Home page Indietro Contatti Cerca nel sito RSS
Processo per la strage di Via dei Georgofili
I verbali del 1° dibattimento
collaboratori
consulenti
deleghe_in_corso_di_dibattimento
esame_imputati
esposizione_introduttiva
fascicolo_dibattimento
intercettazioni
lista_testi
polizia_giudiziaria
preparazione_esami_dibattimento
requisitoria
requisitoria_generale
richiesta_di_prove
sentenza_661998
sommario
udienze
vicenda_bellini
97_03_21.txt
97_07_04.txt
97_07_18.txt
98_01_16.txt
atto_di_impugnazione.txt
risc_fe.txt
riscont.txt
riscontr.txt

Note
Versione stampabile   
DIBATTIMENTO-1: consulenti/bellomo.txt


udienza 16.12.1996
*TESTE Bellomo: Mi chiamo Diana Bellomo Rosa, sono nata a Mogadiscio il 25/05/1941. Risiedo in Roma.
PRESIDENTE: Fategli vedere la scheda con la formula. Vuole leggerla?
TESTE Bellomo: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Bene. Prego il Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Dottoressa Bellomo, vuole illustrare per cortesia alla Corte qual è la sua qualifica e qual è quindi la sua attività professionale?
TESTE Bellomo: Sono un dirigente superiore chimico in servizio presso il Servizio Centrale di Polizia Scientifica in Roma. Mi occupo di, dirigo laboratori chimici e mi occupo anche di tutto quanto può riguardare un sopralluogo in caso di eventi di vario tipo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole illustrare alla Corte in che termini lei ha avuto - se ha avuto - cognizione dell'accaduto di via dei Georgofili del 27 maggio del '93?
TESTE Bellomo: Bene, in quella circostanza la Polizia Scientifica centrale è stata coinvolta dopo che si è concretizzata l'ipotesi che, l'esplosione seguita da incendio non fosse esplosione da gas ma da autobomba.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ascolti dottoressa, preliminarmente: la Corte dispone di un documento che è intestato per l'appunto al Servizio di Polizia Scientifica, direzione centrale della Polizia criminale che è denominato tecnicamente verbale di sopralluogo e rilievi effettuati. Ecco, questo documento reca anche la menzione del suo nome e quindi la sua sottoscrizione. Ecco, lei in linea di massima ha presente quello che è riportato in questa relazione di sopralluogo?
TESTE Bellomo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha qualche dato da segnalare ad integrazione, o eventualmente a rettifica di quanto risulti da questo documento oppure no?
TESTE Bellomo: No, mi sembra... Cioè io...
PUBBLICO MINISTERO: No, ma ora le illustrazioni ulteriori gliele sollecito io attraverso domande.
TESTE Bellomo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma intanto ho fatto riferimento ad una relazione di cui la Corte già dispone.
TESTE Bellomo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi se non ci sono modifiche o correzioni da apportare poi, all'illustrazione dettagliata arriviamo tra un attimo.
TESTE Bellomo: Va bene, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ecco, allora lei stava dicendo che in quanto avente una determinata qualificazione nell'ambito del Servizio Centrale Polizia Scientifica ha preso personalmente cognizione di quello che era successo in via dei Georgofili.
Apparteneva a quando, se possiamo dare una indicazione temporale abbastanza precisa.
TESTE Bellomo: Ecco, io ho raggiunto il luogo dell'evento a circa le ore dieci del mattino e...
PUBBLICO MINISTERO: Del?
TESTE Bellomo: Del 27.
PUBBLICO MINISTERO: Del 27, sì.
TESTE Bellomo: Sì, del 27 maggio '93 e da quel momento ho iniziato ad organizzare le operazioni di sopralluogo che si sarebbero svolte da parte delle varie squadre di Polizia Scientifica sia dei laboratori centrali, sia del gabinetto regionale di Firenze, che tutti assieme dovevano procedere a queste operazioni che io iniziavo a dirigere.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Io le chiederei ora di descrivere alla Corte - se ritiene anche facendo riferimento a qualche cosa che possa essere fatto vedere attraverso questi monitor - di descrivere, con l'occhio del tecnico quale lei è, qual era la situazione che si è presentata al momento in cui lei ha iniziato le sue attività?
