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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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udienza 13.1.1997

*TESTE Ripani: Allora, mi chiamo Luigi Ripani, sono nato il 28/09/55 a Ponzano di Fermo. Residente presso il Centro Investigazioni Scientifiche, Roma.
PRESIDENTE: A Roma.
Prego, legga.
TESTE Ripani: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Senta capitano, sappiamo che lei si è occupato di svolgere una determinata consulenza richiesta dal Pubblico Ministero di Milano per la questione di via Palestro.
Ecco, lei i luoghi li conosce - parlo per presa conoscenza personale diretta - a partire da quando?
TESTE Ripani: Dal giorno dell'incarico, cioè dal 30 luglio. Subito dopo l'incarico ho avuto dal dottor Pomarici a Milano, mi sono recato per un'ora circa insomma per rendermi conto che cosa era successo. Lì stava operando la Polizia Scientifica.
PUBBLICO MINISTERO: Erano ancora in corso delle attività da parte della Polizia Scientifica.
TESTE Ripani: Sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ma la sua attività quindi, a quello che capisco, non si è svolta sul luogo, si è prevalentemente svolta...
TESTE Ripani: A Roma presso il laboratorio. Le analisi del materiale repertato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi lei, per così dire, ha avuto modo di seguire le varie tappe dell'indagine tecnica.
TESTE Ripani: Sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: Quella diciamo a carattere strettamente analitico si è svolta, sappiamo, presso il laboratorio del dottor Massari, lei ha seguito anche quella?
TESTE Ripani: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'è stata una parallela indagine presso il laboratorio del Centro Investigazioni Scientifiche in ordine ai reperti provenienti da via Palestro?
TESTE Ripani: No, sono stati analizzati esclusivamente presso la Polizia Scientifica.
PUBBLICO MINISTERO: In quanto il laboratorio del Centro... del CIS era...
TESTE Ripani: Ci occupavamo dell'attentato di San Giovanni. Quasi contemporaneamente è successo l'attentato a San Giovanni e noi avevamo questi reperti, analizzavamo questi reperti.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Ripani: Quindi c'erano difficoltà materiali.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta capitano, lei ha seguito le fasi sperimentali, la prova di simulazione, è stata fatta a Milano?
TESTE Ripani: Ah, sì. La prova di simulazione sì. Pensavo quella campale sulla macchina, quella non...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, parlavo proprio della sperimentale ma nel senso della simulazione.
TESTE Ripani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. A lei voglio chiedere alcune cose che non ho chiesto agli altri consulenti. Cioè a dire, anche se l'argomento è stato comunque avvicinato e in qualche maniera anche affrontato: però avrei bisogno che lei illustrasse un attimo alla Corte quello che è alla stregua dell'esperienza e della letteratura, o comunque della cultura specifica, qual è l'effetto di danno o di lesioni sui beni mobili, sulle strutture fisse e anche sulla persona umana, di un'esplosione.
Esplosione realizzata con queste caratteristiche, cioè a dire una carica esplosiva posizionata all'interno di un contenitore metallico particolare come a un'automobile.
TESTE Ripani: Allora facciamo un discorso prima generico per poi andare nello specifico.
PUBBLICO MINISTERO: Come lei preferisce.
TESTE Ripani: Probabilmente sarà stato più volte detto che cos'è un esplosivo, che cos'è un'esplosione, comunque solo due parole. Un'esplosivo è un qualcosa, è una sostanza generalmente solida, ma può essere liquida, addirittura gassosa che brucia violentemente. L'esplosivo rispetto a un foglio di carta che brucia, la differenza sta nella velocità di combustione sostanzialmente.
L'esplosione quindi è una trasformazione rapidissima, in tempi infinitesimali, in microsecondi in cui si sviluppa un'enorme quantità di gas e un'elevatissima temperatura, calore quindi effetto termico.
Questi due fenomeni, questa pressione genera una sovrappressione - adesso è difficile dire esattamente ogni volta che pressione, ma sicuramente una sola pressione - questa pressione che si muove a raggiera, in modo sferico rispetto al punto dove è avvenuto lo scoppio. Bisognerebbe fare la distinzione fra esplosivo detonante e deflagrante. Detonante è un qualcosa...
PUBBLICO MINISTERO: La Corte conosce...
TESTE Ripani: Ecco, comunque è istantaneo, a velocità intorno ai 7000-8000 metri al secondo. Mentre quello deflagrante è più lento, quindi si apprezza maggiormente lo sviluppo di gas. Che se nel primo, nell'esplosivo detonante prevale un effetto cosiddetto brisante, cioè un esplosivo detonante collocato in una posizione generalmente tende a fare un buco, un cratere, polverizza.
L'esplosivo deflagrante tende, visto che questi gas si sviluppano più lentamente, tende a rigonfiare quindi c'è un'azione di spostamento e questo noi lo vediamo anche negli oggetti. Quando viene utilizzato un esplosivo deflagrante prevale la proiezione degli oggetti; detonante la frammentazione, lo sminuzzamento.
