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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo i presenti.
Bagarella: rinunciante. Avvocati Ceolan, presente, avvocato Cianferoni sostituito dall'avvocato Ceolan.
Barranca: rinunciante. Avvocato Barone, sostituito dall'avvocato Ceolan.
Benigno Salvatore: mi pare che sia rinunciante anche lui oggi, vero? Avvocato Farina e avvocato Maffei, sostituito dall'avvocato Ceolan.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti e avvocato Falciani, che è presente.
AVVOCATO Falciani: Sì, buongiorno.
PRESIDENTE: Calabrò Giovacchino.
IMPUTATO Calabrò: Presente.
PRESIDENTE: Presente. Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni. Non c'è nessuno? Avvocato Ceolan. Grazie.
Cannella Cristoforo: è rinunciante anche lui, vero? Avvocato Di Peri, Rocchi, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
AVVOCATO Ceolan: (voce fuori microfono)
No, Presidente...
PRESIDENTE: Non può. Chi lo sostituisce, l'avvocato Falciani?
AVVOCATO Falciani: No, Presidente.
PRESIDENTE: Non può. Chi ci abbiamo di altri? La dottoressa Corsani? Grazie.
Carra Pietro: rinunciante. Avvocato Cosmai.
AVVOCATO Cosmai: Sì, sono presente, signor Presidente.
PRESIDENTE: Bene.
Di Natale: contumace. Avvocato Civita Di Russo, avvocato Gentili, avvocato Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe: è presente. Avvocato Anania, sostituito dall'avvocato Falciani... No, l'avvocato Ceolan, va bene?
AVVOCATO Ceolan: (voce fuori microfono)
Ferro padre?
PRESIDENTE: Ferro padre. Sì o no?
AVVOCATO Ceolan: (voce fuori microfono)
Sì, sì.
PRESIDENTE: Ah. Ferro Vincenzo: contumace. Avvocato Traversi e avvocato Gennai.
AVVOCATO Falciani: Avvocato Falciani in sostituzione, Presidente.
PRESIDENTE: In sostituzione avvocato Falciani.
Frabetti: è presente o è rinunciante? No, è presente. Avvocato Monaco, Roggero, Usai. Chi c'è fra questi, nessuno? Allora l'avvocato Corsaro? Corsani?
AVVOCATO Corsani: Corsani.
PRESIDENTE: Corsani.
Giacalone Luigi: mi pare che sia rinunciante anche lui, vero? Avvocato Dieci, avvocato Florio. C'è l'avvocato...
AVVOCATO Bennati: Bennati in sostituzione.
PRESIDENTE: Bennati in sostituzione dell'avvocato Florio.
Giuliano Francesco: rinunciante. Avvocato Farina, sostituito dall'avvocato? Ceolan.
Graviano Filippo. Avvocato Oddo, avvocato Gramigni. Avvocato Ceolan? No. E allora troviamone un altro. La dottoressa Corsani può? Io penso di sì.
Bene, allora siamo a Grigoli: latitante. Avvocato Stefani, sostituito dall'avvocato Corsani, dalla dottoressa Corsani.
Lo Nigro: rinunciante. Fragalà, Florio, Alì.
AVVOCATO Bennati: Sostituisco il dottor Florio, Bennati.
PRESIDENTE: Bennati in sostituzione dell'avvocato Florio.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: Presente.
PRESIDENTE: E' presente. Farina e Maffei. Sostituiti? Avvocato Corsani.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato e Bagattini. Sostituiti, o l'uno o l'altro o entrambi? La dottoressa si chiama?
AVVOCATO Bennati: Bennati.
PRESIDENTE: Bennati.
Messina Denaro: contumace. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. C'è qualcuno in loro sostituzione? Avvocato Bennati.
Pizzo Giorgio: è presente o è rinunciante? Rinunciante. Avvocato Salvo, avvocato Pepi.
AVVOCATO: Sostituisco momentaneamente l'avvocato Pepi.
PRESIDENTE: Grazie.
Provenzano: latitante. Avvocato Traina, avvocato Passagnoli. Nessuno dei due è presente. Sostituiti dall'avvocato Bennati.
Riina Salvatore: rinunciante. Avvocato Fileccia, Grillo, Maffezzoli. Sostituiti dall'avvocato Bennati, va bene?
Santamaria: contumace. Avvocato Battisti, Usai, Roggero. E questi li diamo alla signora Corsani.
Scarano Antonio: rinunciante. Avvocato Fortini, sostituito dall'avvocato Batacchi, c'è?
AVVOCATO Batacchi: Presente, sì.
PRESIDENTE: Benissimo.
Scarano Massimo. Condoleo e Cianferoni. Sostituiti dall'avvocato Batacchi, va bene?
AVVOCATO Batacchi: (voce fuori microfono)
No.
PRESIDENTE: No? Avvocato Corsani allora.
Spatuzza: latitante. Avvocato Farina. Avvocato Ceolan?
Tudino Vittorio: rinunciante. Avvocato Gallina, Di Benedetto, Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Il primo teste che vorrei introdurre è il dottor Vincenzo Indolfi.
PRESIDENTE: Bene. Si accomodi.
Vuole dire nome, cognome, luogo e data nascita per favore?
*TESTE Indolfi: Vincenzo Indolfi, nato a Somma Vesuviana il 20 marzo 1946.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Indolfi: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego, potete cominciare.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Indolfi, buongiorno, si vuol presentare per cortesia alla Corte per la sua qualifica, per l'attività che svolge e che faceva, che svolgeva all'epoca della vicenda di cui la Corte si sta occupando?
TESTE Indolfi: Allora, all'epoca della vicenda io ero dirigente della DIGOS e lo sono stato fino al 1995. Dopodiché sono stato trasferito a Livorno come vicequestore vicario presso la Questura di Livorno.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Indolfi, per quanto tempo ha lavorato alla DIGOS di Firenze?
TESTE Indolfi: Io sono stato dirigente della DIGOS dal 1988 quindi fino al 1995 e precedentemente ho lavorato sempre alla DIGOS quindi per circa 20 anni, come ufficio politico e quindi come DIGOS.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, veniamo ai fatti di cui questo processo si deve occupare. Cominciamo proprio a fotografare la situazione, o meglio a descrivere la situazione nel momento in cui le viene rappresentata, intendo dire, nel momento in cui qualcuno - lei lo chiarirà alla Corte - qualcuno suppongo del suo ufficio, la avvisa che è successa un certa qual grave cosa in centro.
TESTE Indolfi: Dunque, io mi trovavo a casa il 27 maggio, alle prime ore del 27 maggio, intorno all'una e mezzo ritengo, fui chiamato per telefono e mi fu detto che c'era stata una catastrofe, una esplosione nel centro, nella zona degli Uffizi e di via dei Georgofili. Ecco, tenga presente che come dirigente della DIGOS io avevo come servizio sulle 24 ore, una pattuglia in borghese, come servizio di istituto, di normale vigilanza e che questa pattuglia appunto era già intervenuta e aveva dato notizia alla Questura.
Quindi andai sul posto, c'era il personale della DIGOS, c'era le volanti che erano intervenute, c'era l'arma personale dei Carabinieri, c'erano soprattutto i Vigili del Fuoco.
La situazione era drammatica, insomma, io per la verità, anche se ero passato per quella strada più volte perché il collegamento con il Lungarno, il collegamento via Por Santa Maria insomma ecco, ma non sapevo neanche che si trattasse di via dei Georgofili. Quindi ho appreso si può dire in quel momento, che quella era via dei Georgofili. C'era la Torre del Pulci era tutta dirupata, caduta insomma, via dei Georgofili era impraticabile, era un ammasso di macerie. La cosa che mi colpì e che mi è rimasta impressa è quel palazzo che si trova di fronte alla Torre del Pulci che dall'ultimo piano emetteva fiamme, c'era il balcone dell'ultimo piano dal quale uscivano ancora fiamme e sul quale stavano lavorando appunto i Vigili del Fuoco.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Indolfi...
TESTE Indolfi: C'era una puzza di gas.
PUBBLICO MINISTERO: ... scusi se la interrompo per fare... tanto avrà comunque modo di precisare tutto quanto intenda fare.
Stava accennando al fatto che lei aveva in servizio, o meglio la DIGOS disponeva di una pattuglia con personale in borghese che svolgeva il normale servizio di istituto. Ecco, vuol chiarire che cosa si tratta per cognizione della Corte? Cioè dire una pattuglia che faceva degli orari, faceva dei turni, era una pattuglia a piedi, una pattuglia in automobile?
TESTE Indolfi: Sì, un servizio normalissimo. No, una pattuglia con auto civile in borghese che a differenza delle volanti che operano sul territorio con auto di istituto, colori di istituto, scritte Polizia, è una pattuglia che svolge attività di specifica per la DIGOS cioè di informazioni, di vigilanza, di prevenzione, è un controllo normale che esisteva e che copriva l'arco orario delle 24 ore ecco, in modo continuativo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Indolfi: Normale servizio di istituto per quanto riguarda l'ufficio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottore, nelle ore, nella giornata, eventualmente nelle giornate precedenti questo fatto, a prescindere dalla pattuglia, la DIGOS era stata destinataria di notizie, intendo dire notizie formali, notizie a carattere ufficiale o comunque di notizie che prospettassero una situazione che poteva, a livello cittadino, andare incontro a fatti di criminalità, di una qualche gravità, di una qualche particolare gravità?
TESTE Indolfi: Assolutamente, insomma tutto regolare, non c'era stata nessuna segnalazione specifica che potesse far pensare a cose particolari.
PUBBLICO MINISTERO: Di fatto la DIGOS, e quindi lei come suo dirigente, nei giorni precedenti questo fatto ha svolto una attività, per così dire, ordinaria oppure ha svolto un'attività nel cui ambito ha dovuto occuparsi di fatti particolari, eccezionali, imprevisti?
TESTE Indolfi: Che io ricordi no. Di specifico non mi viene nulla in mente, per me era un fatto normale, attività normalissima insomma. In questo momento non ho a mente nulla di particolare altrimenti mi sarebbe rimasto qualcosa. Sicuramente una normalissima attività come tutti gli altri giorni insomma, ecco, non c'era nulla di specifico.
PUBBLICO MINISTERO: Io tendevo un po' ad allargarlo il discorso anche ai giorni precedenti, voglio dire.
TESTE Indolfi: No, non mi viene in mente nulla di particolare che non rientrasse nella normalità.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Ferio... Gabri... Indolfi, mi perdoni, sono i nomi dei vari dirigenti della DIGOS, dei vari funzionari che si sono succeduti in quell'ufficio, ecco perché alle volte io stesso posso avere dei lapsus mentali.
Lei andò sul posto.
TESTE Indolfi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sul posto. Arrivò...
TESTE Indolfi: Intorno all'01.30, 01.35 ecco. Mi fu detto con una certa precisione che l'esplosione si doveva essere verificata intorno alle 01.02, 01.03 precedenti, questo proprio dal personale intervenuto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nella sua qualità di dirigente della DIGOS e quindi, di Ufficiale di Polizia Giudiziaria prima di tutto, ma soprattutto di dirigente di una...
TESTE Indolfi: Di un ufficio specifico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, con competenze oltretutto specifiche nell'ambito della Questura di Firenze. Può spiegare alla Corte quali iniziative, quali disposizioni ha avuto a dare nelle prime ore?
TESTE Indolfi: Sì. La normale attività, ecco. Cioè quella che si mette in moto in queste situazioni emergenti: prima cercare di isolare la zona, insomma, per evitare che... soprattutto dare la possibilità ai Vigili del Fuoco, a chi deve operare per porre in essere e salvare, porre in essere quelle attività di salvataggio che si richiedono. Insomma, la notizia era che c'era una famiglia che abitava e di cui non si avevano tracce, che uno studente era rimasto nelle fiamme. La situazione certamente faceva pensare... si poteva prevedere qualsiasi cosa quindi la prima cosa fu quella di cercare di isolare, di evitare che ci fosse intralcio all'attività dei Vigili del Fuoco.
Quindi avvisai anche la Procura, dissi di avvisare la Procura e infatti dopo poco arrivarono sul posto il Procuratore della Repubblica, il dottor Chelazzi mi pare, insomma non lo so, più o meno dopo un'ora, un'oretta, non ho precisamente le idee chiare, la memoria, sui tempi non vorrei sbagliarmi. Mi accertai, feci contattare gli ospedali per verificare se c'erano feriti e infatti se ne erano ricoverati, erano ricorsi a cure mediche 20, 25, 24 feriti. Feci avvisare la ferroviaria, la Polmare... la Polaria perché segnalassero tutte le emergenze che si potevano essere verificate nei periodi antecedenti.
Mi pare feci fare anche, predisposi anche dei controlli a tutte le contravvenzioni che potevano essere fatte e se state fatte nella zona. Quella attività normale che si... E poi la cosa più importante, acquisire tutte le testimonianze che potessero far inquadrare la vicenda nella reale consistenza insomma.
Certamente era notte e i Vigili del Fuoco operavano con riflettori e anche se c'era questo odore di gas, col passare del tempo si cominciò a delineare concretamente la possibilità che si potesse essere trattato di una esplosione perché lì per lì non è che pensai subito all'attentato.
Una volta recuperati i cadaveri della famiglia...
PUBBLICO MINISTERO: La famiglia Nencioni.
TESTE Indolfi: Sì, del custode dell'Accademia, cominciammo anche verificare, si cominciò a riscontrare, notai anche - in questo mi furono molto d'aiuto anche i Vigili del Fuoco - delle schegge sulle mura che circondavano la via dei Georgofili e che cominciò a far, come dire, a fare inquadrare le vicenda in un fatto proprio di attentato, insomma, ecco.
Alle prime luci dell'alba poi c'era un portone che si trovava proprio di fronte a via dei Georgofili che era andato distrutto e all'interno del quale, nell'androne, c'erano accatastati calcinacci, travi, biciclette che erano lì in sosta. E sotto queste macerie addirittura poi si trovò anche il blocco motore, così, soltanto il blocco motore, il che cominciò a far pensare proprio ad una esplosione e quindi a un fatto specifico di un'autobomba.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Gabrielli, il blocco moto... Dottor Indolfi, il blocco motore di che?
TESTE Indolfi: Di un motore.
PUBBLICO MINISTERO: Di un motore automobilistico.
TESTE Indolfi: Proprio di un motore.
PUBBLICO MINISTERO: Di automobile, voglio dire.
TESTE Indolfi: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Di un'automobile.
TESTE Indolfi: Di un'automobile, sì, sì, sì. Il motore di un'automobile. Del quale fu preso il telaio, il numero del telaio.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda se il rinvenimento fu opera del personale suo...
TESTE Indolfi: Io ricordo soltanto che fui io a rilevare il numero del telaio perché la cosa cominciò a preoccuparmi, a attirarmi l'attenzione in modo particolare.
PUBBLICO MINISTERO: Ora l'ispettore proietta una fotografia che riproduce un certo ambiente e le chiederei di dirmi se è questo l'ambiente e sono questi gli oggetti di cui si sta giusto appunto parlando, ovvero se è qualche cosa di diverso.
TESTE Indolfi: Sì, questo è il portone all'interno del quale fu trovato il motore.
PRESIDENTE: Vogliamo dare atto della fotografia...
PUBBLICO MINISTERO: Questa - infatti mi accingevo a farlo - questa è la foto numero 162 di questo album che costituisce l'allegato volume numero IV composto nella quasi totalità proprio da fotografie, numero 308 fotografie, allegato appunto alla relazione dei consulenti nominati dal Pubblico Ministero, Montanaro, Vadalà, Cabrino, Vassale, Marchini e Perizza.
Può osservare altre foto, ecco. Penso che se stacca il microfono ce l'ha sempre a portata di voce anche se si allontana verso lo schermo.
TESTE Indolfi: Questi sono i detriti che erano all'interno dell'androne, ritengo. Tutte quelle travi, residui di travi e di oggetti che si erano ammucchiati per lo spostamento, per l'esplosione all'interno dell'androne.
PUBBLICO MINISTERO: Penso che dovrebbe riconoscere anche il motore.
TESTE Indolfi: Sì, c'è qui quell'attrezzo che... E' quello lì, quello lì in alto sulla... Perfetto, sì, questo è il motore.
PUBBLICO MINISTERO: Spiegava che questo portone...
TESTE Indolfi: Non esisteva.
PUBBLICO MINISTERO: La posizione di questo portone, dottor Indolfi?
TESTE Indolfi: La?
PUBBLICO MINISTERO: Posizione di questo portone. La posizione...
TESTE Indolfi: Sì, la posizione, di fronte a via dei Georgofili.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è un portone di via Lambertesca questo.
TESTE Indolfi: Sì, senz'altro. Il portone è su via Lambertesca, ma è posizionato di fronte a via dei Georgofili.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi all'altezza della confluenza di via dei Georgofili...
TESTE Indolfi: Perfetto, all'incrocio tra via dei Georgofili e via Lambertesca.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Lei dette, suppongo, delle disposizioni per quanto riguarda questo motore di cui stava dicendo.
TESTE Indolfi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha provveduto alla rilevazione dei numeri, no?
TESTE Indolfi: Sì, rilevai i numeri del telaio.
PUBBLICO MINISTERO: Del telaio, del motore?
TESTE Indolfi: Il telaio del motore, sì, sul motore. Feci fare subito gli accertamenti via radio, mi furono dati dopo poco perché non era un'operazione eccessivamente difficile e risultò di pertinenza di un Fiorino furgonato, di un Fiorino che era stato rubato la notte precedente, il che insomma cominciò a far quadrare in modo concreto tutta la vicenda.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Indolfi, poi lei come dirigente della DIGOS ha in prima persona sviluppato, ovviamente in collegamento con la Procura della Repubblica, tutte le attività investigative, ovvero ha delegato personale, funzionari del suo ufficio?
TESTE Indolfi: Sì. La vicenda si poneva in un modo abbastanza complesso, quindi non potevo seguirla certamente io in prima persona per cui anche d'intesa con la Procura insomma, con i Pubblici Ministeri si decise di costituire un nucleo che operasse all'interno della DIGOS, e precisamente nella Sezione Antiterrorismo che era diretta nell'occasione, nella circostanza dal dottor Gabrielli, ma che vedesse anche la collaborazione di altre forze come la Criminalpol e la Squadra Mobile. Di fatti poi in una giornata si riuscì anche a, almeno nella imminenza della cosa, ad acquisire tutte le testimonianze possibili, che non erano poche, penso si siano fatte una trentina, una quarantina di verbali insomma, ecco. A fine serata noi fummo in grado anche un poco di chiarire, per l'amor di Dio, in linee generali che cosa poteva essere successo quella notte.
Poi dopo le indagini sono state, come dire, specificatamente seguite da questo gruppo e dal collega che indubbiamente mi notiziava delle vicende, che seguiva in modo specifico tutte le attività delegate anche dalla Procura.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'attività investigativa di competenza della DIGOS diciamo nel breve e nel medio e lungo periodo sono state sotto la responsabilità del dottor Gabrielli.
TESTE Indolfi: Del dottor Gabrielli, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Indolfi, in considerazione anche della sua, come dire, anzianità di servizio presso la Questura di Firenze ed in particolare alla DIGOS, che prima si chiamava ufficio politico, lei aveva mai - per quanto è in sua conoscenza - aveva mai avuto ragione, per qualsivoglia input, di interessarsi, di occuparsi dell'Accademia dei Georgofili?
TESTE Indolfi: Ah, no, no, no. Cioè, dell'esistenza dell'Accademia dei Georgofili io conoscevo per fatto, insomma, come organizzazione scientifica, culturale, ecco, ma non ho mai avuto occasione di interessarmi per altre cose. Prima di questo fatto, prima di questo attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Io non ho altro da chiederle perché capisco che tutto il resto dell'attività investigativa formerà oggetto di quello che potrà riferire il personale che era costituito presso il suo ufficio e quindi il dottor Gabrielli in prima persona.
Quindi la ringrazio.
PRESIDENTE: Ci sono domande? Difensori parti civili, di imputati, nessuna domanda? Può andare, grazie.
*TESTE Indolfi: Grazie.
PRESIDENTE: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Allora potremmo chiamare proprio il dottor Gabrielli.
PRESIDENTE: Dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Gabrielli: Franco Gabrielli, nato a Viareggio il 13/02/60, residente a Campi Bisenzio via Ponte al Santo 9/4.
PRESIDENTE: Vuol dire anche la sua qualità, la sua qualifica?
TESTE Gabrielli: Sì, sono vicequestore aggiunto della Polizia di Stato.
PRESIDENTE: Vuole leggere ora?
TESTE Gabrielli: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Io premetto, dottor Gabrielli, è una precisazione di cui sono, per così dire, debitore anche nei confronti della Corte, che oggi le verranno poste delle domande solamente su alcune circostanze che riguardano specificamente le ricostruzioni fatte nell'immediato - immediato non vuol dire nei minuti successivi, nell'immediato, nei primi momenti di indagine - sul fatto specifico accaduto in via dei Georgofili. Siccome l'attività investigativa sviluppata dalla DIGOS è un'attività complessa, quindi oggi diciamo è la prima puntata dell'esame del dottor Gabrielli per quanto mi riguarda. Ci sarà necessità di risentirlo più avanti, nel corso della istruttoria dibattimentale.
Ecco, la prima cosa che le debbo chiedere è questo,non avrei dovuto fare, ma l'ho fatto. Lei all'epoca lavorava alla DIGOS.
TESTE Gabrielli: Sì, ero funzionario addetto e responsabile della Sezione Antiterrorismo della DIGOS.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è stato interessato all'avvenimento di via dei Georgofili a partire da quando?
TESTE Gabrielli: Non nell'immediatezza del fatto, perché all'inizio non si era profilata da subito l'ipotesi delittuosa; all'inizio si pensava a una ipotesi accidentale, allo scoppio di qualche cosa.
Io fui avvisato intorno alle sette della mattina, allorquando si cominciò a defilare una ipotesi dinamitarda. E quindi ho preso conoscenza delle cose e poi delle carte a far data da quel momento, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, diamo una indicazione di fondo: lei ha avuto la responsabilità quindi investigativa a partire dalla mattinata del 27 di maggio?
TESTE Gabrielli: Dalla mattinata del 27 di maggio, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Con che personale ha operato?
TESTE Gabrielli: E' stato costituito, all'interno della DIGOS, un pool interforce composto da personale della DIGOS della squadra mobile del centro interprovinciale Criminalpol di Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Personale alle sue dipendenze.
TESTE Gabrielli: Alle mie dipendenze, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vorrei che lei chiarisse quali sono stati i primi passi compiuti investigativamente a partire dalla situazione obiettiva che si presentava sul posto, in via dei Georgofili.
TESTE Gabrielli: Sì, allora, all'inizio abbiamo, almeno per quanto mi riguarda, abbiamo raccolto le carte dell'attività che era stata svolta nelle ore precedenti. Quindi l'identificazione delle persone ferite, la identificazione dei cadaveri. E in particolare, per quanto riguarda i feriti, all'inizio noi ne censimmo 24 e poi diventarono 35.
Tutte queste persone sono state escusse; tutte queste persone sono state accertate le ragioni della presenza, anche per verificare se potesse esservi, tra i feriti, anche una persona coinvolta nel fatto di strage, da un punto di vista della realizzazione materiale.
E poi l'identificazione della famiglia Nencioni e l'identificazione del cadavere carbonizzato che, se non ricordo male, avvenne nella tarda serata del 27 a seguito della individuazione di un medico dentista che aveva effettuato una cura dentaria a questo ragazzo pochi giorni prima dell'occorso, del fatto di strage.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma venendo proprio all'aspetto investigativo propriamente detto, il dottore Indolfi spiegava poco fa del rinvenimento di un motore...
TESTE Gabrielli: Esatto. Fin verso le sette-otto della mattina, al di là di queste indicazioni delle scheggiature sui muri, non c'era niente che potesse, in qualche modo, dare una indicazione definitiva sulla natura dell'occorso.
Verso le nove della mattina, otto-nove della mattina fu trovato, all'interno di un portone di via Lambertesca, un blocco motore.
Poi, successivamente, intorno alle 11.30...
PRESIDENTE: Un blocco motore di auto?
TESTE Gabrielli: Di auto. Alle 11.30, quando furono rimosse le macerie, fu individuato il cratere e lì fu la consacrazione della natura delittuosa del fatto.
PRESIDENTE: Potrebbe dirci con esattezza dove era il cratere, in modo che...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, se mi consente, questo lo spiegheranno meglio i consulenti.
PRESIDENTE: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Il dottor Gabrielli ha fatto l'investigatore. Non è un consulente.
PRESIDENTE: Va bene, va bene. Andiamo avanti.
TESTE Gabrielli: Comunque questo blocco motore, noi chiamammo nell'immediatezza un tecnico per riconoscere il tipo di motore. E questo tecnico ci disse che era un motore sicuramente FIAT.
Chiamammo un tecnico della locale succursale FIAT, il quale ci disse: 'sì, questo è un motore FIAT'. E rilevò, su una parte del motore che io adesso non ricordo, anche perché non ero presente al fatto, il numero identificativo del motore.
A mezzo del numero identificativo del motore io chiamai il collega di Torino, della DIGOS di Torino, che si mise in contatto con l'archivio FIAT.
L'archivio FIAT ci disse che quel motore era pertinente a un FIAT Fiorino modello 255 immatricolato nel maggio del 1989 a Firenze e acquistato da tale Parronchi Andrea.
Chiamammo il Parronchi Andrea, il quale ci disse che poco prima - tenete conto, queste sono le nove e mezzo, 09.45 della mattina - un suo dipendente, Rossi Alvaro, dipendente della ditta del Parronchi Andrea, FIRE, che era una ditta di pezzi di ricambio, si era portato a una stazione Carabinieri del centro per denunciare il furto del Fiorino.
Quindi, in quel momento, noi avemmo la definitiva certezza che ci trovavamo in presenza, in primis, di un atto delittuoso; e in secondo luogo che per portare a termine quest'atto delittuoso era stata utilizzata una macchina rubata, nella specie un Fiorino, un FIAT Fiorino.
Chiaramente acquisimmo subito le dichiarazioni del Rossi Alvaro.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
TESTE Gabrielli: Acquisimmo subito le dichiarazioni del Rossi Alvaro che fu convocato in ufficio per darci ragguagli sulle modalità del furto, come avviene chiaramente...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora senza che lei stia a riferire il contenuto delle dichiarazioni che furono rese nei suoi uffici dalle persone che ha sentito, ad iniziare dal derubato - perché la Corte avrà questo racconto in prima persona da parte dell'interessato - ecco, comunque come vi fu possibile ricostruire, in che termini... In che termini fu ricostruita la situazione di tempo e di luogo in cui avvenne il furto.
TESTE Gabrielli: Allora, noi abbiamo ricostruito il... Faccio una doverosa premessa: nella giornata del 27, poi del 28 e del 29, del 30 e del 31, noi abbiamo ascoltato una messe di testimoni, credo più di 200, persone in gran parte che si sono presentate spontaneamente e qui, diciamo, rendere un plauso alla partecipazione anche emotiva della gente.
Chiaramente la stragrande maggioranza di queste informazioni attenevano a impressioni, sensazioni di varia natura.
Però alcuni furono estremamente significativi, perché contribuirono a determinare, se non altro, le modalità del furto, le modalità temporali, sempre mi riferisco, perché purtroppo non abbiamo mai acquisito indicazioni testimoniali con riferimento alle modalità proprie della ablazione del Fiorino.
E, in particolare, con riferimento al momento in cui il Fiorino era stato asportato.
PUBBLICO MINISTERO: Il luogo, dottor Gabrielli, dov'è stato portato via questo Fiorino?
TESTE Gabrielli: Allora, il luogo è praticamente via della Scala, nella parte terminale, verso il viale Fratelli Rosselli, nella parte sinistra della carreggiata, nell'ultimo posto disponibile per il parcheggio consentito.
