Home page Indietro Contatti Cerca nel sito RSS
Processo per la strage di Via dei Georgofili
I verbali del 1° dibattimento
collaboratori
consulenti
deleghe_in_corso_di_dibattimento
esame_imputati
esposizione_introduttiva
fascicolo_dibattimento
intercettazioni
lista_testi
polizia_giudiziaria
preparazione_esami_dibattimento
requisitoria
requisitoria_generale
richiesta_di_prove
sentenza_661998
sommario
udienze
vicenda_bellini
97_03_21.txt
97_07_04.txt
97_07_18.txt
98_01_16.txt
atto_di_impugnazione.txt
risc_fe.txt
riscont.txt
riscontr.txt

Note
Versione stampabile   
DIBATTIMENTO-1: esame_imputati/santama.txt


UDIENZA 29.1.1998

PRESIDENTE: Santamaria.
Vuole accomodarsi qui?
Per cortesia, ci vuole dire il suo nome e cognome?
*IMP. Santamaria: Santamaria Giuseppe.
PRESIDENTE: Lei è a conoscenza del fatto che è conosciuto, o per lo meno, gli amici lo chiamano "Melanzone"?
IMP. Santamaria: Sì, è un soprannome che c'ho in borgata dove abito.
PRESIDENTE: Lei sa di che cosa è accusato in questo processo?
IMP. Santamaria: Sì.
PRESIDENTE: E' presente il suo dif... uno dei suoi difensori di fiducia.
IMP. Santamaria: Sì.
PRESIDENTE: Può ripetere il suo nome signora?
AVVOCATO Usai: Avvocato Monica Usai.
PRESIDENTE: Grazie. Lei come imputato ha il diritto di rispondere o di dichiarare: non voglio rispondere.
IMP. Santamaria: Rispondo.
PRESIDENTE: Benissimo. Il Pubblico Ministero...
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Presidente, non so se fino a oggi Santamaria era contumace, credo.
PRESIDENTE: L'abbiamo già revocata, all'inizio dell'udienza abbiamo revocato la...
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Santamaria, senta, lei...
PRESIDENTE: Non avevamo revocato la contumacia? Allora la revochiamo.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Posso?
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Santamaria, lei sa di quali fatti è chiamato a rispondere in questo processo?
IMP. Santamaria: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, direi senz'altro di iniziare, per l'appunto, il suo esame dalla vicenda, diciamo, relativa a questo famoso stock di macchine acquistate alla Sivauto.
Ecco, ci vuole dire com'è che lei è entrato in questa storia? Ecco, com'è che si è interessato di queste macchine?
IMP. Santamaria: Allora, io, essendo un amico del... dei figli del signor Scarano Antonio, trovandomi un giorno a casa del signor Scarano... era al telefono e parlava di un... con un'altra persona, non sapevo con chi parlava.
Come attaccò il telefono parlò di delle macchine da trasportare, non sapeva come fare. E finì lì la storia.
Dopo qualche giorno mi chiese se conoscessi qualche persona che fosse in grado di avere un automezzo che trasportasse delle macchine. In quel caso io gli dissi di avere un cugino, il signor Fionda, che faceva questo mestiere, il mestiere di trasportatore di autovetture. E mi disse: 'guarda, fammi la cortesia di contattare questo tuo cugino e di dire se è disponibile per un carico di autovetture da portare a un'autosalone di Palermo, di un suo cugino, adesso non so che...
Io chiamai Fionda, mio cugino, gli dissi di questa cosa, diciamo, di questo lavoro e lui disse: 'sì, io son disponibile, però dovrei sapere il giorno esatto, perché io faccio già un lavoro con una ditta, quindi dovrei organizzare il lavoro in modo che questi giorni che io dovrei andare a fare questo viaggio possano combaciare con il mio lavoro'.
Però io non sapevo il giorno esatto, quindi chiamai il signor Scarano Antonio per sapere il giorno esatto, per poterlo poi comunicare a Fionda. E il signor Scarano Antonio non sapeva e mi diede un numero di telefono di questo proprietario di questo autosalone.
Contattai questo signore...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuole dire, mi scusi, il nome di queta persona?
IMP. Santamaria: Questa persona poi si... Giacalone Lui... il signor Giacalone Luigi che era il proprietario di un autosalone a Palermo.
Contattai questa persona, telefonicamente, dicendogli che ero un amico del figlio del signor Antonio Scarano e mi ero preoccupato di procurargli una persona che avesse il modo di trasportare ques... delle macchine, e volevo sapere quando si poteva effettuare questo trasporto per poterlo riferire a mio cugino, in modo che si metteva d'accordo con il suo datore di lavoro. E però questo signore non ha saputo poi dirmi esattamente la data.
Quindi, sono trascorsi alcuni giorni dal momento in cui è stata detto: 'dopodomani fai venire tuo cugino a caricare queste vetture'.
Insomma, poi saputa questa data, ho chiamato mio cugino e gli ho detto: 'guarda, il giorno tot puoi venire a caricare queste auto a un autosalone.
E così è stato. E' venuto mio cugino, siamo andati... ho accompagnato... perché lui non è molto esperto della città di Roma, e ho accompagnato mio cugino a questo posto, in compagnia del figlio del signor Scarano Antonio, che sapeva poi effettivamente dove stava questo...
PUBBLICO MINISTERO: La concessionaria.
IMP. Santamaria: Questa concessionaria, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, magari fermiamoci un attimo...
IMP. Santamaria: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Qualche precisazione.
Punto primo. Lei queste telefonate col signor Giacalone le ha fatte con quale apparecchio?
IMP. Santamaria: Allora, le telefonate, logicamente, io ero in possesso di un apparecchio cellulare e le ho fatte con il mio cellulare, alcune con il cellulare e alcune fatte col... gettoni, la scheda.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, si ricorda quale era il cellulare che lei utilizzava?
IMP. Santamaria: Il mio cellulare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Santamaria: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il numero, se si ricorda il numero e se ci precisa se era intestato a lei o no.
IMP. Santamaria: No, il cellulare non era intestato a me, ma era intestato a mio padre.
PUBBLICO MINISTERO: Che si chiama?
IMP. Santamaria: Santamaria Agostino.
PUBBLICO MINISTERO: Agostino.
IMP. Santamaria: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il numero se lo ricorda di questo cellulare?
IMP. Santamaria: Adesso no.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi che il numero sia lo 0330/550263?
IMP. Santamaria: Sì, sì, sì. E' questo qui.
PUBBLICO MINISTERO: Conferma, è questo il cellulare in questione.
IMP. Santamaria: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Santamaria, questo cellulare lo usava lei, era intestato a suo padre ma lo usava lei...
IMP. Santamaria: Sì. Sì, sì, lo usavo soltanto io questo cellulare.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, prego. Quindi, questa precisazione la abbiamo data.
Ho capito che, secondo il suo racconto, tra la prima richiesta del signor Scarano di fare questo favore a questo cugino, a questo amico, che poi era il signor Giacalone, e il momento in cui effettivamente poi suo cugino va a fare questo trasporto di macchine, secondo il suo racconto di stamane, sarebbe passato un certo lasso di tempo.
IMP. Santamaria: Sì. Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, un chiarimento perché noi anche in questa aula abbiamo sentito il signor Fionda e pare che, pare, secondo le sue dichiarazioni, che la richiesta da parte sua sia arrivata in un certo giorno, di venerdì, va bene, siamo nel mese di aprile del '94, e il lunedì successivo c'è stato il viaggio.
Quindi, non c'era, per così dire, questo lasso di tempo che lei ha rappresentato.
IMP. Santamaria: Be', io adesso non potrei specificarle quale... comunque sono intercorsi non mesi, sono intercorsi quattro-cinque giorni, secondo quello che ricordo io, dal momento in cui...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quattro-cinque giorni è cosa diversa dal racconto che ha fatto lei un attimo fa.
IMP. Santamaria: S... non lo abbiamo specificato bene...
PUBBLICO MINISTERO: Bene, allora specifichiamolo.
IMP. Santamaria: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quanto tempo passò?
IMP. Santamaria: Quattro-cinque giorni, una settimana al massimo. Cioè, adesso non ricordo esattamente il periodo che è intercorso, però è intercorso un periodo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Santamaria: Dal momento della richiesta.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, suo cugino si dichiarò disponibile a fare questo viaggio, lei ha detto: 'mio cugino però non era esperto della viabilità di Roma'. E quindi è venuto a casa sua?
IMP. Santamaria: Sì, è venuto a prendermi a casa, a me.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Santamaria: Perché conosceva bene dove abitavo, essendo un parente. E da casa mia siamo andati a prendere il Massimo Scarano, figlio del signor Antonio Scarano.
E da lì, siamo andati a questo...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ci spiega una cosa? Come facevate a sapere, a conoscere quali macchine dovevate prendere?
Chi era la persona, ecco, che era al corrente di tutta questa situazione?
IMP. Santamaria: Allora, noi arrivati a questo autosalone, innanzitutto noi non eravamo, almeno io non ero addetto al carico e scarico delle macchine, perché io ero in veste innanzitutto di parente dell'autotrasportatore. Ma poi ero in veste di accompagnatore.
Cioè, semplicemente era tanto tempo che non ci vedevamo, quindi faceva piacere stare insieme a un parente.
Siamo arrivati in questo autosalone e c'era un signore, c'era un signore che non conoscevo che si occupava poi di queste macchine.
E la cosa, diciamo, strana per me, perché poi abbiamo caricato queste macchine, noi. Cioè, alla fine ci siamo dovuti caricare queste macchine noi. Perché gli operai di questo autosalone, non si prodigavano per caricare queste macchine.
Mio cugino aveva fretta di partire; insomma, ci siamo rimboccati le maniche. E sia mio cugino, sia io, che il ragazzo Massimo Scarano, abbiamo dato una mano a mio cugino per far sì che svolgesse meno tempo possibile per poter partire.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ci dice per favore chi trovaste lì, in questa concessionaria?
Ora, sappiamo tutti che... Ora, se lo ricorda il nome di questa concessionaria qual è?
IMP. Santamaria: La concessionaria era una concessionaria Sivauto. Poi...
PUBBLICO MINISTERO: La Sivauto.
IMP. Santamaria: Sì, poi...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, chi era la persona che trovaste lì, diciamo, a gestire questo carico di macchine? Perché capisco che il signor Antonio Scarano, non c'era.
IMP. Santamaria: No, non c'era.
PUBBLICO MINISTERO: Il signor Giacalone, capisco che lei...
