Home page Indietro Contatti Cerca nel sito RSS
Processo per la strage di Via dei Georgofili
I verbali del 1° dibattimento
collaboratori
consulenti
deleghe_in_corso_di_dibattimento
esame_imputati
esposizione_introduttiva
fascicolo_dibattimento
intercettazioni
lista_testi
polizia_giudiziaria
preparazione_esami_dibattimento
requisitoria
requisitoria_generale
richiesta_di_prove
sentenza_661998
sommario
udienze
vicenda_bellini
97_03_21.txt
97_07_04.txt
97_07_18.txt
98_01_16.txt
atto_di_impugnazione.txt
risc_fe.txt
riscont.txt
riscontr.txt

Note
Versione stampabile   
DIBATTIMENTO-1: consulenti/formello/formello.txt


udienza 7.2.1997

*TESTE Delogu: Sono il capitano Giovanni Delogu.
PRESIDENTE: Lei ricorda il solito impegno a dire la verità?
TESTE Delogu: Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può iniziare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora capitano, veniamo questa volta ad affrontare un fatto di cui per ora lei non ci ha reso edotti, mi riferisco all'episodio avvenuto a Formello il 14 aprile del '94. E vorrei partire dal dato, che peraltro risulta dalla documentazione che è già nella disponibilità della Corte, dal dato costituito dal fatto che lei ha partecipato alle operazioni di sopralluogo, nella qualità appunto di ufficiale del Centro delle Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi se dà le coordinate, intanto di ordine temporale di questo intervento e poi anche se ce lo descrive nelle sue modalità e nei suoi contenuti.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La Corte lo ricorda sicuramente comunque può prendere nota, che tutto il fascicolo dei rilievi compiuti dal CIS si trova nel fascicolo del dibattimento dalla pagina 8179 in poi. Infatti gli atti sono stati trasmessi con una nota indirizzata al Pubblico Ministero di Roma del CIS che è datata 17 maggio '94. E' il primo foglio che si trova a pagina 8179 e poi c'è il verbale e poi c'è il fascicolo illustrativo allegato alla relazione tecnica, più che altro costituito da fotografie e da due planimetrie allegate.
Prego capitano, abbia pazienza.
TESTE Delogu: Chiedo scusa, signor Presidente, posso andare in quella postazione che devo guardare delle carte?
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE Delogu: Allora, la sera del 14 aprile '94, ricevemmo una richiesta di intervento dalla Compagnia Carabinieri di Roma Cassia a seguito di un'esplosione che si era verificata sulla via Formellese, all'altezza chilometrica di 3 chilometri più 500 metri per condurre lì un sopralluogo e un repertamento.
Allorché arrivammo sul posto, circa le ore 20.00: tutta l'area era già stata sottoposta a cinturazione, nel senso veniva precluso l'accesso a personale non impiegato nei rilievi e nel sopralluogo, da parte dei militari dell'Arma territoriale competente.
La scena presentava una strada, in quel tratto rettilinea, ricoperta di detriti derivanti dall'esplosione di un ordigno posto a fianco alla strada stessa, nel canale di scolo delle acque, che aveva proiettato appunto massimamente del terreno sulla strada stessa. L'esplosione aveva interessato in parte la carreggiata e più precisamente la corsia che da Formello porta verso Roma, verso la Cassia-bis. Qui abbiamo anche fotografie che possono essere...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, infatti stavo per sottoporle alcune foto, naturalmente bisognerà prendere queste del fascicolo proprio del dibattimento, anche se probabilmente avrà...
TESTE Delogu: E' la copia agli atti dell'ufficio, è identica.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma insomma...
TESTE Delogu: D'accordo.
PUBBLICO MINISTERO: ... regolarità vuole che si faccia con il fascicolo del dibattimento.
Ecco, si tratta, con riferimento a quel fascicolo di rilievi, delle foto 10 e 11. Sono queste che le chiederei, capitano, di illustrare.
TESTE Delogu: Sì. Qui è proprio l'intervento poco tempo dopo, il tempo di arrivare e di muovere i mezzi e di arrivare sul luogo dell'attentato, dove io e il personale da me coordinato, dipendente...
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare che quel signore con quella giacca azzurra sia lei.
TESTE Delogu: L'unico in borghese. Sì, sono io questo in alto a destra. Stiamo procedendo alla misurazione del cratere.
Prima di fare questa operazione, come ripeto, la zona era stata cinturata e a differenza di come si fa normalmente che l'attenzione viene subito portata sul cratere, io disposi di operare in maniera leggermente diversa; per cui procedemmo a fare sopralluogo e repertamento su tutta la strada, diciamo dall'incrocio - che poi collocheremo nello spazio - fino al cratere perché avevamo necessità di far avvicinare dei mezzi meccanici con i sistemi di illuminazione in quanto ormai si era fatto scuro e era impossibile lavorare.
Queste invece sono delle foto fatte l'indomani mattina, che servono meglio per vedere un attimino la zona com'era. Questa ripresa fa vedere la strada che porta dalla Cassia-bis verso l'abitato di Formello e, a circa metà della fotografia, in questa posizione qua, dove c'è quest'uomo che lavora, c'è il cratere che come si vede ha interessato la cunetta della strada, affianco della carreggiata che porta, guidando a destra, da Formello verso Roma diciamo; e si vede anche, quello che dicevo prima, che la strada è tutta piena di detriti. E la notte noi abbiamo proceduto, primariamente a repertare tutta questa zona onde consentire ai mezzi contenenti i sistemi di illuminazione, di portarsi più vicino possibile al cratere.
Dopodiché sono state fatte quelle misurazioni che si vedono nella foto che abbiamo visto prima, ecco, questa qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi cominciamo a dire questo capitano: che le rilevazioni sulle dimensioni del cratere sono state operate...
TESTE Delogu: La notte stessa.
PUBBLICO MINISTERO: ... nel corso della prima parte del sopralluogo, se così possiamo dire.
TESTE Delogu: Sì, il sopralluogo iniziò, diciamo, intorno alle 20.00 ritengo, appena arrivammo lì sul posto: la chiamata, il tempo di arrivare, saranno state le 20.00, 20.30, adesso non ricordo con estrema precisione al minuto, comunque era quello. E ricordo che finimmo a tarda notte, verso le 02.30 la notte. Per riprendere poi...
Ovviamente, fino alle 02.30 abbiamo fatto tutte quelle attività che non potevano essere differite all'indomani. Poi invece all'indomani abbiamo differito tutte quelle attività che era differibili e abbisognavano di luce per poter essere condotte in maniera corretta. Cioè, abbiamo valutato di non dover rovinare niente, un equilibrio nella scelta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ormai che ci siamo, anche perché abbiamo sotto gli occhi la foto del cratere.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le dimensioni di questo...
TESTE Delogu: Sì, allora il cratere aveva una forma ellissoidale dovuta al fatto che l'esplosivo ha trovato minore resistenza, ovviamente, sul terreno; quindi ha un diametro più lungo, maggiore lungo la parallela alla strada e minore ortogonalmente alla strada. Per ovvi motivi, perché la strada offre maggiore resistenza.
Questi due diametri erano di 6 metri, per quello maggiore e di 4,70 per quello minore. Ho anche una planimetria con le curve di livello, se è necessario, c'è la descrizione completa del...
PUBBLICO MINISTERO: La planimetria è nella disponibilità della Corte. Se la Corte o i difensori ritengono di fare delle domande gliele faranno. Io non mi soffermerei su questo.
Ecco, il sopralluogo quindi, per le attività differibili, è ripreso l'indomani stava dicendo.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e per quanto si è protratto?
TESTE Delogu: Diciamo tutta la giornata. Più o meno tutta la giornata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Oltre che rilevare la situazione complessiva - poi lei tra un attimo magari la illustrerà - ma oltre a rilevare, anche nelle sue dimensioni, il cratere, l'attività di repertazione a quali risultati ha portato?
TESTE Delogu: Sì, dunque, c'è da dire una cosa: questa Corte ormai è abituata a vedere sopralluoghi molto complessi; in questa situazione il sopralluogo è piuttosto semplice perché c'è un buco e tutto intorno è abbastanza piano, quindi è molto veloce il sopralluogo.
Niente, abbiamo distinto due aree principali, la strada e la campagna, a destra e a sinistra della strada stessa e tutti i materiali che stavano sulla strada o sulla campagna di interesse sono stati rinvenuti, fotografati sul posto, segnati sulla mappa nel posto dove sono stati trovati e quindi recuperati e portati in laboratorio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questi reperti, a prescindere da quella che è stata l'attività successiva, propriamente facente capo all'incarico che è stato dato a lei dal Pubblico Ministero, presentavano, hanno presentato caratterizzazioni, connotati in qualche modo specifici e significativi con quello che era avvenuto?
TESTE Delogu: Sì. Dall'esame dei reperti poi, anche in fase di consulenza senza anticipare i tempi, si potevano vedere delle grosse categorie - diciamo così - di reperti. Tanto era terriccio, perché ovviamente un'esplosione sulla terra spara per aria della terra stessa. Poi c'erano dei cavi che potevano derivare sia da una linea elettrica che passava proprio sopra il cratere, una linea elettrica di tipo stradale, con i pali intervallati e il cavo che va da un palo all'altro. Poi c'erano dei frammenti di cordoncino di 0,5 centimetri, 4 o 5 millimetri di spessore, multifilato, di colore bianco se non ricordo male. E in più c'era tanta plastica. C'era della plastica come di un contenitore di plastica rigido, insomma, abbastanza rigido, di colore bianco. Quello era sicuramente un contenitore perché si vedeva che aveva ricevuto lo sbrindellamento dell'esplosione e i segni caratteristici della fusione da esplosione e quindi ritengo che... ed era a 360 gradi sparso sul terreno, quindi è difficile ipotizzare che non fosse il contenitore dell'ordigno, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Dato che stava facendo riferimento a questa linea elettrica aerea che poteva spiegare la presenza di segmenti, spezzoni.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dalle fotografie di sopralluogo...
TESTE Delogu: Forse...
PUBBLICO MINISTERO: Mi sembra che dalle prime...
TESTE Delogu: ... sono stato limitativo. I fili elettrici non derivavano solo dalla linea elettrica, perché quelli della linea elettrica erano abbastanza caratteristici. C'erano anche altri fili di spessore minore, diciamo, non riconducibili alla linea elettrica. Fili elettrici che possono derivare o da dei collegamenti elettrici dell'ordigno stesso, o ritengo più probabilmente, o con la stessa possibilità una non escludendo l'altra diciamo, quindi addirittura contemporaneamente le due ipotesi; ritengo che alcuni fili derivino dal sistema di disinnesco che, sono informazioni che già allora disponevamo, aveva messo in opera l'artificiere per cercare di disinnescare l'ordigno senza farlo esplodere.
Aveva esteso dei cavi elettrici che comandavano determinati oggetti per il disinnesco del... Quindi alcuni di questi fili sono sicuramente rimasti coinvolti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Delogu: Potrebbero essere rimasti coinvolti nell'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Ormai che ci siamo, capitano, le chiederei di commentare le prime foto del verbale del fascicolo allegato - le prime proprio, le prime due - del fascicolo allegato al verbale di sopralluogo.
TESTE Delogu: Dei reperti o della scena?
PUBBLICO MINISTERO: No, no, la scena. Proprio le prime due dell'intero fascicolo.
TESTE Delogu: Ah.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome parlava appunto di linee elettriche aeree e quant'altro.
TESTE Delogu: Ah, sì. Tra l'altro adesso mi ricordo un'altra tipologia dei reperti era data da frammenti di ferro e di cemento armato derivanti dalla rottura di questa staccionata che è fatta con rete metallica e pali di cemento armato.
La linea elettrica si vede in questa fotografia in alto a sinistra, è interrotta e la prosecuzione è qui, di questa linea qua, che si vede anche nella foto successiva. In questa zona qui e in questa zona qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Faceva un attimo fa, due riferimenti ai frammenti di un qualche manufatto in plastica e poi frammenti di cordino, o quel che fosse, è dato anche degli estremi in termini di colori, di sezioni.
TESTE Delogu: Sì, il cordino ne abbiamo un esempio nel reperto IV. Questo è...
PUBBLICO MINISTERO: Che foto è, capitano, mi scusi? Che foto è?
TESTE Delogu: La foto è la numero 15.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Delogu: Il reperto è il numero 4, la foto è la numero 15. Questa è una foto scattata, come vi dicevo, con quel sistema che ormai è adottato universalmente di fotografare il reperto lì dove si trova. Questo addirittura nell'epoca in cui fu trovato perché è evidente dal contorno che è notte. Se lei apre un momento. Questa è stata fatta la notte stessa. Quindi ritengo, bisognerebbe andare sulla pianta a trovarlo, ma stava sulla strada.
Ecco, e questo qua è un cordino che io ho detto di colore bianco, multifilato, questo addirittura a occhiello è multifilo, cioè non è un filo solo ma è una serie di fili intrecciati.
PUBBLICO MINISTERO: Intrecciati. Si parlava di questi...
TESTE Delogu: Adesso andiamo alla plastica.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
TESTE Delogu: Nella foto 26, reperto numero 15, si vede quello che dicevo io, poi ci sono delle fotografie migliori. Questo è proprio materiale plastico dove è evidente la forza sbrindellante dell'esplosione, tutti crateri, microcrateri dovuti a particelle calde che attraversano molto velocemente questo contenitore. Ce n'è tanti, per esempio anche la 16, stessa cosa. Forse la telecamera non rende giustizia. In questa che è una foto da laboratorio si vede un po' meglio, reperto numero 23, foto numero 34. Si vedono proprio degli spezzoni di plastica con rotture a frange e colorazione un attimino scura. Questo forse era leggermente più distante, nel senso, o materiale leggermente più spesso del contenitore.
Nello stesso reperto vediamo, in questa zona qui e invece l'effetto molto più pronunciato. Questa parte qua potrebbe derivare da una parte sempre del contenitore ma per esempio della basetta di appoggio. Non so, immaginiamo, per fare un esempio, un bidone, ecco, dalla superficie del bidone deriva questa parte qui, quella più distrutta. Dalla parte diciamo dove il bidone poggia per terra, che c'è una sorta di rilievo - ammesso che fosse così - un piccolo rilievo potrebbe derivare quest'altro. Si è salvato un attimino di più perché più consistente.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Questo è, mi pare, l'illustrazione dell'attività di sopralluogo con relativi rilievi descrittivi, fotografici, planimetrici e repertazione. Ora ho bisogno di porle alcune questioni che invece muovono dall'incarico di consulenza, che lei ricevette dal Pubblico Ministero di Roma, dal dottor Salvi.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo incarico lei ricorda la data in cui l'ha ricevuto? E' per fare sempre, nei limiti del possibile, l'anagrafe agli atti compiuti dagli Ufficiali di Polizia Giudiziaria, dai consulenti. Non mi sembra una buona tecnica per dare alla Corte le informazioni che servono.
TESTE Delogu: Allora, il 15 aprile alle ore 16.20.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, voglio dire, l'attività di consulenza si è innestata sull'attività di rilievo e sopralluogo insomma?
TESTE Delogu: Sì, però personalmente io tendo a separare le due figure professionali anche nei tempi, per quanto non sia sempre possibile, comunque il sopralluogo era chiuso a quel momento, per quanto...
PUBBLICO MINISTERO: Il sopralluogo è l'Ufficiale di Polizia Giudiziaria.
TESTE Delogu: Di Ufficiale di Polizia Giudiziaria, è iniziato da quello del consulente.
PUBBLICO MINISTERO: Da quel momento in poi il consulente del Pubblico Ministero, benissimo. Allora, che tipo di indagine tecnica fu affidata a lei, e anche al dottor Vadalà, in relazione a questo incarico? Dopo io porrò alcune domande a lei e altre le porrò al dottor Vadalà.
TESTE Delogu: Sì, dunque, l'indagine ovviamente - senza andare a rileggere i quesiti specifici che stanno già agli atti - verteva soprattutto inizialmente a stabilire che tipo di esplosivo era, la quantità, il confezionamento dell'esplosivo stesso, la possibilità di reperire sul mercato l'esplosivo stesso, il sistema di attivazione ove possibile, l'eventuale punto di attivazione del sistema. E questi mi ricordo adesso, sennò devo andare a guardare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, infatti quelli che lei rammenta sono comprensivi di quelli sui quali le debbo porre delle domande.
La determinazione quindi, delle specie esplosive.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Premettendo un'altra domanda. Queste indagini sono state, indagini di laboratorio, sono state effettuate sulla base del solo materiale repertato dal centro, dal CIS voglio dire, oppure sulla base anche di materiale repertato da altro organo tecnico di Polizia?
TESTE Delogu: Successivamente, ma neanche tanto tempo dopo, noi siamo intervenuti intorno alle 20.00, la Polizia di Stato intorno alle 23.00. Anche loro hanno, di comune accordo poi, proceduto a sopralluogo e repertamento; quindi c'è una parte di reperti e di sopralluogo che riguarda la Polizia di Stato. Il materiale, che poi in questo caso non era complesso, quindi il materiale che è stato sottoposto alle indagini è, diciamo, nel 90% dei casi terriccio prelevato dal cratere.
Quindi su questo materiale noi abbiamo condotto le indagini per stabilire, almeno quelle relative a stabilire il tipo di esplosivo impiegato, le specie esplodenti ritrovate.
Da questo punto di vista, non so se è il caso di nuovo di ripetere tutte le tecniche analitiche...
PUBBLICO MINISTERO: No, basta capitano che enumeri quali sono state impiegate. La Corte ormai sa di che cosa si tratta.
TESTE Delogu: Sì. Allora, sono state adottate: gascromatografia accoppiata a spettrometria di massa con due tipi di rivelazioni differenti in questo caso, con strumenti che in differenti stragi non disponevamo e invece erano entrati in linea successivamente. Quindi a impatto elettronico e per ionizzazione chimica, questo per quanto riguarda il mio laboratorio. Poi, siccome lavoravamo insieme col dottor Vadalà, lui ha adottato anche la tecnica di gascromatografia e HPLC col TEA e in più siamo andati a vedere l'arricchimento del nitrato di ammonio con cromatografia ionica.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi salvo le altre domande che possano esserle poste, mi sembra che avete adoprato uno spettro piuttosto allargato, voglio dire, di...
TESTE Delogu: All'atto della consulenza internazionalmente, non c'era niente di meglio. Cioè, ormai i nostri laboratori, quelli della Polizia e quelli dei Carabinieri nel settore degli esplosivi, per ovvi motivi, erano stati costretti a raggiungere l'optimum delle prestazioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, veniamo quindi ad illustrare alla Corte quali sono state le conclusioni circa le determinazioni, appunto, qualitative di questa carica esplosiva?
TESTE Delogu: Sì, qualitativamente sono state trovate le seguenti specie chimiche: etilenglicole di nitrato, nitro...
PUBBLICO MINISTERO: EGDN.
TESTE Delogu: EGDN famoso. La nitroglicerina, il dinitrotoluene, DNT, e un arricchimento di nitrato di ammonio. Parlo di arricchimento di nitrato di ammonio perché è importante parlare di arricchimento in quanto il nitrato di ammonio, essendo un concime, in campagna si trova nella zona specifica. Se c'è un arricchimento, cioè, ce n'è di più di quello che c'è intorno, vuol dire che deriva da un'altra fonte. E, in questo caso, dall'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: E voi vi siete orientati positivamente...
TESTE Delogu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: .... su una presenza, diciamo, un'eccedenza, rispetto...
TESTE Delogu: Sì, sì. No, è stato proprio fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Delogu: Cioè, in relazione c'è scritto: "Sono stati prelevati dei campioni sul cratere a 50-100 metri dal cratere, per vedere se c'era un arricchimento nelle zone più vicine al cratere". In questa maniera.
PUBBLICO MINISTERO: E avete trovato questa diversità.
TESTE Delogu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, oltre alla determinazione qualitativa, lei diceva che si è occupato anche dell'aspetto rappresentato dal come ricondurre questa determinazione a un qualche cosa di merceologicamente conosciuto.
TESTE Delogu: Sì. Queste specie chimiche sono presenti, sono estremamente diffuse nei manufatti esplodenti impiegati nel nostro Paese.
Praticamente sono alla base di tutte le dinamiti commerciali presenti sul mercato. Di quasi tutte le dinamiti commerciali. Tant'è che non potemmo restringere ad alcune tipologie di esplosivi, nel senso da alcune marche, ad alcune formulazioni di marche di esplosivo, proprio per l'estrema diffusione di questi componenti nelle dinamiti commerciali.
E, nella consulenza tecnica, ci sono, per questo motivo, le tabelle che coprono il 95% di produzione italiana. Anzi, di commercializzazione, che è un po' diverso, italiana di esplosivi dalle quali si può vedere semplicemente che queste tre specie rientrano in tantissimi esplosivi di tipo commerciale.
PUBBLICO MINISTERO: Per esplosivi di tipo commerciale o dinamiti commerciali come diceva un attimo fa, intende esplosivo destinato ad usi civili?
TESTE Delogu: Sì. L'esplosivo che si usa nelle cave.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo una...
TESTE Delogu: O nei cantieri di sbancamento. E' proprio l'esplosivo più banale che si può trovare in Italia.
PUBBLICO MINISTERO: Più banale vuol dire anche più comune?
TESTE Delogu: Più comune. Sì, in questo senso. Banale nel senso di comune.
PUBBLICO MINISTERO: Come dire dalle alpi alle Piramidi.
TESTE Delogu: Eh, dal Manzanarre al Reno.
PUBBLICO MINISTERO: No, io questo non l'ho detto.
TESTE Delogu: Sì, sì. Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, un po' su tutto il territorio nazionale. Voleva dire questo.
TESTE Delogu: Sì, sì. Non avevamo elementi differenzianti per dire: no, questo tipo di esplosivo si usa di più nel Veneto, oppure - e questo è un passaggio successivo - neanche quello precedente, di dire: è più simile alla cava extra 2-A, anziché alla cava extra 1-B.
Perché, innanzitutto non abbiamo potuto, ovviamente si tratta di tracce, fare una analisi quantitativa delle percentuali di esplosivo. Questo è precluso nelle indagini post-esplosione.
Noi avevamo soltanto qualitativamente la presenza di queste tre componenti.
E questi tre componenti, ripeto, come si vede dalle tabelle allegate, rientrano nella formulazione classica di moltissime dinamiti commerciali, di vari tipi di esplosivo commerciale.
Possono variare quantitativamente. una ce n'è il 25%, nell'altra ce n'è il 20%, nell'altra il 27% ma, alla fine, entrano nella formulazione classica delle dinamiti commerciali.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la possibilità di operare a ragion veduta, insomma, con qualche prospettiva di successo, una comparazione tra le tracce di un esplosivo detonato, come in questo caso, caratterizzato per queste specie e non anche per altre; e un esplosivo non detonato in cui viceversa queste specie siano identificate, diciamo, a crudo e non...
TESTE Delogu: Quantitativamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La possibilità di effettuare a ragion veduta comparazioni di questo tipo, lei da tecnico, da esperto della materia, le considera elevate, le considera modeste, o le considera...?
TESTE Delogu: L'unica cosa che si può dire è che, se io ho da una parte un esplosivo contenente, non esploso, contenente etilenglicole di nitrato, nitroglicerina e DNT, posso dire che c'è la possibilità che sia stato impiegato in quell'attentato.
Non posso dire il contrario, cioè non lo posso escludere che, un altro esplosivo con la stessa formulazione, non sia stato impiegato là.
Cioè, io posso escludere, se trovo per esempio T-4 tra i residui, posso escludere un tipo di gelatina commerciale che non contiene il T-4. Viceversa, no.
PUBBLICO MINISTERO: All'ingrosso, proprio con una approssimazione poco scientifica, ma quanti sono i tipi di gelatine commerciali in Italia che nella formula contengono queste specie?
Nell'ordine di qualche decina, nell'ordine di poco metà...
TESTE Delogu: Vi sono alcune decine. Alcune decine. Però alcune decine non rende giustizia, nel senso che in Italia circolano diciamo 50 tipi di esplosivo diverso, veramente circolanti.
