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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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udienza 23.12.1996

*TESTE De Logu: Sono il capitano Giovanni De Logu, nato a Ittiri, Sassari il 15/09/57. Risiedo a Roma, via Lenzini 33.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula.
TESTE De Logu: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Capitano, vuol chiarire per cortesia alla Corte la sua specifica competenza professionale.
TESTE De Logu: Al momento sono il comandante della sezione esplosivi e infiammabili del centro Carabinieri investigazioni scientifiche.
PUBBLICO MINISTERO: Da quanti anni si occupa di questo argomento, di questa disciplina?
TESTE De Logu: Una decina d'anni.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha avuto occasione di occuparsi in qualità di consulente di altre vicende nelle quali vi è stato l'utilizzo di esplosivi per fatti significativi come quello di via Fauro?
TESTE De Logu: Dunque, atti significativi io ho fatto consulenza per l'attentato a Ladaura, Capaci, Via D'Amelio, Via Fauro, San Giovanni in Laterano, Gravina di Catania che fecero saltare un'autobomba davanti alla caserma e poi altri, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, oggi noi ci occupiamo capitano solamente della vicenda di via Fauro, anche se, come lei ha precisato un attimo fa ha svolto attività di consulenza anche per un altro episodio di cui si occupa la Corte di Assise di Firenze cioè a dire l'attentato del 27 di luglio, cioè 27-28 di luglio.
Allora io vorrei partire dal momento in cui lei ha esercitato a svolgere un'attività che poi chiarirà nei suoi contenuti in relazione proprio a quanto accaduto in via Fauro.
Cioè a dire, com'è che lei ha preso cognizione del luoghi, a partire da quando?
TESTE De Logu: Beh, l'attentato di via Fauro, se non sbaglio, accadde verso, passate le 21.30, dieci meno venti del 14 di maggio. Io ritengo di essere arrivato sul posto circa un'ora dopo, un'ora e mezza dopo. Ovviamente in quegli attimi c'era abbastanza confusione, intervenne molto personale tra forze di Polizia, Vigili del Fuoco ovviamente, soccorsi sanitari per alcune persone che si erano fatte male. Successivamente ho proseguito, assentandomi solo per il periodo necessario per riprendere le forze, praticamente a tutto il sopralluogo e repertamento che si è sviluppato dalla sera, dalla nottata fino a fine del repertamento.
Successivamente ho assunto anche la veste di consulente tecnico e quindi ho partecipato a tutto ciò che concerne le indagini di laboratorio, i calcoli per la ricostruzione della quantità di esplosivo, la simulazione dell'esplosione stessa a conferma e riscontro dei dati ottenuti, insomma, fino ad oggi, fino a qui.
PUBBLICO MINISTERO: Infatti lei oggi qui è nella veste, ripeto, di consulente del Pubblico Ministero e, stabilito che in una prima fase lei si è occupato al pari di altri professionisti del ramo dell'attività di sopralluogo, rilievi relativi e repertazione, ecco io vorrei che nei suoi termini generali lei illustrasse come si è svolta, con quali cautele, l'attività di sopralluogo e di rilievi.
TESTE De Logu: Dunque, proprio nell'incarico, anche se è intervenuto successivamente, era specificato perché in una qualche maniera riprendeva e sanzionava il fatto che i consulenti avessero in una qualche maniera diciamo una sorta di direzione anche del sopralluogo e repertamento. Per quanto riguarda i termini operativi, ricordo che fu stabilito di suddividere l'area di repertamento in due zone: una da affidare alla professionalità e alla cura dei Carabinieri e l'altra da affidare alla professionalità e alla cura della Polizia di Stato. E queste due aree vennero individuate con una linea passante per il centro del cratere di cui tutto ciò che era a nord verso via Fauro era di competenza diciamo di maggiore attenzione dei Carabinieri, mentre ciò che andava verso via Boccioni, la zona sud, diciamo verso via Boccioni era di competenza della Polizia di Stato. Questo per non creare possibili malintesi o doppi verbali, eccetera.
Poi infine, invece, anche questa dicotomia fu superata perché gli atti vennero fatti insieme, però all'inizio, per creare un po' d'ordine perché non ci fosse confusione, già ce n'era tanta, fu raggiunta questo tipo di intesa.
Per quanto concerne i Carabinieri noi abbiamo repertato qualunque pezzo, senza chiederci troppo, da dove provenisse, da dove andasse eccetera, qualunque pezzo stesse sulla zona, sulla scena del reato è stato mappato, praticamente è stato riportato sul terreno su una mappa, fotografato e numerato. Quindi è abbastanza semplice fare un collegamento reperto-posizione, posizione-reperto e fotografia. Questo è un metodo che abbiamo adottato, funziona molto bene, soprattutto resiste negli anni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le cautele che sono state adottate per preservare la scena del fatto da modifiche di ordine materiale, salvo quelle ovviamente imprescindibili perché sono dovuti intervenire mezzi di soccorso, suppongo che qualche cosa, qualche variazione la dovranno avere apportato. Ma in linea generale le cautele che sono state osservate, almeno per quanto riguarda il territorio di competenza - per adoperare questo termine - dell'Arma dei Carabinieri può chiarire quali sono stati?
TESTE De Logu: Sì, per quanto possibile perché non bisogna dimenticare che c'era gente che doveva accedere alle proprie case eccetera, noi abbiamo cinturato con dei Carabinieri, abbiamo messo dei Carabinieri: al che, persone che non avevano alcun motivo per accadere nell'area, non accedessero. Per cui quella area è stata salvaguardata. Ovviamente non potevano non concedere l'accesso, per esempio, ai Vigili del Fuoco o ai tecnici del Comune che dovevano, che ne so, abbattere un ballatoio pericolante che se poi veniva in testa a qualcuno...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE De Logu: Quindi, l'area è stata, per quanto possibile, salvaguardata tranne alcune attività che non è possibile non consentire ai mezzi di entrare. Per esempio, se dovevamo recuperare anche un reperto che stava su un ballatoio inaccessibile o su un cornicione, è ovvio che avevamo bisogno della scala dei Vigili del Fuoco e questa doveva cedere, in questo senso ecco. Comunque è stato limitato al massimo, per quanto possibile, l'accesso di persone estranee.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, capitano, la attività di sopralluogo e la relativa repertazione, nonché l'attività che in termine tecnico si chiama rilievi di Polizia Scientifica, è stata avviata subito a partire dal vostro intervento? Ovvero è stata, come dire, intrapresa in un momento successivo? Cioè a dire, è stata avviata anche nottetempo, ovvero si è proceduto solo più tardi?
TESTE De Logu: Ma guardi, se le dicessi che esiste un momento esatto dove inizia una vera attività è distacco netto e non le direi la verità. Quando succedono queste cose c'è una sfumatura dai primi interventi dove si bada più al ferito, all'organizzazione del servizio di protezione dell'area, a fare arrivare i mezzi che servono, a stabilire dei contatti telefonici, eccetera. E poi questa parte organizzativa che è necessariamente a supporto di una più oculata azione, non oculata, una più puntuale più precisamente definita attività di Polizia Scientifica, così avviene. Non è, da adesso si fa Polizia Scientifica, da qui in prima si è fatto altro. E' un continuo.
Ecco, in questa attività di continuo si può dire che non c'è stata interruzione, praticamente dalla notte fare affluire i mezzi... è tutto in funzione di un'attività di Polizia Scientifica che poi è proseguita, adesso non ricordo esattamente, ma non meno di quattro giorni continuamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vado al concreto per specificare la mia domanda. I reperti che sono stati, in sede anche di consulenza, considerati maggiormente significativi - e poi lei spiegherà per quale ragioni li ha e li hanno considerati maggiormente significativi - sono stati appunto oggetto di una identificazione già a partire dalla notte ovvero, ripeto, solo a partire da un momento successivo?
TESTE De Logu: Allora, i reperti più macroscopicamente significativi, quelli che si vede subito che hanno a che fare o che sono i più interessanti, quelli furono individuati la notte stessa. Ovviamente, anche da un punto di vista voluminoso, più il reperto è grande e più, nel caso di un'esplosione, si vedono su di esso i segni dell'esplosione stessa, più è significativo e più è appariscente agli occhi dell'investigatore. Ovviamente, più il reperto è piccolo, più deve essere cercato e questi si trovano mano a mano nei giorni successivi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cominciando a esaminare, passare in rassegna la repertazione e prima ancora la rilevazione, vuole illustrare per cortesia quello che già nel verbale di sopralluogo viene indicato come 'cratere'?
TESTE De Logu: Sì. Allora, il...
PRESIDENTE: Vogliamo far vedere al teste...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
PRESIDENTE: Vuole spostarsi in quel punto laggiù, per favore?
PUBBLICO MINISTERO: Se si vuole accomodare, capitano, in quella postazione là, vi sono delle foto che fanno parte dei rilievi che io vorrei lei illustrasse perché è più comprensibile per tutti quello di cui andiamo a parlare.
TESTE De Logu: Io ho portato una copia della consulenza per mia memoria.
PRESIDENTE: Benissimo, benissimo, può servirsene.
TESTE De Logu: Grazie.
Vorrei far vedere la planimetria. Ci dovrebbe essere una planimetria in atti dove vengono riportate le posizioni e il metodo seguito per tutti i reperti. Se questa sta qui, io immediatamente posso...
Allora, come si può vedere su questa carta ci sono tutta una serie di numeri dentro dei quadretti. Ecco, ognuno di quei numeri indica un reperto.
PRESIDENTE: Mi scusi, per cortesia, ci può indicare esattamente questa planimetria che numero ha, che posizione ha?
TESTE De Logu: Sì.
PRESIDENTE: Il volume, il fascicolo, negli atti?
TESTE De Logu: Questa è la tavola 1-bis redatta dai Carabinieri Investigazioni Scientifiche rilevamento planimetrico della zona occupata da via Ruggero Sauro-via Boccioni nel quartiere Parioli a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Per la Corte, questa, come altre planimetrie, sono contenute in una busta che, nel fascicolo degli atti di cui dispone la Corte, per numerazione attribuita al momento in cui il GIP ha disposto la formazione del fascicolo, è distinta - parlo della busta - dal numero 5696-bis.
Non so perché sia bis, lo sa chi ha compilato l'indice della numerazione.
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: Bene. Dica pure.
TESTE De Logu: Allora, per quanto riguarda il cratere che è il punto ovviamente più significativo di una scena di un attentato, esso si trovava alcuni metri dall'incrocio fra via Fauro - che è questa via messa in questa posizione qua - e via Boccioni.
PRESIDENTE: Sì, benissimo.
TESTE De Logu: Ed è esattamente in questa posizione qua.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE De Logu: Tutto intorno...
PRESIDENTE: Mi scusi, la posizione è identificata da una serie di numeri: 182, 183, 184.
Non so cosa vogliono significare.
TESTE De Logu: Quelli sono dei reperti che sono stati tratti da quella zona lì.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE De Logu: Ci sono dei reperti che portano quel numero fotografati...
PRESIDENTE: Benissimo. Almeno così sappiamo esattamente anche perché ci sono quei numeri che sono adiacenti al cratere.
TESTE De Logu: Esatto.
PRESIDENTE: Va bene?
TESTE De Logu: Sì.
PRESIDENTE: Prosegua pure.
TESTE De Logu: Sì. L'esplosione dell'autovettura ha provocato, a partire da questo punto - che se per correttezza possiamo chiamare punto zero - tutta una serie di devastazioni là intorno. Ed in particolare queste devastazioni si sono maggiormente concretizzate sulle macchine che stavano lì vicino, sul muretto della recinzione della scuola Cattaneo che sta in questa zona e che era molto prossima al sito dell'esplosione. Qui c'era un cancello che dava accesso al giardino della scuola. E al civico 62 che stava dall'altra parte della strada, ma dirimpetto alla zona dell'esplosione.
A decrescere da questo punto, tutto intorno la devastazione va via via diminuendo fino a piccolissimi danni che si trovano ovviamente lontano dal punto dell'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, noi parlavamo espressamente del cratere.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi io ritornerei un attimo a parlare del cratere e quindi...
TESTE De Logu: Descrivere un attimino...
PUBBLICO MINISTERO: ... vorrei che lei illustrasse quanto risulta da quei reperti fotografici che ho passato all'ispettore Benelli qualche secondo fa.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Precisandoci che si tratta dei reperti fotografici, numeri... - ispettore, se me lo comunica a distanza - 9, 10 11 e 12 del fascicolo intestato a Centro di Investigazioni Scientifiche, contraddistinto dalla lettera C e che costituisce allegato alla consulenza, alla redazione della quale ha contribuito anche il capitano De Logu.
TESTE De Logu: Sì. Allora, qui si vede un cratere che tra l'altro è anche assolutamente puntualmente descritto in un'altra di queste cianografie che sta in consulenza, dove ci sono delle curve di livello e tutte le misure.
Questo cratere è stato, si è generato a seguito dell'esplosione - come dicevo - lungo il marciapiede, a cavallo del marciapiede praticamente dirimpetto al cancello che dava accesso al giardino della scuola e aveva delle dimensioni che adesso sto cercando, perché a memoria non le ricordo.
Chiedo scusa.
Allora, aveva un diametro massimo di 290 centimetri; un diametro minimo di 210 centimetri; e aveva una profondità massima di 40 centimetri.
Purtroppo questo cratere - ma è anche abbastanza normale, succede quando si tratta di situazioni reali - agisce su un terreno non omogeneo.
In pratica, come ho detto, sta a cavallo, ha interessato a cavallo tra un marciapiede e il manto stradale. E, come se non bastasse, ha raggiunto anche e interessato un tombino per l'accesso ad una condotta di cavi telefonici.
Per cui l'esplosione non è avvenuta su un terreno uniforme, assolutamente uniforme. Quindi disegnando, proiettando la sua energia in maniera assolutamente omogenea, ma interagendo su una superficie disomogenea ha impresso una forma disomogenea a questa superficie stessa.
PUBBLICO MINISTERO: Vorrei che osservasse, commentasse le foto successive della stessa pagina. Ecco.
TESTE De Logu: Sì, in questo caso, tra l'altro uno delle due persone che sta lavorando sono io, stiamo rilevando i dati che vi ho appena comunicato.
PUBBLICO MINISTERO: Se non mi sbaglio è una foto notturna, questa.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi è una attività di, per così dire, di misurazione del cratere condotta personalmente da lei...
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... col suo collaboratore, ovviamente già in ora notturna.
TESTE De Logu: Certo. Sì, dottore, infatti io le ho detto prima, cioè quella notte non siamo andati a letto.
Praticamente il cratere è uno degli elementi fondamentali nella scena di una esplosione. Quindi, come si diceva, i caratteri macroscopici dell'esplosione vanno subito investigati e subito assicurate quelle informazioni.
Poi, ovviamente, altri elementi verranno ad acquisirsi man mano.
PUBBLICO MINISTERO: Progressivamente.
TESTE De Logu: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Questo...
TESTE De Logu: Ma il cratere è il principale elemento. Quindi è ovvio, è stato subito interesse nostro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma è ovvio che al Pubblico Ministero interessa verificare se questo cratere è stato, anche alle sue dimensioni, studiato sul momento e poi da chi, ovvero chissà quando e chissà da chi.
TESTE De Logu: Certo, certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Invece apprendo che una delle persone che è in fotografia è lei. A parte che la riconosco, voglio dire. Ecco, benissimo.
Si parla di reperti macroscopici. Abbiamo parlato del cratere e ci ritorneremo.
Ora vorrei che lei indicasse, sempre secondo questo criterio logico, quali sono gli altri reperti macroscopici che, in qualche modo, avete ritenuto come repertatori e poi come consulenti, andassero a coniugarsi con questo cratere.
TESTE De Logu: Sì. A partire dal cratere, una volta diciamo cristallizzati i dati del cratere, si vanno a cercare quelli che sono gli oggetti più interessati all'azione esplosiva, quelli che sono, che possono essere i testimoni migliori dell'azione esplosiva.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi se la interrompo.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'individuazione di questo cratere vi ha immediatamente - a quello che capisco - orientati per una azione esplosiva da ricondursi a qualche cosa.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE De Logu: Tra l'altro, adesso sarà forse un po' difficile risalire qua, però se si vedono le foto che riprendono il muretto della scuola...
PRESIDENTE: Quelle anteriori lo riprendevano. Quelle precedenti lo riprendevano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì
PRESIDENTE: Una delle prime che ci ha fatto vedere, guardi.
TESTE De Logu: Sì, eccola, questa qua.
PRESIDENTE: No, alzi per cortesia... Ispettore può... Ecco, di qua si vede, sì.
TESTE De Logu: Ecco, dietro quel signore con la maglietta a maniche corte vicino al vigile...
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: ... se ingrandiamo, c'è un muretto. Su quel muretto vedrete tutta una serie di buchi.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: I quali hanno anche una certa provenienza.
Ci sono delle striature, si possono... Insomma, l'occhio esperto le riconosce.
Queste hanno un orientamento, questo qua significa che la bomba non era per terra, ma era in qualche modo rialzata e che ha prodotto un sacco di schegge.
Questo è uno degli elementi che un occhio esperto stabilisce subito che si tratta di un contenitore metallico che è stato fatto esplodere con una certa altezza. Facendo uno più uno, si stabilisce che si tratta di una autobomba, o perlomeno è un indice molto concreto di questo.
Altri reperti... Quindi, a questo punto avevamo già: c'era stata una esplosione, una esplosione grande, cioè consistente, perché il cratere non era piccolo. Con quegli elementi sapevamo che si trattava di una esplosione ad una certa altezza dal suolo provocata da un contenitore che aveva, metallico.
Quindi, aggiungendo tutti questi elementi, si arriva a ipotizzare, diciamo così, che si trattasse di un'auto, all'interno della quale era collocato un ordigno.
E' anche nostra nozione ormai assodata che l'auto dove sta l'ordigno, probabilmente o non si trova, o se ne trovano piccoli pezzi, o i pezzi più grossi che si trovano sono quelli degli organi metallici pesanti.
Quindi possono essere i molloni, i dischi delle ruote... Come si chiamano, insomma, le ruote tolta la parte di gomma. I cerchioni, ecco, non mi veniva la parola. Il motore, gli assali, i molloni degli ammortizzatori e così via. Mentre il resto della carrozzeria, normalmente non ha una resistenza tale da sopportare l'esplosione, soprattutto una esplosione che fa quel tipo di cratere. E che quindi questi materiali probabilmente sono sminuzzati tutti intorno e bisognerà recuperarli con pazienza nei giorni successivi.
Invece si trovò - ora ricordo - una macchina i cui reperti stavano tutti da una parte. Addirittura proiettati molto, abbastanza significativamente lontani dal punto dell'esplosione, ma tutti da una parte, tutti verso diciamo il Teatro Parioli, cioè verso questa zona qua.
PRESIDENTE: La zona alta di via Fauro.
TESTE De Logu: Esatto. La zona alta di via Fauro, definiamola così.
Questi reperti che furono individuati già la notte stessa perché erano molto significativi, e poi si ha la tendenza, quando si vede una macchina molto accartocciata, a pensare che sia l'autobomba. E invece non è così. Probabilmente è un'auto che era molto vicina al punto dell'esplosione, ma non è l'autobomba. Perché? Perché è anche abbastanza semplice da spiegare questa cosa:
L'autobomba, proprio perché c'ha la bomba all'interno, i suoi pezzi minutissimi li spara tutti intorno, con un raggio, è ovvio, perché l'azione espansiva sta all'interno.
Se invece una macchina o un altro oggetto prende l'onda esplosiva da una direzione preferenziale, per esempio davanti o di dietro, di fianco, insomma, da qualche parte, tutta, essa va tutta nella direzione da dove gli arriva il fronte d'onda.
Ecco perché è una delle macchine che si disse subito: ah, questa è l'autobomba.
Invece non era vero, ma era una delle macchine che si disse subito: ah, questa è l'autobomba.
Invece non era vero. Ma era una delle macchine vicine, fu ritrovata praticamente o sugli alberi, o i pezzi che poi ricaddero in una parabola che partiva dalla prossimità del cratere e andava verso il cinema Parioli, verso la zona alta di via Fauro, era una Cinquecento.
Tra l'altro, guardando bene lì attorno trovammo, successivamente questo, anche un pezzo di motore che ci creò non pochi problemi, in quanto quel motore risultava essere modello montato su 126. Invece noi avevamo i pezzi di carrozzeria di una Cinquecento. Qualche tempo dopo invece poi ho appreso - adesso non ho qui un verbale dove è sancito - però mi ricordo che il proprietario stesso ci disse: sì, gli avevo sostituito il motore con un equivalente da 126 a Cinquecento.
Questa macchina - che adesso viene studiata - era un'altra di quelle dei reperti più significativi che già si vedevano la notte. E si vedono in questa foto qua che adesso...
Ecco, si trovavano nella zona molto alta di via Ruggero Fauro. E tra l'altro poi si vede che è una Cinquecento di colore blu, perché si distingue ancora - queste sono foto fatte proprio nella notte - qualche pezzo di lamiera si vede ancora. Ecco, per esempio questo è un pezzo di lamiera di colore blu.
E i reperti di questa macchina stavano tutti da una parte.
Poi ci sono alcune foto, mi ricordo che qualcuno mi ha...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti capitano, un secondo.
Se vuole indicare al microfono i reperti fotografici e il fascicolo di riferimento. Così rimane nella...
PRESIDENTE: Ecco.
TESTE De Logu: Allora, le foto sono: 114 e 115. E la scheda è allegata, è quella fatta dal Centro Carabinieri Investigazioni Scientifiche, ed è indicata come B.
Il tragitto che avevano fatto questi reperti fu evidente.
Innanzitutto vi vorrei attirare l'attenzione su quelle foglie che stanno insieme ai reperti. Questo significa che quel reperto è passato in mezzo agli alberi con una concreta velocità. Infatti si è portato appresso un bel po' di fogliame.
E poi ci dovrebbe essere una foto dove pezzi di questa macchina sono rimasti attaccati sugli alberi e addirittura, in questa foto, c'è rimasta la targhetta. E quindi è un caso più unico che raro di dimostrazione che lì c'è passata una Cinquecento.
Questo è un albero abbastanza alto, eh.
C'è un'altra foto dove si vede che per andare a pigliare quel pezzettino c'è voluto una scala dei Pompieri. Ovviamente alcuni giorni dopo, quando gli abbiamo dato l'autorizzazione di poter fare manovra in mezzo ai reperti che stavano per terra.
C'è anche una foto dove si vede la scala dei pompieri che ci va a prenderla.
PRESIDENTE: Potrebbe piuttosto, per cortesia, farci individuare su quella pianta in scala la posizione di questi reperti della Cinquecento-126?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Possiamo fare l'identificazione, sia con riferimento alla planimetria sulla quale sta lavorando il capitano, sia con riferimento alle piantine che accompagnano la consulenza, perché il capitano ha sottoscritto anche...
TESTE De Logu: Ecco, qui si vedono gli alberi con i rami...
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE De Logu: Sì, gli alberi con i reperti.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, capitano, le spiace tornare a quella fotografia scattata in ora notturna...
PRESIDENTE: Quella dei rami?
PUBBLICO MINISTERO: ... nella quale si intravede almeno la parte anteriore di un veicolo accanto al quale erano posizionati quei reperti?
TESTE De Logu: E' questa qua.
PRESIDENTE: Questa?
TESTE De Logu: Infatti questa cercavo.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
TESTE De Logu: Ecco. Adesso io esattamente il punto esatto non me lo ricordo, però basta stabilire dagli atti dove era parcheggiata quella macchina con la targa che si legge molto bene per stabilire esattamente il punto dove stavano quella notte stessa i reperti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Se l'ispettore mette a fuoco, così lo leggiamo tutti.
TESTE De Logu: Io mi ricordo che era nella zona piuttosto lontana dal cratere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quella mi pare una Simca. Io leggo: 6TM3886.
TESTE De Logu: Esatto. Poi, dove stava parcheggiata quella là, parcheggiata...
PUBBLICO MINISTERO: Posso sottoporle questo inserto qui?
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dove c'è tutta una legenda. E poi lo verifica...
TESTE De Logu: Allora...
PUBBLICO MINISTERO: La può mettere sempre sotto il visore, eh. Che è la cosa migliore.
TESTE De Logu: Sì, sì. Allora, qui su, il cratere sta qua. Il cratere è a questo punto qui. E questo punto qui, al numero 38, se poi andiamo a guardare il numero 38 corrisponde ad una Talbot targata 6TM3886, che è quella che si vede nella foto notturna: 6TM3886.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ah.
TESTE De Logu: E si vede molto bene qui.
PRESIDENTE: Non si può sapere più o meno a che distanza fossero questi reperti, rispetto al cratere?
TESTE De Logu: Allora, questo è...
PRESIDENTE: Anche in via approssimativa, eh.
TESTE De Logu: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma credo che sia rilevato con esattezza, eh, questo dato. Fa ragione di ritenere.
TESTE De Logu: Allora, il cratere è questa macchia scura qua.
PRESIDENTE: Certo, certo. Sì.
TESTE De Logu: Questa è via Boccioni.
PRESIDENTE: Certo.
TESTE De Logu: I reperti stavano quassù.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: Ecco, la distanza esatta adesso è un po' difficile a calcolarla senza righello, senza... Comunque sono alcune decine di metri.
PUBBLICO MINISTERO: A me pare - dico la verità, capitano - che da qualche parte fosse riportato questo dato, eh.
TESTE De Logu: Onestamente così non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
TESTE De Logu: Non lo metto in dubbio che sicuramente è riportata. Sarà anche nelle piante, dalle piante stesse si potrà evincere. Però ora qua non mi viene una misura esatta.
Comunque stavano di fronte al civico 37.
PRESIDENTE: Sì, questo risultava anche dalla fotografia, se non mi sbaglio.
TESTE De Logu: Ecco, insomma, il civico è ancora lì, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Le sue planimetrie sono sicuramente in scala?
TESTE De Logu: Sì. Ma in questa planimetria mi sa che non arriviamo neanche fin là, eh. Perché è il particolare della zona del cratere.
PRESIDENTE: Qui abbiamo...
PUBBLICO MINISTERO: Allora possiamo dare almeno una distanza non inferiore alla quale si trova quel reperto.
PUBBLICO MINISTERO: Pubblico Ministero, abbiamo un calendarietto che ha, è centimetrato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma il capitano sta dicendo che nelle planimetrie realizzate dal CIS che sono in scala...
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... addirittura il reperto esorbita.
PRESIDENTE: Dalla...
PUBBLICO MINISTERO: Allora io suggerivo al capitano di misurare le distanze massime nelle quali ci sono i reperti. Potremo almeno dare una indicazione alla Corte. Nel senso che: questo reperto è... Nel senso: sempre superiore a.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE De Logu: Vediamo se riesco a fare questa operazione.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Casomai questo dato lo ricupereremo in qualche modo.
TESTE De Logu: Sono 5000 centimetri. 5000 centimetri sono 50 metri. Sono circa 50 metri.
PRESIDENTE: Lo ripeta al microfono, per cortesia.
TESTE De Logu: Circa 50 metri.
PRESIDENTE: Tra il cratere e l'ultima rilevazione...
TESTE De Logu: No, tra il cratere e i reperti.
PRESIDENTE: I reperti di cui ci occupiamo, o gli ultimi reperti...
TESTE De Logu: Questi reperti qua.
PRESIDENTE: questi reperti qui, questi specifici della Cinquecento-126.
TESTE De Logu: Sì, se non ho sbagliato i conti fatti così, ma dovrebbe essere sui 50 metri.