IMP. Santamaria: Non c'era.
PUBBLICO MINISTERO: Non c'era nemmeno. Ecco, chi era la persona che aveva, per così dire, incarico di questa...
IMP. Santamaria: Guardi, io il nome della persona, non lo conoscevo. Finché poi, dopo, degli interrogatori che ho fatto con il Pubblico Ministero e il dottor Vigna, penso si tratti del signor Bizzoni. Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Bizzoni Alfredo.
IMP. Santamaria: Bizzoni Alfredo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, da chi... Siccome eravate in tre: lei, dice che non lo conosceva; suo cugino Fionda, credo, boh, nemmeno; chi era la persona che sapeva che questo Bizzoni era quello che si occupava: Massimo Scarano?
IMP. Santamaria: Penso di sì. Non posso darle questa conferma, perché penso che lo conosceva lui. Però lui era lì in qualità... Cioè, quando noi siamo arrivati in questo posto e ci siamo, diciamo, qualificati come le persone che dovevano fare un carico di macchine per questo autosalone di Palermo, è uscito fuori questo personaggio.
Che poi, questo personaggio, ci ha indicato le vetture che andavano caricate.
E, torno a ripetere, noi... mio cugino aspettava che gli operai caricassero queste macchine.
Ma visto il poco tempo che ci mette... Cioè, il tanto tempo che ci mettevano, ha detto: 'datemi una mano, che ci penso io'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda quante erano queste macchine e che tipo di macchine erano, quelle che..
IMP. Santamaria: Guardi, io esattamente il numero esatto varia tra cinque-sei-sette macchine.
Esattamente non glielo posso dire; le posso dire che il camion era pieno.
Quindi, se uno fa un calcolo delle macchine che ci entrano sopra...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si trattava di macchine di piccola cilindrata, di grossa...
IMP. Santamaria: Sì, erano macchine utilitarie.
PUBBLICO MINISTERO: Utilitarie.
IMP. Santamaria: Molte delle quali non camminavano, erano incidentate.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, non camminavano, nel senso?
IMP. Santamaria: Che non... non camminavano. Non erano... erano rotte.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, il motore non avviava?
IMP. Santamaria: Non partivano. Soltanto mi ricordo una o due macchine camminava. E poi sono state...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, non incidentate. Perché è cosa diversa.
IMP. Santamaria: No, c'era una macchina incidentata. Una, ricordo, una macchina incidentata. Non ricordo che macchina, però ricordo una macchina incidentata; ma le altre erano, diciamo, una fusa, una magari non... Comunque non partivano.
O non c'era la batteria, o...
PUBBLICO MINISTERO: Che tipo di danni aveva questa macchina incidentata, mi scusi?
IMP. Santamaria: Un incidente, una macchina... il muso, diciamo, schiacciato.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era in condizioni di, comunque di camminare questa macchina? Di montare sulla...
IMP. Santamaria: Sì, sì, camminava.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Santamaria: Era un incidente, diciamo, un incidente...
PUBBLICO MINISTERO: Un incidente, una botta.
IMP. Santamaria: Una botta, insomma... Sì, una botta.
PUBBLICO MINISTERO: Ma non in condizione da non salire sulla bisarca.
IMP. Santamaria: Sì. No, no, saliva sulla bisarca, sempre col nostro...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Diciamo con le sue ruote.
IMP. Santamaria: Con le sue ruote, spinta poi da quelle macchine...
PUBBLICO MINISTERO: A mano, eccetera.
Senta, si ricorda se ci fu questione sulla bolla di accompagnamento, su queste macchine?
IMP. Santamaria: Sì, ci fu...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci spieghi un pochino che cosa, che questione sorse.
IMP. Santamaria: Niente, ci fu un problema con mio cugino che non sapeva se, o avevano scordato di mettere in fattura una macchina..: adesso non so come andò la storia, ma lui ebbe, diciamo, tipo un battibecco con l'ufficio di questo autosalone. Perché diceva: 'no, così non viaggio, perché...', per quanto riguarda una bolla di accompagno.
Ricordo questa cosa, non...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, c'era una macchina in più?
IMP. Santamaria: Sì, c'era un qualche cosa in più che, comunque sia, non era segnato...
PUBBLICO MINISTERO: Che non risultava sulla bolla.
IMP. Santamaria: Che non risultava sulla bolla di accompagno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dal suo racconto mi sembra abbastanza chiaro. Però glielo chiedo: quando arrivaste lì alla Sivauto, arrivaste con il camion vuoto?
IMP. Santamaria: Arrivammo con il camion vuoto. C'era una moto che... non ricordo se l'abbiamo presa prima, o l'abbiamo presa dopo. Questo non glielo posso...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora specifichiamo un attimino questo problema della moto.
Cioè, sulla bisarca montarono, oltre queste macchine, anche una moto?
IMP. Santamaria: Sì, c'era una moto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dove venne, dove venne prelevata questa moto?
IMP. Santamaria: La moto venne prelevata all'abitazione del signor Scarano Antonio, diciamo, nei pressi dell'abitazione di Scarano Antonio che ci aveva fatto un giro il figlio.
Poi io la provenienza e la destinazione... La destinazione era ovvia, perché viaggiava su questo camion, andava in questo autosalone.
Ma la provenienza, non la sapevo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, secondo il suo ricordo, è in grado di specificare se questa moto venne prelevata prima o dopo le macchine?
IMP. Santamaria: Questo è un punto che io già, in fase di interrogatorio, non ricordo esattamente.
Mi sembra, a me sembra di averla prelevata dopo. Però non potrei essere sicuro di dare questa risposta...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, non se lo ricorda, sostanzialmente.
IMP. Santamaria: Non me lo ricordo, non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta ma, ecco, una volta caricate queste macchine, si ricorda chi pagò, se corse denaro tra qualcuno delle persone che era presenti? Se qualcuno portò dei soldi per pagare queste macchine?
IMP. Santamaria: Questo, questo non ricordo esattamente.
Ma lei parla del pagamento delle vetture, o del...
PUBBLICO MINISTERO: Delle vetture.
IMP. Santamaria: ... cugino del proprietario...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, parlo delle vetture.
IMP. Santamaria: No, non glielo posso...
PUBBLICO MINISTERO: Non è in grado di dire chi...
IMP. Santamaria: Non sono in grado di dirglielo.
PUBBLICO MINISTERO: ...si occupò del pagamento di queste macchine.
IMP. Santamaria: No, perché poi questo signore che si occupava del carico delle macchine, poi è andato in ufficio, in quell'ufficio...
PUBBLICO MINISTERO: Questo signore sarebbe il Bizzoni? Oggi lo può dire...
IMP. Santamaria: Il Bizzoni, il Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: ...può dire tranquillamente che è il Bizzoni? Dico, questa persona...
IMP. Santamaria: Sì, il signor Bizzoni... che si occupava di questa cosa...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Santamaria: ...andò in ufficio con mio cugino. E poi lì non lo so che...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi se la sbrigarono loro questa storia del pagamento delle macchine.
IMP. Santamaria: Sì, se la sbrigarono... certo.
PUBBLICO MINISTERO: Dato che siamo a dire dei prezzi, altro sa come concordarono con suo cugino Fionda Arturo, il pagamento di questo viaggio?
IMP. Santamaria: Il prezzo?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Santamaria: Il prezzo, o il pagamento?
PUBBLICO MINISTERO: Il prezzo e...
IMP. Santamaria: Il prezzo era intorno ai due milioni, o qualcosa di più; ma non più di due milioni e mezzo.
E, invece, il pagamento fu fatto in contanti, poi, tra le altre cose.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, poi cosa avvenne? Queste macchine, dopo queste incombenze, lei dice ci fu la discussione della bolla, ci fu questo scambio a cui lei pare non assistette tra Bizzoni, suo cugino e questi della Sivauto, per il pagamento delle macchine.
Poi, cosa accadde?
IMP. Santamaria: Niente. Poi fu caricato queste macchine e mio cugino ci ha riportato nella nostra zona, dove ci aveva prelevato.
E lui è partito per questo autosalone di questo signor Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, lei durante tutta questa fase, dal momento in cui è interessato, al momento in cui poi il camion parte, ha avuto modo di avvertire il signor Giacalone?
Ci ha parlato per dirgli delle macchine, o non se n'è più occupato?
IMP. Santamaria: Penso di avere comunque sia contattato questo signore. Perché era, diciamo, facendo da tramite per questo trasporto, era... Io faccio di lavoro, nella vita, faccio l'agente di commercio. Quindi è un po' un'indole dell'agente di commercio occuparci, diciamo, di queste cose. E finirle bene.
Può anche darsi che poi ho avvertito il signor Giacalone che le macchine stavano arrivando nel suo concessionario.
PUBBLICO MINISTERO: Nel suo concessionario.
Senta, lei ci conferma che, se le ricorda le date innanzitutto di questo fatto?
IMP. Santamaria: No.
PUBBLICO MINISTERO: Noi, però, lo abbiamo ricostruito, diciamo, dal punto di vista documentale.
Questo fatto, questo carico delle macchine dovrebbe essere avvenuto, anzi, è avvenuto senz'altro tra il 17 e il 18 di aprile del 1994.
Le ha ricordo di... O meglio, mi conferma che lei utilizzava il famoso cellulare intestato a suo padre Santamaria Agostino, anche in questi giorni?
IMP. Santamaria: Io, comunque sia, il telefono cellulare lo adopravo tutti i giorni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei poco fa ha detto, era l'unico usuario...
IMP. Santamaria: E' capitato anche...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, signor Santamaria.
IMP. Santamaria: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Era l'unico, l'unica persona che usava questo cellulare.
IMP. Santamaria: Io?
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto poco fa, sì.
IMP. Santamaria: Sì. Io ero proprietario del cellulare. Però può capitare che, nel corso della giornata, qualcuno ti chieda di fare una telefonata, non è che... non è possibile.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le devo fare presente una circostanza che, per altro, le è stata rappresentata anche nel corso delle indagini preliminari.
Le riformulo la domanda e poi lei mi darà la sua risposta.
Lei conosce un certo signor Bruno Moroni?
IMP. Santamaria: Bruno Moroni?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Santamaria: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Santamaria: Non...
PUBBLICO MINISTERO: Le posso specificare, questa persona gestisce una sfasciacarrozze.
Le dice qualcosa questa...
IMP. Santamaria: Sì, l'ho letto sulla custodia cautelare che c'ho avuto per quanto riguarda la custodia cautelare di questo processo. E ho letto chi era questa persona, logicamente, sulla...