TESTE Bellomo: Ecco, se è possibile la proiezione di una piantina che richiama un po' diciamo la zona interessata all'evento. In questa piantina la zona che interessa è quella relativa a via dei Georgofili, via Lambertesca, Arco delle Carrozze. Lungo questa via Lambertesca è indicato quello che poi viene individuato come cratere e si trova in corrispondenza della Torre dei Pulci che è risultato l'edificio maggiormente danneggiato in tale circostanza.
La facciata di questo edificio infatti è crollata e parte anche della parte interna, quasi completamente la parte interna dell'edificio è ugualmente crollata.
PUBBLICO MINISTERO: Può fare riferimento alle lettere che appaiono, per cortesia?
TESTE Bellomo: Ecco, cratere "A", "B" Torre dei Pulci, "C" Accademia dei Georgofili, "D" l'androne su via Lambertesca con l'arco di accesso, Arco delle Carrozze non c'è una lettera, in corrispondenza delle due vetture indicate con "X", "Y", lì è la zona dell'Arco delle Carrozze.
Se è possibile vorrei anche mostrare una fotografia che riproduce una ripresa dall'alto di questa zona per visualizzare meglio come si presentava.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vorrei dottoressa, siccome vedo che sta consultando del materiale che ho ragione di ritenere sia tale e quale a quello che è già stato rimesso dal Pubblico Ministero e che è nella disponibilità della Corte.
TESTE Bellomo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vorrei che lei desse le coordinate, per ogni documento che richiama, per modo che i Giudici sanno esattamente a quale documento lei sta facendo riferimento.
TESTE Bellomo: Sto facendo riferimento al fascicolo A, al riferimento numero 2.
PUBBLICO MINISTERO: Fascicolo A, quello dei rilievi...
TESTE Bellomo: Dei rilievi fotografici.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
TESTE Bellomo: Ecco, il riferimento numero 2 mostra appunto questa ripresa dall'alto visualizzando lo stato della zona dopo l'intervento dei Vigili del Fuoco. Scopo del sopralluogo era quello di individuare il punto di scoppio. Presumibilmente tale punto di scoppio o cratere doveva trovarsi in prossimità del luogo di maggior danno, ossia della Torre dei Pulci, sempre in via dei Georgofili. Tale via però era praticamente inaccessibile perché interessata da materiale di, risulta da macerie e per poter iniziare le operazioni di sopralluogo si rendeva necessario procedere alla rimozione di tale materiale.
Vorrei mostrare un secondo riferimento: riferimento 42 del fascicolo B. Ecco, con questa foto si visualizza l'entità delle macerie presenti in via dei Georgofili e stiamo assistendo, diciamo, alle operazioni di rimozione. Questo materiale veniva rimosso, accantonato momentaneamente in via Lambertesca per poi essere trasportato in un deposito messo a disposizione per l'occasione.
Man mano che si procedeva alla rimozione di tale macerie, si rilevò che il lastricato di basalto presentava ad un certo punto una depressione che si accentuava verso la zona in seguito individuata come cratere. Tale zona di lastricato è stata sottoposta a prelievi, a campioni mediante tamponi di ovatta imbevuti di acetone, i quali tamponi hanno costituito oggetto di accertamento tecnico in una consulenza successivamente affidata ad altro personale. Rimosse quasi del tutto le macerie, si è individuato il cosiddetto cratere.
Vorrei mostrare, sempre nel fascicolo B, la foto riferimento 72. Ecco, qui vediamo il cratere individuato con in corso le operazioni di ripulimento dello stesso. Una successiva foto che costituisce il riferimento 67, sempre dello stesso fascicolo B, mostra il cratere praticamente ripulito.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questi chiarimenti che lei sta fornendo alla Corte, se ben capisco, valgono ad illustrare la progressività delle operazioni compiute per la evidenziazione di questo che lei chiama il cratere?
TESTE Bellomo: Sì, poi torniamo un attimo indietro per parlare di quello che è stato trovato nel cratere.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Bellomo: Questa è una fase finale che illustro in questo momento per dire che nel cratere così ripulito sono state eseguite delle misurazioni che hanno consentito di ricavare le seguenti dimensioni: la forma di cratere è pressoché ovale e ha le dimensioni di centimetri 495x290 e una profondità di circa 140 centimetri.
Tornando un po' indietro vediamo il riferimento numero 73, sempre del fascicolo B. Ecco, questa foto si riferisce alle operazioni di pulitura del cratere che piano piano le macerie venivano allontanate e si vedono affiorare frammenti metallici conficcati, insomma compenetrati nel terreno. Si notano anche delle zone annerite e in corrispondenza di queste zone annerite sono stati seguiti prelievi di terreno che anche in questo caso hanno costituito oggetto di accertamento tecnico nell'ambito della successiva consulenza.
