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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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UDIENZA 13.6.1997


*EX 210 Spataro: Spataro Salvatore, nato a Palermo il 25/05/64.
PRESIDENTE: Il P.M. ci dice allora questo viene sentito come ex 210?
PUBBLICO MINISTERO: Le ragioni sono assolutamente analoghe a quelle già illustrate dal dottor Nicolosi in relazione alla persona che è stata esaminata precedentemente.
Quindi, sono collegate sia ad un procedimento penale per favoreggiamento o per procurata inosservanza di pena attribuito al signor Spataro in relazione ai signori Graviano, accertato in occasione dell'arresto degli stessi a Milano il 27 gennaio del '94; nonché ancora l'esistenza di un procedimento penale a carico del signor Spataro per quanto mi risulta, davanti alla Procura della Repubblica di Palermo per associazione mafiosa salvo se per altro.
E questo caso mai può essere chiesto al signor Salvatore Spataro.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Sotto questo profilo, sotto questo profilo i presupposti per cui si è ritenuto che la persona debba essere sentita con queste forme, sono quelli già rappresentati per la posizione di D'Agostino.
Mi pare di vedere alle mie spalle anche il difensore del signor Spataro.
PRESIDENTE: Il difensore presente, è l'avvocato?
AVVOCATO: Manfredo Fiermonti in sostituzione dell'avvocato Luigi Ligotti.
PRESIDENTE: Allora, lei viene sentito come imputato per reato o procedimento connesso. Ha la facoltà di dichiarare che non vuole rispondere...
EX 210 Spataro: No, voglio rispondere.
PRESIDENTE: ... come può dire: no, voglio rispondere. Va bene?
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PRESIDENTE: Il P.M. può iniziare.
PUBBLICO MINISTERO: Spataro buongiorno, sono il dottor Chelazzi.
EX 210 Spataro: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, partiamo da quello che io ho detto poco fa così lei se ritiene, lo conferma; se invece io ho sbagliato qualcosa, dà le precisazioni del caso.
Cioè a dire, corrisponde al vero che lei è stato arrestato a Milano il 27 gennaio del 1994?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sinteticamente, l'accusa con la quale fu arrestato, con quali persone fu arrestato, che esito ha avuto il procedimento conseguente a questo arresto.
EX 210 Spataro: Mi hanno arrestato con i fratelli Graviano per quanto io sono andato a trovarli con mio cognato per portargli dei soldi. E avevano il documento mio in tasca.
PUBBLICO MINISTERO: Mah, solo con Giuseppe Graviano, no?
EX 210 Spataro: No.
PUBBLICO MINISTERO: Le persone arrestate furono un po' di più, mi pare.
EX 210 Spataro: Sì. Buttitta, la Galbi, io e mio cognato. E i fratelli Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
EX 210 Spataro: Giuseppe e Filippo.
PUBBLICO MINISTERO: Poi le ho chiesto anche come...
PRESIDENTE: Finito...
PUBBLICO MINISTERO: ... come si è svolto e si è svi...
EX 210 Spataro: Come è finito il processo?
PUBBLICO MINISTERO: ... come è si è sviluppato questo procedimento penale.
EX 210 Spataro: Questo processo, sono stato condannato a tre anni e ancora aspetto l'appello.
PUBBLICO MINISTERO: E' stato condannato a tre anni, a Milano.
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ovviamente. Senta, lei in quel procedimento lì, l'ha definito con giudizio ordinario, ha fatto giudizi abbreviati, cose di questo genere?
EX 210 Spataro: No, no. No.
PUBBLICO MINISTERO: Un giudizio ordinario.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Fino a quando è stato detenuto? Parlo in relazione a quell'arresto.
EX 210 Spataro: Se non vado errato...
PUBBLICO MINISTERO: 27...
EX 210 Spataro: ... un tre mesi-due mesi e mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Mi tolga subito una curiosità: le spese di quella vicenda giudiziaria, le spese per i difensori e quant'altro, le ha sopportate personalmente lei, le ha sopportate la sua famiglia o è stato aiutato da qualcuno?
EX 210 Spataro: Sono stato aiutato.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, ci dica anche come e da chi.
EX 210 Spataro: Niente, mi hanno portato... hanno portato i soldi a mia moglie, cinque milioni, Giorgio Pizzo. E a volte pure mio cugino Nicola Lipari.
PUBBLICO MINISTERO: Mi raccomando Spataro, mi faccia questa cortesia: cerchi di tenere il microfono vicino alla bocca, perché sennò non riesco a sentirla. E poi se possibile, di non parlare in maniera tanto affrettata, sennò da capo non riesco a seguirla.
EX 210 Spataro: Ah, sì. Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo le devo fare la domanda due volte, è tutta un gran perdita di tempo.
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi usi questa cortesia. Allora, lei ha detto che questi soldi... che fu portata una certa cifra a sua moglie?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'entità di questa cifra, ho capito bene?, cinque milioni, ha detto?
EX 210 Spataro: Cinque-sei milioni.
PUBBLICO MINISTERO: Questi soldi li ha recapitati a casa di moglie, chi?
EX 210 Spataro: Giorgio Pizzo la prima volta. Poi, un'altra volta, li portò mio cugino Nicola, un altri due milioni e mezzo.
PRESIDENTE: E quindi, in totale erano?
EX 210 Spataro: Sette e mezzo.
PRESIDENTE: Perfetto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei del fatto che erano arrivati questi soldi a casa, o per meglio dire a sua moglie, come è stato informato? Lo sapeva prima, lo ha saputo dopo, lo ha saputo quando è tornato a casa?
EX 210 Spataro: Già quando mi hanno arrestato la stessa sera, io ero nella stanza insieme a Giuseppe Graviano e a Filippo Graviano. Loro stessi mi hanno fatto capire di prendere un avvocato buono e non avere problemi, ché ci pensavano loro.
Poi che sono arrivati i soldi, l'ho saputo da mia moglie al colloquio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, un'altra curiosità mi devo togliere: ma questo signor Giorgio Pizzo è una persona con la quale lei o la sua famiglia ha rapporti di parentela?
EX 210 Spataro: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
EX 210 Spataro: Era una persona vicino ai fratelli Graviano.
Siccome conosceva pure mia moglie, di vista, è stato forse la persona più vicina che poteva portare i soldi a mia moglie.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questi due milioni e mezzo, invece, che sono arrivati in un momento successivo, che son stati portati a casa da suo cugino, ho capito bene?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questi invece che provenienza hanno? Sono soldi, per così dire, della parente... della sua famiglia?
EX 210 Spataro: No, no. Sempre della stessa provenienza.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei ha saputo anche come a suo cugino sono arrivati questi due milioni e mezzo?
EX 210 Spataro: M'immagino... posso immaginarlo. Perché mio cugino era pure nella mischia, quindi...
PRESIDENTE: Cosa vuol dire "nella mischia", scusi?
EX 210 Spataro: Conosceva queste persone ed era pure a disposizione.
PRESIDENTE: Ho capito. Ma chi sono queste persone? Perché noi non sappiamo nulla.
EX 210 Spataro: Eh, l'ho detto. Giorgio Pizzo e i fratelli Graviano.
PRESIDENTE: Eh. E quest'altro?
EX 210 Spataro: Come quest'altro?
PRESIDENTE: Il cugino?
EX 210 Spataro: Nicola Lipari.
PRESIDENTE: Anche lui era nel...
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PRESIDENTE: Era... anche lui era vicino ai Gra... vicino ai fratelli Graviano.
EX 210 Spataro: Sì, sì. Già ne ho parlato oggi.
PRESIDENTE: Oggi...
EX 210 Spataro: Oggi, no. In altro...
PRESIDENTE: Noi non sappiamo nulla.
EX 210 Spataro: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, poi le farò tutta una serie di domande per chiarire appunto, come nascono queste situazioni che ora son state solo sfiorate.
Sentiamo qui apposta perché così lei ha modo, se lo ritiene, di illustrare questa situazione.
Dunque, a seguito della sua scarcerazione, lei ha avuto per così dire, ragione per preoccuparsi o per non preoccuparsi di questa vicenda giudiziaria che le era capitata tra capo e collo dei fatti che avevano dato origine a questa vicenda giudiziaria?
EX 210 Spataro: No.
PUBBLICO MINISTERO: Oppure tornandosene a Palermo ha ripreso la sua vita tranquillamente come se niente fosse?
EX 210 Spataro: Io quando sono arrivato a Palermo, ho ripreso la mia vita come se niente fosse.
Però passando dei giorni, ho notato che delle persone che conoscevo ed erano amici miei non mi salutavano più; se mi avvicinavo a qualcuno di loro, avevano paura, mi dicevano che potevo avere i Carabinieri che mi seguivano e li potevo passare a uno di loro per poter prendere un altro latitante. Quindi era meglio che per ora mi stavo un poco in disparte senza salutare nessuno, mi dicevano, e queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Spataro: Però io già su questa situazione, ho capito su per giù che cosa poteva succedere. E mi sono messo pure un poco in guardia.
Poi, è successo che...
PUBBLICO MINISTERO: La posso fermare, Spataro?
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora bisogna - tanto perché il discorso rimanga ordinato - che lei ci dica chi sono queste persone con le quali c'era stato questa modifica del rapporto: perché non la salutavano più, diceva... le facev capire che dovevano stare alla larga da lei, e quant'altro.
Seconda di poi, che cos'è che aveva capito su come si... su come la situazione stava evolvendo nei suoi confronti. Sennò, sono due affermazioni che rimangono un po' sul vago.
EX 210 Spataro: Io...
PUBBLICO MINISTERO: Chi erano questi amici che lei a un certo punto...
EX 210 Spataro: Erano Tommaso Militello, Peppuccio Giuliano, Pietro Romeo, Luigi Giacalone, Salvatore Grigoli, Spatuzza...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Caso mai se poi gliene viene in mente qualcun altro, lo aggiungerà.
E lei quindi, aveva cominciato a pensare che si stava profilando quale situazione nei suoi confronti?
EX 210 Spataro: Pensavo che sospettavano di me, che avrei sbagliato in qualcosa.
PUBBLICO MINISTERO: Che lei avesse fatto qualcosa in relazione a cosa?
EX 210 Spataro: All'arresto dei fratelli Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, su questo... sotto questo profilo, mi tolga subito una curiosità: non credo che fosse la prima volta che lei vedeva i signori Graviano...
EX 210 Spataro: No.
PUBBLICO MINISTERO: ... il 27 gennaio a Milano.
EX 210 Spataro: Da quel giorno che li ho visti a Milano, già aveva un po' di tempo che non li vedevo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io ho bisogno su questo punto di sapere in maniera molto semplice...
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... se era da poco tempo che non vedeva l'uno o l'altro dei fratelli, ovvero se era da più tempo; e se un fratello lo aveva visto da poco tempo e un fratello era da più tempo che non lo vedeva, cerchi di essere preciso anche su questa differenza.
EX 210 Spataro: Sì. A Filippo Graviano, l'avevo visto già da un po' di tempo, non aveva da molto. A Giuseppe...
PRESIDENTE: "Un po' di tempo" cosa vuol dire? Giorni, settimane, o mesi?
EX 210 Spataro: Eh, un paio di mesi.
PRESIDENTE: L'aveva visto dopo un paio di...
EX 210 Spataro: Sì, quando è uscito dal carcere, la prima volta, io sono andato a casa a trovarlo, e poi ci siamo visti in un appuntamento alla zona industriale.
Un otto mesi prima che lui divenisse latitante.
PRESIDENTE: Otto mesi prima dell'arresto.
EX 210 Spataro: No.
PUBBLICO MINISTERO: No, no.
EX 210 Spataro: Della latitanza, dopo la sua latitanza.
PRESIDENTE: Ah.
EX 210 Spataro: Giuseppe Graviano aveva un cinque anni che non lo vedevo, però avevo sempre notizie tramite Cannella. Cinque anni fa l'ho visto perché mi mandò a chiamare...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, mi scusi. No, no, sennò si... il filo bisogna seguire quello delle mie domande.
Abbia pazienza, ma sennò...
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ci si disorienta.
Ho bisogno di sapere: rispetto al giorno in cui siete stati arrestati tutti assieme anche se non nello stesso luogo, questo lo sappiamo, a Milano il 27 gennaio, lei da quanto tempo non vedeva Giuseppe Graviano, da quanto tempo non vedeva Filippo Graviano.
EX 210 Spataro: Giuseppe Graviano aveva un cinque-sei anni. Filippo, un anno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco. Queste date lei pensa, queste indicazioni di date pensa di poterle dare con una certa, come dire?, con una certa sicurezza oppure con molta approssimazione?
EX 210 Spataro: Scusi, anzi a Giuseppe Graviano, io l'ho visto prima di cinque anni. Perché mi ricordo che più di una volta è venuto con il fratello Benedetto all'ospedale a trovare il dottore Mandalà.
PUBBLICO MINISTERO: A trovare?
EX 210 Spataro: Il dottore Mandalà. Dove lavoravo io, all'ospedale Spizzio Marino.
Quindi, poteva avere un due anni che non lo vedevo.
Ci siamo incontrati giù.
PUBBLICO MINISTERO: E Filippo invece?
EX 210 Spataro: Filippo aveva un anno che non lo vedevo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto circa un annetto, ma riesce, l'ultima volta in cui l'aveva visto ad ancorarla a qualche situazione particolare?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oppure... prego.
EX 210 Spataro: Avevamo avuto un appuntamento alla Valtas, alla zona industriale di Brancaccio, dove c'ero io, Giuseppe Drago e Pino Battaglia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi lei ancora, l'ultima volta in cui aveva visto Filippo Graviano, prima di rivederlo a Milano, ha questo incontro avvenuto nel luogo e con le persone che ha indicato ora.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Allora ritorniamo a quello di cui si stava parlando un attimo fa. Cioè a dire, lei ha spiegato che si era fatto l'idea che qualcuno la ritenesse in qualche modo responsabile dell'arresto dei fratelli Graviano.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A seguito di questa sua opinione, di questa sua impressione, che cosa ha fatto?
EX 210 Spataro: Cosa ho fatto?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: Mi guardavo le spalle. La mattina quando scendevo per andare a lavorare, prima di uscire da casa, mi guardavo intorno. Salivo in macchina il più veloce possibile.
PUBBLICO MINISTERO: Temeva per la sua vita?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
EX 210 Spataro: Cercavo di sapere qualcosa di più informandomi con qualcuno, se mi potevo incontrare con Spatuzza. Fin quando un giorno, dopo l'arresto di Nino Mangano, ho avuto 'sto incontro con Spatuzza. Dicendomi di stare tranquillo...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei ha ritenuto di andare a parlare con Spatuzza.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo l'arresto di Mangano.
EX 210 Spataro: Sì. Perché...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, mi scusi. Mi scusi, un attimino.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho bisogno di sapere allora, perché per l'appunto cercò di parlare con Spatuzza di questa situazione? E perché non aveva cercato di fare la stessa cosa con questo signore che sta menzionando, Nino Mangano?
EX 210 Spataro: Con Nino Mangano non lo potevo fare perché prima dell'arresto dei Graviano, abbiamo avuto dei problemi con lui e Grigoli riguardanti una somma di denaro che dovevano dare a mio cognato D'Agostino. Siccome di questa situazione, ne siamo usciti che noi avevamo ragione, da quel giorno non ci davano tanta... diciamo non ci potevano vedere.
Però, essendo che c'erano fuori i fratelli Graviano, e io ero vicino a loro, allora questi problemi non c'erano. Dopo l'arresto dei fratelli Graviano, il ... Grigoli e del Nino Mangano...
PUBBLICO MINISTERO: La seguo, la seguo.
EX 210 Spataro: ... cercavano pure loro, oltre che i fratelli Graviano di farmi uccidere, loro mettevano anche delle zizzanie.
PUBBLICO MINISTERO: Mettevano delle?
EX 210 Spataro: Delle zizzanie intorno a noi. Cominciando che noi andavamo dicendo che quando stavamo andando a trovare i fratelli a Milano, cercavamo un Mercedes perché dovevamo andare a trovare i fratelli Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: Cosa che non era vera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma se tutta questa risposta lei me la potesse dare con due parole, ecco.
EX 210 Spataro: E poi anche con Spatuzza io avevo più confidenza.
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Mi scusi, non... se lei me la potesse dare con due parole la risposta proprio alla domanda per la quale non era andato a parlare di questa sua posizione con il signor Mangano prima che questi venisse arrestato.
Ecco, proprio se me la potesse sintetizzare. Sennò rimane un discorso fatto un po' nel vago.
EX 210 Spataro: Non ci potevo andare perché le persone che erano accanto a lui, non mi davano confidenza. Quindi non avevo modo come poterlo pure avvicinare.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Dopo l'arresto di Mangano, invece, pensò che poteva rivolgersi a questo signor Spatuzza?
EX 210 Spataro: Certo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perché invece le difficoltà che aveva incontrato per incontrarsi con Mangano, non c'erano per incontrarsi con Spatuzza?
EX 210 Spataro: Perché poi quando arrestarono Mangano, lo Spatuzza cercò pure lui di avvicinarmi. E un giorno mi mandò a chiamare con Antibo Piero.
PUBBLICO MINISTERO: Con?
EX 210 Spataro: Antibo Piero.
PUBBLICO MINISTERO: Pero Antibo.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
EX 210 Spataro: Ci siamo dati un appuntamento nella cantina di Piero Antibo dove stava sua madre, in uno scantinato. Ho incontrato, mi ha fatto incontrare Spatuzza. E mi ha fatto un interrogatorio per quanto riguarda la vicenda che è successo a Milano.
Gli spiegai tutti i fatti come sono andati. E lui diceva: 'lo so io chi è stato' diceva 'la colpa di chi è, lo so io'. Però, non ho potuto... ho capito, però non ha fatto il nome della persona. Di chi poteva essere la colpa.
E niente, mentre parlavamo, io poi siccome un giorno prima era uscito nel giornale una piccola parte di questa situazione. Dicendo che i fratelli Graviano hanno scritto a Nino Mangano, di parlare con Salvatore - sarei io - di questa situazione e di parlare anche con una persona che aveva un hobby video. Questo delle cassette.
Per quanto riguarda l'arresto dei fratelli Graviano.
E la risposta era, dice: 'per quanto riguarda quello delle video cassette, la pratica ora la chiudiamo'. 'Poi, per quanto riguarda Salvo' dice 'ne parleremo e poi la chiudiamo anche con lui'.
PUBBLICO MINISTERO: Salvo è lei?
EX 210 Spataro: Sì. E io su questa situazione della pratica, ho capito tutto il discorso.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, con Spatuzza in relazione a questa sua particolare situazione, lei si è incontrato in quante occasioni?
EX 210 Spataro: Eh, un paio di occasioni. Una volta mi sono incontrato con Tony Vinciguerra, mi ci portò a Ciaculli in un territorio, se non sbaglio, dei fratelli Buffa.
Ci siamo incontrati qua in mezzo ai giardini, ai mandarini a Ciaculli. E poi altre volte gli ho portato la macchina, l'ho fatto dormire in...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, aspetti, aspetti. Non corra.
Per ora siamo sempre a stabilire dove lei ha avuto questi incontri con Spatuzza per questa situazione particolare.
Allora, ha parlato ora di un terreno di proprietà, se ho capito bene, dei fratelli Buffa.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo in che territorio?
EX 210 Spataro: Ciaculli.
PUBBLICO MINISTERO: Ciaculli. Sa i nomi di questi signori Buffa?
EX 210 Spataro: Salvatore, se non mi sbaglio, uno. E l'altro non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: E in questo caso, lei ha menzionato anche questo signor Tony Vinciguerra. Ecco, in che termini questo signor Vinciguerra entra in questa situazione particolare di questo suo incontro con Spatuzza?
EX 210 Spataro: Quando io mi sono incontrato con Spatuzza, la prima volta...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: ... mi ha detto di fargli trovare una macchina. E che si sarebbe fatto sentire tramite il mio telefonino una persona, che si faceva capire se io gli dovevo consegnare la macchina.
Allora, sono andato da un amico mio e mi ha fatto... ha affittato una macchina, un'Ibiza.
PUBBLICO MINISTERO: A chi serviva questa macchina?
