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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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DIBATTIMENTO-1: esame_imputati/frabetti.txt


IMPUTATO Frabetti: (voce fuori microfono)
Sissignore.
PRESIDENTE: Vuole... Lei ha il microfono?
IMPUTATO Frabetti: Come?
PRESIDENTE: Vuole rispondere o non vuole rispondere?
IMPUTATO Frabetti: Sì, voglio rispondere.
PRESIDENTE: Allora, per cortesia fatelo uscire, il difensore del Frabetti?
AVVOCATO Pepi: Sono io oggi Presidente.
PRESIDENTE: E' lei?
AVVOCATO Pepi: D'ufficio sono io oggi.
PRESIDENTE: Ah, in sostituzione, eh.
AVVOCATO Pepi: Sì.
PRESIDENTE: Benissimo, avvocato.
PUBBLICO MINISTERO: Mentre siamo in attesa che Frabetti si metta a sedere... Dunque, deposito questa nota che è esattamente quella che ha pronunziato il dottor Nicolosi che contiene uno per uno i nominativi di tutti i testimoni, o quanti altri fossero, le persone della lista del Pubblico Ministero il cui esame era stato ammesso dalla Corte in data 28/11/96.
E, appunto, sono le persone al cui esame il Pubblico Ministero rinunzia ritenuto che, relativamente a queste specifiche fonti di prova, ormai sia sopravvenuta una superfluità della prova stessa e quindi chiede che la Corte revochi l'ordinanza in punto di ammissione di queste prove.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Per completare l'incombente, queste sono alcune sentenze passate in giudicato che, ai sensi dell'articolo 238, mi pare possano essere acquisite... 238-bis, mi pare che possano essere acquisite dal Giudice.
Dunque, intanto la prima sentenza è dell'11 giugno '97, della prima Corte di Assise di Appello di Firenze, pronunziata nei confronti di Maniscalco Umberto, Siclari Pietro e Romeo Pietro, imputati come da sentenza medesima - e del resto la Corte sa di cosa - sentenze tutte divenute irrevocabili, rispettivamente in data 28/07 per Maniscalco, 16 ottobre per Romeo, parlo del '97, e 13 gennaio '98 nei confronti di Siclari Pietro.
Poi c'è la sentenza del Giudice dell'Udienza Preliminare di Firenze, pronunziata il 5 luglio '96 nei confronti di Correra Angela, divenuta irrevocabile il 13/12/1996, sentenza anche questa di condanna, non mi ricordo se l'avevo detto.
Poi c'è una sentenza del 09/12/91, della II Sezione Penale della Corte di Appello di Palermo, pronunziata nei confronti dell'imputato Mangano Antonino, divenuta irrevocabile il 4 aprile 1991.
Una sentenza 17/11/93, I Sezione Penale Corte di Appello di Catania, pronunziata nei confronti anche di Gullotta Antonino, divenuta irrevocabile il 28 aprile 1994.
Sentenza della I Sezione Penale del Tribunale di Palermo, del 23/06/93, pronunziata nei confronti anche di Drago Giovanni, con l'attestazione di irrevocabilità sopravvenuta il 22/12/1993, nei confronti di Drago e il 12/11/95 nei confronti degli altri imputati.
E da ultimo la sentenza della II Corte di Assise di Palermo del 16 aprile 1993, pronunziata, tra gli altri, nei confronti di Patti Antonino, nato a Marsala il 04/10 del '58, divenuta irrevocabile il 13 aprile 1994.
Ecco, queste sono queste sei-sette... sei sentenze divenute irrevocabili.
PRESIDENTE: Benissimo.
Sulla rinuncia del...
PUBBLICO MINISTERO: Sono a disposizione ovviamente dei difensori. Questa invece è questa nota che può essere senz'altro acquisita a verbale.
PRESIDENTE: Sulla richiesta del P.M. di rinuncia, circa 200 difensori... scusate, 200 testimoni, i difensori hanno delle osservazioni?
AVVOCATO Gramigni: Sì, Presidente. Io nel senso che vorrei quantomeno capire... potrei arrivarci...
PRESIDENTE: Va bene, avvocato, io le lascio il termine che crede. Nel giro di uno o due giorni potremo avere una risposta.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, insomma, mi riservo qualsiasi osservazione domattina quantomeno.
PRESIDENTE: Va bene. Certamente.
AVVOCATO Gramigni: Sia sulla produzione delle sentenze, sia sulla richiesta di revoca dell'ordinanza ammissiva dei testimoni.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora, per cortesia, lei deve avvicinarsi il microfono, per favore. Deve dirci il nome e cognome.
*IMPUTATO Frabetti: Frabetti Aldo.
PRESIDENTE: Lei sa che è imputato in questo processo?
IMPUTATO Frabetti: Sissignore.
PRESIDENTE: Sa quali sono anche le accuse che le sono state contestate?
IMPUTATO Frabetti: Non ho capito...
PRESIDENTE: Sa quali sono i delitti di cui è accusato?
IMPUTATO Frabetti: Sì, grossomodo ho capito.
PRESIDENTE: Va bene.
Il suo difensore oggi è l'avvocato Pepi, perché i suoi difensori di fiducia non sono presenti. Io ho dovuto nominare necessariamente un difensore, perché nessun imputato deve restare neanche un minuto senza almeno un difensore.
Ha la facoltà, come imputato, di - gliel'ho già chiesto, ma bisogna che lei lo ripeta - di dichiarare che vuole rispondere, oppure che non vuole rispondere.
IMPUTATO Frabetti: No, no, voglio rispondere.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora il Pubblico Ministero può iniziare l'esame.
PUBBLICO MINISTERO: Frabetti buonasera.
IMPUTATO Frabetti: Buonasera.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei si ricorda quand'è che è stato arrestato?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PRESIDENTE: Ce lo può dire?
PUBBLICO MINISTERO: Ce lo può dire per favore?
PRESIDENTE: Se lo ricorda?
IMPUTATO Frabetti: Il 1 novembre del'94.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per cosa è stato arrestato, signor Frabetti?
IMPUTATO Frabetti: Per detenzione di hashish.
PUBBLICO MINISTERO: In particolare, dove si trovava quest'hashish?
IMPUTATO Frabetti: Dentro una grotta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, ci vuol dire, per l'appunto, com'è che quest'hashish era arrivato dentro la sua grotta?
IMPUTATO Frabetti: Me l'ha portato Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lo racconti, perché a noi non ci risulta che a noi ci abbia mai raccontato questa storia.
Allora, l'ha portato lo Scarano allora?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando?
PRESIDENTE: Ma lei lo sapeva che l'avrebbe portato?
IMPUTATO Frabetti: Come?
PRESIDENTE: Quando Scarano portò questo hashish...
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PRESIDENTE: ...lei sapeva che sarebbe avvenuto questo fatto, o lo colse di sorpresa?
IMPUTATO Frabetti: No. Cioè, io non sapevo del fatto. Cioè, a me m'ha detto... m'ha detto solamente che era mondezza da bruciare, che non era buono. E io ho fatto...
PRESIDENTE: Che non era?
PUBBLICO MINISTERO: Che era di cattiva qualità?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PRESIDENTE: Però che era hashish lo sapeva?
IMPUTATO Frabetti: Sì, sì. Però io poi, perché io non ho mai trafficato in questo tipo di generi... e che era, dicendomi che era mondezza da bruciare, convinto che non era reato, gliel'ho fatto buttare dentro la grotta.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Frabetti senta, lei, per quanto mi risulta, è la prima volta che sta raccontando questa storia.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perlomeno, lo sta facendo per la prima volta in quest'aula il nome di Scarano, è vero?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che cosa aveva detto nelle indagini? Si ricorda che glielo abbiamo chiesto, di darci spiegazioni sul possesso di questo hashish sia nella grotta e lei ci aveva dato altre risposte, se lo ricorda?
IMPUTATO Frabetti: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, dato che anche noi Pubblici Ministeri lo sentiamo per la prima volta, se ci vuol raccontare com'è che Scarano, quando Scarano le portò a casa, per così dire, quest'hashish?
IMPUTATO Frabetti: Cioè, io l'epoca non me la ricordo perché...
PUBBLICO MINISTERO: No, partendo dal 1 novembre '94, è il giorno in cui lei venne arrestato, in cui venne trovato questo hashish. Prego.
IMPUTATO Frabetti: Può essere un anno prima, non... cioè... circa un anno prima, grossomodo e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Da dove veniva quest'hashish?
IMPUTATO Frabetti: Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Com'è che arrivò da lei?
IMPUTATO Frabetti: Perché io, con Scarano, l'ho conosciuto che io gli ho restaurato un appartamento a lui, no? Poi ho restaurato l'appartamento al figlio, è rimasta un'amicizia.
PRESIDENTE: Perché lei di mestiere che cosa faceva?
IMPUTATO Frabetti: Io faccio restauratore di appartamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi il muratore.
PRESIDENTE: Restauratore, cioè nel senso che faceva il muratore?
IMPUTATO Frabetti: Sì, piastrellista...
PRESIDENTE: Ah, diverse qualifiche.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PRESIDENTE: Ho capito.
IMPUTATO Frabetti: Pittore.
PRESIDENTE: Anche pittore.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Frabetti, dato che siamo a dire di Scarano e di questo suo rapporto chiamiamolo di lavoro, quand'è che l'aveva conosciuto Scarano?
IMPUTATO Frabetti: O nel '91 o '92.
PUBBLICO MINISTERO: Vi eravate conosciuti...
IMPUTATO Frabetti: Occasionali... a un bar.
PUBBLICO MINISTERO: Occasionalmente in un bar.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Eravate diventati amici?
IMPUTATO Frabetti: No, no. Cioè, lì per lì no, perché si stava parlando di lavoro e allora io gli ho detto che facevo restauri di appartamenti e parlando se ne è uscito, dice: 'io devo restaurare l'appartamento'. Ho combinato... sono ito a vede'... ho combinato per... e ho fatto il lavoro.
Poi io ho restaurato l'appartamento al figlio e dopo è rimasta un'amicizia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi siete diventati amici?
IMPUTATO Frabetti: Sì, diciamo... cioè, per me era un amico. Per me.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, e oltre a questi lavori, diciamo, di muratura, lì nell'appartamento di Scarano e in quello del figliolo, che altri tipi di rapporti ha instaurato con Antonio Scarano?
IMPUTATO Frabetti: Niente. Nessun tipo di rapporto c'ho avuto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Vi frequentavate?
IMPUTATO Frabetti: Sì, ogni tanto. Perché lui stava facendo la villa, si stava facendo una villa e ogni tanto mi telefonava, me diceva: 'mi fai compagnia? Andiamo a vede come vanno avanti coi lavori?'
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. La villa sarebbe quella di?
IMPUTATO Frabetti: A Fiano.
PUBBLICO MINISTERO: A Fiano Romano.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PRESIDENTE: Quella di Capena.
PUBBLICO MINISTERO: Quella che si...
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Fiano Romano.
PRESIDENTE: Ah, è Fiano quello.
IMPUTATO Frabetti: Fiano.
PUBBLICO MINISTERO: Quella che si stava costruendo Scarano?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, voglio dire, lei accompagnava Scarano anche in questo...
IMPUTATO Frabetti: No, no, non è che l'accompagnavo. Cioè, mi dava l'appuntamento sul lavoro. Me diceva: 'ci vediamo alle dieci lì alla villa'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, benissimo. Quindi diciamo, questo rapporto nasce nel '91-'92.
IMPUTATO Frabetti: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: '91-'92. Iniziano i lavori. Ecco, com'è che Scarano, diciamo così, le appiccica - uso questa espressione - quest'hashish a casa, voglio dire, in un rapporto che era così, di amicizia, di lavoro?
IMPUTATO Frabetti: Mah, questo, forse lui ha visto che c'erano delle grotte e ha pensato di sfruttare queste grotte. Cioè, non ho altri motivi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e si ricorda com'è che arrivò quest'hashish, con quale mezzo lo portò Scarano?
IMPUTATO Frabetti: Col furgone arancione, quello che m'aveva dato a me.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, questo furgone arancione era un furgone che aveva comprato Scarano?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma chi lo usava?
IMPUTATO Frabetti: Cioè, è stato usato quando è stato smantellato tutto l'appartamento suo, no? Pavimenti, rivestimenti, cose, per porta' via tutti i calcinacci. Dopo uguale al figlio e dopo m'ha detto, dice: 'Aldo, prenditelo te, che a te ti è utile, perché con i lavori che fai ti è utile'. E me l'ha lasciato a me.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha lasciato a lei, quindi... L'ha comprato Scarano, questo furgone.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Però è stato intestato a lei?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dato che siamo a parlare di macchine in questo rapporto che c'era fra lei e Scarano. Utilizzò, o tramite Scarano, lei ebbe la disponibilità di qualche altra macchina oltre a questo furgone?
IMPUTATO Frabetti: Difatti ho comprato una macchina da lui.
PUBBLICO MINISTERO: Da lui chi?
IMPUTATO Frabetti: Da Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Che macchina era?
IMPUTATO Frabetti: Malaga.
PUBBLICO MINISTERO: Una Malaga.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Una SEAT Malaga.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda che colore era questa macchina?
IMPUTATO Frabetti: Bianca era.
PUBBLICO MINISTERO: Bianca. Ecco. quindi un furgone di colore arancione. C'aveva qualche segno particolare questo furgone?
IMPUTATO Frabetti: Sì, c'aveva la scritta CEA.
PUBBLICO MINISTERO: C'aveva la scritta CEA.
Senta, lei sa che uno degli argomenti che abbiamo affrontato con lei nel corso delle indagini, erano i rapporti presunti, diciamo così, tra lei e il signor Di Natale. Lei l'ha sentito...
IMPUTATO Frabetti: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha sentito anche oggi.
IMPUTATO Frabetti: Abbastanza l'ho sentito.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ci vuol spiegare se è mai stato a casa di questo signore? Se l'ha mai conosciuto?
IMPUTATO Frabetti: No, io l'ho conosciu... non è che l'ho conosciuto. L'ho visto occasionalmente davanti a un bar assieme a Scarano. Che si è avvicinato a Scarano e si è messo a parlare con Scarano. Io mi sono appartato, perché il discorso non mi interessava, mi sono appartato. Poi, dopo un pochetto è andato via.
E Scarano mi ha detto, dice: 'Aldo, hai visto questo, quello lì?'
Ho detto: 'sì, così'.
Dice: 'mi ha chiesto un prestito di soldi, quando glieli davo? C'ha 25 anni d'omicidio, quando li riprendo i soldi?' E' finito là.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
IMPUTATO Frabetti: Io solo in quella occasione ho visto il Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, gli venne presentato questo signore col suo nome e cogno...
IMPUTATO Frabetti: No, no, assolutamente no. Perché lui si è avvicinato a parlare subito con Scarano e io mi sono appartato. Perciò non ho avuto mai colloquio... l'occasione di presentarmi, niente. Non ho rivolto parole, saluto, niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Mi scusi Frabetti, ma allora come faceva a dire che questa persona che le venne presentato era per l'appunto Di Natale? Se, quando gli venne presentato, non le venne presentato col suo nome?
IMPUTATO Frabetti: No, me l'ha detto Scarano quando che è andato via.
PUBBLICO MINISTERO: Che si chiamava Di Natale...
IMPUTATO Frabetti: Che si chiava Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: ...questa persona.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo so...
IMPUTATO Frabetti: E ha detto aveva 25 anni definitivi di carcere da fare. Dice: 'io quando glieli do i soldi, quando li riprendo?'
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, gli disse Scarano, mi scusi, che rapporto c'era fra Scarano e questo signor Di Natale?
IMPUTATO Frabetti: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non le disse nulla?
IMPUTATO Frabetti: Non ho mai... cioè, non mi sono mai intromesso a dirgli se c'erano rapporti tra loro due. Perché, cioè, a me non mi interessava, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questa è l'unica volta che lei vide questo signore.
IMPUTATO Frabetti: sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi non l'ha mai più rivisto?
IMPUTATO Frabetti: Mai più rivisto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, ovviamente, glielo richiedo, non è mai stato a casa di questo signor Di Natale?
IMPUTATO Frabetti: Nossignore.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha sentito che, sia il signor Di Natale, che il figliolo, il signor Siclari Pietro, sia il nipote di questo signor Di Natale, che si chiama Umberto Maniscalco, hanno detto di averla vista più volte nel cortile famoso di via Ostiense, dove abitava la famiglia Di Natale?
IMPUTATO Frabetti: Sì, sì, ma è questo che io... non riesco a capire questo accanimento su di me. Rimango sbalordito, perché io non ho avuto mai... cioè, io ho fatto tutta la vita sana, di onestà e di lavoro. Rapporti con questa gente non c'ho avuti mai. Non capisco perché dicono che io andavo a casa di questi.
PRESIDENTE: Sicché lei nel cortile del Di Natale non c'è mai stato?
IMPUTATO Frabetti: Mai stato, mai stato.
PUBBLICO MINISTERO: Non c'è mai stato.
PRESIDENTE: Mi scusi, ma io sono costretto per ragioni di coscienza, di ricordarle che Scarano, che pure ha detto che lei con gli esplosivi e le stragi non c'entra per niente, ha detto che ripetutamente, per l'hashish, è stato con lei nel cortile di via Ostiense.
IMPUTATO Frabetti: Scarano?
PRESIDENTE: Scarano.
IMPUTATO Frabetti: Ha detto una bugia pure lui allora. Perché io ho detto che lui me l'ha portato col furgone a casa di sera e...
PRESIDENTE: Però ha anche detto che siete andati insieme a caricare questo hashish, come ha detto il Di Natale.
IMPUTATO Frabetti: Nossignore.
PRESIDENTE: Ci pensi bene.
IMPUTATO Frabetti: Mah, io...
PRESIDENTE: Ci pensi bene. Io non posso dirle altro.
IMPUTATO Frabetti: Io... io... Io, siccome poi sono tre anni e mezzo che sono sotto terapia psichiatra, m'hanno fatto veni' la depressione, mo' io non... io non... Cioè, però io non ricordo.
PRESIDENTE: Se lei comincia a dire "non ricordo"...
IMPUTATO Frabetti: Ecco, io questo fatto però che Di Nata...
PRESIDENTE: Se non...
IMPUTATO Frabetti: Però...
PRESIDENTE: Se lei comincia a dire "non ricordo con precisione"...
IMPUTATO Frabetti: Però che Di Natale dice che io continuamente andavo a casa sua, ha detto una grande bugia.
