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Note
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DIBATTIMENTO-1: consulenti/delogu.txt


udienza 23.12.1996

*TESTE De Logu: Sono il capitano Giovanni De Logu, nato a Ittiri, Sassari il 15/09/57. Risiedo a Roma, via Lenzini 33.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula.
TESTE De Logu: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Capitano, vuol chiarire per cortesia alla Corte la sua specifica competenza professionale.
TESTE De Logu: Al momento sono il comandante della sezione esplosivi e infiammabili del centro Carabinieri investigazioni scientifiche.
PUBBLICO MINISTERO: Da quanti anni si occupa di questo argomento, di questa disciplina?
TESTE De Logu: Una decina d'anni.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha avuto occasione di occuparsi in qualità di consulente di altre vicende nelle quali vi è stato l'utilizzo di esplosivi per fatti significativi come quello di via Fauro?
TESTE De Logu: Dunque, atti significativi io ho fatto consulenza per l'attentato a Ladaura, Capaci, Via D'Amelio, Via Fauro, San Giovanni in Laterano, Gravina di Catania che fecero saltare un'autobomba davanti alla caserma e poi altri, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, oggi noi ci occupiamo capitano solamente della vicenda di via Fauro, anche se, come lei ha precisato un attimo fa ha svolto attività di consulenza anche per un altro episodio di cui si occupa la Corte di Assise di Firenze cioè a dire l'attentato del 27 di luglio, cioè 27-28 di luglio.
Allora io vorrei partire dal momento in cui lei ha esercitato a svolgere un'attività che poi chiarirà nei suoi contenuti in relazione proprio a quanto accaduto in via Fauro.
Cioè a dire, com'è che lei ha preso cognizione del luoghi, a partire da quando?
TESTE De Logu: Beh, l'attentato di via Fauro, se non sbaglio, accadde verso, passate le 21.30, dieci meno venti del 14 di maggio. Io ritengo di essere arrivato sul posto circa un'ora dopo, un'ora e mezza dopo. Ovviamente in quegli attimi c'era abbastanza confusione, intervenne molto personale tra forze di Polizia, Vigili del Fuoco ovviamente, soccorsi sanitari per alcune persone che si erano fatte male. Successivamente ho proseguito, assentandomi solo per il periodo necessario per riprendere le forze, praticamente a tutto il sopralluogo e repertamento che si è sviluppato dalla sera, dalla nottata fino a fine del repertamento.
Successivamente ho assunto anche la veste di consulente tecnico e quindi ho partecipato a tutto ciò che concerne le indagini di laboratorio, i calcoli per la ricostruzione della quantità di esplosivo, la simulazione dell'esplosione stessa a conferma e riscontro dei dati ottenuti, insomma, fino ad oggi, fino a qui.
PUBBLICO MINISTERO: Infatti lei oggi qui è nella veste, ripeto, di consulente del Pubblico Ministero e, stabilito che in una prima fase lei si è occupato al pari di altri professionisti del ramo dell'attività di sopralluogo, rilievi relativi e repertazione, ecco io vorrei che nei suoi termini generali lei illustrasse come si è svolta, con quali cautele, l'attività di sopralluogo e di rilievi.
TESTE De Logu: Dunque, proprio nell'incarico, anche se è intervenuto successivamente, era specificato perché in una qualche maniera riprendeva e sanzionava il fatto che i consulenti avessero in una qualche maniera diciamo una sorta di direzione anche del sopralluogo e repertamento. Per quanto riguarda i termini operativi, ricordo che fu stabilito di suddividere l'area di repertamento in due zone: una da affidare alla professionalità e alla cura dei Carabinieri e l'altra da affidare alla professionalità e alla cura della Polizia di Stato. E queste due aree vennero individuate con una linea passante per il centro del cratere di cui tutto ciò che era a nord verso via Fauro era di competenza diciamo di maggiore attenzione dei Carabinieri, mentre ciò che andava verso via Boccioni, la zona sud, diciamo verso via Boccioni era di competenza della Polizia di Stato. Questo per non creare possibili malintesi o doppi verbali, eccetera.
Poi infine, invece, anche questa dicotomia fu superata perché gli atti vennero fatti insieme, però all'inizio, per creare un po' d'ordine perché non ci fosse confusione, già ce n'era tanta, fu raggiunta questo tipo di intesa.
Per quanto concerne i Carabinieri noi abbiamo repertato qualunque pezzo, senza chiederci troppo, da dove provenisse, da dove andasse eccetera, qualunque pezzo stesse sulla zona, sulla scena del reato è stato mappato, praticamente è stato riportato sul terreno su una mappa, fotografato e numerato. Quindi è abbastanza semplice fare un collegamento reperto-posizione, posizione-reperto e fotografia. Questo è un metodo che abbiamo adottato, funziona molto bene, soprattutto resiste negli anni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le cautele che sono state adottate per preservare la scena del fatto da modifiche di ordine materiale, salvo quelle ovviamente imprescindibili perché sono dovuti intervenire mezzi di soccorso, suppongo che qualche cosa, qualche variazione la dovranno avere apportato. Ma in linea generale le cautele che sono state osservate, almeno per quanto riguarda il territorio di competenza - per adoperare questo termine - dell'Arma dei Carabinieri può chiarire quali sono stati?
TESTE De Logu: Sì, per quanto possibile perché non bisogna dimenticare che c'era gente che doveva accedere alle proprie case eccetera, noi abbiamo cinturato con dei Carabinieri, abbiamo messo dei Carabinieri: al che, persone che non avevano alcun motivo per accadere nell'area, non accedessero. Per cui quella area è stata salvaguardata. Ovviamente non potevano non concedere l'accesso, per esempio, ai Vigili del Fuoco o ai tecnici del Comune che dovevano, che ne so, abbattere un ballatoio pericolante che se poi veniva in testa a qualcuno...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE De Logu: Quindi, l'area è stata, per quanto possibile, salvaguardata tranne alcune attività che non è possibile non consentire ai mezzi di entrare. Per esempio, se dovevamo recuperare anche un reperto che stava su un ballatoio inaccessibile o su un cornicione, è ovvio che avevamo bisogno della scala dei Vigili del Fuoco e questa doveva cedere, in questo senso ecco. Comunque è stato limitato al massimo, per quanto possibile, l'accesso di persone estranee.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, capitano, la attività di sopralluogo e la relativa repertazione, nonché l'attività che in termine tecnico si chiama rilievi di Polizia Scientifica, è stata avviata subito a partire dal vostro intervento? Ovvero è stata, come dire, intrapresa in un momento successivo? Cioè a dire, è stata avviata anche nottetempo, ovvero si è proceduto solo più tardi?
TESTE De Logu: Ma guardi, se le dicessi che esiste un momento esatto dove inizia una vera attività è distacco netto e non le direi la verità. Quando succedono queste cose c'è una sfumatura dai primi interventi dove si bada più al ferito, all'organizzazione del servizio di protezione dell'area, a fare arrivare i mezzi che servono, a stabilire dei contatti telefonici, eccetera. E poi questa parte organizzativa che è necessariamente a supporto di una più oculata azione, non oculata, una più puntuale più precisamente definita attività di Polizia Scientifica, così avviene. Non è, da adesso si fa Polizia Scientifica, da qui in prima si è fatto altro. E' un continuo.
Ecco, in questa attività di continuo si può dire che non c'è stata interruzione, praticamente dalla notte fare affluire i mezzi... è tutto in funzione di un'attività di Polizia Scientifica che poi è proseguita, adesso non ricordo esattamente, ma non meno di quattro giorni continuamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vado al concreto per specificare la mia domanda. I reperti che sono stati, in sede anche di consulenza, considerati maggiormente significativi - e poi lei spiegherà per quale ragioni li ha e li hanno considerati maggiormente significativi - sono stati appunto oggetto di una identificazione già a partire dalla notte ovvero, ripeto, solo a partire da un momento successivo?
TESTE De Logu: Allora, i reperti più macroscopicamente significativi, quelli che si vede subito che hanno a che fare o che sono i più interessanti, quelli furono individuati la notte stessa. Ovviamente, anche da un punto di vista voluminoso, più il reperto è grande e più, nel caso di un'esplosione, si vedono su di esso i segni dell'esplosione stessa, più è significativo e più è appariscente agli occhi dell'investigatore. Ovviamente, più il reperto è piccolo, più deve essere cercato e questi si trovano mano a mano nei giorni successivi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cominciando a esaminare, passare in rassegna la repertazione e prima ancora la rilevazione, vuole illustrare per cortesia quello che già nel verbale di sopralluogo viene indicato come 'cratere'?
TESTE De Logu: Sì. Allora, il...
PRESIDENTE: Vogliamo far vedere al teste...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
PRESIDENTE: Vuole spostarsi in quel punto laggiù, per favore?
PUBBLICO MINISTERO: Se si vuole accomodare, capitano, in quella postazione là, vi sono delle foto che fanno parte dei rilievi che io vorrei lei illustrasse perché è più comprensibile per tutti quello di cui andiamo a parlare.
TESTE De Logu: Io ho portato una copia della consulenza per mia memoria.
PRESIDENTE: Benissimo, benissimo, può servirsene.
TESTE De Logu: Grazie.
Vorrei far vedere la planimetria. Ci dovrebbe essere una planimetria in atti dove vengono riportate le posizioni e il metodo seguito per tutti i reperti. Se questa sta qui, io immediatamente posso...
Allora, come si può vedere su questa carta ci sono tutta una serie di numeri dentro dei quadretti. Ecco, ognuno di quei numeri indica un reperto.
PRESIDENTE: Mi scusi, per cortesia, ci può indicare esattamente questa planimetria che numero ha, che posizione ha?
TESTE De Logu: Sì.
PRESIDENTE: Il volume, il fascicolo, negli atti?
TESTE De Logu: Questa è la tavola 1-bis redatta dai Carabinieri Investigazioni Scientifiche rilevamento planimetrico della zona occupata da via Ruggero Sauro-via Boccioni nel quartiere Parioli a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Per la Corte, questa, come altre planimetrie, sono contenute in una busta che, nel fascicolo degli atti di cui dispone la Corte, per numerazione attribuita al momento in cui il GIP ha disposto la formazione del fascicolo, è distinta - parlo della busta - dal numero 5696-bis.
Non so perché sia bis, lo sa chi ha compilato l'indice della numerazione.
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: Bene. Dica pure.
TESTE De Logu: Allora, per quanto riguarda il cratere che è il punto ovviamente più significativo di una scena di un attentato, esso si trovava alcuni metri dall'incrocio fra via Fauro - che è questa via messa in questa posizione qua - e via Boccioni.
PRESIDENTE: Sì, benissimo.
TESTE De Logu: Ed è esattamente in questa posizione qua.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE De Logu: Tutto intorno...
PRESIDENTE: Mi scusi, la posizione è identificata da una serie di numeri: 182, 183, 184.
Non so cosa vogliono significare.
TESTE De Logu: Quelli sono dei reperti che sono stati tratti da quella zona lì.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE De Logu: Ci sono dei reperti che portano quel numero fotografati...
PRESIDENTE: Benissimo. Almeno così sappiamo esattamente anche perché ci sono quei numeri che sono adiacenti al cratere.
TESTE De Logu: Esatto.
PRESIDENTE: Va bene?
TESTE De Logu: Sì.
PRESIDENTE: Prosegua pure.
TESTE De Logu: Sì. L'esplosione dell'autovettura ha provocato, a partire da questo punto - che se per correttezza possiamo chiamare punto zero - tutta una serie di devastazioni là intorno. Ed in particolare queste devastazioni si sono maggiormente concretizzate sulle macchine che stavano lì vicino, sul muretto della recinzione della scuola Cattaneo che sta in questa zona e che era molto prossima al sito dell'esplosione. Qui c'era un cancello che dava accesso al giardino della scuola. E al civico 62 che stava dall'altra parte della strada, ma dirimpetto alla zona dell'esplosione.
A decrescere da questo punto, tutto intorno la devastazione va via via diminuendo fino a piccolissimi danni che si trovano ovviamente lontano dal punto dell'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, noi parlavamo espressamente del cratere.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi io ritornerei un attimo a parlare del cratere e quindi...
TESTE De Logu: Descrivere un attimino...
PUBBLICO MINISTERO: ... vorrei che lei illustrasse quanto risulta da quei reperti fotografici che ho passato all'ispettore Benelli qualche secondo fa.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Precisandoci che si tratta dei reperti fotografici, numeri... - ispettore, se me lo comunica a distanza - 9, 10 11 e 12 del fascicolo intestato a Centro di Investigazioni Scientifiche, contraddistinto dalla lettera C e che costituisce allegato alla consulenza, alla redazione della quale ha contribuito anche il capitano De Logu.
TESTE De Logu: Sì. Allora, qui si vede un cratere che tra l'altro è anche assolutamente puntualmente descritto in un'altra di queste cianografie che sta in consulenza, dove ci sono delle curve di livello e tutte le misure.
Questo cratere è stato, si è generato a seguito dell'esplosione - come dicevo - lungo il marciapiede, a cavallo del marciapiede praticamente dirimpetto al cancello che dava accesso al giardino della scuola e aveva delle dimensioni che adesso sto cercando, perché a memoria non le ricordo.
Chiedo scusa.
Allora, aveva un diametro massimo di 290 centimetri; un diametro minimo di 210 centimetri; e aveva una profondità massima di 40 centimetri.
Purtroppo questo cratere - ma è anche abbastanza normale, succede quando si tratta di situazioni reali - agisce su un terreno non omogeneo.
In pratica, come ho detto, sta a cavallo, ha interessato a cavallo tra un marciapiede e il manto stradale. E, come se non bastasse, ha raggiunto anche e interessato un tombino per l'accesso ad una condotta di cavi telefonici.
Per cui l'esplosione non è avvenuta su un terreno uniforme, assolutamente uniforme. Quindi disegnando, proiettando la sua energia in maniera assolutamente omogenea, ma interagendo su una superficie disomogenea ha impresso una forma disomogenea a questa superficie stessa.
PUBBLICO MINISTERO: Vorrei che osservasse, commentasse le foto successive della stessa pagina. Ecco.
TESTE De Logu: Sì, in questo caso, tra l'altro uno delle due persone che sta lavorando sono io, stiamo rilevando i dati che vi ho appena comunicato.
PUBBLICO MINISTERO: Se non mi sbaglio è una foto notturna, questa.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi è una attività di, per così dire, di misurazione del cratere condotta personalmente da lei...
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... col suo collaboratore, ovviamente già in ora notturna.
TESTE De Logu: Certo. Sì, dottore, infatti io le ho detto prima, cioè quella notte non siamo andati a letto.
Praticamente il cratere è uno degli elementi fondamentali nella scena di una esplosione. Quindi, come si diceva, i caratteri macroscopici dell'esplosione vanno subito investigati e subito assicurate quelle informazioni.
Poi, ovviamente, altri elementi verranno ad acquisirsi man mano.
PUBBLICO MINISTERO: Progressivamente.
TESTE De Logu: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Questo...
TESTE De Logu: Ma il cratere è il principale elemento. Quindi è ovvio, è stato subito interesse nostro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma è ovvio che al Pubblico Ministero interessa verificare se questo cratere è stato, anche alle sue dimensioni, studiato sul momento e poi da chi, ovvero chissà quando e chissà da chi.
TESTE De Logu: Certo, certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Invece apprendo che una delle persone che è in fotografia è lei. A parte che la riconosco, voglio dire. Ecco, benissimo.
Si parla di reperti macroscopici. Abbiamo parlato del cratere e ci ritorneremo.
Ora vorrei che lei indicasse, sempre secondo questo criterio logico, quali sono gli altri reperti macroscopici che, in qualche modo, avete ritenuto come repertatori e poi come consulenti, andassero a coniugarsi con questo cratere.
TESTE De Logu: Sì. A partire dal cratere, una volta diciamo cristallizzati i dati del cratere, si vanno a cercare quelli che sono gli oggetti più interessati all'azione esplosiva, quelli che sono, che possono essere i testimoni migliori dell'azione esplosiva.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi se la interrompo.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'individuazione di questo cratere vi ha immediatamente - a quello che capisco - orientati per una azione esplosiva da ricondursi a qualche cosa.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE De Logu: Tra l'altro, adesso sarà forse un po' difficile risalire qua, però se si vedono le foto che riprendono il muretto della scuola...
PRESIDENTE: Quelle anteriori lo riprendevano. Quelle precedenti lo riprendevano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì
PRESIDENTE: Una delle prime che ci ha fatto vedere, guardi.
TESTE De Logu: Sì, eccola, questa qua.
PRESIDENTE: No, alzi per cortesia... Ispettore può... Ecco, di qua si vede, sì.
TESTE De Logu: Ecco, dietro quel signore con la maglietta a maniche corte vicino al vigile...
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: ... se ingrandiamo, c'è un muretto. Su quel muretto vedrete tutta una serie di buchi.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: I quali hanno anche una certa provenienza.
Ci sono delle striature, si possono... Insomma, l'occhio esperto le riconosce.
Queste hanno un orientamento, questo qua significa che la bomba non era per terra, ma era in qualche modo rialzata e che ha prodotto un sacco di schegge.
Questo è uno degli elementi che un occhio esperto stabilisce subito che si tratta di un contenitore metallico che è stato fatto esplodere con una certa altezza. Facendo uno più uno, si stabilisce che si tratta di una autobomba, o perlomeno è un indice molto concreto di questo.
Altri reperti... Quindi, a questo punto avevamo già: c'era stata una esplosione, una esplosione grande, cioè consistente, perché il cratere non era piccolo. Con quegli elementi sapevamo che si trattava di una esplosione ad una certa altezza dal suolo provocata da un contenitore che aveva, metallico.
Quindi, aggiungendo tutti questi elementi, si arriva a ipotizzare, diciamo così, che si trattasse di un'auto, all'interno della quale era collocato un ordigno.
E' anche nostra nozione ormai assodata che l'auto dove sta l'ordigno, probabilmente o non si trova, o se ne trovano piccoli pezzi, o i pezzi più grossi che si trovano sono quelli degli organi metallici pesanti.
Quindi possono essere i molloni, i dischi delle ruote... Come si chiamano, insomma, le ruote tolta la parte di gomma. I cerchioni, ecco, non mi veniva la parola. Il motore, gli assali, i molloni degli ammortizzatori e così via. Mentre il resto della carrozzeria, normalmente non ha una resistenza tale da sopportare l'esplosione, soprattutto una esplosione che fa quel tipo di cratere. E che quindi questi materiali probabilmente sono sminuzzati tutti intorno e bisognerà recuperarli con pazienza nei giorni successivi.
Invece si trovò - ora ricordo - una macchina i cui reperti stavano tutti da una parte. Addirittura proiettati molto, abbastanza significativamente lontani dal punto dell'esplosione, ma tutti da una parte, tutti verso diciamo il Teatro Parioli, cioè verso questa zona qua.
PRESIDENTE: La zona alta di via Fauro.
TESTE De Logu: Esatto. La zona alta di via Fauro, definiamola così.
Questi reperti che furono individuati già la notte stessa perché erano molto significativi, e poi si ha la tendenza, quando si vede una macchina molto accartocciata, a pensare che sia l'autobomba. E invece non è così. Probabilmente è un'auto che era molto vicina al punto dell'esplosione, ma non è l'autobomba. Perché? Perché è anche abbastanza semplice da spiegare questa cosa:
L'autobomba, proprio perché c'ha la bomba all'interno, i suoi pezzi minutissimi li spara tutti intorno, con un raggio, è ovvio, perché l'azione espansiva sta all'interno.
Se invece una macchina o un altro oggetto prende l'onda esplosiva da una direzione preferenziale, per esempio davanti o di dietro, di fianco, insomma, da qualche parte, tutta, essa va tutta nella direzione da dove gli arriva il fronte d'onda.
Ecco perché è una delle macchine che si disse subito: ah, questa è l'autobomba.
Invece non era vero, ma era una delle macchine che si disse subito: ah, questa è l'autobomba.
Invece non era vero. Ma era una delle macchine vicine, fu ritrovata praticamente o sugli alberi, o i pezzi che poi ricaddero in una parabola che partiva dalla prossimità del cratere e andava verso il cinema Parioli, verso la zona alta di via Fauro, era una Cinquecento.
Tra l'altro, guardando bene lì attorno trovammo, successivamente questo, anche un pezzo di motore che ci creò non pochi problemi, in quanto quel motore risultava essere modello montato su 126. Invece noi avevamo i pezzi di carrozzeria di una Cinquecento. Qualche tempo dopo invece poi ho appreso - adesso non ho qui un verbale dove è sancito - però mi ricordo che il proprietario stesso ci disse: sì, gli avevo sostituito il motore con un equivalente da 126 a Cinquecento.
Questa macchina - che adesso viene studiata - era un'altra di quelle dei reperti più significativi che già si vedevano la notte. E si vedono in questa foto qua che adesso...
Ecco, si trovavano nella zona molto alta di via Ruggero Fauro. E tra l'altro poi si vede che è una Cinquecento di colore blu, perché si distingue ancora - queste sono foto fatte proprio nella notte - qualche pezzo di lamiera si vede ancora. Ecco, per esempio questo è un pezzo di lamiera di colore blu.
E i reperti di questa macchina stavano tutti da una parte.
Poi ci sono alcune foto, mi ricordo che qualcuno mi ha...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti capitano, un secondo.
Se vuole indicare al microfono i reperti fotografici e il fascicolo di riferimento. Così rimane nella...
PRESIDENTE: Ecco.
TESTE De Logu: Allora, le foto sono: 114 e 115. E la scheda è allegata, è quella fatta dal Centro Carabinieri Investigazioni Scientifiche, ed è indicata come B.
Il tragitto che avevano fatto questi reperti fu evidente.
Innanzitutto vi vorrei attirare l'attenzione su quelle foglie che stanno insieme ai reperti. Questo significa che quel reperto è passato in mezzo agli alberi con una concreta velocità. Infatti si è portato appresso un bel po' di fogliame.
E poi ci dovrebbe essere una foto dove pezzi di questa macchina sono rimasti attaccati sugli alberi e addirittura, in questa foto, c'è rimasta la targhetta. E quindi è un caso più unico che raro di dimostrazione che lì c'è passata una Cinquecento.
Questo è un albero abbastanza alto, eh.
C'è un'altra foto dove si vede che per andare a pigliare quel pezzettino c'è voluto una scala dei Pompieri. Ovviamente alcuni giorni dopo, quando gli abbiamo dato l'autorizzazione di poter fare manovra in mezzo ai reperti che stavano per terra.
C'è anche una foto dove si vede la scala dei pompieri che ci va a prenderla.
PRESIDENTE: Potrebbe piuttosto, per cortesia, farci individuare su quella pianta in scala la posizione di questi reperti della Cinquecento-126?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Possiamo fare l'identificazione, sia con riferimento alla planimetria sulla quale sta lavorando il capitano, sia con riferimento alle piantine che accompagnano la consulenza, perché il capitano ha sottoscritto anche...
TESTE De Logu: Ecco, qui si vedono gli alberi con i rami...
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE De Logu: Sì, gli alberi con i reperti.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, capitano, le spiace tornare a quella fotografia scattata in ora notturna...
PRESIDENTE: Quella dei rami?
PUBBLICO MINISTERO: ... nella quale si intravede almeno la parte anteriore di un veicolo accanto al quale erano posizionati quei reperti?
TESTE De Logu: E' questa qua.
PRESIDENTE: Questa?
TESTE De Logu: Infatti questa cercavo.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
TESTE De Logu: Ecco. Adesso io esattamente il punto esatto non me lo ricordo, però basta stabilire dagli atti dove era parcheggiata quella macchina con la targa che si legge molto bene per stabilire esattamente il punto dove stavano quella notte stessa i reperti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Se l'ispettore mette a fuoco, così lo leggiamo tutti.
TESTE De Logu: Io mi ricordo che era nella zona piuttosto lontana dal cratere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quella mi pare una Simca. Io leggo: 6TM3886.
TESTE De Logu: Esatto. Poi, dove stava parcheggiata quella là, parcheggiata...
PUBBLICO MINISTERO: Posso sottoporle questo inserto qui?
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dove c'è tutta una legenda. E poi lo verifica...
TESTE De Logu: Allora...
PUBBLICO MINISTERO: La può mettere sempre sotto il visore, eh. Che è la cosa migliore.
TESTE De Logu: Sì, sì. Allora, qui su, il cratere sta qua. Il cratere è a questo punto qui. E questo punto qui, al numero 38, se poi andiamo a guardare il numero 38 corrisponde ad una Talbot targata 6TM3886, che è quella che si vede nella foto notturna: 6TM3886.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ah.
TESTE De Logu: E si vede molto bene qui.
PRESIDENTE: Non si può sapere più o meno a che distanza fossero questi reperti, rispetto al cratere?
TESTE De Logu: Allora, questo è...
PRESIDENTE: Anche in via approssimativa, eh.
TESTE De Logu: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma credo che sia rilevato con esattezza, eh, questo dato. Fa ragione di ritenere.
TESTE De Logu: Allora, il cratere è questa macchia scura qua.
PRESIDENTE: Certo, certo. Sì.
TESTE De Logu: Questa è via Boccioni.
PRESIDENTE: Certo.
TESTE De Logu: I reperti stavano quassù.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: Ecco, la distanza esatta adesso è un po' difficile a calcolarla senza righello, senza... Comunque sono alcune decine di metri.
PUBBLICO MINISTERO: A me pare - dico la verità, capitano - che da qualche parte fosse riportato questo dato, eh.
TESTE De Logu: Onestamente così non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
TESTE De Logu: Non lo metto in dubbio che sicuramente è riportata. Sarà anche nelle piante, dalle piante stesse si potrà evincere. Però ora qua non mi viene una misura esatta.
Comunque stavano di fronte al civico 37.
PRESIDENTE: Sì, questo risultava anche dalla fotografia, se non mi sbaglio.
TESTE De Logu: Ecco, insomma, il civico è ancora lì, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Le sue planimetrie sono sicuramente in scala?
TESTE De Logu: Sì. Ma in questa planimetria mi sa che non arriviamo neanche fin là, eh. Perché è il particolare della zona del cratere.
PRESIDENTE: Qui abbiamo...
PUBBLICO MINISTERO: Allora possiamo dare almeno una distanza non inferiore alla quale si trova quel reperto.
PUBBLICO MINISTERO: Pubblico Ministero, abbiamo un calendarietto che ha, è centimetrato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma il capitano sta dicendo che nelle planimetrie realizzate dal CIS che sono in scala...
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... addirittura il reperto esorbita.
PRESIDENTE: Dalla...
PUBBLICO MINISTERO: Allora io suggerivo al capitano di misurare le distanze massime nelle quali ci sono i reperti. Potremo almeno dare una indicazione alla Corte. Nel senso che: questo reperto è... Nel senso: sempre superiore a.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE De Logu: Vediamo se riesco a fare questa operazione.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Casomai questo dato lo ricupereremo in qualche modo.
TESTE De Logu: Sono 5000 centimetri. 5000 centimetri sono 50 metri. Sono circa 50 metri.
PRESIDENTE: Lo ripeta al microfono, per cortesia.
TESTE De Logu: Circa 50 metri.
PRESIDENTE: Tra il cratere e l'ultima rilevazione...
TESTE De Logu: No, tra il cratere e i reperti.
PRESIDENTE: I reperti di cui ci occupiamo, o gli ultimi reperti...
TESTE De Logu: Questi reperti qua.
PRESIDENTE: questi reperti qui, questi specifici della Cinquecento-126.
TESTE De Logu: Sì, se non ho sbagliato i conti fatti così, ma dovrebbe essere sui 50 metri.
PRESIDENTE: Bene.
TESTE De Logu: Metro più, metro meno.
PRESIDENTE: Sì, sì. Certo. Possiamo andare avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Allora, questo per così dire è il secondo reperto macroscopico che lei ha illustrato anche con riferimento a qualche elemento di dettaglio, tipo la targhetta inserita nell'albero, tipo - se non mi sbaglio - anche la...
TESTE De Logu: Beh, era importante...
PUBBLICO MINISTERO: ... elementi di carrozzeria.
TESTE De Logu: Sì, ma soprattutto la balistica che ha avuto questo reperto, era importante. Perché consentiva di escludere che non era quella l'autobomba.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ci arriviamo, infatti.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Visto che ci occupiamo di veicoli, vi è stato qualche altro veicolo che per voi ha assunto la qualità e il ruolo di reperto primario per ricostruire l'accaduto?
TESTE De Logu: Quando si tratta di autobombe, come ho detto prima, l'autobomba vera e propria probabilmente è minutamente frammentata. Quindi, alla fine si va alla ricerca di quelli che sono i materiali che offrono maggiore resistenza.
O meglio: che si sa che si distruggono di meno all'azione esplosiva.
PRESIDENTE: Mi scusi, abbia pazienza, quando lei dice 'probabilmente', è un probabile che deriva da precedenti esperienze?
TESTE De Logu: Sì, certo.
Allora, lì avevamo molti rottami, cioè estremamente rotta questa qua che stava a 50 metri. Però tutta da una parte. Quindi non era quella l'autobomba. Poi avevamo un motore che bisognava battezzare, dare a qualcuno. Perché i motori sono quelli che sopravvivono a questo tipo di esplosioni. E poi, dall'altra parte, c'era un motore che era diciamo esattamente dall'altra parte della... Oltrepassata via Boccioni, sempre lungo via Fauro, ma via Boccioni, oltrepassata via Boccioni...
PRESIDENTE: Ecco, possiamo vederlo?
TESTE De Logu: In questa zona qua.
PRESIDENTE: Ah, esattamente nella direzione esattamente opposta.
TESTE De Logu: Esattamente opposta. Qui c'era un altro motore. Però non c'erano altre...
PRESIDENTE: Scusi, mi scusi, capitano, ma ci vuole dire a che punto dei due che sono sottolineati lì in quella zona corrisponde il motore di quella che presumo lei parli della FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: No, la Corte lo conosce già il dato, eh. Glielo abbiamo già ricostruito stamani.
PRESIDENTE: Sì, ma sarebbe bene ripeterlo per tranquillità. Perché è un altro consulente, quindi vediamo che coincidano.
TESTE De Logu: Lì, dove ci sta scritta la lettera D...
PRESIDENTE: T come Torino?
TESTE De Logu: D come Domodossola.
PRESIDENTE: Ah, D come Domodossola. Ah, ho capito.
TESTE De Logu: Ecco.
PRESIDENTE: Quello è...
TESTE De Logu: Quello era un motore. Infatti c'è scritto nella legenda, lì c'era un motore che era andato ad incastrarsi praticamente...
PRESIDENTE: Fra i due veicoli.
TESTE De Logu: Esatto. Parcheggiati. Più altri rottami lì avanti.
Però lì c'era un altro motore. Quindi avevamo due motori e una carrozzeria fra quelle particolarmente distrutte.
L'altro motore che era sulla scena dell'attentato invece è a monte del cratere, sopra il cratere.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: Qui, in questa zona qua.
PRESIDENTE: Sì, sì, certo certo.
TESTE De Logu: Ecco. Il motore che stava a monte del cratere è il famoso motore della Cinquecento-126.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: Quindi avevamo a questo punto: un motore della 126 e dei frammenti molto rotti, ma sempre riconducibili ad una Cinquecento e un altro motore.
L'altro motore non poteva non appartenere ad una macchina la cui carrozzeria era stata sminuzzata molto di più della Cinquecento. Il che lascia ritenere che fosse l'autobomba. O quella che doveva contenere l'esplosivo.
Questo è il percorso logico che si fa in questo tipo di attività.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: E questo è il motore di cui stiamo parlando, capitano?
TESTE De Logu: Sì, sì. E qui si vede anche il motore nella foto a fianco. Ci sta un motore che sta incastrato qua.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, per così dire, è un reperto che era localizzato territorialmente diciamo nell'area di competenza della Polizia di Stato.
TESTE De Logu: Sì. Sì, per questo noi non l'abbiamo investigato più di tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
TESTE De Logu: Però io ero lì, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Penso che la conosca lei questa repertazione.
TESTE De Logu: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Visto che è allegata alla...
TESTE De Logu: Sì. No, ma l'ho visto anche il motore lì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, ecco.
TESTE De Logu: Quello che io non ho fatto, siccome era nella zona di competenza dei colleghi, è stato di investigare più di tanto questo motore. Quindi fare la rilevazione del numero di matricola, chiedere alla Centrale di chi sta, eccetera, eccetera. Questo non l'ho fatto io.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Sappiamo chi l'ha fatto.
Ecco, questo qui è il motore. La posizione di questo motore l'abbiamo, per così dire, già indicata in questa planimetria.
Ecco, lei un attimo fa ha detto che era un motore senza carrozzeria.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché, a livello di distruzione della Cinquecento non c'era una carrozzeria che potesse, per così dire, sposarsi a questo motore.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è il discorso che ha fatto.
TESTE De Logu: Sì, diciamo che c'era un motore in più rispetto ai pezzi evidenti delle macchine, per quanto distrutte.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: Mi scusi, scusate un momentino. Sempre per chiarezza: non è stato trovato nessun reperto rapportabile, quale carrozzeria, molloni, o altre cose, a questa auto cui apparteneva il motore trovato qui alla lettera B?
TESTE De Logu: Piano piano, sì. Adesso noi stiamo parlando...
PRESIDENTE: Della prima...
TESTE De Logu: Certo, nell'immediatezza.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE De Logu: Abbiamo parlato dei reperti più significativi.
PRESIDENTE: Certo, sì.
TESTE De Logu: Poi i vari pezzi si trovano fino addirittura a ricostruire la macchina stessa.
PRESIDENTE: Ho capito. Ha ragione. Il Pubblico Ministero lo aveva segnalato, ma io me n'ero dimenticato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, infatti, a partire dal rilievo che una carrozzeria, per quanto danneggiata, ma che si ritrovasse come pezzo unico da mettere insieme, da sposare al motore, non è stata rinvenuta.
E' stato ritrovato però qualche reperto che poi invece avesse una qualche parentela con questo motore?
TESTE De Logu: Sì. Successivamente - ma questo posso dire nei mesi successivi - noi abbiamo preso tutto ciò che c'era...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, aspetti capitano. Dico sul posto, come repertazioni di cui lei si ricordi, sennò glielo ricordo io, ricorda che è stato ritrovato una parte di telaio che aveva un determinato numero di identificazione?
TESTE De Logu: Ah. Nel proseguo del sopralluogo e giorni successivi, ricordo che mano mano furono trovati altri pezzi. E in particolare la parte che sta sopra il mollone dell'ammortizzatore che fu trovata, se non ricordo male, in una zona compatibile con l'esplosione, dove c'era un numero di telaio che era collegato al numero del motore, questo sì.
Però siccome questi materiali stanno nella zona che fu investigata della Polizia, io lo so perché quando si trovava qualcosa di significativo qualcuno me lo veniva a dire. Ma non ho...
PRESIDENTE: Perché lei andava e verificava anche lei.
TESTE De Logu: Certo.
PRESIDENTE: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le è noto - penso di sì, insomma - le è noto il rinvenimento di un libretto di circolazione?
TESTE De Logu: So che nei reperti c'era un libretto di circolazione, ma questo è uno di quegli elementi che fisicamente io non ricordo dove sia stato trovato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma io anticipo subito una domanda.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Eh? Visto che lei poco fa si è rifatto ad un dato per così dire esperienzale...
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Penso che sarà a livello di esperienza diretta, o anche a livello di letteratura scientifica, o letteratura specializzata.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Circa i danni, o comunque la sorte che ha un veicolo che sia contenitore di una carica esplosiva, quantitativi significativi tali da comportare la distruzione del veicolo stesso, eccezion fatta per le parti meccaniche più importanti.
Ecco, a partire da questa premessa di ordine teorico, per così dire, lei ritiene possibile che, nonostante la distruzione, praticamente annienti tutte le parti non particolarmente resistenti del veicolo?
Lei ritiene possibile che un manufatto estremamente fragile come può essere appunto un libretto di circolazione, scampi alla distruzione del veicolo e le sue parti più solide?
TESTE De Logu: Ma guardi, sì. L'esplosione è un fenomeno abbastanza strano. A volte bizzoso, potremo dire quasi così.
Ma ha una spiegazione scientifica: i metalli è vero che sono resistenti, ma a volte possono essere poco elastici. Altri materiali, tipo la tela, tipo la carta, tipo determinate superfici plastiche molto leggere, queste riescono, a seconda della distanza, a seconda di come si offrono al fronte d'onda, a seconda che ci siano o meno davanti altri materiali. Che ne so, una borsa che poggia sul sedile dietro il quale c'è l'esplosivo. Queste addirittura a volte riescono a sopravvivere assolutamente intonsi all'azione esplosiva.
Per esempio, un dato esperienziale: io, per San Giovanni in Laterano, ho trovato il bollino dell'assicurazione praticamente integro che stava sul vetro della macchina esposto. Adesso non mi ricordo se era il bollo, o l'assicurazione. Probabilmente l'assicurazione.
PUBBLICO MINISTERO: Dell'autobomba?
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, quella che lei ha identificato come autobomba.
TESTE De Logu: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si è salvato il contrassegno dell'assicurazione?
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE De Logu: Quindi non mi stupisco più di tanto se un materiale, tipo un libretto di circolazione o altri documenti sopravvivano. Perché non hanno, non offrono resistenza. E' come il giunco che si piega all'alluvione e poi risale, mentre il ponte se ne va. Eppure il ponte è molto più resistente del giunco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quello che lei dice per la capacità distruttiva del fronte d'onda, come lo ha chiamato, è un discorso che si può fare in termini analoghi anche per quanto riguarda l'onda di calore?
TESTE De Logu: L'onda di calore è così impulsiva in una esplosione che praticamente ha un tempo assolutamente infinitesimo.
Cioè, adesso un esempio. Scusate, potrebbe essere anche interpretato come vanteria, ma non è così: gli ufficiali che fanno il Genio, no? Gli ufficiali di complemento, ma gli ufficiali tutti del Genio, fanno le prove ravvicinate di esplosione. In pratica si fanno esplodere fino a tre chili di esplosivo a pochi passi in una determinata posizione, no? L'onda di calore, loro sono dentro l'onda di calore, ma è così impulsiva che neanche si sente. Lo so per esperienza personale, perché l'ho fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire? E' ridotta a tempuscoli.