PRESIDENTE: Bene.
TESTE De Logu: Metro più, metro meno.
PRESIDENTE: Sì, sì. Certo. Possiamo andare avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Allora, questo per così dire è il secondo reperto macroscopico che lei ha illustrato anche con riferimento a qualche elemento di dettaglio, tipo la targhetta inserita nell'albero, tipo - se non mi sbaglio - anche la...
TESTE De Logu: Beh, era importante...
PUBBLICO MINISTERO: ... elementi di carrozzeria.
TESTE De Logu: Sì, ma soprattutto la balistica che ha avuto questo reperto, era importante. Perché consentiva di escludere che non era quella l'autobomba.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ci arriviamo, infatti.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Visto che ci occupiamo di veicoli, vi è stato qualche altro veicolo che per voi ha assunto la qualità e il ruolo di reperto primario per ricostruire l'accaduto?
TESTE De Logu: Quando si tratta di autobombe, come ho detto prima, l'autobomba vera e propria probabilmente è minutamente frammentata. Quindi, alla fine si va alla ricerca di quelli che sono i materiali che offrono maggiore resistenza.
O meglio: che si sa che si distruggono di meno all'azione esplosiva.
PRESIDENTE: Mi scusi, abbia pazienza, quando lei dice 'probabilmente', è un probabile che deriva da precedenti esperienze?
TESTE De Logu: Sì, certo.
Allora, lì avevamo molti rottami, cioè estremamente rotta questa qua che stava a 50 metri. Però tutta da una parte. Quindi non era quella l'autobomba. Poi avevamo un motore che bisognava battezzare, dare a qualcuno. Perché i motori sono quelli che sopravvivono a questo tipo di esplosioni. E poi, dall'altra parte, c'era un motore che era diciamo esattamente dall'altra parte della... Oltrepassata via Boccioni, sempre lungo via Fauro, ma via Boccioni, oltrepassata via Boccioni...
PRESIDENTE: Ecco, possiamo vederlo?
TESTE De Logu: In questa zona qua.
PRESIDENTE: Ah, esattamente nella direzione esattamente opposta.
TESTE De Logu: Esattamente opposta. Qui c'era un altro motore. Però non c'erano altre...
PRESIDENTE: Scusi, mi scusi, capitano, ma ci vuole dire a che punto dei due che sono sottolineati lì in quella zona corrisponde il motore di quella che presumo lei parli della FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: No, la Corte lo conosce già il dato, eh. Glielo abbiamo già ricostruito stamani.
PRESIDENTE: Sì, ma sarebbe bene ripeterlo per tranquillità. Perché è un altro consulente, quindi vediamo che coincidano.
TESTE De Logu: Lì, dove ci sta scritta la lettera D...
PRESIDENTE: T come Torino?
TESTE De Logu: D come Domodossola.
PRESIDENTE: Ah, D come Domodossola. Ah, ho capito.
TESTE De Logu: Ecco.
PRESIDENTE: Quello è...
TESTE De Logu: Quello era un motore. Infatti c'è scritto nella legenda, lì c'era un motore che era andato ad incastrarsi praticamente...
PRESIDENTE: Fra i due veicoli.
TESTE De Logu: Esatto. Parcheggiati. Più altri rottami lì avanti.
Però lì c'era un altro motore. Quindi avevamo due motori e una carrozzeria fra quelle particolarmente distrutte.
L'altro motore che era sulla scena dell'attentato invece è a monte del cratere, sopra il cratere.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: Qui, in questa zona qua.
PRESIDENTE: Sì, sì, certo certo.
TESTE De Logu: Ecco. Il motore che stava a monte del cratere è il famoso motore della Cinquecento-126.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: Quindi avevamo a questo punto: un motore della 126 e dei frammenti molto rotti, ma sempre riconducibili ad una Cinquecento e un altro motore.
L'altro motore non poteva non appartenere ad una macchina la cui carrozzeria era stata sminuzzata molto di più della Cinquecento. Il che lascia ritenere che fosse l'autobomba. O quella che doveva contenere l'esplosivo.
Questo è il percorso logico che si fa in questo tipo di attività.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: E questo è il motore di cui stiamo parlando, capitano?
TESTE De Logu: Sì, sì. E qui si vede anche il motore nella foto a fianco. Ci sta un motore che sta incastrato qua.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, per così dire, è un reperto che era localizzato territorialmente diciamo nell'area di competenza della Polizia di Stato.
TESTE De Logu: Sì. Sì, per questo noi non l'abbiamo investigato più di tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
TESTE De Logu: Però io ero lì, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Penso che la conosca lei questa repertazione.
TESTE De Logu: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Visto che è allegata alla...
TESTE De Logu: Sì. No, ma l'ho visto anche il motore lì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, ecco.
TESTE De Logu: Quello che io non ho fatto, siccome era nella zona di competenza dei colleghi, è stato di investigare più di tanto questo motore. Quindi fare la rilevazione del numero di matricola, chiedere alla Centrale di chi sta, eccetera, eccetera. Questo non l'ho fatto io.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Sappiamo chi l'ha fatto.
Ecco, questo qui è il motore. La posizione di questo motore l'abbiamo, per così dire, già indicata in questa planimetria.
Ecco, lei un attimo fa ha detto che era un motore senza carrozzeria.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché, a livello di distruzione della Cinquecento non c'era una carrozzeria che potesse, per così dire, sposarsi a questo motore.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è il discorso che ha fatto.
TESTE De Logu: Sì, diciamo che c'era un motore in più rispetto ai pezzi evidenti delle macchine, per quanto distrutte.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: Mi scusi, scusate un momentino. Sempre per chiarezza: non è stato trovato nessun reperto rapportabile, quale carrozzeria, molloni, o altre cose, a questa auto cui apparteneva il motore trovato qui alla lettera B?
TESTE De Logu: Piano piano, sì. Adesso noi stiamo parlando...
PRESIDENTE: Della prima...
TESTE De Logu: Certo, nell'immediatezza.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE De Logu: Abbiamo parlato dei reperti più significativi.
PRESIDENTE: Certo, sì.
TESTE De Logu: Poi i vari pezzi si trovano fino addirittura a ricostruire la macchina stessa.
PRESIDENTE: Ho capito. Ha ragione. Il Pubblico Ministero lo aveva segnalato, ma io me n'ero dimenticato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, infatti, a partire dal rilievo che una carrozzeria, per quanto danneggiata, ma che si ritrovasse come pezzo unico da mettere insieme, da sposare al motore, non è stata rinvenuta.
E' stato ritrovato però qualche reperto che poi invece avesse una qualche parentela con questo motore?
TESTE De Logu: Sì. Successivamente - ma questo posso dire nei mesi successivi - noi abbiamo preso tutto ciò che c'era...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, aspetti capitano. Dico sul posto, come repertazioni di cui lei si ricordi, sennò glielo ricordo io, ricorda che è stato ritrovato una parte di telaio che aveva un determinato numero di identificazione?
TESTE De Logu: Ah. Nel proseguo del sopralluogo e giorni successivi, ricordo che mano mano furono trovati altri pezzi. E in particolare la parte che sta sopra il mollone dell'ammortizzatore che fu trovata, se non ricordo male, in una zona compatibile con l'esplosione, dove c'era un numero di telaio che era collegato al numero del motore, questo sì.
Però siccome questi materiali stanno nella zona che fu investigata della Polizia, io lo so perché quando si trovava qualcosa di significativo qualcuno me lo veniva a dire. Ma non ho...
PRESIDENTE: Perché lei andava e verificava anche lei.
TESTE De Logu: Certo.
PRESIDENTE: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le è noto - penso di sì, insomma - le è noto il rinvenimento di un libretto di circolazione?
TESTE De Logu: So che nei reperti c'era un libretto di circolazione, ma questo è uno di quegli elementi che fisicamente io non ricordo dove sia stato trovato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma io anticipo subito una domanda.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Eh? Visto che lei poco fa si è rifatto ad un dato per così dire esperienzale...
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Penso che sarà a livello di esperienza diretta, o anche a livello di letteratura scientifica, o letteratura specializzata.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Circa i danni, o comunque la sorte che ha un veicolo che sia contenitore di una carica esplosiva, quantitativi significativi tali da comportare la distruzione del veicolo stesso, eccezion fatta per le parti meccaniche più importanti.
Ecco, a partire da questa premessa di ordine teorico, per così dire, lei ritiene possibile che, nonostante la distruzione, praticamente annienti tutte le parti non particolarmente resistenti del veicolo?
Lei ritiene possibile che un manufatto estremamente fragile come può essere appunto un libretto di circolazione, scampi alla distruzione del veicolo e le sue parti più solide?
TESTE De Logu: Ma guardi, sì. L'esplosione è un fenomeno abbastanza strano. A volte bizzoso, potremo dire quasi così.
Ma ha una spiegazione scientifica: i metalli è vero che sono resistenti, ma a volte possono essere poco elastici. Altri materiali, tipo la tela, tipo la carta, tipo determinate superfici plastiche molto leggere, queste riescono, a seconda della distanza, a seconda di come si offrono al fronte d'onda, a seconda che ci siano o meno davanti altri materiali. Che ne so, una borsa che poggia sul sedile dietro il quale c'è l'esplosivo. Queste addirittura a volte riescono a sopravvivere assolutamente intonsi all'azione esplosiva.
Per esempio, un dato esperienziale: io, per San Giovanni in Laterano, ho trovato il bollino dell'assicurazione praticamente integro che stava sul vetro della macchina esposto. Adesso non mi ricordo se era il bollo, o l'assicurazione. Probabilmente l'assicurazione.
PUBBLICO MINISTERO: Dell'autobomba?
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, quella che lei ha identificato come autobomba.
TESTE De Logu: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si è salvato il contrassegno dell'assicurazione?
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE De Logu: Quindi non mi stupisco più di tanto se un materiale, tipo un libretto di circolazione o altri documenti sopravvivano. Perché non hanno, non offrono resistenza. E' come il giunco che si piega all'alluvione e poi risale, mentre il ponte se ne va. Eppure il ponte è molto più resistente del giunco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quello che lei dice per la capacità distruttiva del fronte d'onda, come lo ha chiamato, è un discorso che si può fare in termini analoghi anche per quanto riguarda l'onda di calore?
TESTE De Logu: L'onda di calore è così impulsiva in una esplosione che praticamente ha un tempo assolutamente infinitesimo.
Cioè, adesso un esempio. Scusate, potrebbe essere anche interpretato come vanteria, ma non è così: gli ufficiali che fanno il Genio, no? Gli ufficiali di complemento, ma gli ufficiali tutti del Genio, fanno le prove ravvicinate di esplosione. In pratica si fanno esplodere fino a tre chili di esplosivo a pochi passi in una determinata posizione, no? L'onda di calore, loro sono dentro l'onda di calore, ma è così impulsiva che neanche si sente. Lo so per esperienza personale, perché l'ho fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire? E' ridotta a tempuscoli.
TESTE De Logu: E' praticamente zero il tempo in cui si ha l'incremento di temperatura e un ritorno ad una temperatura ambiente, per cui è come se ci passassimo velocemente un cannello della saldatrice sul dito. E' così veloce il tempo di esposizione del materiale organico, della pelle alla fiamma che non gli fa niente. Ci vuole un tempo finito a che una fiamma bruci qualcosa. Un tempo praticamente nullo non produce combustione.
Diverso è se viene attinto invece da schegge incandescenti. Perché le schegge incandescenti, cioè il metallo riscaldato, allora quello tiene il calore e quando colpisce un oggetto ha tempo per cederglielo. Allora è diverso. Però ci deve essere un tempo finito perché un calore venga somministrato ad un altro corpo per avere effetto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stiamo parlando della repertazione più significativa. Quindi abbiamo passato in rassegna un cratere, una Cinquecento, dei rottami dei quali lei diciamo ha una cognizione indiretta, perché sono stati repertati non nella sede in cui il CIS ha operato, o l'arma in genere ha operato.
Ecco, preservando a chi voglia le altre domande sull'argomento, io direi di passare direttamente alla elaborazione dei reperti. Essenzialmente nella qualità sua, questa volta non più di ufficiale di Polizia Giudiziaria repertatore, ma di consulente del Pubblico Ministero.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che aveva un certo tipo di incarico in relazione alle cause dell'accaduto, dico bene?
Allora, mi vuol spiegare intanto capitano come, visto che agivano sul territorio anche i tecnici di diversa estrazione professionale, com'è - intendo dire provenienti dalla Polizia di Stato - considerato che il Collegio dei consulenti del Pubblico Ministero era costituito da: ufficiali dell'Arma dei Carabinieri e funzionari della Polizia di Stato.
Ecco, come avete proceduto, come ha proceduto lei in particolare per quanto riguarda i reperti sui quali poi ha sviluppato una certa attività di indagine tecnica.
TESTE De Logu: Sì. Allora, io, oltre che essere ufficiale dei Carabinieri, occupo il posto dove sto perché sono un chimico. E come tale ho curato massimamente la parte chimica di questo accertamento.
Quindi, sui reperti che noi abbiamo sottoposto all'analisi, io sono andato a cercare le tracce di esplosivo. Questo è stato il mio compito diciamo principale. Non escluso però tutto il resto, ovviamente.
Ecco, abbiamo operato in questa maniera: per i reperti, di tutti i reperti che sono stati trovati, un certo numero sono stati sottoposti ad analisi. Una parte da me, una parte dal collega che fa la stessa mia funzione della Polizia di Stato.
Io, con le mie tecniche analitiche, con gli strumenti che ho a disposizione io; lui, con le sue tecniche analitiche e con gli strumenti che ha a disposizione lui.
Quindi abbiamo scambiato i reperti, i campioni e rianalizzato io i suoi e lui i miei.
PRESIDENTE: Viceversa, cioè.
TESTE De Logu: Esatto. Questo è stato il modo di procedere analitico, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei ha preso per così dire in esame una serie di reperti in via autonoma.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questi sono reperti, come dire, realizzati da lei personalmente anche? Cioè, le prestazioni fatte da lei direttamente, sul luogo del fatto?
TESTE De Logu: Sì, o dai miei più stretti collaboratori, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi interessava sapere questo. Cioè a dire: che tipo di reperti aveva avuto per le mani, ecco.
TESTE De Logu: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: La continuità, voglio dire, tra la repertazione e la consulenza. Ho bisogno di dimostrare...
TESTE De Logu: Ah, sì, sì. No, non c'è stato mai nessun passaggio di reperti oltre... No, i reperti soprattutto quelli alla ricerca delle tracce di esplosivo non pigliano mai altre strade. Quelli vanno direttamente dal luogo dell'attentato al laboratorio.
PUBBLICO MINISTERO: Ne sono convinto. Ma io alla Corte devo, davanti alla Corte so che cos'è di cui devo dare una dimostrazione, positiva o negativa.
TESTE De Logu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perché, anche se è ovvio che deve succedere così, le ho chiesto da dove venivano i suoi reperti.
TESTE De Logu: Sì, sì, sì. Allora, c'è anche una elencazione. Adesso... eccolo qua.
PUBBLICO MINISTERO: Certo che c'è una elencazione nella relazione.
TESTE De Logu: Una elencazione con a fianco i risultati analitici riportata varie volte in funzione delle tecniche particolari utilizzate, a seconda del tipo di accertamento utilizzato.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, cominciamo a dire questo, capitano.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questi reperti sono stati numerosi.
TESTE De Logu: Scusi, non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: I reperti sui quali lei ha esercitato le sue ricerche, sono stati numerosi?
TESTE De Logu: Sono stati statisticamente sufficienti ad accertare il fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Vogliamo dare un ordine di grandezza, in termini di numero?
TESTE De Logu: Almeno 25.
PUBBLICO MINISTERO: La provenienza di questi reperti, rispetto al luogo dove il fatto si è verificato, è stata una provenienza singola, o una provenienza distribuita?
TESTE De Logu: No, no. E', sono reperti presi nell'area...
PUBBLICO MINISTERO: Da punti diversi.
TESTE De Logu: Sì, punti diversi, ma anche significativi di ciò che si andava a cercare.
Cioè, per esempio, è inutile che io cerco i residui di esplosione sulla macchina che sta a 50 metri. Lì, al limite, ne piglierò uno di campione; mentre ne piglierò cinque sul cratere che è la zona dove si concentrava maggiormente il residuo di esplosione. In questo senso.
Sono più campioni presi da più punti, ma con la preferenza tesa ad ottenere dei reperti sui quali poi si troverà il residuo, sennò... In questo senso, guidata in questa maniera da...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è proprio questo tipo di chiarimento di cui avevo bisogno.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sono reperti tipologicamente o merceologicamente analoghi, o reperti anche diversi tra di loro?
TESTE De Logu: No, ci sono, alcuni sono dei lavaggi. Nel senso che sono dei lavaggi direttamente sulle superfici inamovibili che vengono lavate con un solvente, e il solvente recuperato, il solvente recuperato scioglie l'esplosivo e si porta a casa solvente...
PUBBLICO MINISTERO: Qual è il solvente che si adopera per fare questa operazione di lavaggio?
TESTE De Logu: O direttamente il solvente viene recuperato facendolo imbevere su una carta da filtro, o qualcuno usa il cotone, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, nel nostro caso, quale tecnica ha adoperato?
TESTE De Logu: Io preferisco usare la carta. La carta...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ha recuperato solvente allo stato liquido su una carta assorbente.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora dicevano che sono reperti di natura diversa. Alcuni lavaggi, come li chiama lei...
TESTE De Logu: Sì. Altri sono proprio pezzi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE De Logu: Per esempio, qui leggo: "Recinzione".
La recinzione è la parte che c'era una rete che chiudeva il giardino della scuola. Quella l'abbiamo tagliata, ce ne siamo portati un pezzo in laboratorio, l'abbiamo lavata e lì non c'è bisogno di passare dalla carta, si recupera direttamente il solvente.
Poi ancora continuando c'è del terriccio. Il terriccio viene preso così com'è, portato in laboratorio, bagnato con il solvente, il solvente fatto filtrare e poi recuperato. E così via.
Poi ci sono frammenti metallici, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE De Logu: Il frammento metallico si porta così com'è in laboratorio e si analizza. Questa...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ha detto che ha esercitato questa attività di ricerca su un numero ritenuto congruo secondo i criteri di questo tipo di indagine intorno ai 25 pezzi.
TESTE De Logu: Sì. No, ho detto: non meno di 25 pezzi.
PUBBLICO MINISTERO: Non meno...
TESTE De Logu: Perché ci sono certi reperti che possono essere, che vengono collezionati per fare un determinato tipo di analisi e quindi devono essere presi in una certa maniera; ci sono altri reperti che vengono presi in un'altra maniera ancora perché devono essere avviati ad una tipologia differente di indagine.
In questa tabella, sono sicuro perché ho almeno 25, sono sicuramente qua, perché li sto vedendo.
Poi, in altre analisi ce ne possono essere degli altri.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, a questo punto capitano bisogna che lei spieghi alla Corte che tipo di ricerche ha fatto.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Proprio cioè a dire le metodiche di indagine analitica adottate.
TESTE De Logu: Allora, come collegio di consulenza, cioè tra me e il collega della Polizia di Stato, penso che abbiamo utilizzato quello che all'epoca disponevamo di tecnologia. Tutto, tutto ciò che la tecnologia a livello mondiale aveva messo a punto fino al giorno in cui noi abbiamo fatto questa consulenza, li abbiamo usati tutti.
Allora, in particolare io ho utilizzato una tecnologia che si chiama spettrometria di mobilità ionica e che consente proprio questo tipo di indagini - poi possiamo spiegarla nei particolari - e un'altra tecnologia che si chiama gascromatografia accoppiata alla spettrometria di massa.
Queste sono le due tecnologie che ho adoperato io.
Il collega della Polizia Scientifica ha utilizzato altre tecnologie, tra i quali sempre la GC, la gascromatografia con spettrometria di massa, e più ha avuto modo di utilizzare anche gascromatografia con gascromatografia con rivelatore TEA; APLC con rilevatore TEA, cromatografia ionica. Insomma, le abbiamo provate tutte, via. Almeno sei tecniche.
PRESIDENTE: Almeno sei...
TESTE De Logu: Sei tecniche differenti.
PRESIDENTE: Tecniche diverse.
TESTE De Logu: Con altrettante apparecchiature diverse.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la Corte già conosce in qualche misura...
PRESIDENTE: Le tecniche.
PUBBLICO MINISTERO: Qualcosa sulle tecniche, nel senso che, esperti del ramo come lei, hanno già fornito dei chiarimenti alla Corte.
Il Presidente e la Corte, se poi ritengono, le faranno tutte le domande del caso.
Io, a questo proposito, cioè a dire sul livello di impostazione teorica su una ricerca di questo genere, faccio una domanda sola: come mai, anche in questo caso, lei e il suo collega di Polizia di Stato, dottor Massari, avete messo in campo complessivamente invece che una tecnica, la più accreditata, sei tecniche diverse?
TESTE De Logu: Dunque, forse nelle aule di Tribunale non arriva mai la complessità vera da un punto di vista scientifico di questo tipo di indagine, perché mediata da noi.
Però forse sprecare due parole a questo punto, forse è utile.
Cioè, dovete immaginare che noi andiamo a ricercare tracce sotto, anche sotto il miliardesimo di grammo. E questo non sarebbe niente se fosse su un supporto assolutamente sterile e pulito. Il fatto è che non è mai così. La matrice, cioè il pezzo dove io vado a cercare quel miliardesimo di grammo, c'ha dentro di tutto. C'ha olio di motore, benzina, polvere, tutto le peggio cose che ci si possa immaginare.
Quindi, queste complicazioni inducono a delle complicazioni di rilevazione notevoli.
A questo si aggiunge che gli esplosivi, alcuni sono rilevabili meglio con una determinata tecnica; altri sono rilevabili meglio con un'altra tecnica. Non solo, ma la prima tecnica magari vede meno gli inquinanti, mentre la seconda li vede di più. Allora è un equilibrio dove l'ottimo, il migliore equilibrio diciamo è abbattere più possibile gli inquinanti e elevare al massimo possibile le tracce di esplosivi.
Questo equilibrio non è facilmente raggiungibile, e allora bisogna affinare le tecniche, cambiare la tecnica in modo da arrivare sempre al miglior rapporto inquinanti-esplosivi.
E' per questo che si usano tutte queste tecniche, in ultima analisi. Poi, va be', si può discutere dal punto di vista economico, chi ce l'ha, chi non ce l'ha. Dal punto di vista professionale: se lo so usare, o non lo so usare. Ma a parità di... Diciamo, posso disporre di tutti gli strumenti di questo mondo, o la migliore professionalità di questo mondo. Alla fine questo equilibrio tra inquinanti ed esplosivo che devo andar a cercare, mi obbliga a cercare varie tecniche.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, capitano, e quindi per i reperti sui quali lei ha condotto in prima persona con le metodiche che ha illustrato le indagini di tipo qualitativo, per così dire, che risposta le hanno dato?
TESTE De Logu: Come risultato definitivo, cioè alla sommatoria di tutte le metodiche messe in campo, noi abbiamo trovato tracce...
Ci vado perché sono prudente, eh. Me lo ricordo, ma...
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE De Logu: Allora, abbiamo trovato tracce di etilenglicole di nitrato EGDN, nitroglicerina, dinitrotoluene, trinitrotoluene, pentrite, ET-4.
Praticamente sono i componenti di tutti gli esplosivi comunemente utilizzati in Italia.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, ricapitolando: il trinitrotoluene che è quello che si chiama tritolo.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'RDX e T-4, sotto il nome di T-4; la pentrite va sotto il nome di pentrite, e poi abbiamo queste altre specie di esplosivi l'EGDN...
TESTE De Logu: L'EGDN, la nitroglicerina e il DNT. Il DNT è il dinitrotoluene, anziché trinitrotoluene. Ha due gruppi nitrici anziché tre sull'anello aromatico del toluene. L'EGDN e la nitroglicerina differiscono soltanto per un gruppo. Praticamente è una nitroglicerina più corta l'EGDN, se mi passate questo termine.
PUBBLICO MINISTERO: Si possono dividere, come dire, per famiglie, questi...
TESTE De Logu: Allora, questo è dato grezzo, il dato analitico.
Dove si trovano questi esplosivi, negli esplosivi reali? Queste specie esplosive negli esplosivi reali?
Allora: EGDN, nitroglicerina. DNT e TNT sono i costituenti normali delle dinamiti da cava, dei gelatinati da cava, quelli che si trovano in qualunque cantiere, in qualunque...
Pentrite e T-4: la pentrite fa parte sostanzialmente, è molto diffusa nelle micce detonanti. Il T-4 è un esplosivo un attimino più, tra virgolette, raro ed entra nella composizione di esplosivi di tipo o militare, o che provengono da scaricamento di materiale militare riconvertito in usi civili.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, una volta che lei ha compiuto la sua ricerca sui campioni di cui si è occupato, sui reperti di cui si è occupato, se ho capito bene, questi reperti poi sono stati esaminati dal dottor Massari e viceversa.
TESTE De Logu: I reperti, non i campioni. Cioè, la boccettina col concentrato del lavaggio del reperto. Ci siamo scambiati...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, non il reperto.
TESTE De Logu: Non il reperto. Beh, che è lo stesso, eh, da un punto di vista analitico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dal punto di vista analitico, sì.
Vi siete, per così dire, scambiati i campioni. Possiamo chiamarli così.
TESTE De Logu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, avete registrato diversità di...
TESTE De Logu: No, no. Sostanzialmente si è arrivati alle stesse conclusioni. Sempre però, attenzione, se no non avrebbe avuto senso fare le due cose, no? Tenendo presente che sapevamo a priori che determinate tecnologie certe cose, magari, o non le vedevano, o le vedevano peggio.
Ecco, queste differenze sono state confermate di validità della tecnica, questo sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, abbandoniamo per un attimo il discorso che riguarda le specie esplosive e quindi le indagini analitiche sui reperti propriamente detti.
Lei ricorda che sia stato, nell'ambito di tutto il materiale repertato, che sia stata come dire, dedicata una certa attenzione e con quali risultati, a un reperto metallico che sarebbe più esattamente foto da 91 a 93, allegate alla, proprio quelle allegate alla relazione, devo pensare, sì. L'allegato 12, dell'allegato 12.
Ecco, da 91 a 93 si descrive un certo reperto. Le dico la verità: non so se questo è un punto della relazione sul quale ha più cognizione lei, o il dottor Massari, ma...
TESTE De Logu: Non so qual è il...
PUBBLICO MINISTERO: Va be', me lo dice lei. Voglio dire: una volta che lo vede.
TESTE De Logu: Eh, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome io in consulenza leggo una certa considerazione...
TESTE De Logu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome io non sono stato a far programmazioni ovviamente dell'esame suo e del dottor Massari, quindi leggo una cosa che ho bisogno di chiederle.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Riconosce il reperto...
TESTE De Logu: Non ho fatto io questo tipo di indagine, l'ha fatta il dottor Massari. Però so qual è la storia che c'è dietro questo reperto.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ma se non l'ha fatto lei...
TESTE De Logu: Forse è il caso che lo fa...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ma se non l'ha fatto lei vuol dire che il discorso si approfondirà...
TESTE De Logu: Sì. E' meglio approfondirlo...
PUBBLICO MINISTERO: ... più direttamente con il dottor Massari.
Ecco. Ormai che ci siamo, le chiedo se ha memoria che tra i materiali appunto ritrovati e poi sottoposti al famoso setacciamento che avete eseguito, lei ricorderà che è stato ritrovato, sono stati ritrovati quelli che avete definito numerosi frammenti di un circuito stampato.
