questo è dato grezzo, il dato analitico.
Dove si trovano questi esplosivi, negli esplosivi reali? Queste specie esplosive negli esplosivi reali?
Allora: EGDN, nitroglicerina. DNT e TNT sono i costituenti normali delle dinamiti da cava, dei gelatinati da cava, quelli che si trovano in qualunque cantiere, in qualunque...
Pentrite e T-4: la pentrite fa parte sostanzialmente, è molto diffusa nelle micce detonanti. Il T-4 è un esplosivo un attimino più, tra virgolette, raro ed entra nella composizione di esplosivi di tipo o militare, o che provengono da scaricamento di materiale militare riconvertito in usi civili.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, una volta che lei ha compiuto la sua ricerca sui campioni di cui si è occupato, sui reperti di cui si è occupato, se ho capito bene, questi reperti poi sono stati esaminati dal dottor Massari e viceversa.
TESTE De Logu: I reperti, non i campioni. Cioè, la boccettina col concentrato del lavaggio del reperto. Ci siamo scambiati...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, non il reperto.
TESTE De Logu: Non il reperto. Beh, che è lo stesso, eh, da un punto di vista analitico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dal punto di vista analitico, sì.
Vi siete, per così dire, scambiati i campioni. Possiamo chiamarli così.
TESTE De Logu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, avete registrato diversità di...
TESTE De Logu: No, no. Sostanzialmente si è arrivati alle stesse conclusioni. Sempre però, attenzione, se no non avrebbe avuto senso fare le due cose, no? Tenendo presente che sapevamo a priori che determinate tecnologie certe cose, magari, o non le vedevano, o le vedevano peggio.
Ecco, queste differenze sono state confermate di validità della tecnica, questo sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, abbandoniamo per un attimo il discorso che riguarda le specie esplosive e quindi le indagini analitiche sui reperti propriamente detti.
Lei ricorda che sia stato, nell'ambito di tutto il materiale repertato, che sia stata come dire, dedicata una certa attenzione e con quali risultati, a un reperto metallico che sarebbe più esattamente foto da 91 a 93, allegate alla, proprio quelle allegate alla relazione, devo pensare, sì. L'allegato 12, dell'allegato 12.
Ecco, da 91 a 93 si descrive un certo reperto. Le dico la verità: non so se questo è un punto della relazione sul quale ha più cognizione lei, o il dottor Massari, ma...
TESTE De Logu: Non so qual è il...
PUBBLICO MINISTERO: Va be', me lo dice lei. Voglio dire: una volta che lo vede.
TESTE De Logu: Eh, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome io in consulenza leggo una certa considerazione...
TESTE De Logu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome io non sono stato a far programmazioni ovviamente dell'esame suo e del dottor Massari, quindi leggo una cosa che ho bisogno di chiederle.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Riconosce il reperto...
TESTE De Logu: Non ho fatto io questo tipo di indagine, l'ha fatta il dottor Massari. Però so qual è la storia che c'è dietro questo reperto.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ma se non l'ha fatto lei...
TESTE De Logu: Forse è il caso che lo fa...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ma se non l'ha fatto lei vuol dire che il discorso si approfondirà...
TESTE De Logu: Sì. E' meglio approfondirlo...
PUBBLICO MINISTERO: ... più direttamente con il dottor Massari.
Ecco. Ormai che ci siamo, le chiedo se ha memoria che tra i materiali appunto ritrovati e poi sottoposti al famoso setacciamento che avete eseguito, lei ricorderà che è stato ritrovato, sono stati ritrovati quelli che avete definito numerosi frammenti di un circuito stampato.
TESTE De Logu: Sì, allora...
PUBBLICO MINISTERO: Se lei ha presente questo aspetto della loro attività di ricerca vorrei che lo illustrasse alla Corte e possiamo prendere l'allegato 13. L'allegato 13 che è questo. Perché l'allegato 13 reca proprio foto credo, numerose di questo reperto di cui si sta parlando.
Dunque, se lei ha presente chiaramente poi lo sa da sé, senza bisogno che io...
TESTE De Logu: Sì, ho capito di che cosa si possa trattare.
Dunque, forse è meglio chiarire per evitare qualunque tipo di confusione.
I reperti, cioè, il risultato della spazzatura per terra, proprio fisicamente, della pulizia per terra di tutta l'area, fu recuperato, ognuno nella sua aerea di competenza, in sacchi della Polizia e sacchi dei Carabinieri. Poi, il setacciamento fu fatto parte dalla Polizia e parte dai Carabinieri.
Nella parte dei Carabinieri fu ritrovato un frammento di scheda elettronica. Adesso non so se è questa...
PRESIDENTE: Vuole ripetere, per favore? Un frammento?
TESTE De Logu: Un frammento di scheda elettronica. No? Questa parte fu curata in particolare dal colonnello Lombardi, per cui lui potrebbe essere più puntuale di me.
Ricordo però alla fine che finì questa storia, perché pensavamo di avere individuato un frammento del ricevitore dell'impulso della bomba, del telecomando. Invece no, si trattava semplicemente di un banale telecomando che si tiene in macchina col quale si manda, non si riceve l'impulso, per aprire gli apricancelli.
Per cui, una grossa speranza, alla fine finì in poco.
Non so se si riferisce a questo, dottor Chelazzi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, mi riferivo sostanzialmente a questo. Ma sento che il consulente diciamo...
TESTE De Logu: Sì, gli studi li ha fatti lui, è lui che fa elettronica.
PUBBLICO MINISTERO: ... specializzato sul punto. E quindi è sempre meglio chiederlo a chi ne sa di più.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare però che intanto lei abbia detto che fu accertato che si trattava non della ricevente, ma si trattava dell'apparato con la quale si genera l'impulso per attivare una ricevente.
TESTE De Logu: Trasmittente, sì. Infatti so bene di questa parte qua, perché ci sperammo tanto su questa cosa qui, e invece poi alla fine...
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda ancora se furono trovati dei reperti sempre tipologicamente simili che invece avevano a che fare con circuiti stampati, o per meglio dire, schede elettroniche a servizio però dei sistemi di accensione dell'automobile?
TESTE De Logu: Sì, sì, sì. Ce n'erano tantissimi di questi frammenti di schede elettroniche, però alla fine furono tutti ricondotti a sistemi di uso delle macchine, delle autovetture.
Chi per la benzina verde, chi per altri circuiti strani. Elettronicamente le macchine moderne sono molto complicate.
PUBBLICO MINISTERO: E sono stati questi reperti, a quello che capisco, giudicati indifferenti rispetto ad un ipotetico controllo di attivazione?
TESTE De Logu: Sì, sì. No, alla fine di tutti questi frammenti non ne venne fuori uno che si poteva collocare fuori da un uso ben preciso di una collocazione di una utilità concreta all'interno di una macchina, di una autovettura.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, a questo punto inverto la domanda per chiederle se le consta che ci sia stato il rinvenimento anche nel più minuto dei frammenti di un qualche cosa che vi sia stato possibile ricondurre al sistema diciamo passivo di attivazione della carica.
TESTE De Logu: No. No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, una volta conseguito questo certo qual risultato dal punto di vista analitico, siete stati in grado di sviluppare il dato anche nel profilo del cosiddetto peso di carica?
TESTE De Logu: Sì. Allora, per quanto riguarda il peso di carica noi avevamo un dato, sostanzialmente, che erano le misure, la forma del cratere. Questo era il dato sostanziale che noi avevamo, non avevamo altri dati.
Spiego perché. Allora, già avevo premesso alcune di queste considerazioni. Quel cratere non insiste su un materiale omogeneo, perché è a cavallo tra un marciapiede che ha una certa consistenza e una certa altezza, e un suolo che ovviamente ha una consistenza diversa e una distanza diversa dalla carica.
Poi, la carica era sopraelevata, stava dentro la macchina, sopraelevata e lo abbiamo dimostrato da quel muretto dove ci sono le schegge che si inseriscono ad una certa altezza. Non solo, ma non avevamo fondamentalmente nessun elemento omogeneo sul quale calcolare l'onda d'urto. Perché da una parte verso la scuola, è aperto. No? C'è solo un piccolo muretto basso che serve solo per complicare i calcoli, non per facilitarli. E da questa parte, i muri, che sono quelli dove si può andare a fare le misure, erano protetti dalle altre macchine parcheggiate. Tant'è che gli sono state sparate contro i muri. Questo è assolutamente evidente.
Quindi, una situazione peggiore per fare un peso di carica l'ho trovata soltanto a San Giovanni in Laterano, perché sotto c'era un tunnel che ha sfondato e quindi è ancora peggio.
Era estremamente complesso fare questo, affrontare questo problema, questo dato, da un punto di vista diciamo teorico-matematico.
Nonostante questo abbiamo applicato, ho applicato un certo numero di formule risultanti in letteratura, dalle quali è venuto fuori: allora, posto che il diametro massimo era 290 centimetri, il diametro minimo 210, la profondità 40. E nonostante la disomogeneità introdotta anche dal tombino famoso, applicando queste formule sono venuti fuori tre pesi di carica. Rispettivamente di: meno di un chilo, di 23,5 chili, e di 63,0 chili.
Evidentemente le due formule iniziali, quella meno di un chilo, è assurda. Quella da 23 chili, anche lei è assurda, perché io ho visto macchine esplose con 30 chili di esplosivo dentro, non si rompono come si è rotta la Uno. Quindi non poteva essere neanche questo secondo peso.
Il terzo dato, che è quello più corretto, di 63,0 chili. Però viene fuori da una formula che dà conto di esplosioni avvenute a contatto con il suolo. Questa situazione non era quella reale, perché noi eravamo come minimo a 45-50 centimetri sopra il suolo.
Perché, posto che, ormai avevamo dati più che sufficienti per stabilire che si trattava di una esplosione all'interno di una Uno, l'esplosivo poteva essere messo, visto la distruzione della macchina, o nel bagagliaio posteriore, o nel sedile posteriore.
Posto questo, se si va a misurare il sedile e il bagagliaio stanno tra i 45 e i 50 centimetri da terra. Quindi la carica doveva essere considerata tra i 45 e i 50 centimetri da terra.
Introducendo questo dato dobbiamo praticamente raddoppiare all'incirca questo dato e abbiamo stimato che l'esplosivo applicato in questa macchina sia stato intorno ai 100-120 chili. Tra i 90 e i 120 chili.
Tutte queste complicazioni di tipo matematico presenti, reali, di cui non si può non tener conto, vengono - ed è normale, prassi normale in esplosivistica - aggirate dalla prova di esplosione. Per cui si fa una prova: si piglia una macchina più o meno identica a quella, gli si mette la carica stimata e con una approssimazione del 10-15% si mette dentro un esplosivo. Di norma se ne mette sempre un po' di più rispetto al dato medio statistico, e si vede come esplode.
Se la frammentazione della macchina e soprattutto nei pezzi più importanti la proiezione, benché in campo aperto - e questo ovviamente porta delle approssimazioni anche lì - dei pezzi maggiori arrivano a, come si dice? Sufficientemente ad approssimare l'esplosione in studio, beh, il dato è tutto sommato abbastanza accettabile. All'interno di quello che - io ripeto - sono le approssimazioni che porrei tra il 10 e il 15% in più o in meno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, capitano, lei come dire - ha fatto bene - ha sintetizzato i passaggi successivi della attività di consulenza attraverso anche verifiche come quella che ha indicato, sviluppati successivamente.
Io ho bisogno invece di ritornare un attimo al punto di partenza. In che senso?
Ho bisogno di tornare sul luogo dove si è verificato il fatto, per sottoporle alcuni quesiti.
Ecco, secondo me, un reperto fotografico che può costituire un valido punto di riferimento, un punto di partenza del discorso che io debbo sottoporre, potrebbe essere ad esempio questo.
Però se io le segnalo qual è il problema, i reperti fotografici migliori magari è lei stesso che me li indica, o li ritrova nel...
Io vorrei che lei cercasse di rappresentare questo dato alla Corte: se la distribuzione del danno intorno a quello che loro hanno identificato come epicentro dell'esplosione, sia stato o no una distribuzione uniforme.
Mi pare che voi adoperate un termine che si chiama anche raggio di devastazione, o qualche cosa di simile. Ecco, che sia stato o no uniforme, come primo dato di constatazione. Eh?
Poi dopo vediamo, passiamo alla interpretazione o della uniformità, o della non uniformità.
In ogni caso, ecco, se lei riesce a illuminare, intanto il sottoscritto che le pone la domanda, ma poi anche chi la ascolta e in particolare la Corte, sui dati significativi dimostrativi di questa o uniformità, o non uniformità del raggio di devastazione.
Io propongo questo al capitano, poi casomai se le sceglie lui le migliori.
TESTE De Logu: Allora, forse dottore, ho già anticipato la risposta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE De Logu: Non può essere uniforme, perché già ho detto che era disuniforme il cratere stesso.
La non uniformità di una esplosione è prodotta da tutto ciò che gli sta intorno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE De Logu: Questo è ovvio, no?
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE De Logu: Allora, se fossimo...
PUBBLICO MINISTERO: Ma se lei lo può illustrare, i reperti fotografici...
TESTE De Logu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... con la punta del lapis magari lì sopra.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E tutto poi si fa la realtà in maniera...
TESTE De Logu: Se noi fossimo su un tavolo da biliardo, no? allora verrebbe tutto perfetto, sarebbe riproducibile l'esplosione a 360 gradi.
In questa situazione non siamo, in tutte le situazioni reali, non siamo su un tavolo da biliardo. Infatti noi avevamo, allora, da questa parte praticamente terreno aperto. No?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE De Logu: A parte un muretto che stava in questa posizione qua e che è andato completamente distrutto perché si è preso tutta l'energia dell'esplosione e si vede perché ci sono le schegge. Le abbiamo viste prima.
Quindi, verso la scuola fino ad una certa altezza l'onda esplosiva lavora con la maniera più violenta, perché è vicino, è a due passi.
Sopra a questo muro, invece, c'è proiezione di schegge. Cioè, il muro gli fa da, se non cede, gli fa da trincea. Quindi le schegge partono verso l'alto, superano il muro e vanno via. Altre invece ci infrangono sul muro, se l'esplosione è sufficiente lo distrugge. E tant'è che lo ha distrutto.
Dall'altra parte, verso diciamo...
PUBBLICO MINISTERO: Gli edifici.
TESTE De Logu: Da questa parte qua, scusate, verso gli edifici che cosa c'è? Ci stanno delle macchine parcheggiate, ma ad una distanza superiore rispetto al muretto. Quindi l'onda le lavora in maniera diversa: meno brisante, quindi non le sminuzza come ha fatto col muro, ma gli dà un pugno senza romperle, una forza diciamo - concedetemi l'approssimazione - più di spinta che di spacco. Okay? Le piglia, le sbatte contro il muro.
Contemporaneamente tutta la parete, soprattutto le strutture meno resistenti, beccano l'onda d'urto e le schegge.
Verso diciamo il teatro, che cosa c'è? C'è la Cinquecento che si trova leggermente col muso appena appena sotto la carica. No? Se la carica sta nel portabagaglio. Quindi si becca una forza leggermente dall'alto, quasi a sfiorarla, ma con una leggerissima...
PUBBLICO MINISTERO: Incidenza.
TESTE De Logu: ... incidenza. Quindi la schiaccia verso terra, poi la piglia, la accartoccia e la fa volare per aria. Questa passa sui rami, decolla, ne lascia un pezzo sui rami e ricade 50 metri più in là.
Che cosa non ci va? Il motore. Perché? Perché il motore è pesante e intanto viene incastrato sotto la macchina che gli sta ancora oltre. Quindi lì la forza dell'esplosione non ce la fa e lo lascia lì.
Verso giù che cosa succede? Succede che vengono proiettati tutti i pezzi consistenti della Uno, no? E che sono, quali sono? Il motore, l'avantreno, i molloni che vengono sparati tutti verso avanti. Verso avanti significa un cuneo, no?
Perché, tenete presente che l'operazione non è fatta da un punto, ma da una sfera. Quindi, tutto questo, viene radiale.
Tutto ciò che è davanti a questa mitragliata di schegge, queste più grosse, più pesanti, quindi faranno meno strada ma hanno più peso, quindi dove toccano lo sfondano maledettamente, ed è lì che troviamo il motore, eccetera.
Questa è la situazione nell'intorno più vicino.
Nell'intorno più lontano ancora diciamo questa opera si viene mano mano a spegnere, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE De Logu: Però, ovviamente mandandoci schegge più accelerate, con una differente formazione a seconda della forma più o meno aerodinamica. Perché una scheggia assolutamente quadrata che offre una grossa resistenza all'aria, dopo un po' si ferma. Una scheggia che invece viaggia in questa maniera qua, può viaggiare per parecchio tempo perché offre minore resistenza all'aria. E queste differenze si fanno notare sensibilmente, eh, non è da poco su una accelerazione di questo genere.
Quindi, noi abbiamo che le maggiori devastazioni sono: sicuramente, va be', il cratere, macchina che contiene l'esplosivo, macchina che è appena dietro l'esplosivo, il muretto che ha preso una fortissima scaricata sia di schegge che di onda d'urto, e tutte le schegge che sono arrivate sul palazzo che sta dirimpetto.
Questo è il raggio di devastazione che non è omogeneo per queste questioni qua.
PUBBLICO MINISTERO: Quella foto, lei osserva come tutti noi che subito al di qua del muretto ci sono dei cassonetti del servizio di nettezza urbana. Questi, ecco. Cassonetti che notoriamente sono materiale plastico e piuttosto leggeri.
Il fatto che, trovandosi ad una distanza che io apprezzo tutto sommato relativa rispetto al cratere, siano...
TESTE De Logu: Sì saranno...
PUBBLICO MINISTERO: ... ciò non pertanto abbastanza in ordine, come condizione.
TESTE De Logu: ... meno di dieci metri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' in qualche modo in linea con le considerazioni che lei sviluppava fino ad un attimo fa e con qualcuna di queste in particolare?
TESTE De Logu: Ma guardi, a parte il fatto che non so se quei cassonetti c'erano da prima, o ci sono stati portati, questo non lo so, è un dato che non ho. Comunque basta guardare il muro sotto il quale stanno. Quel muro lì è assolutamente, non è stato toccato. Perché? Perché è stato protetto dall'altro muretto che ha assorbito tutta l'onda d'urto.
Quindi, questa parte qua era come se fosse in trincea, era protetta dall'esplosione, perché c'erano due muri che impedivano all'onda d'urto di scaricarsi lì. Di cui uno, tra l'altro, di quei muretti, quello che è andato distrutto, diciamo ha assorbito tutta l'onda facendola precipitare da sé.