PRESIDENTE: Ma sa lei, fra il sempre e il mai, ci sono tanti punti di differenza. Mi capisce?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PRESIDENTE: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questa, diciamo conoscenza, chiamiamola così, con Di Natale, se lo ricorda in che periodo avviene?
IMPUTATO Frabetti: La conoscenza con Di Natale?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, questa presentazione che le fece Scarano.
IMPUTATO Frabetti: Non...
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
Senta, dato che abbiamo parlato di hashish, di questo rapporto, eccetera. Lei ha mai conosciuto delle persone che si chiamano Liberati, uno si chiama Pino Liberati e la moglie si chiama Simona Cantale?
PRESIDENTE: Simonetta Cantale.
IMPUTATO Frabetti: Mah, io questo Liberati mi sembra... mi sem... ma non ricordo con precisione. Però mi sembra che fa il pittore. E a un bar io gli ho dato il numero telefonico, che se c'era bisogno di lavoro, o stava senza... solo per tramite di lavoro io gli ho dato il numero telefonico a questo signore.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi gliel'ha dato questo numero di telefono di casa sua a questo signor Liberati?
IMPUTATO Frabetti: Sì, sì. Penso che sia questo, perché poi l'ho dato a tanti. Io ora, purtroppo vivo col telefono, no? Col telefono e bar, non è che purtroppo c'ho un posto fisso.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signor Frabetti, sa se questo signor Liberati, a cui lei aveva dato il numero di telefono, aveva rapporti, si conosceva con Scarano?
IMPUTATO Frabetti: No. Questo non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo sa.
Senta, noi l'abbiamo sentito questo signore qui in aula, glielo abbiamo anche contestato a lei a suo tempo, e pare che questo signore, anzi, pare, anzi l'ha detto, che per l'appunto lei aveva fatto una consegna a lui di hashish, sempre nel periodo in cui stiamo parlando.
IMPUTATO Frabetti: Lui a me?
PUBBLICO MINISTERO: Lei a lui.
IMPUTATO Frabetti: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMPUTATO Frabetti: No, perché...
PUBBLICO MINISTERO: E ci ha detto per l'appunto che quel suo numero di telefono era per questo fatto.
IMPUTATO Frabetti: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMPUTATO Frabetti: Perché io, ripeto, non ho mai... quella roba stava lì dentro quella grotta e io non... e non è stata più toccata.
PUBBLICO MINISTERO: Non è stata più toccata. Senta...
IMPUTATO Frabetti: Anche perché io gliel'ho fatta mettere a Scarano, no a scopo di interesse, perché io non ho preso mille lire. Non è che m'ha dato mille lire, o qualcosa, così.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signor Frabetti, lei ha - glielo abbiamo rappresentato anche nel corso delle indagini - lei per l'appunto sa che nel territorio, nel terreno di sua proprietà, il 1 febbraio del 1996, venne trovato dell'esplosivo e dell'altro materiale che lei magari ha visto nel corso del dibattimento.
Ecco, ci può dire qualcosa sul possesso di questa roba?
IMPUTATO Frabetti: Io su questo c'ho la causa al 9 febbraio.
PUBBLICO MINISTERO: C'è il processo a Roma lei vuol dire.
IMPUTATO Frabetti: Eh.
PUBBLICO MINISTERO: E per questo fatto.
IMPUTATO Frabetti: E...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma comunque ci vuol dare la sua spiegazione?
IMPUTATO Frabetti: No, io lì chiederò... darò le mie ragioni in aula lì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Non lo so se lei però vuole approfittare di questa occasione per rendere le sue dichiarazioni anche su questo fatto.
IMPUTATO Frabetti: No, perché... questo è uno scherzo che m'ha fatto lo Scarano. E' un regalo che m'ha fatto qua lo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora...
PRESIDENTE: Guardi, lo Scarano noi abbiamo l'impressione che abbia fatto molti regali a tante persone. Però lei dovrebbe cercare di capire che in questo processo lei rischia molto di più di quello che rischia nel processo del 9 febbraio a Roma per le armi e l'esplosivo.
IMPUTATO Frabetti: Sì, ma...
PRESIDENTE: Lei ha il diritto di non dirci nulla...
IMPUTATO Frabetti: Signor...
PRESIDENTE: Lei ha il diritto di non dirci nulla, o di dirci quello che crede.
IMPUTATO Frabetti: No, ma io...
PRESIDENTE: Però se lei si giustifica può servirle in questo processo.
IMPUTATO Frabetti: Oh, allora, io gliè posso dire ben poco, non è che ho molto da dire, perché questa...
PRESIDENTE: Se lo vuole, è nel suo interesse, non è nell'interesse della Corte, che ha degli interessi di tutt'altra natura.
IMPUTATO Frabetti: Sì, ma lei mi sta dicendo, io sto rischiando la vita in me stesso, trovandomi coinvolto su cose che per me non... sono da film.
PRESIDENTE: Non lo metto in discussione che a lei sembrino da film. La faccenda è che le accuse che le sono state mosse in questo processo...
IMPUTATO Frabetti: Sì, sì, ma io... Ma se...
PRESIDENTE: ...sono molto più gravi di quelle che lei corre il rischio di affrontare nel processo di Roma. Quindi se lei dice: 'mi giustificherò là', è un suo diritto.
IMPUTATO Frabetti: Ma io...
PRESIDENTE: Però nel suo interesse vorrei che capisse che noi abbiamo bisogno di capire quali sono le giustificazioni.
IMPUTATO Frabetti: Ma io, se vuole glielo faccio capire.
PRESIDENTE: Ma non è che se voglio io. Lo deve volere lei, per capire il suo interesse. Alla Corte può star bene anche il suo silenzio.
IMPUTATO Frabetti: Oh, allora, vuole sapere? Glielo di... ecco. Scarano... C'era una buca dentro... vicino la stalla e Scarano lo sapeva, no?
PRESIDENTE: Ce lo ha detto anche lui.
PUBBLICO MINISTERO: Che c'era questa buca.
IMPUTATO Frabetti: Eh.
PRESIDENTE: Veramente ci disse che l'aveva fatta lui.
IMPUTATO Frabetti: Esatto.
PRESIDENTE: Allora, quindi la buca fu fatta da Scarano, non è che c'era.
IMPUTATO Frabetti: Va be', sennò dico... Allora, Scarano a un certo punto prende questa borsa e ce la ficca dentro e la copre.
PRESIDENTE: E lei non dice una parola.
IMPUTATO Frabetti: Io stavo all'oscuro di tutto.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi Frabetti, può ripetere quest'ultima frase perché non l'ho sentita. Quindi, ha detto, c'era questa buca che aveva fatto Scarano.
IMPUTATO Frabetti: E poi, non lo so quando c'è venuto, se di sera o di giorno, che non c'ero né io né mia moglie, ce l'ha messa, l'ha coperta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei come, siccome ci sta raccontando questo fatto che c'era la buca, che era arrivato Scarano con questo materiale e che per l'appunto l'aveva messo nella buca; ci spieghi come aveva fatto poi a sapere che a casa sua c'era questo materiale?
IMPUTATO Frabetti: Allora, lui quando è stato arrestato, mi telefona la moglie, mi chiama di andare a casa sua e mi dà un pacchetto. Mi dà questo pacchetto e mi dice di metterlo dentro a questa buca.
Quando io ho aperto questa buca e ho trovato questa borsa dentro, mi sono spaventato. Ho buttato questo pacchetto e ho richiuso tutto.
Sono andato dentro la stalla, mi sono messo a piangere come una creatura perché incominciavo a capire che qualcosa di pericoloso mi c'aveva messo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi c'era della roba e dell'altra roba che lei invece portò.
IMPUTATO Frabetti: Un borsone, un borsone.
PUBBLICO MINISTERO: Un borsone era già dentro. Quest'altra roba invece che andò a prendere a casa di Scarano cos'era?
IMPUTATO Frabetti: Era un pacchettino, con un giornale.
PRESIDENTE: Non l'ha aperto lei?
IMPUTATO Frabetti: Come?
PRESIDENTE: Non l'ha aperto?
IMPUTATO Frabetti: No, perché l'ho sentito, col giornale, che era duro. E poi...
PRESIDENTE: Ma scusi, ma lei la borsa l'aveva aperta?
IMPUTATO Frabetti: La busta, la borsa...
PRESIDENTE: La borsa. La borsa che ha trovato nella...
IMPUTATO Frabetti: No, nossignore.
PRESIDENTE: E come ha fatto a capire che c'era da piangere?
IMPUTATO Frabetti: Come ho fatto?
PRESIDENTE: A capire e mettersi a piangere dalla disperazione.
IMPUTATO Frabetti: Ma scusi, perché ho capito da questo pacchetto che era un'arma.
PRESIDENTE: Ma scusi, il pacchetto ci poteva avere delle armi. Ma la borsa non era detto che dovesse avere per forza delle armi.
IMPUTATO Frabetti: Ma sennò, se c'aveva messo qualcosa di normale, m'aveva messo al corrente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, Frabetti, questa operazione avviene subito dopo l'arresto di Scarano?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi noi sappiamo Scarano è stato arrestato il 2 giugno del...
PRESIDENTE: 3.
PUBBLICO MINISTERO: 3 giugno del '94. Quindi quando avviene questa operazione che lei sta raccontando?
IMPUTATO Frabetti: Mah, circa dopo... non lo so, una settimana.
PUBBLICO MINISTERO: Poco tempo dopo?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e lei questa roba l'ha tenuta lì dov'era, nella buca tutto il tempo, fino a quando è stata trovata dalla DIA?
IMPUTATO Frabetti: Sì, sì, io non ho toccato più... io non ho messo più mano. Coperto... chiudere e è rimasto là.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dato che siamo a parlare di casa sua e di quello che Scarano ha portato da lei. Ecco, lei ha ricordo di una partita di armi che vennero per l'appunto portate a casa sua? Ovviamente prima che Scarano venisse arrestato.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Frabetti: Difatti un...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi Frabetti. Siccome sta dicendo sì, lei sa che questo fatto glielo abbiamo contestato almeno una volta nel corso degli interrogatori, se ce lo racconta in dettaglio.
IMPUTATO Frabetti: Precedentemente al fatto questa borsa... una sera è venuto giù, l'ha messa da qualche parte vicino casa e la mattina è venuto a prenderla.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma in questi contatti che ci sono stati per tutte queste storie, Scarano è venuto da solo, è venuto con qualcuno?
IMPUTATO Frabetti: Mi sembra che è venuto con uno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Chi è questo qui?
IMPUTATO Frabetti: Non lo so chi è.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma quando è venuto con questa persona, con queste persone? Quando le ha portato queste armi, quando è venuto a ripigliarsele?
IMPUTATO Frabetti: No, no, quando la mattina è venuto a prendere, che m'ha chiamato e ha preso quella borsa, non lo so dove l'aveva messa, se in mezzo ai cespugli, dove l'aveva messa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Mi scusi, Frabetti, però io non... ho bisogno che lei, o la racconta chiaramente questa storia, o sennò non riusciamo a capirla bene, ecco.
IMPUTATO Frabetti: Scarano questa borsa l'avrà portata la sera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, con chi era venuto, da solo?
IMPUTATO Frabetti: Non lo so, perché io non l'ho visto. Non è che m'ha chiamato e m'ha dato questa borsa a me.
La mattina è venuto, perché stavo in casa e allora m'ha chiamato, s'è preso questa borsa e se n'è... me sembra stava con un'altra persona.
PUBBLICO MINISTERO: Stava con un'altra persona. Che era la prima volta che lei la vedeva questa persona?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non ha più avuto modo di rivederla questa persona con cui era venuto Scarano a ripigliare queste armi?
IMPUTATO Frabetti: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ne è sicuro, Frabetti?
IMPUTATO Frabetti: Sì, almeno...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e con che mezzi erano venuti lì a... per questa storia di armi?
IMPUTATO Frabetti: Questo non me lo ricordo. Con l'Audi...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma ci fa capire come mai Scarano le venne a portare questa roba, proprio a casa sua? Se le dette spiegazioni, se le chiese qualche favore?
IMPUTATO Frabetti: Cioè, non m'ha chiesto niente. M'ha fatto la sorpresa la sera e la mattina è venuto. Non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ma insomma, uno si presenta a casa sua, con un borsone, lei sta dicendo che c'erano delle armi...
IMPUTATO Frabetti: Non è che mi ha chiamato e mi ha dato il borsone, ha capi... Cioè, l'ha messo nei paraggi lì, intorno casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ma dove? Nei paraggi intorno casa dove?
PRESIDENTE: Ma lei non era in casa quando venne Scarano?
IMPUTATO Frabetti: Come?
PRESIDENTE: Quando Scarano la sera venne a portare questo borsone, lei non era in casa?
IMPUTATO Frabetti: Ma io ero... senza meno ero in casa.
PRESIDENTE: E quindi non l'ha avve...
IMPUTATO Frabetti: Non m'ha avvertito...
PRESIDENTE: Non le ha detto niente.
IMPUTATO Frabetti: Non mi ha avvertito di niente.
PRESIDENTE: Neanche dopo aver messo... Dice: 'guarda, ho lasciato lì una cosa, domani vengo a riprenderla'.
IMPUTATO Frabetti: No, no. E' venuto la mattina, m'ha chiamato e ha preso 'sto borsone. Ho visto questo borsone...
PRESIDENTE: Ma si entra in casa sua senza bisogno di suonare, di farsi aprire.
IMPUTATO Frabetti: No, perché è aperto diciamo.
PRESIDENTE: E' una campagna aperta.
IMPUTATO Frabetti: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ma mi scusi Frabetti, ma questo borsone, Scarano, dove lo lasciò?
IMPUTATO Frabetti: Eh...
PUBBLICO MINISTERO: Sennò non capiamo perché è venuto a casa sua.
IMPUTATO Frabetti: Eh, no, questo mica me lo può chiedere a me, lo deve chiedere a lui.
PUBBLICO MINISTERO: No, io glielo chiedo a lei perché è venuto a casa sua a portare questo borsone. Sennò non si capisce perché è venuto da lei a disturbarla due volte.
IMPUTATO Frabetti: Ma neanche io riesco a capire, perché se lo poteva portare benissimo a Fiano Romano, a casa che stava facendo. Cioè, invece di mettermi negli impicci a me, che...
PUBBLICO MINISTERO: Non lo so, lei non le chiese: 'come mai sei venuto, perché me lo porti, che ne devo fare io di questo borsone?'
IMPUTATO Frabetti: Non ha capito. Io l'ho visto la mattina che è venu... se l'è preso e se l'è portato via. La sera io non l'ho visto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora come faceva, mi scusi, a capire e a sapere che era venuto Scarano a portarle questa borsa, se...
IMPUTATO Frabetti: Perché la mattina m'ha chiamato, no?
PRESIDENTE: E lei non gli ha chiesto: 'ma quando l'hai portato?'
IMPUTATO Frabetti: Ma difatti io poi con Scarano ho avuto un contrasto e ho detto: 'a me 'ste cose non me le devi fa' Antonio. Perché io non sono stato mai in mezzo agli impicci e te mi stai... con quella cosa della mondezza mi stai facendo pure questo, mo'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
PRESIDENTE: Scusi, ma lei... Posso fare una domanda? Perché la Corte bisogna che sappia tutto il possibile.
Per la storia dell'hashish lei ha subìto un processo?
IMPUTATO Frabetti: Sissignore.
PRESIDENTE: E' stato assolto?
IMPUTATO Frabetti: No, condannato.
PRESIDENTE: A che pena?
IMPUTATO Frabetti: A 8 anni.
PRESIDENTE: L'appello non c'è ancora stato?
IMPUTATO Frabetti: No, ho fatto l'appello.
PRESIDENTE: E l'appello com'è finito?
IMPUTATO Frabetti: 5 anni e 4 mesi.
PRESIDENTE: Quindi la pena è stata ridotta, però ci sono sempre 5 anni e 4 mesi.
IMPUTATO Frabetti: Sì, sissignore.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Frabetti, riesce a ricordarsi in che periodo è accaduto questo fatto?
IMPUTATO Frabetti: No, perché... perché, come ripeto, con la memoria non ci sto.
PUBBLICO MINISTERO: Non ci sta. Senta, quest'hashish famoso di cui abbiamo parlato, quello delle grotte che sta...
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'era già a casa sua?
IMPUTATO Frabetti: Quando?
PUBBLICO MINISTERO: Quando è successo questo fatto della borsa.
IMPUTATO Frabetti: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'era già.
IMPUTATO Frabetti: Credo di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e Scarano durante, in questo... sempre in quel periodo famoso della borsa, stava facendo i famosi lavori lì nella casa a Fiano Romano?
IMPUTATO Frabetti: Nella villa che stava costruendo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dato che siamo a parlar di ville e di cose, ma lei lo sa se Scarano aveva anche lì vicino alla casa in costruzione anche un'altra villetta?
IMPUTATO Frabetti: No, l'ho saputo all'ultimo.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
IMPUTATO Frabetti: Cioè quando lui è stato arrestato, la moglie mi ha telefonato e mi ha detto se l'accompagnavo, perché aveva due operai in questa casa e gli doveva portare i soldi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei quando, secondo quello che ci dice ora, quando ci sarebbe stato in questa villetta? Dopo l'arresto di Scarano?
IMPUTATO Frabetti: Dopo l'arresto...
PUBBLICO MINISTERO: Dopo l'arresto di Scarano. Senta ma, lei si ricorda, che su questo punto noi l'abbiamo sentita, e lei ci disse una cosa diversa. Cioè ci disse che c'era stato una volta con Scarano, in questa famosa villetta.
IMPUTATO Frabetti: No no, con la moglie, con la moglie, io sono stato solo con la moglie.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è stato solo con la moglie, dopo l'arresto...
IMPUTATO Frabetti: Solo con la moglie, e la cognata: erano due donne. M'ha detto: 'Ci fai compagnia, che dobbiamo portare i soldi a due operai?'. Che erano pure stranieri. E c'era pure il proprietario di casa.
PRESIDENTE: Guardi che anche Scarano ha detto che con lei una volta c'è andato.
IMPUTATO Frabetti: Mah...
PRESIDENTE: E l'indomani mattina c'è tornato portando un fiasco di cinque litri di vino, alle persone che...
IMPUTATO Frabetti: No...
PRESIDENTE: ...lì.
IMPUTATO Frabetti: No, perché io i cinque litri di vino li ho portati a casa che stava facendo, in costruzione, perché quando mi dava l'appuntamento mi diceva: 'Alle dieci, ci vediamo alle dieci'. Poi magari veniva a mezzogiorno, a mezzogiorno e mezzo. Allora, portava le salsicce, le bistecche, le facevamo sulla brace lì, sulla costruzione. E ho portato questa tanichetta di cinque litri di vino.