TESTE De Logu: E' praticamente zero il tempo in cui si ha l'incremento di temperatura e un ritorno ad una temperatura ambiente, per cui è come se ci passassimo velocemente un cannello della saldatrice sul dito. E' così veloce il tempo di esposizione del materiale organico, della pelle alla fiamma che non gli fa niente. Ci vuole un tempo finito a che una fiamma bruci qualcosa. Un tempo praticamente nullo non produce combustione.
Diverso è se viene attinto invece da schegge incandescenti. Perché le schegge incandescenti, cioè il metallo riscaldato, allora quello tiene il calore e quando colpisce un oggetto ha tempo per cederglielo. Allora è diverso. Però ci deve essere un tempo finito perché un calore venga somministrato ad un altro corpo per avere effetto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stiamo parlando della repertazione più significativa. Quindi abbiamo passato in rassegna un cratere, una Cinquecento, dei rottami dei quali lei diciamo ha una cognizione indiretta, perché sono stati repertati non nella sede in cui il CIS ha operato, o l'arma in genere ha operato.
Ecco, preservando a chi voglia le altre domande sull'argomento, io direi di passare direttamente alla elaborazione dei reperti. Essenzialmente nella qualità sua, questa volta non più di ufficiale di Polizia Giudiziaria repertatore, ma di consulente del Pubblico Ministero.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che aveva un certo tipo di incarico in relazione alle cause dell'accaduto, dico bene?
Allora, mi vuol spiegare intanto capitano come, visto che agivano sul territorio anche i tecnici di diversa estrazione professionale, com'è - intendo dire provenienti dalla Polizia di Stato - considerato che il Collegio dei consulenti del Pubblico Ministero era costituito da: ufficiali dell'Arma dei Carabinieri e funzionari della Polizia di Stato.
Ecco, come avete proceduto, come ha proceduto lei in particolare per quanto riguarda i reperti sui quali poi ha sviluppato una certa attività di indagine tecnica.
TESTE De Logu: Sì. Allora, io, oltre che essere ufficiale dei Carabinieri, occupo il posto dove sto perché sono un chimico. E come tale ho curato massimamente la parte chimica di questo accertamento.
Quindi, sui reperti che noi abbiamo sottoposto all'analisi, io sono andato a cercare le tracce di esplosivo. Questo è stato il mio compito diciamo principale. Non escluso però tutto il resto, ovviamente.
Ecco, abbiamo operato in questa maniera: per i reperti, di tutti i reperti che sono stati trovati, un certo numero sono stati sottoposti ad analisi. Una parte da me, una parte dal collega che fa la stessa mia funzione della Polizia di Stato.
Io, con le mie tecniche analitiche, con gli strumenti che ho a disposizione io; lui, con le sue tecniche analitiche e con gli strumenti che ha a disposizione lui.
Quindi abbiamo scambiato i reperti, i campioni e rianalizzato io i suoi e lui i miei.
PRESIDENTE: Viceversa, cioè.
TESTE De Logu: Esatto. Questo è stato il modo di procedere analitico, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei ha preso per così dire in esame una serie di reperti in via autonoma.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questi sono reperti, come dire, realizzati da lei personalmente anche? Cioè, le prestazioni fatte da lei direttamente, sul luogo del fatto?
TESTE De Logu: Sì, o dai miei più stretti collaboratori, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi interessava sapere questo. Cioè a dire: che tipo di reperti aveva avuto per le mani, ecco.
TESTE De Logu: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: La continuità, voglio dire, tra la repertazione e la consulenza. Ho bisogno di dimostrare...
TESTE De Logu: Ah, sì, sì. No, non c'è stato mai nessun passaggio di reperti oltre... No, i reperti soprattutto quelli alla ricerca delle tracce di esplosivo non pigliano mai altre strade. Quelli vanno direttamente dal luogo dell'attentato al laboratorio.
PUBBLICO MINISTERO: Ne sono convinto. Ma io alla Corte devo, davanti alla Corte so che cos'è di cui devo dare una dimostrazione, positiva o negativa.
TESTE De Logu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perché, anche se è ovvio che deve succedere così, le ho chiesto da dove venivano i suoi reperti.
TESTE De Logu: Sì, sì, sì. Allora, c'è anche una elencazione. Adesso... eccolo qua.
PUBBLICO MINISTERO: Certo che c'è una elencazione nella relazione.
TESTE De Logu: Una elencazione con a fianco i risultati analitici riportata varie volte in funzione delle tecniche particolari utilizzate, a seconda del tipo di accertamento utilizzato.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, cominciamo a dire questo, capitano.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questi reperti sono stati numerosi.
TESTE De Logu: Scusi, non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: I reperti sui quali lei ha esercitato le sue ricerche, sono stati numerosi?
TESTE De Logu: Sono stati statisticamente sufficienti ad accertare il fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Vogliamo dare un ordine di grandezza, in termini di numero?
TESTE De Logu: Almeno 25.
PUBBLICO MINISTERO: La provenienza di questi reperti, rispetto al luogo dove il fatto si è verificato, è stata una provenienza singola, o una provenienza distribuita?
TESTE De Logu: No, no. E', sono reperti presi nell'area...
PUBBLICO MINISTERO: Da punti diversi.
TESTE De Logu: Sì, punti diversi, ma anche significativi di ciò che si andava a cercare.
Cioè, per esempio, è inutile che io cerco i residui di esplosione sulla macchina che sta a 50 metri. Lì, al limite, ne piglierò uno di campione; mentre ne piglierò cinque sul cratere che è la zona dove si concentrava maggiormente il residuo di esplosione. In questo senso.
Sono più campioni presi da più punti, ma con la preferenza tesa ad ottenere dei reperti sui quali poi si troverà il residuo, sennò... In questo senso, guidata in questa maniera da...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è proprio questo tipo di chiarimento di cui avevo bisogno.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sono reperti tipologicamente o merceologicamente analoghi, o reperti anche diversi tra di loro?
TESTE De Logu: No, ci sono, alcuni sono dei lavaggi. Nel senso che sono dei lavaggi direttamente sulle superfici inamovibili che vengono lavate con un solvente, e il solvente recuperato, il solvente recuperato scioglie l'esplosivo e si porta a casa solvente...
PUBBLICO MINISTERO: Qual è il solvente che si adopera per fare questa operazione di lavaggio?
TESTE De Logu: O direttamente il solvente viene recuperato facendolo imbevere su una carta da filtro, o qualcuno usa il cotone, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, nel nostro caso, quale tecnica ha adoperato?
TESTE De Logu: Io preferisco usare la carta. La carta...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ha recuperato solvente allo stato liquido su una carta assorbente.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora dicevano che sono reperti di natura diversa. Alcuni lavaggi, come li chiama lei...
TESTE De Logu: Sì. Altri sono proprio pezzi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE De Logu: Per esempio, qui leggo: "Recinzione".
La recinzione è la parte che c'era una rete che chiudeva il giardino della scuola. Quella l'abbiamo tagliata, ce ne siamo portati un pezzo in laboratorio, l'abbiamo lavata e lì non c'è bisogno di passare dalla carta, si recupera direttamente il solvente.
Poi ancora continuando c'è del terriccio. Il terriccio viene preso così com'è, portato in laboratorio, bagnato con il solvente, il solvente fatto filtrare e poi recuperato. E così via.
Poi ci sono frammenti metallici, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE De Logu: Il frammento metallico si porta così com'è in laboratorio e si analizza. Questa...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ha detto che ha esercitato questa attività di ricerca su un numero ritenuto congruo secondo i criteri di questo tipo di indagine intorno ai 25 pezzi.
TESTE De Logu: Sì. No, ho detto: non meno di 25 pezzi.
PUBBLICO MINISTERO: Non meno...
TESTE De Logu: Perché ci sono certi reperti che possono essere, che vengono collezionati per fare un determinato tipo di analisi e quindi devono essere presi in una certa maniera; ci sono altri reperti che vengono presi in un'altra maniera ancora perché devono essere avviati ad una tipologia differente di indagine.
In questa tabella, sono sicuro perché ho almeno 25, sono sicuramente qua, perché li sto vedendo.
Poi, in altre analisi ce ne possono essere degli altri.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, a questo punto capitano bisogna che lei spieghi alla Corte che tipo di ricerche ha fatto.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Proprio cioè a dire le metodiche di indagine analitica adottate.
TESTE De Logu: Allora, come collegio di consulenza, cioè tra me e il collega della Polizia di Stato, penso che abbiamo utilizzato quello che all'epoca disponevamo di tecnologia. Tutto, tutto ciò che la tecnologia a livello mondiale aveva messo a punto fino al giorno in cui noi abbiamo fatto questa consulenza, li abbiamo usati tutti.
Allora, in particolare io ho utilizzato una tecnologia che si chiama spettrometria di mobilità ionica e che consente proprio questo tipo di indagini - poi possiamo spiegarla nei particolari - e un'altra tecnologia che si chiama gascromatografia accoppiata alla spettrometria di massa.
Queste sono le due tecnologie che ho adoperato io.
Il collega della Polizia Scientifica ha utilizzato altre tecnologie, tra i quali sempre la GC, la gascromatografia con spettrometria di massa, e più ha avuto modo di utilizzare anche gascromatografia con gascromatografia con rivelatore TEA; APLC con rilevatore TEA, cromatografia ionica. Insomma, le abbiamo provate tutte, via. Almeno sei tecniche.
PRESIDENTE: Almeno sei...
TESTE De Logu: Sei tecniche differenti.
PRESIDENTE: Tecniche diverse.
TESTE De Logu: Con altrettante apparecchiature diverse.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la Corte già conosce in qualche misura...
PRESIDENTE: Le tecniche.
PUBBLICO MINISTERO: Qualcosa sulle tecniche, nel senso che, esperti del ramo come lei, hanno già fornito dei chiarimenti alla Corte.
Il Presidente e la Corte, se poi ritengono, le faranno tutte le domande del caso.
Io, a questo proposito, cioè a dire sul livello di impostazione teorica su una ricerca di questo genere, faccio una domanda sola: come mai, anche in questo caso, lei e il suo collega di Polizia di Stato, dottor Massari, avete messo in campo complessivamente invece che una tecnica, la più accreditata, sei tecniche diverse?
TESTE De Logu: Dunque, forse nelle aule di Tribunale non arriva mai la complessità vera da un punto di vista scientifico di questo tipo di indagine, perché mediata da noi.
Però forse sprecare due parole a questo punto, forse è utile.
Cioè, dovete immaginare che noi andiamo a ricercare tracce sotto, anche sotto il miliardesimo di grammo. E questo non sarebbe niente se fosse su un supporto assolutamente sterile e pulito. Il fatto è che non è mai così. La matrice, cioè il pezzo dove io vado a cercare quel miliardesimo di grammo, c'ha dentro di tutto. C'ha olio di motore, benzina, polvere, tutto le peggio cose che ci si possa immaginare.
Quindi, queste complicazioni inducono a delle complicazioni di rilevazione notevoli.
A questo si aggiunge che gli esplosivi, alcuni sono rilevabili meglio con una determinata tecnica; altri sono rilevabili meglio con un'altra tecnica. Non solo, ma la prima tecnica magari vede meno gli inquinanti, mentre la seconda li vede di più. Allora è un equilibrio dove l'ottimo, il migliore equilibrio diciamo è abbattere più possibile gli inquinanti e elevare al massimo possibile le tracce di esplosivi.
Questo equilibrio non è facilmente raggiungibile, e allora bisogna affinare le tecniche, cambiare la tecnica in modo da arrivare sempre al miglior rapporto inquinanti-esplosivi.
E' per questo che si usano tutte queste tecniche, in ultima analisi. Poi, va be', si può discutere dal punto di vista economico, chi ce l'ha, chi non ce l'ha. Dal punto di vista professionale: se lo so usare, o non lo so usare. Ma a parità di... Diciamo, posso disporre di tutti gli strumenti di questo mondo, o la migliore professionalità di questo mondo. Alla fine questo equilibrio tra inquinanti ed esplosivo che devo andar a cercare, mi obbliga a cercare varie tecniche.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, capitano, e quindi per i reperti sui quali lei ha condotto in prima persona con le metodiche che ha illustrato le indagini di tipo qualitativo, per così dire, che risposta le hanno dato?
TESTE De Logu: Come risultato definitivo, cioè alla sommatoria di tutte le metodiche messe in campo, noi abbiamo trovato tracce...
Ci vado perché sono prudente, eh. Me lo ricordo, ma...
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE De Logu: Allora, abbiamo trovato tracce di etilenglicole di nitrato EGDN, nitroglicerina, dinitrotoluene, trinitrotoluene, pentrite, ET-4.
Praticamente sono i componenti di tutti gli esplosivi comunemente utilizzati in Italia.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, ricapitolando: il trinitrotoluene che è quello che si chiama tritolo.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'RDX e T-4, sotto il nome di T-4; la pentrite va sotto il nome di pentrite, e poi abbiamo queste altre specie di esplosivi l'EGDN...
TESTE De Logu: L'EGDN, la nitroglicerina e il DNT. Il DNT è il dinitrotoluene, anziché trinitrotoluene. Ha due gruppi nitrici anziché tre sull'anello aromatico del toluene. L'EGDN e la nitroglicerina differiscono soltanto per un gruppo. Praticamente è una nitroglicerina più corta l'EGDN, se mi passate questo termine.
PUBBLICO MINISTERO: Si possono dividere, come dire, per famiglie, questi...
TESTE De Logu: Allora, questo è dato grezzo, il dato analitico.
Dove si trovano questi esplosivi, negli esplosivi reali? Queste specie esplosive negli esplosivi reali?
Allora: EGDN, nitroglicerina. DNT e TNT sono i costituenti normali delle dinamiti da cava, dei gelatinati da cava, quelli che si trovano in qualunque cantiere, in qualunque...
Pentrite e T-4: la pentrite fa parte sostanzialmente, è molto diffusa nelle micce detonanti. Il T-4 è un esplosivo un attimino più, tra virgolette, raro ed entra nella composizione di esplosivi di tipo o militare, o che provengono da scaricamento di materiale militare riconvertito in usi civili.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, una volta che lei ha compiuto la sua ricerca sui campioni di cui si è occupato, sui reperti di cui si è occupato, se ho capito bene, questi reperti poi sono stati esaminati dal dottor Massari e viceversa.
TESTE De Logu: I reperti, non i campioni. Cioè, la boccettina col concentrato del lavaggio del reperto. Ci siamo scambiati...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, non il reperto.
TESTE De Logu: Non il reperto. Beh, che è lo stesso, eh, da un punto di vista analitico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dal punto di vista analitico, sì.
Vi siete, per così dire, scambiati i campioni. Possiamo chiamarli così.
TESTE De Logu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, avete registrato diversità di...
TESTE De Logu: No, no. Sostanzialmente si è arrivati alle stesse conclusioni. Sempre però, attenzione, se no non avrebbe avuto senso fare le due cose, no? Tenendo presente che sapevamo a priori che determinate tecnologie certe cose, magari, o non le vedevano, o le vedevano peggio.
Ecco, queste differenze sono state confermate di validità della tecnica, questo sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, abbandoniamo per un attimo il discorso che riguarda le specie esplosive e quindi le indagini analitiche sui reperti propriamente detti.
Lei ricorda che sia stato, nell'ambito di tutto il materiale repertato, che sia stata come dire, dedicata una certa attenzione e con quali risultati, a un reperto metallico che sarebbe più esattamente foto da 91 a 93, allegate alla, proprio quelle allegate alla relazione, devo pensare, sì. L'allegato 12, dell'allegato 12.
Ecco, da 91 a 93 si descrive un certo reperto. Le dico la verità: non so se questo è un punto della relazione sul quale ha più cognizione lei, o il dottor Massari, ma...
TESTE De Logu: Non so qual è il...
PUBBLICO MINISTERO: Va be', me lo dice lei. Voglio dire: una volta che lo vede.
TESTE De Logu: Eh, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome io in consulenza leggo una certa considerazione...
TESTE De Logu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome io non sono stato a far programmazioni ovviamente dell'esame suo e del dottor Massari, quindi leggo una cosa che ho bisogno di chiederle.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Riconosce il reperto...
TESTE De Logu: Non ho fatto io questo tipo di indagine, l'ha fatta il dottor Massari. Però so qual è la storia che c'è dietro questo reperto.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ma se non l'ha fatto lei...
TESTE De Logu: Forse è il caso che lo fa...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ma se non l'ha fatto lei vuol dire che il discorso si approfondirà...
TESTE De Logu: Sì. E' meglio approfondirlo...
PUBBLICO MINISTERO: ... più direttamente con il dottor Massari.
Ecco. Ormai che ci siamo, le chiedo se ha memoria che tra i materiali appunto ritrovati e poi sottoposti al famoso setacciamento che avete eseguito, lei ricorderà che è stato ritrovato, sono stati ritrovati quelli che avete definito numerosi frammenti di un circuito stampato.
TESTE De Logu: Sì, allora...
PUBBLICO MINISTERO: Se lei ha presente questo aspetto della loro attività di ricerca vorrei che lo illustrasse alla Corte e possiamo prendere l'allegato 13. L'allegato 13 che è questo. Perché l'allegato 13 reca proprio foto credo, numerose di questo reperto di cui si sta parlando.
Dunque, se lei ha presente chiaramente poi lo sa da sé, senza bisogno che io...
TESTE De Logu: Sì, ho capito di che cosa si possa trattare.
Dunque, forse è meglio chiarire per evitare qualunque tipo di confusione.
I reperti, cioè, il risultato della spazzatura per terra, proprio fisicamente, della pulizia per terra di tutta l'area, fu recuperato, ognuno nella sua aerea di competenza, in sacchi della Polizia e sacchi dei Carabinieri. Poi, il setacciamento fu fatto parte dalla Polizia e parte dai Carabinieri.
Nella parte dei Carabinieri fu ritrovato un frammento di scheda elettronica. Adesso non so se è questa...
PRESIDENTE: Vuole ripetere, per favore? Un frammento?
TESTE De Logu: Un frammento di scheda elettronica. No? Questa parte fu curata in particolare dal colonnello Lombardi, per cui lui potrebbe essere più puntuale di me.
Ricordo però alla fine che finì questa storia, perché pensavamo di avere individuato un frammento del ricevitore dell'impulso della bomba, del telecomando. Invece no, si trattava semplicemente di un banale telecomando che si tiene in macchina col quale si manda, non si riceve l'impulso, per aprire gli apricancelli.
Per cui, una grossa speranza, alla fine finì in poco.
Non so se si riferisce a questo, dottor Chelazzi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, mi riferivo sostanzialmente a questo. Ma sento che il consulente diciamo...
TESTE De Logu: Sì, gli studi li ha fatti lui, è lui che fa elettronica.
PUBBLICO MINISTERO: ... specializzato sul punto. E quindi è sempre meglio chiederlo a chi ne sa di più.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare però che intanto lei abbia detto che fu accertato che si trattava non della ricevente, ma si trattava dell'apparato con la quale si genera l'impulso per attivare una ricevente.
TESTE De Logu: Trasmittente, sì. Infatti so bene di questa parte qua, perché ci sperammo tanto su questa cosa qui, e invece poi alla fine...
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda ancora se furono trovati dei reperti sempre tipologicamente simili che invece avevano a che fare con circuiti stampati, o per meglio dire, schede elettroniche a servizio però dei sistemi di accensione dell'automobile?
TESTE De Logu: Sì, sì, sì. Ce n'erano tantissimi di questi frammenti di schede elettroniche, però alla fine furono tutti ricondotti a sistemi di uso delle macchine, delle autovetture.
Chi per la benzina verde, chi per altri circuiti strani. Elettronicamente le macchine moderne sono molto complicate.
PUBBLICO MINISTERO: E sono stati questi reperti, a quello che capisco, giudicati indifferenti rispetto ad un ipotetico controllo di attivazione?
TESTE De Logu: Sì, sì. No, alla fine di tutti questi frammenti non ne venne fuori uno che si poteva collocare fuori da un uso ben preciso di una collocazione di una utilità concreta all'interno di una macchina, di una autovettura.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, a questo punto inverto la domanda per chiederle se le consta che ci sia stato il rinvenimento anche nel più minuto dei frammenti di un qualche cosa che vi sia stato possibile ricondurre al sistema diciamo passivo di attivazione della carica.
TESTE De Logu: No. No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, una volta conseguito questo certo qual risultato dal punto di vista analitico, siete stati in grado di sviluppare il dato anche nel profilo del cosiddetto peso di carica?
TESTE De Logu: Sì. Allora, per quanto riguarda il peso di carica noi avevamo un dato, sostanzialmente, che erano le misure, la forma del cratere. Questo era il dato sostanziale che noi avevamo, non avevamo altri dati.
Spiego perché. Allora, già avevo premesso alcune di queste considerazioni. Quel cratere non insiste su un materiale omogeneo, perché è a cavallo tra un marciapiede che ha una certa consistenza e una certa altezza, e un suolo che ovviamente ha una consistenza diversa e una distanza diversa dalla carica.
Poi, la carica era sopraelevata, stava dentro la macchina, sopraelevata e lo abbiamo dimostrato da quel muretto dove ci sono le schegge che si inseriscono ad una certa altezza. Non solo, ma non avevamo fondamentalmente nessun elemento omogeneo sul quale calcolare l'onda d'urto. Perché da una parte verso la scuola, è aperto. No? C'è solo un piccolo muretto basso che serve solo per complicare i calcoli, non per facilitarli. E da questa parte, i muri, che sono quelli dove si può andare a fare le misure, erano protetti dalle altre macchine parcheggiate. Tant'è che gli sono state sparate contro i muri. Questo è assolutamente evidente.
Quindi, una situazione peggiore per fare un peso di carica l'ho trovata soltanto a San Giovanni in Laterano, perché sotto c'era un tunnel che ha sfondato e quindi è ancora peggio.
Era estremamente complesso fare questo, affrontare questo problema, questo dato, da un punto di vista diciamo teorico-matematico.
Nonostante questo abbiamo applicato, ho applicato un certo numero di formule risultanti in letteratura, dalle quali è venuto fuori: allora, posto che il diametro massimo era 290 centimetri, il diametro minimo 210, la profondità 40. E nonostante la disomogeneità introdotta anche dal tombino famoso, applicando queste formule sono venuti fuori tre pesi di carica. Rispettivamente di: meno di un chilo, di 23,5 chili, e di 63,0 chili.
Evidentemente le due formule iniziali, quella meno di un chilo, è assurda. Quella da 23 chili, anche lei è assurda, perché io ho visto macchine esplose con 30 chili di esplosivo dentro, non si rompono come si è rotta la Uno. Quindi non poteva essere neanche questo secondo peso.
Il terzo dato, che è quello più corretto, di 63,0 chili. Però viene fuori da una formula che dà conto di esplosioni avvenute a contatto con il suolo. Questa situazione non era quella reale, perché noi eravamo come minimo a 45-50 centimetri sopra il suolo.
Perché, posto che, ormai avevamo dati più che sufficienti per stabilire che si trattava di una esplosione all'interno di una Uno, l'esplosivo poteva essere messo, visto la distruzione della macchina, o nel bagagliaio posteriore, o nel sedile posteriore.
Posto questo, se si va a misurare il sedile e il bagagliaio stanno tra i 45 e i 50 centimetri da terra. Quindi la carica doveva essere considerata tra i 45 e i 50 centimetri da terra.
Introducendo questo dato dobbiamo praticamente raddoppiare all'incirca questo dato e abbiamo stimato che l'esplosivo applicato in questa macchina sia stato intorno ai 100-120 chili. Tra i 90 e i 120 chili.
Tutte queste complicazioni di tipo matematico presenti, reali, di cui non si può non tener conto, vengono - ed è normale, prassi normale in esplosivistica - aggirate dalla prova di esplosione. Per cui si fa una prova: si piglia una macchina più o meno identica a quella, gli si mette la carica stimata e con una approssimazione del 10-15% si mette dentro un esplosivo. Di norma se ne mette sempre un po' di più rispetto al dato medio statistico, e si vede come esplode.
Se la frammentazione della macchina e soprattutto nei pezzi più importanti la proiezione, benché in campo aperto - e questo ovviamente porta delle approssimazioni anche lì - dei pezzi maggiori arrivano a, come si dice? Sufficientemente ad approssimare l'esplosione in studio, beh, il dato è tutto sommato abbastanza accettabile. All'interno di quello che - io ripeto - sono le approssimazioni che porrei tra il 10 e il 15% in più o in meno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, capitano, lei come dire - ha fatto bene - ha sintetizzato i passaggi successivi della attività di consulenza attraverso anche verifiche come quella che ha indicato, sviluppati successivamente.
Io ho bisogno invece di ritornare un attimo al punto di partenza. In che senso?
Ho bisogno di tornare sul luogo dove si è verificato il fatto, per sottoporle alcuni quesiti.
Ecco, secondo me, un reperto fotografico che può costituire un valido punto di riferimento, un punto di partenza del discorso che io debbo sottoporre, potrebbe essere ad esempio questo.
Però se io le segnalo qual è il problema, i reperti fotografici migliori magari è lei stesso che me li indica, o li ritrova nel...
Io vorrei che lei cercasse di rappresentare questo dato alla Corte: se la distribuzione del danno intorno a quello che loro hanno identificato come epicentro dell'esplosione, sia stato o no una distribuzione uniforme.
Mi pare che voi adoperate un termine che si chiama anche raggio di devastazione, o qualche cosa di simile. Ecco, che sia stato o no uniforme, come primo dato di constatazione. Eh?
Poi dopo vediamo, passiamo alla interpretazione o della uniformità, o della non uniformità.
In ogni caso, ecco, se lei riesce a illuminare, intanto il sottoscritto che le pone la domanda, ma poi anche chi la ascolta e in particolare la Corte, sui dati significativi dimostrativi di questa o uniformità, o non uniformità del raggio di devastazione.
Io propongo questo al capitano, poi casomai se le sceglie lui le migliori.
TESTE De Logu: Allora, forse dottore, ho già anticipato la risposta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE De Logu: Non può essere uniforme, perché già ho detto che era disuniforme il cratere stesso.
La non uniformità di una esplosione è prodotta da tutto ciò che gli sta intorno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE De Logu: Questo è ovvio, no?
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE De Logu: Allora, se fossimo...
PUBBLICO MINISTERO: Ma se lei lo può illustrare, i reperti fotografici...
TESTE De Logu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... con la punta del lapis magari lì sopra.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E tutto poi si fa la realtà in maniera...
TESTE De Logu: Se noi fossimo su un tavolo da biliardo, no? allora verrebbe tutto perfetto, sarebbe riproducibile l'esplosione a 360 gradi.
In questa situazione non siamo, in tutte le situazioni reali, non siamo su un tavolo da biliardo. Infatti noi avevamo, allora, da questa parte praticamente terreno aperto. No?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE De Logu: A parte un muretto che stava in questa posizione qua e che è andato completamente distrutto perché si è preso tutta l'energia dell'esplosione e si vede perché ci sono le schegge. Le abbiamo viste prima.
Quindi, verso la scuola fino ad una certa altezza l'onda esplosiva lavora con la maniera più violenta, perché è vicino, è a due passi.
Sopra a questo muro, invece, c'è proiezione di schegge. Cioè, il muro gli fa da, se non cede, gli fa da trincea. Quindi le schegge partono verso l'alto, superano il muro e vanno via. Altre invece ci infrangono sul muro, se l'esplosione è sufficiente lo distrugge. E tant'è che lo ha distrutto.
Dall'altra parte, verso diciamo...
PUBBLICO MINISTERO: Gli edifici.
TESTE De Logu: Da questa parte qua, scusate, verso gli edifici che cosa c'è? Ci stanno delle macchine parcheggiate, ma ad una distanza superiore rispetto al muretto. Quindi l'onda le lavora in maniera diversa: meno brisante, quindi non le sminuzza come ha fatto col muro, ma gli dà un pugno senza romperle, una forza diciamo - concedetemi l'approssimazione - più di spinta che di spacco. Okay? Le piglia, le sbatte contro il muro.
Contemporaneamente tutta la parete, soprattutto le strutture meno resistenti, beccano l'onda d'urto e le schegge.
Verso diciamo il teatro, che cosa c'è? C'è la Cinquecento che si trova leggermente col muso appena appena sotto la carica. No? Se la carica sta nel portabagaglio. Quindi si becca una forza leggermente dall'alto, quasi a sfiorarla, ma con una leggerissima...
PUBBLICO MINISTERO: Incidenza.
TESTE De Logu: ... incidenza. Quindi la schiaccia verso terra, poi la piglia, la accartoccia e la fa volare per aria. Questa passa sui rami, decolla, ne lascia un pezzo sui rami e ricade 50 metri più in là.
Che cosa non ci va? Il motore. Perché? Perché il motore è pesante e intanto viene incastrato sotto la macchina che gli sta ancora oltre. Quindi lì la forza dell'esplosione non ce la fa e lo lascia lì.
Verso giù che cosa succede? Succede che vengono proiettati tutti i pezzi consistenti della Uno, no? E che sono, quali sono? Il motore, l'avantreno, i molloni che vengono sparati tutti verso avanti. Verso avanti significa un cuneo, no?
Perché, tenete presente che l'operazione non è fatta da un punto, ma da una sfera. Quindi, tutto questo, viene radiale.
Tutto ciò che è davanti a questa mitragliata di schegge, queste più grosse, più pesanti, quindi faranno meno strada ma hanno più peso, quindi dove toccano lo sfondano maledettamente, ed è lì che troviamo il motore, eccetera.
Questa è la situazione nell'intorno più vicino.
Nell'intorno più lontano ancora diciamo questa opera si viene mano mano a spegnere, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE De Logu: Però, ovviamente mandandoci schegge più accelerate, con una differente formazione a seconda della forma più o meno aerodinamica. Perché una scheggia assolutamente quadrata che offre una grossa resistenza all'aria, dopo un po' si ferma. Una scheggia che invece viaggia in questa maniera qua, può viaggiare per parecchio tempo perché offre minore resistenza all'aria. E queste differenze si fanno notare sensibilmente, eh, non è da poco su una accelerazione di questo genere.
Quindi, noi abbiamo che le maggiori devastazioni sono: sicuramente, va be', il cratere, macchina che contiene l'esplosivo, macchina che è appena dietro l'esplosivo, il muretto che ha preso una fortissima scaricata sia di schegge che di onda d'urto, e tutte le schegge che sono arrivate sul palazzo che sta dirimpetto.
Questo è il raggio di devastazione che non è omogeneo per queste questioni qua.
PUBBLICO MINISTERO: Quella foto, lei osserva come tutti noi che subito al di qua del muretto ci sono dei cassonetti del servizio di nettezza urbana. Questi, ecco. Cassonetti che notoriamente sono materiale plastico e piuttosto leggeri.
Il fatto che, trovandosi ad una distanza che io apprezzo tutto sommato relativa rispetto al cratere, siano...
TESTE De Logu: Sì saranno...
PUBBLICO MINISTERO: ... ciò non pertanto abbastanza in ordine, come condizione.
TESTE De Logu: ... meno di dieci metri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' in qualche modo in linea con le considerazioni che lei sviluppava fino ad un attimo fa e con qualcuna di queste in particolare?
TESTE De Logu: Ma guardi, a parte il fatto che non so se quei cassonetti c'erano da prima, o ci sono stati portati, questo non lo so, è un dato che non ho. Comunque basta guardare il muro sotto il quale stanno. Quel muro lì è assolutamente, non è stato toccato. Perché? Perché è stato protetto dall'altro muretto che ha assorbito tutta l'onda d'urto.
Quindi, questa parte qua era come se fosse in trincea, era protetta dall'esplosione, perché c'erano due muri che impedivano all'onda d'urto di scaricarsi lì. Di cui uno, tra l'altro, di quei muretti, quello che è andato distrutto, diciamo ha assorbito tutta l'onda facendola precipitare da sé.
Quindi io ritengo che una persona che fosse stata qui dietro, dove sta questo signore qui che si legge il giornale, no? Forse non si sarebbe fatta neanche troppo male, stando lì.
Ovviamente se non veniva attinta dalle schegge, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, comunque...
TESTE De Logu: O meglio, se vogliamo girare la cosa: tra una persona che sta, dove sta questo signore che legge il giornale, e una persona che sta invece in quest'angolo qui, questo è morto sicuro, questo ha qualche possibilità di...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Veniamo a due altri protagonisti del fatto, vale a dire due autovetture, la cui presenza sul luogo del fatto penso lei stesso abbia constatato.
Mi riferisco ad una Mercedes e ad una Lancia Thema.
Disinteressiamoci, per il momento, dell'auto Mercedes. Occupiamoci piuttosto della Lancia Thema.
Lei ha memoria del luogo in cui questa Lancia Thema fu identificata al momento in cui avviaste i rilievi?
So benissimo che è il territorio di competenza della Polizia di Stato, ma insomma, a prescindere da questo, le chiedo se lei se lo ricorda dove si trovava questa Lancia Thema.
Ora, questa è una semplice fotografia. Aspettiamo un attimo, ispettore.
TESTE De Logu: Sì, sì, ma è lì, dove si trova, eh. Dove è stata ripresa.
Io adesso non ricordo, ma... e comunque non sono stato tra i primissimi ad arrivare. Quindi la macchina io ritengo verosimilmente che sia stata messa lì, spostata lì, perché... O spostata, o era lì, insomma. Comunque io la ricordo sempre lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha presente... Aspetti un attimo ispettore, per cortesia.
Lei ha presente quella posizione che noi osserviamo in fotografia...
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... a che cosa corrisponde sul territorio qui in pianta?
TESTE De Logu: Sì, sì. Dovrebbe essere di fronte al civico 64, più o meno.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole prendere visione un attimino di questa posizione?
Credo che l'ispettore abbia una di queste piantine sottocchio.
TESTE De Logu: Sì, sì. Sta qua.
PUBBLICO MINISTERO: Credo che sia necessario un fascicolo...
TESTE De Logu: Eccola qua. Al numero 4.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è ben visibile per tutti, sì?
PRESIDENTE: Numero 4.
TESTE De Logu: Sì.
PRESIDENTE: Sarebbe quello che indica la posizione del veicolo?
TESTE De Logu: Della Thema, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Della Thema, ecco, in rapporto all'area dove si è verificato l'evento. Quindi siamo...
TESTE De Logu: Eh, più giù...
PUBBLICO MINISTERO: ... in via Fauro.
TESTE De Logu: Più giù, di via...
PUBBLICO MINISTERO: Oltre...
TESTE De Logu: ... Oltre via Boccioni, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oltre l'incrocio con via Boccioni.
TESTE De Logu: Sì, oltre l'incrocio.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla destra...
TESTE De Logu: Sì, contromano.
PUBBLICO MINISTERO: Contromano no, non direi proprio.
PRESIDENTE: Contromano nel senso che di là c'è il senso a scendere?
TESTE De Logu: No, a salire.
PRESIDENTE: A salire, scusi.
TESTE De Logu: Quindi è contromano rispetto... Va be', siccome è senso unico si viaggia a destra e a sinistra uguale.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. Ho capito, lei voleva dire contromano...
TESTE De Logu: Cioè, è con la fronte a sinistra. E' parcheggiata sulla sinistra anziché sulla destra. In questo senso.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, voglio dire...
TESTE De Logu: Solo questo, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: La possiamo vedere in numero pressoché infinito di reperti fotografici. Lì ce ne sono alcuni. Questi sono altri e secondo me questo è molto ben rappresentativo, per esempio.
Questo è il reperto numero 8 proprio del fascicolo allegato A alla relazione di consulenza.
Sì, non mi sembra che sia tanto contromano questa... Diciamo, è parcheggiata sulla sinistra anziché sulla destra.
PRESIDENTE: Sì, sì, contromano...
TESTE De Logu: Sì, in questo senso. E' contromano... Se stava viaggiando, anziché essere parcheggiata, sarebbe contromano, ma quello è un senso unico, quindi non si può neanche dire così.
PUBBLICO MINISTERO: Va be'. Ecco, riprendendo ispettore il reperto fotografico precedentemente... ecco, quello e i reperti successivi. Dall'osservazione di questa foto che riproduce questa automobile vista posteriormente, e poi dai reperti successivi in cui il mezzo è ripreso lateralmente - possiamo andare avanti con le fotografie - ecco, ad esempio questa.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol descrivere che tipo di danno lei...
TESTE De Logu: Una cosa è sicura: quella macchina, quando c'è stata l'esplosione, non era lì. Questo è certo. Non si può neanche discutere, perché come si spiega che ha le devastazioni esattamente dalla parte opposta a dove è avvenuta l'esplosione?
Cioè, se fosse stata lì le deformazioni massime sarebbero state davanti a destra. Invece lui ce le ha posteriormente a sinistra. Quindi questa macchina non stava lì, stava in una posizione diversa, questo è certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che tipo di devastazione o di danno che dir si voglia, lei... Perché poi, voglio dire, questa vettura, l'altra, voglio dire, l'avete avuta materialmente nella vostra disponibilità come consulenti.
TESTE De Logu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ve la siete studiata per tutti i versi.
TESTE De Logu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE De Logu: Questa macchina, questa macchina nella sua zona posteriore sinistra ha ricevuto quelle che sono le schegge verosimilmente primarie di un ordigno. Infatti è tutta bucherellata, è tutta... Questa zona qua si vede molto bene. E' come se fosse stata sottoposta ad una mitraglia che l'ha colpita lateralmente e di dietro a sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Se non mi sbaglio, non è tutta la fiancata sinistra dell'auto.
TESTE De Logu: No. La parte anteriore è meno interessata. C'è una azione decrescente dal, diciamo, fanale posteriore sinistro che è quello che vediamo qua.
Andando verso il fanale anteriore sinistro si vede - è evidente, sta nella foto - un violento decremento dell'azione espositiva a questa forma di mitraglia. Questo è evidente, lo dice la fotografia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo reperto, con questa direi caratteristica abbastanza specifica.