Un'altra foto riguarda il riferimento numero 74 sempre del fascicolo B. In questo caso sul fondo del cratere si rinviene un cerchione riconducibile ad autovettura. Erano questi i reperti che si ricercavano cioè parte di autovettura per confermare l'ipotesi avanzata che lo scoppio fosse causato da autobomba.
Un'altra foto, riferimento numero 77 fascicolo B evidenzia parti di motore semiasse, sempre riconducibile ad un'autovettura. Vi erano numerosi altri frammenti metallici conficcati sia sul fondo del cratere che sulle pareti laterali. Mentre si eseguivano queste operazioni nel cratere, altre squadre di Polizia Scientifica operavano nelle zone vicine, in particolare in quel tratto di via dei Georgofili antistante la centrale termica del Museo degli Uffizi. E in tale zona si rinvenivano numerosi frammenti metallici di dimensioni limitate, variabili da alcuni centimetri a qualche decina di centimetri. Tutto il materiale metallico veniva subito repertato opportunamente, con le cautele del caso, e anch'esso ha costituito oggetto di consulenza tecnica affidata in tempo successivo.
Le operazioni di sopralluogo sono proseguite con l'esame degli edifici circostanti. Ecco, vediamo la foto riferimento numero 30. A questo punto credo che il fascicolo sia A.
Ecco, quello che stiamo osservando è il muro dell'Accademia dei Georgofili contigua, questa Accademia, alla Torre dei Pulci dove si possono osservare delle escavature, o scheggiature con andamento rettilineo a raggiera e convergente - lo vedremo ora anche con maggiori particolari - convergenti al cratere.
PUBBLICO MINISTERO: Si riferisce in particolare al tratto di muro compreso tra le due finestre?
TESTE Bellomo: Sì. Sono, diciamo, scheggiature prodotte da materiali lanciati diciamo ad elevata velocità, escoriazioni dell'intonaco, del muro.
Riferimento 31, fascicolo A: ugualmente evidenzia queste scheggiature ad andamento a raggiera. Ancora una foto, riferimento numero 32, fascicolo A, le vediamo in particolare più ravvicinate e la foto riferimento 33, fascicolo A ha una visione più ampia che consente idealmente di tracciare, di vedere la convergenza tra le scheggiature in alto e la parte bassa del cratere, il centro del cratere.
L'ispezione ha riguardato anche altri edifici e vediamo... Questa è la foto numero 33. Foto riferimento numero 35, sempre fascicolo A e riguarda l'edificio opposto. Anche su tale edificio si rilevano scheggiature formatesi per contatto violento con materiale che ha colpito la superficie murale.
Adiacente a tale edificio - riferimento numero 34, fascicolo A - si può osservare come gli infissi di tale edificio risultano in gran parte scardinati per l'effetto di un'onda pressoria.
Terminato l'esame di questi edifici opposti a Torre del Pulci, è stata presa in considerazione la facciata in via Lambertesca. Qui abbiamo la foto riferimento numero 50 del fascicolo B.
Al civico 4 di via Lambertesca è visibile l'arco e la zona di muro di facciata superficialmente all'arco, presenta scheggiatura del tipo di quelle che abbiamo rilevato sugli altri edifici. Inoltre è ben visibile una macchia nera in alto alla lettera "A" che presumibilmente è attribuibile al lubrificante per motori schizzato sulla parete.
Per terminare diciamo l'ispezione di tutta la zona, è stata presa anche in considerazione la zona dell'Arco delle Carrozze: riferimento numero 21, a questo punto fascicolo A. Anche qui, nella parte più bassa, sono presenti scheggiature del tipo di quelle già rilevate. Anche se, diciamo, meno diffuse in quanto questa zona era più distante dal cratere di quanto lo fossero le altre zone già considerate.
Il motivo per cui all'interno del cratere si ricercavano dei reperti era quello di trovare parti riconducibili ad autovettura, perché bisognava confermare, era necessario confermare l'ipotesi avanzata che lo scoppio fosse dovuto ad autobomba.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le volevo chiedere questo ancora: queste operazioni sono state eseguite, come lei diceva, da personale di varie squadre di Polizia Scientifica.