Quindi io ritengo che una persona che fosse stata qui dietro, dove sta questo signore qui che si legge il giornale, no? Forse non si sarebbe fatta neanche troppo male, stando lì.
Ovviamente se non veniva attinta dalle schegge, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, comunque...
TESTE De Logu: O meglio, se vogliamo girare la cosa: tra una persona che sta, dove sta questo signore che legge il giornale, e una persona che sta invece in quest'angolo qui, questo è morto sicuro, questo ha qualche possibilità di...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Veniamo a due altri protagonisti del fatto, vale a dire due autovetture, la cui presenza sul luogo del fatto penso lei stesso abbia constatato.
Mi riferisco ad una Mercedes e ad una Lancia Thema.
Disinteressiamoci, per il momento, dell'auto Mercedes. Occupiamoci piuttosto della Lancia Thema.
Lei ha memoria del luogo in cui questa Lancia Thema fu identificata al momento in cui avviaste i rilievi?
So benissimo che è il territorio di competenza della Polizia di Stato, ma insomma, a prescindere da questo, le chiedo se lei se lo ricorda dove si trovava questa Lancia Thema.
Ora, questa è una semplice fotografia. Aspettiamo un attimo, ispettore.
TESTE De Logu: Sì, sì, ma è lì, dove si trova, eh. Dove è stata ripresa.
Io adesso non ricordo, ma... e comunque non sono stato tra i primissimi ad arrivare. Quindi la macchina io ritengo verosimilmente che sia stata messa lì, spostata lì, perché... O spostata, o era lì, insomma. Comunque io la ricordo sempre lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha presente... Aspetti un attimo ispettore, per cortesia.
Lei ha presente quella posizione che noi osserviamo in fotografia...
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... a che cosa corrisponde sul territorio qui in pianta?
TESTE De Logu: Sì, sì. Dovrebbe essere di fronte al civico 64, più o meno.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole prendere visione un attimino di questa posizione?
Credo che l'ispettore abbia una di queste piantine sottocchio.
TESTE De Logu: Sì, sì. Sta qua.
PUBBLICO MINISTERO: Credo che sia necessario un fascicolo...
TESTE De Logu: Eccola qua. Al numero 4.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è ben visibile per tutti, sì?
PRESIDENTE: Numero 4.
TESTE De Logu: Sì.
PRESIDENTE: Sarebbe quello che indica la posizione del veicolo?
TESTE De Logu: Della Thema, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Della Thema, ecco, in rapporto all'area dove si è verificato l'evento. Quindi siamo...
TESTE De Logu: Eh, più giù...
PUBBLICO MINISTERO: ... in via Fauro.
TESTE De Logu: Più giù, di via...
PUBBLICO MINISTERO: Oltre...
TESTE De Logu: ... Oltre via Boccioni, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oltre l'incrocio con via Boccioni.
TESTE De Logu: Sì, oltre l'incrocio.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla destra...
TESTE De Logu: Sì, contromano.
PUBBLICO MINISTERO: Contromano no, non direi proprio.
PRESIDENTE: Contromano nel senso che di là c'è il senso a scendere?
TESTE De Logu: No, a salire.
PRESIDENTE: A salire, scusi.
TESTE De Logu: Quindi è contromano rispetto... Va be', siccome è senso unico si viaggia a destra e a sinistra uguale.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. Ho capito, lei voleva dire contromano...
TESTE De Logu: Cioè, è con la fronte a sinistra. E' parcheggiata sulla sinistra anziché sulla destra. In questo senso.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, voglio dire...
TESTE De Logu: Solo questo, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: La possiamo vedere in numero pressoché infinito di reperti fotografici. Lì ce ne sono alcuni. Questi sono altri e secondo me questo è molto ben rappresentativo, per esempio.
Questo è il reperto numero 8 proprio del fascicolo allegato A alla relazione di consulenza.
Sì, non mi sembra che sia tanto contromano questa... Diciamo, è parcheggiata sulla sinistra anziché sulla destra.
PRESIDENTE: Sì, sì, contromano...
TESTE De Logu: Sì, in questo senso. E' contromano... Se stava viaggiando, anziché essere parcheggiata, sarebbe contromano, ma quello è un senso unico, quindi non si può neanche dire così.
PUBBLICO MINISTERO: Va be'. Ecco, riprendendo ispettore il reperto fotografico precedentemente... ecco, quello e i reperti successivi. Dall'osservazione di questa foto che riproduce questa automobile vista posteriormente, e poi dai reperti successivi in cui il mezzo è ripreso lateralmente - possiamo andare avanti con le fotografie - ecco, ad esempio questa.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol descrivere che tipo di danno lei...
TESTE De Logu: Una cosa è sicura: quella macchina, quando c'è stata l'esplosione, non era lì. Questo è certo. Non si può neanche discutere, perché come si spiega che ha le devastazioni esattamente dalla parte opposta a dove è avvenuta l'esplosione?
Cioè, se fosse stata lì le deformazioni massime sarebbero state davanti a destra. Invece lui ce le ha posteriormente a sinistra. Quindi questa macchina non stava lì, stava in una posizione diversa, questo è certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che tipo di devastazione o di danno che dir si voglia, lei... Perché poi, voglio dire, questa vettura, l'altra, voglio dire, l'avete avuta materialmente nella vostra disponibilità come consulenti.
TESTE De Logu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ve la siete studiata per tutti i versi.
TESTE De Logu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE De Logu: Questa macchina, questa macchina nella sua zona posteriore sinistra ha ricevuto quelle che sono le schegge verosimilmente primarie di un ordigno. Infatti è tutta bucherellata, è tutta... Questa zona qua si vede molto bene. E' come se fosse stata sottoposta ad una mitraglia che l'ha colpita lateralmente e di dietro a sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Se non mi sbaglio, non è tutta la fiancata sinistra dell'auto.
TESTE De Logu: No. La parte anteriore è meno interessata. C'è una azione decrescente dal, diciamo, fanale posteriore sinistro che è quello che vediamo qua.
Andando verso il fanale anteriore sinistro si vede - è evidente, sta nella foto - un violento decremento dell'azione espositiva a questa forma di mitraglia. Questo è evidente, lo dice la fotografia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo reperto, con questa direi caratteristica abbastanza specifica.
TESTE De Logu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire: questa assoluta diversità del tipo di devastazione a partire dallo spigolo posteriore sinistro allo spigolo anteriore sinistro, in tutto sarà 4 metri e mezzo di roba, poi non molti di più, perché una Thema sarà lunga 4,60, 4,75. Al più sarà stata lunga 4.79 o 4,80, ecco, come va letto. O meglio, come lo hanno letto i consulenti in rapporto anche a quello che si diceva prima circa questa non uniformità del raggio di devastazione?
TESTE De Logu: Sì. Allora, posto che credo sia inutile ancora approfondire il fatto che questa macchina non era lì, perché sennò non si spegnerebbero queste distruzioni, queste devastazioni si spiegano - ritengo soltanto - ipotizzando che la macchina stesse in questa posizione qua.
Infatti prende la mitragliata - passatemi il termine - nel fanale posteriore sinistro e l'effetto mitraglia decade velocemente verso la parte anteriore.
Quindi abbiamo una parte molto danneggiata posteriormente e una parte quasi integra anteriormente.
Questo, per l'effetto schegge, attenzione. Perché l'effetto pressorio ha un comportamento un attimino differente. E', diciamo...
PRESIDENTE: Mi scusi, mi scusi per cortesia. Siccome ciò che rappresenta quella penna non viene ripreso nella descrizione verbale, le dispiace indicarcelo?
TESTE De Logu: Sì.
PRESIDENTE: Verbalmente ha una posizione obliqua...
TESTE De Logu: Sì, come se stesse facendo la curva...
PRESIDENTE: La curva.
TESTE De Logu: ... per immettersi in via Boccioni.
PRESIDENTE: Boccioni.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi una parte ancora sporgesse, voleva dire.
TESTE De Logu: Ancora sporgeva un po'. Attenzione, non è che sporgesse proprio nel senso... Perché già l'ho detto prima: immaginate non come un cannone che tutto sommato, anche se spara a mitraglia, dirige il gettito delle schegge. Perché è una fonte radiale di schegge. Quindi alcune schegge non viaggiano dritte come parallele alla...
PRESIDENTE: All'asse della strada.
TESTE De Logu: All'asse della strada, ma alcune schegge viaggiano anche in questa direzione qua, eh.
Quindi probabilmente la macchina addirittura poteva avere assunto una posizione già oltre la curva, anche se di pochissimo. Ed è stata coinvolta dalle schegge oblique che partivano dal punto zero.
PUBBLICO MINISTERO: Dalle schegge che non si sono arrestate in un corpo solido. Questo è ovvio.
TESTE De Logu: Certo. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Le schegge che avevano luce, voglio dire, che avevano...
TESTE De Logu: Sì, sì. Le schegge...
PUBBLICO MINISTERO: ... una traiettoria libera, sennò...
TESTE De Logu: Sì, sì, sì. In questo senso. Beh, può creare confusione quando uno dice la mitraglia, perché la mitraglia ha un senso che viene definito di proiezione delle schegge in base al cannone. Però vanno tutte in una direzione. No, la fonte di schegge, in questo caso, non è lineare, ma è sferica.
PUBBLICO MINISTERO: Non è per andare sul teorico, ma voglio dire: se si ipotizza, o meglio, avendo lei ricostruito la presenza di una barriera solida, mi sembra che allora la fonte dell'esplosione e quindi della proiezione delle schegge, dà luogo ad una sorta di settore circolare.
TESTE De Logu: Esatto, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E' corretto?
TESTE De Logu: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE De Logu: Basta immaginare come tante linee che partono dal centro di quel cratere e che si allargano a raggiera. Alcune sono state fermate dal muro.
PUBBLICO MINISTERO: Intercettate.
TESTE De Logu: Intercettate, fermate. Sono andate lì a morire, a conficcarsi; altre hanno proseguito in tutte le altre direzioni fin tanto che non trovavano un bersaglio. Alcune hanno trovato la coda della...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, parlava invece dell'effetto pressorio, dell'onda pressoria che ha un comportamento diverso dalla proiezione delle schegge.
Può chiarire questo concetto? Magari possiamo ritornare anche alla fotografia che ci mostra il mezzo, se lei ritiene che ce ne sia qualcuna particolarmente illuminante, sotto questo profilo.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io vorrei capire, per esempio, quella grossa... come dire? Sembra che la macchina sia stata tamponata. Non so se lo vede lei. In alto il tetto è schiacciato.
TESTE De Logu: Sì, l'onda pressoria si muove in due direzioni.
Allora, l'aria è un mezzo elastico. Quando si ha un forte incremento di pressione per una fortissima produzione di gas in un punto molto concentrato, questi poi si allargano molto violentemente facendo appunto un'onda pressoria. Poi non è che finisce così, perché dove prima c'era una forte pressione, finita questa pressione si ha una altrettanta depressione, no? L'aria che stava lì è stata spostata e quindi ci deve tornare.
C'è un'onda cosiddetta retrograda che è meno violenta della prima, ovviamente, perché ha tempi un po' superiori per ristabilire l'equilibrio, ma ha anch'essa una azione.
Quindi, l'effetto di queste due, di questo uno-due, su una struttura, è quello che si vede lì e si vede anche su altre macchine, soprattutto quello di accartocciare, di...
PUBBLICO MINISTERO: Di schiacciamento.
TESTE De Logu: Esatto, di schiacciamento del tetto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi sono caratteristiche questi danneggiamenti, rispetto al...
TESTE De Logu: Sì, questa macchina presenta danneggiamenti da onda pressoria e da schegge.
PUBBLICO MINISTERO: Il tipo... Lei poco fa - abbandoniamo questo discorso, il tipo non c'entra niente.
Ritorniamo... No, stavo per introdurre una domanda con le parole "Il tipo di". Poi ho pensato che invece questa domanda a questo punto non mi fa comodo e quindi cambio argomento. Non mi fa comodo, non sarebbe logica.
Lei stava illustrando alla Corte che, per la determinazione del peso di carica, si è ritenuto da parte vostra opportuno adottare un metodo di verifica a posteriori.
Ecco, vuole illustrare alla Corte di che si è trattato?
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quali tipi di risposte avete avuto sui vari quesiti che come consulenti vi sono state, vi erano state affidate dal Pubblico Ministero?
TESTE De Logu: Dunque, noi avevamo due obiettivi principali: stabilire se i conti che erano stati fatti erano stati fatti con tutte le approssimazioni introdotte per i motivi che prima ho detto, perché non potevamo non introdurle, erano all'interno dell'errore sperimentale accettabili. E l'altro - e infatti nella ricostruzione vengono usate due macchine - era di stabilire se in una diversa situazione le macchine, o meglio il Mercedes che precedeva la Lancia Thema poteva rimanere coinvolto.
Questo era uno dei due, a quel momento investigativo, era uno degli interessi.
Allora, caricando la macchina con un esplosivo più o meno equivalente: 105 chili, se non ricordo male. Vorrei andare a vedere.
75 più 30, 105 chili di esplosivo, sono stati caricati in una FIAT Uno più o meno equivalente a quella che è saltata per aria. E sono fatti esplodere. Anche la carica...
PUBBLICO MINISTERO: Avete preso esplosivo omogeneo per...
TESTE De Logu: Certo, è stato preso un esplosivo che si avvicinasse, come residui, un esplosivo reale, esistente o in commercio, o militare, insomma, non una cosa sperimentale. Un esplosivo commercialmente esistente che simulasse, una volta esploso, gli stessi risultati dell'analisi chimica.
E per fare questo abbiamo utilizzato 75 chili di gelatina 1 che è a base di EGDM, che era nelle tracce, nitrato di ammonio, dinitrotoluene, nitrocellulosa e farina di legno e solfato di baio. Questi tre ultimi componenti sono sotto il 2% per cui non lasciano tracce, in pratica. Per cui questo era, forniva tracce di DNT, nitroglicerina e l'EGDN che abbiamo trovato nelle analisi. E poi ci abbiamo messo ancora 30 chili di compound-B che davano tritolo al 50% e T-4 al 50% che ci davano i residui che abbiamo trovato di tritolo e di T-4.
Poi è stata messa anche della miccia detonante alla pentrite perché avevamo trovato tracce di pentrite.
Allora, questi 105 chili di esplosivo sono stati caricati dentro il cofano posteriore di una Uno; la Uno messa su una strada bitumata e, a 30 gradi circa perpendicolare, ma con un angolo di 30 gradi. Cioè, normalmente alla macchina alla Uno, ma spostata di 30 gradi in avanti, una Mercedes con tre manichini a bordo.
E' stata fatta esplodere, ci sono le riprese filmate che ritengo poi la Corte, non lo so, forse sarà utile vedere perché a spiegare tutto il contesto è un po' più faticoso.
Niente, è stata fatta esplodere. Si è verificato: uno, le dimensioni del cratere. Il cratere è un pochino più grande come dimensioni, ma di questo c'è giustizia nel fatto che si trattava di una stradina in un poligono dove non ci passa mai nessuno, fatta su manto stradale non preparato. Ben differente da quello che è il manto stradale, compresso, preparato di una strada cittadina.
Questo, ecco perché ha scavato 5 centimetri di più l'esplosione e si è allargata un pochino di più. questo è un dato che... Non è comunque, anzi, quei due crateri, dal punto di vista esplosivistico sono praticamente identici, poste tutte le approssimazioni.
La proiezione delle schegge è stata quella che abbiamo trovato in via Fauro, in questo senso.
Il motore è volato per un certo numero di metri compatibilmente con quello di via Fauro. La massima parte dei materiali più grossi sono stati trovati di fronte alla macchina, mentre posteriormente sono stati trovati frammenti estremamente sminuzzati. Perché? Perché la Uno è conformata in quel modo.
Cioè, ha il motore, e i pezzi più resistenti davanti.
E la stessa cosa abbiamo verificato essersi verificata in via Fauro. Cioè, massimo numero di reperti più grandi, davanti; minutaglie dietro e ai lati.
Poi abbiamo visto che l'esplosione di questa macchina ha interessato in maniera proiezione di schegge di questa macchina all'interessato in maniera letale. Io non sono un medico legale, ma due schegge che entrano qua in testa ad una persona credo che non gli lascino molte speranze. I manichini che stavano dentro il Mercedes.
Questo è, in estrema sintesi, il dato oggettivo di quell'esperimento.
Conferma di come erano messe le macchine in via Fauro, conferma degli effetti di distruzione di cratere e accertamento, per quanto la casualità lo possa consentire in questi casi, che produzione di schegge di quell'oggetto si sarebbero, comunque avrebbero interessato quell'altro oggetto, e probabilmente, molto probabilmente in maniera letale.
Questo, ovviamente, in campo aperto. Perché lì c'era un poligono. Cioè, non c'era niente di mezzo fra le due autovetture.
PUBBLICO MINISTERO: L'ispettore le ha passato, appunto, alcune foto che fanno parte dell'allegato 13, se non sbaglio. C'è un numero davanti, sotto...
TESTE De Logu: 16.
PUBBLICO MINISTERO: 16? Ecco, l'allegato 16 alla consulenza.
TESTE De Logu: Alla consulenza.
PUBBLICO MINISTERO: E hanno a che fare, queste foto, proprio con questa attività di tipo sperimentale.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se, ecco, lei vuole meglio illustrare, se ritiene di dover meglio illustrare con riferimento a qualcuna almeno di queste foto. Quello che ci ha detto un attimo fa, può essere che la cosa sia di utilità per tutti.
TESTE De Logu: Allora, questa è la macchina, la FIAT Uno sulla quale verrà caricato l'esplosivo.
Altra angolazione. Posteriormente.
PUBBLICO MINISTERO: Scusate, ma non si vede nulla, eh. Si vede solamente un brillare di qualche cosa...
TESTE De Logu: Sì. Questo è il Mercedes, diciamo bersaglio della precedente.
L'altra angolazione.
PRESIDENTE: A che distanza erano le due vetture?
TESTE De Logu: Un attimo solo. 13 metri.
Questa è la stradina che dicevo prima. Come si vede è una stradina abbastanza rimediata per passaggio di... Tanto per non sporcare le gomme.
Questo è sempre com'è posizionata.
Qui si vedono, si intravedono i manichini all'interno. Sono due davanti e uno nel divano posteriore. Ancora.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora piuttosto che passarle in rassegna una per una, ci vuole tre quarti d'ora. Veda lei se scorrendo rapidamente individua quelle due o tre, non so, che possono servire proprio a portarci...
TESTE De Logu: Questo potrebbe essere interessante da un altro punto di vista, questo è l'esplosivo. Per rapporto con il piede dell'operatore si vede più o meno il volume che occupa, no? Per far vedere che comunque è compatibile con l'essere contenuto all'interno di un bagagliaio.
