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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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udienza 17.5.1997

*TESTE Massari: Massari Alessandro.
PRESIDENTE: Io debbo ricordarle che lei è già venuto davanti a noi a deporre come teste; ha letto il suo impegno a raccontarci ciò che ha fatto. E soprattutto a dirci tutto ciò che è a sua conoscenza per farci conoscere quanto è stato oggetto della sua attività.
Il P.M. può iniziare l'esame.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, dottor Massari, la premessa è molto semplice.
Lei ha compiuto, nell'ambito dell'indagine condotta da questo ufficio, una serie di accertamenti.
Li ha compiuti da solo, non da solo, a seconda dei singoli incarichi ricevuti.
Io vorrei che lei ragguagliasse chi la sta ascoltando sulle, intanto su questo: sulle date in cui ha avuto questi incarichi, quali sono gli incarichi che ha svolto da solo, quali sono gli incarichi che invece ha svolto assieme ad altri tecnici, e quando, per ogni singolo accertamento, ha relazionato al Pubblico Ministero.
Io, per il momento, mi limiterei, dottor Massari, agli incarichi che le sono proprio stati conferiti dal Pubblico Ministero di Firenze.
Anche se poi le dovrò chiedere di specificare se e quali altri incarichi ha espletato, sempre nell'ambito della medesima vicenda, ma a richiesta di altri uffici del Pubblico Ministero.
Prego.
TESTE Massari: Allora, iniziando da un punto di vista cronologico, con gli incarichi che ho avuti direttamente e personalmente da solo, nel '94, a novembre del '94, ho avuto un incarico per degli accertamenti effettuati in una abitazione situata a Roma in via Ostiense.
Il 31 gennaio '95, mi incarico per degli accertamenti da effettuare su delle macchine: furgoni ed autovetture, che si trovavano presso un deposito ACI, sempre nelle vicinanze di Roma.
Il 22 marzo '95, un incarico per effettuare degli accertamenti all'interno di un camion tipo Bisarca, un'autovettura Volvo, una villetta sempre situata nelle vicinanze di Roma nella zona di Capena.
Nello stesso incarico, l'analisi di alcuni reperti provenienti da un sequestro, da un repertamento fatto in un appartamento a Roma in via Dire Daua 2, secondo piano, interno 8.
Un accertamento da effettuare su alcuni divani sequestrati, sempre nella villetta di Capena.
Il 26/04/95, un ampliamento dell'incarico, sempre per analisi di reperti, di materiale repertato nell'appartamento in via Dire Daua 2.
Il 19/04/95, sempre per degli arrivi...
PUBBLICO MINISTERO: Il 29, forse, dottor Massari.
TESTE Massari: Forse 29, sì. Il 19... il 29 marzo '95...
PUBBLICO MINISTERO: Aprile '95.
TESTE Massari: 29/04/95.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Massari: Ah, scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Non marzo, aprile.
TESTE Massari: No, no, quattro.
Arrivi esistenti sempre nell'appartamento in via Dire Daua 2.
Il 5 maggio '95, su degli altri oggetti rinvenuti presso la villetta sempre di Capena.
Successivamente il 17 luglio '95, degli accertamenti da effettuare...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, benissimo. Sta passando ad un altro incarico.
TESTE Massari: Ad un altro incarico, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ne ha descritti per ora due.
TESTE Massari: Ho descritto quello del 31 gennaio '95, quello del 22 marzo '95 con le relative estensioni.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Massari: Successivamente ho avuto un incarico il 17 luglio '95 per degli accertamenti da effettuare su una autovettura FIAT Uno targata Roma 55204V.
Il 20 settembre '95, un altro incarico su un fuoristrada Pajero.
E inoltre, sempre nell'ambito dello stesso incarico, degli ulteriori accertamenti da effettuare, questa volta, in un punto preciso del giardino della villetta situata in territorio, nella zona di Capena.
Altro incarico, avuto il 22/11/95. E, in questo caso, ho avuto l'incarico, era non soltanto era stato dato un incarico collegiale: al sottoscritto, a Vadalà, alla dottoressa Bellomo e al dottor Montanaro.
Per quanto riguardava la parte del mio incarico dovevo effettuare l'analisi di alcune, di materiale contenuto in due pacchi rinvenuti.
Inoltre dovevo, praticamente, fare un riepilogo dei risultati ottenuti nei precedenti incarichi.
Ed infine, insieme col dottor Vadalà, dovevamo fare una fissazione dei reperti, una fissazione dei residui, di eventuali residui di sostanze esplodenti, all'interno dell'appartamento in via Dire Daua 2.
Successivamente abbiamo avuto, insieme con il dottor Vadalà, altri tre incarichi.
Il 23 gennaio '96: degli accertamenti su due macchine, una Volkswagen Golf e una FIAT Uno.
Il 1 marzo '96: un accertamento simile a quello del 22 novembre. In quanto dovevamo esaminare delle sostanze contenute in diversi pacchi che erano stati sequestrati.
Il 17 aprile '96, infine, l'ultimo incarico...
PUBBLICO MINISTERO: Credo... Dottor Massari.
TESTE Massari: Scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Credo che ci sia un errore. L'ultimo accertamento che ha menzionato, la data non credo che fosse il 1 di marzo.
TESTE Massari: No, il 1 febbraio, scusi, ho detto male io.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Massari: 1Q febbraio '96.
E, infine, il 17 aprile '96, degli accertamenti fatti in una, diciamo, in una cantina di via Alzavole 20, in un locale di Tor Bella Monaca, e su una Motoape. E inoltre su delle piante, una pianta stradale di Roma.
questi sono, da un punto di vista cronologico, gli incarichi che mi sono stati affidati.
Ripeto, fino al 20 settembre '95, soltanto, l'incarico era soltanto rivolto a me; dal 22 novembre '95, in pratica, insieme al dottor Vadalà con la sola eccezione del 22 novembre '95, dove insieme a me e al dottor Vadalà, erano chiamati anche la dottoressa Bellomo e il dottor Montanaro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, abbiamo fatto questa ricognizione diciamo per estremi anagrafici, eh?
Ora lei non ha precisato le date nelle quali poi ha, di volta in volta, esaurito il singolo accertamento. Magari poi lo preciserà strada facendo.
La Corte sa che lei si occupa di esplosivi, ecco.
Allora, le domando: questi accertamenti che ha enumerato, sono accertamenti omogenei, rispetto a questa sua specializzazione?
Cioè a dire: si è occupato di esplosivi in questi vari accertamenti che le sono stati affidati?
TESTE Massari: Sì, mi sono occupato di esplosivi in tutti gli accertamenti. Ed inoltre non solo accertamenti, ho fatto anche una, diciamo una ricognizione sui dati presenti in una macchina a livello di matricola del telaio e altri dati che servivano poi per l'identificazione del veicolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Stabilito quindi questo, io avrei bisogno di chiederle due cose, trascurando momentaneamente il discorso che riguarda la ricostruzione di questo numero di telaio di questa automobile.
Questi accertamenti sono stati condotti con metodiche omogenee, o per meglio dire sempre con la stessa tecnica di indagine?
Nel caso positivo, vuole introdurre intanto l'argomento su che cosa fosse, che cosa sia stata questa tecnica adottata in tutti questi accertamenti.
TESTE Massari: Allora, la tecnica è stata la stessa, ad eccezione di due accertamenti: quello del 22 novembre '95 e quello del 1 febbraio '96. In quanto, in quel caso, dovendo fare l'analisi di quantità elevate di sostanza sconosciuta, sono state utilizzate le normali tecniche di laboratorio. E quindi sono state fatte con delle strumentazioni a disposizione nel laboratorio chimico.
Per quanto riguarda gli altri accertamenti, invece, è stata utilizzata una tecnica particolare, la quale basa l'analisi sull'esame dei vapori presenti in un certo ambiente e del particellato presente in un certo ambiente.
Diciamo che io, prima di andare sul particolare dell'analisi, vorrei ecco vedere un attimo il principio su cui è basata questa tecnica.
Perché è un principio molto particolare che la rende praticamente la tecnica più sensibile e più selettiva di quelle che esistono sul mercato e che esistono sul mercato ormai non da qualche anno, ma parliamo almeno dall'83, quando per la prima volta sono stati presentati i primi lavori relativi al cuore di questo strumento, quindi al detector su cui è basato questo strumento, al primo simposio internazionale per l'analisi degli esplosivi tenutosi a Quantico negli Stati Uniti nell'83.
Diciamo che lo strumento...
Allora, per vedere qual è lo strumento di cui poi parlerò in seguito, lo strumento è questo che vediamo nella fotografia. Ed è uno strumento molto compatto. Ecco, a questo punto...
PRESIDENTE: Dottore, mi scusi.
TESTE Massari: Sì.
PRESIDENTE: Siccome chi leggerà i verbali non ha la possibilità di capire che cosa lei indica, per cortesia, ogni volta che indica un oggetto, mi dovrebbe dire in che punto della fotografia si trova. O se c'ha una dizione, un nome - come vedo comparire lì sopra - per favore me lo dica espressamente, perché dobbiamo anche pensare al futuro.
TESTE Massari: Beh, diciamo che il nome è questo che compare sullo strumento e che è EGIS. E che identifica lo strumento che, come si può notare, è uno strumento estremamente compatto.
All'interno del Rec sono contenute tutte le parti necessarie al suo funzionamento. Al fondo dello strumento, non si vede, ma esistono delle ruote. Per cui una delle particolarità di questo strumento è che può essere trasportato al di fuori del laboratorio e che ha bisogno, per funzionare, soltanto di una presa di corrente da 220 volts.
PRESIDENTE: Mi scusi, per cortesia.
TESTE Massari: Sì.
PRESIDENTE: Ma l'oggetto di cui parla è quello posto all'estrema destra?
TESTE Massari: Ecco, guardi, qui si vede meglio.
Questo che indico con la penna.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Massari: Dove qui in alto è scritto EGIS, è l'oggetto di cui sto parlando.
PRESIDENTE: Va bene. E' al centro della fotografia.
TESTE Massari: Altra fotografia, dalla quale viene evidenziata dall'operatrice una delle parti fondamentali dello strumento, è questa a parte che tiene in mano l'operatrice. Sempre dello stesso strumento EGIS, come si nota scritto sullo strumento, è la sonda che adesso illustrerò. Che nella parte superiore dello strumento è poggiato un sistema computerizzato, quindi un micro, un computer portatile, che fa parte integrale dello strumento.
Lo strumento, come si può vedere da quest'ultima fotografia, è facilmente trasportabile all'interno di un furgone.
E quindi è stato utilizzato, e viene utilizzato normalmente per fare le analisi, non soltanto all'interno del laboratorio, ma quando è necessario, anche all'esterno portando direttamente sul luogo dell'analisi lo strumento.
Per quanto riguarda la parte prettamente, più propriamente chimica...
PRESIDENTE: Scusi un momentino, abbia pazienza.
TESTE Massari: Sì, mi dica, signor Presidente.
PRESIDENTE: Sono noioso, ma penso di non poterne fare a meno.
TESTE Massari: No, no...
PRESIDENTE: Ci può indicare con un numero queste tre fotografie? Non fanno parte del fascicolo...
TESTE Massari: No, io se vuole, posso numerarle e consegnarle.
PRESIDENTE: Sì, le numera, ci mette la sua firma e le consegna.
TESTE Massari: Senz'altro.
PRESIDENTE: Grazie.
TESTE Massari: Allora, le numero nell'ordine in cui le ho esposte.
PRESIDENTE: Le ha fatte vedere, sì.
TESTE Massari: Quindi, proseguendo nell'ordine, a questo punto mostro la fotografia di uno schema: la numero 4, che mi serve per cercare di chiarire quali sono le prerogative di questo strumento, rispetto agli altri che sono sul mercato.
Questa fotografia mostra uno schema blocchi di com'è fatto all'interno lo strumento.
Noi ci abbiamo, da questo punto, avviene una introduzione del campione sottoforma di vapori.
In questa zona, dove confluisce una corrente...
Mi dica.
PRESIDENTE: Per cortesia, ogni volta che mi indica con la... Sia, per cortesia, gentile, mi dica: 'dalla freccia posta al centro del lato sinistro del disegno...'. Vero?
TESTE Massari: Allora, mostro la prima parte che dalla scritta che c'è in inglese è sistema elettrolitico.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE Massari: All'interno c'è una valvola a tre vie che sto indicando con la penna, dove si introduce i vapori del campione da esaminare, insieme ad un gas di trasporto che serve per inserire i vapori all'interno dello strumento.
All'interno dello strumento ho una prima sezione, chiamata CS2, dove c'ho una membrana che serve a fare una prima selezione del gas che viene introdotto dentro, praticamente fermando tutte le particelle che possono essere collegate al gas e che quindi vengono fermate da questa prima membrana che si trova all'inizio.
Il gas, proseguendo nel suo cammino, entra all'interno di questa spirale che non è altro che la rappresentazione grafica di una colonna cromatografica. All'interno del quale vengono smistati i primi campioni.
Cioè, vengono separate le molecole delle sostanze più leggere, rispetto alle molecole delle sostanze più pesanti.
Nel caso nostro, praticamente, vengono separati i componenti più volatili, tipo l'EGDN, la nitroglicerina e il dinitrotoluene, rispetto a quelle più pesanti che sono rappresentati da tritolo, T-4 e pentrite.
All'uscita di questa colonna il gas entra in un sistema pirolitico che è indicato sempre dalla mia matita e che viene scritto sopra e che è un sistema che opera a 350 gradi.
All'interno di questo sistema avviene praticamente, la frammentazione della molecola in alcune delle sue parti.
Le molecole che non sono state frammentate e che quindi non sono state separate in questa prima fornace che opera a 350 gradi, perché molecole che hanno bisogno di una temperatura più elevata, entrano nella seconda colonna gascromatografica.
Vengono, a loro volta, separate nei vari componenti e quindi vanno in una seconda fornace che, in questo caso, opera a 800 gradi.
Praticamente, per rendere l'idea, nelle molecole di cui noi stiamo trattando, esistono sempre dei gruppi funzionali caratteristici.
Purtroppo devo fare una piccola digressione di tipo chimico, nel senso che tutte queste sostanze di cui stiamo parlando, sono caratterizzate da un gruppo funzionale caratteristico che è l'NO2. E che io schematicamente qui ho fatto vedere nella molecola caratteristica del tritolo, dove io c'ho questo gruppo che è scritto NO2 che sto indicando, e che è il gruppo praticamente che identifica e che caratterizza queste sei sostanze esplodenti di cui stiamo parlando.
Questo gruppo caratteristico si lega alla molecola da cui fa parte, attraverso un legame. Cioè, ci abbiamo un legame carbonio-azoto, che praticamente tiene vincolato questo gruppo alla molecola.
Nel momento in cui queste molecole entrano all'interno di questo forno di cui ho parlato prima dei vari forni di pirolisi, avviene la rottura, la frammentazione di questo legame tra il carbonio e l'azoto. E praticamente io ci avrò, all'uscita di questi forni, soltanto questi gruppi NO2, gruppi di azoto. Ognuno con i tempi di ritenzione, quindi separati nel tempo, in funzione delle molecole di cui facevano parte.
Questi gruppi, a questo punto, entrano diciamo in una precamera che viene mantenuta a meno 100 gradi. Che è una camera che serve proprio per separare i gruppi NO2 da eventuali altre sostanze che possono essersi formate e che, a quella temperatura, praticamente congelano.
Quindi, all'uscita di questa camera, io ci avrò soltanto i gruppi NO2 che, nel frattempo, proprio all'interno della camera si saranno trasformati in gruppi NO per una reazione chiamata reazione e riduzione chimica che viene catalizzata all'interno di questa camera.
All'uscita della camera a meno 100 gradi, questi gruppi entrano in una camera detta camera di reazione, dove vengono investiti da gas ozono, il quale trasforma i gruppi NO2 in gruppi NO2 attivati che, decadendo, emettono una luminescenza in una zona caratteristica che viene poi rilevata da un elettromoltiplicatore.
Per dirlo in parole povere: praticamente questo strumento agisce solo ed esclusivamente nei confronti dei gruppi NO ed NO2.
Questi gruppi, una volta attivati nel modo chimico che ho descritto molto sinteticamente, praticamente emettono una luminescenza, una luce, che viene catturata. E la cui intensità viene trasformata in un gas cromatogramma che allego, come foto numero 5.
Questi che noi vediamo sono i vari picchi che sono indicativi delle sostanze presenti all'interno di un certo campo. E, praticamente, questa luminescenza viene trasformata in picchi, i cui tempi di ritenzione, cioè le cui distanze dal momento in cui ho fatto l'iniezione, misurate, mi danno il tipo di composto a cui gli stessi gruppi facevano parte.
Questa fotografia viene allegata, questo schema, come fotografia numero 5.
Allora, capisco che per chi non è perfettamente a conoscenza della chimica, non è un discorso molto semplice. Né è molto semplice per me renderlo accessibile a tutti. Però, ecco, per cercare di riassumere un po' in parole povere quello che fa questo strumento, questo strumento praticamente aspira - e adesso illustrerò come - aspira, dall'ambiente determinati vapori.
Questi vapori, una volta che vanno dentro lo strumento, vengono selezionati con una serie successiva di trappole in maniera tale che all'uscita dello strumento escano soltanto delle molecole NO2 che sono caratteristiche soltanto di alcune tipologie di sostanze.
Tra le tipologie di sostanze caratterizzate dai gruppi NO2 o Organo Nitro Gruppi, ci sono gli esplosivi ad alto potenziale. Ed in particolare gli esplosivi di cui, che fanno parte della maggior parte delle miscele degli esplosivi commerciali. In particolare lo strumento che noi abbiamo utilizzato era tarato per 6 esplosivi ed esattamente per l'EGDN, la nitroglicerina, il dinitrotoluene, il tritolo, il T-4 e la pentrite.
Per cui il grosso vantaggio di questo strumento rispetto ad altri, è - di questo rivelatore parliamo - è quello di poter esaminare direttamente soltanto alcune sostanze scartando tutte le altre che sono normalmente presenti in un ambiente.
Ed è questa caratteristica, questa peculiarità che lo rende unico e ne ha fatto uno degli strumenti più utilizzati per alcuni settori di attività e in particolare per sia per la bonifica degli ambienti e per l'individuazione di residui esplosivi, sia per le ragioni per cui è stato studiato come strumento di controllo dei bagagli aeroportuali.
Dirò poi la storia di questo strumento per indicare come lo strumento non sia stato da me preso dal quale, ma è uno strumento che viene seguito da anni nel campo tecnico e da tutte le persone che si occupano di questi problemi; e che praticamente nel suo settore è all'apice ormai dei successi tecnici ormai da diversi anni e fino a oggi non è stato ancora trovato un altro rivelatore che per questo tipo di attività dia dei risultati migliori di quelli ottenibili con questo rivelatore a chemiluminescenza.
Tornando a una... alla fotografia numero 2, volevo mostrare quella che è l'altra particolarità di questo strumento e che è questa che noi chiameremo, da un punto di vista tecnico, sonda che tiene in mano l'operatrice. Questa sonda ha la caratteristica intanto, di essere facilmente trasportabile; e, praticamente, è quella che viene utilizzata per fare i prelievi di vapore.
Praticamente all'interno di questa sonda c'è un sistema costituito da una spirale di acciaio ricoperta da una certa sostanza SE30, che assorbe sulla sua superficie i vapori di eventuali composti soprattutto di nitrogruppi presenti nell'ambiente in cui viene utilizzato.
Questa sonda ha un'altra caratteristica, e è quella che può emettere una luce, diciamo, a gradiente termico, cioè una luce che riscalda; e che quindi quando è presente del particellato, questa sonda permette di far vaporizzare una parte del particellato in maniera che i vapori vadano all'interno di questa sonda e vengono assorbiti su questa spirale.
Successivamente questa sonda viene inserita nello strumento - e si vede nella fotografia numero 1 dove la sonda è all'interno dello strumento, è inserita in posizione operativa - e i vapori che sono stati assorbiti dalla sonda, vengono portati all'interno del rivelatore di cui ho parlato prima.
Praticamente, lo strumento è costituito da tre parti fondamentali: la sonda che serve per acquisire i vapori, lo strumento costituito dal detector che analizza i vapori e il sistema di elaborazione dati che elabora, trasformandolo nel grafico che abbiamo visto nella foto numero 5, i vapori che sono stati, diciamo, identificati attraverso il detector.
Il grosso vantaggio di questa sonda è quello di aspirare una parte dei vapori e una parte, molto leggera, del particellato. In quanto essendo elevatissima la sensibilità dello strumento - parliamo che questo strumento opera tra i 50 e i 500 microgrammi, quindi a livello del milionesimo del grammo - i vapori che vengono aspirati all'interno possono essere costituiti perché lo strumento diventi sensibile, cioè dia un risultato, anche a livello di poche molecole.
E' chiaro che quando noi parliamo di particelle, per quanto le particelle possano essere piccole e quindi invisibili ad occhio nudo, noi parliamo di particelle che sono comunque costituite di migliaia, se non di milioni di molecole.
Quindi, il fatto che noi aspiriamo e vaporizziamo da una particella soltanto alcune molecole, non lascia praticamente invariata la particella stessa che può essere poi riesaminata in un futuro quante volte, diverse volte, quante volte si vuole. Perché questo strumento d'analisi ripetibili, sia con la stessa strumentazione, sia applicando una metodica di prelievo diversa, anche con altri strumenti però che devono avere le stesse caratteristiche da un punto di vista di sensibilità e di selettività di questo strumento di cui stiamo parlando.
Quindi, quando io faccio un'analisi con questo strumento, io l'analisi nell'ambiente, sull'oggetto, sul reperto in cui faccio l'analisi, l'analisi è ripetibile sia da parte di questo strumento, sia da parte di altri strumenti, adottando però delle tecniche di trasformazione del particellato in opportuni composti che possono essere inseriti in altri strumenti. In particolare, come abbiamo detto quando ho parlato in precedenza dei residui delle esplosioni, in questo caso quando utilizzo delle altre strumentazioni, io ho bisogno che i miei campioni vengano posti sotto forma liquida.
Quindi è necessario che io trasformi i campioni da sostanze solide o da vapori, in soluzioni. Quindi, nel momento in cui io trasformassi il particellato e il vapore presente in un certo reperto, e quindi lo trasformassi sotto forma di liquido con dei solventi organici caratteristici, a questo punto io potrei confermare o no l'analisi fatta "collegis" tramite altre strumentazioni, come potrebbe essere il TEA di cui già ho parlato in precedenza, o la GCMS cioè la gascromatografia spettrometrica di massa, con però, con gli ioni selettivi di tipo postitivo-negativo, o uno degli ultimi strumenti utilizzati in questi ultimi anni, negli ultimi tre anni, un sistema massa-massa che ha la stessa sensibilità di questo strumento e in alcuni casi anche la stessa selettività.
Quindi, diciamo, lo strumento... per riassumere quello che è questo strumento denominato EGIS e non è altro che un nome più commerciale prodotto dalla Permedics americana, è uno strumento che è costituito da tre parti: la prima parte è una sonda che serve per aspirare il vapore, gli eventuali vapori presenti nell'ambiente; e i vapori li aspira sia a temperatura ambiente e quindi aspira il vapore tale e quale, sia trasformando eventuali particelle vaporizzandole, e quindi lo aspira a temperatura, quindi non a temperatura ambiente ma a temperatura più elevata.
All'interno di questo strumento ho un detector chemiluminescenza, il quale ha la caratteristica di individuare e rivelare i nitrogruppi presenti sulle sostanze che stiamo ricercando.
Questi nitrogruppi vengono trasformati in un segnale che viene poi rapportato in un grafico sotto forma di picco, attraverso l'elaboratore di processo connesso a tutto il sistema.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Massari.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha un'esposizione molto serrata, e per questo io ho bisogno di interromperla perché devo, per così dire, favorire la comprensione intanto mia, sempre meglio migliorare quel poco che si sa, eh? Ma poi anche di tutti coloro che la ascoltano.
Ecco, non mi sembra inopportuno che lei spieghi alla Corte com'è che a partire dal 1983 - anno di riferimento per non lo so, le prime prove, le prime realizzazioni di questo macchinario e di tutta la sua tecnologia applicativa - ecco, poi siamo arrivati a avere attualmente quello che mi pare lei abbia definito uno strumento praticamente insostituibile in un certo tipo di indagini.
Ecco, voglio dire, com'è che non so se su scala internazionale - mi pare abbia accennato oltre che su scala nazionale - com'è che questo strumento si è imposto e in che termini, per quanto le risulta, si è imposto, diciamo, in una relazione, in un rapporto di esclusione rispetto ad altre metodiche forse più tradizionali.
Ecco, avrei bisogno un attimino di tracciare la storia di accreditamento scientifico di questo strumento.
TESTE Massari: Allora come ho già accennato, il detector su cui si basa questo strumento, quindi il detector a chemiluminescenza su cui si basa l'EGIS e su cui si basa anche il TEA di cui ho già parlato nei miei precedenti interventi, è stato presentato in forma ufficiale con dei lavori che dimostravano l'applicabilità nei confronti degli esplosivi, ha un... si impose... internazionale avvenuto a Quantico negli Stati Uniti nel 1983. Che è, praticamente, una riunione che viene fatta ogni tre anni nei vari luoghi del mondo dove vengono presentati tutte le novità per quanto riguarda il campo dell'analisi e della rivelazione degli esplosivi e dei residui dell'esplosione.
Praticamente, è uno di quei seminari a cui fanno riferimento tutti gli esperti che lavorano nel settore.
Successivamente sono stati fatti degli altri lavori. Io ho visto per la prima volta nell'83 già in opera questo strumento dentro i laboratori del FBI degli Stati Uniti sotto forma di TEA; e, successivamente, negli anni intorno al'88-89, questo strumento è stato presentato anche sotto forma di rivelatore campale per i, diciamo, lavori da effettuare anzi, i controlli, da effettuare negli ambiti aeroportuali.
Bisogna, ecco, sapere che c'è un grosso istituto americano che è l'FFEA, il quale investe ogni anno milioni di dollari per cercare di migliorare quella che è la sicurezza negli aeroporti; e, in particolare, nel settore dell'analisi degli esplosivi per cercare dei rivelatori che diano una certezza nel controllo dei bagagli aeroportuali.
Dal momento che io ho fatto parte per molti anni come membro permanente dell'Italia, dell'ICAO che è l'Ente che si occupa di questi problemi, è chiaro che ho conosciuto un po' l'evoluzione di tutta la strumentazione del settore, che è partita dai primi strumenti basati soltanto su sistemi gascromatografici e prodotti da ditte inglesi, fino agli ultimi strumenti che sono costituiti da questo rivelatore di esplosivo EGIS, da un altro rivelatore non campale che adotta un irradiamento dei bagagli di tipo diciamo neutronico, e un altro strumento che fa la ricostruzione con dei raggi X morbidi delle sostanze che hanno una densità inferiore a un certo valore e contenuti all'interno dei bagagli.
Per quanto riguarda l'EGIS, l'EGIS è utilizzato attualmente in tutti i maggiori aeroporti internazionali, parliamo degli aeroporti tedeschi soprattutto e inglesi, oltre che americani naturalmente. In quanto viene utilizzato in modo diciamo settorizzato nei confronti di quei bagagli che ai raggi X hanno dato dei sospetti.
Il problema di fondo è che questo strumento ha un tempo di analisi di circa 20 secondi. Però, la preparazione dei campioni per l'introduzione all'interno dello strumento, occupa diversi minuti. Per cui, pur essendo uno strumento molto valido al livello aeroportuale, non è stato possibile utilizzarlo in modo continuativo su tutte le catene di bagagli da stiva perché sennò altrimenti si sarebbero bloccati gli aeroporti.
E' stato utilizzato un compromesso e attualmente viene utilizzato solo per quei bagagli che hanno dato degli allarmi sotto altre specie.
In funzione di queste prove e dell'utilizzazione di questo strumento anche in Italia, nel '91 abbiamo fatto una serie di prove all'aeroporto di Fiumicino - che sono poi state consegnate a Civilavia che è l'ente italiano che si occupa della sicurezza aeroportuale - nel quale abbiamo per la prima volta confermato quello che diceva la ditta e che ci era sconosciuto nei confronti degli altri rivelatori aeroportuali; ed era il fatto che quando si confeziona un ordigno, un esplosivo per quanta attenzione si voglia fare nel confezionamento dell'esplosivo stesso, per cui si vogliono utilizzare dei contenitori che non lascino passare i vapori, si vogliono utilizzare tutte le tecniche a livello ambientale e quindi utilizzare i guanti, utilizzare tute, cioè mettersi nelle migliori condizioni, nelle condizioni più estreme per confezionare un certo pacco di esplosivo, abbiamo visto che anche in queste condizioni c'è sempre in qualche punto del pacco un inquinamento determinato dalle particelle dell'esplosivo che è stato confezionato.
Praticamente, nonostante noi avessimo adottato tutte queste tecniche, utilizzando del personale altamente specializzato, utilizzando del personale che conosceva perfettamente gli esplosivi, abbiamo ottenuto che nonostante questo, circa il 90% dei bagagli era comunque inquinato da particelle esterne, da particolato. Particolato che, come ho detto all'inizio, questo strumento rivela trasformandolo, nel caso che sia particolato di esplosivi e di questo è un'altra selezione preliminare che fa lo strumento, trasformandolo in vapori che poi vengono esaminati.
Successivamente sono stati tantissimi i lavori che sono stati fatti a livello internazionale, soprattutto sia per quanto riguarda l'EGIS, sia per quanto riguarda il TEA.
La letteratura ne è ricchissima e la maggior parte dei laboratori che si occupano di esplosivi - parlo non soltanto di laboratori italiani, ma laboratori inglesi, laboratori tedeschi, laboratori americani - hanno tutti almeno il TEA come strumento di laboratorio. E in tutti gli aeroporti, ad eccezione purtroppo dell'Italia, esiste l'EGIS per i controlli aeroportuali.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Bisognerà che ci spieghi qualche cosa anche su come concretamente, praticamente, si utilizza questo strumento; non tanto in sede aeroportuale, ma in un tipo di accertamento come quelli che lei ha svolto per l'appunto a richiesta nostra in quest'indagine.
Proprio, come concretamente ci si garantisce per le... perché lo strumento sia sempre al meglio del suo funzionamento, come ci si garantisce perché lo strumento - qui debbo volgarizzare un concetto perché non conosco un'espressione migliore - come lo strumento, perché lo strumento non si autoinquini, non si autocontamini.
Però, prima di arrivare a questo, siccome siamo a fare la storia di questa tecnologia e credo sia un riferimento importante per le conoscenze che la Corte deve acquisire su come si è proceduto, ecco, io avrei bisogno di sapere da lei: intanto, a partire da quando il Servizio di Polizia Scientifica - quindi lei, in quanto direttore della Sezione Esplosivi e il suo personale - a partire da quando ha avuto la possibilità il Servizio, ripeto, di sperimentare la propria possibilità, la propria capacità di utilizzare questo strumento; perché, avendo capito che si tratta di un qualche cosa di complesso, per quanto perfezionato se fosse messo in mano a un profano, ad esempio a me, darebbe sicuramente risultati inaffidabili.
Quindi, a partire da quando il servizio si è impadronito delle metodiche di utilizzo di questo strumento, come si sono... come ha maturato questa esperienza a partire da quando il servizio si è dotato specificamente di una attrezzatura - quella di cui si sta parlando, quindi di questo EGIS - , in quali... a partire da quali esperienze specifiche, concrete, lavorative ha fatto il servizio uso di questa attrezzatura.
Lei ha detto di aver partecipato...
TESTE Massari: Sì, allora...
PUBBLICO MINISTERO: ... la gestazione...
TESTE Massari: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ma ora abbiamo bisogno di andare un pochino più nello specifico del...
TESTE Massari: Per quanto riguarda chiamiamola, l'operatività dello strumento in ambito diverso da quello in cui era nato, quindi dall'ambito aeroportuale, praticamente tutti questi strumenti oltre che nell'ambito aeroportuale per i problemi specifici, per i quali erano stati ideati e realizzati, sono stati utilizzati anche nell'ambito della bonifica ambientale e perfino nella ricerca dei residui dell'esplosione in poi, da tutte le Polizie che ne erano in possesso.
Cito, ad esempio, anche la stessa utilizzazione di un rivelatore simile a questo ma con una tecnologia diversa, applicato dai tecnici di laboratorio dell'FBI durante la prima fase della repertazione dell'attentato fatto al Giudice Borsellino nel '92. E praticamente è dal '92 che il Servizio di Polizia Scientifica aveva richiesto l'acquisto di questo strumento.
Questo strumento, quindi, non è un'eccezione nel senso che io a livello di personale o a livello di direttore dei laboratori degli esplosivi abbia improvvisamente inventato la sua applicazione in ambito diverso da quello per cui era stato nato.
Questa applicazione è stata sempre fatta anche per altri strumenti, compresi altri strumenti di tipo gascromatografico in un viaggio avvenuto il '90-'91 dal Papa in Cecoslovacchia, io feci la bonifica degli ambienti dove il Papa doveva recarsi attraverso un altro strumento che in quel momento era il migliore disponibile, che era l'EVD-1 prodotto dalla Scintrex canadese.
Per cui queste applicazioni non sono una novità e una prerogativa di questo strumento. Sono applicazioni che sono state sempre fatte anche con gli altri rivelatori di esplosivi normalmente e volgarmente chiamati sniffatori, perché inizialmente erano stati in qualche modo ideati copiando quella che è la particolarità dei cani, quella di sniffare e quindi di sentire con l'olfatto le droghe, gli stupefacenti e gli esplosivi. E quindi anche nel passato altri rivelatori erano stati utilizzati per gli stessi fini e tuttora vengono utilizzati per gli stessi fini.
Perché uno dei problemi di cui abbiamo parlato, ho parlato nei miei precedenti interventi è quello di sapere, di poter verificare dove, a seguito di un'esplosione per esempio, uno dovrebbe andare ad effettuare i prelievi. Quindi se io avessi uno strumento che già a livello indicativo, iniziale, mi potesse indicare dove c'è una massima concentrazione di residui di esplosione, sarei poi favorito in laboratorio nel momento in cui andrei a fare le analisi. Ed è un'altra applicazione per cui è stato utilizzato questo strumento.
L'altra spiegazione è quella della bonifica e della ricerca di tracce di esplosivi integri in ambienti contaminati e in oggetti contaminati.
Per quanto riguarda la disponibilità di questo strumento da parte del Servizio di Polizia Scientifica, ripeto che sfruttando diciamo le conseguenze degli attentati avvenuti nel '92, chiedemmo l'acquisto di due rivelatori, tra cui l'EGIS e per problemi di natura prettamente burocratica questo strumento però l'abbiamo avuto soltanto nel '94, nell'ultimo periodo del '94, parliamo verso settembre-ottobre, periodo in cui abbiamo poi iniziato a fare i lavori con gli incarichi che ci sono stati dati dalla Procura di Firenze.
Anzi, prima ancora l'abbiamo anche fatto a livello di indagine di ufficio, sempre per richieste da parte della Procura di Firenze. In precedenza, naturalmente, gli operatori di questo strumento hanno sostenuto un corso fatto da tecnici specializzati venuti appositamente dagli Stati Uniti per far prendere la manualità, soprattutto, non tanto dello strumento perché lo strumento è uguale a quello che normalmente operiamo in laboratorio, quindi non è che ci sia bisogno di una manualità molto diversa per l'interpretazione dei dati e l'analisi dei dati. Quanto è per la messa a punto dello strumento e per la manualità collegata sia alla sonda per acquisire i vapori, sia al software di gestione dei dati acquisiti.
Per quanto riguarda l'altro problema, cioè evitare in qualche modo che lo strumento sia inquinato dall'ambiente circostante, o abbia un autoinquinamento di cui lei ha parlato, esiste intanto una funzione che serve per evitare l'autoinquinamento. Cioè, una funzione che è tipica di questo strumento e che serve per ripulire, ad alta temperatura, la sonda e tutte le parti che hanno effettuato l'analisi.
Inoltre, tutte le analisi che noi abbiamo effettuato, le abbiamo effettuate al di fuori dei laboratori, alcune in un locale... le prime in un locale appositamente attrezzato e completamente privo di tracce di esplosivi all'interno della palazzina dove sono i laboratori. Altre analisi le abbiamo fatte sul campo, trasportando lo strumento materialmente dove dovevamo fare le analisi: veda il caso del deposito ACI per l'incarico del 31 gennaio; veda il caso della villetta a Capena; il caso dell'appartamento di via Dire Daua. E quindi applicando poi un'altra, diciamo una tecnica che ci lasciava sempre tranquilli, che è stata quella di fare sempre tra un prelievo e un'analisi e l'altro, delle analisi in bianco.
E quindi di andare a verificare ogni volta che all'interno dello strumento non fossero rimaste tracce dell'analisi precedente.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire "analisi in bianco"?
TESTE Massari: Analisi in bianco significa diciamo effettuare l'analisi senza introdurre i vapori. Quindi lasciare la sonda nello strumento, fare il ciclo analitico, cioè a dare l'on, cioè l'avvio alla macchina come se la sonda avesse fatto un'aspirazione e andare a verificare se nella sonda, o all'interno della macchina, fossero rimasti dei residui di vapori.
Nel caso in cui abbiamo ottenuto dei valori positivi, automaticamente abbiamo adottato quella tecnica che consiste nel fare una serie di cicli in bianco che serve proprio per autopulire lo strumento e riportarlo nelle condizioni ottimali.
Quindi, praticamente, abbiamo adottato tutti quei mezzi che poi sono una conseguenza di quelli che normalmente adottiamo nei laboratori quando facciamo l'analisi degli esplosivi e che servono per evitare qualsiasi inquinamento da parte dell'ambiente. Facendo poi operare, e operando noi stessi al momento dell'analisi, al momento dell'acquisizione del vapore, che poi è la parte più delicata, con delle tute che venivano prima saggiate e che erano completamente esenti, con guanti e con tutto ciò che normalmente viene utilizzato in tutte le analisi che vengono effettuate su tracce.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora questo particolare della cosiddetta analisi in bianco, se ho capito bene vuol dire che effettuata una certa analisi, prima di affrontare l'analisi successiva, ci si assicura che lo strumento sia nelle condizioni di partenza, cioè a dire sia uno strumento al momento non sensibilizzato in qualche modo.
TESTE Massari: Esatto, completamente esente.
PUBBLICO MINISTERO: Ho tradotto bene il suo pensiero?
TESTE Massari: Esatto. Completamente esente da tracce.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa è una tecnica di buon comportamento dell'operatore che viene adottata appunto per avere dei risultati non ingannevoli, non...
TESTE Massari: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è norma eseguire le analisi con questi criteri?
TESTE Massari: E' norma in tutte le analisi in cui si lavora in tracce. Infatti anche quando si lavora in laboratorio per l'analisi dei residui, vengono fatte delle prove in bianco.
Viene fatta, prima una prova normalmente con una miscela standard di cui abbiamo parlato nei precedenti casi per vedere la risposta dello strumento ai vari diciamo componenti, alle varie sostanze che vogliamo identificare.
Successivamente, una volta fatta questa prova, vengono fatte delle prove in bianco fino a quando lo strumento non...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, dottor Massari.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La prima prova, sostanzialmente è la taratura dello strumento rispetto...
TESTE Massari: La taratura e la verifica dello strumento.
PUBBLICO MINISTERO: ... a quello che si va a verificare.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo è, questa prova è...
TESTE Massari: E' la prima prova. Perché io ho mostrato, nella fotografia... Ecco, nella numero 5, ci abbiamo delle... Ecco, ci abbiamo quelli che vengono definiti nel linguaggio chimico dei picchi cromatografici, ognuno dei quali corrisponde ad un certo esplosivo.
All'alto di questi picchi ci sono delle righe tratteggiate.
Queste righe tratteggiate indicano quello che viene chiamato tempo di ritenzione o volume di ritenzione.
Se la sostanza...
PUBBLICO MINISTERO: E' determinato.
TESTE Massari: E' predeterminato. Se la sostanza, diciamo, rientra in un renge abbastanza ristretto di questi tempi di ritenzione, noi diciamo che la sostanza è identificata; se va prima o dopo di questi tempi di ritenzione, la sostanza non viene identificata come una delle sostanze che stiamo ricercando.
E' chiaro che soprattutto in uno strumento campale che viene trasportato, una delle prime cose che viene fatta, è quella di mettere in funzione lo strumento. Tenendo presente che questo strumento ha bisogno di circa un'ora, un'ora e mezza di preriscaldamento e preriscaldamento, prima che possa effettuare l'analisi.
E prima di fare la prima analisi uno fa una prova con uno standard che contiene le sostanze per le quali lo strumento e i canali strumentali sono stati tarati, in modo da verificare che ogni sostanza rientri esattamente in questo renge e che quindi le condizioni strumentali siano standard.
PUBBLICO MINISTERO: Le condizioni di partenza.
TESTE Massari: Esatto. Una volta accertati di questo, si fanno delle prove, dei cicli in bianco, per eliminare completamente il residuo di questa prima traccia e poi si comincia l'esame.
Ma è lo stesso identico sistema che viene utilizzato in laboratorio per la gascromatografia, per la DCMS, la gascromatografia spettrometria di massa, per tutte le tecniche analitiche. Perché io, prima di fare l'analisi, debbo avere la certezza e devo anche avere la prova che il mio strumento sia esattamente tarato per l'analisi che vado a fare e a realizzare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi questo aspetto del problema io l'ho introdotto in forma teorica e preliminare. Ma la stessa domanda, invece, in una dimensione più pratica, è questa: tutte le analisi, o per meglio dire, tutti gli accertamenti di cui lei si è interessato e che ha enumerato all'inizio del suo esame, ecco, sono stati compiuti all'insegna di questa metodica precisa che garantisce sia le condizioni iniziali, sia le condizioni in corso d'opera ottimali per avere i risultati non ingannevoli, o non approssimativi?
TESTE Massari: Sì, le abbiamo fatte tutte in ogni prova che abbiamo effettuato.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, dottor Massari, ho bisogno di chiederle ancora in linea generale alcune cose.
Tutti vogliono sapere da lei - anch'io - com'è che questo strumento è stato utilizzato a partire da una certa data del 1994, e per quale ragione lei - e non solamente lei - questo strumento non lo ha potuto utilizzare nell'anno precedente nel corso degli accertamenti sui vari attentati.
E, a questa domanda, lei ha già dato una risposta: fino ad una certa data, questo strumento, non era nella disponibilità del servizio.
Le risulta che altri centri specializzati nelle ricerche, nelle indagini, in materia di esplosivi in Italia, all'epoca ne avessero la disponibilità?
Intendo dire: il Centro dei Carabinieri di Investigazione Scientifica; intendo il Laboratorio Esplosivi della Marina Militare di La Spezia...
TESTE Massari: No, non ne avevano la disponibilità.
Avevano la disponibilità di un altro tipo di rivelatore, del quale avevamo la disponibilità pure noi. Che è lo Ioscan, che è basato su altri principi e che ha, sia una sensibilità, sia una selettività nettamente inferiore a questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Massari: E un costo nettamente inferiore a questo.
Perché uno dei problemi per cui lo strumento lo abbiamo avuto con un certo ritardo, è che a fronte del costo dei rivelatori che erano in commercio, il cui importo variava dai 70 ai 120, ai 130 milioni, questo strumento costava all'epoca oltre i 500 milioni.
E quindi è stata questa la barriera che abbiamo dovuto superare per poi avere la disponibilità di questo strumento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Associata a questa domanda, gliene pongo un'altra: lei ha parlato di sensibilità e di selettività come caratteristiche precipue di questo strumento.
Io vorrei, se lei è in grado di farmelo capire, vorrei ben intendere comparativamente che cos'è questo strumento in termini di sensibilità e di selettività rispetto alle metodiche e alle strumentazioni di ricerca qualitativa e quantitativa di esplosivi, come quelle che lei stesso aveva adoprato anche nel '93 occupandosi degli attentati che per l'appunto formano oggetto anche di questo processo.
Se lei è in grado, in qualche modo, di rendere visibile questa diversità.
Lei prima ha parlato di milionesimi di grammo. Ecco, se da una parte si può parlare di milionesimi di grammo con altre strumentazioni, in che ordine di grandezze siamo; sotto il profilo della selettività, analogamente: quali differenze ci sono tra questo tipo di rivelatore e gli altri rivelatori, compresi quelli che lei stesso utilizzava normalmente nel '93 e finché non le hanno messo a disposizione questo apparato.
TESTE Massari: Dunque, allora, diciamo: tralasciando la prima parte di cui ho parlato, che è sempre importante tener presente. E cioè che l'acquisizione del campione di questo strumento è completamente diversa dagli altri. E già questo è un primo, potremmo considerarlo già un primo sintomo di una selettività diversa, rispetto agli altri strumenti. In quanto qui c'ho la possibilità di prelevare i campioni senza alterare i campioni, cioè senza doverli trasformare in una forma fisica diversa da quella in cui erano all'inizio.
E quindi parlo del particellato che non devo trasformarlo in forma liquida, soluzione...
PUBBLICO MINISTERO: In soluzione liquida. Certo.
TESTE Massari: E quindi questa è una prima selettività.
Questo strumento, comparato con gli altri strumenti, praticamente ha una sensibilità che è comparabile con quella, per esempio, del GC-TEA, in quanto il TEA utilizza lo stesso rivelatore che è la base di questo strumento.
E, a livello di selettività, naturalmente ha la stessa selettività del GC-TEA, o dell'HPLC-TEA. Cioè di tutti quei sistemi cromatografici che utilizzano, come rilevatore, il TEA. Cioè un rivelatore a chemiluminescenza.
Quindi, a livello di selettività e di sensibilità, è identica a quella di questi altri strumenti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi se la fermo subito.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sta parlando espressamente in rapporto alle potenzialità dell'EGIS, quanto a selettività e sensibilità, di questi altri due rivelatori: GC-TEA - mi perdoni, le sigle...
TESTE Massari: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Uno, è GC-TEA e l'altro è?
TESTE Massari: HPLC-TEA.
PUBBLICO MINISTERO: HPLC-TEA. Le risulta che ve ne siano altri ancora di strumenti che hanno potenzialità comparabili a quelle di questi rivelatori.
TESTE Massari: Hanno... Sì, sì, sono altri strumenti che hanno potenzialità comparabile e sono: la massa-massa e la gascromatografia massa soltanto per quanto riguarda la sensibilità.
Anzi, nel sistema massa-massa, possiamo avere, in alcuni casi, una sensibilità superiore e quindi una possibilità di individuare sostanze presenti in quantità anche inferiori rispetto a quelle individuabili dall'EGIS, per quanto riguarda la sensibilità.
Mentre, per quanto riguarda la selettività, praticamente non esistono altri strumenti, ad eccezione di quel rilevatore di cui ho parlato all'inizio. E parlando in generale dei rivelatori aeroportuali che è un sistema però specifico soltanto per i composti contenenti azoto a livello aeroportuali e che è un sistema diciamo non utilizzato in nessun laboratorio.
Però, per quanto riguarda le analisi di laboratorio, abbiamo dei sistemi comparabili per sensibilità e selettività che sono tutti quei sistemi che utilizzano lo stesso rivelatore utilizzato dall'EGIS.
E, per quanto riguarda la sensibilità, abbiamo alcuni sistemi di spettrometria di massa, però spettrometria di massa con il sistema massa-massa che è l'ultimo nato in ordine di tempo. Quindi parliamo di sistemi dell'ultima generazione, degli ultimi due-tre anni, che ha una sensibilità comparabile con quella dell'EGIS. E, in alcuni casi, anche superiore.
Non ha però la stessa selettività.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare di aver capito quindi che questa strumentazione che è stata utilizzata da lei nel corso dei vari accertamenti, presenta determinate caratteristiche in termini di rivelazione sotto il profilo qualitativo.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché, essendo di volta in volta tarato per l'individuazione di determinate specie chimiche, che sono le specie delle sostanze esplodenti, questa attrezzatura, con una sua particolare, con un suo particolare modo di attivarsi e poi utilizzando un rivelatore particolare che è il GC-TEA, dà una risposta in termini qualitativa di elevato grado, di elevatissimo grado.
Sotto il profilo della determinazione quantitativa, affrontando quindi un determinato reperto, ecco, a questa apparecchiatura si deve riconoscere una qualche particolare, qualche particolare efficacia, oppure dal punto di vista quantitativo, a questa apparecchiatura non si possono rivolgere una certa serie di domande?
TESTE Massari: No, da un punto di vista qualitativo, abbiamo detto che lo strumento viene tarato all'inizio per riconoscere un certo numero di sostanze su determinati canali.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Massari: E quindi lo strumento dà la risposta in funzione di queste sostanze.
Da un punto di vista quantitativo non c'è una correlazione diretta tra le quantità di sostanze aspirate allo strumento e le quantità eventualmente presenti in un certo ambiente e in un certo oggetto.
In quanto, quello che è importante sempre tener presente, è che noi stiamo parlando di una strumentazione che opera su particelle che praticamente, pur essendo delle particelle da un punto di vista molecolare macroscopiche, cioè sono formate d un numero elevatissimo di molecole, però sono sempre particelle che sono praticamente invisibili ad occhio nudo.
Si confondono nella polvere normalmente presente e quindi è chiaro che, nel momento in cui io ho queste particelle che si depositano in un certo ambiente, si depositeranno in modo disomogeneo, non in modo omogeneo.
Quindi, quando io vado a fare l'analisi, vado a fare l'analisi in dei punti dove non so le quantità di particelle che esistono.
Naturalmente, come tutti gli strumenti, c'è un rivelatore che è estremamente sensibile. E i rivelatori estremamente sensibili hanno il problema - e questo su tutti i rivelatori - che quando io inserisco una quantità troppo elevata, lo strumento va in saturazione. Cioè, lo strumento praticamente mi dà un segnale che mi dice: 'guarda, qui c'è una quantità di sostanza tale che io più di questa non riesco ad aspirarne, quindi mi devo fermare'.
Cioè, mi dà un segnale che è al di sopra della media.
Però, anche un segnale con un rivelatore saturo, non dà la possibilità di dare una correlazione diretta con la quantità di sostanza che è stata aspirata.
PUBBLICO MINISTERO: Per intendersi, mi scusi se la interrompo.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando lei illustrava il significato da attribuire ad una presenza disordinata di specie esplosive nel luogo dove un attentato si è verificato, nel senso che non se ne poteva desumere ad esempio la proporzione nella miscela originaria, ecco, se all'epoca lei ci ha dato questa spiegazione, questo schema è tutto sommato omogeneo, rispetto a quello nel cui ambito si scrive un accertamento non su esplosivi detonati, bensì su esplosivi non detonati che abbiano lasciato del particolato da qualche parte?
TESTE Massari: Beh, non è proprio la stessa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Gliel'ho chiesto apposta.
TESTE Massari: In questo senso: quando io ho parlato dell'analisi di residuo di esplosione, intanto c'è una grossa differenza. Che in un caso parlo di residui di esplosione; nell'altro caso parlo di esplosivi integri.
Quando io parlo di residui di esplosione, io faccio la raccolta dei vari reperti; dopodiché faccio l'estrazione dei singoli reperti. E quindi trasformo gli eventuali residui portandoli da vapori o da particelle, in soluzione. E poi faccio l'esame della soluzione.
Quindi io non posso sapere se, nei reperti fatti nell'ambito per esempio di una stanza, questi residui possono provenire da un punto della stanza, o da un altro punto della stanza, da uno o dall'altro.
Ma dico semplicemente che nella stanza, la repertazione fatta e le soluzioni ottenute, mi hanno detto che esiste una certa specie, o un certo residuo di esplosivo.
Nel caso dell'EGIS, quando io vado a fare queste analisi all'interno di una stanza, io sono anche in grado di dire i punti nei quali io ho individuato questi esplosivi.
Se io lo faccio all'interno di una macchina posso dire: ho trovato la traccia nell'esplosivo sinistro, sì... Scusi, nel sedile sinistro, sì; nel sedile sinistro, no. All'interno del portabagagli, sì; sul cruscotto, no. Sul tappetino di destra, sì; o sul tappetino di destra, no.
Posso anche fare una mappatura dei residui nei punti in cui sono stati trovati. E quindi dei vari residui.
Tenendo presente che questa sonda, nel momento in cui fa l'analisi, non inquina minimamente i vari punti dove eventualmente esistono questi frammenti, questi residui esplosivi. In quanto io non c'ho un contatto diretto della sonda su reperto; ma la sonda viene semplicemente posta ad un certa distanza dal reperto, viene fatta la aspirazione e eventualmente l'irradiazione con questa luce termica. La quale mi genera, a sua volta, i vapori. E quindi io non c'ho mai un contatto diretto tra la sonda con la quale materialmente faccio l'aspirazione, e l'oggetto o il punto in cui l'aspirazione va fatta.
Questo è molto importante...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non c'era...
TESTE Massari: Perché non c'è nessuna contaminazione all'interno dei vari punti di un certo ambiente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, a quello che capisco, non c'è nessun intervento sull'ambiente - adopriamo questo termine nel significato più generico possibile - non c'è nessun intervento di natura chimica o di natura fisica, attraverso questo apparecchio, sull'ambiente stesso.
TESTE Massari: Di natura chimica, no. Di natura fisica c'è semplicemente l'aspirazione dei vapori che sono nell'intorno del reperto, o che io genero nell'intorno del reperto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è da dire...
TESTE Massari: Però senza nessun contatto, senza nessuna trasformazione.
La particella era una particella, rimane una particella anche se diciamo infinitesimamente più piccola.
E' lo stesso discorso che se io sparo con una pistola per fare una prova del bossolo, dei segni del bossolo, è un principio di indeterminazione.
Io, il proiettile, una volta sparato, mi ha leggermente modificato la canna della pistola, ma me l'ha modificata di un fattore così infinitesimo che non è inficiato nei segni che io lascio sul bossolo, né diciamo lo spessore della canna che i segni li ha lasciati.
Questo, è lo stesso discorso.
Io vado ad individuare una parte, a vaporizzare una parte superficiale della particella, lasciando però la particella per quella che è.
Quindi io non c'ho né una distruzione del materiale, né tantomeno dovrei arrivare all'assurdo che, su quel reperto, esistono soltanto tre o quattro molecole e che io ho preso solo quelle tre o quattro molecole in tutte le prove effettuate.
In tutti gli articoli di letteratura non esiste mai che si è verificato un caso di questo genere.
E quindi però ecco, la cosa importante è questa: che per la sua domanda, rispetto a quanto fatto nelle analisi in tracce con gli altri sistemi, in questo caso io non modifico le tracce, le lascio nel punto in cui si trovano. E praticamente sono in grado di dire i punti precisi dove io ho trovato queste tracce.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Massari, queste specie esplosive, queste sei che lei spiegava, sono tra gli esplosivi commerciali quelli più comunemente facenti parte di miscele esplosive.
Ecco, hanno... Un attimino ci dimentichiamo della macchina, pensiamo piuttosto alla struttura.
AVV. Ammannato: Scusi, Pubblico Ministero, se ritiene - è la parte civile che... - doveva rispondere alla domanda lo stesso Pubblico Ministero, le due diverse ipotesi tra i residui di esplosione già avvenuta e l'altro caso.
Ecco, se eventualmente, prima di passare, rispondeva all'altro caso: cioè, quando andava sul materiale esplosivo non esploso, ecco.
Sennò lasciamo un po' a metà il discorso.
PUBBLICO MINISTERO: No...
AVV. ammannato: Se ritiene.
PUBBLICO MINISTERO: Mi sembrava avesse dato la risposta, avvocato Ammannato.
Io, almeno, l'avevo capita.
Cioè, non ha risposto direttamente, perché ha risposto - il consulente - comunque glielo facciamo ridire al dottor Massari, ha risposto con un preargomento.
Ha detto: non sono comparabili, perché da una parte si deve, per forza di cose, prelevare, ridurre il campione in uno stato diverso. Quindi...
AVV. Ammannato: (voce fuori microfono)
Quando non è esploso.
PUBBLICO MINISTERO: Appunto, non c'è nessun tipo, non c'è un intervento che abbia caratteri di analogia col primo, eh? Quindi...
Stavo per chieder invece un'altra cosa: rispetto a queste famose sei specie esplosive, ecco, queste, visto che se ne ragiona in termini di vapori, queste hanno in linea di massima - le molecole delle sei diverse specie esplosive - hanno in linea di massima lo stesso comportamento? Questo visto anche nel corso del tempo, oppure hanno dei comportamenti diversi?
TESTE Massari: No, hanno dei comportamenti diversi. E, in parte, ho adombrato la risposta quando ho parlato dello schema blocchi dello strumento. Dove io ho detto che i primi, un primo gruppo di esplosivi, veniva esaminato e pirolizzato a 350 gradi, mentre un secondo gruppo a 800 gradi.
I sei esplosivi che noi, di cui noi stiamo parlando, li possiamo quindi dividere in due gruppi: nel primo gruppo noi inseriamo l'EGDN, la nitroglicerina e il dinitrotoluene; nel secondo gruppo inseriamo: tritolo, T-4 e pentrite.
Il primo gruppo ha la caratteristica di comprendere sostanze che hanno bassa tensione di vapore. Cioè sostanze che tendono facilmente a passare dallo stato di vapore a temperatura ambiente. O dietro un lieve riscaldamento.
Io ho fatto già...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, dottor Massari.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Tendono quindi a volatilizzare? Vuole dire questo?
TESTE Massari: Tendono, più che a volatilizzare, tendono a stare permanentemente in uno stato di equilibrio tra la parte liquida o parzialmente solida ed il vapore.
Per farle un esempio, che io faccio spesso quando anche faccio lezione ai ragazzi della Polizia, è la stessa cosa che noi parliamo di un profumo.
Il profumo è una sostanza - e quindi torniamo al vecchio concetto degli sniffatori - è una sostanza che è permanentemente, ha una tensione di vapore molto bassa. E quindi è permanentemente in uno stato di equilibrio tra liquido e vapore.
Tanto è vero che, quando io apro una bottiglietta di profumo, riesco a sentire l'odore, ma non è che il profumo immediatamente va via. Il liquido rimane e rimane per anni, perché l'evaporazione è talmente lenta a temperatura ambiente, per cui questo equilibrio è semplicemente più manifesto in quanto le particelle di profumo e nel nostro caso le particelle di esplosivo, hanno una certa particolarità. Che può essere, in qualche modo, rivelata.
Tant'è vero che uno dei problemi a livello aeroportuale, è sempre stato l'individuazione di due esplosivi in particolare: il C-4 che è un esplosivo a base di T-4 e il Semptex, che è un esplosivo a base di pentrite e di C-4.
Proprio perché queste sostanze, siccome non emettono vapori, fino a quando abbiamo utilizzato dei rivelatori che andavano a verificare soltanto la presenza di vapori, non era possibile individuarle.
Oggi, con sistemi come l'EGIS, o con sistemi come la ricostruzione dell'immagine e quindi sistemi che operano sulla densità e sui raggi X morbidi; sistemi che penetrano all'interno dei bagagli con l'emissione radioattiva, come avviene per un altro tipo di strumenti, in questo caso non riusciamo ad individuare anche sostanze, quelle che fanno parte del secondo gruppo diciamo: tritolo, pentrite e T-4, che a temperatura ambiente non hanno praticamente vapore.
Cioè che sono delle particelle, la cui tensione di vapore è tale che a temperatura ambiente non permette di emettere niente al di fuori della parte solida.
Quindi, praticamente, i due gruppi hanno dei comportamenti diversi. Ma perché sono proprio diverse le molecole. E vengono rivelati in modo diverso. Tanto è vero che, all'interno dello strumento, noi abbiamo due sistemi di rivelazione diversi, tra virgolette, nel senso che abbiamo il primo gruppo di sostanze che viene pirolizzato ad una temperatura di 350 gradi; e il secondo ad una temperatura di 800 gradi.
Questo serve anche perché, se il primo gruppo io lo pirolizzassi a 800 gradi, praticamente distruggerei tutto. Il secondo gruppo, pirolizzato a 350 gradi, rimane praticamente intatto.
In questo modo io faccio una divisione tra i due gruppi. E, nello stesso tempo, ho la certezza che alcuni segnali che io ho canalizzato in base ai tempi di ritenzione corrispondono agli esplosivi del primo gruppo; alcuni altri segnali che ho canalizzati in base al secondo tempo, alla seconda temperatura di pirolisi, li vedo nel secondo gruppo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, dopo aver fatto questa premessa diciamo di carattere teorica, io ho bisogno che lei poi spieghi, non più come teoria, ma come pratica, come loro hanno proceduto, come lei ha proceduto di volta in volta affrontando il singolo reperto.
E poi si vedrà quale. Una volta una cartina, una volta una automobile, una volta uno straccio... Ecco.
Cioè dire: com'è che è stato affrontato il reperto attraverso questa strumentazione e attraverso tutte le attività che sono a servizio dell'utilizzo di questa strumentazione. E comunque che erano state, in qualche modo, prescritte dal Pubblico Ministero quando le sono stati dati gli incarichi di accertamento, ecco.
Perché, come lei verrà a dire - ma vorrei che lo spiegasse prima - affrontando il singolo reperto non è che lei si è limitato a prendere questa macchina con la sua sonda, avvicinare la sonda al reperto. Dopodiché ha lasciato il reperto dove si trovava e lei è andato da un'altra parte.
E' un attimino...
Mi rendo conto, ma questo è un passaggio dell'accertamento dell'istruttoria dibattimentale che deve essere affrontato con calma.
TESTE Massari: Ma guardi, allora, diciamo che preliminarmente, l'approccio su tutte le analisi effettuate, è stato fatto tenendo presente che bisognava mantenere i luoghi nello stato in cui si trovavano e bisognava fare in modo che l'analisi comunque fosse ripetibile. Sia da parte di questo strumento, sia eventualmente da parte di altre tecniche.
Per cui naturalmente noi abbiamo sempre, abbiamo modificato il modo di operare in funzione delle varie diciamo, dei vari incarichi che io ho ricevuto.
Quindi, cominciando per esempio dall'incarico del 31 maggio '95...
PUBBLICO MINISTERO: Gennaio.
TESTE Massari: Del 31, scusi, gennaio '95, questo incarico si riferiva a degli accertamenti da effettuare su autovetture che erano in giudiziale sequestro presso il deposito della ditta ACI di Medori Roberto in via Braccianese a Roma.
Allora, queste macchine erano costituite da un furgone FIAT 30/08 targato Roma X38754; da una autovettura SEAT Malaga 1 punto...
PUBBLICO MINISTERO: No, dottor Massari.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ormai che c'è, dia tutta la specifica del veicolo. Compreso intestatario e quant'altro.
TESTE Massari: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Per come le è stato dato l'accertamento.
Sennò alla Corte le manca un dato, non riesce a capire di che cosa si sta parlando.
Siccome non lo posso dire io, lo deve dire lei.
TESTE Massari: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
TESTE Massari: Allora, i quesiti riguardanti l'incarico del 31 gennaio '95 dicevano:
"Premesso che sono sottoposti al sequestro ed in atto depositati presso la ditta ACI di Medori Roberto e Roma, via Braccianese chilometro 0200 i veicoli: furgone FIAT 30/08 targato Roma Y38754, intestato a Frabetti Aldo; autovettura SEAT Malaga 1,2 GL targata Roma 93971Y intestata a Marabbo Franco e già in uso a Frabetti Aldo; autovettura Audi 80 2.0 16 V targata Roma 8F9398 intestata a Scarano Antonio".
Questi erano i reperti su cui dovevamo operare e per fare questa operazione, abbiamo trasportato praticamente lo strumento presso questo deposito. Quindi, lo abbiamo diciamo, collocato all'aperto in un punto abbastanza lontano dalle stesse macchine, dopodiché abbiamo effettuato le analisi trasportando la sonda all'interno delle singole macchine e andando a verificare se c'erano o meno residui di esplosivi.
Con le tecniche che già ho detto, nel senso che una volta che lo strumento è stato portato sul luogo, una volta che è stato diciamo acceso tra virgolette nel senso che collegato con una linea di corrente a 220 volts, si è acceso il tempo necessario affinché lo strumento arrivasse a regime operativo, fatte le analisi per verificare che lo strumento desse la risposta standard.
Per quanto riguarda le 6 sostanze che andavamo a ricercare, abbiamo fatto le varie diciamo aspirazioni all'interno delle singole autovetture e quindi una serie di analisi con lo strumento suddivise per ogni singola macchina all'interno nei vari punti delle macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, dottore siccome lei adopra il termine "aspirazione", vorrei che chiarisse alla Corte che aspirazione... se aspirazione vuol dir adoprar l'aspirapolvere o no, ecco. Volgarizzo al massimo il concetto.
Aspirazione vuol dire avete preso l'aspirapolvere e avete portato via la roba che c'era dai seggiolini, dai tappetini, dal bagagliaio o quant'altro, oppure avete raccolto i vapori o provocato quell'emissione di vapore nei termini in cui spiegava prima?
TESTE Massari: No...
AVV. Cianferoni: Presidente abbia pazienza, non mi pare - sono l'avvocato Cianferoni -
PUBBLICO MINISTERO: No, la domanda... avvocato, abbia pazienza.
AVV. Cianferoni: L'ha finita di porla?
PUBBLICO MINISTERO: Io credo di averla formulata, casomai la riformulo meglio, ho chiesto al consulente di chiarire se il termine aspirazione vuol dire che hanno adoprato l'aspirapolvere e hanno portato via quello che c'era sui seggiolini, sui tappeti, nel bagagliaio e quant'altro. Ovvero se hanno, semplicemente, se hanno riferendosi, tornando alla precisazione fornita poco fa, se hanno, lavorando a quella certa qual distanza, intercettato i vapori emessi da quanto si trovava nell'interno dei veicoli - perché di questo si sta parlando - . Questa è la domanda.
AVV. Cianferoni: Mantengo allora il proposito di opposizione, perché avendo ben presente come il teste sia ben difficilmente suggestionabile per la sua competenza tecnica, per essere stato - l'abbiamo appreso - il direttore di tutta l'opera che ci viene oggi a riferire, tuttavia il modo con il quale la domanda è posta, è senz'altro suggestivo come ella Presidente, talvolta ha ricordato per tutti i presenti, Giudici Laici compresi. Ed è oggettivamente suggestiva a prescindere dalla competenza e dall'esperienza del dottor Massari. Quindi, mantengo l'opposizione.
PRESIDENTE: Invitiamo il dottor Massari a chiarire che cosa vuol dire "aspirazione". Così si superano...
TESTE Massari: Mi scuso per non averlo chiarito, nel senso che...
PRESIDENTE: No, no...
TESTE Massari: ... fatte le premesse...
PRESIDENTE: No, no. Lei probabilmente lo ha chiarito, ma meglio ripetere che fare...
TESTE Massari: Sì, sì. Ma infatti dicevo questo: fatte le premesse del sistema e avendo illustrato come la sonda - che fa parte integrante di questo sistema - venga utilizzata, io con il termine "aspirazione" da questo momento in poi, intendo che utilizzo la sonda e quella particolare sonda, così come ho illustrato per aspirare eventuali vapori di esplosivo presente ed eventuali vapori generati dalla stessa sonda dal particellato eventualmente presente all'interno o sugli oggetti che sto esaminando.
Quindi, quando parlo di aspirazione intendo sempre riferirmi all'aspirazione che io effettuo in modo particolare con questa sonda per questo determinato e scopo specifico. Cioè quello di andare a verificare se erano presenti tracce di esplosivo sotto forma di vapore o sotto forma di particelle.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE Massari: Per cui...
PUBBLICO MINISTERO: Intendo dire: vi è una rimozione meccanica delle particelle che siano depositate eventualmente su un sedile piuttosto che su un tappetino o su un bagagliaio, o vi è un'intercettamento o intercettazione o un intercetto di vapori?
TESTE Massari: C'è una intercettazione di vapori. Sia dei vapori eventualmente presenti nell'ambiente, sia dei vapori generati con questa sonda la quale opera tramite una sorgente termica che nelle particelle eventualmente presenti, genera i vapori.
Quindi non c'è assolutamente, rimozione delle particelle presenti; non c'è nessun contatto tra la sonda e le particelle, non c'è nessun contatto tra la sonda e tutti gli oggetti esaminati all'interno di questo, diciamo, del furgone o delle altre due macchine.
PRESIDENTE: Dottore mi scusi, lei lo ha già detto, ma sarà sempre bene poiché si tratta di argomenti piuttosto ostici per noi. L'attività di questo strumento, particolarmente quando acquisisce queste vaporazioni, non altera in nessuna maniera lo stato, il modo di essere dell'oggetto che viene indagato diciamo?
TESTE Massari: Assolutamente.
PRESIDENTE: Quindi un'operazione dello stesso genere, fatta dallo stesso strumento o da un altro strumento anche a distanza di tempo, potrà essere sempre ripetuta?
TESTE Massari: Ripetuta...
PRESIDENTE: Dando risultati della stessa...
TESTE Massari: E darà risultati uguali a quelli che abbiamo ottenuto.
PRESIDENTE: Benissimo. Proseguiamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, lei si avviava a illustrare esemplificativamente come avete operato quando siete andati al deposito di via Braccianese dell'ACI per come dire?, per...
TESTE Massari: Esaminare...
PUBBLICO MINISTERO: ... esaminare - è stanco lei, son stanco anch'io - per esaminare questi tre veicoli.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, ha spiegato che la sonda è qualche cosa che si sposta rispetto a dove si trova...
TESTE Massari: Lo strumento.
PUBBLICO MINISTERO: ... lo strumento propriamente detto, la sonda viene portata e manovrata... va beh, all'interno - ora questo lei lo deve spiegare - ...
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di questo veicolo, di questi veicoli.
TESTE Massari: Sì. Praticamente la sonda quindi, una volta che lo strumento è stato posto nelle condizioni operative standard, la sonda viene utilizzata in quanto c'ha un'autonomia singola, della singola sonda, e è stata utilizzata per andare ad esaminare le varie parti della macchina, delle macchine, degli autoveicoli in esame senza - ripeto - che vi fosse alcun contatto, né alcuna modificazione dei luoghi che stavamo esaminando.
Per cui, all'interno del furgone FIAT Iveco abbiamo trovato tracce di T-4 in modo particolare e l'abbiamo trovate abbastanza delocalizzate sia nel bagagliaio interno, sia sul volante, sia sul sedile anteriore destro.
Nella tabella io ho indicato soltanto le parti positive. Nel senso che quelle parti che erano negative, pur essendo state esaminate, non sono state riportate.
Per cui quando dico sedile anteriore destro, è chiaro che io ho esaminato anche il sedile anteriore sinistro e il sedile posteriore. Così come ho esaminato, cosa che ho fatto per tutte le macchine , anche il cruscotto e il porta oggetti posteriore, quello che si trova sotto il lunotto dietro il sedile posteriore.
PUBBLICO MINISTERO: Probabilmente anche il bagagliaio?
TESTE Massari: Sì. Infatti il bagagliaio l'ho citato perché il bagagliaio è stato positivo. Quindi, ho citato: bagagliaio, volante e sedile anteriore destro. Mentre negli altri punti non citati, sono stati esaminati ma non sono stati citati perché l'analisi è risultata negativa.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo quindi che l'analisi è positiva, è risultata positiva solo in quei punti specifici che lei poco fa ha menzionato...
TESTE Massari: Che io ho riportato sulla... su un elaborato che poi al termine, una mia memoria consegnerò alla Corte al termine dell'intervento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ascolti dottor Massari, lei - io lo so - lei leggeva da una tabella...
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... al momento. La vuole porre sotto il visore la tabella, per cortesia? Perché questo è standard, in un certo qual modo rispetto a tutti gli accertamenti che loro hanno fatto.
Bisognerebbe riuscire a ingrandire per modo che, la Corte possa anche decifrare meglio che cosa sono tutti quei segnettini sotto le varie sigle. Perché si sa che sono, non son sempre...
PRESIDENTE: Sì, così va bene signora.
PUBBLICO MINISTERO: Io direi, dottor Massari, se lei scorre la tabella sotto il visore...
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... può anche illustrare...
TESTE Massari: Allora, questa...
PUBBLICO MINISTERO: A me non pare che sia a fuoco, ma insomma...
TESTE Massari: ... è una tabella allegata praticamente a una memoria relativa all'incarico del 31 gennaio '95. La tabella è suddivisa, prima di tutto, in tre blocchi: nel primo blocco ci abbiamo il furgone FIAT Iveco, nel secondo blocco l'autovettura SEAT Malaga...
PRESIDENTE: Dottore scusi, se sono noioso...
TESTE Massari: Sì.
PRESIDENTE: ... il furgone FIAT Iveco sarebbe il FIAT Ducato?
TESTE Massari: No, FIAT Iveco 30/08, mi sembra...
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Massari: FIAT 30/08, ah, non so se poi è Ducato.
PRESIDENTE: No, perché qui sembra che da qualche parte si sia parlato di FIAT Ducato.
TESTE Massari: Io nell'incarico ho parlato di FIAT 30/08, non so se...
PRESIDENTE: Va bene.
TESTE Massari: ... questo corrisponde al Ducato.
PRESIDENTE: Lo verificheremo.
TESTE Massari: Non sono un esperto di questo tipo di veicoli, quindi non lo so dire.
Questa è la tabella...
Allora, questo è il furgone, comunque ecco, per intenderci, per essere precisi e non generare equivoci, è il furgone targata Y38754.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE Massari: Allora, la tabella è divisa prima in tre blocchi in senso orizzontale, cioè ci abbiamo il furgone FIAT Iveco, l'autovettura SEAT Malaga e l'autovettura Audi 80.
In senso verticale noi ci abbiamo la prima colonna è dove c'è scritto SCAN è una colonna che praticamente indica il numero di scansioni, quindi è un dato prettamente tecnico, che lo strumento indicato nel momento in cui l'analisi è stata positiva.
Dopodiché ci sono, sempre in senso di colonne, la prima colonna che è costituita dall'EGDN; la seconda dalla nitroglicerina NG, la terza dal dinitrotoluene DNT, la quarta dal tritolo TNT, la quinta dalla pentrite PETM, e la sesta dal T-4.
In senso invece orizzontale, al di sotto del furgone FIAT Iveco abbiamo le righe: bagagliaio interno. Seguendo la riga vediamo che abbiamo trovato una debole traccia indicata con un più nella corrispondenza del DNT e una traccia leggermente più consistente indicata dai due più nel senso del T-4.
Questa indicazione con dei simboli io l'ho adottata proprio perché non avevo nessuna corrispondenza a livello quantitativo tra il segnale che andavo ad identificare e la quantità di sostanza presente.
E serve semplicemente a dire se il segnale è stato, nei vari esplosivi esaminati, quindi relativamente alla stessa analisi ed agli esplosivi individuati, se c'è un esplosivo che mi ha dato un segnale leggermente più intenso rispetto agli altri.
Quindi, nel primo caso, io c'ho nella prima riga: bagagliaio interno, positivo DNT, positivo T-4; nel secondo caso, nella seconda riga: volante, sempre rispetto al furgone FIAT Iveco...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
TESTE Massari: ... in cui so soltanto positivo per il T-4 con un debole segnale.
Nel terzo caso, nella terza riga: sedile anteriore destro, ho positivo leggermente per il TNT, per la pentrite e molto positivo per il T-4. Tanto è vero che il T-4 viene indicato con tre segni positivi.
Per quanto riguarda l'autovettura Seat Malaga io c'ho soltanto un leggero segnale all'interno dell'abitacolo e all'interno del bagagliaio, solo per il DNT.
Mentre, per il TNT sempre un leggero segnale ce l'ho per il prelievo dell'abitacolo, il sedile anteriore e il bagagliaio.
In tutti i casi, sia del DNT, sia del DNT, il segnale è molto lieve.
Nel caso dell'autovettura Audi 80, c'ho un segnale abbastanza forte di pentrite e T-4 all'interno dell'abitacolo. Quindi probabilmente, cioè, in questo caso, noi abbiamo fatto una aspirazione all'interno dell'abitacolo non avendo trovato dei punti precisi in cui si trovava l'esplosivo. Perché probabilmente, nei singoli punti, l'esplosivo era presente in quantità inferiore al limite di rilevabilità dello strumento.
In un caso di questo genere abbiamo fatto praticamente l'aspirazione solo del vapore all'interno dell'abitacolo e abbiamo ottenuto questo segnale abbastanza forte per quanto riguarda il T-4; e un altro segnale abbastanza debole in corrispondenza, per quanto riguarda il T-4, nel sedile anteriore destro.
Quindi, praticamente, nel caso di questo primo incarico, noi abbiamo trovato dei segnali positivi per tutti e tre i veicoli esaminati, anche se su punti diversi.
Una volta fatto l'esame, abbiamo naturalmente riconsegnato le macchine, risigillandole nel senso che sono state poste in modo ermeticamente chiuso, e sono state riconsegnate nella disponibilità per essere poi eventualmente, non so, sequestrate, per eventuali successive analisi.
No, erano state già sequestrate, scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, erano già sequestrate.
Oltretutto se ne dava atto anche...
TESTE Massari: Sì, all'inizio.
PUBBLICO MINISTERO: ... nell'incarico che lei prima ha letto.
"Premesso che sono sottoposte a sequestro ed in atto depositati...", eccetera, eccetera.
Ancora le devo chiedere, dottore, su questo primo incarico che poi non è il primo accertamento fatto con l'utilizzo dell'EGIS, perché ve n'è uno precedente sul quale fra un attimo dovremo tornare.
Ecco, al momento in cui vi sono stati consegnati, messi a disposizione questi veicoli, in che condizioni li avete trovati?
TESTE Massari: Li abbiamo trovati che erano perfettamente chiusi, sigillati. C'erano i soliti, i normali sigilli che vengono apposti dall'Autorità Giudiziaria, firmati, timbrati. E quindi noi, per effettuare l'analisi, abbiamo fatto all'apertura, quindi abbiamo rotto i sigilli, abbiamo effettuato le analisi. E poi, dagli ufficiali di P.G. che comunque erano presenti durante l'analisi, abbiamo riconsegnato le autovetture e loro hanno provveduto a rimettere i sigilli.
PUBBLICO MINISTERO: Intendo dire: i tre veicoli, al termine del suo intervento, sono stati ripristinati nelle condizioni diciamo di sicurezza e di inaccessibilità in cui lei li ha trovati?
TESTE Massari: Sì, esattamente. Nelle stesse condizioni.
PUBBLICO MINISTERO: Per dare un'idea, a parte la fase di messa a regime preliminare che lei ha detto porta via un certo tempo.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. La durata del suo intervento poi con la sonda all'interno dell'abitacolo, in termini ripeto di orologio, quanto tempo può aver portato via?
TESTE Massari: Mah, in questo caso parliamo intorno, in totale, tutto l'intervento, ha portato via tutta la mattina.
Quindi, diciamo: l'intervento vero e proprio sarà stato nell'ordine delle due-tre ore.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire: quindi lei ha lavorato con la sua sonda all'interno e all'esterno di un...
TESTE Massari: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Il tempo medio per un veicolo, quanto potrebbe essere stato?
TESTE Massari: Intorno ai tre quarti d'ora, un'ora.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi, per tre quarti d'ora, quello che è, questo veicolo, è stato aperto. Voglio dire, lei ha fatto la sua operazione, dopodiché è stato rimesso nelle condizioni iniziali di inaccessibilità.
TESTE Massari: E' stato rimesso nelle condizioni iniziali di inaccessibilità. Dopodiché noi siamo tornati diciamo in laboratorio a Roma, abbiamo rielaborato e stampato i grafici che già avevamo stampato sul posto, ma per renderli in una forma migliore, che sono allegati qui a questa nota tecnica. In cui abbiamo allegato i singoli grafici di ogni aspirazione, quindi di ogni intervento fatto sulle singole macchine.
E ci sono anche grafici che hanno dato segnale negativo, in questo caso. Perché i grafici li abbiamo praticamente allegati tutti, mentre nel corpo della relazione io ho citato soltanto quelle prove che hanno dato esito positivo.
Quindi praticamente, dopo questa prima fase di acquisizione dei dati, esiste una seconda fase di elaborazione che normalmente viene fatta in sede operando sulla memorizzazione dei dati dell'elaboratore di processo che è abbinato allo strumento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Nessun'altra operazione è stata compiuta su questi veicoli?
Voglio dire: ottenimento di campioni attraverso tamponi...
TESTE Massari: No, no, assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: In altri casi invece sì.
TESTE Massari: In altri casi in cui espressamente ci era stato richiesto dalla Procura di fare dei tamponi. Tipo all'interno dell'appartamento di via Dire Daua, proprio con l'incarico del 22 novembre '95.
In quel caso abbiamo fatto il prelevamento e la fissazione delle eventuali particelle, facendo dei tamponi sulle varie zone dell'appartamento, dei mobili, dell'appartamento e della cantina, dove in precedenza avevamo ottenuto dei risultati positivi con l'EGIS.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io non so se il Presidente pensa di fare cinque minuti di sosta ora, se vuole...
Tanto, l'esame del dottor Massari, chiede ancora tempo, come la Corte chiaramente avrà capito.
PRESIDENTE: Allora riprendiamo addirittura alle tre meno un quarto.
PUBBLICO MINISTERO: Decida il Tribunale, decida la Corte.
PRESIDENTE: Riprendiamo alle 14.00?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, io posso proseguire tranquillamente, non sono stanco. Voglio dire, posso andare avanti tranquillamente mezzora, un'ora, quanto la Corte vuole. Non ho problemi, ecco, realmente.
PRESIDENTE: Io penso invece che la Corte sia piuttosto stanca.
Perché l'argomento era particolarmente arduo.
PUBBLICO MINISTERO: Io...
PRESIDENTE: Vogliamo proseguire un altro...
PUBBLICO MINISTERO: Io sono alle decisioni del Presidente.
PRESIDENTE: Vogliamo proseguire un altro quarto d'ora, e poi facciamo la sospensione?
PUBBLICO MINISTERO: Eh, forse è meglio, via.
PRESIDENTE: Bene. Allora andiamo avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dobbiamo allora, dottor Massari, riferire viceversa quello che lei aveva ottenuto in termini di accertamento, precedentemente a questo incarico. Perché risulta che ha svolto degli accertamenti, come stava un attimo fa dicendo, in quel di via Ostiense.
E allora, ormai che ci siamo, vorrei che introducesse...
TESTE Massari: Allora, in precedenza avevamo fatto degli accertamenti, nel novembre del '94, su incarico della Procura di Firenze, relativamente a, diciamo, a dei locali che erano situati in via Ostiense ai numeri 893 e 895.
E questo accertamento fu fatto, sempre dietro la mia direzione, però fu un accertamento fatto di ufficio. Quindi non con una consulenza.
L'accertamento, ecco, come si può vedere dalla fotografia di uno, delle trasmissioni di un verbale di sopralluogo e di repertazione, è stato fatto...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, dottor Massari, se la interrompo.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si tratta esattamente di foto contenute in un verbale di sopralluogo che è, fa parte degli atti del fascicolo del dibattimento.
Queste sono le foto da 36 a 41, quelle che vorrei che il dottor Massari illustrasse.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E la collocazione di questo fascicolo, è, signorina Pulcinelli?
Sig. Pulcinelli: E' alle pagine 3484 degli atti della Corte.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
TESTE Massari: Allora, partendo dalla fotografia numero 36...
Allora, questa che vediamo, che è la numero 36, è la prima foto fatta praticamente in questo cortile adiacente ad una villetta situata ai numeri civici di via Ostiense 893 e 895. Questa...
PUBBLICO MINISTERO: La data, dottor Massari, di questo reperto?
TESTE Massari: Questa, è stata fatta nel novembre, più esattamente il 22 novembre del '94.
PUBBLICO MINISTERO: Lei era presente, nell'occasione?
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, no. Lo precisi.
TESTE Massari: No, no, l'ho detto all'inizio, che ero presente...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, mi scusi.
TESTE Massari: ... e tant'è vero che ho firmato d'ufficio questo fascicolo.
Quindi ci abbiamo questa prima visione dal lato diciamo dell'ingresso, dove si vede sul fondo un rudere che era in parte in costruzione.
E questo è il giardino, il giardino annesso a questa villetta, dove qui, anche se non si evidenzia molto bene, c'è un cumulo di rena, di brecciolino, e di quello utilizzato per le costruzioni.
Come si vede, soprattutto in questo primo accertamento, l'ambiente era non utilizzato da parecchio, era ricoperto da erbacce e da residui che si trovavano sul terreno.
La seconda foto, la numero 37, è una foto che invece viene fatta con alle spalle il rudere di cui parlavo prima. E guardando l'ingresso di questo giardino. In quanto questo giardino aveva l'ingresso direttamente sulla strada, su via Ostiense.
La fotografia numero 38, invece, ci fa vedere la parte posteriore del rudere che abbiamo visto alla fotografia numero 35. Cioè, dalla fotografia numero 35 noi vediamo il lato frontale di questo rustico, più che rudere.
Nella fotografia numero 38 vediamo il lato posteriore, quello al di là, non visibile dal lato giardino.
La fotografia numero 39 fa vedere i particolari delle due porte di accesso a questo rustico.
E la fotografia numero 40 ci mostra l'interno del rustico visto dalle spalle, diciamo, con il fronte il giardino. Quindi, guardando attraverso la porta, si vede sul fondo il giardino. E quindi si vede in particolare questo locale dove abbiamo fatto alcuni accertamenti.
E questo è proprio l'angolo del locale dove abbiamo fatto alcuni accertamenti ed alcuni prelievi.
Praticamente in questo caso noi abbiamo fatto dei prelievi di materiale; li abbiamo fatti, sia sul terreno, sia in quest'angolo che io ho mostrato nella foto numero 41. E i prelievi sono stati fatti utilizzando sia a secco, sia dei tamponi imbevuti di acetone, in maniera di asportare le eventuali tracce e particelle presenti nei locali.
Questo, perché? Perché il locale essendo comunque soggetto alle intemperie, non poteva essere in nessun modo protetto. Soprattutto per quanto riguardava il giardino e per quanto riguardava i vari oggetti presenti nel giardino.
Per cui abbiamo fatto praticamente, per strofinatura, un prelievo sui vari punti del materiale, che in un qualche modo davano, poi hanno dato dei segnali positivi.
E quindi abbiamo operato, a differenza degli altri casi, facendo dei prelievi che sono stati poi sequestrati e messi a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
Gli stessi, in questo caso, sono stati fatti una serie di prelievi che poi sono stati ripetuti il 26 dello stesso mese di novembre, quando, come si vede da queste altre fotografie sempre con un verbale di sopralluogo e di repertazione trasmesso d'ufficio alla Procura della Repubblica, in questo caso avevamo coperto, per evitare problemi, una parte del giardino con dei fogli di nylon. Dopodiché abbiamo fatto dei repertamenti della rena, del materiale, del terreno al di sotto della rena, per poi andare a verificare se c'erano o meno presenze di residui di esplosivo.
Questi materiali sono stati tutti sigillati e messi a disposizione dell'Autorità Giudiziaria, così come si può vedere dalle ultime fotografie, la numero 25, dove si vede una serie dei tamponi, la numero 26 dove se ne vedono altri tre e così via, la numero 27 fino alla numero 32 dove abbiamo sia dei tamponi, sia dei prelievi di materiale che è stato sigillato e confezionato per eventuali successive analisi.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti dottore, prima di spiegare alla Corte che cosa è stato positivamente accertato, se ci è stato qualche cosa di accertato positivamente in questo ambiente, ecco lei sta opportunamente ricordando che esistono tutta una serie di tamponi - ha spiegato che cos'erano - di tamponi, di materiali che sono stati assicurati, quindi prelevati sul momento e attualmente si trovano da qualche parte, cioè, noi lo sappiamo dove, in confezioni sigillate come dice lei, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
Questo qualcosa, o tamponi, o materiali vari, che si trova lì sigillato è un qualche cosa che ha subìto delle trasformazioni attraverso le operazioni che lei ha compiuto? Intendo dire trasformazioni di ordine chimico, trasformazione di ordine fisico, al di là della semplice rimozione dal luogo di dove questo materiale si trovava, o no?
TESTE Massari: No. In questo caso noi abbiamo soltanto fatto un'acquisizione dei campioni. Per fare l'acquisizione dei campioni abbiamo utilizzato in parte dei metodi chimici, lì dove era necessario fare delle strofinazioni. Parliamo per esempio di quell'angolo che abbiamo visto prima, dove certamente non è che potevamo portar via una parte di calcinacci, anche perché poi avremmo avuto comunque delle interferenze analitiche. Quindi qui abbiamo fatto dei prelievi fatti con dei tamponi di acetone, abbiamo utilizzato l'acetone perché, come detto nei precedenti interventi, l'acetone è l'unico solvente che praticamente solubilizza in modo totale tutti gli esplosivi di tipo organico, quindi tutti i derivati nitrorganico che a noi interessavano.
Inoltre l'acetone c'ha il grosso vantaggio che, essendo un solvente volatile, nel momento che volatilizza lascia le particelle che in qualche modo ha asportato praticamente nello stato in cui si trovavano. Avviene una cosiddetta, possiamo chiamarla, ricristallizzazione anche se chimicamente non è proprio il fenomeno che si verifica.
Però diciamo che se io diciamo solubilizzo del tritolo con dell'acetone, poi faccio evaporare l'acetone, riottengo il tritolo esattamente con le stesse caratteristiche che aveva prima che lo solubilizzassi. Quindi ho una inalterabilità della sostanza che vado a repertare.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, sono stati fatti dei tamponi con uso di acetone e mi pare abbia detto tamponi a secco, cioè dire senza uso...
TESTE Massari: Sì, senza uso di solventi.
PUBBLICO MINISTERO: ... di solventi di alcun genere.
TESTE Massari: Ed inoltre, nel secondo intervento, quello del 26 novembre, abbiamo anche fatto dei reperti di terreno perché in quel caso è chiaro che potevamo repertare direttamente dei campioni di terreno che sono stati allo stesso modo sigillati e confezionati per essere poi eventualmente sottoposti a successiva analisi.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, dottore...
TESTE Massari: Volevo, ecco, per quanto riguarda questo: nelle fotografie sono anche indicati i punti in cui sono stati fatti numerandoli i prelievi di terreno. Quindi al numero 2 corrisponde il terreno, il campione numero 2, al numero 3 e così via.
PUBBLICO MINISTERO: Questi materiali e tamponi, si trovano nella stessa condizione in cui lei li ha realizzati? Voglio dire, una volta realizzati questi tamponi e reperti di materiale...
TESTE Massari: Io una volta che li ho consegnati, erano nelle stesse identiche condizioni in cui li ho repertati. Quindi se non sono poi stati... Successivamente per me sono rimasti invariati. Io quando li ho consegnati erano così come li avevo sigillati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi l'accertamento che lei poco fa definiva positivo, ecco, era positivo perché cosa e sulla base di un intervento su quale tipo di materiali? Perché i reperti si è detto sono sigillati, nessuno li ha toccati; i tamponi sono sigillati, nessuno li ha toccati, sia quelli a secco, sia quelli ad acetone. Allora la sua macchina ha dato...
TESTE Massari: Noi abbiamo fatto una indagine preliminare con la macchina per verificare se c'erano dei segnali positivi. Nel momento che abbiamo ottenuto dei segnali positivi abbiamo praticamente comunicato alla Procura che ci ha dato disposizione per fare i prelievi nei punti in cui avevamo ottenuto i segnali positivi.
Quindi praticamente in quei punti dove c'erano stati dati dei segnali positivi, abbiamo fatto i prelievi in maniera tale che tali segnali, tali analisi possano essere ripetute e con lo stesso strumento EGIS, e con altri strumenti che abbiano una sensibilità e una selettività paragonabile o migliore a quella dell'EGIS.
PUBBLICO MINISTERO: E in particolare allora, quali sono state le risposte positive che l'apparecchiatura ha fornito nell'occasione?
TESTE Massari: Mah, le risposte positive...
PUBBLICO MINISTERO: Penso che ci sarà una tabella analoga, perché io ce n'ho una fotocopia sotto gli occhi.
TESTE Massari: Sì, ecco. Io in questi fascicoli non c'ho le tabelle.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, ci deve essere dottore.
Dottore, non ha con sé la copia della relazione tecnica che è stata poi trasmessa con una nota del direttore del Servizio datata 28/12/94 e che lei mi ha consegnato a mano il 29/12/94?
TESTE Massari: Aspetti che vediamo, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Sennò gliela passo. Oltretutto vedrà se è quella firmata da lei.
Dottor Massari guardi, utilizzi la fotocopia che ho io. No, gli passi tutto l'inserto perché il dottor Massari dirà se è roba sua, perché non vorrei...
TESTE Massari: Scusi un secondo, perché siccome ce l'avevo qua sopra, è chiaro che...
Ecco. Lo posso restituire perché l'ho trovato nel fascicolo che c'avevo e che è del 28 dicembre '94, consegnato il 29 dicembre '94 e con il quale, nella prima parte, faccio una introduzione a quella che è la tecnica che abbiamo utilizzato, spiegando a grandi linee la tecnica stessa. Dopodiché, alla fine, è allegata la tabella che è stata fatta nello stesso modo della tabella precedente.
Cioè, in senso orizzontale nelle righe c'ho i vari campioni che sono stati analizzati. Nelle colonne c'ho i sei esplosivi e vengono indicate al solito con dei segni caratteristici più e i vari segnali positivi, indicando con più segni, quando il segnale era leggermente più intenso.
Per cui noi vediamo che, per esempio, sulla carta catramata abbiamo trovato dei segnali positivi per quanto riguarda EGDN, nitroglicerina, DNT e TNT. Con DNT e TNT con un segnale leggermente più intenso.
Abbiamo poi un frammento di nastro adesivo, dove abbiamo positivo EGDN e nitroglicerina; dei pezzi di silicone dove abbiamo positivo per la nitroglicerina; dei pezzi di asfalto per la nitroglicerina; dei frammenti di carta per la nitroglicerina; degli spezzoni di plastica, nitroglicerina ed EGDN; frammenti di plastica, nitroglicerina; frammenti di carta, EGDN, nitroglicerina, DNT e TNT.
Praticamente in questo prelievi non abbiamo mai trovato tracce di pentrite ed RDX, o T-4 - perché l'RDX è la stessa sigla del T-4 - nel frammento di carta abbiamo indicato tracce di nitroglicerina. Significa che quando indichiamo tracce abbiamo avuto un segnale talmente basso che l'abbiamo indicato per correttezza, ma che in effetti era veramente quasi sul fondo del segnale dello strumento.
Poi un frammento di carta con positivo EGDN, nitroglicerina e tracce di DNT e TNT; un frammento ancora di carta per EGDN e nitroglicerina; un frammento, una guaina di asfalto è positivo per EGDN e NG; un elemento in plastica positivo per l'NG e infine un guanto di gomma dove ci abbiamo delle tracce.
In questo caso, di tutti poi i reperti sono stati fatti dei prelievi che sono quelli che sono stati poi trasmessi con le due relazioni di cui abbiamo parlato prima.
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
TESTE Massari: Eh? Dei verbali, sì. Dei verbali di sopralluogo e repertazione.
PUBBLICO MINISTERO: Io vorrei dottore, su questo punto, che lei fornisse qualche altro particolare alla Corte. Intendo dire, questi materiali, dalla carta catramata al guanto di gomma, al nastro adesivo, ecco, sono stati trovati così, alla rinfusa, tra le erbacce, nel piazzale? A parte che il verbale di repertazione e sopralluogo ne parla, però vorrei a questo punto due parole le aggiungesse per miglio comprensione della Corte. Avete...
TESTE Massari: No, abbiamo fatto dei movimenti anche di movimentazione del materiale terroso che c'era nel giardino.
PUBBLICO MINISTERO: Fra le prime e le seconde fotografie, per intendersi, mi pare che ci si renda conto che per esempio il famoso monte di sabbia...
TESTE Massari: Infatti, nella prima parte abbiamo fatto già dei movimenti di terra e praticamente i vari materiali che abbiamo indicato sono stati repertati la maggior parte nei vari punti del giardino, però non cumulati in un singolo punto, ma per esempio c'abbiamo avuto della carta catramata che abbiamo trovato al di sotto del terreno, dei guanti che abbiamo trovato lo stesso mischiati a del terreno.
Cioè, praticamente, questo lavoro di repertazione è stato fatto su tutto il giardino che poi è stato protetto con... siccome avevamo fatto dei movimenti e quindi in quel periodo - parliamo di novembre - potevano esserci delle piogge, quindi dei dilavaggi del materiale che noi avevamo in qualche modo portato alla luce, è stato coperto con questo foglio di plastica trasparente che poi è stato tolto successivamente, il 26 novembre, quando abbiamo fatto gli ulteriori reperti. Però il repertamento è stato fatto un po' in modo delocalizzato, così come descritto dal verbale di sopralluogo in tutti i punti del giardino e un particolare al coperto, cioè all'interno di questo rustico, nell'angolo mostrato proprio all'ultima fotografia. Proprio perché in quell'angolo avevamo avuto un forte segnale positivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per intendersi, in questa tabella qual è la linea, il record identificativo dell'angolo, con risposta positiva? Se riesce a indicarcelo.
TESTE Massari: Questi dovrebbero essere i frammenti di carte che noi avevamo utilizzato per fare i prelievi. Tant'è vero che poi abbiamo fatto le analisi direttamente in laboratorio. Però non è indicato espressamente quello che proviene dall'angolo della casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta dottor Massari, ora lei deve ragguagliare sul punto se aveva già messo piede in quell'ambiente, per intendersi, lei prima di andarvi per incarico ricevuto da noi. Per noi intendo dire la Procura della Repubblica di Firenze.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Noi abbiamo dato una data, 22 novembre '94.
TESTE Massari: Sì, praticamente...
PUBBLICO MINISTERO: A questa data risale il suo intervento per la prima volta, per contro della Procura della Repubblica di Firenze, come Servizio di Polizia Scientifica nel cortile di via Ostiense 893, quello che è.
Precedentemente lei aveva fatto altri interventi in quel...
TESTE Massari: Sì, prima avevo fatto un altro intervento e precisamente il 29 settembre del '94.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi due mesi prima. Due mesi prima.
TESTE Massari: Sì, circa due mesi prima. Su incarico della Procura di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Massari: La quale aveva richiesto un intervento in data 29 agosto '94 alla DIA, con l'ausilio di un esperto del Servizio di Polizia Scientifica per verificare, con un rivelatore di esplosivi, se c'erano tracce di esplosivi nella casa e nel giardino di questa villetta sita in via Ostiense 893-895.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'ambiente era questo comunque?
TESTE Massari: L'ambiente era questo e ho fatto la ricerca sia nel giardino che nella casa, con esito completamente negativo. Ed in quel caso però ho utilizzato un strumento diverso dall'EGIS. E in particolare ho utilizzato uno strumento la cui sigla è EVD-8000, prodotto dalla Scintrex e che era un ulteriore miglioramento del precedente strumento, l'EVD-1 e che era anche in dotazione agli artificieri della Polizia di Stato.
Questo strumento ci fu mandato in prova dalla Scintrex per vedere e per prendere atto dei miglioramenti che c'erano stati rispetto al precedente strumento, e in effetti il laboratorio ci aveva dato dei buoni risultati.
Avendoci dato dei buoni risultati, parlando col dottor Piro della Procura della Repubblica di Roma, decidemmo di fare un tentativo presso questo ambiente e lo facemmo il 29 settembre '94, ripeto, con esito negativo.
Per quanto riguarda lo strumento utilizzato, in questo caso si trattava di uno strumento basato su un sistema di gascromatografia con rivelatore a cattura di elettroni, con elevatissima sensibilità, leggermente inferiore a quella dell'EGIS, ma senza assolutamente la selettività che ha l'EGIS. Per cui, ecco la ragione che ho esposto più volte, la superiorità dell'EGIS e dei rivelatori a chemiluminescenza rispetto agli altri per questo tipo di lavoro, determinati proprio dall'elevata selettività che hanno nei confronti di altri rivelatori.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le risulta che questo incarico dato dal dottor Piro facesse comunque capo all'indagine condotta a quel tempo dalla Procura di Roma, in merito agli attentati del '93?
TESTE Massari: Sì, perché era citato proprio nella... diciamo in questo incarico, tra virgolette, che però non era un incarico vero e proprio, era una disposizione che veniva data alla DIA nella stessa disposizione con l'obbligo, l'incarico di avvalersi anche dell'apporto tecnico del Servizio di Polizia Scientifica. E faceva riferimento sia alla casa di Di Natale, sia a una bisarca, un camion bisarca che era in quel momento in sequestro in un deposito vicino Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ora arriveremo anche alla bisarca, con calma.
Nell'occasione dell'intervento del 29 settembre '94, ecco, fu proceduto alla movimentazione di terreno, di banchi di sabbia, come poi lei ha eseguito a partire dal 22 di novembre?
TESTE Massari: No, perché in quel caso noi facemmo prima un'indagine preliminare per vedere se c'era qualche segnale positivo e, siccome il segnale, i segnali, furono completamente negativi, praticamente non intervenimmo più sull'ambiente e quindi non facemmo assolutamente niente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei un attimo fa ha spiegato il perché quel certo sistema, a quel certo sistema, a quella certa apparecchiatura vada riconosciuta una portata, una efficacia - in termini almeno di selettività, se non mi sbaglio lei ha detto - inferiore, diversa ed inferiore rispetto a quella dell'EGIS.
Ecco, in modo comunque da farcelo capire, è in grado di entrare un pochino più nel dettaglio di questa sua affermazione?
TESTE Massari: Sì, nel senso che questo strumento è basato su un rivelatore diciamo abbastanza generico, nel senso che è un rivelatore in grado, detto a cattura di elettroni, che è in grado praticamente di operare su tantissime specie chimiche. Quindi non è specifico soltanto per composti che contengono nitrogruppi.
E' chiaro che in un ambiente altamente inquinato, quando io faccio un'aspirazione, in quanto anche con questo strumento c'era una sonda portatile che serviva per fare l'aspirazione, dopodiché questa sonda, che assorbiva gli eventuali vapori... e quindi parliamo soltanto di vapori e non di particolato, questa è la cosa importantissima. In quanto questo strumento operava, assorbendo gli eventuali vapori presenti a temperatura ambiente, dentro un tubicino pieno di una sostanza in grado di assorbire quasi tutti i vapori, sia i nitrocomposti cloroderivati, vari tipi di composti chimici aventi gruppi funzionali diversi.
Questi tubicini, una volta portati nello strumento che aveva la particolarità di essere abbastanza delicato per essere trasportato, pur essendo uno strumento portatile, venivano inseriti all'interno, il materiale veniva disassorbito e gli eventuali vapori presenti nel materiale venivano esaminati.
Quindi la prima differenza rispetto all'EGIS è che questo strumento operava soltanto sui vapori e non sul particolato, operando esclusivamente a temperatura ambiente.
La seconda particolarità è che operando in un ambiente abbastanza inquinato da tante sostanze, parliamo di un giardino all'aria aperta o dove c'erano parecchi residui di varie sostanze, è chiaro che nell'aspirazione ha aspirato tutte queste sostanze. Per cui, nel momento in cui siamo andati a fare l'analisi, pur avendo una sensibilità altamente elevata, ha evidenziato, ha avuto un fondo, un rumore - cosiddetto rumore di fondo - tale da non poter permettere la discriminazione di eventuali picchi diciamo correlabili a dei vapori di esplosivo.
* Per cui praticamente, pur avendo una sensibilità elevata, non avendo la sensibilità soltanto per i nitrogruppi, ci ha dato un segnale che non era indicativo di nessuna specie.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io direi magari, a questo punto Presidente, potremo fare una...
PRESIDENTE: Benissimo, riprendiamo alle ore 15.00.
PRESIDENTE: Ci siamo tutti?
AVVOCATO Florio: Presidente...
PRESIDENTE: Sì.
AVVOCATO Florio: Sono l'avvocato Florio, buonasera.
PRESIDENTE: Dica.
AVVOCATO Florio: Senta, io avrei una esigenza che naturalmente prospetto alla Corte, così, ne è una prospettazione.
Poiché mi immagino, lo sappiamo, tra breve il - speriamo tra breve - il dottor Massari ci parlerà, tra gli altri episodi, anche dell'accertamento del 17 aprile '96. Cioè quello sulla Motoape del mio assistito, Lo Nigro.
Visto l'articolo 146 delle disposizioni attuative e compatibilmente, è ovvio, diciamo così, interpellando il personale della scorta, chiederei se Lo Nigro potesse sedere accanto a me.
PRESIDENTE: Sentiamo cosa...
AVVOCATO Florio: Se naturalmente la scorta ci dice che le esigenze di cautela sono comunque ravvisabili.
PRESIDENTE: Intanto sentiamo che cosa dice il Pubblico Ministero su questa richiesta.
PUBBLICO MINISTERO: Mah... che l'imputato Lo Nigro abbia il piacere di stare seduto accanto al suo difensori, io lo capisco perfettamente. Però si tratterà magari di combinare un po' le varie esigenze che ci sono.
E allora, siccome mi pare che nei confronti di Lo Nigro ci siano delle misure...
PRESIDENTE: Particolari.
PUBBLICO MINISTERO: ... per quanto riguardano lo stato di custodia particolarmente, non particolarmente penetranti, io riterrei che sia più opportuno che la richiesta non sia accolta.
PRESIDENTE: Possiamo conoscere esattamente quali sono, qual è lo stato in cui si trova? E' un 41-bis, è una misura di assoluta...
Il Pubblico Ministero, mi può rispondere?
AVVOCATO Florio: Il Pubblico Ministero, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per quanto ne so - ma non lo posso attestare io ovviamente - dovrebbe essere in regime di 41-bis.
PRESIDENTE: 41-bis. C'è il capo della scorta? Per cortesia, vuole avvicinarsi?
Buongiorno, capitano, lei vuole sedersi un momentino solo per avere una informazione.
Per cortesia, ci dice il suo nome, cognome, la sua qualifica...
CAPOSCORTA Masich: Capitano Mauro Masich, comandante Compagnia Firenze Oltrarno.
PRESIDENTE: Vorrei sapere se l'imputato Cosimo Lo Nigro è sottoposto a un qualche regime particolare.
CAPOSCORTA Masich: In regime di 41-bis.
PRESIDENTE: Avvocato, automaticamente, lei capisce che la sua richiesta non può essere accolta.
Mi dispiace, io avevo tutta la disponibilità, non era una cosa che mi creasse grossi problemi, ma dato questo particolare regime, non possiamo assolutamente consentire.
Grazie, capitano, mi scusi.
CAPOSCORTA Masich: Prego.
AVVOCATO Florio: La ringrazio lo stesso.
PRESIDENTE: Lei tuttavia, se crede, può rigirarsi lei al suo rappresentanto, per le eventuali richieste che dovesse fargli.
Vogliamo fare entrare allora il dottor Massari?
Si accomodi, dottore.
Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie. Ecco, dottor Massari, lei ha indicato, enumerandolo in ordine di data, anche un incarico conferitole il 22 di marzo del '95. E ha spiegato che si è trattato di un incarico con estensione dell'accertamento in date successive.
Ecco, andiamo direttamente ad illustrare il contenuto dell'incarico. Dopodiché le porrò le altre domande per andare abbastanza sbrigativamente verso le conclusioni di questo e poi dei successivi.
*TESTE Massari: Allora, i quesiti che riguardavano l'incarico del 22 marzo, riguardavano allora, riguardavano un autocarro bisarca targato CE 688137, intestato a Fionda Mario e che era affidato in custodia giudiziale alla ditta Teseo Alberto con sede in Pignataro Interanna; una autovettura Volvo 244 GLE targato ROMA X89538 in disponibilità di Di Natale Emanuele; un immobile di proprietà di Alè Giuseppe, posto in località Pastinacci di Capena, già nella disponibilità di Scarano Antonio.
Inoltre, del materiale repertato in data 27 febbraio '95 nell'appartamento in Roma via Dire Daua 2 piano II interno 8 di proprietà di Ruiz Maria Giovanna.
E ancora: dei divani sequestrati sempre nella villetta di Alè Giuseppe, località Pastinacci, nella disponibilità di Scarano in custodia giudiziaria, in quel momento affidati allo stesso Alè Giuseppe.
Di questi reperti dovevo fare la descrizione e verificare se c'erano tracce di esplosivi. Ed eventualmente stabilire le varie correlazioni con gli incarichi già precedentemente espletati.
Successivamente ci sono state, di questo incarico, delle estensioni. In particolare in data 26 aprile '95 su due reperti sequestrati sempre in via Dire Daua numero 2...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi nell'appartamento della signora Ruiz?
TESTE Massari: Nell'appartamento della signora Ruiz, secondo piano interno 8.
Sempre un ulteriore ampliamento il 29 aprile '95 sugli arredi esistenti presso l'appartamento della cantina di Roma in via Dire Daua numero 2 interno 8. Quindi la cantina di pertinenza dell'appartamento.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Massari: Il 5 maggio, sugli oggetti rinvenuti presso la villetta in località Pastinacci.
L'11 maggio su reperti sequestrati all'interno di un appartamento della proprietà di una proprietà SDC. Sempre in via Dire Daua.
Praticamente i vari incarichi sono stati svolti in maniera differenziata, soprattutto per quanto riguarda l'analisi con l'EGIS. Nel senso che, in alcuni punti, alcuni accertamenti sono stati effettuati direttamente sul luogo; ed altri accertamenti invece sono stati effettuati facendo l'analisi dei reperti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, rifacciamoci dall'autocarro targato Caserta, come abbiamo detto prima. Cioè la bisarca, ecco.
Lei, lo ha letto prima dal testo dell'incarico, si è recato nel luogo dove si trovava questo autocarro.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e ha proceduto con le metodiche che ha già illustrato alla Corte?
TESTE Massari: Ho proceduto con le metodiche già illustrate alla Corte, portando sul luogo lo strumento ed effettuando direttamente le analisi all'interno della cabina della bisarca.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Massari: E, facendo queste analisi all'interno della cabina della bisarca, praticamente abbiamo trovato delle tracce di esplosivi in esito positivo al sedile accanto a quello dell'autista, sul tunnel tra i due sedili, il materasso del lettino, la coperta del materasso e la tendina lato passeggero.
Di questi, dal momento che nell'incarico, l'incarico era stato fatto dalla Procura per la restituzione e il dissequestro della bisarca.
Per cui l'incarico specifico dato a me, era quello di verificare l'eventuale presenza di residuo esplosivo, e verificare se c'era la possibilità di repertare il materiale sul quale tale esplosivo aveva dato esito positivo.
Quindi, a seguito dell'incarico, io ho fatto un repertamento del materiale, una volta accertata la positività di alcune delle sue parti. E praticamente ho preso 9 reperti, in cui il reperto 1, è stato rivestimento esterno sedile lato passeggeri; il reperto 2: rivestimento in nylon del tunnel tra due sedili; i reperti 3 e 4: fodera del lettino inferiore; il reperto 5: rivestimento lettino superiore; il reperto 7: copertina letto inferiore; e il reperto 9: tendina della cabina.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, per intendersi, questi sono tutti reperti, quando un tappetino, quando una coperta, che sono stati fisicamente asportati dalla cabina di questo automezzo e sono stati quindi...
TESTE Massari: Sì, e messi nella disponibilità della Procura.
Sono stati sigillati, sono stati completamente chiusi. E quindi sono nella disponibilità per effettuare in qualsiasi momento delle analisi, sia collegis, sia con dei sistemi che abbiano la sensibilità e una selettività comparabile a quella dell'EGIS.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a proposito di questa bisarca, a me risulta - comunque il punto glielo propongo sempre in forma di domanda - lei, prima di avere questo incarico dalla Procura di Firenze, ne ha avuto qualche altro in relazione a questo mezzo, a questa bisarca?
TESTE Massari: Beh, sì. Praticamente quando ho avuto l'incarico di via Ostiense da parte della Procura di Roma, nella persona del dottor Piro, ho avuto anche l'incarico di verificare se, all'interno della bisarca, ci fosse un qualche, diciamo un cassetto, un qualche cosa idoneo a nascondere, ad occultare del materiale da trasportare. E a verificare se la cabina, nella cabina, ci fossero tracce di esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi siamo all'epoca, alla stessa epoca del primo accertamento fatto in via Ostiense?
TESTE Massari: Sì, siamo sempre all'epoca del settembre '94.
PUBBLICO MINISTERO: Settembre '94.
TESTE Massari: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quindi, già nel settembre '94, alla richiesta della Procura di Roma, lei ha sottoposto ad accertamenti la...
TESTE Massari: La bisarca, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... la bisarca. Ecco...
PRESIDENTE: Mi scusi Pubblico Ministero, abbia pazienza.
Vuole verificare se il microfono le funziona?
PUBBLICO MINISTERO: Il microfono è sicuramente acceso, anche se io stesso mi rendo conto che funziona male, ma non è...
PRESIDENTE: Vuole sentire, per favore, se riceve dal Pubblico Ministero?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Va be', dice di sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' acceso.
PRESIDENTE: E' acceso. Ora si sente.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, in occasione di questo primo...
Ma mi rendo conto che funziona peggio, perché se mi allontano anche di qualche centimetro, non, sento che è sordo. Si deve cambiare?
Dunque, in occasione di questo primo accertamento fatto a richiesta della Procura di Roma, ecco, che tipo di strumentazione aveva adoprato, dottor Massari, e che risultati aveva ottenuto?
