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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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VIA FAURO 14.5.1993 h. 21,40 ca.


Cosa è accaduto:


CONTRIBUTI CONOSCITIVI NEUTRI:

dimostreremo ciò con numerosi testi presenti sul luogo e con le persone offese.


CONTRIBUTI CONOSCITIVI EX POST, ISTITUZIONALI.

Sentiremo poi la immediata ricostruzione del fatto operata dalla polizia giud.ria, con l'identificazione delle vittime e dell'autobomba. Si tratta delle persone indicate nella lista, immediatamente dopo la menzione del fatto.

dimostreremo quindi che gli autori:

facevano esplodere un ingente quantitativo di esplosivo (costituito da una miscela di tritolo, T4, pentrite e nitroglicerina, opportunamente collocato all'interno di una FIAT Uno (sottratta nella notte tra l'11 ed il 12.5.1993, a Roma, a Corbani Linda);
l'auto era stata parcheggiata in via Ruggero Fauro, strada che Maurizio COSTANZO avrebbe dovuto obbligatoriamente percorrere all'uscita dal Teatro Parioli, al termine dello spettacolo televisivo "Maurizio Costanzo Show") al passaggio dell'autovettura condotta dall'autista DEGNI Stefano, con a bordo il giornalista e la signora DE FILIPPI Maria, seguita dall'auto di scorta con a bordo le guardie giurate RE Aldo e DE PALO Domenico.
Questo è l'evento principale, unitamente al quale se ne sono verificati altri: il ferimento di numerose persone; il grave danneggiamennto di strade, immobili, infrastrutture urbanistiche, in sostannza di una frazionne significatica del centro abitato di Roma.


CONTRIBUTI CONOSCITIVI SCIENTIFICI

Quindi, attraverso l'esame dei testi qualificati sotto il profilo tecnico (servizi di polizia scientifica delle forze di polizia), nonché attraverso i consulenti tecnici, dimostreremo le cause dell'esplosione e, detto in altri termini, i mezzi usati per la commisssione della strage. Si tratta delle persone menzionate nell'ultima parte della lista depositata in data 28.10.1996.

Dimostreremo in tal modo che l'autobomba era stata confezionata con una carica di miscela esplosiva (Tritolo, Pent., T4, gelatinati) stimata tra i 100 ed i 120 Kg., e che le modalità di esecuzione dell'attentato deponevano inequivocabilmente per l'uso di un telecomando.


CONTRIBUTI CONOSCITIVI SPECIFICI, di PRIMO GRADO

Abbiamo dimostrato le responsabilità individuali sotto il profilo organizzativo ed esecutivo.

Collochiamo in primo piano, a questo punto, la figura dell'imputato SCARANO Antonio, sicuramente partecipe all'attentato che doveva costare la vita a Maurizio Costanzo.


Cenni biografici essenziali:

- è sposato con Tusa Silvia, conosciuta in Germania, da Partanna. Come al solito sono le donne la causa di tutti i mali.
- a Roma dal 1973.
- finisce in carcere nell'86/87, con detenuto a Rebibbia nel 1986.
- In carcere, al G.9 (accertamenti riferiti dal teste dr. Dalle Mura), è codetenuto dal 7.1.1986 al 30.9.1986, con Stefano ACCARDO.
- La ragione occasionale della conoscenza sta nell'intestazione del mand. di catt. che fu notificato in quel periodo a ACCARDO: il provvedimento dette modo a SCARANO di constatare che il suo compagno di detenzione era originario di Partanna, come la propria moglie (accertamenti riferiti dal teste CAPPOTTELLA). Questi fu scarcerato successivamente a SCARANO, con obbligo di dimorare nel comune di Nicosia, (accertamenti positivi sul punto, riferiti dal teste CAPPOTTELLA il 9.12.1997: scarcerazione effettiva del 25.5.1987 e relativo obbligo di dimora, che permane fino al 7.12.1987).
SCARANO ha avuto modo di contattarlo nuovamente, quando ACCARDO aveva terminato di scontare l'obbligo di soggiorno a Nicosia.
Osservazione: si coglie immediatamente la concretezza delle indicazioni di Scarano il quale, evidentemente, non solo è stato compagno di cella di ACCARDO, ma lo ha frequentato anche dopo la scarcerazione: diversamente non potrebbe essere al corrente di fatti successivi alla scarcerazione di ACCARDO.

- Vi è l'ulteriore dato rappresentato dalla lettera a firma "Dule", oggetto della produzione del PM (n. 5 - prod.ne del 26.11.1996).
Questa lettera è stata individuata (accertamenti riferiti dal teste Cap. ROS Cieri - 22.19.1997) l'11.7.1989 a bordo dell'auto Fiat 126 sulla quale ACCARDO era stato ucciso. La lettera, indirizzata a Accardo, menziona espressamente il nome di SCARANO:
Osservazione: la lettera dimostra anch'essa che tra ACCARDO e SCARANO si erano stabiliti, in carcere, buoni rapporti. tanto che il "Dule" quasi si premura di rappresentare a ACCARDO che ha mantenuto, dopo la propria scarcerazione, rappoorti anche con Scarano.