Questo è l'esplosivo sistemato nel bagagliaio.
Questa è la posizione delle due autovetture vista dal più vicino punto di osservazione, protetto ovviamente.
Questa è la sequenza dell'esplosione, diciamo il primo istante. Non so se dai monitor si riesce ad apprezzare quello che io vedo nella foto, però non so se voi riuscite ma si vedono che la stragrande maggioranza dei pezzi nonostante tutto si vedono in volo e sono quasi tutti in proiezione anteriore e nella foto si vede, non so se dal monitor...
PRESIDENTE: Si vede, si vede.
TESTE De Logu: ... si riesce a vedere. Io da qui non lo vedo.
PRESIDENTE: In maniera abbastanza sufficientemente chiara.
TESTE De Logu: Qui si vede che molti frammenti, frammenti anche abbastanza...
PRESIDENTE: Grossi.
TESTE De Logu: Grossi, vanno verso il Mercedes. E qui anche ora si vede.
Questa la voglio sottoporre alla vostra attenzione per dimostrare come non ci rimane niente di un'autobomba caricata con 100 chili di esplosivo. Quindi ai primi istanti di repertamento diciamo, era veramente difficile stabilire qual era l'autobomba perché è praticamente impossibile, non ci rimane niente, ci vuole un accertamento un attimino più fine.
Poi c'è tutta una sequenza vista da un osservatorio più lontano che ritengo non sia necessario.
Allora, qui si vede il cratere e in profondità, dove stanno misurando lì le persone i reperti più grossi che si vede che sono tutti in direzione anteriore e infatti questi operatori stanno misurando le massime proiezioni ottenute.
Ecco, in questa foto si vedono quelli che sono diciamo i più grossi reperti che sopravvivono a questo tipo di esplosione: un cerchio di gomma della ruota, come avevo detto all'inizio della testimonianza deformato; l'assale, credo che si chiami in questa maniera; ed il motore. Queste sono le cose che diciamo sopravvivono dell'autovettura ancora riconoscibili. Tutto il resto viene molto sminuzzato e ci vuole veramente un attimino di osservazione concreta per ritrovarli.
Nelle due foto successive invece l'effetto delle schegge sulla fiancata esposta del Mercedes. Una è questa, sono schegge minute e poi questa qua dove sono schegge un attimino più significative.
Ritengo che...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'effetto di queste schegge su...
TESTE De Logu: Sugli uomini, sui manichini?
PUBBLICO MINISTERO: Sulle strutture metalliche esterne del Mercedes quali sono state?
TESTE De Logu: Sì, ci sono delle schegge accelerate che l'hanno forata.
PUBBLICO MINISTERO: Sono passanti?
TESTE De Logu: Sì, sì. Beh, alcuni hanno raggiunto i manichini dentro, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Come è riportato anche nelle fotografie successive, possiamo anche far vedere.
TESTE De Logu: A parte la rottura dei vetri che, ovviamente, anche loro producono schegge.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
TESTE De Logu: Anche loro producono schegge, i vetri rotti a loro volta producono schegge accelerate.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE De Logu: E qui si vede nella testa di questo manichino un'uscita di scheggia entrata dall'altra parte e qui esce. Quindi avevano ancora tutta l'energia sufficiente per al limite essere letali.
PUBBLICO MINISTERO: Suppongo che la Mercedes, al momento iniziale dell'esperimento, fosse con i vetri chiusi.
TESTE De Logu: Possiamo guardare.
PUBBLICO MINISTERO: No, se se lo ricorda lei voglio dire, non c'è bisogno...
TESTE De Logu: Non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora controlli.
TESTE De Logu: I vetri erano chiusi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora, come tutti hanno visto, la collocazione dei due mezzi è stata da voi stabilita in un certo qual modo. Addirittura, rispetto alla FIAT Uno che è collocata in una certa qual posizione, la Mercedes è sì ortogonale ma è ortogonale addirittura spostato sulla sinistra.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Riposizionando quelle automobili sulla scena dove si è verificato il fatto di esplosione originale...
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... per caso questa posizione doveva riprodurre che cosa?
TESTE De Logu: La macchina dove c'era il giornalista Maurizio Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma individuata in quale momento? Nel momento di quiete finale o in un momento...
TESTE De Logu: No, non ritengo che potesse essere nel momento di quiete finale, un attimo prima. Cioè, comunque dopo aver fatto la curva, calcolando che la Thema gli stesse di lì appresso. Quindi adesso non è possibile stabilire le misure precise, ma fare un calcolo da dove era la Mercedes con dietro la Thema che offriva ancora la coda all'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è stato all'ingrosso...
TESTE De Logu: Sì, all'ingrosso. All'ingrosso questo è.
PUBBLICO MINISTERO: Allora qual era la differenza reale tra la posizione dei veicoli, quelli che si trovarono in via Fauro, rispetto a quelli che voi avete ricreato...
TESTE De Logu: E' che qui siamo in un tavolo di biliardo, cioè siamo in un campo completamente aperto. Lì c'erano i cassonetti ma soprattutto il muretto e le altre macchine parcheggiate che facevano da trincea.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questo esperimento, sotto questo profilo, che cosa ha dimostrato secondo voi?
TESTE De Logu: Ha dimostrato che se non c'era quel muretto forse c'erano dei morti anche a Roma quella volta là.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, a parte questo che è una proiezione ipotetica ultima.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire che questa vettura Mercedes sarebbe stata raggiunta, a parità di cariche di esplosivo impiegate.
TESTE De Logu: Sì, sì, nella stessa identica situazione, se non ci fossero stati degli oggetti interposti tra la fonte dell'esplosione e il bersaglio - ipotetico bersaglio - la fonte dell'esplosione sarebbe stata letale o comunque concretamente letale nei confronti della macchina bersaglio, ipotizzata come bersaglio, questo è...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Io a lei capitano non chiedo altro perché sicuramente molte cose le saranno chieste dai difensori e poi altri argomenti li vorrei trattare più specificamente col dottor Massari. Quindi per il momento non le chiedo altro.
PRESIDENTE: Parti civili hanno domande? I difensori?
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni, signor Presidente. Qualcuna, ma qualcuna davvero.
Buonasera signor capitano. Senta, io tornerei a quei dati tecnici che lei ci ha rassegnato prima su sollecitazione del Pubblico Ministero circa la probabilità o meno che un oggetto, seppure attinto dall'esplosione, rimanga integro e non venga da essa esplosione distrutto. Da quello che ho capito - e mi corregga se sbaglio naturalmente - le condizioni affinché ciò divenga più probabile sono, da un lato il fatto che il materiale di cui è composto l'oggetto sia un materiale elastico e leggero. E dall'altro che venga spostato dall'onda pressoria in maniera tale da volar via, diciamo, senza incontrare resistenze sul suo tragitto.
TESTE: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Questo è quanto. Lei dall'altro lato ci ha detto che, secondo gli accertamenti che lei ha svolto, la carica esplosiva era una carica che stava a una certa altezza da terra dentro un contenitore metallico che al di là di ogni dubbio è un'autobomba ed era posizionata nel bagagliaio dell'automobile stessa, secondo quello che è stato accertato, no?
TESTE De Logu: Ho detto bagagliaio oppure divano posteriore per chiarezza, per puntualità.
AVVOCATO Gramigni: O bagagliaio o divano posteriore. Ecco comunque ora da, facendo un'osservazione credo banale, il fatto che il motore sia stato proiettato in una certa direzione significa che la carica esplosiva era sicuramente dietro al motore e quindi ha creato questa traiettoria.
Ha detto anche che, per ciò che riguarda la FIAT Uno, gli oggetti che hanno causato più resistenza rispetto al dispiegarsi dell'onda pressoria dell'esplosione sono collocati naturalmente nella parte anteriore, ovvero cioè il motore, diciamo l'avantreno della macchina quindi.
Ecco, da questo devo dedurre che un oggetto che si trovasse nell'avantreno della macchina difficilmente avrebbe potuto essere nelle condizioni in cui lei prima ci ha detto essere più probabile che non venga danneggiato dall'esplosione.
Mi spiego, se un oggetto non vola via perché è collocato nell'avantreno della vettura, è più probabile che rimanga distrutto dall'esplosione, cioè non vola via con la stessa facilità diciamo perché trova posto per dire nel vano portaoggetti che c'è nell'avantreno della Uno.
TESTE De Logu: Mi scusi, non riesco a...
AVVOCATO Gramigni: Cioè...
TESTE De Logu: La domanda non mi è chiara.
AVVOCATO Gramigni: La domanda che le faccio è questa: se un oggetto fosse stato collocato nell'avantreno della FIAT Uno, quindi nel vano portaoggetti diciamo.
TESTE De Logu: Ah, nel vano non nell'avantreno.
AVVOCATO Gramigni: Sì, scusi sono stato... Diciamo nel vano portaoggetti.
TESTE De Logu: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Esplosa la carica esplosiva che sappiamo, quali sono le probabilità che questo oggetto avesse avuto quella sorte, lei diceva, cioè di rimanere integro come il bollino dell'assicurazione che ha trovato in altra indagine.
TESTE De Logu: Sono probabilità finite, cioè concrete e spiego anche perché: il metallo della carrozzeria, facciamo un po' una casistica, il metallo della carrozzeria si sbrindella perché sottoposto a tutta una serie di forze che lo tengono.
AVVOCATO Gramigni: L'effetto trina, no, una cosa del genere.
TESTE De Logu: Perché lo tiene, cioè la carrozzeria è tenuta, è come un involucro tutto intorno alla bomba. La bomba deve sfogare e lo sminuzza.
I pezzi più grossi, più resistenti, ma comunque non per questo non elastici nel senso che hanno altre superfici di rottura tipo il motore che si stacca dai mozzi e poi parte tutto intero, no. C'è un discorso, un equilibrio tra resistenza meccanica ed elasticità. Quindi quello rompe i mozzi e parte integro.
Il foglietto di carta che si trova lì non è tenuto da niente, non offre nessuna resistenza, se ne va con l'onda d'urto e magari rimane integro. Non so se ho spiegato...
AVVOCATO Gramigni: Sì, ecco ma mi chiedevo se il fatto...
TESTE De Logu: Se invece lo stesso foglio di carta per un qualche motivo fosse stato tenuto a due cose che resistevano, lo avrebbe fatto in miliardi di pezzi; anzi lo avrebbe semplicemente rotto, senza neanche farlo in miliardi di pezzi, che poi lo avrebbe fatto sventolare.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, ma mi chiedevo se quella collocazione ne rallentava in qualche modo il tragitto.
TESTE De Logu: No, no, la spiegazione è proprio questa, è che si crea un equilibrio tra scarsa resistenza e forte elasticità. Poi andarci a fare una teoria balistica sul foglio di carta è un po' difficile. La spiegazione però più logica credo che sia questa.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, però è un evento che confina diciamo nel possibile o lo ritiene...
TESTE De Logu: E' possibile nel momento in cui, le ripeto, ho esperienza successiva di aver trovato questo foglietto che ritengo estremamente verosimile che stesse sul parabrezza della macchina.
AVVOCATO Gramigni: Infatti - ed ho concluso - da non tecnico le dico: colgo una differenza immediata fra le due ipotesi perché nell'un caso il bollino dell'assicurazione è esposto sul vetro che a seguito dell'onda, diciamo dell'esplosione sicuramente si frantuma e quindi non implica nessuna difficoltà da parte di questo oggetto di essere proiettato via.
Invece un oggetto che fosse collocato nel vano portaoggetti, giusto appunto, che è mi sembra la parte che offra più resistenza al dispiegarsi dell'onda d'urto, mi sembrava che potesse avere un destino diverso quantomeno in termini di probabilità. Cioè, laddove lì per il bollino c'è 10 su 100, 20 su 100, 1 su 100 mi dica lei, lì ce ne sono meno.
PRESIDENTE: Avvocato, le devo raccomandare che qui siamo in sede di esame, esame, non illustrazione di ipotesi. Quindi deve fare domande...
AVVOCATO Gramigni: Sì, ma il capitano è stato tradotto come consulente.
PRESIDENTE: Sì, ma non deve fare... Deve fare delle domande, quante ne vuole ma domande.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto. Allora, in termini di domanda le dico, che rapporto c'è fra le probabilità che un oggetto allocato sul vetro anteriore della vettura abbia il destino che sappiamo, rispetto a un oggetto che sia collocato nel vano portaoggetti giusto appunto di una...
TESTE De Logu: Sì, guardi, una teoria matematica valida "erga omnes" sul comportamento di un foglietto di questo tipo non esiste...
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE De Logu: Questo è certo, quindi sul mio dato di esperienza lo ritengo non impossibile per sopravvivere.
AVVOCATO Gramigni: Non impossibile. No, appunto, siccome sa noi giuristi ci muoviamo in termini probabilistici rispetto alla ricostruzione dei fatti, naturalmente non in termini matematici.
PRESIDENTE: E' probabile o è possibile?
TESTE De Logu: E' possibile che sopravviva.
AVVOCATO Gramigni: La ringrazio.
TESTE De Logu: Prego.
AVVOCATO Gramigni: Buonasera.
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni.
Caro capitano, senta vorrei che lei esaminasse la immagine fotografica del libretto che anche il Pubblico Ministero prima le ha posto come domanda, che è stato rinvenuto, un libretto di circolazione contestato a questa macchina.
PRESIDENTE: Possiamo individuarlo con una certa rapidità?
AVV. Cianferoni: Questo, così anticipo e si guadagna tempo, mi serve perché lei possa apprezzare la distanza rispetto al punto zero.
PRESIDENTE: Allora prima cerchiamo di ricollegare il punto del cratere con il punto in cui. Scusate un momento, per cortesia...
AVV. Cianferoni: Ma non lo sa, il teste mi pare di aver capito che non sa dove è stato rinvenuto, perché ha detto: 'so che è stato rinvenuto ma non era la mia zona'.
PRESIDENTE: Ma noi possiamo rintracciarlo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lo abbiamo già fatto stamani.
PRESIDENTE: Sì, ho capito ma il teste...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il dato oggettivo, la planimetria è sempre la solita voglio dire, tanto il capitano si rifà sempre alla planimetria che ha il suo numerino, la sua piantina, la sua foto, la macchina... Quello non cambierà mai, l'avvocato lo sa perfettamente...
AVV. Cianferoni: No, ma per andare dietro al Presidente, cambia il consulente. Cioè, abbiamo lo stesso consulente ha detto che tra loro si sono...
PRESIDENTE: Scusate un momentino.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, Presidente.
PRESIDENTE: La ricerca del luogo in cui è stato ritrovato è perché il nostro consulente che stiamo esaminando, nostro nel senso...
PUBBLICO MINISTERO: Del processo.
PRESIDENTE: ... di tutti noi, non ha visto dove è stato trovato. Però basterebbe, ai fini del fondamento e dell'utilità della domanda, che noi gli si indicasse, rispetto alla piantina, è stato trovato in questo punto.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, farlo dire...
PRESIDENTE: No, non l'esame su come...
PUBBLICO MINISTERO: Farlo dire al consulente è sba...
PRESIDENTE: Ma certo, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non serve.
PRESIDENTE: Soltanto fargli vedere dove è stato trovato rispetto al cratere. C'è la possibilità di fare questo?
TESTE De Logu: Sì, sì, l'ho individuato signor Presidente. Vedo qui una foto e se indica l'oggetto qui so più o meno...
PRESIDENTE: Ce lo fate vedere anche a noi per favore?
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
TESTE De Logu: Sì, sì, sta di fronte al civico 62.
PRESIDENTE: Noi non lo vediamo. Ecco, benissimo. E' al di qua dell'auto che stava di fronte al civico 62.
TESTE De Logu: 62.
PRESIDENTE: Quindi lei può più o meno tener conto della posizione di questo libretto rispetto al cratere.
PUBBLICO MINISTERO: Capitano, vuol leggere per cortesia quello che c'è nella didascalia di quella foto?
TESTE De Logu: "La fiancata destra dell'autovettura FIAT Tipo targata Roma 14733Y ripreso nel corso della notte. La freccia indica la carta di circolazione di un'autovettura FIAT Uno".
PUBBLICO MINISTERO: Allora guardi capitano, per dare il fondamento...
AVV. Cianferoni: Chiedo scusa Presidente, ma io sono in sede di controesame sennò...
PUBBLICO MINISTERO: Un secondo solo.
PRESIDENTE: No, ma solo per individuare la distanza avvocato, veniamo incontro alla sua richiesta.
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato, le sto facilitando il compito. Invece di complicarglielo, glielo sto facilitando; mi dispiace di farlo le dico la verità, però glielo sto facilitando. Perché la Tipo con quella certa targa, in questa planimetria che è in tutto e per tutto analoga a cento altre che ce ne sono a corredo di ogni foto, ispettore, se ha il fascicolo A, mi pare, dei rilievi. Apra a caso una di quelle piantine e vedrà che la macchina in questione sta al punto 11. Può controllare capitano, non la sto, come dire, depistando né tantomeno sto depistando la consulenza.
Al punto 11, Tipo RM 14733Y che si ritrova appunto in planimetria ad un certo livello. Diamo qui il punto di partenza puntuale alla domanda del difensore e ora... La ritrova capitano la vettura?
PRESIDENTE: Ci siamo? Capitano ci siamo?
PUBBLICO MINISTERO: Ce la vuole indicare con un lapis?
TESTE De Logu: Sì, sì, sì.
PRESIDENTE: Ecco, ora può rispondere, prego. Lo vuole ripetere avvocato?
AVV. Cianferoni: La domanda che vorrei porre è: in metri lineari quanto sarà quella distanza.
TESTE De Logu: Tra i 10 e i 15.
AVV. Cianferoni: E come direzione vedo che rispetta un'ipotetica linea zero che passi ortogonalmente al cratere, sarà orientato...
TESTE De Logu: E' radiale, eh?
AVV. Cianferoni: Ecco, a ore una sulla sinistra.
TESTE De Logu: Sì.
AVV. Cianferoni: Ora, questo è il dato, diciamo spaziale; una distanza di una ventina di metri e un'angolazione di una decina di gradi, è giusto? O più o meno.
TESTE De Logu: Più o meno.
AVV. Cianferoni: Più o meno. Analizzando...
TESTE De Logu: Io direi qualcosa di più come gradi e qualcosa di meno come distanza.
AVV. Cianferoni: 15 metri.
TESTE De Logu: No, direi anche 25 gradi e 10-15 metri.
AVV. Cianferoni: E 10-15 metri. Queste grandezze, rispetto all'analisi dell'esplosione, sono compatibili? Cioè, un oggetto cartaceo statisticamente, quantisticamente mi verrebbe da dire, finiva lì, poteva finirci, quali forze ve lo conducono?