Quindi il teste ci riferì che aveva parcheggiato il Fiorino nella parte sinistra della carreggiata, peraltro come faceva abitudinariamente, non nello stesso luogo, ma nella stessa diciamo, negli stessi luoghi, ecco. Un po' avanti o un po' indietro, da sempre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Poi questo sarà il derubato a dettagliare nei confronti, a beneficio della Corte.
TESTE Gabrielli: Nell'occasione, il derubato ci fornì una indicazione temporale estremamente precisa. Perché poi, come vedrete, il signor Alvaro è una persona estremamente precisa e abitudinaria: grande amante del...
PUBBLICO MINISTERO: Che cosa, in particolare, per la collocazione nel tempo di questo evento di furto, che cosa in particolare lei ha fatto accertare, o ha accertato personalmente?
TESTE Gabrielli: Lui ci diede una coordinata precisa. Lui disse che, appena parcheggiato...
PUBBLICO MINISTERO: Non ci dica quello che ha detto.
TESTE Gabrielli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi perdoni, dottor Gabrielli, perché sennò i difensori insorgono. Semplicemente...
TESTE Gabrielli: No, per spiegare, per spiegare la natura dell'accertamento. Nel senso che, rientrando in casa, vide partire quasi subito la sigla del TG-3 Regionale.
Noi accertammo che quella sera il TG-3 Regionale era stato mandato in onda dalla locale sede RAI alle 19, 33 minuti primi e 15 secondi. Quindi una precisione direi degna della causa per la quale stavamo trattando.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Poi sarà il signor Rossi che spiegherà alla Corte come equalmente, appunto, il suo ricordo e quindi quello che fece quella sera, si coordinava e con quali, diciamo, tolleranze di ordine temporale all'avvio di questa trasmissione.
A me interessava, ecco, acquisire da lei che fu accertato specificamente, direttamente presso la sede RAI - come lei stava dicendo un attimo fa - l'orario d'inizio del TG-3 Regionale il 26 maggio '93, edizione, quale? Quella serale?
TESTE Gabrielli: Quella del, la prima edizione serale, perché all'epoca poi ce n'era una sola, non c'era quella attuale delle 20.30. C'era solo quella delle 19.30.
PUBBLICO MINISTERO: A seguito di queste prime attività investigative, beh, intanto per cominciare, è stato possibile identificare, non tanto come modello puro e semplice, sennò la domanda sarebbe perfettamente superflua. E' stato possibile identificare in maniera compiuta il veicolo che era stato sottratto a questo signor Rossi?
TESTE Gabrielli: L'identificazione è stata completa in ogni sua parte, nel senso che poi abbiamo - questo ci è servito per le successive attività di escussione - abbiamo ricostruito il modello identico a quello che poi era in uso al signor Alvaro Rossi.
Il modello, va bene, come diceva giustamente lei, ha poca importanza. Comunque era un Fiorino modello 255 completamente furgonato ad eccezione di tre aperture finestrate poste, due sui lati del vano carico e uno posto sulla parte anteriore sempre del vano carico. Una piccola finestrella rettangolare bassa allunata.
E la cosa che sicuramente colpiva di più era che questo Fiorino, oltre al Fiorino base, era dotato di un portapacchi di considerevoli dimensioni che noi accertammo essere un modello Ciclope posto in vendita da una ditta, Superauto...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, dottor Gabrielli se la interrompo.
TESTE Gabrielli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Due cose: ora l'ispettore Benelli si accinge a farle vedere su quello schermo una serie di foto che hanno a che fare - sono foto in bianco e nero - che hanno a che fare proprio con un veicolo Fiorino.
Per i difensori e per la Corte preciso che si tratta di foto che stanno nel fascicolo del Pubblico Ministero, quindi non nel fascicolo per il dibattimento. E sono foto allegate ad una annotazione proprio della DIGOS di Firenze del 31 maggio 1993.
Allora, nel sottoporle queste foto - l'ispettore magari farà a meno di sottoporle quelle proprio che riproducono gli interni, gli interni non dicono granché - io la pregherei di segnalare le caratteristiche salienti di questo veicolo. Precedendo questo discorso da un paio di domande.
Vi risultò, a parte le dichiarazioni rese dal signor Rossi, che questo Fiorino esternamente si presentasse con qualche caratteristica particolare? Che ne so, grandi scritte variopinte, segni vistosi di ammaccature, incidenti...
TESTE Gabrielli: Assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Vetri sostituiti da plastica, o cose di questo genere? Cioè a dire?
TESTE Gabrielli: Il Fiorino si presentava in ottime condizioni, non aveva alcuna decalcomania, scritte pubblicitarie della ditta a cui apparteneva; vetrature infrante, ammaccature. Salvo quelle piccolissime impercettibili, voglio dire, rigature che possono essere tipiche di un furgone che viene utilizzato per il lavoro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, dottor Gabrielli, credo che con l'occasione lei si sia fatto una certa quale esperienza in tema di Fiorini.
TESTE Gabrielli: Sì, ne abbiamo censiti 782.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma parlo dell'esperienza assimilabile, che so, all'ufficio progettazione e studi della FIAT.
TESTE Gabrielli: Non a tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Non a tanto, ma insomma, nel senso che penso avrà identificato nella produzione FIAT per il modello Fiorino, modelli anche l'uno dall'altro diverso.
TESTE Gabrielli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci sarà quello che ha il cassone più alto, quello più basso; quello che ha la mascherina fatta in un modo, quello che ha la finestratura...
TESTE Gabrielli: Quello con le finestrature, quello con finestrature parziali...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Gabrielli: Perché poi, quando sarà mandata in video la foto, si potrà vedere...
PUBBLICO MINISTERO: Le foto. Ecco, io vorrei che lei appunto ragguagliasse la Corte sul modello che ha esattamente identificato alla stregua di tutta l'attività investigativa che ha svolto con le dichiarazioni del Rossi, con le informazioni assunte presso la FIAT, presso la Fire e quant'altro.
TESTE Gabrielli: Allora, questo è esattamente il Fiorino...
PRESIDENTE: Può vederlo anche alle sue spalle. Prende il microfono e se lo... No, no, anche se sta seduto, penso che lo veda. Faccia come crede però, eh.
TESTE Gabrielli: Sì, sì, comunque vedo anche...
PRESIDENTE: Va be'.
TESTE Gabrielli: La ringrazio.
E' il Fiorino, così come noi lo abbiamo ricostruito in base alle indicazioni, in primis del Rossi Alvaro e poi in base a quelle che sono le caratteristiche tecniche che abbiamo desunto ovviamente dal depliant, informazioni tecniche che abbiamo assunto presso le succursali FIAT.
Questa foto sui tre quarti dà già l'idea delle caratteristiche di questo modello.
Ripeto, a parte il portapacchi così appariscente che copre per tutta la lunghezza del vano carico e dell'abitacolo - intendendosi l'abitacolo ovviamente la parte diciamo del tettuccio, non quella della vetratura - voi potete vedere sul vano carico due finestrature: una, nella parte, riferendomi alla parte... Dividendo ecco la fiancata in quattro quadranti, perché così è la sagomatura della parte laterale del Fiorino, nel quadrante superiore destro.
Perché come ricordava il P.M. prima, che la FIAT commercializza anche altri tipi di Fiorini. O con le, diciamo con la parte vetrata in gran parte della parte laterale...
PUBBLICO MINISTERO: Dottore, dottore, la posso interrompere?
TESTE Gabrielli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Secondo me, se lei si alza in piedi, prende il suo microfono, va verso il monitor...
TESTE Gabrielli: Perfetto.
PUBBLICO MINISTERO: ... e punta il dito, si rende - almeno per me - è più facile seguirlo. Non so se la Corte preferisce, ma io penso di sì.
TESTE Gabrielli: Allora, questo era la parte vetrata a cui facevo riferimento.
Qui ci può essere un piccolo, diciamo, per chi ha memoria di Fiorini, può sorgere un dubbio: questo, con riferimento al '93, era l'ultimo modello. Perché c'era un modello precedente che aveva una sagomatura completamente diversa.
Ora purtroppo dalla fotografia non si apprezza, ma questa parte laterale è sagomata in quattro quadranti, non perfettamente uguali, però all'incirca in quattro quadranti.
Quindi ci poteva essere una superficie vetrata fatta, che copriva interamente la parte laterale, oppure soltanto questa parte in alto. Oppure addirittura completamente lamierato senza parte vetrata.
Un'altra caratteristica di questo modello è questa vetratura che è posta nella parte anteriore, sopra l'abitacolo.
Poi di altre caratteristiche distintive, questo è un modello diesel, quindi la parte posteriore è riconoscibile con una grande lettera D che lo contraddistingue dai veicoli a benzina, ecco.
Però, ecco, la cosa che può colpire il teste, l'osservatore esterno, sono le vetrature. Le vetrature che sono caratteristiche identificative di questo particolare modello; e questo portapacchi, salvo che uno non pensi ad altro, insomma, viene colpito da questa imponente struttura che è sovrapposta, che si differenzia da altre strutture che sono limitate soltanto al vano carico e che invece copre tutto il vano carico e parte diciamo dell'abitacolo.
PUBBLICO MINISTERO: Intendo dire, dottor Gabrielli, la e le fotografie che abbiamo a disposizione, riproducono un veicolo Fiorino.
TESTE Gabrielli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se ho capito bene - ma le chiederei di rispondere in maniera proprio estremamente dirimente - intanto per cominciare, di Fiorini ce ne sono vari modelli?
TESTE Gabrielli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Con diversità anche in queste caratteristiche esterne, soprattutto della...
TESTE Gabrielli: Per le vetrature. Delle vetrature.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, delle vetrature.
Se ho capito bene ancora, quel portapacchi non è di serie.
TESTE Gabrielli: No, assolutamente. Questo è commercializzato da una ditta che si chiama modello Ciclope ed è commercializzato da una ditta che fa questo tipo di produzione per questi veicoli. Però non è assolutamente dato dalla...
PUBBLICO MINISTERO: Oh, questo qui è un veicolo, quello ripeto della fotografia, è un veicolo che ha, per così dire, approntato la DIGOS?
TESTE Gabrielli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Anche per esigenze investigative?
TESTE Gabrielli: Chiaramente.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quindi si è munito, questo veicolo, anche di un portapacchi...
TESTE Gabrielli: Che noi abbiamo...
PUBBLICO MINISTERO: ... a caso - mi perdoni l'espressione un po' tirata via - oppure un portapacchi...
TESTE Gabrielli: No, il portapacchi esattamente è stato prelevato dalla ditta presso la quale la Fire ha acquistato il portapacchi ed è esattamente lo stesso modello con lo stesso numero di codice identificativo che, se vuole, io posso anche fornirle.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, come, il gemello.
TESTE Gabrielli: Il gemello, sì.
PUBBLICO MINISTERO: A questo punto le chiederei la cortesia di fornire alla Corte, se ne dispone, i dati proprio identificativi anche del modello di portapacchi.
TESTE Gabrielli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché mi sembra del modello Fiorino abbiamo detto tutto: il numero che lo identifica come modello, le caratteristiche, l'anno di fabbricazione, il fatto che è un motore diesel. Quant'altro ci sia da dire...
TESTE Gabrielli: Forse le dimensioni, le dimensioni che noi abbiamo acquisito chiaramente dal...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, forniamo alla Corte queste indicazioni e poi ancora le caratteristiche, anche per dimensione e per tipo, del portapacchi.
TESTE Gabrielli: Se posso...
PRESIDENTE: Prego, prego.
TESTE Gabrielli: ... acquisire questi dati, perché nonostante...
Signor Presidente, posso...
PRESIDENTE: Prego, prego. E' autorizzato a riscontrare.
TESTE Gabrielli: Allora, per quanto riguarda il portapacchi, per le dichiarazioni che ci ha reso il gestore di questa ditta, tale Giorgetti, il modello acquistato dalla Fire era un modello con codice di riferimento 4124942.
Noi abbiamo preso, abbiamo acquisito il listino prezzi e il listino esemplificativo dei modelli della ditta Superauto Fratelli Biondi S.r.l. che è il produttore del... E al numero corrispondente 4124942, noi leggiamo che: "Il portapacchi è costituito da traverse larghe 125 centimetri e da fiancate lunghe 213 centimetri".
Un altro dato che può essere comunque interessante è l'altezza di questo portapacchi. E la ditta fornisce un numero minimo e un numero massimo. Intendendosi numero minimo e numero massimo a seconda che il portapacchi venga fissato nel, diciamo, nella sovrapposizione dei due pezzi, oppure nell'estensione dei due pezzi.
Questi numeri sono 13 centimetri nella parte minimale e 43 nella parte massima.
Quindi questo portapacchi, oltre ai dati che poi fornirò sul mezzo, portava il mezzo nel suo complesso, 13 o 43 centimetri sopra l'altezza del Fiorino.
Mentre, per quanto riguarda i dati del Fiorino, sempre acquisiti tramite i servizi tecnici della FIAT... Scusate. Eccolo qua. Allora, l'esatto modello è IGM 50806 OM che però viene commercializzato con quella indicazione numerica che fornivo prima: Fiorino 255.
Il Fiorino è alto, quindi l'altezza con riferimento al vano carico, quindi l'altezza massima, è un metro e 993 centimetri. Cioè, questi millimetri...
PRESIDENTE: Sì, sì...
TESTE Gabrielli: Cioè è 99 centimetri e 3 millimetri.
La lunghezza massima, intendendosi per lunghezza massima dal paraurti anteriore al paraurti posteriore, è 3 metri e 94 centimetri e 6 millimetri.
La larghezza, presa nella parte posteriore del mezzo, è un metro e 34 centimetri e 4 millimetri.
Poi qui abbiamo altri dati, no so se possono essere utili. Ma credo che questi identifichino perfettamente il modello.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare che sia stata accertata anche, per quello che può valere, se lei se lo ricorda ancora, mi pare che sia stata accertata anche la dimensione in termini di volume, oltre che di misure lineari, del vano di carico.
TESTE Gabrielli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', non ha importanza. Lo rappresenteremo alla Corte in un altro modo.
TESTE Gabrielli: Dovrebbe... Eccolo. No, non ho queste...
PUBBLICO MINISTERO: Non si preoccupi, dottor Gabrielli, perché tanto lo faremo conoscere, questo dato, alla Corte in altro modo.
Una domanda molto specifica: c'è stata la possibilità di una osservazione diretta da parte sua, da parte degli investigatori in genere, dei documenti di circolazione del Fiorino, ovvero questi sono andati dispersi insieme al mezzo? Per quanto lei ne sappia.
TESTE Gabrielli: Noi non abbiamo, non abbiamo acquisito nessun tipo di documentazione al riguardo del Fiorino.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, parlo proprio dei documenti di circolazione.
TESTE Gabrielli: Sì sì. Non li abbiamo acquisiti.
PUBBLICO MINISTERO: A seguito della identificazione del mezzo - addirittura ora ne sappiamo anche il modello e le varianti rispetto allo standard di fabbrica, agli accessori e quant'altro - a seguito della identificazione del derubato, a seguito della identificazione del contesto di tempo e di luogo in cui il furto è avvenuto; a seguito della individuazione di questo riferimento temporale che lei ha rappresentato ancora alla Corte, ecco, come ha sviluppato lei, col personale che lavorava con lei, questi dati nelle ulteriori proiezioni investigative?
TESTE Gabrielli: Abbiamo, come dicevo prima, la nostra, il nostro primo contributo dai fatti erano le testimonianze delle persone che, in grandissima parte, si sono presentate spontaneamente.
Quindi siamo riusciti a, con la testimonianza di Rossi Alvaro, a fissare approssimativamente, anzi, con una certa precisione il momento del parcheggio del Fiorino. Il che non significava il momento del furto, perché chiaramente noi avevamo due dati, a quel punto avevamo due dati terminali: l'01.02, l'01.04, perché purtroppo non è mai stato possibile stabilirlo; e le 19.33, diciamo, calcolando uno o due minuti, 19.31, luogo del...
Quindi rimaneva questo arco di tempo in cui collocare l'ablazione, cioè il furto del Fiorino e questo Fiorino che, in qualche modo, doveva essere pur caricato, dal momento che era una autobomba. E poi il momento in cui doveva essere riposizionato. Anzi, posizionato, perché ci troviamo in luoghi completamente diversi, sul luogo dell'attentato.
E qui abbiamo avuto il contributo significativo di tre testi: tre testi che ci hanno, un teste che ha fissato - che poi questo, la Corte lo sentirà direttamente - in maniera inequivoca, in maniera precisissima, poi tra l'altro confortata dai dati della consulenza disposta dal P.M., le 19.45 come momento in cui il teste non
vede più il Fiorino parcheggiato sul lato sinistro della carreggiata di via della Scala...
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Gabrielli, basta ci dica il nome del testimone.
TESTE Gabrielli: Il teste si chiama Giuseppe Lo Conte.
PUBBLICO MINISTERO: Che cosa fa questo signore?
TESTE Gabrielli: All'epoca, era esercente di una lavanderia nella zona di via della Scala.
PUBBLICO MINISTERO: Che lei percorreva...
TESTE Gabrielli: Abitudinariamente, questo, il tratto terminale di via della Scala.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Gabrielli: Questo con riferimento alla ricostruzione dei tempi del furto del Fiorino, quindi a quel momento noi eravamo nella condizione di poter dire che il furto era avvenuto tra le 19.30-31, e le 19.45.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, come termine iniziale minimo e come termine finale massimo.
TESTE Gabrielli: Massimo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo tipo di accertamento, con questo tipo di conclusione, vuol dire alla Corte quando la DIGOS lo ha, per così dire, consolidato?
TESTE Gabrielli: Il teste Lo Conte credo sia stato escusso il 31 maggio o il 1 di giugno.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, nella prima settimana di indagini.
TESTE Gabrielli: Nella prima settimana. Perché tutte queste - è facile verificarlo - la grande messe delle informazioni, noi le abbiamo assunte entro il 2 di giugno del 1993.
PUBBLICO MINISTERO: Nella prima settimana.
TESTE Gabrielli: Nella prima settimana.
PUBBLICO MINISTERO: Di tutta l'attività investigativa che ha fatto successivamente, ha più avuto modo, vi è stata necessità, per ragioni di carattere interno o per ragioni dall'esterno, intendo dire deleghe, richieste, per l'accertamento della Procura della Repubblica, quella di Firenze, quindi di chi parla, per rivedere o rimettere in discussione queste coordinate temporali del furto?
TESTE Gabrielli: No, le coordinate sono rimaste fisse. Cioè, anzi, noi abbiamo continuato, non ci siamo limitati ad acquisire e a dare per scontato questi dati perché, seppur precisi, come poi la Corte potrà in qualche modo conoscere direttamente, erano comunque riferibili a soggetti, quindi con ricordi, con impressioni e quant'altro.
E quindi abbiamo escusso altra gente, abbiamo sentito i militari della caserma che è immediatamente prospiciente i fatti; e i dati sono rimasti tali, cioè queste due indicazioni temporali sono rimaste tali.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, dottor Gabrielli, una domanda che ci porta un attimo fuori dallo specifico dei singoli accertamenti, ma cerca di guardare nel suo insieme al modo col quale ha lavorato lei e il personale che prendeva disposizioni da lei.
Ecco, questa struttura della DIGOS, da lei diretta, si è prevalentemente mossa per provvedimenti di delega del Magistrato, o per iniziative ex ufficio?
TESTE Gabrielli: Mah, credo, senza tema di essere smentito, tutta l'attività è stata un'attività su delega o su direttiva. Cioè non c'è mai stata... Anche perché fin dall'inizio l'attività è stata un'attività congiunta, nel senso che le decisioni, le valutazioni, le acquisizioni, sono state sempre decise concordemente e sempre cristallizzate in direttive del Pubblico Ministero. Non c'è mai stata attività d'iniziativa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, con il signor Rossi e con il signor Lo Conte, col Fiorino siamo nel luogo e negli orari in cui si è verificato il furto del Fiorino.
Per quanto riguarda, invece, il luogo dove il Fiorino è esploso, cagionando quello che ha cagionato, quali sono state le acquisizioni della DIGOS? Quelle nell'immediatezza. Lei poco fa accennava a contributi conoscitivi...
TESTE Gabrielli: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: ... persone che, in qualche modo, sono state in grado di riferire. Io vorrei che lei rappresentasse alla Corte, ecco, se si è trattato di persone che si sono presentate, persone che avete identificato.
TESTE Gabrielli: No.
PUBBLICO MINISTERO: E se le avete identificate, a seguito di che.
TESTE Gabrielli: Sono persone che si sono presentate spontaneamente nei nostri uffici; e con riferimento ai due testi, di cui fornisco i nomi - poi le deposizioni saranno di loro pertinenza - il teste Andrea Borgioli e la teste Michelina Suglio, hanno in maniera concorde, tra l'altro con una differenza dei...
PUBBLICO MINISTERO: Ora lo vedremo, codesto. Avevo bisogno di sapere com'è che avete identificato l'uno e l'altro teste.
TESTE Gabrielli: Sono testi che si sono presentati spontaneamente nei nostri uffici, avendo avuto conoscenza, notizia dell'episodio delittuoso; e hanno portato il loro contributo di ricordo alla nostra attività di indagine.
PUBBLICO MINISTERO: Quando si sono presentati, questi testi, dottore?
TESTE Gabrielli: Il teste Borgioli, sicuramente nella mattinata del 27; e credo anche la teste.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, meno di dodici ore dopo il fatto.
TESTE Gabrielli: Sì, sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Si è presentato nei vostri uffici, ha spiegato per quale ragione c'era, suppongo.
TESTE Gabrielli: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ed è stato assunto in maniera formale.
TESTE Gabrielli: Immediatamente.
PUBBLICO MINISTERO: La teste Suglio, la signorina Suglio?
TESTE Gabrielli: Lo stesso, ci ha raccontato... Ora, la teste Suglio non so se è nel medesimo contesto temporale, cioè delle dodici ore; comunque di lì a poco, ecco. Eccola qui, infatti, la teste Suglio è stata escussa il 30. Il 30 di maggio.
PUBBLICO MINISTERO: Ho bisogno semplicemente di stabilire, perché...
TESTE Gabrielli: No, no, perché io la ritrovo qua, nell'annotazione che noi abbiamo trasmesso alla Procura il 31 di maggio.
PUBBLICO MINISTERO: La annotazione?
TESTE Gabrielli: L'annotazione.
PUBBLICO MINISTERO: No, a me quello che interessa, dottor Gabrielli, è un aspetto diverso che, altrimenti, non ho modo di rappresentare alla Corte.
Cioè a dire, il primo, mi sembra che lei l'abbia già...
TESTE Gabrielli: Sì, e su questo non...
PUBBLICO MINISTERO: Abbia già riferito, la presentazione spontanea di queste persone. La seconda, sul conto del teste Borgioli, pure l'ha riferito.
Glielo devo chiedere sul conto della teste Suglio: al momento in cui questa signorina si è presentata, è stata immediatamente formalizzata?
TESTE Gabrielli: Sì, sì, immediatamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quanto si accingeva a dichiarare.
TESTE Gabrielli: Tenete anche conto...
PUBBLICO MINISTERO: E' una domanda, eh, che le ho fatto.
TESTE Gabrielli: Sì, sì. No, no, al di là del ricordo mio personale, io volevo fornire un dato: 200 persone che vengono escusse in quattro o cinque giorni, sono persone che si presentano all'ufficio; ci sono più ufficiali di Polizia Giudiziaria che, immediatamente, formalizzano l'atto. Quindi, non è che queste sono state prima passate al mio vaglio. C'erano dei miei collaboratori che le hanno escusse. Poi, le cose più significative, venivano in qualche modo riprese, poi sono state tutte riprese anche dal P.M..
Però, l'acquisizione, è stata caratterizzata da un fatto di immediatezza, sia con riferimento a coloro i quali si presentavano, sia con riferimento all'acquisizione formale da parte dell'ufficio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per continuare a tenere l'obiettivo su via Georgofili e sul luogo dell'esplosione, e richiamato tutto il discorso che abbiamo fatto sul Fiorino, il modello, identificazione, anche le fotografie che un attimo fa lei ha visto proiettate - non credo ci sia bisogno di proiettarne delle altre -, ecco, questo mezzo è stato utilizzato, proprio intendo dire quello ricostruito sulla base di tutto l'accertamento svolto da loro, è stato utilizzato per atti di indagine successivi? Compiuti dalla DIGOS, ovvero compiuti direttamente dal Pubblico Ministero, per farlo vedere all'uno o all'altra delle persone alle quali fosse necessario?
TESTE Gabrielli: Sì, al di là dell'acquisizione fotografica che ci è stata poi utile, ora non nell'immediatezza, però nei giorni successivi; anche perché poi abbiamo, oltre alle persone che si sono presentate abbiamo, anche noi, ci siamo calati nei luoghi e nelle situazioni, per cercare di acquisire, magari da gente che non ne aveva... E, in particolare, abbiamo ricostruito, così come lo si vede nella foto, perché poi il Pubblico Ministero lo ha fatto vedere in una sorta di esperimento al teste Borgioli, esattamente nei luoghi in cui lui quella sera dichiarò di averlo visto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo sapere ancora da lei alcune cose. Avete, da tutte le persone che si sono presentate e che, quindi, avete assunto in maniera formale, avete acquisito un qualche elemento, o comunque dichiarazioni che potevano alludere a un elemento, il cui significato si rendesse compiuto anche in un momento successivo? Con particolare riguardo a via Georgofili, strade circostanti, il tutto rapportato alla giornata del 26, alla giornata del 25, del 24, del 23, fino a dove sia stato possibile risalire?
Cioè a dire, la domanda a questo, come oggetto semplificato: da tutto quello che avete fatto sul luogo, sentendo persone nei vostri uffici, andando sul posto, interpellando chi dovevate interpellare, avete acquisito elementi significativi?
E se sì, quali - vorrei quindi che lei lo ribadisse davanti alla Corte - circa ogni eventuale premessa preliminare, antecendente, significativo, contestualizzato in via Georgofili, via Lambertesca, gli Uffizi, nei giorni precedenti il fatto?
TESTE Gabrielli: Allora, seccamente, no. Sviluppando il discorso, come dicevo prima, quando noi ci siamo trovati di fronte a questo episodio, la prima esigenza era quella di acquisire il maggior numero possibile di informazioni; che poi si sono concretizzate, si sono sviluppate nell'individuazione del Fiorino, e via discorrendo.
E l'altro, era di capire il perché, il per come, un'autobomba fosse collocata in via dei Georgofili. Che, tra l'altro, ai più era assolutamente sconosciuta.
E quindi abbiamo il primo screening, è stato quello di capire se nelle immediate vicinanze ci fossero, come chiamiamo noi, obiettivi sensibili: personalità, istituzioni, di un certo interesse; o che in quel frangente, diciamo così, storico potessero avere una valenza tale da poter attribuire.
Non per creare un teorema sul quale poi ricercare riscontri, ma soltanto per capire perché in quel luogo.
E come ho risposto in premessa, la risposta è stata assolutamente negativa. Cioè nel senso che noi non abbiamo riscontrato nulla di tutto questo.
D'altro canto, con riferimento a quella che poi è la nostra attività ordinaria, noi abbiamo tutta una serie di informazioni, di input informativi che i servizi, gli uffici centrali, ci forniscono di volta in volta sulle aree di crisi, sui possibili attentati, ecco.
Con riferimento a quel contesto temporale, ma anche con riferimento soprattutto a quel contesto spaziale, non c'era nessuna indicazione, né precedente, né poi successiva; magari qualche dimenticanza, qualche cosa che potesse in qualche modo essere stata dimenticata in un cassetto.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Gabrielli, l'Accademia dei Georgofili è una realtà significativa a livello di attenzione istituzionale della DIGOS della Questura di Firenze, al momento e nei periodi precedenti? Da quanto le risulta.
TESTE Gabrielli: L'Accademia dei Georgofili è sicuramente un'istituzione culturale pregiatissima; che però, alla quale, lei capirà bene, se noi dovessimo prestare attenzione a tutte le cose prestigiose che ci sono in questo paese...