EX 210 Spataro: A Gaspare Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Come mai serviva una macchina a Spatuzza con queste modalità così complicate?
EX 210 Spataro: Gli serviva per girare, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
EX 210 Spataro: Gli serviva per girare a lui, per farsi gli appuntamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ho capito. La domanda sarà un po' banale, ma non poteva andar da sé Spatuzza dall'autonoleggio o dalla concessionaria a comprarsela o a prenderla a nolo?
EX 210 Spataro: Eh, no. Non ci poteva andare perché era latitante.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, ecco questo è un particolare che può avere il suo significato.
E quindi, questa macchina, sarebbe servita a questo signor Spatuzza.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi lei poi è riuscito a soddisfare questa richiesta del signor Spatuzza?
EX 210 Spataro: Sì, sì. Mi ha telefonato questa persona, Tony Vinciguerra, dice: 'allora, che fai? Ci vediamo?'
E io ho capito chi era, no chi era. Ho capito la situazione.
Ci siamo incontrati all'Acquario...
PUBBLICO MINISTERO: Al?
EX 210 Spataro: Al bar Acquario...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Spataro: Ci siamo incontrati là, lui m'ha detto che aveva una Renault 5. Allora ci siamo incontrati là e lui mi ha detto di seguirlo. Io ero in macchina con mia moglie.
Allora, ho seguito lui, mi ha portato in un altro bar della zona, vicino Bonaggia, il Lucky Bar.
Ci siamo fermati là e lui s'è preso l'Ibiza e mi ha consegnato la Renault 5. E m'ha detto di girarci un poco, e mi sono portato la Renault 5.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco...
EX 210 Spataro: Poi questa Renault 5, io l'ho portata un paio di giorni, l'ho presa e l'ho consegnata a Trombetta. All'autolavaggio. Perché era la sua la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: A Trombetta?
EX 210 Spataro: Sì. Agostino Trombetta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Diamogli anche il nome di battesimo.
Ho capito che lei quindi, ha fatto per così dire un piacere, un favore a questo signor Spatuzza? Gliene ha fatti altri a seguito di questi... a seguito di questa intesa, di questo chiarimento che lei aveva avuto con lui?
EX 210 Spataro: Sì, dopo questo chiarimento, mi mandò a chiamare un giorno, sempre là a Ciaculli. E l'ho trovato che dormiva in mezzo ai giardini.
Gli ho spiegato per quale motivo lui non aveva un appartamento e mi ha raccontato che siccome dormiva da un certo Paolino Dalfone a Isola delle Femmine, in un campeggio estivo. E Paolino Dalfone andava dicendo in giro: 'se avete di bisogno di Gaspare, ce l'ho io'.
Lui è venuto a sapere, e è andato via di urgenza. E si è ritrovato a dormire sotto la montagna a Ciaculli.
Allora, io gli ho detto: 'senta, se tu vuoi io ti posso trovare un amico che ti faccio dare un appoggio di una casa'. E mi ha detto: 'sì'.
Allora, io ho parlato con un amico mio che non posso fare il nome perché c'è, ci sono indagini in corso; sono andato a casa dell'amico mio, la moglie non voleva però ho cercato di convincerla; s'è convinta. Gli ho detto soltanto per due giorni, non più di due giorni.
Allora, s'è convinta, la stessa sera insieme ad Antibo, io e questa persona amico mio, siamo andati a prendere a Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Va beh, insomma, gli ha procurato - a quello che ho capito - un altro alloggio?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh.
EX 210 Spataro: Più di uno ne ho trovato, alloggio.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, più di uno. Benissimo.
Senta, ora questa situazione che lei sta raccontando lei ha detto che è successiva a quando fu arrestato Nino Mangano.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei se lo ricorda più o meno, la data in cui fu arrestato Nino Mangano? L'epoca.
EX 210 Spataro: '95-'96.
PUBBLICO MINISTERO: Lei si ricorda di aver subìto un fermo?
EX 210 Spataro: Sì. L'ultimo fermo che ho avuto...
PUBBLICO MINISTERO: Un fermo, cioè voglio dire... Eh?
EX 210 Spataro: L'ultimo fermo che ho avuto ora.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: A marzo.
PUBBLICO MINISTERO: A marzo, del?
EX 210 Spataro: Del '96.
PUBBLICO MINISTERO: L'anno scorso.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Tutta questa vicenda di macchine, alloggi per questo signor Spatuzza, visto che lei è stato appunto fermato a marzo del '96, si era svolta...
EX 210 Spataro: Nel '95.
PUBBLICO MINISTERO: Nel '95?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma anche fino ad epoca ravvicinata, vicina a quando lei fu fermato?
EX 210 Spataro: Sì, sì, '95-'96, poi m'hanno arrestato.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda esattamente di essere stato fermato in quella certa data, a marzo dell'anno scorso. Ecco, lei oggi qui in aula è stato da me introdotto sostanzialmente nella qualità di persona che riferisce i fatti che conosce, le situazioni nelle quali si è mosso, le realtà criminali, lo possiamo dire, alle quali è stato più o meno organico.
Ecco, ma questa decisione lei ce la vuole spiegare? Quando è nata? Perché lei ha preso la decisione di riferire queste storie della sua vita, storie fatte di rapporti con persone latitanti, con arresti, alloggi, appartamenti e poi si vedrà quant'altro.
Perché questa decisione?
EX 210 Spataro: Perché i fratelli Graviano mi volevano uccidere.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi per salvarsi la vita.
EX 210 Spataro: Sì. E anche perché già ne avevo le tasche piene di questa situazione.
PUBBLICO MINISTERO: Già ne aveva?
EX 210 Spataro: Le tasche piene di questa situazione. Non ero più tranquillo quindi non...
PUBBLICO MINISTERO: Ora, proprio perché lei adopera il termine situazione e situazioni, ma lei con i signori - Graviano, o con lo stesso signor Spatuzza che abbiamo nominato un attimo fa, o con questi signori Buffa, o con chi sa con quanti altri - ma ha rapporti da quanto tempo? Da quanto tempo, da quanti anni lei conosce i signori Graviano, si dedica a persone che sono in latitanza?
Cerchi a questo punto di ricominciare la sua storia da quando è iniziata.
EX 210 Spataro: La mia storia è iniziata negli anni '80, che praticavo il bar di piazza Torrelunga di Filippo Marchese. Là ho conosciuto un'altra persona, che non posso...
PUBBLICO MINISTERO: Lei è del '64, quindi agli inizi degli anni '80 lei era un ragazzino? Aveva 16 anni.
EX 210 Spataro: 16 anni, 15 anni.
Ho conosciuto questa persona e incominciai con lui - che è un parente di Marchese - cominciai con lui a fare delle rapine, fin quando un giorno mi propose di fare una rapina a un furgone postale di Belmonte Mezzagno e ci sono andato. Eravamo io, lui e un'altra persona che non posso...
Quindi abbiamo fatto questa rapina, c'è stata una sparatoria.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era sempre minorenne lei?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: Finita la rapina abbiamo, con la macchina...
PRESIDENTE: Ha detto c'è stata una sparatoria.
EX 210 Spataro: Sì. Questa persona è scesa dalla macchina senza nessun motivo e ha sparato, così.
PRESIDENTE: La rapina in che cosa consisteva?
EX 210 Spataro: Al furgone postale.
PRESIDENTE: E ha sparato... Ma voi avevate già tentato di fermarlo?
EX 210 Spataro: No, no, già era fermo, l'avevamo già scaricato. Lui ha detto...
PRESIDENTE: L'avevate già?
EX 210 Spataro: Scaricato il furgone dei pacchi.
PRESIDENTE: Eh.
EX 210 Spataro: Lui è sceso dalla macchina, dice: 'un attimo, un attimo', ha preso la... aveva la "scopietta" diciamo noi e ha sparato due colpi.
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
... che qualche motivo ce l'avesse per...
EX 210 Spataro: No, non c'era nessun motivo. Erano due postini soltanto, senza armi, senza niente, così. Un capriccio.
Siamo saliti sopra questa 127 che avevamo rubato giorni prima.
PRESIDENTE: Spataro, non parli tanto di fretta e lontano dal microfono sennò non capisco niente.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Abbia pazienza.
EX 210 Spataro: Abbiamo messo queste cose sulla 127 che avevamo rubato giorni prima e siamo andati via.
PUBBLICO MINISTERO: Va be'.
EX 210 Spataro: E ci siamo fermati dentro la Palermitana Borghetti dei fratelli Graviano. Abbiamo scaricato la macchina e ho saputo che i fratelli Graviano erano i basisti di questa situazione.
PRESIDENTE: Erano i?
EX 210 Spataro: I basisti di questa rapina.
PRESIDENTE: Di questa rapina.
EX 210 Spataro: Sì. Perché abbiamo lasciato tutte cose là e ce ne siamo andati. Poi, la sera...
PRESIDENTE: Ci vuole ripetere i nomi di questo locale, o località? Perché non l'ho capito bene.
EX 210 Spataro: Si trova a Brancaccio, la Palermitana... la Palermitana Blocchetti.
PRESIDENTE: E cos'è?
EX 210 Spataro: E' una fabbrica di blocchetti dei fratelli Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Di materiale per l'edilizia.
EX 210 Spataro: Edilizia, sì. Però in quel periodo, se non vado errato, ancora non esisteva questa fabbrica, c'erano tutti i giardini.
PRESIDENTE: C'erano giardini?
EX 210 Spataro: Sì. Che coltivava il padre di, dei Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, sintetizziamo su questi punti: quindi, la storia di questa rapina, come processo per lei come andò?
EX 210 Spataro: In I Grado fui condannato a 9 anni, se non vado errato. E poi assolto a formula piena.
PUBBLICO MINISTERO: E in Appello, invece?
EX 210 Spataro: Assolto a formula piena.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e c'è qualche cosa di significativo in questa assoluzione che lei ricordi in questo processo?
EX 210 Spataro: Sì, ricordo che i postini furono chiamati, mi disse questa persona che era con me. Mi disse che i postini furono chiamati, perché in I Grado avevano dichiarato che eravamo noi. Poi, in Appello, dissero che non si ricordavano se eravamo noi, non erano sicuri. E così uscimmo assolti a formula piena. Tranne uno che uscì per insufficienza di prove.
PUBBLICO MINISTERO: E invece l'aveva fatta la rapina lei.
EX 210 Spataro: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci. Anche l'altro che fu assolto per insufficienza di prove, l'aveva fatta?
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Tutti e due eravate stati riconosciuti dai postini in I Grado?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In Appello i postini non vi riconoscevano più.
EX 210 Spataro: No.
PUBBLICO MINISTERO: Erano stati avvicinati i postini?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci fu qualcuno, per quanto lei ne sappia, che prese l'iniziativa per andare ad avvicinare questi postini?
EX 210 Spataro: Eh, i parenti di questa persona che non posso fare il nome. Poi non lo so se poi...
PUBBLICO MINISTERO: Va be'. Ascolti, Spataro, se c'è qualche cosa sulla quale lei non vuol fare il nome, lei ha la facoltà semplicemente di dire: 'su questo punto, mi avvalgo della facoltà di non rispondere', non stia a dare tante spiegazioni lambiccate e cerebrali su questi...
PRESIDENTE: Ma lo ha già detto due o tre volte.
PUBBLICO MINISTERO: Ma prima mi sembra di aver colto - può darsi che io abbia sbagliato - colto un'uscita del tipo 'su questo punto ci sono indagini', non ho capito bene.
PRESIDENTE: Sì, lo ha detto.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è una storia che non riguarda il signor Spataro. Se ci sono, non ci sono indagini, chi le fa. Lui si ritiene sulla circostanza di non...
EX 210 Spataro: Ma dottore, se lei vuole io il nome lo faccio. Però poi...
PRESIDENTE: No...
PUBBLICO MINISTERO: No, non le sto chiedendo nulla, non le sto chiedendo nulla.
PRESIDENTE: Nessuno glielo chiede.
PUBBLICO MINISTERO: Non le sto chiedendo nulla di particolare.
PRESIDENTE: Ma lei, dice il Pubblico Ministero, invece di dire: 'ci sono indagini', ci dice: 'su questo punto non voglio parlare'.
Lei è un imputato che può essere rispondere in questa maniera.
EX 210 Spataro: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, proseguiamo. Quindi il processo, se Dio vuole, andò a finir bene.
Ma questo è l'unico episodio di una certa serietà dei suoi anni giovanili, oppure ne ha combinate altre di faccenduole tipo rapine?
EX 210 Spataro: Sì, ne ho combinate altre sempre con le stesse persone.
PRESIDENTE: Con queste due persone che non...
EX 210 Spataro: Una di queste due persone.
PRESIDENTE: Come?
EX 210 Spataro: Una soltanto di queste persone.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', siccome tanto i verbali sono depositati ampiamente ai difensori, a me risulterebbe che una di queste persone si chiama esattamente... Ora ci arrivo, si chiamerebbe... Tanto è inutile, voglio dire, i verbali sono depositati, un certo Billetti Carlo, dico bene?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo risulta dalla trascrizione dell'interrogatorio che è stato espletato il 27 marzo del '96 dai magistrati della Procura di Palermo e questo nome io lo ricavo dalla pagina 3 della trascrizione.
EX 210 Spataro: Però questo Carlo Billetti...
PRESIDENTE: Sì.
EX 210 Spataro: ... parlo soltanto per la rapina al furgone postale.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, va bene. Questo ci riguarda fino ad un certo punto.
Allora, successivamente lei ha commesso altri fatti più o meno analoghi a questa rapina...
PRESIDENTE: Altre rapine?
EX 210 Spataro: Sì. Altre rapine.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: Vuole sapere...
PRESIDENTE: Sommariamente.
EX 210 Spataro: Ah, alla zona industriale alla Parmalat, un'altra zona industriale da Balsamo, dove fanno l'alluminio, vendono l'alluminio, delle rapine a pompe di benzine, Totocalcio...
PRESIDENTE: A pompe di benzine.
EX 210 Spataro: Sì.
PRESIDENTE: Totocalcio, cos vuol dire?
EX 210 Spataro: Dove giocano l'Enalotto.
PUBBLICO MINISTERO: E con questa trafila di intraprese, ecco, a che epoca arriviamo?
EX 210 Spataro: Arriviamo che poi io e questa persona abbiamo conosciuto due ragazze che non erano di famiglia buona, diciamo. E ci siamo messi con queste due.
PRESIDENTE: Cosa vuol dire "non erano di famiglia buona"?
EX 210 Spataro: Ne parlavano male di questa famiglia. Dicevano che...
PRESIDENTE: Moralmente?
EX 210 Spataro: Eh?
PRESIDENTE: Moralmente, non avevano buoni costumi, non si comportavano bene?
EX 210 Spataro: Sì.
EX 210 Spataro: Allora è successo che ci siamo noi scappati con queste due ragazze.
E da quel momento è successo la fine del mondo, perché i parenti di questa persona amico mio, non volevano, come non voleva nemmeno mio padre. E' successo un casino. Nella quale un giorno ci siamo incontrati dentro un magazzino con queste persone e uno di questi è Lorenzo Tinnirello, che è arrestato, e Angelo Baiamonte, dicendoci di lasciare queste ragazze, che non era una cosa per noi e tutto il resto.
E noi abbiamo dato la parola che le lasciavamo.
Io l'ho lasciata, questa ragazza; lui invece continuò la storia.
E così fu posato. Dopo...
PRESIDENTE: Che vuol dire "fu posato"?
EX 210 Spataro: Essendo che si prese questa ragazza, nessuno lo trattava più come prima. Si mise a lavorare per i fatti suoi e non praticò più la gente come noi, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei invece...
EX 210 Spataro: Io invece...
PUBBLICO MINISTERO: ... a quello che capisco, superò il problema ed è riuscito a rimanere nel giro. Si può dire così?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma quando si parla di giro, cominciamo a dargli un qualche riferimento.
In che epoca siamo, Spataro?
EX 210 Spataro: E poi...
PUBBLICO MINISTERO: No, dia retta a me. In che epoca siamo?
PRESIDENTE: Epoca, tempo.
EX 210 Spataro: '80... '85, qua.
PRESIDENTE: '80...
PUBBLICO MINISTERO: Lei aveva già fatto il processo per la rapina?
EX 210 Spataro: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Il processo per la rapina lo aveva già fatto, era già concluso?
EX 210 Spataro: Ah, sì, queste cose sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
EX 210 Spataro: Poi sono stato un poco... dato che lui si prese questa ragazza, io sono stato un poco...
PUBBLICO MINISTERO: Fermo.
EX 210 Spataro: Fermo, sì. Poi ricominciai verso gli anni '90. Che incontrai Fifetto Cannella. Per ero sempre a disposizione. Se mi mandavano a chiamare i fratelli Graviano, avevano bisogno di qualcosa, io ero sempre a disposizione.
Come una volta è successo con Piero Antibo, che un giorno è venuto Marcello Tutino in lavanderia di mia moglie, dove lavorava mia moglie in via Sperone, dicendomi che c'era Giuseppe Graviano che...
PRESIDENTE: Quindi nel frattempo si era sposato, lei?
EX 210 Spataro: Sì, io ero sposato. Giuseppe Graviano che mi voleva parlare.
PUBBLICO MINISTERO: Facciamo un passo indietro, Spataro, sennò...
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... vi è una gran confusione.
Lei fa la famosa rapina, poi viene arrestato, viene condannato in I Grado, viene assolto, torna fuori, continua a fare reati di un certo tipo sempre con le stesse persone di prima, no?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Così ha detto. Bene. Ora ha incominciato a parlare di un giro di persone nel quale comincia a muoversi. Ho capito bene, o ho capito male?
Un giro di conoscenze che si fa, di rapporti che instaura.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene, o ho capito male?
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, Io voglio sapere: questi rapporti, queste persone chi sono? Se vuole faccio io i nomi.
A quella data, a quell'epoca, i fratelli Graviano li conosceva di già?
EX 210 Spataro: Io, da sempre li conosco i fratelli Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Da tempo, cosa vuol dire?
EX 210 Spataro: Da sempre.
PRESIDENTE: Sempre.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, sempre.
EX 210 Spataro: Da bambino.
PUBBLICO MINISTERO: Come mai vi conoscete da bambini?
EX 210 Spataro: Perché mia nonna abitava di fronte a casa sua.
PUBBLICO MINISTERO: Abitava?
EX 210 Spataro: Di fronte a casa dei Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: In che strada?
EX 210 Spataro: In via Ponte Federico.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quando parla dei fratelli Graviano, lei parla di Filippo e di Giuseppe e basta?
EX 210 Spataro: E di Benedetto. Pure il padre ho conosciuto io.
PUBBLICO MINISTERO: Conosceva anche il padre?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda come, se è morto e se è morto com'è morto il padre?
EX 210 Spataro: Sì, lo hanno ammazzato.
PUBBLICO MINISTERO: Li conosce da sempre, ma lei ha detto la sua nonna stava nella stessa strada dove abitavano i Graviano.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei sta in un altro quartiere di Palermo? Abitava in un altro quartiere di Palermo, o più o meno stava anche lei nelle stesse zone?
EX 210 Spataro: Da scapolo, sempre nella stessa zona. Anche da sposato. Perché da scapolo abitavo in via Emiro Jafar, nella zona industriale di Brancaccio; da sposato, in via Messina Marina, allo Sperone.
Quindi eravamo sempre là.
PUBBLICO MINISTERO: Il territorio è sempre lo stesso.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, con questi signori Graviano, visto che vi conoscevate fin dall'infanzia, ha avuto sempre lo stesso tipo di rapporti?
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Intendo dire: rapporti di conoscenza, di amicizia, per strada, a giocare al bar, o che... a scuola...
EX 210 Spataro: Sì, sì. No, a scuola no. Andavamo nella stessa scuola, però non nella stessa classe.
Però quando eravamo ragazzi uscivamo assieme, andavamo al mare, andavamo al villino da lui che si trovava ad Altavilla Milicia; andavamo a trovare queste ragazze che parlavo poco fa nel campeggio con lui, Filippo, Benedetto, pure.
PUBBLICO MINISTERO: Le ricorda...