PRESIDENTE: Come crede.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi in questa casa, in questa che c'aveva Scarano, questa... Lo sa dov'era questa casa, innanzitutto? Non quella in costruzione; quest'altra.
IMPUTATO Frabetti: Sì. Perché ci sono andato assieme alla moglie, cioè mi ha fatto strada la moglie, per arrivarci.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei non c'era mai stato prima?
IMPUTATO Frabetti: Mai stato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dato che il Presidente le ha fatto presente quanto è stato raccolto qui in questa aula, ora cambierei un attimo argomento. E tornerei sulle macchine.
Lei ha avuto la disponibilità di una Mercedes?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che... da dove è venuta fuori questa Mercedes?
IMPUTATO Frabetti: Questa...
PUBBLICO MINISTERO: ...la storia di questa macchina?
IMPUTATO Frabetti: Ecco, questa Mercedes, io stavo a un bar a prendere un caffè, e stavo col Range Rover mio. Io ho un Range Rover di venticinque anni vecchio.
E c'era un signore che gli girava intorno. Allora, ho visto che girava intorno, ho detto: 'Ma che è tuo?'. Dice: 'No'. Dice: 'Mi interessa'. E se n'è uscito, dice: 'Facciamo a cambio, io c'ho un Mercedes'. E m'ha fatto vedere il Mercedes.
Ho detto: 'Va be', avemo combinato. Di differenza?'. Allora mi fa, dice, fa: 'Mo che io devo partire, tra un mese ritorno' dice 'mi lasci tre milioni, ti lascio il Mercedes col libretto. Tra una mesata vengo, andiamo a fare i passaggi'. Che... del Range Rover e di questo Mercedes.
E questo signore invece non l'ho visto più.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Frabetti, ma lei non chiese a questa persona spiegazio... voglio dire, un minimo di garanzia, di sapere dove abitava, come facevate a rintracciarvi?
IMPUTATO Frabetti: No, io...
PUBBLICO MINISTERO: Come facevate a vedervi?
IMPUTATO Frabetti: No. Perché gli avevo dato il numero telefonico mio, che quando arrivava mi telefonava e andavamo a fare i passaggi.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ma insomma, ma si rende conto che questa modalità diciamo di scambio di queste macchine, è assolutamente, come si può dire?, fuori dal normale.
IMPUTATO Frabetti: No, cioè io non l'ho visto, non c'ho visto niente fuori del normale.
PUBBLICO MINISTERO: Ma le sembra normale che due si incontrano casualmente in un bar e si scambiano, non un pacchetto di sigarette, ma voglio dire, una Mercedes, un Range Rover?
IMPUTATO Frabetti: Capita spesso, perché a vende' la macchina a uno che gli interessa, al bar, può...
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco, ma sui documenti di questa macchina, sulla provenienza di questa macchina, che tipo di garanzie, che tipo di...
IMPUTATO Frabetti: Ma, cioè io ho le...
PUBBLICO MINISTERO: Di...
IMPUTATO Frabetti: Io sul libretto ho letto nome e cognome, la via.
PUBBLICO MINISTERO: E questo le è bastato per tranquillizzarla sulla provenienza di questa macchina?
IMPUTATO Frabetti: Sì, non...
PUBBLICO MINISTERO: Non ci ha trovato nulla di strano, lei?
IMPUTATO Frabetti: Cioè io non... non c'ho purtroppo la malignità da...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non ha la malignità.
PRESIDENTE: Abbia pazienza, ma lei non ha mai sentito che esistono anche i ladri di macchine?
IMPUTATO Frabetti: Sì...
PRESIDENTE: Quella macchina poteva esser stata rubata trenta minuti. Uno basta che le fa vedere il libretto della macchina, che c'è il nome... Ce l'aveva scritto sulla faccia, questo signore, che si chiamava in quella maniera?
IMPUTATO Frabetti: Eh, io forse, forse ce l'ho scritto io proprio in fronte: 'tonto'. Signor Presidente, perché...
PRESIDENTE: L'ha detto lei.
IMPUTATO Frabetti: Eh?
PRESIDENTE: L'ha detto lei, io non so se sia vero o fa finta.
IMPUTATO Frabetti: No, no, perché purtroppo, purtroppo me ne son capitate, a 58 anni, me ne son capitata di tutti i colori: dalla più stupidaggine alla cosa più grave.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Frabetti, abbia pazienza, lei ha detto 'l'ho fatto senza malignità'. Si ricorda che in uno dei primi interrogatori abbiamo fatto, le abbiamo chiesto di dirci quali erano le macchine di cui lei disponeva? Se ne ricorda?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda che risposta ci dette su queste macchine?
IMPUTATO Frabetti: Non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, glielo dico io. Noi la interrogammo il 12 gennaio del 1995. E lei ci fece l'elenco delle macchine di cui aveva... e ha detto che c'aveva una Twingo, che c'aveva una Range Rover, che c'aveva poi anche una macchina che era la Malaga. E di questa Mercedes non disse assolutamente niente.
Poi, quando l'abbiamo trovata, questa macchina, gliel'abbiamo chiesta e lei ha dato la spiegazione che sta dando adesso.
Quindi le sembra un comportamento, come dire?, senza malignità il suo?
IMPUTATO Frabetti: In effetti è senza malignità.
PRESIDENTE: Va be', lui dice così.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, e le chiavi di questa macchina, dato che non l'abbiamo mai trovate, lo sa dove sono, dove... chi le teneva, chi ce l'aveva questa macchina?
IMPUTATO Frabetti: Io... io l'avevo prestata a un mio nipote.
PUBBLICO MINISTERO: Chi era questo suo nipote?
IMPUTATO Frabetti: Frabetti Armando.
PUBBLICO MINISTERO: E questa macchina dove è rimasta, dove era rimasta? Ferma, in custodia?
IMPUTATO Frabetti: Era rimasta ferma vicino a casa di un mio fratello.
PUBBLICO MINISTERO: Esattamente in che strada?
IMPUTATO Frabetti: Eh, su via Calanna.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come mai quando quindi le abbiamo chiesto di dirci quali erano le sue macchine, non ci ha fatto riferimento a questa Mercedes?
IMPUTATO Frabetti: Ma non ho fatto riferimento perché non... cioè non era ancora di mia proprietà, e non c'ho pensato proprio minimamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quanto tempo prima l'aveva presa, questa macchina da questo signore, lì al bar?
IMPUTATO Frabetti: Eh, l'ho presa d'inverno, del '94. Era d'inverno, mo' se era di dicembre o gennaio, o febbraio, mo'...
PRESIDENTE: L'inverno fra '93 e '94? O fra '94.
IMPUTATO Frabetti: No, tra il '93 e il '94.
PRESIDENTE: Tra il '93 e il '94.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la sua risposta è? Che non ne aveva parlato perché non aveva fatto il passaggio?
IMPUTATO Frabetti: Sì. Perché non era di mia proprietà, e non ho pensato minimamente di accennare...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e la Malaga, della Malaga lei l'ha mai fatto il passaggio di proprietà?
IMPUTATO Frabetti: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come mai allora ce ne parlò della SEAT Malaga, in quell'interrogatorio?
IMPUTATO Frabetti: Mi scusi...
PUBBLICO MINISTERO: Quello del 12 gennaio '95. Anche questa è una macchina per la quale non c'era passaggio di proprietà.
IMPUTATO Frabetti: No, no, perché questa... questa sapevo che l'avevo comprata, però dovevo fare il passaggio.
PRESIDENTE: Mi scusi, ma a proposito della Mercedes, lei i famosi tre milioni li dette a questo signore?
IMPUTATO Frabetti: Sissignore.
PRESIDENTE: Ah, li aveva con sé? La stessa...
IMPUTATO Frabetti: No, al giorno successivo, non è che...
PRESIDENTE: Gli ha dato i tre milioni e tranquillamente si è preso la Mercedes, senza nessun'altra garanzia.
IMPUTATO Frabetti: Sì, perché questo signore mi ha detto: 'Lasciami il numero del telefono, tra un mese andiamo a fare i passaggi'.
PRESIDENTE: E il suo non gliel'ha dato?
IMPUTATO Frabetti: Il mio gli ho dato.
PRESIDENTE: No, quello del signore sconosciuto, lei l'ha avuto?
IMPUTATO Frabetti: No. No, perché m'ha detto, dice: 'Quando ritorno, ti telefono e andiamo a fare i passaggi'.
PRESIDENTE: La prossima volta provo anche io a fare uno scherzo del genere con lei...
IMPUTATO Frabetti: No, spero che la prossima volta che... di non ricaderci.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per quanto riguarda quindi la sua permanenza, la sua - voglio dire - le sue visite alla famosa villetta di Capena, lei ci conferma che... di non esserci mai stato?
IMPUTATO Frabetti: Sì, sì, non ci sono mai...
PUBBLICO MINISTERO: Tranne quella volta.
IMPUTATO Frabetti: Tranne quella.
PUBBLICO MINISTERO: Tranne quella volta con la moglie di Scarano.
Senta, ma durante tutto questo periodo di sua frequentazione con Scarano, eccetera, ma ha mai... Scarano l'ha visto sempre da solo, l'ha visto assieme ad altre persone? Gli ha fatto conoscere qualcuno?
IMPUTATO Frabetti: No. Io, quando mi dava... che mi diceva di andare a vedere su i lavori, mi pare sempre da solo; o un par... o due volte, una volta o due volte, è venuto con la moglie. Che pure la moglie lì ha mangiato assieme a noi, a cuocersi la carne lì, sul lavoro. L'ho visto sempre solo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei a Scarano l'ha visto sempre da solo?
IMPUTATO Frabetti: Sempre da solo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non ha mai avuto occasione...
IMPUTATO Frabetti: No. Cioè...
PUBBLICO MINISTERO: ...di vederlo in compagnia di qualcuno?
IMPUTATO Frabetti: Cioè, non lo so se c'era il geometra dei lavori.
PUBBLICO MINISTERO: Dico, sia quando andavate a Fiano Romano, sia quando eravate in città a Roma, a Centocelle, lì a casa sua, non...
IMPUTATO Frabetti: Ah, beh, a Centocelle, per esempio, lui conosce tutti, lui conosce tanta gente lì, perché è di zona, ne conosce tanti. Non è che mi si metteva a presentare la gente. Cioè salutava lui così, e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non l'ha fatto, sostanzialmente non le ha fatto conoscere nessuno?
IMPUTATO Frabetti: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei oggi ha detto che, per l'appunto, che il Di Natale lo conobbe in questa presentazione, al bar, lì, eccetera.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma si ricorda quali erano le sue prime dichiarazioni? Voglio dire, nei primi interrogatori che ha reso lei col dottor Piro, e poi anche con noi, inizialmente non solo negava completamente di conoscere questo Di Natale, ma addirittura diceva che c'era un complotto nei suoi confronti.
IMPUTATO Frabetti: Ma difatti...
PUBBLICO MINISTERO: Come mai?
IMPUTATO Frabetti: Ma difatti io questo Di Natale non me lo figuravo per niente, apposta... Cioè dicevo di non averlo mai visto. Perché non mi figurava affatto, no? E allora, giustamente, ho voluto lo stesso io i confronti, perché ero sicuro. Cioè io ero sicuro di non averlo mai visto.
PUBBLICO MINISTERO: Di non averlo mai visto. Mentre poi alla fine, dopo questi confronti, è venuto alla conclusione che, perlomeno almeno una volta, vi eravate incontrati.
IMPUTATO Frabetti: Sì, cioè dopo... dopo... E' logico, quando che m'ha messo a fuoco a me questo Di Natale, questo Di Natale m'è venuto in mente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei si ricorda che le vennero fatte sentire dal dottor Piro, proprio all'inizio dell'agosto del '94, esattamente il 3 agosto del '94, delle telefonate? Se lo ricorda questo particolare?
IMPUTATO Frabetti: Sì. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Si ricorda in particolare quali erano queste telefonate che le faceva ascoltare il dottor Piro?
IMPUTATO Frabetti: Sì, Scarano che mi ha telefonato e ha risposto mia figlia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda che in queste telefonate si faceva riferimento a una convocazione, da parte di Scarano, a casa sua? Siamo il giorno 28 luglio. E si fa riferimento anche a uno spostamento, diciamo nella zona di Napoli.
E all'epoca, per l'appunto, il dottor Piro le contestò queste telefonate per chiederle, per spiegazioni, per farle dire, insomma, se lei questo viaggio l'aveva fatto o meno. E lei, mi pare il 3 agosto del '94, disse a questo punto che le faceva male la testa, e che non era in grado di rispondere. Se lo ricorda questo?
IMPUTATO Frabetti: Io, siccome soffro proprio con la testa...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e per l'appunto queste domande all'epoca non ebbero risposta. Proviamo a rifarle oggi, da capo. Ricorda qualcosa di questo spostamento, se ci fu un viaggio, se ci fu...?
IMPUTATO Frabetti: No. Io con Scarano, con Scarano spesso, per esempio mi diceva: 'Andiamo a vedere quei magazzini, il tipo di ceramica, il tipo di pavimento, il tipo di rivestimento, che tu te ne intendi', no? E prima giravamo qualche magazzino. I prezzi erano cari.
Quello, poi, una volta dice: 'Andiamo verso Frosinone per comprare la recinzione'.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei, mi scusi, non ha ricordo di questo spostamento che faceste?
IMPUTATO Frabetti: No, io, io ho detto, l'ho detto: una volta, una volta m'ha dato l'appuntamento su Roma-Napoli, mi sembra. E m'ha detto: 'Viemmi dietro'. Che m'aveva detto che dovevamo andare a vede', che doveva andare ad acquistare la recinzione della villa.
Camminando, non l'ho visto più, a un certo punto io sono ritornato indietro e sono andato a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, secondo lei, c'era questo spostamento che era, diciamo, in relazione a quest'acquisto che dovevate fare? In relazione a questa commissione, non so che cosa dovevate...
IMPUTATO Frabetti: Sì sì, cioè m'ha detto che doveva verso Frosinone andare a vede' per questa recinzione della casa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma in questa occasione era da solo Scarano, o c'erano altre persone?
IMPUTATO Frabetti: Non l'ho... Io non l'ho vi... perché ci vedo poco, perché io, se dentro una macchina... se è nera, magari la vedo che è nera, se è rossa, è rossa. Però, le persone interne non riesco a vedere se una, due, tre o quattro.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi, non lo so, la sua risposta oggi qual è?
IMPUTATO Frabetti: Cioè io, io...
PUBBLICO MINISTERO: Frabetti, io ho bisogno di capire.
IMPUTATO Frabetti: Io... Al bar lì, prima del casello, stava lì al bar da solo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma che era successo? Vi eravate dati appuntamento con Scarano?
IMPUTATO Frabetti: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: Che... Ce lo spieghi.
IMPUTATO Frabetti: Eh, m'ha dato appuntamento, e m'ha detto, dice: 'Andiamo verso Frosinone, ecco, a vede' qualche grande magazzino per comprare la recinzione'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma allora ho capito che poi non vi siete più incontrati?
IMPUTATO Frabetti: Ma difatti lui mi ha detto: 'Vienmi dietro'. Lui correva troppo, io poi...
PRESIDENTE: E lei l'ha perso.
PUBBLICO MINISTERO: E lei l'ha perso.
IMPUTATO Frabetti: A un certo punto non l'ho visto più.
PRESIDENTE: Non l'ha più visto.
IMPUTATO Frabetti: Ho preso, ho rigirato...
PRESIDENTE: Ed è tornato a casa.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Frabetti, ma ho capito bene, che lei non è in grado di dirci se in quell'occasione Scarano era da solo? Perché lei ci vede male, perché...
IMPUTATO Frabetti: Mah, io credo che era solo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora perché ci ha fatto tutta questa spiegazione? Che lei da lontano, la macchina la vede nera, non sa se c'è persone?
IMPUTATO Frabetti: No, io ho detto, ho detto... Lei m'ha detto: 'C'erano altre persone?'. Ho detto: io, se de... a una certa distanza, se ci sono una persona o quattro persone, non le vedo se sono una o quattro. Cioè lei mi ha detto se c'erano altre persone, no? Io gli ho risposto che non riesco a distinguere, perché non vedo, se era uno solo o in quattro.
Io, al bar era solo, e s'è avviato verso la macchina, ho messo in moto, è partito, lui tirava, io poi a un certo punto non l'ho visto più, alla prima uscita sono uscito e sono ritornato a casa.
PRESIDENTE: Facevate l'autostrada?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Frabetti, ma in questa occasione, o in altre occasioni, lei una persona che si chiama Pino Santamaria l'ha conosciuta?
IMPUTATO Frabetti: Cioè "Melanzone", lo chiama...
PUBBLICO MINISTERO: "Melanzone", ecco, esattamente.
IMPUTATO Frabetti: Sì, sì, l'ho conosciuto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci dice come l'ha conosciuto, chi gliel'ha presentato?
IMPUTATO Frabetti: Cioè perché era amico dei figli di Sca... d'Antonio. Lui vendeva le coppette, salsicce, questa roba qui, no? Salumi diciamo, no?
PUBBLICO MINISTERO: Era rappresentante?
IMPUTATO Frabetti: Sì, rap... vende... rappresentante, vendeva. E io ho acquistato un paio di volte delle cose da lui. E basta.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi l'ha visto pochissime volte, questa persona?
IMPUTATO Frabetti: Pochissime volte.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma in occasione di questo famoso, di questo famoso viaggio quando vi siete persi, con Scarano, lei questo Pino Santamaria l'ha visto?
IMPUTATO Frabetti: No. No.
PUBBLICO MINISTERO: Non l'ha visto.
IMPUTATO Frabetti: No.
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda nulla, lei, di questa...
IMPUTATO Frabetti: No, no, proprio non l'ho visto. Io ho visto solo Antonio.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha visto solo Antonio. Io ho bisogno di capire come facevate a trovarvi in occasione di quest'appuntamento. Perché non ho capito se vi trovavate a casa di Scarano, al bar. Come avete fatto a prendere le mosse, ad avviarvi, ecco.
IMPUTATO Frabetti: No, io con... Mo' questo io non me lo ricordo di preciso, se m'ha telefonato e m'ha dato l'appuntamento diretto là. Mo'... cioè, non ce l'ho proprio in mente.
PRESIDENTE: Ma se ha detto 'vienimi dietro', vuol dire che avevate un punto in cui incontrarvi.