- Nelle fasi iniziali della ripresa di contatti, SCARANO colloca la richiesta di armi fattagli da Accardo, richiesta che Scarano evade in due riprese: dapprima consegnando a Accardo un'arma di cui dispone sul momento e poi recandosi a Roma e recuperare altre armi di cui disponeva.
Richiamando alcune altre dichiarazioni di SCARANO si viene a collocare adeguatamente, nel tempo, la ripresa di contatti e-allo stesso tempo- a verificare che le dichiarazioni di SCARANO, già con riferimento a questa parte delle vicende, sono ampiamente affidabili:
Ed infatti: Scarano ha dichiarato che la prima volta in cui si incontrò con Accardo, questi aveva terminato il soggiorno obbligato, che era il mese di settembre, che Accardo era preoccupato ("tirava aria cativa in giro"), tanto da aver bisogno di armi.
Posto, allora, che Accardo terminò il soggiorno obbligato a Nicosia nel dicembre del 1987 e che Accardo fu ucciso nel luglio del 1989, l'unico mese di settembre in cui può esservi stata questa ripresa di contatti non può essere stato che il settembre del 1988.
Resta da vedere se ha un fondamento l'affermazione di Scarano secondo la quale Accardo, in quel periodo, poteva avvertire che a Partanna tirava una "brutta aria", tanto da temere per la propria incolumità al punto da cercare di munirsi personalmente di armi: In effetti le cose stanno così: il fratello Francesco Accardo era stato ucciso il 29.6.1988 (accertamenti riferiti dal teste Sciarratta il 27.11.1997) e lo stesso Stefano era stato vittima di un tentativo di omicidio avvenuto in data 15.7.1988, allorchè Accardo stava uscendo di casa (accertamenti riferiti dal teste dal teste Coglitore all'udienza del 23.1.1998).
Non solo: in sede di contraesame, Scarano ha contestualizzato queste azioni criminali in quella che ha chiamato una faida tra la famiglia degli Accardo e quella degli Ingoglia. Che l'affermazione sia esatta, specie in relazione all'epoca di questi fatti, è dimostrata dalla effettività di questo conflitto armato che opponeva, proprio in quegli anni, a Partanna, queste due famiglie: ne hanno riferito i testi Sciarratta (27.11.1997), Bonanno (21.10.1997) e Cieri (22.10.1997). La cd. guerra di Partanna, che ha portato allo sterminio della famiglia degli Ingoglia, è iniziata a cavallo tra glim anni 1987 e 1988 e si è protratta fino al 1991: è costata la vita a circa trenta persone. Questi i dati ufficiali. Chi ha seguito questo processo capisce come tra dato ufficiale e dato reale, quando si parla di vicende di mafia, un tasso di diversità, nemmeno di modesta entità, debba presumersi.

- E' dalla conoscenza e frequentazione con ACCARDO che Scarano viene a fare la conoscenza anche di PANDOLFO Vincenzo.
SCARANO ha riferito alcuni altri dati storici di questa frequentazione: e tra l'altro di aver saputo che ACCARDO, prima di essere vittima di un omicidio (si è visto che in effetti ACCARDO è stato ucciso a Partannal'11.7.1989), era scampato ad altre due azioni criminose.
Intanto è certo che Scarano ben ramenta di questo omicidio: al dibattimento ha detto che il fatto avvenne d'estate, a Partanna, e che poteva essere o l'89, o il '90 o il '91. E si tratta di affermazioni, coem si è visto, esatte.

Su questa affermazione, che colpisce per la sua singolarità e che quindi mette ben alla prova la attendibilità oggettiva delle dichiarazioni di Scarano (non uno, bensì due, tentativi di omicidio), in effetti si è acquisito un completo riscontro:
- di un precedente tentativo di omcidio ha parlato in questa aula -attribuendosene la responsabilità, con illustrazione della relativa causale, FERRO Giuseppe. Il fatto risale all'epoca -o meglio: a prima- del primo incontro tra Ferro e Riina, incontro che Ferro data all'anno 1976.

Osservazione: E' importante notare che SCARANO è al corrente di azioni criminose che riguardano la persona di ACCARDO che erano sconosciute anche agli organi di polizia. Ciò dimostra che tra Accardo e SCARANO si era stabilito un rapporto tale per cui il secondo venne a partecipare, conoscitivamente, di fatti di indubbia delicatezza (per adoprare un eufemismo), quali le azioni criminose intentate nel corso degli anni in danno di Accardo.