PUBBLICO MINISTERO: Ha letto chi era questa persona.
Senta, io bisogna che le faccia presente che, il giorno 16 aprile del '94, dal suo cellulare risulta una chiamata diretta a questo signor Bruno Moroni.
Ecco, come può giustificare questo fatto?
IMP. Santamaria: Beh, io la giustifico semplicemente per un fatto semplicissimo.
Io non conosco questo signore, quindi non... non so neanche com'è fatto. Però posso dirle, come le stavo cercando di dire prima, che forse avevo capito la domanda che voleva farmi lei, che il mio cellulare qualche volta è stato anche adoperato magari in una fase così, al volo, dal signor Scarano Antonio.
Quindi può darsi che una di queste telefonate - non dico tantissime volte, sarà capitato un paio di vote - in una di queste telefonate, può darsi che abbia fatto una telefonata a questo signore.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, sostanzialmente, lei nega di avere fatto questa telefonata.
IMP. Santamaria: Io nego di avere fatto questa telefonata, perché poi, al limite, ce n'erano anche altre, visto che mi sono letto bene il mio...
PUBBLICO MINISTERO: Sa perché glielo rappresento? Perché qui è imputato, risponde dei reati connessi, diciamo, alla gestione di queste macchine.
Perché una di queste macchine, come lei ben sa, era rubata.
Per l'appunto, la macchina che è stata usata per - si dice in gergo, non so se lei è pratico di queste parole - che è stata utilizzata per "taroccare" la macchina rubata, quindi la macchina, chiamiamo così, quella buona, per l'appunto stava depositata, in quei giorni. Quindi, nel momento in cui dal suo cellulare parte questa telefonata, proprio nella sfasciacarrozze del signor Bruno Moroni.
Quindi, ecco perché le chiedo spiegazione su questa telefonata.
IMP. Santamaria: Sì, sì, ho capito. Ho capito perfettamente.
PUBBLICO MINISTERO: Capisce, signor Santamaria?
Posto che la macchina rubata che è partita dalla Sivauto, era la macchina rubata a un certo signor Benedetti, è partita con delle targhe e i documenti relativi a quella macchina buona che stava proprio in quei giorni depositata dal signor Bruno Moroni. Qui, in quest'ala, abbiamo visto le fotografie, abbiamo sentito gli ufficiali della DIA che hanno sequestrato questa carcassa, volevo da lei, per l'appunto, una qualche spiegazione.
Posto che il signor Moroni, il giorno 16 aprile '94, è stato contattato, per l'appunto, dal suo cellulare.
IMP. Santamaria: Io torno a ripetere, signor Pubblico Ministero, che non conosco il signor Moroni, non... io non ho effettuato quella telefonata dal mio cellulare. Io personalmente non ho effettuato questa telefonata.
Le ripeto la stessa cosa che le ho ripetuto adesso: secondo me, l'unica spiegazione logica da parte mia, è quella che il mio cellulare fosse stato usato dal signor o Scarano Antonio, o dal figlio.
Magari nelle circostanze di questo viaggio, logicamente.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, parliamo allora di questi rapporti, diciamo, che lei ha intrattenuto con i signori Scarano.
Ecco, vuol dire alla Corte, lei ci stava accennando che tipo di attività lavorativa svolge. Però non ha specificato quale.
Che lavoro svolgeva, perlomeno all'epoca?
IMP. Santamaria: Allora, io faccio l'agente di commercio.
In quel periodo vendevo un prodotto tipico alimentare laziale. E quindi fornivo tutti, quasi tutti gli alimentari di Roma di questo prodotto tipico.
PRESIDENTE: Che sarebbe?
IMP. Santamaria: E sarebbe un prodotto suino che si chiama "Le coppiette", in gergo romano.
Sono tranci di prosciutto essiccati che poi vengono venduti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, con... lei ha fatto riferimento al signor Scarano Antonio, ha fatto riferimento al figlio Massimo che era...
IMP. Santamaria: Soprattutto.
PUBBLICO MINISTERO: ...era presente... Soprattutto, eccetera.
Ecco, vuol dire da quanto tempo conosce, diciamo, la famiglia Scarano?
IMP. Santamaria: Sì, io conosco la famiglia... conosco non la famiglia Scarano, ma conosco bene i figli del signor Scarano, perché Scarano Cosimo abbiamo fatto le scuole insieme.
Quindi abbiamo fatto le medie... E una amicizia che intercorre...
PUBBLICO MINISTERO: Scarano Cosimo Francesco?
IMP. Santamaria: Scarano Cosimo Francesco. E poi a susseguirsi quella del fratello.
Abbiamo fatto le scuole insieme. Poi abitiamo, diciamo, nella stessa borgata, vicini.
Quindi frequentiamo lo stesso bar, frequentiamo gli stessi amici del bar, queste cose qua.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era una vecchia conoscenza.
IMP. Santamaria: Sì, una vecchia conoscenza che poi è stata un po' interrotta, perché io ho iniziato un tipo di lavoro e lui ne faceva un altro.
Però dopo è stata ripresa un po' più accentuata dopo un po' di tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e diciamo, lei aveva quindi modo di frequentare casa dei signori Scarano?
IMP. Santamaria: Sì. E' capitato che io sono stato a casa dei signori Scarano, però la cosa strana che mi capitava che non mi facevano... Cioè, entravo, ma mi facevano accomodare sempre in cucina, non... non mai dentro casa, magari non so, in salotto, così.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, non ho capito questa precisazione...
IMP. Santamaria: Eh, ma...
PUBBLICO MINISTERO: ...a cosa... Ecco, no, mi scusi.
IMP. Santamaria: Non era, diciamo, una amicizia profonda con la famiglia. Era semplicemente una amicizia con i figli, quindi era molto... era raro che io salissi su a casa. Ci sono salito su a casa, ma non era proprio spesso che salivo su a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, ma il padre dei ragazzi, dei giovani Scarano, lei lo conosceva bene.
IMP. Santamaria: Certo, certo, lo conoscevo. Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ci aveva fatto qualche lavoro con questo signor Antonio Scarano, o comunque gli aveva, aveva avuto modo di avere qualche rapporto con lui per un qualche motivo?
IMP. Santamaria: Mah, io rapporti di lavoro con il signor Scarano non ce n'ho mai avuti.
L'unico rapporto di lavoro, chiamiamolo, se possiamo chiamarlo così, rapporto di lavoro, è questo di questo carico di macchine che lui mi ha chiesto.
E forse, precedentemente, per quanto riguarda lo smantellamento dell'appartamento del figlio che si doveva sposare. Però, sotto richiesta logicamente del figlio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi siamo, in che periodo, questa vicenda dell'appartamento del figlio, signor Santamaria?
IMP. Santamaria: E' luglio... Lui ha sposato a luglio, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Dell'anno, mi scusi?
IMP. Santamaria: Non glielo..,. dell'anno... Beh, esattamente non glielo so dire.
C'è una partecipazione, comunque, che...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ce l'abbiamo anche agli atti. Ora non...
Non mi ricordo se è il '92 o il '93.
IMP. Santamaria: Sì, comunque uno di questi...
PUBBLICO MINISTERO: Questo, mi ha detto.
IMP. Santamaria: E, niente, il figlio, essendo un amico, mi ha chiesto a me e altri amici se gli davamo una mano a...
PUBBLICO MINISTERO: A sistemare questo appartamento.
IMP. Santamaria: Più che altro a portar giù dei sacchetti con dei calcinacci.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Dato che siamo a parlare di un periodo, diciamo, fino a ora le vicende relative alle macchine sono dell'anno '94. E dato che lei ci ha riportato con questa sua conoscenza con Cosimo Scarano, diciamo, almeno all'anno precedente.
E poste le mie domande sui rapporti col signor Antonio Scarano, ecco, vuol dire lei, si ricorda se ha, per così dire, fatto un qualche... gli è stato richiesto dal signor Antonio Scarano, di un qualche favore, di una qualche cortesia?
IMP. Santamaria: Sì, io... Un giorno venne giù al bar che gli serviva un... dopo, questo è successo dopo il carico delle macchine - non potrei comunque confermarlo esattamente, mi sembra che sia così - mi chiese se potevo accompagnare dei suoi parenti che avevano perso l'aereo e dovevano, comunque sia, ritornare a Palermo. Non so adesso se era Palermo o Calabria. Adesso...
E se gli facevo la cortesia di poterli accompagnare al porto di Napoli che si dovevano imbarcare questi suoi cugini.
Io, niente, ho accettato perché non stavo facendo niente, quei giorni, non lavoravo. Erano due giorni che non lavoravo. E ho accompagnato... Mi ha dato dei soldi per mettere la benzina alla macchina e mi ha detto di tenere il resto, perché, diciamo, per pagarmi questa cortesia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi. Prima di andare avanti su questo racconto bisogna che io le chieda una precisazione sulla data in cui è avvenuto questo fatto che lei stava per raccontare.
Da quello che lei sta dicendo, parrebbe che sia avvenuto dopo l'aprile del '94.
Prima di farle la contestazione, allora, la pregherei a ripensare meglio, diciamo...
IMP. Santamaria: Allora, il periodo...
PUBBLICO MINISTERO: ...al periodo.
IMP. Santamaria: ...stagionale era sicuramente un periodo estivo.
PUBBLICO MINISTERO: Estivo, esatto.
IMP. Santamaria: Su questo... che la data esatta io non la ricordo esattamente la data.
Ma lei mi fa riferimento al trasporto della macchina? La...
PUBBLICO MINISTERO: No, io sto, lei stava raccontando, per l'appunto, questo viaggio, questo favore.
IMP. Santamaria: Questo favore...
PUBBLICO MINISTERO: La mia domanda era: ha fatto qualche favore a Antonio Scarano?
E lei stava raccontando questo episodio di questo accompagnamento, di questi parenti, lei li ha definiti cugini, a Napoli.
IMP. Santamaria: A Napoli, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi mi pare che il fatto è abbastanza impreciso, ecco.
IMP. Santamaria: Eh, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, le richiedo l'epoca in cui avvenne questo fatto.
IMP. Santamaria: Non gliela posso dare con precisione l'epoca di data.
PUBBLICO MINISTERO: Come anno, o come...
IMP. Santamaria: Come anno... Come anno è impossibile, perché non la ricordo assolutamente la data.
