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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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UDIENZA 23.7.1997

PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo chi è presente.
Bagarella.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Bagarella: rinunciante. Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni, che sono presenti.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone, avvocato Cianferoni, che è presente.
Benigno Salvatore.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocato Farina, avvocato Maffei. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti, avvocato Falciani, che è presente.
Calabrò Gioacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini, Cianferoni, che è presente.
Cannella Cristoforo.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri, avvocato Rocchi. Sostituito... Ah, è presente.
Carra Pietro: libero. Avvocato Cosmai, avvocato Batacchi.
AVVOCATO Batacchi: Sono presente, Presidente.
PRESIDENTE: Grazie.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili e Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe: è presente? Sì. Mi fate vedere dov'è che non lo vedo?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: C'è, va bene. Avvocato Anania, avvocato Cianferoni, che è presente.
Ferro Vincenzo: libero. Avvocato Traversi e avvocato Gennai.
AVVOCATO Traversi: Sì, presenti entrambi, Presidente.
PRESIDENTE: Grazie.
Frabetti Aldo.
IMPUTATO Frabetti: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, avvocato Usai, avvocato Roggero. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, Florio, Bennati. C'è l'avvocato Florio.
AVVOCATO Bennati: E anche l'avvocato Bennati.
PRESIDENTE: Grazie.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi.
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio, in sostituzione dell'avvocato Pepi.
PRESIDENTE: Sostituiti dall'avvocato Florio.
Graviano Filippo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Oddo, avvocato Gramigni. Sostituito...
AVV. Cianferoni: Lo sostituisco io, Presidente.
PRESIDENTE: Dall'avvocato Cianferoni.
Grigoli Salvatore: rinunciante. Avvocato Avellone, avvocato Batacchi, è presente.
AVVOCATO Batacchi: Presente.
Lo Nigro Cosimo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Florio, avvocato Fragalà. E' presente l'avvocato Florio?
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Maffei. Sostituito dall'avvocato Florio.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, avvocato Bagattini. Sostituito dall'avvocato Florio.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natale, avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avvocato Pepi. Sostituito dall'avvocato Florio.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina, avvocato Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti, avvocato Usai. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Scarano Antonio: libero. Avvocato Fortini, avvocato Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Rocco Condoleo, avvocato Cianferoni, che è presente.
Spatuzza Gaspare.
IMPUTATO Spatuzza: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Tutino Vittorio.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocato Gallina, avvocato Gramigni. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
La parola al Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Chiedo che sia introdotto in aula chi secondo il calendario è da esaminarsi oggi. Si tratta di Trombetta Agostino.
PRESIDENTE: Ci vuol dire il suo nome, cognome, luogo e data di nascita? Ha capito?
*EX 210 Trombetta: Sì.
PRESIDENTE: Dica.
EX 210 Trombetta: Trombetta Agostino, nato a Palermo il 21/09 del '64.
PRESIDENTE: Prego, prego.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, questa persona, come sa il Presidente, come sa la Corte, è da esaminare ai sensi dell'articolo 210 del Codice di procedura penale, perché è persona sottoposta a procedimento penale davanti all'Autorità Giudiziaria di Palermo per il reato di partecipazione a associazione mafiosa, reati relativi ad armi e quant'altro. Quindi è la ragione per la quale la forma processuale prescritta è quella dell'esame ai sensi dell'articolo 210.
Io posso dare atto che noi abbiamo provveduto ad avvisare il difensore di Trombetta, che ora non ricordo più chi sia... l'avvocato Fabbri del Foro di Palermo. Non vedo l'avvocato Fabbri. Niente, qui mi fermo.
PRESIDENTE: Allora, cominciamo col dire al Trombetta che viene sentito come imputato per procedimento connesso. Come tale ha la facoltà di dichiarare, se vuole, 'voglio rispondere', oppure, 'non voglio rispondere'.
EX 210 Trombetta: Rispondo.
PRESIDENTE: Il difensore non c'è. Avevamo citato, avvertito qualche difensore di ufficio?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Non ho capito.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Ho capito. Allora lo può sostituire l'avvocato Batacchi. E viene nominato difensore di ufficio.
Il P.M. può iniziare.
PUBBLICO MINISTERO: Trombetta, sono il dottor Chelazzi, buongiorno.
EX 210 Trombetta: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Trombetta, io le dovrò fare un po' di domande ma che riguardano quell'affermazione, per meglio dire che servono a spiegare quell'affermazione che io ho fatto poco fa. Cioè dire che lei ha un procedimento penale a Palermo per 416-bis, risponde per reati di armi, danneggiamenti, è esatto tutto questo?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, partiamo da una circostanza abbastanza semplice: lei ricorda la data esatta in cui è stato arrestato l'ultima volta?
EX 210 Trombetta: Sì, il 14 aprile del '96.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Le circostanze del suo arresto? Cioè dire, dove fu arrestato lei?
EX 210 Trombetta: Sotto casa mia, in via Sacco e Vanzetti.
PUBBLICO MINISTERO: Sacco e Vanzetti.
EX 210 Trombetta: Zona Sperone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei all'epoca, quindi il 14 aprile del '96, aveva una qualche attività?
EX 210 Trombetta: Sì, un autolavaggio, in via Sacco e Vanzetti, sempre.
PUBBLICO MINISTERO: Vicino a casa sua?
EX 210 Trombetta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Venne a arrestarla la Polizia, con quale accusa a suo carico?
EX 210 Trombetta: Associazione mafiosa, estorsione e...
PUBBLICO MINISTERO: E da...
EX 210 Trombetta: ... altre cose, armi.
PUBBLICO MINISTERO: Lei si ricorda, ha presenti quali erano le prove a carico suo per questo arresto?
EX 210 Trombetta: No.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire se era accusato da qualcuno, da qualche persona che lei aveva conosciuto, oppure la Polizia venne così a arrestarla?
EX 210 Trombetta: No, quando mi hanno arrestato mi hanno detto chi mi accusava.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, appunto. E di che si trattava, lo vuole spiegare?
EX 210 Trombetta: Mi accusava Romeo Pietro, Ciaramitaro Giovanni, Piero Carra, Pasquale Di Filippo e mi accusavano dei reati che io ho fatto con loro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta lei, quando il Presidente le ha chiesto se voleva rispondere alle domande, ha detto: 'sì, rispondo'.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, una volta che lei fu arrestato, a suo tempo, quindi il 14 aprile del '96, lei stabilì subito di rispondere alle domande, in un certo senso di riferire quello che sapeva a chi lo interrogava, ai magistrati? Quindi avviò subito, per così dire, un rapporto di... se non lo vogliamo chiamare di collaborazione, comunque di chiarezza?
EX 210 Trombetta: Sì, sì, sì, subito. Io non mi ho creato problemi con i Giudici. Tutto quello che c'era da dire, ho detto e l'ho confermato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, oltre che riferire quello che lei sapeva, ha fatto anche qualche altra cosa a dimostrazione che intendeva avere un rapporto chiaro e leale con gli inquirenti?
EX 210 Trombetta: No, io tutto quello che ho fatto, l'ho detto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, lo credo. Ma oltre che dire, ha fatto anche qualcosa a conferma della sua lealtà?
AVV. Cianferoni: C'è un opposizione Presidente, avvocato Cianferoni.
PUBBLICO MINISTERO: Cambio la domanda, avvocato, si comincia male sennò, abbia pazienza.
AVV. Cianferoni: Bene.
PUBBLICO MINISTERO: Lei al momento in cui fu arrestato, era a conoscenza che da qualche parte vi fossero eventualmente armi, o storie di questo genere?
EX 210 Trombetta: Sì. Sarebbe che io ho fatto ritrovare le armi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo che chiarisse infatti questo punto.
EX 210 Trombetta: Esatto. Sarebbe che io quando ho deciso di collaborare con la giustizia, avevo in consegna... nondimeno, dovevo andare a prendere delle armi che me l'aveva chiesto Gaspare Spatuzza. Che io ho preso e gliele ho consegnate alla Polizia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Diamo qualche elemento in più alla Corte, così capisce meglio il suo racconto.
EX 210 Trombetta: E allora...
PUBBLICO MINISTERO: Queste armi, intanto per cominciare, di chi erano?
EX 210 Trombetta: Di Gaspare Spatuzza. Della famiglia di Brancaccio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto un attimo fa che doveva andare a prendere queste armi.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E aveva avuto la richiesta di andare a prendere queste armi da parte di chi?
EX 210 Trombetta: Di Gaspare Spatuzza. Mi aveva ordinato di andare a prendere le armi in un appartamento di Corso dei Mille.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei lo sapeva già che queste armi erano di Spatuzza?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda se poi queste... per meglio dire, sa se poi queste armi la Polizia l'ha effettivamente ritrovare e sequestrate?
EX 210 Trombetta: Io l'ho prese e gliele ho portate, sarebbe che gliele ho date io, glieli ho consegnati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e queste armi, così se le vuole sommariamente indicare che roba era?
EX 210 Trombetta: C'era un Kalashnikov, delle mitragliette. Non posso precisare quant'erano perché non me lo ricordo. Revolver, pistole 7,65, 38, di tutti i tipi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi a quello che capisco erano abbastanza queste armi?
EX 210 Trombetta: Sì, sì. Più c'erano munizioni, c'erano documenti falsi, tipo patente, tessere, la fotografia di Spatuzza pure e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma quando lei poi ha fatto recuperare questo materiale, ecco, ma era la prima volta che lo vedeva questo materiale lei, oppure lo...
EX 210 Trombetta: No, no, io più di una volta l'ho maneggiati questi armi, l'ho spostati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi...
EX 210 Trombetta: Allora, sarebbe, all'inizio l'ho spostati che erano in un furgone, un FIAT 238 rosso amaranto, che c'era il sottofondo e li hanno messi là. Li abbiamo presi di qua, li abbiamo caricati nella Clio di Cosimo Lo Nigro e così lui se l'è portati. Dopo, per la seconda volta, le armi si trovavano in garage in una traversa della... Mediterraneo là a Palermo, che erano murati in un muro e mi ha detto di andarli a prendere. E ci sono andato io, il cugino di Gaspare Spatuzza e Vinciguerra.
Si sono presi, l'ho caricati nella Tipo mia e l'ho portati a Ciaculli, nella montagna. Là si sono... abbiamo separati delle cose che lui separò, cose che si dovevano buttare e cose che lui personalmente l'è andate a conservare.
Dopodiché queste armi, lui il giorno prima che mi arrestassero, il sabato - perché mi hanno arrestato la domenica - mi dice: 'vai da Pasquale Giovanni e ti informi se c'ha armi che c'aveva consegnato Vinciguerra'.
Ci sono andato, lui mi ha detto: 'guarda io non ce l'ho, ce l'ha il cognato di Vinciguerra'. E ci sono andato. Ci ho parlato e ci avevo fissato l'appuntamento per lunedì di andarlo a prendere. Lunedì...
E invece nello stesso tempo la domenica a me mi hanno arrestato.
PUBBLICO MINISTERO: E va be', e quindi le ha fatte poi trovare alla Polizia.
EX 210 Trombetta: E dopo le ho fatte ritrovare alla Polizia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, tutti questi spostamenti appunto di queste armi, di questo arsenale, lei ha detto di averli compiuti da un posto all'altro.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E queste sono state iniziative che lei ha preso di sua spontanea volontà, o perché qualcuno gliele ha chieste? Lei ha detto "lui", ma io ho bisogno che lei faccia sempre i nomi delle persone, non basta dire "lui".
EX 210 Trombetta: Tutto quello che facevo me lo diceva a me Gaspare Spatuzza, non è che lo facevo di volontà mia. Perché gli spostamenti delle armi io non lo potevo sapere mai prima, perché li spostava lui, li metteva dove voleva lui e lo sapeva soltanto lui.
Dopo, quando c'era la necessità che, come si suol dire, c'è un fesso che fa le cose, chiamava sempre a me, di spostare queste armi.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, e tutto questo movimento di armi da destra a sinistra, se lei è stato arrestato il 14 aprile, quando era cominciato? Mesi prima, settimane prima.
EX 210 Trombetta: No, no, no. Già due anni prima c'è stata la volta del furgone. Due anni prima abbiamo fatto questo spostamento del furgone, il 238 FIAT. Dopo, in breve tempo, in un mese c'è stato lo spostamento delle armi del magazzino di suo cugino a Ciaculli e dopo quello che io sono andato a prendere dal cognato di Vinciguerra.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito perfettamente.
Senta, il nome di battesimo di questo Vinciguerra se lo ricorda?
EX 210 Trombetta: Tony Vinciguerra.
PUBBLICO MINISTERO: Tony Vinciguerra, ho capito.
Ora io ho bisogno che lei mi spieghi com'è che nasce questo suo rapporto con questa persona che le dà questi incarichi così delicati come quello di spostare armi. Quindi ho bisogno che lei mi chiarisca come nasce il suo rapporto, la sua conoscenza, la sua frequentazione con Spatuzza Gaspare, ecco.
EX 210 Trombetta: Io ho conosciuto Gaspare Spatuzza nell'87.
PUBBLICO MINISTERO: Lei all'epoca che cosa faceva, Trombetta?
EX 210 Trombetta: Io avevo un'officina meccanica in via Settedodici.
PUBBLICO MINISTERO: In via?
EX 210 Trombetta: In via Settedodici.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Trombetta: In cui che è nata una buona amicizia, ci siamo frequentati, lui non era quello che è adesso perché non era... lavorava come guardiano in una ditta di spedizione Valtras e così ci siamo frequentati.
Lui ha avuto fiducia in me e ci facevo dei favori in dato che c'era la buona amicizia. Abbiamo fatto pure qualche estorsione assieme e così lui aveva la massima fiducia.
PUBBLICO MINISTERO: E così? Mi scusi.
EX 210 Trombetta: E così lui aveva la massima fiducia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi è un rapporto che è andato avanti per molti anni, dall'87 fino al '96.
EX 210 Trombetta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che aveva un autolavaggio?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In via Sacco e Vanzetti.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Però prima aveva, ha detto, un'officina.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ha cambiato attività nel corso degli anni?
EX 210 Trombetta: Sì. No, non è che ho cambiato attività, ho aggiunto attività, ho messo il lavaggio. Dato che si faceva officina meccanica, ho messo pure il lavaggio e garage.
PUBBLICO MINISTERO: E quando ha messo il lavaggio, se lo rammenta?
EX 210 Trombetta: Se non sbaglio, l'ho messo nella fine del '92.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei un attimo fa ha accennato a delle estorsioni che ha fatto. Prima ha raccontato tutte queste movimentazioni di queste armi. Ecco, ma lei aveva avuto già dei pasticci con la giustizia, era uno che commetteva reati, era un incensurato fino...
EX 210 Trombetta: No, io ero un pregiudicato conosciuto da tutte le Forze dell'Ordine di Palermo, sia Carabinieri, sia Polizia. Logicamente i boss, che si sentono di essere boss, mi hanno... sarebbe, non è che mi salvaguardavano che io ero un pregiudicato, no, se ne fregavano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era uno che aveva un certo passato di reati.
EX 210 Trombetta: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma di che reati...
EX 210 Trombetta: Furti, rapine.
PUBBLICO MINISTERO: Ma di che reati si occupava?
EX 210 Trombetta: Furti, rapine, reati contro il patrimonio, queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E dove è che li commetteva questi reati, a Palermo oppure anche fuori dalla...
EX 210 Trombetta: No, no, a Palermo, a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Quando intende furti, intende furti in appartamento, furti in negozi, furti di automobili?
EX 210 Trombetta: No, furti di appartamenti, negozi, auto.
PUBBLICO MINISTERO: Quando parla di rapine, parla di rapine di che genere? Rapine in banca, o rapine...
EX 210 Trombetta: No, no, rapine così, lecite.
PUBBLICO MINISTERO: Ai TIR?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questi reati non credo che lei li possa aver commessi sempre da solo, no? Perché rapina... è difficile insomma, almeno le rapine farle da soli.
Chi erano le persone con lei quali lei, per lo più, commetteva o ha commesso questi reati contro il patrimonio? Lei li ha anche definiti bene dal punto di vista del Codice penale, reati contro il patrimonio.
EX 210 Trombetta: Io li ho fatti con Ciaramitaro Giovanni e Romeo Pietro.
PUBBLICO MINISTERO: E se dovesse più o meno dare l'epoca di inizio di questa sua attività un po' illecita che praticava assieme a Ciaramitaro e a Romeo, quand'è che avete cominciato a fare reati contro il patrimonio insieme, lei, Romeo e Ciaramitaro?
EX 210 Trombetta: Dall'89, così.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma per commettere questi reati, lei, Ciaramitaro, Romeo, poi non so se ci poteva essere anche qualche altra persona.
EX 210 Trombetta: Sì, Giuseppe...
PUBBLICO MINISTERO: Volevo capire questo...
EX 210 Trombetta: Che questo è scomparso.
PUBBLICO MINISTERO: Quando voi dovevate andare a fare, o avevate deciso di fare, che so, o una rapina a un TIR, lo facevate così liberamente, di vostra iniziativa, o dovevate in qualche modo far sa... preavvisare qualcuno, chiedere una qualche autorizzazione?
EX 210 Trombetta: No, in questo ci pensava Romeo, di quello che si faceva, lo facevano sapere alla famiglia di Corso dei Mille.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
EX 210 Trombetta: Lui c'aveva i contatti con Giuliano Salvatore, cioè lui era il tramite nostro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Per Giuliano Salvatore, ci può dare qualche indicazione di più, chi si intende?
EX 210 Trombetta: Giuliano Salvatore era una persona che tutto quello che avevamo di bisogno, di parlare con persone di mafia, ce lo dicevamo a lui. Se dovevamo fare una rapina ce lo dicevamo sempre a lui, che lui sapeva dove andare e così ci dava la risposta: 'sì, lo dovete fare, non lo dovete fare'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dove abita questo signore?
EX 210 Trombetta: In via Messina Marina.
PUBBLICO MINISTERO: Lei conosce qualcuno della famiglia di questa persona...
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... oppure questa persona non ha famiglia?
EX 210 Trombetta: No, io conosco la famiglia. La moglie ci è morta, mi sembra che c'ha due figli maschi e due femmine. Uno che si chiama Giuliano Francesco...
PUBBLICO MINISTERO: Di chi sta parlando, dei figli o dei fratelli?
EX 210 Trombetta: Il figlio.
PUBBLICO MINISTERO: Dei figli. Giuliano Francesco...
EX 210 Trombetta: E l'altro mi sembra che si chiama Giuliano pure Salvatore mi sembra, sempre figlio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma lei li conosce personalmente questi due figli?
EX 210 Trombetta: Sì, personalmente, pure le sorelle. Però le sorelle non lo so il nome perché...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, di uno il nome l'ha fatto, ha detto Francesco.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E questa persona la conosce solo per Francesco Giuliano, o lo conosce anche in qualche altro modo?
EX 210 Trombetta: No, lo conosco che faceva parte del gruppo di fuoco di Gaspare Spatuzza. Eravamo buoni amici.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi anche questo Francesco che lei conosce personalmente?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo conosce da anni, l'ha vista frequentemente, oppure è una persona che ha visto solo...
EX 210 Trombetta: No, da anni frequentemente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sa mica se questa persona, questo Francesco Giuliano, ha qualche soprannome?
EX 210 Trombetta: Sì, detto Olivetti.
PUBBLICO MINISTERO: Non c'ha altri nomignoli o soprannomi?
EX 210 Trombetta: Di lui?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Trombetta: No, almeno non... almeno non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Dico, ma veniva chiamato Francesco, o veniva chiamato anche in qualche altro modo?
EX 210 Trombetta: Pippo.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, è quello che le avevo chiesto. Non mi sembrava che la domanda fosse tanto... Forse non ci eravamo capiti, eh?
EX 210 Trombetta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ma quando, appunto per fare le rapine ai TIR, Romeo, così, diceva, andava a chiedere... avvisare qualcuno, ma che voleva dire, poi una volta fatta, avuta questa autorizzazione, o comunque avvisato chi di dovere, facevate tranquillamente quello che vi pareva, oppure dovevate poi... che ne so...
EX 210 Trombetta: No, noi vendevamo la refurtiva e la portavamo nei magazzini di Giuliano. Che lui c'ha un villino a...
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda il paese?
EX 210 Trombetta: Un attimo, ci sto pensando.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego Trombetta.
EX 210 Trombetta: A Bolognetta. In cui che qua c'era un magazzino che noi scaricavamo tutta la roba e dopo lui, il Giuliano, vendeva la roba. In cui che doveva andare una parte ai detenuti di mafia e l'altra la dovevamo spartire noi. E invece faceva, una parte la mandava, non so se la mandava nei detenuti e tutta l'altra parte se la fregava lui, Giuliano Salvatore. E noi eravamo sempre senza soldi.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi Trombetta, e a voi cosa rimaneva in tasca?
EX 210 Trombetta: Niente.
PUBBLICO MINISTERO: E allora non meritava far rapina.
EX 210 Trombetta: Non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Non era più conveniente far le rapine allora.
EX 210 Trombetta: Certo. Infatti dopo si è sciolta la squadra che facevamo le rapine.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ho capito.
No, era una curiosità che mi veniva spontanea. Se non vi rimaneva in tasca nulla, è inutile rischiare la galera per nulla insomma, no?
Ho capito. Lei poco fa ha fatto anche il nome di una persona, di Lo Nigro Cosimo.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, proprio all'inizio del suo esame. Questa persona com'è che la conosce lei?
EX 210 Trombetta: Io questa persona l'ho conosciuta per tramite di Giuliano Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: In che circostanze l'ha conosciuta, Trombetta?
EX 210 Trombetta: La circostanza non mi ricordo veramente, non è che è un giorno, è anni. Sarebbe che loro, siccome Francesco frequentava il mio lavaggio, è venuto una volta, non so se lui c'ha dato... non ricordo bene se lui c'ha dato un appuntamento nel mio lavaggio e così me l'ha presentato che era uno che apparteneva a lui.
Significa che, quando lui mi diceva uno che appartiene a lui, o me lo diceva lui o me lo diceva Spatuzza, significava che era la squadra, sarebbe il gruppo di fuoco.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei la conoscenza di questa persona di cui stiamo parlando, Lo Nigro Cosimo, l'ha fatta dopo che aveva aperto il lavaggio? Ha detto così, gliel'ha portato al lavaggio.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E di questa persona, di Cosimo Lo Nigro lei conosce qualche cosa in più? Di che cosa si occupa - come attività ufficiale - dove abita?
EX 210 Trombetta: Lui abita... noi la chiamiamo la zona viale dei picciotti, mi sembra che è ottavo piano, non so di preciso il piano. In cui che lui aveva una pescheria in via Oreto, una traversa di via Oreto e vendeva il pesce.
Dopo lui, prima di aprire il negozio della pescheria, mi ha raccontato che aveva una barca che andava a mare a prendere i pesci. Sarebbe un barcone, questi grandi, questi... non so come vengono chiamati. Che ci...
PUBBLICO MINISTERO: Pescherecci.
EX 210 Trombetta: Sì. Che ce l'aveva, che sarebbe ce l'ha pure il padre. Padre e figlio, sarebbe di eredità. Sono pescatori, loro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, da quello che fin qui lei ha raccontato, io ho capito che lei ha commesso una serie di reati contro il patrimonio. Per lo più assieme a queste persone: a Romeo Pietro e a Ciaramitaro Giovanni.
Ora mettiamo ancora a punto qualche aspetto che riguarda queste persone.
Il suo amico Ciaramitaro Giovanni, ha avuto una attività ufficiale? A parte i reati che commettavate insieme, di che si occupava?
EX 210 Trombetta: No... Ah, sì, sì, lui aveva avuto un negozio di pompe funebri.
PUBBLICO MINISTERO: E lo faceva da sé, questo lavoro, o con qualcuno?
EX 210 Trombetta: Con Vella Vincenzo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei conosce anche questo signor Vella?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E Pietro Romeo che faceva, oltre a commettere reati contro il patrimonio con lei?
EX 210 Trombetta: Quando l'ho conosciuto io andava... sempre lavorava in un deposito di cassette, queste di frutta. Raccoglievano queste cassette. E dopo non ci conosco più il mestiere, perché non mi risulta che ha fatto altri mestieri, dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E mi pare che abbia detto qualche cosa prima anche sul fatto che Spatuzza aveva lavorato per un certo tempo alla Valtras, come magazziniere, o qualcosa di simile. Ho capito bene?
EX 210 Trombetta: Sì, sì. Come guardiano.
PUBBLICO MINISTERO: Come guardiano, ecco, come guardiano.
Ma è al corrente di altre attività di lavoro fatte da Spatuzza, a parte questa qui di guardiano alla Valtras?
EX 210 Trombetta: Come so io, d'origine, come mestiere, sapevo che faceva il bianchino. Non so come lo chiamate voi.
PUBBLICO MINISTERO: Imbianchino.
EX 210 Trombetta: Imbianchino. Di mestiere suo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Trombetta: Dopo, faceva il guardiano alla Valtras.
PUBBLICO MINISTERO: Alla Valtras.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei di Spatuzza sapeva dov'era l'abitazione?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E ce la dica.
EX 210 Trombetta: E' in via... lui, con la moglie, abitava in via Conte Federico.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
EX 210 Trombetta: Questi erano degli appartamenti di proprietà dei fratelli Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi a lei risulta anche che sia sposato, Spatuzza?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma per quanto lei ne sa, Spatuzza ha sempre abitato, negli anni di cui stiamo parlando, fino al suo arresto - parlo del suo di lei, eh, Trombetta - ha sempre abitato in via Conte Federico, o...
EX 210 Trombetta: No. No, no, lui già il giorno che lui è caduto latitante, in quella casa già da prima ancora, lui non ci abitava più in quella casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha parlato della latitanza di Spatuzza.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi aiuti un attimo a capire che cosa vuol dire.
Vuol dire che Spatuzza si era un po' tolto di giro?
EX 210 Trombetta: Sì, si aveva allontanato.
PUBBLICO MINISTERO: Non si faceva più vedere?
EX 210 Trombetta: Sì. Lui si era allontanato già dal '93, per problemi di un invito che i Carabinieri ci mandavano per...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi questa circostanza. Credo di aver capito a che cosa si sta riferendo.
EX 210 Trombetta: Lui, oltre... Lo vede, mi sto ricordando che, oltre che lui faceva l'imbianchino, faceva pure l'autista di un camion in una ditta che... in via Messina Montagne. Una ditta catanese che non so. In cui, che in questo lavoro che faceva si è fatto rapinare il camion che portava armi.
Perciò automaticamente i Carabinieri, nella testimonianza non ci hanno creduto, e ci mandavano un invito per vederlo. E non ci andava mai.