Osservazione: Ma con quale ambiente criminale era entrato in contatto -allora- SCARANO in occasione e per effetto della banale vicenda giudiziaria che lo aveva portato a Rebibbia nel 1986 ?





ha riferito:

antefatto
1) di un antefatto dell'attentato a Costanzo verificatosi nel 1992 e che si impernia sulla presenza di alcune persone viste (ai presenti fini, in particolare, MESSINA DENARO) e sulla gestione dell'appartamento di via Martorelli.
Dirà dell'utilizzo del suo scantinato in via delle Alzavole per depositarvi armi ed esplosivo.
Dirà che questo esplosivo era stato trasportato da MESSINA DENARO Matteo ed altri

Lo stesso episodio sarà riferito, con particolari ulteriori, da


GERACI Francesco - collocazione - vd. scheda

Questi specificherà il racconto di SCARANO, indicando le altre persone che ebbero parte in questa attività preparatoria, ed in particolare -ai presenti fini- Giuseppe GRAVIANO, CANNELLA Cristofaro e MESSINA DENARO Matteo.
Indicherà anche un secondo appartamento, posto in viale Alessandrino, che doveva essere utilizzato per l'occasione come "alloggio" per le persone convenute a Roma per attuare questa fase preparatoria di future azioni criminose.
Della disponibilità dell'appartamento di viale Alessandrinno -pur senza essere a conoscenza della sua destinazione per questa iniziativa di cui si sta parlando- parlerà anche SCARANO che riferirà di una perquisizione effettuata nella sua abitazione di via delle Alzavole, estesa dalla polizia a Viale Alessandrino.

Riscontro dell'"antefatto":

- individuazione degli appartamenti, operata da SCARANO e confermata da GERACI.
- per via Martorelli, confermeranno la presenza di personne alloggiate in epoca precedente l'arresto di GESU' Giacomo (13.3.1992) per inizitiva di SCARANO, GESU' Giacomo, RUGGIERO Addolorata, CONTINENZA Irma e MORESI Piero.
- per viale Alessandrino, AQUILINI Roberta (intestataria dell'appartamento per conto di NATI Walter) dal proprietario PANUNIZI Yuri. dal 1° marzo 1991 al settembre 1991, data alla quale subentra a NATI tale LA MANTIA Giuseppe Maria (deceduto nel 1995) che terrà formalmente l'appartamento fino al 15.4.1992.
- per viale Alessandrino, il personale della DIA CO di Roma riferirà di aver accertato che in effetti in data 7.4.1992 la Squadra Mobile della Quest. di Roma, eseguendo una perquis. nei confronti di SCARANO, aveva esteso l'atto a quest'altro appartamento, a seguito del rinvenimento presso SCARANO di un mazzo di chiavi sul cui conto SCARANO aveva sul momento riferito, al personale operante, che erano relative ad un secondo appartamennto.
- il personale di PG riferirà di aver accertato che GERACI Francesco -come dallo stesso dichiarato- aveva noleggiato presso la Hertz di Roma - Staz. Termini, dal 24.2 al 5.3.1992, una Y10.

- i consulenti riferiranno che un particolare locale posto nello scantinato dello stabile abitato da SCARANO -e proprio il locale da questi indicato, esattamente nel punto indicato- è risultato, ancora nel 1996, contaminato da esplosivo e diranno di quale esplosivo si tratti.

l'attentato a COSTANZO.

A. SCARANO riferirà dei preparativi:

. incontro a PALERMO con MESSINA DENARO e CANNELLA, a seguito di che si verifica una serie di episodi:
. arrivo di CANNELLA a Roma;
contatti ulteriori che porteranno, nell'aprile del 1993 (dal 18.4 al 20.4.1993), al trasporto di un carico di hashish da Palermo a Roma. Occultamento, per un certo periodo, dell'hashish, presso DI NATALE, in via Ostiense.

Pietro CARRA, sul trasporto dell'hashish a Roma, si innesta con un autonomo racconto, i cui punti salienti sono:

. viaggio fatto via terra dal magazzino della CO.PRO.RA, ove l'hashish, confezionato in camere d'aria dentro sacchi di juta (una quarantina), fu portato con Moto Ape (Lo Nigro); carico hashish sotto carcasse d'auto; staffetta da parte di SCARANO; contatti tra i due cellulari lungo il tragitto; arrivo a Roma; scarico hashish presso uno sfasciacarrozze; danneggiamento del pianale e delle sponde del semirimorchio. Utilizzo trattore Volvo tg. TO (TO/52079D) con agganciato semirimorchio già tg. CT/7676, ritargato PA. Rientro via terra a PA con solo trattore; lasciato semirimorchio a Napoli per successivo rientro.