TESTE De Logu: Sì, allora...
PUBBLICO MINISTERO: Se lei ha presente questo aspetto della loro attività di ricerca vorrei che lo illustrasse alla Corte e possiamo prendere l'allegato 13. L'allegato 13 che è questo. Perché l'allegato 13 reca proprio foto credo, numerose di questo reperto di cui si sta parlando.
Dunque, se lei ha presente chiaramente poi lo sa da sé, senza bisogno che io...
TESTE De Logu: Sì, ho capito di che cosa si possa trattare.
Dunque, forse è meglio chiarire per evitare qualunque tipo di confusione.
I reperti, cioè, il risultato della spazzatura per terra, proprio fisicamente, della pulizia per terra di tutta l'area, fu recuperato, ognuno nella sua aerea di competenza, in sacchi della Polizia e sacchi dei Carabinieri. Poi, il setacciamento fu fatto parte dalla Polizia e parte dai Carabinieri.
Nella parte dei Carabinieri fu ritrovato un frammento di scheda elettronica. Adesso non so se è questa...
PRESIDENTE: Vuole ripetere, per favore? Un frammento?
TESTE De Logu: Un frammento di scheda elettronica. No? Questa parte fu curata in particolare dal colonnello Lombardi, per cui lui potrebbe essere più puntuale di me.
Ricordo però alla fine che finì questa storia, perché pensavamo di avere individuato un frammento del ricevitore dell'impulso della bomba, del telecomando. Invece no, si trattava semplicemente di un banale telecomando che si tiene in macchina col quale si manda, non si riceve l'impulso, per aprire gli apricancelli.
Per cui, una grossa speranza, alla fine finì in poco.
Non so se si riferisce a questo, dottor Chelazzi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, mi riferivo sostanzialmente a questo. Ma sento che il consulente diciamo...
TESTE De Logu: Sì, gli studi li ha fatti lui, è lui che fa elettronica.
PUBBLICO MINISTERO: ... specializzato sul punto. E quindi è sempre meglio chiederlo a chi ne sa di più.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare però che intanto lei abbia detto che fu accertato che si trattava non della ricevente, ma si trattava dell'apparato con la quale si genera l'impulso per attivare una ricevente.
TESTE De Logu: Trasmittente, sì. Infatti so bene di questa parte qua, perché ci sperammo tanto su questa cosa qui, e invece poi alla fine...
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda ancora se furono trovati dei reperti sempre tipologicamente simili che invece avevano a che fare con circuiti stampati, o per meglio dire, schede elettroniche a servizio però dei sistemi di accensione dell'automobile?
TESTE De Logu: Sì, sì, sì. Ce n'erano tantissimi di questi frammenti di schede elettroniche, però alla fine furono tutti ricondotti a sistemi di uso delle macchine, delle autovetture.
Chi per la benzina verde, chi per altri circuiti strani. Elettronicamente le macchine moderne sono molto complicate.
PUBBLICO MINISTERO: E sono stati questi reperti, a quello che capisco, giudicati indifferenti rispetto ad un ipotetico controllo di attivazione?
TESTE De Logu: Sì, sì. No, alla fine di tutti questi frammenti non ne venne fuori uno che si poteva collocare fuori da un uso ben preciso di una collocazione di una utilità concreta all'interno di una macchina, di una autovettura.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, a questo punto inverto la domanda per chiederle se le consta che ci sia stato il rinvenimento anche nel più minuto dei frammenti di un qualche cosa che vi sia stato possibile ricondurre al sistema diciamo passivo di attivazione della carica.
TESTE De Logu: No. No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, una volta conseguito questo certo qual risultato dal punto di vista analitico, siete stati in grado di sviluppare il dato anche nel profilo del cosiddetto peso di carica?
TESTE De Logu: Sì. Allora, per quanto riguarda il peso di carica noi avevamo un dato, sostanzialmente, che erano le misure, la forma del cratere. Questo era il dato sostanziale che noi avevamo, non avevamo altri dati.
Spiego perché. Allora, già avevo premesso alcune di queste considerazioni. Quel cratere non insiste su un materiale omogeneo, perché è a cavallo tra un marciapiede che ha una certa consistenza e una certa altezza, e un suolo che ovviamente ha una consistenza diversa e una distanza diversa dalla carica.
Poi, la carica era sopraelevata, stava dentro la macchina, sopraelevata e lo abbiamo dimostrato da quel muretto dove ci sono le schegge che si inseriscono ad una certa altezza. Non solo, ma non avevamo fondamentalmente nessun elemento omogeneo sul quale calcolare l'onda d'urto. Perché da una parte verso la scuola, è aperto. No? C'è solo un piccolo muretto basso che serve solo per complicare i calcoli, non per facilitarli. E da questa parte, i muri, che sono quelli dove si può andare a fare le misure, erano protetti dalle altre macchine parcheggiate. Tant'è che gli sono state sparate contro i muri. Questo è assolutamente evidente.
Quindi, una situazione peggiore per fare un peso di carica l'ho trovata soltanto a San Giovanni in Laterano, perché sotto c'era un tunnel che ha sfondato e quindi è ancora peggio.
Era estremamente complesso fare questo, affrontare questo problema, questo dato, da un punto di vista diciamo teorico-matematico.
Nonostante questo abbiamo applicato, ho applicato un certo numero di formule risultanti in letteratura, dalle quali è venuto fuori: allora, posto che il diametro massimo era 290 centimetri, il diametro minimo 210, la profondità 40. E nonostante la disomogeneità introdotta anche dal tombino famoso, applicando queste formule sono venuti fuori tre pesi di carica. Rispettivamente di: meno di un chilo, di 23,5 chili, e di 63,0 chili.
Evidentemente le due formule iniziali, quella meno di un chilo, è assurda. Quella da 23 chili, anche lei è assurda, perché io ho visto macchine esplose con 30 chili di esplosivo dentro, non si rompono come si è rotta la Uno. Quindi non poteva essere neanche questo secondo peso.
Il terzo dato, che è quello più corretto, di 63,0 chili. Però viene fuori da una formula che dà conto di esplosioni avvenute a contatto con il suolo. Questa situazione non era quella reale, perché noi eravamo come minimo a 45-50 centimetri sopra il suolo.
Perché, posto che, ormai avevamo dati più che sufficienti per stabilire che si trattava di una esplosione all'interno di una Uno, l'esplosivo poteva essere messo, visto la distruzione della macchina, o nel bagagliaio posteriore, o nel sedile posteriore.
Posto questo, se si va a misurare il sedile e il bagagliaio stanno tra i 45 e i 50 centimetri da terra. Quindi la carica doveva essere considerata tra i 45 e i 50 centimetri da terra.
Introducendo questo dato dobbiamo praticamente raddoppiare all'incirca questo dato e abbiamo stimato che l'esplosivo applicato in questa macchina sia stato intorno ai 100-120 chili. Tra i 90 e i 120 chili.
Tutte queste complicazioni di tipo matematico presenti, reali, di cui non si può non tener conto, vengono - ed è normale, prassi normale in esplosivistica - aggirate dalla prova di esplosione. Per cui si fa una prova: si piglia una macchina più o meno identica a quella, gli si mette la carica stimata e con una approssimazione del 10-15% si mette dentro un esplosivo. Di norma se ne mette sempre un po' di più rispetto al dato medio statistico, e si vede come esplode.
Se la frammentazione della macchina e soprattutto nei pezzi più importanti la proiezione, benché in campo aperto - e questo ovviamente porta delle approssimazioni anche lì - dei pezzi maggiori arrivano a, come si dice? Sufficientemente ad approssimare l'esplosione in studio, beh, il dato è tutto sommato abbastanza accettabile. All'interno di quello che - io ripeto - sono le approssimazioni che porrei tra il 10 e il 15% in più o in meno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, capitano, lei come dire - ha fatto bene - ha sintetizzato i passaggi successivi della attività di consulenza attraverso anche verifiche come quella che ha indicato, sviluppati successivamente.
Io ho bisogno invece di ritornare un attimo al punto di partenza. In che senso?
Ho bisogno di tornare sul luogo dove si è verificato il fatto, per sottoporle alcuni quesiti.
Ecco, secondo me, un reperto fotografico che può costituire un valido punto di riferimento, un punto di partenza del discorso che io debbo sottoporre, potrebbe essere ad esempio questo.
Però se io le segnalo qual è il problema, i reperti fotografici migliori magari è lei stesso che me li indica, o li ritrova nel...
Io vorrei che lei cercasse di rappresentare questo dato alla Corte: se la distribuzione del danno intorno a quello che loro hanno identificato come epicentro dell'esplosione, sia stato o no una distribuzione uniforme.
Mi pare che voi adoperate un termine che si chiama anche raggio di devastazione, o qualche cosa di simile. Ecco, che sia stato o no uniforme, come primo dato di constatazione. Eh?
Poi dopo vediamo, passiamo alla interpretazione o della uniformità, o della non uniformità.
In ogni caso, ecco, se lei riesce a illuminare, intanto il sottoscritto che le pone la domanda, ma poi anche chi la ascolta e in particolare la Corte, sui dati significativi dimostrativi di questa o uniformità, o non uniformità del raggio di devastazione.
Io propongo questo al capitano, poi casomai se le sceglie lui le migliori.
TESTE De Logu: Allora, forse dottore, ho già anticipato la risposta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE De Logu: Non può essere uniforme, perché già ho detto che era disuniforme il cratere stesso.
La non uniformità di una esplosione è prodotta da tutto ciò che gli sta intorno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE De Logu: Questo è ovvio, no?
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE De Logu: Allora, se fossimo...
PUBBLICO MINISTERO: Ma se lei lo può illustrare, i reperti fotografici...
TESTE De Logu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... con la punta del lapis magari lì sopra.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E tutto poi si fa la realtà in maniera...
TESTE De Logu: Se noi fossimo su un tavolo da biliardo, no? allora verrebbe tutto perfetto, sarebbe riproducibile l'esplosione a 360 gradi.
In questa situazione non siamo, in tutte le situazioni reali, non siamo su un tavolo da biliardo. Infatti noi avevamo, allora, da questa parte praticamente terreno aperto. No?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE De Logu: A parte un muretto che stava in questa posizione qua e che è andato completamente distrutto perché si è preso tutta l'energia dell'esplosione e si vede perché ci sono le schegge. Le abbiamo viste prima.
Quindi, verso la scuola fino ad una certa altezza l'onda esplosiva lavora con la maniera più violenta, perché è vicino, è a due passi.
Sopra a questo muro, invece, c'è proiezione di schegge. Cioè, il muro gli fa da, se non cede, gli fa da trincea. Quindi le schegge partono verso l'alto, superano il muro e vanno via. Altre invece ci infrangono sul muro, se l'esplosione è sufficiente lo distrugge. E tant'è che lo ha distrutto.
Dall'altra parte, verso diciamo...
PUBBLICO MINISTERO: Gli edifici.
TESTE De Logu: Da questa parte qua, scusate, verso gli edifici che cosa c'è? Ci stanno delle macchine parcheggiate, ma ad una distanza superiore rispetto al muretto. Quindi l'onda le lavora in maniera diversa: meno brisante, quindi non le sminuzza come ha fatto col muro, ma gli dà un pugno senza romperle, una forza diciamo - concedetemi l'approssimazione - più di spinta che di spacco. Okay? Le piglia, le sbatte contro il muro.
Contemporaneamente tutta la parete, soprattutto le strutture meno resistenti, beccano l'onda d'urto e le schegge.
Verso diciamo il teatro, che cosa c'è? C'è la Cinquecento che si trova leggermente col muso appena appena sotto la carica. No? Se la carica sta nel portabagaglio. Quindi si becca una forza leggermente dall'alto, quasi a sfiorarla, ma con una leggerissima...
PUBBLICO MINISTERO: Incidenza.
TESTE De Logu: ... incidenza. Quindi la schiaccia verso terra, poi la piglia, la accartoccia e la fa volare per aria. Questa passa sui rami, decolla, ne lascia un pezzo sui rami e ricade 50 metri più in là.
Che cosa non ci va? Il motore. Perché? Perché il motore è pesante e intanto viene incastrato sotto la macchina che gli sta ancora oltre. Quindi lì la forza dell'esplosione non ce la fa e lo lascia lì.
Verso giù che cosa succede? Succede che vengono proiettati tutti i pezzi consistenti della Uno, no? E che sono, quali sono? Il motore, l'avantreno, i molloni che vengono sparati tutti verso avanti. Verso avanti significa un cuneo, no?
Perché, tenete presente che l'operazione non è fatta da un punto, ma da una sfera. Quindi, tutto questo, viene radiale.
Tutto ciò che è davanti a questa mitragliata di schegge, queste più grosse, più pesanti, quindi faranno meno strada ma hanno più peso, quindi dove toccano lo sfondano maledettamente, ed è lì che troviamo il motore, eccetera.
Questa è la situazione nell'intorno più vicino.
Nell'intorno più lontano ancora diciamo questa opera si viene mano mano a spegnere, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE De Logu: Però, ovviamente mandandoci schegge più accelerate, con una differente formazione a seconda della forma più o meno aerodinamica. Perché una scheggia assolutamente quadrata che offre una grossa resistenza all'aria, dopo un po' si ferma. Una scheggia che invece viaggia in questa maniera qua, può viaggiare per parecchio tempo perché offre minore resistenza all'aria. E queste differenze si fanno notare sensibilmente, eh, non è da poco su una accelerazione di questo genere.
Quindi, noi abbiamo che le maggiori devastazioni sono: sicuramente, va be', il cratere, macchina che contiene l'esplosivo, macchina che è appena dietro l'esplosivo, il muretto che ha preso una fortissima scaricata sia di schegge che di onda d'urto, e tutte le schegge che sono arrivate sul palazzo che sta dirimpetto.
Questo è il raggio di devastazione che non è omogeneo per queste questioni qua.
PUBBLICO MINISTERO: Quella foto, lei osserva come tutti noi che subito al di qua del muretto ci sono dei cassonetti del servizio di nettezza urbana. Questi, ecco. Cassonetti che notoriamente sono materiale plastico e piuttosto leggeri.
Il fatto che, trovandosi ad una distanza che io apprezzo tutto sommato relativa rispetto al cratere, siano...
TESTE De Logu: Sì saranno...
PUBBLICO MINISTERO: ... ciò non pertanto abbastanza in ordine, come condizione.
TESTE De Logu: ... meno di dieci metri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' in qualche modo in linea con le considerazioni che lei sviluppava fino ad un attimo fa e con qualcuna di queste in particolare?
TESTE De Logu: Ma guardi, a parte il fatto che non so se quei cassonetti c'erano da prima, o ci sono stati portati, questo non lo so, è un dato che non ho. Comunque basta guardare il muro sotto il quale stanno. Quel muro lì è assolutamente, non è stato toccato. Perché? Perché è stato protetto dall'altro muretto che ha assorbito tutta l'onda d'urto.
Quindi, questa parte qua era come se fosse in trincea, era protetta dall'esplosione, perché c'erano due muri che impedivano all'onda d'urto di scaricarsi lì. Di cui uno, tra l'altro, di quei muretti, quello che è andato distrutto, diciamo ha assorbito tutta l'onda facendola precipitare da sé.
Quindi io ritengo che una persona che fosse stata qui dietro, dove sta questo signore qui che si legge il giornale, no? Forse non si sarebbe fatta neanche troppo male, stando lì.
Ovviamente se non veniva attinta dalle schegge, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, comunque...
TESTE De Logu: O meglio, se vogliamo girare la cosa: tra una persona che sta, dove sta questo signore che legge il giornale, e una persona che sta invece in quest'angolo qui, questo è morto sicuro, questo ha qualche possibilità di...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Veniamo a due altri protagonisti del fatto, vale a dire due autovetture, la cui presenza sul luogo del fatto penso lei stesso abbia constatato.
Mi riferisco ad una Mercedes e ad una Lancia Thema.
Disinteressiamoci, per il momento, dell'auto Mercedes. Occupiamoci piuttosto della Lancia Thema.
Lei ha memoria del luogo in cui questa Lancia Thema fu identificata al momento in cui avviaste i rilievi?
So benissimo che è il territorio di competenza della Polizia di Stato, ma insomma, a prescindere da questo, le chiedo se lei se lo ricorda dove si trovava questa Lancia Thema.
Ora, questa è una semplice fotografia. Aspettiamo un attimo, ispettore.
TESTE De Logu: Sì, sì, ma è lì, dove si trova, eh. Dove è stata ripresa.
Io adesso non ricordo, ma... e comunque non sono stato tra i primissimi ad arrivare. Quindi la macchina io ritengo verosimilmente che sia stata messa lì, spostata lì, perché... O spostata, o era lì, insomma. Comunque io la ricordo sempre lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha presente... Aspetti un attimo ispettore, per cortesia.
Lei ha presente quella posizione che noi osserviamo in fotografia...
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... a che cosa corrisponde sul territorio qui in pianta?
TESTE De Logu: Sì, sì. Dovrebbe essere di fronte al civico 64, più o meno.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole prendere visione un attimino di questa posizione?
Credo che l'ispettore abbia una di queste piantine sottocchio.
TESTE De Logu: Sì, sì. Sta qua.
PUBBLICO MINISTERO: Credo che sia necessario un fascicolo...
TESTE De Logu: Eccola qua. Al numero 4.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è ben visibile per tutti, sì?
PRESIDENTE: Numero 4.
TESTE De Logu: Sì.
PRESIDENTE: Sarebbe quello che indica la posizione del veicolo?
TESTE De Logu: Della Thema, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Della Thema, ecco, in rapporto all'area dove si è verificato l'evento. Quindi siamo...
TESTE De Logu: Eh, più giù...
PUBBLICO MINISTERO: ... in via Fauro.
TESTE De Logu: Più giù, di via...
PUBBLICO MINISTERO: Oltre...
TESTE De Logu: ... Oltre via Boccioni, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oltre l'incrocio con via Boccioni.
TESTE De Logu: Sì, oltre l'incrocio.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla destra...
TESTE De Logu: Sì, contromano.
PUBBLICO MINISTERO: Contromano no, non direi proprio.
PRESIDENTE: Contromano nel senso che di là c'è il senso a scendere?
TESTE De Logu: No, a salire.
PRESIDENTE: A salire, scusi.
TESTE De Logu: Quindi è contromano rispetto... Va be', siccome è senso unico si viaggia a destra e a sinistra uguale.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. Ho capito, lei voleva dire contromano...
TESTE De Logu: Cioè, è con la fronte a sinistra. E' parcheggiata sulla sinistra anziché sulla destra. In questo senso.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, voglio dire...
TESTE De Logu: Solo questo, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: La possiamo vedere in numero pressoché infinito di reperti fotografici. Lì ce ne sono alcuni. Questi sono altri e secondo me questo è molto ben rappresentativo, per esempio.
Questo è il reperto numero 8 proprio del fascicolo allegato A alla relazione di consulenza.
Sì, non mi sembra che sia tanto contromano questa... Diciamo, è parcheggiata sulla sinistra anziché sulla destra.
PRESIDENTE: Sì, sì, contromano...
TESTE De Logu: Sì, in questo senso. E' contromano... Se stava viaggiando, anziché essere parcheggiata, sarebbe contromano, ma quello è un senso unico, quindi non si può neanche dire così.
PUBBLICO MINISTERO: Va be'. Ecco, riprendendo ispettore il reperto fotografico precedentemente... ecco, quello e i reperti successivi. Dall'osservazione di questa foto che riproduce questa automobile vista posteriormente, e poi dai reperti successivi in cui il mezzo è ripreso lateralmente - possiamo andare avanti con le fotografie - ecco, ad esempio questa.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol descrivere che tipo di danno lei...
TESTE De Logu: Una cosa è sicura: quella macchina, quando c'è stata l'esplosione, non era lì. Questo è certo. Non si può neanche discutere, perché come si spiega che ha le devastazioni esattamente dalla parte opposta a dove è avvenuta l'esplosione?
Cioè, se fosse stata lì le deformazioni massime sarebbero state davanti a destra. Invece lui ce le ha posteriormente a sinistra. Quindi questa macchina non stava lì, stava in una posizione diversa, questo è certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che tipo di devastazione o di danno che dir si voglia, lei... Perché poi, voglio dire, questa vettura, l'altra, voglio dire, l'avete avuta materialmente nella vostra disponibilità come consulenti.
TESTE De Logu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ve la siete studiata per tutti i versi.
TESTE De Logu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE De Logu: Questa macchina, questa macchina nella sua zona posteriore sinistra ha ricevuto quelle che sono le schegge verosimilmente primarie di un ordigno. Infatti è tutta bucherellata, è tutta... Questa zona qua si vede molto bene. E' come se fosse stata sottoposta ad una mitraglia che l'ha colpita lateralmente e di dietro a sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Se non mi sbaglio, non è tutta la fiancata sinistra dell'auto.
TESTE De Logu: No. La parte anteriore è meno interessata. C'è una azione decrescente dal, diciamo, fanale posteriore sinistro che è quello che vediamo qua.
Andando verso il fanale anteriore sinistro si vede - è evidente, sta nella foto - un violento decremento dell'azione espositiva a questa forma di mitraglia. Questo è evidente, lo dice la fotografia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo reperto, con questa direi caratteristica abbastanza specifica.
TESTE De Logu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire: questa assoluta diversità del tipo di devastazione a partire dallo spigolo posteriore sinistro allo spigolo anteriore sinistro, in tutto sarà 4 metri e mezzo di roba, poi non molti di più, perché una Thema sarà lunga 4,60, 4,75. Al più sarà stata lunga 4.79 o 4,80, ecco, come va letto. O meglio, come lo hanno letto i consulenti in rapporto anche a quello che si diceva prima circa questa non uniformità del raggio di devastazione?
TESTE De Logu: Sì. Allora, posto che credo sia inutile ancora approfondire il fatto che questa macchina non era lì, perché sennò non si spegnerebbero queste distruzioni, queste devastazioni si spiegano - ritengo soltanto - ipotizzando che la macchina stesse in questa posizione qua.
Infatti prende la mitragliata - passatemi il termine - nel fanale posteriore sinistro e l'effetto mitraglia decade velocemente verso la parte anteriore.
Quindi abbiamo una parte molto danneggiata posteriormente e una parte quasi integra anteriormente.
Questo, per l'effetto schegge, attenzione. Perché l'effetto pressorio ha un comportamento un attimino differente. E', diciamo...
PRESIDENTE: Mi scusi, mi scusi per cortesia. Siccome ciò che rappresenta quella penna non viene ripreso nella descrizione verbale, le dispiace indicarcelo?
TESTE De Logu: Sì.
PRESIDENTE: Verbalmente ha una posizione obliqua...
TESTE De Logu: Sì, come se stesse facendo la curva...
PRESIDENTE: La curva.
TESTE De Logu: ... per immettersi in via Boccioni.
PRESIDENTE: Boccioni.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi una parte ancora sporgesse, voleva dire.
TESTE De Logu: Ancora sporgeva un po'. Attenzione, non è che sporgesse proprio nel senso... Perché già l'ho detto prima: immaginate non come un cannone che tutto sommato, anche se spara a mitraglia, dirige il gettito delle schegge. Perché è una fonte radiale di schegge. Quindi alcune schegge non viaggiano dritte come parallele alla...
PRESIDENTE: All'asse della strada.
TESTE De Logu: All'asse della strada, ma alcune schegge viaggiano anche in questa direzione qua, eh.
Quindi probabilmente la macchina addirittura poteva avere assunto una posizione già oltre la curva, anche se di pochissimo. Ed è stata coinvolta dalle schegge oblique che partivano dal punto zero.
PUBBLICO MINISTERO: Dalle schegge che non si sono arrestate in un corpo solido. Questo è ovvio.
TESTE De Logu: Certo. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Le schegge che avevano luce, voglio dire, che avevano...
TESTE De Logu: Sì, sì. Le schegge...
PUBBLICO MINISTERO: ... una traiettoria libera, sennò...
TESTE De Logu: Sì, sì, sì. In questo senso. Beh, può creare confusione quando uno dice la mitraglia, perché la mitraglia ha un senso che viene definito di proiezione delle schegge in base al cannone. Però vanno tutte in una direzione. No, la fonte di schegge, in questo caso, non è lineare, ma è sferica.
PUBBLICO MINISTERO: Non è per andare sul teorico, ma voglio dire: se si ipotizza, o meglio, avendo lei ricostruito la presenza di una barriera solida, mi sembra che allora la fonte dell'esplosione e quindi della proiezione delle schegge, dà luogo ad una sorta di settore circolare.
TESTE De Logu: Esatto, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E' corretto?
TESTE De Logu: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE De Logu: Basta immaginare come tante linee che partono dal centro di quel cratere e che si allargano a raggiera. Alcune sono state fermate dal muro.
PUBBLICO MINISTERO: Intercettate.
TESTE De Logu: Intercettate, fermate. Sono andate lì a morire, a conficcarsi; altre hanno proseguito in tutte le altre direzioni fin tanto che non trovavano un bersaglio. Alcune hanno trovato la coda della...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, parlava invece dell'effetto pressorio, dell'onda pressoria che ha un comportamento diverso dalla proiezione delle schegge.
Può chiarire questo concetto? Magari possiamo ritornare anche alla fotografia che ci mostra il mezzo, se lei ritiene che ce ne sia qualcuna particolarmente illuminante, sotto questo profilo.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io vorrei capire, per esempio, quella grossa... come dire? Sembra che la macchina sia stata tamponata. Non so se lo vede lei. In alto il tetto è schiacciato.
TESTE De Logu: Sì, l'onda pressoria si muove in due direzioni.
Allora, l'aria è un mezzo elastico. Quando si ha un forte incremento di pressione per una fortissima produzione di gas in un punto molto concentrato, questi poi si allargano molto violentemente facendo appunto un'onda pressoria. Poi non è che finisce così, perché dove prima c'era una forte pressione, finita questa pressione si ha una altrettanta depressione, no? L'aria che stava lì è stata spostata e quindi ci deve tornare.
C'è un'onda cosiddetta retrograda che è meno violenta della prima, ovviamente, perché ha tempi un po' superiori per ristabilire l'equilibrio, ma ha anch'essa una azione.
Quindi, l'effetto di queste due, di questo uno-due, su una struttura, è quello che si vede lì e si vede anche su altre macchine, soprattutto quello di accartocciare, di...
PUBBLICO MINISTERO: Di schiacciamento.
TESTE De Logu: Esatto, di schiacciamento del tetto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi sono caratteristiche questi danneggiamenti, rispetto al...
TESTE De Logu: Sì, questa macchina presenta danneggiamenti da onda pressoria e da schegge.
PUBBLICO MINISTERO: Il tipo... Lei poco fa - abbandoniamo questo discorso, il tipo non c'entra niente.
Ritorniamo... No, stavo per introdurre una domanda con le parole "Il tipo di". Poi ho pensato che invece questa domanda a questo punto non mi fa comodo e quindi cambio argomento. Non mi fa comodo, non sarebbe logica.
Lei stava illustrando alla Corte che, per la determinazione del peso di carica, si è ritenuto da parte vostra opportuno adottare un metodo di verifica a posteriori.
Ecco, vuole illustrare alla Corte di che si è trattato?
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quali tipi di risposte avete avuto sui vari quesiti che come consulenti vi sono state, vi erano state affidate dal Pubblico Ministero?