Però posso dirle che era un periodo estivo. Questo qui glielo posso dire.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, allora, dato che non se lo ricorda questo fatto, io le devo far presente che, quando lei venne interrogato il 20 febbraio '96 dal dottor Chelazzi e dal procuratore dell'epoca, dottor Vigna, le fecero una domanda del tipo di quella che le ho fatto io adesso.
E, in particolare, in particolare, nel corso di questo interrogatorio, le venne chiesto, le venne fatto presente quelli che erano i risultati di alcune intercettazioni telefoniche del giorno - stia attento, signor Santamaria - del giorno 28 luglio 1993. In cui si faceva riferimento a un Pino.
E le chiedo: lei viene chiamato Pino?
IMP. Santamaria: No, io... vengo chiamato con il mio soprannome, cioè...
PUBBLICO MINISTERO: Che sarebbe?
IMP. Santamaria: "Melanzone".
PUBBLICO MINISTERO: "Melanzone".
Ma non credo che tutti la chiamano "Melanzone".
IMP. Santamaria: Beh, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome si chiama Giuseppe...
IMP. Santamaria: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi, il dottor Chelazzi, all'epoca, nel corso di questo interrogatorio, le fece presente che c'era stata una certa telefonata intercettata sulla utenza di casa di Scarano; le fece presente che questa telefonata era del giorno 28 luglio del 1993, quindi periodo estivo come lei sta dicendo. Le fece presente anche che si trattava del giorno successivo agli attentati che c'erano stati a Roma.
E lei, a seguito di queste, chiamiamole, sollecitazioni che le vennero fatte nel corso di questo interrogatorio - siamo, per l'appunto, nell'interrogatorio del 20 febbraio '96 - lei, a seguito di queste domande, sollecitazioni, chiamiamole come vogliamo, riferì il fatto che sta appena raccontando.
Quindi - e torno alla domanda - la data in cui avvenne questo accompagnamento, è quella del 28 luglio '93?
IMP. Santamaria: Probabilmente, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, rigirando la domanda da un altro punto di vista: si tratta dell'episodio che lei raccontò anche all'epoca a seguito di questa contestazione.
IMP. Santamaria: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Santamaria: Io le dico probabilmente, perché io adesso, in questo momento, non ricordo date.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, guardi.
AVVOCATO Florio: Chiedo scusa, sono l'avvocato Florio.
PRESIDENTE: Sì.
AVVOCATO Florio: Se è possibile, il Pubblico Ministero legga la contestazione.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
Ecco, dall'interrogatorio, per l'appunto, del 20 febbraio '96, e per l'appunto siamo a pagina 50, per l'appunto il dottor Chelazzi che interrogava il Santamaria, ecco, le dice. Eccoci, dunque, le chiede il dottor Chelazzi:
"Ma era il giorno dopo che erano saltate le chiese a Roma?"
E lei risponde:
"Non me lo ricordo, può darsi. Era il periodo estivo."
" Era un periodo estivo?" le chiede il dottor Chelazzi.
"Sì."
"Ma nel '91, o l'anno scorso?"
Ecco, le ha dato quest'arco temporale, diciamo, anche.
E lei rispose:
"No, no, questo è successo un paio d'anni fa, è successo."
Il Pubblico Ministero:
"Dunque, Scarano è stato arrestato nel '94. E' stato arrestato il 3 giugno del '94.
E lei rispose:
"Questo è successo un anno prima, un anno e mezzo prima. Una cosa del genere. Nel '93 è successo."
Le chiede il dottor Chelazzi:
"In un periodo caldo d'estate?"
"Il periodo era estivo, proprio estivo, perché faceva proprio caldo. E, in quella occasione, mi disse che c'erano queste due persone a casa che dovevano prendere la nave a Napoli. E se gli facevo la cortesia di accompagnarli.
Mi diede i soldi per mettere la benzina e accompagnai queste due persone."
Ora mi fermo a questo punto.
Ora le ho rappresentato, vede, tutto il brano proprio della trascrizione, dell'interrogatorio...
IMP. Santamaria: E questo... Io le confermo quello che ho detto lì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi conferma che...
IMP. Santamaria: Confermo quello. Però logicamente la data esatta io non gliela posso specificare.
Confermo esattamente...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, signor Santamaria. Dalla risposta, dalla sua prima risposta che lei ha dato alla mia prima domanda su questo punto, lei questo fatto lo ha messo addirittura dopo la vicenda delle macchine...
AVVOCATO Usai: Chiedo scusa. Avvocato Usai, difesa Santamaria.
No, ha detto che non ricordava se era dopo, o prima della vicenda delle macchine.
PRESIDENTE: Avvocato, la prima risposta era: "Dopo la vicenda delle macchine."
AVVOCATO Usai: No. No, Presidente...
PRESIDENTE: Lo vedremo, signora, sulla...
AVVOCATO Usai: Mi posso permettere...
PRESIDENTE: Lo vedremo sulla registrazione.
AVVOCATO Usai: Senz'altro.
PRESIDENTE: Stia tranquilla, che se glielo ricordo, è perché ne sono sicuro.
AVVOCATO Usai: Anche io, comunque. Grazie.
PRESIDENTE: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', comunque, Santamaria...
IMP. Santamaria: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ...al di là di quello che ha detto prima - può darsi che è come dice l'avvocatessa, può darsi che è come dico io - comunque, allora, ridiciamo di nuovo la storia.
Questo fatto, quindi, è dell'anno prima, rispetto alla vicenda delle macchine?
IMP. Santamaria: Sì, guardi...
PUBBLICO MINISTERO: Come le ho appena letto...
IMP. Santamaria: Infatti, mi ha delucidato meglio, perché io purtroppo con le date, non ricordo...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Allora, poste le precisazioni che abbiamo dato anche leggendo il verbale del 20 febbraio, ecco, se ora ci racconta quello che è accaduto.
Lei ha detto: 'Scarano mi chiese questo favore...', prego.
IMP. Santamaria: Niente, è accaduto semplicemente che ci aveva questi cugini suoi che io non avevo mai visto, che avevano perso questo aereo. E avevano bisogno di essere accompagnati al porto di Napoli per potersi poi imbarcare e poter andare nel loro paese.
E, niente, io mi sono... Cioè, mi sono offerto proprio sotto sua richiesta, li ho accompagnati e sono ritornato giù a Roma.
Ho fatto questo viaggio...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, è andato a Napoli ed è tornato...
IMP. Santamaria: Sì, sono andato a Napoli e sono ritornato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signor Santamaria, si ricorda qualcosa di queste persone?
Dove andò a prelevarle, diciamo, così?
IMP. Santamaria: No, le persone erano... questi parenti del signor Scarano, stavano a casa sua.
PUBBLICO MINISTERO: A casa di Scarano?
IMP. Santamaria: Sì, a casa... in via delle Alzavole.
PUBBLICO MINISTERO: In via delle Alzavole.
IMP. Santamaria: Dove abitava il signor Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: E niente, da lì li ho prelevati da casa del signor Scarano...
PUBBLICO MINISTERO: Con che macchina ci andò?
IMP. Santamaria: Con una Ibiza, Ibiza bianca.
PUBBLICO MINISTERO: la sua?
IMP. Santamaria: No, me la prestò un amico, perché io purtroppo avevo in quel tempo una macchina che non poteva affrontare un viaggio, quindi mi feci prestare una macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda quand'era? Era di mattina, di pomeriggio, di sera?
IMP. Santamaria: Era il pomeriggio.
PUBBLICO MINISTERO: Era il pomeriggio.
IMP. Santamaria: Il pomeriggio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e di queste persone si ricorda qualcosa?
IMP. Santamaria: No, non ricordo... a parte che non le ho mai viste...
PUBBLICO MINISTERO: Va be', l'ha viste, le ha avute per oltre, per due ore in macchina.
IMP. Santamaria: Sì, ma non le avevo mai viste.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non le aveva mai viste prima di allora. Le ha avute in macchina almeno da Roma a Napoli.
IMP. Santamaria: Sì, sì, un'ora e mezza di viaggio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ha fatto presto: un'ora e mezza. Magari ce ne avrà messe anche due, comunque cambia poco.
Non ricorda proprio nulla di queste persone?
IMP. Santamaria: Beh, ricordo che avevano questo accento calabrese, perché, adesso non so... visto che il signor - questa è una mia definizione - visto che il signor Scarano è calabrese, sicuramente saranno stati parenti calabresi.
Non so, adesso, definire se erano calabresi o siciliani, perché non so riconoscere i dialetti. Però avevano un accento diciamo della bassa Italia.
PUBBLICO MINISTERO: Meridionale.
IMP. Santamaria: Meridionale.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, una qualche descrizione fisica di queste persone è in grado di darcela?
IMP. Santamaria: La descrizione fisica: c'era un signore grande, grosso, e gli altri due erano statura normale, non...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che cosa vuol dire "grande, grosso"?
IMP. Santamaria: Abbastanza grosso.
PUBBLICO MINISTERO: Di corporatura...
IMP. Santamaria: Di corporatura grande.
PUBBLICO MINISTERO: Corpulento.
IMP. Santamaria: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Corpulento. Di età si ricorda si ricorda qualcosa?
IMP. Santamaria: Sui trent'anni avranno avuto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sentì per caso chiamare, sentì come venivano chiamati da Scarano quando si salutarono, quando...
IMP. Santamaria: Questa cosa non me la ricordo se aveva dato qualche nome, se l'han chiamati per nome. Non gliela so dire questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda questo.
IMP. Santamaria: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, di uno ci ha dato questa descrizione: corpulento, sui trent'anni. Degli altri?
IMP. Santamaria: E gli altri c'avevano statura normale. Quello che era seduto vicino a me era una statura normale, era 1 metro e 60, 1 metro e 70 circa.
PUBBLICO MINISTERO: Giovani, meno giovani?
IMP. Santamaria: Sì, giovani. Giovani, sulla trentina d'anni; 30-35 anni, così. Quest'età qui.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
PRESIDENTE: Vuole essere preciso, non abbiamo capito. Sulla sua macchina quanti ne sono saliti?
IMP. Santamaria: Io ricordo tre persone.
PRESIDENTE: Ma sulla sua macchina quanti ne ha portati?
IMP. Santamaria: Sulla mia macchina?
PRESIDENTE: Sì.
IMP. Santamaria: Sulla mia macchina ho portato tre persone, glielo sto dicendo.
PRESIDENTE: Oltre a lei.
IMP. Santamaria: Oltre a me, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Santamaria, e questo viaggio che inizia da casa di Scarano in via delle Alzavole...