Sull'episodio vedi scheda "chiamate in correità", che menzionano anche le chiamate in correità di DI NATALE (oltre che di SICLARI P. e di MANISCALCO U.) , e di BRUGONI

riscontri specifici:
. i tabulati dei cellulari di SCARANO e CARRA;
. gli accertamenti presso le compagnie di navigazione, sul viaggio di andata di SCARANO a Palermo e di rientro di CARRA: in particolare accertamento che semirimorchio, tg. PA/15551 (ex CT/7676), imbarcato da Napoli per PA 1.5.1993;
. le testimonianze di DE MASI Francesco e degli Uff.li di PG del ROS di Roma;
. sequestro presso FRABETTI, nel novembre 1994, di 38 camere d'aria contenenti, tuttora, hashish.
. Accertamento dannni a pianale e sponde semirimorchio tg. PA/15551 (agganciato a trattore Volvo tg. TO/52079D), sequestrato in Genova il 6.7.1995, in occasione arresto CARRA. Danneggiamento confermato da SCARANO e da BRUGONI.

. la fase preesecutiva ed esecutiva dell'attentato, con approntamento del logistico "di appoggio" costituito dall'appartamento di via Dire Daua, e con epicentro tecnico-operativo nel Centro Commerciale Le Torri di Tor Bella Monaca, per l'approntamento dell'autobomba caricata dell'esplosivo fino ad allora rimasto nascosto nello scantinato di SCARANO.
. Sull'episodio vedi scheda "chiamate in correità"

. riscontri specifici:
. per via Dire Daua, dichiarazioni BIZZONI che riferirà sulle persone presentategli da SCARANO e le dichiarazioni di CANTALE Simonetta che, peraltro, ha fornito le relative indicazioni durante le indagini ancor prima che rendessero dichiarazioni BIZZONI e, poi, SCARANO.
BIZZONI in particolare riferirà che l'appartamento fu lasciato nella disponibilità di taluni "nipoti" (come chiestogli da SCARANO) intorno al 10.5.1993. Per conferma cronologia, vedi DE FOLCHI e data suo licenziamento. I "nipoti" di SCARANO si tratterrano a Roma almeno fino al luglio del 1993 allorchè si intercetteranno, sul telefono di casa di SCARANO, telefonate nelle quali gli interlocutori si qualificheranno come "nipoti" di SCARANO e diranno di disporre di "una casa".
. ancora: RUIZ e CASINI sul fatto di aver effettivamente affittato l'appartamento a BIZZONI nel marzo 1993, riottenendone la disponibilità solo verso la fine di quell'annno.
Ancora RUIZ e CASINI, a conferma di quanto SCARANO dirà, confermeranno la presenza in via D.D. di biciclette che saranno poi sequestrate a Torvajanica nella villetta di BIZZONI, come poi si dirà.
. Confermeranno la frequentazione di via D.D. da parte di più persone: CANTALE Simonetta, LIBERATI, GRECO Rosalba, PAGNOZZI Anna, CANTALE Daniela, DE FOLCHI Antonia.


. in particolare l'esecuzione dell'attentato, in due tempi: il primo tentativo, andato a vuoto, del 13.5.1993; il secondo tentativo, quello del 14.5.1993, andato a realizzazione, per quanto la vittima designata si sia salvata.

. riscontri specifici: su Tor Bella Monaca: esito della perquisizione (3.5.1996), con rinvenimento effetti personali provenienti dalla UNO della CORBANI -che li ha riconosciuti-, oltre ad una copia del Giornale di Sicilia del 26.4.1993, con scotch, pile a stilo, un "led" rosso, non di pertinenza della proprietaria.
Testi: PAOLILLO, amm.re della società proprietaria degli immobili del Centro Comm.le. Riferiranno della disponibilità dello stanzone i testi FABBRONI Pinella e D'ISANTO Saverio: riferiranno sulla disponibilità delle chiavi che in particolare, loro tramite, nella disponibilità di MASSIMINO Alfio. Accenno breve a qualificazione geo-criminale di MASSIMINNO e GARAMELLA, con particolare riferimento a rapporti GARAMELLA-MESSINA DENARO.

. presenza cellulare BENIGNO il 13.5.1993.
. testimonianze: COSTANZO, DE FILIPPI Maria, VALENTE Marina, gli autisti (PESCHI Luciano, DEGNI Stefano) e la scorta (DE PALO Domenico e RE Aldo): sulla estemporanea ed imprevista sostituzione dell'auto il 14.5.1993.

. riscontri ulteriori:

CONTRIBUTI CONOSCITIVI SPECIFICI, DI 2° GRADO


CIARAMITARO - collocazione, vd. scheda -: riferirà che a Roma si erano appoggiati su persona che veniva chiamata "Saddam"
ROMEO - per la collocazione, si rimanda alla esposizione relativa alla strage di Formello - : riferirà che l'attentato è fallito perchè COSTANZO aveva cambiato auto.