IMPUTATO Frabetti: Sì. Io ricordo il punto, che era lì al bar del casello, stavamo lì. Poi m'ha detto 'vienimi dietro'. Però non ricordo se mi ha telefonato e mi ha dato l'appuntamento diretto lì, o mi ha telefonato e mi ha dato appuntamento a casa. Questo... non lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Frabetti, ora le fa le domande il dottor Chelazzi.
PRESIDENTE: Pubblico Ministero, potremmo fare una sospensione breve?
(voce fuori microfono) Anche lunga...
PRESIDENTE: Se disturba...
PUBBLICO MINISTERO: Il desiderio della Corte è un ordine, mettiamola così.
PRESIDENTE: Perché è un intervento breve?
PUBBLICO MINISTERO: No.
PRESIDENTE: E allora facciamo la sospensione.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Volete riaccompagnare il Frabetti? Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Frabetti, ma vediamo di capirsi meglio su questa volta in cui vi siete messi per strada, lei e Scarano, mmh?
IMPUTATO Frabetti: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Vediamo di capirsi meglio su quest'episodio in cui vi siete messi per strada, sull'autostrada, lei e Scarano, eh? Mi segue?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci siamo? No, dico, come argomento ci siamo? Come argomento ci siamo, è chiaro? Di questo si parla, non di altro.
Allora, lei ricorda dove aveva l'appuntamento quel giorno con Scarano?
IMPUTATO Frabetti: Indove?
PUBBLICO MINISTERO: Dove aveva l'appuntamento quel giorno con Scarano?
IMPUTATO Frabetti: Gliel'ho detto. Io non ricordo, non ricordo se mi ha telefonato di andare o a casa o direttamente al casello dell'autostrada.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ricorda che macchina aveva nell'occasione?
IMPUTATO Frabetti: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Allora io le dico, perché è stato riferito in quest'aula dal personale dei Carabinieri che quel giorno aveva sotto controllo Scarano, e anche lei, che lei arrivò a casa di Scarano intorno... nel primo pomeriggio, con una Twingo. Se lo ricorda? Aveva una Twingo in casa qualcuno?
IMPUTATO Frabetti: Sì, mia moglie.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
IMPUTATO Frabetti: Mia moglie, aveva la Twingo.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. Allora, questa Twingo non andò sull'autostrada. Questa Twingo andò sotto casa di Scarano.
IMPUTATO Frabetti: Sì, io ho detto... ho detto, io non ricordo se mi ha dato l'appuntamento a casa o direttamente al casello.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io le dico che qui è stato riferito dai Carabinieri che avevano sotto controllo Scarano, e quel giorno controllavano anche lei, che la Twingo arrivò sotto casa di Scarano.
IMPUTATO Frabetti: Sì sì...
PUBBLICO MINISTERO: Mmh?
IMPUTATO Frabetti: Cioè non... non vedo la differenza.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, ora lo vedrà. Lei ha detto di essersi messo d'accordo con Scarano, su dove poi vi dovevate vedere per la strada. Sì, ma per prendersi un appuntamento, bisogna guardarsi in faccia, no?
IMPUTATO Frabetti: Se sono andato a casa o se...
AVVOCATO Pepi: Signor Presidente, sono l'avvocato Pepi. Ora, mi sembra che si vada un po' oltre, in quest'esame. Io finora...
IMPUTATO Frabetti: Se sono andato a casa...
AVVOCATO Pepi: Scusi, Frabetti. Io sono stato finora in silenzio, ho lasciato fare tutte le domande.
Ma l'imputato ha diritto di rispondere e di non rispondere. Cerchiamo di fare un esame abbastanza sereno, e non cerchiamo di confondere maggiormente il Frabetti, che ha già dei problemi psichici propri.
Ora, se gli si fa un interrogatorio in questa maniera, è evidente che le risposte non possono essere né genuine, né tranquillizzanti per tutti; perché viene sottoposto a un fuoco di fila che mi sembra veramente inopportuno, e non adeguato alla situazione.
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi, vorrei sapere in che cosa consiste la sua opposizione. Il Pubblico Ministero fa delle domande e delle contestazioni sulle...
AVVOCATO Pepi: No, io sto, Presidente, sto cercando di dire che il Pubblico Ministero faccia l'esame sereno, con tranquillità. Il soggetto che è sottoposto a esame non è psichicamente pronto per un esame difficile come sta facendo il Pubblico Ministero.
PRESIDENTE: Ma se il Pubblico...
AVVOCATO Pepi: Io mi trovo nella situazione, fra l'altro, difficile...
PRESIDENTE: ...se l'imputato che è sotto esame ritiene che non è in grado di rispondere, lo può sempre dire: in qualunque momento noi lo possiamo rimandare a domani, o anche eventualmente a dopodomani.
IMPUTATO Frabetti: Sì, signor Presidente. Perché, cioè se mi sta dicendo delle cose: a casa o guardarsi... Cioè io non riesco, non ci sto con la testa. E allora, poi devo dire, mi avvalgo della facoltà di non rispondere.
PRESIDENTE: E lei se ne può avvalere subito.
IMPUTATO Frabetti: Perché non ci sto con la testa.
PRESIDENTE: Ma lei, gliel'ho chiesto all'inizio, voleva rispondere?
IMPUTATO Frabetti: No, ma io ho risposto fino a che ho potuto.
PRESIDENTE: Ora non vuole più rispondere? Dichiari: non voglio più rispondere.
AVVOCATO Pepi: (voce fuori microfono)
No, Presidente, non ha detto che non vuole rispondere. Che non si sente più di rispondere perché è confuso, si sente poco bene, chiede che l'esame...
PRESIDENTE: Guardi, lo dice lei che si sente poco bene. Lui ora ha detto che comincia a sentirsi confuso, che preferirebbe sospendere.
Benissimo, vogliamo riprenderlo domani mattina?
IMPUTATO Frabetti: Sì...
PRESIDENTE: Se poi domani mattina non si sente, lei dice 'non voglio rispondere', e il discorso è bell'e finito. Va bene? L'udienza riprende domani.
Ah, possiamo vedere se c'è qualche altro imputato da sentire? Mi pare che non ce ne siano altri.
PUBBLICO MINISTERO: No, tra i presenti no, non ci sono imputati di cui sia stato chiesto l'esame dal Pubblico Ministero.
PRESIDENTE: I difensori hanno chiesto l'esame di qualcuno?
AVVOCATO Pepi: Sì, Presidente, io ho l'esame di Giuliano; che però, anche lui per problemi proprio suoi personali, fisici, di malattia, ha necessità di essere interrogato in mattinata. Perché, essendo affetto da diabete, ha dei cali di zuccheri.
PRESIDENTE: Va bene. Riprendiamo domattina alle ore 09.00.
AVV. Cianferoni: Presidente, avvocato Cianferoni, anche a nome dell'avvocato Ceolan. Si rappresenta alla Corte, previa rappresentazione del dato anche al Pubblico Ministero, che il signor Bagarella chiede di essere sottoposto ad esame. La difesa del signor Bagarella chiede l'esame. Si sa che, cioè dal...
PRESIDENTE: Ma mi pare che l'esame avrebbe dovuto essere chiesto dall'inizio.
AVV. Cianferoni: Esatto. Questo non è stato fatto. Credo si po...
PRESIDENTE: Benissimo. Ne parliamo domani mattina. L'udienza riprende domattina alle ore 09.00, traduzione degli imputati. Mi dica, avvocato.
AVVOCATO Miniati: Mi scusi un attimo, Presidente. Sono l'avvocato Miniati Paoli, difensore di Ferro.
PRESIDENTE: Sì.
AVVOCATO Miniati: Dichiaro di rinunciare a tutte le istanze istruttorie che sono state avanzate dalla precedente difesa.
PRESIDENTE: Benissimo, grazie.
AVVOCATO Batacchi: Presidente, sono l'avvocato Massimo Batacchi, in sostituzione dell'avvocato Avellone, per Grigoli Salvatore.
Dichiaro di rinunciare alle richieste probatorie avanzate dal difensore a suo tempo, nell'interesse dell'imputato.
PRESIDENTE: Ho capito, prendiamo atto. Ci rivediamo domattina alle ore 09.00, traduzione degli imputati detenuti. Buonasera.

*IMPUTATO Frabetti: (voce fuori microfono)
Buongiorno.
PRESIDENTE: Buongiorno, si accomodi.
Vuole ripetere, per cortesia, il suo nome e cognome?
IMPUTATO Frabetti: Frabetti Aldo.
PRESIDENTE: Non è per noi, è per la registrazione. Chi legge il verbale deve sapere chi è l'esaminato.
Il P.M. può riprendere l'esame.
Oggi si sente meglio? E' in grado di rispondere?
IMPUTATO Frabetti: Sì, credo... fino che gliela faccio.
PRESIDENTE: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Io ieri, Frabetti, stavo cercando di farmi spiegare da lei questa vicenda che è capitata il giorno dopo che successero gli attentati alle due chiese a Roma. Ha presente si parlava di questo?
IMPUTATO Frabetti: Cioè, non è che ho capito bene ieri.
PUBBLICO MINISTERO: Io spero di farmi capire.
Allora, io avevo bisogno di sapere da lei, un po' meglio, com'è che vi eravate dati appuntamento con Scarano il pomeriggio del giorno 28 di luglio. E lei ha detto: 'non mi ricordo se ci siamo dati appuntamento per telefono o in qualche altro modo?' E' così?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma al momento in cui poi siete partiti diretti, non so, non ho capito bene dove, io ho bisogno di sapere se voi vi siete mossi con l'automobile assieme, oppure se ognuno è andato per i fatti propri.
Questo ho bisogno di capire. Perché ieri, in un certo momento, mentre lei rispondeva a una domanda del dottor Nicolosi, lei mi pare che abbia detto che vi siete visti al casello.
IMPUTATO Frabetti: Sì. Io ho detto, o a casa sua o al casello, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma quando vi siete visti, o a casa sua o al casello, eravate ciascuno sulla propria macchina?
IMPUTATO Frabetti: Sì, sì, sì, io stavo con la mia macchina.
PUBBLICO MINISTERO: E anche Scarano era con la sua macchina?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora io dico: se vi siete visti ciascuno sulla propria macchina, mi pare che lei dovrà essersi accorto se Scarano in macchina era da solo, o se c'aveva delle persone sopra.
IMPUTATO Frabetti: Io ripeto che ho visto solo lui, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Allora, mi vuole spiegare esattamente dov'è che dovevate andare?
IMPUTATO Frabetti: Cioè, lui mi aveva detto che dovevamo andare verso Frosinone per vedere la recinzione di casa che stava facendo. Perché dice: 'li ci stanno le fabbriche, che costa de meno il materiale'.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi dovevate andare a trovare, a comprare eventualmente del materiale per fare della recinzione?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi spiega come mai, per andare a comprare il materiale per fare della recinzione a Frosinone... per fare una recinzione, siete partiti per Frosinone con due macchine diverse? Non bastava prenderne una?
IMPUTATO Frabetti: Perché lui può darsi che si fermava, si cosava, poi io prendevo e me ne riandavo via, senza sta' a...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, devo farle presente tre cose a questo proposito.
Primo: Scarano ha riferito qui, davanti alla Corte, che quel giorno, quel pomeriggio lui non aveva nessun programma di andare a Frosinone, bensì che era diretto a Napoli, c'aveva delle persone in automobile e le doveva accompagnare a Napoli. Quindi, su questo punto, Scarano davanti alla Corte ha detto una cosa totalmente diversa rispetto a Frosinone, le recinzioni, le reti e quant'altro.
Dice la verità Scarano? Oppure Scarano si sbaglia e quel giorno dovevate andare davvero a comprare della recinzione a Frosinone?
AVVOCATO Monaco: Mi scusi, aspetti. Mi scusi, io... C'è un'opposizione da parte della difesa.
PRESIDENTE: Avvocato, deve dire il suo nome.
AVVOCATO Monaco: Sì, avvocato Michele Monaco, difensore del Frabetti.
PRESIDENTE: Perché diversamente non risulta. Non è per noi, noi la vediamo.
AVVOCATO Monaco: Sì, sì, è per la registrazione, lo so.
Presidente, c'è opposizione alla domanda così formulata, perché se il Pubblico Ministero vuol fare una contestazione, la fa con il verbale dal quale risulta peraltro che lo Scarano ha detto che il Frabetti non c'era. Quindi...
PRESIDENTE: Avvocato, in questa Corte abbiamo deciso che, posto che alcune persone, imputate nello stesso processo, come anche imputati ex 210, che siano già state sentite davanti alla Corte, è legittimo contestare all'esaminato le dichiarazioni in contrasto con quello che dice l'esaminato di turno.
AVVOCATO Monaco: Sì, sì, ma io non mi oppongo a questo. Io mi oppongo a che la contestazione venga fatta in maniera completa. Perché se la contestazione è fatta in questo modo, chiaramente trae in inganno l'imputato che è qui presente. Perché se non gli si dice che lo Scarano...
PRESIDENTE: Benissimo. Allora possiamo invitare il Pubblico Ministero a indicare il punto preciso del...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma non trae in inganno niente. Io respingo questa considerazione, che la contestazione tragga in inganno qualcosa.
Io ho semplicemente detto che secondo il racconto che ha fatto Scarano davanti a questa Corte, il problema di Scarano quel giorno era di andare ad accompagnare delle persone a Napoli e non certo di andare a comprare della recinzione a Frosinone.
Non è assolutamente ingannevole la...
PRESIDENTE: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Respingo questa affermazione.
PRESIDENTE: Mi scusi. Sono perfettamente convinto anche io, perché lo ricordo, lo ricordano i miei colleghi...
PUBBLICO MINISTERO: Ora il dottor Nicolosi trova esattamente il passaggio della...
PRESIDENTE: ...il senso di quelle dichiarazioni dello Scarano è nel senso che indica il Pubblico Ministero. Ma se ci si vuole fare una questione di forma per la contestazione...
AVVOCATO Monaco: Eh, sì, perché manca il passaggio successivo, cioè che lo Scarano ha detto che il Frabetti in quella situazione non c'era.
PRESIDENTE: Non è vero. Avvocato, siamo d'accordo, ma il Pubblico Ministero ha detto: 'Scarano disse che non andava...'
AVVOCATO Monaco: Sì, sì, certo.
PRESIDENTE: Questo è il senso del discorso del Pubblico Ministero. Quindi, se non è necessario richiamare il verbale. Siamo tutti d'accordo che ha detto Frabetti non c'entrava.
AVVOCATO Monaco: Certo, certo. No, no, se siamo d'accordo...
PUBBLICO MINISTERO: Quello che è successo in aula si presume conosciuto da tutti.
PRESIDENTE: Certo.
AVVOCATO Monaco: Eh, ma non da Frabetti, non è detto. Perché se uno glielo contesta così...
PUBBLICO MINISTERO: Non mi riguarda assolutamente.
PRESIDENTE: Avvocato, se Frabetti non aveva potuto sentire, sono affari suoi.
AVVOCATO Monaco: Eh, lo so, però... Certo, però la contestazione fatta senza quel...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, no.
(voci sovrapposte)
PRESIDENTE: Avvocato, scusi, abbia pazienza.
AVVOCATO Monaco: Prego, prego.
PRESIDENTE: Se lei stesso è d'accordo...
AVVOCATO Monaco: Sì, adesso così sì, sì.
PRESIDENTE: ...che lo Scarano ha fatto quella dichiarazione...
AVVOCATO Monaco: Con dichiarazioni sì, certo.
PRESIDENTE: ...mi sembrerebbe un formalismo un po' superfluo quello di chiamare l'udienza...
AVVOCATO Monaco: No, no, no. Ma io non... L'essenziale è che siamo d'accordo su...
PRESIDENTE: Allora il Pubblico Ministero può proseguire.
AVVOCATO Monaco: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Frabetti, io non ho detto che Scarano qui in aula ha riferito di essere andato assieme a lei a Napoli a accompagnare delle persone. Nel qual caso avrei detto una cosa sbagliata e il Presidente se ne sarebbe accorto e mi avrebbe richiamato.
Scarano ha detto che quel pomeriggio del giorno successivo agli attentati, andò ad accompagnare a Napoli delle persone, insieme a un'altra persona, con un'altra macchina, che si chiama Santamaria Giuseppe.
Le parole che ha pronunziato Scarano in quest'aula sono state queste:
"Sono andate, il giorno dopo, o la sera dopo, sono stati accompagnate a Napoli".
"Accompagnate da chi?" Gli chiedo io a Scarano.
"Da me e da Pino".
"Come si chiama?"
"Pino... il cognome... è un amico dei miei figli... sta...".
Pubblico Ministero: "Stava per dire "Melanzone"?"
"Sì, esatto".
"Perché è un soprannome?"
"Sì, esatto. E lo conosco così, come soprannome".
Ecco, quindi Scarano, all'udienza... ora questo è un altro discorso ancora, ha esattamente affermato questo: di non essere andato a cercare nessuna rete, nessuna recinzione da nessuna parte, ma di essere andato a Napoli insieme a questo signor Santamaria a occuparsi di tutt'altro. Prima cosa.
Seconda cosa che le debbo far notare.
Quando lei è stato interrogato, nel corso delle indagini preliminari, da me - da me, dal Pubblico Ministero - esattamente su questa circostanza, nell'interrogatorio del 12 gennaio 1995, lei ha detto esattamente così. Allora, le leggo tutto il passo, eh. Siccome lei era già stato interrogato su questa vicenda dal Pubblico Ministero di Roma, dal dottor Piro, io gli dico:
"Il P.M. fa presente al Frabetti che i Carabinieri, che all'epoca avevano in corso indagini su Scarano, accertarono che alle ore 16.32 di quel giorno" - si parla del 28 di luglio - "Frabetti giunse a casa di Scarano a bordo della Twingo intestata alla moglie".
Frabetti dice: "Loro mi parlano di questo viaggio. Mi dicono che dai discorsi di Scarano fatti per telefono si capisce che ci siamo spostati in tre. Lui, io e un certo Pino, ciascuno con una macchina, con destinazione Napoli, che si è trattato di un viaggio fatto per autostrada, che c'è stato un contrattempo che ha avuto a che fare con la località di Caianello.
Io dico" - ecco, queste sono le sue parole - "che a Napoli non ci sono mai arrivato. Che Caianello non mi dice nulla. Che questo viaggio non me lo ricordo. Che tutt'al più posso essere andato in un posto che si chiama Lunghezza e si trova poco fuori Roma per la strada per L'Aquila".