Ecco, chiedo scusa... Quindi ritornando che cosa genera un'esplosione: questa enorme sovrappressione. Questa pressione che tende in qualche modo ad autoristabilirsi, quindi sfoga in tutte le direzioni. Se noi la vediamo rispetto a un corpo umano questa pressione si va, questo gas, quest'aria, questa massa si va a insinuare in tutti gli orifizi possibili. La cosa che avviene normalmente è infatti, salta immediatamente il timpano se riferiamo l'effetto nei confronti del corpo umano. E può penetrare nelle cavità respiratorie, interessa immediatamente i polmoni, gli alveoli, spappolando - forse non è un termine scientifico ma rende l'idea - in funzione della pressione: più è alta e più l'effetto è devastante. Questo diciamo è il primo effetto.
Il secondo effetto è l'effetto cosiddetto di impatto: questa massa d'aria colpisce, quindi come questo treno d'aria anche quindi invisibile ma sicuramente fa vedere i suoi effetti, tutto quello che incontra tende a distruggerlo, tende a spostarlo. Quindi poi possiamo immaginare questo effetto nei confronti del corpo umano, quindi questo impatto, questo schiaffo.
Il corpo umano è un qualcosa di omogeneo, quindi ci saranno delle parti che riceveranno una spinta maggiore rispetto ad altre: possiamo pensare la testa rispetto al corpo per esempio, la testa è più piccola, può avere una spinta maggiore rispetto al corpo. Quindi c'è un effetto di disarticolazione del corpo umano. Quindi abbiamo questa traflazione e poi un secondo impatto dovuto alla ricaduta che può essere in terra, addosso a un muro, o a una macchina. Quindi questi due effetti dovuti alla pressione, solo al gas.
L'effetto termico. L'effetto termico è un qualcosa di istantaneo. Quando c'è l'esplosione, cosa che non ho detto prima, oltre a produzione di gas l'esplosione è una reazione esotermica, sviluppa istantaneamente un'enorme quantità di calore che quindi...
Se però è istantanea la produzione è molto rapido il dissipamento di questo calore, quindi diciamo l'effetto - se facciamo una graduatoria fra quelli più o meno gravi - diciamo così, almeno che non ci sia un qualcosa che prenda fuoco, quindi sostanze infiammabili, forse è l'effetto minore.
Quarto, ultimo, ma non sicuramente per importanza, effetto è quello dovuto alla proiezione di schegge, di frammenti. Viene suddiviso in frammenti primari, cioè quelli dovuti all'involucro. Nel caso in questione l'involucro possiamo considerarlo l'autovettura, quindi proiezione di frammenti di schegge a velocità in base al luogo, alle distanze cui sono stati recuperati, fino a 200 metri circa, 200-250 metri quindi possiamo immaginare. Addirittura, se ricordo bene, il motore, il blocco motore a 130 metri.
Se uno si fa dei calcoli, insomma... ma comunque è lì. Praticamente questa massa di 80-90 chili, non so quanto pesa, per trasportarla a 150 metri o 140 metri si può immaginare quale è stata la violenza nell'episodio.
Dicevo, schegge o frammenti primari dovuti all'involucro, alla frammentazione e alla proiezione di schegge. Poi ci sono delle schegge cosiddette secondarie, cioè a causa dell'esplosione, non so il classico esempio è quello del vetro. Oltre a questa proiezione di frammenti dell'ordigno, dell'involucro... c'è questa successiva frammentazione.
Due parole sul raggio letale. Tra i vari quesiti posti dal Magistrato ai consulenti c'era la quantità di carica, così in modo vogliamo anche approssimato, però orientativamente la quantità intorno ai 90-100 chili. Adesso non sottilizziamo sul chilo, chilo meno.
Ecco, in relazione al quantitativo di esplosivo possiamo considerare un raggio letale dovuto alla sovrappressione e all'impatto, quindi dovuto esclusivamente al gas, intorno ai 25 metri. Cioè, persone che stanno intorno ai 25 metri, investite esclusivamente da questa...
PUBBLICO MINISTERO: Dall'onda d'urto.
TESTE Ripani: Come? Sì, sì...
PUBBLICO MINISTERO: Dall'onda d'urto.
TESTE Ripani: Chiedo scusa.
PUBBLICO MINISTERO: Dall'onda d'urto.
TESTE Ripani: Dall'onda d'urto, grazie. Esclusivamente dall'onda d'urto e quindi morivano di fronte...
Per quanto riguarda la proiezione, intorno ai 100 metri siamo, proiezione di frammenti letali, cioè che se colpiscono un organo vitale...
Un raggio diciamo più che letale, lesivo, intorno ai 200-250 metri. Questo anche se in modo sempre approssimativo nella situazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ha fatto un'illustrazione sintetica e lineare per la quale la ringrazio.
Ho bisogno di sottoporle un altro punto che proprio fa capo all'accertamento che vi richiesto dal Pubblico Ministero di Milano. E cioè a dire a un punto che è interno più genericamente a quel quesito secondo il quale il Pubblico Ministero di Milano voleva sapere come era stato realizzato l'attentato, a prescindere appunto dall'impiego dell'esplosivo e quello si dà per premessa, dal quantitativo di esplosivo e quello lo si dà per premesso, dall'impiego di un'auto e anche questo si dà per premesso. Ma proprio le tecniche di realizzazione dell'attentato, sotto il profilo delle tecnologie dell'attentato per intendersi. Quindi, l'attivazione e l'innesco nella carica esplosiva.
