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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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udienza 16.12.1996

*TESTE VadalÓ: Buongiorno.
PRESIDENTE: Per cortesia, vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita, e di residenza?
TESTE VadalÓ: Mi chiamo Gianni Giulio VadalÓ, sono nato a Roma il 15 novembre del '48, e ho il domicilio in viale Aeronautica numero 7, Roma.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE VadalÓ: "Consapevole della responsabilitÓ morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la veritÓ e a non nascondere nulla di quanto Ŕ a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Dottor VadalÓ, vuol chiarire qual Ŕ l'attivitÓ che svolge?
TESTE VadalÓ: Sono direttore tecnico principale della Polizia di Stato, laureato in chimica, e opero nell'ambito del laboratorio della Scientifica come esperto in esplosivi, laboratorio analitico di esplosivi.
PUBBLICO MINISTERO: Che Ŕ una struttura specifica nell'ambito del servizio di Polizia Scientifica.
TESTE VadalÓ: Struttura specifica e unica a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Da quanto tempo lavora in questo servizio?
TESTE VadalÓ: Lavoro in questo servizio dal 1992.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha avuto cognizione... E' stata fatta... Ha giurato, vero? Dottor...
TESTE VadalÓ: Sý, sý.
PUBBLICO MINISTERO: No, perchÚ pu˛ darsi che fossi per un attimo distratto. E allora non volevo trovarmi a ricominciare da capo.
Lei ha avuto cognizione dei fatti successi in via dei Georgofili nella notte fra il 26 e il 27 maggio del '93?
TESTE VadalÓ: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha avuto anche un incarico dal Pubblico Ministero?
TESTE VadalÓ: Nella stessa data del 27 maggio 1993.
PUBBLICO MINISTERO: Allora vuole riassumere la premessa del discorso pi¨ ampio che dovremo fare insieme? E quindi la sua cognizione dei luoghi sul momento e il tipo di accertamento che il Pubblico Ministero le ha affidato e con chi in quella certa giornata.
TESTE VadalÓ: Il giorno 27 maggio 1993, era un giovedý, sono stato chiamato dal mio direttore, dottor Salvatore Montanaro, per recarmi a Firenze per effettuare un sopralluogo tecnico in una zona dove era avvenuta una esplosione.
Una volta giunto sul luogo mi sono trovato di fronte ad un cumulo di macerie in una via nei pressi degli Uffizi. All'epoca neanche mi ricordavo bene come, quale fosse.
Il grosso stato di devastazione era indice che era avvenuto un fenomeno esplosivo di grosso rilievo.
In quei primi momento Ŕ stato, si Ŕ iniziato, divisi in squadre, ad effettuare operazioni di repertamento e di ispezione del sito.
Una volta che individuammo il cratere posto sotto la Torre del Pulci...
PUBBLICO MINISTERO: Allora voglio una precisazione su questo punto.
Quindi lei si Ŕ trovato presente sul luogo dove questo fatto si era verificato continuativamente a partire pi¨ o meno da che ora?
TESTE VadalÓ: Mah, diciamo dalle dieci e mezza, da quello che mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: E la sua presenza Ŕ stata a carattere continuativo, fino a quando?
TESTE VadalÓ: E' stato continuativo per circa - mi pare di ricordare - tre, quattro giorni successivi.
PUBBLICO MINISTERO: A partire quindi dalla mattina del 27 di maggio.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'attivitÓ di repertazione, oltre che di osservazione, oltre che di individuazione di questo cratere, Ŕ un'attivitÓ che si Ŕ svolta con la sua presenza.
Ecco, allora...
PRESIDENTE: Bisogna che lo dica con la voce per cortesia.
TESTE VadalÓ: Sý. Si Ŕ svolta in mia presenza.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ha assistito continuativamente, voleva dire questo?
TESTE VadalÓ: Sý, tranne per le fasi chiaramente dei pasti, nei quali ci siamo allontanati per breve tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Questo non credo che sia un dettaglio che sposta pi¨ che tanto, almeno rispetto a quello che ho bisogno di sapere io.
Quando lei Ŕ intervenuto sul posto, era giÓ stato identificato qualche, per cosý dire, reperto significativo, ovvero sono stati identificati solo a partire o successivamente al suo intervento in luogo?
TESTE VadalÓ: Quando sono arrivato io mi trovavo nella zona del portone del civico 4 di via Lambertesca, che era l'unico praticamente agibile, dove ci si poteva camminare, perchÚ il resto era tutto ostruito da macerie.
E la prima cosa che vidi furono dei frammenti metallici appartenenti ad una autovettura.
Tengo a precisare che il giorno 14 del mese ero stato sul sito di un'altra esplosione, per cui mi erano abbastanza familiari quei pezzi di motore.
E quindi la conclusione...
PUBBLICO MINISTERO: Vide i reperti metallici provenienti da organi meccanici? Vuol dire questo?
TESTE VadalÓ: Organi meccanici di macchine. In particolare un blocco motore, parti del cambio, un pezzo di avantreno, che erano diciamo nei pressi dell'androne al civico 4 di via Lambertesca.
PRESIDENTE: Nei pressi, vuol dire all'interno?
TESTE VadalÓ: Nell'interno, sý. Nell'androne, nell'interno dell'androne.
Inoltre erano visibili molti frammentini di metallo per terra che mi inducevano a pensare che l'esplosione fosse dovuta allo scoppio di un autoveicolo.
Quindi ho cominciato ad effettuare il mio lavoro che era quello di cercare di scoprire il cratere, cratere che Ŕ venuto alla luce visionando l'andamento del ciottolato in basalto presente di fronte alla Torre del Pulci.
PUBBLICO MINISTERO: Sý.
TESTE VadalÓ: Man mano che i pompieri liberavano i rottami e le macerie, si cominciava a vedere una imbottitura classica. CioŔ le mattonelle cominciavano a piegare verso il fondo stradale. Lý effettuai uno dei primi campionamenti con tamponi di acetone. E proseguendo in avanti si liber˛ un passaggio per poter accedere dall'altro lato del cratere.
Tengo a precisare che la zona era ancora sottoposta a vincolo da parte dei Vigili del Fuoco, in quanto piovevano pezzi di materiale ancora incendiato. E sopra la Torre del Pulci, diciamo, c'erano numerosi frammenti di materiale edilizio in bilico.
Arrivato dall'altra parte del cratere, o di quello che si presumeva fosse il cratere perchÚ era completamente ostruito da macerie, si cominci˛ a dare un'occhiata sulla parte verso l'Arno della zona dell'esplosione, individuando numerose finestre, numerose serrande, che avevano subýto deformazioni recate dall'onda d'urto.
PUBBLICO MINISTERO: Sý.
TESTE VadalÓ: Lý si inizi˛ a fare la cosiddetta pulizia del cratere aiutati dai Vigili del Fuoco che, con mezzi meccanici, asportavano le parti pi¨ pesanti.
PUBBLICO MINISTERO: E questo discorso Ŕ giÓ stato riferito da persone che sono state esaminate come testimoni: gli ufficiali di Polizia Giudiziaria che hanno proceduto alle operazioni di repertazione. Pi¨ precisamente personale di Polizia Scientifica.
Invece io devo riportare lei all'argomento principale della sua presenza, cioŔ a dire la consulenza. Lei Ŕ qui in veste di consulente del Pubblico Ministero.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE VadalÓ: Allora, alle 16.00 circa, mi sembra...
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha ricevuto un incarico, stava dicendo, alle ore 16.00 e qualcosa...
TESTE VadalÓ: Sý. Sý, 16.00 circa. Mi sono recato in Procura, dove ho ricevuto l'incarico per effettuare...
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Quella consulenza aveva un contenuto, diciamo, articolato e complesso.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io, oggi, per quanto riguarda lei, ho bisogno che la consulenza si polarizzi sulle attivitÓ che ha compiuto sul posto come repertazione e sulle attivitÓ che ha compiuto successivamente per arrivare a determinate conclusioni.
Siccome il discorso Ŕ impegnativo, gradisco che lei proprio ce lo illustri con calma e con cura per ogni passaggio che ha compiuto.
TESTE VadalÓ: Benissimo. Io ho una memoria che presento...
PUBBLICO MINISTERO: Questa poi la presenterÓ al termine della sua illustrazione orale alla Corte.
TESTE VadalÓ: Una volta prelevati i materiali e campionati in opportuni mezzi, i reperti furono portati al laboratorio di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Sý. Aspetti, dottore, prima di andare avanti: di quali campioni stiamo parlando?
TESTE VadalÓ: La tipologia dei campioni...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vorrei che li illustrasse proprio...
TESTE VadalÓ: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: ... uno ad uno, insomma.
TESTE VadalÓ: Diciamo che abbiamo sottoposto alla nostra attenzione, alcune situazioni nel luogo dell'evento.
La prima erano alcuni annerimenti. Il primo annerimento, come ho giÓ detto, era quello presente su lastre di basalto vicino al cratere; altre forme di annerimento erano presenti verso lo stipite della Torre del Pulci, in basso a destra, dove addirittura mi ricordo che levai delle schegge metalliche conficcate nella pietra.
Prelevai alcuni materiali e raschiai alcune parti dell'intonaco dove risultavano fortemente annerite.
Si raccolse del materiale di frammenti bruciacchiati: pezzi di materiale cartaceo, che si trovavano sparsi nei dintorni del cratere.
Inoltre, durante lo scavo del cratere, rinvenimmo numerosi frammenti metallici profondamente piantati nel fondo. Li abbiamo repertati. E abbiamo preso anche alcune porzioni di terreno che risultavano fortemente annerite.
Quindi, dovendo dare un riassunto sulla tipologia dei materiali, c'erano: pezzi metallici, frammenti di legno, pezzi di lamiera finemente sfrangiata.
PRESIDENTE: Cosa vuol dire sfrangiata?
TESTE VadalÓ: Praticamente, era praticamente come se fosse stata sottoposta a un'opera di merletto. Proprio per la potenza dell'esplosione.
Per noi questo era un indice che il pezzo era stato a contatto con la parte centrale della carica esplosiva.
Tutto questo materiale, questa miscela di materiale, fu portato a Roma, dove in zona sterile fu sottoposta alle operazioni di preparazione del campione.
Tali operazioni rivestono una grande importanza in quanto una buona riuscita della preparazione del campione permette di avere dei risultati estremamente affidabili e aumenta la probabilitÓ e la possibilitÓ di vedere molto bene le specie esplosive.
Quindi, praticamente, facemmo delle operazioni di clean-up, estraendo da ciascun frammento con degli opportuni solventi, i residui di esplosioni presenti su questi materiali.
Solvente che si adopera in queste situazioni Ŕ l'acetone.
L'acetone estrae tutti i solventi, ma estrae anche sostanze che possono interferire nell'analisi.
Fu quindi necessario operare delle tecniche di purificazione per mezzo della cromatografia su stato sottile.
In pratica: allontanammo dalle soluzioni di lavoro tutte quelle sostanze che, per qualche modo, erano estranee alla conformazione chimica degli esplosivi.
In questo modo facemmo una prima rilevazione preliminare...
PUBBLICO MINISTERO: Mi perdoni, dottore, la fermo un attimo.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome lei ha enumerato i reperti, o campioni che dir si voglia, sui quali ha esercitato in prima battuta la sua attenzione di accertatore, ecco, lei pu˛ anche accompagnare le dichiarazioni che sta rendendo con riferimento al materiale fotografico.
TESTE VadalÓ: Sý, se posso avere un...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io le metto a disposizione un materiale che per altro, materiale come tale che per altro la Corte ha giÓ acquisito ai sensi dell'articolo 491 a richiesta del Pubblico Ministero, e che Ŕ costituito proprio da elaborati fotografici con tanto di cromatogrammi.
Ora, i cromatogrammi se e in quanto sia necessario ci si pu˛ entrare. Ma i reperti fotografici invece mi pare che siano significativi. Io, a distanza, non le posso chiedere di rispondermi su una fotografia che ho nelle mani.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: La fotografia bisogna che sia proiettata per essere...
TESTE VadalÓ: Va benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: ... l'oggetto di una illustrazione.
E quindi le segnalerei l'opportunitÓ che passasse, almeno per quelle pi¨ significative, in rassegna le foto di questo elaborato.
TESTE VadalÓ: Sý. Allora, per dimostrare lo stato di sfrangiatura e di tormento meccanico prodotto dall'esplosione, cito ad esempio il reperto 1: trattasi di una lamiera di carrozzeria abbastanza sottile e molto frammentata.
Ecco, si pu˛ notare la parte sottile della lamiera - questo Ŕ il reperto 1 - che Ŕ completamente contorta.
Poi, un altro esempio Ŕ il reperto 2.
PRESIDENTE: Bene, proceda.
TESTE VadalÓ: Ecco, questo Ŕ il famoso vicino al cratere.
PRESIDENTE: Ah, questo Ŕ il tampone di...
TESTE VadalÓ: Acetone.
PRESIDENTE: Acetone.
TESTE VadalÓ: Di cotone imbevuto di acetone effettuato vicino al cratere.
PUBBLICO MINISTERO: CioŔ, questo Ŕ un manufatto realizzato da lei.
TESTE VadalÓ: Sý, sý.
PUBBLICO MINISTERO: Gli altri invece erano reperti rinvenuti.
TESTE VadalÓ: Certo. Bisogna dire che agivano pi¨ squadre.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, dottor VadalÓ, torniamo un attimo a quella fotografia che ha fatto vedere un attimo prima. La penultima, o anche l'ultima, Ŕ la stessa. Sotto c'Ŕ una scala metrica.
Ora io non ho difficoltÓ a dire di essere miope. Del resto ci se ne rende conto perchÚ porto gli occhiali. Ma quali sono le grandezze lineari di quel...
TESTE VadalÓ: Non pi¨ di qualche decina di centimetri. Da quello che mi ricordo io il pezzo pi¨ grosso era il basamento del motore.
PUBBLICO MINISTERO: Sý.
TESTE VadalÓ: Poi c'era l'avantreno che stava intorno agli 80-90 centimetri e poi i mozzi delle ruote, i cerchioni, che stavano intorno ai 30. Il resto non superava i 15-20-30 centimetri.
PRESIDENTE: Ma nella parte bassa della fotografia ci sono...
TESTE VadalÓ: C'Ŕ una scala metrica.
PRESIDENTE: Una scala metrica.
TESTE VadalÓ: Sý, sý.
PRESIDENTE: Che indica...
PUBBLICO MINISTERO: Sý, ma io non la leggo, Presidente da qua.
Allora chiedevo al dottor VadalÓ che Ŕ lý e ce l'ha sottocchio, se la dava lui quella indicazione...
PRESIDENTE: Certamente.
TESTE VadalÓ: E' poco pi¨ di 25 centimetri, il pezzo.
PUBBLICO MINISTERO: E gli elementi della carrozzeria, in genere, che grandezze avevano?
TESTE VadalÓ: Diciamo, questa era una delle grandezze pi¨ grandi. Poi c'erano anche frammenti estremamente pi¨ piccoli. Per lo meno di quelli che abbiamo repertato oscillavano tra i 5-10-15 centimetri.
La taglia media di questi materiali era riferibile a queste misure.
PUBBLICO MINISTERO: Andiamo avanti con i reperti che, ripeto, sono quelli che, a quanto capisco, hanno formato la base di riferimento per le sue...
TESTE VadalÓ: Analisi.
PUBBLICO MINISTERO: ... analisi...
TESTE VadalÓ: Preliminari.
PUBBLICO MINISTERO: ... prima, in prima battuta, in prima istanza.
TESTE VadalÓ: Istanza, si.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE VadalÓ: Ecco, poi abbiamo una miscellanea di materiali raccolti tra i quali: qualche pezzetto di metallo, questo che si vede qua indicato dal mio indice; abbiamo alcuni tamponi di cotone realizzati in varie parti della zona del cratere; e alcuni materiali di cemento prelevati vicino alla Torre del Pulci.
Questa Ŕ una campionatura del terriccio nella vicinanza del cratere. Mano a mano che si scavava venivano fuori delle zone di singolaritÓ.
Cosa si intende per zona di singolaritÓ? Erano dei tratti di terreno che mostravano delle discontinuitÓ, tali da non farle appartenere al sub-strato...
PRESIDENTE: Originale.
TESTE VadalÓ: ... originale. Potevano essere legate all'enorme effetto di compressione legato alla forza esplosiva.
Questa Ŕ una campionatura di quelle che abbiamo adoperato per l'analisi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma credo che sia sufficiente come illustrazione dei reperti fotografici.
TESTE VadalÓ: Ecco, l'ultima fotografia, ecco, vorrei dare un'idea di quello che era la raccolta di questi materiali.
Questa foto lo dice molto chiaramente.
Ecco, si andava da pezzettini di qualche decina di centimetri, fino a pezzi di qualche decina di millimetri, addirittura.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, sulla base di questi reperti, lei ha condotto un tipo di indagine a seguito della quale ha rimesso al Pubblico Ministero una conclusione a carattere preliminare.
Io vorrei che lei fosse molto chiaro nel descrivere il tipo di indagine che ha svolto prima di rimettere la conclusione. PerchÚ ovviamente ha carattere preliminare.
TESTE VadalÓ: Certo, certo. L'analisi a carattere preliminare era quella che ci ha permesso di evidenziare in breve tempo alcune specie esplosive.
Nell'occasione abbiamo utilizzato la gascromatografia accoppiata con rivelatore a spettronalitÓ di massa.
Pu˛ sembrare una parola strana, in realtÓ diciamo gli esplosivi o la miscela di sostanze ignote - perchÚ al nostro livello erano ignote - vengono, come ho citato prima, sciolte in un solvente e iniettate in una apparecchiatura.
Questa apparecchiatura Ŕ caratterizzata dall'avere un sistema di separazione che sfrutta la temperatura e un gas. All'interno di questo lungo elemento di separazione che Ŕ una colonna che ha le dimensioni poco pi¨ grandi di un capello, avvengono dei fenomeni di smistamento dei vari componenti.
Cerco di spiegarlo in modo chiaro. Magari qualche purista potrebbe accusarmi di essere troppo semplicista, per˛ credo che la Corte debba comprendere un po' come avviene il fenomeno.
Quindi, se noi abbiamo un centinaio di componenti, ciascun componente viene messo insieme all'ingresso e esce ciascuno separato.
Ciascun componente poi, viene identificato chimicamente tramite due caratteristiche: uno, il tempo di uscita, che Ŕ caratteristico per ogni specie tipica; e il suo spettro di massa.
Vediamo adesso cos'Ŕ lo spettro di massa. In pratica, l'uscita di questo capello, per cosý dire, lungo quasi 30 metri, avvengono fenomeni di frammentazione. E' come se una persona desse delle martellate sulla molecola rompendola in un certo numero di frammenti.
Siccome la martellata Ŕ sempre uguale, specie uguali si frammentano in modo uguale. Per cui, per esempio, un esplosivo tritolo darÓ sempre, con quella stessa energia di frammentazione, frammenti uguali.
La macchina poi ha al suo interno un sistema di elaborazione dati che permette di effettuare il riconoscimento dei frammenti con una banca dati giÓ presente.
In questo modo Ŕ stato possibile identificare tritolo ET-4 nei reperti 1 e 82; tritolo T-4 e pentrite nel reperto 2; di sola pentrite nel reperto 3.
E' da precisare che questa tecnica, per quanto veloce e pratica, normalmente non Ŕ adeguata per l'analisi degli esplosivi termolabili.
Abbiamo alcuni esplosivi, come per esempio il T-4 che si vedono meglio con altre tecniche, altri che si vedono meglio con la gascromatografia.
In questo caso il tritolo si vede meglio con la gascromatografia, il T-4 si vede meglio con altre tecniche. Per cui questo lavoro preliminare Ŕ stato poi proseguito per avere maggiori conferme con altre metodiche analitiche. E questo Ŕ stato oggetto del corpo della relazione.
Questa relazione fu inviata il 24 luglio del '93.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, dal testo di questa relazione del 24 di luglio del '93, mi pare di rilevare che appunto furono due le metodiche impegnate, o utilizzate che dir si voglia.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: La cromatografia liquida ad altra soluzione...
TESTE VadalÓ: Soluzione.
PUBBLICO MINISTERO: ... e poi la gascromatografia, spettrometria di massa. Ciascuna ha una sua sigla: HPLC, la prima...
TESTE VadalÓ: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: ... la seconda: GC/MS.
TESTE VadalÓ: MS. Sý, abbiamo usato anche l'HPLC in quella occasione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome lei ha illustrato i risultati ai quali Ŕ pervenuto sulla base, mi pare, del secondo dei due metodi...
TESTE VadalÓ: Certo...
PUBBLICO MINISTERO: ... non di cui si sta parlando, ma indicati nella relazione, vorrei che illustrasse anche qual Ŕ come tipologia la diversitÓ della prima metodica e quali sono le conclusioni che le ha consentito di formulare.
TESTE VadalÓ: Allora, diciamo che, proprio perchÚ ci sono alcuni esplosivi che sono sensibili alla temperatura, solitamente viene accoppiata la gascromatografia anche alla cromatografia liquida.
Il principio della gascromatografia Ŕ quello di far viaggiare un vapore in un campo di temperatura variabile all'interno di questa famosa colonna e ottenere lo smistamento dei vari componenti.
E' ovvio che qui noi agiamo sulla temperatura.
Nella cromatografia liquida invece questo fenomeno viene a temperatura ambiente e si sfruttano altri principi... Il principio di funzionamento Ŕ lo stesso, solo si sfrutta un altro metodo di separazione che Ŕ quello dello scambio della ripartizione del liquido liquido.
CioŔ, una sostanza esplosiva sciolta in un liquido, o una miscela di sostanze sciolte in liquidi in un solvente, subisce un fenomeno di separazione all'interno di una colonna nel quale il flusso del solvente Ŕ arrivata pressione.
Quindi, anzichÚ usare la temperatura, si usa un liquido sottoposto a forte pressione.
All'interno di questa colonna che pu˛ essere grossa come questa penna avvengono dei fenomeni di scambio e di separazione e otteniamo all'uscita lo stesso tipo di fenomeno che abbiamo ottenuto in gascromatografia.
Questo per˛ avviene in temperatura ambiente. Quindi alcuni esplosivi, alcune specie che hanno la caratteristica di essere termolabili, non subiscono decomposizione.
In questo caso Ŕ stato facile vedere il T-4 e la pentrite che normalmente in gascromatografia tendono ad essere meno visibili. O quantomeno c'Ŕ meno sensibilitÓ nel vederli e nell'identificarli.
PUBBLICO MINISTERO: Non so se ritiene di dover dare qualche chiarimento aggiuntivo sul concetto di termolabilitÓ.
Io credo di averlo capito.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Se lei ritiene di essersi...
PRESIDENTE: E' sempre meglio...
TESTE VadalÓ: Cerco di dare... Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E' sempre difficile, anche per un Pubblico Ministero interrogare un consulente su una materia che si pu˛ presumere che sia alla Corte, forse a torto, un po' pi¨ ignota di quanto non sia al Pubblico Ministero. E allora...
PRESIDENTE: Indubbiamente, indubbiamente.
PUBBLICO MINISTERO: E' un difficile punto di equilibrio. Quello del rispetto e quello di dovere far capire.
PRESIDENTE: No, no. Ho appena detto, mi pare, sempre convenga essere prolissi, ripetere...
PUBBLICO MINISTERO: La ringrazio.
PRESIDENTE: ... piuttosto che essere troppo...
PUBBLICO MINISTERO: La ringrazio per l'autorizzazione.
PRESIDENTE: Prego.
TESTE VadalÓ: Benissimo. La termolabilitÓ di una sostanza Ŕ una caratteristica nella quale praticamente i residui, in particolare i residui in genere di esplosivi, a cui sono abbastanza soggetti. Una sostanza che esplode, quindi un esplosivo che subisce una detonazione, di per sÚ ha giÓ subýto uno stress termico enorme.
Quindi queste molecole sono presenti in piccolissime quantitÓ sui reperti.
La loro storia Ŕ questa: vengono poi sottoposte a estrazione, vengono poi purificate. Quindi abbiamo sostanze in quantitÓ estremamente ridotta.
E poichÚ queste sostanze sono esplosive e quindi soggette ad avere una loro stabilitÓ intrinseca, quando le sottoponiamo a tecniche analitiche nelle quali vengono stressate, talvolta si decompongono spontaneamente. E quindi spesse volte non le vediamo prima della fase di rivelazione.
E' per questo motivo che quando si deve dare un responso analitico su questo tipo di prodotti chimici, Ŕ necessario ricorrere a pi¨ tecniche analitiche. Talvolta ne bastano due, talvolta ne bastano tre.
Pu˛ addirittura succedere che un singolo reperto possa essere positivo con certe tecniche e negativo con altre, proprio perchÚ Ŕ la tecnica stessa che si raffina verso un certo prodotto e risulta un po' insensibile rispetto ad un altro.
Il lavoro infatti va condotto con pi¨ metodiche analitiche studiando opportunamente il target, cioŔ il tipo di bersaglio che noi intendiamo raggiungere con le nostre analisi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, nella prima fase dei suoi accertamenti, sono state adottate due metodiche di ricerca analitica: cromatografia liquida ad alta risoluzione e gascromatografia spettrometria di massa.
Prima di chiederle a quali risultati ha portato la ricerca attraverso la cromatografia liquida ad alta risoluzione, le devo fare una domanda di tipo, per cosý dire, preliminare.
Lei ha spiegato - e se Ŕ necessario ci torneremo, le saranno rivolte domande dalle altre parti e anche dalla Corte - lei ha spiegato che questo tipo di ricerca va condotto facendo concorrere pi¨ metodiche perchÚ Ŕ un po' l'oggetto della ricerca, la materia prima di questa ricerca che essendo in qualche modo sfuggente - io semplifico in questo modo - va cercata con rilevatori molteplici. Questo l'ho capito. Ma allora le faccio una domanda: Ŕ possibile che applicando una o due o cinque - e poi vedremo che nel complesso della consulenza sono state mi pare pi¨ di una - ulteriori rispetto a queste due le metodiche di ricerca applicate: Ŕ possibile, dico, che venga fornita da una metodica una risposta positiva per una specie esplodente, nel presupposto che la metodica sia stata applicata correttamente, e che questa risposta positiva invece sia una risposta dovuta ad un errore? CioŔ a dire una risposta positiva errata? E' possibile questo, o no?
TESTE VadalÓ: No. Si tratta di metodiche specifiche messe a punto. Talvolta, diciamo, un tipo di rivelatore pu˛ essere particolarmente pi¨ sensibile nei confronti di una specie e pu˛ esserlo di meno nei confronti di un'altra. Mediamente ci si pu˛ mettere in delle condizioni esasperate per evidenziare una specie deprimendone un'altra.
Ecco, questi sono i normali artifizi che vengono usati in chimica, chimica analitica, per effettuare analisi di questo genere di sostanza.
PUBBLICO MINISTERO: Lei dottore Ŕ laureato in chimica?
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: In particolare?
TESTE VadalÓ: Chimica analitica.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, allora il risultato al quale Ŕ pervenuto attraverso la metodica che si chiama HPLC, in questa prima fase, quale Ŕ stata?
TESTE VadalÓ: Beh, abbiamo trovato delle specie esplosive, tritolo, T-4 e pentrite.
PUBBLICO MINISTERO: Distribuite come, per i vari reperti che lei ha esaminato?
TESTE VadalÓ: Diciamo...
PUBBLICO MINISTERO: Siccome non se li pu˛ ricordare a memoria, pu˛ anche consultare la copia della relazione, l'ha redatta lei.
TESTE VadalÓ: Mi sembra che c'erano un paio di reperti che contenevano tritolo e T-4, qualcuno conteneva tritolo, T-4 e pentrite e uno solo mi sembra conteneva solo pentrite.
PUBBLICO MINISTERO: Mentre - ridiciamolo, per cortesia - l'altra metodica di indagine, cioŔ la gascromatografia con quel che segue...
TESTE VadalÓ: Ecco, ci ha dato soltanto la presenza di tritolo, di nitrotoluene e T-4.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', il nitrotoluene Ŕ il tritolo.
TESTE VadalÓ: Nitrotoluene...
PUBBLICO MINISTERO: Trinitrotoluene Ŕ il tritolo.
TESTE VadalÓ: Sý. Il nitrotoluene invece pu˛ essere sý una specie esplosiva presente in molte miscele, ma pu˛ anche derivare dalla decomposizione del tritolo. A questo riguardo c'Ŕ da dire che non Ŕ stato questo caso, ma per mia esperienza personale, attentati o esplosioni effettuati con tritolo ci hanno portato spesse volte a non vedere il tritolo, ma a vedere una forte presenza di nitrotoluene. E' noto anche in letteratura, specialmente da Inon, che il tritolo subisce proprio una decomposizione anche a livello batterico. Per cui il tritolo, dopo l'esplosione, su reperti lasciati a libero ambiente subisce una degradazione abbastanza veloce devo dire, sono degli studi effettuati anche negli Stati Uniti sulla igiene dei poligoni di tiro dell'esercito.
PUBBLICO MINISTERO: Allora la non esatta corrispondenza tra i risultati ottenuti col primo e con il secondo dei due metodi, per riprendere le considerazioni che lei faceva qualche minuto fa, ecco in che termini va ritenuta apprezzabile e non piuttosto il sintomo di un disordine investigativo?
TESTE VadalÓ: No, no...
PUBBLICO MINISTERO: Voglio che sia chiaro su questo punto.
TESTE VadalÓ: Sý, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Il suo pensiero.
TESTE VadalÓ: Praticamente il rilevatore nell'HPLC Ŕ un sistema a raggi ultravioletti. Sistema a raggi ultravioletti in cui il nitrotoluene Ŕ ben poco sensibile, proprio per la sua composizione di molecola. Ovviamente abbiamo altre sostanze che hanno una risposta molto pi¨ forte dell'ultravioletto per cui si leggono abbastanza bene con l'altro metodo.
PUBBLICO MINISTERO: In qualche misura si possono quindi cumulare i risultati ottenuti dalle due metodiche?
TESTE VadalÓ: Tranquillamente, lo facciamo sempre questo tipo di doppio o triplo o addirittura quadruplo tipo di analisi, tenendo presente anche con degli specchietti qual Ŕ poi la somma delle specie totali.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. E allora venendo a tirare la somma di questa...
TESTE VadalÓ: Prima relazione.
PUBBLICO MINISTERO: ... prima fase della consulenza, ecco, il risultato...
TESTE VadalÓ: Il risultato era - e lo posso dire solo da un punto di vista identificativo delle specie, cioŔ non faccio un discorso di quanto ce n'era, come c'era, come era distribuito - ma avevamo la presenza di tritolo, di T-4, di pentrite e di nitrotoluene. Nitrotoluene che per˛ non sono in grado di dire se potesse appartenere a un esplosivo giÓ confezionato con nitrotoluene o sia derivante a una degradazione eventuale...
PUBBLICO MINISTERO: Della molecola del tritolo, questo voleva dire.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: CioŔ un TNT, che si Ŕ degradato in TNT?
TESTE VadalÓ: Sý, sý. Non sono in grado di discriminarlo ovviamente, non Ŕ...
PUBBLICO MINISTERO: Vuole spiegare per cortesia alla Corte, dottor VadalÓ, come si spiega che - se ha una spiegazione - avendo preso una serie di reperti da un ambiente tutto sommato circoscritto, avendoli raccolti in una contestualitÓ anche di tempo, quindi in capo a pochi minuti o a qualche mezzora, voglio dire non a distanza di anni, alcuni reperti hanno fornito, o all'una o all'altra o entrambe le metodiche di ricerca, risposta positiva ed altri invece risposta rigorosamente negativa?
TESTE VadalÓ: Ho capito perfettamente.
PUBBLICO MINISTERO: Bisogna che lei spieghi, se c'Ŕ una spiegazione...
TESTE VadalÓ: Sý, la spiegazione Ŕ di duplice ragione. La prima Ŕ dettata dall'esperienza: in moltissimi casi che vengono trattati dal mio ufficio difficilmente troviamo un reperto, o una serie di reperti dove c'Ŕ tutto, sempre si parla di materiale proveniente da un'esplosione. La seconda invece deve essere vista alla luce di quello che Ŕ il fenomeno esplosivo.
Il fenomeno esplosivo Ŕ una reazione di violentissima decomposizione di una molecola chimica. Praticamente si formano pressioni a livello del punto di esplosione di 100000, 200000 mila atmosfere, quindi sono pressioni enormi. L'onda di detonazione, la velocitÓ di detonazione viaggia intorno - esplosivo ad alto potenziale - dai 6000 agli 8000 metri al secondo, accompagnati da temperature che possono arrivare fino ai 4000 gradi.
Quindi, in mezzo a tutta questa miscellanea che si produce in qualche frazione di millisecondo, avvengono dei fenomeni chimici, legati a fenomeni di chimica delle alte temperature, estremamente variabili. Quindi, un frammento che era stato in contatto con l'esplosivo, mentre viaggia a enorme velocitÓ verso il punto di arrivo della sua traiettoria, continua a bruciare. Pu˛ raccogliere altri vapori o frammenti, pu˛ ricondensare altri frammenti, pu˛ completamente evaporare tutto l'esplosivo che c'Ŕ sopra. Quindi Ŕ un fatto esclusivamente, si dice in termine chimico, randomico, casuale.
E' per questo che quando si fanno questo genere di analisi si tende a effettuare una forma di repertamento la pi¨ completa possibile proprio perchÚ purtroppo non ci si pu˛ dimenticare di nulla e quindi bisogna analizzare tutti i reperti che si trovano. Ci sono stati casi in cui pur avendo avuto esperienza di un esplosivo ad altissimo potenziale, si Ŕ trovato assai ben poco a livello di tracce. Non Ŕ certo in questo caso.
Un'altra delle motivazioni per cui ritengo che la distribuzione sia quantomai variabile, Ŕ legata al fatto che l'esplosione Ŕ stata di tipo franco, cioŔ Ŕ stata istantanea praticamente. Quindi tutta la massa esplodente si Ŕ praticamente consumata. Quello che noi abbiamo trovato sono le tracce forse di residui che si sono, usando un termine, appiccicati a materiali metallici. Il tampone fatto per esempio, quindi quel vistoso annerimento alla base della Torre del Pulci, Ŕ legato a certe condizioni di combustione degli esplosivi, se cosý dire, che trascinano una gran massa di materiale grafitato o carbonioso. Questo materiale Ŕ poroso e quindi lo assorbe bene.
Ovviamente il tipo di distribuzione delle specie chimiche sui reperti Ŕ legato anche alla natura del reperto stesso. Quindi abbiamo materiali che sono spugnosi e che riescono ad assorbire bene i prodotti dell'esplosione; materiali invece che sono abbastanza poco affini e che praticamente, vista l'alta temperatura, ne favoriscono la dispersione.
Non ultimo, ci sono materiali che reagiscono con le particelle di esplosivo per cui le legano intimamente e noi questo esplosivo non lo troviamo pi¨. Ci sono casi in cui abbiamo osservato esplosioni incomplete nel quale praticamente l'esplosivo era letteralmente stato schizzato sui reperti. Quindi c'era esplosivo "quasi integro" sopra le parti sparate via dall'esplosione. Quindi credo di aver dato una spiegazione.
PUBBLICO MINISTERO: Sý. Con qualche chiarimento ancora che le debbo chiedere.
Lei ha parlato di esplosione franca e poi ha parlato di esplosione istantanea. Io credo di aver capito che cosa lei vuole affermare, allora provo a chiederglielo in forma diretta comunque: per esplosione franca si intende quindi un'esplosione istantanea dell'intera massa...
TESTE VadalÓ: Di tutta la massa. Praticamente l'onda d'urto iniziale, che viaggia a 8000 metri al secondo, attraversa istantaneamente tutta la massa d'esplosivo e la fa detonare praticamente istantaneamente. L'ordine di grandezza sono frazioni di millisecondo.
PUBBLICO MINISTERO: Istantaneamente e completamente.
TESTE VadalÓ: E completamente, esattamente, sý.
PUBBLICO MINISTERO: Allora ne deduco, se non ho capito male, che se un'esplosione riesce bene...
TESTE VadalÓ: Le quantitÓ in gioco rimaste sono abbastanza poche.
PUBBLICO MINISTERO: Se l'esplosione riesce bene per, appunto, immediatezza, istantaneitÓ e completezza dell'esplosione, le specie esplosive reperibili sui reperti nell'ambiente sono tendenzialmente minori piuttosto che pi¨.
TESTE VadalÓ: Indubbiamente, indubbiamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi c'Ŕ una proporzione inversa.
TESTE VadalÓ: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Quanto pi¨ l'esplosione Ŕ andata bene e tanto peggiore Ŕ il lavoro del consulente.
TESTE VadalÓ: Tanto pi¨ difficile il lavoro del chimico che deve analizzare le sostanze.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quali sono, secondo la sua esperienza, le condizioni, o perlomeno quali possono essere le condizioni che agevolano quella che lei definisce l'esplosione franca, piuttosto che un'esplosione, voglio dire, mal riuscita.
TESTE VadalÓ: Mal riuscita. Beh, diciamo sono delle condizioni: 1) di natura geometrica, una buona collocazione delle cariche;
2) l'accoppiamento di esplosivi ad altissimo potenziale che trasmettano l'onda d'urto iniziale in modo uniforme a tutta la massa dell'esplosivo. Questo in genere, in ambito di miniera o in ambito di esplosivistica si chiama applicare un booster a una massa esplosiva. Per esempio, il tritolo si sa bene che Ŕ un po' sordo alle esplosioni, tant'Ŕ vero che Ŕ un esplosivo molto sicuro usato in ambito militare. Per renderlo un tantino pi¨ veloce nell'esplosione si applicano delle cariche di avviamento, per cosý dire, cariche chiamate booster. Sono cariche fatte con esplosivi ad altissimo potenziale e a grandissima velocitÓ di detonazione: siamo intorno ai 7-8000 metri al secondo.
* Si possono usare delle gelatine che sono abbastanza veloci da questo punto di vista, delle cariche di pentrite, della cariche di T-4. Esistono anche altri esplosivi ancora pi¨ potenti, ma sono di scarsissima reperibilitÓ e di impiego esclusivamente militare, non...
PUBBLICO MINISTERO: Il modo di confezionare la massa esplosiva principale, visto che lei sta parlando di un booster...
PRESIDENTE: Pubblico Ministero, mi scusi. Ho l'impressione che il teste dovrÓ essere sottoposto ancora ad alcune serie di domande. Possiamo rimandare al pomeriggio?
PUBBLICO MINISTERO: Non ci sono problemi per quanto mi riguarda.
PRESIDENTE: Allora riprendiamo alle ore 15.15. Abbiate pazienza.
PRESIDENTE: Scusi un momentino, manca un Giudice Popolare. Dia atto che questo Giudice Popolare non c'Ŕ e scendiamo giÓ di uno. Un Giudice Popolare che non aveva capito che l'udienza continuava alle 15.15, vuol dire che ne facciamo a meno... di un supplente.
AVV. Cianferoni: Presidente, abbia pazienza. Io approfittavo della pausa...
PRESIDENTE: Avvocato, io non la sento.
AVV. Cianferoni: No, se il Collegio Ŕ giÓ integrato allora mi risiedo. Ma senn˛ approfittavo della pausa per dire che incerto della Corte, incerto delle scorte. CioŔ, si verifica questo: ci diceva a me e all'avvocato Ceolan il signor Bagarella che oggi non ha potuto mangiare.
PRESIDENTE: Avvocato mi scusi.
AVV. Cianferoni: Non l'avrei detto se si faceva udienza, per˛...
PRESIDENTE: Mi scusi, abbia pazienza, siamo giÓ in udienza. Il problema lo sottoporremo alla direzione del carcere perchÚ ha un ordine preciso di fornire a tutti quelli che sono presenti un pasto caldo a mezzogiorno.
AVV. Cianferoni: Grazie, Presidente.
PRESIDENTE: Prego. Vogliamo riprendere?
PUBBLICO MINISTERO: Sý.
PRESIDENTE: Il teste era?
PUBBLICO MINISTERO: Il teste Ŕ il dottor VadalÓ che Ŕ un consulente per l'esattezza.
PRESIDENTE: Benissimo, benissimo, avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
Allora mi pare, dottor VadalÓ, che io le stessi chiedendo una certa qual cosa a partire da quella considerazione che lei aveva sviluppato nell'ultima o nella penultima sua risposta circa la possibilitÓ, almeno teorica, di distinguere una massa principale esplosiva da quello che lei ha chiamato un booster.
Io le avevo chiesto e le stavo per meglio dire chiedendo qualche cosa a proposito della...
PRESIDENTE: Pubblico Ministero mi scusi, abbia pazienza. Qui siamo all'asilo.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo?
PRESIDENTE: Siamo all'asilo. Abbiamo a che fare con persone adulte, ma il Giudice Popolare sta arrivando in questo momento. Se non vi dispiace, ancora un minuto di attesa e ricominciamo perchÚ...
PUBBLICO MINISTERO: Non abbiamo nemmeno cominciato quindi non c'Ŕ problemi.
PRESIDENTE: Io non riesco capire come non si capisca che le ore devono essere quelle e non approssimative. Mi scusi un momentino.
PUBBLICO MINISTERO: Non ci sono problemi, Presidente, ci mancherebbe.
PRESIDENTE: Allora, ricominciamo, abbia pazienza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non avevo nemmeno formulato la domanda quindi siamo a fare il riassunto dell'ultima parte dell'udienza di stamani.
Allora la domanda era questa. Stabilito cosa si intende per massa principale esplodente, stabilito che cosa si intende per booster - perchÚ di questo aveva parlato, ha parlato - stabilito quello che si intende per esplosione franca, ecco io le volevo chiedere: si pu˛ parlare, su basi scientifiche alla stregua di verifiche, alla stregua di conoscenze specifiche sulle caratteristiche degli esplosivi, di condizioni o precondizioni favorenti rispetto ad una esplosione franca che risalgano al tipo di confezionamento della carica?
*TESTE VadalÓ: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: E' chiara la domanda?
TESTE VadalÓ: Sý, sý, certamente. Un'esplosione franca avviene quando la preparazione del manufatto esplosivo Ŕ fatta in modo tale che l'onda d'urto della carica, chiamiamola iniziatrice per usare un termine italiano, si propaga in modo rapidissimo in tutta la massa esplosiva, facendo in modo di liberare tutta l'energia esplosiva delle molecole contenute nell'esplosivo. Ecco, questa Ŕ la definizione di carica franca. Esplosione franca e di carica iniziatrice adeguata.
Diciamo, tanto per citare un esempio: se io prendessi ipoteticamente un metro cubo di tritolo - ed Ŕ possibile colarlo tranquillamente senza problemi - e se ci mettessi un solo detonatore, potrei avere come unico risultato quello di dividerlo a metÓ.
Se invece a questa grossa massa io applico opportune cariche iniziatrici posso ottenere la liberazione completa di tutta la massa esplosiva presente nell'involto, tutta insieme. Queste cariche sono legate a questioni di ordine di densitÓ dell'esplosivo, pi¨ Ŕ addensato e pi¨ l'onda d'urto viaggia velocemente all'interno e sono legate a questioni di geometria. La geometria con cui Ŕ costruita la carica e il punto di posizionamento delle cariche iniziatrici deve essere particolare perchÚ gli esplosivi, trattandosi di masse in movimento, anche se si tratta di gas una volta esplosi, obbediscono alle leggi della fluidodinamica. Per cui opportunamente indirizzate possono variare di molto i loro effetti.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome parla di densitÓ, per densitÓ si pu˛ intendere qualche cosa che ha a che fare con la compattezza della massa esplodente?
TESTE VadalÓ: Certamente. La densitÓ Ŕ il rapporto tra peso diviso volume. Quindi praticamente pi¨ massa, intesa come peso, Ŕ presente all'interno di un volume noto e maggiore resta la densitÓ.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi Ŕ in rapporto diretto con quella che - con terminologia corrente - potremo chiamare compattezza.
TESTE VadalÓ: Compattezza che in termine, diciamo esplosivistico, quindi chiamato anche intasamento. Una polvere da lancio, tanto per citare un esempio, che Ŕ a base di nitrocellulosa e nitroglicerina se posta lungo un tavolo, si accende come un fuoco pirico. Ma se la stessa polvere io la comprimo all'interno di un oggetto diventa un qualcosa che ha la stessa potenzialitÓ della dinamite, quindi provoca degli effetti lesivi e devastanti nel suo intorno. Quindi, in un caso avremmo una deflagrazione, quindi un'esplosione lenta, nel secondo caso l'aumento di densitÓ provoca una detonazione, quindi andiamo con velocitÓ di scoppio nell'ordine dai 6000 agli 8000 come per gli esplosivi ad altissimo potenziale.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor VadalÓ, abbiamo detto, o meglio lei ha detto quindi quali sono stati i risultati ai quali Ŕ pervenuto con questa prima tranche di accertamenti e lei ha anche illustrato attraverso quali criteri. Io avrei bisogno... Attraverso quali criteri o metodiche, per meglio dire lei ha conseguito questi risultati.
Io avrei bisogno di chiederle se i risultati che lei appunto rassegn˛ in una certa data e che oggi ha illustrato, il 24 di luglio del '93, erano risultati ai quali in termini analoghi o diversi e se diversi in che misura diversi, era giÓ pervenuto in una fase ancora precedente a questa data, diciamo, convenzionale del 24 luglio del '93 perchÚ la data riportata nella relazione. La chiamo convenzionale perchÚ suppongo che questi risultati lei li abbia ottenuti nei giorni precedenti rispetto ovviamente alla data in cui ha messo nero su bianco.
TESTE VadalÓ: Certo, si riferisce a una memoria preliminare che fu inviata il 2 luglio '93 e riassumeva un po' le prime analisi eseguite che ci davano come presenza all'interno dei residui di T-4, pentrite, tritolo. All'epoca evidenziammo di nitrotoluene - io parlo, abbiamo messo evidenze perchÚ fatte con una sola tecnica, quindi non certamente da confermare - e nitroglicerina che incontrammo per la prima volta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo, diciamo, incontro in un primo tempo con la nitroglicerina non ha un riscontro positivo nella nota datata 24 luglio del '93. Vuol chiarire come mai, a prescindere da quello che ha scritto, perchÚ qui siamo a spiegare alla Corte come lei ha lavorato in qualitÓ di consulente, siamo ad attualizzare la consulenza, ma dobbiamo anche spiegare le fasi del suo lavoro.
E quindi, stabilito che in una prima fase lei ritenne di segnalare la presenza di nitroglicerina, com'Ŕ che in una seconda fase su questa affermazione, diciamo, non si Ŕ sul momento almeno confermato, ovvero ha ritenuto di dovere revocare.
TESTE VadalÓ: Lasciare un'alea, lasciare un'alea di dubbio.
PUBBLICO MINISTERO: Vorrei che chiarisse questo alla Corte.
TESTE VadalÓ: Diciamo che quando si fanno delle analisi di tipo preliminare, Ŕ evidente doversi attenere a un certo rigore nel valutare il risultato. Quando facemmo la prima analisi preliminare avemmo delle evidenze di TNT, sottoforma di due risomeri, l'1-2 e il 2-6 e di nitroglicerina.
PoichÚ, diciamo, le operazioni di pulizia dei campioni non erano state certamente portate a termine Ŕ ovvio che il disturbo legato a gli interferenti delle analisi erano ancora presenti. Bisogna dire che quando si fa un'analisi, specialmente di residui di esplosione, noi ci troviamo in una situazione di questo tipo: abbiamo come un mare con delle onde molto alte e abbiamo un piccolo scoglio che, tra le onde alte, ogni tanto affiora e ogni tanto scompare. Le onde alte sono praticamente gli interferenti e lo scoglio Ŕ la sostanza che noi stiamo ricercando. In pratica si tratta di placare queste onde o perlomeno eliminarle. Queste onde si eliminano con dei processi chimici di purificazione.
Quindi, in questa fase ha adottato la soluzione tout-court senza eccessivi fenomeni di pulizia o procedimenti di pulizia e ci siamo cautelativamente lasciati un'alea dicendo: abbiamo trovato la nitroglicerina, ... nitrotoluene, ci riserviamo di confermarli con altre tecniche. Quando abbiamo fatto la relazione, la prerelazione, quella del 24 luglio, avevamo ormai acclarato certi composti con le tecniche che ormai stavamo mettendo in pratica. Non ci Ŕ sembrato opportuno acclarare o confermare delle specie senza aver fatto altri tipi di analisi, questa Ŕ la ragione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, visto che abbiamo comunque messo un punto fermo attraverso la identificazione certa di questi componenti, sul conto di questi reperti a questa certa data e quindi tritolo, T-4, pentrite e risomeri di nitrotoluene io le devo chiedere un'altra cosa: vi Ŕ una proporzione diretta definibile su basi teoriche, quindi su basi scientifiche tra la incidenza a livello di indagine qualitativa di una certa specie esplodente e le proporzioni di ordine quantitativo di queste specie esplodenti all'interno della carica originaria prima che detonasse?