Quindi alcune decine su 50, percentualmente è pesante, come risposta. Sono quasi, sono molte, rispetto a quelle che circolano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ricorderà, capitano, che nell'ambito dell'incarico che vi fu posto dal Pubblico Ministero... Mi correggo: nell'ambito dell'incarico che fu posto dal Pubblico Ministero, fu compresa anche una indagine di tipo comparativo.
TESTE Delogu: Sì, insomma...
PUBBLICO MINISTERO: Tanto che - lo debbo richiamare per correttezza, non fosse altro perché sennò la mia domanda rischia di essere incomprensibile per chi mi sente - tanto che voi prima ancora di riferire in via conclusiva e complessiva sui quesiti affidativi il 15 aprile, lei ricorderà sicuramente, forniste una risposta interlocutoria in cui si prendeva in considerazione anche questa indagine comparativa che vi era stata affidata dal Pubblico Ministero.
Io non voglio andare oltre con la domanda, perché dovevo semplicemente citare il dato per riportarlo alla sua memoria. Sicuramente lei lo aveva presente, però...
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... io le domande le debbo fare, ecco.
TESTE Delogu: Allora, adesso non ricordo esattamente. Qualche tempo dopo, però è coevo, insomma, distanza massimo di un mese, un altro Pubblico Ministero investigava su un altro ritrovamento di esplosivo e di accessori detonanti.
In quel quadro ci fu chiesto di vedere se c'era una qualche correlazione tra questo materiale e i residui di esplosivo trovati a Formello.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Delogu: Noi non potemmo fare l'accertamento comparativo fra i due episodi. Perché poi non ricordo bene adesso come finì. Comunque, soltanto una parte del materiale sequestrato nel secondo episodio, e in particolare l'esplosivo, ci fu consentito di analizzare.
I due esplosivi diciamo, o meglio: l'esplosivo trovato sequestrato e le specie esplosive rilevate dopo l'esplosione a Formello, erano compatibili diciamo.
Cioè, l'esplosivo ritrovato poteva generare le tracce trovate a Formello. Però sempre con quella approssimazione di cui si è detto. Nel senso che: le tracce trovate a Formello purtroppo non sono caratterizzanti un esplosivo particolare, ma sono in quella grande famiglia delle dinamiti che, proprio per l'estrema diffusione, per la facile reperibilità sul mercato, sono state utilizzate a Formello e in altri cento attentati più o meno grandi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, capitano, lei ricorda da dove veniva questo esplosivo oggetto di un sequestro diretto?
Cioè dire, dov'era stato eseguito questo sequestro.
TESTE Delogu: No, esattamente no. Mi pare nella zona di Civitavecchia, ma potrei benissimo sbagliare. Non ricordo adesso.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi fosse Cerveteri?
TESTE Delogu: Può darsi. In zona Civitavecchia, quella zona.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, poi vi fu chiesto dal dottor Salvi di occuparvi anche dell'aspetto, come al solito, del peso di carica o del quantitativo di specie esplosiva, di miscela esplosiva, sostanza esplosiva, quello che sia, che è stata impiegata a Formello.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può chiarire come, con quali criteri avete affrontato questo aspetto del problema?
TESTE Delogu: Sì. In questo caso eravamo molto facilitati, rispetto a, per esempio, a un San Giovanni in Laterano, dove si è parlato non più tardi di due giorni fa, della complicazione.
Perché noi avevamo avuto la possibilità addirittura di vedere delle foto della bomba, chiamiamola così, del complesso esplosivo, attivazione, eccetera, anche se pur fatte di fuori, ovviamente. Che l'artificiere era riuscito a prendere prima che questo pacco esplodesse.
Quindi avevamo anche delle dimensioni volumetriche dell'esplosivo, oltre che quelle lasciate sul cratere.
Inoltre sapevamo, o eravamo, come si dice, avevamo molti elementi per conoscere il confezionamento dell'ordigno. Abbiamo detto i famosi cosi di plastica.
Poi avevamo il tipo di esplosivo impiegato che è una gelatina commerciale e quindi sappiamo la densità che va da 1,3 a 1 mezzo.
Quindi, unendo tutti questi dati, fu facile... O meglio: è abbastanza semplice risalire con una sufficiente attendibilità a un peso intorno ai 90/95 chili. Questo ricordo che stimammo più o meno, ecco. Intorno di un 5 chili. Perché dovuto, infatti, al discorso densità 1,3 o 1,5.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, un dettaglio a questo proposito, del quale la Corte deve essere resa edotta a questo punto.
Quindi lei stava dicendo che conosceva, conoscevate, per meglio dire, le dimensioni in qualche modo...
TESTE Delogu: Sì, approssimativamente, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Vuol spiegare attraverso quali specifici strumenti messivi a disposizione dal Pubblico Ministero, o comunque procurativi dai consulenti...
TESTE Delogu: Sì, sì. No, il Pubblico Ministero organizzò, diciamo, un confronto tra i consulenti e l'artificiere che aveva lavorato al disinnesco dell'ordigno; il quale ci descrisse, oltre che fornirci le fotografie, ci descrisse anche com'era a sua memoria. Facemmo l'identikit di questo pacco bomba.
C'è un disegno, è allegato alla relazione tecnica.
PUBBLICO MINISTERO: Come fu realizzato questo disegno? Chi lo realizzò lei, il dottor Vadalà, il Pubblico Ministero Manara...?
TESTE Delogu: No, no, avevamo un disegnatore del mio ufficio, il quale disegnava esattamente quello che diceva l'artificiere alla presenza mia e del dottor Vadalà e forse addirittura anche del Pubblico Ministero.
Questo adesso non me lo ricordo se anche il Pubblico Ministero partecipò materialmente alla stesura del disegno, o si allontanò. Questo non, adesso non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, disponevate anche delle fotografie scattate?
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quelle fotografie, lei capitano da chi le ha avute?
TESTE Delogu: Eh, dalla Polizia Giudiziaria... Adesso non...
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda l'ufficio che aveva realizzato quegli elaborati fotografici?
TESTE Delogu: L'ufficio no. L'ufficio no, ritengo che sia stato l'artificiere stesso a scattare le foto, o qualcuno che stava insieme con lui poco prima dell'esplosione.
Perché in una delle foto che ho visto io c'è ancora la nuvola per aria, dell'esplosione, del materiale.
Quindi ritengo, non è che ci poteva essere tanta gente intorno a quell'esplosivo.
O è stato l'artificiere stesso a scattare, o era quello che gli stava a fianco e gli forniva i materiali, ritengo. Della stessa squadra degli artificieri.
Poi non sono andato ad investigare più di tanto chi effettivamente ha fatto queste foto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
TESTE Delogu: Comunque, ritengo che siano originali.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
TESTE Delogu: Ritengo che siano originali, non ho motivo di dubitarne.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma non lo metto in dubbio nemmeno io che siano originali. Era semplicemente, così, per la curiosità. però, davanti alla Corte, le curiosità bisogna che siano sempre serie.
E' la curiosità di conoscere il nome proprio del brigadiere, l'appuntato, chi fosse.
Se fosse... le ho fatto la domanda, capitano, perché nel verbali di sopralluogo si dà atto che, quando intervenne lei col suo personale, sul posto c'era il personale della Compagnia Cassia e il personale del Reparto Operativo. Cioè a dire il Comando Provinciale di Roma.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quando lei è arrivato lì, a parte ci sarà stato suppongo magari anche qualche ufficiale in grado più elevato, non ho idea.
Però, insomma, il personale presente e operante sul posto è quello del Reparto Operativo e della Compagnia Cassia.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome è scritto nel suo verbale, io...
TESTE Delogu: Sì, sì. No, ma questo è...
PUBBLICO MINISTERO: Assumo e presumo che sia corretto, voglio dire.
TESTE Delogu: Sì, no, è sicuramente corretto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Benissimo. Allora io non le domando altro. Perlomeno per il momento non mi pare di doverle chiedere altro.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
AVVOCATO Ammannato: Sì. Avvocato Ammannato parte civile.
Capitano, quando lei oggi ha parlato "Dinamiti commerciali", intende anche gelatinati commerciali? Cioè i due termini grossomodo sono equivalenti?
TESTE Delogu: Le dinamiti in Italia si differenziano in due principali, anzi, tre.
Però, da un punto di vista fisico, diciamo possiamo dire due grossi tipi di dinamiti. Sono i polverulenti e i gelatinati.
Il termine dinamite assume, diciamo nel linguaggio comune, i polverulenti e le dinamiti commerciali.
Poi altri esplosivi che per composizione sono simili, ma hanno tenore di nitrogliceroglicole più alti e sono le gomme, le gallette, eccetera.
Però, tutte insieme, risalgono alla formulazione più o meno originale di Nobel con nitroglicerina e farina fossile, come stabilizzante. Ecco perché vengono ancora chiamate dinamiti.
Poi, ovviamente, ognuno ha, tra il nome di dinamite e diciamo il marchio di fabbrica che individua solo ed esclusivamente un tipo di esplosivo, ci sono anche altre sottofamiglie, diciamo.
AVVOCATO Ammannato: Sì, no, per capire: nel senso che anche nelle precedenti perizie balistiche - parlo alle chiese a Roma, in via Fauro e anche in via Palestro - sono stati identificati i famosi sei componenti, di cui: due erano quelli diciamo il T-4 e il tritolo, quelli che vengono usati per uso militare tipo compound-B.
TESTE Delogu: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Gli altri quattro, tra cui appunto l'MG, la EGDN, poi il DMT, appunto, la dinamite e quando c'è il nitrato di ammonio, perché lì non si è sicuri se fa parte appunto del terreno, diciamo...
TESTE Delogu: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, queste erano state definite gelatine, gelatinati commerciali.
TESTE Delogu: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, oggi vedo che i componenti, l'MG, EGDN, DNT, c'erano anche diciamo a Formello.
TESTE Delogu: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Però oggi lo ha definito appunto dinamiti commerciali.
Ecco, la differenza per capire, questo era polverulento e l'altro...
TESTE Delogu: No.
AVVOCATO Ammannato: No. Ecco.
TESTE Delogu: No, riteniamo di no, anche se dopo l'esplosione non si può dire se era un polverulento o un gelatinato.
Questo non si può dire dopo. Però vedere tanto bene la nitroglicerina e l'EGDN ci fa ritenere su una scorta forse meno oggettiva, più soggettiva che si trattasse di gelatina.
Allora, per essere chiaro, le dinamiti, togliendo le altre sottofamiglie, si distinguono in commercialmente estremamente diffuse, in dinamiti polverulente, e in polverulenti nitroglicerinati e cioè con aggiunta di nitroglicerina, o gelatine vere e proprie, con un altro tenore di nitroglicerina e dell'EGDN. Che, insieme, si chiamano nitrogliceroglicole.
Cioè, la somma di EGDN e nitroglicerina normalmente si chiama nitrogliceroglicole.
AVVOCATO Ammannato: No, la mia domanda era diciamo più semplice. Nel senso: si possono definire anche le componenti chimiche qualitative a Formello, come gelatinati commerciali, o dinamiti commerciali?
TESTE Delogu: Col termine dinamite si ricomprendono più sottofamiglie, fra le quali quelle... Fra le quali lei sta facendo la differenziazione.
Non so se...
AVVOCATO Ammannato: E' un genius, rispetto alla specie, per capire.
Cioè, con dinamite commerciale più ampio.
TESTE Delogu: Esatto.
AVVOCATO Ammannato: La ringrazio.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Gramigni: Grazie, Presidente. Avvocato Gramigni.
Rimango in tema, capitano. Io se ho bene annotato durante la sua esposizione, ho appreso che, rispetto alle analisi qualitative sulla sostanza esplosiva dell'ordigno esploso a Formello, entra, viene menzionato il nitrato di ammonio che è sostanza che voi escludete essere del tipo di ritrovamento e tipo di considerazioni che avete svolto, essere relativa al terreno, al concime del terreno, ma ritenete essere relativa alla carica esplosiva.
Ecco, mi corregga se sbaglio, lei ha avuto occasione anche di svolgere attività di consulenza in altri fatti che oggi ci occupano. Avevate mai rinvenuto tracce significative di nitrato di ammonio in occasione di altre consulenze?
Parlo delle consulenze di questo processo, naturalmente.
TESTE Delogu: Questo tipo di accertamento, se fatto in campagna, ha un senso; se fatto in situazioni diverse dalla campagna ha un senso diverso.
Nelle altre consulenze si parlò non di arricchimento, ma di positivo o negativo.
AVVOCATO Gramigni: Sì.
TESTE Delogu: No? Basta andare a riscorrerle e questo è il tipo di risposta.
AVVOCATO Gramigni: Sì. Avevo presente questo dato: di non aver mai sentito menzionare fra le sostanze rilevate, il nitrato di ammonio.
TESTE Delogu: No, no. Attenzione, è stato rilevato, ma è stato rilevato non tanto come presenza di arricchimento.
Cioè, rispetto ad uno standard preso lì vicino, ma come positivo o negativo.
Le spiego perché.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Delogu: In campagna e in quella determinata situazione, è necessario vedere se si tratta di una soglia superiore rispetto all'ambiente circostante.
AVVOCATO Gramigni: Sì, certo certo.
TESTE Delogu: In città, questo tipo di accertamento non ha senso, perché da un punto all'altro ci può essere un effetto casuale di arricchimento di nitrato di ammonio.
AVVOCATO Gramigni: E' chiaro.
TESTE Delogu: Attenzione, devo concludere.
Se lei guarda le formulazioni degli esplosivi tipo dinamite commerciale presenti in Italia, quindi con la più ampia interpretazione a seguito della domanda dell'avvocato precedente, il nitrato di ammonio è sempre presente. Allorché si tratta di nitroglicerina, EGDN, dinitrotoluene. Quindi...
AVVOCATO Gramigni: Quindi lo possiamo classificare tra le componenti delle dinamiti commerciali.
TESTE Delogu: Sì. Nel momento in cui c'è EGDN, nitroglicerina e DNT, sia che si rilevi, sia che non si rilevi - e questo possiamo discutere il perché - si può dare con buona approssimazione per presente anche il nitrato di ammonio.
Perché questo? Perché, ripeto, mentre la nitroglicerina, l'EGDN, il DNT, sono sostanze che bene o male si trovano solo negli esplosivi, il nitrato di ammonio può derivare anche da inquinamento.
Ecco perché sono state sviluppate, o prima, avevamo sviluppato tecniche analitiche soprattutto alla ricerca di elementi veramente caratterizzanti l'esplosione e non accessori.
Successivamente invece sono state messe appunto tecniche analitiche anche per rilevare la differenza tra l'inquinamento ambientale e il nitrato di ammonio derivante dall'esplosivo.
AVVOCATO Gramigni: Quindi, se ho capito bene, rispetto alle attività di analisi svolte in relazione all'esplosione di via Fauro e di San Giovanni, per dire, voi non eravate in grado di stabilire se la presenza di nitrato di ammonio era da attribuirsi all'inquinamento atmosferico o ambientale in senso lato, ovvero ad una componente esplosiva.
TESTE Delogu: Infatti il nitrato di ammonio, in tutte le altre occasioni, viene dato come positivo o negativo. C'è o non c'è.
AVVOCATO Gramigni: C'è o non c'è. Però non si...
TESTE Delogu: Non si può dire, ma...
AVVOCATO Gramigni: Non foste in grado di stabilire se era...
TESTE Delogu: Ma non fummo in grado di stabilirlo e neanche lo facemmo, per un motivo molto semplice. Uno, perché in una situazione non omogenea, e credo che lei sia d'accordo con me che come ambiente una campagna piatta è molto più omogenea che un centro abitato, no?
AVVOCATO Gramigni: Certamente.
TESTE Delogu: Quindi, andare a cercare una omogeneità, un punto di riferimento dieci metri in una campagna, è un discorso. Perché si può dire che è omogeneo.
Andar a cercare dieci metri più in là a via Fauro, un punto per pigliarlo come standard zero...
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Delogu: Non ha molto senso da un punto di vista tecnico.
AVVOCATO Gramigni: Non ha senso dal punto di vista scientifico.
TESTE Delogu: Sì. E comunque ripeto: allorché si trova nitroglicerina, EGDN e DNT, perché questi qua non hanno formulazioni in Italia se non insieme al nitrato di ammonio, tanto vale darlo come...
AVVOCATO Gramigni: Senta, mentre invece mi sembra di aver rilevato che, in occasione della analisi di tipo esplosivistico sul fatto di Formello, mancano, non sono presenti pentrite e T-4 che, viceversa, hanno caratterizzato i casi degli altri ordigni.
Questo me lo può dare come un dato...
TESTE Delogu: Sì, ha ragione. Confermo.
Non c'è pentrite, non c'è T-4 e non c'è neanche tritolo.
AVVOCATO Gramigni: Quindi, non c'è pentrite, non c'è T-4 e non c'è tritolo.
TESTE Delogu: Anche se il tritolo si potrebbe fare un discorso che, se vuole, affrontiamo.
Il discorso del tritolo è che non lo possiamo escludere come specie presente, costante, perché esistono degli studi molto recenti che dicono che il tritolo, esplodendo, può trasformarsi in dinitrotoluene.
Credo che questo argomento sia stato peraltro già affrontato qua, in questa sede.
AVVOCATO Gramigni: Comunque diciamo: seppure con questa riserva, non si rilevano tracce di tritolo, non si rilevano tracce di pentrite, non si rileva...
TESTE Delogu: Questo è un dato oggettivo.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, questo è un dato oggettivo.
Senta, ecco, le indagini di tipo comparativo che ella ha svolto, si sono limitate a quel sequestro di esplosivo avvenuto in Cerveteri?
TESTE Delogu: Sì, con quello che le ho detto, con le approssimazioni che già le ho detto: che l'Autorità Giudiziaria che effettivamente era titolare di indagine, poi - adesso non so perché - ma non ci consentì di approfondire quel tipo di indagine stessa.
Cioè, ci fu soltanto questo episodio di accertamento del tipo di esplosivo e si vide che se esploso, avrebbe lasciato le stesse tracce di quelle di Formello.
Poi non ci furono messe a disposizione, adesso non ricordo perché, esigenze processuali loro, non...
AVVOCATO Gramigni: E fu esplosivo rinvenuto in Cerveteri, diceva, questo...
TESTE Delogu: Io, ripeto, non mi ricordo esattamente in che situazione. Ricordo che era nella zona di Civitavecchia, quindi non escludo assolutamente che possa essere Cerveteri, via, siamo lì.
Dovrei andare a guardare le carte per maggiore precisione, ecco, solo per questo motivo non posso essere più preciso.
AVVOCATO Gramigni: Lei fu notiziato dalla autorità allora procedente, o da altra persona qualificata, del fatto che vi era, era entrato diciamo nell'interesse investigativo una sottrazione di un considerevole quantitativo di esplosivo avvenuto in località vicina a Dinami, in Calabria?
TESTE Delogu: Di? Scusi.
AVVOCATO Gramigni: Dinami.
TESTE Delogu: Non ne so niente.
AVVOCATO Gramigni: Non ne sa niente. Non le è mai stata sottoposta questa...
TESTE Delogu: Alla mia persona, no.
AVVOCATO Gramigni: ... notizia investigativa.
TESTE Delogu: Ha detto Dinami?
AVVOCATO Gramigni: Dinami, Dinami, sì.
TESTE Delogu: Ma Di Nami, è il paese, o...
AVVOCATO Gramigni: Dinami tutto attaccato.
TESTE Delogu: Ah.
AVVOCATO Gramigni: Dinami, provincia di Catanzaro.
TESTE Delogu: Non ne so niente.
AVVOCATO Gramigni: Senta, una domanda che poi dovrà essere approfondita con altro teste.
Lei ha avuto occasione di operare un confronto con l'artificiere che intervenne a Formello.
TESTE Delogu: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Questo lo ha già esposto al Pubblico Ministero.
Ecco, l'artificiere ebbe a manifestare anche a lei e ai suoi colleghi quello che risulta da atti poi a sua firma, ovvero che a suo giudizio trattavasi di esplosivo sintetico, rispetto all'esplosivo di Formello? Se lei...
TESTE Delogu: Adesso non ricordo questo passaggio. Anche se ci fu una cosa di questo genere, come facevo a dire che si trattava di esplosivo sintetico?
AVVOCATO Gramigni: Io non le sto dicendo, guardi...
TESTE Delogu: Eh, cioè, lì si vede dalle foto. C'era un pacco tutto ben chiuso. Quello che dice lui...
Poi, che significa esplosivo sintetico?
AVVOCATO Gramigni: Era questo che le volevo chiedere, appunto.
TESTE Delogu: Avvocato, siamo pari, eh. L'esplosivo è tutto di sintesi.
AVVOCATO Gramigni: Appunto.
TESTE Delogu: Non esiste un esplosivo naturale di contro. Quindi...
AVVOCATO Gramigni: Quindi diciamo che è una espressione, o una...
TESTE Delogu: Sì, gergale, ma molto gergale. Praticamente incomprensibile.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Delogu: Praticamente un determinato ambiente operativo, dice: sintetico un certo tipo di esplosivo e non so come, un altro tipo di esplosivo. Ma lo sanno solo loro, non è una nomenclatura ufficiale.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, e in termini gergali si riconduce all'esplosivo sintetico anche la dinamite commerciale?
TESTE Delogu: Eh, mi sta chiedendo una cosa che non so. Io sono...
PRESIDENTE: Mi pare che il teste ha già risposto, avvocato.
TESTE Delogu: Sono un tecnico...
PRESIDENTE: Sono proprio nozioni scientifiche di cui è a conoscenza.
AVVOCATO Gramigni: Ma siccome chi lo afferma è un artificiere che va lì a dire giustappunto...
PRESIDENTE: Evidentemente aveva un proprio linguaggio che non era un linguaggio comune, o un linguaggio...
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì. Ma la mia...
TESTE Delogu: No, al contrario.
AVVOCATO Gramigni: ... curiosità processuale era legata al fatto che viene usata una certa espressione da parte di uno che devo presumere, una persona che devo presumere un tecnico. Ho di fronte un...
PRESIDENTE: Va bene, avvocato. Passiamo avanti per favore.
AVVOCATO Gramigni: Credo di aver concluso. Grazie.
PRESIDENTE: Prego.
AVV. Cianferoni: Non... sono l'avvocato Cianferoni, buongiorno capitano.
TESTE Delogu: Buongiorno.
AVV. Cianferoni: Per non disperdere questa circostanza, lei che intende per "esplosivo sintetico"?
TESTE Delogu: Non lo intendo. Torniamo al discorso...
PRESIDENTE: Avvocato, ma perché fate delle domande... il teste vi ha già detto che è un termine non scientifico, che ha evidentemente... nasce in un certo contesto di persone, o di persona. Che cosa vogliamo andare a cercare?
TESTE Delogu: Io sono un chimico. L'artificiere ha un'altra formazione professionale. Io non mi sognerei mai, sfido a trovare in un mio scritto, un qualche cosa dove si dice di esplosivo sintetico. Altro non posso dire.
AVV. Cianferoni: Era indubitabile, no. Non è nemmeno per voler comparare il livello di conoscenze scientifiche suo...
PRESIDENTE: Avvocato, faccia domande. Per favore!
AVV. Cianferoni: L'ambiente operativo degli artificieri lo conosce?
TESTE Delogu: No.
AVV. Cianferoni: Non lo conosce.
TESTE Delogu: Non lo conosco approfonditamente.
AVV. Cianferoni: Questa domanda è per sapere se intervengono - per quello che lei sa - da soli, in coppia, in nucleo...?
TESTE Delogu: Non ho idea delle modalità operative degli artificieri.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Dunque, era solo per chiudere l'argomento sollecitato finora.
Riprendiamo perciò la questione dall'inizio: dunque, attivazione, innesco e sistema esplodente di questo ordigno. Per come l'avete ricostruito.
TESTE Delogu: Anche qui, ripeto, non avevamo elementi oggettivi. Cioè, noi non abbiamo trovato niente oggettivamente sulla scena dell'attentato che ci consentisse di risalire al tipo di innesco. Avevamo come dato - qui ce lo metta lei l'aggettivo - oggettivo o soggettivo, ciò che ci racconta l'artificiere. E quello che si vede dalle fotografie.
