Home page Indietro Contatti Cerca nel sito RSS
Processo per la strage di Via dei Georgofili
I verbali del 1° dibattimento
collaboratori
consulenti
deleghe_in_corso_di_dibattimento
esame_imputati
esposizione_introduttiva
fascicolo_dibattimento
intercettazioni
lista_testi
polizia_giudiziaria
preparazione_esami_dibattimento
requisitoria
requisitoria_generale
richiesta_di_prove
sentenza_661998
sommario
udienze
vicenda_bellini
97_03_21.txt
97_07_04.txt
97_07_18.txt
98_01_16.txt
atto_di_impugnazione.txt
risc_fe.txt
riscont.txt
riscontr.txt

Note
Versione stampabile   
DIBATTIMENTO-1: esposizione_introduttiva/testo/3georgof.txt





VIA dei GEORGOFILI 27.5.1993 h. 01,02 ca.


Cosa è accaduto:


CONTRIBUTI CONOSCITIVI NEUTRI:

dimostreremo ciò con numerosi testi presenti sul luogo e con le persone offese.


CONTRIBUTI CONOSCITIVI PROFESSIONALI:

Sentiremo poi la immediata ricostruzione del fatto operata dalla polizia giud.ria, con l'identificazione delle vittime e dell'autobomba. Si tratta delle persone indicate nella lista, immediatamente dopo la menzione del fatto.

dimostreremo quindi che gli autori:

facevano esplodere in via dei Georgofili un ingente quantitativo di esplosivo costituito da una miscela di tritolo, T4, pentrite e nitroglicerina, stimata per un quantitativo di ca. 275Kg collocato all'interno di un furgone FIAT Fiorino di proprietà della società FAIR di Firenze, e sottratto nel tardo pomeriggio del 26.5.993 a ROSSI Alvaro, cagionando così la morte di:
NENCIONI Fabrizio nato a San Casciano Val di Pesa l'11.11.1954, residente in Firenze, via dei Georgofili nr. 4; FIUME Angela, coniugata NENCIONI, nata a Napoli il 19.10.1957; NENCIONI Nadia nata a Fiesole il 4.11.1984; NENCIONI Caterina nata a Fiesole il 12.11.1992; CAPOLICCHIO Dario, nato a Palermo il 29.09.1971.
Cagionavano anche il ferimento di numerose persone, danneggiamenti gravissimi ed estesti al patrimonio urbanistico, a quello artistico ed architettonico, a beni privati etc.


CONTRIBUTI CONOSCITIVI SCIENTIFICI

Quindi, attraverso l'esame dei testi qualificati sotto il profilo tecnico (servizi di polizia scientifica delle forze di polizia), nonché attraverso i consulenti tecnici, dimostreremo le cause dell'esplosione e, detto in altri termini, i mezzi usati per la commisssione della strage. Integra tale ricostruzione, relativamente agli effetti dell'esplosione, l'accertamento dei consulenti sui danni agli edifici (di abitazione, commerciali, ovvero storico-artistici) ed al patrimonio di opere d'arte, segnatamente di quello ospitato aglo Uffizi - Si tratta delle persone menzionate nell'ultima parte della lista depositata in data 28.10.1996.
Lo stesso tipo di contributi (medico-legali questa volta) dimostreranno la causa della morte delle cinque vittime.

Dimostreremo, principalmente, che l'autobomba era stata confezionata con una carica di miscela esplosiva (Tritolo, Pent., T4, gelatinati) stimata tra i 250 ed i 300 Kg.


CONTRIBUTI CONOSCITIVI SPECIFICI, di PRIMO GRADO

Dimostreremo poi le responsabilità individuali sotto il profilo organizzativo ed esecutivo.