TESTE De Logu: Dunque, noi avevamo due obiettivi principali: stabilire se i conti che erano stati fatti erano stati fatti con tutte le approssimazioni introdotte per i motivi che prima ho detto, perché non potevamo non introdurle, erano all'interno dell'errore sperimentale accettabili. E l'altro - e infatti nella ricostruzione vengono usate due macchine - era di stabilire se in una diversa situazione le macchine, o meglio il Mercedes che precedeva la Lancia Thema poteva rimanere coinvolto.
Questo era uno dei due, a quel momento investigativo, era uno degli interessi.
Allora, caricando la macchina con un esplosivo più o meno equivalente: 105 chili, se non ricordo male. Vorrei andare a vedere.
75 più 30, 105 chili di esplosivo, sono stati caricati in una FIAT Uno più o meno equivalente a quella che è saltata per aria. E sono fatti esplodere. Anche la carica...
PUBBLICO MINISTERO: Avete preso esplosivo omogeneo per...
TESTE De Logu: Certo, è stato preso un esplosivo che si avvicinasse, come residui, un esplosivo reale, esistente o in commercio, o militare, insomma, non una cosa sperimentale. Un esplosivo commercialmente esistente che simulasse, una volta esploso, gli stessi risultati dell'analisi chimica.
E per fare questo abbiamo utilizzato 75 chili di gelatina 1 che è a base di EGDM, che era nelle tracce, nitrato di ammonio, dinitrotoluene, nitrocellulosa e farina di legno e solfato di baio. Questi tre ultimi componenti sono sotto il 2% per cui non lasciano tracce, in pratica. Per cui questo era, forniva tracce di DNT, nitroglicerina e l'EGDN che abbiamo trovato nelle analisi. E poi ci abbiamo messo ancora 30 chili di compound-B che davano tritolo al 50% e T-4 al 50% che ci davano i residui che abbiamo trovato di tritolo e di T-4.
Poi è stata messa anche della miccia detonante alla pentrite perché avevamo trovato tracce di pentrite.
Allora, questi 105 chili di esplosivo sono stati caricati dentro il cofano posteriore di una Uno; la Uno messa su una strada bitumata e, a 30 gradi circa perpendicolare, ma con un angolo di 30 gradi. Cioè, normalmente alla macchina alla Uno, ma spostata di 30 gradi in avanti, una Mercedes con tre manichini a bordo.
E' stata fatta esplodere, ci sono le riprese filmate che ritengo poi la Corte, non lo so, forse sarà utile vedere perché a spiegare tutto il contesto è un po' più faticoso.
Niente, è stata fatta esplodere. Si è verificato: uno, le dimensioni del cratere. Il cratere è un pochino più grande come dimensioni, ma di questo c'è giustizia nel fatto che si trattava di una stradina in un poligono dove non ci passa mai nessuno, fatta su manto stradale non preparato. Ben differente da quello che è il manto stradale, compresso, preparato di una strada cittadina.
Questo, ecco perché ha scavato 5 centimetri di più l'esplosione e si è allargata un pochino di più. questo è un dato che... Non è comunque, anzi, quei due crateri, dal punto di vista esplosivistico sono praticamente identici, poste tutte le approssimazioni.
La proiezione delle schegge è stata quella che abbiamo trovato in via Fauro, in questo senso.
Il motore è volato per un certo numero di metri compatibilmente con quello di via Fauro. La massima parte dei materiali più grossi sono stati trovati di fronte alla macchina, mentre posteriormente sono stati trovati frammenti estremamente sminuzzati. Perché? Perché la Uno è conformata in quel modo.
Cioè, ha il motore, e i pezzi più resistenti davanti.
E la stessa cosa abbiamo verificato essersi verificata in via Fauro. Cioè, massimo numero di reperti più grandi, davanti; minutaglie dietro e ai lati.
Poi abbiamo visto che l'esplosione di questa macchina ha interessato in maniera proiezione di schegge di questa macchina all'interessato in maniera letale. Io non sono un medico legale, ma due schegge che entrano qua in testa ad una persona credo che non gli lascino molte speranze. I manichini che stavano dentro il Mercedes.
Questo è, in estrema sintesi, il dato oggettivo di quell'esperimento.
Conferma di come erano messe le macchine in via Fauro, conferma degli effetti di distruzione di cratere e accertamento, per quanto la casualità lo possa consentire in questi casi, che produzione di schegge di quell'oggetto si sarebbero, comunque avrebbero interessato quell'altro oggetto, e probabilmente, molto probabilmente in maniera letale.
Questo, ovviamente, in campo aperto. Perché lì c'era un poligono. Cioè, non c'era niente di mezzo fra le due autovetture.
PUBBLICO MINISTERO: L'ispettore le ha passato, appunto, alcune foto che fanno parte dell'allegato 13, se non sbaglio. C'è un numero davanti, sotto...
TESTE De Logu: 16.
PUBBLICO MINISTERO: 16? Ecco, l'allegato 16 alla consulenza.
TESTE De Logu: Alla consulenza.
PUBBLICO MINISTERO: E hanno a che fare, queste foto, proprio con questa attività di tipo sperimentale.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se, ecco, lei vuole meglio illustrare, se ritiene di dover meglio illustrare con riferimento a qualcuna almeno di queste foto. Quello che ci ha detto un attimo fa, può essere che la cosa sia di utilità per tutti.
TESTE De Logu: Allora, questa è la macchina, la FIAT Uno sulla quale verrà caricato l'esplosivo.
Altra angolazione. Posteriormente.
PUBBLICO MINISTERO: Scusate, ma non si vede nulla, eh. Si vede solamente un brillare di qualche cosa...
TESTE De Logu: Sì. Questo è il Mercedes, diciamo bersaglio della precedente.
L'altra angolazione.
PRESIDENTE: A che distanza erano le due vetture?
TESTE De Logu: Un attimo solo. 13 metri.
Questa è la stradina che dicevo prima. Come si vede è una stradina abbastanza rimediata per passaggio di... Tanto per non sporcare le gomme.
Questo è sempre com'è posizionata.
Qui si vedono, si intravedono i manichini all'interno. Sono due davanti e uno nel divano posteriore. Ancora.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora piuttosto che passarle in rassegna una per una, ci vuole tre quarti d'ora. Veda lei se scorrendo rapidamente individua quelle due o tre, non so, che possono servire proprio a portarci...
TESTE De Logu: Questo potrebbe essere interessante da un altro punto di vista, questo è l'esplosivo. Per rapporto con il piede dell'operatore si vede più o meno il volume che occupa, no? Per far vedere che comunque è compatibile con l'essere contenuto all'interno di un bagagliaio.
Questo è l'esplosivo sistemato nel bagagliaio.
Questa è la posizione delle due autovetture vista dal più vicino punto di osservazione, protetto ovviamente.
Questa è la sequenza dell'esplosione, diciamo il primo istante. Non so se dai monitor si riesce ad apprezzare quello che io vedo nella foto, però non so se voi riuscite ma si vedono che la stragrande maggioranza dei pezzi nonostante tutto si vedono in volo e sono quasi tutti in proiezione anteriore e nella foto si vede, non so se dal monitor...
PRESIDENTE: Si vede, si vede.
TESTE De Logu: ... si riesce a vedere. Io da qui non lo vedo.
PRESIDENTE: In maniera abbastanza sufficientemente chiara.
TESTE De Logu: Qui si vede che molti frammenti, frammenti anche abbastanza...
PRESIDENTE: Grossi.
TESTE De Logu: Grossi, vanno verso il Mercedes. E qui anche ora si vede.
Questa la voglio sottoporre alla vostra attenzione per dimostrare come non ci rimane niente di un'autobomba caricata con 100 chili di esplosivo. Quindi ai primi istanti di repertamento diciamo, era veramente difficile stabilire qual era l'autobomba perché è praticamente impossibile, non ci rimane niente, ci vuole un accertamento un attimino più fine.
Poi c'è tutta una sequenza vista da un osservatorio più lontano che ritengo non sia necessario.
Allora, qui si vede il cratere e in profondità, dove stanno misurando lì le persone i reperti più grossi che si vede che sono tutti in direzione anteriore e infatti questi operatori stanno misurando le massime proiezioni ottenute.
Ecco, in questa foto si vedono quelli che sono diciamo i più grossi reperti che sopravvivono a questo tipo di esplosione: un cerchio di gomma della ruota, come avevo detto all'inizio della testimonianza deformato; l'assale, credo che si chiami in questa maniera; ed il motore. Queste sono le cose che diciamo sopravvivono dell'autovettura ancora riconoscibili. Tutto il resto viene molto sminuzzato e ci vuole veramente un attimino di osservazione concreta per ritrovarli.
Nelle due foto successive invece l'effetto delle schegge sulla fiancata esposta del Mercedes. Una è questa, sono schegge minute e poi questa qua dove sono schegge un attimino più significative.
Ritengo che...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'effetto di queste schegge su...
TESTE De Logu: Sugli uomini, sui manichini?
PUBBLICO MINISTERO: Sulle strutture metalliche esterne del Mercedes quali sono state?
TESTE De Logu: Sì, ci sono delle schegge accelerate che l'hanno forata.
PUBBLICO MINISTERO: Sono passanti?
TESTE De Logu: Sì, sì. Beh, alcuni hanno raggiunto i manichini dentro, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Come è riportato anche nelle fotografie successive, possiamo anche far vedere.
TESTE De Logu: A parte la rottura dei vetri che, ovviamente, anche loro producono schegge.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
TESTE De Logu: Anche loro producono schegge, i vetri rotti a loro volta producono schegge accelerate.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE De Logu: E qui si vede nella testa di questo manichino un'uscita di scheggia entrata dall'altra parte e qui esce. Quindi avevano ancora tutta l'energia sufficiente per al limite essere letali.
PUBBLICO MINISTERO: Suppongo che la Mercedes, al momento iniziale dell'esperimento, fosse con i vetri chiusi.
TESTE De Logu: Possiamo guardare.
PUBBLICO MINISTERO: No, se se lo ricorda lei voglio dire, non c'è bisogno...
TESTE De Logu: Non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora controlli.
TESTE De Logu: I vetri erano chiusi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora, come tutti hanno visto, la collocazione dei due mezzi è stata da voi stabilita in un certo qual modo. Addirittura, rispetto alla FIAT Uno che è collocata in una certa qual posizione, la Mercedes è sì ortogonale ma è ortogonale addirittura spostato sulla sinistra.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Riposizionando quelle automobili sulla scena dove si è verificato il fatto di esplosione originale...
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... per caso questa posizione doveva riprodurre che cosa?
TESTE De Logu: La macchina dove c'era il giornalista Maurizio Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma individuata in quale momento? Nel momento di quiete finale o in un momento...
TESTE De Logu: No, non ritengo che potesse essere nel momento di quiete finale, un attimo prima. Cioè, comunque dopo aver fatto la curva, calcolando che la Thema gli stesse di lì appresso. Quindi adesso non è possibile stabilire le misure precise, ma fare un calcolo da dove era la Mercedes con dietro la Thema che offriva ancora la coda all'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è stato all'ingrosso...
TESTE De Logu: Sì, all'ingrosso. All'ingrosso questo è.
PUBBLICO MINISTERO: Allora qual era la differenza reale tra la posizione dei veicoli, quelli che si trovarono in via Fauro, rispetto a quelli che voi avete ricreato...
TESTE De Logu: E' che qui siamo in un tavolo di biliardo, cioè siamo in un campo completamente aperto. Lì c'erano i cassonetti ma soprattutto il muretto e le altre macchine parcheggiate che facevano da trincea.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questo esperimento, sotto questo profilo, che cosa ha dimostrato secondo voi?
TESTE De Logu: Ha dimostrato che se non c'era quel muretto forse c'erano dei morti anche a Roma quella volta là.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, a parte questo che è una proiezione ipotetica ultima.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire che questa vettura Mercedes sarebbe stata raggiunta, a parità di cariche di esplosivo impiegate.
TESTE De Logu: Sì, sì, nella stessa identica situazione, se non ci fossero stati degli oggetti interposti tra la fonte dell'esplosione e il bersaglio - ipotetico bersaglio - la fonte dell'esplosione sarebbe stata letale o comunque concretamente letale nei confronti della macchina bersaglio, ipotizzata come bersaglio, questo è...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Io a lei capitano non chiedo altro perché sicuramente molte cose le saranno chieste dai difensori e poi altri argomenti li vorrei trattare più specificamente col dottor Massari. Quindi per il momento non le chiedo altro.
PRESIDENTE: Parti civili hanno domande? I difensori?
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni, signor Presidente. Qualcuna, ma qualcuna davvero.
Buonasera signor capitano. Senta, io tornerei a quei dati tecnici che lei ci ha rassegnato prima su sollecitazione del Pubblico Ministero circa la probabilità o meno che un oggetto, seppure attinto dall'esplosione, rimanga integro e non venga da essa esplosione distrutto. Da quello che ho capito - e mi corregga se sbaglio naturalmente - le condizioni affinché ciò divenga più probabile sono, da un lato il fatto che il materiale di cui è composto l'oggetto sia un materiale elastico e leggero. E dall'altro che venga spostato dall'onda pressoria in maniera tale da volar via, diciamo, senza incontrare resistenze sul suo tragitto.
TESTE: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Questo è quanto. Lei dall'altro lato ci ha detto che, secondo gli accertamenti che lei ha svolto, la carica esplosiva era una carica che stava a una certa altezza da terra dentro un contenitore metallico che al di là di ogni dubbio è un'autobomba ed era posizionata nel bagagliaio dell'automobile stessa, secondo quello che è stato accertato, no?
TESTE De Logu: Ho detto bagagliaio oppure divano posteriore per chiarezza, per puntualità.
AVVOCATO Gramigni: O bagagliaio o divano posteriore. Ecco comunque ora da, facendo un'osservazione credo banale, il fatto che il motore sia stato proiettato in una certa direzione significa che la carica esplosiva era sicuramente dietro al motore e quindi ha creato questa traiettoria.
Ha detto anche che, per ciò che riguarda la FIAT Uno, gli oggetti che hanno causato più resistenza rispetto al dispiegarsi dell'onda pressoria dell'esplosione sono collocati naturalmente nella parte anteriore, ovvero cioè il motore, diciamo l'avantreno della macchina quindi.
Ecco, da questo devo dedurre che un oggetto che si trovasse nell'avantreno della macchina difficilmente avrebbe potuto essere nelle condizioni in cui lei prima ci ha detto essere più probabile che non venga danneggiato dall'esplosione.
Mi spiego, se un oggetto non vola via perché è collocato nell'avantreno della vettura, è più probabile che rimanga distrutto dall'esplosione, cioè non vola via con la stessa facilità diciamo perché trova posto per dire nel vano portaoggetti che c'è nell'avantreno della Uno.
TESTE De Logu: Mi scusi, non riesco a...
AVVOCATO Gramigni: Cioè...
TESTE De Logu: La domanda non mi è chiara.
AVVOCATO Gramigni: La domanda che le faccio è questa: se un oggetto fosse stato collocato nell'avantreno della FIAT Uno, quindi nel vano portaoggetti diciamo.
TESTE De Logu: Ah, nel vano non nell'avantreno.
AVVOCATO Gramigni: Sì, scusi sono stato... Diciamo nel vano portaoggetti.
TESTE De Logu: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Esplosa la carica esplosiva che sappiamo, quali sono le probabilità che questo oggetto avesse avuto quella sorte, lei diceva, cioè di rimanere integro come il bollino dell'assicurazione che ha trovato in altra indagine.
TESTE De Logu: Sono probabilità finite, cioè concrete e spiego anche perché: il metallo della carrozzeria, facciamo un po' una casistica, il metallo della carrozzeria si sbrindella perché sottoposto a tutta una serie di forze che lo tengono.
AVVOCATO Gramigni: L'effetto trina, no, una cosa del genere.
TESTE De Logu: Perché lo tiene, cioè la carrozzeria è tenuta, è come un involucro tutto intorno alla bomba. La bomba deve sfogare e lo sminuzza.
I pezzi più grossi, più resistenti, ma comunque non per questo non elastici nel senso che hanno altre superfici di rottura tipo il motore che si stacca dai mozzi e poi parte tutto intero, no. C'è un discorso, un equilibrio tra resistenza meccanica ed elasticità. Quindi quello rompe i mozzi e parte integro.
Il foglietto di carta che si trova lì non è tenuto da niente, non offre nessuna resistenza, se ne va con l'onda d'urto e magari rimane integro. Non so se ho spiegato...
AVVOCATO Gramigni: Sì, ecco ma mi chiedevo se il fatto...
TESTE De Logu: Se invece lo stesso foglio di carta per un qualche motivo fosse stato tenuto a due cose che resistevano, lo avrebbe fatto in miliardi di pezzi; anzi lo avrebbe semplicemente rotto, senza neanche farlo in miliardi di pezzi, che poi lo avrebbe fatto sventolare.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, ma mi chiedevo se quella collocazione ne rallentava in qualche modo il tragitto.
TESTE De Logu: No, no, la spiegazione è proprio questa, è che si crea un equilibrio tra scarsa resistenza e forte elasticità. Poi andarci a fare una teoria balistica sul foglio di carta è un po' difficile. La spiegazione però più logica credo che sia questa.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, però è un evento che confina diciamo nel possibile o lo ritiene...
TESTE De Logu: E' possibile nel momento in cui, le ripeto, ho esperienza successiva di aver trovato questo foglietto che ritengo estremamente verosimile che stesse sul parabrezza della macchina.
AVVOCATO Gramigni: Infatti - ed ho concluso - da non tecnico le dico: colgo una differenza immediata fra le due ipotesi perché nell'un caso il bollino dell'assicurazione è esposto sul vetro che a seguito dell'onda, diciamo dell'esplosione sicuramente si frantuma e quindi non implica nessuna difficoltà da parte di questo oggetto di essere proiettato via.
Invece un oggetto che fosse collocato nel vano portaoggetti, giusto appunto, che è mi sembra la parte che offra più resistenza al dispiegarsi dell'onda d'urto, mi sembrava che potesse avere un destino diverso quantomeno in termini di probabilità. Cioè, laddove lì per il bollino c'è 10 su 100, 20 su 100, 1 su 100 mi dica lei, lì ce ne sono meno.
PRESIDENTE: Avvocato, le devo raccomandare che qui siamo in sede di esame, esame, non illustrazione di ipotesi. Quindi deve fare domande...
AVVOCATO Gramigni: Sì, ma il capitano è stato tradotto come consulente.
PRESIDENTE: Sì, ma non deve fare... Deve fare delle domande, quante ne vuole ma domande.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto. Allora, in termini di domanda le dico, che rapporto c'è fra le probabilità che un oggetto allocato sul vetro anteriore della vettura abbia il destino che sappiamo, rispetto a un oggetto che sia collocato nel vano portaoggetti giusto appunto di una...
TESTE De Logu: Sì, guardi, una teoria matematica valida "erga omnes" sul comportamento di un foglietto di questo tipo non esiste...
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE De Logu: Questo è certo, quindi sul mio dato di esperienza lo ritengo non impossibile per sopravvivere.
AVVOCATO Gramigni: Non impossibile. No, appunto, siccome sa noi giuristi ci muoviamo in termini probabilistici rispetto alla ricostruzione dei fatti, naturalmente non in termini matematici.
PRESIDENTE: E' probabile o è possibile?
TESTE De Logu: E' possibile che sopravviva.
AVVOCATO Gramigni: La ringrazio.
TESTE De Logu: Prego.
AVVOCATO Gramigni: Buonasera.
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni.
Caro capitano, senta vorrei che lei esaminasse la immagine fotografica del libretto che anche il Pubblico Ministero prima le ha posto come domanda, che è stato rinvenuto, un libretto di circolazione contestato a questa macchina.
PRESIDENTE: Possiamo individuarlo con una certa rapidità?
AVV. Cianferoni: Questo, così anticipo e si guadagna tempo, mi serve perché lei possa apprezzare la distanza rispetto al punto zero.
PRESIDENTE: Allora prima cerchiamo di ricollegare il punto del cratere con il punto in cui. Scusate un momento, per cortesia...
AVV. Cianferoni: Ma non lo sa, il teste mi pare di aver capito che non sa dove è stato rinvenuto, perché ha detto: 'so che è stato rinvenuto ma non era la mia zona'.
PRESIDENTE: Ma noi possiamo rintracciarlo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lo abbiamo già fatto stamani.
PRESIDENTE: Sì, ho capito ma il teste...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il dato oggettivo, la planimetria è sempre la solita voglio dire, tanto il capitano si rifà sempre alla planimetria che ha il suo numerino, la sua piantina, la sua foto, la macchina... Quello non cambierà mai, l'avvocato lo sa perfettamente...
AVV. Cianferoni: No, ma per andare dietro al Presidente, cambia il consulente. Cioè, abbiamo lo stesso consulente ha detto che tra loro si sono...
PRESIDENTE: Scusate un momentino.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, Presidente.
PRESIDENTE: La ricerca del luogo in cui è stato ritrovato è perché il nostro consulente che stiamo esaminando, nostro nel senso...
PUBBLICO MINISTERO: Del processo.
PRESIDENTE: ... di tutti noi, non ha visto dove è stato trovato. Però basterebbe, ai fini del fondamento e dell'utilità della domanda, che noi gli si indicasse, rispetto alla piantina, è stato trovato in questo punto.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, farlo dire...
PRESIDENTE: No, non l'esame su come...
PUBBLICO MINISTERO: Farlo dire al consulente è sba...
PRESIDENTE: Ma certo, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non serve.
PRESIDENTE: Soltanto fargli vedere dove è stato trovato rispetto al cratere. C'è la possibilità di fare questo?
TESTE De Logu: Sì, sì, l'ho individuato signor Presidente. Vedo qui una foto e se indica l'oggetto qui so più o meno...
PRESIDENTE: Ce lo fate vedere anche a noi per favore?
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
TESTE De Logu: Sì, sì, sta di fronte al civico 62.
PRESIDENTE: Noi non lo vediamo. Ecco, benissimo. E' al di qua dell'auto che stava di fronte al civico 62.
TESTE De Logu: 62.
PRESIDENTE: Quindi lei può più o meno tener conto della posizione di questo libretto rispetto al cratere.
PUBBLICO MINISTERO: Capitano, vuol leggere per cortesia quello che c'è nella didascalia di quella foto?
TESTE De Logu: "La fiancata destra dell'autovettura FIAT Tipo targata Roma 14733Y ripreso nel corso della notte. La freccia indica la carta di circolazione di un'autovettura FIAT Uno".
PUBBLICO MINISTERO: Allora guardi capitano, per dare il fondamento...
AVV. Cianferoni: Chiedo scusa Presidente, ma io sono in sede di controesame sennò...
PUBBLICO MINISTERO: Un secondo solo.
PRESIDENTE: No, ma solo per individuare la distanza avvocato, veniamo incontro alla sua richiesta.
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato, le sto facilitando il compito. Invece di complicarglielo, glielo sto facilitando; mi dispiace di farlo le dico la verità, però glielo sto facilitando. Perché la Tipo con quella certa targa, in questa planimetria che è in tutto e per tutto analoga a cento altre che ce ne sono a corredo di ogni foto, ispettore, se ha il fascicolo A, mi pare, dei rilievi. Apra a caso una di quelle piantine e vedrà che la macchina in questione sta al punto 11. Può controllare capitano, non la sto, come dire, depistando né tantomeno sto depistando la consulenza.
Al punto 11, Tipo RM 14733Y che si ritrova appunto in planimetria ad un certo livello. Diamo qui il punto di partenza puntuale alla domanda del difensore e ora... La ritrova capitano la vettura?
PRESIDENTE: Ci siamo? Capitano ci siamo?
PUBBLICO MINISTERO: Ce la vuole indicare con un lapis?
TESTE De Logu: Sì, sì, sì.
PRESIDENTE: Ecco, ora può rispondere, prego. Lo vuole ripetere avvocato?
AVV. Cianferoni: La domanda che vorrei porre è: in metri lineari quanto sarà quella distanza.
TESTE De Logu: Tra i 10 e i 15.
AVV. Cianferoni: E come direzione vedo che rispetta un'ipotetica linea zero che passi ortogonalmente al cratere, sarà orientato...
TESTE De Logu: E' radiale, eh?
AVV. Cianferoni: Ecco, a ore una sulla sinistra.
TESTE De Logu: Sì.
AVV. Cianferoni: Ora, questo è il dato, diciamo spaziale; una distanza di una ventina di metri e un'angolazione di una decina di gradi, è giusto? O più o meno.
TESTE De Logu: Più o meno.
AVV. Cianferoni: Più o meno. Analizzando...
TESTE De Logu: Io direi qualcosa di più come gradi e qualcosa di meno come distanza.
AVV. Cianferoni: 15 metri.
TESTE De Logu: No, direi anche 25 gradi e 10-15 metri.
AVV. Cianferoni: E 10-15 metri. Queste grandezze, rispetto all'analisi dell'esplosione, sono compatibili? Cioè, un oggetto cartaceo statisticamente, quantisticamente mi verrebbe da dire, finiva lì, poteva finirci, quali forze ve lo conducono?
TESTE De Logu: Sì, dunque, allora innanzitutto dobbiamo accettare come dato assoluto che questo reperto fosse lì subito dopo l'esplosione o non ci sia stato comunque portato successivamente. Questa è una prima ipotesi che non possiamo, anche se questa foto è della notte, comunque assolutamente escludere, questo non si può escludere.
Secondo: non abbiamo nessun dato che non ci consenta di escludere che questo oggetto sia stato colà veicolato e poi lì abbandonato. In questo senso: supponiamo che quel pezzo di carta o quel libretto, insomma quell'oggetto cartaceo con quantità di massa come siamo d'accordo limitata, relativamente limitata e quindi con inerzia di conseguenza molto bassa, sia arrivato lì veicolato da qualche altra cosa e poi lì abbandonato mentre questo qualcosa ha continuato. Per esempio un pezzo di plastica che lo ha preso, o qualcosa di ancora... un frammento che lo ha acchiappato, lo ha portato lì, poi lì l'ha perso e lui ha proseguito.
AVV. Cianferoni: Ora, essendoci l'ostacolo rappresentato dalla vettura questa mi sembra un'ipotesi un po' difficile.
TESTE De Logu: No, no, anzi proprio quello.
AVV. Cianferoni: Certo perché...
TESTE De Logu: Perché lei immagini che lì arriva veicolato, sbatte per terra perché ha finito la sua energia di ricaduta, lascia il pezzo grosso di carta e la scheggia continua.
AVV. Cianferoni: Bene.
TESTE De Logu: Cioè, siamo nell'ipotetico: lei potrebbe dimostrare il contrario e altrettante io ipotesi a portare a confutare questo.
AVV. Cianferoni: Esattamente. Ma direi tutta questa questione ne presuppone un'altra che è quella della determinazione dell'altezza del punto di scoppio. La strada, come osservava lei, non è pari, in questo senso: oltre a essere in pendenza, c'è uno scalino. Avete misurato di quanto è lo scalino del marciapiede?
TESTE De Logu: Ritengo di sì, adesso però ho qualche difficoltà a andare a ritrovare in atti l'altezza dello scalino.
AVV. Cianferoni: La mia domanda è rapportata alla sua osservazione delle striature dell'esplosione sul muretto per individuare il punto, il nido da cui parte poi questo vespaio esplosivo.
TESTE De Logu: Sì. Aspetti un attimino, però. Forse ho dato un'impressione sbagliata in questo senso. Tenga presente che quella non è una carica puntiforme, che una carica puntiforme presuppone un andamento altrettanto radiale di tutte le schegge. Ovviamente se ciò che lo contiene ha identica resistenza in tutti i suoi punti radialmente parlando. Cioè, in una situazione ideale.