E già da quel momento in poi lui si è allontanato dall'appartamento e dalla zona.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, andiamo un po' con ordine. Quindi, c'era una storia di un furto di armi da un camion.
EX 210 Trombetta: Esatto. Una rapina.
PUBBLICO MINISTERO: Una rapina. Ecco, ma a lei questo fatto chi glielo ha raccontato?
EX 210 Trombetta: Lui.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, allora lo racconti anche a noi come glielo ha raccontato lui.
EX 210 Trombetta: Lui, sarebbe... Hanno fatto questa rapina. Un giorno io e lui siamo andati a casa sua e siamo andati nella buca lettere, in cui che c'era un invito dei Carabinieri. E ci ho detto: 'che cos'è?'
Dice: 'un invito, mi rompono l'anima i Carabinieri per il fatto della rapina che mi hanno fatto nel camion... dice che c'erano armi e non ci hanno creduto'.
Perché? Perché queste armi, sarebbe che lui, quando fu, la dichiarazione che ha fatto lui, che le armi non lo sapeva che erano sul carico, sul camion.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, la dichiarazione che Spatuzza aveva fatto ai Carabinieri.
EX 210 Trombetta: Sì. Però, il titolare della ditta aveva detto che l'autista sapeva il carico che portava.
Cioè, così i Carabinieri non ci hanno creduto e loro...
PUBBLICO MINISTERO: Non hanno creduto a Spatuzza, o non credevano al titolare della ditta?
EX 210 Trombetta: No, a Spatuzza. E dopo mi ha detto, dice: 'va be', qui (frase in dialetto)
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
EX 210 Trombetta: Mi ha detto, dice: 'va be', quando le trovano più le armi? Oramai finiero'.'
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma voglio dire, lei lo avrà capito, suppongo. Questa sottrazione, questa rapina di questo camion...
EX 210 Trombetta: Sì, ma la rapina non c'è stata mai. Lui l'ha fatto... cioè, lui stesso.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, quindi era apparente questa rapina. Vuol dire questo? Era simulata?
EX 210 Trombetta: Sì, sì, una rapina simulata. Lui l'ha fatta. E' andato a scaricare il carico non so dove, perché io non, neanche... secondo me neanche lo conoscevo in quel periodo. E ha scaricato il camion e dopo se n'è andato, ha buttato il camion ed è andato a fare la denuncia, qualora che c'erano due rapinatori e ci avevano rapinato il camion.
PUBBLICO MINISTERO: Come se fosse stata una rapina vera, lei vuol dire?
EX 210 Trombetta: Esatto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi ha detto che invece c'era questo contrasto, perché Spatuzza aveva detto che ignorava che sul camion ci fossero le armi; mentre invece il titolare della spedizione aveva detto che Spatuzza lo sapeva.
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Era questo il punto?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, ma lei sa se insomma questo titolare della spedizione, del trasporto, la ditta che aveva mandato via questa merce, poi voglio dire qualcuno ha continuato ad interessarsene, ad occuparsene? lei ne sa qualcosa, sa chi era?
EX 210 Trombetta: Sì, so. Però non so la persona... So che è un catanese, però non mi sono mai informato come si chiamava di nome, cognome, perché non mi interessava. Lui aveva una ditta di spedizioni in via Messina Montagne, che dopo ha cambiato, è andato in una traversa di via Buonriposo.
In cui, che in questa... Perché lui ha fatto questo cambiamento di attività, sarebbe, ha cambiato posto. Dopo noi ci abbiamo bruciato la macchina e due furgoni.
PUBBLICO MINISTERO: A questo signore della ditta di Catania?
EX 210 Trombetta: Esatto. Perché lui ci stava vicino perché lo voleva corrompere di fare la dichiarazione che magari si è sbagliato. Voleva che la dichiarazione combaciasse con quella che aveva fatto lui.
PUBBLICO MINISTERO: Spatuzza.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, se capisco bene: si voleva ottenere da questo signore che cambiasse versione.
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, e quindi siete andati a dargli fuoco a dei mezzi, lì?
EX 210 Trombetta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma c'era anche lei?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questa ditta che era trasferita lì, in via Buonriposo, di che cosa si occupava?
EX 210 Trombetta: Di autotrasporti, collettame, uno di tutto: dall'abbigliamento...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Trombetta: Di tutto quello che si... una ditta di trasporto può fare.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma questa impresa di andare a dar fuoco i mezzi di questa persona, lei con chi l'ha realizzata, da solo o con qualcuno?
EX 210 Trombetta: Che cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Andare a dar fuoco ai mezzi di questa ditta.
EX 210 Trombetta: No, solo non ci posso andare mai. Eravamo io, Salvatore Faia, Giuliano Francesco, Garofalo... Aspetti, il nome... Giovanni.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sa che i Garofalo sono due fratelli?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi è sicuro di indicare quello giusto, Giovanni?
EX 210 Trombetta: Sì, sì, Giovanni. Perché Piero non mi risulta che lui faceva queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
EX 210 Trombetta: Almeno a me non mi risulta. Ciaramitaro Giovanni e qualche altra persona che non mi ricordo...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ormai che ci siamo, visto che ci ha portato col suo racconto in via Buonriposo. E lei ha detto che lì avevate commesso questi incendi. Ma via Buonriposo è una strada significativa anche per qualche altra iniziativa poco pulita fatta da lei?
EX 210 Trombetta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, ormai che ci siamo, la racconti.
EX 210 Trombetta: Guardi, in questa strada, sempre in questa strada, c'era una fabbrica di scarpe da football. Questi facevano scarpe da calcetto. In cui che... una volta, io, Alaimo Diego, Gaspare Spatuzza... Sarebbe, stiamo parlando di anni fa, non so... '91-'92, in quel periodo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Trombetta: Forse un po' prima, non mi ricordo preciso...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Trombetta: E Vittorio Tutino. Siamo andati là e abbiamo fatto, ci abbiamo scassato la fabbrica e ci siamo portati tutte le scarpe, tutti completamente, più le pelli. Perché erano scarpe di pelle e c'erano rotoli di pelle e ce li siamo portati.
Li abbiamo portati in magazzino sotto di mia madre, in via Padre Francesco Spoto, una traversa di via Sacco e Vanzetti.
Le abbiamo scaricate. E quando le abbiamo scaricate questo Vittorio Tutino dice: 'ora vediamo se non paga'. Ha capito?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ho capito perfettamente.
Senta, lei prima parlava di gruppo di fuoco, eh?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha adoprato un paio di volte questa espressione: "gruppo di fuoco, gruppo di fuoco".
Ora io le chiedo una cosa molto semplice: lei sa che cosa vuol dire uomo d'onore?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è mai stato uomo d'onore?
EX 210 Trombetta: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ma dopo essere stato per anni, a quello che capisco, a commettere reati come i furti, le rapine ai TIR, con tutti gli annessi e connessi, ecco, lei poi si è dedicato, sento, a fatti più gravi: armi, estorsioni.
Io vorrei che lei mi facesse capire per bene, lo facesse capire alla Corte, com'è che - e mi consenta questa espressione - da modesto criminale di quartiere - mi perdoni l'espressione, non è per confonderla, ma è perché le cose si debbono capire nella loro dimensione più realistica - diventa inserito in un contesto criminale invece mi sembra un po' più significativo.
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Io ho bisogno che lei faccia capir alla Corte che cosa è successo e perché.
EX 210 Trombetta: Sarebbe...
AVV. Cianferoni: Opposizione, opposizione, Presidente. Avvocato Cianferoni.
Mi pare la domanda, com'è formulata, sia più che suggestiva. Resti a verbale l'opposizione.
PRESIDENTE: Pubblico Ministero, ha qualche cosa da osservare?
PUBBLICO MINISTERO: No. Assolutamente non mi sembra che sia assolutamente suggestiva.
Prima sta parlando di un certo tipo di reati; poi parla di un altro tipo di reati.
Io ho bisogno di capire com'è che dalla commissione di certi reati si passa alla commissione di altri.
Se questa è una domanda suggestiva, posso fare a meno di fare tutte le altre domande dell'esame.
PRESIDENTE: Avvocato...
PUBBLICO MINISTERO: Gli posso chiedere: quand'è nato...
PRESIDENTE: No, o, per carità, non...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, glielo posso chiedere anche cinquanta volte, eh, voglio dire.
PRESIDENTE: No, certo certo.
PUBBLICO MINISTERO: Questa non è sicuramente suggestiva.
PRESIDENTE: Non mi pare che ci sia nessuna suggestione, anche perché abbiamo già visto altri collaboratori raccontarci di questo passaggio da un certo tipo di attività diciamo criminale, ad un'altra molto più elevata. E dunque, pare che sia un apprendistato che si fa prima in una maniera, e prosegue poi quando si ottiene forse il diploma di maestro di lavoro.
Vuole rispondere?
PUBBLICO MINISTERO: Trombetta, se la ricorda la domanda che le ho fatto?
EX 210 Trombetta: Sì, di come ho cominciato a essere con loro.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, sì.
EX 210 Trombetta: Sarebbe in un periodo, non mi ricordo bene che è stato il '92. Sì, mi sembra... sì, '92-'93. Non so di preciso... Si sono decisi di fare una squadra per fare delle estorsioni, essere vicini al gruppo. Gente abbastanza più fidati personalmente per aiutare a questo gruppo che non si poteva sporgere delle, nelle circostanze, che so: andare a rubare una macchina, o andare a bruciare un negozio.
Loro dovevano essere soltanto riservati per fare degli omicidi, stragi, quello che...
PRESIDENTE: Quello, il gruppo di fuoco.
EX 210 Trombetta: Esatto, il gruppo di fuoco.
Cioè, esternamente loro hanno fatto delle persone che dovevano stare vicino al gruppo. E si doveva occupare delle estorsioni, o magari pure qualche rapina, quella che veniva... In cui che hanno fatto le persone. In cui, io, Ciaramitaro, Cascino Carlo, Vella Vincenzo, e qualche altra persona che ora non ricordo.
Insomma, sei-sette persone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
EX 210 Trombetta: In cui che dovevamo essere guidati da... Di Francesco Giuliano e Pietro Romeo.
Però io non è che avevo di bisogno che mi guidavano loro, perché io andavo direttamente con Gaspare Spatuzza, dato che ci ero più vicino, ero sempre assieme. E allora io non avevo tanto di bisogno di dirmi che... Perciò si è fatto questo gruppo che, in un pezzo di campagna di corso dei Mille abbiamo fatto una mangiata di carne e tutto quello... In cui che c'era, non dico tutto, ma una maggior parte del gruppo di fuoco e noi.
Abbiamo fatto questa festicciola, e così abbiamo... Giuliano Francesco ci indicava quello che dovevamo fare e noi lo facevamo la sera.
In cui che dopo questo gruppo ha avuto dei problemi...
PUBBLICO MINISTERO: Dei?
PRESIDENTE: Problemi.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, problemi.
EX 210 Trombetta: Problemi. In cui che, nelle circostanze ci è stato che Carlo Cascino, mentre stavamo bruciando un negozio, si è bruciata la faccia.
Insomma, un gruppo che non poteva andar avanti, che c'erano gente che aveva paura, chi non era... E lo hanno separato. E hanno messo un altro gruppo che era: Ciaramitaro, Salvatore Faia, Piero Carra e Giovanni Garofalo.
E così io automaticamente sono uscito dal gruppo e sono iniziato soltanto dipendente di Gaspare Spatuzza.
Tutto quello che aveva di bisogno me lo chiedeva e io, se era possibile, gli procuravo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Io avrei bisogno di provare a dare una data, in qualche modo, a questa cena, a questa mangiata, come l'ha chiamata lei.
E magari anche a vedere di stabilire chi erano i presenti a questo incontro.
Da dove vuol cominciare? Dalla data o dalle persone presenti?
EX 210 Trombetta: La data non mi... non mi posso ricordare bene. Se è stato il '91 o il '92, non mi ricordo bene. Ma... Non glielo so dire, è inutile che...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Trombetta: Le persone in cui che erano, Nino Mangano, Gaspare Spatuzza, Cosimo Lo Nigro, Salvatore Grigoli, Ciaramitaro Giovanni, Giuliano Francesco...
PRESIDENTE: Lei. Lei, c'era? C'era lei a questa cena?
EX 210 Trombetta: Sì, sì, io pure.
PRESIDENTE: Eh, c'era anche lei.
EX 210 Trombetta: C'ero pure io e qualche altra persona che non mi ricordo...
PRESIDENTE: E non sa dirci neanche...
EX 210 Trombetta: Vella Vincenzo...
PRESIDENTE: In che stagione è avvenuto?
EX 210 Trombetta: Estate. Era estate.
PRESIDENTE: E non sa se era il '91 o il '92.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha nominato più volte Romeo. Romeo c'era in questa occasione?
EX 210 Trombetta: Non mi ricordo se lui c'era o era in carcere. Perché lui c'è stato un periodo che era in carcere. E dopo è uscito e...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
EX 210 Trombetta: Non mi ricordo... altre persone, può darsi che c'era pure, non mi ricordo di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi lei ha detto un attimo fa di non ricordarsi se c'era o se non c'era. E ha detto che si ricorda che questo signor Romeo è stato anche detenuto.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei l'epoca di detenzione di Romeo, se la ricorda?
EX 210 Trombetta: No.
PUBBLICO MINISTERO: Dovesse dire se è stato in galera 15 giorni o 15 mesi; se è stato in galera nel '91 oppure nel '93, così, giusto per...
EX 210 Trombetta: No, l'anno non glielo posso dire. So che si è fatto, mi sembra, 15 mesi, se non sbaglio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, queste persone che parteciparono a questa cena, a questa mangiata, ecco, lei ha fatto dei nomi che fino ad ora non aveva pronunziato.
Ha parlato, intanto, di un certo Grigoli. Dico bene?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Trombetta: Grigoli Salvatore.
PUBBLICO MINISTERO: Salvatore. Questa persona la conosceva di già, oppure era la prima volta che la vedeva, a questa...
EX 210 Trombetta: No, no, la conoscevo abbastanza bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Trombetta: Eravamo amici, pure, che... Che lui aveva un negozio di articoli sportivi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
EX 210 Trombetta: In Corso dei Mille. In cui che io mi servivo a comprarmi delle scarpe, delle tute, e così.
PUBBLICO MINISTERO: Di questa persona conosceva solamente il nome e cognome, o conosceva qualche cosa di più? Che so, un soprannome, un nomignolo...
EX 210 Trombetta: "U' cacciatore", Salvatore detto "u' cacciatore".
PUBBLICO MINISTERO: Poi ha nominato ancora Lo Nigro, di cui abbiamo appunto parlato anche precedentemente.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sa se questa persona avesse a sua volta dei soprannomi? Perché più o meno capisco che tutti ce l'avevano il soprannome. Lei lo ha mai avuto...
EX 210 Trombetta: Sì, l'aveva... No, il mio soprannome era il cognome, nn è che... Il mio soprannome, mi chiamavano "Trombetta", non è che era... Magari per la gente che non mi conosceva, lo prendeva per un soprannome. E invece era il cognome.
Se non sbaglio, Lo Nigro, lo chiamavano "...cavato", non so, non mi ricordo bene se... "pizza pazza", non mi ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Spatuzza le risulta che avesse qualche soprannome?
EX 210 Trombetta: Sì, ce lo avevo detto io, "u' tignuso".
PUBBLICO MINISTERO: E per via di che? Così spiega alla Corte che cosa vuol dire, perché la corte non è palermitana.
EX 210 Trombetta: "U' tignuso", è una persona che è senza capelli, sarebbe poco capelli, che lui ce ne aveva ormai abbastanza poco. E non so se ce l'ho messo io questo soprannome, o magari già... Quando ce l'ho detto io, non lo avevo mai sentito che lo chiamavano "u' tignuso", lo chiamavo io "u' tignuso".
PUBBLICO MINISTERO: Ma ha sempre mantenuto questo soprannome qui, oppure, nel corso del tempo - che lei sappia - lo può anche aver sostituito, magari perché non gli piaceva?
EX 210 Trombetta: Sì, no, una volta che ci sono stati degli arresti e delle persone si sono fatti collaboratori, abbiamo, "u' tignuso", si doveva eliminare. Lo chiamavamo "u' zio".
PUBBLICO MINISTERO: Cioè dire, dopo degli arresti, dopo delle collaborazioni vuol dire?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma in particolare di qualcuno?
EX 210 Trombetta: Sì, di... di Pasquale Di Filippo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora io non ce l'ho fatta a prendere uno per uno tutti i nomi che lei ha indicato come presenti a quella mangiata. E allora le pongo le domande in maniera diversa.
Lei conosce qualcuno che di cognome fa Pizzo?
EX 210 Trombetta: Sì. Detto "u' topino".
PUBBLICO MINISTERO: "Topino"?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma conosce il nome di battesimo di questa persona?
EX 210 Trombetta: No. Io lo chiamavo "topino" e basta. Non è che... Dopo nel gruppo a me non mi interessava. Se io li conoscevo il nome e cognome, va bene, sennò non è che mi interessava come si chiamava... Se non me lo diceva lui, a me non mi interessava.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo signor Pizzo, lei lo conosceva in che termini? Chi glielo ha presentato, in che circostanze?
E' una conoscenza che risale negli anni, o è una conoscenza che risale ai fatti che sta raccontando?
EX 210 Trombetta: No, con lui l'ho conosciuto dopo i fatti che sto raccontando. Perché è stato un periodo che Gaspare Spatuzza ci guidava la macchina e ci aveva vicino, andava a mangiare da me a mare, che io avevo una casetta al mare. E mangiava con me e lo accompagnavo a andare a dormire e cose.. In cui, che lui eramo amanti tutti e due di biciclette, che facevano allenamenti di biciclette. E così ho conosciuto questo "topino", che si hanno dato l'appuntamento dove io avevo la gabina e così lui è arrivato, l'ho lasciato, abbiamo parlato con "u' topino": 'ciao, ciao', e basta, così.
E dopo lo vedevo frequentemente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ha capito se c'erano dei rapporti e di che tipo erano tra...
EX 210 Trombetta: Sì, lui mi aveva detto...
PUBBLICO MINISTERO: ... e Spatuzza?
EX 210 Trombetta: Sì, lui me lo aveva detto che era uno della squadra, uno che apparteneva a lui.
Quando lui mi diceva che apparteneva a me, uno dei nostri, allora significava che era uno del gruppo di fuoco.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e lei ha conosciuto qualcuno con il cognome Giacalone?
EX 210 Trombetta: Sì, Luigi, detto "barbanera".
PUBBLICO MINISTERO: E mi spieghi un attimino com'è che ha fatto la conoscenza di questa persona?
EX 210 Trombetta: Con lui non c'è bisogno di conoscenza, che me lo hanno presentato loro, perché io lo conoscevo già abbastanza prima di conoscere, di essere con loro. Perché io a Giacalone lo conosco molto prima.
Che lui aveva pure una officina meccanica in Corso dei Mille e così ci serviva materiale di macchine, cose.... Mi conosceva che... E così ci siamo conosciuti, ci frequentavamo.
Dopo abbiamo avuto, lui aveva un autosalone e un lavaggio. Io ho aperto il lavaggio. E per ringraziamento me lo voleva scippare ad...
Può darsi che oggi magari...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma le risulta se ci sono dei rapporti, se ci sono stati dei rapporti fra questo signor Giacalone detto "barbanera" e le altre persone di cui stiamo parlando, quindi è Spatuzza, e Pizzo, e Lo Nigro, e Giuliano...
EX 210 Trombetta: Sì, sì. Siccome io dovevo portare, doveva morire un amico mio che si chiama... che dopo questo è morto disgraziatamente, non so come, sarebbe caduto da un balcone perché aveva il vizio di fare scassi in appartamenti. Non so com'è successo, era un drogato e probabilmente, siccome aveva l'abitudine di salire i balconi, allora magari è caduto, non so, e si è trovato morto.
In cui che io prima, su ordine di Spatuzza, lo dovevo portare a loro in un casolare, lì, in Corso dei Mille. In cui che io non sapevo niente di queste persone che... di questi killer che non li conoscevo. Conoscevo soltanto a Gaspare Spatuzza e a Giuliano Francesco. E dopo, gli altri no.
In cui che io lo dovevo portare.
L'ho preso, a questo ragazzo, che si chiama Pino Lo Presti. Però il cognome non è veramente Lo Presti, il cognome è un altro. Sarebbe soprannominato, come cognome, Lo Presti, che non mi ricordo come si chiamava il cognome reale.
In cui che lo avevo messo in macchina. E lui, siccome è un drogato, stava male così, mi è scappato dalla macchina. In cui io sono arrivato, ci sono andato sul posto dove mi avevano indicato loro. Perché io mi aspettavo che trovavo a Spatuzza e a Giuliano Francesco, quelli che io sapevo e quelli che mi avevano detto di portarlo.
In cui che, per grandiosità, perché soltanto grandiosità sapevano fare e parlare assai, e basta. Non è che... Che non c'era di bisogno, perché, una volta che io non ho portato la persona, non c'era di bisogno di esporsi a farsi vedere.
Tutti assieme, mentre che io stavo parlando con Spatuzza e Francesco Giuliano, dietro vedo che corrono delle persone che pensavo che era... non so, non lo potevo pensare mai.
Lui siccome che era un tipo attuale, un tipo grandioso, per farsi vedere che era un killer, che io capivo che lui era un killer...
PUBBLICO MINISTERO: Ma di chi ci sta parlando? Scusi, Trombetta.
EX 210 Trombetta: Di "barbanera".
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
EX 210 Trombetta: Si sono esposte queste tre persone, che era Salvatore Grigoli, Cosimo Lo Nigro e "barbanera". Non mi ricordo il nome e cognome, ora. Non mi viene, mi sfugge.
E così l'ho visti e ho capito che erano pure loro i killer della famiglia di Brancaccio.
PUBBLICO MINISTERO: "Barbanera".
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, io ho bisogno di capire se questo... Ora non si ricorda più il cognome, va be', ma questo "barbanera" è un soprannome conosciuto in tutto il quartiere, di questa persona di cui stiamo parlando? E' un soprannome che ha dato lei, visto che lo conosceva?
EX 210 Trombetta: No, no, lo chiamavano tutti così.
PUBBLICO MINISTERO: Ma tutti chi, mi scusi?
EX 210 Trombetta: Dalla parte della...
AVVOCATO Florio: Opposizione, Presidente. Mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Domando "tutti chi", mi sembra... Boh.
AVVOCATO Florio: Opposizione.
PRESIDENTE: Sentiamo, avvocato.
AVVOCATO Florio: Me la faccia fare, Pubblico Ministero.
PRESIDENTE: Avanti, parli.
AVVOCATO Florio: Può essere una sciocchezza... Però non credo sia una sciocchezza opporsi laddove si parli di voci correnti nel pubblico. Credo che...
PRESIDENTE: Avvocato, qui non si parla di voci, abbia pazienza. Cerchiamo di guadagnare del tempo e di restare seri.
AVVOCATO Florio: No, io...
PRESIDENTE: La domanda era diretta a sapere se il soprannome col quale l'esaminato sta indicando una persona, era un soprannome che dava, che veniva dato in un gruppo ristretto, o se era un soprannome come può essere uno conosciuto da tutti con un certo nome che praticamente diventa una aggiunta al suo nome vero.
AVVOCATO Florio: Presidente, poi non... Poi non insisto oltremodo. Però, siccome mi è parso che il collaboratore, tra l'altro, su questo abbia fatto un po' di confusione in questo senso: che prima associa questo soprannome ad un determinato cognome che ora non ripeto, però ci intendiamo; un minuto dopo non è in grado di associare più questo soprannome a questo cognome. Bene, il Pubblico Ministero mi dice: 'ma era conosciuto questo signore con questo soprannome?', mi sembra che sia una voce corrente nel pubblico.
In ogni caso formulo questa opposizione formalmente e la Corte deciderà.
PRESIDENTE: Ma avvocato, le ho già detto i motivi per cui mi pare che l'opposizione non stia assolutamente in piedi.
Penso che sia una cosa che succeda, non solo agli esaminati in Corte di Assise del Tribunale, ma qualunque soggetto che, un certo nome, momentaneamente non si ritrovi, da un secondo all'altro, nella memoria. E si ricorra ad un soprannome, ovvero sia ad un nome appiccicato per ragioni del tutto accidentali.
E quindi si continua a parlar sempre della stessa persona nominandola e facendo riferimento a lei, a proposito di certi episodi, senza poter ricordare momentaneamente.
Speriamo che poi, un bel momento, il nome gli venga in mente, così che...
EX 210 Trombetta: No, già mi è venuto: Luigi Giacalone.
PRESIDENTE: Luigi Giacalone. Era la persona alla quale questo soprannome...
EX 210 Trombetta: Detto "barbanera".
PRESIDENTE: ... era stato dato dall'esaminato tre minuti fa.
Il nome lo avevamo sentito tutti benissimo. Ovviamente ci guardavamo bene dal suggerirgli se per caso era quello. Se lo è ricordato da sé.
Il Pubblico Ministero può continuare.
PUBBLICO MINISTERO: Infatti io volevo sapere da Trombetta se questo soprannome particolare, visto che Trombetta ha detto che tutti lo chiamavano così, se era un "tutti" concreto, o se era un "tutti" indefinito.
Proprio perché io non credo di andare mai alla caccia di notizie, voci correnti tra il pubblico.
EX 210 Trombetta: Il gruppo, tutti quelli a conoscenza noi, lo chiamavamo "barbanera".
Dopo, se gente essa, tipo del quartiere, lo chiamava "barbanera", non lo so. Però tutti quelli del gruppo lo chiamavamo "barbanera".
PUBBLICO MINISTERO: Ho perfettamente capito.
Se non mi sbaglio, qualche minuto fa, lei ha fatto il nome di questo signore, Antonino Mangano, o Mangano Nino, Mangano e basta, non mi ricordo come.
EX 210 Trombetta: No, io lo conosco come Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Nino Mangano, ecco.
Allora, anche qui ho bisogno di capire da quando parte, da quando inizia la sua conoscenza di questa persona. Se è stata una conoscenza sua personale, oppure se è una conoscenza a seguito di presentazioni, incontri, o qualcosa di simile?
EX 210 Trombetta: No, io Nino Mangano lo conoscevo ai tempi di... che lui ci aveva una agenzia di assicurazioni in Corso dei Mille, vicino al negozio di Grigoli Salvatore. In cui che io lo conoscevo per come Nino Mangano, ma di avere di bisogno che dopo sarebbe che lui, che comandava e cose, è stato che me lo ha detto Giuliano Francesco che era lui, diciamo, il capo della zona.
Però io, direttamente con lui, non ho avuto mai a che fare e non avevo... Sarebbe, se io avevo di bisogno di lui, non ero io a andare a dire a lui che dovevo parlare con lui. Magari lo dovevo dire ad un'altra persona.