Intendo dire, una certa qual ricorrenza ex post in termine di analisi qualitative sui reperti Ŕ significativa, punto interrogativo? Ove lo fosse in che termini circa le percentuali di partenza della carica utilizzata per cagionare l'esplosione?
TESTE VadalÓ: Allora, premesso che non Ŕ possibile, come Ŕ dimostrato dalla letteratura forense, risalire dai residui presenti nei reperti dopo un'esplosione alla composizione merceologica dell'esplosivo prima dell'esplosione e quindi questa Ŕ una premessa che va fatta perchÚ in nessun caso Ŕ possibile fare un ricorso quantitativo fra le varie specie. Abbiamo avuto alcuni casi reali, incontrati in cui diciamo l'abbondanza delle particelle o dei residui di un tipo di esplosivo, a posteriori si Ŕ confermata essere pi¨ o meno quella delle specie inizialmente presenti. Ma nella maggioranza dei casi che solitamente incontriamo questo non Ŕ possibile. Non Ŕ possibile in particolare quando c'Ŕ un'esplosione franca, cioŔ un'esplosione completa. Rimangono spesse volte pi¨ evidenti certi esplosivi o certe specie esplosive che hanno una caratteristica, gli inglesi le chiamano "sticky", tradotto in termine italiano vuol dire appiccicoso. CioŔ un esplosivo ha una molecola un pochino pi¨ grande e normalmente si appiccica pi¨ degli altri. La nitroglicerina Ŕ un liquido, Ŕ abbastanza volatile per cui solitamente se trova un supporto che la pu˛ assorbire bene, senn˛ altrimenti si disperde.
Quindi direi che non Ŕ possibile fare, perlomeno in questo caso, una diretta considerazione tra ammontare delle specie, numero di reperti contenenti varie specie e un raffronto, diciamo pi¨ che altro percentuale sulla composizione della carica.
Come ho detto prima anche c'Ŕ il problema che alcuni esplosivi hanno la caratteristica di essere metabolizzati per cui alla fine il quadro che noi troviamo potrebbe essere molto differente da quello iniziale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, proprio partendo da una considerazione che lei ha fatto incidentalmente pochi attimi fa quando ha parlato di determinazione merceologica, ecco, vuole spiegare questa sua affermazione?
TESTE VadalÓ: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: E insieme, io la domanda gliela pongo con due problemi contestuali. Vuole illustrare alla Corte che cos'Ŕ, dal punto di vista degli esperti di esplosivi, che cos'Ŕ il tritolo, che cos'Ŕ il T-4, che cos'Ŕ la pentrite?
TESTE VadalÓ: Certamente.
Allora, dare una definizione di cos'Ŕ un esplosivo significa tenere presente che esistono, perlomeno i pi¨ usati esplosivi sono sei: sono delle molecole chimiche aventi caratteristiche di instabilitÓ adeguate, che rispondono a certi test che li classificano sotto la forma di esplosivi.
E' ovvio che tranne alcuni casi - adesso dir˛ quali sono - nessuno di essi normalmente viene utilizzato allo stato puro. Si tratta pertanto di miscele e formulazioni che vengono appositamente fabbricate in funzione degli impieghi.
Qui chiamo gli esplosivi come noi li conosciamo. Partiamo dall'etilenglico di nitrato, nome molto strano per˛ Ŕ una molecola abbastanza semplice, Ŕ un liquido, da solo non Ŕ mai adoperato. La nitroglicerina Ŕ anch'essa un liquido, da sola non Ŕ mai adoperata. Il nitrotoluene Ŕ un solido di colore giallo paglierino, sottoforma di cristalli, Ŕ adoperato sempre in miscela con altre sostanze. Il tritolo Ŕ un solido e pu˛ essere, in alcuni casi, sia adoperato tal quale, quindi sottoforma di pani solidi; immaginate una saponetta di sapone di Marsiglia color ocra, ebbene quello Ŕ il colore del tritolo. Ha una forma solida, abbastanza compatta. La pentrite normalmente Ŕ una polvere cristallina bianca, viene usata in particolari impieghi merceologici di esplosivo e in altri campi. Il T-4, anch'esso un cristallo bianco, sono polveri.
Quello che ho elencato adesso sono lo stato fisico da puri, quindi dei prodotti che escono...
PUBBLICO MINISTERO: Come materie prime.
TESTE VadalÓ: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Materia prima?
TESTE VadalÓ: Come materie prime, esattamente. DopodichÚ le manipolazioni che si possono fare sono tantissime. Diciamo che in campo militare gli unici esplosivi che si adoperano sono il tritolo, il T-4 e la pentrite. Si adoperano tutti quanti esplosivi allo stato solido, allo stato della loro massima compattezza perchÚ? PerchÚ dovendo servire per test belliche devono essere compressi per aumentare quel famoso fattore di densitÓ al massimo.
Talvolta troviamo delle combinazioni dei tre: pentrite e tritolo, si chiama pentrolite. Tritolo e T-4 si chiama "compound B", ed Ŕ uno dei caricamenti pi¨ comuni delle bombe da guerra. Poi abbiamo anche il pentrite e T-4 che Ŕ il Samtex un famoso esplosivo usato per scopi terroristici, non lo definirei certo un esplosivo militare comunque, anche se ne ha la potenzialitÓ.
Gli altri esplosivi civili sono, possono essere delle miscele pulverulente di tritolo tritato, macinato con mezzi abbastanza banali tanto non Ŕ pericoloso, miscelato con inerti, con altre sostanze additive come il nitrato di ammonio con faina fossile e con altri additivi coloranti. E' chiaro che quando noi facciamo l'analisi dei residui noi non ritroviamo i coloranti, non troviamo pi¨ la faina fossile perchÚ questa viene letteralmente dispersa nell'ambiente.
La nitroglicerina da sola cosý Ŕ instabile. Nobel scoperse la dinamite e attualmente, merceologicamente parlando Ŕ prodotta in miscela con segatura, nitrato di ammonio, solfato di bario, nitrocotone, addensanti, eccetera, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: Se io capisco bene la sua risposta questo comporta che loro hanno identificato, lei ha identificato per cosý dire le materie prime post-detonazione, non ha...
TESTE VadalÓ: Esplodenti. Quelle esplodenti.
PUBBLICO MINISTERO: Non ha identificato il prodotto da un punto di vista merceologico? E a quello che capisco non deve essere nemmeno possibile identificare il prodotto da un punto di vista merceologico dopo che l'esplosione Ŕ avvenuta?
TESTE VadalÓ: Dopo un'esplosione franca, no di certo.
PUBBLICO MINISTERO: Nel nostro caso?
TESTE VadalÓ: No di certo.
PUBBLICO MINISTERO: No di certo.
Tornando al punto della distinzione, dal punto di vista teorico, che c'Ŕ tra una massa esplodente principale e una carica attivatrice, se non mi sbaglio l'ha chiamata cosý...
TESTE VadalÓ: Iniziatrice.
PUBBLICO MINISTERO: ... o booster che dir si voglia, ecco. I componenti identificati alla data del 24 luglio del '93 - e qui potremo anche eventualmente guardare alla successiva fase degli accertamenti - sono per la loro natura compatibili con una distinzione di questo tipo: alcuni di essi utilizzati come carica esplosiva principale, altri come carica esplosiva attivatrice, ovvero sia, eventualmente, in assenza di specie esplosive tipiche, per la carica, attivatrice?
TESTE VadalÓ: No, assolutamente. Certo io non sono in grado di distinguere se la nitroglicerina o il T-4 presenti nella carica appartengano al booster o alla carica principale.
PUBBLICO MINISTERO: Non gliel'ho nemmeno chiesto, ci mancherebbe altro.
TESTE VadalÓ: Certo, per˛ possono tranquillamente far parte della carica di un booster. In particolare c'Ŕ il T-4, la pentrite e la nitroglicerina che hanno velocitÓ di detonazione abbastanza elevata tale da giustificare la loro presenza all'interno di un booster.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per fare un passo avanti nella ricostruzione della sua attivitÓ di consulenza, fermo restando che io oggi la esamino come mio consulente, come consulente del Pubblico Ministero per meglio dire, ed esclusivamente per le ricerche di tipo qualitativo effettuate in via dei Georgofili, ricerche di esplosivi.
Ecco, per fare un passo avanti: lei ha spiegato di aver lavorato su una serie di reperti, ha anche spiegato che aveva avuto un incarico unitamente ad altri specialisti del ramo.
TESTE VadalÓ: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole spiegare come avete operato nell'ambito delle stesse attivitÓ eventualmente per rendere pi¨ affidabili gli accertamenti?
TESTE VadalÓ: Abbiamo deciso di ripartirci un certo numero di reperti che sono stati prelevati parte da me, tramite il servizio Polizia Scientifica e di persona tramite l'altro collega del collegio che li ha analizzati con altre tecniche.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, e l'altro collega Ŕ?
TESTE VadalÓ: Il dottor Renzo Cabrino.
PUBBLICO MINISTERO: Che la Corte sentirÓ.
Ecco, poi siamo arrivati a mettere insieme i risultati dei vostri accertamenti fino a produrre delle conclusioni, per cosý dire definitive.
TESTE VadalÓ: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi siamo in qualche modo all'epilogo della sua attivitÓ che lei oggi sta illustrando. Ecco vorrei che a questo punto lei facesse il punto complessivo di tutte le metodiche di accertamento che sono state utilizzate e il punto quindi dei risultati definitivi raggiunti in tema di analisi qualitativa degli esplosivi impiegati in via dei Georgofili.
TESTE VadalÓ: Benissimo. Ecco, la seconda fase degli accertamenti Ŕ stata eseguita per mezzo di un rilevatore specifico per gli esplosivi. Quando si tratta di effettuare un'analisi di residui come ho detto vi troviamo una matrice sui reperti che Ŕ estremamente complessa: abbiamo vernici, abbiamo olii, talvolta possiamo avere anche liquidi biologici provenienti dalle vittime. Allora ci serve un'apparecchiatura che non veda tutte le altre molecole presenti sull'ambiente.
Questa apparecchiatura Ŕ il rilevatore cosiddetto "termal energy analizer", Ŕ un rilevatore a chemiluminescenza. Cerco di spiegarlo in modo molto semplice: in pratica questo rilevatore sfrutta la caratteristica che hanno gli esplosivi di avere un particolare gruppo contenente azoto e ossigeno. Hanno un pezzo di molecola che contiene azoto e ossigeno. Questa molecola, sottoposta a trattamenti termici e fatta reagire con l'ozono, in particolari condizioni specifiche di questa apparecchiatura, libera una reazione specifica nella regione dell'infrarosso.
Questa relazione viene misurata e la sua intensitÓ Ŕ proporzionata alla quantitÓ di sostanza.
Quindi, utilizzando un sistema gascromatografico come ho spiegato prima che smista i vari prodotti, e un rivelatore estremamente selettivo, cioŔ non vede altre sostanze, non vede sostanze idrocarburiche, non vede sostanze di alcun tipo, vede solo le sostanze che contengono gruppi NO2, azoto e ossigeno che sono tipici degli esplosivi.
Quindi, in questo modo, Ŕ possibile eliminare dal fondo le famose onde e vedere solo lo scoglio che Ŕ rappresentato dal piccolo della molecola dell'esplosivo.
In questo modo abbiamo potuto confermare la presenza di nitrotoluene, tritolo e T-4 in diversi reperti.
Per la questione sempre degli esplosivi termolabili abbiamo applicato lo stesso rivelatore ad un cromatografo liquido, quello che lavora a temperatura ambiente. E siamo stati in grado di determinare la presenza di nitroglicerina, pentrite, T-4 ed etilenglico di nitrato in una serie di reperti.
Quindi abbiamo avuto la conferma con una seconda tecnica della presenza di queste sostanze esplodenti.
Per inciso alcuni reperti mostravano una certa sovrapposizione, cioŔ fatti con tecniche diverse erano anche lo stesso risultato.
Quindi questo ci ha permesso di concludere che una carica esplosiva era stata realizzata utilizzando queste specie esplosive: etilenglico di nitrato, nitroglicerina, tritolo, binitrotoluene, pentrite e T-4.
Non Ŕ possibile, come ho giÓ detto prima, stabilire il loro rapporto per centile all'interno della massa di carica.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi quello che, sotto questo profilo, cioŔ a dire della proporzione, lei e non solo lei, ha segnalato nel corso della attivitÓ che Ŕ stata attivata dal Pubblico Ministero, si deve intendere che fosse una prospettazione di ipotesi.
TESTE VadalÓ: Certamente, certamente. Io, controllando e facendo delle opportune ipotesi su queste specie, per esempio posso dire che la nitroglicerina e l'etilenglico di nitrato, mediamente le trovo, sono due componenti che fanno parte delle gelatine della famiglia delle dinamiti.
Il tritolo, per esempio, pu˛ essere o di derivazione militare in pani di varia dimensione, perchÚ qui siamo... ogni esercito adotta le sue misure di modello; il T-4 pu˛ venire o dallo scaricamento di vecchie bombe, o pu˛ venire dalle cariche, dalle testate di alcune armi militari.
Pu˛ venire anche da alcuni plastici che diciamo sono comunemente in uso presso alcuni eserciti. E utilizzati anche da alcune forze terroristiche.
Per esempio: abbiamo plastici a base di T-4, il famoso C-4 americano; come abbiamo il sentex che ho citato prima che Ŕ a base di T-4 e pentrite.
La pentrite pu˛ venire anche da determinati manufatti commerciali esplosivi, come la miccia e il detonante. Che non Ŕ altro che un tubo pieno di esplosivo, un filo pieno di esplosivo. Ha la dimensione di una antenna di TV e viene usato in esplosivistica per collegare una o pi¨ cariche.
In miniera, per esempio, quando si deve far brillare una parete, l'uso della miccia detonante Ŕ abbastanza comune. Viene venduta in matasse da 500 metri circa.
Quindi dire, assegnare una specie merceologica non Ŕ possibile, per˛ diciamo Ŕ possibile fare delle ipotesi. Delle ipotesi prevedendo, sulla base di certe esperienze, come potrebbe essere conformata una carica di quel genere mettendo questi tipi di esplosivi nelle loro varie forme commerciali, o di disponibilitÓ diciamo di reperibilitÓ, pi¨ che altro, ecco. Potrebbero essere cariche militari rubate, potrebbero essere cariche militari recuperate, potrebbero essere esplosivi provenienti da una cava.
Ecco, sulla base di quello che Ŕ nostra esperienza quotidiana dei sequestri e dei rinvenimenti, uno fa delle ipotesi sperando che, tra quelle che ha fatto, ci sia quella pi¨ probabile.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, riassuntivamente: le tecniche di indagine analitica che sono state impiegate per rassegnare queste conclusioni a carattere definitivo, indipendentemente dal fatto se taluna di queste tecniche Ŕ stata anche utilizzata, o utilizzata solo dall'altro consulente, quali sono?
TESTE VadalÓ: Allora sono: la cromatografia liquida con rivelatore OV. E' una tecnica generica, per˛ quando la concentrazione Ŕ presente ha buoni risultati.
La cromotografia gassosa con rivelazione a spettrometria di massa: Ŕ una eccellente tecnica identificativa, non specifica, ma permette di identificare le molecole.
La cromatografia gassosa con rivelazione a Termal Energy Analizer, a chemioluminescenza: Ŕ una tecnica specifica per esplosivi.
La cromotografia liquida con rivelazione a Termal Energy Analizer, cioŔ a chemioluminescenza che Ŕ una tecnica estremamente specifica anch'essa.
Abbiamo anche attuato l'analisi di sostanze inorganiche per cercare di identificare, se presenti in quantitÓ massiccia, componenti inorganiche della carica esplosiva.
I risultati non ci hanno permesso di dare affidabilitÓ alla risposta, in quanto abbiamo trovato un picco che comprova la presenza dello ioniammonio che da solo non ci dÓ una indicazione di un certo esplosivo, in quanto lo ioniammonio Ŕ una sostanza ubiquitaria.
Proviene da una decomposizione di numerosi processi biologici e proviene anche da fattori che non sono legati strettamente anche alla produzione di esplosivi o di altro.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, se io ho fatto bene il conto, sono cinque le...
TESTE VadalÓ: Cinque tecniche.
PUBBLICO MINISTERO: ... tecniche che sono state impiegate.
Per quanto Ŕ nella sua conoscenza, sono queste le procedure, modelli analitici riconosciuti su scala internazionale come affidabili, pi¨ affidabili, abbastanza affidabili, pi¨ praticati?
TESTE VadalÓ: Essenzialmente in letteratura sono queste le analisi pi¨ riportate per identificare degli esplosivi.
E' ovvio che queste si rifanno al 1993. Magari domani ne escono fuori anche delle altre forse pi¨ aggiornate, per˛ tuttora io riterrei valida, da un punto di vista professionale, a una analisi presentata con questo tipo di conformazione analitica.
PUBBLICO MINISTERO: Sono tecniche di ricerca che hanno riscontro anche di tipo sperimentale?
TESTE VadalÓ: Certamente, certamente.
Sono state fatte pi¨ di una sperimentazione di riscontro, soprattutto per vedere se quantitÓ di sostanze disperse su delle matrici standard fossero analizzabili con queste tecniche. E le sensibilitÓ e i risultati che ci hanno dato ci lasciano perfettamente soddisfatti. Per altro sono quelli attualmente in uso.
Quindi ne abbiamo aggiunta qualcun'altra, per˛ queste sono quelle in uso.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor VadalÓ, visto che si sta parlando di sperimentazioni.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha avuto modo di prendere cognizione diretta, per cosý dire, di quello che era rimasto - questa Ŕ una affermazione che faccio io - di quello che era rimasto di un determinato veicolo che era stato il protagonista della vicenda avvenuta in via Georgofili? Nella sua qualitÓ di consulente.
TESTE VadalÓ: Mi scusi...
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha avuto modo di verificare direttamente, come consulente...
TESTE VadalÓ: Ah, sý, certo.
PUBBLICO MINISTERO: La sorte avuta da un determinato veicolo...
TESTE VadalÓ: Sý. Sý, sý. Diciamo che di tutti i pezzi che abbiamo raccolto abbiamo anche tentato di farne una ricostruzione. Volevamo vedere un po', pi¨ o meno per risolvere questo quesito, uno, dove poteva essere stata messa la carica. Era intuitivo che ovviamente il mezzo, essendo stato noto che era un Fiorino, poteva stare in bagagliaio. Per˛, per avere una certezza, ci siamo diciamo dedicati a fare una forma di ricostruzione.
Presso il garage della Polizia di Farfa vicino Rieti, ci siamo fatti assegnare un grosso capannone nel quale abbiamo depositato tutti i pezzi, quelli che era stato possibile raccogliere: pezzi di lamiera, di motore, di vari organi di trasmissione, frammenti di ruota. DopodichÚ, con l'aiuto di un tecnico della FIAT - devo dire molto esperto - ci siamo fatti costruire un telaio, un tondino di ferro che era la riproduzione di un veicolo FIAT Fiorino.
Su questo telaio abbiamo piazzato - lo facciamo vedere in fotografia - ecco, mettiamolo di qua.
Si distingue male perchÚ Ŕ fatto soltanto di filo di ferro. Per˛ riproduce in scala una autovettura FIAT Fiorino.
Con l'aiuto di tecnici della FIAT siamo riusciti, abbiamo cominciato a piazzare dei pezzi.
Ecco, per esempio, abbiamo preso... ecco, come si vede, come si pu˛ vedere, abbiamo preso il motore, che qui se ne vede il monoblocco, e lo abbiamo piazzato nel punto in cui si sarebbe dovuto trovare all'interno della vettura. Abbiamo piazzato la sospensione anteriore con la barra di trazione, il cerchione.
Successivamente le due molle degli ammortizzatori delle sospensioni posteriori. Si possono nitidamente vedere: queste erano quelle che abbiamo trovato, alcune di quelle erano piantate nel cratere.
Qui Ŕ visibile un pezzo della - mi sembra di distinguere - della carrozzeria.
Qui c'Ŕ un particolare della sospensione posteriore con frammenti di copertone. Copertone, molla dell'ammortizzatore, mozzo.
Ecco, qua per far vedere l'effetto merletto dell'esplosione: vedete questi buchi? Ecco, Ŕ tipico di una esplosione che ha investito un pezzo a distanza da molto ravvicinata.
Tralascio le altre sequenze per andare a vedere una sequenza di insieme.
Ecco, questo Ŕ quanto rimasto praticamente del Fiorino. Si pu˛ notare che la parte, questa qui Ŕ la parte anteriore, il motore un po' ha protetto qualche pezzo in pi¨, vista la sua massa. E ha permesso di salvare qualche altro frammento in pi¨.
Nella parte posteriore si vedono una miscellanea di frammenti minutissimi.
Essenzialmente sono circa un migliaio di pezzi e provengono dal vano posteriore e dal resto della carrozzeria. Questo per far vedere la minuta frammentazione ottenuta con l'esplosione.
Questo sta in un certo senso a dimostrare che, oltre al fatto che il motore Ŕ partito in avanti, Ŕ andato a finire nel portone del civico 4 di via Lambertesca, tutta la potenza esplosiva si Ŕ scaricata nella parte posteriore. E quindi che le cariche esplosive erano piazzate nel vano, nel vano portabagaglio, come si vuol chiamarlo.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome lei conosce lo stato dei luoghi subito dopo il fatto, c'Ŕ qualche altro manufatto, o meglio, qualche altro veicolo che abbia avuto un destino, in termini di distruzione, anche solamente paragonabile a questo mezzo?
TESTE VadalÓ: No, assolutamente. C'ho una piantina qui che faccio vedere. Se si vuol mettere a fuoco.
Ecco, diciamo che nell'androne di via Lambertesca c'erano due macchine che erano danneggiate semplicemente dalla proiezione di frammenti, frammenti del motore che era entrato nel portone, che ha danneggiato anche le vetture che erano ivi parcheggiate.
Un'altra vettura Ŕ quella nella posizione A, che credo sia quella di una delle vittime dell'attentato.
Poi c'era una Cinquecento colore bleu che si trovava in via Georgofili verso l'Arco delle Carrozze che era abbastanza danneggiata, soprattutto per proiezioni di frammenti; e poi una FIAT Regata che risultava colpita da materiale di ricaduta.
Nessuna di queste macchine mostrava alcun segno di sfrangiamento, o distruzione della carrozzeria. Risultava soltanto danneggiata per effetto di proietto. E il proietto in genere anche metallico.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor VadalÓ - poi cosý concludiamo per quanto mi riguarda almeno il suo esame - al momento in cui lei e gli altri consulenti hanno ritenuto compiuti e completati i loro accertamenti, vi Ŕ stata una verifica, voglio dire, reciproca dei risultati? Visto che la consulenza ha avuto oggetti ben definiti e in qualche modo anche ben distinti l'uno dall'altro?
TESTE VadalÓ: Certamente. Pi¨ di una volta ci siamo incontrati per raffrontarci il livello del lavoro ottenuto e confrontare i risultati.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi anche quella parte, dico, di accertamenti che lei non ha compiuto personalmente...
TESTE VadalÓ: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... sono accertamenti che lei conosce.
TESTE VadalÓ: Certo. E concordati anche con gli altri colleghi del Collegio.
PUBBLICO MINISTERO: Lei stava inizialmente dicendo che aveva predisposto una memoria.
TESTE VadalÓ: Sý, sý.
PUBBLICO MINISTERO: Del resto io stesso le ho suggerito di adoperare una memoria per la Corte.
TESTE VadalÓ: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Se vuole chiarire alla Corte di che si tratta, visto che la legge le dÓ la facoltÓ di consegnare questa memoria che correda la sua esposizione orale.
TESTE VadalÓ: In pratica la memoria rappresenta l'indice dei documenti di cui ho parlato nella presente deposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE VadalÓ: E c'Ŕ una memoria preliminare del 2 luglio '93; la relazione preliminare di analisi del 24 luglio '93 poi c'Ŕ il paragrafo 5: accertamenti analitici, che Ŕ la relazione tecnica del 22 ottobre '93.
Credo che la Corte abbia giÓ agli atti...
PUBBLICO MINISTERO: Non si preoccupi.
TESTE VadalÓ: E il paragrafo 6-B, mezzo usato per la commissione dei fatti, ovvero ricostruzione della relazione tecnica del 23 ottobre '93. Che consegno...
PUBBLICO MINISTERO: E' firmata, dottore?
TESTE VadalÓ: Sý, sý.
PRESIDENTE: Ha terminato il Pubblico Ministero?
PUBBLICO MINISTERO: Sý. Sý, Presidente, grazie.
PRESIDENTE: Domande delle parti civili?
AVVOCATO: Nessuna domanda.
PRESIDENTE: I difensori? Prego.
AVVOCATO Gramigni: Grazie Presidente.
PRESIDENTE: Il nome, per favore.
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni per Graviano Filippo.
Buonasera, dottore.
TESTE VadalÓ: Buonasera.
AVVOCATO Gramigni: Senta, io le facevo solo una domanda di tipo tecnico, diciamo, tecnico fino ad un certo punto. Tecnico giuridico, forse...
Le chiedo: sarebbe possibile oggi ripetere utilmente questo tipo di accertamenti di cui lei ci ha cosý ampiamente dato conto sugli stessi reperti con le stesse tecniche che ella ha usato in esecuzione dell'incarico che il P.M. le ha affidato?
TESTE VadalÓ: Il tipo di analisi che abbiamo condotto, come autorizzato dall'incarico dell'epoca, prevedeva analisi anche irripetibili.
Questo tipo di analisi, trattandosi di residui di esplosione ha carattere irripetibile.
AVVOCATO Gramigni: Ha carattere irripetibile.
TESTE VadalÓ: Irripetibile.
AVVOCATO Gramigni: Grazie.
TESTE VadalÓ: E direi che, in certi casi, anche urgente.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, urgente perchÚ?
TESTE VadalÓ: PerchÚ come tutte le sostanze chimiche tendono ad avere un loro degrado normale nel tempo.
Quindi se, diciamo, prima si fanno e migliori sono i risultati.
AVVOCATO Gramigni: Quindi, anche se io avessi oggi un reperto integro e lo volessi sottoporre alla stessa metodica di analisi che ella ha usato nel '93, forse avrei...
TESTE VadalÓ: Potrei avere una certa perdita di quantitÓ di materia presente nell'interno del reperto stesso.
AVVOCATO Gramigni: La ringrazio. Io non ho altro da chiedere.
AVVOCATO Florio: Sý, avvocato Florio per le posizioni Lo Nigro Cosimo e Giacalone Luigi.
Una domanda soltanto. Lei mi perdonerÓ, perchÚ la pentrite io non l'ho mai veduta.
Mi sembra che - mi corregga se sbaglio - lei abbia detto che la pentrite Ŕ di color bianco.
TESTE VadalÓ: Pu˛ essere, normalmente Ŕ di colore bianco. Pu˛ essere anche di colore rosa. Dipende dalle flemmatizzanti. Quella pi¨ comunemente diffusa, sul mercato italiano parlo, Ŕ di colore bianco in forma cristallina e si trova all'interno delle micce detonanti. Le micce...
AVVOCATO Gramigni: Ecco, chiedo scusa. E' di color bianco, voglio dire, bianchissimo, o color cemento color bianco sporco... Non lo so.
TESTE VadalÓ: E' come bianco, Ŕ come il bianco di questo foglio. E' come lo zucchero.
AVVOCATO Gramigni: Non ho altre domande. Grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
AVV. Cianferoni: Sý, Presidente, avvocato Cianferoni.
Dunque, dottore, per quanto riguarda le metodiche che lei ha brillantemente illustrato, le chiedo: il macchinario di cui parlava stamattina con... lei ha parlato di lunghezza capillare per 30 metri, no?
Nell'anno '93 quanto tempo era che l'istituto poteva adoperarlo? CioŔ, era una macchina giÓ da tempo in uso, o no?
TESTE VadalÓ: Era una macchina che era giÓ presente nell'istituto e che ancora felicemente adoperiamo.
AVV. Cianferoni: Ma a quell'epoca le ho chiesto, quanto tempo era che l'adoperavate?
TESTE VadalÓ: La adoperavamo da circa... Prima che arrivassi io, prima del '92. quando arrivai in laboratorio giÓ c'era quella macchina.
AVV. Cianferoni: Come numero di volte nelle quali lo avevate utilizzato, me lo sa indicare? Anche grossomodo.
TESTE VadalÓ: Ecco, diciamo che la macchina, diciamo viene adoperata moltissimo. E' un macchinario che rimane sempre acceso, subisce una continua manutenzione da parte di personale specializzato della ditta.
L'unica cosa che periodicamente viene cambiata Ŕ la colonna cromatografica che Ŕ un materiale di consumo.
AVV. Cianferoni: Scusi, lei ha parlato ora della ditta. CioŔ, c'Ŕ una ditta che ha in appalto queste cose, o Ŕ la Polizia Scientifica che le fa direttamente?
TESTE VadalÓ: Allora, non esiste nessuna ditta di appalto. Esiste la casa costruttrice della ditta che effettua manutenzione periodica come previsto per ogni apparecchiatura di un certo grado di sofisticatezza.
AVV. Cianferoni: La banca dati, che dati contiene? CioŔ solo di vostra diretta raccolta, o in essa confluiscono altri dati?
TESTE VadalÓ: E' una banca dati che Ŕ stata acquistata presso l'associazione degli standard americani. Quindi sono riportati tutti gli spettri di massa delle sostanze esplosive e tutti gli spettri di massa di sostanze petrolchimiche; tutti gli spettri di massa dei farmaceutici e cosý via.
AVV. Cianferoni: Ecco, in questo senso avete potuto comparare gli esiti di questo elaborato con qualche altri fatti, per esempio esteri?
TESTE VadalÓ: Certamente.
AVV. Cianferoni: Ha rinvenuto delle analogie con altri fatti?
TESTE VadalÓ: Non propriamente, semplicemente rinvenuto l'analogia che il tritolo era tritolo.
AVV. Cianferoni: Ecco. La sua risposta trovo che sia interessante.
E cioŔ, il tritolo era tritolo.
Quando si parla di queste tipologie di esplosivo, sotto l'etichetta tritolo si intende un unico componente standard sempre quello, o ve ne sono di varie qualitÓ?
TESTE VadalÓ: Dopo una esplosione lei trova residui di molecole di tritolo di due quattro sei trinitrotoluene.
Le altre conformazioni del tritolo hanno un aspetto puramente merceologico.
Quindi lei pu˛ trovarsi un tritolo in saponetta, un tritolo sottoforma di un polverulento che dopo esploso trova sempre il due quattro sei di nitrotoluene.
AVV. Cianferoni: Ma come caratteristiche merceologiche, dico, abbiamo un unico tipo di tritolo, o ce n'Ŕ pi¨ tipi?
TESTE VadalÓ: Il tritolo... Lei sta, le volevo dire questo: cioŔ, la caratteristica merceologica Ŕ quella dell'esplosivo. Il tritolo Ŕ un componente esplosivo. Per˛ ce ne possono essere in altri materiali all'interno di un componente merceologico.
Un esplosivo da cava Ŕ composto da tritolo e nitrato di ammonio; una testa bellica di una bomba Ŕ riempita di solo tritolo. Ma Ŕ sempre quello.
AVV. Cianferoni: Ecco, ma Ŕ sempre quello.
TESTE VadalÓ: Certo, certo. E' sempre la molecola del due quattro sei di nitrotoluene.
AVV. Cianferoni: Lo scadimento, cioŔ lei ha parlato stamani di sensibilitÓ del tritolo, per esempio, anche ai batteri.
TESTE VadalÓ: Certamente.
AVV. Cianferoni: Voi avete potuto ricostruire lo stato dell'esplosivo che era stato adoperato, oppure no, non era possibile?
TESTE VadalÓ: Non Ŕ possibile.
AVV. Cianferoni: Di solito come si trasporta il tritolo? Anzi, guardi, in una domanda ne concentro quattro. Lei ha parlato di quattro componenti: tritolo, T-4, pentrite e trinitrotoluene.
TESTE VadalÓ: Sý, sý.
AVV. Cianferoni: Ecco, per ciascuna vorrei che lei ci dicesse come, la modalitÓ ordinaria di trasporto. O consigliata da libretta, insomma, ecco.
TESTE VadalÓ: E' un campo che mi trova...
AVV. Cianferoni: Se non Ŕ il suo campo, io non insisto. Per˛ ho visto che lei ha sottoscritto tutti gli elaborati, insomma...
TESTE VadalÓ: Sý, certo. Certo, certo.
E in che senso? Ai sensi di che cosa, la modalitÓ di trasporto? Mi scusi, ai sensi della legge?
AVV. Cianferoni: Ai sensi della legge, ai sensi della...
PRESIDENTE: Per la pericolositÓ.
AVV. Cianferoni: Per la pericolositÓ, certo.
In che maniera Ŕ pi¨ opportuno trasportare, per esempio il tritolo.
TESTE VadalÓ: Allora, il tritolo diciamo che deve essere trasportato, pu˛ essere trasportato tranquillamente in un camion, va bene? e deve esserci apposta l'opportuna targa con la scritta "Esplosivi".
PRESIDENTE: Questo, ai fini...
TESTE VadalÓ: Questa Ŕ la prima misura di sicurezza.
DopodichÚ ci pu˛ anche ballare sopra al tritolo o al T-4 flemmatizzato, perchÚ che mi risulti, se non Ŕ, se non c'Ŕ il detonatore dentro non esplode.
AVV. Cianferoni: Nel caso di specie, lei ha detto che dal detonatore avrebbe avuto la funzione quale componente? CioŔ, nel caso di via dei Georgofili...
TESTE VadalÓ: Sý.
AVV. Cianferoni: ... il booster, cosa...
TESTE VadalÓ: Nel booster... non so cosa c'era nel booster. Per˛ nel booster ci doveva stare il detonatore.
Ecco, un detonatore insieme all'esplosivo certamente non lo farei viaggiare, io.
AVV. Cianferoni: Ecco, e questo Ŕ giÓ un dato che lei ci porge.
Dico, ma tra questi quattro componenti, quale sarebbe il detonatore? Mi perdoni...
TESTE VadalÓ: Non c'Ŕ il detonatore. Il detonatore Ŕ un dispositivo...
AVV. Cianferoni: No, no, non il detonatore inteso in senso elettronico, meccanico e quant'altro...
TESTE VadalÓ: No, no, attenzione...
AVV. Cianferoni: ... l'esplosivo ad altissimo potenziale. La parte che fa saltare quello sordo, questa Ŕ la mia domanda.
TESTE VadalÓ: Attenzione, attenzione. E' bene spiegare cos'Ŕ la catena esplosiva.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE VadalÓ: Ecco, allora, la catena esplosiva si compone di: un sistema di attivazione, un sistema di innesco e una carica esplosiva. La carica esplosiva pu˛ essere rappresentata dall'esplosivo massivo e dal booster.
L'innesco Ŕ un oggetto che ha la grandezza pi¨ o meno di questa penna, di questo tratto di penna che si vede, nel cui interno Ŕ presente una sostanza innescante: pu˛ essere azoturo di piombo, silfinato di piombo. E una carica primaria.
Quando si mette il detonatore all'interno di una carica e lo si collega ad un sistema di attivazione, esso pu˛ essere costituito sia da un sistema elettrico che da un sistema a miccia, quindi a fuoco, si ha la completezza della catena esplosiva.
Se manca uno di questi tre pezzi, l'esplosione non avviene.
AVV. Cianferoni: Ecco, in questo senso, siccome ho preso nota stamani. Lei parlava di opportune cariche iniziatrici. Nella catena del caso che ci occupa, come starebbero le cose?
TESTE VadalÓ: Ecco, nella massa esplosiva, la carica iniziatrice Ŕ costituita per esempio da un esplosivo un po' pi¨ potente.
AVV. Cianferoni: Questo...
TESTE VadalÓ: Ma questo non vuol dire che sia pi¨ sensibile, badi. Non confonda la sensibilitÓ... Io potrei per esempio prendere un metro cubo di tritolo, metterci sei pani di plastico, va bene? e stare sempre altrettanto tranquillo. Fino a che non ci metti i detonatori dentro al plastico, io non ho problemi.
AVV. Cianferoni: Sý, sý, ma io questo non lo metto in dubbio.
TESTE VadalÓ: Ah.
AVV. Cianferoni: Io le chiedevo come ha funzionato - secondo ci˛ che avete potuto ricostruire - nel caso di specie.
Siccome lei stamani ha parlato di opportune cariche iniziatrici, io le chiedevo come quei quattro elementi che ci ha ricostruito si sono poi connessi tra di loro. Tutto qui, ecco.
TESTE VadalÓ: Be', sono state fatte una serie di ipotesi. Io le sposo ovviamente a livello di ipotesi, per˛ sinceramente sono ipotesi, eh.
E quindi non... Sono fatte sulla base della frequenza, sulla base della esperienza, nella realizzazione di ordigni tra quelli che abbiamo trovato integri e tra quelli che la letteratura ci rimanda...
AVV. Cianferoni: Ora io le chiedo l'ipotesi pi¨ plausibile, pi¨ immediata, pi¨ - secondo lei - di buonsenso e credibile, insomma, ecco.
TESTE VadalÓ: Mah, io potrei dirle una certa cosa che per˛ diciamo diventa un puro esercizio...
Non riesco a rispondere ad una domanda di questo genere.
PUBBLICO MINISTERO: Io francamente poi ritengo la domanda cosý non possa essere posta, perchÚ se si deve chiedere al dottor VadalÓ di illustrare tutte le possibili ipotesi di realizzazione di un ordigno esplosivo con tanto di carica iniziatrice e di massa esplodente principale, d'accordissimo. Sono 150? Ci mettiamo qui, con calma, ce le racconta tutte e 150.
Quella che risponde, secondo la domanda, al criterio di una prevalenza in base a che cosa non si saprebbe, Ŕ una risposta che non ha ragion d'essere.
Quindi Ŕ una risposta assolutamente inutile.
AVV. Cianferoni: Presidente, se ha capito...
PUBBLICO MINISTERO: Se la vogliamo incamerare io automaticamente la completo con la richiesta - la anticipo fin da ora - di spiegare anche tutte le altre ipotesi concorrenti. Visto che stiamo parlando di ipotesi, no?
AVV. Cianferoni: Io, se il Presidente, la Corte ha capito della domanda, anch'io mi rimetto alla formulazione che la Corte troverÓ utile.
A me pare una domanda molto importante, perchÚ poi per esempio poco fa il teste professionale, il consulente di parte, ha detto che per esempio il detonatore e il detonante - si dice cosý, non lo so -...
TESTE VadalÓ: No, detonatore.
AVV. Cianferoni: Il detonatore e la quantitÓ da fare detonare, insomma, eh?
TESTE VadalÓ: La massa esplosiva.
AVV. Cianferoni: La massa esplosiva. E' bene che non viaggino assieme. E ci ha fornito un elemento che noi mettiamo lý a futura memoria per il prosieguo dell'istruttoria.
Ora a me interessa...
TESTE VadalÓ: Questo, per un trasporto in sicurezza, eh, attenzione.
AVV. Cianferoni: Sý, lasci fare.
Ora a me interessava di sapere: dati quattro elementi, tritolo, T-4, pentrite e di nitrotoluene, qual era la pi¨ logica e credibile ipotesi di assemblamento degli stessi nel caso di via dei Georgofili. Ecco, tutto qui, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato Cianferoni, ha dimenticato la nitroglicerina.
PRESIDENTE: Non possiamo... No, no, scusi, Pubblico Ministero...
AVV. Cianferoni: No, sulla nitroglicerina non ho capito.
Infatti mi sarei riservato di chiedere un chiarimento al consulente perchÚ mi psre di aver capito che ha fatto due ipotesi: prima c'era e poi no.
PUBBLICO MINISTERO: Allora faccia la domanda, scusi, se non ha capito sulla nitroglicerina...
PRESIDENTE: No, scusi, Pubblico Ministero, abbia pazienza. Sulle domande...
PUBBLICO MINISTERO: Cercavo di dare un ordine alle domande, Presidente.
PRESIDENTE: Ma non c'Ŕ possibilitÓ di colloquio fra le parti, nel processo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma non Ŕ cosý rigorosamente vietato, voglio dire.
PRESIDENTE: No, no, mi scusi, faccia una proposta di domanda...
PUBBLICO MINISTERO: E' quello che stavo facendo.
PRESIDENTE: Va be', ma si rivolga alla Corte, per favore.
AVV. Cianferoni: Sý. La proposta di domanda sulla nitroglicerina.
Chiarimento: la nitroglicerina, secondo ci˛ che Ŕ risultato, Ŕ stata usata o non stata usata in via dei Georgofili? Primo.
PRESIDENTE: No, basta. Aspetti, aspettiamo la risposta.
TESTE VadalÓ: Allora, come ho detto nella prima prerelazione, avevamo dato una idea di dubbio che abbiamo confermato con la relazione finale. Infatti...
PRESIDENTE: No, ma l'avete confermata come dubbio, o come certezza?
TESTE VadalÓ: Come certezza, come conferma di presenza di etilenglico di nitrato e nitroglicerina.
Ho detto quando ho illustrato l'analisi dell'HPLC Tea e del GC Tea, dove era presenta ed era stata identificata perfettamente.
PRESIDENTE: Benissimo. Premesso questo...
AVV. Cianferoni: Premesso questo e sempre sulla nitroglicerina, questo componente com'Ŕ che viaggia? In che forma? Cilindrica, quadrata, in barattoli... Per quello che...
TESTE VadalÓ: Le confezioni commerciali di nitroglicerina sono in cartucce o in elementi cilindrici anche di plastica di varia misura. Dipende dall'impiego industriale che ne viene fatto.
AVV. Cianferoni: Allora, stessa domanda, ritorniamoci: come i vari componenti si sono assemblati secondo la ricostruzione del Collegio dei consulenti del P.M. in questo caso.
PRESIDENTE: Scusi un momentino, abbia pazienza. Se dobbiamo entrare nel 150 ipotesi, Ŕ una cosa del tutto inutile.
AVV. Cianferoni: No...
PUBBLICO MINISTERO: Sý, Presidente.
PRESIDENTE: Se invece dobbiamo vedere se il consulente o il teste Ŕ in grado di dirci qual Ŕ la pi¨ comune delle combinazioni di queste, riscontrate in fatti o in letteratura, la domanda pu˛ essere ammessa.
A parte il fatto che Ŕ un esercizio meramente ipotetico, ci ha detto il teste giÓ, eh.
TESTE VadalÓ: E' dipendenza della disponibilitÓ dell'esplosivo.
CioŔ, una miscela di questa carica, di questo tipo di carica, Ŕ legata essenzialmente a quanto esplosivo uno ha a disposizione al momento...
PRESIDENTE: Dei cinque tipi,.
TESTE VadalÓ: Dei cinque tipi, certo.
AVV. Cianferoni: Oh, ma come percentuali c'era pi¨ pentrite, pi¨ T-4, pi¨...
PRESIDENTE: Ha giÓ detto che non Ŕ in grado di rispondere. Lo ha detto pi¨ volte mi pare, vero?
TESTE VadalÓ: Certamente.
AVV. Cianferoni: Grossomodo il peso complessivo di tutto l'esplosivo quanto era?
Questo Ŕ un argomento a sÚ, ma almeno in grossomo... ha firmato la perizia.
PUBBLICO MINISTERO: No, chiedo scusa. PerchÚ il dottor VadalÓ Ŕ stato introdotto come consulente solo per le indagini qualitative.
Per le indagini quantitative ci rivolgeremo agli altri consulenti.
PRESIDENTE: Bene, allora...
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato Cianferoni, stia tranquillo che contradditture non le mancheranno.
PRESIDENTE: Siamo d'accordo, siamo d'accordo...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, stavo dicendo all'avvocato Cianferoni, Presidente.
PRESIDENTE: No, no, ma anche per me non era chiara questa distinzione, mi scusi, Pubblico Ministero. Sar˛ stato distratto, ma anche io questo non lo avevo capito.
Vuol fare altre domande?
AVV. Cianferoni: La contaminazione da questo tipo di esplosivi, come avviene? CioŔ, uno mettiamo li manipola, no? Com'Ŕ che rimane poi la traccia dell'esplosivo?
TESTE VadalÓ: Scusi, perchÚ dovrebbe manipo... Io qui ho fatto l'analisi di residui dopo una esplosione.
AVV. Cianferoni: Ecco, questo Ŕ giÓ un'altra cosa interessante. CioŔ, per preparare l'esplosivo, che Ŕ necessario manipolarlo proprio come se fosse un impasto, o non Ŕ cosý che si fa?
TESTE VadalÓ: Pu˛ essere anche cosý, certo.
AVV. Cianferoni: Sý, ma...
TESTE VadalÓ: Lo deve...
AVV. Cianferoni: ... questa ipotesi come la formula, in via delle 150 ipotesi, o Ŕ cosý che si fa? Ha capito?
CioŔ, lei si presenta qui come direttore generale della...
PRESIDENTE: No, no, non cominciamo a fare discorsi...
AVV. Cianferoni: Ecco, quindi con una competenza qualificata, no?
PRESIDENTE: Ma certamente.
AVV. Cianferoni: Quindi io chiedo a questo...
PRESIDENTE: Ci sono, mi scusi, avvocato. Io non sono un esperto. A parte il fatto che non sono esperto di niente e quindi metto le mani avanti. Non sono in grado neppure di valutare, nelle domande che lei fa, quali sono quelle strettamente pertinenti alla preparazione scientifica e al tipo di consulenza che...
Ci pu˛ dire lei come avviene la combinazione di queste cose?
TESTE VadalÓ: Sý. Premetto che sono un chimico e non un artificiere, ecco. Per˛ avendo visto fare queste operazioni, indubbiamente la persona deve prendere questa roba e la deve assemblare in un pacco.
Quindi, come farebbe lei un pacco di Natale...
PRESIDENTE: Ah, mette insieme tanti elementi e...
TESTE VadalÓ: Certo. In opportuno modo, ovviamente. Poi lega con del nastro... Io ho fatto cosý...
PRESIDENTE: Va bene. Una cosa abbastanza banale.
TESTE VadalÓ: Sý, mi sembra di sý, certo.
AVV. Cianferoni: Senta, per quanto tempo poi persiste la contaminazione da esplosivo di quelli che ci interessano?
Intendo dire: per quanto tempo rimarrebbe traccia?
TESTE VadalÓ: Mi scusi, mi deve sempre dire se intende la contaminazione dei residui o dell'esplosivo integro?
PRESIDENTE: Parliamo della... In questo momento parliamo dei residui.
AVV. Cianferoni: Parliamo...
PRESIDENTE: PerchÚ lei Ŕ stato chiamato con una consulenza sui residui.
TESTE VadalÓ: I residui. Benissimo.
Allora praticamente i residui, dipende dalle condizioni di conservazione dei reperti. Talvolta abbiamo visto che anche dopo un anno c'era ancora tracce di esplosivo; qualche volta, dopo sei mesi, specialmente dopo l'intervento dei Vigili del Fuoco, non abbiamo trovato pi¨ nulla.
AVV. Cianferoni: E sull'esplosivo integro?
TESTE VadalÓ: Pu˛ darsi anche anni.
AVV. Cianferoni: Pu˛ darsi... Anche questa che tipo di ipotesi Ŕ? Con quanta probabilitÓ...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi, le dispiace spiegare meglio questa domanda?
AVV. Cianferoni: Sý.
PRESIDENTE: PerchÚ non ho capito bene che cosa...
AVV. Cianferoni: No, queste domande sono per valutare poi ex post alla luce delle risposte dei consulenti determinati particolari che la difesa conosce presenti negli atti dell'indagine preliminare allegate da collaboratori di giustizia.
PRESIDENTE: Ho capito, ma voglio sapere: quando lei parla sui residui...
AVV. Cianferoni: No, sui residui in effetti no. A me interessava sull'esplosivo integro.
PRESIDENTE: Quindi integro cosa vuol dire?