Come lei ha visto nelle foto della ricostruzione, la carica non può essere puntiforme e non può essere puntiforme non solo come forma ma anche come dimensioni, ha le dimensioni come minimo di un pacco. Quindi pretendere un'assoluta congruenza di tutte le schegge...
AVV. Cianferoni: No, no, era per capire come quelle schegge poi siano anche riproducibili graficamente alla luce del...
TESTE De Logu: Sì, il concetto che io volevo esprimere è questo: considerando l'angolo di impatto di quelle schegge, è più logico, ma assolutamente più logico attendersi un'esplosione sollevata di una certa altezza che pretendere di ipotizzare che partano da terra. Questo penso che sia un dato di comune... siamo tutti d'accordo su questo, ecco.
AVV. Cianferoni: Diciamo, dallo stato dei luoghi da lei riscontrato, si può escludere con certezza la presenza piuttosto che di un'autobomba, di un pacco esplosivo?
TESTE De Logu: Sì. Sì, perché la macchina non sarebbe stata ridotta così. Avremo trovato... Ipotizziamo, ma solo per ipotesi, a perseguire la sua ipotesi: che il pacco bomba cosiddetto fosse posto tra la Cinquecento e la Uno. Perché la Uno si è distrutta in quella maniera così diversa dalla Cinqecento?
La Cinquecento, tutto sommato, è stata distrutta, ma è stata proiettata in una direzione sola ben chiara. La Uno si è sminuzzata molto di più e con la proiezione diciamo a 360 gradi, benché i pezzi più grandi ovviamente siano andati in posizione anteriore.
Cioè, tra la mia ricostruzione e la sua, la mia spiega più fatti osservabili rispetto a quella sua. Poi...
AVV. Cianferoni: No, no. Sono qui apposta ad ascoltarla. Perché so quanto è bravo.
E dicevo: e si può escludere con altrettanta certezza la contemporanea presenza di due tipologie esplosive: una autobomba e una pacco esplosivo.
TESTE De Logu: Lo sa che tipo di circuito, ha idea di che tipo di circuito bisogna mettere su per fare esplodere contemporaneamente un pacco bomba fuori da una macchina e un pacco bomba dentro una macchina?
AVV. Cianferoni: No. Io francamente, no.
TESTE De Logu: E' molto complicato, eh.
AVV. Cianferoni: Se si cerca la contemporaneità.
TESTE De Logu: Se si cerca...
AVV. Cianferoni: Se sono caricati differentemente...
TESTE De Logu: Ah, due esplosioni? Uno e due?
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE De Logu: Eh, ma non c'è, non abbiamo una testimonianza di due esplosioni, non abbiamo due crateri, non abbiamo... Avvocato, non ho nessun...
AVV. Cianferoni: Va bene, va bene.
TESTE De Logu: ... nessun elemento che mi induca ad andare in questa direzione.
AVV. Cianferoni: L'unico elemento poteva essere un pacco bomba sotto la Uno. Esplode la Uno, esplode il pacco bomba.
TESTE De Logu: Avremmo avuto, avremmo avuto... No, no, per simpatia non esplodono così vicine, eh.
AVV. Cianferoni: No.
TESTE De Logu: Avremmo avuto una differente, un differente comportamento anche sul terreno. Cioè...
AVV. Cianferoni: Va bene, va bene.
TESTE De Logu: E' difficile, capisce?
AVV. Cianferoni: Capitano, non voglio assolutamente dilungarmi e far perdere tempo alla Corte prima di tutto con queste ipotesi ma che sono utili. Senta, dal punto di vista del posizionamento dell'esplosivo sull'autovettura, lei ha partecipato e diretto, mi pare di capire, l'esperimento condotto al poligono. E abbiamo osservato dei candelotti.
Il tipo di cratere e il tipo di reperti che si è potuto trovare, a che posizionamento dell'esplosivo possono far ricondurre?
Faccio questa domanda dicendole questo, per farmi capire meglio: esaminando altri consulenti per l'attentato di via dei Georgofili si è potuto avere una indicazione circa la forma addirittura dell'esplosivo dentro la macchina e questa è ragione di determinati dati propri di quel fatto.
Il consulente ha detto: siccome ci sono queste cose così piuttosto che cosà, la bomba aveva questa forma ed è esplosa in questa maniera.
TESTE De Logu: Adesso io non conosco nei particolari la bomba di via dei Georgofili.
AVV. Cianferoni: No, no, era solo per farle capire il tipo di domanda.
TESTE De Logu: Sì. Allora la domanda era: se stava nel portabagaglio, o se stava nel divano?
AVV. Cianferoni: Dove stava e in che forma stava. Parallelepipedo, piramidale, conica, sferica... Ecco, questo.
TESTE De Logu: Allora...
AVV. Cianferoni: Cilindrica...
TESTE De Logu: Sì, sì. Fintanto che un esplosivo, una carica ha una necessità di assumere una forma particolare... Vorrei spiegarmi in che senso: se io devo collocare 300 chili di esplosivo, okay?
AVV. Cianferoni: Uhm.
TESTE De Logu: All'interno di un determinato oggetto, ho dei vincoli. Credo che siamo d'accordo su questo, no? Dei vincoli spaziali. Per esempio, più lunga che più larga; o più alta che più larga. Questo è intuitivo.
In quel caso lì e nelle foto... Anzi, a questo punto riferiamo la forma della carica che abbiamo messo nell'esperimento.
AVV. Cianferoni: Ecco, questo volevo chiedere.
TESTE De Logu: Ecco.
AVV. Cianferoni: Secondo lei, per fare quel botto lì... Anche questo poi ce lo dovrà dire.
TESTE De Logu: Sì, da un punto di vista...
AVV. Cianferoni: Come doveva essere messo l'esplosivo, ecco.
TESTE De Logu: Sì, da un punto di vista - lei come può vedere in questa carica che non è stata fatta pensando a questa domanda - la carica tutto sommato ha lati più o meno uguali. Quindi possiamo assumerla praticamente sferica.
Cioè, nell'approssimazione del discorso esplosivo che le ripeto non è matematica pura, anzi. Questa carica non ha una dimensione, una forma particolarmente prominente. Cioè, non è molto lunga, non è molto alta, non è molto larga; ma ha, tra un lato e l'altro, la differenza non è così grande.
Quindi, questo tipo di carica, non lascia forme particolari che si differenzino da quella sferica, come impronta. Non so se mi sono...
AVV. Cianferoni: Non capisco... Sì, va be', a me non interessa particolarmente la sferica, piuttosto che un'altra.
Io le chiedevo proprio...
TESTE De Logu: Benissimo. Adesso arrivo al secondo discorso.
Ho già detto all'inizio che noi non abbiamo una prova provata, definitiva, se questa bomba stava nel bagagliaio posteriore, o nel divano. Perché non ce l'abbiamo, non abbiamo elementi, in quanto tutto ciò che gli stava intorno è in minutaglie tali che non si può stabilire se stava a 5 centimetri avanti, o a 5 centimetri più dietro rispetto allo spessore del divano posteriore.
Io le posso dire - ma questo è un dato non matematico - semplicemente che se dovessi fare un attentato, lo metterei nel bagagliaio, perché così non rischio di farmelo trovare da qualcuno che passa. Ed ecco perché nella prova, tra le due ipotesi, abbiamo preso quella che, per buonsenso...
AVV. Cianferoni: Senta, quindi lei ha approfondito soprattutto la collocazione nell'auto.
TESTE De Logu: Sì, da un punto di vista criminale, non...
AVV. Cianferoni: Ho capito. Senta, e...
TESTE De Logu: Non abbiamo dati per stabilirlo esattamente dove sta.
AVV. Cianferoni: Sul tipo di innesco lei ha fatto indagini? Secondo lei come è stato attivato poi il congegno?
TESTE De Logu: Allora, sul tipo di innesco noi non abbiamo alcun elemento.
Questo sta scritto in consulenza, credo che lei abbia avuto modo di vederla, quindi... Non c'è nessun dato che ci possa indurre a dire: si è trattato di una miccia, si è trattato di una timer, si è trattato di un telecomando. Non ce l'abbiamo, non ce l'abbiamo. Noi non rispondiamo su dati che non sono oggettivi.
AVV. Cianferoni: Bene.
TESTE De Logu: Se ci si chiede ipoteticamente che tipo di...
AVV. Cianferoni: Diciamo, l'ottimale per quell'attentato, che innesco sarebbe stato?
TESTE De Logu: Dipende da chi dovevamo colpire. E' così scritto in perizia e così le rispondo oggi, nonostante i giornali e tutte le informazioni che possono essere venute dopo.
Adesso come adesso, e con i dati di allora, non si può stabilire se è stato un telecomando, o è stato una miccia, o è stato un timer...
Perché dipende: se bisognava, chi ha fatto quell'attentato aveva necessità di colpire un elemento in movimento, non aveva altra possibilità che usare un telecomando. Perché non esistono altri sistemi. Concretamente ponibili in essere.
AVV. Cianferoni: Utilizzabili.
TESTE De Logu: Tipo barriere elettroniche, tutte queste cose che si possono dire. Togliamole da... Perché servono soltanto a fare fumo.
Per far saltare una carica ad un determinato momento, così come richiesto per colpire un bersaglio in movimento, ci va un telecomando.
Poi possiamo stabilire che tipo di telecomando, elucubrare che tipo di telecomando, eccetera.
AVV. Cianferoni: Ecco, lei se ne intende? Sommariamente e sinteticamente, si intende di telecomandi? Ci può dire dove si comprano, come si fanno...
TESTE De Logu: Guardi, non sono un esperto elettronico, però i telecomandi che possono essere utili per fare questo tipo di coso, ce ne sono di tanti tipi e sono assolutamente facilmente acquistabili.
Non mi faccia dire di più. Sono proprio, li possono comprare i bambini. Quindi...
AVV. Cianferoni: Io non saprei dove comprarlo, ma questo non ha importanza. Non ha assolutamente importanza. Senta...
TESTE De Logu: Invece, se l'obiettivo era un obiettivo fisso, o un obiettivo dove non era importante stabilire il tempo, a quel punto lì può essere usata la miccia, o può essere usato un timer, o può essere usato qualunque altro sistema di ritardo tale da consentire all'attentatore di sottrarsi all'azione esplosiva.
AVV. Cianferoni: Due ulteriori e soli argomenti: repertamento del materiale in loco. Il motore del 126, se non sbaglio ebbe a ricadere nella zona di competenza del CIS.
TESTE De Logu: Sì.
AVV. Cianferoni: Le consta che su questo oggetto condusse accertamenti il personale della Polizia Stradale sopraggiunto successivamente?
TESTE De Logu: Non lo escludo. Questa cosa in particolare non...
Tenga presente che comunque tutte le macchine, sia le nostre nella zona dei Carabinieri, sia quelle nella zona della Polizia, furono comunque viste dalla Polizia Stradale ai fini delle assicurazioni, per dare un pezzo di carta che dicesse: guardate, ci sono stati questi danni, mi rivalgo sulla assicurazione ai cittadini che ovviamente non erano molto contenti di quello che era successo.
E quindi, la Polizia di Stato, come Polizia stradale, fece questa azione.
AVV. Cianferoni: Finisco.
TESTE De Logu: Vide tutte le macchine comunque sull'area e accertò i danni, ecco, a fini assicurativi.
AVV. Cianferoni: Ultimo argomento: di lì a pochi giorni, in Roma, abbiamo appreso anche stamani da altro personale di P.G., ebbe a verificarsi un altro attentato in via dei Sabini.
Lei si è occupato di questo fatto?
TESTE De Logu: No.
AVV. Cianferoni: Non si è occupato.
AVV. Cianferoni: Senta, l'ultima domanda: tornando invece al teatro delle operazioni, lei ha presente la via Fauro e via Boccioni e tutto il giardino, eccetera.
Lei, dove si sarebbe collocato... lei, dico, perito esplosivista che mi deve dare una risposta perciò con cognizione esperta, per fare azionare il telecomando?
Cioè, quella zona si presentava di facile uso, il telecomando o no?
TESTE De Logu: Posso a domanda rispondere ad altra domanda: in quanti siamo nel team che fa l'attentato?
AVV. Cianferoni: Questo...
TESTE De Logu: Cioè, se sono da solo, sono obbligato a mettere in una certa posizione; se siamo in due, magari collegati con telefono o altro, mi dispongo in un'altra situazione ancora. E' difficile, capisce?
Se ero da solo - ma non credo che questo tipo di azioni si porti a solo, anche soltanto per una questione di mutua assistenza di tipo umano, chiamiamolo così, no? - però se ero da solo mi sarei posto all'incrocio io, sopra. Tra l'uscita dal Teatro Parioli dove controllavo, sempre che fosse come bersaglio Maurizio Costanzo, ammesso questo, avrei potuto controllare l'uscita della vittima, farla scendere per via Fauro. E quando questa girava all'incrocio, farlo saltare.
Questa è l'ipotesi...
AVV. Cianferoni: Con un unico operatore.
TESTE De Logu: Con un unico operatore.
AVV. Cianferoni: Con due...
TESTE De Logu: Con due, tre, quattro, la cosa si complica in maniera assurda.
AVV. Cianferoni: Quindi...
TESTE De Logu: A questo punto l'unica cosa che le posso dire è: se siamo di più, l'unico posto dove non mi posso mettere è quello dove rischio di essere attinto dall'esplosione.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE De Logu: Eh, di più non posso dirle, avvocato.
AVV. Cianferoni: Bene.
TESTE De Logu: Sarei assolutamente nell'ipotetico e non è costruttivo.
AVV. Cianferoni: Grazie. Non ho altre domande.
PRESIDENTE: Un momento. Il collega vorrebbe porre due domande particolari.
GIUDICE A LATERE: Una era quella del telecomando.
Senta, a che distanza poteva essere attivato il telecomando?
TESTE De Logu: Dipende dal telecomando. Ci sono telecomandi che vanno a vista, telecomandi che possono agire nel raggio di 100 metri a vista e non a vista; ci sono telecomandi che vanno anche a 20 chilometri. Quindi...
GIUDICE A LATERE: Scusi...
TESTE De Logu: Compresa la non vista, eh. Cioè, 20 chilometri senza vedere il bersaglio.
GIUDICE A LATERE: Senta, per cortesia, ci spiega la... in che rapporti sono la nitroglicerina e l'etilenglico di nitrato.
TESTE De Logu: Non ho capito la domanda.
GIUDICE A LATERE: In che rapporti sono, coincidono, la nitroglicerina e...
TESTE De Logu: Come rapporti quantitativi...
GIUDICE A LATERE: No, no. Nel senso, sono la stessa cosa, sono due esplosivi diversi...
TESTE De Logu: No, sono due esplosivi diversi, ma chimicamente molto simili. Praticamente la nitroglicerina ha tre gruppi nitrati legati ad un gruppo O, ad un ossigeno; l'etilenglico ne ha solo due.
GIUDICE A LATERE: Grazie.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Rocchi: Avvocato Rocchi.
Buonasera, capitano.
TESTE De Logu: Buonasera.
AVVOCATO Rocchi: Volevo tornare un attimino a questo problema che era già stato affrontato dal collega: della carta di circolazione.
Forse ho mal interpretato il suo pensiero. La prego di correggermi.
Lei mi diceva che ha coniugato questa possibilità al dato che le si era riproposto in occasione dell'altro attentato a San Giovanni in Laterano.
Cioè, lei ha detto se...
TESTE De Logu: No, no. E' perché in San Giovanni Laterano è successo dopo.
AVVOCATO Rocchi: No, ma con riferimento alla possibilità del vetro che conteneva il tagliando dell'assicurazione.
TESTE De Logu: E' un dato di esperienza che ho voluto portare qua, ma allora non lo potevo avere.
AVVOCATO Rocchi: Ecco, ma il dato di esperienza lo ha maturato esclusivamente con riferimento a quel tipo di accadimento?
TESTE De Logu: Avvocato, quello che ho voluto dire io è che esiste una finita possibilità. O meglio, se la vogliamo mettere da un altro punto di vista, non è assolutamente impossibile che un pezzo di carta sopravviva ad una esplosione.
AVVOCATO Rocchi: Sì, questo...
TESTE De Logu: A corredo di questa risposta, no? E a suffragi di questa risposta, le sto portando un altro esempio che ho avuto modo di vivere.
AVVOCATO Rocchi: Sì.
TESTE De Logu: Per cui un altro pezzo di carta in un'altra esplosione, tutto sommato analoga, è sopravvissuto.
AVVOCATO Rocchi: Ecco, ma quindi volevo dire: questo era l'unico dato che le venne in mente, o esistevano delle circostanze analoghe, diciamo in letteratura, per intendersi.
TESTE De Logu: No, in letteratura non... Cioè, dovremmo andare a vedere... Questi sono dati a livello giudiziario. Nessuno si mette mai a livello scientifico a fare un articolo scientifico sul fatto di un foglio di carta che sopravvive ad una esplosione. Non esiste una scienza che così approfonditamente studi il fenomeno esplosivo, ecco.
AVVOCATO Rocchi: Ecco, quindi non mi fraintenda, capitano, non è che voglio sminuire la portata del suo ragionamento o delle sue conclusioni.
Io forse mi sono espresso male, volevo capire questo: cioè, lei l'unico dato che ha ritenuto di coniugare era quello che aveva maturato successivamente per quel tipo di esperienza che aveva vissuto.
TESTE De Logu: Eh, guardi, gli esperimenti sono semplicemente tutta una serie di rilevamenti della realtà.
Se le sto dicendo che due volte, a questo punto, si è verificato che un pezzo di carta sia sopravvissuto ad una esplosione, esiste la non impossibilità di conseguenza. Ritengo consequenziale.
Esiste una finita possibilità che un pezzo di carta sopravviva.
AVVOCATO Rocchi: Sì, sì, ma io appunto le chiedevo se questa probabilità era stata in qualche modo...
TESTE De Logu: No, non...
PRESIDENTE: Ha già risposto, avvocato, più di una volta ha già risposto. Eh.
AVVOCATO Rocchi: Senta, e parlando di possibilità, se ci fossero più fogli allocati insieme a quello che poi è stato repertato, verrebbero egualmente rinvenuti, o siamo anche lì in un campo di possibilità, qualcuno sì e qualcuno no?
TESTE De Logu: Avvocato...
AVVOCATO Rocchi: Se può saperlo, eh, perché...
TESTE De Logu: Non posso rispondere a questa domanda, perché non ho questo tipo di... Cioè, dietro alla sua domanda ci sono due possibilità: o una questione ipotetica che a mio giudizio e quindi assolutamente soggettiva, e ha il valore che ha. Dall'altra parte c'è l'assenza di una teoria matematica di scienze esatte.
AVVOCATO Rocchi: No, signor capitano, io pensavo a questo. Ma è un ragionamento che forse perché, mio è totalmente sballato.
Quello è il libretto di circolazione che è contenuto nell'autovettura.
Se io tengo il documento nell'autovettura, potrebbe essere insieme al libretto di circolazione, anche il certificato dell'assicurazione, altro tipo di documenti, altra carta. Pensavo a questo.
Se sono custoditi insieme...
PRESIDENTE: Avvocato, mi pare che il consulente ha risposto a questa sua domanda dichiarando di non poter rispondere.
AVVOCATO Rocchi: Ho capito. La ringrazio, Presidente.
Grazie, capitano.
PRESIDENTE: Abbiamo terminato di porre domande? Lo possiamo mettere in libertà?
AVVOCATO Florio: Chiedo scusa, una domanda proprio telegrafica per il teste.
PRESIDENTE: Vediamo, perché avremo bisogno di una pausa.
AVVOCATO Florio: Sì.
PRESIDENTE: Comunque faccia le domande.
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio per Giacalone Luigi e Lo Nigro Cosimo.
Senta, capitano, per quello che è naturalmente la sua esperienza e per quello che ha dovuto accertare personalmente, per produrre quel tipo di esplosione. Quindi ovviamente quel tipo di cratere, quel tipo... Insomma, quegli effetti, in buona sostanza, vi era bisogno di, chiamiamolo così fra virgolette, personale particolarmente qualificato, oppure vi era bisogno soltanto di persone che, in linea di massima, sapessero maneggiare l'esplosivo, ma non in modo particolarmente specifico?
TESTE De Logu: Allora, vogliamo un attimino sezionare che cos'è successo lì? Perché è difficile, la sua domanda dicesi telegrafica, ma non è proprio così. Anzi, apre un discorso piuttosto ampio.
Allora, che cosa ci vuole a caricare 100 chili di materiale già confezionato dentro la macchina? Niente. Perché basta prenderlo e mettere dentro.
Che cosa ci vuole a fare un innesco a miccia? Una minima esperienza. Cioè, si mette un detonatore, una miccia, si stringe e si accende un fiammifero dall'altra parte della miccia, si va via e fa il botto.
Ci si deve mettere dentro un telecomando? Va be', anche il telecomando presuppone un tecnico di elettronica che sappia fare questo.
Però il telecomando va azionato e deve essere azionato in un determinato contesto di strade, o viario, o di...
AVVOCATO Florio: Certo.
TESTE De Logu: E quindi ci vuole uno che sa puntare, ma che sa puntare sapendo che non sta sparando ad un uccellino, ma sta sparando magari ad un uomo. Anzi, sta facendo esplodere 100 chili, quindi deve essere anche una persona con un certo tipo di carattere, una certa freddezza, una certa capacità organizzativa.
Non solo, ma questo è l'operatore. Ma chi ha deciso di fare quella roba là avrà valutato anche l'impatto di questo attentato su determinati equilibri che possono essere politici, che possono essere equilibri di potere all'interno di determinate organizzazioni.
Dove andiamo con la sua domanda, avvocato? Capisce?
AVVOCATO Rocchi: No...
TESTE De Logu: Che mi ha fatto una domanda da un milione di dollari. Se me la ristringe, d'accordo. Sennò, altre due ore ci vogliono.
PRESIDENTE: L'avocato voleva sapere sostanzialmente se ci vuole persone che la eseguono avendo una specifica preparazione in materia di esplosivi, di timer o roba del genere, oppure se poteva essere fatta da persone appena un po' al corrente di quello che stavano facendo.
TESTE De Logu: Semplicemente da persone che erano un attimino al corrente di quello che stavano facendo. Questo se le persone che lo hanno fatto non dovevano organizzare il telecomando, l'appiattamento, tutto quello che è necessario fare lì. Perché sennò bisogna anche sapere studiare i posti, eccetera, tante altre cose.
Purtroppo il limite alla domanda dell'avvocato non credo che sia proprio netto.
Cioè, il fatto in sé e per sé è banale.
PRESIDENTE: Certo.
*TESTE De Logu: Però tutto ciò che c'è intorno a questo fatto banale non è semplice.
PRESIDENTE: Benissimo. Finito?
AVVOCATO Florio: Grazie.
PRESIDENTE: Allora possiamo mettere in libertà il capitano.
Sospendiamo dieci minuti.


udienza 23.12.1997

PRESIDENTE: Allora chiamiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Il dottor Alessandro Massari.
PRESIDENTE: Faccio presente che per la stanchezza della Corte non possiamo andare oltre le 19.30 quindi vi pregherei tutti di far le domande proprio strettamente indispensabili. Diversamente rimandiamo a un'altra udienza la prosecuzione dell'esame del consulente o dei consulenti.
Lo facciamo accomodare addirittura laggiù? Occorre o non è necessario?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, forse è meglio, sì. Dottore guardi, in quella postazione là perché così c'è anche la lavagna.
PRESIDENTE: Così guadagnamo un paio di minuti.
Prima di tutto ci dovrebbe dire nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Massari: (voce fuori microfono)
Massari Alessandro...
PRESIDENTE: Al microfono per favore.
TESTE Massari: Massari Alessandro, nato a Montereale, L'Aquila, il 12/05/47. Residente a Roma e domiciliato per l'incarico in via Cavour numero 3.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula per favore?
TESTE Massari: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Benissimo, prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Massari, lei nell'ambito delle indagini ha svolto una serie di accertamenti di ordine tecnico. Ecco, in questa sede le domande che le vengono rivolte da me e anche dalle altre parti hanno a che fare solo con la ricostruzione del fatto materiale accaduto in via Fauro il 14 maggio del '93.
Fatta questa premessa, cercando di seguire un ordine logico e producente anche per la finalità che il Presidente della Corte segnalava un attimo fa, vuole riferire a partire da quando lei si è direttamente interessato sul luogo del fatto?
TESTE Massari: Ma, io sono intervenuto la stessa sera del 14 maggio verso le ore 23.30.
PUBBLICO MINISTERO: Nella veste di?
TESTE Massari: Nella veste di responsabile per la parte chimica del servizio di Polizia Scientifica ed esperto nell'analisi di esplosivi e residui di esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi del servizio di Polizia Scientifica della Direzione Centrale di Polizia Criminale.
TESTE Massari: Della Direzione Centrale di Polizia Criminale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi lei ha partecipato anche all'attività di sopralluogo?
TESTE Massari: Diciamo che in parte ho partecipato all'attività di sopralluogo anche perché nell'immediatezza poi dell'evento, il giorno dopo, parlando con i magistrati responsabili ci fu detto comunque, ci fu preannunciato un incarico e quindi facemmo anche il repertamento in funzione poi dell'incarico che avremmo ricevuto come puntualmente poi si è verificato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per quanto riguarda il repertamento, dottor Massari, molte cose ci sono già state puntualizzate dagli altri consulenti che sono stati sentiti, in particolare dalla dottoressa Castellano del Gabinetto Regionale e poi anche dal capitano De Logu del Centro di Investigazione Scientifica dei Carabinieri. Quindi a lei io pongo solamente delle domande a completamento, per così dire, di quanto è già stato riferito.
Allora, mi interessa in particolare avere da lei risposta a questa domanda: tra i veicoli che sono stati individuati come reperti significativi in relazione al fatto, dal capitano De Logu abbiamo avuto una certa qual serie di risposte relativamente ad un veicolo FIAT Cinquecento, i cui rottami sono stati rintracciati in determinati punti.
Ecco, in relazione a un altro veicolo, di cui si occupa abbondantemente sia il verbale di sopralluogo sia la consulenza, e cioè a dire una FIAT Uno, lei può essere puntuale ed esauriente sui luoghi dove sono stati ritrovati i rottami di riferimento?
TESTE Massari: Ma guardi, diciamo che per quanto concerne la FIAT Uno, la maggior parte dei rottami che abbiamo trovato erano frammentati ed estremamente piccoli per cui molti dei frammenti li abbiamo poi ricostruiti ed identificati, diciamo, quando abbiamo fatto il setacciamento e l'esame dei vari reperti. Sul luogo dell'evento le parti che abbiamo identificato immediatamente è stato il motore della FIAT Uno, il cofano anteriore della FIAT Uno e la parte anteriore della FIAT Uno, diciamo l'attacco dell'ammortizzatore anteriore destro al di sotto del quale c'è anche il numero del telaio della FIAT Uno il che nell'occasione mettemmo subito in evidenza e fotografammo e dal quale poi siamo risaliti all'identificazione della macchina.
Quindi, per quanto riguarda la FIAT Uno, diciamo, le parti essenziali sono state queste. Poi il discorso fondamentale è stato che nel repertamento abbiamo un po' preso tutti i vari reperti, raccolti e poi l'identificazione certa l'abbiamo fatta in un secondo tempo quando, avendo a disposizione tutto il materiale abbiamo agito sia in funzione dell'identificazione delle varie parti, che poi sono state utilizzate al termine del lavoro per la ricostruzione delle due macchine coinvolte nell'evento; sia in funzione delle successive analisi chimiche che avremmo dovuto fare. E inoltre, in funzione dell'eventuale ritrovamento di parti che ci potessero indirizzare su quello che poteva essere stato il sistema di attivazione e di innesco.