Vi è stato qualche reperto specifico e significativo avente una portata dirimente tra quelli che lei ha potuto, assieme agli altri consulenti, prendere in esame?
TESTE Ripani: Per quanto riguarda l'innesto?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Ripani: No. Non c'è stato nessun reperto, non so, frammenti detonatore, frammenti di miccia, schede che lasciassero pensare, ipotizzare qualche cosa, tra il materiale repertato.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi qualche reperto dirimente, in una direzione o nell'altra, non...
TESTE Ripani: Come reperto no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma stando ai profili della cultura specifica delle esplosioni, ecco il mancato rinvenimento di un reperto specifico è un fatto anomalo o è un fatto che è comprovato su basi statistiche come fatto ricorrente?
TESTE Ripani: E' un fatto ricorrente. Diciamo, adesso non sono in grado di fare una statistica ma si rinviene sporadicamente qualcosa che faccia pensare a un tipo di innesco, anzi il più delle volte non si rinviene nulla, proprio... Però questa come spiegazione è insita nel fenomeno, cioè l'esplosione come dicevo prima, oltre a sviluppare gas e pressione non ci dimentichiamo, anche se istantaneamente, sviluppa enorme calore quindi una scheda di un circuito elettrico a 2-3000 gradi, che è al minimo la temperatura che si sviluppa in quel... non rimane nulla. La stessa miccia: la miccia a lenta combustione è fatta di catrame esternamente, per preservare dall'umidità, da fibra di cotone o cose del genere, all'interno c'è questo polverino. Cioè, è tutto materiale che brucia facilmente.
Diciamo, l'esplosione in genere è un discorso molto casuale, quindi... La maggior parte delle volte non si trova nulla dell'innesco o cose che lasciano...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ciò non pertanto voi in sede di consulenza avete espresso una certa valutazione in termini di probabilità. Più esattamente, occupandovi di un certo metodo, lo avete indicato come il più probabile.
Vuole sinteticamente illustrare all'esito di quale verifica, di quale elemento vi siete espressi con questo termine: probabilità?
TESTE Ripani: Cioè facendo riferimento a che cosa, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Bisogna che lo spieghi lei capitano. Ne hanno già parlato gli altri consulenti, ma il punto è importante e quindi è bene che anche il terzo consulente esprima direttamente e personalmente la sua valutazione.
TESTE Ripani: Uno, esplicitamente perché non abbiamo trovato nulla che lasciasse pensare il tipo di innesco. Secondo, secondo me come importanza e anche in base alle testimonianze...
PRESIDENTE: Potrei chiedere una cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Prego, Presidente.
PRESIDENTE: Perché ho l'impressione che alcuni di noi, probabilmente io stesso, non sappia esattamente in che cosa materialmente o di che cosa è costituito un innesco.
PUBBLICO MINISTERO: Un?
PRESIDENTE: Innesco. Per sapere poi esattamente quali residui potrebbe lasciare, se fortunosamente un giorno dovesse essere ritrovato. Può dircelo?
TESTE Ripani: Certo. L'innesco classico, diciamo il più semplice, è quello costituito da un detonatore e una miccia. Una miccia...
PRESIDENTE: Scusi. E il detonatore è costituito da che cosa?
TESTE Ripani: E' un tubicino di alluminio.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Ripani: Pieno per metà di un esplosivo primario. Serve per, lo dice la parola stessa, per innescare la massa esplodente. Questo detonatore normalmente viene - normalmente, ci sono varie tecniche - collocato all'interno della massa esplodente.
Poi abbiamo la miccia, la miccia che permette di accendere, innescare l'esplosivo in condizioni di sicurezza per chi...
PRESIDENTE: Certo, certo.
TESTE Ripani: Perché noi parliamo di attentati, ma l'esplosivo sappiamo bene che viene utilizzano anche per scopi civili.
PRESIDENTE: Certo. Anche gli attentatori cercano di non lasciarsi coinvolgere naturalmente.
TESTE Ripani: Quindi si accende questa miccia, che ha un certo tempo di combustione, medio perché può variare, ci sono dei fattori che influenzano...
PRESIDENTE: Sì, siamo già stati informati.
TESTE Ripani: Quindi, quando questa fiamma, questo dardo di fiamma, questa lingua di fiamma raggiunge il detonatore - perché la miccia viene proprio inserita all'interno di questo detonatore - il detonatore esplode. Esplode e quindi trasmette questo impulso...
PRESIDENTE: Alla massa.
TESTE Ripani: A quella massa e a quel punto, dicono per simpatia, è un termine, per simpatia esplode la massa.
PRESIDENTE: Ecco, ma eventualmente, fortunosamente cosa si potrebbe trovare?
TESTE Ripani: In questo caso teoricamente si può trovare, visto che il detonatore è di alluminio, un frammento...
PRESIDENTE: Frammento certo.
TESTE Ripani: ... contorto di alluminio. Oppure un frammento di miccia perché se la miccia viene proiettata, abbiamo detto prima oltre al calore c'è l'effetto del...
PRESIDENTE: Di proiezione.