AVV. Cianferoni: Da fare esplodere.
PRESIDENTE: Le tracce che l'esplosivo portato di qui o di lÓ pu˛ avere lasciato?
AVV. Cianferoni: Pu˛ avere lasciato.
PRESIDENTE: Quanto tempo impiega?
AVV. Cianferoni: Quanto tempo...
PRESIDENTE: Io non so se per˛ il nostro consulente si Ŕ occupato di queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Non Ŕ l'oggetto dell'esame che siamo a fare oggi.
PRESIDENTE: Ci sono altri...
PUBBLICO MINISTERO: Il consulente tornerÓ, perchÚ dovrÓ riferire su molti altri accertamenti...
PRESIDENTE: Avvocato... Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... che riguardano, come benissimo sa l'avvocato Cianferoni, esplosivi detonati ed esplosivi veri o supposti che fossero, ma comunque prima delle detonazioni.
PRESIDENTE: Dell'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Fanno capo ai sequestri, fanno capo a tutto quanto il difensore perfettamente sa.
Io direi che sia, mi pare metodologicamente un po' difficoltoso oggi infilare...
PRESIDENTE: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: ... in un esame che mira solamente a ricostruire ex post quello di via dei Georgofili...
PRESIDENTE: La sua domanda non Ŕ respinta, ma Ŕ riservata...
Pubblico Ministero, mi consenta.
PUBBLICO MINISTERO: Per caritÓ! Le chiedo scusa.
PRESIDENTE: Non Ŕ respinta, Ŕ soltanto rinviata ad un altro momento.
AVV. Cianferoni: Sý.
PRESIDENTE: Anche perchÚ ci occupiamo di via Georgofili, ci dobbiamo occupare di altri episodi.
Quando sarÓ il momento penso che i consulenti saranno fatti tornare e lei porrÓ le domande.
AVV. Cianferoni: In questo senso, nessun problema.
Ecco, magari poi allora quando l'udienza sarÓ in pausa si fa anche un calendario tra le parti per sapere quando torna, su che cosa torna... PerchÚ senn˛ Ŕ un po' difficile su sette episodi, lo stesso teste sette volte. Ma questo non Ŕ pi¨ una domanda. Io ho finito sui residui. Grazie.
PRESIDENTE: Va bene. Ci sono altre domande per questo teste?
Pu˛ accomodarsi.
AVV. Passagnoli: Sý, Presidente.
PRESIDENTE: Chi Ŕ?
AVV. Passagnoli: Sý, avvocato Passagnoli.
Una domanda soltanto: dottore, un ordigno cosý confezionato e montato in maniera, ipotizziamo nella parte del bagagliaio del Fiorino, creava, o avrebbe potuto creare, essendo giÓ completo, voglio dire, dei rischi nello spostamento di questo mezzo da un posto ad un altro?
Voglio dire: poteva, c'erano dei rischi concreti di esplosione per la strada? Questa, la nitroglicerina...
PRESIDENTE: Mi pare che il teste abbia giÓ risposto. Comunque se vuole ripetere, credo che "repetita iuvant".
TESTE VadalÓ: PerchÚ io non sono artificiere. Io sono un chimico che analizza i residui dopo l'esplosione e prima dell'esplosione.
Indubbiamente ritengo che non sia igienico. Per˛, al di lÓ di questo, non le so dare altre definizioni.
PRESIDENTE: Ma mi pare che lei abbia giÓ detto pi¨ di una volta che fino a quando non ci sono i tre elementi messi in contatto l'uno con l'altro l'esplosione non si dovrebbe verificare.
TESTE VadalÓ: Non si dovrebbe verificare.
AVV. Passagnoli: Sý. No, signor Presidente, la domanda era in questo senso: gli elementi dovevano evidentemente essere giÓ assemblati, doveva essere giÓ in qualche maniera confezionato.
Io non ho idea di come esplodano queste cose, per˛ una buca, o una frenata brusca, o un tamponamento, una qualsiasi scossa o altro, mi chiedevo se poteva, se poteva in qualche maniera provocare l'esplosione in un luogo diverso da quello dove...
TESTE VadalÓ: Per esperienza c'Ŕ questo pericolo latente. Come c'Ŕ questo pericolo latente in qualsiasi manipolazione di esplosivo o di materiale specialmente innescante.
AVV. Passagnoli: Perfetto. Grazie.
PRESIDENTE: Prego. Nessun'altra domanda?
Possiamo metterla in libertÓ. Grazie.
*TESTE VadalÓ: Prego.

udienza 4.2.1997


*TESTE VadalÓ: Buongiorno.
PRESIDENTE: Buongiorno. Si accomodi.
Vuol dire il suo nome e cognome?
TESTE VadalÓ: Mi chiamo Gianni Giulio VadalÓ.
PRESIDENTE: Lei ricorda che Ŕ giÓ comparso davanti a questa Corte, ha letto il suo impegno a deporre?
TESTE VadalÓ: Sý, lo ricordo.
PRESIDENTE: Allora, pu˛ rispondere alle domande del P.M..
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor VadalÓ, con lei volevo affrontare specificamente l'argomento relativo alla, tutte le determinazioni dal punto di vista quantitativo che si connettono all'episodio di attentato di San Giorgio al Velabro.
Quindi, a partire - cosý le propongo - a partire dal commento di determinate foto che raffigurano il cratere.
Foto che - lo dico per chi mi ascolta e per la documentazione di udienza - sono, provengono dal fascicolo dei rilievi realizzato dal Centro Interregionale di Polizia Scientifica Lazio, Umbria e Abruzzo. Attentato di via del Velabro. E sono, Ŕ tutta documentazione che sta nel fascicolo per il dibattimento formato dal GIP. Come numerazione ha 6582 e successive.
Ecco, quindi io le sottoporrei... E dico la veritÓ, dottor VadalÓ, tra queste fotografie scelga lei, per cortesia, quella che Ŕ pi¨ rappresentativa e che l'aiuta meglio nella illustrazione. Eh?
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: DopodichÚ si tratta di accomodarsi - mi pare lo abbia giÓ fatto - lÓ, a quella lavagna luminosa.
PRESIDENTE: Vuole trasferirsi in quella postazione? Grazie.
TESTE VadalÓ: Devo fare una premessa. Io intervenni, sul luogo dell'attentato, qualche ora dopo l'avvenuto scoppio.
E mi sono dedicato essenzialmente in circa tre ore ad effettuare le operazioni di sopralluogo e di analisi del cratere.
Descrivo brevemente la scena illustrando questa fotografia. Questa Ŕ stata ripresa il giorno dopo, credo.
Il cratere si trovava esattamente in questa posizione che indico... Sý...
PRESIDENTE: Bisognerebbe che avesse la gentilezza di descriverci dove lei ha indicato, perchÚ questa non viene altro che preso come un'espressione...
TESTE VadalÓ: Ecco, lo descrivo in modo circolare. Questa zona che indica...
PUBBLICO MINISTERO: No, dottor VadalÓ, indichi, cioŔ descriva la fotografia, ecco.
PRESIDENTE: La fotografia.
TESTE VadalÓ: Ecco, senn˛ non...
PRESIDENTE: Possiamo dire ... Mi scusi, quel vano, quella porta che si vede lý...
TESTE VadalÓ: Sý, allora cerco di... Ecco, la via che si vede abbastanza larga Ŕ la cosiddetta via di San Giorgio al Velabro. E' prospiciente ad una antica chiesa e si trova in fase terminale con l'Arco di Giano.
Siamo nella zona del centro storico di Roma, nei pressi del Foro Romano.
Il vano che si vede, diciamo, fortemente danneggiato...
PRESIDENTE: Il primo, sulla destra, dopo una serie di finestre al piano terreno, se non sbaglio.
TESTE VadalÓ: Esatto. Uno dei portali di ingresso della chiesa.
PRESIDENTE: E' l'ultimo...
TESTE VadalÓ: E' il primo.
PRESIDENTE: ... in quel senso direzionale.
TESTE VadalÓ: Sý, questo che indico.
PRESIDENTE: Sý.
TESTE VadalÓ: Ecco. Quasi subito di fronte, c'era un cratere che, al momento in cui sono intervenuto, era ostruito da materiale di risulta, di ricaduta.
PRESIDENTE: Sý.
TESTE VadalÓ: Il fondo della pavimentazione Ŕ costituito da sampietrini di forma prismatica.
PRESIDENTE: Per cortesia, abbia la gentilezza e la pazienza di spiegare anche cosa sono i sampietrini.
TESTE VadalÓ: Sý.
PRESIDENTE: Per chi...
TESTE VadalÓ: Per chi non Ŕ praticamente un romano. Certamente.
PRESIDENTE: Per chi non fosse romano.
TESTE VadalÓ: Diciamo, Ŕ una pietra a base di basalto che ha una forma di piramide tronca che viene inserita sul fondo stradale su un letto di sabbia.
Credo che anche in altre cittÓ sono presenti questo tipo di pavimentazione.
PRESIDENTE: Sý, ma forse non sono chiamati sampietrini.
TESTE VadalÓ: A Roma vengono chiamati in questo modo.
La mia prima, il primo esame che ho fatto sul terreno fu quello di valutare la presenza del cratere che indico con questo movimento circolare. Successivamente feci una ispezione sotto al portico...
PRESIDENTE: Che era crollato.
TESTE VadalÓ: ... dove si vedono delle macerie abbattute. Nel quale trovai alcune parti della macchina. Essenzialmente parti di carrozzeria.
Superai questo vano del cancello e arrivai fino al... sotto la recinzione dell'Arco di Giano.
PRESIDENTE: Sý.
TESTE VadalÓ: Dove c'erano alcune parti di motore.
PRESIDENTE: Alcune parti del motore.
TESTE VadalÓ: Sý.
PRESIDENTE: Il motore, nel suo complesso, non era integro.
TESTE VadalÓ: C'erano lý per lý, c'era il pezzo pi¨ grosso del motore, pi¨ qualche altro frammento. Presumo fosse, si fosse trattato del cambio.
Era di sera, non Ŕ che potessi discriminare bene la reale consistenza del materiale.
PRESIDENTE: Per cortesia, vuole spiegare sempre, non perchÚ ne abbiamo bisogno, eh, perchÚ noi vediamo la fotografia.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Chi legge, pu˛... quell'Arco di Giano di cui lei ha detto, dov'Ŕ collocato nella fotografia?
TESTE VadalÓ: E' collocato nel fondo...
PRESIDENTE: Della foto.
TESTE VadalÓ: ... nel fondo della foto. Ed Ŕ il termine di via del Velabro.
PRESIDENTE: Benissimo. Mi pare che c'Ŕ una cancellata.
TESTE VadalÓ: C'Ŕ una piccola cancellata che lo protegge da intrusioni esterne.
PRESIDENTE: Ci sono macchine posteggiate.
TESTE VadalÓ: Sý, ci sono di fronte delle macchine parcheggiate che risultavano affette da numerosi danni per proiezioni di schegge.
Alla base del portale, dove si vede questa grossa macchia scura...
PRESIDENTE: Sul muro, diciamo.
TESTE VadalÓ: Sul muro, sul muro. Era presente una cabina dell'ENEL che risultava in fiamme quando sono arrivato. Naturalmente era stata investita dall'esplosione e ne erano state combuste le parti in plastica.
Incominciammo subito a vuotare le materie di risulta presenti sul cratere.
Questi, si presentava in forma cosiddetta a punta.
In pratica, il fondo di lastricato di pietra si era deflesso verso il basso formando un cratere a forma di imbuto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor VadalÓ, vuol vedere se ci abbiamo delle foto del cratere ripulito?
TESTE VadalÓ: Sý. Dovremmo averle, perchÚ qualcosa c'era.
Fin qui che ho scorso, non ne scorgo nessuna che possa darvi un'idea significativa...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, comunque a prescindere dalla foto, dottor VadalÓ, le dimensioni di questo cratere?
TESTE VadalÓ: Ecco, le dimensioni del cratere, dopo una attenta misurazione effettuata il giorno successivo, risultarono essere di forma leggermente ellissoidale, quindi leggermente ovale, con un diametro massimo di 280 centimetri, uno minimo di 230, per una profonditÓ di 110 centimetri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo cratere, diciamo cosý misurato a seguito della ripulitura dell'area, vi Ŕ stato di supporto per la determinazione del peso di carica?
Ecco, se vuol spiegare alla Corte quali altri criteri avete utilizzato per la determinazione del peso della carica esplosiva.
TESTE VadalÓ: Sý, devo dire che praticamente quando Ŕ stato ripulito il cratere, si Ŕ arrivati subito al fondo, in quanto come ho detto, l'esplosione aveva procurato una deflessione vers il basso. Per cui il profilo del cratere era letteralmente cosparso dei sampietrini usati per il lastrico.
Il fondo, al di sotto del sampietrino, era costituito da sabbia, sabbia di colore chiaro.
Ricordo che mentre scavavo i sampietrini sul fondo era caldi, ancora caldi per l'esplosione.
Alcuni di quelli vennero repertati per farne delle analisi.
Proprio in virt¨ del tipo di materiale costituente il fondo stradale e quindi anche il cratere, ci si Ŕ avvalsi delle tabelle che sono a base di un manuale del genio e delle truppe corazzate.
Queste tabelle sono fatte per esplosivi standard militari, ma hanno delle correlazioni anche con esplosivi di tipo civile, mediante dei fattori di conversione. Tutto il tipo di calcolo viene espresso in chilogrammi di tritolo equivalente.
Andando a vedere sulle tabelle, riportando i valori di diametro e di profonditÓ si Ŕ raggiunto un peso di carica equivalente - all'epoca facemmo un conto per la nitroglicerina - pari a circa 63 chilogrammi.
Dovemmo poi tener conto del fatto che, visti gli effetti dell'esplosione e visto il fatto che la carica doveva essere posta su un'autovettura, il distacco da terra della carica poteva portare a un incremento di circa il 50%, rendendo il calcolo prossimo intorno ai 95 chili.
Quindi questa Ŕ stata la determinazione fatta basando essenzialmente la qualitÓ dell'esplosivo e il peso intorno ai 95-100 chili.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor VadalÓ, lei ha parlato di una carica...
TESTE VadalÓ: Sollevata da terra.
PUBBLICO MINISTERO: ... sollevata da terra. Vi erano degli elementi oggettivi, alla osservazione del cratere, che deponevano per questa vostra conclusione?
TESTE VadalÓ: Beh, esperienze dovute ad attentati eseguiti in epoca immediatamente precedente e il fatto che il motore sia stato sparato via.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vogliamo indicare dottor VadalÓ quale foto stiamo mostrando?
TESTE VadalÓ: Stiamo guardando la foto 167 del fascicolo di sopralluogo fatto dal Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica. Dove c'Ŕ questa macchia nera che indico con questa bacchetta...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta dottor VadalÓ, indichi sempre, descriva sempre la foto ecco.
TESTE VadalÓ: Sý.
PRESIDENTE: Verso il centro della foto, sul fondo.
TESTE VadalÓ: Sý, al centro praticamente della foto, dove sto indicando questa macchia nera.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo la macchia nera che segue quella grossa freccia.
TESTE VadalÓ: Sý, Ŕ appoggiato al muro. Nella parte sottostante del pavimento, della pavimentazione era posizionata la macchina. Il motore ha attraversato il portico, lasciando parti di carrozzeria lungo la strada, per fermarsi poi in fondo all'Arco di Giano.
PRESIDENTE: Vuole allargare per cortesia, perchÚ non si vede pi¨.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco no, in questa foto l'Arco di Giano... bisognerebbe tornare sulla foto precedente.
TESTE VadalÓ: Qui abbiamo la visione, questo Ŕ il portico.
PRESIDENTE: Sý, sulla destra.
TESTE VadalÓ: Esattamente. E l'Arco di Giano Ŕ questo di cui si vede...
PRESIDENTE: Tra il centro e la sinistra, diciamo.
TESTE VadalÓ: Esattamente, sotto lo strappo.
Quindi praticamente, se il motore era stato sparato via...
PRESIDENTE: Il motore era stato rinvenuto dove?
TESTE VadalÓ: Esattamente qua vicino. Guardi, lo sto indicando proprio...
PRESIDENTE: Dove inizia l'Arco di Giano.
PUBBLICO MINISTERO: Dove c'Ŕ la...
TESTE VadalÓ: Sý, proprio alla base della cancellata.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE VadalÓ: E quindi Ŕ da presumere che similarmente a quanto era avvenuto negli altri attentati l'esplosivo fosse piazzato a bordo e questo avrebbero dovrebbe potuto causare la proiezione sia della carrozzeria, sia delle parti meccaniche nella zona anteriore al punto di scoppio.
Non trovammo parti rilevanti del materiale costituente la parte posteriore e questo ci fece avvalorare l'ipotesi che l'ordigno esplosivo fosse piazzato nel cofano posteriore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e anche sul posizionamento della autovettura...
TESTE VadalÓ: E' indubbio che se il motore Ŕ partito in avanti, la macchina doveva essere parcheggiata parallela al portale. Per specificare meglio, doveva essere molto vicina al portale, con il muso rivolto verso il portico e con il cofano posteriore diretto verso questa zona qua che si vede dietro, che non Ŕ altro... questa qua che indico qua dietro con la freccia, che non Ŕ altro che la zona del Foro Romano. La strada Ŕ leggermente...
PRESIDENTE: Che se non mi sbaglio Ŕ verso via San Teodoro.
PUBBLICO MINISTERO: Via San Teodoro.
TESTE VadalÓ: Esattamente. La strada, via San Velabro Ŕ leggermente in discesa.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottor VadalÓ, lei ha parlato di questo calcolo del peso effettuato sulla base del manuale del genio pionieri e sulla base delle dimensioni del cratere.
Avete utilizzato anche altri sistemi di calcolo per determinare il peso di carica, per esempio utilizzando le prove di esplosione campale?
TESTE VadalÓ: Sý. Questo Ŕ avvenuto nel dicembre del '93 quando effettuammo, per la consulenza di via Fauro dei tests esplosivi utilizzando una carica di circa, mi sembra, 105 chilogrammi espressi in questo modo: 75 chili di gelatina e 35 di compound-B. L'ipotesi Ŕ la stessa del calcolo esplosivo.
Avemmo un effetto di espulsione del motore dalla zona di scoppio per circa una cinquantina di metri in avanti, con successivo rilascio a varie distanze dei vari pezzi pi¨ leggeri di carrozzeria. Non avemmo parti di rilievo anche in questo caso della zona posteriore.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi nella prova di esplosione campale.
TESTE VadalÓ: Nella prova di esplosione. Il cratere, adesso non ricordo benissimo le dimensioni, ma aveva una conformazione e una dimensione praticamente simile a quella di San Giorgio al Velabro, valutando che ci trovavamo una zona d'asfalto con sottofondo di sabbia. Tale era la conformazione del terreno nel poligono di Nettuno che usammo come zona di prova.
Peraltro, il tipo di strada aveva, provammo il tipo di esplosione proprio su un tratto asfaltato del poligono per riprodurre esattamente le condizioni di compattezza e di consistenza del sottofondo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi in via conclusiva, sia attraverso il primo metodo, sia attraverso la comparazione con la prova di esplosione, con la prova di scoppio, il quantitativo che accertaste essere stato utilizzato in San Giorgio al Velabro a quanto peso corrisponde?
TESTE VadalÓ: Diciamo che, una stima fatta poteva andare dai 100 ai 120 chili. E' ovvio che un centimetro di differenza nell'assetto della macchina pu˛ comportare una diminuzione di qualche decina di centimetri per la profonditÓ del cratere. Per cui l'incertezza di questo tipo di valutazione sta intorno ai 10-15 chili, 20 chili.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi c'Ŕ un margine diciamo che...
TESTE VadalÓ: C'Ŕ un margine abbastanza lato.
PUBBLICO MINISTERO: Di approssimazione rispetto al peso.
TESTE VadalÓ: Non ultima fu una comparazione che facemmo con una pubblicazione canadese, che riportava dei tests esplosivi fatti con delle autovetture, ovviamente americane, o inglesi, anglosassoni, nel quale venivano dati questi tipi di informazione: distanza di espulsione del motore, tipo di frammentazione e dimensione del cratere e praticamente anche questi dati erano abbastanza coincidenti.
Al di lÓ di ogni altra forma di calcolo all'epoca ci era sembrato, anche sulla base di esperienze effettuati in altri casi, e sulla base delle entitÓ delle analisi ottenute, ci era sembrato un calcolo forse anche abbastanza preciso per quanto concerneva la stima del peso di carica.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor VadalÓ, lei ha parlato del rinvenimento delle parti di autovettura, ha parlato del motore o di quant'altro. Diciamo se identificaste queste parti...
TESTE VadalÓ: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: ... se appartenevano a una qualche particolare autovettura?
TESTE VadalÓ: Sý. Le parti...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole indicare dottor VadalÓ quale Ŕ la foto?
TESTE VadalÓ: Allora, la foto Ŕ la numero 38, dove si vede un particolare del motore della FIAT Uno. Da notare che in questo caso, a differenza magari di altri attentati, il motore Ŕ arrivato un po' malridotto a fine corsa, cioŔ ha sbattuto contro... Vede, questa Ŕ la ringhiera...
PUBBLICO MINISTERO: Che protegge l'Arco di Giano.
TESTE VadalÓ: ... che protegge l'Arco di Giano. Probabilmente ha sbattuto contro l'Arco di Giano. E prima di arrivare qui ha dovuto sorpassare un portino protetto da inferriate, per cui praticamente ha perso qualche pezzo.
Questa Ŕ la sigla identificativa del motore, che la fa appartenere a una...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor VadalÓ, pu˛ leggere i numeri di questo motore?
TESTE VadalÓ: Sý. U, come Unione...
PRESIDENTE: Vuole allargare signora, per favore?
TESTE VadalÓ: Sý. Unione, Napoli, Livorno, M come Modena, 20, 47, 85, 88, 30. Si vedono abbastanza chiaramente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non so dottore VadalÓ se poi lei Ŕ a conoscenza degli accertamenti relativi...
TESTE VadalÓ: Non li ho seguiti di persona.
PUBBLICO MINISTERO: Non li ha seguiti.
TESTE VadalÓ: Per˛ il tipo di motore appartiene a una FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: A una FIAT Uno.
Senta, lei ha parlato, cosý per concludere il discorso sul tipo di frammentazione che aveva subýto la FIAT Uno utilizzata poi nella prova di esplosione fatta nel dicembre del '93. Ecco, poteste comparare questi risultati ricostruendo i reperti di questa autovettura? Ricomponendoli?
TESTE VadalÓ: Sý. La ricostruzione fu effettuata in Farfa e praticamente con l'ausilio di un tecnico della FIAT fu rielaborata e rimessi a posto - ognuno nel posto in cui avrebbe dovuto avere - il motore, le sospensioni, gli organi di trasmissione e le varie parti della carrozzeria.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE VadalÓ: Quindi questo ci ha dato un'idea di come l'autovettura, a seguito dell'esplosione, si era frammentata.
Per inciso ricordo che l'unico particolare intero della parte posteriore fu trovato in via Palestro. Mi ricordo che in via Palestro trovammo, nella ricostruzione, la presenza di quella specie di pistone che serve a tenere innalzato il portabagagli posteriore della macchina.
PRESIDENTE: Il portellone.
TESTE VadalÓ: Il portellone. Proprio perchÚ all'atto dell'esplosione quel portellone era aperto. Ci˛ che non trovammo in nessun caso, sia nei Georgofili, sia in via Fauro e nÚ a San Giorgio al Velabro e neanche a San Giovanni, che mi ricordi io. I pezzi della parte posteriore erano estremamente minuti. Adesso non ho le foto...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, noi poi magari questo discorso lo riprendiamo con altri consulenti.
TESTE VadalÓ: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Per quanto riguarda noi, Presidente, abbiamo concluso.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori hanno domande? Pu˛ accomodarsi, grazie.
*TESTE VadalÓ: Buongiorno.

udienza 7.2.1997

*TESTE VadalÓ: Grazie. Buongiorno.
PRESIDENTE: Buongiorno. Dica pure il suo nome e cognome.
TESTE VadalÓ: Sono Gianni Giulio VadalÓ.
PRESIDENTE: Lei ricorda che Ŕ stato giÓ sentito dalla Corte. La richiamo all'impegno che ha assunto di dirci tutta la veritÓ.
TESTE VadalÓ: Lo ricordo.
PRESIDENTE: Pu˛ rispondere alle domande del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor VadalÓ, in che termini lei si Ŕ occupato della vicenda accaduta a Formello il 14 aprile del '94, in qualche veste per meglio dire?
TESTE VadalÓ: Nella veste di consulente tecnico. L'incarico mi Ŕ stato conferito, se ben ricordo, il giorno 15 aprile del 1994 dal dottor Giovanni Salvi.
PUBBLICO MINISTERO: Ha preso cognizione diretta dei luoghi?
TESTE VadalÓ: Sý, il giorno stesso... Mi avvisarono la sera che era avvenuta un'esplosione in localitÓ di Formello e il giorno successivo mi sono recato insieme a personale della Polizia Scientifica per effettuare un sopralluogo. Sapevo giÓ che il personale del CIS aveva effettuato le operazioni di repertamento, pertanto ci limitammo ad effettuare una ricerca a largo raggio nella zona, facendo anche dei prelievi di materiale che erano stati, non dico tralasciati perchÚ non si pu˛ parlare di tralasciare, per˛ ce n'era una tale abbondanza che prendemmo anche noi qualche reperto per poter poi effettuare degli accertamenti tecnici.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. I reperti che erano stati prelevati dal personale della Polizia Scientifica sono stati poi convogliati...
TESTE VadalÓ: Sono stati inclusi...
PUBBLICO MINISTERO: ... unitariamente nella disponibilitÓ dei consulenti.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi anche i sua?
TESTE VadalÓ: Certamente. E' stato fatto un verbale di prelievo e sono stati acclusi alla relazione tecnica, elencandoli nella prima parte dell'incarico.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, ora non le chiedo di fare la rassegna dei reperti...
TESTE VadalÓ: Posso dare una descrizione generica di quello che poteva essere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, genericamente sý.
TESTE VadalÓ: Ecco, abbiamo prelevato...
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo per tipologie.
TESTE VadalÓ: Sý, la tipologia, allora diciamo che essenzialmente abbiamo trovato, giÓ dalla sera prima, porzioni di terreno all'interno del cratere, frammenti di legno che risultavano soggetti all'onda d'urto esplosiva. E nella giornata successiva invece abbiamo avuto la sorpresa di trovare frammenti di plastica, un notevole numero di frammenti di plastica che Ŕ uno delle elevate tracce di combustione e di tormento meccanico. Abbiamo trovato pezzi di cordino, un cordino di circa 8 millimetri di diametro, mezzi bruciacchiati, qualche frammento di filo elettrico, ricordo del nastro da registratore. Lo abbiamo repertato perchÚ memori di alcune esperienze fatte il 7 gennaio, nel quale c'era una bomba a Roma presso gli uffici della NATO, abbiamo dato un nastro con delle iscrizioni e allora per analogia lo abbiamo concampionato. Ma Ŕ risultato essere estraneo all'evento.
Pezzi di carta e altro materiale che all'epoca Ŕ risultato di nostro interesse.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Tutto questo materiale tanto Ŕ fotograficamente...
TESTE VadalÓ: Riportato nella relazione tecnica.
PUBBLICO MINISTERO: ... riportato nella relazione, quindi non c'Ŕ bisogno di approfondirsi ulteriormente, perderemmo del tempo.
Ecco, lei conosce le metodiche e le conclusioni... Per meglio dire, lei ha partecipato direttamente all'attivitÓ investigativa che riguardava la determinazione qualitativa della carica esplosiva?
TESTE VadalÓ: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Su questo punto non le pongo domande perchÚ ne sono giÓ state poste, direi senza risparmio, al capitano Delogu. Invece con lei mi occupo di un aspetto diverso.
Ecco, vi fu posto, dal Pubblico Ministero, un quesito o pi¨ quesiti volti a stabilire quali potevano essere le caratteristiche di funzionamento di questo pacco, chiamiamolo cosý?
TESTE VadalÓ: Certo. Il dottor Salvi, oltre a darci le informazioni riguardanti gli esiti delle testimonianze delle persone che avevano rinvenuto per la prima volta il pacco, ricordo che a quell'epoca lo vidi in fotografia, per la prima volta coperto di erba e ne stimai grossomodo le dimensioni, insomma, appariva un pacco quasi prismatico. DopodichÚ, dalle testimonianze delle persone che erano intervenute, valutammo la presenza di una batteria da 12 volts.
PUBBLICO MINISTERO: Piano, piano.
TESTE VadalÓ: Quindi io sto riferendo semplicemente dati che mi erano stati forniti dalle testimonianze delle persone.
Quindi, l'ipotesi di come fosse costituita poteva essere cosý riassunta: si trattava di un elemento, di un corpo nel quale erano inseriti probabilmente tre recipienti rigidi. Davanti a questi tre recipienti ci poteva essere un corpo prismatico pi¨ piccolo con un indicatore analogico, quindi analogico a dire un indicatore a lancetta, come potrebbe essere quello dell'indicatore della benzina della macchina. E c'era un'altra forma prismatica posta nelle vicinanze di questo che poteva essere assimilata a una batteria, a una coppia di batterie da 4 volts e mezzo.
La dinamica dell'evento...
PUBBLICO MINISTERO: Questi sono i dati che vi furono messi a disposizione dal Pubblico Ministero?
TESTE VadalÓ: Esattamente. Posso anche far vedere quello che Ŕ stato ricavato da una ricostruzione visiva riportata sottoforma di un disegno.
PRESIDENTE: Ma l'abbiamo giÓ visto, dobbiamo rivederlo?
PUBBLICO MINISTERO: Io non credo Presidente che sia necessario, per quanto sia abbastanza semplice.
PRESIDENTE: Lo ricordiamo, mi pare...
PUBBLICO MINISTERO: Sicuramente ce lo ricordiamo tutti. Se il dottor VadalÓ non ha bisogno di quel disegno per illustrare nel dettaglio quello che sta per dire.
TESTE VadalÓ: Glielo faccio vedere subito, tanto Ŕ soltanto una questione di seguire il discorso.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE VadalÓ: Il pacco praticamente si trovava, secondo le testimonianze, all'interno di una cunetta. Stimato che era un ordigno esplosivo, le possibili modalitÓ per farlo esplodere, seguendo ragionamenti di opportuna logica, potevano essere... Ecco, illustro brevemente: erano tre contenitori prismatici con una maniglia, un corpo prismatico avvicinato al corpo principale, con un indicatore a quadrante e un pacchetto di batterie. Questa Ŕ la descrizione che ne Ŕ stata fatta.
PUBBLICO MINISTERO: E quella specie di gancio che c'Ŕ sulla destra del corpo prismatico minore?
TESTE VadalÓ: Gancio...
PUBBLICO MINISTERO: Sulla destra, sulla destra dottore.
PRESIDENTE: Sulla destra del corpo pi¨ piccolo, eccolo.
PUBBLICO MINISTERO: Sý, quello.
TESTE VadalÓ: L'ho descritto come un cavo, come un filo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
TESTE VadalÓ: Non ho approfondito anche perchÚ nell'interrogatorio, se ho un riscontro reale dell'oggetto e mi viene descritto in modo puntuale, allora posso formulare delle ipotesi. Se invece la descrizione non Ŕ ben chiara, ovviamente me ne astengo perchÚ...
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, lavorando sull'ipotesi che questo fosse, nella sua parte principale, nelle sue parti accessorie, quello che poi esplose nella cunetta di via Formellese...
TESTE VadalÓ: Cosiddetto sistema di attivazione. Abbiamo fatto due ipotesi.
La prima ipotesi Ŕ questa: potrebbe essere stato un sistema radiocomandato. Anche perchÚ nella testimonianza dell'artificiere si parla di uno spino di due millimetri di diametro, formato appunto, della lunghezza di qualche decina di centimetri che, ovviamente, ci poteva far pensare a un'antenna.
Quindi, nel caso si impieghi un radiocomando di quelli per aeromodelli, per esempio, e sono materiale abbastanza commerciale, l'attenzione necessaria per farla funzionare Ŕ di circa 9 volts. Quindi la batteria sarebbe dovuta essere una sorgente di energie principale che, con un opportuno circuito elettronico, veniva ridotta a 9 volts per poter far funzionare il dispositivo elettronico.
La parte di innesco sarebbe stata invece supportata dalle due batteria da 4 volts e mezzo. Per quale motivo assegno alla batteria grande, cioŔ quella di macchina, i 12 volts e a quell'altra pi¨ piccolina il detonatore? PerchÚ un sistema a radiocomando, anche quando non funziona effettivamente, assorbe corrente. Quindi assegnare a una batteria pi¨ grande la maggiore autonomia permette di avere la sicurezza di averlo sempre in funzione.
Un'altra ipotesi che si poteva fare su questo tipo di innesco poteva essere quella di un sistema temporizzatore a caduta di tensione. Nel qual caso le due batterie trovavano un giusto complemento: da una parte la batteria da 9 volts si opponeva a quella pi¨ grande. Quando quella pi¨ grande prendeva il sopravvento, la corrente dell'indicatore andava a zero o andava al massimo, al massimo della tensione a secondo di come veniva messo il circuito e con un opportuno dispositivo interruttore collegato sulla barra di fermo dello strumento indicatore avrebbe potuto chiudere il circuito dando luogo all'esplosione.
La prevalenza dell'uno o dell'altro sistema Ŕ semplicemente legata al tipo di impiego che si vuol fare dell'ordigno. Se si vuole colpire un bersaglio, allora ovviamente c'Ŕ la necessitÓ di decidere il tempo nel quale l'ordigno deve esplodere. Se invece l'esplosione Ŕ semplicemente di carattere casuale, allora basta un sistema di temporizzazione.
Peraltro Ŕ da aggiungere che anche nel caso del radiocomando Ŕ importante tenere sempre sotto controllo la tensione della batteria, per cui l'indicatore trovava una giustificazione anche nel caso del radiocomando per radiomodelli.
C'Ŕ da dire che dal punto di vista della interferenza, alcuni dei moderni radiocomandi per radiomodelli, che lavorano in genere su 45 megahertz, quindi commerciali, sono quarzati, quindi hanno delle frequenze codificate che talvolta le liberano da interferenze. PerchÚ nel corso delle gare c'Ŕ pi¨ di un veicolo, oppure c'Ŕ pi¨ di un oggetto che cammina per cui il contemporaneo impiego di vari radiocomandi potrebbe dare delle interferenze. Invece questi sono abbastanza sicuri da questo punto di vista.
In assenza di grossi fonti di radiofrequenze funzionano con una certa selettivitÓ.
PUBBLICO MINISTERO: Io le chiedo se voi avete sviluppato l'una o l'altra delle ipotesi in relazione, soprattutto per la prima, al modo col quale si poteva, in quella particolare situazione ambientale, pervenire ad una attivazione mirata ed esattamente calcolata nel tempo, dell'ordigno.
TESTE VadalÓ: Come ho detto nella mia relazione tecnica...
PUBBLICO MINISTERO: Io ho premesso che Ŕ un'ipotesi quella che loro hanno formulato.
TESTE VadalÓ: Sý, sý, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Io le chiedo se, essendole stata sottoposta questa ipotesi, voi avete potuto elaborarla in qualche modo.
TESTE VadalÓ: Come abbiamo scritto nella relazione, non abbiamo dato la preferenza all'una o all'altra ipotesi perchÚ non avevamo elementi tali da dare una preferenza di questo genere.
PUBBLICO MINISTERO: Sý. Per˛ io ho ben presente che il Pubblico Ministero di Roma vi ha chiesto di riferire, per l'eventualitÓ che si trattasse di un sistema telecomandato, quale fosse il probabile punto di attivazione. La domanda mia forse Ŕ venuta in maniera involuta, ma mirava a provocare la sua risposta su questo punto.
TESTE VadalÓ: Ecco, questa domanda ci Ŕ stata fatta e noi abbiamo anche dato una risposta perchÚ...
PUBBLICO MINISTERO: La vuole illustrare?
TESTE VadalÓ: ... era un complemento all'ipotesi del radiocomando. Quindi scegliere nell'area dell'avvenuta esplosione un sito che permettesse di individuare un eventuale bersaglio sito nelle vicinanze della carica nascosta.
PUBBLICO MINISTERO: Un eventuale, scusi?
TESTE VadalÓ: Un eventuale sito da cui si potesse individuare l'eventuale bersaglio, vicino la carica ovviamente. Trattandosi in una carica poggiata in una cunetta ovviamente era fissa.
All'epoca facemmo delle ricerche e delle individuazioni di punti posti in alto. Ricordo che dalla zona del cratere - io arrivai quando era giÓ avvenuta l'esplosione - si notavano almeno due punti idonei a effettuare una mira sul punto di esplosione. Cito qua una piantina, che ho portato: nella zona che noi vediamo, indicata evidenziata, vicino alla punta della mia matita, c'Ŕ il cratere. Questa strada, questa zona qui che indico Ŕ una casa a un piano, a un paio di piani sembra, che stava sull'angolo tra via Formellese e stava proprio di fronte al benzinaio. Questa zona del benzinaio, e c'era un villino in costruzione.
Questa, potrebbe essere una delle due zone, dei due punti in rilievo, in altezza; un'altra era posizionata pi¨ o meno in questa zona dove ho fatto la croce con l'evidenziatore.
Che permettevano la libera visione da entrambi i lati del punto di esplosione.
Se dovessi dare un parere a posteriori, probabilmente era pi¨ libera la zona della casa in costruzione, era un po' pi¨ alta. Ma, comunque, insomma per il tipo di radiocomandi che si adoperano adesso, anche se la carica era infossata, avrebbe ricevuto ugualmente l'onda di attivazione.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor VadalÓ, le sottopongo delle foto che credo in qualche modo le consentano di chiarire meglio quanto stava dicendo ora.
Si tratta delle foto che costituiscono un fascicolo dei rilievi tecnici, datato Roma 3 maggio '94, intestato alla V Sezione, Rilievi Tecnici del Nucleo Operativo, del Reparto Operativo Comando Provinciale Carabinieri di Roma. Di cui, alle pagine da 8134 in poi degli atti della Corte.
E, ispettore Benelli, mi faccia la cortesia di presentare ora, non appena glielo chiedo, al dottor VadalÓ nell'ordine le foto 5, 6, e poi ancora 19, 20 e 21.
Ecco, queste sono delle fotografie, dottor VadalÓ, che riproducono, ritraggono un ambiente campestre nella zona del fatto.
Lei stava parlando poco fa di una villa in costruzione.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: E' questa, per caso?
TESTE VadalÓ: E' questa la villa in costruzione. Anche se noi, personalmente, l'ho vista traguardata dal punto di scoppio.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh.
TESTE VadalÓ: E, diciamo...
PUBBLICO MINISTERO: Io direi di andare a quelle che...
TESTE VadalÓ: Sý, sý. La prospettiva, adesso la riconosco poco. Sý, la villa in costruzione Ŕ questa qui, era l'unica che era in quelle condizioni di stato avanzato di lavori. E riguardando la piantina - se mi allarga, gentilmente - era l'unica che rimaneva, vede?, io ho messo la mia penna per far vedere che da quella villa era scoperto il campo ed era, il campo, libero da questa abitazione. Che sta proprio sullo spigolo della strada.
PUBBLICO MINISTERO: Ispettore Benelli, per piacere, le foto 19, 20 e 21.
TESTE VadalÓ: Questo Ŕ il benzinaio...
PUBBLICO MINISTERO: Come dice la didascalia, questa foto Ŕ scattata da...
TESTE VadalÓ: Questa Ŕ scattata dalla villa. Infatti si vede, si vede il... eh, devo cercare di fare un po' di mente locale, perchÚ la memoria non Ŕ che mi aiuta molto.
PUBBLICO MINISTERO: D'altra parte questa Ŕ documentazione di cui disponeva la Corte, con lei; documentazione dell'Arma dei Carabinieri. Lei come consulente non credo l'abbia vista, la vede oggi per la prima volta.
TESTE VadalÓ: Sý, infatti. Allora, questo Ŕ il benzinaio. Ecco, questa Ŕ la casa di angolo. Questa qui Ŕ la casa che stava in angolo.
Ecco qua, guardi, perfetto. Vede? Questa Ŕ la casa che si trovava allo spigolo di fronte al benzinaio - la indico con la penna - e che Ŕ riprodotta nella piantina in questo punto esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Sý.
TESTE VadalÓ: In questo punto esatto. La casa da cui avviene questa veduta si doveva trovare grossomodo in questa posizione. Per cui, noi vediamo una parte dell'area del benzinaio, e la via Formellese che dovrebbe trovarsi - leviamo il riflesso, ecco - in questa zona qua. Questo dovrebbe essere il bersaglio.
PUBBLICO MINISTERO: Ispettore, provi a vedere se si riesce, andando a cercare il mezzo dell'immagine, a vedere qualche cosa che, zoomando proprio nel mezzo...
TESTE VadalÓ: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Al massimo, pi¨ sulla destra magari, perchÚ quella zona lý...
TESTE VadalÓ: Ecco, sý, adesso riesco a distinguere le macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
TESTE VadalÓ: Ecco, diciamo, mi ricordo il palo della luce, per cui il cratere si trovava pi¨ o meno qua.
PUBBLICO MINISTERO: Quella Ŕ la via Formellese?
TESTE VadalÓ: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Quella Ŕ la via Formellese?
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Alternativamente un'altra casa, lei mi ha detto, poteva essere utile come punto...
TESTE VadalÓ: Sý, si trovava...
PUBBLICO MINISTERO: ... per manovrare una trasmittente di un ipotetico...
TESTE VadalÓ: Si trovava, per˛, sul lato destro praticamente, che non abbiamo preso in...
PUBBLICO MINISTERO: No, io non...
TESTE VadalÓ: Io, l'ho avuto in fotografia. La vedevo perchÚ praticamente, per avere una visuale, basta che si alzi sul fondo e sul punto del cratere, e poi traguardare a destra o a sinistra della casa che stava di angolo, che praticamente era l'ostacolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, con le fotografie non credo di averle da chiedere altro.
Lei ha avuto incarico di spiegare in qualche modo com'Ŕ che poi si Ŕ avuta la detonazione di questa carica esplosiva? Ovvero...
TESTE VadalÓ: Bene. Abbiamo fatto...
PUBBLICO MINISTERO: ... Ŕ un dato di fatto, voglio dire, che vi Ŕ stato consegnato tale e quale dal Pubblico Ministero?
TESTE VadalÓ: E' ovvio che non solo ci siamo fatti la domanda per capire come era stato possibile che la carica fosse esplosa. Ci Ŕ stato chiesto anche le cause dell'esplosione. E, diciamo, trattandosi di un ordigno completo, un eventuale colpo generato dal cannone disattivatore potrebbe aver portato alla chiusura del circuito di attivazione dell'ordigno.
Abbiamo fatto anche delle ricerche in questo campo. Nel senso che, nel periodo di giugno, ci recammo a Willinger, in Germania, a un convegno di esplosivisti. C'erano anche gli artificieri, e chiedemmo praticamente la possibilitÓ. E poteva esserci, questa possibilitÓ.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor VadalÓ, lei ha detto un attimo fa: un ordigno completo. Che vuol dire?
TESTE VadalÓ: Vuol dire un ordigno che ha in sÚ: un sistema di attivazione, che potrebbe essere stato il radiocomando oppure un sistema temporizzatore; un sistema di innesco, sicuramente un detonatore; e una carica esplosiva, costituita dalla massa di materiale esplodente che abbiamo trovato, abbiamo identificato essere un nitroglicerinato.
Mancando una di queste tre cose, non avviene l'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo chiederle...
TESTE VadalÓ: Eh, c'Ŕ poco da fare. CioŔ, se manca il detonatore, si pu˛ sparare quanto si vuole su queste sostanze: al massimo, abbiamo la possibilitÓ di dividerle in pi¨ pezzi.
Mancando il sistema di attivazione, ovviamente bisognerebbe proprio centrare in pieno il detonatore. E sparare sul sistema di attivazione, se non c'Ŕ detonatore, se non c'Ŕ altro, comporta solo la rottura dell'eventuale timer o dell'eventuale radiocomando.
PUBBLICO MINISTERO: Ma non la detonazione della carica.
TESTE VadalÓ: Assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Questo Ŕ quanto, e la ringrazio.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? Difensori?
AVV. Cianferoni: Dunque, dottor VadalÓ, sono l'avvocato Cianferoni. Vorrei chiederle su questa possibilitÓ di esplosione, che lei chiese anche a degli artificieri in un convegno: in che termini pu˛ quantificare questa possibilitÓ?
TESTE VadalÓ: Mi scusi?
AVV. Cianferoni: PossibilitÓ di esplosione con i cannoni ad acqua, cannoncini ad acqua?
TESTE VadalÓ: Allora, Ŕ bene fare una precisazione. I cannoni ad acqua sono dei dispositivi in dotazione agli artificieri che lanciano un getto ad acqua ad altissima velocitÓ, che tende a disgregare e a separare l'ordigno nei suoi componenti. Quindi, come ho detto, compie la funzione inversa a quella dell'aggregazione.
I casi sono rarissimi, eventi di questo genere praticamente non sono... Sono avvenuti solo a livello sperimentale.
Per˛, nell'ipotesi, potrebbe essere questa - adesso, avanzo un'ipotesi -: che abbiamo un sistema a radiocomando che, praticamente, si Ŕ eccitato. Quindi, se io praticamente attivo un radiocomando, e in quel momento gli sparo sopra con un cannoncino ad acqua, ho buone probabilitÓ che il dispositivo giÓ allertato possa esplodere.
O, quantomeno, se un sistema di timer di quel genere, che ha concluso la sua fase o sta in via di conclusione dell'intervallo di tempo, potrebbe esplodere prematuramente proprio a causa di un urto molto violento.
AVV. Cianferoni: Oh, che si intende per "eccitamento del radiocomando"?
TESTE VadalÓ: In genere i radiocomandi hanno, per essere trasformabili in dispositivi idonei a un attentato, hanno dei teleraggi che sono poi collegati a dei contatti. Quindi, se uno ha presente il radiocomando di una automobilina di queste per i bambini, pi¨ o meno il sistema Ŕ uguale: l'impulso elettrico viene trasferito, viene trasformato in impulso meccanico. Questo impulso meccanico viene riportato a un interruttore.
Se nella fase di avvio dell'impulso elettrico ci troviamo in fase cosiddetta, i tecnici la chiamano metastabile, si arriva alla chiusura prematura del circuito a causa, appunto, di un urto molto violento.
AVV. Cianferoni: Ora, sento lei conosce abbastanza le tecniche anche usate dagli artificieri, se ne Ŕ interessato. Allora, le pongo questa domanda: che tecnica Ŕ quella denominata - leggo da quella relazione che Ŕ presente in atti - "tecnica del ditalino"?
TESTE VadalÓ: Mah, io, come ebbi a dire l'altra volta proprio a lei, non sono un artificiere.
AVV. Cianferoni: No.
TESTE VadalÓ: Conosco, da come me l'hanno descritta, gliela vendo come me l'hanno data: si tratta di cercare di aprire un pacco strofinando leggermente la carta che c'Ŕ addosso.
AVV. Cianferoni: Quindi, non interessa il meccanismo di attivazione?
TESTE VadalÓ: Dipende dove lei mette il dito.
AVV. Cianferoni: Ah, va be'. Senta, la distanza tra quei due punti di osservazione prima illuminati e la carica, in metri, quanto si pu˛...?
TESTE VadalÓ: Non l'ho stimata, non avendo fatto un sopralluogo metrico non l'ho stimata.
AVV. Cianferoni: Allora, senta, in primo luogo penso che sia opportuno comunque - in questo senso formulo richiesta - acquisire la piantina di cui ci siamo serviti in sede di esame. E' una piantina che era del consulente, quindi deve rimanere agli atti, perchÚ senn˛ si perde.
TESTE VadalÓ: E' una piantina che credo sia giÓ agli atti.
AVV. Cianferoni: Con i segni da lei fatti?
PRESIDENTE: E' giÓ agli atti, Pubblico Ministero?
PUBBLICO MINISTERO: No, della Corte no.
PRESIDENTE: No. Ma la possiamo acquisire.
PUBBLICO MINISTERO: Sý, ma io credo che il consulente l'avesse allegata ad una memoria che gli avevo proposto di posporre.
PRESIDENTE: Ah, benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
PRESIDENTE: Allora verrÓ acquisita oggettivamente.