TESTE De Logu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire: questa assoluta diversità del tipo di devastazione a partire dallo spigolo posteriore sinistro allo spigolo anteriore sinistro, in tutto sarà 4 metri e mezzo di roba, poi non molti di più, perché una Thema sarà lunga 4,60, 4,75. Al più sarà stata lunga 4.79 o 4,80, ecco, come va letto. O meglio, come lo hanno letto i consulenti in rapporto anche a quello che si diceva prima circa questa non uniformità del raggio di devastazione?
TESTE De Logu: Sì. Allora, posto che credo sia inutile ancora approfondire il fatto che questa macchina non era lì, perché sennò non si spegnerebbero queste distruzioni, queste devastazioni si spiegano - ritengo soltanto - ipotizzando che la macchina stesse in questa posizione qua.
Infatti prende la mitragliata - passatemi il termine - nel fanale posteriore sinistro e l'effetto mitraglia decade velocemente verso la parte anteriore.
Quindi abbiamo una parte molto danneggiata posteriormente e una parte quasi integra anteriormente.
Questo, per l'effetto schegge, attenzione. Perché l'effetto pressorio ha un comportamento un attimino differente. E', diciamo...
PRESIDENTE: Mi scusi, mi scusi per cortesia. Siccome ciò che rappresenta quella penna non viene ripreso nella descrizione verbale, le dispiace indicarcelo?
TESTE De Logu: Sì.
PRESIDENTE: Verbalmente ha una posizione obliqua...
TESTE De Logu: Sì, come se stesse facendo la curva...
PRESIDENTE: La curva.
TESTE De Logu: ... per immettersi in via Boccioni.
PRESIDENTE: Boccioni.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi una parte ancora sporgesse, voleva dire.
TESTE De Logu: Ancora sporgeva un po'. Attenzione, non è che sporgesse proprio nel senso... Perché già l'ho detto prima: immaginate non come un cannone che tutto sommato, anche se spara a mitraglia, dirige il gettito delle schegge. Perché è una fonte radiale di schegge. Quindi alcune schegge non viaggiano dritte come parallele alla...
PRESIDENTE: All'asse della strada.
TESTE De Logu: All'asse della strada, ma alcune schegge viaggiano anche in questa direzione qua, eh.
Quindi probabilmente la macchina addirittura poteva avere assunto una posizione già oltre la curva, anche se di pochissimo. Ed è stata coinvolta dalle schegge oblique che partivano dal punto zero.
PUBBLICO MINISTERO: Dalle schegge che non si sono arrestate in un corpo solido. Questo è ovvio.
TESTE De Logu: Certo. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Le schegge che avevano luce, voglio dire, che avevano...
TESTE De Logu: Sì, sì. Le schegge...
PUBBLICO MINISTERO: ... una traiettoria libera, sennò...
TESTE De Logu: Sì, sì, sì. In questo senso. Beh, può creare confusione quando uno dice la mitraglia, perché la mitraglia ha un senso che viene definito di proiezione delle schegge in base al cannone. Però vanno tutte in una direzione. No, la fonte di schegge, in questo caso, non è lineare, ma è sferica.
PUBBLICO MINISTERO: Non è per andare sul teorico, ma voglio dire: se si ipotizza, o meglio, avendo lei ricostruito la presenza di una barriera solida, mi sembra che allora la fonte dell'esplosione e quindi della proiezione delle schegge, dà luogo ad una sorta di settore circolare.
TESTE De Logu: Esatto, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E' corretto?
TESTE De Logu: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE De Logu: Basta immaginare come tante linee che partono dal centro di quel cratere e che si allargano a raggiera. Alcune sono state fermate dal muro.
PUBBLICO MINISTERO: Intercettate.
TESTE De Logu: Intercettate, fermate. Sono andate lì a morire, a conficcarsi; altre hanno proseguito in tutte le altre direzioni fin tanto che non trovavano un bersaglio. Alcune hanno trovato la coda della...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, parlava invece dell'effetto pressorio, dell'onda pressoria che ha un comportamento diverso dalla proiezione delle schegge.
Può chiarire questo concetto? Magari possiamo ritornare anche alla fotografia che ci mostra il mezzo, se lei ritiene che ce ne sia qualcuna particolarmente illuminante, sotto questo profilo.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io vorrei capire, per esempio, quella grossa... come dire? Sembra che la macchina sia stata tamponata. Non so se lo vede lei. In alto il tetto è schiacciato.
TESTE De Logu: Sì, l'onda pressoria si muove in due direzioni.
Allora, l'aria è un mezzo elastico. Quando si ha un forte incremento di pressione per una fortissima produzione di gas in un punto molto concentrato, questi poi si allargano molto violentemente facendo appunto un'onda pressoria. Poi non è che finisce così, perché dove prima c'era una forte pressione, finita questa pressione si ha una altrettanta depressione, no? L'aria che stava lì è stata spostata e quindi ci deve tornare.
C'è un'onda cosiddetta retrograda che è meno violenta della prima, ovviamente, perché ha tempi un po' superiori per ristabilire l'equilibrio, ma ha anch'essa una azione.
Quindi, l'effetto di queste due, di questo uno-due, su una struttura, è quello che si vede lì e si vede anche su altre macchine, soprattutto quello di accartocciare, di...
PUBBLICO MINISTERO: Di schiacciamento.
TESTE De Logu: Esatto, di schiacciamento del tetto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi sono caratteristiche questi danneggiamenti, rispetto al...
TESTE De Logu: Sì, questa macchina presenta danneggiamenti da onda pressoria e da schegge.
PUBBLICO MINISTERO: Il tipo... Lei poco fa - abbandoniamo questo discorso, il tipo non c'entra niente.
Ritorniamo... No, stavo per introdurre una domanda con le parole "Il tipo di". Poi ho pensato che invece questa domanda a questo punto non mi fa comodo e quindi cambio argomento. Non mi fa comodo, non sarebbe logica.
Lei stava illustrando alla Corte che, per la determinazione del peso di carica, si è ritenuto da parte vostra opportuno adottare un metodo di verifica a posteriori.
Ecco, vuole illustrare alla Corte di che si è trattato?
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quali tipi di risposte avete avuto sui vari quesiti che come consulenti vi sono state, vi erano state affidate dal Pubblico Ministero?
TESTE De Logu: Dunque, noi avevamo due obiettivi principali: stabilire se i conti che erano stati fatti erano stati fatti con tutte le approssimazioni introdotte per i motivi che prima ho detto, perché non potevamo non introdurle, erano all'interno dell'errore sperimentale accettabili. E l'altro - e infatti nella ricostruzione vengono usate due macchine - era di stabilire se in una diversa situazione le macchine, o meglio il Mercedes che precedeva la Lancia Thema poteva rimanere coinvolto.
Questo era uno dei due, a quel momento investigativo, era uno degli interessi.
Allora, caricando la macchina con un esplosivo più o meno equivalente: 105 chili, se non ricordo male. Vorrei andare a vedere.
75 più 30, 105 chili di esplosivo, sono stati caricati in una FIAT Uno più o meno equivalente a quella che è saltata per aria. E sono fatti esplodere. Anche la carica...
PUBBLICO MINISTERO: Avete preso esplosivo omogeneo per...
TESTE De Logu: Certo, è stato preso un esplosivo che si avvicinasse, come residui, un esplosivo reale, esistente o in commercio, o militare, insomma, non una cosa sperimentale. Un esplosivo commercialmente esistente che simulasse, una volta esploso, gli stessi risultati dell'analisi chimica.
E per fare questo abbiamo utilizzato 75 chili di gelatina 1 che è a base di EGDM, che era nelle tracce, nitrato di ammonio, dinitrotoluene, nitrocellulosa e farina di legno e solfato di baio. Questi tre ultimi componenti sono sotto il 2% per cui non lasciano tracce, in pratica. Per cui questo era, forniva tracce di DNT, nitroglicerina e l'EGDN che abbiamo trovato nelle analisi. E poi ci abbiamo messo ancora 30 chili di compound-B che davano tritolo al 50% e T-4 al 50% che ci davano i residui che abbiamo trovato di tritolo e di T-4.
Poi è stata messa anche della miccia detonante alla pentrite perché avevamo trovato tracce di pentrite.
Allora, questi 105 chili di esplosivo sono stati caricati dentro il cofano posteriore di una Uno; la Uno messa su una strada bitumata e, a 30 gradi circa perpendicolare, ma con un angolo di 30 gradi. Cioè, normalmente alla macchina alla Uno, ma spostata di 30 gradi in avanti, una Mercedes con tre manichini a bordo.
E' stata fatta esplodere, ci sono le riprese filmate che ritengo poi la Corte, non lo so, forse sarà utile vedere perché a spiegare tutto il contesto è un po' più faticoso.
Niente, è stata fatta esplodere. Si è verificato: uno, le dimensioni del cratere. Il cratere è un pochino più grande come dimensioni, ma di questo c'è giustizia nel fatto che si trattava di una stradina in un poligono dove non ci passa mai nessuno, fatta su manto stradale non preparato. Ben differente da quello che è il manto stradale, compresso, preparato di una strada cittadina.
Questo, ecco perché ha scavato 5 centimetri di più l'esplosione e si è allargata un pochino di più. questo è un dato che... Non è comunque, anzi, quei due crateri, dal punto di vista esplosivistico sono praticamente identici, poste tutte le approssimazioni.
La proiezione delle schegge è stata quella che abbiamo trovato in via Fauro, in questo senso.
Il motore è volato per un certo numero di metri compatibilmente con quello di via Fauro. La massima parte dei materiali più grossi sono stati trovati di fronte alla macchina, mentre posteriormente sono stati trovati frammenti estremamente sminuzzati. Perché? Perché la Uno è conformata in quel modo.
Cioè, ha il motore, e i pezzi più resistenti davanti.
E la stessa cosa abbiamo verificato essersi verificata in via Fauro. Cioè, massimo numero di reperti più grandi, davanti; minutaglie dietro e ai lati.
Poi abbiamo visto che l'esplosione di questa macchina ha interessato in maniera proiezione di schegge di questa macchina all'interessato in maniera letale. Io non sono un medico legale, ma due schegge che entrano qua in testa ad una persona credo che non gli lascino molte speranze. I manichini che stavano dentro il Mercedes.
Questo è, in estrema sintesi, il dato oggettivo di quell'esperimento.
Conferma di come erano messe le macchine in via Fauro, conferma degli effetti di distruzione di cratere e accertamento, per quanto la casualità lo possa consentire in questi casi, che produzione di schegge di quell'oggetto si sarebbero, comunque avrebbero interessato quell'altro oggetto, e probabilmente, molto probabilmente in maniera letale.
Questo, ovviamente, in campo aperto. Perché lì c'era un poligono. Cioè, non c'era niente di mezzo fra le due autovetture.
PUBBLICO MINISTERO: L'ispettore le ha passato, appunto, alcune foto che fanno parte dell'allegato 13, se non sbaglio. C'è un numero davanti, sotto...
TESTE De Logu: 16.
PUBBLICO MINISTERO: 16? Ecco, l'allegato 16 alla consulenza.
TESTE De Logu: Alla consulenza.
PUBBLICO MINISTERO: E hanno a che fare, queste foto, proprio con questa attività di tipo sperimentale.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se, ecco, lei vuole meglio illustrare, se ritiene di dover meglio illustrare con riferimento a qualcuna almeno di queste foto. Quello che ci ha detto un attimo fa, può essere che la cosa sia di utilità per tutti.
TESTE De Logu: Allora, questa è la macchina, la FIAT Uno sulla quale verrà caricato l'esplosivo.
Altra angolazione. Posteriormente.
PUBBLICO MINISTERO: Scusate, ma non si vede nulla, eh. Si vede solamente un brillare di qualche cosa...
TESTE De Logu: Sì. Questo è il Mercedes, diciamo bersaglio della precedente.
L'altra angolazione.
PRESIDENTE: A che distanza erano le due vetture?
TESTE De Logu: Un attimo solo. 13 metri.
Questa è la stradina che dicevo prima. Come si vede è una stradina abbastanza rimediata per passaggio di... Tanto per non sporcare le gomme.
Questo è sempre com'è posizionata.
Qui si vedono, si intravedono i manichini all'interno. Sono due davanti e uno nel divano posteriore. Ancora.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora piuttosto che passarle in rassegna una per una, ci vuole tre quarti d'ora. Veda lei se scorrendo rapidamente individua quelle due o tre, non so, che possono servire proprio a portarci...
TESTE De Logu: Questo potrebbe essere interessante da un altro punto di vista, questo è l'esplosivo. Per rapporto con il piede dell'operatore si vede più o meno il volume che occupa, no? Per far vedere che comunque è compatibile con l'essere contenuto all'interno di un bagagliaio.
Questo è l'esplosivo sistemato nel bagagliaio.
Questa è la posizione delle due autovetture vista dal più vicino punto di osservazione, protetto ovviamente.
Questa è la sequenza dell'esplosione, diciamo il primo istante. Non so se dai monitor si riesce ad apprezzare quello che io vedo nella foto, però non so se voi riuscite ma si vedono che la stragrande maggioranza dei pezzi nonostante tutto si vedono in volo e sono quasi tutti in proiezione anteriore e nella foto si vede, non so se dal monitor...
PRESIDENTE: Si vede, si vede.
TESTE De Logu: ... si riesce a vedere. Io da qui non lo vedo.
PRESIDENTE: In maniera abbastanza sufficientemente chiara.
TESTE De Logu: Qui si vede che molti frammenti, frammenti anche abbastanza...
PRESIDENTE: Grossi.
TESTE De Logu: Grossi, vanno verso il Mercedes. E qui anche ora si vede.
Questa la voglio sottoporre alla vostra attenzione per dimostrare come non ci rimane niente di un'autobomba caricata con 100 chili di esplosivo. Quindi ai primi istanti di repertamento diciamo, era veramente difficile stabilire qual era l'autobomba perché è praticamente impossibile, non ci rimane niente, ci vuole un accertamento un attimino più fine.
Poi c'è tutta una sequenza vista da un osservatorio più lontano che ritengo non sia necessario.
Allora, qui si vede il cratere e in profondità, dove stanno misurando lì le persone i reperti più grossi che si vede che sono tutti in direzione anteriore e infatti questi operatori stanno misurando le massime proiezioni ottenute.
Ecco, in questa foto si vedono quelli che sono diciamo i più grossi reperti che sopravvivono a questo tipo di esplosione: un cerchio di gomma della ruota, come avevo detto all'inizio della testimonianza deformato; l'assale, credo che si chiami in questa maniera; ed il motore. Queste sono le cose che diciamo sopravvivono dell'autovettura ancora riconoscibili. Tutto il resto viene molto sminuzzato e ci vuole veramente un attimino di osservazione concreta per ritrovarli.
Nelle due foto successive invece l'effetto delle schegge sulla fiancata esposta del Mercedes. Una è questa, sono schegge minute e poi questa qua dove sono schegge un attimino più significative.
Ritengo che...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'effetto di queste schegge su...
TESTE De Logu: Sugli uomini, sui manichini?
PUBBLICO MINISTERO: Sulle strutture metalliche esterne del Mercedes quali sono state?
TESTE De Logu: Sì, ci sono delle schegge accelerate che l'hanno forata.
PUBBLICO MINISTERO: Sono passanti?
TESTE De Logu: Sì, sì. Beh, alcuni hanno raggiunto i manichini dentro, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Come è riportato anche nelle fotografie successive, possiamo anche far vedere.
TESTE De Logu: A parte la rottura dei vetri che, ovviamente, anche loro producono schegge.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
TESTE De Logu: Anche loro producono schegge, i vetri rotti a loro volta producono schegge accelerate.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE De Logu: E qui si vede nella testa di questo manichino un'uscita di scheggia entrata dall'altra parte e qui esce. Quindi avevano ancora tutta l'energia sufficiente per al limite essere letali.
PUBBLICO MINISTERO: Suppongo che la Mercedes, al momento iniziale dell'esperimento, fosse con i vetri chiusi.
TESTE De Logu: Possiamo guardare.
PUBBLICO MINISTERO: No, se se lo ricorda lei voglio dire, non c'è bisogno...
TESTE De Logu: Non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora controlli.
TESTE De Logu: I vetri erano chiusi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora, come tutti hanno visto, la collocazione dei due mezzi è stata da voi stabilita in un certo qual modo. Addirittura, rispetto alla FIAT Uno che è collocata in una certa qual posizione, la Mercedes è sì ortogonale ma è ortogonale addirittura spostato sulla sinistra.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Riposizionando quelle automobili sulla scena dove si è verificato il fatto di esplosione originale...
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... per caso questa posizione doveva riprodurre che cosa?
TESTE De Logu: La macchina dove c'era il giornalista Maurizio Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma individuata in quale momento? Nel momento di quiete finale o in un momento...
TESTE De Logu: No, non ritengo che potesse essere nel momento di quiete finale, un attimo prima. Cioè, comunque dopo aver fatto la curva, calcolando che la Thema gli stesse di lì appresso. Quindi adesso non è possibile stabilire le misure precise, ma fare un calcolo da dove era la Mercedes con dietro la Thema che offriva ancora la coda all'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è stato all'ingrosso...
TESTE De Logu: Sì, all'ingrosso. All'ingrosso questo è.
PUBBLICO MINISTERO: Allora qual era la differenza reale tra la posizione dei veicoli, quelli che si trovarono in via Fauro, rispetto a quelli che voi avete ricreato...
TESTE De Logu: E' che qui siamo in un tavolo di biliardo, cioè siamo in un campo completamente aperto. Lì c'erano i cassonetti ma soprattutto il muretto e le altre macchine parcheggiate che facevano da trincea.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questo esperimento, sotto questo profilo, che cosa ha dimostrato secondo voi?
TESTE De Logu: Ha dimostrato che se non c'era quel muretto forse c'erano dei morti anche a Roma quella volta là.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, a parte questo che è una proiezione ipotetica ultima.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire che questa vettura Mercedes sarebbe stata raggiunta, a parità di cariche di esplosivo impiegate.
TESTE De Logu: Sì, sì, nella stessa identica situazione, se non ci fossero stati degli oggetti interposti tra la fonte dell'esplosione e il bersaglio - ipotetico bersaglio - la fonte dell'esplosione sarebbe stata letale o comunque concretamente letale nei confronti della macchina bersaglio, ipotizzata come bersaglio, questo è...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Io a lei capitano non chiedo altro perché sicuramente molte cose le saranno chieste dai difensori e poi altri argomenti li vorrei trattare più specificamente col dottor Massari. Quindi per il momento non le chiedo altro.
PRESIDENTE: Parti civili hanno domande? I difensori?
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni, signor Presidente. Qualcuna, ma qualcuna davvero.
Buonasera signor capitano. Senta, io tornerei a quei dati tecnici che lei ci ha rassegnato prima su sollecitazione del Pubblico Ministero circa la probabilità o meno che un oggetto, seppure attinto dall'esplosione, rimanga integro e non venga da essa esplosione distrutto. Da quello che ho capito - e mi corregga se sbaglio naturalmente - le condizioni affinché ciò divenga più probabile sono, da un lato il fatto che il materiale di cui è composto l'oggetto sia un materiale elastico e leggero. E dall'altro che venga spostato dall'onda pressoria in maniera tale da volar via, diciamo, senza incontrare resistenze sul suo tragitto.
TESTE: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Questo è quanto. Lei dall'altro lato ci ha detto che, secondo gli accertamenti che lei ha svolto, la carica esplosiva era una carica che stava a una certa altezza da terra dentro un contenitore metallico che al di là di ogni dubbio è un'autobomba ed era posizionata nel bagagliaio dell'automobile stessa, secondo quello che è stato accertato, no?
TESTE De Logu: Ho detto bagagliaio oppure divano posteriore per chiarezza, per puntualità.
AVVOCATO Gramigni: O bagagliaio o divano posteriore. Ecco comunque ora da, facendo un'osservazione credo banale, il fatto che il motore sia stato proiettato in una certa direzione significa che la carica esplosiva era sicuramente dietro al motore e quindi ha creato questa traiettoria.
Ha detto anche che, per ciò che riguarda la FIAT Uno, gli oggetti che hanno causato più resistenza rispetto al dispiegarsi dell'onda pressoria dell'esplosione sono collocati naturalmente nella parte anteriore, ovvero cioè il motore, diciamo l'avantreno della macchina quindi.
Ecco, da questo devo dedurre che un oggetto che si trovasse nell'avantreno della macchina difficilmente avrebbe potuto essere nelle condizioni in cui lei prima ci ha detto essere più probabile che non venga danneggiato dall'esplosione.
Mi spiego, se un oggetto non vola via perché è collocato nell'avantreno della vettura, è più probabile che rimanga distrutto dall'esplosione, cioè non vola via con la stessa facilità diciamo perché trova posto per dire nel vano portaoggetti che c'è nell'avantreno della Uno.
TESTE De Logu: Mi scusi, non riesco a...
AVVOCATO Gramigni: Cioè...
TESTE De Logu: La domanda non mi è chiara.
AVVOCATO Gramigni: La domanda che le faccio è questa: se un oggetto fosse stato collocato nell'avantreno della FIAT Uno, quindi nel vano portaoggetti diciamo.
TESTE De Logu: Ah, nel vano non nell'avantreno.
AVVOCATO Gramigni: Sì, scusi sono stato... Diciamo nel vano portaoggetti.
TESTE De Logu: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Esplosa la carica esplosiva che sappiamo, quali sono le probabilità che questo oggetto avesse avuto quella sorte, lei diceva, cioè di rimanere integro come il bollino dell'assicurazione che ha trovato in altra indagine.
TESTE De Logu: Sono probabilità finite, cioè concrete e spiego anche perché: il metallo della carrozzeria, facciamo un po' una casistica, il metallo della carrozzeria si sbrindella perché sottoposto a tutta una serie di forze che lo tengono.
AVVOCATO Gramigni: L'effetto trina, no, una cosa del genere.
TESTE De Logu: Perché lo tiene, cioè la carrozzeria è tenuta, è come un involucro tutto intorno alla bomba. La bomba deve sfogare e lo sminuzza.
I pezzi più grossi, più resistenti, ma comunque non per questo non elastici nel senso che hanno altre superfici di rottura tipo il motore che si stacca dai mozzi e poi parte tutto intero, no. C'è un discorso, un equilibrio tra resistenza meccanica ed elasticità. Quindi quello rompe i mozzi e parte integro.
Il foglietto di carta che si trova lì non è tenuto da niente, non offre nessuna resistenza, se ne va con l'onda d'urto e magari rimane integro. Non so se ho spiegato...
AVVOCATO Gramigni: Sì, ecco ma mi chiedevo se il fatto...
TESTE De Logu: Se invece lo stesso foglio di carta per un qualche motivo fosse stato tenuto a due cose che resistevano, lo avrebbe fatto in miliardi di pezzi; anzi lo avrebbe semplicemente rotto, senza neanche farlo in miliardi di pezzi, che poi lo avrebbe fatto sventolare.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, ma mi chiedevo se quella collocazione ne rallentava in qualche modo il tragitto.
TESTE De Logu: No, no, la spiegazione è proprio questa, è che si crea un equilibrio tra scarsa resistenza e forte elasticità. Poi andarci a fare una teoria balistica sul foglio di carta è un po' difficile. La spiegazione però più logica credo che sia questa.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, però è un evento che confina diciamo nel possibile o lo ritiene...
TESTE De Logu: E' possibile nel momento in cui, le ripeto, ho esperienza successiva di aver trovato questo foglietto che ritengo estremamente verosimile che stesse sul parabrezza della macchina.
AVVOCATO Gramigni: Infatti - ed ho concluso - da non tecnico le dico: colgo una differenza immediata fra le due ipotesi perché nell'un caso il bollino dell'assicurazione è esposto sul vetro che a seguito dell'onda, diciamo dell'esplosione sicuramente si frantuma e quindi non implica nessuna difficoltà da parte di questo oggetto di essere proiettato via.
Invece un oggetto che fosse collocato nel vano portaoggetti, giusto appunto, che è mi sembra la parte che offra più resistenza al dispiegarsi dell'onda d'urto, mi sembrava che potesse avere un destino diverso quantomeno in termini di probabilità. Cioè, laddove lì per il bollino c'è 10 su 100, 20 su 100, 1 su 100 mi dica lei, lì ce ne sono meno.
PRESIDENTE: Avvocato, le devo raccomandare che qui siamo in sede di esame, esame, non illustrazione di ipotesi. Quindi deve fare domande...
AVVOCATO Gramigni: Sì, ma il capitano è stato tradotto come consulente.
PRESIDENTE: Sì, ma non deve fare... Deve fare delle domande, quante ne vuole ma domande.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto. Allora, in termini di domanda le dico, che rapporto c'è fra le probabilità che un oggetto allocato sul vetro anteriore della vettura abbia il destino che sappiamo, rispetto a un oggetto che sia collocato nel vano portaoggetti giusto appunto di una...
TESTE De Logu: Sì, guardi, una teoria matematica valida "erga omnes" sul comportamento di un foglietto di questo tipo non esiste...
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE De Logu: Questo è certo, quindi sul mio dato di esperienza lo ritengo non impossibile per sopravvivere.
AVVOCATO Gramigni: Non impossibile. No, appunto, siccome sa noi giuristi ci muoviamo in termini probabilistici rispetto alla ricostruzione dei fatti, naturalmente non in termini matematici.
PRESIDENTE: E' probabile o è possibile?
TESTE De Logu: E' possibile che sopravviva.
AVVOCATO Gramigni: La ringrazio.
TESTE De Logu: Prego.
AVVOCATO Gramigni: Buonasera.
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni.
Caro capitano, senta vorrei che lei esaminasse la immagine fotografica del libretto che anche il Pubblico Ministero prima le ha posto come domanda, che è stato rinvenuto, un libretto di circolazione contestato a questa macchina.
PRESIDENTE: Possiamo individuarlo con una certa rapidità?
AVV. Cianferoni: Questo, così anticipo e si guadagna tempo, mi serve perché lei possa apprezzare la distanza rispetto al punto zero.
PRESIDENTE: Allora prima cerchiamo di ricollegare il punto del cratere con il punto in cui. Scusate un momento, per cortesia...
AVV. Cianferoni: Ma non lo sa, il teste mi pare di aver capito che non sa dove è stato rinvenuto, perché ha detto: 'so che è stato rinvenuto ma non era la mia zona'.
PRESIDENTE: Ma noi possiamo rintracciarlo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lo abbiamo già fatto stamani.
PRESIDENTE: Sì, ho capito ma il teste...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il dato oggettivo, la planimetria è sempre la solita voglio dire, tanto il capitano si rifà sempre alla planimetria che ha il suo numerino, la sua piantina, la sua foto, la macchina... Quello non cambierà mai, l'avvocato lo sa perfettamente...
AVV. Cianferoni: No, ma per andare dietro al Presidente, cambia il consulente. Cioè, abbiamo lo stesso consulente ha detto che tra loro si sono...
PRESIDENTE: Scusate un momentino.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, Presidente.
PRESIDENTE: La ricerca del luogo in cui è stato ritrovato è perché il nostro consulente che stiamo esaminando, nostro nel senso...
PUBBLICO MINISTERO: Del processo.
PRESIDENTE: ... di tutti noi, non ha visto dove è stato trovato. Però basterebbe, ai fini del fondamento e dell'utilità della domanda, che noi gli si indicasse, rispetto alla piantina, è stato trovato in questo punto.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, farlo dire...
PRESIDENTE: No, non l'esame su come...
PUBBLICO MINISTERO: Farlo dire al consulente è sba...
PRESIDENTE: Ma certo, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non serve.
PRESIDENTE: Soltanto fargli vedere dove è stato trovato rispetto al cratere. C'è la possibilità di fare questo?
TESTE De Logu: Sì, sì, l'ho individuato signor Presidente. Vedo qui una foto e se indica l'oggetto qui so più o meno...
PRESIDENTE: Ce lo fate vedere anche a noi per favore?
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
TESTE De Logu: Sì, sì, sta di fronte al civico 62.
PRESIDENTE: Noi non lo vediamo. Ecco, benissimo. E' al di qua dell'auto che stava di fronte al civico 62.
TESTE De Logu: 62.
PRESIDENTE: Quindi lei può più o meno tener conto della posizione di questo libretto rispetto al cratere.
PUBBLICO MINISTERO: Capitano, vuol leggere per cortesia quello che c'è nella didascalia di quella foto?
TESTE De Logu: "La fiancata destra dell'autovettura FIAT Tipo targata Roma 14733Y ripreso nel corso della notte. La freccia indica la carta di circolazione di un'autovettura FIAT Uno".
PUBBLICO MINISTERO: Allora guardi capitano, per dare il fondamento...
AVV. Cianferoni: Chiedo scusa Presidente, ma io sono in sede di controesame sennò...
PUBBLICO MINISTERO: Un secondo solo.
PRESIDENTE: No, ma solo per individuare la distanza avvocato, veniamo incontro alla sua richiesta.
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato, le sto facilitando il compito. Invece di complicarglielo, glielo sto facilitando; mi dispiace di farlo le dico la verità, però glielo sto facilitando. Perché la Tipo con quella certa targa, in questa planimetria che è in tutto e per tutto analoga a cento altre che ce ne sono a corredo di ogni foto, ispettore, se ha il fascicolo A, mi pare, dei rilievi. Apra a caso una di quelle piantine e vedrà che la macchina in questione sta al punto 11. Può controllare capitano, non la sto, come dire, depistando né tantomeno sto depistando la consulenza.
Al punto 11, Tipo RM 14733Y che si ritrova appunto in planimetria ad un certo livello. Diamo qui il punto di partenza puntuale alla domanda del difensore e ora... La ritrova capitano la vettura?
PRESIDENTE: Ci siamo? Capitano ci siamo?
PUBBLICO MINISTERO: Ce la vuole indicare con un lapis?
TESTE De Logu: Sì, sì, sì.
PRESIDENTE: Ecco, ora può rispondere, prego. Lo vuole ripetere avvocato?
AVV. Cianferoni: La domanda che vorrei porre è: in metri lineari quanto sarà quella distanza.
TESTE De Logu: Tra i 10 e i 15.
AVV. Cianferoni: E come direzione vedo che rispetta un'ipotetica linea zero che passi ortogonalmente al cratere, sarà orientato...
TESTE De Logu: E' radiale, eh?
AVV. Cianferoni: Ecco, a ore una sulla sinistra.
TESTE De Logu: Sì.
AVV. Cianferoni: Ora, questo è il dato, diciamo spaziale; una distanza di una ventina di metri e un'angolazione di una decina di gradi, è giusto? O più o meno.
TESTE De Logu: Più o meno.
AVV. Cianferoni: Più o meno. Analizzando...
TESTE De Logu: Io direi qualcosa di più come gradi e qualcosa di meno come distanza.
AVV. Cianferoni: 15 metri.
TESTE De Logu: No, direi anche 25 gradi e 10-15 metri.
AVV. Cianferoni: E 10-15 metri. Queste grandezze, rispetto all'analisi dell'esplosione, sono compatibili? Cioè, un oggetto cartaceo statisticamente, quantisticamente mi verrebbe da dire, finiva lì, poteva finirci, quali forze ve lo conducono?
TESTE De Logu: Sì, dunque, allora innanzitutto dobbiamo accettare come dato assoluto che questo reperto fosse lì subito dopo l'esplosione o non ci sia stato comunque portato successivamente. Questa è una prima ipotesi che non possiamo, anche se questa foto è della notte, comunque assolutamente escludere, questo non si può escludere.
Secondo: non abbiamo nessun dato che non ci consenta di escludere che questo oggetto sia stato colà veicolato e poi lì abbandonato. In questo senso: supponiamo che quel pezzo di carta o quel libretto, insomma quell'oggetto cartaceo con quantità di massa come siamo d'accordo limitata, relativamente limitata e quindi con inerzia di conseguenza molto bassa, sia arrivato lì veicolato da qualche altra cosa e poi lì abbandonato mentre questo qualcosa ha continuato. Per esempio un pezzo di plastica che lo ha preso, o qualcosa di ancora... un frammento che lo ha acchiappato, lo ha portato lì, poi lì l'ha perso e lui ha proseguito.
AVV. Cianferoni: Ora, essendoci l'ostacolo rappresentato dalla vettura questa mi sembra un'ipotesi un po' difficile.
TESTE De Logu: No, no, anzi proprio quello.
AVV. Cianferoni: Certo perché...
TESTE De Logu: Perché lei immagini che lì arriva veicolato, sbatte per terra perché ha finito la sua energia di ricaduta, lascia il pezzo grosso di carta e la scheggia continua.
AVV. Cianferoni: Bene.
TESTE De Logu: Cioè, siamo nell'ipotetico: lei potrebbe dimostrare il contrario e altrettante io ipotesi a portare a confutare questo.
AVV. Cianferoni: Esattamente. Ma direi tutta questa questione ne presuppone un'altra che è quella della determinazione dell'altezza del punto di scoppio. La strada, come osservava lei, non è pari, in questo senso: oltre a essere in pendenza, c'è uno scalino. Avete misurato di quanto è lo scalino del marciapiede?
TESTE De Logu: Ritengo di sì, adesso però ho qualche difficoltà a andare a ritrovare in atti l'altezza dello scalino.
AVV. Cianferoni: La mia domanda è rapportata alla sua osservazione delle striature dell'esplosione sul muretto per individuare il punto, il nido da cui parte poi questo vespaio esplosivo.
TESTE De Logu: Sì. Aspetti un attimino, però. Forse ho dato un'impressione sbagliata in questo senso. Tenga presente che quella non è una carica puntiforme, che una carica puntiforme presuppone un andamento altrettanto radiale di tutte le schegge. Ovviamente se ciò che lo contiene ha identica resistenza in tutti i suoi punti radialmente parlando. Cioè, in una situazione ideale.
Come lei ha visto nelle foto della ricostruzione, la carica non può essere puntiforme e non può essere puntiforme non solo come forma ma anche come dimensioni, ha le dimensioni come minimo di un pacco. Quindi pretendere un'assoluta congruenza di tutte le schegge...
AVV. Cianferoni: No, no, era per capire come quelle schegge poi siano anche riproducibili graficamente alla luce del...
TESTE De Logu: Sì, il concetto che io volevo esprimere è questo: considerando l'angolo di impatto di quelle schegge, è più logico, ma assolutamente più logico attendersi un'esplosione sollevata di una certa altezza che pretendere di ipotizzare che partano da terra. Questo penso che sia un dato di comune... siamo tutti d'accordo su questo, ecco.
AVV. Cianferoni: Diciamo, dallo stato dei luoghi da lei riscontrato, si può escludere con certezza la presenza piuttosto che di un'autobomba, di un pacco esplosivo?
TESTE De Logu: Sì. Sì, perché la macchina non sarebbe stata ridotta così. Avremo trovato... Ipotizziamo, ma solo per ipotesi, a perseguire la sua ipotesi: che il pacco bomba cosiddetto fosse posto tra la Cinquecento e la Uno. Perché la Uno si è distrutta in quella maniera così diversa dalla Cinqecento?
La Cinquecento, tutto sommato, è stata distrutta, ma è stata proiettata in una direzione sola ben chiara. La Uno si è sminuzzata molto di più e con la proiezione diciamo a 360 gradi, benché i pezzi più grandi ovviamente siano andati in posizione anteriore.
Cioè, tra la mia ricostruzione e la sua, la mia spiega più fatti osservabili rispetto a quella sua. Poi...
AVV. Cianferoni: No, no. Sono qui apposta ad ascoltarla. Perché so quanto è bravo.
E dicevo: e si può escludere con altrettanta certezza la contemporanea presenza di due tipologie esplosive: una autobomba e una pacco esplosivo.
TESTE De Logu: Lo sa che tipo di circuito, ha idea di che tipo di circuito bisogna mettere su per fare esplodere contemporaneamente un pacco bomba fuori da una macchina e un pacco bomba dentro una macchina?
AVV. Cianferoni: No. Io francamente, no.
TESTE De Logu: E' molto complicato, eh.
AVV. Cianferoni: Se si cerca la contemporaneità.
TESTE De Logu: Se si cerca...
AVV. Cianferoni: Se sono caricati differentemente...
TESTE De Logu: Ah, due esplosioni? Uno e due?
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE De Logu: Eh, ma non c'è, non abbiamo una testimonianza di due esplosioni, non abbiamo due crateri, non abbiamo... Avvocato, non ho nessun...
AVV. Cianferoni: Va bene, va bene.
TESTE De Logu: ... nessun elemento che mi induca ad andare in questa direzione.
AVV. Cianferoni: L'unico elemento poteva essere un pacco bomba sotto la Uno. Esplode la Uno, esplode il pacco bomba.
TESTE De Logu: Avremmo avuto, avremmo avuto... No, no, per simpatia non esplodono così vicine, eh.
AVV. Cianferoni: No.
TESTE De Logu: Avremmo avuto una differente, un differente comportamento anche sul terreno. Cioè...
AVV. Cianferoni: Va bene, va bene.
TESTE De Logu: E' difficile, capisce?
AVV. Cianferoni: Capitano, non voglio assolutamente dilungarmi e far perdere tempo alla Corte prima di tutto con queste ipotesi ma che sono utili. Senta, dal punto di vista del posizionamento dell'esplosivo sull'autovettura, lei ha partecipato e diretto, mi pare di capire, l'esperimento condotto al poligono. E abbiamo osservato dei candelotti.
Il tipo di cratere e il tipo di reperti che si è potuto trovare, a che posizionamento dell'esplosivo possono far ricondurre?
Faccio questa domanda dicendole questo, per farmi capire meglio: esaminando altri consulenti per l'attentato di via dei Georgofili si è potuto avere una indicazione circa la forma addirittura dell'esplosivo dentro la macchina e questa è ragione di determinati dati propri di quel fatto.
Il consulente ha detto: siccome ci sono queste cose così piuttosto che cosà, la bomba aveva questa forma ed è esplosa in questa maniera.
TESTE De Logu: Adesso io non conosco nei particolari la bomba di via dei Georgofili.
AVV. Cianferoni: No, no, era solo per farle capire il tipo di domanda.
TESTE De Logu: Sì. Allora la domanda era: se stava nel portabagaglio, o se stava nel divano?
AVV. Cianferoni: Dove stava e in che forma stava. Parallelepipedo, piramidale, conica, sferica... Ecco, questo.
TESTE De Logu: Allora...
AVV. Cianferoni: Cilindrica...