Però sul luogo dell'evento le parti veramente identificate sul momento sono state praticamente il motore e il cofano anteriore, questa parte su cui c'era il numero del telaio e quindi l'attacco dell'ammortizzatore più altre parti come alcuni cerchi e alcuni frammenti della parte dell'avantreno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda anche che sia stato trovato un qualche documento?
TESTE Massari: Sì, come documento trovammo dei frammenti che riguardavano il libretto di circolazione della macchina dal quale si poteva risalire, soprattutto per un frammento, alla targa della macchina.
PRESIDENTE: Ma era un frammento o era l'intero libretto?
TESTE Massari: No, no, era un frammento.
PRESIDENTE: Era la parte più importante del libretto.
TESTE Massari: No, no, era un frammento che avendo davanti i documenti posso anche riconoscere, ma non era l'intero libretto.
E infatti, è la parte anteriore della pagina del libretto, ma non è l'intero libretto di circolazione.
PRESIDENTE: Ho capito. Va bene, va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque è questa quella alla quale si riferisce.
TESTE Massari: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei stava spiegando che tipo di gestione è stata fatta...
PRESIDENTE: Ma ha riconosciuto il frammento, vero?
TESTE Massari: Sì, sì.
PRESIDENTE: Abbia pazienza, perché viene verbalizzato tutto ma se non risulta la verbalizzazione la risposta...
PUBBLICO MINISTERO: Ma mi sembra abbia detto di sì il dottor Massari.
PRESIDENTE: Va bene, va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Spiegava dottore, o meglio ha accennato alla spiegazione della gestione poi dei reperti, ha parlato anche di un'operazione di concentramento - o concentrazione che dir si voglia - di setacciamento di questi reperti.
TESTE Massari: Sì, perché diciamo che almeno per quanto mi riguarda il problema fondamentale di cui io mi sono occupato è stato prima la raccolta dei reperti però fatta sempre in funzione della identificazione di alcune parti che sono essenziali per la ricostruzione dell'evento e poi per quanto concerne le successive analisi che vengono effettuate in laboratorio chimico per cercare di identificare i residui dell'esplosione.
E quindi praticamente noi abbiamo iniziato cercando di riconoscere quelle parti di cui ho già parlato, dopodiché sono stati fatti la raccolta di tutti i reperti, questi sono stati messi in idonei contenitori e poi portati in un luogo dove abbiamo fatto il setacciamento e il riconoscimento, quando possibile, di tutte le parti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come funzionario del servizio di Polizia Scientifica con quella certa competenza particolare, quindi le indagini di ordine chimico, perché lei è laureato in chimica?
TESTE Massari: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei si è occupato in particolare di alcuni reperti o per meglio dire, visto che la consulenza anche sotto questo profilo, quello delle indagini di tipo qualitativo, era stata affidata a più consulenti tra i quali appunto lei, con che criterio avete proceduto?
TESTE Massari: Praticamente abbiamo seguito il criterio iniziale che ci era stato, diciamo richiesto dal P.M. che si occupava del caso. Praticamente, i Carabinieri avevano fatto repertamento da un certo punto della strada verso l'alto e noi da un altro punto verso il basso. Dopodiché avendo raccolto...
PRESIDENTE: Dallo stesso punto verso il basso.
TESTE Massari: Noi, diciamo dal punto del cratere verso via dei Boccioni.
PUBBLICO MINISTERO: Boccioni.
TESTE Massari: Sì. Mentre i Carabinieri nel senso opposto sempre di via Fauro. Per cui noi abbiamo fatto un certo tipo di repertamento raccogliendo i reperti che erano in quella zona e i Carabinieri nell'altra zona. Abbiamo praticamente mantenuto lo stesso criterio anche a livello analitico facendo prima, separatamente, ognuno l'esame dei reperti che aveva acquisiti. Per cui sia per quanto concerne la preparazione delle soluzioni, che è la parte poi più delicata in un'analisi di questo tipo, sia per quanto riguarda le analisi vere e proprie noi abbiamo esaminato i reperti per così dire raccolti dalla Polizia Scientifica. Mentre i Carabinieri hanno fatto l'esame dei reperti raccolti dall'Arma dei Carabinieri.
Successivamente abbiamo fatto uno scambio di soluzioni soprattutto riguardo le soluzioni nostre che sono state date ai Carabinieri per verificare se nelle stesse soluzioni venivano trovati gli stessi componenti che avevamo identificati noi. Dopodiché ci siamo praticamente riuniti, abbiamo confrontato tutti i dati e abbiamo steso la relazione che è stata poi oggetto dell'elaborato tecnico consegnato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e allora in prima battuta lei quali reperti ha sottoposto alle indagini di tipo chimico?
TESTE Massari: Io ho sottoposto alle indagini di tipo chimico i reperti che erano stati repertati dalla Polizia Scientifica.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, voglio dire, reperti la cui apprensione era stata da lei personalmente...
TESTE Massari: Sì, che avevo seguito personalmente io. In parte direttamente io e in parte la dottoressa Castellano che in questo caso era quella che si era occupata un po' più direttamente dalla parte di repertazione e quindi di raccolta dei vari reperti. Sono stati esaminati, portati in laboratorio e poi fatte le analisi chimiche.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, i reperti quindi che lei ha assoggettato ad analisi sono stati selezionati con quale criterio?
TESTE Massari: Mah, il criterio fondamentale... Dunque qui bisogna fare una premessa: ci trovavamo di fronte all'analisi di residui, di reperti che erano stati coinvolti in un'esplosione. L'analisi dei residui dell'esplosione è un'analisi molto delicata in quanto noi parliamo di identificare particelle presenti nell'ordine delle parti per milione e a volte anche per bilione. Cioè delle particelle presenti in quantità infinitesima.
Queste particelle non sono presenti da sole ma sono presenti nel substrato in cui si è verificato l'evento, per cui questo substrato cambia al cambiare dell'evento stesso che si è verificato.
Nel nostro caso in particolare noi ci trovavamo in un ambiente in cui l'esplosione, l'autobomba era... l'esplosione era avvenuta in una strada con conseguente produzione oltre che dei frammenti provenienti dalla macchina, anche di tutti i frammenti provenienti dall'ambiente e provenienti dal palazzo e dalle costruzioni circostanti.
Abbiamo quindi cercato, anzi ho quindi cercato di esaminare quei reperti che sulla carta dessero maggiori garanzie di trattenere i residui e nello stesso tempo che fossero meno inquinati possibili dall'ambiente circostante. Per esempio, ho evitato, almeno nella prima fase dell'analisi, di esaminare quei reperti che erano particolarmente sporchi di olio e di residui di grasso normalmente presenti in una macchina e maggiormente presenti in un evento di questo genere dove, al momento dell'esplosione, per la rottura di tutti i contenitori presenti nella macchina, c'è un certo inquinamento di tutte le parti, dall'olio, benzina e altri residui carboniosi.
Quindi ho fatto praticamente una selezione, dettata soprattutto dall'esperienza, e andando a esaminare quei reperti che, almeno teoricamente, avrebbero dovuto avere meno contaminanti possibili nei confronti degli esplosivi.
In effetti il punto di partenza è stato questo e tutti i reperti che abbiamo esaminato sono stati scelti con questo criterio qui.
PUBBLICO MINISTERO: Su quanti reperti ha lavorato?
TESTE Massari: Guardi, di reperti sui quali ho lavorato sono stati molteplici. Diciamo che quelli che abbiamo poi riportato nella relazione, diciamo che, ecco sono stati una ventina di reperti alcuni dei quali hanno mostrato tracce di esplosivi ed altre no. Naturalmente la nostra attenzione è stata focalizzata soprattutto su quei reperti che in un primo screening iniziale effettuato con alcune tecniche mostravano di avere dei segnali che potevano essere poi ascrivibili a dei residui di esplosivo.
Una volta selezionati questi reperti ci siamo dedicati soprattutto alla purificazione prima delle soluzioni ottenute dall'analisi e poi all'esame con tecniche successive delle soluzioni ottenute da questi reperti che avevamo selezionati.
PUBBLICO MINISTERO: A quello che capisco sono state adottate più procedure di analisi.
TESTE Massari: Sì, diciamo...
PUBBLICO MINISTERO: Vuole spiegare esattamente quali sono le procedure di analisi alle quali ha fatto ricorso lei presso il suo laboratorio?
TESTE Massari: Allora, diciamo che tornando a quello che dicevo all'inizio, uno dei primi problemi in un'analisi questo tipo è quello di ottenere delle soluzioni. Cioè dei campioni che siano analizzabili in quanto il campione di per sé, cioè i frammenti che si generano nell'esplosione da soli così come si presentano, non sarebbe possibile sottoporli ad analisi.
Premetto ancora che la maggior parte di queste analisi sono di tipo distruttivo e vengono effettuate su campioni liquidi. Quindi noi dobbiamo trasformare i residui delle esplosioni presenti su dei reperti di tipo solido in soluzioni in sostanze liquide esaminabili alle strumentazioni di cui disponiamo.
Il primo problema riguarda la purificazione delle soluzioni proprio per cercare di eliminare la maggior parte dei contaminanti, di quelli interferenti che ci permetterebbero di effettuare con difficoltà il riconoscimento degli esplosivi e delle sostanze che noi andiamo a ricercare.
Per questa ragione, dopo aver fatto degli estratti acetonici dei reperti che avevamo a disposizione, ho trattato queste soluzioni acetoniche con una tecnica particolare che normalmente viene usata in campo analitico e che è la cromatografia su strato sottile.
Questa tecnica è un sistema che serve per poter separare su un supporto i componenti di una soluzione. E' una tecnica che viene normalmente utilizzata per gli esplosivi puri per l'identificazione dei singoli componenti. Nel caso nostro io l'ho utilizzata per cercare di... non per cercare, diciamo per purificare i diversi componenti che eventualmente potevano essere presenti nelle soluzioni.
Da questa prima tecnica ho ottenuto delle soluzioni che sono state poi analizzate, per quanto concerne il nostro laboratorio, una prima volta con la cromatografia su strato sottile sempre per verificare che non fossero presenti come a volte può capitare, delle quantità di esplosivo incombusto che ci dessero subito dei segnali di riconoscimento validi. Ed in effetti questa prima tecnica ha dato dei risultati negativi.
Successivamente sono stati esaminati con la gascromatografia abbinata alla spettrometria di massa; con la gascromatografia abbinata ad una tecnica chiamata TEA - che sarebbe Therma Electro Analisys -; successivamente in HPLC, cioè con cromatografia ad alta pressione abbinata sempre al rilevatore TEA ed infine con la cromatografia liquida ad alta pressione abbinata ad una tecnica di rilevazione con spettrofotometro ultravioletto.
La motivazione per cui vengono utilizzate queste tecniche è che tutte le tecniche chimiche che, come ho detto, sono di tipo distruttivo si basano su due principi fondamentali: uno è quello che riguarda le tecniche in cui l'identificazione degli esplosivi viene fatta per riconoscimento con dei campioni standard e quindi è una tecnica di tipo comparativo, o relativa e non assoluta. Con queste tecniche praticamente vengono identificati quei componenti che, i cui tempi di ritensione quindi i cui valori sono uguali o simili a quelli di valori di esplosivi già conosciuti.
Successivamente ci sono delle altre tecniche che invece hanno, permettono di fare dei riconoscimenti di tipo assoluto, in particolare la gascromatografia abbinata alla spettrometria di massa, in quanto con queste tecniche è possibile vedere, da un punto di vista chimico, le specie presenti in una soluzione incognita.
Vengono utilizzate più tecniche per una ragione particolare, perché noi qui stiamo parlando di sostanze, come ho detto all'inizio, presenti in quantità infinitesime. E l'identificazione di queste sostanze è difficoltosa sia da un punto di vista assoluto, sia da un punto di vista relativo. L'abbinamento quindi di più tecniche serve per poter arrivare ad una identificazione certa nelle specie presenti in una certa soluzione incognita.
Bisogna anche dire che alcune tecniche poi, in particolare la gascromatografia abbinata al TEA e la cromatografia liquida ad alta pressione abbinata al TEA sono specifiche soltanto per alcune specie. Per esempio, nel caso della gascromatografia abbinata al TEA si ottiene un riconoscimento certo soltanto di nitro derivati aromatici quali possono essere considerati il tritolo e risomeri del dinitrotoluene. Mentre per quanto riguarda l'HPLC abbinato al TEA si ha un riconoscimento certo per molecole a catena aperta tipo l'EGDN e la nitroglicerina e sostanze come il T-4 e la pentrite.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi conclusivamente lei ha conseguito una serie di risposte che, dal punto di vista del loro oggetto sono? Se le vuole...
TESTE Massari: Praticamente al termine dell'analisi, per quanto riguarda i nostri campioni e naturalmente poi anche i campioni del CIS che abbiamo confrontato, siamo arrivati entrambi ad identificare nei campioni incogniti come esplosivi di tipo organico, anzi come residui di esplosioni di tipo organico l'EGDN, la nitroglicerina, il dinitrotoluene, il tritolo, la pentrite e il T-4 e come componenti di tipo inorganico in alcune soluzioni siamo riusciti ad identificare il nitrato di ammonio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Massari, volevo sapere perché questi sono le specie di esplosivi dal punto di vista chimico.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dal punto di vista merceologico invece possiamo fare una mappa, per così dire, di queste specie esplosive?
TESTE Massari: Beh, diciamo che quello che ho detto io è un'identificazione sia dal punto di vista chimico che dal punto di vista merceologico, in quanto i nomi che ho appena pronunciato riguardano esplosivi puri la cui denominazione da un punto di vista chimico - tanto è vero che ho parlato di tritolo - e da un punto di vista merceologico sono uguali. Diciamo che ho parlato di esplosivi di specie pure, cioè di esplosivi presi singolarmente mentre bisogna fare una distinzione per quanto riguarda gli esplosivi cosiddetti di tipo commerciale e gli esplosivi chiamati normalmente di tipo militare anche se poi in effetti vengono utilizzati anche nel campo civile.
Quando noi parliamo di esplosivi di tipo civile, gli esplosivi utilizzati in campo civili non sono dei composti puri ma sono delle miscele di più specie che vengono bilanciate con altre sostanze per ottenere quei composti che poi possono dare determinati effetti in campo civile. Tipo per esempio gli esplosivi da utilizzare in miniera, in ambiente grisutoso oppure gli esplosivi da utilizzare per sbancamenti in galleria oppure per esplosivi da utilizzare per sbancamenti all'aria aperta.
In funzione dell'utilizzazione di questi esplosivi ci sono delle formulazioni che vengono riconosciute su domanda delle singole ditte dal Ministero dell'Interno e queste formulazioni sono composte da una molteplicità di vari componenti come quelli che io ho pronunciato. Per fare un esempio: se io vado a parlare di una gelatina dinamite di tipo civile, nella dinamite civile di tipo civile troverò come composti attivi l'EGDN, la nitroglicerina, il dinitrotoluene, il nitrato di ammonio.
Ci sono poi degli esplosivi da cava, per esempio basati soltanto su tritolo e nitrato di ammonio. Ci sono poi degli esplosivi che vengono definiti, come ho detto prima, di tipo militare perché per la maggior parte dei casi utilizzati in ambiente militare che sono per esempio il compound-B che è costituito soltanto da T-4 e tritolo. Ci sono poi delle micce che possono essere a bassa o a lenta combustione o micce detonanti a base di pentrite.
E quindi diciamo che i componenti che abbiamo trovato potevano essere assimilati come provenienza sia a degli esplosivi di tipo civile, sia a degli esplosivi di tipo militare.
In effetti noi, per cercare di dare - quindi per rispondere alla sua domanda - per cercare di dare una provenienza merceologica abbiamo fatto delle ipotesi nel corso della relazione in cui abbiamo detto che: una delle ipotesi poteva essere per esempio che i vari esplosivi provenissero da un esplosivo di tipo civile, gelatina dinamite, abbinato con un esplosivo tipo compound-B, il tutto fatto, innescato tramite una miccia detonante. Oppure potevano essere dei singoli gruppi di esplosivi miscelati insieme.
Diciamo che da un punto di vista della provenienza l'ipotesi che noi potremo fare, avendo a disposizione un numero elevato di componenti, sono molteplici.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, ho capito la sua risposta che per me è stata molto chiara.
Non è stata uniforme, ovvero è stata uniforme la risposta dei reperti rispetto alle specie esplosive che avete identificate?
TESTE Massari: Scusi, non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Intendo dire: tra i vari reperti che ha esaminato, quelli che hanno dato risposta positiva all'indagine qualitativa...
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... vi è stata uniformità anche per le specie di esplosivi presenti sui singoli reperti, oppure una difformità, o un numero di difformità?
TESTE Massari: No, non c'è stata nessuna difformità. Tutti gli esplosivi, i residui che abbiamo trovati sui singoli reperti hanno portato alla identificazione delle specie che ho detto prima. Tenendo presente naturalmente che, come avviene in casi di questo genere, abbiamo dei reperti sui quali abbiamo identificato praticamente tutte le specie presenti che ho detto; mentre altri reperti ove abbiamo identificato delle singole specie.
La sommatoria, da un punto di vista chimico degli esplosivi identificati, ha portato a quell'elenco che ho citato all'inizio.
PUBBLICO MINISTERO: La ragione per la quale appunto un reperto magari ha testimoniato la presenza di tutte le specie esplosive e un altro reperto solamente di alcune, la ragione è una ragione attendibile alla stregua delle indicazioni scientifiche, o è una risposta per così dire anomala?
TESTE Massari: No, no, no. Diciamo è una risposta scientifica che si basa su ciò che avviene durante una esplosione.
Nell'esplosione sono coinvolti molte grandezze termodinamiche che all'atto dell'esplosione praticamente portano l'esplosivo a detonare. E qui parliamo di tutte le specie di cui ho parlato e le specie identificate sono tutti esplosivi detonanti. Cioè, esplosivi la cui reazione chimica è una reazione che si verifica ad altissima velocità che varia, nel caso delle specie citate, da circa 4000 metri al secondo a circa 8000 metri al secondo.
Durante una esplosione i fenomeni connessi sono molteplici e i residui dell'esplosione che si formano sono residui che investono non in modo uniforme tutti i reperti circostanti. Ed inoltre c'è un fattore determinato dal reperto stesso che può assorbire o meno alcune specie rispetto ad altre, a secondo di come viene colpito.
Bisogna dire anche un' altro fatto fondamentale: che noi stiamo parlando di residui di esplosione. Cioè di quantità presenti a livello infinitesimo. Per cui può darsi anche che su un certo reperto ci siano tutte le specie che erano coinvolte nell'esplosione, ma che la sensibilità strumentale nei confronti di quel reperto e nei confronti di alcune specie, non sia sufficiente a metterle in evidenza.
E questa è una delle ragioni per la quale, leggendo la relazione, si vede che noi, in alcuni casi, abbiamo fatto prima l'analisi delle soluzioni provenienti da singoli reperti, e poi abbiamo fatto l'analisi delle miscele delle varie soluzioni dividendo a gruppi i reperti.
Questo proprio perché? Per poter aumentare la quantità dei vari componenti presenti e verificare sia su quantità, diciamo, più elevate: la nostra prima identificazione; e sia per verificare se, su quantità superiore ci fossero dei componenti che noi in prima istanza non avevamo identificato.
Bisogna tener presente che qui siamo veramente nell'ordine di quantità infinitesime, dove utilizziamo gli strumenti ai limiti della loro sensibilità.
Questa è la ragione per la quale, alla fine del lavoro, abbiamo chiesto al P.M. di effettuare delle successive analisi presso un laboratorio esterno dell'ENEA, in quanto noi, in quel momento, non avevamo uno strumento che era uscito da poco, un rivelatore particolare, che è il rilevatore TEA - Therma Electro Analisys - il quale rivelatore, oltre ad avere una altissima sensibilità, ha anche una altissima specificità nei confronti di quei componenti che contengono dei gruppi nitrato.
Praticamente, mentre nella spettrometria di massa - che pure è una tecnica altamente sensibile - io ho la possibilità di verificare qualsiasi, di trovare e di identificare qualsiasi tipo di campione indipendentemente dalla specie chimica di cui fa parte, con il rivelatore TEA io vado ad identificare soltanto quei campioni che hanno nella propria molecola dei gruppi nitro.
In questo modo io praticamente riesco a pulire, da un punto di vista chimico, la mia risposta al mio spettro risultante ed avere una identificazione più certa delle molecole che sto cercando.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare di capire che con il ricorso anche a questa tecnica praticamente - all'epoca almeno dell'accertamento - i consulenti hanno fatto ricorso al meglio degli strumenti di cui pensavano di poter disporre.
TESTE Massari: Beh, non solo di cui pensavamo di poter disporre, al meglio degli strumenti esistenti a livello mondiale, in quanto la tecnica, le tecniche che abbiamo utilizzato sono le tecniche che vengono utilizzate in tutti i laboratori per l'analisi dei residui e dei residui di esplosione. Sia a livello europeo, sia a livello mondiale. Perché noi normalmente ci confrontiamo, e soprattutto su questo argomento, sia con i laboratori dell'FBI degli Stati Uniti, sia con quelli della Bunderscriminalabte in Germania, sia con i laboratori in Inghilterra.
E le tecniche che noi abbiamo e che abbiamo utilizzato sono le stesse che vengono utilizzate da questi laboratori.
Praticamente non ci sono delle tecniche che abbiano una sensibilità o una selettività superiore rispetto a quelli che noi abbiamo utilizzato.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome mi pare che dal punto di vista della indagine qualitativa le sue risposte abbiano esaurito tutti gli interessi del Pubblico Ministero, tenuto anche conto di quello che già l'altro consulente aveva illustrato, bisogna che le chieda invece ancora qualcosa per quanto riguarda la determinazione del peso di carica.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Però, prima di arrivare a questo punto del problema, mi pare - le chiedo se lei lo rammenta - mi pare che vi siate intrattenuti tra l'altro nello studio di un determinato reperto metallico che, in qualche modo, aveva sollecitato l'attenzione dei consulenti: reperto metallico - do riferimento alla Corte che vorrà poi controllare quanto sto dicendo, oltre che i difensori, ovviamente - fa capo alle fotografie da 91 a 93 dell'allegato 12 della relazione.
Se il dottor Massari ricorda di che si tratta, ci possiamo anche esimere dal proiettare il reperto. Sennò...
TESTE Massari: Ma io, per quanto mi riguarda, ricordo perfettamente di quale reperto si tratta, in quanto me ne sono occupato personalmente ed ho seguito personalmente tutta l'analisi.
Come ho già avuto occasione di dire, uno dei lavori diciamo iniziali che abbiamo fatto e che in un certo senso ci ha permesso poi di selezionare e di separare i vari pezzi, le varie parti, i vari frammenti metallici provenienti dalle due macchine e da altre presenti coinvolte nell'evento, è stato quello di effettuare un setacciamento di tutto il materiale riportato, repertato, anche della spazzatura presente sulla strada, con l'intento di cercare eventuali frammenti che potessero permetterci di identificare, di arrivare al sistema di innesco e di attivazione utilizzato per l'autobomba.
Nel fare questo lavoro naturalmente abbiamo cercato di identificare tutti i reperti che man mano ci trovavamo di fronte. Tra i vari reperti c'era un frammento metallico che aveva uno spessore diverso da tutti gli altri che avevamo fino ad allora trovati e che inoltre presentava una curvatura abbastanza anomala rispetto agli altri reperti.
Come per gli altri reperti ci siamo messi in contatto con i tecnici della FIAT esperti nella materia e inizialmente, praticamente la riposta che abbiamo avuto è stata di tipo negativo, nel senso che non risultava che questo tipo di reperto fosse presente nella macchina che noi stavamo esaminando che era la FIAT Uno.
Per di più, lo stesso tipo di reperto, visto che contemporaneamente c'era un altro gruppo che si occupava dell'analisi e dei reperti relativi all'esplosione in via dei Georgofili, un reperto di questo tipo era stato identificato e trovato anche in via dei Georgofili.
Per cui abbiamo fatto tutta una serie di ricerche partendo dal presupposto - poi rivelatosi errato - che questo reperto potesse derivare da un contenitore metallico del tipo utilizzato per contenere i gas, e soprattutto i gas liquidi.
Quindi ipotizzando eventualmente l'abbinamento di esplosivi di tipo diciamo classico, con un esplosivo gassoso contenuto in queste bombole.
In effetti abbiamo fatto tutta l'analisi, abbiamo identificato il tipo di acciaio e siamo arrivati ad una identificazione certa delle componenti che erano presenti in questo metallo.
Successivamente, non essendo riusciti ad identificare il manufatto da cui questo metallo potesse provenire, riandando, riparlando con i tecnici della FIAT, siamo riusciti a capire che questa parte del metallo non era altro che una parte della balestra presente sia nella FIAT Uno, sia nel Fiorino. E quindi l'identificazione alla fine è risultata in uno dei frammenti normalmente presenti in questi due tipi di macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè la balestra.
TESTE Massari: La balestra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora passiamo ora a quella parte dell'indagine tecnica che ha avuto ad oggetto la determinazione del peso di carica.
Però, per arrivare a questo aspetto della relazione, le debbo chiedere intanto questo: si è proceduto da parte dei consulenti ad una ricostruzione, utilizzando i frammenti repertati, ad una ricostruzione dei mezzi che erano rimasti più in profondità coinvolti e devastati dall'esplosione?
TESTE Massari: Sì. Noi abbiamo fatto una ricostruzione sia della FIAT Uno, sia della FIAT Cinquecento che erano le due macchine che erano state più direttamente interessate all'esplosione. Tant'è vero che entrambe erano risultate completamente distrutte.
E quindi, questi reperti che avevamo selezionato e identificato, sia in funzione, prima di tutto in funzione dell'analisi chimica e poi successivamente proprio in funzione della ricostruzione dell'evento che era uno dei quesiti posti dal magistrato, abbiamo ricostruito le macchine in un nostro, dentro un nostro locale, utilizzando diciamo dei simulacri che ci erano stati preparati direttamente dai tecnici della FIAT.
Quindi, praticamente utilizzando questi due simulacri, abbiamo attaccato, proprio legato, le varie parti identificate sui due simulacri in maniera da arrivare a ricostruire sia la FIAT Uno, sia la FIAT Cinquecento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io qui dispongo dell'elaborato fotografico che riguarda quanto lei sta esponendo.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E allora le chiederei di corredare le sue considerazioni a voce con il richiamo alle foto più significative di questo elaborato.
Io ne vedo diverse, intanto relative a quello che avete ricostruito come FIAT Uno. E poi ve ne sono altrettante che riguardano invece la vettura ricostruita come FIAT Cinquecento.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, se lei ha la cortesia di osservarle, io poi mi riprometto di farle alcune domande.
TESTE Massari: Allora, io partirei un attimo dal mostrare la prima fotografia che è quella che riguarda diciamo il simulacro.
Praticamente questo qui è il simulacro che ci è stato preparato dai tecnici della FIAT e che riproduce esattamente, sia da un punto di vista estetico, sia da un punto di vista pratico, cioè mantenendo esatte le dimensioni, una FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Dottore, le spiace...