AVV. Cianferoni: Se c'Ŕ una scala metrica...
TESTE VadalÓ: No, assolutamente.
AVV. Cianferoni: Ah.
TESTE VadalÓ: E' solo una scala indicativa, per far vedere essenzialmente l'angolo d'ombra che portava alla casa che stava sullo spigolo.
Non ho potuto riportare dati metrici perchÚ, come le ho detto prima, non ho fatto una misurazione in distanza. Questo perchÚ i radiocomandi normalmente agiscono a portata ottica, quindi un radiocomando per radiomodelli finchÚ vede l'antenna del radiomodello, funziona. E' chiaro? Con dei limiti che sono legati alle norme previste dal Ministero delle Poste.
Non fanno certo dieci chilometri, per˛ nella portata ottica mia, visiva, era pi¨ che compatibile con un radiocomando. CioŔ se lo vedo io che, diciamo, ci vedo abbastanza bene, pi¨ o meno lÓ funziona anche un radiocomando di quel genere.
AVV. Cianferoni: Senta, ma lei ha trovato dei residui significativi di un impiego di radiocomando?
TESTE VadalÓ: Assolutamente no.
AVV. Cianferoni: Ecco, un dato che Ŕ giÓ emerso - per chiarezza glielo dico -: la batteria che sarebbe stata impiegata, e che avete anche disegnato, non avrebbe lasciato residui.
TESTE VadalÓ: A quale batteria si riferisce?
AVV. Cianferoni: Quella da autovettura.
TESTE VadalÓ: Da autovettura, ha lasciato dei residui, abbiamo trovato dei pezzi di plastica bianca che potrebbero ricondursi a una batteria di quel tipo.
AVV. Cianferoni: Ma per˛, ecco, se male non ricordo, ogni batteria ha un consistente quantitativo di piombo al suo interno. Non mi pare che la vostra consulenza porti indicazioni di rinvenimenti di tracce di piombo.
TESTE VadalÓ: Io, non li ho campionati.
AVV. Cianferoni: Ecco. Nemmeno il dottor Delogu, quindi...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi, io ho bisogno di chiederle una domanda a carattere personale.
AVV. Cianferoni: Ecco.
PRESIDENTE: Devo fare una telefonata urgente. Lei ha ancora molte domande?
AVV. Cianferoni: Assolutamente no.
PRESIDENTE: PerchÚ, diversamente, le chiederei solo una sospensione...
AVV. Cianferoni: Magari forse i colleghi...
PRESIDENTE: ... di cinque minuti.
AVV. Cianferoni: Allora, sospendiamo.
PRESIDENTE: Ma cinque minuti. Se credete, voi potete restare qui, perchÚ in cinque minuti si rientra.
AVV. Cianferoni: No, no.
PRESIDENTE: Scusatemi.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Avvocato, pu˛ riprendere. Chiedo scusa, ma era una cosa indilazionabile.
AVV. Cianferoni: No, anche tenendo presente le esigenze d'orario, ci sono anche i colleghi: io ho finito, e cedo il posto.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni, buongiorno.
TESTE VadalÓ: Buongiorno.
AVVOCATO Gramigni: Una sola domanda, le chiedo. Lei ha esperienza anche di artifi... insomma, di ci˛ che riguarda la materia di artificieri, ci ha detto: ecco, conosce il modo e le caratteristiche con cui sono fatti i cosiddetti cannoncini ad acqua? E' in grado di darcene una descrizione, ancorchÚ sommaria?
TESTE VadalÓ: Per come li ho visti, perchÚ non li ho mai adoperati.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE VadalÓ: Ci sono dei cilindri d'acciaio di lunghezza assai variabile, ogni ditta presenta un tipo di cannone abbastanza particolare prodotto dalle proprie fabbriche; e lo scopo di questi sistemi Ŕ di inviare un getto d'acqua a elevatissima velocitÓ su un corpo solido.
Tengo a precisare che con l'acqua si possono anche tagliare i metalli, perchÚ getti d'acqua a 500 atmosfere sono in grado di sezionare la corazza di un carrarmato. Questo indica la potenza erosiva dell'acqua.
Allo stesso modo, questi cannoni lanciano una quantitÓ d'acqua - non so dare il peso - e sono propulsi da una cartuccia, in genere simile a quella di un fucile da caccia ma ce ne sono diverse versioni; e lo scopo di questo tipo di dispositivo Ŕ la disarticolazione.
Quindi, in pratica, sulla base dell'esperienza dell'artificiere - dell'antisabotatore, preciso - si invia questo lancio violentissimo di acqua che si trasforma a quella velocitÓ come un proiettile solido. E ha lo scopo di separare la parte innesco dalla parte carica, o la parte attivazione dalla parte diciamo innescante.
AVVOCATO Gramigni: In base a un principio fisico-meccanico.
TESTE VadalÓ: Esattamente, Ŕ proprio un principio fisico-meccanico, fatto con un materiale che non genera scintille, non genera cariche elettriche.
AVVOCATO Gramigni: Certo. Quindi, ecco, sono formati, diceva, da un elemento di acciaio...?
TESTE VadalÓ: Da un tubo di acciaio, un dispositivo di sparo letteralmente.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, vengono comandati proprio elettricamente a distanza, immagino.
TESTE VadalÓ: Vengono comandati a distanza, questi dispositivi; talvolta sono addirittura montati su dei robot cingolati.
AVVOCATO Gramigni: Lei ha appreso, nell'ambito dello svolgimento del suo incarico, se e quali cannoncini ad acqua sembrerebbero stati impiegati nell'intervento degli artificieri in Formello?
TESTE VadalÓ: Non era nell'incarico che mi ha dato il dottor Salvi, per cui non mi ricordo le marche, eh no; mi ha detto un paio di cannoncini ad acqua montati su treppiede.
AVVOCATO Gramigni: Montati su treppiede.
TESTE VadalÓ: Eh.
AVVOCATO Gramigni: Nell'attivitÓ di repertamento, classificazione e individuazione dei residui di esplosione, e quindi nell'ambito della classificazione dei reperti, avete potuto apprezzare l'esistenza di reperti che potessero ricondursi a un cannoncino ad acqua?
TESTE VadalÓ: Assolutamente no. Tutti i reperti sono elencati nei ... che abbiamo raccolto. E' inutile dire che abbiamo fatto anche una ricerca.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE VadalÓ: Per˛ non Ŕ che lo scopo nostro era quello di reperire, all'epoca io neanche avevo un'idea, non sapevo con precisione quali e quanti ne fossero stati adoperati.
Io sono andato lÓ il giorno dopo e mi sono messo a cercare i residui dell'oggetto che mi era stato chiesto di ricercare, che era l'ordigno esplosivo.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE VadalÓ: I cannoni, eh, mentre stavo lý guardavo per cercare, per vedere se trovavo anche questa roba, insomma.
AVVOCATO Gramigni: No, appunto, perchÚ sappiamo, da ci˛ che ci ha riferito anche il suo collega, che comunque furono individuate delle zone, furono minuziosamente setacciate queste zone, furono reperiti una serie di oggetti pi¨ o meno ricollegabili all'esplosione e, comunque, che destavano l'interesse dal punto di vista del vostro incarico.
Ecco, mi chiedo, nell'ambito di questa repertazione, comunque, niente pu˛ adesso, ad oggi rispetto a quello che Ŕ stato rinvenuto, essere ricondotto o collegato alla struttura di un cannoncino ad acqua?
TESTE VadalÓ: No, assolutamente.
AVVOCATO Gramigni: Lei ha parlato di acciaio...
TESTE VadalÓ: No, no, nell'elenco che ho fatto non c'Ŕ traccia di questi materiali.
AVVOCATO Gramigni: La ringrazio.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
AVVOCATO Florio: Sý, avvocato Florio. Senta, cerco, pi¨ che di domandare, di capire insieme a lei o da lei, diciamo, quello che pu˛ essere stata la dinamica.
Dunque...
TESTE VadalÓ: Io non c'ero.
AVVOCATO Florio: Mi creda, non c'ero neanche io. Vorrei capire insieme a lei.
PRESIDENTE: Ma chi parla?
AVVOCATO Florio: Allora, dicevo questo: se io, se la gente, diciamo cosý, fa partire l'impulso da lontano, per avventura da una o da quell'altra di quelle due abitazioni che lei prima...
TESTE VadalÓ: Ho ipotizzato.
AVVOCATO Florio: ... ha ipotizzato e segnalato in foto, diciamo cosý, ho bisogno di vedere in qualche modo, e soprattutto in modo diretto, l'ordigno?
TESTE VadalÓ: O vedere l'ordigno, o vedere il punto in cui Ŕ stato posizionato.
AVVOCATO Florio: Ecco. E, appunto, ho bisogno per avventura di vedere l'antenna?
TESTE VadalÓ: No, assolutamente.
AVVOCATO Florio: Senta, dato che lei ovviamente Ŕ a conoscenza della collocazione, diciamo cosý, dell'ordigno, si pu˛ dire che comunque questo ordigno in qualche modo, rispetto a uno di quei due punti di osservazione, fosse schermato?
TESTE VadalÓ: No.
AVVOCATO Florio: Che era, diciamo cosý, nel fosso accanto alla carreggiata?
TESTE VadalÓ: Lei, quando telefona col cellulare, deve per forza vedere l'altro cellulare? No, non Ŕ necessario. Le onde radio permeano dappertutto.
Il problema della visione, e quindi la portata ottica, Ŕ necessario soltanto se c'Ŕ un bersaglio da colpire.
AVVOCATO Florio: Ecco. Senta un'altra cosa, si Ŕ parlato di una batteria a 9 volts.
TESTE VadalÓ: Di una, scusi?
AVVOCATO Florio: Se non ho capito male, di una batteria a 9 volts.
TESTE VadalÓ: No, due batterie da 4 volts e mezzo, accoppiate insieme, che danno 9 volts.
AVVOCATO Florio: E' vero. Ed esse sono sufficienti, diciamo cosý, a mettere in moto il detonatore? Oppure... PerchÚ mi sembra bassa, come...
TESTE VadalÓ: Un detonatore a bassa intensitÓ parte anche con un volts e mezzo, anche con una batteria stilo, Ŕ sufficiente.
AVVOCATO Florio: Potendo causare questo tipo di esplosione?
TESTE VadalÓ: Lui parte in ogni caso. Vede, l'esplosione non Ŕ altro che la sequenza di pi¨ fasi, la cui, la prima, inizia con la detonazione del detonatore e che, poi, prosegue con l'esplosione del booster e poi con la detonazione completa di tutta la carica.
Tutto questo fenomeno avviene in pochissimi millisecondi, ed Ŕ sufficiente quel piccolo impulso elettrico che, impulso elettrico, quella piccolissima quantitÓ di tensione necessaria per far esplodere il detonatore.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Io non avrei altre domande.
PRESIDENTE: Dottore, mi pu˛ dare una indicazione, per cortesia?
TESTE VadalÓ: Prego.
PRESIDENTE: Lei ha detto che il cannone ad acqua pu˛ in teoria, o perlomeno in pratica, produrre anche l'esplosione di un ordigno, per via di tutte quelle possibilitÓ che ha. Ma si sono verificati casi di questo genere, che lei ricordi?
TESTE VadalÓ: Sý, io interrogai diversi artificieri, specialmente in Germania, e diciamo, nei casi operativi, non hanno mai avuto problemi. Hanno avuto qualche problema, qualche esplosione accidentale quando facevano dei tests.
Potrebbe essere la causa - faccio delle ipotesi, ovviamente - un malfunzionamento del sistema di radiocomando; non Ŕ nulla di pi¨ facile che il colpo non sia stato ben diretto. E allora, magari, mette in collegamento due fili.
Teniamo presente che gli artificieri, quando fanno i loro esperimenti, sono estremamente rigorosi, fanno degli oggetti che hanno un grado di precisione elevatissima.
PRESIDENTE: Ma anche perchÚ corrono dei rischi elevati.
TESTE VadalÓ: PerchÚ devono stare sicuri.
PRESIDENTE: Eh.
TESTE VadalÓ: Ecco, magari un ordigno cosiddetto IED - Improvised Explosed Device: ordigno esplosivo improvvisato - magari non gode di tutta quella gran precisione.
Non escluderei l'ipotesi che possa essere stato provocato o da un non perfetto allineamento del sistema di disarticolazione; o addirittura da una concomitante fase di una attivazione, di una eccitazione nel sistema di radiocomando, con la concomitanza dell'evento della disarticolazione.
Questa Ŕ una delle ipotesi che posso fare.
PRESIDENTE: Ho capito.
Ci sono altre domande? Pu˛ accomodarsi, grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor VadalÓ, prima di andar via, se ha...
TESTE VadalÓ: Sý, volevo lasciare la mia memoria.
PRESIDENTE: Benissimo, acquisiamo la memoria.
PUBBLICO MINISTERO: Ha allegato anche quella piantina che ha adoperato oggi durante l'esame?
*TESTE VadalÓ: Specificando che i dati sono orientativi.
PUBBLICO MINISTERO: Sý sý, per caritÓ.


udienza 17.5.1997

*TESTE VadalÓ: Grazie, buonasera.
PRESIDENTE: Per cortesia, ci vuole dire il suo nome e cognome.
TESTE VadalÓ: Mi chiamo VadalÓ Gianni Giulio.
PRESIDENTE: Lei ricorda che Ŕ giÓ stato sentito da questa Corte in questo dibattimento e ricorderÓ anche che a suo tempo ha letto una formula che sostituisce il giuramento ma che costituisce comunque per lei un impegno a ragguagliarci su tutti gli accertamenti fatti, tutte le cose che conosce, senza nascondere nulla di quanto Ŕ a sua conoscenza.
TESTE VadalÓ: Lo ricordo.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero pu˛ cominciare.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottor VadalÓ, oggi non c'Ŕ modo di svolgere compiutamente il suo esame, per˛, visto oltretutto che su disposizioni che sono state impartite dal Pubblico Ministero, sono stati fatti venire qua dei reperti, questi reperti vorremmo evitare insomma che vadano avanti e indietro senza che la Corte e le altre parti ne abbiamo diretta e precisa conoscenza. Ecco, io vorrei chiederle - e poi penso che ci fermeremo qui - di illustrare soprattutto i reperti che stanno negli involucri pi¨ grandi, cosý lei ne indica alla Corte la provenienza, li fa anche fisicamente vedere, si munisce di un paio di forbici, di un coltello, di quello che Ŕ necessario.
Vorrei che prima di cominciare a tagliare, strappare, lacerare nastri si potesse visione di come Ŕ chiusa questa roba, sigillata, ci sono diciture, scritte...
PRESIDENTE: Ce li porta qui davanti per cortesia?
PUBBLICO MINISTERO: La cosa migliore magari, Ŕ presentarli proprio davanti alla Corte.
Ispettore Benelli, le spiace dare una mano al dottor VadalÓ.
PRESIDENTE: Va bene, va bene.
Hanno visto i difensori?
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Bene.
PUBBLICO MINISTERO: Se vogliono, qualcuno dei difensori si pu˛ avvicinare, cosý per vedere...
PRESIDENTE: Si dÓ atto a verbale che sono stati esaminati due involucri che sono chiusi da nastro scotch, con alcune targhe indicative o scritte indicative; risulterebbero, almeno apparentemente, integri.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, bisogna che il dottor VadalÓ ce lo assicuri lui che sono integri.
PRESIDENTE: Io lo posso giudicare a distanza...
PUBBLICO MINISTERO: Ha ragione, Presidente. E' per questo che dicevo che il dottor VadalÓ ci spieghi come son chiusi, che cosa c'Ŕ sopra, che adesivi, diciture, sigilli, dirÓ quando li ha chiusi.
TESTE VadalÓ: Questi materiali sono stati prelevati e chiusi a termine degli accertamenti tecnici eseguiti sulla base dell'incarico del 22 novembre 1995.
Nel corso degli accertamenti tecnici, abbiamo preso la decisione di svuotare le due pacchi originali di esplosivo, mantenendo gli involucri.
PRESIDENTE: Potrebbe per nostra conoscenza, perchÚ noi non sappiamo quasi mai niente.
TESTE VadalÓ: Benissimo.
PRESIDENTE: A che pacchi si riferisce, quando sono stati rinvenuti, dove, eccetera.
TESTE VadalÓ: Allora, i pacchi sono stati rinvenuti in localitÓ Le Piane, comune di Capena, all'altezza del chilometro 32121 della linea ferroviaria Roma-Firenze in data 16/11/95.
Il sequestro Ŕ stato eseguito ad opera della Polizia di Stato e persona dell'Antisabotaggio ha fatto la prima verifica dell'assenza di materiali innescanti attivanti.
Quindi, ha trovato esclusivamente questi due involucri seppelliti su una scarpata. E come tali li ha sequestrati.
PRESIDENTE: Scarpata della ferrovia.
TESTE VadalÓ: Della ferrovia, sý. Nei pressi della ferrovia.
Non ero presente al luogo, per cui ho solo avuto l'immagine del rinvenimento.
Erano sepolti sotto terra.
PRESIDENTE: Ah, sepolti?
TESTE VadalÓ: Sý.
PRESIDENTE: Sepolti sotto terra, sý.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE VadalÓ: DopodichÚ nel giorno 22 novembre il dottor Chelazzi ha dato l'incarico, mi ha dato l'incarico di analizzare questo materiale.
E noi abbiamo provveduto a stabilire la natura delle sostanze contenute nei due involucri, ne abbiamo determinato la confezione percentuale, nonchÚ ogni altro atto che poteva essere utile alle indagini relative al procedimento penale in atto.
Vorrei far vedere come si presentavano gli involucri, e ce li abbiamo qua in fotografia.
Allora, trattasi di due forme di...
PUBBLICO MINISTERO: Dottor VadalÓ, abbia pazienza.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: C'abbiamo delle foto migliori.
PRESIDENTE: PerchÚ qui francamente...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, perchÚ il dottor VadalÓ ha una copia.
PRESIDENTE: Ah...
PUBBLICO MINISTERO: Quella che mostrava.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE VadalÓ: Ecco, come si pu˛ vedere dalla foto - leviamo un po' di riflesso, ecco - si ha due involucri di forma pressochÚ cilindrica del diametro di una sessantina di centimetri e del peso di circa 60 chili. Specificher˛ in seguito quali sono le pesate esatte fatte sui materiali.
Sono completamente ricoperte da nastro adesivo e le abbiamo denominate: una pacco A, e un'altra pacco B.
PRESIDENTE: Molto originale.
TESTE VadalÓ: Era l'unico modo per poterle distinguere.
PRESIDENTE: Per caritÓ! Scusi, ogni tanto una battuta ci vuole.
TESTE VadalÓ: A quest'ora sý.
All'estremitÓ non possiamo notare - e lo indico con la penna - dei frammenti di corda che fuoriescono dall'involucro. E' un cordino bianco di circa 6 millimetri di diametro.
PRESIDENTE: Forse sarÓ 6 e 27, no?
TESTE VadalÓ: Eh?
PRESIDENTE: Forse sarÓ 6 e 27, no?
TESTE VadalÓ: Io non mi son messo a misurarlo lý, per˛...
PRESIDENTE: L'hanno misurato altri.
TESTE VadalÓ: Sý. Questi due pacchi erano avviluppati da nastro adesivo comune per imballaggi di colore marrone.
L'opera che noi abbiamo fatto, Ŕ stata quella di verificarne il contenuto. Per˛, non abbiamo voluto andare alla cieca, abbiamo voluto fare, documentare tutte le fasi di apertura. Anche per capire quali erano le modalitÓ di confezionamento, che era forse la cosa pi¨ importante che ci interessava.
In quest'altra foto vediamo che con un bisturi abbiamo intagliato la corticola esterna e ci siamo accorti che sotto lo strato di scotch, oltre a delle cordicelle che lo tenevano avviluppato, c'erano dei sacchetti della nettezza urbana di colore nero; sacchetti in polietilene.
La massa si presentava, la massa all'interno si presentava in forma estremamente compatta; tant'Ŕ vero che per aprirla abbiamo dovuto usare degli scalpelli. Scalpello e mazzetta.
Dopo l'operazione di scalpellatura - proprio detta in termine edile, perchÚ altra forma non si poteva ottenere - abbiamo recuperato una serie di gampinatura all'interno. Quale era il motivo? Capire se la massa presente nel pacco, fosse di carattere omogeneo o meno.
E questo lo abbiamo fatto per tutti e due i pacchi. Per˛ abbiamo avuto l'accortezza di effettuare un'apertura non grandissima in un pacco. Il motivo era che volevamo conservare per quanto possibile la forma originaria, che poi far˛ vedere, di questo involucro.
Questa Ŕ la massa di sostanza cosý come si presentava: si vede una sostanza pulvirolenta di color ocra presente con, associato a diversi grumi di varia forma.
A un esame diciamo morfologico del prodotto, avevamo la presenza di un materiale pulvirolente finemente macinato e di carattere omogeneo.
Non c'erano grosse discontinuitÓ fra la foggia e la forma del materiale presente.
Il pacco denominato A, risultava al peso contenere circa, avere un peso di circa 62 chili e 300 circa. Mentre il pacco B era circa, di circa 60 chili e 900.
Grosso modo avevano dimensioni estremamente paragonabili fra di loro.
Come ho citato prima, nel pacco B era molto ben visibile, ma anche nel pacco A, i resti di una cordina che devo immaginare fosse stata messa ad hoc a forma di manico per poter movimentare meglio questi pacchi, questi oggetti. Che, devo dire, sono piuttosto poco agevoli da spostare se non hanno queste manigliette.
Nella foto che noi vediamo, abbiamo fatto una piccola sezione per far vedere un po' com'era costituito l'involucro.
In questa foto abbiamo il prelievo del reperto D, abbiamo fatto un carotaggio all'interno del materiale.
In questa foto vediamo l'operatore che con i guanti e con un bel cucchiaione cerca di scavare in questa massa estremamente compatta. Questo per dimostrare proprio l'estremo intasamento di questo prodotto.
Alla fine, tutto il materiale Ŕ stato raccolto in due sacchi di materiale plastico abbastanza robusto per essere poi conservati presso i depositi militari perchÚ una massa di esplosivo cosý, non Ŕ logico tenerla in uffici o in posti non idonei.
Ecco, a dimostrazione di quanto era compatta basta vedere come affondavamo la vanghetta all'interno del manufatto.
Ok, ora se la Corte me lo permette, apro uno dei pacchi. Inizierei col pacco numero 2 perchÚ? PerchÚ lý c'Ŕ il manufatto che noi abbiamo conservato nelle fogge e nelle condizioni pi¨ idonee.
Premetto che metto i guanti perchÚ...
PRESIDENTE: Prego, prego.
TESTE VadalÓ: .. per non sporcarmi.
PRESIDENTE: Se il Pubblico Ministero nel frattempo ci dÓ notizia degli estremi di quel volume di fotografie?
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, queste foto che sono state mostrate fanno parte degli allegati alla relazione quella che i consulenti hanno giÓ realizzata a richiesta del Pubblico Ministero datata 22 novembre 1995, quindi la loro collocazione Ŕ nel fascicolo degli atti del Pubblico Ministero, Ŕ esattamente il volume 4 e le pagine sono da 2613 in avanti. Queste sono le fotografie che sono state...
Comunque, ripeto, si tratta degli allegati alla relazione redatta in esecuzione dell'incarico 22 novembre 1995; relazione che Ŕ datata 29/12/1995, depositata direttamente al Pubblico Ministero il 30/12/1995.
TESTE VadalÓ: Il manufatto si presenta nella stessa forma e nelle stesse dimensioni con cui Ŕ stato rinvenuto. Fatti salvi i tagli e le aperture necessarie per gli accertamenti tecnici.
Al momento Ŕ riempito di segatura.
E' fortemente contaminato. Chiunque adesso gli facesse un'analisi sulle mani o sui vestiti, rischierebbe di trovare una grossa quantitÓ di tritolo. Lo stesso lavoro che ho fatto adesso nell'aprire, ha inquinato fortemente anche la moquette. Per cui, il Tribunale potrebbe essere interessato a un fenomeno di terrorismo indotto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non so se sia indispensabile aprire il secondo pacco dopo che lei ha spiegato...
PRESIDENTE: Mah, io direi che Ŕ pi¨ che sufficiente, almeno che i difensori non abbiano delle richieste particolari.
TESTE VadalÓ: Il secondo pacco contiene nient'altro che alcuni elementi sconfezionati del primo pacco. Il secondo pacco Ŕ stato completamente smembrato per vedere com'era effettivamente costruito all'interno.
PRESIDENTE: C'Ŕ esplosivo ancora dentro?
TESTE VadalÓ: No, sono solo... la parte esterna della confezione.
PRESIDENTE: Quindi, l'esplosivo non c'Ŕ pi¨?
TESTE VadalÓ: L'esplosivo inteso come massa, no.
PRESIDENTE: No.
TESTE VadalÓ: Ma sono tutti e due fortemente contaminati.
PRESIDENTE: Certo, ma la contaminazione non Ŕ che di per sÚ produce...
TESTE VadalÓ: Nel mio lavoro per˛ mi disturba.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor VadalÓ, quello che mi pare lei potrebbe utilmente illustrare alla Corte e a tutti nei minuti che restano, - io son stato qualche secondo nell'altra stanza, non ho potuto seguirla, non so se ha giÓ chiarito alcune cose - la composizione di questo materiale attraverso il tipo di prove che sono state eseguite e poi una certa serie di saggi che voi avete eseguito in punto di stabilitÓ, sensibilitÓ, insomma quelle che ho ragione di pensare siano le cosiddette verifiche tradizionali sulle caratteristiche di un esplosivo di un tipo o di un esplosivo di un altro tipo.
TESTE VadalÓ: Certamente. Il primo tipo di accertamenti tecnici...
PUBBLICO MINISTERO: Pensa che questo discorso in una decina di minuti di poterlo sviluppare?
TESTE VadalÓ: Tranquillamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE VadalÓ: Il tipo di analisi che si fanno su un manufatto di questo genere, qualsiasi sostanza esso contenga, sono: primo, accertarne la natura.
Un metodo estremamente, abbastanza rapido e abbastanza efficiente per fare il solito, cristallino come questo, Ŕ la diffrattometria coi raggi X. In pratica, ogni elemento cristallino sottoposto a un raggio X di una certa angolazione, emette uno spettro di rifrazione caratteristico. Spettro che Ŕ legato solo a quella sostanza. Quindi Ŕ un mezzo identificativo del cristallo.
Le analisi hanno dato la presenza di solo 2-4/7 di trinitrotoluene, cioŔ TNT.
Abbiamo proseguito negli accertamenti perchÚ avendo una quantitÓ notevole di materiale, ci siamo voluti sbizzarrire a cercare di qualificarla. CioŔ, sapere nel modo pi¨ ragionevole da quale provenienza merceologica potesse essere, potesse derivare.
Abbiamo effettuato anche un'analisi per microscopia elettronica a scansione, abbinata a microsonda a dispersione di energia, chiamata questa tecnica SMEDX, e ci ha permesso di evidenziare la presenza di tracce di ferro e di altri elementi.
DopodichÚ abbiamo detto: bene, confermiamo quanto abbiamo trovato in diffrattometria con mezzi chimici.
La diffrattometria Ŕ un mezzo essenzialmente fisico, una spettroscopia fisica.
Quindi abbiamo analizzato il materiale dall'interno con il GC-TEA, Ŕ un mezzo un po' strano per accorciare un integro, come noi diciamo. PerchÚ il GC-TEA essenzialmente Ŕ fatto per analizzare piccole tracce di residui. Lo abbiamo volutamente accecato l'apparecchio per cercare di vedere le tracce di altre sostanze esplosive. CioŔ, abbiamo avuto una massa enorme, un segnale fortissimo per la quantitÓ principale e diciamo, non ne abbiamo tenuto conto perchÚ siamo andati a guardare la zona del cromatogramma dove erano presenti i residui. E abbiamo avuto modo di accertare ovviamente il TNT presente in larghissima quantitÓ con tracce di dinitrotoluene e DNT.
Sono sostanze che mediamente sono presenti sempre anche come residui di sintesi.
La fase successiva Ŕ stata quella di fare una gascromatografia con spettrometria di massa. Dando proprio il fiocchetto alla molecola.
E, qui abbiamo trovato tritolo puro, tritolo molto puro.
Abbiamo ancora fatto delle analisi con cromatografia liquida e anche qui abbiamo il responso di tritolo puro in tutti i campioni esaminati, sia del pacco A che del pacco B.
Abbiamo proseguito in queste analisi estremamente fini, utilizzando la spettrometria di massa a triplo quadrupolo o tandem-massa. Qual era lo scopo? Verificare la presenza di altre sostanze in tracce che potessero indicarci la provenienza.
Quindi, abbiamo fatto in modo che lo strumento - e con questo strumento che noi abbiamo Ŕ possibile - non leggesse assolutamente il tritolo, o lo leggesse in quantitÓ molto ridotta. Mentre invece abbiamo esaltato la sua capacitÓ di leggere altre sostanze, altri esplosivi.
E abbiamo potuto evidenziare la presenza di tracce di T-4, come forma di contaminazione.
Quindi, una massa di tritolo molto puro con tracce di T-4.
DopodichÚ si andava di dire: da dove viene adesso questo tritolo in funzione delle sue caratteristiche balistiche? Sono state fatte una serie di prove presso societÓ che trattano e lavorano in esplosivi, in particolare ... di Colle Ferro; e, da una serie di accertamenti tecnici che riguardano le caratteristiche chimico-fisiche dei materiali, si Ŕ potuto stabilire che il materiale presente, il tritolo presente proveniva da recupero. Bisogna citare adesso il fatto che quando il tritolo viene prodotto di prima sintesi, viene prodotto sotto forma di una particolare polverino che ha delle ottime caratteristiche di stabilitÓ e soprattutto ha un particolare punto di fusione.
Quando questo tritolo, di prima sintesi viene lavorato sia per compressione, che per fusione, che per lisciviazione, perde quel caratteristico punto di fusione.
Per cui viene classificato come tritolo da scaricamento. E' sempre un esplosivo, ma non Ŕ pi¨ idoneo per fare un certo tipo di lavorazione meccanica. Che potrebbe essere la trefilatura all'interno di una granata, la costruzione di cartucce particolari o altri impieghi che richiedano delle caratteristiche termo-meccaniche adeguate.
La provenienza di questo tipo di scaricamento, potrebbe essere da un residuo di un ordigno militare e ci˛ potrebbe trovare giustificazione anche dalla presenza di tracce di T-4.
Molti ordigni militari presentano nella massa della carica principale, piccoli busterini che vanno dai 100 ai 500 grammi di esplosivo ad altissimo potenziale come il T-4.
Quindi, una delle ipotesi che si potrebbe fare sulla provenienza, potrebbe essere quella della apertura di un vecchio ordigno o del decommissionamento, quindi da ... di materiale militare in genere, per lisciviazione o per altre tecniche di svuotamento di questi oggetti.
Secondo il mio punto di vista personale, ritengo che questo sia avvenuto semplicemente per apertura di qualche grosso ordigno militare, ordigno di media grandezza. La lisciviatura lascia sempre delle tracce disomogenee all'interno del... e poi questo era macinato molto finemente, cosa che normalmente in fabbrica non viene mai fatto, per gli alti costi di lavorazione.
Il tritolo ha ottime caratteristiche esplosive come Ŕ dato dalle, diciamo dall'analisi dei dati balistici.
Riassumo brevemente le conclusioni: i dati analitici e balistici ottenuti confermano che i campioni di sostanze in esame sono costituiti da tritolo praticamente puro - quindi abbiamo un buon livello di purezza -, il fatto che sia stata identificata anche una quantitÓ in tracce di T-4, non modifica quanto affermato.
La spiegazione della provenienza di questo T-4 pu˛ essere associata o a fenomeni di contaminazione nell'atto della lavorazione: beh, diciamo un pacchetto di T-4 oppure di compound-B che contiene T-4, o addirittura della presenza casuale in questa massa di esplosivi di natura diversa sempre recuperati da ordigni militari.
Ha qualche altra domanda?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Ŕ in linea con questa ipotesi la presenza delle tracce di ferro?
TESTE VadalÓ: Certamente. Proprio per questo io mi sono orientato pi¨ verso una dismissione di un vecchio ordigno militare piuttosto che sulla lisciviazione, che non comporta grossi tormenti meccanici all'involucro. Mentre invece, se io vado a aprire con un utensile metallico, una mazzetta con uno scalpello, una vecchia bomba di profonditÓ, Ŕ facile che la ruggine possa trasferirsi facilmente in una massa del prodotto.
PUBBLICO MINISTERO: Non credo che la Corte sappia che cos'Ŕ la procedura di lisciviazione.
TESTE VadalÓ: Sý, la vorrei spiegare in breve: se vogliamo vuotare una bottiglia - tanto Ŕ una granata di artiglieria - piena di tritolo, non si pu˛ andare lý dentro col cucchiaino. PerchÚ la massa Ŕ fortemente compatta, fusa all'interno.
Allora si applica, si mette la bottiglia, cioŔ la granata arrovesciata su un beccuccio da dove viene infilato del vapore sovrassaturo all'interno della granata. Il tritolo fonde e scivola gi¨. Mano a mano che il vapore entra dentro la granata, la svuota letteralmente.
Alla base di questa vasca, c'Ŕ un sistema di raccoglimento di questo prodotto semifluido che Ŕ costituito essenzialmente da tritolo puro.
Questi banchi di lavorazione, per˛, sono usati anche per svuotare granate contenenti compound-B, che contiene T-4. Per cui se uno ... giÓ va bene, il tritolo che si raccoglie sotto si pu˛ contaminare con la lavorazione precedente.
Ecco qui spiegato, la possibile spiegazione di questo genere di fenomeni.
Una volta che questa massa Ŕ stata rimossa dalla granata, l'oggetto metallico viene utilizzato come rottame ferroso e l'esplosivo, invece, viene asciugato, tritato, trafilato e reso a scagliette. E che poi Ŕ questa la conformazione commerciale del tritolo venduto nelle fabbriche, dove viene impiegato anche per usi... viene impiegato essenzialmente per usi civili. Proprio perchÚ, le caratteristiche di punto di fusione, di altri requisiti che sono richiesti in campo militare, non prevedono che sia pi¨ caricabile in granate di artiglieria per impiego bellico.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottor VadalÓ, a proposito del punto di fusione, non Ŕ nÚ pi¨ e nÚ meno la determinazione di un punto di temperatura dove avviene la fusione?
TESTE VadalÓ: Sý, si fa cosý: si prende un...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nel nostro caso voi avete determinato un punto di fusione che...
TESTE VadalÓ: Per entrambi i campioni che era di 76 e 515, per un altro era di 76 e 600, insomma, diciamo. Praticamente, erano al di sotto degli 80 gradi che sono in genere previsti per questo, per il grado di purezza necessario per...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi anche sotto questo profilo il tritolo nell'uno e nell'altro involucro sostanzialmente, sono?
TESTE VadalÓ: Sono, praticamente, identici. Anche le curve di potere diciamo, di stabilitÓ al calore...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Anche questo...
TESTE VadalÓ: Sý.
(voci sovrapposte)
TESTE VadalÓ: ... stabilitÓ al calore, ha dato praticamente lo stesso indice e quindi, lo stesso sviluppo di gas. La sensibilitÓ all'impatto per i due esplosivi, Ŕ praticamente la stessa. E parliamo di un valore di 960 millimetri contro 945. In pratica, Ŕ l'altezza, Ŕ la caduta di... si dice sensibilitÓ all'impatto, l'altezza dalla quale facendo cadere un grave e ben determinato, provoca l'effetto detonante.
Quindi, oscillava come differenza di circa 15 millimetri e rientra tranquillamente nei valori accettati per questo tipo di materiali.
La sensibilitÓ alla frizione, in pratica, Ŕ la capacitÓ che hanno questi esplosivi di dare crepitio, strofinati su una particolare apparecchiatura e anche questa diciamo, ha fatto registrare i valori praticamente similari sempre in linea con questo tipo di materiali.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per quanto riguarda la cosiddetta velocitÓ di detonazione, cosa....
TESTE VadalÓ: Diciamo che i valori sono praticamente confrontabili col metodo di Friedrick, e abbiamo sempre 4280 metri al secondo per il campione A e 4300 per il campione B.
Praticamente, Ŕ una misura identica se presa con i dovuti sistema di rilevamento.
PUBBLICO MINISTERO: E rapportata agli standard di letteratura per il tritolo, siamo nei valori della norma?
TESTE VadalÓ: Come materiale di tritolo, sý; come materiale di dolo di prima sintesi, no perchÚ ormai ha subýto un primo processo di fusione per il primo caricamento; poi ha subýto dei processi di estrazione, di macinazione, per cui non rientrerebbe fra quelli che il Ministero della Difesa comprerebbe per i propri caricamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Questo dato, quindi, va inteso nel senso di una conferma che si tratta di un materiale per cosý dire, di risulta?
TESTE VadalÓ: Sý, di riciclo pi¨ che altro.
PUBBLICO MINISTERO: Di riciclo.
Ecco, io direi di fermarmi qui e le altre domande alla ripresa.
Presidente, magari stabiliamo che cosa deve fare il dottor Massari di quei due reperti. Uno, l'ha sconfezionato, l'altro l'ha mantenuto integro.
PRESIDENTE: Li consegna alla segretaria che li custodisce, per˛, con le altre cose che ci sono state consegnate.
PUBBLICO MINISTERO: E' esattamente quello che volevo io.
PRESIDENTE: Eh, appunto.
PUBBLICO MINISTERO: PerchÚ non volevo farli tornar via.
PRESIDENTE: No, no, perchÚ Ŕ assurdo farli tornare avanti e indietro.
Bene, l'udienza riprende il 26 maggio, no, sý, il 26 maggio alle ore 9.00.
AVVOCATO: Presidente, le preannuncio ci˛ che lei giÓ saprÓ che Ŕ stata deliberata per quelle date una astensione...
PRESIDENTE: Avvocato, ne parliamo il 26 mattina perchÚ io spero che siano cose che vengono revocate. Anche perchÚ vorrebbero dire cose molto interessanti per tutti noi.
PUBBLICO MINISTERO: Io ho bisogno di sapere se faccio tornare il dottor Vadala. E' molto semplice, qui Ŕ una cortesia dovuta a un professionista.
PRESIDENTE: ... giÓ rinviato la data per poter essere certi di non fargli fare un viaggio ulteriormente inutile.
PUBBLICO MINISTERO: E allora non lo faccio tornare il 26?
PRESIDENTE: Non lo facciamo tornare il 26, e poi vediamo...
PUBBLICO MINISTERO: Allora dottor VadalÓ, lei il 26 non deve tornare e il Presidente provvederÓ e io glielo far˛ sapere.
*TESTE VadalÓ: Benissimo.
PRESIDENTE: Buonasera.
PUBBLICO MINISTERO: Buonasera.





udienza 2.6.1997

*TESTE VadalÓ: Mi chiamo Gianni Giulio VadalÓ.
PRESIDENTE: Lei ricorda l'impegno che ha assunto di deporre dicendo la veritÓ e tutto quello che Ŕ a sua conoscenza?
TESTE VadalÓ: Lo ricordo.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero pu˛ riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Allora dottor VadalÓ, il 17 di maggio quando poi il suo esame fu sospeso, eravamo arrivati con le domande a illustrare determinati reperti, pi¨ esattamente ad illustrare determinati involucri che, oltre tutto, sono anche stati dal vivo presentati alla Corte. Quindi, ora con le prime cose che le chieder˛, magari ricapitoleremo qualche cosa di cui si Ŕ giÓ parlato.
Io proprio a partire da questi involucri per come si presentavano, per come lei li ha esaminati e per come anche si presentavano quando sono stati introdotti in aula, vorrei che lei ce ne facesse una descrizione per quanto riguarda complessivamente, le modalitÓ di confezionamento di questi involucri.
PRESIDENTE: Vogliamo anche per cortesia, perchÚ la Corte possa avere nuovamente la focalizzazione di ci˛ di cui si parla, non solo parlare degli involucri, ma anche del luogo e delle circostanze in cui sono state repertate. Solo per memoria, per rinfrescare la memoria.
PUBBLICO MINISTERO: Ora...
PRESIDENTE: Dico: Ŕ passato un certo periodo di tempo, e...
PUBBLICO MINISTERO: Ora, non Ŕ che li abbia repertati sul posto il dottor VadalÓ...
PRESIDENTE: No, certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... come la Corte sa.
PRESIDENTE: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Qui, siamo a...
PRESIDENTE: Ma il Pubblico Ministero pu˛ anche limitarsi soltanto a ricordare in che circostanze sono stati.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Si tratta di due involucri che sono stati sequestrati in localitÓ Le Piane del comune di Capena, il 16 di novembre del 1995. Questi involucri sono stati alla base di una serie di quesiti, che sono stati posti ai consulenti tra i quali il dottor VadalÓ in data 22/11/95. Tra gli altri consulenti, il dottor Massari e la dottoressa Bellomo che su questo argomento hanno giÓ riferito in sede di esame e di controesame davanti alla Corte per l'appunto il 17 di maggio.
Ecco, quindi il dottor VadalÓ, mi fa una cortesia se, ecco, spiega alla Corte che cosa erano questi pacchi, a cominciare dal modo con il quale ha accertato il loro confezionamento.
TESTE VadalÓ: I due involucri, lo ricordo, erano stati denominati pacco A e pacco B, pesavano rispettivamente 63 chili... 62 chili e 300 il pacco A e 63 chili e 900 il pacco B.
La vicinissima dime... la dimensione molto simile dei due pacchi giÓ diceva che potevano essere stati realizzati con tecniche molto simili. CioŔ, praticamente erano frutto dell'opera di una stessa mano per modo di legare, per modo di nastrare. E soprattutto anche per la forma dell'involucro esterno.
Quando li abbiamo sconfezionati, abbiamo cercato - lo ricordo - di mantenerne uno intatto, cioŔ evitando di rompere quella che era la formula originale della confezione, sconfezionando per˛ completamente un altro per valutare all'interno come fossero fatte proprio intimamente tutte le connessioni, le legature e la consistenza dell'involucro.
I due pacchi hanno un diametro grossomodo di circa una sessantina di centimetri, e sono realizzati con uno strato sovrapposto di parecchie volte di sacchi dell'immondizia, quelli comuni, per uso comunale, per i secchioni grossi.
Presumibilmente, avanzo un'ipotesi, erano posti in un recipiente praticamente grossomodo di quella forma, nel quale il tritolo polverizzato fu pressato fino a fargli raggiungere una certa consistenza e una certa densitÓ.
Successivamente, per aumentare questa forma di compattamento, il materiale fu rigidamente legato con la lonza - tanto per dare un'idea molto casereccia del confezionamento - con dei cordini. Questo modo di serrare e di comprimere, a fatto sý che il materiale diventasse di una consistenza enormemente densa. Tant'Ú vero che quando dovemmo sconfezionare e aprire e recuperare le varie parti all'interno... noi facemmo una campionatura in pi¨ parti dell'involucro per valutare l'omogeneitÓ del materiale, a volte quando uno confeziona un pacco, pu˛ trovare esplosivo di un tipo da una parte e altri esplosivi da un'altra parte. Quindi, facemmo dei carotaggi letteralmente nel senso della parola, nell'intera massa di 60 chili e passa di tutti e due i manufatti. Dovemmo usare degli scalpelli e dei martelli proprio per cercare di rompere tutto quanto.
DopodichÚ, credo che l'accortezza del confezionatore fosse quella di mantenere il pi¨ possibile all'asciutto il materiale. Per cui, a questa forma di fogli di politene compressi e legati da cordini di vario tipo, fu aggiunta una ricopertura di nastro adesivo per pacchi; che, di pi¨ ha aumentato la compattezza del materiale, e ha dato delle caratteristiche di impermeabilitÓ ai vari oggetti, al materiale contenuto all'interno.
Per manipolare il materiale, io faccio notare che esistevano delle cordicelle che sono, si vedono qua. Specialmente nel pacco B, dove probabilmente erano legati come due manici per poter manipolare questo grosso oggetto.
Tento a precisare: 60 chili non sono tantissimi per una persona normale da spostare. Grossomodo una macchina di una... una macchina di grossa cilindrata, di media e altra cilindrata. Diventano per˛ difficili da spostare quando invece si tratta di materiale molto denso come questo. Quindi non c'Ŕ una... su questi manufatti, ricordo, non hanno una buona presa sulle mani proprio perchÚ c'era questo scotch che lo avviluppava. Per cui, diciamo, due persone riescono a farlo abbastanza bene il trasporto, con i manici anche una persona pu˛ prendere il manufatto in modo agevole per poterlo manipolare.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei dottor VadalÓ, stava spiegando che avete proceduto a una tecnica di campionamento che vi permettesse di stabilire se il materiale era omogeneo in tutte le parti, di ciascuno dei due involucri oppure no.
TESTE VadalÓ: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Il risultato di tutto questo profilo, qual Ŕ stato?
TESTE VadalÓ: Il risultato Ŕ stato che il materiale risultava perfettamente omogeneo in tutta la sua estensione e ricordo che trattavasi di tritolo presumibilmente proveniente da scaricamento. Da scaricamento di ordigni bellici sottoposto poi, probabilmente, presumibilmente a macinatura e a compattazione con le modalitÓ che citavo prima. Probabilmente per dare questa forma cosý quasi ellissoidale, Ŕ stato usato un recipiente presumo. Ma moltissimo ha concorso il modo di legare questo oggetto e tenerlo fortemente stretto con dei cordini.
Questo pu˛ portare, diciamo, a una compattazione del materiale assai elevato all'interno.
Abbiamo fatto una valutazione che grossomodo, la densitÓ era circa 1, 1, e 1. Un grammo per centimetro cubo. E, solitamente, Ŕ abbastanza buona quando si tratta di un materiale cosý, fatto in modo artigianale.
Con delle presse si riesce a arrivare aa pressare il tritolo fino a 1,4 grammi per millilitro. Per˛, si tratta di presse industriali, ovviamente. Si potrebbe arrivare anche a di pi¨, ma poi lo scopo diciamo di compattarlo non ha pi¨ molto senso per gli impieghi a cui Ŕ destinato questo tipo di materiale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, anche in altre... in occasione dei suoi precedenti esami, lei ha spiegato quale era, quale potrebbe essere o quale Ŕ una buona tecnica di realizzazione di queste cariche anche provvedendosi al compattamento dell'esplosivo.
Ecco, quindi quello che lei ha accertato nel caso di specie con questi due involucri, Ŕ in linea con questa sua considerazione di carattere generale? Che aveva premesso, ripeto, negli altri...
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: ... esami?
TESTE VadalÓ: Sý, sý. Sono compattati molto bene e soprattutto per il tipo di materiale che Ŕ stato utilizzato sono l'optimum che si pu˛ ottenere, utilizzando delle attrezzature non industriali. Ecco, questo Ŕ un po' quello che si vuole accennare con questo tipo di affermazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti dottor VadalÓ, dunque lei qui ha portato giustamente gli involucri e non ha portato l'esplosivo.
TESTE VadalÓ: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole ragguagliare la Corte sul come sono stati ottenuti, poi, i campioni, la loro custodia, dove si trovano attualmente, in che numero per ciascuno dei due involucri?
TESTE VadalÓ: Sý. Allora, il 24 novembre del '95, abbiamo fatto una serie di aperture a tassello per primo, valutare com'era fatto il materiale, secondo per fare una serie di provini abbastanza variegati del materiale presente all'interno del manufatto.
Quindi abbiamo fatto 12 campioni in sostanza di provinature, 5 provini a tassello dell'involucro e 5 spezzoni di cordoncino bianco.
Analogamente, sono stati fatti prelievi similari a tutti e due... all'altro pacco.
Le sostanze sono... i prelievi sono stati fatti in doppio, di cui una parte Ŕ stata utilizzata per effettuare gli accertamenti tecnici; e un'altra parte Ŕ stata messa a disposizione dell'AutoritÓ Giudiziaria per eventuali successivi accertamenti che si vogliono effettuare su questo tipo di sostanze.
Trattandosi di un materiale di cui ce n'era di disponibilitÓ abbastanza grande, Ŕ stato abbastanza agevole realizzare tutto ci˛.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che tipo di indagini - molto sinteticamente su questo punto, anche perchÚ l'argomento Ŕ giÓ stato illustrato da l'altro consulente - che tipo di indagini sono state fatte per stabilire, appunto, la composizione da un punto di vista qualitativo di questi due involucri.