Quello che si vede dalle fotografie praticamente è nullo. Non è utile, se non per le dimensioni e la forma esteriore del pacco.
AVV. Cianferoni: Ecco, prendiamo un attimo la foto se la Corte consente. Cioè, se gli si può mostrare la foto 7.
PUBBLICO MINISTERO: Ce l'ha avvocato, costì?
AVV. Cianferoni: Prego?
PRESIDENTE: L'assistente che può...?
AVV. Cianferoni: Ah, ecco. Se si può mostrare al capitano la foto numero 7, quella dove si vede il pacco un po' più chiaro.
TESTE Delogu: Sì, è dall'altra...
AVV. Cianferoni: Aspetti, abbia pazienza capitano.
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: Magari il Presidente non me l'ammette la domanda però, lei ha parlato con l'artificiere, l'ha detto ora. Ha letto la relazione del servizio a firma brigadiere, eccetera. Ci legge esplosivo sintetico, le analisi le deve fare lei. Perché non gli ha chiesto: ma incompetente che sei, dimmi che vuol dire "esplosivo sintetico"?
TESTE Delogu: Io non ho mai detto di aver letto la relazione del servizio.
AVV. Cianferoni: No, l'ha detto ora che ci ha parlato. L'ha detto anche prima.
TESTE Delogu: E' diverso. Attenzione: io non ho letto la relazione di servizio, lei fa riferimento a un atto ben preciso. Io le ho detto che con l'artificiere abbiamo parlato di com'era la forma e gli abbiamo chiesto di dirci e di risalire attraverso quello che era la sua memoria, al disegno del...
AVV. Cianferoni: Va be'.
TESTE Delogu: Eh, è un attimino differente.
AVV. Cianferoni: Va bene.
TESTE Delogu: Se vogliamo, avvocato.
AVV. Cianferoni: Vediamo l'esplosivo, vediamo l'ordigno.
TESTE Delogu: Questa è una delle foto che io ebbi modo di vedere.
AVV. Cianferoni: Questa mi pare...
TESTE Delogu: Non mi aiuta molto.
AVV. Cianferoni: ... non sia la foto 7, però. Se la foto 7, potessimo vedere...
PRESIDENTE: Vuol vedere qual è la foto 7?
AVV. Cianferoni: I cordini bianchi.
TESTE Delogu: La foto 7 è ancora peggio.
AVV. Cianferoni: Mah, insomma. Lei c'ha questa cosa davanti, no?
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: Dove si può collocare, visto che in ogni ordigno c'è. Ormai l'abbiamo appreso. In ogni ordigno c'è, poi che si trovi o no, ma c'è: un'attivazione, un innesco e una carica esplodente.
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: Oh. Lì dove si può collocare l'attivazione, l'innesco e la carica esplodente? Tenendo di conto, perché di quello che... insomma ora sennò diventa una domanda troppo lunga, ma l'artificiere gli avrà detto che ha visto un quadrante di orologio, che c'era dei fili elettrici, queste cose le sa.
TESTE Delogu: Nella consulenza tecnica c'è il disegno che forse aiuta molto più di questo. Cioè non sono dati oggettivi, sono dati riferiti da un - chiamiamolo un testimone -...
AVV. Cianferoni: No, ma è un pubblico ufficiale, ufficiale di P.G. che ha fatto...
TESTE Delogu: Sì, ho capito. Ma io devo basarmi su dati...
PRESIDENTE: Scusate un momentino. Possiamo vedere questo disegno?
AVV. Cianferoni: E tra l'altro Presidente,...
PRESIDENTE: Abbiamo detto disegno?
AVV. Cianferoni: Sì, sì.
PRESIDENTE: Possiamo vederlo?
PUBBLICO MINISTERO: Io chiedo scusa...
AVV. Cianferoni: E tra l'altro, chiedo scusa. Una cosa sola aggiungo e poi mi cheto: a foglio 8103 e seguenti, credo che negli atti del fascicolo del dibattimento vi sia una nota informativa - a firma dell'allora tenente De Dona ieri escusso - dove si fa proprio il racconto di quello che dice il brigadiere Panara.
Forse era addirittura da "espungere in lo tempore", ormai è rimasta nel fascicolo.
PRESIDENTE: Era da?
AVV. Cianferoni: Prego?
PRESIDENTE: Era da?
AVV. Cianferoni: "Espungere in lo tempore". Ormai è rimasta nel fascicolo. La Corte sa di queste cose, eh? Cioè, son dati del processo: si parla di esplosivo sintetico e di altre cose che verranno fuori ora.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, il Presidente mi faceva... mi chiedeva se esiste...
PRESIDENTE: Questo...
PUBBLICO MINISTERO: E' ovvio che esiste questo documento. E' un allegato a un verbale di esame condotto dal Pubblico Ministero e quindi non poteva stare tra i fogli di cui dispone la Corte. Lo poteva avere il Pubblico Ministero, il quale come aveva già anticipato e credeva di averlo fatto per chiarezza anche di esposizione, un determinato tipo di problemi li poneva al capitano Delogu e si riprometteva di porre un altro tipo di argomento, la difesa sapeva esattamente quali, con questo compreso all'altro consulente. Comunque, non c'è nessun problema. Che ne fo di questo, Presidente?
PRESIDENTE: Lo...
PUBBLICO MINISTERO: Io, personalmente, non l'ho sottoposto al testimone. La difesa lo vuol sottoporre al testimone?
AVV. Cianferoni: No. La dife... io volevo che ci parlasse più che altro della foto. Il disegno per me, si può far vedere anche al dottor...
PRESIDENTE: E' il teste che... Scusatemi. Il teste...
AVV. Cianferoni: L'hanno fatto insieme, però.
PRESIDENTE: Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
AVV. Cianferoni: Delogu...
PRESIDENTE: Posso dire una parola? Mi scusi, avvocato. Una volta ogni tanto. Per chiedere se, posto che il teste ha fatto riferimento a questo disegno per poter rispondere alla domanda del difensore che ha chiesto di sapere come era congegnato questo ordigno con tutti i suoi elementi, l'innesco, eccetera, evidentemente per avere memoria di che cosa l'artificiere aveva messo insieme.
Allora, se non ci sono opposizioni, lo facciamo vedere a questo teste.
PUBBLICO MINISTERO: Da parte mia non ci sono opposizioni, Presidente.
PRESIDENTE: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Nessuna opposizione.
PRESIDENTE: Benissimo. Facciamolo vedere al teste...
PUBBLICO MINISTERO: Allora, però, diamo atto - perché sennò non si sa da dove viene questo foglio - ...
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... che questo viene da un verbale che è stato, che è intestato alla Procura della Repubblica di Roma, Direzione Distrettuale Antimafia esattamente al sostituto procuratore Giovanni Salvi, compiuto questo atto alle ore 10 e 20 del 18 maggio '94; è un verbale di assunzione di informazioni del brigadiere dei Carabinieri Mario Panara svoltosi nei locali del Centro Carabinieri Investigazioni Scientifiche in Roma, con la presenza dei consulenti tecnici: il capitano Delogu e il dottor Vadalà.
Ecco, questo veramente sta negli atti del Pubblico Ministero; è fascicolato alle pagine 221 e successive del fascicolo rimesso dal Pubblico Ministero di Roma al Pubblico Ministero di Firenze; quello che andiamo a mostrare sono l'allegato costituito da due fogli di carta.
PRESIDENTE: Allora, ci può dire capitano?
TESTE Delogu: Sì. La genesi di questo disegno, ripeto, è sulla base della descrizione dell'oggetto stesso fornita dal brigadiere artificiere che fece - Panara - che fece l'intervento.
Niente, lui diceva com'era e il disegnatore lo disegnava, e noi stavamo a guardare.
PRESIDENTE: E lei è in grado oggi... Perché noi questo teste ieri non l'abbiamo potuto sentire, perché non si è presentato: lo risentiremo.
TESTE Delogu: Sì.
PRESIDENTE: Ma se lei può anticiparci, non perché indovini, ma perché ricordi in che cosa consistevano complessivamente i diversi elementi di questo congegno, le saremmo grati. Avremmo fatto un passo in avanti.
TESTE Delogu: Sì, d'accordo signor Presidente. Quello che io sto cercando di esprimere è un concetto di questo tipo: sulla base di questo disegno io personalmente non sono in grado, né sulla base delle foto, perché non mostrano dati specifici, né sulla base del disegno, di darvi delle informazioni corrette sul tipo di funzionamento del congegno stesso.
Posso azzardare delle ipotesi, ma quanto possono essere utili a questa Corte le ipotesi mie?
PRESIDENTE: Benissimo. Allora, rinviamo il tutto all'esame di questo teste che evidentemente faremo...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, va bene.
TESTE Delogu: Se poi, con questa premessa, vogliamo continuare...
PRESIDENTE: No, no, capitano, è inutile fare delle ipotesi che potrebbero dimostrarsi non corrette rispetto a chi ha fatto il disegno.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, mi perdoni.
PRESIDENTE: Dica pure.
PUBBLICO MINISTERO: Qui abbiamo cercato di ripercorrere il tipo di accertamento che è stato compiuto durante le indagini preliminari dal capitano e dal dottor Vadalà. E l'accertamento ha investito anche questo aspetto del problema, sulla base dei dati di cui disponevano allora. Questi compresi.
PRESIDENTE: Cioè nella relazione dei tecnici...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, certo.
PRESIDENTE: ... c'era anche questo.
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
PRESIDENTE: Io credevo che lei si volesse riservare di fare queste domande all'altro teste.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Ma, voglio dire, non c'è una ci...
PRESIDENTE: Allora, il capitano può dirci qual è stata la vostra...
PUBBLICO MINISTERO: Non è circoscritto. Io so perché - e questo l'abbiamo capito - il capitano Delogu è laureato in chimica, quindi la sua specializzazione è affrontare il problema da un punto di vista chimico. Il dottor Vadalà è un chimico anche lui, ma ha una competenza prevalente su un certo aspetto del problema.
Io so, perché li conosco, come ormai li conosciamo tutti, che l'aspetto maggiormente curato, per così dire, dal capitano - sennò non si farebbero gli incarichi per così dire collegiali e, nello stesso tempo, multidisciplinari - l'aspetto curato più direttamente dal capitano è l'aspetto chimico; l'altro, curato dal dottor Vadalà, era prevalentemente l'aspetto tecnico operativo, ammesso che ci sia qualche cosa di concreto a questo proposito.
Ecco perché avevo distribuito in un certo modo le domande. Ma questo non è certo un limite per i difensori, per l'esame...
PRESIDENTE: Benissimo. Allora, capitano...
PUBBLICO MINISTERO: ... il controesame. Per carità!
PRESIDENTE: ... le vostre ipotesi.
TESTE Delogu: Allora, sulla scorta di tutta l'indagine, quindi non cristallizzandoci su dati che hanno un oggettività relativa, o anche molto, come si dice?
PRESIDENTE: Molto vicina...
TESTE Delogu: Molto vicina alla realtà, però relativa. Perché ci vengono da testimonianze.
PRESIDENTE: Certo, attraverso cioè l'apporto personale di tutti...
TESTE Delogu: Esatto: non come dato di fatto, ma come dato testimoniale. Questo tipo di congegno, per gli elementi che ci vengono descritti - apra questo - si configura come un congegno di tipo elettrico, in cui si vedono due batterie, due pacchi di batterie. Uno è questo pacco qua; e il resto è questo secondo pacco qua.
Questo strumento potrebbe essere un commutatore di energia. E tutta questa parte qua è la parte esplodente. Okay.
Allora, queste batterie sono, potrebbero essere le batterie necessarie ad alimentare i detonatori. Perché le più piccole? Perché queste stanno in stand by fino al momento in cui devono dare la scarica al detonatore, e quindi non si consumano se non al momento in cui deve partire il detonatore.
La batteria più grande dovrebbe avere una forma di parallelepipedo, un cubo parallelepipedo, potrebbe essere una batteria tipo autovettura; dimensionalmente, ci siamo. Questa batteria qua dovrebbe tenere acceso, dovrebbe tenere alimentato il sistema di ricezione del telecomando.
Da qualche parte - qui non si vede - ci dovrebbe essere il sistema di ricezione del telecomando: praticamente, uno strumento elettronico che riceve l'impulso, lo trasforma in un movimento elettromeccanico, chiude il circuito tra il secondo pacco di batterie e il detonatore.
Questo è il funzionamento, uno dei funzionamenti; se ammettiamo che sia telecomandato.
Sennò, potrebbe funzionare in un'altra maniera. Questo sistema qua potrebbe essere un sistema a caduta di tensione: praticamente, quello strumento analogico qui, misura la tensione della batteria, di questa batteria qui sotto; mano mano che questa si scarica per un qualche motivo, l'ago va verso lo zero; quando arriva allo zero chiude il circuito meccanicamente, il circuito che tiene in rete il secondo pacco di batterie. E questo fa esplodere i detonatori, e quindi la carica.
Sulla base delle testimonianze e del disegno, con l'oggettività che possono avere queste informazioni ricevute da un operatore che sta lavorando su un esplosivo, e quindi ha tutte le approssimazioni psicologiche che può avere, questo è quello che si può dire.
O che, perlomeno, io riesco a dire su questo oggetto.
AVV. Cianferoni: Oh, senta, nell'attività di sopralluogo e repertamento, avete trovato dei reperti significativi in ordine al congegno elettromeccanico che è stato poi disegnato?
TESTE Delogu: No.
AVV. Cianferoni: Non avete trovato...
TESTE Delogu: Abbiamo trovato soltanto quei frammenti di plastica, che potrebbero derivare anche dal contenitore della batteria grande, da quella di sotto; e dei frammenti di cordoncino, che erano già stati citati all'inizio, e che forse questo può essere più utile. Forse, se non ricordo male, si individuavano intorno - è un particolare estremamente piccolo, non so se riusciremo a vederlo -...
AVV. Cianferoni: Sì, sì.
TESTE Delogu: Qui ci sono due fili, due cavetti che potrebbero essere delle maniglie, o qualcosa per legare e per muovere più agevolmente questo pacco; che potrebbero essere la genesi di quei frammenti di filato che abbiamo visto a posteriori.
AVV. Cianferoni: Sì, certamente. Ma, se non sbaglio, dentro le batterie delle macchine c'è anche una buona parte di piombo.
TESTE Delogu: Non è stato trovato.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Senta, la comparazione è venuta naturale, tutto partiva da lì poi, Presidente. Cioè il disegno e la fotografia.
Voi avete svolto un'attività grafica, avete disegnato quanto vi raccontava il brigadiere Panara. Quella, è la foto. Ed è, tra l'altro, l'unica volta nella quale abbiamo una foto dell'ordigno che poi dovrebbe essere esploso, quell'ordigno lì.
Allora, come può comparare? Cioè, c'è una congruenza tra il racconto del Panara e questa foto?
TESTE Delogu: Beh, direi di sì. Cioè non credo che avesse motivo di...
AVV. Cianferoni: No no, ora...
TESTE Delogu: Sì, i due oggetti sono abbastanza simili. Cioè il disegno...
AVV. Cianferoni: ... le spiego. Guardi questo, per esempio; questo è molto bellino. Molto bellino in che senso? Molto significativo, perché altri testi hanno parlato di scatole, scatolo, scatoloni, scatola: la parola "scatola".
Il Panara - lei sa, lo sa anche la Corte perché, come dico, c'è questa annotazione di servizio già in atti al foglio 8103-8104 - parla di tre pacchi lineari di medie dimensioni, confezionati con carta da pacchi.
Quella non mi sembra una cosa lineare, con medie dimensioni: una scatola.
TESTE Delogu: Non le sembra a lei, avvocato?
AVV. Cianferoni: No. Perché sul lato, per me che guardo da qua, destro, vedo una cosa...
TESTE Delogu: Una protuberanza.
AVV. Cianferoni: Una protuberanza.
TESTE Delogu: Guardi questo disegno, avvocato: non mi sembra distinto, molto differente, se lei lo guarda da un lato. Questo è un disegno, diciamo, di tre quarti.
AVV. Cianferoni: No, ma qui ci sono...
TESTE Delogu: Poi, ce n'è un altro in sezione - aspetti, avvocato.
AVV. Cianferoni: Sì. Va bene. Aspetti, rivediamo la foto. Allora, prima di tutto il Panara dice: la batteria era lato campagna. Qui, io mi chiedo da che angolazione sia stata fatta questa foto.
Seconda di poi: dov'è la batteria? Cioè, voglio dire, io vedo una cosa che termina a punta.
PUBBLICO MINISTERO: Ma io credo che questo... mi oppongo a questa domanda. Chiedo scusa, capitano.
AVV. Cianferoni: Mah...
PUBBLICO MINISTERO: Mi oppongo. Queste sono contestazioni da fare al brigadiere Panara, quando il brigadiere Panara arriverà in quest'aula.
PRESIDENTE: Mi stavo domandando - ma è sempre il problema di non apparire troppo ossessivo nel rifiutare domande che -: il Panara non l'abbiamo sentito.
AVV. Cianferoni: Lo so.
PRESIDENTE: Se non mi sbaglio, non solo è l'artificiere, ma è anche l'autore per via indiretta di quel disegno. Facciamo le domande...
AVV. Cianferoni: No, chiedo scusa...
PUBBLICO MINISTERO: La mia opposizione è formale.
PRESIDENTE: Avvocato, passiamo avanti.
AVV. Cianferoni: Sì, sì, a me basta, insomma capisco l'opposizione del Pubblico Ministero, cercherò di fare altre domande. Sempre però di questo argomento, che ritengo molto rilevante perché il teste è un teste professionale, quindi...
PRESIDENTE: Va bene, avvocato, ma faccia le domande. Tutte le spiegazioni vengono o intuite, o casomai chieste dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Sennò l'opposizione l'articolo sotto un altro profilo ancora, che è ancora più decisivo. Fino a ora mi ero astenuto da un certo tipo di considerazione, ma ora la formulo e mi rifaccio esattamente a una disposizione che è dettata in tema di perizia. E che credo a maggior ragione si estenda ai consulenti, allorché si ipotizza che il consulente acquisisca notizie, dati in qualche modo necessari per l'espletamento dell'incarico:
"Qualora, ai fini dello svolgimento dell'incarico, il perito richieda notizie all'imputato, alla persona offesa o ad altre persone, gli elementi in tal modo acquisito possono essere utilizzati solo ai fini dell'accertamento peritale".
Il che vuol dire che non possono formare oggetto di una rappresentazione alla Corte in maniera surrettizia rispetto a quella tipica.
Quindi, quello che ha detto il brigadiere Panara in quel certo contesto, alla presenza del Pubblico Ministero oltre che dei consulenti, va fatto dire al brigadiere Panara. Perché il consulente, rispetto a questa acquisizione, è da assimilarsi al perito e non certo al testimone che riferisce ai sensi dell'articolo 195: cioè a dire una testimonianza diretta o de relata.
Quindi, anche per questa ragione, mi oppongo alle domande che mirano ad ottenere dal consulente indicazioni sul contenuto delle dichiarazioni rese da un testimone: non ci siamo assolutamente.
PRESIDENTE: Bene.
AVV. Cianferoni: Il Pubblico Ministero mi ha letto nel pensiero. Perché io, di qui a un attimo, chiedo perizia su questo episodio specifico.
Mi pare che non sia tanto remoto il ricordo di consulenti che hanno lavorato, nominati dalla Corte, proprio sulla base di quell'articolo lì - III comma del 238.
E' stato detto: non avevano delle premesse certe; se avessero avuto certe premesse, avrebbero raggiunto altri risultati. Questa, l'ordinanza di codesta Corte.
Si ragionava del Giuseppe Ferro, si ragionava di altri fatti.
PRESIDENTE: Va bene, avvocato, non facciamo...
AVV. Cianferoni: Quindi la questione è speculare ed identica.
PRESIDENTE: ... non facciamo questioni: quelli erano periti.
AVV. Cianferoni: Ecco. Appunto, io chiedo perizia; l'ho già detto, dopo la formulo per bene.
PRESIDENTE: Va bene, chieda perizia lei, e la Corte si riserva di decidere.
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Per favore, dialoghi non avvengono: le domande.
AVV. Cianferoni: E riprendiamo, perciò, l'iter dialogico e argomentativo.
Dunque, allora la domanda a monte era: attivazione, innesco e sistema esplodente. Abbiamo insistito nel mostrare la foto e il disegno, è inutile andare oltre. Ha qualcosa da aggiungere, di sue considerazioni di consulente, su attivazione, innesco e sistema esplodente di quest'ordigno?
PRESIDENTE: Avvocato, lei non ha da chiedere: ha da aggiungere? Lei ha da fare delle domande. Il teste ha detto, il consulente teste ha detto secondo lui come potevano essere due diverse confezioni dell'ordigno.
Se lei non è soddisfatto, fa delle domande.
AVV. Cianferoni: E' una domanda. Dunque poi, allora, vorrei porre delle domande sul sopralluogo svolto in sede. Ha parlato di cratere ellissoidale.
Dunque, la domanda mia è questa: secondo la sua esperienza di consulente esplosivista, e anche di ufficiale di Polizia Giudiziaria su questi specifici fatti, un ordigno collocato in quella posizione lì verso che obiettivo era diretto? L'idoneità offensiva di quell'ordigno, dico.
TESTE Delogu: Dunque, l'ordigno posto in quella posizione era sicuramente diretto a qualcuno che lì passava, perché non ci sono obiettivi fissi, sembra un piano di biliardo quella zona lì.
Quindi, non ci sono obiettivi fissi.
AVV. Cianferoni: Distinguiamo tra passare e fermarsi. Le pongo questa domanda: se una macchina - lei ha parlato di strada rettilinea, è giusto?
TESTE Delogu: E' una strada rettilinea.
AVV. Cianferoni: Oh. Se una macchina passa di lì a velocità normale, tra i 50 e mettiamo i 70 - se eccede - di velocità, senza pensare a fughe o a rallentamenti eccessivi, è idonea l'esplosione a cagionare danno?
TESTE Delogu: Innanzitutto...
AVV. Cianferoni: A cagionar danno, immagino di sì. Ma, per esempio, a cagionare un evento mortale?
TESTE Delogu: Innanzitutto bisogna separare le due, l'andare e il tornare. Perché quella strada ha due corsie di marcia.
Allora, se l'esplosione si fosse verificata su una autovettura che procedeva sulla corsia direttamente interessata all'esplosione, avrebbe avuto un effetto importante.
Se la stessa fosse su una macchina che andava in direzione opposta, l'effetto sarebbe stato minore.
Se la macchina era una macchina protetta, probabilmente l'effetto sarebbe stato estremamente lieve.
AVV. Cianferoni: Estremamente lieve.
TESTE Delogu: Una macchina protetta, eh.
AVV. Cianferoni: Sì, blindata.
TESTE Delogu: Blindata.
AVV. Cianferoni: Praticamente.
TESTE Delogu: Blindata anche contro le esplosioni da sotto, eh; ci sono vari tipi di blindatura. Una cosa è la blindatura sui vetri, una cosa è la blindatura a tutta la macchina, a tutta l'autovettura. Ci sono vari tipi di blindatura, a seconda del tipo di protezione che bisogna garantire.
AVV. Cianferoni: Ecco, vedano signori, il capitano Delogu, oltre ad essere un valente chimico, è un militare. Ecco, sa di certe cose.
PRESIDENTE: Avvocato, le domande!
AVV. Cianferoni: Eh, capisco...
PRESIDENTE: Ma io la supplico: faccia mille domande, ma faccia domande, non considerazioni!
AVV. Cianferoni: Allora, la strada è a doppio senso. La bomba era su quale senso? Cioè dove porta quella strada, e da dove viene? Ecco, l'avrete accertato.
TESTE Delogu: La bomba...
PRESIDENTE: Avvocato, l'abbiamo sentito dai testi, è inutile fare al consulente delle domande del genere. Ma abbia pazienza! Ma lei vuole prendere in giro la Corte?
AVV. Cianferoni: Assolutamente. Però...
PRESIDENTE: L'avremo sentito da almeno otto, dieci testi, da dove viene la strada, dove porta, quali sono le vie di immissione o di emissione da questa via.