TESTE De Logu: Sì, dunque, allora innanzitutto dobbiamo accettare come dato assoluto che questo reperto fosse lì subito dopo l'esplosione o non ci sia stato comunque portato successivamente. Questa è una prima ipotesi che non possiamo, anche se questa foto è della notte, comunque assolutamente escludere, questo non si può escludere.
Secondo: non abbiamo nessun dato che non ci consenta di escludere che questo oggetto sia stato colà veicolato e poi lì abbandonato. In questo senso: supponiamo che quel pezzo di carta o quel libretto, insomma quell'oggetto cartaceo con quantità di massa come siamo d'accordo limitata, relativamente limitata e quindi con inerzia di conseguenza molto bassa, sia arrivato lì veicolato da qualche altra cosa e poi lì abbandonato mentre questo qualcosa ha continuato. Per esempio un pezzo di plastica che lo ha preso, o qualcosa di ancora... un frammento che lo ha acchiappato, lo ha portato lì, poi lì l'ha perso e lui ha proseguito.
AVV. Cianferoni: Ora, essendoci l'ostacolo rappresentato dalla vettura questa mi sembra un'ipotesi un po' difficile.
TESTE De Logu: No, no, anzi proprio quello.
AVV. Cianferoni: Certo perché...
TESTE De Logu: Perché lei immagini che lì arriva veicolato, sbatte per terra perché ha finito la sua energia di ricaduta, lascia il pezzo grosso di carta e la scheggia continua.
AVV. Cianferoni: Bene.
TESTE De Logu: Cioè, siamo nell'ipotetico: lei potrebbe dimostrare il contrario e altrettante io ipotesi a portare a confutare questo.
AVV. Cianferoni: Esattamente. Ma direi tutta questa questione ne presuppone un'altra che è quella della determinazione dell'altezza del punto di scoppio. La strada, come osservava lei, non è pari, in questo senso: oltre a essere in pendenza, c'è uno scalino. Avete misurato di quanto è lo scalino del marciapiede?
TESTE De Logu: Ritengo di sì, adesso però ho qualche difficoltà a andare a ritrovare in atti l'altezza dello scalino.
AVV. Cianferoni: La mia domanda è rapportata alla sua osservazione delle striature dell'esplosione sul muretto per individuare il punto, il nido da cui parte poi questo vespaio esplosivo.
TESTE De Logu: Sì. Aspetti un attimino, però. Forse ho dato un'impressione sbagliata in questo senso. Tenga presente che quella non è una carica puntiforme, che una carica puntiforme presuppone un andamento altrettanto radiale di tutte le schegge. Ovviamente se ciò che lo contiene ha identica resistenza in tutti i suoi punti radialmente parlando. Cioè, in una situazione ideale.
Come lei ha visto nelle foto della ricostruzione, la carica non può essere puntiforme e non può essere puntiforme non solo come forma ma anche come dimensioni, ha le dimensioni come minimo di un pacco. Quindi pretendere un'assoluta congruenza di tutte le schegge...
AVV. Cianferoni: No, no, era per capire come quelle schegge poi siano anche riproducibili graficamente alla luce del...
TESTE De Logu: Sì, il concetto che io volevo esprimere è questo: considerando l'angolo di impatto di quelle schegge, è più logico, ma assolutamente più logico attendersi un'esplosione sollevata di una certa altezza che pretendere di ipotizzare che partano da terra. Questo penso che sia un dato di comune... siamo tutti d'accordo su questo, ecco.
AVV. Cianferoni: Diciamo, dallo stato dei luoghi da lei riscontrato, si può escludere con certezza la presenza piuttosto che di un'autobomba, di un pacco esplosivo?
TESTE De Logu: Sì. Sì, perché la macchina non sarebbe stata ridotta così. Avremo trovato... Ipotizziamo, ma solo per ipotesi, a perseguire la sua ipotesi: che il pacco bomba cosiddetto fosse posto tra la Cinquecento e la Uno. Perché la Uno si è distrutta in quella maniera così diversa dalla Cinqecento?
La Cinquecento, tutto sommato, è stata distrutta, ma è stata proiettata in una direzione sola ben chiara. La Uno si è sminuzzata molto di più e con la proiezione diciamo a 360 gradi, benché i pezzi più grandi ovviamente siano andati in posizione anteriore.
Cioè, tra la mia ricostruzione e la sua, la mia spiega più fatti osservabili rispetto a quella sua. Poi...
AVV. Cianferoni: No, no. Sono qui apposta ad ascoltarla. Perché so quanto è bravo.
E dicevo: e si può escludere con altrettanta certezza la contemporanea presenza di due tipologie esplosive: una autobomba e una pacco esplosivo.
TESTE De Logu: Lo sa che tipo di circuito, ha idea di che tipo di circuito bisogna mettere su per fare esplodere contemporaneamente un pacco bomba fuori da una macchina e un pacco bomba dentro una macchina?
AVV. Cianferoni: No. Io francamente, no.
TESTE De Logu: E' molto complicato, eh.
AVV. Cianferoni: Se si cerca la contemporaneità.
TESTE De Logu: Se si cerca...
AVV. Cianferoni: Se sono caricati differentemente...
TESTE De Logu: Ah, due esplosioni? Uno e due?
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE De Logu: Eh, ma non c'è, non abbiamo una testimonianza di due esplosioni, non abbiamo due crateri, non abbiamo... Avvocato, non ho nessun...
AVV. Cianferoni: Va bene, va bene.
TESTE De Logu: ... nessun elemento che mi induca ad andare in questa direzione.
AVV. Cianferoni: L'unico elemento poteva essere un pacco bomba sotto la Uno. Esplode la Uno, esplode il pacco bomba.
TESTE De Logu: Avremmo avuto, avremmo avuto... No, no, per simpatia non esplodono così vicine, eh.
AVV. Cianferoni: No.
TESTE De Logu: Avremmo avuto una differente, un differente comportamento anche sul terreno. Cioè...
AVV. Cianferoni: Va bene, va bene.
TESTE De Logu: E' difficile, capisce?
AVV. Cianferoni: Capitano, non voglio assolutamente dilungarmi e far perdere tempo alla Corte prima di tutto con queste ipotesi ma che sono utili. Senta, dal punto di vista del posizionamento dell'esplosivo sull'autovettura, lei ha partecipato e diretto, mi pare di capire, l'esperimento condotto al poligono. E abbiamo osservato dei candelotti.
Il tipo di cratere e il tipo di reperti che si è potuto trovare, a che posizionamento dell'esplosivo possono far ricondurre?
Faccio questa domanda dicendole questo, per farmi capire meglio: esaminando altri consulenti per l'attentato di via dei Georgofili si è potuto avere una indicazione circa la forma addirittura dell'esplosivo dentro la macchina e questa è ragione di determinati dati propri di quel fatto.
Il consulente ha detto: siccome ci sono queste cose così piuttosto che cosà, la bomba aveva questa forma ed è esplosa in questa maniera.
TESTE De Logu: Adesso io non conosco nei particolari la bomba di via dei Georgofili.
AVV. Cianferoni: No, no, era solo per farle capire il tipo di domanda.
TESTE De Logu: Sì. Allora la domanda era: se stava nel portabagaglio, o se stava nel divano?
AVV. Cianferoni: Dove stava e in che forma stava. Parallelepipedo, piramidale, conica, sferica... Ecco, questo.
TESTE De Logu: Allora...
AVV. Cianferoni: Cilindrica...
TESTE De Logu: Sì, sì. Fintanto che un esplosivo, una carica ha una necessità di assumere una forma particolare... Vorrei spiegarmi in che senso: se io devo collocare 300 chili di esplosivo, okay?
AVV. Cianferoni: Uhm.
TESTE De Logu: All'interno di un determinato oggetto, ho dei vincoli. Credo che siamo d'accordo su questo, no? Dei vincoli spaziali. Per esempio, più lunga che più larga; o più alta che più larga. Questo è intuitivo.
In quel caso lì e nelle foto... Anzi, a questo punto riferiamo la forma della carica che abbiamo messo nell'esperimento.
AVV. Cianferoni: Ecco, questo volevo chiedere.
TESTE De Logu: Ecco.
AVV. Cianferoni: Secondo lei, per fare quel botto lì... Anche questo poi ce lo dovrà dire.
TESTE De Logu: Sì, da un punto di vista...
AVV. Cianferoni: Come doveva essere messo l'esplosivo, ecco.
TESTE De Logu: Sì, da un punto di vista - lei come può vedere in questa carica che non è stata fatta pensando a questa domanda - la carica tutto sommato ha lati più o meno uguali. Quindi possiamo assumerla praticamente sferica.
Cioè, nell'approssimazione del discorso esplosivo che le ripeto non è matematica pura, anzi. Questa carica non ha una dimensione, una forma particolarmente prominente. Cioè, non è molto lunga, non è molto alta, non è molto larga; ma ha, tra un lato e l'altro, la differenza non è così grande.
Quindi, questo tipo di carica, non lascia forme particolari che si differenzino da quella sferica, come impronta. Non so se mi sono...
AVV. Cianferoni: Non capisco... Sì, va be', a me non interessa particolarmente la sferica, piuttosto che un'altra.
Io le chiedevo proprio...
TESTE De Logu: Benissimo. Adesso arrivo al secondo discorso.
Ho già detto all'inizio che noi non abbiamo una prova provata, definitiva, se questa bomba stava nel bagagliaio posteriore, o nel divano. Perché non ce l'abbiamo, non abbiamo elementi, in quanto tutto ciò che gli stava intorno è in minutaglie tali che non si può stabilire se stava a 5 centimetri avanti, o a 5 centimetri più dietro rispetto allo spessore del divano posteriore.
Io le posso dire - ma questo è un dato non matematico - semplicemente che se dovessi fare un attentato, lo metterei nel bagagliaio, perché così non rischio di farmelo trovare da qualcuno che passa. Ed ecco perché nella prova, tra le due ipotesi, abbiamo preso quella che, per buonsenso...
AVV. Cianferoni: Senta, quindi lei ha approfondito soprattutto la collocazione nell'auto.
TESTE De Logu: Sì, da un punto di vista criminale, non...
AVV. Cianferoni: Ho capito. Senta, e...
TESTE De Logu: Non abbiamo dati per stabilirlo esattamente dove sta.
AVV. Cianferoni: Sul tipo di innesco lei ha fatto indagini? Secondo lei come è stato attivato poi il congegno?
TESTE De Logu: Allora, sul tipo di innesco noi non abbiamo alcun elemento.
Questo sta scritto in consulenza, credo che lei abbia avuto modo di vederla, quindi... Non c'è nessun dato che ci possa indurre a dire: si è trattato di una miccia, si è trattato di una timer, si è trattato di un telecomando. Non ce l'abbiamo, non ce l'abbiamo. Noi non rispondiamo su dati che non sono oggettivi.
AVV. Cianferoni: Bene.
TESTE De Logu: Se ci si chiede ipoteticamente che tipo di...
AVV. Cianferoni: Diciamo, l'ottimale per quell'attentato, che innesco sarebbe stato?
TESTE De Logu: Dipende da chi dovevamo colpire. E' così scritto in perizia e così le rispondo oggi, nonostante i giornali e tutte le informazioni che possono essere venute dopo.
Adesso come adesso, e con i dati di allora, non si può stabilire se è stato un telecomando, o è stato una miccia, o è stato un timer...
Perché dipende: se bisognava, chi ha fatto quell'attentato aveva necessità di colpire un elemento in movimento, non aveva altra possibilità che usare un telecomando. Perché non esistono altri sistemi. Concretamente ponibili in essere.
AVV. Cianferoni: Utilizzabili.
TESTE De Logu: Tipo barriere elettroniche, tutte queste cose che si possono dire. Togliamole da... Perché servono soltanto a fare fumo.
Per far saltare una carica ad un determinato momento, così come richiesto per colpire un bersaglio in movimento, ci va un telecomando.
Poi possiamo stabilire che tipo di telecomando, elucubrare che tipo di telecomando, eccetera.
AVV. Cianferoni: Ecco, lei se ne intende? Sommariamente e sinteticamente, si intende di telecomandi? Ci può dire dove si comprano, come si fanno...
TESTE De Logu: Guardi, non sono un esperto elettronico, però i telecomandi che possono essere utili per fare questo tipo di coso, ce ne sono di tanti tipi e sono assolutamente facilmente acquistabili.
Non mi faccia dire di più. Sono proprio, li possono comprare i bambini. Quindi...
AVV. Cianferoni: Io non saprei dove comprarlo, ma questo non ha importanza. Non ha assolutamente importanza. Senta...
TESTE De Logu: Invece, se l'obiettivo era un obiettivo fisso, o un obiettivo dove non era importante stabilire il tempo, a quel punto lì può essere usata la miccia, o può essere usato un timer, o può essere usato qualunque altro sistema di ritardo tale da consentire all'attentatore di sottrarsi all'azione esplosiva.
AVV. Cianferoni: Due ulteriori e soli argomenti: repertamento del materiale in loco. Il motore del 126, se non sbaglio ebbe a ricadere nella zona di competenza del CIS.
TESTE De Logu: Sì.
AVV. Cianferoni: Le consta che su questo oggetto condusse accertamenti il personale della Polizia Stradale sopraggiunto successivamente?
TESTE De Logu: Non lo escludo. Questa cosa in particolare non...
Tenga presente che comunque tutte le macchine, sia le nostre nella zona dei Carabinieri, sia quelle nella zona della Polizia, furono comunque viste dalla Polizia Stradale ai fini delle assicurazioni, per dare un pezzo di carta che dicesse: guardate, ci sono stati questi danni, mi rivalgo sulla assicurazione ai cittadini che ovviamente non erano molto contenti di quello che era successo.
E quindi, la Polizia di Stato, come Polizia stradale, fece questa azione.
AVV. Cianferoni: Finisco.
TESTE De Logu: Vide tutte le macchine comunque sull'area e accertò i danni, ecco, a fini assicurativi.
AVV. Cianferoni: Ultimo argomento: di lì a pochi giorni, in Roma, abbiamo appreso anche stamani da altro personale di P.G., ebbe a verificarsi un altro attentato in via dei Sabini.
Lei si è occupato di questo fatto?
TESTE De Logu: No.
AVV. Cianferoni: Non si è occupato.
AVV. Cianferoni: Senta, l'ultima domanda: tornando invece al teatro delle operazioni, lei ha presente la via Fauro e via Boccioni e tutto il giardino, eccetera.
Lei, dove si sarebbe collocato... lei, dico, perito esplosivista che mi deve dare una risposta perciò con cognizione esperta, per fare azionare il telecomando?
Cioè, quella zona si presentava di facile uso, il telecomando o no?
TESTE De Logu: Posso a domanda rispondere ad altra domanda: in quanti siamo nel team che fa l'attentato?
AVV. Cianferoni: Questo...
TESTE De Logu: Cioè, se sono da solo, sono obbligato a mettere in una certa posizione; se siamo in due, magari collegati con telefono o altro, mi dispongo in un'altra situazione ancora. E' difficile, capisce?
Se ero da solo - ma non credo che questo tipo di azioni si porti a solo, anche soltanto per una questione di mutua assistenza di tipo umano, chiamiamolo così, no? - però se ero da solo mi sarei posto all'incrocio io, sopra. Tra l'uscita dal Teatro Parioli dove controllavo, sempre che fosse come bersaglio Maurizio Costanzo, ammesso questo, avrei potuto controllare l'uscita della vittima, farla scendere per via Fauro. E quando questa girava all'incrocio, farlo saltare.
Questa è l'ipotesi...
AVV. Cianferoni: Con un unico operatore.
TESTE De Logu: Con un unico operatore.
AVV. Cianferoni: Con due...
TESTE De Logu: Con due, tre, quattro, la cosa si complica in maniera assurda.
AVV. Cianferoni: Quindi...
TESTE De Logu: A questo punto l'unica cosa che le posso dire è: se siamo di più, l'unico posto dove non mi posso mettere è quello dove rischio di essere attinto dall'esplosione.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE De Logu: Eh, di più non posso dirle, avvocato.
AVV. Cianferoni: Bene.
TESTE De Logu: Sarei assolutamente nell'ipotetico e non è costruttivo.
AVV. Cianferoni: Grazie. Non ho altre domande.
PRESIDENTE: Un momento. Il collega vorrebbe porre due domande particolari.
GIUDICE A LATERE: Una era quella del telecomando.
Senta, a che distanza poteva essere attivato il telecomando?
TESTE De Logu: Dipende dal telecomando. Ci sono telecomandi che vanno a vista, telecomandi che possono agire nel raggio di 100 metri a vista e non a vista; ci sono telecomandi che vanno anche a 20 chilometri. Quindi...
GIUDICE A LATERE: Scusi...
TESTE De Logu: Compresa la non vista, eh. Cioè, 20 chilometri senza vedere il bersaglio.
GIUDICE A LATERE: Senta, per cortesia, ci spiega la... in che rapporti sono la nitroglicerina e l'etilenglico di nitrato.
TESTE De Logu: Non ho capito la domanda.
GIUDICE A LATERE: In che rapporti sono, coincidono, la nitroglicerina e...
TESTE De Logu: Come rapporti quantitativi...
GIUDICE A LATERE: No, no. Nel senso, sono la stessa cosa, sono due esplosivi diversi...
TESTE De Logu: No, sono due esplosivi diversi, ma chimicamente molto simili. Praticamente la nitroglicerina ha tre gruppi nitrati legati ad un gruppo O, ad un ossigeno; l'etilenglico ne ha solo due.
GIUDICE A LATERE: Grazie.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Rocchi: Avvocato Rocchi.
Buonasera, capitano.
TESTE De Logu: Buonasera.
AVVOCATO Rocchi: Volevo tornare un attimino a questo problema che era già stato affrontato dal collega: della carta di circolazione.
Forse ho mal interpretato il suo pensiero. La prego di correggermi.
Lei mi diceva che ha coniugato questa possibilità al dato che le si era riproposto in occasione dell'altro attentato a San Giovanni in Laterano.
Cioè, lei ha detto se...
TESTE De Logu: No, no. E' perché in San Giovanni Laterano è successo dopo.
AVVOCATO Rocchi: No, ma con riferimento alla possibilità del vetro che conteneva il tagliando dell'assicurazione.
TESTE De Logu: E' un dato di esperienza che ho voluto portare qua, ma allora non lo potevo avere.
AVVOCATO Rocchi: Ecco, ma il dato di esperienza lo ha maturato esclusivamente con riferimento a quel tipo di accadimento?
TESTE De Logu: Avvocato, quello che ho voluto dire io è che esiste una finita possibilità. O meglio, se la vogliamo mettere da un altro punto di vista, non è assolutamente impossibile che un pezzo di carta sopravviva ad una esplosione.