TESTE VadalÓ: Allora, tendo a precisare che il materiale era di dolo puro. Quando si dice "puro" si dice che era quantitativo di dinitrotoluene era presente nella massa oltre il 99%, quindi era materiale abbastanza per cosý dire, in termine chimico, buono di qualitÓ.
Le analisi che ho eseguite le cito tutte quante, tant'Ú vero che... tant'Ú hanno dato gli stessi risultati.
PUBBLICO MINISTERO: Sý, proprio li citi solamente, dottor VadalÓ.
TESTE VadalÓ: Sý, sý.
PUBBLICO MINISTERO: Non occorre che...
TESTE VadalÓ: Sý. Dar˛ soltanto dei chiarimenti quando devo giustificare con certe analisi perchÚ ho fatto un certo tipo di indagine.
Con la diffrattometria a raggi X, diciamo, abbiamo ottenuto tritolo.
Con la microscopia a scansione con... abbinata a microsonda a dispersione di energia, abbiamo trovato tracce di ferro. Quest'analisi ci ha detto che il manufatto che conteneva il tritolo, era costituito da un materiale metallico ferroso.
Con la gascromatografia abbiamo trovato... le analisi GC-TEA, abbiamo trovato tritolo con tracce di DNT. Il DNT Ŕ sempre compatibile con il tritolo in quanto Ŕ presente per due fenomeni: uno, piccole tracce provenienti dalla sintesi; o quando Ŕ esploso, tracce provenienti dalla demolizione.
PUBBLICO MINISTERO: Nel nostro caso, quindi?
TESTE VadalÓ: Sicuramente Ŕ proveniente da sintesi. Quindi, Ŕ da escludere una demolizione del tritolo in quanto c'era la massa era prevalente, non era esplosa.
Poi, in gascromatografia e spettrometria di massa, abbiamo trovato tritolo, abbiamo confermato la presenza di tritolo.
Tengo a citare che sarebbero bastate due o tre analisi. Siccome, avevamo le macchine in funzione, le abbiamo fatte con tutte quelle tecniche che avevamo a disposizione per avere sempre una maggiore sicurezza nelle conferme.
In cromatografia liquida, altre prestazioni, abbiamo verificato la presenza quantitativa del tritolo.
Con la spettrometria di massa a triplo-quadrupolo, abbinata alla cromatografia liquida LC MSMS, abbiamo trovato certamente tritolo con tracce di T-4.
Qui bisogna dire due parole, in quanto questo T-4 Ŕ proveniente presumibilmente da inquinamento dovuto ad altre cariche presenti nel manufatto originale.
In ordigno militare sono presenti delle piccole pasticche chiamate booster che servono a velocizzare la reazione esplosiva, e che nella fattispecie possono essere state smontate dall'ordigno e messe a macinare insieme a tutta questa massa. Quindi, ci si spiega perchÚ questa quantitÓ di T-4 Ŕ cosý finemente dispersa in tutta la massa. La troviamo quasi sempre in forma pi¨ o meno, in quantitÓ pi¨ o meno variabile, ma la troviamo diffusa in tutta la massa di questo tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor VadalÓ, pu˛ esemplificare qualche cosa sul conto di questi ordigni bellici in cui il tritolo si accompagna alla presenza per quella specifica ragione e finalitÓ...
TESTE VadalÓ: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... del T-4? Tanto per dare un riferimento... non che la Corte sia, come io non sono...
TESTE VadalÓ: Citiamo una testata di un siluro, la testata di un siluro mediamente contiene dai 300 ai 500 chilogrammi di tritolo, o tritolo... che come ben si sa Ŕ un esplosivo abbastanza sordo, quindi, ha bisogno di una gran quantitÓ di ossigeno per bruciare. Allora per aiutare l'esplosione, per renderla pi¨ veloce e quindi conferire energia detonante a tutta la massa in modo quasi istantaneo, si predispongono nelle vicinanze del detonatore delle cariche cilindriche o rettangolari a seconda della foggia dell'arma o del tipo di arma, di un esplosivo ad altissimo potenziale, ad altissima velocitÓ di detonazione come Ŕ il T-4, o come in alcuni casi, Ŕ la pentrite. Di recente abbiamo trovato delle cariche cave di... per demolizione americane residuate dell'ultima guerra che contenevano tritolo e pentrite, anzichÚ tritolo e T-4. Quindi la pentrite ha la stessa velocitÓ...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha parlato dei siluri.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, siluri e quindi armamento bellico...
TESTE VadalÓ: Di carattere tradizionale.
PUBBLICO MINISTERO: ... analogo, voglio dire.
TESTE VadalÓ: Sý, sý, sý.
PUBBLICO MINISTERO: Nelle sue conoscenze, atti di rinvenimento di ordigni bellici con la presenza appunto di tritolo come materia esplosiva primaria e eventualmente, T-4 come additivo - chiamiamolo cosý - nella sua esperienza - ripeto - si sono verificati, si verificano nel territorio dello Stato italiano negli ultimi anni?
TESTE VadalÓ: Sý, sono abbastanza frequenti. Tendo a citare alcuni esempi: uno Ŕ una nave a Reggio Calabria, la Laura C. affondata nel '44 con 700 tonnellate di tritolo, in pari. Altri casi li abbiamo trovati e li ho trattati personalmente, a Palermo dove ho fatto delle analisi a dei campioni di tritolo provenienti appositamente dallo scaricamento di ordigni bellici, nella zona di Trapani, Marsala credo, sý, in quella zona lÓ.
Altri casi di rinvenimenti di... o di depositi di materiali, grosse quantitÓ di questo materiale si trovano, mi sembra di ricordare, nella zona intorno a Bari, dove alla fine della guerra furono scaricati in mare notevoli quantitÓ di questi esplosivi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottor VadalÓ - la interrompo - quindi, questa ipotesi che collega questo materiale ad un qualche ordigno o a pi¨ ordigni scaricati, secondo lei, Ŕ naturale come dire?, la naturale conclusione dalla analisi di ci˛ che componeva...
TESTE VadalÓ: Non solo.
PUBBLICO MINISTERO: ... esattamente il contenuto di questi pacchi?
TESTE VadalÓ: Non solo, non solo.
PUBBLICO MINISTERO: E per il tritolo - mi perdoni - e per il T-4 e per le tracce di ferro?
TESTE VadalÓ: Non solo di quello, ma anche diciamo delle caratteristiche balistiche del materiale. Ci siamo avvalsi del laboratorio della SNIA PPD di Colle Ferro per effettuare una serie di accertamenti tecnici volti a qualificare il tipo di materiale. Qualificare un tipo di materiale significa caratterizzare un materiale in funzione del suo impiego.
Quindi, praticamente Ŕ stato dato un certo quantitativo anche abbastanza elevato, prelevato dai due campioni e verbalizzato nel corso della relazione tecnica, con i quali sono stati eseguite delle prove che la SNIA PPD esegue normalmente sui materiali che compra all'estero per produrre o caricare materiali di armamento.
Quindi abbiamo fatto seguire a questo tritolo, la stessa procedura che viene eseguita a un tritolo di acquisto per verificare se le sue caratteristiche erano comparabili con quelle usato per il caricamento di altri manufatti militari della stessa categoria.
Ora, le... diciamo, a parte la frazione di residuo non volatile solubile in acqua che, praticamente, ci dice che Ŕ un tritolo puro, quindi non Ŕ un amatolo - non Ŕ una miscela di tritolo e nitrato di ammonio, come capita su molti manufatti militari dell'ultima guerra: che per risparmiare tritolo, aggiungevano nitrato di ammonio come sale ossigenato additivo. Qui, invece siamo in presenza di tritolo puro. Tant'Ŕ vero che l'analisi per punto di fusione, eseguita sia in calorimetria differenziale, che in termo... ci dÓ un valore di punto di fusione abbastanza simile: 76 e 515 per il pacco A e 76 e 600 per il pacco B. Quindi sono due valori estremamente identici. Questo giÓ ci fa capire che vengono da una stessa fonte di lavorazione.
Analogamente, il punto di fusione Ŕ verificato con altra tecnica, con l'analisi termogravimetria, ci dÓ dei valori di 78 e 4, e 78 e 5.
Vorrei un attimo illustrare alla Corte che la differenza di misurazioni ottenute non Ŕ che indica che un metodo Ŕ pi¨ o meno affinato o raffinato dell'altro; indica due modi diversi di leggere un punto di fusione. Che sono caratteristici di una sostanza. Inoltre, l'esplosivo Ŕ risultato abbastanza stabile al calore, quindi indica una produzione diciamo, praticamente corretta e quindi non priva di elementi che possono portare instabilitÓ del campione stesso.
Il saggio della sensibilitÓ all'impatto, in pratica, non Ŕ altro che un saggio chimico-fisico con la quale si verifica l'altezza dalla quale un ... del peso di 5 chili, fa effettuare un certo... dÓ luogo a certi fenomeni di carattere balistico.
Per entrambi i campioni Ŕ stato riscontrato un valore di 960 per il campione A e 945 per il campione B. Anche qui, in questo campo...
PUBBLICO MINISTERO: 960, mi scusi?
TESTE VadalÓ: Millimetri, scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. L'altezza?
TESTE VadalÓ: L'altezza. Quindi, diciamo, sono valori che in campo tecnologico sono considerati identici.
Per la sensibilitÓ, le prove di sensibilitÓ alla frizione anche in questo caso c'Ŕ un equipaggio mobile che strofina questi granelli di tritolo l'uno contro l'altro e si verifica il peso col quale questo equipaggio mobile ruota. Il peso al quale avviene un piccolo crepitio. La dispersione in questo caso Ŕ legata un po' alla presenza di tracce di umiditÓ, alla presenza di impurezze di carattere meccanico essenzialmente, dovute proprio al confezionamento. Ma, i valori che vengono riportati sono allineati con quello che Ŕ il tipo di materiale.
La velocitÓ di detonazione, invece, Ŕ una caratteristica specifica del tritolo. Quindi, col metodo di Frederick abbiamo otte... sono stati ottenuti dei valori di 4280 metri al secondo, e 4300 metri al secondo.
Quindi, praticamente siamo in presenza dello stesso materiale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE VadalÓ: Terminata questa carrellata di dati cosý, abbastanza brutali, ovviamente uno ne deduce che il tipo di materiale Ŕ un tritolo di seconda fusione che viene dallo scaricamento di materiali bellici. Come ho citato prima, la volta precedente, questo scaricamento industrialmente viene fatto per lisciviazione, tendo a specificare com'Ŕ: ecco, una granata d'artiglieria Ŕ come una bottiglia piena di miele grossomodo, che si Ŕ solidificata all'interno.
Per poterla estrarre, il miele o il tritolo che sia, va capovolta sopra un ugello di metallico che immette vapore caldo: il tritolo fonde a 90 gradi insieme al vapore d'acqua e si raccoglie sul fondo del recipiente.
Quindi, questo beccuccio immetterÓ vapore fino a che non ha vuotato la bottiglia. DopodichÚ la bottiglia, Ŕ considerata un manufatto metallico, viene accartocciata, viene usata come rottame; mentre il miele che Ŕ il tritolo - cito il miele perchÚ ha lo stesso colore - viene fatto asciugare dall'acqua, viene trafilato su un paio di rulli per farlo asciugare, scagliettato e rivenduto come esplosivo civile.
Ripeto, non ha pi¨ le caratteristiche per essere impiegato come tritolo militare. Proprio perchÚ, alcuni di questi saggi che ho citato, dopo il trattamento con il vapor d'acqua, tendono a diminuirne di parecchio le caratteristiche. Siccome non rientrono pi¨ in quel quadro che il Ministero della Difesa intende accettare come materiale di impiego bellico - quindi lunga conservabilitÓ, possibilitÓ di pressarlo con presse o di metterlo nei suoi manufatti - e viene utilizzato per impiego civile.
Una eventuale apertura o ricavo di esplosivo da un manufatto per esempio trovato in modo clandestino - come per esempio potrebbe essere una mina navale - Ŕ quella di farla con un certo... assumendosi una certa dose di rischio, prendendo uno scalpello ben affilato e con una mazzetta aprire l'involucro metallico.
Potrebbe sembrare una manovra estremamente pericolosa, per˛ durante la guerra c'era tantissima gente che viveva sul pesce pescato utilizzando l'esplosivo prelevato da questi materiali. Per cui, diciamo, la tradizione... una piccola tradizione in Italia esiste da questo punto di vista e talvolta non Ŕ difficile avere questi involucri che sono di per sÚ di ... molto sottile. Addirittura anche con un paio di forbicioni da metallo si possono aprire.
Certo non Ŕ un'attivitÓ che Ŕ fatta a livello di sicurezza o fatta a livello industriale, ovviamente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottore, mi pare, anzi ne son sicuro che vi fosse stato delegato, vi fosse stato affidato in occasione dell'incarico del 22 novembre anche un giudizio di compatibilitÓ tra questo materiale esplodente che avevate avuto a disposizione e le risultanze degli accertamenti nemmeno tutti eseguiti personalmente da lei o dal dottor Massari, proprio nei luoghi e in occasione o per meglio dire subito dopo che si erano verificati gli attentati oggetto delle indagini.
Ecco, sul punto di questa compatibilitÓ da accertare, qual Ŕ il criterio che vi ha, per cosý dire, orientato e quali risultati lei oggi alla Corte rappresenta proprio su questo argomento.
TESTE VadalÓ: Certo. Premesso che come ho ribadito anche in altri precedenti interventi, non Ŕ possibile risalire dai residui di un'esplosione a una specie commerciale. E', per˛, possibile diciamo valutare la presenza di specie esplosive in un manufatto integro e compararle su quelle ritrovate sul luogo di un'esplosione. Senza per˛, fare alcun accostamento di carattere merceologico, cioŔ a dire: Ŕ l'esplosivo tal dei tali, oppure Ŕ un esplosivo di carattere militare o civile. Questo Ŕ un discorso che non si pu˛ fare.
Per˛ si pu˛ dire tranquillamente, questa non Ŕ una cosa che si pu˛ negare che, in un quadro riepilogativo nella relazione tecnica all'attentato di via Fauro del 14 maggio '93 fu trovato: etilenglico di nitrato, nitroglicerina, dinitrotoluene, tritolo, pentrite, T-4.
E le stesse specie furono trovate in via dei Georgofili, in via Palestro, a San Giovanni, in via del Velabro.
Nell'attentato di Formello a Roma del 14 aprile fu trovato dell'EGDN... e DNT.
E' l'unico attentato nel quale il quadro Ŕ leggermente diverso, come presenza di sostanze esplosive.
In questo esplosivo trovato a Capena, abbiamo, come sovrapposizione di specie esplosiva, la sola presenza del tritolo e delle tracce di T-4. Non sono per˛ in grado di dire se questo T-4, per esempio, proviene da un inquinamento - parlo delle esplosioni - o da un booster.
Quindi, devo dire chiaramente che Ŕ presente la sola specie ed Ŕ comune solo a questi cinque attentati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi, per venire a stabilire se vi sia una qualche compatibilitÓ, a posteriori ovviamente, tra questo esplosivo e quanto aveva, per cosý dire, confezionato o corredato la singola autobomba o quel che fosse esplosa nell'uno e nell'altro degli attentati, voi vi siete... lei si esprime oggi in termini di compatibilitÓ e a quali condizioni, ovvero si esprime in termini diversi?
TESTE VadalÓ: Mah, esprimo che la compatibilitÓ, qui adesso io ho trovato semplicemente due manufatti esplosivi, non certamente preparati per esplodere. Presumo che gli esplosivi...
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi perchÚ no.
TESTE VadalÓ: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi perchÚ, questa affermazione.
TESTE VadalÓ: Be', avendo letto i verbali, le cariche erano state seppellite nel terreno...
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ora...
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Questo Ŕ un dato assolutamente casuale.
TESTE VadalÓ: Sý, questo tipo di esplosivo non detona bene, se non ci si mette vicino un buon booster.
Un booster che potrebbe essere costituito da una gelatina, per esempio, o da un plastico alla pentrite o al T-4, o addirittura da della miccia detonante. E sono questi gli elementi che mancano per completare il quadro dei residui comparati con l'esplosivo trovato.
PUBBLICO MINISTERO: Come dire che, se ho capito bene - se ho capito male mi smentisca - come dire che questi involucri, che lei ha avuto a disposizione e che ha potuto analizzare, in quanto assemblati con un booster con gelatinato...
TESTE VadalÓ: Le sostanze che ho citato, sý, darebbero luogo, esplodendo, a questo tipo di...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, e in quanto... lasciamo perdere per un attimo gli accertamenti sugli attentati. In quanto attrezzati, predisposti per l'impiego della miccia alla pentrite, produrrebbero, dal punto di vista analitico, a detonazione ottenuta?
TESTE VadalÓ: Questo spettro variegato di residui di esplosione. Quindi, etilenglico di nitrato e nitroglicerina provenienti dalla gelatina; glicotoluene, che potremo avere provenienti sý a dalla gelatina che dalla demolizione del tritolo; e la pentrite da una miccia detonante.
Il T-4 potrebbe venire esso stesso da una miccia detonante o dalle tracce di contaminazione presente nella carica...
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, sarebbe, secondo la sua esperienza e secondo la letteratura - se in questi termini ci si pu˛ esprimere - corretto, realizzare un manufatto esplosivo finale in questo modo, oppure si tratterebbe di qualcosa di anomalo, o addirittura senza precedenti?
TESTE VadalÓ: No, no, assolutamente. Il fatto che, valutando il tipo di carica esplosiva che Ŕ stata trovata e che si presume sia stata utilizzata nel corso degli attentati, e valutando la quantitÓ enorme di tritolo che Ŕ stata trovata confrontata con le scarse tracce ... di tritolo che si incontravano di primo acchito, ci fa considerare che l'esplosione sia stata franca - quindi che il tritolo sia bruciato benissimo tutto - e che siano rimaste pi¨ visibili, forse perchÚ pi¨ volatili e rese pi¨ appiccicose da altre parti, le tracce di componenti del booster.
PUBBLICO MINISTERO: Come dire che un tritolo, allora, come quello che c'era dentro quegli involucri, per come era confezionato, era assolutamente indicato per la cosiddetta esplosione franca?
TESTE VadalÓ: Certamente. Sempre per˛ associato a un booster di ottima energia; altrimenti, diciamo, spesse volte ci siamo incontrati con delle situazioni in cui questo tipo di esplosivo letteralmente si Ŕ spaccato in due o in tre parti, lasciando proprio tracce visibili - proprio anche tangibili con la mano - di materiale color ocra appiccicato sul muro.
Ricordo, tempo fa, trattammo d'ufficio un'esplosione in una sede della Lega in Altitalia, dove proprio si poteva raschiare col coltellino, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Questo potrebbe verificarsi in presenza di quali inconvenienti? per adoprare questo termine.
TESTE VadalÓ: Una scarsa attivazione, diciamo un booster non molto efficiente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi un booster realizzato con gelatinati...
TESTE VadalÓ: Talvolta solo con detonatori. Talvolta c'Ŕ qualcuno che mette un solo detonatore...
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Quando lei parla di un booster non efficiente o poco efficiente, che cosa vuol dire? Calcolato male nei suoi quantitativi o, eventualmente, materiale non di buona qualitÓ o materiale deteriorato?
TESTE VadalÓ: Calcolato male nei suoi quantitativi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottor VadalÓ, mi pare che con questo incarico del 22 di novembre, loro fossero - lei, quindi e il dottor Massari in particolare - foste state richiesti anche di procedere ad una campionatura, o a un repertamento che dir si voglia, in via Dire Daua. Quindi, questa Ŕ un'attivitÓ... vuole spiegare esattamente in che termini vi fu conferito questo specifico incarico?
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: E che tipo di operazioni, in relazione a questo incarico, avete compiuto e che cosa ne risulta ad oggi.
TESTE VadalÓ: Allora, c'Ŕ stato chiesto di effettuare, il termine utilizzato Ŕ: "estrazione e fissazione di eventuali residui di esplosivo negli immobili siti in via Dire Daua 2".
Praticamente, questa attivitÓ consisteva nell'estrarre, mediante un solvente organico - nella qual fattispecie acetone - eventuali tracce di esplosivo rilevate in quelle zone dove, con attrezzatura tipo EGIS, con l'EGIS erano stati dati allarmi per esplosivi.
L'attivitÓ di questo genere ha permesso di sciogliere, letteralmente, quindi trasferire l'esplosivo eventualmente presente - noi non siamo in grado di vederlo, quindi abbiamo dovuto tamponare zone ben pi¨ ampie - sul pavimento, per esempio, della camera da letto e trasferirlo dal pavimento su un tampone di cotone.
Quindi, l'operazione Ŕ un'operazione di transfer di una materia da un posto ad un altro. Il tampone Ŕ stato... tampone o i tamponi eseguiti in quella stanza, perchÚ adesso se ben ricordo ne son stati fatti pi¨ di uno, furono trasferiti in dei contenitori sterili e sigillati, chiusi e messi a disposizione dell'AutoritÓ Giudiziaria.
PUBBLICO MINISTERO: Lei parlava di tamponi ottenuti mediante l'impiego di solvente.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questa sarebbe la cosiddetta "tecnica d'umido".
TESTE VadalÓ: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Avete impiegato anche...
TESTE VadalÓ: Abbiamo fatto anche dei tamponi a secco, nella speranza che - o nell'intenzione - che ci˛ che non veniva raccolto o sciolto dal solvente, fosse poi catturato dalle fibre del carbone stesso.
Quindi, in pratica, Ŕ un'asportazione l'una di tipo chimico, quindi uno scioglimento, come uno raccoglie con uno straccio umido delle tracce di zucchero su un tavolo; e un'altra Ŕ di tipo secco, cioŔ quindi meccanicamente, col cotone, Ŕ stato asportato ogni particella che era in superficie di quel manufatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi avete fatto uso di una tecnica - mi pare di aver capito anche da altre precisazioni che sono state fornite alla Corte anche da lei - ortodossa, corretta, per la...
TESTE VadalÓ: E' quella prevista nei casi non soltanto di prelievo di sostanze esplodenti, ma ovunque si debbano ripulire o asportare o trasferire o fissare delle sostanze su un supporto per essere poi analizzate, ed evitare che esse vadano disperse.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Dunque, lei ha parlato di ottenimento di tamponi, di loro assicurazione mediante sigillatura o qualcosa di simile; una domanda molto semplice: sono state effettuate popi indagini, da parte loro, su questi tamponi?
TESTE VadalÓ: No, no assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, cosý come sono stati ottenuti, sono stati conservati.
TESTE VadalÓ: Conservati.
PUBBLICO MINISTERO: E tuttora sono conservati?
TESTE VadalÓ: Tuttora sono conservati in questo modo. Per riottenere ci˛ che era stato raccolto, Ŕ sufficiente prendere questi tamponi di cotone e riscioglierli, immettere del solvente che scioglie il materiale raccolto e lo trasferisce sotto forma liquida per essere poi utilizzato in corso di analisi.
PUBBLICO MINISTERO: Per˛ in un momento successivo, rispetto a questo incarico che fu conferito il 22 di novembre - dicevamo - del '95, le Ŕ stato richiesto di compiere ulteriori accertamenti, sempre dal Pubblico Ministero di Firenze nel quadro di queste indagini.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Senza, quindi, bisogno che io la solleciti con domande specifiche, penso che lei sia senz'altro in grado di passare agli accertamenti successivi; per cortesia: in ordine cronologico, l'oggetto dell'accertamento, le metodologie che sono state utilizzate e i risultati.
TESTE VadalÓ: Sý. Allora, accertamenti successivi all'incarico del 22 novembre, il primo accertamento ci Ŕ pervenuto, ci Ŕ stato richiesto in data 23 gennaio.
PRESIDENTE: Di che anno?
TESTE VadalÓ: Del '96.
Si trattava di analizzare, mediante un sistema non distruttivo, e ricercare la presenza di esplosivi in due autovetture sequestrate il 19 gennaio '96 a Firenze. Una era una Volkswagen Golf targata Firenze H35701, e un'altra era una FIAT Uno targata Firenze M86865.
Premetto che c'Ŕ stato...
PUBBLICO MINISTERO: Completi per cortesia, dottor VadalÓ, la specifica per come era nell'incarico del Pubblico Ministero.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Queste due automobili.
TESTE VadalÓ: Certo. Tanto promesso, procedono i consulenti...
PUBBLICO MINISTERO: No, no.
TESTE VadalÓ: No.
PUBBLICO MINISTERO: No, dottor VadalÓ.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Lo legga il primo capoverso dell'incarico.
TESTE VadalÓ: Sý:
"Premesso che nelle presenti indagini Ŕ stato proceduto al sequestro in data 19/01/96 delle autovetture targate Firenze H35701 Volkswagen Golf e Firenze M86865 FIAT Uno, rispettivamente di proprietÓ di Messana Giampiero e di Perricone Tommasana ma in uso a...".
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Di Perricone Tommasa.
TESTE VadalÓ: Tommasa, sý.
PUBBLICO MINISTERO: Gli occhiali, dottor VadalÓ.
TESTE VadalÓ: Sý, purtroppo...
PUBBLICO MINISTERO: Dia retta a me.
TESTE VadalÓ: "Ma in uso a Messana Antonino".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, qual era il tipo, in relazione a questi due veicoli, il tipo di indagine che vi fu richiesta; e quali risultati lei oggi rappresenta alla Corte.
TESTE VadalÓ: Sý, c'Ŕ stato richiesto di verificare se in questi autoveicoli ci fossero tracce di contaminazione da esplosivi con analisi non distruttive.
PoichÚ l'EGIS si trovava in Roma, ci furono fatte pervenire le due autovetture, debitamente sigillate, che noi abbiamo aspirato - e qui c'Ŕ da fare una piccola digressione sulle modalitÓ - sulle quali abbiamo identificato:
Sulla FIAT Uno tracce di tritolo in quantitÓ superiore alla soglia di allarme all'interno del bagagliaio, sul sedile posteriore, sul pavimento tra il sedile posteriore e quelli anteriori; nei posti anteriore destro e sinistro; sul cruscotto anteriore - cambio volante, consolle - e su portaoggetti posteriore. La FIAT Uno risultava contaminata in queste zone.
La Volkswagen Golf, invece, ha dato una risposta a tracce di tritolo superiori alla soglia di allarme sul sedile posteriore, sul pavimento tra il sedile posteriore e quelli anteriori, nei posti anteriori sinistro e destro e sul cruscotto, volante, cambio e consolle.
Questi dati, visti e letti cosý, ci danno un'impressione: a mio giudizio, indicano che una contaminazione presente sul volante, sul sedile anteriore, sulle pedane, Ŕ legata a una contaminazione secondaria.
Cosa vuol dire una contaminazione secondaria?
Al fatto che se una persona ha manipolato dell'esplosivo, e quindi Ŕ esso stesso contaminato dall'esplosivo, trasferisce in modo successivo, le piccole tracce di esplosivo su altri oggetti e manufatti che sono di uso pi¨ comune.
La presenza, invece, di esplosivo nel bagagliaio, in soglia di allarme abbastanza elevata, potrebbe anche indicare la presenza di un manufatto esplosivo ivi appoggiato; giacchÚ non Ŕ pensabile che una persona normalmente si vada a posizionare nel bagagliaio di una macchina lasciando una forma di contaminazione in quel luogo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei ipotizzerebbe - perchÚ credo che oltre un'ipotesi non si possa spingere su questo punto - magari che nel bagagliaio si sia trattato di una contaminazione primaria.
TESTE VadalÓ: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Come definizione.
TESTE VadalÓ: Certo, indubbiamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ha parlato di primaria, quindi ne deduco che quell'altra...
TESTE VadalÓ: Indubbiamente. Anche alcuni materiali presenti nella Golf - nella Golf il quantitativo era pi¨ ridotto - denotavano la presenza proprio di spargimento di piccole tracce di esplosivo da parte degli occupanti della macchina, praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Tre precisazioni su questo punto, dottore.
Allora, mi pare di aver capito che la risposta Ŕ stata positiva per la ricerca dell'esplosivo quanto ed esclusivamente alla specie tritolo.
TESTE VadalÓ: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi con esclusione di qualsiasi altra specie...
TESTE VadalÓ: Specie esplosiva, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Almeno tra quelle cercate. Che Ŕ lo spettro, poi.
TESTE VadalÓ: Lo spettro cercato Ŕ totale, eh. PerchÚ noi cerchiamo tutti gli esplosivi con le nostre tecniche. Solo lý, la sostanza cercata era solo ed esclusivamente - trovata - tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Secondo punto. Lei parlato, un attimo fa, delle tracce di tritolo registrate, per esempio, sul volante, mi pare abbia detto.
TESTE VadalÓ: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ora non mi ricordo con riferimento...
TESTE VadalÓ: Volante, cambio e cruscotto.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha spiegato che l'incarico di questo accertamento le Ŕ stato dato il 23 di gennaio.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Ha letto la prima parte del quesito, laddove si dÓ per premesso - poi la Corte lo acquisirÓ questo dato, anche attraverso altri elementi - che questi veicoli sono stati sequestrati il 19 di gennaio del '96, quindi quattro giorni prima che lei avesse questo incarico.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Io le chiedo questo: Ŕ possibile - Ŕ possibile - nel presupposto che queste automobili in tutto il periodo precedente il 19 gennaio del '96 a risalire nell'ordine delle settimane, dei mesi, fino a tre anni, fossero state normalmente utilizzate - da chi ne disponeva, quindi dal proprietario, il conducente e chi altri fosse - Ŕ possibile che la presenza di tracce di contaminazione per l'appunto sui punti e sui luoghi, sulle attrezzature, sulle parti componenti del veicolo, che sono pi¨ spesso esposte all'uso, al maneggiamento - il volante, il cambio prima che ogni altro - Ŕ possibile che queste tracce di contaminazione potessero risalire a una presenza, in termini di contaminazione primaria o in termini di contaminazione secondaria, risalente nell'ordine non dei giorni o delle settimane addirittura al limite massimo, cosý, virtuale che io le ho proposto, di tre anni?
TESTE VadalÓ: Certamente. E per poter far vedere una cosa di questo genere sarebbe necessario illustrare un attimo e far vedere la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: E si pu˛ puntare...
TESTE VadalÓ: Ecco, questa in particolare Ŕ la parte interna della Uno. Si pu˛ vedere un tappetino di materiale spugnoso; un sedile di stoffa. Questo Ŕ il cruscotto con il volante, il volante Ŕ ricoperto di materiale plastico.
Qui bisogna fare una piccola digressione.
Abbiamo due forme nel quale queste sostanze chimiche e tutte le sostanze chimiche si sciolgono l'una con l'altra. La prima Ŕ l'assorbimento di microscopiche particelle nei tessuti della fibra; quindi, questa Ŕ la prima via di contaminazione.
La seconda via di contaminazione Ŕ legata proprio alla soluzione chimica. Il volante Ŕ fatto di una plastica poliuretanica, quindi un polimero, nel quale il tritolo si scioglie anche abbastanza bene; per cui si impregna questo materiale con residui di esplosivo trasportato dalle mani. L'uso del volante, poi, spinge poi a fondo e ricopre in modo intimo tutte le superfici che con l'uso sono diventate porose.
Quindi, c'Ŕ proprio uno scioglimento di questa contaminazione all'interno del materiale plastico. C'Ŕ una inserzione intima nelle fibre dell'imbottitura o della struttura della moquette del pavimento.
Se io dovessi estrarre queste fibre, dovrei effettuare dei lavaggi con dei solventi particolari, come quelli che noi abbiamo adoperato per fare la fissazione dei residui in via Dire Daua.
Pertanto, Ŕ compatibile il fatto che una macchina non lavata, o quantomeno non aspirata, anche aspirata ma non eccessivamente pulita, possa aver conservato tracce di contaminazione anche per qualche anno.
PRESIDENTE: Scusi dottore, mi tolga una preoccupazione.
TESTE VadalÓ: Sý.
PRESIDENTE: Ma il lavaggio normale delle macchine porta via queste cose?
TESTE VadalÓ: Porta via delle piccole tracce di particolato. Ma non riuscirÓ mai a portarle tutte via completamente perchÚ? PerchÚ tra particella e fibra ci sono due fenomeni di adesione. Un primo fenomeno di adesione ha un carattere esclusivamente meccanico: cioŔ la particella si infila nella microfessura e lý rimane posizionata solo da un punto di vista fisico.
Un altro modo per fermare questa particella Ŕ il fatto che si stabiliscono dei legami chimici, di carattere debole, ma pure sempre legami chimici, di carattere elettrostatico o altro, che tengono a mantenere, come si suol dire, assorbita la particella all'interno di questa massa polimerica o porosa.
E da questa non Ŕ facile estrarla. Non Ŕ facile estrarre queste particelle in modo totale e integrale.
L'unico modo per romper pure questo legame Ŕ quello di usare dei solventi. Quando io uso solventi, modifico chimicamente quello che Ŕ il rapporto di interazione fra piccola particella e matrice; e quindi la stacco e la elimino definitivamente portandola via sotto forma di un liquido; che poi potrei raccogliere.
Come si fa, praticamente, quando si puliscono le moquettes. Si usa sý un sistema di aspirazione, ma coadiuvato a un tensioattivo, a un sapone. Il sapone cosa fa? Rompe quell'equilibrio che c'Ŕ fra le particelle di sporco e le fibre, e permette poi all'aspiratore di portarle in soluzione e di asportarle fisicamente dal supporto.
Quindi, ecco qui spiegata la presenza, anche per lungo tempo, di tracce di questo esplosivo.
Per non parlare poi di esplosivi che hanno un carattere di volatilitÓ, per cui hanno anche piccola tensione di vapore, per cui addirittura si sciolgono, in taluni casi, anche meglio nelle plastiche.
Una pentrite, addirittura, avendo anche la caratteristica di caricarsi un pochino elettrostaticamente, quindi strofinando con le fibre tende a creare delle cariche elettriche superficiali, per cui si acchiappa ai tessuti e non se ne va pi¨ via.
E' uno dei fenomeni che gli allergologi tengono presenti con maggior interesse quando si fa lo studio delle spore per le allergie. Le allergie sui condizionatori di aria sono delle sorgenti, questi impianti se non vengono con frequenza cambiati i filtri.
PUBBLICO MINISTERO: Volevo saper questo ancora: voi avete eseguito, quindi, le operazioni utilizzando l'apparecchiatura cosiddetta EGIS.
TESTE VadalÓ: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: La Corte Ŕ edotta di come funziona questa apparecchiatura perchÚ l'ha illustrato convenientemente il dottor Massari nell'udienza del 17 di maggio; quindi non le pongo domande su che cosa Ŕ l'EGIS, come funziona e quali sono le procedure.
Le chiedo una cosa pi¨ semplice: dopo aver effettuato questa indagine, con i risultati che ha esposto, avete proceduto anche a fissare quanto vi fosse, al momento della vostra indagine, all'interno dei veicoli, o avete proceduto diversamente?
TESTE VadalÓ: No, Ŕ stato proceduto al sequestro dei veicolo; come tale Ŕ stato chiesto di conservarlo sigillato presso l'AutoritÓ Giudiziaria. In qualsiasi momento uno vuole andare a compiere...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi i veicoli sono stati sigillati.
TESTE VadalÓ: Sý, sý.
PUBBLICO MINISTERO: Rimessi nella condizione precedente al vostro intervento.
TESTE VadalÓ: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Su questo punto volevo chiedere ancora una precisazione: lei poco fa ha spiegato alla Corte che questa risposta positiva all'accertamento quanto al tritolo ha dato risultati per tracce anche oltre la soglia di allarme dello strumento.
Ecco, vorrei che lei spiegasse un attimino alla Corte che cosa vuol dire soglia di allarme dello strumento.
TESTE VadalÓ: Allora, la soglia di allarme dello strumento Ŕ quel particolare valore in concentrazione di un segnale proveniente da una rivelazione di esplosivo che Ŕ in rapporto di cinque volte a uno il rumore di fondo. Cerco di spiegarmi un po' meglio.
Il rumore di fondo Ŕ simile a un'onda del mare. Lo strumento, in pratica, decide che un segnale Ŕ dovuto a un allarme, quando un'onda delle dimensioni di cinque volte le onde normali passa attraverso la sua finestra di lettura. Ecco, quindi spiegato in modo molto visivo.
Questo rapporto di cinque a uno Ŕ regolabile dalla societÓ che fa manutenzione; in genere Ŕ il giusto rapporto segnale-rumore, rumore di fondo, che permette un'analisi corretta, senza falsi allarmi o allarmi spuri.
Si potrebbe anche scendere di sotto, come sensibilitÓ, per˛ per nostra esperienza, abbiamo visto che, sia pure con segnali indicativi, cioŔ visualizzazione di una presenza di tracce di esplosivo ma non di allarme, Ŕ meglio avere una soglia abbastanza elevata - cioŔ abbastanza alta; come dicevo un rapporto di cinque a uno - che ci permette di discriminare con certezza la presenza di un esplosivo.
Altrimenti potremmo avere la presenza di allarmi spuri che non hanno nulla a che vedere con le specie che noi stiamo cercando.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol passare per cortesia, dottor VadalÓ, all'incarico e agli incarichi successivi?
TESTE VadalÓ: Sý. L'incarico successivo fu dato in dato 1 febbraio, quindi poco dopo quel...
PUBBLICO MINISTERO: Sempre '96, quindi.
TESTE VadalÓ: Sempre '96. Riguardava alcuni materiali esplodenti sequestrati nella stessa data...
PUBBLICO MINISTERO: CioŔ sempre il 1 febbraio...
TESTE VadalÓ: Il 1 febbraio, in una proprietÓ del Frabetti Aldo dal Centro Operativo della DIA.
Di che cosa si trattava? Essenzialmente si trattava di tre tipologie di oggetti. La prima, Ŕ una serie di cariche esplosive preconfezionate di peso variabile da un chilo a cinque chili; di alcuni detonatori e di miccia a lenta combustione.
Vediamo di analizzare un po' tutti questi manufatti dandone un'idea di come erano realizzati.
Ecco, uno di questi manufatti hanno forma grossomodo di una lonza, di una grossa mortadella. Ed era completamente avviluppato da nastro adesivo per uso elettrico di colore nero.
Ne faccio vedere alcuni altri in rapida successione, perchÚ la loro posizione era praticamente simile, non c'erano grosse differenze.
Come si pu˛ vedere in questa foto, una delle aperture mostrava, al di sotto dello strato di scotch, o di nastro isolante, delle tracce di legature. Poi spiegher˛ a che cosa possono essere fatte risalire.
Ecco, questo Ŕ il reperto numero 2. Pi¨ o meno sempre la stessa...
La tipologia era pi¨ o meno simile.
L'ammontare complessivo del peso lordo di tutti gli otto manufatti, perchÚ di otto manufatti si trattava, era di circa 22 chili e rotti. Adesso non ricordo precisamente il peso, per˛ comunque era intorno a quella misura lý.
Questi manufatti sono stati trattati pi¨ o meno come gli altri sequestrati in data 16 novembre.
Sembrano dei figli di quelli in data 16 novembre. CioŔ, costruiti e realizzati con le stesse modalitÓ.
All'interno di questi manufatti abbiamo trovato una polvere gialla ocra e esplosivo con le stesse caratteristiche.
Poi spiegher˛ e dir˛ quali sono i valori similari che sono stati incontrati.
La tecnica che abbiamo adoperato per aprire questo tipo di materiale Ŕ stata quella del carotaggio. CioŔ, abbiamo realizzato un piccolo forellino e con una provetta, con i bordi affilati, abbiamo effettuato dei prelievi gli interni come si fa quando si fanno i carotaggi nel terreno, cercando statisticamente di prendere la maggior quantitÓ possibile di esplosivo in tutto l'asse longitudinale della carica.
In pi¨, mediante una lama abbastanza acuminata, affilata, sono stati prelevati dei campioni di cordino e dei campioni di rivestimento interno per valutare e verificare la composizione e le modalitÓ di confezionamento.
La sorpresa che ci Ŕ stata data valutando queste caratteristiche di questi, Ŕ che, a parte il peso, il tipo di costruzione e il tipo di realizzazione, era praticamente analogo a quello dei pacchi da 60 chili. Solo fatti in formato ridotto.
Il colore del politene che avvolgeva questi vari manufatti, era di colore verde, in taluni casi; bianco in qualche altro caso. E praticamente il tutto era avviluppato in modo...
PUBBLICO MINISTERO: Anche nero mi pare, vero?
TESTE VadalÓ: Sý, sý. Qualcuno anche nero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE VadalÓ: Presumo si sia trovato, si sia utilizzato quello che si trovava a disposizione.
Il tipo di impaccamento - perchÚ questo Ŕ il termine esatto per dire l'ammassamento di una polvere all'interno di un manufatto - era realizzato con lo stesso metodo della corda avvolta e stretta in modo tenace su tutta la massa.
Le cariche, ripeto, il tritolo realizzato all'interno Ŕ stato sottoposto alle stesse tecniche con le quali abbiamo sottoposto i campioni precedenti da 60 chili. E ci hanno dato gli stessi risultati, praticamente.
Abbiamo trovato tracce di ferro e piombo con la microscopia elettronica con microsonda a dispersione di energia. Quindi un risultato praticamente identico.
Abbiamo trovato tritolo per diffrattometria; abbiamo trovato tritolo per cromatografia gassosa e in reazione TEA. Tritolo e T-4 in GCMS, quindi anche T-4 Ŕ risultato presente come contaminazione in queste campionature.
Tritolo in HPLC, che ci ha permesso di eliminare la presenza quantitativa. E in cromatografia liquida con le rivelazioni a triplo-quadrupolo, abbiamo trovato, anche in quel caso, tritolo.
Abbiamo fatto una sovrabbondanza di indagini.
Quindi ci ha confermato la presenza in tutti i campioni che sono stati prelevati, come per i reperti sequestrati in data 16, in doppia campionatura, la presenza di tritolo e T-4 con leggere tracce di ferro.
Quindi, anche questo manufatto, come granulometria e come caratteristica, era identico a quello rinvenuto il giorno 16.
La conferma ci viene data dalle caratteristiche balistiche di cui facemmo fare il punto di fusione utilizzando sia la cronometria differenziale, che la gastermoplanimetrica. E che ci ha dato valori comparabili con quelli utilizzati e ottenuti la volta precedente che hanno permesso di classificare questi campioni come tritolo a basso punto di fusione. Quindi tritolo da scaricamento e da recupero anche in questo caso.
Gli altri materiali, invece, erano costituiti da: detonatori, come ho detto prima. Ed erano anche im pessime condizioni.
Vediamo un po' se ci abbiamo le fotografie. Sý, sicuramente ci abbiamo la fotografia.
Ecco, questo tanto per citare il modus di confezionamento del pacco. Questo Ŕ il reperto numero 8.
I cordini di colore ocra chiaro serravano in modo stretto, proprio come un salame, il manufatto.
Ecco, questo Ŕ il primo detonatore - che Ŕ il reperto 9 - Ŕ un detonatore della Sipenopen.
Ecco, lo si vede qua da questi simboletti. Ed erano tutti quanti in pessime condizioni di conservazione. Presumibilmente conservati in un luogo piuttosto umido. Mostravano tracce di ossidazione sul corpo metallico.
PUBBLICO MINISTERO: Ma di che tipo erano questi detonatori?
TESTE VadalÓ: Erano detonatori a fuoco, quindi idonei ad essere utilizzati con miccia a lenta combustione.
Detonatori ordinari, e...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, erano tutti della stessa provenienza, dal punto di vista merceologico, o no?
TESTE VadalÓ: No. No, no, non erano tutti della stessa provenienza.
Il reperto 8... No, il reperto 9 era un detonatore della Simenopel con un diametro di 6,5 per una lunghezza di 42 millimetri.
Il 10, era un detonatore sempre a fuoco della ditta Schaffler con diametro 7 millimetri, lunghezza 45.
L'11, il reperto 11, Ŕ un detonatore di alluminio sempre della Schaffler identico al precedente.
Il 12, era un detonatore a fiamma senza alcuna scritta. E qui bisognerebbe fare una riflessione. Talune ditte imprimono dei marchi sui propri detonatori, proprio per identificarli come da essi provenienti.
Talune produzioni dei Paesi dell'Est, o produzioni di altre provenienze, non mettono alcuna scritta. Per cui talvolta la nostra Ŕ solo la presunzione di dire: presumibilmente provenienti dai Paesi dell'Est, perchÚ sono loro che sono stati i primi a non mettere marchi di fabbricazione.
Il 12 era sempre un detonatore diametro 6,5 per lunghezza 44,5 molto simili. Anche il 13, anche il 14.
Il 15, anche, era come il 9, praticamente era un Sipenopel da 6,5 per 42, anche molto differente.
Il 16 era anch'esso un detonatore senza alcuna forma di identificazione.
Questi materiali - li cerchiamo, anche per farli vedere un pochino - per altro si presentavano in forme abbastanza contorte. In taluni casi molti erano rovinati. Non mi sentivo tranquillo quando li tenevo, in quanto erano un po' ossidati.
Quando questa roba non Ŕ ben conservata, non Ŕ molto sicura. Comunque erano ancora attivi ed efficienti in quanto, avendo fatto delle idrografie all'interno, presentavano ancora la carica ... in condizioni di efficienza.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor VadalÓ, su questo stato di cattiva, o di pessima addirittura, conservazione di questi detonatori che lei suppongo ha visto solamente nel suo laboratorio.
TESTE VadalÓ: Sý, sý.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cioŔ lei non Ŕ andato a repertarseli sul posto.
TESTE VadalÓ: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ecco, sullo stato di cattiva conservazione - lei ha detto per altro erano in condizioni di deficienza - ecco, ma sullo stato di cattiva conservazione, pu˛ avere influito il tempo e il luogo di ultima custodia?
CioŔ, Ŕ materiale che risente del tempo e del luogo? Quindi come condizione di umiditÓ, o,...
TESTE VadalÓ: Sý, sý, soprattutto l'utilitÓ. Questi sono materiali che vanno conservati all'asciutto.
Quindi, praticamente, il fatto di essere conservati in un luogo umido, pu˛ provocare... Ecco, per esempio, questo detonatore che sarebbe il 15, Ŕ ancora integro, non presenta troppi segni. Ma quelli che abbiamo visto in precedenza, come questo qua, presentano segni di umiditÓ e di tracce di corrosione.
PUBBLICO MINISTERO: Sý. Ecco, mi sembra che sui detonatori ci siamo diffusi a sufficienza.
Vorrei...
TESTE VadalÓ: Ecco, il terzo, la terza tipologia di materiali era della miccia a lenta combustione.
E qui praticamente, diciamo, ci siamo un pochino...
PUBBLICO MINISTERO: Lei sta sottoponendo, dottor VadalÓ, come anche per le precedenti relazioni, le fotografie che sono allegate agli elaborati...
TESTE VadalÓ: Certo, certamente.
PUBBLICO MINISTERO: ... delle vostre consulenze.
TESTE VadalÓ: Dunque, ho portato qua i campioni di miccia per farli proprio vedere e visualizzare direttamente alla Corte.
PUBBLICO MINISTERO: Intanto illustriamo...
TESTE VadalÓ: Sý. Si trattava di miccia a lenta combustione di tipo catramato presente in quantitativo... Devo leggerlo, perchÚ non me lo ricordo a mente.
C'era uno spezzone di circa 11 metri, e uno spezzone di circa due metri.
La caratteristica di questa miccia era che presentava un avviluppo di nastro adesivo di colore nero. Da principio, guardandola in modo superficiale, si presentava come una miccia di tipo viplato, cioŔ di quelle commerciali ricoperte di plastica, di un tubetto viplato. Quindi di PVC.
Poi, andando bene a vedere, se uno la toccava sulle mani, sentiva una specie di nervatura icoidale che percorreva tutta quanta la lunghezza di questo manufatto.
E andando ad aprirla c'era proprio del nastro adesivo avvolto addosso.
Presumo che questo nastro sia stato inserito per aumentare l'impermeabilitÓ della miccia.
Di per sÚ la miccia catramata Ŕ sý indicata in luoghi umidi, ma non Ŕ certo la miccia migliore per conservarsi nel tempo.
Questo tipo di miccia ha un ritardo di 120 secondi per metro. CioŔ, il tempo di combustione Ŕ di due minuti per metro.
Abbiamo fatto dei tests pratici su questa miccia che sono anche riportati nel corso della relazione. E abbiamo valutato che, con tutto questo avvolgimento a spirale messo sopra, il tempo andava intorno ai tre minuti per metro. Quindi 180 minuti (?) per metro. E' un po' pi¨ lenta, rispetto a quelle che si comprano fresche, per cosý dire.