TESTE Massari: Allora...
PUBBLICO MINISTERO: A quello che ho capito le era stato chiesto di controllare anche se sulla bisarca ci poteva essere un qualche vano che potesse essere stato utilizzato per trasportare suppongo esplosivi, visto che lei si occupa di esplosivi e non di francobolli.
TESTE Massari: Sì. Sì, un vano che potesse servire per trasportare del materiale in modo occulto. E l'accertamento fu negativo, in quanto non trovammo nessun vano.
Per quanto riguarda invece gli esplosivi, l'accertamento fu positivo. E nei vapori presenti all'interno della cabina, trovammo tracce di esplosivo. In particolare di T-4.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, dottor Massari: utilizzò per caso la stessa attrezzatura che poi portò anche in via Ostiense?
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quella che ha già illustrato alla Corte prima della sospensione?
TESTE Massari: Sì, sì. Utilizzai la stessa attrezzatura, cioè lo Scintrex EVD 8000 che avevamo, come ho già spiegato allora, in prova.
E mentre in via Ostiense ottenemmo dei risultati completamente negativi, all'interno della bisarca ottenemmo dei risultati positivi per la presenza del T-4.
Su, però in questo caso, parliamo sempre sui vapori presenti all'interno della cabina della bisarca.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, solo all'interno della cabina trovò una risposta positiva per esplosivi.
TESTE Massari: Sì, solo all'interno della cabina, delocalizzata ripeto, delocalizzata all'interno della cabina, in quanto stavamo utilizzando un rivelatore che esaminava soltanto i vapori. Quindi non il particellato.
PUBBLICO MINISTERO: Per delocalizzato, lei intende, non in un posto specifico.
TESTE Massari: No, in un posto specifico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, qual è la ragione per la quale se, facendo quel certo accertamento a settembre, con quella certa apparecchiatura, aveva ottenuto una risposta di quel tipo che non è sovrapponibile a quella che lei invece ha ottenuto poi con l'impiego dell'EGIS a seguito dell'incarico datole dalla procura di Firenze.
TESTE Massari: Beh, diciamo che la risposta è in parte sovrapponibile, perché anche nel caso dell'EGIS abbiamo trovato dei vapori, dei residui di ET-4.
Il discorso di fondo è sempre lo stesso: che nel caso dell'EGIS, noi operiamo sia sui vapori, sia sul particellato. E quindi, nel caso dell'EGIS, possiamo andare ad individuare esattamente i punti da cui si generano questi vapori. In quanto il particellato viene in parte superficialmente evaporizzato per dare origine a quei vapori che poi vengono analizzati nello strumento.
PUBBLICO MINISTERO: Molto bene.
TESTE Massari: Nel caso dell'EVD 8000 noi lavoriamo a temperatura ambiente, vediamo soltanto quei vapori che in quel momento sono in equilibrio con l'ambiente all'interno della cabina.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ecco, occupiamoci ora invece di quanto le è risultato dagli accertamenti effettuati sull'appartamento di via Dire Daua, chiamiamolo appartamento Ruiz, e l'accessorio. Cioè a dire la cantina.
TESTE Massari: Sì. Allora, l'appartamento in via Dire Daua, diciamo che gli accertamenti sull'appartamento hanno avuto uno svolgimento un po'...
PUBBLICO MINISTERO: Particolare.
TESTE Massari: Articolato, sì. Perché noi, le prime analisi, le abbiamo fatte su dei tamponi effettuati in un sopralluogo fatto da personale il 22 febbraio 1995.
Da questo primo, da queste prime analisi, abbiamo ottenuto dei residui di esplosivi organici ad alto potenziale in quella che inizialmente era stata la camera da letto; sulla parte sia superiore che inferiore di un tappeto che si trovava nel soggiorno; su alcune zone sempre del divano presenti nel soggiorno.
E, inoltre, su due materassi trovati in cantina, privi di custodia esterna. E in una quantità abbastanza elevata, quindi non a livello di overload, ma in quantità superiore a quelle che sono le normali tracce trovate con questo strumento, su un foglio di plastica che era stato repertato sul pavimento tra il frigorifero e la porta della cucina dell'appartamento.
PUBBLICO MINISTERO: Per quali specie di esplosivi, dottor Massari?
TESTE Massari: Dunque, le specie esplosive... Questo è l'allegato 18...
Allora, come si può vedere dalla tabella, le specie esplosive, in questo caso, sono state, allora, sono state: il GDN nitroglicerina nella camera da letto sul tampone fatto anche su due sedie, su due poltroncine presenti nella camera da letto: EGDN nitroglicerina sul tappeto, sia lato inferiore che superiore; EGD nitroglicerina e tracce di pentrite sul divano del materasso, sul materasso del divano presente nel saloncino, nel soggiorno; EGDN nitroglicerina e pentrite sopra i cuscini del divano; EGDN nitroglicerina e pentrite sul divano, sempre sui cuscini; EGDN nitroglicerina e pentrite sullo schienale.
Poi, sul telo di polietilene, quello trovato tra il frigorifero e la porta della cucina, abbiamo trovato tracce di EGDN nitroglicerina, di NT T-4, e quantità abbondanti di tritolo.
Nella cantina, sul materasso A, abbiamo trovato EGDN nitroglicerina TNT pentrite ET-4; e sul materasso B EGDN pentrite e TNT.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma successivamente ha fatto...
TESTE Massari: Successivamente, praticamente il 26 aprile, sono state fatte delle ulteriori analisi su alcuni, su dei materiali che si trovavano sempre nel punto tra il frigorifero e la porta della cucina.
In particolare c'erano delle scope, degli stracci. E, in questo materiale, praticamente abbiamo trovato gli stessi esplosivi che avevamo trovato, che avevamo individuato in precedenza sul telo di plastica.
In particolare di due scope, una con l'asta verde, abbiamo trovato EGDN nitroglicerina; su una busta contenente scopa e detriti vari, era praticamente una busta dove venivano gettati dei rifiuti, abbiamo trovato EGDN nitroglicerina, DNT e tritolo.
Su uno straccio: EGDN e nitroglicerina ET-4; su un altro: EGDN ET-4. E infine, sull'ultimo straccio, del T-4.
Naturalmente, nella tabella che è quella a pagina 67 della nota, ci sono poi l'elenco di tutti gli altri materiali che, pur essendo stati esaminati, hanno dato esito negativo.
PUBBLICO MINISTERO: Dove si legge Clear.
TESTE Massari: Dove si legge Clear, è perché praticamente lo strumento non ha dato risposta.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Massari: Poi, sempre continuando in via Dire Daua, il giorno 28 aprile '95 siamo intervenuti direttamente in via Dire Daua con lo strumento, lasciando naturalmente lo strumento in cortile. E facendo i vari prelievi, le varie aspirazioni con la sonda, nell'appartamento e nella cantina.
E quindi facendo l'esame direttamente sul luogo.
In questo caso abbiamo trovato, per quanto riguarda la cantina, abbiamo trovato delle tracce di EGDN e T-4 su un mobile presente nella cantina.
Per quanto riguarda l'appartamento, abbiamo trovate tracce di tritolo sul muro, sia nella parte bassa. All'ingresso di questo appartamento c'era un divano a muro.
Forse... Ecco, faccio vedere un attimo le fotografie dell'appartamento in via Dire Daua 2, dove abbiamo operato.
Praticamente, questa prima fotografia che è la foto numero 18, mostra il tappeto ed il divano dove abbiamo trovato residui di esplosivi sia sui cuscini, sia sullo schienale, sia all'interno del materasso contenuto nel divano.
Poi, nella foto numero 19, c'è una lista d'insieme della cucina, dove già si nota, nell'angolo qui a sinistra, le scope poggiate, più gli stracci.
E, ecco, questi sono stati evidenziati nel particolare della foto numero 20, dove si vede anche la busta, o la parte di materiale plastico trasparente, all'interno del quale sono state trovate le varie tracce di esplosivo.
Questo della foto numero 21 è l'armadio che si trova all'ingresso dell'appartamento, all'interno del quale, nella parte bassa, sono state trovate tracce di esplosivo.
Questo è l'armadio aperto con dentro le varie parti che abbiamo trovato in quel momento.
Nella foto numero 23 invece troviamo i mobili che erano accatastati dentro la cantina.
E, nella foto 24, stessa cosa: i mobili nella cantina.
Nella foto numero 25 troviamo quella che doveva essere stata la camera da letto, dove abbiamo trovato tracce abbastanza consistenti di pentrite. Sia al di sopra del battiscopa di legno che corre lungo tutta la stanza, sia all'interno di alcuni cassetti del mobile che si vede in questa fotografia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora, per quanto riguarda il foglio di politene trasparente, per quanto riguarda gli stracci, le scope e quant'altro, è stato tutto repertato perché si tratta di materiali per altro sottoposti a sequestro.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi glielo domando giusto per completezza: si è provveduto alla loro assicurazione in vista di ogni eventuale necessità, secondo le tecniche che ha già illustrato?
TESTE Massari: Sì, sì, i vari oggetti sono stati repertati, catalogati, sigillati e messi a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Massari, ma per quanto riguarda l'appartamento inteso come ambiente nella sua fisicità, ecco, com'è che si è provveduto?
Lei, nella risposta, se è in grado di fornirla, faccia anche riferimento anche alle disposizioni che ha ricevuto, come si è provveduto per assicurare appunto la conservazione in vista di ogni necessità del processo e dei materiali, tracce o no, che fossero presenti, che so, in cucina piuttosto che nella camera, nel saloncino...
Penso che lei sappia che questo appartamento è stato riconsegnato alla proprietaria.
TESTE Massari: Praticamente, com'è descritto anche all'interno della relazione, abbiamo fatto dei tamponi su tutte le parti in cui erano risultate tracce di esplosivo.
Quindi parlo dell'armadio a muro, dello zoccolo della camera da letto, del salotto, sotto il divano, il pavimento, nella cucina, nella cantina, su tutti i mobili, praticamente sono stati fatti dei reperti, sono state fatte delle asportazioni di eventuale materiale presente.
E i vari tamponi sono stati sigillati, repertati e messi a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, i tamponi sono stati realizzati sul posto?
TESTE Massari: Sì, sono stati realizzati sul posto lo stesso giorno che avevamo fatto l'accertamento.
Praticamente, man mano che facevamo l'accertamento e che avevamo dei dati a carattere positivo, nei punti in cui effettuavamo l'accertamento, facevamo anche i tamponi che poi venivano, sono stati sigillati e chiusi separatamente.
PUBBLICO MINISTERO: Lei non ha più avuto bisogno di manomettere, per così dire, le confezioni dei tamponi, o viceversa ha dovuto, per qualche ragione, aprire questi reperti contenenti quanto il tampone, quanto anche lo straccio o che altro sia?
TESTE Massari: No, no, io non ho più aperto niente. Sono stati sigillati in quel giorno e sono stati consegnati.
E praticamente, ecco, da...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottore...
TESTE Massari: ... quello che si vede, l'unico ambiente che praticamente è risultato... Diciamo che abbiamo trovato gli esplosivi un po' in tutto l'appartamento.
L'unico ambiente che era esente da esplosivi, è risultato soltanto il bagno.
Perché per quanto riguarda gli altri ambienti, in vari punti abbastanza diciamo riconoscibili, abbiamo sempre trovato dei residui di esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Massari, mi rifaccio a quelle precisazioni che forniva sull'esito degli accertamenti nella cantina.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il fatto che gli accertamenti abbiano dato risposta positiva, vuole dire che in quella cantina è stato custodito esplosivo?
TESTE Massari: Ma no, qui bisogna fare una premessa: che quando parliamo di questi residui di esplosivo, noi possiamo dire che possiamo avere due tipi di tracce. Delle tracce provenienti da una contaminazione diretta e delle tracce provenienti da una contaminazione indiretta.
Per fare un esempio: se io trovo dell'esplosivo all'interno di un portabagagli di una autovettura, posso pensare che, all'interno di quel portabagagli, abbia viaggiato un pacco, un qualche cosa contenente esplosivo.
Se io trovo dell'esplosivo su un tappetino di una automobile, posso pensare, sia che l'esplosivo derivi da un pacco poggiato lì per terra, sia che l'esplosivo sia stato, diciamo derivi dalle suole delle scarpe di una persona che abbia lavorato con degli esplosivi e che quindi sia stato contaminato dagli esplosivi.
Quindi il fatto di trovare l'esplosivo in dei punti dove sicuramente non c'era la possibilità che non ci siano andati dei pacchi di esplosivo, è semplicemente perché c'è una contaminazione indiretta come quella che posso trovar sullo schienale di una autovettura, o sul volante dell'autovettura.
E' chiaro che quello è stato contaminato da una persona che, avendo toccato l'esplosivo, lo ha poi trasferito sul volante o sullo schienale del sedile.
PUBBLICO MINISTERO: Perché si abbia, questa contaminazione indiretta, come la chiama lei, occorre che intercorrano tempi brevi tra la contaminazione primaria e la contaminazione secondaria o indiretta, oppure si può avere una contaminazione trasferita anche a distanza di tempo?
TESTE Massari: Beh, no. Si può avere... Se uno ha utilizzato gli stessi vestiti che sono rimasti contaminati, o le stesse scarpe, diciamo nel maneggiare o nel preparare dell'esplosivo, è chiaro che gli stessi vestiti possono restituire le particelle che hanno acquisito anche nel tempo.
Quindi, per contatto, per strofinio, ci può essere questo trasferimento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, tanto per dare una indicazione ancora più concreta sotto questo profilo, nell'ipotesi che una qualche specie esplosiva di quelle di cui ci siamo occupati, ad esempio il tritolo, venga a contatto con un vestito, oppure venga a contatto con lo schienale in pelle o in stoffa di un seggiolino di una macchina, ecco, la permanenza di queste particelle di tritolo o sul vestito... Ecco, secondo la letteratura, secondo le conoscenze scientifiche, secondo anche la sua esperienza personale, la permanenza nel tempo si può quantificare nell'ordine dei giorni, delle settimane, dei mesi, degli anni?
TESTE Massari: Eh, praticamente non è proprio quantificabile. In quanto questo è materiale che di per sé non si distrugge.
Cioè, non è che... Ci sono dei materiali, per esempio, deliquescenti che con l'umidità dell'aria tendono a degradare.
Questo è un materiale che nel tempo non si distrugge. Per di più si è in un luogo riparato. E quindi come può essere all'interno di una automobile, o all'interno di un appartamento. Se non c'è un lavoro di pulizia e quindi di asportazione meccanica o con dei solventi, praticamente questo materiale può restare, resistere per anni.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dopo le indagini fatte nell'appartamento della signora Ruiz, lei ha fatto delle indagini - ci stava dicendo - anche su una automobile Volvo.
TESTE Massari: Sì, su una Volvo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole illustrare sinteticamente...
Facciamo così, dottor Massari, d'ora in poi: se non ci sono variazioni nella metodologia di accertamento, o circostanze particolari da segnalare, ecco, mano mano che si cita il singolo reperto, mezzo, o che altro sia, lei passi senz'altro ad indicare i risultati definitivi dell'accertamento.
TESTE Massari: Sì. Nel caso della Volvo abbiamo trovato residui, tracce di esplosivo. E in particolare tracce di tritolo, in quantità abbastanza elevata.
Tant'è vero che lo abbiamo proprio evidenziato come dicendo nella relazione che il tritolo, le quantità individuate per il tritolo sono risultate superiori alla soglia strumentale.
Quindi, praticamente, lo strumento è andato in overload e ha generato allarme.
E, in questo caso, all'interno della Volvo, le tracce sono state trovate sia nella parte anteriore della macchina, sia nella parte posteriore. Però è risultato negativo il bagagliaio.
Quindi, praticamente, è risultato inquinato tutta la macchina, ad eccezione del bagagliaio.
PUBBLICO MINISTERO: Parlava di tritolo, o c'era qualche altra...
TESTE Massari: C'era, in particolare, tritolo; ma i due esplosivi individuati sono pentrite e tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Poi si parlava di un altro appartamento: il largo Giulio Capitolino.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come...
TESTE Massari: Qui abbiamo avuto soltanto dei reperti che erano stati, del materiale repertato in data 22 febbraio '95.
E, in questo caso, abbiamo individuato tracce di alcuni esplosivi fatti su un tampone fatto su due sedie del salottino abbiamo individuato EGDN nitroglicerina, dinitrotoluene e tritolo.
Poi c'era della polvere sul pavimento del letto matrimoniale, dove abbiamo trovato EGDN e tritolo.
Inoltre della polvere, sempre sotto il letto matrimoniale. Quindi però in una bustina separata, dove abbiamo trovato EGDN, nitroglicerina, DNT, tritolo e pentrite.
Anche se la pentrite soltanto in tracce.
PUBBLICO MINISTERO: In questo caso lei non ha portato la sua apparecchiatura in largo Capitolino.
TESTE Massari: No. In questo caso ho avuto i reperti in laboratorio. Quindi ho fatto una analisi aspirando sui vari reperti. E una volta che ho visto, ho ottenuto un segnale positivo, ho riconfezionato i reperti, li ho sigillati e li ho messi a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si parlava ancora, sempre nel contesto di questa complessa attività di accertamento che nasce dall'incarico del 22 marzo '95 - ridiciamolo per chiarezza dei punti di riferimento al nostro discorso - di un appartamento, o per meglio dire, di una villetta in località Pastinacci di Capena.
TESTE Massari: Sì, anche questo della villetta, diciamo che è stato un po' articolato come accertamento, in quanto abbiamo fatto un primo accertamento su dei tamponi e reperti effettuati dalla DIA in data 9 febbraio '95. E poi, direttamente sul posto, in data 4 maggio '95.
Per quanto riguarda ecco la villetta di Capena, prima di parlare dei vari punti dove abbiamo trovato diciamo gli esplosivi, ecco...
Questo, praticamente, è uno schema della villetta...
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Massari, abbia pazienza. Dottor Massari, abbia pazienza.
TESTE Massari: Mi dica.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome in prima battuta lei ha analizzato - adopriamo questo termine - il materiale che veniva dal sequestro della DIA del 9 febbraio del '95. E solo in un secondo momento mi ha detto è andato in luogo con la sua attrezzatura.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, aggiorniamo la Corte sui risultati della prima fase di accertamento.
TESTE Massari: Allora, per quanto riguarda l'analisi dei reperti diciamo, degli oggetti repertati e sequestrati dalla DIA, noi abbiamo trovato un segnale positivo su tre cuscini che ci sono stati consegnati: positivo per EGDN, nitroglicerina, DNT e tritolo.
Poi, analisi ancora positiva per un lenzuolo, un coprimaterasso e due cuscini di un altro letto, dove abbiamo trovato positivo per EGDN, nitroglicerina, DNT e tritolo, con un segnale abbastanza intenso per quanto riguarda il tritolo.
Inoltre, su dei piatti e dei barattoli, abbiamo trovato segnale positivo per EGDN, nitroglicerina e un segnale molto intenso per il tritolo.
Inoltre abbiamo trovato un segnale positivo per quanto riguardava dei guanti: per EGDN, nitroglicerina, DNT e tritolo.
Poi, un copertone e un blocco notes, sempre per EGDN, NG e tritolo.
Praticamente questi componenti li abbiamo trovati in quasi, in tutti i reperti che ci hanno mandati, ad eccezione di una calcolatrice dove - sulla cui tastiera - non abbiamo trovato assolutamente niente.
Successivamente, ecco, come dicevo, abbiamo fatto una analisi direttamente sul posto portando lo strumento sul posto. E, in questo caso, abbiamo trovato...
PUBBLICO MINISTERO: In che data, dottore? In che data?
TESTE Massari: Il 4 maggio 1995. E, in questo caso, abbiamo praticamente individuato tracce di esplosivi sia sulle parti componenti dei divani letto, sia sui guanti, su un blocco notes.
Praticamente abbiamo riconfermato quanto già era stato fatto in precedenza ritrovando praticamente questi esplosivi in modo delocalizzato in quasi tutte le zone della villetta, compresi in alcuni punti, tipo... Se io, ecco, faccio vedere direttamente la suddivisione.
Allora, partendo dalla prima stanza che abbiamo esaminato, c'era un divano dove abbiamo trovato tracce di nitroglicerina e di tritolo.
Poi, un lenzuolo su un divano a tre posti, dove abbiamo trovato tracce di nitroglicerina e T-4.
Il materasso del divano, dove abbiamo trovato tracce di EGDN, nitroglicerina e tritolo.
Un armadio, nella cui parte superiore abbiamo trovate tracce di nitroglicerina.
Poi abbiamo trovato tracce sul pavimento di una seconda stanza e tracce sullo zoccolo e sui radiatori, il radiatore del riscaldamento e sugli interruttori.
Sulla terza stanza abbiamo trovato sempre tracce di nitroglicerina, DNT e tritolo.
Sul divano a fiori...
PUBBLICO MINISTERO: E anche pentrite, mi pare.
TESTE Massari: No, la pentrite l'abbiamo trovata poi...
PUBBLICO MINISTERO: Sul divano a fiori della terza stanza.
TESTE Massari: ... nel piano interrato...
PUBBLICO MINISTERO: No...
TESTE Massari: No, scusi, eh. Perché... Sì, la pentrite l'abbiamo trovata sempre sul divano a fiori che è la terza stanza.
PUBBLICO MINISTERO: Io almeno vedo un più.
TESTE Massari: Sì, esatto. E, anzi, l'abbiamo trovata in quantità, sia qui, sia nell'accertamento precedente, in quantità abbastanza elevata.
Praticamente qui si è verificato quasi lo stesso episodio che si era verificato nella stanza dell'appartamento di via Dire Daua, dove abbiamo trovato della pentrite in tracce abbastanza elevate lungo lo zoccoletto che era intorno alla stanza.
Abbiamo trovate poi tracce nel bagno, soprattutto per quanto riguarda la tenda della doccia.
E, nel piano interrato, ne abbiamo trovate un po'... su tante parti. Per esempio nell'angolo del camino, sul camino c'erano dei barattoli in cui abbiamo trovato tracce di EGDN, tritolo e T-4.
C'era uno zainetto verde, dove abbiamo trovato quantità abbastanza, un segnale abbastanza intenso di nitroglicerina, DNT e tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Mi sono distratto un attimo, dottor Massari. Stava parlando di uno zainetto?
TESTE Massari: Sì, di uno zainetto di colore verde che abbiamo repertato nel seminterrato. E, all'interno del quale, abbiamo trovato delle tracce di nitroglicerina, DNT e tritolo.
Poi, su una scopa, abbiamo trovato...
PUBBLICO MINISTERO: Tutto dentro lo zainetto.
TESTE Massari: Nello zainetto, sì.
Poi, una scopa che era sopra a un lavello sempre nel piano seminterrato, dove abbiamo trovato tracce di nitroglicerina, DNT e tritolo.
Su uno straccio, dove c'erano tracce di DNT e tritolo. E su altri oggetti, per arrivare al fatto che abbiamo trovato anche tracce all'esterno della casa, all'esterno della villetta, nelle vicinanze del forno e del pozzo, delle tracce di nitroglicerina e di dinitrotoluene e tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, devo fare, chiedere una cortesia: per ragioni che lei non è tenuto a conoscere, avrei bisogno un attimino che lei illustrasse, magari aiutandosi con le fotografie, queste indicazioni che forniva circa questi primi reperti di questa elencazione, l'ultima.
Cioè a dire: il divano a tre posti, il materasso divani...
TESTE Massari: Allora, il divano a tre posti è questo della foto numero 30.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo di questo bel color fucsia.
TESTE Massari: Sì, di questo colore fucsia.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
TESTE Massari: Dove abbiamo trovato, come ho detto, tracce di esplosivi un po' in tutti i punti del divano e anche sotto il divano, sotto i cuscini.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Massari: Poi, questo è il camino che stava nella parte, nel seminterrato, dove abbiamo trovato comunque tracce di esplosivo in alcuni barattoli che erano nelle vicinanze del camino.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Massari: Questo è un cesto, all'interno del quale abbiamo trovato ancora tracce di esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Massari: Questo è lo zainetto, dove ecco, si vede meglio nella foto numero 34, lo zainetto vede, nel cui interno abbiamo trovato tracce di esplosivo.
Ed infine, se vediamo un attimo lo schema che è quello che stavo mostrando all'inizio...
Ecco, questa è la parte retrostante la casa, dove c'era un piccolo giardinetto dove c'è un pozzo. C'è un forno e abbiamo trovato tracce di esplosivo soprattutto in corrispondenza qui nei punti intorno al forno.
PUBBLICO MINISTERO: Al forno. Senta, questo accertamento positivo all'esterno per l'appunto nelle vicinanze di questo forno, o camino che sia. Penso che sia più un camino che un forno, ma insomma è la stessa.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in qualche modo voi siete riusciti sul momento a collegarlo a qualche altro reperto sempre dico messo, preso in considerazione nell'occasione?
TESTE Massari: No, nell'occasione non siamo riusciti a dare una spiegazione del perché all'esterno ci potessero essere delle tracce di esplosivi.
Abbiamo fatto anzi, la prova l'abbiamo ripetuta parecchie volte, proprio perché era un fatto abbastanza strano, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, dottor Massari, ma oltre che rilevare positivamente questa contaminazione da esplosivo esternamente, avete operato, che ne so, effettuando escavazioni, spostando materiale...
TESTE Massari: Non in quella occasione.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, in quella occasione non avete compiuto nessuna operazione...
TESTE Massari: No, no, nessuna operazione di scavo, di...
PUBBLICO MINISTERO: Di modifica, voglio dire, dello stato dei luoghi.
TESTE Massari: ... modifica di ambiente. Assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Lei può anticipare che se in quel luogo ci è tornato, a distanza di quanto tempo...
TESTE Massari: Sì, diciamo che la spiegazione...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, mi scusi dottor Massari.
Qui siamo a maggio del '95.
TESTE Massari: Sì, il 4 maggio.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ci è tornato...
TESTE Massari: Io sono tornato a seguito dell'ulteriore incarico avuto il 20 settembre del '95, in quanto su indicazione del magistrato mi fu indicato di fare una ricerca di materiale nel giardino, nel punto vicino al pozzo.
E, in quel caso, facemmo degli scavi all'interno del giardino. Quindi scavammo parecchio, circa, facemmo una buca di oltre un metro di profondità. E trovammo, all'interno della terra, man mano che scavavamo, trovammo dei frammenti di corda e dei frammenti di scotch, di nastro adesivo che, esaminati all'EGIS, in quanto anche in quella occasione avevamo lo strumento sul posto, indicar una presenza di esplosivo. In particolare sulla corda c'era un'alta concentrazione di tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo tanto è un punto sul quale si dovrà trascorrere magari con il dottor Vadalà.
Proseguiamo con gli incarichi che gli sono stati conferiti in via esclusiva, per così dire, ecco.
TESTE Massari: Il successivo...
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha indicato l'incarico ricevuto il 17 luglio del '95 che aveva a che fare con una FIAT Uno.
TESTE Massari: Sì, nell'incarico del 17 luglio, io ho avuto l'incarico... Allora, ecco qui: 17 luglio.
Allora, premesso che:
"Con decreto 20 giugno '95 eseguito in Palermo in data 23/06/95, è stato eseguito il sequestro dell'auto FIAT Uno recante targa ROMA 555204V, relativa all'auto poi già demolita, già intestata a Fiori Patrizia, rinvenuta nella disponibilità di Zota Giuseppe di Palermo.
Proceda il consulente all'esame del veicolo sovramenzionato, nonché all'applicazione con la strumentazione ritenuta adeguata delle metodiche di ricerca repertazione e ad analisi confacente allo scopo.
Stabilisca, quindi, il consulente richiesto, se nel veicolo anzidetto siano presenti tracce e specie esplodenti. E determini altresì i numeri e gli altri dati identificativi all'origine del veicolo sequestrato a Zota Pasquale".
Praticamente in questa, all'interno della FIAT Uno, furono trovate tracce abbastanza intense di dinitrotoluene, pentrite e T-4; sia all'interno del portabagagli, sia in particolare su una fettuccia di tela del tipo impiegato per aprire e chiudere le tapparelle delle finestre; e avendo anche dei casi d'allarme per quanto concerne la pentrite. Se...
PUBBLICO MINISTERO: A livello di? A livello di quale parte del veicolo?
TESTE Massari: A livello... Aspetti, che...
PUBBLICO MINISTERO: Questo allarme pentrite, allarme PETR.
TESTE Massari: Ora vediamo, eccolo qui.
Allora, nel cofano posteriore abbiamo avuto proprio un allarme da pentrite che viene anche indicato nella tabella.
Dopodiché abbiamo trovato, nel posto guida, EGDN e DNT e pentrite. Nel posto, nel sedile sotto le foderine, tracce di pentrite. E poi, in uno straccio bianco nel cofano posteriore, tracce di T-4. In un cartone che era nel cofano posteriore, tracce di pentrite.
Poi c'erano degli scopettini che erano stati utilizzati per pulire la macchina. E abbiamo trovato tracce di nitroglicerina.
Poi, nella fettuccia, come ho già detto abbiamo trovato pentrite e T-4.
Nel cofano, ancora, dinitrotoluene e pentrite.
E sulle tendine e sul sedile posteriore, tracce di pentrite e di dinitrotoluene.
Praticamente quasi tutta la macchina risultava contaminata da questi esplosivi. E non solo la macchina, ma anche il cofano. E in particolare, il cofano per la pentrite e i vari oggetti contenuti all'interno del cofano.
Quindi, per quanto riguarda il primo incarico, naturalmente la macchina è stata poi risigillata nelle stesse condizioni in cui è stata all'inizio. E cioè con i sigilli che sono stati rotti da noi nel momento in cui abbiamo effettuato l'analisi, abbiamo chiuso e sigillato anche le varie parti esaminate e riportate, ecco, nella foto numero 5, dove c'è il cartone e nella foto numero 6...
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego, dottore. La seguo.
TESTE Massari: E della foto numero 6, dove ci sono le varie parti trovate all'interno del cofano utilizzate per la pulizia della macchina.
Ecco ancora i vari particolari nella foto 7 e nella foto 8.
Tutti questi materiali sono stati naturalmente sigillati, rimessi all'interno del cofano della macchina. La macchina è stata risigillata, chiusa e lasciata alla disponibilità.
Questo, naturalmente, dopo aver ricercato per la seconda parte dell'incarico ed identificato. Ricercato intanto i dati identificativi dell'autovettura e trovato il numero di telaio dell'autovettura, vero - perché era stato contraffatto - e tutti i dati identificativi che sono stati poi comunicati all'Autorità Giudiziaria.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, anche se è quasi superfluo, mi legge per cortesia il numero di telaio che lei identificò nell'occasione?
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Così lo lasciamo nella registrazione.
TESTE Massari: Allora, il numero di telaio che io ho identificato, allora il numero contraffatto era: ZFA 146000. E questo, praticamente, questa prima parte rappresenta l'identificazione della marca, del Paese e del tipo di macchina.
Quindi: Italia, FIAT Uno, come tipo di macchina. E poi il numero del telaio era: 02057427.
Il numero originale invece era, fermo restando la prima parte che, ripeto, riguarda soltanto i dati identificativi del Paese, della fabbrica e del tipo di macchina, il numero era: 07391682.
Ed inoltre, da un'altra targhetta che si trovava sull'autovettura, abbiamo potuto risalire che mentre questa autovettura aveva un colore intorno al grigio topo, come viene normalmente definito, il colore invece della macchina da cui derivava il telaio e la targhetta, doveva essere un colore bianco, perché asportando la vernice messa sopra, è venuto fuori il bianco della vernice originaria.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, passiamo all'incarico successivo che lei ha ricevuto il 20 settembre del '95. Di che si trattava?
TESTE Massari: Il 20 settembre del '95 praticamente dovevo esaminare un fuoristrada Mitsubishi modello Pajero targato Rieti 154444 intestato a Scarano Massimo.
Ed inoltre dovevo effettuare delle analisi nella villetta di Capena, le analisi di cui già ho parlato, in quanto questa è la consulenza che mi è stata data in data 20 settembre '95.
Praticamente, per quanto riguarda la macchina...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, mi scusi dottor Massari.
TESTE Massari: Sì, mi dica.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, la può fare dopo aver sintetizzato il risultato dell'accertamento sull'automobile.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché vorrei che alla Corte rappresentasse specificamente com'era congegnato il quesito che riguardava la villetta di Capena, in questa occasione.
TESTE Massari: Allora, per quanto riguarda la macchina praticamente abbiamo avuto esito positivo e con allarme per quanto riguarda la pentrite. E, in un punto, dell'EGDN, su alcuni oggetti che si trovavano all'interno della macchina.
In particolare un maglione bianco più un telo tenda e un rotolo di nastro adesivo per pacchi, dove abbiamo trovato tracce di nitroglicerina, DNT e TNT.
Sul maglione bianco e sul telo tenda abbiamo trovato: pentrite ed EGDN, ma soprattutto pentrite con segnale di allarme.
Mentre abbiamo trovato tracce nel cofano posteriore di EGDN e nitroglicerina e DNT. E tracce ancora nel cofano posteriore, sia con oggetto, sia vuoto - abbiamo fatto tutte e due le prove - di EGDN.
Mente, negli altri punti della macchina, il risultato è stato completamente negativo.
Quindi praticamente, per quanto riguarda la Mitsubishi, tutti i dati si sono concentrati sul cofano posteriore, sia sul cofano vero e proprio, sia sugli oggetti che abbiamo repertati all'interno del cofano.
Per quanto riguarda la villetta, il quesito era espresso, era stato espresso in questo modo:
"Premesso altresì le attività di individuazione dei luoghi eseguiti dal Pubblico Ministero in Roma il 13/09/95 ed in particolare quello espletato in territorio di Capena nella villetta attualmente nella disponibilità della signora Franco Claudia, nata a Roma il 04/03/1964, attività che hanno portato alla identificazione di un preciso punto del retrostante giardino, oggetto anche di riprese fotografiche realizzate in luogo dal personale DIA che ha coadiuvato il Pubblico Ministero, proceda, stabilisca...".
Dunque, va be', leggo tutto:
"Proceda il consulente all'esame del veicolo e del luogo indicati, effettuando anche congrue repertazioni di materiale terroso che, all'applicazione con la strumentazione ritenuta adeguata, delle metodiche di ricerche di analisi confacenti allo scopo".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il resto, poi è standard come tutte le altre...
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi vorrei che lei illustrasse con sufficiente dettaglio che cosa ha esattamente, come ha esattamente operato in questo preciso punto - così era il quesito che le era stato affidato - in un preciso punto del giardino retrostante la villetta, eccetera, eccetera.
Come ha operato, quali attività di repertazione ha fatto...
TESTE Massari: Praticamente abbiamo portato sul luogo l'EGIS, che naturalmente è stato standardizzato con il solito sistema che ho già illustrato per gli altri casi.
E abbiamo effettuato degli scavi nel punto che ci era stato indicato.
Operando in questo modo, man mano che veniva effettuato lo scavo, effettuavamo delle aspirazioni, quindi delle prove e dei saggi, sul terreno che veniva in qualche modo rimosso dalla buca. Quindi che veniva portato in superficie man mano che veniva fatta la buca. E praticamente tutte le analisi effettuate hanno dato, per quanto riguarda il terreno, esito negativo.
Praticamente tutto il terreno esaminato è risultato privo di tracce di esplosivi.
In mezzo al terreno però abbiamo trovato dei frammenti di nastro adesivo ed un frammento di una corda che hanno dato esito positivo.
In particolare, per quanto riguarda il frammento di corda, è stato positivo per la presenza di tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Dovrebbe essere a pagina 15, lo specchietto, dottore.
TESTE Massari: Sì, aspetti io qui c'ho i vari spettri che ho ottenuti, comunque anche guardando gli spettri praticamente abbiamo avuto sul nastro adesivo la presenza di EGDN, su un primo frammento. Su un secondo la presenza di EGDN e nitroglicerina e invece sulla corda un frammento, un segnale con allarme per quanto riguarda la presenza del tritolo.
E per mostrare quello di cui stiamo parlando, praticamente questo della foto numero 1 è il frammento di corda, mentre nella foto numero 2 abbiamo il frammento di nastro adesivo che è un frammento di nastro adesivo del tipo da pacchi, la stessa cosa nella foto numero 3 e nella foto numero 4. E per quanto riguarda la foto numero 6 abbiamo cercato di evidenziare ancora meglio nella foto numero 7, in cui è presente anche un metro, la buca che abbiamo ottenuto effettuando lo scavo nel punto che ci era stato indicato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottor Massari, visto che questo si può dare quasi come fatto notorio, non è che dovunque si scavi sotto terra e si trovano pezzi di scotch e cordicelle, voglio dire.
TESTE Massari: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nei dintorni di questo punto preciso del giardino, dove lei è andato col personale a effettuare questa operazione di scavo, c'era qualche cosa, qualche materiale, qualche attrezzatura, un qualche manufatto che avesse una qualche compatibilità con questo pezzettino di cordino, ovvero con questi spezzoni di scotch?
TESTE Massari: No. Praticamente non c'era niente che potesse avere attinenza e che potesse giustificare il fatto che trovavamo in mezzo alla terra dei frammenti di nastro adesivo o della corda.
Ripeto, l'unico segnale che avevamo avuto in precedenza, era quello di una presenza anomala di tracce di esplosivi in un punto del giardino. Però per quanto riguarda l'incarico di cui stiamo parlando in questo momento, abbiamo scavato in quel punto semplicemente perché mi è stato indicato che quello era il punto su cui scavare. Però, certamente, io mi aspettavo eventualmente più... scavando più, di trovare qualche cosa di diverso, una contaminazione del terreno e non di trovare dei frammenti all'interno che poi, analizzati, fossero risultati positivi.
Naturalmente questi frammenti sono stati sequestrati, sigillati, repertati e messi a disposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti dottor Massari, lei per quanto riguarda il frammento di corda ha parlato di un allarme tritolo.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per quanto riguarda i frammenti di nastro adesivo, che, se non mi sbaglio, in tutto sono quattro... Sono quattro i frammenti di nastro adesivo.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare che abbia...
TESTE Massari: In quel caso abbiamo trovato un segnale derivante da EGDN e...
PUBBLICO MINISTERO: Su tutti i frammenti?
TESTE Massari: No, su due frammenti.
PUBBLICO MINISTERO: Controlli, perché ho la sensazione sennò che dica un'inesattezza.
TESTE Massari: Sì. Allora, i primi tre frammenti di nastro adesivo hanno mostrato la presenza di una leggerissima traccia di EGDN, mentre il quarto frammento ha dato un segnale di allarme per la presenza di EGDN e nitroglicerina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi sono quattro.
TESTE Massari: Sono quattro, di cui tre soltanto una leggera presenza di EGDN e uno di EGDN e nitroglicerina, però tutti quanti sono risultati comunque inquinati o contenenti dei residui di esplosivi.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Massari, lei ha sotto gli occhi questo prospettino, che lei chiama anche tabula riassuntiva, di pagina 15?
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vorrei che spiegasse quello che ha affermato poco fa, alla luce di quello che risulta al RUN, non so se questa voce sia inglese.
TESTE Massari: Sì il RUN, praticamente questo è una cosa che abbiamo messo in più perché praticamente è lo strumento...
PUBBLICO MINISTERO: Ora non ci perdiamo in queste sottigliezze.
TESTE Massari: Okay.
PUBBLICO MINISTERO: Casomai se la Corte ha bisogno di chiarimenti, glielo chiedo.
Dunque, 5432, 5434.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Terreno e buca terzo strato, terreno e buca quarto strato. La conclusione quale è stata?
TESTE Massari: Qui sono stati degli strati che abbiamo... diciamo che man mano che facevamo le analisi, come ho detto in precedenza, facevamo anche delle analisi del terreno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Massari: Abbiamo trovato delle tracce di EGDN in alcuni strati, però il segnale era così debole che praticamente poi, nella valutazione dei risultati e nella relazione finale questo esame praticamente io non l'ho considerato. Non l'ho considerato proprio perché erano così sottili, che non potevano neanche essere imputabili. Cioè, abbiamo fatto diverse prove e secondo me non era il caso di riportarle, né di fare dei repertamenti perché erano troppo delocalizzate e troppo basso il segnale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io volevo che lei chiarisse questo, che poteva apparire sennò un punto di contraddizione con...
TESTE Massari: No, no, è per questa ragione per cui poi nelle conclusioni io non ho riportato queste tracce, ho riportato soltanto quelle relative ai frammenti di nastro adesivo e al frammento di corda.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Massari, a partire quindi dall'accertamento successivo lei non ha più lavorato da solo.
TESTE Massari: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ha lavorato assieme, prevalente... precipalmente per la parte dell'indagine esplosivistica, ha lavorato assieme al dottor Vadalà.
TESTE Massari: Vadalà, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi il dottor Vadalà illustrerà determinate situazioni, determinati, specifici accertamenti. Ma io ho bisogno che qualche cosa venga anticipato da lei, in considerazione di quello che ora le rappresento.
Dunque, lei ha condotto un accertamento, o per meglio dire una lettura di tipo comparativo tra tutti i dati che si erano delineati mano mano che effettuava questi accertamenti che, come si vede, sono andati avanti per mesi e mesi.
TESTE Massari: Sì, era uno dei punti perquisito dell'incarico del 22 novembre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Massari: In particolare il quesito diceva che:
"Premesso che il Pubblico Ministero con incarichi conferiti dal 31 gennaio '95 e successivamente fino al 20 settembre '95, ha richiesto al dottor Massari del compimento di accertamenti su cose mobili ed immobili oggetto di sequestro, ovvero di ispezione e individuazione nell'ambito delle indagini, accertamenti che lo stesso dottor Massari ha riferito con relazione, l'ultima delle quali in data 02/10/95. Il dottor Massari provvederà a redigere un prospetto riassuntivo e sinottico degli accertamenti riferiti nelle richiamate relazioni".
E in funzione di questo, io ho fatto una, ho preparato una tabella, che è questa che è contenuta comunque nella nota del 22 novembre '95, relativo all'incarico del 22 novembre '95, dove nella parte sinistra ho riportato le date degli incarichi, l'evento analizzato e inoltre gli esplosivi che abbiamo individuato. E ho evidenziato poi, al termine, che praticamente, ad eccezione della FIAT Uno del 10 settembre '95, praticamente in tutti gli incarichi è stato trovato tritolo. Quindi è l'elemento, l'esplosivo che praticamente ha fatto un po' da anello di collegamento tra tutti gli incarichi che ho avuti.
Inoltre la pentrite, la quale, pur non essendo presente in tutti gli incarichi, però ha rappresentato la peculiarità di essere presente in alcuni accertamenti in quantità - tra virgolette, perché ripeto, questa non è un'analisi quantitativa - elevate, tanto da dar segnali di overload, cioè segnali di allarme dello strumento. In particolare, sia nell'appartamento di via Dire Daua, sia all'interno della FIAT Uno, sia all'interno della villetta di Capena.
Poi c'abbiamo il T-4, che praticamente, tranne nelle prime analisi effettuate nel furgone e nell'Audi 80 per quanto riguarda l'incarico del 31 gennaio '95, negli altri caso l'abbiamo trovato ma sempre in quantità minime, quasi sempre a livello di tracce.
E poi c'abbiamo l'EGDN, l'NG e il DNT che li abbiamo trovati un po' delocalizzati, ma soprattutto nella parte che riguarda l'appartamento di via Dire Daua, dove li abbiamo trovati in parecchie parti e nell'ultimo accertamento, quello della Mitsubishi.
Quindi praticamente c'abbiamo il tritolo, che è un po' l'esplosivo...
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare anche a Capena questo...
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'EGDN, l'NG e il DNT.
TESTE Massari: Sì, e a Capena scusi. Infatti l'abbiamo trovato in quasi tutti quegli accertamenti dove erano presenti delle... qui è un discorso un po' più tecnico. Nel senso che, quello che ho detto all'inizio, c'abbiamo il problema, è che questi esplosivi li possiamo dividere in due gruppi. Un gruppo in cui c'abbiamo degli esplosivi di tipo volatile, e sono EGDN, nitroglicerina e DNT; e un gruppo in cui gli esplosivi hanno una scarsissima volatilità. Per cui in quegli accertamenti in cui erano presenti sostanze tipo stoffe, che avevano maggiori possibilità di trattenere i vapori di questi esplosivi volatili, sono quelli dove in effetti ne abbiamo trovati in maniera, diciamo, più generalizzata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, riservando poi al dottor Vadalà di spiegare meglio come fossero fatti determinati involucri trovati a Capena il 16 novembre del '95, ma siccome ha formato oggetto di questo incarico che è stato dato per l'appunto il 22 novembre '95, anche di correlare i dati di tutti questi accertamenti con il dato relativo alla natura degli involucri trovati il 16 novembre '95 e di correlare ancora questi dati ai risultati effettuati nei luoghi dove gli attentati erano stati eseguiti, ovvero dove era stato fatto brillare, dove comunque era brillato a Formello l'esplosivo del 14 aprile del '94.
Lei a questo punto non dovrebbe avere difficoltà, penso con poche parole, magari aiutandosi con qualche altro specchietto o quadro riepilogativo, a rappresentare alla Corte il punto di arrivo di questo accertamento.
TESTE Massari: Per quanto riguarda diciamo la correlazione... Allora, diciamo che all'interno dei pacchi repertati e che abbiamo avuto in analisi con incarico del 22 novembre '95, cosa che poi esporrà più dettagliatamente il dottor Vadalà, noi abbiamo trovato tritolo con una leggera percentuale di T-4 e con tracce di ferro. Questo ci ha portato ad identificare il tritolo come un esplosivo di recupero, non come un esplosivo puro, in quanto le tracce, soprattutto di ferro, sono indice che il tritolo era già stato utilizzato e quindi era stato recuperato.
Intendiamo per tritolo di recupero, quello che normalmente viene recuperato all'interno di ordigni di tipo militare, sia a livello meccanico, quindi proprio spezzando il tritolo e recuperandolo, quindi poi polverizzandolo; sia a livello di sistema chimico, in quanto, attraverso un processo di lisciviazione, cioè viene sciolto il tritolo e poi fatto risolidificare, viene estratto dalle ditte specializzate in questo settore, viene estratto e recuperato.
Quindi, mentre il tritolo di sintesi, cioè il tritolo prodotto direttamente dalla fabbrica, è un tritolo che non ha né ferro, né T-4, un tritolo di recupero è un tritolo che sicuramente può avere ferro e nel caso in cui avvenga, sia stato recuperato in un ambiente inquinato, può avere anche tracce di T-4, visto che il T-4 è uno degli esplosivi più utilizzati nel campo militare insieme con il tritolo.
L'inquinamento da T-4 può provenire sia perché magari il tritolo è stato recuperato in un processo di lisciviazione utilizzando la stessa attrezzatura utilizzata in precedenza per recuperare dell'esplosivo compound-B contenente tritolo e T-4, sia perché normalmente, in questi ordigni militari c'è, oltre al tritolo, anche delle piccole cariche di innesco di tipo di compound-B, ossia perché proprio ci sia stato un inquinamento sul momento, sul posto dalle persone che hanno fatto il recupero, che avevano in precedenza anche recuperato parte di compound-B o di T-4.
La conclusione è che poi nella triturazione del tritolo e nella successiva preparazione dei pacchi che abbiamo ritrovato, abbiamo trovato del T-4 delocalizzato su tutta la massa, in una percentuale vicino intorno al 2% e un T-4 che sicuramente non poteva derivare dalla sintesi del tritolo.
Anche le prove tecniche effettuate presso una ditta esterna, su autorizzazione della Procura, hanno mostrato che si trattava di un tritolo a basso punto di fusione, cioè un tritolo di recupero. Anche se è chiaro che la percentuale bassa di T-4 non modifica sostanzialmente quelle che sono le caratteristiche del tritolo.
Diciamo quindi che, a posteriori, avendo trovato poi del tritolo, è chiaro che la tabella, di cui ho appena parlato, è direttamente correlabile con una delle sostanze presente in maggiori quantità. Cioè, l'unica presente al 98% nei pacchi di esplosivo, di cui abbiamo parlato.
Per quanto riguarda invece lo specchietto, il quadro riepilogativo, che purtroppo ce l'ho su due pagine distinte, non è che quello che c'ho in questo momento sia fatto molto bene. Comunque, per quanto riguarda il quadro riepilogativo degli attentati effettuati a partire dall'attentato del 14 maggio a via Fauro, 14 maggio '93, fino al rinvenimento dell'esplosivo a Capena, il 16 novembre del '95, c'abbiamo praticamente una corrispondenza con tutti gli esplosivi, ma soprattutto - comunque si vede male - per quanto riguarda il TNT e il T-4.
Mentre, per quanto riguarda i vari attentati, noi c'avevamo una corrispondenza che riguardava tutti e sei gli esplosivi, cioè l'EGDN, la nitroglicerina, il DNT, il tritolo e la pentrite. Ad eccezione dell'attentato in località Formello, a Roma, del 14 aprile '94 dove non fu trovato né tritolo e né pentrite.
Per diciamo che, per quanto riguarda poi l'ultima correlazione con l'esplosivo sequestrato all'interno, trovato all'interno dei pacchi rinvenuti il 16 novembre '95, c'abbiamo una corrispondenza con tutti gli attentati di cui ci siamo occupati, ad eccezione dell'attentato di Formello del 14 aprile '94, dove non risulta che siano state identificate tracce di tritolo.
Pertanto noi, ecco qui diciamo chiaramente che dalla tabella dei dati analitici è possibile verificare una sicura corrispondenza per alcuni esplosivi nelle diverse analisi effettuate. Ripeto, il tritolo risulta praticamente presente in tutti gli attentati e risulta presente ad eccezione di Formello, risulta presente in tutte le analisi effettuate e che il cui specchio ho fatto vedere prima. Mentre, per quanto riguarda gli altri esplosivi, c'abbiamo una corrispondenza con i vari attentati e la stessa cosa del tritolo possiamo dire per il T-4.
PUBBLICO MINISTERO: Si è mai occupato di camere d'aria?
TESTE Massari: Sì. Per quanto riguarda le camere d'aria, le camere d'aria è un precedente indagine che io ho effettuato, sempre per la Procura di Roma, nella persona del dottor Piro e praticamente...
PUBBLICO MINISTERO: Credo il dottor Saviotti.
TESTE Massari: Sì, il dottor Piro e il dottor Saviotti, erano... la consulenza mi fu data da entrambi, almeno mi fu chiesto poi di relazione la consulenza per entrambi i P.M.. E, praticamente, si riferisce a un incarico che ho avuto relativamente a delle camere d'aria che contenevano delle stupefacenti sequestrati in una casa di Frabetti Aldo; e praticamente nell'incarico io ho avuto, nell'incarico i quesiti che mi erano stati posti erano: verificare se le camere d'aria fossero state inquinate all'esterno dalla presenza di sostanze esplodenti e poi verificare in prossimità dell'area dell'abitazione di Frabetti Aldo se vi erano dei nascondigli, delle cavità naturali, delle cavità artificiali, sia sottostanti le opere murarie, compresa l'abitazione, mediante un'attrezzatura particolare, un attrezzatura denominata Georadar, per verificare se esistessero delle cavità all'interno delle quali potessero essere celate delle sostanze, a livello di stupefacenti o di esplosivi, o anche dei cadaveri.
Praticamente, per quanto riguarda questa seconda parte dell'incarico, diciamo il risultato è stato negativo, in quanto, pur avendo fatto delle ricerche in tutta l'area prospiciente e intorno alla casa e nella stessa casa alla ricerca di eventuali cavità, utilizzando il sistema Georadar e utilizzando all'interno di alcune grotte naturali presenti nel terreno prospiciente la casa, avendo fatto delle prospezioni di tipo geosismico, cioè siamo andati a verificare se ci fossero state delle cavità all'interno della grotta. Non abbiamo trovato praticamente nessuna cavità, né abbiamo individuato alcun sito dove potessero essere celati le sostanze o gli oggetti che erano stati nominati nell'incarico.
Per quanto riguarda invece le camere d'aria, nelle camere d'aria abbiamo operato sempre con l'EGIS, però abbiamo operato in laboratorio non su luogo, dopo aver fatto dei repertamenti sulle camere d'aria sia per via secca, sia per via umida e abbiamo trovato presenze di tracce di esplosivo, soprattutto per quanto riguarda EGDN, nitroglicerina, DNT, TNT e T-4. E praticamente io qui c'ho una tabella divisa...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ora non c'è bisogno di proiettare la tabella. Basta che lei precisi alla Corte la data in cui riferì su questo incarico, c'è la data di questa relazione che rimise al Pubblico Ministero di Roma e il numero dei reperti che prese in considerazione: quanti diedero risposta positiva all'accertamento e quanti invece negativa.
TESTE Massari: Allora, la relazione fu praticamente consegnata subito dopo l'11 marzo '95 e...
PUBBLICO MINISTERO: No dottore, sbaglia.
TESTE Massari: Però...
PUBBLICO MINISTERO: Sbaglia.
TESTE Massari: La relazione è dell'11 marzo del '95, però io ho fatto una prerelazione precedente, sulla quale ho relazionato i due P.M. soltanto per quanto riguardava le analisi chimiche. Questo perché? Perché, per quanto riguardava la ricerca degli altri luoghi dal momento che ho fatto intervenire delle ditte esterne che ho dovuto in qualche modo, diciamo, portare e guidare sul luogo della ricerca, ho avuto bisogno di un tempo maggiore.
Quindi, io ho fatto una prerelazione con la quale ho consegnato questi risultati. Aspetti, la data della prerelazione...
PUBBLICO MINISTERO: 11 gennaio '95.
TESTE Massari: Ecco, 11 gennaio...
PUBBLICO MINISTERO: 18.
TESTE Massari: No, 18 gennaio '95.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Massari: Nella quale ho indicato i risultati ottenuti e ho esaminati praticamente 35 camere d'aria e di tutte queste ho fatto un repertamento sia per via umida, sia con acetone e i reperti sono stati tutti, ecco, sigillati e messi a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Fermo restando che se ci fosse necessità, ma non penso, perché su gli altri accertamenti che lei ha condotto insieme al dottor Vadalà - io mi riprometto di farmi dare tutte le spiegazioni del caso dal dottor Vadalà - premesso quindi che non ho altre domande da farle: tutte le relazioni che ha con sé, che poi sono né più né meno quelle che ha rimesso, a questo punto, avendole rappresentate oralmente, le può mettere a disposizione della Corte perché la Legge le dà questa facoltà.
TESTE Massari: Ecco, praticamente, queste...
PUBBLICO MINISTERO: Magari le possono servire ancora per le domande che le debbono fare i difensori.
TESTE Massari: Sì.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori?
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni.
Senta dottor Massari, io servendomi di una sua relazione e esattamente della relazione depositata in... che porta la data comunque del 22 giugno '95, Roma, le vorrei porre alcune domande al fine di fare chiarezza, per quanto possibile, sulla natura degli accertamenti che ci ha finora descritto e in particolare sulla natura ripetibile o irripetibile degli accertamenti predetti. Ciò si lega naturalmente a quell'eccezione, se la vogliamo chiamare così, o comunque a quelle circostanze che stamattina aveva creduto di esporre alla Corte e che sono state poi oggetto di quel provvedimento interlocutorio che la Corte ha adottato.
Innanzitutto le chiedo una curiosità: in questa relazione, nel frontespizio proprio, noto che ella qualifica il procedimento penale 3309/93 come il procedimento contro ignoti.
Ecco, le chiedo, questo dato come mai lei ha ritenuto di volerlo rappresentare diciamo nell'elaborato che ha poi consegnato al Pubblico Ministero? In relazione alla data poi in cui esso viene redatto, cioè il 22 giugno '95.
E' notizia che ha assunto personalmente, che le è stata riferita?
TESTE Massari: Ma io credo che in tutte le relazioni io abbia sempre detto contro ignoti in quanto non mi è mai stato comunicato, a quel momento, che c'erano degli indagati, né mi sembra che sia stato citato sull'incarico che c'erano degli indagati, quindi automaticamente io ho dedotto contro ignoti. Quindi non...
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì, ma era...
TESTE Massari: E' questa la...
AVVOCATO Gramigni: ... una curiosità che avevo.
Ecco, poi vedo che l'incarico che qui è relativo a certi oggetti che ella doveva analizzare, cioè la bisarca, l'autovettura Volvo, la villetta di Capena, l'appartamento di via Dire Daua e certi poi oggetti di arredamenti della villetta di Capena, era congegnato nel senso che ella doveva stabilire se siano presenti sui reperti anzidetti tracce di specie chimiche esplodenti.
Ecco, in relazione a questo incarico, io poi vedo che ella fa una serie di considerazioni in premessa, allorché descrive le sue metodiche di analisi. E dice:
"Il quesito posto dalla signoria vostra, nella parte riguardante il sistema e il metodo ... da analizzare, fa espressamente riferimento, come concordato verbalmente, a metodiche non distruttive".
E poi lei però prosegue con una frase che vorrei che mi chiarisse e dice:
"Nel settore chimico, quando si parla di campioni presenti in tracce, non esistono tecniche non distruttive, in quanto le molecole presenti sotto qualsiasi forma fisica, per essere analizzate debbono essere distrutte".
E' una considerazione, legata al tipo di incarico che lei ha ricevuto.
Dopodiché, questo periodo successivo, mi sembra, a me che leggo, riferito invece ad una ipotesi astratta che avrebbe potuto darsi in caso diverso, ma che nella fattispecie non ricorre.
Cioè, dice: nel caso invece di analisi di composti presenti in quantità massive, praticamente lei poi continua e dice: "Possono essere anche svolte analisi ripetibili".
Dopodiché lei descrive che ha usato questo sistema analitico: l'EGIS che così bene ci ha descritto fino ad ora. E conclude dicendo:
"L'analisi effettuata con questo sistema non è distruttiva, nel senso che non altera macroscopicamente il reperto in esame. Ed è irripetibile nel senso che distrugge le uniche tracce esaminate".
Ora io volevo chiederle questo: da quello che io capisco, capisco che con questo aspiratore così chiamato per la comprensione del profano, che è l'EGIS, lei in una certa data rilevò, o comunque aspirò, come sempre ci ha detto, certi vapori e certe particellari. Lo analizzò e ebbe certi risultati.
Le chiedo: utilmente, oggi, potremmo dire che parte di quel vapore di questo particellato che fu aspirato dalla macchina in quel giorno potrebbe essere sottoposto nelle stesse condizioni ad analisi? Perché io le dico: capisco di no.
Cioè, quando mi dice che l'analisi non altera macroscopicamente il reperto in esame, le chiedo una precisazione: significa che dicendo che il reperto da esaminare è questo tavolo, non c'è un buco nel tavolo dopo che io ho aspirato con l'EGIS.
Ma da quello che capisco non è possibile dire che c'è un campione che fu all'epoca prelevato e del quale è stata usata una parte, e il residuo del quale sarebbe oggi disponibile per un esame tecnico corrispondente a quello che ella ebbe a compiere nelle date rispettive. Cioè nel '95.
Le chiedo conferma di questo, o comunque le chiedo, in caso contrario, di spiegarmi il significato di un testo che io trovo sinceramente piuttosto chiaro.
TESTE Massari: Mah, diciamo che quello che abbiamo detto a partire da questa mattina, cercando di illustrare qual è questa tecnica, contrasta completamente con quella che è la sua interpretazione della parte scritta, in quanto io parlo di tecniche distruttive e tecniche ripetibili.
La tecnica distruttiva, nel senso che: nel momento in cui lei fa una analisi, qualsiasi analisi chimica ad eccezione di alcune analisi che possono essere fatte soltanto quando ci abbiamo quantità massive di campione, vedi la diffrattometria a raggi X, quindi qualsiasi altra analisi chimica distrugge diciamo le molecole o le quantità, le particelle che vengono esaminate.
Cioè, lo stesso... per potere io dare una risposta, un segnale ad una certa analisi, ho la necessità di distruggere una parte delle particelle, delle molecole del campione, in maniera da ottenere una risposta.
Quindi, quella frase che interpreta in un modo, che la tecnica è ripetibile in quanto io vado ad analizzare una piccolissima quantità di sostanza, come ho già detto stamattina a livello di molecole, e non a livello di particelle...
AVVOCATO Gramigni: Certo, certo.
TESTE Massari: Quindi, a livello molecolare, una quantità esigua di sostanza. E lascio invariato il resto del campione.
E quindi...
AVVOCATO Gramigni: Ecco...
TESTE Massari: ... scusi, sotto questo aspetto, la tecnica è distruttiva delle molecole che io ho esaminato per generare il segnale.
E' ripetibile in quanto io non distruggendo completamente il campione, lascio un campione in grado da poter essere riesaminato e in grado di dare successivamente gli stessi risultati.
Tanto è vero che, in tutte le varie relazioni che io ho presentato, ho spiegato che non facevo una sola prova, ma una serie di prove anche su ogni singolo reperto ottenendo lo stesso risultato.
Ho anche spiegato che le analisi che io ho fatto, e sono ripetibili, sia per quanto riguarda lo stesso strumento EGIS, sia per quanto riguarda qualsiasi altro strumento che abbia una sensibilità uguale o superiore a quella dell'EGIS e una selettività comparabile a quella dell'EGIS.
AVVOCATO Gramigni: Cioè, nel senso che se io torno oggi dove c'è la bisarca, o dove c'è la Volvo, metto la sonda sul sedile della Volvo, verosimilmente avrò gli stessi risultati che ebbi allora, lei dice.
TESTE Massari: Non verosimilmente. Avrò gli stessi risultati se nel frattempo parte - perché lei ha fatto proprio l'esempio della bisarca - dal momento che nella bisarca, come lei ha sentito nel corso della relazione, io ho prelevato dei campioni all'interno della bisarca, se lei va a fare l'accertamento su questi campioni, ottiene lo stesso risultato.
Perché io ho preso quella parte di campioni che avevano dato risultato positivo.
Quindi, se lei prende la coperta, o la parte in nylon che io ho asportato dalla bisarca, su quella parte in nylon, lei trova lo stesso risultato.
AVVOCATO Gramigni: Oh, quindi, quando lei parla in relazione all'uso di questo EGIS, di campioni, si riferisce agli oggetti sui quali è stata provocata questa aspirazione.
TESTE Massari: Sugli oggetti, sulle cose e sui luoghi.
AVVOCATO Gramigni: Certo, certo.
TESTE Massari: Perché ci sono alcuni luoghi, tipo le macchine che sono state poi sequestrate, dalle quali non è stato asportato niente.
Quindi, andando a fare la stessa prova su un sedile che ha dato esito positivo, lei riotterrà esito positivo.
Tenendo presente che, mentre con l'EGIS lei farà nuovamente un accertamento ripetibile, se invece va ad utilizzare una delle altre tecniche di laboratorio che esistano e che hanno per le tracce una sensibilità ed una selettività comparabile con quella dell'EGIS, farà una analisi distruttiva - e qui è la differenza - in quanto dovrà portare in soluzione con opportuni solventi, i residui presenti sul reperto.
AVVOCATO Gramigni: Certo. Però io le dico questo: cioè, da quello che capisco, noi abbiamo un oggetto, lo annusiamo, aspiriamo, con questo EGIS, ovvero: con la sensibilità e la tecnica di questo strumento catturiamo diciamo dei vapori e delle particelle e li analizziamo.
Quindi mi chiedo: i vapori e le particelle che furono analizzati nel '95, furono analizzati e non ci sono più.
Nel senso, c'è ancora l'oggetto che probabilmente ancora è contaminato, sicuramente è contaminato come dice lei, ma quei vapori e quelle particelle che furono usati dall'EGIS nel '95 e dettero certi risultati, furono aspirate nel '95 e nel '95 sono state distrutte.
Ora, mi creda, non è che io mi metto a piccarmi, però, ecco, siccome è un punto importante. E, ripeto, credevo e credo, dopo quello che lei mi ha detto, il significato delle sue parole fosse univoco - e ne esce rafforzata la mia idea su questo punto dopo quello che lei mi ha detto - ecco, io le chiedo questo: cioè, il problema è che qui, a differenza di quegli strumenti con cui si usava il cosiddetto tampone di acetone. Quindi si faceva, da quello che ho capito, un tampone, si raccoglievano certe sostanze, si faceva essiccare il solvente che era... si faceva evaporare il solvente che era l'acetone. Quindi si ottenevano certe sostanze, si centrifugavano, si aveva una soluzione liquida della quale si usava solo una parte per fare certi accertamenti di modo che il residuo rimaneva ancora a disposizione per nuovi accertamenti, con l'EGIS questo non succede, da quello che ho capito.
Perché questo...
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
AVVOCATO Gramigni: Scusi, Pubblico Ministero.
Perché questo sistema non prevede il tampone di acetone e quant'altro. Prevede che la sonda venga avvicinata ad un certo oggetto, ne catturi i vapori e il particellato e dia certi risultati.
Io, questo ho capito.
TESTE Massari: Beh, ha capito questo, ma solo una parte.
Perché quello che dice lei dell'acetone, è diverso. Perché lei, nel momento in cui fa un lavaggio con acetone di alcuni reperti, non è in grado di dire né i punti da cui ha prelevato gli esplosivi, ma otterrà una analisi delocalizzata, né molte volte le qualità di acetone sono tali per le metodologie normalmente utilizzate, da essere sufficienti per ripetere l'analisi.
Né tantomeno alcune sostanze possono essere comunque in acetone conservate per lungo tempo.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto.
TESTE Massari: Nel caso invece, in particolare. Tant'è vero che in tutti i vari accertamenti che noi abbiamo fatto, i vari repertamenti che abbiamo fatto a seguito dell'analisi con l'EGIS, noi abbiamo fatto sempre due tipi di prelevamento: uno, per via secca e uno per via umida. Proprio per fare una asportazione meccanica e una asportazione chimica.
Rimane il fatto che l'EGIS non distrugge il campione in modo massivo come lo interpreta lei, ma l'EGIS distrugge soltanto una piccolissima parte del campione, cioè quella che ha esaminato, e che tant'è vero che abbiamo un esempio che non è stato messo in evidenza oggi durante le varie esposizioni che ho fatto, su due sistemi di analisi.
E sono l'EVD 8000 e l'EGIS, che sono stati utilizzati per lo stesso ambiente: la bisarca, dove con l'EVD 8000 io ho ottenuto una analisi positiva.
E anche in quel caso l'EVD 8000 ha distrutto le sostanze che analizzava, perché ha distrutto i vapori dai quali ha ottenuto il segnale positivo.
L'EGIS, utilizzato sulla stessa bisarca cinque mesi dopo, ha dato lo stesso risultato positivo. Dimostrando che quei vapori che noi andiamo a distruggere per l'analisi sono quantità infinitesime, rispetto al campione eventualmente presente.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto. Ma i vapori che lei ha usato per questa analisi con l'EGIS, oggi, i vapori del '95, oggi dove sono?
TESTE Massari: Insieme a quelli dell'EVD 8000. Sono stati distrutti per avere segnali.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, perfetto. Questo io volevo sapere. La ringrazio.
Senta, un'altra cosa: da quello che ho capito, in buona sostanza, l'EGIS è uno strumento che permette di rilevare la presenza di un certo gruppo molecolare, cioè l'NO2, da quello che ho capito. Ciò che permette poi di fare certe, di trarre certe conclusioni sul piano scientifico.
Insomma, ecco, operativamente significa che, data una certa sostanza che entra dentro a questo aggeggio, a questo punto io posso sapere se, in questa sostanza, è contenuto l'NO2 che poi diventa NO.
Quindi, lei ha detto che queste sono composizioni chimiche tipiche degli esplosivi.
Ma le chiedo: in natura, solo gli esplosivi hanno gruppi molecolari di azoto e ossigeno, ovvero sono riscontrabili anche altrove, in altri elementi, in altre sostanze?
TESTE Massari: Questa è la foto numero 5 che ho fatto vedere questa mattina, dalla quale ho spiegato che esistono più sostanze in natura che contengono il gruppo NO2.
AVVOCATO Gramigni: Sì.
TESTE Massari: Ma che non hanno i tempi di ritenzione degli esplosivi.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Massari: Tanto è vero che io non vado a individuare soltanto delle sostanze che contengono dei gruppi NO2, vado ad individuare delle sostanze che contengono dei gruppi NO2 e che, da un punto di vista gascromatografico, separate gascromatograficamente prima che entrino nel settore di pirolisi, hanno un certo tempo di ritenzione.
AVVOCATO Gramigni: Quindi...
TESTE Massari: Che è caratteristico proprio di queste molecole.
AVVOCATO Gramigni: Ma lei dice quindi che questa è una specie di impronta digitale.
Dice: in natura un picco così me lo dà solo il tritolo, ho capito.
TESTE Massari: E', non un picco così glielo dà solo il tritolo, un picco che in queste condizioni esca e venga rilevato con questo tempo o volume di ritenzione, glielo dà soltanto il tritolo.
Tanto è vero che viene, lo strumento viene programmato in anticipo dando allo strumento quali sono i tempi di ritenzione di queste sostanze.
Le faccio un esempio: uno strumento simile a questo che però c'ha dei formi di pirolisi a temperatura completamente diverse, viene utilizzato per la ricerca delle nitrosalmine. Cioè delle sostanze che invece di avere il gruppo NO2, hanno il gruppo NO.
Però, appunto perché sono sostanze completamente diverse, bisogna analizzarle con dei forni, con delle temperature di pirolisi diverse e con dei supporti all'interno delle colonne gascromatografiche diverse da quelle che abbiamo utilizzato.
AVVOCATO Gramigni: Quindi...
TESTE Massari: Cioè, io per semplificare questa mattina, non sono entrato in dettaglio di tutti i parametri operativi che intervengono per identificazione finale di un certo componente. Perché quelle spirali che noi abbiamo visto in quest'altra figura, non sono delle semplici spirali, ma queste sono delle colonne cromatografiche, gascromatografiche, all'interno delle quali esistono delle fasi stazionarie specifiche per separare i componenti di una miscela contenete EGDN, nitroglicerina e DNT, per quanto riguarda la prima colonna; tritolo T-4 e pentrite, per quanto riguarda la seconda.
Cioè, sono varie fasi analitiche che, alla fine, ci portano ad identificare univocamente con questi tempi di ritenzione, gli esplosivi che abbiamo ricercati.
AVVOCATO Gramigni: E che quindi, secondo quello che lei mi dice, non esisterebbero due tempi di ritenzione uguali in natura.
TESTE Massari: No, non esisterebbero due tempi di ritenzione uguali in natura, non esistono due tempi di ritenzione con queste caratteristiche strumentali. Il che è diverso.
Perché io se prendo un'altra colonna cromatografica posso anche ottenere dei tempi di ritenzione uguali, o comparabili. Con queste colonne cromatografiche in queste condizioni, non esistono altre sostanze che escono con gli stessi tempi di ritenzione.
AVVOCATO Gramigni: Prendo atto di questo. Non avevo altre domande.
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni.
Dopo le spiegazioni che ho udito alle domande rivolte dal collega, avvocato Gramigni, io penso di poter essere abbastanza breve, perché la questione dirimente che si poneva stamani, si riproporrà a suo tempo.
Ed entrerò piuttosto nel merito degli accertamenti che ella ha inteso rappresentare partendo da quel macchinario che stamani ci ha impegnato nella visione e nell'ascolto.
Dunque, lei ha detto che è dell'83 la messa diciamo sul mercato di questo EGIS.
Le forze di Polizia italiane, a quella famosa riunione nella città americana che ora mi sfugge... Quantico, ecco, c'erano? E comunque non è questo che mi interessa.
Quand'è che hanno avuto cognizione dell'esistenza dell'EGIS?
TESTE Massari: Allora, io ho detto che nel '93 è stato presentato... Scusi, nell'83 è stato presentato il detector, in base al quale è stato poi costruito l'EGIS.
Cioè, nell'83 è stato presentato il sistema analitico a chemiluminescenza, sul quale sono basati sia il TEA che l'EGIS.
Per quanto riguarda le persone presenti, c'ero io nell'83 e c'era, per quanto riguarda il CIS, il capitano - attualmente credo maggiore - Garofano Luciano.
Era presente con me e abbiamo discusso e valutato insieme questi risultati e siamo poi andati ad assistere alle prove, come ho detto stamattina, fatte direttamente nei laboratori americani.
AVV. Cianferoni: Va bene.
TESTE Massari: Successivamente l'EGIS è stato presentato intorno all'89-90. Ed ha destato talmente tanto interesse che, ripeto, è stato esaminato un po' da tutte le associazioni che aderivano all'ICAO per la sicurezza aeroportuale, compresa l'Italia. Dove, per la prima volta, è stata fatta una prova pratica mettendo a disposizione per 15 giorni una delle entrate degli accessi dell'aeroporto di Fiumicino dove sono state fatte tutte le prove con l'EGIS messo a disposizione dalla ditta. Nel '91.
AVV. Cianferoni: Dal '94 in avanti, può segnalare delle applicazioni operative di questa macchina, oltre a quella per quale oggi si discute?
TESTE Massari: Mah, praticamente diciamo che questa macchina oggi viene utilizzata in quasi tutte le applicazioni di laboratorio. In quanto viene utilizzata come sistema di screening iniziale per vedere quali sono le specie esplodenti coinvolte in una certa diciamo operazione, in un certo, in una analisi.
Praticamente funziona in questo modo: in questo momento, quando arrivano dei residui della esplosione, o arrivano dei manufatti che dobbiamo analizzare. Viene fatta prima di tutto una analisi iniziale con l'EGIS per vedere quali tipi di esplosivi sono presenti e se sono presenti degli esplosivi.
Dopodiché le varie strumentazioni di laboratorio vengono indirizzate in funzione dei risultati, di questi risultati iniziali di questo screening iniziale fatto con l'EGIS.
Cioè, quello che una volta veniva fatto con la cromatografia liquida, con la cromatografia su ... sottile, in modo più approssimato, in quanto non avevano la sensibilità che ha l'EGIS, oggi viene fatto dall'EGIS.
AVV. Cianferoni: Ecco, ma sul teatro delle operazioni, come abbiamo appreso da lei, che è stato fatto in questo processo, esistono altri casi in cui l'EGIS è stato portato, oppure no?
TESTE Massari: Esistono degli altri casi in cui l'EGIS è stato utilizzato. Soprattutto facendo pervenire nel cortile del Servizio Polizia Scientifica, le macchine o diciamo - soprattutto qui parliamo di macchine - coinvolte in vari episodi.
Non è stato mai portato fuori, in quanto la maggior parte di questi episodi, si sono verificati fuori di Roma.
Comunque il dottor Vadalà che se n'è occupato direttamente, è in grado probabilmente di dirle anche qualche caso specifico, se è autorizzato, del quale si è occupato relativamente a questo tipo di indagine.
AVV. Cianferoni: Ecco, tra i luoghi di questo processo dove è stato portato l'EGIS, ho ascoltato, c'è Capena, c'è il cortile della Ostiense... Cioè, me lo confermerà, perché è sua narrazione di poco fa.
TESTE Massari: Sì.
AVV. Cianferoni: Ho notato che non c'è Capezzana di Prato, il cimitero di Capezzana di Prato. Me lo conferma?
TESTE Massari: Non so neanche che cosa sia.
AVV. Cianferoni: Bene. E mi conferma anche che non è stato portato nemmeno in un magazzino in quel di Palermo di una ditta che si chiama Coprora?
TESTE Massari: No, non è stato portato.
AVV. Cianferoni: Né alla abitazione di un certo Pietro Carra?
TESTE Massari: Ma guardi, al di fuori di Roma, e per dei tragitti che siano non direttamente effettuabili tramite una macchina breve distanza, lo strumento di per sé non credo che i responsabili del servizio diano l'autorizzazione per mandarlo.
Comunque non, nei luoghi che lei ha detto, che mi risulta, non sono state fatte.
AVV. Cianferoni: Eh, no...
TESTE Massari: Almeno da parte mia, accertamenti.
AVV. Cianferoni: Bene. Noto però che anche in Roma non è stato portato in un luogo che noi apprendiamo, abbiamo appreso trovarsi a Tor bella Monaca, un centro commerciale Due Torri.
TESTE Massari: Sì, a Tor Bella Monaca è stato portato.
AVV. Cianferoni: Ah.
TESTE Massari: Io non ho ancora parlato di quel caso, perché ne avrebbe parlato il dottor Vadalà.
AVV. Cianferoni: Ah, ecco. Quindi...
TESTE Massari: E' stato portato sia a Tor Bella Monaca, sia a via delle Alzavole, sia...
AVV. Cianferoni: Questo lo ha detto.
TESTE Massari: ... in qualche altro posto. Comunque compreso Tor Bella Monaca.
AVV. Cianferoni: Senta, e a proposito di questi sopralluoghi, può senza in questo momento almeno che ci sia bisogno di veder le foto, dare una descrizione dello stato dei luoghi che trovò in via Dire Daua?
Mi contento, ovviamente, del ricordo che può avere a distanza di anni.
Quindi, se le stanze erano arredate, vuote, con arredamento antico, moderno...
TESTE Massari: Mah, io ho mostrato praticamente le fotografie che sono state fatte in occasione proprio di questi analisi e sopralluoghi. Quindi...
AVV. Cianferoni: Dottore, io mi rifaccio alla sua memoria. Non riprendiamo le foto. Che cosa trovò in via Dire Daua.
TESTE Massari: Allora, io ho trovato, allora, entrando in via Dire Daua, all'inizio, appena entrati, c'è un ingresso; alla sinistra dell'ingresso c'è un armadio a muro; sulla destra c'è la porta della cucina. All'interno della cucina, tra la porta e la cucina, subito dietro la porta della cucina, c'è il frigorifero. E sulla destra, sempre nella cucina, c'è il lavello.
Andando di fronte c'è il soggiorno: nel soggiorno c'era di fronte un divano e un tappeto; sulla destra un tavolo e sulla sinistra un mobile.
Sulla sinistra c'è un'altra porta dove c'è un altro ingresso in cui danno due porte: sulla sinistra c'è la porta del bagno e sulla destra c'è la porta di quella che doveva essere stata la camera da letto, ma che io ho visto allestita soltanto con un mobile sul fondo della stanza. E con due poltroncine.
AVV. Cianferoni: Ma un divano color fucsia, lei ce l'ha trovato?
TESTE Massari: No.
AVV. Cianferoni: Ha saputo, lei interessato ai fini della sua indagine, sapere di chi fosse quella mobilia?
TESTE Massari: No.
AVV. Cianferoni: Non ha parlato né con la proprietaria, né altre forze di Polizia le hanno...
TESTE Massari: Sì, io sono stato presente quando la proprietaria è venuta una volta, adesso non mi ricordo in quali delle diverse occasioni in cui mi sono recato lì. Però non è che mi sono preoccupato di sapere se i mobili erano della proprietaria, o di altre persone. Cioè, non erano indagini mie.
AVV. Cianferoni: A proposito del cortile dell'Ostiense, lei ha detto che 'per evitare problemi, adoperammo dei teli di nylon'.
Ora io le chiedo: che tipo di problemi si potevano porre e questi teli di nylon se poi sono stati utilizzati e se sono ancora reperibili diciamo agli atti di questo accertamento.
TESTE Massari: Dunque, utilizzammo dei teli di nylon soprattutto per diciamo uno scrupolo, un ulteriore scrupolo. In quanto avevamo in qualche modo modificato, facendo i primi prelievi e facendo degli scavi, avevamo un po' alterato quel terreno che negli anni si era compattato.
E quindi lo avevamo reso praticamente permeabile alle eventuali precipitazioni atmosferiche.
Allora, per evitare che ci fossero dei lavaggi - che poi non fu messo da noi, ma fu messo se non ricordo male dagli agenti e gli ufficiali di P.G. della DIA - per evitare che ci fosse un lavaggio del terreno sottostante, furono posti quei teli fino a quando, a distanza di qualche giorno - perché parliamo, se non ricordo male, a distanza di 5-6 giorni - non intervenimmo per fare un ulteriore prelievo di tutti, del terreno, al di sotto di questo telo.
AVV. Cianferoni: Mi pare di aver capito però che in località Capena questo accorgimento non fu preso.
TESTE Massari: Dove?
AVV. Cianferoni: A Capena. Lei non ci ha riferito di teli di nylon utilizzati...
TESTE Massari: A Capena io non ho fatto prelievi di terreno, fino a quando non sono stato portato lì, e mi è stato indicato il punto preciso dove effettuare lo scavo.
In precedenza avevo trovato tracce molto lievi di esplosivo in corrispondenza del forno, ma non ho mai fatto dei repertamenti di terreno sulla parte retrostante, tranne nell'ultimo incarico, quando mi fu detto di scavare in un certo punto e dove ho repertato non il terreno, ma un frammento di corda e quattro frammenti di nastro adesivo.
Quindi non c'era nessuna motivazione, in quel momento, di coprire diciamo la buca.
AVV. Cianferoni: Ecco, lei è in grado - le faccio la domanda non avendo visto gli allegati di quella che appunto è la richiesta di allegazione formulata oggi in dibattimento, cioè a dire il suo elaborato scritto - non so se ci siano delle schede tecniche dei vari elementi.
Cioè, per esempio, ha rammentato delle temperature stamattina.
La temperatura di fusione dell'azoto, qual è?
No, scusi, facciamo la domanda da un'altra parte.
TESTE Massari: La temperatura di fusione...
AVV. Cianferoni: Lei...
TESTE Massari: ... dell'azoto, non esiste.
AVV. Cianferoni: Allora...
TESTE Massari: In quanto, essendo un elemento, per fondere l'azoto dovrei distruggere un elemento presente in natura. Quindi è difficile.
AVV. Cianferoni: Scusi, abbia pazienza.
TESTE Massari: Sì.
AVV. Cianferoni: Stamani lei ha detto che nell'EGIS c'è una temperatura molto bassa di raffreddamento. Ha parlato di un centinaio di gradi e passa.
TESTE Massari: Sì.
AVV. Cianferoni: Eh, se la ricorda mica questa temperatura che ha indicato?
TESTE Massari: Ho parlato di 100 gradi centigradi. Meno 100 gradi centigradi.
Perché, a quella temperatura, l'ossido di azoto è ancora in forma di gas e non in forma liquida. In quanto l'ossido di azoto, se non ricordo male, dovrebbe raggiungere la temperatura di liquefazione intorno ai 140-150 gradi, parlo sempre sotto zero, eh. Sotto zero centigrado, per intenderci.
Quindi io ho detto che questa trappola fredda serve per bloccare gli altri eventuali frammenti che hanno una temperatura di liquefazione. Cioè una temperatura in cui il gas passa allo stato liquido superiore ai 100 gradi centigradi, sempre in negativo.
Quindi, praticamente è un altro modo per purificare l'ossido di azoto da eventuali interferenze.
Quindi sono vari stadi che servono per portare nella camera poi di reazione quella di reazione tra l'ossido di azoto e l'ozono, soltanto ossido di azoto e non altri elementi.
AVV. Cianferoni: La volatilità degli esplosivi che lei ha definito i più volatili...
TESTE Massari: Sì.
AVV. Cianferoni: Io mi sono segnato: nitroglicerina, etilico di nitrato e dinitrotoluene.
TESTE Massari: Sì.
AVV. Cianferoni: E' più o meno analoga? Sono tutte e tre molto volatili? Ce n'è uno più volatile dell'altro?
Ecco, questo...
TESTE Massari: Beh, l'EGDN...
AVV. Cianferoni: Questo tipo di informazioni, potrà essere trovato nelle sue consulenze, o no?
TESTE Massari: No, perché questo è un tipo di informazione presente in qualsiasi testo di letteratura, scusi.
AVV. Cianferoni: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: E' anche una informazione oggettiva.
PRESIDENTE: C'è da studiarsi un po' di chimica.
AVV. Cianferoni: Prego?
PRESIDENTE: C'è da studiarsi un po' di chimica.
AVV. Cianferoni: C'è da studiarsi un po' di chimica, esattamente.
No, le chiedo questo perché a me ha colpito, mi ha destato curiosità il rinvenimento sulla parte alta dell'armadio di via Dire Daua di tracce di uno di questi componenti esplosivi che ho testè rammentato.
Avete svolto delle considerazioni tecnico-scientifiche su questi rinvenimenti?
Gliene pongo un altro, per darle il senso - e così di due domande ne faccio una -: è stato tracciato un segno di presenza di nitroglicerina sul volante di una macchina.
Poi, stasera, lei ha detto i più volatili sono trattenuti dalle stoffe, principalmente, non solo.
Ma ora, insomma, il volante non è fatto di stoffa, e quindi, ecco, queste perplessità che io sto esponendo, lei consulente le ha affrontate? Se l'è poste? Troveremo delle indicazioni sul suo elaborato, oppure no?
TESTE Massari: No, non troverà delle indicazioni, perché io ho detto, come lei ha giustamente ripetuto, che in senso generale le sostanze che trattengono di più sono le sostanze di tipo poroso. Io ho fatto l'esempio delle stoffe.
Ma questo non significa che se lei prende un candelotto di gelatina, anzi, una miccia che è stata viplata, che è stata immersa in mezzo ad una gelatina, troverà, pur essendo viplata e pur non avendo un materiale poroso, troverà sicuramente delle tracce di nitroglicerina e dell'EGDN.
Quindi, in senso generale, io le ho detto quello che diciamo, quella che è la cosa più probabile. Fermo restando che io determinate domande, anche se me le sono poste, non le ho poi esplicitate nella relazione. Perché io, presupposto... anche l'ho detto: una delle domande che mi ha più, tra virgolette, disturbato è quando ho trovato un residuo di esplosivo dietro un giardino dove tutto pensavo meno che avrei trovato una cosa di questo genere. E certamente che se non ci fosse stato poi la spiegazione fatta, data successivamente con l'altra consulenza, ce l'avrei ancora oggi come un punto irrisolto, come sicuramente ce n'avrò degli altri. Ma non è possibile che uno riesce a dare delle spiegazioni di tutto e comunque, pur avendo trovato eventualmente delle anomalie, comunque io i dati li ho sempre riportati. Perché per me era importante andare a verificare se esistevano o no tracce di esplosivo.
Io, tenga presente che molte delle analisi le ho fatte al buio, quindi non è che sapevo che cosa cercavo e perché cercavo. Ma è una cosa che interessava a me.
AVV. Cianferoni: Le vorrei rivolgere una domanda che mi ha sollecitato testé: ma quali anomalie si sente oggi di segnalare alla Corte nell'indagine da lei svolta come pubblico ufficiale?
TESTE Massari: Oggi, direi, nessuna.
AVV. Cianferoni: Quindi, le ha risolte cammin facendo.
TESTE Massari: Certo.
AVV. Cianferoni: E ne dà atto nella sua relazione e di averle risolte.
TESTE Massari: No. Non ne do atto né di averle avute, né di averle risolte. Perché, ripeto, non ho dato atto neanche che c'era un'anomalia, in quanto non era nell'incarico che io dessi atto che non mi spiegavo il perché al di fuori di un giardino, ci fossero tracce di esplosivo.
AVV. Cianferoni: Ecco, su questa linea le pongo altre due domande. La prima è riferita alla pentrite che, abbiamo appreso da lei, sarebbe stata segnalata dall'ordigno - ordigno investigativo, l'EGIS - sullo zoccolino, sul battitappeto tanto di via Dire Daua, quanto mi pare della villetta di Capena.
Ora, la pentrite che componente può essere dell'ordigno esplosivo poi utilizzato?
TESTE Massari: Potrebbe essere il componente contenuto all'interno di una miccia detonante.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE Massari: E il fatto di trovarla è coerente con il fatto della miccia detonante. Perché quando si prepara della miccia detonante si taglia la miccia e all'interno della miccia detonante è a livello di polvere. E quando lei taglia la miccia non riuscirà mai a non far cadere della polvere di pentrite nell'ambiente sottostante.
Quindi se lei maneggia una miccia alla pentrite certamente lei avrà anche della pentrite delocalizzata nel punto in cui ha utilizzato la miccia.
AVV. Cianferoni: Abbia pazienza. Domande su domande mi sollecita, è una materia molto interessante.
PRESIDENTE: Sì, certo.
AVV. Cianferoni: Pensiamo che il premio Nobel è stato dato a chi ha inventato la dinamite.
PRESIDENTE: Va bene, avvocato, faccia le sue domande.
AVV. Cianferoni: Sono le sei del sabato, è una riflessione un pochino più leggera.
Dicevo, domande su domande perché? Dai consulenti, da lei stesso e da altri che sono già venuti, ricordo che si è appreso che la miccia detonante è viplata o catramata, al chiaro intento di non far permeare... caolinata, mi pare sono queste tre.
TESTE Massari: Solo viplata.
AVV. Cianferoni: Viplata. Ma comunque ricordo che la priorità segnalata era quella di non consentire né infiltrazioni di umidità, perché sennò perderebbe la ragion d'essere e, proprio perché è particolarmente esplosiva, anche una certa qual cautela.
In che percentuale un taglio di miccia può far fuoruscire della polvere? Su un metro di miccia, tagliandolo...
TESTE Massari: Lei, in qualsiasi punto taglia la miccia, dal momento che la pentrite è una pentrite pura, non c'ha nessun componente ceroso che la posso tenere adesa all'interno della miccia; lei tagliando la miccia, c'ha una perdita di polverino bianco costituito da pentrite.
Le micce alla pentrite sono micce soltanto viplate. Quelle viplate o catramate sono micce a lenta combustione, non micce alla pentrite.
AVV. Cianferoni: Lei è in grado di dire quanta, proprio come peso, ponderale, ci siamo in un metro di miccia, quanta pentrite c'è?
TESTE Massari: Dipende dal tipo di miccia. Cioè, esistono varie micce che variano a seconda della quantità di pentrite contenuta all'interno della miccia, in quanto esistono delle micce più potenti e delle micce meno potenti.
Non sono in grado di dirle in questo momento commercialmente i vari tipi di miccia che sono in commercio.
AVV. Cianferoni: Comunque lei mi conferma che presso Capena fu rinvenuto delle tracce di pentrite?
TESTE Massari: Sì. Se è tra quelle che ho letto, sì.
AVV. Cianferoni: E, glielo richiedo senza voler essere noioso, l'impiego della pentrite è quello per miccia.
TESTE Massari: E' uno degli impieghi. Io non ho detto che è l'impiego, è uno degli impieghi. Lei mi ha chiesto il rapporto al tipo di manufatto di cui stiamo parlando quale potrebbe essere l'impiego della pentrite. E io ho detto, uno degli impieghi potrebbe essere la miccia da pentrite. Ma non ho mai detto che è l'impiego della miccia.
AVV. Cianferoni: Nel corso del suo esame lei ha detto, anche rispondendo al collega, che ha fatto anche una serie di prove sul singolo reperto, lo ricorderà. Però stamattina ci ha esposto l'importanza e il significato delle prove in bianco, dicendo che prima di accingersi a fare una prova, sempre fatto la prova in bianco per essere sicuro che non vi fossero contaminazioni.
Allora, queste due cognizioni che ci ha riportato oggi, la prova in bianco e la serie di prove, come si uniscono poi, come ha agito in concreto?
TESTE Massari: Sono due cose completamente diverse. La prova in bianco serve per verificare l'operatività strumentale che sia la migliore operatività strumentale, cioè che lo strumento non sia inquinato e che non abbia residui né nella parte della sonda, né in tutte le varie parti che lo compongono delle analisi fatte in precedenza.
AVV. Cianferoni: E si fa all'inizio.
TESTE Massari: E si fa all'inizio e si fa tra un'analisi e un'altra. Cioè, io faccio un'analisi sul reperto che può essere costituita anche da due o tre prove, per verificare e avere la conferma del segnale su quel reperto. Dopodiché, prima di passare a un successivo reperto, faccio una prova in bianco che serve per pulire - detto tra virgolette, in termine generico - per pulire lo strumento.
AVV. Cianferoni: Senta...
PRESIDENTE: Avvocato, se ha tante domande ce lo deve dire.
AVV. Cianferoni: No, no, sto finendo.
PRESIDENTE: Perché interrompiamo e poi riprendiamo.
AVV. Cianferoni: No, no, Presidente, anche perché so che c'è anche il collega Florio che farà un intervento quindi. No, no, sto finendo.
Dicevo, quanto tempo è durato per esempio l'analisi su una vettura, ecco, sulla SEAT...
PRESIDENTE: Ha risposto stamattina ad una domanda molto precisa, è stata fatta una dettagliata indicazione di tempo orario.
AVV. Cianferoni: Io penso di poter rifare anche la domanda, ma volevo proprio che mi confermasse proprio quel tempo lì.
PRESIDENTE: Avvocato, ha parlato chiaramente, io non ricordo esattamente...
AVV. Cianferoni: Un'ora, un'ora un quarto mi pare.
PRESIDENTE: Di tre ore. Da due ore e mezzo a tre ore per tre autovetture, tre veicoli.
AVV. Cianferoni: Mi segnavo appunto se conferma il dottore, tre quarti d'ora, un'ora per ogni veicolo.
TESTE Massari: Sì.
AVV. Cianferoni: Oh. Questo tempo però come si concilia poi con l'ora e mezzo che richiedeva la prova in bianco, se mi ricordo bene?
TESTE Massari: No, l'ora e mezzo richiedeva la preparazione dello strumento, non la prova in bianco. Cioè, lei per preparare lo strumento, dal momento in cui arriva sul luogo in cui deve effettuare le prove, ha bisogno di un'ora e mezzo, un'ora-un'ora e mezzo perché lo strumento raggiunga le temperature operative, cioè perché lo strumento sia pronto per la analisi.
AVV. Cianferoni: Comunque, di tutta questa tempistica, per essere...
TESTE Massari: Dopodiché, per ogni prova - scusi - occorrono 20 secondi. Cioè, l'ho già detto parlando delle prove aeroportuali, che per una singola analisi lo strumento impiega 20 secondi.
AVV. Cianferoni: Per essere sintetico e concludere, troveremo nella sua consulenza l'indicazione verbalizzata proprio dei tempi e delle modalità seguite.
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
L'ha data oggi, voglio dire.
AVV. Cianferoni: Ci saranno dei verbali delle operazioni compiute.
TESTE Massari: Sì, ma non delle operazioni che sono insite nella manualità e nelle prove degli strumenti. Io oggi credo di essere venuto anche per spiegare questo.
AVV. Cianferoni: Senz'altro.
TESTE Massari: Perché io non posso nella relazione né dire le temperature di liquidazione dei vari elementi, né dire tutte le prove specifiche di ogni singolo strumento.
AVV. Cianferoni: Mi rendo benissimo conto. Però mi chiedevo - e su questo argomento non ho altro da chiederle - si è dato atto, secondo le formalità del Codice di rito, che mi rendo conto non sono di sua stretta competenza, per esempio della rottura dei sigilli? C'era un Cancelliere? C'era poi quando...
TESTE Massari: C'erano degli ufficiali di P.G. che credo abbiamo dato atto sia della rottura dei sigilli, sia poi del ripristino dei sigilli.
AVV. Cianferoni: Quando lei ha parlato di overload ha fatto riferimento a un concetto che ora io le chiedo: è fisso o è tarabile a seconda del tipo di ricerca che si fa?
TESTE Massari: No, l'overload è fisso. Cioè, lo strumento va in overload indipendentemente dalla taratura. E' una quantità al di sopra della quale lo strumento diventa cieco.
AVV. Cianferoni: Diventa... sì, non funziona più.
TESTE Massari: Cieco.
AVV. Cianferoni: Cieco, non funziona più.
Senta, mi par di capire - concludo - in una certa percentuale di casi, che poi si rivedrà alla luce delle allegazioni che ci ha portato, non ci sia più comunque oggi un reperto da utilizzare.
TESTE Massari: No, ci sono tanti reperti da utilizzare, sia per quanto riguarda le macchine, sia per quanto riguarda i vari reperti che ho, i vari oggetti che ho repertato direttamente io, sigillati e ho messo a disposizione. Per cui l'analisi è ripetibile, sia all'interno di autovetture che non hanno subìto nessun... dove non è stato fatto nessun repertamento, sia sui reperti che ho acquisiti dall'appartamento di via Dire Daua, dall'appartamento di largo Capitolino, dalla villetta, ce ne sono tanti.
AVV. Cianferoni: Questi appartamenti qua mi interessa: sugli appartamenti lei reputa ripetibile? Per esempio, lo zoccolino batticalcagno degli appartamenti...
TESTE Massari: Io reputo ripetibile, l'ho già detto, non lo zoccolino, ma il materiale che io ho prelevato dallo zoccolino.
AVV. Cianferoni: Cioè, se noi oggi andiamo con la macchina EGIS in via Dire Daua in quell'appartamento e ci avviciniamo allo zoccolino, che succede?
TESTE Massari: Che non trova niente perché l'abbiamo pulito, l'abbiamo trasferito su dei tamponi. L'abbiamo su via secca prima e per via umida dopo. Avendolo trasferito per via umida con acetone, non dovrebbe essere rimasto niente.
AVV. Cianferoni: E questa metodologia, proprio per conoscerla, l'avete usata anche per la villetta di Capena?
TESTE Massari: L'abbiamo utilizzato per tutti i reperti, tutti gli oggetti sui quali abbiamo fatto il repertamento, compreso le camere d'aria fatte all'inizio e di cui ho parlato alla fine per il dottor Piro e il dottor Saviotti.
AVV. Cianferoni: Quindi lei dice che è inutile andare nell'appartamento perché c'abbiamo i reperti da voi raccolti all'epoca, no?
TESTE Massari: Certo.
AVV. Cianferoni: Però, ecco, vengo dietro al suo ragionamento, lei ha detto stamani: questa persistenza vaporosa, particellare, quella che essa sia, insiste per degli anni. Ricordo questa frase. E dunque, certo, ci possiamo anche trovare di fronte a un appartamento di via Dire Daua distrutto e ricostruito, ma se invece ci trovassimo di fronte allo stesso appartamento...
TESTE Massari: Ma lei non si trova di fronte allo stesso appartamento perché ho appena detto che i prelievi li ho fatti io, quindi non ci sono più quelle sostanze, perché io le ho trasferite su dei tamponi. Quindi lei non può pensare oggi di trovare lo stesso appartamento se le dico io che ho fatto dei reperti e dei prelievi autorizzati dall'Autorità Giudiziaria e li ho regolarmente documentati, sigillati e messi a disposizione per qualsiasi analisi, i prelievi, non più l'appartamento.
AVV. Cianferoni: E lei può oggi affermare di aver portato via tutto il reperto. Cioè, lei dice 'intervenendo col tampone ho portato via tutto quello che poteva esserci'.
TESTE Massari: Io sono intervenuto con una metodologia che, normalmente, dà la garanzia dell'asportazione della totalità del reperto.
AVV. Cianferoni: Non le pare che questa sua affermazione sia in contrasto con quella fatta stamani a livello proprio di studio, che lei ci ha detto, avete fatto in laboratorio allorquando ponete un spetto di esplosivi, con la tuta, i guanti, maschera, tutti gli accorgimenti possibili e vi accorgete che nondimeno residua un qualche cosa del suo operare.
TESTE Massari: Chi residua?
AVV. Cianferoni: Lei ha detto: 'abbiamo provato, in condizioni ottimali, a far lavorare dell'esplosivo e ci siamo accorti che è impossibile' - l'ha detto lei - 'che non resti una traccia'.
TESTE Massari: No, io ho detto un'altra cosa, che: confezionando un pacco di esplosivo, pur prendendo tutti gli accorgimenti che uno vuole, quindi avendo, maneggiando manualmente dell'esplosivo, toccando dell'esplosivo... perché lei per confezionare un pacco di esplosivo non lo può fare con i guanti, e comunque viene a contatto con questo esplosivo. Per quanti accorgimenti io voglia, io c'ho sempre del particellato all'esterno di questo pacco di esplosivo.
* Che è diverso da quello che lei sta dicendo per quanto riguarda l'operatore che viene messo nelle migliori condizioni perché non abbia addosso - cosa che viene fatta sia con l'EGIS, ma a questo punto viene fatto con tutte le analisi delle quali abbiamo parlato nei precedenti interventi - viene messo nelle condizioni di non avere addosso nessuna sostanza inquinante dell'anali.
E quindi per fare questo viene praticamente rivestito con tute, guanti e sovrascarpe sterili e bonificato diciamo.
PRESIDENTE: Ha terminato dottore per questa domanda? Riprendiamo fra 10 minuti?
AVV. Cianferoni: Bene, Presidente.
PRESIDENTE: L'ho detto prima.
AVV. Cianferoni: Sì.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Allora, prima di dare la parola al...
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Che c'è? Che succede?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Dunque, prima di ridare la parola al difensore che stava intervenendo, voglio avvertire che, non soltanto per stanchezza, ma perché essendo sabato molti di noi hanno impegni con le famiglie, che non possiamo andare oltre le ore 19.00. D'altra parte il processo non finisce stasera, eventualmente i testi li possiamo, purtroppo per loro, farli ritornare. Quindi cercate di regolarvi di conseguenza perché alle ore 19.00 io smetto l'udienza.
AVV. Cianferoni: Io, a mia volta, sempre avvocato Cianferoni, contengo l'ulteriore intervento in una domanda: vorrei un chiarimento sul rapporto che c'è tra l'EGIS e il gascromatografo? Perché stamani lei ha parlato di necessità di ottenere una conferma con il TEA o l'HPLC, mi par di ricordato, all'elaborato dell'EGIS. In che senso una conferma? Posso dire allora che il lavoro dell'EGIS non è risolutivo, non dà un dato probante matematico?
*TESTE Massari: Beh, io non ho parlato tanto di conferma, quanto ho detto che per ottenere dei risultati comparabili e cioè per ottenere dei risultati sui reperti che sono già stati analizzati con l'EGIS occorre utilizzare delle strumentazioni che abbiano una sensibilità ed una selettività comparabile con quelle dell'EGIS.
E ho fatto l'esempio che tra i sistemi che possono essere utilizzati ci sono i sistemi cromatografici, sia di grascromatografia, quindi GC, sia cromatografia liquida ad alta pressione, quindi HPLC, collegati con il TEA. Il TEA che è uno strumento che ha come principio di funzionamento lo stesso principio dell'EGIS, tanto è vero che viene costruito dalla stessa ditta.
Ho detto ancora che, oltre un sistema cromatografia TEA, esistono degli sistemi che hanno una sensibilità comparabile e anche migliore di quella dell'EGIS e sono rappresentati dalla massa-massa e infatti dalla gascromatografia-spettrometria di massa a ioni positivi o negativi.
AVV. Cianferoni: Dall'istruttoria dibattimentale abbiamo appreso che l'esplosivo avrebbe viaggiato imballato. Io ricordo, per farla breve, un esempio: la nitroglicerina avrebbe viaggiato imballata a mo' di salsicciotto, di una certa lunghezza, con un certo involucro, mi ricordo il colore in questo momento, sul celestino.
Ma allora, l'aver viaggiato imballato, l'esplosivo, come si sposa poi col fatto che lei ha parlato di una manipolazione ampia. Tant'è che si ritrovano tracce un po' per ogni dove, addirittura della nitroglicerina?
TESTE Massari: Io credo di aver già risposto a questa domanda.
PRESIDENTE: Pare anche a me che la domanda sia stata fatta già in precedenza, mi pare proprio da lei. Non solo, non appartiene al tipo di domande che attengono al tema che noi abbiamo oggi. Comunque vediamo se il teste è in grado di rispondere succintamente.
TESTE Massari: Per quanto riguarda diciamo l'inquinamento esterno dei pacchi, ho già detto che per quanto un pacco voglia essere confezionato bene c'avrò sempre del particellato all'esterno della confezione.
Per quanto riguarda invece gli altri esplosivi, sicuramente sono esplosivi che non fanno parte di questo pacco. Però il fatto che ci siano altri esplosivi, diciamo che... torniamo al discorso fatto qualche mese fa che un congegno esplosivo è costituito da varie parti e sicuramente, come poi potrà spiegare anche il dottor Vadalà, questi pacchi di esplosivo, per poter esplodere bene con un esplosione cosiddetta franca, hanno bisogno di essere ben innescati da altri sostanze che normalmente sono rappresentate proprio da altri tipi di esplosivi più sensibili rispetto al tritolo. Visto che il tritolo, da un punto di vista esplosivista, è un esplosivo di tipo sordo.
AVV. Cianferoni: Al dottor Vadalà altre domande. Grazie.
PRESIDENTE: Prego avvocato.
AVVOCATO Florio: Sì, avvocato Florio. Effettivamente, data l'ora e data la complessità delle vicende, cerchiamo di essere più concisi possibili.
Buongiorno, dottor Massari. Senta, io intanto le volevo chiedere, abbiamo parlato più volte del T-4. Ora lei, che tra l'altro è stato come esperienza impegnato in altri processi tante volte, oggi stesso parlava addirittura dell'indagine per ciò che concerneva il dottor Borsellino.
Il T-4, al di là dei fatti di questo processo, si ritrova in altri tipi di attentati, di stragi, di episodi di cui lei si è venuto, diciamo così, negli ultimi 5, 6 anni, 10, a occupare?
PRESIDENTE: Avvocato, potrei anticiparle una cosa?
AVVOCATO Florio: Prego.
PRESIDENTE: Era uno dei componenti dell'esplosivo usato nel 904, 1984, se non mi sbaglio. Il teste può aggiungere...
AVVOCATO Florio: Grazie intanto.
TESTE Massari: Come ha detto il Presidente, il T-4 è un esplosivo che è stato utilizzato in molti attentati, anche perché fa parte di varie miscele esplosive anche se di tipo militare. In particolare fa parte del Semtex-H che è uno degli esplosivi che è stato più utilizzato ai tempi delle Brigate Rosse e poi trasferito, diciamo, in molti dei repertamenti effettuati anche nell'ultimo periodo in Sicilia e in alcuni attentati attribuiti alla mafia.
E poi il T-4 fa parte di un altro esplosivo, il C-4, che è stato abbastanza utilizzato dai gruppi eversivi di destra in tanti attentati a partire dal '72 a oggi.
Quindi è un esplosivo che è stato utilizzato in tanti modi e sotto tanti aspetti.
AVVOCATO Florio: Mi sembra anche, per aprire e chiudere immediatamente questa parentesi, anche in via dei Sabini per caso?
TESTE Massari: Anche?
AVVOCATO Florio: In via dei Sabini mi sembra che sia stata utilizzato.
TESTE Massari: Dunque, in via dei Sabini non è stato... sì, è stato utilizzato ma non come esplosivo. E' stato utilizzato come booster in quanto l'esplosivo primario era costituito da un miscela artigianale di nitrato di ammonio e cherosene.
AVVOCATO Florio: L'Anfo, vero?
TESTE Massari: No, non era Anfo. Perché l'Anfo è il nome di un esplosivo commerciale, che utilizza un nitrato di ammonio con grani leggermente diversi e con petrolio o gasolio. Nel caso di via dei Sabini è stato copiato un Anfo di tipo artigianale, ma che... diciamo con risultati sicuramente non a livello dell'Anfo.
Per farlo esplodere era stato aggiunto un barattolo, all'interno del quale c'era del T-4 che doveva funzionare da booster, cioè da primo sistema innescante di tutta la massa esplosiva.
AVVOCATO Florio: Senta, e il T-4 che colore ha?
PRESIDENTE: Avvocato, ma mi scusi.
AVVOCATO Florio: Prego.
PRESIDENTE: Non è materia di queste cose. Quest'oggi ci dobbiamo occupare di tutta una serie di accertamenti...
AVVOCATO Florio: Ci arriviamo subito, ma mi sembra...
PRESIDENTE: Va bene, ma non ho capito perché non l'avete fatto al momento in cui i tecnici erano venuti a dirci di che cosa era composta la...
AVVOCATO Florio: Presidente, mi consideri irrilevante la domanda e chiudiamo anche per brevità la...
PRESIDENTE: Sennò qui è un discorso che non finisce più.
AVVOCATO Florio: Va bene. Senta, quindi, per quello che concerne allora il colore delle micce possibili che invece è possibile trovare?
TESTE Massari: Le micce possono avere diversi colori. Cioè, abbiamo delle micce bianche, delle micce rosse, delle micce nere, delle micce viplate o delle micce catramate. Per quanto riguarda le micce detonanti sono tutte viplate, le micce a lenta combustione sono sia viplate che catramate.
Però non è che esiste in Italia una legislazione... è questa la cosa importante, che in Italia non esiste una legislazione che impone al produttore - cosa che per esempio a livello di controlli di Polizia avevamo chiesto - al produttore di mettere sulle micce un determinato colore che potesse servire a riconoscere immediatamente il tipo di miccia.
Praticamente se domani un produttore decide di produrre una miccia color arlecchino, come aveva pensato di fare una certa ditta che c'ha sede in Abruzzo, la produce color arlecchino e nessuno gli può dir niente.
Quindi diciamo che io le posso rispondere su quelle di tipo commerciali che conosco, ma non in senso assoluto su quali sono i colori delle micce.
AVVOCATO Florio: Senta dottor Massari, volevo tornare un attimo all'incarico del 20 settembre '95, per intendersi a Capena. Volevo un chiarimento: lei poc'anzi, rispondendo alle domande del Pubblico Ministero e anche dei colleghi, parlava che vi erano tracce di sostanze di esplosivo sulla corda e sui frammenti di nastro adesivo, mentre il terreno risultava negativo, se non vado errato.
Come può spiegarsi questa discrasia?
TESTE Massari: Intanto, come ho anche spiegato su esplicita domanda del P.M. dottor Chelazzi, in alcuni punti del terreno delle leggerissime tracce le avevamo trovate. Fermo restando che non è detto che la quantità di esplosivo presente nella corda, nel frammento di corda, perché anche in questo caso parliamo di frammento...
AVVOCATO Florio: Frammenti, certamente.
TESTE Massari: Sia tale da poter trasferire al terreno, immediatamente a contatto, le tracce esplosive. O le tracce che trasmette sono così basse che potrebbero essere al di sotto dei limiti dello strumento che abbiamo utilizzato.
Rimane il discorso che io ho trovato un segnale molto forte per quanto riguarda un frammento di scotch e un frammento di corda; dei segnali molto deboli per quanto riguarda gli altri tre frammenti di scotch e dei segnali debolissimi in alcuni punti del terreno. Che però non sono in grado di dire se erano nelle immediate vicinanze, ripeto, perché uno quando scava non è che scava e fa un'indagine, un'osservazione microscopica delle parti che estrae. Quindi a un certo punto è venuto fuori il pezzo di corda e sono venute fuori le parti di scotch.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta, sempre stando all'incarico del 20 settembre '95, parlo in questa occasione della autovettura il cui titolare era tale Scarano Massimo, quella a targa Rieti per intendersi.
Lei ha parlato di allarme di pentrite e di EGDN. Ora io volevo sapere, in termini il più possibile semplici, cosa si intende per allarme? Perché lei più volte ha parlato in questo termine, diciamo così, è venuto fuori più volte, però...
Cosa si intende appunto per allarme di una sostanza esplosivistica?
TESTE Massari: Diciamo che l'allarme in questo caso è direttamente collegato alla standardizzazione del sistema. Cioè il sistema viene standardizzato in maniera tale che quando la quantità supera una certa soglia e lo strumento sta diventando cieco, cioè sta andando in overload, dà un segnale di allarme, proprio si accende una lampadina rossa che dice: guarda che in questo caso io sto esaminando un'elevata quantità di esplosivo. E quindi lo strumento dà proprio un segnale di allarme. Definito come segnale di allarme dalla ditta costruttrice.
Che però, ripeto, non ha nessuna correlazione a livello quantitativo, sulla quantità reale di esplosivo che è transitata all'interno dello strumento.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta, anche su questo, parlo di via Ostiense in questo momento, mi sembra di aver capito - le chiedo una brevissima conferma, come è ovvio ritengo - ma gli elementi atmosferici: l'aria, l'acqua e simili, possono deteriorare in maniera irreparabile le sostanze reperite?
TESTE Massari: Gli esplosivi di cui stiamo parlando, sono tutti insolubili in acqua.
E quindi l'aria sicuramente no; l'acqua, essendo insolubile quindi automaticamente, non solubilizzando, non li dovrebbe portar via.
Però ci abbiamo un fenomeno meccanico di lavaggio che potrebbe, in qualche modo, alterare o spostare alcune sostanze trascinandole via.
E' questa la ragione per la quale, una volta che noi abbiamo per così dire forato questo strato protettivo fatto dalla crosta di terra che si era indurita dall'erba e da tutto ciò che praticamente aveva creato una specie proprio di crosta sul terreno sottostante, nel momento in cui lo abbiamo forato, si è pensato di proteggere il terreno sottostante da eventuali lavaggi - visto che avevamo bisogno di pochi giorni - per evitare interferenze.
E' stata una precauzione diciamo ulteriore per cercare di proteggere poi diciamo i campionamenti che abbiamo fatto dopo quattro-cinque giorni.
AVVOCATO Florio: Senta, è possibile - ora io gliela formulo in modo assolutamente da profano, è chiaro - allorché il detonatore è accanto a gelatina e tritolo, è possibile che, diciamo così, scoppiando il detonatore, non vi sia una esplosione di gelatina e di tritolo?
TESTE Massari: Mah, se parliamo di tritolo, non solo è possibile, ma altamente probabile. In quanto il tritolo, come abbiamo detto più volte, essendo un esplosivo sordo, deve essere bene innescato.
Quindi, il detonatore è bene che sia inserito nella massa del tritolo. Per quanto riguarda invece una gelatina, soprattutto se è una gelatina ricca di nitroglicerina, potrebbe anche essere innescata per simpatia di una esplosione che avviene nelle immediate vicinanze del candelotto di gelatina.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta, l'ultimissima domanda: lei prima ha differenziato esplosivi di tipo commerciale, da esplosivi di tipo militare, mi è sembrato così di aver capito.
Senta, ma con quanta facilità sono reperibili, sia gli uni che gli altri?
TESTE Massari: Guardi...
PRESIDENTE: Avvocato - mi scusi dottore - su questo tema c'è stata una lunghissima serie di domande...
AVVOCATO Florio: Mi ricordo, anche su domande...
PRESIDENTE: ... nelle udienze precedenti.
Io non riesco a capire. Ma le risposte sono state date da tutti i testi a cui le domande sono state rivolte.
Non si può, ogni volta che, dato che il consulente è sempre quello, si riapre il discorso e non lo si finisce più.
AVVOCATO Florio: No...
PRESIDENTE: Abbiate pazienza, ci sono tante cose da chiedergli, se credete, su quelle cose, su quelle relazioni che ha depositato questa mattina, o ora, anzi.
E' un discorso che è stato già fatto ampiamente.
AVV. Cianferoni: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato, non gli ho dato la parola.
AVVOCATO Florio: Quindi, non lo so, se è irrilevante la domanda, ovviamente...
PRESIDENTE: No, la domanda è stata esaurita ampiamente.
AVVOCATO Florio: Va be'. Io non ho altre domande, allora, al teste.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande per questo teste?
Allora è in libertà. Possiamo dare atto che deposita le relazioni degli accertamenti di cui è stato incaricato.
AVVOCATO Gramigni: Presidente, non sul consenso delle parti, per quanto mi riguarda.
Avvocato Gramigni, difesa di Filippo Graviano.
Credo che le eccezioni che avevo preannunciato stamattina...
PRESIDENTE: Avvocato, le eccezioni saranno proposte alla fine di questa cosa.
AVVOCATO Gramigni: No, cioè...
PRESIDENTE: Quindi, queste eccezioni, oggi non hanno nessun senso.
AVVOCATO Gramigni: Comunque, per il verbale...
PRESIDENTE: Le abbiamo già dette questa mattina.
AVVOCATO Gramigni: Certo. Per il verbale: vi è opposizione da parte di questa difesa che vengano prodotti gli elaborati del dottor Massari.
PRESIDENTE: L'opposizione deve essere motivata.
AVVOCATO Gramigni: Poiché trattasi di accertamenti irripetibili svolti sulla base di un atto nullo, ovvero di un accertamento il cui compimento non è stato preceduto dall'avviso al difensore, ex articolo 260 del Codice di procedura penale.
Quindi, per combinate disposte degli articoli 260, 117 disposizione di attuazione, 178 lettera C e 180, credo di dover rilevare che trattasi di atto nullo, i cui risultati dunque debbono ritenersi inutilizzabili.
Ed, in questo senso, quindi mi oppongo a che vengano acquisiti - gli elaborati scritti - dalla Corte.
Salvo naturalmente la raccomandazione a non utilizzare i presentati all'esame odierno, per la decisione.
PRESIDENTE: Gli altri difensori?
AVV. Cianferoni: Ci si associa, Presidente. Era questo ciò che volevo dire.
AVVOCATO Florio: Si associa ovviamente anche la difesa di Lo Nigro e Giacalone: avvocato Florio.
PRESIDENTE: Bene. Alla luce delle considerazioni che sono state svolte nella ordinanza di questa mattina, la eccezione viene momentaneamente respinta.
Nel senso che la Corte si riserva di decidere all'esito dell'esame di questi testi.
Nel frattempo, in via provvisoria, vengono ammessi e ovviamente, qualora la decisione della Corte dovesse essere nel senso dell'accoglimento della eccezione, si revocherà la presente ordinanza.
Lei può andare. Grazie.
*TESTE Massari: Grazie.