EX 210 Spataro: Andavamo a ballare assieme.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda se questi fratelli hanno avuto dei problemi con la Giustizia?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei in qualche modo si teneva al corrente delle vicende di questi fratelli i loro problemi giudiziari, oppure non gliene importava proprio nulla e seguiva e coltivava solamente i suoi interessi e le sue amicizie?
EX 210 Spataro: No, io li seguivo, perché erano sempre amici miei. Sempre la qual cosa la seguivo per quanto riguardano gli arresti. Quando sono usciti, Filippo Graviano che era agli arresti domiciliari, sono andato a casa a trovarlo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, nella strada dove si diceva prima?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In via Ponte Federico.
EX 210 Spataro: ... però, sì, si entrava... io ci entravo da dietro, dalla Palermitana Blocchetti che lui aveva una scalinata là interna e salivo da là, per non fare vedere alle persone che entravo dal portone principale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. C'erano delle persone che erano allo stesso tempo conoscenti e frequentate da lei e conoscenti e frequentate dai Graviano?
EX 210 Spataro: Sì, c'era Giuseppe...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cominciamo a farli questi nomi, per cortesia.
EX 210 Spataro: Giuseppe Marchese, Nino Marchese, Salvatore Ruotolo, Piero Senape.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: Giovanni Drago, Giuseppe Drago...
PUBBLICO MINISTERO: Giovanni e Giuseppe sono fratelli?
EX 210 Spataro: Sì. Pino Battaglia...
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Senta... Gliene vengono in mente altri ora di nomi?
EX 210 Spataro: No, no, non... Quelli che incontravo giù nel, dove abitava lui, che c'era uno spazio là. Erano, spesso erano loro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, per l'appunto parlava dei Drago. Chi conosce meglio dei due fratelli, ammesso che ce ne sia uno che conosce meglio dell'altro.
EX 210 Spataro: Per me, tutti e tre. Perché pure lui da piccolo li conosce.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, io volevo saper lei, Spataro.
Chi conosce meglio dei due Drago?
EX 210 Spataro: Per me è lo stesso. Tutti e due lo conoscevano bene.
PRESIDENTE: No, ma lei, lei.
EX 210 Spataro: Io.
PRESIDENTE: Fra i due fratelli Drago, chi conosceva...
EX 210 Spataro: Ah, Giovanni, Giovanni.
PRESIDENTE: Giovanni.
PRESIDENTE: Oh.
EX 210 Spataro: Già era compagno mio di scuola.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, se lo conosce bene perché è stato anche compagno di scuola suo, lei si ricorda se Drago è stato arrestato?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, prima dell'arresto di Giovanni Drago, a lei è capitato di frequentare contemporaneamente il Drago Giovanni e i Graviano, ad esempio?
EX 210 Spataro: Sì, una volta è venuto in lavanderia mia Giovanni Drago e Giuseppe Graviano. E un'altra volta lo incontrai all'Indomar, mentre era latitante.
PRESIDENTE: Quando era?
EX 210 Spataro: Latitante.
PUBBLICO MINISTERO: Giovanni Drago.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi sempre prima dell'arresto.
PRESIDENTE: Ma sempre con Giuseppe Graviano.
EX 210 Spataro: No, era dentro il locale di Giuseppe Graviano, all'Indomar viale Regione Siciliana, alla Renault.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Senta, e attraverso questo Giovanni Drago, lei ha conosciuto altre persone che erano a loro volta conosciute e frequentate dai signori Graviano?
EX 210 Spataro: Ho conosciuto Gaspare Spatuzza, Fifetto Cannella, Peppuccio Giuliano, Pino Battaglia.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questa persone, tutte le risultano che avessero conoscenza con i Graviano?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, i signori Tutino, li conosce lei?
EX 210 Spataro: Sì, sì. Marcello e Vittorio.
PUBBLICO MINISTERO: Marcello e?
EX 210 Spataro: E Vittorio.
PUBBLICO MINISTERO: Che sono, fratelli?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Li conosce bene?
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Chiarisca un attimino. Se li conosce bene quindi probabilmente saprà dove stavano, che lavoro facevano.
EX 210 Spataro: Marcello, in quel periodo, aveva... guardava una pompa di benzina dei fratelli Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: Vittorio, ultimamente aveva una pescheria in via Armando Diaz, insieme al cognato.
Marcello mi portò più di una volta da Giuseppe Graviano a trovarlo. E mi ricordo pure che è stato posato per un periodo di tempo, per quanto riguarda il ricavato della pompa di benzina che mancavano i soldi. E poi si è saputo invece che erano delle persone, un certo Diliberto che andava a tirare la notte alla benzina dai recipienti.
E quindi, facendo i calcoli della benzina, risultava che mancavano dei soldi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Voglio dire, lei con queste persone e con i signori Graviano in particolare, o anche uno solo dei tre - non è che mi interessano solamente le riunioni in cui eravate tutti assieme, se ci sono state - ma anche incontri così, per così dire personali, diretti, tra lei e uno di questi fratelli Graviano, ecco, ricorda qualche cosa in merito, ci sono stati incontri di questo genere? Si svolgevano a Palermo, oppure fuori Palermo, lei li poteva contattare andando a suonare al campanello di casa, lasciando il messaggio alla zia, alla madre, alle sorelle...
EX 210 Spataro: No, no, io...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi un attimino questa situazione.
EX 210 Spataro: No, io li rintracciavo facilmente.
O andavo alla Renault, oppure ne parlavo con Marcello...
PUBBLICO MINISTERO: Lei dice Renault?
EX 210 Spataro: Indomar.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
EX 210 Spataro: In quel periodo si chiamava Indomar.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E dopo si chiamò, Renault...
EX 210 Spataro: Renault Service.
PUBBLICO MINISTERO: Service. Che è una?
EX 210 Spataro: Dove vendono le macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Una concessionaria di automobili.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Allora, lei per contattare, quando voleva mettersi in contatto con i Graviano, andava o qui alla concessionaria, oppure come faceva?
EX 210 Spataro: O parlavo con Marcello.
PUBBLICO MINISTERO: Marcello, quale?
EX 210 Spataro: Tutino.
PUBBLICO MINISTERO: Tutino. Abbia pazienza se io sono fastidioso e pignolo, ma bisogna far così.
EX 210 Spataro: Sì. E a volte parlavo anche con Giuseppe Drago.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, dopo l'arresto di Giovanni?
EX 210 Spataro: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: O anche rima che fosse arrestato Drago?
EX 210 Spataro: Prima di essere arrestato Drago.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, questi rapporti che lei... O per meglio dire: queti incontri, questa frequentazione che lei aveva, almeno in alcune occasioni, con i Graviano, ma erano per qualche ragione particolare, oppure così, per il piacere di vedersi, di salutarsi, di prendere il caffè insieme.
EX 210 Spataro: No, a volte erano per cortesie che facevo a loro...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Spataro: Per cortesie che facevo io a loro, o loro facevano a me.
PUBBLICO MINISTERO: Proviamo a dare concretezza a questo discorso. Una cortesia che lei possa aver fatto ai Graviano e a chi, in particolare; o una cortesia che loro abbiano fatto a lei.
Cerchiamo di dare una concretezza appunto a questa affermazione.
EX 210 Spataro: Per quanto riguarda la cortesia che ho fatto io a loro, un giorno è venuto Marcello Tutino a trovarmi al negozio da me dicendo che c'era Graviano Giuseppe che mi voleva parlare.
Ci siamo dati un appuntamento dopo un paio di giorni al Bar dello Sport a Bagheria. E lì incontrai Marcello Tutino.
Mi misi sulla macchina con lui e mi portò in un bar, dietro il Bar dello Sport, e lì trovai Giuseppe Graviano. Ci siamo seduti a parlare un poco e mi disse se gli potevo rintracciare Piero Antibo, perché pensava che un amico suo dell'Arenella, che aveva una gioielleria della ... di queste zone qua di San Lorenzo, aveva una gioielleria. Vedeva passare spesso questa persona per Antibo e pensava che gli voleva fare una rapina.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè gli passava vicino alla gioielleria, questo tale?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi questo gioielliere si era un po' incuriosito, insospettito?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Spataro: E penso che ne abbia parlato con lui per saperlo, oppure con qualche altro.
Allora gli ho detto: 'sì, va bene', ci dissi. 'Dammi un appuntamento che te lo faccio trovare.
Dopo un paio di giorni, ci siamo dati appuntamento dopo un paio di giorni, rintracciai Piero Antibo, me lo misi in macchina e lo portai allo stesso posto dove incontrai Giuseppe Graviano.
Si sono messi in disparte e hanno parlato di questa situazione, che poi Piero Antibo mi raccontò che riguardava questa rapina, però che lui non ci entrava niente, non la voleva fare perché lui in quel periodo lavorava in una, faceva, fa l'autotrenista. Lavorava in una cosa di calcestruzzi là e faceva l'autista.
Quindi doveva passare per forza di là, la mattina, per andare a lavorare.
Forse guardava così e pensavano magari che...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era tutto un equivoco, per intendersi.
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ecco, ma quando succede questo fatto, come mai lei, per incontrarsi con Giuseppe Graviano, fu contattato da Marcello Tutino e poi andò a Bagheria nella stradina dietro il Bar Sport o quello che sia. Perché Graviano all'epoca si nascondeva?
EX 210 Spataro: Sì, era latitante.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, era già latitante.
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda l'anno in cui potrebbe essere avvenuto questo episodio che sta raccontando?
EX 210 Spataro: '86, '87.
PUBBLICO MINISTERO: '86,'87. Ho capito bene?
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: No, abbia pazienza, se glielo chiedo non è perché lo metta in dubbio, è perché le parole mi arrivano un po'... No, ma è il problema...
EX 210 Spataro: Forse un po' più tardi, '88, '87, fra questo periodo...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, d'accordo.
EX 210 Spataro: Non ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ma come mai, se lei lo sa... Ho bisogno, nei limiti del possibile che la sua risposta si basi su dati concreti, su fatti reali.
Come mai, per una questione tutto sommato un po' delicata, perché c'era un gioielliere che temeva di essere rapinato o qualcosa di simile, c'è tutta questa storia complicata e Giuseppe Graviano si rivolge a lei. O meglio, fa convocare lei.
EX 210 Spataro: Perché, oltre che Piero Antibo era pure amico di Giuseppe Graviano, io ero la persona pure molto vicina a Piero Antibo perché abitava nello stesso stabile di mia madre, la madre di Antibo. Quindi ci conoscevamo da piccoli. Ci sono andato io a prenderlo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma a quell'epoca, '86, '87, '88... la data, quella che sia, ma situazioni analoghe, piaceri, se vogliamo adoperare questo termine, lei ne aveva già fatti a Giuseppe Graviano, o alle persone che le erano vicine, ovvero piaceri di questo tipo erano stati fatti a lei?
Perché se è un semplice rapporto di conoscenza nato proprio nell'infanzia, è un discorso; se invece la situazione era, come dire, più valorizzata, abbiamo bisogno di farci un'idea precisa su questo punto.
EX 210 Spataro: Poi, passando...
PUBBLICO MINISTERO: Ha capito la domanda mia, Spataro?
EX 210 Spataro: Sì, sì, ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome, ripeto, la situazione è un attimino delicata: si tratta di prendere, convocare uno per interpellarlo se abbia voglia o no di far una rapina; se vuol fare la rapina o chissà che cosa, se non la vuol fare allora è tutto chiarito.
Dico, è una situazione un po' delicata. Com'è che Graviano gliela mette in mano a lei questa situazione? Gliela fa conoscere? Che rapporti c'erano perché si potesse fidar di lei, faccio per dire.
EX 210 Spataro: No, Giuseppe Graviano...
PUBBLICO MINISTERO: Oltretutto era latitante. Mi sembra la cosa più importante.
EX 210 Spataro: Va be', siccome eravamo amici da piccoli, aveva fiducia... Eravamo amici da piccoli...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Spataro: Poi era successo quella rapina al furgone postale e io mi ero comportato bene, non avevo fatto il nome di nessuno. Quindi un po' di fiducia in me, l'aveva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi lei mi risponde affermando che c'era fiducia da parte dei Graviano nei suoi confronti.
EX 210 Spataro: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. C'era qualche altro fatto che l'aveva dimostrata questa fiducia, a parte che la rapina, lei era stato zitto, aveva preso i suoi dieci anni di galera in I Grado senza aprir bocca, per quanto fosse minorenne.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, c'era qualche altro fatto che aveva, per così dire, dato sostanza, dato fondamento a questa fiducia?
EX 210 Spataro: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Allora, siamo a questa vicenda che lei ha raccontato di questa rapina, che poi nessuno voleva fare, a questo gioielliere, amico, o conoscente del signor Graviano.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
EX 210 Spataro: Dopo ci siamo...
PUBBLICO MINISTERO: Nel tempo successivo, lei ha continuato ad avere notizie del Graviano? Perché mi sta dicendo che è latitante.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo andava a trovare, veniva convocato lei...
EX 210 Spataro: No, quando per dire vedevo ogni tanto Marcello, così, lo incontravo al bar, gli dicevo sempre di salutarmelo, oppure se lui mi vedeva, mi diceva: 'lo sai, ti saluta Giuseppe'.
Per un po' di tempo poi sono stato fermo, fino a quando nel periodo del '91-'91, incontrai Fifetto Cannella che anche io conosco da bambino.
E mi disse di andarlo a trovare al negozio che aveva lui in via Oreto Vecchia, un negozio di abbigliamento.
Sono andato da Fifetto Cannella, sono entrato nel negozio e ci siamo messi in disparte in un ufficietto che aveva nel sopraelevatoio del negozio. Abbiamo parlato un poco e poi mi ha detto, dice: 'ma tu saresti disposto a fare una cortesia ai fratelli per, ai fratelli Graviano, per quanto riguarda, affittare un appartamento, queste cose di qua'.
E io ho detto subito, mi sono messo a disposizione. Gli ho detto: 'sì, se hai bisogno me lo fai sapere che...'
Dopo un paio di giorni mi mandò a chiamare di nuovo e mi disse se gli potevo procurare un documento per quanto riguarda Filippo.
E gli dissi: 'dato che Filippo Graviano su per giù ha la stesa età di mio fratello grande, Franco, gli possiamo dare i documenti di mio fratello'
Ho parlato col mio fratello Franco, mio fratello Franco mi ha detto di sì.
Mi ha fatto avere i documenti e ci siamo incontrati a casa di Fifetto Cannella dove abita la madre.
Siamo andati là e io ho consegnato il documento di mio fratello e mi ha dato lui un milione a me e un milione a mio fratello.
Dopo di questo ci siamo incontrati più spesso con Fifetto Cannella. E io gli ho fatto, gli ho detto se poteva trovare un lavoro a mio fratello Franco che era, non lavorava. Aveva bisogno di soldi, cose.
E mi disse: 'guarda, io ho un negozio a Brancaccio, a piazza dei Signori, che non lavoro più come prima. Lo potete prendere voi. Vedi che cosa puoi aprire qua, in questo locale'.
Allora mi mise accanto, Fifetto Cannella mi mise accanto suo cognato Aurelio Cassano dicendo di mettersi a disposizione, di vedere che cosa potevo aprire in questo locale. E ci siamo messi d'accordo ad aprire una polleria.
PUBBLICO MINISTERO: Per polleria che cosa si intende?
EX 210 Spataro: Polli allo spiedo.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, eccoci.
EX 210 Spataro: Abbiamo aperto questa polleria. Incominciarono i lavori che li fece Paolino Dalfone. Essendo che Paolino Dalfone aveva un capannone alla zona industriale dei fratelli Graviano. Faceva lavori edili ed era pure vicino a loro.
La persona che poté risparmiare era lui, anche perché li faceva per niente, essendo che...
E cominciarono i lavori. E misero a lavorare in questa polleria, l'abbiamo aperta. Dopo...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, scusi un attimo, eh.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo arrivati alla inaugurazione della polleria. Facciamo un passo indietro.
Le ha detto che questo signor Cannella Fifetto senz'altro è una persona che lei conosceva da prima.
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora ho bisogno di capire questo: intanto, Fifetto ho idea che sia un soprannome. Il nome di battesimo, quello giusto, lo conosce?
EX 210 Spataro: Cristoforo.
PUBBLICO MINISTERO: Cristoforo. Lei ha accennato al fatto che questa persona aveva un negozio di abbigliamento in via Oreto Vecchia, ha detto.
EX 210 Spataro: Sì, praticamente questo negozio l'avevano intestato alla sorella.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo signor Cannella dentro il negozio ci stava stabilmente o qualcuno glielo gestiva?
EX 210 Spataro: Lo gestiva la fidanzata. Lui ci andava di tanto in tanto, però.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, come abitazione? Lei ha parlato di quella della madre del signor Cannella.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché il figlio aveva un'abitazione diversa?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Stava da un'altra parte?
EX 210 Spataro: Sì, aveva un'abitazione diversa. Però l'appuntamento l'avevamo dato là che era più vicino alla polleria, pure.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: Lui abitava... una volta ho fatto io un trasloco, perché lui era preoccupato che pensava che i Carabinieri avevano scoperto il posto, anche che lui non era latitante.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: Ha voluto cambiare appartamento e abbiamo fatto il trasloco che si trovava in una traversa, in una stradina di via Oreto Vecchia, sempre.
Però abbiamo caricato il furgone insieme a Tommaso Militello. Al momento di andare a trovare l'altra casa nuova, non ha voluto che ci andavo io e ci andò soltanto lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quindi lei ha fatto il trasloco senza sapere dove poi andava a stare il traslocante?
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E la madre di Cannella dove stava?
EX 210 Spataro: Sta in via Conte Federico.
PUBBLICO MINISTERO: Via?
EX 210 Spataro: Via Conte Federico.
PRESIDENTE: Via Conte Federico.
EX 210 Spataro: Una traversina di via Conte Federico.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ha spiegato questa circostanza di questa richiesta di questo documento. Il documento serviva, lei ha detto, per Filippo Graviano.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché in questi termini gli ha spiegato la richiesta il Cannella, vuol dire questo
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma a lei risulta che all'epoca anche Filippo fosse latitante?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quindi fu proprio consegnato il documento originale a Fifetto Cannella?
EX 210 Spataro: Sì, ci fu...
PUBBLICO MINISTERO: Parlo di quello di suo fratello Franco.
EX 210 Spataro: Sì, sì. L'originale.
PUBBLICO MINISTERO: L'originale. Ma fu presa una qualche cautela, voglio dire, se qualcuno domani avesse trovato suo fratello per la strada, dice: 'documenti'. 'Non ho la carta di identità', oppure la patente. Suo fratello prese qualche cautela?
EX 210 Spataro: No, questo...
PUBBLICO MINISTERO: Adottò qualche accorgimento per, come dire, mettersi al sicuro?
EX 210 Spataro: No, loro di queste cose non ne davano, consigli.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: Soltanto che è successo che dopo un paio di giorni il documento è stato ritornato da mio fratello.
PUBBLICO MINISTERO: Perché?
EX 210 Spataro: Perché dovevano fare un facsimile.
PUBBLICO MINISTERO: Dovevate fare?
EX 210 Spataro: Dovevamo fare...
PRESIDENTE: Un facsimile.
EX 210 Spataro: Un altro documento uguale a quello di mio fratello.
PUBBLICO MINISTERO: Un altro documento.
EX 210 Spataro: Sì. E lo andò a prendere Vittorio Tutino, a mio fratello; che lo portò a Brancaccio nel Municipio, dove c'era Cilluffo e...
PUBBLICO MINISTERO: Può ripetere questo cognome, per piacere?
EX 210 Spataro: Cilluffo.
PUBBLICO MINISTERO: Cilluffo?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: No, per la registrazione, eh, non perché io non abbia sentito.
EX 210 Spataro: Sì. E gli misero il documento... mio fratello firmò il documento, quello che c'era da fare, e gli riconsegnarono il documento originale a mio fratello.
Quindi mio fratello, pure che lo fermavano, aveva il suo documento, tranquillo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma in questa occasione, quindi, cosa era stato fatto? Mi faccia capire: di mezzo c'era sempre il documento di suo fratello?
EX 210 Spataro: Sì, si chiamava sempre... diciamo: Filippo Graviano camminava sempre sotto il nome di mio fratello.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: Però non era più la tessera originale di mio fratello.