La miccia Ŕ stato possibile anche identificarla, in quanto per convenzione nazionale, ogni societÓ che costruisce miccia a lenta combustione, mette, all'interno della forma di arrocco della miccia, dei filati, un numero fisso di filati con dei fili di trascinamento colorati che identificano la fabbrica.
Nella nostra fattispecie, la fabbrica che ha costruito questa miccia era la Difarma.
Di per sÚ non ci dice nulla, perchÚ ovviamente la Difarma farÓ chilometri e chilometri di questo prodotto che Ŕ comunissimo l'impiego in cava. Per˛ diciamo per levarci il dubbio che questo tipo di manufatto fosse veramente una miccia a lenta combustione catramata e che la viblatura artigianale che Ŕ stata fatta dopo, siamo andati alla Difarma che ci ha praticamente escluso di aver prodotto lei stessa un manufatto di questo tipo cosý artigianale.
PUBBLICO MINISTERO: CioŔ rivestito con questo nastro adesivo artigianale?
TESTE VadalÓ: Con questo nastro adesivo che Ŕ proprio quello comunemente in PVC per uso elettrico, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ma per caso, Ŕ il PVC dello stesso tipo di quello che avvolgeva gli involucri...
TESTE VadalÓ: Sý, sý, Ŕ lo stesso in pratica, Ŕ lo stesso tipo di nastro.
Ecco, questa Ŕ come si presenta la miccia a lenta combustione. E' priva di rivestimento.
E invece, nella pagina sotto, la foto sotto, si vede il nastro che termina il suo avvolgimento.
Quindi Ŕ facile, toccandolo, adesso posso presentare anche...
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei ha con sÚ i...
TESTE VadalÓ: Ho con me i reperti.
PUBBLICO MINISTERO: ... i reperti originali.
TESTE VadalÓ: Sý, sý.
PUBBLICO MINISTERO: Cosý la Corte le darÓ le disposizioni circa l'ulteriore custodia. Ovviamente siamo stati noi a dire al consulente, questo Ŕ materiale facilmente trasportabile e senza rischi, che portasse con sÚ questi manufatti.
TESTE VadalÓ: Sý, e poi...
PUBBLICO MINISTERO: ... perchÚ la Corte...
Ecco, aspetti a sconfezionare, casomai io non credo ci sia necessitÓ di sconfezionarli, perchÚ tali e quali sono sigillati come al termine delle vostre operazioni, chiedo, dottor VadalÓ.
TESTE VadalÓ: Sý, appena fatte le nostre operazioni di analisi, li abbiamo sconfezionati.
Ecco, anche attraverso questo involucro trasparente Ŕ possibile percepire a mano questa forma di avvolgimento licoidale che sta nel nastro...
PUBBLICO MINISTERO: Lei parlava di una specie di nervatura.
TESTE VadalÓ: Sý, una specie di... E' come se ci fosse un filo metallico, sembra un filo metallico, che poi in realtÓ Ŕ la costola del nastro adesivo che si ribadisce lungo tutta la spirale.
Questo Ŕ l'altro pezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, due sono gli spezzoni di miccia che lei ha analizzato. Uno, lungo 11 metri con queste caratteristiche che ha definito di viplatura originale.
TESTE VadalÓ: Artigianale.
PUBBLICO MINISTERO: Artigianale. E l'altro?
TESTE VadalÓ: E l'altro era privo di rivestimento. Dovrebbero essere un po' diciamo mischiati l'uno con l'altro, perchÚ non lo abbiamo, abbiamo conservato anche dei prodotti, i prodotti della combustione. AnzichÚ allinearli, li abbiamo rimessi di nuovo nel...
L'altro prodotto era semplicemente catramato.
Quindi, ricoperto semplicemente dello strato di catrame che serve a renderlo impermeabile.
In particolare vorrei far vedere la miccia com'Ŕ sconfezionata.
Ecco, come potete ben vedere da questa immagine, c'Ŕ un filo bianco e un filo rosso che sono i fili di trascinamento della Difarma, pi¨ un numero di filati che identificano il tipo di miccia. La guaina esterna di canapa e, all'interno, Ŕ presente della polvere nera per uso pirotecnico, classica polvere nera utilizzata per giochi pirici.
Tant'Ŕ che questo manufatto Ŕ classificato di quinta categoria.
Ecco, questo Ŕ il manufatto che voi avete visto in fotografia, ce l'abbiamo qua sotto. Ed Ŕ praticamente quello che si vede in questa fialetta e che io consegno alla Corte.
Per dare un'idea di com'erano fatte differenti le altre micce abbiamo sottoposto... Ecco, questa forse Ŕ pi¨ completa.
Vedete, c'Ŕ anche il polverino di polvere nera presente all'interno dell'anima, che Ŕ quello che poi brucia e serve a dare l'innesco al detonatore.
Queste sono le prove che abbiamo effettuato per verificare il tempo di combustione, centimetro e cronometro alla mano.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, via.
TESTE VadalÓ: Questa Ŕ diciamo una rassegna...
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare che su questo punto...
*TESTE VadalÓ: ... fatta su dei campioni di micce.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare, su questo punto, lei abbia fornito delle indicazioni che, per quanto riguarda le mie esigenze, sono esaurienti.
Vorrei che lei illustrasse i termini degli incarichi successivi.
PRESIDENTE: Pubblico Ministero, mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, scusi, Presidente, non sentivo.
PRESIDENTE: SarÓ il caso di fare una sospensione?
PerchÚ non credo che sia una cosa breve, ancora.
PUBBLICO MINISTERO: No. Poi penso ci sarÓ anche il controesame da parte dei difensori...
PRESIDENTE: Il controesame.
Allora, per questi materiali che oggi il consulente ha portato, ne disponiamo l'acquisizione e la consegna alla segretaria.
E riprendiamo alle ore 15.00.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, Presidente.
PRESIDENTE: Chi chiamiamo?
Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, dottor VadalÓ, prima ha esposto alla Corte dei termini risultati dell'incarico che le fu dato il 1 febbraio del '96.
Mi pare che successivamente lei abbia avuto ancora un incarico, questa volta in data 17 aprile '96.
Quindi le chiederei di illustrare alla Corte di che cosa si trattava e ritualmente a quali conclusioni Ŕ pervenuto.
Gli accertamenti di cui si Ŕ parlato da ultimo, sono accertamenti che lei ha compiuto da solo?
*TESTE VadalÓ: No, li ho compiuti con consulenza collegiale col dottor Massari.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi anche quello di cui ci accingiamo a parlare ora.
TESTE VadalÓ: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Io le do senz'altro la parola, perchÚ ormai procediamo, come dire, modularmente. E quindi conosce perfettamente i termini delle domande che le farei. Bene.
TESTE VadalÓ: Vorrei elencare per prima cosa il quesito, accertare l'eventuale presenza di tracce di esplosivo nei seguenti luoghi e sulle seguenti cose:
A - Locale posto in sottosuolo dello stabile di via delle Alzavole numero 20 Roma. GiÓ adibito a lavatoio. Locale esattamente descritto in interrogatori resi da Scarano Antonio in data 14 e 30 marzo '96.
B - Locale posto in Roma in localitÓ Tor Bella Monaca, adibito occasionalmente a deposito. Esattamente descritto negli interrogatori resi da Scarano Antonio del 13/03/96, 14/03/96 e 30/03/96.
C - Motoape sequestrata in Palermo via Salvatore Cappello, in un box giÓ nella disponibilitÓ di Cosimo Lo Nigro.
D - Pianta stradale della cittÓ di Roma sequestrata come al capo C.
Nel corso della relazione l'ordine temporale delle risposte cominci˛, per quanto concerne, l'esame del motoveicolo Ape. In quanto diciamo in quel momento non c'Ŕ stata la disponibilitÓ immediata del veicolo che Ŕ stato consegnato il 29 aprile del '96 nel cortile del Servizio Polizia Scientifica per essere esaminato.
Il tipo di accertamento che Ŕ stato fatto, Ŕ stato fatto mediante apparecchiatura EGIS per la ricerca e la identificazione di tracce di esplosivo.
Quindi mi riferisco al quesito di cui alla lettera C.
Vorrei prima di tutto, prima di parlare degli accertamenti fatti, mostrare le immagini del motoveicolo Ape, cosý per avere un'idea di come era conformato e di come era stato conservato.
Okay. Il motoveicolo Ape ci era stato portato da un autotrasportatore autorizzato dalla DIA. E, sotto scorta della DIA, da Palermo a Roma.
E' stato posizionato nel cortile della nostra palazzina. E si presentava come un veicolo marca Piaggio Ape di colore blu, abbastanza vecchiotto. Si vede il fondo del pianale, questo Ŕ il pianale di carico, l'abitacolo di guida. Il volante con il cruscotto.
Su questo tipo di autoveicolo facemmo delle ricerche su tracce di esplosivo che possono essere cosý riassunte: le analisi chimiche che hanno permesso di individuare tracce di tritolo 3-4-6-trinitrotoluene, nelle pareti laterali situate sotto le sponde, o nelle immediate vicinanze delle stesse. In queste zone qua.
Al centro, il risultato della ricerca per gli esplosivi, fu negativa. Parlo del centro del pianale.
Mentre invece erano presenti tracce di esplosivo, ci ha dato un allarme, sulle parti laterali.
Altre tracce con allarme di tritolo furono trovate nei pressi del manubrio di guida, nella zona del sedile e sulla pedana. Dove praticamente si appoggiano i piedi.
Esaminammo anche, nel corso dell'accertamento, la carta geografica, quella prelevata di cui al quesito D, trovandola per˛ negativa da ogni traccia di esplosivo.
L'esplosivo trovato Ŕ tutto... Veicolo era tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a proposito di questa carta geografica, vuole chiarire per cortesia esattamente di che si trattava?
TESTE VadalÓ: Allora, Ŕ una pianta stradale della cittÓ di Roma. Era chiusa in una busta sigillata.
Noi abbiamo operato in questi modi: aprendo un lembo della busta abbiamo prelevato i vapori d'aria dall'interno della busta, dopodichÚ abbiamo aperto in ambiente sterile la pianta della cittÓ aspirando sulla superficie. Ma non abbiamo rinvenuto tracce, alcuna traccia di contaminazione da esplosivi di qualsiasi genere.
Mentre invece, il veicolo, il furgone, risultava fortemente contaminato nell'abitacolo, con - un attimo, che devo sempre guardare, che ce ne sono tantissimi - con allarme nella parte del, terzo segnale positivo nella parte dell'abitacolo, cioŔ dove si guida e dove le materie plastiche per strofinio assorbono le maggiori quantitÓ di esplosivo. Esplosivo di solo tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi un segnale, voglio dire, a livello dell'allarme...
TESTE VadalÓ: E' molto intenso. Tant'Ŕ vero che se noi andiamo a verificare i grafici - che li abbiamo qua in questa... e li possiamo anche vedere, perchÚ sono abbastanza forti. Eccolo qua - ecco, questo Ŕ il tipico grafico dell'EGIS.
Questo che io vado ad indicare con la punta della penna, questo picco elevato Ŕ singolo, Ŕ picco del tritolo. E non sono presenti tracce di altri esplosivi.
PRESIDENTE: Dottore, per cortesia, per chi dovesse leggere in futuro questa sua deposizione, lei dove ha indicato con l'indice - se non mi sbaglio - questo picco, dovrebbe dirci anche che indica il picco stesso accompagnato dalla scrittura in cima. Che io per˛, in questo quadrante, non riesco a leggere.
TESTE VadalÓ: Diciamo che si riferisce al RUN 9301. E comunque questa indicazione Ŕ riportata sulle conclusioni.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE VadalÓ: Per ogni analisi Ŕ riportato il numero di registrazione della...
PUBBLICO MINISTERO: Sý, ma il Presidente, dottor VadalÓ, le chiedeva di specificare gli estremi identificativi del picco del tritolo.
TESTE VadalÓ: Ecco, se noi andiamo a contare... Ecco, io adesso non ci ho gli occhiali, comunque... E' indicato dal numero 4.
PRESIDENTE: Numero 4.
TESTE VadalÓ: Alla base del picco, c'Ŕ una linea con un numero.
PRESIDENTE: Sý.
TESTE VadalÓ: Il 4.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE VadalÓ: Ed Ŕ assegnato al tritolo.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE VadalÓ: Come Ŕ spiegato anche nel corpo della relazione che...
PRESIDENTE: Ci vuole dire anche la pagina in cui viene riportato questo grafico?
TESTE VadalÓ: 965.
PRESIDENTE: Della sua relazione.
TESTE VadalÓ: Esattamente.
PRESIDENTE: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: E' una numerazione del Pubblico Ministero, eh, 965. Non Ŕ la numerazione dei consulenti, eh.
Questo Ŕ per quanto riguarda la collocazione del foglio. Rispetto alla relazione Ŕ la seconda pagina dell'allegato 2.
Vuol controllare, dottor VadalÓ, per piacere?
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: PerchÚ appunto, quel numero...
TESTE VadalÓ: Terza pagina dell'allegato 2.
PRESIDENTE: Benissimo, ho capito. Resta cosý registrata. Grazie.
TESTE VadalÓ: Successivamente fu fatta una ricerca...
PRESIDENTE: Mi scusi, stava terminando di rispondere alla domanda del Pubblico Ministero relativa all'allarme, il picco che indicava...
PUBBLICO MINISTERO: Sý. Mi pare che il dottor VadalÓ mi avesse risposto dicendo che era un segnale molto...
TESTE VadalÓ: Sý. Era un segnale molto positivo perchÚ lo strumento, ce lo registra anche sottoforma, ce lo registra anche con delle, con una serie di tacchette che io indico qua con questa, lo indico qua con la penna.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, sý.
TESTE VadalÓ: Ecco, una serie di tacchette indicative del livello di allarme. In questo caso sono circa cinque, cinque tacchette.
PRESIDENTE: Cinque tacchette.
TESTE VadalÓ: Ecco, giÓ di per sÚ stesso in aeroporto, un allarme di questo genere, darebbe luogo a qualche sospetto di presenza di esplosivo al di sotto di un involucro.
PRESIDENTE: Ho capito. Bene, pu˛ proseguire.
TESTE VadalÓ: Successivamente ci recammo in zona di Tor Bella Monaca in Roma, in un deposito sito nei pressi di un grosso centro commerciale.
Si presentava, l'ingresso del deposito...
PRESIDENTE: Pu˛ dire il nome del centro commerciale, per cortesia, se lei lo conosce.
TESTE VadalÓ: Non lo ricordo, sinceramente. Locale posto in Roma in localitÓ Tor Bella Monaca. Ci fui portato, sinceramente. Non ho un riferimento preciso.
PRESIDENTE: Va bene. Andiamo avanti.
TESTE VadalÓ: Si presentava come un locale molto vasto, chiuso dal cancello metallico...
PRESIDENTE: Non c'Ŕ neppure un indirizzo?
TESTE VadalÓ: Prego?
PRESIDENTE: Non c'Ŕ neppure un indirizzo per individuare il locale?
TESTE VadalÓ: Pu˛ darsi che ci sia, non...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, io non lo so se Ŕ stato riportato nella relazione.
PRESIDENTE: O forse nel quesito.
PUBBLICO MINISTERO: Beh, nei riferimenti dati al consulente, sicuramente sý. Sia pur genericamente. perchÚ si Ŕ fatto riferimento, come leggeva il dottor VadalÓ, dal tesato del quesito, all'indicazione data in proposito...
PRESIDENTE: Ah, sý, sý. Benissimo, benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: ... da una persona che la Corte conosce bene.
PRESIDENTE: Si riferisce alla dichiarazione... Benissimo, va benissimo.
TESTE VadalÓ: Questo locale si presentava come una specie di grosso garage abbandonato di enormi proporzioni, nella parte retrostante del quale, facemmo delle ricerche per individuare tracce di esplosivi.
La ricerca per le tracce di esplosivi fu negativa. Trovammo in quel sito, degli oggetti che vado qui ad elencare:
Dei giornali, di cui Ŕ al reperto di una lettera 2; un porta crick con un crick per sollevare la macchina di una Uno; alcuni piccoli materiali per terra. Credo un Led si distingua e un bullone.
Una piantina del Lazio, una carta stradale del Lazio. Qui si vede molto meglio.
Credo che sia un portadocumenti per auto. Una settimana enigmistica, un frammento di rivestimento di nastro isolante in PVC, e un cumulo di giornali con del polietilene nero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo materiale fu repertato solamente da lei e dal dottor Massari, oppure agiste d'intesa e con l'intervento di personale della Direzione Investigativa Antimafia?
TESTE VadalÓ: Nella presente persona della Direzione Investigativa Antimafia che ci coadiuvava nell'opera di indagine tecnica che repert˛ e verbalizz˛ il sequestro di questi oggetti.
Credo che siano tuttora nella loro disponibilitÓ.
PUBBLICO MINISTERO: Sý, in parte Ŕ nella disponibilitÓ della Corte, ma questo lei non lo sapeva.
Ecco, quindi questo luogo fu individuato sulla base delle indicazioni contenute in quei verbali di dichiarazioni che erano stati messi a disposizione, o fu fatto una ricerca cosý approssimativa e non mirata all'interno di questo stanzone?
TESTE VadalÓ: No, no, all'interno di questo stanzone ci fu fatta una scelta mirata legata alle dichiarazioni espresse dalla persona...
PUBBLICO MINISTERO: Insomma, che vi erano state messe a disposizione.
TESTE VadalÓ: A disposizione, esattamente.
Cercammo, dalle dichiarazioni, di individuare il posto. Una volta individuato il posto...
PUBBLICO MINISTERO: Il posto, inteso come punto del locale?
TESTE VadalÓ: Inteso come sito definito, delimitato all'interno di tutto quel vasto locale.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, la conclusione Ŕ stata negativa circa...
TESTE VadalÓ: Negativa circa la ricerca di esplosivi. Trovando questi materiali cui, all'epoca, non riuscimmo a dare attribuzione.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
TESTE VadalÓ: A cui all'epoca noi, come chimici, non riuscimmo a dare attribuzione, perchÚ erano materiali lasciati lý.
PUBBLICO MINISTERO: Beh, d'altra parte a voi non interessava.
TESTE VadalÓ: Sý, sý, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' bene che lei precisi alla Corte la ragione per la quale, al quesito del 17 di aprile, come ha lasciato in qualche modo intuire, Ŕ stata data risposta. Quindi l'accertamento fu eseguito diciamo in due contesti di tempo diversi.
TESTE VadalÓ: Esattamente. La strumentazione ebbe un problema tecnico, per cui fummo costretti a far intervenire personale specializzato dall'Inghilterra che Ŕ venuto in Italia appositamente...
PRESIDENTE: Un guasto dell'EGIS?
TESTE VadalÓ: Sý, sý, un guasto dell'EGIS.
E' venuto personale tecnico dall'Inghilterra, ha ripristinato la funzione dell'apparecchiatura rimettendola in condizioni di funzionare di nuovo.
L'uso che ne abbiamo fatto dell'EGIS - e tuttora ne stiamo facendo - Ŕ quantomai intenso. Quindi l'apparecchiatura, in quel caso, ebbe un costretto trauma da trasporto. E quindi fu necessario diciamo fare intervenire personale inglese della casa madre per sostituire alcuni componenti che, nel trasportare l'apparecchiatura, avevano subýto qualche piccolo danno anche abbastanza costoso, insomma.
PRESIDENTE: Eh, ce lo immaginiamo.
PUBBLICO MINISTERO: E pi¨ esattamente questo inconveniente si verific˛ in che punto degli accertamenti, a che punto degli accertamenti?
TESTE VadalÓ: Nel corso della prima indagine che facemmo, in via della Alzavole. Successivamente a questo intervento fatto in Tor Bella Monaca, andammo in uno stabile in via della Alzavole numero 20.
PUBBLICO MINISTERO: Sý.
TESTE VadalÓ: E nel mettere diciamo, nel trovarci a fare un certo tipo di accertamenti incontrammo un malfunzionamento nell'apparecchiatura. Quindi dovemmo ritornare con lo strumento in laboratorio, chiamare, contattare il tecnico inglese perchÚ venisse a verificarci di nuovo lo strumento.
Quindi siamo ripartiti successivamente in altra data il 28 maggio 1996 e abbiamo esaminato un locale al di sotto di uno stabile al civico 20 di via delle Alzavole.
Si presentava il locale in queste condizioni.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, prima che lo illustri, Ŕ un locale che avevate ancora identificato sulla base specifica delle indicazioni che il Pubblico Ministero, cioŔ chi le sta parlando e il dottor Nicolosi, le aveva messo a disposizione, o avete fatto una ricerca cosý generica in tutti gli scantinati...
TESTE VadalÓ: No, no. Era un locale che era stato, era stato indicato nelle dichiarazione dello Scarano, nel corso di un interrogatorio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi vi siete attenuti specificamente a quel tipo di indicazione.
TESTE VadalÓ: Esattamente, sý.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, illustriamo questo locale dove si trovava.
TESTE VadalÓ: Sý, ecco, il locale era uno scantinato abbastanza comune in questi grossi edifici abitativi a carattere popolare presenti a Roma, nel quale era presente ogni ben di Dio. Sembrava un ricettacolo di un rigattiere.
L'analisi, ricordo in quel periodo, fu abbastanza salomonica, perchÚ non ci era possibile agire in modo aperto e quindi spostare poi tutto quanto il materiale trattandosi di materiale di risulta della natura pi¨ svariata.
Quindi abbiamo eseguito un tipo di accertamento basato su questo criterio: abbiamo suddiviso la zona in due locali; la parte del lavatoio e la parte retrostante. E siamo andati a guardare prima le zone riguardanti il terreno e poi alcuni degli oggetti presenti in questo ambito.
Questa Ŕ la zona del locale adiacente. Era un deposito di suppellettili.
E questo invece era, alcuni particolari del locale che si trovava sotto il lavatoio.
Abbiamo cominciato a rimuovere un po' di materiale per cercare di fare un mappaggio di tipo chimico.
Elenco lo stato dei materiali: ecco, c'erano pneumatici sopra dei bidoni, che indico con la penna, al di sotto del quale avemmo poi delle risultanze di analisi di identificazione di esplosivi.
PRESIDENTE: Ci vuole indicare esattamente la fotografia?
TESTE VadalÓ: Sý.
PRESIDENTE: Il numero della fotografia che abbiamo appena visto, per fare...
TESTE VadalÓ: E' la fotografia numero 4.
PRESIDENTE: Numero 4.
TESTE VadalÓ: Fusti metallici sovrapposti da copertoni, nella didascalia.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE VadalÓ: Ecco, alla base di questi fusti metallici trovammo delle tracce di esplosivo.
C'erano altri oggetti...
PRESIDENTE: Alla base, vuol dire sul pavimento?
TESTE VadalÓ: Sul pavimento, sý. Non riuscimmo ad andare oltre la parte del piancito, perchÚ era occupata da una serie di materiali, i pi¨ svariati. Per cui dovemmo semplicemente cercare di aspirare i vapori dall'alto.
C'era una poltrona con delle biciclette, delle tavole di legno di varia misura e foggia, dei fogli di politene e altri fogli di politene.
De cartoni e altre tavole di legno.
Dopo aver fatto un primo screening iniziale di tutti questi materiali, abbiamo fatto una scelta: alcuni che risultavano essere positivi - e dir˛ poi a quale esplosivo risultavano essere positivi - per loro conformazione fisica li abbiamo raccolti e sequestrati; altri invece, come per esempio queste tavole di difficile trasportabilitÓ, li abbiamo estratti con un tampone di acetone imbevuto, un tampone di ovatta imbevuto di acetone.
Li abbiamo repertati estraendo, fissando le tracce di esplosivo rinvenuto.
PUBBLICO MINISTERO: Questo materiale, dottor VadalÓ, rappresentato nelle ultime foto.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Queste tavole, questi fogli, per cosý dire, provengono, proviene questo materiale da tutta quella...
TESTE VadalÓ: Su, dalla zona vicina...
PUBBLICO MINISTERO: ... confusione della prima fotografia?
TESTE VadalÓ: Sý, esattamente. Sý, sý, solo dalla zona vicina al lavatoio. CioŔ, Ŕ roba che abbiamo selezionato da questo punto qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Cercando di mantenere il pi¨ alto possibile - signorina - quella immagine, mi aiuti un attimino a capire dottor VadalÓ, perchÚ lei c'Ŕ stato, io no.
Quello lý, rispetto a questo famoso lavatoio o locale dei lavatoi, come Ŕ situato l'ambiente che vediamo?
Io vedo una parete tramezzo sulla sinistra.
TESTE VadalÓ: Allora, questo tramezzo...
PRESIDENTE: Sulla sinistra.
TESTE VadalÓ: ... sulla sinistra, fa da confine a questo locale.
Si vede qui lo stesso tramezzo.
PRESIDENTE: Ah, quindi questo sottoscala, chiamiamolo.
TESTE VadalÓ: Sý, Ŕ una specie di cantina che si divide in due locali.
PRESIDENTE: Diviso in due locali. Uno Ŕ adiacente, una parte...
TESTE VadalÓ: Questo Ŕ proprio quello di fronte alla porta di ingresso. Ed era probabilmente il lavatoio del palazzo. Nel quale si distinguono - ci vuole un po' di immaginazione - le vasche proprio per il lavaggio dei panni.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque che ci sono delle vasche, lo ha constatato lei personalmente.
TESTE VadalÓ: Sý, sý.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, a parte la fotografia.
TESTE VadalÓ: Sý, sý.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE VadalÓ: C'era appoggiata un sacco di roba sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi tutto questo materiale, era in qualche modo...
TESTE VadalÓ: Ammonticchiato lÓ dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Da quel materiale provengono poi tutti questi reperti che poi, le successive fotografie, descrivono separatamente l'una dall'altro.
TESTE VadalÓ: Separatamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE VadalÓ: Lo scopo era quello di trovare il posto nel quale erano state piazzate delle presunte confezioni di esplosivo.
Ovviamente noi non sapevamo in quel marasma dove queste potessero essere fisicamente poggiate.
Per cui abbiamo dovuto fare un po' di ricerca randomica, casuale fra i materiali presenti. Fino a che ne abbiamo trovati qualcuno che era, che dava risposta positiva alle tracce di esplosivi.
E' di lý che abbiamo continuato la ricerca, fino a che non abbiamo trovato roba che poteva essere stata usata o per coprire, oppure stava sotto all'esplosivo, o a tracce di esplosivo insomma, ecco.
I risultati sono cosý compendiati come indicato dai risultati analitici riportati nella tabella.
Meglio leggere la tabella.
Descrivendo gli oggetti: "Superfici degli oggetti tra le due vasche del lavatoio: esplosivo assente.
Telo nero posto sul lato della vasca destra".
Il telo nero Ŕ quello che si vede, si intravede qui.
Questo telo qua.
PRESIDENTE: Quello sull'estrema destra, dice.
TESTE VadalÓ: Esattamente. Che poi sarebbe questo. Che poi si vede meglio in foto.
PRESIDENTE: Mi scusi, abbia pazienza, sono noioso, ma io penso quando arriverÓ il momento di dover verificare queste fotografie.
TESTE VadalÓ: Sý.
PRESIDENTE: Nella fotografia che ci ha appena indicato. Dice, questo ha indicato, Ŕ il telo nero sulla destra.
TESTE VadalÓ: Sý.
PRESIDENTE: Ci pu˛ dire il numero della fotografia?
TESTE VadalÓ: Il numero della foto Ŕ il numero 1.
PRESIDENTE: Grazie.
TESTE VadalÓ: La foto generale.
PRESIDENTE: Sý.
TESTE VadalÓ: E nella foto 12 si vedono, si vede il particolare.
PRESIDENTE: Il particolare, benissimo.
TESTE VadalÓ: Quindi, in questo telo nero che per altro Ŕ stato repertato, Ŕ stato trovato del dinitrotoluene.
Poi, sulle tavole in legno poste tra le due vasche...
PRESIDENTE: Mi scusi, dottore, Ŕ un telo. Quindi ha due facce. Non vi Ŕ stato possibile stabilire se era su una, o sull'altra, o su entrambe...
TESTE VadalÓ: Solitamente si aspirano tutte e due le facce, in quanto il telo era ripiegato.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE VadalÓ: Per cui, una eventuale contaminazione avrebbe...
PRESIDENTE: E' stato possibile verificare sia l'una che l'altra.
TESTE VadalÓ: E' stato possibile identificare entrambi i lembi.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE VadalÓ: Poi c'erano delle tavole di legno che si trovavano tra le due vasche, sempre nella foto numero 1.
PRESIDENTE: Quella a carattere generale, eh?
TESTE VadalÓ: Sý, ecco, dovrebbe essere una di queste qua, che si trova... Foto 6, 7 e 16.
Riferite alle foto 6, 7 e 16. 6-7: sono delle tavole di legno; e 16...
PUBBLICO MINISTERO: Sý.
TESTE VadalÓ: ... erano contaminate da dinitrotoluene.
PRESIDENTE: Anche...
TESTE VadalÓ: Anche queste.
PRESIDENTE: Queste, su una faccia sola.
TESTE VadalÓ: Su entrambe le facce.
PRESIDENTE: Su entrambe.
TESTE VadalÓ: Noi facemmo l'analisi su entrambe le facce..
Per noi non aveva importanza sapere in quale posizione erano state poste, l'importante era sapere che erano...
PRESIDENTE: Se ne n'erano da una parte e sull'altro.
TESTE VadalÓ: Esatto. Era venuto a contatto con un esplosivo, o meno.
DopodichÚ il bancale sul pavimento tra le due vasche Ŕ risultato privo di esplosivo.
Coperta e tavola: priva di esplosivo.
Poltrona: priva di esplosivo. Probabilmente messa in periodi successivi.
Cartone, cuscino e tappetino di plastica: privi di esplosivi.
Cartoni e fogli di politene: qui li abbiamo trovati contaminati da T-4.
Foto 3. C'era del cartone; 5. C'erano dei fogli di cartone in mezzo...
PUBBLICO MINISTERO: Il microfono, dottor VadalÓ.
TESTE VadalÓ: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Il microfono.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Lo avvicini a sÚ.
TESTE VadalÓ: Sý, sý. Aspetti che cerco di leggere...
10-11-14 e 15.
10: questo foglio di politene risultava sporco di T-4. 10-11...
PRESIDENTE: E' alla foto, ha detto, numero?
TESTE VadalÓ: 10. 11... Lo stesso foglio di politene visto da un altro punto di vista.
E 15. Ecco, 14 e 15 sono dei fogli di cartone, una confezione di biscotti. Anche questi risultavano sporchi di T-4.
Poi c'erano dei fogli di politene: 11 e 20. Quello di prima, anch'essi sporchi di materiale esplosivo.
Poi c'era un cartone che risultava essere non privo di esplosivo. Poi c'erano cartoni, cassetta di plastica per bottiglie e fogli di politene contaminati da T-4.
Sul pavimenti dei fusti metallici contaminato da T-4. Superficie del pavimento sotto il tavolo tra le vasche: contaminato da T-4.
Di questi materiali Ŕ stata fatta una tamponatura e sono state conservate in sacchetti chiusi e sigillati.
Quindi Ŕ da presumere che in quel locale sia stato conservato del materiale esplodente che io ipotizzo - posso fare ovviamente solo una ipotesi - sia stato costituito da una gelatina, delle tracce di dinitrotoluene; e dal T-4, presumibilmente provenienti da una miccia detonante, per le tracce di T-4.
Le micce detonante non sono soltanto la pentrite, sono anche T-4.
Quindi, una ipotesi ragionevole di questa contaminazione, pu˛ essere dovuta probabilmente a questi due tipi di esplosivo. Non posso escluderne altri, ovviamente. Per˛ ragionevolmente i materiali commerciali disponibili sono a base di questi esplosivi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, dottor VadalÓ, visto che - anche per dare un riferimento di tipo documentale alla Corte - avete proceduto in due fasi, rispetto all'incarico avuto il 17 aprile del '96...
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Le lo ha giÓ implicitamente fatto presente. Avete riferito al Pubblico Ministero con due relazioni separate.
TESTE VadalÓ: Una prerelazione inviata in data 14 maggio e una relazione, di cui la prerelazione Ŕ parte integrante, consegnata definitivamente il 1 giugno '96.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ha avuto altri incarichi dalla Procura di Firenze in relazione a questa vicenda, a queste indagini?
TESTE VadalÓ: Dopo questo periodo, no.
PUBBLICO MINISTERO: No, ecco.
TESTE VadalÓ: Ne ho avuti altri, ho avuto qualche altro incarico in questo ambito, in epoche precedenti.
PUBBLICO MINISTERO: Ma non dal Pubblico Ministero di Firenze.
TESTE VadalÓ: Non dal Pubblico Ministero di Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora le domando io: ha avuto ragione di occuparsi, sempre come tecnico di esplosivi, di una certa qual auto FIAT Uno targata Roma 27265M?
Dico io, per la Corte, che questa macchina era intestata al signor Cocchia.
TESTE VadalÓ: Sý. Ebbi un incarico il 29 luglio '93 dal dottor Piro della Procura della Repubblica di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ripeta la data, per piacere, dottor VadalÓ.
TESTE VadalÓ: 29 luglio 1993. Due giorni dopo l'attentato di San Giovanni.
Questo tipo di accertamento fu richiesto - e leggo per inciso il quesito -:
"Esaminata la FIAT Uno targata Roma 27265M accerti la presenza di impronte latenti, ovvero di polveri esplosive, mediante le metodologie che saranno ritenute pi¨ opportune".
Questa fu la prima volta che ci incontrammo, che fummo messi... ci fu richiesto di effettuare un accertamento tecnico di tracce di esplosivi a bordo di un autoveicolo.
In pratica Ŕ stato un po' il nostro primo lavoro - parlo di laboratorio esplosivi da scientifica - su questo tipo di mezzi.
Il 29 luglio del '93 disponevamo esclusivamente di uno spettrometro di massa e di un HPLC. Non avevamo altri mezzi.
Quindi mi recai ad un deposito giudiziario nei pressi della via Ostiense, insieme al mio collega che si occupava di impronte, e salomonicamente dovemmo dividere un po' a metÓ la macchina, perchÚ l'uno accertamento danneggiava quello dell'altro.
E allora chiaramente ci dividemmo un po' le zone di presumibile interesse e d effettuammo dei prelievi di materiale, lui per le impronte; e io per la ricerca di esplosivi mediante tamponi di acetone.
Era un procedimento all'epoca contro ignoti, per cui potemmo impiegare tecniche di carattere distruttivo.
Il risultato di questi accertamenti fu negativo, perchÚ le tecniche che noi a quell'epoca avevamo a disposizione, non permettevano di scindere come sensibilitÓ fino ai livelli richiesti da una macchina presumibilmente contaminata da esplosivo.
Quindi le tecniche impiegate, l'HPLC e la gascromatografia con rilevazione di spettrometria di massa, non ci hanno permesso di identificare tracce di esplosivi di contaminazione di esplosivi, sul cruscotto, sui sedili o sulle altre parti della macchina che, a mio giudizio, erano stati a contatto con le persone eventualmente sospettate di aver manipolato questo esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, dottor VadalÓ, ho bisogno di due chiarimenti su questo punto.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Il primo Ŕ in che termine l'indagine che faceva lei danneggiava l'indagine delegata al tecnico dattiloscopista o come si chiama.
TESTE VadalÓ: Ecco, quando io praticamente, con le tecniche di prelievo mediante i tamponi di acetone, effettuo una rimozione irreversibile di tutte le sostanze organiche generalmente presenti su una superficie.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo Ŕ pi¨ semplice. Ma la reciproca?
TESTE VadalÓ: Il collega adopera, come sistema di rivelazione delle impronte, un estercelacrilico, che Ŕ una colla.
Se mi manda la colla sui miei prelievi, mi distrugge l'apparecchiatura.
Ecco, grossomodo ci troviamo ogni tanto a litigare per questo motivo.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, in concreto, come dovette fare lei per garantirsi qualche cosa? Senn˛ tanto valeva non fare di nulla...
TESTE VadalÓ: Ecco, infatti.
PUBBLICO MINISTERO: O fa tutto l'uno, o fa tutto l'altro.
TESTE VadalÓ: Certo. Ci siamo un po' divisi le zone. Mi sono preso un po' le parti che riguardavano... sul volante, sulla leva del cambio, sul sedile posteriore e nel vano bagagliaio dell'auto.
Mentre il collega si limit˛ allo specchietto, dove a me praticamente avrebbe dato minori risultati, il prelievo. Ed altre parti, genericamente distribuite nella macchina dove potevano essere presenti vetri, o altre zone, dove potevano essere presenti impronte papillari.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, come secondo punto della mia domanda, un attimo fa ha detto che il tipo di tecnologie e di analisi effettuate, non poteva rivelare tracce di contaminazione di esplosivi.
Ora, abbia pazienza, il fatto che lei non le abbia individuate, pu˛ dipendere da due cose: una Ŕ quella che ha detto lei; ma l'altra magari perchÚ l'esplosivo non ci era mai passato in quella macchina. NÚ per contaminazione diretta, nÚ per contaminazione indiretta.
TESTE VadalÓ: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Allora si limiti semplicemente, per cortesia, a evidenziare - anche se la Corte questo discorso lo conosce, ma tanto vale che lei almeno nei suoi termini essenziali lo puntualizzi - ecco, in che termini le metodiche adottate all'epoca erano, in qualche misura, meno avanzate, meno incisive, ecco, rispetto a quelle che di lý a non molto tempo poi lei stesso, il dottor Massari, non solamente loro, hanno adoprato, insomma.
TESTE VadalÓ: Certamente. La tecnica...
PUBBLICO MINISTERO: In sostanza, dottor VadalÓ. Rigiro ancora un'altra volta il discorso: quelle tecniche che avete impiegato in quelle occasioni erano tecniche capaci di evidenziare contaminazioni anche, per cosý dire, estremamente occasionali?
TESTE VadalÓ: No, assolutamente. Quelle tecniche che noi abbiamo adoperato andavano bene su una raccolta di una gran quantitÓ di campione.
Erano le tecniche che stavamo mettendo in atto, in uso, per i residui di esplosione di San Giovanni e di San Giorgio al Velabro. Prendevamo una quantitÓ discreta di campionatura, la estraevamo col solvente, poi la concentravamo a vostro piacimento.
Purtroppo, quando si tratta invece di raccogliere delle tracce di contaminazione da un manufatto, non Ŕ cosý semplice, perchÚ l'esplosivo non si vede. Per cui uno fa una presunzione di presenza in certi punti.
E col tampone, se non altro, i mezzi tecnologici per evidenziare la presenza di esplosivi, cerca di raccogliere con un tampone impregnato di acetone.
Per˛ potrebbe diciamo asportare o bagnare la parte sbagliata, o la parte in cui l'esplosivo presumibilmente non ci sta.
Ecco, quindi a noi mancava questa forma di aiuto, forma di aiuto che ci Ŕ venuta qualche tempo dopo con l'introduzione del...
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare che il problema sia stato anche di rivelatori.
TESTE VadalÓ: Non avevamo altri rivelatori, erano rivelatori molto meno sensibili. Lo spettrometro di massa indubbiamente Ŕ meno sensibile del rilevatore TEA che ci Ŕ arrivato sempre a seguito di questi attentati, qualche mese dopo.
PUBBLICO MINISTERO: E su questo accertamento che le fu affidato dal dottor Piro, lei ha riferito, ricorda le date?
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: PerchÚ mi pare che abbia detto: l'incarico lo ebbe...
TESTE VadalÓ: Il 29 di luglio.
PUBBLICO MINISTERO: ... il 29 di luglio del '93.
TESTE VadalÓ: Luglio '93. E la relazione fu inviata il 5 settembre del '93.
PUBBLICO MINISTERO: A margine di questa illustrazione da parte sua, le risulta che questa macchina fu restituita al proprietario, o che venne mantenuta in sequestro?
TESTE VadalÓ: Fu mantenuta in sequestro per un certo numero di giorni, credo. Poi dopo, credo, fu restituita al proprietario, che mi risulti. Per˛ non ne sono sicuro, in quanto non ho pi¨ seguito, dopo la consegna dell'elaborato, resi la disponibilitÓ della macchina al Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi pare lei abbia detto che in quel caso lei adopr˛ una metodica di indagine proprio di tipo distruttivo.
TESTE VadalÓ: Tradizionale. Sý, sý, distruttivo, infatti.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE VadalÓ: Sui punti in cui ho trattato con il sorbetto organico, era distruttiva.
PUBBLICO MINISTERO: E il risultato che ottenne Ŕ quello che un attimo fa ha...
TESTE VadalÓ: Negativo.
PUBBLICO MINISTERO: Di assoluto negativo.
TESTE VadalÓ: Sý, sý.
PUBBLICO MINISTERO: Le debbo chiedere ancora se si Ŕ occupato di un altro veicolo. Questa volta di un'auto Mercedes targata Padova 936134.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: A me risulterebbe che un incarico in questo senso le Ŕ stato dato dal dottor Saviotti.
TESTE VadalÓ: Sý, sý, questo Ŕ un incarico di lavoro di ufficio che abbiamo eseguito nel maggio del '95.
All'epoca non sapevamo assolutamente che questa macchina fosse coinvolta nei fatti di cui si tratta in questo processo.
Ci fu chiesto di identificare, o di cercare la presenza di esplosivo all'interno di una autovettura Mercedes.
Applicammo la metodologia dell'EGIS e identificammo la presenza di pentrite all'interno di un vano e in un sedile, nella possibilitÓ dello schienale di un sedile di questa Mercedes.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, visto che lei ha anche delle belle fotografie, rappresenti adeguatamente alla Corte appunto, i punti di questo veicolo in cui ha accertato...
TESTE VadalÓ: Ecco, l'autovettura Ŕ visibile in questa foto. E' una vettura targata Padova. Ci fu portata con la presunzione che potesse contenere dell'esplosivo a bordo. Pensammo a esplosivo sottoforma di ordigno.
Pertanto, in quella giornata, fu chiamato il Nucleo Artificieri di Roma, il quale con metodiche intuitive aprý l'autovettura, per altro rompendo il vetro posteriore, il lunotto posteriore, e penetr˛ all'interno smontando poi tutti i vari componenti alla ricerca di un presunto ordigno esplosivo.
Eravamo interessati in tre laboratori: ricerca per le droghe, ricerca per gli esplosivi, ricerca per le impronte latenti.
Dopo esserci accordati sulle modalitÓ di intervento, iniziammo noi con tecniche non distruttive, quindi con l'EGIS, ad esaminare le varie parti della macchina.
E trovammo... Ecco, questo Ŕ il sedile posteriore, sedile posteriore destro della macchina, alla cui base c'Ŕ una cavitÓ che contiene credo un dispositivo componente della macchina stessa.
Ebbene, in questo dispositivo erano presenti tracce di pentrite.
PUBBLICO MINISTERO: In questa cavitÓ.
TESTE VadalÓ: Sý, in questa cavitÓ.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lý, se non mi sbaglio, Ŕ stato rimosso il sedile.
TESTE VadalÓ: E' stato rimosso il sedile. Sotto al sedile c'era una cavitÓ, nel quale erano presenti tracce di pentrite.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE VadalÓ: Quindi repertammo il pezzo in plastica contenuto all'interno; e una parte del sedile, una copertura del sedile che Ŕ stata repertata e sigillata.
Era presente della pentrite e...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, dottor VadalÓ, la prima parte del discorso l'ho seguita, poi ho dovuto scambiare una parola col dottor Nicolosi.
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Le ultime parole non le ho seguite.
TESTE VadalÓ: Volevo dirle: all'interno della cavitÓ c'era un dispositivo elettronico con dei materiali spugnosi che erano contaminati da pentrite. Quindi esplosivo ad alto potenziale.
Quindi repertammo gli oggetti contenuti all'interno e una parte dello schienale dell'autovettura, anch'esso contaminato da pentrite.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo...
TESTE VadalÓ: Erano le uniche tracce che abbiamo trovato.
PUBBLICO MINISTERO: Questo Ŕ un accertamento che lei, che ha detto un attimo fa, ha svolto su incarico della Procura della Repubblica di Roma. Ma non con un incarico di consulenza.
TESTE VadalÓ: No, di ufficio.
PUBBLICO MINISTERO: Cosý come un incarico dato ad un organismo investigativo specializzato in indagini scientifiche.
TESTE VadalÓ: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei personalmente si Ŕ recato quindi sul posto a fare questa...
TESTE VadalÓ: E' stata portata l'autovettura presso il Servizio Polizia Scientifica. E operammo tutti gli accertamenti, sia di droga che di impronte che di esplosivi, dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Per quello che pu˛ essere di utilitÓ alla Corte, questa domanda posta da ultimo al dottor VadalÓ ha a che fare con il capo A-1 dell'imputazione, che Ŕ specifica per l'imputato Frabetti Aldo.
Ecco, con questo mi pare che gli accertamenti che lei ha svolto da solo, o assieme ad altri tecnici, come consulente nominato dal Pubblico Ministero, ovvero nella sua veste di addetto ad uno dei servizi di Polizia Scientifica, a servizio della Polizia Scientifica della Direzione Centrale della Polizia Criminale, mi pare che sia stato completamente esaurito.
A lei ho chiesto di illustrare specificamente una serie di accertamenti.
Ecco, lei sa per˛ che alcuni accertamenti, sui quali non aveva avuto una investitura diretta e in prima persona, per˛ sono stati poi oggetto di sue, per cosý dire, letture, rielaborazioni, riconsiderazioni a carattere comparativo.
Ecco, nel compiere questa attivitÓ a posteriori, ha avuto - e se ha avuto Ŕ bene che lo rappresenti davanti alla Corte, anche se io in questi termini non le ho mai posto una questione - ha avuto una qualche ragione per la quale dissentire sulla base di argomenti, dati, che le sembravano scientificamente importanti o dal punto di vista delle metodologie, o dal punto di vista delle conclusioni, dagli accertamenti appunto che non aveva eseguito, ma che ha dovuto in qualche modo rileggere e valutare?
TESTE VadalÓ: No, praticamente no. Diciamo questo tipo di accertamenti nasce da un ben grado culturale in scienza forense.
Quindi ovviamente, quando si prendono delle vie su questo tipo, o si prendono delle direzioni, su questo tipo di accertamenti, hanno un carattere di univocitÓ.
Quando si decide di utilizzare la chemiluminescenza, come tecnica per rivelare esplosivi, lo si fa perchÚ Ŕ l'unica tecnica che al momento attuale permette una sensibilitÓ e una selettivitÓ.
Si possono usare tantissime altre tecniche, per˛ sono legate ad un'altra tipologia di accertamento.
Sullo stesso esplosivo possiamo usare tecniche diffrattometriche, ma per valutare caratteristiche di materiali, non per ricercare in tracce.
Quando noi nel 1993 - mi riferisco a questa relazione che per me ebbe un esito negativo - iniziammo a prendere in considerazione l'idea di ricercare tracce di sostanze, cominciammo prima ad individuare quali erano i mezzi e le attrezzature pi¨ idonee per potere eseguire questi accertamenti.
E devo dire che c'Ŕ stato un crescendo di raffinatezza nel modo di lavorare con queste apparecchiature, dai primi tempi, fino agli ultimi accertamenti.
Indubbiamente, l'accertamento fatto in via delle Alzavole Ŕ indubbiamente un qualcosa di forse pi¨ mirato, pi¨ raffinato, di pi¨ preciso. Diciamo che decisamente, agivamo quasi a colpo sicuro. PerchÚ ormai conoscevamo, da un lato il tipo di sostanza e il suo comportamento nell'ambiente. CioŔ l'esplosivo e il rapporto dell'esplosivo ambiente; e dall'altro conoscevamo abbastanza bene i limiti strumentali della macchina.
Devo citare che in alcuni casi, nei primi accertamenti, noi facevamo, ci succedeva di accecare addirittura la macchina. PerchÚ magari la mettevamo troppo vicina al supporto. Poi abbiamo imparato praticamente quali erano le distanze giuste, quali erano praticamente i metodi pi¨ efficaci per perturbare il meno possibile il campione, ottenendo di per sÚ anche degli ottimi risultati dal punto di vista analitico.
Quindi devo dire che non posso esimermi da non avere avuto la corresponsabilitÓ in tutta la scelta dei metodi. Non solo, ma anche nell'evoluzione e nello studio di queste metodologie analitiche.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, non le chiedo altro.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
AVVOCATO: Nessuna.