*TESTE Vadalà: Grazie, buonasera.
PRESIDENTE: Per cortesia, ci vuole dire il suo nome e cognome.
TESTE Vadalà: Mi chiamo Vadalà Gianni Giulio.
PRESIDENTE: Lei ricorda che è già stato sentito da questa Corte in questo dibattimento e ricorderà anche che a suo tempo ha letto una formula che sostituisce il giuramento ma che costituisce comunque per lei un impegno a ragguagliarci su tutti gli accertamenti fatti, tutte le cose che conosce, senza nascondere nulla di quanto è a sua conoscenza.
TESTE Vadalà: Lo ricordo.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può cominciare.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottor Vadalà, oggi non c'è modo di svolgere compiutamente il suo esame, però, visto oltretutto che su disposizioni che sono state impartite dal Pubblico Ministero, sono stati fatti venire qua dei reperti, questi reperti vorremmo evitare insomma che vadano avanti e indietro senza che la Corte e le altre parti ne abbiamo diretta e precisa conoscenza. Ecco, io vorrei chiederle - e poi penso che ci fermeremo qui - di illustrare soprattutto i reperti che stanno negli involucri più grandi, così lei ne indica alla Corte la provenienza, li fa anche fisicamente vedere, si munisce di un paio di forbici, di un coltello, di quello che è necessario.
Vorrei che prima di cominciare a tagliare, strappare, lacerare nastri si potesse visione di come è chiusa questa roba, sigillata, ci sono diciture, scritte...
PRESIDENTE: Ce li porta qui davanti per cortesia?
PUBBLICO MINISTERO: La cosa migliore magari, è presentarli proprio davanti alla Corte.
Ispettore Benelli, le spiace dare una mano al dottor Vadalà.
PRESIDENTE: Va bene, va bene.
Hanno visto i difensori?
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Bene.
PUBBLICO MINISTERO: Se vogliono, qualcuno dei difensori si può avvicinare, così per vedere...
PRESIDENTE: Si dà atto a verbale che sono stati esaminati due involucri che sono chiusi da nastro scotch, con alcune targhe indicative o scritte indicative; risulterebbero, almeno apparentemente, integri.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, bisogna che il dottor Vadalà ce lo assicuri lui che sono integri.
PRESIDENTE: Io lo posso giudicare a distanza...
PUBBLICO MINISTERO: Ha ragione, Presidente. E' per questo che dicevo che il dottor Vadalà ci spieghi come son chiusi, che cosa c'è sopra, che adesivi, diciture, sigilli, dirà quando li ha chiusi.
TESTE Vadalà: Questi materiali sono stati prelevati e chiusi a termine degli accertamenti tecnici eseguiti sulla base dell'incarico del 22 novembre 1995.
Nel corso degli accertamenti tecnici, abbiamo preso la decisione di svuotare le due pacchi originali di esplosivo, mantenendo gli involucri.
PRESIDENTE: Potrebbe per nostra conoscenza, perché noi non sappiamo quasi mai niente.
TESTE Vadalà: Benissimo.
PRESIDENTE: A che pacchi si riferisce, quando sono stati rinvenuti, dove, eccetera.
TESTE Vadalà: Allora, i pacchi sono stati rinvenuti in località Le Piane, comune di Capena, all'altezza del chilometro 32121 della linea ferroviaria Roma-Firenze in data 16/11/95.
Il sequestro è stato eseguito ad opera della Polizia di Stato e persona dell'Antisabotaggio ha fatto la prima verifica dell'assenza di materiali innescanti attivanti.
Quindi, ha trovato esclusivamente questi due involucri seppelliti su una scarpata. E come tali li ha sequestrati.
PRESIDENTE: Scarpata della ferrovia.
TESTE Vadalà: Della ferrovia, sì. Nei pressi della ferrovia.
Non ero presente al luogo, per cui ho solo avuto l'immagine del rinvenimento.
Erano sepolti sotto terra.
PRESIDENTE: Ah, sepolti?
TESTE Vadalà: Sì.
PRESIDENTE: Sepolti sotto terra, sì.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE Vadalà: Dopodiché nel giorno 22 novembre il dottor Chelazzi ha dato l'incarico, mi ha dato l'incarico di analizzare questo materiale.
E noi abbiamo provveduto a stabilire la natura delle sostanze contenute nei due involucri, ne abbiamo determinato la confezione percentuale, nonché ogni altro atto che poteva essere utile alle indagini relative al procedimento penale in atto.
Vorrei far vedere come si presentavano gli involucri, e ce li abbiamo qua in fotografia.
Allora, trattasi di due forme di...
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Vadalà, abbia pazienza.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'abbiamo delle foto migliori.
PRESIDENTE: Perché qui francamente...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, perché il dottor Vadalà ha una copia.
PRESIDENTE: Ah...
PUBBLICO MINISTERO: Quella che mostrava.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE Vadalà: Ecco, come si può vedere dalla foto - leviamo un po' di riflesso, ecco - si ha due involucri di forma pressoché cilindrica del diametro di una sessantina di centimetri e del peso di circa 60 chili. Specificherò in seguito quali sono le pesate esatte fatte sui materiali.
Sono completamente ricoperte da nastro adesivo e le abbiamo denominate: una pacco A, e un'altra pacco B.
PRESIDENTE: Molto originale.
TESTE Vadalà: Era l'unico modo per poterle distinguere.
PRESIDENTE: Per carità! Scusi, ogni tanto una battuta ci vuole.
TESTE Vadalà: A quest'ora sì.
All'estremità non possiamo notare - e lo indico con la penna - dei frammenti di corda che fuoriescono dall'involucro. E' un cordino bianco di circa 6 millimetri di diametro.
PRESIDENTE: Forse sarà 6 e 27, no?
TESTE Vadalà: Eh?
PRESIDENTE: Forse sarà 6 e 27, no?
TESTE Vadalà: Io non mi son messo a misurarlo lì, però...
PRESIDENTE: L'hanno misurato altri.
TESTE Vadalà: Sì. Questi due pacchi erano avviluppati da nastro adesivo comune per imballaggi di colore marrone.
L'opera che noi abbiamo fatto, è stata quella di verificarne il contenuto. Però, non abbiamo voluto andare alla cieca, abbiamo voluto fare, documentare tutte le fasi di apertura. Anche per capire quali erano le modalità di confezionamento, che era forse la cosa più importante che ci interessava.
In quest'altra foto vediamo che con un bisturi abbiamo intagliato la corticola esterna e ci siamo accorti che sotto lo strato di scotch, oltre a delle cordicelle che lo tenevano avviluppato, c'erano dei sacchetti della nettezza urbana di colore nero; sacchetti in polietilene.
La massa si presentava, la massa all'interno si presentava in forma estremamente compatta; tant'è vero che per aprirla abbiamo dovuto usare degli scalpelli. Scalpello e mazzetta.
Dopo l'operazione di scalpellatura - proprio detta in termine edile, perché altra forma non si poteva ottenere - abbiamo recuperato una serie di gampinatura all'interno. Quale era il motivo? Capire se la massa presente nel pacco, fosse di carattere omogeneo o meno.
E questo lo abbiamo fatto per tutti e due i pacchi. Però abbiamo avuto l'accortezza di effettuare un'apertura non grandissima in un pacco. Il motivo era che volevamo conservare per quanto possibile la forma originaria, che poi farò vedere, di questo involucro.
Questa è la massa di sostanza così come si presentava: si vede una sostanza pulvirolenta di color ocra presente con, associato a diversi grumi di varia forma.
A un esame diciamo morfologico del prodotto, avevamo la presenza di un materiale pulvirolente finemente macinato e di carattere omogeneo.
Non c'erano grosse discontinuità fra la foggia e la forma del materiale presente.
Il pacco denominato A, risultava al peso contenere circa, avere un peso di circa 62 chili e 300 circa. Mentre il pacco B era circa, di circa 60 chili e 900.
Grosso modo avevano dimensioni estremamente paragonabili fra di loro.
Come ho citato prima, nel pacco B era molto ben visibile, ma anche nel pacco A, i resti di una cordina che devo immaginare fosse stata messa ad hoc a forma di manico per poter movimentare meglio questi pacchi, questi oggetti. Che, devo dire, sono piuttosto poco agevoli da spostare se non hanno queste manigliette.
Nella foto che noi vediamo, abbiamo fatto una piccola sezione per far vedere un po' com'era costituito l'involucro.
In questa foto abbiamo il prelievo del reperto D, abbiamo fatto un carotaggio all'interno del materiale.
In questa foto vediamo l'operatore che con i guanti e con un bel cucchiaione cerca di scavare in questa massa estremamente compatta. Questo per dimostrare proprio l'estremo intasamento di questo prodotto.
Alla fine, tutto il materiale è stato raccolto in due sacchi di materiale plastico abbastanza robusto per essere poi conservati presso i depositi militari perché una massa di esplosivo così, non è logico tenerla in uffici o in posti non idonei.
Ecco, a dimostrazione di quanto era compatta basta vedere come affondavamo la vanghetta all'interno del manufatto.
Ok, ora se la Corte me lo permette, apro uno dei pacchi. Inizierei col pacco numero 2 perché? Perché lì c'è il manufatto che noi abbiamo conservato nelle fogge e nelle condizioni più idonee.
Premetto che metto i guanti perché...
PRESIDENTE: Prego, prego.
TESTE Vadalà: .. per non sporcarmi.
PRESIDENTE: Se il Pubblico Ministero nel frattempo ci dà notizia degli estremi di quel volume di fotografie?
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, queste foto che sono state mostrate fanno parte degli allegati alla relazione quella che i consulenti hanno già realizzata a richiesta del Pubblico Ministero datata 22 novembre 1995, quindi la loro collocazione è nel fascicolo degli atti del Pubblico Ministero, è esattamente il volume 4 e le pagine sono da 2613 in avanti. Queste sono le fotografie che sono state...
Comunque, ripeto, si tratta degli allegati alla relazione redatta in esecuzione dell'incarico 22 novembre 1995; relazione che è datata 29/12/1995, depositata direttamente al Pubblico Ministero il 30/12/1995.
TESTE Vadalà: Il manufatto si presenta nella stessa forma e nelle stesse dimensioni con cui è stato rinvenuto. Fatti salvi i tagli e le aperture necessarie per gli accertamenti tecnici.
Al momento è riempito di segatura.
E' fortemente contaminato. Chiunque adesso gli facesse un'analisi sulle mani o sui vestiti, rischierebbe di trovare una grossa quantità di tritolo. Lo stesso lavoro che ho fatto adesso nell'aprire, ha inquinato fortemente anche la moquette. Per cui, il Tribunale potrebbe essere interessato a un fenomeno di terrorismo indotto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non so se sia indispensabile aprire il secondo pacco dopo che lei ha spiegato...
PRESIDENTE: Mah, io direi che è più che sufficiente, almeno che i difensori non abbiano delle richieste particolari.
TESTE Vadalà: Il secondo pacco contiene nient'altro che alcuni elementi sconfezionati del primo pacco. Il secondo pacco è stato completamente smembrato per vedere com'era effettivamente costruito all'interno.
PRESIDENTE: C'è esplosivo ancora dentro?
TESTE Vadalà: No, sono solo... la parte esterna della confezione.
PRESIDENTE: Quindi, l'esplosivo non c'è più?
TESTE Vadalà: L'esplosivo inteso come massa, no.
PRESIDENTE: No.
TESTE Vadalà: Ma sono tutti e due fortemente contaminati.
PRESIDENTE: Certo, ma la contaminazione non è che di per sé produce...
TESTE Vadalà: Nel mio lavoro però mi disturba.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Vadalà, quello che mi pare lei potrebbe utilmente illustrare alla Corte e a tutti nei minuti che restano, - io son stato qualche secondo nell'altra stanza, non ho potuto seguirla, non so se ha già chiarito alcune cose - la composizione di questo materiale attraverso il tipo di prove che sono state eseguite e poi una certa serie di saggi che voi avete eseguito in punto di stabilità, sensibilità, insomma quelle che ho ragione di pensare siano le cosiddette verifiche tradizionali sulle caratteristiche di un esplosivo di un tipo o di un esplosivo di un altro tipo.
TESTE Vadalà: Certamente. Il primo tipo di accertamenti tecnici...
PUBBLICO MINISTERO: Pensa che questo discorso in una decina di minuti di poterlo sviluppare?
TESTE Vadalà: Tranquillamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Vadalà: Il tipo di analisi che si fanno su un manufatto di questo genere, qualsiasi sostanza esso contenga, sono: primo, accertarne la natura.
Un metodo estremamente, abbastanza rapido e abbastanza efficiente per fare il solito, cristallino come questo, è la diffrattometria coi raggi X. In pratica, ogni elemento cristallino sottoposto a un raggio X di una certa angolazione, emette uno spettro di rifrazione caratteristico. Spettro che è legato solo a quella sostanza. Quindi è un mezzo identificativo del cristallo.
Le analisi hanno dato la presenza di solo 2-4/7 di trinitrotoluene, cioè TNT.
Abbiamo proseguito negli accertamenti perché avendo una quantità notevole di materiale, ci siamo voluti sbizzarrire a cercare di qualificarla. Cioè, sapere nel modo più ragionevole da quale provenienza merceologica potesse essere, potesse derivare.
Abbiamo effettuato anche un'analisi per microscopia elettronica a scansione, abbinata a microsonda a dispersione di energia, chiamata questa tecnica SMEDX, e ci ha permesso di evidenziare la presenza di tracce di ferro e di altri elementi.
Dopodiché abbiamo detto: bene, confermiamo quanto abbiamo trovato in diffrattometria con mezzi chimici.
La diffrattometria è un mezzo essenzialmente fisico, una spettroscopia fisica.
Quindi abbiamo analizzato il materiale dall'interno con il GC-TEA, è un mezzo un po' strano per accorciare un integro, come noi diciamo. Perché il GC-TEA essenzialmente è fatto per analizzare piccole tracce di residui. Lo abbiamo volutamente accecato l'apparecchio per cercare di vedere le tracce di altre sostanze esplosive. Cioè, abbiamo avuto una massa enorme, un segnale fortissimo per la quantità principale e diciamo, non ne abbiamo tenuto conto perché siamo andati a guardare la zona del cromatogramma dove erano presenti i residui. E abbiamo avuto modo di accertare ovviamente il TNT presente in larghissima quantità con tracce di dinitrotoluene e DNT.
Sono sostanze che mediamente sono presenti sempre anche come residui di sintesi.
La fase successiva è stata quella di fare una gascromatografia con spettrometria di massa. Dando proprio il fiocchetto alla molecola.
E, qui abbiamo trovato tritolo puro, tritolo molto puro.
Abbiamo ancora fatto delle analisi con cromatografia liquida e anche qui abbiamo il responso di tritolo puro in tutti i campioni esaminati, sia del pacco A che del pacco B.
Abbiamo proseguito in queste analisi estremamente fini, utilizzando la spettrometria di massa a triplo quadrupolo o tandem-massa. Qual era lo scopo? Verificare la presenza di altre sostanze in tracce che potessero indicarci la provenienza.
Quindi, abbiamo fatto in modo che lo strumento - e con questo strumento che noi abbiamo è possibile - non leggesse assolutamente il tritolo, o lo leggesse in quantità molto ridotta. Mentre invece abbiamo esaltato la sua capacità di leggere altre sostanze, altri esplosivi.
E abbiamo potuto evidenziare la presenza di tracce di T-4, come forma di contaminazione.
Quindi, una massa di tritolo molto puro con tracce di T-4.
Dopodiché si andava di dire: da dove viene adesso questo tritolo in funzione delle sue caratteristiche balistiche? Sono state fatte una serie di prove presso società che trattano e lavorano in esplosivi, in particolare ... di Colle Ferro; e, da una serie di accertamenti tecnici che riguardano le caratteristiche chimico-fisiche dei materiali, si è potuto stabilire che il materiale presente, il tritolo presente proveniva da recupero. Bisogna citare adesso il fatto che quando il tritolo viene prodotto di prima sintesi, viene prodotto sotto forma di una particolare polverino che ha delle ottime caratteristiche di stabilità e soprattutto ha un particolare punto di fusione.
Quando questo tritolo, di prima sintesi viene lavorato sia per compressione, che per fusione, che per lisciviazione, perde quel caratteristico punto di fusione.
Per cui viene classificato come tritolo da scaricamento. E' sempre un esplosivo, ma non è più idoneo per fare un certo tipo di lavorazione meccanica. Che potrebbe essere la trefilatura all'interno di una granata, la costruzione di cartucce particolari o altri impieghi che richiedano delle caratteristiche termo-meccaniche adeguate.
La provenienza di questo tipo di scaricamento, potrebbe essere da un residuo di un ordigno militare e ciò potrebbe trovare giustificazione anche dalla presenza di tracce di T-4.
Molti ordigni militari presentano nella massa della carica principale, piccoli busterini che vanno dai 100 ai 500 grammi di esplosivo ad altissimo potenziale come il T-4.
Quindi, una delle ipotesi che si potrebbe fare sulla provenienza, potrebbe essere quella della apertura di un vecchio ordigno o del decommissionamento, quindi da ... di materiale militare in genere, per lisciviazione o per altre tecniche di svuotamento di questi oggetti.
Secondo il mio punto di vista personale, ritengo che questo sia avvenuto semplicemente per apertura di qualche grosso ordigno militare, ordigno di media grandezza. La lisciviatura lascia sempre delle tracce disomogenee all'interno del... e poi questo era macinato molto finemente, cosa che normalmente in fabbrica non viene mai fatto, per gli alti costi di lavorazione.
Il tritolo ha ottime caratteristiche esplosive come è dato dalle, diciamo dall'analisi dei dati balistici.
Riassumo brevemente le conclusioni: i dati analitici e balistici ottenuti confermano che i campioni di sostanze in esame sono costituiti da tritolo praticamente puro - quindi abbiamo un buon livello di purezza -, il fatto che sia stata identificata anche una quantità in tracce di T-4, non modifica quanto affermato.
La spiegazione della provenienza di questo T-4 può essere associata o a fenomeni di contaminazione nell'atto della lavorazione: beh, diciamo un pacchetto di T-4 oppure di compound-B che contiene T-4, o addirittura della presenza casuale in questa massa di esplosivi di natura diversa sempre recuperati da ordigni militari.
Ha qualche altra domanda?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è in linea con questa ipotesi la presenza delle tracce di ferro?
TESTE Vadalà: Certamente. Proprio per questo io mi sono orientato più verso una dismissione di un vecchio ordigno militare piuttosto che sulla lisciviazione, che non comporta grossi tormenti meccanici all'involucro. Mentre invece, se io vado a aprire con un utensile metallico, una mazzetta con uno scalpello, una vecchia bomba di profondità, è facile che la ruggine possa trasferirsi facilmente in una massa del prodotto.
PUBBLICO MINISTERO: Non credo che la Corte sappia che cos'è la procedura di lisciviazione.
TESTE Vadalà: Sì, la vorrei spiegare in breve: se vogliamo vuotare una bottiglia - tanto è una granata di artiglieria - piena di tritolo, non si può andare lì dentro col cucchiaino. Perché la massa è fortemente compatta, fusa all'interno.
Allora si applica, si mette la bottiglia, cioè la granata arrovesciata su un beccuccio da dove viene infilato del vapore sovrassaturo all'interno della granata. Il tritolo fonde e scivola giù. Mano a mano che il vapore entra dentro la granata, la svuota letteralmente.
Alla base di questa vasca, c'è un sistema di raccoglimento di questo prodotto semifluido che è costituito essenzialmente da tritolo puro.
Questi banchi di lavorazione, però, sono usati anche per svuotare granate contenenti compound-B, che contiene T-4. Per cui se uno ... già va bene, il tritolo che si raccoglie sotto si può contaminare con la lavorazione precedente.
Ecco qui spiegato, la possibile spiegazione di questo genere di fenomeni.
Una volta che questa massa è stata rimossa dalla granata, l'oggetto metallico viene utilizzato come rottame ferroso e l'esplosivo, invece, viene asciugato, tritato, trafilato e reso a scagliette. E che poi è questa la conformazione commerciale del tritolo venduto nelle fabbriche, dove viene impiegato anche per usi... viene impiegato essenzialmente per usi civili. Proprio perché, le caratteristiche di punto di fusione, di altri requisiti che sono richiesti in campo militare, non prevedono che sia più caricabile in granate di artiglieria per impiego bellico.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottor Vadalà, a proposito del punto di fusione, non è né più e né meno la determinazione di un punto di temperatura dove avviene la fusione?
TESTE Vadalà: Sì, si fa così: si prende un...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nel nostro caso voi avete determinato un punto di fusione che...
TESTE Vadalà: Per entrambi i campioni che era di 76 e 515, per un altro era di 76 e 600, insomma, diciamo. Praticamente, erano al di sotto degli 80 gradi che sono in genere previsti per questo, per il grado di purezza necessario per...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi anche sotto questo profilo il tritolo nell'uno e nell'altro involucro sostanzialmente, sono?
TESTE Vadalà: Sono, praticamente, identici. Anche le curve di potere diciamo, di stabilità al calore...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Anche questo...
TESTE Vadalà: Sì.
(voci sovrapposte)
TESTE Vadalà: ... stabilità al calore, ha dato praticamente lo stesso indice e quindi, lo stesso sviluppo di gas. La sensibilità all'impatto per i due esplosivi, è praticamente la stessa. E parliamo di un valore di 960 millimetri contro 945. In pratica, è l'altezza, è la caduta di... si dice sensibilità all'impatto, l'altezza dalla quale facendo cadere un grave e ben determinato, provoca l'effetto detonante.
Quindi, oscillava come differenza di circa 15 millimetri e rientra tranquillamente nei valori accettati per questo tipo di materiali.
La sensibilità alla frizione, in pratica, è la capacità che hanno questi esplosivi di dare crepitio, strofinati su una particolare apparecchiatura e anche questa diciamo, ha fatto registrare i valori praticamente similari sempre in linea con questo tipo di materiali.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per quanto riguarda la cosiddetta velocità di detonazione, cosa....
TESTE Vadalà: Diciamo che i valori sono praticamente confrontabili col metodo di Friedrick, e abbiamo sempre 4280 metri al secondo per il campione A e 4300 per il campione B.
Praticamente, è una misura identica se presa con i dovuti sistema di rilevamento.
PUBBLICO MINISTERO: E rapportata agli standard di letteratura per il tritolo, siamo nei valori della norma?
TESTE Vadalà: Come materiale di tritolo, sì; come materiale di dolo di prima sintesi, no perché ormai ha subìto un primo processo di fusione per il primo caricamento; poi ha subìto dei processi di estrazione, di macinazione, per cui non rientrerebbe fra quelli che il Ministero della Difesa comprerebbe per i propri caricamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Questo dato, quindi, va inteso nel senso di una conferma che si tratta di un materiale per così dire, di risulta?
TESTE Vadalà: Sì, di riciclo più che altro.
PUBBLICO MINISTERO: Di riciclo.
Ecco, io direi di fermarmi qui e le altre domande alla ripresa.
Presidente, magari stabiliamo che cosa deve fare il dottor Massari di quei due reperti. Uno, l'ha sconfezionato, l'altro l'ha mantenuto integro.
PRESIDENTE: Li consegna alla segretaria che li custodisce, però, con le altre cose che ci sono state consegnate.
PUBBLICO MINISTERO: E' esattamente quello che volevo io.
PRESIDENTE: Eh, appunto.
PUBBLICO MINISTERO: Perché non volevo farli tornar via.
PRESIDENTE: No, no, perché è assurdo farli tornare avanti e indietro.
Bene, l'udienza riprende il 26 maggio, no, sì, il 26 maggio alle ore 9.00.
AVVOCATO: Presidente, le preannuncio ciò che lei già saprà che è stata deliberata per quelle date una astensione...
PRESIDENTE: Avvocato, ne parliamo il 26 mattina perché io spero che siano cose che vengono revocate. Anche perché vorrebbero dire cose molto interessanti per tutti noi.
PUBBLICO MINISTERO: Io ho bisogno di sapere se faccio tornare il dottor Vadala. E' molto semplice, qui è una cortesia dovuta a un professionista.
PRESIDENTE: ... già rinviato la data per poter essere certi di non fargli fare un viaggio ulteriormente inutile.
PUBBLICO MINISTERO: E allora non lo faccio tornare il 26?
PRESIDENTE: Non lo facciamo tornare il 26, e poi vediamo...
PUBBLICO MINISTERO: Allora dottor Vadalà, lei il 26 non deve tornare e il Presidente provvederà e io glielo farò sapere.
*TESTE Vadalà: Benissimo.
PRESIDENTE: Buonasera.
PUBBLICO MINISTERO: Buonasera.