TESTE Bellomo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. In particolare per quanto riguarda la individuazione del cratere con la determinazione delle dimensioni, delle tre dimensioni, dello stesso.
Ecco, il personale che ha operato, ha operato sotto la sua diretta vigilanza? Sotto la sua direzione?
TESTE Bellomo: Io davo delle disposizioni e mi muovevo... Siccome erano diverse squadre di personale che lavoravano in più punti, non potevo contemporaneamente essere presente in tutti i punti. Mi muovevo da una parte all'altra.
Avevo contatti anche con i Vigili del Fuoco, i quali hanno aiutato, praticamente hanno eseguito loro con le pale meccaniche la rimozione di tutto il materiale. Cioè, date le direttive, sul luogo era presente personale diciamo specializzato a vario livello. Esperto di come si conduce un sopralluogo in simili circostanze. Per cui, nei limiti del possibile, io ero lì e mi muovevo nei vari punti.
PUBBLICO MINISTERO: Sono stati eseguiti, oltre ai rilievi fotografici, anche rilievi di altro tipo?
TESTE Bellomo: Sì. Sono stati eseguiti rilievi fotogrammetrici.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Bellomo: E personale diverso da me materialmente ha curato tutta la fase dei rilievi fotografici, l'elaborazione dei dati fotogrammetrici e ha, diciamo, praticamente realizzato i fascicoli di relazione con tutta la documentazione...
PUBBLICO MINISTERO: Personale comunque del servizio centrale di Polizia Scientifica?
TESTE Bellomo: Servizio Centrale, probabilmente diciamo anche con la collaborazione... Questo non lo ricordo con certezza se c'è stato a tavolino, una volta rientrati in sede, anche collaborazione da parte di personale del gabinetto di Firenze, Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Parlavo degli elaborati cosiddetti fotogrammetrici. Sono stati realizzati dal personale del servizio di Polizia Scientifica.
TESTE Bellomo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Io non ho altre cose da chiederle.
PRESIDENTE: Hanno domande i difensori di parte civile?
AVVOCATO: Nessuna.
PRESIDENTE: I difensori degli imputati?
AVV. Cianferoni: Una sola. Avvocato Cianferoni.
Se nella repertazione dei metalli fu trovato qualcosa che si potesse assomigliare ad un portapacchi.
TESTE Bellomo: Diciamo, nella fase di sopralluogo, ogni oggetto repertato è stato poi affidato al personale che ha eseguito la consulenza per lo studio dettagliato dei singoli reperti.
In quella sede, che non riguarda le prime attività del sopralluogo, ogni singolo reperto è stato documentato, spiegato, sottoposto agli accertamenti del caso. Per cui non posso, in questa fase, dire...
Lo studio dei singoli reperti non fa parte del sopralluogo.
PRESIDENTE: Nessun'altra domanda?
AVVOCATO: Sì, Presidente.
Dottoressa, mi scusi...
PRESIDENTE: Il nome, per cortesia.
AVV. Maffezzoli: Avvocato Maffezzoli.
PRESIDENTE: Il precedente intervento era dell'avvocato Cianferoni. Vero?
AVV. Maffezzoli: Sì. Mi scusi, avvocato Maffezzoli.
Dottoressa, riguardo alle dimensioni del cratere, mi sembra lei abbia detto 2,90x4,95 come diametri, no?
TESTE Bellomo: Sì.
AVV. Maffezzoli: Avendo uno sviluppo ovoidale. E...
PRESIDENTE: No, no, avvocato, mi scusi. Ma cosa vuol dire "Come diametri"?
AVV. Maffezzoli: Perché è una figura ovoidale, quindi immagino la larghezza...
TESTE Bellomo: Le due dimensioni.
PRESIDENTE: Le due dimensioni massime?
AVV. Maffezzoli: Sì.
PRESIDENTE: Si può parlare di...
AVV. Maffezzoli: Va be', insomma, come crede.
PRESIDENTE: Mi pare che non siamo di fronte ad un cerchio. Quindi...
AVV. Maffezzoli: Appunto per quello parlo di due diametri avendo forma ovoidale. Comunque, non ci sono problemi. Quello...
PRESIDENTE: Abbiamo due estremi massimi.
AVV. Maffezzoli: Benissimo.
PRESIDENTE: Va bene?
AVV. Maffezzoli: Sì, sì. Basta intendersi. Grazie.