TESTE Ripani: Di proiezione. Viene proiettata a distanza, a volte, ma anche se di rado, si possono trovare dei frammenti.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE Ripani: Ecco, quand'è che si trova? In genere quando gli esplosivi sono di limitata potenza. Non so, quando si tratta di bombe carta che è l'esplosivo oltre ad avere una massa contenuta, il tipo di esplosivo...
PRESIDENTE: Non è di massima potenza.
TESTE Ripani: Non è ad alto potenziale e quindi c'è la proiezione a distanza di questa miccia.
Generalmente quando uno trova la miccia e un frammento e/o il frammento che poi riesce a capire che deriva dal detonatore, l'ipotesi più probabile diventa l'innesco con la miccia a lenta combustione con detonatore a fiamma.
PRESIDENTE: Ecco, ora può proseguire. Scusi, eh, ma mi pareva un punto da chiarire.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, e io lo completo. Il Presidente non me ne vorrà. Ma lei ha notizia che esista anche un solo caso nella letteratura mondiale sugli esplosivi che un detonatore, affogato dentro 100 chili di tritolo sia stato trovato da qualcuno?
TESTE Ripani: No. Io infatti ho detto...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. No, voglio dire. sennò...
TESTE Ripani: No, io ho detto: c'è la probabilità di, una maggiore probabilità di trovarlo quando abbiamo o piccole quantità di esplosivo, o l'esplosivo è a basso potenziale.
Cioè, sicuramente non è né tritolo, né T-4, ma è polvere nera.
Infatti ho fatto un esempio volutamente.
PRESIDENTE: Della bomba carta.
TESTE Ripani: Sì, della bomba carta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si stava proprio parlando dei sistemi di attivazione, attivazione e innesco.
E lei aveva risposto alla mia domanda sul fatto che non c'era stato nessun reperto dirimente. E ha spiegato che cosa succede, che cosa provoca una esplosione.
Mi pare di capire che allora la possibilità, per rimanere un po' sul teorico, ma anche per andare sul concreto, la possibilità di trovare qualche cosa che ha a che fare con il congegno di attivazione o di innesco sia inversamente proporzionale alla distanza.
Cioè a dire: tanto più lontano si trovava, che ne so, un elemento dell'attivazione, una ricevente di un apparato ricetrasmittente, rispetto alla carica esplosiva alla quale può essere collegato attraverso fili elettrici lunghi quanto si voglia, ecco, tanto più era lontana una parte del congegno di attivazione rispetto ...
TESTE Ripani: Tanto più...
PUBBLICO MINISTERO: Tanto più cresce la possibilità di...
TESTE Ripani: Esatto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è la regola, voglio dire, che fa parte del vostro modo di affrontare scientificamente i problemi di questo tipo.
E nel nostro caso non abbiamo trovato assolutamente niente.
TESTE Ripani: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ciò non pertanto però avete espresso un giudizio di probabilità circa un certo modo di operare, di agire.
Ecco, questa maggiore probabilità l'avete dedotta in relazione...
TESTE Ripani: Prevalentemente alle testimonianze dei testimoni, appunto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Ripani: Che hanno visto del fumo che si sprigionava all'interno dell'autovettura. E poi hanno aperto e questo fumo...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il dato di questo fumo, eh? E' un dato significativo per compatibilità con qualcuno dei sistemi classici di attivazione e innesco di una carica esplosiva?
TESTE Ripani: Sì, con la miccia a lenta combustione e un detonatore, a questo punto, a fiamma.
PUBBLICO MINISTERO: La ringrazio.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori?
AVV. Cianferoni: Dunque, sono sempre Cianferoni, per la registrazione.
Signor capitano, io non avrei domande sul fatto.
Vorrei sottoporre delle domande che sono le seguenti: senta, capitano Ripani, lei in quel periodo svolse accertamenti tecnici su una nutrita serie di fatti di attentato. E' così?
TESTE Ripani: Beh, nutrita. In altri episodi, come dicevo prima, San Giovanni.
AVV. Cianferoni: San Giovanni...
TESTE Ripani: In particolare eravamo in contatto con la Polizia Scientifica per quanto riguarda l'altro attentato di Roma.
AVV. Cianferoni: Al Velabro.
TESTE Ripani: Sì.
AVV. Cianferoni: Su quella vicenda di via dei Sabini ebbe...
TESTE Ripani: Sì. Beh, quella è un fallito attentato.
AVV. Cianferoni: Sì, diciamo un attentato per fortuna non...
Ecco, però può riferire alla Corte sinteticamente i contenuti degli accertamenti su via dei Sabini?
PRESIDENTE: Avvocato, ma le ho già detto che è fuori dal nostro campo.
E' inutile che ce ne occupiamo. Il nostro tema è dato dal capo di imputazione e su quello possiamo fare tutte le domande che vuole, ma fuori da quello sono cose che non ci riguardano.
AVV. Cianferoni: Ma veda...
PRESIDENTE: Né possiamo occuparcene.
Fra le altre cose presupporrebbe il potere della Corte di fare eventuali domande e pretendere addirittura risposte di un tipo investigativo che non è compito della Corte compiere.
AVV. Cianferoni: Questo ragionamento lo capisco e chiaramente lo trovo ineccepibile.
Però vorrei supportare una volta di più il mio ragionamento.
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato Cianferoni, mi consenta.