Pietro CARRA. -richiamare collocazione, come da scheda-

riferirà che, dopo il trasporto dell'hashish a Roma:

1) effettua trasporto a Firenze, previo contatto a Palermo, di esplosivo trasportato con Moto Ape (da Cosimo LO NIGRO). Istruzioni ricevute prima della partenza;
2) le modalità di confezionamento dell'esplosivo
3) modalità del viaggio (via mare) da Palermo a Livorno, nei giorni 24-25.5.1993, con utilizzzo "trattore Volvo" TO/52079D e semirimorchio tg. PA/15424; puntualizzazione che ogni viaggio con esplosivo è stato effettuato con utilizzo di questi due mezzi, come prescrittogli;
4) contatti telefonici intervenuti con i complici prima di effettuare lo scarico dell'esplosivo a Prato;
5) luogo dell'incontro con i complici (Piazza con Chiesa dei Testimoni di Geova) ed auto utilizzate dagli stessi, anche nelle fasi successive dell'episodio (una Fiat UNO bianca ed un'auto "tipo Ibiza di colore scuro") scarico esplosivo nelle vicinanze di un cimitero;
6) contatti mantenuti con i complici durante la sua permanenza;
7) disimpegno da Prato, e con chi; acquisto di un'autoradio durante il tragitto; parcheggio semirimorchio al porto di Livorno; prosecuzione viaggio con solo trattore Volvo; controllo di polizia subito.


FERRO Vincenzo - collocazione - vd scheda -

riferirà:

8) delle fasi preparatorie, che si avviano nell'aprile del 1993, per la realizzazione del logistico "di appoggio";
9) mezzi utilizzati per i suoi spostamenti; persone che lo hanno accompagnato in tali attività, fino a Prato; evoluzione delle fasi preparatorie. Dettaglio di un viaggio intrapreso da Alcamo la sera di Venerdì con incontro con complice la mattina del giorno 8 -Sabato- a Roma alla stazione Termini.
10) persone presenti a Prato, loro inziative (sopraluoghi nel centro di Firenze), iniziative proprie (incarico allo zio MESSANA Antonino, per l'acquisto di un televisore; partecipazionne ad un sopraluogo nella zona degli Uffizi);
11) FASE ESECUTIVA : furto del Fiorino, approntamento del Fiorino all'interno del garage di via Sotto l'Organo (con smontaggio del portapacchi), tempistica degli spostamenti;
12) disimpegno da Prato. Accompagnamento dei complici-attentatori a Bologna.

- Vd. Schede chiamate in correità -

riscontri specifici:

Imbarco su mtonave Freccia Rossa, da PA a LI, del 24.5.1993, con arrivo a LI il 25.5.1993, di Trattore VOLVO tg. TO/52079D e semirimorchio PA/15424.
presenze dei cellulari CARRA e SPATUZZA, e relative resultanze e consulenza: chiamata da cellulare CARRA ad utenza fissa di abitazione-MESSANA delle 22,58 del 25.5.1993; chiamata da cellulare-SPATUZZZA a cellulare-CARRA delle ore 1,04 del 26.5.1993;

sequestro della FIAT UNO di PERRICONE Tommasa e Golf di MESSANA Giampiero;

acquisto TV COLOR presso ditta COSCI di Prato in data 24.5.1993 con documento fiscale intestato a MESSANA Antonino. Sequestro televisore c/o abitazione MESSANA.

acquisto autoradio e musicassette da parte di CARRA presso l'autogrill Migliarino Nord negli ultimi minuti del 26.5.1993. Testimonianza RUSSO Francesco, gestore area servizio AGIP.
Sequestro musicassette. Testimonianza LA BUA Lilianna.

Partenza semirimorchio PA/15424 da Genova 5.6.1993.

Interrogazione su CED Polizia il 27.5.1993 di targa motrice Volvo.

Accertamenti di Pg su luoghi indicati da CARRA e da FERRO: cimitero; chiesa dei Testimoni di Geova.

Orario del furto del Fiorino - Portapaccchi del Fiorino: vd. teste ROSSI Alvaro sull'orario del parcheggio del mezzo e sull'esistenza del portapacchi. Vd. consulenza Pampaloni. Vd. teste Lo Conte.

Sequestro dell'Ape di Lo Nigro in Palermo, via S. Cappello 26 il 15.12.1995.

Testimonianza di SABATO Gioacchina su utilizzo esclusivo da parte di CARRA del trattore Volvo.