IMP. Santamaria: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ...poi si conclude a Napoli, lei lo fece da solo o con queste tre persone? Sa se Scarano si mosse pure lei? Se...
IMP. Santamaria: No. Io il viaggio lo feci da solo con queste tre persone.
Arrivai a Napoli, lasciai queste persone. Visto che c'era un po' di traffico loro perdevano questa nave, siccome poi non ero proprio... ero pratico, diciamo, della zona di Napoli, visto che io sono della provincia di Caserta, ci sono stato qualche volta, però, cioè, un conto è conoscere i posti magari più abituali, un conto conoscere magari come si fa a arrivare a questo porto.
Li ho lasciati in un posto dove c'era un taxi e poi hanno preso un taxi e se ne sono andati via. Per sbrigarsi a prendere questa nave, sennò la perdevano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei arrivò proprio al porto.
IMP. Santamaria: Sì, nelle vicinanze del porto. Però non sapevo le strade per arrivarci esattamente, quale era.
Perché ricordo che c'era "porto scarico merci", c'erano delle direzioni che non... per non sbagliare scesi su una strada e loro dissero: 'va be', non fa niente, prendiamo un taxi perché può darsi che è meglio, sennò facciamo tardi per prendere la nave'.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi andarono via.
Senta, e poi, dopo questo viaggio, lei cosa fece, tornò a casa, tornò da Scarano?
IMP. Santamaria: Tornai nella mia zona. Ridiedi la macchina a questo amico che me l'aveva prestata.
PUBBLICO MINISTERO: Ebbe qualche ricompensa per questo favore?
IMP. Santamaria: No, il signor Scarano mi diede dei soldi per mettere la benzina e mi disse: 'tieni il resto'. Erano all'incirca 200.000 lire, se ricordo bene.
Diciamo che ho tenuto il resto di 60.000 lire, una cosa del genere; 70.000 lire.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha parlato di queste tre persone che accompagnò, quindi siamo - secondo quello che abbiamo detto e per come le ho contestato anche i risultati dei precedenti interrogatori - siamo nel luglio del '93.
Qualcuna di queste persone che lei ha accompagnato in questa occasione ha avuto modo di rivederla in territorio, chiamiamolo così, romano?
IMP. Santamaria: No, io è stata la prima, l'unica e l'ultima volta che ho visto questi parenti del signor Scarano. Non ho avuto occasione di vederli un'altra volta, non c'è mai stata l'occasione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la inviterei, prima di muoverle una contestazione, a ripensare un pochino meglio a questa sua affermazione. La domanda è se qualcuna delle persone che lei ha...
IMP. Santamaria: Ah, sì, forse...
PUBBLICO MINISTERO: ...visto...
IMP. Santamaria: Sì, ricordo che una volta, andando a accompagnare Massimo, il figlio del signor Scarano, alla villa in costruzione che c'avevano in una zona fuori Roma, accompagnai Massimo e c'erano degli operai che lavoravano a questa villa e c'era, mi sembra, una di queste persone.
Mi sembra, non vorrei sbagliare, però, eh. Una di queste persone mi sembra di averla riconosciuta in questa località.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi siamo dove, nella villa che stava costruendo il signor Scarano?
IMP. Santamaria: No, era una casa vicina.
PUBBLICO MINISTERO: Vicina.
IMP. Santamaria: Dove stavano pranzando questi operai. Perché noi siamo andati allo scheletro dove c'aveva questa casa - era uno scheletro, non era finita questa casa - e non stava lì e stavano mangiando in un'altra cosa nelle vicinanze; stavano pranzando. E con Massimo siamo andati lì, che doveva dire delle cose al padre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora vediamo di dare delle precisazioni su questi due luoghi. Una, questa casa che lei definisce con lo "scheletro", era la casa in costruzione del signor Scarano?
IMP. Santamaria: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Santamaria: La villa, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: La villa del signor Scarano. Sa in che località si trova?
IMP. Santamaria: Fuori Roma, verso... sull'autostrada Roma-Firenze, si esce poi prima del casello.
PUBBLICO MINISTERO: A Fiano...
IMP. Santamaria: Fiano Romano.
PUBBLICO MINISTERO: Fiano Romano.
Senta, e quest'altra cosa dove c'erano queste persone, ci può dire se era lì vicina, se era...
IMP. Santamaria: Sì, era una casa non vicina attaccata, non si vedeva a vista d'occhio; si facevano comunque penso un chilometro, un chilometro...
PUBBLICO MINISTERO: Un po' di strada.
IMP. Santamaria: Sì, un po' di strada.
PUBBLICO MINISTERO: E si ricorda che tipo di casa era quest'altra?
IMP. Santamaria: Era una casa... una villettina.
PUBBLICO MINISTERO: Era una villettina.
IMP. Santamaria: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questo fatto che lei ci sta raccontando - cioè di questa visita, diciamo così, su questo luogo - a che epoca risale?
IMP. Santamaria: Dottore, le epoche purtroppo io non le ricordo, anche per un fatto... non ci riesco a ricordarle.
PUBBLICO MINISTERO: Non ci riesce.
IMP. Santamaria: Normalmente non le ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ma diciamo...
IMP. Santamaria: Poi, specialmente in questo caso, ancora peggio perché...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, ma dato che stiamo...
IMP. Santamaria: (voci sovrapposte)
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, Santamaria, dato che abbiamo un arco temporale che è abbastanza direi contenuto, siamo in meno di un anno... Quindi l'episodio di Napoli, l'abbiamo ricostruito, doveva essere...
IMP. Santamaria: Era comunque in questo...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, 28 luglio. Poi le ho chiesto se qualcuna di queste persona le aveva rivista, lei mi sta rispondendo di sì...
IMP. Santamaria: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ...che una di queste persone che aveva accompagnato a Napoli l'aveva rivista, e il periodo che abbiamo preso in considerazione finisce poi a aprile '94, con la storia delle macchine; e poi, siccome lei ci mette anche la presenza del signor Scarano, Scarano viene arrestato il 3 giugno '94, quindi in quest'arco di tempo. L
Luglio '93, diciamo giugno '94.
Ecco, questo episodio che lei ci sta raccontando di questa villettina vicino a quella di Scarano a quando risale, ecco?
IMP. Santamaria: Risale... in quest'epoca. Sempre in questo quadro di quest'epoca, di questo anno, perché... Comunque prima dell'arresto del signor Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Prima dell'arresto.
IMP. Santamaria: Prima dell'arresto del signor Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Anche prima della storia delle macchine?
IMP. Santamaria: Sì, mi sembra di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le sembra di sì.
IMP. Santamaria: Mi sembra di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ci può dire quale di queste persone lei vide in questa villetta? Chi vide in questa villetta di Scarano?
IMP. Santamaria: Beh, io non lo so... vidi una di queste persone che non potrei definire se era quella o un'altra persona, però mi ricordo perché aveva la statura grande, quindi me la ricordo come... perché era grande.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè quello che lei ha definito "corpulento"?
IMP. Santamaria: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quello robusto.
IMP. Santamaria: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quella stessa persona che lei aveva avuto in macchina con lei in quel certo giorno l'ha rivista poi in questa villetta.
IMP. Santamaria: Sì, ma non ne sono sicuro, comunque, se fosse la stessa persona. Comunque per la statura corporea penso che sia quella persona.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ora ci arriviamo. Ora, magari...
IMP. Santamaria: Anche perché io, in quella villetta, non è che ci sono entrato. Stavano mangiando, quindi siamo entrati un attimo; quindi tutto è successo in un attimo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quando lei andò in questa villetta e vide questa persona, questo grosso, c'era lei, c'era Scarano padre e c'era chi?
IMP. Santamaria: No, c'ero io...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, c'era lei...
IMP. Santamaria: C'ero io...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci dica chi erano le persone presenti.
IMP. Santamaria: Eravamo io e Massimo, che Massimo cercava il padre. Siamo andati in questa villetta e c'erano gli operai - saranno stati cinque, sei operai che stavano mangiando - e il padre di Massimo.
PUBBLICO MINISTERO: Come mai lei li definisce operai?
IMP. Santamaria: Eh, perché stavano tutti con le canottiere, con...
PUBBLICO MINISTERO: Uno non era uno degli operai perché era...
IMP. Santamaria: Sì, era il parente; sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: ...quello che lei aveva accompagnato. Ma c'era qualche altra faccia nota a lei, in questa occasione?
IMP. Santamaria: C'era... no, non me lo ricordo. Non me lo ricordo...
PUBBLICO MINISTERO: Allora, prima di leggere le sue precedenti dichiarazioni, le faccio un'altra domanda.
Si ricorda cosa avete fatto in quell'occasione, quando siete andati in questa villetta? Siete rimasti a pranzo?
IMP. Santamaria: Sì, abbiamo... Loro avevano quasi finito di pranzare, noi dovevamo pranzare e abbiamo mangiato un piatto di pasta così al volo e poi siamo andati via. C'era... c'era, sì, c'era un'altra persona: c'era il proprietario dell'autosalone, che è il parente di...
PUBBLICO MINISTERO: Vede, c'è arrivato da sé.
IMP. Santamaria: Sì, c'era... Sì, me lo sto ricordando adesso.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi c'era anche il signor Giacalone.
IMP. Santamaria: C'era, sì, questo signore, il proprietario dell'autosalone; stava con il signor Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi c'era anche il signor Scarano padre?
IMP. Santamaria: Sì, c'era il signor Scarano padre, innanzitutto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, come facce che oggi può dire di aver visto in questa occasione, c'era: Scarano padre, il signor Giacalone, quella persona grassa, che lei... grosso, corpulento...
IMP. Santamaria: Grande, grande.
PUBBLICO MINISTERO: Grande.
IMP. Santamaria: Una persona grande.
PUBBLICO MINISTERO: Grande, di fisico grande, che lei aveva accompagnato a Napoli.
IMP. Santamaria: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Capisco bene? E poi?
IMP. Santamaria: E poi c'erano questi operai che stavano...
PUBBLICO MINISTERO: Poi, quindi, c'erano anche altre persone.
IMP. Santamaria: Sì, sì. Io li definisco come operai, poi non so se erano parenti, chi erano.
PUBBLICO MINISTERO: Ci furono presentazioni in quella occasione?
IMP. Santamaria: No.
PUBBLICO MINISTERO: Durante questo pranzo, eccetera.