AVV. Cianferoni: Io sto facendo il controesame e devo sapere se il consulente si è posto questi interrogativi. Insomma, voglio dire.
PUBBLICO MINISTERO: Gli sono state affidati, al consulente, questi quesiti. Eh, avvocato Cianferoni.
AVV. Cianferoni: Il consulente doveva ricostruire un fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei non può...
PRESIDENTE: No, guardi...
PUBBLICO MINISTERO: ... le congetture di un consulente, e fare un esame di un ipotetico consulente.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero...
PUBBLICO MINISTERO: Ma io mi devo anche opporre, Presidente.
PRESIDENTE: Ho capito. Ma, mi scusi, non c'è bisogno che si opponga perché tanto la domanda non gliel'ammetto più.
Il teste consulente risponde su ciò che è stato oggetto della sua consulenza: tutte le altre notizie, che comunque noi conosciamo, non sono da porre a un teste di questa qualificazione.
Per di più, non è stato incaricato di ricostruire questo evento nelle sue possibili o probabili affermazioni o deduzioni. E' stato incaricato di valutare la carica, di dare le dimensioni dei componenti, dire la quantità, gli effetti che, oltre quelli che ha prodotto, avrebbe potuto produrre.
AVV. Cianferoni: Va bene. Allora cerchiamo di stare proprio allo stretto...
PRESIDENTE: Eh, stiamo allo stretto.
AVV. Cianferoni: ... dell'esplosivismo.
PRESIDENTE: Stiamo dove ci dice il Codice che bisogna stare. Mi scusi.
AVV. Cianferoni: La qualità di esplosivo granulare, anzi, meglio: in che status si possono presentare le componenti esplosive da lei rintracciate? L'EGDN, l'NDG, nitrato di ammonio, eccetera.
TESTE Delogu: Allora, nella composizione classica delle dinamiti da cui possono derivare le tracce rilevate, come ho già detto all'avvocato della parte civile, sono presenti in due tipi di esplosivo massimamente, più comunemente diffusi, che sono le dinamiti polverulente. Che, come dice il nome stesso, sono polverulenti, cioè hanno consistenza di polvere.
E gelatinati, che hanno la consistenza delle gelatine.
AVV. Cianferoni: Insomma, lei ha già risposto prima, sennò qui diventa troppo laborioso rifarle. Le sue conclusioni sono che, con verosimiglianza, si è trattato di esplosivo gelatinato.
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Dunque, lei ha detto che ha una pianta a sua disposizione, una planimetria: se si può collocare sulla pianta il reperto numero 4, quello del cordoncino. Non dovrebbe esserle difficile.
TESTE Delogu: Quelle del?
AVV. Cianferoni: Cordoncino, quel filato bianco. Reperto 4, foto 15.
TESTE Delogu: Sì, stanno in atti. Io ne ho una copia, non so se è lecito.
PRESIDENTE: Può esaminarla, certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: La pianta comunque, Presidente, è qui.
PRESIDENTE: Vediamo la pianta allora in originale.
TESTE Delogu: Questa che si intravede qui è la via Formellese.
PRESIDENTE: Ce la indica? Grazie.
TESTE Delogu: Sì, da qui a qui, questa è la lunghezza della carreggiata. Da qui a qui.
PRESIDENTE: No, non vediamo nulla. Mi scusi, va...
TESTE Delogu: Questa delimitata da queste due linee...
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Delogu: ... è la via Formellese, proprio la carreggiata.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE Delogu: Questo è il cratere che si è formato. Il reperto numero 4 sta qua. Praticamente è stato un reperto recuperato la notte stessa, in quella attività che dicevo essersi resa necessaria prima ancora di studiare il cratere, per fare avvicinare i mezzi recanti le fotocellule che stavano qua. Quindi abbiamo fatto questa zona qui e preso il reperto 4.
PRESIDENTE: Benissimo. Scusi, ci può dire a che distanza è dai margini del cratere? Se si può approssimativamente indicarlo.
TESTE Delogu: Questa è una scala a 200. Sono 6 centimetri più o meno dal centro del cratere, quindi essendo a 200, sono 6 per 2...
PRESIDENTE: 12 metri.
TESTE Delogu: Sì, 12 metri.
PRESIDENTE: Dal centro del cratere.
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco, e quei merletti di plastica che abbiamo visto prima, lo sbrindellamento, ha memoria di dove si trovasse?
TESTE Delogu: No.
AVV. Cianferoni: Non se lo...
TESTE Delogu: Avvocato, facciamo proprio in questa maniera proprio per mantenere in memoria. Devo fare la stessa cosa, andare al reperto, dalla foto vedere il merletto di plastica, risalire al numero e da lì alla distanza.
AVV. Cianferoni: Sì, mi sembra un elemento importante.
TESTE Delogu: Va bene.
AVV. Cianferoni: Le chiedo di collocare sulla pianta i merletti di plastica.
TESTE Delogu: Allora, parliamo del reperto numero 15.
AVV. Cianferoni: Perfetto.
TESTE Delogu: Che sono merletti di plastica, cosiddetti. Il 15 sta in questa posizione, questo è il cratere quindi sta diciamo...
PRESIDENTE: Più o meno alla stessa distanza.
TESTE Delogu: Più o meno alla stessa distanza, tutto dall'altra parte del cratere.
PRESIDENTE: Certo, certo.
AVV. Cianferoni: Sempre sulla Formellese però.
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: E l'altro? Perché erano in successione. Il 16.
TESTE Delogu: Il 16 sta nella direzione, un po' più in là.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Senta, io ho memoria di una formuletta che ci fu riferita dai suoi colleghi, cioè che la densità è uguale al peso fratto il volume.
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: Oh. Voi avevate un dato, secondo me, certo sotto mano che era il volume.
TESTE Delogu: No, attenzione.
AVV. Cianferoni: Dalle foto non siete in grado...
TESTE Delogu: E come si fa? Cioè, non è un dato... O meglio, ci dobbiamo mettere d'accordo su che cosa significa dato. Perché il dato è un qualche cosa con un'approssimazione a seconda dell'unità di misura che si usa. Che tipo di unità di misura posso usare io su quelle fotografie? Non ho mica una striscetta metrica. Quindi ovviamente viene fuori che densità per grandezza del parco, all'interno di una variabilità dovuta all'approssimazione del sistema di misura adottabile su una fotografia e poi le posso rispondere. Cioè, perché non le posso rispondere 95,3 etti.
AVV. Cianferoni: No, no, che...
TESTE Delogu: Allora a questa domanda ho già risposto. Era 90-95 chili.
AVV. Cianferoni: Ecco, questa dimensione di grandezza quanto al peso di carica che lei ha indicato a caratteri, secondo lei, di quasi certezza di approssimazione, come può rapportarsi?
PRESIDENTE: Possiamo chiedergli la percentuale di approssimazione.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE Delogu: Gliel'ho detto prima, circa un 5 chili in più o in meno.
AVV. Cianferoni: 5 chili in più...
TESTE Delogu: 5 chili, 7 chili più o meno.
AVV. Cianferoni: Il fatto che nella relazione, più volte prima citata, si parli di un peso tra i 30 e i 60 chili, è un dato che a lei significa qualcosa, o sarà il brigadiere Panara casomai a spiegare perché ha scritto 30-60.
TESTE Delogu: Non lo so.
AVV. Cianferoni: Va bene, rimane così com'è.
Per quanto riguarda, definitivamente, gli accertamenti da lei svolti sugli altri due fatti che abbiamo, via Fauro e San Giovanni, perché i fatti di cui si è occupato lei sono questi tre se non sbaglio: via Fauro, San Giovanni in Laterano e Formello.
TESTE Delogu: In questo caso, per questa...
AVV. Cianferoni: Per questo processo.
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco. Sa indicare, per quanto riguarda solo allora il pacco esplosivo, l'accertamento fatto sugli esplosivi, le più importanti analogie?
PRESIDENTE: Non ho capito avvocato.
AVV. Cianferoni: Anzi, andiamo alle differenze. Cioè, il consulente ha lavorato su tre fatti di questo processo. E' venuta fuori una differenza con gli altri due, cioè in questo fatto manca l'esplosivo T-4 e l'esplosivo pentrite; sul tritolo si può dire che manchi al netto delle precisazioni comunque rese dal consulente.
Oh. Premessa questa grossa differenza, le analogie quali sono invece?
TESTE Delogu: Analogie... Passiamo di differenze, avvocato, se per lei è lo stesso. Innanzitutto il sistema di confezionamento dell'ordigno è completamente differente: in quei casi si trattava di autobomba, in questo caso si trattava di un pacco che non stava su un'autobomba. Questo è abbastanza macroscopico.
Diverso è il luogo dell'attentato: lì siamo in compagna. Ma quello che è macroscopicamente diverso l'ha già detto lei, è l'esplosivo, si tratta di esplosivo diverso. O se non altro in parte diverso perché negli altri due casi non abbiamo mai escluso che ci fosse una percentuale anche di gelatina commerciale, dinamiti commerciali. Comunque qui l'esplosivo, sicuramente la carica nella sua intierezza è differente da quella utilizzata a via Fauro e a San Giovanni.
AVV. Cianferoni: Capitano la ringrazio e non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
AVVOCATO Florio: Sì, avvocato Florio. Direi telegraficamente.
Senta capitano, tra gli incarichi, tra i compiti che le sono stati affidati, vi era anche quello di stabilire quello che poteva essere il sistema di ricezione dell'ordigno?
TESTE Delogu: Sì, questo tipo di domanda qualunque magistrato in qualunque tipo di accertamento di questo tipo la propone. Infatti io prima ho detto che quel tipo di ordigno poteva esplodere perché telecomandato o perché timerizzato, fatemi passare questo inglesismo che è poco corretto.
PRESIDENTE: Temporizzato.
TESTE Delogu: Temporizzato, con un sistema di caduta di tensione, senza però escludere altri sistemi ma basandomi su quei dati che ricevo dalla visione dell'ordigno, per quello che si può vedere, è da quello che ci racconta, che ci disegna l'artificiere e che è stato mostrato. Sulla base di questi elementi, perché non ne ho altri, non ne ho altri oggettivi, non ho trovato un pezzo di circuito che mi dice: 'guarda lì c'era una radio ricevente', in questo senso, eh? Io ho proposto due ipotesi di attivazioni: una a telecomando, che mi deriva oltre che dal tipo di confezionamento dell'ordigno per le informazioni che abbiamo, anche da informazioni più generali della scena dell'ambiente. Cioè, una bomba lì, messa così, serve a colpire qualcuno che passa ritengo, non per fare chissà che cosa. Non credo che quello sia un obiettivo fisso di interesse da fare saltare per aria con 90 chili di esplosivo una cunetta. Chi è che mette 90 chili di esplosivo per fare saltare una cunetta in piena campagna? Un folle.
Quindi si deve ritenere che di lì dovesse passare qualcuno, ritengo: a piedi, in macchina, con macchina blindata, su un carrarmato, però lì doveva essere qualcuno. Sulla base di questo, per colpire qualcuno che passa è necessario un telecomando, non ci sono altre possibilità.
In alternativa, per quello che vale, c'è un sistema a temporizzazione, per fare che cosa? Supponiamo che si attivi un timer e poi si dice: 'Carabinieri, vedete che lì c'è una bomba, o addirittura in sistema a rimozione', quelli vanno lì e zompano per aria. Però fra le due cose ritengo che uno che vuole fare una cosa del genere la va a fare o vicino alla caserma, o in un bel posto turistico e non su una strada sperduta così, per fregare un ipotetico Carabiniere che poi è pure "random", nel senso che può essere quello o qualchedun altro.
AVVOCATO Florio: Senta, mi scusi. Sfrutto quelle che possono essere le sue conoscenze, diciamo così, in generale. Ma è possibile, in questo caso come non so in altri casi analoghi, che possa essere utilizzata un'antenna?
TESTE Delogu: Può essere più chiaro avvocato? Forse mi sono distratto, non ho capito la domanda.
AVVOCATO Florio: Dico, come sistema di ricezione...
TESTE Delogu: Sì.
AVVOCATO Florio: ... può essere, per avventura, utilizzata un'antenna in presenza di ordigni?
TESTE Delogu: Un'antenna di tipo non classica? Un'antenna, antenna, intendendo col termine un componente elettrico, non un'antenna particolare.
AVVOCATO Florio: Beh, no.
TESTE Delogu: Ci deve essere sempre un'antenna quando si fa un sistema di ricezione. Può essere piccolissima, può avere una forma non, diciamo comune, rispetto a quello che noi intendiamo con antenna, cioè lo stilo che esce dalla macchina dell'autoradio, l'antenna sul tetto. Può essere anche semplicemente un filo, però ci deve essere. Addirittura un filo non a vista, che sta dentro allo stesso circuito.
AVVOCATO Florio: L'ultima domanda: è possibile che eventualmente questo filo potesse essere sotto terra? Cioè, prende, voglio dire, riceve nel caso fosse sotto terra?
*TESTE Delogu: Dipende. Dipende dal tipo di antenna, dipende dal tipo di impulso che viene mandato, dipende dal tipo di apparato trasmittente e ricevente. L'antenna varia in funzione di questi elementi. Se poi questa antenna è schermata, più è potente la trasmittente e più il segnale comunque arriva anche se l'antenna è schermata.
Non riesco a capire, da un punto di vista operativo, perché metterla sotto terra l'antenna? Addirittura c'era l'ordigno fuori, perché sotterrare l'antenna. Ma questa è una domanda che probabilmente lei ha posto in un contesto che lei conosce e io no.
AVVOCATO Florio: Vedremo magari in seguito. Non ho altre domande, grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande per questo teste? No. Può accomodarsi, grazie.

udienza 7.2.1997

*TESTE Vadalà: Grazie. Buongiorno.
PRESIDENTE: Buongiorno. Dica pure il suo nome e cognome.
TESTE Vadalà: Sono Gianni Giulio Vadalà.
PRESIDENTE: Lei ricorda che è stato già sentito dalla Corte. La richiamo all'impegno che ha assunto di dirci tutta la verità.
TESTE Vadalà: Lo ricordo.
PRESIDENTE: Può rispondere alle domande del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Vadalà, in che termini lei si è occupato della vicenda accaduta a Formello il 14 aprile del '94, in qualche veste per meglio dire?
TESTE Vadalà: Nella veste di consulente tecnico. L'incarico mi è stato conferito, se ben ricordo, il giorno 15 aprile del 1994 dal dottor Giovanni Salvi.
PUBBLICO MINISTERO: Ha preso cognizione diretta dei luoghi?
TESTE Vadalà: Sì, il giorno stesso... Mi avvisarono la sera che era avvenuta un'esplosione in località di Formello e il giorno successivo mi sono recato insieme a personale della Polizia Scientifica per effettuare un sopralluogo. Sapevo già che il personale del CIS aveva effettuato le operazioni di repertamento, pertanto ci limitammo ad effettuare una ricerca a largo raggio nella zona, facendo anche dei prelievi di materiale che erano stati, non dico tralasciati perché non si può parlare di tralasciare, però ce n'era una tale abbondanza che prendemmo anche noi qualche reperto per poter poi effettuare degli accertamenti tecnici.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. I reperti che erano stati prelevati dal personale della Polizia Scientifica sono stati poi convogliati...
TESTE Vadalà: Sono stati inclusi...
PUBBLICO MINISTERO: ... unitariamente nella disponibilità dei consulenti.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi anche i sua?
TESTE Vadalà: Certamente. E' stato fatto un verbale di prelievo e sono stati acclusi alla relazione tecnica, elencandoli nella prima parte dell'incarico.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, ora non le chiedo di fare la rassegna dei reperti...
TESTE Vadalà: Posso dare una descrizione generica di quello che poteva essere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, genericamente sì.
TESTE Vadalà: Ecco, abbiamo prelevato...
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo per tipologie.
TESTE Vadalà: Sì, la tipologia, allora diciamo che essenzialmente abbiamo trovato, già dalla sera prima, porzioni di terreno all'interno del cratere, frammenti di legno che risultavano soggetti all'onda d'urto esplosiva. E nella giornata successiva invece abbiamo avuto la sorpresa di trovare frammenti di plastica, un notevole numero di frammenti di plastica che è uno delle elevate tracce di combustione e di tormento meccanico. Abbiamo trovato pezzi di cordino, un cordino di circa 8 millimetri di diametro, mezzi bruciacchiati, qualche frammento di filo elettrico, ricordo del nastro da registratore. Lo abbiamo repertato perché memori di alcune esperienze fatte il 7 gennaio, nel quale c'era una bomba a Roma presso gli uffici della NATO, abbiamo dato un nastro con delle iscrizioni e allora per analogia lo abbiamo concampionato. Ma è risultato essere estraneo all'evento.
Pezzi di carta e altro materiale che all'epoca è risultato di nostro interesse.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Tutto questo materiale tanto è fotograficamente...
TESTE Vadalà: Riportato nella relazione tecnica.
PUBBLICO MINISTERO: ... riportato nella relazione, quindi non c'è bisogno di approfondirsi ulteriormente, perderemmo del tempo.
Ecco, lei conosce le metodiche e le conclusioni... Per meglio dire, lei ha partecipato direttamente all'attività investigativa che riguardava la determinazione qualitativa della carica esplosiva?
TESTE Vadalà: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Su questo punto non le pongo domande perché ne sono già state poste, direi senza risparmio, al capitano Delogu. Invece con lei mi occupo di un aspetto diverso.
Ecco, vi fu posto, dal Pubblico Ministero, un quesito o più quesiti volti a stabilire quali potevano essere le caratteristiche di funzionamento di questo pacco, chiamiamolo così?
TESTE Vadalà: Certo. Il dottor Salvi, oltre a darci le informazioni riguardanti gli esiti delle testimonianze delle persone che avevano rinvenuto per la prima volta il pacco, ricordo che a quell'epoca lo vidi in fotografia, per la prima volta coperto di erba e ne stimai grossomodo le dimensioni, insomma, appariva un pacco quasi prismatico. Dopodiché, dalle testimonianze delle persone che erano intervenute, valutammo la presenza di una batteria da 12 volts.
PUBBLICO MINISTERO: Piano, piano.
TESTE Vadalà: Quindi io sto riferendo semplicemente dati che mi erano stati forniti dalle testimonianze delle persone.
Quindi, l'ipotesi di come fosse costituita poteva essere così riassunta: si trattava di un elemento, di un corpo nel quale erano inseriti probabilmente tre recipienti rigidi. Davanti a questi tre recipienti ci poteva essere un corpo prismatico più piccolo con un indicatore analogico, quindi analogico a dire un indicatore a lancetta, come potrebbe essere quello dell'indicatore della benzina della macchina. E c'era un'altra forma prismatica posta nelle vicinanze di questo che poteva essere assimilata a una batteria, a una coppia di batterie da 4 volts e mezzo.
La dinamica dell'evento...
PUBBLICO MINISTERO: Questi sono i dati che vi furono messi a disposizione dal Pubblico Ministero?
TESTE Vadalà: Esattamente. Posso anche far vedere quello che è stato ricavato da una ricostruzione visiva riportata sottoforma di un disegno.
PRESIDENTE: Ma l'abbiamo già visto, dobbiamo rivederlo?
PUBBLICO MINISTERO: Io non credo Presidente che sia necessario, per quanto sia abbastanza semplice.
PRESIDENTE: Lo ricordiamo, mi pare...
PUBBLICO MINISTERO: Sicuramente ce lo ricordiamo tutti. Se il dottor Vadalà non ha bisogno di quel disegno per illustrare nel dettaglio quello che sta per dire.
TESTE Vadalà: Glielo faccio vedere subito, tanto è soltanto una questione di seguire il discorso.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Vadalà: Il pacco praticamente si trovava, secondo le testimonianze, all'interno di una cunetta. Stimato che era un ordigno esplosivo, le possibili modalità per farlo esplodere, seguendo ragionamenti di opportuna logica, potevano essere... Ecco, illustro brevemente: erano tre contenitori prismatici con una maniglia, un corpo prismatico avvicinato al corpo principale, con un indicatore a quadrante e un pacchetto di batterie. Questa è la descrizione che ne è stata fatta.
PUBBLICO MINISTERO: E quella specie di gancio che c'è sulla destra del corpo prismatico minore?
TESTE Vadalà: Gancio...
PUBBLICO MINISTERO: Sulla destra, sulla destra dottore.
PRESIDENTE: Sulla destra del corpo più piccolo, eccolo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, quello.
TESTE Vadalà: L'ho descritto come un cavo, come un filo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
TESTE Vadalà: Non ho approfondito anche perché nell'interrogatorio, se ho un riscontro reale dell'oggetto e mi viene descritto in modo puntuale, allora posso formulare delle ipotesi. Se invece la descrizione non è ben chiara, ovviamente me ne astengo perché...
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, lavorando sull'ipotesi che questo fosse, nella sua parte principale, nelle sue parti accessorie, quello che poi esplose nella cunetta di via Formellese...
TESTE Vadalà: Cosiddetto sistema di attivazione. Abbiamo fatto due ipotesi.
La prima ipotesi è questa: potrebbe essere stato un sistema radiocomandato. Anche perché nella testimonianza dell'artificiere si parla di uno spino di due millimetri di diametro, formato appunto, della lunghezza di qualche decina di centimetri che, ovviamente, ci poteva far pensare a un'antenna.
Quindi, nel caso si impieghi un radiocomando di quelli per aeromodelli, per esempio, e sono materiale abbastanza commerciale, l'attenzione necessaria per farla funzionare è di circa 9 volts. Quindi la batteria sarebbe dovuta essere una sorgente di energie principale che, con un opportuno circuito elettronico, veniva ridotta a 9 volts per poter far funzionare il dispositivo elettronico.
La parte di innesco sarebbe stata invece supportata dalle due batteria da 4 volts e mezzo. Per quale motivo assegno alla batteria grande, cioè quella di macchina, i 12 volts e a quell'altra più piccolina il detonatore? Perché un sistema a radiocomando, anche quando non funziona effettivamente, assorbe corrente. Quindi assegnare a una batteria più grande la maggiore autonomia permette di avere la sicurezza di averlo sempre in funzione.
Un'altra ipotesi che si poteva fare su questo tipo di innesco poteva essere quella di un sistema temporizzatore a caduta di tensione. Nel qual caso le due batterie trovavano un giusto complemento: da una parte la batteria da 9 volts si opponeva a quella più grande. Quando quella più grande prendeva il sopravvento, la corrente dell'indicatore andava a zero o andava al massimo, al massimo della tensione a secondo di come veniva messo il circuito e con un opportuno dispositivo interruttore collegato sulla barra di fermo dello strumento indicatore avrebbe potuto chiudere il circuito dando luogo all'esplosione.
La prevalenza dell'uno o dell'altro sistema è semplicemente legata al tipo di impiego che si vuol fare dell'ordigno. Se si vuole colpire un bersaglio, allora ovviamente c'è la necessità di decidere il tempo nel quale l'ordigno deve esplodere. Se invece l'esplosione è semplicemente di carattere casuale, allora basta un sistema di temporizzazione.
Peraltro è da aggiungere che anche nel caso del radiocomando è importante tenere sempre sotto controllo la tensione della batteria, per cui l'indicatore trovava una giustificazione anche nel caso del radiocomando per radiomodelli.
C'è da dire che dal punto di vista della interferenza, alcuni dei moderni radiocomandi per radiomodelli, che lavorano in genere su 45 megahertz, quindi commerciali, sono quarzati, quindi hanno delle frequenze codificate che talvolta le liberano da interferenze. Perché nel corso delle gare c'è più di un veicolo, oppure c'è più di un oggetto che cammina per cui il contemporaneo impiego di vari radiocomandi potrebbe dare delle interferenze. Invece questi sono abbastanza sicuri da questo punto di vista.
In assenza di grossi fonti di radiofrequenze funzionano con una certa selettività.
PUBBLICO MINISTERO: Io le chiedo se voi avete sviluppato l'una o l'altra delle ipotesi in relazione, soprattutto per la prima, al modo col quale si poteva, in quella particolare situazione ambientale, pervenire ad una attivazione mirata ed esattamente calcolata nel tempo, dell'ordigno.
TESTE Vadalà: Come ho detto nella mia relazione tecnica...