TESTE De Logu: Sì, sì. Fintanto che un esplosivo, una carica ha una necessità di assumere una forma particolare... Vorrei spiegarmi in che senso: se io devo collocare 300 chili di esplosivo, okay?
AVV. Cianferoni: Uhm.
TESTE De Logu: All'interno di un determinato oggetto, ho dei vincoli. Credo che siamo d'accordo su questo, no? Dei vincoli spaziali. Per esempio, più lunga che più larga; o più alta che più larga. Questo è intuitivo.
In quel caso lì e nelle foto... Anzi, a questo punto riferiamo la forma della carica che abbiamo messo nell'esperimento.
AVV. Cianferoni: Ecco, questo volevo chiedere.
TESTE De Logu: Ecco.
AVV. Cianferoni: Secondo lei, per fare quel botto lì... Anche questo poi ce lo dovrà dire.
TESTE De Logu: Sì, da un punto di vista...
AVV. Cianferoni: Come doveva essere messo l'esplosivo, ecco.
TESTE De Logu: Sì, da un punto di vista - lei come può vedere in questa carica che non è stata fatta pensando a questa domanda - la carica tutto sommato ha lati più o meno uguali. Quindi possiamo assumerla praticamente sferica.
Cioè, nell'approssimazione del discorso esplosivo che le ripeto non è matematica pura, anzi. Questa carica non ha una dimensione, una forma particolarmente prominente. Cioè, non è molto lunga, non è molto alta, non è molto larga; ma ha, tra un lato e l'altro, la differenza non è così grande.
Quindi, questo tipo di carica, non lascia forme particolari che si differenzino da quella sferica, come impronta. Non so se mi sono...
AVV. Cianferoni: Non capisco... Sì, va be', a me non interessa particolarmente la sferica, piuttosto che un'altra.
Io le chiedevo proprio...
TESTE De Logu: Benissimo. Adesso arrivo al secondo discorso.
Ho già detto all'inizio che noi non abbiamo una prova provata, definitiva, se questa bomba stava nel bagagliaio posteriore, o nel divano. Perché non ce l'abbiamo, non abbiamo elementi, in quanto tutto ciò che gli stava intorno è in minutaglie tali che non si può stabilire se stava a 5 centimetri avanti, o a 5 centimetri più dietro rispetto allo spessore del divano posteriore.
Io le posso dire - ma questo è un dato non matematico - semplicemente che se dovessi fare un attentato, lo metterei nel bagagliaio, perché così non rischio di farmelo trovare da qualcuno che passa. Ed ecco perché nella prova, tra le due ipotesi, abbiamo preso quella che, per buonsenso...
AVV. Cianferoni: Senta, quindi lei ha approfondito soprattutto la collocazione nell'auto.
TESTE De Logu: Sì, da un punto di vista criminale, non...
AVV. Cianferoni: Ho capito. Senta, e...
TESTE De Logu: Non abbiamo dati per stabilirlo esattamente dove sta.
AVV. Cianferoni: Sul tipo di innesco lei ha fatto indagini? Secondo lei come è stato attivato poi il congegno?
TESTE De Logu: Allora, sul tipo di innesco noi non abbiamo alcun elemento.
Questo sta scritto in consulenza, credo che lei abbia avuto modo di vederla, quindi... Non c'è nessun dato che ci possa indurre a dire: si è trattato di una miccia, si è trattato di una timer, si è trattato di un telecomando. Non ce l'abbiamo, non ce l'abbiamo. Noi non rispondiamo su dati che non sono oggettivi.
AVV. Cianferoni: Bene.
TESTE De Logu: Se ci si chiede ipoteticamente che tipo di...
AVV. Cianferoni: Diciamo, l'ottimale per quell'attentato, che innesco sarebbe stato?
TESTE De Logu: Dipende da chi dovevamo colpire. E' così scritto in perizia e così le rispondo oggi, nonostante i giornali e tutte le informazioni che possono essere venute dopo.
Adesso come adesso, e con i dati di allora, non si può stabilire se è stato un telecomando, o è stato una miccia, o è stato un timer...
Perché dipende: se bisognava, chi ha fatto quell'attentato aveva necessità di colpire un elemento in movimento, non aveva altra possibilità che usare un telecomando. Perché non esistono altri sistemi. Concretamente ponibili in essere.
AVV. Cianferoni: Utilizzabili.
TESTE De Logu: Tipo barriere elettroniche, tutte queste cose che si possono dire. Togliamole da... Perché servono soltanto a fare fumo.
Per far saltare una carica ad un determinato momento, così come richiesto per colpire un bersaglio in movimento, ci va un telecomando.
Poi possiamo stabilire che tipo di telecomando, elucubrare che tipo di telecomando, eccetera.
AVV. Cianferoni: Ecco, lei se ne intende? Sommariamente e sinteticamente, si intende di telecomandi? Ci può dire dove si comprano, come si fanno...
TESTE De Logu: Guardi, non sono un esperto elettronico, però i telecomandi che possono essere utili per fare questo tipo di coso, ce ne sono di tanti tipi e sono assolutamente facilmente acquistabili.
Non mi faccia dire di più. Sono proprio, li possono comprare i bambini. Quindi...
AVV. Cianferoni: Io non saprei dove comprarlo, ma questo non ha importanza. Non ha assolutamente importanza. Senta...
TESTE De Logu: Invece, se l'obiettivo era un obiettivo fisso, o un obiettivo dove non era importante stabilire il tempo, a quel punto lì può essere usata la miccia, o può essere usato un timer, o può essere usato qualunque altro sistema di ritardo tale da consentire all'attentatore di sottrarsi all'azione esplosiva.
AVV. Cianferoni: Due ulteriori e soli argomenti: repertamento del materiale in loco. Il motore del 126, se non sbaglio ebbe a ricadere nella zona di competenza del CIS.
TESTE De Logu: Sì.
AVV. Cianferoni: Le consta che su questo oggetto condusse accertamenti il personale della Polizia Stradale sopraggiunto successivamente?
TESTE De Logu: Non lo escludo. Questa cosa in particolare non...
Tenga presente che comunque tutte le macchine, sia le nostre nella zona dei Carabinieri, sia quelle nella zona della Polizia, furono comunque viste dalla Polizia Stradale ai fini delle assicurazioni, per dare un pezzo di carta che dicesse: guardate, ci sono stati questi danni, mi rivalgo sulla assicurazione ai cittadini che ovviamente non erano molto contenti di quello che era successo.
E quindi, la Polizia di Stato, come Polizia stradale, fece questa azione.
AVV. Cianferoni: Finisco.
TESTE De Logu: Vide tutte le macchine comunque sull'area e accertò i danni, ecco, a fini assicurativi.
AVV. Cianferoni: Ultimo argomento: di lì a pochi giorni, in Roma, abbiamo appreso anche stamani da altro personale di P.G., ebbe a verificarsi un altro attentato in via dei Sabini.
Lei si è occupato di questo fatto?
TESTE De Logu: No.
AVV. Cianferoni: Non si è occupato.
AVV. Cianferoni: Senta, l'ultima domanda: tornando invece al teatro delle operazioni, lei ha presente la via Fauro e via Boccioni e tutto il giardino, eccetera.
Lei, dove si sarebbe collocato... lei, dico, perito esplosivista che mi deve dare una risposta perciò con cognizione esperta, per fare azionare il telecomando?
Cioè, quella zona si presentava di facile uso, il telecomando o no?
TESTE De Logu: Posso a domanda rispondere ad altra domanda: in quanti siamo nel team che fa l'attentato?
AVV. Cianferoni: Questo...
TESTE De Logu: Cioè, se sono da solo, sono obbligato a mettere in una certa posizione; se siamo in due, magari collegati con telefono o altro, mi dispongo in un'altra situazione ancora. E' difficile, capisce?
Se ero da solo - ma non credo che questo tipo di azioni si porti a solo, anche soltanto per una questione di mutua assistenza di tipo umano, chiamiamolo così, no? - però se ero da solo mi sarei posto all'incrocio io, sopra. Tra l'uscita dal Teatro Parioli dove controllavo, sempre che fosse come bersaglio Maurizio Costanzo, ammesso questo, avrei potuto controllare l'uscita della vittima, farla scendere per via Fauro. E quando questa girava all'incrocio, farlo saltare.
Questa è l'ipotesi...
AVV. Cianferoni: Con un unico operatore.
TESTE De Logu: Con un unico operatore.
AVV. Cianferoni: Con due...
TESTE De Logu: Con due, tre, quattro, la cosa si complica in maniera assurda.
AVV. Cianferoni: Quindi...
TESTE De Logu: A questo punto l'unica cosa che le posso dire è: se siamo di più, l'unico posto dove non mi posso mettere è quello dove rischio di essere attinto dall'esplosione.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE De Logu: Eh, di più non posso dirle, avvocato.
AVV. Cianferoni: Bene.
TESTE De Logu: Sarei assolutamente nell'ipotetico e non è costruttivo.
AVV. Cianferoni: Grazie. Non ho altre domande.
PRESIDENTE: Un momento. Il collega vorrebbe porre due domande particolari.
GIUDICE A LATERE: Una era quella del telecomando.
Senta, a che distanza poteva essere attivato il telecomando?
TESTE De Logu: Dipende dal telecomando. Ci sono telecomandi che vanno a vista, telecomandi che possono agire nel raggio di 100 metri a vista e non a vista; ci sono telecomandi che vanno anche a 20 chilometri. Quindi...
GIUDICE A LATERE: Scusi...
TESTE De Logu: Compresa la non vista, eh. Cioè, 20 chilometri senza vedere il bersaglio.
GIUDICE A LATERE: Senta, per cortesia, ci spiega la... in che rapporti sono la nitroglicerina e l'etilenglico di nitrato.
TESTE De Logu: Non ho capito la domanda.
GIUDICE A LATERE: In che rapporti sono, coincidono, la nitroglicerina e...
TESTE De Logu: Come rapporti quantitativi...
GIUDICE A LATERE: No, no. Nel senso, sono la stessa cosa, sono due esplosivi diversi...
TESTE De Logu: No, sono due esplosivi diversi, ma chimicamente molto simili. Praticamente la nitroglicerina ha tre gruppi nitrati legati ad un gruppo O, ad un ossigeno; l'etilenglico ne ha solo due.
GIUDICE A LATERE: Grazie.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Rocchi: Avvocato Rocchi.
Buonasera, capitano.
TESTE De Logu: Buonasera.
AVVOCATO Rocchi: Volevo tornare un attimino a questo problema che era già stato affrontato dal collega: della carta di circolazione.
Forse ho mal interpretato il suo pensiero. La prego di correggermi.
Lei mi diceva che ha coniugato questa possibilità al dato che le si era riproposto in occasione dell'altro attentato a San Giovanni in Laterano.
Cioè, lei ha detto se...
TESTE De Logu: No, no. E' perché in San Giovanni Laterano è successo dopo.
AVVOCATO Rocchi: No, ma con riferimento alla possibilità del vetro che conteneva il tagliando dell'assicurazione.
TESTE De Logu: E' un dato di esperienza che ho voluto portare qua, ma allora non lo potevo avere.
AVVOCATO Rocchi: Ecco, ma il dato di esperienza lo ha maturato esclusivamente con riferimento a quel tipo di accadimento?
TESTE De Logu: Avvocato, quello che ho voluto dire io è che esiste una finita possibilità. O meglio, se la vogliamo mettere da un altro punto di vista, non è assolutamente impossibile che un pezzo di carta sopravviva ad una esplosione.
AVVOCATO Rocchi: Sì, questo...
TESTE De Logu: A corredo di questa risposta, no? E a suffragi di questa risposta, le sto portando un altro esempio che ho avuto modo di vivere.
AVVOCATO Rocchi: Sì.
TESTE De Logu: Per cui un altro pezzo di carta in un'altra esplosione, tutto sommato analoga, è sopravvissuto.
AVVOCATO Rocchi: Ecco, ma quindi volevo dire: questo era l'unico dato che le venne in mente, o esistevano delle circostanze analoghe, diciamo in letteratura, per intendersi.
TESTE De Logu: No, in letteratura non... Cioè, dovremmo andare a vedere... Questi sono dati a livello giudiziario. Nessuno si mette mai a livello scientifico a fare un articolo scientifico sul fatto di un foglio di carta che sopravvive ad una esplosione. Non esiste una scienza che così approfonditamente studi il fenomeno esplosivo, ecco.
AVVOCATO Rocchi: Ecco, quindi non mi fraintenda, capitano, non è che voglio sminuire la portata del suo ragionamento o delle sue conclusioni.
Io forse mi sono espresso male, volevo capire questo: cioè, lei l'unico dato che ha ritenuto di coniugare era quello che aveva maturato successivamente per quel tipo di esperienza che aveva vissuto.
TESTE De Logu: Eh, guardi, gli esperimenti sono semplicemente tutta una serie di rilevamenti della realtà.
Se le sto dicendo che due volte, a questo punto, si è verificato che un pezzo di carta sia sopravvissuto ad una esplosione, esiste la non impossibilità di conseguenza. Ritengo consequenziale.
Esiste una finita possibilità che un pezzo di carta sopravviva.
AVVOCATO Rocchi: Sì, sì, ma io appunto le chiedevo se questa probabilità era stata in qualche modo...
TESTE De Logu: No, non...
PRESIDENTE: Ha già risposto, avvocato, più di una volta ha già risposto. Eh.
AVVOCATO Rocchi: Senta, e parlando di possibilità, se ci fossero più fogli allocati insieme a quello che poi è stato repertato, verrebbero egualmente rinvenuti, o siamo anche lì in un campo di possibilità, qualcuno sì e qualcuno no?
TESTE De Logu: Avvocato...
AVVOCATO Rocchi: Se può saperlo, eh, perché...
TESTE De Logu: Non posso rispondere a questa domanda, perché non ho questo tipo di... Cioè, dietro alla sua domanda ci sono due possibilità: o una questione ipotetica che a mio giudizio e quindi assolutamente soggettiva, e ha il valore che ha. Dall'altra parte c'è l'assenza di una teoria matematica di scienze esatte.
AVVOCATO Rocchi: No, signor capitano, io pensavo a questo. Ma è un ragionamento che forse perché, mio è totalmente sballato.
Quello è il libretto di circolazione che è contenuto nell'autovettura.
Se io tengo il documento nell'autovettura, potrebbe essere insieme al libretto di circolazione, anche il certificato dell'assicurazione, altro tipo di documenti, altra carta. Pensavo a questo.
Se sono custoditi insieme...
PRESIDENTE: Avvocato, mi pare che il consulente ha risposto a questa sua domanda dichiarando di non poter rispondere.
AVVOCATO Rocchi: Ho capito. La ringrazio, Presidente.
Grazie, capitano.
PRESIDENTE: Abbiamo terminato di porre domande? Lo possiamo mettere in libertà?
AVVOCATO Florio: Chiedo scusa, una domanda proprio telegrafica per il teste.
PRESIDENTE: Vediamo, perché avremo bisogno di una pausa.
AVVOCATO Florio: Sì.
PRESIDENTE: Comunque faccia le domande.
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio per Giacalone Luigi e Lo Nigro Cosimo.
Senta, capitano, per quello che è naturalmente la sua esperienza e per quello che ha dovuto accertare personalmente, per produrre quel tipo di esplosione. Quindi ovviamente quel tipo di cratere, quel tipo... Insomma, quegli effetti, in buona sostanza, vi era bisogno di, chiamiamolo così fra virgolette, personale particolarmente qualificato, oppure vi era bisogno soltanto di persone che, in linea di massima, sapessero maneggiare l'esplosivo, ma non in modo particolarmente specifico?
TESTE De Logu: Allora, vogliamo un attimino sezionare che cos'è successo lì? Perché è difficile, la sua domanda dicesi telegrafica, ma non è proprio così. Anzi, apre un discorso piuttosto ampio.
Allora, che cosa ci vuole a caricare 100 chili di materiale già confezionato dentro la macchina? Niente. Perché basta prenderlo e mettere dentro.
Che cosa ci vuole a fare un innesco a miccia? Una minima esperienza. Cioè, si mette un detonatore, una miccia, si stringe e si accende un fiammifero dall'altra parte della miccia, si va via e fa il botto.
Ci si deve mettere dentro un telecomando? Va be', anche il telecomando presuppone un tecnico di elettronica che sappia fare questo.
Però il telecomando va azionato e deve essere azionato in un determinato contesto di strade, o viario, o di...
AVVOCATO Florio: Certo.
TESTE De Logu: E quindi ci vuole uno che sa puntare, ma che sa puntare sapendo che non sta sparando ad un uccellino, ma sta sparando magari ad un uomo. Anzi, sta facendo esplodere 100 chili, quindi deve essere anche una persona con un certo tipo di carattere, una certa freddezza, una certa capacità organizzativa.
Non solo, ma questo è l'operatore. Ma chi ha deciso di fare quella roba là avrà valutato anche l'impatto di questo attentato su determinati equilibri che possono essere politici, che possono essere equilibri di potere all'interno di determinate organizzazioni.
Dove andiamo con la sua domanda, avvocato? Capisce?
AVVOCATO Rocchi: No...
TESTE De Logu: Che mi ha fatto una domanda da un milione di dollari. Se me la ristringe, d'accordo. Sennò, altre due ore ci vogliono.
PRESIDENTE: L'avocato voleva sapere sostanzialmente se ci vuole persone che la eseguono avendo una specifica preparazione in materia di esplosivi, di timer o roba del genere, oppure se poteva essere fatta da persone appena un po' al corrente di quello che stavano facendo.
TESTE De Logu: Semplicemente da persone che erano un attimino al corrente di quello che stavano facendo. Questo se le persone che lo hanno fatto non dovevano organizzare il telecomando, l'appiattamento, tutto quello che è necessario fare lì. Perché sennò bisogna anche sapere studiare i posti, eccetera, tante altre cose.
Purtroppo il limite alla domanda dell'avvocato non credo che sia proprio netto.
Cioè, il fatto in sé e per sé è banale.
PRESIDENTE: Certo.
*TESTE De Logu: Però tutto ciò che c'è intorno a questo fatto banale non è semplice.
PRESIDENTE: Benissimo. Finito?
AVVOCATO Florio: Grazie.
PRESIDENTE: Allora possiamo mettere in libertà il capitano.
Sospendiamo dieci minuti.

udienza 4.2.1996

*TESTE De Logu: Sono il capitano Giovanni De Logu.
PRESIDENTE: Lei ricorda che è già comparso davanti alla Corte...
TESTE De Logu: Sì.
PRESIDENTE: ... è stato sentito, ha prestato e ha letto la formula a dirci tutta la verità...
TESTE De Logu: Sì.
PRESIDENTE: Può rispondere alle domande del P.M.
PUBBLICO MINISTERO: Il capitano De Logu è già comparso e comparirà ancora davanti alla Corte perché dovrà riferire sempre in qualità di consulente in ordine ancora ad uno degli episodi che formano oggetto del processo.
Ma oggi capitano, limito l'esame ad alcuni aspetti dell'attentato di San Giovanni in Laterano.
Lei ha già chiarito che è ufficiale del Centro di Investigazioni Scientifiche, lo era già nel 1993. Io ho bisogno che lei preliminarmente illustri a partire da quando inizia la sua conoscenza della situazione proprio reale, effettiva nel luogo dell'attentato.
TESTE De Logu: Allora, io intervenni sul luogo dell'attentato la notte poco dopo la mezzanotte, l'una della notte dell'attentato e per questioni organizzative tuttavia diciamo, presi parte attiva al sopralluogo l'indomani mattina verso metà mattinata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi c'è stata una fase nella quale la sua conoscenza è maturata nell'ambito della sua appartenenza al CIS?
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi ha avuto l'incarico dal Pubblico Ministero?
TESTE De Logu: Sì. Qualche giorno dopo ci fu l'incarico formale per un collegio dei consulenti del quale facevo parte.
PUBBLICO MINISTERO: Ora l'hanno preceduta alcuni specialisti della materia che facevano parte di quel collegio dei consulenti che peraltro era più cospicuo e al di là delle esigenze di questo processo.
Io ho bisogno che lei aiuti la Corte a capire e anche me a capire alcuni aspetti diciamo così, propriamente tecnico-operativi di questo attentato. A cominciare da quella che è risultata essere il punto di collocazione dell'autobomba - perché di autobomba si sta parlando se lei conferma che di autobomba si è trattato - collocazione rispetto ai fabbricati circostanti, il punto di posizionamento della carica all'interno dell'autobomba - se così le cose sono andate -, la determinazione di quantitativo di questa carica e i criteri che hanno preceduto a questa determinazione.
TESTE De Logu: Sì. Chiedo il permesso alla Corte di...
PRESIDENTE: Prego, prego, consulti.
PUBBLICO MINISTERO: Capitano, si può anche avvalere delle fotografie che possiamo anche sottoporre lì alla lavagna luminosa, se lo ritiene lei. Proprio che provengono dal fascicolo dei rilievi realizzato proprio dal Centro di Investigazioni Scientifiche.
TESTE De Logu: Sì, forse...
PUBBLICO MINISTERO: ... si dispone già.
PRESIDENTE: Si accomodi.
TESTE De Logu: Vado di là, così...
PRESIDENTE: Si potrebbe vederne una che ampliasse un po' la rappresentazione della scena?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì subito.
PRESIDENTE: Ce la vuole illustrare per cortesia, capitano?
TESTE De Logu: Sì. Allora in questa fotografia si mostra...
PRESIDENTE: Può usare una biro, una penna, qualche cosa...
TESTE De Logu: Sì, sì. Ce l'ho, grazie.
Allora, in questa fotografia si mostra...
PRESIDENTE: Signora, allarghi un pochino per favore perché l'ultimo angolo a destra... ecco, credo sia la parte più interessante. Dica.
TESTE De Logu: Sì. Allora, questo palazzo che si vede praticamente dirimpetto a noi, di cui un buon numero di finestre risultano senza infissi...
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: ... questa serie qua e questa serie qua, a differenza...
PRESIDENTE: Delle altre, certo.
TESTE De Logu: ... di questa qua. E' il palazzo del Vicariato.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: Ed è attiguo alla Basilica di San Giovanni in Laterano che invece, con la quale fa un angolo di 90°.
PRESIDENTE: Sì, che resta sull'estrema destra.
TESTE De Logu: Che è questa zona qua.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: La zona sottoposta ad esplosione più direttamente interessata è, diciamo, l'angolo tra questi due palazzi...
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: ... esattamente in questo punto qua.
PRESIDENTE: E vuole descriverlo per cortesia? Perché noi vediamo la fotografia, ma chi legge dai verbali non riuscirà a capire cosa vuol dire 'questo punto'.
TESTE De Logu: Sì.
PRESIDENTE: Sarebbe sotto la seconda apertura, se non mi sbaglio, non so se è una finestra o una porta?
TESTE De Logu: Sì. Dirimpetto alla seconda finestra al piano terra del palazzo del Vicariato.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE De Logu: La seconda finestra iniziando la numerazione dall'angolo tra...
PRESIDENTE: Da destra verso sinistra.
TESTE De Logu: Sì. Tra i locali della Basilica e quelli del palazzo del Vicariato.
PRESIDENTE: Benissimo. E può anche dirci subito, se crede, dove è il famoso cratere?
TESTE De Logu: Sì.
PRESIDENTE: In quella foto.
TESTE De Logu: Sta, praticamente, dirimpetto alla seconda finestra.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE De Logu: Per terra di fronte alla finestra.
PRESIDENTE: Benissimo. Possiamo passare avanti.
TESTE De Logu: Ecco, in questa immagine che è la numero 14 del fascicolo...
PRESIDENTE: Del CIS, diciamo.
TESTE De Logu: ... A fotografico, del fascicolo fotografico A redatto dal personale del Centro Carabinieri Investigazioni Scientifiche, vediamo per terra il cratere. Si vedono sullo sfondo le due finestre: quella proprio sull'angolo di cui si parlava prima, è la seconda di cui abbiamo detto un istante fa.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: Ecco, in questa immagine vediamo ripreso dall'alto quindi praticamente in pianta, il cratere.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: La finestra di cui abbiamo parlato precedentemente e un tombino.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE De Logu: Questo tombino è importante nella ricostruzione.
PRESIDENTE: Nella ricostruzione.
TESTE De Logu: Praticamente, l'autobomba - perché ormai di autobomba è chiaro si trattasse - stava sul posto dove si è formato questo cratere qua.
Attenzione: questo cratere ha una forma che può indurre qualche confusione. Se vedete questo cratere ha una forma più o meno rettangolare. Se ipotizziamo una macchina a primo acchito, si potrebbe dire che la macchina stava nella stessa posizione in cui si sviluppa il cratere. Quindi con un angolo leggermente a sinistra...
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: ... rispetto alla facciata del palazzo del Vicariato. Bene. Questo non è vero. Quel cratere viene formato da un'autobomba, ma assume questa forma perché lì sotto passa con quella direzione una galleria di servizio. Quindi quel cratere si apre in quella maniera ma la macchina non era, a mio avviso, parcheggiata in quella maniera là. Ma invece di avere la parte anteriore con un angolo, diciamo, verso sinistra rispetto al palazzo del Vicariato - a mio avviso - la macchina doveva avere una inclinazione leggermente a destra o perpendicolare o leggermente a destra rispetto al palazzo del Vicariato. La forma rettangolare di quel cratere che suggerirebbe la forma della macchina, non deve trarre in inganno. Perché non è generata dalla forma della macchina, bensì ripeto, dall'andamento leggermente angolato rispetto alla facciata del...
PRESIDENTE: All'asse del...
TESTE De Logu: ... da quella galleria che ci passa sotto.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE De Logu: Perché dico questo, arrivo a queste conclusioni? Perché i pezzi più importanti, più macroscopicamente pesanti che come vedremo come ormai credo che sia esperienza sondata, sono sempre quelli della parte anteriore quelli che si salvano, che rimangono diciamo tra virgolette "più integri" rispetto al resto, i pezzi più grandi sono stati trovati in quel - così come risulta dagli atti della Polizia Giudiziaria - nel tombino e alcuni si vedono anche qua.
PRESIDENTE: All'esterno.
TESTE De Logu: Esatto. Quindi per essere proiettati in questa zona, la macchina doveva avere...
PRESIDENTE: Sarebbe il complesso di macchie nere che ci sono...
TESTE De Logu: Sì, sì. Quelli sono... molti sono pezzi di auto. Poi li possiamo vedere - se non ricordo male c'è una foto che li riprende più da vicino - la macchina doveva avere un andamento quale quello della freccia in questo momento.
PRESIDENTE: Ah, ho capito.
TESTE De Logu: Non... quindi non così, ma così.
PRESIDENTE: Non con l'inclinazione verso sinistra, ma...
TESTE De Logu: Quindi, il gruppo motore avendo avuto una sollecitazione di spinta dal retro, è partito in questa direzione qui, ha fatto sponda ed è venuto così.
PRESIDENTE: Ho capito. Ora questo bisognerebbe tradurlo in parole, però, capitano. Invece, possiamo dire che invece di avere un'inclinazione quale ha, diciamo, la conformazione del cratere che è come diceva lei...
TESTE De Logu: Sì.
PRESIDENTE: ... leggermente inclinato rispetto alla facciata del palazzo del Vicariato verso sinistra...
TESTE De Logu: Esatto.
PRESIDENTE: ... ha invece un'inclinazione verso destra...
TESTE De Logu: Leggermente verso destra. Perché questo giustificherebbe la posizione dove sono stati trovati i pezzi e anche, forse, in qualche fotografia potremmo vedere le ulteriori distruzioni che stanno in quell'angolo di impatto.
PRESIDENTE: Ho capito. Cioè sul muro del Vicariato.
TESTE De Logu: Esatto, sì. E anche spiegherebbe quelle macchie nere che già qui si intravedono in una qualche...
PRESIDENTE: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, guardi capitano, la invito a prendere in considerazione - perché penso le possano essere utili per illustrare quanto sta dicendo - alcune fotografie che sono contenute nel fascicolo dei rilievi e questo realizzato dalla V Sezione del Nucleo Operativo del Reparto Operativo C.C. Roma. La collocazione è foglio 6581 e seguenti degli atti del dibattimento. Foto 5,6,7,8,9.
PRESIDENTE: Anche questa si vede dall'alto?
TESTE De Logu: Questa foto ritengo sia stata presa da una finestra sopra il vicariato tant'é che la zona, questa zona qua crea una qualche confusione: dovrebbe essere il parapetto di un... o il ballatoio di qualche finestra. Per cui il tutto viene un attimino più schiacciato verso...
PRESIDENTE: Eh, sì. Lo vedo.
PUBBLICO MINISTERO: Va girata a 180° codesta foto, secondo me, per leggerla meglio. 180. Va beh, anche 90.
TESTE De Logu: Il concetto che cercavo di esprimere signor Pubblico Ministero, è che in questa finestra, questa fotografia riprende questa parte - non so se si vede - questa parte qua, è il...
PRESIDENTE: Si vede, si vede.
TESTE De Logu: ... dove ci si appoggia quando ci si espone dalla finestra.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: E quindi per una distorsione della fotografia sia il cratere che il tombino, sembrano tutti molto più vicini di quello che in realtà sono al...
PRESIDENTE: Dovremo essere al secondo piano, no? Mi pare di capire.
TESTE De Logu: Sì. Ritengo di sì.
PRESIDENTE: Quindi il parapetto di questa finestra sarebbe quello che si vede sulla sinistra.
TESTE De Logu: Esatto.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE De Logu: Ecco, da qui comunque, fatta questa doverosa premessa, si vede l'andamento del cratere...
PRESIDENTE: Certo.
TESTE De Logu: ... no? Che come vedete, riproduce esattamente - il che è impossibile in un cratere, diciamo, reale - perché gli angoli, i lati del cratere che adesso sto mostrando...
PRESIDENTE: I lati lunghi, diciamo.
TESTE De Logu: ... i lati lunghi del cratere sono netti.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: E seguono quella che è la galleria sottostante che poi mostreremo in un'altra foto.
PRESIDENTE: Va bene, va bene.
TESTE De Logu: Ecco, rispetto a questo la macchina probabilmente era in questa posizione e i pezzi più grossi che stanno nella parte anteriore della Uno, sono andati ad urtare sul muro della facciata del palazzo del Vicariato e da lì sono rimbalzati in questa zona qua e alcuni si vedono.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE De Logu: Io adesso noto un cerchione come minimo...
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: ... e alcuni, dai fascicoli della Polizia Giudiziaria risultano essere stati trovati dentro...
PRESIDENTE: Il tombino.
TESTE De Logu: ... il tombino. Vediamo se c'è qualche altra foto.
Ecco, questa qua è interessante perché qui di fronte al cratere, questa zona qua che...
PRESIDENTE: Sulla parte destra della foto?
TESTE De Logu: Sì, sulla parte destra della foto.
PRESIDENTE: Dove si vede questa macchia nera, scura.
TESTE De Logu: Sì. Tra le due finestre di cui si parlava prima.
PRESIDENTE: Le due finestre, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Capitano, le chiedo scusa. Vuole indicare il numero della foto che sta commentando?
TESTE De Logu: E' la foto numero 6 del fascicolo dei rilievi del Reparto Operativo, Nucleo Operativo III Sezione dei Carabinieri.
In questa fotografia qua si nota che una maggiore distruzione tra le due finestre che non è, secondo a mio avviso, dovuta soltanto alla forza esplosiva dell'auto, ma è anche dovuta all'impatto di pezzi pesanti tra le due finestre.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE De Logu: In più, quella macchia nera potrebbe essere indice - secondo me - indice derimente, però potrebbe essere indice del fatto che lì sono andati ad urtare pezzi meccanici tra l'altro ricchi di fluidi, tipo olio, eccetera.
PRESIDENTE: Sì, sì, ho capito. Bene.
TESTE De Logu: Ecco, qui, in questa fotografia che è la 9 sempre del citato fascicolo del Reparto Operativo, si vede l'andamento interno della galleria di cui si parlava prima, sottostante la piazza di San Giovanni in Laterano.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: Questa galleria è molto importante perché praticamente l'esistenza di essa al di sotto dell'esplosivo, ha vanificato tutti quelli che possono essere dei calcoli possibili sui crateri.
PRESIDENTE: Perché i gas sono fuoriusciti per quella via.
TESTE De Logu: Non solo per quello. E' una questione teorica.
Se vogliamo, l'affrontiamo subito, così...
Allora, se tra due estremi io ho la possibilità di fare dei calcoli su un cratere ponendomi su due estremi, per semplificare il discorso.
Allora, se l'esplosione avviene per aria, allora, l'onda esplosiva, l'incremento pressorio dovuto all'esplosione, sposterà l'aria o l'acqua, per esempio, in tutte le direzioni. Dopodiché si ricostituirà la situazione equamente e io non ho nessun elemento, che arrivo dopo, non ho nessun elemento per valutare la quantità di esplosivo che è stato applicato.
Dall'altra parte della scala, se io faccio esplodere un esplosivo all'interno di un blocco di piombo, il piombo non ha assolutamente nessuna elasticità. Per cui l'esplosione, i gas, mi creeranno una sfera all'interno del blocco di piombo che è identica alla massima espansione dei gas.
Tra questi due capisaldi estremi ci sono tutte le situazioni reali.
Quando noi siamo di fronte ad una situazione reale di un cratere che si disegna sul terreno, comunque ho degli elementi sui quali valutare. Complessi per quanto volete, ma ho degli elementi.
Se invece questo cratere sfonda un qualche cosa, io posso dire soltanto che per sfondare una parete - che poi abbiamo anche segnato - ci sono, è necessario un X quantità di esplosivo che è la minima quantità necessaria per sfondare.
Ma l'esplosivo applicato può essere 100, 200, 300 volte superiore, in quanto non ho più segni. Perché è una minima la quantità necessaria per sfondare una parete. Oltre, non ho elementi per calcolarlo.
A questa situazione bisogna aggiungere una particolare conformazione di quella zona, della zona reale dov'è avvenuta l'esplosione.
Perché in effetti, per calcolare la quantità di esplosivo applicata in una determinata zona, si può andare a calcolare le rotture a distanze successive. E via via sempre più lontane.
Purtroppo, in questo caso, funziona al contrario la situazione. Perché? Perché noi abbiamo un esplosivo che esplode in una piazza, per cui non abbiamo né rottura di finestre, né rottura di... se non quelle immediatamente vicine, non abbiamo finestre che si rompono a distanze successive.
Per cui, neanche il calcolo alla rovescia può essere applicato.
Non solo. Ma quella carica di esplosivo avrebbe dovuto provocare, e avrebbe provocato sicuramente in condizioni differenti, ben più danni, nonostante i danni che sono stati comunque apportati, se la carica avesse agito in una situazione differente. In che senso? Parte della onda pressoria si sviluppa al di sotto, in quella galleria.
Moltissima dell'onda esplosiva si sviluppa verso la piazza, quindi senza trovare ostacoli, e si libera.
Ma anche di fronte, dove trova murature, trova murature che... Adesso io non sono uno storico dell'arte, comunque non sono fatte con i criteri costruttivi moderni, ma ad abbundanzia, quindi muri molto grossi e in presenza di grandi finestre.
Per cui, quando sfonda il vetro della finestra, trova delle camere con alti soffitti dentro, alte zone di compressazione dove l'onda esplosiva si spegne.
Quindi, questa qua, è una delle condizioni peggiori, veramente sia pur... non ho una grandissima esperienza, ma neanche piccola. però, in questa situazione, è veramente difficile riuscire a calcolare, in base a questi elementi, la quantità della carica.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi com'è stato possibile, se è stato possibile, pervenire ad una determinazione?
TESTE De Logu: Sì. Allora, noi abbiamo determinato, con una approssimazione che è sicuramente peggiore rispetto a quella degli altri casi, la quantità di esplosivo sulla base delle frammentazioni comparative, comparativamente eseguite, rispetto alle altre macchine.
Ormai di Uno che esplodevano, ne avevamo parecchie. Le abbiamo messe in comparazione. Siamo riusciti a stabilire che la carica dovesse essere all'intorno tra i 100 e i 120 chili.
Però 100-120 chili, in questo caso, soffrono di una approssimazione peggiore rispetto a quella, per esempio, che citai l'ultima volta che venni chiamato a testimoniare.
Non solo, ma la forma di questo benedetto cratere, non ci consente neanche di stabilire dov'era caricata la carica. Cioè, stava sicuramente dentro la macchina Uno - e questo è dimostrato dalle demolizioni - ma non riusciamo a stabilire la quota esattamente in cui si trovava questa carica. E di conseguenza se stava nel portabagaglio posteriore, nel sedile posteriore, o addirittura giù in basso, tra i sedili anteriori e posteriori.
Perché? Perché non avendo la profondità del cratere, non possiamo stabilire la quota dell'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ha risposto alle domande che ho avanzato sulla posizione del veicolo, determinazione in qualche modo del peso della carica esplosiva.
Ho bisogno di chiederle ancora se qualche cosa di significativo è stato repertato che possa orientare un giudizio sul sistema di attivazione.
TESTE De Logu: Purtroppo, come già in tutti i casi trattati anche in questa Corte, si è visto che del sistema di attivazione, in questi casi, rimane molto poco.
E purtroppo anche in questa situazione qua, benché quando io intervenni successivamente feci addirittura setacciare tutte le macerie che sottostavano al punto di esplosione. E questo si può anche dimostrare.
PRESIDENTE: No, no, ma non importa, lo diamo per dimostrato.
TESTE De Logu: Sì. Setacciammo, con un setaccio setacciammo tutte le macerie. Non fu ritrovato niente che ci potesse dire che era stato utilizzato un sistema di attivazione piuttosto che un altro.
In questo caso particolare si può dire però che, non essendo interessato, per quanto era evidente allora - poi se ci sono altri dati, io questo non lo so - come tipo di bersaglio non si tratta di bersaglio in movimento, si tratta di un bersaglio fermo.
Quindi l'attentatore non ha bisogno di utilizzare un sistema di avvistamento e accensione ad un determinato momento, ma la bomba può partire quando vuole all'interno di un tempo X più o meno deciso.