PUBBLICO MINISTERO: Oh.
EX 210 Spataro: Era un'altra tessera rifatta.
PUBBLICO MINISTERO: Era stata clonata.
EX 210 Spataro: Clonata, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene.
Senta, era sempre suo fratello quello che doveva mettere a disposizione la sua tessera, che poi tessera vuol dire carta d'identità, dico bene?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: O è stato chiesto anche a lei, a lei Salvatore, di mettere a disposizione i suoi documenti per qualcuna di queste persone?
EX 210 Spataro: Poi gli hanno richiesto a mio fratello di intestarsi una macchina, una Peugeot 106.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: E sempre Vittorio Tutino lo prese e lo portò a intestarsi questa macchina. Che la consegnò poi, mio fratello - io non ricordo se era in via Marqueda (?), in questi posti di qua - alla fidanzata di Filippo Graviano, alla Galdi... No, Buttitta. E c'era insieme a lui il cugino Asciutto, insieme a lei.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: Asciutto sarebbe un cugino dei fratelli Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: E consegnò la macchina a loro. Dopo un po' di tempo Fifetto Cannella mi domandò anche il documento a me, per quanto riguarda Giuseppe Graviano. E io mi misi a disposizione.
Preso questo documento, dopo un paio di giorni mi ha dato l'appuntamento Giorgio Pizzo nel bar di proprietà di Fifetto Cannella, che era intestato a un certo Impallara.
Lì gli consegnai il documento a Giorgio Pizzo e niente, lo portò a uno dei fratelli Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. E con questo a che epoca siamo, con questi episodi? Lei ha detto...
EX 210 Spataro: Siamo nel periodo...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Spataro: ... periodo prima dell'arresto, perché la tessera io non l'avevo in quel periodo. E sono andato al Municipio a farmela fare nuova. Quindi sarà successo... nel '94 il nostro arresto: '93.
PUBBLICO MINISTERO: '93.
EX 210 Spataro: Fine '93, in quel periodo di là.
PUBBLICO MINISTERO: Infatti volevo capire proprio questo: questo episodio di quanto precede, sia pur all'ingrosso, la data del suo arresto.
EX 210 Spataro: Dopo un paio di mesi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi passarono un paio di mesi tra quando lei consegnò questo documento e quando ci fu il vostro arresto a Milano?
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi tutta roba del '93.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Anche la storia della macchina, questa Peugeot 106 intestata...
EX 210 Spataro: Sì, è stato nel periodo '92-93, questo di mio fratello; questa situazione. Forse prima, verso il '92. Da poco aperta la polleria, noi. Cioè, non ricordo il periodo giusto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, a lei risulta se Giovanni Drago è diventato collaboratore di giustizia?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Quando si verificarono questi fatti, a lei era già arrivata la notizia che Drago era divenuto collaboratore di giustizia?
EX 210 Spataro: Sì, sì. Già da un bel po' che era collaboratore di giustizia.
PUBBLICO MINISTERO: Già da un bel po'.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Queste persone di cui sta parlando, proprio le ultime che ha menzionato, quindi Fifetto Cannella... anzi, cominciamo proprio da questo. All'epoca di questi fatti si muoveva così tranquillamente, si faceva vedere dappertutto, oppure era una persona che stava attenta nei suoi spostamenti, a non far sapere dov'era, dove non era, dove abitava, dove non abitava?
EX 210 Spataro: Sì, sì, guardava sempre.
PUBBLICO MINISTERO: Si guardava perché? Aveva paura di essere ammazzato, di essere arrestato?
EX 210 Spataro: No, aveva paura...
PUBBLICO MINISTERO: O di che altro?
EX 210 Spataro: Aveva paura pure che, se lo seguivano, li portava dai fratelli Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Li portava?
EX 210 Spataro: Dai fratelli Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, aveva paura di essere seguito e di diventare un tramite, anche involontario, fino ai Graviano?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' questo che vuol dire?
*EX 210 Spataro: Sì. E anche dopo l'arresto, dopo la collaborazione di Giovanni Drago, lui aveva pure un po' di paura se l'arrestavano.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Io penso potremo sospendere qui, Presidente.
PRESIDENTE: Benissimo. Riprendiamo alle ore 15.00.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
PRESIDENTE: Il P.M. può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie, Presidente.
Se non ricordo male, l'ultimo argomento di cui ci siamo occupati, Spataro, è l'argomento di queste vicende di documenti, della Peugeot 106 e domande annesse. Lei ha anche parlato, mi pare, di un certo signor Cilluffo e qualcosa di simile.
Ora, proprio su questo argomento qui, di questi chiamiamoli favori, non so come sia corretto chiamarli, caso mai se ha una definizione lei, me la può dare, avevo bisogno di chiederle se sono stati fatti gratuitamente o se sono corse delle ricompense.
*EX 210 Spataro: No, gratuitamente.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, abbia pazienza.
PRESIDENTE: Gratuitamente.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Gratuitamente.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, poi, ci ha parlato anche, prima della sospensione, della storia della sua polleria, cioè a dire dove si vendono i polli allo spiedo, ecco. Avevo bisogno di capire, in relazione a questo esercizio, se è un esercizio nel quale la persona di cui più volte si è parlato, cioè a dire questo signor Cannella Fifetto, veniva talvolta, oppure se non si è mai fatto vedere.
EX 210 Spataro: No, veniva spesso per appuntamenti con altre persone.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Quindi veniva, perché lì si incontrava con persone.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E le persone che si incontravano nel vostro locale, lei ce le sa indicare?
EX 210 Spataro: Sì. Veniva Toni Calvaruso, Tullio Cannella, Vittorio Tutino, Giuseppe Barranca, un certo Lo Cascio, Nino Mangano, Salvatore Grigoli, Gaspare Spatuzza... Non ricordo altri.
PUBBLICO MINISTERO: Tutte persone, quindi, che lei è ben sicuro siano venute lì nella polleria di cui si è parlato?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma...
PRESIDENTE: Scusi, venute, vediamo se lo ripete con chiarezza, non come clienti...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, ma mi sto accingendo a fargli proprio domande su questo punto, Presidente.
Volevo capire, intanto, se queste persone, venendo lì, si incontravano solamente con voi, perché voi eravate i titolari e loro erano i clienti... Lei ha detto genericamente "si incontravano". Ma si incontravano con voi, o venivano per incontrarsi tra di loro, venivano per incontrare questo signor Cannella?
Ecco, avrei bisogno di capire esattamente come stava questa situazione.
EX 210 Spataro: Venivano per incontrare Cannella nei momenti di chiusura del locale.
PUBBLICO MINISTERO: Venivano perché si incontravano casualmente, ovvero perché prendevano degli appuntamenti? E in questo secondo caso, cioè se venivano presi degli appuntamenti, lei sa come venivano presi questi appuntamenti?
EX 210 Spataro: Se mi trovavo io, mi dicevano a me se si era visto Fifetto e se glielo potevo rintracciare, cioè gli fissavo un appuntamento. O a volte glielo dicevano a Tommaso Militello.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi concretamente come funzionava? Perché lei ha detto questi incontri avvenivano quando l'esercizio era chiuso.
EX 210 Spataro: Sì, nell'orario - l'esercizio era aperto la sera, dopo le sei - cioè nell'orario delle pulizie, la mattina o verso le due del pomeriggio, le quattro, le tre e mezzo; questi orari qua.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, per fissare questi appuntamenti si rivolgevano a lei?
EX 210 Spataro: Se mi trovavo in polleria me lo dicevano a me, sennò a mio fratello, o a volte...
PUBBLICO MINISTERO: Dopo...
EX 210 Spataro: ... già venivano con appuntamenti dati da Fifetto stesso.
PUBBLICO MINISTERO: Ma quando l'appuntamento veniva preso tramite lei - parliamo di lei - concretamente come andavano le cose? Lei veniva rintracciato telefonicamente, si presentava qualcuno specificamente lì in polleria, le diceva: 'trovami tizio, trovami caio'?
Ecco, aiuti un attimino me a farmi un'idea chiara e circostanziata su questo punto.
EX 210 Spataro: Sì. Veniva la persona interessava che voleva parlare con lui; mi diceva che lo voleva incontrare. Io parlavo poi con Fifetto e lui gli dava l'appuntamento.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei per rintracciare Fifetto Cannella aveva qualche recapito fisso, stabile, sicuro; oppure lo doveva cercare con qualche accorgimento? Ecco, mi aiuti a capire anche questo.
EX 210 Spataro: No, lui veniva quasi ogni giorno in polleria, per vedere se c'erano novità o qualcosa, qualcuno che lo cercava. O se non veniva, se due-tre giorni non lo vedevo, parlavo con Tommaso Militello e lo rintracciava lui.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha nominato varie persone che venivano e hanno utilizzato la polleria per incontrarsi con Fifetto Cannella.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma queste persone, quando si incontravano con Cannella, si incontravano anche a ranghi completi - perché lei ne ha indicate sette, otto, nove, ora non sono stato a contarle - ovvero facevano incontri una, due persone, tre, quattro? Mi spieghi anche questo particolare, per piacere.
EX 210 Spataro: Come persone di più ho visto che veniva Tullio Cannella e Toni Calvaruso. Gli altri venivano sempre soli.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, in occasione di questi incontri, aveva la possibilità di ascoltare...
EX 210 Spataro: No, quando...
PUBBLICO MINISTERO: ... ascoltare che cosa si dicevano queste persone tra di loro?
EX 210 Spataro: No, quando loro entravano in polleria, noi ce ne andavamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, proprio lei usciva dal locale?
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi non ha mai assistito a queste conversazioni?
EX 210 Spataro: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. A parte il fatto che non abbia assistito, come ha chiarito ora, ma ha avuto la possibilità, magari in un secondo momento, di sapere quali argomenti venivano trattati in questi incontri?
EX 210 Spataro: No, no. Non gli domandavo mai ai Fifetto Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha fatto il nome, tra gli altri, ha fatto il nome ora, l'abbiamo sentito tutti, del signor Barranca.
Vuole, per cortesia, chiarirmi come conosceva questa persona: se la conosceva da tempo, com'è che sa che quella persona che veniva da lei si chiama Barranca, se nel sa anche il nome di battesimo, se sa dove abita, di che cosa si occupa?
EX 210 Spataro: No. Veniva là in polleria, nemmeno entrava. Domandava solo se c'era Fifetto e mi diceva... Io lo conoscevo, però non me l'hanno mai presentato. Lo conoscevo di vista, sapevo che si chiamava così. E mi dice...
PUBBLICO MINISTERO: Ma...
EX 210 Spataro: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Dica, dica.
EX 210 Spataro: E mi diceva se lo potevo rintracciare, che era venuto Giuseppe Barranca. Però non entrava mai in polleria.
A volte veniva Fifetto e se ne andavamo assieme con la macchina, non entrava.
PUBBLICO MINISTERO: A quello che ho capito - se ho capito male mi smentisca subito - se venendo lì, Barranca non trovava Fifetto, incaricava lei di avvisare Fifetto che era passato?
EX 210 Spataro: Giuseppe Barranca.
PUBBLICO MINISTERO: Proprio così, col nome e cognome?
EX 210 Spataro: Peppuccio.
PUBBLICO MINISTERO: No, ha la sua differenza.
EX 210 Spataro: Peppuccio Barranca.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Peppuccio Barranca. Ho capito.
Ora, io le volevo far presente che nelle dichiarazioni che lei ha reso precedentemente, in particolare quelle del 27 e del 28 di marzo al Pubblico Ministero di Palermo - e quindi quello che io le vado dicendo, tecnicamente si chiama contestazione - lei non ha mai menzionato Barranca tra i frequentatori della polleria.
EX 210 Spataro: Va be', negli altri interrogatori l'ho messo nel discorso.
PUBBLICO MINISTERO: No, appunto, non mi risulterebbe che ci fosse, in questi due interrogatori, menzionato il nome di Barranca tra i frequentatori della polleria.
EX 210 Spataro: Il nome di Barranca l'ho fatto nel momento quando Gaspare Spatuzza mi diede un libro con dei documenti e cose, dove c'era una tessera, una fotografia di Giuseppe Barranca.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, lei mi vuol dire che questo nome l'aveva già fatto nei suoi precedenti interrogatori?
EX 210 Spataro: L'avevo fatto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Però...
EX 210 Spataro: Per quanto riguarda questa situazione che le ho detto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma non per quanto riguarda la situazione della polleria.
EX 210 Spataro: No, perché se non ricordo male, questo discorso non l'ho fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei è ben sicuro, insomma, della sua affermazione di oggi? Perché questa diversità c'è, è inutile non prenderne atto.
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non corre il rischio di confondersi?
EX 210 Spataro: No, no.
PRESIDENTE: Possiamo capire cosa c'entra questo discorso di Spatuzza che gli dà una foto, un libro?
PUBBLICO MINISTERO: Io lo posso solo lontanamente, io stesso, ipotizzare, perché questi verbali di interrogatorio, come sanno i difensori, sono verbali che il Pubblico Ministero di Firenze ha acquisito con larghi omissis.
Quindi, io domande su questo punto le farei così, bendato, metaforicamente.
PRESIDENTE: A meno che non ci voglia spiegare l'esaminato che cosa...
PUBBLICO MINISTERO: Allora, se non dispiace al Presidente, io proseguirei l'esame...
PRESIDENTE: Bene.
PUBBLICO MINISTERO: ... se questo argomento viene ritenuto importante, per carità.
PRESIDENTE: Va bene, va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, di che cosa si occupavano, ammesso che si occupassero di qualcosa, quei due signori che ha nominato proprio all'inizio: Cannella Tullio e Calvaruso?
Lei ne aveva conoscenza, all'epoca, oppure non ne ha mai saputo niente?
EX 210 Spataro: Sì. Sapevo che Tullio Cannella faceva delle costruzioni edili per conto dei fratelli Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: Ed era insieme a Toni Calvaruso.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, loro avevano insieme questa attività, lei vuol dire questo?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei li conosceva già all'epoca col nome e cognome queste due persone?
EX 210 Spataro: Sì. Tullio Cannella, quando ero ragazzo, mi faceva come maestro di doposcuola. E Toni Calvaruso me lo presentò una volta Tullio Cannella in una discoteca del viale Strasburgo, che era di proprietà di Tullio Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ormai che siamo a passare in rassegna quanto lei sa di queste persone che ha nominato come frequentatori della sua polleria, lei ha nominato Gaspare Spatuzza, le risulta se questo signore, questa persona ha avuto, ha svolto delle attività? E quando faccio una domanda in questo modo intendo riferirmi sempre ad attività lecite, attività di qualsiasi genere: nel commercio, nell'impiego pubblico, nell'impiego privato.
EX 210 Spataro: No, una volta soltanto mi ha domandato una cortesia per quanto riguarda una pompa di benzina del viale Regione Siciliana.
Siccome lo voleva acquistare lui questa pompa di benzina - questa pompa di benzina è dove c'è il Goccinella - mi ha detto di andare da questa persona che l'aveva acquistato senza dire niente a nessuno, di minacciarla e farla andare via.
Io sono sceso dalla macchina insieme a lui, lui è rimasto un po' distante, e sono andato da questa persona minacciandolo di morte se non lasciava questa attività; e allo stesso istante questa persona andò al telefono e poi l'indomani non l'abbiamo visto più là.
Ritornò la pompa di benzina al primo padrone, che era quello del Goccinella, che poi se la prese Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo fatto, questo episodio, se lei lo dovesse collocare in un periodo, quando lo metterebbe?
EX 210 Spataro: '91.
PUBBLICO MINISTERO: '90?
EX 210 Spataro: '91.
PUBBLICO MINISTERO: '91. La polleria era già aperta nel '91?
EX 210 Spataro: Se non mi sbaglio, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E prima di questo '91, lei sa se Spatuzza aveva un'attività?
EX 210 Spataro: Attività?
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Insomma, se faceva un lavoro.
EX 210 Spataro: Mi ricordo che lui lavorava come guardiano alla Valtras.
PUBBLICO MINISTERO: Alla?
EX 210 Spataro: Alla Valtras.
PUBBLICO MINISTERO: Alla Valtras.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: E aveva pure dei camioncini là per le spedizioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Spataro: E prima ancora lavorava da Ferrara, sempre come spedizioniere.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha nominato anche Vittorio Tutino...
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... persona di cui si è già parlato più volte. E le faccio la stessa domanda: di Vittorio Tutino le risulta una qualche attività lavorativa ufficiale, ripeto, nel commercio, nell'impiego, nell'industria?
EX 210 Spataro: Per quanto riguarda commercio io sapevo solo quella pescheria.
PUBBLICO MINISTERO: Aveva una pescheria. Dove?
EX 210 Spataro: In via Armando Diaz.
PUBBLICO MINISTERO: In via Diaz.
EX 210 Spataro: Che ci stava il cognato, però.
PUBBLICO MINISTERO: Sa anche il cognome del cognato?
EX 210 Spataro: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Cognato in che termini, perché aveva sposato la sorella del Tutino, o perché Tutino aveva sposato la sorella di questo signore?
EX 210 Spataro: Tutino ha sposato la sorella di questo signore.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi, il fratello della moglie di Tutino aveva, all'epoca almeno, una pescheria in via Diaz. Questo è quello che vuol dire.
EX 210 Spataro: All'epoca... poco tempo fa.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Questi incontri, appuntamenti che dir si voglia, presso la sua polleria, si sono protratti nel tempo fino a che epoca?
EX 210 Spataro: Fino a quando avevamo la polleria noi. Dopo il mio arresto, la polleria a mio fratello gliel'hanno levata, quindi non so più.
PUBBLICO MINISTERO: Chi è che gliel'ha levata?
EX 210 Spataro: Eh, Filippo Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito.
EX 210 Spataro: Fifetto Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Ah...
PRESIDENTE: Lei ha detto Filippo.
EX 210 Spataro: No, eh, Filippo, Fifetto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei mi pare che avesse detto che il nome di battesimo di questo Cannella non è Filippo, stamattina.
EX 210 Spataro: Sì, lo so è Cristoforo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora che cos'è stato un lapsus, non ho capito.
EX 210 Spataro: Come?
PUBBLICO MINISTERO: O ci sono persone diverse, perché...
EX 210 Spataro: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Si deve stare attenti, perché...
EX 210 Spataro: Noi lo chiamiamo Fifetto, però si chiama Cristoforo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora il Filippo che ha detto ora era un errore verbale?
EX 210 Spataro: E' sempre Fifetto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, perché Fifetto è un diminutivo anche rispetto a Filippo?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi, la polleria è rientrata, per così dire, nelle mani di chi ve l'aveva aperta.
EX 210 Spataro: E' entrata nelle mani di Fifetto Cannella, che poi ha messo un altro gestore.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, se si va all'arresto suo, si va al gennaio del '94 - questi incontri e questi episodi particolari che ha raccontato sono storie del '91, ha detto, o qualcosa di simile - ecco dal '91 a tutto il '93 lei, a parte questi incontri che avvenivano nella polleria, ma si è dedicato a qualche altra cosa, nel senso che ha avuto rapporti anche diversi con questo signor Cannella?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di che genere?
EX 210 Spataro: Un giorno mi chiamò dicendomi di fare... dovevo bruciare dei magazzini. Mi portò un amico mio, un certo Gaetano la Rosa, dicendo di stare assieme soltanto nel periodo per bruciare le cose e poi, finendo i lavori, ci dovevamo dividere e nemmeno ci dovevamo salutare.
Allora mi è venuto a prendere in polleria e mi indicava i magazzini dove io dovevo andare a bruciarli. Non bruciarli totalmente, fare dei segnali di fuoco.
Allora mi ha indicato dei negozi in Lincoln e in via Michele Cipolla. E poi la sera, insieme a questo Gaetano La Rosa, gli giravamo e gli davamo fuoco.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
EX 210 Spataro: Dopo, finendo questi lavori, ci siamo incontrati con Giorgio Pizzo nel capannone di Paolino Dalfone e ci portò due milioni e mezzo a me e due milioni e mezzo al Gaetano La Rosa, dicendoci che da questo momento ci dovevamo dividere perché Gaetano doveva fare una strada e ne io dovevo fare un'altra, che poi lui mi faceva sapere; perché anche voleva che mi dovevo incontrare con Giuseppe Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Ma di questi episodi di.. boh, non so come definirli, incendio...