udienza 2.6.1997

*TESTE Vadalà: Mi chiamo Gianni Giulio Vadalà.
PRESIDENTE: Lei ricorda l'impegno che ha assunto di deporre dicendo la verità e tutto quello che è a sua conoscenza?
TESTE Vadalà: Lo ricordo.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Allora dottor Vadalà, il 17 di maggio quando poi il suo esame fu sospeso, eravamo arrivati con le domande a illustrare determinati reperti, più esattamente ad illustrare determinati involucri che, oltre tutto, sono anche stati dal vivo presentati alla Corte. Quindi, ora con le prime cose che le chiederò, magari ricapitoleremo qualche cosa di cui si è già parlato.
Io proprio a partire da questi involucri per come si presentavano, per come lei li ha esaminati e per come anche si presentavano quando sono stati introdotti in aula, vorrei che lei ce ne facesse una descrizione per quanto riguarda complessivamente, le modalità di confezionamento di questi involucri.
PRESIDENTE: Vogliamo anche per cortesia, perché la Corte possa avere nuovamente la focalizzazione di ciò di cui si parla, non solo parlare degli involucri, ma anche del luogo e delle circostanze in cui sono state repertate. Solo per memoria, per rinfrescare la memoria.
PUBBLICO MINISTERO: Ora...
PRESIDENTE: Dico: è passato un certo periodo di tempo, e...
PUBBLICO MINISTERO: Ora, non è che li abbia repertati sul posto il dottor Vadalà...
PRESIDENTE: No, certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... come la Corte sa.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Qui, siamo a...
PRESIDENTE: Ma il Pubblico Ministero può anche limitarsi soltanto a ricordare in che circostanze sono stati.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Si tratta di due involucri che sono stati sequestrati in località Le Piane del comune di Capena, il 16 di novembre del 1995. Questi involucri sono stati alla base di una serie di quesiti, che sono stati posti ai consulenti tra i quali il dottor Vadalà in data 22/11/95. Tra gli altri consulenti, il dottor Massari e la dottoressa Bellomo che su questo argomento hanno già riferito in sede di esame e di controesame davanti alla Corte per l'appunto il 17 di maggio.
Ecco, quindi il dottor Vadalà, mi fa una cortesia se, ecco, spiega alla Corte che cosa erano questi pacchi, a cominciare dal modo con il quale ha accertato il loro confezionamento.
TESTE Vadalà: I due involucri, lo ricordo, erano stati denominati pacco A e pacco B, pesavano rispettivamente 63 chili... 62 chili e 300 il pacco A e 63 chili e 900 il pacco B.
La vicinissima dime... la dimensione molto simile dei due pacchi già diceva che potevano essere stati realizzati con tecniche molto simili. Cioè, praticamente erano frutto dell'opera di una stessa mano per modo di legare, per modo di nastrare. E soprattutto anche per la forma dell'involucro esterno.
Quando li abbiamo sconfezionati, abbiamo cercato - lo ricordo - di mantenerne uno intatto, cioè evitando di rompere quella che era la formula originale della confezione, sconfezionando però completamente un altro per valutare all'interno come fossero fatte proprio intimamente tutte le connessioni, le legature e la consistenza dell'involucro.
I due pacchi hanno un diametro grossomodo di circa una sessantina di centimetri, e sono realizzati con uno strato sovrapposto di parecchie volte di sacchi dell'immondizia, quelli comuni, per uso comunale, per i secchioni grossi.
Presumibilmente, avanzo un'ipotesi, erano posti in un recipiente praticamente grossomodo di quella forma, nel quale il tritolo polverizzato fu pressato fino a fargli raggiungere una certa consistenza e una certa densità.
Successivamente, per aumentare questa forma di compattamento, il materiale fu rigidamente legato con la lonza - tanto per dare un'idea molto casereccia del confezionamento - con dei cordini. Questo modo di serrare e di comprimere, a fatto sì che il materiale diventasse di una consistenza enormemente densa. Tant'é vero che quando dovemmo sconfezionare e aprire e recuperare le varie parti all'interno... noi facemmo una campionatura in più parti dell'involucro per valutare l'omogeneità del materiale, a volte quando uno confeziona un pacco, può trovare esplosivo di un tipo da una parte e altri esplosivi da un'altra parte. Quindi, facemmo dei carotaggi letteralmente nel senso della parola, nell'intera massa di 60 chili e passa di tutti e due i manufatti. Dovemmo usare degli scalpelli e dei martelli proprio per cercare di rompere tutto quanto.
Dopodiché, credo che l'accortezza del confezionatore fosse quella di mantenere il più possibile all'asciutto il materiale. Per cui, a questa forma di fogli di politene compressi e legati da cordini di vario tipo, fu aggiunta una ricopertura di nastro adesivo per pacchi; che, di più ha aumentato la compattezza del materiale, e ha dato delle caratteristiche di impermeabilità ai vari oggetti, al materiale contenuto all'interno.
Per manipolare il materiale, io faccio notare che esistevano delle cordicelle che sono, si vedono qua. Specialmente nel pacco B, dove probabilmente erano legati come due manici per poter manipolare questo grosso oggetto.
Tento a precisare: 60 chili non sono tantissimi per una persona normale da spostare. Grossomodo una macchina di una... una macchina di grossa cilindrata, di media e altra cilindrata. Diventano però difficili da spostare quando invece si tratta di materiale molto denso come questo. Quindi non c'è una... su questi manufatti, ricordo, non hanno una buona presa sulle mani proprio perché c'era questo scotch che lo avviluppava. Per cui, diciamo, due persone riescono a farlo abbastanza bene il trasporto, con i manici anche una persona può prendere il manufatto in modo agevole per poterlo manipolare.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei dottor Vadalà, stava spiegando che avete proceduto a una tecnica di campionamento che vi permettesse di stabilire se il materiale era omogeneo in tutte le parti, di ciascuno dei due involucri oppure no.
TESTE Vadalà: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Il risultato di tutto questo profilo, qual è stato?
TESTE Vadalà: Il risultato è stato che il materiale risultava perfettamente omogeneo in tutta la sua estensione e ricordo che trattavasi di tritolo presumibilmente proveniente da scaricamento. Da scaricamento di ordigni bellici sottoposto poi, probabilmente, presumibilmente a macinatura e a compattazione con le modalità che citavo prima. Probabilmente per dare questa forma così quasi ellissoidale, è stato usato un recipiente presumo. Ma moltissimo ha concorso il modo di legare questo oggetto e tenerlo fortemente stretto con dei cordini.
Questo può portare, diciamo, a una compattazione del materiale assai elevato all'interno.
Abbiamo fatto una valutazione che grossomodo, la densità era circa 1, 1, e 1. Un grammo per centimetro cubo. E, solitamente, è abbastanza buona quando si tratta di un materiale così, fatto in modo artigianale.
Con delle presse si riesce a arrivare aa pressare il tritolo fino a 1,4 grammi per millilitro. Però, si tratta di presse industriali, ovviamente. Si potrebbe arrivare anche a di più, ma poi lo scopo diciamo di compattarlo non ha più molto senso per gli impieghi a cui è destinato questo tipo di materiale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, anche in altre... in occasione dei suoi precedenti esami, lei ha spiegato quale era, quale potrebbe essere o quale è una buona tecnica di realizzazione di queste cariche anche provvedendosi al compattamento dell'esplosivo.
Ecco, quindi quello che lei ha accertato nel caso di specie con questi due involucri, è in linea con questa sua considerazione di carattere generale? Che aveva premesso, ripeto, negli altri...
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... esami?
TESTE Vadalà: Sì, sì. Sono compattati molto bene e soprattutto per il tipo di materiale che è stato utilizzato sono l'optimum che si può ottenere, utilizzando delle attrezzature non industriali. Ecco, questo è un po' quello che si vuole accennare con questo tipo di affermazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti dottor Vadalà, dunque lei qui ha portato giustamente gli involucri e non ha portato l'esplosivo.
TESTE Vadalà: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole ragguagliare la Corte sul come sono stati ottenuti, poi, i campioni, la loro custodia, dove si trovano attualmente, in che numero per ciascuno dei due involucri?
TESTE Vadalà: Sì. Allora, il 24 novembre del '95, abbiamo fatto una serie di aperture a tassello per primo, valutare com'era fatto il materiale, secondo per fare una serie di provini abbastanza variegati del materiale presente all'interno del manufatto.
Quindi abbiamo fatto 12 campioni in sostanza di provinature, 5 provini a tassello dell'involucro e 5 spezzoni di cordoncino bianco.
Analogamente, sono stati fatti prelievi similari a tutti e due... all'altro pacco.
Le sostanze sono... i prelievi sono stati fatti in doppio, di cui una parte è stata utilizzata per effettuare gli accertamenti tecnici; e un'altra parte è stata messa a disposizione dell'Autorità Giudiziaria per eventuali successivi accertamenti che si vogliono effettuare su questo tipo di sostanze.
Trattandosi di un materiale di cui ce n'era di disponibilità abbastanza grande, è stato abbastanza agevole realizzare tutto ciò.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che tipo di indagini - molto sinteticamente su questo punto, anche perché l'argomento è già stato illustrato da l'altro consulente - che tipo di indagini sono state fatte per stabilire, appunto, la composizione da un punto di vista qualitativo di questi due involucri.
TESTE Vadalà: Allora, tendo a precisare che il materiale era di dolo puro. Quando si dice "puro" si dice che era quantitativo di dinitrotoluene era presente nella massa oltre il 99%, quindi era materiale abbastanza per così dire, in termine chimico, buono di qualità.
Le analisi che ho eseguite le cito tutte quante, tant'é vero che... tant'é hanno dato gli stessi risultati.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, proprio li citi solamente, dottor Vadalà.
TESTE Vadalà: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non occorre che...
TESTE Vadalà: Sì. Darò soltanto dei chiarimenti quando devo giustificare con certe analisi perché ho fatto un certo tipo di indagine.
Con la diffrattometria a raggi X, diciamo, abbiamo ottenuto tritolo.
Con la microscopia a scansione con... abbinata a microsonda a dispersione di energia, abbiamo trovato tracce di ferro. Quest'analisi ci ha detto che il manufatto che conteneva il tritolo, era costituito da un materiale metallico ferroso.
Con la gascromatografia abbiamo trovato... le analisi GC-TEA, abbiamo trovato tritolo con tracce di DNT. Il DNT è sempre compatibile con il tritolo in quanto è presente per due fenomeni: uno, piccole tracce provenienti dalla sintesi; o quando è esploso, tracce provenienti dalla demolizione.
PUBBLICO MINISTERO: Nel nostro caso, quindi?
TESTE Vadalà: Sicuramente è proveniente da sintesi. Quindi, è da escludere una demolizione del tritolo in quanto c'era la massa era prevalente, non era esplosa.
Poi, in gascromatografia e spettrometria di massa, abbiamo trovato tritolo, abbiamo confermato la presenza di tritolo.
Tengo a citare che sarebbero bastate due o tre analisi. Siccome, avevamo le macchine in funzione, le abbiamo fatte con tutte quelle tecniche che avevamo a disposizione per avere sempre una maggiore sicurezza nelle conferme.
In cromatografia liquida, altre prestazioni, abbiamo verificato la presenza quantitativa del tritolo.
Con la spettrometria di massa a triplo-quadrupolo, abbinata alla cromatografia liquida LC MSMS, abbiamo trovato certamente tritolo con tracce di T-4.
Qui bisogna dire due parole, in quanto questo T-4 è proveniente presumibilmente da inquinamento dovuto ad altre cariche presenti nel manufatto originale.
In ordigno militare sono presenti delle piccole pasticche chiamate booster che servono a velocizzare la reazione esplosiva, e che nella fattispecie possono essere state smontate dall'ordigno e messe a macinare insieme a tutta questa massa. Quindi, ci si spiega perché questa quantità di T-4 è così finemente dispersa in tutta la massa. La troviamo quasi sempre in forma più o meno, in quantità più o meno variabile, ma la troviamo diffusa in tutta la massa di questo tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Vadalà, può esemplificare qualche cosa sul conto di questi ordigni bellici in cui il tritolo si accompagna alla presenza per quella specifica ragione e finalità...
TESTE Vadalà: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... del T-4? Tanto per dare un riferimento... non che la Corte sia, come io non sono...
TESTE Vadalà: Citiamo una testata di un siluro, la testata di un siluro mediamente contiene dai 300 ai 500 chilogrammi di tritolo, o tritolo... che come ben si sa è un esplosivo abbastanza sordo, quindi, ha bisogno di una gran quantità di ossigeno per bruciare. Allora per aiutare l'esplosione, per renderla più veloce e quindi conferire energia detonante a tutta la massa in modo quasi istantaneo, si predispongono nelle vicinanze del detonatore delle cariche cilindriche o rettangolari a seconda della foggia dell'arma o del tipo di arma, di un esplosivo ad altissimo potenziale, ad altissima velocità di detonazione come è il T-4, o come in alcuni casi, è la pentrite. Di recente abbiamo trovato delle cariche cave di... per demolizione americane residuate dell'ultima guerra che contenevano tritolo e pentrite, anziché tritolo e T-4. Quindi la pentrite ha la stessa velocità...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha parlato dei siluri.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, siluri e quindi armamento bellico...
TESTE Vadalà: Di carattere tradizionale.
PUBBLICO MINISTERO: ... analogo, voglio dire.
TESTE Vadalà: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nelle sue conoscenze, atti di rinvenimento di ordigni bellici con la presenza appunto di tritolo come materia esplosiva primaria e eventualmente, T-4 come additivo - chiamiamolo così - nella sua esperienza - ripeto - si sono verificati, si verificano nel territorio dello Stato italiano negli ultimi anni?
TESTE Vadalà: Sì, sono abbastanza frequenti. Tendo a citare alcuni esempi: uno è una nave a Reggio Calabria, la Laura C. affondata nel '44 con 700 tonnellate di tritolo, in pari. Altri casi li abbiamo trovati e li ho trattati personalmente, a Palermo dove ho fatto delle analisi a dei campioni di tritolo provenienti appositamente dallo scaricamento di ordigni bellici, nella zona di Trapani, Marsala credo, sì, in quella zona là.
Altri casi di rinvenimenti di... o di depositi di materiali, grosse quantità di questo materiale si trovano, mi sembra di ricordare, nella zona intorno a Bari, dove alla fine della guerra furono scaricati in mare notevoli quantità di questi esplosivi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottor Vadalà - la interrompo - quindi, questa ipotesi che collega questo materiale ad un qualche ordigno o a più ordigni scaricati, secondo lei, è naturale come dire?, la naturale conclusione dalla analisi di ciò che componeva...
TESTE Vadalà: Non solo.
PUBBLICO MINISTERO: ... esattamente il contenuto di questi pacchi?
TESTE Vadalà: Non solo, non solo.
PUBBLICO MINISTERO: E per il tritolo - mi perdoni - e per il T-4 e per le tracce di ferro?
TESTE Vadalà: Non solo di quello, ma anche diciamo delle caratteristiche balistiche del materiale. Ci siamo avvalsi del laboratorio della SNIA PPD di Colle Ferro per effettuare una serie di accertamenti tecnici volti a qualificare il tipo di materiale. Qualificare un tipo di materiale significa caratterizzare un materiale in funzione del suo impiego.
Quindi, praticamente è stato dato un certo quantitativo anche abbastanza elevato, prelevato dai due campioni e verbalizzato nel corso della relazione tecnica, con i quali sono stati eseguite delle prove che la SNIA PPD esegue normalmente sui materiali che compra all'estero per produrre o caricare materiali di armamento.
Quindi abbiamo fatto seguire a questo tritolo, la stessa procedura che viene eseguita a un tritolo di acquisto per verificare se le sue caratteristiche erano comparabili con quelle usato per il caricamento di altri manufatti militari della stessa categoria.
Ora, le... diciamo, a parte la frazione di residuo non volatile solubile in acqua che, praticamente, ci dice che è un tritolo puro, quindi non è un amatolo - non è una miscela di tritolo e nitrato di ammonio, come capita su molti manufatti militari dell'ultima guerra: che per risparmiare tritolo, aggiungevano nitrato di ammonio come sale ossigenato additivo. Qui, invece siamo in presenza di tritolo puro. Tant'è vero che l'analisi per punto di fusione, eseguita sia in calorimetria differenziale, che in termo... ci dà un valore di punto di fusione abbastanza simile: 76 e 515 per il pacco A e 76 e 600 per il pacco B. Quindi sono due valori estremamente identici. Questo già ci fa capire che vengono da una stessa fonte di lavorazione.
Analogamente, il punto di fusione è verificato con altra tecnica, con l'analisi termogravimetria, ci dà dei valori di 78 e 4, e 78 e 5.
Vorrei un attimo illustrare alla Corte che la differenza di misurazioni ottenute non è che indica che un metodo è più o meno affinato o raffinato dell'altro; indica due modi diversi di leggere un punto di fusione. Che sono caratteristici di una sostanza. Inoltre, l'esplosivo è risultato abbastanza stabile al calore, quindi indica una produzione diciamo, praticamente corretta e quindi non priva di elementi che possono portare instabilità del campione stesso.
Il saggio della sensibilità all'impatto, in pratica, non è altro che un saggio chimico-fisico con la quale si verifica l'altezza dalla quale un ... del peso di 5 chili, fa effettuare un certo... dà luogo a certi fenomeni di carattere balistico.
Per entrambi i campioni è stato riscontrato un valore di 960 per il campione A e 945 per il campione B. Anche qui, in questo campo...
PUBBLICO MINISTERO: 960, mi scusi?
TESTE Vadalà: Millimetri, scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. L'altezza?
TESTE Vadalà: L'altezza. Quindi, diciamo, sono valori che in campo tecnologico sono considerati identici.
Per la sensibilità, le prove di sensibilità alla frizione anche in questo caso c'è un equipaggio mobile che strofina questi granelli di tritolo l'uno contro l'altro e si verifica il peso col quale questo equipaggio mobile ruota. Il peso al quale avviene un piccolo crepitio. La dispersione in questo caso è legata un po' alla presenza di tracce di umidità, alla presenza di impurezze di carattere meccanico essenzialmente, dovute proprio al confezionamento. Ma, i valori che vengono riportati sono allineati con quello che è il tipo di materiale.
La velocità di detonazione, invece, è una caratteristica specifica del tritolo. Quindi, col metodo di Frederick abbiamo otte... sono stati ottenuti dei valori di 4280 metri al secondo, e 4300 metri al secondo.
Quindi, praticamente siamo in presenza dello stesso materiale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Vadalà: Terminata questa carrellata di dati così, abbastanza brutali, ovviamente uno ne deduce che il tipo di materiale è un tritolo di seconda fusione che viene dallo scaricamento di materiali bellici. Come ho citato prima, la volta precedente, questo scaricamento industrialmente viene fatto per lisciviazione, tendo a specificare com'è: ecco, una granata d'artiglieria è come una bottiglia piena di miele grossomodo, che si è solidificata all'interno.
Per poterla estrarre, il miele o il tritolo che sia, va capovolta sopra un ugello di metallico che immette vapore caldo: il tritolo fonde a 90 gradi insieme al vapore d'acqua e si raccoglie sul fondo del recipiente.
Quindi, questo beccuccio immetterà vapore fino a che non ha vuotato la bottiglia. Dopodiché la bottiglia, è considerata un manufatto metallico, viene accartocciata, viene usata come rottame; mentre il miele che è il tritolo - cito il miele perché ha lo stesso colore - viene fatto asciugare dall'acqua, viene trafilato su un paio di rulli per farlo asciugare, scagliettato e rivenduto come esplosivo civile.
Ripeto, non ha più le caratteristiche per essere impiegato come tritolo militare. Proprio perché, alcuni di questi saggi che ho citato, dopo il trattamento con il vapor d'acqua, tendono a diminuirne di parecchio le caratteristiche. Siccome non rientrono più in quel quadro che il Ministero della Difesa intende accettare come materiale di impiego bellico - quindi lunga conservabilità, possibilità di pressarlo con presse o di metterlo nei suoi manufatti - e viene utilizzato per impiego civile.
Una eventuale apertura o ricavo di esplosivo da un manufatto per esempio trovato in modo clandestino - come per esempio potrebbe essere una mina navale - è quella di farla con un certo... assumendosi una certa dose di rischio, prendendo uno scalpello ben affilato e con una mazzetta aprire l'involucro metallico.
Potrebbe sembrare una manovra estremamente pericolosa, però durante la guerra c'era tantissima gente che viveva sul pesce pescato utilizzando l'esplosivo prelevato da questi materiali. Per cui, diciamo, la tradizione... una piccola tradizione in Italia esiste da questo punto di vista e talvolta non è difficile avere questi involucri che sono di per sé di ... molto sottile. Addirittura anche con un paio di forbicioni da metallo si possono aprire.
Certo non è un'attività che è fatta a livello di sicurezza o fatta a livello industriale, ovviamente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottore, mi pare, anzi ne son sicuro che vi fosse stato delegato, vi fosse stato affidato in occasione dell'incarico del 22 novembre anche un giudizio di compatibilità tra questo materiale esplodente che avevate avuto a disposizione e le risultanze degli accertamenti nemmeno tutti eseguiti personalmente da lei o dal dottor Massari, proprio nei luoghi e in occasione o per meglio dire subito dopo che si erano verificati gli attentati oggetto delle indagini.
Ecco, sul punto di questa compatibilità da accertare, qual è il criterio che vi ha, per così dire, orientato e quali risultati lei oggi alla Corte rappresenta proprio su questo argomento.
TESTE Vadalà: Certo. Premesso che come ho ribadito anche in altri precedenti interventi, non è possibile risalire dai residui di un'esplosione a una specie commerciale. E', però, possibile diciamo valutare la presenza di specie esplosive in un manufatto integro e compararle su quelle ritrovate sul luogo di un'esplosione. Senza però, fare alcun accostamento di carattere merceologico, cioè a dire: è l'esplosivo tal dei tali, oppure è un esplosivo di carattere militare o civile. Questo è un discorso che non si può fare.
Però si può dire tranquillamente, questa non è una cosa che si può negare che, in un quadro riepilogativo nella relazione tecnica all'attentato di via Fauro del 14 maggio '93 fu trovato: etilenglico di nitrato, nitroglicerina, dinitrotoluene, tritolo, pentrite, T-4.
E le stesse specie furono trovate in via dei Georgofili, in via Palestro, a San Giovanni, in via del Velabro.
Nell'attentato di Formello a Roma del 14 aprile fu trovato dell'EGDN... e DNT.
E' l'unico attentato nel quale il quadro è leggermente diverso, come presenza di sostanze esplosive.
In questo esplosivo trovato a Capena, abbiamo, come sovrapposizione di specie esplosiva, la sola presenza del tritolo e delle tracce di T-4. Non sono però in grado di dire se questo T-4, per esempio, proviene da un inquinamento - parlo delle esplosioni - o da un booster.
Quindi, devo dire chiaramente che è presente la sola specie ed è comune solo a questi cinque attentati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi, per venire a stabilire se vi sia una qualche compatibilità, a posteriori ovviamente, tra questo esplosivo e quanto aveva, per così dire, confezionato o corredato la singola autobomba o quel che fosse esplosa nell'uno e nell'altro degli attentati, voi vi siete... lei si esprime oggi in termini di compatibilità e a quali condizioni, ovvero si esprime in termini diversi?
TESTE Vadalà: Mah, esprimo che la compatibilità, qui adesso io ho trovato semplicemente due manufatti esplosivi, non certamente preparati per esplodere. Presumo che gli esplosivi...
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi perché no.
TESTE Vadalà: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi perché, questa affermazione.
TESTE Vadalà: Be', avendo letto i verbali, le cariche erano state seppellite nel terreno...
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ora...
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è un dato assolutamente casuale.
TESTE Vadalà: Sì, questo tipo di esplosivo non detona bene, se non ci si mette vicino un buon booster.
Un booster che potrebbe essere costituito da una gelatina, per esempio, o da un plastico alla pentrite o al T-4, o addirittura da della miccia detonante. E sono questi gli elementi che mancano per completare il quadro dei residui comparati con l'esplosivo trovato.
PUBBLICO MINISTERO: Come dire che, se ho capito bene - se ho capito male mi smentisca - come dire che questi involucri, che lei ha avuto a disposizione e che ha potuto analizzare, in quanto assemblati con un booster con gelatinato...
TESTE Vadalà: Le sostanze che ho citato, sì, darebbero luogo, esplodendo, a questo tipo di...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, e in quanto... lasciamo perdere per un attimo gli accertamenti sugli attentati. In quanto attrezzati, predisposti per l'impiego della miccia alla pentrite, produrrebbero, dal punto di vista analitico, a detonazione ottenuta?
TESTE Vadalà: Questo spettro variegato di residui di esplosione. Quindi, etilenglico di nitrato e nitroglicerina provenienti dalla gelatina; glicotoluene, che potremo avere provenienti sì a dalla gelatina che dalla demolizione del tritolo; e la pentrite da una miccia detonante.
Il T-4 potrebbe venire esso stesso da una miccia detonante o dalle tracce di contaminazione presente nella carica...
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, sarebbe, secondo la sua esperienza e secondo la letteratura - se in questi termini ci si può esprimere - corretto, realizzare un manufatto esplosivo finale in questo modo, oppure si tratterebbe di qualcosa di anomalo, o addirittura senza precedenti?
TESTE Vadalà: No, no, assolutamente. Il fatto che, valutando il tipo di carica esplosiva che è stata trovata e che si presume sia stata utilizzata nel corso degli attentati, e valutando la quantità enorme di tritolo che è stata trovata confrontata con le scarse tracce ... di tritolo che si incontravano di primo acchito, ci fa considerare che l'esplosione sia stata franca - quindi che il tritolo sia bruciato benissimo tutto - e che siano rimaste più visibili, forse perché più volatili e rese più appiccicose da altre parti, le tracce di componenti del booster.
PUBBLICO MINISTERO: Come dire che un tritolo, allora, come quello che c'era dentro quegli involucri, per come era confezionato, era assolutamente indicato per la cosiddetta esplosione franca?
TESTE Vadalà: Certamente. Sempre però associato a un booster di ottima energia; altrimenti, diciamo, spesse volte ci siamo incontrati con delle situazioni in cui questo tipo di esplosivo letteralmente si è spaccato in due o in tre parti, lasciando proprio tracce visibili - proprio anche tangibili con la mano - di materiale color ocra appiccicato sul muro.
Ricordo, tempo fa, trattammo d'ufficio un'esplosione in una sede della Lega in Altitalia, dove proprio si poteva raschiare col coltellino, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Questo potrebbe verificarsi in presenza di quali inconvenienti? per adoprare questo termine.
TESTE Vadalà: Una scarsa attivazione, diciamo un booster non molto efficiente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi un booster realizzato con gelatinati...
TESTE Vadalà: Talvolta solo con detonatori. Talvolta c'è qualcuno che mette un solo detonatore...
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Quando lei parla di un booster non efficiente o poco efficiente, che cosa vuol dire? Calcolato male nei suoi quantitativi o, eventualmente, materiale non di buona qualità o materiale deteriorato?
TESTE Vadalà: Calcolato male nei suoi quantitativi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottor Vadalà, mi pare che con questo incarico del 22 di novembre, loro fossero - lei, quindi e il dottor Massari in particolare - foste state richiesti anche di procedere ad una campionatura, o a un repertamento che dir si voglia, in via Dire Daua. Quindi, questa è un'attività... vuole spiegare esattamente in che termini vi fu conferito questo specifico incarico?
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E che tipo di operazioni, in relazione a questo incarico, avete compiuto e che cosa ne risulta ad oggi.
TESTE Vadalà: Allora, c'è stato chiesto di effettuare, il termine utilizzato è: "estrazione e fissazione di eventuali residui di esplosivo negli immobili siti in via Dire Daua 2".
Praticamente, questa attività consisteva nell'estrarre, mediante un solvente organico - nella qual fattispecie acetone - eventuali tracce di esplosivo rilevate in quelle zone dove, con attrezzatura tipo EGIS, con l'EGIS erano stati dati allarmi per esplosivi.
L'attività di questo genere ha permesso di sciogliere, letteralmente, quindi trasferire l'esplosivo eventualmente presente - noi non siamo in grado di vederlo, quindi abbiamo dovuto tamponare zone ben più ampie - sul pavimento, per esempio, della camera da letto e trasferirlo dal pavimento su un tampone di cotone.
Quindi, l'operazione è un'operazione di transfer di una materia da un posto ad un altro. Il tampone è stato... tampone o i tamponi eseguiti in quella stanza, perché adesso se ben ricordo ne son stati fatti più di uno, furono trasferiti in dei contenitori sterili e sigillati, chiusi e messi a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
PUBBLICO MINISTERO: Lei parlava di tamponi ottenuti mediante l'impiego di solvente.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questa sarebbe la cosiddetta "tecnica d'umido".
TESTE Vadalà: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Avete impiegato anche...
TESTE Vadalà: Abbiamo fatto anche dei tamponi a secco, nella speranza che - o nell'intenzione - che ciò che non veniva raccolto o sciolto dal solvente, fosse poi catturato dalle fibre del carbone stesso.
Quindi, in pratica, è un'asportazione l'una di tipo chimico, quindi uno scioglimento, come uno raccoglie con uno straccio umido delle tracce di zucchero su un tavolo; e un'altra è di tipo secco, cioè quindi meccanicamente, col cotone, è stato asportato ogni particella che era in superficie di quel manufatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi avete fatto uso di una tecnica - mi pare di aver capito anche da altre precisazioni che sono state fornite alla Corte anche da lei - ortodossa, corretta, per la...
TESTE Vadalà: E' quella prevista nei casi non soltanto di prelievo di sostanze esplodenti, ma ovunque si debbano ripulire o asportare o trasferire o fissare delle sostanze su un supporto per essere poi analizzate, ed evitare che esse vadano disperse.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Dunque, lei ha parlato di ottenimento di tamponi, di loro assicurazione mediante sigillatura o qualcosa di simile; una domanda molto semplice: sono state effettuate popi indagini, da parte loro, su questi tamponi?
TESTE Vadalà: No, no assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, così come sono stati ottenuti, sono stati conservati.
TESTE Vadalà: Conservati.
PUBBLICO MINISTERO: E tuttora sono conservati?
TESTE Vadalà: Tuttora sono conservati in questo modo. Per riottenere ciò che era stato raccolto, è sufficiente prendere questi tamponi di cotone e riscioglierli, immettere del solvente che scioglie il materiale raccolto e lo trasferisce sotto forma liquida per essere poi utilizzato in corso di analisi.
PUBBLICO MINISTERO: Però in un momento successivo, rispetto a questo incarico che fu conferito il 22 di novembre - dicevamo - del '95, le è stato richiesto di compiere ulteriori accertamenti, sempre dal Pubblico Ministero di Firenze nel quadro di queste indagini.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senza, quindi, bisogno che io la solleciti con domande specifiche, penso che lei sia senz'altro in grado di passare agli accertamenti successivi; per cortesia: in ordine cronologico, l'oggetto dell'accertamento, le metodologie che sono state utilizzate e i risultati.
TESTE Vadalà: Sì. Allora, accertamenti successivi all'incarico del 22 novembre, il primo accertamento ci è pervenuto, ci è stato richiesto in data 23 gennaio.
PRESIDENTE: Di che anno?
TESTE Vadalà: Del '96.
Si trattava di analizzare, mediante un sistema non distruttivo, e ricercare la presenza di esplosivi in due autovetture sequestrate il 19 gennaio '96 a Firenze. Una era una Volkswagen Golf targata Firenze H35701, e un'altra era una FIAT Uno targata Firenze M86865.
Premetto che c'è stato...
PUBBLICO MINISTERO: Completi per cortesia, dottor Vadalà, la specifica per come era nell'incarico del Pubblico Ministero.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Queste due automobili.
TESTE Vadalà: Certo. Tanto promesso, procedono i consulenti...
PUBBLICO MINISTERO: No, no.
TESTE Vadalà: No.
PUBBLICO MINISTERO: No, dottor Vadalà.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo legga il primo capoverso dell'incarico.
TESTE Vadalà: Sì:
"Premesso che nelle presenti indagini è stato proceduto al sequestro in data 19/01/96 delle autovetture targate Firenze H35701 Volkswagen Golf e Firenze M86865 FIAT Uno, rispettivamente di proprietà di Messana Giampiero e di Perricone Tommasana ma in uso a...".
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Di Perricone Tommasa.
TESTE Vadalà: Tommasa, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Gli occhiali, dottor Vadalà.
TESTE Vadalà: Sì, purtroppo...
PUBBLICO MINISTERO: Dia retta a me.
TESTE Vadalà: "Ma in uso a Messana Antonino".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, qual era il tipo, in relazione a questi due veicoli, il tipo di indagine che vi fu richiesta; e quali risultati lei oggi rappresenta alla Corte.
TESTE Vadalà: Sì, c'è stato richiesto di verificare se in questi autoveicoli ci fossero tracce di contaminazione da esplosivi con analisi non distruttive.
Poiché l'EGIS si trovava in Roma, ci furono fatte pervenire le due autovetture, debitamente sigillate, che noi abbiamo aspirato - e qui c'è da fare una piccola digressione sulle modalità - sulle quali abbiamo identificato:
Sulla FIAT Uno tracce di tritolo in quantità superiore alla soglia di allarme all'interno del bagagliaio, sul sedile posteriore, sul pavimento tra il sedile posteriore e quelli anteriori; nei posti anteriore destro e sinistro; sul cruscotto anteriore - cambio volante, consolle - e su portaoggetti posteriore. La FIAT Uno risultava contaminata in queste zone.
La Volkswagen Golf, invece, ha dato una risposta a tracce di tritolo superiori alla soglia di allarme sul sedile posteriore, sul pavimento tra il sedile posteriore e quelli anteriori, nei posti anteriori sinistro e destro e sul cruscotto, volante, cambio e consolle.
Questi dati, visti e letti così, ci danno un'impressione: a mio giudizio, indicano che una contaminazione presente sul volante, sul sedile anteriore, sulle pedane, è legata a una contaminazione secondaria.
Cosa vuol dire una contaminazione secondaria?
Al fatto che se una persona ha manipolato dell'esplosivo, e quindi è esso stesso contaminato dall'esplosivo, trasferisce in modo successivo, le piccole tracce di esplosivo su altri oggetti e manufatti che sono di uso più comune.
La presenza, invece, di esplosivo nel bagagliaio, in soglia di allarme abbastanza elevata, potrebbe anche indicare la presenza di un manufatto esplosivo ivi appoggiato; giacché non è pensabile che una persona normalmente si vada a posizionare nel bagagliaio di una macchina lasciando una forma di contaminazione in quel luogo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei ipotizzerebbe - perché credo che oltre un'ipotesi non si possa spingere su questo punto - magari che nel bagagliaio si sia trattato di una contaminazione primaria.
TESTE Vadalà: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Come definizione.
TESTE Vadalà: Certo, indubbiamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ha parlato di primaria, quindi ne deduco che quell'altra...
TESTE Vadalà: Indubbiamente. Anche alcuni materiali presenti nella Golf - nella Golf il quantitativo era più ridotto - denotavano la presenza proprio di spargimento di piccole tracce di esplosivo da parte degli occupanti della macchina, praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Tre precisazioni su questo punto, dottore.
Allora, mi pare di aver capito che la risposta è stata positiva per la ricerca dell'esplosivo quanto ed esclusivamente alla specie tritolo.
TESTE Vadalà: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi con esclusione di qualsiasi altra specie...
TESTE Vadalà: Specie esplosiva, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Almeno tra quelle cercate. Che è lo spettro, poi.
TESTE Vadalà: Lo spettro cercato è totale, eh. Perché noi cerchiamo tutti gli esplosivi con le nostre tecniche. Solo lì, la sostanza cercata era solo ed esclusivamente - trovata - tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Secondo punto. Lei parlato, un attimo fa, delle tracce di tritolo registrate, per esempio, sul volante, mi pare abbia detto.
TESTE Vadalà: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ora non mi ricordo con riferimento...
TESTE Vadalà: Volante, cambio e cruscotto.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha spiegato che l'incarico di questo accertamento le è stato dato il 23 di gennaio.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha letto la prima parte del quesito, laddove si dà per premesso - poi la Corte lo acquisirà questo dato, anche attraverso altri elementi - che questi veicoli sono stati sequestrati il 19 di gennaio del '96, quindi quattro giorni prima che lei avesse questo incarico.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io le chiedo questo: è possibile - è possibile - nel presupposto che queste automobili in tutto il periodo precedente il 19 gennaio del '96 a risalire nell'ordine delle settimane, dei mesi, fino a tre anni, fossero state normalmente utilizzate - da chi ne disponeva, quindi dal proprietario, il conducente e chi altri fosse - è possibile che la presenza di tracce di contaminazione per l'appunto sui punti e sui luoghi, sulle attrezzature, sulle parti componenti del veicolo, che sono più spesso esposte all'uso, al maneggiamento - il volante, il cambio prima che ogni altro - è possibile che queste tracce di contaminazione potessero risalire a una presenza, in termini di contaminazione primaria o in termini di contaminazione secondaria, risalente nell'ordine non dei giorni o delle settimane addirittura al limite massimo, così, virtuale che io le ho proposto, di tre anni?
TESTE Vadalà: Certamente. E per poter far vedere una cosa di questo genere sarebbe necessario illustrare un attimo e far vedere la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: E si può puntare...
TESTE Vadalà: Ecco, questa in particolare è la parte interna della Uno. Si può vedere un tappetino di materiale spugnoso; un sedile di stoffa. Questo è il cruscotto con il volante, il volante è ricoperto di materiale plastico.
Qui bisogna fare una piccola digressione.
Abbiamo due forme nel quale queste sostanze chimiche e tutte le sostanze chimiche si sciolgono l'una con l'altra. La prima è l'assorbimento di microscopiche particelle nei tessuti della fibra; quindi, questa è la prima via di contaminazione.
La seconda via di contaminazione è legata proprio alla soluzione chimica. Il volante è fatto di una plastica poliuretanica, quindi un polimero, nel quale il tritolo si scioglie anche abbastanza bene; per cui si impregna questo materiale con residui di esplosivo trasportato dalle mani. L'uso del volante, poi, spinge poi a fondo e ricopre in modo intimo tutte le superfici che con l'uso sono diventate porose.
Quindi, c'è proprio uno scioglimento di questa contaminazione all'interno del materiale plastico. C'è una inserzione intima nelle fibre dell'imbottitura o della struttura della moquette del pavimento.
Se io dovessi estrarre queste fibre, dovrei effettuare dei lavaggi con dei solventi particolari, come quelli che noi abbiamo adoperato per fare la fissazione dei residui in via Dire Daua.
Pertanto, è compatibile il fatto che una macchina non lavata, o quantomeno non aspirata, anche aspirata ma non eccessivamente pulita, possa aver conservato tracce di contaminazione anche per qualche anno.
PRESIDENTE: Scusi dottore, mi tolga una preoccupazione.
TESTE Vadalà: Sì.
PRESIDENTE: Ma il lavaggio normale delle macchine porta via queste cose?
TESTE Vadalà: Porta via delle piccole tracce di particolato. Ma non riuscirà mai a portarle tutte via completamente perché? Perché tra particella e fibra ci sono due fenomeni di adesione. Un primo fenomeno di adesione ha un carattere esclusivamente meccanico: cioè la particella si infila nella microfessura e lì rimane posizionata solo da un punto di vista fisico.
Un altro modo per fermare questa particella è il fatto che si stabiliscono dei legami chimici, di carattere debole, ma pure sempre legami chimici, di carattere elettrostatico o altro, che tengono a mantenere, come si suol dire, assorbita la particella all'interno di questa massa polimerica o porosa.
E da questa non è facile estrarla. Non è facile estrarre queste particelle in modo totale e integrale.
L'unico modo per romper pure questo legame è quello di usare dei solventi. Quando io uso solventi, modifico chimicamente quello che è il rapporto di interazione fra piccola particella e matrice; e quindi la stacco e la elimino definitivamente portandola via sotto forma di un liquido; che poi potrei raccogliere.
Come si fa, praticamente, quando si puliscono le moquettes. Si usa sì un sistema di aspirazione, ma coadiuvato a un tensioattivo, a un sapone. Il sapone cosa fa? Rompe quell'equilibrio che c'è fra le particelle di sporco e le fibre, e permette poi all'aspiratore di portarle in soluzione e di asportarle fisicamente dal supporto.
Quindi, ecco qui spiegata la presenza, anche per lungo tempo, di tracce di questo esplosivo.
Per non parlare poi di esplosivi che hanno un carattere di volatilità, per cui hanno anche piccola tensione di vapore, per cui addirittura si sciolgono, in taluni casi, anche meglio nelle plastiche.
Una pentrite, addirittura, avendo anche la caratteristica di caricarsi un pochino elettrostaticamente, quindi strofinando con le fibre tende a creare delle cariche elettriche superficiali, per cui si acchiappa ai tessuti e non se ne va più via.
E' uno dei fenomeni che gli allergologi tengono presenti con maggior interesse quando si fa lo studio delle spore per le allergie. Le allergie sui condizionatori di aria sono delle sorgenti, questi impianti se non vengono con frequenza cambiati i filtri.
PUBBLICO MINISTERO: Volevo saper questo ancora: voi avete eseguito, quindi, le operazioni utilizzando l'apparecchiatura cosiddetta EGIS.
TESTE Vadalà: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: La Corte è edotta di come funziona questa apparecchiatura perché l'ha illustrato convenientemente il dottor Massari nell'udienza del 17 di maggio; quindi non le pongo domande su che cosa è l'EGIS, come funziona e quali sono le procedure.
Le chiedo una cosa più semplice: dopo aver effettuato questa indagine, con i risultati che ha esposto, avete proceduto anche a fissare quanto vi fosse, al momento della vostra indagine, all'interno dei veicoli, o avete proceduto diversamente?
TESTE Vadalà: No, è stato proceduto al sequestro dei veicolo; come tale è stato chiesto di conservarlo sigillato presso l'Autorità Giudiziaria. In qualsiasi momento uno vuole andare a compiere...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi i veicoli sono stati sigillati.
TESTE Vadalà: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Rimessi nella condizione precedente al vostro intervento.
TESTE Vadalà: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Su questo punto volevo chiedere ancora una precisazione: lei poco fa ha spiegato alla Corte che questa risposta positiva all'accertamento quanto al tritolo ha dato risultati per tracce anche oltre la soglia di allarme dello strumento.
Ecco, vorrei che lei spiegasse un attimino alla Corte che cosa vuol dire soglia di allarme dello strumento.
TESTE Vadalà: Allora, la soglia di allarme dello strumento è quel particolare valore in concentrazione di un segnale proveniente da una rivelazione di esplosivo che è in rapporto di cinque volte a uno il rumore di fondo. Cerco di spiegarmi un po' meglio.
Il rumore di fondo è simile a un'onda del mare. Lo strumento, in pratica, decide che un segnale è dovuto a un allarme, quando un'onda delle dimensioni di cinque volte le onde normali passa attraverso la sua finestra di lettura. Ecco, quindi spiegato in modo molto visivo.
Questo rapporto di cinque a uno è regolabile dalla società che fa manutenzione; in genere è il giusto rapporto segnale-rumore, rumore di fondo, che permette un'analisi corretta, senza falsi allarmi o allarmi spuri.
Si potrebbe anche scendere di sotto, come sensibilità, però per nostra esperienza, abbiamo visto che, sia pure con segnali indicativi, cioè visualizzazione di una presenza di tracce di esplosivo ma non di allarme, è meglio avere una soglia abbastanza elevata - cioè abbastanza alta; come dicevo un rapporto di cinque a uno - che ci permette di discriminare con certezza la presenza di un esplosivo.
Altrimenti potremmo avere la presenza di allarmi spuri che non hanno nulla a che vedere con le specie che noi stiamo cercando.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol passare per cortesia, dottor Vadalà, all'incarico e agli incarichi successivi?
TESTE Vadalà: Sì. L'incarico successivo fu dato in dato 1 febbraio, quindi poco dopo quel...
PUBBLICO MINISTERO: Sempre '96, quindi.
TESTE Vadalà: Sempre '96. Riguardava alcuni materiali esplodenti sequestrati nella stessa data...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè sempre il 1 febbraio...
TESTE Vadalà: Il 1 febbraio, in una proprietà del Frabetti Aldo dal Centro Operativo della DIA.
Di che cosa si trattava? Essenzialmente si trattava di tre tipologie di oggetti. La prima, è una serie di cariche esplosive preconfezionate di peso variabile da un chilo a cinque chili; di alcuni detonatori e di miccia a lenta combustione.
Vediamo di analizzare un po' tutti questi manufatti dandone un'idea di come erano realizzati.
Ecco, uno di questi manufatti hanno forma grossomodo di una lonza, di una grossa mortadella. Ed era completamente avviluppato da nastro adesivo per uso elettrico di colore nero.
Ne faccio vedere alcuni altri in rapida successione, perché la loro posizione era praticamente simile, non c'erano grosse differenze.
Come si può vedere in questa foto, una delle aperture mostrava, al di sotto dello strato di scotch, o di nastro isolante, delle tracce di legature. Poi spiegherò a che cosa possono essere fatte risalire.
Ecco, questo è il reperto numero 2. Più o meno sempre la stessa...
La tipologia era più o meno simile.
L'ammontare complessivo del peso lordo di tutti gli otto manufatti, perché di otto manufatti si trattava, era di circa 22 chili e rotti. Adesso non ricordo precisamente il peso, però comunque era intorno a quella misura lì.
Questi manufatti sono stati trattati più o meno come gli altri sequestrati in data 16 novembre.
Sembrano dei figli di quelli in data 16 novembre. Cioè, costruiti e realizzati con le stesse modalità.
All'interno di questi manufatti abbiamo trovato una polvere gialla ocra e esplosivo con le stesse caratteristiche.
Poi spiegherò e dirò quali sono i valori similari che sono stati incontrati.
La tecnica che abbiamo adoperato per aprire questo tipo di materiale è stata quella del carotaggio. Cioè, abbiamo realizzato un piccolo forellino e con una provetta, con i bordi affilati, abbiamo effettuato dei prelievi gli interni come si fa quando si fanno i carotaggi nel terreno, cercando statisticamente di prendere la maggior quantità possibile di esplosivo in tutto l'asse longitudinale della carica.
In più, mediante una lama abbastanza acuminata, affilata, sono stati prelevati dei campioni di cordino e dei campioni di rivestimento interno per valutare e verificare la composizione e le modalità di confezionamento.
La sorpresa che ci è stata data valutando queste caratteristiche di questi, è che, a parte il peso, il tipo di costruzione e il tipo di realizzazione, era praticamente analogo a quello dei pacchi da 60 chili. Solo fatti in formato ridotto.
Il colore del politene che avvolgeva questi vari manufatti, era di colore verde, in taluni casi; bianco in qualche altro caso. E praticamente il tutto era avviluppato in modo...
PUBBLICO MINISTERO: Anche nero mi pare, vero?
TESTE Vadalà: Sì, sì. Qualcuno anche nero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Vadalà: Presumo si sia trovato, si sia utilizzato quello che si trovava a disposizione.
Il tipo di impaccamento - perché questo è il termine esatto per dire l'ammassamento di una polvere all'interno di un manufatto - era realizzato con lo stesso metodo della corda avvolta e stretta in modo tenace su tutta la massa.
Le cariche, ripeto, il tritolo realizzato all'interno è stato sottoposto alle stesse tecniche con le quali abbiamo sottoposto i campioni precedenti da 60 chili. E ci hanno dato gli stessi risultati, praticamente.
Abbiamo trovato tracce di ferro e piombo con la microscopia elettronica con microsonda a dispersione di energia. Quindi un risultato praticamente identico.
Abbiamo trovato tritolo per diffrattometria; abbiamo trovato tritolo per cromatografia gassosa e in reazione TEA. Tritolo e T-4 in GCMS, quindi anche T-4 è risultato presente come contaminazione in queste campionature.
Tritolo in HPLC, che ci ha permesso di eliminare la presenza quantitativa. E in cromatografia liquida con le rivelazioni a triplo-quadrupolo, abbiamo trovato, anche in quel caso, tritolo.
Abbiamo fatto una sovrabbondanza di indagini.
Quindi ci ha confermato la presenza in tutti i campioni che sono stati prelevati, come per i reperti sequestrati in data 16, in doppia campionatura, la presenza di tritolo e T-4 con leggere tracce di ferro.
Quindi, anche questo manufatto, come granulometria e come caratteristica, era identico a quello rinvenuto il giorno 16.
La conferma ci viene data dalle caratteristiche balistiche di cui facemmo fare il punto di fusione utilizzando sia la cronometria differenziale, che la gastermoplanimetrica. E che ci ha dato valori comparabili con quelli utilizzati e ottenuti la volta precedente che hanno permesso di classificare questi campioni come tritolo a basso punto di fusione. Quindi tritolo da scaricamento e da recupero anche in questo caso.
Gli altri materiali, invece, erano costituiti da: detonatori, come ho detto prima. Ed erano anche im pessime condizioni.
Vediamo un po' se ci abbiamo le fotografie. Sì, sicuramente ci abbiamo la fotografia.
Ecco, questo tanto per citare il modus di confezionamento del pacco. Questo è il reperto numero 8.
I cordini di colore ocra chiaro serravano in modo stretto, proprio come un salame, il manufatto.
Ecco, questo è il primo detonatore - che è il reperto 9 - è un detonatore della Sipenopen.
Ecco, lo si vede qua da questi simboletti. Ed erano tutti quanti in pessime condizioni di conservazione. Presumibilmente conservati in un luogo piuttosto umido. Mostravano tracce di ossidazione sul corpo metallico.
PUBBLICO MINISTERO: Ma di che tipo erano questi detonatori?
TESTE Vadalà: Erano detonatori a fuoco, quindi idonei ad essere utilizzati con miccia a lenta combustione.
Detonatori ordinari, e...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, erano tutti della stessa provenienza, dal punto di vista merceologico, o no?
TESTE Vadalà: No. No, no, non erano tutti della stessa provenienza.
Il reperto 8... No, il reperto 9 era un detonatore della Simenopel con un diametro di 6,5 per una lunghezza di 42 millimetri.
Il 10, era un detonatore sempre a fuoco della ditta Schaffler con diametro 7 millimetri, lunghezza 45.
L'11, il reperto 11, è un detonatore di alluminio sempre della Schaffler identico al precedente.
Il 12, era un detonatore a fiamma senza alcuna scritta. E qui bisognerebbe fare una riflessione. Talune ditte imprimono dei marchi sui propri detonatori, proprio per identificarli come da essi provenienti.
Talune produzioni dei Paesi dell'Est, o produzioni di altre provenienze, non mettono alcuna scritta. Per cui talvolta la nostra è solo la presunzione di dire: presumibilmente provenienti dai Paesi dell'Est, perché sono loro che sono stati i primi a non mettere marchi di fabbricazione.
Il 12 era sempre un detonatore diametro 6,5 per lunghezza 44,5 molto simili. Anche il 13, anche il 14.
Il 15, anche, era come il 9, praticamente era un Sipenopel da 6,5 per 42, anche molto differente.
Il 16 era anch'esso un detonatore senza alcuna forma di identificazione.
Questi materiali - li cerchiamo, anche per farli vedere un pochino - per altro si presentavano in forme abbastanza contorte. In taluni casi molti erano rovinati. Non mi sentivo tranquillo quando li tenevo, in quanto erano un po' ossidati.
Quando questa roba non è ben conservata, non è molto sicura. Comunque erano ancora attivi ed efficienti in quanto, avendo fatto delle idrografie all'interno, presentavano ancora la carica ... in condizioni di efficienza.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Vadalà, su questo stato di cattiva, o di pessima addirittura, conservazione di questi detonatori che lei suppongo ha visto solamente nel suo laboratorio.
TESTE Vadalà: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cioè lei non è andato a repertarseli sul posto.
TESTE Vadalà: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ecco, sullo stato di cattiva conservazione - lei ha detto per altro erano in condizioni di deficienza - ecco, ma sullo stato di cattiva conservazione, può avere influito il tempo e il luogo di ultima custodia?
Cioè, è materiale che risente del tempo e del luogo? Quindi come condizione di umidità, o,...
TESTE Vadalà: Sì, sì, soprattutto l'utilità. Questi sono materiali che vanno conservati all'asciutto.
Quindi, praticamente, il fatto di essere conservati in un luogo umido, può provocare... Ecco, per esempio, questo detonatore che sarebbe il 15, è ancora integro, non presenta troppi segni. Ma quelli che abbiamo visto in precedenza, come questo qua, presentano segni di umidità e di tracce di corrosione.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco, mi sembra che sui detonatori ci siamo diffusi a sufficienza.
Vorrei...
TESTE Vadalà: Ecco, il terzo, la terza tipologia di materiali era della miccia a lenta combustione.
E qui praticamente, diciamo, ci siamo un pochino...
PUBBLICO MINISTERO: Lei sta sottoponendo, dottor Vadalà, come anche per le precedenti relazioni, le fotografie che sono allegate agli elaborati...
TESTE Vadalà: Certo, certamente.
PUBBLICO MINISTERO: ... delle vostre consulenze.
TESTE Vadalà: Dunque, ho portato qua i campioni di miccia per farli proprio vedere e visualizzare direttamente alla Corte.
PUBBLICO MINISTERO: Intanto illustriamo...
TESTE Vadalà: Sì. Si trattava di miccia a lenta combustione di tipo catramato presente in quantitativo... Devo leggerlo, perché non me lo ricordo a mente.
C'era uno spezzone di circa 11 metri, e uno spezzone di circa due metri.
La caratteristica di questa miccia era che presentava un avviluppo di nastro adesivo di colore nero. Da principio, guardandola in modo superficiale, si presentava come una miccia di tipo viplato, cioè di quelle commerciali ricoperte di plastica, di un tubetto viplato. Quindi di PVC.
Poi, andando bene a vedere, se uno la toccava sulle mani, sentiva una specie di nervatura icoidale che percorreva tutta quanta la lunghezza di questo manufatto.
E andando ad aprirla c'era proprio del nastro adesivo avvolto addosso.
Presumo che questo nastro sia stato inserito per aumentare l'impermeabilità della miccia.
Di per sé la miccia catramata è sì indicata in luoghi umidi, ma non è certo la miccia migliore per conservarsi nel tempo.
Questo tipo di miccia ha un ritardo di 120 secondi per metro. Cioè, il tempo di combustione è di due minuti per metro.
Abbiamo fatto dei tests pratici su questa miccia che sono anche riportati nel corso della relazione. E abbiamo valutato che, con tutto questo avvolgimento a spirale messo sopra, il tempo andava intorno ai tre minuti per metro. Quindi 180 minuti (?) per metro. E' un po' più lenta, rispetto a quelle che si comprano fresche, per così dire.
La miccia è stato possibile anche identificarla, in quanto per convenzione nazionale, ogni società che costruisce miccia a lenta combustione, mette, all'interno della forma di arrocco della miccia, dei filati, un numero fisso di filati con dei fili di trascinamento colorati che identificano la fabbrica.
Nella nostra fattispecie, la fabbrica che ha costruito questa miccia era la Difarma.
Di per sé non ci dice nulla, perché ovviamente la Difarma farà chilometri e chilometri di questo prodotto che è comunissimo l'impiego in cava. Però diciamo per levarci il dubbio che questo tipo di manufatto fosse veramente una miccia a lenta combustione catramata e che la viblatura artigianale che è stata fatta dopo, siamo andati alla Difarma che ci ha praticamente escluso di aver prodotto lei stessa un manufatto di questo tipo così artigianale.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè rivestito con questo nastro adesivo artigianale?
TESTE Vadalà: Con questo nastro adesivo che è proprio quello comunemente in PVC per uso elettrico, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ma per caso, è il PVC dello stesso tipo di quello che avvolgeva gli involucri...
TESTE Vadalà: Sì, sì, è lo stesso in pratica, è lo stesso tipo di nastro.
Ecco, questa è come si presenta la miccia a lenta combustione. E' priva di rivestimento.
E invece, nella pagina sotto, la foto sotto, si vede il nastro che termina il suo avvolgimento.
Quindi è facile, toccandolo, adesso posso presentare anche...
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei ha con sé i...
TESTE Vadalà: Ho con me i reperti.
PUBBLICO MINISTERO: ... i reperti originali.
TESTE Vadalà: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Così la Corte le darà le disposizioni circa l'ulteriore custodia. Ovviamente siamo stati noi a dire al consulente, questo è materiale facilmente trasportabile e senza rischi, che portasse con sé questi manufatti.
TESTE Vadalà: Sì, e poi...
PUBBLICO MINISTERO: ... perché la Corte...
Ecco, aspetti a sconfezionare, casomai io non credo ci sia necessità di sconfezionarli, perché tali e quali sono sigillati come al termine delle vostre operazioni, chiedo, dottor Vadalà.
TESTE Vadalà: Sì, appena fatte le nostre operazioni di analisi, li abbiamo sconfezionati.
Ecco, anche attraverso questo involucro trasparente è possibile percepire a mano questa forma di avvolgimento licoidale che sta nel nastro...
PUBBLICO MINISTERO: Lei parlava di una specie di nervatura.
TESTE Vadalà: Sì, una specie di... E' come se ci fosse un filo metallico, sembra un filo metallico, che poi in realtà è la costola del nastro adesivo che si ribadisce lungo tutta la spirale.
Questo è l'altro pezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, due sono gli spezzoni di miccia che lei ha analizzato. Uno, lungo 11 metri con queste caratteristiche che ha definito di viplatura originale.
TESTE Vadalà: Artigianale.
PUBBLICO MINISTERO: Artigianale. E l'altro?
TESTE Vadalà: E l'altro era privo di rivestimento. Dovrebbero essere un po' diciamo mischiati l'uno con l'altro, perché non lo abbiamo, abbiamo conservato anche dei prodotti, i prodotti della combustione. Anziché allinearli, li abbiamo rimessi di nuovo nel...
L'altro prodotto era semplicemente catramato.
Quindi, ricoperto semplicemente dello strato di catrame che serve a renderlo impermeabile.
In particolare vorrei far vedere la miccia com'è sconfezionata.
Ecco, come potete ben vedere da questa immagine, c'è un filo bianco e un filo rosso che sono i fili di trascinamento della Difarma, più un numero di filati che identificano il tipo di miccia. La guaina esterna di canapa e, all'interno, è presente della polvere nera per uso pirotecnico, classica polvere nera utilizzata per giochi pirici.
Tant'è che questo manufatto è classificato di quinta categoria.
Ecco, questo è il manufatto che voi avete visto in fotografia, ce l'abbiamo qua sotto. Ed è praticamente quello che si vede in questa fialetta e che io consegno alla Corte.
Per dare un'idea di com'erano fatte differenti le altre micce abbiamo sottoposto... Ecco, questa forse è più completa.
Vedete, c'è anche il polverino di polvere nera presente all'interno dell'anima, che è quello che poi brucia e serve a dare l'innesco al detonatore.
Queste sono le prove che abbiamo effettuato per verificare il tempo di combustione, centimetro e cronometro alla mano.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, via.
TESTE Vadalà: Questa è diciamo una rassegna...
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare che su questo punto...
*TESTE Vadalà: ... fatta su dei campioni di micce.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare, su questo punto, lei abbia fornito delle indicazioni che, per quanto riguarda le mie esigenze, sono esaurienti.
Vorrei che lei illustrasse i termini degli incarichi successivi.
PRESIDENTE: Pubblico Ministero, mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, scusi, Presidente, non sentivo.
PRESIDENTE: Sarà il caso di fare una sospensione?
Perché non credo che sia una cosa breve, ancora.
PUBBLICO MINISTERO: No. Poi penso ci sarà anche il controesame da parte dei difensori...
PRESIDENTE: Il controesame.
Allora, per questi materiali che oggi il consulente ha portato, ne disponiamo l'acquisizione e la consegna alla segretaria.
E riprendiamo alle ore 15.00.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, Presidente.
PRESIDENTE: Chi chiamiamo?
Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, dottor Vadalà, prima ha esposto alla Corte dei termini risultati dell'incarico che le fu dato il 1 febbraio del '96.
Mi pare che successivamente lei abbia avuto ancora un incarico, questa volta in data 17 aprile '96.
Quindi le chiederei di illustrare alla Corte di che cosa si trattava e ritualmente a quali conclusioni è pervenuto.
Gli accertamenti di cui si è parlato da ultimo, sono accertamenti che lei ha compiuto da solo?
*TESTE Vadalà: No, li ho compiuti con consulenza collegiale col dottor Massari.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi anche quello di cui ci accingiamo a parlare ora.
TESTE Vadalà: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Io le do senz'altro la parola, perché ormai procediamo, come dire, modularmente. E quindi conosce perfettamente i termini delle domande che le farei. Bene.
TESTE Vadalà: Vorrei elencare per prima cosa il quesito, accertare l'eventuale presenza di tracce di esplosivo nei seguenti luoghi e sulle seguenti cose:
A - Locale posto in sottosuolo dello stabile di via delle Alzavole numero 20 Roma. Già adibito a lavatoio. Locale esattamente descritto in interrogatori resi da Scarano Antonio in data 14 e 30 marzo '96.
B - Locale posto in Roma in località Tor Bella Monaca, adibito occasionalmente a deposito. Esattamente descritto negli interrogatori resi da Scarano Antonio del 13/03/96, 14/03/96 e 30/03/96.
C - Motoape sequestrata in Palermo via Salvatore Cappello, in un box già nella disponibilità di Cosimo Lo Nigro.
D - Pianta stradale della città di Roma sequestrata come al capo C.
Nel corso della relazione l'ordine temporale delle risposte cominciò, per quanto concerne, l'esame del motoveicolo Ape. In quanto diciamo in quel momento non c'è stata la disponibilità immediata del veicolo che è stato consegnato il 29 aprile del '96 nel cortile del Servizio Polizia Scientifica per essere esaminato.
Il tipo di accertamento che è stato fatto, è stato fatto mediante apparecchiatura EGIS per la ricerca e la identificazione di tracce di esplosivo.
Quindi mi riferisco al quesito di cui alla lettera C.
Vorrei prima di tutto, prima di parlare degli accertamenti fatti, mostrare le immagini del motoveicolo Ape, così per avere un'idea di come era conformato e di come era stato conservato.
Okay. Il motoveicolo Ape ci era stato portato da un autotrasportatore autorizzato dalla DIA. E, sotto scorta della DIA, da Palermo a Roma.
E' stato posizionato nel cortile della nostra palazzina. E si presentava come un veicolo marca Piaggio Ape di colore blu, abbastanza vecchiotto. Si vede il fondo del pianale, questo è il pianale di carico, l'abitacolo di guida. Il volante con il cruscotto.
Su questo tipo di autoveicolo facemmo delle ricerche su tracce di esplosivo che possono essere così riassunte: le analisi chimiche che hanno permesso di individuare tracce di tritolo 3-4-6-trinitrotoluene, nelle pareti laterali situate sotto le sponde, o nelle immediate vicinanze delle stesse. In queste zone qua.
Al centro, il risultato della ricerca per gli esplosivi, fu negativa. Parlo del centro del pianale.
Mentre invece erano presenti tracce di esplosivo, ci ha dato un allarme, sulle parti laterali.
Altre tracce con allarme di tritolo furono trovate nei pressi del manubrio di guida, nella zona del sedile e sulla pedana. Dove praticamente si appoggiano i piedi.
Esaminammo anche, nel corso dell'accertamento, la carta geografica, quella prelevata di cui al quesito D, trovandola però negativa da ogni traccia di esplosivo.
L'esplosivo trovato è tutto... Veicolo era tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a proposito di questa carta geografica, vuole chiarire per cortesia esattamente di che si trattava?
TESTE Vadalà: Allora, è una pianta stradale della città di Roma. Era chiusa in una busta sigillata.
Noi abbiamo operato in questi modi: aprendo un lembo della busta abbiamo prelevato i vapori d'aria dall'interno della busta, dopodiché abbiamo aperto in ambiente sterile la pianta della città aspirando sulla superficie. Ma non abbiamo rinvenuto tracce, alcuna traccia di contaminazione da esplosivi di qualsiasi genere.
Mentre invece, il veicolo, il furgone, risultava fortemente contaminato nell'abitacolo, con - un attimo, che devo sempre guardare, che ce ne sono tantissimi - con allarme nella parte del, terzo segnale positivo nella parte dell'abitacolo, cioè dove si guida e dove le materie plastiche per strofinio assorbono le maggiori quantità di esplosivo. Esplosivo di solo tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi un segnale, voglio dire, a livello dell'allarme...
TESTE Vadalà: E' molto intenso. Tant'è vero che se noi andiamo a verificare i grafici - che li abbiamo qua in questa... e li possiamo anche vedere, perché sono abbastanza forti. Eccolo qua - ecco, questo è il tipico grafico dell'EGIS.
Questo che io vado ad indicare con la punta della penna, questo picco elevato è singolo, è picco del tritolo. E non sono presenti tracce di altri esplosivi.
PRESIDENTE: Dottore, per cortesia, per chi dovesse leggere in futuro questa sua deposizione, lei dove ha indicato con l'indice - se non mi sbaglio - questo picco, dovrebbe dirci anche che indica il picco stesso accompagnato dalla scrittura in cima. Che io però, in questo quadrante, non riesco a leggere.
TESTE Vadalà: Diciamo che si riferisce al RUN 9301. E comunque questa indicazione è riportata sulle conclusioni.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE Vadalà: Per ogni analisi è riportato il numero di registrazione della...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma il Presidente, dottor Vadalà, le chiedeva di specificare gli estremi identificativi del picco del tritolo.
TESTE Vadalà: Ecco, se noi andiamo a contare... Ecco, io adesso non ci ho gli occhiali, comunque... E' indicato dal numero 4.
PRESIDENTE: Numero 4.
TESTE Vadalà: Alla base del picco, c'è una linea con un numero.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Vadalà: Il 4.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE Vadalà: Ed è assegnato al tritolo.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE Vadalà: Come è spiegato anche nel corpo della relazione che...
PRESIDENTE: Ci vuole dire anche la pagina in cui viene riportato questo grafico?
TESTE Vadalà: 965.
PRESIDENTE: Della sua relazione.
TESTE Vadalà: Esattamente.
PRESIDENTE: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: E' una numerazione del Pubblico Ministero, eh, 965. Non è la numerazione dei consulenti, eh.
Questo è per quanto riguarda la collocazione del foglio. Rispetto alla relazione è la seconda pagina dell'allegato 2.
Vuol controllare, dottor Vadalà, per piacere?
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché appunto, quel numero...
TESTE Vadalà: Terza pagina dell'allegato 2.
PRESIDENTE: Benissimo, ho capito. Resta così registrata. Grazie.
TESTE Vadalà: Successivamente fu fatta una ricerca...
PRESIDENTE: Mi scusi, stava terminando di rispondere alla domanda del Pubblico Ministero relativa all'allarme, il picco che indicava...
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Mi pare che il dottor Vadalà mi avesse risposto dicendo che era un segnale molto...
TESTE Vadalà: Sì. Era un segnale molto positivo perché lo strumento, ce lo registra anche sottoforma, ce lo registra anche con delle, con una serie di tacchette che io indico qua con questa, lo indico qua con la penna.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, sì.
TESTE Vadalà: Ecco, una serie di tacchette indicative del livello di allarme. In questo caso sono circa cinque, cinque tacchette.
PRESIDENTE: Cinque tacchette.
TESTE Vadalà: Ecco, già di per sé stesso in aeroporto, un allarme di questo genere, darebbe luogo a qualche sospetto di presenza di esplosivo al di sotto di un involucro.
PRESIDENTE: Ho capito. Bene, può proseguire.
TESTE Vadalà: Successivamente ci recammo in zona di Tor Bella Monaca in Roma, in un deposito sito nei pressi di un grosso centro commerciale.
Si presentava, l'ingresso del deposito...
PRESIDENTE: Può dire il nome del centro commerciale, per cortesia, se lei lo conosce.
TESTE Vadalà: Non lo ricordo, sinceramente. Locale posto in Roma in località Tor Bella Monaca. Ci fui portato, sinceramente. Non ho un riferimento preciso.
PRESIDENTE: Va bene. Andiamo avanti.
TESTE Vadalà: Si presentava come un locale molto vasto, chiuso dal cancello metallico...
PRESIDENTE: Non c'è neppure un indirizzo?
TESTE Vadalà: Prego?
PRESIDENTE: Non c'è neppure un indirizzo per individuare il locale?
TESTE Vadalà: Può darsi che ci sia, non...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, io non lo so se è stato riportato nella relazione.
PRESIDENTE: O forse nel quesito.
PUBBLICO MINISTERO: Beh, nei riferimenti dati al consulente, sicuramente sì. Sia pur genericamente. perché si è fatto riferimento, come leggeva il dottor Vadalà, dal tesato del quesito, all'indicazione data in proposito...
PRESIDENTE: Ah, sì, sì. Benissimo, benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: ... da una persona che la Corte conosce bene.
PRESIDENTE: Si riferisce alla dichiarazione... Benissimo, va benissimo.
TESTE Vadalà: Questo locale si presentava come una specie di grosso garage abbandonato di enormi proporzioni, nella parte retrostante del quale, facemmo delle ricerche per individuare tracce di esplosivi.
La ricerca per le tracce di esplosivi fu negativa. Trovammo in quel sito, degli oggetti che vado qui ad elencare:
Dei giornali, di cui è al reperto di una lettera 2; un porta crick con un crick per sollevare la macchina di una Uno; alcuni piccoli materiali per terra. Credo un Led si distingua e un bullone.
Una piantina del Lazio, una carta stradale del Lazio. Qui si vede molto meglio.
Credo che sia un portadocumenti per auto. Una settimana enigmistica, un frammento di rivestimento di nastro isolante in PVC, e un cumulo di giornali con del polietilene nero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo materiale fu repertato solamente da lei e dal dottor Massari, oppure agiste d'intesa e con l'intervento di personale della Direzione Investigativa Antimafia?
TESTE Vadalà: Nella presente persona della Direzione Investigativa Antimafia che ci coadiuvava nell'opera di indagine tecnica che repertò e verbalizzò il sequestro di questi oggetti.
Credo che siano tuttora nella loro disponibilità.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, in parte è nella disponibilità della Corte, ma questo lei non lo sapeva.
Ecco, quindi questo luogo fu individuato sulla base delle indicazioni contenute in quei verbali di dichiarazioni che erano stati messi a disposizione, o fu fatto una ricerca così approssimativa e non mirata all'interno di questo stanzone?
TESTE Vadalà: No, no, all'interno di questo stanzone ci fu fatta una scelta mirata legata alle dichiarazioni espresse dalla persona...
PUBBLICO MINISTERO: Insomma, che vi erano state messe a disposizione.
TESTE Vadalà: A disposizione, esattamente.
Cercammo, dalle dichiarazioni, di individuare il posto. Una volta individuato il posto...
PUBBLICO MINISTERO: Il posto, inteso come punto del locale?
TESTE Vadalà: Inteso come sito definito, delimitato all'interno di tutto quel vasto locale.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, la conclusione è stata negativa circa...
TESTE Vadalà: Negativa circa la ricerca di esplosivi. Trovando questi materiali cui, all'epoca, non riuscimmo a dare attribuzione.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
TESTE Vadalà: A cui all'epoca noi, come chimici, non riuscimmo a dare attribuzione, perché erano materiali lasciati lì.
PUBBLICO MINISTERO: Beh, d'altra parte a voi non interessava.
TESTE Vadalà: Sì, sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' bene che lei precisi alla Corte la ragione per la quale, al quesito del 17 di aprile, come ha lasciato in qualche modo intuire, è stata data risposta. Quindi l'accertamento fu eseguito diciamo in due contesti di tempo diversi.
TESTE Vadalà: Esattamente. La strumentazione ebbe un problema tecnico, per cui fummo costretti a far intervenire personale specializzato dall'Inghilterra che è venuto in Italia appositamente...
PRESIDENTE: Un guasto dell'EGIS?
TESTE Vadalà: Sì, sì, un guasto dell'EGIS.
E' venuto personale tecnico dall'Inghilterra, ha ripristinato la funzione dell'apparecchiatura rimettendola in condizioni di funzionare di nuovo.
L'uso che ne abbiamo fatto dell'EGIS - e tuttora ne stiamo facendo - è quantomai intenso. Quindi l'apparecchiatura, in quel caso, ebbe un costretto trauma da trasporto. E quindi fu necessario diciamo fare intervenire personale inglese della casa madre per sostituire alcuni componenti che, nel trasportare l'apparecchiatura, avevano subìto qualche piccolo danno anche abbastanza costoso, insomma.
PRESIDENTE: Eh, ce lo immaginiamo.
PUBBLICO MINISTERO: E più esattamente questo inconveniente si verificò in che punto degli accertamenti, a che punto degli accertamenti?
TESTE Vadalà: Nel corso della prima indagine che facemmo, in via della Alzavole. Successivamente a questo intervento fatto in Tor Bella Monaca, andammo in uno stabile in via della Alzavole numero 20.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Vadalà: E nel mettere diciamo, nel trovarci a fare un certo tipo di accertamenti incontrammo un malfunzionamento nell'apparecchiatura. Quindi dovemmo ritornare con lo strumento in laboratorio, chiamare, contattare il tecnico inglese perché venisse a verificarci di nuovo lo strumento.
Quindi siamo ripartiti successivamente in altra data il 28 maggio 1996 e abbiamo esaminato un locale al di sotto di uno stabile al civico 20 di via delle Alzavole.
Si presentava il locale in queste condizioni.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, prima che lo illustri, è un locale che avevate ancora identificato sulla base specifica delle indicazioni che il Pubblico Ministero, cioè chi le sta parlando e il dottor Nicolosi, le aveva messo a disposizione, o avete fatto una ricerca così generica in tutti gli scantinati...
TESTE Vadalà: No, no. Era un locale che era stato, era stato indicato nelle dichiarazione dello Scarano, nel corso di un interrogatorio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi vi siete attenuti specificamente a quel tipo di indicazione.
TESTE Vadalà: Esattamente, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, illustriamo questo locale dove si trovava.
TESTE Vadalà: Sì, ecco, il locale era uno scantinato abbastanza comune in questi grossi edifici abitativi a carattere popolare presenti a Roma, nel quale era presente ogni ben di Dio. Sembrava un ricettacolo di un rigattiere.
L'analisi, ricordo in quel periodo, fu abbastanza salomonica, perché non ci era possibile agire in modo aperto e quindi spostare poi tutto quanto il materiale trattandosi di materiale di risulta della natura più svariata.
Quindi abbiamo eseguito un tipo di accertamento basato su questo criterio: abbiamo suddiviso la zona in due locali; la parte del lavatoio e la parte retrostante. E siamo andati a guardare prima le zone riguardanti il terreno e poi alcuni degli oggetti presenti in questo ambito.
Questa è la zona del locale adiacente. Era un deposito di suppellettili.
E questo invece era, alcuni particolari del locale che si trovava sotto il lavatoio.
Abbiamo cominciato a rimuovere un po' di materiale per cercare di fare un mappaggio di tipo chimico.
Elenco lo stato dei materiali: ecco, c'erano pneumatici sopra dei bidoni, che indico con la penna, al di sotto del quale avemmo poi delle risultanze di analisi di identificazione di esplosivi.
PRESIDENTE: Ci vuole indicare esattamente la fotografia?
TESTE Vadalà: Sì.
PRESIDENTE: Il numero della fotografia che abbiamo appena visto, per fare...
TESTE Vadalà: E' la fotografia numero 4.
PRESIDENTE: Numero 4.
TESTE Vadalà: Fusti metallici sovrapposti da copertoni, nella didascalia.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE Vadalà: Ecco, alla base di questi fusti metallici trovammo delle tracce di esplosivo.
C'erano altri oggetti...
PRESIDENTE: Alla base, vuol dire sul pavimento?
TESTE Vadalà: Sul pavimento, sì. Non riuscimmo ad andare oltre la parte del piancito, perché era occupata da una serie di materiali, i più svariati. Per cui dovemmo semplicemente cercare di aspirare i vapori dall'alto.
C'era una poltrona con delle biciclette, delle tavole di legno di varia misura e foggia, dei fogli di politene e altri fogli di politene.
De cartoni e altre tavole di legno.
Dopo aver fatto un primo screening iniziale di tutti questi materiali, abbiamo fatto una scelta: alcuni che risultavano essere positivi - e dirò poi a quale esplosivo risultavano essere positivi - per loro conformazione fisica li abbiamo raccolti e sequestrati; altri invece, come per esempio queste tavole di difficile trasportabilità, li abbiamo estratti con un tampone di acetone imbevuto, un tampone di ovatta imbevuto di acetone.
Li abbiamo repertati estraendo, fissando le tracce di esplosivo rinvenuto.
PUBBLICO MINISTERO: Questo materiale, dottor Vadalà, rappresentato nelle ultime foto.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Queste tavole, questi fogli, per così dire, provengono, proviene questo materiale da tutta quella...
TESTE Vadalà: Su, dalla zona vicina...
PUBBLICO MINISTERO: ... confusione della prima fotografia?
TESTE Vadalà: Sì, esattamente. Sì, sì, solo dalla zona vicina al lavatoio. Cioè, è roba che abbiamo selezionato da questo punto qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Cercando di mantenere il più alto possibile - signorina - quella immagine, mi aiuti un attimino a capire dottor Vadalà, perché lei c'è stato, io no.
Quello lì, rispetto a questo famoso lavatoio o locale dei lavatoi, come è situato l'ambiente che vediamo?
Io vedo una parete tramezzo sulla sinistra.
TESTE Vadalà: Allora, questo tramezzo...
PRESIDENTE: Sulla sinistra.
TESTE Vadalà: ... sulla sinistra, fa da confine a questo locale.
Si vede qui lo stesso tramezzo.
PRESIDENTE: Ah, quindi questo sottoscala, chiamiamolo.
TESTE Vadalà: Sì, è una specie di cantina che si divide in due locali.
PRESIDENTE: Diviso in due locali. Uno è adiacente, una parte...
TESTE Vadalà: Questo è proprio quello di fronte alla porta di ingresso. Ed era probabilmente il lavatoio del palazzo. Nel quale si distinguono - ci vuole un po' di immaginazione - le vasche proprio per il lavaggio dei panni.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque che ci sono delle vasche, lo ha constatato lei personalmente.
TESTE Vadalà: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, a parte la fotografia.
TESTE Vadalà: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Vadalà: C'era appoggiata un sacco di roba sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi tutto questo materiale, era in qualche modo...
TESTE Vadalà: Ammonticchiato là dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Da quel materiale provengono poi tutti questi reperti che poi, le successive fotografie, descrivono separatamente l'una dall'altro.
TESTE Vadalà: Separatamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Vadalà: Lo scopo era quello di trovare il posto nel quale erano state piazzate delle presunte confezioni di esplosivo.
Ovviamente noi non sapevamo in quel marasma dove queste potessero essere fisicamente poggiate.
Per cui abbiamo dovuto fare un po' di ricerca randomica, casuale fra i materiali presenti. Fino a che ne abbiamo trovati qualcuno che era, che dava risposta positiva alle tracce di esplosivi.
E' di lì che abbiamo continuato la ricerca, fino a che non abbiamo trovato roba che poteva essere stata usata o per coprire, oppure stava sotto all'esplosivo, o a tracce di esplosivo insomma, ecco.
I risultati sono così compendiati come indicato dai risultati analitici riportati nella tabella.
Meglio leggere la tabella.
Descrivendo gli oggetti: "Superfici degli oggetti tra le due vasche del lavatoio: esplosivo assente.
Telo nero posto sul lato della vasca destra".
Il telo nero è quello che si vede, si intravede qui.
Questo telo qua.
PRESIDENTE: Quello sull'estrema destra, dice.
TESTE Vadalà: Esattamente. Che poi sarebbe questo. Che poi si vede meglio in foto.
PRESIDENTE: Mi scusi, abbia pazienza, sono noioso, ma io penso quando arriverà il momento di dover verificare queste fotografie.
TESTE Vadalà: Sì.
PRESIDENTE: Nella fotografia che ci ha appena indicato. Dice, questo ha indicato, è il telo nero sulla destra.
TESTE Vadalà: Sì.
PRESIDENTE: Ci può dire il numero della fotografia?
TESTE Vadalà: Il numero della foto è il numero 1.
PRESIDENTE: Grazie.
TESTE Vadalà: La foto generale.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Vadalà: E nella foto 12 si vedono, si vede il particolare.
PRESIDENTE: Il particolare, benissimo.
TESTE Vadalà: Quindi, in questo telo nero che per altro è stato repertato, è stato trovato del dinitrotoluene.
Poi, sulle tavole in legno poste tra le due vasche...
PRESIDENTE: Mi scusi, dottore, è un telo. Quindi ha due facce. Non vi è stato possibile stabilire se era su una, o sull'altra, o su entrambe...
TESTE Vadalà: Solitamente si aspirano tutte e due le facce, in quanto il telo era ripiegato.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE Vadalà: Per cui, una eventuale contaminazione avrebbe...
PRESIDENTE: E' stato possibile verificare sia l'una che l'altra.
TESTE Vadalà: E' stato possibile identificare entrambi i lembi.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE Vadalà: Poi c'erano delle tavole di legno che si trovavano tra le due vasche, sempre nella foto numero 1.
PRESIDENTE: Quella a carattere generale, eh?
TESTE Vadalà: Sì, ecco, dovrebbe essere una di queste qua, che si trova... Foto 6, 7 e 16.
Riferite alle foto 6, 7 e 16. 6-7: sono delle tavole di legno; e 16...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Vadalà: ... erano contaminate da dinitrotoluene.
PRESIDENTE: Anche...
TESTE Vadalà: Anche queste.
PRESIDENTE: Queste, su una faccia sola.
TESTE Vadalà: Su entrambe le facce.
PRESIDENTE: Su entrambe.
TESTE Vadalà: Noi facemmo l'analisi su entrambe le facce..
Per noi non aveva importanza sapere in quale posizione erano state poste, l'importante era sapere che erano...
PRESIDENTE: Se ne n'erano da una parte e sull'altro.
TESTE Vadalà: Esatto. Era venuto a contatto con un esplosivo, o meno.
Dopodiché il bancale sul pavimento tra le due vasche è risultato privo di esplosivo.
Coperta e tavola: priva di esplosivo.
Poltrona: priva di esplosivo. Probabilmente messa in periodi successivi.
Cartone, cuscino e tappetino di plastica: privi di esplosivi.
Cartoni e fogli di politene: qui li abbiamo trovati contaminati da T-4.
Foto 3. C'era del cartone; 5. C'erano dei fogli di cartone in mezzo...
PUBBLICO MINISTERO: Il microfono, dottor Vadalà.
TESTE Vadalà: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Il microfono.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo avvicini a sé.
TESTE Vadalà: Sì, sì. Aspetti che cerco di leggere...
10-11-14 e 15.
10: questo foglio di politene risultava sporco di T-4. 10-11...
PRESIDENTE: E' alla foto, ha detto, numero?
TESTE Vadalà: 10. 11... Lo stesso foglio di politene visto da un altro punto di vista.
E 15. Ecco, 14 e 15 sono dei fogli di cartone, una confezione di biscotti. Anche questi risultavano sporchi di T-4.
Poi c'erano dei fogli di politene: 11 e 20. Quello di prima, anch'essi sporchi di materiale esplosivo.
Poi c'era un cartone che risultava essere non privo di esplosivo. Poi c'erano cartoni, cassetta di plastica per bottiglie e fogli di politene contaminati da T-4.
Sul pavimenti dei fusti metallici contaminato da T-4. Superficie del pavimento sotto il tavolo tra le vasche: contaminato da T-4.
Di questi materiali è stata fatta una tamponatura e sono state conservate in sacchetti chiusi e sigillati.
Quindi è da presumere che in quel locale sia stato conservato del materiale esplodente che io ipotizzo - posso fare ovviamente solo una ipotesi - sia stato costituito da una gelatina, delle tracce di dinitrotoluene; e dal T-4, presumibilmente provenienti da una miccia detonante, per le tracce di T-4.
Le micce detonante non sono soltanto la pentrite, sono anche T-4.
Quindi, una ipotesi ragionevole di questa contaminazione, può essere dovuta probabilmente a questi due tipi di esplosivo. Non posso escluderne altri, ovviamente. Però ragionevolmente i materiali commerciali disponibili sono a base di questi esplosivi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, dottor Vadalà, visto che - anche per dare un riferimento di tipo documentale alla Corte - avete proceduto in due fasi, rispetto all'incarico avuto il 17 aprile del '96...
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le lo ha già implicitamente fatto presente. Avete riferito al Pubblico Ministero con due relazioni separate.
TESTE Vadalà: Una prerelazione inviata in data 14 maggio e una relazione, di cui la prerelazione è parte integrante, consegnata definitivamente il 1 giugno '96.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ha avuto altri incarichi dalla Procura di Firenze in relazione a questa vicenda, a queste indagini?
TESTE Vadalà: Dopo questo periodo, no.
PUBBLICO MINISTERO: No, ecco.
TESTE Vadalà: Ne ho avuti altri, ho avuto qualche altro incarico in questo ambito, in epoche precedenti.
PUBBLICO MINISTERO: Ma non dal Pubblico Ministero di Firenze.
TESTE Vadalà: Non dal Pubblico Ministero di Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora le domando io: ha avuto ragione di occuparsi, sempre come tecnico di esplosivi, di una certa qual auto FIAT Uno targata Roma 27265M?
Dico io, per la Corte, che questa macchina era intestata al signor Cocchia.
TESTE Vadalà: Sì. Ebbi un incarico il 29 luglio '93 dal dottor Piro della Procura della Repubblica di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ripeta la data, per piacere, dottor Vadalà.
TESTE Vadalà: 29 luglio 1993. Due giorni dopo l'attentato di San Giovanni.
Questo tipo di accertamento fu richiesto - e leggo per inciso il quesito -:
"Esaminata la FIAT Uno targata Roma 27265M accerti la presenza di impronte latenti, ovvero di polveri esplosive, mediante le metodologie che saranno ritenute più opportune".
Questa fu la prima volta che ci incontrammo, che fummo messi... ci fu richiesto di effettuare un accertamento tecnico di tracce di esplosivi a bordo di un autoveicolo.
In pratica è stato un po' il nostro primo lavoro - parlo di laboratorio esplosivi da scientifica - su questo tipo di mezzi.
Il 29 luglio del '93 disponevamo esclusivamente di uno spettrometro di massa e di un HPLC. Non avevamo altri mezzi.
Quindi mi recai ad un deposito giudiziario nei pressi della via Ostiense, insieme al mio collega che si occupava di impronte, e salomonicamente dovemmo dividere un po' a metà la macchina, perché l'uno accertamento danneggiava quello dell'altro.
E allora chiaramente ci dividemmo un po' le zone di presumibile interesse e d effettuammo dei prelievi di materiale, lui per le impronte; e io per la ricerca di esplosivi mediante tamponi di acetone.
Era un procedimento all'epoca contro ignoti, per cui potemmo impiegare tecniche di carattere distruttivo.
Il risultato di questi accertamenti fu negativo, perché le tecniche che noi a quell'epoca avevamo a disposizione, non permettevano di scindere come sensibilità fino ai livelli richiesti da una macchina presumibilmente contaminata da esplosivo.
Quindi le tecniche impiegate, l'HPLC e la gascromatografia con rilevazione di spettrometria di massa, non ci hanno permesso di identificare tracce di esplosivi di contaminazione di esplosivi, sul cruscotto, sui sedili o sulle altre parti della macchina che, a mio giudizio, erano stati a contatto con le persone eventualmente sospettate di aver manipolato questo esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, dottor Vadalà, ho bisogno di due chiarimenti su questo punto.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il primo è in che termine l'indagine che faceva lei danneggiava l'indagine delegata al tecnico dattiloscopista o come si chiama.
TESTE Vadalà: Ecco, quando io praticamente, con le tecniche di prelievo mediante i tamponi di acetone, effettuo una rimozione irreversibile di tutte le sostanze organiche generalmente presenti su una superficie.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo è più semplice. Ma la reciproca?
TESTE Vadalà: Il collega adopera, come sistema di rivelazione delle impronte, un estercelacrilico, che è una colla.
Se mi manda la colla sui miei prelievi, mi distrugge l'apparecchiatura.
Ecco, grossomodo ci troviamo ogni tanto a litigare per questo motivo.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, in concreto, come dovette fare lei per garantirsi qualche cosa? Sennò tanto valeva non fare di nulla...
TESTE Vadalà: Ecco, infatti.
PUBBLICO MINISTERO: O fa tutto l'uno, o fa tutto l'altro.
TESTE Vadalà: Certo. Ci siamo un po' divisi le zone. Mi sono preso un po' le parti che riguardavano... sul volante, sulla leva del cambio, sul sedile posteriore e nel vano bagagliaio dell'auto.
Mentre il collega si limitò allo specchietto, dove a me praticamente avrebbe dato minori risultati, il prelievo. Ed altre parti, genericamente distribuite nella macchina dove potevano essere presenti vetri, o altre zone, dove potevano essere presenti impronte papillari.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, come secondo punto della mia domanda, un attimo fa ha detto che il tipo di tecnologie e di analisi effettuate, non poteva rivelare tracce di contaminazione di esplosivi.
Ora, abbia pazienza, il fatto che lei non le abbia individuate, può dipendere da due cose: una è quella che ha detto lei; ma l'altra magari perché l'esplosivo non ci era mai passato in quella macchina. Né per contaminazione diretta, né per contaminazione indiretta.
TESTE Vadalà: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Allora si limiti semplicemente, per cortesia, a evidenziare - anche se la Corte questo discorso lo conosce, ma tanto vale che lei almeno nei suoi termini essenziali lo puntualizzi - ecco, in che termini le metodiche adottate all'epoca erano, in qualche misura, meno avanzate, meno incisive, ecco, rispetto a quelle che di lì a non molto tempo poi lei stesso, il dottor Massari, non solamente loro, hanno adoprato, insomma.
TESTE Vadalà: Certamente. La tecnica...
PUBBLICO MINISTERO: In sostanza, dottor Vadalà. Rigiro ancora un'altra volta il discorso: quelle tecniche che avete impiegato in quelle occasioni erano tecniche capaci di evidenziare contaminazioni anche, per così dire, estremamente occasionali?
TESTE Vadalà: No, assolutamente. Quelle tecniche che noi abbiamo adoperato andavano bene su una raccolta di una gran quantità di campione.
Erano le tecniche che stavamo mettendo in atto, in uso, per i residui di esplosione di San Giovanni e di San Giorgio al Velabro. Prendevamo una quantità discreta di campionatura, la estraevamo col solvente, poi la concentravamo a vostro piacimento.
Purtroppo, quando si tratta invece di raccogliere delle tracce di contaminazione da un manufatto, non è così semplice, perché l'esplosivo non si vede. Per cui uno fa una presunzione di presenza in certi punti.
E col tampone, se non altro, i mezzi tecnologici per evidenziare la presenza di esplosivi, cerca di raccogliere con un tampone impregnato di acetone.
Però potrebbe diciamo asportare o bagnare la parte sbagliata, o la parte in cui l'esplosivo presumibilmente non ci sta.
Ecco, quindi a noi mancava questa forma di aiuto, forma di aiuto che ci è venuta qualche tempo dopo con l'introduzione del...
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare che il problema sia stato anche di rivelatori.
TESTE Vadalà: Non avevamo altri rivelatori, erano rivelatori molto meno sensibili. Lo spettrometro di massa indubbiamente è meno sensibile del rilevatore TEA che ci è arrivato sempre a seguito di questi attentati, qualche mese dopo.
PUBBLICO MINISTERO: E su questo accertamento che le fu affidato dal dottor Piro, lei ha riferito, ricorda le date?
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché mi pare che abbia detto: l'incarico lo ebbe...
TESTE Vadalà: Il 29 di luglio.
PUBBLICO MINISTERO: ... il 29 di luglio del '93.
TESTE Vadalà: Luglio '93. E la relazione fu inviata il 5 settembre del '93.
PUBBLICO MINISTERO: A margine di questa illustrazione da parte sua, le risulta che questa macchina fu restituita al proprietario, o che venne mantenuta in sequestro?
TESTE Vadalà: Fu mantenuta in sequestro per un certo numero di giorni, credo. Poi dopo, credo, fu restituita al proprietario, che mi risulti. Però non ne sono sicuro, in quanto non ho più seguito, dopo la consegna dell'elaborato, resi la disponibilità della macchina al Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi pare lei abbia detto che in quel caso lei adoprò una metodica di indagine proprio di tipo distruttivo.
TESTE Vadalà: Tradizionale. Sì, sì, distruttivo, infatti.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Vadalà: Sui punti in cui ho trattato con il sorbetto organico, era distruttiva.
PUBBLICO MINISTERO: E il risultato che ottenne è quello che un attimo fa ha...
TESTE Vadalà: Negativo.
PUBBLICO MINISTERO: Di assoluto negativo.
TESTE Vadalà: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le debbo chiedere ancora se si è occupato di un altro veicolo. Questa volta di un'auto Mercedes targata Padova 936134.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A me risulterebbe che un incarico in questo senso le è stato dato dal dottor Saviotti.
TESTE Vadalà: Sì, sì, questo è un incarico di lavoro di ufficio che abbiamo eseguito nel maggio del '95.
All'epoca non sapevamo assolutamente che questa macchina fosse coinvolta nei fatti di cui si tratta in questo processo.
Ci fu chiesto di identificare, o di cercare la presenza di esplosivo all'interno di una autovettura Mercedes.
Applicammo la metodologia dell'EGIS e identificammo la presenza di pentrite all'interno di un vano e in un sedile, nella possibilità dello schienale di un sedile di questa Mercedes.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, visto che lei ha anche delle belle fotografie, rappresenti adeguatamente alla Corte appunto, i punti di questo veicolo in cui ha accertato...
TESTE Vadalà: Ecco, l'autovettura è visibile in questa foto. E' una vettura targata Padova. Ci fu portata con la presunzione che potesse contenere dell'esplosivo a bordo. Pensammo a esplosivo sottoforma di ordigno.
Pertanto, in quella giornata, fu chiamato il Nucleo Artificieri di Roma, il quale con metodiche intuitive aprì l'autovettura, per altro rompendo il vetro posteriore, il lunotto posteriore, e penetrò all'interno smontando poi tutti i vari componenti alla ricerca di un presunto ordigno esplosivo.
Eravamo interessati in tre laboratori: ricerca per le droghe, ricerca per gli esplosivi, ricerca per le impronte latenti.
Dopo esserci accordati sulle modalità di intervento, iniziammo noi con tecniche non distruttive, quindi con l'EGIS, ad esaminare le varie parti della macchina.
E trovammo... Ecco, questo è il sedile posteriore, sedile posteriore destro della macchina, alla cui base c'è una cavità che contiene credo un dispositivo componente della macchina stessa.
Ebbene, in questo dispositivo erano presenti tracce di pentrite.
PUBBLICO MINISTERO: In questa cavità.
TESTE Vadalà: Sì, in questa cavità.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lì, se non mi sbaglio, è stato rimosso il sedile.
TESTE Vadalà: E' stato rimosso il sedile. Sotto al sedile c'era una cavità, nel quale erano presenti tracce di pentrite.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Vadalà: Quindi repertammo il pezzo in plastica contenuto all'interno; e una parte del sedile, una copertura del sedile che è stata repertata e sigillata.
Era presente della pentrite e...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, dottor Vadalà, la prima parte del discorso l'ho seguita, poi ho dovuto scambiare una parola col dottor Nicolosi.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le ultime parole non le ho seguite.
TESTE Vadalà: Volevo dirle: all'interno della cavità c'era un dispositivo elettronico con dei materiali spugnosi che erano contaminati da pentrite. Quindi esplosivo ad alto potenziale.
Quindi repertammo gli oggetti contenuti all'interno e una parte dello schienale dell'autovettura, anch'esso contaminato da pentrite.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo...
TESTE Vadalà: Erano le uniche tracce che abbiamo trovato.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è un accertamento che lei, che ha detto un attimo fa, ha svolto su incarico della Procura della Repubblica di Roma. Ma non con un incarico di consulenza.
TESTE Vadalà: No, di ufficio.
PUBBLICO MINISTERO: Così come un incarico dato ad un organismo investigativo specializzato in indagini scientifiche.
TESTE Vadalà: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei personalmente si è recato quindi sul posto a fare questa...
TESTE Vadalà: E' stata portata l'autovettura presso il Servizio Polizia Scientifica. E operammo tutti gli accertamenti, sia di droga che di impronte che di esplosivi, dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Per quello che può essere di utilità alla Corte, questa domanda posta da ultimo al dottor Vadalà ha a che fare con il capo A-1 dell'imputazione, che è specifica per l'imputato Frabetti Aldo.
Ecco, con questo mi pare che gli accertamenti che lei ha svolto da solo, o assieme ad altri tecnici, come consulente nominato dal Pubblico Ministero, ovvero nella sua veste di addetto ad uno dei servizi di Polizia Scientifica, a servizio della Polizia Scientifica della Direzione Centrale della Polizia Criminale, mi pare che sia stato completamente esaurito.
A lei ho chiesto di illustrare specificamente una serie di accertamenti.
Ecco, lei sa però che alcuni accertamenti, sui quali non aveva avuto una investitura diretta e in prima persona, però sono stati poi oggetto di sue, per così dire, letture, rielaborazioni, riconsiderazioni a carattere comparativo.
Ecco, nel compiere questa attività a posteriori, ha avuto - e se ha avuto è bene che lo rappresenti davanti alla Corte, anche se io in questi termini non le ho mai posto una questione - ha avuto una qualche ragione per la quale dissentire sulla base di argomenti, dati, che le sembravano scientificamente importanti o dal punto di vista delle metodologie, o dal punto di vista delle conclusioni, dagli accertamenti appunto che non aveva eseguito, ma che ha dovuto in qualche modo rileggere e valutare?
TESTE Vadalà: No, praticamente no. Diciamo questo tipo di accertamenti nasce da un ben grado culturale in scienza forense.
Quindi ovviamente, quando si prendono delle vie su questo tipo, o si prendono delle direzioni, su questo tipo di accertamenti, hanno un carattere di univocità.
Quando si decide di utilizzare la chemiluminescenza, come tecnica per rivelare esplosivi, lo si fa perché è l'unica tecnica che al momento attuale permette una sensibilità e una selettività.
Si possono usare tantissime altre tecniche, però sono legate ad un'altra tipologia di accertamento.
Sullo stesso esplosivo possiamo usare tecniche diffrattometriche, ma per valutare caratteristiche di materiali, non per ricercare in tracce.
Quando noi nel 1993 - mi riferisco a questa relazione che per me ebbe un esito negativo - iniziammo a prendere in considerazione l'idea di ricercare tracce di sostanze, cominciammo prima ad individuare quali erano i mezzi e le attrezzature più idonee per potere eseguire questi accertamenti.
E devo dire che c'è stato un crescendo di raffinatezza nel modo di lavorare con queste apparecchiature, dai primi tempi, fino agli ultimi accertamenti.
Indubbiamente, l'accertamento fatto in via delle Alzavole è indubbiamente un qualcosa di forse più mirato, più raffinato, di più preciso. Diciamo che decisamente, agivamo quasi a colpo sicuro. Perché ormai conoscevamo, da un lato il tipo di sostanza e il suo comportamento nell'ambiente. Cioè l'esplosivo e il rapporto dell'esplosivo ambiente; e dall'altro conoscevamo abbastanza bene i limiti strumentali della macchina.
Devo citare che in alcuni casi, nei primi accertamenti, noi facevamo, ci succedeva di accecare addirittura la macchina. Perché magari la mettevamo troppo vicina al supporto. Poi abbiamo imparato praticamente quali erano le distanze giuste, quali erano praticamente i metodi più efficaci per perturbare il meno possibile il campione, ottenendo di per sé anche degli ottimi risultati dal punto di vista analitico.
Quindi devo dire che non posso esimermi da non avere avuto la corresponsabilità in tutta la scelta dei metodi. Non solo, ma anche nell'evoluzione e nello studio di queste metodologie analitiche.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, non le chiedo altro.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
AVVOCATO: Nessuna.
PRESIDENTE: I difensori? A meno che non vogliano un breve intervallo.
AVVOCATO: Cinque minuti.
PRESIDENTE: Va bene. Cinque...
TESTE Vadalà: Volevo consegnare...
PRESIDENTE: Prego.
TESTE Vadalà: ... le relazioni tecniche che sono state oggetto del mio intervento.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Vadalà: E quindi le volevo elencare come: Relazione, incarico del 22 novembre 1995. Composto da una relazione tecnica ed un allegato fotografico con dati.
Incarico del 1 febbraio 1996 comprensivo di relazione tecnica, parte fotografica e dati.
Incarico del 23 gennaio '96 composto da relazione tecnica e allegati fotografici e analitici.
Incarico del 17 aprile '96 composto da: prerelazione e relazione di consulenza tecnica.
Incarico del 29 luglio '93 della Procura della Repubblica di Roma composto dalla relazione tecnica più allegati.
Stralcio, relazione tecnica della Procura della Repubblica di Roma, con allegati, del 17 maggio '95.
PRESIDENTE: Ha terminato?
TESTE Vadalà: Sì, sì.
PRESIDENTE: Mi pare che la difesa avesse fatto una eccezione formale...
AVVOCATO: Sì, Presidente, sì.
PRESIDENTE: ... in cui ci eravamo riservati di rispondere.
AVVOCATO: Esattamente.
PRESIDENTE: Ora, gli interventi che evidentemente vorrete fare quando riprenderemo, saranno sempre soggetti alla valutazione. Nel senso che, qualora la eccezione venisse accolta, tutto quello che è stato fatto sarebbe praticamente inutile.
Ci rivediamo tra cinque minuti.
AVVOCATO: Bene, Presidente.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Allora, chi prende la parola?
AVVOCATO Pepi: Presidente, sono l'avvocato Pepi.
Parlo, in questo momento, in sostituzione dell'avvocato Florio per la posizione Lo Nigro.
Senta, dottor Vadalà, lei ha parlato di rilievi che ha operato sull'Ape del signor Lo Nigro.
Ecco, io le farò una serie di domande proprio in relazione a quest'Ape.
Volevo sapere prima di tutto la data esatta in cui questo suo intervento è stato effettuato.
TESTE Vadalà: Un attimo, che devo guardare i miei atti.
Il 29 aprile '96.
AVVOCATO Pepi: Il 29 aprile '96.
Dove ha effettuato questi rilevamenti?
TESTE Vadalà: Nel cortile del Servizio Polizia Scientifica a Roma.
AVVOCATO Pepi: Ecco. Le risulta da quanto quest'Ape si trovava in questo cortile, o luogo dov'era?
TESTE Vadalà: Il 17 aprile, è stata portata.
AVVOCATO Pepi: Dello stesso anno?
TESTE Vadalà: Sì, sì.
AVVOCATO Pepi: Era collocata in un... all'aperto, no?
TESTE Vadalà: Certo, all'aperto, non in luogo chiuso.
AVVOCATO Pepi: Quando effettuaste questi rilevamenti che avrebbero portato al rinvenimento di alcuni rilievi di tritolo, chi era presente in questo momento?
TESTE Vadalà: Mi scusi, chi era presente in che senso?
AVVOCATO Pepi: Chi era presente nel momento in cui avete fatto i primi rilievi.
TESTE Vadalà: Sì, eravamo presenti io e il dottor Massari, come consulenti tecnici; più il personale del Servizio di Polizia Scientifica.
AVVOCATO Pepi: Quindi, per quello che riguarda l'indagato, non vi era nessuno presente.
TESTE Vadalà: No.
AVVOCATO Pepi: Ecco. E nonostante questo avete fatto i rilievi ugualmente.
TESTE Vadalà: L'analisi era di carattere ripetibile.
AVVOCATO Pepi: Era ripetibile, comunque sia c'era la possibilità di avvisare quantomeno il difensore di questo indagato, se non l'indagato stesso.
PRESIDENTE: Avvocato, ma queste non sono domande da rivolgersi al consulente.
AVVOCATO Pepi: No, sono domande... Mi scusi, Presidente...
PRESIDENTE: Avvocato, lei ha detto che non c'erano.
AVVOCATO Pepi: Sì, va be', e io...
PRESIDENTE: Ne prenda atto...
AVVOCATO Pepi: ... ne prendo atto che è stato fatto un rilievo assolutamente in dispregio di ogni diritto dell'imputato.
PRESIDENTE: Avvocato, la prego, negli esami testimoniali, considerazioni di lineatura processuale non hanno senso.
Dopodiché voi una eccezione l'avete fatta, la Corte la scioglierà.
AVVOCATO Pepi: Ecco. Sempre per quello che riguarda l'Ape del signor Lo Nigro, lei ha detto che le tracce da lei rilevate, da voi comunque rilevate, sarebbero state non nel pianale, ma nei lati dell'Ape stessa, e addirittura nell'abitacolo.
TESTE Vadalà: Soprattutto nell'abitacolo.
AVVOCATO Pepi: Ecco. Proprio a questo punto io le chiedevo: ma nell'abitacolo è possibile che vengano collocati dei sacchi di cui si è parlato di una grandezza, di una quantità di 60 chili?
TESTE Vadalà: Le tracce che ho rilevato nell'abitacolo possono non essere dovute al contatto di manufatti contenenti esplosivo, ma anche per trasferimento di contaminazione da parte di una persona che li ha manipolati. Tanto è vero che l'abbiamo trovato su zone che erano utilizzate, erano a contatto con le mani delle persone.
AVVOCATO Pepi: Sì, io però vi chiedo una cosa: siccome si tratta di involucri piuttosto ampi, piuttosto estesi, è da presumere che questi involucri fossero stati posti sull'Ape nel pianale.
TESTE Vadalà: Certo.
AVVOCATO Pepi: Ecco, e allora mi può spiegare scientificamente in base alle sue conoscenze, come mai sul pianale non vi era nessuna traccia, mentre vi erano tracce soltanto laterali e nell'abitacolo.
TESTE Vadalà: Attenzione, io ho detto che sul pianale, al centro, non vi era nessuna traccia.
AVVOCATO Pepi: Sì.
TESTE Vadalà: Trattandosi di un veicolo aperto, ovviamente un eventuale lavaggio del veicolo può aver trasferito la contaminazione dal centro ai bordi del pianale.
All'interno dell'abitacolo è spiegabilissimo per il fatto che una persona che è contaminata ha trasferito la propria contaminazione sulle parti che toccava all'interno: il sedile, il tappetino e il manubrio.
AVVOCATO Pepi: Senta, io le volevo chiedere anche: lei ha detto ad un certo momento che quando lei ha effettuato insieme agli altri consulenti questi rilievi, ha parlato - testualmente, io vorrei... Siccome, mi scusi, ma purtroppo di questa materia non ne sono assolutamente a conoscenza - che cosa significa presunzione di presenza di esplosivo?
TESTE Vadalà: Semplicemente che, quando mi viene chiesto di ricercare dell'esplosivo su un certo posto, io mi indirizzo in certi materiali che presumo lo possono avere trattenuto.
Quindi, difficilmente andrò ad utilizzare una superficie vetrosa, ma piuttosto mi orienterò verso una superficie plastica o polimetrica che presumibilmente trattiene di più le tracce di esplosivo.
AVVOCATO Pepi: Senta, dottor Vadalà, lei è a conoscenza da quanto tempo l'Ape del signor Lo Nigro era stata posta in sequestro e quindi posta in questo ambiente aperto?
TESTE Vadalà: Mi scusi, io l'ho avuta l'Ape il giorno 19, se non vado... 17 aprile. Il giorno 29 aprile l'ho analizzata. Quindi ci sono 12 giorni, credo, di differenza.
AVVOCATO Pepi: Sì, ma ecco, le ho fatto una domanda, forse lei non è in grado di darmi una risposta.
Sapeva da quanto precedentemente a queste date che lei mi ha detto, questa Ape era stata sequestrata e messa a disposizione dell'Autorità Giudiziaria?
TESTE Vadalà: No, non lo sapevo.
AVVOCATO Pepi: Non lo sa. Comunque sa e conferma che quest'Ape, in questo periodo di tempo, è sicuramente stata all'aperto.
TESTE Vadalà: Certo. Era coperta da teli.
AVVOCATO Pepi: Ecco, era coperta da teli.
Lei ha anche detto, parlando genericamente, che è possibile, sarebbe possibile rilevare tracce di sostanza esplosiva anche a tre anni di distanza, in una macchina.
TESTE Vadalà: Certo.
AVVOCATO Pepi: Ecco, ma io le domando: se questa macchina su cui si fa questa indagine postuma fosse stata più volte sottoposta a lavaggio interno ed esterno, è proprio sicuro che si potrebbe, dopo tre anni, avere gli stessi risultati di quelli che potrebbero essere invece stati quelli di tre anni antecedenti?
TESTE Vadalà: Se lei lava la macchina con i metodi che solitamente usiamo noi per asportare gi esplosivi, cioè con solventi organici, indubbiamente lei potrebbe asportare via tutte le tracce di esplosivo, anche dopo ripetuti lavaggi.
Però dovrebbe adoperare sostanze organiche della stessa qualità e tipo che noi usiamo per effettuare la fissazione dell'esplosivo.
AVVOCATO Pepi: Quindi lei mi dice che se si ripetesse ancora oggi una analisi su queste auto, su questi luoghi dove lei ha operato quella sua attività, tutt'oggi, giugno del '97, si potrebbe ancora trovare tracce di esplosivo.
TESTE Vadalà: Certamente. Sempre utilizzando lo stesso tipo di apparecchiatura, o apparecchiatura analoga di pari sensibilità.
AVVOCATO Pepi: E questo è sotto il profilo scientifico matematico un dato certo e sicuro, oppure può variare a seconda delle condizioni ambientali, di tempo, di luogo?
TESTE Vadalà: Dipende soltanto se l'autovettura è stata ben chiusa e conservata in un luogo adeguato.
AVVOCATO Pepi: Ma allora io ritorno alle domande che le facevo precedentemente.
Un'Ape che è sostanzialmente scoperta e viene tenuta, anche se lei mi ha detto con teloni eccetera, dal telone può filtrare sia aria, che vento, pioggia, eccetera...
TESTE Vadalà: Se tenuta in un locale chiuso, sì.
AVVOCATO Pepi: Quindi, a questo punto, lei non può escludere che l'Ape dove lei avrebbe rilevato questi dati, poteva anche avere dei risultati diversi perché sottoposta ad elementi atmosferici o comunque di tempo, di pioggia, di vento...
TESTE Vadalà: Guardi, l'Ape credo che sia stata sottoposta a elementi atmosferici di pioggia, che mi risulta dal suo uso, era l'Ape in uso ad una persona che andava a pesca.
AVVOCATO Pepi: Sì.
TESTE Vadalà: Per cui praticamente il pianale sarà stato pure lavato per portare degli oggetti.
E quindi ovviamente il fenomeno di trasferimento dell'esplosivo dal centro del pianale ai bordi, è proprio dovuto a quel fenomeno.
AVVOCATO Pepi: O comunque chiaramente da quando è stata sequestrata evidentemente a pesca e lavata non è stata... per cui...
TESTE Vadalà: E quindi pertanto manterrà ancora tracce di esplosivo fino a che non verranno fatte ulteriori analisi.
AVVOCATO Pepi: Ne prendo atto.
Non ho altre domande, grazie.
AVV. Cianferoni: Dunque, dottore, sono l'avvocato Cianferoni. Buonasera.
TESTE Vadalà: Buonasera.
AVV. Cianferoni: Vediamo un po', abbia tanta pazienza, perché siamo artigiani di questa materia, anzi, forse ancor meno che artigiani, a fronte suo che invece è estremamente competente.
Senta, un primo argomento è quello riferibile alle modalità di confezionamento di quei pacchi che, alla scorsa udienza di sabato, si videro e dei quali oggi ha continuato a parlare.
E' possibile stabilire, una volta confezionati in quel volume, diciamo, con quale unità di grandezza si possa misurare l'espansione dei vapori o del particellato di esplosivo che è contenuto all'interno?
TESTE Vadalà: Cerco di capire: lei vuol sapere se il pacco sull'esterno risulta ancora contaminato?
AVV. Cianferoni: Sì, e soprattutto con tempi e con che percentuali l'esplosivo riesce a uscire, a uscire all'esterno.
TESTE Vadalà: Ecco, diciamo che quel pacco è fortemente contaminato e lo sarà per i prossimi anni, poiché si tratta di un involucro che contiene dello scotch. Lo scotch contiene delle colle. Per cui, una volta che la polvere si appiccica sulle colle all'esterno, va bene? sui tratti in cui il nastro permea il materiale adesivo, lei avrà una specie di pillola leggermente ricoperta di polvere esplosiva.
Chiunque la tocca, diciamo ne rimane contaminato.
Non vorrei escludere, ma il punto in cui l'ho poggiato per terra, esattamente al centro della moquette della Corte, potrebbe essere contaminato anch'esso da esplosivo.
AVV. Cianferoni: Non dubito, ma la mia domanda era un po' diversa.
Cioè, io vorrei sapere - se si può sapere ovviamente - quanto tempo impiega questo vapore a fuoriuscire e in che percentuale.
TESTE Vadalà: Eh, questo...
AVV. Cianferoni: Questa è la mia domanda. perché bisogna vedere se un soggetto tocca questi, per quanto tempo li tocca, dopo quanto, rispetto al confezionamento, li tocca.
Non so se mi sono spiegato.
TESTE Vadalà: Sì, ho capito perfettamente.
Allora, prima di tutto non è un vapore, ma in questo caso si tratta di una polvere estremamente fina, una polvere appiccicosa...
AVV. Cianferoni: Quindi, particellato.
TESTE Vadalà: E' un particellato. E non è quantizzabile capire la percentuale di trasferimento di polvere dall'involucro ad altri manufatti. In quanto diciamo non è un fenomeno decisamente fino ad adesso studiato.
Quello che le posso garantire è che, da prove di fatti in laboratorio, una persona che ha toccato un candelotto, cioè lo ha semplicemente tenuto stretto per la mano, per circa una decina di secondi, è risultato essere positivo.
Dando poi la mano a due-tre persone, pure le altre tre persone sono risultate positive.
Il giorno appresso, la persona che si era toccata la giacca, è stata di nuovo rivisitata allo strumento ed è risultata anch'essa positiva.
Diciamo che in questo caso qua si tratta semplicemente di una contaminazione estremamente volatile, fatta sulle mani che sono un punto in cui in genere ci si lava, e fatta per circa dieci secondi, il tempo di stringere il manufatto in mano.
Il fatto che si sia potuta trasferire più e più volte sulle mani di altre persone - questo esperimento in pratica è quello che abbiamo fatto - ci permette di stabilire: 1, che è possibile trasferire la contaminazione; 2, che quantomeno su un vestito, tracce di residui di contaminazione, permangono fino a che esso non viene lavato.
AVV. Cianferoni: Senta, a proposito delle modalità di confezionamento di questi pacchi, io ho ricordanza che la volta scorsa quando lei venne, non ci parlò di questo appunto confezionamento. Che oggi lei ha introdotto come sua ipotesi.
Ora, fu una sua dimenticanza della volta scorsa, è un dato che ha acquisito nelle more del processo...
TESTE Vadalà: No, probabilmente ad una dimenticanza legata al breve tempo intercorso con l'interrogatorio di sabato 17.
AVV. Cianferoni: E che sempre il sabato 17 lei usò proprio testualmente questa espressione, con riferimento alle manigliette:
"Questi oggetti - lei disse - sono piuttosto agevoli se hanno queste manigliette".
TESTE Vadalà: Certamente, l'ho ribadito anche oggi.
AVV. Cianferoni: Ecco. Ma io da ciò desumo che lei è in grado di fare un paragone con gli stessi oggetti senza manigliette.
TESTE Vadalà: Infatti io li ho praticamente manipolati senza manigliette.
Quelli che abbiamo visto in fotografia erano stati privati delle manigliette. E indubbiamente, avendoli dovuti manipolare, devo dire che due manigliette mi avrebbero fatto abbastanza comodo.
AVV. Cianferoni: Senta, un argomento di cui si è parlato, ma tangenzialmente è quello delle impronte digitali.
TESTE Vadalà: Sì, ma non riguarda...
PRESIDENTE: Non in maniera diretta, avvocato. Non è oggetto di questa indagine.
AVV. Cianferoni: Chiedo scusa, Presidente. Si tratta invece di un quesito specificamente posto al diciamo pool di consulenti.
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
AVV. Cianferoni: Sì, ma siccome lo stesso dottor Pubblico Ministero ha chiesto al consulente se faceva propri gli esiti e quant'altro, quantomeno mi lasci finire la domanda, vediamo. Io non è che chiedo al dottor Vadalà...
PRESIDENTE: Finisca la domanda.
AVV. Cianferoni: Ecco. No, la mia domanda era tesa invece proprio alla questione riferita agli esplosivi, non alle impronte papillari. In questo senso: "transeat" che non si rinvengano impronte - perché mi pare di ricordare, me lo asseveri, che non sono state ritrovate impronte digitali sugli involucri - ma vorrei capire da lei, se è in grado di rispondere, com'è che in presenza di tracce di esplosivo, vapori o particelle, non ha importanza, su manopola del cambio e volano, non si trovano però impronte digitali.
TESTE Vadalà: Eh, questo dovrebbe domandare a chi ha effettuato gli accertamenti.
Tant'è vero che, anche in caso della Uno del Cocchia, avemmo modo di rispondere con due relazioni separate. Per cui non so quali sono le risultanze del collega che ha fatto le impronte.
Diciamo, all'atto del prelevamento, ci siamo divisi gli incarichi. Io mi sono occupato di quello che avevo repertato io; e il collega ha risposto per quanto concerneva lui.
AVV. Cianferoni: A proposito di questa Uno del Cocchia, le chiedo: la relazione, se ricordo bene, è del settembre del '93. Abbiamo appreso anche da quanto dichiarato dal dottor Massari che la macchina EGIS era nota da ormai un decennio, a far data dal '93. E di lì a poco sarebbe entrata tra l'altro nella vostra disponibilità anche pratica.
Com'è che allora non sentiste la necessità di segnalare al Pubblico Ministero di Roma che vi delegava questi accertamenti, dell'esistenza dell'EGIS?
TESTE Vadalà: Perché all'epoca il contatto per l'EGIS, come lei... il dottor Massari ebbe modo di accennare, era ancora in alto mare per una questione economica. E quindi non avevamo la disponibilità, non sapevamo la esatta disponibilità temporale dello strumento.
Quindi a noi ci arrivò parecchio tempo dopo.
AVV. Cianferoni: Ma a proposito delle modalità di impiego di questa macchina, le dico: oggi, proprio oggi, lei ha adoperato un'altra espressione che ha destato la mia curiosità.
Cioè, ha detto, parlando degli accertamenti su due autovetture: 'poiché l'EGIS si trovava in Roma, noi abbiamo aspirato il particellato e quant'altro'.
Cioè, quello che mi ha colpito, è questo riferimento alla collocazione spaziale della macchina in Roma.
TESTE Vadalà: Sì, sì, e le spiego subito perché.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE Vadalà: Perché era il periodo nel quale tendevamo a muovere il meno possibile l'EGIS. Proprio perché esperienze pregresse ci avevano insegnato che la macchina, tanti spostamenti su autovettura, non era consigliato fargliene fare.
Quindi, l'EGIS in Roma significava avere l'EGIS al servizio, trasportarlo al piano terra. Quindi un normale ascensore, e con le sue brave rotelle, posizionarlo in un corridoio pulito nei pressi del parcheggio sul quale si doveva poi operare.
Ecco, si intende proprio in questi termini.
AVV. Cianferoni: Va bene. Però comunque il fatto che lei mi dica che in quel periodo l'EGIS si trovava in Roma e ora stesso mi conferma lo avevate usato anche fuori, mi...
TESTE Vadalà: In Roma, sempre in Roma. In Roma intendevo al servizio di Polizia Scientifica, ecco.
AVV. Cianferoni: Sì, ma dico: allora lo avevate usato anche fuori Roma?
TESTE Vadalà: Sempre nell'ambito urbano.
AVV. Cianferoni: Non vi era mai stato chiesto di usarlo fuori Roma.
TESTE Vadalà: Non in altre città fuori di Roma. Ci è stato chiesto di portarlo in altre zone, ma sconsigliammo il trasporto per lungo percorso stradale dell'apparecchiatura. Come ovviamente per tutte quelle apparecchiature di quel tipo.
AVV. Cianferoni: Opra, per dare completezza a questo argomento le chiedo due questioni. La prima è che ho notato, da quegli elaborati dai quali lei oggi chiede di far deposito, che però l'EGIS lo spostavate su una macchina civile, nemmeno della amministrazione.
Cioè, noleggiavate - se il termine si può usare - una macchina di un privato.
TESTE Vadalà: Ci è stato chiesto di farlo in questo modo, direttamente. Proprio per dare meno nell'occhio, in certe zone.
AVV. Cianferoni: E il secondo è che non ho trovato - e può darsi che sia una mia negligenza - la specificazione di quel guasto che induce poi il Pubblico Ministero di Firenze a concedere una proroga alla vostra ultima relazione. Tant'è che oggi lei ci parla di una prelevazione e di una relazione che risulterebbero integrali.
Però ho trovato soltanto l'indicazione della proroga, non ho trovato le motivazioni del guasto.
TESTE Vadalà: Non decidemmo di dare giustificazione del fatto che si era guastato una colonna e provvedemmo a far il ripristino del pezzo mancante senza doverlo specificare sulla relazione.
Normalmente, quando si guasta uno strumento, un motivo c'è, insomma. Normalmente non da parte dell'apparato tecnico dell'analisi il fatto che ci sia un guasto.
AVV. Cianferoni: Sempre parlando delle modalità di impiego, e quindi delle modalità dell'accertamento, ora, rispondendo alle domande del collega, lei ha detto che sull'Ape celestina di cui si è parlato poco fa, si trovavano dei teli.
TESTE Vadalà: Certo. Teli di politene. L'abbiamo coperta con dei teli di politene.
AVV. Cianferoni: Ecco, però ricordo di aver visto le fotografie proprio questo pomeriggio. E questi teli non c'erano.
TESTE Vadalà: Certo, li abbiamo levati per fotografare l'Ape nella sua interezza.
Quando ci è arrivata con l'autotrasporto, la DIA ha provveduto a ricoprire tutto il mezzo con dei teli di politene per conservarla fino all'esecuzione degli accertamenti.
AVV. Cianferoni: Ma ecco, per completezza, ci sono delle fotografie con l'Ape in questa condizione? Cioè, trattata nel cellophan o no?
TESTE Vadalà: Non credo.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Bene.
E sempre per curiosità di comprensione, prima di tutto: invece, sul sopralluogo di via delle Alzavole, ho notato un'altra discordanza.
Si è visto un agglomerato plastico: politene, lei dice...
TESTE Vadalà: Sì.
AVV. Cianferoni: E si è visto invece un cartone - ricordo c'era la pubblicità Oro Saiwa sopra impresso - invece disteso.
TESTE Vadalà: Sì.
AVV. Cianferoni: Com'è che, prima di tutto, la repertazione di questi oggetti è avvenuta? Cioè, perché avete trovato quel cartone in quelle condizioni e quel politene in quelle condizioni? Mi dovrebbe una spiegazione.
TESTE Vadalà: No. Ecco, diciamo che il politene era più o meno nelle condizioni in cui lei lo ha visto in fotografia. Sia quello nero, che quello trasparente.
Il cartone dell'Oro Saiwa, della scatola di biscotti Oro Saiwa, è stato fotografato in quella posizione per far vedere quanto era grosso e com'era conformato. Tutto qua.
Per altro è stato repertato, quindi è disponibile, insomma.
AVV. Cianferoni: Quando lei parla a proposito del sopralluogo di via delle Alzavole di un agire quasi a colpo sicuro - lei ha usato questa espressione - 'agivamo quasi a colpo sicuro in via Alzavole'. E' stato, lei ha detto, un crescendo di raffinatezza. Che cosa ha inteso dire, precisamente?
TESTE Vadalà: Intendevo dire che nelle volte precedenti si faceva un mappaggio a tappeto di tutta una sala o di un ambiente. In questo caso, vista l'esperienza fattaci con tutti gli altri precedenti interventi, non era necessario fare un numero elevatissimo di rilievi. Era sufficiente andare direttamente nei punti che ci avevano indicato le relazioni dei collaboranti. E analizzare in quelle zone là.
E poi estendere poi a tutto il locale. Ovviamente tutti gli accertamenti. Tant'è che nel locale accessorio, quello precedente, trovammo risultati negativi.
AVV. Cianferoni: Senta, però vi è un'altra cosa, sempre riferito alla relazione 5 settembre '93 P. M. di Roma.
Le ha detto di aver adoperato l'HPLC e la gascromatografia...
TESTE Vadalà: Prospettrometria di massa.
AVV. Cianferoni: ... con spettrometria di massa GCMS.
TESTE Vadalà: Sì.
AVV. Cianferoni: E ha detto che, rispetto all'EGIS, sono dei mezzi meno sensibili.
TESTE Vadalà: Erano quelli che avevamo a disposizione all'epoca.
AVV. Cianferoni: Ora, mi sbaglio - e può darsi, ma forse no - ma il dottor Massari venne dicendo che la gascromatografia di massa, o l'altra sorella, la gascromatografia TEA, GCT e GCMS - ricordo queste sigle -...
TESTE Vadalà: Sì.
AVV. Cianferoni: ... dovevano rappresentare degli elementi di riscontro all'EGIS.
TESTE Vadalà: Forse si intende la LCT, l'LC-MS-MS, la liquido massa-massa, probabilmente si intendeva questa qui.
AVV. Cianferoni: Sì, però sempre si tratta - appunto lei me lo conferma - di un qualcosa di più sicuro.
Io ricordo che il Massari parlò di confermare o non confermare la raccolta operata con l'EGIS attraverso il GC-TEA.
TESTE Vadalà: Il GCMS-MS, cioè lo spettrometria di massa-massa. Non la GCMS semplice. Intendo specificare la differenza fra i due tipi di analisi.
Allora, il GC-TEA ovviamente ha le stesse caratteristiche di sensibilità e selettività dell'EGIS.
L'analisi di spettrometria massa-massa raggiunge le sensibilità confrontabili con il TEA e quindi anche con l'EGIS, proprio perché è in grado di eliminare ogni forma di interferenza andando a guardare gli ioni molecolari ben mirati. Li frammenta e li conosce solo essi.
Storicamente noi avevamo, all'atto dei primi attentati del 14 maggio 1993 a via Fauro, avevamo soltanto il GC-Massa che andava bene per ricercare residui di esplosione su una vasta miscellanea di reperti. Non adoperavamo a quell'epoca operazioni in tracce sulla contaminazione degli esplosivi.
Quindi, quella macchina che era presente a quell'epoca, faceva solo il lavoro sui residui di esplosione. E tuttora fa ancora lavori sui residui di esplosione.
Piano piano, il GC-Massa, è sostituito e soppiantato da altre apparecchiature più selettive e più sensibili, come la cromatografia liquida o massa-massa, il GC-TEA e altre apparecchiature che sono praticamente in via di sperimentazione.
AVV. Cianferoni: Senta, traggo spunto dalla consulenza relativa per l'appunto al rinvenimento di Capena.
A pagina 20 leggo una affermazione metodologicamente condivisibile.
Lei scrive: "All'origine di una buona analisi c'è il campionamento inteso come l'operazione che permette di ottenere un esemplare rappresentativo della sostanza da analizzare".
Quindi allora cominciamo a dire che l'estrazione della particella fa parte dell'accertamento. E' un qualcosa di inscindibile da tutto ciò che viene dopo.
TESTE Vadalà: Mi scusi, a quale situazione si riferisce?
AVV. Cianferoni: Questa, dunque, i fogli sono 2544 e seguenti.
E' la compatibilità fra l'esplosivo repertato nel comune di Capena e i risultati degli accertamenti relativi ai fatti di strage avvenuti nel '93 e nel '94.
No, aspetti, che questa è solo una pagina.
Comunque l'incarico è sostanzialmente riepilogativo. E' quella che lei consegna il 29-30 dicembre del '95.
TESTE Vadalà: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco, a pagina 20 si parla del campionamento. Che quindi allora viene ad essere un qualcosa di inscindibile da tutto quello che verrà successivamente.
TESTE Vadalà: Quando lei campiona per una analisi di carattere distruttivo.
AVV. Cianferoni: Eh, sì. Io ora non sono voluto scendere, perché giustamente il Presidente prima ricordava a noi difensori che le questioni strettamente tecnico-giuridiche le trattiamo in un altro momento.
TESTE Vadalà: Certamente.
AVV. Cianferoni: Lei allora...
PRESIDENTE: Sono già state trattate, avvocato. La Corte si è riservata di decidere.
AVV. Cianferoni: Appunto. Ma dicevo, al...
PRESIDENTE: Non oggi, perché oggi, primo se n'è già parlato; la Corte deve ancora decidere. Bene, prosegua.
AVV. Cianferoni: Ma dicevo, appunto al consulente, di come la risposta che cercavo fosse proprio invece strettamente tecnica di sua pertinenza.
TESTE Vadalà: Certo.
AVV. Cianferoni: Non riferita ad una descrizione procedurale, normativa, ecco.
TESTE Vadalà: Mi scusi, mi ripete su quale campionamento...
AVV. Cianferoni: No, no, io le chiedo proprio dal punto di vista metodologico.
Trovo scritto, e condivido, che il campionamento è il punto di partenza di una buona analisi - siamo a pagina 20 -.
TESTE Vadalà: Sì.
AVV. Cianferoni: "Inteso come l'operazione che permette di ottenere un esemplare rappresentativo della sostanza da analizzare".
TESTE Vadalà: Certamente. E' quello che per esempio si fa quando si fa un carotaggio all'interno di una massa esplodente.
Se lei fa un carotaggio limitato, lei può raccogliere quantitativi di materiale che possono non essere omogenei. Un buon campionamento si fa quando si va a raccogliere un frammento dovuto ad un materiale esplosivo.
Un buon campionamento lei lo fa quando va a pulire una zona, e quindi a fissare delle sostanze esplodenti su un batuffolo di cotone impregnato di solvente organico, perché questo sia conservato per le analisi future.
AVV. Cianferoni: Ecco, qui secondo me va fatta una distinzione.
Cioè, chiedo a lei: mi pare di aver capito che non sempre si è adoperato un tampone a secco o con il solvente. E' un altro problema ancora.
Però mi pare che talvolta il prelievo sia stato diretto tra il vapore e il particellato.
TESTE Vadalà: Certo, dipende dalla quantità che lei ha a disposizione e dallo stato di omogeneità del campione.
AVV. Cianferoni: Ma ecco, io ora le giro una domanda che si fece già al dottor Massari: il campione usato per il prelievo EGIS che fine fa poi?
TESTE Vadalà: Allora - e qui ribadisco quello che probabilmente le avrà detto il dottor Massari - l'analisi fatta con il campione EGIS, con l'apparecchiatura EGIS, non è un campionamento, è un accertamento di carattere istantaneo.
Istantaneo, si intende nel tempo di 18-20 secondi, quello che è necessario alla macchina per fare le sue determinazioni analitiche del composto.
Lei si immagini di stare su una spiaggia e di camminare sopra con una calamita; chiaramente, lei preleverà da questa spiaggia tanti granellini di ferro che si attaccano alla calamita. Ma non è che li preleva tutti quanti.
AVV. Cianferoni: Ripeto, questo è un altro problema ancora.
TESTE Vadalà: Questo è il modus, questo è il modus di prelevare da parte dell'apparecchiatura, del campionatore dell'EGIS. Che non ha altri modi di prelevare la contaminazione.
AVV. Cianferoni: Sì, ma la mia domanda - perché vede, la sua risposta me ne sollecita una diversa -: chi ci dice a noi che quei granellini che porta via l'EGIS siano alcuni oppure tutti rispetto a quelli che c'erano?
TESTE Vadalà: Ecco, proprio perché la macchina non aspira, ma capta i vapori presenti in tracce sulla contaminazione; l'ho spiegato prima come questa contaminazione si infila in tutte le parti dei supporti: nelle plastiche, nei vestiti, nelle tracce di materiali polimerici. E stabilisce tra contaminazione e materiale di supporto un legame chimico, e chimico-fisico, ben definito.
Quando l'apparecchiatura EGIS passa sopra, non è un'aspirapolvere che aspira tutto; raccoglie parzializzando i vapori provenienti dalla superficie. Ma non è che li raccoglie tutti quanti.
Tanto è vero che in taluni casi, quando si ha a che fare con esplosivi poco volatili, è necessario dargli una scaldatina per permettere a questi di volatilizzarsi e, quindi, di essere captati e poi successivamente analizzati.
AVV. Cianferoni: Scusi, eh, però allora come si concilia questa sua risposta con invece quanto si legge in un'altra relazione - sempre da lei svolta - quella del 6 giugno '96, circa via delle Alzavole. Laddove, a pagina 6, si legge:
"Per la peculiarità delle analisi effettuate con l'EGIS e la difficoltà di interpretare correttamente dati di sostanze presenti in quantità così basse, è indispensabile confermare i risultati ottenuti tramite almeno le due tecniche analitiche citate".
E prima si fa riferimento, per l'appunto, al GC-TEA e al GCMSMS.
TESTE Vadalà: E' LGMSMS.
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE Vadalà: Questo è quello che solitamente la prassi vorrebbe che si facesse su certi campioni. Indubbiamente si può anche continuare a leggere con l'EGIS i campioni, avendo dei risultati più che probanti; però se uno vuole può anche utilizzare attrezzature diverse per avere una conferma.
E' semplicemente per una questione di conferma.
AVV. Cianferoni: Perché, se ho capito bene, l'EGIS va ad incidere su una situazione in equilibrio.
TESTE Vadalà: Dipende cosa intende lei per equilibrio, cioè il vapore sta giustamente in equilibrio col suo solido, sulla superficie contaminata.
Quando l'EGIS aspira le piccole tracce di vapore e le fissa sul suo coil di campionamento, le mantiene all'interno, e poi dopo permette alla macchina di analizzarle.
AVV. Cianferoni: Oggi lei ha fatto riferimento all'elettrolisi. L'altra volta...
TESTE Vadalà: No, no.
AVV. Cianferoni: All'elettrolisi, sì.
TESTE Vadalà: Quale elettrolisi, scusi?
AVV. Cianferoni: Scusi, allora l'ha fatto l'altra volta il dottor Massari, che ha parlato anche della reazione redox. Come processi che avvengono e sui quali va ad incidere il...
TESTE Vadalà: Direi di no, lei ha usato un termine improprio, forse ha fatto riferimento alla pirolisi.
AVV. Cianferoni: No no. Perché fino lì ci s'arriva. Allora, abbia pazienza...
PRESIDENTE: Pirolisi, mi ricordo anche...
AVV. Cianferoni: Eh, capito? Perché, sa professore?, la questione dell'equilibrio statico, io so che l'ha scritto lei, quindi volevo sentirmelo dire da lei, eh. Ora ci arriviamo, eh.
Allora, lei oggi ha parlato di legami di carattere elettrostatico.
TESTE Vadalà: Certo.
AVV. Cianferoni: Ecco. Quindi è una questione che sta in un equilibrio molto instabile.
TESTE Vadalà: Certo.
AVV. Cianferoni: Ecco. Allora, se l'EGIS incide su quest'equilibrio, come vi incide, che fine fanno quelle particelle che porta via l'EGIS?
TESTE Vadalà: Ecco, quando lei ha una superficie che è intrisa di questi materiali, e li scalda leggermente, provoca - statisticamente - una eccitazione di queste particelle che evaporano. Queste particelle evaporano e vengono attratte, come quando lei prova a scaldare o a soffiare su un profumo. Quindi, una parte dei vapori del profumo vengono messi in libertà e quindi captati dal coil. Non c'è nessun problema di equilibri, di disturbamento di equilibrio statico. C'è soltanto lo sfruttamento di un principio chimico-fisico, che permette a queste particelle di essere raccolte sull'esterno.
AVV. Cianferoni: Direi che la questione è ancora più delicata, perché se l'equilibrio, invece che statico, è dinamico, mi pare - come scrivete voi a pagina 9 della relazione 6 giugno, mi pare ancora più instabile il tutto, e ancora più soggetto a una modificazione irreversibile.
TESTE Vadalà: La modificazione...
AVV. Cianferoni: Glielo leggo. Lei scrive, insieme al dottor Massari:
"Le analisi chimiche sono state tutte effettuate utilizzando il sistema EGIS, le cui caratteristiche peculiari sono rappresentate dal fatto che non altera visibilmente il reperto".
E questo ce ne rendiamo conto tutti, perché l'Ape, non abbiamo visto i teloni in cui era incartata, ma perlomeno le lamiere siamo riusciti a vederle.
"E che effettuano analisi sulla parte volatile di un composto intrappolato da materiale a differente potere assorbente, in equilibrio dinamico con eventuali microresidui presenti nello stesso."
Oh, quindi incide su questa situazione, su questi equilibri dinamici.
TESTE Vadalà: Lei guardi, qualsiasi oggetto si trova, sta in equilibrio dinamico col suo ambiente, perché le particelle, il profumo stesso, la particella è tenuta in equilibrio statico all'interno della massa di materiale di matrice. Ma la sua interfaccia con l'ambiente esterno è sempre in equilibrio dinamico, vi saranno particelle che se ne distaccano, e particelle che se ne ritornano sul supporto.
Quindi, diciamo, è un modo diverso di dire le cose; ma non vedo come incida la struttura del discorso.
AVV. Cianferoni: Ecco. Però, allora come si può spiegare oggi questa sua proposizione. Gliela leggo per intero, perché non voglio certo...
TESTE Vadalà: Sì sì, certo.
AVV. Cianferoni: ... vero?, indurla in errore.
A pagina 15, sempre della relazione 29 dicembre '95, si legge:
"Per il particolato, anch'esso invisibile come il vapore, e certamente disomogeneo nel punto di prelievo, è sufficiente la presenza di una o più particelle per variare notevolmente la risposta strumentale".
TESTE Vadalà: La presenza di più particelle...
AVV. Cianferoni: Una o più.
TESTE Vadalà: Una o più particelle che vengano a contatto direttamente sopra il prob; quindi vuol dire che, se uno non sta attento, rischia di accecare interamente la macchina. Ecco, era questo il discorso inteso da quella proposizione.
Cioè praticamente la sensibilità del metodo è tale che non... il discorso era inteso nel definire la non qua... la risposta, la non quantitatività della risposta ottenibile con l'EGIS.
Cioè la risposta ottenibile con l'EGIS, non è correlabile con un dato quantitativo. Proprio perché, mentre lei passa sopra il prob, sopra la particella, se se ne distaccano una o più, può avere risposte estremamente variabili. Ma non è che non ha risposte, eh.
AVV. Cianferoni: A proposito del decorso del tempo, già ha risposto, e quindi le pongo una domanda successiva.
Lei ha detto che due vetture le giunsero, da esaminare, sigillate. Oh, intanto abbiamo appreso che l'Ape non era sigillata.
TESTE Vadalà: L'Ape era sigillata, era tutta...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi.
AVV. Cianferoni: Prego.
PRESIDENTE: Ma io ho l'impressione che qui si facciano degli equivoci.
AVV. Cianferoni: Prego.
PRESIDENTE: Perché se l'Ape non era sigillata, se l'Ape non era sigillata o si dimostra che queste tracce sono state addotte fortuitamente o deliberatamente da altri, oppure...
AVV. Cianferoni: Oppure?
PRESIDENTE: Oppure, lascio a lei. Ecco. Perché l'esposizione alle intemperie, all'atmosfera, eccetera, evidentemente sono tutti elementi che devono diminuire necessariamente e tendenzialmente la presenza dei residui. Quindi la copertura, avvenuta sia pur a distanza di molto tempo dal sequestro, non è un elemento che mette in discussione i risultati.
AVV. Cianferoni: Avremo modo di ridiscutere, signor Presidente, la questione.
PRESIDENTE: Va bene. E stata solo un'impressione, perché lei calca la mano su questa mancanza dei teloni. E va bene, può darsi che i teloni siano stati messi all'ultimo momento; ma non mi sembra un risultato che controverta o un dato che controverta con il risultato.
AVV. Cianferoni: Senza dubbio.
PRESIDENTE: Ci possono essere altri argomenti più seri, ma non questo.
AVV. Cianferoni: Siamo qui a discutere di altro, in effetti non questo. Era però sulle modalità; non è stato dato atto nemmeno con una fotografia dell'Ape incartata in cellophane.
PRESIDENTE: Avvocato, ma c'è un limite.
AVV. Cianferoni: Ecco.
PRESIDENTE: In queste attività - in tutte queste attività - c'è un limite al quale non si può andare oltre: sono ufficiali di Polizia Giudiziaria. Se non sono ufficiali di Polizia Giudiziaria, sono come minimo pubblici ufficiali nell'esercizio di funzioni. Di fronte a una messa in scena che non sussiste, perché la si vuol alterare fittiziamente, dico, finisce che non potrebbe neppure credere a quello che si afferma da parte di un testimone o di uno stesso imputato che inopinatamente ammette qualche cosa.
Non si può più credere a niente.
C'è un minimo di fiducia, di fronte alla quale bisogna avere delle circostanze serie, non dei semplici dubbi.
AVV. Cianferoni: Ma...
PRESIDENTE: Che poi non concludono nulla, ovverosia concludono al contrario. Proseguiamo.
AVV. Cianferoni: La questione è molto interessante. Proseguiamo nel merito.
PRESIDENTE: Certo, avvocato.
AVV. Cianferoni: Perché, appunto, no, il perché della mia domanda si collega ad un altro accertamento del quale abbiamo già parlato col dottor Massari.
Cioè i teloni di cellophane in via Ostiense.
Lei ci andò al sopralluogo di via Ostiense?
TESTE Vadalà: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco, allora ricorda - proprio per avvalorare la irripetibilità, ecco, sto parlando per la Corte in questo momento, dell'incombente - ricorda di questi teloni che furono apposti, oh; e ricorderà allora altresì come quest'accertamento fosse scaturito nell'ambito di un'attività di perquisizione e sequestro.
Cioè il punto specifico è a pagina 11 della solita relazione 29-30 dicembre '95, laddove si legge:
"Il Pubblico Ministero ordina procedersi a perquisizione nei luoghi e nei locali suindicati, con sequestro di quanto rilevante venga rinvenuto. Si dispone altresì che l'atto venga compiuto con l'intervento di tecnici di Polizia Scientifica, presso la Direzione Centrale, per gli opportuni rilievi e repertazioni".
Ecco, in un contesto perciò di perquisizione e sequestro voi operaste, è così?
TESTE Vadalà: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE Vadalà: Si parla di via Ostiense?
AVV. Cianferoni: Si parla di via Ostiense.
TESTE Vadalà: Se parla di via Ostiense, sì. Furono messi dei teloni a copertura, a protezione della zona, perché in caso di pioggia battente, più che scioglimento o soluzione di parti esplosive, ci sarebbe stato proprio un dilavamento meccanico di tutta quella ghiaia.
Per cui, noi optammo per coprire quelle zone con dei teli di politene. Con questo sistema io solitamente opero quando si tratta di un attentato, e ci sono degli agenti meteorologici sfavorevoli. E' una normalissima precauzione che qualsiasi chimico che opera, adopera.
AVV. Cianferoni: Sì, ecco, a me interessava rimarcare il discorso della perquisizione e del sequestro, cioè di due atti procedimentali irripetibile, fino a costituire casi di scuola.
Ma, detto questo, adesso andando su un altro argomento toccato dal Pubblico Ministero, quello della compatibilità di questi accertamenti con altri accertamenti svolti nell'ambito di questa indagine.
Stamani lei ha usato quest'espressione, comparando via via tutti e sette, anzi, tutti e sei i fatti di attentato che ha avuto da esaminare, ha parlato di un quadro leggermente diverso per Formello. Questo proprio se lo ricorda?
TESTE Vadalà: Certo.
AVV. Cianferoni: Ecco. Ora, lei è consulente e quindi perciò le sollecito una valutazione. In che senso "leggermente diverso", posto che delle componenti esplosive vengono a mancare per l'appunto il tritolo e il T-4? Che sono proprio diversi, l'abbiamo appreso: sono più resistenti, ci vuole...
TESTE Vadalà: No no, no. Sono proprio diversi gli esplosivi adoperati. Io non ho ritrovato esplosivi uguali a quelli degli altri attentati, come se avessero adoperato una carica diversa. Ecco, questa è la conclusione a cui potrei giungere, dando un giudizio su quella tabella.
AVV. Cianferoni: Dunque, e a proposito allora di questa carica diversa del Formello, aprile '94, siccome l'argomento è trattato nella relazione che ho più volte citato, del dicembre '95, le chiedo.
In questa relazione si trova anche descritto come, secondo lei, sarebbe stato predisposto l'ordigno nei vari casi; lei parla di una base, chiamiamola così - ora, se ha la pazienza di aspettare, trovo proprio la pagina - comunque lei parla di una base costituita dal tritolo con un booster e con una miccia detonante. Questo, diciamo, per l'ordinario, cioè per i cinque casi.
TESTE Vadalà: Certo.
AVV. Cianferoni: Invece, per Formello, come può oggi concludere, alla luce dei prelievi fatti e di queste comparazioni che le sono state sollecitate?
TESTE Vadalà: Posso dire semplicemente che è differente, perché l'unico prodotto che io ho riscontrato in Formello è assimilabile a un gelatinato, a una sostanza gelatinata. Quindi, non c'è presenza di tritolo, non c'è presenza di T-4, come si evince dalla tabella.
AVV. Cianferoni: Stamani, rispondendo al Pubblico Ministero, ha parlato della densità del tritolo. Quella ordinaria, diciamo standard, diciamo industriale se vogliamo, a quanto è pari?
TESTE Vadalà: Mah, dipende dagli impieghi, avvocato. Può andare da 1,4 a 1,3; in funzione del tipo di caricamento che si vuole effettuare.
Anche quello è una condizione tecnologica.
AVV. Cianferoni: Quindi è variabile nel senso però di avere queste oscillazioni, tra l'1 e 4, l'1 e 3.
TESTE Vadalà: Dipende dall'impiego. Cioè se lei lo cola, ovviamente non lo può comprimere, quindi avrà una densità più bassa, più prossima a 1 e 2, 1 e 3.
Se invece lo comprime con una pressa, può arrivare fino a 1 e 4.
Oltre certi valori, diciamo, non abbiamo guadagni di efficienza.
AVV. Cianferoni: Va bene. Ecco, del tritolo si sa. Ma quanto possono permanere l'etilglicoldinitrato e la nitroglicerina?
TESTE Vadalà: Come?
AVV. Cianferoni: La nitroglicerina e l'EGDN, che tempi di permanenza hanno?
TESTE Vadalà: Mah, dipende dalla matrice dalla quale sono assorbiti. Come le dicevo prima, la formazione di questi legami chimici, fra la matrice polimerica e l'esplosivo, possono essere quanto mai vagliabili. Le forze che le tengono collegate, o sciolte addirittura, possono essere estremamente variabili dal tipo di materiale. Addirittura, se abbiamo un supporto polimerico fresco, tipo una colla, una resina, possono durare anche parecchi anni.
Fatto sta che troviamo gelatine - la gelatina è un supporto a base di microcellulosa che la conserva per lungo tempo, anche allo stato volatile.
AVV. Cianferoni: Per la lettura, un'ultima domanda per la lettura di quei grafici che ha fatto prima vedere, no?
Vedo qui che si legge "nitroglicerina, PNT" e poi "PLA". Sono standards. Questo è il foglio 1028 della relazione ultima, quella via delle Alzavole. Ma è una costante, cioè si trovano indicate unicamente queste tre componenti.
Ora, io le chiedo.
TESTE Vadalà: Ah, plastico, sì sì.
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE Vadalà: Allora, questo tipo di schema è stato ideato - aspetti, che forse lo vediamo meglio su un grafico più grande.
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE Vadalà: Sì, questa è una tipica taratura dello strumento, dove praticamente il primo picco corrisponde all'etilglicodinitrato, e corrisponde al primo numero sotto la voce LG. Il secondo picco è la nitroglicerina, e corrisponde al numero sotto. Il terzo picco, che sarebbe praticamente la pentrite, corrisponde al primo numero sotto la riga PLA. Il quarto numero, il quarto picco è il T-4, e corrisponde al numero sottostante alla seconda fila della riga PLA. Il quinto e il sesto - cioè considerati col numero ordinale, tre e quattro -...
PRESIDENTE: Quinto e sesto, sì?
TESTE Vadalà: ... sono il DNT e il TNT.
Questa è la definizione dello spettrogramma dell'EGIS.
AVV. Cianferoni: Finito? Ecco, un'ultima domanda, a conclusione del discorso su questo tipo di analisi.
Rispetto allo stato dei luoghi, l'intervento dell'EGIS consente di leggere la presenza dell'esplosivo, o no? Cioè si porta l'EGIS su di un posto dove si sa quel che si trova e si sa quel che si lascia, o è soltanto attraverso la lettura dell'EGIS che si riesce a sapere qualche cosa?
Nel senso che, mi pare di aver capito, questo equilibrio dinamico fa riferimento a un qualcosa, primo, di molto instabile e, secondo, di disomogeneo. Perché quello che può essere in quel dato punto del pretorio, può non essere in quest'altro dato punto. Cioè anche a distanza minimale ci possono particelle, e ci possono non essere.
TESTE Vadalà: Allora, siccome lo strumento...
AVV. Cianferoni: Si va a incidere su un microco...
TESTE Vadalà: Lo strumento identifica l'esplosivo e identifica una parcellizzazione dell'ambiente. Quindi, praticamente, va a leggere non tutto ciò che c'è sotto, ma ne legge solo una frazione, lasciando inalterato il resto del materiale. Quindi questo tipo di apparecchiatura - l'EGIS - come tutte le apparecchiature presenti sul mercato di questo tipo, più o meno sensibili, non danno perturbazione chimica proprio perché non aspirano con un'aspirapolvere; ma leggono, o aspirano, o captano - captare è la definizione più semplice - frazioni di vapore presenti al di sopra della superficie.
Tanto è vero che l'EGIS non si appoggia sulla superficie. La si fa leggermente sfiorare.
Lo stesso discorso potrebbe essere applicato a un rilevatore di ammoniaca, la quale praticamente è una sostanza che è continuamente prodotta da organismi viventi, e nei punti in cui questi lasciano diciamo un'impronta fisica di permanenza, permane intrisa nelle fibre.
Se lei passa con un rivelatore di ammoniaca su una sedia, dopo che una persona è stata seduta per un po' di tempo, troverà tracce di ammoniaca che rimangono inserite nelle fibre del materiale. Il principio di rilevamento è lo stesso.
AVV. Cianferoni: Quindi l'EGIS ci consente di arrivare a una lettura istantanea di una realtà.
TESTE Vadalà: Di 18 secondi.
AVV. Cianferoni: Non ci dà il quadro oggettivo in termini assoluti.
TESTE Vadalà: Cosa intende lei per quadro oggettivo in termini assoluti?
AVV. Cianferoni: Cioè, per esempio, in riferimento all'aspetto quantitativo e alla dislocazione...
TESTE Vadalà: E' già stato detto che l'EGIS non è in grado di dare letture quantitative proprio perché ci sono una serie di incertezze sul modo di posizionare il... due letture EGIS danno un risultato positivo a livello qualitativo, cioè trovano lo stesso tipo di esplosivo, ma non le potranno mai dare due segnali quantitativamente uguali.
AVV. Cianferoni: Ma la grossa differenza da una consulenza ripetibile, per esempio, su una quantità massiva di sostanza stupefacente è questa, se non mi sbaglio. Che, nella consulenza ripetibile su mezzo chilo di eroina, io so che parto da mezzo chilo di eroina. Qui non so da che cosa parto.
TESTE Vadalà: Qui lei parte da tracce di sostanze esplosive, e che queste tracce di sostanze esplosive si comportano come una sostanza integra. Quindi, lei ne trova un valore quantitativo. A me non interessa sapere se ce n'è un chilo o un granello. A me interessa solo capire la presenza dell'esplosivo.
AVV. Cianferoni: Tracce di sostanze esplosive, date presuntivamente presenti per intraprendere l'indagine.
PRESIDENTE: No, veramente il "presuntivamente", avvocato, credo che ce lo metta lei.
AVV. Cianferoni: No, l'ha detto il consulente, anche il collega ci ha insistito su questo.
PRESIDENTE: "Presuntivamente", è prima dell'analisi.
AVV. Cianferoni: Sì, prima dell'analisi, si va a cercare un qualcosa che non si sa né se ci sia, né...
PRESIDENTE: Quanto.
AVV. Cianferoni: ... in che misura sia presente.
*TESTE Vadalà: Ma la misura in cui sono presenti a me interessa poco. A me interessa invece identificarlo. Non c'è nessuna legge che dice su quanto è la minima dose di esplosivo da detenere.
PRESIDENTE: Ecco. Anche in materia di stupefacenti, ora non c'è.
AVV. Cianferoni: Va bene. Comunque mi pare che il quadro sia completo. Poi sarà la Corte a dirci quando, eventualmente...
PRESIDENTE: Lei non ha altre domande?
AVV. Cianferoni: No, ho finito.
PRESIDENTE: Avvocato, ha altre domande lei?
(voce fuori microfono) Grazie, Presidente.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora, l'udienza riprende domattina alle ore 09.00, con la traduzione degli imputati detenuti. E alla ripresa dell'udienza, la Corte leggerà l'ordinanza in materia.
AVVOCATO: Presidente, mi scusi, chiedevo se era possibile sapere il programma completo della settimana.
PRESIDENTE: Sì, ma credo che il Pubblico Ministero sia in grado di comunicarvelo. Per questa settimana, credo che lo conosciate già.
AVVOCATO: Perfetto. Cioè, più o meno diciamo.
PRESIDENTE: No no, vi erano fogli in copie varie, di questo programma completo per la settimana. Il Pubblico Ministero mi ha assicurato che vi avrebbe comunicato oggi anche il programma della settimana ventura.
AVVOCATO: Anche la settimana ventura. La ringrazio.
PRESIDENTE: Va bene? Ci rivediamo domani mattina, buonasera.