Accertamenti di PG su imbarco di auto AUDI di Ferro V., su voli aerei nei periodi indicati, spostamento cellulare FERRO V., segnatamente la presenza in RM-FI nei giorni 13-14.5.1993; i biglietti aerei a nome FERRO e a nome PIZZO (l'8.5.1993, di prima mattina, di Sabato, da PA a RM). Presenza cellulare CALABRO' a Roma.

Esplosivo sequestrato a Le Piane di CAPENA il 15/16.11.1995: corripondenza alla descrizione fattane da CARRA


CONTRIBUTI CONOSCITIVI SPECIFICI, DI 2° GRADO

CALVARUSO - collocazione: vd. scheda - : riferirà che da GIACALONE, in carcere, apprende che l'autobomba agli Uffizi è stata collocata da Cosimo LO NIGRO;

ROMEO - sempre rinviando la collocazione - per quanto riferitogli da GIULIANO:
Fiorino fu collocato da GIULIANO e da LO NIGRO;
C'erano anche BARRANCA e SPATUZZA;
l'esplosivo era stato trasportato, come le altre volte, da CARRA.

======================

NECESSITA' DI ALLARGARE LA RICOSTRUZIONE RICHIAMANDO UN ANTEFATTO VERIFICATOSI NELL'OTTOBRE DEL 1992.



CONTRIBUTI CONOSCITIVI NEUTRI:

Il teste SAMUELLI Tiziano (giardiniere a Boboli all'epoca dei fatti) riferirà:

- che il 5 novembre 1992, in una zona del giardino denominata "le scesine", aveva rinvenuto un ordigno collocato nell'erba, praticamente ai piedi di una statua, e tra i basamento di questa ed una siepe.

L'ordigno venne sequestrato dai CC. della locale stazione di P. Pitti: gli uff.li di PG (M.llo Amoroso) saranno sentiti, anche sulle caratteristiche, anche esteriori (sacchetto di plastica nero), dell'ordigno. Riferiranno sugli altri aspetti dell'episodio anche il teste ERRICO (artificiere). L'ordigno fu distrutto per provv.to del PM (vd. verbale distruzione).



CONTRIBUTI CONOSCITIVI SPECIFICI:


GULLOTTA Antonino - collocazione - vd. scheda -
che riferirà:

- sui rapporti da lui intrattenuti con S. MAZZEI e sulla collocazione di questi in "cosa nostra"
- sul suo viaggio a Firenze nell'ottobre-novembre del 1992, dando le coordinate che consentono, oggi, di datare con esattezza l'episodio: presenza a Torino sua, di CANNAVO' Roberto (suo "omologo"), di FACELLA Salvatore e dello stesso MAZZEI;
- dell'intendimento di questi di procurarsi esplosivo presso ambienti di "cosa nostra" stanziati su Torino;
- dell'approvvigionamento, grazie a tali contatti, di un ordigno, del quale descriverà le caratteristiche;
- dell'acquisto di un'auto a Milano, intestata a CANNAVO' Roberto;
- del viaggio immediatamente dopo fatto a Firenze, su decisione di MAZZEI, da parte di tutto il quartetto, con due auto;
- dell'episodio del collocamento dell'ordigno (custodito in un sacchetto di plastica nero), materialmente eseguito da CANNAVO';
- della individuazione, operata nel corso delle indagini, dell'edificio nel cui giardino l'ordigno fu lasciato;
- della successiva telefonata fatta da MAZZEI ad un qualche organo di informazione;
- riferirà, anche, sul contesto nel quale, secondo quanto in sua conoscenza circa le iniziative che "cosa nostra" andava ad assumere, si collocava l'iniziativa di MAZZEI.