PUBBLICO MINISTERO: Io ho premesso che è un'ipotesi quella che loro hanno formulato.
TESTE Vadalà: Sì, sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Io le chiedo se, essendole stata sottoposta questa ipotesi, voi avete potuto elaborarla in qualche modo.
TESTE Vadalà: Come abbiamo scritto nella relazione, non abbiamo dato la preferenza all'una o all'altra ipotesi perché non avevamo elementi tali da dare una preferenza di questo genere.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Però io ho ben presente che il Pubblico Ministero di Roma vi ha chiesto di riferire, per l'eventualità che si trattasse di un sistema telecomandato, quale fosse il probabile punto di attivazione. La domanda mia forse è venuta in maniera involuta, ma mirava a provocare la sua risposta su questo punto.
TESTE Vadalà: Ecco, questa domanda ci è stata fatta e noi abbiamo anche dato una risposta perché...
PUBBLICO MINISTERO: La vuole illustrare?
TESTE Vadalà: ... era un complemento all'ipotesi del radiocomando. Quindi scegliere nell'area dell'avvenuta esplosione un sito che permettesse di individuare un eventuale bersaglio sito nelle vicinanze della carica nascosta.
PUBBLICO MINISTERO: Un eventuale, scusi?
TESTE Vadalà: Un eventuale sito da cui si potesse individuare l'eventuale bersaglio, vicino la carica ovviamente. Trattandosi in una carica poggiata in una cunetta ovviamente era fissa.
All'epoca facemmo delle ricerche e delle individuazioni di punti posti in alto. Ricordo che dalla zona del cratere - io arrivai quando era già avvenuta l'esplosione - si notavano almeno due punti idonei a effettuare una mira sul punto di esplosione. Cito qua una piantina, che ho portato: nella zona che noi vediamo, indicata evidenziata, vicino alla punta della mia matita, c'è il cratere. Questa strada, questa zona qui che indico è una casa a un piano, a un paio di piani sembra, che stava sull'angolo tra via Formellese e stava proprio di fronte al benzinaio. Questa zona del benzinaio, e c'era un villino in costruzione.
Questa, potrebbe essere una delle due zone, dei due punti in rilievo, in altezza; un'altra era posizionata più o meno in questa zona dove ho fatto la croce con l'evidenziatore.
Che permettevano la libera visione da entrambi i lati del punto di esplosione.
Se dovessi dare un parere a posteriori, probabilmente era più libera la zona della casa in costruzione, era un po' più alta. Ma, comunque, insomma per il tipo di radiocomandi che si adoperano adesso, anche se la carica era infossata, avrebbe ricevuto ugualmente l'onda di attivazione.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Vadalà, le sottopongo delle foto che credo in qualche modo le consentano di chiarire meglio quanto stava dicendo ora.
Si tratta delle foto che costituiscono un fascicolo dei rilievi tecnici, datato Roma 3 maggio '94, intestato alla V Sezione, Rilievi Tecnici del Nucleo Operativo, del Reparto Operativo Comando Provinciale Carabinieri di Roma. Di cui, alle pagine da 8134 in poi degli atti della Corte.
E, ispettore Benelli, mi faccia la cortesia di presentare ora, non appena glielo chiedo, al dottor Vadalà nell'ordine le foto 5, 6, e poi ancora 19, 20 e 21.
Ecco, queste sono delle fotografie, dottor Vadalà, che riproducono, ritraggono un ambiente campestre nella zona del fatto.
Lei stava parlando poco fa di una villa in costruzione.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' questa, per caso?
TESTE Vadalà: E' questa la villa in costruzione. Anche se noi, personalmente, l'ho vista traguardata dal punto di scoppio.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh.
TESTE Vadalà: E, diciamo...
PUBBLICO MINISTERO: Io direi di andare a quelle che...
TESTE Vadalà: Sì, sì. La prospettiva, adesso la riconosco poco. Sì, la villa in costruzione è questa qui, era l'unica che era in quelle condizioni di stato avanzato di lavori. E riguardando la piantina - se mi allarga, gentilmente - era l'unica che rimaneva, vede?, io ho messo la mia penna per far vedere che da quella villa era scoperto il campo ed era, il campo, libero da questa abitazione. Che sta proprio sullo spigolo della strada.
PUBBLICO MINISTERO: Ispettore Benelli, per piacere, le foto 19, 20 e 21.
TESTE Vadalà: Questo è il benzinaio...
PUBBLICO MINISTERO: Come dice la didascalia, questa foto è scattata da...
TESTE Vadalà: Questa è scattata dalla villa. Infatti si vede, si vede il... eh, devo cercare di fare un po' di mente locale, perché la memoria non è che mi aiuta molto.
PUBBLICO MINISTERO: D'altra parte questa è documentazione di cui disponeva la Corte, con lei; documentazione dell'Arma dei Carabinieri. Lei come consulente non credo l'abbia vista, la vede oggi per la prima volta.
TESTE Vadalà: Sì, infatti. Allora, questo è il benzinaio. Ecco, questa è la casa di angolo. Questa qui è la casa che stava in angolo.
Ecco qua, guardi, perfetto. Vede? Questa è la casa che si trovava allo spigolo di fronte al benzinaio - la indico con la penna - e che è riprodotta nella piantina in questo punto esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Vadalà: In questo punto esatto. La casa da cui avviene questa veduta si doveva trovare grossomodo in questa posizione. Per cui, noi vediamo una parte dell'area del benzinaio, e la via Formellese che dovrebbe trovarsi - leviamo il riflesso, ecco - in questa zona qua. Questo dovrebbe essere il bersaglio.
PUBBLICO MINISTERO: Ispettore, provi a vedere se si riesce, andando a cercare il mezzo dell'immagine, a vedere qualche cosa che, zoomando proprio nel mezzo...
TESTE Vadalà: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Al massimo, più sulla destra magari, perché quella zona lì...
TESTE Vadalà: Ecco, sì, adesso riesco a distinguere le macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
TESTE Vadalà: Ecco, diciamo, mi ricordo il palo della luce, per cui il cratere si trovava più o meno qua.
PUBBLICO MINISTERO: Quella è la via Formellese?
TESTE Vadalà: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Quella è la via Formellese?
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Alternativamente un'altra casa, lei mi ha detto, poteva essere utile come punto...
TESTE Vadalà: Sì, si trovava...
PUBBLICO MINISTERO: ... per manovrare una trasmittente di un ipotetico...
TESTE Vadalà: Si trovava, però, sul lato destro praticamente, che non abbiamo preso in...
PUBBLICO MINISTERO: No, io non...
TESTE Vadalà: Io, l'ho avuto in fotografia. La vedevo perché praticamente, per avere una visuale, basta che si alzi sul fondo e sul punto del cratere, e poi traguardare a destra o a sinistra della casa che stava di angolo, che praticamente era l'ostacolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, con le fotografie non credo di averle da chiedere altro.
Lei ha avuto incarico di spiegare in qualche modo com'è che poi si è avuta la detonazione di questa carica esplosiva? Ovvero...
TESTE Vadalà: Bene. Abbiamo fatto...
PUBBLICO MINISTERO: ... è un dato di fatto, voglio dire, che vi è stato consegnato tale e quale dal Pubblico Ministero?
TESTE Vadalà: E' ovvio che non solo ci siamo fatti la domanda per capire come era stato possibile che la carica fosse esplosa. Ci è stato chiesto anche le cause dell'esplosione. E, diciamo, trattandosi di un ordigno completo, un eventuale colpo generato dal cannone disattivatore potrebbe aver portato alla chiusura del circuito di attivazione dell'ordigno.
Abbiamo fatto anche delle ricerche in questo campo. Nel senso che, nel periodo di giugno, ci recammo a Willinger, in Germania, a un convegno di esplosivisti. C'erano anche gli artificieri, e chiedemmo praticamente la possibilità. E poteva esserci, questa possibilità.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Vadalà, lei ha detto un attimo fa: un ordigno completo. Che vuol dire?
TESTE Vadalà: Vuol dire un ordigno che ha in sé: un sistema di attivazione, che potrebbe essere stato il radiocomando oppure un sistema temporizzatore; un sistema di innesco, sicuramente un detonatore; e una carica esplosiva, costituita dalla massa di materiale esplodente che abbiamo trovato, abbiamo identificato essere un nitroglicerinato.
Mancando una di queste tre cose, non avviene l'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo chiederle...
TESTE Vadalà: Eh, c'è poco da fare. Cioè, se manca il detonatore, si può sparare quanto si vuole su queste sostanze: al massimo, abbiamo la possibilità di dividerle in più pezzi.
Mancando il sistema di attivazione, ovviamente bisognerebbe proprio centrare in pieno il detonatore. E sparare sul sistema di attivazione, se non c'è detonatore, se non c'è altro, comporta solo la rottura dell'eventuale timer o dell'eventuale radiocomando.
PUBBLICO MINISTERO: Ma non la detonazione della carica.
TESTE Vadalà: Assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Questo è quanto, e la ringrazio.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? Difensori?
AVV. Cianferoni: Dunque, dottor Vadalà, sono l'avvocato Cianferoni. Vorrei chiederle su questa possibilità di esplosione, che lei chiese anche a degli artificieri in un convegno: in che termini può quantificare questa possibilità?
TESTE Vadalà: Mi scusi?
AVV. Cianferoni: Possibilità di esplosione con i cannoni ad acqua, cannoncini ad acqua?
TESTE Vadalà: Allora, è bene fare una precisazione. I cannoni ad acqua sono dei dispositivi in dotazione agli artificieri che lanciano un getto ad acqua ad altissima velocità, che tende a disgregare e a separare l'ordigno nei suoi componenti. Quindi, come ho detto, compie la funzione inversa a quella dell'aggregazione.
I casi sono rarissimi, eventi di questo genere praticamente non sono... Sono avvenuti solo a livello sperimentale.
Però, nell'ipotesi, potrebbe essere questa - adesso, avanzo un'ipotesi -: che abbiamo un sistema a radiocomando che, praticamente, si è eccitato. Quindi, se io praticamente attivo un radiocomando, e in quel momento gli sparo sopra con un cannoncino ad acqua, ho buone probabilità che il dispositivo già allertato possa esplodere.
O, quantomeno, se un sistema di timer di quel genere, che ha concluso la sua fase o sta in via di conclusione dell'intervallo di tempo, potrebbe esplodere prematuramente proprio a causa di un urto molto violento.
AVV. Cianferoni: Oh, che si intende per "eccitamento del radiocomando"?
TESTE Vadalà: In genere i radiocomandi hanno, per essere trasformabili in dispositivi idonei a un attentato, hanno dei teleraggi che sono poi collegati a dei contatti. Quindi, se uno ha presente il radiocomando di una automobilina di queste per i bambini, più o meno il sistema è uguale: l'impulso elettrico viene trasferito, viene trasformato in impulso meccanico. Questo impulso meccanico viene riportato a un interruttore.
Se nella fase di avvio dell'impulso elettrico ci troviamo in fase cosiddetta, i tecnici la chiamano metastabile, si arriva alla chiusura prematura del circuito a causa, appunto, di un urto molto violento.
AVV. Cianferoni: Ora, sento lei conosce abbastanza le tecniche anche usate dagli artificieri, se ne è interessato. Allora, le pongo questa domanda: che tecnica è quella denominata - leggo da quella relazione che è presente in atti - "tecnica del ditalino"?
TESTE Vadalà: Mah, io, come ebbi a dire l'altra volta proprio a lei, non sono un artificiere.
AVV. Cianferoni: No.
TESTE Vadalà: Conosco, da come me l'hanno descritta, gliela vendo come me l'hanno data: si tratta di cercare di aprire un pacco strofinando leggermente la carta che c'è addosso.
AVV. Cianferoni: Quindi, non interessa il meccanismo di attivazione?
TESTE Vadalà: Dipende dove lei mette il dito.
AVV. Cianferoni: Ah, va be'. Senta, la distanza tra quei due punti di osservazione prima illuminati e la carica, in metri, quanto si può...?
TESTE Vadalà: Non l'ho stimata, non avendo fatto un sopralluogo metrico non l'ho stimata.
AVV. Cianferoni: Allora, senta, in primo luogo penso che sia opportuno comunque - in questo senso formulo richiesta - acquisire la piantina di cui ci siamo serviti in sede di esame. E' una piantina che era del consulente, quindi deve rimanere agli atti, perché sennò si perde.
TESTE Vadalà: E' una piantina che credo sia già agli atti.
AVV. Cianferoni: Con i segni da lei fatti?
PRESIDENTE: E' già agli atti, Pubblico Ministero?
PUBBLICO MINISTERO: No, della Corte no.
PRESIDENTE: No. Ma la possiamo acquisire.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma io credo che il consulente l'avesse allegata ad una memoria che gli avevo proposto di posporre.
PRESIDENTE: Ah, benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
PRESIDENTE: Allora verrà acquisita oggettivamente.
AVV. Cianferoni: Se c'è una scala metrica...
TESTE Vadalà: No, assolutamente.
AVV. Cianferoni: Ah.
TESTE Vadalà: E' solo una scala indicativa, per far vedere essenzialmente l'angolo d'ombra che portava alla casa che stava sullo spigolo.
Non ho potuto riportare dati metrici perché, come le ho detto prima, non ho fatto una misurazione in distanza. Questo perché i radiocomandi normalmente agiscono a portata ottica, quindi un radiocomando per radiomodelli finché vede l'antenna del radiomodello, funziona. E' chiaro? Con dei limiti che sono legati alle norme previste dal Ministero delle Poste.
Non fanno certo dieci chilometri, però nella portata ottica mia, visiva, era più che compatibile con un radiocomando. Cioè se lo vedo io che, diciamo, ci vedo abbastanza bene, più o meno là funziona anche un radiocomando di quel genere.
AVV. Cianferoni: Senta, ma lei ha trovato dei residui significativi di un impiego di radiocomando?
TESTE Vadalà: Assolutamente no.
AVV. Cianferoni: Ecco, un dato che è già emerso - per chiarezza glielo dico -: la batteria che sarebbe stata impiegata, e che avete anche disegnato, non avrebbe lasciato residui.
TESTE Vadalà: A quale batteria si riferisce?
AVV. Cianferoni: Quella da autovettura.
TESTE Vadalà: Da autovettura, ha lasciato dei residui, abbiamo trovato dei pezzi di plastica bianca che potrebbero ricondursi a una batteria di quel tipo.
AVV. Cianferoni: Ma però, ecco, se male non ricordo, ogni batteria ha un consistente quantitativo di piombo al suo interno. Non mi pare che la vostra consulenza porti indicazioni di rinvenimenti di tracce di piombo.
TESTE Vadalà: Io, non li ho campionati.
AVV. Cianferoni: Ecco. Nemmeno il dottor Delogu, quindi...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi, io ho bisogno di chiederle una domanda a carattere personale.
AVV. Cianferoni: Ecco.
PRESIDENTE: Devo fare una telefonata urgente. Lei ha ancora molte domande?
AVV. Cianferoni: Assolutamente no.
PRESIDENTE: Perché, diversamente, le chiederei solo una sospensione...
AVV. Cianferoni: Magari forse i colleghi...
PRESIDENTE: ... di cinque minuti.
AVV. Cianferoni: Allora, sospendiamo.
PRESIDENTE: Ma cinque minuti. Se credete, voi potete restare qui, perché in cinque minuti si rientra.
AVV. Cianferoni: No, no.
PRESIDENTE: Scusatemi.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Avvocato, può riprendere. Chiedo scusa, ma era una cosa indilazionabile.
AVV. Cianferoni: No, anche tenendo presente le esigenze d'orario, ci sono anche i colleghi: io ho finito, e cedo il posto.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni, buongiorno.
TESTE Vadalà: Buongiorno.
AVVOCATO Gramigni: Una sola domanda, le chiedo. Lei ha esperienza anche di artifi... insomma, di ciò che riguarda la materia di artificieri, ci ha detto: ecco, conosce il modo e le caratteristiche con cui sono fatti i cosiddetti cannoncini ad acqua? E' in grado di darcene una descrizione, ancorché sommaria?
TESTE Vadalà: Per come li ho visti, perché non li ho mai adoperati.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Vadalà: Ci sono dei cilindri d'acciaio di lunghezza assai variabile, ogni ditta presenta un tipo di cannone abbastanza particolare prodotto dalle proprie fabbriche; e lo scopo di questi sistemi è di inviare un getto d'acqua a elevatissima velocità su un corpo solido.
Tengo a precisare che con l'acqua si possono anche tagliare i metalli, perché getti d'acqua a 500 atmosfere sono in grado di sezionare la corazza di un carrarmato. Questo indica la potenza erosiva dell'acqua.
Allo stesso modo, questi cannoni lanciano una quantità d'acqua - non so dare il peso - e sono propulsi da una cartuccia, in genere simile a quella di un fucile da caccia ma ce ne sono diverse versioni; e lo scopo di questo tipo di dispositivo è la disarticolazione.
Quindi, in pratica, sulla base dell'esperienza dell'artificiere - dell'antisabotatore, preciso - si invia questo lancio violentissimo di acqua che si trasforma a quella velocità come un proiettile solido. E ha lo scopo di separare la parte innesco dalla parte carica, o la parte attivazione dalla parte diciamo innescante.
AVVOCATO Gramigni: In base a un principio fisico-meccanico.
TESTE Vadalà: Esattamente, è proprio un principio fisico-meccanico, fatto con un materiale che non genera scintille, non genera cariche elettriche.
AVVOCATO Gramigni: Certo. Quindi, ecco, sono formati, diceva, da un elemento di acciaio...?
TESTE Vadalà: Da un tubo di acciaio, un dispositivo di sparo letteralmente.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, vengono comandati proprio elettricamente a distanza, immagino.
TESTE Vadalà: Vengono comandati a distanza, questi dispositivi; talvolta sono addirittura montati su dei robot cingolati.
AVVOCATO Gramigni: Lei ha appreso, nell'ambito dello svolgimento del suo incarico, se e quali cannoncini ad acqua sembrerebbero stati impiegati nell'intervento degli artificieri in Formello?
TESTE Vadalà: Non era nell'incarico che mi ha dato il dottor Salvi, per cui non mi ricordo le marche, eh no; mi ha detto un paio di cannoncini ad acqua montati su treppiede.
AVVOCATO Gramigni: Montati su treppiede.
TESTE Vadalà: Eh.
AVVOCATO Gramigni: Nell'attività di repertamento, classificazione e individuazione dei residui di esplosione, e quindi nell'ambito della classificazione dei reperti, avete potuto apprezzare l'esistenza di reperti che potessero ricondursi a un cannoncino ad acqua?
TESTE Vadalà: Assolutamente no. Tutti i reperti sono elencati nei ... che abbiamo raccolto. E' inutile dire che abbiamo fatto anche una ricerca.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Vadalà: Però non è che lo scopo nostro era quello di reperire, all'epoca io neanche avevo un'idea, non sapevo con precisione quali e quanti ne fossero stati adoperati.
Io sono andato là il giorno dopo e mi sono messo a cercare i residui dell'oggetto che mi era stato chiesto di ricercare, che era l'ordigno esplosivo.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Vadalà: I cannoni, eh, mentre stavo lì guardavo per cercare, per vedere se trovavo anche questa roba, insomma.
AVVOCATO Gramigni: No, appunto, perché sappiamo, da ciò che ci ha riferito anche il suo collega, che comunque furono individuate delle zone, furono minuziosamente setacciate queste zone, furono reperiti una serie di oggetti più o meno ricollegabili all'esplosione e, comunque, che destavano l'interesse dal punto di vista del vostro incarico.
Ecco, mi chiedo, nell'ambito di questa repertazione, comunque, niente può adesso, ad oggi rispetto a quello che è stato rinvenuto, essere ricondotto o collegato alla struttura di un cannoncino ad acqua?
TESTE Vadalà: No, assolutamente.
AVVOCATO Gramigni: Lei ha parlato di acciaio...
TESTE Vadalà: No, no, nell'elenco che ho fatto non c'è traccia di questi materiali.
AVVOCATO Gramigni: La ringrazio.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
AVVOCATO Florio: Sì, avvocato Florio. Senta, cerco, più che di domandare, di capire insieme a lei o da lei, diciamo, quello che può essere stata la dinamica.
Dunque...
TESTE Vadalà: Io non c'ero.
AVVOCATO Florio: Mi creda, non c'ero neanche io. Vorrei capire insieme a lei.
PRESIDENTE: Ma chi parla?
AVVOCATO Florio: Allora, dicevo questo: se io, se la gente, diciamo così, fa partire l'impulso da lontano, per avventura da una o da quell'altra di quelle due abitazioni che lei prima...
TESTE Vadalà: Ho ipotizzato.
AVVOCATO Florio: ... ha ipotizzato e segnalato in foto, diciamo così, ho bisogno di vedere in qualche modo, e soprattutto in modo diretto, l'ordigno?
TESTE Vadalà: O vedere l'ordigno, o vedere il punto in cui è stato posizionato.
AVVOCATO Florio: Ecco. E, appunto, ho bisogno per avventura di vedere l'antenna?
TESTE Vadalà: No, assolutamente.
AVVOCATO Florio: Senta, dato che lei ovviamente è a conoscenza della collocazione, diciamo così, dell'ordigno, si può dire che comunque questo ordigno in qualche modo, rispetto a uno di quei due punti di osservazione, fosse schermato?
TESTE Vadalà: No.
AVVOCATO Florio: Che era, diciamo così, nel fosso accanto alla carreggiata?
TESTE Vadalà: Lei, quando telefona col cellulare, deve per forza vedere l'altro cellulare? No, non è necessario. Le onde radio permeano dappertutto.
Il problema della visione, e quindi la portata ottica, è necessario soltanto se c'è un bersaglio da colpire.
AVVOCATO Florio: Ecco. Senta un'altra cosa, si è parlato di una batteria a 9 volts.
TESTE Vadalà: Di una, scusi?
AVVOCATO Florio: Se non ho capito male, di una batteria a 9 volts.
TESTE Vadalà: No, due batterie da 4 volts e mezzo, accoppiate insieme, che danno 9 volts.
AVVOCATO Florio: E' vero. Ed esse sono sufficienti, diciamo così, a mettere in moto il detonatore? Oppure... Perché mi sembra bassa, come...
TESTE Vadalà: Un detonatore a bassa intensità parte anche con un volts e mezzo, anche con una batteria stilo, è sufficiente.
AVVOCATO Florio: Potendo causare questo tipo di esplosione?
TESTE Vadalà: Lui parte in ogni caso. Vede, l'esplosione non è altro che la sequenza di più fasi, la cui, la prima, inizia con la detonazione del detonatore e che, poi, prosegue con l'esplosione del booster e poi con la detonazione completa di tutta la carica.
Tutto questo fenomeno avviene in pochissimi millisecondi, ed è sufficiente quel piccolo impulso elettrico che, impulso elettrico, quella piccolissima quantità di tensione necessaria per far esplodere il detonatore.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Io non avrei altre domande.
PRESIDENTE: Dottore, mi può dare una indicazione, per cortesia?
TESTE Vadalà: Prego.
PRESIDENTE: Lei ha detto che il cannone ad acqua può in teoria, o perlomeno in pratica, produrre anche l'esplosione di un ordigno, per via di tutte quelle possibilità che ha. Ma si sono verificati casi di questo genere, che lei ricordi?
TESTE Vadalà: Sì, io interrogai diversi artificieri, specialmente in Germania, e diciamo, nei casi operativi, non hanno mai avuto problemi. Hanno avuto qualche problema, qualche esplosione accidentale quando facevano dei tests.
Potrebbe essere la causa - faccio delle ipotesi, ovviamente - un malfunzionamento del sistema di radiocomando; non è nulla di più facile che il colpo non sia stato ben diretto. E allora, magari, mette in collegamento due fili.
Teniamo presente che gli artificieri, quando fanno i loro esperimenti, sono estremamente rigorosi, fanno degli oggetti che hanno un grado di precisione elevatissima.
PRESIDENTE: Ma anche perché corrono dei rischi elevati.
TESTE Vadalà: Perché devono stare sicuri.
PRESIDENTE: Eh.