Quindi, questo esiste, poteva benissimo essere usato o un timer, o una miccia a lenta combustione. Il che non esclude però che sia stato usato un telecomando. Però non era necessario il telecomando.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, capitano, si è parlato di una autobomba, si è parlato della inesistenza di reperti significativi per un sistema di attivazione piuttosto che per un altro.
Nella relazione loro hanno posto in evidenza determinati reperti che hanno consentito di determinare con esattezza di quale veicolo si trattava.
Ecco, nel corso di questa relazione e anche della sua esposizione orale, si è parlato degli effetti dell'esplosione sulla vettura, su questa poi analogamente ad altre interessate da questo stesso tipo di iniziative criminose.
Ecco, nella relazione si menziona il rinvenimento di alcuni reperti un po' singolari, come dire. Cioè a dire: frammenti di...
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho difficoltà, la prevengo io. Io stesso l'ho invitata alcuni giorni fa, a portare con sé determinati reperti che risultavano sempre in disponibilità dei consulenti.
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché così la Corte disporrà in che termini si deve procedere ulteriormente alla custodia di questi reperti.
TESTE De Logu: Certo. Allora, non esiste nessuna difficoltà.
Allora, per risalire alla caratterizzazione di quella macchina, furono ritrovati dalla Polizia Giudiziaria sia un blocco motore, sia una targa.
La targa e il blocco motore poi sono stati trasferiti in sede di ricostruzione delle autovetture in Farfa Sabina e lì stanno ancora.
Sempre dalla Polizia Giudiziaria mi furono consegnati a me dei frammenti di contrassegni di bollo e assicurazione che, trattandosi di materiale cartaceo, io già allora decisi di trattenere nel fascicolo a che non andassero dispersi.
E questi qua, allora furono, mappati sulla zona e fotografati. Adesso sono nella mia disponibilità. Li ho sempre tenuti io a che non andassero a male. E sono allegati alla strisciata fatta da noi al CIS alcuni giorni dopo, ritengo il giorno dopo, o il giorno ancora successivo. Ci sta la data in cui è stata fatta questa interrogazione al terminale, per risalire alla macchina a cui appartenevano.
Questi reperti, come il Pubblico Ministero mi aveva sollecitato, io ce li ho qua stamattina. Sono a disposizione della Corte.
PRESIDENTE: Bene. Li acquisiamo e li facciamo trasmettere all'ufficio corpi di reato del Tribunale.
PUBBLICO MINISTERO: Io riterrei opportuno anche, Presidente...
PRESIDENTE: Sì. Esaminarli?
PUBBLICO MINISTERO: ... visto che è una occasione un po' singolare...
Sì, un rapido esame, visto che c'è la lavagna luminosa che avvantaggia anche una ispezione visiva diretta.
PRESIDENTE: Benissimo, certo.
TESTE De Logu: Di questi reperti io li anticipai nell'udienza dibattimentale dell'ultima volta in cui ero presente, quando a una domanda, ritengo dell'avvocato Cianferoni che si stupiva, come un pezzetto di carta fosse sopravvissuto all'esplosione, io gli ho detto: 'guardi, che ho certezza di pezzi di carta che sopravvivono alle esplosioni'. E mi riferivo appunto a questi.
PRESIDENTE: Contrassegno assicurativo.
TESTE De Logu: Sì. Sta collegato, sta in una bustina per salvaguardarli.
(voce fuori microfono)
TESTE De Logu: Sì. Sì, va be', tanto stanno qua.
E stanno collegati ad una scheda, che è questa qua. Che è la scheda che viene fornita dal sistema di elaborazione, allorché si fa la ricerca sulla banca dati.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Se c'è qualcosa di intelleggibile, lo vuole leggere?
Per esempio, mi pare di leggere un numero... Ecco, di contrassegno assicurativo.
TESTE De Logu: Sì, ci sono tutte...
PRESIDENTE: Legga pure, legga pure, per favore.
TESTE De Logu: Sì. Allora, è il contrassegno dell'assicurazione fatta dalle Generali su un veicolo targato Roma 8A6003, il tipo di vettura è una autovettura di 13 cavalli. La scadenza del periodo assicurativo è il giorno 13 del mese di giugno del 1993.
PRESIDENTE: Quindi era prossima la scadenza.
TESTE De Logu: No.
PRESIDENTE: Era già scaduta.
TESTE De Logu: Non è escluso che questo non... Attenzione, non è escluso che questo non stesse attaccato al finestrino. Poteva benissimo stare...
PRESIDENTE: Ah, che venisse conservato nel cassetto.
TESTE De Logu: Nel cassetto.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE De Logu: Comunque ci sono anche altri pezzettini di carta, eh. Che, a questo punto, per non aprire, io andrei a prendere...
PRESIDENTE: Le fotografie.
TESTE De Logu: Che furono fatte allora.
Il reperto 111, la collocazione dovrebbe essere facilmente ritrovabile sulle planimetrie che dovrebbero essere nelle mani del Pubblico Ministero.
Qui c'è addirittura: conti correnti postali, qui in basso. Non so se... E c'è scritto anche Società RC S.r.l. ristorazione collettiva.
Questa qua, che praticamente poi si è visto, dall'interrogazione al terminale, erano i proprietari dell'autovettura. Che poi risultò tra l'altro rubata il giorno, o il giorno stesso, o il giorno prima. Addirittura lì stesso, in piazza del Laterano.
PUBBLICO MINISTERO: Le planimetrie, per cognizione della Corte, sono allegate al volume dei rilievi del CIS. E quindi sono nella disponibilità della Corte, anche se fisicamente ora sono sul tavolo del Pubblico Ministero.
Sono esattamente allegati al volume C. Ma non credo, per quanto mi riguarda almeno, non ho necessità di...
PRESIDENTE: Esaminarli.
PUBBLICO MINISTERO: ... utilizzarli ai fini dell'esame.
Volevo chiudere, capitano, l'argomento con una domanda che riguarda la parte per così dire delle conclusioni dell'indagine che fu affidata a loro dal Pubblico Ministero di Roma.
E cioè dire la verifica collegiale e comparativa dei risultati ottenuti lavorando sull'episodio di via Fauro e sull'episodio di San Giovanni in Laterano.
Ecco, quali furono i dati che riteneste di poter mettere in evidenza, come dati di analogia, ovvero come dati di diversità dal punto di vista qualitativo, quantitativo. Il mezzo impiegato, le caratteristiche dell'esecuzione del reato...
TESTE De Logu: Sì. Premetto che per l'attentato in via Fauro...
PUBBLICO MINISTERO: No, non ho parlato di via Fauro. Non ho parlato di via Fauro, capitano. Se ho detto via Fauro è stato un lapsus.
Volevo semplicemente riferirmi all'episodio di San Giovanni in Laterano, nel quale c'è una attività di consulenza prevalentemente svolta da lei, dal capitano Di Pani.
Mentre invece per l'attentato del Velabro, c'era attività di consulenza svolta principalmente dal dottor Massari, dal dottor Vadalà e da...
Ecco, gli elementi di comune denominazione, o gli elementi di diversità?
TESTE De Logu: Sì. Beh, gi elementi di diversità sono un attimino difficili da trovare. Perché innanzitutto si usano due macchine più o meno identiche: si tratta tutte e due di FIAT Uno. La carica, dagli esperimenti fatti e dai risultati ottenuti per quanto riguarda le frammentazioni e la comparazione dei pezzi ottenuti, sono praticamente sovrapponibili.
La tipologia dell'esplosivo impiegato a meno di variazioni che, in questo caso, noi non possiamo accertare comunque a posteriori nella composizione della carica, ma le specie chimiche esplodenti trovate in un caso e nell'altro caso sono le stesse.
Poi, se mi consentite, questo è un dato forse non completamente oggettivo. Ma due bombe che esplodono a distanza di sei minuti una dall'altra, insomma, ritengo che anche questo sia un elemento di colleganza, per quanto fuori da quello che dovrebbe essere il lavoro del consulente tecnico. Però è un dato, diciamo, di conoscenza comunque.
Quindi ritengo che gli elementi di dissimilitudine fra i due attentati siano tendenti a zero, se non zero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE De Logu: Mentre quelli che, di similitudine, siamo tendenti a 100, se non 100.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. La ringrazio.
Ha redatto una memoria, capitano?
TESTE De Logu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha predisposta? La può consegnare alla Corte.
PRESIDENTE: Ci sono domande delle parti civili? I difensori?
AVV. Cianferoni: Sì. Sono l'avvocato Cianferoni, buongiorno.
PRESIDENTE: Prego.
AVV. Cianferoni: Dunque, capitano, senta: ho letto attentamente l'elaborato svolto da lei e dai suoi colleghi.
Vorrei chiederle, quanto all'analisi delle operazioni di allestimento dell'autobomba, che considerazioni avete svolto?
TESTE De Logu: Allestimento dell'autobomba. Dunque, praticamente, avvocato, chiedo scusa se...
AVV. Cianferoni: Ecco, io faccio riferimento alla consulenza sottoscritta anche da lei a pagina 49 della medesima. Quindi andiamo nella parte poi dello sviluppo.
Dove si parla del tempo di allestimento, dell'intervento degli operatori necessari, e quant'altro.
TESTE De Logu: Sì. Mi ricorda la pagina?
AVV. Cianferoni: 49.
TESTE De Logu: 49. Allora, qui dicevamo:
"Tale operazione richiede un tempo di allestimento dell'ordine di un'ora e almeno due operatori com'è dimostrato dalla prova di esplosione campale".
A questo si riferisce?
AVV. Cianferoni: Sì, a questo punto qui.
TESTE De Logu: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco, se può illustrare questa conclusione che avete raggiunto.
TESTE De Logu: Sì.
AVV. Cianferoni: L'allestimento di questa autobomba di San Giovanni si presentava complesso, che operazioni richiedeva...
TESTE De Logu: No, non è un allestimento complesso. L'unica cosa che richiedeva nel contesto operativo che è facilmente immaginabile e soprattutto che ci viene dal dato di furto della macchina.
La macchina, se non ricordo male, fu rubata il giorno prima, o addirittura la giornata stessa in un altro orario.
Quindi, la macchina fu rubata, portata a mio avviso in un posto che non poteva certo essere lontano, troppo lontano dalla zona, caricata dell'esplosivo. Siamo sempre intorno a 100-120 chili. Quindi l'esplosivo, come minimo, doveva già essere confezionato. No? Innescata, in una qualche maniera.
Cioè, attenzione: predisposta la catena di accensione. sia che si trattasse di telecomando, che si trattasse di timer, che si trattasse di miccia.
Portata, poco tempo prima, nella zona dove destinata a farla esplodere e di là rispettivamente, accesa, se si trattava di miccia; mosso un pulsante di connessione con le batterie, se si trattava di accensione di un timer; oppure, anche in questo caso, attivato il sistema di ricezione del telecomando, andati via di là ad una posizione ridossata rispetto agli effetti dell'esplosione, e attivato il telecomando.
AVV. Cianferoni: Senta...
TESTE De Logu: Il tutto, avendo predisposto tutta la catena, si tratta soltanto di caricare un ordigno su una macchina, no? Portarla lì. Cinque ore, sei ore.
AVV. Cianferoni: Cinque-sei ore.
TESTE De Logu: Per fare tutto, eh.
AVV. Cianferoni: Sì, sì.
TESTE De Logu: Perché, per caricarla bastano... Basta niente, basta.
AVV. Cianferoni: Basterà l'operazione materiale.
Senta, riguardo alle componenti che voi avete rintracciato in questa autobomba, ve n'è qualcuna che si rivela untuosa e che sporca le mani di nero?
TESTE De Logu: Le componenti, quali, avvocato? Esplosive?
AVV. Cianferoni: Quelle esplosive, proprio.
TESTE De Logu: No. Di nero nessuna.
AVV. Cianferoni: Ecco. Senta, quanto invece al confezionamento dell'ordigno, sempre leggendo nella vostra...
TESTE De Logu: Ah, chiedo scusa, avvocato.
AVV. Cianferoni: Prego.
TESTE De Logu: Una miccia a polvere nera può sporcare, anche se poco, le mani di nero, eh. Adesso ci stavo pensando. Per essere esattamente, per rispondere correttamente alla sua domanda...
AVV. Cianferoni: Esaustivamente...
TESTE De Logu: Esaustivamente una miccia a lenta combustione catramata può sporcare le mani di nero di chi la tocca.
AVV. Cianferoni: Ma non è untuosa.
TESTE De Logu: Beh, è bitume, eh.
AVV. Cianferoni: Bitume. Comunque non è lavorabile. Voglio dire: non è farina, non è... Una miccia è già di per sé...
TESTE De Logu: Una miccia è un cordone...
AVV. Cianferoni: Un cordone.
TESTE De Logu: E' un cordone bitumato di nero, bitumato di bitume, quindi nero.
AVV. Cianferoni: Ho capito.
TESTE De Logu: All'interno del quale c'è il nero del bitume e il nero della polvere nera.
AVV. Cianferoni: Va bene. Ecco, per il confezionamento dell'ordigno in se stesso, leggo nella vostra consulenza che avete ritenuto plausibile l'ipotesi di candelotti esplosivi.
Ora lei ha inteso...
TESTE De Logu: A pagina?
AVV. Cianferoni: Mi pare a pagina 35.
TESTE De Logu: Sì. Sì sì, no, mi ricordo perfettamente il punto, non è necessario che andiamo a leggerlo.
Noi parliamo di candelotti in questo senso, già credo in questa Corte si è affrontato questo tipo di problema: non si può stabilire con certezza date delle evidenze analitiche post esplosione qual è il manufatto commerciale che le ha prodotte, ma un fatto esplosivo commerciale che le ha prodotte.
Si possono soltanto fare delle ipotesi.
In questo caso, le ipotesi furono di questo tipo: o dei candelotti di esplosivo di tipo cava. Cioè contenenti rispettivamente nitroglicerina, etilenglico di nitrato, dinitrotoluene e tritolo come componenti organiche e nitrato di ammonio come componente inorganica; più T-4 aggiunto.
E, a giustificazione delle piccolissime, delle piccole tracce di pentrite rilevate, della miccia detonante probabilmente che serviva per una esplosione più franca di tutto il sistema.
E questa è diciamo una ipotesi in base, che spiegherebbe la presenza di determinate tracce di esplosivo.
Un'altra ipotesi potrebbe essere: esplosivo commerciale senza la presenza di tritolo.
Quindi, nitroglicerina, etilenglico di nitrato, dinitrotoluene, nitrato di ammonio, più un esplosivo di provenienza militare da scaricamento, per esempio, di compound-B che contiene T-4 e tritolo. E sempre con le piccole tracce di pentrite derivate rilevanti da rami di miccia detonante.
AVV. Cianferoni: Ecco, poco fa, rispondendo al Pubblico Ministero, lei sottolineava le evidenti affinità, analogie, tra il fatto di San Giovanni e il fatto di San Giorgio al Velabro.
TESTE De Logu: Sì.
AVV. Cianferoni: Il tipo di incarico che avevate ricevuto vi sollecitava ad ulteriori analogie.
La prima che le chiedo è questa: nel lasso temporale tra il maggio '93 e il luglio del '93, sono accaduti diversi fatti di attentato con impiego di esplosivo.
Il primo dato certo è che da via Fauro a San Giovanni è stato movimentato complessivamente esplosivo per diversi quintali.
TESTE De Logu: Eh, diciamo una buona quantità di esplosivo. Molto.
AVV. Cianferoni: Eh, sì, perché io ricordo per Firenze, Georgofili si è parlato di 250 chili.
TESTE De Logu: Più di mezza tonnellata, via.
AVV. Cianferoni: Ecco, diciamo più di mezza tonnellata.
TESTE De Logu: Sì.
AVV. Cianferoni: Allora, questo dato certo, che tipo di sollecitazione ha costituito per voi?
Se nella sua esperienza di esplosivista può indicare com'è possibile movimentare questa quantità di esplosivo, dove la si può trovare.
TESTE De Logu: In effetti questa è una domanda che mi sono posto anche io: dov'è che si recuperava tutto questo tipo di esplosivo. Purtroppo non so se in questa sede posso risponderle adesso, perché so che ci sono delle indagini dove si ha una qualche evidenza, indagini in corso, ripeto, dove si ha una qualche evidenza di grandi quantità di esplosivo...
PUBBLICO MINISTERO: Chiedo scusa, Presidente, chiedo scusa.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Non è che io mi voglia opporre alla domanda. Però bisogna stare una attimo attenti.
Il difensore ha chiesto al capitano di rispondere secondo la sua esperienza e conoscenza.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il capitano sento che sta riferendosi ad accertamenti che fanno capo ad indagini.
Ora, sicuramente non si tratta di indagini di cui io sia a conoscenza, sennò, voglio dire, mi saprei orientare.
Però credo che una qualsiasi risposta - che poi valuterà lei, io non poso sostituirmi a lei - una qualsiasi risposta deve affidarsi a situazioni di fatto che lei conosce. E non di cui ha sentito parlare, capitano.
TESTE De Logu: Io sto parlando non di cose di cui io ho sentito parlare. Io sto parlando di indagini personalmente svolte in ambiti di altri procedimenti penali dove, per le indagini fin qui svolte, emergono determinate zone di acquisizione di esplosivo che risponde in una qualche maniera a questa domanda, effettivamente stupefacente, che lei pone: da dove nasce tutto questo esplosivo. La domanda che io adesso ho bisogno di una risposta è: in questa sede si può parlare di queste indagini oppure no?
AVV. Cianferoni: Capitano, lei ha delle facoltà...
PRESIDENTE: Veramente dovrebbe essere lei a dirci se può parlarne. Avvocato, scusi.
AVV. Cianferoni: Prego.
PRESIDENTE: E' solo lei che può dirci se può parlarne, perché non sappiamo...
TESTE De Logu: Non credo che gli altri...
PRESIDENTE: ... né da chi sono fatte - né lo vogliamo sapere - né che tipo di indagini sono, né che veste ha in queste indagini. Quindi deve valutare da sé perché...
PUBBLICO MINISTERO: Mi consente, Presidente.
PRESIDENTE: Se sono in corso in linea di principio non se ne può parlare, ma bisogna vedere se sono indagini o accertamenti tecnici.
PUBBLICO MINISTERO: Mi consenta, Presidente.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Mi consenta. Se posso essere di una qualche utilità. Mi pare che la domanda, per come è stata formulata, sia una domanda a carattere assolutamente indeterminato perché si è chiesto al consulente di dire, secondo la sua conoscenza ed esperienza, questi 500 e più chili di esplosivo da che parte di mondo potevano venire. Si è chiesto praticamente al consulente, come se fosse l'unica autorità riconosciuta su scala nazionale o internazionale, in tema di area di produzione, di commercio più o meno clandestino o illecito o lecito, di esplosivi di attestare il verbo su questo argomento.
Ecco, forse è questa la ragion per la quale una domanda di questo genere io la considero almeno da riformulare perché...
PRESIDENTE: Io devo fare un'osservazione. E' indubbiamente una domanda che non possiamo non porci, nell'ambito di questo accertamento dibattimentale.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, mi perdoni.
PRESIDENTE: Mi scusi, Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Ha ragione.
PRESIDENTE: Resta il fatto che c'è un problema di riferimento a indagini in corso. Io credo che il teste chiamato a rispondere su queste cose dovrebbe di per sé dire che non può rispondere perché le indagini ovviamente, si deve presumere, che ci si riferisca a indagini coperte quantomeno da segreto istruttorio.
Se poi il teste ritiene che non ci sia segreto istruttorio perché sono notizie di comune conoscenza, il discorso è diverso.
TESTE De Logu: Ritengo che non siano di comune conoscenza.
PRESIDENTE: Allora...
TESTE De Logu: Sono indagini che sono...
PRESIDENTE: Mi dispiace che dovrebbe rispondere da sé e non può rispondere. Se l'avvocato vuol porre la sua domanda in altri termini è un altro discorso.
AVV. Cianferoni: Dunque, senz'altro. Se ho capito bene il capitano De Logu si avvale di un segreto di ufficio, tecnicamente. Perché faccio questa considerazione? Ben vengano i contributi del Pubblico Ministero, voglio dire, non è la prima volta che il Pubblico Ministero interloquisce su domande svolte dalla difesa e non ho francamente motivo di oppormi alla mancata opposizione e tuttavia all'intervento, ci mancherebbe. Contraddirei me stesso quando invece in altro momento sostengo che è necessario cercare la verità storica dei fatti.
Ma detto questo va comunque ricondotta alla dialettica processuale. La mia domanda è stata credo ben colta, prima di tutto dalla Corte e credo sia di buona rilevanza nell'istruttoria che stiamo svolgendo. Quindi a questo punto o il teste si avvale del segreto di ufficio o risponde, perché ha un dovere...
PRESIDENTE: Avvocato, ma le ho detto io che è un quesito al quale la Corte dovrebbe poter dare una risposta o perlomeno materia di prove.
AVV. Cianferoni: Perché per esempio...
PRESIDENTE: Le ho detto però che lei potrebbe porla in un'altra maniera, in maniera da rendere il teste in grado di rispondere, non in riferimento a fatti di sua conoscenza e che noi non possiamo conoscere, o in relazione ad altri elementi di conoscenza.
AVV. Cianferoni: Certo, Presidente.
L'argomento a mio avviso può essere compulsato anche in altra maniera.
PRESIDENTE: Allora riformuli la domanda.
AVV. Cianferoni: Provo a riformulare la domanda. Anzitutto, una mi viene in questo momento. Cioè, il capitano De Logu mi sembra che...
PRESIDENTE: Avvocato, faccia la domanda per cortesia.
AVV. Cianferoni: Sì. Abbia inquadrato bene l'argomento. Allora, quindi ne è a conoscenza diretta. Ha detto che partecipa a queste indagini.
Allora, le indagini... Cioè meglio, lasciamo perdere questo campo che non ci appartiene, parliamo solo di questo quantitativo di esplosivo che è servito per questi fatti.
Lei è in grado, per le sue conoscenze di ufficiale di Polizia Giudiziaria e di consulente, di indicare alla Corte l'origine, la fonte di questo esplosivo, da dove proviene?
PRESIDENTE: Glielo possiamo chiedere in maniera molto più diretta. Sono in comune commercio questi prodotti? Scusi, avvocato, cerchiamo di vedere le cose dal lato accessibile.
TESTE De Logu: Allora, se non ho mal capito la domanda, alla domanda del signor Presidente io posso rispondere: alcune di queste sostanze, o meglio, alcuni di questi manufatti esplodenti sono nel comune commercio.
PRESIDENTE: Ci dica quali.
TESTE De Logu: Le dinamiti. Le dinamiti contenenti l'EGDN, nitroglicerina, DNT e TNT si trovano in commercio.
PRESIDENTE: Le altre no.
TESTE De Logu: Ci sono, nella ipotesi formulata precedentemente, ci sono delle specie esplosive che non sono nel commercio comune. Esistono dei commerci tra fabbriche...
PRESIDENTE: Sì.
TESTE De Logu: ... però non sono nel commercio comune. La domanda dell'avvocato però, quella precedente, mirava a... o perlomeno, se ho capito male io, chiedeva: mezza tonnellata di esplosivo, in quattro mesi, come nasce? Questa era, o perlomeno io ho percepito la domanda in questi termini.
AVV. Cianferoni: Sì, questo era...
TESTE De Logu: In questi termini non le posso rispondere, perché? Perché...
PRESIDENTE: Va be', ce l'ha già detto.
AVV. Cianferoni: Ci ha già detto. Quindi allora la domanda più semplice: lei è in grado di indicare la fonte di questo quantitativo di esplosivo? Questo, cioè del nostro processo, da via Fauro al Velabro.
TESTE De Logu: Sta scritto in consulenza.
AVV. Cianferoni: Il profilo specifico non c'è, mi pare, in consulenza.
TESTE De Logu: Allora, come ipotesi di derivazione di questo materiale, abbiamo detto si può trattare di materiale commerciale per la parte...
PRESIDENTE: Commerciale.
TESTE De Logu: ... commerciale. E in più da materiale che deriva dallo scaricamento di ordigni militari. Per esempio, se supponiamo che in quella carica, per dare giustificazione del T-4 e del tritolo.
AVV. Cianferoni: Le...
PRESIDENTE: Posso integrare la sua richiesta, avvocato?
AVV. Cianferoni: Senz'altro.
PRESIDENTE: Me lo sollecita la risposta del teste. Esiste un commercio clandestino, cioè illecito, di sostanze esplodenti di tipo non commerciabile?
TESTE De Logu: Può esistere.
PRESIDENTE: Lei non ne è a conoscenza se esiste in realtà, è un'ipotesi.
TESTE De Logu: Può esistere. Sono i commerci clandestini tra paesi, per esempio.
PRESIDENTE: Prego.
AVV. Cianferoni: Ecco...
TESTE De Logu: Internazionali via, per essere più chiari.
AVV. Cianferoni: Voi avete avuto un dato oggettivo rilevante in rapporto a quel periodo di tempo da vedere? Per esempio un grosso furto di esplosivo?
TESTE De Logu: No.
AVV. Cianferoni: Non l'avete avuto.
Lei ha partecipato anche agli accertamenti su Formello?
TESTE De Logu: Sì.
AVV. Cianferoni: Ne riparleremo.
Andiamo avanti e concludiamo velocemente. Dunque, sul tipo di incarico che lei ha avuto mi diceva le analogie, no? Io leggo che avete avuto da comparare anche questi fatti con quelli di via dei Sabini.
TESTE De Logu: Sì.
AVV. Cianferoni: Accaduti in quel frangente, il 2 giugno '93.
TESTE De Logu: Sì.
AVV. Cianferoni: Che tipo di analogie si possono rinvenire?
TESTE De Logu: Nessuna. Sono due cose molto differenti e anche difficili da comparare. Tenga presente che in tutti i casi parliamo di esplosivi esplosi e nel caso di via dei Sabini di esplosivi non esplosi per cui già sono due atti oggettivamente non direttamente confrontabili.
PRESIDENTE: Avvocato, su questo punto uno dei testi che abbiamo sentito, consulenti, ci ha dato lunghissime, dettagliate, molto specifiche indicazioni. Lei rileggerà il verbale e avrà tutte le risposte che crede.
AVV. Cianferoni: Dicevo, mi sorprende - De Logu dice: nessuna - ma mi sembra il T-4 veniva usato in via dei Sabini?
TESTE De Logu: Sì.
AVV. Cianferoni: Sì. Lei ha parlato di T-4 anche in riferimento a San Giovanni.
TESTE De Logu: No, no, aspetti.
AVV. Cianferoni: Quindi proprio nessuna nessuna...
TESTE De Logu: Io non avevo finito di parlare.
AVV. Cianferoni: Prego.
TESTE De Logu: Le ho detto nessuna nel senso che sono due episodi non direttamente correlabili da un punto di vista oggettivo. Non avevo finito di parlare.
Sono due fatti non direttamente correlabili perché, da una parte abbiamo un esplosivo esploso, dall'altra parte un esplosivo non esploso. Che fosse presente del T-4 anche nell'attentato mancato, insomma nell'attentato di via dei Sabini è fuori di luogo, è assolutamente vero. Ci fu del T-4 in via dei Sabini.
AVV. Cianferoni: Senta, per quanto riguarda sempre il discorso delle analogie, io vorrei introdurre, per la conoscenza della Corte, una ulteriore analogia, se lei è a conoscenza foss'altro sempre per la sua attività di perito esplosivista e quindi di persona che si documenta sui fatti.
TESTE De Logu: Sì.
AVV. Cianferoni: La modalità dell'autobomba ci viene nota in Italia da quando? Cioè, a me viene in mente un fatto dal quale poi questa modalità diventa tristemente nota: l'attentato al Giudice Chinnici nell'83 in Sicilia.
TESTE De Logu: Sì, va be'.
AVV. Cianferoni: Però le consta che vi sia stato in precedenza un episodio, purtroppo molto simile, a uno di quelli per i quali ci si occupa, dove morirono dei Carabinieri?
TESTE De Logu: Non ho elementi per riferire su quel...
AVV. Cianferoni: Peteano.
TESTE De Logu: Sì, sì. Non ho elementi per riferire su quell'attentato.
AVV. Cianferoni: No, ma dico: a me interessa il dato storico. Poi è chiaro, quando successe Peteano, capitano, tutti e due si era forse molto giovani.
TESTE De Logu: Eh, sì.
AVV. Cianferoni: Ecco. Ma era un'autobomba.
TESTE De Logu: Storicamente mi pare che fosse un'autobomba però più tanto non posso essere utile, dovrei comunque andare a rivedermi quel caso che mi pare che non è neanche fra quelli ai quali estendemmo la comparazione. Cioè, sono un po' in difficoltà da questo punto di vista.
AVV. Cianferoni: Va bene. Io non ho altre domande, Presidente. Grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
AVVOCATO Rocchi: Avvocato Rocchi.
Capitano, un chiarimento: quando ha parlato di una sua riflessione riguardo a quella domanda che le poneva il collega Cianferoni sull'origine di questo quantitativo di esplosivo, è stata questa sua riflessione portata all'attenzione di una diversa Magistratura inquirente rispetto a quella fiorentina?
PRESIDENTE: E' chiaro, il Pubblico Ministero che è qui presente ha detto che non risulta che qui ci sia...
AVVOCATO Rocchi: Presidente, ma lei più volte, molto precisamente ha detto: specifichiamo meglio perché oggi o domani qualcuno leggerà questi atti. Se ce lo conferma che è così.
PRESIDENTE: E' così, capitano?
TESTE De Logu: Se la risposta alla domanda... Puntualizzo la domanda perché forse non mi è chiara e quindi l'avvocato...
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se il riferimento a indagini, di cui lei parlava perché riteneva di non poter rispondere, si riferisce a indagini dell'Autorità Giudiziaria fiorentina, cioè il Pubblico Ministero di Firenze...
TESTE De Logu: No.
PRESIDENTE: ... o di un altro...
TESTE De Logu: Di un'altra Autorità Giudiziaria, un'altra Procura.
AVVOCATO Rocchi: Ecco, ma questo tipo di indagine ha avuto qualche tipo di input da quella considerazione che lei faceva poc'anzi a voce alta?
TESTE De Logu: No.
AVVOCATO Rocchi: Cioè, lei è stato interessato perché si sapeva che aveva avuto questo tipo di attività di consulente...
TESTE De Logu: No. No, no, sono stato interessato perché faccio questo mestiere. Cioè...
AVVOCATO Rocchi: E' stato interessato perché - mi perdoni sempre forse non è giusto, spero di rendere l'idea - perché è perito esplosivista, insomma?
TESTE De Logu: Sì, diciamo così. Perché mi interesso di esplosivi quindi c'era da fare delle analisi, eccetera.
AVVOCATO Rocchi: Analisi su...
TESTE De Logu: Avvocato.
PRESIDENTE: Avvocato, ma non può mica raccontare quel che non può raccontare, scusi, abbia pazienza.
AVVOCATO Rocchi: Presidente, non sto mica cercando di fargli dire quello che non vuole.
PRESIDENTE: Io ho l'impressione di sì. Ha altre domande?
AVVOCATO Rocchi: No, grazie Presidente.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande? Può andare, grazie.
TESTE De Logu: Chiedo scusa, signor Presidente.
PRESIDENTE: Sì.
*TESTE De Logu: Per questa...
PRESIDENTE: Abbiamo già disposto. Lei li consegna alla segretaria che li farà avere all'ufficio corpi di reato del Tribunale di Firenze.
Allora possiamo rimandare l'udienza a domani? Ha delle comunicazioni il Pubblico Ministero? No.
PUBBLICO MINISTERO: Ci ripromettiamo domani di fare una rassegna puntuale dei testimoni non comparsi, quelli ai quali rinunziamo, ai quali vorremmo rinunziare, per i quali chiediamo una nuova udienza per poterli citare.
PRESIDENTE: Speriamo che non ce ne siano.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
PRESIDENTE: Speriamo non ce ne siano da ricitare.
L'udienza riprende domani mattina alle ore 09.00. Traduzione degli imputati detenuti. Buongiorno.

udienza 7.2.1997

*TESTE Delogu: Sono il capitano Giovanni Delogu.
PRESIDENTE: Lei ricorda il solito impegno a dire la verità?
TESTE Delogu: Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può iniziare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora capitano, veniamo questa volta ad affrontare un fatto di cui per ora lei non ci ha reso edotti, mi riferisco all'episodio avvenuto a Formello il 14 aprile del '94. E vorrei partire dal dato, che peraltro risulta dalla documentazione che è già nella disponibilità della Corte, dal dato costituito dal fatto che lei ha partecipato alle operazioni di sopralluogo, nella qualità appunto di ufficiale del Centro delle Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi se dà le coordinate, intanto di ordine temporale di questo intervento e poi anche se ce lo descrive nelle sue modalità e nei suoi contenuti.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La Corte lo ricorda sicuramente comunque può prendere nota, che tutto il fascicolo dei rilievi compiuti dal CIS si trova nel fascicolo del dibattimento dalla pagina 8179 in poi. Infatti gli atti sono stati trasmessi con una nota indirizzata al Pubblico Ministero di Roma del CIS che è datata 17 maggio '94. E' il primo foglio che si trova a pagina 8179 e poi c'è il verbale e poi c'è il fascicolo illustrativo allegato alla relazione tecnica, più che altro costituito da fotografie e da due planimetrie allegate.
Prego capitano, abbia pazienza.
TESTE Delogu: Chiedo scusa, signor Presidente, posso andare in quella postazione che devo guardare delle carte?
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE Delogu: Allora, la sera del 14 aprile '94, ricevemmo una richiesta di intervento dalla Compagnia Carabinieri di Roma Cassia a seguito di un'esplosione che si era verificata sulla via Formellese, all'altezza chilometrica di 3 chilometri più 500 metri per condurre lì un sopralluogo e un repertamento.
Allorché arrivammo sul posto, circa le ore 20.00: tutta l'area era già stata sottoposta a cinturazione, nel senso veniva precluso l'accesso a personale non impiegato nei rilievi e nel sopralluogo, da parte dei militari dell'Arma territoriale competente.
La scena presentava una strada, in quel tratto rettilinea, ricoperta di detriti derivanti dall'esplosione di un ordigno posto a fianco alla strada stessa, nel canale di scolo delle acque, che aveva proiettato appunto massimamente del terreno sulla strada stessa. L'esplosione aveva interessato in parte la carreggiata e più precisamente la corsia che da Formello porta verso Roma, verso la Cassia-bis. Qui abbiamo anche fotografie che possono essere...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, infatti stavo per sottoporle alcune foto, naturalmente bisognerà prendere queste del fascicolo proprio del dibattimento, anche se probabilmente avrà...
TESTE Delogu: E' la copia agli atti dell'ufficio, è identica.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma insomma...
TESTE Delogu: D'accordo.
PUBBLICO MINISTERO: ... regolarità vuole che si faccia con il fascicolo del dibattimento.
Ecco, si tratta, con riferimento a quel fascicolo di rilievi, delle foto 10 e 11. Sono queste che le chiederei, capitano, di illustrare.
TESTE Delogu: Sì. Qui è proprio l'intervento poco tempo dopo, il tempo di arrivare e di muovere i mezzi e di arrivare sul luogo dell'attentato, dove io e il personale da me coordinato, dipendente...
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare che quel signore con quella giacca azzurra sia lei.
TESTE Delogu: L'unico in borghese. Sì, sono io questo in alto a destra. Stiamo procedendo alla misurazione del cratere.
Prima di fare questa operazione, come ripeto, la zona era stata cinturata e a differenza di come si fa normalmente che l'attenzione viene subito portata sul cratere, io disposi di operare in maniera leggermente diversa; per cui procedemmo a fare sopralluogo e repertamento su tutta la strada, diciamo dall'incrocio - che poi collocheremo nello spazio - fino al cratere perché avevamo necessità di far avvicinare dei mezzi meccanici con i sistemi di illuminazione in quanto ormai si era fatto scuro e era impossibile lavorare.
Queste invece sono delle foto fatte l'indomani mattina, che servono meglio per vedere un attimino la zona com'era. Questa ripresa fa vedere la strada che porta dalla Cassia-bis verso l'abitato di Formello e, a circa metà della fotografia, in questa posizione qua, dove c'è quest'uomo che lavora, c'è il cratere che come si vede ha interessato la cunetta della strada, affianco della carreggiata che porta, guidando a destra, da Formello verso Roma diciamo; e si vede anche, quello che dicevo prima, che la strada è tutta piena di detriti. E la notte noi abbiamo proceduto, primariamente a repertare tutta questa zona onde consentire ai mezzi contenenti i sistemi di illuminazione, di portarsi più vicino possibile al cratere.
Dopodiché sono state fatte quelle misurazioni che si vedono nella foto che abbiamo visto prima, ecco, questa qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi cominciamo a dire questo capitano: che le rilevazioni sulle dimensioni del cratere sono state operate...
TESTE Delogu: La notte stessa.
PUBBLICO MINISTERO: ... nel corso della prima parte del sopralluogo, se così possiamo dire.
TESTE Delogu: Sì, il sopralluogo iniziò, diciamo, intorno alle 20.00 ritengo, appena arrivammo lì sul posto: la chiamata, il tempo di arrivare, saranno state le 20.00, 20.30, adesso non ricordo con estrema precisione al minuto, comunque era quello. E ricordo che finimmo a tarda notte, verso le 02.30 la notte. Per riprendere poi...
Ovviamente, fino alle 02.30 abbiamo fatto tutte quelle attività che non potevano essere differite all'indomani. Poi invece all'indomani abbiamo differito tutte quelle attività che era differibili e abbisognavano di luce per poter essere condotte in maniera corretta. Cioè, abbiamo valutato di non dover rovinare niente, un equilibrio nella scelta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ormai che ci siamo, anche perché abbiamo sotto gli occhi la foto del cratere.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le dimensioni di questo...
TESTE Delogu: Sì, allora il cratere aveva una forma ellissoidale dovuta al fatto che l'esplosivo ha trovato minore resistenza, ovviamente, sul terreno; quindi ha un diametro più lungo, maggiore lungo la parallela alla strada e minore ortogonalmente alla strada. Per ovvi motivi, perché la strada offre maggiore resistenza.
Questi due diametri erano di 6 metri, per quello maggiore e di 4,70 per quello minore. Ho anche una planimetria con le curve di livello, se è necessario, c'è la descrizione completa del...