Dicevo, ecco, e invece per quanto riguarda la profondità, mi sembra abbia detto 140 centimetri. Vero?
TESTE Bellomo: Sì.
AVV. Maffezzoli: Ecco. Ora, per quanto riguarda lo sviluppo dell'ampiezza e lunghezza, diciamo, credo che non ci siano dubbi, o comunque possibilità di equivoco perché appunto c'era il selciato che era una massicciata di pietra, no?
E possiamo essere certi ugualmente però a che per la profondità in virtù del fatto che il cratere era poi stato ricoperto, con l'esplosione ricoperto da macerie?
Quindi, voglio dire, una volta che si è individuato il cratere, si è cominciato a scavare per rimuovere le macerie, dico: come si fa poi ad avere la certezza che quella profondità era quella dovuta allo scoppio, che non si sia andati magari oltre nell'asportazione delle macerie? Grazie.
TESTE Bellomo: No, le macerie che si asportano sono quelle, diciamo, rimosse che non hanno compattezza.
Poi, questi dati, misurati in sede di sopralluogo manualmente, confermati con l'esame fotogrammetrico, sono a disposizione degli esperti che, ripeto, in questo caso, ogni valutazione è stata rimandata alla consulenza.
Qui si è scavato sino a quando il materiale appariva friabile, rimosso, non consistente. Cioè non dava l'impressione di essere una compattezza originale e ci si è fermati a quel punto. Proprio per non andare oltre.
E mentre il materiale che veniva asportato presentava annerimenti, materiale metallico anche minuto, frammisto conficcato, per cui non si è andati oltre.
Quando il terreno presentava compattezza e appariva sufficientemente pulito, insomma, originale, ci si fermava. Infatti non è molto regolare.
PRESIDENTE: Altre domande?
Si può accomodare. Grazie.
*TESTE Bellomo: Grazie.

udienza 17.5.1997

*TESTE Bellomo: Mi chiamo Rosa di nome, Diana Bellomo cognome.
PRESIDENTE: Lei ricorda, signora, che è già stata sentita in questo procedimento?
TESTE Bellomo: Sì.
PRESIDENTE: La richiamo all'impegno che lei aveva assunto nel rispondere alle domande che le saranno poste: l'impegno di verità, di non nascondere nulla di quanto è a sua conoscenza.
TESTE Bellomo: Sì.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può porre le domande.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottoressa, lei ha memoria di aver ricevuto un incarico dal Pubblico Ministero di Firenze il 22 di novembre...
Credo che il microfono sia semi-fuori uso.
Il 22 di novembre del 1995?
TESTE Bellomo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole...
PRESIDENTE: Per favore, dovrebbe avvicinare il microfono. Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole specificare qual era l'oggetto di questo incarico? Proprio quello che specificamente era stato affidato a lei?
TESTE Bellomo: Sì. Io penso, leggendo esattamente il quesito che mi è stato proposto, si individua esattamente quello a cui io dovevo dare una risposta.
"Il consulente, dottoressa Bellomo, previa le opportune operazioni di trattamento dei reperti per l'estrazione e fissazione di eventuali residui di esplosivo che saranno espletate dal dottor Massari e dal dottor Vadalà, provvederà a determinare la natura merceologica dei materiali impiegati nel confezionamento degli involucri con particolare riferimento al cordino e al nastro adesivo. E a comparare tra loro i reperti menzionati in premessa".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Bellomo: "I reperti in premessa sono costituiti ugualmente da un cordino e da spezzoni di adesivo, repertati dal dottor Massari nel terreno adiacente la villetta nella disponibilità di Franco Claudia sita in località Pastinacci del comune di Capena".
Per cui, ecco, l'incarico consisteva nel caratterizzare, dal punto di vista morfologico e chimico questi reperti relativi ai due involucri e confrontarli...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, signora, dottoressa. Non abbiamo parlato degli involucri ancora.
Un breve cenno su questi involucri. Infatti, mentre lei leggeva il testo dell'incarico, io le stavo per suggerire: magari parta dal punto 4.
Ecco, esattamente a pagina 6:
"Premesso il rinvenimento, il consulente, dottoressa, provveda".
TESTE Bellomo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, il punto 4:
"Premesso il rinvenimento e il sequestro di due involucri effettuato il 16/11/95 in territorio Capena e premesso altresì quanto repertato dal dottor Massari nel terreno adiacente..." - ed è quello che ho letto prima -
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
TESTE Bellomo: Praticamente si tratta di due involucri contenenti una sostanza di colore ocre e confezionati in un certo modo.