udienza 29.10.1997

TESTE Delogu: Sono il capitano Giovanni Delogu.
PRESIDENTE: Le ricordo che lei ha già letto...
TESTE Delogu: Sì.
PRESIDENTE: ... la dichiarazione di impegno, che non si può più chiamare giuramento, ed è sempre vincolata da quel dovere di dire la verità.
Vuole rispondere al Pubblico Ministero?
PUBBLICO MINISTERO: Aspettiamo, Presidente, che cessi il ronzio...
PRESIDENTE: Sì. Si può spegnere?
PUBBLICO MINISTERO: ... perché io... E' vero che il capitano Delogu ha una bella voce squillante, ma comunque si capisce male.
PRESIDENTE: Eccoci.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci qua.
Senta capitano, io le pongo una serie di domande che prescindono dagli esami che abbiamo condotto precedentemente col suo intervento. Si tratta di domande estremamente semplici, estremamente lineari.
Lei è in grado di identificare, ovvero di escludere, la qualità di esplosivo in una sostanza che risponde a questi connotati di carattere macroscopico: sostanza granulosa, assimilabile a quella di un detersivo per uso domestico, di colore uniforme - e più esattamente di color bianco - priva di odori, cioè priva di qualche cosa che stimolasse in maniera specifica e diretta l'olfatto?
TESTE Delogu: Esistono delle sostanze esplosive con questa caratteristica. Generalmente non impiegate tal quali in campo esplosivistico, perché sulla scorta di questa descrizione sono tante, o per lo meno, ci sono alcune sostanze esplosive che corrispondono a questa descrizione.
Avrei bisogno di qualche altro elemento per poter identificare più precisamente un tipo o meno di esplosivo con queste caratteristiche, perché, ripetendo quello che ha detto lei per conferma mia: bianco, per esempio, può essere il T4, la pentrite, con forme cristalline o assimilabile a quelle di un cristallo come lo zucchero.
Avvicinarle a un sapone, presuppone un minimo grado di pastosità e quindi non potrebbero essere più pentrite T4, ma già se ci mettiamo della cera con pentrite T4 possiamo arrivare alla descrizione più o meno organolettica o macroscopica che lei descrive.
Con quelle caratteristiche c'è anche comunemente il nitrato di ammonio, che di per sé non è un esplosivo, ma aggiungendo fra un 4 e un 5% di gasolio, assume la caratteristica di esplosivo.
Il fatto, poi, che possa essere o meno rilevato un qualche odore, purtroppo è legato al naso di chi sottopone alla sua osservazione questo campione; per cui, essendo una caratteristica non oggettiva ma soggettiva, ecco, non so quanto possa essere... Però, diciamo che il gasolio su un ANFO può essere o può non essere percepito; dipende da quant'è vecchio l'ANFO.
Non solo, ma potrebbe assumere, essere mascherato in una qualche maniera, sempre in funzione dell'invecchiamento dell'esplosivo, da altri odori. Per esempio l'ANFO, il nitrato di ammonio, tende ad essere molto igroscopico, quindi ad assumere quella sorta di pastosità, di untuosità che è propria del sapone, ma che è propria anche del nitrato di ammonio bagnato; non bagnato, che ha assunto umidità dall'ambiente.
Di più è un po' difficile, con questi elementi, individuarlo. Comunque non si può escludere che possa essere uno di questi elementi qua.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, prendendo come punto di riferimento, ma solo per sviluppare una domanda successiva, a quello che capisco, quindi, questo esplosivo - che si chiama ANFO - ha come suo componente il nitrato di ammonio.
TESTE Delogu: Per il 96 o il 95%. Il 5, il 4% è gasolio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è proprio la combinazione solamente di queste due sostanze.
TESTE Delogu: Sì, non c'è nient'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Esistono esplosivi che, rispondendo sempre a quelle indicazioni organolettiche che ho fornito io stesso all'inizio e che annoverando, caratterizzandosi per una percentuale così elevata di nitrato di ammonio, siano per altro di specie, o per lo meno abbiano denominazioni diverse da quella di ANFO?
TESTE Delogu: Beh, il nitrato di ammonio è uno dei componenti pesantemente presenti nelle dinamiti di tipo polverulento, intorno anche all'80, anche di più dell'80%, insieme ad altri componenti che sono il dinitrotoluene, il tritolo; talvolta il polverulento può essere nitroglicerinato con l'aggiunta di nitroglicerina o di nitroglicole, che sarebbe nitroglicerina più etilenglicole di nitrato.
PUBBLICO MINISTERO: In questo caso, visto che stiamo parlando di questi polverulenti, le caratteristiche organolettiche che io ho fornito...
TESTE Delogu: Quello che mi preoccupa...
PUBBLICO MINISTERO: ... in apertura di esame, si conservano?
TESTE Delogu: Sì, è il concetto di bianco che lei ha proposto, perché di bianchi - il bianco è un concetto un po' così - ci sono dei bianchi chiari, dei bianchi un po' più scuri, dei bianchi cinerini, dei bianchi metallici. Ecco, un polverulento definirlo bianco è un po' difficile, un polverulento alla nitroglicerina, perché c'è dentro anche un minimo di farina di legno, eccetera.
Per cui non risponderebbe alla categoria di bianco.
E' un bianco crema, un po' più chiaro di questi muri qua. Però anche questo dipende dall'invecchiamento, perché questo tipo di esplosivi, il dinitrotoluene e il tritolo, se è fatto in laboratorio fresco, è di colore bianco, o al massimo un giallo paglierino ma leggero leggero leggero. Esposto alla luce questo arriva a diventare un marron bello consistente.
Quindi, l'anzianità dell'esplosivo gioca molto e sposta da un bianco marroncino, fino a un bruno abbastanza consistente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se ho capito bene, comunque questa colorazione sulla scala del bianco - appunto dal bianco grigiastro fino addirittura, per degrado della colorazione originaria, fino al marrone - si lega al bianco del nitrato di ammonio che è presente in percentuali così elevate, o è diverso il discorso?
TESTE Delogu: Beh...
PUBBLICO MINISTERO: Perché io ho capito che il nitrato di ammonio è bianco, lei ha detto questo.
TESTE Delogu: Il nitrato di ammonio è bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Delogu: Anche il dinitrotoluene è bianco, e anche il tritolo sono bianchi, oppure hanno un minimo di colore paglierino, quando sono freschissimi.
In funzione dell'esposizione alla luce, agli agenti atmosferici tendono a imbrunire e imbrunire concretamente.
Adesso, il risultato di una massa che è fatta per l'80% di bianco, più questi componenti che tendono a imbrunire, più la farina di legno che è proprio farina di legno, legno sbriciolato, che è di colore marroncino, dà una gamma di colori che va da non proprio bianco, ma da un nocciola chiaro fino a dei brown, dei marroni, insomma, che uno non potrebbe certo definire bianchi.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Ma ribadisco: il bianco come colore principale, sia pur...
TESTE Delogu: E' dato dal nitrato di ammonio, sì.
PUBBLICO MINISTERO: A quello che capisco, è dato dal nitrato di ammonio.
TESTE Delogu: Sì. Non c'è nient'altro che gli può dare il colore bianco a una dinamite.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei sta parlando - mi pare abbia premesso un attimo fa - parlando di dinamiti pulverulente.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora, se si parla di dinamiti pulverulente, quindi si parla di esplosivi che esistono in varia...
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... in varia presentazione commerciale, adopriamo questa espressione.
TESTE Delogu: Sì, sì. Ci sono vari pulverulenti con diverse formulazioni, questo sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma...
TESTE Delogu: E diciamo che, però, i polverulenti sono di due tipi, sostanzialmente: polverulenti, composti da nitrato d'ammonio e tritolo o tritolo e qualche traccia di dinitrotoluene, che sono i polverulenti veri e propri; o meglio...
PUBBLICO MINISTERO: La seguo, la seguo...
TESTE Delogu: No, no. Bisogna chiarire, perché sennò si va... Sono delle dinamiti polverulente, per essere proprio più precisi - perché poi anche l'ANFO è considerato un polverulento, ma non ha niente a che vedere col tritolo - sono delle dinamiti polverulente.
Poi ci sono dei polverulenti, cosiddetti nitroglicerinati, ai quali c'è l'aggiunta di un po' di nitroglicole, che è la combinazione in percentuali variabili di nitroglicerina e di EGDN. E questi sono tutti esplosivi di produzione commerciale, comunemente utilizzati nei lavori di cava, di sbancamento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Per completare questa prima parte del discorso, ma il nitrato di ammonio da solo, dimenticandosi per un attimo quello che abbiamo detto sull'ANFO, perché proprio al momento non mi interessa più, il nitrato d'ammonio da solo è una sostanza che è in commercio?
TESTE Delogu: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire che è in commercio per destinazione quella che lei ci sta illustrando, andare in composizione con altre sostanze e creare esplosivi, oppure è in commercio con destinazioni diverse, di uso civile e non esplosivo?
TESTE Delogu: Sì, sì. Il nitrato di ammonio si compra al consorzio.
Non è esattamente il nitrato di ammonio che viene utilizzato negli esplosivi commerciali, perché il nitrato di ammonio che viene utilizzato per fare gli ANFO industriali si chiama nitrato di ammonio brilled, perché si presenta come sferette piccoline con alta porosità, proprio per poter assorbire e miscelare bene il gasolio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Delogu: Ma il nitrato di ammonio a diverso titolo di purezza, a titolo di purezza più basso, è quello che si dà nei campi per concimare, si compra al consorzio.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
E questa è una sostanza che, per lo meno nelle formulazioni delle case che producono esplosivi, non entra con queste caratteristiche qui.
TESTE Delogu: No, non entra però qualche volta sono riusciti a fare delle bombe con nitrato di ammonio meno puro del brilled, cioè ci si riesce.
A far partire un esplosivo fatto con nitrato di ammonio non proprio purissimo ci si riesce. In varie situazioni, ma ci si riesce.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Delogu: Tenga presente che il nitrato di ammonio...
PUBBLICO MINISTERO: Quali sono... Prego, prego.
TESTE Delogu: Il nitrato di ammonio non è considerato come tale dalla legge sugli esplosivi italiani, non è nel testo unico di leggi di Pubblica Sicurezza.
Però ci sono in letteratura delle esplosioni di vagoni di nitrato di ammonio avvenute fuori d'Italia per varie questioni.
Non è definito, in Italia, un esplosivo, però è una sostanza abbastanza pericolosa che in determinate condizioni, molto drastiche, riesce anche a detonare da solo. Ma in condizioni molto molto drastiche.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per ampliare questo punto, non certo accademicamente, e prescindendo dai fenomeni di detonazione spontanea; ecco, siccome poco fa ha detto che comunque è possibile, con determinate conoscenze e accorgimenti, ottenere un'esplosione da nitrato di ammonio anche per uso civile, diverso da quello esplosivistico, ecco quali son le condizioni?
TESTE Delogu: Beh, bisogna sensibilizzarlo con esplosivi... Praticamente bisogna attivarlo con delle cariche più forti di quelle che è un semplice detonatore. Praticamente, mettiamo del nitrato di ammonio, mettiamo, che ne so, un candelotto di tritolo, ma meglio forse qualche esplosivo ancora più potente...
PUBBLICO MINISTERO: Tipo?
TESTE Delogu: ... tipo il T4 e poi il detonatore e un booster fatto di T4 fa partire, in dipendenza anche del confinamento, fa partire anche il nitrato di ammonio.
Molta, molta importanza ha il confinamento... Chiedo scusa, l'ANFO di per sé non parte se uno mette una sacchetta di ANFO, ci mette un detonatore dentro e gli dà fuoco e lo fa partire, non... si sparge senza detonare.
Se, invece, lo si confina dentro i fornelli da mina, o dentro un corpo d'acciaio, parte. Dipende molto dal confinamento.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare, infatti, il concetto di confinamento lei ce l'avesse già illustrato nei precedenti esami. Comunque, è opportuno che ci sia ritornato.
Alternativamente o concorrentemente a booster realizzati con T4, si possono adoprare - sulla carta, teoricamente - anche altri esplosivi in funzione di booster di un quantitativo di nitrato di ammonio?
TESTE Delogu: Sì. Un quantitativo di nitrato di ammonio - ripeto, dipende molto dal confinamento -...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Delogu: ... affiancato a una carica diversa, fatta di un esplosivo più sensibile e anche più franco nella detonazione, entra anch'essa nella detonazione, perché la detonazione della prima carica trova materiale...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, questo è chiaro. Io an...
TESTE Delogu: ... nel nitrato di ammonio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io andavo alla ricerca di eventuali esplosivi diversi dal T4, che possono assolvere alla stessa funzione per provocare la detonazione anche di un quantitativo di nitrato di ammonio confinato come si deve.
TESTE Delogu: Sì, sì.
Ma non è necessario ricorrere a un booster di T4, eh. Anche un'altra carica, qualunque altro tipo di carica... adesso, farne una scala... ma anche della dinamite.
Cioè, se uno mette della dinamite e poi a fianco del nitrato di ammonio, tutti ben con... stipati all'interno di un ambiente chiuso, la detonazione della dinamite è sufficiente a far entrare nella detonazione finale anche il nitrato di ammonio.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Delogu: Il concetto è che il nitrato di ammonio di per sé non parte con quelli che sono i detonatori normali utilizzati in commercio.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito perfettamente.
Bene. Passiamo ad un'altra questione. Lei riesce ad affermare, o a escludere, che sia riconducibile ad una qualche materia esplodente, una sostanza che risponde a questa descrizione: in polvere abbastanza fine, più fine di un detersivo da cucina; di color grigio o sul grigio e più esattamente un grigio tipo quello della polvere da sparo; nel maneggiarla, questa sostanza lascerebbe delle tracce come di unto e di sporco nelle mani, eventualmente nei guanti, di chi la sta maneggiando.
TESTE Delogu: Ma così su due piedi mi sembra la descrizione di una polvere da lancio per le munizioni; a granulometria fine esistono. Anziché lamellare come le balistiti normali, proprio una polvere da lancio per le cartucce.
PUBBLICO MINISTERO: Così...
TESTE Delogu: La prima cosa che mi viene in testa.
Poi, altre cose, adesso, così su due piedi, non lo so. Però, detta così, mi sembrano le caratteristiche della polvere che riempie le cartucce di quasi tutto il personale di Polizia che sta qui dentro. Perché, o sono in scagliette quadrate, lamellari, oppure sono in polverino un po' più piccolo che sembra proprio polverino. Però, con la consistenza del sapone bisogna vedere che tipo di sapone...
PUBBLICO MINISTERO: No, io non ho parlato di sapone.
TESTE Delogu: Ah no? Il sapone era quello di prima?
PUBBLICO MINISTERO: Io ho detto: con una granulometria inferiore a quella del detersivo da cucina.
TESTE Delogu: Ah, inferiore.
PUBBLICO MINISTERO: Inferiore.
TESTE Delogu: Eh, sì, perché ci sono anche quei detersivi che sono proprio con piccolissime palline. Quindi potrebbe rientrarci.
Sì, detta così mi sembra una polvere da lancio o mono o bibasica; di quel tipo lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma queste polveri qui, da lancio, dal punto di vista chimico che cosa sono?
TESTE Delogu: Allora, le polveri da lancio sono normalmente di tre tipi, di cui quelle a tripla base le escludiamo perché sono quasi esclusivamente per proiettili di artiglieria; e quindi le togliamo di mezzo perché non ci interessano.
PUBBLICO MINISTERO: Va be'.
TESTE Delogu: E poi si presentano...
PUBBLICO MINISTERO: Caso mai vediamo...
TESTE Delogu: Eh, no, si presentano in forme differenti: sono come cannelli lunghi col foro in centrale o con... quindi non mi pare questo il caso.
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE Delogu: Le altre sono o singola o bibasica. Singola base sono soltanto a base di nitrocellulosa, contenuti di azoto oltre il 13%, oppure bibasico, cioè nitrocellulosa e nitroglicerina; e in più sono, normalmente, grafittate e hanno un piccolo rivestimento di carbone tutto intorno.
E sono le normali polveri che vengono utilizzate o nelle munizioni di caccia, o nelle armi... che so, nelle munizioni comunque, sia a uso civile che a uso militare. Militare per armi leggere, fino alla mitragliatrice, non per cannoni.
PUBBLICO MINISTERO: Possono essere impiegate polveri da lancio - ovviamente glielo chiedo da un punto di vista teorico e basta - possono essere usate in combinazione con altri esplosivi, per realizzare ordigni esplosivi, oppure la polvere da lancio è un qualche cosa di estraneo alle sostanze esplosive, o esplodenti che si adoperano per realizzare un ordigno purché sia?
TESTE Delogu: No, no, la polvere da lancio va benissimo per fare degli esplosivi, per fare degli ordigni.
Il discorso è sempre lo stesso: il contenimento.
Se lei mette della polvere da lancio, sia mono, che bibasica, all'interno di un tubo di acciaio, ci mette un detonatore, la fa partire, fa la classica, cosiddetta "pipe bomb" americana, che è la bomba che si usa normalmente.
Il 99% dei casi, degli attentati in America, sono fatti così.
Tubo Innocenti, con due dadi sopra e sotto, detonatore dentro. Ed è fatta la bomba con polvere da sparo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma io...
TESTE Delogu: Polvere da lancio.
PUBBLICO MINISTERO: Da lancio. Le chiedevo se aveva, dal punto di vista teorico, una sua plausibilità, adoprare polvere da lancio in combinazione con le sostanze esplodenti di cui abbiamo ragionato fino ad un attimo fa. Cioè a dire i gelatinati pulverolenti, le dinamiti pulverolente, o non pulverolente, gelatinate, abbiamo parlato di tutto. Il tritolo, T-4, abbiamo passato in rassegna praticamente tutta la gamma...
TESTE Delogu: Dottore, in linea teorica fa peso, per così dire.
Quindi, se uno ci mette una carica di una cosa, una carica dell'altra, e una carica dell'altra ancora, fa peso. Dipende...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per riprendere una considerazione che faceva lei prima, diceva: il nitrato di ammonio non è sostanza che riesce a detonare, se non in condizioni di utilizzo del tutto particolari e specifiche.
Ecco, queste altre polveri da lancio, lei ha detto un attimo fa, le "pipe bomb" americane sono realizzate.
Ecco, ma in combinazione, queste sostanze, quale sarebbe la ragion d'essere?
A quello che capisco c'è: il nitrato di ammonio che, se non trattato e manipolato in un certo modo, si comporta non da esplosivo, si comporta da sabbia di mare.
Invece, capisco che, le polveri da lancio, hanno qualcosa di diverso.
TESTE Delogu: Guardi, c'è una scala di sensibilità all'innescamento, diciamo. Per adesso, chiamiamolo sensibilità dell'innescamento.
Il nitrato di ammonio, con un detonatore di quelli normalmente in commercio, dell'8, del 10, non parte, sicuro.
Non so se - questo non lo so perché non l'ho mai fatto - se si può attivare, perché è anche questione di quantità di come è stato messo, eccetera, non so se una carica di nitrato di ammonio può essere attivata da una carica di polvere da lancio attivata da un detonatore. Questo, non l'ho mai provato, per cui, onestamente, direi una cosa...
Sarei propenso a non avvicinarmi ad un ordigno fatto in questa maniera.
Cioè, se mi dicono: 'ci staresti vicino a una bomba fatta con un detonatore messo dentro la polvere da sparo a contatto col nitrato di ammonio e tutto ben intasato?'
Preferirei non avvicinarmi, perché non lo so.
Quindi non escludo che possa detonare. Però non sono sicuro.
Certo, se dovessi fare un ordigno, non innescherei, di cui voglio essere certo...
PUBBLICO MINISTERO: Del funzionamento.
TESTE Delogu: ... del funzionamento, non innescherei con la polvere da sparo.
Non avendo altro, ci proverei con una qualche possibilità di successo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, se questo termine che ora impiego, ha un minimo di attendibilità.
Se il nitrato di ammonio, a quello che capisco, è una sostanza di per sé non pericolosa, assolutamente non pericolosa, se si vende al Consorzio Agrario...
TESTE Delogu: Eh, non è lo stesso nitrato di ammonio, però, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ho capito.
TESTE Delogu: Diciamo che è pericoloso in grandissime quantità.
Perché, la grande quantità, fa da intasamento a sé stessa.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Delogu: In questo senso.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Ed è...
TESTE Delogu: Però, nitrato di ammonio, normalmente, non fa niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Delogu: In piccole quantità...
PUBBLICO MINISTERO: Allora, se con questa sua precisazione si può dire che il nitrato di ammonio non è pericoloso, si può dire la stessa cosa della polvere da lancio?
TESTE Delogu: Beh, no. La polvere da lancio si accende con una certa facilità e deflagra solo perché è all'aperto.
Cioè, il classico scherzo che si fa normalmente: si mette un po' di polvere da sparo nel portacenere di quello che ti fuma in ufficio. Quando la spengi, fum, gli fai una bella fiammata. No?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Delogu: Se invece, questa cosa qua, tu la comprimi all'interno di un contenitore, la reazione si sposta da deflagrante, cioè da combustione rapida, fino a deflagrante, come nel fucile; fino a detonante come nella "pipe bomb".
Quindi, non è proprio pacifica come sostanza. Ha bisogno di essere trattata con un certo riguardo, ecco.
Anche perché, la nitroglicerina, è vero che in quel caso lì è non flemmatizzata, è... Insomma, ci si mette una struttura di carbone, proprio sopra per irritare. Perché è parecchio sensibile anche allo sfregamento, se non fosse trattata superficialmente con degli stabilizzatori.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta ancora, una sostanza rispondente a questa descrizione, sempre macroscopica, nuovamente è riferibile ad una tipologia riconosciuta di esplosivo, ovvero non è riferibile?
Colore bianco, tipo panna, costituito da un assieme di palline piccole piccole, tipo sale chimico, di quello che si mette in campagna.
Ecco, mi fermo qui.
TESTE Delogu: Sembra il nitrato di ammonio.
Così, è nitrato di ammonio. Però, ripeto, torniamo al discorso del bianco. Quanto bianco?
Messa così, sarebbe nitrato di ammonio, tipo palline, anzi, ma neanche tanto da campagna. Perché sembrerebbe proprio il Brillet, perché il Brillet si caratterizza proprio da queste belle palline che ci ha.
Non è tanto quello da campagna...
PUBBLICO MINISTERO: Mi tolga una curiosità: queste palline, poi, in termine di grandezza, che vuol dire?
TESTE Delogu: Come dei pallini.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma...
TESTE Delogu: Ma proprio sottili.
PUBBLICO MINISTERO: Un decimo, mezzo decimo, due decimi...
TESTE Delogu: Tre, due-tre millimetri.
PUBBLICO MINISTERO: Due-tre millimetri. Quindi, piuttosto sensibili. Sono quanto un chicco di riso.
TESTE Delogu: Beh, il chicco di riso, sulla generatrice principale, sarà anche 5 millimetri, 6 millimetri.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla generatrice...
TESTE Delogu: Su quell'altra, 3 millimetri, via.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quando si parla di, si parla da parte sua, di questo nitrato di ammonio, come ha detto? Brillet?
TESTE Delogu: Brillet.
PUBBLICO MINISTERO: Si parla di palline che hanno queste grandezze.
TESTE Delogu: Sì, sì. Non è proprio... sono visibili, come palline. Non è che sono dei puntini, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Delogu: Sono delle palline concrete.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma quando lei parla di nitrato di ammonio Brillet, si parla di quello che, presso le fabbriche di esplosivi, serve per realizzare.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma quando invece si parla del nitrato di ammonio, quello che poi è anche destinato ad usi civili non pericolosi, questa caratteristica...
TESTE Delogu: Diciamo, non...
PUBBLICO MINISTERO: ... delle palline, si perde.
TESTE Delogu: No...
PUBBLICO MINISTERO: Non c'è più.
TESTE Delogu: No, diciamo che il Brillet è proprio particolare per le palline.
Normalmente, il nitrato di ammonio, al Consorzio, per lavori agricoli, non deve avere questa caratteristica. Se ce l'ha, è più buono, ma non ce la deve avere, ecco.
E' soprattutto una questione di impurezze chimiche che lo differenzia.
Poi, se fanno del nitrato di ammonio per comodità industriale, che lo fanno uscire a palline, io, questo, non lo so. Per usi agricoli.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nel presupposto che si realizzi una carica esplodente nella quale vi è comunque una presenza significativa di questo materiale, tipo "Dash", o tipo detersivo da cucina - mi pare che fino ad ora di non aver mai adoprato il termine "Dash", ma insomma, lo dimentichi per un attimo. Parliamo genericamente tipo detersivo con quelle caratteristiche di colore o che altro - ecco, che tipo di residui si vanno ad incontrare nel luogo dove si è verificata la detonazione di una carica siffatta?
TESTE Delogu: Si ha un arricchimento del tasso dell'ammonio e del nitrato, presenti.
Ovverosia, derivanti proprio dall'applicazione di nitrato di ammonio. Che, strumentalmente, viene rilevato come NH3 più e NO3 meno.
C'è un arricchimento nello ione ammonio e nello ione nitrato.
Che poi, normalmente, in presenza di un cratere, di una cosa, viene automaticamente attribuito ad una carica di nitrato di ammonio. O contenente nitrato di ammonio, tra le altre cose.
PUBBLICO MINISTERO: Un'altra domanda ancora: lei ci ha spiegato prima che, per l'appunto, quell'esplosivo che si chiama ANFO, oltre al 96% di nitrato di ammonio, si porta dietro una percentuale di gasolio.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma la presenza all'origine del gasolio, consente una individuazione del gasolio stesso, in sede di residui di esplosione?
TESTE Delogu: E' complicato, perché stiamo lavorando su residui, e quindi non più su integri; e su residui che, a loro volta, erano il 4-5% dell'integro.
E' difficile, eh. Tra l'altro poi, il gasolio, potrebbe anche essere un inquinamento, anche se non è molto diffuso come inquinamento tal quale.
Se uno ha la fortuna di trovare il contenitore, ci ha una qualche speranza; a me è riuscito.
Però, normalmente, è molto difficile trovare il gasolio.
Diciamo che, facendo 100 campioni, su 99 non lo trovi, e forse, su uno, lo trovi il gasolio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Delogu: Questo, può essere la possibilità.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
TESTE Delogu: Certo, se ne realizzi 50, ovviamente potrebbe essere che il centesimo te lo sei perso.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, mi corregga se dico una sciocchezza. Ma mi pare di capire, quindi che, il fatto di non aver rinvenuto in un ipotetico, o in ipotetici residui di esplosione un segno caratteristico della presenza di gasolio, depone equivocamente sia in una direzione, sia nell'altra.
TESTE Delogu: Non consente di escludere niente, e né di affermarsi.
Ma di affermarlo, non sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo si identifica positivamente, va da sé.
TESTE Delogu: Se lo trovi, allora, lo devi giustificare; se non lo trovi, non lo hai trovato. E quindi...
PUBBLICO MINISTERO: E basta.
TESTE Delogu: Eh, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Quindi, controlli anche questa mia considerazione che io faccio in forma affermativa, ma è in realtà una domanda, perché le chiedo di controllare se questa affermazione è corretta, o meno.
Partendo dal presupposto - se io ho ben capito - che il nitrato di ammonio può essere, per l'appunto nel caso dell'ANFO, l'unica sostanza che va in combinazione con un'altra, il gasolio, e dà luogo ad una miscela esplosiva, laddove per altri esplosivi, tipo le dinamiti pulverolente, il nitrato di ammonio è in composizione con, in combinazione con altre sostanze: l'EGDM, la nitroglicerina e quant'altro; a quello che capisco - ma se ho capito male, mi corregga, mi raccomando, in maniera circostanziata, perché abbiamo bisogno sul serio di capire - a quello che capisco, la presenza sui residui di ammonio - lei ha dato due dettagli, poco fa che non sto a ripetere - non è mai specifica per l'individuazione.
Quindi, se si trattava di una dinamite pulverolenta, ovvero se si trattava di un esplosivo a base pressoché assoluta di nitrato di ammonio, ovvero addirittura se si trattava di un ordigno realizzato con un approntamento di tipo artigianale con vari materiali diversi della carica stessa.
TESTE Delogu: Sì. Purtroppo, alla fantasia dell'uomo è difficile porre dei limiti. E chi ci deve lavorare dopo, si trova in queste difficoltà.
Se io ho ben capito, lei mi dice: io trovo del nitrato di ammonio, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sto parlando di residui.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
TESTE Delogu: Di residui dopo l'esplosione.
Tu vedi un arricchimento di nitrato di ammonio. Mi rifaccio la domanda per vedere se ho capito bene, perché...
Allora, tu vedi il nitrato di ammonio. Intanto il nitrato di ammonio non lo vediamo tal quale, ma lo vediamo come NH4 più, o NO3 meno.
Quindi, come ione ammonio e come ione nitrato.
Ne troviamo un arricchimento rispetto al terreno circostante. Quindi, siamo sicuri che lì è derivato da qualcosa che ci è stato applicato. Perché, se si è in una campagna, il nitrato di ammonio, può essere anche concime normalmente utilizzato.
Quindi, uno fa un controllo nel punto dell'esplosione e anche fuori; se trova un arricchimento dice: 'qui è successo qualcosa.'
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Delogu: E questo va bene. Quindi, troviamo il nitrato di ammonio.
A fianco troviamo, come se ho ben capito, delle specie chimiche derivanti da una dinamite che contiene nitrato di ammonio, più nitroglicerina, eccetera.
Beh, se... Normalmente chiunque direbbe: 'questa è una dinamite fatta dall'80% di nitrato di ammonio e il resto da nitroglicerina, eccetera.'
Se uno ha avuto la fantasia di metterci dentro un ANFO più questo tipo di dinamite, beh, all'analista gli si chiede un po' troppo veramente. Perché l'analista è fatto da uno che vede analisi strumentali, più una esperienza di bombe normalmente diffuse sul territorio.
Ecco, di solito, non è comune arricchire una dinamite con l'ANFO, non è comune. Può succedere, non lo posso escludere.
Però, ecco, nessun analista, di fronte a questi risultati oggettivi trovati sul terreno, si inventerebbe una bomba architettata in questa maniera qua. Però non si può escludere che qualcuno lo abbia pensato di fare una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, la riconducibilità può essere a risultato variabile, a quello che capisco.
TESTE Delogu: Guardi, normalmente, non si fa. Però non si può escludere che qualcuno lo abbia fatto.
Non abbiamo elementi per... Perché, ripeto, noi troviamo delle specie chimiche, non com'erano assemblati all'origine, né quante erano in quantità relative. Questo, l'analisi, non ce lo può dare.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Tutto qua. La ringrazio, capitano.
PRESIDENTE: Hanno domande le parti civili?
I difensori hanno domande?
AVV. Cianferoni: Sì, avvocato Cianferoni.
Brevemente, capitano, le rappresento che, dal processo, è emerso un episodio nel quale si trovava del nitrato di ammonio e del T4 a far da booster.
Per la Corte, sto orientandomi sui verbali dell'udienza del 4 di febbraio, quando furono sentiti sempre i consulenti tecnici.
E' sto parlando dell'episodio di via dei Sabini.
Ora che siamo arrivati a questa allegazione dibattimentale, cioè le sono state porte delle domande da parte del Pubblico Ministero specificamente sul nitrato di ammonio.
Le chiedo: vuole sinteticamente riprendere il punto sul booster necessario a far detonare il nitrato di ammonio? Cioè, il T4, in particolare.
TESTE Delogu: Allora, io ho detto precedentemente che il nitrato di ammonio, di per sé non è un esplosivo.
Non è neanche come tale contemplato dalla legge italiana.
Di per sé, in condizioni normali, non esplode. Può esplodere se confinato e attivato con un qualche cosa che sia più di un detonatore normale.
Se noi facciamo una carica di nitrato di ammonio, lo confiniamo per bene, molto ben confinato, in un contenitore resistente e lo attiviamo con un detonatore e poi una carica di rinforzo del detonatore, cosiddetta booster, al T4, il nitrato di ammonio entra nell'esplosione insieme al T4, partecipa all'esplosione del T4. Esplode, via.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Va bene. Quindi, questo è quanto.
Senta, ricorda di avere condotto anche lei gli accertamenti sull'esplosione avvenuta in Formello.
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco. Ricorda quali specie esplosive furono individuate fra i residui?
TESTE Delogu: Sì. Fu... Dunque, nitroglicerina, etilenglicole di nitrato, dinitrotoluene come sostanze che non sono utilizzate per altro, se non per esplodere a quella determinata condizione.
Poi c'è stato, è stato rilevato un arricchimento in nitrato di ammonio, rispetto al territorio circostante.
Questo, si fa sempre, allorché si hanno esplosioni in campagna, perché il nitrato di ammonio, ripeto, è un concime. E' un concime, è un fertilizzante.
AVV. Cianferoni: Sì. Difatti ricordavo questo passaggio.
Ora, rispetto alle tre sostanze che ha rammentato prima: EGDN, DNT e NG, la percentuale del nitrato di ammonio, come fu da voi considerata?
TESTE Delogu: No, no, non si dà mai, no. Mai.
Lei non troverà, in nessun processo, dopo l'esplosione, un chimico che le dà delle percentuali di presenza relativa ad origine della specie esplosiva. Non è possibile.
Ma non è possibile, perché il residuo si sposta sul reperto in maniera assolutamente non... né probabilistica né sistemica, no? Per cui io non ho nessuna certezza che, nei cento reperti che ho tratto dalla zona dell'esplosione, ho preso sicuramente tutte le tracce di tutto l'esplosivo.
Questo, è un primo concetto.
Il secondo concetto è che, all'interno dell'esplosione, no?, ci sono, tra virgolette, esplosivi che bruciano di più ed esplosivi che bruciano di meno, rispetto a quanto erano presenti all'origine.
Per cui, se lei ha, che ne so, 80% di tritolo all'origine, non è detto che ci ha la stessa quantità nei residui dell'80%, rispetto alla nitroglicerina, eccetera.
Non c'è questa legge.
AVV. Cianferoni: Ultima domanda, per capire, perché l'ho fatta non corretta la precedente.
Cioè, rispetto... Io le chiedevo meglio: una percentuale sì, ma di questo arricchimento, rispetto alle altre sostanze, che cosa intendo?
Dato un cratere, voi fate i rilievi.
Avete questo rinvenimento di ione positivo e negativo che significa il nitrato nei termini che lei ci ha spiegato.
In che percentuale era questo arricchimento?
TESTE Delogu: Normalmente non viene calcolato.
AVV. Cianferoni: Ah, non avete calcolato...
TESTE Delogu: Perlomeno, io, noi non lo calcoliamo.
Cioè, si vede praticamente, uno fa un chilo di terra...
AVV. Cianferoni: Ecco.
*TESTE Delogu: ... un chilometro e fa l'estrazione di uno e dell'altro. E vede di quanto ce n'è di più da una parte e dall'altra.
Ecco, se c'è un arricchimento, appunto, non X per cento in più, ma ce n'è di più da questaparte, è ragionevole pensare che si tratti che, oltre alle specie esplodenti classiche di esplosivo: nitroglicerina, eccetera, eccetera, c'era anche il nitrato di ammonio.
Tra l'altro, bisogna considerare che, chi fa le analisi - ma questo, qualunque chimico - non è che cerca tutto ciò che c'è su un campione, qualunque specie esistente, ma indirizza la sua ricerca in base a che cosa sta cercando.
Perché sennò dovrebbe fare miliardi di analisi e non gli basterebbe tutto il campione.
Questo, penso che sia comprensibile.
Ecco, vedendolo in questa maniera qua, se uno ci ha nitroglicerina EGDN e DNT e vive in Italia e sa che in Italia comunemente sono diffuse le dinamiti con nitroglicerina, EGDN, DNT e nitrato di ammonio, è ovvio che va a cercarsi il nitrato di ammonio e non, per esempio, un altro sale.
AVV. Cianferoni: Va bene. Non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
Si può accomodare, grazie.