Quindi una dichiarazione questa qui che è la sua, che non ha nulla a che fare con Frosinone. Perché per andare a Frosinone si imbocca l'autostrada per andare a Napoli. Per andare a Lunghezza si imbocca l'autostrada che porta a L'Aquila.
E poi dice ancora:
"Loro mi dicono che questo viaggio io devo cercare di chiarirlo, tenuto conto che deve essere stato un po' particolare. Tanto che Scarano la sera voleva accertarsi che io fossi rientrato regolarmente a casa e tenuto anche conto che Scarano, interrogato oggi da loro, ha detto che questo viaggio in effetti c'è stato, che vi ho partecipato io - Aldo Frabetti - e che appunto c'era una terza persona di nome Pino.
Il P.M. mi dice ancora che questo viaggio dovrebbe essermi rimasto impresso perché si capisce che per strada ci siamo persi.
Io dico che non è vero assolutamente che con Scarano io abbia fatto viaggi in cui ci eravamo dati appuntamento, a Napoli o in altri luoghi come Caianello, o in altri che il P.M. mi nomina, sul tragitto da Roma a Napoli.
Il P.M. mi dice che la località che io indico, Lunghezza, è diversa da quella di cui non mi si fa il nome, che Scarano ha menzionato in relazione a questo viaggio".
Allora, per concludere, da queste dichiarazioni sue, che io leggo parola per parola, quando per la prima volta il Pubblico Ministero le ha parlato e le ha chiesto spiegazioni su questo viaggio - parlo del Pubblico Ministero di Firenze - lei ha detto: che quel giorno doveva andare a Lunghezza e che non c'entrava nulla la strada per Napoli...
IMPUTATO Frabetti: No, nossignore. Perché io... cioè, io ho detto sempre queste parole. Poi se sono state scritte differente non lo so.
Perché io, per esempio, come questo Pino... in tre in viaggio non l'ho mai detto. Comunque se è scritto, non lo so come è stato scritto.
Comunque io ho detto...
PRESIDENTE: Guardi che nessuno ha letto cose dette da lei in cui si parla di aver fatto un viaggio in tre. Questo lo ha detto Scarano.
IMPUTATO Frabetti: Cioè, io...
AVVOCATO Monaco: No, no, non lo avrebbe detto nemmeno Scarano.
PRESIDENTE: No, mi pare che a un certo punto lo Scarano...
AVVOCATO Monaco: No, con Frabetti no, mai. Con Pino sì, con Pino ha viaggiato, ma non con Frabetti.
PRESIDENTE: Bene, andiamo avanti. Prosegua.
IMPUTATO Frabetti: Io ho sempre detto che con Scarano... mo' il giorno, io il giorno non me lo ricordo. Però sono andato... dovevamo andare verso Frosinone per vedere questa recinzione. Abbiamo preso il casello per Napoli.
PRESIDENTE: Ma lei ha parlato, a un certo punto, che era andato a Lunghezza.
IMPUTATO Frabetti: Sì...
PRESIDENTE: Lunghezza non è sulla strada di Frosinone.
IMPUTATO Frabetti: Ma sissignore. Credo...
PRESIDENTE: Secondo...
IMPUTATO Frabetti: Ma credo che sia sulla strada de là, perché io alla prima uscita sono uscito. Mo io, se è Lunghezza o...
PRESIDENTE: L'ha detto lei, non è mica...
(voce sovrapposta)
IMPUTATO Frabetti: Sì, sì, ma signor Presidente, io sono convinto che si esce per Lunghezza. Poi se è un'altra uscita non...
AVVOCATO Monaco: Ma comunque, per la precisione, io prima...
PRESIDENTE: Avvocato, il suo nome, mi scusi.
AVVOCATO Monaco: Sì, sì, sempre avvocato Monaco.
Per la precisione...
PRESIDENTE: Sempre... Ma lo deve dire ogni volta, perché noi non conosciamo la sua voce. Nella registrazione poi non sappiamo chi fa questo intervento.
AVVOCATO Monaco: Ha ragione, Presidente.
Per la precisione, per andare a Napoli si può entrare da Lunghezza o dal casello di Roma...
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato Monaco, lo posso fare l'esame dell'imputato?
AVVOCATO Monaco: Sì, sì, no, era per la precisione.
PUBBLICO MINISTERO: Per piacere.
AVVOCATO Monaco: No, per far capire...
PUBBLICO MINISTERO: Ma la precisione non me ne importa nulla.
AVVOCATO Monaco: Perché sennò la Corte...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi.
AVVOCATO Monaco: La Corte lo saprà sicuramente, però.
PRESIDENTE: Questi interventi non sono previsti, mi scusi.
AVVOCATO Monaco: No, era per la precisione.
PRESIDENTE: Lei avrà diritto, come credo che sappia perfettamente, nel controesame.
AVVOCATO Monaco: Sì, sì, certo, sicuramente.
PRESIDENTE: Nel controesame farà le sue precisazioni.
AVVOCATO Monaco: Certo, certo.
PRESIDENTE: Se riesce ad averle.
AVVOCATO Monaco: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: La terza cosa che le volevo far presente, su questo punto Frabetti, è molto semplice. Come sicuramente saprà, sono state trascritte, per provvedimento della Corte, delle telefonate che il giorno 28 luglio del '93 sono intercorse fra Scarano e lei.
La prima è delle 15.40, appunto del 28 luglio. La seconda è delle 22.07. In entrambi i casi il signor Scarano ha, da casa sua, ha fatto il numero di telefono di casa sua, di Frabetti.
E la prima volta la telefonata, trascritta dal perito designato dalla Corte, ha detto così.
Vien fatto il numero, risponde Roberta, che credo sia sua figlia:
"Pronto?"
"Roberta?"
"Sì".
"Ciao".
"Ah, ciao. Un attimo".
Sopravviene al telefono una voce maschile
"Sì?"
"Pronto?"
"Aho!"
"Oh".
"Ma che stai a dormi'?" Dice quello che ha fatto il numero. Quello che ha chiamato casa sua.
"No".
"E che aspetti a arriva' giù?"
"Eh, mo' vengo. Sto..."
"Che stai a fa'?"
"Metto in moto la macchina".
"Ah, stai a mettere in moto la macchina. Dai, va. Ciao".
"Ciao".
La seconda telefonata, questa qui delle 22.07, risponde sempre Roberta:
"Pronto?"
"Roberta?"
"Sì, ciao".
"Ciao".
"Un attimo".
"Aldo sta a casa?"
"Sì".
"Ah, va bene. Niente, volevo sapere se era arrivato, se era rientrato".
Sopraggiunge una persona che dice:
"Pronto?"
"Ciao Aldo".
"Ciao".
"Tutto a posto Aldo?"
"Sì".
"E' parecchio che sei tornato?"
"Eh?"
"E' parecchio che sei tornato?"
"No, sarà mezzora, tre quarti d'ora".
"Ah, mezzora".
"Uhm".
"Ah, va be' vai. Va be'. Ciao Aldo".
"Ciao".
"Ci si sente domani".
In nessuna di queste due telefonate si parla né di Frosinone, né di alcun altro posto, né di recinzioni, né di villette in costruzione. Sono telefonate nelle quali non c'è nulla di questa storia della rete da comprare, la recinzione. Si capisce solamente che due persone avevano appuntamento e che a un certo punto una delle due, che è Scarano, la sera alle dieci si vuole accertare che Aldo sia rientrato regolarmente a casa.
Ecco, questo è il quadro della situazione.
Allora, cosa ha detto Scarano, qui in aula, cosa aveva detto lei durante le indagini su questa circostanza, quello che risulta dalle intercettazioni telefoniche.
Io non so se, in base a queste precisazioni che io le ho fatto, lei ha da dire qualche cosa di diverso, o se ha da confermare semplicemente quello che ha detto ieri e cioè che quel giorno dovevate andare a Frosinone per comprare della recinzione.
IMPUTATO Frabetti: Cioè, io quel giorno specifico non lo ricordo, no. Cioè, perché Scarano non è che è stata la prima o l'ultima telefonata che mi ha fatto, perché Scarano mi telefonava spesso.
Che lei mi parla in quella circostanza, per me era... un telefonata era come un'altra. Cioè, non mi viene niente, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ma la rete l'avete comprata, o no?
IMPUTATO Frabetti: Come?
PUBBLICO MINISTERO: La recinzione l'avete comprata, o no?
IMPUTATO Frabetti: No, perché gli ho detto che io sono ritornato indietro.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm. Ma ci siete tornati poi successivamente, per comprare la recinzione, a Frosinone?
IMPUTATO Frabetti: No, perché dopo ricosava con la ceramica... sanitari e 'sta roba qua.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, se io capisco bene, l'acquisto di questa recinzione a Frosinone, o quel che era, non è avvenuto perché vi siete in qualche modo persi per strada?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, mi dà qualche particolare in più circa questa borsa che, dopo l'arresto di Scarano, lei ha detto ieri, le fu portata dalla moglie di Scarano?
Se io non ho capito male ieri, lei ha detto: 'dopo l'arresto di Scarano, la moglie di Scarano mi venne a portare, o mi ha dato una borsa'.
IMPUTATO Frabetti: No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Allora si vede ho capito male.
PRESIDENTE: Un pacchetto.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
PRESIDENTE: Un pacchetto.
PUBBLICO MINISTERO: Un pacchetto.
PRESIDENTE: Vero?
IMPUTATO Frabetti: Sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: Allora mi spiega per bene come è andato questo fatto?
IMPUTATO Frabetti: Mi telefona la moglie di Scarano e mi dice: 'puoi venire a casa?'
Ho detto: 'sì'.
Sono andato a casa e...
PUBBLICO MINISTERO: Quale casa, intanto, per essere precisi.
IMPUTATO Frabetti: Dove abitano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi in via delle Alzavole, a Roma?
IMPUTATO Frabetti: Sì, sì, la casa sulla Casilina, lì.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Allora.
IMPUTATO Frabetti: Sono andato a casa e m'ha detto: 'dice Aldo c'è qualcosa da te giù in cantina, se la porti via'. E m'ha dato questo pacchetto: 'lo metti dentro la buca'.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti un po'. Allora, lei arriva a casa della signora Scarano.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E le parla di questo sacchetto, o quel che è, che si trova in cantina.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma in cantina chi è che è andato a prenderlo? L'aveva già preso la signora, siete andati insieme, c'è andato lei? Mi faccia capire.
IMPUTATO Frabetti: Cioè, mo' io nun ricordo se c'è andata lei o me l'ha fatto trovare pronto o siamo scesi assieme. Ricordo... il pacchetto lo ricordo benissimo, perché era involto al giornale.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm. Ma questo pacchetto com'era, grosso, piccolo?
IMPUTATO Frabetti: Piccoletto, lo tenevo in mano, così.
PUBBLICO MINISTERO: Avvolto in fogli di giornale?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm. E allora, quando lei ha avuto questo pacchetto nelle mani, com'è andata poi la storia? La signora le ha dato delle istruzioni, ha fatto di sua iniziativa? Perché uno poteva prendere anche il sacchetto, non lo so, farne qualsiasi cosa.
IMPUTATO Frabetti: A me m'ha detto... m'ha dato questo pacchetto.
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
IMPUTATO Frabetti: Dice: 'mettilo dentro la buca'. Cioè, lì per lì io sono rimasto un po' sbalordito, però non sono stato capace a dire: 'ma che c'è, che non c'è', perché era già sconvolta dall'arresto del marito. L'ho preso e l'ho portato giù e l'ho messo dentro la buca.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti. Ma quando la signora le ha detto: 'mettilo nella buca questo pacchetto', lei ha capito a quale buca si riferiva la signora?
IMPUTATO Frabetti: Sì, perché me l'ha spiegato.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè? Che le ha detto la signora?
IMPUTATO Frabetti: Che stava a tale posto, a tale punto.
PUBBLICO MINISTERO: A tale posto, in tale punto...
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi nella proprietà sua.
IMPUTATO Frabetti: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prima che la signora le desse tutte queste spiegazioni su dove si trovava questa buca, lei sapeva che c'era una buca nella sua proprietà in quel certo posto, nella baracchetta, insomma, accanto alla stalla del cavallo?
IMPUTATO Frabetti: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non ne sapeva niente.
IMPUTATO Frabetti: No.
PRESIDENTE: Guardi, che ieri ha detto cose diverse, eh.
IMPUTATO Frabetti: Sì...
PRESIDENTE: Lei ha detto, ieri, che un giorno Scarano aveva fatto una buca, poi venne con una borsa e ce la mise dentro. E lei non chiese nulla.
IMPUTATO Frabetti: Non ho capito, signor Presidente.
PRESIDENTE: Ieri si ricorda di essere stato sentito qui, sempre dal P.M.?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PRESIDENTE: Era il dottor Nicolosi, invece del dottor Chelazzi, che le chiese qualcosa di queste armi trovate poi nel suo terreno.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PRESIDENTE: E lei ha detto: 'c'era una buca'.
Io le ho fatto presente: 'c'era già da prima o l'aveva fatta qualcuno?'.
'No', dice 'l'aveva fatta Scarano.
Questo lei ha detto ieri.
IMPUTATO Frabetti: Sì, certo, perché l'ho saputo che l'aveva fatta Scarano.
PRESIDENTE: Ma lei non l'aveva vista quando Scarano l'aveva fatta.
IMPUTATO Frabetti: No, no. No.
PRESIDENTE: Ho capito.
Come faceva a sapere, però, che c'era una borsa lì? Soltanto perché gliel'ha detto la signora?
IMPUTATO Frabetti: Perché la signora m'ha detto dove stava... dov'era la buca...
PRESIDENTE: Ah, quindi lei non sapeva nulla.
IMPUTATO Frabetti: No.
PRESIDENTE: Non sapeva che Scarano aveva fatto la buca, non sapeva che la buca conteneva una borsa, né che la borsa ce l'aveva messa Scarano.
IMPUTATO Frabetti: No.
PRESIDENTE: Ho capito. Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta un po', ma al momento in cui le è stato dato questo pacchetto...
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ...di andare a mettere nella buca, lei ha chiesto alla signora Scarano come mai questo pacchetto doveva andare a finire in una buca nella sua proprietà?
IMPUTATO Frabetti: Io non gliel'ho chiesto. Cioè, m'ha dato questo pacchetto e m'ha detto di metterlo lì e non gli ho fatto domande perché era stravolta, ecco, e allora...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ho capito che era stravolta, però...
IMPUTATO Frabetti: Non son stato capace, non son stato capace di dire niente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma lei che cosa pensava di avere per le mani in questo sacchetto? Si è posto un qualche problema su quello che poteva esserci in questo sacchetto, oppure no?
IMPUTATO Frabetti: No. Lì per lì non mi sono posto nessun problema. Il problema me lo sono posto dopo, quando cioè che l'ho sentito... che ho stretto il giornale, ho sentito una forma strana, no, pesante come ferro, e ho capito che era un'arma.
PUBBLICO MINISTERO: Era?
IMPUTATO Frabetti: Era un'arma.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ce n'era una sola o ce n'era più d'una?
IMPUTATO Frabetti: No, no, una.
PUBBLICO MINISTERO: E quando è andato a aprire questa... è andato in questo posto dove c'era la buca, che ci ha trovato dentro?
IMPUTATO Frabetti: Il borsone.
PUBBLICO MINISTERO: Il borsone.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei ha guardato che cosa c'era dentro questo borsone?
IMPUTATO Frabetti: No, nossignore, perché ho buttato questo pacchetto dentro, così, e ho richiuso.
PUBBLICO MINISTERO: Se non mi sbaglio, lei ieri ha detto che dopo aver fatto questa operazione fu preso un po' dallo sgomento, si mise a piangere; ha detto qualcosa di simile.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PRESIDENTE: A pianger di che?
IMPUTATO Frabetti: Cioè, ho capito che mi aveva coinvolto in qualcosa...
PUBBLICO MINISTERO: L'ascolto, eh. L'aveva coinvolto in qualcosa?
IMPUTATO Frabetti: In qualcosa a mia insaputa, e difatti mi ha coinvolto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei è riuscito a darsi una spiegazione sulla ragione per la quale Scarano l'aveva coinvolta - io adopro le stesse parole che adopra lei - l'aveva coinvolta fino a mettergli del materiale che in qualche modo l'ha impressionata, perché lei ha detto: 'non l'ho aperta, però mi sono sgomentato...'.
IMPUTATO Frabetti: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma per quale ragione Scarano, se lei la conosce, può aver fatto questo qualcosa che la coinvolgeva?
IMPUTATO Frabetti: No, io posso pensare che, dalla mia ingenuità, ne ha approfittato di queste circostanze.
PUBBLICO MINISTERO: Ma abbia pazienza, ora, se la situazione era esattamente questa, come lei mi dice, c'è una ragione - e qual è, se me la può spiegare - in base alla quale lei quello che ha raccontato oggi qui alla Corte precedentemente non l'aveva mai raccontato?
Mi spiego, mi spiego. Qual è il nocciolo del problema? E' questo: il 14 maggio del '96 lei è stato interrogato dal Pubblico Ministero, cioè dal dottor Vigna e da me, mi sembra, e io le ho rappresentato proprio questa situazione, perché - ora le trovo il punto esatto - io le ho detto esattamente queste parole.
Allora, a pagina 3 della trascrizione di quell'interrogatorio, meglio ancora... sì, pagina 3, le vien detto:
"Tanto per avviare l'interrogatorio, la volevo informare, se lei non lo sa già, che...".
PRESIDENTE: Pubblico Ministero...
PUBBLICO MINISTERO: "...il 1 febbraio del '96...".
PRESIDENTE: Pubblico Ministero, per cortesia, vuole indicare la pagina al difensore?
PUBBLICO MINISTERO: L'ho detto, pagina 3. L'ho detto.
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Mi sembrava che non avesse capito.
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: "Io la volevo informare, se lei non lo sa già, che il 1 febbraio del '96, quindi quest'anno...", tre mesi e mezzo fa, va bene?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se una domanda non le è chiara me lo dica. Mi dica, dottore non ho capito.
"Il 1 febbraio del '96, nel terreno che sta intorno a casa sua, in via Edoardo Perino...".
"Sì."
"Più esattamente lì dove si trova un prefabbricato in lamiera, una specie di baracchetta...".
"Sì."
"... con delle balle di fieno sistemate per terra; ci son delle balle?"
"Sì."