In cui che io non avevo mai di bisogno di parlare con lui, perché vicino c'era, ci avevo vicino io a Gaspare Spatuzza. E per me era la stessa cosa. Non mi creavo nessun problema.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei, questa persona, prima ha detto di averla vista in occasione di quella mangiata. Dico bene?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dopo questo incontro, dopo questa mangiata, lei ha avuto occasione di incontrarlo più questo signore...
EX 210 Trombetta: Sì, lo incontravo giornalmente, non è che non lo incontravo mai; lo incontravo giornalmente, non è che... Perché lui frequentava sempre Corso dei Mille prima di essere latitante, che c'è stato un periodo che è stato latitante e dopo si è messo di nuovo in luce, e dopo è successo il fatto di Pasquale Di Filippo e lo hanno arrestato.
E sarebbe, io lo... non è, io lo vedevo ogni giorno, però non lo frequentavo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, se capisco bene, vi vedevate così, per caso. Non perché...
EX 210 Trombetta: Per caso, esatto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... vi deste degli appuntamenti.
EX 210 Trombetta: No, no, per caso. Per caso.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, volevo capir questo.
Ora, partendo dalla domanda iniziale, quella con la quale volevo cercare di capire com'è che da commettere reati di un certo tipo, siamo entrati a far parte - e poi spiegherà - di un certo gruppo, ecco, per ora abbiamo raccontato una mangiata.
Ecco, non è molto, perché fare una mangiata e poi avere, come dire, una esperienza di un certo tipo, manca qualche elemento ancora.
Lei ha detto che sostanzialmente alcune persone presenti a quella mangiata, lei compreso, foste incaricati, oppure vi fu detto che sareste stati incaricati di commettere dei reati, tipo danneggiamenti, estorsione.
Ho capito bene, o no?
EX 210 Trombetta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora poi, questo discorso ha avuto un seguito, diciamo, questo programma iniziale, ha avuto un seguito reale e concreto da parte sua? Lei davvero poi è andato a destra e a sinistra a commettere danneggiamenti, estorsioni...
EX 210 Trombetta: Sì, sì. Sì, li ho commessi i danneggiamenti, che...
PUBBLICO MINISTERO: Ma proprio con le persone di cui si parlava, di cui parlava lei prima?
EX 210 Trombetta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E in che cosa consisteva quindi questa attività di andare a far danneggiamenti? Cerchi di spiegarla.
A parte il fatto materiale - quello può avere un'importanza relativa - ma insomma, come si sviluppavano questi fatti?
Lei prendeva delle disposizioni, ovvero le dava lei agli altri...
EX 210 Trombetta: No, no. Io direttamente lo facevo. Io direttamente.
Disposizioni non... Sempre a me me li davano, dopo io lo eseguivo a farle. Non è che c'erano altre persone che io dovevo dire: 'andate a fare questo'.
Io soltanto, li facevo io.
In cui, se una persona, un negozio non pagava il pizzo, e allora, prima si avvertiva con una telefonata anonima a dirgli: 'guarda, vedi dove devi andar che tu sai (frase in dialetto)'.
Che significava di andare a finire da qualche persona mafiosa, o qualche... Sarebbe lui che aveva, una volta che lui ha pagato sempre il pizzo, recentemente, magari o prima, che pagava il pizzo e dopo non lo ha pagato più per altri motivi, dopo lui si doveva presentare nella persona che ci poteva o accordare che non pagare il pizzo, o magari si metteva d'accordo di come doveva pagare.
Però, dalla conoscenza, la doveva avere il proprietario del negozio.
Se lui, in questi casi, che noi ci... 'presentati, vai da un ...', e lui non si presentava, allora noi eseguivamo a farci dell'estorsione nel negozio.
Sarebbe metterci la benzina, copertone e dargli fuoco alla saracinesca, o magari non la saracinesca, magari andargli a dare botte, colpi di legno, non lo so, romperci una gamba, un braccio. Per punirlo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Trombetta, ma lei come faceva a sapere che il tal commerciante, o il tal negoziante andava convinto con le buone o con le cattive, a pagare. Come faceva a sapere se era uno che non pagava, se era uno che era in regola coi pagamenti...
EX 210 Trombetta: Perché...
PUBBLICO MINISTERO: Lo sapeva da sé, o glielo diceva qualcuno?
EX 210 Trombetta: No, lo diceva Francesco Giuliano di quello che si doveva fare.
Lui sapeva se quello pagava o non pagava e meno. E ce lo diceva: 'chiddu, vidi di abbruciare la buttia, perché non paga'.
O magari diceva di rompergli un braccio: 'viddi di ammazzare a bastonate, perché non paga'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma lei queste operazioni, diciamo di persuasione, eh? non troppo con le buone maniere, perché sento che ha parlato adoprare copertoni, dargli fuoco davanti ai negozi, dar fuoco ai negozi, mettere le mani addosso a qualcuno. Ecco, le faceva da sé queste cose, o le faceva con qualcuna delle persone di cui abbiamo già parlato, o con qualche persona di cui ancora lei non ci ha fatto il nome?
EX 210 Trombetta: No, no, io già li ho fatti i nomi con cui li facevo.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, dicevo oggi, qui, davanti alla Corte, eh, Trombetta.
Lo so che lei ha reso dichiarazioni già davanti a Tribunali, le Corti di Assise.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dicevo qui, oggi. Queste operazioni di persuasione, questi danneggiamenti, questi incendi, queste violenze fisiche, lei le faceva da solo, o le faceva assieme ad altre persone?
EX 210 Trombetta: No, li facevo con altre persone.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo qualcuna di queste persone.
EX 210 Trombetta: Sì. Ciaramitaro Giovanni, Vella Vincenzo, Cascino Carlo e altre persone che non mi vengono in mente.
In cui che c'era pure Giuliano che ci spalleggiava. Lui ci, come si suol dire, ci guardava la strada, se c'erano Poliziotti, o Carabinieri, quello che...
PUBBLICO MINISTERO: Senta un po', ma siccome lei ha fatto prima anche il nome di Pietro Carra, anche questa persona ha partecipato a questi danneggiamenti con lei, oppure...
EX 210 Trombetta: No, con me personalmente mai. Lui lo ha fatto con Salvatore Faia e, Piero Carra, e Giovanni...
PUBBLICO MINISTERO: Giovanni, lei ne ha nominati due, stamattina: Garofalo e Ciaramitaro.
EX 210 Trombetta: Garofalo, Garofalo.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
EX 210 Trombetta: Garofalo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei personalmente con Carra non ne ha fatti di questi danneggiamenti.
EX 210 Trombetta: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha detto che in una occasione - o in più occasioni, non so bene - queste azioni sono consistite nel picchiare qualcuno. Ho capito bene?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ricorda qualche cosa, sotto questo profilo? Qualche cosa di specifico?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Qualche particolare?
EX 210 Trombetta: Sì, che ci aveva... Gaspare Spatuzza e Giuliano Francesco, ci indicò una persona che aveva un, che c'ha un autosalone di Renault in via Brancaccio, Marchese si chiama. Il nome non mi ricordo, il cognome Marchese, in cui che questo non pagava.
E allora non c'era di bisogno di... Magari precedentemente loro ci avevano fatto, quando io non esistevo nell'estorsione e coso, magari ci avevano fatto estorsioni e lui non sentiva niente. In cui dice: 'gli si debbono rompere i bracci e le gambe'.
Doveva essere un giorno prima di Natale, non mi ricordo, il 23 o il 24, l'anno non me lo ricordo, in cui che ci siamo andati io, Ciaramitaro Giovanni, Vella Vincenzo, Stefano Marino e qualche altra persona. E lo abbiamo, aspettiamo che lui entrava con la macchina in garage, ha posteggiato la macchina, è sceso e ci abbiamo dato colpi di legno. Insomma, lo abbiamo malridotto, che è andato a finire all'ospedale.
Con tutto questo che però non ci abbiamo rotto né gambe e né braccia e si sono lamentati perché non abbiamo fatto un buon lavoro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, non ho capito - ma proprio perché non ho capito - se in questo episodio c'entra qualche cosa Giuliano Francesco, oppure no.
EX 210 Trombetta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: In che termini c'entra?
EX 210 Trombetta: Che lui e Gaspare Spatuzza ci indicò la persona chi... In quel momento si trovava pure Gaspare per dire la persona che doveva essere bastonata.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Trombetta: E invece di dirglielo lui, lo hanno detto tutti e due. Non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha fatto, un attimo fa, il nome di una persona: Stefano Marino.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ancora è un nome che non era stato pronunciato stamattina.
EX 210 Trombetta: Questo è un nome che... Esatto.
AVVOCATO Gramigni: Presidente, mi scusi.
EX 210 Trombetta: Esatto, questo è il nome che io...
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni. Opposizione.
Lei sarà in grado già di capire il tema dell'opposizione, ma io, ad ogni buon conto, mi ritengo in dovere di farla.
Da quando sono arrivato sento parlare di estorsioni, sento parlare di persone estranee a questo procedimento.
Gradirei di capire qual è la rilevanza, rispetto ai fatti di causa, delle domande così come formulate. E in particolare la domanda così come ora formulata, insomma.
Mi chiedo quale rilevanza processuale possa assumere questo Salvatore Marino, o Stefano Marino chi è, rispetto a fatti di estorsioni sui quali, se ha ritenuto, sicuramente ci sarà qualche magistrato competente che procede. Quindi...
Sotto il profilo della assoluta irrilevanza della domanda, mi oppongo alla formulazione della stessa. Grazie.
PRESIDENTE: Avvocato, la opposizione ha la stessa natura di quelle che avete fatto fino ad oggi.
Noi continuiamo pervicacemente ritenere che tutte queste sino notizie che ci servono perché più voci abbiamo e più abbiamo la possibilità di avere, o di farci un'idea abbastanza precisa della personalità delle persone che qui dobbiamo giudicare.
Vogliamo proseguire?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, e io proseguirò con questo tipo di domande.
D'altra parte, come i difensori ben sanno, ci leggono verbali di prova di cui dispone anche la Corte - ne abbiamo chiesto l'acquisizione - processi per omicidi, si interrogano le persone sui rapporti intrattenuti che vanno ad occuparsi anche lì: estorsione, o furto di una macchina, anche eccentrici rispetto all'omicidio.
Vorrei sapere perché, davanti a tutti gli altri Tribunali e Corti siciliane, tutte queste domande che servono per rappresentare realtà complesse, per reati attribuiti concorsualmente, sembra che non destino nessun scalpore e tantomeno nessun... Non suscitano mai opposizioni, perché io conosco, come conoscono i difensori, quei verbali dibattimentali. Le trascrizioni di quelle udienze.
Invece è diventato un punto d'impegno della difesa fare sistematicamente opposizione a queste domande.
Io posso chiedere al signor Trombetta e a tutti i signori di questo mondo quante volte hanno preso il caffè insieme a Giuliano Francesco, ma posso anche chiedere se hanno fatto dei reati con Giuliano Francesco.
Non vedo perché non lo dovrei chiedere.
PRESIDENTE: Proseguiamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ha fatto poco fa, Trombetta, il nome, un nome assolutamente nuovo: Marino Stefano. Ho capito bene?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, chi è questa persona?
EX 210 Trombetta: Se parliamo noi precedentemente che io certi nomi non mi ricordo, sarebbe, man mano che magari si va...
AVV. Cianferoni: Non per tediare la Corte.
Poi mi cheto, almeno su questo tipo, tanto è inutile fare, come si dice, giustamente delle ipocrisie.
Andiamo al sodo della questione.
Anzitutto intendo riproporre opposizione sotto il profilo del difetto della rilevanza di questa domanda e di questo tema di prova, rispetto ai quali...
PRESIDENTE: Avvocato, l'opposizione è già stata fatta, su questo punto.
AVV. Cianferoni: Detto questo...
PRESIDENTE: Su questo punto, il difensore che lo ha preceduto un minuto fa, ha fatto opposizione sotto questo aspetto, proprio sotto la mancanza di rilevanza, che la Corte ritiene invece ci sia.
AVV. Cianferoni: Bene. Desideravo aggiungere, desidero aggiungere un particolare: diceva il Pubblico Ministero come sia un "modus procedendi" comune ad altre Curie, quello di ammettere domande quali quella che ora ci fa conflittare.
Se male non ricordo, proprio nei verbali depositati per ultimi - e si potrà questo dare poi prova più precisa alla Corte - vi è una attenzione specifica del giudicante a non ammettere le domande su fatti estranei al capo di imputazione.
Faccio rifermento a quei verbali di prova depositati nelle scorse udienze.
Questo, con la massima serenità. Poi la questione è quella che è nota, la Corte ha già espresso il suo avviso ed è veramente ultroneo insistere. Ringrazio.
PRESIDENTE: Non capisco allora su che cosa devo dire. Se lei stesso mi dà atto...
AVV. Cianferoni: Mi oppongo...
PRESIDENTE: ... che abbiamo da alcuni mesi un orientamento ben preciso in questo senso che non è mai venuto meno...
AVV. Cianferoni: No. Sì, l'opposizione persiste e si arricchiva, agi occhi di questo modesto difensore, di un aspetto in più.
Cioè, siccome il Pubblico Ministero ha porto alla Corte una argomentazione a sostegno di queste domande dicendo: 'guardate, che anche altrove non c'è mai opposizione, sembra che solo a Firenze ci sia questa composizione', per quella che è la mia memoria - mi smentirà il Pubblico Ministero - proprio nelle allegazioni documentali depositate poche udienze fa, or sono, si trova all'attenzione del Presidente e del Collegio giudicante a escludere domande che non abbiano attinenza al capo di imputazione.
Ecco, questo intendevo rappresentare.
PRESIDENTE: Bene, avvocato. Le faccio presente che la mozione era stata respinta prima che il Pubblico Ministero facesse queste osservazioni.
Che comunque possono anche avere interesse, ma non sono certamente determinanti, non costituiscono un precedente né in un senso, né in un altro.
La Corte è libera di avere il suo orientamento.
Vogliamo proseguire?
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Trombetta, mi spiega un attimino chi è questo signor Marino Stefano, per piacere?
PRESIDENTE: Siamo alla terza ripresa su questo nome.
Dico, siamo alla terza ripresa su questo famoso nome.
PUBBLICO MINISTERO: Si vede che...
PRESIDENTE: Vediamo se riusciamo a farglielo dire.
PUBBLICO MINISTERO: Si vede che è drammatica questa domanda.
PRESIDENTE: Eh, non lo so, ci sarà qualche ragione.
EX 210 Trombetta: Sarebbe, io precedentemente dicevo che... Sarebbe, io sono un tipo dimenticante nelle cose, sono facilmente che dimentico le cose.
Ora, ripeto, questo Stefano Marino io poco fa dicevo che è qualche persona che non mi ricordavo, in cui, man mano che si va parlando...
PRESIDENTE: Lei, i nomi...
EX 210 Trombetta: ... a me, io, mi vengono i nomi...
PRESIDENTE: Mi scusi, il Pubblico Ministero vuol sapere chi è questo Stefano Marino.
EX 210 Trombetta: Questo Stefano Marino era uno che era la parte nostra, sarebbe vicino al gruppo di fuoco, come ho specificato poco fa che eramo addetti a fare delle estorsioni. Che questa persona era con noi, Ciaramitaro, Cascino Carlo, io e qualche altra persona che può darsi che più avanti me lo ricordo, che facevamo estorsioni e tutto.
In cui, che in quel giorno che noi abbiamo fatto date bastonate al signor Marchese, si trovava pure lui.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, questa persona, intanto per dire qualche cosa di più, sa dove abita?
EX 210 Trombetta: Sì, sì. In via Messina Marina.
PUBBLICO MINISTERO: C'ha una indicazione più precisa?
EX 210 Trombetta: Di fronte l'autosalone di Castello, Auto...
PUBBLICO MINISTERO: E' una persona che lei conosce da anni, oppure l'ha conosciuta solo in relazione a questi fatti?
EX 210 Trombetta: No, l'ho conosciuta per tramite di Giuliano Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quindi è una persona...
EX 210 Trombetta: E' una persona...
PUBBLICO MINISTERO: ... che a lei è stata presentata da Giuliano Francesco?
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo signore quindi, questo Marino, avrebbe partecipato, lei ha detto, al pestaggio di questo titolare di questa concessionaria.
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei ha commesso altri reati assieme a questo signor Marino Francesco?
EX 210 Trombetta: Sì, sì. Estorsioni, bruciato i negozi, che... Perché sono molti i negozi che abbiamo bruciato, non lo posso dire una cifra di negozi bruciati. Insomma, la maggior parte l'ha fatto pure con lui, quasi tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi tra coloro che commettevano questi incendi, questo signor Marino c'era frequentemente, lei vuol dir questo?
EX 210 Trombetta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ma senta un po', Trombetta, tanto per... lei non si scandalizzerà per la mia domanda, anche perché avendo detto 'rispondo alle domande'...
EX 210 Trombetta: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... deve essere conseguente.
Ma dovesse dare un numero così, un po' all'ingrosso, ma quanti danneggiamenti avrà fatto lei?
EX 210 Trombetta: Io...
PUBBLICO MINISTERO: A partire da quando è stato reclutato?
EX 210 Trombetta: 35.
PUBBLICO MINISTERO: Una trentacinquina.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Ho bisogno di rifarmi un attimino ad una persona di cui si è già parlato, Grigoli Salvatore. Lei ha detto questo c'aveva un negozio di articoli sportivi dove anche lei andava a fare acquisti, è esatto?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. Ma di questo signore lei sa qualche cosa di più, della famiglia, com'è fatta, come non è fatta, se c'ha figli, se c'ha fratelli...
EX 210 Trombetta: Sì, sì. Lui c'ha una moglie... io mi ricordo che erano due i figli, può darsi che ora sono diventati tre, non lo so, però...
PUBBLICO MINISTERO: Li conosce tutti e due lei?
EX 210 Trombetta: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
EX 210 Trombetta: La moglie l'ho vista una volta di sfuggita, che l'aveva in macchina lui e non è che posso indicare la moglie...
Più che c'è un fratello che aveva un negozio prima di pescivendolo, dopo non ci è riuscito e ha fatto, si è aperto un negozio di frutta e verdura, sempre nello stesso posto. E che lui abitava in una traversa di Corso dei Mille, vicino casa sua. Che prima sarebbe, prima di abitare qua, abitava a Ciaculli.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questa attività del fratello del Grigoli, se ho capito bene, inizia come negozio di pescheria e poi diventa negozio di frutta e verdura?
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei come lo... Nello stesso posto.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nello stesso fondo.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei com'è che la conosce, a quello che sento, con qualche particolare questa storia?
EX 210 Trombetta: Come la...
PUBBLICO MINISTERO: Come fai lei a conoscere così in questa...
EX 210 Trombetta: Perché eravamo amici, perciò si parlava, ci facevo la spesa pure.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Trombetta: Ci andavo a comprare le cose e mi diceva: 'non va come pescivendolo, si fa malura...', logicamente... Ci ho detto: 'e allora che vuoi fare?'
Dice: 'cambio mestiere, magari faccio il fruttivendolo' e ha fatto il fruttivendolo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e il locale dove il fratello del Grigoli mise su il negozio di pesce, la pescheria, prima di chi era?
EX 210 Trombetta: Di una persona, non mi ricordo il nome, neanche... lo conosco perché non so il nome e il cognome. Che prima di averlo il fratello di Grigoli qua c'abbiamo fatto un'estorsione, c'abbiamo bruciato due volte il negozio per fargli lasciare il posto.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, volevo arrivare...
EX 210 Trombetta: In cui che quello ha lasciato il posto, che vendeva frutta e verdura.
PUBBLICO MINISTERO: E allora qualcuno è andato a convincere con le buone maniere il vecchio proprietario? A quello che capisco.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'era anche lei tra quelli che sono andati a fare questo convincimento?
EX 210 Trombetta: Sì, sì. In cui che qua ci si è bruciata la faccia Cascino Carlo, in questo negozio.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, questi ultimi fatti di cui abbiamo parlato, la storia di questo signore che c'aveva una concessionaria che fu bastonato, questo episodio di questo negozio di quest'altra persona che fu mandato via con le cattive maniere perché ci voleva mettere il negozio Grigoli per il fratello, ecco a quando risalgono? A dopo che lei ha cominciato a far parte di questo gruppo? Dopo la mangiata, tanto per adoprare questo punto di riferimento. Oppure sono storie anche precedenti?
EX 210 Trombetta: No, sarebbe... queste cose sono cominciate, prima c'è stata la mangiata, se non sbaglio e dopo abbiamo cominciato a fare tutte queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, siccome la mangiata l'avete fatta in più persone, e l'ha spiegato lei.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Volevo dire, ma lei ha continuato ad avere incontri, per così dire, allargati con queste persone, oppure lei di volta in volta si incontrava solamente con chi doveva fare delle azioni poco per bene?
EX 210 Trombetta: No sarebbe, io il mio compito di lavoro lo facevo la sera. Dopo all'indomani non è che avevo motivi di camminare con loro o fare qualche cosa con loro di giorno. Siccome io avevo un autolavaggio e mi dedicavo all'autolavaggio. Solo la sera ci davamo l'appuntamento. Magari la sera facevamo questa cosa, la sera stessa ci davamo l'appuntamento per domani sera.
E così, io non è che... Loro venivano al lavaggio perché si capisce, un locale pubblico venivano, se ne andavano, era un locale frequente. E perciò li vedevo tutti i giorni però non si parlava più di quello che si doveva fare la sera.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quando lei dice "loro venivano al lavaggio", ecco, a chi si riferisce?
EX 210 Trombetta: Al lavaggio, tutti l'hanno frequentato.
PUBBLICO MINISTERO: Diamo...
EX 210 Trombetta: Tutti all'infuori di "topino", non... il cognome non mi viene. Io lo chiamavo "topino". Lui era l'unica persona che raramente poteva... magari una volta in tutto l'arco è potuto venire, però il resto non mi ricordo se... perché non era una zona che magari lui poteva frequentare, il punto... Che dopo, alla fine il mio posto era diventata una cosa brutta, che già era bersagliata di Polizia, Carabinieri e tutto quello che... le Forze dell'Ordine che vedevano frequentare queste persone. Cioè un po' si è evitato pure dopo a frequentarlo il lavaggio.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero le aveva fatto una domanda precisa. Voleva sapere chi sono quelle persone che lei dice: 'loro venivano a dirmi che cosa dovevo fare la sera o il giorno dopo'.
EX 210 Trombetta: No, sarebbe... la lista sarebbe, poteva succedere che Giuliano Francesco ci dava un bigliettino con, che so, cinque-sei negozi di bruciare, in cui che noi facevamo a lista e li facevamo due in una sera, uno in una sera, quello che veniva meglio possibile. Non è che Giuliano Francesco ce li doveva dire proprio ogni sera, poteva succedere che ce lo diceva una volta la settimana, due volte la settimana.
Siccome era sempre frequente lui, che praticava la maggior parte il mio lavaggio, giornalmente era là, se aveva qualche cosa da dire me la diceva direttamente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. E io volevo anche sapere chi erano le persone che, come lei ha detto un attimo fa, venivano lì per incontrarsi al suo lavaggio. Ecco, questo volevo esattamente capire.
EX 210 Trombetta: All'inizio che io ho aperto il lavaggio veniva Gaspare Spatuzza, Giuliano Francesco, Salvatore Grigoli, Cosimo Lo Nigro...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quando venivano lì al lavaggio, che facevano questi?
EX 210 Trombetta: Parlavano. Si mettevano appartati, parlavano, si scherzava pure.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, ma queste conversazioni, o quel che fosse, lei dice appartati. Cosa vuol dire, non avvenivano alla sua presenza?
EX 210 Trombetta: No, no. Se era una cosa che io era lecita che la dovevo sapere allora si parlava davanti a me. Se era una cosa privata, proprio loro del gruppo, si mettevano appartati per i fatti suoi e parlavano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lì al lavaggio, dov'è esattamente che avvenivano questi incontri? All'aperto, al chiuso, non so se lei lì aveva qualche cosa, un ufficio, un chiosco, un qualche cosa.
EX 210 Trombetta: Io c'avevo un ufficio, che dopo l'ufficio è stato eliminato, si metteva fuori. C'avevo io delle tettoie dove c'avevo un muro, che era un terreno di 1.600 metri, che in cui io l'ho separato sia di garage, sia di ufficio, sia di meccanica e sia di lavaggio completo. In cui che, dove c'era la meccanica c'era un muro alzato quattro metri, cinque metri, non mi ricordo quant'era l'altezza, e si mettevano dietro al muro e parlavano.
Però affari di 10-15 minuti, non di più.
Ecco, dopo che è successo che Spatuzza è stato latitante, al lavaggio non è venuto più completamente. Magari se aveva di bisogno di me passava con la motocicletta o con la macchina, io lo vedevo e ci andavo dietro.
PUBBLICO MINISTERO: Ci andava dietro come?
EX 210 Trombetta: Mi prendevo un mezzo, una macchina, o avevo pure la motocicletta e ci andavo dietro.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi vuol dire che dopo che Spatuzza è diventato latitante, cioè proprio non si faceva più vedere in giro, non si fermava più da lei per fare questi incontri, queste riunioni?
EX 210 Trombetta: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. E allora lì non veniva più nessuno a incontrarsi, a riunirsi?
EX 210 Trombetta: No, venivano sempre.
PUBBLICO MINISTERO: Ma Spatuzza no, vuol dire?
EX 210 Trombetta: No. Spatuzza no.
PUBBLICO MINISTERO: Spatuzza no. E allora Spatuzza passava lì davanti, gli faceva, lei ha detto, qualche segno?
EX 210 Trombetta: No, sarebbe... passava. Io facilmente che guardavo sempre la parte di fuori, come mi mettevo io ero sempre facilmente... guardavo la parte di fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Trombetta: Se io magari inavvertitamente ero girato... lui passava, o era la macchina, o era il motore, mi suonava, così io mi giravo vedevo chi era. E così io capivo che ci dovevo andare dietro e ci andavo dietro.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi lei ha detto prendeva una macchina, o una moto...
EX 210 Trombetta: Una macchina, un motorino, quello che c'avevo là vicino, una motocicletta magari e ci andavo.
PUBBLICO MINISTERO: E poi, una volta che lei gli andava dietro, da qualche parte poi vi fermavate?
EX 210 Trombetta: Sì. O andavamo nella montagna a Ciaculli, o a Corso dei Mille che c'era pure un pezzo di terreno. Là è una zona tutto terreno e cose. O magari alla zona industriale, sempre nei punti di terreno, liberi, all'aperto, non è che... lui frequentava questi posti.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. E Spatuzza quando poi eravate, per così dire, faccia a faccia, che le diceva? Di che aveva bisogno?