PRESIDENTE: I difensori? A meno che non vogliano un breve intervallo.
AVVOCATO: Cinque minuti.
PRESIDENTE: Va bene. Cinque...
TESTE VadalÓ: Volevo consegnare...
PRESIDENTE: Prego.
TESTE VadalÓ: ... le relazioni tecniche che sono state oggetto del mio intervento.
PRESIDENTE: Sý.
TESTE VadalÓ: E quindi le volevo elencare come: Relazione, incarico del 22 novembre 1995. Composto da una relazione tecnica ed un allegato fotografico con dati.
Incarico del 1 febbraio 1996 comprensivo di relazione tecnica, parte fotografica e dati.
Incarico del 23 gennaio '96 composto da relazione tecnica e allegati fotografici e analitici.
Incarico del 17 aprile '96 composto da: prerelazione e relazione di consulenza tecnica.
Incarico del 29 luglio '93 della Procura della Repubblica di Roma composto dalla relazione tecnica pi¨ allegati.
Stralcio, relazione tecnica della Procura della Repubblica di Roma, con allegati, del 17 maggio '95.
PRESIDENTE: Ha terminato?
TESTE VadalÓ: Sý, sý.
PRESIDENTE: Mi pare che la difesa avesse fatto una eccezione formale...
AVVOCATO: Sý, Presidente, sý.
PRESIDENTE: ... in cui ci eravamo riservati di rispondere.
AVVOCATO: Esattamente.
PRESIDENTE: Ora, gli interventi che evidentemente vorrete fare quando riprenderemo, saranno sempre soggetti alla valutazione. Nel senso che, qualora la eccezione venisse accolta, tutto quello che Ŕ stato fatto sarebbe praticamente inutile.
Ci rivediamo tra cinque minuti.
AVVOCATO: Bene, Presidente.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Allora, chi prende la parola?
AVVOCATO Pepi: Presidente, sono l'avvocato Pepi.
Parlo, in questo momento, in sostituzione dell'avvocato Florio per la posizione Lo Nigro.
Senta, dottor VadalÓ, lei ha parlato di rilievi che ha operato sull'Ape del signor Lo Nigro.
Ecco, io le far˛ una serie di domande proprio in relazione a quest'Ape.
Volevo sapere prima di tutto la data esatta in cui questo suo intervento Ŕ stato effettuato.
TESTE VadalÓ: Un attimo, che devo guardare i miei atti.
Il 29 aprile '96.
AVVOCATO Pepi: Il 29 aprile '96.
Dove ha effettuato questi rilevamenti?
TESTE VadalÓ: Nel cortile del Servizio Polizia Scientifica a Roma.
AVVOCATO Pepi: Ecco. Le risulta da quanto quest'Ape si trovava in questo cortile, o luogo dov'era?
TESTE VadalÓ: Il 17 aprile, Ŕ stata portata.
AVVOCATO Pepi: Dello stesso anno?
TESTE VadalÓ: Sý, sý.
AVVOCATO Pepi: Era collocata in un... all'aperto, no?
TESTE VadalÓ: Certo, all'aperto, non in luogo chiuso.
AVVOCATO Pepi: Quando effettuaste questi rilevamenti che avrebbero portato al rinvenimento di alcuni rilievi di tritolo, chi era presente in questo momento?
TESTE VadalÓ: Mi scusi, chi era presente in che senso?
AVVOCATO Pepi: Chi era presente nel momento in cui avete fatto i primi rilievi.
TESTE VadalÓ: Sý, eravamo presenti io e il dottor Massari, come consulenti tecnici; pi¨ il personale del Servizio di Polizia Scientifica.
AVVOCATO Pepi: Quindi, per quello che riguarda l'indagato, non vi era nessuno presente.
TESTE VadalÓ: No.
AVVOCATO Pepi: Ecco. E nonostante questo avete fatto i rilievi ugualmente.
TESTE VadalÓ: L'analisi era di carattere ripetibile.
AVVOCATO Pepi: Era ripetibile, comunque sia c'era la possibilitÓ di avvisare quantomeno il difensore di questo indagato, se non l'indagato stesso.
PRESIDENTE: Avvocato, ma queste non sono domande da rivolgersi al consulente.
AVVOCATO Pepi: No, sono domande... Mi scusi, Presidente...
PRESIDENTE: Avvocato, lei ha detto che non c'erano.
AVVOCATO Pepi: Sý, va be', e io...
PRESIDENTE: Ne prenda atto...
AVVOCATO Pepi: ... ne prendo atto che Ŕ stato fatto un rilievo assolutamente in dispregio di ogni diritto dell'imputato.
PRESIDENTE: Avvocato, la prego, negli esami testimoniali, considerazioni di lineatura processuale non hanno senso.
DopodichÚ voi una eccezione l'avete fatta, la Corte la scioglierÓ.
AVVOCATO Pepi: Ecco. Sempre per quello che riguarda l'Ape del signor Lo Nigro, lei ha detto che le tracce da lei rilevate, da voi comunque rilevate, sarebbero state non nel pianale, ma nei lati dell'Ape stessa, e addirittura nell'abitacolo.
TESTE VadalÓ: Soprattutto nell'abitacolo.
AVVOCATO Pepi: Ecco. Proprio a questo punto io le chiedevo: ma nell'abitacolo Ŕ possibile che vengano collocati dei sacchi di cui si Ŕ parlato di una grandezza, di una quantitÓ di 60 chili?
TESTE VadalÓ: Le tracce che ho rilevato nell'abitacolo possono non essere dovute al contatto di manufatti contenenti esplosivo, ma anche per trasferimento di contaminazione da parte di una persona che li ha manipolati. Tanto Ŕ vero che l'abbiamo trovato su zone che erano utilizzate, erano a contatto con le mani delle persone.
AVVOCATO Pepi: Sý, io per˛ vi chiedo una cosa: siccome si tratta di involucri piuttosto ampi, piuttosto estesi, Ŕ da presumere che questi involucri fossero stati posti sull'Ape nel pianale.
TESTE VadalÓ: Certo.
AVVOCATO Pepi: Ecco, e allora mi pu˛ spiegare scientificamente in base alle sue conoscenze, come mai sul pianale non vi era nessuna traccia, mentre vi erano tracce soltanto laterali e nell'abitacolo.
TESTE VadalÓ: Attenzione, io ho detto che sul pianale, al centro, non vi era nessuna traccia.
AVVOCATO Pepi: Sý.
TESTE VadalÓ: Trattandosi di un veicolo aperto, ovviamente un eventuale lavaggio del veicolo pu˛ aver trasferito la contaminazione dal centro ai bordi del pianale.
All'interno dell'abitacolo Ŕ spiegabilissimo per il fatto che una persona che Ŕ contaminata ha trasferito la propria contaminazione sulle parti che toccava all'interno: il sedile, il tappetino e il manubrio.
AVVOCATO Pepi: Senta, io le volevo chiedere anche: lei ha detto ad un certo momento che quando lei ha effettuato insieme agli altri consulenti questi rilievi, ha parlato - testualmente, io vorrei... Siccome, mi scusi, ma purtroppo di questa materia non ne sono assolutamente a conoscenza - che cosa significa presunzione di presenza di esplosivo?
TESTE VadalÓ: Semplicemente che, quando mi viene chiesto di ricercare dell'esplosivo su un certo posto, io mi indirizzo in certi materiali che presumo lo possono avere trattenuto.
Quindi, difficilmente andr˛ ad utilizzare una superficie vetrosa, ma piuttosto mi orienter˛ verso una superficie plastica o polimetrica che presumibilmente trattiene di pi¨ le tracce di esplosivo.
AVVOCATO Pepi: Senta, dottor VadalÓ, lei Ŕ a conoscenza da quanto tempo l'Ape del signor Lo Nigro era stata posta in sequestro e quindi posta in questo ambiente aperto?
TESTE VadalÓ: Mi scusi, io l'ho avuta l'Ape il giorno 19, se non vado... 17 aprile. Il giorno 29 aprile l'ho analizzata. Quindi ci sono 12 giorni, credo, di differenza.
AVVOCATO Pepi: Sý, ma ecco, le ho fatto una domanda, forse lei non Ŕ in grado di darmi una risposta.
Sapeva da quanto precedentemente a queste date che lei mi ha detto, questa Ape era stata sequestrata e messa a disposizione dell'AutoritÓ Giudiziaria?
TESTE VadalÓ: No, non lo sapevo.
AVVOCATO Pepi: Non lo sa. Comunque sa e conferma che quest'Ape, in questo periodo di tempo, Ŕ sicuramente stata all'aperto.
TESTE VadalÓ: Certo. Era coperta da teli.
AVVOCATO Pepi: Ecco, era coperta da teli.
Lei ha anche detto, parlando genericamente, che Ŕ possibile, sarebbe possibile rilevare tracce di sostanza esplosiva anche a tre anni di distanza, in una macchina.
TESTE VadalÓ: Certo.
AVVOCATO Pepi: Ecco, ma io le domando: se questa macchina su cui si fa questa indagine postuma fosse stata pi¨ volte sottoposta a lavaggio interno ed esterno, Ŕ proprio sicuro che si potrebbe, dopo tre anni, avere gli stessi risultati di quelli che potrebbero essere invece stati quelli di tre anni antecedenti?
TESTE VadalÓ: Se lei lava la macchina con i metodi che solitamente usiamo noi per asportare gi esplosivi, cioŔ con solventi organici, indubbiamente lei potrebbe asportare via tutte le tracce di esplosivo, anche dopo ripetuti lavaggi.
Per˛ dovrebbe adoperare sostanze organiche della stessa qualitÓ e tipo che noi usiamo per effettuare la fissazione dell'esplosivo.
AVVOCATO Pepi: Quindi lei mi dice che se si ripetesse ancora oggi una analisi su queste auto, su questi luoghi dove lei ha operato quella sua attivitÓ, tutt'oggi, giugno del '97, si potrebbe ancora trovare tracce di esplosivo.
TESTE VadalÓ: Certamente. Sempre utilizzando lo stesso tipo di apparecchiatura, o apparecchiatura analoga di pari sensibilitÓ.
AVVOCATO Pepi: E questo Ŕ sotto il profilo scientifico matematico un dato certo e sicuro, oppure pu˛ variare a seconda delle condizioni ambientali, di tempo, di luogo?
TESTE VadalÓ: Dipende soltanto se l'autovettura Ŕ stata ben chiusa e conservata in un luogo adeguato.
AVVOCATO Pepi: Ma allora io ritorno alle domande che le facevo precedentemente.
Un'Ape che Ŕ sostanzialmente scoperta e viene tenuta, anche se lei mi ha detto con teloni eccetera, dal telone pu˛ filtrare sia aria, che vento, pioggia, eccetera...
TESTE VadalÓ: Se tenuta in un locale chiuso, sý.
AVVOCATO Pepi: Quindi, a questo punto, lei non pu˛ escludere che l'Ape dove lei avrebbe rilevato questi dati, poteva anche avere dei risultati diversi perchÚ sottoposta ad elementi atmosferici o comunque di tempo, di pioggia, di vento...
TESTE VadalÓ: Guardi, l'Ape credo che sia stata sottoposta a elementi atmosferici di pioggia, che mi risulta dal suo uso, era l'Ape in uso ad una persona che andava a pesca.
AVVOCATO Pepi: Sý.
TESTE VadalÓ: Per cui praticamente il pianale sarÓ stato pure lavato per portare degli oggetti.
E quindi ovviamente il fenomeno di trasferimento dell'esplosivo dal centro del pianale ai bordi, Ŕ proprio dovuto a quel fenomeno.
AVVOCATO Pepi: O comunque chiaramente da quando Ŕ stata sequestrata evidentemente a pesca e lavata non Ŕ stata... per cui...
TESTE VadalÓ: E quindi pertanto manterrÓ ancora tracce di esplosivo fino a che non verranno fatte ulteriori analisi.
AVVOCATO Pepi: Ne prendo atto.
Non ho altre domande, grazie.
AVV. Cianferoni: Dunque, dottore, sono l'avvocato Cianferoni. Buonasera.
TESTE VadalÓ: Buonasera.
AVV. Cianferoni: Vediamo un po', abbia tanta pazienza, perchÚ siamo artigiani di questa materia, anzi, forse ancor meno che artigiani, a fronte suo che invece Ŕ estremamente competente.
Senta, un primo argomento Ŕ quello riferibile alle modalitÓ di confezionamento di quei pacchi che, alla scorsa udienza di sabato, si videro e dei quali oggi ha continuato a parlare.
E' possibile stabilire, una volta confezionati in quel volume, diciamo, con quale unitÓ di grandezza si possa misurare l'espansione dei vapori o del particellato di esplosivo che Ŕ contenuto all'interno?
TESTE VadalÓ: Cerco di capire: lei vuol sapere se il pacco sull'esterno risulta ancora contaminato?
AVV. Cianferoni: Sý, e soprattutto con tempi e con che percentuali l'esplosivo riesce a uscire, a uscire all'esterno.
TESTE VadalÓ: Ecco, diciamo che quel pacco Ŕ fortemente contaminato e lo sarÓ per i prossimi anni, poichÚ si tratta di un involucro che contiene dello scotch. Lo scotch contiene delle colle. Per cui, una volta che la polvere si appiccica sulle colle all'esterno, va bene? sui tratti in cui il nastro permea il materiale adesivo, lei avrÓ una specie di pillola leggermente ricoperta di polvere esplosiva.
Chiunque la tocca, diciamo ne rimane contaminato.
Non vorrei escludere, ma il punto in cui l'ho poggiato per terra, esattamente al centro della moquette della Corte, potrebbe essere contaminato anch'esso da esplosivo.
AVV. Cianferoni: Non dubito, ma la mia domanda era un po' diversa.
CioŔ, io vorrei sapere - se si pu˛ sapere ovviamente - quanto tempo impiega questo vapore a fuoriuscire e in che percentuale.
TESTE VadalÓ: Eh, questo...
AVV. Cianferoni: Questa Ŕ la mia domanda. perchÚ bisogna vedere se un soggetto tocca questi, per quanto tempo li tocca, dopo quanto, rispetto al confezionamento, li tocca.
Non so se mi sono spiegato.
TESTE VadalÓ: Sý, ho capito perfettamente.
Allora, prima di tutto non Ŕ un vapore, ma in questo caso si tratta di una polvere estremamente fina, una polvere appiccicosa...
AVV. Cianferoni: Quindi, particellato.
TESTE VadalÓ: E' un particellato. E non Ŕ quantizzabile capire la percentuale di trasferimento di polvere dall'involucro ad altri manufatti. In quanto diciamo non Ŕ un fenomeno decisamente fino ad adesso studiato.
Quello che le posso garantire Ŕ che, da prove di fatti in laboratorio, una persona che ha toccato un candelotto, cioŔ lo ha semplicemente tenuto stretto per la mano, per circa una decina di secondi, Ŕ risultato essere positivo.
Dando poi la mano a due-tre persone, pure le altre tre persone sono risultate positive.
Il giorno appresso, la persona che si era toccata la giacca, Ŕ stata di nuovo rivisitata allo strumento ed Ŕ risultata anch'essa positiva.
Diciamo che in questo caso qua si tratta semplicemente di una contaminazione estremamente volatile, fatta sulle mani che sono un punto in cui in genere ci si lava, e fatta per circa dieci secondi, il tempo di stringere il manufatto in mano.
Il fatto che si sia potuta trasferire pi¨ e pi¨ volte sulle mani di altre persone - questo esperimento in pratica Ŕ quello che abbiamo fatto - ci permette di stabilire: 1, che Ŕ possibile trasferire la contaminazione; 2, che quantomeno su un vestito, tracce di residui di contaminazione, permangono fino a che esso non viene lavato.
AVV. Cianferoni: Senta, a proposito delle modalitÓ di confezionamento di questi pacchi, io ho ricordanza che la volta scorsa quando lei venne, non ci parl˛ di questo appunto confezionamento. Che oggi lei ha introdotto come sua ipotesi.
Ora, fu una sua dimenticanza della volta scorsa, Ŕ un dato che ha acquisito nelle more del processo...
TESTE VadalÓ: No, probabilmente ad una dimenticanza legata al breve tempo intercorso con l'interrogatorio di sabato 17.
AVV. Cianferoni: E che sempre il sabato 17 lei us˛ proprio testualmente questa espressione, con riferimento alle manigliette:
"Questi oggetti - lei disse - sono piuttosto agevoli se hanno queste manigliette".
TESTE VadalÓ: Certamente, l'ho ribadito anche oggi.
AVV. Cianferoni: Ecco. Ma io da ci˛ desumo che lei Ŕ in grado di fare un paragone con gli stessi oggetti senza manigliette.
TESTE VadalÓ: Infatti io li ho praticamente manipolati senza manigliette.
Quelli che abbiamo visto in fotografia erano stati privati delle manigliette. E indubbiamente, avendoli dovuti manipolare, devo dire che due manigliette mi avrebbero fatto abbastanza comodo.
AVV. Cianferoni: Senta, un argomento di cui si Ŕ parlato, ma tangenzialmente Ŕ quello delle impronte digitali.
TESTE VadalÓ: Sý, ma non riguarda...
PRESIDENTE: Non in maniera diretta, avvocato. Non Ŕ oggetto di questa indagine.
AVV. Cianferoni: Chiedo scusa, Presidente. Si tratta invece di un quesito specificamente posto al diciamo pool di consulenti.
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
AVV. Cianferoni: Sý, ma siccome lo stesso dottor Pubblico Ministero ha chiesto al consulente se faceva propri gli esiti e quant'altro, quantomeno mi lasci finire la domanda, vediamo. Io non Ŕ che chiedo al dottor VadalÓ...
PRESIDENTE: Finisca la domanda.
AVV. Cianferoni: Ecco. No, la mia domanda era tesa invece proprio alla questione riferita agli esplosivi, non alle impronte papillari. In questo senso: "transeat" che non si rinvengano impronte - perchÚ mi pare di ricordare, me lo asseveri, che non sono state ritrovate impronte digitali sugli involucri - ma vorrei capire da lei, se Ŕ in grado di rispondere, com'Ŕ che in presenza di tracce di esplosivo, vapori o particelle, non ha importanza, su manopola del cambio e volano, non si trovano per˛ impronte digitali.
TESTE VadalÓ: Eh, questo dovrebbe domandare a chi ha effettuato gli accertamenti.
Tant'Ŕ vero che, anche in caso della Uno del Cocchia, avemmo modo di rispondere con due relazioni separate. Per cui non so quali sono le risultanze del collega che ha fatto le impronte.
Diciamo, all'atto del prelevamento, ci siamo divisi gli incarichi. Io mi sono occupato di quello che avevo repertato io; e il collega ha risposto per quanto concerneva lui.
AVV. Cianferoni: A proposito di questa Uno del Cocchia, le chiedo: la relazione, se ricordo bene, Ŕ del settembre del '93. Abbiamo appreso anche da quanto dichiarato dal dottor Massari che la macchina EGIS era nota da ormai un decennio, a far data dal '93. E di lý a poco sarebbe entrata tra l'altro nella vostra disponibilitÓ anche pratica.
Com'Ŕ che allora non sentiste la necessitÓ di segnalare al Pubblico Ministero di Roma che vi delegava questi accertamenti, dell'esistenza dell'EGIS?
TESTE VadalÓ: PerchÚ all'epoca il contatto per l'EGIS, come lei... il dottor Massari ebbe modo di accennare, era ancora in alto mare per una questione economica. E quindi non avevamo la disponibilitÓ, non sapevamo la esatta disponibilitÓ temporale dello strumento.
Quindi a noi ci arriv˛ parecchio tempo dopo.
AVV. Cianferoni: Ma a proposito delle modalitÓ di impiego di questa macchina, le dico: oggi, proprio oggi, lei ha adoperato un'altra espressione che ha destato la mia curiositÓ.
CioŔ, ha detto, parlando degli accertamenti su due autovetture: 'poichÚ l'EGIS si trovava in Roma, noi abbiamo aspirato il particellato e quant'altro'.
CioŔ, quello che mi ha colpito, Ŕ questo riferimento alla collocazione spaziale della macchina in Roma.
TESTE VadalÓ: Sý, sý, e le spiego subito perchÚ.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE VadalÓ: PerchÚ era il periodo nel quale tendevamo a muovere il meno possibile l'EGIS. Proprio perchÚ esperienze pregresse ci avevano insegnato che la macchina, tanti spostamenti su autovettura, non era consigliato fargliene fare.
Quindi, l'EGIS in Roma significava avere l'EGIS al servizio, trasportarlo al piano terra. Quindi un normale ascensore, e con le sue brave rotelle, posizionarlo in un corridoio pulito nei pressi del parcheggio sul quale si doveva poi operare.
Ecco, si intende proprio in questi termini.
AVV. Cianferoni: Va bene. Per˛ comunque il fatto che lei mi dica che in quel periodo l'EGIS si trovava in Roma e ora stesso mi conferma lo avevate usato anche fuori, mi...
TESTE VadalÓ: In Roma, sempre in Roma. In Roma intendevo al servizio di Polizia Scientifica, ecco.
AVV. Cianferoni: Sý, ma dico: allora lo avevate usato anche fuori Roma?
TESTE VadalÓ: Sempre nell'ambito urbano.
AVV. Cianferoni: Non vi era mai stato chiesto di usarlo fuori Roma.
TESTE VadalÓ: Non in altre cittÓ fuori di Roma. Ci Ŕ stato chiesto di portarlo in altre zone, ma sconsigliammo il trasporto per lungo percorso stradale dell'apparecchiatura. Come ovviamente per tutte quelle apparecchiature di quel tipo.
AVV. Cianferoni: Opra, per dare completezza a questo argomento le chiedo due questioni. La prima Ŕ che ho notato, da quegli elaborati dai quali lei oggi chiede di far deposito, che per˛ l'EGIS lo spostavate su una macchina civile, nemmeno della amministrazione.
CioŔ, noleggiavate - se il termine si pu˛ usare - una macchina di un privato.
TESTE VadalÓ: Ci Ŕ stato chiesto di farlo in questo modo, direttamente. Proprio per dare meno nell'occhio, in certe zone.
AVV. Cianferoni: E il secondo Ŕ che non ho trovato - e pu˛ darsi che sia una mia negligenza - la specificazione di quel guasto che induce poi il Pubblico Ministero di Firenze a concedere una proroga alla vostra ultima relazione. Tant'Ŕ che oggi lei ci parla di una prelevazione e di una relazione che risulterebbero integrali.
Per˛ ho trovato soltanto l'indicazione della proroga, non ho trovato le motivazioni del guasto.
TESTE VadalÓ: Non decidemmo di dare giustificazione del fatto che si era guastato una colonna e provvedemmo a far il ripristino del pezzo mancante senza doverlo specificare sulla relazione.
Normalmente, quando si guasta uno strumento, un motivo c'Ŕ, insomma. Normalmente non da parte dell'apparato tecnico dell'analisi il fatto che ci sia un guasto.
AVV. Cianferoni: Sempre parlando delle modalitÓ di impiego, e quindi delle modalitÓ dell'accertamento, ora, rispondendo alle domande del collega, lei ha detto che sull'Ape celestina di cui si Ŕ parlato poco fa, si trovavano dei teli.
TESTE VadalÓ: Certo. Teli di politene. L'abbiamo coperta con dei teli di politene.
AVV. Cianferoni: Ecco, per˛ ricordo di aver visto le fotografie proprio questo pomeriggio. E questi teli non c'erano.
TESTE VadalÓ: Certo, li abbiamo levati per fotografare l'Ape nella sua interezza.
Quando ci Ŕ arrivata con l'autotrasporto, la DIA ha provveduto a ricoprire tutto il mezzo con dei teli di politene per conservarla fino all'esecuzione degli accertamenti.
AVV. Cianferoni: Ma ecco, per completezza, ci sono delle fotografie con l'Ape in questa condizione? CioŔ, trattata nel cellophan o no?
TESTE VadalÓ: Non credo.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Bene.
E sempre per curiositÓ di comprensione, prima di tutto: invece, sul sopralluogo di via delle Alzavole, ho notato un'altra discordanza.
Si Ŕ visto un agglomerato plastico: politene, lei dice...
TESTE VadalÓ: Sý.
AVV. Cianferoni: E si Ŕ visto invece un cartone - ricordo c'era la pubblicitÓ Oro Saiwa sopra impresso - invece disteso.
TESTE VadalÓ: Sý.
AVV. Cianferoni: Com'Ŕ che, prima di tutto, la repertazione di questi oggetti Ŕ avvenuta? CioŔ, perchÚ avete trovato quel cartone in quelle condizioni e quel politene in quelle condizioni? Mi dovrebbe una spiegazione.
TESTE VadalÓ: No. Ecco, diciamo che il politene era pi¨ o meno nelle condizioni in cui lei lo ha visto in fotografia. Sia quello nero, che quello trasparente.
Il cartone dell'Oro Saiwa, della scatola di biscotti Oro Saiwa, Ŕ stato fotografato in quella posizione per far vedere quanto era grosso e com'era conformato. Tutto qua.
Per altro Ŕ stato repertato, quindi Ŕ disponibile, insomma.
AVV. Cianferoni: Quando lei parla a proposito del sopralluogo di via delle Alzavole di un agire quasi a colpo sicuro - lei ha usato questa espressione - 'agivamo quasi a colpo sicuro in via Alzavole'. E' stato, lei ha detto, un crescendo di raffinatezza. Che cosa ha inteso dire, precisamente?
TESTE VadalÓ: Intendevo dire che nelle volte precedenti si faceva un mappaggio a tappeto di tutta una sala o di un ambiente. In questo caso, vista l'esperienza fattaci con tutti gli altri precedenti interventi, non era necessario fare un numero elevatissimo di rilievi. Era sufficiente andare direttamente nei punti che ci avevano indicato le relazioni dei collaboranti. E analizzare in quelle zone lÓ.
E poi estendere poi a tutto il locale. Ovviamente tutti gli accertamenti. Tant'Ŕ che nel locale accessorio, quello precedente, trovammo risultati negativi.
AVV. Cianferoni: Senta, per˛ vi Ŕ un'altra cosa, sempre riferito alla relazione 5 settembre '93 P. M. di Roma.
Le ha detto di aver adoperato l'HPLC e la gascromatografia...
TESTE VadalÓ: Prospettrometria di massa.
AVV. Cianferoni: ... con spettrometria di massa GCMS.
TESTE VadalÓ: Sý.
AVV. Cianferoni: E ha detto che, rispetto all'EGIS, sono dei mezzi meno sensibili.
TESTE VadalÓ: Erano quelli che avevamo a disposizione all'epoca.
AVV. Cianferoni: Ora, mi sbaglio - e pu˛ darsi, ma forse no - ma il dottor Massari venne dicendo che la gascromatografia di massa, o l'altra sorella, la gascromatografia TEA, GCT e GCMS - ricordo queste sigle -...
TESTE VadalÓ: Sý.
AVV. Cianferoni: ... dovevano rappresentare degli elementi di riscontro all'EGIS.
TESTE VadalÓ: Forse si intende la LCT, l'LC-MS-MS, la liquido massa-massa, probabilmente si intendeva questa qui.
AVV. Cianferoni: Sý, per˛ sempre si tratta - appunto lei me lo conferma - di un qualcosa di pi¨ sicuro.
Io ricordo che il Massari parl˛ di confermare o non confermare la raccolta operata con l'EGIS attraverso il GC-TEA.
TESTE VadalÓ: Il GCMS-MS, cioŔ lo spettrometria di massa-massa. Non la GCMS semplice. Intendo specificare la differenza fra i due tipi di analisi.
Allora, il GC-TEA ovviamente ha le stesse caratteristiche di sensibilitÓ e selettivitÓ dell'EGIS.
L'analisi di spettrometria massa-massa raggiunge le sensibilitÓ confrontabili con il TEA e quindi anche con l'EGIS, proprio perchÚ Ŕ in grado di eliminare ogni forma di interferenza andando a guardare gli ioni molecolari ben mirati. Li frammenta e li conosce solo essi.
Storicamente noi avevamo, all'atto dei primi attentati del 14 maggio 1993 a via Fauro, avevamo soltanto il GC-Massa che andava bene per ricercare residui di esplosione su una vasta miscellanea di reperti. Non adoperavamo a quell'epoca operazioni in tracce sulla contaminazione degli esplosivi.
Quindi, quella macchina che era presente a quell'epoca, faceva solo il lavoro sui residui di esplosione. E tuttora fa ancora lavori sui residui di esplosione.
Piano piano, il GC-Massa, Ŕ sostituito e soppiantato da altre apparecchiature pi¨ selettive e pi¨ sensibili, come la cromatografia liquida o massa-massa, il GC-TEA e altre apparecchiature che sono praticamente in via di sperimentazione.
AVV. Cianferoni: Senta, traggo spunto dalla consulenza relativa per l'appunto al rinvenimento di Capena.
A pagina 20 leggo una affermazione metodologicamente condivisibile.
Lei scrive: "All'origine di una buona analisi c'Ŕ il campionamento inteso come l'operazione che permette di ottenere un esemplare rappresentativo della sostanza da analizzare".
Quindi allora cominciamo a dire che l'estrazione della particella fa parte dell'accertamento. E' un qualcosa di inscindibile da tutto ci˛ che viene dopo.
TESTE VadalÓ: Mi scusi, a quale situazione si riferisce?
AVV. Cianferoni: Questa, dunque, i fogli sono 2544 e seguenti.
E' la compatibilitÓ fra l'esplosivo repertato nel comune di Capena e i risultati degli accertamenti relativi ai fatti di strage avvenuti nel '93 e nel '94.
No, aspetti, che questa Ŕ solo una pagina.
Comunque l'incarico Ŕ sostanzialmente riepilogativo. E' quella che lei consegna il 29-30 dicembre del '95.
TESTE VadalÓ: Sý.
AVV. Cianferoni: Ecco, a pagina 20 si parla del campionamento. Che quindi allora viene ad essere un qualcosa di inscindibile da tutto quello che verrÓ successivamente.
TESTE VadalÓ: Quando lei campiona per una analisi di carattere distruttivo.
AVV. Cianferoni: Eh, sý. Io ora non sono voluto scendere, perchÚ giustamente il Presidente prima ricordava a noi difensori che le questioni strettamente tecnico-giuridiche le trattiamo in un altro momento.
TESTE VadalÓ: Certamente.
AVV. Cianferoni: Lei allora...
PRESIDENTE: Sono giÓ state trattate, avvocato. La Corte si Ŕ riservata di decidere.
AVV. Cianferoni: Appunto. Ma dicevo, al...
PRESIDENTE: Non oggi, perchÚ oggi, primo se n'Ŕ giÓ parlato; la Corte deve ancora decidere. Bene, prosegua.
AVV. Cianferoni: Ma dicevo, appunto al consulente, di come la risposta che cercavo fosse proprio invece strettamente tecnica di sua pertinenza.
TESTE VadalÓ: Certo.
AVV. Cianferoni: Non riferita ad una descrizione procedurale, normativa, ecco.
TESTE VadalÓ: Mi scusi, mi ripete su quale campionamento...
AVV. Cianferoni: No, no, io le chiedo proprio dal punto di vista metodologico.
Trovo scritto, e condivido, che il campionamento Ŕ il punto di partenza di una buona analisi - siamo a pagina 20 -.
TESTE VadalÓ: Sý.
AVV. Cianferoni: "Inteso come l'operazione che permette di ottenere un esemplare rappresentativo della sostanza da analizzare".
TESTE VadalÓ: Certamente. E' quello che per esempio si fa quando si fa un carotaggio all'interno di una massa esplodente.
Se lei fa un carotaggio limitato, lei pu˛ raccogliere quantitativi di materiale che possono non essere omogenei. Un buon campionamento si fa quando si va a raccogliere un frammento dovuto ad un materiale esplosivo.
Un buon campionamento lei lo fa quando va a pulire una zona, e quindi a fissare delle sostanze esplodenti su un batuffolo di cotone impregnato di solvente organico, perchÚ questo sia conservato per le analisi future.
AVV. Cianferoni: Ecco, qui secondo me va fatta una distinzione.
CioŔ, chiedo a lei: mi pare di aver capito che non sempre si Ŕ adoperato un tampone a secco o con il solvente. E' un altro problema ancora.
Per˛ mi pare che talvolta il prelievo sia stato diretto tra il vapore e il particellato.
TESTE VadalÓ: Certo, dipende dalla quantitÓ che lei ha a disposizione e dallo stato di omogeneitÓ del campione.
AVV. Cianferoni: Ma ecco, io ora le giro una domanda che si fece giÓ al dottor Massari: il campione usato per il prelievo EGIS che fine fa poi?
TESTE VadalÓ: Allora - e qui ribadisco quello che probabilmente le avrÓ detto il dottor Massari - l'analisi fatta con il campione EGIS, con l'apparecchiatura EGIS, non Ŕ un campionamento, Ŕ un accertamento di carattere istantaneo.
Istantaneo, si intende nel tempo di 18-20 secondi, quello che Ŕ necessario alla macchina per fare le sue determinazioni analitiche del composto.
Lei si immagini di stare su una spiaggia e di camminare sopra con una calamita; chiaramente, lei preleverÓ da questa spiaggia tanti granellini di ferro che si attaccano alla calamita. Ma non Ŕ che li preleva tutti quanti.
AVV. Cianferoni: Ripeto, questo Ŕ un altro problema ancora.
TESTE VadalÓ: Questo Ŕ il modus, questo Ŕ il modus di prelevare da parte dell'apparecchiatura, del campionatore dell'EGIS. Che non ha altri modi di prelevare la contaminazione.
AVV. Cianferoni: Sý, ma la mia domanda - perchÚ vede, la sua risposta me ne sollecita una diversa -: chi ci dice a noi che quei granellini che porta via l'EGIS siano alcuni oppure tutti rispetto a quelli che c'erano?
TESTE VadalÓ: Ecco, proprio perchÚ la macchina non aspira, ma capta i vapori presenti in tracce sulla contaminazione; l'ho spiegato prima come questa contaminazione si infila in tutte le parti dei supporti: nelle plastiche, nei vestiti, nelle tracce di materiali polimerici. E stabilisce tra contaminazione e materiale di supporto un legame chimico, e chimico-fisico, ben definito.
Quando l'apparecchiatura EGIS passa sopra, non Ŕ un'aspirapolvere che aspira tutto; raccoglie parzializzando i vapori provenienti dalla superficie. Ma non Ŕ che li raccoglie tutti quanti.
Tanto Ŕ vero che in taluni casi, quando si ha a che fare con esplosivi poco volatili, Ŕ necessario dargli una scaldatina per permettere a questi di volatilizzarsi e, quindi, di essere captati e poi successivamente analizzati.
AVV. Cianferoni: Scusi, eh, per˛ allora come si concilia questa sua risposta con invece quanto si legge in un'altra relazione - sempre da lei svolta - quella del 6 giugno '96, circa via delle Alzavole. Laddove, a pagina 6, si legge:
"Per la peculiaritÓ delle analisi effettuate con l'EGIS e la difficoltÓ di interpretare correttamente dati di sostanze presenti in quantitÓ cosý basse, Ŕ indispensabile confermare i risultati ottenuti tramite almeno le due tecniche analitiche citate".
E prima si fa riferimento, per l'appunto, al GC-TEA e al GCMSMS.
TESTE VadalÓ: E' LGMSMS.
AVV. Cianferoni: Sý.
TESTE VadalÓ: Questo Ŕ quello che solitamente la prassi vorrebbe che si facesse su certi campioni. Indubbiamente si pu˛ anche continuare a leggere con l'EGIS i campioni, avendo dei risultati pi¨ che probanti; per˛ se uno vuole pu˛ anche utilizzare attrezzature diverse per avere una conferma.
E' semplicemente per una questione di conferma.
AVV. Cianferoni: PerchÚ, se ho capito bene, l'EGIS va ad incidere su una situazione in equilibrio.
TESTE VadalÓ: Dipende cosa intende lei per equilibrio, cioŔ il vapore sta giustamente in equilibrio col suo solido, sulla superficie contaminata.
Quando l'EGIS aspira le piccole tracce di vapore e le fissa sul suo coil di campionamento, le mantiene all'interno, e poi dopo permette alla macchina di analizzarle.
AVV. Cianferoni: Oggi lei ha fatto riferimento all'elettrolisi. L'altra volta...
TESTE VadalÓ: No, no.
AVV. Cianferoni: All'elettrolisi, sý.
TESTE VadalÓ: Quale elettrolisi, scusi?
AVV. Cianferoni: Scusi, allora l'ha fatto l'altra volta il dottor Massari, che ha parlato anche della reazione redox. Come processi che avvengono e sui quali va ad incidere il...
TESTE VadalÓ: Direi di no, lei ha usato un termine improprio, forse ha fatto riferimento alla pirolisi.
AVV. Cianferoni: No no. PerchÚ fino lý ci s'arriva. Allora, abbia pazienza...
PRESIDENTE: Pirolisi, mi ricordo anche...
AVV. Cianferoni: Eh, capito? PerchÚ, sa professore?, la questione dell'equilibrio statico, io so che l'ha scritto lei, quindi volevo sentirmelo dire da lei, eh. Ora ci arriviamo, eh.
Allora, lei oggi ha parlato di legami di carattere elettrostatico.
TESTE VadalÓ: Certo.
AVV. Cianferoni: Ecco. Quindi Ŕ una questione che sta in un equilibrio molto instabile.
TESTE VadalÓ: Certo.
AVV. Cianferoni: Ecco. Allora, se l'EGIS incide su quest'equilibrio, come vi incide, che fine fanno quelle particelle che porta via l'EGIS?
TESTE VadalÓ: Ecco, quando lei ha una superficie che Ŕ intrisa di questi materiali, e li scalda leggermente, provoca - statisticamente - una eccitazione di queste particelle che evaporano. Queste particelle evaporano e vengono attratte, come quando lei prova a scaldare o a soffiare su un profumo. Quindi, una parte dei vapori del profumo vengono messi in libertÓ e quindi captati dal coil. Non c'Ŕ nessun problema di equilibri, di disturbamento di equilibrio statico. C'Ŕ soltanto lo sfruttamento di un principio chimico-fisico, che permette a queste particelle di essere raccolte sull'esterno.
AVV. Cianferoni: Direi che la questione Ŕ ancora pi¨ delicata, perchÚ se l'equilibrio, invece che statico, Ŕ dinamico, mi pare - come scrivete voi a pagina 9 della relazione 6 giugno, mi pare ancora pi¨ instabile il tutto, e ancora pi¨ soggetto a una modificazione irreversibile.
TESTE VadalÓ: La modificazione...
AVV. Cianferoni: Glielo leggo. Lei scrive, insieme al dottor Massari:
"Le analisi chimiche sono state tutte effettuate utilizzando il sistema EGIS, le cui caratteristiche peculiari sono rappresentate dal fatto che non altera visibilmente il reperto".
E questo ce ne rendiamo conto tutti, perchÚ l'Ape, non abbiamo visto i teloni in cui era incartata, ma perlomeno le lamiere siamo riusciti a vederle.
"E che effettuano analisi sulla parte volatile di un composto intrappolato da materiale a differente potere assorbente, in equilibrio dinamico con eventuali microresidui presenti nello stesso."
Oh, quindi incide su questa situazione, su questi equilibri dinamici.
TESTE VadalÓ: Lei guardi, qualsiasi oggetto si trova, sta in equilibrio dinamico col suo ambiente, perchÚ le particelle, il profumo stesso, la particella Ŕ tenuta in equilibrio statico all'interno della massa di materiale di matrice. Ma la sua interfaccia con l'ambiente esterno Ŕ sempre in equilibrio dinamico, vi saranno particelle che se ne distaccano, e particelle che se ne ritornano sul supporto.
Quindi, diciamo, Ŕ un modo diverso di dire le cose; ma non vedo come incida la struttura del discorso.
AVV. Cianferoni: Ecco. Per˛, allora come si pu˛ spiegare oggi questa sua proposizione. Gliela leggo per intero, perchÚ non voglio certo...
TESTE VadalÓ: Sý sý, certo.
AVV. Cianferoni: ... vero?, indurla in errore.
A pagina 15, sempre della relazione 29 dicembre '95, si legge:
"Per il particolato, anch'esso invisibile come il vapore, e certamente disomogeneo nel punto di prelievo, Ŕ sufficiente la presenza di una o pi¨ particelle per variare notevolmente la risposta strumentale".
TESTE VadalÓ: La presenza di pi¨ particelle...
AVV. Cianferoni: Una o pi¨.
TESTE VadalÓ: Una o pi¨ particelle che vengano a contatto direttamente sopra il prob; quindi vuol dire che, se uno non sta attento, rischia di accecare interamente la macchina. Ecco, era questo il discorso inteso da quella proposizione.
CioŔ praticamente la sensibilitÓ del metodo Ŕ tale che non... il discorso era inteso nel definire la non qua... la risposta, la non quantitativitÓ della risposta ottenibile con l'EGIS.
CioŔ la risposta ottenibile con l'EGIS, non Ŕ correlabile con un dato quantitativo. Proprio perchÚ, mentre lei passa sopra il prob, sopra la particella, se se ne distaccano una o pi¨, pu˛ avere risposte estremamente variabili. Ma non Ŕ che non ha risposte, eh.
AVV. Cianferoni: A proposito del decorso del tempo, giÓ ha risposto, e quindi le pongo una domanda successiva.
Lei ha detto che due vetture le giunsero, da esaminare, sigillate. Oh, intanto abbiamo appreso che l'Ape non era sigillata.
TESTE VadalÓ: L'Ape era sigillata, era tutta...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi.
AVV. Cianferoni: Prego.
PRESIDENTE: Ma io ho l'impressione che qui si facciano degli equivoci.
AVV. Cianferoni: Prego.
PRESIDENTE: PerchÚ se l'Ape non era sigillata, se l'Ape non era sigillata o si dimostra che queste tracce sono state addotte fortuitamente o deliberatamente da altri, oppure...
AVV. Cianferoni: Oppure?
PRESIDENTE: Oppure, lascio a lei. Ecco. PerchÚ l'esposizione alle intemperie, all'atmosfera, eccetera, evidentemente sono tutti elementi che devono diminuire necessariamente e tendenzialmente la presenza dei residui. Quindi la copertura, avvenuta sia pur a distanza di molto tempo dal sequestro, non Ŕ un elemento che mette in discussione i risultati.
AVV. Cianferoni: Avremo modo di ridiscutere, signor Presidente, la questione.
PRESIDENTE: Va bene. E stata solo un'impressione, perchÚ lei calca la mano su questa mancanza dei teloni. E va bene, pu˛ darsi che i teloni siano stati messi all'ultimo momento; ma non mi sembra un risultato che controverta o un dato che controverta con il risultato.
AVV. Cianferoni: Senza dubbio.
PRESIDENTE: Ci possono essere altri argomenti pi¨ seri, ma non questo.
AVV. Cianferoni: Siamo qui a discutere di altro, in effetti non questo. Era per˛ sulle modalitÓ; non Ŕ stato dato atto nemmeno con una fotografia dell'Ape incartata in cellophane.
PRESIDENTE: Avvocato, ma c'Ŕ un limite.
AVV. Cianferoni: Ecco.
PRESIDENTE: In queste attivitÓ - in tutte queste attivitÓ - c'Ŕ un limite al quale non si pu˛ andare oltre: sono ufficiali di Polizia Giudiziaria. Se non sono ufficiali di Polizia Giudiziaria, sono come minimo pubblici ufficiali nell'esercizio di funzioni. Di fronte a una messa in scena che non sussiste, perchÚ la si vuol alterare fittiziamente, dico, finisce che non potrebbe neppure credere a quello che si afferma da parte di un testimone o di uno stesso imputato che inopinatamente ammette qualche cosa.
Non si pu˛ pi¨ credere a niente.
C'Ŕ un minimo di fiducia, di fronte alla quale bisogna avere delle circostanze serie, non dei semplici dubbi.
AVV. Cianferoni: Ma...
PRESIDENTE: Che poi non concludono nulla, ovverosia concludono al contrario. Proseguiamo.
AVV. Cianferoni: La questione Ŕ molto interessante. Proseguiamo nel merito.
PRESIDENTE: Certo, avvocato.
AVV. Cianferoni: PerchÚ, appunto, no, il perchÚ della mia domanda si collega ad un altro accertamento del quale abbiamo giÓ parlato col dottor Massari.
CioŔ i teloni di cellophane in via Ostiense.
Lei ci and˛ al sopralluogo di via Ostiense?
TESTE VadalÓ: Sý.
AVV. Cianferoni: Ecco, allora ricorda - proprio per avvalorare la irripetibilitÓ, ecco, sto parlando per la Corte in questo momento, dell'incombente - ricorda di questi teloni che furono apposti, oh; e ricorderÓ allora altresý come quest'accertamento fosse scaturito nell'ambito di un'attivitÓ di perquisizione e sequestro.
CioŔ il punto specifico Ŕ a pagina 11 della solita relazione 29-30 dicembre '95, laddove si legge:
"Il Pubblico Ministero ordina procedersi a perquisizione nei luoghi e nei locali suindicati, con sequestro di quanto rilevante venga rinvenuto. Si dispone altresý che l'atto venga compiuto con l'intervento di tecnici di Polizia Scientifica, presso la Direzione Centrale, per gli opportuni rilievi e repertazioni".
Ecco, in un contesto perci˛ di perquisizione e sequestro voi operaste, Ŕ cosý?
TESTE VadalÓ: Sý.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE VadalÓ: Si parla di via Ostiense?
AVV. Cianferoni: Si parla di via Ostiense.
TESTE VadalÓ: Se parla di via Ostiense, sý. Furono messi dei teloni a copertura, a protezione della zona, perchÚ in caso di pioggia battente, pi¨ che scioglimento o soluzione di parti esplosive, ci sarebbe stato proprio un dilavamento meccanico di tutta quella ghiaia.
Per cui, noi optammo per coprire quelle zone con dei teli di politene. Con questo sistema io solitamente opero quando si tratta di un attentato, e ci sono degli agenti meteorologici sfavorevoli. E' una normalissima precauzione che qualsiasi chimico che opera, adopera.
AVV. Cianferoni: Sý, ecco, a me interessava rimarcare il discorso della perquisizione e del sequestro, cioŔ di due atti procedimentali irripetibile, fino a costituire casi di scuola.
Ma, detto questo, adesso andando su un altro argomento toccato dal Pubblico Ministero, quello della compatibilitÓ di questi accertamenti con altri accertamenti svolti nell'ambito di questa indagine.
Stamani lei ha usato quest'espressione, comparando via via tutti e sette, anzi, tutti e sei i fatti di attentato che ha avuto da esaminare, ha parlato di un quadro leggermente diverso per Formello. Questo proprio se lo ricorda?
TESTE VadalÓ: Certo.
AVV. Cianferoni: Ecco. Ora, lei Ŕ consulente e quindi perci˛ le sollecito una valutazione. In che senso "leggermente diverso", posto che delle componenti esplosive vengono a mancare per l'appunto il tritolo e il T-4? Che sono proprio diversi, l'abbiamo appreso: sono pi¨ resistenti, ci vuole...
TESTE VadalÓ: No no, no. Sono proprio diversi gli esplosivi adoperati. Io non ho ritrovato esplosivi uguali a quelli degli altri attentati, come se avessero adoperato una carica diversa. Ecco, questa Ŕ la conclusione a cui potrei giungere, dando un giudizio su quella tabella.
AVV. Cianferoni: Dunque, e a proposito allora di questa carica diversa del Formello, aprile '94, siccome l'argomento Ŕ trattato nella relazione che ho pi¨ volte citato, del dicembre '95, le chiedo.
In questa relazione si trova anche descritto come, secondo lei, sarebbe stato predisposto l'ordigno nei vari casi; lei parla di una base, chiamiamola cosý - ora, se ha la pazienza di aspettare, trovo proprio la pagina - comunque lei parla di una base costituita dal tritolo con un booster e con una miccia detonante. Questo, diciamo, per l'ordinario, cioŔ per i cinque casi.
TESTE VadalÓ: Certo.
AVV. Cianferoni: Invece, per Formello, come pu˛ oggi concludere, alla luce dei prelievi fatti e di queste comparazioni che le sono state sollecitate?
TESTE VadalÓ: Posso dire semplicemente che Ŕ differente, perchÚ l'unico prodotto che io ho riscontrato in Formello Ŕ assimilabile a un gelatinato, a una sostanza gelatinata. Quindi, non c'Ŕ presenza di tritolo, non c'Ŕ presenza di T-4, come si evince dalla tabella.