AVV. Cianferoni: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorderà, io penso, che quando ci fu dal Pubblico Ministero di Roma, questa volta, conferito l'incarico per ricostruire gli attentati della notte sul 28 luglio '93, un punto dell'incarico, come dire, era comprensivo anche dell'episodio di cui lei giustamente si sta preoccupando e interessando.
Allora io dico: per non creare un momento, come dire, di incomprensione tecnica, eh, parlo di incomprensione tecnica, perché le domande su quell'argomento lì non si riserva di riprenderle, fermo restando, voglio dire, poi la Corte, il Presidente decidono come ritengono di decidere, una volta che almeno l'elaborato, è un elaborato che si è occupato anche di quel fatto lì.
Perché il capitano Ripani, stando all'elaborato di consulenza relativo a via Palestro, può essere persona che ha avuto a che fare in qualche modo con l'episodio di via Sabini e non averne saputo mai nulla.
Ecco, dico, andremmo proprio con il consulente ad affrontare l'argomento in maniera libera. Invece i consulenti si sono occupati degli altri due attentati, ebbero un certo qual quesito e con loro si potrà riprendere.
Ripeto, fermo restando poi il potere del Presidente e della Corte di predisporre e regolare in qualche modo l'esame.
Qui veramente si va un po' così, un po' a briglia sciolta... Il capitano se n'è occupato, non se n'è occupato...
PRESIDENTE: Ha altre domande?
PUBBLICO MINISTERO: E' un suggerimento.
PRESIDENTE: Ha altre domande?
AVV. Cianferoni: Sì, vorrei far capire, se ci riesco, com'è che questo fatto di via dei Sabini può entrarci. E perché proprio al capitano Ripani la domanda.
Innanzitutto perché il capitano Ripani, a quanto mi consta, non si è occupato solo del falso attentato di via dei Sabini, ma di una serie di falsi attentati che in quel periodo sono successi.
Ha fatto una relazione al Pubblico Ministero elencando proprio numerosissimi falsi attentati.
PRESIDENTE: Avvocato, ma andiamo in un campo di cui noi non solo non sappiamo niente, ma non possiamo neanche sapere.
AVV. Cianferoni: Ma questo campo rappresentato non da congetture o induzioni argomentative, ma da dati di fatto che si cerca di introdurre tramite la testimonianza e la consulenza, deve servire a soppesare la validità della ricostruzione del disegno criminoso, della strategia apportata dal Pubblico Ministero; la validità della causale che vincolerebbe e cimenterebbe tra di loro questi fatti.
Mi sembra già molto.
Io non è che mi sono alzato una mattina e ho messo insieme tre fatti. Prima di me lo ha fatto, per l'appunto, il capo della Polizia alla Commissione Antimafia nel giugno '93 quando fu sentito.
Gli attentati di maggio, Roma, Firenze...
PRESIDENTE: Avvocato, è inutile che li elenca, perché queste sono cose...
AVV. Cianferoni: No, no...
PRESIDENTE: Mi scusi..
AVV. Cianferoni: Che fanno parte di un contesto.
PRESIDENTE: Ma non lo metto...
AVV. Cianferoni: Questo.
PRESIDENTE: Mi scusi, abbia pazienza, io non posso discutere ciò di cui si ritiene di occuparsi in una Commissione Parlamentare.
Ciò di cui posso e mi devo occupare è che il nostro settore riguarda una ipotesi accusatoria di un ben preciso contenuto nei confronti di ben precisi imputati.
Questo è quello di cui noi ci dobbiamo occupare.
AVV. Cianferoni: E anche per me va bene.
PRESIDENTE: Nonché delle modalità e cause, o fini, o motivazioni di questo complesso di accuse.
Tutto il resto è una cosa che, mi dispiace, ma noi non possiamo occuparcene.
Non solo perché è fuori dal tema, perché ciò di cui la Corte si occupa le consente anche il potere - o addirittura le impone il dovere - di approfondire cose che, evidentemente, non possiamo approfondire. Perché noi, in materia di cose che non sono comprese nel capo di imputazione, non abbiamo nessun potere di indagine.
Mi pare che l'h già detto più di una volta.
Io capisco le argomentazioni della difesa, ma il compito nostro è questo e non può essere che questo.
AVV. Cianferoni: Difatti, Presidente, io non ho mai chiesto a nessuno degli escussi, siano essi testimoni o consulenti, se avevano delle notizie su chi fosse stato l'autore dell'attentato x o y. A me interessa...
PRESIDENTE: Ma non ci interessa neanche le modalità, che cosa è stato trovato o non trovato. Sono fuori.
AVV. Cianferoni: Beh, insomma. E' una ricostruzione alternativa.
Comunque non è in questa maniera che si può ulteriormente introdurre questa ricostruzione alternativa.
A me è bastata la prontezza nella risposta del capitano Ripani circa l'attentato di via dei Sabini e mi ritengo soddisfatto, rimandando poi a quando si parlerà di San Giovanni e di San Giorgio, eventuali altre domande.
Ce n'è un'altra a Forte Boccea il 30 di luglio di questi falsi attentati, eh.
Quindi, in quella sede, ulteriormente e definitivamente, sfogherò il problema della ricostruzione alternativa...