"Per meglio dire, sotto queste balle dio fieno c'è una cosa un po' particolare. Il 1 febbraio del '96 la Polizia Giudiziaria, la DIA, incaricata, è andata a fare un controllo e ha accertato una situazione particolare, cioè a dire che sotto le balle, sotto, diciamo, lo strato superficiale del terreno, c'era una bella cassetta di legno piuttosto grande, ben fatta. Sotto a questo ripiano, forse dire cassetta non è esatto, meglio dire un ripiano, una tavola di legno, sotto questo tavolo di legno c'è una cavità fatta in mattoni di 75 centimetri per 126, profonda 50...", senta quanti particolari.
"...all'interno della quale la DIA ha ritrovato molto materiale illegale, sostanzialmente si tratta di esplosivo, di armi, per dire in maniera molto all'ingrosso: esplosivo e armi."
"Sì. Io, però, posso parlare?"
"Aspetti.
Ora, siccome lei nel nostro procedimento di Firenze risponde anche, è ovvio, di fatti legati agli esplosivi, perché questi attentati son stati fatti con gli esplosivi, per l'appunto lì nel suo terreno, in questo nascondiglio, vien trovato esplosivo. Io le dico subito che questo esplosivo è tale e quale quello adoprato per fare gli attentati, è la stessa merce. Io questa situazione gliel'ho rappresentata per sapere se lei ha qualche dichiarazione da fare."
"Io, di questa buca che sta dicendo, non so... ecco, adesso la sento. Io sto all'oscuro di tutta questa faccenda."
"Cosa vuol dire questo discorso?"
"Cioè, non lo sapevo, io, che c'era questa buca."
"Ho capito."
"Poi, dopo, devo solo immaginare, non lo so, perché è stato fatto a mia insaputa, perché proprio io di questa buca sto all'oscuro di tutto."
"Ecco, allora, che cosa può immaginare? Ha detto "immaginare", che cosa?
"Cioè, solo... solo mi può avere usato solamente con la fiducia, con l'amicizia e la fiducia che avevo, solo lo Scarano mi poteva far questo lavoro, perché io di nascosto... perché io non so proprio nulla di questo fatto, di questa buca."
Poi lei, più avanti nell'interrogatorio, lo stesso giorno, ritornando sulla storia della buca fa questa ulteriore precisazione. E bisogna andare a pagina 30.
Siccome abbiamo riaperto il discorso di questa buca e tutto il resto, le dico, io, a pagina 29:
"Ma, insomma, mi vuol spiegare, Frabetti, abbia pazienza, come potrebbe aver fatto Scarano da sé a realizzare nel terreno suo, di Frabetti, quella buca per terra, di metterci, di farci un pavimento sotto, di fare tutte le pareti con i mattoni per benino - 'mattoni di tufo', c'è scritto nel verbale - sistemare questa specie di tavola sopra, a mo' di coperchio, senza che si accorgesse di nulla? Frabetti, via, ma è casa sua o è casa di Scarano quella lì?
E lei dice:
"Io, io posso dire un particolare, un particolare che ricordo. Un giorno è venuto, è venuto in casa, io stavo... andavo a cavallo, no, lì. Allora gli ho detto: 'va bene, mo' scendo di cavallo, seguito, mi prendo un po' d'aria'.
Può darsi, può darsi che... poi mi ha detto: 'attento alla buca'. Io credevo che mi diceva di cascare da cavallo, non lo so. Perché non è che m'ha detto poi qualcos'altro, mi ha detto solo: 'attento alla buca'. E io ho detto: 'che credi, casco da cavallo?'.
Può darsi in questo intervento che mi ha detto, dice: 'no, tanto io prendo un po' di fresco, vai pure'."
Poi prosegue su questo punto. Io le dico:
"Sì, non l'avrà mica fatta in venti minuti, voglio dire, questa storia? Abbia pazienza, per far questa cosa bisogna portare i mattoni, bisogna portare il cemento, ci vuol la vanga, per benino, non è cosa che si fa in un quarto d'ora."
"C'ho l'attrezzatura lì in casa."
"Sì, va bene, Frabetti, sì Frabetti, ho capito, via. Ora, un giorno che lì era a fare una corsa a cavallo nei campi Scarano zitto zitto si è messo lì a fare una buca nel terreno... Via, queste non cose che si possono prendere..."
E poi il discorso sostanzialmente riman lo stesso, cioè altre dieci righe di verbale.
Voglio dire, è l'unica volta in cui con lei si è parlato di questa buca negli interrogatori precedenti all'esame di oggi.
Anche perché, dopo il ritrovamento di questo materiale il 1 febbraio del '96, questa è l'unica volta in cui lei è stato interrogato su questo fatto.
Se lei era al corrente di quest'altra situazione che ha rappresentato alla Corte - l'involto di giornale con dentro la pistola, la buca che gliel'ha insegnata la moglie di Scarano e allora lei ha capito dov'era la buca, l'ha scoperta, l'ha vista e tutto il resto - perché non ce l'ha rappresentata in quell'interrogatorio lì, il 14 maggio?
Il 14 maggio lei ha detto che non sapeva nulla di questa buca, che capiva che era stato coinvolto da Scarano e poi era riuscito ad associare questa strana battuta di Scarano che mentre lei va a cavallo le dice: 'attento alla buca'.
Ha capito? Io ho bisogno, insomma, io ho bisogno di rendermi conto se il fatto che lei a suo tempo non abbia detto di aver preso queste armi, questa arma in questo involto di giornale, di averlo detto solamente oggi nasce da qualche ragione particolare: perché allora non se lo ricordava più, perché non lo voleva dire per qualche ragione... Mi aiuti a capire se ritiene di rispondere a questa domanda.
IMPUTATO Frabetti: No, una ragione ci può essere, una ragione ci può essere; perché quando ho scoperto tutto quanto a quel punto ho avuto paura dell'incolumità mia e della mia famiglia e ho taciuto. Anche perché, essendo poi coinvolto in questa orribile faccenda, ero... ero...
PRESIDENTE: Era spaventato?
IMPUTATO Frabetti: Sì, spaventato, perché... Cioè, da quello che mi ha fatto Scarano, poi, a quel punto, avevo paura sull'incolumità mia e sui miei figli e su mia moglie. Perché, facendomi quello che m'ha fatto...
PUBBLICO MINISTERO: Aveva paura di chi? No, non ho capito. Che cos'è, chi le metteva paura?
IMPUTATO Frabetti: Ma... Scarano. A quel punto è Scarano che mi metteva paura.
PUBBLICO MINISTERO: Guardi, che in quell'interrogatorio le fu spiegato che Scarano - ora posso rileggere anche quell'interrogatorio lì, queste parti - che Scarano era divenuto collaboratore di Giustizia, cioè a dire era lui che aveva fatto ritrovare questo materiale.
Non capisco dove si poteva annidare la sua paura. Rispetto a chi?
IMPUTATO Frabetti: No, perché io quando che è diventato collaboratore di Giustizia non è che lo sapevo, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Gliel'ho detto io.
IMPUTATO Frabetti: Adesso?
PUBBLICO MINISTERO: No, il 14 di maggio del '96 gliel'ho detto.
IMPUTATO Frabetti: Nossignore.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. E allora guardi...
IMPUTATO Frabetti: Io, cioè... io non me lo ricordo, ecco. Mo io... Sì, ma io può darsi pure che... però io, gli ripeto, che se non ho parlato è solo per quel motivo, non è per nascondere.
Guardi, che Scarano aveva dato lui queste indicazioni per rinvenire questo materiale e tutto il resto, io gliel'ho proprio detto al momento in cui iniziò l'interrogatorio. A pagina 5 della trascrizione si legge, sono io che parlo:
"Mi ascolti un attimino. Questo rinvenimento è del 1 febbraio di quest'anno. Questo rinvenimento nasce dal fatto che Scarano ci ha detto: 'andate in quel posto e troverete armi ed esplosivo, perché di questa roba io conosco l'esistenza'.
Attenzione questa dichiarazione Scarano l'ha fatta proprio a noi il giorno prima, il 31 di gennaio. La mattina dopo, il 1 febbraio, la DIA è andata di corsa a cercare questo materiale.
Dopo, ovviamente, a Scarano gli abbiamo chiesto: 'ma questa roba come c'è finita là dentro?'.
Per una ragione principale: alcune di queste armi erano involtate in un foglio di giornale datato esattamente 11 giugno '94. Ora, siccome Scarano era in carcere dal 3 di giugno, non poteva essere stato lui a metterci il giornale intorno. E allora abbiamo chiesto a Scarano: caro Scarano, come si spiega che queste armi sono state maneggiate da qualcuno dopo che lei è stato arrestato?
E Scarano ha dato una certa spiegazione, ha fatto il racconto anche di questo pezzetto della faccenda, anche di questo capitolo di questa storiellina. Questa dichiarazione di Scarano, che è del 3 aprile del '96, viene fuori Frabetti, viene fuori lei. Lei lo saprà che Scarano, insomma, ha cambiato atteggiamento nei confronti..."
"Sì, ma non nei contenuti", dice il difensore; non son parole sue, è l'avvocato Monaco che fa questa precisazione in corso di interrogatorio.
Ecco, io non so che paura potesse avere di Scarano, al momento in cui le è stata rappresentata questa situazione. Le armi e l'esplosivo eran già state sequestrate, quindi non erano più in circolazione, non potevano far del male a nessuno perché l'aveva prese la Polizia, non è che c'era qualcuno che poteva andare a prendere l'esplosivo e fare un attentato alla sua famiglia. Questo vorrei che lei lo avesse ben chiaro.
Senta, io ho bisogno di avere un attimo un chiarimento da lei su queste automobili...
IMPUTATO Frabetti: Su chi?
PRESIDENTE: (voci sovrapposte)
PUBBLICO MINISTERO: Automobili, sto parlando di automobili.
IMPUTATO Frabetti: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: In particolare di questa Malaga, SEAT Malaga.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, mi vuole spiegare come nasce l'acquisto di questa Malaga?
IMPUTATO Frabetti: Cioè, io stavo senza macchina e allora Scarano dice: 'ho una macchina io, te la vendo a poco' e l'ho acquistata e senza fare il passaggio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, però si ricorda come è stata assicurata la macchina?
IMPUTATO Frabetti: Come è stata assicurata?
PUBBLICO MINISTERO: Assicurata, sì.
IMPUTATO Frabetti: A nome e cognome mio.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm. L'ha assicurata lei. Perché non fu fatto il passaggio di proprietà?
IMPUTATO Frabetti: Perché diceva sempre: 'non lo facciamo, non lo facciamo; devo anda' a prendere il proprietario, devo cosare...'. Oppure una volta non me trovavo con i soldi per il passaggio e è trascurato il tempo.
PUBBLICO MINISTERO: E questa macchina che fine ha fatto?
IMPUTATO Frabetti: E non lo so, io; stava sotto casa quando mi hanno arrestato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, tanto per esser chiari, lei ha detto ieri che è stato arrestato il 1 novembre del '94.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma precedentemente aveva mai subito arresti?
IMPUTATO Frabetti: Arresti?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Frabetti: Oh... cioè, mi avevano arrestato a luglio e a agosto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, era stato arrestato a luglio del '94.
IMPUTATO Frabetti: Sì. E il Tribunale della Libertà mi ha prosciolto.
PUBBLICO MINISTERO: Era stato arrestato nel luglio del '94 in relazione a quali fatti?
IMPUTATO Frabetti: Alle stragi.
PUBBLICO MINISTERO: Alle stragi.
E il Tribunale della Libertà la mise in libertà.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questa Malaga da quanto tempo ce l'aveva lei?
IMPUTATO Frabetti: Da circa due anni.
PUBBLICO MINISTERO: Due anni che vuol dire? Non rispetto ad oggi, rispetto all'arresto...
IMPUTATO Frabetti: Dall'arresto, a circa due anni prima. Un anno e mezzo, due anni; mo non...
PUBBLICO MINISTERO: Questa macchina l'ha sempre utilizzata lei...
IMPUTATO Frabetti: No.
PUBBLICO MINISTERO: ...oppure l'ha anche fatta usare a qualcun altro, magari provvisoriamente?
IMPUTATO Frabetti: No, una volta o due volte l'ho data a Scarano. Perché una volta ricordo che me l'ha chiesta perché dice che la macchina sua la doveva lascia' al meccanico e fargli il tagliando, e gliel'ho lasciata.
Una o due vole gliel'ho lasciata.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma lei dice di aver preso questa macchina perché era senza macchina.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo sicuri che lei era senza macchina, che c'è stato un periodo in cui era senza macchina?
IMPUTATO Frabetti: Sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: Ma perché, veramente, lei non aveva anche una Range Rover, come ha detto anche poco fa?
IMPUTATO Frabetti: No, quella l'ho acquistata successivamente.
PUBBLICO MINISTERO: E la Twingo intestata a sua moglie?
IMPUTATO Frabetti: La Twingo... cioè, non ricordo quando gliel'ho fatta.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi tanto...
IMPUTATO Frabetti: Però...
PUBBLICO MINISTERO: Allora... Prego, prego.
IMPUTATO Frabetti: Però, siccome abitando in campagna...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Frabetti: ...io ho fatto questa macchina a mia moglie per portare a scuola i bambini, per fare la spesa; perché sto distante. E pagata tutta a bollettini.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, ma nel '93 quante automobili aveva lei?
IMPUTATO Frabetti: nel '93?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Frabetti: Avevo la Twingo, la Malaga e il Range Rover.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
IMPUTATO Frabetti: E il furgone.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei aveva comprato prima la Malaga o la Range Rover?
IMPUTATO Frabetti: Prima la Malaga.
PUBBLICO MINISTERO: Ha avuto anche una Nevada, lei?
IMPUTATO Frabetti: Una?
PUBBLICO MINISTERO: Nevada.
IMPUTATO Frabetti: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Io penso che lei sia informato che sulla Malaga sono state accertate delle contaminazioni da esplosivo.
IMPUTATO Frabetti: Sì, ho letto sulla custodia cautelare.
PUBBLICO MINISTERO: Come spiega, se è in grado di dare una spiegazione...
IMPUTATO Frabetti: Non ho... non so dare spiegazioni.
PUBBLICO MINISTERO: Oltre che a Scarano la può aver prestata anche ad altre persone questa Malaga?
IMPUTATO Frabetti: No, no. Che ricordo io no.
PUBBLICO MINISTERO: E il furgone quello arancione?
Io ho bisogno di capire se l'idea di acquistarlo fu un'idea sua o fu un'idea di Scarano.
IMPUTATO Frabetti: Il furgone?
PUBBLICO MINISTERO: Quello arancione.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se l'idea di acquistarlo fu sua o se fu un'idea di Scarano.
IMPUTATO Frabetti: No, l'idea è stata di Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
IMPUTATO Frabetti: Perché dice che quando è stato smantellato l'appartamento per rifare tutto di nuovo, dice: invece di buttare tutto per strada e poi chiamare un camion, giriamo e siamo iti... non me ricordo dove l'ha acquistato.
L'ha pagato poco, non ricordo quanto l'ha pagato, comunque l'ha pagato pochissimo. Dice: 'tanto vale la pena acquistarlo e carichiamo tutti i calcinacci sul furgone'.
PUBBLICO MINISTERO: Mi spiega per quale ragione se l'idea di comprare il furgone fu di Scarano, perché gli faceva comodo per far tutto il lavoro coi calcinacci, poi questo furgone è stato intestato a lei?
IMPUTATO Frabetti: Perché Scarano m'ha detto, dice: 'dato che ho pagato poco, ho finito e tutto i lavori', dice ' te lo intesti te, così finito tutti i lavori a te ti è utile per i lavori che fai e te lo tieni'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, di fatto, poi, chi è che l'ha adoprato questo furgone?
IMPUTATO Frabetti: Cioè, ripeto, spesso, spesso me l'ha chiesto sempre Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: Lei l'ha usato?
IMPUTATO Frabetti: Io?
PRESIDENTE: Sì.
IMPUTATO Frabetti: Sì, ci andavo pure a lavora', quando...
PUBBLICO MINISTERO: Ora, la prima volta che lei fu sentito il 15 luglio del '94 dal Giudice delle Indagini Preliminari di Roma, dopo quell'ordinanza di custodia cautelare, per stragi, a una domanda postale proprio specificamente su questo furgone, lei adoprò queste testuali parole:
"il furgone è rimasto sempre nella mia esclusiva disponibilità e lo Scarano non me lo ha mai chiesto in prestito."
Quando io l'ho interrogata per la prima volta, il 12 gennaio del '95, io ho ripreso l'argomento del furgone. La domanda e la risposta sono riportate così nel verbale, e siamo esattamente alla pagina... è l'ultima pagina. Non c' la numerazione progressiva, comunque è l'ultima pagina dell'interrogatorio.
Lei ha detto: "E' successo che Scarano mi abbia chiesto in prestito un paio di volte il furgone. Ricordo che è successo, perché aveva i lavori a Fiano e doveva trasportare del materiale elettrico corrugato e scatole di derivazione.
In tale occasione ha telefonato a casa, senza però parlare con me, bensì con mia figlia, dicendo che dovevo portargli il furgone fino a casa, qui a Roma, perché serviva a lui per fare questi trasporti."
Tanto che io, già all'epoca, le dissi:
"Ma è la prima volta che dice, che le cose sono andate così. A luglio del '94, quattro mesi prima, aveva detto di averlo sempre avuto lei e basta, il furgone."
E' chiaro qual è il punto?
Quindi lei oggi ha detto che questo furgone lo ha avuto alcune volte, Scarano.
IMPUTATO Frabetti: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Però, ascolti me, in questo interrogatorio del 12 di gennaio, lei ha detto che Scarano gli ha chiesto in prestito il furgone un paio di volte.
IMPUTATO Frabetti: Sì, sì. Questo...
PUBBLICO MINISTERO: Un paio, sono due; se non sono due, sono tre. Ma, insomma...
IMPUTATO Frabetti: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: ...pochissime.
IMPUTATO Frabetti: Pochissime. Non è che mi stava chiedendo tutti i giorni il furgone.
Cioè, due o tre volte, quattro volte. Ma non lo... Se queste sono, ho detto tre paio di volte, sono queste.
Due, tre, quattro... Ora non ricordo se sono due, tre o quattro...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le è capitato di prestare il furgone eventualmente a qualche altra persona, diversa da Scarano?
IMPUTATO Frabetti: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è al corrente del fatto che, anche a carico del furgone, è stata accertata la contaminazione da esplosivo?
IMPUTATO Frabetti: Sì, l'ho letto, come il fatto della macchina. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' in grado di dare delle spiegazioni su come possa essere avvenuta una cosa di questo genere?
IMPUTATO Frabetti: Non so dare spiegazione, su questo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ieri lei ha detto che, in effetti, una volta era successo che Scarano era venuto a casa sua in via Edoardo Perino, aveva lasciato una borsa con delle armi. Ma lei non si era accorto che questo fatto era successo; si era accorto solo il giorno solo.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché Scarano tornò con una persona e portò via poi questa borsa. Lei ha detto così.