E, quindi, le rispondo dicendo che non ha mai rappresentato un motivo di attenzione, sia in positivo, con riferimento a quelle che potevano essere attività nostre, di vigilanza, sia in negativo, perché ritenevamo la cosa oggetto di nostra particolare attenzione.
PUBBLICO MINISTERO: E' questo, infatti, che le avevo chiesto: se l'Accademia era stata, per una qualsivoglia ragione, oggetto di un'attenzione istituzionale della DIGOS di Firenze.
TESTE Gabrielli: No, assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Penso che questo lei l'avrà riscontrato nell'immediato del fatto; voglio dire, avrà controllato che cosa esisteva agli atti della DIGOS, suppongo insomma, sul conto di questa Accademia. Dalla DIGOS di Firenze, le risultava qualche cosa?
TESTE Gabrielli: No, al di là di quelle che possono essere le... noi siamo abbastanza certosini, quindi la manifestazione, l'incontro, non c'era assolutamente niente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è un'attività assolutamente assimilabile alle decine...
TESTE Gabrielli: Assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: E più che decine di istituzioni culturali...
TESTE Gabrielli: Più o meno prestigiose, che ci sono a Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, stando all'attenzione che gli aveva dedicato la DIGOS, ecco.
TESTE Gabrielli: Io rispondo soltanto per quella che è l'attività...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, e la mia domanda riguarda solamente qual era stata l'attenzione della DIGOS; non certo l'in sé dell'Accademia dei Georgofili, che non è un problema mio e non è un problema suo.
Le volevo chiedere ancora questo. In parallelo, in concomitanza, ad integrazione di queste attività investigative specifiche - il Fiorino, il suo proprietario, il furto, chi ha visto qualche cosa in via Georgofili, e che cosa, identificazioni, e comunque la raccolta delle dichiarazioni di centinaia e centinaia di persone, come stava precisando - ecco, in parallelo e in concomitanza a questo tipo di attività investigativa mirata, selettiva, la DIGOS ha svolto anche attività di acquisizione di dati a carattere più generale, sulla situazione complessiva, fiorentina e non solo fiorentina, riportata al periodo nevralgico rispetto al fatto? Quindi, la sua immediata precedenza e i giorni quindi che hanno preceduto il fatto.
E se sì, in che termini è stata fatta, questa attività?
TESTE Gabrielli: Allora, sempre riallacciandomi alla sua precedente domanda, questa è stata un'attività prima concordata , in qualche modo rispetto anche a quelle che erano le potenzialità di acquisizione dell'ufficio, e poi cristallizzata con disposizioni precise e puntuali della Procura di Firenze.
Una delle prime preoccupazioni fu quella di cristallizzare i dati riferiti alle presenze; presenze di qualsiasi tipo. Per cui noi abbiamo acquisito i dati relativi a tutti gli alloggiati del Comune di Firenze, che poi sono stati estesi anche alle zone diciamo del comprensorio; in un arco di tempo significativo, dal 22 di maggio al 28 di maggio.
PUBBLICO MINISTERO: Per alloggiati, si intende alloggiati in esercizi pubblici?
TESTE Gabrielli: Alloggiati in esercizi pubblici.
PUBBLICO MINISTERO: No, perché la Corte non ha la nostra stessa familiarità con certi termini.
TESTE Gabrielli: E me ne scuso. Poi, abbiamo acquisito i dati relativi alle persone controllate da qualsiasi organo di Polizia, anche Polizia non solo quelle, diciamo, riferite alla 112, ma anche a istituti di vigilanza e quant'altro.
Abbiamo acquisito i dati di tutti i soggetti che, quella sera, avevano, come dire?, un contatto con la realtà; quindi tutti gli autisti dell'ATAF, tassisti, e quant'altro.
Abbiamo acquisito il traffico cellulare di tutto il distretto 055, nelle famose 26 ore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, chiarisca bene, per cortesia, alla Corte questa affermazione: cosa vuol dire 'acquisire il traffico telefonico facente capo allo 055 nelle 26 ore'?
TESTE Gabrielli: Allora, su esplicita disposizione del P.M., con un provvedimento formale, noi abbiamo richiesto alla Sip all'epoca, Telecom adesso, di fornirci, sia su dato cartaceo, che è una cosa abbastanza voluminosa, sia su dato informale, quindi su dischetti, tutto il traffico cellulare facente capo al ponte radio, distretto telefonico 055.
Qui bisogna fare alcune precisazioni perché tra l'altro, poi, le cose sono cambiate nel corso del tempo.
Praticamente, la Sip ci ha fornito tutte le utenze telefoniche, cellulari e fisse, che sono state in qualche modo chiamate da apparecchi cellulari, o apparecchi cellulari che hanno chiamato utenze fisse. E qui c'è una piccola differenza: in questo tabulato voi non troverete mai utenze fisse che chiamano apparecchi cellulari. Perché, per una sorta di contabilizzazione, la Sip contabilizza, contabilizzava all'epoca, soltanto le chiamate cellulare-cellulare, cellulare-fissa; ma non fissa-cellulare. Tutte queste telefonate...
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Gabrielli, mi perdoni se la interrompo, perché il passaggio per lei è, voglio dire, assolutamente familiare, per la Corte non è detto che lo sia.
I dati richiesti alla Sip, attuale Telecom, io glielo pongo sotto forma di domanda, potrei rispondere al posto suo...
TESTE Gabrielli: Chiaramente.
PUBBLICO MINISTERO: ... visto che il Pubblico Ministero risponde alle domande che fa.
I dati che fornisce la Sip, che ha nella specie fornito la Sip, riguardano il traffico cellulare. Lei, con questo, intende dire il traffico telefonico che nella singola e in tutte le telefonate è transitato su un apparato cellulare?
E, in caso positivo, a quale condizione?
TESTE Gabrielli: Che si trovassero spazialmente sotto il ponte radio della Toscana, cioè lo 055.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, se capisco bene, la Sip ha fornito i dati relativi a tutte le telefonate.
TESTE Gabrielli: Tutte le telefonate.
PUBBLICO MINISTERO: Tutte, in assoluto. Che sono state fatte nel territorio toscano in senso lato, poi vedremo quando.
TESTE Gabrielli: Che ci sono anche delle...
PUBBLICO MINISTERO: Dettaglieremo meglio questo discorso non con lei, con un consulente. Telefonate, queste, gestite...
TESTE Gabrielli: Da ponti radio.
PUBBLICO MINISTERO: ... da ponti radio della cosiddetta rete telefonica radiomobile, cioè a dire la rete dei cellulari.
TESTE Gabrielli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' così.
TESTE Gabrielli: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Alla condizione, quindi, che la telefonata per lasciar traccia ed essere quindi dalla Sip segnalata, nel numero complessivo che poi preciserà, la telefonata necessitava di essere stata gestita da un apparato cellulare, come apparato chiamante. E' così?
TESTE Gabrielli: Perfettamente.
PUBBLICO MINISTERO: Sia per il caso che chiamasse un'utenza fissa, sia per il caso che chiamasse un'altra utenza cellulare. E' così?
TESTE Gabrielli: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Sia che chiamasse un'utenza cellulare operante nello stesso territorio, o anche a distanze le più lontane?
TESTE Gabrielli: Il cellulare...
PUBBLICO MINISTERO: Non parlo del chiamante, parlo del chiamato.
TESTE Gabrielli: Il chiamato, sì, poteva essere anche in qualsiasi altro distretto.
PUBBLICO MINISTERO: Anche all'estero?
TESTE Gabrielli: Anche all'estero, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Anche un'utenza fissa poteva essere all'estero?
TESTE Gabrielli: Sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Allora?
TESTE Gabrielli: Il discrimine era dato dal chiamante operante sotto...
PUBBLICO MINISTERO: Allora, il caposaldo, il capomaglia, il comune denominatore di tutto questo traffico telefonico, è costituito dal fatto che ogni singola telefonata è una telefonata che è stata composta da un cellulare chiamante. E' così?
TESTE Gabrielli: Perfettamente.
PUBBLICO MINISTERO: Il che vuol dire - se ho capito bene - che si vi è stato, in parallelo, un traffico telefonico più esteso o meno esteso che ha interessato apparati cellulari, pur presenti sotto il ponte radio della Toscana, ma non provenienti da apparati cellulari, questo dato non è stato possibile acquisirlo. E' così?
TESTE Gabrielli: Perfettamente.
PUBBLICO MINISTERO: Le telefonate intercorse tra utenze fisse?
TESTE Gabrielli: Assolutamente no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Definito in questi termini, definiti qualitativamente questo dato, quantitativamente che dato è venuto fuori?
TESTE Gabrielli: All'incirca 280 mila telefonate.
PUBBLICO MINISTERO: 200...?
TESTE Gabrielli: 280 mila telefonate.
PUBBLICO MINISTERO: 280 mila telefonate, nelle 26 ore?
TESTE Gabrielli: Nelle 26 ore, perché il P.M. dispose l'acquisizione dalle 00.00 del 26 alle 02.00 del 27, quindi praticamente tutte le 24 ore del giorno 26 più le due ore che sfondano sul 27.
PUBBLICO MINISTERO: Questa, come prima acquisizione.
TESTE Gabrielli: Questa è stata la prima acquisizione; tant'è abbastanza recente, anche dal...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha elaborato questo enorme flusso di dati tramite le strutture del suo ufficio?
TESTE Gabrielli: Sì, quasi contemporaneamente il Pubblico Ministero ha nominato un consulente, che ha operato costantemente all'interno dell'ufficio.
PUBBLICO MINISTERO: Un consulente di che?
TESTE Gabrielli: Di informatica, ovviamente.
PUBBLICO MINISTERO: Di informatica. Perché è stato gestito tutto informaticamente, questo?
TESTE Gabrielli: Tutto. Perché, come dicevo prima, oltre all'acquisizione del dato cartaceo, c'è stata anche l'acquisizione del dato informatico; nel senso che ci hanno fornito i dischetti contenenti il traffico cellulari, e quindi tutte le operazioni di incrocio, verifica, sono state fatte a livello informatico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo riguarderà poi una puntata successiva del suo esame, perché io non posso ovviamente escutere ora, oggi il dottor Gabrielli su circostanze che riguarderanno il bivio di certi passaggi investigativi, che oggi sarebbero oltretutto incomprensibili: ho bisogno di arrivare gradualmente.
Ecco, comunque, per quanto riguarda questo scenario, che nelle prime giornate di investigazione ha avuto riferimenti specifici ai distretti, come via della Scala e via Georgofili, a scenari di accertamento più ampio compreso le acquisizioni che riguardavano l'intera circolazione delle telefonate nelle 26 ore, ecco, lei ritiene di avere qualche altro dato significativo da segnalare? Al di là di quelli che io ho sollecitato, attraverso le mie domande.
TESTE Gabrielli: No, volevo soltanto ricordare che, magari così, elencati in maniera abbastanza anonima, non possono dare il senso. Noi, alla fine di questo lavoro, abbiamo raccolto oltre un milione e mezzo di dati; dati, nel senso nominati, utenze e quant'altro.
Quindi il lavoro all'inizio è stato un lavoro abbastanza considerevole, sui grandi numeri cioè; perché siccome, come ricordavo prima, non c'erano ipotesi preconcette, non c'erano teoremi da sviluppare, ma c'era soltanto l'esigenza di far parlare - come si usa dire in gergo - i fatti, le circostanze, gli episodi, quindi il grande lavoro iniziale, che ha assorbito diverso tempo, è stata l'acquisizione di questa grande messe di dati.
PUBBLICO MINISTERO: Io non ho altre domande, dottor Gabrielli.
PRESIDENTE: Ci sono domande? Le parti civili hanno domande? I difensori hanno domande? Si può accomodare, grazie.
*TESTE Gabrielli: Grazie, buongiorno.
PRESIDENTE: Facciamo venire?
PUBBLICO MINISTERO: Introduciamo il teste Luis Ward.
*Teste Ward: Buongiorno.
PRESIDENTE: Buongiorno. Vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita, luogo di residenza?
TESTE Ward: Allora, Luis Ward, agente di Polizia Municipale, nato a Innsbruck, il 26 gennaio del '60.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Ward: Firenze, via Pontassieve numero 4.
PRESIDENTE: Lei è?
TESTE Ward: Agente di Polizia Municipale, qui a Firenze.
PRESIDENTE: Vuole leggere quella formula?
TESTE Ward: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Ward, che attività - lei ha detto è vigile urbano - ci dice che servizio svolgeva nella notte tra il 26 e il 27 maggio?
TESTE Ward: Svolgevamo servizio di pattuglia nella zona, noi dell'autoreparto siamo andati nella zona dei viali, erano da poco passate le una, eravamo da poco rientrati presso il comando per il termine del servizio.
E quando eravamo all'interno del cortile, abbiamo avvertito l'esplosione, e abbiamo sentito questo tonfo sordo, si è ripercosso sui vetri, e anche abbiamo realizzato che si trattasse di un'esplosione, come succede tante volte, esplosione di gas. Si fece una battuta, ma, insomma, finì lì.
Fin quando sentimmo l'appello da parte del personale di Palazzo Vecchio che dava un allarme esplosione in Palazzo Vecchio. Per cui partimmo con i dispositivi, partimmo da Porta al Prato per dirigerci verso Palazzo Vecchio.
PUBBLICO MINISTERO: Con chi era lei?
TESTE Ward: Non mi ricordo adesso il nome del collega, era un collega adesso andato in pensione, non mi ricordo adesso il nominativo.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi Pelagi?
TESTE Ward: No, Pelagi era insieme all'altro collega.
PUBBLICO MINISTERO: Cellino.
TESTE Ward: Pelagi e Cellino erano insieme.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, lei era con un altro ancora.
TESTE Ward: Io ero con un altro collega che poi tra l'altro non ha firmato l'atto perché ripeto, loro andarono via presto, noi rimanemmo fino alla mattina inoltrata.
E, appunto, arrivati su piazza Signoria verificammo che le fiamme non provenivano da Palazzo Vecchio ma dall'adiacente zona di via Por Santa Maria, per cui prendemmo quella direzione e arrivati in Por Santa Maria arrestammo i veicoli e iniziammo a prestare soccorso alle persone che giungevano dalla via, insanguinate, che stavano chiedendo aiuto insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi passò, trascorse la notte lì lei per dare soccorso?
TESTE Ward: Abbiamo passato tutta la notte innanzitutto a isolare la zona perché con l'esplosione si era determinato una serie di perdite di gas, soprattutto alla zona del ristorante all'angolo e quindi c'erano possibilità che le infiltrazioni di gas nelle condutture potesse determinare ulteriori esplosioni, per cui chiedemmo la collaborazione del maresciallo dei Carabinieri che era presente sul posto e ci mise a disposizione il personale, credo del battaglione, e tramite loro siamo riusciti prima a portare in salvo le persone che erano isolate negli appartamenti dove alcune strutture erano crollate e poi siamo intervenuti isolando la zona, facendo allontanare tutte le famiglie indirizzando tutti quanti nella zona di Por Santa Maria per i soccorsi e nella zona degli Uffizi per il centro raccolta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in questa attività svolta in quella nottata e poi nelle prime ore del giorno, ci fu qualche fatto che attirò particolarmente la sua attenzione, trovò qualcosa che ebbe poi un rilievo nell'ambito poi delle successive indagini?
TESTE Ward: Senta, il primo impatto fu quando arrivammo sul posto, nel senso che appena scendemmo dalla macchina, premetto che saranno trascorsi - dal momento dell'esplosione al momento della richiesta di soccorso che è stata quasi immediata nei riguardi dell'esplosione - saranno trascorsi non più di tre minuti da quando si era verificata l'esplosione, eravamo sul posto.
Appena scesi di macchina la prima sensazione, cioè la prima cosa che abbiamo avvertito è quel forte odore di cordite, avendo fatto appunto il militare e avendo utilizzato - ho fatto il militare nei Carabinieri - abbiamo utilizzato più volte per esercitazioni esplosivi, per cui sia io che gli altri colleghi, che anche loro sono ex ufficiali dell'esercito, abbiamo avvertito subito questo forte odore di polvere da sparo.
Gli elementi che dopo ci hanno fatto pensare che si trattasse di un'esplosione derivata da una bomba, la prima acquisizione l'abbiamo avuta al momento che, una volta terminata l'evacuazione dell'area, ci siamo portati sulla zona dove si stavano cominciando a prestare i primi soccorsi, diciamo, nella zona dove si era verificato il crollo della Torre del Pulci. E di fronte alla Torre del Pulci c'erano due elementi che avevano incuriosito: cioè la prima era una sfiammata sulla parete sopra il portone, quello di accesso credo che sia della Sovrintendenza ai beni archeologici, non mi ricordo adesso l'ufficio che c'è con esattezza, però adesso c'è gli uffici del verde pubblico. Comunque di faccia proprio alla Torre del Pulci c'è via Lambertesca, c'è la stradina laterale, proprio di faccia c'è un portone e su questa parete c'era una sfiammata nera con alcune schegge sulla parete.
Il portone era stato divelto verso l'interno. All'interno di questo portone c'erano due macchine, soprattutto mi ricordo questa Citroën che aveva il musetto danneggiato come da qualche cosa che l'aveva investito, cioè sembrava più un'auto sinistrata che un'auto in parcheggio. Per cui, incuriosito da questo elemento, cominciai a introdurmi all'interno di questo cortile. E all'interno di questo cortile appunto fu reperito un pezzo blocco motore. Cioè, trovai due pistoni mi sembra, la biella e l'albero motore che mi fecero pensare appunto che non si trattasse esclusivamente di un'esplosione da gas come fu fatto rilevare ai funzionari della pubblica sicurezza della DIGOS quando intervennero sul posto, ma...
PUBBLICO MINISTERO: Era, mi scusi Ward, era il dottor Indolfi della DIGOS?
TESTE Ward: Non so il nominativo.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque era un funzionario della DIGOS.
TESTE Ward: Noi ovviamente, essendo qualificato come funzionario della DIGOS, noi chiedemmo di parlare con lui e facemmo questo rilievo al funzionario.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questo reperto, questo blocco motore che lei trovò...
TESTE Ward: Una parte del blocco motore.
PUBBLICO MINISTERO: Una parte del blocco motore di un'autovettura.
TESTE Ward: Di un'autovettura.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei lo riconobbe come tale?
TESTE Ward: E' palese insomma, è proprio sventrato per cui dubitavo che un'esplosione di gas potesse aver determinato...
PUBBLICO MINISTERO: Se guarda il monitor che c'è alle sue spalle, ora proietteremo delle foto.
TESTE Ward: Questa è la sfiammata.
PUBBLICO MINISTERO: E questo è il portone a cui si riferisce lei.
TESTE Ward: Esatto. Sì, sembra proprio questo.
PUBBLICO MINISTERO: Vogliamo dare atto che si tratta della foto numero 162. E' una delle solite foto allegata alla perizia dei nostri consulenti.
TESTE Ward: Vede, la sfiammata che mi riferivo è quella lì in alto al portone, a destra.
PUBBLICO MINISTERO: Quella macchia che si vede in alto a destra?
TESTE Ward: Sì. Sembra una macchina di polvere, quella che c'è sulla destra. Sopra il portone, in alto a destra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora proietteremo una foto che rappresenta l'interno di questo androne. Ecco, sono questi i reperti?
TESTE Ward: E' troppo confusa, non si riesce a vedere bene.
PUBBLICO MINISTERO: Può fare una zoomata ispettore?
TESTE Ward: Ora sì, questa è la parte del blocco. Poi dopo abbiamo trovato altri pezzi, cioè, mano a mano che si passava dalla notte al giorno...
PUBBLICO MINISTERO: E' la foto, mi scusi, ispettore? E' la foto 166. Vogliamo zoomare sul blocco motore, che è in alto?
TESTE Ward: Io mi ricordo proprio la presenza di questo pistone che forse è questo qui, ora si vede male nella fotografia.
PUBBLICO MINISTERO: Lo vuole indicare? Si vuole avvicinarsi allo schermo?
PRESIDENTE: Può alzarsi e avvicinarsi.
TESTE Ward: Credo che sia questa parte qui. Ripeto, si tratta di tre anni fa. Comunque io mi ricordo la presenza di un pistone, questa deve essere una parte di biella. Mi ricordo che c'era una parte ben identificabile di pistone, biella e parte di albero motore che fu la prima rilevata ed era nell'androne, seguendo l'ingresso del portone, in fondo a destra fu trovato il primo reperto; poi mano a mano che ovviamente si passava dalla notte al giorno si riuscirono a reperire altri elementi tra cui anche un pezzo del blocco motore, la parte dei cilindri.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Poi, diciamo, questi reperti vennero segnalati al funzionario della DIGOS che era presente sul posto, ho capito bene?
*TESTE Ward: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Per le successive indagini.
Bene, io non ho altre domande, Presidente.
PRESIDENTE: Ci sono domande? Difensori hanno domande?
Facciamo una breve interruzione.

<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Prego?
PUBBLICO MINISTERO: Teste Cellino.
PRESIDENTE: Si accomodi.
Vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza?
*TESTE Cellino: Francesco Cellino, nato a Firenze il 22 maggio '57, residente a Firenze via delle Cerbine 1.
PRESIDENTE: Lei è?
TESTE Cellino: Agente di Polizia Municipale.
PRESIDENTE: Bene, vuole leggere?
TESTE Cellino: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, signor Cellino, lei è agente di Polizia Municipale. Dov'era in servizio la notte tra il 26 e il 27 maggio '93?
TESTE Cellino: Dunque, io ero in servizio di pattuglia, avevamo svolto il nostro regolare servizio, normalmente, nulla di particolare. Eravamo, al momento dell'esplosione, ci trovavamo al piazzale di Porta al Prato all'altezza di via il Prato. Sentimmo l'esplosione, il collega che era con me chiese alla centrale via radio cosa...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, chi era il collega che era con lei?
TESTE Cellino: L'agente Pelagi. Chiese spiegazioni su questa esplosione e quasi immediatamente, sempre per radio, un collega che si trovava nella zona centrale, in Palazzo Vecchio, o perlomeno nelle vicinanze, chiamò l'emergenza per un'esplosione in Palazzo Vecchio. Noi azionammo i dispositivi di emergenza, ci recammo subito in direzione di Palazzo Vecchio. Quando arrivammo all'altezza di piazza della Repubblica, anzi in via Speziali, notammo delle persone che si allontanavano dal mercato del Porcellino, erano parecchie persone. Allora andammo diretti verso il mercato del Porcellino. Lì vedemmo tutto fumo e persone che si allontanavano, alcune anche in stato di shock, ci avvicinammo in Por Santa Maria, fermammo la macchina lì e una guardia giurata ci indicò come luogo dell'esplosione l'Arco delle Carrozze indicativamente, la volta delle Carrozze e scendemmo.
La mia prima impressione di odore, ecco, fu quella di una... sentii un forte odore di polvere da sparo e ci recammo comunque subito, immediatamente verso il luogo dove era avvenuta l'esplosione. La zona era al buio, aveva preso fuoco qualcosa, ma un fuoco piuttosto, inizialmente sembrava modesto, il buio e il fumo tra l'altro copriva tutto.
In quel momento persi di vista il collega perché tutti e due ci avvicinammo nel buio, nella direzione dell'esplosione. Ricordo di aver aiutato una persona che era rimasta ferita, l'accompagnai verso Por Santa Maria, dove avevamo la macchina, e per radio avvisai la centrale di mandare subito le ambulanze e i pompieri al Ponte Vecchio, come zona indicativa il Ponte Vecchio e di avvisare ovviamente, se non fosse già stato fatto, se non ne fossero a conoscenza, tutte le altre forze di Polizia.
Dopo, siccome la strada sia Por Santa Maria che il Lungarno Acciaiuoli rimanevano bloccate dalle auto delle altre Forze dell'Ordine, dei pompieri che arrivavano tutte lì, sempre per radio detti comunicazione di avvisare il 118 di fare arrivare le ambulanze, di farle attestare sul Ponte Vecchio in modo da poter permettere il deflusso delle ambulanze, dei mezzi di soccorso dal Ponte Vecchio in direzione...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi poi rimase tutta la notte sul luogo del fatto lei?
TESTE Cellino: No, tutta la notte no. Dunque, io rimasi... Non mi addentrai più di tanto nel luogo dell'esplosione, successivamente a questa comunicazione perché c'era stato prima il fuggi fuggi delle persone e poi ci fu il riflusso dei curiosi che si portavano verso il posto e che davano noia a tutte le operazioni di soccorso.
Dunque, rimasi lì per un tempo, onestamente non saprei quantificarlo, anche perché in quei momenti il tempo non si riesce a quantificare. A cercare di organizzare l'accesso e l'uscita dei veicoli di soccorso dal posto mettendo il nastro, c'erano...
PUBBLICO MINISTERO: Fino a che ora si trattenne sul luogo?
TESTE Cellino: Sul luogo fin verso, mi sembra verso le 03.00 grossomodo, 03.00...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Cellino: Anche perché poi la centrale operativa ci mandò a riscontrare una colonna dei Vigili del Fuoco che doveva venire da Livorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco no, dicevo questo: in aula prima di lei è entrato il suo collega Ward. Lei ebbe modo di constatare il rinvenimento di parti di motore in quell'androne di via Lambertesca insieme a Ward, oppure lei non c'era?
TESTE Cellino: No, io non ho avuto modo di riscontrare quello. Io ho avuto modo...
PUBBLICO MINISTERO: Perché era andato già via.
*TESTE Cellino: No, ho avuto modo di riscontrare, premesso questo, che in quel momento lì poi, fra il buio e il fumo le nostre stesse divise che sono scure non è che ci si possa individuare particolarmente bene. Io con i colleghi, anche con il collega Ward - che poi era arrivato a ruota a noi - ci siamo potuti essere anche incrociati in quel momento lì, però onestamente non saprei dirlo.
Di certo è che quando sono entrato io lì in via dei Georgofili c'erano ancora alcune persone, macerie, però personalmente non ho riscontrato il pezzo di auto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Non ho altre domande.
PRESIDENTE: Domande delle parti civili? Difensori? Può andare, grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora possiamo fare entrare Pelagi.
PRESIDENTE: Dica nome, cognome, luogo, data di nascita e di residenza.
*TESTE Pelagi: Pier Nicola Pelagi, 25/07/58 Rignano sull'Arno.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Pelagi: A Rignano.
PRESIDENTE: Lei che funzioni ha?
TESTE Pelagi: Vigile urbano attualmente a Rignano, prima ero a Firenze.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
PRESIDENTE: Ah, no, no, c'è la lettura della formula.
TESTE Pelagi: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, signor Pelagi, lei quindi era in servizio a Firenze, faceva il vigile urbano a Firenze. Vuol riferire, sinteticamente, quello che acca... dov'era in servizio e cosa fece la notte tra il 26 e il 27 maggio '93?
TESTE Pelagi: Ero in servizio con Cellino in pattuglia esterna con orario 19.00-01.00 e dovevamo smontare all'01.30 e eravamo in macchina a Porta al Prato quando sentimmo lo scoppio, ci fu il black-out e per radio sentimmo una collega che chiamava da Palazzo Vecchio, sembrava che ci fosse stata un'esplosione in Palazzo Vecchio.
Arrivammo in via Por Santa Maria e c'era tutta la via Por Santa Maria satura di fumo e quindi capimmo che non era successo in Palazzo Vecchio, ma era da un'altra parte.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ebbe modo poi di intervenire sul posto?
TESTE Pelagi: Sì, arrivammo lì sul Lungarno Archibusieri, vedemmo che inizialmente sembrava che ci fosse stata un'esplosione nei fondi della piazza del Pesce dove c'è il ricovero dei banchi del mercato e tenemmo a distanza la folla, poi arrivarono le ambulanze.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, fino a che ora si trattenne lei sul luogo?
TESTE Pelagi: Mah, noi siamo stati, siamo rimasti ovviamente in servizio e quindi siamo stati a disposizione fino al mattino.