PRESIDENTE: Io non le posso proibire di fare le domande. Si tratta di vedere se saranno ammissibili, o no.
AVV. Cianferoni: Mi chiedo a questo punto, ma...
PRESIDENTE: Prego.
AVV. Cianferoni: ... poi mi siedo, come si farà a parlare della questione del mancato attentato a Boboli, a questo punto.
PRESIDENTE: Il mancato attentato a?
AVV. Cianferoni: A Boboli. Io già l'ho fatto questo paragone, perché lo ha introdotto il Pubblico Ministero nella relazione introduttiva.
Per supportare determinate argomentazioni ha detto: 'un certo giorno nel Giardino di Boboli nel '92 fu trovato un ordigno'.
Non entra nel capo di imputazione, neanche di straforo. Vorrò vedere come si farà a fare entrare quelle domande.
Ecco, io ora mi siedo e elaboro poi ulteriori domande.
PRESIDENTE: Va bene.
AVV. Cianferoni: Grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande per questo teste?
Può andare, capitano.
TESTE Ripani: Grazie
GIUDICE A LATERE: Capitano...
PRESIDENTE: Ah, prego. Ha la relazione eventualmente, o memoria?
Prego, prego.
A questo punto si dà atto che il teste, prima di allontanarsi, consegna una propria memoria che viene allegata agli atti.
GIUDICE A LATERE: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Mi scusi, il mio collega mi ricorda - si accomodi - che la mia domanda era sui diversi sistemi di innesco.
Lei ne ha indicato uno solo...
TESTE Ripani: Sì, quello più classico.
PRESIDENTE: Forse ce ne sono anche altri?
TESTE Ripani: Sì, sì, diciamo...
PRESIDENTE: Abbia pazienza, tanto è questione di poco, spero.
TESTE Ripani: I sistemi, diciamo, chiamiamo così a distanza, con sistemi radio, diciamo.
PRESIDENTE: Vuol parlare al microfono? Sennò non la sentiamo e non viene registrato.
TESTE Ripani: Sì. Sistemi...
PRESIDENTE: Per impulsi radio.
TESTE Ripani: Impulsi radio. Certo.
PRESIDENTE: E come avvengono questi?
TESTE Ripani: Schiacciando un pulsante si invia un impulso diciamo, ad una antenna ricevente.
PRESIDENTE: Ricevente.
TESTE Ripani: Che dà luogo ad un meccanismo di esplosivo.
PRESIDENTE: Ho capito. Sono solo questi due i tipi?
TESTE Ripani: Quelli, come tipo di innesco poi ci possono essere varianti. Per esempio...
PRESIDENTE: Va be', ma le varianti stanno sempre su una base fondamentale che è la prima che lei ha...
TESTE Ripani: Esatto. Sostanzialmente sono questi due.
Poi c'è la miccia detonante per facilitare l'esplosione...
PRESIDENTE: L'esplosione.
TESTE Ripani: Per essere più sicuri, insomma, sono questi due.
PRESIDENTE: Benissimo. Ci sono altre domande?
PUBBLICO MINISTERO: No, voglio dire: quest'ultimo discorso, siccome proprio è un discorso di carattere teorico, sia pure voglio dire... Sennò ne so più io di lei, capitano, non è possibile.
Cioè, i sistemi di attivazione sono una infinità. Perché si parte dalla miccia, ma si può adoprare teoricamente l'orologio del polso. Sono decine e decine di temporizzatori...
TESTE Ripani: Di timer. Sì, sì, ha ragione.
PUBBLICO MINISTERO: La miccia è un temporizzatore, bene o male. Ma si può adoperare anche la sveglia di cucina.
TESTE Ripani: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Si può adoprare il timer della lavastoviglie.
TESTE Ripani: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, ci sono i temporizzatori o timer, mi ricordo da altre esperienze mie di Pubblico Ministero, la cosiddetta discarica capacitiva.
Voglio dire, se si entra in una rassegna di questo tipo, fra i telecomandi ci sono sicuramente quelli basati sul radiocomando, ma ci sono anche quelli basati, che ne so, su un filo a strappo, e così via.
TESTE Ripani: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, se lei... Io potrei...
PRESIDENTE: No, no...
PUBBLICO MINISTERO: ... queste affermazioni convertirle tutte in domande, però... Sennò...
PRESIDENTE: No, ma questo era come si può scatenare l'impulso. Ma il dato fondamentale ce lo ha già esposto nella prima parte dove ha parlato dell'innesco, che cosa è l'innesco, eccetera, eccetera.
Comunque, se il Pubblico Ministero vuole approfondire, io non ho nessun motivo di...
PUBBLICO MINISTERO: No, io non voglio approfondire. Ma se ci si avvia sulla strada dell'approfondimento, come pareva... Approfondimento di carattere teorico, allora, mosso il primo passo...
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... bisognerebbe muovere anche i successivi.
Perché i detonatori sono sostanzialmente di due tipi, mi pare di sapere a me.
TESTE Ripani: Elettrico e...
PUBBLICO MINISTERO: Dalle vostre relazioni.
TESTE Ripani: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il detonatore elettrico è attivato in un certo modo; il detonatore a fiamma è attivato in un cert'altro modo.