TESTE Vadalà: Ecco, magari un ordigno cosiddetto IED - Improvised Explosed Device: ordigno esplosivo improvvisato - magari non gode di tutta quella gran precisione.
Non escluderei l'ipotesi che possa essere stato provocato o da un non perfetto allineamento del sistema di disarticolazione; o addirittura da una concomitante fase di una attivazione, di una eccitazione nel sistema di radiocomando, con la concomitanza dell'evento della disarticolazione.
Questa è una delle ipotesi che posso fare.
PRESIDENTE: Ho capito.
Ci sono altre domande? Può accomodarsi, grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Vadalà, prima di andar via, se ha...
TESTE Vadalà: Sì, volevo lasciare la mia memoria.
PRESIDENTE: Benissimo, acquisiamo la memoria.
PUBBLICO MINISTERO: Ha allegato anche quella piantina che ha adoperato oggi durante l'esame?
*TESTE Vadalà: Specificando che i dati sono orientativi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì sì, per carità.


udienza 25.3.1997

*TESTE Panara: Mi chiamo Mario Panara. Sono nato ad Orvieto il 30 luglio 1960. Risiedo a Porano, via Giuseppe Mazzini numero 41.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Panara: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Risponda alle domande del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Senta maresciallo, occorre che lei ci racconti un po' - un po' bene, non un po' male - un po' bene quello che ha visto e quello ha fatto, perché del suo intervento è stato già riferito da altri testimoni nell'aula, in relazione a un certo manufatto che fu trovato sulla Formellese, nel pomeriggio del 14 aprile del 1944 (1994 - ndt). Allora, dia le coordinate le più stringate su cosa faceva all'epoca, quale incarico era destinato, qual era la sua specializzazione, per così dire e poi il fatto ce lo racconterà per come se lo ricorda e con le domande aggiuntive che io le farò.
TESTE Panara: Il 14 aprile effettuavo il turno 14.00-22.00 di...
PRESIDENTE: Le dispiace, per cortesia, se si rivolge verso di noi, che siamo del tutto ignari.
TESTE Panara: Dico, il 14 aprile effettuavo il turno 14.00-22.00 di artificiere antisabotaggio a disposizione del Comando Provinciale di Roma. Ebbi dal Centro Operativo la nota di portarmi in località Formellese in quanto un passante aveva rinvenuto degli strani pacchi con dell'erba fresca sopra.
Presi il materiale in dotazione e mi portai sul posto. Sul posto...
PRESIDENTE: Era solo?
TESTE Panara: Sì, sì, ero solo.
Sul posto trovai il comandante del Comando Provinciale che mi spiegò... Faccio una premessa: intanto che mi stavo portando da Roma sulla Formellese, mi misi in contatto col Centro Operativo e mi delucidavano di quello che vi era sul posto. Intanto io feci teoricamente: che poteva essere?
Arrivato sul posto vidi subito, mi portarono ove era collocato questi pacchi, il comandante provinciale, il colonnello. Mi resi subito conto che trattavasi di un ordigno di elevata potenzialità e per prima cosa mi preoccupai di far evacuare la zona perché ancora non era stato interrotto il flusso veicolare e la gente era a ridosso dell'ordigno.
Questa è la prima premessa perché decisi di operare, con ordigno di questa potenzialità, un contatto diretto. L'attentatore, se avesse voluto far saltare l'ordigno, l'avrebbe fatto saltare nel momento che vi erano tutte le persone, ufficiali dei Carabinieri, civili, a ridosso. Per ridosso intendo dire due metri.
Fatta evacuare la zona operativa, iniziai il contatto diretto con l'ordigno ed ebbi le prime difficoltà, ovviamente, con un ordigno di questa potenzialità, di questa concretezza e il modo in cui si presentava. Cercai di aprirlo, di arrivare al cuore, perché l'ordigno era composto da due pacchi solidi centrali, un pacco piccolo al centro che teneva uniti i due grandi e faceva praticamente da supporto al centro.
Premetto: questo ordigno era collocato in un piccolo fossato, lato strada. Ritenni pure di operare direttamente in quanto, con i nostri mezzi in dotazione, i disattivatori, i robot Pedesco, che avevamo allora in dotazione, non poteva arrivare dal nostro Centro Operativo, dal nostro mezzo operativo all'ordigno perché non avevo un gioco di braccio.
Pertanto operai manualmente per circa 20 minuti, 25 minuti, non riuscendo ad arrivare al cuore. Così optai, per la disattivazione, di usare due cannoncini ad acqua: un Neutrex e un Judo. Specifico: questi cannoncini ad acqua sono due disattivatori. Sono un calibro 12, sono due tubi cilindrici di circa 60 centimetri, in acciaio, che hanno una carica di lancio, vengono riempiti di acqua normale e quest'acqua viene compressa da questa carica di lancio sull'oggetto da una distanza molto ravvicinata. Perché ovviamente più spostiamo il corpo dall'oggetto, più riduciamo l'effetto.
Avvicinai i due cannoncini ad acqua nel cuore centrale dell'ordigno, nel pacco piccolo, in prossimità delle due batterie esterne, da 4,5 volts l'una, e puntai un cannoncino su quelle batterie e l'altro cannoncino lo puntai sulla batteria d'auto.
Premetto: l'effetto dirompente di questo cannoncino è di 100 atmosfere a centimetri quadrato.
Provai a fare la disattivazione dell'ordigno con questi mezzi ausiliari. Al momento del comando di lancio, per la disattivazione, quando azionai il telecomando, saltò l'ordigno.
I disattivatori... un disattivatore non è stato in grado di annientare il cuore dell'ordigno, pertanto l'ha attivato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta maresciallo, partiamo dal fondo di questo discorso. Allora, questi cannoncini ad acqua lei ha detto erano due, ha dato anche i nomi.
TESTE Panara: Il Neutrex e il Judo.
PUBBLICO MINISTERO: Il Neutrex e il Judo. Dunque, lei ha detto che questi cannoncini, per fare quello per il quale sono realizzati, devono lavorare a brevissima distanza. Quantifichiamo.
TESTE Panara: Quantifichiamo? Diciamo che il flusso d'acqua è efficace a circa 20 centimetri dall'oggetto.
PUBBLICO MINISTERO: Nella specie, proprio nella situazione concreta in cui ha operato lei, quindi questi due cannoncini sono stati posizionati a che distanza? Questa che sta indicando o a una distanza diversa?
TESTE Panara: Questa che sto indicando.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi entrambi a...
TESTE Panara: 20 centimetri circa.
PUBBLICO MINISTERO: A una ventina di centimetri.
Dunque, a parte...
TESTE Panara: Perché non vi era neanche spazio per collocarli in una distanza diversa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora ci arriviamo. A parte che abbiamo delle fotografie, ma io preferirei, se la sua descrizione è perspicua, per ora andare avanti oralmente.
TESTE Panara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, lei posizionò questi cannoncini, rispetto a questo manufatto e rispetto alla sua collocazione all'interno di questa cunetta, dove? Dalla parte della strada, o dalla parte esterna?
TESTE Panara: Collocai un disattivatore lato esterno cunetta e l'altro lo collocai in verticale, a ridosso della strada.
PUBBLICO MINISTERO: In verticale vuol dire però, posizionandolo dove, sul manto stradale...
TESTE Panara: No, no, sempre nella cunetta.
PUBBLICO MINISTERO: Nella cunetta.
TESTE Panara: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, questi due cannoncini puntavano, lei ha detto, uno sulle batterie?
TESTE Panara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quali batterie?
TESTE Panara: Le batterie...
PUBBLICO MINISTERO: Perché mi pare che abbia accennato a più batterie.
TESTE Panara: Sì. Vi erano la batteria da auto e due batterie ausiliarie esterne, da 4,5 volts l'una. Puntai il primo cannoncino sulle batterie esterne e il secondo cannoncino, il Judo - che ha una potenzialità maggiore al Neutrex - nel corpo solido più grande, cioè nella batteria più grande.
PUBBLICO MINISTERO: Cercando di dirigere il getto dell'acqua in un punto preciso, o genericamente? Mi aiuti a capire questo, per piacere.
TESTE Panara: Cercai, con il primo cannoncino - il Neutrex - di colpire le due batterie e il cuore sopra dell'ordigno. Perché c'era una specie di stabilizzatore di corrente: cercai di colpire quella fascia lì. E il secondo invece lo posizionai per disintegrare proprio la batteria d'auto.
PUBBLICO MINISTERO: Mi tolga una curiosità, tra le tante che se ne possono avere: perché un getto di acqua di quel genere può arrivare a disintegrare - adopro il termine che adopra lei - la batteria, per esempio quella grande, di automobili?
TESTE Panara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha queste potenze eh?
TESTE Panara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Panara: L'ho detto prima.
PRESIDENTE: Disintegrare vuol dire...
TESTE Panara: Distruggere.
PRESIDENTE: Distruggere.
TESTE Panara: Sì.
PRESIDENTE: Proprio frantumare.
TESTE Panara: Frantumare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, perché lei ha dato un valore numerico. Per chi non è pratico del mestiere un valore numerico può vuol dire tanto, ma può anche non voler dire niente. Bisognerebbe stabilire qual è la resistenza di un solido come quello costituito da una batteria. Siccome però non lo so, bisogna che me lo spieghi lei.
Ecco, detto questo, questi oggetti che lei ha impiegato, questi cannoncini, furono posizionati utilizzando, che ne so, supporti metallici, tipo treppiedi, appoggi, oppure...
TESTE Panara: No, non utilizzai nessun appoggio in dotazione perché non vi era il posto per collocarli.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi furono appoggiati, questo vuol dire, sul...
TESTE Panara: In terra.
PUBBLICO MINISTERO: Per terra?
TESTE Panara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cercando di orientarli...
TESTE Panara: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, lei prima ha parlato di calibro 12. Io ho capito quello che vuol dire, cioè a dire, la carica di lancio è costituita...
TESTE Panara: Da una cartuccia.
PUBBLICO MINISTERO: Da una cartuccia di quelle da caccia sostanzialmente?
TESTE Panara: Sì. Un po' più lunga.
PUBBLICO MINISTERO: Un po' più lunga. Sarà senza pallini, voglio dire.
TESTE Panara: Una carica di lancio.
PUBBLICO MINISTERO: Una semplice carica di lancio. Quant'è l'acqua che ci va su questi due cannoncini, se lo ricorda?
TESTE Panara: Esattamente andrà un quarto d'acqua.
PUBBLICO MINISTERO: Un quarto di litro?
TESTE Panara: Un quarto di litro, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Un quarto di litro. Ha parlato ancora di comando a distanza di questi cannoncini, cosa vuol dire? E' un comando radio, è comando dato in maniera diversa?
TESTE Panara: E' un comando dato in un modo diverso e ora lo spiego. Queste cartucce vengono azionate da un percussore. Questo percussore viene fatto partire da una scarica elettrica. Pertanto il telecomando, che noi usiamo a distanza per attivare queste cariche, serve per azionare il percussore, elettricamente aziona il percussore, fa partire il percussore.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Forse non ci siamo capiti. Volevo dire, è un comando che si dà con un impulso radio o un comando che si spedisce su una linea?
TESTE Panara: E' un comando che si spedisce su una linea elettrica.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, quindi su un filo.
TESTE Panara: Su un filo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, i cannoncini erano entrambi attrezzati nello stesso modo?
TESTE Panara: Confermo, sì. Erano attrezzati nello stesso modo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei, al momento in cui ha dato il comando, ha dato il comando per entrambi i cannoncini o solamente per uno?
TESTE Panara: No, solamente per un cannoncino. Perché ogni cannoncino aveva la sua linea.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda su quale dei due cannoncini...
TESTE Panara: Certamente. Sul più piccolo, sul Neutrex.
PUBBLICO MINISTERO: Sul Neutrex. Mi spiega la ragione per la quale, pur avendo deciso di utilizzare due cannoncini, però il comando si riprometteva - di fatto fece così - di darlo prima su uno. Questo vuol dire che non l'avrebbe dato sul secondo, o che avrebbe dato due comandi separati in successione?
TESTE Panara: Ora le spiego: usai il primo cannoncino, il Neutrex, quello puntato sulle batterie esterne e sul cuore esterno dell'ordigno, sperando, con l'esperienza avuta in questi anni, di poter disattivare l'ordigno al primo colpo. E posizionando il secondo cannoncino, il Judo, il più potente a ridosso della batteria d'auto come cannoncino ausiliario. Se, ovviamente, non fosse esploso con l'attivazione del Neutrex, avrei azionato pure il Judo, per la frantumazione del corpo solido.
Invece, quando azionai il primo disattivatore, si innescò la carica.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, se io ho capito, lei intanto utilizzava il primo cannoncino per conseguire quale risultato? E come avrebbe fatto ad accertare se il risultato, che voleva conseguire, l'aveva conseguito?
TESTE Panara: Se mi avrebbe frantumato, distrutto il corpo esterno superiore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questo le avrebbe dato quale tipo di risposta al suo quesito, diciamo, operativo? Dice: 'ho frantumato il corpo solido superiore'.
TESTE Panara: Dopo l'esplosione...
PUBBLICO MINISTERO: Dice: 'ora che succede?'
TESTE Panara: Succede questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Panara: Dopo che ho azionato il Neutrex, se non sarebbe l'ordigno, non si sarebbe attivato, avrei fatto una ricognizione...
PUBBLICO MINISTERO: Diretta.
TESTE Panara: Diretta. Ovviamente, ecco, con degli apparati a distanza, con questo robot Pedesco che abbiamo in dotazione, che ha in dotazione delle telecamere che mi permettono a distanza di visionare il corpo in cui sto lavorando.
Invece questo non ho avuto l'opportunità perché è saltato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, queste apparecchiature, intendo dire questi cannoncini ad acqua, lei li aveva già utilizzati in altre occasioni?
TESTE Panara: Tantissime volte.
PUBBLICO MINISTERO: Ma occasioni diciamo di esercitazione, o occasioni di intervento operativo...
TESTE Panara: No, no, interventi operativi.
PUBBLICO MINISTERO: ... sul campo, come suol dirsi?
TESTE Panara: Sì, sul campo. Su vari ordigni. Ovviamente non di questa potenzialità, di potenzialità minore, ma li avevo utilizzati avendo risultati soddisfacenti. Non mi avevano mai innescato la carica.
PUBBLICO MINISTERO: Per quanto nella sua conoscenza, maresciallo, ecco, quello che successe quella sera, cioè a dire che attivato un cannoncino si attivò anche...
TESTE Panara: La carica.
PUBBLICO MINISTERO: ... l'ordigno, cioè a carica, per quanto nella sua esperienza, ripeto, o nelle sue conoscenze, questo evento, rapportato alle attrezzature che erano in dotazione e che lei utilizzò, era da considerarsi assolutamente improbabile? Oppure... suppongo che lei avrà fatto un corso, le sarà stato spiegato, ci sarà stato un libretto di istruzioni che garantiva ad una X percentuale il funzionamento di queste apparecchiature?
TESTE Panara: Questi appa...
PUBBLICO MINISTERO: Non so se la mia domanda è stata chiara.
TESTE Panara: Sì, sì, perfetta.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
TESTE Panara: Queste apparecchiature sono garantite non al 100%, ma in linea di massima a un 90%. La casa costruttrice, nel corso che abbiamo effettuato su questi materiali, ci ha garantito il 90% di risultato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il 10%...
TESTE Panara: Abbiamo sempre un 10% di scarto, sì, che può attivare la carica.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Cioè il 10% corrisponde a questo.
TESTE Panara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La carica si attiva invece di essere disattivata.
TESTE Panara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, questo tipo di attrezzatura quindi è quella che lei aveva già impiegato in occasioni di altri interventi?
TESTE Panara: In altri interventi. Dal 1989 sino a quel giorno lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Panara: Con ottimi risultati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, colleghiamo, tutte queste risposte che ha dato fino ad ora, ad un altro punto del problema, cioè a dire: lei ha spiegato alla Corte che sulle prime pensava di adoprare questa apparecchiatura denominata "robottino". E che poi si è rivelata inadeguata o inutilizzabile in rapporto alle condizioni particolari in cui doveva operare.
Allora, cominciamo a dire questo: questo robottino era potenzialmente idoneo a disattivare a sua volta, opportunamente comandato, la carica? Ovvero serviva solo per un'attività di ricognizione?
TESTE Panara: Allora, questo mezzo che noi usiamo, questo robot che usavamo - usiamo secondariamente ora perché con la tecnologia, con il progresso abbiamo dei mezzi superiori - è usato come disattivatore e come ricognitore. Perché è dotato di due cannoncini ad acqua che permettono la frantumazione del pacco.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lavora come i cannoncini di cui si parlava?
TESTE Panara: Guardi, ce l'abbiamo qua in sala qua fuori, questo Pedesco, come si chiama. Se i signori lo vogliono vedere, lo spieghiamo direttamente?
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ora vediamo.
PRESIDENTE: Ora vediamo se è necessario. Andiamo avanti.
TESTE Panara: Ha due disattivatori su un braccio, che permettono - un braccio telescopico, un braccio allungabile fino a un metro e mezzo - che permette di disattivare, frantumare un ordigno. Poi ha un sistema visivo di ripresa che permette di fare da ricognitore. In quel frangente...
PRESIDENTE: A distanza.
TESTE Panara: A distanza sì, perché è filoguidato.
PUBBLICO MINISTERO: Il sistema visivo che cos'è, una telecamera?
TESTE Panara: Sistema visivo, sì, ha le telecamere, ha due...
PUBBLICO MINISTERO: Che rimanda l'immagine dove si trova l'operatore ovviamente.
TESTE Panara: Certo, nel Centro Operativo, sul mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, nella situazione in cui si trovò a adoperare lei, la prospettiva, se capisco bene, era di utilizzare questo apparato semovente con tanto di cannoncini, anche fino alla disattivazione?
TESTE Panara: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora quale fu concretamente il problema per cui... io credo di averlo capito, ma insomma, voglio che sia ben chiaro.
TESTE Panara: Io con il braccio telescopico, che dicevo, non riuscivo ad arrivare sul cuore dell'ordigno. Perché avevamo i due pacchi solidi, l'autostrada, il pacco piccolo, che era sottostante i due pacchi solidi, a margine della cunetta, ridosso la campagna. Pertanto io con il braccio, col piegamento del braccio non riuscivo a posizionare in direzione del corpo dell'ordigno i cannoncini.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ora mi ha spiegato forse meglio di prima. Eh?
TESTE Panara: Sì. Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Almeno per quanto mi riguarda credo di aver capito di più.
Ecco senta, lei maresciallo, lo ha già precisato prima perché le ha posto una domanda immediata il Presidente, andò da solo.
TESTE Panara: Sì, andai da solo.
PUBBLICO MINISTERO: Andò da solo. La sua dotazione, a parte i cannoncini, i robottini e quant'altro, la sua dotazione era costituita da che cosa?
Non la dotazione manuale, eh, voglio dire, una macchina...
TESTE Panara: Un furgone Ducato che comprendeva tutte le attrezzature per diverse situazioni operative.
PUBBLICO MINISTERO: Lei era anche il conducente del Ducato? Faceva tutto da solo.
TESTE Panara: Facevo tutto da solo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non mi sembra mica una bella organizzazione, francamente.
TESTE Panara: Premetto: noi viaggiamo anche da soli, perché a bordo del nostro mezzo vi è una quantità di esplosivo e dei detonatori. E pertanto, personale non abilitato non può stare su quel mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, d'accordo. Senta, lei si è premurato di effettuare anche rilievi fotografici di questa situazione, oppure ha provveduto qualche altro?
TESTE Panara: Ha provveduto, feci intervenire io, a quel tempo non avendo avuto l'attrezzatura fotografica disponibile, feci intervenire un operatore del Comando Gruppo Cassia. Insieme a me, in posizione diciamo non di sicurezza riuscimmo a fare delle foto.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, queste foto... No, proponiamo in maniera migliore la domanda: che lei sappia, sono state scattate foto solamente in un momento successivo al suo intervento, ovvero anche precedentemente?
TESTE Panara: Questo, non so rispondere. Io posso rispondere per la parte mia in attinenza.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Panara: Quando io richiesi il fotografo e venne con me, fece delle foto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei chiese l'intervento di un fotografo?
TESTE Panara: Io chiesi, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'intervento di un fotografo.
TESTE Panara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era già presente in zona questo fotografo, o dovette venire da qualche parte?
TESTE Panara: No. Arrivò dal Comando Gruppo Cassia.
PUBBLICO MINISTERO: Come si va con quell'attrezzatura, maresciallo?
Io direi di sottoporre tale e quale questa foto qui al teste. Foto 4 di questo fascicolo Comando Provinciale Roma Nucleo Operativo Terza. Collocazione 8109 negli atti del dibattimento.
Questa foto qui.
Mentre il maresciallo va a metter ela fotografia sul visore...
PRESIDENTE: Vuol portarsi laggiù, per favore?
PUBBLICO MINISTERO: ... dicevo questo, maresciallo Panara: le coordinate temporali del suo intervento... Eh, ora quando arriva al microfono ce lo dice.
TESTE Panara: Sì, questa è stata...
PUBBLICO MINISTERO: Maresciallo Scelso, avvicini un attimino il microfono al maresciallo Panara, sennò...
TESTE Panara: Sì, questa è stata una foto fatta in mia presenza.
Infatti si vede uno scorcio della mia persona.
PUBBLICO MINISTERO: Maresciallo Scelso, mi pare che non sia a fuoco questa immagine. Abbia pazienza, sennò si perde tempo e basta.
PRESIDENTE: Eh, ma credo che più di così non si possa ottenere. Forse si può ravvicinare, perché a noi interessa anche...
PUBBLICO MINISTERO: Anche avvicinare, sì, sì.
AVVOCATO Ammannato: Diceva, Presidente, che si intravedeva la sua persona. Ecco, dove eventualmente?
TESTE Panara: Nel lato destro della foto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che è quella roba che si vede per terra, maresciallo?
TESTE Panara: E' il cannoncino ad acqua a Judo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma io vedo due manufatti: uno in piedi, e si vede che è una bottiglia. Dico bene?
TESTE Panara: Infatti.
PUBBLICO MINISTERO: E poi quel tubo sdraiato. E' quello il cannoncino al quale si riferisce?
TESTE Panara: Sì. Il tubo in acciaio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la bottiglia d'acqua è quella che serve a riempire il cannoncino.
TESTE Panara: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Poi si vedono dei fili per terra. Uno, o due.
TESTE Panara: Un filo. E' un cavo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' quello quindi di cui parlava lei per mandare il comando sul cannoncino.
TESTE Panara: Sì. Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Maresciallo Scelso, se resta lì vicino al... Passi alla fotografia successiva, per piacere.
Ancora, non questa. Passi avanti ancora. Maresciallo Scelso, per cortesia, si giri di qua, sennò fate alle gomitate lei e il suo collega e si perde tempo e basta. O via!
Passi avanti ancora, per piacere. Ancora avanti.
Faccia vedere. Sì. Che foto è quella lì maresciallo, numero?
MARESCIALLO Scelso: 14.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la numero 14, sempre dello stesso fascicolo.
Cerchiamo di togliere i riflessi e quant'altro.
Ecco, maresciallo Panara, che ci sa dire sul conto di questa foto? Su quello che ritrae.
TESTE Panara: Dopo che avvenne l'esplosione, ovviamente mandai il ricognitore a visionare il cratere. Perché potrebbe essere stata, ci potrebbe essere avanzato ancora dell'esplosivo.
Visionai invece che c'era solamente...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi quello è il ricognitore, cioè il famoso robottino.
TESTE Panara: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha spedito lei sul posto, ad esplosione avvenuta.
TESTE Panara: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi non è che al momento dell'esplosione il robottino si trovasse lì.
TESTE Panara: No, al momento dell'esplosione il robottino era nei paraggi del mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Panara: Premetto pure...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Panara: Essendo stato notte, non vi era illuminazione. E pertanto questo mezzo è dotato pure di un impianto di illuminazione. E questo impianto ci permette di visionare bene il luogo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Benissimo.
Maresciallo, sempre da quel fascicolo, riprenda all'inizio. Sì, codesta, la foto 1 quindi di questo fascicolo.