IMP. Santamaria: No, perché noi... calcoli che noi siamo arrivati, loro avevano quasi finito di mangiare; poi sono usciti fuori da questa casa, perché c'era un giardino, e io e il Massimo Scarano abbiamo mangiato un piatto di pasta. Massimo doveva dire delle cose al padre.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, quando lei arrivò con Massimo Scarano in questa villetta si ricorda se c'erano delle macchine, se c'era qualche situazione particolare?
IMP. Santamaria: C'era - fuori della casa, però, questo qui - c'era un telo che copriva qualcosa, però non so se era una macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, c'era un telo di quale? Quello... Che tipo di telo?
IMP. Santamaria: Un telo grigio, un telo grigio. Forse erano mattoni, forse era una macchina, non...
PUBBLICO MINISTERO: Che copriva qualcosa.
IMP. Santamaria: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Però lei non è in grado di dirci se sotto questo telo c'era una macchina, c'era qualcos'altro.
IMP. Santamaria: Può darsi che era una macchina, però con definizione... era coperta, non glielo posso dire con definizione esatta se era una macchina o era qualche altra cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, però, insomma, uno che all'occhio....
IMP. Santamaria: Perché ... i tempi che sono intercorsi sono stati veloci. Perché siamo arrivati, abbiamo parcheggiato, siamo scesi, quindi l'occhio non è che ha visto bene le cose.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signor Santamaria, lei ha detto che, per l'appunto, una delle persone che aveva accompagnato a Napoli l'aveva rivista nella villetta.
Voglio chiedere ancora una puntualizzazione. Cioè, le persone che lei accompagnò a Napoli quante erano?
Lei poco fa, a domanda del Presidente, ha risposto tre. Io glielo richiedo, se lei per favore può far mente locale sul numero di queste persone.
IMP. Santamaria: Io ricordo tre persone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando lei venne sentito, siamo sempre nell'interrogatorio del 20 febbraio '96, quello che le ho letto poco fa, lei fu sempre abbastanza costante nel dire che le persone che lei aveva accompagnato erano due, non tre. Una di queste due era sempre questa persona grassa, ecco, di cui lei ha parlato.
IMP. Santamaria: Sì, io ricordo tre persone.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, è il suo ricordo di oggi che è di tre persone?
IMP. Santamaria: Sì, erano tre persone, perché poi col passare del tempo... perché calcoli che io sono al di fuori di tutta questa situazione, come non sapevo, non so chi ho accompagnato, chi non ho accompagnato.
Poi, dopo... io sono stato interrogato in carcere, per me è stato un trauma il carcere, quindi logicamente in quei momenti, sa, uno può anche sbagliare, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: (Interviene il dottor Chelazzi)
Ascolti un secondo, Santamaria, d'altra parte, sennò fatta più avanti ha poco senso.
Le sue parole son state esattamente queste, in quell'interrogatorio, ha detto:
"Io ho accompagnato due persone da Roma a Napoli, due amici del signor Scarano."
"Da Roma a Napoli? Non ho capito, mi scusi."
"Due amici del signor Scarano, che mi ha detto se ero disponibile per accompagnare queste due persone. E io le ho accompagnate, queste due persone, lì a Napoli. Le ho lasciate ad un taxi vicino al porto, poi hanno preso un taxi e se ne sono andate al..."
"Raccontiamola un po' tutta questa storia. Com'è andata?"
"E' tutta qui, esattamente com'è andata."
Poi, più avanti, lei dice ancora:
"Io sono andato sotto casa sua a prendere Massimo e mi disse: 'non c'ho la forza di guidare, ci sono questi due miei amici, si devono imbarcare per Napoli stasera; faceva caldo, era il periodo estivo...", eccetera, eccetera.
E poi, ancora più avanti... Queste son tutte... è una sequela di dichiarazioni, da pagina 40 in poi, tutte le volte che si parla di questo viaggio: due due, due. Ecco, è costante l'indicazione di due e, le debbo dire anche la verità, non è mai stata incerta la sua affermazione.
Non è che abbia detto 'mi pare', 'mi sembra'. Ha sempre detto: due e inesorabilmente due.
Ecco, questo per la puntualizzazione.
PUBBLICO MINISTERO: (Riprende l'esame il dottor Nicolosi).
In questa famosa villetta dove avvenne questo famoso pranzo, lei ci ha visto anche qualche altra persona, oltre a quelle che ha appena indicato?
IMP. Santamaria: Che conosco io?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Santamaria: No, che conosco io no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Allora, una persona che si chiama Aldo Frabetti lei...
IMP. Santamaria: Il signor Aldo Frabetti sì, era un operaio del... quello che faceva, diciamo, i lavori... Perché io l'avevo conosciuto per quanto riguardava i lavori di casa di Franco Scarano, che fece questo lavoro in casa. E il signor Aldo Frabetti era, diciamo, il mastro, che stava rifacendo l'appartamento. E penso che sia stato anche il mastro della villa sua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questo signor Aldo lo vide in questa villetta dove c'era quello grasso, dove c'era Giacalone e company.
IMP. Santamaria: Ma con definizione esatta non glielo so dire, però c'era in... perché io sono andato due volte in quella casa in costruzione: una volta nella casa in costruzione, e un'altra volta invece in questa villetta.
Non so adesso dirle se stava... l'ho visto nella villetta o nella casa in costruzione.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei, a questo proposito, quando venne sentito sempre...
IMP. Santamaria: Però sicuramente posso... visto che stavano pranzando, può darsi che l'ho visto nella villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, i ricordi dell'epoca, mi riferisco sempre al 20 febbraio '96, i suoi ricordi erano più precisi... Perché lei, per l'appunto, disse che l'Aldo, Frabetti, lo aveva visto proprio nella villetta che i Pubblici Ministeri - allora il dottor Chelazzi - le fece presente che era la villetta di Capena.
IMP. Santamaria: Sì. Infatti le stavo dicendo che sicuramente...
PUBBLICO MINISTERO: Per distinguerla da quella in costruzione, diciamo, di Scarano.
IMP. Santamaria: No. Calcoli che questo è successo una volta circa 4 anni fa. Con definizione esatta... per logica sicuramente stava nella villetta, perché erano a pranzo, questi operai, quindi sarà stato nella villetta; comunque c'era, io l'ho visto, c'era.
PUBBLICO MINISTERO: La sua affermazione, all'epoca, era... fu molto più netta.
IMP. Santamaria: Era...
PUBBLICO MINISTERO: Nel corso di questo interrogatorio.
IMP. Santamaria: Era anche più vicina ai fatti, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi conferma quella dichiarazione del 20 febbraio '96 sul...
IMP. Santamaria: Se ho fatto quella dichiarazione, certo.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha fatta.
IMP. Santamaria: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, bisogna che torni ancora una volta sulla persona che era in macchina con lei, su quello grasso.
IMP. Santamaria: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha mai sentita chiamare questa persona?
IMP. Santamaria: Sì, l'ho sentita chiamare, però adesso, in questo momento non ricordo come lo chiamava. Adesso in questo momento non lo ricordo, mi sembra, comunque, che l'ha chiamato per nome.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda?
IMP. Santamaria: Adesso c'ho... comunque mi sembra che lo dissi come lo chiamavano, per nome; come si chiamava.
PUBBLICO MINISTERO: Come l'aveva sent...
IMP. Santamaria: Come l'avevo sentito chiamare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, su per giù... oggi non se lo ricorda.
IMP. Santamaria: No, oggi non me lo ricordo più.
PUBBLICO MINISTERO: (Interviene il dottor Nicolosi).
Allora, ascolti un attimo Santamaria. Dal verbale riassuntivo dell'interrogatorio del 20 febbraio si legge questo:
"Si dà atto che nel corso della verbalizzazione riassuntiva Santamaria è spontaneamente intervenuto..."
PRESIDENTE: Avvocato, se vuole protestare, protesti, ma non è un esame suo, né di un suo difeso.
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
Io...
(voci sovrapposte)
PRESIDENTE: Caso mai la può porre i...
PUBBLICO MINISTERO: Un secondo... Un secondo.
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
No, no.
(voci sovrapposte)
PRESIDENTE: Visto che lei rumoreggiava, quindi, per cortesia, stia tranquillo.
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Un secondo. Ricorro alla verbalizzazione riassuntiva in quanto che se ne dà atto, verbalizzazione di un intervento spontaneo di Santamaria nel corso della verbalizzazione riassuntiva; che segue la fase documentata mediante audioregistrazione.
E quindi questa dichiarazione è riflessa nella verbalizzazione riassuntiva e non c'è nella trascrizione.
Quindi, il problema, magari, va posto in altri termini.
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato Cianferoni, per cortesia, abbia pazienza.
(voci sovrapposte)
PRESIDENTE: Avvocato, per cortesia, lei non ha titolo per intervenire.
AVV. Cianferoni: Ma non ero io. Voglio dire, sennò qui si fa una...
(voci sovrapposte)
PRESIDENTE: No, ho visto che da quelle parti c'era un forforio di...
AVV. Cianferoni: Perché siamo tutti concordi su una certa linea interpretativa. Non è che...
(voci sovrapposte)
PRESIDENTE: ... ma è una questione che in questo momento non ci interessa.
PUBBLICO MINISTERO: Allora se ho fatto il suo nome, avvocato Cianferoni, chiedo scusa.
Dunque:
"Si dà atto che nel corso della verbalizzazione riassuntiva Santamaria è spontaneamente intervenuto per dire che gli viene in mente ora che la persona di grossa corporatura che sedeva accanto a lui nel viaggio fatto a Napoli, venne chiamato più volte da Scarano con il nome 'Ciccio' durante il pranzo nella villetta di Capena."
Ecco, questa è esattamente la sua dichiarazione spontanea su questo nome che sentì fare da Scarano a proposito della persona, appunto, quella piuttosto robusta di corporatura che era stata sull'automobile con lei e che aveva visto lì a Capena mentre mangiavate.
Ecco, siccome lei non se lo ricordava...
IMP. Santamaria: Infatti...
PUBBLICO MINISTERO: Siccome lei non se lo ricordava, allora le ho richiamato il verbale.
IMP. Santamaria: Sì, non ricordavo questo soprannome, comunque; le ho detto che mi ricordavo che lo chiamavano in una certa maniera, però non ricordavo il soprannome.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, infatti. Io ho richiamato il verbale apposta, proprio perché c'era una sua... un vuoto di memoria.
IMP. Santamaria: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Allora è esatto il...
IMP. Santamaria: Sì, sì, sì, lo ricordo. Ricordo adesso.
PUBBLICO MINISTERO: (Riprende l'esame il dottor Nicolosi).