Ecco, io volevo capire: ma lei quando si è reso conto che c'erano armi?
IMPUTATO Frabetti: Alla mattina, alla mattina appena è venuto.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, allora mi spieghi com'è andata questa storia.
La borsa è stata aperta in sua presenza, il materiale della borsa è stato tolto e...
IMPUTATO Frabetti: No, no. Lui... Cioè, lui ho visto che ha aperto e ha tirato fuori questa, quest'arma. Poi l'ha richiusa e è andato via.
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Abbia pazienza. Io ho bisogno che lei me la rappresenti, perché me la possa vedere questa situazione.
IMPUTATO Frabetti: Eh, ma io... cioè, che cosa gli rappresento? Questo è venuto e così gli dico.
Cioè, che cosa gli devo figurare?
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Io ho bisogno di capire. Se poi lei ritiene di avermi già spiegato tutto quello che mi doveva spiegare, o cambio argomento.
Però io ho bisogno di capire dov'è avvenuta questa situazione. Se è avvenuta in casa, se è avvenuta fuori, se è avvenuta solamente tra voi due, se c'erano altre persone...
IMPUTATO Frabetti: No, no, io... io...
PUBBLICO MINISTERO: ...la ragione per la quale...
IMPUTATO Frabetti: ...ho detto, se non ricordo male, è venuto con un'altra persona.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ma questa, questo specifico particolare di Scarano che tira fuori... che ha tirato fuori, una pistola dentro la borsa, un fucile, non ho capito.
IMPUTATO Frabetti: Una pistola. Una pistola, l'ha rimessa dentro la borsa e ha preso... Poi quando è ritornato, ho detto, gli ho detto: 'Anto', a me queste cose non me devi fa', perché io non voglio problemi'.
'Cioè, in vita mia io non ho mai commesso cose. E tu mi stai cosando', ho detto: 'hai sbagliato, io ho sbagliato a farti mettere quella cosa lì dentro alla grotta. Dopo... con questa vieni a casa mia, ma portala in dove ti pare'.
PUBBLICO MINISTERO: Ma cioè, il materiale nella grotta, che cosa vuol dire?
IMPUTATO Frabetti: L'hashish.
PUBBLICO MINISTERO: L'hashish, ecco.
Quindi, questo episodio di questa borsa dalla quale lei vede apparire una pistola, avviene successivamente.
E' avvenuto successivamente, rispetto alla storia dell'hashish?
IMPUTATO Frabetti: No...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, tra i due fatti, quello dell'hashish che viene appunto messo lì nella grotta, e questo episodio della borsa dalla quale lei vede uscire, apparire una pistola, quale viene prima e quale viene dopo?
IMPUTATO Frabetti: Mi sembra... mi sembra che l'hashish stava già là.
PUBBLICO MINISTERO: Ma abbia pazienza, allora, lei conosce la ragione per la quale Scarano, dopo che lei in qualche modo si risentì per la faccenda della borsa con questa pistola, poi invece avrebbe fatto anche queste altre cose, come quello di fargli una buca nella baracchetta, metterci il materiale e poi incaricare la moglie di venire a scomodar lei per portare il pacchetto, dopo l'arresto di Scarano, lei se la sa spiegare questa storia?
IMPUTATO Frabetti: No, non me la sono spiegata, perché non... Cioè, non... vedevo il motivo da spiegarmela.
Cioè, potevo di' mi son, mi ha coinvolto e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, ci sono mai stati dei contrasti tra lei e Scarano?
IMPUTATO Frabetti: Con... cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Contrasti, contrasti.
IMPUTATO Frabetti: Contrasti?
PUBBLICO MINISTERO: Contrasti per ragioni di soldi...
IMPUTATO Frabetti: Discussioni...
PUBBLICO MINISTERO: ...o per qualche altra ragione.
IMPUTATO Frabetti: No, no, nossignore. No.
PUBBLICO MINISTERO: Non c'è mai stato...
IMPUTATO Frabetti: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: ...con qualcuno della famiglia?
IMPUTATO Frabetti: No. No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ora è bene che io le rappresenti questa situazione qui.
Un attimo solo, eh, Presidente, abbia pazienza.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, la pagina della trascrizione non la so indicare. E' comunque una dichiarazione che ha reso Carra in quest'aula, davanti alla Corte durante il suo esame, ovviamente.
Carra ha adoprato esattamente queste parole. Sta parlando di un viaggio che fa con destinazione Roma, dice di esser andato... ecco, da qui cominciano le parole di Carra:
"...via strada fino all'area di servizio, che avevo l'appuntamento con Spatuzza.
Lì trovai Spatuzza, lo Scarano, che ci andai dietro, fino al villino del Frabetti. Almeno penso che sia la sua abitazione.
Sono sceso lì, siamo andarti dentro, quasi una cantina, di questa villetta. E lì era pieno di armi a terra.
Di cui lo Spatuzza se le guardava, prima di mettere in dei sacchi di plastica blu, azzurri, diciamo, questi sacchi di patate, sempre che... tipo che li dividevano tra lo Scarano e lo Spatuzza.
E lo Spatuzza se le controllava, queste armi, una per una. Me le passò e si misero in questi sacchi e le misero dentro una borsa grande, tipo queste da tennis.
Finendo di caricare queste armi nella borsa, le abbiamo messe dentro, lì davanti stesso la villetta di Frabetti, di Aldo - non so se ho sbagliato il cognome - e siamo andati via strada fino a Palermo."
Allora poi a Carra gli viene fatto una domanda:
"Senta, Carra, in questo posto, in questa villetta, o villa che sia, lei ci era mai stato precedentemente?"
"No, solo in questa occasione ci sono stato."
"Quindi lei aveva appuntamento con Spatuzza all'area di servizio?"
"Sì".
Poi si parla dell'appuntamento con Spatuzza che giunse solamente con Scarano.
Poi riprendono le parole dell'esame:
"Andaste senz'altro a questa villetta, o passaste da qualche altra parte?"
"No, no, direttamente alla villetta, siamo andati."
"Quando arrivaste lì, quindi, eravate lei, Scarano e Spatuzza?"
"Sì."
"Ma sul posto, avete trovato qualche altra persona?"
"Sì, Frabetti Aldo. Frabetti era presente."
"Lei lo aveva mai visto prima?"
"Mi sembra di no. Lo vidi per la prima volta, mi sembra. No, non lo avevo mai visto."
"Ecco."
"Quella era la prima volta che vedevo Frabetti. Senta, io non lo so..."
"Ma le fu presentato nell'occasione?"
"No."
"No, ma lei come fece a capire che questa persona è proprietario, o comunque il titolare di questo posto, di questa villetta?"
"Lo capii, perché disse lo Scarano all'area di servizio, che andavamo a casa di Aldo. Lui disse così, però io con Aldo Frabetti, lo vidi spesso nel '94."
"Sì, sì, ma noi stiamo parlando del '93."
"Senta, arrivando quindi sul posto, questo Aldo, o questa persona, voi lo trovaste che vi aspettava, che era fuori, all'interno della casa? Se lo ricorda questo particolare?"
"Era dentro la villetta che aspettava. Mi ha dato l'impressione che aspettava che noi arrivassimo."
"Ecco, e allora all'interno di questa villetta, lei ha detto, vide delle armi."
"Sì."
"Se può chiarire meglio alla Corte il locale, l'ambiente. Cioè a dire, io non lo so, questa villetta è fatta su un piano solo, se è su più piani; se ha, che ne so, scale, se si sale, se si scende..."
"Praticamente per andare a questa villetta c'è una stradina di campagna...", e c'è tutto il racconto.
"Sono sceso dal camion, la stradina era piccolina, c'era un cancello, siamo entrati, aprì proprio lui, Aldo.
Siamo entrati dentro una porticina, siamo scesi delle scale, siamo andati tipo nello scantinato di questa villetta, dove ho trovato una stanza rustica, tipo c'erano dei mobili così, rustici. Comunque era uno scantinato in una stanza giù, mi ha dato questa impressione. Poi non so che stanza sia".
"Era un ambiente grande?"
"Sì, era grande come ambiente, come stanze. E tutto a terra c'erano sparse tutte queste armi. C'erano anche armi, diciamo, uscite dalle foderine, c'erano due o tre scatole. Queste che c'è scritto Beretta, aperte.
Comunque erano tutte visibili le armi che erano a terra. Che poi, nell'occasione che lui, Spatuzza, le prese, le guardava, le scardava e mi diceva, dico, il sacchetto, diciamo, tenevo il sacchetto nelle mani, lui me li passava e li metteva dentro."
"Quindi c'erano sia armi lunghe che armi corte, vuol dire lei?"
"Sì, sì. Pistole, cartucce, coltelli, bombe a mano, fucili. Questi lunghi, Kalashnikov... non lo so pronunciare; pistole a tamburo, automatiche."
Ora mi sembra che questa, questo racconto che ha fatto Carra, rappresenti una situazione, io non so se dice la verità Carra o se la dice lei, rappresenta una situazione abbastanza diversa da quella che ha rappresentato lei.
Lei ha parlato di una borsa lasciata un po' clandestinamente da Scarano.
IMPUTATO Frabetti: Sì, e che era, ha fatto...
PUBBLICO MINISTERO: Invece, invece Carra...
IMPUTATO Frabetti: Ha fatto una montatura.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Tanto per esser chiari.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco perché ho voluto leggere il verbale.
Ora mi interessavano ancora un altro paio di punti del discorso.
Sempre venendo a questo, venendo a questa situazione, per essere più precisi, venendo alle dichiarazioni che sono state rese in quest'aula da varie persone, anche da Carra, ma non solamente da Carra, io ho bisogno di farle un quadro esatto di certi elementi.
Lei, ieri, ha detto che in via Ostiense da Di Natale non ci aveva mai messo piede.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Poi, nel corso dell'esame ieri, le è stato ricordato - mi pare anche dal Presidente, anche nel senso che, il dottor Nicolosi glielo ha precisato e il Presidente forse gliel'ha presentato in maniera ancora più articolata - che Scarano ha riferito invece che lei, in via Ostiense, ci ha messo piede. Intendo dire con Scarano.
E per questioni legate più che altro all'hashish.
Qui vorrei esprimermi in maniera sintetica, ma questo è il nocciolo del discorso, mi pare, che è stato fatto ieri.
Ecco, ora io vorrei che lei abbia ben presente che qui sono state sentite altre due persone.
Non sto a ricordarle quello che ha detto Di Natale ieri, perché in aula c'era anche lei.
Sono state sentite due persone, entrambe il 3 giugno del '97: Maniscalco Umberto e Siclari Pietro, il 3 giugno del '97.
E allora, faccia attenzione, questo è quello che ha detto Maniscalco:
"Allora, Maniscalco" - qui chi parla è il Pubblico Ministero - "Torniamo nel cortile di via Ostiense, riportiamoci alla sera in cui lei compì quelle certe operazioni che ci stava descrivendo.
Dica alla Corte, poi casomai ulteriori domande gliele faccio dopo, cosa accadde quella sera."
"Se non sbaglio, dopo cena, cioè un po' subito dopo cena venne Scarano con la sua macchina, entrò nel cortile dalla parte di mio nonno, diciamo.
Venne Frabetti, con la sua macchina, una Regata.
Una macchina rimase fuori dal cancello da un lato di mio nonno; un'altra macchina poi giù dal cancello di mio zio; due o tre macchine entrarono dentro al cancello dove dormiva mio zio. Cioè, diciamo, dove abitava mio zio."
Un pochino più avanti viene chiesto a Maniscalco:
"A proposito di queste sue osservazioni, le devo fare due domande. Primo: questa persona che lei chiama Frabetti..."
"Sì."
"...innanzitutto la vuole descrivere alla Corte?"
"Un uomo non tanto alto con capelli bianchi. Quella sera aveva una bella chioma bianca bella pettinata."
"Era la prima volta che lo vedeva?"
"No, no."
"Quindi, la chioma bianca era sempre quella?"
"Sì."
"Non che quella sera aveva la chioma bella bianca."
"No, quella sera l'aveva particolarmente allisciata. Coi baffi, baffi lunghi."
Io vedo che non li porta, ma se non mi sbaglio lei li ha portati...
IMPUTATO Frabetti: I baffi?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' vero?
IMPUTATO Frabetti: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: "Senta questa persona che lei vide arrivare, ha detto che lo vide arrivare con una Regata."
"Una Regata."
"Può dire qualcosa di più su questa macchina? Per esempio, che colore era?"
"E' bianca."
"Bianca. Aveva qualche segno particolare, qualche caratteristica, questa Regata?"
"I cerchi, mi sembra che aveva i cerchi in lega."
"Aveva i cerchi in lega?"
"In lega."
"Qualche altro accessorio?"
"Non lo so. Cioè, io l'ho vista, era una Regata bianca con i cerchi in lega."
"Si ricorda la targa di questa macchina?"
"No."
Un po' più avanti, sempre nello stesso esame, maniscalco ha riferito di aver portato delle bottiglie di acqua passandole dalla finestrella."
E gli viene chiesto:
"Dopo che lei passa quest'acqua, questo rinfresco attraverso la finestra, che accadde quella sera?"
"E' scoppiata la bomba."
"No, prima, prima. Vide uscire queste macchine?"
"Sì, andarono via, partirono tutte insieme."
"Tutti?"
"Venne Frabetti, Scarano, presero le macchine loro e partirono. Cioè, andarono via tutti affilati, insomma."
"Lei le vide uscire, quelle altre macchine, dal cancello di suo zio?"
"Da dentro al cancello, però, cioè, da dentro il cancello di mio nonno."
"L'Audi e la Regata?"
"Sì, sì".
"Ma le altre macchine che stavano fuori nel cortile, le vide partire""
"Sì, partirono tutti affilati, diciamo."
"Tutti affilati, significa uno dietro l'altro?"
"Sì."
"Torniamo ora a quella persona che lei ci ha indicato presente nel cortile la sera degli attentati, quello con i capelli bianchi, quello che lei oggi sa chiamarsi Frabetti.
Questa persona, prima di quella sera, aveva avuto modo di vederla, lei?"
"Sì. Diciamo che erano le persone che conoscevo di più. Perché, cioè, Scarano andava e veniva. Una volta veniva con uno, una volta veniva con un altro.
Gli altri, magari, non li conoscevo. Però le persone che ho conosciuto, erano: Scarano e Frabetti."
"Quindi, questa persona che oggi lei sa chiamarsi Frabetti, il nome lo ha mai saputo? Il nome di battesimo?"
"So che si chiamava Aldo."
Nella stessa udienza, Siclari Pietro, ha detto, parlando della stessa serata. A un certo punto fa questa osservazione:
"Siamo tornati quasi tutti dall'altra parte. Papà stava al cancello di casa sua, si era messo un po' fuori."
"Lei ha detto che poi arrivarono delle persone."
"Sì."
"Ecco, vuol spiegare per cortesia com'è che si è accorto che erano arrivate persone? Arrivarono persone a piedi, arrivarono con dei mezzi, con delle automobili, ha visto qualcosa?"
"Allora, mentre che io stavo di là, no? siccome ero davanti al cancello e pure dentro quel pezzo dell'ingresso nostro nel magazzino..."
"Sì."
"...noi avevamo spianato tutto il brecciolino, no?"
"Sì."
"Perciò io dal cancello, da parte di casa mia, abbiamo sentito il rumore delle macchine entrare dentro il cancello."
"Sì."
"Non è che ho visto le persone, vidi solo delle macchine entrare dentro il cancello.
Poi papà dice che sono venuti. Papà poi è venuto di qua e dice, sono venuti, dice, a caricarsi le balle. Perché così, dice, stai più tranquillo.
Nel frattempo che le macchine stavano di là, no? è arrivato Aldo Frabetti con una macchina, ma non lo so se è una 124, una macchina. E Scarano ancora non era arrivato."
"Sì".
"Allora che è successo? Che Frabetti ha domandato di Scarano, di Antonio. Dice: non c'è Antonio?
E riuscito un'altra volta; Frabetti si è spostato di nuovo con la macchina. Ma, nel frattempo che Frabetti si è spostato con la macchina, non so dov'è andato, avrà mancato una decina di minuti, è arrivato Scarano.
E Scarano è entrato con la macchina dentro il cortile..."
"Ecco, la fermo un attimo, la interrompo. Allora, prima arrivò il Frabetti?"
"Frabetti. Le macchine già stavano dentro il cortile quando è arrivato Frabetti."
"Mi scusi. Quindi, Frabetti arrivò dalla parte di suo padre, per intendersi?"
"Sì."
"Venne a cercare di Antonio?"
"Sì, è venuto a cercare di Antonio. Dice: ma Antonio non c'è, è arrivato?"
Ecco, questo è il riassunto di queste dichiarazioni che sono state rese al dibattimento.
Che cosa deve dire sul conto di queste...
IMPUTATO Frabetti: Cioè, per me è semplicissimo, no? Cioè, che sono andati, sono andati tutti appresso al Di Natale.
Le bugie che ha detto il Di Natale, tutti gli altri componenti gli sono iti appresso.
Solo questo io posso dire.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, mi pare che lei abbia detto ieri che alla villetta a Capena...
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ...non ci ha mai messo piede.
IMPUTATO Frabetti: No.
PUBBLICO MINISTERO: Solo dopo che era stato arrestato Scarano?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' così?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, anche su questo punto, io ho bisogno di rappresentarle la situazione.
E più esattamente quello che è stato detto in udienza da Carra il 28 febbraio del '97.
Dunque, la domanda che viene fatta a Carra riguarda specificamente lei.
La domanda è posta così:
"Ho bisogno di una risposta chiara perché mi sembra, in questi termini, di non avergliela fatta: in quali altre abitazioni o luoghi lei ha avuto modo di vederla questa persona?
Si sta parlando di quella persona con la villa dove lei fece il carico delle armi che portò a Palermo con Spatuzza?"
Risposta di Carra:
"Aldo Frabetti io l'ho visto in questa occasione delle armi, nell'occasione del viaggio delle tegole, nella villetta di Giacalone.
L'ho visto anche venire mentre erano tutti là. Io ho dormito nella villa di Giacalone, che è venuto assieme a Scarano. E poi è andato via.
In una occasione abbiamo anche mangiato assieme: io, lui, Giacalone e Scarano."