AVVOCATO Rocchi: Sì, questo...
TESTE De Logu: A corredo di questa risposta, no? E a suffragi di questa risposta, le sto portando un altro esempio che ho avuto modo di vivere.
AVVOCATO Rocchi: Sì.
TESTE De Logu: Per cui un altro pezzo di carta in un'altra esplosione, tutto sommato analoga, è sopravvissuto.
AVVOCATO Rocchi: Ecco, ma quindi volevo dire: questo era l'unico dato che le venne in mente, o esistevano delle circostanze analoghe, diciamo in letteratura, per intendersi.
TESTE De Logu: No, in letteratura non... Cioè, dovremmo andare a vedere... Questi sono dati a livello giudiziario. Nessuno si mette mai a livello scientifico a fare un articolo scientifico sul fatto di un foglio di carta che sopravvive ad una esplosione. Non esiste una scienza che così approfonditamente studi il fenomeno esplosivo, ecco.
AVVOCATO Rocchi: Ecco, quindi non mi fraintenda, capitano, non è che voglio sminuire la portata del suo ragionamento o delle sue conclusioni.
Io forse mi sono espresso male, volevo capire questo: cioè, lei l'unico dato che ha ritenuto di coniugare era quello che aveva maturato successivamente per quel tipo di esperienza che aveva vissuto.
TESTE De Logu: Eh, guardi, gli esperimenti sono semplicemente tutta una serie di rilevamenti della realtà.
Se le sto dicendo che due volte, a questo punto, si è verificato che un pezzo di carta sia sopravvissuto ad una esplosione, esiste la non impossibilità di conseguenza. Ritengo consequenziale.
Esiste una finita possibilità che un pezzo di carta sopravviva.
AVVOCATO Rocchi: Sì, sì, ma io appunto le chiedevo se questa probabilità era stata in qualche modo...
TESTE De Logu: No, non...
PRESIDENTE: Ha già risposto, avvocato, più di una volta ha già risposto. Eh.
AVVOCATO Rocchi: Senta, e parlando di possibilità, se ci fossero più fogli allocati insieme a quello che poi è stato repertato, verrebbero egualmente rinvenuti, o siamo anche lì in un campo di possibilità, qualcuno sì e qualcuno no?
TESTE De Logu: Avvocato...
AVVOCATO Rocchi: Se può saperlo, eh, perché...
TESTE De Logu: Non posso rispondere a questa domanda, perché non ho questo tipo di... Cioè, dietro alla sua domanda ci sono due possibilità: o una questione ipotetica che a mio giudizio e quindi assolutamente soggettiva, e ha il valore che ha. Dall'altra parte c'è l'assenza di una teoria matematica di scienze esatte.
AVVOCATO Rocchi: No, signor capitano, io pensavo a questo. Ma è un ragionamento che forse perché, mio è totalmente sballato.
Quello è il libretto di circolazione che è contenuto nell'autovettura.
Se io tengo il documento nell'autovettura, potrebbe essere insieme al libretto di circolazione, anche il certificato dell'assicurazione, altro tipo di documenti, altra carta. Pensavo a questo.
Se sono custoditi insieme...
PRESIDENTE: Avvocato, mi pare che il consulente ha risposto a questa sua domanda dichiarando di non poter rispondere.
AVVOCATO Rocchi: Ho capito. La ringrazio, Presidente.
Grazie, capitano.
PRESIDENTE: Abbiamo terminato di porre domande? Lo possiamo mettere in libertà?
AVVOCATO Florio: Chiedo scusa, una domanda proprio telegrafica per il teste.
PRESIDENTE: Vediamo, perché avremo bisogno di una pausa.
AVVOCATO Florio: Sì.
PRESIDENTE: Comunque faccia le domande.
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio per Giacalone Luigi e Lo Nigro Cosimo.
Senta, capitano, per quello che è naturalmente la sua esperienza e per quello che ha dovuto accertare personalmente, per produrre quel tipo di esplosione. Quindi ovviamente quel tipo di cratere, quel tipo... Insomma, quegli effetti, in buona sostanza, vi era bisogno di, chiamiamolo così fra virgolette, personale particolarmente qualificato, oppure vi era bisogno soltanto di persone che, in linea di massima, sapessero maneggiare l'esplosivo, ma non in modo particolarmente specifico?
TESTE De Logu: Allora, vogliamo un attimino sezionare che cos'è successo lì? Perché è difficile, la sua domanda dicesi telegrafica, ma non è proprio così. Anzi, apre un discorso piuttosto ampio.
Allora, che cosa ci vuole a caricare 100 chili di materiale già confezionato dentro la macchina? Niente. Perché basta prenderlo e mettere dentro.
Che cosa ci vuole a fare un innesco a miccia? Una minima esperienza. Cioè, si mette un detonatore, una miccia, si stringe e si accende un fiammifero dall'altra parte della miccia, si va via e fa il botto.
Ci si deve mettere dentro un telecomando? Va be', anche il telecomando presuppone un tecnico di elettronica che sappia fare questo.
Però il telecomando va azionato e deve essere azionato in un determinato contesto di strade, o viario, o di...
AVVOCATO Florio: Certo.
TESTE De Logu: E quindi ci vuole uno che sa puntare, ma che sa puntare sapendo che non sta sparando ad un uccellino, ma sta sparando magari ad un uomo. Anzi, sta facendo esplodere 100 chili, quindi deve essere anche una persona con un certo tipo di carattere, una certa freddezza, una certa capacità organizzativa.
Non solo, ma questo è l'operatore. Ma chi ha deciso di fare quella roba là avrà valutato anche l'impatto di questo attentato su determinati equilibri che possono essere politici, che possono essere equilibri di potere all'interno di determinate organizzazioni.
Dove andiamo con la sua domanda, avvocato? Capisce?
AVVOCATO Rocchi: No...
TESTE De Logu: Che mi ha fatto una domanda da un milione di dollari. Se me la ristringe, d'accordo. Sennò, altre due ore ci vogliono.
PRESIDENTE: L'avocato voleva sapere sostanzialmente se ci vuole persone che la eseguono avendo una specifica preparazione in materia di esplosivi, di timer o roba del genere, oppure se poteva essere fatta da persone appena un po' al corrente di quello che stavano facendo.
TESTE De Logu: Semplicemente da persone che erano un attimino al corrente di quello che stavano facendo. Questo se le persone che lo hanno fatto non dovevano organizzare il telecomando, l'appiattamento, tutto quello che è necessario fare lì. Perché sennò bisogna anche sapere studiare i posti, eccetera, tante altre cose.
Purtroppo il limite alla domanda dell'avvocato non credo che sia proprio netto.
Cioè, il fatto in sé e per sé è banale.
PRESIDENTE: Certo.
*TESTE De Logu: Però tutto ciò che c'è intorno a questo fatto banale non è semplice.
PRESIDENTE: Benissimo. Finito?
AVVOCATO Florio: Grazie.
PRESIDENTE: Allora possiamo mettere in libertà il capitano.
Sospendiamo dieci minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Allora chiamiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Il dottor Alessandro Massari.
PRESIDENTE: Faccio presente che per la stanchezza della Corte non possiamo andare oltre le 19.30 quindi vi pregherei tutti di far le domande proprio strettamente indispensabili. Diversamente rimandiamo a un'altra udienza la prosecuzione dell'esame del consulente o dei consulenti.
Lo facciamo accomodare addirittura laggiù? Occorre o non è necessario?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, forse è meglio, sì. Dottore guardi, in quella postazione là perché così c'è anche la lavagna.
PRESIDENTE: Così guadagnamo un paio di minuti.
Prima di tutto ci dovrebbe dire nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Massari: (voce fuori microfono)
Massari Alessandro...
PRESIDENTE: Al microfono per favore.
TESTE Massari: Massari Alessandro, nato a Montereale, L'Aquila, il 12/05/47. Residente a Roma e domiciliato per l'incarico in via Cavour numero 3.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula per favore?
TESTE Massari: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Benissimo, prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Massari, lei nell'ambito delle indagini ha svolto una serie di accertamenti di ordine tecnico. Ecco, in questa sede le domande che le vengono rivolte da me e anche dalle altre parti hanno a che fare solo con la ricostruzione del fatto materiale accaduto in via Fauro il 14 maggio del '93.
Fatta questa premessa, cercando di seguire un ordine logico e producente anche per la finalità che il Presidente della Corte segnalava un attimo fa, vuole riferire a partire da quando lei si è direttamente interessato sul luogo del fatto?
TESTE Massari: Ma, io sono intervenuto la stessa sera del 14 maggio verso le ore 23.30.
PUBBLICO MINISTERO: Nella veste di?
TESTE Massari: Nella veste di responsabile per la parte chimica del servizio di Polizia Scientifica ed esperto nell'analisi di esplosivi e residui di esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi del servizio di Polizia Scientifica della Direzione Centrale di Polizia Criminale.
TESTE Massari: Della Direzione Centrale di Polizia Criminale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi lei ha partecipato anche all'attività di sopralluogo?
TESTE Massari: Diciamo che in parte ho partecipato all'attività di sopralluogo anche perché nell'immediatezza poi dell'evento, il giorno dopo, parlando con i magistrati responsabili ci fu detto comunque, ci fu preannunciato un incarico e quindi facemmo anche il repertamento in funzione poi dell'incarico che avremmo ricevuto come puntualmente poi si è verificato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per quanto riguarda il repertamento, dottor Massari, molte cose ci sono già state puntualizzate dagli altri consulenti che sono stati sentiti, in particolare dalla dottoressa Castellano del Gabinetto Regionale e poi anche dal capitano De Logu del Centro di Investigazione Scientifica dei Carabinieri. Quindi a lei io pongo solamente delle domande a completamento, per così dire, di quanto è già stato riferito.
Allora, mi interessa in particolare avere da lei risposta a questa domanda: tra i veicoli che sono stati individuati come reperti significativi in relazione al fatto, dal capitano De Logu abbiamo avuto una certa qual serie di risposte relativamente ad un veicolo FIAT Cinquecento, i cui rottami sono stati rintracciati in determinati punti.
Ecco, in relazione a un altro veicolo, di cui si occupa abbondantemente sia il verbale di sopralluogo sia la consulenza, e cioè a dire una FIAT Uno, lei può essere puntuale ed esauriente sui luoghi dove sono stati ritrovati i rottami di riferimento?
TESTE Massari: Ma guardi, diciamo che per quanto concerne la FIAT Uno, la maggior parte dei rottami che abbiamo trovato erano frammentati ed estremamente piccoli per cui molti dei frammenti li abbiamo poi ricostruiti ed identificati, diciamo, quando abbiamo fatto il setacciamento e l'esame dei vari reperti. Sul luogo dell'evento le parti che abbiamo identificato immediatamente è stato il motore della FIAT Uno, il cofano anteriore della FIAT Uno e la parte anteriore della FIAT Uno, diciamo l'attacco dell'ammortizzatore anteriore destro al di sotto del quale c'è anche il numero del telaio della FIAT Uno il che nell'occasione mettemmo subito in evidenza e fotografammo e dal quale poi siamo risaliti all'identificazione della macchina.
Quindi, per quanto riguarda la FIAT Uno, diciamo, le parti essenziali sono state queste. Poi il discorso fondamentale è stato che nel repertamento abbiamo un po' preso tutti i vari reperti, raccolti e poi l'identificazione certa l'abbiamo fatta in un secondo tempo quando, avendo a disposizione tutto il materiale abbiamo agito sia in funzione dell'identificazione delle varie parti, che poi sono state utilizzate al termine del lavoro per la ricostruzione delle due macchine coinvolte nell'evento; sia in funzione delle successive analisi chimiche che avremmo dovuto fare. E inoltre, in funzione dell'eventuale ritrovamento di parti che ci potessero indirizzare su quello che poteva essere stato il sistema di attivazione e di innesco.
Però sul luogo dell'evento le parti veramente identificate sul momento sono state praticamente il motore e il cofano anteriore, questa parte su cui c'era il numero del telaio e quindi l'attacco dell'ammortizzatore più altre parti come alcuni cerchi e alcuni frammenti della parte dell'avantreno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda anche che sia stato trovato un qualche documento?
TESTE Massari: Sì, come documento trovammo dei frammenti che riguardavano il libretto di circolazione della macchina dal quale si poteva risalire, soprattutto per un frammento, alla targa della macchina.
PRESIDENTE: Ma era un frammento o era l'intero libretto?
TESTE Massari: No, no, era un frammento.
PRESIDENTE: Era la parte più importante del libretto.
TESTE Massari: No, no, era un frammento che avendo davanti i documenti posso anche riconoscere, ma non era l'intero libretto.
E infatti, è la parte anteriore della pagina del libretto, ma non è l'intero libretto di circolazione.
PRESIDENTE: Ho capito. Va bene, va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque è questa quella alla quale si riferisce.
TESTE Massari: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei stava spiegando che tipo di gestione è stata fatta...
PRESIDENTE: Ma ha riconosciuto il frammento, vero?
TESTE Massari: Sì, sì.
PRESIDENTE: Abbia pazienza, perché viene verbalizzato tutto ma se non risulta la verbalizzazione la risposta...
PUBBLICO MINISTERO: Ma mi sembra abbia detto di sì il dottor Massari.
PRESIDENTE: Va bene, va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Spiegava dottore, o meglio ha accennato alla spiegazione della gestione poi dei reperti, ha parlato anche di un'operazione di concentramento - o concentrazione che dir si voglia - di setacciamento di questi reperti.
TESTE Massari: Sì, perché diciamo che almeno per quanto mi riguarda il problema fondamentale di cui io mi sono occupato è stato prima la raccolta dei reperti però fatta sempre in funzione della identificazione di alcune parti che sono essenziali per la ricostruzione dell'evento e poi per quanto concerne le successive analisi che vengono effettuate in laboratorio chimico per cercare di identificare i residui dell'esplosione.
E quindi praticamente noi abbiamo iniziato cercando di riconoscere quelle parti di cui ho già parlato, dopodiché sono stati fatti la raccolta di tutti i reperti, questi sono stati messi in idonei contenitori e poi portati in un luogo dove abbiamo fatto il setacciamento e il riconoscimento, quando possibile, di tutte le parti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come funzionario del servizio di Polizia Scientifica con quella certa competenza particolare, quindi le indagini di ordine chimico, perché lei è laureato in chimica?
TESTE Massari: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei si è occupato in particolare di alcuni reperti o per meglio dire, visto che la consulenza anche sotto questo profilo, quello delle indagini di tipo qualitativo, era stata affidata a più consulenti tra i quali appunto lei, con che criterio avete proceduto?
TESTE Massari: Praticamente abbiamo seguito il criterio iniziale che ci era stato, diciamo richiesto dal P.M. che si occupava del caso. Praticamente, i Carabinieri avevano fatto repertamento da un certo punto della strada verso l'alto e noi da un altro punto verso il basso. Dopodiché avendo raccolto...
PRESIDENTE: Dallo stesso punto verso il basso.
TESTE Massari: Noi, diciamo dal punto del cratere verso via dei Boccioni.
PUBBLICO MINISTERO: Boccioni.
TESTE Massari: Sì. Mentre i Carabinieri nel senso opposto sempre di via Fauro. Per cui noi abbiamo fatto un certo tipo di repertamento raccogliendo i reperti che erano in quella zona e i Carabinieri nell'altra zona. Abbiamo praticamente mantenuto lo stesso criterio anche a livello analitico facendo prima, separatamente, ognuno l'esame dei reperti che aveva acquisiti. Per cui sia per quanto concerne la preparazione delle soluzioni, che è la parte poi più delicata in un'analisi di questo tipo, sia per quanto riguarda le analisi vere e proprie noi abbiamo esaminato i reperti per così dire raccolti dalla Polizia Scientifica. Mentre i Carabinieri hanno fatto l'esame dei reperti raccolti dall'Arma dei Carabinieri.
Successivamente abbiamo fatto uno scambio di soluzioni soprattutto riguardo le soluzioni nostre che sono state date ai Carabinieri per verificare se nelle stesse soluzioni venivano trovati gli stessi componenti che avevamo identificati noi. Dopodiché ci siamo praticamente riuniti, abbiamo confrontato tutti i dati e abbiamo steso la relazione che è stata poi oggetto dell'elaborato tecnico consegnato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e allora in prima battuta lei quali reperti ha sottoposto alle indagini di tipo chimico?
TESTE Massari: Io ho sottoposto alle indagini di tipo chimico i reperti che erano stati repertati dalla Polizia Scientifica.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, voglio dire, reperti la cui apprensione era stata da lei personalmente...
TESTE Massari: Sì, che avevo seguito personalmente io. In parte direttamente io e in parte la dottoressa Castellano che in questo caso era quella che si era occupata un po' più direttamente dalla parte di repertazione e quindi di raccolta dei vari reperti. Sono stati esaminati, portati in laboratorio e poi fatte le analisi chimiche.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, i reperti quindi che lei ha assoggettato ad analisi sono stati selezionati con quale criterio?
TESTE Massari: Mah, il criterio fondamentale... Dunque qui bisogna fare una premessa: ci trovavamo di fronte all'analisi di residui, di reperti che erano stati coinvolti in un'esplosione. L'analisi dei residui dell'esplosione è un'analisi molto delicata in quanto noi parliamo di identificare particelle presenti nell'ordine delle parti per milione e a volte anche per bilione. Cioè delle particelle presenti in quantità infinitesima.
Queste particelle non sono presenti da sole ma sono presenti nel substrato in cui si è verificato l'evento, per cui questo substrato cambia al cambiare dell'evento stesso che si è verificato.
Nel nostro caso in particolare noi ci trovavamo in un ambiente in cui l'esplosione, l'autobomba era... l'esplosione era avvenuta in una strada con conseguente produzione oltre che dei frammenti provenienti dalla macchina, anche di tutti i frammenti provenienti dall'ambiente e provenienti dal palazzo e dalle costruzioni circostanti.
Abbiamo quindi cercato, anzi ho quindi cercato di esaminare quei reperti che sulla carta dessero maggiori garanzie di trattenere i residui e nello stesso tempo che fossero meno inquinati possibili dall'ambiente circostante. Per esempio, ho evitato, almeno nella prima fase dell'analisi, di esaminare quei reperti che erano particolarmente sporchi di olio e di residui di grasso normalmente presenti in una macchina e maggiormente presenti in un evento di questo genere dove, al momento dell'esplosione, per la rottura di tutti i contenitori presenti nella macchina, c'è un certo inquinamento di tutte le parti, dall'olio, benzina e altri residui carboniosi.
Quindi ho fatto praticamente una selezione, dettata soprattutto dall'esperienza, e andando a esaminare quei reperti che, almeno teoricamente, avrebbero dovuto avere meno contaminanti possibili nei confronti degli esplosivi.