EX 210 Trombetta: Dipende da che aveva di bisogno.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
EX 210 Trombetta: O magari aveva di bisogno una macchina, o aveva di bisogno che so, il telefonino, o aveva di bisogno dove doveva andare a dormire la sera, o doveva andare a mangiare. Che è raro che aveva di bisogno dove doveva andare a dormire perché lui ce l'aveva sempre. Magari andare a mangiare in qualche posto, così.
Erano tanti i motivi che lui mi poteva dire. O magari qualche cosa che io dovevo dire a loro, magari ce lo dovevo dire a Pippo, ce lo dovevo dire a Romeo. Dipende quello che mi diceva lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi la utilizzava anche per portare delle comunicazioni a qualcun altro?
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma queste comunicazioni che cosa riguardavano in genere, appuntamenti ulteriori, cose da fare?
EX 210 Trombetta: Esatto, appuntamenti. No, appuntamenti. La maggior parte erano appuntamenti. Magari mi diceva: 'digli a Pippo che si fa trovare, che so, negli alberi dei limoni'. Che è un pezzo di terreno di Ciaculli, perché questi pezzi erano quattro-cinque e erano soprannominati tutti: dove c'era i tubi, dove c'era la vasca dell'acqua, insomma... dove ci sono i mandarini, dove ci sono i limoni. Erano tutti separatamente e avevano un motivo per andare nell'obiettivo giusto.
Perciò magari mi diceva: 'guarda, vedi di vedere a Pippo e ci dici che ci vediamo che so, nei limoni, o sennò nei mandarini, o sennò...' così.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ognuno di questi termini identificava un luogo preciso?
EX 210 Trombetta: Esatto, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, ma lei all'inizio, quando mi ha spiegato la storia che Spatuzza c'erano i Carabinieri che lo avevano convocato e non ci andava alla caserma, sulla faccenda del camion nella rapina simulata e tutto il resto.
Ecco, però non mi ha spiegato, o forse io non ho capito, se lei lo sa, che cos'è che determinò che Spatuzza proprio sparisse di circolazione. Lei dice latitanza, io dico sparire di circolazione.
EX 210 Trombetta: No, c'è stato l'allontanamento di questo fatto. Dopo è subentrato, se non sbaglio è subentrato il discorso che o sono arrivati la DIA di Firenze, o la collaborazione di Pasquale Di Filippo. Insomma, in questi due discorsi lui si è eliminato completamente dalla zona, si è allontanato completamente di tutta la zona che frequentava lui, la montagna, che preferiva la montagna ma non la strada... Sarebbero i quartieri, la zona, lui frequentava la montagna sola.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Trombetta, ma la collaborazione di Pasquale Di Filippo come fatto... Ecco, oggi siamo a metà del '97, secondo lei è una storia vecchia di un anno, di due anni, tre anni, quattr'anni, cinque anni. Dovesse così dargli un posto nel calendario. Oggi siamo nel '97.
EX 210 Trombetta: Di che cosa, mi scusi?
PUBBLICO MINISTERO: Quando voi sapeste che Di Filippo Pasquale collaborava.
EX 210 Trombetta: No, io non ho detto che lui si è allontanato soltanto per questo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Trombetta: Già può darsi si era già allontanato da prima.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Trombetta: Io non è che potevo seguire quando si buttava latitante, perché lui di abitudine già era il tipo che si allontanava da sé, pure che non lo cercava nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Trombetta: Cioè, io non è che mi potevo immaginare, o sapevo che quello magari ci poteva fare... magari lo chiamavo. Io sto pensando che si poteva allontanare più frequentemente del discorso di...
Ah, scusatemi, mi sono ricordato che è stato il discorso che lui si è allontanato... E' stato... un altro collaboratore è stato, che si è fatto collaboratore nei periodi che lui si è allontanato, era Drago, Giovanni Drago.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro di quello che sta dicendo, Trombetta?
EX 210 Trombetta: Sì. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora...
EX 210 Trombetta: Che ci imputavano omicidi, dove ci sono di caduti.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Allora io, attraverso questo racconto che lei mi sta facendo, io ho capito queste cose: che da un certo punto in poi Spatuzza non frequenta più il suo lavaggio. Passa lì davanti, fa in modo da farsi notare così poi lei lo raggiunge da qualche altra parte, eccetera, eccetera.
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ho bisogno di chiedergli molto specificamente: lei ha mai fatto da autista a Spatuzza durante la latitanza?
EX 210 Trombetta: Sì, sì. Sì. Io ci facevo l'autista.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lo prendeva da una parte e lo portava da un'altra, perché fare l'autista sostanzialmente vuol dire questo.
EX 210 Trombetta: Sì, sì. Io lo prendevo... frequentavo... ci stavo arrivando a dirlo che io con Spatuzza ci frequentavano ogni giorno, un giorno sì un giorno no eravamo sempre assieme. In cui che c'è stato un periodo che giornalmente io ci guidavo la macchina. Andavamo a mangiare assieme, lo andavo a lasciare a casa dove dormiva lui, in una traversa di via Oreto, di là lo andavo a prendere e lo portavo in montagna.
PUBBLICO MINISTERO: Montagna vuol dire Ciaculli? Perché lei prima ha detto montagna Ciaculli.
EX 210 Trombetta: Sì, sì, Ciaculli, Ciaculli.
PUBBLICO MINISTERO: Ciaculli, ho capito.
EX 210 Trombetta: Magari lui la sera lo andavo a lasciare a casa e mi diceva: 'domani fatti trovare nella montagna', perché magari ci andava lui, per i fatti suoi là. Magari c'era qualche altro appuntamento che un altra persona lo andava a prenderlo e lo portava là.
Insomma, io facevo così. Andavamo a mangiare, andavamo al mare da me e lo portavo in campagna, lo portavo a casa. Questo, giornalme... giravamo assieme.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Trombetta, quindi questa situazione è rimasta costante fino a quando non fu arrestato lei, fino al 14 aprile del '96?
EX 210 Trombetta: No. Come autista no. Quando hanno arrestato a Pasquale Di Filippo io non ho fatto più l'autista a lui. Perché Pasquale Di Filippo sapeva che io ero molto vicino a lui e ci procuravo macchine, l'aiutavo, ci guidavo la macchina certe volte. Lui sapeva tutto, Pasquale.
Non so se effettivamente lui sapeva che io ci facevo l'autista, però lui sapeva che io ci procuravo tutto, che lui si spostava.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Trombetta: Perciò così, automaticamente, una volta che Pasquale Di Filippo conosceva pure me, sapeva che ero vicino a loro, io automaticamente ero un tipo, ero una persona bruciata, mi dovevo mettere da parte.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Scusi tanto. Allora bisognerebbe che lei spiegasse com'è che, anche se doveva considerarsi un po' bruciato lei, però nell'aprile del '96, fino al giorno prima dell'arresto lei ha continuato a vedersi con Spatuzza, tanto che questo gli ha dato l'incarico di andare a riprendere quelle famose armi.
EX 210 Trombetta: Sì, ma io sempre mi ci vedevo con Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi continuava a frequentarlo?
EX 210 Trombetta: Sì, sempre. Soltanto io non ci guidavo più la macchina, non l'accompagnavo più. Ma io mi ci vedevo sempre.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Lei prima, parlando delle persone che venivano lì al suo lavaggio e che si incontravano facendo dei discorsi ai quali capitava che lei non assistesse, lei fosse tenuto in disparte, ecco, ha indicato certe persone.
Io vorrei che lei facesse uno sforzo di memoria su alcuni punti. Chi erano le persone che venivano abitualmente per incontrarsi lì all'autolavaggio e poi se questi incontri erano frequenti, oppure se erano saltuari.
Proprio avrei bisogno che lei cercasse, al meglio dei suoi ricordi, di dire alla Corte chi erano le persone che utilizzavano, sostanzialmente, il suo autolavaggio per incontrarsi tra di loro. Questo è il nocciolo della domanda.
AVVOCATO Florio: Presidente, chiedo scusa, sono sempre l'avvocato Florio. Sulla seconda parte della domanda non ho opposizioni.
Mi sembra che operò il collaboratore - io l'ho annotato - abbia già ampiamente risposto invece alla prima e cioè: sulla frequenza con cui queste persone venivano all'autolavaggio nulla dice questo difensore. Sulle persone invece che frequentavano questo autolavaggio mi sembra che abbia ampiamente risposto, non una, ma due volte.
PRESIDENTE: Possiamo farglielo ripetere una terza volta, non c'è nulla né di suggestivo, né di irrilevante, né di non pertinente. Impertinente non si poteva dire.
Prego. La risposta a lei.
PUBBLICO MINISTERO: Ha capito la domanda, Trombetta?
EX 210 Trombetta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Trombetta: Frequentemente, giornalmente veniva Giuliano Francesco e Pietro Romeo. Dopo, saltuariamente, che so, venivano dieci minuti e andavano, cinque minuti e andavano, magari non venivano due giorni, tre giorni, era... Gaspare Spatuzza compreso di Giuliano Francesco e Pietro Romeo erano frequenti. Dopo c'era Salvatore Grigoli, Luigi Giacalone, Cosimo Lo Nigro, Giovanni Garofalo, il fratello, e qualche altra persona che mi sfugge per ora: erano saltuariamente.
Perché gli altri avevano i negozi così, impegnati per i suoi lavori e cose.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Lei prima ha detto, proprio in maniera diretta, chiara, che Pizzo non veniva lì, ho capito bene?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
EX 210 Trombetta: Non è che ho detto precisamente che lui non veniva. Io ho detto che qualche volta, magari una volta è venuto, però non gli so dire se è venuto una volta, due volte o tre volte, ha capito?
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Trombetta: Però una volta è venuto perché c'ero io e l'ho visto. Però dopo succedeva che io uscivo, cose, magari lui veniva, o non veniva, però... Lui non era un tipo che frequentava il mio lavaggio tipo assiduo come gli altri. Che gli altri un giorno sì e un giorno no ce, li avevo sempre dentro il lavaggio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io ho bisogno di sapere: quella persona che lei ha indicato con il nome Nino Mangano, veniva lì all'autolavaggio?
EX 210 Trombetta: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
EX 210 Trombetta: No.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. E tanto questo lo sappiamo con...
Lei lo afferma con certezza, quindi è sicuro di quello che dice?
EX 210 Trombetta: Sì, sì, sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Faia veniva all'autolavaggio?
EX 210 Trombetta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Grigoli veniva all'autolavaggio?
EX 210 Trombetta: Sì, gliel'ho detto: Grigoli.
PUBBLICO MINISTERO: Carra veniva all'autolavaggio?
EX 210 Trombetta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Veniva saltuariamente? Era tra quelli che venivano invece tutti i giorni?
EX 210 Trombetta: No, Carra era quello che veniva tutti i giorni. Salvatore Faia saltellava, un giorno sì e un giorno no. E l'altra persona, Giovanni, veniva pure un giorno sì e un giorno no, quello che è necessario.
Perché dopo andava a finire che si trovavano troppe persone, perciò... e se ne andavano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Senta, a proposito di Carra. Quando veniva lì, veniva per incontrarsi con qualcuno voglio dire?
EX 210 Trombetta: Sì, con Giuliano Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: O veniva per far lavare l'automobile? Mettiamoci d'accordo...
EX 210 Trombetta: No, per Giuliano Francesco, qualche volta veniva pure per lavarsi la macchina, tanto là non si pagava mai.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
EX 210 Trombetta: Conveniva a tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Una domanda molto semplice: lei sa se, dopo che Spatuzza era divenuto introvabile - adopriamo questo termine - era sparito di circolazione, lei sa se Spatuzza si è incontrato mai con Carra?
EX 210 Trombetta: Sì, sì. Si è incontrato con Carra, ce l'ho portato io personalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole spiegare come è andato questo fatto, visto che ce l'ha portato lei personalmente?
EX 210 Trombetta: Sarebbe, c'è stato... Sarebbe, in tutto sono tre volte i casi. Una volta sarebbe lui non era, non lo so, non era latitante, c'era soltanto il problema delle armi.
E mi ha detto, è venuto a lavaggio e dice: 'vai a cercarmi il Carra'. E io sono andato a... e non l'ho trovato.
Dopo lui è ritornato: 'l'hai trovato il Carra?'
'No'.
E allora dice: 'andiamoci assieme', e ci siamo andati. Ci siamo andati a casa e non lo abbiamo trovato a casa. Abbiamo girato e siamo andati in viale dei picciotti, che c'è un salone di barbiere. In cui che in questo salone lui si stava togliendo la barba e sono sceso dalla macchina, l'ho chiamato: 'Carra ti vuole, Gaspare'.
Lui è uscito. Si sono messi pochi metri distanti da me. Hanno parlato cinque minuti e ho proseguito a andare a lasciare a Spatuzza ai Ciaculli, nella montagna.
Ho lasciato lui là e me ne sono andato.
Dopo c'è stato un altro giorno che ero io, Gaspare mi ha mandato a chiamare e sono andato ai Ciaculli. Dice: 'vai a cercarmi il Carra e me lo porti in un ristorante', che era sempre in via Messina Montagne, là vicino, che questo ristorante il nome, non mi ricordo come si chiama. E ho cercato a Carra.
L'ho trovato. Ci ho detto: 'Carra, vieni con me che ti deve parlare, Gaspare'. E l'ho portato là al ristorante, si sono parlati vicino... 'Vallo a lasciare'. E lo sono andato a lasciare di nuovo a casa e me ne sono andato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Mi interessava quest'ultimo episodio che lei ha raccontato. Dunque, lei andò a cercarsi Carra da solo, lo trovò... dove lo ha trovato, se lo ricorda?
EX 210 Trombetta: Quando lo sono andato a cercare io? O l'ultima volta che ho spiegato...
PUBBLICO MINISTERO: No, quando è stato accompagnato al ristorante per intendersi.
EX 210 Trombetta: A casa l'ho trovato. Di sera è stato l'appuntamento. Verso le otto e mezza, nove, così. Sono andato a casa, l'ho trovato, ci ho detto: 'Carra scendi'. E' sceso e lo sono andato a accompagnare là.
Dopo l'ho riportato di nuovo a casa.
PUBBLICO MINISTERO: E lì nel ristorante quindi c'era Spatuzza che aspettava Carra?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E niente più? C'era più nessuno che lei ricordi?
EX 210 Trombetta: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
EX 210 Trombetta: Come persona, no. C'era il proprietario del...
PUBBLICO MINISTERO: Del locale.
EX 210 Trombetta: Il proprietario del locale, però che...
PUBBLICO MINISTERO: Sa la ragione per la quale Spatuzza voleva vedersi con Carra?
EX 210 Trombetta: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
EX 210 Trombetta: Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha ricordo dell'arresto di Carra?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo episodio, questi incontri tra Carra e Spatuzza di quanto tempo potevano essere precedenti l'arresto di Carra? Roba di settimane, di mesi, di anni?
EX 210 Trombetta: No, mi sembra di mesi. Mesi prima che succedesse l'arresto di Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei conosce qualcuno che ha il cognome Buffa?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Queste - ora, dopo averci detto a chi si riferisce - ci spiega anche se tra le persone che lei conosce con questo cognome e quelle di cui abbiamo parlato stamani, ci sono dei collegamenti, delle relazioni?
EX 210 Trombetta: Buffa sarebbe, Buffa era composto che era lui e suo fratello. Lui si chiama Salvatore Buffa e Pietro Buffa. Erano vicinissimi a Gaspare Spatuzza. Composi che le persone vicine che erano a Gaspare Spatuzza, eramo: io, i due fratelli, Cascino Carlo e una persona detto "u' mezza..." che non mi ricordo il cognome e Costa Maurizio che era un socio che avevo io. Che era, proprio di questi cinque, sei persone che era lui fidatissimo di noi. Che lui, Salvatore Buffa ha preso il posto mio che io ci facevo l'autista e dopo l'ha fatto lui. Che lui era una persona non conosciuta da tutti e neanche della Polizia. Non so se lui era incensurato o meno, però...
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo Buffa dove sta, dove abita?
EX 210 Trombetta: Lui abita a Santa Maria di Gesù. Aveva un... aveva, c'ha un garage in via Oreto all'altezza di dove c'è il supermercato Mar ed era proprietario della diciamo, la montagna di Ciaculli; lui c'ha appezzamenti di terreno, di proprietà sua.
Questo Buffa ha preso il posto mio in tutto e per tutto: di guidargli la macchina, di accompagnarlo a casa, portarlo in campagna.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi lei - se capisco bene - Spatuzza e Buffa li ha visti anche insieme?
EX 210 Trombetta: Non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi se io ho capito bene, lei Spatuzza e Buffa li ha visti anche insieme?
EX 210 Trombetta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Trombetta: Andavamo a mangiare pure assieme.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Lei ha detto che smise di fare l'autista a Spatuzza quando sapeste che Di Filippo Pasquale stava collaborando.
EX 210 Trombetta: No. Ah, sì, sì. Mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Mi sembrava avesse detto questo.
EX 210 Trombetta: Sì, sì. No, pensavo che quando lui si è buttato latitante...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, no.
EX 210 Trombetta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e chi subentrò come autista di Spatuzza, l'ha mai saputo?
EX 210 Trombetta: Buffa.
PUBBLICO MINISTERO: Ma proprio Buffa Salvatore, quello che ha nominato prima?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, di Spatuzza lei poco fa mi ha dato il primo e il secondo soprannome. Sa se ha mai fatto uso di generalità false Spatuzza?
EX 210 Trombetta: Sì. Io, sarebbe... a Gaspare Spatuzza ci servivano dei documenti in cui che questi documenti incarico di trovare la persona che gli poteva fornire documenti la trovasse... Giuliano Francesco. La persona l'ha trovato di... Vella Vincenzo, in cui che dopo in questo tratto subentro io: sono andato là da Vella, ho preso il documento, gliel'ho portato a Spatuzza e così fatto... sostituito la fotografia e ha camminato con il documento originale di Vella Vincenzo. Tutte e due mi sembra: sia la tessera e sia la patente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, siccome lei ha detto che Vella Vincenzo è anche il nome del socio del Ciaramitaro nel negozio di...
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... l'impresa di pompe funebri, parliamo della stessa persona?
EX 210 Trombetta: Sì, sì. Sempre la stessa persona.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei conosce qualcuno con il cognome Militello?
EX 210 Trombetta: Militello?
PUBBLICO MINISTERO: Militello.
EX 210 Trombetta: A me il cognome non mi dice niente, proprio non lo conosco. Può darsi la persona, sì. Militello come, mi scusi?
PUBBLICO MINISTERO: Militello Tommaso.
EX 210 Trombetta: Tommaso ne conosco una persona, però non so se si chiama Militello. Tommaso è una persona che lavorava in un albergo a San Paolo. Non so se è la stessa persona però che stiamo parlando noi.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, vediamo intanto di far... parli lei di questo Tommaso.
EX 210 Trombetta: In cui che questo Tommaso era vicino alla famiglia di Brancaccio, in un bel momento Gaspare ci doveva fare... ci doveva bruciare la macchina e mi ha mandato a me. Questa era una cosa nostra personale e dovevo fare io e Buffa Salvatore.
Siamo arrivati in via Galletti dove abita questo Tommaso che aveva una Y10, e così cercavamo la macchina. La macchina non la trovavamo perché sarebbe nel garage di sotto il palazzo. In cui Buffa ha saltato il cancello e è andato a vedere.
Mentre che è andato a vedere la macchina, al ritorno arriva questo Tommaso con la motoretta. Cioè, noi subito appena abbiamo visto che questo Tommaso... a Buffa non lo conosceva, a me sì; cioè, io appena l'ho visto mi sono girato, gli ho dato le spalle e me ne sono andato.
Buffa normalmente è uscito e se n'è andato.
Però, i motivi che Gaspare l'avesse con Tommaso non lo so di preciso quello che era.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto che questo Tommaso lavorava ad un albergo.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma il nome dell'albergo se lo ricorda?
EX 210 Trombetta: Sì, San Paolo, l'ho detto.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. In che quartiere è?
EX 210 Trombetta: In via Messina Marina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questo Militello... - no, chiedo scusa: questo Tommaso - questo Tommaso che posto aveva in queste storie? Perché doveva essergli bruciata la macchina? Non ho capito.
EX 210 Trombetta: Non lo so di preciso, però penso che magari favoriva la latitanza a Spatuzza. E magari dopo si è rifiutato. Non lo so di preciso. O magari faceva i grandeccini, perché lui era un tipo che andava... faceva i grandezzini di gioco di calcio. Però non lo so se lo faceva per lui o per i fratelli Graviano. Di preciso non mi ricordo se...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma perché associa il nome di questo Tommaso ai Graviano?
EX 210 Trombetta: Perché...
PUBBLICO MINISTERO: Qualcuno gliel'ha...
EX 210 Trombetta: ... perché Gaspare Spatuzza mi aveva detto che era vicino ai fratelli.
PUBBLICO MINISTERO: E per i "fratelli" si intendeva i Graviano?
EX 210 Trombetta: Sì. I fratelli loro erano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma lei li ha mai conosciuti?
EX 210 Trombetta: Mah, uno sì.
PUBBLICO MINISTERO: E in particolare quale?
EX 210 Trombetta: Sarebbe... non mi ricordo il nome se o è Filippo o è Giuseppe. Gli posso indicare la persona.
PUBBLICO MINISTERO: E va beh, intanto ci dica in che circostanze l'ha vista, provi a farne una descrizione meglio che può e poi si stabilirà se è importante stabilirlo se era l'uno o l'altro; però, prima che lei vada avanti su questo discorso, io le volevo ricordare, volevo fare presente sottoforma di contestazione che quando lei è stato sentito dal Pubblico Ministero di Palermo, il dottor Patronaggio il 5 luglio dell'anno scorso, '96, in questo verbale, io proprio leggo qui, a domanda risponde:
"Conosco Militello Tommaso"...
AVVOCATO Gramigni: Presidente...
PUBBLICO MINISTERO: ... posso fare una contestazione, no?
AVVOCATO Gramigni: No, mi opporrei nel senso che non mi risulta depositato questo verbale.
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato, ha torto: è depositato dalla settimana scorsa secondo le disposizioni...
PRESIDENTE: Per cortesia, per cortesia, nel microfono.
PUBBLICO MINISTERO: Sbaglia l'avvocato Gramigni, perché questo deposito era stato preannunziato e è stato regolarmente eseguito con cinque giorni d'anticipo, basta andare a prendere i verbali della precedente udienza.
AVVOCATO Gramigni: Sì, ma se è il verbale del 5 luglio '96 o '97?
PUBBLICO MINISTERO: '96.
AVVOCATO Gramigni: '96, e allora è quello che comunque...
PRESIDENTE: Avvocato, non la sentiamo.
AVVOCATO Gramigni: ... credo che sia tardivo un deposito operato...
PUBBLICO MINISTERO: E' un deposito ai fini delle contestazioni, avvocato Gramigni. Non ricorda più quel provvedimento della Corte...
AVVOCATO Gramigni: Ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: ... con il quale si è detto che comunque, i verbali da autorizzarsi ai fini delle dichiarazioni, sono da depositarsi a beneficio dei difensori e, reciprocamente, almeno cinque giorni prima. Questo è il provvedimento della Corte.
Io ho preannunziato questi depositi e li ho eseguito per tempo. Tant'é che alcuni suoi colleghi hanno avuto anche la possibilità, credo, di consultarli, se non addirittura di prenderne copia di questi verbali.
AVVOCATO Gramigni: Io, forse allora non si ricorda...
PUBBLICO MINISTERO: Un conto è il deposito e un conto è la produzione.
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì, lo so. Mi ero già, avevo già creduto di oppormi in precedenza su quella base di questo presupposto, che l'ordinanza della corte di Assise fu emanata per ovviare a una lacuna che è la assen... lacuna o mancanza legislativa...
PRESIDENTE: No, no, avvocato. Mi scusi...
AVVOCATO Gramigni: ... che è l'assenza...
PRESIDENTE: Mi scusi, avvocato. Abbia pazienza.
AVVOCATO Gramigni: Io...
PRESIDENTE: No. Bisogna che chiariamo. La lacuna nel Codice relativa alla mancanza di prevedere un fascicolo del difensore, non ha a che fare con questo problema.
Il problema è nato quando qualcuno di voi, mi pare fosse il suo codifensore...
AVVOCATO Gramigni: L'avvocato Oddo, senz'altro.
PRESIDENTE: ... avvocato Oddo, chiese di poter fare contestazione, cioè fece contestazione in relazione a verbali dibattimentali rilasciati da un qualche collaboratore e che nessuno di noi conosceva. Noi non li conosciamo per uffi...
AVVOCATO Gramigni: Certo.
PRESIDENTE: ... per dovere di ufficio, ma non erano comunque stati preannunciati; allora disciplinammo la cosa in maniera che tutta questa attività potesse essere avvenu... potesse avvenire rispettando il diritto della controparte di averne una conoscenza...
AVVOCATO Gramigni: Senz'altro.
PRESIDENTE: ... tempestiva, lasciando però alla buona fede di colui che produce e chiede di... cioè, più che produrre vuole utilizzare il documento per la contestazione, il fatto che si possa dire, si possa ritenere acquisito che non aveva avuto la possibilità di conoscerlo prima.
Perché sappiamo quanti sono i procedimenti in corso e quindi quante sono le difficoltà per i difensori da una parte, ma anche per i Pubblici Ministeri di venirne a conoscenza prima del famoso termine dell'inizio del processo.
AVVOCATO Gramigni: Certo, Presidente, ma le ripeto: la attività di deposito...
PRESIDENTE: Avvocato, per cortesia la sentiamo male. Si vuole sedere?
AVVOCATO Gramigni: ... l'attività di deposito degli atti da parte del Pubblico Ministero, è ben disciplinata, direi minuziosamente dal Codice...
PRESIDENTE: Avvocato, la Corte ha già deciso...
AVVOCATO Gramigni: Certo.
PRESIDENTE: ... su di questo, quindi, è inutile che ci torniamo.
AVVOCATO Gramigni: Mi permetta di oppormi, nel senso che ritengo che sia attività da depositare ex articolo 430 anche se con tutte le riserve del caso; se non ricordo male l'articolo 430 impone di depositare senza ritardo un atto, qui è passato un anno: dal 5 luglio '96 al 5 luglio '97 c'è un anno, quindi ritengo il deposito quanto meno tardivo se non ex irrituale. Sotto questo profilo, mi permetta di oppormi; poi la Corte deciderà...
PRESIDENTE: Ma la Corte ha già deciso, avvocato.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto.
PRESIDENTE: La Corte ha già deciso: ha consentito proprio per venire in contro soprattutto ai difensori. Ma ovviamente, cioè che è riconosciuto come un diritto della difesa che non deve dimostrare di averlo conosciuto soltanto in quel momento o un giorno, due, cinque giorni prima, che credo che sia un'impresa veramente un pochino esagerata; ma altrettanto diritto dev'essere riconosciuto al Pubblico Ministero posto che le difficoltà degli uni equivalgono alle difficoltà degli altri. Di conseguenza, il discorso mi pare che sia già stato deciso. Dopodiché voi potrete sempre farne valere, in caso di impugnazione, argomenti.
Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ma io ho un dovere nei confronti della Corte.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, non nei confronti dei difensori perché di regola cerco di essere impari; questa volta sono... i
Io devo dare atto alla Corte che avendo preannunziato l'11 luglio del '97 che si sarebbe proceduto al deposito nei cinque giorni dei verbali di dichiarazioni rese da Trombetta Agostino il 30 aprile '96 e il 5 luglio '96 in sede di indagini preliminari davanti al Pubblico Ministero di Palermo, in realtà questi atti sono stati a disposizione dei difensori come da attestazione fino dal 18 luglio del '97. Quindi, con cinque giorni liberi, pieni a dispo...
No, siccome la Corte ha disciplinato le iniziative da tutte le parti, mi reputo anch'io tenuto al rispetto delle direttive della Corte.
PRESIDENTE: Prendiamo atto e prendiamo anche atto che i difensori prima di questo momento non hanno sollevato queste obiezioni.
PUBBLICO MINISTERO: Si vede l'11 luglio la cosa poteva rivestire un certo interesse, oggi forse riveste un interesse diverso.
PRESIDENTE: Bene. Andiamo avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, abbia pazienza Trombetta, io le stavo ricordando che quando fu sentito dal dottor Patronaggio il 5 luglio del '96, io le leggo testualmente dal verbale, c'è questa risposta sua:
"Conosco Militello Tommaso, portiere presso il San Paolo, Palace Hotel che mi è stato indicato da Spatuzza come soggetto vicino ai fratelli Graviano". Ecco, e poi c'è tutto un seguito di discorso.
Allora, ho bisogno di capire: questo cognome che a lei oggi non diceva niente, ecco, all'epoca quando lei rese questa dichiarazione al dottor Patronaggio, le diceva qualche cosa? Qual è l'equivoco?
EX 210 Trombetta: No, qualche...
PUBBLICO MINISTERO: Non riesco a capire...
EX 210 Trombetta: ... che il discorso è partito come è partito ora, sarebbe: io sopra il nome, mi ricorda... sarebbe... perché in realtà io il cognome non lo conoscevo.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
EX 210 Trombetta: Sarebbe, lui quando mi ha detto questo Militello Tommaso, io ci ho detto: 'ma Tommaso chi? Quello che lavora a San Paolo?' E così, è andato la procedura.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
*EX 210 Trombetta: Come è successo qua.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
PRESIDENTE: Devo aggiungere - scusate un momentino - devo aggiungere una considerazione, a quelle che abbiamo fatte fino ad ora: se non mi sbaglio, proprio in occasione, nella occasione in cui il Pubblico Ministero ha chiesto di depositare i verbali di esame dell'odierno imputato per ex 210 che si chiama? Trombetta, facendo presente che l'inizio della collaborazione era avvenuto in un momento successivo per cui aveva potuto soltanto in un momento successivo acquisire notizie eccetera. Successivo al famoso termine entro il quale certi atti andavano depositati.
Se non mi sbaglio.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi Presidente...
PRESIDENTE: Faccio confusione?
PUBBLICO MINISTERO: No.
PRESIDENTE: No. E allora ritorniamo al discorso di prima.
PUBBLICO MINISTERO: No, no. In effetti io sto parlando di un verbale reso il 5 luglio del '96, quindi la collaborazione evidentemente è precedente il famoso termine del novembre del '96.
Ma questi non sono verbali di prova da inserirsi nella lista di cui all'articolo 468 IV comma bis, come i difensori sanno bene.
Questi sono verbali di dichiarazioni che ai sensi dell'articolo 238 IV comma ciascuna parte può utilizzare ai fini delle contestazioni.
Son due cose totalmente diverse. Totalmente diverse.
Quindi, questi sono verbali di dichiarazioni rese nella fase delle indagini utilizzabili per poter mandare avanti l'esame.
E a questo punto siccome ci siamo interrotti più volte, sono le 13.20, io chiedo al Presidente di disporre una sospensione.
PRESIDENTE: Una sospensione?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: Riprendiamo alle 15.00?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, perché siamo... sperando di poter andare in maniera più scorrevole...
AVVOCATO: Presidente...
(voci sovrapposte)
PRESIDENTE: Prego, avvocato. Dica.
AVVOCATO: Ho sentito dire che l'orario è per le 15.00.
PRESIDENTE: Sì.
AVVOCATO: Non so se lei lo sa, ma noi, per lo meno tutti...
PRESIDENTE: Siete in attesa della pronuncia...
AVVOCATO: Alle cinque e mezzo siamo stati convocati...
PRESIDENTE: Per quale ora?
AVVOCATO: Le 17.30.
PRESIDENTE: Per le?
AVVOCATO: 17.30.
PRESIDENTE: Se noi non abbiamo finito per le 17.30, vi lasceremo un quarto d'ora, venti minuti, mezzora...
AVVOCATO: No, ma volevamo comunicarlo.
PRESIDENTE: Mi era già stato comunicato.
Ci rivediamo alle 15.00.

PRESIDENTE: Mi dispiace, bisogna che ci prendiamo un momento, perché ancora il Trombetta è fuori. Era andato a mangiare con i suoi guardiani. Abbiate pazienza.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: ... il processo e non mi ricordo mai come si chiama, mi ha avvertito che fra un certo po' di tempo sarà pronta.
Ci darà una comunicazione. Ho detto: 'se vediamo che abbiamo davanti un tempo molto lungo, sospendiamo subito in maniera che i difensori possano andar a sentire la lettura del dispositivo; se invece avessimo dieci minuti o un quarto d'ora, vi faremo sapere'.
Abbiate pazienza, dieci minuti, un quarto d'ora, venti minuti, quello che sarà.
Va bene? Comunque, appena ce lo fanno sapere, vi comunicherò.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Allora, lo facciamo entrare?
Il P.M. può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
Mi pare, Trombetta, che l'ultima o la penultima sua dichiarazione, fosse quella di aver conosciuto uno dei fratelli Graviano, ma di non sapere di chi si trattasse.
Ecco, non eravamo andati avanti su questa sua affermazione. Vuole aiutarci un po' ad orientarci?
*EX 210 Trombetta: Uno dei fratelli Graviano, sarebbe, come statura lo posso indicare. Non è che, non so se è Filippo o Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Provi a dirci intanto in che circostanza lei ha incontrato questa persona. Perché ha detto di averlo visto, se ho capito bene.
EX 210 Trombetta: Non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto di averlo visto, uno dei fratelli Graviano. E' così?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora intanto le chiedevo di illustrarci la circostanza in cui lei ha visto questa persona.
EX 210 Trombetta: Una sera verso... mezzanotte, le dodici e mezza, così, è venuto questo Graviano che, al lavaggio. Al lavaggio, sì, esatto, a cercare a Spatuzza, che ci avevano rubato una Golf GT turbo diesel, logicamente non intestata a lui.
E così, in quella sera stessa, la dovevamo cercare. Che questa macchina non fu mai trovata. E così Spatuzza mi ha detto che era uno dei fratelli Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Ma dove si svolse questo incontro?
EX 210 Trombetta: Valtras, alla zona industriale.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, alla Valtras, quindi la ditta di cui abbiamo parlato stamani.
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, lei ha presente la scarcerazione di Pietro Romeo?
Intendo dire, lei stamani ha detto: 'non so le date, ma mi ricordo che stette in galera per un certo periodo, circa 15 mesi'.
Ha fatto una affermazione più meno di questo genere.
EX 210 Trombetta: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, successivamente alla scarcerazione di Romeo, ecco, è successo qualche fatto che, per così dire, rientri un po' nelle vicende che lei sta raccontando?
Romeo lei lo ha rivisto subito dopo la scarcerazione, lo ha rivisto dopo molto tempo...
EX 210 Trombetta: No, no, l'ho andato a prender subito io all'uscita del carcere. L'ho andato a prendere io all'uscita...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, ho capito, ho capito.
Ecco, e Romeo, dopo che è stato scarcerato, queste persone di cui abbiamo parlato stamani, le ha frequentate, o non le ha frequentate?
EX 210 Trombetta: Chi, Romeo?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Trombetta: Sì, sì. Tutte, giornalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Le avete frequentate insieme?
EX 210 Trombetta: Sì. Lui veniva spesso pure da me.
Romeo era assiduo, ogni giorno, perché vicino ci abitava pure la madre. Lui viveva con la madre e così, pomeriggio, il sabato si lavava la macchina...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda se fu fatto qualche cosa, così per, come dire, per far contento Romeo che era uscito dal carcere?
EX 210 Trombetta: No, sarebbe... c'era, la contentezza c'era, ma non so se hanno festeggiato...
Non mi ricordo se hanno festeggiato qualche cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, avevate mai occasione di, lei ha detto che c'è già stata, c'era già stata in una occasione una mangiata tra varie persone.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ha ricordo se qualcosa di simile è successo anche dopo l'arresto di Romeo?
EX 210 Trombetta: L'arresto, o l'uscita?
PUBBLICO MINISTERO: No, dopo la scarcerazione, mi scusi, di Romeo.
EX 210 Trombetta: Non so, questo non glielo so dire.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda...
EX 210 Trombetta: No, non me lo ricordo proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
EX 210 Trombetta: Sarebbe, l'allegria ci fu quando lo sono andato a prendere io, eravamo tre persone: io, Francesco Giuliano e un altro Giuliano che non è parente, è un anonimo di...
PUBBLICO MINISTERO: Omonimo, vuol dire?
EX 210 Trombetta: Omonimo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Trombetta: Di Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: C'è un altro che si chiama Giuliano, vuol dire?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, lei ha detto che di furti di auto si è sempre occupato, sostanzialmente.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ha detto oggi che gli fu chiesto da queste persone di fare danneggiamenti. Servivano per il pizzo e tutto il resto.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei ha commesso anche furti di auto? Anche dopo che si era un po' messo a disposizione di queste persone?
EX 210 Trombetta: Sì, sì. Io ci procuravo auto. La maggior parte FIAT Uno, o Croma, Thema, quello che...
PUBBLICO MINISTERO: Quello che serviva.
EX 210 Trombetta: Quello che serviva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma sono fatti che si sono ripetuti spesso, o sono stati fatti sporadici, occasionali?
EX 210 Trombetta: No, no, spesso. Mi chiedevano una macchina e io ce la facevo avere.
Dopo in cui che qualche volta, qualche macchina me l'hanno data per demolirla.
PUBBLICO MINISTERO: Per?
EX 210 Trombetta: Per demolirla.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, per demolirla, sì, sì. Non avevo capito.
Ecco, e chi è che le faceva, le chiedeva, le disponeva, di andare a fare questi furti?
EX 210 Trombetta: Certe volte me li domandava Spatuzza Gaspare, queste macchine, o certe volte Giuliano Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Ma queste, come mai c'era bisogno di queste macchine rubate? Lei ha capito, le è stata spiegata la ragione per la quale doveva fare questi furti?
EX 210 Trombetta: No, all'inizio no, ma lo capivo io dopo, perché ci succedevano ritrovamenti di macchine magari bruciate, cose, e allora io potevo sospettare che avevano fatto qualche omicidio, o qualche altra... Omicidio, la maggior parte. Sarebbe...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, stava dicendo qualcosa?
EX 210 Trombetta: Sì, però direttamente non me lo diceva mai nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Che tipo di macchine le chiedevano di rubare?
EX 210 Trombetta: FIAT Uno cinque porte, o sennò Croma, o Lancia Thema. Macchine che erano veloci, o magari con cinque sportelli, quattro sportelli.
PUBBLICO MINISTERO: E lei, come tecnica di furto di queste macchina, quale praticava, quale conosceva?
Come modo di rubar le macchine, lei che sistema aveva? Ne aveva più d'uno, o un sistema solo?
EX 210 Trombetta: No, tanti sistemi erano per aprire una macchina: si poteva aprire con una tenaglia, come lo chiamate voi, un attrezzo di idraulico, un tenaglione, noi lo chiamiamo. O sennò il chiavino, o il giravite.
Sarebbe le tecniche che erano molte.
Ma la maggior parte, queste macchine, si facevano con i chiavini, perché aprivano, accendevano pure.
PUBBLICO MINISTERO: Quello che lei chiama chiavino, spieghi un attimino alla Corte come è realizzato, di che cosa si tratta. Perché magari può essere un oggetto che si chiama in cento modi diversi. Quindi lei spieghi che...
EX 210 Trombetta: No, un chiavino è composto di... si può fare, o con una lama di coltello da cucina, o con una sonda, quelle che misurano le testate delle macchine, cosa meccanica.
In questi modi, si possono fare.
PUBBLICO MINISTERO: E quando uno c'ha in mano un coltello da cucina, poi come fa ad arrivare a fare questo chiavino? Che operazione deve fare?
EX 210 Trombetta: Si deve allimare da tutti e due i lati; dopo ci si deve fare la punta rotonda, e poi ci si fanno degli "ingassi", come dico io, diciamo in dialetto, "ingassi", come una specie di chiave.
PUBBLICO MINISTERO: Come se uno volesse fare una dentatura, vuol dire questo?
EX 210 Trombetta: Esatto, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E che oggetti sono? Lunghi, grossi, come vengono?
EX 210 Trombetta: No, no, che so... 7 centimetri, 6, così.
PUBBLICO MINISTERO: Ci hanno una impugnatura?
EX 210 Trombetta: No, chi ce la vuole fare; chi ci mette soltanto il nastro adesivo, o chi ci mette due, che so, due pezzi da cento lire. Per fare la forma della chiave. E si mette con il nastro, si avvolge con il nastro e così sembra l'impugnatura per il... Una specie di impugnatura di chiave.
PUBBLICO MINISTERO: Lei li sapeva fare questi oggetti?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e ha detto che adoperava anche queste sonde da meccanico.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ha parlato che servono per le testate.
Più esattamente che cosa sono, lo sa? Visto che lei un po' si intende di automobili, c'ha l'officina, il lavaggio.
EX 210 Trombetta: Sì. Si misurano le valvole delle macchine. Si misurano le valvole. Le macchine c'hanno le valvole e si misura la regolazione della valvola.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ci hanno uno spessore questi oggetti?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Queste sonde, come le chiama lei.
EX 210 Trombetta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e lei per fare questi spadini, chiavini come li chiama lei, li adoperava di uno spessore qualsiasi, oppure li adoprava come erano, erano?
EX 210 Trombetta: Di solito si operavano quelli di ottanta, certe volte pure novanta o cento. Dipende, se non ce ne avevi, allora facevi... Il cento lo dovevi allimare tutto, sia da un lato e dall'altro lato per raffinarlo un po'. E dopo fare la dentatura.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Trombetta: E invece, di ottanta, era benissimo, era della misura giusta. Soltanto si allimava dai lati dove si faceva la dentatura e già era pronto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, lei ha detto che questi attrezzi sono validi, sia per aprire la serratura, sia per avviare il motore.
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma vanno bene per tutte le automobili? Voglio dire...
EX 210 Trombetta: No, tutte no.
PUBBLICO MINISTERO: ... dalle Mercedes, alle...
EX 210 Trombetta: No, no. Soltanto FIAT e Lancia.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, con questo aggeggio, lei era in grado - io continuo a chiamarli aggeggi - con questi aggeggi lei era in grado di aprire tutte le macchine della gamma FIAT e Lancia, praticamente?
EX 210 Trombetta: Sì. Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi lei, un attimo fa, ha spiegato di aver fatto svariati furti di automobili. E ha parlato, mi pare, sia di macchine medio piccole, le FIAT Uno, ma ha parlato anche di vetture un po' più grosse.
Ha parlato della Croma, ha parlato della Thema.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dico bene?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ricorda qualche cosa di particolare, di circostanziato, sul furto di qualcuna di queste macchine grosse che lei ha avuto l'incarico di eseguire?
EX 210 Trombetta: Sì, io...
PUBBLICO MINISTERO: Allora, Trombetta, mi scusi.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è ben sicuro che le è stato commissionato di rubare anche macchine grosse, tipo Lancia, tipo Croma? Tipo Thema, tipo Croma?
EX 210 Trombetta: Sì, sì. Loro mi dicevano che ci serviva una macchina grossa e loro preferivano la Lancia Thema, o la Croma.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ricorda proprio realmente di averli fatti lei i furti di Croma, o di Thema, per conto di queste persone?
EX 210 Trombetta: Sì, qualche macchina sì, la ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma a parte il ricordarsi genericamente di aver rubato delle macchine grosse, Croma o Thema che fossero, lei ricorda in particolare le circostanze in cui ha fatto qualcuno di questi furti di macchine grosse?
Cioè, la tale macchina l'ho rubata nel tal posto; la tale, che ne so, la tale Regata... Noi stiamo parlando, per la verità, di Croma e di Thema.
Ecco, lei riesce un attimino a dargli un luogo di commissione, il tipo di macchina, il modello, il colore...
EX 210 Trombetta: Io, quella che mi ricordo adesso che ho rubato è una Lancia Thema. Però non ricordo il colore, se era grigio topo, o blu. E l'ho rubata vicino alla stazione di via Notarbartolo, a Palermo.
Dopo ho rubato una FIAT Uno nei paraggi di Corso Calatafimi. E dopo non mi... di colore bianca. E dopo non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma questa Thema che rubò nella zona della stazione di Notarbartolo, lei ha detto non si ricorda il colore?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda qualche cosa di più? Che modello era?
EX 210 Trombetta: Era un 2000 turbo benzina. Ripeto...
PUBBLICO MINISTERO: Questo... Prego, prego.
EX 210 Trombetta: Ripeto, il colore non glielo so dire, se era un grigio topo, o grigio metallizzato, o blu.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma questo furto di questa macchina, di questa Thema, lei lo fece sempre a richiesta di qualcuna di queste persone, oppure era un furto che lei faceva per...
EX 210 Trombetta: No, era un furto che era una macchina che mi serviva a me. E' una turbo diesel, in cui che ho sbagliato. E invece di essere turbo diesel, era a benzina.
Una volta che non mi serviva, io ho chiesto a Gaspare: 'Gaspare, ma c'ho una Thema turbo benzina, ti serve?' Dice: 'sì, mettila qua, ci penso io'.
Ce l'ho messa dove mi ha detto lui, vicino casa di Grigoli, esattamente, in cui che lui dopo mi ha detto: 'tutto a posto'. E basta.
Non ho saputo più niente di questa macchina che fine ha fatto.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha più rivista lei nel posto dove aveva lasciato questa macchina?
EX 210 Trombetta: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Lei è in grado di indicare, sia pur approssimativamente, l'epoca in cui è successo l'episodio di questa Thema?
EX 210 Trombetta: No. Non glielo so dire.
PUBBLICO MINISTERO: Non ha nessun punto di riferimento?
EX 210 Trombetta: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Lei rammenta, o meglio, lei è in grado intanto di stabilire se poteva essere il periodo in cui Romeo era in carcere, ovvero se era in un periodo in cui Romeo era fuori?
EX 210 Trombetta: Non glielo so dire neanche questo, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
EX 210 Trombetta: ... non è che io, o sarebbe, io le macchine gliele davo e loro le tenevano otto mesi, sei mesi, un anno, conservate. Non è che... sempre le usavano subito.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, questo furto di questa macchina Thema lei ha detto turbo, a benzina con tutti i particolari del caso, lei lo ha fatto da solo, o lo ha fatto insieme a qualcun altro?
EX 210 Trombetta: No, l'ho fatto assieme ad un altro. Solo non lo posso fare.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda chi è la persona che l'ha fatto con lei?
EX 210 Trombetta: No, non me lo ricordo. Di solito erano pure i ragazzi sarebbe che... tutte le macchine non le rubavo io, magari me le facevo portare pure.
Però quella particolarmente l'ho rubata io con un'altra persona che non mi ricordo... Può darsi che l'ho detto in precedenza, ma non mi ricordo di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, in effetti il 13 febbraio del '97, interrogato da me, ma c'era anche il dottor Nicolosi, almeno in una certa parte dell'interrogatorio, io le ho fatto proprio una domanda su questo punto qui, circa il furto di una macchina.
E lei ha fatto una affermazione di questo genere, pagina 8 del verbale, dell'interrogatorio:
"In effetti, furti di auto ne ho fatti tantissimi e non posso certo ricordarmeli.
A domanda, se in particolare ricordi che mi sia stato chiesto di rubare una Thema, posso dire che io e Ciaramitaro rubammo, perché ci era stato chiesto di farlo, una Thema nuovissima blu metallizzata modello turbo a benzina.
Non mi ricordo però dove questo fatto si è verificato, né quando". Ecco.
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Qui lei ha parlato di un furto - in questo verbale che io ho letto per contestazione e per sollecitare la sua memoria - ha parlato di un furto di una Thema fatto assieme a Ciaramitaro.
E ha parlato anche di una macchina nuovissima, ha detto che era un turbo a benzina.
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E che era blu metallizzata.
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, oggi lei ha detto di ricordar di aver rubato una Thema, il colore non se lo ricorda, almeno oggi, nella zona della stazione di Notarbartolo.
Anche questo un modello, un turbo a benzina. Però, ecco, questo glielo debbo far notare, lei ha già detto che il furto aveva pensato di farselo in proprio, non perché avesse avuto l'ordine da qualcuno.
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora mi aiuti a capire: sempre la solita storia del furto fatto con Ciaramitaro, quello di questa Thema, oppure sono due episodi diversi?
Non so se...
EX 210 Trombetta: No, sarebbe con Ciaramitaro rubavamo tutti i tipi di macchina, quelle che servivano a loro, quelle che servivano a noi. Cioè, precisamente noi sapevamo le macchine che ci servivano a loro.
Cioè, quella mi è venuta a trovare che era in più, e perciò ci abbiamo favorito quello.
Per questo, non è che... Noi già sapevamo, non è che me lo poteva dire ogni giorno: 'mi serve quella macchina'. Già lo sapevamo, magari abbiamo sbagliato e allora... Però, con Ciaramitaro non è che io rubavo soltanto le macchine per loro, le rubavamo pure per noi.
O per demolirle, o per cambiarci la matricola, tutto quello che ci serviva da fare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ho capito. Quindi, se io capisco bene, lei ha detto che con Ciaramitaro furti ne ha fatti più d'uno.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Che questo furto che lei ha riferito oggi lo ha commesso assieme ad una persona che sul momento non ricordava chi era.
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma ora che io le ho letto quel verbale, questo furto fatto lì, nella zona della stazione Notarbartolo, è quello che ha fatto insieme a Ciaramitaro?
EX 210 Trombetta: Probabile. Non è che... Non mi ricordo. E' inutile, che è probabile, perché con Ciaramitaro non è che gli posso dire che abbiamo fatto... Abbiamo fatto casini, molte macchine. Cioè, non è che posso dire: l'ho fatto con quello.
Magari facilmente che lo ha fatto lui, con lui, questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, una volta che lei rubava queste automobili, immagino quando più frequentemente, quando più raramente, dove le metteva tutte queste macchine?
EX 210 Trombetta: Io le posteggiavo nei posti, diciamo non pericolosi che li potevano trovare la Polizia.
Qualcheduna me la mettevo nel magazzino, qualcheduna ci smontavo il motore, le ruote, qualche altra cosa che mi serviva e la buttavo, la facevo ritrovare.
Dipende le macchine, la necessità che mi serviva a me.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto poco fa che quella certa Thema che aveva rubato in un certo senso per sbaglio, perché la voleva di un modello diverso, poi la mise nelle vicinanze del negozio di Grigoli. E' vero?
EX 210 Trombetta: Nella abitazione di Grigoli.
PUBBLICO MINISTERO: Nella abitazione, mi scusi.
Ecco, ma nei pressi dell'abitazione di Grigoli, le è capitato in altre occasioni di andare a lasciare delle automobili che aveva rubato?
EX 210 Trombetta: Sì, sì. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Perché era un posto, per così dire,...
EX 210 Trombetta: Era un posto tranquillo, non...
PUBBLICO MINISTERO: Un posto tranquillo.
Ecco, visto che lei ci ha spiegato come aveva preso dimestichezza, abilità a realizzare questi chiavini, ecco, quelli che lei ha realizzato nel corso del tempo, nel corso degli anni, li ha sempre tenuti per sé, o le è capitato di darli anche a qualcuno?
EX 210 Trombetta: Me li chiedeva Giuliano Francesco di fargli i chiavini, Gaspare Spatuzza, qualche volta. In cui che ce n'ho dati... glieli ho dati spesso, non è che... Gli davo spesso chiavini.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi interessa un particolare. O meglio, mi interessa su questo punto che lei cerchi di essere chiaro.
Lei ha detto che questi chiavini a lei glieli hanno chiesti: Giuliano, glieli ha chiesti anche Spatuzza, eh?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, intanto, lei glieli ha poi dati?
EX 210 Trombetta: Sì. Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Effettivamente, concretamente a queste persone?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Trombetta: Gli ho dato due chiavini, che dovevano partire...
PUBBLICO MINISTERO: A chi li ha dati?
EX 210 Trombetta: Non sono preciso. Ce li ho dati a Romeo e a Giuliano, o a Giuliano solo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei è sicuro quindi di aver fatto una consegna di spadini, di chiavini come li chiama lei, a questa o a queste persone...
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E ha detto che dovevano partire?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire questo discorso?
EX 210 Trombetta: Non lo so, dovevano andar fuori Palermo. Non so.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dovevano andare fuori Palermo.
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei sa a far cosa dovevano andare fuori Palermo?
EX 210 Trombetta: No, questo non lo sapevo.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo sapeva. Ma chi è che doveva andare fuori Palermo?
EX 210 Trombetta: Giuliano Francesco e... Pietro Romeo. Però non so se loro dovevano partire con il resto del gruppo. Non so.
PUBBLICO MINISTERO: Ora ci arriviamo con calma, senza affrettarsi.
A me interessa specificamente il fatto dell'aver prestato, dell'aver prestato, dell'aver consegnato questi spadini.
Lei ha detto due, di avergliene dati?
EX 210 Trombetta: Due, in quella occasione.
PUBBLICO MINISTERO: In quella occasione, sì.
EX 210 Trombetta: Dopo glieli davo frequentemente, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma oltre a Giuliano, a Spatuzza, lei ricorda di aver dato oggetti come questi chiavini anche a qualcun'altra delle persone di cui abbiamo parlato stamani?
Non so se ha sentito la domanda, Trombetta.
PRESIDENTE: Ha capito?