PUBBLICO MINISTERO: No, dico sul luogo del fatto, si trattenne lei?
TESTE Pelagi: Sul luogo del fatto ci siamo trattenuti per tenere un po' a distanza la folla.
PUBBLICO MINISTERO: Dico, fino a che ora?
TESTE Pelagi: Lì saremo rimasti fino alle 02.00, proprio lì sull'incrocio di fronte al Ponte Vecchio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei era presente quando il suo collega Ward trovò delle parti di un motore in via...
TESTE Pelagi: Sì, eravamo... lui era in un'altra pattuglia, andò lì dietro in via dei Georgofili e poi ci disse che aveva trovato...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei lo seppe da lui che aveva trovato queste parti?
TESTE Pelagi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi non era presente lei?
TESTE Pelagi: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
*TESTE Pelagi: Materialmente no.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, io ho terminato Presidente.
PRESIDENTE: Domande? Può andare, grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, possiamo introdurre Balocchini.
PRESIDENTE: Sì, per cortesia le telecamere o si spengono o si girano dall'altra parte perché sono testi che non vogliono essere ripresi. Mi ha sentito laggiù?
AVVOCATO Ammannato: Presidente, può spengere anche la luce, se hanno spente le telecamere, perché dà fastidio agli occhi quella luce, se è possibile.
PRESIDENTE: Potete spengere le luci, fate anche una cortesia a chi è tormentato.
Vuol dire il suo nome, cognome, luogo e data di nascita per favore?
*TESTE Balocchini: Enrico Emilio Balocchini, nato a Firenze il 24 febbraio 1949.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Balocchini: A Firenze in via di Ricorboli al numero 6.
PRESIDENTE: Vuole leggere quella formula?
TESTE Balocchini: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Balocchini, che lavoro svolge lei?
TESTE Balocchini: E' di mia proprietà un banco di vendita sulla pubblica piazza. Si dice attività commerciale su area pubblica.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dove la svolgeva questa attività?
TESTE Balocchini: Al momento dei fatti?
PUBBLICO MINISTERO: Al momento dei fatti.
TESTE Balocchini: Io la svolgevo sotto al loggiato degli Uffizi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, può riferirci come si svolse questo suo lavoro il giorno 26 sul 27 maggio?
TESTE Balocchini: Il 26. Io come tutte le mattine circa alle 08.00 di mattina arrivai nel mio magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Dov'era questo magazzino?
TESTE Balocchini: Il magazzino era situato in via dei Georgofili al numero 7/r. E tirai fuori il mio banco di vendita, che è uno stand, una struttura mobile, ha delle ruote e con un piccolo trattore la traina sotto al loggiato degli Uffizi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi trascorse la giornata al lavoro regolarmente.
TESTE Balocchini: Regolarmente.
PUBBLICO MINISTERO: Quando fece rientro in via dei Georgofili?
TESTE Balocchini: Dunque, intorno alle sette, sette e mezzo di sera, però durante il giorno io ci sono andato più volte nel mio magazzino, e per riportare il trattore con cui ho tirato il banco e per rifornirmi di cose che potevo aver venduto al momento.
PUBBLICO MINISTERO: Era stata una giornata normale, tranquilla?
TESTE Balocchini: Normalissima.
PUBBLICO MINISTERO: Normalissima. Ecco, ebbe modo di notare qualcosa quando rientrò la sera?
TESTE Balocchini: La sera quella lì, niente.
PUBBLICO MINISTERO: Niente, ecco. Poi sa quello che è accaduto durante quella notte?
TESTE Balocchini: Dunque, io l'unica cosa che le posso dire è questo qui, che io la sera che chiusi, l'unica cosa che le posso dire particolare, che mi è rimasta impressa, salutai il vigile Nencioni perché passava lì con la bambina e con la sua auto, ci dicemmo buonasera come lei può dire al vicino di casa che lo incontra sulla porta. Io tornai a casa e lui andò verso casa sua ecco. Ma poi non ci fu altri particolari.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei poi tornò a casa.
TESTE Balocchini: Io tornai a casa, sentii...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, del fatto come apprese?
TESTE Balocchini: Dunque, io sentii un grosso rumore... cioè non lo sentii, lo sentì mia moglie che si svegliò perché io abito abbastanza vicino al posto della... Mia moglie disse: 'che cosa sarà successo?' E io dissi: 'mah, forse sarà una bombola del gas che è esplosa, lo leggeremo domani sui giornali'.
In realtà alle sei di mattina un collega mi telefonò e mi disse: 'guarda Enrico, è successo uno scoppio, si pensa sia il gas o qualcosa di simile, via dei Georgofili è tutta chiusa, se puoi venire a vedere'. Io partii subito col motorino da casa, arrivai intorno alle sette, un quarto alle sette circa in piazza dei Giudici, la zona era tutta transennata. Facendomi riconoscere mi feci condurre almeno di fuori, perché nessuno mi volle portare dentro, a vedere cos'era successo. Vidi quella distruzione, fui riaccompagnato subito via.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè il magazzino al numero...
TESTE Balocchini: 7/r.
PUBBLICO MINISTERO: Era stato distrutto?
TESTE Balocchini: Praticamente sì. Cioè, la porta, perché non era una saracinesca, era una porta di legno a tre ante, si era schiantata una parte contro il muro di fondo e l'altra si era schiantata contro il banco e il trattore.
PUBBLICO MINISTERO: Che danni ha subìto lei da questo fatto?
TESTE Balocchini: E' un po' difficile a dirlo perché io ho subìto i danni materiali per lo scoppio, per quello che praticamente lo scoppio stesso ha fatto, più i danni successivi perché siamo stati traslocati dal nostro punto di vendita e quindi abbiamo passato un anno un po' a giro per Firenze, in piazza più o meno idonee al nostro lavoro per cui sono stati praticamente due anni perduti.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, normalmente la zona che lei frequentava tutti i giorni, come era? Era frequentata, parcheggiavano delle macchine, com'era la situazione?
TESTE Balocchini: Dunque, macchine no. Cioè, le macchine c'erano state fino a poco, ora mi perdoni, qualche mese prima, non ricordo esattamente. Poi la zona era stata dichiarata zona blu per cui non si potevano più parcheggiare le macchine. Succedeva a volte che le persone, i residenti, che magari avevano fatto la spesa durante il giorno, la sera dopo le sette portassero l'auto per scaricare le varie cose. Però durante il giorno, anche se qualcuno metteva la macchina, era raro perché i Vigili passavano abbastanza...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era pattugliata.
TESTE Balocchini: Era pattugliata.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in quella giornata, o nei giorni immediatamente precedenti, c'era stato qualcosa che aveva attirato la sua attenzione?
TESTE Balocchini: Aveva attirato la mia attenzione una persona che la sera precedente, cioè intendo, non la sera dello scoppio per capirsi, quella del giorno prima c'è stata una persona che si era fermata davanti al mio magazzino mentre io stavo chiudendo. Era una persona che aveva attirato un po' la mia attenzione perché non era una persona che io conoscevo e guardava al piano, o ai piani superiori dello stabile dove aveva sede il mio magazzino.
Io devo dire la verità, ho pensato più a un malintenzionato, per un furto diciamo così, che a altre persone. Anche perché in quel momento non pensavo ad altro. Però non avendo mai più visto queste persone, perché fino a poco tempo prima quella zona era malamente frequentata da persone che andavano a drogarsi perché lì dietro... Dunque, via dei Georgofili inizia con un tratto che si chiama Arco delle Carrozze e subito sulla sinistra, venendo dal Lungarno, c'è un altro arco che passa e si chiama Volta dei Girolami. Ecco, lì c'era un orinatoio e molto spesso i drogati andavano a prendere l'acqua per drogarsi e per un po' di tempo era stato così.
Erano un po' diminuiti anche per il fatto che non essendoci più macchine, essendoci più sorveglianza, però di tanto in tanto...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, tornando a quella persona che lei aveva visto il giorno avanti, pensò qualche altro motivo della presenza di questa persona?
TESTE Balocchini: No, pensai soltanto a... pensai alla mia proprietà ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Pensò che qualcuno volesse derubarla.
TESTE Balocchini: Sì, il problema era quello lì. Anche perché, come le ho detto, il magazzino mio era uno dei pochi... Ah, e accanto - anche per questo pensai alla proprietà - c'era un argentiere che molto spesso aveva dei valori in cassaforte. Erano un po' queste qui le cose che io pensai.
PUBBLICO MINISTERO: Questo episodio quindi lei lo colloca quindi il giorno 25?
TESTE Balocchini: Non la sera dello scoppio, la sera del giorno precedente, il 25 sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda un po' qualche particolare sul come si presentava questa persona?
TESTE Balocchini: Dunque, io qualcosa mi ricordo però deve pensare che sono passati tre anni, qualcosa...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma la legge prevede che se io ho da aiutarla nel suo ricordo lo posso fare richiamando le dichiarazioni che ha già reso.
TESTE Balocchini: Io vorrei dire una cosa: quello che io dichiarai allora sarà molto più fedele di quello che ricordo ora perché onestamente lì erano passati due o tre giorni.
Io ricordo una persona con le guance molto scavate, capelli abbastanza ricci e vestito abbastanza trasandato.
PUBBLICO MINISTERO: Io le ricordo che quando lei rese le sue prime dichiarazioni, il 27 di maggio del '93, quindi in effetti nell'immediatezza del fatto, lei riferì dei dettagli dai quali sostanzialmente si era fatto l'idea, lei diceva di essersi fatto questa idea, ovviamente non io, che questo potesse essere uno zingaro, questo è il termine che aveva adoprato lei. Parlando in particolare di un certo modo un po' caratteristico del... Ricorda qualche cosa questo proposito?
TESTE Balocchini: Io ricordo un vestito abbastanza trasandato, ricordo i capelli crespi, cioè i capelli scuri e un po' arricciati. E poi ricordo un colorito che a me sembrò, tenendo conto che erano le sette e mezzo di sera, e quindi era anche un po' buio, la strada incassata, mi sembrò scuro.
Chiaramente non era una persona, un tipo di una persona nordica. Non so come rendere l'idea: una persona con i capelli chiari e con coso. A me sembrò una persona, diciamo, mi dava l'idea di uno slavo, di una persona così, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda di aver fatto cenno anche, sempre in queste sue prime dichiarazioni - glielo faccio presente per sollecitare la sua memoria - al fatto che questo aveva tutte le scarpe sudicie?
TESTE Balocchini: Oh, sì. Mi sembra di sì. Ricordo, mi sembra di aver detto impolverate, più che altro. Non so se...
PUBBLICO MINISTERO: Più che altro ha detto: "Molto sporche".
TESTE Balocchini: Sporche. Allora mi scusi, io...
PUBBLICO MINISTERO: Sono esattamente le sue parole adoprate...
TESTE Balocchini: Ci credo, no senz'altro. Ora, se l'ho detto...
PUBBLICO MINISTERO: ... in occasione del suo...
TESTE Balocchini: Se ho detto così, confermo. Perché sicuramente sarò stato più preciso allora, che ora.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Mi pareva che lei avesse detto un attimo fa che questa persona, per il tempo con cui lei la poté osservare, era con lo sguardo orientato verso lo stabile dove c'è il suo magazzino.
TESTE Balocchini: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora guardi, con l'aiuto di questa planimetria che ora l'ispettore provvederà ad ingrandire meglio che può, proprio per quanto riguarda via Georgofili, visto che lei ha anche dato il numero civico del suo magazzino...
TESTE Balocchini: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ecco, cerchi di posizionare...
PRESIDENTE: Si può alzare, si porti dietro il microfono.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vede Balocchini, lì c'è via dei Georgofili, lì c'è via Lambertesca...
TESTE Balocchini: Allora, questa è quella che io ho chiamato come Volta dei Girolami. Perché qui, in realtà è coperta.
PUBBLICO MINISTERO: No, non è vero. Si sbaglia. Guardi meglio.
TESTE Balocchini: No, no, Lungarno degli Archibusieri... E questa è coperta, è un arco nel palazzo.
Il mio magazzino era qui, in questo punto qui.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Scusi, ma non si chiama arco delle Carrozze, questo?
TESTE Balocchini: Questo è l'arco delle Carrozze, e questa la Volta dei Girolami.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, bravo. Allora, Volta dei Girolami non è verso il Lungarno, ma è verso via...
TESTE Balocchini: Mi scusi, mi scusi, ma ho invertito... Questa è l'arco delle Carrozze...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Balocchini: ... che è sull' alto del Lungarno.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Balocchini: E la Volta dei Girolami è questa volta qua che va verso la piazza dei Pesci.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Dov'è il suo magazzino? Dov'era il suo magazzino?
TESTE Balocchini: Qui, in questo punto qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi lo stabile di fronte a quello dell'Accademia, per intendersi.
TESTE Balocchini: Sì. Qui davanti c'è... No, l'Accademia comincia quassù.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Balocchini: Qui c'è il cortile davanti e il retro degli Uffizi.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
TESTE Balocchini: L'Accademia, per capirsi, qui c'è una tacca, diciamo così, di non costruzione e lì c'era un cortile dove, non so, i dipendenti degli Uffizi, o dell'Accademia dei Georgofili, mettevano le auto.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Le volevo anche... Può rimettersi a sedere, perché non abbiamo più bisogno di quella piantina.
Le volevo anche ricordare, sempre per sollecitare la sua memoria, che lei ebbe a precisare dichiarazioni rese successivamente a quelle del 27 di maggio, o anche in quelle del 27 di maggio - ora controllo - di essersi trovato in una certa qual situazione un po' ostacolato nella sua manovra con il carretto...
TESTE Balocchini: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... per la presenza di una automobile, di una macchina, forse una Clio, una macchina...
TESTE Balocchini: Ah, sì, sì sì. Sì, ora...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se vuole far mente locale su questa circostanza, provare a datarla...
TESTE Balocchini: Mi scusi, cosa... Datarla in che senso?
PUBBLICO MINISTERO: Datarla rispetto al fatto. Cioè a dire, se era un episodio di qualche tempo prima, un episodio successo in epoca ravvicinata, rispetto all'attentato...
TESTE Balocchini: La Clio? La Clio era la sera stessa della...
Ah, mi scusi, non avevo capito. La Clio è successa la sera del 26 mentre io rimettevo a posto il banco.
E credo di aver detto che... Perché mi chiesero se queste macchine che c'erano, perché come le ho detto, dopo le sette i residenti mettevano le macchine, c'era una macchina particolare.
Io dissi che l'unica macchina che poteva essere particolare era questa Clio, perché sicuramente non apparteneva a nessuna delle persone che io conoscevo nella strada.
Se poi fosse di una persona andata in visita da qualcuno, questo non lo potevo sapere, ma...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Balocchini: Però non era di nessuno che io conoscessi.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Verso che ora successe questo episodio?
TESTE Balocchini: Rimettevo dentro il banco. La solita ora del... le sette, sette e mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Non oltre questo orario?
TESTE Balocchini: Mah, penso proprio di no. Proprio, facciamo venti minuti alle otto. No, no, sette e mezzo, non era così tardi.
PUBBLICO MINISTERO: Le era abitudinario nei suoi orari.
TESTE Balocchini: Sì, abbastanza, se non succede qualcosa di particolare, un cliente all'ultimo momento, ma gli orari sono abbastanza netti.
PUBBLICO MINISTERO: Tanto per completezza, perché davanti al Giudice bisogna sempre cercare di essere, come dire, completi anche sui dettagli più circoscritti, e le volevo ricordare che lei, a proposito di quella persona la cui presenza in qualche modo la sollecitò il giorno 25,, formulò anche l'opinione che questo potesse essere alla ricerca di un certo quale indirizzo, di un certo quale appartamento...
TESTE Balocchini: Sì, dunque, era successo questo qui: qualche tempo prima, diciamo meno di un anno circa, era morta la persona che abitava proprio al piano superiore al mio appartamento. E ci stavano due ragazze che lavoravano in un locale notturno. Erano due ragazze sudamericane.
Per cui, visto questa persona, questa carnagione olivastra, mi poteva anche, mi dette a pensare che potesse essere anche un creolo, o una persona di quelle parti lì.
E quindi, guardando in su può anche darsi che cercasse queste persone. Ma era proprio una supposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Non ci fu altro nel comportamento di questa persona che richiamò...
TESTE Balocchini: Niente. Io feci poi, feci il giro perché non ero sicuro di questo che faceva. Cioè, quando io chiusi il magazzino detti, chiusi tutte e due le serrature, come sempre tutte le sere, dopodiché con il motorino mi allontanai e tornai indietro per vedere se questa persona era sempre lì.
Mi sembra che ripassai per via Lambertesca e questa persona era sempre lì che guardava sempre in su.
Feci Por Santa Maria, Ponte Vecchio, Lungarno degli Archibusieri. Quando arrivai alla Volta delle Carrozze non c'era più.
PUBBLICO MINISTERO: La ringrazio.
PRESIDENTE: Nessuna domanda?
AVVOCATO Ammannato: Sì, scusi, avvocato Ammannato.
La Clio, può dire dov'era parcheggiata quella sera in via dei Georgofili?
TESTE Balocchini: Era parcheggiata quasi davanti al mio magazzino e molto probabilmente un paio di metri più verso l'Arno.
Perché per darmi fastidio, per entrare dentro, per parcheggiare, cioè per fare ingresso al mio magazzino, la posizione doveva essere quella.
AVVOCATO Ammannato: Il pezzo fra via dei Girolami e via Lambertesca, per capirsi?
TESTE Balocchini: Sì, era... Allora, sul lato della, dando le spalle all'Arno, per capirsi, dando le spalle alla Volta dei Girolami, era sul lato destro di via dei Georgofili e sicuramente non davanti alla Volta dei Girolami, perché c'era il cancello con il divieto di sosta del cortile. E quindi doveva essere, o subito lì, o un paio di metri più avanti, perché altrimenti non mi avrebbe dato nessuna noia per entrare, a me.
AVVOCATO Ammannato: Quindi, un paio di metri avanti sulla destra, per capirsi, verso la Torre dei Pulci.
TESTE Balocchini: Verso via Lambertesca, mi scusi.
AVVOCATO Ammannato: Sì. Quindi, sulla destra, cioè verso la Torre dei Pulci, per capirci.
TESTE Balocchini: Sì, esatto.
AVVOCATO Ammannato: Grazie.
PRESIDENTE: Altre domande? Può andare, grazie.
PUBBLICO MINISTERO: No, aspetti Presidente. Allora concludo la domanda io.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Concludo l'esame.
Questa Clio era con tanto di conducente, oppure era una macchina abbandonata?
*TESTE Balocchini: Che mi ricordi era vuota, perché altrimenti gli avrei chiesto di spostarmela.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
PRESIDENTE: Può andare, grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Introduciamo il teste Rossi Alvaro.
(voce fuori microfono) Presidente, scusi, le telecamere sono rivoltate?
PRESIDENTE: Sì, le telecamere sono sempre voltate. Come vede qua e là.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Le ho detto, non è un teste solo, sono quattro o cinque.
Vuol dire il suo nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza.
*TESTE Rossi: Allora, Rossi Alvaro, nato il 15 gennaio del '35, provincia Arezzo...
PRESIDENTE: Dove?
TESTE Rossi: Pratovecchio.
PRESIDENTE: Pratovecchio. Residente?
TESTE Rossi: A Figline Valdarno in via Benelux 5.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Rossi: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Rossi, buongiorno.
TESTE Rossi: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol spiegare alla Corte di Assise che lavoro faceva lei nell'anno 1993?
TESTE Rossi: Facevo il fattorino presso una ditta di ricambi. Magazziniere, insomma...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, specifichi qual era la ditta, dove aveva sede...
TESTE Rossi: Allora, la ditta Fire, via Scipione Ammirato 29/r Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Da quanti anni lavorava lei con la Fire?
TESTE Rossi: Oh, dunque, circa... '66, 27-28 anni.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire: ha cominciato nel '66?
TESTE Rossi: Nel '66, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ha lavorato continuativamente per questa ditta?
TESTE Rossi: Continuamente, sì, sempre per la solita ditta.
PUBBLICO MINISTERO: E il lavoro suo, stava spiegando, è quello di fattorino.
TESTE Rossi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, riportandoci al '93 e anche agli anni precedenti, voglio dire....
TESTE Rossi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... cosa voleva dire fare il fattorino per la Fire?
TESTE Rossi: Andare in macchina, girare, consegnare, fare consegne a domicilio.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, fattorino vuol dire andare in giro con un mezzo...
TESTE Rossi: Un mezzo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... per conto della sua ditta.
TESTE Rossi: Della ditta, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: A far consegne di che cosa?
TESTE Rossi: Materiale di accessori, ricambi per le macchine, per le vetture, camion, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Perché la Fire tratta ricambistica per automobili?
TESTE Rossi: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi lei svolgeva questo lavoro con queste caratteristiche in maniera continuativa.
TESTE Rossi: Continuativa.
PUBBLICO MINISTERO: Per fare questo lavoro, lei utilizzava un mezzo della ditta, ovviamente.
TESTE Rossi: Un mezzo della ditta, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Che mezzi della ditta adoprava, che mezzi, se poi ne adoprava uno solo, quale mezzo della ditta adoprava nell'anno 1993?
TESTE Rossi: Un Fiorino FIAT, FIAT Fiorino.
PUBBLICO MINISTERO: Un FIAT Fiorino. Da quanto tempo aveva questo FIAT Fiorino lei?
TESTE Rossi: Questo qui era circa due anni, circa due anni, due anni e mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Questo mezzo, cominciamo a dire, lei era l'unico dipendente della Fire che lo adoperava?
TESTE Rossi: Sì. Insomma, l'unico, qualche volta, quando ero assente, insomma, per malattia o per ferie, c'era altri colleghi che lo adopravano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, si ricorda la targa di questo Fiorino?
TESTE Rossi: Eh, un po' difficile. Firenze H... E poi gli altri numeri non me li ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi che fosse 90593?
TESTE Rossi: Bene. Perfetto.
PUBBLICO MINISTERO: Io sto prendendo questo dato che lei ha fornito...
TESTE Rossi: No, no. Ma sì sì va bene...
PUBBLICO MINISTERO: A parte che è risultato, ma lo ha fornito lei stesso quando è stato interrogato la prima volta il 31 di maggio del '93.
TESTE Rossi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole spiegare un attimino quali erano le caratteristiche di questo mezzo?
TESTE Rossi: Dunque, era un furgone con portabagagli, insomma, una macchina... Ora non so come spiegarlo esattamente, ma sono macchine di, non tanto grandi, come un camion chiuso...
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire, non...
TESTE Rossi: Cioè, non è una macchina aperta, cioè tipo camion...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi chiuso.
TESTE Rossi: Chiuso. Con le, per entrare, per aprire, c'è gli sportelli posteriori e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Stava parlando lei di un portabagagli.
TESTE Rossi: Sì, un portabagagli grande, prendeva tutta diciamo la grandezza...
PUBBLICO MINISTERO: Ma la macchina era stata comprata con questo portabagagli, oppure questo portabagagli era stato messo dopo?
TESTE Rossi: No, no, è stato messo dopo.
PUBBLICO MINISTERO: E come era posizionato questo portabagagli?
TESTE Rossi: Dunque, era sul tetto della macchina e comprendeva anche la cabina, con otto perni sopra al tetto che erano avvitati al portabagagli. Cioè, era chiu... era stato avvitato con delle viti.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi?
TESTE Rossi: Era stato fissato con delle viti, con buloni e viti sopra il tetto della macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo Fiorino, per quello che si sa, la FIAT ne produce con vari modelli, con gli allestimenti diversi...
TESTE Rossi: Sì. Sì, ci sono diversi modelli, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo che adoperava lei, diciamo questo, intanto la parte posteriore, quello che si chiama il furgone propriamente detto, era tutto chiuso, ci aveva delle finestrature...
TESTE Rossi: Allora, di dietro i due sportelli si aprivano, due sportelli posteriori, con a metà, da metà in sopra era vetrinato con dei vetri.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. E le fiancate?
TESTE Rossi: Le fiancate, era tutto chiuso escluso una parte diciamo alta, quasi anteriore, con due finestrelle di vetro a destra e a sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: E sul davanti di questo cassone?
TESTE Rossi: Come una macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Nella parte soprastante il tettuccio dell'abitacolo, era chiuso, o c'era qualche altra...
TESTE Rossi: Sopra diciamo il tettino della macchina c'era una specie di, un piccolo portabagagli, chiamiamolo, un portaoggetti in plastica che, non so, per legarci dei pacchi sopra, per metteci la roba, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco, e quel pezzetto di furgone rialzato, rispetto al tetto dell'abitacolo, era chiuso o era finestrato?
TESTE Rossi: No, quello più alto anteriormente, diciamo il furgone, ci aveva un'altra finestra larga quanto la larghezza del furgone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, queste erano le caratteristiche diciamo del suo Fiorino.
TESTE Rossi: Sì. Fiorino.
PUBBLICO MINISTERO: Il colore di questa macchina?
TESTE Rossi: Bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Bianco. Senta, aveva delle scritte fuori?
TESTE Rossi: Niente scritte.
PUBBLICO MINISTERO: Di nessun genere?
TESTE Rossi: Di nessun genere.
PUBBLICO MINISTERO: Era in buone condizioni di carrozzeria esternamente?
TESTE Rossi: In perfette condizioni. Non aveva né ammaccature, né rotture, niente. Perfetto.
PUBBLICO MINISTERO: Il tipo era diesel, o era a benzina?
TESTE Rossi: Diesel.
PUBBLICO MINISTERO: Era un diesel.
TESTE Rossi: Diesel.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, noi abbiamo detto, lei ha detto un attimo fa che, se lei era in servizio, questa vettura l'adoprava lei.
TESTE Rossi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per il suo lavoro.
TESTE Rossi: Per il mio lavoro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, abbiamo bisogno che lei spieghi da dove iniziava e dove finiva la sua giornata lavorativa. E quindi come gestiva lei il Fiorino durante la giornata lavorativa.
TESTE Rossi: Allora, iniziavo la mattina partendo da casa mia, che abito in via della Scala, a quell'epoca abitavo in via della Scala.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Rossi: Entravo a lavorare, qualche volta entravo direttamente in magazzino, qualche volta la mattina partivo da casa e facevo delle consegne, o dei ritiri, o dei servizi in centro. Insomma, qualche servizio fuori.
Poi, il giorno, ritornavo in ditta, consegnavo, oppure ritiravo e andavo a casa a pranzo a mezzogiorno e mezzo in via della Scala, sempre.
Alle due e mezzo ripartivo da casa, a seconda anche questa volta, o rientravo in ditta oppure proseguivo il giro. Cioè, se c'avevo il materiale sopra, finivo di consegnare o ritirare.
Rientravo in ditta alle sei e mezzo. Qualche volta succedeva che avevo ancora del materiale da consegnare. Sicché, mentre andavo a casa, finivo di fare le consegne. Ma la maggior parte, insomma, le sei e mezzo andavo sempre a casa direttamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, signor Rossi: lei, un attimo fa ha detto che alle volte, la mattina partiva direttamente per fare delle consegne.
TESTE Rossi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il che mi fa capire che se partiva da casa per fare delle consegne, e siccome le consegne in autobus non si fanno, vuol dire che il Fiorino se l'era portato a casa.
TESTE Rossi: Sempre, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, il portarsi il Fiorino a casa al termine della giornata di lavoro, era la sua abitudine?
TESTE Rossi: Abitudine, sì. Erano ormai anni che lo facevo. Sempre così.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre così da anni.
TESTE Rossi: Da anni, sì. Diversi anni.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, se aveva questa abitudine nel portare a casa il Fiorino quando smetteva di lavorare...
TESTE Rossi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... era anche abitudinario negli orari di rientro a casa?
TESTE Rossi: Sì, sì. Sempre... Poteva differenziare dai venti minuti, alla mezzora. Sennò l'orario mio era le sette, sette e mezzo sempre a casa.
PUBBLICO MINISTERO: C'è una ragione particolare per la quale era abitudinario?