In effetti il punto di partenza è stato questo e tutti i reperti che abbiamo esaminato sono stati scelti con questo criterio qui.
PUBBLICO MINISTERO: Su quanti reperti ha lavorato?
TESTE Massari: Guardi, di reperti sui quali ho lavorato sono stati molteplici. Diciamo che quelli che abbiamo poi riportato nella relazione, diciamo che, ecco sono stati una ventina di reperti alcuni dei quali hanno mostrato tracce di esplosivi ed altre no. Naturalmente la nostra attenzione è stata focalizzata soprattutto su quei reperti che in un primo screening iniziale effettuato con alcune tecniche mostravano di avere dei segnali che potevano essere poi ascrivibili a dei residui di esplosivo.
Una volta selezionati questi reperti ci siamo dedicati soprattutto alla purificazione prima delle soluzioni ottenute dall'analisi e poi all'esame con tecniche successive delle soluzioni ottenute da questi reperti che avevamo selezionati.
PUBBLICO MINISTERO: A quello che capisco sono state adottate più procedure di analisi.
TESTE Massari: Sì, diciamo...
PUBBLICO MINISTERO: Vuole spiegare esattamente quali sono le procedure di analisi alle quali ha fatto ricorso lei presso il suo laboratorio?
TESTE Massari: Allora, diciamo che tornando a quello che dicevo all'inizio, uno dei primi problemi in un'analisi questo tipo è quello di ottenere delle soluzioni. Cioè dei campioni che siano analizzabili in quanto il campione di per sé, cioè i frammenti che si generano nell'esplosione da soli così come si presentano, non sarebbe possibile sottoporli ad analisi.
Premetto ancora che la maggior parte di queste analisi sono di tipo distruttivo e vengono effettuate su campioni liquidi. Quindi noi dobbiamo trasformare i residui delle esplosioni presenti su dei reperti di tipo solido in soluzioni in sostanze liquide esaminabili alle strumentazioni di cui disponiamo.
Il primo problema riguarda la purificazione delle soluzioni proprio per cercare di eliminare la maggior parte dei contaminanti, di quelli interferenti che ci permetterebbero di effettuare con difficoltà il riconoscimento degli esplosivi e delle sostanze che noi andiamo a ricercare.
Per questa ragione, dopo aver fatto degli estratti acetonici dei reperti che avevamo a disposizione, ho trattato queste soluzioni acetoniche con una tecnica particolare che normalmente viene usata in campo analitico e che è la cromatografia su strato sottile.
Questa tecnica è un sistema che serve per poter separare su un supporto i componenti di una soluzione. E' una tecnica che viene normalmente utilizzata per gli esplosivi puri per l'identificazione dei singoli componenti. Nel caso nostro io l'ho utilizzata per cercare di... non per cercare, diciamo per purificare i diversi componenti che eventualmente potevano essere presenti nelle soluzioni.
Da questa prima tecnica ho ottenuto delle soluzioni che sono state poi analizzate, per quanto concerne il nostro laboratorio, una prima volta con la cromatografia su strato sottile sempre per verificare che non fossero presenti come a volte può capitare, delle quantità di esplosivo incombusto che ci dessero subito dei segnali di riconoscimento validi. Ed in effetti questa prima tecnica ha dato dei risultati negativi.
Successivamente sono stati esaminati con la gascromatografia abbinata alla spettrometria di massa; con la gascromatografia abbinata ad una tecnica chiamata TEA - che sarebbe Therma Electro Analisys -; successivamente in HPLC, cioè con cromatografia ad alta pressione abbinata sempre al rilevatore TEA ed infine con la cromatografia liquida ad alta pressione abbinata ad una tecnica di rilevazione con spettrofotometro ultravioletto.
La motivazione per cui vengono utilizzate queste tecniche è che tutte le tecniche chimiche che, come ho detto, sono di tipo distruttivo si basano su due principi fondamentali: uno è quello che riguarda le tecniche in cui l'identificazione degli esplosivi viene fatta per riconoscimento con dei campioni standard e quindi è una tecnica di tipo comparativo, o relativa e non assoluta. Con queste tecniche praticamente vengono identificati quei componenti che, i cui tempi di ritensione quindi i cui valori sono uguali o simili a quelli di valori di esplosivi già conosciuti.
Successivamente ci sono delle altre tecniche che invece hanno, permettono di fare dei riconoscimenti di tipo assoluto, in particolare la gascromatografia abbinata alla spettrometria di massa, in quanto con queste tecniche è possibile vedere, da un punto di vista chimico, le specie presenti in una soluzione incognita.
Vengono utilizzate più tecniche per una ragione particolare, perché noi qui stiamo parlando di sostanze, come ho detto all'inizio, presenti in quantità infinitesime. E l'identificazione di queste sostanze è difficoltosa sia da un punto di vista assoluto, sia da un punto di vista relativo. L'abbinamento quindi di più tecniche serve per poter arrivare ad una identificazione certa nelle specie presenti in una certa soluzione incognita.
Bisogna anche dire che alcune tecniche poi, in particolare la gascromatografia abbinata al TEA e la cromatografia liquida ad alta pressione abbinata al TEA sono specifiche soltanto per alcune specie. Per esempio, nel caso della gascromatografia abbinata al TEA si ottiene un riconoscimento certo soltanto di nitro derivati aromatici quali possono essere considerati il tritolo e risomeri del dinitrotoluene. Mentre per quanto riguarda l'HPLC abbinato al TEA si ha un riconoscimento certo per molecole a catena aperta tipo l'EGDN e la nitroglicerina e sostanze come il T-4 e la pentrite.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi conclusivamente lei ha conseguito una serie di risposte che, dal punto di vista del loro oggetto sono? Se le vuole...
TESTE Massari: Praticamente al termine dell'analisi, per quanto riguarda i nostri campioni e naturalmente poi anche i campioni del CIS che abbiamo confrontato, siamo arrivati entrambi ad identificare nei campioni incogniti come esplosivi di tipo organico, anzi come residui di esplosioni di tipo organico l'EGDN, la nitroglicerina, il dinitrotoluene, il tritolo, la pentrite e il T-4 e come componenti di tipo inorganico in alcune soluzioni siamo riusciti ad identificare il nitrato di ammonio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Massari, volevo sapere perché questi sono le specie di esplosivi dal punto di vista chimico.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dal punto di vista merceologico invece possiamo fare una mappa, per così dire, di queste specie esplosive?
TESTE Massari: Beh, diciamo che quello che ho detto io è un'identificazione sia dal punto di vista chimico che dal punto di vista merceologico, in quanto i nomi che ho appena pronunciato riguardano esplosivi puri la cui denominazione da un punto di vista chimico - tanto è vero che ho parlato di tritolo - e da un punto di vista merceologico sono uguali. Diciamo che ho parlato di esplosivi di specie pure, cioè di esplosivi presi singolarmente mentre bisogna fare una distinzione per quanto riguarda gli esplosivi cosiddetti di tipo commerciale e gli esplosivi chiamati normalmente di tipo militare anche se poi in effetti vengono utilizzati anche nel campo civile.
Quando noi parliamo di esplosivi di tipo civile, gli esplosivi utilizzati in campo civili non sono dei composti puri ma sono delle miscele di più specie che vengono bilanciate con altre sostanze per ottenere quei composti che poi possono dare determinati effetti in campo civile. Tipo per esempio gli esplosivi da utilizzare in miniera, in ambiente grisutoso oppure gli esplosivi da utilizzare per sbancamenti in galleria oppure per esplosivi da utilizzare per sbancamenti all'aria aperta.
In funzione dell'utilizzazione di questi esplosivi ci sono delle formulazioni che vengono riconosciute su domanda delle singole ditte dal Ministero dell'Interno e queste formulazioni sono composte da una molteplicità di vari componenti come quelli che io ho pronunciato. Per fare un esempio: se io vado a parlare di una gelatina dinamite di tipo civile, nella dinamite civile di tipo civile troverò come composti attivi l'EGDN, la nitroglicerina, il dinitrotoluene, il nitrato di ammonio.
Ci sono poi degli esplosivi da cava, per esempio basati soltanto su tritolo e nitrato di ammonio. Ci sono poi degli esplosivi che vengono definiti, come ho detto prima, di tipo militare perché per la maggior parte dei casi utilizzati in ambiente militare che sono per esempio il compound-B che è costituito soltanto da T-4 e tritolo. Ci sono poi delle micce che possono essere a bassa o a lenta combustione o micce detonanti a base di pentrite.
E quindi diciamo che i componenti che abbiamo trovato potevano essere assimilati come provenienza sia a degli esplosivi di tipo civile, sia a degli esplosivi di tipo militare.
In effetti noi, per cercare di dare - quindi per rispondere alla sua domanda - per cercare di dare una provenienza merceologica abbiamo fatto delle ipotesi nel corso della relazione in cui abbiamo detto che: una delle ipotesi poteva essere per esempio che i vari esplosivi provenissero da un esplosivo di tipo civile, gelatina dinamite, abbinato con un esplosivo tipo compound-B, il tutto fatto, innescato tramite una miccia detonante. Oppure potevano essere dei singoli gruppi di esplosivi miscelati insieme.
Diciamo che da un punto di vista della provenienza l'ipotesi che noi potremo fare, avendo a disposizione un numero elevato di componenti, sono molteplici.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, ho capito la sua risposta che per me è stata molto chiara.
Non è stata uniforme, ovvero è stata uniforme la risposta dei reperti rispetto alle specie esplosive che avete identificate?
TESTE Massari: Scusi, non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Intendo dire: tra i vari reperti che ha esaminato, quelli che hanno dato risposta positiva all'indagine qualitativa...
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... vi è stata uniformità anche per le specie di esplosivi presenti sui singoli reperti, oppure una difformità, o un numero di difformità?
TESTE Massari: No, non c'è stata nessuna difformità. Tutti gli esplosivi, i residui che abbiamo trovati sui singoli reperti hanno portato alla identificazione delle specie che ho detto prima. Tenendo presente naturalmente che, come avviene in casi di questo genere, abbiamo dei reperti sui quali abbiamo identificato praticamente tutte le specie presenti che ho detto; mentre altri reperti ove abbiamo identificato delle singole specie.
La sommatoria, da un punto di vista chimico degli esplosivi identificati, ha portato a quell'elenco che ho citato all'inizio.
PUBBLICO MINISTERO: La ragione per la quale appunto un reperto magari ha testimoniato la presenza di tutte le specie esplosive e un altro reperto solamente di alcune, la ragione è una ragione attendibile alla stregua delle indicazioni scientifiche, o è una risposta per così dire anomala?
TESTE Massari: No, no, no. Diciamo è una risposta scientifica che si basa su ciò che avviene durante una esplosione.
Nell'esplosione sono coinvolti molte grandezze termodinamiche che all'atto dell'esplosione praticamente portano l'esplosivo a detonare. E qui parliamo di tutte le specie di cui ho parlato e le specie identificate sono tutti esplosivi detonanti. Cioè, esplosivi la cui reazione chimica è una reazione che si verifica ad altissima velocità che varia, nel caso delle specie citate, da circa 4000 metri al secondo a circa 8000 metri al secondo.
Durante una esplosione i fenomeni connessi sono molteplici e i residui dell'esplosione che si formano sono residui che investono non in modo uniforme tutti i reperti circostanti. Ed inoltre c'è un fattore determinato dal reperto stesso che può assorbire o meno alcune specie rispetto ad altre, a secondo di come viene colpito.
Bisogna dire anche un' altro fatto fondamentale: che noi stiamo parlando di residui di esplosione. Cioè di quantità presenti a livello infinitesimo. Per cui può darsi anche che su un certo reperto ci siano tutte le specie che erano coinvolte nell'esplosione, ma che la sensibilità strumentale nei confronti di quel reperto e nei confronti di alcune specie, non sia sufficiente a metterle in evidenza.
E questa è una delle ragioni per la quale, leggendo la relazione, si vede che noi, in alcuni casi, abbiamo fatto prima l'analisi delle soluzioni provenienti da singoli reperti, e poi abbiamo fatto l'analisi delle miscele delle varie soluzioni dividendo a gruppi i reperti.
Questo proprio perché? Per poter aumentare la quantità dei vari componenti presenti e verificare sia su quantità, diciamo, più elevate: la nostra prima identificazione; e sia per verificare se, su quantità superiore ci fossero dei componenti che noi in prima istanza non avevamo identificato.
Bisogna tener presente che qui siamo veramente nell'ordine di quantità infinitesime, dove utilizziamo gli strumenti ai limiti della loro sensibilità.
Questa è la ragione per la quale, alla fine del lavoro, abbiamo chiesto al P.M. di effettuare delle successive analisi presso un laboratorio esterno dell'ENEA, in quanto noi, in quel momento, non avevamo uno strumento che era uscito da poco, un rivelatore particolare, che è il rilevatore TEA - Therma Electro Analisys - il quale rivelatore, oltre ad avere una altissima sensibilità, ha anche una altissima specificità nei confronti di quei componenti che contengono dei gruppi nitrato.
Praticamente, mentre nella spettrometria di massa - che pure è una tecnica altamente sensibile - io ho la possibilità di verificare qualsiasi, di trovare e di identificare qualsiasi tipo di campione indipendentemente dalla specie chimica di cui fa parte, con il rivelatore TEA io vado ad identificare soltanto quei campioni che hanno nella propria molecola dei gruppi nitro.
In questo modo io praticamente riesco a pulire, da un punto di vista chimico, la mia risposta al mio spettro risultante ed avere una identificazione più certa delle molecole che sto cercando.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare di capire che con il ricorso anche a questa tecnica praticamente - all'epoca almeno dell'accertamento - i consulenti hanno fatto ricorso al meglio degli strumenti di cui pensavano di poter disporre.
TESTE Massari: Beh, non solo di cui pensavamo di poter disporre, al meglio degli strumenti esistenti a livello mondiale, in quanto la tecnica, le tecniche che abbiamo utilizzato sono le tecniche che vengono utilizzate in tutti i laboratori per l'analisi dei residui e dei residui di esplosione. Sia a livello europeo, sia a livello mondiale. Perché noi normalmente ci confrontiamo, e soprattutto su questo argomento, sia con i laboratori dell'FBI degli Stati Uniti, sia con quelli della Bunderscriminalabte in Germania, sia con i laboratori in Inghilterra.
E le tecniche che noi abbiamo e che abbiamo utilizzato sono le stesse che vengono utilizzate da questi laboratori.
Praticamente non ci sono delle tecniche che abbiano una sensibilità o una selettività superiore rispetto a quelli che noi abbiamo utilizzato.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome mi pare che dal punto di vista della indagine qualitativa le sue risposte abbiano esaurito tutti gli interessi del Pubblico Ministero, tenuto anche conto di quello che già l'altro consulente aveva illustrato, bisogna che le chieda invece ancora qualcosa per quanto riguarda la determinazione del peso di carica.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Però, prima di arrivare a questo punto del problema, mi pare - le chiedo se lei lo rammenta - mi pare che vi siate intrattenuti tra l'altro nello studio di un determinato reperto metallico che, in qualche modo, aveva sollecitato l'attenzione dei consulenti: reperto metallico - do riferimento alla Corte che vorrà poi controllare quanto sto dicendo, oltre che i difensori, ovviamente - fa capo alle fotografie da 91 a 93 dell'allegato 12 della relazione.
Se il dottor Massari ricorda di che si tratta, ci possiamo anche esimere dal proiettare il reperto. Sennò...
TESTE Massari: Ma io, per quanto mi riguarda, ricordo perfettamente di quale reperto si tratta, in quanto me ne sono occupato personalmente ed ho seguito personalmente tutta l'analisi.
Come ho già avuto occasione di dire, uno dei lavori diciamo iniziali che abbiamo fatto e che in un certo senso ci ha permesso poi di selezionare e di separare i vari pezzi, le varie parti, i vari frammenti metallici provenienti dalle due macchine e da altre presenti coinvolte nell'evento, è stato quello di effettuare un setacciamento di tutto il materiale riportato, repertato, anche della spazzatura presente sulla strada, con l'intento di cercare eventuali frammenti che potessero permetterci di identificare, di arrivare al sistema di innesco e di attivazione utilizzato per l'autobomba.
Nel fare questo lavoro naturalmente abbiamo cercato di identificare tutti i reperti che man mano ci trovavamo di fronte. Tra i vari reperti c'era un frammento metallico che aveva uno spessore diverso da tutti gli altri che avevamo fino ad allora trovati e che inoltre presentava una curvatura abbastanza anomala rispetto agli altri reperti.
Come per gli altri reperti ci siamo messi in contatto con i tecnici della FIAT esperti nella materia e inizialmente, praticamente la riposta che abbiamo avuto è stata di tipo negativo, nel senso che non risultava che questo tipo di reperto fosse presente nella macchina che noi stavamo esaminando che era la FIAT Uno.
Per di più, lo stesso tipo di reperto, visto che contemporaneamente c'era un altro gruppo che si occupava dell'analisi e dei reperti relativi all'esplosione in via dei Georgofili, un reperto di questo tipo era stato identificato e trovato anche in via dei Georgofili.
Per cui abbiamo fatto tutta una serie di ricerche partendo dal presupposto - poi rivelatosi errato - che questo reperto potesse derivare da un contenitore metallico del tipo utilizzato per contenere i gas, e soprattutto i gas liquidi.
Quindi ipotizzando eventualmente l'abbinamento di esplosivi di tipo diciamo classico, con un esplosivo gassoso contenuto in queste bombole.
In effetti abbiamo fatto tutta l'analisi, abbiamo identificato il tipo di acciaio e siamo arrivati ad una identificazione certa delle componenti che erano presenti in questo metallo.
Successivamente, non essendo riusciti ad identificare il manufatto da cui questo metallo potesse provenire, riandando, riparlando con i tecnici della FIAT, siamo riusciti a capire che questa parte del metallo non era altro che una parte della balestra presente sia nella FIAT Uno, sia nel Fiorino. E quindi l'identificazione alla fine è risultata in uno dei frammenti normalmente presenti in questi due tipi di macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè la balestra.
TESTE Massari: La balestra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora passiamo ora a quella parte dell'indagine tecnica che ha avuto ad oggetto la determinazione del peso di carica.
Però, per arrivare a questo aspetto della relazione, le debbo chiedere intanto questo: si è proceduto da parte dei consulenti ad una ricostruzione, utilizzando i frammenti repertati, ad una ricostruzione dei mezzi che erano rimasti più in profondità coinvolti e devastati dall'esplosione?
TESTE Massari: Sì. Noi abbiamo fatto una ricostruzione sia della FIAT Uno, sia della FIAT Cinquecento che erano le due macchine che erano state più direttamente interessate all'esplosione. Tant'è vero che entrambe erano risultate completamente distrutte.