TESTE Massari: Sì, dica.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla copertina di codesto fascicolo dare atto degli estremi? Codesto è l'allegato numero?
TESTE Massari: Allora, questo è l'allegato numero 15 alla relazione di consulenza tecnica.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perfetto.
TESTE Massari: Le varie fotografie sono state, diciamo, messe nell'allegato in sequenza. Cioè, abbiamo fatto diverse fotografie nei tempi successivi man mano che ricostruivamo la macchina.
Quindi, andando avanti nelle fotografie, ogni fotografia successivamente presenta qualche parte in più rispetto alla fotografia originale.
In particolare possiamo vedere la ricostruzione della parte anteriore in cui si vede per esempio alcuni, i due... Il cerchio anteriore sinistro della ruota e parte dell'ammortizzatore che era rimasto legato allo stesso cerchio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vorrei che prendesse la foto in cui si riproduce il punto di massima ricostruzione possibile della FIAT Uno per farle poi, a questo proposito, una domanda.
TESTE Massari: Ecco, volevo far vedere l'altro punto che abbiamo evidenziato sempre inserito nella macchina: era la parte anteriore destra sulla quale era stata fatta l'identificazione del telaio dell'autovettura.
Per poi arrivare a questa fotografia che probabilmente questa e la successiva sono le più significative, in quanto mostrano la ricostruzione sia della FIAT Uno e sia della Cinquecento.
PUBBLICO MINISTERO: Allora...
TESTE Massari: Osservando queste due fotografie possiamo far alcune considerazioni.
Intanto, per quanto riguarda la FIAT Uno, abbiamo un...
PUBBLICO MINISTERO: La vuole indicare, dottor Massari? Perché se ne vede due.
PRESIDENTE: Che numero?
TESTE Massari: Ecco, la FIAT Uno che è questa...
PUBBLICO MINISTERO: Che foto è questa, dottor Massari? Numero?
PRESIDENTE: Il numero della fotografia.
TESTE Massari: Il numero della fotografia è il numero 66.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Massari: Allora, abbiamo la FIAT, diciamo la ricostruzione della FIAT Uno dove si può notare che la parte posteriore non presenta alcun frammento.
Praticamente abbiamo trovato una serie di frammenti che ci hanno permesso di ricostruire la parte anteriore e centrale della FIAT Uno; mentre non abbiamo praticamente trovato frammenti che riguardassero la parte posteriore, né per quanto riguarda il fascione e paraurti; né per quanto riguarda lo sportellone; né abbiamo trovato alcun frammento o frammenti abbastanza grandi da poter essere riconosciuti, per quanto riguarda il tetto.
Mentre abbiamo trovato un frammento abbastanza consistente che rappresenta il cofano anteriore della FIAT Uno.
Per quanto riguarda la Cinquecento, invece, abbiamo trovato praticamente tutti i frammenti. Non solo, ma diciamo: guardando questa fotografia e quella successiva, e quella successiva che è la numero 67, si può anche vedere che la Cinquecento presenta uno schiacciamento della parte anteriore dal basso verso l'alto. Come se l'onda esplosiva l'avesse investita e schiacciata praticamente poi distruggendola, nella parte anteriore. E quindi praticamente le parti noi le abbiamo trovate tutte, ma la parte anteriore, oltre ad aver subìto una frammentazione che è tipica e conseguente di una autovettura coinvolta in una esplosione, ha subìto anche uno schiacciamento dell'onda esplosiva che l'ha investita.
Praticamente la macchina è stata investita dall'alto, cioè l'esplosione si è verificata in un punto più alto della macchina. Perché sennò la macchina sarebbe stata scagliata via senza subire questa deformazione. L'onda esplosiva è scivolata poi lungo la parte anteriore e il parabrezza della macchina, scivolando via e distruggendo la macchina stessa.
PUBBLICO MINISTERO: Mi sembra che poco fa abbia avuto un lapsus.
TESTE Massari: Mi dica.
PUBBLICO MINISTERO: Perché come direzione dell'onda esplosiva ha detto che: rispetto alla FIAT Cinquecento è arrivata dal basso verso l'alto.
TESTE Massari: No, scusi, dall'alto verso il basso.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ecco, ma voglio dire, torniamo un attimino sulla Uno.
TESTE Massari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A che cosa lei oggi, loro all'epoca, attribuisce la mancanza assoluta dei pezzi o di frammenti significativi della parte posteriore?
TESTE Massari: Ecco, qui come vede nella foto 67 presa lateralmente, si vede perfettamente come nella parte posteriore ci sia soltanto qualche frammento; mentre nella parte anteriore noi ritroviamo sia i frammenti della carrozzeria, sia la parte meccanica.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, appunto, il fatto che si sia in qualche modo volatilizzata, la parte posteriore...
TESTE Massari: Ecco, la parte che si sia volatilizzata...
PUBBLICO MINISTERO: ... a che cosa va attribuito?
TESTE Massari: ... porta a concludere che l'esplosivo si trovava sicuramente nella parte posteriore della macchina. La quale parte posteriore ha subìto direttamente diciamo gli effetti della esplosione e quindi praticamente i maggiori danni, per quanto riguarda l'esplosione, sono stati assorbiti dalla parte posteriore che si è frammentata in parti così piccole da non essere state più identificabili; e sicuramente, per quanto riguarda alcuni materiali, tipo i vetri, tipo alcuni materiali di, diciamo costituiti con metalli bassofondenti, praticamente c'è stata proprio una volatilizzazione del materiale che si è in qualche modo, è passato dallo stato solido allo stato gassoso scomparendo completamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi dal punto di vista macroscopico, qual è la differenza, se c'è una differenza, tra il tipo di danneggiamento o devastazione, o distruzione, subìta dalla FIAT Uno, rispetto alla FIAT Cinquecento?
TESTE Massari: Allora, la differenza fondamentale è che la FIAT Uno ha subìto direttamente gli effetti provocati dall'esplosione.
Per effetti provocati dall'esplosione intendiamo sia gli effetti di tipo termico, sia gli effetti di tipo dinamico.
Mentre, per quanto riguarda la FIAT Cinquecento, ha subìto in modo preponderante solo gli effetti di tipo dinamico e non di tipo termico.
Per cui nell'esplosione parte della FIAT Uno si è completamente disintegrata; mentre la Cinquecento, tranne alcuni frammenti che naturalmente non siamo riusciti ad identificare, nel complesso abbiamo trovato tutte le parti che componevano la macchina.
Inoltre ci permette l'osservazione, diciamo, in parallelo delle due autovetture, ci permette di fare un'altra considerazione. E cioè che l'esplosivo doveva essere contenuto all'interno della FIAT Uno nella parte posteriore. Quindi, o all'interno del cofano, o al massimo diciamo nei sedili posteriori.
E quindi non era... Una delle domande che ci era stata fatta era: se si poteva identificare la collocazione diciamo anche da un punto spaziale esatta dell'esplosivo. E certamente l'esplosivo e per quanto verificato a livello del cratere, e per quanto verificato a livello delle macchine, è stato un esplosivo che non era a diretto contatto della strada, ma era contenuto all'interno della macchina.
E questo risultato viene avvalorato proprio, oltre che dalle dimensioni del cratere, anche dal fatto che la FIAT Cinquecento ha avuto quest'onda pressoria dall'alto verso il basso che l'ha deformata senza farla diciamo, volare via.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la posizione che hanno i due veicoli nella fotografia, e cioè a dire la posizione in cui avete collocato questi, come dire, queste gabbie sulle quali avete posizionato i vari frammenti, dicevo appunto: questa posizione è quella corretta secondo i consulenti per come ricostruita a seguito della valutazione dei danni dell'una e dei danni dell'altra e quindi delle possibili interazioni dal veicolo che è esploso sul veicolo che ha subìto l'esplosione?
TESTE Massari: Praticamente la fotografia è stata fatta in questo modo proprio per dare un'idea di come secondo noi erano posizionate le due macchine al momento dell'evento.
PUBBLICO MINISTERO: E' ipotizzabile che una carica esplosiva possa essere esplosa a bordo della FIAT Cinquecento?
TESTE Massari: Ma non è ipotizzabile per due motivi fondamentali.
Il primo motivo è che le deformazioni e la frammentazione della macchina non è di un... non sono correlabili con un esplosivo contenuto all'interno della stessa.
L'altra motivazione, diciamo, riguarda un po' come sono stati repertati i vari frammenti della FIAT Cinquecento.
Mentre nel caso della FIAT Uno noi abbiamo avuto una proiezione abbastanza circolare dei frammenti della macchina. Nel caso della FIAT Cinquecento noi abbiamo - noi e i Carabinieri che collaboravano con noi - hanno ritrovato praticamente tutti i reperti al di là del punto dell'esplosione. Come se noi, essendoci una linea immaginaria, tutti i reperti fossero andati da una parte sola.
Se l'esplosivo fosse stato all'interno della macchina noi avremmo avuto anche, per quanto riguarda la FIAT Cinquecento, una distribuzione circolare dei vari reperti e non direzionale verso un'unica direzione.
PUBBLICO MINISTERO: Questa ricostruzione quindi dei veicoli nella loro conformazione più vicina alla realtà possibile, anche sotto il profilo della posizione reciproca, ecco, questa ricostruzione dico: in che termini l'avete verificata sull'esistenza di quello che si chiama cratere e sull'esistenza degli altri reperti?
In particolare danni provocati da questa esplosione, la tipologia di questi danni, la collocazione di questi danni.
TESTE Massari: Intanto bisogna premettere che, nel caso di questa esplosione in via Fauro, c'è stato un evento che ha un po' complicato tutta la dinamica, la ricostruzione della dinamica dell'esplosione. In quanto, sul fondo del cratere, all'atto dell'esplosione, si è verificato per così dire una falla che ha messo diciamo in comunicazione il cratere con il tombino della SIP, all'interno del quale corrono dei cavi telefonici.
Questo praticamente ha provocato un polmone, potremmo dire, da parte di questo tombino nei confronti dell'esplosione con assorbimento sia diciamo di una parte dell'energia direttamente connessa con l'esplosione.
Per cui noi dobbiamo ipotizzare che il cratere - e abbiamo ipotizzato il cratere - fosse notevolmente inferiore rispetto a quello che si sarebbe verificato se non ci fosse stato questo evento secondario.
Per quanto riguarda il cratere vero e proprio diciamo che, sia la conformazione dei bordi del cratere, sia la mancanza nei bordi del cratere di residui di bruciature o fiammate tipiche dell'esplosione, indica che l'esplosione non è avvenuta direttamente a contatto con la strada, ma diciamo ad una certa distanza dal punto in cui si è verificato il cratere.
Ed inoltre indica anche che c'è stata una protezione proprio della parte della fiamma da parte di un qualche mezzo meccanico.
E questo è direttamente verificabile in quanto, all'interno del cratere, non ci sono sull'asfalto, sul bitume che ricopriva la strada, punti in cui si sono verificati principi né di bruciatura, né tantomeno di fusione.
Questo può essere avvenuto soltanto se noi ipotizziamo che l'esplosivo non fosse a diretto contatto della strada, ma fosse contenuto all'interno di un mezzo. Tipo, per esempio, una macchina la quale naturalmente, come primo effetto, ha avuto quello di diminuire sia l'onda pressoria che poi sta scaricata sulla strada, sia l'effetto fiamma direttamente connesso con l'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quelle che chiamavo io danneggiamenti registrati a carico delle altre strutture presenti sulla scena del fatto, intendo riferirmi ad altri veicoli, intendo riferirmi ai manufatti fissi: porte, cancelli. Intendo riferirmi alle pareti esterne degli immobili; altri manufatti tipo muretti e quant'altro. Ecco, dico, questa ricostruzione che collega a quello che sento in maniera positiva alcuni dati: il cratere e la macchina, è una ricostruzione coerente anche con gli altri reperti, ovvero vi è qualche cosa di particolare eventualmente da segnalare?
TESTE Massari: Mah, è coerente con gli alti reperti, tenendo presente un fatto che è sempre da evidenziare nel caso di via Fauro: che, avendo avuto... Diciamo, essendoci a contatto della macchina esplosa un ambiente aperto, in quanto c'era il giardino della scuola, da quel lato c'è stato proprio un secondo polmone che, in qualche modo, ha diminuito da quella parte i danni relativi all'esplosione.
Per quanto riguarda invece il palazzo, proprio di fronte all'esplosione, ha subìto i danni tipici di una esplosione avvenuta per esplosivi detonanti ad alta velocità. E anche la distribuzione delle schegge sul frontale del palazzo risente di questo fatto, in quanto sul fronte del palazzo c'era un muretto alto circa 50-60 centimetri che è andato distrutto al momento dell'esplosione.
La distribuzione delle schegge sulla facciata del palazzo risente proprio della presenza di questo muretto. Tant'è vero che le schegge iniziano circa un metro, un metro e venti di altezza e poi vanno verso l'alto. Proprio perché, a livello del muretto, c'è stata una protezione nei confronti del palazzo.
Per quanto riguarda le altre macchine, i danni sono tipici di una esplosione di questo tipo che coinvolge una grossa quantità di esplosivo. Una esplosione che, per come è fatta l'autobomba è fatta da un ordigno di per sé micidiale in quanto un'auto che contiene dell'esplosivo, dal momento che all'atto dell'esplosione si generano delle schegge primarie letali in un raggio di almeno 100 metri, è chiaro che tutti i danni che noi abbiamo visto sia per quanto riguarda le macchine circostanti, sia per quanto riguarda i palazzi e in particolare la rottura di tutti gli infissi, non solo dei vetri dei palazzi, sia di fronte sia nei palazzi circostanti, sono tipici di una esplosione chiamiamola subsonica di questo tipo. La cui velocità di detonazione è sicuramente superiore ai 4-5000 metri al secondo e per alcuni esplosivi si avvicina agli 8000 metri al secondo.
Fermo restando che un concetto è fondamentale: è che ogni, quando c'è un evento di questo genere, i danni collegati all'evento di questo genere, possono essere visti soltanto nel luogo in cui si sono verificati.
Faccio un esempio: è estremamente difficile correlare e comparare esattamente i danni di un evento che si è verificato a via Fauro, per esempio, con i danni che si sono verificati in via dei Georgofili, o con i danni che si sono verificati a Palermo per l'attentato al Giudice Borsellino.
In ogni caso noi, pur avendo magari eventualmente diciamo la stessa macchina e anche se noi avessimo la stessa quantità di esplosivo, lo stesso tipo di esplosivo, lo stesso tipo di innesco, avremmo sicuramente dei danni completamente diversi perché i danni sono direttamente correlati all'ambiente in cui si verifica l'esplosione. Alla distanza degli eventuali manufatti dal punto dell'esplosione e a tutto ciò che circonda il punto, l'evento, il punto in cui si è verificato l'evento.
PUBBLICO MINISTERO: Queste considerazioni che sono state elaborate sulla scorta di una serie di osservazioni dei luoghi, dei veicoli e di quant'altro, hanno ricevuto anche una verifica di tipo sperimentale per quanto e nei limiti in cui possa parlarsi di una verifica nel senso stretto del termine?
TESTE Massari: Beh, se per verifica si intende l'esperimento giudiziale che poi abbiamo effettuato per ricostruire l'evento, sì.
Per quanto riguarda i quesiti che ci erano stati posti dal magistrato, e cioè verificare quali sarebbero stati i danni subìti da una macchina del presentatore televisivo che è stato coinvolto nell'evento, nel caso in cui non ci fosse stato il muretto della scuola, che in qualche modo poteva aver assorbito parte delle schegge e parte dell'energia e quindi aver diminuito i danni sulla macchina in questione.
Per questa ragione è stato fatto un esperimento giudiziale al poligono di Nettuno ricostruendo l'evento con una FIAT Uno e con una Mercedes che erano posti nella stessa identica posizione in cui si sono venuti a trovare a via Fauro.
Questo era importante anche per unn'altra ragione: perché fin dall'inizio il dubbio fondamentale di tutti gli investigatori era se l'attentato si fosse verificato a danno di cose, o a danno di persone.
Cioè, nei confronti degli immobili, oppure nei confronti di un bersaglio mobile.
Questo perché? Perché in funzione del tipo di, chiamiamolo bersaglio, noi avremmo dovuto avere un diverso sistema di attivazione, o avremmo potuto avere un diverso sistema di attivazione per quanto riguardava l'esplosivo stesso. In quanto è chiaro che, se l'attentato fosse stato fatto nei confronti di cose fisse, quindi nei confronti dei manufatti e quindi soltanto a livello di creare una distruzione della strada diciamo e dei manufatti connessi con la strada, noi avremmo potuto avere un sistema di attivazione diciamo di tipo temporizzato.
Quindi poteva essere stata utilizzata sia una miccia a lenta combustione, sia un timer, sia uno degli infiniti sistemi che vengono utilizzati per effettuare degli attentati nei confronti di installazioni fisse.
Nel caso in cui invece l'attentato si fosse verificato nei confronti di un bersaglio mobile, il sistema di attivazione poteva essere di due tipi: o attraverso un sistema di telecomando, radiocomando, cose simili. Quindi un sistema a distanza. Oppure con un doppio sistema connesso con un qualche, diciamo con una qualche attrezzatura fissa tipo una fotocellula che, al momento del passaggio della macchina, avrebbe potuto provocare l'esplosione.
Naturalmente questa ultima ipotesi l'abbiamo subito esclusa perché sul luogo dell'attentato non abbiamo trovato niente che potesse aver attivato l'ordigno.
Quindi, per cercare di risolvere questo problema abbiamo ricostruito l'attentato utilizzando una FIAT Uno e una Mercedes poste nella stessa posizione e alla stessa distanza alla quale si erano venute a trovare in via Fauro, e mettendo all'interno della FIAT Uno una quantità di esplosivo uguale o simile a quella che avevamo ipotizzato fosse stata utilizzata in via Fauro con i componenti uguali a quelli che avevamo individuato.
A questo fine quindi abbiamo utilizzato una gelatina di tipo commerciale che conteneva EGDN, nitroglicerina, dinitrotoluene e nitrato di ammonio.
Insieme a questa gelatina abbiamo preso un esplosivo diciamo di tipo militare a base di tritolo e T-4 e precisamente un compound-B di recupero. E il tutto è stato poi diciamo in qualche modo attivato attraverso una miccia detonante alla pentrite.
Quindi, in questo modo noi abbiamo messo nella ricostruzione dell'ordigno, abbiamo utilizzato dei prodotti di tipo merceologico che contenevano esattamente tutti gli stessi componenti che noi avevamo identificato con le analisi sui residui dell'esplosione.
Abbiamo quindi provocato l'esplosione e siamo andati a verificare quali erano i danni che aveva subìto sia l'autovettura, sia i manichini che avevamo posti all'interno dell'autovettura e abbiamo anche fatto una comparazione solo a livello però fisico tra le frammentazioni ottenute da questa esplosione e quelle che avevamo ottenute in via Fauro.
Siamo arrivati alla conclusione che il tipo di frammentazione era molto simile. Anzi, in alcuni manufatti tipo il motore, avevamo lo stesso tipo di rotture che avevamo avuto in via Fauro. E che il numero dei frammenti era numeroso e comunque simile a quello di via Fauro. E soprattutto poi avevamo visto i danneggiamenti della macchina, della Mercedes, in cui avevamo potuto constatare che, per quanto riguarda la proiezione primaria delle schegge, la macchina aveva assorbito parte delle schegge provenienti dall'esplosione. E parti delle schegge erano penetrate all'interno della macchina e avevano colpito i manichini in dei punti che possiamo considerarli vitali per quanto riguarda la vita di una persona.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, per quello che ho capito, perlomeno sotto il profilo diciamo di una verifica, intanto per quantità di esplosivo determinato in via autonoma e utilizzato nelle stesse, anche nelle stesse proporzioni o perlomeno nelle stesse specie dal punto di vista qualitativo, il risultato è stato tutto sommato sovrapponibile tra un fatto e l'altro.
TESTE Massari: Diciamo che è stato comparabile. Quindi possiamo dire che, a meno di piccoli fattori che possono essere a livello di più o meno un 5%, quindi a livello di 5 chili, che poi una quantità totale di 100 chili diventa praticamente ininfluente, noi possiamo dire che la quantità utilizzata in via Fauro era comparabile con quella utilizzata nell'esperimento giudiziale. Fermo restando che, per quanto riguarda la parte compositiva, possiamo dire che era la stessa. In quanto i componenti identificati erano gli stessi che noi abbiamo utilizzati per ricostruire l'evento.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ci sarebbe un altro punto che io ho bisogno di affrontare, sia pur sbrigativamete, con lei.
E' quello che riguarda i danneggiamenti, o per meglio dire i danni, che sono stati registrati a carico di una certa vettura Thema che è stata individuata e ampiamente repertata nel luogo in cui il fatto si è verificato.
Io non so se lei ha presente di questo veicolo, la sua collocazione...
TESTE Massari: Beh, diciamo che le Thema coinvolte nell'attentato sono state due. In particolare ce n'era una che era insieme alla macchina di Costanzo, cioè che seguiva la Mercedes all'interno della quale si trovava Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Non è esattamente questo il punto.
Lasciamo perdere se era con Costanzo, se non era con Costanzo. Non è questo il modo per affrontare l'argomento. E' semplicemente un dato di fatto offerto semplicemente dall'esistenza di un certo veicolo che risulta repertato sia nel fascicolo dei rilievi che accompagna la relazione, sia se si vuole nei fascicoli dei rilievi redatti dal Nucleo Operativo dei Carabinieri che non fanno parte della relazione, sia nelle schede fotografiche realizzate dal CIS, si trova collocato con carattere proprio di permanenza, in un certo qual punto della via Fauro.
Io non so se lei rammenta...
TESTE Massari: Se lei, se ha l'immagine e la posso vedere...
Sì, sì. Ho capito qual è la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora lei, nelle foto successive, questa macchina è rappresentata anche nella parte posteriore, poi ancora lateralmente, di tre quarti, davanti, di dietro, e così via.
Ecco, mi parrebbe importante che lei in particolare si soffermasse... Ecco, su questa foto qui.
Ecco. Se lei considera quello che vede da questa foto e prende un attimo in considerazione dove il veicolo è stato individuato e fotografato, credo che debba segnalare qualche cosa alla Corte.
TESTE Massari: Ma diciamo che la Thema, nel punto in cui viene indicata, è su via Boccioni abbastanza all'interno e...
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
TESTE Massari: E' su via Boccioni...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, no, dottore, non è quella.
PRESIDENTE: No, guardi...
PUBBLICO MINISTERO: Si tratta di un'altra.
Quella di cui sto parlando io è su via Fauro. Non di cui sto parlando io, di cui c'è la fotografia.
TESTE Massari: Cioè, la Thema, questa che era posizionata su via Fauro, è praticamente dopo chiamiamolo il passo carrabile?
PUBBLICO MINISTERO: Prenda visione allora, dottore, di questa foto e poi per cortesia ne segnali gli estremi di collocazione alla Corte.
Ispettore, su quell'altra, sulla planimetria, proprio quella lì, quella lì, è individuato il punto di...
Siccome il verbale di sopralluogo di repertazione è firmato anche dal dottor Massari non avrà difficoltà.
TESTE Massari: Allora, nella piantina è la macchina che praticamente sto indicando e che ha una colorazione rossa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma ci deve essere anche una lettera, o un numero.
TESTE Massari: E' la numero 6.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, esatto. Ecco, allora, in rapporto a quella posizione sulla strada...
PRESIDENTE: Possiamo chiedere al consulente se ricorda nelle repertazioni di aver fatto esatto riscontro che la macchina Thema, di cui parliamo era stata individuata e fotografata in quel punto lì?
PUBBLICO MINISTERO: Vanno di pari passo, Presidente, planimetria e fotografia; planimetria e fotografia.
PRESIDENTE: Possiamo sentire la risposta del...
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Massari: Ma la macchina è stata fotografata in quel punto. Anche se presenta dei danneggiamenti che sono anomali per quanto riguarda il punto in cui è stata fotografata e in cui si trova sulle piantine. Perché osservando le fotografie si vede praticamente che la macchina...
PUBBLICO MINISTERO: Allora passi alla fotografia del danneggiamento per cortesia, dottor Massari, sennò si fa un ragionamento...
TESTE Massari: Ecco, si vede praticamente che la macchina ha ricevuto l'onda esplosiva su tutta la parte sinistra. E in modo particolare sulla parte posteriore dove ci sono i danni sia provocati dalla proiezione delle schegge, sia provocati dall'effetto dell'onda pressoria sul tetto dell'autovettura, nonché della rottura e frammentazione del lunotto posteriore.
PUBBLICO MINISTERO: Questo vuol dire, secondo quanto precisava un attimo fa, che quindi al momento dell'esplosione...
TESTE Massari: Questa macchina dovrebbe aver ricevuto direttamente, essere stata coinvolta direttamente dalla, diciamo dall'esplosione e quindi aver ricevuto in modo diretto le schegge che si sono state...
PUBBLICO MINISTERO: Ma in quel punto della strada, o da un'altra parte, dottor Massari?
TESTE Massari: Secondo me da un'altra parte, non da questo punto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E quale doveva essere...
TESTE Massari: Eh, questo doveva essere ... E infatti io, siccome già pensavo alla ricostruzione, prima mi ero un po' ingannato. Questa doveva essere sicuramente nel punto di, diciamo girando da via Fauro verso via dei Boccioni.
Tant'è vero che ha ricevuto tutto l'effetto dell'esplosione sulla parte laterale sinistra e nella parte posteriore.
Quindi praticamente doveva essere stata in parte coperta dal muretto della scuola, e soltanto la parte posteriore essere rimasta fuori dal muro della scuola.
PUBBLICO MINISTERO: Per coperta si intende dire protetta dalle...
TESTE Massari: Protetta dal muretto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... dalle proiezioni di schegge, o almeno...
TESTE Massari: Dalle proiezioni di schegge. Quindi quello che ho detto prima, dalla proiezione primaria delle schegge che generano all'atto dell'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. La ringrazio, non ho altro da chiederle.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
Prego, avvocato.
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni.
Esattamente su questa foto vorrei far rilevare - e chiedo al teste in tal senso una sua risposta - come la didascalia della foto rechi la dicitura: "Autovettura in sosta danneggiata" e non Lancia Thema scorta Costanzo e quant'altro.
Quella foto esattamente esposta in questo momento recava questa dicitura.
Se si vuole rivedere, se si può rivedere.
TESTE Massari: Sì, beh, ma la didascalia è normale che rechi "Auto in sosta". Perché noi abbiamo messo le didascalie per quello che abbiamo verificato al momento del sopralluogo.
Vorrei far presente un fatto: che quando io sono arrivato - e ho detto sono arrivato la sera alle 23.30 - erano già intervenuti i Vigili del Fuoco che avevano in parte, erano in parte intervenuti sia per quanto riguardava alcuni focolai, sia per alcune strutture danneggiate che erano periicolanti.
Inoltre erano già intervenute le autoambulanze per portare via i feriti e alcuni colleghi erano già, avevano già fatto il sopralluogo per verificare che non ci fossero eventuali altri ordigni che potessero in qualche modo esplodere successivamente. In quanto, quando si interviene nel luogo dell'attentato, diciamo, ci abbiamo degli interventi di tipo primario che riguardano prima di tutto l'eventuale soccorso a feriti presenti nell'evento, contemporaneamente all'intervento per neutralizzare e verificare che non ci siano altri ordigni inesplosi e poi dopo cominciamo il sopralluogo.
AVV. Cianferoni: Mi scusi se la interrompo. Mi ritengo soddisfatto della risposta.