TESTE Rossi: No, particolare. Insomma, c'era questo Fiorino diciamo la macchina me l'avevano consegnata quasi personalmente a me.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Rossi: A questo punto facevo quello che mi sembrava più comodo a me. Andare, venire, insomma era una cosa sicura, matematicamente era sempre tutti i giorni così.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei, voglio dire, era abitudinario nei suoi rientri a casa, a quanto ho capito.
TESTE Rossi: Sì, sì, sempre il solito orario. Non...
PUBBLICO MINISTERO: Faceva qualche cosa di particolare?
TESTE Rossi: No, poteva succedere qualche volta, magari per conto mio dovevo fermarmi, non so, potevo andare a fare, a prendere, a comprare qualcosa per conto mio personalmente, o ritirare roba personalmente mia. Facendo la strada per tornare a casa, facevo anche il servizio per conto mio.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Ma siccome lei parlava della sua abitudinarietà negli orari, nel rientro a casa, ecco questa sua abitudinarietà negli orari, poi comportava che lei avesse anche delle abitudini, una volta arrivato a casa?
TESTE Rossi: Tutte le sere che tornavo a casa, la prima cosa che facevo tutte le sere immancabilmente, andavo a guardare la televisione, il Gazzettino Toscano, come si chiama, il Regionale, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Il TG-3.
TESTE Rossi: Il TG-3. Tutte le sere, è una cosa proprio...
PUBBLICO MINISTERO: Immancabile. Vuole dir questo?
TESTE Rossi: Immancabile, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Immancabile. Senta, lei come luogo, zona di parcheggio di questo Fiorino, era altrettanto abitudinario?
TESTE Rossi: Sempre il solito posto, lo mettevo. Sempre in via della Scala. poteva essere una differenza dei 100-200 metri più indietro, più avanti. Ma insomma, il posto di parcheggio era sempre quello lì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, cerchiamo un attimo...
TESTE Rossi: Quasi sempre, diciamo. Via, non...
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, signor Rossi, cerchiamo un attimo di far capire alla Corte esattamente dove era la sua abitazione in via della Scala, all'epoca. Perché ho capito che non ci abita più.
TESTE Rossi: No.
PUBBLICO MINISTERO: Perché via della Scala è una strada molto lunga.
TESTE Rossi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Parte da piazza Santa Maria Novella e arriva in viale Fratelli Rosselli.
TESTE Rossi: Esatto. Da, diciamo, da Porta a Prato a via... Non mi ricordo della strada, perché è parecchio...
PUBBLICO MINISTERO: E quindi...
TESTE Rossi: Quel pezzetto di strada, l'ultimo pezzo di via della Scala.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Io direi: mettiamoci in via della Scala. Lasciamo perdere Porta al Prato che...
TESTE Rossi: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non è via della Scala, Porta al Prato. Non c'entra nulla.
TESTE Rossi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mettiamoci in via della Scala. Stabiliamo, se diamo le spalle a Santa Maria Novella, o se diamo le spalle al viale Fratelli Rosselli. Dopodiché determiniamo dov'era casa sua. E' la cosa più semplice.
TESTE Rossi: Sì. Dunque, da... Mi dispiace, perché non mi ricordo la via, da via della Scala, lì, che dà sull'angolo dove abito io, ora...
PUBBLICO MINISTERO: Allora, facciamo così: mettiamoci con le spalle...
TESTE Rossi: Sa, la memoria...
PUBBLICO MINISTERO: E' un po' emozionato.
TESTE Rossi: Sì, un pochino sì.
PUBBLICO MINISTERO: E va be'. Come vede io sto facendo le domande proprio con calma, per benino, eh?
Entriamo in via della Scala...
TESTE Rossi: Dalla Stazione.
PUBBLICO MINISTERO: No, dal viale.
TESTE Rossi: Ah.
PUBBLICO MINISTERO: Dal viale Fratelli Rosselli.
TESTE Rossi: Sì, benissimo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Eh? Quindi, Santa Maria Novella sta laggiù in fondo.
TESTE Rossi: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Andiamo a casa sua. Che dobbiamo fare? Quanta strada si doveva fare, se era sulla destra o sulla sinistra...
TESTE Rossi: No, circa 300 metri. Perché prima c'è un muro e c'è un giardino. Iniziano le abitazioni, dopo 200 metri...
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, prima di arrivare...
TESTE Rossi: Alla caserma, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, lasci la caserma. Per arrivare a casa sua, venendo dal viale Fratelli Rosselli, eh?
TESTE Rossi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'era da attraversare qualche incrocio?
TESTE Rossi: Niente incroci.
PUBBLICO MINISTERO: Niente incrocio.
TESTE Rossi: No.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è nel tratto dall'inizio di via della Scala, prima di arrivare al primo incrocio.
TESTE Rossi: Al primo incrocio, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Il primo tratto di questa strada, sempre venendo dal viale Fratelli Rosselli...
TESTE Rossi: Fratelli Rosselli, sì sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... sulla sinistra o sulla destra, lei stava?
TESTE Rossi: Sulla destra.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla destra. Ecco, sulla destra, come primo tratto, che cosa c'era? Che cosa c'è?
TESTE Rossi: Nel primo tratto c'era un muro, che c'è un giardino.
PUBBLICO MINISTERO: Un muro con un giardino, al primo tratto.
TESTE Rossi: Poi c'è un cancello...
PUBBLICO MINISTERO: Poi c'è un cancello...
TESTE Rossi: ... e poi principiano le abitazioni.
PUBBLICO MINISTERO: E poi principiano le abitazioni.
TESTE Rossi: Cioè, le abitazioni. Poi c'è un altro cancello dove abito io.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Che numero era il suo?
TESTE Rossi: 101.
PUBBLICO MINISTERO: Cento...?
TESTE Rossi: 101.
PUBBLICO MINISTERO: E si ricorda mica qual era l'ultimo numero della strada?
TESTE Rossi: Di preciso no.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, voglio dire...
TESTE Rossi: Un sette, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: ... tra il cancello dove stava lei e arrivare in fondo alla numerazione, quanti numeri c'era ancora?
TESTE Rossi: Ci sarà stato quattro o cinque numeri.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo nel lato dispari.
TESTE Rossi: Sì. 107, mi sembra che sia l'ultimo numero.
PUBBLICO MINISTERO: Io ho la sensazione che siano meno di 300 metri da casa sua ad arrivare in cima...
TESTE Rossi: No, no. Io parlo fino dov'è la fine delle abitazioni, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Rossi: Dove finiscono le abitazioni.
PUBBLICO MINISTERO: Io dico, dall'abitazione sua ad arrivare in fondo a via della Scala, sul viale Fratelli Rosselli...
TESTE Rossi: Sì. No, no, io parlavo da casa mia ad arrivare alla fine della numerazione, delle abitazioni: 100 metri. Poi, sì, saranno 300 metri, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma per arrivare dove, mi scusi?
TESTE Rossi: Per andare a Porta al Prato, siamo al viale Fratelli Rosselli, circa 300 metri da casa mia. E prima...
PUBBLICO MINISTERO: No, credo di no, credo che si sbagli. Va bene, se è necessario si manderà qualcuno a misurare.
TESTE Rossi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Tanto, il palazzo è sempre lì.
TESTE Rossi: Sì, sì, è sempre lì.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Comunque sia, abbiamo dato questi riferimenti: la sua casa era posta su un certo lato, lei era abitudinario nel parcheggio di questo mezzo della ditta, del Fiorino famoso.
Veniamo alla sera del 26 di maggio.
TESTE Rossi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io le dico 26 di maggio in relazione a che cosa? In relazione al fatto che lei, l'indomani, si accorse che il Fiorino non c'era più e andò a fare una denunzia.
TESTE Rossi: Sì, esatto. Sì sì.
PUBBLICO MINISTERO: Semplifichiamo il discorso in questi termini.
TESTE Rossi: Perfetto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, andando a fare una denunzia lei ha rappresentato la situazione del Fiorino come l'aveva lasciata la sera prima.
TESTE Rossi: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E' quello che deve fare ora davanti alla Corte.
Quando arrivò a casa, come lasciò il Fiorino, in che punto preciso, se lo lasciò aperto, se lo lasciò chiuso, se ci lasciò della roba dentro, che ora era, quanto tempo gli ci è voluto poi da lì ad entrare in casa a fare la sue solite cose abituali.
TESTE Rossi: Va bene. Allora, posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Rossi: Io sono arrivato a casa, per la precisione saranno state circa le sette e venticinque, all'incirca. Ho parcheggiato il Fiorino proprio al limite, proprio alla fine delle abitazioni dove c'è un cancello, come spiegavo prima, c'è un cancellone dentro questo giardino.
Sono arrivato a casa, e siccome quella sera lì avevo ritirato le fotografie, sicché mi sono messo due minuti, tre minuti lì a dargli un'occhiata se erano venute bene.
PUBBLICO MINISTERO: Aveva ritirato le fotografie dal fotografo?
TESTE Rossi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Rossi: Sono sceso, ho chiuso la macchina come tutte le sere. Mi sono avviato e sono andato in casa.
Sono entrato in casa saranno state le sette e trenta, sette e mezzo... Insomma, pochi minuti. E ho guardato il telegiornale.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè ha acceso la televisione.
TESTE Rossi: Sì, l'ho accesa io. Sono tornato a casa e l'ho accesa. Poi, il resto, come tutte le sere...
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, e quando ha acceso la televisione, se vede il TG-3 lo avrà acceso sul terzo, evidentemente.
TESTE Rossi: Sì, sul terzo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Stavano già trasmettendo il telegiornale o lo dovevano incominciare?
TESTE Rossi: No, c'era, c'era ancora i programmi pubblicitari.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire c'erano degli spot?
TESTE Rossi: Degli spot. Poi è principiato...
PUBBLICO MINISTERO: E quanti spot pubblicitari...
TESTE Rossi: Mah, con esattezza non me lo ricordo, ma saranno uno o due, proprio alla fine.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, dopo poco che accese il televisore, iniziò il TG-3?
TESTE Rossi: Il TG-3, esatto. Tutte le sere io ho cenato, poi sono andato a letto. Non sono nemmeno uscito, come fo tutte le sere, perché è difficile che esca la sera dopo cena.
E al mattino, quando mi sono alzato, mi...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, signor Rossi, torniamo un attimino indietro, torniamo un attimo indietro.
TESTE Rossi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo sempre al parcheggio.
Lei ricorda se l'ultimo tratto di via della Scala che si percorre solamente in un senso di marcia...
TESTE Rossi: In un senso, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... almeno per le vetture normali. Lei si ricorda che se nell'ultimo tratto di via della Scala, secondo la direzione di percorrenza, c'era un divieto di sosta?
TESTE Rossi: Il divieto di sosta c'è soltanto dopo 100 metri, 200 metri.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
TESTE Rossi: All'in su, c'è un divieto di sosta.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Lei, la sua macchina, la parcheggiò più o meno nelle vicinanze del divieto di sosta, o lontano dal divieto di sosta?
TESTE Rossi: Io l'avevo lasciata lì, quasi al limite del divieto di sosta.
PUBBLICO MINISTERO: Non in divieto di sosta?
TESTE Rossi: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, a ridosso.
TESTE Rossi: Dove si può sostare, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: A ridosso del divieto di sosta.
TESTE Rossi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo divieto di sosta, com'era? Con un cartello di quelli impiantati su un palo, oppure di quelli piantati nel muro?
TESTE Rossi: No no, un palo.
PUBBLICO MINISTERO: Con palo. Lei, la macchina, la chiuse regolarmente?
TESTE Rossi: Regolarmente, avevo controllato se era tutto chiuso, tutto regolare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci lasciò qualche cosa sopra o portò via tutto quello che c'era da portare via?
TESTE Rossi: No, ci lasciai, diciamo, la spolverina, quella che adopero durante il giorno; poi, avevo una busta FIAT, con del materiale dentro, qualche penna così, come lascio. Dei tiranti per legare...
PUBBLICO MINISTERO: La roba sul portabagagli.
TESTE Rossi: Sul portabagagli. Qualche appunto, qualche foglietto, qualche bolla di consegna, qualche notes così, per...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signor Rossi, lei controllò che fossero chiuse tutte le portiere del Fiorino?
TESTE Rossi: Quello lo faccio tutte le sere, sì, perché a volte la notte entrano dentro, ci ho trovato le persone a dormire una volta, me l'hanno aperto. Insomma, per dire che ero sicuro di chiuderlo tutte...
PUBBLICO MINISTERO: Tutte queste serrature, si chiudevano con una chiave sola?
TESTE Rossi: Con una chiave sola, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era la stessa chiave dell'avviamento?
TESTE Rossi: Dell'avviamento.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ricorda bene questo?
TESTE Rossi: Sì, sì, sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, aveva dispositivi supplementari di bloccasterzo, questa macchina?
TESTE Rossi: No, il bloccasterzo, quello che fornisce la casa automobilistica.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire quello che si sblocca inserendo la chiave e azionando lo sterzo, vuol dire questo?
TESTE Rossi: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè quello di serie.
TESTE Rossi: Quello di serie, sì, quello che fornisce la...
PUBBLICO MINISTERO: Era un diesel, la sua macchina?
TESTE Rossi: Diesel, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, aveva problemi nella marcia, questa vettura? Era in ordine? Prima si è parlato che si presentava bene come carrozzeria.
TESTE Rossi: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come motore, era in ordine? Funzionante?
TESTE Rossi: Sì, sì, tutto perfetto, funzionante, regolare, non aveva nessun problema per avviamento o per marcia, o per freni: tutto regolare.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era una macchina, siccome i diesel, lei sa, alle volte danno dei problemi, no?, soprattutto a freddo.
TESTE Rossi: Sì, infatti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Rossi: A volte li danno, insomma così.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la sua andava bene?
TESTE Rossi: E' sempre andato tutto regolare, perfetto.
PUBBLICO MINISTERO: E a caldo? A rimetterla in moto faceva ingrullire, o no?
TESTE Rossi: A caldo, se sta ferma, non so, oltre la mezzora, allora bisogna riscaldare un pochino le candele. Se entro la mezzora, si può anche mettere in moto subito, al primo colpo, tipo motori a benzina.
PUBBLICO MINISTERO: Come se fosse un motore a benzina.
TESTE Rossi: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: La mattina dopo, lei stava dicendo, si accorse che questa macchina non c'era più.
TESTE Rossi: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E allora che cosa fece?
TESTE Rossi: La prima cosa, mi sono interessato presso i Vigili di Porta a Prato se c'era stato qualche intervento alle volte, insomma portata via col carroattrezzi.
PUBBLICO MINISTERO: Al che?
TESTE Rossi: Loro mi dissero che non c'era stato nessun intervento, nessuno, cioè da parte dei Vigili. Allora, mi presentai, sono andato lì alla Fortezza, dove il 90% le portano tutte lì, le macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Rossi: E anche lì ho fatto le ricerche e non c'era. A quel punto non mi rimase che andare dai Carabinieri in via Borgognissanti, fare denuncia del furto.
PUBBLICO MINISTERO: Verso che ora la fece, la denunzia, al mattino?
TESTE Rossi: Per esattezza, non me la ricordo, ma dopo le nove, dalle nove, nove e mezzo ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
TESTE Rossi: Con esattezza non me la ricordo, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, la sera del 26 di maggio, cioè quando lei lasciò parcheggiato il Fiorino, e dopo non l'ha più levato dal parcheggio, la sera del 26 di maggio ha spiegato esattamente come arrivò, come parcheggiò, e tutto il resto.
Nelle serate precedenti, si ricorda un po' le cose come erano andate? Cioè a dire se lei si era comportato secondo le sue ormai consolidate abitudini, o se c'era stato qualche cosa di diverso?
Il 26 di maggio era un mercoledì.
TESTE Rossi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, considerando che di domenica non si lavora, i due giorni precedenti, martedì e lunedì?
TESTE Rossi: Martedì e lunedì...
PUBBLICO MINISTERO: Sono il 25 e lunedì 24.
TESTE Rossi: Sì, sì. Solite cose, la lascio, cose come succedono tutti i giorni precedenti; cioè nel senso andavo lì, sapevo dove l'avevo lasciata, la prendevo, senza...
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, lei aveva lavorato anche nei giorni precedenti?
TESTE Rossi: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, come al solito, era rientrato a casa con il Fiorino.
TESTE Rossi: Sempre, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol dir questo?
TESTE Rossi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'aveva parcheggiato, o più in qua o più in là.
TESTE Rossi: Sempre nel solito posto, o più in giù o più in su, sempre uguale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora noi abbiamo, prima, da lei udito la descrizione della sua vettura, del suo Fiorino, eh?
TESTE Rossi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci ha dato tutti i ragguagli: come era fatta, come non era fatta.
TESTE Rossi: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ora io le faccio proiettare alcune foto che sono foto di un Fiorino bianco: non le dico altro, va bene? Ecco, io vorrei che lei, guardandole con tutta la calma che ci vuole, queste foto che vede anche in quel monitor che è dietro a lei. Vede quello schermo grande? Ecco. Prende il microfono in mano, si avvicina se ne ha bisogno, e ci dice se è lo stesso tipo.
E' ovvio che non è il suo, questo qui; questo è un Fiorino realizzato...
TESTE Rossi: Sì, sì, è uguale a quello, uguale identico, sì. Il portabagagli, tutto esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Il portabagagli era un...
TESTE Rossi: Sì, sì, infatti ha le gambe, diciamo davanti, quelle che sono sul tetto, sono nere uguali a quelle lì. Credo che sia la solita marca, del portabagagli. Non le posso neanche dire il tipo della marca, perché ormai non si può sapere.
PUBBLICO MINISTERO: E' un portabagagli piuttosto vistoso, codesto.
TESTE Rossi: Quello lì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome lei parlava anche di quelle finestrature laterali e anche davanti...
TESTE Rossi: Sì, quelle laterali e anche quelle anteriori, sopra al tettuccio, quella rettangolare.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
TESTE Rossi: E' il solito Fiorino.
PUBBLICO MINISTERO: Tale e quale.
TESTE Rossi: Tale e quale, sì sì, il solito.
PUBBLICO MINISTERO: Ci dovrebbe essere...
TESTE Rossi: Le solite striscettine nere, vede?, lì sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti un attimino, signor Rossi. Ci dovrebbe essere anche una foto che riprende il veicolo da dietro, se vogliamo proiettare quella.
Ovviamente, per la Corte, sono le stesse foto che stamattina abbiamo fatto visionare, con le stesse coordinate anche di collocazione nella...
TESTE Rossi: Proprio esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E' questo qui?
TESTE Rossi: Sì sì, perfetto, il solito Fiorino, come avevo io, il davanti, la mascherina, tutto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, si può rimettere seduto. In quella zona, per quanti anni ci ha abitato, signor Rossi?
TESTE Rossi: 32 anni.
PUBBLICO MINISTERO: 32 anni. Quindi, penso che sia una faccia nota, lei, per chi abitava nei pressi e, reciprocamente, tante persone che stavano nella zona fossero facce note per lei.
TESTE Rossi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Niente più che questo, almeno per il momento. Grazie.
PRESIDENTE: Hanno domande, le parti civili? I difensori hanno domande?
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni, pochissime domande.
Signor Rossi, partiamo dal portabagagli. Quanto tempo occorre per montare e smontare quell'attrezzo? In particolare per smontarlo, mi interessa.
TESTE Rossi: Per smontarlo? C'è otto buloni, mah, a secondo: se è un meccanico, qualcuno che se ne intende, che ci capisce; insomma un privato, ci vuol parecchio tempo, ci può volere anche un'oretta. Perché poi va messo sopra, per montarlo, va equilibrato, svitato sopra il portabagagli. Ma lei parla di smontarlo?
AVV. Cianferoni: Di smontarlo.
TESTE Rossi: Mah, a smontarlo, ci sono otto buloni, penso una mezzoretta.
AVV. Cianferoni: Questo, per levarlo da sopra.
TESTE Rossi: Da sopra, sì.
AVV. Cianferoni: Una volta poi...
TESTE Rossi: Poi, se uno è solo, ci vuole anche di più; perché è pesante, è fatto di materiale pesante.
AVV. Cianferoni: Ecco, una volta tolto da sopra, quindi tutto intero, ci sta dentro il Fiorino, il portabagagli?
TESTE Rossi: No.
AVV. Cianferoni: Non ci sta.
TESTE Rossi: Va smontato ancora, perché è...
AVV. Cianferoni: Va smontato ancora.
TESTE Rossi: Eh, è in due pezzi. Al centro del portabagagli c'è una congiunzione, va smontata, anche quella lì ha 16 buloni, per staccarlo e dividerlo in due, insomma.
AVV. Cianferoni: Quindi tutta questa operazione, se uno volesse toglierlo e smontarlo proprio, quanto ci vuole?
TESTE Rossi: Per smontarlo, ci vuole un'ora, un'ora e mezzo anche.
AVV. Cianferoni: Anche un'ora e mezzo.
TESTE Rossi: Eh, perché c'è parecchi buloni. E poi tutte le, diciamo, le traversine, quelle laterali, quelle posteriori; dividerlo in due.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE Rossi: Eh, parecchio ci vuole. Insomma, bisogna vedere che attrezzatura si ha. Certo, con un cacciavite elettrico si fa alla svelta, ma a mano...
AVV. Cianferoni: Inoltre, ecco, lei diceva che è un portabagagli pesante, cioè una lega piuttosto robusta.
TESTE Rossi: Acciaio inossidabile, sono.
AVV. Cianferoni: Acciaio inossidabile.
TESTE Rossi: Sì.
AVV. Cianferoni: Bene. Senta, lei prima, poi, diceva in riguardo all'accensione del mezzo...
TESTE Rossi: Sì.
AVV. Cianferoni: ... che a caldo può partire anche subito, eh? Si può mettere in moto al primo colpo.
TESTE Rossi: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco, io le chiedo, questa possibilità è per l'appunto una delle possibilità? Come andava, questo Fiorino? Era regolato bene, come diesel? Carburava o non carburava?
TESTE Rossi: Senta, noi si ha un Fiorino che deve funzionare regolarmente, perché se la macchina non va bene, abbiamo le possibilità anche nell'officina nostra, cioè non nostra, dei nostri conoscenti, che ce la ricontrollano quotidianamente, spesso. Controllano l'olio, ci controllano tutto. Perché deve essere funzionante; se abbiamo da far fare un'urgenza e la macchina non è funzionante, si può anche, non so, qualche ritardo. Deve sempre stare perfetto.
AVV. Cianferoni: Ammettiamo che debba essere messo in moto non con le chiavi, ma facendo fare contatto a dei fili, va bene?
TESTE Rossi: Sì.
AVV. Cianferoni: Quindi, con un modo di accensione non proprio ortodosso. Entra?
TESTE Rossi: Sì, sì.
AVV. Cianferoni: Va bene. I vetri dietro erano opachi o trasparenti?
TESTE Rossi: Tutti trasparenti.
AVV. Cianferoni: Circa i luoghi di parcheggio, io qui mi rifaccio anche a sue dichiarazioni rese già agli inquirenti, era, cioè lei prima ha detto che, più o meno, lo metteva sempre lì. Però, nella indagine, ha invece detto che - questa è una sorta di contestazione - che lo parcheggiava spesso e volentieri altrove.
TESTE Rossi: Sì, io...
PRESIDENTE: Avvocato...
AVV. Cianferoni: Ora, senza...
PRESIDENTE: Scusi un momento, per correttezza.
AVV. Cianferoni: Sì.
PRESIDENTE: Quando fa la contestazione, si riferisca al verbale.
AVV. Cianferoni: Eh, lo so, Presidente. Non ce l'ho con me, ho tanta carta di questo processo, ma... Ecco, guardi, lei è stato sentito il 31 maggio del '93, poi l'11 giugno del '93, il 21 febbraio '94 e il 16 aprile del '94.
Sì, io penso l'11 giugno del '93 abbia parlato della circostanza che lo parcheggiava spesso nel viale Rosselli.
TESTE Rossi: Rosselli?
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE Rossi: Dunque, questo qui poteva capitare perlomeno una volta a settimana, perché c'era la pulizia delle strade. O qualche rara volta quando non trovavo il posto, ma capitava di rado; allora mi toccava portarlo in viale Fratelli Rosselli.
Ma la maggior parte era quando c'era la pulizia delle strade, cioè il sabato.
AVV. Cianferoni: La mattina dopo, lei aveva delle consegne da fare?
TESTE Rossi: Sì.
AVV. Cianferoni: Si ricorda mica, per caso, dove?
TESTE Rossi: Dovevo andare a ritirare del materiale, però avevo una lista da ritirare del materiale in centro, non nel centro di Firenze, dalle parti... in periferia, insomma.
AVV. Cianferoni: Quindi non aveva delle consegne.
TESTE Rossi: No, no. Avevo un campioncino, come ho detto prima, una busta FIAT che è un campione che dovevo portarlo per acquistarne un altro.
AVV. Cianferoni: Ritornando ai tempi del suo...
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato, chiedo scusa, eh? Io ho bisogno che il difensore specifichi in quale verbale il TESTE Rossi avrebbe affermato di aver parcheggiato in viale Fratelli Rosselli.
AVV. Cianferoni: Si sta cercando.
PUBBLICO MINISTERO: Perché, a una prima lettura dei verbali, a me risulta che questa affermazione non è mai stata fatta. Allora...
PRESIDENTE: Vediamo se controllano, e ci possono dire da dove l'hanno ricavata.
PUBBLICO MINISTERO: Io so che nei verbali del signor Rossi si parla di viale Fratelli Rosselli, ma mai come luogo di parcheggio del Fiorino. Allora, i casi sono due: o ho letto male io; o si ricorda male il difensore. O il difensore cita a sproposito un verbale.
AVV. Cianferoni: C'è anche un quarto caso, caro Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Quale?
PRESIDENTE: Scusate, abbiate pazienza, è inutile fare i casi. Fate una verifica dei verbali, in modo che le contestazioni siano fatte in modo dettagliato.
AVV. Cianferoni: Oppure, allora...
PUBBLICO MINISTERO: Addurre che la contestazione nasce da qualche cosa che è scritto in un verbale, se nel verbale non c'è scritto, non è una cosa che posso sottacere.
PRESIDENTE: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: D'altra parte posso fare solamente quello, perché la Corte non conosce i verbali.
Lei poi fuori dai verbali, ma senza riferirsi a ipotetici verbali, può fare tutte le contestazioni che le pare. Ma se richiama un verbale, vuol dire che nel verbale ci deve essere quella cosa.
AVV. Cianferoni: E' giusto.
PRESIDENTE: Siamo d'accordo, è inutile la discussione. Per cortesia, avvocato. Sospendiamo cinque minuti, voi fate le vostre ricerche e poi ci date la risposta.
AVV. Cianferoni: Va bene, Presidente.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Bene. Avete fatto ritrovamento del verbale da contestare?
AVV. Cianferoni: Sì, abbiamo. Purtroppo c'è un esito negativo, si rinuncia alla domanda, e non abbiamo le carte sufficienti per...
PRESIDENTE: Allora: "Si dà atto che la ricerca del verbale da contestare ha avuto esito negativo. Il difensore rinuncia alla domanda".
Non ha altre domande?
AVV. Cianferoni: Presidente, non ho i verbali.
PRESIDENTE: Ha altre domande?
AVV. Cianferoni: Una sola, quella che mi accingevo a fare prima, ed era circa gli orari di arrivo a casa. Cioè lei ha detto che è arrivato a case alle 19.25.
TESTE Rossi: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco, poi ha detto - io riprendo le sue parole - che ha acceso il televisore alle 19.31.
TESTE Rossi: Diciamo, guardi, con esattezza ora...
AVV. Cianferoni: No no, ora non è sul 31 o 30 che mi formalizzo.
TESTE Rossi: Sì, sì. 19 e...
PRESIDENTE: La domanda, avvocato?
AVV. Cianferoni: Sì. Il fatto del ritiro delle fotografie, dove è il negozio? Mi è sfuggito, forse l'ha detto.