E quindi, questi reperti che avevamo selezionato e identificato, sia in funzione, prima di tutto in funzione dell'analisi chimica e poi successivamente proprio in funzione della ricostruzione dell'evento che era uno dei quesiti posti dal magistrato, abbiamo ricostruito le macchine in un nostro, dentro un nostro locale, utilizzando diciamo dei simulacri che ci erano stati preparati direttamente dai tecnici della FIAT.
Quindi, praticamente utilizzando questi due simulacri, abbiamo attaccato, proprio legato, le varie parti identificate sui due simulacri in maniera da arrivare a ricostruire sia la FIAT Uno, sia la FIAT Cinquecento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io qui dispongo dell'elaborato fotografico che riguarda quanto lei sta esponendo.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E allora le chiederei di corredare le sue considerazioni a voce con il richiamo alle foto più significative di questo elaborato.
Io ne vedo diverse, intanto relative a quello che avete ricostruito come FIAT Uno. E poi ve ne sono altrettante che riguardano invece la vettura ricostruita come FIAT Cinquecento.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, se lei ha la cortesia di osservarle, io poi mi riprometto di farle alcune domande.
TESTE Massari: Allora, io partirei un attimo dal mostrare la prima fotografia che è quella che riguarda diciamo il simulacro.
Praticamente questo qui è il simulacro che ci è stato preparato dai tecnici della FIAT e che riproduce esattamente, sia da un punto di vista estetico, sia da un punto di vista pratico, cioè mantenendo esatte le dimensioni, una FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Dottore, le spiace...
TESTE Massari: Sì, dica.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla copertina di codesto fascicolo dare atto degli estremi? Codesto è l'allegato numero?
TESTE Massari: Allora, questo è l'allegato numero 15 alla relazione di consulenza tecnica.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perfetto.
TESTE Massari: Le varie fotografie sono state, diciamo, messe nell'allegato in sequenza. Cioè, abbiamo fatto diverse fotografie nei tempi successivi man mano che ricostruivamo la macchina.
Quindi, andando avanti nelle fotografie, ogni fotografia successivamente presenta qualche parte in più rispetto alla fotografia originale.
In particolare possiamo vedere la ricostruzione della parte anteriore in cui si vede per esempio alcuni, i due... Il cerchio anteriore sinistro della ruota e parte dell'ammortizzatore che era rimasto legato allo stesso cerchio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vorrei che prendesse la foto in cui si riproduce il punto di massima ricostruzione possibile della FIAT Uno per farle poi, a questo proposito, una domanda.
TESTE Massari: Ecco, volevo far vedere l'altro punto che abbiamo evidenziato sempre inserito nella macchina: era la parte anteriore destra sulla quale era stata fatta l'identificazione del telaio dell'autovettura.
Per poi arrivare a questa fotografia che probabilmente questa e la successiva sono le più significative, in quanto mostrano la ricostruzione sia della FIAT Uno e sia della Cinquecento.
PUBBLICO MINISTERO: Allora...
TESTE Massari: Osservando queste due fotografie possiamo far alcune considerazioni.
Intanto, per quanto riguarda la FIAT Uno, abbiamo un...
PUBBLICO MINISTERO: La vuole indicare, dottor Massari? Perché se ne vede due.
PRESIDENTE: Che numero?
TESTE Massari: Ecco, la FIAT Uno che è questa...
PUBBLICO MINISTERO: Che foto è questa, dottor Massari? Numero?
PRESIDENTE: Il numero della fotografia.
TESTE Massari: Il numero della fotografia è il numero 66.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Massari: Allora, abbiamo la FIAT, diciamo la ricostruzione della FIAT Uno dove si può notare che la parte posteriore non presenta alcun frammento.
Praticamente abbiamo trovato una serie di frammenti che ci hanno permesso di ricostruire la parte anteriore e centrale della FIAT Uno; mentre non abbiamo praticamente trovato frammenti che riguardassero la parte posteriore, né per quanto riguarda il fascione e paraurti; né per quanto riguarda lo sportellone; né abbiamo trovato alcun frammento o frammenti abbastanza grandi da poter essere riconosciuti, per quanto riguarda il tetto.
Mentre abbiamo trovato un frammento abbastanza consistente che rappresenta il cofano anteriore della FIAT Uno.
Per quanto riguarda la Cinquecento, invece, abbiamo trovato praticamente tutti i frammenti. Non solo, ma diciamo: guardando questa fotografia e quella successiva, e quella successiva che è la numero 67, si può anche vedere che la Cinquecento presenta uno schiacciamento della parte anteriore dal basso verso l'alto. Come se l'onda esplosiva l'avesse investita e schiacciata praticamente poi distruggendola, nella parte anteriore. E quindi praticamente le parti noi le abbiamo trovate tutte, ma la parte anteriore, oltre ad aver subìto una frammentazione che è tipica e conseguente di una autovettura coinvolta in una esplosione, ha subìto anche uno schiacciamento dell'onda esplosiva che l'ha investita.
Praticamente la macchina è stata investita dall'alto, cioè l'esplosione si è verificata in un punto più alto della macchina. Perché sennò la macchina sarebbe stata scagliata via senza subire questa deformazione. L'onda esplosiva è scivolata poi lungo la parte anteriore e il parabrezza della macchina, scivolando via e distruggendo la macchina stessa.
PUBBLICO MINISTERO: Mi sembra che poco fa abbia avuto un lapsus.
TESTE Massari: Mi dica.
PUBBLICO MINISTERO: Perché come direzione dell'onda esplosiva ha detto che: rispetto alla FIAT Cinquecento è arrivata dal basso verso l'alto.
TESTE Massari: No, scusi, dall'alto verso il basso.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ecco, ma voglio dire, torniamo un attimino sulla Uno.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A che cosa lei oggi, loro all'epoca, attribuisce la mancanza assoluta dei pezzi o di frammenti significativi della parte posteriore?
TESTE Massari: Ecco, qui come vede nella foto 67 presa lateralmente, si vede perfettamente come nella parte posteriore ci sia soltanto qualche frammento; mentre nella parte anteriore noi ritroviamo sia i frammenti della carrozzeria, sia la parte meccanica.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, appunto, il fatto che si sia in qualche modo volatilizzata, la parte posteriore...
TESTE Massari: Ecco, la parte che si sia volatilizzata...
PUBBLICO MINISTERO: ... a che cosa va attribuito?
TESTE Massari: ... porta a concludere che l'esplosivo si trovava sicuramente nella parte posteriore della macchina. La quale parte posteriore ha subìto direttamente diciamo gli effetti della esplosione e quindi praticamente i maggiori danni, per quanto riguarda l'esplosione, sono stati assorbiti dalla parte posteriore che si è frammentata in parti così piccole da non essere state più identificabili; e sicuramente, per quanto riguarda alcuni materiali, tipo i vetri, tipo alcuni materiali di, diciamo costituiti con metalli bassofondenti, praticamente c'è stata proprio una volatilizzazione del materiale che si è in qualche modo, è passato dallo stato solido allo stato gassoso scomparendo completamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi dal punto di vista macroscopico, qual è la differenza, se c'è una differenza, tra il tipo di danneggiamento o devastazione, o distruzione, subìta dalla FIAT Uno, rispetto alla FIAT Cinquecento?
TESTE Massari: Allora, la differenza fondamentale è che la FIAT Uno ha subìto direttamente gli effetti provocati dall'esplosione.
Per effetti provocati dall'esplosione intendiamo sia gli effetti di tipo termico, sia gli effetti di tipo dinamico.
Mentre, per quanto riguarda la FIAT Cinquecento, ha subìto in modo preponderante solo gli effetti di tipo dinamico e non di tipo termico.
Per cui nell'esplosione parte della FIAT Uno si è completamente disintegrata; mentre la Cinquecento, tranne alcuni frammenti che naturalmente non siamo riusciti ad identificare, nel complesso abbiamo trovato tutte le parti che componevano la macchina.
Inoltre ci permette l'osservazione, diciamo, in parallelo delle due autovetture, ci permette di fare un'altra considerazione. E cioè che l'esplosivo doveva essere contenuto all'interno della FIAT Uno nella parte posteriore. Quindi, o all'interno del cofano, o al massimo diciamo nei sedili posteriori.
E quindi non era... Una delle domande che ci era stata fatta era: se si poteva identificare la collocazione diciamo anche da un punto spaziale esatta dell'esplosivo. E certamente l'esplosivo e per quanto verificato a livello del cratere, e per quanto verificato a livello delle macchine, è stato un esplosivo che non era a diretto contatto della strada, ma era contenuto all'interno della macchina.
E questo risultato viene avvalorato proprio, oltre che dalle dimensioni del cratere, anche dal fatto che la FIAT Cinquecento ha avuto quest'onda pressoria dall'alto verso il basso che l'ha deformata senza farla diciamo, volare via.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la posizione che hanno i due veicoli nella fotografia, e cioè a dire la posizione in cui avete collocato questi, come dire, queste gabbie sulle quali avete posizionato i vari frammenti, dicevo appunto: questa posizione è quella corretta secondo i consulenti per come ricostruita a seguito della valutazione dei danni dell'una e dei danni dell'altra e quindi delle possibili interazioni dal veicolo che è esploso sul veicolo che ha subìto l'esplosione?
TESTE Massari: Praticamente la fotografia è stata fatta in questo modo proprio per dare un'idea di come secondo noi erano posizionate le due macchine al momento dell'evento.
PUBBLICO MINISTERO: E' ipotizzabile che una carica esplosiva possa essere esplosa a bordo della FIAT Cinquecento?
TESTE Massari: Ma non è ipotizzabile per due motivi fondamentali.
Il primo motivo è che le deformazioni e la frammentazione della macchina non è di un... non sono correlabili con un esplosivo contenuto all'interno della stessa.
L'altra motivazione, diciamo, riguarda un po' come sono stati repertati i vari frammenti della FIAT Cinquecento.
Mentre nel caso della FIAT Uno noi abbiamo avuto una proiezione abbastanza circolare dei frammenti della macchina. Nel caso della FIAT Cinquecento noi abbiamo - noi e i Carabinieri che collaboravano con noi - hanno ritrovato praticamente tutti i reperti al di là del punto dell'esplosione. Come se noi, essendoci una linea immaginaria, tutti i reperti fossero andati da una parte sola.
Se l'esplosivo fosse stato all'interno della macchina noi avremmo avuto anche, per quanto riguarda la FIAT Cinquecento, una distribuzione circolare dei vari reperti e non direzionale verso un'unica direzione.
PUBBLICO MINISTERO: Questa ricostruzione quindi dei veicoli nella loro conformazione più vicina alla realtà possibile, anche sotto il profilo della posizione reciproca, ecco, questa ricostruzione dico: in che termini l'avete verificata sull'esistenza di quello che si chiama cratere e sull'esistenza degli altri reperti?
In particolare danni provocati da questa esplosione, la tipologia di questi danni, la collocazione di questi danni.
TESTE Massari: Intanto bisogna premettere che, nel caso di questa esplosione in via Fauro, c'è stato un evento che ha un po' complicato tutta la dinamica, la ricostruzione della dinamica dell'esplosione. In quanto, sul fondo del cratere, all'atto dell'esplosione, si è verificato per così dire una falla che ha messo diciamo in comunicazione il cratere con il tombino della SIP, all'interno del quale corrono dei cavi telefonici.
Questo praticamente ha provocato un polmone, potremmo dire, da parte di questo tombino nei confronti dell'esplosione con assorbimento sia diciamo di una parte dell'energia direttamente connessa con l'esplosione.
Per cui noi dobbiamo ipotizzare che il cratere - e abbiamo ipotizzato il cratere - fosse notevolmente inferiore rispetto a quello che si sarebbe verificato se non ci fosse stato questo evento secondario.
Per quanto riguarda il cratere vero e proprio diciamo che, sia la conformazione dei bordi del cratere, sia la mancanza nei bordi del cratere di residui di bruciature o fiammate tipiche dell'esplosione, indica che l'esplosione non è avvenuta direttamente a contatto con la strada, ma diciamo ad una certa distanza dal punto in cui si è verificato il cratere.
Ed inoltre indica anche che c'è stata una protezione proprio della parte della fiamma da parte di un qualche mezzo meccanico.
E questo è direttamente verificabile in quanto, all'interno del cratere, non ci sono sull'asfalto, sul bitume che ricopriva la strada, punti in cui si sono verificati principi né di bruciatura, né tantomeno di fusione.
Questo può essere avvenuto soltanto se noi ipotizziamo che l'esplosivo non fosse a diretto contatto della strada, ma fosse contenuto all'interno di un mezzo. Tipo, per esempio, una macchina la quale naturalmente, come primo effetto, ha avuto quello di diminuire sia l'onda pressoria che poi sta scaricata sulla strada, sia l'effetto fiamma direttamente connesso con l'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quelle che chiamavo io danneggiamenti registrati a carico delle altre strutture presenti sulla scena del fatto, intendo riferirmi ad altri veicoli, intendo riferirmi ai manufatti fissi: porte, cancelli. Intendo riferirmi alle pareti esterne degli immobili; altri manufatti tipo muretti e quant'altro. Ecco, dico, questa ricostruzione che collega a quello che sento in maniera positiva alcuni dati: il cratere e la macchina, è una ricostruzione coerente anche con gli altri reperti, ovvero vi è qualche cosa di particolare eventualmente da segnalare?
TESTE Massari: Mah, è coerente con gli alti reperti, tenendo presente un fatto che è sempre da evidenziare nel caso di via Fauro: che, avendo avuto... Diciamo, essendoci a contatto della macchina esplosa un ambiente aperto, in quanto c'era il giardino della scuola, da quel lato c'è stato proprio un secondo polmone che, in qualche modo, ha diminuito da quella parte i danni relativi all'esplosione.
Per quanto riguarda invece il palazzo, proprio di fronte all'esplosione, ha subìto i danni tipici di una esplosione avvenuta per esplosivi detonanti ad alta velocità. E anche la distribuzione delle schegge sul frontale del palazzo risente di questo fatto, in quanto sul fronte del palazzo c'era un muretto alto circa 50-60 centimetri che è andato distrutto al momento dell'esplosione.
La distribuzione delle schegge sulla facciata del palazzo risente proprio della presenza di questo muretto. Tant'è vero che le schegge iniziano circa un metro, un metro e venti di altezza e poi vanno verso l'alto. Proprio perché, a livello del muretto, c'è stata una protezione nei confronti del palazzo.
Per quanto riguarda le altre macchine, i danni sono tipici di una esplosione di questo tipo che coinvolge una grossa quantità di esplosivo. Una esplosione che, per come è fatta l'autobomba è fatta da un ordigno di per sé micidiale in quanto un'auto che contiene dell'esplosivo, dal momento che all'atto dell'esplosione si generano delle schegge primarie letali in un raggio di almeno 100 metri, è chiaro che tutti i danni che noi abbiamo visto sia per quanto riguarda le macchine circostanti, sia per quanto riguarda i palazzi e in particolare la rottura di tutti gli infissi, non solo dei vetri dei palazzi, sia di fronte sia nei palazzi circostanti, sono tipici di una esplosione chiamiamola subsonica di questo tipo. La cui velocità di detonazione è sicuramente superiore ai 4-5000 metri al secondo e per alcuni esplosivi si avvicina agli 8000 metri al secondo.
Fermo restando che un concetto è fondamentale: è che ogni, quando c'è un evento di questo genere, i danni collegati all'evento di questo genere, possono essere visti soltanto nel luogo in cui si sono verificati.
Faccio un esempio: è estremamente difficile correlare e comparare esattamente i danni di un evento che si è verificato a via Fauro, per esempio, con i danni che si sono verificati in via dei Georgofili, o con i danni che si sono verificati a Palermo per l'attentato al Giudice Borsellino.
In ogni caso noi, pur avendo magari eventualmente diciamo la stessa macchina e anche se noi avessimo la stessa quantità di esplosivo, lo stesso tipo di esplosivo, lo stesso tipo di innesco, avremmo sicuramente dei danni completamente diversi perché i danni sono direttamente correlati all'ambiente in cui si verifica l'esplosione. Alla distanza degli eventuali manufatti dal punto dell'esplosione e a tutto ciò che circonda il punto, l'evento, il punto in cui si è verificato l'evento.
PUBBLICO MINISTERO: Queste considerazioni che sono state elaborate sulla scorta di una serie di osservazioni dei luoghi, dei veicoli e di quant'altro, hanno ricevuto anche una verifica di tipo sperimentale per quanto e nei limiti in cui possa parlarsi di una verifica nel senso stretto del termine?
TESTE Massari: Beh, se per verifica si intende l'esperimento giudiziale che poi abbiamo effettuato per ricostruire l'evento, sì.
Per quanto riguarda i quesiti che ci erano stati posti dal magistrato, e cioè verificare quali sarebbero stati i danni subìti da una macchina del presentatore televisivo che è stato coinvolto nell'evento, nel caso in cui non ci fosse stato il muretto della scuola, che in qualche modo poteva aver assorbito parte delle schegge e parte dell'energia e quindi aver diminuito i danni sulla macchina in questione.
Per questa ragione è stato fatto un esperimento giudiziale al poligono di Nettuno ricostruendo l'evento con una FIAT Uno e con una Mercedes che erano posti nella stessa identica posizione in cui si sono venuti a trovare a via Fauro.
Questo era importante anche per unn'altra ragione: perché fin dall'inizio il dubbio fondamentale di tutti gli investigatori era se l'attentato si fosse verificato a danno di cose, o a danno di persone.
Cioè, nei confronti degli immobili, oppure nei confronti di un bersaglio mobile.
Questo perché? Perché in funzione del tipo di, chiamiamolo bersaglio, noi avremmo dovuto avere un diverso sistema di attivazione, o avremmo potuto avere un diverso sistema di attivazione per quanto riguardava l'esplosivo stesso. In quanto è chiaro che, se l'attentato fosse stato fatto nei confronti di cose fisse, quindi nei confronti dei manufatti e quindi soltanto a livello di creare una distruzione della strada diciamo e dei manufatti connessi con la strada, noi avremmo potuto avere un sistema di attivazione diciamo di tipo temporizzato.
Quindi poteva essere stata utilizzata sia una miccia a lenta combustione, sia un timer, sia uno degli infiniti sistemi che vengono utilizzati per effettuare degli attentati nei confronti di installazioni fisse.
Nel caso in cui invece l'attentato si fosse verificato nei confronti di un bersaglio mobile, il sistema di attivazione poteva essere di due tipi: o attraverso un sistema di telecomando, radiocomando, cose simili. Quindi un sistema a distanza. Oppure con un doppio sistema connesso con un qualche, diciamo con una qualche attrezzatura fissa tipo una fotocellula che, al momento del passaggio della macchina, avrebbe potuto provocare l'esplosione.