EX 210 Spataro: Estorsioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lo sfondo credo che sia abbastanza chiaro, comunque lei sta dicendo estorsione.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A me interessava anche sapere se di questi episodi, nei quali lei ha avuto personalmente una parte attiva, sono pochi o sono tanti?
EX 210 Spataro: Come?
PRESIDENTE: Se sono pochi o tanti gli episodi ai quali lei ha partecipato.
EX 210 Spataro: Quattro, cinque.
PUBBLICO MINISTERO: Quattro o cinque e lei ha avuto una ricompensa per questo servizio che ha fatto, per questo lavoro?
EX 210 Spataro: Sì, ci siamo incontrati dopo con Giorgio Pizzo, l'ho detto poco fa, nel capannone di Dalfone alla zona industriale, e ci consegnò questi soldi.
PUBBLICO MINISTERO: Ma mi faccia capire un particolare, Spataro, sennò mi rimane misterioso un aspetto di questo punto: ma sono quattro o cinque incendi che lei ha fatto in una volta sola, oppure sono quattro o cinque episodi di incendio, così, distribuiti nel tempo?
EX 210 Spataro: In due sere.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, in due sere.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, me lo dà anche uno solo, due meglio, tre sarebbe quasi l'optimum...
EX 210 Spataro: Sì, un'utensileria...
PUBBLICO MINISTERO: ... gli estremi di questi negozi, o che altro sia, dove lei è andato a dare fuoco?
EX 210 Spataro: Era un'utensileria.
PUBBLICO MINISTERO: Utensileria?
EX 210 Spataro: Sì. Poi c'era un appartamento...
PRESIDENTE: Si ricorda in che via era?
EX 210 Spataro: In via o Michele Cipolla o via ... si chiama.
Poi un'altra in via Lincoln.
PRESIDENTE: Cosa era?
EX 210 Spataro: Una si chiama Benincasa, di mobili; e un altro negozio di abiti da sposa, sempre in via Lincoln.
Poi un altro vicino Ciaculli, che era un'azienda agricola. Però non gli ho dato fuoco, ho distrutto tutto l'ufficio.
PUBBLICO MINISTERO: Questa ricompensa in danaro che ha avuto, l'ha avuta in una volta sola o a rate?
EX 210 Spataro: Tutto in una volta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, mi pare che lei stamattina, ma non sono sicuro, abbia fatto un certo nome, ma potrei sbagliarmi, quindi le chiedo semplicemente: lei ha mai conosciuto o sentito parlare di un signore che si chiama Impallara Nicola?
EX 210 Spataro: Sì, lo conosco.
PUBBLICO MINISTERO: E chi è questa persona?
EX 210 Spataro: Questa è una persona che aveva intestato il bar di Fifetto Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: E questo bar dove si troverebbe?
EX 210 Spataro: In via Emiro Jafar.
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: In via Jafar.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare, ma potrei sbagliarmi, che lei stamattina abbia menzionato un qualche parente del signor Cannella - mi pare abbia parlato di un cognato - è possibile?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
EX 210 Spataro: Aurelio Cassano.
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiama di cognome?
EX 210 Spataro: Aurelio Cassano.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Sa che cosa fa questa persona?
EX 210 Spataro: Lavorava alle Ferrovie. Lui gli guardava gli interessi a suo cognato.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha mai conosciuto o sentito parlare di certi signori Vasile?
EX 210 Spataro: Sì, ne ho sentito parlare. Erano quelli che avevano un appalto alla stazione per pulire i treni. E so che dovevano fare la cortesia, tramite Fifetto, di fare entrare mio cugino Nicola per fare questo lavoro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Se ho capito bene questi signori, per quanto lei ne sa, hanno in appalto i servizi di pulizia dei treni.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Poi le ha detto che tramite Fifetto... stiamo parlando sempre del solito Fifetto, cioè a dire il signor Cannella?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Tramite lui c'era idea di fare assumere questo signor Nicola?
EX 210 Spataro: Lipari.
PUBBLICO MINISTERO: Lipari.
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
Il cugino.
PUBBLICO MINISTERO: Dove doveva essere assunto questo signor Lipari?
EX 210 Spataro: In questo...
PUBBLICO MINISTERO: Nella ditta di questo Vasile?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma perché?
EX 210 Spataro: Perché...
PUBBLICO MINISTERO: E che c'entrava Cannella con Vasile?
EX 210 Spataro: Erano amici.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, erano amici.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo può affermare con sicurezza...
EX 210 Spataro: Ne parlavano...
PUBBLICO MINISTERO: ... cioè, proprio di persone che erano im amicizia tra loro?
EX 210 Spataro: Ne parlava lui con mio cugino dicendo: 'non ti preoccupare, che ora parlo con Vasile, che è un amico nostro, e ti faccio inserire in questo lavoro'.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei personalmente conosce qualcuno di questi signori Vasile, o conosce solo un cognome?
EX 210 Spataro: No, solo il cognome.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, nessuno le ha mai fatto conoscere qualcuno personalmente di questi signori Vasile.
EX 210 Spataro: Se non ricordo male, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ma per quanto in sua conoscenza, di tutte le persone di cui abbiamo abbondantemente parlato dall'inizio dell'esame, questi signori Vasile potevano o possono essere stati in un rapporto di conoscenza, ripeto, anche con altri, oppure solo questo signor Cannella in qualche modo li conosceva?
EX 210 Spataro: Penso di sì. Per conoscere Fifetto Cannella, automaticamente conoscerà anche altri.
PUBBLICO MINISTERO: Però è solo un suo pensiero.
EX 210 Spataro: Sì, è un pensiero mio.
PUBBLICO MINISTERO: A questo proposito, sempre nella forma della contestazione - perché così tecnicamente si chiama - a pagina 39 della trascrizione dell'interrogatorio che lei ha fatto con i magistrati di Palermo, del 27 marzo del '96, ad un certo punto le viene posta questa domanda dal Pubblico Ministero:
"Di un Vasile Leonardo ne ha sentito parlare mai?".
La sua risposta è: "No, Vasile? E' quello delle cose di pulizia dei treni? Ne ho sentito parlare di questo qua".
Il Pubblico Ministero: "Può parlare di questo Vasile?".
Risposta sua: "No, ho sentito parlare che era amico dei fratelli, però non... ".
Pubblico Ministero: "Dei fratelli Graviano?".
Spataro: "Sì, dei fratelli Graviano".
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, mi lasci finire.
"Dei fratelli Graviano?"
Lei dice: "Dei fratelli Graviano, Giuseppe e Filippo".
Pubblico Ministero ripete: "Giuseppe e Filippo".
Poi il Pubblico Ministero dice: "Ma mica in quel senso".
E lei dice: "So che...".
Pubblico Ministero: "Che si vedevano per andare a prendere una pizza?".
Spataro: "No, so che se c'era bisogno di lavorare, qualche amico dentro la ditta loro si mettevano a disposizione per farli entrare. E, se non mi sbaglio, doveva fare entrare un cugino mio, Nicola Lipari. Sì, c'era in progetto questo, poi è successo l'arresto...".
Ecco, ora che le ho letto questa pagina di questa trascrizione, dove lei ha affermato di aver sentito parlare che era amico dei fratelli Graviano.
Ecco, stante questa dichiarazione sua, ma questa affermazione che questo signor Vasile era in rapporto di amicizia con i Graviano, è un sentito dire, come parrebbe da questa pagina di questa trascrizione - "ho sentito parlare", sono testualmente le sue parole - ovvero era qualche cosa che le risultava per fatti concreti? Ovvero quando ha reso questa dichiarazione al Pubblico Ministero di Palermo ha detto qualcosa che non voleva dire?
Mi aiuti per bene a capire il discorso.
EX 210 Spataro: Ora le spiego. Il discorso di mio cugino di entrare in questo lavoro tramite Fifetto...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: ... diciamo che praticamente c'entrano i fratelli Graviano perché? Perché Fifetto Cannella, prima di fare una cosa di questa, ne deve sempre parlare con loro, ne doveva sempre parlare con loro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: Quindi, se loro erano d'accordo, Fifetto Cannella faceva entrare mio cugino. Quindi io ho fatto questo discorso è come se già avrei fatto il nome di Filippo Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: A lei risulta se qualche altra persona sia stata assunta presso queste imprese di pulizie grazie alla buona parola messa dal signor Cannella, o alla buona parola messa da qualcun'altra delle persone di cui si è parlato?
EX 210 Spataro: Io so che ci lavorava un barbiere in questa ditta, siccome era amico dei fratelli Graviano e anche dei fratelli Drago, penso che ogni tanto prendevano anche appuntamento dentro il suo salone. Penso che gli abbiamo dato una mano anche a lui a farlo entrare qua.
PUBBLICO MINISTERO: Lei si ricorda chi è questa persona, questo barbiere?
EX 210 Spataro: No, mi ricordo dove c'ha il salone. Si chiama Franco, però non ricordo il cognome.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ma mi sbaglio, o lui... No, fatta in questo modo i difensori avrebbero diritto a dire che è una domanda suggestiva, lasciamo perdere.
Lei conoscenze nell'ambiente dell'ippodromo, delle corse dei cavalli, scommettitori e che altro, ha mai conosciuto qualcuno?
EX 210 Spataro: Lì li frequentava Tommaso Militello, frequentava Gregorio Marchese, frequentava pure Santino Nuccio.
PUBBLICO MINISTERO: Santino?
EX 210 Spataro: Nuccio.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire che erano frequentatori dell'ippodromo, vuol dire questo?
EX 210 Spataro: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Erano frequentatori dell'ippodromo?
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Queste persone.
EX 210 Spataro: Sì, avevano...
AVVOCATO Gramigni: Presidente...
EX 210 Spataro: Avevano... Santino Nuccio aveva dei cavalli pure dentro...
PUBBLICO MINISTERO: Ma il cognome Nuccio lei sta dicendo?
EX 210 Spataro: Russo, Russo.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Non la sento.
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni.
EX 210 Spataro: Santino Russo.
AVVOCATO Gramigni: Appena crede, chiedevo la parola.
PRESIDENTE: Prego, prego, dica.
AVVOCATO Gramigni: Grazie. Per formulare un'opposizione in questo senso: credo che al di là del tenore più o meno suggestivo delle domande, da un pezzo sinceramente, ma a questo punto immagino che si sia comunque arrivati ad un punto di non ritorno, siamo assolutamente fuori dal tema probatorio sul quale questi signori erano stati indotti.
Che a questo punto attinge addirittura all'ippodromo di Palermo persone di cui oggi apprendiamo l'esistenza in vita attraverso l'indicazione del nome e quant'altro.
Credo quindi che, ripeto, al di là di un problema di suggestività e di utilità probatoria per i fatti che oggi stiamo qui discutendo, siamo comunque al di fuori dell'oggetto della testimonianza così come individuata dal Pubblico Ministero nel momento del deposito della lista.
Sotto questo profilo dunque c'è opposizione. Opposizione quantomeno sotto il profilo della irrilevanza delle domande che, ripeto, già da lunga pezza sentiamo rivolgere al signor Spataro.
In questo senso gliela formalizzo e la ringrazio.
PRESIDENTE: Sentiamo l'opinione del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Mi si consente una battuta di spirito?
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Un'opposizione al giorno toglie il medico di torno, perché mi pare ormai rituale.
Allora... ma certo. La domanda non era assolutamente suggestiva.
PRESIDENTE: Ma se veramente toglie il medico di torno, una al giorno fatela però, perché noi vogliamo conservare la salute.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: Per tutti. La salute è per tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Vede Presidente, tanto per rimanere sul tono sdrammatizzante del problema, e poi lei decida ovviamente secondo valutazioni molto meno a buon mercato delle mie.
Se io avessi fatto la domanda in un certo modo, mi si sarebbe detto: domanda suggestiva.
Partendo da lontano e formulando la domanda in maniera generica si dice che è nello stesso tempo suggestiva e fuori tema.
Allora, i signori difensori bisogna che si rendano conto - questo è un semplice mio parere, per carità - bisogna che si rendano conto che non possono sperare, è sempre una parola adoprata con una sottolineatura, ma d'altra parte il tono vuole essere sdrammatizzante, che io non cerchi insieme al collega, dottor Nicolosi, di dimostrare il connettivo dei signori che siedono nelle gabbie in qualità di imputati. E poi, in futuro, ove il processo dovesse avere certe conclusioni, dire: 'guai a quel povero Pubblico Ministero che avrebbe avuto la possibilità di dimostrare il connettivo tra gli imputati e non l'ha fatto'.
Allora siano così cortesi, sapendo che, per quanto è nelle mie possibilità immaginarie nei loro programmi, che io non voglio - e adopro testualmente l'espressione - non voglio, parlo anche a nome del collega, non voglio che questo processo perda la capacità di inquadrare le persone in rapporto ai fatti e in rapporto a loro medesime e al loro connettivo.
Continuerò da qui alla fine del processo, finché il Presidente non mi dirà 'questo non c'entra', a formulare domande che riguardano il terreno, l'humus, il connettivo per fatti criminali e fatti non criminali, per rapporti interpersonali e per rapporti indiretti o che altro sia. Perché mi sembra che sia tutta materia di stretta pertinenza con la prova che si deve dare.
Se si accusano determinate persone di aver commesso in concorso determinati reati, si può andare dall'appropriazione indebita alla strage, ma qual è quel Pubblico Ministero che dovrebbe correttamente astenersi dal dimostrare i rapporti che esistono tra persone che rispondono, o che sono chiamati a rispondere, di reati commessi concorsualmente.
Ma, voglio dire, abbiamo perso di vista mi sembra proprio quella che è l'etica - etica in senso stretto - l'etica della formazione della prova in un processo per reati attribuiti concorsualmente.
PRESIDENTE: Mi pare che l'opposizione, avvocato, non possa che ricevere il risultato e l'esito che hanno avuto analoghe opposizioni precedenti.
Qui indubbiamente le correlazioni fra un imputato e l'altro, le correlazioni in ordine all'ambiente e soprattutto a quella particolare organizzazione criminale, a quel tessuto di persone che hanno avuto rapporti di vario genere - e per noi interessano quelli particolarmente di natura illecita - non può prescindere dall'esame di tutte le possibili posizioni dei singoli imputati con diverse persone variamente collocabili in questo complesso.
Poi si tratterà di vedere se il risultato della prova sarà soddisfacente per il Pubblico Ministero o soddisfacente per i difensori.
Vogliamo ripetere la domanda per cortesia?
PUBBLICO MINISTERO: L'opposizione è arrivata mentre il signor Spataro stava dicendo che quel certo cognome Nuccio era un cognome indicato erroneamente e che il cognome corretto è Russo?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene le sue parole, Spataro?
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sa se esistono rapporti tra questo signor Santino Russo e il signor Fifetto Cannella?
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: In che termini esistono?
EX 210 Spataro: Si conoscono e, se non sbaglio, sono pure parenti. Il padre viene cugino alla madre, se non mi sbaglio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei personalmente ha avuto modo di conoscere qualcuno che si occupasse di scommesse all'ippodromo di Palermo?
EX 210 Spataro: Scommesse?
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi?
EX 210 Spataro: Di scommesse?
PUBBLICO MINISTERO: Di scommesse.
PRESIDENTE: Scommesse, scommesse. Scommesse, sulle corse ovviamente. Ha conosciuto qualcuno?
EX 210 Spataro: Ho conosciuto qualcuno però non ricordo il nome. Aveva una baracca lì dentro, non so che cosa... come si chiamava, non mi ricordo. Era una persona robusta, con gli occhiali e aveva - perché si univa anche con Santino Russo - aveva una tabaccheria, una cosa di questa. Lotto 13 là, non mi ricordo.
PRESIDENTE: Sarebbe stato un banco lotto?
EX 210 Spataro: Dove giocano i cavalli...
PRESIDENTE: Lei ha parlato di lotto 13. Cos'era, il nome di questa...
EX 210 Spataro: Si giocano schedine, questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei poco fa ha menzionato una persone che ha detto di mestiere fa il barbiere e che aveva un salone, ha detto anche un nome di battesimo.
EX 210 Spataro: Franco.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ne conosce altri di barbieri?
EX 210 Spataro: Sì, Costantino.
PUBBLICO MINISTERO: Costantino. Questo pure fa il barbiere?
EX 210 Spataro: Sì, sì, insieme al cognato.
PUBBLICO MINISTERO: E questo signore, per quanto è nella sua conoscenza, ha avuto un posto, un ruolo, una collocazione, una conoscenza in rapporto alle vicende di cui stiamo parlando oggi? Oppure è uno dei tanti esercenti di Palermo?
EX 210 Spataro: Anche lui si metteva a disposizione dei fratelli Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: C'è qualcosa di particolare che lei sappia a questo riguardo?
EX 210 Spataro: Intestò il suo telefonino alla moglie del Graviano. Mi sono sbagliato, alla Buttitta... o alla Galdi, non...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, spieghi meglio.
EX 210 Spataro: Aveva intestato...
PUBBLICO MINISTERO: Chi era l'intestatario di questo telefonino?
EX 210 Spataro: Costantino.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. E chi è che l'adoprava questo telefonino?
EX 210 Spataro: Non ricordo se l'aveva la Galdi o la Buttitta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Averlo è un fatto materiale, ma a chi è che serviva questo telefonino, alla signora Galdi o alla signora Buttitta, o a qualcun altro?
EX 210 Spataro: No, serviva al Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sa che fine ha fatto questo telefonino?
EX 210 Spataro: No.
PUBBLICO MINISTERO: Lei l'ha mai visto?
EX 210 Spataro: A Milano l'ho visto, però non so se era quello intestato a lui perché non c'è scritto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma che questo signor Costantino si era intestato un telefonino che serviva ai Graviano, lei lo ha saputo dopo il suo arresto o lo sapeva da prima?
EX 210 Spataro: Lo sapevo da sopra, da Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, l'ha appreso in occasione della sua andata a Milano?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma prima dell'arresto?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: O dopo che vi avevano già portati in caserma? Siamo molto franchi, voglio dire, come al solito su tutti i punti.
EX 210 Spataro: Questo non lo ricordo se è stato prima o dopo, ma penso che è stato prima perché in caserma non avevamo il tempo di parlare. Non ricordo bene.
PRESIDENTE: Del tempo ne avete avuto, non avete avuto la possibilità di parlare.
EX 210 Spataro: Fuori dalla caserma.
PRESIDENTE: No. Lei ha detto: 'perché dopo in caserma non abbiamo avuto il tempo di parlare'. Forse il tempo ci sarebbe stato, non ne avete avuto l'opportunità.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Tra le persone che frequentavano la polleria, stando alle sue dichiarazioni, c'era anche questo signor Mangano, perché lei ha fatto questo nome. Ecco, Mangano quindi veniva lì per incontrarsi a sua volta con Cannella, è questo che vuol dire lei?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei questo signore lo conosceva da epoca precedente, oppure è una conoscenza diciamo databile all'epoca della polleria?
EX 210 Spataro: No, lo conoscevo da prima che, quando io lavoravo alla Palermitana Bibite dei fratelli Vitale, lui mi ha venduto un camion.
PUBBLICO MINISTERO: Un?
EX 210 Spataro: Un camion.
PRESIDENTE: Camion.
PUBBLICO MINISTERO: Un camion.
Ecco, noi adopriamo il cognome Mangano, ma questa persona avrà avuto anche un nome, oltre che un cognome.
EX 210 Spataro: Antonino.
PUBBLICO MINISTERO: E di che cosa si occupava?
EX 210 Spataro: So che lavorava prima al municipio, poi non...
PRESIDENTE: Lavorava per?
EX 210 Spataro: Al municipio so che lavorava prima.
PRESIDENTE: Al municipio.
EX 210 Spataro: Poi lo vedevo...
PRESIDENTE: Al Comune.
EX 210 Spataro: Al Comune. Poi lo vedevo all'assicurazione da suo fratello. Che poi fu arrestato, se non mi sbaglio perse il posto e andò da suo fratello, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Il nome del fratello se lo ricorda?