udienza 29.10.1997

*TESTE Vadalà: Buongiorno.
PRESIDENTE: Vuol dirci il suo nome e cognome?
TESTE Vadalà: Sì, mi chiamo Gianni Giulio Vadalà.
PRESIDENTE: Lei ricorda che, in occasione delle sue precedenti audizioni, aveva letto una formula di impegno a dirci la verità.
TESTE Vadalà: Lo ricordo.
PRESIDENTE: Quindi, è sempre vincolato in quell'impegno.
Può rispondere alle domande del Pubblico Ministero.
TESTE Vadalà: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Dottore, senta, ho bisogno di sapere, abbiamo bisogno di sapere se una sostanza descritta così, macroscopicamente, è una sostanza che, secondo le sue conoscenze, può ricondursi, ovvero, non può ricondursi, ad una sostanza, a un materiale, a un esplosivo.
E si tratta, quindi, di una sostanza che ha la consistenza di un comune detersivo di uso domestico; che si presenta di color bianco, colore uniforme, priva di emissione olfattive significative.
Ecco, questo è esattamente il contenuto del problema che le pongo.
TESTE Vadalà: Il quadro che lei mi pone mi fa individuare una sostanza di questo genere, come un componente che viene usato in miscela con sostanze esplodenti di impiego commerciale.
Il nitrato di ammonio, che viene usato come eccipiente, come fornitore di ossigeno nelle miscele esplosive, si trova in forma di granuletti bianchi, o in prilz.
La forma, tanto per chiarire il termine, il prilz, è una pallina del diametro di 2-3 millimetri, perfettamente sferica. Ed ha un aspetto come un pallino di un cuscinetto a sfere molto piccolo.
La forma, invece, granulare che lei mi descrive, appartiene al nitrato di ammonio che entra in formulazione in molti composti esplosivi come le gelatine e come alcuni pulverulenti nitroglicerinati.
Ecco il prodotto è il nitrato di ammonio che non è, di per sé, classificato come esplosivo. Ma, in queste particolari forme, va a comporre le formulazioni di esplosivi per l'impiego civile.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, dottor Vadalà, il fatto che io le abbia posto la domanda in un certo termine, in certi termini, cioè dire, avendo messo al centro della domanda quei filati, che poi sono quelli di cui disponiamo, il colore e la consistenza granulare, il colore bianco e consistenza granulare; la orienta con sicurezza verso il nitrato di ammonio, oppure lei si trova orientato verso il nitrato di ammonio per qualche ragione che avrei, allora, bisogno di capire.
Perché ho sentito che lei, appena io ho posto il problema in queti termini, è andato sul nitrato di ammonio. Perché è caratteristico... Ecco, le chiedo una risposta.
TESTE Vadalà: Se dovessi, diciamo, utilizzare un materiale, cioè visualizzare un materiale per impiego esplosivistico, ci sono altri prodotti che hanno una colorazione bianca. Ma si dovrebbero presentare con una consistenza un pochino diversa.
Uno di questi potrebbe essere, per esempio, il T4, flemmatizzato al 9%.
PUBBLICO MINISTERO: Qual è la differenza?
TESTE Vadalà: La differenza è che il prodotto è leggermente più, per così dire, scorre di meno. In quanto la sostanza organica... Cioè, spiegavo prima perché il T4 viene flemmatizzato con questo colore bianco, con questo particolare sistema. L'esplosivo ad alto potenziale ha una certa sensibilità, per poterlo lavorare meccanicamente viene semplicemente miscelato con della cera. La cera è un carboax (?) politilenglicole che praticamente rende la superficie abbastanza aggregante e forma un po' dei grumi.
Non ha quelle caratteristiche di scorrevolezza che invece ha il nitrato di ammonio, che è una sostanza di carattere esclusivamente inorganico. Che assomiglia di più a un detersivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei diceva un attimo fa, appunto, del nitrato di ammonio in composizione con altre sostanze, dà luogo a...
TESTE Vadalà: Una serie di esplosivi. Per altro...
PUBBLICO MINISTERO: Ci sono delle percentuali relativamente stabili, lasciando perdere la tipologia dal punto di vista commerciale? C'è una percentuale di rapporto tra il nitrato di ammonio e le altre specie?
TESTE Vadalà: Grossomodo ci troviamo nelle condizioni di avere per un pulverulento, quindi quello che ha un aspetto così friabile, intorno all'82-85%.
Mentre invece nelle gelatine questo nitrato di ammonio è inglobato in una specie di melassa. Quindi appare, come aspetto fisico, come la marmellata di fichi, in cui i semini rappresentano il nitrato di ammonio.
Ecco, tanto per dare un'idea visiva.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, ma mi sembra una cosa ben diversa dal...
TESTE Vadalà: Il prodotto...
PUBBLICO MINISTERO: ... dall'apparenza di detersivo.
TESTE Vadalà: Certo, il prodotto è lo stesso. Solo in un caso è, diciamo, sotto forma proprio di granellini, miscelato con altre sostanze in un pulverulento nitroglicerinato o in un pulverulento a base di tritolo, si vedono piccole scagliette di color ocra.
Quando gli esplosivi sono di recente fabbricazione l'aspetto predominante, visto l'84% del peso, è praticamente un bianco chiaro.
Col tempo avviene una migrazione del prodotto organico sul granello inorganico che è diverso e poroso, dandogli una colorazione un po' più carica verso il giallino color ocra chiaro.
PUBBLICO MINISTERO: Questo color bianco è proprio specifico, quindi, del nitrato di ammonio?
TESTE Vadalà: Il nitrato di ammonio...
PUBBLICO MINISTERO: Prima che entri in composizione con le altre sostanze?
TESTE Vadalà: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei poco fa diceva che il nitrato di ammonio... No, poniamo la domanda in maniera diversa.
Il nitrato di ammonio esiste in commercio e in produzione solo per la realizzazione di esplosivi, oppure è anche per destinazione diverse? In questo secondo caso ci sono delle differenze di tipo macroscopico tra il nitrato di ammonio di un tipo e il nitrato di ammonio dell'altro?
TESTE Vadalà: Bisogna fare una piccola premessa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Vadalà: Il nitrato di ammonio in Italia è prodotto in una forma da adibire ad uso agricolo con caratteri molto differenti.
Si presenta sotto forma di sferette di circa 2-3 millimetri di color marroncino tenue. Questo perché il mercato agricolo richiede questo tipo di produzione.
Vengono aggiunte delle sostanze che tendono a rilasciare questo prodotto come concime, lentamente nel terreno. Quindi sono degli additivi che gli permettono di andare a fare parte dell'humus con una certa temporalità.
Il nitrato di ammonio invece utilizzato sempre in agricoltura, ma in genere in Francia, è estremamente bianco. Proprio perché viene richiesto un tipo di nitrato di ammonio superiore al 33%. Titolo di azoto superiore al 33%.
Ed in questa forma che i fabbricanti di esplosivi lo acquistano per produrre le miscelazioni commerciali.
Quindi noi abbiamo fatto sempre una grossa distinzione fra i due tipi di nitrato di ammonio e la loro morfologia: quello in pallini piccoli di circa 1 millimetro, consistenza molto friabile, e quello in sferette, in primis.
Hanno due impieghi leggermente diversi nel campo agricolo, ma in campo esplosivistico vengono realizzati per fare miscele di materiale esplodente per uso civile.
Quello in pallini è essenzialmente utilizzato per la produzione di esplosivi di tipo sicuro, della classe degli ANFO "Ammonium Nitrate Fuel Oil" nitrato di ammonio e gasolio. Vengono caricati per la loro forma con un 4% circa di gasolio e sono degli esplosivi di impiego commerciale abbastanza sicuri, di basso costo e sono largamente diffusi in ogni stazione.
La forma, invece, in granellini piccolini circa di 1 millimetro, oltre ad essere usata da qualche ditta come ANFO, va a far parte spesso e volentieri...
PUBBLICO MINISTERO: Utilizzato, impiegato per realizzare ANFO, vuol dir questo?
TESTE Vadalà: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Di ditta, si parla di ditta che produce...
TESTE Vadalà: Ditte produttori di esplosivi. Al momento in cui ci mettono il gasolio, diventa un esplosivo di seconda categoria.
Quindi lo incontriamo solo ed esclusivamente in quella forma, ma il suo impiego principe essenzialmente è visto nella produzione di pulverulenti, sia essi gelatinati o a base di tritolo, e nella produzione delle dinamiti.
In percentuali troviamo nelle dinamiti pari a circa il 60%, nei pulverulenti si sale all'82-85%. Diciamo, un esplosivo anch'esso di ottima qualità per impiego di cava, abbastanza sicuro e soprattutto ha un costo abbastanza contenuto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, il nitrato di ammonio e basta è quindi sostanza di per sé, non classificabile come esplosivo, tanto che non è classificata come tale.
TESTE Vadalà: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, a quello che capisco, è una sostanza che si può maneggiare con una certa disinvoltura.
TESTE Vadalà: Come il sale da cucina, né più e né meno.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo nitrato di ammonio di impiego civile non pericoloso - quindi uso in agricoltura e quant'altro - può essere in ragione delle sue caratteristiche chimiche utilizzata per scopi diversi da quello ad esempio di fertilizzare o concimare; vale a dire per realizzare una carica esplosiva artigianalmente?
TESTE Vadalà: Sempre che sia in questa forma molto pura, quindi colore bianco, e che ne denota il tenore in azoto, oltre il 33%.
In questo caso anche artigianalmente, per esempio per chi è in grado ovviamente di avere conoscenze di esplosivistica, produrre o realizzare una carica con questo prodotto.
Ovviamente, vanno aggiunti gli stessi eccipienti che servono per fare un esplosivo di carattere civile.
PUBBLICO MINISTERO: Nella sua conoscenza vi sono state - nella sua conoscenza attuale ma anche per esperienze attuali, ma anche per esperienze non attuali - vi sono delle dimostrazioni concrete di quello che lei ci sta spiegando un po' teoricamente?
TESTE Vadalà: Cioè, di costruzione di ordigni esplosivi...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Vadalà: ... io ricordo di aver già testimoniato in quest'aula nel...
PUBBLICO MINISTERO: Si vede che non me lo ricordo io.
TESTE Vadalà: Sì. Era l'autobomba in via dei Sabini.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Vadalà: Dove c'era il nitrato di ammonio miscelato addirittura con cherosene. In altre situazioni furon fatti dei rinvenimenti di nitrato di ammonio non trattato, che ricordi io in Contrada Giambascio...
PUBBLICO MINISTERO: Se ne è occupato lei direttamente?
TESTE Vadalà: Sì. Abbiamo trovato altri casi se pur più o meno artigianali, nel quale era stato utilizzato del nitrato di ammonio, addirittura, in taluni casi, nitrato di ammonio italiano, per così dire, cioè quello destinato al mercato agricolo italiano, ricoperto di gasolio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, voglio dire, questo discorso che... è vero, sia a livello dell'affermazione teorica, sia a livello, per quanto riguarda le sue esperienze, delle...
TESTE Vadalà: Del rinvenimento.
PUBBLICO MINISTERO: ... situazioni concrete, delle situazioni...
TESTE Vadalà: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, le devo descrivere un'altra sostanza, per sapere nuovamente da lei se è riconducibile, una sostanza con queste caratteristiche, a qualche cosa che può esplodere oppure no.
Una polvere fine, quindi più fine del detersivo di cucina, color grigio - grigiastro o grigio - tipo quello della polvere da sparo, che a maneggiarla, a manipolarla, anche con i guanti, lasciava le superfici di contatto in qualche modo unte o in qualche modo sporche.
TESTE Vadalà: Una sostanza che ha queste caratteristiche potrebbe essere, per esempio, la polvere nera che esiste nelle micce a lenta combustione; potrebbero essere...
PUBBLICO MINISTERO: Perché si chiama "polvere nera", invece io le parlo di una polvere grigia?
No, davvero...
TESTE Vadalà: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché "nero" è un modo di dire e, viceversa, è sul grigio?
TESTE Vadalà: Per la presenza elevata di carbone, che gli conferisce un aspetto tipico del nerofumo.
Questa polvere è stata incontrata molto di frequente nella produzione di prodotti pirotecnici. Assume un grigio un po' più chiaro, quando ad essa vengono aggiunte delle quantità di alluminio.
Allora, l'alluminio è colorato, alluminio e clorato di sodio potassio; quantità di questi sali, di queste sostanze che hanno un tenore colorimetrico più chiaro, tendono a dare questa colorazione grigia e la polvere si presenta come un materiale quasi impalpabile, un polverino che basta soffiare e vola via. Tende a sporcare moltissimo.
Se qualcuno ha aperto mai uno di questi piccoli artifizi pirotecnici, se ne rende conto che anche difficilmente riesce poi, lavandosi le mani, ad asportare il nero, in quanto ci sono sostanze a base di carbone che rimangono aderite sulla superficie della pelle.
Questo tipo di polvere è comunemente di impiego nelle cariche dei prodotti pirotecnici.
E' una polvere esplosiva di quarta categoria e rientra nel TURPS degli artifizi pirotecnici di quarta categoria, ovviamente.
PUBBLICO MINISTERO: Si presta, questa polvere, ad essere utilizzata, eventualmente non da sola, per scopi diversi da quelli che non siano gli ordigni pirotecnici e quindi carnevale e quant'altro?
TESTE Vadalà: Assolutamente. Per altro...
PUBBLICO MINISTERO: Assolutamente sì o assolutamente no?
TESTE Vadalà: Assolutamente no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE Vadalà: In quanto, mentre io mi sentirei tranquillo a manipolare della dinamite, del tritolo, della pentrite, del T4; riterrei estremamente pericoloso giocare con una polvere di questo genere, in quanto presenta, proprio per la sua composizione, un notevole pericolo di autoinnesco.
Sono frequentissimi, specialmente d'estate, le esplosioni delle fabbriche di pirotecnici, dove, a volte, basta...
PUBBLICO MINISTERO: Ma questa, mi scusi, è la polvere responsabile di tutti quei ferimenti e morti a Natale, Capodanno?
TESTE Vadalà: Esattamente, proprio questa.
PUBBLICO MINISTERO: Di questa sta parlando.
TESTE Vadalà: Proprio questa. Non ha controindicazioni nella costruzione di un ordigno.
Direi, non è che offre un contributo grandissimo, però non è che impedisce all'altro esplosivo di esplodere.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, c'è qualcosa che accomuna questa polvere, di cui le ci sta parlando per artifizi pirotecnici, e la polvere delle cosiddette cariche di lancio delle munizioni, per uso militare o per uso civile?
TESTE Vadalà: No, la "polvere nera" è stata eliminata nel secolo scorso, in quanto i prodotti che si generavano dallo scoppio producevano anidride solforica, sostanze a base di ossido di azoto, che corrodevano letteralmente le carni, quindi si passò alle polveri, alla nitrocellulosa.
E' rimasta di impiego nell'uso pirotecnico, proprio perché non ci sono fenomeni di questo tipo.
Qualcuno la confonde, da un punto di vista, così, di terminologia, di lessico, con la polvere da sparo.
Le polveri da sparo possono essere monobasiche, bibasiche o tribasiche, a secondo degli eccipienti che vengono messi...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi.
Le polveri da sparo con gli elementi descrittivi che le ho dato io all'inizio, hanno dei punti di contatto, ovvero non hanno alcun punto di contatto? Molto fine, colore grigio, sporcava in qualche modo o le mani o i guanti, insomma, la superficie che veniva a contatto.
TESTE Vadalà: Allora, diciamo subito che l'aspetto morfologico delle polveri da sparo è sotto forma di lamelle piccolissime.
Si può assimilare una polvere da sparo alla descrizione che lei mi ha dato se la lamella di questa polvere da sparo è estremamente piccola. Esistono polveri con lamelle molto piccole; è solo una questione... la grandezza della lamella è legata solo a una caratteristica balistica; di produrre semplicemente una gran quantità di gas che servono a spingere l'ogiva fuori della canna.
Per quanto concerne il colore, possono essere abbastanza simili. Possiamo trovare delle polveri che hanno un colore grigio argenteo, che la fanno assomigliare alla descrizione che lei mi ha fatto.
Per quanto concerne l'aspetto di polvere, però, ecco, se si tratta di una polvere in piccolissimi granelli - io ho descritto il fatto che la polvere nera, se si soffia è un po' come il toner della fotocopiatrice, grosso modo. Mentre invece queste qui si comportano come piccoli pezzettini di cenere di sigaretta che vengono sparsi su un tavolo, ecco; c'è una differenza morfologica.
Anche loro hanno un tenore di contaminazione sulle mani, però è di gran lunga inferiore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, visto che sulla seconda sostanza di cui io le ho dato le coordinate organolettiche lei ha formulato due ipotesi, ecco, ipotizzandosi l'impiego di queste... o della polvere nera, adattata per strumenti pirotecnici, o della polvere da sparo per le cariche di lancio delle munizioni, i residui di un'esplosione potrebbero o dovrebbero testimoniare la presenza di quali specie esplodenti? nell'un caso o nell'altro.
TESTE Vadalà: Allora, analizzando praticamente qualcuna di queste polveri, in un caso potremmo trovare, nel caso delle polveri da lancio, potremmo trovare tracce di nitroglicerina, tracce di nitrotoluene... viene usata come sostanza di raffreddamento dell'esplosione, proprio perché ha un calore di esplosione e di reazione negativo; quindi serve a raffreddare appositamente i gas e impedire che in camera di scoppio si creino delle pressioni elevate.
Nel caso, invece, di una polvere da sparo i residui hanno una caratteristica totalmente inorganica. Quindi possiamo trovare anidride solforosa o solforica, che è volatile, quindi decisamente possiamo trovare come qualche traccia di solfati, possiamo trovare tracce di nitrati, legate alla presenza di nitrato di potassio; possiamo trovare tracce di clorati, legati al componente clorato di potassio o di sodio che viene miscelato.
Le tracce di alluminio solitamente in un terreno sono poco rappresentative, in quanto l'alluminio è parte di molte argille, di molte sabbie, per cui non sempre, dopo una elevata combustione, è possibile discriminare quello che è del terreno a quello che è della polvere che è esplosa.
Indubbiamente, di una polvere da lancio si trovano delle tracce che non sono appartenenti né a una natura diciamo ambientale, ma vengono direttamente da una genesi antropica, quindi da un prodotto dell'uomo che ha adoperato un certo tipo di materiale per un certo determinato scopo.
Una polvere da lancio bene intasata, a base di nitroglicerina, contiene circa il 42% di nitroglicerina e quindi, come potenzialità esplosiva, potrebbe essere assimilabile a una gelatina.
Ci sono casi in cui ordigni di circostanza, quindi ordigni improvvisati, sono stati costruiti smontando le cartucce da caccia. Molte polveri da caccia sono caricate con questo tipo di polvere da lancio e gli effetti che se ne possono derivare sono estremamente lesivi, in quanto - se intasata - si comporta proprio come una cartuccia di dinamite.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora che ho capito che il nitrato di ammonio, anche da solo, al limite, potrebbe essere... da solo nel senso senza una previa manipolazione da parte di una ditta che produce esplosivi... può entrare nella composizione di un ipotetico ordigno, e poiché lei l'ha ripetuto, comunque, il nitrato di ammonio in determinate percentuali c'è negli esplosivi che escono dalle catene di produzione, le domando: la risposta, in termini di analisi dei residui, consente di stabilire se si è in presenza di un nitrato di ammonio che è uscito da una fabbrica di produzione di esplosivo insieme alla nitroglicerina o all'etilenglicole...
TESTE Vadalà: Etilenglicole di nitrato.
PUBBLICO MINISTERO: .. di nitrato, ovvero se si tratta di un nitrato di ammonio che è stato impiegato per iniziativa dello stesso esecutore della carica insieme ad altre sostanze?
TESTE Vadalà: Non è possibile discriminarli. Se ho capito bene la domanda...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, se a posteriori è possibile stabilire se il nitrato di ammonio risale ad un esplosivo che viene prodotto con quella certa quale elevata percentuale di nitrato, come lei poco fa ci spiegava, ovvero se è da ricondursi alla presenza di nitrato di ammonio non trattato dalla fabbrica che produce esplosivi, ma trattato solo da chi ha realizzato la carica e l'ha messo insieme ad altra roba per farlo scoppiare. Punto.
TESTE Vadalà: Ritengo che non sia possibile determinare quantitativamente una provenienza.
Il nitrato di ammonio è un nitrato di ammonio. Sia che sia stato sparso da un contadino su un campo, che sia stato infilato come carica diciamo complementare, generatrice di ossigeno, all'interno di un ordigno, o sia esso stesso presente in una formulazione di fabbrica è sempre nitrato di ammonio.
Quando abbiamo il sospetto che ci sia un'esplosione di questo genere, una delle cose che noi facciamo è il "bianco", cioè andiamo ad analizzare il terreno nelle zone circostanti per vedere se c'è una presenza di nitrato di ammonio che va oltre quelli che sono i limiti fisiologici nel terreno; tenendo pure presente che il nitrato di ammonio può essere prodotto anche per via naturale: dai batteri, dalle precipitazioni meteoriche. Le piogge acide generano ossidi di azoto che, incontrandosi con alcune proteine in decomposizione, possono anche generare nitrato di ammonio; però si tratta di quantità estremamente basse, che non hanno riscontri in una produzione antropica o generata dall'uomo.
Nel caso dell'esplosione di Formello la quantità presente nel cratere era abbastanza elevata, quindi, rispetto ai bianchi fatti nel terreno circostante.
Ora, esiste una legge di distribuzione di questi prodotti che dice che non ci possono essere delle brusche variazioni alla distribuzione di questi prodotti, se non c'è un intervento umano specifico, sia esso la concimazione, sia esso la esplosione di un ordigno o altro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Vadalà, lei poco fa citava - io lo dico in maniera che mira a semplificare - citava determinate sostanze che ha avuto modo di osservare e che vengono da Contrada Giambascio?
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome parlavamo del nitrato di ammonio, in che termini il nitrato di ammonio c'entra con Giambascio? Faccia, qui, capire la sua affermazione.
TESTE Vadalà: Certamente.
Allora, il nitrato di ammonio presente negli esplosivi sequestrati in Contrada Giambascio, era presente in cartucce di esplosivo polverulento, di esplosivo commerciale Brixi A B5 (?), era presente sotto forma di pallini molto sottili, molto simili a quelli che lei mi ha descritto, nella descrizione che li mi ha fatto.
PUBBLICO MINISTERO: E questo secondo di cui sta parlando, che cos'era? Nitrato di ammonio e basta...
TESTE Vadalà: Era nitrato di ammonio diciamo puro, senza altri eccipienti. Era pronto per essere trasformato, per esempio, in impianto industriale o nel laboratorio artigianale, se qualcuno ha le abilità per farlo, in un esplosivo a base di ANFO oppure su una gelatina, oppure su un polverulento.
PUBBLICO MINISTERO: Credo che mi sia consentito, e caso mai se qualcuno è di opinione diversa, me lo dice e ne prendiamo atto.
Io ricordo, perché per l'appunto lei, dottor Vadalà, ci ha riportato su Formello - io non le avevo posto nessuna domanda - su questa presenza significativa - significativa per voi, perché siete voi che l'avete segnalata, non certo chi legge le consulenze - di nitrato di ammonio, per meglio dire di due ioni. Oltre non vado perché di chimica non mi intendo.
Ecco, siccome lei ha accennato alla valutazione, fatta per differenza, tra il cratere e gli altri luoghi dei dintorni in cui avete fatto campionature e repertazione, e siccome - lo ricordavo bene - la relazione era corredata da una relazione che è - nella disponibilità della Corte - corredata da un allegato 5, che proprio avrebbe la funzione di illustrare attraverso istogrammi o quel che sono, queste differenze. Ecco, siccome l'interrogativo è già stato posto, ma la differenza tra nitrato di ammonio, o per meglio dire lo ione ammonio trovato all'altezza del cratere e lo ione ammonio trovato da qualche altra parte lì, intorno a quel cratere, è quantificabile o si può solo affermare qualitativamente?
Io qui ho, ripeto, queste curve, questi diagrammi. Per me voglion dir tutto e non voglion dir nulla. Non capisco se identificano anche delle quantità differenziali oppure no.
Se sì, le chiederei la cortesia di farcelo capire, così...
TESTE Vadalà: Certo.
Noi non siamo stati in grado di quantificare esattamente la concentrazione del nitrato di ammonio nel cratere e quella presente nel terreno, perché richiederebbe delle tecniche che purtroppo, al momento e nelle condizioni, non erano applicabili.
Però, quello che abbiamo potuto notare è che il terreno nel quale era presente il cratere, era fortemente arricchito di nitrato di ammonio.
Noi in genere pesiamo una quantità nota di materiale, di substrato e lo estraiamo. Quindi, la soluzione che viene ricavata da questa estrazione - in genere si fa con acqua distillata - era notevolmente più ricca di questo sale rispetto a quella del terreno, che presentava delle concentrazioni abbastanza basse.
Se vado a vedere un attimo... Non abbiamo, però, fatto una analisi quantitativa perché spesse volte non abbiamo un termine di riferimento per questo posto che ha una larga ubiquità.
Se mi permette, guardo un attimo il grafico.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Vadalà: Ecco, diciamo che il grafico si presenta abbastanza chiaro.
Io non ho il vostro riferimento di pagina, però si tratta della Ion LC numero 3.
Noi abbiamo una "B" vicino al picco del sodio, abbiamo una piccola gobbetta che rappresenta il contenuto in nitrato di ammonio del terreno circostante.
Mentre invece, nel cratere, segnato col numero - leggo bene? - 5, abbiamo una gobba molto più grande, che indica, praticamente, una presenza maggiore di prodotto di questo tipo.
Solitamente i contenuti sono da valutare in quantità relativamente ridotta per un ambito stradale.
Possono essere piuttosto ricchi se c'è un terreno coltivato nel quale è stata fatta una dispersione di questo concime.
Trattandosi di campi non coltivati, quindi di campi a foraggio, non c'era ragione di pensare che avessero sparso ad hoc questa sostanza, al fine di fertilizzarli.
Facciamo sempre questo tipo di accertamento per un semplice scopo. Proprio per valutare se nell'impiego della carica esplosiva sia stato adoperato un sale a base di nitrato di ammonio.
Il nitrato di ammonio è un prodotto ubiquitario. Se però, nel luogo dell'esplosione, c'è un incremento di questa sostanza, allora, con buona probabilità, l'esplosivo era, aveva dei componenti a base di nitrato di ammonio.
Questo sale inorganico si mantiene sul terreno. Perché? Proprio perché è un po' sordo ad esplodere. Fornisce un ottimo contributo di sostanze ossidanti, quindi di ossigeno, ma non ha una grossa capacità esplosiva di per sé stessa.
E quindi è facile che, nel corso di una esplosione, sia stato proprio letteralmente scaricato nel terreno.
Le tracce che noi troviamo di nitrato di ammonio, o di ione nitrato, sono abbastanza frequenti anche nel corso di esplosioni di pirotecnici. Taluni pirotecnici contengono nitrato di potassio per cui abbiamo un grosso arricchimento nello ione nitrato.
Se andiamo a vedere, per esempio, sulle... dovrebbe esserci anche la calibrazione fatta con... qua non la vedo, quella per i... non la vedo. Evidentemente, ci si è fissati come limite solo quello dello ione ammonio. Ma è più che sufficiente per dare un'idea.
Lo ione ammonio, normalmente, dopo un'esplosione, quindi dopo un'espansione di calore, essendo un sale volatile tende a allontanarsi dal luogo, dal supporto di terriccio.
In questo caso ce n'era un po' più del normale e c'ha fatto scattare un allarme, perché la quantità era rilevante.
Quindi, non partecipando all'esplosione, tende a essere mandato nel terreno o nella zona limitrofa all'esplosione, in una quantità superiore a quella che potrebbe essere stata utilizzata se fosse un normale prodotto della degradazione ambientale, per via delle piogge acide, per via della degradazione delle ammine - anche questa può essere una sorgente di nitrato di ammonio - però sono in genere valori molto, molto bassi.
Nella zona di Roma facemmo dei piccoli accertamenti, ritrovando valori estremamente ridotti di questo prodotto, derivanti però, non da un sale ma dalla unione di sostanze a base di ammonio e di sostanze acide a base di acido nitrico che facevano reazione e producevano queste tracce di nitrato di ammonio, che, a sua volta, ha un tempo di permanenza abbastanza veloce. Perché, batteri, piante, funghi tendono a utilizzarlo come sostanza di alimento. Per questo viene usato come concime.
PUBBLICO MINISTERO: Nient'altro, la ringrazio dottor Vadalà.
PRESIDENTE: Hanno domande le parti civili?
I difensori?
AVV. Cianferoni: Una sola, avvocato Cianferoni.
Senta, io ho davanti, dottor Vadalà, la relazione di consulenza tecnica alla quale anche lei partecipò, del 30/12/95, già conosciuta alla Corte. Verteva, principalmente, sugli ordigni di Capena, cioè, su questi involucri rinvenuti in località Capena.
Le chiedo: ma questa traccia dello ione ammonio, di cui oggi lei ci ha parlato, nel quadro riepilogativo che trovo a fogli 2575, non c'è. Domando: pertanto è un elemento significativo? Lo diventa oggi, al seguito di altre investigazioni compiute? All'epoca non ritenevate che lo fosse? Non sto a farla tanto lunga perché sul punto ci sono i verbali anche del suo esame, degli altri consulenti. Però...
TESTE Vadalà: Avvocato...
AVV. Cianferoni: ... le dico, questo è un quadro riepilogativo, che se vuole le sottopongo anche, dove per l'attentato in località Formello, a Roma, del 14 aprile '94, trovo: EGDN, NG, DNT.
Ecco...
TESTE Vadalà: Mi faccia vedere, scusi.
PRESIDENTE: Prego, prego, possiamo farlo vedere.
PUBBLICO MINISTERO: Io, francamente... Mi scusi Presidente.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io inviterei, magari, il difensore... va bene, avvocato Cianferoni? Inviterei il difensore a formulare la sua osservazione, non in altri termini, in termini più completi.
Avvocato Cianferoni, sennò, voglio dire, non ci siamo. Non ci siamo, devo contestare questo modo di porre il problema.
AVV. Cianferoni: Io ho fatto riferimento...
PUBBLICO MINISTERO: Perché è un modo parziale.
AVV. Cianferoni: Il foglio è questo.
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato Cianferoni, se glielo dico do anche tutto insieme domanda e risposta. Io la invito a formulare la domanda in maniera più completa.
AVV. Cianferoni: Mi pare, io insisto nella domanda, nel senso...
PUBBLICO MINISTERO: Faccia come crede.
AVV. Cianferoni: ... ho dato atto, io per primo, che dello ione nitrato se ne era parlato anche prima, anche in dibattimento. Osservò però che, quando poi in questa consulenza di Capena, 30/12/95, si fa un quadro riepilogativo a fogli 2575, il nitrato non è evidentemente stato ritenuto rilevante.
Ora...
PRESIDENTE: Ho capito, avvocato, ho capito. Vorrei sapere soltanto se il dottore è in grado di dare una risposta.
TESTE Vadalà: Da quel che mi ricordo, ovviamente, ci era stato chiesto la composizione delle specie esplosive. Ora, il nitrato di ammonio, di per sé, non è classificato dal TURPS. Per cui, ovviamente, se si parla di residui... se si parla di esplosivo integro, allora io dico: 'carissimi signori, l'esplosivo è fatto di: nitrato di ammonio, tritolo, eccetera, eccetera'.
Quando parlo di un residuo di esplosione devo ipotizzare la presenza di nitrato di ammonio solo da queste tracce; ma non posso risalire alla composizione iniziale dell'esplosivo. Come non posso dire quanta nitroglicerina c'era, se era prevalente; non posso dire se c'era farina fossile nella nitroglicerina, perché la farina fossile si disperde, non posso dire se c'era segatura. Sennò avrei dovuto la formula o il nome dell'esplosivo presente.
Io posso, quando faccio un discorso sui residui, dire solo le specie esplosive trovate. Quindi, parlo di specie esplosive che rientrano nella comune fabbricazione di sostanze esplosive.
Ecco, questo è un po' il quibus di questo tipo di cosiddetta omissione.
Se io, praticamente, trovo un candelotto dico che era un ANFO composto da nitrato di ammonio e tritolo. Quindi, il nitrato di ammonio c'entra come composizione registrata, ma sul residuo di esplosivo, come ho già avuto modo di dire, potrei avere tantissime sorgenti di nitrato di ammonio.
Do una prevalenza alla presenza di nitrato di ammonio nella carica perché c'ho una differenza di nitrato di ammonio. Non posso certo escludere che qualcuno abbia scaricato un sacco di nitrato di ammonio come concime, lì, dieci giorni prima.
Sono stato, penso, esauriente.
PRESIDENTE: Chiaro, chiaro, chiaro.
AVV. Cianferoni: Senta, per la sua esperienza tecnico-professionale, l'unione dell'ANFO con la dinamite commerciale è un fatto comune? E' un esplosivo efficace e gestibile propriamente, o no?
TESTE Vadalà: Entrambi sono esplosivi di seconda categoria.
Potrei asserire che una gelatina, miscelata con una buone quantità di ANFO non fa altro che fare una bella esplosione sfruttando tutte le potenzialità demolitive anche del nitrato di ammonio.
AVV. Cianferoni: Mi perdoni l'insistenza, la mia domanda verteva proprio sulla sua esperienza professionale. Cioè, se un binomio dato dalla dinamite commerciale e dall'ANFO, lo ha rinvenuto e se ci può fare esempi in questo senso.
TESTE Vadalà: Questa specifica formulazione che lei mi dice, non l'ho mai rinvenuta. Ho rinvenuto, però un esplosivo ad altissimo potenziale come il T4 ed è stato citato, e l'ho lavorato nel corso dell'attentato in via dei Sabini.
AVV. Cianferoni: Ecco, chiudo su questo episodio chiedendole: lei ha parlato di una flemmatizzazione, se ho capito bene, del T4.
TESTE Vadalà: Certamente.
AVV. Cianferoni: Dando una percentuale del 9%.
TESTE Vadalà: Sì, per il T4 bianco.
AVV. Cianferoni: Bene. Sempre traendo spunto da precedenti allegazioni dibattimentali, siamo sempre all'esame del 4 febbraio, non sono risposte sue, però altro consulente ci diceva che il T4 era flemmatizzato, in quel caso, al 5% e dava sul colore rosa proprio per questo.
TESTE Vadalà: Esistono due formulazioni: il 4% circa e il 9%. Il 4% per distinguerlo dal 9% è colorato in rosa; il 9% è colorato in bianco. E' semplicemente un modo per distinguere i due prodotti che altrimenti, se non ci fosse un colorante in mezzo, rosatino, sarebbero, praticamente, indistinguibili per morfologia.
Ecco, soltanto questo volevo...
AVV. Cianferoni: Benissimo. Ecco, dopo questo chiarimento, non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
Può accomodarsi, grazie.
*TESTE Vadalà: Grazie, buongiorno.
PRESIDENTE: Dunque, l'udienza può rinviarsi a domani?
PUBBLICO MINISTERO: Certo, Presidente.
Volevamo, in chiusura di udienza depositare, c'è un elenco, i verbali utilizzati per le contestazioni o ai testimoni o agli imputati ovvero agli imputati di procedimento connesso, a partire dall'udienza del 3 settembre '97.
Sono a disposizione dei...
PRESIDENTE: Allora, sono a disposizione dei difensori, i quali li valuteranno e ci daranno una risposta per il 7 di novembre.
AVV. Cianferoni: Sì...
PRESIDENTE: L'udienze riprende domattina... A che ora possiamo fissare per non rifare un affare come... Sappiamo a che ora arriva Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Sappiamo che l'orario è quello normale, Presidente.
PRESIDENTE: Bene, allora alle ore 9.00...
AVV. Cianferoni: Chiedo scusa al Presidente, sono l'avvocato Cianferoni.
Ferma la riserva delle difesa per le richieste proprie di allegazione dei verbali di contestazioni...
PRESIDENTE: Ha tempo, avvocato, fino al 7 di novembre.
AVV. Cianferoni: Un problema di calendario. No, era per le nostre produzioni di verbali di contestazione, ma è un altro argomento.
Il problema di calendario è un altro. Cioè, essendoci anche una festa che è nell'imminenza...
PRESIDENTE: Mi pareva di averlo già detto, comunque, se l'ho detto lo ripeto, sennò ve lo comunico. Teniamo udienza ancora domattina, poi saltiamo fino al 7 di novembre. Cioè, fino al 7 di novembre non c'è udienza.
Il 7 di novembre si riprende. Io spero tutti i giorni, fino a che... vedremo se si riuscirà a concludere.
Buongiorno. Traduzione degli imputati detenuti. A domani.

udienza 17.5.1997

*TESTE Bellomo: Mi chiamo Rosa di nome, Diana Bellomo cognome.
PRESIDENTE: Lei ricorda, signora, che è già stata sentita in questo procedimento?
TESTE Bellomo: Sì.
PRESIDENTE: La richiamo all'impegno che lei aveva assunto nel rispondere alle domande che le saranno poste: l'impegno di verità, di non nascondere nulla di quanto è a sua conoscenza.
TESTE Bellomo: Sì.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può porre le domande.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottoressa, lei ha memoria di aver ricevuto un incarico dal Pubblico Ministero di Firenze il 22 di novembre...
Credo che il microfono sia semi-fuori uso.
Il 22 di novembre del 1995?
TESTE Bellomo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole...
PRESIDENTE: Per favore, dovrebbe avvicinare il microfono. Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole specificare qual era l'oggetto di questo incarico? Proprio quello che specificamente era stato affidato a lei?
TESTE Bellomo: Sì. Io penso, leggendo esattamente il quesito che mi è stato proposto, si individua esattamente quello a cui io dovevo dare una risposta.
"Il consulente, dottoressa Bellomo, previa le opportune operazioni di trattamento dei reperti per l'estrazione e fissazione di eventuali residui di esplosivo che saranno espletate dal dottor Massari e dal dottor Vadalà, provvederà a determinare la natura merceologica dei materiali impiegati nel confezionamento degli involucri con particolare riferimento al cordino e al nastro adesivo. E a comparare tra loro i reperti menzionati in premessa".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Bellomo: "I reperti in premessa sono costituiti ugualmente da un cordino e da spezzoni di adesivo, repertati dal dottor Massari nel terreno adiacente la villetta nella disponibilità di Franco Claudia sita in località Pastinacci del comune di Capena".
Per cui, ecco, l'incarico consisteva nel caratterizzare, dal punto di vista morfologico e chimico questi reperti relativi ai due involucri e confrontarli...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, signora, dottoressa. Non abbiamo parlato degli involucri ancora.
Un breve cenno su questi involucri. Infatti, mentre lei leggeva il testo dell'incarico, io le stavo per suggerire: magari parta dal punto 4.
Ecco, esattamente a pagina 6:
"Premesso il rinvenimento, il consulente, dottoressa, provveda".
TESTE Bellomo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, il punto 4:
"Premesso il rinvenimento e il sequestro di due involucri effettuato il 16/11/95 in territorio Capena e premesso altresì quanto repertato dal dottor Massari nel terreno adiacente..." - ed è quello che ho letto prima -
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
TESTE Bellomo: Praticamente si tratta di due involucri contenenti una sostanza di colore ocre e confezionati in un certo modo.
In particolare, su questi involucri, vi era dell'adesivo di tipo da imballaggio. Vi erano anche delle cordicelle di colore bianco.
E questi due tipi di materiali sono quelli oggetto di esame e comparazione.
Vi erano anche altri materiali che costituivano più completamente l'involucro. Però, diciamo, il quesito specifico riguarda esattamente queste sostanze.
Comincerei a parlare dei cordini.
I cordini di colore bianco riguardano, sia gli involucri che il reperto rinvenuto nei pressi della villa Alei.
Io penso di poter meglio illustrare il risultato degli accertamenti, attraverso le foto, perché le fasi, le prime fasi degli accertamenti tecnici, sono state documentate.
Gli accertamenti tecnici riguardano una prima fase che è di studio morfologico dei singoli reperti. E, dal punto di vista anche cromatico, per quanto riguarda gli adesivi che sono colorati, rispetto al bianco dei cordini.
E segue poi un accertamento diciamo più complesso, una analisi chimica strumentale eseguita su tutti i reperti, per verificare anche la composizione chimica.
La prima foto che io voglio illustrare pone a confronto due cordini: uno, è un frammento che proviene da uno degli involucri; l'altro, è il frammento rinvenuto in Capena.
Sembrano, già da un esame diretto, abbastanza simili tra loro per conformazione. Questa, comunque, è una foto di insieme documentativa dei due reperti posti a confronto.
Poi vi è un'altra foto, la foto numero 2 che riprende ingranditi dei particolari di questi due cordini.
E, in questo caso, è messo in evidenza che gli stessi hanno una analoga lavorazione e analoghe dimensioni, per quanto riguarda il diametro della sezione di taglio che, in questo caso, è circolare, perché i cordini sono tondi.
Il cordino in alto proviene da uno degli involucri, e quello in basso è quello rinvenuto presso la villetta Alei.
Vediamo poi una successiva foto che è la numero 5.
Questo è sempre un particolare del cordino proveniente da uno degli involucri. In particolare l'involucro B.
In questa foto è eseguita una misura del diametro della sezione, cioè di quanto è grossa la corda, che è risultato di circa 6 millimetri.
La stessa misurazione è stata eseguita anche - la figura è la numero 6 - anche sul cordino rinvenuto presso la villetta Alei.
Anche in questo caso la misura del cordino è risultata di 6 millimetri.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ecco, mi scusi dottoressa, lei dice circa 6 millimetri, non è vero. Mi pare lì ci sia un dato in millimetri fino al centesimo di millimetro, non è un circa.
TESTE Bellomo: 6,27. No, dicevo circa perché non essendo esattamente rettilineo il contorno della corda, perché è una corda a treccia... però abbiamo trovato in effetti il diametro massimo circoscritto nel riquadro, è 6, 27 millimetri nei due casi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è lo stesso valore numerico.
TESTE Bellomo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A centesimo di millimetro.
TESTE Bellomo: Sì. Per verificare il tipo di lavorazione di questi due cordini, si è proceduto a ciascuno di essi a scomporre una parte terminale per vedere come era formato questo cordino. Vediamo la foto numero 7.
Ecco, questo è un cordino proveniente dall'involucro A. Possiamo vedere che questo cordino è formato da sei corde di dimensioni minori... anzi, otto corde di dimensioni minori, che in gergo si chiamano trefoli e all'interno una fioccatura di fibre, di filati attorno a cui sono intrecciati gli otto trefoli.
Quindi abbiamo un trefolo interno e otto trefoli esterni, per cui questo cordino ha questo tipo di lavorazione.
Lo stesso lavoro di disfacimento è stato effettuato sul cordino proveniente dall'involucro B e anche in questo caso notiamo che vi sono otto trefoli esterni e un trefolo interno, cioè una fioccatura interna.
Sul cordino rinvenuto nei pressi di villa Alei ugualmente troviamo un tipo di lavorazione ottenuta con otto trefoli esterni ed uno interno. Quindi sino a questo momento tutte le caratteristiche morfologiche dei reperti posti a confronto trovano una perfetta corrispondenza.
Nella foto numero 10 si è eseguita una ulteriore misurazione, riguardante i trefoli, cioè si è misurata la larghezza di un trefolo esterno, eseguito su una delle cordicine provenienti dagli involucri e in questo caso è risultato esattamente di 2,4 millimetri, la larghezza del trefolo.
La stessa misurazione è stata eseguita sulla corda rinvenuta presso la villetta Alei. La foto numero 11. Anche in questo caso abbiamo una misura pari a 2,40 millimetri, cioè corrisponde la misura dei trefoli.
Una volta accertata la corrispondenza delle caratteristiche morfologiche delle corde poste a confronto, si è verificata anche se vi fosse stata o meno corrispondenza di composizione chimica delle fibre costituenti le corde stesse. E' stata utilizzata una prima tecnica, la spettroscopia nell'infrarosso a trasformata ... indicata con la sigla FTIR.
Questo tipo di accertamento tecnico consente di eseguire un'analisi chimica strumentale su sostanze organiche e fornisce risultati sottoforma di grafici. Questi grafici sono correlati alla composizione chimica della sostanza in esame e se due sostanze, analizzate con la tecnica, danno luogo a grafici che sono corrispondenti, questo sta a significare che la composizione chimica delle sue sostanze è la stessa.
Se le sostanze analizzate sono pure, è possibile individuare anche la natura chimica di queste sostanze attraverso il confronto con spettri contenuti in una libreria annessa allo strumento.
In questo caso, se le sostanze sono impure o complesse, si possono esprimere un giudizio di identità di composizione chimica tra due o più sostanze poste a confronto.
Nel caso in questione, per ogni cordicina è stata eseguita un'analisi della sfilacciatura interna del trefolo interno e un'analisi relativamente ai trefoli esterni per verificare se la composizione delle fibre era la stessa sia all'interno che all'esterno delle singole corde.
E questo grafico appunto è riferito ad un'analisi FTIR di un cordino proveniente dall'involucro A, dove il grafico in rosso si riferisce al trefolo interno, la parte interna del cordino e il grafico in nero si riferisce a uno dei trefoli esterni. Come si può vedere vi è perfetta corrispondenza, quindi la corda è costituita da fibre omogenee, ossia tutte dello stesso tipo.
Lo stesso lavoro è stato eseguito anche su un cordono proveniente dall'involucro B. Anche in questo caso abbiamo grafici perfettamente corrispondenti e quindi possiamo dire anche in questo caso che la composizione chimica delle fibre costituenti questa cordicella è omogenea in tutta la corda.
L'ultima foto si riferisce alla corda rinvenuta presso villetta Alei e anche in questo caso abbiamo omogeneità di composizione chimica tra trefolo interno e trefoli esterni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi dottoressa, prima abbiamo visto le corrispondenze di ordine morfologico, ora le corrispondenze di ordine chimico.
TESTE Bellomo: Chimico.
PUBBLICO MINISTERO: Tanto per andare alla conclusione su questo punto. Si possono affermare negli stessi termini di quello morfologico, oppure in termini diversi?
TESTE Bellomo: No, negli stessi termini. Ora lo dimostro con questo altro grafico che riporta diciamo lo spettro IR relativo alle tre cordicelle poste a confronto. E si può vedere come le tre corde hanno un'identica composizione chimica, rappresentata appunto da questi tre spettri, riferiti a ciascuna di essa, e che trovano perfetta corrispondenza.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Allora io direi passiamo senz'altro allo scotch, dottoressa.
TESTE Bellomo: Sì. C'è solo un altro grafico.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Bellomo: Perché con quest'ultimo grafico noi poniamo, facciamo la ricerca libraria, cioè diciamo che quel particolare grafico che rappresenta la composizione chimica dei reperti viene individuato come poliestere. Per cui siamo in grado di dire che queste corde sono costituite da fibre di poliestere, abbiamo individuato chimicamente la natura delle sostanze.
Passiamo ora all'adesivo.
PRESIDENTE: Potremo passare direttamente alla conclusione, salvo domande specifiche.
PUBBLICO MINISTERO: Ma infatti invitavo la dottoressa Bellomo a rassegnare direttamente le conclusioni sul punto di questi frammenti di scotch. Credo che la dottoressa ce lo possa rappresentare. Mi è sembrato necessario che la Corte sapesse come aveva proceduto la dottoressa, perché insomma, il Pubblico Ministero che si avvale di certe persone è convinto che siano tecnici di provatissima e sperimentatissima capacità e ci tiene a dare la dimostrazione al suo Giudice.
Anche per questo quella specie di pignoleria prima sul 6,27, perché non sono tecnici che lavorano all'ingrosso, né la dottoressa Bellomo, né quelli che l'hanno preceduta e quelli che la seguiranno.
Però, ormai che la dottoressa Bellomo ha fatto capire la scientificità del modo di condurre questo accertamento, se porta, in tre parole, la Corte alle conclusioni sui frammenti di scotch, si toglie questo pensiero visto che la giornata è stata lunga sicuramente anche per lei.
TESTE Bellomo: Sì, sì, ora in due minuti. Ecco, questi sono frammenti di scotch. Il primo in alto proviene dall'involucro A, quello intermedio dall'involucro B, l'ultimo, quello in basso, è il nastro trovato in prossimità di villetta Alei.
Già da questa foto si vede che vi sono differenze cromatiche tra il primo scotch e gli altri due. Mentre tra l'involucro B e il nastro relativo alla villetta Alei si ha corrispondenza cromatica, che poi è stata anche dimostrata con strumenti chimici, confermata, ed è stata anche dimostrata la corrispondenza di composizione chimica tra questi due pezzi di scotch. Per cui anche in questo caso di trova perfetta corrispondenza, sono analoghi i frammenti provenienti dall'involucro B e i frammenti di nastro rinvenuti nei pressi della villetta Alei.
Penso di aver concluso.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dottoressa, la ringrazio.
PRESIDENTE: Ci sono domande? Prego.
AVV. Cianferoni: Una, da parte dell'avvocato Cianferoni.
Dottoressa, esistono criteri per stabilire la recensiorità, o piuttosto la risalenza nel tempo di un frammento? Cioè, trovando per la strada, in un luogo qualsivoglia, un pezzetto di cordino, come si fa poi a stabilire se si trovasse lì da un giorno piuttosto che da una settimana o da sei mesi.
TESTE Bellomo: No, questo...
AVV. Cianferoni: Cioè, la fibra si deteriora, cambia di colore, che succede?
TESTE Bellomo: No, questa è una domanda intanto che non è contenuta nel quesito, però io le rispondo lo stesso. Cioè, in base al tempo non si possono dare risultati certi perché lo stato di conservazione può variare a seconda delle modalità di conservazione.
Cioè, non si può dire, io posso avere un cordino, una fibra in un luogo, conservata molto bene e questa fibra si mantiene dopo anni intatta, identica. E posso invece averla sottoposta a stress, a deterioramento vari e dopo 10 giorni la trovo molto più rovinata.
Cioè, non ci si può esprimere in termini certo sulla valutazione temporale, dei reperti in genere, perché sono legati a tanti parametri che non sempre sono noti.
AVV. Cianferoni: Perché, se non sbaglio, il cordino è composto da quelli che lei ha chiamato trefoli, di fibra vegetale.
TESTE Bellomo: No, no, io ho parlato di poliestere, perciò ho fatto una analisi chimica che è una fibra sintetica molto resistente ed è molto diversa dalla canapa, dal lino, da tutte le fibre di origine vegetale, che non hanno la resistenza che possono avere le fibre sintetiche.
Ho fatto un'analisi chimica proprio per individuare la classe chimica di queste corde.
AVV. Cianferoni: Va bene, grazie.
*TESTE Bellomo: Prego.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
PUBBLICO MINISTERO: No, nessuna. Semplicemente vorrei che la dottoressa, siccome si tratta di reperti giuridicamente nella disponibilità della Corte, anche se materialmente ora sono nelle sue mani, ma la disposizione che lei li portasse l'ho data io, cioè l'abbiamo data noi per meglio dire, ecco vorrei che, se è il caso la Corte dia delle disposizioni su questi reperti, altrimenti la dottoressa se li riporta e li conserva unitamente a tutti gi altri.
PRESIDENTE: No, no, li possiamo acquisire regolarmente, come ogni altro elemento del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, era solamente questo il...
PRESIDENTE: Va bene, vengono acquisiti. C'è anche una relazione? Ovviamente con tutte le riserve...
PUBBLICO MINISTERO: La relazione della dottoressa fa parte della relazione quella collegiale...
PRESIDENTE: Che tutti gli altri...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, Presidente.
PRESIDENTE: Dica.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la dottoressa ha capito cosa deve fare, prende in consegna il segretario di udienza...
PRESIDENTE: Li consegna alla segretaria, per cortesia, che le metterà in una busta con tutte le varie indicazioni.