Ecco, questa... Si può ingrandire un attimino, maresciallo? Il contrario. Mi sono spiegato male.
Ancora, ancora... Basta così. Non mi pare sia molto a fuoco, ma insomma.
Ecco, qui in che momento siamo, maresciallo Panara?
TESTE Panara: All'inizio delle operazioni. Infatti vediamo le due linee.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Panara: Vediamo la scatola arancione che è una linea, che è il cavo di una linea.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Panara: Invece, il rotolo grande, è il cavo secondario del Judo.
Premetto: la scatola arancione è la linea elettrica del Neutrex.
PRESIDENTE: Ognuno dei due c'ha...
TESTE Panara: Del primo cannoncino usato.
PRESIDENTE: Ognuno dei due cannoncini ha una propria linea.
TESTE Panara: Certo. Il secondo è la seconda linea del Judo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, domanda banale dettata da questa immagine: si vede che, diciamo pure l'avvolgitore di ciascuna delle due linee, è posizionato in un punto diverso sulla strada. Che vuol dire questo?
TESTE Panara: Che i cavi sono di un metraggio diverso.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lì dove c'è quell'avvolgitore arancione, lì è il punto massimo di estensione della linea?
TESTE Panara: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, siccome se non mi sbaglio, ha detto che l'avvolgitore arancione è proprio quello che serve il Neutrex...
TESTE Panara: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: ... vuol dire che il Neutrex è stato attivato a quel punto lì.
TESTE Panara: Confermo. Nella cunetta adiacente.
Io infatti mi collocai all'interno della cunetta adiacente.
PUBBLICO MINISTERO: Dalla parte della 33, voglio dire...
TESTE Panara: Dalla parte della casa, sì. Della casa e dell'autovettura, della 33.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Si defilò un attimino, si tirò lateralmente.
TESTE Panara: Mi defilai nel canale di scolo dell'acqua.
PUBBLICO MINISTERO: A che distanza era tra il punto dove si trovava e quello dove si trovava l'ordigno, più o meno?
TESTE Panara: Circa 60 metri.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Ecco, mentre lei stava attraversando l'aula per arrivare a codesta postazione, le ho chiesto se si ricorda le coordinate temporali di questo discorso, cioè a dire quando lei arrivò, la richiesta di intervento, quanto tempo ha messo ad arrivare, per quanto tempo si è intrattenuto a fare tutte le sue operazioni, e quando poi l'intervento, in un modo o in un altro, si è chiuso.
TESTE Panara: Non ricordo esattamente l'ora di richiesta di intervento. Arrivai circa alle 18.00 sul posto. Lavorai con un contatto diretto con l'ordigno per circa 20-25 minuti. E poi, dopo la scelta di usare i disattivatori a distanza impiegai circa 10-15 minuti a posizionare i due disattivatori. E poi avvenne l'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando si verificò la detonazione di questa carica, le condizioni di luce quali erano, se le ricorda?
Voglio dire, era ancora chiaro, luminoso come questa fotografia, oppure eravamo già...
TESTE Panara: Questo non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
Maresciallo Scelso, abbia pazienza, venga qui a recuperare questa foto, per cortesia.
Questa è un'altra foto che non mi ricordo se è anche in quel fascicolo lì. Sarebbe la foto 5 di queste allegate a una nota di rilievi della Sezione Operativa, del Nucleo Operativo del Gruppo Bracciano datata 15 aprile che è collocata al foglio 8103 del fascicolo del dibattimento.
Ecco, in questa pagina 8108, ci sono due foto: la 5 e la 6.
Lei maresciallo, per cortesia, manda - come si dice - in onda la numero 5.
Qui si vede una gran nuvola di fumo.
E' inutile fare i misteriosi, perché lì sulla didascalia che sta sopra, non sotto, la fotografia c'è scritto: "Brillamento dell'ordigno".
Ma che lei ricordi, il fotografo fu incaricato di eseguire proprio una fotografia in un momento X che poi coincide con quello di brillamento dell'ordigno? Non capisco, ecco, qual è il mistero di questa fotografia.
TESTE Panara: Mi ricordo che il fotografo mi disse che era riuscito a fotografare la detonazione dell'ordigno. Aveva fatto, aveva effettuato una foto mentre che...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei, che la detonazione in qualche modo l'ha oggettivamente cagionata, no?
TESTE Panara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Panara: Io ho attivato la carica...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questo fu proprio l'effetto, voglio dire, che provocò la detonazione nell'aria?
TESTE Panara: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè il formarsi di questa colonna di fumo...
TESTE Panara: Confermo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi si può considerare correttamente, questa è la fotografia nel momento in cui la carica detona?
TESTE Panara: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho bisogno di darle noia per altri 5 minuti almeno, eh?
Ho bisogno che ora ce lo racconti questo manufatto. Cioè, com'era costituito. Perché lei ha fatto una certa descrizione alla Corte. Io ho bisogno di entrare in qualche particolare in più.
Lei ha parlato di un corpo, due corpi, un corpo principale, una batteria, le batterie ausiliarie...
Cerchiamo di arrivare ad una descrizione quanto più precisa possibile.
TESTE Panara: Erano due corpi solidi...
PRESIDENTE: Possiamo farlo tornare qui, o...
PUBBLICO MINISTERO: Mah, Presidente, magari c'è bisogno di tornare con le fotografie. Lo sa, ce ne sono una certa...
TESTE Panara: Erano due corpi solidi in linea.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Panara: Lato strada, di medie dimensioni. Più, vi era un corpo piccolo tra il primo e il secondo corpo solido, al centro, di piccole dimensioni.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Panara: Tutto era avvolto da del nastro e della carta, carta spessa davanti. E più vi erano, vi era una corda che teneva tutti e tre questi corpi uniti tra loro.
Nei due corpi solidi, lato strada, vi erano dei fili che fuoriuscivano.
E più, se ben ricordo, vi era un filo di color arancione che maggiormente... Non ricordo esattamente adesso.
Vi era un filo arancione che oltrepassava tutti e due i corpi solidi. Invece...
PUBBLICO MINISTERO: "Oltrepassava", vuol dire avvolgeva?
TESTE Panara: Avvolgeva, sì. Avvolgeva in questo modo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Panara: La parete alta. I lati esterni e la parte piana dell'oggetto.
Poi vi era il corpo solido piccolo, quello che abbiamo detto che era posizionato al centro dei due pacchi grandi. Di piccole dimensioni.
Questo per me era il cuore dell'ordigno. Perché? Perché effettuando un corpo a corpo riuscii ad aprirlo in parte, però non riuscii ad arrivare al congegno. Perché, riuscii ad aprirlo in parte e notai che, nella parte alta vi erano due batterie da 4,5 volts l'una unite tra loro.
PUBBLICO MINISTERO: Quelle quadrate?
TESTE Panara: Confermo, quelle quadrate.
Unite nel lato sinistro in alto, sovrapposte.
Accanto vi era uno stabilizzatore, stabilizzatore di corrente, oppure un voltometro, senza scala, questo lo ricordo. Non aveva le tacche della scala.
Alzando...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, la seguo.
TESTE Panara: Alzando la parte alta dell'ordigno, ovviamente scartando l'ordigno e alzando questo nastro, notai vari fili, tantissimi.
E ricordo che, dal lato destro, dal lato destro del corpo piccolo, tra la batteria grande d'auto che era sottostante, sarebbe il piedistallo delle due batterie da 4,5 volts e il voltmetro partivano due masse, due cavi di fili con molti fili. Non ricordo esattamente: sette-otto. Partiva nel lato destro vari fili che scendevano e arrivavano alla base dei solidi dei pacchi... sì, della parte inferiore.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Panara: Non ricordo esattamente se ora, nel lato sinistro - ma credo pure nel lato sinistro - scendessero pure altri fili che raggiungessero sempre la base.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
TESTE Panara: E questo era l'ordigno.
Ah, e poi vi era, quello che mi incuriosì in particolar modo, ritenni che trattavasi di un ordigno a radiocomando, non perché notai un'antenna telescopica, ma notai sul margine destro uno spillo. E non riuscii a mettere subito lo spillo. Lo spillo, ritenni...
PUBBLICO MINISTERO: Lo spillo, come uno spillo, oppure spillo come forma generica di un oggetto?
TESTE Panara: Oggetto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non lo spillo propriamente detto.
TESTE Panara: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
TESTE Panara: Era un pezzo di ferro che ritenni che era l'antenna, l'antenna di ricezione del comando.
PUBBLICO MINISTERO: Come poteva essere lungo questo spillo?
TESTE Panara: Queste dimensioni.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sta indicando una misura che è, secondo lei?
PRESIDENTE: Dica in centimetri, per favore.
TESTE Panara: Quattro centimetri, cinque.
PRESIDENTE: E spessore?
TESTE Panara: Come un chiodo.
PRESIDENTE: Ecco, qualche millimetro.
PUBBLICO MINISTERO: Beh, un chiodo sarà due millimetri.
TESTE Panara: Due millimetri. Ricordo questo.
PUBBLICO MINISTERO: Due-tre, al massimo.
Ecco, questo strumento che lei ha definito come voltmetro, ma aveva un qualche quadrante, un qualche cosa, oppure no?
TESTE Panara: Confermo. Aveva un quadrante in fondo bianco e un ago posizionato fondo scala.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto che era una scala senza scala, però.
TESTE Panara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto un attimo fa.
TESTE Panara: Non c'erano tacche di riferimento.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ricorda, maresciallo, che quando era ancora brigadiere fu sentito dal dottor Salvi a Roma e dette una descrizione che fu anche poi correlata da una rappresentazione in disegno di questo manufatto?
TESTE Panara: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: E come mai allora in questo disegno che sta allegato a questa deposizione resa da lei il 18 maggio del '94, appunto davanti al dottor Salvi della Procura di Roma, questo strumento è rappresentato da un bel quadrante ad ago e tutta la scala?
Perché è stato un problema col disegnatore, o perché si ricorda male lei oggi, o perché magari fu equivocato all'epoca?
TESTE Panara: Questo non lo so, non ricordo esattamente.
Io mi ricordo di questo quadrante bianco e non aveva tacche di riferimento. Sbagliai allora nel riferire, ma credo che non abbia avuto tacche di riferimento.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, abbiamo parlato: la batteria, fili, filo arancione e quant'altro. Ricorda che ci fosse qualche altro oggetto che caratterizzasse, alla vista dall'esterno, questo manufatto?
Abbiamo parlato, ripeto, di fili, batteria d'auto, due batterie da 4,5, questo strumento, quadrante e relativa lancetta...
TESTE Panara: Guardi, non posso dirle con sicurezza se vi fosse altri oggetti, in quanto non sono riuscito a inoltrarmi oltre un determinato limite dell'ordigno, perché fui bloccato.
Però, il piccolo cuore, la batteria d'auto che faceva come ho detto da base, ad un certo punto, da questa batteria, partiva una sovrapposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, un elemento superiore.
TESTE Panara: Un elemento superiore, sì, con una angolatura di 45 gradi.
Dalle foto non so se è stato...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora magari... Ecco, ma...
TESTE Panara: E là sotto presumo che ci sia stato il cuore.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda altro?
TESTE Panara: Non ricordo altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo ricordarle, il 18 maggio del '94, sempre in questa descrizione, lei si rammentava, o per meglio dire, così risulta dal verbale:
"Sulla batteria vi era un foglio di carta da quaderno a righe con delle scritte".
TESTE Panara: Sì, questo me lo ricordo. Che cercai di decifrare quelle scritte, ma erano incomprensibili, indecifrabili.
PUBBLICO MINISTERO: Dico, ma per intendersi: questo foglietto che recava queste scritte, era un foglietto, per quello che capì, realizzato, come dire, artigianalmente? Erano delle scritte a mano, oppure...
TESTE Panara: Erano delle scritte a mano.
PUBBLICO MINISTERO: ... erano delle scritte a stampa?
TESTE Panara: Delle scritte a mano.
PUBBLICO MINISTERO: Non a stampa?
TESTE Panara: Non a stampa.
PUBBLICO MINISTERO: A mano.
TESTE Panara: A mano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei, pur trovandosi a contatto diretto per svariati minuti con questo ordigno, non ha avuto proprio la possibilità di capire quello...
TESTE Panara: Non ho avuto la possibilità di capire quello che vi fosse scritto, perché era un linguaggio incomprensibile.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire linguaggio incomprensibile? A caratteri...
TESTE Panara: Non conosciuto da me. Una scrittura non conosciuta da me.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era, voglio dire, riempito questo biglietto? Quanto era grande? Quanto una pagina di quaderno, quanto un biglietto da visita...
TESTE Panara: Guardi, ora non ricordo esattamente le dimensioni del biglietto. Ricordo che era un piccolo foglio di quaderno scritto con una penna blu. Questo, ricordo.
E c'erano scritte delle cose per me senza significato, allora.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. In tutti gli elementi quindi che costituivano questo manufatto - io continuo a chiamarlo così - quanti erano?
Lei ha parlato di due corpi più grossi laterali e ha detto più volte "Lato strada".
TESTE Panara: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Poi ha parlato di questo corpo più piccolo, di questo corpo più piccolo, a quello che ho inteso, ha spiegato di aver accertato che si trattava di una batteria d'auto.
TESTE Panara: Confermo. Questo, l'ho accertato, perché l'ho aperto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Sopra al quale c'era questo elemento disposto con questa superficie, come dire, non verticale, bensì...
TESTE Panara: Obliqua.
PUBBLICO MINISTERO: ... inclinato a 60 gradi, ha detto. 45, non mi ricordo più quello che ha detto.
TESTE Panara: 45, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma insomma, in tutti quanti erano questi, gli elementi costitutivi di questo manufatto?
TESTE Panara: Tre blocchi.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire: i due corpi principali, quelli di dimensioni più grandi - perché mi sembra di aver capito che lei, i due lato strada, li individua come gli elementi più grandi -.
TESTE Panara: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Erano accostati tra di loro?
TESTE Panara: Erano uniti fra di loro.
PUBBLICO MINISTERO: Uniti tra di loro. Quindi a contatto diretto.
TESTE Panara: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora ci deve essere qualcosa che io non capisco.
TESTE Panara: Erano legati tra loro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ci deve essere qualcosa che non capisco bene. Perché, sempre in questo verbale, maresciallo, questo del 18 di maggio, ecco, proprio all'inizio dei questa sua deposizione, si legge questo:
"Posso descrivere l'ordigno che ricordo bene.
Si trattava di tre pacchi confezionati con carta da imballaggio e nastro adesivo da imballaggio.
Mi sembrò che ogni pacco fosse confezionato separatamente. Non mi sembra che il nastro adesivo unisse i tre pacchi. Vi erano invece delle corde che legavano i tre pacchi tenendoli uniti e formavano delle maniglie per il trasporto".
TESTE Panara: Confermo quella deposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, aspetti.
Solo che, questi tre pacchi, lei, in questa deposizione, li ha descritti come diversi ed autonomi, rispetto agli elementi ulteriori costituiti dalla batteria, da questo elemento soprastante con lo spillo, chiodo, che dir si voglia.
TESTE Panara: Sì. I due pacchi, lato strada; il terzo pacco era il cuore, la batteria con...
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Eh, appunto, è qui che non...
TESTE Panara: Lì è stata fatta una cattiva descrizione.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo sicuri?
TESTE Panara: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che sia cattiva descrizione?
TESTE Panara: No, i pacchi erano così, erano uniti tra loro da un...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, questo lo capisco. Però la descrizione potrebbe essere un problema di verbalizzazione...
TESTE Panara: Di verbalizzazione.
PUBBLICO MINISTERO: ... di non essersi capiti col magistrato. Sono cose che possono succedere.
Però qui c'è anche un disegno che riproduce questo assieme di elementi secondo le descrizioni...
Questo disegno fu fatto in corso di esame?
TESTE Panara: Sì, com'è.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, allora sarà difficile che con il carabiniere disegnatore non vi siate capiti.
TESTE Panara: No, c'erano due pacchi. E il terzo nella parte centrale.
PUBBLICO MINISTERO: Allora...
TESTE Panara: E credo che sia stato disegnato così.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, mandiamo in proiezione, maresciallo Scelso, per cortesia, questo disegno. Dando atto alla Corte che si tratta appunto, dando atto anche ai difensori, che si tratta del secondo dei due schizzi allegati a questo verbale più volte citato del 18 maggio '94.
Ecco, a me sembrava di capire che la descrizione fatta da lei oggi, solo relativamente si sovrapponga a quella descrizione fatta all'epoca.
Tanto che, con la descrizione dell'epoca, viene fuori questo disegno. E allora di elementi se ne contano di più, rispetto a quelli che ha enumerato lei oggi.
TESTE Panara: Confermo. Se feci disegnare l'oggetto, l'ordigno al disegnatore, è perché era questo, era...
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare di notare, perché qui la contestazione invece attraverso il verbale si fa anche attraverso il disegno. Ma tanto, il disegno, fa parte del verbale.
PRESIDENTE: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare di rilevare che qui c'è un elemento in più centrale, rispetto a quello che aveva...
TESTE Panara: Certo, confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. L'ultima cosa: le grandezze, più o meno, di questi elementi, lei ricorda di averle potute apprezzare anche per comparazione, rispetto a, che nesso, a una ventiquattrore, piuttosto che ad una valigia grande da viaggio.
PRESIDENTE: Possiamo parlare anche di centimetri, delle dimensioni...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, ho ragione di fare la domanda in questo modo, perché il maresciallo a suo tempo rapportò le grandezze ad un manufatto, per così dire, universale.
TESTE Panara: Ovviamente erano pacchi più grandi di una ventiquattrore, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda di aver dato a suo tempo una indicazione specifica, in qualche modo, al dottor Salvi.
TESTE Panara: Sì, diedi, cercai...
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda quale?
TESTE Panara: No, oggi non ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei spiegò che gli elementi grandi, insomma, andavano sulle dimensioni di una tanica d'acqua di quelle da 25 litri.
TESTE Panara: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Togliamo quel materiale, maresciallo, per cortesia dal visore.
Allora, ancora due chiarimenti con l'utilizzo della foto 4, di quelle allegate ai rilievi del Nucleo Operativo del Gruppo Bracciano 15/04/94 collocazione 8107.
La foto di sotto, maresciallo, per piacere.
Ecco, anche magari col dito, oppure con un lapis, se ce l'ha in tasca, può indicare sulla foto.
TESTE Panara: I corpi solidi grandi lato strada, eccoli.
E il cuore piccolo dell'ordigno, si denota qua. Eccolo qua.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, per fare le sue operazioni, diciamo quelle di controllo diretto e il tentativo manuale di disattivazione, dove si sistemò?
TESTE Panara: Mi collocai a ridosso del lato destro.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi dentro la cunetta.
TESTE Panara: Confermo, dentro la cunetta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, i fatidici cannoncini, quindi, dove furono posizionati?
TESTE Panara: Guardi, uno venne posizionato sulla cunetta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Panara: Uno venne posizionato in questo punto della cunetta, se ben ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
TESTE Panara: E l'altro, in quest'altro punto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, per far questo dovette modificare, come dire, un po' la situazione del terreno?
TESTE Panara: Sì, ho dovuto aiutarmi facendo delle basi d'appoggio.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Non mi pare di avere altro da chiederle.
PRESIDENTE: Vuole ritornare qui, per cortesia, maresciallo?
Ha domande, le parti civili?
AVVOCATO Ammannato: Sì. Avvocato Ammannato, difensore di parte civile.
Maresciallo, come orario, ha detto che non si ricordava la chiamata. Ma grossomodo, quanto tempo impiegò dalla chiamata a quando arrivò sul posto?
TESTE Panara: Guardi, dalla nostra ubicazione, per arrivare a Formello, sono circa 40 chilometri, 35 chilometri.
Non ricordo, direi dei tempi falsati.
AVVOCATO Ammannato: Mezzora, un'ora, non so.
TESTE Panara: Credo un po' più di mezzora.
AVVOCATO Ammannato: Ecco.
TESTE Panara: Perché è un mezzo particolare che non corre.
AVVOCATO Ammannato: Quando arrivò sul posto, lei ha detto che c'era gente che era addosso all'ordigno. Anzi, ha detto: 'a ridosso dell'ordigno, a due metri'.
Ecco, può chiarire alla Corte quanta gente c'era?
Cioè, numericamente.
TESTE Panara: Guardi, a ridosso c'erano gli appartenenti dell'Arma dei Carabinieri che erano lì, sul posto.
AVVOCATO Ammannato: Ma quanti, grossomodo?
TESTE Panara: Due o tre persone.
AVVOCATO Ammannato: Poi ha parlato anche di civili che erano lì intorno.
Quanti saranno stati, più o meno?
TESTE Panara: Mah, i civili non erano a ridosso dell'ordigno.
Praticamente, visto che si era creato una situazione di pericolo, c'erano dei curiosi.
AVVOCATO Ammannato: Sì, appunto. Ma quanti erano? Tanto per rendersi conto, insomma.
TESTE Panara: Guardi, io non so quantificarle il numero delle persone, perché sinceramente non ho ritenuto opportuno guardare la gente che c'era.
La prima cosa che ho fatto è stata quella di portarmi sul punto dove era collocato l'ordigno.
Per prima cosa, per allontanare tutti.
AVVOCATO Ammannato: Certo. Senta, lei ha parlato adesso appunto che era riuscito ad aprire questo piccolo pacco centrale, quello che lei ha definito il cuore dell'ordigno.
Dove ci ha spiegato bene c'erano tutti questi fili, eccetera.
La mia domanda è da profano, ed è questa: non poteva col robottino, cioè, tagliare con pinze con... questi fili? Ecco, proprio...
TESTE Panara: No, eh. Ci sono delle tecniche che non permettono tutto ciò. Anzi, tutt'altro.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, siccome appunto siamo, anch'io, condizionato dai film in cui c'è l'artificiere che taglia il congegno elettrico e disattiva, diciamo, l'ordigno.
Ecco, in questo caso, cioè, se uno avesse avuto il robottino, delle pinze... Tagliare tutti questi fili: arancione, nero, eccetera...
TESTE Panara: Non si può tagliare un filo a caso.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, appunto volevo sapere...
La quarta cosa...
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi perché.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, spieghi perché appunto non si può tagliare un filo a caso.
TESTE Panara: Perché ogni filo può essere collegato ad un congegno, rilascio di pressione e tante altre cose.
AVVOCATO Ammannato: Però, scusi, lei...
TESTE Panara: Tagliando un filo sbagliato, attiva direttamente la carica.
AVVOCATO Ammannato: Ma lei però credo aveva capito con quello spillo, con quell'antenna che era diciamo un telecomando. Non era un temporizzatore che vede tipo orologio o tipo timer, per cui può esplodere da un momento all'altro.
Cioè, era una carica che veniva attivata tramite appunto un radiocomando.
TESTE Panara: Confermo.
AVVOCATO Ammannato: Ecco. Quindi, diciamo, non c'era problema di tempo, perché non era un temporizzatore, un timer.
Quindi, diciamo... No, per capire.
TESTE Panara: Era problema di tempo. Perché se l'attentatore si trovava ancora in loco, poteva azionare il telecomando in qualsiasi momento.
E pertanto era una situazione di pericolo.
AVVOCATO Ammannato: Ho capito. Ecco, poi devo sempre capire: quando lei ha detto appunto che ha azionato questo telecomando per i cannoncini ed il getto d'acqua. E, a quel punto, attivò l'ordigno.
Io volevo capire questo: cioè, l'acqua fuoriuscì e percosse il manufatto, l'ordigno, oppure l'acqua non fuoriuscì neanche e fu il comando elettrico che fece saltare l'ordigno?
TESTE Panara: L'acqua non fuoriesce se non viene...
Questo cannoncino Neutrex è un tubo, come ho detto, cilindrico, che è composto da un percussore nella parte sottostante, che va ad una carica di lancio.
E poi, nel rimanente tubo, viene inserita dell'acqua. E in cima viene messo un tappo che evita la fuoriuscita dell'acqua.
Pertanto l'acqua esce solamente quando viene cagionata l'attivazione del manufatto.