EX 210 Spataro: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
EX 210 Spataro: Lo conosco pure, però non mi ricordo il nome.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei questo signor Mangano, dall'epoca degli incontri in polleria, per quanto tempo ha continuato a vederlo? Sempre prendendo come punto di riferimento il suo arresto, quello del gennaio del '94.
EX 210 Spataro: Prima del mio arresto l'ho visto là in polleria due o tre volte. Dopo il mio arresto non l'ho visto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, successivamente al suo arresto lei non l'ha più visto questo signore?
EX 210 Spataro: Sì, lo vedevo in giro, però mai più avuto a che fare in nessun senso.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'ha visto solo casualmente dopo il suo arresto?
EX 210 Spataro: Sì, lo vedevo per strada nella zona da noi, che lui abita pure là.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Se lei è in grado, io vorrei sapere se conosce qualcuna delle persone con le quali questo signor Mangano intratteneva rapporti più stretti? E mi pare di capire che se lei può rispondere, può rispondere solo con riferimento al periodo che precede il suo arresto.
EX 210 Spataro: Io lo vedevo spesso con Grigoli Salvatore, Luigi Giacalone. Con queste persone.
PUBBLICO MINISTERO: Lei quindi, come dire, afferma che questa persona aveva rapporti stretti con questi perché frequentemente gli capitava di vederli insieme?
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma perché lei li vedeva insieme per la strada, perché li vedeva insieme al bar a prendere la granita.
EX 210 Spataro: No, li vedevo assieme.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma in che luoghi?
EX 210 Spataro: E poi pure una volta ho portato dei doni di Natale nel negozio di Grigoli: uno per Grigoli e uno per Nino Mangano.
PRESIDENTE: Da parte di chi?
EX 210 Spataro: Da parte dei fratelli Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
EX 210 Spataro: Consegnati da Fifetto.
PRESIDENTE: Come?
EX 210 Spataro: Fifetto me li consegnò dicendo di portarli a queste due persone di qua.
PRESIDENTE: Perché lei dice dei fratelli Graviano?
EX 210 Spataro: Perché erano suoi, me l'ha detto Fifetto.
PRESIDENTE: L'ha detto Fifetto Cannella.
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma oltre il portare il regalo - poi spiegherà magari di che si tratta, se se lo rammenta - ma lei doveva appunto spiegare anche da chi veniva questo regalo? Perché io mi immagino un po' la scena: uno arriva in un posto, molla un regalo e dice 'a te chi ti manda?'
EX 210 Spataro: No...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Spataro: Loro lo sapevano che dovevano arrivare questi regali, quindi sono entrato là e c'era soltanto Salvatore Grigoli.
PRESIDENTE: Scusi, ma come fa lei a sapere che sapevano...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, capisco che lei ha la stessa mia curiosità.
PRESIDENTE: Finisca il discorso e poi vediamo.
EX 210 Spataro: Io ho portato questi doni a Salvatore Grigoli, che si trovava al negozio, e gli consegnai questo suo e quello di Nino Mangano.
PRESIDENTE: Per Nino Mangano.
EX 210 Spataro: Eh?
PRESIDENTE: Per...
EX 210 Spataro: Sì.
PRESIDENTE: Diretto a Nino Mangano.
EX 210 Spataro: Sì, diretto a Nino Mangano. Siccome lui non c'era, perché il negozio di Grigoli era accanto all'assicurazione del fratello di Mangano. Mi hanno detto di portarlo a Salvatore pensando che c'era pure Nino accanto. Siccome Nino non c'era, li consegnai tutti e due a lui.
PRESIDENTE: Salvatore sarebbe il fratello di...
EX 210 Spataro: Salvatore Grigoli.
PRESIDENTE: Ah, Salvatore Grigoli.
EX 210 Spataro: Sì. Ci sono andato insieme a Tommaso Militello.
PRESIDENTE: Però non sappiamo...
PUBBLICO MINISTERO: Questi regali lei ha detto glieli aveva consegnati?
EX 210 Spataro: Li aveva fatti il cognato di Fifetto Cannella e Fifetto Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei materialmente le erano stati consegnati da qualcuno questi regali, se lo ricorda?
EX 210 Spataro: So che i fratelli Graviano ogni anno...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, mi scusi Spataro.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A portare questi regali lei è andato personalmente?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
Quindi vuol dire che qualcuno aveva consegnato a lei questi regali.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Chi è questo qualcuno che gli aveva consegnato questi regali?
EX 210 Spataro: Questi regali li faceva il cognato di Fifetto Cannella, Aurelio Cassano, e li teneva a casa sua che li stava preparando. Io e Tommaso Militello siamo saliti a prenderli e a dividerli.
PUBBLICO MINISTERO: Che erano questi regali?
EX 210 Spataro: Come?
PUBBLICO MINISTERO: In che cosa consistevano questi regali?
PRESIDENTE: Cosa erano?
EX 210 Spataro: Era regali natalizi: panettone, champagne, un prosciutto crudo.
AVVOCATO Florio: Presidente, chiedo scusa.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Florio: L'avvocato Florio. Non è tanto un'opposizione quanto un'osservazione: stamattina abbiamo parlato del "Canta Tu", ora parliamo dei panettoni. Credo francamente questo sia totalmente irrilevante.
PRESIDENTE: Avvocato, tutto può essere rilevante e tutto può essere irrilevante, è una questione di valutazione che ovviamente io non posso fare nel momento attuale anche perché non sarei legittimato a farla perché dovrei parlare a nome mio, ma credo che il tutto possa servire, in un senso o nell'altro.
Potrebbero essere comuni manifestazioni di amicizia, di affetto, di stima, di riconoscenza, o altra cosa.
Andiamo avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma sulla provenienza da parte dei Graviano di questi doni, lei fu, voglio dire, esplicitamente messo al corrente?
EX 210 Spataro: Io l'ho saputo perché anche a me mi è stato fatto il regalo, è stato fatto pure a mio cugino. Quindi quando mi portarono questo regalo, come dice lei, potevo sapere chi me lo porta, chi me lo manda.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: E mi è stato detto che era...
PRESIDENTE: E chi gliel'ha detto allora?
EX 210 Spataro: Me l'ha detto Fifetto Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Abbiamo parlato di Mangano, poi abbiamo parlato di questo signor Grigoli. Questo signor Grigoli ha detto che aveva una qualche attività accanto alle assicurazioni?
EX 210 Spataro: Sì. Articoli sportivi.
PUBBLICO MINISTERO: Articoli sportivi. In che zona siamo di Palermo?
EX 210 Spataro: Corso dei Mille.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha sempre mantenuta lì questa attività il signor Grigoli?
EX 210 Spataro: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Il signor Grigoli questa attività nel settore degli articoli sportivi l'ha mantenuta in Corso dei Mille, per quanto le risulta?
EX 210 Spataro: Sì. Prima in questo negozio c'era un autosalone, che era in società con Luigi Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: Poi questo autosalone lo hanno trasferito alla zona industriale. Poi non lo so, si sono separati e lui si è aperto questo negozio dove avevano prima aperto l'autosalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma nell'autosalone di Giacalone, o che fosse il primo o il secondo, quello in società con Grigoli o quello alla zona industriale, lei personalmente c'ha mai messo piede?
EX 210 Spataro: Sì. Io ho comprato una macchina da loro. Una volta ho comprato una macchina personale, un'Audi 80.
PUBBLICO MINISTERO: Da Giacalone.
EX 210 Spataro: Da Giacalone-Grigoli, il periodo.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
EX 210 Spataro: Poi due volte ho consegnato un'Ibiza che ho ritirato a Bagheria, posteggiata in una località, non lo so come si chiama. Sono andato insieme a Tommaso Militello per riprenderla, non c'era nessuno.
Ha detto Fifetto: 'andate a prendere questa macchina in questo posto, ci sono le chiavi sul cruscotto'. Abbiamo preso questa macchina, l'abbiamo consegnata a Grigoli. E un'altra macchina che ho consegnato era una Ford Fiesta bianca che era di Fifetto Cannella, che l'ha cambiata..
PRESIDENTE: Vuol ripetere il nome di tipo di macchina? Perché l'ha detto talmente veloce che...
EX 210 Spataro: Una Ford Fiesta bianca.
PRESIDENTE: Ford Fiesta bianca.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di queste macchine di cui si sta parlando mi preme soprattutto la prima: quest'Audi 80 lei la comprò?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi a chi è stata intestata dopo l'acquisto?
EX 210 Spataro: Quest'Audi 80?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: Ma forse nemmeno abbiamo fatto il passaggio di questa macchina, perché è successo questo: quando ho ritirato questa macchina non mi avevano detto, né Grigoli, né Giacalone che questa macchina era stata distrutta di davanti. Allora che è successo: io un giorno ho avuto un investimento e sono andato in un carrozziere per farla aggiustare e quello riconobbe la macchina dicendo che questa macchina era distrutta, era stata aggiustata, era storia e questo e quest'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Spataro: Allora... basta.
PUBBLICO MINISTERO: No, mi pare abbia detto che non è sicuro che sia stato nemmeno fatto il trasferimento di proprietà.
EX 210 Spataro: Non mi ricordo. Io ho venduto la mia macchina pure a lui, una FIAT Uno gli ho dato e ho ritirato questa Audi 80 e forse ci sono ancora tratte da pagare di questa macchina, perché non li posso più pagare, come sono combinato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, siccome abbiamo parlato di tutta una serie di persone - e non sto certo qui a ripetere i nomi dei tanti che lei ha nominato - le risulta se qualcuno di questi frequentava Giacalone, frequentava per meglio dire l'autosalone?
EX 210 Spataro: Più di una volta io sono entrato nell'autosalone e ho trovato Pietro Romeo, poi ho trovato Nino Mangano, poi Lo Nigro, Peppuccio Giuliano, Faia Totò. Queste persone qua le vedevo spesso lì dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Pizzo ce l'ha mai visto lì nell'autosalone?
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo signor Spatuzza di cui tanto si è parlato, nell'autosalone ce l'ha mai visto?
EX 210 Spataro: Sì, pure l'ho visto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma noi stiamo parlando...
EX 210 Spataro: Una volta li ho visti tutti assieme.
PUBBLICO MINISTERO: E saprebbe datare questa specie di incontro generale?
EX 210 Spataro: No. Io passavo con la macchina, ho guardato lì dentro e erano tutti davanti alla porta del...
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero vuol sapere se ha la possibilità di dire in che tempo è avvenuta questa riunione collettiva?
EX 210 Spataro: Dopo l'arresto dei fratelli Graviano.
PRESIDENTE: Dopo l'arresto dei fratelli Graviano. Ma lei era dentro?
EX 210 Spataro: Come?
PRESIDENTE: Non è stato arrestato anche lei insieme ai fratelli...
EX 210 Spataro: Sì, ma sono stato due mesi io dentro, poi sono uscito.
PRESIDENTE: Quindi, dopo che è uscito...
EX 210 Spataro: Dopo che sono uscito.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Io le avevo chiesto se aveva visto queste persone... mi interessava capire se si parlava del primo o del secondo autosalone, ma con la risposta che ha dato...
EX 210 Spataro: L'autosalone della zona industriale.
PUBBLICO MINISTERO: Ma conosce magari anche il nome della via?
EX 210 Spataro: No, la via non me la ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Lei ha parlato di questo signor Faia. Sa qualche cosa di più, perché oltretutto questo c'ha anche il cognome breve, vediamo se gli si dà una caratterizzazione migliore. Di nome come fa?
EX 210 Spataro: Salvatore.
PUBBLICO MINISTERO: Lo conosce con qualche soprannome?
EX 210 Spataro: Sì, ma non lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Poi lei ha parlato di questo signor Romeo: ce lo vuol descrivere il signor Romeo, o per meglio dire raccontarci chi è, chi non è, se era una conoscenza sua, da sempre, da poco?
EX 210 Spataro: Lo conoscevo da molto tempo. Ora è collaboratore di giustizia.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', questo riguarda...
EX 210 Spataro: Era sempre...
PUBBLICO MINISTERO: ... una fase vicino a noi della quale non abbiamo nessuna curiosità.
EX 210 Spataro: Queste persone di qua, che ho fatto i nomi, quando io, c'erano i fratelli Graviano fuori io non li vedevo così assidui come quando è successo l'arresto. Quando io sono uscito poi ho trovato tutte queste persone che non sapevo che erano diventate così, avevano fatto questo gruppo diciamo. Prima non esistevano, completamente. Sì, sapevo che andavano a fare rapine ai Tir, queste cose di qua.
Poi quando vennero arrestati i fratelli Graviano, poi uscendo ho visto tutta questa combriccola.
PRESIDENTE: E si trovavano spesso.
EX 210 Spataro: Come?
PRESIDENTE: Lei ha detto che si incontravano.
EX 210 Spataro: Sì.
PRESIDENTE: L'uno con l'altro...
EX 210 Spataro: Camminavano assieme, io li vedevo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Le ho chiesto qualche cosa, se sa qualche cosa di più sul conto di questo signor Romeo.
EX 210 Spataro: Io so che Romeo faceva delle rapine ai Tir.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Ma fisicamente c'è qualche cosa di particolare nella figura di Romeo, oppure è una persona come tante?
EX 210 Spataro: No, è alto, robusto, 'u' pietrone' ci dicevano.
PRESIDENTE: Cosa ha detto?
EX 210 Spataro: Ci dicevano 'u' pietrone'.
PRESIDENTE: Che vuol dire?
EX 210 Spataro: Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Pietrone.
PRESIDENTE: Pietrone. Perché si chiama Pietro?
EX 210 Spataro: Sì.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, poi ha parlato anche di questo signore Lo Nigro. Ma di Lo Nigro qualche cosa di più, conosce un nome, conosce un'attività, conosce il luogo dove abitava?
EX 210 Spataro: No, io l'ho visto una volta che sono andato da Luigi Giacalone e ho trovato questa persona e me l'ha presentata.
PUBBLICO MINISTERO: E come ha fatto a sapere che si chiamava Lo Nigro questo signore e non in un altro modo? Quello che lei ha incontrato in quella occasione?
EX 210 Spataro: Si presentò come Salvatore, poi dopo l'arresto c'era scritto Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: No, questa non l'ho capita proprio, a parte mi sono mancate tre parole.
PRESIDENTE: L'ha conosciuto come Salvatore. Dopo l'arresto ha visto la fotografia e ha scoperto che si chiamava Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Ma il nome di battesimo di questa persona quindi, che lei ha conosciuto quel giorno, le fu presentata con un nome: quale nome le fu dato?
EX 210 Spataro: Se non mi ricordo male, Salvatore.
PUBBLICO MINISTERO: E come ha fatto a associarlo al cognome Lo Nigro? Non è che abbia capito molto bene io questo passaggio.
EX 210 Spataro: Dopo l'hanno arrestato. Nei giornali escono il nome e il cognome no?
PUBBLICO MINISTERO: Eh, va be', ma un nome e un cognome non basta. Perché se avevano arrestato me, lei...
PRESIDENTE: Nome e cognome... c'era la fotografia?
EX 210 Spataro: Sì, certo. La fotografia e poi sotto il nome e cognome.
PUBBLICO MINISTERO: E corrispondeva tutto?
EX 210 Spataro: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Corrispondeva tutto? Cioè, voglio dire, la persona che c'era lì in fotografia...
EX 210 Spataro: Era quella che avevo conosciuto là.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è sicuro di questo?
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma quanto tempo è che non lo vedeva questo signore, rispetto a quando fu arrestato e la fotografia fu pubblicata?
EX 210 Spataro: Io con questo signore non avevo confidenza di niente.
PUBBLICO MINISTERO: Infatti ho chiesto semplicemente quant'è che non lo vedeva, non ho chiesto se c'aveva rapporti.
EX 210 Spataro: Io l'ho visto quella volta e un due volte l'ho visto con una Renault 5 verde e accanto c'era Gaspare Spatuzza, in via Messina Marina.
PRESIDENTE: E si chiamava... Gliel'avevano presentato come Salvatore?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi ha parlato ancora, tra le persone che frequentavano questo autosalone, di questo signor Giuliano che lei indica con un certo nome. Lo vuol ripetere per piacere?
EX 210 Spataro: Peppuccio.
PUBBLICO MINISTERO: Ma Peppuccio sarà un soprannome suppongo, no?
EX 210 Spataro: Io l'ho sempre chiamato così, gli altri l'hanno sempre chiamato così. Non lo so è il soprannome o il suo nome.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi il nome, quello vero, quello di anagrafe, di questo signore lei non lo conosce?
EX 210 Spataro: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
EX 210 Spataro: Non ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Sa qualche cosa di questa persona? Dove abitava, che ne so, la composizione della famiglia, l'attività alla quale si dedicava?
EX 210 Spataro: Lui abitava, quand'era scapolo, in via Messina Marina, nelle case popolari dello Sperone, insieme al padre, che lo conosco pure. E poi aveva un'attività di pompa benzina vicino a Sant'Erasmo, piazza Sant'Erasmo, che intestata al fratello di Pietro Romeo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, ci sarebbe, se capisco bene, in piazza Sant'Erasmo una pompa di benzina.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La marca qual era, se la ricorda?
EX 210 Spataro: Non mi ricordo se era una IP, non ricordo.
PRESIDENTE: IP.
EX 210 Spataro: IP.
PRESIDENTE: Se era quella...
EX 210 Spataro: Non la ricordo.
PRESIDENTE: Non è sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: E questa pompa di benzina sarebbe gestita da? All'epoca...
EX 210 Spataro: All'epoca dal fratello di Pietro Romeo però non ci stava lui là.
PRESIDENTE: Gestita o intestata?
EX 210 Spataro: Intestata.
PRESIDENTE: Intestata.
EX 210 Spataro: Lui non stava là.
PRESIDENTE: E invece chi ci stava?
EX 210 Spataro: Io ci vedevo Peppuccio Giuliano.
PRESIDENTE: Peppuccio Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, un certo signor Trombetta lo ha mai conosciuto?
EX 210 Spataro: Sì. Agostino Trombetta.
PUBBLICO MINISTERO: Di che si occupa questo Trombetta?
EX 210 Spataro: Lui aveva un autolavaggio in via Sacco e Vanzetti.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, un autolavaggio in?
EX 210 Spataro: Via Sacco e Vanzetti.
PRESIDENTE: Ah, via Sacco...
PUBBLICO MINISTERO: Via Sacco e Vanzetti. A lei risulta se questo signor Trombetta si conosceva con qualcuna delle persone di cui si parla?
EX 210 Spataro: Sì, con tutti. Anche loro, frequentavano loro.
PUBBLICO MINISTERO: Frequentavano l'autolavaggio? Andavano tutti a lavare l'automobile lì?
EX 210 Spataro: No, parlavo...
PUBBLICO MINISTERO: E' questo?
EX 210 Spataro: Andavano là e parlavano con Trombetta. Ci stavano giornate pure sane, lì.
Però spesso ci vedevo io Pietro Romeo, Salvatore Faia, Peppuccio Giuliano, queste persone vedevo spesso.
PUBBLICO MINISTERO: E un certo signor Ciaramitaro Giovanni lei lo ha mai conosciuto?
EX 210 Spataro: Sì, Giovanni Ciaramitaro sì, pure lui frequentava questo posto.
PUBBLICO MINISTERO: E questo di che si occupa? Perché Trombetta c'ha l'autolavaggio, Ciaramitaro che fa?
EX 210 Spataro: Ciaramitaro, prima di arrestarlo, si stava... Lui aveva avuto una agenzia di onoranze funebri a piazza Torrelunga.
PUBBLICO MINISTERO: E sa se questo signor Ciaramitaro ha qualche conoscenza nell'ambito di questo giro di persone di cui si parla?
EX 210 Spataro: Sì, li conosceva pure tutti, perché io ci sono andato una volta al negozio a trovarlo ed erano seduti lì dentro.
PRESIDENTE: Alle pompe funebri.
EX 210 Spataro: Sì.
PRESIDENTE: Era un posto allegro per incontrarsi.
PUBBLICO MINISTERO: Le rifaccio una domanda di poco fa: sa se questo signor Faia ha mai avuto un soprannome?
EX 210 Spataro: Se non mi sbaglio ci dicevamo "il gobbo", una cosa di queste.