UDIENZA 7.1.1998

*CONSULENTE Vadalà: Buongiorno. Mi chiamo Gianni Giulio Vadalà.
PRESIDENTE: Bene. Le ricordo che lei viene sentito come consulente tecnico del Pubblico Ministero, sulla base dell'impegno, a dire la verità, che lei ha già prestato in precedenza.
CONSULENTE Vadalà: Lo ricordo.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può procedere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, dottor Vadalà, io le chiedo di illustrare una attività i cui estremi di ordine generale sono già stati rappresentati alla Corte in una delle udienze passate; per lei sarà sufficiente che io richiami l'incarico che le è stato dato in data 26 novembre 1997.
Quindi, l'oggetto di questo incarico, le attività compiute, dove, se e con quali metodiche sono state compiute attività specifiche connesse all'incarico che le è stato dato, quali sono stati i risultati.
Ecco, quindi, visto oltretutto che l'esame suo è collaudato nel corso del dibattimento, non credo che sia necessario da parte mia proporle una serie articolata di quesiti. Io la inviterei ad esporre in maniera lineare tutto l'argomento.
CONSULENTE Vadalà: Sì. Il 26 novembre c'è stato dato un incarico, su sua delega, presso il Servizio Polizia Scientifica, con la specifica richiesta di partecipare, insieme alla Squadra Mobile della Questura di Palermo, a una perquisizione e un eventuale sequestro di materiali in un immobile in Palermo. L'immobile era nei pressi di via dei Mille, in particolare... lo devo leggere perché sennò non lo trovo. In Corso dei Mille 1419.
C'è stato richiesto di effettuare dei rilievi descrittivi e fotografici dell'immobile ed è stato chiesto di eseguire tutte quelle che sono le attività materiali per quanto concerne la fissazione e la captazione di eventuali materiali esplosivi rinvenibili all'interno di questo locale. Sia in forma integra che in forma di tracce. Specificatamente eseguendo attività di carattere ripetibile. Dopodiché...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'incarico lo ha avuto lei assieme al...
CONSULENTE Vadalà: Insieme, in collegiale col perito chimico Egidi, del mio stesso laboratorio.
C'è stato inoltre richiesto di valutare se esistevano analogie con altri casi, che fossero a nostra conoscenza, nei quali fossero identificabili le medesime specie esplosive.
Quindi nella giornata del 1 dicembre... del 2 dicembre del 1997, ci siamo recati in questo locale, che, per la fattispecie, è un'officina di carrozzeria attualmente e di lì abbiamo cominciato ad effettuare le prime operazioni preliminari di sopralluogo.
Di questa parte, diciamo, io... ce la siamo divisa con il collega che è in collegio e, diciamo, io parlerei più che altro della parte...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, infatti sì, le volevo chiedere...
CONSULENTE Vadalà: ... chimico-analitica, così ci equilibriamo la nostra deposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Anch'io mi ripromettevo di chiedere a lei specificamente la parte chimico-analitica, come abbiamo fatto anche negli altri casi.
CONSULENTE Vadalà: Pur avendo operato insieme...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, va bene così. Però prima ho bisogno di qualche elemento in più sotto questo profilo. Quindi lei e Egidi avete fatto accesso a questo luogo il giorno 2 dicembre 1997.
CONSULENTE Vadalà: '97 sì.
PUBBLICO MINISTERO: Unitamente a personale della Polizia di Stato?
CONSULENTE Vadalà: Sì, personale della Squadra Mobile della Sezione Catturandi della Questura di Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
CONSULENTE Vadalà: Che ci hanno, diciamo, fornito il supporto tecnico-logistico e siamo stati coadiuvati, nell'opera di fotografia e di rilievo del posto, del sito, dal locale Gabinetto di Polizia Scientifica di Palermo. Che ci ha fornito un ulteriore supporto, sia per quanto concerneva le fasi di ripresa e di fissazione del luogo, dello stato del luogo.
Il locale si presentava, diciamo, in forma rettangolare, approssimativamente rettangolare.
Si trattava di un rustico costruito con pavimento in cemento. Lo descrivo molto sinteticamente. Questa è la piantina.
E' possibile azionare il video, così...
Ecco, come dovrebbe essere visibile dalla piantina che viene mostrata dal video...
PRESIDENTE: Tinnirello, scusi, come mai non riceviamo? Ora va bene.
CONSULENTE Vadalà: Come è visibile dalla piantina che si vede, si trattava di un locale abbastanza rustico, costruito in mattoni e...
PUBBLICO MINISTERO: Bisognerà mettere a fuoco un attimo, le spiace maresciallo Scelso, perché mi pare a me che sia abbastanza sfocato. Non si capisce nemmeno le diciture.
PRESIDENTE: No, così si abbuia.
CONSULENTE Vadalà: Cerco di descriverlo con la penna, facendo vedere le zone.
Questo locale comprendeva una specie di vano nel quale - che descrivo come sito 2 - l'intero locale ha una forma approssimativamente trapezoidale, con pavimento in cemento grezzo. Nel sito 2 c'era una specie di costruzione - la delimito con la penna - nel quale c'era un forno per carrozziere artigianale.
Per comodità di analisi abbiamo suddiviso il sito in sei porzioni e, per verificare la presenza di prodotti esplosivi, di primo acchito, abbiamo utilizzato un kit per rilevazione specifica di esplosivi. Questo ci è servito per dare un indirizzo al tipo di accertamento che abbiamo eseguito.
Il kit in questione si compone di: una carta assorbente specifica e di una serie di bombolette di reagenti chimici a cui... specifici per ogni classe di esplosivo.
In pratica, abbiamo una bomboletta che dà una colorazione, che, spruzzata sulla carta, dà una colorazione marrone, che serve a identificare i prodotti nitro-aromatici. Abbiamo un'altra bomboletta che serve a dare una colorazione, sempre sul tampone di carta, rosa e ci indica i nitro-alifatici. E poi esiste anche una terza bomboletta che serve per la verifica di sostanze... nitrati inorganici: tipo nitrato di ammonio, o altra componente inorganica dei prodotti pirotecnici.
Questo metodo è stato utilissimo perché ci ha permesso di selezionare le zone dove la contaminazione proveniente dagli esplosivi era maggiormente accentuata.
Tralascio quelle che sono le operazioni materiali relative al prelievo, che saranno trattate dal perito chimico Egidi, e accentro l'attenzione sulle analisi.
Già con queste cartine, con questo sistema rapido, è stata verificata la presenza di tracce di esplosivo della classe dinitro, derivati aromatici, quindi appartenenti alla categoria dei tritoli o dei dinitrotolueni.
In particolare, abbiamo fatto una prima valutazione riguardante l'inclinazione del pavimento e, vedendo che aveva una pendenza verso la zona di fondo nei siti 6 e il sito 5, abbiamo cominciato a vedere per primo quella zona e, come tale, quella zona rimane essere quella che precede tutte le altre se non in ordine numerico.
Intorno al sito 6 abbiamo trovato, facendo i prelievi di materiale, organizzando... I prelievi sono stati fatti in questo modo: è stato prelevato del materiale tout court, raschiando il pavimento, su cui era presente una notevole quantità di materiale pulverulento; sono stati fatti delle tamponature di acetone, cotone imbevuto di acetone per fissare eventuali tracce di esplosivo.
Sono stati fatti dei tamponi per semplice strofinamento a secco, per ulteriore raccoglimento di prodotti pulverulenti su una matrice fibrosa.
Le analisi eseguite su questi campioni ci hanno dato questi risultati.
PUBBLICO MINISTERO: Cominciamo a dire, dottor Vadalà, le tecniche di analisi.
CONSULENTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E dopo si vedranno...
CONSULENTE Vadalà: La richiesta di analisi era di carattere ripetibile. Pertanto, una volta rilevato i campioni, sigillati, sono stati trasportati a Roma, dove sono stati analizzati con l'apparecchiatura EGIS, di cui ho già parlato in altre testimonianze.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
CONSULENTE Vadalà: E posso anche dare ulteriori chiarimenti, se volete.
PUBBLICO MINISTERO: A me...
PRESIDENTE: No, no, può andare avanti.
PUBBLICO MINISTERO: A me non servono, può...
CONSULENTE Vadalà: Benissimo.
Un esame di questi campioni ci ha mostrato...
PUBBLICO MINISTERO: Io ho capito, dottor Vadalà, che, sostanzialmente, sono state realizzate campionature con tre metodi diversi: un prelievo diretto dal terreno di questo materiale pulverulento, dei tamponi a secco, dei tamponi a umido. E' esatto questo?
CONSULENTE Vadalà: Perfettamente.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
CONSULENTE Vadalà: Ecco. Diciamo, prima di fare le analisi, noi abbiamo testato tutto ciò, tutti i piani, tutte le zone di lavoro interessate dalle operazioni. Quindi abbiamo analizzato il piano di sistema di riproduzione fotografico del nostro laboratorio, per la verifica che non fosse contaminato da precedenti lavori e abbiamo riportato il grafico nella relazione tecnica.
Prima di ogni serie di campioni abbiamo eseguito dei bianchi di prova, per verificare che lo strumento non contenesse in sé delle...
PUBBLICO MINISTERO: Non si autocontaminasse.
CONSULENTE Vadalà: Non si autocontaminasse.
Ovviamente non abbiamo proceduto a successiva analisi fino a che la risposta della strumentale non fosse completamente negativa per la ricerca di esplosivi.
Proseguendo nell'analisi dei campioni, abbiamo trovato il reperto 1... Mi devo rifare alla...
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
CONSULENTE Vadalà: ... alla tabella. Che è un prelievo di materiale pulverulento eseguito nel sito 6. Rimetto il grafico.
Il sito 6 è quello che si vede...
PRESIDENTE: Mi scusi, dottore, dovrebbe rovesciarlo, perché è sottosopra. Grazie.
CONSULENTE Vadalà: Allora, il sito 6 è quello che si trova nella zona sulla destra dell'ingresso di questo locale. In fondo, dove era evidente una pendenza del pavimento, - la indico con la penna - abbiamo trovato, nel reperto 1, delle tracce di tritolo, semplicemente aspirando i vapori che provenivano dal terriccio. Il terriccio che avevamo campionato in un barattolo e chiuso, sigillato, e portato in laboratorio.
Successivamente, sempre in questa zona... Purtroppo devo cercare di alternare le due visioni, perché non c'ho un...
Il reperto 2, analogamente, era del particolato raschiato sempre in quella zona. Il riquadro grossomodo poteva essere intorno, dai 3 metri, 3 metri e mezzo per 2 metri, due metri e mezzo. Abbiamo cercato logicamente di evidenziare un'area che fosse poi significativa per la ricerca.
L'esplosivo, in quelle condizioni, non è visibile, per cui la ricerca un po' è alla cieca. Noi abbiamo lo strumento dei display rivelatori, di queste bombolette rivelatrici, che ci permette di valutare, per la presenza di macchie di colore marrone, la presenza di questo esplosivo.
Però, ecco, l'indagine va fatta seguendo una certa mappatura; mappatura che poi deve essere confermata in laboratorio, ovviamente con strumentazioni più sensibili.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Vadalà, un attimo.
Vorrei che fosse chiaro, se io ho capito bene...
CONSULENTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... che questa divisione per siti, dell'ambiente, è una divisione ottenuta dai consulenti, non una divisione in natura. Od ho capito male?
CONSULENTE Vadalà: Sì, sì. E' una divisione che abbiamo scelto noi di fare per facilitare...
PRESIDENTE: Mi pare che fosse chiaro.
CONSULENTE Vadalà: Anche per identificare poi il posto in modo univoco, senza avere una distanza 3 metri da un punto di riferimento che, spesse volte, non è ben chiaro in un locale abbastanza vasto, perché è lungo circa 20 metri e largo circa 6.
Quindi abbiamo avuto del tritolo nel reperto 1. Un altro allarme tritolo nel reperto 2. Allarmi che, posso far vedere nell'analisi, sono evidentissimi e ci danno un'immagine abbastanza chiara del livello di contaminazione presente in quella stanza.
Ecco, tanto per citarne una: vediamo un bianco effettuato sul retrovit, cioè il piano di lavoro dove fotografiamo i reperti.
Ecco, si può notare che, praticamente, abbiamo una linea di base abbastanza pulita e non abbiamo nessun numero sotto l'indicatore di contaminazione degli esplosivi. Quindi abbiamo un bianco pulitissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Sia più esplicito perché il chimico è lei, non noi.
CONSULENTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Indicatore di contaminazione...
CONSULENTE Vadalà: Ecco, l'indicazione di contaminazione ci viene data con una lettera "clear". Dove abbiamo un "clear" vuol dire che... e seguito da tutti zeri, vuol dire che non è presente, non sono presenti tracce di esplosivo e le sostanze eventualmente presenti sono al di sotto, di gran lunga al di sotto, del limite di sensibilità dello strumento.
Quindi noi ci siamo preoccupati e premurati, prima di poter fotografare, di pulire con dei solventi specifici il piano di lavoro, proprio per evitare forme di "cross contamination", contaminazione incrociata dovuta da altre...
PRESIDENTE: Certo, certo.
CONSULENTE Vadalà: Questa è una procedura che solitamente eseguiamo quando si tratta di residui.
Questo è il reperto 1. Come si può vedere abbiamo...
PUBBLICO MINISTERO: Che proviene da quale sito?
CONSULENTE Vadalà: Dal sito numero 6.
PUBBLICO MINISTERO: Numero 6. E costituito?
CONSULENTE Vadalà: Costituito da terriccio. Da materiale raschiato sul pavimento. Era presente una notevole forma di materiale, di aggregato pulverulento.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
CONSULENTE Vadalà: Ecco, qui abbiamo un allarme per tritolo evidentissimo. E' questo picco che vediamo in questa posizione. Non abbiamo presenti altre sostanze. Tant'è vero che gli altri sei canali, ciascuno predisposto per ogni esplosivo, li cito sotto la voce nitroglicerina, nel primo zero: è il canale per l'etilenglicodinitrato, un esplosivo.
Il secondo numero di sotto, che è anch'esso rappresentato da uno zero, è la nitroglicerina.
Il terzo, sopra il valore misurato del tritolo, è dinitrotoluene; il quarto, in questo caso, è tritolo. Il quinto, che è...
PUBBLICO MINISTERO: Tritolo, ormai che lo sta dicendo nel microfono, valore numerico?
CONSULENTE Vadalà: Beh, ha un valore di circa 3232. Non siamo in grado di valutare quantitativamente l'aspetto della contaminazione perché di per sé, il processo di ricerca della contaminazione, è soggetto a molte variabili: a quanto uno aspira, o alla temperatura ambiente della stanza. Ci basti sapere che, quando una macchina dà un allarme e lo dà e lo scrive praticamente in questa zona, vuol dire che è presente una sostanza esplosiva e, leggendo i numeri che si vedono, le barre che si vedono qua sopra, io la classifico come una zona di alta contaminazione.
Quando abbiamo una contaminazione per semplice sfregamento di materiale esplosivo su una giacca, al massimo abbiamo due o tre barre di lettura.
In questo caso il picco è andato alle stelle praticamente.
Lo stesso discorso vale per il reperto 2. Anche qui, semplicemente, aspirando ciò che esce, il polverino sbattuto dalla scatola, dal barattolino, c'ha dato praticamente un picco di tritolo paragonabile a dieci barre, con un numero di 1096, di 1096, che rappresenta una contaminazione abbastanza elevata.
Ogni analisi è stata preceduta da un bianco, di cui alcuni li abbiamo riportati per far vedere lo stato di funzionalità dello strumento.
Ecco, questo, come si può vedere anche dai numeri che sono nella parte in alto, sono questi numeri che stanno qua in alto, sono tutti numeri successivi, c'è anche l'orario in cui sono stati fatti. Per cui si vede che, successivamente all'analisi precedente, il bianco successivo risulta completamente pulito.
PUBBLICO MINISTERO: Con la numerazione della data in cui...
CONSULENTE Vadalà: In cui è stata eseguita.
PUBBLICO MINISTERO: Il mese precede il giorno.
CONSULENTE Vadalà: Sì. Sì, infatti, questo è secondo la numerazione inglese.
PUBBLICO MINISTERO: Per essere sicuri, ecco, che è un lavoro fatto il 4 di dicembre e non il 12 di aprile, ecco.
CONSULENTE Vadalà: Il 4 dicembre, quindi pochissimi giorni dopo il campionamento.
Il reperto 3 - devo sempre leggere dove si trova, vediamo anche un po' il verbale di sopralluogo - è un prelievo di particolato, anch'esso prelevato nel sito numero 6. E anche questo ci ha dato una allarme da tritolo, con livello di 11, lo si vede benissimo qui. E non sono presenti altre sostanze esplosive. Quindi, in quella porzione di pavimento, c'erano solo ed esclusivamente tracce di tritolo e non di altri prodotti esplosivi. Come potrebbe avvenire, per esempio, in un deposito di esplosivi dove vengono accantonati nello stesso locale più qualità di sostanze esplodenti.
Poi abbiamo un altro bianco: le tralascio queste perché...
Nel reperto 5, il reperto 5 è stato prelevato... E' un tampone di cotone a secco, nella zona al centro di questo sito numero 6. Quindi abbiamo mappato un po' tutta la zona. E sui bordi.
Quindi abbiamo preso dell'ovatta, l'abbiamo strofinata per terra e questa, senza levarla dal contenitore di plastica, l'abbiamo leggermente aspirata. Quindi, quelle piccole particelle e vapori che si sono sollevati dalla massa fibrosa, sono penetrati nel campionatore, che poi ne è stata permessa l'analisi attraverso lo strumento.
Il reperto numero 6... numero 5, ci mostra questo andamento di grafico. Anche qui abbiamo avuto un allarme, un pochino più basso, e quindi questo mi dice che il pavimento al centro del sito era meno contaminato dei bordi che erano inclinati. Per cui la contaminazione, col tempo, si è andata a spostare dal centro del pavimento fino sui bordi.
In teoria, se potessimo, se avessimo potuto fotografare la zona immediatamente dopo la deposizione del materiale esplosivo, si sarebbe potuto trovare l'epicentro, cioè il punto di massima contaminazione, nel quale, praticamente, si sarebbe potuto ipotizzare il punto di lavorazione di questo materiale, o il punto di trattamento di questo materiale, o anche, addirittura, di deposito.
Il reperto 6 proviene sempre dal sito numero 5... dal sito numero 6, ed è un tampone di cotone con acetone, nella zona di centro e sui bordi. Cioè, nella medesima zona, ripetuta l'analisi con un tampone ad acetone, ha dato i medesimi risultati. Con un buon allarme e anche questo ha avuto un forte allarme per tritolo e zero di concentrazione o di contaminazione per altre sostanze.
Seguendo la medesima metodica, abbiamo proseguito nel cercare... Ovviamente, quando abbiamo fatto la ricerca, non sapevamo dove stava il tritolo, avevamo una vaga indicazione dalle cartine, ma non è che sapevamo precisamente dove fosse il punto più o meno - virgolette - sporco.
Siamo andati a passare a un altro sito, che sarebbe il 5.
Allora, il reperto numero 7, erano due barattoli in vetro, con tappo a vite, che contenevano una sostanza di colore bianco e che si erano allocati nella cassetta di pronto soccorso. Trattandosi di sostanze bianche non identificate, le abbiamo analizzate e abbiamo scoperto che era zucchero - quindi volgare saccarosio - e bicarbonato. Quindi erano estranei al campo esplosivistico, per cui, però, per scrupolo, abbiamo dovuto analizzare.
Nel numero 8 abbiamo: trattasi di una raschiatura eseguita nel sito numero 5.
PUBBLICO MINISTERO: Mi toglie una curiosità, dottor Vadalà?
CONSULENTE Vadalà: Mmh?
PUBBLICO MINISTERO: Mi toglie una curiosità?
CONSULENTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma macroscopicamente, non si poteva già stabilire che quello, anziché esplosivo, era zucchero? E quello, anziché esplosivo, era bicarbonato? E' una curiosità, non è...
CONSULENTE Vadalà: Sì sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... retorica la domanda, ovviamente.
CONSULENTE Vadalà: Noi abbiamo prelevato questa polvere bianca, perché l'aspetto morfologico potrebbe essere simile a quello di una pentrite, per esempio. Però, non sono solito andare ad assaggiare i prodotti con la lingua. Qualche chimico lo fa. Ma normalmente io mi fido più di una risposta strumentale. Anche perché il cianuro di potassio ha la stessa consistenza dello zucchero.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh.
CONSULENTE Vadalà: E quindi, diciamo, un esame organolettico del materiale...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho capito che macroscopicamente non si poteva escludere...
CONSULENTE Vadalà: Visionare in quel momento.
PUBBLICO MINISTERO: Escludere che si trattasse...
CONSULENTE Vadalà: Di esplosivo. Per cui, io l'ho prelevato e l'ho analizzato. Accortomi che è materiale comunissimo, zucchero e bicarbonato, l'ho citato. Ma...
PUBBLICO MINISTERO: E' ovvio.
CONSULENTE Vadalà: Più di quello non...
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
CONSULENTE Vadalà: Il reperto numero 8, invece, si trovava nel sito numero 5 che era posto accanto al sito numero 6. Anch'esso era in una zona di pendenza e si trovava, questo sito, questo punto particolare nel quale abbiamo prelevato il reperto numero 8, dietro un'aspirapolvere di questi per uso industriale.
Il reperto numero 8 ci ha mostrato una contaminazione fortissima, quasi che avessimo raccolto della polvere di tritolo.
E il grafico relativo ci dà delle indicazioni quasi da fuori scala.
Ecco, queste sono caratteristiche, perché abbiamo un valore addirittura di 37 mila, contro le mille e 5, con un numero di barre intorno a 20.
Ecco, questo campione, che era peraltro quello che ci aveva dato la risposta più netta alle cartine con gli spray, praticamente è polvere di cemento miscelata con polvere di tritolo.
Debbo fare una precisazione: che questo tipo di campione è da considerarsi omogeneo, preso in ogni sua parte, mediamente contiene un'altissima percentuale di tritolo. Come se della polvere fosse stata scopata fino allo zoccoletto, al battiscopa di una stanza. E lì era presente una fortissima contaminazione.
Nel reperto numero 8, trattandosi di un campione fortemente concentrato, è stato possibile prelevare una piccola aliquota ed è stato possibile anche analizzarlo con un'altra tecnica di laboratorio, trattandosi di un materiale assimilabile a un integro. Quindi, l'analisi che si fa su questo campione ha un carattere di ripetibilità. E, pertanto, la presenza di tritolo è stata confermata anche da un'altra analisi: l'analisi fatta con l'EGIS, che è uno strumento tipicamente da labo... Scusi, col TEA: gascromatografo con rilevatore a chemiluminescenza.
Però, è una macchina di laboratorio. Quindi è stata presa una punta di spatola, una decina di milligrammi del prodotto, valutando che la totalità del prodotto sono diversi grammi, quindi una piccolissima frazione è stata sciolta in diclorometano, ed analizzata.
I risultati sono stati che anche quest'analisi ha dato fuori scala. Si può vedere questo grafico dove, è un po' tenue, però si può... Ve lo illustro chiaramente.
Nel grafico che vediamo, superiore...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, dottor Vadalà.
CONSULENTE Vadalà: Sì?
PUBBLICO MINISTERO: Di tutti gli allegati di codesta relazione, quello che sta esaminando che numero è? Penso sarà numerato.
CONSULENTE Vadalà: Eh, è l'unico grafico che non abbiamo numerato in quanto è singolo. E' l'analisi gascromatografica, con rilevazione...
PUBBLICO MINISTERO: A chemiluminescenza.
CONSULENTE Vadalà: A chemiluminescenza, fatta con il TEA: Termal Energy Analizer. Che è uno strumento di laboratorio.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
CONSULENTE Vadalà: Comunque, è segnato sul pannello del grafico, tutte le indicazioni riferite al campione. Quindi, c'è il reperto 8 confrontato con lo standard.
Ecco, nello spettro superiore, nel grafico superiore, si vede un tipico standard di esplosivi in genere tra i più noti.
Il primo è il dilenglicoldinitrato.
Il secondo è la nitroglicerina.
Il terzo e il quarto sono due isomeri del dinitrotoluene.
Il quinto, che si vede molto sottile, come standard, è il tritolo.
Il grafico inferiore, invece, mostra soltanto la presenza di tritolo, che copre di gran lunga, come massa, e quindi come concentrazione, il grafico dello standard - ma di parecchio, proprio.
E altri due picchi, probabilmente di sostanze nitroderivate, che non sono però state classificate come sostanze esplodenti, ma come sostanze accomunate a questi prodotti.
Proseguendo nella disamina degli accertamenti analitici fatti, abbiamo proseguito ad analizzare gli altri settori.
Quindi, abbiamo analizzato la raschiatura, il reperto numero 9: raschiatura del fondo della parete del bidone dell'aspirapolvere. Che ci ha dato - reperto 9 - questo qui ci ha dato delle tracce, e le ho segnate nella tabella, in quanto il livello di sostanza presente non era in grado di dare un allarme.
Quindi, praticamente, in quella zona, vicino al muro era fortemente contaminato, e, nel centro della zona, c'era una minore contaminazione. Nove.
Successivamente, nel corso dell'analisi, abbiamo riverificato la calibrazione dello strumento, per capire se effettivamente quello che stavamo analizzando era realmente letto dalla macchina. Allora abbiamo fatto l'analisi di uno standard prodotto dalla ditta. E questo, diciamo, è la situazione con le sei, i sei esplosivi.
Come si può vedere, abbiamo dei livelli di allarme praticamente uguali; quindi, qua ci dice la bontà della taratura.
E sono presenti i sei picchi degli esplosivi principali: del dilenglicodinitrato, la nitroglicerina.
La pentrite, il T-4, il dinitrotoluene ed il tritolo.
E, come si vede, la conferma è che il picco è nettissimo, e viene rivelato chiaramente dallo strumento.
Il reperto 10. Lei deve perdonarmi, ma devo sempre riguardarmi il punto in cui è stato preso.
E' sempre un tampone di cotone idrofilo a secco, eseguito nel sito 5. Ecco, qui abbiamo una situazione dove non abbiamo trovato nulla, sempre nella stessa zona. A indicazione che la contaminazione non è visibile a occhio nudo, in quella zona non c'era nulla.
E il risultato del grafico ci dà un grafico negativo, dove l'allarme è un clear "0", e in tutti i canali non viene rilevata traccia di esplosivo.
Il reperto 11 mostra - il reperto 11 è stato prelevato nel sito sempre numero 5 - mostra invece, è un tampone a secco, mi sembra, e mostra un allarme per tritolo. Più basso. E quindi ci fa vedere come la distribuzione della contaminazione non sia continua, ma sia discontinua in funzione delle asperità del pavimento.
Ci sono zone, per esempio, in cui vengono eseguite operazioni - nel caso di una officina - di soffiatura o di verniciatura, o addirittura di manipolazione, di pulizia del terreno. Per cui, là, le tracce vengono asportate, e quindi si ritrovano trasferite in un'altra zona.
PUBBLICO MINISTERO: C'è uno spostamento meccanico.
CONSULENTE Vadalà: Sì, un semplice spostamento meccanico, si tratta di polvere.
Il reperto 12, anch'esso, è un bianco. Cioè è un campione dove non viene rilevata contaminazione.
12: tampone di cotone idrofilo a secco, eseguito sulla mensola a muro con immagini sacre, nel sito numero 3.
C'era un altarino con delle immagini sacre, e lì per scrupolo abbiamo fatto un tampone a secco. E, anche lì, negativo.
Poi abbiamo saputo che questo tampone era successivo, era recente, questo tipo di installazione...
PRESIDENTE: Ah, l'altarino.
CONSULENTE Vadalà: E' stato messo dopo. Per cui, ovviamente, era pulito. Eccolo qua, questo è... Chiaramente, c'è "0" su tutti e sei i canali.
Poi abbiamo il reperto 13, che si trova... E' un tampone a secco fatto nella zona del sito numero 3, al centro e ai bordi. E' una zona di centrale rispetto alla planimetria del locale. Ed in questo c'è, è sempre un campione abbastanza pulito, ma c'è una lieve traccia di tritolo.
Infatti, il grafico mi dà un'indicazione, con questo piccolo picco, di circa 60. Lo strumento ce lo dà come pulito, perché ovviamente sta sotto la soglia di allarme; però il numero che ci indica sotto ci dice che c'è un accenno alla presenza di tritolo.
Non sono presenti altre sostanze.
Il 14, che è sempre fatto nel sito numero 3, quindi quasi al centro, mostra una particolarità: abbiamo trovato tracce di pentrite, un allarme di pentrite.
Quindi, praticamente, nel sito numero 14: tampone di cotone idrofilo imbevuto di acetone, eseguito sul pavimento nel sito numero 3. Fatto ovviamente in un'altra zona, rispetto a quelli fatti in precedenza. Ci dà un allarme per pentrite.
Per inciso, le mie scarpe, una volta ritornato in laboratorio mi sono analizzato le scarpe. E m'ero trovato una contaminazione da tritolo e da pentrite.
Ora, mentre il tritolo l'avevo visto bene con le cartine, per cui ero sicuro che c'era, perché m'aveva dato l'allarme.
La pentrite non mi risultava. Poi, dopo, lo strumento mi ha confermato che io avevo calpestato un posto dove c'era stata della pentrite. Tra l'altro, era vicino al muro, e quindi praticamente, io non c'ero, dove l'avevo preso, non c'ero passato fisicamente con i piedi.
Il reperto 15, anch'esso mostra - dovrebbe essere stato preso, prelevato presso... nel sito numero 2. E' un tampone di cotone con acetone, fatto sia sul centro che sui bordi.
Non avendo avuto indicazioni con le cartine, lì praticamente abbiamo fatto un campione unico, diciamo, rappresentativo di tutta l'area.
E qui praticamente abbiamo... non abbiamo praticamente nessuna traccia di esplosivo che sia significativa.
Poi, abbiamo un bianco.
Poi, il reperto 16 mostra lievissime tracce di dinitrotoluene, ma è da considerarsi pulito questo campione. Presumibilmente, il dinitrotoluene potrebbe provenire da una degradazione nel tempo del tritolo, di tracce, microtracce di tritolo presenti in quell'ambiente.
Ma devo considerare questa zona abbastanza pulita, non ho trovato tracce di contaminazione.
Il reperto 17: siamo nella zona in fondo, vicino a questa costruzione di questo forno, che è successiva, è recente rispetto all'impianto originario del locale. Anche qui abbiamo piccole tracce di tritolo e tracce di dinitrotoluene. Probabilmente la presenza del forno potrebbe avere, per qualche verso, fornito un elemento di degrado al tritolo stesso.
Il reperto 18 è praticamente pulitissimo. L'inclinazione... Devo anche dire che in quella zona sono stati fatti lavori in muratura, per cui ovviamente un'eventuale presenza di tracce, seppur basse, possono essere state anche coperte dalla realizzazione infrastrutturale che è stata eseguita all'interno.
Ecco, questo è il quadro analitico. Il giudizio che ne do, di questo tipo di analisi, è che in quel locale era presente una forte contaminazione da tritolo. Presumibilmente in polvere; perché non ho trovato tracce come granelli, o particellato di dimensione cristallina molto grande. Era presente molte... Anche nella risposta con le cartine, si vedevano solo delle macchiette di colorazione, e non degli aloni come si possono trovare quando ci sono dei cristalli piuttosto rilevanti.
E' una polvere molto fina, che era, diciamo, in certi siti - nel sito 6, nel sito 5 - comminuta con la polvere presente sul pavimento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo chiederle ancora qualche cosa, dottor Vadalà.
Ci spiegava, un attimo fa, che in questo ambiente sono state realizzate delle strutture tipo forno e con relative opere murarie. Ora, la loro entità ci interessa fino a un certo punto. Mi pare che avesse detto che, quando voi siete intervenuti, in questo ambiente era in atto una attività di carrozzeria o qualcosa di simile.
CONSULENTE Vadalà: Sì, un'attività di carrozzeria.
PUBBLICO MINISTERO: Io ho bisogno di sapere se quest'attività di carrozzeria, unitamente alle opere murarie e tutte le altre attività connesse, sia all'edificazione di opere murarie, sia alla gestione di un'attività di carrozzeria, se possono essere in qualche modo in rapporto di interferenza con lo stato dei luoghi in atto da un "X" tempo.
CONSULENTE Vadalà: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Da un "X" numero di giorni. E, se sono in rapporto di interferenza, se possono essere in particolare rapporto di interferenza con un tipo di indagine come quella che lei è andato a fare insieme a Egidi.
CONSULENTE Vadalà: Rispondo subito alla sua domanda. La parte di opera muraria, per quanto integrale o parziale, in questo caso interessa esclusivamente un sesto, grossomodo, della superficie del locale. Non ha, tranne problemi di copertura meccanica letteralmente, cioè ricoprire il pavimento di uno strato di malta o di cemento, quindi occlude fisicamente l'opera di prelievo. Cioè, impedisce fisicamente l'opera di prelievo.
L'attività invece relativa all'analisi, alla presenza di prodotti utilizzati in normale carrozzeria, pertanto vernici, che in taluni casi abbiamo avuto modo di osservare dai barattoli estratti dai vari armadietti o sui vari scaffali, erano, diciamo, vernici a base acrilica. Quindi, una base estranea a quella degli esplosivi.
C'era anche qualche vernice a base di nitrocellulosa; ma la nitrocellulosa, essendo un polimero, ha una catena molto lunga. Per cui non ha le caratteristiche per poter essere analizzato dall'EGIS. E né da altre apparecchiature di laboratorio che noi utilizziamo.
In ogni caso, quando facciamo la ricerca di una nitrocellulosa, che per esempio è presente in una gelatina, l'unico modo che abbiamo per discriminarla dagli altri prodotti esplosivi è farne un infrarosso. Perché, altrimenti, è letteralmente invisibile.
E' un po' il nostro cruccio, perché la nitrocellulosa entra in molte formulazioni, e dobbiamo trattarla a parte perché con le tecniche normali non si vede. Essendo un polimero abbastanza lungo, e quindi non ha le caratteristiche per poter entrare a interagire con gli elementi strutturali dell'analizzatore. Quindi, non entra nell'analizzatore la nitrocellulosa. Perlomeno in quello che abbiamo noi.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi?
CONSULENTE Vadalà: Quindi, non ci sono interferenze da parte dei prodotti vernicianti ivi presenti all'interno di quel locale.
Lo abbiamo anche provato, perché ci siamo presi la stessa polvere che abbiamo raccolto: conteneva anche dei pigmenti colorati, in quanto erano staccati dalla... erano caduti dalla parete. Ma non ci hanno dato nessuna forma di interferenza.
Soltanto prodotti solidi e condensati.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, siccome lei è un consulente, e quindi è abilitato in via principale a esprimere pareri, oltre a raccontare quello che ha fatto, allora le pongo questa domanda.
Il fatto che vi siano dei campioni, o reperti che dir si voglia, che hanno dato risposta negativa, è in qualche modo la riprova del fatto che l'attività di carrozzeria con l'impiego di quei certi materiali da consumo è proprio in rapporto di indifferenza rispetto al...
CONSULENTE Vadalà: Accertamento.
PUBBLICO MINISTERO: Al tipo di indagine, con le relative metodiche che avete applicato?
CONSULENTE Vadalà: Certo. Non mi sarei aspettato di trovare una distribuzione uniforme della sostanza esplosiva sul pavimento, in un'area dove ci si lavora. Che si utilizza area compressa, si utilizza la scopa per pulire per terra eventuali tracce di sporcizia. E, quindi, la contaminazione non ha una distribuzione ubiquitaria.
Ce l'avrà solo nelle zone dove, ovviamente, per motivi di presenza fisica, c'è un accumulo. E, quindi, era giustificato nella zona di inclinazione del pavimento.
PUBBLICO MINISTERO: Forse volevo dire una cosa diversa.
CONSULENTE Vadalà: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Forse non mi sono spiegato. Io, ascoltando la sua esposizione, sul punto se vi poteva essere interferenza, mi ero posto questo quesito. Che le avevo quindi trasferito, tale e quale.
Il quesito è se il fatto di aver avuto dei reperti con risposta negativa da parte dell'EGIS, e quindi le sue capacità di analisi, non sia proprio la dimostrazione che interferenza non c'è.
Altrimenti, se il risultato fosse, per così dire, viziato all'origine da un rischio di contaminazione, o di interferenza, per dirla più correttamente, questo rischio di interferenza se si fosse concretizzato in qualcosa, avrebbe generalizzato un determinato...
CONSULENTE Vadalà: Una presenza continua proprio, di sostanze interferenti, o di falsi allarmi, evidenziati in un modo o nell'altro dalle due tecniche esperitive di analisi.
Ma la vernice, diciamo, questa, con questo tipo di apparecchiatura, non viene assolutamente vista: anzi, non può essere vista proprio per la sua caratteristica di essere un film solido.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh, mmh.
CONSULENTE Vadalà: Ecco, la vernice è un polimero che praticamente trattiene nel suo interno delle molecole di pigmento colorato. Quando passa un certo tempo, il solvente evapora e fa un film reticolato, come un tessuto, diciamo, con caratteristiche fisiche e meccaniche adeguate a ricoprire una superficie.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Vadalà, questo strumento con il quale tutti abbiamo in qualche modo familiarizzato, anche io, anche se non l'ho mai visto, questo EGIS: lei è in grado di dare una risposta documentata alla domanda se si tratti di un apparato che oggi - siamo già agli inizi del '98, lei l'ultima volta l'ha impiegato nel dicembre del '97 - è da considerare ancora uno strumento di piena affidabilità? O, per come ce ne fu parlato agli inizi di questo processo, addirittura all'avanguardia negli strumenti di ricerca dell'esplosivo e di determinazione della qualità?
CONSULENTE Vadalà: Certo. Illustro, giusto per farlo vedere, c'ho un'immagine fotografica. Eccolo qua, questo è l'EGIS. Sono immagini che avete già visto nelle precedenti esperienze.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
CONSULENTE Vadalà: Sono stato di recente, ai primi di dicembre, a Washington, a una conferenza sulla lotta contro il terrorismo del Gruppo P-8. Sarebbe il Gruppo Polizia del G-8.
PUBBLICO MINISTERO: Mi raccomando, non ci racconti segreti di stato, eh?
CONSULENTE Vadalà: No, assolutamente. Sono, diciamo, la lotta che effettuano le Polizie contro le attività terroristiche, sia di carattere criminale, che di carattere politico.
In questo, nel corso di questa conferenza - che è stato il primo approccio che abbiamo avuto con altri paesi, che hanno problemi comuni ai nostri in questo ambito - abbiamo potuto notare che c'è una certa somiglianza nei metodi e nelle strumentazioni che vengono adoperate per la ricerca degli esplosivi.
Ecco, questo è un punto di contatto che noi abbiamo con i tedeschi, che abbiamo con i giapponesi, che abbiamo con il Regno Unito e che abbiamo, in taluni casi, anche con gli americani, perché anche loro adoperano questa stessa apparecchiatura, con le stesse modalità con le quali l'adoperiamo noi.
In particolare, i tedeschi hanno condotto, per motivi di sicurezza del volo, dei test per la ricerca di tracce di contaminazione di esplosivi sui bagagli. Ne hanno fatto uno nel 1993, e nel 1993 questa macchina è quella che ha avuto i migliori risultati con la minore interferenza da falsi allarmi.
E' stato ripetuto, questo stesso test, nel novembre del '97, cioè quindi l'anno scorso, gli ultimi mesi dell'anno scorso. E, nonostante fosse presente in lizza un modello di questa macchina più compatto, insieme ad altre apparecchiature, questa macchina è stata di nuovo la prima e quella che ha dato i migliori risultati, analoghi risultati alla volta, al precedente test.
Quindi, dobbiamo concludere che, purtroppo, ha un costo e un ingombro abbastanza rilevanti, però è quella che ci dà la maggior affidabilità di analisi.
Non è escluso che nel futuro, diciamo, il modello più piccolo venga perfezionato fino ad arrivare alle stesse prestazioni di questo più grande. Però, per il momento, è quanto di meglio c'è sul mercato per poter eseguire questo tipo di accertamenti tecnici.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Vadalà, lei premetteva che nell'ultima parte dell'incarico che lei ha avuto dal Pubblico Ministero, era relativo a una lettura a carattere comparativo, o comunque di raffronto, eh?, tra i risultati dell'accertamento che andava a fare - quali che fossero - e i risultati di altri accertamenti già svolti.
Ora, io non vorrei ricordar male, mi pare che l'incarico che le è stato dato il 26 di novembre guardasse specificamente agli accertamenti fatti precedentemente nel corso di questa vicenda giudiziaria. Non mi sembra di aver dato un incarico che guardava omnidirezionalmente. Comunque, non ha importanza.
Sotto questo profilo, ci sa dir qualcosa?
CONSULENTE Vadalà: Sì. Materiali rinvenuti, che possano portare a questa traccia di contaminazione, sono stati sequestrati, per esempio, a Capena. E sono i due pacchi di tritolo da circa 60 chili l'uno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
CONSULENTE Vadalà: Quelli che una volta ho portato anche in aula.
PUBBLICO MINISTERO: Io le volevo fare una domanda su questo punto qui. Ma, intanto, proceda lei, poi la domanda gliela faccio dopo.
CONSULENTE Vadalà: Sì. Poi, analogamente, un tritolo della stessa consistenza, o della stessa qualità, potrebbe provenire dai pacchi, dagli 8 pacchi di tritolo sequestrati sulla via Braccianese.
PUBBLICO MINISTERO: Come mai, come è in grado di fare quest'affermazione, dottor Vadalà? Perché lei mi sembra ci abbia spiegato, anche, che il tritolo è sempre tritolo: la molecola, sempre quella è.
CONSULENTE Vadalà: Ecco. Sì, noi abbiamo trovato all'interno di questi materiali - lo ricordo abbastanza chiaramente - tracce di ferro, tracce di silicio, tracce di calcio. Che, solitamente, nel tritolo non ci sono.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè lei l'ha...
CONSULENTE Vadalà: Analizzando il tritolo in polvere in questi materiali.
PUBBLICO MINISTERO: Di queste pre...
CONSULENTE Vadalà: Mi riferisco al sequestro di Capena.
PUBBLICO MINISTERO: Oh!
CONSULENTE Vadalà: E al sequestro della via Braccianese.
PUBBLICO MINISTERO: E' andato su quello che le volevo chiedere io.
CONSULENTE Vadalà: Sì, infatti. Eh, c'erano tracce di silicio, calcio, che normalmente non hanno nulla a che fare con il tritolo.
Il ferro è ipotizzabile che possa provenire dall'involucro metallico di un ordigno dal quale questo materiale, essendo materiale di... scaglie di vetro...
PUBBLICO MINISTERO: Lei l'ha già spiegato alla Corte, a suo tempo, questo punto.
CONSULENTE Vadalà: Sì. Però non mi riusciva spiegare il silicio, non mi riusciva spiegare il calcio, che solitamente sono materiali edili. E, quindi, non hanno nessuna contiguità con queste sostanze.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E allora?
CONSULENTE Vadalà: E allora si rafforza quanto dissi in aula qualche tempo fa, quando lei mi chiese con quali modalità si poteva pensare di aver ridotto questo tritolo in forma così fine. Cioè con un attrezzo di questi di macinatura della calce da muratori, una molazza in pratica. E che può lasciare tracce di ferro, tracce di calcio e tracce di silicio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
CONSULENTE Vadalà: Dovuti ai cementi.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo ultimo accertamento che ha fatto, in questo ambiente di Corso dei Mille, 1419, a Palermo, ha portato a delle constatazioni, a delle valutazioni che dal punto di vista proprio obiettivo ci riportano direttamente a quei dati in qualche modo anomali del tritolo di Capena, del tritolo di...?
CONSULENTE Vadalà: Ecco, la...
PUBBLICO MINISTERO: Sennò non riesco a capire.
CONSULENTE Vadalà: Sì. La macinatura profondamente fine.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma lei lì non ha, in Corso dei Mille non è che ha trovato una molazza.
CONSULENTE Vadalà: No no, certo. Non l'ho vista la molazza dentro, perché c'era solo l'attività di carrozzeria.
PUBBLICO MINISTERO: Né mi pare che il quesito avesse nulla a che fare con le eventuali...
CONSULENTE Vadalà: No no, questa è solo una considerazione che ho fatto all'epoca.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
CONSULENTE Vadalà: E che riconfermo adesso, avendo rivisto i campioni. Il fatto di avere effettuato la macinazione così fina, ha portato sicuramente a una enorme contaminazione del locale.
Per dare un'idea, basta entrare dentro un mulino dove si macina la farina, e vedere in che condizioni è il mugnaio e il locale stesso: il paragone è perfettamente calzante.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, eccoci. Cioè, se capisco bene allora, sono le caratteristiche generali della contaminazione di quest'ambiente che lei collega - attraverso un ragionamento che non sto a ripetere, perché il ragionamento è suo, non è...
CONSULENTE Vadalà: Certo, è un mio giudizio.
PUBBLICO MINISTERO: Che lei collega ad una...
CONSULENTE Vadalà: Ad un'operazione effettuata in periodi precedenti.
PUBBLICO MINISTERO: E sulla quale lei si era espresso in una certa forma ipotetica. Comunque...
CONSULENTE Vadalà: E dissi anche che il locale, nel quale si sarebbe dovuto cercare il materiale, sarebbe stato sicuramente, follemente contaminato dal tritolo; proprio perché l'operazione stessa provoca, diciamo, la dispersione di questo pulviscolo dappertutto.
Per quanto uno lo possa lavare con delle sostanze acquose, il tritolo non si scioglie nell'acqua, per cui magari si accumula ai bordi, se uno lava tutto con una pompa, però non si scioglie.
E talvolta, visto il terreno, se il terreno è cemento grezzo rimane infilato nella porosità del cemento e difficilmente se ne va via.
Secondo me questo locale, a meno che di una ristrutturazione proprio radicale e globale, se viene lasciato nelle condizioni in cui sta, per i prossimi cinque anni si troverà abbastanza bene del tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le ultime due domande.
Quando voi siete intervenuti, la mattina... il 2 dicembre, insieme a personale della Squadra Mobile e del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Palermo, questo locale come l'avete trovato: chiuso, aperto?
CONSULENTE Vadalà: Chiuso con un lucchetto. E' stato chiamato il gestore del locale, non so se sia il proprietario, che è venuto e l'ha aperto. Quindi ci ha permesso l'ingresso solo dopo apertura del lucchetto.
Per altro, era anche chiuso il cancello, solo si è fatto in modo di poterlo aprire prima e ci si è trovati difronte a una porta metallica chiusa a chiave.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Ora qui c'è tutta una serie di rilievi fotografici, ma io mi riprometto di farli illustrare a Egidi.
Ecco, al termine delle operazioni compiute da voi nella giornata del 2 dicembre?
CONSULENTE Vadalà: Abbiamo sigillato i campioni e abbiamo verbalizzato il prelievo di tutto ciò che avevamo preso eccettuato un coltello che avevamo raccolto sul fondo e che praticamente risultava proprio intriso di questa polvere mista fra cemento e altro e che abbiamo riportato nella relazione tecnica, ma non abbiamo verbalizzato.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire "non abbiamo verbalizzato"?
CONSULENTE Vadalà: Non è stato verbalizzato dalla Squadra Mobile di Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol dire nel verbale del sequestro?
CONSULENTE Vadalà: Nel verbale di sequestro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, nel verbale di sequestro, diciamo...
CONSULENTE Vadalà: Non compare questo coltello, che però noi abbiamo preso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma le altre attività di campionatura, invece?
CONSULENTE Vadalà: Sono state tutte regolarmente registrate nel verbale di sequestro, che viene mostrato qui... Eccolo qua. E' questo qua il verbale di sequestro, dove sono elencati sito per sito ciò che abbiamo raccolto.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. E il locale, al termine delle operazioni?
CONSULENTE Vadalà: E' stato richiuso e sigillato.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è rimasto in uno stato di sequestro.
CONSULENTE Vadalà: Al termine delle analisi ho dato notizia a lei che praticamente poteva essere rimesso in... riaperto, in quanto ormai le tracce erano talmente evidenti che quelle che avevamo raccolto erano più che sufficienti per fare qualsiasi tipo di accertamento possibile...
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, i reperti, dottor Vadalà, dove si trovano?
CONSULENTE Vadalà: Sono in custodia presso il mio laboratorio.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, al termine di queste varie indagini fatte quando sul reperto 6, 8, 11, 5... ecco, tutti questi reperti, campioni, barattoli, zuccheri...
CONSULENTE Vadalà: Sono stati chiusi all'interno di delle buste sigillate e chiusi termicamente in una vescica di materiale di poliestere, tale da impedire non la loro contaminazione, ma che vadano a contaminarmi altre cose tanto sono sporchi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E si trova tutto presso il servizio della Polizia Scientifica.
CONSULENTE Vadalà: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, non le chiedo altro, dottor Vadalà. La ringrazio.
CONSULENTE Vadalà: Prego.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori hanno domande?
AVV. Cianferoni: Sì, qualcuna, Presidente. Buongiorno. Dunque, avvocato Cianferoni.
Dottor Vadalà, le chiedo: può dire i tempi di deterioramento del tritolo?
CONSULENTE Vadalà: Allora, il deterioramento del tritolo dopo l'esplosione è abbastanza rapido, come ebbi a dire qualche tempo fa; se invece si trova allo stato integro, e nel nostro caso devo presumere che è allo stato integro, perché si tratta di un macinato estremamente fine, non ci sono dei tempi misurabili, ma dura anche anni.
AVV. Cianferoni: Non ci sono dei tempi misurabili, ma dura anche anni.
Quindi, allora, ma dei tempi ci sono.
CONSULENTE Vadalà: Dipendono dalle condizioni ambientali.
Io non sono in grado di stabilire a priori quali sono le condizioni ambientali nel quale questo magazzino è stato utilizzato nel corso di tutto questo periodo.
Comunque, lì dentro il tritolo se non è esploso ma è soltanto un polverino, è lo stesso tritolo che si trova all'interno di un siluro sott'acqua, per esempio, o in una mina, o in un residuato bellico, o nel deposito militare dell'Esercito che ne tiene anche grosse quantità della scorsa Guerra Mondiale.
AVV. Cianferoni: Ma...
CONSULENTE Vadalà: Se non subisce una esplosione, il tritolo, come molecola, rimane integra. E' abbastanza robusta come molecola.
AVV. Cianferoni: Ma si può apprezzare attraverso il passaggio del tempo una evoluzione, o rimane quella per un tempo indefinito?
CONSULENTE Vadalà: Un metodo empirico, ma è esclusivamente di carattere soggettivo, avvocato, potrebbe essere la presenza di dinitrotoluene, presente nella contaminazione. Più dinitrotoluene c'è e più il tritolo si è degradato. In questo caso di dinitrotoluene ne ho visto proprio molto molto poco.
AVV. Cianferoni: Quindi, questo va bene.
Senta, lei ha parlato di caratteristiche generali della contaminazione del sito dove siete entrati. Io ho seguito il suo esame, però non riesco a capire come si concili la sua teoria della molazza con la presenza di numerosi reperti bianchi, se ho capito bene.
Per esempio mi ha colpito quello riferito a quello che lei chiama "l'altarino". Se c'era stata questa opera di molatura, le particelle dove si sarebbero dovute...
CONSULENTE Vadalà: In teoria anche sull'altarino; però se l'altarino è stato messo successivamente...
AVV. Cianferoni: Quindi c'è questa ipotesi.
Poi lei ha parlato prima di un'opera di ripulitura meccanica con una scopa, poi di un'opera di ripulitura, sempre meccanica, però attraverso l'acqua, con una pompa, una canna.
CONSULENTE Vadalà: Sono tutte operazioni che si effettuano all'interno di un opificio, come un'officina, per tenere pulito, ovviamente; uno straccio, una scopa, una pompa dell'acqua.
Bisogna tener presente che in fondo al sito era presente un buco nel pavimento che portava a un qualche scolo. L'inclinazione del pavimento era proprio indirizzata verso questo foro di scolo e quindi devo presumere che chi ha costruito questa officina abbia pensato di trovare una via naturale per l'effluvio delle acque, proprio per mantenere pulito un ambiente che... dove si vernicia, diciamo, è abbastanza necessario tenere fuori polvere i pezzi.
AVV. Cianferoni: E rispetto a questo foro di scolo, il reperto numero 8 dove si colloca?
CONSULENTE Vadalà: Il reperto numero 8 si colloca, rispetto allo scolo, sulla sinistra, guardando il foro. Quindi è proprio vicino, un metro circa.
AVV. Cianferoni: Questo si può apprezzare anche dalle immagini fotografiche. E' un argomento che il Pubblico Ministero non ha trattato.
Io le chiedo solo questo: se si può apprezzare questa collocazione del reperto numero 8 rispetto al foro di scolo.
CONSULENTE Vadalà: No, non... ecco, adesso lo ricordo non c'era, mi perdoni, non c'era un foro di scolo, era un foro in alto. Comunque, l'inclinazione sul pavimento era proprio lì. In più c'era un buco sul muro che... eccolo qua. Mi sembra di vederlo qui.
AVV. Cianferoni: Allora rimettiamo ordine. Il foro di scolo...
CONSULENTE Vadalà: Non c'era.
AVV. Cianferoni: Non c'era.
CONSULENTE Vadalà: Non c'era. Il pavimento era inclinato in quella posizione.
AVV. Cianferoni: Il pavimento era inclinato. Ha misurato l'inclinazione?
CONSULENTE Vadalà: Non è stato possibile in quanto non avevamo i mezzi per poter fare una planimetria o una aerofotogrammetria del luogo in quelle condizioni.
AVV. Cianferoni: Senza... rifletto fra me; dico: basta una livella a bolla.
CONSULENTE Vadalà: Normalmente non la utilizziamo la livella a bolla per quel tipo di accertamenti. L'indicazione che le do è un'indicazione esclusivamente di carattere visivo.
AVV. Cianferoni: Sì. Può quantificare, per la sua scienza diretta di indagini e di approfondimento, il costo medio di un chilogrammo di esplosivo, per esempio di tritolo?
CONSULENTE Vadalà: Ha una grossa variabilità il tritolo. Può andare dalle 3.000 lire per tritolo da scaricamento fino 6, 7, 8.000 lire. Dipende da chi lo compra e dalla qualità del tritolo che si vuole avere.
Abbiamo avuto casi di tritolo comprato a 900 lire al chilo.
AVV. Cianferoni: A proposito dello scaricamento...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, avvocato Cianferoni. Se ritiene, non è che faccia una questione io, io vorrei sapere su questo punto dal dottor Vadalà se si parla di prezzi di commercio legale o di commercio illegale.
AVV. Cianferoni: Questo io non l'ho specificato...
PUBBLICO MINISTERO: Eh no, abbia pazienza...
AVV. Cianferoni: ... però, appunto...
PUBBLICO MINISTERO: ... bisognerà farlo, no?
AVV. Cianferoni: ... volevo sentire il dottor Vadalà. Se, cioè, sono questi prezzi diciamo di listino commerciale...
CONSULENTE Vadalà: Io i prezzi legali (?) non li conosco, ovviamente.
AVV. Cianferoni: Ma se per attività d'indagine aveva svolto accertamenti sul punto. Per esempio, appunto, ci ha parlato di essere intervenuto a convegni, congressi, eccetera, se si è fatto mai, se lei ha mai fatto uno studio su questo.
CONSULENTE Vadalà: Non è un campo d'applicazione che riguarda specificatamente la Polizia Scientifica, quanto il servizio di Polizia Amministrativa e Sociale che tratta i contratti di compravendita di materiale esplosivo.
Io, le notizie che le posso dare e i prezzi che le posso citare sono prezzi così, citati o sentiti da società che trattano queste materie, però non... certo, sono cose che ho sentito dire e di cui non ci metterei la mano sul fuoco in quanto un contratto di questo genere non l'ho mai visto.
Posso dirle questo qua per avere in passato esaminato contratti del Ministero della Difesa: il prezzo del materiale esplosivo da scaricamento, che vende il Ministero della Difesa, ha una variabilità enorme in funzione del contenitore nel quale praticamente c'è il tritolo stesso. Perché viene venduto per la ... . Quindi, se il contenitore è difficile da aprile il tritolo costa poco, se il contenitore è facile da aprire il tritolo costa un po' di più.
Quindi, è legato esclusivamente a esigenze di carattere contrattuale.
AVV. Cianferoni: Da ultimo le chiedo: quel particolare che ha riportato della contaminazione rilevata sulle sue scarpe. Quindi, almeno la sua persona non era munita di una tuta, un involucro che facesse sì che non vi fosse contaminazione attiva o passiva.
CONSULENTE Vadalà: Io non ho effettuato le operazioni di prelievo. Le operazioni di prelievo le ha effettuate il perito Egidi, che era fornito di opportuna copertura: guanti e quant'altro.
Per altro, le zone che noi abbiamo prelevato - lo sentirà nella successiva testimonianza - non erano accessibili a piede, perché si trovavano dietro dei mobili, dove ovviamente non ci siamo arrivati: l'abbiamo prese e prelevate con le mani.
AVV. Cianferoni: Secondo la sua scienza, l'operazione di prelievo che ha svolto in questo fondo è oggi ripetibile?
CONSULENTE Vadalà: Tranquillamente.
AVV. Cianferoni: E che cosa si può trovare. Per esempio, quello che voi avete campionato come reperto numero 8, in loco che cosa ha lasciato, che cosa...
CONSULENTE Vadalà: Altra polvere, altra polvere e altro materiale pulverulento. Non l'ho preso tutto, perché ce n'era proprio tanto.
AVV. Cianferoni: Questa è una sua affermazione, diciamo, di scienza empirica di visione del luogo, o la macchina ci dice quanto ne asporta e quanto ne lascia?
CONSULENTE Vadalà: No. Quando ho fatto dei test con delle cartine, ho saggiato più zone e, avendo visto che mostravano una contaminazione praticamente costante, mi sono limitato a raccogliere un poco di tutto quanto mediando tutto il prelievo della zona.
Certo, non potevo raschiare il terreno o il cemento, paludando il fatto che questo materiale, essendo polvere, si è adeso alla porosità del materiale, del cemento stesso.
Per cui se si va a grattare ancora, si arriva fino al cemento nudo e non era questo il mio scopo, insomma.
AVV. Cianferoni: Va bene. Io non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci sono altri interventi di difensori?
Si può accomodare, dottore, grazie.
CONSULENTE Vadalà: Vorrei lasciare la memoria del...
PRESIDENTE: Sì.
*CONSULENTE Vadalà: ... mio intervento, che è riassunta nella relazione e nella lettera di presentazione.
PRESIDENTE: Benissimo, grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Allora facciamo entrare il consulente Egidi.
PRESIDENTE: Buongiorno, si accomodi pure.
Vuole dire il suo nome, cognome, per favore?
*CONSULENTE Egidi: Mi chiamo Paolo Egidi.
PRESIDENTE: Lei è già stato sentito come consulente...
CONSULENTE Egidi: Sì, confermo.
PRESIDENTE: ... in questo procedimento. Le ricordo il suo impegno di dire la verità.
Ora può rispondere alle domande del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, il dottor Massari ha spiegato...
CONSULENTE Egidi: Massari?
PRESIDENTE: Il dottor Vadalà.
PUBBLICO MINISTERO: Un lapsus, è comprensibile.
Allora, il dottor Vadalà ha spiegato di aver lavorato con lei, Egidi, in relazione ad un incarico che avete avuto il 26 novembre del '97, che avete esecutivamente affrontato il 2 dicembre del '97 prima a Palermo e, nei giorni successivi, nel laboratorio del Servizio di Polizia Scientifica.
Ecco, se ha con sé, come mi auguro, una copia dei rilievi, le fotografie e quant'altro, io ho bisogno... Sennò può recuperare dalla signora segretaria d'udienza quella relazione che ha presentato il dottor Vadalà.
Io le chiederei di illustrare proprio la situazione di ambiente che avete trovato il giorno 2 dicembre '97, quando col personale della Squadra Mobile di Palermo siete andati in Corso dei Mille, 1419.
CONSULENTE Egidi: Dottor Chelazzi, io...
PUBBLICO MINISTERO: Chiederei proprio questo, anche per arrivare poi a una illustrazione, che mi preme sia fatta con dettaglio, sulla cosiddetta mappatura dell'ambiente; quindi la individuazione, poi, di un numero di settori creati virtualmente da voi. Ecco.
CONSULENTE Egidi: Sì. Quindi mi posso servire della relazione del dottor Vadalà? Perché io ho la mia, ma è priva di fotografie.
PUBBLICO MINISTERO: No, penso che le fotografie...
CONSULENTE Egidi: Quindi, posso...
PUBBLICO MINISTERO: ... siano proprio indicate.
CONSULENTE Egidi: Sì, va be'. Confermo quanto ha detto il Pubblico Ministero.
Noi il 2 dicembre del '97, alle 10.30 circa, ci siamo recati in Palermo presso un immobile ubicato in Corso dei Mille 1419 D. All'interno di questo immobile di proprietà... di pertinenza, non di proprietà, del signor Battaglia Gaetano, lo stesso era stato adibito ad un'autocarrozzeria.
Durante queste operazioni...
PUBBLICO MINISTERO: Le spiace...
CONSULENTE Egidi: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: ... Egidi, illustrare quello che ci sta dicendo, proprio aiutandosi con le fotografie, così ce lo fa vedere: l'ingresso, il capannone...
CONSULENTE Egidi: Sì.
PRESIDENTE: Si può togliere il riflesso?
(voce fuori microfono)
CONSULENTE Egidi: Questo che si vede nella foto numero 1 dell'allegato fotografico è appunto l'immobile ubicato in Corso dei Mille 1419.
Si accede a questa autocarrozzeria attraverso un cancello in ferro a due ante, che al momento dell'inizio dell'ispezione dei luoghi abbiamo trovato regolarmente chiuso con lucchetto.
Devo premettere che tutte le operazioni di ispezione di questi luoghi sono state fatte in collaborazione, con l'ausilio del personale della Sezione Catturandi della Squadra Mobile della Questura di Palermo e ad operatori del locale Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica.
Quest'ultimi, oltre a eseguire dei rilievi fotografici - come abbiamo fatto noi consulenti tecnici - hanno anche eseguito delle riprese con videocamera dell'area, sia esterna che interna, del sito.
Quindi, questo è il locale, con questo portone a due ante.
Nella parte antistante questo locale, quindi sul piazzale esterno, sulla sinistra volgendo le spalle alla porta di ingresso del locale si può notare una FIAT 126 di colore bianco priva di numerose parti della carrozzeria. Infatti, come si vede chiaramente dalla foto, è priva di sportelli, del cofano, dei cristalli...
PUBBLICO MINISTERO: Qui siamo sempre all'esterno.
CONSULENTE Egidi: Qui siamo sempre all'esterno.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
CONSULENTE Egidi: La 126 è parcata con la parte anteriore verso questo locale con tettoia, che sta sempre all'esterno dell'autocarrozzeria, chiaramente, che è stato adibito dal signor Battaglia a deposito di materiali.
Infatti, se andiamo... qui ci sono ancora dei particolari della 126, che come dicevo è priva del motore, delle targhe, di diverse parti della carrozzeria. Probabilmente è in riparazione, questa macchina.
Se entriamo all'interno di questo locale adibito a magazzino, possiamo notare che in esso ci sono ulteriori parti di carrozzeria. Vedete molto bene lo sportello di un'autovettura...
PUBBLICO MINISTERO: Questo era un locale all'aperto, però, se ho visto bene.
CONSULENTE Egidi: Prego?
PUBBLICO MINISTERO: Se ho visto bene, è un locale all'aperto.
CONSULENTE Egidi: Sì, c'è una tettoia...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
CONSULENTE Egidi: C'è una tettoia. E' coperto da una tettoia in ondulato di Eternit.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
CONSULENTE Egidi: Però, diciamo, è completamente aperto.
All'interno di questo locale, sempre il magazzino esterno, notiamo dei cavalletti in ferro sui quali è poggiato un tavolato in legno con oggetti vari; c'è questo secchio di plastica con altre parti di carrozzeria: mascherine, paraurti, maniglie di autovetture.
I cavalletti forse stanno a testimoniare che all'interno di quel locale probabilmente sono in corso dei lavori di ammodernamento, di ristrutturazione di questo piccolo magazzino.
Infatti, come si vede anche dall'intonaco che c'è tutto intorno, arriva a circa 1 metro e 20 di altezza.
Entrati nel locale, ecco qui c'è l'apertura del portone d'ingresso, notiamo che...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, qui...
CONSULENTE Egidi: Siamo entrati all'interno dell'autocarrozzeria.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che era chiuso con un lucchetto.
CONSULENTE Egidi: Era chiuso con un lucchetto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E il lucchetto è stato forzato, o è stato aperto?
CONSULENTE Egidi: No, no, è stato rimosso dal signor Battaglia. Abbiamo atteso... Siccome era stato già citato dai colleghi della Squadra Mobile di Palermo alle 10 circa, lì sul posto, abbiamo atteso il signor Battaglia che ci ha aperto regolarmente, con le chiavi, il locale e ci ha consentito di entrare.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. E qui siamo in carrozzeria.
CONSULENTE Egidi: E qui entriamo all'interno della carrozzeria.
Come si può vedere il locale si estende su un unico livello. Il pavimento è in cemento armato. La copertura, il tetto, è anch'esso in ondulato di Eternit, sorretto da una travatura in ferro.
Qui è il... possiamo notare il prosieguo del locale, cioè il lato destro rispetto al portone di ingresso, mentre quello prima - torno alla foto precedente - è quello che si vede, diciamo appena entrati sul lato sinistro e al centro, pressappoco, della stanza.
Questo è il lato destro, dove c'è questo compressore azzurro e un'altra seri di oggetti.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, per intenderci, l'ingresso sta dalla parte... è sulla parete dove c'è il compressore, o sulla parete opposta?
CONSULENTE Egidi: E' sulla parete dove c'è il compressore. Infatti, dottor Chelazzi, si intravede dalla foto, alla destra del compressore guardandolo così frontalmente, parte del portone in ferro che è aperto. Vede? Si vede una delle due ante del portone.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
CONSULENTE Egidi: Quindi si accede da lì e questo è il lato destro del locale.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
CONSULENTE Egidi: Poi abbiamo altri particolari. Per esempio questa è la tettoia, come dicevo prima, in Eternit, in ondulato di Eternit con travatura in ferro.
Per comodità d'azione abbiamo suddiviso questa superficie che è abbastanza vasta, perché misura una lunghezza di 22 metri e 60, una larghezza di 5 metri e 60 circa, quindi sono oltre 125 metri quadri, come superficie. Pertanto, per comodità di azione, abbiamo suddiviso l'aera intera in siti in sei siti.
Iniziamo dal sito numero 1.
Ecco, qui si può vedere chiaramente da questa fotografia la suddivisione dei siti. Il sito numero 1 è quello, diciamo, alla sinistra del tramezzo in blocchi di tufo, ed è un locale lungo circa 3 metri e 80, largo 2 metri e 60 circa.
Eccolo qui il sito numero 1; anch'esso adibito a magazzino. Possiamo notare diverse parti di carrozzeria, possiamo notare un cambio di un'autovettura che è posto sul pavimento, due bidoni in ferro che contengono rottami o comunque altre parti metalliche di autovetture.
Questo locale prende luce da quella finestra rettangolare protetta da una grata di ferro.
Accanto al sito numero 1, diviso da questo muro in blocchi di tufo, abbiamo indicato il sito numero 2: eccolo qua.
Il sito numero 2 è stato adibito dal signor Battaglia a forno per la verniciatura di autovetture. La dimostrazione è che all'interno c'è appunto una Volkswagen Golf di colore bianco in riparazione.
PUBBLICO MINISTERO: E questo sarebbe una parte realizzata con una struttura...
CONSULENTE Egidi: Almeno secondo... Io l'ho chiesto al signor Battaglia se questo forno era stato fatto di recente.
Lui mi ha detto sì, che era l'ha fatta ultimamente questa suddivisione fra i due siti, praticamente; questo muro di blocchi di tufo e quel soffitto - dove si vedono le due lampade al neon fatte di pignatte e tabelloni, praticamente - è stato fatto di recente, perché lui ha deciso di collocare appunto in questo sito il forno per verniciare le autovetture.
In fondo al sito numero 2 potete notare, diciamo così, disposti a rastrelliera una serie di prodotti per la verniciatura. Ci sono delle pistole ad aria compressa, ci sono dei barattoli di vernice, barattoli di indurenti, carta abrasiva, giornali che servono per, diciamo, incartare i cristalli, la vetreria insomma delle autovetture.
Proseguendo la descrizione dei siti, ecco, qui abbiamo fatto anche dei particolari dell'autovettura che è in riparazione. Questo è l'abitacolo, questa è la parte posteriore; questa è la parte del bagagliaio, la parte posteriore dell'autovettura, un ulteriore particolare della macchina che in parte è stata già verniciata.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome in queste foto ogni tanto si vede delle zebrature rosse...
CONSULENTE Egidi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Queste sono quelle che avete messo voi in terra per...
CONSULENTE Egidi: Quello, dottor Chelazzi, è il nastro da segnalamento bicolore che noi normalmente usiamo quando facciamo i sopralluoghi di Polizia Scientifica, per delimitare le zone...
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
CONSULENTE Egidi: ... dove per esempio, non so, è esploso un ordigno o comunque non deve accedere stampa, curiosi, eccetera usiamo questo nastro bicolore. L'abbiamo messo per terra per suddividere i siti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
CONSULENTE Egidi: Dal sito numero 2 possiamo passare al sito numero 3, che è questo...
PUBBLICO MINISTERO: Io non mi starei ad attardare tanto, Egidi, perché la Corte ha già cognizione di questa divisione in siti dell'ambiente.
Io avrei solo bisogno che lei andasse proprio con le fotografie, quelle specificamente relative ai siti dai quali provengono i reperti che poi, in un momento successivo, in laboratorio, voi avete assoggettato con determinati esiti alle vostre indagini tecniche. Quindi proprio... invece che fare una descrizione completa...
CONSULENTE Egidi: Sì, ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: ... di ogni rilievo fotografico, specificamente a quelli...
CONSULENTE Egidi: Sì, no, diciamo che le tamponature con cotone idrofilo, il particolato che ho personalmente repertato all'interno di questo locale...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
CONSULENTE Egidi: ... quelle che hanno dato indicazioni positive provengono dai siti numero 5 e numero 6.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
CONSULENTE Egidi: Il sito numero 5 è questo. Cioè, è il sito dove, diciamo, si intersecano le due pareti del locale, dove c'è quello stipetto di colore bianco, che è stato adibito a cassetta del pronto soccorso. Tenga presente che all'interno c'erano delle sostanze pulverulente che abbiamo comunque repertato, sostanze bianche che abbiamo esaminato; poi son risultate essere saccarosio e bicarbonato di sodio.
Comunque, diciamo che i prelievi che hanno dato maggiori tracce di contaminazione da tritolo sono quelli prelevati dietro questo grosso aspirapolvere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora ci arriviamo, Egidi.
CONSULENTE Egidi: Ah, scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Una cortesia.
CONSULENTE Egidi: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome prima ci siamo soffermati un attimo sulla fotografia col compressore...
CONSULENTE Egidi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ecco, allora: l'ingresso è di qua, il locale si sviluppa così.
CONSULENTE Egidi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, riportandoci a quella fotografia lì, questo punto qui dove resta?
CONSULENTE Egidi: Guardi, lo faccio vedere alla Corte, riprendo la fotografia. Riprendo la fotografia e ... forse, non ho una penna qui, comunque guardi: dove sono, si vede la croce sullo stipetto di colore bianco. questa croce qui, vede?
Questo, è lo stipetto del Pronto Soccorso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
CONSULENTE Egidi: Poi c'è questo pensile a muro. Sotto il pensile a muro, c'è questo aspirapolvere.
Quindi è sulla destra, rispetto al portone d'ingresso, all'angolo opposto.
PUBBLICO MINISTERO: E quello è il sito numero...
CONSULENTE Egidi: Quello è il sito numero 5.
Il sito numero 6... così non ritorno più sulla fotografia...
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
CONSULENTE Egidi: ... è tutto quello che va da quel frigorifero. quindi, questo frigorifero qui...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
CONSULENTE Egidi: ... in poi. Comprende un contatore della corrente elettrica.
E, in fondo a destra, nell'angolo, c'è un altro piccolo frigorifero. Questo, è il sito numero 6.
Quindi, in queste due porzioni del locale, abbiamo ottenuto i risultati più consistenti dal punto di vista esplosivistico, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Egidi, specificamente per quell'angolo di locale che dà luogo al sito numero 5, lei diceva che la repertazione è stata fatta... Ecco, ho bisogno che illustri bene questo punto.
CONSULENTE Egidi: Sì. La repertazione è stata... Noi abbiamo ottenuto 19 reperti: dieci reperti sono costituiti da tamponature di cotone idrofilo.
Cinque le abbiamo fatte inumidire con dell'acetone; cinque le abbiamo fatte a secco senza solvente.
Otto reperti, invece, consistono in raschiatura, in prelievi di pulviscolo particolato. Quindi sono costituiti materialmente, proprio, morfologicamente, da terriccio, da materiale pulverulento.
Un reperto, invece, è costituito da un coltello da cucina - reperto numero 19 - che abbiamo rinvenuto dietro il frigorifero in dimensioni minore e presente nel sito numero 6.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è lì nel sito numero 5.
CONSULENTE Egidi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, la repertazione è stata fatta... Siccome abbiamo visto, c'è l'aspirapolvere, va be', c'è l'armadietto, mi pare, l'immagine sacra e quant'altro. E' stata fatta quindi... Ecco.
CONSULENTE Egidi: E' stata fatta dopo la rimozione di questo grosso aspirapolvere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
CONSULENTE Egidi: Che chiaramente siamo andati ad adoprare negli angoli. Dopo la rimozione dell'aspirapolvere, possiamo notare che rimane un grosso spazzolone.
Vede? Questo è un rilievo fotografico, è privo dell'aspirapolvere.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
CONSULENTE Egidi: Cioè, quel grosso spazzolone industriale che serve per, praticamente, per la pulizia del pavimento, privo del manico di legno.
Rimosso questo spazzolone, l'angolo è risultato sgombro di oggetti. E pertanto lì ho iniziato ad adoperare con le metodiche che ho, con i mezzi di apprensione e di fissazione che ho illustrato poc'anzi.
Chiaramente, tutto il materiale che ho impiegato per questo tipo di attività era stato precedentemente testato...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le stavo per chieder questo.
CONSULENTE Egidi: Sì. Il 1 dicembre...
PUBBLICO MINISTERO: Domanda...
CONSULENTE Egidi: In genere però... dato che io lavoro nel laboratorio di residui di esplosione, quindi ho proprio l'obbligo da parte del direttore, comunque di essere sempre pulito, tra virgolette, perché dato che appunto vengo a contatto con prodotti che derivano da esplosioni, devo assolutamente essere completamente decontaminato, diciamo.
Quindi ho l'abitudine, ogni volta che si parte per fare il sopralluogo, di testare personalmente tutto quanto il materiale che verrà poi utilizzato durante il sopralluogo stesso.
Pertanto, tutto il cotone idrofilo è stato testato prima; l'acetone è stato... diciamo, è stato usata una bottiglia vergine. C'è la dimostrazione del servizio fotografico dove, appunto, apro una bottiglia vergine di acetone. Quindi dimostro che la confezione...
PUBBLICO MINISTERO: L'ha desigillata lei.
CONSULENTE Egidi: L'ho desigillata io.
E poi, anche il materiale che ho usato per proteggermi gli abiti, gli indumenti, sono delle tute monouso che usiamo, che sono teflonate, quelle sono state anch'esse esaminate e risultano tutte quante prive di contaminazione da esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, avevo bisogno appunto di sapere quali erano le cautele...
CONSULENTE Egidi: Certo. Anche i contenitori...
PUBBLICO MINISTERO: ... adottate, per non essere voi...
CONSULENTE Egidi: Certo, portatori, certo. Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questa attività, quindi, a quello che capisco, è molto delicata.
CONSULENTE Egidi: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Altrimenti si può mettere a rischio la genuinità di un accertamento.
CONSULENTE Egidi: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei l'ha condotta personalmente...
CONSULENTE Egidi: Certo. Sì, sì. Ma ci ho anche la dimostrazione nell'allegato analitico. Ci sono i due grafici che ho fatto sul materiale che ho messo in valigetta per portare poi a Palermo per la...
PUBBLICO MINISTERO: Egidi, bisogna essere...
CONSULENTE Egidi: ... e non dà nessun... Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... molto concreti.
CONSULENTE Egidi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire: lì, in quel punto dove è stato spostato l'aspirapolvere, a fare questa operazione di raschiatura, adoprare il tampone di cotone idrofilo, ci è andato lei personalmente in condizioni, diciamo, di...
CONSULENTE Egidi: Di assoluta sterilità.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
CONSULENTE Egidi: Sì. Questa, guardi, è la valigetta...
PUBBLICO MINISTERO: Non è che ci è andato già qualcuno lì, a vedere, a mettere il naso, i piedi, le mani...
CONSULENTE Egidi: Assolutamente. No, no...
PUBBLICO MINISTERO: ... le scarpe...
CONSULENTE Egidi: Guardi, durante questa operazione, anche quelli della Squadra Mobile, innanzitutto, anche lo stesso dottor Vadalà, che non ha partecipato al prelievo, era comunque a distanza. Cioè, non stava assolutamente a contatto con me.
Quando si opera, insomma, non è che possiamo darci le gomitate l'uno con l'altro. Ho operato soltanto io; lui l'ho lasciato, il dottor Vadalà, l'ho lasciato per le altre incombenze e ho fatto personalmente tutto quanto io il prelievo.
Questa la vede dottore? E' la valigetta che noi usiamo per il sopralluogo.
Questo è il materiale che è contenuto. Quella, dove c'è scritto "Polizia Scientifica", è la tuta.
Questo è l'abbigliamento che ho usato quel giorno a Palermo per fare questi prelievi.
Come potete vedere, è la tuta che dicevo poc'anzi, i guanti di lattice. Tutto materiale perfettamente sterile e attestato prima degli accertamenti.
PUBBLICO MINISTERO: E' tutto materiale usa e getta?
CONSULENTE Egidi: Questo... Sì, sì. E' tutto materiale monouso.
Qui le posso far veder anche l'apertura della boccia di acetone, del contenitore in alluminio che conteneva l'acetone che è servito per i prelievi.
Come si può notare, tutto fatto nella più alta pulizia, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le volevo sostanzialmente chiedere un'ultima cosa: compiute queste operazioni, ci ha già spiegato il dottor Vadalà che cosa è stato fatto dei vari reperti e campioni ottenuti.
Per quanto riguarda specificamente il locale in cui sono state fatte queste operazioni?
CONSULENTE Egidi: Sì, al termine delle operazioni, il locale è stato richiuso con un lucchetto e sigillato, perché c'era un decreto di sequestro, insomma, dell'immobile.
Pertanto, il personale della Sezione Catturandi della Squadra Mobile di Palermo ha provveduto al sequestro dell'intera area e ha posto i sigilli sul portone a due ante in ferro che abbiamo visto in precedenza.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, sì. Questo, Egidi, non per una semplice cronistoria, perché ho bisogno di sapere da lei se queste operazioni si sono concluse presenti lei e il dottor Vadalà, come consulenti del Pubblico Ministero.
CONSULENTE Egidi: Certo. Sì, sì.
Dopo queste operazioni, diciamo, di sigillatura dei portoni, ci siamo portati negli uffici della Questura, Sezione Catturandi e abbiamo fatto gli atti, il verbale di sequestro...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, tutto qua.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
AVVOCATO Ammannato: Nessuna.
PRESIDENTE: I difensori?
AVV. Cianferoni: Dunque, vorrei sapere dal perito Egidi, solo questo: il sito numero 5 e il sito numero 6, si pongono in che maniera, rispetto alla pendenza del pavimento che ci ha descritto che c'era, il dottor Vadalà? A monte, o a valle?
CONSULENTE Egidi: No, a valle.
AVV. Cianferoni: Cioè, la...
CONSULENTE Egidi: La par... Scusi, avvocato, la parte dove ci sono i due frigoriferi - non so se ha bisogno del supporto fotografico. Se vuole, glielo faccio vedere...
AVV. Cianferoni: Ecco, prendiamo... sì.
CONSULENTE Egidi: Ecco, diciamo, questo è sul... vedete? il sito 5, che non si vede tutto. Il sito 6, si vede perfettamente.
Diciamo che, al centro di questo locale, il pavimento assume quasi una conformazione di schiena d'asino, diciamo così, una gobba. Che poi va a diventare, diciamo, scoscesa, verso le parti dove appunto c'è quel frigorifero, nel caso del sito 5.
E c'è l'aspiratore nel caso del sito...
Nel caso del sito 6, scusi, c'è il frigorifero; nel sito 5, c'è l'aspiratore.
AVV. Cianferoni: Se possiamo vedere quella con l'aspiratore...
CONSULENTE Egidi: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco.
CONSULENTE Egidi: Eccolo qua. Questo è il sito 5 dove c'è l'aspiratore, l'aspirapolvere; e il sito 6 - l'ho fatto vedere in precedenza - dove c'è quel piccolo frigorifero.
AVV. Cianferoni: Questo, però...
CONSULENTE Egidi: Quindi, qui scende verso questi due oggetti.
AVV. Cianferoni: ... è il fondo del magazzino, diciamo.
CONSULENTE Egidi: Sì, il lato destro.
AVV. Cianferoni: Lato destro.
Quindi avremo una pendenza verso l'interno.
CONSULENTE Egidi: No, verso... No, verso l'interno, verso...
PRESIDENTE: Le pareti...
CONSULENTE Egidi: ... le pareti terminali del locale. quindi, verso...
AVV. Cianferoni: Sì, le dico: una delle foto - ricordo con chiarezza - che mostravano l'inclinazione dell'acqua diversa.
Possiamo rivederle? Ora non mi sono appuntato qual era, ma sarà sicuramente intorno a queste che abbiamo visto.
Vi era una pozza...
CONSULENTE Egidi: Questa, guardi, questa qui. Dove si vede questa macchia al centro del sito 5, che va giù, verso il pensile a muro che troviamo sul pavimento.
Vede quel pensile marrone?
AVV. Cianferoni: Sì, sì.
CONSULENTE Egidi: Qui c'è del liquido, probabilmente è acqua, che va giù verso, verso l'aspirapolvere e verso il pensile a muro.
Quindi diciamo che il locale pende verso questa direzione.
Non è una grossa pendenza, non è che l'abbiamo misurata, avvocato, la pendenza del locale. Ci siamo accorti che il locale pende, per esempio, anche dal frigorifero che non sta perfettamente in piano. Cioè, le rotelline del frigorifero, non sono in piano.
Infatti, appena lo toccavi, diciamo, assumeva delle angolazioni a seconda del punto dove uno le toccava.
Però, stabilire con certezza la pendenza in gradi, dico, questo non lo abbiamo fatto.
AVV. Cianferoni: Ecco, una seconda e ultima domanda: lei, come perito chimico, sa dire se è misurabile un tempo di deterioramento del tritolo?
*CONSULENTE Egidi: Allora, guardi, io da quello che so, no? da quello che ho letto in letteratura, ci sono dei testi scritti dal dottor Hinon, che è uno dei più grandi chimici esplosivistici israeliani, ma anche sul Lurbaski, che è un'altra pubblicazione di un chimico polacco, il tempo diciamo di vita, di sopravvivenza del tritolo integro, parlo eh, perché in caso di esplosione da tritolo, è chiaro che i residui hanno una vita molto molto minore, è superiore sicuramente ai 10 anni.
Almeno, secondo questi grandi dell'esplosivista mondiale.
La dimostrazione è che, in effetti, anche su parti esplose. Immaginiamo, non so, per esempio i frammenti di un aereo, o addirittura, non so, quell'attentato di Lockerville, in Irlanda, frammenti dell'aereo che sono stati in mare per parecchi mesi, sono stati poi ripresi in laboratorio e sono stati... e su questi, sono state rilevate tracce di esplosivo.
Quindi, secondo questi due grandi esperti, il tempo è superiore ai 10 anni.
AVV. Cianferoni: Va bene. Non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
Può accomodarsi, grazie.
Facciamo una breve sospensione? Riprendiamo fra 10 minuti.

UDIENZA 7.1.1997

*CONSULENTE Vadalà: Buongiorno. Mi chiamo Gianni Giulio Vadalà.
PRESIDENTE: Bene. Le ricordo che lei viene sentito come consulente tecnico del Pubblico Ministero, sulla base dell'impegno, a dire la verità, che lei ha già prestato in precedenza.
CONSULENTE Vadalà: Lo ricordo.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può procedere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, dottor Vadalà, io le chiedo di illustrare una attività i cui estremi di ordine generale sono già stati rappresentati alla Corte in una delle udienze passate; per lei sarà sufficiente che io richiami l'incarico che le è stato dato in data 26 novembre 1997.
Quindi, l'oggetto di questo incarico, le attività compiute, dove, se e con quali metodiche sono state compiute attività specifiche connesse all'incarico che le è stato dato, quali sono stati i risultati.
Ecco, quindi, visto oltretutto che l'esame suo è collaudato nel corso del dibattimento, non credo che sia necessario da parte mia proporle una serie articolata di quesiti. Io la inviterei ad esporre in maniera lineare tutto l'argomento.
CONSULENTE Vadalà: Sì. Il 26 novembre c'è stato dato un incarico, su sua delega, presso il Servizio Polizia Scientifica, con la specifica richiesta di partecipare, insieme alla Squadra Mobile della Questura di Palermo, a una perquisizione e un eventuale sequestro di materiali in un immobile in Palermo. L'immobile era nei pressi di via dei Mille, in particolare... lo devo leggere perché sennò non lo trovo. In Corso dei Mille 1419.
C'è stato richiesto di effettuare dei rilievi descrittivi e fotografici dell'immobile ed è stato chiesto di eseguire tutte quelle che sono le attività materiali per quanto concerne la fissazione e la captazione di eventuali materiali esplosivi rinvenibili all'interno di questo locale. Sia in forma integra che in forma di tracce. Specificatamente eseguendo attività di carattere ripetibile. Dopodiché...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'incarico lo ha avuto lei assieme al...
CONSULENTE Vadalà: Insieme, in collegiale col perito chimico Egidi, del mio stesso laboratorio.
C'è stato inoltre richiesto di valutare se esistevano analogie con altri casi, che fossero a nostra conoscenza, nei quali fossero identificabili le medesime specie esplosive.
Quindi nella giornata del 1 dicembre... del 2 dicembre del 1997, ci siamo recati in questo locale, che, per la fattispecie, è un'officina di carrozzeria attualmente e di lì abbiamo cominciato ad effettuare le prime operazioni preliminari di sopralluogo.
Di questa parte, diciamo, io... ce la siamo divisa con il collega che è in collegio e, diciamo, io parlerei più che altro della parte...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, infatti sì, le volevo chiedere...
CONSULENTE Vadalà: ... chimico-analitica, così ci equilibriamo la nostra deposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Anch'io mi ripromettevo di chiedere a lei specificamente la parte chimico-analitica, come abbiamo fatto anche negli altri casi.
CONSULENTE Vadalà: Pur avendo operato insieme...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, va bene così. Però prima ho bisogno di qualche elemento in più sotto questo profilo. Quindi lei e Egidi avete fatto accesso a questo luogo il giorno 2 dicembre 1997.
CONSULENTE Vadalà: '97 sì.
PUBBLICO MINISTERO: Unitamente a personale della Polizia di Stato?
CONSULENTE Vadalà: Sì, personale della Squadra Mobile della Sezione Catturandi della Questura di Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
CONSULENTE Vadalà: Che ci hanno, diciamo, fornito il supporto tecnico-logistico e siamo stati coadiuvati, nell'opera di fotografia e di rilievo del posto, del sito, dal locale Gabinetto di Polizia Scientifica di Palermo. Che ci ha fornito un ulteriore supporto, sia per quanto concerneva le fasi di ripresa e di fissazione del luogo, dello stato del luogo.
Il locale si presentava, diciamo, in forma rettangolare, approssimativamente rettangolare.
Si trattava di un rustico costruito con pavimento in cemento. Lo descrivo molto sinteticamente. Questa è la piantina.
E' possibile azionare il video, così...
Ecco, come dovrebbe essere visibile dalla piantina che viene mostrata dal video...
PRESIDENTE: Tinnirello, scusi, come mai non riceviamo? Ora va bene.
CONSULENTE Vadalà: Come è visibile dalla piantina che si vede, si trattava di un locale abbastanza rustico, costruito in mattoni e...
PUBBLICO MINISTERO: Bisognerà mettere a fuoco un attimo, le spiace maresciallo Scelso, perché mi pare a me che sia abbastanza sfocato. Non si capisce nemmeno le diciture.
PRESIDENTE: No, così si abbuia.
CONSULENTE Vadalà: Cerco di descriverlo con la penna, facendo vedere le zone.
Questo locale comprendeva una specie di vano nel quale - che descrivo come sito 2 - l'intero locale ha una forma approssimativamente trapezoidale, con pavimento in cemento grezzo. Nel sito 2 c'era una specie di costruzione - la delimito con la penna - nel quale c'era un forno per carrozziere artigianale.
Per comodità di analisi abbiamo suddiviso il sito in sei porzioni e, per verificare la presenza di prodotti esplosivi, di primo acchito, abbiamo utilizzato un kit per rilevazione specifica di esplosivi. Questo ci è servito per dare un indirizzo al tipo di accertamento che abbiamo eseguito.
Il kit in questione si compone di: una carta assorbente specifica e di una serie di bombolette di reagenti chimici a cui... specifici per ogni classe di esplosivo.
In pratica, abbiamo una bomboletta che dà una colorazione, che, spruzzata sulla carta, dà una colorazione marrone, che serve a identificare i prodotti nitro-aromatici. Abbiamo un'altra bomboletta che serve a dare una colorazione, sempre sul tampone di carta, rosa e ci indica i nitro-alifatici. E poi esiste anche una terza bomboletta che serve per la verifica di sostanze... nitrati inorganici: tipo nitrato di ammonio, o altra componente inorganica dei prodotti pirotecnici.
Questo metodo è stato utilissimo perché ci ha permesso di selezionare le zone dove la contaminazione proveniente dagli esplosivi era maggiormente accentuata.
Tralascio quelle che sono le operazioni materiali relative al prelievo, che saranno trattate dal perito chimico Egidi, e accentro l'attenzione sulle analisi.
Già con queste cartine, con questo sistema rapido, è stata verificata la presenza di tracce di esplosivo della classe dinitro, derivati aromatici, quindi appartenenti alla categoria dei tritoli o dei dinitrotolueni.
In particolare, abbiamo fatto una prima valutazione riguardante l'inclinazione del pavimento e, vedendo che aveva una pendenza verso la zona di fondo nei siti 6 e il sito 5, abbiamo cominciato a vedere per primo quella zona e, come tale, quella zona rimane essere quella che precede tutte le altre se non in ordine numerico.
Intorno al sito 6 abbiamo trovato, facendo i prelievi di materiale, organizzando... I prelievi sono stati fatti in questo modo: è stato prelevato del materiale tout court, raschiando il pavimento, su cui era presente una notevole quantità di materiale pulverulento; sono stati fatti delle tamponature di acetone, cotone imbevuto di acetone per fissare eventuali tracce di esplosivo.
Sono stati fatti dei tamponi per semplice strofinamento a secco, per ulteriore raccoglimento di prodotti pulverulenti su una matrice fibrosa.
Le analisi eseguite su questi campioni ci hanno dato questi risultati.
PUBBLICO MINISTERO: Cominciamo a dire, dottor Vadalà, le tecniche di analisi.
CONSULENTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E dopo si vedranno...
CONSULENTE Vadalà: La richiesta di analisi era di carattere ripetibile. Pertanto, una volta rilevato i campioni, sigillati, sono stati trasportati a Roma, dove sono stati analizzati con l'apparecchiatura EGIS, di cui ho già parlato in altre testimonianze.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
CONSULENTE Vadalà: E posso anche dare ulteriori chiarimenti, se volete.
PUBBLICO MINISTERO: A me...
PRESIDENTE: No, no, può andare avanti.
PUBBLICO MINISTERO: A me non servono, può...
CONSULENTE Vadalà: Benissimo.
Un esame di questi campioni ci ha mostrato...
PUBBLICO MINISTERO: Io ho capito, dottor Vadalà, che, sostanzialmente, sono state realizzate campionature con tre metodi diversi: un prelievo diretto dal terreno di questo materiale pulverulento, dei tamponi a secco, dei tamponi a umido. E' esatto questo?
CONSULENTE Vadalà: Perfettamente.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
CONSULENTE Vadalà: Ecco. Diciamo, prima di fare le analisi, noi abbiamo testato tutto ciò, tutti i piani, tutte le zone di lavoro interessate dalle operazioni. Quindi abbiamo analizzato il piano di sistema di riproduzione fotografico del nostro laboratorio, per la verifica che non fosse contaminato da precedenti lavori e abbiamo riportato il grafico nella relazione tecnica.
Prima di ogni serie di campioni abbiamo eseguito dei bianchi di prova, per verificare che lo strumento non contenesse in sé delle...
PUBBLICO MINISTERO: Non si autocontaminasse.
CONSULENTE Vadalà: Non si autocontaminasse.
Ovviamente non abbiamo proceduto a successiva analisi fino a che la risposta della strumentale non fosse completamente negativa per la ricerca di esplosivi.
Proseguendo nell'analisi dei campioni, abbiamo trovato il reperto 1... Mi devo rifare alla...
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
CONSULENTE Vadalà: ... alla tabella. Che è un prelievo di materiale pulverulento eseguito nel sito 6. Rimetto il grafico.
Il sito 6 è quello che si vede...
PRESIDENTE: Mi scusi, dottore, dovrebbe rovesciarlo, perché è sottosopra. Grazie.
CONSULENTE Vadalà: Allora, il sito 6 è quello che si trova nella zona sulla destra dell'ingresso di questo locale. In fondo, dove era evidente una pendenza del pavimento, - la indico con la penna - abbiamo trovato, nel reperto 1, delle tracce di tritolo, semplicemente aspirando i vapori che provenivano dal terriccio. Il terriccio che avevamo campionato in un barattolo e chiuso, sigillato, e portato in laboratorio.
Successivamente, sempre in questa zona... Purtroppo devo cercare di alternare le due visioni, perché non c'ho un...
Il reperto 2, analogamente, era del particolato raschiato sempre in quella zona. Il riquadro grossomodo poteva essere intorno, dai 3 metri, 3 metri e mezzo per 2 metri, due metri e mezzo. Abbiamo cercato logicamente di evidenziare un'area che fosse poi significativa per la ricerca.
L'esplosivo, in quelle condizioni, non è visibile, per cui la ricerca un po' è alla cieca. Noi abbiamo lo strumento dei display rivelatori, di queste bombolette rivelatrici, che ci permette di valutare, per la presenza di macchie di colore marrone, la presenza di questo esplosivo.
Però, ecco, l'indagine va fatta seguendo una certa mappatura; mappatura che poi deve essere confermata in laboratorio, ovviamente con strumentazioni più sensibili.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Vadalà, un attimo.
Vorrei che fosse chiaro, se io ho capito bene...
CONSULENTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... che questa divisione per siti, dell'ambiente, è una divisione ottenuta dai consulenti, non una divisione in natura. Od ho capito male?
CONSULENTE Vadalà: Sì, sì. E' una divisione che abbiamo scelto noi di fare per facilitare...
PRESIDENTE: Mi pare che fosse chiaro.
CONSULENTE Vadalà: Anche per identificare poi il posto in modo univoco, senza avere una distanza 3 metri da un punto di riferimento che, spesse volte, non è ben chiaro in un locale abbastanza vasto, perché è lungo circa 20 metri e largo circa 6.
Quindi abbiamo avuto del tritolo nel reperto 1. Un altro allarme tritolo nel reperto 2. Allarmi che, posso far vedere nell'analisi, sono evidentissimi e ci danno un'immagine abbastanza chiara del livello di contaminazione presente in quella stanza.
Ecco, tanto per citarne una: vediamo un bianco effettuato sul retrovit, cioè il piano di lavoro dove fotografiamo i reperti.
Ecco, si può notare che, praticamente, abbiamo una linea di base abbastanza pulita e non abbiamo nessun numero sotto l'indicatore di contaminazione degli esplosivi. Quindi abbiamo un bianco pulitissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Sia più esplicito perché il chimico è lei, non noi.
CONSULENTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Indicatore di contaminazione...
CONSULENTE Vadalà: Ecco, l'indicazione di contaminazione ci viene data con una lettera "clear". Dove abbiamo un "clear" vuol dire che... e seguito da tutti zeri, vuol dire che non è presente, non sono presenti tracce di esplosivo e le sostanze eventualmente presenti sono al di sotto, di gran lunga al di sotto, del limite di sensibilità dello strumento.
Quindi noi ci siamo preoccupati e premurati, prima di poter fotografare, di pulire con dei solventi specifici il piano di lavoro, proprio per evitare forme di "cross contamination", contaminazione incrociata dovuta da altre...
PRESIDENTE: Certo, certo.
CONSULENTE Vadalà: Questa è una procedura che solitamente eseguiamo quando si tratta di residui.
Questo è il reperto 1. Come si può vedere abbiamo...
PUBBLICO MINISTERO: Che proviene da quale sito?
CONSULENTE Vadalà: Dal sito numero 6.
PUBBLICO MINISTERO: Numero 6. E costituito?
CONSULENTE Vadalà: Costituito da terriccio. Da materiale raschiato sul pavimento. Era presente una notevole forma di materiale, di aggregato pulverulento.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
CONSULENTE Vadalà: Ecco, qui abbiamo un allarme per tritolo evidentissimo. E' questo picco che vediamo in questa posizione. Non abbiamo presenti altre sostanze. Tant'è vero che gli altri sei canali, ciascuno predisposto per ogni esplosivo, li cito sotto la voce nitroglicerina, nel primo zero: è il canale per l'etilenglicodinitrato, un esplosivo.
Il secondo numero di sotto, che è anch'esso rappresentato da uno zero, è la nitroglicerina.
Il terzo, sopra il valore misurato del tritolo, è dinitrotoluene; il quarto, in questo caso, è tritolo. Il quinto, che è...
PUBBLICO MINISTERO: Tritolo, ormai che lo sta dicendo nel microfono, valore numerico?
CONSULENTE Vadalà: Beh, ha un valore di circa 3232. Non siamo in grado di valutare quantitativamente l'aspetto della contaminazione perché di per sé, il processo di ricerca della contaminazione, è soggetto a molte variabili: a quanto uno aspira, o alla temperatura ambiente della stanza. Ci basti sapere che, quando una macchina dà un allarme e lo dà e lo scrive praticamente in questa zona, vuol dire che è presente una sostanza esplosiva e, leggendo i numeri che si vedono, le barre che si vedono qua sopra, io la classifico come una zona di alta contaminazione.
Quando abbiamo una contaminazione per semplice sfregamento di materiale esplosivo su una giacca, al massimo abbiamo due o tre barre di lettura.
In questo caso il picco è andato alle stelle praticamente.
Lo stesso discorso vale per il reperto 2. Anche qui, semplicemente, aspirando ciò che esce, il polverino sbattuto dalla scatola, dal barattolino, c'ha dato praticamente un picco di tritolo paragonabile a dieci barre, con un numero di 1096, di 1096, che rappresenta una contaminazione abbastanza elevata.
Ogni analisi è stata preceduta da un bianco, di cui alcuni li abbiamo riportati per far vedere lo stato di funzionalità dello strumento.
Ecco, questo, come si può vedere anche dai numeri che sono nella parte in alto, sono questi numeri che stanno qua in alto, sono tutti numeri successivi, c'è anche l'orario in cui sono stati fatti. Per cui si vede che, successivamente all'analisi precedente, il bianco successivo risulta completamente pulito.
PUBBLICO MINISTERO: Con la numerazione della data in cui...
CONSULENTE Vadalà: In cui è stata eseguita.
PUBBLICO MINISTERO: Il mese precede il giorno.
CONSULENTE Vadalà: Sì. Sì, infatti, questo è secondo la numerazione inglese.
PUBBLICO MINISTERO: Per essere sicuri, ecco, che è un lavoro fatto il 4 di dicembre e non il 12 di aprile, ecco.
CONSULENTE Vadalà: Il 4 dicembre, quindi pochissimi giorni dopo il campionamento.
Il reperto 3 - devo sempre leggere dove si trova, vediamo anche un po' il verbale di sopralluogo - è un prelievo di particolato, anch'esso prelevato nel sito numero 6. E anche questo ci ha dato una allarme da tritolo, con livello di 11, lo si vede benissimo qui. E non sono presenti altre sostanze esplosive. Quindi, in quella porzione di pavimento, c'erano solo ed esclusivamente tracce di tritolo e non di altri prodotti esplosivi. Come potrebbe avvenire, per esempio, in un deposito di esplosivi dove vengono accantonati nello stesso locale più qualità di sostanze esplodenti.
Poi abbiamo un altro bianco: le tralascio queste perché...
Nel reperto 5, il reperto 5 è stato prelevato... E' un tampone di cotone a secco, nella zona al centro di questo sito numero 6. Quindi abbiamo mappato un po' tutta la zona. E sui bordi.
Quindi abbiamo preso dell'ovatta, l'abbiamo strofinata per terra e questa, senza levarla dal contenitore di plastica, l'abbiamo leggermente aspirata. Quindi, quelle piccole particelle e vapori che si sono sollevati dalla massa fibrosa, sono penetrati nel campionatore, che poi ne è stata permessa l'analisi attraverso lo strumento.
Il reperto numero 6... numero 5, ci mostra questo andamento di grafico. Anche qui abbiamo avuto un allarme, un pochino più basso, e quindi questo mi dice che il pavimento al centro del sito era meno contaminato dei bordi che erano inclinati. Per cui la contaminazione, col tempo, si è andata a spostare dal centro del pavimento fino sui bordi.
In teoria, se potessimo, se avessimo potuto fotografare la zona immediatamente dopo la deposizione del materiale esplosivo, si sarebbe potuto trovare l'epicentro, cioè il punto di massima contaminazione, nel quale, praticamente, si sarebbe potuto ipotizzare il punto di lavorazione di questo materiale, o il punto di trattamento di questo materiale, o anche, addirittura, di deposito.
Il reperto 6 proviene sempre dal sito numero 5... dal sito numero 6, ed è un tampone di cotone con acetone, nella zona di centro e sui bordi. Cioè, nella medesima zona, ripetuta l'analisi con un tampone ad acetone, ha dato i medesimi risultati. Con un buon allarme e anche questo ha avuto un forte allarme per tritolo e zero di concentrazione o di contaminazione per altre sostanze.
Seguendo la medesima metodica, abbiamo proseguito nel cercare... Ovviamente, quando abbiamo fatto la ricerca, non sapevamo dove stava il tritolo, avevamo una vaga indicazione dalle cartine, ma non è che sapevamo precisamente dove fosse il punto più o meno - virgolette - sporco.
Siamo andati a passare a un altro sito, che sarebbe il 5.
Allora, il reperto numero 7, erano due barattoli in vetro, con tappo a vite, che contenevano una sostanza di colore bianco e che si erano allocati nella cassetta di pronto soccorso. Trattandosi di sostanze bianche non identificate, le abbiamo analizzate e abbiamo scoperto che era zucchero - quindi volgare saccarosio - e bicarbonato. Quindi erano estranei al campo esplosivistico, per cui, però, per scrupolo, abbiamo dovuto analizzare.
Nel numero 8 abbiamo: trattasi di una raschiatura eseguita nel sito numero 5.
PUBBLICO MINISTERO: Mi toglie una curiosità, dottor Vadalà?
CONSULENTE Vadalà: Mmh?
PUBBLICO MINISTERO: Mi toglie una curiosità?
CONSULENTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma macroscopicamente, non si poteva già stabilire che quello, anziché esplosivo, era zucchero? E quello, anziché esplosivo, era bicarbonato? E' una curiosità, non è...
CONSULENTE Vadalà: Sì sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... retorica la domanda, ovviamente.
CONSULENTE Vadalà: Noi abbiamo prelevato questa polvere bianca, perché l'aspetto morfologico potrebbe essere simile a quello di una pentrite, per esempio. Però, non sono solito andare ad assaggiare i prodotti con la lingua. Qualche chimico lo fa. Ma normalmente io mi fido più di una risposta strumentale. Anche perché il cianuro di potassio ha la stessa consistenza dello zucchero.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh.
CONSULENTE Vadalà: E quindi, diciamo, un esame organolettico del materiale...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho capito che macroscopicamente non si poteva escludere...
CONSULENTE Vadalà: Visionare in quel momento.
PUBBLICO MINISTERO: Escludere che si trattasse...
CONSULENTE Vadalà: Di esplosivo. Per cui, io l'ho prelevato e l'ho analizzato. Accortomi che è materiale comunissimo, zucchero e bicarbonato, l'ho citato. Ma...
PUBBLICO MINISTERO: E' ovvio.
CONSULENTE Vadalà: Più di quello non...
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
CONSULENTE Vadalà: Il reperto numero 8, invece, si trovava nel sito numero 5 che era posto accanto al sito numero 6. Anch'esso era in una zona di pendenza e si trovava, questo sito, questo punto particolare nel quale abbiamo prelevato il reperto numero 8, dietro un'aspirapolvere di questi per uso industriale.
Il reperto numero 8 ci ha mostrato una contaminazione fortissima, quasi che avessimo raccolto della polvere di tritolo.
E il grafico relativo ci dà delle indicazioni quasi da fuori scala.
Ecco, queste sono caratteristiche, perché abbiamo un valore addirittura di 37 mila, contro le mille e 5, con un numero di barre intorno a 20.
Ecco, questo campione, che era peraltro quello che ci aveva dato la risposta più netta alle cartine con gli spray, praticamente è polvere di cemento miscelata con polvere di tritolo.
Debbo fare una precisazione: che questo tipo di campione è da considerarsi omogeneo, preso in ogni sua parte, mediamente contiene un'altissima percentuale di tritolo. Come se della polvere fosse stata scopata fino allo zoccoletto, al battiscopa di una stanza. E lì era presente una fortissima contaminazione.
Nel reperto numero 8, trattandosi di un campione fortemente concentrato, è stato possibile prelevare una piccola aliquota ed è stato possibile anche analizzarlo con un'altra tecnica di laboratorio, trattandosi di un materiale assimilabile a un integro. Quindi, l'analisi che si fa su questo campione ha un carattere di ripetibilità. E, pertanto, la presenza di tritolo è stata confermata anche da un'altra analisi: l'analisi fatta con l'EGIS, che è uno strumento tipicamente da labo... Scusi, col TEA: gascromatografo con rilevatore a chemiluminescenza.
Però, è una macchina di laboratorio. Quindi è stata presa una punta di spatola, una decina di milligrammi del prodotto, valutando che la totalità del prodotto sono diversi grammi, quindi una piccolissima frazione è stata sciolta in diclorometano, ed analizzata.
I risultati sono stati che anche quest'analisi ha dato fuori scala. Si può vedere questo grafico dove, è un po' tenue, però si può... Ve lo illustro chiaramente.
Nel grafico che vediamo, superiore...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, dottor Vadalà.
CONSULENTE Vadalà: Sì?
PUBBLICO MINISTERO: Di tutti gli allegati di codesta relazione, quello che sta esaminando che numero è? Penso sarà numerato.
CONSULENTE Vadalà: Eh, è l'unico grafico che non abbiamo numerato in quanto è singolo. E' l'analisi gascromatografica, con rilevazione...
PUBBLICO MINISTERO: A chemiluminescenza.
CONSULENTE Vadalà: A chemiluminescenza, fatta con il TEA: Termal Energy Analizer. Che è uno strumento di laboratorio.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
CONSULENTE Vadalà: Comunque, è segnato sul pannello del grafico, tutte le indicazioni riferite al campione. Quindi, c'è il reperto 8 confrontato con lo standard.
Ecco, nello spettro superiore, nel grafico superiore, si vede un tipico standard di esplosivi in genere tra i più noti.
Il primo è il dilenglicoldinitrato.
Il secondo è la nitroglicerina.
Il terzo e il quarto sono due isomeri del dinitrotoluene.
Il quinto, che si vede molto sottile, come standard, è il tritolo.
Il grafico inferiore, invece, mostra soltanto la presenza di tritolo, che copre di gran lunga, come massa, e quindi come concentrazione, il grafico dello standard - ma di parecchio, proprio.
E altri due picchi, probabilmente di sostanze nitroderivate, che non sono però state classificate come sostanze esplodenti, ma come sostanze accomunate a questi prodotti.
Proseguendo nella disamina degli accertamenti analitici fatti, abbiamo proseguito ad analizzare gli altri settori.
Quindi, abbiamo analizzato la raschiatura, il reperto numero 9: raschiatura del fondo della parete del bidone dell'aspirapolvere. Che ci ha dato - reperto 9 - questo qui ci ha dato delle tracce, e le ho segnate nella tabella, in quanto il livello di sostanza presente non era in grado di dare un allarme.
Quindi, praticamente, in quella zona, vicino al muro era fortemente contaminato, e, nel centro della zona, c'era una minore contaminazione. Nove.
Successivamente, nel corso dell'analisi, abbiamo riverificato la calibrazione dello strumento, per capire se effettivamente quello che stavamo analizzando era realmente letto dalla macchina. Allora abbiamo fatto l'analisi di uno standard prodotto dalla ditta. E questo, diciamo, è la situazione con le sei, i sei esplosivi.
Come si può vedere, abbiamo dei livelli di allarme praticamente uguali; quindi, qua ci dice la bontà della taratura.
E sono presenti i sei picchi degli esplosivi principali: del dilenglicodinitrato, la nitroglicerina.
La pentrite, il T-4, il dinitrotoluene ed il tritolo.
E, come si vede, la conferma è che il picco è nettissimo, e viene rivelato chiaramente dallo strumento.
Il reperto 10. Lei deve perdonarmi, ma devo sempre riguardarmi il punto in cui è stato preso.
E' sempre un tampone di cotone idrofilo a secco, eseguito nel sito 5. Ecco, qui abbiamo una situazione dove non abbiamo trovato nulla, sempre nella stessa zona. A indicazione che la contaminazione non è visibile a occhio nudo, in quella zona non c'era nulla.
E il risultato del grafico ci dà un grafico negativo, dove l'allarme è un clear "0", e in tutti i canali non viene rilevata traccia di esplosivo.
Il reperto 11 mostra - il reperto 11 è stato prelevato nel sito sempre numero 5 - mostra invece, è un tampone a secco, mi sembra, e mostra un allarme per tritolo. Più basso. E quindi ci fa vedere come la distribuzione della contaminazione non sia continua, ma sia discontinua in funzione delle asperità del pavimento.
Ci sono zone, per esempio, in cui vengono eseguite operazioni - nel caso di una officina - di soffiatura o di verniciatura, o addirittura di manipolazione, di pulizia del terreno. Per cui, là, le tracce vengono asportate, e quindi si ritrovano trasferite in un'altra zona.
PUBBLICO MINISTERO: C'è uno spostamento meccanico.
CONSULENTE Vadalà: Sì, un semplice spostamento meccanico, si tratta di polvere.
Il reperto 12, anch'esso, è un bianco. Cioè è un campione dove non viene rilevata contaminazione.
12: tampone di cotone idrofilo a secco, eseguito sulla mensola a muro con immagini sacre, nel sito numero 3.
C'era un altarino con delle immagini sacre, e lì per scrupolo abbiamo fatto un tampone a secco. E, anche lì, negativo.
Poi abbiamo saputo che questo tampone era successivo, era recente, questo tipo di installazione...
PRESIDENTE: Ah, l'altarino.
CONSULENTE Vadalà: E' stato messo dopo. Per cui, ovviamente, era pulito. Eccolo qua, questo è... Chiaramente, c'è "0" su tutti e sei i canali.
Poi abbiamo il reperto 13, che si trova... E' un tampone a secco fatto nella zona del sito numero 3, al centro e ai bordi. E' una zona di centrale rispetto alla planimetria del locale. Ed in questo c'è, è sempre un campione abbastanza pulito, ma c'è una lieve traccia di tritolo.
Infatti, il grafico mi dà un'indicazione, con questo piccolo picco, di circa 60. Lo strumento ce lo dà come pulito, perché ovviamente sta sotto la soglia di allarme; però il numero che ci indica sotto ci dice che c'è un accenno alla presenza di tritolo.
Non sono presenti altre sostanze.
Il 14, che è sempre fatto nel sito numero 3, quindi quasi al centro, mostra una particolarità: abbiamo trovato tracce di pentrite, un allarme di pentrite.
Quindi, praticamente, nel sito numero 14: tampone di cotone idrofilo imbevuto di acetone, eseguito sul pavimento nel sito numero 3. Fatto ovviamente in un'altra zona, rispetto a quelli fatti in precedenza. Ci dà un allarme per pentrite.
Per inciso, le mie scarpe, una volta ritornato in laboratorio mi sono analizzato le scarpe. E m'ero trovato una contaminazione da tritolo e da pentrite.
Ora, mentre il tritolo l'avevo visto bene con le cartine, per cui ero sicuro che c'era, perché m'aveva dato l'allarme.
La pentrite non mi risultava. Poi, dopo, lo strumento mi ha confermato che io avevo calpestato un posto dove c'era stata della pentrite. Tra l'altro, era vicino al muro, e quindi praticamente, io non c'ero, dove l'avevo preso, non c'ero passato fisicamente con i piedi.
Il reperto 15, anch'esso mostra - dovrebbe essere stato preso, prelevato presso... nel sito numero 2. E' un tampone di cotone con acetone, fatto sia sul centro che sui bordi.
Non avendo avuto indicazioni con le cartine, lì praticamente abbiamo fatto un campione unico, diciamo, rappresentativo di tutta l'area.
E qui praticamente abbiamo... non abbiamo praticamente nessuna traccia di esplosivo che sia significativa.
Poi, abbiamo un bianco.
Poi, il reperto 16 mostra lievissime tracce di dinitrotoluene, ma è da considerarsi pulito questo campione. Presumibilmente, il dinitrotoluene potrebbe provenire da una degradazione nel tempo del tritolo, di tracce, microtracce di tritolo presenti in quell'ambiente.
Ma devo considerare questa zona abbastanza pulita, non ho trovato tracce di contaminazione.
Il reperto 17: siamo nella zona in fondo, vicino a questa costruzione di questo forno, che è successiva, è recente rispetto all'impianto originario del locale. Anche qui abbiamo piccole tracce di tritolo e tracce di dinitrotoluene. Probabilmente la presenza del forno potrebbe avere, per qualche verso, fornito un elemento di degrado al tritolo stesso.
Il reperto 18 è praticamente pulitissimo. L'inclinazione... Devo anche dire che in quella zona sono stati fatti lavori in muratura, per cui ovviamente un'eventuale presenza di tracce, seppur basse, possono essere state anche coperte dalla realizzazione infrastrutturale che è stata eseguita all'interno.
Ecco, questo è il quadro analitico. Il giudizio che ne do, di questo tipo di analisi, è che in quel locale era presente una forte contaminazione da tritolo. Presumibilmente in polvere; perché non ho trovato tracce come granelli, o particellato di dimensione cristallina molto grande. Era presente molte... Anche nella risposta con le cartine, si vedevano solo delle macchiette di colorazione, e non degli aloni come si possono trovare quando ci sono dei cristalli piuttosto rilevanti.
E' una polvere molto fina, che era, diciamo, in certi siti - nel sito 6, nel sito 5 - comminuta con la polvere presente sul pavimento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo chiederle ancora qualche cosa, dottor Vadalà.
Ci spiegava, un attimo fa, che in questo ambiente sono state realizzate delle strutture tipo forno e con relative opere murarie. Ora, la loro entità ci interessa fino a un certo punto. Mi pare che avesse detto che, quando voi siete intervenuti, in questo ambiente era in atto una attività di carrozzeria o qualcosa di simile.
CONSULENTE Vadalà: Sì, un'attività di carrozzeria.
PUBBLICO MINISTERO: Io ho bisogno di sapere se quest'attività di carrozzeria, unitamente alle opere murarie e tutte le altre attività connesse, sia all'edificazione di opere murarie, sia alla gestione di un'attività di carrozzeria, se possono essere in qualche modo in rapporto di interferenza con lo stato dei luoghi in atto da un "X" tempo.
CONSULENTE Vadalà: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Da un "X" numero di giorni. E, se sono in rapporto di interferenza, se possono essere in particolare rapporto di interferenza con un tipo di indagine come quella che lei è andato a fare insieme a Egidi.
CONSULENTE Vadalà: Rispondo subito alla sua domanda. La parte di opera muraria, per quanto integrale o parziale, in questo caso interessa esclusivamente un sesto, grossomodo, della superficie del locale. Non ha, tranne problemi di copertura meccanica letteralmente, cioè ricoprire il pavimento di uno strato di malta o di cemento, quindi occlude fisicamente l'opera di prelievo. Cioè, impedisce fisicamente l'opera di prelievo.
L'attività invece relativa all'analisi, alla presenza di prodotti utilizzati in normale carrozzeria, pertanto vernici, che in taluni casi abbiamo avuto modo di osservare dai barattoli estratti dai vari armadietti o sui vari scaffali, erano, diciamo, vernici a base acrilica. Quindi, una base estranea a quella degli esplosivi.
C'era anche qualche vernice a base di nitrocellulosa; ma la nitrocellulosa, essendo un polimero, ha una catena molto lunga. Per cui non ha le caratteristiche per poter essere analizzato dall'EGIS. E né da altre apparecchiature di laboratorio che noi utilizziamo.
In ogni caso, quando facciamo la ricerca di una nitrocellulosa, che per esempio è presente in una gelatina, l'unico modo che abbiamo per discriminarla dagli altri prodotti esplosivi è farne un infrarosso. Perché, altrimenti, è letteralmente invisibile.
E' un po' il nostro cruccio, perché la nitrocellulosa entra in molte formulazioni, e dobbiamo trattarla a parte perché con le tecniche normali non si vede. Essendo un polimero abbastanza lungo, e quindi non ha le caratteristiche per poter entrare a interagire con gli elementi strutturali dell'analizzatore. Quindi, non entra nell'analizzatore la nitrocellulosa. Perlomeno in quello che abbiamo noi.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi?
CONSULENTE Vadalà: Quindi, non ci sono interferenze da parte dei prodotti vernicianti ivi presenti all'interno di quel locale.
Lo abbiamo anche provato, perché ci siamo presi la stessa polvere che abbiamo raccolto: conteneva anche dei pigmenti colorati, in quanto erano staccati dalla... erano caduti dalla parete. Ma non ci hanno dato nessuna forma di interferenza.
Soltanto prodotti solidi e condensati.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, siccome lei è un consulente, e quindi è abilitato in via principale a esprimere pareri, oltre a raccontare quello che ha fatto, allora le pongo questa domanda.
Il fatto che vi siano dei campioni, o reperti che dir si voglia, che hanno dato risposta negativa, è in qualche modo la riprova del fatto che l'attività di carrozzeria con l'impiego di quei certi materiali da consumo è proprio in rapporto di indifferenza rispetto al...
CONSULENTE Vadalà: Accertamento.
PUBBLICO MINISTERO: Al tipo di indagine, con le relative metodiche che avete applicato?
CONSULENTE Vadalà: Certo. Non mi sarei aspettato di trovare una distribuzione uniforme della sostanza esplosiva sul pavimento, in un'area dove ci si lavora. Che si utilizza area compressa, si utilizza la scopa per pulire per terra eventuali tracce di sporcizia. E, quindi, la contaminazione non ha una distribuzione ubiquitaria.
Ce l'avrà solo nelle zone dove, ovviamente, per motivi di presenza fisica, c'è un accumulo. E, quindi, era giustificato nella zona di inclinazione del pavimento.
PUBBLICO MINISTERO: Forse volevo dire una cosa diversa.
CONSULENTE Vadalà: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Forse non mi sono spiegato. Io, ascoltando la sua esposizione, sul punto se vi poteva essere interferenza, mi ero posto questo quesito. Che le avevo quindi trasferito, tale e quale.
Il quesito è se il fatto di aver avuto dei reperti con risposta negativa da parte dell'EGIS, e quindi le sue capacità di analisi, non sia proprio la dimostrazione che interferenza non c'è.
Altrimenti, se il risultato fosse, per così dire, viziato all'origine da un rischio di contaminazione, o di interferenza, per dirla più correttamente, questo rischio di interferenza se si fosse concretizzato in qualcosa, avrebbe generalizzato un determinato...
CONSULENTE Vadalà: Una presenza continua proprio, di sostanze interferenti, o di falsi allarmi, evidenziati in un modo o nell'altro dalle due tecniche esperitive di analisi.
Ma la vernice, diciamo, questa, con questo tipo di apparecchiatura, non viene assolutamente vista: anzi, non può essere vista proprio per la sua caratteristica di essere un film solido.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh, mmh.
CONSULENTE Vadalà: Ecco, la vernice è un polimero che praticamente trattiene nel suo interno delle molecole di pigmento colorato. Quando passa un certo tempo, il solvente evapora e fa un film reticolato, come un tessuto, diciamo, con caratteristiche fisiche e meccaniche adeguate a ricoprire una superficie.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Vadalà, questo strumento con il quale tutti abbiamo in qualche modo familiarizzato, anche io, anche se non l'ho mai visto, questo EGIS: lei è in grado di dare una risposta documentata alla domanda se si tratti di un apparato che oggi - siamo già agli inizi del '98, lei l'ultima volta l'ha impiegato nel dicembre del '97 - è da considerare ancora uno strumento di piena affidabilità? O, per come ce ne fu parlato agli inizi di questo processo, addirittura all'avanguardia negli strumenti di ricerca dell'esplosivo e di determinazione della qualità?
CONSULENTE Vadalà: Certo. Illustro, giusto per farlo vedere, c'ho un'immagine fotografica. Eccolo qua, questo è l'EGIS. Sono immagini che avete già visto nelle precedenti esperienze.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
CONSULENTE Vadalà: Sono stato di recente, ai primi di dicembre, a Washington, a una conferenza sulla lotta contro il terrorismo del Gruppo P-8. Sarebbe il Gruppo Polizia del G-8.
PUBBLICO MINISTERO: Mi raccomando, non ci racconti segreti di stato, eh?
CONSULENTE Vadalà: No, assolutamente. Sono, diciamo, la lotta che effettuano le Polizie contro le attività terroristiche, sia di carattere criminale, che di carattere politico.
In questo, nel corso di questa conferenza - che è stato il primo approccio che abbiamo avuto con altri paesi, che hanno problemi comuni ai nostri in questo ambito - abbiamo potuto notare che c'è una certa somiglianza nei metodi e nelle strumentazioni che vengono adoperate per la ricerca degli esplosivi.
Ecco, questo è un punto di contatto che noi abbiamo con i tedeschi, che abbiamo con i giapponesi, che abbiamo con il Regno Unito e che abbiamo, in taluni casi, anche con gli americani, perché anche loro adoperano questa stessa apparecchiatura, con le stesse modalità con le quali l'adoperiamo noi.
In particolare, i tedeschi hanno condotto, per motivi di sicurezza del volo, dei test per la ricerca di tracce di contaminazione di esplosivi sui bagagli. Ne hanno fatto uno nel 1993, e nel 1993 questa macchina è quella che ha avuto i migliori risultati con la minore interferenza da falsi allarmi.
E' stato ripetuto, questo stesso test, nel novembre del '97, cioè quindi l'anno scorso, gli ultimi mesi dell'anno scorso. E, nonostante fosse presente in lizza un modello di questa macchina più compatto, insieme ad altre apparecchiature, questa macchina è stata di nuovo la prima e quella che ha dato i migliori risultati, analoghi risultati alla volta, al precedente test.
Quindi, dobbiamo concludere che, purtroppo, ha un costo e un ingombro abbastanza rilevanti, però è quella che ci dà la maggior affidabilità di analisi.
Non è escluso che nel futuro, diciamo, il modello più piccolo venga perfezionato fino ad arrivare alle stesse prestazioni di questo più grande. Però, per il momento, è quanto di meglio c'è sul mercato per poter eseguire questo tipo di accertamenti tecnici.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Vadalà, lei premetteva che nell'ultima parte dell'incarico che lei ha avuto dal Pubblico Ministero, era relativo a una lettura a carattere comparativo, o comunque di raffronto, eh?, tra i risultati dell'accertamento che andava a fare - quali che fossero - e i risultati di altri accertamenti già svolti.
Ora, io non vorrei ricordar male, mi pare che l'incarico che le è stato dato il 26 di novembre guardasse specificamente agli accertamenti fatti precedentemente nel corso di questa vicenda giudiziaria. Non mi sembra di aver dato un incarico che guardava omnidirezionalmente. Comunque, non ha importanza.
Sotto questo profilo, ci sa dir qualcosa?
CONSULENTE Vadalà: Sì. Materiali rinvenuti, che possano portare a questa traccia di contaminazione, sono stati sequestrati, per esempio, a Capena. E sono i due pacchi di tritolo da circa 60 chili l'uno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
CONSULENTE Vadalà: Quelli che una volta ho portato anche in aula.
PUBBLICO MINISTERO: Io le volevo fare una domanda su questo punto qui. Ma, intanto, proceda lei, poi la domanda gliela faccio dopo.
CONSULENTE Vadalà: Sì. Poi, analogamente, un tritolo della stessa consistenza, o della stessa qualità, potrebbe provenire dai pacchi, dagli 8 pacchi di tritolo sequestrati sulla via Braccianese.
PUBBLICO MINISTERO: Come mai, come è in grado di fare quest'affermazione, dottor Vadalà? Perché lei mi sembra ci abbia spiegato, anche, che il tritolo è sempre tritolo: la molecola, sempre quella è.
CONSULENTE Vadalà: Ecco. Sì, noi abbiamo trovato all'interno di questi materiali - lo ricordo abbastanza chiaramente - tracce di ferro, tracce di silicio, tracce di calcio. Che, solitamente, nel tritolo non ci sono.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè lei l'ha...
CONSULENTE Vadalà: Analizzando il tritolo in polvere in questi materiali.
PUBBLICO MINISTERO: Di queste pre...
CONSULENTE Vadalà: Mi riferisco al sequestro di Capena.
PUBBLICO MINISTERO: Oh!
CONSULENTE Vadalà: E al sequestro della via Braccianese.
PUBBLICO MINISTERO: E' andato su quello che le volevo chiedere io.
CONSULENTE Vadalà: Sì, infatti. Eh, c'erano tracce di silicio, calcio, che normalmente non hanno nulla a che fare con il tritolo.
Il ferro è ipotizzabile che possa provenire dall'involucro metallico di un ordigno dal quale questo materiale, essendo materiale di... scaglie di vetro...
PUBBLICO MINISTERO: Lei l'ha già spiegato alla Corte, a suo tempo, questo punto.
CONSULENTE Vadalà: Sì. Però non mi riusciva spiegare il silicio, non mi riusciva spiegare il calcio, che solitamente sono materiali edili. E, quindi, non hanno nessuna contiguità con queste sostanze.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E allora?
CONSULENTE Vadalà: E allora si rafforza quanto dissi in aula qualche tempo fa, quando lei mi chiese con quali modalità si poteva pensare di aver ridotto questo tritolo in forma così fine. Cioè con un attrezzo di questi di macinatura della calce da muratori, una molazza in pratica. E che può lasciare tracce di ferro, tracce di calcio e tracce di silicio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
CONSULENTE Vadalà: Dovuti ai cementi.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo ultimo accertamento che ha fatto, in questo ambiente di Corso dei Mille, 1419, a Palermo, ha portato a delle constatazioni, a delle valutazioni che dal punto di vista proprio obiettivo ci riportano direttamente a quei dati in qualche modo anomali del tritolo di Capena, del tritolo di...?
CONSULENTE Vadalà: Ecco, la...
PUBBLICO MINISTERO: Sennò non riesco a capire.
CONSULENTE Vadalà: Sì. La macinatura profondamente fine.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma lei lì non ha, in Corso dei Mille non è che ha trovato una molazza.
CONSULENTE Vadalà: No no, certo. Non l'ho vista la molazza dentro, perché c'era solo l'attività di carrozzeria.
PUBBLICO MINISTERO: Né mi pare che il quesito avesse nulla a che fare con le eventuali...
CONSULENTE Vadalà: No no, questa è solo una considerazione che ho fatto all'epoca.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
CONSULENTE Vadalà: E che riconfermo adesso, avendo rivisto i campioni. Il fatto di avere effettuato la macinazione così fina, ha portato sicuramente a una enorme contaminazione del locale.
Per dare un'idea, basta entrare dentro un mulino dove si macina la farina, e vedere in che condizioni è il mugnaio e il locale stesso: il paragone è perfettamente calzante.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, eccoci. Cioè, se capisco bene allora, sono le caratteristiche generali della contaminazione di quest'ambiente che lei collega - attraverso un ragionamento che non sto a ripetere, perché il ragionamento è suo, non è...
CONSULENTE Vadalà: Certo, è un mio giudizio.
PUBBLICO MINISTERO: Che lei collega ad una...
CONSULENTE Vadalà: Ad un'operazione effettuata in periodi precedenti.
PUBBLICO MINISTERO: E sulla quale lei si era espresso in una certa forma ipotetica. Comunque...
CONSULENTE Vadalà: E dissi anche che il locale, nel quale si sarebbe dovuto cercare il materiale, sarebbe stato sicuramente, follemente contaminato dal tritolo; proprio perché l'operazione stessa provoca, diciamo, la dispersione di questo pulviscolo dappertutto.
Per quanto uno lo possa lavare con delle sostanze acquose, il tritolo non si scioglie nell'acqua, per cui magari si accumula ai bordi, se uno lava tutto con una pompa, però non si scioglie.
E talvolta, visto il terreno, se il terreno è cemento grezzo rimane infilato nella porosità del cemento e difficilmente se ne va via.
Secondo me questo locale, a meno che di una ristrutturazione proprio radicale e globale, se viene lasciato nelle condizioni in cui sta, per i prossimi cinque anni si troverà abbastanza bene del tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le ultime due domande.
Quando voi siete intervenuti, la mattina... il 2 dicembre, insieme a personale della Squadra Mobile e del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Palermo, questo locale come l'avete trovato: chiuso, aperto?
CONSULENTE Vadalà: Chiuso con un lucchetto. E' stato chiamato il gestore del locale, non so se sia il proprietario, che è venuto e l'ha aperto. Quindi ci ha permesso l'ingresso solo dopo apertura del lucchetto.
Per altro, era anche chiuso il cancello, solo si è fatto in modo di poterlo aprire prima e ci si è trovati difronte a una porta metallica chiusa a chiave.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Ora qui c'è tutta una serie di rilievi fotografici, ma io mi riprometto di farli illustrare a Egidi.
Ecco, al termine delle operazioni compiute da voi nella giornata del 2 dicembre?
CONSULENTE Vadalà: Abbiamo sigillato i campioni e abbiamo verbalizzato il prelievo di tutto ciò che avevamo preso eccettuato un coltello che avevamo raccolto sul fondo e che praticamente risultava proprio intriso di questa polvere mista fra cemento e altro e che abbiamo riportato nella relazione tecnica, ma non abbiamo verbalizzato.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire "non abbiamo verbalizzato"?
CONSULENTE Vadalà: Non è stato verbalizzato dalla Squadra Mobile di Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol dire nel verbale del sequestro?
CONSULENTE Vadalà: Nel verbale di sequestro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, nel verbale di sequestro, diciamo...
CONSULENTE Vadalà: Non compare questo coltello, che però noi abbiamo preso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma le altre attività di campionatura, invece?
CONSULENTE Vadalà: Sono state tutte regolarmente registrate nel verbale di sequestro, che viene mostrato qui... Eccolo qua. E' questo qua il verbale di sequestro, dove sono elencati sito per sito ciò che abbiamo raccolto.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. E il locale, al termine delle operazioni?
CONSULENTE Vadalà: E' stato richiuso e sigillato.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è rimasto in uno stato di sequestro.
CONSULENTE Vadalà: Al termine delle analisi ho dato notizia a lei che praticamente poteva essere rimesso in... riaperto, in quanto ormai le tracce erano talmente evidenti che quelle che avevamo raccolto erano più che sufficienti per fare qualsiasi tipo di accertamento possibile...
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, i reperti, dottor Vadalà, dove si trovano?
CONSULENTE Vadalà: Sono in custodia presso il mio laboratorio.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, al termine di queste varie indagini fatte quando sul reperto 6, 8, 11, 5... ecco, tutti questi reperti, campioni, barattoli, zuccheri...
CONSULENTE Vadalà: Sono stati chiusi all'interno di delle buste sigillate e chiusi termicamente in una vescica di materiale di poliestere, tale da impedire non la loro contaminazione, ma che vadano a contaminarmi altre cose tanto sono sporchi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E si trova tutto presso il servizio della Polizia Scientifica.
CONSULENTE Vadalà: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, non le chiedo altro, dottor Vadalà. La ringrazio.
CONSULENTE Vadalà: Prego.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori hanno domande?
AVV. Cianferoni: Sì, qualcuna, Presidente. Buongiorno. Dunque, avvocato Cianferoni.
Dottor Vadalà, le chiedo: può dire i tempi di deterioramento del tritolo?
CONSULENTE Vadalà: Allora, il deterioramento del tritolo dopo l'esplosione è abbastanza rapido, come ebbi a dire qualche tempo fa; se invece si trova allo stato integro, e nel nostro caso devo presumere che è allo stato integro, perché si tratta di un macinato estremamente fine, non ci sono dei tempi misurabili, ma dura anche anni.
AVV. Cianferoni: Non ci sono dei tempi misurabili, ma dura anche anni.
Quindi, allora, ma dei tempi ci sono.
CONSULENTE Vadalà: Dipendono dalle condizioni ambientali.
Io non sono in grado di stabilire a priori quali sono le condizioni ambientali nel quale questo magazzino è stato utilizzato nel corso di tutto questo periodo.
Comunque, lì dentro il tritolo se non è esploso ma è soltanto un polverino, è lo stesso tritolo che si trova all'interno di un siluro sott'acqua, per esempio, o in una mina, o in un residuato bellico, o nel deposito militare dell'Esercito che ne tiene anche grosse quantità della scorsa Guerra Mondiale.
AVV. Cianferoni: Ma...
CONSULENTE Vadalà: Se non subisce una esplosione, il tritolo, come molecola, rimane integra. E' abbastanza robusta come molecola.
AVV. Cianferoni: Ma si può apprezzare attraverso il passaggio del tempo una evoluzione, o rimane quella per un tempo indefinito?
CONSULENTE Vadalà: Un metodo empirico, ma è esclusivamente di carattere soggettivo, avvocato, potrebbe essere la presenza di dinitrotoluene, presente nella contaminazione. Più dinitrotoluene c'è e più il tritolo si è degradato. In questo caso di dinitrotoluene ne ho visto proprio molto molto poco.
AVV. Cianferoni: Quindi, questo va bene.
Senta, lei ha parlato di caratteristiche generali della contaminazione del sito dove siete entrati. Io ho seguito il suo esame, però non riesco a capire come si concili la sua teoria della molazza con la presenza di numerosi reperti bianchi, se ho capito bene.
Per esempio mi ha colpito quello riferito a quello che lei chiama "l'altarino". Se c'era stata questa opera di molatura, le particelle dove si sarebbero dovute...
CONSULENTE Vadalà: In teoria anche sull'altarino; però se l'altarino è stato messo successivamente...
AVV. Cianferoni: Quindi c'è questa ipotesi.
Poi lei ha parlato prima di un'opera di ripulitura meccanica con una scopa, poi di un'opera di ripulitura, sempre meccanica, però attraverso l'acqua, con una pompa, una canna.
CONSULENTE Vadalà: Sono tutte operazioni che si effettuano all'interno di un opificio, come un'officina, per tenere pulito, ovviamente; uno straccio, una scopa, una pompa dell'acqua.
Bisogna tener presente che in fondo al sito era presente un buco nel pavimento che portava a un qualche scolo. L'inclinazione del pavimento era proprio indirizzata verso questo foro di scolo e quindi devo presumere che chi ha costruito questa officina abbia pensato di trovare una via naturale per l'effluvio delle acque, proprio per mantenere pulito un ambiente che... dove si vernicia, diciamo, è abbastanza necessario tenere fuori polvere i pezzi.
AVV. Cianferoni: E rispetto a questo foro di scolo, il reperto numero 8 dove si colloca?
CONSULENTE Vadalà: Il reperto numero 8 si colloca, rispetto allo scolo, sulla sinistra, guardando il foro. Quindi è proprio vicino, un metro circa.
AVV. Cianferoni: Questo si può apprezzare anche dalle immagini fotografiche. E' un argomento che il Pubblico Ministero non ha trattato.
Io le chiedo solo questo: se si può apprezzare questa collocazione del reperto numero 8 rispetto al foro di scolo.
CONSULENTE Vadalà: No, non... ecco, adesso lo ricordo non c'era, mi perdoni, non c'era un foro di scolo, era un foro in alto. Comunque, l'inclinazione sul pavimento era proprio lì. In più c'era un buco sul muro che... eccolo qua. Mi sembra di vederlo qui.
AVV. Cianferoni: Allora rimettiamo ordine. Il foro di scolo...
CONSULENTE Vadalà: Non c'era.
AVV. Cianferoni: Non c'era.
CONSULENTE Vadalà: Non c'era. Il pavimento era inclinato in quella posizione.
AVV. Cianferoni: Il pavimento era inclinato. Ha misurato l'inclinazione?
CONSULENTE Vadalà: Non è stato possibile in quanto non avevamo i mezzi per poter fare una planimetria o una aerofotogrammetria del luogo in quelle condizioni.
AVV. Cianferoni: Senza... rifletto fra me; dico: basta una livella a bolla.
CONSULENTE Vadalà: Normalmente non la utilizziamo la livella a bolla per quel tipo di accertamenti. L'indicazione che le do è un'indicazione esclusivamente di carattere visivo.
AVV. Cianferoni: Sì. Può quantificare, per la sua scienza diretta di indagini e di approfondimento, il costo medio di un chilogrammo di esplosivo, per esempio di tritolo?
CONSULENTE Vadalà: Ha una grossa variabilità il tritolo. Può andare dalle 3.000 lire per tritolo da scaricamento fino 6, 7, 8.000 lire. Dipende da chi lo compra e dalla qualità del tritolo che si vuole avere.
Abbiamo avuto casi di tritolo comprato a 900 lire al chilo.
AVV. Cianferoni: A proposito dello scaricamento...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, avvocato Cianferoni. Se ritiene, non è che faccia una questione io, io vorrei sapere su questo punto dal dottor Vadalà se si parla di prezzi di commercio legale o di commercio illegale.
AVV. Cianferoni: Questo io non l'ho specificato...
PUBBLICO MINISTERO: Eh no, abbia pazienza...
AVV. Cianferoni: ... però, appunto...
PUBBLICO MINISTERO: ... bisognerà farlo, no?
AVV. Cianferoni: ... volevo sentire il dottor Vadalà. Se, cioè, sono questi prezzi diciamo di listino commerciale...
CONSULENTE Vadalà: Io i prezzi legali (?) non li conosco, ovviamente.
AVV. Cianferoni: Ma se per attività d'indagine aveva svolto accertamenti sul punto. Per esempio, appunto, ci ha parlato di essere intervenuto a convegni, congressi, eccetera, se si è fatto mai, se lei ha mai fatto uno studio su questo.
CONSULENTE Vadalà: Non è un campo d'applicazione che riguarda specificatamente la Polizia Scientifica, quanto il servizio di Polizia Amministrativa e Sociale che tratta i contratti di compravendita di materiale esplosivo.
Io, le notizie che le posso dare e i prezzi che le posso citare sono prezzi così, citati o sentiti da società che trattano queste materie, però non... certo, sono cose che ho sentito dire e di cui non ci metterei la mano sul fuoco in quanto un contratto di questo genere non l'ho mai visto.
Posso dirle questo qua per avere in passato esaminato contratti del Ministero della Difesa: il prezzo del materiale esplosivo da scaricamento, che vende il Ministero della Difesa, ha una variabilità enorme in funzione del contenitore nel quale praticamente c'è il tritolo stesso. Perché viene venduto per la ... . Quindi, se il contenitore è difficile da aprile il tritolo costa poco, se il contenitore è facile da aprire il tritolo costa un po' di più.
Quindi, è legato esclusivamente a esigenze di carattere contrattuale.
AVV. Cianferoni: Da ultimo le chiedo: quel particolare che ha riportato della contaminazione rilevata sulle sue scarpe. Quindi, almeno la sua persona non era munita di una tuta, un involucro che facesse sì che non vi fosse contaminazione attiva o passiva.
CONSULENTE Vadalà: Io non ho effettuato le operazioni di prelievo. Le operazioni di prelievo le ha effettuate il perito Egidi, che era fornito di opportuna copertura: guanti e quant'altro.
Per altro, le zone che noi abbiamo prelevato - lo sentirà nella successiva testimonianza - non erano accessibili a piede, perché si trovavano dietro dei mobili, dove ovviamente non ci siamo arrivati: l'abbiamo prese e prelevate con le mani.
AVV. Cianferoni: Secondo la sua scienza, l'operazione di prelievo che ha svolto in questo fondo è oggi ripetibile?
CONSULENTE Vadalà: Tranquillamente.
AVV. Cianferoni: E che cosa si può trovare. Per esempio, quello che voi avete campionato come reperto numero 8, in loco che cosa ha lasciato, che cosa...
CONSULENTE Vadalà: Altra polvere, altra polvere e altro materiale pulverulento. Non l'ho preso tutto, perché ce n'era proprio tanto.
AVV. Cianferoni: Questa è una sua affermazione, diciamo, di scienza empirica di visione del luogo, o la macchina ci dice quanto ne asporta e quanto ne lascia?
CONSULENTE Vadalà: No. Quando ho fatto dei test con delle cartine, ho saggiato più zone e, avendo visto che mostravano una contaminazione praticamente costante, mi sono limitato a raccogliere un poco di tutto quanto mediando tutto il prelievo della zona.
Certo, non potevo raschiare il terreno o il cemento, paludando il fatto che questo materiale, essendo polvere, si è adeso alla porosità del materiale, del cemento stesso.
Per cui se si va a grattare ancora, si arriva fino al cemento nudo e non era questo il mio scopo, insomma.
AVV. Cianferoni: Va bene. Io non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci sono altri interventi di difensori?
Si può accomodare, dottore, grazie.
CONSULENTE Vadalà: Vorrei lasciare la memoria del...
PRESIDENTE: Sì.
*CONSULENTE Vadalà: ... mio intervento, che è riassunta nella relazione e nella lettera di presentazione.
PRESIDENTE: Benissimo, grazie.