In particolare, su questi involucri, vi era dell'adesivo di tipo da imballaggio. Vi erano anche delle cordicelle di colore bianco.
E questi due tipi di materiali sono quelli oggetto di esame e comparazione.
Vi erano anche altri materiali che costituivano più completamente l'involucro. Però, diciamo, il quesito specifico riguarda esattamente queste sostanze.
Comincerei a parlare dei cordini.
I cordini di colore bianco riguardano, sia gli involucri che il reperto rinvenuto nei pressi della villa Alei.
Io penso di poter meglio illustrare il risultato degli accertamenti, attraverso le foto, perché le fasi, le prime fasi degli accertamenti tecnici, sono state documentate.
Gli accertamenti tecnici riguardano una prima fase che è di studio morfologico dei singoli reperti. E, dal punto di vista anche cromatico, per quanto riguarda gli adesivi che sono colorati, rispetto al bianco dei cordini.
E segue poi un accertamento diciamo più complesso, una analisi chimica strumentale eseguita su tutti i reperti, per verificare anche la composizione chimica.
La prima foto che io voglio illustrare pone a confronto due cordini: uno, è un frammento che proviene da uno degli involucri; l'altro, è il frammento rinvenuto in Capena.
Sembrano, già da un esame diretto, abbastanza simili tra loro per conformazione. Questa, comunque, è una foto di insieme documentativa dei due reperti posti a confronto.
Poi vi è un'altra foto, la foto numero 2 che riprende ingranditi dei particolari di questi due cordini.
E, in questo caso, è messo in evidenza che gli stessi hanno una analoga lavorazione e analoghe dimensioni, per quanto riguarda il diametro della sezione di taglio che, in questo caso, è circolare, perché i cordini sono tondi.
Il cordino in alto proviene da uno degli involucri, e quello in basso è quello rinvenuto presso la villetta Alei.
Vediamo poi una successiva foto che è la numero 5.
Questo è sempre un particolare del cordino proveniente da uno degli involucri. In particolare l'involucro B.
In questa foto è eseguita una misura del diametro della sezione, cioè di quanto è grossa la corda, che è risultato di circa 6 millimetri.
La stessa misurazione è stata eseguita anche - la figura è la numero 6 - anche sul cordino rinvenuto presso la villetta Alei.
Anche in questo caso la misura del cordino è risultata di 6 millimetri.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ecco, mi scusi dottoressa, lei dice circa 6 millimetri, non è vero. Mi pare lì ci sia un dato in millimetri fino al centesimo di millimetro, non è un circa.
TESTE Bellomo: 6,27. No, dicevo circa perché non essendo esattamente rettilineo il contorno della corda, perché è una corda a treccia... però abbiamo trovato in effetti il diametro massimo circoscritto nel riquadro, è 6, 27 millimetri nei due casi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è lo stesso valore numerico.
TESTE Bellomo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A centesimo di millimetro.
TESTE Bellomo: Sì. Per verificare il tipo di lavorazione di questi due cordini, si è proceduto a ciascuno di essi a scomporre una parte terminale per vedere come era formato questo cordino. Vediamo la foto numero 7.
Ecco, questo è un cordino proveniente dall'involucro A. Possiamo vedere che questo cordino è formato da sei corde di dimensioni minori... anzi, otto corde di dimensioni minori, che in gergo si chiamano trefoli e all'interno una fioccatura di fibre, di filati attorno a cui sono intrecciati gli otto trefoli.
Quindi abbiamo un trefolo interno e otto trefoli esterni, per cui questo cordino ha questo tipo di lavorazione.
Lo stesso lavoro di disfacimento è stato effettuato sul cordino proveniente dall'involucro B e anche in questo caso notiamo che vi sono otto trefoli esterni e un trefolo interno, cioè una fioccatura interna.
Sul cordino rinvenuto nei pressi di villa Alei ugualmente troviamo un tipo di lavorazione ottenuta con otto trefoli esterni ed uno interno. Quindi sino a questo momento tutte le caratteristiche morfologiche dei reperti posti a confronto trovano una perfetta corrispondenza.
Nella foto numero 10 si è eseguita una ulteriore misurazione, riguardante i trefoli, cioè si è misurata la larghezza di un trefolo esterno, eseguito su una delle cordicine provenienti dagli involucri e in questo caso è risultato esattamente di 2,4 millimetri, la larghezza del trefolo.