AVV. Cianferoni: Stamani, rispondendo al Pubblico Ministero, ha parlato della densitÓ del tritolo. Quella ordinaria, diciamo standard, diciamo industriale se vogliamo, a quanto Ŕ pari?
TESTE VadalÓ: Mah, dipende dagli impieghi, avvocato. Pu˛ andare da 1,4 a 1,3; in funzione del tipo di caricamento che si vuole effettuare.
Anche quello Ŕ una condizione tecnologica.
AVV. Cianferoni: Quindi Ŕ variabile nel senso per˛ di avere queste oscillazioni, tra l'1 e 4, l'1 e 3.
TESTE VadalÓ: Dipende dall'impiego. CioŔ se lei lo cola, ovviamente non lo pu˛ comprimere, quindi avrÓ una densitÓ pi¨ bassa, pi¨ prossima a 1 e 2, 1 e 3.
Se invece lo comprime con una pressa, pu˛ arrivare fino a 1 e 4.
Oltre certi valori, diciamo, non abbiamo guadagni di efficienza.
AVV. Cianferoni: Va bene. Ecco, del tritolo si sa. Ma quanto possono permanere l'etilglicoldinitrato e la nitroglicerina?
TESTE VadalÓ: Come?
AVV. Cianferoni: La nitroglicerina e l'EGDN, che tempi di permanenza hanno?
TESTE VadalÓ: Mah, dipende dalla matrice dalla quale sono assorbiti. Come le dicevo prima, la formazione di questi legami chimici, fra la matrice polimerica e l'esplosivo, possono essere quanto mai vagliabili. Le forze che le tengono collegate, o sciolte addirittura, possono essere estremamente variabili dal tipo di materiale. Addirittura, se abbiamo un supporto polimerico fresco, tipo una colla, una resina, possono durare anche parecchi anni.
Fatto sta che troviamo gelatine - la gelatina Ŕ un supporto a base di microcellulosa che la conserva per lungo tempo, anche allo stato volatile.
AVV. Cianferoni: Per la lettura, un'ultima domanda per la lettura di quei grafici che ha fatto prima vedere, no?
Vedo qui che si legge "nitroglicerina, PNT" e poi "PLA". Sono standards. Questo Ŕ il foglio 1028 della relazione ultima, quella via delle Alzavole. Ma Ŕ una costante, cioŔ si trovano indicate unicamente queste tre componenti.
Ora, io le chiedo.
TESTE VadalÓ: Ah, plastico, sý sý.
AVV. Cianferoni: Sý.
TESTE VadalÓ: Allora, questo tipo di schema Ŕ stato ideato - aspetti, che forse lo vediamo meglio su un grafico pi¨ grande.
AVV. Cianferoni: Sý.
TESTE VadalÓ: Sý, questa Ŕ una tipica taratura dello strumento, dove praticamente il primo picco corrisponde all'etilglicodinitrato, e corrisponde al primo numero sotto la voce LG. Il secondo picco Ŕ la nitroglicerina, e corrisponde al numero sotto. Il terzo picco, che sarebbe praticamente la pentrite, corrisponde al primo numero sotto la riga PLA. Il quarto numero, il quarto picco Ŕ il T-4, e corrisponde al numero sottostante alla seconda fila della riga PLA. Il quinto e il sesto - cioŔ considerati col numero ordinale, tre e quattro -...
PRESIDENTE: Quinto e sesto, sý?
TESTE VadalÓ: ... sono il DNT e il TNT.
Questa Ŕ la definizione dello spettrogramma dell'EGIS.
AVV. Cianferoni: Finito? Ecco, un'ultima domanda, a conclusione del discorso su questo tipo di analisi.
Rispetto allo stato dei luoghi, l'intervento dell'EGIS consente di leggere la presenza dell'esplosivo, o no? CioŔ si porta l'EGIS su di un posto dove si sa quel che si trova e si sa quel che si lascia, o Ŕ soltanto attraverso la lettura dell'EGIS che si riesce a sapere qualche cosa?
Nel senso che, mi pare di aver capito, questo equilibrio dinamico fa riferimento a un qualcosa, primo, di molto instabile e, secondo, di disomogeneo. PerchÚ quello che pu˛ essere in quel dato punto del pretorio, pu˛ non essere in quest'altro dato punto. CioŔ anche a distanza minimale ci possono particelle, e ci possono non essere.
TESTE VadalÓ: Allora, siccome lo strumento...
AVV. Cianferoni: Si va a incidere su un microco...
TESTE VadalÓ: Lo strumento identifica l'esplosivo e identifica una parcellizzazione dell'ambiente. Quindi, praticamente, va a leggere non tutto ci˛ che c'Ŕ sotto, ma ne legge solo una frazione, lasciando inalterato il resto del materiale. Quindi questo tipo di apparecchiatura - l'EGIS - come tutte le apparecchiature presenti sul mercato di questo tipo, pi¨ o meno sensibili, non danno perturbazione chimica proprio perchÚ non aspirano con un'aspirapolvere; ma leggono, o aspirano, o captano - captare Ŕ la definizione pi¨ semplice - frazioni di vapore presenti al di sopra della superficie.
Tanto Ŕ vero che l'EGIS non si appoggia sulla superficie. La si fa leggermente sfiorare.
Lo stesso discorso potrebbe essere applicato a un rilevatore di ammoniaca, la quale praticamente Ŕ una sostanza che Ŕ continuamente prodotta da organismi viventi, e nei punti in cui questi lasciano diciamo un'impronta fisica di permanenza, permane intrisa nelle fibre.
Se lei passa con un rivelatore di ammoniaca su una sedia, dopo che una persona Ŕ stata seduta per un po' di tempo, troverÓ tracce di ammoniaca che rimangono inserite nelle fibre del materiale. Il principio di rilevamento Ŕ lo stesso.
AVV. Cianferoni: Quindi l'EGIS ci consente di arrivare a una lettura istantanea di una realtÓ.
TESTE VadalÓ: Di 18 secondi.
AVV. Cianferoni: Non ci dÓ il quadro oggettivo in termini assoluti.
TESTE VadalÓ: Cosa intende lei per quadro oggettivo in termini assoluti?
AVV. Cianferoni: CioŔ, per esempio, in riferimento all'aspetto quantitativo e alla dislocazione...
TESTE VadalÓ: E' giÓ stato detto che l'EGIS non Ŕ in grado di dare letture quantitative proprio perchÚ ci sono una serie di incertezze sul modo di posizionare il... due letture EGIS danno un risultato positivo a livello qualitativo, cioŔ trovano lo stesso tipo di esplosivo, ma non le potranno mai dare due segnali quantitativamente uguali.
AVV. Cianferoni: Ma la grossa differenza da una consulenza ripetibile, per esempio, su una quantitÓ massiva di sostanza stupefacente Ŕ questa, se non mi sbaglio. Che, nella consulenza ripetibile su mezzo chilo di eroina, io so che parto da mezzo chilo di eroina. Qui non so da che cosa parto.
TESTE VadalÓ: Qui lei parte da tracce di sostanze esplosive, e che queste tracce di sostanze esplosive si comportano come una sostanza integra. Quindi, lei ne trova un valore quantitativo. A me non interessa sapere se ce n'Ŕ un chilo o un granello. A me interessa solo capire la presenza dell'esplosivo.
AVV. Cianferoni: Tracce di sostanze esplosive, date presuntivamente presenti per intraprendere l'indagine.
PRESIDENTE: No, veramente il "presuntivamente", avvocato, credo che ce lo metta lei.
AVV. Cianferoni: No, l'ha detto il consulente, anche il collega ci ha insistito su questo.
PRESIDENTE: "Presuntivamente", Ŕ prima dell'analisi.
AVV. Cianferoni: Sý, prima dell'analisi, si va a cercare un qualcosa che non si sa nÚ se ci sia, nÚ...
PRESIDENTE: Quanto.
AVV. Cianferoni: ... in che misura sia presente.
*TESTE VadalÓ: Ma la misura in cui sono presenti a me interessa poco. A me interessa invece identificarlo. Non c'Ŕ nessuna legge che dice su quanto Ŕ la minima dose di esplosivo da detenere.
PRESIDENTE: Ecco. Anche in materia di stupefacenti, ora non c'Ŕ.
AVV. Cianferoni: Va bene. Comunque mi pare che il quadro sia completo. Poi sarÓ la Corte a dirci quando, eventualmente...
PRESIDENTE: Lei non ha altre domande?
AVV. Cianferoni: No, ho finito.
PRESIDENTE: Avvocato, ha altre domande lei?
(voce fuori microfono) Grazie, Presidente.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora, l'udienza riprende domattina alle ore 09.00, con la traduzione degli imputati detenuti. E alla ripresa dell'udienza, la Corte leggerÓ l'ordinanza in materia.
AVVOCATO: Presidente, mi scusi, chiedevo se era possibile sapere il programma completo della settimana.
PRESIDENTE: Sý, ma credo che il Pubblico Ministero sia in grado di comunicarvelo. Per questa settimana, credo che lo conosciate giÓ.
AVVOCATO: Perfetto. CioŔ, pi¨ o meno diciamo.
PRESIDENTE: No no, vi erano fogli in copie varie, di questo programma completo per la settimana. Il Pubblico Ministero mi ha assicurato che vi avrebbe comunicato oggi anche il programma della settimana ventura.
AVVOCATO: Anche la settimana ventura. La ringrazio.
PRESIDENTE: Va bene? Ci rivediamo domani mattina, buonasera.

udienza 29.10.1997

*TESTE VadalÓ: Buongiorno.
PRESIDENTE: Vuol dirci il suo nome e cognome?
TESTE VadalÓ: Sý, mi chiamo Gianni Giulio VadalÓ.
PRESIDENTE: Lei ricorda che, in occasione delle sue precedenti audizioni, aveva letto una formula di impegno a dirci la veritÓ.
TESTE VadalÓ: Lo ricordo.
PRESIDENTE: Quindi, Ŕ sempre vincolato in quell'impegno.
Pu˛ rispondere alle domande del Pubblico Ministero.
TESTE VadalÓ: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Dottore, senta, ho bisogno di sapere, abbiamo bisogno di sapere se una sostanza descritta cosý, macroscopicamente, Ŕ una sostanza che, secondo le sue conoscenze, pu˛ ricondursi, ovvero, non pu˛ ricondursi, ad una sostanza, a un materiale, a un esplosivo.
E si tratta, quindi, di una sostanza che ha la consistenza di un comune detersivo di uso domestico; che si presenta di color bianco, colore uniforme, priva di emissione olfattive significative.
Ecco, questo Ŕ esattamente il contenuto del problema che le pongo.
TESTE VadalÓ: Il quadro che lei mi pone mi fa individuare una sostanza di questo genere, come un componente che viene usato in miscela con sostanze esplodenti di impiego commerciale.
Il nitrato di ammonio, che viene usato come eccipiente, come fornitore di ossigeno nelle miscele esplosive, si trova in forma di granuletti bianchi, o in prilz.
La forma, tanto per chiarire il termine, il prilz, Ŕ una pallina del diametro di 2-3 millimetri, perfettamente sferica. Ed ha un aspetto come un pallino di un cuscinetto a sfere molto piccolo.
La forma, invece, granulare che lei mi descrive, appartiene al nitrato di ammonio che entra in formulazione in molti composti esplosivi come le gelatine e come alcuni pulverulenti nitroglicerinati.
Ecco il prodotto Ŕ il nitrato di ammonio che non Ŕ, di per sÚ, classificato come esplosivo. Ma, in queste particolari forme, va a comporre le formulazioni di esplosivi per l'impiego civile.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, dottor VadalÓ, il fatto che io le abbia posto la domanda in un certo termine, in certi termini, cioŔ dire, avendo messo al centro della domanda quei filati, che poi sono quelli di cui disponiamo, il colore e la consistenza granulare, il colore bianco e consistenza granulare; la orienta con sicurezza verso il nitrato di ammonio, oppure lei si trova orientato verso il nitrato di ammonio per qualche ragione che avrei, allora, bisogno di capire.
PerchÚ ho sentito che lei, appena io ho posto il problema in queti termini, Ŕ andato sul nitrato di ammonio. PerchÚ Ŕ caratteristico... Ecco, le chiedo una risposta.
TESTE VadalÓ: Se dovessi, diciamo, utilizzare un materiale, cioŔ visualizzare un materiale per impiego esplosivistico, ci sono altri prodotti che hanno una colorazione bianca. Ma si dovrebbero presentare con una consistenza un pochino diversa.
Uno di questi potrebbe essere, per esempio, il T4, flemmatizzato al 9%.
PUBBLICO MINISTERO: Qual Ŕ la differenza?
TESTE VadalÓ: La differenza Ŕ che il prodotto Ŕ leggermente pi¨, per cosý dire, scorre di meno. In quanto la sostanza organica... CioŔ, spiegavo prima perchÚ il T4 viene flemmatizzato con questo colore bianco, con questo particolare sistema. L'esplosivo ad alto potenziale ha una certa sensibilitÓ, per poterlo lavorare meccanicamente viene semplicemente miscelato con della cera. La cera Ŕ un carboax (?) politilenglicole che praticamente rende la superficie abbastanza aggregante e forma un po' dei grumi.
Non ha quelle caratteristiche di scorrevolezza che invece ha il nitrato di ammonio, che Ŕ una sostanza di carattere esclusivamente inorganico. Che assomiglia di pi¨ a un detersivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei diceva un attimo fa, appunto, del nitrato di ammonio in composizione con altre sostanze, dÓ luogo a...
TESTE VadalÓ: Una serie di esplosivi. Per altro...
PUBBLICO MINISTERO: Ci sono delle percentuali relativamente stabili, lasciando perdere la tipologia dal punto di vista commerciale? C'Ŕ una percentuale di rapporto tra il nitrato di ammonio e le altre specie?
TESTE VadalÓ: Grossomodo ci troviamo nelle condizioni di avere per un pulverulento, quindi quello che ha un aspetto cosý friabile, intorno all'82-85%.
Mentre invece nelle gelatine questo nitrato di ammonio Ŕ inglobato in una specie di melassa. Quindi appare, come aspetto fisico, come la marmellata di fichi, in cui i semini rappresentano il nitrato di ammonio.
Ecco, tanto per dare un'idea visiva.
PUBBLICO MINISTERO: Sý, sý, ma mi sembra una cosa ben diversa dal...
TESTE VadalÓ: Il prodotto...
PUBBLICO MINISTERO: ... dall'apparenza di detersivo.
TESTE VadalÓ: Certo, il prodotto Ŕ lo stesso. Solo in un caso Ŕ, diciamo, sotto forma proprio di granellini, miscelato con altre sostanze in un pulverulento nitroglicerinato o in un pulverulento a base di tritolo, si vedono piccole scagliette di color ocra.
Quando gli esplosivi sono di recente fabbricazione l'aspetto predominante, visto l'84% del peso, Ŕ praticamente un bianco chiaro.
Col tempo avviene una migrazione del prodotto organico sul granello inorganico che Ŕ diverso e poroso, dandogli una colorazione un po' pi¨ carica verso il giallino color ocra chiaro.
PUBBLICO MINISTERO: Questo color bianco Ŕ proprio specifico, quindi, del nitrato di ammonio?
TESTE VadalÓ: Il nitrato di ammonio...
PUBBLICO MINISTERO: Prima che entri in composizione con le altre sostanze?
TESTE VadalÓ: Sý, sý.
PUBBLICO MINISTERO: Lei poco fa diceva che il nitrato di ammonio... No, poniamo la domanda in maniera diversa.
Il nitrato di ammonio esiste in commercio e in produzione solo per la realizzazione di esplosivi, oppure Ŕ anche per destinazione diverse? In questo secondo caso ci sono delle differenze di tipo macroscopico tra il nitrato di ammonio di un tipo e il nitrato di ammonio dell'altro?
TESTE VadalÓ: Bisogna fare una piccola premessa.
PUBBLICO MINISTERO: Sý.
TESTE VadalÓ: Il nitrato di ammonio in Italia Ŕ prodotto in una forma da adibire ad uso agricolo con caratteri molto differenti.
Si presenta sotto forma di sferette di circa 2-3 millimetri di color marroncino tenue. Questo perchÚ il mercato agricolo richiede questo tipo di produzione.
Vengono aggiunte delle sostanze che tendono a rilasciare questo prodotto come concime, lentamente nel terreno. Quindi sono degli additivi che gli permettono di andare a fare parte dell'humus con una certa temporalitÓ.
Il nitrato di ammonio invece utilizzato sempre in agricoltura, ma in genere in Francia, Ŕ estremamente bianco. Proprio perchÚ viene richiesto un tipo di nitrato di ammonio superiore al 33%. Titolo di azoto superiore al 33%.
Ed in questa forma che i fabbricanti di esplosivi lo acquistano per produrre le miscelazioni commerciali.
Quindi noi abbiamo fatto sempre una grossa distinzione fra i due tipi di nitrato di ammonio e la loro morfologia: quello in pallini piccoli di circa 1 millimetro, consistenza molto friabile, e quello in sferette, in primis.
Hanno due impieghi leggermente diversi nel campo agricolo, ma in campo esplosivistico vengono realizzati per fare miscele di materiale esplodente per uso civile.
Quello in pallini Ŕ essenzialmente utilizzato per la produzione di esplosivi di tipo sicuro, della classe degli ANFO "Ammonium Nitrate Fuel Oil" nitrato di ammonio e gasolio. Vengono caricati per la loro forma con un 4% circa di gasolio e sono degli esplosivi di impiego commerciale abbastanza sicuri, di basso costo e sono largamente diffusi in ogni stazione.
La forma, invece, in granellini piccolini circa di 1 millimetro, oltre ad essere usata da qualche ditta come ANFO, va a far parte spesso e volentieri...
PUBBLICO MINISTERO: Utilizzato, impiegato per realizzare ANFO, vuol dir questo?
TESTE VadalÓ: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Di ditta, si parla di ditta che produce...
TESTE VadalÓ: Ditte produttori di esplosivi. Al momento in cui ci mettono il gasolio, diventa un esplosivo di seconda categoria.
Quindi lo incontriamo solo ed esclusivamente in quella forma, ma il suo impiego principe essenzialmente Ŕ visto nella produzione di pulverulenti, sia essi gelatinati o a base di tritolo, e nella produzione delle dinamiti.
In percentuali troviamo nelle dinamiti pari a circa il 60%, nei pulverulenti si sale all'82-85%. Diciamo, un esplosivo anch'esso di ottima qualitÓ per impiego di cava, abbastanza sicuro e soprattutto ha un costo abbastanza contenuto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, il nitrato di ammonio e basta Ŕ quindi sostanza di per sÚ, non classificabile come esplosivo, tanto che non Ŕ classificata come tale.
TESTE VadalÓ: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, a quello che capisco, Ŕ una sostanza che si pu˛ maneggiare con una certa disinvoltura.
TESTE VadalÓ: Come il sale da cucina, nÚ pi¨ e nÚ meno.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo nitrato di ammonio di impiego civile non pericoloso - quindi uso in agricoltura e quant'altro - pu˛ essere in ragione delle sue caratteristiche chimiche utilizzata per scopi diversi da quello ad esempio di fertilizzare o concimare; vale a dire per realizzare una carica esplosiva artigianalmente?
TESTE VadalÓ: Sempre che sia in questa forma molto pura, quindi colore bianco, e che ne denota il tenore in azoto, oltre il 33%.
In questo caso anche artigianalmente, per esempio per chi Ŕ in grado ovviamente di avere conoscenze di esplosivistica, produrre o realizzare una carica con questo prodotto.
Ovviamente, vanno aggiunti gli stessi eccipienti che servono per fare un esplosivo di carattere civile.
PUBBLICO MINISTERO: Nella sua conoscenza vi sono state - nella sua conoscenza attuale ma anche per esperienze attuali, ma anche per esperienze non attuali - vi sono delle dimostrazioni concrete di quello che lei ci sta spiegando un po' teoricamente?
TESTE VadalÓ: CioŔ, di costruzione di ordigni esplosivi...
PUBBLICO MINISTERO: Sý.
TESTE VadalÓ: ... io ricordo di aver giÓ testimoniato in quest'aula nel...
PUBBLICO MINISTERO: Si vede che non me lo ricordo io.
TESTE VadalÓ: Sý. Era l'autobomba in via dei Sabini.
PUBBLICO MINISTERO: Sý.
TESTE VadalÓ: Dove c'era il nitrato di ammonio miscelato addirittura con cherosene. In altre situazioni furon fatti dei rinvenimenti di nitrato di ammonio non trattato, che ricordi io in Contrada Giambascio...
PUBBLICO MINISTERO: Se ne Ŕ occupato lei direttamente?
TESTE VadalÓ: Sý. Abbiamo trovato altri casi se pur pi¨ o meno artigianali, nel quale era stato utilizzato del nitrato di ammonio, addirittura, in taluni casi, nitrato di ammonio italiano, per cosý dire, cioŔ quello destinato al mercato agricolo italiano, ricoperto di gasolio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, voglio dire, questo discorso che... Ŕ vero, sia a livello dell'affermazione teorica, sia a livello, per quanto riguarda le sue esperienze, delle...
TESTE VadalÓ: Del rinvenimento.
PUBBLICO MINISTERO: ... situazioni concrete, delle situazioni...
TESTE VadalÓ: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, le devo descrivere un'altra sostanza, per sapere nuovamente da lei se Ŕ riconducibile, una sostanza con queste caratteristiche, a qualche cosa che pu˛ esplodere oppure no.
Una polvere fine, quindi pi¨ fine del detersivo di cucina, color grigio - grigiastro o grigio - tipo quello della polvere da sparo, che a maneggiarla, a manipolarla, anche con i guanti, lasciava le superfici di contatto in qualche modo unte o in qualche modo sporche.
TESTE VadalÓ: Una sostanza che ha queste caratteristiche potrebbe essere, per esempio, la polvere nera che esiste nelle micce a lenta combustione; potrebbero essere...
PUBBLICO MINISTERO: PerchÚ si chiama "polvere nera", invece io le parlo di una polvere grigia?
No, davvero...
TESTE VadalÓ: Sý, sý.
PUBBLICO MINISTERO: PerchÚ "nero" Ŕ un modo di dire e, viceversa, Ŕ sul grigio?
TESTE VadalÓ: Per la presenza elevata di carbone, che gli conferisce un aspetto tipico del nerofumo.
Questa polvere Ŕ stata incontrata molto di frequente nella produzione di prodotti pirotecnici. Assume un grigio un po' pi¨ chiaro, quando ad essa vengono aggiunte delle quantitÓ di alluminio.
Allora, l'alluminio Ŕ colorato, alluminio e clorato di sodio potassio; quantitÓ di questi sali, di queste sostanze che hanno un tenore colorimetrico pi¨ chiaro, tendono a dare questa colorazione grigia e la polvere si presenta come un materiale quasi impalpabile, un polverino che basta soffiare e vola via. Tende a sporcare moltissimo.
Se qualcuno ha aperto mai uno di questi piccoli artifizi pirotecnici, se ne rende conto che anche difficilmente riesce poi, lavandosi le mani, ad asportare il nero, in quanto ci sono sostanze a base di carbone che rimangono aderite sulla superficie della pelle.
Questo tipo di polvere Ŕ comunemente di impiego nelle cariche dei prodotti pirotecnici.
E' una polvere esplosiva di quarta categoria e rientra nel TURPS degli artifizi pirotecnici di quarta categoria, ovviamente.
PUBBLICO MINISTERO: Si presta, questa polvere, ad essere utilizzata, eventualmente non da sola, per scopi diversi da quelli che non siano gli ordigni pirotecnici e quindi carnevale e quant'altro?
TESTE VadalÓ: Assolutamente. Per altro...
PUBBLICO MINISTERO: Assolutamente sý o assolutamente no?
TESTE VadalÓ: Assolutamente no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE VadalÓ: In quanto, mentre io mi sentirei tranquillo a manipolare della dinamite, del tritolo, della pentrite, del T4; riterrei estremamente pericoloso giocare con una polvere di questo genere, in quanto presenta, proprio per la sua composizione, un notevole pericolo di autoinnesco.
Sono frequentissimi, specialmente d'estate, le esplosioni delle fabbriche di pirotecnici, dove, a volte, basta...
PUBBLICO MINISTERO: Ma questa, mi scusi, Ŕ la polvere responsabile di tutti quei ferimenti e morti a Natale, Capodanno?
TESTE VadalÓ: Esattamente, proprio questa.
PUBBLICO MINISTERO: Di questa sta parlando.
TESTE VadalÓ: Proprio questa. Non ha controindicazioni nella costruzione di un ordigno.
Direi, non Ŕ che offre un contributo grandissimo, per˛ non Ŕ che impedisce all'altro esplosivo di esplodere.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, c'Ŕ qualcosa che accomuna questa polvere, di cui le ci sta parlando per artifizi pirotecnici, e la polvere delle cosiddette cariche di lancio delle munizioni, per uso militare o per uso civile?
TESTE VadalÓ: No, la "polvere nera" Ŕ stata eliminata nel secolo scorso, in quanto i prodotti che si generavano dallo scoppio producevano anidride solforica, sostanze a base di ossido di azoto, che corrodevano letteralmente le carni, quindi si pass˛ alle polveri, alla nitrocellulosa.
E' rimasta di impiego nell'uso pirotecnico, proprio perchÚ non ci sono fenomeni di questo tipo.
Qualcuno la confonde, da un punto di vista, cosý, di terminologia, di lessico, con la polvere da sparo.
Le polveri da sparo possono essere monobasiche, bibasiche o tribasiche, a secondo degli eccipienti che vengono messi...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi.
Le polveri da sparo con gli elementi descrittivi che le ho dato io all'inizio, hanno dei punti di contatto, ovvero non hanno alcun punto di contatto? Molto fine, colore grigio, sporcava in qualche modo o le mani o i guanti, insomma, la superficie che veniva a contatto.
TESTE VadalÓ: Allora, diciamo subito che l'aspetto morfologico delle polveri da sparo Ŕ sotto forma di lamelle piccolissime.
Si pu˛ assimilare una polvere da sparo alla descrizione che lei mi ha dato se la lamella di questa polvere da sparo Ŕ estremamente piccola. Esistono polveri con lamelle molto piccole; Ŕ solo una questione... la grandezza della lamella Ŕ legata solo a una caratteristica balistica; di produrre semplicemente una gran quantitÓ di gas che servono a spingere l'ogiva fuori della canna.
Per quanto concerne il colore, possono essere abbastanza simili. Possiamo trovare delle polveri che hanno un colore grigio argenteo, che la fanno assomigliare alla descrizione che lei mi ha fatto.
Per quanto concerne l'aspetto di polvere, per˛, ecco, se si tratta di una polvere in piccolissimi granelli - io ho descritto il fatto che la polvere nera, se si soffia Ŕ un po' come il toner della fotocopiatrice, grosso modo. Mentre invece queste qui si comportano come piccoli pezzettini di cenere di sigaretta che vengono sparsi su un tavolo, ecco; c'Ŕ una differenza morfologica.
Anche loro hanno un tenore di contaminazione sulle mani, per˛ Ŕ di gran lunga inferiore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, visto che sulla seconda sostanza di cui io le ho dato le coordinate organolettiche lei ha formulato due ipotesi, ecco, ipotizzandosi l'impiego di queste... o della polvere nera, adattata per strumenti pirotecnici, o della polvere da sparo per le cariche di lancio delle munizioni, i residui di un'esplosione potrebbero o dovrebbero testimoniare la presenza di quali specie esplodenti? nell'un caso o nell'altro.
TESTE VadalÓ: Allora, analizzando praticamente qualcuna di queste polveri, in un caso potremmo trovare, nel caso delle polveri da lancio, potremmo trovare tracce di nitroglicerina, tracce di nitrotoluene... viene usata come sostanza di raffreddamento dell'esplosione, proprio perchÚ ha un calore di esplosione e di reazione negativo; quindi serve a raffreddare appositamente i gas e impedire che in camera di scoppio si creino delle pressioni elevate.
Nel caso, invece, di una polvere da sparo i residui hanno una caratteristica totalmente inorganica. Quindi possiamo trovare anidride solforosa o solforica, che Ŕ volatile, quindi decisamente possiamo trovare come qualche traccia di solfati, possiamo trovare tracce di nitrati, legate alla presenza di nitrato di potassio; possiamo trovare tracce di clorati, legati al componente clorato di potassio o di sodio che viene miscelato.
Le tracce di alluminio solitamente in un terreno sono poco rappresentative, in quanto l'alluminio Ŕ parte di molte argille, di molte sabbie, per cui non sempre, dopo una elevata combustione, Ŕ possibile discriminare quello che Ŕ del terreno a quello che Ŕ della polvere che Ŕ esplosa.
Indubbiamente, di una polvere da lancio si trovano delle tracce che non sono appartenenti nÚ a una natura diciamo ambientale, ma vengono direttamente da una genesi antropica, quindi da un prodotto dell'uomo che ha adoperato un certo tipo di materiale per un certo determinato scopo.
Una polvere da lancio bene intasata, a base di nitroglicerina, contiene circa il 42% di nitroglicerina e quindi, come potenzialitÓ esplosiva, potrebbe essere assimilabile a una gelatina.
Ci sono casi in cui ordigni di circostanza, quindi ordigni improvvisati, sono stati costruiti smontando le cartucce da caccia. Molte polveri da caccia sono caricate con questo tipo di polvere da lancio e gli effetti che se ne possono derivare sono estremamente lesivi, in quanto - se intasata - si comporta proprio come una cartuccia di dinamite.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora che ho capito che il nitrato di ammonio, anche da solo, al limite, potrebbe essere... da solo nel senso senza una previa manipolazione da parte di una ditta che produce esplosivi... pu˛ entrare nella composizione di un ipotetico ordigno, e poichÚ lei l'ha ripetuto, comunque, il nitrato di ammonio in determinate percentuali c'Ŕ negli esplosivi che escono dalle catene di produzione, le domando: la risposta, in termini di analisi dei residui, consente di stabilire se si Ŕ in presenza di un nitrato di ammonio che Ŕ uscito da una fabbrica di produzione di esplosivo insieme alla nitroglicerina o all'etilenglicole...
TESTE VadalÓ: Etilenglicole di nitrato.
PUBBLICO MINISTERO: .. di nitrato, ovvero se si tratta di un nitrato di ammonio che Ŕ stato impiegato per iniziativa dello stesso esecutore della carica insieme ad altre sostanze?
TESTE VadalÓ: Non Ŕ possibile discriminarli. Se ho capito bene la domanda...
PUBBLICO MINISTERO: CioŔ, se a posteriori Ŕ possibile stabilire se il nitrato di ammonio risale ad un esplosivo che viene prodotto con quella certa quale elevata percentuale di nitrato, come lei poco fa ci spiegava, ovvero se Ŕ da ricondursi alla presenza di nitrato di ammonio non trattato dalla fabbrica che produce esplosivi, ma trattato solo da chi ha realizzato la carica e l'ha messo insieme ad altra roba per farlo scoppiare. Punto.
TESTE VadalÓ: Ritengo che non sia possibile determinare quantitativamente una provenienza.
Il nitrato di ammonio Ŕ un nitrato di ammonio. Sia che sia stato sparso da un contadino su un campo, che sia stato infilato come carica diciamo complementare, generatrice di ossigeno, all'interno di un ordigno, o sia esso stesso presente in una formulazione di fabbrica Ŕ sempre nitrato di ammonio.
Quando abbiamo il sospetto che ci sia un'esplosione di questo genere, una delle cose che noi facciamo Ŕ il "bianco", cioŔ andiamo ad analizzare il terreno nelle zone circostanti per vedere se c'Ŕ una presenza di nitrato di ammonio che va oltre quelli che sono i limiti fisiologici nel terreno; tenendo pure presente che il nitrato di ammonio pu˛ essere prodotto anche per via naturale: dai batteri, dalle precipitazioni meteoriche. Le piogge acide generano ossidi di azoto che, incontrandosi con alcune proteine in decomposizione, possono anche generare nitrato di ammonio; per˛ si tratta di quantitÓ estremamente basse, che non hanno riscontri in una produzione antropica o generata dall'uomo.
Nel caso dell'esplosione di Formello la quantitÓ presente nel cratere era abbastanza elevata, quindi, rispetto ai bianchi fatti nel terreno circostante.
Ora, esiste una legge di distribuzione di questi prodotti che dice che non ci possono essere delle brusche variazioni alla distribuzione di questi prodotti, se non c'Ŕ un intervento umano specifico, sia esso la concimazione, sia esso la esplosione di un ordigno o altro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor VadalÓ, lei poco fa citava - io lo dico in maniera che mira a semplificare - citava determinate sostanze che ha avuto modo di osservare e che vengono da Contrada Giambascio?
TESTE VadalÓ: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome parlavamo del nitrato di ammonio, in che termini il nitrato di ammonio c'entra con Giambascio? Faccia, qui, capire la sua affermazione.
TESTE VadalÓ: Certamente.
Allora, il nitrato di ammonio presente negli esplosivi sequestrati in Contrada Giambascio, era presente in cartucce di esplosivo polverulento, di esplosivo commerciale Brixi A B5 (?), era presente sotto forma di pallini molto sottili, molto simili a quelli che lei mi ha descritto, nella descrizione che li mi ha fatto.
PUBBLICO MINISTERO: E questo secondo di cui sta parlando, che cos'era? Nitrato di ammonio e basta...
TESTE VadalÓ: Era nitrato di ammonio diciamo puro, senza altri eccipienti. Era pronto per essere trasformato, per esempio, in impianto industriale o nel laboratorio artigianale, se qualcuno ha le abilitÓ per farlo, in un esplosivo a base di ANFO oppure su una gelatina, oppure su un polverulento.
PUBBLICO MINISTERO: Credo che mi sia consentito, e caso mai se qualcuno Ŕ di opinione diversa, me lo dice e ne prendiamo atto.
Io ricordo, perchÚ per l'appunto lei, dottor VadalÓ, ci ha riportato su Formello - io non le avevo posto nessuna domanda - su questa presenza significativa - significativa per voi, perchÚ siete voi che l'avete segnalata, non certo chi legge le consulenze - di nitrato di ammonio, per meglio dire di due ioni. Oltre non vado perchÚ di chimica non mi intendo.
Ecco, siccome lei ha accennato alla valutazione, fatta per differenza, tra il cratere e gli altri luoghi dei dintorni in cui avete fatto campionature e repertazione, e siccome - lo ricordavo bene - la relazione era corredata da una relazione che Ŕ - nella disponibilitÓ della Corte - corredata da un allegato 5, che proprio avrebbe la funzione di illustrare attraverso istogrammi o quel che sono, queste differenze. Ecco, siccome l'interrogativo Ŕ giÓ stato posto, ma la differenza tra nitrato di ammonio, o per meglio dire lo ione ammonio trovato all'altezza del cratere e lo ione ammonio trovato da qualche altra parte lý, intorno a quel cratere, Ŕ quantificabile o si pu˛ solo affermare qualitativamente?
Io qui ho, ripeto, queste curve, questi diagrammi. Per me voglion dir tutto e non voglion dir nulla. Non capisco se identificano anche delle quantitÓ differenziali oppure no.
Se sý, le chiederei la cortesia di farcelo capire, cosý...
TESTE VadalÓ: Certo.
Noi non siamo stati in grado di quantificare esattamente la concentrazione del nitrato di ammonio nel cratere e quella presente nel terreno, perchÚ richiederebbe delle tecniche che purtroppo, al momento e nelle condizioni, non erano applicabili.
Per˛, quello che abbiamo potuto notare Ŕ che il terreno nel quale era presente il cratere, era fortemente arricchito di nitrato di ammonio.
Noi in genere pesiamo una quantitÓ nota di materiale, di substrato e lo estraiamo. Quindi, la soluzione che viene ricavata da questa estrazione - in genere si fa con acqua distillata - era notevolmente pi¨ ricca di questo sale rispetto a quella del terreno, che presentava delle concentrazioni abbastanza basse.
Se vado a vedere un attimo... Non abbiamo, per˛, fatto una analisi quantitativa perchÚ spesse volte non abbiamo un termine di riferimento per questo posto che ha una larga ubiquitÓ.
Se mi permette, guardo un attimo il grafico.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE VadalÓ: Ecco, diciamo che il grafico si presenta abbastanza chiaro.
Io non ho il vostro riferimento di pagina, per˛ si tratta della Ion LC numero 3.
Noi abbiamo una "B" vicino al picco del sodio, abbiamo una piccola gobbetta che rappresenta il contenuto in nitrato di ammonio del terreno circostante.
Mentre invece, nel cratere, segnato col numero - leggo bene? - 5, abbiamo una gobba molto pi¨ grande, che indica, praticamente, una presenza maggiore di prodotto di questo tipo.
Solitamente i contenuti sono da valutare in quantitÓ relativamente ridotta per un ambito stradale.
Possono essere piuttosto ricchi se c'Ŕ un terreno coltivato nel quale Ŕ stata fatta una dispersione di questo concime.
Trattandosi di campi non coltivati, quindi di campi a foraggio, non c'era ragione di pensare che avessero sparso ad hoc questa sostanza, al fine di fertilizzarli.
Facciamo sempre questo tipo di accertamento per un semplice scopo. Proprio per valutare se nell'impiego della carica esplosiva sia stato adoperato un sale a base di nitrato di ammonio.
Il nitrato di ammonio Ŕ un prodotto ubiquitario. Se per˛, nel luogo dell'esplosione, c'Ŕ un incremento di questa sostanza, allora, con buona probabilitÓ, l'esplosivo era, aveva dei componenti a base di nitrato di ammonio.
Questo sale inorganico si mantiene sul terreno. PerchÚ? Proprio perchÚ Ŕ un po' sordo ad esplodere. Fornisce un ottimo contributo di sostanze ossidanti, quindi di ossigeno, ma non ha una grossa capacitÓ esplosiva di per sÚ stessa.
E quindi Ŕ facile che, nel corso di una esplosione, sia stato proprio letteralmente scaricato nel terreno.
Le tracce che noi troviamo di nitrato di ammonio, o di ione nitrato, sono abbastanza frequenti anche nel corso di esplosioni di pirotecnici. Taluni pirotecnici contengono nitrato di potassio per cui abbiamo un grosso arricchimento nello ione nitrato.
Se andiamo a vedere, per esempio, sulle... dovrebbe esserci anche la calibrazione fatta con... qua non la vedo, quella per i... non la vedo. Evidentemente, ci si Ŕ fissati come limite solo quello dello ione ammonio. Ma Ŕ pi¨ che sufficiente per dare un'idea.
Lo ione ammonio, normalmente, dopo un'esplosione, quindi dopo un'espansione di calore, essendo un sale volatile tende a allontanarsi dal luogo, dal supporto di terriccio.
In questo caso ce n'era un po' pi¨ del normale e c'ha fatto scattare un allarme, perchÚ la quantitÓ era rilevante.
Quindi, non partecipando all'esplosione, tende a essere mandato nel terreno o nella zona limitrofa all'esplosione, in una quantitÓ superiore a quella che potrebbe essere stata utilizzata se fosse un normale prodotto della degradazione ambientale, per via delle piogge acide, per via della degradazione delle ammine - anche questa pu˛ essere una sorgente di nitrato di ammonio - per˛ sono in genere valori molto, molto bassi.
Nella zona di Roma facemmo dei piccoli accertamenti, ritrovando valori estremamente ridotti di questo prodotto, derivanti per˛, non da un sale ma dalla unione di sostanze a base di ammonio e di sostanze acide a base di acido nitrico che facevano reazione e producevano queste tracce di nitrato di ammonio, che, a sua volta, ha un tempo di permanenza abbastanza veloce. PerchÚ, batteri, piante, funghi tendono a utilizzarlo come sostanza di alimento. Per questo viene usato come concime.
PUBBLICO MINISTERO: Nient'altro, la ringrazio dottor VadalÓ.
PRESIDENTE: Hanno domande le parti civili?
I difensori?
AVV. Cianferoni: Una sola, avvocato Cianferoni.
Senta, io ho davanti, dottor VadalÓ, la relazione di consulenza tecnica alla quale anche lei partecip˛, del 30/12/95, giÓ conosciuta alla Corte. Verteva, principalmente, sugli ordigni di Capena, cioŔ, su questi involucri rinvenuti in localitÓ Capena.
Le chiedo: ma questa traccia dello ione ammonio, di cui oggi lei ci ha parlato, nel quadro riepilogativo che trovo a fogli 2575, non c'Ŕ. Domando: pertanto Ŕ un elemento significativo? Lo diventa oggi, al seguito di altre investigazioni compiute? All'epoca non ritenevate che lo fosse? Non sto a farla tanto lunga perchÚ sul punto ci sono i verbali anche del suo esame, degli altri consulenti. Per˛...
TESTE VadalÓ: Avvocato...
AVV. Cianferoni: ... le dico, questo Ŕ un quadro riepilogativo, che se vuole le sottopongo anche, dove per l'attentato in localitÓ Formello, a Roma, del 14 aprile '94, trovo: EGDN, NG, DNT.
Ecco...
TESTE VadalÓ: Mi faccia vedere, scusi.
PRESIDENTE: Prego, prego, possiamo farlo vedere.
PUBBLICO MINISTERO: Io, francamente... Mi scusi Presidente.
PRESIDENTE: Sý.
PUBBLICO MINISTERO: Io inviterei, magari, il difensore... va bene, avvocato Cianferoni? Inviterei il difensore a formulare la sua osservazione, non in altri termini, in termini pi¨ completi.
Avvocato Cianferoni, senn˛, voglio dire, non ci siamo. Non ci siamo, devo contestare questo modo di porre il problema.
AVV. Cianferoni: Io ho fatto riferimento...
PUBBLICO MINISTERO: PerchÚ Ŕ un modo parziale.
AVV. Cianferoni: Il foglio Ŕ questo.
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato Cianferoni, se glielo dico do anche tutto insieme domanda e risposta. Io la invito a formulare la domanda in maniera pi¨ completa.
AVV. Cianferoni: Mi pare, io insisto nella domanda, nel senso...
PUBBLICO MINISTERO: Faccia come crede.
AVV. Cianferoni: ... ho dato atto, io per primo, che dello ione nitrato se ne era parlato anche prima, anche in dibattimento. Osserv˛ per˛ che, quando poi in questa consulenza di Capena, 30/12/95, si fa un quadro riepilogativo a fogli 2575, il nitrato non Ŕ evidentemente stato ritenuto rilevante.
Ora...
PRESIDENTE: Ho capito, avvocato, ho capito. Vorrei sapere soltanto se il dottore Ŕ in grado di dare una risposta.
TESTE VadalÓ: Da quel che mi ricordo, ovviamente, ci era stato chiesto la composizione delle specie esplosive. Ora, il nitrato di ammonio, di per sÚ, non Ŕ classificato dal TURPS. Per cui, ovviamente, se si parla di residui... se si parla di esplosivo integro, allora io dico: 'carissimi signori, l'esplosivo Ŕ fatto di: nitrato di ammonio, tritolo, eccetera, eccetera'.
Quando parlo di un residuo di esplosione devo ipotizzare la presenza di nitrato di ammonio solo da queste tracce; ma non posso risalire alla composizione iniziale dell'esplosivo. Come non posso dire quanta nitroglicerina c'era, se era prevalente; non posso dire se c'era farina fossile nella nitroglicerina, perchÚ la farina fossile si disperde, non posso dire se c'era segatura. Senn˛ avrei dovuto la formula o il nome dell'esplosivo presente.
Io posso, quando faccio un discorso sui residui, dire solo le specie esplosive trovate. Quindi, parlo di specie esplosive che rientrano nella comune fabbricazione di sostanze esplosive.
Ecco, questo Ŕ un po' il quibus di questo tipo di cosiddetta omissione.
Se io, praticamente, trovo un candelotto dico che era un ANFO composto da nitrato di ammonio e tritolo. Quindi, il nitrato di ammonio c'entra come composizione registrata, ma sul residuo di esplosivo, come ho giÓ avuto modo di dire, potrei avere tantissime sorgenti di nitrato di ammonio.
Do una prevalenza alla presenza di nitrato di ammonio nella carica perchÚ c'ho una differenza di nitrato di ammonio. Non posso certo escludere che qualcuno abbia scaricato un sacco di nitrato di ammonio come concime, lý, dieci giorni prima.
Sono stato, penso, esauriente.
PRESIDENTE: Chiaro, chiaro, chiaro.
AVV. Cianferoni: Senta, per la sua esperienza tecnico-professionale, l'unione dell'ANFO con la dinamite commerciale Ŕ un fatto comune? E' un esplosivo efficace e gestibile propriamente, o no?
TESTE VadalÓ: Entrambi sono esplosivi di seconda categoria.
Potrei asserire che una gelatina, miscelata con una buone quantitÓ di ANFO non fa altro che fare una bella esplosione sfruttando tutte le potenzialitÓ demolitive anche del nitrato di ammonio.
AVV. Cianferoni: Mi perdoni l'insistenza, la mia domanda verteva proprio sulla sua esperienza professionale. CioŔ, se un binomio dato dalla dinamite commerciale e dall'ANFO, lo ha rinvenuto e se ci pu˛ fare esempi in questo senso.
TESTE VadalÓ: Questa specifica formulazione che lei mi dice, non l'ho mai rinvenuta. Ho rinvenuto, per˛ un esplosivo ad altissimo potenziale come il T4 ed Ŕ stato citato, e l'ho lavorato nel corso dell'attentato in via dei Sabini.
AVV. Cianferoni: Ecco, chiudo su questo episodio chiedendole: lei ha parlato di una flemmatizzazione, se ho capito bene, del T4.
TESTE VadalÓ: Certamente.
AVV. Cianferoni: Dando una percentuale del 9%.
TESTE VadalÓ: Sý, per il T4 bianco.
AVV. Cianferoni: Bene. Sempre traendo spunto da precedenti allegazioni dibattimentali, siamo sempre all'esame del 4 febbraio, non sono risposte sue, per˛ altro consulente ci diceva che il T4 era flemmatizzato, in quel caso, al 5% e dava sul colore rosa proprio per questo.
TESTE VadalÓ: Esistono due formulazioni: il 4% circa e il 9%. Il 4% per distinguerlo dal 9% Ŕ colorato in rosa; il 9% Ŕ colorato in bianco. E' semplicemente un modo per distinguere i due prodotti che altrimenti, se non ci fosse un colorante in mezzo, rosatino, sarebbero, praticamente, indistinguibili per morfologia.
Ecco, soltanto questo volevo...
AVV. Cianferoni: Benissimo. Ecco, dopo questo chiarimento, non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
Pu˛ accomodarsi, grazie.
*TESTE VadalÓ: Grazie, buongiorno.
PRESIDENTE: Dunque, l'udienza pu˛ rinviarsi a domani?
PUBBLICO MINISTERO: Certo, Presidente.
Volevamo, in chiusura di udienza depositare, c'Ŕ un elenco, i verbali utilizzati per le contestazioni o ai testimoni o agli imputati ovvero agli imputati di procedimento connesso, a partire dall'udienza del 3 settembre '97.
Sono a disposizione dei...
PRESIDENTE: Allora, sono a disposizione dei difensori, i quali li valuteranno e ci daranno una risposta per il 7 di novembre.
AVV. Cianferoni: Sý...
PRESIDENTE: L'udienze riprende domattina... A che ora possiamo fissare per non rifare un affare come... Sappiamo a che ora arriva Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Sappiamo che l'orario Ŕ quello normale, Presidente.
PRESIDENTE: Bene, allora alle ore 9.00...
AVV. Cianferoni: Chiedo scusa al Presidente, sono l'avvocato Cianferoni.
Ferma la riserva delle difesa per le richieste proprie di allegazione dei verbali di contestazioni...
PRESIDENTE: Ha tempo, avvocato, fino al 7 di novembre.
AVV. Cianferoni: Un problema di calendario. No, era per le nostre produzioni di verbali di contestazione, ma Ŕ un altro argomento.
Il problema di calendario Ŕ un altro. CioŔ, essendoci anche una festa che Ŕ nell'imminenza...
PRESIDENTE: Mi pareva di averlo giÓ detto, comunque, se l'ho detto lo ripeto, senn˛ ve lo comunico. Teniamo udienza ancora domattina, poi saltiamo fino al 7 di novembre. CioŔ, fino al 7 di novembre non c'Ŕ udienza.
Il 7 di novembre si riprende. Io spero tutti i giorni, fino a che... vedremo se si riuscirÓ a concludere.
Buongiorno. Traduzione degli imputati detenuti. A domani.