LA BARBERA Gioacchino- collocazione - vd. scheda -
riferirà

- sulle notizie apprese da Santo MAZZEI, nel corso di un incontro, circa un azione dimostrativa eseguita a Firenze "ai danni di un museo";
- presenza a tale confidenza di BRUSCA, BAGARELLA, GIOE' (oltre che degli stessi LA BARBERA e MAZZEI),
- data di tale episodio, con riferimento a coordinate specifiche (una telefonata fatta da LA BARBERA, dal proprio cellulare, sul cellulare di MAZZEI);
- la DIA riferirà circa gli accertamenti relativi a tali coordinate (alle ore 20,53-21,01 del 16.10.1992, dal cellulare intestato a LA BARBERA è stato in effetti composto per tre volte il numero di cellulare intestato a EVOLA e rinvenuto nella materiale disponibilità di MAZZEI all'atto del suo arresto, verificatosi il 10.11.1992).
- riferirà, anche, sul contesto nel quale, secondo quanto in sua conoscenza circa le iniziative che "cosa nostra" andava ad assumere, si collocava l'iniziativa di MAZZEI.


MALVAGNA Filippo - collocazione - vd. scheda -
riferirà

- di una iniziativa ("un lavoro") che MAZZEI si era assunto di fare, in Toscana, che non doveva fare pensare a "cosa nostra" ed anzi doveva suscitare l'opinione che si trattasse di una ripresa del terrorismo.
- tale iniziativa MAZZEI se l'era assunta previi contatti con BRUSCA e BAGARELLA (per come riferitogli da Girolamo RANNESI, arrestato con MAZZEI) e si inseriva in una strategia di "attacco allo Stato" deliberata da RIINA.


La vicenda ora illustrata introduce un primo, in ordine di tempo, interessamento di "cosa nostra" per la città di Firenze, polarizzato sulle "cose della storia e dell'arte".
La circostanza non esprimerebbe, peraltro, il suo compiuto significato se non la si accostasse ad un'altra, che matura nelle settimane antecedenti l'ottobre 1992, la quale rivela, quale comune denominatore, quello che potremmo chiamare un momento del percorso di "sensibilizzazione criminale di "cosa nostra" per le "cose della storia e dell'arte".


rapporti tra "cosa nostra" e il "cacciatore" di opere d'arte trafugate BELLINI Paolo"


BELLINI Paolo
riferirà:

- della sua conoscenza personale con GIOE' Antonino;
- della ripresa di contatti nel corso del 1992, anche a seguito della sollecitazione ricevuta dal M.llo Tempesta (NC Tut. patr. art.co) per il recupero delle opere d'arte rubate dalla Pinacoteca di Modena;
- dell'atteggiamento di GIOE' e delle successive iniziative dell'uno e dell'altro;
- delle rcihieste avanzate da GIOE' a titolo di corrispettivo del futuro recupero delle opere d'arte di cui, in gener, "cosa nostra" poteva disporre (trattamento detenitvo di favore per alcuni importanti uomini di mafia);
- delle iniziative assunte da lui BELLINI -con dichiarata "indisponibilità" da parte dell'interlocutore istituzionale- e delle specifiche (quanto alle "cose della storia e dell'arte") minacce formulate da GIOE' a seguito del "rifiuto"riferito da BELLINi allo stesso GIOE';

il M.llo CC. TEMPESTA ed il Col. CC. Mario MORI del ROS
riferiranno quanto in loro conoscenza circa la vicenda raccontata da BELLINI e, in particolare, circa la "indisponibilità" a dar seguito alle richieste di ""cosa nostra"".

Riscontro:
- la lettera di GIOE' scritta prima del suicidio;
- esito perquisizione nei confronti di BELLINI (nn. di telefono di GIOE');
- gli uff.li di PG riferiranno circa gli accertamenti sulla presenza di BELLINI in territorio siciliano nelle date indicate;
- la documentazione consegnata dal M.llo Tempesta che reca tracce degli incontri -con relative date- con BELLINI (all.te verbale Tempesta), completa anche delle fotocopie di fotografie di opere d'arte (provenienti dal furto del 1989 ai danni di Villa LANZA di Palermo) consegnate da GIOE' a BELLINI e da questi a TEMPESTA;
- il sequestro delle opere rubate a Villa LANZA, avvenuto nei primi mesi del 1996;
- le dichiarazioni di ZICCHI Danilo, che dirà di aver saputo che i quadri sequestrati erano stati oggetto di trattative tra "cosa nostra" e apparati dello Stato.