Ci possono essere vari sistemi a monte della attivazione dell'uno o dell'altro tipo di detonatori.
E lei, se si mette a passarli in rassegna, ci tiene qui due ore, orientativamente.
PRESIDENTE: Benissimo. Non ne abbiamo più bisogno. Almeno per ora, grazie.
*TESTE Ripani: A lei.

udienza 4.2.1997

*TESTE Ripani: Buongiorno.
PRESIDENTE: Vuol dire il suo nome e cognome per favore?
TESTE Ripani: Luigi Ripani.
PRESIDENTE: E' già stato sentito lei?
TESTE Ripani: Sissignore.
PRESIDENTE: Sì, allora lei è sempre vincolato dall'impegno che ha assunto nell'udienza precedente. Può rispondere alle domande del P.M..
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta capitano, abbiamo già sentito un altro dei componenti del collegio dei consulenti, dottor Massari che ha spiegato qual era l'oggetto dell'incarico...
TESTE Ripani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e la suddivisione diciamo, del lavoro per quanto riguarda le analisi qualitative fatte in San Giorgio al Velabro e San Giovanni in Laterano.
Ecco, vuol dire specificamente quale di queste analisi lei si è occupato, quali sono stati i reperti che ha preso in considerazione e i criteri e le tecniche utilizzate.
TESTE Ripani: Allora, per discorsi organizzativi il Centro Investigazioni Scientifica nelle persone del capitano De Logu e me, ci siamo occupati dell'analisi dei reperti di San Giovanni.
Le tecniche utilizzate sono state sostanzialmente le stesse utilizzate dai colleghi della Polizia che si occupavano del caso del Velabro.
L'unica differenza che all'epoca noi non disponevamo di uno strumento del TEA e per cui una volta effettuate tutte le analisi in nostra pertinenza, alcuni campioni di sostanza sono stati passati alla Polizia per una verifica. Cioè la Polizia Scientifica ha messo a disposizione dei consulenti sia lo strumento per effettuare le analisi.
Le tecniche utilizzate per le analisi sono state sostanzialmente... dunque, i reperti normalmente parliamo di materiali prevalentemente frammenti metallici, residui prelevati sul luogo dell'esplosione. I campioni da analizzare sono stati accuratamente lavati con una soluzione con un solvente, con acetone. Questo acetone è stato raccolto, suddiviso per reperti naturalmente, ed è stato essiccato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi capitano, per chiarezza.
TESTE Ripani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: I reperti erano stati raccolti da personale del CIS nel corso del sopralluogo.
TESTE Ripani: Esatto, sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se lo vogliamo specificare questo dato.
TESTE Ripani: Dunque, io non ho partecipato personalmente al sopralluogo. Questi reperti sono stati consegnati, numerati, suddivisi per bene dalla Polizia Giudiziaria, in questo caso dal CIS, Centro Investigazioni...
PUBBLICO MINISTERO: Dal personale...
TESTE Ripani: Dal personale del CIS.
PUBBLICO MINISTERO: Del CIS.
TESTE Ripani: Sissignore.
Quindi dicevo, questo materiale è stato accuratamente ispezionato e lavato con acetone. Lo scopo di questo lavaggio è stato quello di solubizzare, estrarre eventuali residui di sostanze esplosive presenti su questo materiale, su questi residui. Naturalmente, gran parte dei reperti erano imbrattati di sostanze tipo olio, bitumi o cose del genere, per cui praticamente tutti i reperti sono stati "purificati" tra virgolette, o meglio queste soluzioni di acetone con cui sono stati lavati questi reperti è stata fatta prima essiccare e poi ripresa con altri due solventi e fatta passare attraverso una colonnina di materiale speciale che ha trattenuto in un primo momento gli esplosivi, gli eventuali esplosivi presenti e lavato ed eluito tutte le sostanze tra virgolette "indesiderate" che potevano dare problemi nel corso dell'analisi.
Successivamente, è stato ripreso da questa colonnina con un solvente e con acetoldietive le sostanze per poi essere analizzate.
Le tecniche che sono state analizzate sono: la gascromatografia abbinata alla spettrometria di massa, la gascromatografia abbinata alla termo - al TEA, come dicevo prima - e l'unica differenza rispetto forse senza che io mi dilunghi su queste tecniche, ritengo che siano state ampiamente illustrate.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Sono quelle che già sono state illustrate...
TESTE Ripani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... in occasione delle analisi...
TESTE Ripani: Probabilmente anche...
PRESIDENTE: In altre audizioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Ripani: Sì, sissignore. Di tecnica tra virgolette "nuova", rispetto alle precedenti è diciamo, abbiamo utilizzato uno strumento che è il cosiddetto Ionscan e cioè che sfrutta - solo due parole per dare un'idea - sfrutta la mobilità ionica delle molecole. In poche parole, questo è uno strumento che può essere utilizzato anche a livello campale, cioè può essere portato sul luogo dell'attentato. In questo caso non è stato portato, però in altre occasioni è stato portato. Quindi è, più che portatile, trasportabile perché ha un discreto peso. Questo può essere utilizzato a livello campale.