PUBBLICO MINISTERO: La planimetria è nella disponibilità della Corte. Se la Corte o i difensori ritengono di fare delle domande gliele faranno. Io non mi soffermerei su questo.
Ecco, il sopralluogo quindi, per le attività differibili, è ripreso l'indomani stava dicendo.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e per quanto si è protratto?
TESTE Delogu: Diciamo tutta la giornata. Più o meno tutta la giornata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Oltre che rilevare la situazione complessiva - poi lei tra un attimo magari la illustrerà - ma oltre a rilevare, anche nelle sue dimensioni, il cratere, l'attività di repertazione a quali risultati ha portato?
TESTE Delogu: Sì, dunque, c'è da dire una cosa: questa Corte ormai è abituata a vedere sopralluoghi molto complessi; in questa situazione il sopralluogo è piuttosto semplice perché c'è un buco e tutto intorno è abbastanza piano, quindi è molto veloce il sopralluogo.
Niente, abbiamo distinto due aree principali, la strada e la campagna, a destra e a sinistra della strada stessa e tutti i materiali che stavano sulla strada o sulla campagna di interesse sono stati rinvenuti, fotografati sul posto, segnati sulla mappa nel posto dove sono stati trovati e quindi recuperati e portati in laboratorio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questi reperti, a prescindere da quella che è stata l'attività successiva, propriamente facente capo all'incarico che è stato dato a lei dal Pubblico Ministero, presentavano, hanno presentato caratterizzazioni, connotati in qualche modo specifici e significativi con quello che era avvenuto?
TESTE Delogu: Sì. Dall'esame dei reperti poi, anche in fase di consulenza senza anticipare i tempi, si potevano vedere delle grosse categorie - diciamo così - di reperti. Tanto era terriccio, perché ovviamente un'esplosione sulla terra spara per aria della terra stessa. Poi c'erano dei cavi che potevano derivare sia da una linea elettrica che passava proprio sopra il cratere, una linea elettrica di tipo stradale, con i pali intervallati e il cavo che va da un palo all'altro. Poi c'erano dei frammenti di cordoncino di 0,5 centimetri, 4 o 5 millimetri di spessore, multifilato, di colore bianco se non ricordo male. E in più c'era tanta plastica. C'era della plastica come di un contenitore di plastica rigido, insomma, abbastanza rigido, di colore bianco. Quello era sicuramente un contenitore perché si vedeva che aveva ricevuto lo sbrindellamento dell'esplosione e i segni caratteristici della fusione da esplosione e quindi ritengo che... ed era a 360 gradi sparso sul terreno, quindi è difficile ipotizzare che non fosse il contenitore dell'ordigno, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Dato che stava facendo riferimento a questa linea elettrica aerea che poteva spiegare la presenza di segmenti, spezzoni.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dalle fotografie di sopralluogo...
TESTE Delogu: Forse...
PUBBLICO MINISTERO: Mi sembra che dalle prime...
TESTE Delogu: ... sono stato limitativo. I fili elettrici non derivavano solo dalla linea elettrica, perché quelli della linea elettrica erano abbastanza caratteristici. C'erano anche altri fili di spessore minore, diciamo, non riconducibili alla linea elettrica. Fili elettrici che possono derivare o da dei collegamenti elettrici dell'ordigno stesso, o ritengo più probabilmente, o con la stessa possibilità una non escludendo l'altra diciamo, quindi addirittura contemporaneamente le due ipotesi; ritengo che alcuni fili derivino dal sistema di disinnesco che, sono informazioni che già allora disponevamo, aveva messo in opera l'artificiere per cercare di disinnescare l'ordigno senza farlo esplodere.
Aveva esteso dei cavi elettrici che comandavano determinati oggetti per il disinnesco del... Quindi alcuni di questi fili sono sicuramente rimasti coinvolti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Delogu: Potrebbero essere rimasti coinvolti nell'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Ormai che ci siamo, capitano, le chiederei di commentare le prime foto del verbale del fascicolo allegato - le prime proprio, le prime due - del fascicolo allegato al verbale di sopralluogo.
TESTE Delogu: Dei reperti o della scena?
PUBBLICO MINISTERO: No, no, la scena. Proprio le prime due dell'intero fascicolo.
TESTE Delogu: Ah.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome parlava appunto di linee elettriche aeree e quant'altro.
TESTE Delogu: Ah, sì. Tra l'altro adesso mi ricordo un'altra tipologia dei reperti era data da frammenti di ferro e di cemento armato derivanti dalla rottura di questa staccionata che è fatta con rete metallica e pali di cemento armato.
La linea elettrica si vede in questa fotografia in alto a sinistra, è interrotta e la prosecuzione è qui, di questa linea qua, che si vede anche nella foto successiva. In questa zona qui e in questa zona qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Faceva un attimo fa, due riferimenti ai frammenti di un qualche manufatto in plastica e poi frammenti di cordino, o quel che fosse, è dato anche degli estremi in termini di colori, di sezioni.
TESTE Delogu: Sì, il cordino ne abbiamo un esempio nel reperto IV. Questo è...
PUBBLICO MINISTERO: Che foto è, capitano, mi scusi? Che foto è?
TESTE Delogu: La foto è la numero 15.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Delogu: Il reperto è il numero 4, la foto è la numero 15. Questa è una foto scattata, come vi dicevo, con quel sistema che ormai è adottato universalmente di fotografare il reperto lì dove si trova. Questo addirittura nell'epoca in cui fu trovato perché è evidente dal contorno che è notte. Se lei apre un momento. Questa è stata fatta la notte stessa. Quindi ritengo, bisognerebbe andare sulla pianta a trovarlo, ma stava sulla strada.
Ecco, e questo qua è un cordino che io ho detto di colore bianco, multifilato, questo addirittura a occhiello è multifilo, cioè non è un filo solo ma è una serie di fili intrecciati.
PUBBLICO MINISTERO: Intrecciati. Si parlava di questi...
TESTE Delogu: Adesso andiamo alla plastica.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
TESTE Delogu: Nella foto 26, reperto numero 15, si vede quello che dicevo io, poi ci sono delle fotografie migliori. Questo è proprio materiale plastico dove è evidente la forza sbrindellante dell'esplosione, tutti crateri, microcrateri dovuti a particelle calde che attraversano molto velocemente questo contenitore. Ce n'è tanti, per esempio anche la 16, stessa cosa. Forse la telecamera non rende giustizia. In questa che è una foto da laboratorio si vede un po' meglio, reperto numero 23, foto numero 34. Si vedono proprio degli spezzoni di plastica con rotture a frange e colorazione un attimino scura. Questo forse era leggermente più distante, nel senso, o materiale leggermente più spesso del contenitore.
Nello stesso reperto vediamo, in questa zona qui e invece l'effetto molto più pronunciato. Questa parte qua potrebbe derivare da una parte sempre del contenitore ma per esempio della basetta di appoggio. Non so, immaginiamo, per fare un esempio, un bidone, ecco, dalla superficie del bidone deriva questa parte qui, quella più distrutta. Dalla parte diciamo dove il bidone poggia per terra, che c'è una sorta di rilievo - ammesso che fosse così - un piccolo rilievo potrebbe derivare quest'altro. Si è salvato un attimino di più perché più consistente.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Questo è, mi pare, l'illustrazione dell'attività di sopralluogo con relativi rilievi descrittivi, fotografici, planimetrici e repertazione. Ora ho bisogno di porle alcune questioni che invece muovono dall'incarico di consulenza, che lei ricevette dal Pubblico Ministero di Roma, dal dottor Salvi.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo incarico lei ricorda la data in cui l'ha ricevuto? E' per fare sempre, nei limiti del possibile, l'anagrafe agli atti compiuti dagli Ufficiali di Polizia Giudiziaria, dai consulenti. Non mi sembra una buona tecnica per dare alla Corte le informazioni che servono.
TESTE Delogu: Allora, il 15 aprile alle ore 16.20.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, voglio dire, l'attività di consulenza si è innestata sull'attività di rilievo e sopralluogo insomma?
TESTE Delogu: Sì, però personalmente io tendo a separare le due figure professionali anche nei tempi, per quanto non sia sempre possibile, comunque il sopralluogo era chiuso a quel momento, per quanto...
PUBBLICO MINISTERO: Il sopralluogo è l'Ufficiale di Polizia Giudiziaria.
TESTE Delogu: Di Ufficiale di Polizia Giudiziaria, è iniziato da quello del consulente.
PUBBLICO MINISTERO: Da quel momento in poi il consulente del Pubblico Ministero, benissimo. Allora, che tipo di indagine tecnica fu affidata a lei, e anche al dottor Vadalà, in relazione a questo incarico? Dopo io porrò alcune domande a lei e altre le porrò al dottor Vadalà.
TESTE Delogu: Sì, dunque, l'indagine ovviamente - senza andare a rileggere i quesiti specifici che stanno già agli atti - verteva soprattutto inizialmente a stabilire che tipo di esplosivo era, la quantità, il confezionamento dell'esplosivo stesso, la possibilità di reperire sul mercato l'esplosivo stesso, il sistema di attivazione ove possibile, l'eventuale punto di attivazione del sistema. E questi mi ricordo adesso, sennò devo andare a guardare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, infatti quelli che lei rammenta sono comprensivi di quelli sui quali le debbo porre delle domande.
La determinazione quindi, delle specie esplosive.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Premettendo un'altra domanda. Queste indagini sono state, indagini di laboratorio, sono state effettuate sulla base del solo materiale repertato dal centro, dal CIS voglio dire, oppure sulla base anche di materiale repertato da altro organo tecnico di Polizia?
TESTE Delogu: Successivamente, ma neanche tanto tempo dopo, noi siamo intervenuti intorno alle 20.00, la Polizia di Stato intorno alle 23.00. Anche loro hanno, di comune accordo poi, proceduto a sopralluogo e repertamento; quindi c'è una parte di reperti e di sopralluogo che riguarda la Polizia di Stato. Il materiale, che poi in questo caso non era complesso, quindi il materiale che è stato sottoposto alle indagini è, diciamo, nel 90% dei casi terriccio prelevato dal cratere.
Quindi su questo materiale noi abbiamo condotto le indagini per stabilire, almeno quelle relative a stabilire il tipo di esplosivo impiegato, le specie esplodenti ritrovate.
Da questo punto di vista, non so se è il caso di nuovo di ripetere tutte le tecniche analitiche...
PUBBLICO MINISTERO: No, basta capitano che enumeri quali sono state impiegate. La Corte ormai sa di che cosa si tratta.
TESTE Delogu: Sì. Allora, sono state adottate: gascromatografia accoppiata a spettrometria di massa con due tipi di rivelazioni differenti in questo caso, con strumenti che in differenti stragi non disponevamo e invece erano entrati in linea successivamente. Quindi a impatto elettronico e per ionizzazione chimica, questo per quanto riguarda il mio laboratorio. Poi, siccome lavoravamo insieme col dottor Vadalà, lui ha adottato anche la tecnica di gascromatografia e HPLC col TEA e in più siamo andati a vedere l'arricchimento del nitrato di ammonio con cromatografia ionica.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi salvo le altre domande che possano esserle poste, mi sembra che avete adoprato uno spettro piuttosto allargato, voglio dire, di...
TESTE Delogu: All'atto della consulenza internazionalmente, non c'era niente di meglio. Cioè, ormai i nostri laboratori, quelli della Polizia e quelli dei Carabinieri nel settore degli esplosivi, per ovvi motivi, erano stati costretti a raggiungere l'optimum delle prestazioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, veniamo quindi ad illustrare alla Corte quali sono state le conclusioni circa le determinazioni, appunto, qualitative di questa carica esplosiva?
TESTE Delogu: Sì, qualitativamente sono state trovate le seguenti specie chimiche: etilenglicole di nitrato, nitro...
PUBBLICO MINISTERO: EGDN.
TESTE Delogu: EGDN famoso. La nitroglicerina, il dinitrotoluene, DNT, e un arricchimento di nitrato di ammonio. Parlo di arricchimento di nitrato di ammonio perché è importante parlare di arricchimento in quanto il nitrato di ammonio, essendo un concime, in campagna si trova nella zona specifica. Se c'è un arricchimento, cioè, ce n'è di più di quello che c'è intorno, vuol dire che deriva da un'altra fonte. E, in questo caso, dall'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: E voi vi siete orientati positivamente...
TESTE Delogu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: .... su una presenza, diciamo, un'eccedenza, rispetto...
TESTE Delogu: Sì, sì. No, è stato proprio fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Delogu: Cioè, in relazione c'è scritto: "Sono stati prelevati dei campioni sul cratere a 50-100 metri dal cratere, per vedere se c'era un arricchimento nelle zone più vicine al cratere". In questa maniera.
PUBBLICO MINISTERO: E avete trovato questa diversità.
TESTE Delogu: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, oltre alla determinazione qualitativa, lei diceva che si è occupato anche dell'aspetto rappresentato dal come ricondurre questa determinazione a un qualche cosa di merceologicamente conosciuto.
TESTE Delogu: Sì. Queste specie chimiche sono presenti, sono estremamente diffuse nei manufatti esplodenti impiegati nel nostro Paese.
Praticamente sono alla base di tutte le dinamiti commerciali presenti sul mercato. Di quasi tutte le dinamiti commerciali. Tant'è che non potemmo restringere ad alcune tipologie di esplosivi, nel senso da alcune marche, ad alcune formulazioni di marche di esplosivo, proprio per l'estrema diffusione di questi componenti nelle dinamiti commerciali.
E, nella consulenza tecnica, ci sono, per questo motivo, le tabelle che coprono il 95% di produzione italiana. Anzi, di commercializzazione, che è un po' diverso, italiana di esplosivi dalle quali si può vedere semplicemente che queste tre specie rientrano in tantissimi esplosivi di tipo commerciale.
PUBBLICO MINISTERO: Per esplosivi di tipo commerciale o dinamiti commerciali come diceva un attimo fa, intende esplosivo destinato ad usi civili?
TESTE Delogu: Sì. L'esplosivo che si usa nelle cave.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo una...
TESTE Delogu: O nei cantieri di sbancamento. E' proprio l'esplosivo più banale che si può trovare in Italia.
PUBBLICO MINISTERO: Più banale vuol dire anche più comune?
TESTE Delogu: Più comune. Sì, in questo senso. Banale nel senso di comune.
PUBBLICO MINISTERO: Come dire dalle alpi alle Piramidi.
TESTE Delogu: Eh, dal Manzanarre al Reno.
PUBBLICO MINISTERO: No, io questo non l'ho detto.
TESTE Delogu: Sì, sì. Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, un po' su tutto il territorio nazionale. Voleva dire questo.
TESTE Delogu: Sì, sì. Non avevamo elementi differenzianti per dire: no, questo tipo di esplosivo si usa di più nel Veneto, oppure - e questo è un passaggio successivo - neanche quello precedente, di dire: è più simile alla cava extra 2-A, anziché alla cava extra 1-B.
Perché, innanzitutto non abbiamo potuto, ovviamente si tratta di tracce, fare una analisi quantitativa delle percentuali di esplosivo. Questo è precluso nelle indagini post-esplosione.
Noi avevamo soltanto qualitativamente la presenza di queste tre componenti.
E questi tre componenti, ripeto, come si vede dalle tabelle allegate, rientrano nella formulazione classica di moltissime dinamiti commerciali, di vari tipi di esplosivo commerciale.
Possono variare quantitativamente. una ce n'è il 25%, nell'altra ce n'è il 20%, nell'altra il 27% ma, alla fine, entrano nella formulazione classica delle dinamiti commerciali.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la possibilità di operare a ragion veduta, insomma, con qualche prospettiva di successo, una comparazione tra le tracce di un esplosivo detonato, come in questo caso, caratterizzato per queste specie e non anche per altre; e un esplosivo non detonato in cui viceversa queste specie siano identificate, diciamo, a crudo e non...
TESTE Delogu: Quantitativamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La possibilità di effettuare a ragion veduta comparazioni di questo tipo, lei da tecnico, da esperto della materia, le considera elevate, le considera modeste, o le considera...?
TESTE Delogu: L'unica cosa che si può dire è che, se io ho da una parte un esplosivo contenente, non esploso, contenente etilenglicole di nitrato, nitroglicerina e DNT, posso dire che c'è la possibilità che sia stato impiegato in quell'attentato.
Non posso dire il contrario, cioè non lo posso escludere che, un altro esplosivo con la stessa formulazione, non sia stato impiegato là.
Cioè, io posso escludere, se trovo per esempio T-4 tra i residui, posso escludere un tipo di gelatina commerciale che non contiene il T-4. Viceversa, no.
PUBBLICO MINISTERO: All'ingrosso, proprio con una approssimazione poco scientifica, ma quanti sono i tipi di gelatine commerciali in Italia che nella formula contengono queste specie?
Nell'ordine di qualche decina, nell'ordine di poco metà...
TESTE Delogu: Vi sono alcune decine. Alcune decine. Però alcune decine non rende giustizia, nel senso che in Italia circolano diciamo 50 tipi di esplosivo diverso, veramente circolanti.
Quindi alcune decine su 50, percentualmente è pesante, come risposta. Sono quasi, sono molte, rispetto a quelle che circolano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ricorderà, capitano, che nell'ambito dell'incarico che vi fu posto dal Pubblico Ministero... Mi correggo: nell'ambito dell'incarico che fu posto dal Pubblico Ministero, fu compresa anche una indagine di tipo comparativo.
TESTE Delogu: Sì, insomma...
PUBBLICO MINISTERO: Tanto che - lo debbo richiamare per correttezza, non fosse altro perché sennò la mia domanda rischia di essere incomprensibile per chi mi sente - tanto che voi prima ancora di riferire in via conclusiva e complessiva sui quesiti affidativi il 15 aprile, lei ricorderà sicuramente, forniste una risposta interlocutoria in cui si prendeva in considerazione anche questa indagine comparativa che vi era stata affidata dal Pubblico Ministero.
Io non voglio andare oltre con la domanda, perché dovevo semplicemente citare il dato per riportarlo alla sua memoria. Sicuramente lei lo aveva presente, però...
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... io le domande le debbo fare, ecco.
TESTE Delogu: Allora, adesso non ricordo esattamente. Qualche tempo dopo, però è coevo, insomma, distanza massimo di un mese, un altro Pubblico Ministero investigava su un altro ritrovamento di esplosivo e di accessori detonanti.
In quel quadro ci fu chiesto di vedere se c'era una qualche correlazione tra questo materiale e i residui di esplosivo trovati a Formello.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Delogu: Noi non potemmo fare l'accertamento comparativo fra i due episodi. Perché poi non ricordo bene adesso come finì. Comunque, soltanto una parte del materiale sequestrato nel secondo episodio, e in particolare l'esplosivo, ci fu consentito di analizzare.
I due esplosivi diciamo, o meglio: l'esplosivo trovato sequestrato e le specie esplosive rilevate dopo l'esplosione a Formello, erano compatibili diciamo.
Cioè, l'esplosivo ritrovato poteva generare le tracce trovate a Formello. Però sempre con quella approssimazione di cui si è detto. Nel senso che: le tracce trovate a Formello purtroppo non sono caratterizzanti un esplosivo particolare, ma sono in quella grande famiglia delle dinamiti che, proprio per l'estrema diffusione, per la facile reperibilità sul mercato, sono state utilizzate a Formello e in altri cento attentati più o meno grandi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, capitano, lei ricorda da dove veniva questo esplosivo oggetto di un sequestro diretto?
Cioè dire, dov'era stato eseguito questo sequestro.
TESTE Delogu: No, esattamente no. Mi pare nella zona di Civitavecchia, ma potrei benissimo sbagliare. Non ricordo adesso.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi fosse Cerveteri?
TESTE Delogu: Può darsi. In zona Civitavecchia, quella zona.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, poi vi fu chiesto dal dottor Salvi di occuparvi anche dell'aspetto, come al solito, del peso di carica o del quantitativo di specie esplosiva, di miscela esplosiva, sostanza esplosiva, quello che sia, che è stata impiegata a Formello.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può chiarire come, con quali criteri avete affrontato questo aspetto del problema?
TESTE Delogu: Sì. In questo caso eravamo molto facilitati, rispetto a, per esempio, a un San Giovanni in Laterano, dove si è parlato non più tardi di due giorni fa, della complicazione.
Perché noi avevamo avuto la possibilità addirittura di vedere delle foto della bomba, chiamiamola così, del complesso esplosivo, attivazione, eccetera, anche se pur fatte di fuori, ovviamente. Che l'artificiere era riuscito a prendere prima che questo pacco esplodesse.
Quindi avevamo anche delle dimensioni volumetriche dell'esplosivo, oltre che quelle lasciate sul cratere.
Inoltre sapevamo, o eravamo, come si dice, avevamo molti elementi per conoscere il confezionamento dell'ordigno. Abbiamo detto i famosi cosi di plastica.
Poi avevamo il tipo di esplosivo impiegato che è una gelatina commerciale e quindi sappiamo la densità che va da 1,3 a 1 mezzo.
Quindi, unendo tutti questi dati, fu facile... O meglio: è abbastanza semplice risalire con una sufficiente attendibilità a un peso intorno ai 90/95 chili. Questo ricordo che stimammo più o meno, ecco. Intorno di un 5 chili. Perché dovuto, infatti, al discorso densità 1,3 o 1,5.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, un dettaglio a questo proposito, del quale la Corte deve essere resa edotta a questo punto.
Quindi lei stava dicendo che conosceva, conoscevate, per meglio dire, le dimensioni in qualche modo...
TESTE Delogu: Sì, approssimativamente, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Vuol spiegare attraverso quali specifici strumenti messivi a disposizione dal Pubblico Ministero, o comunque procurativi dai consulenti...
TESTE Delogu: Sì, sì. No, il Pubblico Ministero organizzò, diciamo, un confronto tra i consulenti e l'artificiere che aveva lavorato al disinnesco dell'ordigno; il quale ci descrisse, oltre che fornirci le fotografie, ci descrisse anche com'era a sua memoria. Facemmo l'identikit di questo pacco bomba.
C'è un disegno, è allegato alla relazione tecnica.
PUBBLICO MINISTERO: Come fu realizzato questo disegno? Chi lo realizzò lei, il dottor Vadalà, il Pubblico Ministero Manara...?
TESTE Delogu: No, no, avevamo un disegnatore del mio ufficio, il quale disegnava esattamente quello che diceva l'artificiere alla presenza mia e del dottor Vadalà e forse addirittura anche del Pubblico Ministero.
Questo adesso non me lo ricordo se anche il Pubblico Ministero partecipò materialmente alla stesura del disegno, o si allontanò. Questo non, adesso non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, disponevate anche delle fotografie scattate?
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quelle fotografie, lei capitano da chi le ha avute?
TESTE Delogu: Eh, dalla Polizia Giudiziaria... Adesso non...
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda l'ufficio che aveva realizzato quegli elaborati fotografici?
TESTE Delogu: L'ufficio no. L'ufficio no, ritengo che sia stato l'artificiere stesso a scattare le foto, o qualcuno che stava insieme con lui poco prima dell'esplosione.
Perché in una delle foto che ho visto io c'è ancora la nuvola per aria, dell'esplosione, del materiale.
Quindi ritengo, non è che ci poteva essere tanta gente intorno a quell'esplosivo.
O è stato l'artificiere stesso a scattare, o era quello che gli stava a fianco e gli forniva i materiali, ritengo. Della stessa squadra degli artificieri.
Poi non sono andato ad investigare più di tanto chi effettivamente ha fatto queste foto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
TESTE Delogu: Comunque, ritengo che siano originali.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
TESTE Delogu: Ritengo che siano originali, non ho motivo di dubitarne.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma non lo metto in dubbio nemmeno io che siano originali. Era semplicemente, così, per la curiosità. però, davanti alla Corte, le curiosità bisogna che siano sempre serie.
E' la curiosità di conoscere il nome proprio del brigadiere, l'appuntato, chi fosse.
Se fosse... le ho fatto la domanda, capitano, perché nel verbali di sopralluogo si dà atto che, quando intervenne lei col suo personale, sul posto c'era il personale della Compagnia Cassia e il personale del Reparto Operativo. Cioè a dire il Comando Provinciale di Roma.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quando lei è arrivato lì, a parte ci sarà stato suppongo magari anche qualche ufficiale in grado più elevato, non ho idea.
Però, insomma, il personale presente e operante sul posto è quello del Reparto Operativo e della Compagnia Cassia.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome è scritto nel suo verbale, io...
TESTE Delogu: Sì, sì. No, ma questo è...
PUBBLICO MINISTERO: Assumo e presumo che sia corretto, voglio dire.
TESTE Delogu: Sì, no, è sicuramente corretto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Benissimo. Allora io non le domando altro. Perlomeno per il momento non mi pare di doverle chiedere altro.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
AVVOCATO Ammannato: Sì. Avvocato Ammannato parte civile.
Capitano, quando lei oggi ha parlato "Dinamiti commerciali", intende anche gelatinati commerciali? Cioè i due termini grossomodo sono equivalenti?
TESTE Delogu: Le dinamiti in Italia si differenziano in due principali, anzi, tre.
Però, da un punto di vista fisico, diciamo possiamo dire due grossi tipi di dinamiti. Sono i polverulenti e i gelatinati.
Il termine dinamite assume, diciamo nel linguaggio comune, i polverulenti e le dinamiti commerciali.
Poi altri esplosivi che per composizione sono simili, ma hanno tenore di nitrogliceroglicole più alti e sono le gomme, le gallette, eccetera.
Però, tutte insieme, risalgono alla formulazione più o meno originale di Nobel con nitroglicerina e farina fossile, come stabilizzante. Ecco perché vengono ancora chiamate dinamiti.
Poi, ovviamente, ognuno ha, tra il nome di dinamite e diciamo il marchio di fabbrica che individua solo ed esclusivamente un tipo di esplosivo, ci sono anche altre sottofamiglie, diciamo.
AVVOCATO Ammannato: Sì, no, per capire: nel senso che anche nelle precedenti perizie balistiche - parlo alle chiese a Roma, in via Fauro e anche in via Palestro - sono stati identificati i famosi sei componenti, di cui: due erano quelli diciamo il T-4 e il tritolo, quelli che vengono usati per uso militare tipo compound-B.
TESTE Delogu: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Gli altri quattro, tra cui appunto l'MG, la EGDN, poi il DMT, appunto, la dinamite e quando c'è il nitrato di ammonio, perché lì non si è sicuri se fa parte appunto del terreno, diciamo...
TESTE Delogu: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, queste erano state definite gelatine, gelatinati commerciali.
TESTE Delogu: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, oggi vedo che i componenti, l'MG, EGDN, DNT, c'erano anche diciamo a Formello.
TESTE Delogu: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Però oggi lo ha definito appunto dinamiti commerciali.
Ecco, la differenza per capire, questo era polverulento e l'altro...
TESTE Delogu: No.
AVVOCATO Ammannato: No. Ecco.
TESTE Delogu: No, riteniamo di no, anche se dopo l'esplosione non si può dire se era un polverulento o un gelatinato.
Questo non si può dire dopo. Però vedere tanto bene la nitroglicerina e l'EGDN ci fa ritenere su una scorta forse meno oggettiva, più soggettiva che si trattasse di gelatina.
Allora, per essere chiaro, le dinamiti, togliendo le altre sottofamiglie, si distinguono in commercialmente estremamente diffuse, in dinamiti polverulente, e in polverulenti nitroglicerinati e cioè con aggiunta di nitroglicerina, o gelatine vere e proprie, con un altro tenore di nitroglicerina e dell'EGDN. Che, insieme, si chiamano nitrogliceroglicole.
Cioè, la somma di EGDN e nitroglicerina normalmente si chiama nitrogliceroglicole.
AVVOCATO Ammannato: No, la mia domanda era diciamo più semplice. Nel senso: si possono definire anche le componenti chimiche qualitative a Formello, come gelatinati commerciali, o dinamiti commerciali?
TESTE Delogu: Col termine dinamite si ricomprendono più sottofamiglie, fra le quali quelle... Fra le quali lei sta facendo la differenziazione.
Non so se...
AVVOCATO Ammannato: E' un genius, rispetto alla specie, per capire.
Cioè, con dinamite commerciale più ampio.
TESTE Delogu: Esatto.
AVVOCATO Ammannato: La ringrazio.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Gramigni: Grazie, Presidente. Avvocato Gramigni.
Rimango in tema, capitano. Io se ho bene annotato durante la sua esposizione, ho appreso che, rispetto alle analisi qualitative sulla sostanza esplosiva dell'ordigno esploso a Formello, entra, viene menzionato il nitrato di ammonio che è sostanza che voi escludete essere del tipo di ritrovamento e tipo di considerazioni che avete svolto, essere relativa al terreno, al concime del terreno, ma ritenete essere relativa alla carica esplosiva.
Ecco, mi corregga se sbaglio, lei ha avuto occasione anche di svolgere attività di consulenza in altri fatti che oggi ci occupano. Avevate mai rinvenuto tracce significative di nitrato di ammonio in occasione di altre consulenze?
Parlo delle consulenze di questo processo, naturalmente.
TESTE Delogu: Questo tipo di accertamento, se fatto in campagna, ha un senso; se fatto in situazioni diverse dalla campagna ha un senso diverso.
Nelle altre consulenze si parlò non di arricchimento, ma di positivo o negativo.
AVVOCATO Gramigni: Sì.
TESTE Delogu: No? Basta andare a riscorrerle e questo è il tipo di risposta.
AVVOCATO Gramigni: Sì. Avevo presente questo dato: di non aver mai sentito menzionare fra le sostanze rilevate, il nitrato di ammonio.
TESTE Delogu: No, no. Attenzione, è stato rilevato, ma è stato rilevato non tanto come presenza di arricchimento.
Cioè, rispetto ad uno standard preso lì vicino, ma come positivo o negativo.
Le spiego perché.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Delogu: In campagna e in quella determinata situazione, è necessario vedere se si tratta di una soglia superiore rispetto all'ambiente circostante.
AVVOCATO Gramigni: Sì, certo certo.
TESTE Delogu: In città, questo tipo di accertamento non ha senso, perché da un punto all'altro ci può essere un effetto casuale di arricchimento di nitrato di ammonio.
AVVOCATO Gramigni: E' chiaro.
TESTE Delogu: Attenzione, devo concludere.
Se lei guarda le formulazioni degli esplosivi tipo dinamite commerciale presenti in Italia, quindi con la più ampia interpretazione a seguito della domanda dell'avvocato precedente, il nitrato di ammonio è sempre presente. Allorché si tratta di nitroglicerina, EGDN, dinitrotoluene. Quindi...
AVVOCATO Gramigni: Quindi lo possiamo classificare tra le componenti delle dinamiti commerciali.
TESTE Delogu: Sì. Nel momento in cui c'è EGDN, nitroglicerina e DNT, sia che si rilevi, sia che non si rilevi - e questo possiamo discutere il perché - si può dare con buona approssimazione per presente anche il nitrato di ammonio.
Perché questo? Perché, ripeto, mentre la nitroglicerina, l'EGDN, il DNT, sono sostanze che bene o male si trovano solo negli esplosivi, il nitrato di ammonio può derivare anche da inquinamento.
Ecco perché sono state sviluppate, o prima, avevamo sviluppato tecniche analitiche soprattutto alla ricerca di elementi veramente caratterizzanti l'esplosione e non accessori.
Successivamente invece sono state messe appunto tecniche analitiche anche per rilevare la differenza tra l'inquinamento ambientale e il nitrato di ammonio derivante dall'esplosivo.
AVVOCATO Gramigni: Quindi, se ho capito bene, rispetto alle attività di analisi svolte in relazione all'esplosione di via Fauro e di San Giovanni, per dire, voi non eravate in grado di stabilire se la presenza di nitrato di ammonio era da attribuirsi all'inquinamento atmosferico o ambientale in senso lato, ovvero ad una componente esplosiva.
TESTE Delogu: Infatti il nitrato di ammonio, in tutte le altre occasioni, viene dato come positivo o negativo. C'è o non c'è.
AVVOCATO Gramigni: C'è o non c'è. Però non si...
TESTE Delogu: Non si può dire, ma...
AVVOCATO Gramigni: Non foste in grado di stabilire se era...
TESTE Delogu: Ma non fummo in grado di stabilirlo e neanche lo facemmo, per un motivo molto semplice. Uno, perché in una situazione non omogenea, e credo che lei sia d'accordo con me che come ambiente una campagna piatta è molto più omogenea che un centro abitato, no?
AVVOCATO Gramigni: Certamente.
TESTE Delogu: Quindi, andare a cercare una omogeneità, un punto di riferimento dieci metri in una campagna, è un discorso. Perché si può dire che è omogeneo.
Andar a cercare dieci metri più in là a via Fauro, un punto per pigliarlo come standard zero...
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Delogu: Non ha molto senso da un punto di vista tecnico.
AVVOCATO Gramigni: Non ha senso dal punto di vista scientifico.
TESTE Delogu: Sì. E comunque ripeto: allorché si trova nitroglicerina, EGDN e DNT, perché questi qua non hanno formulazioni in Italia se non insieme al nitrato di ammonio, tanto vale darlo come...
AVVOCATO Gramigni: Senta, mentre invece mi sembra di aver rilevato che, in occasione della analisi di tipo esplosivistico sul fatto di Formello, mancano, non sono presenti pentrite e T-4 che, viceversa, hanno caratterizzato i casi degli altri ordigni.
Questo me lo può dare come un dato...
TESTE Delogu: Sì, ha ragione. Confermo.
Non c'è pentrite, non c'è T-4 e non c'è neanche tritolo.
AVVOCATO Gramigni: Quindi, non c'è pentrite, non c'è T-4 e non c'è tritolo.
TESTE Delogu: Anche se il tritolo si potrebbe fare un discorso che, se vuole, affrontiamo.
Il discorso del tritolo è che non lo possiamo escludere come specie presente, costante, perché esistono degli studi molto recenti che dicono che il tritolo, esplodendo, può trasformarsi in dinitrotoluene.
Credo che questo argomento sia stato peraltro già affrontato qua, in questa sede.
AVVOCATO Gramigni: Comunque diciamo: seppure con questa riserva, non si rilevano tracce di tritolo, non si rilevano tracce di pentrite, non si rileva...
TESTE Delogu: Questo è un dato oggettivo.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, questo è un dato oggettivo.
Senta, ecco, le indagini di tipo comparativo che ella ha svolto, si sono limitate a quel sequestro di esplosivo avvenuto in Cerveteri?
TESTE Delogu: Sì, con quello che le ho detto, con le approssimazioni che già le ho detto: che l'Autorità Giudiziaria che effettivamente era titolare di indagine, poi - adesso non so perché - ma non ci consentì di approfondire quel tipo di indagine stessa.
Cioè, ci fu soltanto questo episodio di accertamento del tipo di esplosivo e si vide che se esploso, avrebbe lasciato le stesse tracce di quelle di Formello.
Poi non ci furono messe a disposizione, adesso non ricordo perché, esigenze processuali loro, non...
AVVOCATO Gramigni: E fu esplosivo rinvenuto in Cerveteri, diceva, questo...
TESTE Delogu: Io, ripeto, non mi ricordo esattamente in che situazione. Ricordo che era nella zona di Civitavecchia, quindi non escludo assolutamente che possa essere Cerveteri, via, siamo lì.
Dovrei andare a guardare le carte per maggiore precisione, ecco, solo per questo motivo non posso essere più preciso.
AVVOCATO Gramigni: Lei fu notiziato dalla autorità allora procedente, o da altra persona qualificata, del fatto che vi era, era entrato diciamo nell'interesse investigativo una sottrazione di un considerevole quantitativo di esplosivo avvenuto in località vicina a Dinami, in Calabria?
TESTE Delogu: Di? Scusi.
AVVOCATO Gramigni: Dinami.
TESTE Delogu: Non ne so niente.
AVVOCATO Gramigni: Non ne sa niente. Non le è mai stata sottoposta questa...
TESTE Delogu: Alla mia persona, no.
AVVOCATO Gramigni: ... notizia investigativa.
TESTE Delogu: Ha detto Dinami?
AVVOCATO Gramigni: Dinami, Dinami, sì.
TESTE Delogu: Ma Di Nami, è il paese, o...
AVVOCATO Gramigni: Dinami tutto attaccato.
TESTE Delogu: Ah.
AVVOCATO Gramigni: Dinami, provincia di Catanzaro.
TESTE Delogu: Non ne so niente.
AVVOCATO Gramigni: Senta, una domanda che poi dovrà essere approfondita con altro teste.
Lei ha avuto occasione di operare un confronto con l'artificiere che intervenne a Formello.
TESTE Delogu: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Questo lo ha già esposto al Pubblico Ministero.
Ecco, l'artificiere ebbe a manifestare anche a lei e ai suoi colleghi quello che risulta da atti poi a sua firma, ovvero che a suo giudizio trattavasi di esplosivo sintetico, rispetto all'esplosivo di Formello? Se lei...
TESTE Delogu: Adesso non ricordo questo passaggio. Anche se ci fu una cosa di questo genere, come facevo a dire che si trattava di esplosivo sintetico?
AVVOCATO Gramigni: Io non le sto dicendo, guardi...
TESTE Delogu: Eh, cioè, lì si vede dalle foto. C'era un pacco tutto ben chiuso. Quello che dice lui...
Poi, che significa esplosivo sintetico?
AVVOCATO Gramigni: Era questo che le volevo chiedere, appunto.
TESTE Delogu: Avvocato, siamo pari, eh. L'esplosivo è tutto di sintesi.
AVVOCATO Gramigni: Appunto.
TESTE Delogu: Non esiste un esplosivo naturale di contro. Quindi...
AVVOCATO Gramigni: Quindi diciamo che è una espressione, o una...
TESTE Delogu: Sì, gergale, ma molto gergale. Praticamente incomprensibile.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Delogu: Praticamente un determinato ambiente operativo, dice: sintetico un certo tipo di esplosivo e non so come, un altro tipo di esplosivo. Ma lo sanno solo loro, non è una nomenclatura ufficiale.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, e in termini gergali si riconduce all'esplosivo sintetico anche la dinamite commerciale?
TESTE Delogu: Eh, mi sta chiedendo una cosa che non so. Io sono...