TESTE Rossi: Il negozio, diciamo, è in viale Europa.
AVV. Cianferoni: E c'era andato prima, ovviamente.
TESTE Rossi: No, no. Io sono uscito da lavorare, mi sono fermato a prendere le fotografie e sono venuto direttamente a casa.
AVV. Cianferoni: E parcheggia alle 19.25, grossomodo.
TESTE Rossi: No, perché non è che sono uscito alle sei e mezzo precise; a volte, come ho detto prima, si può fare le sei e mezzo, un quarto alle sette, alle volte tornando devo lasciare del materiale lungo la strada. Non è detto, quindi, che io alle sei e mezza precise io esca da lavorare.
Quella sera sono uscito un pochino più tardi, sarà stato le sette, sette e cinque, sette e dieci, mi sono fermato a prendere le fotografie e sono rientrato a casa. Dal viale Europa ad arrivare in via della Scala, di media ci vuole 20 minuti, 25 minuti; a secondo dei giorni di traffico, a volte ci vuole meno, a volte ci vuole di più.
AVV. Cianferoni: Bene, io non ho altre domande.
TESTE Rossi: Grazie.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Traversi: C'è una sola domanda, Presidente. Avvocato Traversi.
Signor Rossi, esisteva una seconda chiave del Fiorino?
PRESIDENTE: Ha sentito?
TESTE Rossi: Ah, a me? Sì, ne ha due, due copie c'erano. Una la si teneva di scorta, in caso di smarrimento oppure per averla in tasca io; insomma, c'erano due serie.
AVVOCATO Traversi: Cioè l'aveva lei, la seconda chiave?
TESTE Rossi: No, la seconda chiave rimaneva in ufficio, a lavorare.
AVVOCATO Traversi: Sa se è rimasta lì anche dopo il furto?
TESTE Rossi: Sì. Infatti, è sempre rimasta lì.
AVVOCATO Traversi: Grazie.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Florio: Sì, avvocato Florio. Senta, signor Rossi, i documenti...
PRESIDENTE: Avvocato Florio, per la difesa?
AVVOCATO Florio: Lo Nigro Cosimo e Giacalone Luigi.
PRESIDENTE: Il precedente difensore, invece, non aveva detto il suo nome, avvocato, mi pare. Lo vuole ripetere?
AVVOCATO Traversi: Avvocato Traversi, per la domanda precedente, per Vincenzo Ferro.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Florio: Chiedevo questo: i documenti del Fiorino, lei era uso lasciarli in macchina o li portava via con sé?
TESTE Rossi: No, sono sempre rimasti in macchina.
AVVOCATO Florio: Quindi, anche quella sera?
TESTE Rossi: Anche quella sera.
AVVOCATO Florio: Senta, e ora capisco che la domanda si fa difficile, si ricorda l'altezza del Fiorino da terra? Più o meno. Dato che l'ha riconosciuto molto bene, prima.
TESTE Rossi: Dunque, sarà 2 metri e 40, 2 metri e mezzo d'altezza. Cioè, compreso il portabagagli?
AVVOCATO Florio: Ecco, compreso il portabagagli diciamo.
TESTE Rossi: 2 metri e 70, 2 metri e 80.
AVVOCATO Florio: 1 metro e 80?
TESTE Rossi: No, 2.
AVVOCATO Florio: 2 metri e 80, ecco. Grazie, non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ma mi pare che su questo punto il poliziotto...
PUBBLICO MINISTERO: Il dottor Gabrielli.
PRESIDENTE: ... che abbiamo sentito, aveva dato ragguagli molto dettagliati e precisi, ricavati non dal Fiorino, che ovviamente non è più stato ritrovato nella sua forma originale, ma dall'esemplare identico che, poi, compare nella fotografia. Mi pare che, forse, il difensore che ha fatto la domanda non era presente.
AVVOCATO Florio: Non ero presente. Ma dato che abbiamo il signore che si ricorda...
PRESIDENTE: Avvocato, lei sa che altezza ha la sua macchina?
AVVOCATO Florio: Io, certamente no.
PRESIDENTE: Ecco, neanche io della mia. Altre domande?
PUBBLICO MINISTERO: Su questo punto, casomai, per rendere il discorso perspicuo, però bisogna vedere quanto ricorda il signor Rossi. Posso farla io allora una domanda, avvocato Florio.
Il punto è questo: noi conosciamo l'altezza del Fiorino, al centimetro se non addirittura anche al millimetro.
PRESIDENTE: Al millimetro.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, sappiamo che questo portabagagli, o portapacchi è meglio dire.
TESTE Rossi: Portabagagli.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, aveva i piedi estensibili, nel senso aveva varie posizioni: si poteva tenere più basso...
TESTE Rossi: Sì sì, è vero.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome sono montati telescopicamente, ci sono dei fori passanti, se lo ricorda di questo?
TESTE Rossi: Sì sì, sono regolabili, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bisogna vedere se questo portapacchi, che appunto ha un'altezza variabile, era stato montato nella posizione bassa, nella massima posizione, o in una posizione in qualche modo intermedia. Lei se lo ricorda?
TESTE Rossi: E' registrabile, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo.
TESTE Rossi: Sì, in scala da circa 5 centimetri.
PUBBLICO MINISTERO: Veramente sono di più, ma insomma...
TESTE Rossi: Da 5 a 10 centimetri.
PUBBLICO MINISTERO: ... lasciamo perdere. Lei si ricorda se era, allora, stato registrato alla altezza più bassa, o all'altezza più alta?
TESTE Rossi: No, ad altezza media. Ora, sa, i portabagagli non è che si montino tutti i giorni. Fu montato, so che era, dal tetto diciamo, dal tettino alla fine del portabagagli, c'era 10 centimetri circa.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, comunque, a quello che capisco...
TESTE Rossi: Ma, la registrazione, non so a che punto fosse stata fatta. L'altezza, non me la ricordo.
PRESIDENTE: Io ricordo che il teste sentito sulla qualità di dirigente del nucleo che ha fatto tutti gli accertamenti, aveva dato anche l'altezza minima e l'altezza massima.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto, Presidente. Proprio per il fatto che è registrabile, l'altezza. Nel momento in cui lo si monta, o nel momento in cui lo si deve modificare.
PRESIDENTE: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Per quello chiedevo a Rossi se si ricordava se era registrato a metà strada, a fondo scala.
TESTE Rossi: Circa nella metà.
PUBBLICO MINISTERO: Lei pensa.
TESTE Rossi: Penso. Però, con esattezza, non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, guardi signor Rossi, tanto per tornare su un discorso molto specifico, lei ricorda se guardò anche l'orologio quella sera, al momento in cui arrivò in via della Scala o al momento in cui scese, stava per scendere dal Fiorino? Al momento in cui era ancora nel Fiorino, a guardare le fotografie?
TESTE Rossi: No, no, quello non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda. Allora, le debbo far presente proprio che nel verbale che è stato reso al Pubblico Ministero, il 21 febbraio del '94, c'è un particolare passaggio delle sue dichiarazioni, che sono in questi testuali termini:
"Sono abitudinario nei miei orari, in particolare sono abitudinario la sera quando ho consuetudine di vedere fin dall'inizio il TG della terza rete, che inizia alle ore 19.30".
E ha detto in questo verbale, poco prima, riferendo quello che ha fatto prima di scendere dal Fiorino, ha detto esattamente:
"Non sono stato a controllare quanto tempo ci ho messo a guardare le fotografie, o ad accertarmi che gli sportelli del Fiorino fossero tutti chiusi; sono tutte operazioni che ho compiuto in tempi brevi. E, quanto all'orologio, rammento semplicemente che, mentro ero ancora dentro il Fiorino e guardavo le fotografie, detti un'occhiata all'orologio, accorgendomi che erano quasi le 19.30. Al che, per non fare tardi per l'inizio del TG, mi affrettai a scendere di macchina, a controllare gli sportelli, e a rientrare in casa".
PRESIDENTE: Conferma le sue dichiarazioni?
TESTE Rossi: Sì, esatto.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande? Può andare, si accomodi.
*TESTE Rossi: Grazie.
PRESIDENTE: Vorrei sapere se i testi che abbiamo detto, c'è qualche teste breve, ce lo facciamo subito; sennò rimandiamo.
PUBBLICO MINISTERO: Non abbiamo tempo.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, io non credo che i testi che abbiamo da sentire siano, nessuno di loro, teste da dieci minuti.
PRESIDENTE: Va bene. Allora, riprendiamo alle ore 15.00.
PUBBLICO MINISTERO: D'accordo.
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Lo Conte.
PRESIDENTE: Anche per questo teste vale la regola che non va ripreso. Si accomodi.
Vuol dire nome, cognome, luogo e data di nascita nonché di residenza per favore?
*TESTE Lo Conte: Lo Conte Giuseppe, nato a Ariano Irpino provincia di Avellino 22/01/56 e residente in San Casciano Va di Pesa via Faltignano 5.
PRESIDENTE: Vuole leggere quella formula?
TESTE Lo Conte: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Lo Conte, che attività svolge lei?
TESTE Lo Conte: Artigiano.
PUBBLICO MINISTERO: In particolare?
TESTE Lo Conte: Gestisco una lavanderia con mia moglie.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dove è ubicata questa...
TESTE Lo Conte: In via della Scala 79/r a Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Questa lavanderia ce l'aveva anche nel maggio del '93?
TESTE Lo Conte: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ce l'ha tuttora?
TESTE Lo Conte: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Che orario osserva e osservava nel turno diciamo di lavoro?
TESTE Lo Conte: Dalle 08.30 alle 13.00, dalle 15.00 alle 19.30.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, focalizziamo in particolare un certo giorno, in particolare il giorno 26 maggio, il giorno quindi antecedente all'esplosione di via dei Georgofili.
Ora, la vorrei riportare per l'appunto a quella data innanzitutto facendole un quadro un po'... chiedendole qual è la situazione del vicinato rispetto al suo esercizio commerciale. Cioè, lei ha modo di vedere quale persone frequentano quella strada, delle facce note?
TESTE Lo Conte: Ma in pochi lassi di tempo, diciamo, posso vedere qualcosa.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
TESTE Lo Conte: Nella chiusura.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo la chiusura.
TESTE Lo Conte: Dopo la chiusura, il giorno.
PUBBLICO MINISTERO: Intermedia diciamo.
TESTE Lo Conte: Eh, intermedia, diciamo dall'una alle tre nell'ora che vo al bar a prendere un caffè, esco un momentino, sto lì nei dintorni, mi può capitare di vedere qualcosa.
PUBBLICO MINISTERO: Di vedere qualcuno. Ecco...
TESTE Lo Conte: O la sera quando esco. Ma dalle 15.00 alle 19.30 è un po' più difficile perché sono dentro a lavorare.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi diciamo in questi lassi di tempo le persone che lei conosce di vista ha modo di focalizzare le situazioni, fatti, le macchine in sosta?
TESTE Lo Conte: Abbastanza.
PUBBLICO MINISTERO: Abbastanza. Senta, lei ha presente che lì c'era qualcuno che aveva un Fiorino in quella zona?
TESTE Lo Conte: Sì, sì, era un mio cliente anche.
PUBBLICO MINISTERO: Non so, sa il nome di questa persona?
TESTE Lo Conte: Rossi so che si chiama, il cognome non me lo ricordo.
PRESIDENTE: Il nome vuol dire.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, è una persona che lei conosce di vista, ma sa anche il cognome, capisco bene? Lo ha appreso durante queste indagini oppure...
TESTE Lo Conte: No, lo sapevo già da prima.
PUBBLICO MINISTERO: Lo sapeva già da prima. Era anche un suo cliente?
TESTE Lo Conte: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei a causa appunto di questo rapporto, chiamiamolo così, aveva modo di conoscere nei limiti che il suo lavoro e la sua attività le consentiva, di conoscere le abitudini del signor Rossi?
TESTE Lo Conte: No, questo no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Sapeva di che mezzi, che automezzi disponeva questa persona?
TESTE Lo Conte: Sì, sapevo che c'avevo questo Fiorino perché sapevo che lavorava... un'attività di meccanica, di pezzi di ricambio o cose del genere e che io tutte le volte che passavo di lì la sera, quando andavo via, mi ricordo vedevo il Fiorino parcheggiato là.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, esattamente dove normalmente vedeva parcheggiato questo Fiorino?
TESTE Lo Conte: In via della Scala, diciamo dal mio negozio verso viale Fratelli Rosselli.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, il suo negozio a che altezza è di via della Scala?
TESTE Lo Conte: 100 metri diciamo dalla fine, verso il viale Fratelli Rosselli.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi andando vero i viali...
TESTE Lo Conte: 100 metri prima.
PUBBLICO MINISTERO: ... 100 metri sulla destra o sulla sinistra?
TESTE Lo Conte: Andando verso il viale sulla sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla sinistra. E sa, conosceva pure dove abitava il signor Rossi?
TESTE Lo Conte: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che distanza c'è fra la lavanderia e l'abitazione del signor Rossi?
TESTE Lo Conte: Sono circa 30 metri.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi direi abbastanza vicino.
TESTE Lo Conte: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ora per focalizzare bene questi punti proietteremo una cartina che riproduce le strade, viale Rosselli e via della Scala, e lei magari è pregato di avvicinarsi a quel monitor con il microfono e di indicare alla Corte tre punti: la sua lavanderia, l'abitazione del signor Rossi e dove solitamente lei vedeva parcheggiato questo Fiorino.
Ecco, se magari, mi scusi, si può mettere magari un pochino di fianco così vediamo anche da qui.
Ecco, vedo lì via della Scala che incrocia per l'appunto il viale Fratelli Rosselli. Ecco, vuole indicare dov'è ubicata la sua lavanderia?
TESTE Lo Conte: La mia lavanderia è pressappoco qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'abitazione del signor Rossi?
TESTE Lo Conte: 30 metri, ora qui è una scala che non si capisce bene, comunque sarà...
PUBBLICO MINISTERO: Un po' più avanti. Ecco, il Fiorino dove vedeva che...
TESTE Lo Conte: Di solito lo trovavo...
PUBBLICO MINISTERO: Può parlare al microfono per favore?
TESTE Lo Conte: Sì. Il Fiorino di solito lo trovavo dall'abitazione del signor Rossi 10 metri più avanti, 3 metri più indietro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in quel tratto.
TESTE Lo Conte: 20 metri. Ecco, diciamo in questo pezzo di strada qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: Nella parte centrale della strada in sostanza.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla sinistra.
TESTE Lo Conte: Sulla sinistra sì.
PUBBLICO MINISTERO: Andando verso il viale Fratelli Rosselli. Può tornare...
Ecco, signor Lo Conte, quando lo vedeva normalmente lei questo Fiorino?
TESTE Lo Conte: La sera quando chiudevo il negozio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto che chiudeva il negozio alle 19.30.
TESTE Lo Conte: Circa.
PUBBLICO MINISTERO: Era abbastanza puntuale lei nel rispettare questo orario?
TESTE Lo Conte: Sì. Diciamo 19.30, l'orario proprio ufficiale, cinque minuti, dieci minuti mi trattenevo per la chiusura, insomma, per fare le solite cose.
PUBBLICO MINISTERO: Era quella la fascia oraria solitamente da lei praticata, diciamo.
TESTE Lo Conte: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora riportiamoci al giorno 26 maggio. Ricorda quando chiuse la lavanderia quel giorno?
TESTE Lo Conte: Dunque, quel giorno io la chiusi circa dieci minuti, un quarto d'ora più tardi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi diciamo intorno alle 19.40?
TESTE Lo Conte: 19.40, 19.45 circa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci fu qualche episodio particolare che le mette in risalto questa sfasatura d'orario?
TESTE Lo Conte: Sì, all'incirca verso le 19.10, le 19.15 ricevetti una telefonata da una cliente che era venuta la mattina a portare della roba.
PUBBLICO MINISTERO: Si trattava di una sua cliente abituale?
TESTE Lo Conte: No, una mai vista né conosciuta.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
TESTE Lo Conte: Era venuta la mattina per la prima volta, una cliente con l'accento straniero. E mi telefonò a quell'ora lì per dire se potevo aspettarla 10 minuti perché forse non sarebbe arrivata in tempo per le 19.30.
PUBBLICO MINISTERO: Ritirare la roba.
TESTE Lo Conte: Sicché dissi: 'va bene'. Dice: 'mi aspetta 10 minuti, se entro i 10 minuti non sono arrivata può andare tranquillamente, può chiudere'.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa che lei fece.
TESTE Lo Conte: E così feci.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi fu un motivo, diciamo particolare, che la indusse a ritardare la chiusura quei 10 minuti.
TESTE Lo Conte: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa fece una volta chiuso il negozio?
TESTE Lo Conte: Quello che facevo sempre. Una volta chiuso il negozio mi sono avviato lungo il marciapiede per andare a prendere il mio mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Lungo quindi via della Scala.
TESTE Lo Conte: Lungo via della Scala.
PUBBLICO MINISTERO: Sul marciapiede di sinistra.
TESTE Lo Conte: Di sinistra, verso il viale Fratelli Rosselli.
PUBBLICO MINISTERO: Verso i viali. E notò se quella sera, come lei ha detto le altre sere, il Fiorino era presente?
TESTE Lo Conte: Quella sera non l'ho notato io questo Fiorino.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi fece mente locale al fatto di non aver visto questa macchina?
TESTE Lo Conte: Sì, feci mente locale diciamo il giorno dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Lo Conte: La sera lì per lì non ci feci caso perché era un'abitudine. Il giorno dopo, facendo mente locale mi accorsi, dissi fra me e me: 'ma ieri sera il Fiorino io, quando feci festa, non lo vidi'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, su questo punto lei può essere preciso?
TESTE Lo Conte: Penso di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda bene di non averlo visto.
TESTE Lo Conte: Ricordo bene di averlo visto la sera prima...
PUBBLICO MINISTERO: La sera prima ancora.
TESTE Lo Conte: ... ancora e questa sera qui del 26 che si sta parlando non lo vidi.
PRESIDENTE: Scusi, ma lei si rese conto di questo la mattina dopo quando le fu detto che forse qualcuno l'aveva portato via, o era stato portato via dai vigili? Com'è che fece questa riflessione?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stavo per fare la stessa domanda, Presidente.
TESTE Lo Conte: Quando seppi che era stato rubato il Fiorino al signor Rossi.
PRESIDENTE: E glielo disse il Rossi?
TESTE Lo Conte: No, lo seppi... ora non mi ricordo se dai giornali, o...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei fece mente locale sul furto di questo Fiorino dopo le notizie.
TESTE Lo Conte: Anzi no, aspetti, fu un altro particolare, ora a distanza di due anni e mezzo alcuni particolari sfuggono. La mattina dopo, quando io tornai a lavorare, io non so come mai, non me lo spiegare, siccome ce l'avevo anch'io a quei tempi un Fiorino, il vicinato, io venni a sapere che mi avevano rubato il Fiorino. Cioè mi dissero: 'ti hanno rubato il Fiorino'. Dico: 'a me il Fiorino non credo che me l'abbiano rubato perché l'ho parcheggiato ora'. Dice: 'niente, allora non hanno rubato il tuo, hanno rubato quello di qualcun altro'.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi fu questa la circostanza che le fece far mente locale alla sera avanti?
TESTE Lo Conte: Sì, quando seppi che...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Lo Conte: ... che avevano rubato il Fiorino di questo signor Rossi.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ripercorse all'indietro il giorno avanti.
TESTE Lo Conte: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Gli accadimento del giorno avanti.
TESTE Lo Conte: Esatto, cominciai a pensare l'ultima volta che avevo visto il Fiorino e mi venne in mente che l'ultima volta l'avevo visto il giorno prima...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi il 25.
TESTE Lo Conte: Il 25.
PUBBLICO MINISTERO: E non la sera del 26 quando lei aveva chiuso il negozio e si era diretto verso casa.
Fu questa la circostanza specifica che le fece fare mente locale sulla presenza o meno del Fiorino a quell'ora?
TESTE Lo Conte: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' questa la ricostruzione...
TESTE Lo Conte: Sì, quando seppi anche che, ora non mi ricordo da chi lo seppi, che gli avevano rubato il Fiorino subito dopo che questo signor Rossi l'aveva lasciato e io sapevo che lui rientrava alle sette e mezza e sicché tra me e me dissi: 'accidenti gliel'hanno rubato subito dopo che...', come dire...
PUBBLICO MINISTERO: Subito dopo che l'aveva parcheggiato.
TESTE Lo Conte: Ecco, subito dopo averlo parcheggiato, poco prima che passassi io. Perché per non averlo visto io quando sono passato di là ho detto tra me e me: 'gliel'hanno rubato prima che passassi io'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei conosceva un pochino, sapeva per averlo lei constatato che quando lei la sera chiudeva il negozio vedeva sempre questo Fiorini parcheggiato lì? E' un po' questo il senso della sua affermazione?
TESTE Lo Conte: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei dice chiudeva quasi sempre cinque minuti dopo le sette e mezza, dieci minuti dopo.
TESTE Lo Conte: E vedevo sempre il Fiorino.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi il suo vicino, il Rossi, era abbastanza abitudinario anche nell'ora di parcheggio?
TESTE Lo Conte: Sì, sì. Cioè è una cosa che me la ricordo bene perché il suo Fiorino era nuovo, il mio era un modello più vecchio e io tutte le volte che passavo di là, hai visto, si guarda un Fiorino: 'guarda, questo Fiorino è nuovo, il mio è vecchio', insomma si fa, come si dice, dei commenti internamente.
PUBBLICO MINISTERO: Dei paragoni.
TESTE Lo Conte: Dei paragoni.
PUBBLICO MINISTERO: Dei raffronti.
TESTE Lo Conte: Il mio è così, quello è così. Cioè, tutte le sere passavo di lì, lo vedevo questo Fiorino.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, tanto per intendersi, non era un Fiorino a caso, era un Fiorino che lei ben conosceva anche perché...
TESTE Lo Conte: Sì, anche perché dentro ci vedevo i pezzi di ricambio riconoscibili dalle scatole.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei sapeva anche che lavoro faceva Rossi?
TESTE Lo Conte: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dico bene? Ricorda, dato che lei lo aveva osservato, le caratteristiche di questo Fiorino?
TESTE Lo Conte: Era un Fiorino normale, come tutti gli altri, non mi sembra di ricordare un particolare: c'aveva il portapacchi, portapacchi che arrivava fino...
PUBBLICO MINISTERO: Sul tetto.
TESTE Lo Conte: Sul tetto, fino alla cabina che io tra me e me dicevo: 'anch'io c'avevo il portapacchi' - ma io dicevo - 'il mio arriva fino al cassone e lui c'ha il portapacchi che arriva fino alla cabina'.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi diciamo era un mezzo che era ben presente alla sua personale conoscenza.
TESTE Lo Conte: Abbastanza.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
Può ispettore mettere quella piantina sul monitor? Ecco guardi, signor Lo Conte, lei la vede anche lassù. Ci siamo?
TESTE Lo Conte: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vede bene...
TESTE Lo Conte: Sì, sì, la vedo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Vede bene. Siccome quando lei si è avvicinato prima al monitor non è che l'indicazione che ha dato, quando ha fatto qui, qui, qui e qui rimane registrata, perché è rimasta registrata l'immagine del monitor non lei che ci è passato davanti, mi spiego? Allora io ho bisogno che lei mi localizzi, intanto il suo negozio, spiegando a parole e non col dito perché il dito non serve, spiegando se il suo negozio è al di là di via Rucellai, andando verso via Fratelli Rosselli, oppure se è prima di arrivare all'incrocio con via Rucellai.
TESTE Lo Conte: E' dopo via Rucellai.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
PRESIDENTE: Verso via Fratelli Rosselli.
TESTE Lo Conte: Verso via Fratelli Rosselli. All'incirca saranno 40 metri, 35 metri...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Lo Conte: ... dall'angolo di via Bernardo Rucellai.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Da via Rucellai a arrivare al viale quanto sarà in tutto la strada, secondo il suo apprezzamento?
TESTE Lo Conte: Mah, io penso che siano 100, 110 metri, 120.
PUBBLICO MINISTERO: Lei si ricorda se all'epoca si poteva parcheggiare sul lato sinistro di via della Scala, andando verso il viale fino in fondo, ovvero solo fino a un certo punto?
TESTE Lo Conte: Fino a un certo punto perché poi c'era il divieto. All'incirca si poteva arrivare un pochino più avanti dove c'è scritto "della Scala", la lettera "D".
PUBBLICO MINISTERO: Quindi procedendo verso il viale, poco oltre la lettera "D".
TESTE Lo Conte: Diciamo un'altra lettera oltre la "D" era consentito parcheggiare, oltre c'era il divieto di sosta.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei, se ho capito bene dove si trova la sua lavanderia, per andare verso il viale Fratelli Rosselli quella sera, come le altre, percorreva il marciapiede sia nel tratto in cui era consentito il parcheggio, sia anche nel tratto successivo?
TESTE Lo Conte: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E le macchine, compresa quindi la sua, se mai ce la parcheggiava - mi pare di aver capito di no - il Fiorino del Rossi e le altre macchine lei se le ricorda parcheggiate prima del cartello di divieto di sosta?
TESTE Lo Conte: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il Rossi abitualmente parcheggiava prima del cartello di divieto di sosta o qualche volta ha visto questo Fiorino messo anche in sosta vietata?
TESTE Lo Conte: Mah, mi sembra proprio di no. L'ho sempre visto piuttosto... Non mi ricordo di averlo visto oltre il divieto di sosta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non ricorda di averlo visto oltre.
Dall'uscita del suo negozio, del suo laboratorio a arrivare al punto fin dove la sosta era consentita, mi spiego?
TESTE Lo Conte: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quanta strada c'era? Quanto marciapiede? 50 metri, 80, 120, 30, 10?
TESTE Lo Conte: No, ci sarà all'incirca 70 metri.
PUBBLICO MINISTERO: 70 metri di parcheggio utile.
TESTE Lo Conte: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Dopodiché iniziava il divieto di sosta.
TESTE Lo Conte: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, questo è quanto grazie.
PRESIDENTE: Ci sono domande per questo teste? Difensori?
AVV. Cianferoni: Una sola, avvocato Cianferoni.
Signor Lo Conte lei osservava questo Fiorino, vide mica se c'aveva questo Fiorino la targhetta "diesel" esposta?
TESTE Lo Conte: C'è una targhetta, quella che c'è sul tappo del serbatoio in pratica?
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE Lo Conte: Sì, sì.
AVV. Cianferoni: Ecco, si vedeva allora.
*TESTE Lo Conte: Sì, si vedeva come una normale targhetta.
AVV. Cianferoni: Va bene, grazie.
PRESIDENTE: Nessun'altra domanda? Può andare, grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, Presidente, possiamo introdurre la teste Suglio Michelina.
PRESIDENTE: Vuol dire nome, cognome, luogo e data di nascita e di residenza.
*TESTE Suglio: Allora, Michelina Suglio via Benedetto Fortini 108.
PRESIDENTE: Nata a ?
TESTE Suglio: Firenze.
PRESIDENTE: Quando?
TESTE Suglio: 31/01/70.
PRESIDENTE: 31?
TESTE Suglio: 31/01/70.
PRESIDENTE: Vuole leggere quella formula?
TESTE Suglio: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Bisogna che parli un po' più forte però perché sennò non si sente.
Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signorina, nel maggio del '93 lei lavorava?
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda dove?
TESTE Suglio: Al Monkey Business.
PUBBLICO MINISTERO: Bisogna che si avvicini al microfono.
TESTE Suglio: Al Monkey Business.
PUBBLICO MINISTERO: Non si emozioni, le telecamere non sono in funzione, questa è una registrazione interna, la Corte la vede in faccia perché è giusto che la veda, lei deve star tranquilla. Io la vedo oggi per la prima volta, ma le chiedo di star tranquilla.
TESTE Suglio: Va bene.
PRESIDENTE: Solo che deve parlare un po' più forte.
PUBBLICO MINISTERO: Il microfono vicino e cerchi di avere un po' di voce.