Naturalmente questa ultima ipotesi l'abbiamo subito esclusa perché sul luogo dell'attentato non abbiamo trovato niente che potesse aver attivato l'ordigno.
Quindi, per cercare di risolvere questo problema abbiamo ricostruito l'attentato utilizzando una FIAT Uno e una Mercedes poste nella stessa posizione e alla stessa distanza alla quale si erano venute a trovare in via Fauro, e mettendo all'interno della FIAT Uno una quantità di esplosivo uguale o simile a quella che avevamo ipotizzato fosse stata utilizzata in via Fauro con i componenti uguali a quelli che avevamo individuato.
A questo fine quindi abbiamo utilizzato una gelatina di tipo commerciale che conteneva EGDM, nitroglicerina, dinitrotoluene e nitrato di ammonio.
Insieme a questa gelatina abbiamo preso un esplosivo diciamo di tipo militare a base di tritolo e T-4 e precisamente un compound-B di recupero. E il tutto è stato poi diciamo in qualche modo attivato attraverso una miccia detonante alla pentrite.
Quindi, in questo modo noi abbiamo messo nella ricostruzione dell'ordigno, abbiamo utilizzato dei prodotti di tipo merceologico che contenevano esattamente tutti gli stessi componenti che noi avevamo identificato con le analisi sui residui dell'esplosione.
Abbiamo quindi provocato l'esplosione e siamo andati a verificare quali erano i danni che aveva subìto sia l'autovettura, sia i manichini che avevamo posti all'interno dell'autovettura e abbiamo anche fatto una comparazione solo a livello però fisico tra le frammentazioni ottenute da questa esplosione e quelle che avevamo ottenute in via Fauro.
Siamo arrivati alla conclusione che il tipo di frammentazione era molto simile. Anzi, in alcuni manufatti tipo il motore, avevamo lo stesso tipo di rotture che avevamo avuto in via Fauro. E che il numero dei frammenti era numeroso e comunque simile a quello di via Fauro. E soprattutto poi avevamo visto i danneggiamenti della macchina, della Mercedes, in cui avevamo potuto constatare che, per quanto riguarda la proiezione primaria delle schegge, la macchina aveva assorbito parte delle schegge provenienti dall'esplosione. E parti delle schegge erano penetrate all'interno della macchina e avevano colpito i manichini in dei punti che possiamo considerarli vitali per quanto riguarda la vita di una persona.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, per quello che ho capito, perlomeno sotto il profilo diciamo di una verifica, intanto per quantità di esplosivo determinato in via autonoma e utilizzato nelle stesse, anche nelle stesse proporzioni o perlomeno nelle stesse specie dal punto di vista qualitativo, il risultato è stato tutto sommato sovrapponibile tra un fatto e l'altro.
TESTE Massari: Diciamo che è stato comparabile. Quindi possiamo dire che, a meno di piccoli fattori che possono essere a livello di più o meno un 5%, quindi a livello di 5 chili, che poi una quantità totale di 100 chili diventa praticamente ininfluente, noi possiamo dire che la quantità utilizzata in via Fauro era comparabile con quella utilizzata nell'esperimento giudiziale. Fermo restando che, per quanto riguarda la parte compositiva, possiamo dire che era la stessa. In quanto i componenti identificati erano gli stessi che noi abbiamo utilizzati per ricostruire l'evento.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ci sarebbe un altro punto che io ho bisogno di affrontare, sia pur sbrigativamete, con lei.
E' quello che riguarda i danneggiamenti, o per meglio dire i danni, che sono stati registrati a carico di una certa vettura Thema che è stata individuata e ampiamente repertata nel luogo in cui il fatto si è verificato.
Io non so se lei ha presente di questo veicolo, la sua collocazione...
TESTE Massari: Beh, diciamo che le Thema coinvolte nell'attentato sono state due. In particolare ce n'era una che era insieme alla macchina di Costanzo, cioè che seguiva la Mercedes all'interno della quale si trovava Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Non è esattamente questo il punto.
Lasciamo perdere se era con Costanzo, se non era con Costanzo. Non è questo il modo per affrontare l'argomento. E' semplicemente un dato di fatto offerto semplicemente dall'esistenza di un certo veicolo che risulta repertato sia nel fascicolo dei rilievi che accompagna la relazione, sia se si vuole nei fascicoli dei rilievi redatti dal Nucleo Operativo dei Carabinieri che non fanno parte della relazione, sia nelle schede fotografiche realizzate dal CIS, si trova collocato con carattere proprio di permanenza, in un certo qual punto della via Fauro.
Io non so se lei rammenta...
TESTE Massari: Se lei, se ha l'immagine e la posso vedere...
Sì, sì. Ho capito qual è la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora lei, nelle foto successive, questa macchina è rappresentata anche nella parte posteriore, poi ancora lateralmente, di tre quarti, davanti, di dietro, e così via.
Ecco, mi parrebbe importante che lei in particolare si soffermasse... Ecco, su questa foto qui.
Ecco. Se lei considera quello che vede da questa foto e prende un attimo in considerazione dove il veicolo è stato individuato e fotografato, credo che debba segnalare qualche cosa alla Corte.
TESTE Massari: Ma diciamo che la Thema, nel punto in cui viene indicata, è su via Boccioni abbastanza all'interno e...
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
TESTE Massari: E' su via Boccioni...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, no, dottore, non è quella.
PRESIDENTE: No, guardi...
PUBBLICO MINISTERO: Si tratta di un'altra.
Quella di cui sto parlando io è su via Fauro. Non di cui sto parlando io, di cui c'è la fotografia.
TESTE Massari: Cioè, la Thema, questa che era posizionata su via Fauro, è praticamente dopo chiamiamolo il passo carrabile?
PUBBLICO MINISTERO: Prenda visione allora, dottore, di questa foto e poi per cortesia ne segnali gli estremi di collocazione alla Corte.
Ispettore, su quell'altra, sulla planimetria, proprio quella lì, quella lì, è individuato il punto di...
Siccome il verbale di sopralluogo di repertazione è firmato anche dal dottor Massari non avrà difficoltà.
TESTE Massari: Allora, nella piantina è la macchina che praticamente sto indicando e che ha una colorazione rossa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma ci deve essere anche una lettera, o un numero.
TESTE Massari: E' la numero 6.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, esatto. Ecco, allora, in rapporto a quella posizione sulla strada...
PRESIDENTE: Possiamo chiedere al consulente se ricorda nelle repertazioni di aver fatto esatto riscontro che la macchina Thema, di cui parliamo era stata individuata e fotografata in quel punto lì?
PUBBLICO MINISTERO: Vanno di pari passo, Presidente, planimetria e fotografia; planimetria e fotografia.
PRESIDENTE: Possiamo sentire la risposta del...
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Massari: Ma la macchina è stata fotografata in quel punto. Anche se presenta dei danneggiamenti che sono anomali per quanto riguarda il punto in cui è stata fotografata e in cui si trova sulle piantine. Perché osservando le fotografie si vede praticamente che la macchina...
PUBBLICO MINISTERO: Allora passi alla fotografia del danneggiamento per cortesia, dottor Massari, sennò si fa un ragionamento...
TESTE Massari: Ecco, si vede praticamente che la macchina ha ricevuto l'onda esplosiva su tutta la parte sinistra. E in modo particolare sulla parte posteriore dove ci sono i danni sia provocati dalla proiezione delle schegge, sia provocati dall'effetto dell'onda pressoria sul tetto dell'autovettura, nonché della rottura e frammentazione del lunotto posteriore.
PUBBLICO MINISTERO: Questo vuol dire, secondo quanto precisava un attimo fa, che quindi al momento dell'esplosione...
TESTE Massari: Questa macchina dovrebbe aver ricevuto direttamente, essere stata coinvolta direttamente dalla, diciamo dall'esplosione e quindi aver ricevuto in modo diretto le schegge che si sono state...
PUBBLICO MINISTERO: Ma in quel punto della strada, o da un'altra parte, dottor Massari?
TESTE Massari: Secondo me da un'altra parte, non da questo punto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E quale doveva essere...
TESTE Massari: Eh, questo doveva essere ... E infatti io, siccome già pensavo alla ricostruzione, prima mi ero un po' ingannato. Questa doveva essere sicuramente nel punto di, diciamo girando da via Fauro verso via dei Boccioni.
Tant'è vero che ha ricevuto tutto l'effetto dell'esplosione sulla parte laterale sinistra e nella parte posteriore.
Quindi praticamente doveva essere stata in parte coperta dal muretto della scuola, e soltanto la parte posteriore essere rimasta fuori dal muro della scuola.
PUBBLICO MINISTERO: Per coperta si intende dire protetta dalle...
TESTE Massari: Protetta dal muretto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... dalle proiezioni di schegge, o almeno...
TESTE Massari: Dalle proiezioni di schegge. Quindi quello che ho detto prima, dalla proiezione primaria delle schegge che generano all'atto dell'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. La ringrazio, non ho altro da chiederle.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
Prego, avvocato.
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni.
Esattamente su questa foto vorrei far rilevare - e chiedo al teste in tal senso una sua risposta - come la didascalia della foto rechi la dicitura: "Autovettura in sosta danneggiata" e non Lancia Thema scorta Costanzo e quant'altro.
Quella foto esattamente esposta in questo momento recava questa dicitura.
Se si vuole rivedere, se si può rivedere.
TESTE Massari: Sì, beh, ma la didascalia è normale che rechi "Auto in sosta". Perché noi abbiamo messo le didascalie per quello che abbiamo verificato al momento del sopralluogo.
Vorrei far presente un fatto: che quando io sono arrivato - e ho detto sono arrivato la sera alle 23.30 - erano già intervenuti i Vigili del Fuoco che avevano in parte, erano in parte intervenuti sia per quanto riguardava alcuni focolai, sia per alcune strutture danneggiate che erano periicolanti.
Inoltre erano già intervenute le autoambulanze per portare via i feriti e alcuni colleghi erano già, avevano già fatto il sopralluogo per verificare che non ci fossero eventuali altri ordigni che potessero in qualche modo esplodere successivamente. In quanto, quando si interviene nel luogo dell'attentato, diciamo, ci abbiamo degli interventi di tipo primario che riguardano prima di tutto l'eventuale soccorso a feriti presenti nell'evento, contemporaneamente all'intervento per neutralizzare e verificare che non ci siano altri ordigni inesplosi e poi dopo cominciamo il sopralluogo.
AVV. Cianferoni: Mi scusi se la interrompo. Mi ritengo soddisfatto della risposta.
Cioè, a me interessava che nell'opera di repertazione e catalogazione poi, questa vettura fosse per voi consulenti, comunque per gli inquirenti, una autovettura in sosta danneggiata.
PRESIDENTE: E questo è ciò che risulta dalla dicitura sotto.
AVV. Cianferoni: E questo è ciò che risulta.
PRESIDENTE: E ciò non lo si può mettere in discussione.
AVV. Cianferoni: Ecco. Dottore, come spiega lei, esperto della materia, la salvezza di un frammento cartaceo rispetto all'esplosione della FIAT Uno?
Perché riprendo in ciò le sue parole. Dice: 'un frammento di quel libretto si salvò'.
Ecco, come si può spiegare fisicamente e chimicamente questo fenomeno?
TESTE Massari: Mah, da un punto di vista chimico non c'è una spiegazione, perché chimicamente noi non possiamo spiegare nessuno dei frammenti che noi troviamo. Chimicamente, eventualmente, noi possiamo cercare di identificare nei vari reperti quali sono i residui dell'esplosione per cercare di risalire ai componenti iniziali dell'esplosione prima dell'evento.
Da un punto di vista fisico, per quanto riguarda i vari frammenti, ci sono dei principi diciamo di dinamica che sono direttamente correlati sia al tipo del frammento, sia al materiale, sia alla superficie che il frammento presenta al momento dell'esplosione.
Diciamo che noi abbiamo più volte repertato, non soltanto in questo caso, dei frammenti di tipo cartaceo presenti all'interno delle autovetture senza che queste presentassero danneggiamenti.
E questo perché, come ho detto già in un altro punto del mio intervento, esistono dei fattori di tipo termodinamico molto complessi al momento dell'esplosione che non investono in modo uniforme tutte le parti che si presentano all'esplosione, ma queste parti si comportano in modo diverso.
Nel caso in particolare del frammento di carta, se lei fa cadere un frammento di carta da 5 metri arriverà a terra ad una velocità diversa di quanto potrà arrivare facendo cadere uno stesso frammento metallico che abbia la stessa massa.
AVV. Cianferoni: Bene. Poi periziaste, cioè esaminaste questo reperto?
TESTE Massari: Sì.
AVV. Cianferoni: Per trovare, per esempio, riscontrare se c'erano tracce di esplosivo?
TESTE Massari: No.
AVV. Cianferoni: No.
TESTE Massari: No, per un semplice fatto: perché noi abbiamo fatto una selezione facendo una serie di riunioni. Perché non è che abbiamo lavorato separatamente, ma abbiamo lavorato direttamente a diretto contatto i consulenti che erano stati incaricati, e di concetto con i magistrati per...
AVV. Cianferoni: Va bene, va bene.
Mi scusi ancora, mi ha risposto, mi ha già detto di no, va bene.
Non insisto a chiederle che cosa intenda lei per frammento, perché più volte ha adoperato questo termine. Due volte ha risposto al Pubblico Ministero che di frammento trattavasi.
Se è possibile mostrare al teste consulente il libretto, perché vedo l'ispettore ne ha proprio in mano la foto in primo piano...
PRESIDENTE: Allora, la foto.
AVV. Cianferoni: Sì, la foto.
PRESIDENTE: O vuole vedere il libretto?
AVV. Cianferoni: Magari si potrà anche chiedere alla prossima...
PRESIDENTE: Il frammento del libretto lo abbiamo...
AVV. Cianferoni: Perché quel libretto...
PRESIDENTE: Il frammento del libretto lo abbiamo a disposizione?
PUBBLICO MINISTERO: Qui no, Presidente.
AVV. Cianferoni: No, non l'abbiamo.
PUBBLICO MINISTERO: Se vuole, ad una prossima udienza...
PRESIDENTE: Per ora facciamogli vedere la fotografia.
PUBBLICO MINISTERO: Se c'è la necessità, voglio dire, la prossima udienza...
PRESIDENTE: Certo. Perché ora vediamo, se è richiesto...
AVV. Cianferoni: Come la vedo io quella foto attraverso gli schermi, a me sembra un libretto intero.
Si può notare...
PRESIDENTE: Questo era quello che mi sembrava, però devo anche aggiungere che le foto a volte non danno l'esatta indicazione...
AVV. Cianferoni: Ecco, ma si può notare il vertice inferiore sinistro, per me che guardo, dove si vede proprio la pagina sottostante.
Quello è un libretto piegato in quattro.
PRESIDENTE: Non posso darle nessuna risposta. D'altra parte i consulenti penso che li abbiano esaminati di persona.
Lei lo ha già visto di persona, dottore, questo frammento?
TESTE Massari: Certo. Io ho visto di persona il frammento...
PRESIDENTE: Che consiste nella sola facciata che si vede.
TESTE Massari: No, consiste nella facciata più, in alcune altre parti, ma che non sono intere. Quindi ecco perché io parlo di frammento, perché...
PRESIDENTE: Ah, ci sono altre pagine interne?
TESTE Massari: Sì, ma sono delle parti...
PRESIDENTE: Macchiate.
TESTE Massari: Ci sono delle parti parziali. Quindi per me è un frammento. Poi il frammento può avere diverse dimensioni. Non era sicuramente intero.
Dopodiché, una volta che lo abbiamo visto, esaminato, abbiamo annotato quelle annotazioni che ci servivano per quanto riguarda la targa, la proprietà eccetera, il libretto è stato diciamo conservato, inserito in una busta di quelle che utilizziamo come portacampioni e messo da una parte perché non volevamo assolutamente che in qualche modo si deteriorasse.
Come ho detto prima quando sono stato interrotto, questo di concetto è d'accordo con il magistrato. Tant'è vero che non abbiamo fatto neanche le analisi, in quanto l'acetone che normalmente si utilizza per fare l'estratto degli esplosivi, è un solvente organico che avrebbe sicuramente danneggiato sia le parti colorate e in parte anche le parti scritte del libretto.
E' un solvente che viene utilizzato in quanto viene utilizzato per l'analisi, per l'estrazione dei residui degli esplosivi perché è uno dei solventi più forti, tra virgolette, da un punto di vista chimico nei confronti delle sostanze organiche.
* E quindi anche nei confronti delle sostanze utilizzate per stampigliare sul libretto le informazioni che possiamo vedere.
AVV. Cianferoni: Bene. Io non ho altre domande. Credo però, così, per esaurire una volta per tutte l'argomento, chiedo - cioè, più che credo - alla prossima udienza l'esibizione di questo reperto.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora si dispone che la Cancelleria richieda il reperto di questo libretto di circolazione della FIAT Uno.
A questo punto possiamo licenziare il teste, ma penso anche che dobbiamo chiedere agli altri due di tornare.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, Presidente.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero quando intende farli ritornare?
PUBBLICO MINISTERO: Non è semplice, perché ci sono altre persone citate già per il giorno 30, Presidente.
Io credo proprio, salvo consultarmi per bene col dottor Nicolosi, vedere l'esito delle citazioni già disposte per il giorno 30...
PRESIDENTE: Benissimo. Allora...
PUBBLICO MINISTERO: ... al momento non so quando posso introdurre queste...
PRESIDENTE: Benissimo. Ma li possiamo far tornare anche per il 3, il 4. Non ho nessuna difficoltà...
PUBBLICO MINISTERO: No, lei mi ha chiesto per quale data mi ripromettevo di...
Io, per rispettare una certa coerenza ovviamente prima di avventurarmi in un fatto diverso vorrei esaurire...
PRESIDENTE: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... i testimoni o consulenti che siano relativi all'episodio di via Fauro.
PRESIDENTE: Si può arrivare anche a fare delle controcitazioni per qualcuno dei testi indicati per il 30?
Questo, solo per venirle incontro.
PUBBLICO MINISTERO: La citazione per il giorno 30 è già stata varata da alcuni giorni, ovviamente, per non trovarsi, come dire, all'ultimo momento.
Devo vedere che cosa potrò fare solo nei prossimi giorni...
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: ... come, chiedo se hanno avuto queste citazioni. Se ci sono testi reperibili momentaneamente o a tempo indeterminato, questo naturalmente comporta la variazione del programma.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Tutto qua.
PRESIDENTE: Comunque l'udienza riprende il 30 dicembre alle ore 09.00.
Traduzione degli imputati detenuti.
Buonasera a tutti.