Come funziona? La sostanza che viene prelevata da i residui, può essere... innanzitutto dispone di una sorta di aspirapolvere, di un tubo che aspira aria all'interno del quale può essere messo un setto, una membrana in plastica. Si può passare sul luogo dove è avvenuta l'esplosione e aspirare eventuali particelle, eventuali residui. Questo filtro, questo è un modo di utilizzo.
L'altro modo è quello di prendere l'oggetto che si può, su cui si può determinare la presenza di sostanza esplosiva, lavarlo e poi questa soluzione di lavaggio metterla su questo filtro. Questo filtro, ripeto, di - si chiama, è una pellicola di plastica - viene posta all'interno di questo strumento. Per effetto termico queste eventuali sostanze presenti, passano dallo stato solido allo stato vapore. Entrano in una camera cosiddetta di ionizzazione, quindi da sostanze neutre si caricano sotto l'azione di un campo elettrico percorrono un certo spazio tarato. Il tempo che impiega la sostanza a percorrere questo spazio - e parliamo di centimetri - diventa caratteristica della sostanza. In altre parole e faccio l'esempio: il tritolo impiega tre millisecondi, i T-4 impiega quattro millisecondi. Il tempo più che di uscita, di percorrenza diciamo di questa sostanza, di questa allo stato ionico, è indice della presenza o meno di sostanza esplosiva. Naturalmente queste operazioni vengono fatte sia rispetto a campioni noti cioè io analizzo il T-4 e sono sicuro, il tritolo e sono sicuro, quindi sostanze di riferimento o standard comunemente dette. Ma viene anche fatto un, per diciamo normalizzare lo strumento, viene messo uno standard interno e la misura del tempo in millisecondi non si fa rispetto a in assoluto cioè il tempo di uscita, ma rispetto a uno standard che viene coeluito o...
Ecco, questo diciamo, - se possiamo così, tra virgolette dire - è stata la tecnica che ci ha differenziato rispetto alla Polizia di Stato. Poi, la gascromatografia abbinata alla spettrometria di massa ripeto, senza che entro in particolari, e poi l'analisi del TEA.
Le sostanze che sono state trovate, sono state trovate sostanzialmente: la nitroglicerina, etilenglico di nitrato, dinitrotoluene, dinitro, trinitrotoluene che è il tritolo, T-4 e pentrite. Questo naturalmente in alcuni reperti e in alcuni magari veniva trovato uno o più componenti, in altri addirittura nessun componente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questi risultati sono stati ottenuti anche con le altre tecniche di cui ha già discorso nel precedente esame?
TESTE Ripani: Sì, sì. Certo. Diciamo che ognuna, ogni tecnica tra virgolette ha una peculiarità, ha una specificità. Ecco perché si usano più tecniche. Uno potrebbe dire: per quale motivo? E' una maggior, diciamo dà maggior forza al risultato, dà un'ulteriore conferma ottenere lo stesso risultato con due o più tecniche.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta capitano. Questi risultati vennero poi per così dire, verificati anche nei laboratori della Polizia di Stato?
TESTE Ripani: Esatto. Ognuno ha proceduto nei propri laboratori almeno nella prima fase separatamente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Ripani: Abbiamo effettuato questi accertamenti. I risultati ogni volta che ottenevamo un risultato, c'era diciamo l'interpretazione dei risultati che quantomeno preceduti da una telefonata - ma molto spesso era un riunirsi collegialmente e discutere...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi venivano verificati collegialmente.
TESTE Ripani: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ecco, vuol indicare allora anche accanto alle sigle dei componenti esplosivi individuati anche il nome merceologico delle componenti utilizzate nell'attentato di San Giovanni?
TESTE Ripani: Sì. Beh, diciamo le sigle che sono riportate sono: NG, sta per nitroglicerina; EGDN: etilenglico di nitrato; DNT: dinitrotoluene; TNT: tritolo, è un nome commerciale; PTEN: pentrite; T-4, RDX l'altro nome commerciale.
Questi sono esplosivi diciamo, meglio componenti esplosivi che possono essere i primi, cioè: nitroglicerina, EGDN, DNT trovati prevalentemente in... cioè esplosivi per uso civile, vengono utilizzati per opere di sbancamento o per lavori e cose del genere.
Il T-4, il tritolo prevalentemente in esplosivi militari anzi, il T-4 in particolar modo. Così la pentrite che è un esplosivo, più che esplosivo molto spesso viene utilizzata per fare delle micce detonanti cioè che hanno un'accensione istantanea.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi pare che questo è un dato che abbiamo già per così dire, sondato bene anche nelle precedenti esami suo e degli altri consulenti.
L'individuazione di queste specie esplodenti è significativa circa la composizione della carica, la composizione della... carica?
TESTE Ripani: Così, in linea di massima può avere un suo peso. Nel senso - come accennavo prima - nitroglicerina, EGDN, DNT lascerebbe pensare più un esplosivo di tipo per uso civile. Mentre T-4 e tritolo un esplosivo militare che può essere tipo compound-B che contiene contemporaneamente sia l'uno che l'altro, oppure separatamente il T-4 con il tritolo cioè separatamente.
Il discorso della pentrite in genere è prevalente l'uso con la miccia detonante.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Bene, Presidente noi abbiamo concluso.
PRESIDENTE: Parti civili, domande? Difensori? Si può accomodare, grazie.
*TESTE Ripani: Buongiorno.