La stessa misurazione è stata eseguita sulla corda rinvenuta presso la villetta Alei. La foto numero 11. Anche in questo caso abbiamo una misura pari a 2,40 millimetri, cioè corrisponde la misura dei trefoli.
Una volta accertata la corrispondenza delle caratteristiche morfologiche delle corde poste a confronto, si è verificata anche se vi fosse stata o meno corrispondenza di composizione chimica delle fibre costituenti le corde stesse. E' stata utilizzata una prima tecnica, la spettroscopia nell'infrarosso a trasformata ... indicata con la sigla FTIR.
Questo tipo di accertamento tecnico consente di eseguire un'analisi chimica strumentale su sostanze organiche e fornisce risultati sottoforma di grafici. Questi grafici sono correlati alla composizione chimica della sostanza in esame e se due sostanze, analizzate con la tecnica, danno luogo a grafici che sono corrispondenti, questo sta a significare che la composizione chimica delle sue sostanze è la stessa.
Se le sostanze analizzate sono pure, è possibile individuare anche la natura chimica di queste sostanze attraverso il confronto con spettri contenuti in una libreria annessa allo strumento.
In questo caso, se le sostanze sono impure o complesse, si possono esprimere un giudizio di identità di composizione chimica tra due o più sostanze poste a confronto.
Nel caso in questione, per ogni cordicina è stata eseguita un'analisi della sfilacciatura interna del trefolo interno e un'analisi relativamente ai trefoli esterni per verificare se la composizione delle fibre era la stessa sia all'interno che all'esterno delle singole corde.
E questo grafico appunto è riferito ad un'analisi FTIR di un cordino proveniente dall'involucro A, dove il grafico in rosso si riferisce al trefolo interno, la parte interna del cordino e il grafico in nero si riferisce a uno dei trefoli esterni. Come si può vedere vi è perfetta corrispondenza, quindi la corda è costituita da fibre omogenee, ossia tutte dello stesso tipo.
Lo stesso lavoro è stato eseguito anche su un cordono proveniente dall'involucro B. Anche in questo caso abbiamo grafici perfettamente corrispondenti e quindi possiamo dire anche in questo caso che la composizione chimica delle fibre costituenti questa cordicella è omogenea in tutta la corda.
L'ultima foto si riferisce alla corda rinvenuta presso villetta Alei e anche in questo caso abbiamo omogeneità di composizione chimica tra trefolo interno e trefoli esterni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi dottoressa, prima abbiamo visto le corrispondenze di ordine morfologico, ora le corrispondenze di ordine chimico.
TESTE Bellomo: Chimico.
PUBBLICO MINISTERO: Tanto per andare alla conclusione su questo punto. Si possono affermare negli stessi termini di quello morfologico, oppure in termini diversi?
TESTE Bellomo: No, negli stessi termini. Ora lo dimostro con questo altro grafico che riporta diciamo lo spettro IR relativo alle tre cordicelle poste a confronto. E si può vedere come le tre corde hanno un'identica composizione chimica, rappresentata appunto da questi tre spettri, riferiti a ciascuna di essa, e che trovano perfetta corrispondenza.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Allora io direi passiamo senz'altro allo scotch, dottoressa.
TESTE Bellomo: Sì. C'è solo un altro grafico.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Bellomo: Perché con quest'ultimo grafico noi poniamo, facciamo la ricerca libraria, cioè diciamo che quel particolare grafico che rappresenta la composizione chimica dei reperti viene individuato come poliestere. Per cui siamo in grado di dire che queste corde sono costituite da fibre di poliestere, abbiamo individuato chimicamente la natura delle sostanze.
Passiamo ora all'adesivo.
PRESIDENTE: Potremo passare direttamente alla conclusione, salvo domande specifiche.
PUBBLICO MINISTERO: Ma infatti invitavo la dottoressa Bellomo a rassegnare direttamente le conclusioni sul punto di questi frammenti di scotch. Credo che la dottoressa ce lo possa rappresentare. Mi è sembrato necessario che la Corte sapesse come aveva proceduto la dottoressa, perché insomma, il Pubblico Ministero che si avvale di certe persone è convinto che siano tecnici di provatissima e sperimentatissima capacità e ci tiene a dare la dimostrazione al suo Giudice.