Senta Santamaria, dato che siamo a fare queste precisazioni, lei sul punto del telone sotto il quale c'era qualcosa oggi pare non sia certo se ci fosse una macchina...
IMP. Santamaria: Poteva essere una macchina.
PUBBLICO MINISTERO: ...o qualche altra cosa.
IMP. Santamaria: O può darsi qualche altra cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Continua questa sua incertezza di ricordo?
IMP. Santamaria: Beh, io non è... l'incertezza di ricordo è che, comunque sia, era una cosa coperta. Poteva sembrare una macchina, però con sicurezza non le posso dire: sì, era una macchina. O può darsi: qualche cosa di coperto.
Comunque, l'aspetto con il telone diciamo poteva far sembrare una macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMP. Santamaria: E comunque stava fuori di questa casa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, certo. nel cortile di questa villetta?
IMP. Santamaria: C'era un cancello, adesso non ricordo bene. Comunque c'era una strada, un cancello e ci stava questa cosa coperta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sempre nell'interrogatorio del 26... del 20, mi scusi, del 20 febbraio '96, nella parte finale del verbale riassuntivo - perché anche in quel caso la cosa le venne in mente mentre il Pubblico Ministero scriveva il verbale riassuntivo - leggo testualmente:
"Santamaria ha detto spontaneamente che sulla strada che porta al cancello della villetta di Capena in effetti, cosa che gli viene in mente ora, notò che c'era una vettura coperta, della quale però non sa né il modello, né il tipo di auto."
IMP. Santamaria: Penso che sia la stessa cosa che sto dicendo io in questo momento.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, un particolare, perché non mi ricordo se ha risposto o se io gliel'ho chiesto. Quando ci fu il famoso viaggio a Napoli quelle persone avevano degli effetti personali, delle...
IMP. Santamaria: Delle borse.
PUBBLICO MINISTERO: Avevano delle borse?
IMP. Santamaria: Delle borse.
PUBBLICO MINISTERO: Borse tipo da viaggio?
IMP. Santamaria: Borse... sì, diciamo tipo da viaggio, delle borse così.
PRESIDENTE: Diciamo che l'imputato indica una misura di 60-70 centimetri.
IMP. Santamaria: Sì, delle borse dove ci si mettono gli effetti personali, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e per chiudere questo discorso napoletano, le è capitato altre volte di effettuare, diciamo, dei viaggi a Napoli su richiesta di Scarano?
IMP. Santamaria: Che ricordo io non ho effettuati i viaggi per Scarano. Io, le torno a ripetere, sono campano, quindi ci sono andato per affari miei, o con la mia ragazza, oppure sono andato per...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, voglio dire, questa volta, questo fatto che lei ha rappresentato, ha raccontato anche oggi in aula è una cosa abbastanza precisa.
Lei andò a Napoli per fare un favore a Scarano e per...
IMP. Santamaria: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ...per accompagnare queste due persone.
IMP. Santamaria: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: E' giusto?
IMP. Santamaria: Queste persone, questi parenti di Antonio Scarano...
PUBBLICO MINISTERO: Questi parenti.
IMP. Santamaria: ...e avevano perso questo aereo, quindi era...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, torno a riformulare la domanda: non è mai più accaduto che su richiesta di Scarano...
IMP. Santamaria: No.
PUBBLICO MINISTERO: ...lei ha compiuto un viaggio del genere?
IMP. Santamaria: Che ricordo io no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Senta, dato che siamo a parlare di favori fatti, ricevuti, fatti a Scarano, ecco, si ricorda qualche altro episodio - nel periodo che stiamo considerando - qualche episodio particolare, qualche richiesta particolare che le venne da Scarano sull'acquisto di un qualche oggetto, in particolare?
IMP. Santamaria: Sì, una volta con il figlio, mi sembra, andammo a comprare dei giocattoli, quelli che usano i bambini, quelli che si trovano sui giornaletti, i walkie-talkie. Andammo a comprare queste cose che doveva fargli per regalo lui, quindi non...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci dice per piacere... ci racconta questo episodio un po' più in dettaglio?
L'epoca, la richiesta, da chi venne, in che circostanza.
IMP. Santamaria: Io, ripeto, l'epoca...
PUBBLICO MINISTERO: L'epoca ho capito che lei...
IMP. Santamaria: Non la posso aiutare.
PUBBLICO MINISTERO: ...non c'è.
IMP. Santamaria: Perché non me le ricordo assolutamente le epoche. Però fu una cosa per accompagnare, perché purtroppo c'era il problema che il figlio del signor Scarano, Massimo Scarano, non aveva la patente. Era un periodo che io e lui ci frequentavamo un po' più del normale, perché uscivamo con due ragazze che si conoscevano, quindi accadeva alcune volte che magari lo accompagnavo in posti che magari doveva fare delle cose per il papà.
E' capitato questa cosa qui, che mi ha chiesto... stavamo a casa sua, gli disse al figlio che doveva fare un regalo, doveva comprare di queste radio, radioline e dove poteva acquistarle...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questi walkie-talkie.
IMP. Santamaria: Sì, queste radioline piccole, quelle...
PUBBLICO MINISTERO: Ricetrasmittenti.
IMP. Santamaria: Sì, chiamiamole così; quelle... due sono.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e un particolare - dato che capisco questa richiesta si è verificata a casa di Scarano, di Massimo Scarano e quindi di Antonio Scarano - che lei ricordi, l'altro fratello, Cosimo Francesco, era a casa anche lui... che lei sa che è stato arrestato questo Cosimo?
IMP. Santamaria: Sì, sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ricorda se quando ci fu questo episodio di questi ricetrasmittenti Cosimo Scarano era in carcere o era libero, o era...
IMP. Santamaria: No, non era in casa, questo è sicuro che non era in casa.
O era in carcere o era in clinica... lui dal carcere, poi, andò in una clinica psichiatrica, una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: O agli arresti in questa clinica?
IMP. Santamaria: Sì, però non posso dirle con esattezza se era... Mi sembra che stava in clinica, però...
PUBBLICO MINISTERO: Su questo...
IMP. Santamaria: Comunque non era a casa. Non era a casa...
PUBBLICO MINISTERO: Comunque...
IMP. Santamaria: ...aveva un problema con la legge comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, Santamaria. L'episodio comunque è certo, di questa richiesta che le fece Scarano di acquistare queste ricetrasmittenti.
IMP. Santamaria: Un momento. Scarano non è che fece la richiesta personalmente a me.
PUBBLICO MINISTERO: O al figlio.
IMP. Santamaria: Eh, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Santamaria: Fece questa richiesta al figlio e c'ero anche io. Che doveva fare questo regalo... dove poteva acquista' queste cose. E Massimo dice: 'guarda, lo so io, c'è un negozio che vende televisori, queste cose qui, un po' fornito, in un centro commerciale dove potere acquistare queste cose'. E io l'ho accompagnato a questo centro commerciale.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ci andò lei a comprare queste ricetrasmittenti?
IMP. Santamaria: Io accompagnai il ragazzo, Massimo Scara...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, vedo che mi fa cenno per interrompere.
PRESIDENTE: Se si può.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Siamo quasi a...
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare sia quasi finito l'esame.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, direi Presidente altre due domande su questo punto e abbiamo terminato.
PRESIDENTE: Allora finiamo, benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, mi scusi Santamaria, le stavo chiedendo questa precisazione.
Cioè, lei andò poi ad accompagnare o comunque era presente quando queste ricetrasmittenti vennero acquistate?
IMP. Santamaria: Io... Andammo, eravamo io, Massimo, poi caricammo un amico che stava lì davanti al bar, cioè, come se stavamo a fare una passeggiata, visto che andava per comprare una cosa per il papà, ma...
PUBBLICO MINISTERO: Chi era questo amico, mi scusi?
IMP. Santamaria: Un nostro amico di borgata, un ragazzo Ricca...
PUBBLICO MINISTERO: Riccardo?
IMP. Santamaria: Riccardo Matera. Che è una persona, diciamo un ragazzo di borgata che non è che si vede tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, c'ha per caso un soprannome questo Riccardo Matera?
IMP. Santamaria: Sì, diciamo tutti c'abbiamo un soprannome.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ci dica quello di Matera.
IMP. Santamaria: "Braciola".
PUBBLICO MINISTERO: "Er Braciola"?
IMP. Santamaria: Eh.
PUBBLICO MINISTERO: "Er Braciola".
Senta, e quindi era una sua conoscenza di borgata?
IMP. Santamaria: Sì, un ragazzo di borgata. Una conoscenza diciamo, che sta lì al bar.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
IMP. Santamaria: Un amico di Massimo più che altro...
PUBBLICO MINISTERO: Vi rimorchiaste pure "er Braciola" per andare a comprare queste ricetrasmittenti?
IMP. Santamaria: Non è che... calcoli che non è che noi andavamo a comprare le ricetrasmittenti. Era un'occasione per andare a un centro commerciale e farsi un giro per il centro commerciale. Quindi poi...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dico, ma l'occasione era l'acquisto di questi...
IMP. Santamaria: Sì, l'occasione era l'acquisto di queste radioline.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi... Questo centro commerciale si ricorda quale era?
IMP. Santamaria: Era un centro commerciale a Roma. Mo non ricordo come si chiama questo centro commerciale.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, ha poca importanza. Ma comunque lei conferma questo acquisto di questi... andaste in questo centro commerciale, faceste questa passeggiata, questa girata, eccetera e compraste questi...
IMP. Santamaria: Comprò queste cose...
PUBBLICO MINISTERO: Comprò Massimo Scarano questi...
IMP. Santamaria: Sì, dentro questa scatola, però non è che l'ho viste se...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Sa che sorte hanno avuto poi queste ricetrasmittenti, ne ha più saputo alcunché?
IMP. Santamaria: Questa domanda, è una domanda comunque sia... secondo me queste ricetrasmittenti erano ricetrasmittenti che doveva comprare il signor Scarano per farne, per regalo. Che poi... a che servivano, o se le faceva per regalo, o quello che ce faceva, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi - e concludo - queste apparecchiature chi le comprò materialmente? Eravate in tre, lei, Massimo Scarano o il Riccardo Matera?
IMP. Santamaria: Beh, c'erano questi... C'era Riccardo che fece diciamo l'acquisto, scelse diciamo il materiale. Io ero a guardare altre cose, quindi non...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi praticamente, materialmente...