PRESIDENTE: Mi pare che il teste ha già risposto, avvocato.
TESTE Delogu: Sono un tecnico...
PRESIDENTE: Sono proprio nozioni scientifiche di cui è a conoscenza.
AVVOCATO Gramigni: Ma siccome chi lo afferma è un artificiere che va lì a dire giustappunto...
PRESIDENTE: Evidentemente aveva un proprio linguaggio che non era un linguaggio comune, o un linguaggio...
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì. Ma la mia...
TESTE Delogu: No, al contrario.
AVVOCATO Gramigni: ... curiosità processuale era legata al fatto che viene usata una certa espressione da parte di uno che devo presumere, una persona che devo presumere un tecnico. Ho di fronte un...
PRESIDENTE: Va bene, avvocato. Passiamo avanti per favore.
AVVOCATO Gramigni: Credo di aver concluso. Grazie.
PRESIDENTE: Prego.
AVV. Cianferoni: Non... sono l'avvocato Cianferoni, buongiorno capitano.
TESTE Delogu: Buongiorno.
AVV. Cianferoni: Per non disperdere questa circostanza, lei che intende per "esplosivo sintetico"?
TESTE Delogu: Non lo intendo. Torniamo al discorso...
PRESIDENTE: Avvocato, ma perché fate delle domande... il teste vi ha già detto che è un termine non scientifico, che ha evidentemente... nasce in un certo contesto di persone, o di persona. Che cosa vogliamo andare a cercare?
TESTE Delogu: Io sono un chimico. L'artificiere ha un'altra formazione professionale. Io non mi sognerei mai, sfido a trovare in un mio scritto, un qualche cosa dove si dice di esplosivo sintetico. Altro non posso dire.
AVV. Cianferoni: Era indubitabile, no. Non è nemmeno per voler comparare il livello di conoscenze scientifiche suo...
PRESIDENTE: Avvocato, faccia domande. Per favore!
AVV. Cianferoni: L'ambiente operativo degli artificieri lo conosce?
TESTE Delogu: No.
AVV. Cianferoni: Non lo conosce.
TESTE Delogu: Non lo conosco approfonditamente.
AVV. Cianferoni: Questa domanda è per sapere se intervengono - per quello che lei sa - da soli, in coppia, in nucleo...?
TESTE Delogu: Non ho idea delle modalità operative degli artificieri.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Dunque, era solo per chiudere l'argomento sollecitato finora.
Riprendiamo perciò la questione dall'inizio: dunque, attivazione, innesco e sistema esplodente di questo ordigno. Per come l'avete ricostruito.
TESTE Delogu: Anche qui, ripeto, non avevamo elementi oggettivi. Cioè, noi non abbiamo trovato niente oggettivamente sulla scena dell'attentato che ci consentisse di risalire al tipo di innesco. Avevamo come dato - qui ce lo metta lei l'aggettivo - oggettivo o soggettivo, ciò che ci racconta l'artificiere. E quello che si vede dalle fotografie.
Quello che si vede dalle fotografie praticamente è nullo. Non è utile, se non per le dimensioni e la forma esteriore del pacco.
AVV. Cianferoni: Ecco, prendiamo un attimo la foto se la Corte consente. Cioè, se gli si può mostrare la foto 7.
PUBBLICO MINISTERO: Ce l'ha avvocato, costì?
AVV. Cianferoni: Prego?
PRESIDENTE: L'assistente che può...?
AVV. Cianferoni: Ah, ecco. Se si può mostrare al capitano la foto numero 7, quella dove si vede il pacco un po' più chiaro.
TESTE Delogu: Sì, è dall'altra...
AVV. Cianferoni: Aspetti, abbia pazienza capitano.
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: Magari il Presidente non me l'ammette la domanda però, lei ha parlato con l'artificiere, l'ha detto ora. Ha letto la relazione del servizio a firma brigadiere, eccetera. Ci legge esplosivo sintetico, le analisi le deve fare lei. Perché non gli ha chiesto: ma incompetente che sei, dimmi che vuol dire "esplosivo sintetico"?
TESTE Delogu: Io non ho mai detto di aver letto la relazione del servizio.
AVV. Cianferoni: No, l'ha detto ora che ci ha parlato. L'ha detto anche prima.
TESTE Delogu: E' diverso. Attenzione: io non ho letto la relazione di servizio, lei fa riferimento a un atto ben preciso. Io le ho detto che con l'artificiere abbiamo parlato di com'era la forma e gli abbiamo chiesto di dirci e di risalire attraverso quello che era la sua memoria, al disegno del...
AVV. Cianferoni: Va be'.
TESTE Delogu: Eh, è un attimino differente.
AVV. Cianferoni: Va bene.
TESTE Delogu: Se vogliamo, avvocato.
AVV. Cianferoni: Vediamo l'esplosivo, vediamo l'ordigno.
TESTE Delogu: Questa è una delle foto che io ebbi modo di vedere.
AVV. Cianferoni: Questa mi pare...
TESTE Delogu: Non mi aiuta molto.
AVV. Cianferoni: ... non sia la foto 7, però. Se la foto 7, potessimo vedere...
PRESIDENTE: Vuol vedere qual è la foto 7?
AVV. Cianferoni: I cordini bianchi.
TESTE Delogu: La foto 7 è ancora peggio.
AVV. Cianferoni: Mah, insomma. Lei c'ha questa cosa davanti, no?
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: Dove si può collocare, visto che in ogni ordigno c'è. Ormai l'abbiamo appreso. In ogni ordigno c'è, poi che si trovi o no, ma c'è: un'attivazione, un innesco e una carica esplodente.
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: Oh. Lì dove si può collocare l'attivazione, l'innesco e la carica esplodente? Tenendo di conto, perché di quello che... insomma ora sennò diventa una domanda troppo lunga, ma l'artificiere gli avrà detto che ha visto un quadrante di orologio, che c'era dei fili elettrici, queste cose le sa.
TESTE Delogu: Nella consulenza tecnica c'è il disegno che forse aiuta molto più di questo. Cioè non sono dati oggettivi, sono dati riferiti da un - chiamiamolo un testimone -...
AVV. Cianferoni: No, ma è un pubblico ufficiale, ufficiale di P.G. che ha fatto...
TESTE Delogu: Sì, ho capito. Ma io devo basarmi su dati...
PRESIDENTE: Scusate un momentino. Possiamo vedere questo disegno?
AVV. Cianferoni: E tra l'altro Presidente,...
PRESIDENTE: Abbiamo detto disegno?
AVV. Cianferoni: Sì, sì.
PRESIDENTE: Possiamo vederlo?
PUBBLICO MINISTERO: Io chiedo scusa...
AVV. Cianferoni: E tra l'altro, chiedo scusa. Una cosa sola aggiungo e poi mi cheto: a foglio 8103 e seguenti, credo che negli atti del fascicolo del dibattimento vi sia una nota informativa - a firma dell'allora tenente De Dona ieri escusso - dove si fa proprio il racconto di quello che dice il brigadiere Panara.
Forse era addirittura da "espungere in lo tempore", ormai è rimasta nel fascicolo.
PRESIDENTE: Era da?
AVV. Cianferoni: Prego?
PRESIDENTE: Era da?
AVV. Cianferoni: "Espungere in lo tempore". Ormai è rimasta nel fascicolo. La Corte sa di queste cose, eh? Cioè, son dati del processo: si parla di esplosivo sintetico e di altre cose che verranno fuori ora.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, il Presidente mi faceva... mi chiedeva se esiste...
PRESIDENTE: Questo...
PUBBLICO MINISTERO: E' ovvio che esiste questo documento. E' un allegato a un verbale di esame condotto dal Pubblico Ministero e quindi non poteva stare tra i fogli di cui dispone la Corte. Lo poteva avere il Pubblico Ministero, il quale come aveva già anticipato e credeva di averlo fatto per chiarezza anche di esposizione, un determinato tipo di problemi li poneva al capitano Delogu e si riprometteva di porre un altro tipo di argomento, la difesa sapeva esattamente quali, con questo compreso all'altro consulente. Comunque, non c'è nessun problema. Che ne fo di questo, Presidente?
PRESIDENTE: Lo...
PUBBLICO MINISTERO: Io, personalmente, non l'ho sottoposto al testimone. La difesa lo vuol sottoporre al testimone?
AVV. Cianferoni: No. La dife... io volevo che ci parlasse più che altro della foto. Il disegno per me, si può far vedere anche al dottor...
PRESIDENTE: E' il teste che... Scusatemi. Il teste...
AVV. Cianferoni: L'hanno fatto insieme, però.
PRESIDENTE: Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
AVV. Cianferoni: Delogu...
PRESIDENTE: Posso dire una parola? Mi scusi, avvocato. Una volta ogni tanto. Per chiedere se, posto che il teste ha fatto riferimento a questo disegno per poter rispondere alla domanda del difensore che ha chiesto di sapere come era congegnato questo ordigno con tutti i suoi elementi, l'innesco, eccetera, evidentemente per avere memoria di che cosa l'artificiere aveva messo insieme.
Allora, se non ci sono opposizioni, lo facciamo vedere a questo teste.
PUBBLICO MINISTERO: Da parte mia non ci sono opposizioni, Presidente.
PRESIDENTE: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Nessuna opposizione.
PRESIDENTE: Benissimo. Facciamolo vedere al teste...
PUBBLICO MINISTERO: Allora, però, diamo atto - perché sennò non si sa da dove viene questo foglio - ...
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... che questo viene da un verbale che è stato, che è intestato alla Procura della Repubblica di Roma, Direzione Distrettuale Antimafia esattamente al sostituto procuratore Giovanni Salvi, compiuto questo atto alle ore 10 e 20 del 18 maggio '94; è un verbale di assunzione di informazioni del brigadiere dei Carabinieri Mario Panara svoltosi nei locali del Centro Carabinieri Investigazioni Scientifiche in Roma, con la presenza dei consulenti tecnici: il capitano Delogu e il dottor Vadalà.
Ecco, questo veramente sta negli atti del Pubblico Ministero; è fascicolato alle pagine 221 e successive del fascicolo rimesso dal Pubblico Ministero di Roma al Pubblico Ministero di Firenze; quello che andiamo a mostrare sono l'allegato costituito da due fogli di carta.
PRESIDENTE: Allora, ci può dire capitano?
TESTE Delogu: Sì. La genesi di questo disegno, ripeto, è sulla base della descrizione dell'oggetto stesso fornita dal brigadiere artificiere che fece - Panara - che fece l'intervento.
Niente, lui diceva com'era e il disegnatore lo disegnava, e noi stavamo a guardare.
PRESIDENTE: E lei è in grado oggi... Perché noi questo teste ieri non l'abbiamo potuto sentire, perché non si è presentato: lo risentiremo.
TESTE Delogu: Sì.
PRESIDENTE: Ma se lei può anticiparci, non perché indovini, ma perché ricordi in che cosa consistevano complessivamente i diversi elementi di questo congegno, le saremmo grati. Avremmo fatto un passo in avanti.
TESTE Delogu: Sì, d'accordo signor Presidente. Quello che io sto cercando di esprimere è un concetto di questo tipo: sulla base di questo disegno io personalmente non sono in grado, né sulla base delle foto, perché non mostrano dati specifici, né sulla base del disegno, di darvi delle informazioni corrette sul tipo di funzionamento del congegno stesso.
Posso azzardare delle ipotesi, ma quanto possono essere utili a questa Corte le ipotesi mie?
PRESIDENTE: Benissimo. Allora, rinviamo il tutto all'esame di questo teste che evidentemente faremo...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, va bene.
TESTE Delogu: Se poi, con questa premessa, vogliamo continuare...
PRESIDENTE: No, no, capitano, è inutile fare delle ipotesi che potrebbero dimostrarsi non corrette rispetto a chi ha fatto il disegno.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, mi perdoni.
PRESIDENTE: Dica pure.
PUBBLICO MINISTERO: Qui abbiamo cercato di ripercorrere il tipo di accertamento che è stato compiuto durante le indagini preliminari dal capitano e dal dottor Vadalà. E l'accertamento ha investito anche questo aspetto del problema, sulla base dei dati di cui disponevano allora. Questi compresi.
PRESIDENTE: Cioè nella relazione dei tecnici...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, certo.
PRESIDENTE: ... c'era anche questo.
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
PRESIDENTE: Io credevo che lei si volesse riservare di fare queste domande all'altro teste.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Ma, voglio dire, non c'è una ci...
PRESIDENTE: Allora, il capitano può dirci qual è stata la vostra...
PUBBLICO MINISTERO: Non è circoscritto. Io so perché - e questo l'abbiamo capito - il capitano Delogu è laureato in chimica, quindi la sua specializzazione è affrontare il problema da un punto di vista chimico. Il dottor Vadalà è un chimico anche lui, ma ha una competenza prevalente su un certo aspetto del problema.
Io so, perché li conosco, come ormai li conosciamo tutti, che l'aspetto maggiormente curato, per così dire, dal capitano - sennò non si farebbero gli incarichi per così dire collegiali e, nello stesso tempo, multidisciplinari - l'aspetto curato più direttamente dal capitano è l'aspetto chimico; l'altro, curato dal dottor Vadalà, era prevalentemente l'aspetto tecnico operativo, ammesso che ci sia qualche cosa di concreto a questo proposito.
Ecco perché avevo distribuito in un certo modo le domande. Ma questo non è certo un limite per i difensori, per l'esame...
PRESIDENTE: Benissimo. Allora, capitano...
PUBBLICO MINISTERO: ... il controesame. Per carità!
PRESIDENTE: ... le vostre ipotesi.
TESTE Delogu: Allora, sulla scorta di tutta l'indagine, quindi non cristallizzandoci su dati che hanno un oggettività relativa, o anche molto, come si dice?
PRESIDENTE: Molto vicina...
TESTE Delogu: Molto vicina alla realtà, però relativa. Perché ci vengono da testimonianze.
PRESIDENTE: Certo, attraverso cioè l'apporto personale di tutti...
TESTE Delogu: Esatto: non come dato di fatto, ma come dato testimoniale. Questo tipo di congegno, per gli elementi che ci vengono descritti - apra questo - si configura come un congegno di tipo elettrico, in cui si vedono due batterie, due pacchi di batterie. Uno è questo pacco qua; e il resto è questo secondo pacco qua.
Questo strumento potrebbe essere un commutatore di energia. E tutta questa parte qua è la parte esplodente. Okay.
Allora, queste batterie sono, potrebbero essere le batterie necessarie ad alimentare i detonatori. Perché le più piccole? Perché queste stanno in stand by fino al momento in cui devono dare la scarica al detonatore, e quindi non si consumano se non al momento in cui deve partire il detonatore.
La batteria più grande dovrebbe avere una forma di parallelepipedo, un cubo parallelepipedo, potrebbe essere una batteria tipo autovettura; dimensionalmente, ci siamo. Questa batteria qua dovrebbe tenere acceso, dovrebbe tenere alimentato il sistema di ricezione del telecomando.
Da qualche parte - qui non si vede - ci dovrebbe essere il sistema di ricezione del telecomando: praticamente, uno strumento elettronico che riceve l'impulso, lo trasforma in un movimento elettromeccanico, chiude il circuito tra il secondo pacco di batterie e il detonatore.
Questo è il funzionamento, uno dei funzionamenti; se ammettiamo che sia telecomandato.
Sennò, potrebbe funzionare in un'altra maniera. Questo sistema qua potrebbe essere un sistema a caduta di tensione: praticamente, quello strumento analogico qui, misura la tensione della batteria, di questa batteria qui sotto; mano mano che questa si scarica per un qualche motivo, l'ago va verso lo zero; quando arriva allo zero chiude il circuito meccanicamente, il circuito che tiene in rete il secondo pacco di batterie. E questo fa esplodere i detonatori, e quindi la carica.
Sulla base delle testimonianze e del disegno, con l'oggettività che possono avere queste informazioni ricevute da un operatore che sta lavorando su un esplosivo, e quindi ha tutte le approssimazioni psicologiche che può avere, questo è quello che si può dire.
O che, perlomeno, io riesco a dire su questo oggetto.
AVV. Cianferoni: Oh, senta, nell'attività di sopralluogo e repertamento, avete trovato dei reperti significativi in ordine al congegno elettromeccanico che è stato poi disegnato?
TESTE Delogu: No.
AVV. Cianferoni: Non avete trovato...
TESTE Delogu: Abbiamo trovato soltanto quei frammenti di plastica, che potrebbero derivare anche dal contenitore della batteria grande, da quella di sotto; e dei frammenti di cordoncino, che erano già stati citati all'inizio, e che forse questo può essere più utile. Forse, se non ricordo male, si individuavano intorno - è un particolare estremamente piccolo, non so se riusciremo a vederlo -...
AVV. Cianferoni: Sì, sì.
TESTE Delogu: Qui ci sono due fili, due cavetti che potrebbero essere delle maniglie, o qualcosa per legare e per muovere più agevolmente questo pacco; che potrebbero essere la genesi di quei frammenti di filato che abbiamo visto a posteriori.
AVV. Cianferoni: Sì, certamente. Ma, se non sbaglio, dentro le batterie delle macchine c'è anche una buona parte di piombo.
TESTE Delogu: Non è stato trovato.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Senta, la comparazione è venuta naturale, tutto partiva da lì poi, Presidente. Cioè il disegno e la fotografia.
Voi avete svolto un'attività grafica, avete disegnato quanto vi raccontava il brigadiere Panara. Quella, è la foto. Ed è, tra l'altro, l'unica volta nella quale abbiamo una foto dell'ordigno che poi dovrebbe essere esploso, quell'ordigno lì.
Allora, come può comparare? Cioè, c'è una congruenza tra il racconto del Panara e questa foto?
TESTE Delogu: Beh, direi di sì. Cioè non credo che avesse motivo di...
AVV. Cianferoni: No no, ora...
TESTE Delogu: Sì, i due oggetti sono abbastanza simili. Cioè il disegno...
AVV. Cianferoni: ... le spiego. Guardi questo, per esempio; questo è molto bellino. Molto bellino in che senso? Molto significativo, perché altri testi hanno parlato di scatole, scatolo, scatoloni, scatola: la parola "scatola".
Il Panara - lei sa, lo sa anche la Corte perché, come dico, c'è questa annotazione di servizio già in atti al foglio 8103-8104 - parla di tre pacchi lineari di medie dimensioni, confezionati con carta da pacchi.
Quella non mi sembra una cosa lineare, con medie dimensioni: una scatola.
TESTE Delogu: Non le sembra a lei, avvocato?
AVV. Cianferoni: No. Perché sul lato, per me che guardo da qua, destro, vedo una cosa...
TESTE Delogu: Una protuberanza.
AVV. Cianferoni: Una protuberanza.
TESTE Delogu: Guardi questo disegno, avvocato: non mi sembra distinto, molto differente, se lei lo guarda da un lato. Questo è un disegno, diciamo, di tre quarti.
AVV. Cianferoni: No, ma qui ci sono...
TESTE Delogu: Poi, ce n'è un altro in sezione - aspetti, avvocato.
AVV. Cianferoni: Sì. Va bene. Aspetti, rivediamo la foto. Allora, prima di tutto il Panara dice: la batteria era lato campagna. Qui, io mi chiedo da che angolazione sia stata fatta questa foto.
Seconda di poi: dov'è la batteria? Cioè, voglio dire, io vedo una cosa che termina a punta.
PUBBLICO MINISTERO: Ma io credo che questo... mi oppongo a questa domanda. Chiedo scusa, capitano.
AVV. Cianferoni: Mah...
PUBBLICO MINISTERO: Mi oppongo. Queste sono contestazioni da fare al brigadiere Panara, quando il brigadiere Panara arriverà in quest'aula.
PRESIDENTE: Mi stavo domandando - ma è sempre il problema di non apparire troppo ossessivo nel rifiutare domande che -: il Panara non l'abbiamo sentito.
AVV. Cianferoni: Lo so.
PRESIDENTE: Se non mi sbaglio, non solo è l'artificiere, ma è anche l'autore per via indiretta di quel disegno. Facciamo le domande...
AVV. Cianferoni: No, chiedo scusa...
PUBBLICO MINISTERO: La mia opposizione è formale.
PRESIDENTE: Avvocato, passiamo avanti.
AVV. Cianferoni: Sì, sì, a me basta, insomma capisco l'opposizione del Pubblico Ministero, cercherò di fare altre domande. Sempre però di questo argomento, che ritengo molto rilevante perché il teste è un teste professionale, quindi...
PRESIDENTE: Va bene, avvocato, ma faccia le domande. Tutte le spiegazioni vengono o intuite, o casomai chieste dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Sennò l'opposizione l'articolo sotto un altro profilo ancora, che è ancora più decisivo. Fino a ora mi ero astenuto da un certo tipo di considerazione, ma ora la formulo e mi rifaccio esattamente a una disposizione che è dettata in tema di perizia. E che credo a maggior ragione si estenda ai consulenti, allorché si ipotizza che il consulente acquisisca notizie, dati in qualche modo necessari per l'espletamento dell'incarico:
"Qualora, ai fini dello svolgimento dell'incarico, il perito richieda notizie all'imputato, alla persona offesa o ad altre persone, gli elementi in tal modo acquisito possono essere utilizzati solo ai fini dell'accertamento peritale".
Il che vuol dire che non possono formare oggetto di una rappresentazione alla Corte in maniera surrettizia rispetto a quella tipica.
Quindi, quello che ha detto il brigadiere Panara in quel certo contesto, alla presenza del Pubblico Ministero oltre che dei consulenti, va fatto dire al brigadiere Panara. Perché il consulente, rispetto a questa acquisizione, è da assimilarsi al perito e non certo al testimone che riferisce ai sensi dell'articolo 195: cioè a dire una testimonianza diretta o de relata.
Quindi, anche per questa ragione, mi oppongo alle domande che mirano ad ottenere dal consulente indicazioni sul contenuto delle dichiarazioni rese da un testimone: non ci siamo assolutamente.
PRESIDENTE: Bene.
AVV. Cianferoni: Il Pubblico Ministero mi ha letto nel pensiero. Perché io, di qui a un attimo, chiedo perizia su questo episodio specifico.
Mi pare che non sia tanto remoto il ricordo di consulenti che hanno lavorato, nominati dalla Corte, proprio sulla base di quell'articolo lì - III comma del 238.
E' stato detto: non avevano delle premesse certe; se avessero avuto certe premesse, avrebbero raggiunto altri risultati. Questa, l'ordinanza di codesta Corte.
Si ragionava del Giuseppe Ferro, si ragionava di altri fatti.
PRESIDENTE: Va bene, avvocato, non facciamo...
AVV. Cianferoni: Quindi la questione è speculare ed identica.
PRESIDENTE: ... non facciamo questioni: quelli erano periti.
AVV. Cianferoni: Ecco. Appunto, io chiedo perizia; l'ho già detto, dopo la formulo per bene.
PRESIDENTE: Va bene, chieda perizia lei, e la Corte si riserva di decidere.
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Per favore, dialoghi non avvengono: le domande.
AVV. Cianferoni: E riprendiamo, perciò, l'iter dialogico e argomentativo.
Dunque, allora la domanda a monte era: attivazione, innesco e sistema esplodente. Abbiamo insistito nel mostrare la foto e il disegno, è inutile andare oltre. Ha qualcosa da aggiungere, di sue considerazioni di consulente, su attivazione, innesco e sistema esplodente di quest'ordigno?
PRESIDENTE: Avvocato, lei non ha da chiedere: ha da aggiungere? Lei ha da fare delle domande. Il teste ha detto, il consulente teste ha detto secondo lui come potevano essere due diverse confezioni dell'ordigno.
Se lei non è soddisfatto, fa delle domande.
AVV. Cianferoni: E' una domanda. Dunque poi, allora, vorrei porre delle domande sul sopralluogo svolto in sede. Ha parlato di cratere ellissoidale.
Dunque, la domanda mia è questa: secondo la sua esperienza di consulente esplosivista, e anche di ufficiale di Polizia Giudiziaria su questi specifici fatti, un ordigno collocato in quella posizione lì verso che obiettivo era diretto? L'idoneità offensiva di quell'ordigno, dico.
TESTE Delogu: Dunque, l'ordigno posto in quella posizione era sicuramente diretto a qualcuno che lì passava, perché non ci sono obiettivi fissi, sembra un piano di biliardo quella zona lì.
Quindi, non ci sono obiettivi fissi.
AVV. Cianferoni: Distinguiamo tra passare e fermarsi. Le pongo questa domanda: se una macchina - lei ha parlato di strada rettilinea, è giusto?
TESTE Delogu: E' una strada rettilinea.
AVV. Cianferoni: Oh. Se una macchina passa di lì a velocità normale, tra i 50 e mettiamo i 70 - se eccede - di velocità, senza pensare a fughe o a rallentamenti eccessivi, è idonea l'esplosione a cagionare danno?
TESTE Delogu: Innanzitutto...
AVV. Cianferoni: A cagionar danno, immagino di sì. Ma, per esempio, a cagionare un evento mortale?
TESTE Delogu: Innanzitutto bisogna separare le due, l'andare e il tornare. Perché quella strada ha due corsie di marcia.
Allora, se l'esplosione si fosse verificata su una autovettura che procedeva sulla corsia direttamente interessata all'esplosione, avrebbe avuto un effetto importante.
Se la stessa fosse su una macchina che andava in direzione opposta, l'effetto sarebbe stato minore.
Se la macchina era una macchina protetta, probabilmente l'effetto sarebbe stato estremamente lieve.
AVV. Cianferoni: Estremamente lieve.
TESTE Delogu: Una macchina protetta, eh.
AVV. Cianferoni: Sì, blindata.
TESTE Delogu: Blindata.
AVV. Cianferoni: Praticamente.
TESTE Delogu: Blindata anche contro le esplosioni da sotto, eh; ci sono vari tipi di blindatura. Una cosa è la blindatura sui vetri, una cosa è la blindatura a tutta la macchina, a tutta l'autovettura. Ci sono vari tipi di blindatura, a seconda del tipo di protezione che bisogna garantire.
AVV. Cianferoni: Ecco, vedano signori, il capitano Delogu, oltre ad essere un valente chimico, è un militare. Ecco, sa di certe cose.
PRESIDENTE: Avvocato, le domande!
AVV. Cianferoni: Eh, capisco...
PRESIDENTE: Ma io la supplico: faccia mille domande, ma faccia domande, non considerazioni!
AVV. Cianferoni: Allora, la strada è a doppio senso. La bomba era su quale senso? Cioè dove porta quella strada, e da dove viene? Ecco, l'avrete accertato.
TESTE Delogu: La bomba...
PRESIDENTE: Avvocato, l'abbiamo sentito dai testi, è inutile fare al consulente delle domande del genere. Ma abbia pazienza! Ma lei vuole prendere in giro la Corte?
AVV. Cianferoni: Assolutamente. Però...
PRESIDENTE: L'avremo sentito da almeno otto, dieci testi, da dove viene la strada, dove porta, quali sono le vie di immissione o di emissione da questa via.
AVV. Cianferoni: Io sto facendo il controesame e devo sapere se il consulente si è posto questi interrogativi. Insomma, voglio dire.
PUBBLICO MINISTERO: Gli sono state affidati, al consulente, questi quesiti. Eh, avvocato Cianferoni.
AVV. Cianferoni: Il consulente doveva ricostruire un fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei non può...
PRESIDENTE: No, guardi...
PUBBLICO MINISTERO: ... le congetture di un consulente, e fare un esame di un ipotetico consulente.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero...
PUBBLICO MINISTERO: Ma io mi devo anche opporre, Presidente.
PRESIDENTE: Ho capito. Ma, mi scusi, non c'è bisogno che si opponga perché tanto la domanda non gliel'ammetto più.
Il teste consulente risponde su ciò che è stato oggetto della sua consulenza: tutte le altre notizie, che comunque noi conosciamo, non sono da porre a un teste di questa qualificazione.
Per di più, non è stato incaricato di ricostruire questo evento nelle sue possibili o probabili affermazioni o deduzioni. E' stato incaricato di valutare la carica, di dare le dimensioni dei componenti, dire la quantità, gli effetti che, oltre quelli che ha prodotto, avrebbe potuto produrre.
AVV. Cianferoni: Va bene. Allora cerchiamo di stare proprio allo stretto...
PRESIDENTE: Eh, stiamo allo stretto.
AVV. Cianferoni: ... dell'esplosivismo.
PRESIDENTE: Stiamo dove ci dice il Codice che bisogna stare. Mi scusi.
AVV. Cianferoni: La qualità di esplosivo granulare, anzi, meglio: in che status si possono presentare le componenti esplosive da lei rintracciate? L'EGDN, l'NDG, nitrato di ammonio, eccetera.
TESTE Delogu: Allora, nella composizione classica delle dinamiti da cui possono derivare le tracce rilevate, come ho già detto all'avvocato della parte civile, sono presenti in due tipi di esplosivo massimamente, più comunemente diffusi, che sono le dinamiti polverulente. Che, come dice il nome stesso, sono polverulenti, cioè hanno consistenza di polvere.
E gelatinati, che hanno la consistenza delle gelatine.
AVV. Cianferoni: Insomma, lei ha già risposto prima, sennò qui diventa troppo laborioso rifarle. Le sue conclusioni sono che, con verosimiglianza, si è trattato di esplosivo gelatinato.
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Dunque, lei ha detto che ha una pianta a sua disposizione, una planimetria: se si può collocare sulla pianta il reperto numero 4, quello del cordoncino. Non dovrebbe esserle difficile.
TESTE Delogu: Quelle del?
AVV. Cianferoni: Cordoncino, quel filato bianco. Reperto 4, foto 15.
TESTE Delogu: Sì, stanno in atti. Io ne ho una copia, non so se è lecito.
PRESIDENTE: Può esaminarla, certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: La pianta comunque, Presidente, è qui.
PRESIDENTE: Vediamo la pianta allora in originale.
TESTE Delogu: Questa che si intravede qui è la via Formellese.
PRESIDENTE: Ce la indica? Grazie.
TESTE Delogu: Sì, da qui a qui, questa è la lunghezza della carreggiata. Da qui a qui.
PRESIDENTE: No, non vediamo nulla. Mi scusi, va...
TESTE Delogu: Questa delimitata da queste due linee...
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Delogu: ... è la via Formellese, proprio la carreggiata.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE Delogu: Questo è il cratere che si è formato. Il reperto numero 4 sta qua. Praticamente è stato un reperto recuperato la notte stessa, in quella attività che dicevo essersi resa necessaria prima ancora di studiare il cratere, per fare avvicinare i mezzi recanti le fotocellule che stavano qua. Quindi abbiamo fatto questa zona qui e preso il reperto 4.
PRESIDENTE: Benissimo. Scusi, ci può dire a che distanza è dai margini del cratere? Se si può approssimativamente indicarlo.
TESTE Delogu: Questa è una scala a 200. Sono 6 centimetri più o meno dal centro del cratere, quindi essendo a 200, sono 6 per 2...
PRESIDENTE: 12 metri.
TESTE Delogu: Sì, 12 metri.
PRESIDENTE: Dal centro del cratere.
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco, e quei merletti di plastica che abbiamo visto prima, lo sbrindellamento, ha memoria di dove si trovasse?
TESTE Delogu: No.
AVV. Cianferoni: Non se lo...
TESTE Delogu: Avvocato, facciamo proprio in questa maniera proprio per mantenere in memoria. Devo fare la stessa cosa, andare al reperto, dalla foto vedere il merletto di plastica, risalire al numero e da lì alla distanza.
AVV. Cianferoni: Sì, mi sembra un elemento importante.
TESTE Delogu: Va bene.
AVV. Cianferoni: Le chiedo di collocare sulla pianta i merletti di plastica.
TESTE Delogu: Allora, parliamo del reperto numero 15.
AVV. Cianferoni: Perfetto.
TESTE Delogu: Che sono merletti di plastica, cosiddetti. Il 15 sta in questa posizione, questo è il cratere quindi sta diciamo...
PRESIDENTE: Più o meno alla stessa distanza.
TESTE Delogu: Più o meno alla stessa distanza, tutto dall'altra parte del cratere.
PRESIDENTE: Certo, certo.
AVV. Cianferoni: Sempre sulla Formellese però.
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: E l'altro? Perché erano in successione. Il 16.
TESTE Delogu: Il 16 sta nella direzione, un po' più in là.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Senta, io ho memoria di una formuletta che ci fu riferita dai suoi colleghi, cioè che la densità è uguale al peso fratto il volume.
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: Oh. Voi avevate un dato, secondo me, certo sotto mano che era il volume.
TESTE Delogu: No, attenzione.
AVV. Cianferoni: Dalle foto non siete in grado...
TESTE Delogu: E come si fa? Cioè, non è un dato... O meglio, ci dobbiamo mettere d'accordo su che cosa significa dato. Perché il dato è un qualche cosa con un'approssimazione a seconda dell'unità di misura che si usa. Che tipo di unità di misura posso usare io su quelle fotografie? Non ho mica una striscetta metrica. Quindi ovviamente viene fuori che densità per grandezza del parco, all'interno di una variabilità dovuta all'approssimazione del sistema di misura adottabile su una fotografia e poi le posso rispondere. Cioè, perché non le posso rispondere 95,3 etti.
AVV. Cianferoni: No, no, che...
TESTE Delogu: Allora a questa domanda ho già risposto. Era 90-95 chili.
AVV. Cianferoni: Ecco, questa dimensione di grandezza quanto al peso di carica che lei ha indicato a caratteri, secondo lei, di quasi certezza di approssimazione, come può rapportarsi?
PRESIDENTE: Possiamo chiedergli la percentuale di approssimazione.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE Delogu: Gliel'ho detto prima, circa un 5 chili in più o in meno.
AVV. Cianferoni: 5 chili in più...
TESTE Delogu: 5 chili, 7 chili più o meno.
AVV. Cianferoni: Il fatto che nella relazione, più volte prima citata, si parli di un peso tra i 30 e i 60 chili, è un dato che a lei significa qualcosa, o sarà il brigadiere Panara casomai a spiegare perché ha scritto 30-60.
TESTE Delogu: Non lo so.
AVV. Cianferoni: Va bene, rimane così com'è.
Per quanto riguarda, definitivamente, gli accertamenti da lei svolti sugli altri due fatti che abbiamo, via Fauro e San Giovanni, perché i fatti di cui si è occupato lei sono questi tre se non sbaglio: via Fauro, San Giovanni in Laterano e Formello.
TESTE Delogu: In questo caso, per questa...
AVV. Cianferoni: Per questo processo.
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco. Sa indicare, per quanto riguarda solo allora il pacco esplosivo, l'accertamento fatto sugli esplosivi, le più importanti analogie?
PRESIDENTE: Non ho capito avvocato.
AVV. Cianferoni: Anzi, andiamo alle differenze. Cioè, il consulente ha lavorato su tre fatti di questo processo. E' venuta fuori una differenza con gli altri due, cioè in questo fatto manca l'esplosivo T-4 e l'esplosivo pentrite; sul tritolo si può dire che manchi al netto delle precisazioni comunque rese dal consulente.
Oh. Premessa questa grossa differenza, le analogie quali sono invece?
TESTE Delogu: Analogie... Passiamo di differenze, avvocato, se per lei è lo stesso. Innanzitutto il sistema di confezionamento dell'ordigno è completamente differente: in quei casi si trattava di autobomba, in questo caso si trattava di un pacco che non stava su un'autobomba. Questo è abbastanza macroscopico.
Diverso è il luogo dell'attentato: lì siamo in compagna. Ma quello che è macroscopicamente diverso l'ha già detto lei, è l'esplosivo, si tratta di esplosivo diverso. O se non altro in parte diverso perché negli altri due casi non abbiamo mai escluso che ci fosse una percentuale anche di gelatina commerciale, dinamiti commerciali. Comunque qui l'esplosivo, sicuramente la carica nella sua intierezza è differente da quella utilizzata a via Fauro e a San Giovanni.
AVV. Cianferoni: Capitano la ringrazio e non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
AVVOCATO Florio: Sì, avvocato Florio. Direi telegraficamente.
Senta capitano, tra gli incarichi, tra i compiti che le sono stati affidati, vi era anche quello di stabilire quello che poteva essere il sistema di ricezione dell'ordigno?
TESTE Delogu: Sì, questo tipo di domanda qualunque magistrato in qualunque tipo di accertamento di questo tipo la propone. Infatti io prima ho detto che quel tipo di ordigno poteva esplodere perché telecomandato o perché timerizzato, fatemi passare questo inglesismo che è poco corretto.
PRESIDENTE: Temporizzato.
TESTE Delogu: Temporizzato, con un sistema di caduta di tensione, senza però escludere altri sistemi ma basandomi su quei dati che ricevo dalla visione dell'ordigno, per quello che si può vedere, è da quello che ci racconta, che ci disegna l'artificiere e che è stato mostrato. Sulla base di questi elementi, perché non ne ho altri, non ne ho altri oggettivi, non ho trovato un pezzo di circuito che mi dice: 'guarda lì c'era una radio ricevente', in questo senso, eh? Io ho proposto due ipotesi di attivazioni: una a telecomando, che mi deriva oltre che dal tipo di confezionamento dell'ordigno per le informazioni che abbiamo, anche da informazioni più generali della scena dell'ambiente. Cioè, una bomba lì, messa così, serve a colpire qualcuno che passa ritengo, non per fare chissà che cosa. Non credo che quello sia un obiettivo fisso di interesse da fare saltare per aria con 90 chili di esplosivo una cunetta. Chi è che mette 90 chili di esplosivo per fare saltare una cunetta in piena campagna? Un folle.
Quindi si deve ritenere che di lì dovesse passare qualcuno, ritengo: a piedi, in macchina, con macchina blindata, su un carrarmato, però lì doveva essere qualcuno. Sulla base di questo, per colpire qualcuno che passa è necessario un telecomando, non ci sono altre possibilità.
In alternativa, per quello che vale, c'è un sistema a temporizzazione, per fare che cosa? Supponiamo che si attivi un timer e poi si dice: 'Carabinieri, vedete che lì c'è una bomba, o addirittura in sistema a rimozione', quelli vanno lì e zompano per aria. Però fra le due cose ritengo che uno che vuole fare una cosa del genere la va a fare o vicino alla caserma, o in un bel posto turistico e non su una strada sperduta così, per fregare un ipotetico Carabiniere che poi è pure "random", nel senso che può essere quello o qualchedun altro.