EX 210 Trombetta: Sì, sì, l'ho sentita. Non ricordo bene se dove c'è stato un particolare che è il ritorno della... della partenza che è venuto, mi sembra, Francesco Giuliano e Luigi Giacalone che era contentissimo che questi chiavini aprivano FIAT Uno, Fiorini, che aprivano che erano una meraviglia.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, capisco sennò si fa il bagno turco, c'è bisogno del condizionatore. Ma io sento...
PRESIDENTE: Male?
PUBBLICO MINISTERO: Male, sì.
PRESIDENTE: Veda un po' se può avvicinarsi al microfono, o se lo avvicina... Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene, Trombetta, che lei ha detto che dopo aver consegnato... Ma se ho capito male, mi fermi il Presidente, prima ancora di Trombetta, perché probabilmente riuscite a seguir meglio. Io no.
Se ho capito bene, dopo che lui aveva consegnato a qualcuno questi chiavini, qualcun altro - e io ho capito che abbia pronunciato il nome di Giacalone - gli avrebbe detto che questi oggetti erano, si erano dimostrati efficienti, efficaci, validi per l'uso.
EX 210 Trombetta: Esatto, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E se ho capito bene, mi sembra che abbia fatto riferimento anche a un qualche modello di macchina particolare sul quale erano stati adoprati?
EX 210 Trombetta: Sì, un furgone FIAT Fiorino e una FIAT Uno. Mi ha detto: '... troppo bello per il furgone e per la FIAT Uno'.
PUBBLICO MINISTERO: E questo discorso chi glielo avrebbe fatto specificamente Trombetta?
EX 210 Trombetta: Luigi Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Luigi Giacalone. Ecco, ma lei per caso questi spadini li aveva consegnati a Luigi Giacalone, oppure è solo un discorso, un commento che Giacalone ha fatto, lei aveva dato gli spadini a qualcuno?
PRESIDENTE: Ha capito?
PUBBLICO MINISTERO: E' chiara la domanda?
EX 210 Trombetta: Non l'ho capita, no.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero vuol sapere, questo discorso di apprezzamento che ha fatto Giacalone - secondo quel che lei ha detto - sulle capacità, l'efficacia di questi chiavini, glieli ha fatti perché lei in precedenza a Giacalone aveva dato qualcuno di questi chiavini, o perché l'aveva dato a...
EX 210 Trombetta: No, io non l'avevo dato a Giacalone.
PRESIDENTE: A Giacalone non l'aveva dato.
EX 210 Trombetta: No.
PRESIDENTE: L'aveva dato ad altri.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ormai siamo a parlare di automobili: qualcuna delle persone di cui stiamo parlando lei l'ha mai vista con automobili? Intendo dire, lei faceva un certo mestiere, aveva l'officina e il lavaggio, ecco lei si è mai occupato, per l'officina o per il lavaggio che aveva, delle automobili di queste persone?
EX 210 Trombetta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Trombetta: C'è stato un periodo che Spatuzza doveva partire e mi ha detto: 'controlla questa macchina' che ha una Lancia Delta di colore rosso amaranto metallizzata, targata VT, o TV, non mi ricordo bene la targa com'era. In cui che voleva controllata... una messa a punto, candele, tutto quello che c'ha di bisogno la macchina per farla diventare efficiente per fare strada, che doveva partire.
Eppure una Clio, di colore verde, o grigia, non mi ricordo bene, intestata alla sorella di Cosimo Lo Nigro. Però non so se queste macchine tutte e due hanno viaggiato. Perché quella di Lo Nigro me lo chiedeva spesso di fare la messa a punto, magari è capitata quell'occasione e me l'ha lasciata pure. Però quella di Spatuzza doveva viaggiare di sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo fatto di Spatuzza che le porta questa Delta rossa amaranto, eccetera, eccetera, è un fatto che si è verificato quando Spatuzza era già irreperibile?
EX 210 Trombetta: Un attimo. Mi sembra che lui in quel periodo era... non so di preciso se lui era reperibile o era latitante, non me lo ricordo proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, questa macchina, questa Delta rossa, le è stata portata, intendo dire a lei, le è stata portata una volta sola per fare questa messa a punto generale perché la vettura doveva partire? O si è verificato più di una volta?
EX 210 Trombetta: Mi sembra due o tre volte, ma tre volte mi sembra. Non sono sicuro, due o tre volte.
PUBBLICO MINISTERO: A quello che capisco di due è sicuro, di tre no.
EX 210 Trombetta: No, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E questa macchina lei l'ha vista utilizzata anche da altre persone, o la utilizzava solamente Spatuzza?
EX 210 Trombetta: No, solo Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Sa che fine ha fatto questa macchina poi?
EX 210 Trombetta: Sì, dopo queste partenze me l'ha data a me, per venderla. Che io l'ho lasciata in un autosalone di Vernengo Giuseppe, in via Messina Marina. In cui che l'abbiamo venduta e il ricavato, se non erro, erano 11 milioni o 12, non mi ricordo e l'ha comprata un ragazzo, non so di preciso se di Ficarazzi o di Villabate.
PUBBLICO MINISTERO: Come ha detto che si chiama questo Vernengo?
EX 210 Trombetta: Vernengo Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io le debbo ricordare che quando l'ho interrogata il 13 di febbraio il cognome l'ha sempre indicato come Vernengo, però - leggo dalla pagina 3 di questo verbale - il nome l'ha indicato come Francesco lei, non Giuseppe.
Mi ha sentito Trombetta?
EX 210 Trombetta: Francesco... Ciccio lo chiamavo io, Ciccio Vernengo.
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
EX 210 Trombetta: Non so se...
PUBBLICO MINISTERO: Io leggo il verbale a pagina 3:
"Fui incaricato..."
PRESIDENTE: Ciccio viene da Francesco.
EX 210 Trombetta: Francesco, Ciccio.
PRESIDENTE: Non da Giuseppe.
EX 210 Trombetta: No. Lo chiamavo 'zu Ciccio' io. Non so, magari quella volta mi sono sbagliato, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Va be', comunque questo c'aveva un autosalone?
EX 210 Trombetta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E ha detto in Corso dei Mille?
EX 210 Trombetta: Via Messina Marina.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ho capito male.
EX 210 Trombetta: All'altezza del bivio per Ficarazzi.
PUBBLICO MINISTERO: Ce l'ha portata... C'è andata proprio a finire la macchina da questo Vernengo, o ci doveva andare?
EX 210 Trombetta: No, ce l'ho portata.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto, ce l'ha portata lei.
Ecco, ma tutte e due, o tre che siano state, le volte in cui Spatuzza le portò questa macchina, questa Delta da mettere a punto, Spatuzza le disse che questa macchina doveva fare strada, doveva andare fuori Palermo?
EX 210 Trombetta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma le disse, le fece capire, le accennò se doveva fare 50 chilometri, oppure se doveva allontanarsi di più?
EX 210 Trombetta: No, no, doveva fare lunga strada però non so la strada, la città precisa che... Dopo, in un secondo tempo magari.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto che non si ricorda se, quando successero questi episodi, Spatuzza era già irreperibile, o era ancora reperibile. Ma, voglio dire, la famosa mangiata c'era già stata o no? Lei si era già messo a fare tutte quelle storie, le estorsioni, i danneggiamenti?
EX 210 Trombetta: Sì. Mi sembra di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, che Spatuzza lo conosce ha detto da tanti anni, dall'87 ha detto più o meno, ecco ma era un fatto abituale di sentirgli dire che doveva andarsene fuori Palermo, allontanarsi, fare strada con l'automobile? O furono fatti un po' nuovi per lei?
EX 210 Trombetta: No, non era abituale. Sarebbe lui ha fatto tre o quattro partenze, una in cui che lui me l'ha detto che doveva andare a Milano. Non so se ci è andato con la macchina o magari con un altro mezzo, non lo so. Poi mi ha detto che doveva andare a Milano, dico: 'ti raccomando non fare guai', e basta, così.
Quella volta che lui è partito per Milano me l'ha detto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
Ecco, e queste altre partenze, lei ha detto in tutto saranno tre o quattro, io le avevo chiesto una cosa diversa, evidentemente non mi sono spiegato. Allora le pongo una domanda più precisa: queste partenze sono state, tra loro, distanti nel tempo, oppure in qualche modo ravvicinate?
Intendo dire, tra la prima e l'ultima sono passati dieci anni, sei, quattro, oppure è stata una storia di...
EX 210 Trombetta: No. Di preciso non ricordo ma molto tempo non è passato, in cui che è passato qualche mese, in cui che è passato magari, non so, qualche anno, però non so di preciso. Ma no, lunghi anni no, non esiste, a livello di mesi, così.
PRESIDENTE: Tra l'una e l'altra.
EX 210 Trombetta: Sì. Però non ci posso specificare...
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero la domanda l'ha posta in un'altra maniera però: fra la prima e l'ultima, quanto tempo può essere passato?
EX 210 Trombetta: Non glielo so dire di preciso, ma non affari di anni, affari di mesi.
PRESIDENTE: Non anni, mesi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma io volevo dire un'altra cosa ancora Trombetta, visto che lei Spatuzza lo conosceva e lo frequentava dall'87-'88.
EX 210 Trombetta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome queste partenze di cui sta parlando sono tutto sommato in un tempo abbastanza ristretto lei sta dicendo, mesi, anno forse.
EX 210 Trombetta: Di quando ci siamo conosciuti?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, voglio dire, da quando lei lo conosceva?
EX 210 Trombetta: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Questo volevo sapere io.
EX 210 Trombetta: Qua, dall'inizio che avevo aperto il lavaggio, sarebbe dal '92. No, le partenze quando ci siamo conosciuti non esiste, no. Dal '92 a salire.
PUBBLICO MINISTERO: Dal '92 a venire verso la nostra epoca?
EX 210 Trombetta: Esatto. '92, '93, '94, '95... così, non è che... però nel distacco di queste partenze non erano di anni, magari massimo poteva arrivare a qualche anno, ma non di più però. Però si trattava soltanto di mesi, di quattro mesi, di tre mesi, di cinque mesi, di un mese, non mi ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Trombetta: Perché io non è che mi interessavo delle cose che loro... le partenze e cose. Gli facevo i favori quelli che volevano però non mi interessava quando partivano, quando venivano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, va bene. Ecco, ora questa Delta lei ce l'ha spiegata in tutti i dettagli, ma poco fa ha spiegato che si è occupato anche di questa Clio intestata alla sorella di Lo Nigro, dico bene?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E ha detto che siccome però Lo Nigro gliela portava, come dire, regolarmente come suo cliente la macchina a lavare, vero?
EX 210 Trombetta: Non è che me la portava regolarmente. Lui questa messa a punto che io gli dovevo fare me lo diceva da molto tempo: 'ci devi fare la messa a punto nella macchina, ci devi fare la messa a punto nella macchina' e dopo è capitato che c'era pure quella. Non è che perché lui la macchina la portava spesso, quel lavoro che ci dovevo fare doveva essere... me lo chiedeva spesso.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E' mai successo che le siano state portate insieme la Delta di Spatuzza e quest'altra Clio della sorella di Lo Nigro?
EX 210 Trombetta: Altre volte?
PUBBLICO MINISTERO: No, anche una volta sola mi basta.
EX 210 Trombetta: Quella volta che...
PUBBLICO MINISTERO: Non l'abbiamo ancora raccontata, la racconti.
EX 210 Trombetta: Che mi ha portato la Delta che ci dovevo fare la messa a punto e la Clio, l'ho detto io.
PUBBLICO MINISTERO: Penso non abbia capito.
PRESIDENTE: Contemporaneamente?
EX 210 Trombetta: Sì, tutte e due in un giorno, però non so se tutte e due le macchine dovevano partire.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Allora, arrivarono queste due macchine da lei. Chi gliele portarono?
EX 210 Trombetta: Questa me l'ha portata la prima volta Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, io sto parlando di quando sono arrivate contemporaneamente, all'officina o al lavaggio suo, la Delta e la Clio.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, la Delta chi gliel'ha portata?
EX 210 Trombetta: La Delta se non erro me l'ha portata Spatuzza, che dopo lui si è portato una macchina mia, non mi ricordo quale, si è portato una macchina mia.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
EX 210 Trombetta: O la motocicletta, non mi ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. La Clio chi gliela portò?
EX 210 Trombetta: La Clio la portava sempre o il fratello di Lo Nigro o lui stesso, uno dei due. Il fratello piccolo o lui.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
PRESIDENTE: Volevo avere un chiarimento. Quando lei ha detto 'Spatuzza mi portò la Delta e si è portato via un'altra macchina', cioè ha lasciato la sua, per andarsene ha usato un'altra macchina sua?
EX 210 Trombetta: Esatto. Il tempo che facevo la messa a punto là e ritornava.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole spiegare poi se sono venuti a riprendersele queste macchine, ovvero se gliele ha portate lei da qualche parte? Non sono mica rimaste da lei queste macchine.
EX 210 Trombetta: No, no, se le sono venute a prendere, però non mi ricordo. Spatuzza non mi ricordo se, o ce l'ho portata io e mi sono riportato la mia, o ritornato lui là e si è preso quella, non mi ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Faccia un po' mente locale. Veda un attimino di... perché lei sta dicendo "non mi ricordo bene", ecco, io le chiedo se è possibile di provare a ricordare. Se non ce la fa me lo dice subito, che io devo...
EX 210 Trombetta: La maggior parte si usava o lui la veniva a lasciare e se ne portava una mia, e magari ce la riportavo io a Ciaculli, o magari lui ripassava di nuovo e se la prendeva, però di preciso non glielo so dire.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io le debbo contestare che, sempre quando l'ho interrogata il 13 di febbraio, a pagina 5 del verbale, questo si legge, dunque:
"Mi furono portate a controllare la Delta ed una Clio verde metallizzata a cinque porte di Lo Nigro, ma intestata alla sorella di questi. Quando tornarono a riprendersele vennero in quattro e cioè Spatuzza, Giuliano, Lo Nigro e Grigoli". Se la ricorda questa affermazione?
EX 210 Trombetta: Sì, sì, questa sì. Vuol dire che è venuto così.
PUBBLICO MINISTERO: Ma se è avvenuto così, lei si rammenta, ora che io le ho letto queste tre righe, poi come andò avanti la situazione? Vennero in quattro e poi è successo qualche altra cosa, se lo ricorda lei?
Se non se lo ricorda è un altro discorso, ma se se lo ricorda.
EX 210 Trombetta: Veramente non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha proseguito così:
"Partirono a due a due su ciascuna macchina e Spatuzza mi disse di raggiungerli con mezzi miei al negozio di Grigoli".
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: "Per quanto mi sforzi, non riesco a ricordare perché Spatuzza mi fece andare lì. Nel negozio di Grigoli, io non fui presente a quanto successe tra le quattro persone in questione, le quali si incontrarono lì nel negozio anche con Giacalone, Mangano e "topino".
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: "Preciso che io il cognome Pizzo l'ho conosciuto solo successivamente".
Ecco, questo è tutto un episodio che io vedo che lei oggi non rammentava per niente.
EX 210 Trombetta: Probabilmente me lo sono dimenticato, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: No, voglio dire, ora che io ho letto queste tre e tre, sei... nove righe e tre parole di verbale, questo fatto le torna a mente o può essere anche...
EX 210 Trombetta: Sì, sì. No, è così, come ha detto lei, non è che... è così.
PUBBLICO MINISTERO: Non come ho detto io, come ho letto io.
EX 210 Trombetta: Come ha letto lei, scusi.
PUBBLICO MINISTERO: No, voglio dire, Trombetta, quando lei ha raccontato questi episodi, lei è ben sicuro che questo episodio se lo rammentava così come poi è stato verbalizzato, o può essere stato qualche errore, qualche imprecisione, qualche sovrapposizione di ricordi?
EX 210 Trombetta: No, io ricordo che è così, confermo che è così. Però non è stato nel periodo della Delta, tutte e tre volte della messa a punto, del controllo della macchina, non è stato tutte e tre volte sempre quattro persone. Quel caso solo è successo che erano quattro persone e mi ha detto: 'vieni dietro di me'. Non mi ricordo di preciso che cosa... o mi doveva dare delle cose, o mi doveva dire qualche cosa, non so.
Io sono arrivato là, ho incontrato altre persone e sono ritornato indietro, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Senta Trombetta, questo interrogatorio di cui io le ho dato lettura non è un interrogatorio di molto tempo fa, è del febbraio di quest'anno. Ecco, lei me lo sa spiegare - perché io questa curiosità ce l'ho - me lo sa spiegare com'è che da febbraio ad ora, sono passati solo cinque mesi, lei non se lo ricordava più questo fatto?
EX 210 Trombetta: Certo. Perché io ho avuto molti problemi familiari e per ora non è che come cervello sono abbastanza chiaro. Mi è morta la madre, c'ho mia moglie che non so se la devo ricoverare in breve, o stasera o domani, insomma c'ho dei grossi problemi. Per questo io... sono un tipo che facilmente dimentico le cose, per questo magari mi sbando un po', non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Lei capisce che io avevo bisogno di porgliela questa domanda perché...
EX 210 Trombetta: Sarebbe la domanda è così.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Trombetta: Però la cose sono tre... la macchina è arrivata tre volte là. Una di tre volte è successo questo discorso.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
EX 210 Trombetta: Quattro persone sono salite e se ne sono andati con due macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
Senta, ma lei, allora venendo al nocciolo del discorso, ha capito se era solamente Spatuzza che partiva per fare questi viaggi che doveva fare della strada, oppure se partiva non da solo ma assieme a qualcun altro?
EX 210 Trombetta: No, no, partiva sempre la squadra completa. Non so se era tutta completa, però. Lo Nigro partiva, Giuliano partiva e non mi ricordo se sarebbe partito pure Giacalone Luigi. Queste persone partivano. Non so se partiva Mangano o "topino", non lo so queste persone di preciso, ma probabilmente penso di sì, tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che tre persone partivano, e ha fatto il nome: Spatuzza, Lo Nigro e Giuliano.
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora di Spatuzza c'ha anche spiegato questa storia della macchina, che questo diceva: 'mettila a punto perché deve andare lontano, deve far strada, deve far chilometri'.
Ecco, ma per queste altre due persone come fa lei a sapere che partivano a loro volta e partivano di intesa con Spatuzza? Ecco, è una sua...
EX 210 Trombetta: Perché un giorno è successo pure che io ho comprato due macchine da Luigi Giacalone. In cui che Luigi Giacalone a me, io ci dovevo dare dei soldi e c'ho fatto degli assegni. In cui, che questo assegno non è stato pagato. Lui una mattina mi ha telefonato al lavaggio dicendo che l'assegno era a vuoto. E io c'ho detto: 'non ti preoccupare che in serata te lo risolvo, ritelefona di pomeriggio che ti so dire'. Lui mi ha ritelefonato, gli ho detto: 'sta bene, tutto a posto'.
Quando mi sono incontrato con loro, Giuliano Francesco ha fatto, dice: 'mi ha rovinato, tutto il tempo a Roma che mi diceva per queste cose, per questo assegno, questo assegno' e mi ha detto a Roma, per questo. Loro erano facilmente a parlare, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io ho capito abbastanza ma vediamo di essere chiari su questo punto.
Allora, lei aveva dato degli assegni a Giacalone in pagamento di macchine?
EX 210 Trombetta: Sì. Che lui mi aveva venduto a me.
PUBBLICO MINISTERO: Ma erano assegni suoi, o erano assegni di altri?
EX 210 Trombetta: Non lo ricordo, ma penso che erano assegni che mi avevano dato in pagamento a me.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Poi lei aveva dato questi assegni a Giacalone.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda gli importi di questi assegni?
EX 210 Trombetta: Cinque milioni, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: E allora Giacalone l'avvisa una mattina telefonandole al lavaggio.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E dicendole che uno di questi assegni era scoperto, ho capito bene?
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma quell'assegno ce l'aveva sempre - se lei l'ha saputo - ce l'aveva sempre Giacalone per le mani o l'aveva dato a qualcun altro?
EX 210 Trombetta: No, un ragazzo che lavorava per lui, Matteo, che non so il cognome. Matteo che era uno che... diciamo il ragioniere dell'autolavaggio, dell'autosalone di Giacalone, che curava queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Ragioniere, impiegato insomma vuol dire?
EX 210 Trombetta: Impiegato, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, Giacalone era preoccupato perché uno di questi assegni risultava scoperto, ha detto questo?
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi bisognava andare a metterci i soldi in banca sennò veniva protestato?
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E lei che ha fatto? Ha preso...
EX 210 Trombetta: Io c'ho coperto l'assegno. Non mi ricordo come ho fatto perché ne facevo tante di queste cose. Gli ho coperto l'assegno, basta che non lo sentivo parlare più.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi questo asse... Poi Giacalone, lei ha detto, la richiamò la sera per essere assicurato che era tutto a posto.
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Queste telefonate arrivarono, ha detto, all'autolavaggio?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E il telefono dell'autolavaggio a chi era intestato?
EX 210 Trombetta: A mio fratello, Trombetta... Sarebbe stato intestato due o tre volte.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, scusi.
PRESIDENTE: Cosa ha detto? Se l'è intestato?
EX 210 Trombetta: Due o tre volte sarebbe intestato. Perché è successo che avevo problemi con la giustizia perciò lo facevo tagliare e dopo... Una volta l'ho intestato a mio cognato Lisacchi Gaetano e le altre due volte, una a mio fratello Trombetta Salvatore e una Trombetta Giovanni.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi quando lei ebbe queste telefonate da Giacalone a chi era intestato il telefono esattamente?
EX 210 Trombetta: Non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: E non si ricorda come fece per coprire questi assegni? Questo assegno che era scoperto.
EX 210 Trombetta: No, neanche me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: E invece a febbraio se lo ricordava, perché lei mi disse così. Mi disse...
PRESIDENTE: Per favore il microfono.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Lei il 13 febbraio mi disse in questo modo, poi io quale sia la verità non lo so. Però lei mi disse così:
"Una volta, era qualche giorno che non lo vedevo, Giacalone mi telefonò in ufficio verso le nove del mattino perché era preoccupato per la vicenda di un assegno. Io avevo avuto due assegni da uno al quale avevo venduto macchine, assegni che a mia volta avevo dato a Giacalone in pagamento di altre macchine.
Uno di questi assegni per cinque milioni risultò a vuoto dopo che Giacalone l'aveva a sua volta dato a un terzo".
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: "Questa fu la situazione che Giacalone mi spiegò in quella telefonata, chiedendomi di mettere insieme cinque milioni e di portarli all'autosalone a Matteo".
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: "Non so il cognome di questo Matteo, che è dipendente di Giacalone. Apprendo ora dal Pubblico Ministero il cognome..." va be', questo non ci interessa più.
Ecco, quindi secondo quello che lei mi disse il 13 di febbraio, lei rimediò la situazione mettendo insieme i cinque milioni e portandoli a questo Matteo. Stanno così le cose?
EX 210 Trombetta: Esatto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei sa se Romeo - ovviamente dopo essere stato scarcerato, non mentre era in carcere - sa se Romeo ha fatto degli spostamenti fuori Palermo?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole spiegare in che termini le risulta questa situazione?
EX 210 Trombetta: Lui mi ha chiesto, lui e Francesco Giuliano, mi ha chiesto una FIAT Uno targata straniera. Fatalità ce n'aveva...
PRESIDENTE: Targata?
EX 210 Trombetta: Straniera. Di altre...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, non palermitana.
EX 210 Trombetta: Non Palermo, non Palermo.
In cui che nell'autosalone di Vernengo ce n'era uno che era una persona che io... Sarebbe, mi veniva una richiesta di macchina, lui ce l'aveva, me la prendevo, sarebbe gliela facevo vedere e la vendevo. O la vendevo, o ce la riportavo indietro.
In cui che sono andato a vedere quella macchina che era targata Roma. Dice: 'è buona Roma, che io devo andare là'.
In cui che ho preso questa FIAT Uno che loro dovevano viaggiare con la nave che facevano Palermo-Napoli e Napoli-Roma. E dopo dovevano fare tutta via di terra: da Roma a Palermo.
In cui che, in quel periodo, era, mi sembra che era Romeo aveva l'obbligo della firma. Ogni lunedì mi sembra che doveva firmare, lunedì, insomma, tre volte la settimana. E così sono partiti.
Mi sembra che sono partiti di sabato e lunedì mattina sono ritornati a Palermo.
PRESIDENTE: Questi chi erano? Romeo e?
EX 210 Trombetta: Romeo e Francesco Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma la ragione per la quale dovevano fare questo viaggio, lei se la rammenta?
EX 210 Trombetta: No.
PUBBLICO MINISTERO: O meglio, l'ha mai saputa?
EX 210 Trombetta: Di preciso non mi ricordo. Non so se dovevano spostare qualche cosa. Insomma, dovevano andare là.
Non mi ricordo se io...
Non glielo so dire se loro dovevano spostare qualche cosa, o dovevano andare là per ritornare... Non so di preciso, non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Allora, per fare questo viaggio quindi che macchina adoperarono questi?
EX 210 Trombetta: Una FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Ma si ricorda il modello, il colore, la targa?
EX 210 Trombetta: Sì, una FIAT Uno 60 1100 di cilindrata, di colore blu, blu scura.
PRESIDENTE: Una FIAT.
EX 210 Trombetta: Cinque porte.
PUBBLICO MINISTERO: Ma la targa?
EX 210 Trombetta: Targata Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Roma. E questa veniva da quale, mi sembra lei abbia detto veniva da un'autosalone. Quale?
EX 210 Trombetta: Da un autosalone di Vernengo.
PUBBLICO MINISTERO: Di Vernengo.
EX 210 Trombetta: Però che questa macchina, a sua volta, ai tempi erano macchine che avevano queste ditte di noleggio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Trombetta: Che questa macchina dopo ho scoperto che l'aveva comprata Luigi Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era stata anche per le mani di Giacalone? Vuol dire questo?
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma quando questi Romeo e Giuliano presero questa macchina, a quel momento lei lo sa com'era intestata, a chi era intestata la macchina?
Lei è uno che con le macchine c'ha familiarità.
EX 210 Trombetta: Sì, ma non mi ricordo, perché la macchina ha cambiato molti proprietari. E non ricordo se era intestata a Luigi, o qualche altra persona che l'aveva già venduta. Sarebbe che lui l'aveva venduta a qualche altra persona.
Non ricordo l'intestatario della macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora qui stiamo parlando di un episodio particolare in cui partirono assieme, almeno le dissero che partivano, Romeo e Giuliano.
Ecco, ma le altre partenze, quelle di Spatuzza con la Delta rossa, una volta, due volte, quelle che sono state, delle altre persone; Giacalone che le telefona e lei poi capisce che era fuori Palermo, le telefonava da Roma.
Ecco, questi fatti, se si dovessero mettere in fila, in ordine di tempo, questo episodio di Romeo e di Giuliano che partono insieme, dove sta, all'inizio, nel mezzo, alla fine, di tutta la serie?