IMP. Santamaria: C'era Massimo... Massimo che logicamente c'aveva i soldi, penso e questo ragazzo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi poi le scelse Matera. Aveva una particolare competenza questo Riccardo?
IMP. Santamaria: No. No, era così.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMP. Santamaria: Non era che stava lì per scegliere. Stava lì per caso, secondo il suo... magari nel suo modo di vedere l'oggetto, stavano decidendo di scegliere.
PUBBLICO MINISTERO: Sa che destinazione poi hanno avuto queste ricetrasmittenti?
IMP. Santamaria: No, torno a ripetere che non lo so la...
PUBBLICO MINISTERO: Quando tornò a casa, queste...
IMP. Santamaria: No, le diede al padre, Massimo e basta.
PUBBLICO MINISTERO: A Antonio Scarano?
IMP. Santamaria: Antonio Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei era presente anche a questa consegna?
IMP. Santamaria: No, le portò... calcoli che...
PUBBLICO MINISTERO: Vide che salì su in casa.
IMP. Santamaria: Salì su in casa e gliele diede.
PUBBLICO MINISTERO: Glielo chiedo per scrupolo: sull'epoca di questo fatto non è in grado di...
IMP. Santamaria: Non è che non... purtroppo con le epoche e con le date non le ricordo proprio, è proprio una questione di... che non me le ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Un'ultima domanda.
Solo una precisazione, non è una domanda.
Mi spiega perché, Santamaria, quando l'ho sentita il 17 aprile del '96 - non si tratta di un atto documentato mediante audioregistrazione, lei era in libertà, è stato documentato solo mediante verbale - su questo episodio lei ha riferito mi pare con qualche diversità.
Cioè, introdotto il ragionamento dell'acquisto di questi due walkie-talkie, lei... queste sono le sue parole:
"Ricordo che il negozio dove fu fatto questo acquisto è grandissimo. Io ero presente perché Riccardo" - si sta parlando del Matera detto "Braciola" - "mi aveva chiesto di accompagnarlo e io andai con lui perché mi ripromettevo di comprare un telefonino e volevo vedere un po' di prezzi e un po' di modelli.
Vidi che comprò due apparecchi senza particolari caratteristiche, che egli stesso individuò tra quelli esposti sugli scaffali. Io non feci nessun acquisto. Riccardo non mi disse a che cosa gli servivano questi walkie-talkie". Punto.
Perché ho richiamato questo verbale, perché non si parla mai di Massimo Scarano. Cioè, stando a questa dichiarazione sua dell'epoca, circa due anni fa, questa vicenda di questo acquisto ha visto come protagonista "Braciola" - per meglio dire, forse se lo merita, Matera Riccardo - e Santamaria Giuseppe e non anche Massimo Scarano.
Era una dimenticanza...
IMP. Santamaria: Sarà stata una dimenticanza.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ha la sua importanza. Lei è sicuro che c'era anche Massimo Scarano quando andaste a fare questo acquisto?
IMP. Santamaria: Se c'è... di certo... andammo a fare questo acquisto, a fare questo giro diciamo. E mi sembra che c'era anche Massimo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: No, lei capisce che io ho bisogno di sapere, di aver chiaro un punto: se l'iniziativa di andare a fare questo acquisto era del Matera - come ha detto in questo interrogatorio, fatto a aprile del '96 - o se era di Massimo Scarano, come mi pare di aver capito ha detto oggi.
IMP. Santamaria: L'acquisto diciamo l'aveva richiesto... era un regalo che doveva fare il signor Scarano, quindi.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano padre.
IMP. Santamaria: Scarano padre. E ci fermammo poi a prendere questo ragazzo, questo nostro amico, che... e andammo in questo supermercato diciamo, questo ipermercato.
PUBBLICO MINISTERO: E allora, quale conclusione devo trarre da questa precisazione? Che era stata una dimenticanza sua quella di non menzionare Massimo in questo episodio?
IMP. Santamaria: Sì, sicuramente sarà stata una dimenticanza.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
IMP. Santamaria: Calcoli sempre che io stavo in un momento di confusione un po' mentale, eh.
PRESIDENTE: E' un po' di moda questa confusione.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, Presidente.
PRESIDENTE: Non ha altre domande?
PUBBLICO MINISTERO: E' effettivamente chiuso l'esame.
IMP. Santamaria: Dipende sempre da chi, comunque.
PRESIDENTE: Benissimo. Riprendiamo alle ore 15.00 allora.

PRESIDENTE: Devo comunicare che - il rumore speriamo che mi faccia sentire - che alle 13.40 è pervenuto un telegramma dal signor Lo Nigro Cosimo, con il quale chiede cortesemente che la Corte fissi l'esame del signor Di Natale Emanuele dopo il 31 gennaio '98.
La cosa, comunque, è avvenuta quando ormai l'esame era terminato.
Per di più noi, credo che dovremmo fare una lunga sospensione.
Ad ogni modo, questo resta agli atti, passatelo alla signorina.
Prima... volete far venire il signor...
Volevo informare l'avvocato... scusi?
AVVOCATO Usai: Usai.
PRESIDENTE: Usai. Che ho riascoltato... Come si chiama?
PUBBLICO MINISTERO: Santamaria.
PRESIDENTE: Eh? La registrazione dell'esame del signor Santamaria, a proposito di quel punto controverso.
Mi dispiace, signora, ma devo confermare che risulta che, nella prima risposta, aveva esattamente detto che questo pro... gli era stato richiesto dopo la storia delle macchine.
Comunque lei potrà ascoltarlo, o leggerlo nella registrazione.
Possiamo iniziare il controesame.
AVVOCATO Usai: Sì, Presidente. Avvocato Usai.
Una sola domanda: signor Santamaria, lei chiaramente conosce i fatti per i quali si trova oggi di fronte a questa Corte.
Ci vuole dire se si ritiene estraneo, o responsabile di questi fatti che le vengono contestati, come ha vissuto e come sta vivendo questa tremenda vicenda processuale.
IMP. Santamaria: Allora, io comunque mi ritengo assolutamente estraneo a questi fatti, perché non conosco assolutamente nessuna di queste persone, come nei capi che gli vengono imputati a queste persone e compreso me.
E vivo purtroppo una situazione abbastanza segnante nella vita, perché è una situazione che non è né facile trovarsi e neanche facile uscirne, da una situazione del genere.
Niente, riguardante invece al... volevo dire una cosa riguardante il fatto di prima, al signor Presidente.
PRESIDENTE: Mi scusi, ma lei non è stato accusato di nulla.
IMP. Santamaria: No, no, era...
PRESIDENTE: Le è stato detto soltanto: vuole essere preciso, è avvenuto prima, o dopo...
IMP. Santamaria: Certo, era questo.
PRESIDENTE: Perché, prima, alla sua prima risposta risultava che avesse detto dopo il fatto delle macchine.
L'incidente è chiuso, non c'è niente da dire.
IMP. Santamaria: E' pacifico.
PRESIDENTE: Altro da domandare, signora?
AVVOCATO Usai: Nessun'altra domanda.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande per questo imputato?
AVVOCATO Monaco: Sì, Presidente, avvocato Monaco.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Monaco: Senta, signor Santamaria, io ho sentito prima che parlava con il dottor Nicolosi di calcinacci di casa Scarano.
IMP. Santamaria: Sì.
AVVOCATO Monaco: Ecco, mi può dire... Questi calcinacci dove venivano portati, come venivano trasportati?
IMP. Santamaria: Questi calcinacci venivano... era, diciamo, il pavimento di questo appartamento.
AVVOCATO Monaco: Quale appartamento?
IMP. Santamaria: Del... di Scarano Cosimo Francesco. Il figlio del signor Antonio Scarano.
AVVOCATO Monaco: Dove si trova, mi scusi, questo appartamento? Così, almeno...
IMP. Santamaria: Si trova vicino all'appartamento del padre. Diciamo, due o tre scale dopo.
PRESIDENTE: E' lo stesso fabbricato...
IMP. Santamaria: Lo stesso fabbricato.
PRESIDENTE: ... ma a ingressi separati, diversi, lontani un 50 metri da quello del padre.
IMP. Santamaria: Ecco. Veniva, diciamo, siccome doveva essere rifatto questo pavimento, veniva smantellato il vecchio pavimento. Quindi, tutto l'avanzo, i calcinacci che si procuravano con questo smantellamento, venivano messi nei sacchetti, portati giù a mano, caricati su un furgone e scaricati in un prato abbastanza distante dall'abitazione.
AVVOCATO Monaco: Che furgone era?
IMP. Santamaria: Era un furgone... un furgone con i vetri, di colore rosso, dovrebbe essere stato.
AVVOCATO Monaco: Ma è il famoso furgone che, nel processo, di cui si è tanto parlato, il furgone della CEA, cosiddetto?
IMP. Santamaria: Penso, penso che sia quel furgone. Penso che sia quel furgone.
AVVOCATO Monaco: Senta, e lì lei ha visto lavorare il Frabetti in quell'appartamento?
IMP. Santamaria: Sì, certo. Il Frabetti era proprio il responsabile, diciamo, di questo lavoro di ristrutturazione di questo appartamento.
AVVOCATO Monaco: Quindi, il Frabetti che lavoro faceva? Cioè, era il capomastro? Che cos'era?
IMP. Santamaria: Era, nel gergo diciamo di questi tipi di lavoro, il mastro.
AVVOCATO Monaco: Il mastro.
IMP. Santamaria: Il mastro. Adesso io la definizione esatta... non è il mio lavoro, eh, non...
AVVOCATO Monaco: Senta, un'altra domanda: sempre per quanto riguarda il viaggio... No, sempre. Per quanto riguarda il viaggio a Napoli.
IMP. Santamaria: Sì.
AVVOCATO Monaco: Si è praticamente individuata la data attraverso, appunto, l'interrogatorio del Pubblico Ministero, nel 28 luglio del 1993; o almeno, quella dovrebbe essere.
Quando lei ha fatto il viaggio a Napoli, c'era anche Frabetti?
IMP. Santamaria: No, no. Io ho già specificato bene che il viaggio io l'ho fatto io e questi tre cugini, parenti del signor Scarano. Non c'era il signor Frabetti, non c'era nessun altro.
AVVOCATO Monaco: Grazie. Non ho altre domande, Presidente.
PRESIDENTE: Non c'era neppure il signor Antonio Scarano?
IMP. Santamaria: No. Il signor Antonio Scarano non c'era.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande, per questo imputato?
Si può accomodare.
*IMP. Santamaria: Grazie, buongiorno.