AVVOCATO Florio: Senta, mi scusi. Sfrutto quelle che possono essere le sue conoscenze, diciamo così, in generale. Ma è possibile, in questo caso come non so in altri casi analoghi, che possa essere utilizzata un'antenna?
TESTE Delogu: Può essere più chiaro avvocato? Forse mi sono distratto, non ho capito la domanda.
AVVOCATO Florio: Dico, come sistema di ricezione...
TESTE Delogu: Sì.
AVVOCATO Florio: ... può essere, per avventura, utilizzata un'antenna in presenza di ordigni?
TESTE Delogu: Un'antenna di tipo non classica? Un'antenna, antenna, intendendo col termine un componente elettrico, non un'antenna particolare.
AVVOCATO Florio: Beh, no.
TESTE Delogu: Ci deve essere sempre un'antenna quando si fa un sistema di ricezione. Può essere piccolissima, può avere una forma non, diciamo comune, rispetto a quello che noi intendiamo con antenna, cioè lo stilo che esce dalla macchina dell'autoradio, l'antenna sul tetto. Può essere anche semplicemente un filo, però ci deve essere. Addirittura un filo non a vista, che sta dentro allo stesso circuito.
AVVOCATO Florio: L'ultima domanda: è possibile che eventualmente questo filo potesse essere sotto terra? Cioè, prende, voglio dire, riceve nel caso fosse sotto terra?
*TESTE Delogu: Dipende. Dipende dal tipo di antenna, dipende dal tipo di impulso che viene mandato, dipende dal tipo di apparato trasmittente e ricevente. L'antenna varia in funzione di questi elementi. Se poi questa antenna è schermata, più è potente la trasmittente e più il segnale comunque arriva anche se l'antenna è schermata.
Non riesco a capire, da un punto di vista operativo, perché metterla sotto terra l'antenna? Addirittura c'era l'ordigno fuori, perché sotterrare l'antenna. Ma questa è una domanda che probabilmente lei ha posto in un contesto che lei conosce e io no.
AVVOCATO Florio: Vedremo magari in seguito. Non ho altre domande, grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande per questo teste? No. Può accomodarsi, grazie.

udienza 29.10.1997

TESTE Delogu: Sono il capitano Giovanni Delogu.
PRESIDENTE: Le ricordo che lei ha già letto...
TESTE Delogu: Sì.
PRESIDENTE: ... la dichiarazione di impegno, che non si può più chiamare giuramento, ed è sempre vincolata da quel dovere di dire la verità.
Vuole rispondere al Pubblico Ministero?
PUBBLICO MINISTERO: Aspettiamo, Presidente, che cessi il ronzio...
PRESIDENTE: Sì. Si può spegnere?
PUBBLICO MINISTERO: ... perché io... E' vero che il capitano Delogu ha una bella voce squillante, ma comunque si capisce male.
PRESIDENTE: Eccoci.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci qua.
Senta capitano, io le pongo una serie di domande che prescindono dagli esami che abbiamo condotto precedentemente col suo intervento. Si tratta di domande estremamente semplici, estremamente lineari.
Lei è in grado di identificare, ovvero di escludere, la qualità di esplosivo in una sostanza che risponde a questi connotati di carattere macroscopico: sostanza granulosa, assimilabile a quella di un detersivo per uso domestico, di colore uniforme - e più esattamente di color bianco - priva di odori, cioè priva di qualche cosa che stimolasse in maniera specifica e diretta l'olfatto?
TESTE Delogu: Esistono delle sostanze esplosive con questa caratteristica. Generalmente non impiegate tal quali in campo esplosivistico, perché sulla scorta di questa descrizione sono tante, o per lo meno, ci sono alcune sostanze esplosive che corrispondono a questa descrizione.
Avrei bisogno di qualche altro elemento per poter identificare più precisamente un tipo o meno di esplosivo con queste caratteristiche, perché, ripetendo quello che ha detto lei per conferma mia: bianco, per esempio, può essere il T4, la pentrite, con forme cristalline o assimilabile a quelle di un cristallo come lo zucchero.
Avvicinarle a un sapone, presuppone un minimo grado di pastosità e quindi non potrebbero essere più pentrite T4, ma già se ci mettiamo della cera con pentrite T4 possiamo arrivare alla descrizione più o meno organolettica o macroscopica che lei descrive.
Con quelle caratteristiche c'è anche comunemente il nitrato di ammonio, che di per sé non è un esplosivo, ma aggiungendo fra un 4 e un 5% di gasolio, assume la caratteristica di esplosivo.
Il fatto, poi, che possa essere o meno rilevato un qualche odore, purtroppo è legato al naso di chi sottopone alla sua osservazione questo campione; per cui, essendo una caratteristica non oggettiva ma soggettiva, ecco, non so quanto possa essere... Però, diciamo che il gasolio su un ANFO può essere o può non essere percepito; dipende da quant'è vecchio l'ANFO.
Non solo, ma potrebbe assumere, essere mascherato in una qualche maniera, sempre in funzione dell'invecchiamento dell'esplosivo, da altri odori. Per esempio l'ANFO, il nitrato di ammonio, tende ad essere molto igroscopico, quindi ad assumere quella sorta di pastosità, di untuosità che è propria del sapone, ma che è propria anche del nitrato di ammonio bagnato; non bagnato, che ha assunto umidità dall'ambiente.
Di più è un po' difficile, con questi elementi, individuarlo. Comunque non si può escludere che possa essere uno di questi elementi qua.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, prendendo come punto di riferimento, ma solo per sviluppare una domanda successiva, a quello che capisco, quindi, questo esplosivo - che si chiama ANFO - ha come suo componente il nitrato di ammonio.
TESTE Delogu: Per il 96 o il 95%. Il 5, il 4% è gasolio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è proprio la combinazione solamente di queste due sostanze.
TESTE Delogu: Sì, non c'è nient'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Esistono esplosivi che, rispondendo sempre a quelle indicazioni organolettiche che ho fornito io stesso all'inizio e che annoverando, caratterizzandosi per una percentuale così elevata di nitrato di ammonio, siano per altro di specie, o per lo meno abbiano denominazioni diverse da quella di ANFO?
TESTE Delogu: Beh, il nitrato di ammonio è uno dei componenti pesantemente presenti nelle dinamiti di tipo polverulento, intorno anche all'80, anche di più dell'80%, insieme ad altri componenti che sono il dinitrotoluene, il tritolo; talvolta il polverulento può essere nitroglicerinato con l'aggiunta di nitroglicerina o di nitroglicole, che sarebbe nitroglicerina più etilenglicole di nitrato.
PUBBLICO MINISTERO: In questo caso, visto che stiamo parlando di questi polverulenti, le caratteristiche organolettiche che io ho fornito...
TESTE Delogu: Quello che mi preoccupa...
PUBBLICO MINISTERO: ... in apertura di esame, si conservano?
TESTE Delogu: Sì, è il concetto di bianco che lei ha proposto, perché di bianchi - il bianco è un concetto un po' così - ci sono dei bianchi chiari, dei bianchi un po' più scuri, dei bianchi cinerini, dei bianchi metallici. Ecco, un polverulento definirlo bianco è un po' difficile, un polverulento alla nitroglicerina, perché c'è dentro anche un minimo di farina di legno, eccetera.
Per cui non risponderebbe alla categoria di bianco.
E' un bianco crema, un po' più chiaro di questi muri qua. Però anche questo dipende dall'invecchiamento, perché questo tipo di esplosivi, il dinitrotoluene e il tritolo, se è fatto in laboratorio fresco, è di colore bianco, o al massimo un giallo paglierino ma leggero leggero leggero. Esposto alla luce questo arriva a diventare un marron bello consistente.
Quindi, l'anzianità dell'esplosivo gioca molto e sposta da un bianco marroncino, fino a un bruno abbastanza consistente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se ho capito bene, comunque questa colorazione sulla scala del bianco - appunto dal bianco grigiastro fino addirittura, per degrado della colorazione originaria, fino al marrone - si lega al bianco del nitrato di ammonio che è presente in percentuali così elevate, o è diverso il discorso?
TESTE Delogu: Beh...
PUBBLICO MINISTERO: Perché io ho capito che il nitrato di ammonio è bianco, lei ha detto questo.
TESTE Delogu: Il nitrato di ammonio è bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Delogu: Anche il dinitrotoluene è bianco, e anche il tritolo sono bianchi, oppure hanno un minimo di colore paglierino, quando sono freschissimi.
In funzione dell'esposizione alla luce, agli agenti atmosferici tendono a imbrunire e imbrunire concretamente.
Adesso, il risultato di una massa che è fatta per l'80% di bianco, più questi componenti che tendono a imbrunire, più la farina di legno che è proprio farina di legno, legno sbriciolato, che è di colore marroncino, dà una gamma di colori che va da non proprio bianco, ma da un nocciola chiaro fino a dei brown, dei marroni, insomma, che uno non potrebbe certo definire bianchi.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Ma ribadisco: il bianco come colore principale, sia pur...
TESTE Delogu: E' dato dal nitrato di ammonio, sì.
PUBBLICO MINISTERO: A quello che capisco, è dato dal nitrato di ammonio.
TESTE Delogu: Sì. Non c'è nient'altro che gli può dare il colore bianco a una dinamite.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei sta parlando - mi pare abbia premesso un attimo fa - parlando di dinamiti pulverulente.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora, se si parla di dinamiti pulverulente, quindi si parla di esplosivi che esistono in varia...
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... in varia presentazione commerciale, adopriamo questa espressione.
TESTE Delogu: Sì, sì. Ci sono vari pulverulenti con diverse formulazioni, questo sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma...
TESTE Delogu: E diciamo che, però, i polverulenti sono di due tipi, sostanzialmente: polverulenti, composti da nitrato d'ammonio e tritolo o tritolo e qualche traccia di dinitrotoluene, che sono i polverulenti veri e propri; o meglio...
PUBBLICO MINISTERO: La seguo, la seguo...
TESTE Delogu: No, no. Bisogna chiarire, perché sennò si va... Sono delle dinamiti polverulente, per essere proprio più precisi - perché poi anche l'ANFO è considerato un polverulento, ma non ha niente a che vedere col tritolo - sono delle dinamiti polverulente.
Poi ci sono dei polverulenti, cosiddetti nitroglicerinati, ai quali c'è l'aggiunta di un po' di nitroglicole, che è la combinazione in percentuali variabili di nitroglicerina e di EGDN. E questi sono tutti esplosivi di produzione commerciale, comunemente utilizzati nei lavori di cava, di sbancamento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Per completare questa prima parte del discorso, ma il nitrato di ammonio da solo, dimenticandosi per un attimo quello che abbiamo detto sull'ANFO, perché proprio al momento non mi interessa più, il nitrato d'ammonio da solo è una sostanza che è in commercio?
TESTE Delogu: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire che è in commercio per destinazione quella che lei ci sta illustrando, andare in composizione con altre sostanze e creare esplosivi, oppure è in commercio con destinazioni diverse, di uso civile e non esplosivo?
TESTE Delogu: Sì, sì. Il nitrato di ammonio si compra al consorzio.
Non è esattamente il nitrato di ammonio che viene utilizzato negli esplosivi commerciali, perché il nitrato di ammonio che viene utilizzato per fare gli ANFO industriali si chiama nitrato di ammonio brilled, perché si presenta come sferette piccoline con alta porosità, proprio per poter assorbire e miscelare bene il gasolio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Delogu: Ma il nitrato di ammonio a diverso titolo di purezza, a titolo di purezza più basso, è quello che si dà nei campi per concimare, si compra al consorzio.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
E questa è una sostanza che, per lo meno nelle formulazioni delle case che producono esplosivi, non entra con queste caratteristiche qui.
TESTE Delogu: No, non entra però qualche volta sono riusciti a fare delle bombe con nitrato di ammonio meno puro del brilled, cioè ci si riesce.
A far partire un esplosivo fatto con nitrato di ammonio non proprio purissimo ci si riesce. In varie situazioni, ma ci si riesce.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Delogu: Tenga presente che il nitrato di ammonio...
PUBBLICO MINISTERO: Quali sono... Prego, prego.
TESTE Delogu: Il nitrato di ammonio non è considerato come tale dalla legge sugli esplosivi italiani, non è nel testo unico di leggi di Pubblica Sicurezza.
Però ci sono in letteratura delle esplosioni di vagoni di nitrato di ammonio avvenute fuori d'Italia per varie questioni.
Non è definito, in Italia, un esplosivo, però è una sostanza abbastanza pericolosa che in determinate condizioni, molto drastiche, riesce anche a detonare da solo. Ma in condizioni molto molto drastiche.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per ampliare questo punto, non certo accademicamente, e prescindendo dai fenomeni di detonazione spontanea; ecco, siccome poco fa ha detto che comunque è possibile, con determinate conoscenze e accorgimenti, ottenere un'esplosione da nitrato di ammonio anche per uso civile, diverso da quello esplosivistico, ecco quali son le condizioni?
TESTE Delogu: Beh, bisogna sensibilizzarlo con esplosivi... Praticamente bisogna attivarlo con delle cariche più forti di quelle che è un semplice detonatore. Praticamente, mettiamo del nitrato di ammonio, mettiamo, che ne so, un candelotto di tritolo, ma meglio forse qualche esplosivo ancora più potente...
PUBBLICO MINISTERO: Tipo?
TESTE Delogu: ... tipo il T4 e poi il detonatore e un booster fatto di T4 fa partire, in dipendenza anche del confinamento, fa partire anche il nitrato di ammonio.
Molta, molta importanza ha il confinamento... Chiedo scusa, l'ANFO di per sé non parte se uno mette una sacchetta di ANFO, ci mette un detonatore dentro e gli dà fuoco e lo fa partire, non... si sparge senza detonare.
Se, invece, lo si confina dentro i fornelli da mina, o dentro un corpo d'acciaio, parte. Dipende molto dal confinamento.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare, infatti, il concetto di confinamento lei ce l'avesse già illustrato nei precedenti esami. Comunque, è opportuno che ci sia ritornato.
Alternativamente o concorrentemente a booster realizzati con T4, si possono adoprare - sulla carta, teoricamente - anche altri esplosivi in funzione di booster di un quantitativo di nitrato di ammonio?
TESTE Delogu: Sì. Un quantitativo di nitrato di ammonio - ripeto, dipende molto dal confinamento -...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Delogu: ... affiancato a una carica diversa, fatta di un esplosivo più sensibile e anche più franco nella detonazione, entra anch'essa nella detonazione, perché la detonazione della prima carica trova materiale...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, questo è chiaro. Io an...
TESTE Delogu: ... nel nitrato di ammonio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io andavo alla ricerca di eventuali esplosivi diversi dal T4, che possono assolvere alla stessa funzione per provocare la detonazione anche di un quantitativo di nitrato di ammonio confinato come si deve.
TESTE Delogu: Sì, sì.
Ma non è necessario ricorrere a un booster di T4, eh. Anche un'altra carica, qualunque altro tipo di carica... adesso, farne una scala... ma anche della dinamite.
Cioè, se uno mette della dinamite e poi a fianco del nitrato di ammonio, tutti ben con... stipati all'interno di un ambiente chiuso, la detonazione della dinamite è sufficiente a far entrare nella detonazione finale anche il nitrato di ammonio.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Delogu: Il concetto è che il nitrato di ammonio di per sé non parte con quelli che sono i detonatori normali utilizzati in commercio.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito perfettamente.
Bene. Passiamo ad un'altra questione. Lei riesce ad affermare, o a escludere, che sia riconducibile ad una qualche materia esplodente, una sostanza che risponde a questa descrizione: in polvere abbastanza fine, più fine di un detersivo da cucina; di color grigio o sul grigio e più esattamente un grigio tipo quello della polvere da sparo; nel maneggiarla, questa sostanza lascerebbe delle tracce come di unto e di sporco nelle mani, eventualmente nei guanti, di chi la sta maneggiando.
TESTE Delogu: Ma così su due piedi mi sembra la descrizione di una polvere da lancio per le munizioni; a granulometria fine esistono. Anziché lamellare come le balistiti normali, proprio una polvere da lancio per le cartucce.
PUBBLICO MINISTERO: Così...
TESTE Delogu: La prima cosa che mi viene in testa.
Poi, altre cose, adesso, così su due piedi, non lo so. Però, detta così, mi sembrano le caratteristiche della polvere che riempie le cartucce di quasi tutto il personale di Polizia che sta qui dentro. Perché, o sono in scagliette quadrate, lamellari, oppure sono in polverino un po' più piccolo che sembra proprio polverino. Però, con la consistenza del sapone bisogna vedere che tipo di sapone...
PUBBLICO MINISTERO: No, io non ho parlato di sapone.
TESTE Delogu: Ah no? Il sapone era quello di prima?
PUBBLICO MINISTERO: Io ho detto: con una granulometria inferiore a quella del detersivo da cucina.
TESTE Delogu: Ah, inferiore.
PUBBLICO MINISTERO: Inferiore.
TESTE Delogu: Eh, sì, perché ci sono anche quei detersivi che sono proprio con piccolissime palline. Quindi potrebbe rientrarci.
Sì, detta così mi sembra una polvere da lancio o mono o bibasica; di quel tipo lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma queste polveri qui, da lancio, dal punto di vista chimico che cosa sono?
TESTE Delogu: Allora, le polveri da lancio sono normalmente di tre tipi, di cui quelle a tripla base le escludiamo perché sono quasi esclusivamente per proiettili di artiglieria; e quindi le togliamo di mezzo perché non ci interessano.
PUBBLICO MINISTERO: Va be'.
TESTE Delogu: E poi si presentano...
PUBBLICO MINISTERO: Caso mai vediamo...
TESTE Delogu: Eh, no, si presentano in forme differenti: sono come cannelli lunghi col foro in centrale o con... quindi non mi pare questo il caso.
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE Delogu: Le altre sono o singola o bibasica. Singola base sono soltanto a base di nitrocellulosa, contenuti di azoto oltre il 13%, oppure bibasico, cioè nitrocellulosa e nitroglicerina; e in più sono, normalmente, grafittate e hanno un piccolo rivestimento di carbone tutto intorno.
E sono le normali polveri che vengono utilizzate o nelle munizioni di caccia, o nelle armi... che so, nelle munizioni comunque, sia a uso civile che a uso militare. Militare per armi leggere, fino alla mitragliatrice, non per cannoni.
PUBBLICO MINISTERO: Possono essere impiegate polveri da lancio - ovviamente glielo chiedo da un punto di vista teorico e basta - possono essere usate in combinazione con altri esplosivi, per realizzare ordigni esplosivi, oppure la polvere da lancio è un qualche cosa di estraneo alle sostanze esplosive, o esplodenti che si adoperano per realizzare un ordigno purché sia?
TESTE Delogu: No, no, la polvere da lancio va benissimo per fare degli esplosivi, per fare degli ordigni.
Il discorso è sempre lo stesso: il contenimento.
Se lei mette della polvere da lancio, sia mono, che bibasica, all'interno di un tubo di acciaio, ci mette un detonatore, la fa partire, fa la classica, cosiddetta "pipe bomb" americana, che è la bomba che si usa normalmente.
Il 99% dei casi, degli attentati in America, sono fatti così.
Tubo Innocenti, con due dadi sopra e sotto, detonatore dentro. Ed è fatta la bomba con polvere da sparo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma io...
TESTE Delogu: Polvere da lancio.
PUBBLICO MINISTERO: Da lancio. Le chiedevo se aveva, dal punto di vista teorico, una sua plausibilità, adoprare polvere da lancio in combinazione con le sostanze esplodenti di cui abbiamo ragionato fino ad un attimo fa. Cioè a dire i gelatinati pulverolenti, le dinamiti pulverolente, o non pulverolente, gelatinate, abbiamo parlato di tutto. Il tritolo, T-4, abbiamo passato in rassegna praticamente tutta la gamma...
TESTE Delogu: Dottore, in linea teorica fa peso, per così dire.
Quindi, se uno ci mette una carica di una cosa, una carica dell'altra, e una carica dell'altra ancora, fa peso. Dipende...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per riprendere una considerazione che faceva lei prima, diceva: il nitrato di ammonio non è sostanza che riesce a detonare, se non in condizioni di utilizzo del tutto particolari e specifiche.
Ecco, queste altre polveri da lancio, lei ha detto un attimo fa, le "pipe bomb" americane sono realizzate.
Ecco, ma in combinazione, queste sostanze, quale sarebbe la ragion d'essere?
A quello che capisco c'è: il nitrato di ammonio che, se non trattato e manipolato in un certo modo, si comporta non da esplosivo, si comporta da sabbia di mare.
Invece, capisco che, le polveri da lancio, hanno qualcosa di diverso.
TESTE Delogu: Guardi, c'è una scala di sensibilità all'innescamento, diciamo. Per adesso, chiamiamolo sensibilità dell'innescamento.
Il nitrato di ammonio, con un detonatore di quelli normalmente in commercio, dell'8, del 10, non parte, sicuro.
Non so se - questo non lo so perché non l'ho mai fatto - se si può attivare, perché è anche questione di quantità di come è stato messo, eccetera, non so se una carica di nitrato di ammonio può essere attivata da una carica di polvere da lancio attivata da un detonatore. Questo, non l'ho mai provato, per cui, onestamente, direi una cosa...
Sarei propenso a non avvicinarmi ad un ordigno fatto in questa maniera.
Cioè, se mi dicono: 'ci staresti vicino a una bomba fatta con un detonatore messo dentro la polvere da sparo a contatto col nitrato di ammonio e tutto ben intasato?'
Preferirei non avvicinarmi, perché non lo so.
Quindi non escludo che possa detonare. Però non sono sicuro.
Certo, se dovessi fare un ordigno, non innescherei, di cui voglio essere certo...
PUBBLICO MINISTERO: Del funzionamento.
TESTE Delogu: ... del funzionamento, non innescherei con la polvere da sparo.
Non avendo altro, ci proverei con una qualche possibilità di successo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, se questo termine che ora impiego, ha un minimo di attendibilità.
Se il nitrato di ammonio, a quello che capisco, è una sostanza di per sé non pericolosa, assolutamente non pericolosa, se si vende al Consorzio Agrario...
TESTE Delogu: Eh, non è lo stesso nitrato di ammonio, però, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ho capito.
TESTE Delogu: Diciamo che è pericoloso in grandissime quantità.
Perché, la grande quantità, fa da intasamento a sé stessa.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Delogu: In questo senso.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Ed è...
TESTE Delogu: Però, nitrato di ammonio, normalmente, non fa niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Delogu: In piccole quantità...
PUBBLICO MINISTERO: Allora, se con questa sua precisazione si può dire che il nitrato di ammonio non è pericoloso, si può dire la stessa cosa della polvere da lancio?
TESTE Delogu: Beh, no. La polvere da lancio si accende con una certa facilità e deflagra solo perché è all'aperto.
Cioè, il classico scherzo che si fa normalmente: si mette un po' di polvere da sparo nel portacenere di quello che ti fuma in ufficio. Quando la spengi, fum, gli fai una bella fiammata. No?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Delogu: Se invece, questa cosa qua, tu la comprimi all'interno di un contenitore, la reazione si sposta da deflagrante, cioè da combustione rapida, fino a deflagrante, come nel fucile; fino a detonante come nella "pipe bomb".
Quindi, non è proprio pacifica come sostanza. Ha bisogno di essere trattata con un certo riguardo, ecco.
Anche perché, la nitroglicerina, è vero che in quel caso lì è non flemmatizzata, è... Insomma, ci si mette una struttura di carbone, proprio sopra per irritare. Perché è parecchio sensibile anche allo sfregamento, se non fosse trattata superficialmente con degli stabilizzatori.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta ancora, una sostanza rispondente a questa descrizione, sempre macroscopica, nuovamente è riferibile ad una tipologia riconosciuta di esplosivo, ovvero non è riferibile?
Colore bianco, tipo panna, costituito da un assieme di palline piccole piccole, tipo sale chimico, di quello che si mette in campagna.
Ecco, mi fermo qui.
TESTE Delogu: Sembra il nitrato di ammonio.
Così, è nitrato di ammonio. Però, ripeto, torniamo al discorso del bianco. Quanto bianco?
Messa così, sarebbe nitrato di ammonio, tipo palline, anzi, ma neanche tanto da campagna. Perché sembrerebbe proprio il Brillet, perché il Brillet si caratterizza proprio da queste belle palline che ci ha.
Non è tanto quello da campagna...
PUBBLICO MINISTERO: Mi tolga una curiosità: queste palline, poi, in termine di grandezza, che vuol dire?
TESTE Delogu: Come dei pallini.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma...
TESTE Delogu: Ma proprio sottili.
PUBBLICO MINISTERO: Un decimo, mezzo decimo, due decimi...
TESTE Delogu: Tre, due-tre millimetri.
PUBBLICO MINISTERO: Due-tre millimetri. Quindi, piuttosto sensibili. Sono quanto un chicco di riso.
TESTE Delogu: Beh, il chicco di riso, sulla generatrice principale, sarà anche 5 millimetri, 6 millimetri.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla generatrice...
TESTE Delogu: Su quell'altra, 3 millimetri, via.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quando si parla di, si parla da parte sua, di questo nitrato di ammonio, come ha detto? Brillet?
TESTE Delogu: Brillet.
PUBBLICO MINISTERO: Si parla di palline che hanno queste grandezze.
TESTE Delogu: Sì, sì. Non è proprio... sono visibili, come palline. Non è che sono dei puntini, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Delogu: Sono delle palline concrete.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma quando lei parla di nitrato di ammonio Brillet, si parla di quello che, presso le fabbriche di esplosivi, serve per realizzare.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma quando invece si parla del nitrato di ammonio, quello che poi è anche destinato ad usi civili non pericolosi, questa caratteristica...
TESTE Delogu: Diciamo, non...
PUBBLICO MINISTERO: ... delle palline, si perde.
TESTE Delogu: No...
PUBBLICO MINISTERO: Non c'è più.
TESTE Delogu: No, diciamo che il Brillet è proprio particolare per le palline.
Normalmente, il nitrato di ammonio, al Consorzio, per lavori agricoli, non deve avere questa caratteristica. Se ce l'ha, è più buono, ma non ce la deve avere, ecco.
E' soprattutto una questione di impurezze chimiche che lo differenzia.
Poi, se fanno del nitrato di ammonio per comodità industriale, che lo fanno uscire a palline, io, questo, non lo so. Per usi agricoli.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nel presupposto che si realizzi una carica esplodente nella quale vi è comunque una presenza significativa di questo materiale, tipo "Dash", o tipo detersivo da cucina - mi pare che fino ad ora di non aver mai adoprato il termine "Dash", ma insomma, lo dimentichi per un attimo. Parliamo genericamente tipo detersivo con quelle caratteristiche di colore o che altro - ecco, che tipo di residui si vanno ad incontrare nel luogo dove si è verificata la detonazione di una carica siffatta?
TESTE Delogu: Si ha un arricchimento del tasso dell'ammonio e del nitrato, presenti.
Ovverosia, derivanti proprio dall'applicazione di nitrato di ammonio. Che, strumentalmente, viene rilevato come NH3 più e NO3 meno.
C'è un arricchimento nello ione ammonio e nello ione nitrato.
Che poi, normalmente, in presenza di un cratere, di una cosa, viene automaticamente attribuito ad una carica di nitrato di ammonio. O contenente nitrato di ammonio, tra le altre cose.
PUBBLICO MINISTERO: Un'altra domanda ancora: lei ci ha spiegato prima che, per l'appunto, quell'esplosivo che si chiama ANFO, oltre al 96% di nitrato di ammonio, si porta dietro una percentuale di gasolio.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma la presenza all'origine del gasolio, consente una individuazione del gasolio stesso, in sede di residui di esplosione?
TESTE Delogu: E' complicato, perché stiamo lavorando su residui, e quindi non più su integri; e su residui che, a loro volta, erano il 4-5% dell'integro.
E' difficile, eh. Tra l'altro poi, il gasolio, potrebbe anche essere un inquinamento, anche se non è molto diffuso come inquinamento tal quale.
Se uno ha la fortuna di trovare il contenitore, ci ha una qualche speranza; a me è riuscito.
Però, normalmente, è molto difficile trovare il gasolio.
Diciamo che, facendo 100 campioni, su 99 non lo trovi, e forse, su uno, lo trovi il gasolio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Delogu: Questo, può essere la possibilità.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
TESTE Delogu: Certo, se ne realizzi 50, ovviamente potrebbe essere che il centesimo te lo sei perso.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, mi corregga se dico una sciocchezza. Ma mi pare di capire, quindi che, il fatto di non aver rinvenuto in un ipotetico, o in ipotetici residui di esplosione un segno caratteristico della presenza di gasolio, depone equivocamente sia in una direzione, sia nell'altra.
TESTE Delogu: Non consente di escludere niente, e né di affermarsi.
Ma di affermarlo, non sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo si identifica positivamente, va da sé.
TESTE Delogu: Se lo trovi, allora, lo devi giustificare; se non lo trovi, non lo hai trovato. E quindi...
PUBBLICO MINISTERO: E basta.
TESTE Delogu: Eh, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Quindi, controlli anche questa mia considerazione che io faccio in forma affermativa, ma è in realtà una domanda, perché le chiedo di controllare se questa affermazione è corretta, o meno.
Partendo dal presupposto - se io ho ben capito - che il nitrato di ammonio può essere, per l'appunto nel caso dell'ANFO, l'unica sostanza che va in combinazione con un'altra, il gasolio, e dà luogo ad una miscela esplosiva, laddove per altri esplosivi, tipo le dinamiti pulverolente, il nitrato di ammonio è in composizione con, in combinazione con altre sostanze: l'EGDM, la nitroglicerina e quant'altro; a quello che capisco - ma se ho capito male, mi corregga, mi raccomando, in maniera circostanziata, perché abbiamo bisogno sul serio di capire - a quello che capisco, la presenza sui residui di ammonio - lei ha dato due dettagli, poco fa che non sto a ripetere - non è mai specifica per l'individuazione.
Quindi, se si trattava di una dinamite pulverolenta, ovvero se si trattava di un esplosivo a base pressoché assoluta di nitrato di ammonio, ovvero addirittura se si trattava di un ordigno realizzato con un approntamento di tipo artigianale con vari materiali diversi della carica stessa.
TESTE Delogu: Sì. Purtroppo, alla fantasia dell'uomo è difficile porre dei limiti. E chi ci deve lavorare dopo, si trova in queste difficoltà.
Se io ho ben capito, lei mi dice: io trovo del nitrato di ammonio, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sto parlando di residui.
TESTE Delogu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
TESTE Delogu: Di residui dopo l'esplosione.
Tu vedi un arricchimento di nitrato di ammonio. Mi rifaccio la domanda per vedere se ho capito bene, perché...
Allora, tu vedi il nitrato di ammonio. Intanto il nitrato di ammonio non lo vediamo tal quale, ma lo vediamo come NH4 più, o NO3 meno.
Quindi, come ione ammonio e come ione nitrato.
Ne troviamo un arricchimento rispetto al terreno circostante. Quindi, siamo sicuri che lì è derivato da qualcosa che ci è stato applicato. Perché, se si è in una campagna, il nitrato di ammonio, può essere anche concime normalmente utilizzato.
Quindi, uno fa un controllo nel punto dell'esplosione e anche fuori; se trova un arricchimento dice: 'qui è successo qualcosa.'
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Delogu: E questo va bene. Quindi, troviamo il nitrato di ammonio.
A fianco troviamo, come se ho ben capito, delle specie chimiche derivanti da una dinamite che contiene nitrato di ammonio, più nitroglicerina, eccetera.
Beh, se... Normalmente chiunque direbbe: 'questa è una dinamite fatta dall'80% di nitrato di ammonio e il resto da nitroglicerina, eccetera.'
Se uno ha avuto la fantasia di metterci dentro un ANFO più questo tipo di dinamite, beh, all'analista gli si chiede un po' troppo veramente. Perché l'analista è fatto da uno che vede analisi strumentali, più una esperienza di bombe normalmente diffuse sul territorio.
Ecco, di solito, non è comune arricchire una dinamite con l'ANFO, non è comune. Può succedere, non lo posso escludere.
Però, ecco, nessun analista, di fronte a questi risultati oggettivi trovati sul terreno, si inventerebbe una bomba architettata in questa maniera qua. Però non si può escludere che qualcuno lo abbia pensato di fare una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, la riconducibilità può essere a risultato variabile, a quello che capisco.
TESTE Delogu: Guardi, normalmente, non si fa. Però non si può escludere che qualcuno lo abbia fatto.
Non abbiamo elementi per... Perché, ripeto, noi troviamo delle specie chimiche, non com'erano assemblati all'origine, né quante erano in quantità relative. Questo, l'analisi, non ce lo può dare.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Tutto qua. La ringrazio, capitano.
PRESIDENTE: Hanno domande le parti civili?
I difensori hanno domande?
AVV. Cianferoni: Sì, avvocato Cianferoni.
Brevemente, capitano, le rappresento che, dal processo, è emerso un episodio nel quale si trovava del nitrato di ammonio e del T4 a far da booster.
Per la Corte, sto orientandomi sui verbali dell'udienza del 4 di febbraio, quando furono sentiti sempre i consulenti tecnici.
E' sto parlando dell'episodio di via dei Sabini.
Ora che siamo arrivati a questa allegazione dibattimentale, cioè le sono state porte delle domande da parte del Pubblico Ministero specificamente sul nitrato di ammonio.
Le chiedo: vuole sinteticamente riprendere il punto sul booster necessario a far detonare il nitrato di ammonio? Cioè, il T4, in particolare.
TESTE Delogu: Allora, io ho detto precedentemente che il nitrato di ammonio, di per sé non è un esplosivo.
Non è neanche come tale contemplato dalla legge italiana.
Di per sé, in condizioni normali, non esplode. Può esplodere se confinato e attivato con un qualche cosa che sia più di un detonatore normale.
Se noi facciamo una carica di nitrato di ammonio, lo confiniamo per bene, molto ben confinato, in un contenitore resistente e lo attiviamo con un detonatore e poi una carica di rinforzo del detonatore, cosiddetta booster, al T4, il nitrato di ammonio entra nell'esplosione insieme al T4, partecipa all'esplosione del T4. Esplode, via.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Va bene. Quindi, questo è quanto.
Senta, ricorda di avere condotto anche lei gli accertamenti sull'esplosione avvenuta in Formello.
TESTE Delogu: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco. Ricorda quali specie esplosive furono individuate fra i residui?
TESTE Delogu: Sì. Fu... Dunque, nitroglicerina, etilenglicole di nitrato, dinitrotoluene come sostanze che non sono utilizzate per altro, se non per esplodere a quella determinata condizione.
Poi c'è stato, è stato rilevato un arricchimento in nitrato di ammonio, rispetto al territorio circostante.
Questo, si fa sempre, allorché si hanno esplosioni in campagna, perché il nitrato di ammonio, ripeto, è un concime. E' un concime, è un fertilizzante.
AVV. Cianferoni: Sì. Difatti ricordavo questo passaggio.
Ora, rispetto alle tre sostanze che ha rammentato prima: EGDN, DNT e NG, la percentuale del nitrato di ammonio, come fu da voi considerata?
TESTE Delogu: No, no, non si dà mai, no. Mai.
Lei non troverà, in nessun processo, dopo l'esplosione, un chimico che le dà delle percentuali di presenza relativa ad origine della specie esplosiva. Non è possibile.
Ma non è possibile, perché il residuo si sposta sul reperto in maniera assolutamente non... né probabilistica né sistemica, no? Per cui io non ho nessuna certezza che, nei cento reperti che ho tratto dalla zona dell'esplosione, ho preso sicuramente tutte le tracce di tutto l'esplosivo.
Questo, è un primo concetto.
Il secondo concetto è che, all'interno dell'esplosione, no?, ci sono, tra virgolette, esplosivi che bruciano di più ed esplosivi che bruciano di meno, rispetto a quanto erano presenti all'origine.
Per cui, se lei ha, che ne so, 80% di tritolo all'origine, non è detto che ci ha la stessa quantità nei residui dell'80%, rispetto alla nitroglicerina, eccetera.
Non c'è questa legge.
AVV. Cianferoni: Ultima domanda, per capire, perché l'ho fatta non corretta la precedente.
Cioè, rispetto... Io le chiedevo meglio: una percentuale sì, ma di questo arricchimento, rispetto alle altre sostanze, che cosa intendo?
Dato un cratere, voi fate i rilievi.
Avete questo rinvenimento di ione positivo e negativo che significa il nitrato nei termini che lei ci ha spiegato.
In che percentuale era questo arricchimento?
TESTE Delogu: Normalmente non viene calcolato.
AVV. Cianferoni: Ah, non avete calcolato...
TESTE Delogu: Perlomeno, io, noi non lo calcoliamo.
Cioè, si vede praticamente, uno fa un chilo di terra...
AVV. Cianferoni: Ecco.
*TESTE Delogu: ... un chilometro e fa l'estrazione di uno e dell'altro. E vede di quanto ce n'è di più da una parte e dall'altra.
Ecco, se c'è un arricchimento, appunto, non X per cento in più, ma ce n'è di più da questaparte, è ragionevole pensare che si tratti che, oltre alle specie esplodenti classiche di esplosivo: nitroglicerina, eccetera, eccetera, c'era anche il nitrato di ammonio.
Tra l'altro, bisogna considerare che, chi fa le analisi - ma questo, qualunque chimico - non è che cerca tutto ciò che c'è su un campione, qualunque specie esistente, ma indirizza la sua ricerca in base a che cosa sta cercando.
Perché sennò dovrebbe fare miliardi di analisi e non gli basterebbe tutto il campione.
Questo, penso che sia comprensibile.
Ecco, vedendolo in questa maniera qua, se uno ci ha nitroglicerina EGDN e DNT e vive in Italia e sa che in Italia comunemente sono diffuse le dinamiti con nitroglicerina, EGDN, DNT e nitrato di ammonio, è ovvio che va a cercarsi il nitrato di ammonio e non, per esempio, un altro sale.
AVV. Cianferoni: Va bene. Non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
Si può accomodare, grazie.