PUBBLICO MINISTERO: Il gobbo?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Con due B.
EX 210 Spataro: Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: No, voglio dire, perché con due B è "gobbo" in italiano; se si leva una B non so più che voglia dire, perché potrebbe essere una parola palermitana che io non conosco...
PRESIDENTE: Il gobbo vuol dire che è quello che ha la gobba.
EX 210 Spataro: Almeno.
PRESIDENTE: Tanto per intendersi. Il gobbo alle pompe funebri è un po una contraddizione, però...
PUBBLICO MINISTERO: Ma suo cognato D'Agostino, Geppino D'Agostino, ha mai conosciuto qualcuna di queste persone piuttosto numerose, sul conto delle quali le sto dando fastidio con le mie domande e non solamente a lei, a quanto sembra, da circa mezzogiorno e un quarto?
Suo cognato Geppino D'Agostino, ha conosciuto qualcuno di questo giro di persone?
EX 210 Spataro: Sì, lì conoscevo qualcuno, perché erano pure di là, della zona. Mio cognato aveva un negozio di abbigliamento lì in via Sacco e Vanzetti.
PUBBLICO MINISTERO: E allora, con chi ha avuto conoscenza?
EX 210 Spataro: Io?
PUBBLICO MINISTERO: Suo cognato.
EX 210 Spataro: Con Peppuccio Giuliano, Faia lo conosceva, Trombetta lo conosceva...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: Poi non ricordo altri. Salvatore Grigoli lo conosceva, Nino Mangano lo conosceva... Queste persone sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Spataro: Pietro Romeo...
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto che si conosceva con Salvatore Grigoli, ma è una conoscenza così generica come tante, oppure una conoscenza per qualche ragione più concreta?
EX 210 Spataro: Io, poco fa, gliel'ho spiegata questa situazione, per quanto...
PUBBLICO MINISTERO: Sommariamente, ma...
EX 210 Spataro: Si erano messi in società nell'abbigliamento.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: Diciamo una specie di società. Partivano assieme a andare a prendere dell'abbigliamento, queste cose di qua.
Poi, un giorno, è successo che si sono diciamo litigati, diciamo, per il fattore di questi dieci milioni che il Grigoli diceva che mio cognato lo aveva truffato nel commercio. E non voleva dire, restituire i dieci milioni a mio cognato che era... Mio cognato aveva fatto un assegno a lui di cortesia, che poi lui, appena scadeva, lo doveva coprire.
Al momento di coprire l'assegno non gli ha voluto dare i dieci milioni.
Me lo disse a me mio cognato, io ne parlai con Fifetto. Ho fatto incontrare Fifetto con mio cognato e poi ci siamo incontrati nel negozio di articoli sportivi di Grigoli. Ed eravamo io, Grigoli, Fifetto Cannella, mio cognato e Nino Mangano.
Abbiamo parlato di questa situazione, e poi gli hanno dato ragione a mio cognato e dopo una settimana gli hanno dato i dieci milioni. Glieli portò Fifetto Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Ma chi è che ha fatto, insomma, che ha preso questa decisione?
Questo mi sembra una specie di direttissima in sede civile.
Chi è che ha pronunziato, insomma, che ha stabilito che allora era logico che Geppino D'Agostino rientrasse nel possesso di questi dieci milioni. Lei lo ha stabilito?
EX 210 Spataro: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Chi lo ha stabilito?
EX 210 Spataro: Dopo che abbiamo discusso la situazione...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Spataro: ... noi ce ne siamo andati, io e mio cognato, sono rimasti loro. Dopo un paio di giorni mi manda a chiamare Fifetto, mio cognato e restituisce i dieci milioni.
Per questo, dico gli hanno dato ragione. Perché essendo che gli hanno restituito i soldi, penso che aveva ragione in questa situazione.
PRESIDENTE: Nella procedura civile si chiamano ricorsi d'urgenza. E oggi pare che qualche cosa...
PUBBLICO MINISTERO: Sono senza carta da bollo, e quindi sono anche più, meno onerosi.
PRESIDENTE: Eh, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, sa se hanno continuato a frequentarsi, suo cognato Geppino D'Agostino e queste persone?
Intendo dire: Grigoli, Mangano, Cannella.
EX 210 Spataro: No, poi con Grigoli e Mangano, no. Poi mio cognato si, con Fifetto Cannella si vedevano al negozio di mio cognato. E a volte Fifetto Cannella dava degli appuntamenti anche al negozio di mio cognato con delle persone.
PUBBLICO MINISTERO: Ma di questi contatti tra Cannella e suo cognato, lei era al corrente all'epoca?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era stato avvisato prima, voglio dire, da Cannella, o da suo cognato...
EX 210 Spataro: No, io...
PUBBLICO MINISTERO: ... che si vedevano, si incontravano, si sarebbero visti, si sarebbero...
EX 210 Spataro: A Cannella, mio cognato gliel'ho fatto conoscere io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Spataro: Poi, quando si vedevano, mio cognato me lo diceva: 'lo sai, oggi è venuto Fifetto...', oppure a volte quando Fifetto dava degli appuntamenti pure al negozio di mio cognato, mi ci facevo trovare pure io, là.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Spataro: Poi, un giorno di questi, mio cognato mi chiamò dicendomi che la sera dovevano arrivare, doveva arrivare a casa sua una persona che gli doveva presentare una persona Fifetto Cannella. Non gli aveva detto il nome e nemmeno il cognome. Si capì però, si capiva chi era.
Mio cognato non mi ha detto di questa situazione, nome e cognome non lo sapeva.
Mi diceva: 'stasera deve venire Fifetto con delle persone'.
Ci sono andati per i fatti suoi e poi l'indomani mi sono incontrato con mio cognato e mi ha detto che questa persona era Giuseppe Graviano. E che gli aveva domandato se lo poteva ospitare.
Così mio cognato lo ospitò, non so per quanti giorni, ma lo ospitò per un paio di giorni. A lui e la fidanzata la Galdi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi suo cognato le ha ospitate, questa coppia di persone, di conoscenti?
EX 210 Spataro: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Suo cognato quindi ha poi dato ospitalità a queste persone?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Glielo ha detto suo cognato?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: O lei lo ha appreso per altra strada?
EX 210 Spataro: No, me lo ha detto mio cognato.
PUBBLICO MINISTERO: E questa storia di questa ospitalità data da suo cognato a questi conoscenti di Fifetto Cannella, quando si sarebbe verificata?
EX 210 Spataro: Si deve essere verificata un paio di mesi prima del nostro arresto, verso novembre, ottobre. Prima di Natale, questo qua. Perché poi non c'erano più a Palermo, erano partiti.
E' stato il periodo di novembre, ottobre. Non ricordo bene, però.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, è inutile che le ricordi che lei è stato arrestato a Milano. E questo penso che se lo ricorderà benissimo.
E l'antefatto di questo arresto, da che cosa è rappresentato?
EX 210 Spataro: Come?
PRESIDENTE: L'antefatto. Cioè, com'è che siete arrivati a Milano...
PUBBLICO MINISTERO: Com'è che lei è finito a Milano e lì è stato ammanettato. Tanto per andare subito...
EX 210 Spataro: Mio cognato doveva andare a Milano dai fratelli Graviano. E allora mi chiamò e mi disse se io ci volevo andare.
PUBBLICO MINISTERO: Pian, piano, mi scusi Spataro.
Cioè, suo cognato subito le disse: 'guarda, sono in partenza per Milano, dobbiamo andare a trovare i Graviano'?
EX 210 Spataro: No.
PUBBLICO MINISTERO: No, ecco.
EX 210 Spataro: Dopo un... Mi diceva che lui doveva partire, questo nel mese di gennaio, che doveva andare a trovare i fratelli Graviano perché, per quanto riguarda il bambino, a come ho capito, per un lavoro là a Milano.
E mi disse se io volevo venire. Io gli risposi: 'sì, io verrei, però mica posso fare di testa mia, partire e andare a fare queste cose'.
Dice: 'guarda che facciamo, parliamo con Giorgio Pizzo e vediamo cosa ci dice'.
Io e mio cognato siamo andati all'acquedotto, alla zona industriale, dove lavorava Giorgio Pizzo ed è salito solo mi cognato.
Dopo un bel po' è sceso e mi ha detto, dice: 'a posto, puoi venire'.
Però io gli ho detto: 'Geppino, ma è sicuro che posso venire?
Dice: 'no, non ti preoccupare, puoi venire...', così. Così ha fatto il biglietto.
Però, quando ce ne siamo andati doveva passare una decina di giorni per partire con mio cognato. Io incontrai mio cugino Nicola alla zona industriale e gli dissi di questa situazione.
Mio cugino Nicola mi disse: 'ma come ci stai andando tu? Io so che Giuseppe Graviano mi ha detto: se succede qualcosa prendi a Salvo e venite qua a Milano'.
Io sono rimasto un poco... e ho detto: 'ma com'è questo discorso? Quello mi dice di andarci, questo mi dice...', insomma, ho preso la strada sbagliata e sono andato con mio cognato a Milano.
Arrivati a Milano...
PRESIDENTE: Eravate solo voi due?
EX 210 Spataro: No, con le mogli e i figli.
Arrivati a Milano, scendendo dalla stazione, prima siamo arrivati... Siccome il treno diretto per Milano non c'era, abbiamo preso un treno che fermava a Bologna, nella mattinata verso le cinque, e poi abbiamo preso il treno per Milano.
Arrivati a Milano c'era un amico di mio cognato che mi aspettava, un certo Tafuri, che mio nipote doveva andare a fare un provino, una cosa di queste là a Milano.
Questo Tafuri... Mio cognato mi disse: 'guarda, tu te ne vai con lui, ti vai a cercare un albergo, che io mi vedo con Giuseppe e gli dico che tu sei qua a Milano'.
Allora io mi sono, sono andato in un altro albergo e mio cognato con sua moglie andò a trovare Giuseppe.
Nel pomeriggio, verso le tre, le quattro, non ricordo, mi telefonò mio cognato in questo albergo. Che lui aveva il telefonino, io li chiamai, ho detto: 'io sono in questo numero, fissa e mi chiami'.
Mi telefonò e mi disse, dice: 'ci vediamo alle tre e mezzo', quattro, cinque, non ricordo, a Piazza Duomo, dove c'è l'ingresso della chiesa.
Va bene, arrivai là a Piazza Duomo, mi sono incontrato con Giuseppe Graviano e la moglie, la Galdi e poi abbiamo fatto un giro... La sera ci siamo divisi di nuovo e Giuseppe mi ha detto, dice: 'guarda che fai, vai a prendere la roba che hai là, vai a mangiare, vai a prendere la roba che hai là e ci incontriamo all'Hotel Quark, che poi stasera dobbiamo andare a trovare degli amici, dice, e ci incontriamo poi là'.
'Va bene'. Io sono andato al ristorante, poi sono andato in albergo a farmi una doccia. Appena sono sceso, ho trovato i Carabinieri.
Poi, nell'arresto, arrivato in caserma, ho visto pure Filippo Graviano che non sapevo che era a Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, non ho capito perché mi sono distratto io un attimo.
Qual è stato il contenuto del discorso che lei ha avuto personalmente con Giuseppe Graviano in quella giornata, quando vi siete incontrati.
EX 210 Spataro: Abbiamo parlato di tante cose, abbiamo parlato se io gli volevo, volevo prender una villetta, un appartamento per stare insieme a lui, se volevo lavorare, cosa volevo fare. Mi disse pure: 'appena scendi a Palermo, fatti un giro nelle zone di Bagheria, questi posti di qua, vedi qualche villa, qualche cosa, e la acquistiamo'.
E mi parlò di tante altre cose.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, questo discorso di questa villa, quindi come funzionava?
Lei, scendendo giù a Palermo doveva andare a vedere...
EX 210 Spataro: Io andavo a vedere dei... Andavo in una...
PUBBLICO MINISTERO: Ma in una zona particolare indicata da Graviano, oppure una zona a scelta sua?
EX 210 Spataro: No, mi indicò di andarci a Bagheria.
Questo discorso già lo aveva fatto anticipatamente a mio cognato mentre erano a casa a Palermo. E con mio cognato siamo andati a vedere una villa tra Altavilla e Casteldaccia di o due o tre piani, non mi ricordo. Insomma, era un valore di 300 milioni.
E mi ha fatto pure una proposta a me. E io gli avevo detto: 'va bene, appena scendo mi faccio un giro e vediamo se mi posso...'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha capito la ragione - ammesso che ci fosse una ragione - per cui a cena lei andava da una parte, invece che rimanere in compagnia di Giuseppe Graviano?
EX 210 Spataro: Perché io, essendo che Giuseppe Graviano non sapeva che io ero arrivato pure a Milano. Allora ci è voluto andare soltanto mio cognato per avvisarlo, per vedere se mi voleva vedere o no, dice per evitare.
'Io gli domandavo. Se lui dice che tu puoi venire, ti telefono e ci incontriamo. Sennò poi ci vediamo un altro giorno e ce ne scendiamo'.
Poi la sera sono andato a mangiare in un altro ristorante perché non c'era il tempo, dovevo andare a prendere tutto l'abbigliamento in albergo, questo e quell'altro.
Abbiamo deciso: 'guarda, prima mangiamo a ristoranti diversi e poi ci vediamo all'Hotel Quark', se non mi sbaglio, 'e poi andiamo in questi amici', non so dove dovevo andare.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei con che documento di identità girava quel giorno?
EX 210 Spataro: Io avevo il mio, però la patente, non il documento.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
EX 210 Spataro: Anche lui mi ha detto di questa situazione che lui andavo con lui quella sera, pure per il discorso del documento.
Perché mi ha detto, dice: 'dato che io ho questo documento in tasca, facciamo una cosa: io vado a casa, lo cambio, e così ci incontriamo meglio. Se c'è un fermo, qualcosa, non ci chiamiamo tutti e due allo stesso modo'.
PUBBLICO MINISTERO: Perché questo voleva dire che il Giuseppe Graviano quel giorno ci aveva sempre il documento intestato a lei?
EX 210 Spataro: Sì, in quel minuto lui aveva il documento mio.
PUBBLICO MINISTERO: Quello che lei gli aveva dato...
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... precedentemente nelle circostanze che ha già raccontato?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Quindi vi ha trovati tutti e due con le stesse generalità, questa è la sostanza del discorso.
EX 210 Spataro: E appunto per questo non voleva... dice: 'vado a casa, cambio il documento, ne prendo un altro, quello lo poso, così, un fermo, una cosa, non ci chiamiamo uguale, Spataro Salvatore...'
PRESIDENTE: Ma lei aveva una riserva di documenti con altro nome?
EX 210 Spataro: Io ci avevo la patente.
PRESIDENTE: Eh, ma il nome era sempre quello.
EX 210 Spataro: Quello di... Eh, appunto sto dicendo io: il Graviano, non siamo andati assieme al ristorante, perché lui doveva andare, doveva cambiare la tessera, dove lui si trovava... io non so dove si trovava a Milano, si vede che aveva qualche altro documento sotto un altro nome. Così se ci incontravamo, uscivamo assieme, se...
PRESIDENTE: A chi doveva cambiare il documento, era Graviano Giuseppe.
EX 210 Spataro: Sì. Non potevo cambiarlo io, poi ... lo mettevo il documento.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha mai sentito nominare un certo signor Quartararo Filippo?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Personalmente lo ha mai conosciuto?
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: In estrema sintesi, questa persona quando l'ha conosciuto che cosa faceva e che altro sa di lui.
EX 210 Spataro: Io, quando l'ho conosciuto, aveva una profumeria in via, in corso dei Mille, accanto alla Maison du Cafè, ed era amico intimo di Luigi Giacalone e salvatore Grigoli.
Poi è successo che si sono messi... Loro dicevano che era pure nella società delle automobili Filippo Quartararo. E poi è successo il discorso di Sucato, là, ed è successo quello che è successo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questo Quartararo Filippo di cui parla lei, è una persona che è stata uccisa?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ora che lei ha raccontato tutta questa situazione di rapporti tra lei e certe persone, cose, iniziative, compiute da lei, eseguite da lei. Da solo o con altri, da solo o per altri, ecco, ma lei ha mai sentito parlare di una associazione che si chiama Cosa Nostra?
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha mai avuto rapporti con questa associazione?
EX 210 Spataro: Avevo rapporti con i fratelli Graviano. Automaticamente già eravamo tutti là.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, ma in che termini lei mette in collegamento i signori Graviano e questa associazione che pare sia anche un po' segreta, che si chiama Cosa Nostra?
EX 210 Spataro: No...
PUBBLICO MINISTERO: E' un collegamento che fa lei oggi a cose fatte, oppure è un collegamento che faceva all'epoca?
Questo, ho bisogno di capire.
EX 210 Spataro: E' un collegamento che facevo all'epoca.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla base di quali elementi, signor Spataro.
EX 210 Spataro: Sulla base che, qualsiasi cosa che si faceva là a Brancaccio, se pure io volevo andare a fare una rapina, ne dovevo parlare sempre con loro.
Doveva passare sempre un permesso a qualcuno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei ha detto: 'se dovevo andare a fare una rapina, ne dovevo parlare con loro'.
Messa così sembra una ipotesi. Ma c'è qualche cosa di reale, qualche avvenimento reale, accaduto...
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... che dimostri che lei, per poter fare una rapina, ha avuto bisogno, necessità di farsi autorizzare per l'appunto da questi signori graviano, o da chi li rappresentava?
EX 210 Spataro: Sì, una volta abbiamo fatto, dovevamo prendere un tir di salumi in via Messina Marina che passava di là.
E prima di poterlo fare ne parlai con Fifetto e mi disse: 'fammene parlare con Giuseppe, e ti faccio sapere qualcosa'.
Poi me lo ha fatto sapere, e mi ha detto di poterlo fare. E abbiamo fatto questa rapina, che poi non si è conclusa.
PRESIDENTE: Perché non si è... Si è fatta, ma non si è conclusa, cosa vuol dire?
EX 210 Spataro: L'abbiamo fermato, a questa persona, però lui ha preso le chiavi dell'autotreno e le ha buttate la sera in mezzo al giardino. Quindi la notte non le potevamo trovare queste chiavi.
Automaticamente questa persona si è spaventata, perché lo abbiamo picchiato, gli abbiamo, gli hanno sparato pure.
E questa persona andò a trovare Emanuele Di Filippo.
PRESIDENTE: Emanuele?
EX 210 Spataro: Di Filippo. Alla pompa di benzina, dicendo di aver subìto questa situazione.
Non so come ha fatto, Emanuele arrivò a me e a un amico mio, un certo Lorenzo Darqua, e ci mandò a chiamare dicendo di questa situazione di qua.
E io gli ho detto: 'senti, tu ti devi fare i fatti tuoi, perché noi abbiamo ordine dai fratelli Graviano di poterlo fare'.
Allora, anzi, ci ho detto: 'da che sei, dato che tu sei amico di questa persona, fallo venire che gli dobbiamo parlare'.
Lui manda a chiamare questa persona, ci siamo incontrati nella pompa di benzina di Lorenzo Darqua, sempre in via Messina Marina. E abbiamo parlato con questa persona dicendoci: 'dato che sei amico, quando tu vai a caricare l'autotreno, prima di andare a posteggiarlo e a svuotarlo, ci ho detto, passa dalla pompa di benzina che ce lo prendiamo noi'.
Ed eramo rimasti così.
Questa persona, una volta o due volte la settimana andava a prendere questi salumi, non ricordo se era a Siracusa, Catania. Passava e ci faceva vedere il mezzo. Che poi lo portava lui sempre non mai pieno totale, era sempre a metà.
E noi non... come eravamo un poco, non ci abbastava, non ci bastava. Fino a quando poi, un giorno di questi, si associò con una persona che era amico intimo di Cucuzza dell'Arenella e ci mandarono a chiamare dicendo che, da quel momento in poi, noi lo dovevamo lasciare stare, perché ormai si era messo in società con un amico loro, di lasciarlo in pace. E così la rapina non è stata più.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha dato una certa risposta ad una domanda. E io ovviamente non le posso fare la stessa domanda cento volte.
Ma lei, ha mai fatto parte di questa associazione che si chiama Cosa Nostra?