EX 210 Trombetta: Quella...
PUBBLICO MINISTERO: E' chiara la domanda, Trombetta?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Trombetta: Quella di... l'ultima è stata quella di Giuliano e Romeo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, lei ha detto poco fa che non ha chiaro, non ha idee e ricordi chiari sulla ragione per la quale questi due partirono da Palermo.
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma c'era stato qualche fatto accaduto prima della partenza che poi aveva dato, come dire, causa a questo viaggio?
EX 210 Trombetta: Non mi ricordo, non glielo so dire.
PRESIDENTE: Ma ha capito la domanda?
EX 210 Trombetta: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: Gliela rifaccio, via, per... Lei rammenta se prima che Romeo e Giuliano partissero era successo qualcosa che poi aveva reso necessario la partenza di queste due persone?
EX 210 Trombetta: Sì, capivo che doveva essere necessariamente partire.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Trombetta: Però non ricordo per che cosa dovevano partire. Perché facilmente non me lo dicevano e niente, a me mi interessava. Che non era compito mio sapere delle cose che...
Non mi ricordo perfettamente, però era necessario partire. Però non mi ricordo se dovevano spostare qualche cosa, o dovevano andare là.
Non so il motivo giusto, non ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha memoria dell'arresto di Giacalone?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se dovesse stabilire se era successo prima l'arresto di Giacalone, o prima la partenza di Romeo, qual era il fatto successo prima?
EX 210 Trombetta: Sì... Esatto. Ora vado ricordando un po' meglio.
Quando hanno arrestato a Giacalone, che Giacalone doveva... Sarebbe l'arresto di Giacalone, lui non si doveva permettere vendere droga, perché logicamente faceva parte del gruppo di fuoco e non lo doveva fare queste cose. In cui si aveva messo il problema.
E dovevano partire perché magari si pensava che Giacalone facesse, si collaborasse. E così loro obbligatoriamente dovevano partire per spostare qualche cosa.
Ora, così, che loro pensavano che Giacalone si pentisse.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e la ragione di questa paura che Giacalone si pentisse, stava nel fatto che Giacalone che aveva combinato, che non doveva combinare?
EX 210 Trombetta: Che lui non doveva fare, sarebbe, non doveva andare a spacciare droga, a comprare droga per rivenderla. Perché lui non si doveva permettere a fare queste cose. Perché il gruppo di fuoco non si doveva permettere di fare tutte queste cose.
Sarebbe stato un arresto che non era calcolato, per loro. E lui si era messo in difficoltà con loro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma a lei tutta questa spiegazione chi gliel'ha data, Trombetta?
EX 210 Trombetta: Non ricordo se me l'ha dato Giuliano Francesco, o Gaspare Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma visto che ora lei ha messo in collegamento i due fatti: l'arresto di Giacalone e quindi la necessità che Romeo e Giuliano partono e vanno a fare una certa operazione.
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma sul conto di Giacalone, a parte che appunto veniva guardato male il fatto che si era fatto arrestare con gli stupefacenti e tutto il resto, lei ha sentito degli altri discorsi?
EX 210 Trombetta: Che lui aveva... Gaspare aveva detto che lui aveva messo in difficoltà con la famiglia, perché lui queste cose non... non si poteva permettere di farle. E non si poteva permettere fare queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Trombetta: Come non li facevano daltronde nessuno.
In cui che, come mi ha fatto capire Gaspare, che lui era in difficoltà.
PUBBLICO MINISTERO: Ma chi era in difficoltà, Gaspare, o Giacalone?
EX 210 Trombetta: No, Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Cerchi di essere più esplicito, tanto la Corte capisce meglio di me.
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire: Giacalone era in difficoltà?
EX 210 Trombetta: In difficoltà che lui, dato che lui aveva fatto questa azione o dovevano decidere: o toglierlo della, del gruppo di fuoco o della famiglia, o non so quello che ci doveva capitare, o quello che ci doveva succedere. Non lo so come la pensavano loro.
Lui mi ha fatto capire che aveva, sarebbe c'erano problemi che lui forse lo buttavano, non... sarebbe, buttare significa uscire fuori dalla famiglia.
Dopo non so se magari lo ammazzavano, facevano, dicevano, non lo so questo.
PUBBLICO MINISTERO: Questo discorso lo ha fatto con lei, chi, specificamente?
EX 210 Trombetta: Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Spatuzza. Senta, e sempre in relazione al fatto che Giacalone era stato arrestato, ma lei sa se qualcuno si è occupato dei problemi della famiglia di Giacalone, dopo l'arresto?
EX 210 Trombetta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
EX 210 Trombetta: Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, in che termini?
EX 210 Trombetta: Mi ha dato due milioni, mi ha detto: 'vai a trovare a Matteo'.
PUBBLICO MINISTERO: Matteo è sempre il dipendente dell'autosalone?
EX 210 Trombetta: Esatto. 'E gli dai questi due milioni e gli dici che glieli porti alla moglie di Luigi'
Io ho fatto così, gliel'ho dati, sono andato a cercare a Matteo a casa e ci ho detto: 'Matteo, portaglieli alla moglie di Luigi'.
E così quello ha fatto così, gli ha portato i soldi.
PUBBLICO MINISTERO: E questo è un fatto che si è verificato più volte, o solo in questa occasione, una volta sola?
EX 210 Trombetta: Non mi ricordo. Mi ricordo che è stata una volta sola.
E un'altra volta ci ho portato della carne di maiale. Però non mi ricordo più se ho continuato a dare i soldi, o magari dopo Spatuzza glieli dava a un altro, e glieli faceva avere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei rammenta se, più o meno nel periodo in cui ci fu l'arresto di Giacalone, ci fu poi... lei ha detto: prima ci fu l'arresto di Giacalone e quindi la partenza di Romeo e di Giuliano.
EX 210 Trombetta: Esatto. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ricorda se qualcuno le parlò di qualche altra ragione di preoccupazione per la piega che prendevano un po' le situazioni in generale?
Bisogna le faccia una domanda in maniera molto generica, perché sennò finisco per suggerire la risposta.
EX 210 Trombetta: No, non mi ricordo se qualcheduno mi ha suggerito... Si pensava che Giacalone si potesse pentire.
PUBBLICO MINISTERO: E questo lo abbiamo già detto.
EX 210 Trombetta: Ma non mi ricordo...
PUBBLICO MINISTERO: Se Spatuzza si preoccupava per qualche altra cosa, assieme al rischio che Giacalone potesse collaborare, eccetera.
EX 210 Trombetta: No, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda.
Senta, Spatuzza ha mai accennato al fatto se, in questi suoi spostamenti, in queste sue trasferte - io le chiamo in questo modo - aveva fatto la conoscenza di qualcuno? Se era, aveva fatto amicizia con qualcuno, aveva avuto qualche amico?
EX 210 Trombetta: Sì, un Romano.
PUBBLICO MINISTERO: E come sta questa storia?
EX 210 Trombetta: In cui che... si è sentito che questo Romano si è fatto collaboratore. E così io ho capito che lui aveva un amico Romano. E così mi ha detto, dice: 'ora siamo nella merda, completamente'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora era preoccupato, voglio dire.
EX 210 Trombetta: Esatto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per dire una cosa di questo genere, insomma...
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Trombetta: Perché questo Romano conosceva lui direttamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma siamo nella stessa epoca in cui viene arrestato Giacalone, il periodo è quello lì, o siamo in un'epoca tutta diversa?
EX 210 Trombetta: No, in quel periodo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Trombetta: In quel periodo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Trombetta: Magari era ancora prima che arrestassero a Giacalone, giorni prima, così.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma queste trasferte, per come lei ha potuto così rendersene conto, era roba di qualche giorno, era roba, erano faccende che portavano via più tempo, erano più o meno lunghe tutte uguali? Erano invece quando, quella più breve e quella tutta più lunga?
Mi aiuti un attimino ad orientarmi fra queste possibilità.
EX 210 Trombetta: Di quale, della collaborazione del Romano, in fino a...
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Parlavo di queste partenze, no? Dice: ogni tanto, è successo almeno due o tre volte che questi sono partiti. Almeno Spatuzza, la macchina, la Delta e quello e quell'altro.
Ecco, ma erano assenze da Palermo brevi, duravano mezza giornata, una giornata, duravano qualche giorno, duravano una settimana...
EX 210 Trombetta: Senza... No, di solito partivano dopo due giorni, così. Due giorni, tre giorni, non mi ricordo bene di preciso. Ma due-tre giorni.
In cui che una volta c'è stato un ritorno, non ricordo bene se è ritornato Spatuzza e Giuliano Francesco, che sono partiti la sera e all'indomani sono ritornati, sarebbe l'indomani sera.
Non è che ci sono stati un giorno.
Non mi ricordo di preciso se erano tutti e due, o lui e qualche altra persona.
PUBBLICO MINISTERO: Allora non erano tutte lunghe uguali queste partenze, queste assenze da Palermo.
EX 210 Trombetta: No, tutti uguali... Sarebbe, quando l'assenza mancava, mancavano sempre tutti.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, voglio dire, non erano uguali come lunghezza queste assenze da Palermo.
EX 210 Trombetta: No, no...
AVV. Cianferoni: Le chiedo scusa. Sono l'avvocato Cianferoni.
Desidero formalizzare opposizione a questa domanda sotto questo profilo.
Credo che la domanda corretta sarebbe: lei sa, prima di tutto, se vi sono delle partenze, è a conoscenza?
E poi: sa quanto duravano?
E mi pare per altro che questi temi di domande siano stati sviscerati.
Ora, riporre le domande in questa maniera, dando per acquisite delle nozioni che invece non mi pare siano venute dal collaboratore, ecco, è quanto dirsi un quid di suggestivo.
PRESIDENTE: Guardi, avvocato, mi pare che...
AVV. Cianferoni: In questo senso formulo l'opposizione.
PRESIDENTE: Se ha terminato, eh. Sì, ha terminato.
Mi pare che invece il collaboratore abbia risposto su queste partenze ripetute di alcuni particolari soggetti, dandole per sicure scaglionate in un arco di tempo più lungo, o più breve, secondo quello che ha detto.
E qui si tratta soltanto di puntualizzare alcune cose. A me non sembra...
Comunque, se il Pubblico Ministero la domanda la vuol porre in una maniera un pochino più generica, faccia lui.
L'opposizione comunque non ha un vero pieno costrutto, perché la prima parte della opposizione stessa è superata dal fatto che, come leggeremo nei verbali, la risposta c'era già stata in maniera molto precisa e, se non posso dire puntuale, comunque abbastanza chiara.
PUBBLICO MINISTERO: Io avevo fatto una domanda in termini volutamente generici, quando ho chiesto a Trombetta se queste trasferte - poi ho visto che il termine trasferte non era abbastanza chiaro - allora ho parlato di assenze, da Palermo, erano tutte uguali.
E Trombetta ha capito che mi riferivo alle persone.
Allora ho cercato di uscire dall'eccesso di genericità.
Io chiederei all'avvocato Cianferoni la cortesia - Presidente, non me ne voglia, io alle volte ho bisogno buttare le cose sullo scherzo, sennò mi viene la...
PRESIDENTE: Disperazione.
PUBBLICO MINISTERO: L'avvocato Cianferoni, guardi sono in accordo che credo sia unico nella storia Giudiziaria, io congelo questa domanda, lei mi prepara il testo di come la posso formulare. Poi, alla chiusura del verbale, la formulo secondo il testo che mi suggerisce lei.
Sempre che sia d'accordo, è ovvio.
PRESIDENTE: Gliel'ha già detto.
PUBBLICO MINISTERO: O via, allora io vado avanti.
PRESIDENTE: Io vorrei fare una osservazione.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, Presidente, se mi sono preso questa libertà.
PRESIDENTE: No, no, bisogna fare una osservazione nei confronti dei difensori.
Perché questa persistenza, specialmente mia, nel respingere le opposizioni, non è preconcetta, anche perché voi avete davanti il testo delle dichiarazioni che come è palesemente evidente, il Pubblico Ministero sta seguendo pedissequamente cercando ovviamente i punti che a lui interessano - e su questo nessuno può fare osservazioni di nessun genere - mentre il problema per noi è il capire il senso di queste domande, per voi è chiarissimo.
Quindi, ad un certo punto, il fatto che non sia pertinente, il fatto che sia suggestiva, o che abbia un qualche altro difetto di quelli previsti dal Codice, come giustamente non proponibile, mi pare che realmente sia molto difficile che possa accadere. Proprio perché si è già trascritta una certa risposta.
La difficoltà per il Pubblico Ministero, che sa benissimo dove vuole arrivare, ma soprattutto per noi che invece non sappiamo assolutamente a che fini certe domande vengono poste, rende pressoché impossibile che ci sia la suggestività, la non determinatezza, ovvero ancora la non rilevanza della risposta. Voi avete le risposte davanti.
Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, voglio saper questo, Trombetta, una domanda proprio banale banale: lei è mai stato titolare, o comunque possessore di cellulari?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Si ricorda se sono stati tutti intestati a lei, o se li ha fatti intestare ad altre persone?
Perché mi pare che lei prima abbia detto che con l'utenza del lavaggio ha fatto, come dire, un po' i fuochi d'artificio con la Telecom.
EX 210 Trombetta: No, io di carattere non mi intestavo mai niente, perché come ho già detto ero perseguitato dalla Polizia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Trombetta: E così...
PRESIDENTE: Diciamo che perseguitato forse è un termine non...
PUBBLICO MINISTERO: Un po' forzato.
PRESIDENTE: ... esatto. Lei faceva una vita piuttosto irregolare, dal punto di vista del Codice...
EX 210 Trombetta: Esatto. E ci avevo sempre la Polizia addosso.
PRESIDENTE: ... e la Polizia...
EX 210 Trombetta: Così, mi riferivo così.
PRESIDENTE: Rispettiamo le diverse funzioni: lei faceva quello che riteneva di dover fare, e la Polizia era costretta a fare qualche cosa per impedirglielo.
EX 210 Trombetta: Esatto.
PRESIDENTE: O per farle impedire la ripetizione.
EX 210 Trombetta: Esatto.
PRESIDENTE: Scusi.
EX 210 Trombetta: In cui che io ho avuto due cellulari, intestato uno a mia cognata Francesca Assenza; e uno a mio fratello Trombetta Angelo. In cui un giorno, non mi ricordo bene se è venuto Giuliano e Romeo a chiedermi di, a nome di Gaspare Spatuzza, che ci servivano due cellulari.
In cui che ho preso quello mio intestato a mio fratello e quello di, diciamo il mio socio, di Costa Maurizio che era intestato al fratello Paolo, Costa Paolo. E glieli ho dati tutti e due.
Non mi ricordo o a Romeo, o a Pietro.
Mi ricordo chi me lo ha riportato, che me lo ha riportato Romeo.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Però non mi ricordo all'inizio chi sono stati dei due. O tutti e due assieme, o uno dei due. Non mi ricordo preciso a chi li ho dati.
Ma quando li ho ricevuti, me lo ricordo benissimo, perché me lo ha portato Romeo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi li aveva prestati due in una botta sola.
EX 210 Trombetta: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, allora non ho capito.
EX 210 Trombetta: Sarebbe...
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito io, mi scusi.
PRESIDENTE: Veramente anche io avevo capito in questo senso. Forse non si è spiegato bene.
Sono stati due cellulari dati in momenti diversi?
EX 210 Trombetta: No, tutti e due in un giorno.
PRESIDENTE: Ah, allora avevamo capito.
EX 210 Trombetta: Tutti e due in un giorno.
PRESIDENTE: Va bene.
EX 210 Trombetta: Però, quello mio, era frequente che lo aveva Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Per suo, cosa si intende? Quello intestato a chi?
EX 210 Trombetta: A mio fratello e dopo, successivamente, quello si è abolito, perché c'è stato dei... Insomma, sempre si sospettava della Polizia e cose, e così...
PRESIDENTE: Avete cambiato l'intestazione?
EX 210 Trombetta: No, l'ho chiuso completamente. Non ho pagato e automaticamente me lo hanno tagliato.
In cui che me n'ero fatto un altro a nome di mia cognata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma...
EX 210 Trombetta: E me lo chiedeva Gaspare: 'prestamelo'.
Non so quante volte, perché direi una fesseria. Una volta, due volte, tre volte... Perché quando me lo chiedeva ce lo davo, in cui che dopo mi è arrivata una bolletta di un milione e nove, grazie, il ringraziamento del signor Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti me, lasci perdere le ironie. Ascolti me.
Quindi, a Spatuzza, lei ha prestato più o meno frequentemente i cellulari intestati, se ho capito bene, a sua cognata...
PRESIDENTE: E a suo fratello.
EX 210 Trombetta: E a mio fratello.
PUBBLICO MINISTERO: E a suo fratello. Bene.
Però ho capito che poi c'era un altro cellulare che invece faceva capo a Costa Maurizio, al suo socio, lei ha detto.
EX 210 Trombetta: Sì, al fratello di Costa Maurizio.
PRESIDENTE: Al fratello.
PUBBLICO MINISTERO: Però era intestato al fratello.
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E anche questo cellulare lei ha detto di averlo prestato?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Più volte, o solo qualche volta, o una volta sola?
EX 210 Trombetta: Io, come mi ricordo, è stato una volta sola. Però, per sicurezza, non glielo posso dire.
Perché magari già Costa Maurizio, dietro le mie spalli, glieli prestava pure a lui, ha capito?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Trombetta: Perciò, in quella volta che lui mi hanno chiesto due telefonini, glieli ho dati io tutti e due. Però non ricordo se dopo, successivamente, se Maurizio ce lo prestava di nuovo.
Però quelli mia, frequenti, lui li usava.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E quindi, quando lei gli prestò i due telefonini insieme, ha detto che non è ben sicuro a chi li ha consegnati.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Perché il 13 di febbraio a me - via a me e al dottor Nicolosi, la interrogavamo assieme -, questo episodio lo riferì nello stesso modo, però con questa precisazione.
Vediamo se ritrovo il punto esatto del verbale.
Lei disse così, vediamo se era... Eccoci qua:
"Una volta" - siamo a pagina 7 della pagina del verbale, dell'interrogatorio - "Una volta poi consegnai quello intestato a mia cognata e quello del Costa a Spatuzza e a Olivetti".
Ecco, qui lei aveva fatto una affermazione più diretta, più specifica: tutti e due i telefoni consegnati direttamente a Spatuzza e a Olivetti.
Pensa che potesse essere, questa indicazione, una indicazione sicura, una indicazione fatta con un margine di incertezza... Perché vedo che oggi non se lo ricorda com'è andato questo fatto.
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi aiuti lei a capire se era più affidabile quel ricordo di qualche mese fa, o se invece anche quel ricordo lì va preso con cautela.
EX 210 Trombetta: Sarebbe, io mi ricordo...
Sarebbe, mi ricordo, come gli ho detto, che mi ha chiesto due telefonini. Però di preciso non mi ricordo se glieli ho dati a Olivetti, o a Spatuzza stesso e magari me lo ha riportato Romeo. Non glielo so dire.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, si ricorda se dette entrambi i telefonini, entrambi i cellulari in relazione a qualche cosa di particolare, oppure semplicemente perché le furono chiesti senza tante spiegazioni?
EX 210 Trombetta: No, no. Non è che loro davano molte spiegazioni. Ci servivano e basta.
Non è che... Non mi ricordo perché se me lo avevano detto di... a che serviva.
Difficile che loro dicevano per che cosa serviva, perché logicamente servivano, potevano succedere... io ci sapevo rispondere. Di solito magari non mi dicevano mai niente, però non mi ricordo di preciso se in quel momento mi hanno detto qualche cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Le devo chiedere ancora due o tre cose, non di più. Mi pare che lei stamattina, quando abbiamo cominciato l'esame, abbia fatto il nome di Tutino Vittorio, è vero?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma il nome di questa persona, e quindi questa persona, si raccorda a tutte le situazioni di cui abbiamo parlato oggi. Ormai abbiamo parlato di molti fatti, abbiamo parlato nel pomeriggio di partenze, di spadini, di cellulari, di automobili, stamani abbiamo parlato di estorsioni, danneggiamenti, furti.
Ecco, ma il signor Tutino Vittorio lei l'ha nominato stamani mattina quasi nelle prime battute di questo esame. Ecco, in relazione a tutte queste situazioni c'entra qualcosa, o non c'entra niente?
EX 210 Trombetta: Non glielo so dire questo. Lui faceva parte della famiglia di Brancaccio, di Gaspare Spatuzza e tutte le persone che... però non so se lui entra in questi discorsi.
PUBBLICO MINISTERO: Allora io da questo deduco che il signor Tutino non veniva alle riunioni nel suo lavaggio?
EX 210 Trombetta: No, lui veniva nel mio lavaggio.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
EX 210 Trombetta: Però non era assiduo, lui molto più raro veniva. O quando ci rubavano la macchina, o quando aveva un problema nella macchina, così, non è che lui veniva assiduo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le dice qualcosa il cognome Cannella?
EX 210 Trombetta: Cannella sarebbe...
PUBBLICO MINISTERO: No, le domando se il cognome Cannella lei lo associa a qualche persona di sua conoscenza?
EX 210 Trombetta: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Conosce nessuno con il soprannome di Fifetto?
EX 210 Trombetta: Fifetto l'ho sentito dire, però non mi ricordo...
PUBBLICO MINISTERO: Ora le debbo segnalare - sottoforma di contestazione - che a luglio dell'anno scorso, quando l'ha interrogata il dottor Patronaggio, il 5 di luglio del '96, quindi il verbale è intestato alla Procura della Repubblica di Palermo, in una dichiarazione che è riportata qui a pagina 3, lei dice:
"Conosco Cannella Cristoforo..." non l'ha detto a me, l'ha detto al dottor Patronaggio della Procura di Palermo.
"Conosco Cannella Cristoforo in quanto ho accompagnato diverse volte Spatuzza nel suo negozio di abbigliamento..."
EX 210 Trombetta: Sì, sì, in via Oreto sì, ora ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, e allora perché oggi non se lo ricordava più?
EX 210 Trombetta: Sarebbe, io gli ho detto che l'ho sentito dire questo, però non mi ricordavo chi era la persona. Questo Fifetto Cannella aveva, prima di averlo in via Oreto il negozio di abbigliamento, l'aveva a piazza dei Signori, in cui di là ha chiuso, non so come, e è andato a finire in via Oreto.
In cui che qualche volta, spesso e volentieri, accompagnavo a Spatuzza. Io arrivavo con la macchina, lui scendeva, parlava cinque-dieci minuti e usciva e se ne andava.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo nel periodo in cui lei faceva da autista a Spatuzza, per intendersi?
EX 210 Trombetta: No, questo nei periodi che io, all'inizio che... diciamo all'inizio, dopo qualche anno, un anno e mezzo che conoscevo Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, non ancora lei aveva cominciato a fare l'autista a Spatuzza.
EX 210 Trombetta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Ecco, le chiedo ancora due cose. Lei conosce una persona che di cognome si chiama Fumuso?
EX 210 Trombetta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
EX 210 Trombetta: Fumuso Antonino.
PUBBLICO MINISTERO: Mi spiega in che situazione colloca questa persona?
EX 210 Trombetta: Questo Fumuso Antonino era un amico mio che mi aveva fatto dei lavori, lui faceva il muratore e aveva una ditta, aveva degli operai che facevano i muratori, che in cui che mi ha fatto i lavori nel lavaggio.
In cui che abbiamo fatto una buona amicizia e così abbiamo rimasto intimi amici. In cui che dopo c'è stato che Fumuso aveva un parente che non so se era parente di sua madre o di suo padre, sarebbe cugino, la madre di questo Gaetano Buscemi con la madre di Fumuso. Non so se erano cugini loro, o magari Gaetano stesso cugino con la madre di Fumuso.
In cui che io avevo fatto una buona amicizia, familiare, eravamo amici di famiglia e così una volta mi chiamò Spatuzza e mi dice: 'Agostino, tu conosci a Gaetano Buscemi?'
Ci ho detto: 'sì, lo conosco'.
Dice: 'tienitelo vicino che dopo ti dico che dobbiamo fare'.
Va be', sarebbe io già riferivo, me lo immaginavo che significava tienitelo vicino, che quello doveva morire.
Siccome assieme a questo ragazzo, Gaetano Buscemi, camminava sempre Nino Fumuso, in cui erano sempre assieme giorno, non dico notte ma sera, e così loro... Ora, essendo che io ero molto amico con Fumuso e pure con Gaetano, io per un domani Gaspare di dirmi a me: 'vieni e lo viene a prendere', sarebbe 'portamelo', io ho litigato con questo Gaetano. Ho preso una scusa, cosa, e siamo litigati, così ci abbiamo avuto la distanza.
PUBBLICO MINISTERO: Con chi l'ha avuta la distanza lei?
EX 210 Trombetta: Con Gaetano Buscemi, che già io immaginavo che lui doveva morire, una volta che dice: 'stacci vicino', già io me lo immaginavo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei ci litigò apposta con Buscemi?
EX 210 Trombetta: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Lei ci litigò con Buscemi.
EX 210 Trombetta: Apposta.
PUBBLICO MINISTERO: Apposta.
EX 210 Trombetta: Esatto. In cui automaticamente ho litigato, non è che abbiamo fatto a pugni, litigato così, a parole, non è che... vedevo che Fumuso Antonino, Francesco aveva sempre contatti con suo cugino e io sempre immaginare, ho fatto a Nino, ci ho detto a Nino Fumuso: 'Nino, non c'hai lavori che devi fare tu fuori Palermo? Vattene là, non camminare con nessuno, statti solo, qua e là'.
E così lui ha immaginato, sapendo che io avevo delle amicizie, cose, che lui conosceva, Fumuso, così ha fatto capire a suo cugino che doveva morire.
Logicamente: 'chi te l'ha detto?' E è uscito il mio nome. Ma non che io ce l'avevo detto direttamente a Gaetano Buscemi. Avevo detto così che magari quello si evitava di camminare con il cugino, perché quando uno è segnato non ci può niente.
E così, non mi ricordo il periodo che è passato, questo Gaetano Buscemi muore.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Trombetta: In cui che Gaetano Buscemi quando muore, prima di morire dice che gli ha detto - questo me lo racconta Romeo Pietro - che dice che sapeva che doveva morire e chi gliel'ha detto e dice che Gaetano Buscemi gli ha detto che sono stato io: 'a me me lo disse il Trombetta'. In cui che così io ho preso un rimprovero da Romeo Pietro, da Gaspare Spatuzza e da Lo Nigro Cosimo.
PUBBLICO MINISTERO: Se l'è cavata con un semplice rimprovero lei?
EX 210 Trombetta: Eh. Non so però in avvenire quello che doveva succedere. Che logicamente dopo che è successo... che sono successi tutti questi casini di latitanti, scappare a destra, chi è scappato a sinistra, non so se dopo mi doveva arrivare qualche cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha mai sentito parlare di un certo Caruso Salvatore?