Cioè, a me interessava che nell'opera di repertazione e catalogazione poi, questa vettura fosse per voi consulenti, comunque per gli inquirenti, una autovettura in sosta danneggiata.
PRESIDENTE: E questo è ciò che risulta dalla dicitura sotto.
AVV. Cianferoni: E questo è ciò che risulta.
PRESIDENTE: E ciò non lo si può mettere in discussione.
AVV. Cianferoni: Ecco. Dottore, come spiega lei, esperto della materia, la salvezza di un frammento cartaceo rispetto all'esplosione della FIAT Uno?
Perché riprendo in ciò le sue parole. Dice: 'un frammento di quel libretto si salvò'.
Ecco, come si può spiegare fisicamente e chimicamente questo fenomeno?
TESTE Massari: Mah, da un punto di vista chimico non c'è una spiegazione, perché chimicamente noi non possiamo spiegare nessuno dei frammenti che noi troviamo. Chimicamente, eventualmente, noi possiamo cercare di identificare nei vari reperti quali sono i residui dell'esplosione per cercare di risalire ai componenti iniziali dell'esplosione prima dell'evento.
Da un punto di vista fisico, per quanto riguarda i vari frammenti, ci sono dei principi diciamo di dinamica che sono direttamente correlati sia al tipo del frammento, sia al materiale, sia alla superficie che il frammento presenta al momento dell'esplosione.
Diciamo che noi abbiamo più volte repertato, non soltanto in questo caso, dei frammenti di tipo cartaceo presenti all'interno delle autovetture senza che queste presentassero danneggiamenti.
E questo perché, come ho detto già in un altro punto del mio intervento, esistono dei fattori di tipo termodinamico molto complessi al momento dell'esplosione che non investono in modo uniforme tutte le parti che si presentano all'esplosione, ma queste parti si comportano in modo diverso.
Nel caso in particolare del frammento di carta, se lei fa cadere un frammento di carta da 5 metri arriverà a terra ad una velocità diversa di quanto potrà arrivare facendo cadere uno stesso frammento metallico che abbia la stessa massa.
AVV. Cianferoni: Bene. Poi periziaste, cioè esaminaste questo reperto?
TESTE Massari: Sì.
AVV. Cianferoni: Per trovare, per esempio, riscontrare se c'erano tracce di esplosivo?
TESTE Massari: No.
AVV. Cianferoni: No.
TESTE Massari: No, per un semplice fatto: perché noi abbiamo fatto una selezione facendo una serie di riunioni. Perché non è che abbiamo lavorato separatamente, ma abbiamo lavorato direttamente a diretto contatto i consulenti che erano stati incaricati, e di concetto con i magistrati per...
AVV. Cianferoni: Va bene, va bene.
Mi scusi ancora, mi ha risposto, mi ha già detto di no, va bene.
Non insisto a chiederle che cosa intenda lei per frammento, perché più volte ha adoperato questo termine. Due volte ha risposto al Pubblico Ministero che di frammento trattavasi.
Se è possibile mostrare al teste consulente il libretto, perché vedo l'ispettore ne ha proprio in mano la foto in primo piano...
PRESIDENTE: Allora, la foto.
AVV. Cianferoni: Sì, la foto.
PRESIDENTE: O vuole vedere il libretto?
AVV. Cianferoni: Magari si potrà anche chiedere alla prossima...
PRESIDENTE: Il frammento del libretto lo abbiamo...
AVV. Cianferoni: Perché quel libretto...
PRESIDENTE: Il frammento del libretto lo abbiamo a disposizione?
PUBBLICO MINISTERO: Qui no, Presidente.
AVV. Cianferoni: No, non l'abbiamo.
PUBBLICO MINISTERO: Se vuole, ad una prossima udienza...
PRESIDENTE: Per ora facciamogli vedere la fotografia.
PUBBLICO MINISTERO: Se c'è la necessità, voglio dire, la prossima udienza...
PRESIDENTE: Certo. Perché ora vediamo, se è richiesto...
AVV. Cianferoni: Come la vedo io quella foto attraverso gli schermi, a me sembra un libretto intero.
Si può notare...
PRESIDENTE: Questo era quello che mi sembrava, però devo anche aggiungere che le foto a volte non danno l'esatta indicazione...
AVV. Cianferoni: Ecco, ma si può notare il vertice inferiore sinistro, per me che guardo, dove si vede proprio la pagina sottostante.
Quello è un libretto piegato in quattro.
PRESIDENTE: Non posso darle nessuna risposta. D'altra parte i consulenti penso che li abbiano esaminati di persona.
Lei lo ha già visto di persona, dottore, questo frammento?
TESTE Massari: Certo. Io ho visto di persona il frammento...
PRESIDENTE: Che consiste nella sola facciata che si vede.
TESTE Massari: No, consiste nella facciata più, in alcune altre parti, ma che non sono intere. Quindi ecco perché io parlo di frammento, perché...
PRESIDENTE: Ah, ci sono altre pagine interne?
TESTE Massari: Sì, ma sono delle parti...
PRESIDENTE: Macchiate.
TESTE Massari: Ci sono delle parti parziali. Quindi per me è un frammento. Poi il frammento può avere diverse dimensioni. Non era sicuramente intero.
Dopodiché, una volta che lo abbiamo visto, esaminato, abbiamo annotato quelle annotazioni che ci servivano per quanto riguarda la targa, la proprietà eccetera, il libretto è stato diciamo conservato, inserito in una busta di quelle che utilizziamo come portacampioni e messo da una parte perché non volevamo assolutamente che in qualche modo si deteriorasse.
Come ho detto prima quando sono stato interrotto, questo di concetto è d'accordo con il magistrato. Tant'è vero che non abbiamo fatto neanche le analisi, in quanto l'acetone che normalmente si utilizza per fare l'estratto degli esplosivi, è un solvente organico che avrebbe sicuramente danneggiato sia le parti colorate e in parte anche le parti scritte del libretto.
E' un solvente che viene utilizzato in quanto viene utilizzato per l'analisi, per l'estrazione dei residui degli esplosivi perché è uno dei solventi più forti, tra virgolette, da un punto di vista chimico nei confronti delle sostanze organiche.
* E quindi anche nei confronti delle sostanze utilizzate per stampigliare sul libretto le informazioni che possiamo vedere.
AVV. Cianferoni: Bene. Io non ho altre domande. Credo però, così, per esaurire una volta per tutte l'argomento, chiedo - cioè, più che credo - alla prossima udienza l'esibizione di questo reperto.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora si dispone che la Cancelleria richieda il reperto di questo libretto di circolazione della FIAT Uno.
A questo punto possiamo licenziare il teste, ma penso anche che dobbiamo chiedere agli altri due di tornare.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, Presidente.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero quando intende farli ritornare?
PUBBLICO MINISTERO: Non è semplice, perché ci sono altre persone citate già per il giorno 30, Presidente.
Io credo proprio, salvo consultarmi per bene col dottor Nicolosi, vedere l'esito delle citazioni già disposte per il giorno 30...
PRESIDENTE: Benissimo. Allora...
PUBBLICO MINISTERO: ... al momento non so quando posso introdurre queste...
PRESIDENTE: Benissimo. Ma li possiamo far tornare anche per il 3, il 4. Non ho nessuna difficoltà...
PUBBLICO MINISTERO: No, lei mi ha chiesto per quale data mi ripromettevo di...
Io, per rispettare una certa coerenza ovviamente prima di avventurarmi in un fatto diverso vorrei esaurire...
PRESIDENTE: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... i testimoni o consulenti che siano relativi all'episodio di via Fauro.
PRESIDENTE: Si può arrivare anche a fare delle controcitazioni per qualcuno dei testi indicati per il 30?
Questo, solo per venirle incontro.
PUBBLICO MINISTERO: La citazione per il giorno 30 è già stata varata da alcuni giorni, ovviamente, per non trovarsi, come dire, all'ultimo momento.
Devo vedere che cosa potrò fare solo nei prossimi giorni...
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: ... come, chiedo se hanno avuto queste citazioni. Se ci sono testi reperibili momentaneamente o a tempo indeterminato, questo naturalmente comporta la variazione del programma.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Tutto qua.
PRESIDENTE: Comunque l'udienza riprende il 30 dicembre alle ore 09.00.
Traduzione degli imputati detenuti.
Buonasera a tutti.


TESTE Lombardi: Lombardi Giovanni, nato a Canino il 28/03/1942. Residente a Roma presso il CIS, via Aurelia 511.
PRESIDENTE: Benissimo. Vuole leggere la formula?
TESTE Lombardi: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Colonnello Lombardi, la Corte ha già udito determinate illustrazioni svolte da consulenti del Pubblico Ministero in ordine all'episodio del 14 maggio del '93 di via Fauro. La domanda preliminare è se anche lei si è occupato e per incarico ricevuto in quale contesto di espletare determinati accertamenti circa questo episodio.
TESTE Lombardi: Sissignore. Io mi occupai nell'immediatezza, l'indomani mattina dell'evento come Centro Carabinieri Investigazioni Scientifiche e subito, con la nomina come consulente, feci parte del collegio nominato dal dottor Saviotti, in data 21 maggio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in questa sua qualità lei ha avuto modo di capacitarsi di tutto il complesso degli accertamenti devoluti ai consulenti e del modo con il quale questi accertamenti sono stati espletati?
TESTE Lombardi: Sissignore. Io ho partecipato in pieno a tutte le operazioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, come lei ricorderà, l'indagine di ordine tecnico che il dottor Saviotti affidò ai consulenti investire vari aspetti del problema.
TESTE Lombardi: Sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: Io non le pongo domande su argomenti che la Corte conosce già in maniera dettagliata, salve comunque le domande che facciano eventualmente le altre parti, e invece la interpello esclusivamente su alcuni argomenti.
Il primo dei quali è, per così dire, l'entità di questo fatto, l'entità dell'evento realizzato in via Fauro il 14 maggio del '93.
TESTE Lombardi: L'entità che apparve immediatamente notevolissima, per il coinvolgimento delle persone ferito, dei manufatti che sono stati attinti, delle automobili, 21 persone sono state medicate, oltre 60 autovetture sono state coinvolte, 2 distrutte totalmente. Quindi in un complesso cittadino densamente abitato è stato un evento estremamente elevato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, proprio in rapporto a questa precisazione che lei ha sviluppato ora, ci può dire qualche cosa di più circa quelli che sono considerati gli effetti naturali, fisiologici di un'esplosione praticata con queste modalità? Quelle che avete specificamente accertato voi.
TESTE Lombardi: Dunque...
PUBBLICO MINISTERO: Io per effetti intendo dire gli effetti di danno o di esposizione al rischio di danno, in particolare del corpo umano.
TESTE Lombardi: Sissignore. Ma, credo sarà utile quantificare l'esplosivo, almeno per sommi capi, attraverso la valutazione del cratere e all'applicazione delle formule che la letteratura pone a disposizione. Venne individuata, con la formula che noi ritenevamo la più approssimata, la quantità di circa 60-65 chilogrammi di esplosivo e questa quantità ritenevamo ancora insufficiente, perché? Perché il cratere nel suo formarsi non aveva, l'esplosione non si era applicata su un terreno omogeneo bensì con discontinuo e la più grossa discontinuità era rappresentata dalla presenza di un chiusino, di un punto di accesso a un condotto, a un tunnel per cavi telefonici. E questo ha fatto sì che molta della potenza, molto del gas espansivo che si era prodotto in quell'evento fosse disperso, quindi limitando gli effetti visivi. E quindi ecco, questo era uno dei motivi che ci induceva ad incrementare questa valutazione di 60-65 chilogrammi.
Tant'è vero che quando facemmo la riprova, vale a dire, procedemmo alla ricostruzione facendo esplodere una FIAT Uno, mettemmo 105 chilogrammi di esplosivo che per caratteristiche rispettava grossomodo la formulazione delle tracce rinvenute nel corso delle analisi. Ecco, durante questa prova, fatta esplodere una FIAT Uno, in prossimità di un'autovettura Mercedes posta 13 metri con l'angolazione che aveva la macchina del giornalista Costanzo rispetto alla posizione della Uno esplosa. In quelle condizioni verificammo poi gli effetti. Gli effetti della frantumazione della Uno, gli effetti di proiezione, furono pressoché sovrapponibili a quello che noi avevamo già constatato nella fase del sopralluogo e dell'ispezione dei reperti.
Ecco, per esempio, gli effetti classici di un'esplosione sono da individuare in un effetto di sovrappressione che è dovuto all'enorme massa che si produce nell'immediatezza e che si propaga. Questo effetto di sovrappressione crea all'interno delle strutture mobili del corpo umano, delle variazioni con delle lesioni mortali se soprattutto si è in prossimità. Attraverso la consultazione, esame di testi di medicina legale questa distanza viene valutata intorno ai 25 metri e non l'abbiamo potuto anche, non certo verificare sperimentalmente perché è impossibile, ma attraverso la manualistica questo era possibile indicare.
Gli effetti successivi sono quelli di pressione o di proiezione e sono dovuti al corpo umano stesso che viene sbattuto contro un oggetto fisso e quindi una persona contro un immobile, contro l'interno di un'autovettura. Poi abbiamo gli effetti di proiezione vera e propria di oggetti - in questo caso poteva essere parte del motore, parte della carrozzeria, oggetti intercettati, vetri rotti - che a loro volta vengono proiettati e possono attingere in modo lesivo le persone.
A tal proposito ricordo il comportamento del manichino che era messo nel sedile posteriore della Mercedes, che avevamo usato come teste: portava un frammento infisso nel capo, quindi se sostituissimo il manichino con una persona sicuramente sarebbe stato un effetto mortale.
Effetti ancora che possono verificarsi sono gli effetti da calore. Però essendo un effetto immediato, che si applica per un tempuscolo contenuto, se non c'è l'oggetto sensibile all'innesco del calore e quindi che poi può procedere e poi infiammarsi, non è un effetto estremamente pericoloso se si è a una certa distanza.
Quindi quantificando tutta questa serie di effetti sul corpo umano, individuammo i 25 metri come effetti lesivi da sovrappressione, i 100 metri come effetti letali da proiezione e 250 metri come effetti in genere pericolosi per avere qualche danno, per rischiare di avere qualche danno. Questi erano gli effetti rispetto al corpo umano.
PUBBLICO MINISTERO: Queste considerazioni, assumendo come punto di partenza un quantitativo di esplosivo...
TESTE Lombardi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, avrei bisogno di un chiarimento su questo colonnello.
TESTE Lombardi: Noi, dicevo prima, partimmo dai 63 chilogrammi individuati con la formula. Aumentammo questa quantità, tanto è vero che l'esperimento fu fatto con 105 chilogrammi, ecco questi effetti che dicemmo che erano sovrapponibili però tutto sommato risultarono un po' sottodimensionati e abbiamo concluso che circa 120 chilogrammi fu l'esplosivo impiegato nell'evento delittuoso per cui è processo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta colonnello, sovrapponibili vuol dire...
TESTE Lombardi: Vuol dire che le dimensioni del cratere erano pressoché le stesse, che la frammentazione dell'autovettura era pressoché la stessa, gli effetti di deformazione che aveva subìto l'autovettura Mercedes a quella distanza erano molto simili. Certo le condizioni non erano proprio le stesse, noi l'esperimento l'abbiamo dovuto fare in aperta campagna, l'evento si è verificato in strade cittadine dove strutture fisse, mura o altro, può aver incanalato oppure schermato l'effetto specifico di un oggetto. Però nella loro valutazione globale, e l'esperimento e l'effetto criminoso avevano moltissima somiglianza.
PUBBLICO MINISTERO: Senta colonnello, in quali termini voi considerate, si considera, sulla base della letteratura specialistica, accettabile e fisiologico un margine di approssimazione, se si potesse quantificare?
TESTE Lombardi: Ma del 10%, 15%.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi anche il dato offerto da voi va letto alla luce di questo coefficiente di approssimazione.
TESTE Lombardi: Sì, certo di questo coefficiente, perché sono tantissime le variabili, anche nelle valutazioni abbiamo preso un soggetto di media età, di robustezza media, quindi l'abbiamo fatto nelle migliori condizioni possibili.
PUBBLICO MINISTERO: Senta ancora colonnello, avete cercato e con quali risultati di venire a capo dell'interrogativo sulle modalità di innesco di questa carica esplosiva?
TESTE Lombardi: Mah, premesso che qualsiasi tipo di innesco dovrebbe essere collocato in prossimità dell'esplosivo, va da sé che è impossibile trovarne tracce sul luogo del reato. Quindi anche uno scrupoloso controllo metodico, sistematico di tutto quanto viene repertato, difficilmente consente l'individuazione di parti riferibili con certezza al sistema di innesco.
Valutando l'episodio noi dobbiamo considerare che cosa si vuole ottenere? Se si vuole ottenere un'esplosione generica, è sufficiente un innesco a tempo, un timer, un innesco con miccia a lenta combustione, anche se questo avrebbe dato, per rumorosità, per fumo, avrebbe attirato l'attenzione. Comunque, qualsiasi innesco temporizzato sarebbe andato bene.
Se si pensa invece a un effetto che deve avvenire in un contesto o al verificarsi di una situazione, di solo quella situazione, è chiaro che il comando non può essere che un comando intelligente, tra virgolette, comando manuale. Ci deve essere un uomo che valuti il verificarsi di un episodio che in quel momento attivi un comando e non può essere che un comando elettrico, quindi un radiocomando. Questa è l'ipotesi più verosimile.
PUBBLICO MINISTERO: E questa che voi avete formulato come ipotesi, avete trovato qualche cosa che l'abbia, per così dire, assoggettata a qualche ragionevole dubbio, a qualche forte dubbio? Oppure è un'ipotesi che vi è sembrata da poter rassegnare senza particolari incertezze o particolari perplessità?
TESTE Lombardi: Dunque, a livelli reperti non abbiamo trovato niente per le difficoltà e per il discorso che ho fatto prima. Il mezzo indicato, il radiocomando è quello più ragionevolmente ipotizzabile.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quanto alla dislocazione di questa carica esplosiva, tenuto conto di tutti i reperti che avete avuto a disposizione e quindi rottami di automobili, carcasse di automobili, reperti sul luogo in cui l'esplosione si è verificata. A quale tipo di conclusioni siete arrivati?
TESTE Lombardi: Dunque, la posizione della carica esplosiva, attesa la morfologia del cratere osservato, non poteva essere che una posizione sospesa, alta rispetto al terreno, quindi non poteva essere una carica poggiata sul terreno, ma doveva trovarsi a un 30-40 centimetri di altezza. Lo si desume con evidenza dalla deformazione dell'asfalto che è assoggettato dalla pressione dell'esplosione, questi lembi sono piegati verso il basso e quindi questa è una caratteristica che immediatamente fa pensare a una pressione sviluppatasi un tantino più alto dal terreno.
E allora abbiamo ipotizzato i 40 centimetri, sono quelli lì che corrispondono all'altezza del pianale dell'autovettura FIAT Uno. Quindi, questa posizione è quella che viene individuata.
L'altra posizione è da collocare all'interno della FIAT Uno esplosa e in posizione posteriore. Posteriore perché era parcheggiata avanti a una FIAT 500 i cui effetti pressori subìti l'avevano deformata dall'avanti presso l'indietro, questo l'abbiamo verificato anche nella fase di ricostruzione di tutti i pezzi. E questa deformazione così che appiattisce il tettino della FIAT 500 dà l'idea proprio che la carica fosse davanti e fosse davanti anche un pochettino sopraelevata.
PUBBLICO MINISTERO: Sotto questo profilo avete tratto qualche elemento significativo anche dalla distribuzione delle schegge proiettate sul terreno?
TESTE Lombardi: Sissignore. Le schegge proiettate della FIAT 500 erano nella parte alta di via Ruggero Fauro, credo in prossimità del civico 37. Una portiera della FIAT Uno era appesa a un albero lì del giardino dell'istituto di istruzione, che era in prossimità del cratere dell'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Senta colonnello, forse la mia domanda era, come dire, voleva essere un attimo più dettagliata, non mi sono spiegato. Io intendevo dire: se le proiezioni delle schegge o delle parti metalliche o meccaniche che siano, di quella che avete ritenuto essere stata la vettura all'interno della quale c'era la carica esplosiva, ecco se questa proiezione per la sua distribuzione è stata ritenuta da voi indicativa sulla collocazione della carica?
TESTE Lombardi: Quando abbiamo proceduto alla ricostruzione della FIAT Uno esplosa, ci siamo basati su un telaio fatto in tondino di ferro che è stato fatto fare da esperti della FIAT messi a disposizione, e quindi questa struttura, questo scheletro della FIAT Uno è stata utilizzata per riapporre i reperti che noi avevamo individuato. In pratica che cos'è? Che la parte anteriore, il motore, della parte anteriore si riuscivano a trovare molti pezzi deformati, frammentati. Mentre a mano a mano che andavamo al posizionamento delle parti posteriori terminali non c'era disponibilità di alcun reperto proprio per la enorme frammentazione subìta e quindi per la vicinanza che aveva avuto questo materiale con l'esplosivo. E da qui era sì collocato nella parte posteriore dell'autovettura.
PUBBLICO MINISTERO: Ha redatto una memoria colonnello?
TESTE Lombardi: Sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se ritiene può consegnarla alla Corte.
PRESIDENTE: Allora si dà atto che il teste deposita memoria. Ci sono domande delle parti civili? Dei difensori?
AVVOCATO Rocchi: Grazie Presidente.
PRESIDENTE: Colonnello, si vuole accomodare ancora un minuto?
AVVOCATO Rocchi: Colonnello buongiorno.
TESTE Lombardi: Buongiorno.
AVVOCATO Rocchi: Avvocato Rocchi.
Lei ha riferito poc'anzi che una delle ipotesi maggiormente ripercorribile, se non l'unica, era quello dell'impulso intelligente, per quanto riguarda...
TESTE Lombardi: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Avete ipotizzato, anche con riferimento alla platea dell'evento, dove poteva essere localizzato l'agente? Se è stato fatto ecco.
TESTE Lombardi: No, è stata una considerazione, una valutazione senz'altro fatta, però una risposta non è stata possibile dare. Si è pensato che potesse essere nella parte della via e potesse controllare da dietro il movimento e se così fosse non sarebbe certo una posizione ottimale perché dovendo guardare il movimento di un'autovettura in corrispondenza di un ostacolo, ossia di un elemento fermo, guardando da dietro l'autovettura io commetto sicuramente un errore di parallasse, cosiddetto. Perché il controllo si dovrebbe fare sulla direttrice automobile carica di esplosivo e autovettura che passa.
Io, se sono su questa direttrice, posso individuare immediatamente il tempo che precede e il momento che è all'altezza. Se questa valutazione la faccio da una posizione diversa da questa, posso commettere un errore e quindi attivarmi prima o dopo...
AVVOCATO Rocchi: Senta colonnello, ma lo stato dei luoghi, cioè i palazzi che insistono in via Fauro...
TESTE Lombardi: Dunque...
AVVOCATO Rocchi: ... quelle abitazioni, potevano in qualche modo influenzare la posizione...
TESTE Lombardi: Sissignore. Diciamo, il palazzo civico 61, tanto per dire, quello che è di fronte all'esplosione, quello non consentiva una posizione di sicurezza. Perché devo stare anche a distanza per poter controllare e decidere il momento di attivazione.
Forse verso la scuola, nella parte alta della scuola, poteva essere... non so con precisione quanto gli alberi potessero schermare la via Ruggero Fauro. Però una posizione verso la scuola, in alto, su un terrazzo, poteva esser un qualcosa di... un punto di osservazione migliore.
AVVOCATO Rocchi: Ho capito. Perché il raggio d'azione di una...
TESTE Lombardi: Questi sistemi elettronici hanno un raggio d'azione in funzione del tipo di costruzione. Da 20, 50 100, 200, 300 metri, possono avere dei sistemi codificati che danno sicurezza all'impulso, che sono immuni da interferenze.
Ci si può sbizzarrire in funzione delle capacità di chi realizza questo sistema.
AVVOCATO Rocchi: Ho capito. Colonnello, lei ha parlato poc'anzi - se non ho inteso male - della impossibilità di repertazione di reperti che siano stati, sicuramente riferibili all'autobomba, se non ho capito male.
Anche la posizione dell'ordigno sollevato, perché contenuto nel bagagliaio avrebbe facilitato, se mi consente il termine, questa estrema dispersione della feritura.
TESTE Lombardi: Certo.
AVVOCATO Rocchi: Lei ha saputo che, nell'immediatezza o comunque dopo poche ore dall'evento, è stato trovato lì, nella via Ruggero Fauro, un libretto di circolazione che poi era quello dell'autobomba? Lei conosce questa circostanza?
TESTE Lombardi: Sì, certo, come no!
AVVOCATO Rocchi: E' stata ipotizzata dal vostro Centro la possibilità di questo accadimento? Come poteva essere accaduto un fatto del genere, in due parole.
TESTE Lombardi: Guardi, gli effetti che si originano in una esplosione non sono, soprattutto poi quando il contenitore è così eterogeneo così quale può essere una autovettura, gli effetti sono, come si può dire? Non è possibile stimarli, realizzarli.
Certo è che, sotto l'aspetto possibilistico, un libretto di circolazione, un qualsiasi cosa che poteva essere nell'autovettura, poteva essere allontanato in quelle condizioni.
Cioè, non ci è sembrata una situazione anomala.
Le dico una esperienza: io feci, curai il repertamento per quel fatto che avvenne alle Tremiti. Un faro della Marina Militare fu fatto saltare. La persona che in quel caso morì, era quello che stava innescando. Ebbe tranciate le mani e la testa.
Noi entrammo in immersione già il pomeriggio di quella domenica, perché l'evento si verificò nella notte tra il sabato e la domenica, e diciamo sotto l'aspetto investigativo avevamo il vantaggio che tutto era in un contesto chiuso. Era Marina Militare, quindi fu facile protrarre il controllo, sistemare tutti i reperti.
Trovammo addirittura il dischetto dell'orologio con le pressioni delle lancette. e questo era prossimo all'esplosione. Poi l'orologio si è dissolto, ma il quadrante, Lorenz - ricordo ancora la marca - rimase. Eppure era prossimo all'esplosione, perché le mani furono tranciate.
Quindi, quello che accade in quell'evento non è possibile, come dire?
AVVOCATO Rocchi: Prevederlo.
TESTE Lombardi: Prevederlo.
AVVOCATO Rocchi: Quindi, questo tipo di ipotesi è stata formulata su esperienze già vissute, non su...
TESTE Lombardi: Beh, diciamo che non ci ha lasciato nessun dubbio. Era una eventualità. Offre poca massa, può essere schermato da una protezione, può essere all'interno di una portiera. Che poi la portiera più resistente si frantuma e il libretto si allontana, così.
Non c'è nessun...
AVVOCATO Rocchi: Lei ha citato più volte dati che si è potuto raccogliere attraverso consultazioni di letteratura specialistica.
Anche questo tipo di evento è dato, in qualche modo...
TESTE Lombardi: No. No, questo lo abbiamo considerato un evento possibile. Non ha destato alcun interesse particolare.
AVVOCATO Rocchi: Quindi non ci sono esempi simili in letteratura.
TESTE Lombardi: A me non risulta. La mia esperienza, abbiamo detto un caso. Ma anche esperienza dei colleghi che hanno operato in condizioni analoghe.
AVVOCATO Rocchi: Ho capito. Grazie, non ho altre domande.
TESTE Lombardi: Prego.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
Può accomodarsi, grazie.
*TESTE Lombardi: Grazie.