*CONSULENTE Egidi: Mi chiamo Paolo Egidi.
PRESIDENTE: Lei è già stato sentito come consulente...
CONSULENTE Egidi: Sì, confermo.
PRESIDENTE: ... in questo procedimento. Le ricordo il suo impegno di dire la verità.
Ora può rispondere alle domande del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, il dottor Massari ha spiegato...
CONSULENTE Egidi: Massari?
PRESIDENTE: Il dottor Vadalà.
PUBBLICO MINISTERO: Un lapsus, è comprensibile.
Allora, il dottor Vadalà ha spiegato di aver lavorato con lei, Egidi, in relazione ad un incarico che avete avuto il 26 novembre del '97, che avete esecutivamente affrontato il 2 dicembre del '97 prima a Palermo e, nei giorni successivi, nel laboratorio del Servizio di Polizia Scientifica.
Ecco, se ha con sé, come mi auguro, una copia dei rilievi, le fotografie e quant'altro, io ho bisogno... Sennò può recuperare dalla signora segretaria d'udienza quella relazione che ha presentato il dottor Vadalà.
Io le chiederei di illustrare proprio la situazione di ambiente che avete trovato il giorno 2 dicembre '97, quando col personale della Squadra Mobile di Palermo siete andati in Corso dei Mille, 1419.
CONSULENTE Egidi: Dottor Chelazzi, io...
PUBBLICO MINISTERO: Chiederei proprio questo, anche per arrivare poi a una illustrazione, che mi preme sia fatta con dettaglio, sulla cosiddetta mappatura dell'ambiente; quindi la individuazione, poi, di un numero di settori creati virtualmente da voi. Ecco.
CONSULENTE Egidi: Sì. Quindi mi posso servire della relazione del dottor Vadalà? Perché io ho la mia, ma è priva di fotografie.
PUBBLICO MINISTERO: No, penso che le fotografie...
CONSULENTE Egidi: Quindi, posso...
PUBBLICO MINISTERO: ... siano proprio indicate.
CONSULENTE Egidi: Sì, va be'. Confermo quanto ha detto il Pubblico Ministero.
Noi il 2 dicembre del '97, alle 10.30 circa, ci siamo recati in Palermo presso un immobile ubicato in Corso dei Mille 1419 D. All'interno di questo immobile di proprietà... di pertinenza, non di proprietà, del signor Battaglia Gaetano, lo stesso era stato adibito ad un'autocarrozzeria.
Durante queste operazioni...
PUBBLICO MINISTERO: Le spiace...
CONSULENTE Egidi: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: ... Egidi, illustrare quello che ci sta dicendo, proprio aiutandosi con le fotografie, così ce lo fa vedere: l'ingresso, il capannone...
CONSULENTE Egidi: Sì.
PRESIDENTE: Si può togliere il riflesso?
(voce fuori microfono)
CONSULENTE Egidi: Questo che si vede nella foto numero 1 dell'allegato fotografico è appunto l'immobile ubicato in Corso dei Mille 1419.
Si accede a questa autocarrozzeria attraverso un cancello in ferro a due ante, che al momento dell'inizio dell'ispezione dei luoghi abbiamo trovato regolarmente chiuso con lucchetto.
Devo premettere che tutte le operazioni di ispezione di questi luoghi sono state fatte in collaborazione, con l'ausilio del personale della Sezione Catturandi della Squadra Mobile della Questura di Palermo e ad operatori del locale Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica.
Quest'ultimi, oltre a eseguire dei rilievi fotografici - come abbiamo fatto noi consulenti tecnici - hanno anche eseguito delle riprese con videocamera dell'area, sia esterna che interna, del sito.
Quindi, questo è il locale, con questo portone a due ante.
Nella parte antistante questo locale, quindi sul piazzale esterno, sulla sinistra volgendo le spalle alla porta di ingresso del locale si può notare una FIAT 126 di colore bianco priva di numerose parti della carrozzeria. Infatti, come si vede chiaramente dalla foto, è priva di sportelli, del cofano, dei cristalli...
PUBBLICO MINISTERO: Qui siamo sempre all'esterno.
CONSULENTE Egidi: Qui siamo sempre all'esterno.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
CONSULENTE Egidi: La 126 è parcata con la parte anteriore verso questo locale con tettoia, che sta sempre all'esterno dell'autocarrozzeria, chiaramente, che è stato adibito dal signor Battaglia a deposito di materiali.
Infatti, se andiamo... qui ci sono ancora dei particolari della 126, che come dicevo è priva del motore, delle targhe, di diverse parti della carrozzeria. Probabilmente è in riparazione, questa macchina.
Se entriamo all'interno di questo locale adibito a magazzino, possiamo notare che in esso ci sono ulteriori parti di carrozzeria. Vedete molto bene lo sportello di un'autovettura...
PUBBLICO MINISTERO: Questo era un locale all'aperto, però, se ho visto bene.
CONSULENTE Egidi: Prego?
PUBBLICO MINISTERO: Se ho visto bene, è un locale all'aperto.
CONSULENTE Egidi: Sì, c'è una tettoia...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
CONSULENTE Egidi: C'è una tettoia. E' coperto da una tettoia in ondulato di Eternit.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
CONSULENTE Egidi: Però, diciamo, è completamente aperto.
All'interno di questo locale, sempre il magazzino esterno, notiamo dei cavalletti in ferro sui quali è poggiato un tavolato in legno con oggetti vari; c'è questo secchio di plastica con altre parti di carrozzeria: mascherine, paraurti, maniglie di autovetture.
I cavalletti forse stanno a testimoniare che all'interno di quel locale probabilmente sono in corso dei lavori di ammodernamento, di ristrutturazione di questo piccolo magazzino.
Infatti, come si vede anche dall'intonaco che c'è tutto intorno, arriva a circa 1 metro e 20 di altezza.
Entrati nel locale, ecco qui c'è l'apertura del portone d'ingresso, notiamo che...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, qui...
CONSULENTE Egidi: Siamo entrati all'interno dell'autocarrozzeria.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che era chiuso con un lucchetto.
CONSULENTE Egidi: Era chiuso con un lucchetto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E il lucchetto è stato forzato, o è stato aperto?
CONSULENTE Egidi: No, no, è stato rimosso dal signor Battaglia. Abbiamo atteso... Siccome era stato già citato dai colleghi della Squadra Mobile di Palermo alle 10 circa, lì sul posto, abbiamo atteso il signor Battaglia che ci ha aperto regolarmente, con le chiavi, il locale e ci ha consentito di entrare.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. E qui siamo in carrozzeria.
CONSULENTE Egidi: E qui entriamo all'interno della carrozzeria.
Come si può vedere il locale si estende su un unico livello. Il pavimento è in cemento armato. La copertura, il tetto, è anch'esso in ondulato di Eternit, sorretto da una travatura in ferro.
Qui è il... possiamo notare il prosieguo del locale, cioè il lato destro rispetto al portone di ingresso, mentre quello prima - torno alla foto precedente - è quello che si vede, diciamo appena entrati sul lato sinistro e al centro, pressappoco, della stanza.
Questo è il lato destro, dove c'è questo compressore azzurro e un'altra seri di oggetti.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, per intenderci, l'ingresso sta dalla parte... è sulla parete dove c'è il compressore, o sulla parete opposta?
CONSULENTE Egidi: E' sulla parete dove c'è il compressore. Infatti, dottor Chelazzi, si intravede dalla foto, alla destra del compressore guardandolo così frontalmente, parte del portone in ferro che è aperto. Vede? Si vede una delle due ante del portone.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
CONSULENTE Egidi: Quindi si accede da lì e questo è il lato destro del locale.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
CONSULENTE Egidi: Poi abbiamo altri particolari. Per esempio questa è la tettoia, come dicevo prima, in Eternit, in ondulato di Eternit con travatura in ferro.
Per comodità d'azione abbiamo suddiviso questa superficie che è abbastanza vasta, perché misura una lunghezza di 22 metri e 60, una larghezza di 5 metri e 60 circa, quindi sono oltre 125 metri quadri, come superficie. Pertanto, per comodità di azione, abbiamo suddiviso l'aera intera in siti in sei siti.
Iniziamo dal sito numero 1.
Ecco, qui si può vedere chiaramente da questa fotografia la suddivisione dei siti. Il sito numero 1 è quello, diciamo, alla sinistra del tramezzo in blocchi di tufo, ed è un locale lungo circa 3 metri e 80, largo 2 metri e 60 circa.
Eccolo qui il sito numero 1; anch'esso adibito a magazzino. Possiamo notare diverse parti di carrozzeria, possiamo notare un cambio di un'autovettura che è posto sul pavimento, due bidoni in ferro che contengono rottami o comunque altre parti metalliche di autovetture.
Questo locale prende luce da quella finestra rettangolare protetta da una grata di ferro.
Accanto al sito numero 1, diviso da questo muro in blocchi di tufo, abbiamo indicato il sito numero 2: eccolo qua.
Il sito numero 2 è stato adibito dal signor Battaglia a forno per la verniciatura di autovetture. La dimostrazione è che all'interno c'è appunto una Volkswagen Golf di colore bianco in riparazione.
PUBBLICO MINISTERO: E questo sarebbe una parte realizzata con una struttura...
CONSULENTE Egidi: Almeno secondo... Io l'ho chiesto al signor Battaglia se questo forno era stato fatto di recente.
Lui mi ha detto sì, che era l'ha fatta ultimamente questa suddivisione fra i due siti, praticamente; questo muro di blocchi di tufo e quel soffitto - dove si vedono le due lampade al neon fatte di pignatte e tabelloni, praticamente - è stato fatto di recente, perché lui ha deciso di collocare appunto in questo sito il forno per verniciare le autovetture.
In fondo al sito numero 2 potete notare, diciamo così, disposti a rastrelliera una serie di prodotti per la verniciatura. Ci sono delle pistole ad aria compressa, ci sono dei barattoli di vernice, barattoli di indurenti, carta abrasiva, giornali che servono per, diciamo, incartare i cristalli, la vetreria insomma delle autovetture.
Proseguendo la descrizione dei siti, ecco, qui abbiamo fatto anche dei particolari dell'autovettura che è in riparazione. Questo è l'abitacolo, questa è la parte posteriore; questa è la parte del bagagliaio, la parte posteriore dell'autovettura, un ulteriore particolare della macchina che in parte è stata già verniciata.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome in queste foto ogni tanto si vede delle zebrature rosse...
CONSULENTE Egidi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Queste sono quelle che avete messo voi in terra per...
CONSULENTE Egidi: Quello, dottor Chelazzi, è il nastro da segnalamento bicolore che noi normalmente usiamo quando facciamo i sopralluoghi di Polizia Scientifica, per delimitare le zone...
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
CONSULENTE Egidi: ... dove per esempio, non so, è esploso un ordigno o comunque non deve accedere stampa, curiosi, eccetera usiamo questo nastro bicolore. L'abbiamo messo per terra per suddividere i siti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
CONSULENTE Egidi: Dal sito numero 2 possiamo passare al sito numero 3, che è questo...
PUBBLICO MINISTERO: Io non mi starei ad attardare tanto, Egidi, perché la Corte ha già cognizione di questa divisione in siti dell'ambiente.
Io avrei solo bisogno che lei andasse proprio con le fotografie, quelle specificamente relative ai siti dai quali provengono i reperti che poi, in un momento successivo, in laboratorio, voi avete assoggettato con determinati esiti alle vostre indagini tecniche. Quindi proprio... invece che fare una descrizione completa...
CONSULENTE Egidi: Sì, ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: ... di ogni rilievo fotografico, specificamente a quelli...
CONSULENTE Egidi: Sì, no, diciamo che le tamponature con cotone idrofilo, il particolato che ho personalmente repertato all'interno di questo locale...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
CONSULENTE Egidi: ... quelle che hanno dato indicazioni positive provengono dai siti numero 5 e numero 6.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
CONSULENTE Egidi: Il sito numero 5 è questo. Cioè, è il sito dove, diciamo, si intersecano le due pareti del locale, dove c'è quello stipetto di colore bianco, che è stato adibito a cassetta del pronto soccorso. Tenga presente che all'interno c'erano delle sostanze pulverulente che abbiamo comunque repertato, sostanze bianche che abbiamo esaminato; poi son risultate essere saccarosio e bicarbonato di sodio.
Comunque, diciamo che i prelievi che hanno dato maggiori tracce di contaminazione da tritolo sono quelli prelevati dietro questo grosso aspirapolvere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora ci arriviamo, Egidi.
CONSULENTE Egidi: Ah, scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Una cortesia.
CONSULENTE Egidi: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome prima ci siamo soffermati un attimo sulla fotografia col compressore...
CONSULENTE Egidi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ecco, allora: l'ingresso è di qua, il locale si sviluppa così.
CONSULENTE Egidi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, riportandoci a quella fotografia lì, questo punto qui dove resta?
CONSULENTE Egidi: Guardi, lo faccio vedere alla Corte, riprendo la fotografia. Riprendo la fotografia e ... forse, non ho una penna qui, comunque guardi: dove sono, si vede la croce sullo stipetto di colore bianco. questa croce qui, vede?
Questo, è lo stipetto del Pronto Soccorso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
CONSULENTE Egidi: Poi c'è questo pensile a muro. Sotto il pensile a muro, c'è questo aspirapolvere.
Quindi è sulla destra, rispetto al portone d'ingresso, all'angolo opposto.
PUBBLICO MINISTERO: E quello è il sito numero...
CONSULENTE Egidi: Quello è il sito numero 5.
Il sito numero 6... così non ritorno più sulla fotografia...
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
CONSULENTE Egidi: ... è tutto quello che va da quel frigorifero. quindi, questo frigorifero qui...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
CONSULENTE Egidi: ... in poi. Comprende un contatore della corrente elettrica.
E, in fondo a destra, nell'angolo, c'è un altro piccolo frigorifero. Questo, è il sito numero 6.
Quindi, in queste due porzioni del locale, abbiamo ottenuto i risultati più consistenti dal punto di vista esplosivistico, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Egidi, specificamente per quell'angolo di locale che dà luogo al sito numero 5, lei diceva che la repertazione è stata fatta... Ecco, ho bisogno che illustri bene questo punto.
CONSULENTE Egidi: Sì. La repertazione è stata... Noi abbiamo ottenuto 19 reperti: dieci reperti sono costituiti da tamponature di cotone idrofilo.
Cinque le abbiamo fatte inumidire con dell'acetone; cinque le abbiamo fatte a secco senza solvente.
Otto reperti, invece, consistono in raschiatura, in prelievi di pulviscolo particolato. Quindi sono costituiti materialmente, proprio, morfologicamente, da terriccio, da materiale pulverulento.
Un reperto, invece, è costituito da un coltello da cucina - reperto numero 19 - che abbiamo rinvenuto dietro il frigorifero in dimensioni minore e presente nel sito numero 6.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è lì nel sito numero 5.
CONSULENTE Egidi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, la repertazione è stata fatta... Siccome abbiamo visto, c'è l'aspirapolvere, va be', c'è l'armadietto, mi pare, l'immagine sacra e quant'altro. E' stata fatta quindi... Ecco.
CONSULENTE Egidi: E' stata fatta dopo la rimozione di questo grosso aspirapolvere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
CONSULENTE Egidi: Che chiaramente siamo andati ad adoprare negli angoli. Dopo la rimozione dell'aspirapolvere, possiamo notare che rimane un grosso spazzolone.
Vede? Questo è un rilievo fotografico, è privo dell'aspirapolvere.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
CONSULENTE Egidi: Cioè, quel grosso spazzolone industriale che serve per, praticamente, per la pulizia del pavimento, privo del manico di legno.
Rimosso questo spazzolone, l'angolo è risultato sgombro di oggetti. E pertanto lì ho iniziato ad adoperare con le metodiche che ho, con i mezzi di apprensione e di fissazione che ho illustrato poc'anzi.
Chiaramente, tutto il materiale che ho impiegato per questo tipo di attività era stato precedentemente testato...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le stavo per chieder questo.
CONSULENTE Egidi: Sì. Il 1 dicembre...
PUBBLICO MINISTERO: Domanda...
CONSULENTE Egidi: In genere però... dato che io lavoro nel laboratorio di residui di esplosione, quindi ho proprio l'obbligo da parte del direttore, comunque di essere sempre pulito, tra virgolette, perché dato che appunto vengo a contatto con prodotti che derivano da esplosioni, devo assolutamente essere completamente decontaminato, diciamo.
Quindi ho l'abitudine, ogni volta che si parte per fare il sopralluogo, di testare personalmente tutto quanto il materiale che verrà poi utilizzato durante il sopralluogo stesso.
Pertanto, tutto il cotone idrofilo è stato testato prima; l'acetone è stato... diciamo, è stato usata una bottiglia vergine. C'è la dimostrazione del servizio fotografico dove, appunto, apro una bottiglia vergine di acetone. Quindi dimostro che la confezione...
PUBBLICO MINISTERO: L'ha desigillata lei.
CONSULENTE Egidi: L'ho desigillata io.
E poi, anche il materiale che ho usato per proteggermi gli abiti, gli indumenti, sono delle tute monouso che usiamo, che sono teflonate, quelle sono state anch'esse esaminate e risultano tutte quante prive di contaminazione da esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, avevo bisogno appunto di sapere quali erano le cautele...
CONSULENTE Egidi: Certo. Anche i contenitori...
PUBBLICO MINISTERO: ... adottate, per non essere voi...
CONSULENTE Egidi: Certo, portatori, certo. Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questa attività, quindi, a quello che capisco, è molto delicata.
CONSULENTE Egidi: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Altrimenti si può mettere a rischio la genuinità di un accertamento.
CONSULENTE Egidi: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei l'ha condotta personalmente...
CONSULENTE Egidi: Certo. Sì, sì. Ma ci ho anche la dimostrazione nell'allegato analitico. Ci sono i due grafici che ho fatto sul materiale che ho messo in valigetta per portare poi a Palermo per la...
PUBBLICO MINISTERO: Egidi, bisogna essere...
CONSULENTE Egidi: ... e non dà nessun... Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... molto concreti.
CONSULENTE Egidi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire: lì, in quel punto dove è stato spostato l'aspirapolvere, a fare questa operazione di raschiatura, adoprare il tampone di cotone idrofilo, ci è andato lei personalmente in condizioni, diciamo, di...
CONSULENTE Egidi: Di assoluta sterilità.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
CONSULENTE Egidi: Sì. Questa, guardi, è la valigetta...
PUBBLICO MINISTERO: Non è che ci è andato già qualcuno lì, a vedere, a mettere il naso, i piedi, le mani...
CONSULENTE Egidi: Assolutamente. No, no...
PUBBLICO MINISTERO: ... le scarpe...
CONSULENTE Egidi: Guardi, durante questa operazione, anche quelli della Squadra Mobile, innanzitutto, anche lo stesso dottor Vadalà, che non ha partecipato al prelievo, era comunque a distanza. Cioè, non stava assolutamente a contatto con me.
Quando si opera, insomma, non è che possiamo darci le gomitate l'uno con l'altro. Ho operato soltanto io; lui l'ho lasciato, il dottor Vadalà, l'ho lasciato per le altre incombenze e ho fatto personalmente tutto quanto io il prelievo.
Questa la vede dottore? E' la valigetta che noi usiamo per il sopralluogo.
Questo è il materiale che è contenuto. Quella, dove c'è scritto "Polizia Scientifica", è la tuta.
Questo è l'abbigliamento che ho usato quel giorno a Palermo per fare questi prelievi.
Come potete vedere, è la tuta che dicevo poc'anzi, i guanti di lattice. Tutto materiale perfettamente sterile e attestato prima degli accertamenti.
PUBBLICO MINISTERO: E' tutto materiale usa e getta?
CONSULENTE Egidi: Questo... Sì, sì. E' tutto materiale monouso.
Qui le posso far veder anche l'apertura della boccia di acetone, del contenitore in alluminio che conteneva l'acetone che è servito per i prelievi.
Come si può notare, tutto fatto nella più alta pulizia, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le volevo sostanzialmente chiedere un'ultima cosa: compiute queste operazioni, ci ha già spiegato il dottor Vadalà che cosa è stato fatto dei vari reperti e campioni ottenuti.
Per quanto riguarda specificamente il locale in cui sono state fatte queste operazioni?
CONSULENTE Egidi: Sì, al termine delle operazioni, il locale è stato richiuso con un lucchetto e sigillato, perché c'era un decreto di sequestro, insomma, dell'immobile.
Pertanto, il personale della Sezione Catturandi della Squadra Mobile di Palermo ha provveduto al sequestro dell'intera area e ha posto i sigilli sul portone a due ante in ferro che abbiamo visto in precedenza.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, sì. Questo, Egidi, non per una semplice cronistoria, perché ho bisogno di sapere da lei se queste operazioni si sono concluse presenti lei e il dottor Vadalà, come consulenti del Pubblico Ministero.
CONSULENTE Egidi: Certo. Sì, sì.
Dopo queste operazioni, diciamo, di sigillatura dei portoni, ci siamo portati negli uffici della Questura, Sezione Catturandi e abbiamo fatto gli atti, il verbale di sequestro...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, tutto qua.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
AVVOCATO Ammannato: Nessuna.
PRESIDENTE: I difensori?
AVV. Cianferoni: Dunque, vorrei sapere dal perito Egidi, solo questo: il sito numero 5 e il sito numero 6, si pongono in che maniera, rispetto alla pendenza del pavimento che ci ha descritto che c'era, il dottor Vadalà? A monte, o a valle?
CONSULENTE Egidi: No, a valle.
AVV. Cianferoni: Cioè, la...
CONSULENTE Egidi: La par... Scusi, avvocato, la parte dove ci sono i due frigoriferi - non so se ha bisogno del supporto fotografico. Se vuole, glielo faccio vedere...
AVV. Cianferoni: Ecco, prendiamo... sì.
CONSULENTE Egidi: Ecco, diciamo, questo è sul... vedete? il sito 5, che non si vede tutto. Il sito 6, si vede perfettamente.
Diciamo che, al centro di questo locale, il pavimento assume quasi una conformazione di schiena d'asino, diciamo così, una gobba. Che poi va a diventare, diciamo, scoscesa, verso le parti dove appunto c'è quel frigorifero, nel caso del sito 5.
E c'è l'aspiratore nel caso del sito...
Nel caso del sito 6, scusi, c'è il frigorifero; nel sito 5, c'è l'aspiratore.
AVV. Cianferoni: Se possiamo vedere quella con l'aspiratore...
CONSULENTE Egidi: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco.
CONSULENTE Egidi: Eccolo qua. Questo è il sito 5 dove c'è l'aspiratore, l'aspirapolvere; e il sito 6 - l'ho fatto vedere in precedenza - dove c'è quel piccolo frigorifero.
AVV. Cianferoni: Questo, però...
CONSULENTE Egidi: Quindi, qui scende verso questi due oggetti.
AVV. Cianferoni: ... è il fondo del magazzino, diciamo.
CONSULENTE Egidi: Sì, il lato destro.
AVV. Cianferoni: Lato destro.
Quindi avremo una pendenza verso l'interno.
CONSULENTE Egidi: No, verso... No, verso l'interno, verso...
PRESIDENTE: Le pareti...
CONSULENTE Egidi: ... le pareti terminali del locale. quindi, verso...
AVV. Cianferoni: Sì, le dico: una delle foto - ricordo con chiarezza - che mostravano l'inclinazione dell'acqua diversa.
Possiamo rivederle? Ora non mi sono appuntato qual era, ma sarà sicuramente intorno a queste che abbiamo visto.
Vi era una pozza...
CONSULENTE Egidi: Questa, guardi, questa qui. Dove si vede questa macchia al centro del sito 5, che va giù, verso il pensile a muro che troviamo sul pavimento.
Vede quel pensile marrone?
AVV. Cianferoni: Sì, sì.
CONSULENTE Egidi: Qui c'è del liquido, probabilmente è acqua, che va giù verso, verso l'aspirapolvere e verso il pensile a muro.
Quindi diciamo che il locale pende verso questa direzione.
Non è una grossa pendenza, non è che l'abbiamo misurata, avvocato, la pendenza del locale. Ci siamo accorti che il locale pende, per esempio, anche dal frigorifero che non sta perfettamente in piano. Cioè, le rotelline del frigorifero, non sono in piano.
Infatti, appena lo toccavi, diciamo, assumeva delle angolazioni a seconda del punto dove uno le toccava.
Però, stabilire con certezza la pendenza in gradi, dico, questo non lo abbiamo fatto.
AVV. Cianferoni: Ecco, una seconda e ultima domanda: lei, come perito chimico, sa dire se è misurabile un tempo di deterioramento del tritolo?
*CONSULENTE Egidi: Allora, guardi, io da quello che so, no? da quello che ho letto in letteratura, ci sono dei testi scritti dal dottor Hinon, che è uno dei più grandi chimici esplosivistici israeliani, ma anche sul Lurbaski, che è un'altra pubblicazione di un chimico polacco, il tempo diciamo di vita, di sopravvivenza del tritolo integro, parlo eh, perché in caso di esplosione da tritolo, è chiaro che i residui hanno una vita molto molto minore, è superiore sicuramente ai 10 anni.
Almeno, secondo questi grandi dell'esplosivista mondiale.
La dimostrazione è che, in effetti, anche su parti esplose. Immaginiamo, non so, per esempio i frammenti di un aereo, o addirittura, non so, quell'attentato di Lockerville, in Irlanda, frammenti dell'aereo che sono stati in mare per parecchi mesi, sono stati poi ripresi in laboratorio e sono stati... e su questi, sono state rilevate tracce di esplosivo.
Quindi, secondo questi due grandi esperti, il tempo è superiore ai 10 anni.
AVV. Cianferoni: Va bene. Non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
Può accomodarsi, grazie.
Facciamo una breve sospensione? Riprendiamo fra 10 minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza, per favore?
*TESTE Piombino: Piombino Andrea, nato a Belmonte Mezzagno 11/11/1940, residente a Palermo in via Arcione 1.
PRESIDENTE: Vuole leggere quella formula?
TESTE Piombino: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Benissimo. Risponda alle domande del Pubblico Ministero.
TESTE Piombino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, signor Piombino. Buongiorno, innanzitutto.
TESTE Piombino: Buongiorno a lei.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ci vuol dire che attività svolge?
TESTE Piombino: Io? Sono cardiopatico e pensionato dall'85.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è pensionato, non svolge nessuna attività lavorativa.
TESTE Piombino: Oggi, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, lei dove abita?
TESTE Piombino: A Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: A Palermo. Senta, dispone, lei, di immobili a Palermo?
TESTE Piombino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci vuol dire di che tipo di immobili?
TESTE Piombino: Dei magazzini... della categoria non pulite.
PRESIDENTE: Non...?
TESTE Piombino: In periferia, in periferia.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questi immobili, esattamente dove ce li ha?
TESTE Piombino: In Corso dei Mille 1419/D.
PUBBLICO MINISTERO: D?
TESTE Piombino: D.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come Domodossola.
TESTE Piombino: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per la trascrizione.
Senta, e questi immobili nel Corso dei Mille, quando vennero... li costruì lei, li comprò... ci spiega un po'?
TESTE Piombino: Io, avendo avuto una attività nel lontano 1968, una società, dopo ne sono uscito nel '78, avevo acquistato questo terreno. E poi nella divisione l'ho avuto io. E poi, man mano, in economia, ho fatto questi magazzini così, alla buona.
PUBBLICO MINISTERO: Alla buona cosa intende? Che sono...
TESTE Piombino: Eh, una pietra sull'altra, senza esserci nessuna impresa, rifiniti bene, così. Alla meno peggio...
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo che erano abusivi?
TESTE Piombino: In partenza, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi ha fatto il condono, immagino.
TESTE Piombino: Eh, ho avuto... ho fatto due volte delle sanatorie, delle domande di sanatoria.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signor Piombino, ora questi aspetti ci interessano meno.
TESTE Piombino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quand'è che vennero ultimati questi magazzini?
TESTE Piombino: Mah... fino a qualche anno e mezzo, due anni fa, facevo delle ...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, ora poi magari vedremo un po' in dettaglio questa situazione.
Lei ha detto sono al 1419/D del Corso dei Mille a Palermo.
TESTE Piombino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, si ricorda lei se ha dato in affitto a qualcuno qualcuno di questo immobili?
TESTE Piombino: Beh, certo. Ne ho dato a più di uno, a qualcuno.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ci dica un pochino a chi e quando.
TESTE Piombino: Mah, attualmente lì dentro c'è un deposito di carbone e una falegnameria, un fabbro. E c'era nel passato delle persone che ci ho dato per recupero cassette vuote; avevano cani da caccia che conservavano... e dovevano campare lì.
Quindi, chiunque viene, affitto. Le pare?
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, ho capito quindi che questi magazzini sono, diciamo, quattro.
TESTE Piombino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, uno lei ha detto... in uno ci sta un falegname, in un altro ci sta un fabbro, in un altro ancora ha detto...
TESTE Piombino: Del carbone.
PUBBLICO MINISTERO: Un deposito di carbone. Poi ce n'è uno che è quello che a me interessa di più, in cui lei ha detto: 'qualcuno ci teneva dei cani da caccia e delle cassette.'
TESTE Piombino: Sì. Recupero, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, recupero cassette.
Ecco, ci vuol dire che storia ha avuto l'affitto di questo magazzino, in particolare?
TESTE Piombino: Semplice: gli anni passati, tramite le conoscenze di zona, così, si presentano delle persone che ci mette dei cani da caccia dentro. E gli ho fatto metter uno sgabuzzino piccolo a una persona.
Poi, strada facendo, è venute altre persone, se ci affittavo quell'altro locale più grande; gliel'ho affittato tranquillamente e...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vogliamo dare un nome a queste persone?
TESTE Piombino: Ma sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, prego. Come si chiamavano?
TESTE Piombino: Quello dei cani?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Piombino: Quello dei cani l'ho affittato a Grigoli. Salvatore Grigoli.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo Salvatore Grigoli, innanzitutto, diciamo a quand'è che risale questo affitto? Quand'è che gli dette a questa persona la disponibilità di questo magazzino?
TESTE Piombino: Ma dovrebbe essere l'inizio '93.
PUBBLICO MINISTERO: Inizio '93.
Senta, lei ha detto si chiama Salvatore Grigoli, questa persona.
TESTE Piombino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era persona che lei conosceva, era persona che qualcuno le presentò? Ecco, ci vuol spiegare?
TESTE Piombino: La conoscevo in zona, perché sono lì, in quella zona lì. Fra l'altro lui aveva un negozio di frutta e verdura col fratello, in zona. E, tramite quella persona che aveva pure i cani, la vedevo così, di tanto in tanto, qualche volta.
PUBBLICO MINISTERO: Sa se questa persona che si chiama Salvatore Grigoli aveva qualche attività?. Lei ha detto, c'era un fratello... Erano due fratelli, uno aveva attività di frutta e verdura.
Sa se qualcuno di questi Grigoli aveva una attività di venditore di macchine, qualcosa del genere?
TESTE Piombino: Le vendeva prima le macchine. Sempre in zona lì.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre in zona Corso dei Mille?
TESTE Piombino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era una faccia conosciuta da lei?
TESTE Piombino: Sì, eravamo vicino, siamo a circa un chilometro da dove ci ho i magazzini io. E poi si passa e spassa e si vede sempre la persona che... senza rapporti, ma comunque si conosce.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta signor Piombino, ci vuol spiegare bene? Inizialmente questa persona le chiese se poteva tenere i cani in questo ambiente?
TESTE Piombino: Sì. Ci ho detto: 'sì, che li puoi tenere'.
PUBBLICO MINISTERO: Poi che cosa è accaduto?
TESTE Piombino: Eh, mi ha detto che ci affittavo questo locale più grande, che lui, siccome aveva il negozio di frutta e verdura. O lui, o chi per lui, suo fratello assieme, in società, sempre in zona, dice: 'mi prendo quello più grande, che faccio, tengo i cani da caccia e le cassette di recupero...', che poi sono quelle che svuotano per la frutta e le rivendono.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io ora... siccome capisco che praticamente lei dette la disponibilità di due ambienti: uno piccolo per...
TESTE Piombino: No, no, unico, unico.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, era unico?
TESTE Piombino: E' unico.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era lo stesso dove ci teneva i cani?
TESTE Piombino: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quand'è che... Lei ha detto: inizi del '93, gli dà, diciamo, le chiavi. Non lo so, di questo magazzino.
TESTE Piombino: Ma deve essere stato gennaio, a prescindere dal fatto che c'era la dichiarazione in Questura, che ho depositato, che ho affittato questo magazzino a questo signore.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, ora per avere la precisione di tutto, maresciallo, vuol mettere sotto il visore alcune fotografie?
Signor Piombino, non so se lei può guardare dietro di sé, o se riesce a...
PRESIDENTE: Se lei si gira, c'è un visore grande. Lei ora vedrà comparire... Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, abbia pazienza...
TESTE Piombino: (voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: ... lei magari prima guardi la foto, poi ci risponda al microfono.
Ecco, questo ambiente che vediamo in questa foto. Qui vediamo un esterno: è questo il locale di cui stiamo parlando?
TESTE Piombino: (voce fuori microfono)
Sì.
PRESIDENTE: Al microfono, per cortesia.
TESTE Piombino: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' questo qui?
TESTE Piombino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol descrivere un pochino...
TESTE Piombino: Cosa?
PUBBLICO MINISTERO: ... gli altri magazzini. Questo che si vede nella foto, vediamo quel portone in ferro, è quello che lei dette in affitto al signor Grigoli Salvatore?
TESTE Piombino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
Maresciallo, facciamo vedere le ul...
Ecco, questo ambiente che è lì accanto...
TESTE Piombino: Sì, sì, questo lo ha fatto lui all'esterno. Poi, per aprire i cani, pigliavano un po' di luce all'esterno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, quindi...
TESTE Piombino: E ancora c'è.
PUBBLICO MINISTERO: Questa specie di gabbiotto, non so come definire...
TESTE Piombino: Sì, sì, c'è ancora.
PUBBLICO MINISTERO: Era questo il posto dove ci teneva i cani?
TESTE Piombino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Era... Mi scusi signor Piombino, abbia pazienza, risponda al microfono.
PRESIDENTE: Per cortesia, possiamo dare un numero a questo...
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Maresciallo, per piacere, sono le foto 1 e 2 che sono allegate alla relazione del consulente.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Che è stata prodotta stamani.
Senta, signor Piombino, lei ha parlato di cani che questo... Ma c'era un motivo particolare per cui questo lo aveva inizialmente fatto questa richiesta di cani? Non lo so...
TESTE Piombino: No, no...
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE Piombino: Un semplice signore che ci ha i cani da caccia, non sa dove metterli...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, erano dei cani da caccia.
TESTE Piombino: Sì, sì, cani da caccia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sa per caso se questa persona si occupava, faceva, era un appassionato di caccia?
TESTE Piombino: Sentendolo dire dagli altri, sì. Cacciatore, come in zona ci sono gli altri...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ah, lo conoscevano come cacciatore, questo qui?
TESTE Piombino: Sì, sì, cacciatore.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Io, appunto, volevo capire bene questo passaggio.
Maresciallo, facciamo, mostriamo al teste le altre due foto.
Ecco, questo... Guardi, non so signor Piombino se lei la vede anche lì. Questo è l'interno del magazzino?
TESTE Piombino: Sì. Perfetto.
PUBBLICO MINISTERO: All'epoca, quando lei dette in affitto al signor Grigoli questo immobile, l'interno si presentava così, come lo vediamo in questa foto?
TESTE Piombino: Sì, sempre così.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre così.
Maresciallo, l'altra foto ancora.
Ecco, ora stiamo vedendo il fondo del magazzino.
PRESIDENTE: L'altra parte, cioè.
TESTE Piombino: Sì, lo vedo da qua, questo.
PUBBLICO MINISTERO: Lo vede bene?
TESTE Piombino: Sì, è la parte opposta.
Questo è rifatto, ci è rifatto un muretto, una soletta per un bisogno del verniciatore che si sta dentro a essa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, quella specie di... come l'ha chiamata, quella soletta, è stata fatta...
TESTE Piombino: Sì. Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... dopo.
TESTE Piombino: Sì, sì, questa soletta è stata fatta ottobre del '96.
PUBBLICO MINISTERO: Ottobre del '96. Perché serviva all'attuale...
TESTE Piombino: Al verniciatore che deve verniciare, per la polvere. Perché non è un grande carrozziere, verniciatore, che ha i forni... quello lì vernicia la macchina alla buona, quando...
PUBBLICO MINISTERO: Che è il signor...?
TESTE Piombino: Battaglia.
PUBBLICO MINISTERO: Battaglia, benissimo.
Senta, lei ha detto: 'gennaio '93, il signor Grigoli disponeva di questo locale'.
Per completezza, maresciallo, mi dice quale foto abbiamo fatto vedere?
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per la Corte, è la foto numero 10, l'interno che stiamo vedendo in questo momento.
Ecco, dal gennaio '93, fino a quando il signor Grigoli Salvatore ha avuto la disponibilità di questo locale?
TESTE Piombino: Ma credo di essere... non meno di un anno e mezzo, che è stato a nome suo, che poi trovandomi sempre in zona lì, dove c'è il fruttivendolo, diceva che questo magazzino, se lui lo lasciava, poterlo dare a un'altra persona che era una falegnameria E ho detto sì.
Siamo andati in Questura e si è fatto il passaggio, dopo... da lui a quella persona lì. Quindi, può darsi sia giugno, luglio... così non... si può vedere quando...
PRESIDENTE: Di quale anno?
PUBBLICO MINISTERO: Di quale anno, signor Piombino?
TESTE Piombino: Ma forse del '94... Fine '94, sicuramente c'era il nome suo.
PUBBLICO MINISTERO: Fine '94.
TESTE Piombino: Fino a verso giugno del '94 forse risulta a nome suo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Chi era quest'altra persona a cui venne intestato...
TESTE Piombino: Un Cascino, che l'ho visto una volta sola, dopo avere portato i documenti in Questura per dichiarare a nome suo, per circa un anno e così, diciamo, entravano sempre assieme con i cani, quella roba lì. Però non l'ho mai visto più.
Poi non mi hanno pagato più e non ho visto più a nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda anche il nome di battesimo di questo...
TESTE Piombino: No, no...
PUBBLICO MINISTERO: ... signor Cascino?
TESTE Piombino: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma glielo ha proposto il signor Grigoli di intestare questo...
TESTE Piombino: Ha detto che lui lo lasciava, se lo potevo dare a questa persona che doveva mettere una falegnameria.
Ho detto: 'per me, uno vale l'altro, tanto devo...'
PUBBLICO MINISTERO: Questa persona quindi è Cascino.
TESTE Piombino: Sì. Devo campare, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: E lei accettò questa...
TESTE Piombino: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, benissimo. Senta, tanto per completezza di questo discorso, faceste un contratto con il signor...
TESTE Piombino: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi fu un contratto verbale?
TESTE Piombino: Sì, una cosa così.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, ulteriore dato: lei ha detto che per l'appunto, fine '94, primi... seconda metà del '94, diciamo....
TESTE Piombino: E poi risulta a nome di Cascino.
PUBBLICO MINISTERO: Ancora oggi risulta a nome di...
TESTE Piombino: Sì, perché quando poi... io non ho visto più a nessuno. E non ho incassato più nemmeno soldi da nessuno, è stato vuoto per un mese, per lo meno, non me lo vado a ricordare, proprio dei tre anni ... mese lì. Ero tornato in Questura per dirci: 'quella cosa che ho fatto io a nome di Cascino, non è più valida, la devo annullare'.
Dice: 'non fa bisogno'.
E quindi ancora oggi risulta a nome di Cascino.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, ancor oggi risulta a nome di Cascino; mentre, ancor oggi, ce l'ha il signor Battaglia.
TESTE Piombino: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e un dato di... così, ulteriore chiarimento: per quanto riguarda, diciamo, il passaggio dal signor Cascino al signor Battaglia, cioè, ci fu qualche altro utilizzatore di questo...
TESTE Piombino: C'è stato un po' di vuoto e... mentre che era vuoto... perché il Battaglia gli aveva favorito una stanza all'esterno, sempre da me, dalla strada. Era piccolo, una volta che è vuoto... Siccome è un ragazzo che campa proprio a miseria, che non è che ci ha una industria, una cosa, dice: 'un po' più larga'.
Allora, dopo un po', l'ho passato dentro lì. E dentro lì, o fuori da lui. E un'altra persona che faceva il meccanico prima, che se n'è andato a lavorare in Tribunale a Palermo, tutta l'attrezzatura di meccanico, gliel'ho fatta conservare dentro per un po' di tempo.
E ancora c'è una macchina che forse è sua, con quella vecchia fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Ora qui non si vede. Che era, una...
TESTE Piombino: No, perché vede, la FIAT 600, lì... E' un amico che ci ha fatto conservare...
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiama questa persona?
TESTE Piombino: Eh... Cipiletti.
PUBBLICO MINISTERO: Il signor Cipiletti?
TESTE Piombino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo lavora in Tribunale, ho capito bene?
TESTE Piombino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A Palermo?
TESTE Piombino: Sì. Ha smesso di lavorare in officina, si è piazzato in Tribunale... Fa l'autista di scorta a un magistrato. Non...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, un autista del Tribunale di Palermo.
Però, di fatto, ho capito bene, non lo ha utilizzato...
TESTE Piombino: No, no, ha conservato i ferri, veniva lì... E poi alla presenza c'era il signor Battaglia, all'interno. Quindi sono pure amici che se veniva...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, nel periodo in cui ce l'aveva Battaglia.
TESTE Piombino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto: 'ci fu un periodo che questo locale fu vuoto', dice, 'non si fece vedere nessuno che...'
Ecco, ma sa quale era il motivo per cui lì non si era, in un certo periodo, non si era fatto vedere più nessuno?
TESTE Piombino: No, perché da parte del Grigoli, per me lui l'aveva già finito quello che sia il suo compito, a quanto sembra. Poi, da parte di Cascino doveva venire a montare l'attrezzatura per la falegnameria.
Passando del tempo, non ho visto più nessuno.
Tra l'altro io, in quel periodo, come ancora oggi, da stamattina, da ieri, io sono più a Milano che a Palermo. Faccio... che tutti i miei figli ce li ho a Milano, faccio due mesi a Palermo, un mese lì.
Quindi non è che vado a vedere un mese chi ci veniva, se... queste cose.
Quando ho visto il vuoto, poi, ho cercato seguire meglio. Nessuno paga, io devo mangiare... Io sono pensionato...
PUBBLICO MINISTERO: Ci fu... Mi scusi, signor Piombino, ci fu un periodo in cui non si fece più vedere né Grigoli, né Cascino?
TESTE Piombino: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma sa che cosa era successo a questa persona? A Grigoli?
TESTE Piombino: Sì, sì, ho letto quello che è successo dai giornali, che è stato... si è reso latitante, poi lo hanno preso lì, è stato arrestato...
PUBBLICO MINISTERO: Era latitante.
TESTE Piombino: Sì, dicevano così.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, nel periodo in cui...
TESTE Piombino: Ma è stato in quel periodo, dopo... perché sulla televisione... si venne a sapere delle cose in secondo tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, lei venne a sapere dopo che questo... C'era stato un periodo che questo Grigoli era latitante.
TESTE Piombino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nel periodo in cui, diciamo, il locale era vuoto.
TESTE Piombino: Beh, in quel periodo... più o meno in quelle...
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo, prima che lo prendesse il signor Battaglia.
TESTE Piombino: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si può dire così?
TESTE Piombino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e concretamente riesce a ricordare quand'è che il signor Battaglia, diciamo, ha avuto la disponibilità, quando ha iniziato questa attività di verniciatore?
TESTE Piombino: Al massimo delle cose, se... totalmente sono due anni e qualcosa, al massimo. Un anno e mezzo, due anni.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non se lo ricorda.
TESTE Piombino: No.
PUBBLICO MINISTERO: Col signor Battaglia, fece un contratto...
TESTE Piombino: No, col signor Battaglia le cose ... che non ha nessuna attività, nessuna cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questi affitti...
TESTE Piombino: Facevano...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi. Grigoli, Cascino, poi Battaglia, erano tutti contratti, diciamo, verbali?
TESTE Piombino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi lei poi fece la denuncia al Commissariato Brancaccio?
TESTE Piombino: Sì. Sì, perfetto.
PUBBLICO MINISTERO: Lei dice ancor oggi risulta Cascino.
TESTE Piombino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, signor Piombino, ma queste denunce al Commissariato di Brancaccio, lei lo ha fatto a nome suo...
TESTE Piombino: Mio.
PUBBLICO MINISTERO: A nome suo?
TESTE Piombino: Mio, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, lei ha detto che passava questi periodi a Milano.
TESTE Piombino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nel periodo in cui questo ambiente, questo magazzino ce l'aveva il signor Grigoli, lei sa come era, come veniva frequentato, che cosa ci veniva fatto lì?
TESTE Piombino: Allora, io lo vedevo una volta, due, lo vedevo di mattina, di sera, dava da mangiare ai cani, una volta con il motoape carico di cassette vuote. Non è che si ... dentro. Perché poi alla fine è un piazzale grandissimo, dalla strada fino in fondo: lui è l'ultimo dei magazzini. Quindi, per vedere chi entrava dentro, dove va...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, ecco, a questo immobile che vediamo qui...
TESTE Piombino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, diciamo, che attualmente ha Battaglia, è proprio l'ultimo immobile?
TESTE Piombino: E' proprio così, è questo il terreno così, rettangolare: qui c'è la strada, qua è Corso dei Mille. Entrando, il magazzino è qui, alla ferrovia.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo, è in fondo.
TESTE Piombino: 100 metri dalla strada.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è diciamo...
TESTE Piombino: Sì, l'ultimo, proprio confina con la ferrovia.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma questo magazzino è anche isolato dal resto degli altri magazzini?
TESTE Piombino: Sì. Perché qui c'è un muro, con un cancello, e poi c'è il piazzale che fa parte solo questo magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, è isolato.
TESTE Piombino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Rispetto agli altri.
TESTE Piombino: E' assieme, ma isolato. Gli altri si fermano qui, e lui continua ancora dentro.
PUBBLICO MINISTERO: E' in fondo proprio a questo...
TESTE Piombino: Sì sì. C'è il piazzale, poi.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Bene, col signor Piombino abbiamo concluso.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori hanno domande? Si può accomodare, grazie. Buongiorno.
*TESTE Piombino: Grazie.
PRESIDENTE: Chi facciamo entrare?
PUBBLICO MINISTERO: Facciamo entrare il signor Battaglia.
PRESIDENTE: Dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza, per cortesia.
*TESTE Battaglia: Allora, Battaglia Gaetano, nato a Palermo il 27/08/57.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Battaglia: 27/08...
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Battaglia: In via Oreto, 219.
PRESIDENTE: Bene. Vuole leggere quella formula?
TESTE Battaglia: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza".
Sono un po' emozionato, visto che...
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, signor Battaglia, buongiorno innanzitutto.
Senta, signor Battaglia, ci dice che attività lavorativa svolge?
TESTE Battaglia: Io?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Battaglia: Sì, carrozzeria, di macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Lei fa il carrozziere. Dov'è che lei la svolge, quest'attività?
TESTE Battaglia: Cioè la svolgevo in via Corso dei Mille, 1419.
PUBBLICO MINISTERO: D. 1419... c'è qualche lettera in questo numero civico?
TESTE Battaglia: Mi sembra che sia 10.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', comunque.
TESTE Battaglia: Non sono sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Fa poca differenza.
TESTE Battaglia: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, abbiamo sentito il proprietario di questo, del locale dove lei svolge quest'attività: il signor Piombino.
TESTE Battaglia: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha preso in affitto da lui? Glielo chiedo così, per conferma.
TESTE Battaglia: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quand'è che lei ci ha messo piede, dentro questo immobile?
TESTE Battaglia: Mah, all'incirca fra un anno e mezzo, due anni. Non con certezza, diciamo, ma in quel periodo: un anno e mezzo, due anni.
PUBBLICO MINISTERO: Si può dire l'estate '96?
TESTE Battaglia: Ma diciamo in estate, fine estate mi sembra o... sì, estate.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, fine estate, agosto? Settembre.
TESTE Battaglia: Sì, agosto. Agosto, perché lo ricordo bene che ero un pochettino, c'era un po' di caldo, e là...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, agosto del '96.
TESTE Battaglia: Diciamo agosto, calcolando, diciamo agosto, un anno e mezzo, due anni: questo.
PUBBLICO MINISTERO: Se è un anno e mezzo, dovrebbe essere per l'appunto '96, su per giù.
TESTE Battaglia: Eh, appunto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Battaglia: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e ha fatto dei lavori lei, in questo immobile?
TESTE Battaglia: Sì, lavori di carrozzeria.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Dico, quando lo prese in affitto, prese in affitto questo locale.
TESTE Battaglia: Ah, delle modifiche?
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Si rese necessario qualche...
TESTE Battaglia: Un paio di mesi fa, visto che diciamo non c'era niente da sperare, ho creato in muratura una cabina. Io la chiamo cabina. Per verniciarci le macchine. Questa modifica sola, ho fatto. E poi, diciamo, il locale per com'era.
PUBBLICO MINISTERO: Il locale era esattamente quello.
TESTE Battaglia: Sì, per com'era.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, e lei sa chi ce l'aveva prima di lei, questo locale?
TESTE Battaglia: No. L'ho saputo, diciamo, dopo tempo, diciamo nel giornale.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè? Ci vuol spiegare?
TESTE Battaglia: Diciamo quando, cioè questa, cioè l'ho visto diciamo nel giornale quando hanno arrestato il signor Salvatore Grigoli: questo. Perché io non lo conoscevo. Cioè di vista, un due, tre volte, da buon vicinato, visto che io ero all'entrata, diciamo salutavo: 'Buongiorno'. Però, non conoscevo diciamo la persona.
Perciò tramite, diciamo, giornale poi, diciamo, ho appurato che era prima di me, questa persona, là.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma nel periodo, lei sta dicendo che questa persona che poi, cioè di cui vide le foto sui giornali, era venuta lì mentre lei c'aveva...?
TESTE Battaglia: No no, assolutissimamente. Io l'ho preso diciamo, il locale, che era vuoto. E non sapevo chi c'era prima.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto, dice: 'Io ho visto...
TESTE Battaglia: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... la foto...
TESTE Battaglia: L'ho visto.
PUBBLICO MINISTERO: ... la foto sul giornale al momento in cui questa persona è stata arrestata'.
TESTE Battaglia: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quand'è che l'aveva vista lei, prima, questa...?
TESTE Battaglia: Prima, siccome diciamo c'è un'entrata, c'è un cancello, e allora io poco prima avevo un magazzino piccolo, perciò chi entra 'buongiorno', così, a livello di vederlo un due, tre volte.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
TESTE Battaglia: E neanche poi ero pure sicuro, chi era questa persona. Visto che non l'ho quasi mai vista.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, signor Battaglia, chiariamo meglio.
TESTE Battaglia: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, a quanto ho capito, già lavorava in questo cortile, diciamo?
TESTE Battaglia: No. Dentro il cortile, no. Fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Fuori.
TESTE Battaglia: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Però davanti al cor... davanti all'ingresso.
TESTE Battaglia: Non proprio davanti, diciamo ad angolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ad angolo.
TESTE Battaglia: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quando lei lavorava ad angolo, prima quindi di andare nel magazzino del signor Piombino, lei aveva visto questa persona la cui foto, poi, vide sui giornali?
TESTE Battaglia: Sì. Però, diciamo, però solo questo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, collegò.
TESTE Battaglia: Sì. Diciamo che poi era quella persona che aveva affittato quel locale.
PUBBLICO MINISTERO: E che lei aveva visto qualche volta lì.
TESTE Battaglia: Sì. Però sapevo che andava a metterci i cani, questo io sapevo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e lei l'aveva vista a suo tempo? Questi cani, questa...
TESTE Battaglia: No, proprio i cani, diciamo non lo so, poi lui li metteva, diciamo, dietro il portabagagli. Sapevo così, diciamo, che si parlava, diciamo uno che va a caccia, tutto questo.
Poi, magari l'avrò pure visto con un cane, però non è che vado a vedere la macchina oppure saluto, così. Magari, sbadatamente, uno non guarda niente di questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Cioè, dei lavori che... I lavori: ora, maresciallo, per toglierci il dubbio, vogliamo rimostrare la foto dell'interno del magazzino?
Ecco, la vede, riesce a vederla da lì?
TESTE Battaglia: Sì sì.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo, innanzitutto, è questo il locale di cui stiamo parlando?
TESTE Battaglia: Sì, questo di qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, qual è la parte che lei aveva, per così dire, modificato? Ecco.
TESTE Battaglia: La parte sinistra.
PRESIDENTE: Lei guardi dietro il...
PUBBLICO MINISTERO: No, guardando la foto, signor Battaglia.
TESTE Battaglia: Quella di là, dove c'è il Golf. Quel pezzo di muro, diciamo, e la tettoia. Io ho fatto questo di qua, tipo - io lo chiamo forno, chiamiamolo forno - cioè per fare, diciamo verniciare la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Per verniciare.
TESTE Battaglia: Per non farci andare la polvere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, e quand'è che lei realizzò questi lavori?
TESTE Battaglia: Mah, un paio di mesi. Però diciamo...
PUBBLICO MINISTERO: Un paio di mesi addietro? Quindi recentissimo, questo...
TESTE Battaglia: Sì sì. Difatti sino, prima di venire diciamo l'ispettore, mio figlio dipingeva il tetto del forno, questo.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo, di quello che si vede in fondo alla fotografia.
TESTE Battaglia: Sì sì.
PUBBLICO MINISTERO: Maresciallo, siamo sempre alla foto 10? E, per la Corte, è sempre il famoso album del consulente.
Bene, signor Piombino, io penso... Senta, signor Battaglia.
TESTE Battaglia: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando diciamo, lei ha parlato, è venuto l'ispettore, quindi sappiamo che è venuta la Polizia lì.
TESTE Battaglia: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo locale era chiuso?
TESTE Battaglia: No, aperto. Mi ha trovato aperto.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, mi spiego: gli ha aperto lei, alla Polizia?
TESTE Battaglia: No no, io ero lì dentro, che stavo dipingendo questa cabina, il tetto del, diciamo del forno. Che può confermare poi l'ispettore. E c'era mio figlio che lo dipingeva.
PUBBLICO MINISTERO: Chi era, quest'ispettore chi era?
TESTE Battaglia: Non lo so di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Il nome non se lo ricorda?
TESTE Battaglia: No.
PUBBLICO MINISTERO: Uno di quelli che...
TESTE Battaglia: So, quello che mi ha, diciamo, interrogato è il signo... il questore Cusenza.
PUBBLICO MINISTERO: L'ispettore Cusenza.
TESTE Battaglia: Cusenza.
PUBBLICO MINISTERO: Lo sentiremo, sentiremo lui. Senta, lei dava a qualcuno la disponibilità di questo magazzino?
TESTE Battaglia: No no, a nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Non l'ha mai data a nessuno?
TESTE Battaglia: No no, era solo mio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
TESTE Battaglia: Da quando facevo la macchinetta, diciamo, era solo per me il locale, non entrava nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Non entrava nessuno. Va bene, ho concluso col signor Battaglia.
PRESIDENTE: Parti civili, domande? Difensori, domande? Si può accomodare, grazie.
*TESTE Battaglia: Grazie, dottore.
PRESIDENTE: Chi facciamo venire?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, testimoni, per oggi, li abbiamo...
PRESIDENTE: Mi pare di aver visto il maresciallo che ci ha fatto da traduttore. Che era stato...
PUBBLICO MINISTERO: L'ho visto anch'io. Non so se ha...
PRESIDENTE: Dovrebbe essere nella stanza dei testi.
PUBBLICO MINISTERO: Maresciallo Galia.
PRESIDENTE: Sì. Si accomodi. Vuol dire il suo nome e cognome?
*PERITO Galia: Allora, maresciallo Galia Mariano.
PRESIDENTE: Dunque, a lei è stato dato l'incarico di completare il lavoro di trascrizione, mediante traduzione di alcuni brani, delle espressioni usate dall'imputato Ferro durante le sue dichiarazioni.
PERITO Galia: Sissignore.
PRESIDENTE: Ha eseguito l'incarico?
PERITO Galia: Sissignore.
PRESIDENTE: E il suo elaborato del lavoro è stato consegnato poi al Tinnirello?
PERITO Galia: Sissignore, ce l'ha il signor Tinnirello qui con sé.
PRESIDENTE: Il trascrittore. Comunque, conferma lei quel lavoro che ha fatto?
*PERITO Galia: Sissignore, confermo.
PRESIDENTE: Ha domande, il Pubblico Ministero?
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
Nessuna domanda.
PRESIDENTE: I difensori hanno domande? Si può accomodare, grazie.
Dovremmo sentire anche il Tinnirello, mi pare, sull'ulteriore incarico che era stato affidato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Presidente, certo.
PRESIDENTE: Si accomodi. Anche lei ripeta il suo nome e cognome.
*PERITO Tinnirello: Tinnirello Filippo.
PRESIDENTE: Allora, lei ha effettuato il lavoro di trascrizione delle telefonate che le era stato dato?
PERITO Tinnirello: Sì, delle tre utenze richieste dal P.M. E qui ci sono le trascrizioni.
PRESIDENTE: E questo è l'elaborato.
PERITO Tinnirello: L'elaborato.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero... Conferma questo lavoro?
PERITO Tinnirello: Certo.
PRESIDENTE: Ha domande, il Pubblico Ministero?
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, io non ho domande specificamente su queste trascrizioni. Se non mi sbaglio, è in data di oggi questo, questa...
PERITO Tinnirello: Consegno...
PRESIDENTE: Sì, viene consegnata stamattina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io...
PRESIDENTE: Allora, si riserva di esaminarlo?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, voglio dire, Presidente, andrà sicuramente tutto bene, però...
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Piuttosto, mi perdoni Presidente.
PRESIDENTE: Sì?
PUBBLICO MINISTERO: Io ricordo che l'altra volta, quando appunto segnalammo, o meglio rappresentammo la richiesta di affidare questo incarico, perché il signor Tinnirello provvedesse a trascrivere alcune telefonate ulteriori, ricordo di aver precisato alla Corte che in sede di esame, quando ci fosse stato l'esame del signor Tinnirello, io avrei dovuto porgli specificamente un quesito relativo al primo incarico che aveva assolto.
E era un - se posso senz'altro porlo, il problema...
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Il problema è molto semplice. Per quanto riguarda le telefonate intercettate sull'utenza intestata a Tusa Silvia, e si tratta esattamente di una telefonata, signor Tinnirello, che ha formato oggetto del primo incarico che le è stato affidato dalla Corte, lei doveva occuparsi della trascrizione di quello che emergeva dalle registrazioni, relativamente a due telefonate. Che hanno, nel suo elaborato, progressivamente i numeri 19 e 20. Entrambe del 28/07/93, ore 22.06 e ore 22.07.
Per quanto riguarda la prima telefonata, quella del 28 luglio '93 ore 22.06, io leggo dal suo elaborato:
"Viene alzata la cornetta, ma non viene formato nessun numero. Voci incomprensibili in sottofondo, coperte da segnale di linea". Puntolini di sospensione: "... Aldo viene appresso a me". Chiusura della parentesi.
Ecco, ora a me non è molto chiaro cosa volesse dire. Perché ci sono, si capisce che non si forma nessun numero, si capisce che ci sono delle voci incomprensibili in sottofondo - e le porrò una domanda - e poi spunta, dopo dei puntolini di sospensione, queste cinque parole:
"... Aldo viene appresso a me".
Che non si sa da dove emerga.
Allora, per "incomprensibile", cosa si deve dire? Incomprensibili...
PERITO Tinnirello: Incompre...
PUBBLICO MINISTERO: Posso? Mi lasci finire la domanda, perché teoricamente il Presidente mi potrebbe dire che la domanda non va bene, un difensore potrebbe fare opposizione.
Cosa vuol dire "incomprensibile"? Sono assolutamente incomprensibili, sono relativamente incomprensibili, mal comprensibili? C'è un sistema per renderle comprensibili? Perché vedo che si parla di un segnale di linea in sottofondo, che coprirebbe queste voci. Ecco, questo è il primo punto del discorso.
PERITO Tinnirello: Il segnale di linea, quando si alza la cornetta, c'è il "tu! tu!" del telefono, di solito fa "tu! tu!", insomma si sente quel segnale lì, no? Che c'è la linea. E questo segnale qui...
PRESIDENTE: Ecco, parli più nel microfono, per favore, perché non...
PERITO Tinnirello: E' più forte delle voci che ci sono. La volta precedente, che lei mi ha detto, appunto, me l'ha indicate di già... all'ultima udienza, il 22, credo l'abbia indicata.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PERITO Tinnirello: Io, a quel punto, mi sono tolto la curiosità. Che siccome, le trascrizioni che ho fatto, mi rimane la cassettina lì, a portata di mano.
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
PERITO Tinnirello: Di riascoltarla, questa cassetta, approfondendo un po' il discorso. E filtrandola con delle attrezzature - che io, essendo elettronico, ce l'ho - a questo punto ho potuto attenuare il rumore di linea.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PERITO Tinnirello: Ed esaltare le voci.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PERITO Tinnirello: E ho cominciato a sentire quello che si sente. Io, da parte mia, l'ho trascritta. Però, se vi va bene, io l'ho già trascritta.
PUBBLICO MINISTERO: Non è un problema "se vi va bene".
PERITO Tinnirello: Nel senso che io...
PUBBLICO MINISTERO: Allora, a quello che ho capito...
PERITO Tinnirello: Che c'ho la cassetta dietro, anche, per poterla ascoltare in aula.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, signor Tinnirello. A quello che ho capito, allora lei, tecnicamente...
PERITO Tinnirello: Ho cercato di ripulirla.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma non è che ha modificato la registrazione?
PERITO Tinnirello: No, no. Ho soltanto, la voce...
PUBBLICO MINISTERO: Nell'ascolto.
PERITO Tinnirello: In ascolto, esatto. L'originale è sempre lì, integra, quella non l'ho toccata.
PUBBLICO MINISTERO: Questo ha la sua importanza.
PERITO Tinnirello: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, lei in ascolto, a quello che ho capito, è riuscito ad attenuare il segnale...
PERITO Tinnirello: Della linea.
PUBBLICO MINISTERO: Di linea.
PERITO Tinnirello: Ed evidenziando di più le voci. A quel punto, ho potuto sentire di cosa si trattava.
PUBBLICO MINISTERO: Io ne prendo atto. E allora, queste cinque parole, "Aldo viene appresso a me"?
PERITO Tinnirello: Erano le uniche che si sentivano prima. Ora, invece, se ne sentono di più.
PUBBLICO MINISTERO: Io, a questo punto, chiederei alla Corte di disporre perché il signor Tinnirello, se ritiene di avere un elaborato ottenuto attraverso...
PRESIDENTE: L'ha già...
PERITO Tinnirello: Io l'ho già trascritta, per me non c'è nessun problema.
PRESIDENTE: Se i difensori sono d'accordo, io sarei anche dell'opinione - se siete d'accordo, perché questa è una questione che attiene un po' a un'attività, non diciamo eccezionale, ma non certamente corretta - si potrebbe anche sentire questa parte terminale della cassetta. Ovviamente, ripulita.
Ma lei ci deve spiegare: ripulita, cosa vuol dire?
PERITO Tinnirello: Vuol dire, facendola...
PRESIDENTE: Nel suo gergo.
PERITO Tinnirello: Certo.
PRESIDENTE: Perché nel nostro avrebbe un significato allarmante.
PERITO Tinnirello: Allora, facendola attraversare attraverso un filtro.
PRESIDENTE: Sì?
PERITO Tinnirello: Si... La frequenza che viene prodotta attraverso questo rumore del telefono, si attenua. E la voce, invece, si esalta.
PRESIDENTE: Si esalta.
PERITO Tinnirello: A quel punto, fanno così: la voce si sente e il telefono rimane un po' in sottofondo.
PRESIDENTE: ... invece non da...
PERITO Tinnirello: Cosa che, prima, era all'incontrario.
PRESIDENTE: Allora, se le parti sono d'accordo - il Pubblico Ministero e i difensori, parti civili comprese - possiamo procedere all'esame anche immediato di questa parte di cassetta.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, la cassetta, ho solo quella... Andrebbero forse sentite tutt'e due, per sentire la differenza l'una dall'altra.
PRESIDENTE: Ma ce le ha qui, lei, oggi?
PERITO Tinnirello: Eh, no, ne ho solo una qui.
PRESIDENTE: Allora, lo rifacciamo l'udienza prossima.
PERITO Tinnirello: Mi attrezzo con l'apparecchio, in modo che si mette la cassetta e si ascolta in aula.
PRESIDENTE: Va bene, va bene, lo facciamo all'udienza prossima.
Il Pubblico Ministero ha altre domande?
PUBBLICO MINISTERO: Un suggerimento. Domande, al signor Tinnirello, no. E' un suggerimento: se il Presidente ritiene...
Signor Tinnirello, per la prossima udienza potrebbe, fermo restando che saranno udite le cassette di cui spiegherà...
PRESIDENTE: Portarci l'elaborato?
PUBBLICO MINISTERO: Potrebbe portare questa trascrizione.
PRESIDENTE: Certo, in maniera che tutte le parti lo possano esaminare.
PERITO Tinnirello: Certo.
PRESIDENTE: Naturalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, se noi lo potessimo avere prima, così...
PRESIDENTE: Certo, certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... nell'ascoltarlo, si può noi stessi...
*PERITO Tinnirello: Certo, senz'altro.
PRESIDENTE: Benissimo. Ora però vorrei sapere dal Pubblico Ministero, l'udienza di domani, che cosa prevede?
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Allora, noi proprio ci accingevamo a rappresentare il programma delle udienze a venire. Allora, il dottor Nicolosi... allora, per l'udienza di domani noi penseremmo di sentire questi testimoni.
Sono: il dottor Sabina, già dirigente della Squadra Mobile della Questura di Palermo; il dottor Di Maio, del Centro Interprovinciale Criminalpol, Sicilia Occidentale; l'ispettore Cusenza, del quale oggi abbiamo sentito parlare un paio di volte, o almeno una volta. E, poi, un altro ispettore della Criminalpol, che è l'ispettore Gibino Antonino.
Per domani l'altro, abbiamo invece citato, vorremmo esaminare quindi: il dottor Grassi Andrea, del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato; l'ispettore Ortolan, ancora del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato; il dottor Di Bernardini, a sua volta del Servizio Centrale Operativo. Poi, ancora, il dottor Gabrielli e l'ispettore Lachina: dottor Gabrielli, già della DIGOS della Questura di Firenze, l'ispettore Lachina anch'egli già della DIGOS della Questura di Firenze.
E crederemmo, con questo, di aver completato il programma per la giornata anche di domani l'altro.
Dopodiché, vorremmo procedere all'esame di Brusca, a partire dal giorno 13 gennaio, che è martedì.
PRESIDENTE: Martedì.
PUBBLICO MINISTERO: Martedì. Quindi sarebbero tre giorni di udienza, Presidente, di questa settimana - oggi, giovedì e venerdì - e nella settimana successiva l'esame di Brusca, a oltranza.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora, l'udienza riprende domattina alle ore 09.00, traduzione degli imputati detenuti. Buongiorno.