EX 210 Trombetta: Caruso Salvatore?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Trombetta: Un Caruso lo conosco, però io lo chiamavo al Caruso "il codino", portava il codino. Che era una persona che ha avuto problemi con la giustizia, era imputato di un omicidio, due omicidi di una donna russa sempre della zona. In cui che questa persona è scomparsa.
PUBBLICO MINISTERO: Che ne sa di questa scomparsa?
EX 210 Trombetta: Di questa scomparsa so per tramite di Ciaramitaro, che era un intimo amico di Ciaramitaro Giovanni, che lo prendeva, l'ha preso con una scusa che a lui ci serviva un motore di una Peugeot 205 diesel, mi sembra e così lui con questa scusa ci ha detto, Ciaramitaro a Caruso: 'la macchina ce l'ho, vieni e l'andiamo a smontare' e quello ci è andato. E se ne sono andati nel villino di Giuliano Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Quello di Bolognetta?
EX 210 Trombetta: Sì. Una volta che sono arrivati là, sarebbe che c'era Spatuzza, Cosimo Lo Nigro, Giuliano Francesco, questo Romeo.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', e c'è stata la scomparsa.
EX 210 Trombetta: E c'è stata la scomparsa. Che poi della scomparsa, quello per smontare il motore aveva preso dei ferramenti - per smontare il motore della macchina si è portato i ferramenti - che questi ferramenti dopo me li ho presi io, sarebbero conservati diciamo in un forno di pizzeria. Perché io sono arrivato là, l'ho visti e una volta che avevo l'officina me l'ho preso e me lo sono portato.
In cui che dopo mi ha fatto vedere la macchina, che era tutta bruciata e sarebbe che la macchina non poteva risalire il proprietario chi era quando la trovavano. Questo solo.
PUBBLICO MINISTERO: L'ultima domanda: lei ha conosciuto una persona che si chiama Benigno Salvatore?
EX 210 Trombetta: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ne ha mai sentito parlare?
EX 210 Trombetta: Personalmente no. Questo nome e cognome non mi dice niente a me.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, in quell'interrogatorio proprio che ha reso a noi, al Pubblico Ministero quindi di Firenze, a pagina 9 del verbale, io le leggo la sua dichiarazione:
"Non ho mai conosciuto Benigno Salvatore di Misilmeri, che veniva chiamato..."
EX 210 Trombetta: Ah, sì, sì, che qua io... lo soprannominavano "u' picciriddu" mi sembra, se non sbaglio.
PUBBLICO MINISTERO: E allora le viene in mente qualcosa?
EX 210 Trombetta: Sì, sì, ora sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
EX 210 Trombetta: Che Spatuzza mi aveva detto, quando l'hanno arrestato, che era uno che apparteneva alla famiglia nostra e che era un bravo ragazzo. In cui che c'è stato pure un periodo che io avevo rubato un furgone Ford diesel rosso, in cui che già in un giorno e l'altro gli avevo fatto danno, gli avevo smontato il motore e altre cose.
E così sarebbe che la provenienza era di Misilmeri. Non me l'ha detto nessuno che il furgone era di Benigno, ma facilmente gli interessava a lui. Una volta che il furgone era di là, è arrivata subito la notizia... Però io Benigno Salvatore non l'ho mai conosciuto. Soltanto che Gaspare mi ha detto che era vicino alla famiglia, era una persona del gruppo.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, il mio esame sarebbe concluso. Quella domanda che era stata negoziata con l'avvocato Cianferoni, io la posso anche rinunziare a questo punto. Magari gliela fa l'avvocato Cianferoni in sede di controesame, viene meglio.
PRESIDENTE: Ora vorrei sapere se, a parte le parti civili, i difensori hanno molte domande perché siamo prossimi al termine più o meno prospettato.
Le parti civili hanno domande? I difensori?
AVV. Cianferoni: Personalmente dieci minuti, avvocato Cianferoni.
PRESIDENTE: Non ho capito avvocato.
AVV. Cianferoni: Non più di dieci minuti, personalmente.
PRESIDENTE: Se lei crede... Ci sono altri che devono fare domande?
AVVOCATO Pepi: Sì, anche l'avvocato Pepi. Anche lei?
AVVOCATO: Avvocato... mi riservo.
PRESIDENTE: Pepi, lei più o meno quanto? Volevo sapere cioè se è opportuno fare una sospensione, o se possiamo proseguire per vedere di essere liberi quando, fra venti minuti, mezzora probabilmente ci chiameranno.
AVVOCATO Pepi: Sì, anch'io non è tanto, un quarto d'ora, venti minuti massimo.
PRESIDENTE: Bene, allora proviamo ad andare avanti.
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni. Signor Trombetta buonasera.
EX 210 Trombetta: Buonasera.
AVV. Cianferoni: Senta, vorrei sapere il motivo che l'ha portata a decidere di collaborare con la giustizia.
EX 210 Trombetta: Sarebbe io non avevo di bisogno della mafia per vivere, perché logicamente io, pure illecito, che rubavo, non avevo di bisogno di loro. Mi ho creato un lavaggio da solo, mi ho creato tutto da solo e non mi piacevano le persone quelle che erano, in cui come infatti cercavo di allontanarmi e invece mi sono trovato in queste condizioni. Ringrazio moltissimo Gaspare Spatuzza che sono andato a finire in questi discorsi.
Ho collaborato perché non ero io la persona, magari diciamo che non era all'altezza della situazione e ho deciso di collaborare.
AVV. Cianferoni: Senta, Pietro Carra lo conosce lei, vero?
EX 210 Trombetta: Chi?
AVV. Cianferoni: Carra Pietro.
EX 210 Trombetta: Sì.
AVV. Cianferoni: Come lo conosce, qualcuno gliel'ha presentato?
EX 210 Trombetta: Sì. Francesco Giuliano.
AVV. Cianferoni: Vi vedevate spesso con il Carra?
EX 210 Trombetta: Sì, sì. Eravamo amici, pure andavamo a mangiare qualche volta fuori con la famiglia.
AVV. Cianferoni: Lei ci è mai stato nella sua ditta di camion? Sa, prima di tutto, se il Carra c'ha una ditta di camion?
EX 210 Trombetta: Chi, lui?
AVV. Cianferoni: Sì.
EX 210 Trombetta: Aveva... sarebbe, non so se lui aveva una ditta, sarebbe lui l'aveva perché faceva il camionista per mestiere, però sapevo che era fallito. Il fratello ce l'ha attuale una ditta di spedizioni. Di famiglia, il padre l'aveva pure.
AVV. Cianferoni: Comunque lei non c'è mai andato nei magazzini.
EX 210 Trombetta: I magazzini di Carra?
AVV. Cianferoni: Sì.
EX 210 Trombetta: Io quello che c'ho conosciuto era uno solo, in via Messina Marina, accanto lì la pompa benzina Agip. Non era proprio un magazzino, era un posteggio, che lui ci posteggiava i mezzi.
AVV. Cianferoni: Ecco, in particolare lei qualche automezzo del Carra lo ha mai visto, qualche autotreno, qualche rimorchio?
EX 210 Trombetta: Io ce n'ho conosciuto uno, che era un FIAT mi sembra rosso, o FIAT o Volvo, non mi ricordo bene. Insomma, che era rosso, vecchio, malandato. Però i mezzi tutti non li conoscevo perché...
AVV. Cianferoni: Lei lo vedeva girare su questo autotreno rosso malandato?
EX 210 Trombetta: Sì, una volta... due volte l'ho visto così, dopo lo vedevo sempre posteggiato dentro il magazzino. Però di preciso non so se era intestato a lui, o era il suo, o era prestato. Che non mi interessavano queste cose.
AVV. Cianferoni: Stamattina ha parlato, mi pare, di un furgone 238 rosso con un vano nascosto.
EX 210 Trombetta: Sì.
AVV. Cianferoni: Per quella che è la sua conoscenza, ce ne sono parecchi di automezzi così?
EX 210 Trombetta: Sì. Ma no intestato a Romeo Pietro, perché quello era intestato a Romeo Pietro.
AVV. Cianferoni: D'accordo, ora volevo sapere solo le modalità di quel camion, ha capito.
Per quanto riguarda gli spadini, le faccio questa domanda, è sicuro che con gli spadini che ha descritto lei si possano aprire anche le berline della Lancia? Sa perché glielo chiedo, perché se non ricordo male le chiavi della Lancia sono fatte in una certa particolare maniera. Ora non è che lei ci deve dire tanto di più, queste sono cose che casomai si accertano in un'altra maniera.
EX 210 Trombetta: No, io glielo spiego...
AVV. Cianferoni: Ecco, mi spieghi.
EX 210 Trombetta: ... perché infondo era una mia passione le macchine. La chiave della FIAT con quella della Lancia non è che sono molto differenti, cambiano l'impugnatura come modello, ma come chiave si somigliano.
AVV. Cianferoni: Come chiave cosa intende lei, come dentatura?
EX 210 Trombetta: Sì.
AVV. Cianferoni: Ascolti, per quanto riguarda sempre il Carra, ultima domanda, lei ricorda, riesce a ricordare se nel '93, nell'anno 1993 aveva rapporti con questa persona?
EX 210 Trombetta: Io?
AVV. Cianferoni: Sì.
EX 210 Trombetta: Non glielo so dire quando l'ho conosciuto di preciso.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Va bene, non ho altre domande, grazie.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Pepi: Avvocato Pepi.
Senta signor Trombetta, lei ha già spiegato al precedente difensore i motivi che l'hanno indotta a collaborare. Io le volevo chiedere, prima di questo momento qual erano le sue condizioni economiche anche in relazione alla sua attività commerciale?
EX 210 Trombetta: Non è che andavano male, andavamo benissimo. Non è che io stavo male finanziariamente, o avevo problemi di soldi, questo non me ne aggravo mai. Perché problemi di soldi non ho avuto mai. Non ero miliardario, non ero ricco, però potevo vivere abbastanza discreto.
AVVOCATO Pepi: E attualmente quali sono le sue condizioni economiche? Lavora attualmente, oppure è solo sotto protezione e non fa nessun lavoro?
EX 210 Trombetta: Io sono sotto protezione.
AVVOCATO Pepi: Sì, questo lo so, lo sappiamo tutti. Ma qual è la sua situazione patrimoniale in questo momento? Percepisce uno stipendio?
EX 210 Trombetta: Sì.
AVVOCATO Pepi: Quando percepisce?
EX 210 Trombetta: Sarebbe, io non credo che sono autorizzato a dire la cifra in questo momento.
PRESIDENTE: Lei è autorizzato.
EX 210 Trombetta: Ah. Io prendo 2 milioni 650 al mese, ho tre figli, una moglie e devo pagare luce, acqua, gas, telefono e comprarci pure gli abiti ai bambini. Questo ci dico una co... che sarebbe, non è che faccio una vita da ricco e neanche sono abbastanza giù.
AVVOCATO Pepi: Senta, le volevo chiedere, lei ha parlato di aver spesso partecipato a furti di auto e ha anche spiegato determinati fatti.
EX 210 Trombetta: Sì.
AVVOCATO Pepi: Io le chiedo, ma era lei personalmente che provvedeva ai furti, oppure individuava le auto e altre persone provvedevano ai furti?
EX 210 Trombetta: L'ho detto precedentemente, che le macchine si rubavano... qualcheduna la rubavo io, qualche altra me la facevo portare, che già ho detto in altre circostanze, così. Non è che tutto quelle che rubavo, le rubavo io. Qualcheduna, il resto me le portavano.
AVVOCATO Pepi: Senta Trombetta, lei conosce Ciaramitaro Giovanni?
EX 210 Trombetta: Sì.
AVVOCATO Pepi: Sa se questa persona ha una sorella maggiore?
EX 210 Trombetta: Sorella maggiore?
AVVOCATO Pepi: Sì.
EX 210 Trombetta: Ma quello che so io ce n'ha tante, mi sembra sono cinque o sei sorelle.
AVVOCATO Pepi: Sa mica se una di queste sorelle, questa sorella maggiore tentò di avvelenarsi, o si avvelenò?
EX 210 Trombetta: No, questo non... sarebbe, non è che...
AVVOCATO Pepi: Cioè, non lo sa o non lo ricorda?
EX 210 Trombetta: Non ricordo il particolare.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ha detto oggi al dibattimento che nel suo autolavaggio venivano varie persone, tra cui lei a un certo momento ha detto che forse ricorda che anche una volta sarebbe venuto Pizzo. Però in istruttoria lei avrebbe escluso in maniera categorica che Pizzo fosse mai venuto all'autolavaggio.
Io vorrei sapere da lei qual è la versione esatta, cioè se Pizzo non è mai venuto, o se è venuto una volta?
EX 210 Trombetta: Pizzo una volta è venuto, però io ho ripetuto che magari inavvertitamente prima ho dimenticato il particolare, o non so le circostanze come sono andate tempo fa perché, ho ripetuto, mi è morta la moglie... la mamma, la moglie ce l'ho che la devo ricoverare. Perciò si immagina le condizioni che sono io.
AVVOCATO Pepi: Sì, ma io questo me lo immagino signor Trombetta, però...
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere soltanto, lei conferma che non è mai venuto, o conferma che...
EX 210 Trombetta: Io confermo che una volta lui è venuto, che mi trovavo io. Non è che era il tipo che lui stava molto, perché lui è venuto una volta e se n'è andato. Due minuti, così e se n'è andato e basta, così.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei sa dove abita a Palermo, Pizzo?
EX 210 Trombetta: Sì. In via Conte Federico.
AVVOCATO Pepi: Lei prima ha parlato di furti di auto, ecco, e allora io le faccio una domanda un po' particolare: si è mai rivolto a lei qualche persona a cui avevano rubato l'auto per aiutarlo a ritrovarla dicendo 'sai mica...'
EX 210 Trombetta: Sì, sì.
AVVOCATO Pepi: Sì? Varie persone?
EX 210 Trombetta: La maggior parte quasi tutti. Perché ero io quello che dovevo trovare le macchine. In cui pure Pizzo ci hanno rubato una Y10, lui aveva... era pure amante, che aveva una Transalp di colore nera e grigia, l'ultimo tipo e era pure amante, come ho detto poco fa, della bicicletta. Si allenava con la bicicletta.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ha parlato anche di rapporti fra Spatuzza e Pizzo. Io vorrei chiederle ma che tipi di rapporti erano: lei è a conoscenza che Pizzo e Spatuzza si conoscessero fin da bambini?
EX 210 Trombetta: Sarebbe... fin da bambino, no. Ma che erano molto amici, sarebbe... che erano intimi amici, sì. Ma se si conoscevano da bambini non lo so.
AVVOCATO Pepi: Senta, poi lei ha parlato di un episodio di due sempre relativi a queste due persone, relative a delle biciclette.
Ecco, io vorrei che su questo fosse più preciso. Se si ricorda in che anno, in che periodo, dove è che si sarebbe verificato questo incontro?
EX 210 Trombetta: Che cosa? Che...
AVVOCATO Pepi: Lei ha parlato a un certo momento di aver visto Pizzo e Spatuzza in bicicletta perché amavano entrambi fare passeggiate in bicicletta.
EX 210 Trombetta: Certo.
AVVOCATO Pepi: Ecco, lei si ricorda l'anno, il periodo, se era caldo, se era freddo, se era...
EX 210 Trombetta: Caldo, periodo estate. Eravamo a mare, gliel'ho detto.
AVVOCATO Pepi: Sì, ma l'anno non se lo ricorda?
EX 210 Trombetta: L'anno mi sembra che è stato '95.
AVVOCATO Pepi: Senta, ma in quell'occasione era la prima volta che lei vedeva Pizzo o l'aveva già visto altre volte?
EX 210 Trombetta: No, non mi ricordo se l'avevo visto già precedentemente o quel periodo.
AVVOCATO Pepi: Senta, ma lei poi ha parlato in relazione alle automobili, che Giuliano sarebbe andato fuori Palermo con degli spadini.
Ma, sa esattamente dove sarebbe andato oppure no?
EX 210 Trombetta: Sì. Sarebbe... per tramite che loro sempre non è che erano gente che quello che facevano non lo sapeva nessuno.
Erano gente pure grandiosa. Si facevano le cose a grande. Se ti dovevano fare sapere una cosa, te la facevano sapere. E così mi ha fatto capire che era andato a Roma.
AVVOCATO Pepi: Sì, però è stato - da quello che sento io - più che altro una sua sensazione; non è che nessuno gli abbia detto esattamente che uno è andato a Roma.
EX 210 Trombetta: No. Sarebbe quando è partito con Romeo, me l'ha detto che è andato a Roma.
AVVOCATO Pepi: Chi gliel'ha detto?
EX 210 Trombetta: Lui. Che doveva viaggiare, ci serviva una FIAT Uno, una macchina targata diciamo, d'Altitalia, non Palermo. E neanche targata Sicilia.
L'importante è che era che so?, Milano, Roma, Genova. Tutti i tipi di città, non è che...
AVVOCATO Pepi: Ma si ricorda la data di questo viaggio oppure no?
EX 210 Trombetta: L'ho detto: era l'ultimo viaggio che avevano fatto loro.
AVVOCATO Pepi: Sì. L'ultimo, sa, mi dice poco perché l'ultimo... se mi dice più o meno in che anno, in che mese... Non pretendo il giorno.
EX 210 Trombetta: Non me lo ricordo, non glielo posso dire. Non è che mi ricordi bene.
AVVOCATO Pepi: Senta, ma lei si ricorda, visto che mi sembra che spesso si ricordi un po' poco, lei si ricorda le date delle stragi per cui vi è questo processo?
EX 210 Trombetta: No.
AVVOCATO Pepi: No. Nemmeno una?
Senta, durante il periodo in cui lei ha deciso di collaborare con la giustizia, ha avuto modo di avere dei rapporti con Pietro Romeo e Ciaramitaro Giovanni?
EX 210 Trombetta: Non l'ho capito.
PRESIDENTE: Se quando decise o poco prima di decidere di collaborare, aveva avuto rapporti con Pietro Romeo o Ciaramitaro?
EX 210 Trombetta: Tipo loro che era già collaboratori?
PRESIDENTE: Questo non glielo so dire. La domanda...
EX 210 Trombetta: Non l'ho capito la domanda bene quello che...
PRESIDENTE: L'avvocato chiede, mi pare che sia semplice, se poco prima o nel tempo in cui decise di collaborare, aveva rapporti con Ciaramitaro o Pietro Romeo o tutti e due?
EX 210 Trombetta: No.
AVVOCATO Pepi: No. Senta, un'altra domanda: mi sembra che abbia già risposto ma vorrei avere proprio la certezza che abbia risposto in questo modo.
Quando le ho fatto la domanda se lei era... si era rivolto a lei alcune persone per recuperare auto rubate, se è venuto una volta anche Pizzo per una occasione di questo genere?
EX 210 Trombetta: No. Io non l'ho detto 'è venuto'. Lui mi è venu... sarebbe, non è che è venuto. Io mi trovavo con Spatuzza sul Conte Federico e lui era là che ci mancava la macchina e abbiamo parlato. E mi ha detto, dice: 'guarda, m'ha rubato la macchina ... e ritrova la macchina'.
Ero io, Spatuzza e lui.
Infatti questa macchina non so, non si è trovata più, non mi ricordo, l'ha ritrovata lui, lui stesso. Non mi ricordo.
AVVOCATO Pepi: Quindi, direttamente da lei Pizzo non è mai venuto?
EX 210 Trombetta: C'ho detto che è venuto una volta sola.
AVVOCATO Pepi: Senta, l'ultima domanda: lei quando ha parlato che a un certo momento di un passaggio di due persone su due macchine, altre due che le avrebbero seguite con un'altra macchina per andare poi al negozio di Grigoli dove avrebbe incontrato, visto Pizzo - che lei ha definito "Topino", aver saputo dopo chiamarsi Pizzo - dico, lei sa il motivo per cui Pizzo era lì se poteva essere un motivo di acquisti visto che il Grigoli aveva un negozio di abbigliamento, di vestiario, quindi poteva trovarsi lì Pizzo per acquistare delle...
EX 210 Trombetta: No. Io ho detto le persone che ho visto, ma non sarebbe... non so perché i motivi si trovavano là.
AVVOCATO Pepi: Ecco.
EX 210 Trombetta: Se dovevano partire assieme, se qualcheduno aveva a rimanere. Questo io non lo so.
So soltanto che l'ho visti là, ho stato due minuti, Gaspare non mi ricordo che cosa mi ha detto o mi ha dato. E così, ho girato la macchina e me ne sono andato.
Dopo io non è che mi interessavo nelle cose loro.
AVVOCATO Pepi: Senta, proprio l'ultima domanda, che forse però indirettamente mi ha anche già risposto.
E' mica a conoscenza se la sorella di Ciaramitaro ebbe a avere una relazione o comunque si innamorò di Salvatore Giuliano?
EX 210 Trombetta: A me questo sarebbe... fissato qualche pallata, così, però ripeto non è che sono un tipo che mi ... e mi interessava. Non so i motivi se era vero, se non era vero. Non lo so questo.
AVVOCATO Pepi: Bene, non ho altre domande. Grazie.
PRESIDENTE: Mi pare che c'è la signorina che deve far domande?
AVVOCATO Gennai: Sì, signor Presidente, ma c'è stato un equivoco con il mio assistito e no ho domande.
PRESIDENTE: Allora, prima di fare...
AVVOCATO Florio: Chiedo scusa, Presidente. Mi ero riservato ma sarò brevissimo.
PRESIDENTE: Non facciamo scherzi.
AVVOCATO Florio: No. Come spero possa dire, essere il mio solito: sarò brevissimo.
PRESIDENTE: Va bene. Avanti.
AVVOCATO Florio: Buongiorno signor Trombetta.
EX 210 Trombetta: Buongiorno.
AVVOCATO Florio: Senta Trombetta, ecco, lei ha prima raccontato di alcuni rapporti con il signor Cosimo Lo Nigro.
Io volevo sapere se lei durante questa conoscenza, ha mai avuto modi di riparare un furgone al signor Lo Nigro.
EX 210 Trombetta: C'ho riparato un furgone e ce l'ho venduto pure io.
AVVOCATO Florio: Lei ha venduto un furgone a Lo Nigro?
EX 210 Trombetta: Sì. Io c'ho venduto un furgone, un OPEL.
AVVOCATO Florio: Senta, lei ebbe modo di vendere anche un Fiorino insieme al suo socio il signor Costa?
EX 210 Trombetta: Sì. Prima di venderci il furgone...
AVVOCATO Florio: Prima di vendere...
EX 210 Trombetta: ... l'OPEL, c'avevo venduto un Fiorino.
AVVOCATO Florio: Ho capito.
Senta l'autolavaggio è nella zona dello Sperone, m'è parso di capire.
Io volevo sapere che zona è, se è una zona popolare, residenziale, è una zona...
EX 210 Trombetta: La zona Sperone?
AVVOCATO Florio: Sì.
EX 210 Trombetta: Una zona popolare, non è che...
AVVOCATO Florio: Ecco, perché a me risulta che sia anche zona abbastanza, purtroppo, abbastanza frequentata da quella microcriminalità...
EX 210 Trombetta: Se lei gira Palermo, i quartieri sono tutti con la criminalità. Non è che...
AVVOCATO Florio: No, no. Ma io parlo: microcriminalità, criminalità spicciola, che ne so?, piccolo traffico di droga, piccoli furti, scippi.
EX 210 Trombetta: Sì, questo sì.
AVVOCATO Florio: Ecco, ma c'è molta Polizia allora che circola in quella zona?
EX 210 Trombetta: Sì. Certo.
AVVOCATO Florio: Senta, lei ha parlato dei rapporti con Carra Pietro, con cui - se ho ben capito - andava a fare estorsioni, danneggiamenti vari.
EX 210 Trombetta: No. Io con Carra Pietro, mai l'ho detto.
AVVOCATO Florio: Ecco, comunque Carra Pietro faceva parte di quel gruppo... lei ha notizia, mettiamola così, di danneggiamenti, estorsioni, fatte da Carra Pietro.
EX 210 Trombetta: Sì. Dopo che sarebbe sciolto il mio gruppo dell'estorsione, si è fatto un gruppo che l'ho detto, era Ciaramitaro, Carra Pietro, Salvatore Faia e...
AVVOCATO Florio: Ma lei sa quando Carra Pietro è entrato in Cosa Nostra?
EX 210 Trombetta: ... e Giovanni Garofalo.
AVVOCATO Florio: Lei sa quando, se lo sa ovviamente, quando Carra Pietro è entrato in Cosa Nostra? Ha cominciato a frequentare le strutture di Cosa Nostra?
EX 210 Trombetta: Ma lui già con Pippo Giuliano si conosceva da molto tempo, da anni penso. Non lo so precisamente quando è entrato nel far parte di Cosa Nostra.
AVVOCATO Florio: Comunque anni addietro, ecco, diciamo.
EX 210 Trombetta: Questo sì.
AVVOCATO Florio: Un'ultimissima domanda: lei sa collocarmi nel tempo l'arresto di Giacalone Luigi?
EX 210 Trombetta: Sì.
AVVOCATO Florio: In che anno è stato?
EX 210 Trombetta: No, sarebbe l'anno che l'hanno arrestato, non me lo ricordo.
AVVOCATO Florio: L'anno.
EX 210 Trombetta: L'anno che l'hanno arrestato?
AVVOCATO Florio: Sì.
EX 210 Trombetta: No, non me lo ricordo.
AVVOCATO Florio: Non ho altre domande, grazie.
PRESIDENTE: Non ce ne sono altri interventi?
Allora, prima di fare il rinvio, il Pubblico Ministero ci comunica il programma.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, volevo informare i difensori in vista delle udienze successive dunque, che è in deposito nella segreteria del Pubblico Ministero il verbale delle dichiarazioni rese da Ganci Calogero in un dibattimento in Corte di Assise a Palermo il 13 agosto 1996.
Il programma prevede sabato 26, Di Maggio.
PRESIDENTE: Di luglio.
PUBBLICO MINISTERO: Luglio, va beh.
PRESIDENTE: Siamo di luglio.
PUBBLICO MINISTERO: E' vero. Allora, Di Maggio.
PRESIDENTE: Di Maggio, ah, scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Di Maggio è il cognome.
PRESIDENTE: Io non avevo voluto fare una battuta di spirito. No, credevo che fosse un attimo di distrazione.
PUBBLICO MINISTERO: Di Maggio, sabato 26.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi il 28, Di Matteo; il 29, Ganci per l'appunto e il 30 Patti.
PRESIDENTE: Bene. L'udienza allora riprende il 26 alle ore 9.00. Traduzione degli imputati detenuti. Buonasera.
*EX 210 Trombetta: Buonasera.