PRESIDENTE: O avvicina il microfono o si avvicina lei.
TESTE Suglio: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, lavorava a questo locale, questo ristorante Monkey Business.
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può spiegare alla Corte dove si trova questo locale?
TESTE Suglio: E' situato in Chiasso dei Baroncelli, fra via Lambertesca e la Loggia dei Lanzi.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, guardi signorina, ora noi proiettiamo sul monitor che ha alle spalle una piantina dove c'è via Lambertesca, la Loggia dei Lanzi e lei così indica alla Corte dove si trova questo posto dove lei lavorava nel '93.
TESTE Suglio: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ora l'ispettore Benelli è pregato di ingrandire a dovere il tratto che ci riguarda. Ecco.
E' incastrata il filo, Ufficiale Giudiziario, sotto il treppiede lì.
TESTE Suglio: E' qui.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol leggere anche il nome di quella strada?
TESTE Suglio: Chiasso dei Baroncelli.
PUBBLICO MINISTERO: Chiasso dei Baroncelli. Ecco, quindi se non mi sbaglio, da dove ha messo il dito, è sul lato destro della strada venendo verso via Lambertesca, dico bene?
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Torni pure a sedere tranquillamente. Tanto poi dovrà alzarsi dopo un'altra volta.
Lavorava da molto tempo in quel locale?
TESTE Suglio: Dall'88.
PUBBLICO MINISTERO: Dall'88. La sua attività era di?
TESTE Suglio: Cameriera di sala.
PUBBLICO MINISTERO: Cameriera di sala. Fino a quando ci ha lavorato?
TESTE Suglio: Fino al luglio '95.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi per svariati anni.
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ricorda la notte in cui ci fu quella grossa esplosione in via dei Georgofili?
TESTE Suglio: Io ero già uscita. Sono uscita...
PUBBLICO MINISTERO: Le chiedo se ricorda la notte, non se si ricorda l'esplosione.
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo ricorda. Ora ha detto che era già uscita dal locale.
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, vediamo di fare con calma e con precisione questa piccola ricostruzione. Il suo orario di lavoro qual era di regola, presso questo locale?
TESTE Suglio: Entravo alle sei e mezza e uscivo, dipende dall'ultimo cliente che c'era, grossomodo intorno a mezzanotte, mezzanotte e mezza o più tardi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo era l'orario abituale.
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di uscita.
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mentre invece quello di inizio fosse fisso.
TESTE Suglio: La mattina alle nove e mezza uscendo verso le tre.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quella sera che precede l'esplosione, lei ricorda a che ora andò via da locale? Come andò via, andò via a piedi? Con qualche altro mezzo?
TESTE Suglio: Grossomodo sono uscita verso venti alle una con lo scooter parcheggiato di fronte al ristorante. Uscendo ho preso via Lambertesca in senso contrario e poi sono andata...
PUBBLICO MINISTERO: Piano, piano, piano. Cerchi di parlare anche scandendo bene le parole sennò io non riesco a seguirla.
Allora, uscì all'orario che ha detto.
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non a piedi, ma con lo scooter. Che strada ha fatto?
TESTE Suglio: Sono andata verso via Lambertesca.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Suglio: In senso opposto. Dopodiché ho preso via dei Georgofili e sono andata fino all'Arco delle Carrozze e poi ho preso il Lungarno.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti signorina, questo se capisco bene vuol dire che lei è infilata in via dei Georgofili in contromano, in controsenso?
TESTE Suglio: Sì, sì, ma gliel'ho detto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Si vede che l'ha detto nel momento in cui io non capivo le sue parole.
TESTE Suglio: Ah, ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Era sola signorina?
TESTE Suglio: No, ero con una collega.
PUBBLICO MINISTERO: Ma viaggiavate sullo stesso motorino o su motorini...
TESTE Suglio: No, con due scooter separati.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei sul suo scooter era sola.
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dal Monkey Business dove era lei a arrivare sul Lungarno per via dei Georgofili... cioè, attraversando via Lambertesca poi quel pezzettino che c'è per arrivare a via dei Georgofili e poi via dei Georgofili sono poche decine di metri.
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha notato qualche cosa di singolare durante questi metri che ha percorso?
TESTE Suglio: Cioè, io come ripeto, a suo tempo io vidi questo Fiorino parcheggiato di fronte, era alla porta dell'Accademia dei Georgofili, all'altezza dove c'era il cassonetto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Allora, siccome lo vide, ci racconti quello che visto.
TESTE Suglio: E' stata una frazione di secondo perché io nel senso, prendendo lo scooter andavo via, cioè non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Lo capisco che andava via. Che era sullo scooter lo sappiamo, che era con lo scooter in marcia lo sappiamo, che lei è passata di lì lo sappiamo. Ci racconti quello che ha visto, nelle condizioni in cui l'ha visto.
Allora, ha detto di aver visto un Fiorino.
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dico bene?
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dice di aver visto un Fiorino perché lei sa che cosa sono i Fiorini?
TESTE Suglio: No, nel senso l'ho visto proprio nitido...
PUBBLICO MINISTERO: L'ha visto scusi?
TESTE Suglio: Cioè, l'ho visto tranquillamente.
PRESIDENTE: Nitido. Ha detto che l'ha visto nitido.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma volevo sapere dalla signorina se, per affermare che è un Fiorino, perché lei conosce il modello del Fiorino voglio dire.
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo conosce.
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è sicuro di non aver sbagliato fra un Fiorino e un'altra...
TESTE Suglio: E un'altra macchina no.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicura. Questo Fiorino aveva un colore?
TESTE Suglio: Sì, era bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Era bianco.
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che altro ha notato di questo Fiorino? Se ha fatto a tempo a notare qualche cosa?
TESTE Suglio: Come io dissi a suo tempo secondo me non c'era questo famoso portapacchi. Cioè, per me non c'era.
PUBBLICO MINISTERO: Perché dice famoso, signorina?
TESTE Suglio: Perché gli investigatori della DIGOS mi sottolinearono questo particolare facendomi vedere vari modelli, cioè con e senza.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Suglio: E io niente, cioè, per me non ce l'aveva.
PUBBLICO MINISTERO: Quello che vide lei non era munito di portapacchi. Questo era il suo ricordo all'epoca delle prime dichiarazioni che lei rese.
TESTE Suglio: Eh, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oggi, il suo ricordo è cambiato su questo punto?
TESTE Suglio: Per me, no.
PUBBLICO MINISTERO: Per lei, no. Ascolti, signorina, ma vide solo un Fiorino o vide qualche altro mezzo?
TESTE Suglio: Cioè oltre, andando verso, cioè via dei Georgofili, andando oltre verso l'Arno, c'erano parcheggiate della macchine. Però, non mi ricordo cosa. Mi sembra c'era una Renault però, scura, giù all'altezza prima dell'arco. E poi ce n'erano altre, che non mi ricordo ora.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, veda un attimino di sollecitare la sua memoria. Perché, quando lei fu sentita, a distanza di tre giorni da questo fatto, lei ricordava una qualche altra cosa; che io non le voglio ricordare per il momento, perché vorrei, se lei era in grado, che lo rammentasse da sola. Proprio a una domanda analoga a quella che le ho posto io, oggi: oltre al Fiorino, ha visto qualche altro mezzo?
E lei ha dato una certa risposta, che è un po' diversa da quella di stasera.
Se è convinta che la sua memoria non le produce nessun ricordo ulteriore, allora io le faccio presente quello che lei ebbe a dichiarare.
TESTE Suglio: Io, mezzi non ne vidi. Intravidi delle persone all'inizio su, verso l'Antico Fattore.
PUBBLICO MINISTERO: Tenga il microfono vicino alla bocca, signorina.
TESTE Suglio: Verso l'Antico Fattore.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, all'angolo.
TESTE Suglio: Sì. Grossomodo erano prima dell'orefice.
PUBBLICO MINISTERO: Prima dell'orefice?
TESTE Suglio: Sì, che c'è andando in via Lambertesca, verso Por Santa Maria, sulla destra.
PUBBLICO MINISTERO: Tutta un'altra cosa. L'orefice è su via Lambertesca, ma quasi in Por Santa Maria.
TESTE Suglio: No, rimane prima.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma è su quel pezzo di strada che va da via Lambertesca a Por Santa Maria.
TESTE Suglio: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vicino al locale Caruso, per intendersi, al bar.
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma io continuo ad occuparmi di via Georgofili. Abbiamo parlato di questo mezzo, che lei ricorda essere un Fiorino con i particolari che ha dato; però, io le chiedo nuovamente se ricorda di aver visto un altro o altri mezzi.
TESTE Suglio: Alcuni sì, c'erano; però, ora come ora, non mi ricordo quali.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, allora io le do lettura, proprio testuale, di un passo delle sue dichiarazioni, rese alla Questura di Firenze, più esattamente alla DIGOS, il 30 maggio alle ore 11.15. Quindi, dopo tre giorni dal fatto, per intendersi.
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ebbe a fare questa dichiarazione, dopo aver raccontato che partì col motorino, c'era anche l'altra amica, ciascuna con il proprio ciclomotore:
"Abbiamo percorso in senso contrario via Lambertesca," un pezzettino, come abbiamo visto "poi via dei Georgofili fino all'Arco delle Carrozze, da dove, imboccato il Lungarno, ci siamo dirette verso casa. Quando sono transitata per le dette vie, non ho notato nulla di particolare. Tuttavia, mi sembra di rammentare che davanti alla porta marrone dell'Accademia, quella che si trova all'angolo di via Lambertesca, vi fossero parcheggiati un Fiorino bianco e un'altra macchina bianca, mi sembra una FIAT Uno."
Ecco, mi fermo qui. Ora che le ho letto questo passaggio di questo verbale di informazioni, laddove lei ha detto di un'altra macchina bianca, "mi sembra una FIAT Uno", ecco il suo ricordo mette a fuoco qualche cosa, oppure continua a non ricordare, oggi, nulla di questa di circostanza che riferì allora?
TESTE Suglio: Mi sembra di no.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè non si ricorda più nulla?
TESTE Suglio: Cioè, nel senso...
PRESIDENTE: Se l'ha detto allora, lei pensa di aver detto una cosa che ricordava veramente?
TESTE Suglio: Allora, sì. Perché magari era una cosa accaduta in breve tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Suglio: Giustamente ora, a distanza di tanti anni, cioè la memoria ha il ricordo un po' offuscato.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Sul momento, è ovvio che la sua memoria era più...
TESTE Suglio: Lucida.
PUBBLICO MINISTERO: Più fresca.
TESTE Suglio: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi nonostante le abbia letto questo passaggio di questo verbale di informazioni, lei però non riesce a rifotografare la stessa situazione, con la memoria. Oggi, non riesce a rifotografare questa seconda macchina bianca, forse una FIAT Uno?
Se no, no. Non c'è nulla di male, voglio dire. Eh?
Oh, lei ha detto che questa macchina - parliamo di questo Fiorino - era fermo, proprio l'ha detto ora, cinque minuti fa, all'altezza dell'ingresso dell'Accademia.
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole essere così cortese da dire se questa macchina era ferma con il muso rivolto verso via Lambertesca, ovvero rivolto verso l'Arco delle Carrozze?
TESTE Suglio: Era con il muso rivolto verso l'Arco delle Carrozze.
PUBBLICO MINISTERO: Questa macchina, aveva i fari accesi?
TESTE Suglio: No, niente. Cioè era completamente buia, parcheggiata.
PUBBLICO MINISTERO: Ha visto persone vicino a questa macchina?
TESTE Suglio: Non c'era nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Non ha visto nessuno. Ora io le vorrei far presente che, sempre con queste prime dichiarazioni, il 30 di maggio, ecco, subito dopo il punto dove mi sono fermato prima, in queste dichiarazioni lei ha dato una precisazione che mi sembra sia un po' in contrasto con quello che ha detto oggi:
"Le due auto erano parcheggiate sul lato destro e nel senso di marcia della carreggiata, ossia in direzione di via Lambertesca".
Il verbale non sarà felicissimo, ma quello mi sembra di capire è che, mentre lei andava contromano, le macchine erano messe in senso giusto.
TESTE Suglio: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Rispetto alla direzione di marcia.
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E che, quindi, avevano il muso verso via Lambertesca.
TESTE Suglio: Sì, sì.
PRESIDENTE: Questo ora se lo ricorda?
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, è precisa questa dichiarazione?
TESTE Suglio: No. E' precisa quella, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Con tutto ciò, lei appunto non vide nessuna persona nelle vicinanze?
TESTE Suglio: Del Fiorino, no.
PUBBLICO MINISTERO: Del Fiorino, no. Come lei vede, questo verbale continua a parlare delle due auto, quindi sembrerebbe il Fiorino più un'altra macchina. Ma lei continua a non ricordarsela.
TESTE Suglio: Magari, ora come ora, dicendomelo.
PUBBLICO MINISTERO: Non si preoccupi. Io devo far così, perché faccio il Pubblico Ministero. Ma io non la voglio, non intendo assolutamente forzare il suo ricordo, sia ben chiaro, eh.
TESTE Suglio: Mmh, mmh.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi lei non si senta minimamente imbarazzata dal fatto che io, la domanda, la ripropongo anche una seconda e una terza volta, perché devo farlo. Quindi lei risponda tranquillamente, secondo coscienza, eh?
Quindi, stabilito che le macchine, le auto, l'auto, il Fiorino almeno, era parcheggiato con il muso verso via Lambertesca, esatto?
TESTE Suglio: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, di questo siamo ben sicuri. Sulla seconda auto, oggi non ha ricordi precisi, a quello che vedo. No.
Oh, le devo far presente ancora un'altra cosa, per quanto riguarda gli orari. All'inizio di queste sue dichiarazioni, lei ha detto di essere uscita dal locale intorno a mezzanotte e 40, se non mi sbaglio ha detto così.
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, delle indicazioni di ora - indicazione oraria eh, voglio dire - è sicura in base a qualche elemento particolare, che successe allora, o che si è ricordata successivamente? Oppure è un'indicazione oraria data così, un po' orientativamente?
TESTE Suglio: No, grossomodo non era proprio mezzanotte e 40, forse era un po' prima; perché io, uscendo, vado a casa della mamma a portare lo scooter e, di conseguenza, prendo la macchina per andare a casa mia. E io, erano le una, le una e 10, ero già su, a Rignano dove abito.
PUBBLICO MINISTERO: A Rignano?
TESTE Suglio: A Rignano sull'Arno.
PUBBLICO MINISTERO: Dove andava a portare il motorino dalla mamma?
TESTE Suglio: A Ponte a Ema.
PUBBLICO MINISTERO: A?
TESTE Suglio: Ponte a Ema.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, dal...
TESTE Suglio: Calcolando...
PUBBLICO MINISTERO: Dal Chiasso Baroncelli a Ponte a Ema.
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In motorino.
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Da Ponte a Ema, in automobile, a Rignano.
TESTE Suglio: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Ora, tutto opinabile, perché dipende se lei è molto veloce, se guida invece in maniera particolarmente riguardata: gli stessi chilometri, ci si può mettere cinque minuti e un quarto d'ora, dipende da come uno...
Ma normalmente quanto tempo ci metteva lei, a fare questa strada?
TESTE Suglio: Grossomodo tre quarti d'ora, calcolando da quando venivo via a quando arrivavo a casa mia, su.
PUBBLICO MINISTERO: Eh. Quindi, se lei è arrivata a casa sua intorno all'una e 10, se si scala tre quarti d'ora, bisogna risalire a prima di 20 alle 01.00.
TESTE Suglio: Sarà stato mezzanotte e 20, mezzanotte e mezzo, mezzanotte e 40, grossomodo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perché io le volevo far presente che, appunto, lei nelle primissime dichiarazioni che ha reso, ha fornito una indicazione di orario molto precisa. Ha detto: "La notte del 27 ultimo scorso, verso le ore 00.20". Quindi, mezzanotte e 20.
E nelle dichiarazioni che ha reso il giorno successivo, il 31 di maggio, ha detto espressamente:
"Con riferimento all'orario di uscita dal ristorante Monkey Business, ove lavoro in qualità di cameriera, sono certa che fosse attorno alle 00.20-00.30 del 27 maggio".
Ecco, queste sono indicazioni orarie che lei dette nei giorni immediatamente successivi il fatto: il 30 maggio, il 31 maggio. Tra le 00.20, quindi mezzanotte e venti, e mezzanotte e mezzo.
Ecco, questa indicazione, in base anche a quello che ha precisato un attimo fa, è da ritenere che sia la più precisa?
TESTE Suglio: Sì, sì, senz'altro sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se il collega dottor Nicolosi non ha visto altre cose da chiedere alla signorina, allora, per quanto mi riguarda, l'esame è terminato.
PRESIDENTE: Ci sono domande dei difensori di parte civile? Di imputati?
AVVOCATO Gramigni: Sì, Lapo Gramigni in difesa di Filippo Graviano.
Una sola, rispetto appunto alla precisazione, se possibile, dell'orario in cui lei è transitata in via dei Georgofili, dopo aver terminato il suo turno di lavoro. Le chiedo, appunto, il suo turno di lavoro a che ora terminava di preciso? Se vi era un orario preciso.
TESTE Suglio: No, non c'era un orario preciso.
AVVOCATO Gramigni: Non c'era. Quindi non è in grado, lei, di stabilire rispetto al momento in cui ha finito, ha terminato di lavorare, dopo quanto tempo è passata, ha transitato da via dei Georgofili, e quindi ricostruire l'orario in base a questo ragionamento. Perché, se lei mi dice che non c'è un orario sempre uguale in cui finiva di lavorare, capisco che non ci si può arrivare per questa via.
Quindi, ecco, lei mi dice che l'orario poteva variare.
TESTE Suglio: Sì, perché io potevo venire via solamente una volta, magari, che si alzava l'ultimo cliente. Sicché di conseguenza, se un cliente rimaneva a tavola a lungo, io non potevo venire via.
AVVOCATO Gramigni: Certo. Più o meno, però, ecco può indicare un'ora di massima in cui terminava di lavorare? Oppure variava talmente tanto, da dire no.
TESTE Suglio: Cioè poteva essere eccessivamente, magari le una.
AVVOCATO Gramigni: Ah, addirittura fino alle una della notte.
TESTE Suglio: Non oltre.
AVVOCATO Gramigni: Però poteva darsi che fino alle una lei rimanesse impegnata.
TESTE Suglio: E' capitato varie volte.
AVVOCATO Gramigni: E non si ricorda, quella sera?
TESTE Suglio: Quella sera, grossomodo, era mezzanotte e 20, mezzanotte e mezzo. Non più tardi, perché era una serata in cui non c'era stato quasi nessuno, poco lavoro, e arrivò un tavolo molto tardi, tipo le 10 e mezza, di conseguenza - cioè magari si pensava di far festa molto prima - di conseguenza, arrivando delle persone, siamo rimasti a lavorare.
AVVOCATO Gramigni: E invece vi doveste trattenere. Perfetto, la ringrazio.
PRESIDENTE: Altre domande?
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni difesa Bagarella, sostituto Calabrò Barranca, Ferro Giuseppe.
Signorina, in quella zona gli esercizi pubblici a che ora grossomodo chiudevano? Abbiamo parlato prima dell'Antico Fattore, il suo Monkey Business.
TESTE Suglio: Sì, l'Antico Fattore chiudeva molto prima di noi, più o meno le 11 e mezzo, un quarto a mezzanotte, mezzanotte proprio tardi.
AVV. Cianferoni: Ecco, vi era, diciamo per la sua esperienza, in quella via ci sono diversi bar, che passandoci ho visto: quello che faceva più tardi, qual era?
TESTE Suglio: Forse noi.
AVV. Cianferoni: Quindi, al massimo alle una.
TESTE Suglio: Sì. Perché poi anche il Caffè Caruso non è che restasse aperto più di tanto.
AVV. Cianferoni: Ecco, la seconda domanda era se, sia pure con la coda dell'occhio, riuscì a vedere qualcosa all'interno del Fiorino. Mi spiego meglio. Tante volte si vede per strada un furgoncino delle imprese di pulizie, si capisce che è di un'impresa di pulizie perché si intravvede lo spazzolone, un secchio per pulire.
Ecco, lei riuscì a cogliere qualcosa, o no?
TESTE Suglio: No.
AVV. Cianferoni: Grazie.
TESTE Suglio: Prego.
PRESIDENTE: Nessun'altra domanda? Può andare, grazie.
*TESTE Suglio: Buonasera.
PRESIDENTE: Chi chiamiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Il teste Borgioli, di nome di battesimo non mi ricordo più.
PRESIDENTE: Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, e residenza?
*TESTE Borgioli: Il mio nome è Andrea Borgioli, sono nato il 18/10/70 a Milano, abito in via Sant'Andrea a Sveglia 19, a Caldine nel Comune di Fiesole.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Borgioli: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Borgioli, senta, rammenta la serata del 26 di maggio del '93? O, per meglio dire, la serata e la notte tra il 26 e il 27 maggio del '93?
TESTE Borgioli: Sì, abbastanza.
PUBBLICO MINISTERO: Io sto parlando di quella notte in cui si verificò l'attentato agli Uffizi, in via Georgofili comunque sia. A quanto lei mi dice, lei abita in Comune di Fiesole.
TESTE Borgioli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma quella notte, per caso, lei si trovò a Firenze?
TESTE Borgioli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Vuole spiegare alla Corte come mai si trovava a Firenze, come aveva passato la serata?
TESTE Borgioli: Dunque, i miei ricordi più chiari cominciano dall'uscita dal teatro, ero andato con la mia, quella che allora era la mia ragazza, siamo usciti dal Teatro Verdi, e io l'ho accompagnata a casa.
La sua casa era in via Cosseria, il numero non lo ricordo. E sono salito, e sono rimasto lì da lei un po', e poi sono sceso per dirigermi verso la mia macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, aspetti un attimino. Non ho ben capito. Lei ha accompagnato la sua ragazza a casa.
TESTE Borgioli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha accompagnata in automobile o a piedi?
TESTE Borgioli: In automobile fino a un certo punto, poi l'ho dovuta lasciare.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè fino a quale punto?
TESTE Borgioli: Eh, la macchina l'ho parcheggiata, non saprei dire il nome esatto del luogo, ma di fronte a una banca in prossimità degli Uffizi.
PUBBLICO MINISTERO: Degli Uffizi?
TESTE Borgioli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per caso, in quello slargo che c'è davanti al cinema Capitol?
TESTE Borgioli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dove c'era, il cinema Capitol.
TESTE Borgioli: Esattamente, lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma un attimo fa ha detto che la sua ragazza stava in via Cosseria?
TESTE Borgioli: Sì, l'ho accompagnata a piedi.
PUBBLICO MINISTERO: Via Cosseria?
TESTE Borgioli: No, mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, via Cosseria...
TESTE Borgioli: In via Cosseria abita adesso, ha ragione.
PRESIDENTE: E allora abitava?
TESTE Borgioli: Come si chiama, quella via...?
PUBBLICO MINISTERO: Signor Borgioli, lei, voglio dire - mi scusi se mi scappa un attimo da ridere - voglio dire, quella strada, è un lapsus.
TESTE Borgioli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si sente distratto, in questo momento è emozionato?
TESTE Borgioli: Può darsi.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, lei non deve essere emozionato.
TESTE Borgioli: Non è via dei Georgofili.
PUBBLICO MINISTERO: Non è via dei Georgofili. Quale strada è?
TESTE Borgioli: Perché è perpendicolare.
PUBBLICO MINISTERO: E da dove parte quella strada?
TESTE Borgioli: Quella strada parte dagli Uffizi.
PUBBLICO MINISTERO: Dagli Uffizi. E dove finisce?
TESTE Borgioli: In via Por Santa Maria.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. E come si chiama? Via Lambertesca?
TESTE Borgioli: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. No, io non sto scherzando, ho bisogno di capire.
TESTE Borgioli: No, no, un lapsus.
PUBBLICO MINISTERO: Ho bisogno di capire se lei, per caso, attraversa un momento in cui, per una qualche ragione, o per emozione o per altro, ha dei ricordi disordinati.
TESTE Borgioli: Via Lambertesca. Via Cosseria, è la casa dove sta adesso.
PUBBLICO MINISTERO: No, vedevo che sbagliava le strade; ma vedevo che non le veniva nemmeno il nome di via Lambertesca: sono due cose diverse, eh?
Al numero 5. Quindi, il numero 5, a che punto si trova rispetto a dove c'è l'incrocio tra via Lambertesca e via dei Georgofili? Riproiettiamo un attimino quella piantina celebre. Ispettore, grazie.
Ecco, guardi signor Borgioli, se lei dà un'occhiata anche alle sue spalle, è più in grande. Può prendere il microfono, avvicinarsi, guardarsela per bene, la strada. Vede, sulla destra è il piazzale degli Uffizi, via Lambertesca.
TESTE Borgioli: Mi alzo, e indico il punto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, prenda il microfono in mano e vada verso...
Allora, aspetti, riprenda il microfono in mano. Allora, lei col dito ha segnalato il margine sinistro di via Lambertesca, andando verso Por Santa Maria.
TESTE Borgioli: Questa, via dei Georgofili, via Lambertesca.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, poco dopo...
TESTE Borgioli: Più o meno, qui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, più o meno all'altezza di Chiasso dei Baroncelli, forse qualche metro più sotto, più giù.
TESTE Borgioli: Sì, direi proprio.
PUBBLICO MINISTERO: In corrispondenza dello sbocco su Chiasso Baroncelli.
TESTE Borgioli: Su questo angolo. Sì. Ora, non mi ricordo esattamente se qui, qui.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Insomma, 50 centimetri più, 50 centimetri meno, perché la strada è anche corta.
TESTE Borgioli: Su questo lato.
PUBBLICO MINISTERO: Molto bene. Allora, siamo arrivati fino al punto in cui lei accompagna, dopo aver lasciata parcheggiata la sua macchina nello spiazzo davanti al cinema Capitol, raggiunge a piedi l'abitazione della sua ragazza dell'epoca, che abitava in via Lambertesca, nel punto che ha indicato.
Ecco, verso che ora pensa di essere arrivato a casa della sua ragazza per accompagnarla?
TESTE Borgioli: Approssimativamente, intorno a mezzanotte.
PUBBLICO MINISTERO: Si è trattenuto?
TESTE Borgioli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha accompagnato la ragazza fino in casa?
TESTE Borgioli: Sono salito, mi sono trattenuto per un po' e poi sono sceso e mi sono avviato verso la mia macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha dei riferimenti cronologici, in base ai quali stabilire quando è venuto via da casa della sua ragazza?
TESTE Borgioli: Ho dei riferimenti cronologici in questo senso, che mi ricordo di aver guardato un orologio che era in casa, indicava mezzanotte e 25, e di aver pensato mentalmente 'è l'ora di andare'.
Da lì, dal momento in cui ho guardato l'orologio al momento in cui ho varcato la soglia per uscire, saranno passati approssimativamente 10 minuti, un quarto d'ora, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è tornato giù, su via Lambertesca?
TESTE Borgioli: A mezzanotte e 25, più diciamo un quarto d'ora, direi mezzanotte e 40.
PUBBLICO MINISTERO: Intorno a mezzanotte e 40. A piedi era?
TESTE Borgioli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che cosa ha fatto? E' tornato sui suoi passi?
TESTE Borgioli: Ho percorso il tratto di strada che va da via Lambertesca numero 5 verso, diciamo, gli Uffizi.
PUBBLICO MINISTERO: Verso il piazzale degli Uffizi, benissimo.
Ha notato qualche cosa di particolare, in questo transito per via Lambertesca fino agli Uffizi?
TESTE Borgioli: Attraversando, diciamo, il tratto di strada di via Lambertesca, su cui si affaccia via dei Georgofili, la mia attenzione è stata richiamata da una macchina che ha parcheggiato in via dei Georgofili, dalla parte diciamo dove c'era la torre, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: La torre, quella che è caduta.