IMPUTATO Frabetti: Io mai mangiato... mai mangiato co' queste persone, perché non l'ho mai conosciute.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, le voglio far notare che, nello stesso esame dibattimentale, qualche rigo più avanti, Carra dice:
"Io non ho avuto rapporti con l'esplosivo con Aldo Frabetti."
Semplicemente dice di averla... di avere avuto modo di vederla, di conoscerla e anche di mangiarci assieme, presente anche Giacalone, quando lui, Carra, si trovava alla villetta di Giacalone, è la villetta di Capena, questo lo dico io ma è così.
IMPUTATO Frabetti: Cioè, le sue dichiarazioni.
PUBBLICO MINISTERO: Quando Carra parla della villetta di Giacalone, in realtà parla della villetta di Capena. E comunque, che si chiami Capena, che si chiami Giacalone, la villetta sempre una è, e Carra dice di averla vista lì.
IMPUTATO Frabetti: No, perché Carra... se 'sto Carra io non l'ho mai conosciuto... Perché lui dice che mi conos... mi ha visto, mi ha cosato... Sì, a me mi avrà visto alla villa in costruzione, se mi ha... se è vero che è venuto e era 'sto Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, tanto perché non si corra il rischio di equivocare, tra me e lei, io vorrei ricordarle una dichiarazione, che questa volta non è né di Carra né di Romeo né di Siclari né di Maniscalco né di Scarano. Questa è una dichiarazione di Frabetti Aldo.
E' una dichiarazione che lei ha fatto a me e al dottor Vigna sempre nell'interrogatorio del 14 maggio del 1996.
E ora ritrovo il punto esatto della trascrizione e le leggo questa dichiarazione che mi sembra, ecco, vada tenuta presente, anche da lei.
A pagina 15... 14, 15 di questa trascrizione, le viene rappresentato che , appunto, Carra aveva detto di averla vista lì a Capena.
E a pagina 15 lei fa un'affermazione di questo tipo:
"Può darsi, può darsi che assieme allo Scarano mi abbia visto, perché io non lo escludo. Non lo escludo perché non è detto che non è... che con lo Scarano non è... no, spesso, diciamo, una volta ogni venti giorni, una volta al mese, due volte al mese, può darsi mi vedevano per andare giù a casa dove sta facendo la costruzione.
Può darsi che qualcuno mi abbia visto con lui, io non lo so."
"Ma io non sto parlando della casa in costruzione, sto parlando dell'altra villetta, non della casa di Fiano, che è in costruzione. Io sto parlando della villetta".
Risponde lei:
"Ma io rimango, io rimango perché, ripeto, che io con lo Scarano alla villetta ci sono andato e ho trovato due operai, erano stranieri."
"Ho capito, gliel'ho detto apposta, perché Carra era lì presente, ma non come operaio. E uno potrebbe non saperlo questo ma soprattutto è presente... mentre è presente Carra, sono presenti anche altre persone che non c'entrano nulla con gli operai, sono altre persone di Palermo.
Quando Carra vede lei lì alla villetta - io penso che lei ci fosse assieme a Scarano, non andato per fatti propri - ci sono altre persone lì nella villetta, c'è Giacalone."
"No, io non... cioè, io queste persone alla villetta non le ho viste."
"Non le ha viste. Allora vuol dire che Carra si sbaglia un'altra volta? Perché si vede che lei quando c'è andato con Scarano c'erano solamente gli operai stranieri? E quindi... Ma non è che è possibile..."
Qui interviene il difensore e quindi saltiamo perché non fa parte dell'interrogatorio.
"C'erano solamente gli operai stranieri e quindi"...
L'argomento viene ripreso più avanti nell'interrogatorio.
AVVOCATO Monaco: Se mi permette, dottor Chelazzi, avvocato Monaco, è a pagina 10, è prima. Quella era la parte finale del...
PUBBLICO MINISTERO: E' precedente, la ringrazio.
AVVOCATO Monaco: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sì è vero.
"La domanda è questa, quello che mi preme a me è essere chiaro. L'altra cosa che le volevo far presente è questa però prima le devo fare una domanda. Dopo le spiego anche una certa situazione. Lei ha mai saputo che Scarano ci aveva quella villetta a Capena?"
"A Fiano se ne faceva costruire una."
"Sì, va bene, di questo ne abbiamo parlato. Lei ha detto di averci messo piede per i lavori, queste storie qui. Ma lei sapeva che Scarano aveva anche la villetta a Capena, a qualche chilometro di distanza? Non so se sono otto o se sono dieci."
"Sì, sì, perché ci son andato con lui una volta a portare i soldi a due operai."
"Dove?"
"Alla villetta. E una volta con la moglie, che quando avevano arrestato a lui, la moglie ha portato... che questi operai... che la rimanenza dei soldi... dove ho accompagnato la moglie a portare..."
"Sì, ma quando è andato con la moglie di Scarano, probabilmente gli operai... Scarano era già stato arrestato suppongo."
"Con la moglie sì."
"Quando lei è andato con la moglie?"
"Una volta, sono andato che lui stava fuori, sono andato con lui a portare a questa villetta... che gli ha portato i soldi, e un'altra volta con la moglie quando è stato carcerato."
Ecco, in questo interrogatorio qui lei dice di averci messo piede alla villetta di Capena, con Scarano ancora in libertà e quindi in una situazione in più rispetto a quella che ha detto in questa aula.
IMPUTATO Frabetti: Sì, io ho detto... non posso ricordare le circosta... io ho detto, con la moglie ci sono andato e in effetti... in effetti...
PRESIDENTE: Lei ha detto ieri, soltanto quando la signora mi ha chiesto: 'per piacere, viene là, ho bisogno di lei, le faccio...'. Le ha fatto strada.
IMPUTATO Frabetti: Sì. Perché...
PRESIDENTE: E ora ha fatto strada lei. Lei ieri ha insistito che era questa unica volta. Oggi dice che se lo era dimenticato quest'altra occasione?
IMPUTATO Frabetti: Cioè, se io... ci sono andato con lo Scarano a portare i soldi a questi due operai, cioè, non me lo ricordo.
PRESIDENTE: Non lo esclude?
IMPUTATO Frabetti: Però non lo escl... cioè...
PRESIDENTE: Ecco, non se lo ricorda ma è possibile.
IMPUTATO Frabetti: E' possibile sì, sì, perché, in effetti, se lui dice che c'erano questi due stranieri e in effetti, con la moglie, sono andato a dare i soldi a questi due stranieri, e c'era pure il proprietario della casa.
PUBBLICO MINISTERO: Nessun'altra domanda, Presidente.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande per questo imputato?
(voce fuori microfono) Nessuna.
PRESIDENTE: Allora, prima di passare al controesame facciamo una breve sospensione. Avvocato, se è d'accordo, fra dieci minuti riprendiamo.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Ma, per cortesia, volete disporre l'accompagnamento del Frabetti qui? Ma non possiamo mica stare qui a perdere tempo per le loro comodità.
Avvocato Monaco può iniziare.
AVVOCATO Monaco: Grazie, Presidente.
PRESIDENTE: Guardi, le conviene stare seduto perché i microfoni corti sennò non ricevono bene.
AVVOCATO Monaco: Sì, avevo provato ad alzarlo.
PRESIDENTE: Veda lei, ma credo che funzioni...
AVVOCATO Monaco: Sì, grazie, vediamo se si sente.
Signor Frabetti, senta, lei assume delle medicine in carcere?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
AVVOCATO Monaco: Che tipo di medicine?
IMPUTATO Frabetti: Psichiatre.
AVVOCATO Monaco: Perché lei ha... che problemi ha?
IMPUTATO Frabetti: Depressione.
AVVOCATO Monaco: Da quanto tempo?
IMPUTATO Frabetti: Tre anni e mezzo.
AVVOCATO Monaco: Senta, lei è ancora sottoposto al regime del 41-bis?
IMPUTATO Frabetti: No.
AVVOCATO Monaco: Le è stato revocato?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
AVVOCATO Monaco: Da quanto tempo?
IMPUTATO Frabetti: Da agosto.
AVVOCATO Monaco: Da agosto. Senta, signor Frabetti, io volevo un attimo soltanto puntualizzare quel viaggio di Frosinone di cui oggi abbiamo discusso con il Pubblico Ministero, dottor Chelazzi.
Lei può dire quando è avvenuto il viaggio di Frosinone? Può collocarlo nel tempo?
IMPUTATO Frabetti: Mah, avvocato, io... cioè, per me quel giorno era un giorno come un altro, non... cioè, non so che... mettere a fuoco niente.
AVVOCATO Monaco: Noi abbiamo visto che c'è una data specifica all'interno della quale c'è una registra... una trascrizione relativa ad una intercettazione telefonica, ed è quella del 28 luglio '93.
Lei può dire che effettivamente il viaggio di Frosinone è avvenuto il 28 luglio '93 o non può dirlo?
IMPUTATO Frabetti: No... con certezza non lo posso dire.
AVVOCATO Monaco: Può dire, ha un ricordo attraverso il quale collegare la data del 28 luglio '93 con qualche cosa?
IMPUTATO Frabetti: No.
PRESIDENTE: Mi scusi, lei abitava a Roma?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
PRESIDENTE: A quell'epoca. La notte precedente lei non ha sentito due grosse esplosioni?
IMPUTATO Frabetti: No, io non l'ho sentite perché abito in periferia.
PRESIDENTE: Ho capito.
IMPUTATO Frabetti: Però...
PRESIDENTE: Ma gliene ha parlato qualcheduno il giorno dopo?
IMPUTATO Frabetti: No, no, no, la sera stessa ho sentito per telegiornale.
PRESIDENTE: Ah, per tele...
IMPUTATO Frabetti: Sissignore.
PRESIDENTE: Alla televisione.
IMPUTATO Frabetti: Sissignore.
PRESIDENTE: Bene.
AVVOCATO Monaco: Senta, molti testimoni hanno indicato non il suo nome ma una sua rappresentazione visiva. E cioè, tutti hanno detto, nel riconoscerla - e parlo della famiglia Di Natale, Maniscalco, Siclari, eccetera - che lei aveva capelli bianchi e baffi bianchi.
La Corte non so se lo ricorda, ma ci può dire lei quando aveva i baffi di che colore li aveva?
IMPUTATO Frabetti: Neri.
AVVOCATO Monaco: Li ha sempre avuti neri?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
AVVOCATO Monaco: Quindi al carcere risulta la sua fotografia con i baffi...
IMPUTATO Frabetti: Sì.
AVVOCATO Monaco: ...di color nero?
IMPUTATO Frabetti: Sì.
AVVOCATO Monaco: Risulta, per altro, anche da una fotografia sui giornali, se non ricordo male.
IMPUTATO Frabetti: Questo non lo so, perché non l'ho vista.
AVVOCATO Monaco: L'ho vista io.
Quindi, quando indicano i baffi bianchi, non è sicuramente lei, non può essere lei, perché lei li aveva neri.
IMPUTATO Frabetti: I baffi?
AVVOCATO Monaco: Sì.
IMPUTATO Frabetti: Eh, io avevo i baffi neri. Cioè, questo gli dimostra quanto... quanto... come ha detto ieri il Di Natale, che sono stato talmente tante volte qua assieme a Scarano, a casa sua, che non ha saputo manco ricono... distinguere i baffi bianchi o neri.
AVVOCATO Monaco: Senta, lei è stato in qualche modo coinvolto nell'attentato a Contorno? Vede, qua in questo processo noi per lei discutiamo soltanto di due fatti. Lei è rinviato a giudizio, la Corte la dovrà giudicare per l'attentato a Contorno e per le bombe messe a San Giovanni e San Giorgio al Velabro a Roma.
Mi può dire se per caso, per quanto riguarda l'attentato a Contorno, lei ha avuto qualche attività collaterale o diretta?
IMPUTATO Frabetti: No... perché io su questo fatto di Contorno l'ho saputo in carcere dopo due anni e mezzo circa.
AVVOCATO Monaco: Per quanto riguarda le bombe poste a San Giovanni e San Giorgio al Velabro, lei ha qualche coinvolgimento, ha fatto qualche cosa in relazione a questi due gravissimi fatti?
IMPUTATO Frabetti: No, no, avvocato, assolutamente no.
AVVOCATO Monaco: Assolutamente no.
Senta, lei poco fa, rispondendo al Pubblico Ministero, ha detto che aveva paura di Scarano. Mi può precisare...
IMPUTATO Frabetti: No, no... Cioè, non è che avevo paura, io ho incominciato a avere paura quando mi sono reso conto della buca che è stata trovata questa roba.
AVVOCATO Monaco: Ecco, fino a quel momento c'era un rapporto normale, di amicizia.
IMPUTATO Frabetti: Sì, sì, normalissimo. Cioè, all'infuori di quel rimprovero che io ho fatto quella volta...
AVVOCATO Monaco: E da quel momento lei ha avuto paura di Scarano perché? Perché... che cosa... Qual è il sentimento che ha provato?
IMPUTATO Frabetti: Cioè, che se io parlavo di questa buca che stavo al corrente, mi si ricosava su di me e sui miei figli e mia moglie.
AVVOCATO Monaco: Quindi è per questo che lei al magistrato non ha detto nulla.
IMPUTATO Frabetti: Certo.
PRESIDENTE: Ma questo è un pensiero suo o glielo fece capire Scarano?
IMPUTATO Frabetti: No... cioè, un pensiero mio.
PRESIDENTE: Va bene.
AVVOCATO Monaco: Lei oggi ha ancora paura?
IMPUTATO Frabetti: Eh, avvocato...
PRESIDENTE: Guardi, o ce l'ha o non ce l'ha, non è che...
IMPUTATO Frabetti: Cioè, mi sento tranquillo.
AVVOCATO Monaco: Adesso si sente tranquillo.
IMPUTATO Frabetti: Sì.
AVVOCATO Monaco: Quali timori ha adesso, in questo momento? Ha dei timori, ha qualche timore, non ha nessun timore?
IMPUTATO Frabetti: No.
AVVOCATO Monaco: No. Io non ho altre domande, Presidente. Quindi, poss...
PRESIDENTE: Potrebbe dirci...
AVVOCATO Monaco: Però devo fare una richiesta.
PRESIDENTE: Prego, avvocato.
AVVOCATO Monaco: Presidente, io stamattina non me ne ero reso conto, ma stamattina, rileggendo il decreto che dispone il giudizio del mio assistito, mi sono reso conto che porta la data del 15 giugno '96 e i termini di custodia cautelare dovrebbero essere scaduti il 15 dicembre '97, perché è trascorso un anno e mezzo.
Quindi, io formalizzo una istanza...
PRESIDENTE: Avvocato, lei sa che cosa è...
AVVOCATO Monaco: Sì. Io non ho avuto modo...
PRESIDENTE: ...la proroga automatica?
AVVOCATO Monaco: No, io non ho avuto menzione di nulla. No, mi pare che la legge non prescriva una proroga automatica, prescriva una proroga...
PRESIDENTE: Lei ha diritto di fare tutte le richieste che vuole.
AVVOCATO Monaco: Ci vuole una ordinanza della Corte che io non conosco.
PRESIDENTE: Ma non c'è stata una ordinanza.
AVVOCATO Monaco: Boh, evidentemente sono io che non ho letto nessuna norma... una norma relativa e quindi può darsi che...
PRESIDENTE: Comunque lei faccia le istanze...
AVVOCATO Monaco: Io faccio le istanze poi... certo. Grazie.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero su questa richiesta poi io devo fare ancora una domanda.
PUBBLICO MINISTERO: Un attimo solo, Presidente, mi munisco...
PRESIDENTE: Allora, nel frattempo volevo chiedere al Frabetti questa cosa. Lei ha fatto, non penso lo faccia ora, mai uso di sostanze stupefacenti?
IMPUTATO Frabetti: Nossignore.
PRESIDENTE: Non ha mai assunto cocaina?
IMPUTATO Frabetti: Nossignore.
PRESIDENTE: Neanche per caso, a titolo di prova?
IMPUTATO Frabetti: No, no, no. Mai.
PRESIDENTE: Conosce un certo Bizzoni?
IMPUTATO Frabetti: No. Però l'ho sentito... l'ho sentito... citare.
PRESIDENTE: Nominare.
IMPUTATO Frabetti: Sì, nominare.
PRESIDENTE: Da chi?
IMPUTATO Frabetti: Perché a Roma sono stato interrogato su questo Bizzoni.
PRESIDENTE: Ah, non è una persona che le ha presentato o nominato Scarano?
IMPUTATO Frabetti: No, no, nossignore.
PRESIDENTE: Questo signor Bizzoni, davanti a questa Corte, ha dichiarato che a un certo momento, fu... in quel perio... comunque in quel periodo, era stato incaricato dallo Scarano di ritirare presso una armeria, che si chiama Garcia, in Roma, un certo numero di armi. Ritirò queste armi, perché era convinto secondo lui che fosse cosa più che lecita, e per ordine dello Scarano le consegnò a lei che doveva darle a Scarano.
Sa nulla lei di questo?
*IMPUTATO Frabetti: No, no, nossignore, no.
PRESIDENTE: Bene. Il Pubblico Ministero può discorrere.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla questione posta dal difensore di Frabetti, mi sembra che ci sia una previsione esplicita. Il IV Comma dell'articolo 297 del Codice di procedura penale, così come interpretato dall'articolo 1 del D.L. 1° marzo '91, numero 60, convertito nella legge 22 aprile '91, 133, secondo il quale:
"Indipendentemente dalla richiesta del Pubblico Ministero e da un provvedimento del Giudice, nel computo dei termini di custodia cautelare stabiliti in relazione alla fase del giudizio di I Grado o del giudizio sulla impugnazione, non si tiene conto dei giorni in cui sono tenute le udienze e di quelli impiegati per la deliberazione della sentenza."
Siccome sono stati fatti, credo, circa 160-165 udienze a tutt'oggi, sono 165 giorni, o più esattamente quelli che saranno, che indipendentemente da una qual si voglia richiesta o provvedimento vanno ad aggiungersi al termine ordinario di custodia cautelare.
Quindi, non è questione di situazione regolata da un qualche provvedimento che in realtà non c'è stata ma è una situazione disciplinata direttamente dalla norma. Per questo che credo che l'istanza debba essere respinta.
PRESIDENTE: Le parti civili su questo vogliono intervenire?
AVVOCATO Ammannato: Presidente, credo che sullo status libertatis le parti civili non...
PRESIDENTE: Non sono tenute a esprimere un giudizio.
Ci sono altri difensori su questo argomento, vogliono intervenire?
Bene. La Corte si riserva.
Allora, abbiamo finito l'esame? C'è nessun altro che vuol porre l'esame all'imputato Frabetti?
Può accomodarsi.