Anche per questo quella specie di pignoleria prima sul 6,27, perché non sono tecnici che lavorano all'ingrosso, né la dottoressa Bellomo, né quelli che l'hanno preceduta e quelli che la seguiranno.
Però, ormai che la dottoressa Bellomo ha fatto capire la scientificità del modo di condurre questo accertamento, se porta, in tre parole, la Corte alle conclusioni sui frammenti di scotch, si toglie questo pensiero visto che la giornata è stata lunga sicuramente anche per lei.
TESTE Bellomo: Sì, sì, ora in due minuti. Ecco, questi sono frammenti di scotch. Il primo in alto proviene dall'involucro A, quello intermedio dall'involucro B, l'ultimo, quello in basso, è il nastro trovato in prossimità di villetta Alei.
Già da questa foto si vede che vi sono differenze cromatiche tra il primo scotch e gli altri due. Mentre tra l'involucro B e il nastro relativo alla villetta Alei si ha corrispondenza cromatica, che poi è stata anche dimostrata con strumenti chimici, confermata, ed è stata anche dimostrata la corrispondenza di composizione chimica tra questi due pezzi di scotch. Per cui anche in questo caso di trova perfetta corrispondenza, sono analoghi i frammenti provenienti dall'involucro B e i frammenti di nastro rinvenuti nei pressi della villetta Alei.
Penso di aver concluso.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dottoressa, la ringrazio.
PRESIDENTE: Ci sono domande? Prego.
AVV. Cianferoni: Una, da parte dell'avvocato Cianferoni.
Dottoressa, esistono criteri per stabilire la recensiorità, o piuttosto la risalenza nel tempo di un frammento? Cioè, trovando per la strada, in un luogo qualsivoglia, un pezzetto di cordino, come si fa poi a stabilire se si trovasse lì da un giorno piuttosto che da una settimana o da sei mesi.
TESTE Bellomo: No, questo...
AVV. Cianferoni: Cioè, la fibra si deteriora, cambia di colore, che succede?
TESTE Bellomo: No, questa è una domanda intanto che non è contenuta nel quesito, però io le rispondo lo stesso. Cioè, in base al tempo non si possono dare risultati certi perché lo stato di conservazione può variare a seconda delle modalità di conservazione.
Cioè, non si può dire, io posso avere un cordino, una fibra in un luogo, conservata molto bene e questa fibra si mantiene dopo anni intatta, identica. E posso invece averla sottoposta a stress, a deterioramento vari e dopo 10 giorni la trovo molto più rovinata.
Cioè, non ci si può esprimere in termini certo sulla valutazione temporale, dei reperti in genere, perché sono legati a tanti parametri che non sempre sono noti.
AVV. Cianferoni: Perché, se non sbaglio, il cordino è composto da quelli che lei ha chiamato trefoli, di fibra vegetale.
TESTE Bellomo: No, no, io ho parlato di poliestere, perciò ho fatto una analisi chimica che è una fibra sintetica molto resistente ed è molto diversa dalla canapa, dal lino, da tutte le fibre di origine vegetale, che non hanno la resistenza che possono avere le fibre sintetiche.
Ho fatto un'analisi chimica proprio per individuare la classe chimica di queste corde.
AVV. Cianferoni: Va bene, grazie.
*TESTE Bellomo: Prego.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
PUBBLICO MINISTERO: No, nessuna. Semplicemente vorrei che la dottoressa, siccome si tratta di reperti giuridicamente nella disponibilità della Corte, anche se materialmente ora sono nelle sue mani, ma la disposizione che lei li portasse l'ho data io, cioè l'abbiamo data noi per meglio dire, ecco vorrei che, se è il caso la Corte dia delle disposizioni su questi reperti, altrimenti la dottoressa se li riporta e li conserva unitamente a tutti gi altri.
PRESIDENTE: No, no, li possiamo acquisire regolarmente, come ogni altro elemento del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, era solamente questo il...
PRESIDENTE: Va bene, vengono acquisiti. C'è anche una relazione? Ovviamente con tutte le riserve...
PUBBLICO MINISTERO: La relazione della dottoressa fa parte della relazione quella collegiale...
PRESIDENTE: Che tutti gli altri...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, Presidente.
PRESIDENTE: Dica.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la dottoressa ha capito cosa deve fare, prende in consegna il segretario di udienza...
PRESIDENTE: Li consegna alla segretaria, per cortesia, che le metterà in una busta con tutte le varie indicazioni.