TESTE Borgioli: Esatto. La mia attenzione è stata richiamata dal fatto che questa macchina ha parcheggiato innanzitutto in un luogo, io solitamente non parcheggiavo, e quindi dicevo 'come fa questa macchina a parcheggiare, laddove non è consentito?', pensavo non fosse consentito. E questo ha richiamato la mia attenzione.
E poi lo ha fatto con una manovra piuttosto brusca: la macchina si è fermata, non c'è stata manovra, che mi ricordi, semplicemente con una manovra diretta di avvicinamento. Ed una persona è scesa velocemente.
In quell'attimo, la persona che è scesa, io mi ricordo le condizioni di luce erano tali per cui potevo notare soltanto i contorni di questa persona; perché c'era una luce da dietro, quindi potevo vedere soltanto la silhouette, completamente in nero.
Le movenze di questa persone erano molto decise e veloci, per cui questa persona è scesa dalla macchina, non mi ricordo se ha chiuso la macchina, non me lo ricordo. Ha notato la mia presenza, e ha continuato, si è allontanata con movenze, diciamo, decise, veloci ecco.
Io per un attimo ho notato questa, diciamo questo evento; dopodiché, senza neanche fermarmi, ho continuato per la mia strada e ho raggiunto la macchina, la mia macchina. E me ne sono andato a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, cerchiamo di, come dire?, di vedere se il suo racconto ha qualche contenuto più specifico. Cominciamo a parlare di questa macchina, che ha richiamato la sua attenzione.
Che macchina ha avuto l'impressione che fosse, o ha visto con sicurezza che era?
TESTE Borgioli: Io ho avuto l'impressione che fosse una macchina bianca, un furgone commerciale bianco. E l'impressione che ebbi era che era di marca Ford, pensavo, oppure del tipo di un Fiorino bianco.
Mi ricordo in particolare le luci, che puntavano verso di me, e quindi era, diciamo, non ho notato con assoluta, sì, dovizia di particolari l'autovettura, ma queste due luci che puntavano e poi si sono spente.
In particolare, mi ricordo che avevo notato una specie di oblò, che è sulla parte furgonata di questo veicolo commerciale, cioè sul retro c'è un oblò, diciamo sulla parte frontale, si vede.
PUBBLICO MINISTERO: Frontale, sopra l'abitacolo.
TESTE Borgioli: Sì, sul retro, diciamo sulla parte posteriore della macchina, sopra l'abitacolo.
Altri particolari, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Potrebbe aver notato un portapacchi, potrebbe non averlo notato?
TESTE Borgioli: Non ci ho fatto caso. Non ho fatto caso a questo particolare.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, fin qui la macchina. Vediamo di focalizzare un po', nei limiti in cui lei è in grado di farlo ancora oggi, per quanto tempo, o per quanto spazio, lei ha avuto modo di osservare questa macchina in movimento, prima che si fermasse?
Perché, a quello che abbiamo capito tutti, nel momento in cui lei si lascia di fianco il muro di via Lambertesca, all'altezza dell'angolo con via dei Georgofili, la sua attenzione è richiamata da questo veicolo, o mi sbaglio?
TESTE Borgioli: No, è così.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E allora, nel primo momento in cui lo fotografa, o meglio, lo inquadra visivamente questo veicolo, questo veicolo, rispetto al punto di quiete finale dove poi si fermerà, ecco, dove si trova? Qualche metro, molti metri, in fondo alla strada?
TESTE Borgioli: Direi una distanza di 10-20 metri. Mi ricordo, diciamo che ho memorizzato questo evento da quando questo veicolo era a una ventina di metri dal punto di quiete finale, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Con questo, lei ha avuto la possibilità di vedere da quale accesso si era immesso in via Georgofili, questo mezzo. Ovvero se questo mezzo poteva partire da un altro punto di via Georgofili, più lontano rispetto a dove lo ha visto?
TESTE Borgioli: No, non posso risalire, diciamo, alla sopravvenienza...
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Allora, lei ha detto che questo veicolo - se io ho capito bene, se ho capito male mi fermi e mi corregga - questo veicolo fu fermato senza che fosse compiuta una qualche particolare manovra per parcheggiarlo, se ho capito bene.
TESTE Borgioli: Esatto. L'impressione fu quella di una, lì per lì, mentalmente, pensai: questa è una persona che ha dimenticato un portafoglio, ecco. Lascia la macchina senza particolare cura della posizione, ecco. Non era un parcheggio attento di una persona che...
PRESIDENTE: Che vuole parcheggiare.
TESTE Borgioli: Che vuole parcheggiare senza dar fastidio, parcheggiando con accuratezza, ecco.
L'idea, ecco, mentalmente di una persona che lascia un portafoglio, lascia la macchina e torna su.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, si è accorto di aver lasciato un portafoglio, torna con...
TESTE Borgioli: Che cosa ho detto?
PUBBLICO MINISTERO: No, dice: lascia un portafoglio e lascia la macchina. No.
TESTE Borgioli: No, si è accorto di aver dimenticato il portafoglio a casa...
PUBBLICO MINISTERO: Dimenticato qualche cosa.
TESTE Borgioli: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
TESTE Borgioli: Lì per lì pensai questo. Questo...
PUBBLICO MINISTERO: Torna frettolosamente su un posto.
TESTE Borgioli: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare poi abbia detto di non aver realizzato se questa persona che ne discese chiuse o no la macchina, chiuse o no la portiera.
TESTE Borgioli: E' un particolare, diciamo...
PUBBLICO MINISTERO: Ma cosa intende dire: lasciò lo sportello aperto, oppure non ha visto se adoprò la chiave?
TESTE Borgioli: Lo sportello lo ha chiuso. Ma...
PUBBLICO MINISTERO: Oh, ecco.
TESTE Borgioli: ... non mi ricordo se inserì una chiave per chiuderlo. Ma che chiuse lo sportello, questo mi sento di dire che lo chiuse, ecco. Tirò una sportellata, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Lei ha parlato di una persona che scese dal veicolo.
TESTE Borgioli: Sì, una persona.
PUBBLICO MINISTERO: Una persona. Ne deduco che lei, altre persone, non ha visto a bordo di questo veicolo.
TESTE Borgioli: E' scesa una persona. Non so dire se all'interno sia rimasta un'altra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Borgioli: Ma è scesa una persona.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, mentre...
PRESIDENTE: Scusi, possiamo chiederle un particolare? Se è sceso dal lato guida, o dall'altro lato.
TESTE Borgioli: Dal lato guida.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, tutto questo avvenimento, che per altro a come lo sta riferendo ha occupato uno spazio temporale abbastanza...
TESTE Borgioli: Breve.
PUBBLICO MINISTERO: .. limitato, ecco, lo ha osservato a sua volta soffermandosi, fermandosi, oppure continuando nel suo cammino?
TESTE Borgioli: Continuando. Non c'è stata interruzione nella mia...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, non si è fermato a guardare...
TESTE Borgioli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Da quando ha visto la persona scendere dallo sportello dell'autoguida, a quando poi l'ha persa per così dire di vista - e ci arriveremo tra un attimo - questa persona le si è presentata anche ferma, oppure le si è presentata in movimento?
TESTE Borgioli: Questa persona si è... è sempre stata in movimento. Però nel senso che c'è stato un brevissimo lasso di tempo, penso una frazione di secondi, in cui questa persona penso si sia accorta della mia presenza ed ha indugiato. Questo non vuol dire che sia rimasta immobile, ha indugiato quasi avendo un attimo, così, di sorpresa per la mia presenza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Borgioli: Però, ecco, non c'è stata una interruzione vera e propria della sua azione, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Prima che tutta questa, il campo diciamo di via Georgofili, uscisse dal suo raggio visivo, qual è l'ultimo spostamento, l'ultimo movimento, l'ultima cosa che ha visto fare a questa persona, scesa da questo veicolo?
Stava camminando, era ferma, guardava da qualche parte, stava correndo?
TESTE Borgioli: Stava camminando in maniera affrettata verso una direzione diversa alla mia, direi opposta alla mia.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire? Sempre su via Georgofili?
TESTE Borgioli: Sì, tornando verso... Diciamo la direzione era quella, proveniva dal Fiorino, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Quindi, allontanandosi a piedi in direzione opposta...
TESTE Borgioli: Verso l'Arno.
PUBBLICO MINISTERO: In direzione dell'Arno?
TESTE Borgioli: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei l'ha persa di vista quasi subito?
TESTE Borgioli: Nel momento in cui questa persona si è girata per andare via.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che c'erano delle condizioni di luce tali per cui, essendo questa persona con una luce alle spalle, lei ha avuto davanti a sé sostanzialmente una figura buia. Ha adoprato il termine "silhouette".
TESTE Borgioli: Esattamente. Solo i contorni ho potuto distinguere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ricorderà che, alcuni giorni dopo le sue prime dichiarazioni, il Pubblico Ministero, cioè chi le sta parlando ora: io, la fece venire proprio lì in via dei Georgofili. E, nell'occasione, fu anche portato e posizionato in un certo qual modo un veicolo, un Fiorino.
Ricorda questo?
TESTE Borgioli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo ricorda?
TESTE Borgioli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorderà che, tra le cose che io disposi si facessero, vi fu anche quello di simulare con tre persone diverse il tipo di movimenti che aveva fatto, secondo il suo racconto, questa persona che lei vide, aveva visto scendere dall'automobile.
Se lo ricorda questo qui?
TESTE Borgioli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ecco, lei ricorda se, in quella occasione, nell'occasione quindi di questo atto fatto dal Pubblico Ministero, ebbe modo di organizzare, per meglio dire, articolare meglio il suo ricordo in relazione a quello che aveva visto qualche giorno prima?
Sostanzialmente, quello che io disposi si facesse quella certa sera, la favorì in qualche suo ricordo, oppure i suoi ricordi rimasero quelli che erano fin dall'inizio e che stasera anche ha illustrato alla Corte?
TESTE Borgioli: Come le spiegai quella sera, le condizioni di luce erano talmente diverse che non mi fu molto di aiuto, diciamo non aggiunse molto a quello che, diciamo ai miei ricordi, insomma.
Le mie informazioni si basano su quell'attimo in cui io ho interagito, insomma comunque con questo evento, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Con questa realtà. Con questo evento.
Senta, signor Borgioli, lei ha dato delle indicazioni, vorrei sapere per meglio dire se può dare delle indicazioni, visto che non è in grado di darle sulla fisionomia. Perché la persona le è apparsa sempre una specie di "silhouette" stagliata contro la luce, se non sulla fisionomia, sulla corporatura di questa persona.
Lei ha dato delle indicazioni, la corporatura di questo ipotetico, non ipotetico, reale conducente di questa vettura, di questo mezzo.
Ecco, le vuole illustrare anche oggi alla Corte, queste indicazioni?
TESTE Borgioli: Dunque, premetto che devo fare un grosso sforzo di memoria. Ma cosa mi posso ricordare è che la corporatura era di una persona... posso andare per esclusione. Cioè, non bassa, non saprei dire quanto alta, non saprei dire nemmeno se molto alta. Ma non bassa. Non particolarmente grassa e appesantita, anche per la velocità e la decisione nei movimenti.
Altro, in questo momento, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signor Borgioli, per persona non bassa, cosa si intende dire?
TESTE Borgioli: Direi che l'altezza...
PUBBLICO MINISTERO: Bisognerebbe che provasse lei a farci capire che cos'è per lei una persona bassa. Oltretutto lei mi sembra sia piuttosto alto.
TESTE Borgioli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, ci troviamo male di fronte al...
TESTE Borgioli: Direi una persona la cui altezza...
PUBBLICO MINISTERO: No, non le sto chiedendo l'altezza; le sto chiedendo che cosa lei intende per persona bassa. Perché quando dice una persona non bassa, allora mettiamoci d'accordo su che cosa vuol dire bassa. Il resto della risposta lei l'ha già fornito quando ha detto: ma non so dire quanto alta. Corporatura non particolarmente grassa...
Ecco, ma siccome lei pone un limite ad esclusione rispetto alle persone basse, allora è inutile girare intorno ai problemi.
Che cosa vuol dire per lei una persona bassa. Certo, 1,50 è basso per tutti. Per lei è "basso" fin dove si arriva orientativamente?
TESTE Borgioli: Al di là della qualifica di persona bassa direi che questa forma di persona che ho visto corrispondeva ad una persona che era più alta di un metro e 60, un metro e 65, anche.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Borgioli: Non poteva essere una persona di un metro e 60. Ecco, questo lo devo escludere.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito, ho capito.
Volevo dire una cosa: tra il punto dove si trovava lei, o meglio il livello della strada dove si trovava lei e il livello stradale sul quale ha mosso i suoi passi questa persona, c'era una qualche differenza anche così macroscopicamente, oppure eravate sullo stesso piano?
E' chiara la domanda?
TESTE Borgioli: Sì. Ci sto pensando un attimo.
Mi sembra di ricordare ci fosse un dislivello.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè che lei si trovava come, più alto o più basso, rispetto...
TESTE Borgioli: Mi trovavo più alto.
PUBBLICO MINISTERO: Più alto. Dottor Nicolosi, abbiamo da chiedere altre cose al signor Borgioli?
Allora, l'esame del Pubblico Ministero, per il momento, si ferma qui.
PRESIDENTE: Hanno domande le parti civili?
AVVOCATO Ammannato: Sì, una. Quando vide il Fiorino fermarsi, davanti a lui c'erano altre macchine, oppure no? E dietro a questo Fiorino, c'erano altre macchine, oppure no?
TESTE Borgioli: Dietro, sì. Mi ricordo che c'erano altre macchine.
Dunque, le rispondo così: davanti non me le ricordo. Però io mi ricordo di aver visto distintamente i fari della macchina. Allora deduco che non ci poteva essere una macchina di fronte.
Dietro mi ricordo della presenza di macchine, sì.
AVVOCATO Ammannato: Infatti nei verbali precedenti, appunto, davanti non c'erano macchine. Ecco, quindi conferma questa circostanza. Grazie.
TESTE Borgioli: Prego.
PRESIDENTE: Scusi, quando lei ora ha risposto alla domanda del difensore di parte civile, lei ha detto: davanti, per il motivo che ha indicato, non c'erano macchine; dietro, sì.
Cosa vuol dire, erano macchine in movimento....
TESTE Borgioli: No, macchine in sosta.
PRESIDENTE: Macchine ferme. Ah, macchine in sosta.
TESTE Borgioli: Sì.
PRESIDENTE: Con fari accesi, o spenti?
TESTE Borgioli: Spenti.
PUBBLICO MINISTERO: Spenti. A me sembra che abbia dato una risposta abbastanza chiara su un punto che ora il mio collega vorrebbe essere rassicurato.
Quando lei l'ha vista in movimento, questa macchina bianca, da dove veniva? In parole molto concrete.
TESTE Borgioli: Allora, la direzione era...
PRESIDENTE: Dalla direzione dell'Arno?
TESTE Borgioli: No, dall'Arno...
PRESIDENTE: Dall'Arno.
TESTE Borgioli: ... verso di me.
PRESIDENTE: Verso di lei. Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ma come direzione. Non ha detto come...
PRESIDENTE: Ma io...
PUBBLICO MINISTERO: La capisco solo come direzione, se io non ho capito male.
PRESIDENTE: Direzione, certo. Ha detto direzione. Noi intendevamo essere rassicurati su questo punto.
PUBBLICO MINISTERO: Non come tragitto, come direzione.
PRESIDENTE: Come direzione.
Ci sono domande dei difensori?
AVVOCATO Traversi: Sì, Presidente, avocato Traversi per Vincenzo Ferro. Sempre con riferimento a questo mezzo che lei vide fermarsi, si ricorda se aveva luci di posizione, oppure luci più forti?
TESTE Borgioli: Aveva luci anabbaglianti accese.
AVVOCATO Traversi: Anabbaglianti. Ecco, quando si fermò, a suo giudizio, rimaneva uno spazio, qualora fosse dovuta transitare un'altra macchina per passare, oppure occupava completamente la carreggiata? Nel senso che avrebbe impedito il passaggio di eventuali altri mezzi.
TESTE Borgioli: Non posso essere preciso in questo, non ho valutato questo.
AVVOCATO Traversi: Ecco, un'altra cosa: lei dove aveva parcheggiato invece la sua macchina?
PRESIDENTE: Di fronte al cinema Capitol?
AVVOCATO Traversi: Cinema Capitol. Ecco...
TESTE Borgioli: Di fronte alla banca.
AVVOCATO Traversi: ... dell'esplosione della bomba, lei dopo quanto tempo lo ha saputo, allontanandosi sul momento, oppure il giorno dopo? Intendo dire: lei sentì il rumore...
TESTE Borgioli: Non ho sentito nessun boato, io.
AVVOCATO Traversi: No?
TESTE Borgioli: No.
AVVOCATO Traversi: Grazie.
TESTE Borgioli: Prego.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Florio: Sì, avvocato Florio per Lo Nigro e Giacalone.
PRESIDENTE: No, no, ci sono altre domande.
TESTE Borgioli: Scusate.
PRESIDENTE: Prego. E invito l'avvocato a porre la domanda.
AVVOCATO Florio: Senta, scusi signor Borgioli, quando lei scese da casa della sua ragazza dopo essersi intrattenuto, e quindi tornò in via Lambertesca, ebbe modo di vedere due scooter che venivano contromano?
TESTE Borgioli: No, io non ho visto, non ho fatto caso a questo particolare.
PRESIDENTE: Motorini, in parole povere, ne ha incontrati mentre faceva questo brevissimo tratto di via Lambertesca?
TESTE Borgioli: No.
AVVOCATO Florio: Nessun'altra domanda, grazie.
PRESIDENTE: Prego. Altri?
AVV. Cianferoni: Presidente, avvocato Cianferoni.
Signor Borgioli, che ora era... Via, lo ridica, so che il Presidente poi si spazientisce per le domande ripetute, ma questa mi pare veramente importante: che ora era quando lei scende dalla ragazza, prende su per tornare verso il Capitol e sulla destra, via dei Georgofili, vede salire questo Fiorino. Che ora era?
TESTE Borgioli: Mi scusi, che ora era quando io sono sceso?
AVV. Cianferoni: Lei è sceso e si avvia per la sua strada.
TESTE Borgioli: Non ho un riferimento preciso sul momento in cui ho varcato la soglia della casa. Posso dedurre che fosse un'ora vicina, prossima a mezzanotte e quaranta. Ma non posso essere sicuro...
PRESIDENTE: Ha anche già dato ripetutamente una indicazione del perché pensa a mezzanotte e quaranta.
AVV. Cianferoni: Sì, sì.
PRESIDENTE: Infatti lei era qui, avvocato, ha sentito.
AVV. Cianferoni: Solo questo, infatti, sull'ora.
Lo sapevo, Presidente. vede che sono preveggente.
La macchina come si è fermata...
PRESIDENTE: Se lei ripete le domande sulle cose già dette, io sono per forza costretto ad invitarla a non ripetersi.
AVV. Cianferoni: Sì, sì.
La macchina, come si è fermata? Intendo dire: ha udito rumore di freni per una manovra un po' così, azzardata.
TESTE Borgioli: Non direi azzardata non so che cosa intende. Direi...
AVV. Cianferoni: Una sterzata brusca, per esempio.
TESTE Borgioli: Direi con una manovra, diciamo, non di avvicinamento di correzione successiva. Una manovra decisa che accosta verso un lato della strada, si spengono i fari e la persona esce.
AVV. Cianferoni: Ha sentito tirare il freno a mano?
TESTE Borgioli: No, non lo so questo. Non mi ricordo, diciamo, di aver notato un particolare, questo particolare.
AVV. Cianferoni: Che è una cosa importante che penso sia utile...
TESTE Borgioli: Ma non me lo ricordo.
AVV. Cianferoni: La via è in pendenza, è giusto?
TESTE Borgioli: Una leggera pendenza.
AVV. Cianferoni: Una leggera pendenza. Quindi lei poco fa diceva: 'ero più alto, rispetto alla macchina che appunto saliva'.
TESTE Borgioli: Leggermente. Mi sembra di ricordare il dislivello.
AVV. Cianferoni: Ecco. Lungo la via, per come lei l'ha vista in quei 20 metri che i fari della macchina l'hanno illuminata, colui che ipoteticamente si fosse accorto di aver perso il portafoglio o dimenticato a casa il portafoglio e quindi si doveva fermare, aveva altri punti per fermarsi prima di arrivare fino in cima alla salita?
TESTE Borgioli: Lei mi chiede se c'era, poteva parcheggiare con la macchina?
AVV. Cianferoni: Sì, se c'era spazio per un parcheggio frettoloso ma agevole.
TESTE Borgioli: Se c'era spazio, mi scusi, nell'intera via?
AVV. Cianferoni: Sì, dall'arco in fondo, fino in cima, c'era dello spazio?
TESTE Borgioli: Dunque, io non so se dall'arco in fondo fino in cima c'era spazio. Dietro c'era una macchina, da dove ha parcheggiato.
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE Borgioli: Poteva parcheggiare probabilmente altri cinque metri avanti e qualche metro indietro. Non mi ricordo poi se c'erano molti altri spazi per parcheggiare.
AVV. Cianferoni: Se non ho ricordi visivi errati io, tanto più avanti no, perché poi entrava nel mezzo proprio di via Lambertesca.
TESTE Borgioli: Sì, certo.
AVV. Cianferoni: E quindi avrebbe ostruito completamente la via Lambertesca.
TESTE Borgioli: Certo. Certo.
AVV. Cianferoni: Quindi...
TESTE Borgioli: Qualche metro avanti, forse, non di più.
AVV. Cianferoni: La mia domanda era se c'erano comodi parcheggi prima, al netto della macchina che lei ha visto dietro.
TESTE Borgioli: No, diciamo che i miei ricordi non vanno dietro la macchina che ha parcheggiato dietro il Fiorino.
AVV. Cianferoni: Quindi non è in grado di rispondere su questo.
TESTE Borgioli: No, questo no.
AVV. Cianferoni: Ecco, quindi ho capito.
Senta, lì nei pressi, camminando, anche qui al netto dei motorini si cui ha già risposto, ha visto qualcuno a piedi, in bicicletta, in motorino, alla finestra. Qualcosa, che l'abbia colpita poi.
TESTE Borgioli: In che tratto di strada, mi scusi?
AVV. Cianferoni: Lì, nel crocevia: Georgofili-Lambertesca, in quei metri, insomma.
TESTE Borgioli: No, non mi ricordo ora più... ho percorso i metri che distano dall'abitazione della mia ex ragazza fino agli Uffizi, li ho percorsi da solo, ecco.
AVV. Cianferoni: Scendendo verso il Capitol, poi lei che strada fece, se lo ricorda.
TESTE Borgioli: Non me lo ricordo.
AVV. Cianferoni: Non se lo ricorda. Provo ad aiutarla perché è una strada forse la più comune. Sarà passato da via della Ninna?
TESTE Borgioli: Mi scusi, una volta presa la macchina, o prima di arrivare alla macchina?
PRESIDENTE: No, per andare...
AVV. Cianferoni: Per andare a prendere la macchina.
TESTE Borgioli: Per andare a prendere la macchina ho sicuramente fatto la strada del... diciamo, c'è una piccola strada che collega...
AVV. Cianferoni: Ecco, quella che è...
TESTE Borgioli: ... la stretta del Capitol, davanti al Capitol...
AVV. Cianferoni: Di fianco a piazza della Signoria, di fianco al palazzo della Signoria.
TESTE Borgioli: Esatto.
AVV. Cianferoni: Quella strada lì, anche questa in discesa.
TESTE Borgioli: Mi sembra...
AVV. Cianferoni: Ha fatto questa strada qui.
TESTE Borgioli: Sì.
AVV. Cianferoni: Ricorda visivamente catene alzate, in quella strada che ostruissero il passaggio?
TESTE Borgioli: No, questo non me lo ricordo.
AVV. Cianferoni: Ricorda l'immagine, ha l'immagine mnemonica di altre macchine parcheggiate lì, insomma? Ecco.
TESTE Borgioli: No, non ho ricordi particolari legati a... Non potrei dire con sicurezza né una cosa né un'altra. Non mi ricordo.
AVV. Cianferoni: Nel parcheggio di piazza Castellani, c'era solo la sua macchina, o ce n'erano anche altre? Se lei ricorda.
TESTE Borgioli: Non mi ricordo. Non mi ricordo.
AVV. Cianferoni: Grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
AVV. Passagnoli: Sì, signor Presidente, soltanto una. Avvocato Passagnoli difesa Provenzano.
Senta, signor Borgioli, lei prima ha fatto riferimento a un parcheggio abbastanza rapito e immediato, eh? Come se qualcuno avesse dimenticato... Ma lei ha detto, dice: 'non ricordo come venne fatto questo parcheggio'.
Ma venne lasciata la macchina di traverso, in qualche maniera? Cioè, con assoluta, diciamo, negligenza rispetto a quelli che sono i codici, oppure ci fu, ci fu in qualche maniera il tentativo di parcheggiarla come le altre? Se lei ricorda.
TESTE Borgioli: Ci furono, ma come dire? Direzione, la macchina ecco non era completa... Mi sembra di ricordare che il parcheggio, la macchina non fosse stata abbandonata in mezzo completamente alla strada, ecco. Però non era un parcheggio accurato di una persona che fa delle manovre...
AVV. Passagnoli: Quindi era un parcheggio che si notava.
TESTE Borgioli: Questo non lo posso, non posso dire che... Non so, se fossi passato dopo che avessi visto la macchina parcheggiata, non lo so se... Mi ricordo soltanto che non ci furono manovre di una marcia indietro, poi di nuovo la prima, per accostare.
L'unica cosa che ricordo: una macchina lasciata senza inserire la marcia indietro, per esempio.
AVV. Passagnoli: Ho capito. Senta, un'altra domanda: lei ricorda l'assetto di questa autovettura?
TESTE Borgioli: Cosa intende, mi scusi, per assetto?
AVV. Passagnoli: Nel senso che, tra il treno anteriore e il treno posteriore, non so, sul treno posteriore, aveva visto, non so, la macchina era inclinata, abbassata verso il dietro. Se lo ricorda? Naturalmente sono domande che vanno al di là...
TESTE Borgioli: Non ricordo assolutamente, perché la mia visione, tra l'altro parziale di questa macchina, è stata frontale.
AVV. Passagnoli: Ma ha capito cosa le voglio chiedere? Se le risultava, così visivamente, appesantito il retrotreno.
TESTE Borgioli: E' un particolare che non ho notato. Non mi ricordo.
AVV. Passagnoli: Va bene, la ringrazio.
TESTE Borgioli: Prego.
PRESIDENTE: Pubblico Ministero, voleva chiedergli altro?
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Perché mi sembra quasi di essermi dimenticato di fare una domanda abbastanza significativa, signor Borgioli.
Questa macchina si fermò, abbiamo detto, sulla destra, va bene? Per la direzione di marcia che aveva.
TESTE Borgioli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ma si fermò in quale punto di via dei Georgofili?
PRESIDENTE: Mi pare che lo avesse detto, però all'inizio, eh.
TESTE Borgioli: Diciamo in prossimità della torre. Direi sotto la torre, che è sotto la torre, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. E' una zona quella lì che lei conosceva, almeno per il fatto di frequentare, almeno di avere questo rapporto all'epoca con questa ragazza.
TESTE Borgioli: Cosa intende che conoscevo?
PUBBLICO MINISTERO: La conosceva, aveva la ragazza...
TESTE Borgioli: Ci sono passato diverse volte davanti, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi localizzare la macchina in rapporto alla torre, volevo dire, non è un ricordo a posteriori, ma fu una constatazione del momento.
TESTE Borgioli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. La ringrazio.
TESTE Borgioli: Prego.
PRESIDENTE: Se non ci sono altre domande possiamo rimettere in libertà il teste. Si accomodi.
*TESTE Borgioli: Grazie.
PRESIDENTE: Finito?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Abbiamo chiuso l'esame allora per oggi?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: L'udienza riprende domani mattina alle ore 09.00.