AVVOCATO Ammannato: Sì, volevo capir questo: cioè, il manufatto è esploso perché colpito, percosso diciamo, dall'acqua, o fu il telecomando che fece azionare il manufatto ed esplose?
Cioè, qual è stata la sua valutazione?
TESTE Panara: Per me è successo questo: il disattivatore non è riuscito a disintegrare il cuore dell'ordigno. Pertanto ha attivato, ha creato l'esplosione. Ha fatto saltare l'ordigno.
PRESIDENTE: Scusi, avvocato, è questo il punto che io sono un profano, non me ne intendo niente di queste cose.
Però, essendo - mi pare di capire - un ordigno predisposto ad esplodere a seguito di un innesco mediante scarica elettrica, presumo che questo sia sommariamente quello che lei ci ha detto fino ad ora, no?
TESTE Panara: Confermo. Il cannoncino viene...
PRESIDENTE: No, non parlo del cannoncino, parlo dell'ordigno.
TESTE Panara: No, l'ordigno non ho detto scarica elettrica.
Io non ho parlato...
PRESIDENTE: O di impulso radiocomandato.
TESTE Panara: Impulso radiocomandato, certo.
PRESIDENTE: Dovrebbe essere sempre qualcosa di analogo, se non è esatta questa espressione.
TESTE Panara: Confermo.
PRESIDENTE: A questo punto, com'è, come si spiega che una scarica, un getto d'acqua violentissimo, invece di disintegrare l'ordigno lo fa esplodere?
E' questo, mi pare, quello che voleva...
AVVOCATO Ammannato: Esatto, Presidente, sì.
TESTE Panara: Il congegno, il congegno... L'ordigno, può avere un congegno di ricezione onde radio, però può avere anche un congegno ad attivazione. Pertanto...
PRESIDENTE: Attivazione mediante che cosa?
TESTE Panara: Mediante... Guardi, questi fili del congegno sono alimentati ovviamente...
PRESIDENTE: Dalla corrente elettrica.
TESTE Panara: ... dalla corrente elettrica. Avendo sparato sul congegno, non so, non sappiamo quello che ho provocato. Il contatto tra due masse... E questo potrebbe aver causato l'esplosione.
AVVOCATO Ammannato: Va beh, quindi diciamo: anche come valutazione successiva, a posteriori, non sa se è stato la massa d'acqua a colpire l'ordigno, a farlo esplodere, o questa scarica elettrica che ha attivato sempre l'ordigno.
Cioè, ancora la valutazione diciamo, non lo sapete, ecco.
TESTE Panara: No. Non ho seguito poi l'evolversi della cosa, perché non ho avuto il tempo materiale.
AVVOCATO Ammannato: Va bene. Grazie.
PRESIDENTE: Ci sono alte domande delle parti civili?
Il difensore, prego.
AVV. Cianferoni: Sì, sono l'avvocato Cianferoni.
Dunque, maresciallo, le cose le sono già state chieste...
Io volevo sapere da lei: che cosa intende quando scrive nella sua relazione di servizio, lo ricorderà, di un esplosivo sintetico?
TESTE Panara: Esplosivo sintetico, che ho detto che questi pacchi erano, questi pacchi erano oltrepassati da un cavo che a me, a primo avviso, è sembrata una miccia detonante di tipo commerciale. E, ovviamente, all'interno di queste micce detonanti con fondo arancione, vi è un esplosivo sintetico: la pentrite.
AVV. Cianferoni: Questa sua risposta mi dà ancora più, desta in me ancora più perplessità dopo le risposte già date alle domande precedenti della parte civile.
Cioè, ora lei inserisce un tipo di innesco manuale, se ho capito bene.
TESTE Panara: No. No...
AVV. Cianferoni: Cioè, la pentrite che funzione avrebbe avuto? Questa... E poi soprattutto, chiedo scusa, ma se si parla di esplosivo sintetico con riferimento a tutto l'ordigno, è una cosa. Ora lei mi dice: 'io, questo scrissi, perché mi riferivo solo a questo filo arancione'.
In definitiva, quando ha parlato di esplosivo sintetico, a che cosa si riferiva e perché.
TESTE Panara: Alla buona esplosione. Io, se lei vede quando c'è stata l'esplosione, c'è stata una bella fumata bianca.
AVV. Cianferoni: Maresciallo, poi la vedremo di nuovo quella fotografia...
TESTE Panara: E pertanto, quella fumata bianca, dedussi che poteva trattarsi di un esplosivo sintetico.
AVV. Cianferoni: Perché, per lei "Sintetico" è sinonimo di buono? Cioè di efficace?
TESTE Panara: No, non è questo.
AVV. Cianferoni: E allora?
TESTE Panara: Sintetico, intendevo con una buona ossigenazione dell'esplosivo.
E pertanto, quando vi è una buona ossigenazione, vi è la fumata bianca che è una esplosione ricca di ossigeno.
AVV. Cianferoni: Quindi, perché rimanga, no? Poi ci si possa riflettere sopra e chiedere eventualmente ulteriori incombenti, per lei, sintetico, significa con buona ossigenazione.
TESTE Panara: No, non è questo.
AVV. Cianferoni: Eh, l'ha detto lei ora, eh.
TESTE Panara: Io...
AVV. Cianferoni: Io sto venendo dietro alle sue parole.
TESTE Panara: Sì, io ho detto quello, e ho detto pure che vi era una causa ell'esplosione. Ma vi era pure questa miccia detonante, presumibilmente miccia detonante, con la base della pentrite.
AVV. Cianferoni: Quindi allora in questo momento ritorna sulla prima versione offerta.
TESTE Panara: Senta, avvocato, io ho detto...
AVV. Cianferoni: Senta... Mi rivolgo in questo momento al Presidente e la prego di fare altrettanto verso la Corte e non verso di me.
TESTE Panara: Io ho detto...
AVV. Cianferoni: Io le chiedo... Scusi. All'interno di quei pacchi...
PRESIDENTE: Scusi, ma lei ha esposto una domanda.
AVV. Cianferoni: Sì.
PRESIDENTE: Sentiamo se riesce a chiarire il suo pensiero.
TESTE Panara: Io scrissi che, non ricordo bene esattamente... Mi ricordo di questo sintetico, scrissi che per me poteva essere dell'esplosivo sintetico per la buona ossigenazione dell'esplosione.
Questo, ricordo vagamente. Non vorrei errare.
AVV. Cianferoni: No, io mi ero avvicinato al banco del Pubblico Ministero per avere gentilmente in visione gli atti a sua firma a suo tempo resi, anche per facilitarla nel ricordo.
Ora ho qui davanti una relazione del 15 aprile del '94.
Per l'appunto mi pare sia proprio una di quelle nella quale la dicitura "Sintetico" non compare.
Però lei mi dà atto, si ricorda di questo, di aver scritto "Esplosivo sintetico", insomma, da qualche parte?
Abbia pazienza se deve essere generico. Vi saranno circostanze meglio precisate. Ma, su questa, mi basterebbe in riferimento al "Sintetico".
TESTE Panara: Guardi...
AVV. Cianferoni: E lei ha dato le risposte che ha dato, ecco. Non voglio tediarla...
TESTE Panara: Non ricordo a distanza di due anni, di tre anni, quello che scrissi allora.
Lei mi disse "Sintetico"... Per me poteva essere una esplosione con una buona ossigenazione, ecco, questo ricordo.
AVV. Cianferoni: Senta, però devo dire che oggi mi ha sorpreso, in un certo momento, una divergenza grossa tra le sue parole e quello che si vedeva sul video.
Ora abbiamo parlato del sintetico.
Lei, rispondendo alle domande del Pubblico Ministero, ha detto che ricordava bene che lo stabilizzatore di elettricità non aveva la scala. E' giusto? Lo ha detto 20 minuti fa.
TESTE Panara: Sì.
AVV. Cianferoni: Lo ha detto, o non l'ha detto?
TESTE Panara: Io ho detto che era uno stabilizzatore di corrente, che per me, per scala, non era una scala numerica.
Premetto questo: non sono stato, forse non sono stato molto... Non aveva dei numeri. Non aveva... credo che abbia avuto delle intersezioni solamente, delle piccole rette. Solo questo.
Non ricordo esattamente a distanza di tempo...
PRESIDENTE: Questo, però, non vuol dire che non avesse una scala.
AVV. Cianferoni: Eh...
TESTE Panara: Sì.
PRESIDENTE: Perché basta semplicemente che ci sia una serie di intersezioni...
TESTE Panara: Sì, una serie di intersezioni, è una scala.
PRESIDENTE: ... che si stendono sulla superficie...
TESTE Panara: Forse io intendevo una scala numerica, con dei numeri.
PRESIDENTE: Va bene.
AVV. Cianferoni: Perché adesso fa questa precisazione? Io non avevo ancora terminato la domanda.
Cioè, io avevo rilevato che lei aveva detto: 'non aveva la scala'.
E lei dice: 'no, ora però ricordo, c'erano delle tacche'. Perché?
TESTE Panara: Lo vede? Quando lavora su un determinato tipo di ordigno, anche a distanza di tempo, ovviamente non si possono ricordare tutti i particolari. E poi a distanza di tanti anni, di vari anni.
Però ricordo vagamente questo. E' la cosa che mi ha incuriosito di più, al momento che arrivai sul posto e lo notai.
AVV. Cianferoni: Sa, perché, se possiamo sottoporre al teste il disegno precedentemente fattogli vedere che fu fatto presso il Pubblico Ministero di Roma dietro le sue indicazioni, sul punto della scala, rileveremo - lo dico fin d'ora - la scala fu disegnata.
PRESIDENTE: Ce l'abbiamo a portata di mano, per cortesia?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, chiamiamo un attimo il nostro maresciallo.
AVV. Cianferoni: E quando appunto si vedeva sul video, ho rilevato questa divergenza.
PRESIDENTE: Possiamo rimettere sul video il disegno?
Ecco, grazie.
AVV. Cianferoni: Ecco, se noi vediamo anche, appunto nell'ingrandimento, vi sono proprio delle tacche con una lancetta.
PRESIDENTE: Certo. Questo è quello che lei ricorda di aver visto?
TESTE Panara: Questo è quello che io ricordo.
PRESIDENTE: Quindi quando lei dice: 'non c'era una scala', vuol dire che non c'era una gradazione numerica crescente o decrescente.
TESTE Panara: Numerica, sì, questo. Questo, signor Presidente, intendo.
AVV. Cianferoni: Senta, ma se allora i suoi ricordi la sollecitarono per far fare quel disegno, io ora non capisco una cosa. Cioè, lei vide un pacco con tanta erba sopra, è giusto questo?
TESTE Panara: Confermo.
AVV. Cianferoni: Noi non abbiamo avuto il bene di vedere una foto di quella scatola là, di quel manufatto - come diceva il Pubblico Ministero - senza erba e che si potesse rilevare attentamente quei tipi di particolari lì. Lei non pensò di far fare delle fotografie di questi particolari?
TESTE Panara: Io ritenni opportuno far fotografare, a una determinata distanza l'operatore, l'ordigno. Perché non potevo mettere al punto a repentaglio la sua incolumità, perché trattavasi di un ordigno di grosse potenzialità.
PRESIDENTE: Comunque quando lei rivede questo disegno dice: 'io l'ho liberato dall'erba, l'ho visto così'.
TESTE Panara: Confermo.
AVV. Cianferoni: Questa è la sua risposta. Cioè, secondo lei - su questo punto è l'ultima domanda - non c'era possibilità di fare da una certa distanza, diciamo di sicurezza, una foto dal lato campagna?
TESTE Panara: No, non vi era la possibilità.
PRESIDENTE: Non c'era la ragione prudenziale di correre un rischio del genere, a quello che ho capito, avvocato.
AVV. Cianferoni: Presidente, ma io pensavo, come la proprietà del Rossetti, se non ricordo male, si apre... quindi... va be', poi vedremo.
TESTE Panara: Non vi erano, non eravamo in zone di sicurezza. L'operatore che fotografò questo ordigno, lo fotografò dopo poco tempo che io stavo lì, venne richiamato. Ma era talmente la foga di poter lavorare sull'ordigno per neutralizzarlo, che non vi era il tempo per... fotografammo lo stretto indispensabile.
AVV. Cianferoni: Senta, ora lei... la foga. Ma le faccio una domanda, anche il P.M. gliel'ha fatta in tal senso: lei in quel momento da chi dipendeva? Essendo giunto da solo sul posto, da chi poteva prendere indicazioni?
TESTE Panara: Dunque, noi siamo tecnici. Ovviamente io, dal momento che stavo lì e c'era un ufficiale superiore e un comandante di gruppo, avevo delle disposizioni, non inerenti al mio lavoro, eh. Le disposizioni al mio lavoro, noi essendo tecnici abbiamo un modus operandi e pertanto noi diamo disposizioni, consigli, al personale preposto sull'evacuamento e sulle distanze di sicurezza.
Ovviamente, giuridicamente dipendevo dall'ufficiale superiore in loco, essendo un militare.
AVV. Cianferoni: Bene. Comunque, no, sa perché la mia domanda? Perché, sempre ascoltandola rispondere, lei ha detto che quando arrivò c'era diversa gente. Ora, sul numero non mi interessa insistere, ma insomma c'erano delle persone e lei reputò che si fosse in situazione di pericolo.
Leggo invece la sua despo... la relazione di servizio, meglio, del 15 aprile '94, e l'aiuto nella memoria, guardi, lei scrive:
"In considerazione che la zona era evacuata da persone e le strade che portano all'incrocio della strada erano state bloccate, effettuato un primo esame dei pacchi, decidevo di intervenire manualmente".
Quindi, per la sintassi, che regge questo tipo di periodo, io capisco che quando lei fa il primo intervento, le strade le hanno già bloccate e non c'era già più nessuno.
TESTE Panara: Questo sì, ma i militari operanti erano in loco, vicino all'ordigno. Perché ovviamente, non essendo tecnici, non sapevano a che cosa andavano incontro.
AVV. Cianferoni: Senta, comunque, io le chiedevo da chi dipendesse per capire se le tecniche che lei ritenne di adottare sono quelle ortodosse, ve ne potevano essere di altre, eccetera. Questo non per giudicarla, ma per capire come fece lei a vedere le due pilette piccole da 4,5 volts? Cioè, lei ha detto: 'ho scartato l'ordigno', in che senso? Manualmente, aveva degli oggetti, un qualche cosa, forbici, un taglierino?
TESTE Panara: No. Ho solamente bagnato la carta e con il dito, in senso circolare, ho cercato di penetrare all'interno dell'ordigno.
AVV. Cianferoni: Oh. Però questo manufatto era tutto scotchato, mi pare che di carta ve ne fosse poca scoperta.
TESTE Panara: Vi era un punto in cui vi poteva entrare. Infatti sono arrivato sino a un determinato punto e poi ho desistito.
AVV. Cianferoni: Allora noi capiamo che quel punto coincideva con le batterie.
TESTE Panara: Le batterie erano esterne, si vedevano.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Senta, sul posizionamento dei cannoncini le voglio fare questa domanda: lei ha detto che li ha messi nella cunetta, praticamente lateralmente al parco? Ho capito bene.
TESTE Panara: Guardi, attualmente quello che ho scritto credo che sia quello che sto riferendo ora, non ricordo esattamente l'esatta ubicazione del cannoncino. Credo che l'abbia messo sulla cunetta, come credo di aver scritto.
AVV. Cianferoni: No, sa perché? Perché il cannoncino, per lavorare, ha bisogno di una base e lei ha detto: 'gli premunii delle basi di appoggio'.
TESTE Panara: Creai una base di appoggio.
AVV. Cianferoni: Sì, 'la creai la base di appoggio'.
TESTE Panara: E' diverso.
AVV. Cianferoni: Come fece? Cosa adoperò per base di appoggio?
TESTE Panara: Scusi, eravamo in una scarpata, in un piccolo canale, pertanto spostati della terra e creai con la terra una base di appoggio, una base.
AVV. Cianferoni: Ma il cannone c'ha un alzo, c'ha un piedistallo? Cioè, non è una cosa...
TESTE Panara: No, no. Guardi...
AVV. Cianferoni: Perché quello che abbiamo visto noi è un cilindro che striscia a terra, no?
TESTE Panara: Ecco, è un cilindro.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Ma come fa questo cilindro a essere mirato su un punto?
TESTE Panara: Esternamente, dove ci sono delle condizioni che si può operare, ha un treppiedi.
AVV. Cianferoni: Ho capito, ma...
TESTE Panara: Lì non si poteva operare col treppiedi. Se ha visto le foto non c'era lo spazio, perché il treppiedi ha delle dimensioni molto voluminose.
AVV. Cianferoni: Ma questo cannoncino che dimensioni ha? Per esempio di lunghezza.
TESTE Panara: Ha questa dimensione.
PRESIDENTE: 40 centimetri?
TESTE Panara: Ne ha di più.
AVV. Cianferoni: Anche 50.
PRESIDENTE: 50.
TESTE Panara: 50-60.
AVV. Cianferoni: Allora vogliamo rivedere quella foto? Vorrei che ci indicasse dove ha ricavato lo spazio di 60 centimetri per posizionare il cannoncino.
TESTE Panara: Gliel'ho detto. Dal dosso, sul dosso.
AVV. Cianferoni: Ma riprendiamo la foto e vediamo se questo spazio c'è.
PRESIDENTE: Mi scusi, abbia pazienza. Lei mette in dubbio che il cannoncino sia stato adoperato?
AVV. Cianferoni: Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Ah, va bene, se allora lo mette in dubbio, abbiamo... Per cortesia, volete far vedere la foto con il cannoncino?
AVV. Cianferoni: Diciamo che perlomeno voglio capire bene. Perché ricordo che anche il Pubblico Ministero a un certo punto, nelle indagini preliminari, chiese al teste: 'ma il cannoncino che fine ha fatto?' Non si è mai capito questo cannoncino che fine ha fatto.
PRESIDENTE: Pare che si sia disintegrato. A me pare di aver capito così, ma io non c'ero veramente.
AVV. Cianferoni: Presidente, però... Mentre attendiamo, e la cosa non riguarda la materia del teste, io posso riflettere e accettare che si salvi un tagliando di assicurazione di una macchina, capisco meno, devo capire come non si salvi un tubo di acciaio.
PRESIDENTE: Se non sbaglio, mi pare di aver capito che era stato messo a poche decine di centimetri dall'esplosivo.
AVV. Cianferoni: Certo. Vediamo.
PRESIDENTE: Io non ho neanche mai assistito a un'esplosione, non ho mai fatto esplodere una carica esplosiva, quindi non so che cosa succede. Ma visto quello che si è visto in giro, direi che forse anche un cannoncino si può disintegrare.
AVV. Cianferoni: No, a me interesserebbe far vedere al teste la fotografia laterale che si vede dal passo carrabile, mi pare di capire, rispetto... quella dove lui ha detto che posizionava i cannoncini. Vi è un folto cespuglio d'erba. Se posso venire io ad aiutarla, maresciallo, non voglio tediarla.
Maresciallo, se lei vede, questa è la posizione.
PRESIDENTE: Può parlare un po' più vicino al microfono?
AVV. Cianferoni: Sì, sì. Se lei vede questa è la posizione dal passo carrabile verso il pacco, no. Vorrei che lei indicasse dove ha posizionato 60 centimetri di cilindro di acciaio.
TESTE Panara: Posso venire?
AVV. Cianferoni: Prego.
PRESIDENTE: Prego, prego, si accomodi.
Si dà atto che stiamo esaminando la foto... però bisogna che ce lo diciate perché sennò qui ogni discorso resta per aria, senza riferimenti a nulla di concreto.
MARESCIALLO Scelso: La foto numero 5.
PRESIDENTE: Poi ci dice il resto dei dati, per favore.
AVV. Cianferoni: Presidente, sono l'avvocato Cianferoni. Credo che faccia capo a quell'incartamento a foglio 8109 e seguenti del fascicolo del dibattimento.
PRESIDENTE: Comunque dopo vediamo...
TESTE Panara: Il cannoncino venne posizionato in questa posizione, ricavando una nicchia nel... togliendo della terra dalla cunetta.
AVV. Cianferoni: Ma la tolse con le mani?
TESTE Panara: La tolsi con le mani o quello che avevo a disposizione.
PRESIDENTE: Questo non ha importanza, avvocato, se era con le mano o con uno strumento.
AVV. Cianferoni: Insomma, Presidente.
PRESIDENTE: Avvocato, abbia pazienza.
AVV. Cianferoni: Quanto impiegò a creare la sede di alloggio al cannoncino?
PRESIDENTE: Ha sentito?
TESTE Panara: Ho sentito. Impiegai, io, l'ho già detto al Pubblico Ministero, l'altra domanda che mi ha fatto, quanto tempo è passato: 10 minuti impiegai a posizionare... 10-15 minuti a posizionare i due disattivatori.
AVV. Cianferoni: Senta, allora io le faccio questa domanda: lei ha detto che arrivando ravvisò un alto potenziale in questo ordigno. Io mi sono appuntato che ha parlato di ordigno di elevata potenzialità.
Ecco, a lei pratico del mestiere e della tecnica, che cosa indicava questa elevata potenzialità?
TESTE Panara: Viste le dimensioni dei pacchi si presupponeva che all'interno vi fosse esplosivo e pertanto, date le dimensioni, ho detto la potenzialità era elevata dell'ordigno.
PRESIDENTE: Cioè capacità di potenza distruttiva?
TESTE Panara: Confermo, signor Presidente.
AVV. Cianferoni: Conclusivamente, può dare una descrizione dell'attivazione e dell'innesco di questa carica esplosiva, per come la vide lei?
TESTE Panara: Guardi, io ho spiegato già, l'ordigno, quello che ho visto lì, però sono arrivato a un determinato punto. Io usando il disattivatore Neutrex, nel momento che ho azionato il disattivatore Neutrex, la carica esplosiva è detonata.
AVV. Cianferoni: Questo è quanto lei può riferire l'attivazione e l'innesco.
Lei ricordo - per la precisione dell'orario - che lei dice di essere giunto sul posto alle ore 19.00 circa, nella relazione di servizio 15 aprile.
TESTE Panara: Confermo.
AVV. Cianferoni: Ecco. Rispetto a questo punto fermo, che ora possiamo mettere per quello che erano i suoi ricordi dell'epoca, la relazione del giorno dopo quindi, l'esplosione verso che ora si sarà verificata?
TESTE Panara: Il tempo di effettuare...
PRESIDENTE: No, ma più o meno approssimativamente, con tutta l'approssimazione...
TESTE Panara: Dopo 20-25 minuti.
AVV. Cianferoni: Dopo 20-25 minuti.
Un'ultimissima domanda sulla quantità di esplosivo da lei stimata a quel tempo. Le ricordo - non è che si può contestare poi nel senso tecnico e formale - lei parlò di quantità che si aggirava dai 30 ai 60 chili. Come potè effettuare questa valutazione?
TESTE Panara: Viste le dimensioni dei pacchi.
PRESIDENTE: Dal volume presumo.
AVV. Cianferoni: Dal volume?
TESTE Panara: Dal volume, certo.
AVV. Cianferoni: Però lei, in questa variabile, dava per scontata una densità. Cioè, lei doveva sapere più o meno allora che tipo di esplosivo c'era dentro?
TESTE Panara: Io non potevo saperlo perché non sono venuto a contatto con l'esplosivo. Io l'esplosivo non l'ho visto.
PRESIDENTE: Avvocato, è una valutazione come un'altra.
AVV. Cianferoni: E' una valutazione come un'altra. Va bene. Ho trovato comunque, maresciallo, se le interessa ancora a lei, per un suo futuro di artificiere, dove parla di esplosivo sintetico. Ecco: "L'esplosione risultava pulita, non rilevando tracce di acidità nell'area circostante e nel punto dell'esplosione, desumendo probabilmente che la carica era composta da un esplosivo sintetico e vista la capienza dei pacchi, i danni provocati alle abitazioni circostanti, deducevo verosimilmente che la quantità dell'esplosivo si aggiri dai 30 ai 60 chili".
*TESTE Panara: Confermo quella relazione.
AVV. Cianferoni: Io la ringrazio. Non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande? Può andare, grazie.
Facciamo una sospensione di 10 minuti.