EX 210 Spataro: Io mi sono sempre messo a disposizione di queste persone.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è stato combinato, se conosce il significato di questa espressione?
EX 210 Spataro: No.
PUBBLICO MINISTERO: Sa che cosa vuol dire combinare una persona per Cosa Nostra?
EX 210 Spataro: Per sentito dire.
PUBBLICO MINISTERO: Cerimonie del tipo pungimenti, santine, la famosa "pungiuta", lei ...
EX 210 Spataro: No. No, no.
PUBBLICO MINISTERO: ... non l'ha subìta, per così dire.
EX 210 Spataro: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ecco, io debbo richiamare, sempre sotto il profilo della contestazione, il verbale di questa udienza di convalida del suo fermo del 22 marzo del '96 davanti al Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Palermo.
Essendo una udienza di convalida di un fermato, quindi non ancora detenuto, esiste solo un verbale in forma integrale, per quanto l'atto sia stato compiuto nel marzo del '96, quindi dopo le note modifiche dell'articolo 141, o meglio, l'introduzione del 141-bis.
Dunque, io leggo così, signor Spataro:
"Intendo ammettere tutte le mie responsabilità ed iniziare una collaborazione con la Giustizia, avendo effettivamente fatto parte dell'associazione mafiosa Cosa Nostra. Ed in particolare della famiglia di Brancaccio facente capo ai fratelli Graviano Giuseppe, innanzitutto, e Filippo".
Ecco, queste sono - e non credo di sbagliarmi - le prime cinque parole che stanno in un atto giudiziario a comprova, a dimostrazione, a traccia storica della sua intenzione di collaborare con la Giustizia. E dice:
"Avendo effettivamente fatto parte dell'associazione mafiosa Cosa Nostra. Ed in particolare della famiglia di Brancaccio, facente capo ai fratelli Graviano Giuseppe, innanzitutto e Filippo".
Mi sembra che fra quello che lei oggi ha spiegato, cioè lei sia sempre stato a disposizione, non essere mai stato combinato, non sapere che cos'è la "pungiuta"...
EX 210 Spataro: No, io ho detto che...
PRESIDENTE: Ha detto che...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, mi lasci finire.
Credevo che stesse interrompendo Spataro, non lei, Presidente.
PRESIDENTE: No, lo ha detto lui.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: No, aveva detto, alla domanda da lei fatta: 'se sa cos' la "pungiuta"', ha detto: 'non lo so, lo so per sentito dire'.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: Quindi sa di che si tratta...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma...
PRESIDENTE: ... ma non gli è mai stata fatta.
PUBBLICO MINISTERO: Mi sembrava che tra l'affermazione di oggi, che sostanzialmente è: 'sono sempre stato a disposizione', e quest'altra: 'avendo effettivamente fatto parte della associazione mafiosa Cosa Nostra', mi sembrava ci fosse un certo dislivello.
Volevo che ne prendesse atto, l'interessato.
Se ritiene, con questa dichiarazione dell'epoca, di aver detto qualche cosa di diverso da quello che dice oggi. A me sembra che una certa diversità ci sia.
Vorrei che Spataro, a questo proposito, mi dicesse quello che vuol dire.
EX 210 Spataro: Io?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Spataro, abbia pazienza.
EX 210 Spataro: Facevo parte di queste persone. Però... mi mettevo a disposizione di tutto, facevo dei lavori per loro. Però non, secondo la mia opinione, ho detto queste parole perché, perché per me è come se non ci... c'ero dentro e non c'ero dentro. Però...
PRESIDENTE: Ma è lei che ha detto "c'ero".
EX 210 Spataro: Sì, sì. Sì, e questo sto dicendo.
Dico io: c'ero inserito, però soltanto con quel gruppo di persone. Dico Cosa Nostra per quel gruppo di persone, non per tutta la situazione.
Cioè, io mi sono sentito di dire: 'sì, io ho fatto parte di questa situazione'. Però soltanto con quelle persone. Non conoscevo altre persone di altre famiglie, questo mi sento di dire.
Per fare parte, ne ho fatto parte.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
EX 210 Spataro: Però è stata una... mi sono più avvicinato nel periodo dal '90 in poi. Questa è tutta la... Sono più...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei dice...
EX 210 Spataro: ... addentrato nella situazione.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, credo di aver capito quello che lei vuol dire.
Dunque, lei qui dice che:
"Questa famiglia di Brancaccio faceva capo ai fratelli Graviano e Giuseppe, innanzitutto, e Filippo".
Questa è l'affermazione che c'è in questo verbale.
EX 210 Spataro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei ha detto che, quando voleva fare una certa azione, si era fatto autorizzare, eccetera, eccetera. E l'autorizzazione è arrivata dai Graviano.
Ma una volta che i Graviano sono stati arrestati, lei sa che cosa è successo in questo territorio, in questo gruppo di persone, in questa famiglia mafiosa?
EX 210 Spataro: Io...
PUBBLICO MINISTERO: Se questi comandavano prima, una volta che sono finiti in carcere, lei sa come c'è stata una specie di successione al trono, se qualcuno comandava al posto loro, se qualcuno li sostituiva. O non sa nulla di questo aspetto della storia?
EX 210 Spataro: Io, quando è successo dopo l'arresto e sono uscito - l'ho detto pure poco fa - nessuno più mi dava confidenza come quando, prima di succedere l'arresto. Quindi non avevo spiegazioni da nessuno.
Una persona, appena mi avvicinavo, mi dicevano: 'allontanati, perché ci può essere qualcuno che ti segue'. Quindi non ho avuto spiegazione.
L'ho saputo poi tramite il giornale chi poteva essere.
Poi, per quanto riguarda Gaspare Spatuzza che ora è lui il capo della situazione, l'ho saputo perché poi mi sono avvicinato. E tramite lui e le cose che succedevano, ho capito tutta la situazione.
Ma perché poi mi rimise a dare un po' di fiducia, non lo so che cosa, mi sono di nuovo avvicinato a loro. Quindi mi sono inserito e ho capito meglio la situazione.
PUBBLICO MINISTERO: Un'ultima domanda, poi non voglio sapere più niente da lei.
Lei ha parlato di un signor Giuliano che lei conosce con il nome di Peppuccio. Sa se questo signore ha mai avuto dei soprannomi?
*EX 210 Spataro: Sì, però non lo ricordo. "Olivetti", se non mi sbaglio. "Olivetti".
PUBBLICO MINISTERO: Non ho altro da chiederle.
PRESIDENTE: Prima di fare una breve sospensione, chiediamo alle parti civili se hanno domande.
AVVOCATO: Nessuna, Presidente.
PRESIDENTE: Allora sospendiamo dieci minuti e poi vediamo di finire la giornata.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Se i loro signori sono disponibili, io sarei pronto. Prima di darvi la parola, vorrei rivolgere una domanda che era già stata preannunciata in precedenza, e cioè sapere dall'esaminato se ci chiarisce il discorso che ha già fatto, relativo al nome di Barranca Giuseppe.
Lei ha detto, a un certo punto, alle contestazioni del Pubblico Ministero, che questo nome non era stato fatto nei verbali di interrogatorio precedenti, cioè delle indagini preliminari; che a un certo momento lo Spatuzza le aveva mandato o dato un libro con all'interno una fotografia di Benigno... no, di Barranca Giuseppe.
E questo, sembra di aver capito, che le aveva suscitato qualche cosa.
Ci vuol far capire quando è avvenuto, in che termini?
EX 210 Spataro: Allora, è avvenuto un mese più prima di arrestarmi che lo Spatuzza mi consegnò, tramite Tony Vinciguerra, un...
PRESIDENTE: Tramite?
EX 210 Spataro: Tony Vinciguerra.
PRESIDENTE: Quando fa i nomi, lei li deve scandire, sennò qui non si riesce a capire nulla.
EX 210 Spataro: Va bene. Mi consegnarono delle cose avvolte, tipo un libro tutto avvolto con dei bigliettini, cose, dentro. Però era tutto sigillato. Mi ha detto di conservarlo in qualche posto.
Io lo seppellii vicino casa mia, in mezzo a un giardino.
E successo che, poi...
PRESIDENTE: Senza aprirlo.
EX 210 Spataro: Senza aprirlo, sì, perché era sigillato con lo scotch, tutto. Mi disse...
PRESIDENTE: Ma le dissero quando dovevo aprirlo, se lo doveva aprire un giorno...
EX 210 Spataro: No, no. Non lo dovevo...
PRESIDENTE: ... se lo doveva dare a qualcuno?
EX 210 Spataro: Lo dovevo tenere soltanto, senza aprirlo e né vederlo.
E' successo che l'ho seppellito in campagna. E' successo che una settimana di pioggia, quindi mi ero preoccupato per queste cose che erano là. Sono andato subito nel giardino e le ho uscite fuori ed erano tutte cose bagnate.
Allora ho dovuto aprirle tutte, mettere la stufa a casa accesa e foglio per foglio asciugarle.
PRESIDENTE: Asciugarle.
EX 210 Spataro: E ho visto che in questo libro c'era una fotografia di Barranca, il numero di telefono dell'avvocato Musotto.
PRESIDENTE: Dell'avvocato?
EX 210 Spataro: Musotto.
PRESIDENTE: Musotto.
EX 210 Spataro: Allora ho preso questi due bigliettini, la fotografia e il coso e l'ho strappato. L'ho strappato perché l'avvocato Musotto e il Barranca erano stati arrestati, quindi queste fotografie non servivano più, perché c'erano anche dei documenti in questi fogli, bianchi, che si dovevano fare... la fotografia doveva essere messa in questo documento per poter... E li ho strappati.
Io l'ho fatto sapere e mi ha detto: 'va be', hai fatto bene perché l'hanno arrestati, quindi la fotografia...'.
PRESIDENTE: A chi l'ha fatto sapere?
EX 210 Spataro: A Spatuzza, che è successa questa situazione.
PRESIDENTE: Sì.
EX 210 Spataro: E ho dovuto strappare questo numero e il coso e mi ha detto: 'hai fatto bene, tanto l'hanno arrestati a tutti e due, quindi hai levato delle cose di mezzo'.
PRESIDENTE: Va bene, ma questo cosa c'entra col fatto che il Pubblico Ministero le abbia contestato che il nome di Barranca Giuseppe, prima di oggi, non lo aveva fatto?
EX 210 Spataro: Perché negli interrogatori precedenti, poi man mano uno lo interrogano...
PRESIDENTE: Non se n'era ricordato.
EX 210 Spataro: No, non mi ero ricordato. Poi, man mano fanno vedere le fotografie e cose e mi metto a riguardare le persone.
PRESIDENTE: Questa fotografia di Barranca gliel'hanno fatta vedere?
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PRESIDENTE: Gliel'ha fatta vedere qualcheduno?
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PRESIDENTE: Durante le indagini preliminari?
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PRESIDENTE: Dove, a Palermo?
EX 210 Spataro: A Palermo, sì.
PRESIDENTE: Bene, io non altro da chiedere. Chi interviene?
AVVOCATO Gramigni: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni.
Spataro, buonasera.
EX 210 Spataro: Buonasera.
AVVOCATO Gramigni: Senta, le chiedo una cosa: lei ci ha, prima, riferito un po' delle motivazioni che l'hanno portata a collaborare e ci ha detto che, non ultimo, è stato il fatto che - così ha detto lei - "i Graviano mi volevano uccidere".
EX 210 Spataro: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Ho riportato questa sua frase.
Le chiedo di spiegare a me e alla Corte soprattutto, sulla base di quali circostanze lei è in grado di fare un'affermazione di questo genere.
EX 210 Spataro: Io sono in grado di dirlo, perché prima che ho capito le lettere che aveva scritto il Graviano a Mangano, tramite il giornale...
AVVOCATO Gramigni: Oh, ecco. La fermo subito. Quindi, lei è una idea, una deduzione che fa dal momento in cui apprende dal giornale che è stata pubblicata una certa lettera.
EX 210 Spataro: No. Perché pure spesso e volentieri mi venivano a trovare per sapere della mia situazione come era avvenuta. Ogni volta Giorgio Pizzo, Gaspare mi venivano a trovare: 'spiegami come è successo, spiegami come è successo?'.
PRESIDENTE: Dopo la scarcerazione.
EX 210 Spataro: Dopo la scarcerazione.
Mi mandavano a chiamare per dirmi questo: 'come è successo?', quello che è successo e tutto il resto. E poi la gente che non mi salutava più.
AVVOCATO Gramigni: Chi non la salutava più?
EX 210 Spataro: Tutte le persone...
PRESIDENTE: Scusi, avvocato.
AVVOCATO Gramigni: Sì.
PRESIDENTE: Siccome ha accennato a una lettera pubblicata su un giornale, io ora ho preso la memoria del fatto, se ce ne vuole dire, perché sennò il discorso non ha...
EX 210 Spataro: Ho letto sul giornale che hanno trovato delle lettere ai fratelli Graviano...
EX 210 Spataro: Sì.
EX 210 Spataro: ... a Giuseppe Graviano, nelle quali c'era scritto che dovevano parlare con me, interrogarmi e poi il Nino Mangano gli risponde, dice: 'appena è il momento lo chiamiamo, così chiudiamo la pratica'.
"Chiudere" la pratica non è che è assicurazione... Secondo me "chiudere la pratica" significa liquidarmi.
E poi anche, il giorno prima di arrestarmi, il Pasquale Di Filippo, in televisione, ha detto che mi dovevano uccidere.
PRESIDENTE: Il giorno prima di arrestarla?
EX 210 Spataro: Io, sì, il giorno prima.
PRESIDENTE: Ah, del secondo arresto, non dell'arresto di Milano.
EX 210 Spataro: Del secondo arresto. Ascolto in televisione pasquale Di Filippo, dichiarando che mi dovevano ammazzare: sia a me che a mio cognato.
AVVOCATO Gramigni: Quindi, queste sono le circostanze di fatto. I Graviano mi volevano uccidere è una deduzione che lei fa in base a:
a) la lettura sul giornale del testo di questa lettera, che è una lettera che viene inviata da chi a chi? le chiedo. Almeno da quello che ha potuto leggere.
PRESIDENTE: Ha capito?
EX 210 Spataro: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Chi è che ha scritto e...
PRESIDENTE: Chi ha scritto la lettera...
EX 210 Spataro: Sì, io...
AVVOCATO Gramigni: ... chi ha...
PRESIDENTE: ... e a chi l'ha scritta.
EX 210 Spataro: Ha scritto Giuseppe Graviano a Nino Mangano e Nino Mangano rispondeva.
AVVOCATO Gramigni: A Giuseppe Graviano.
EX 210 Spataro: Sì.
AVVOCATO Gramigni: No, siccome lei ha detto...
EX 210 Spataro: Sì, sì.
PRESIDENTE: A chi...
AVVOCATO Gramigni: ... "i Graviano", a questo punto capisco che invece è una circostanza che lei lega a certe vicende che riguardano Giuseppe Graviano.
EX 210 Spataro: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Me lo conferma?
EX 210 Spataro: Non ho capito.
AVVOCATO Gramigni: Dico, lei...
PRESIDENTE: Tutto questo riguarderebbe Giuseppe Graviano... Avvocato, non la si sente bene.
AVVOCATO Gramigni: Mi scusi.
PRESIDENTE: Può alzare la voce, oppure avvicinarsi il microfono? Qui il problema è sempre quello.
EX 210 Spataro: Le lettere erano state trovate a Giuseppe Graviano, quindi penso che era Giuseppe Graviano, diciamo, che ha fatto questa proposta. E Nino Mangano ha risposto.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto. Non ho altro da chiedere.
PRESIDENTE: Interviene chi?
AVVOCATO Rocchi: Avvocato Rocchi.
Buonasera, signor Spataro.
EX 210 Spataro: Buonasera.
AVVOCATO Rocchi: Senta, lei ha riferito che suo. D'Agostino, era in società con Grigoli, ho capito bene?
EX 210 Spataro: Diciamo una specie di società. Andavano a comprare la merce assieme.
AVVOCATO Rocchi: Quindi a lei non risulta che suo cognato abbia venduto autonomamente della merce al Grigoli.
EX 210 Spataro: Eh, facevano questi affari. Mio cognato gli vendeva merce, l'andavano a prendere assieme.
AVVOCATO Rocchi: Senta...
EX 210 Spataro: (voce fuori microfono)
AVVOCATO Rocchi: Prego?
EX 210 Spataro: Già l'avevo spiegata questa situazione.
PRESIDENTE: Eh va bene, ma l'avvocato ritiene di richiedergliela.
EX 210 Spataro: A posto.
AVVOCATO Rocchi: Senta, lei ha detto che il Grigoli aveva l'idea di essere stato, in qualche modo, truffato da suo cognato.
EX 210 Spataro: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Era un'idea che lei aveva saputo dal Grigoli? Era una circostanza, meglio, scusi, che lei aveva saputo dal Grigoli?
EX 210 Spataro: Quando è successa questa cosa, che mio cognato voleva i 10 milioni dal Grigoli, gliel'ho detto io al signor Cannella, poi il Cannella, automaticamente, doveva parlare con loro per vedere com' era la situazione.
AVVOCATO Rocchi: No, aspetti...
EX 210 Spataro: E per risposta, Fifetto Cannella, quando...
PRESIDENTE: Ho capito, mi scusi, ma l'avvocato non vuole sapere tutta la storia.
EX 210 Spataro: Sì.
PRESIDENTE: Vuol sapere se lei lo seppe da Grigoli che era, il Grigoli...
EX 210 Spataro: No, no.
PRESIDENTE: ... convinto di essere stato truffato?
EX 210 Spataro: No, no.
PRESIDENTE: No.
EX 210 Spataro: Da Cannella lo seppe.
PRESIDENTE: Da Cannella.
EX 210 Spataro: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Lo seppe da Cannella?
EX 210 Spataro: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Ho capito bene?
EX 210 Spataro: Da Cannella e mio cognato me l'hanno detto.
AVVOCATO Rocchi: Senta, i rapporti con suo cognato come sono: buoni, vi vedete spesso, vi vedevate spesso all'epoca?
EX 210 Spataro: Non tanto.
AVVOCATO Rocchi: E come li definirebbe, lei, i rapporti con suo cognato?
EX 210 Spataro: No, ultimamente, non ora, prima dell'arresto i rapporti erano buoni. Non avevamo problemi.
AVVOCATO Rocchi: Senta, suo cognato stamani ha riferito che, invece, i rapporti non erano così ottimi, dice: 'non c'era stima'. Anzi, addirittura, suo cognato ha riferito, a una domanda che io... ha risposto, meglio, a una domanda che io gli ho fatto che la faccenda del Grigoli sarebbe nata da una circostanza ben precisa, cioè che lei, Spadaro... Spataro, scusi...
EX 210 Spataro: Sì.
AVVOCATO Rocchi: ... aveva messo in giro la voce che lui, D'Agostino, aveva truffato il Grigoli per questa partita di merce.
EX 210 Spataro: Non lo capisco. Se io vado dicendo in giro che il Grigoli lo truffa, e poi aiuto mio cognato a recuperargli i soldi, non l'ho capita la situazione.
PRESIDENTE: No, il contrario; casomai la situazione sarebbe il contrario.
EX 210 Spataro: Eh.
PRESIDENTE: No che Grigoli truffa suo cognato.
EX 210 Spataro: Mio cognato ha truffato Grigoli.
PRESIDENTE: Ma che suo cognato truffa Grigoli.
EX 210 Spataro: E questo sto... e poi io aiuto mio cognato per recuperare i soldi? Cerco pure di non farglieli dare.
AVVOCATO Rocchi: Suo cognato ha detto che la voce è nata da lei e gliel'ha addirittura contestato, ha detto suo cognato.
EX 210 Spataro: Che cosa?
AVVOCATO Rocchi: Questa circostanza.
PRESIDENTE: Suo cognato le avrebbe detto a suo tempo: 'perché sei andato a dire che io lo truffo o che io gli faccio pagare troppo cara la merce' o qualcosa del genere.
EX 210 Spataro: Non ricordo questo particolare.
PRESIDENTE: Non ricorda.
AVVOCATO Rocchi: Non ricorda? Non ricorda che suo cognato l'abbia in qualche modo accusata di avere il vizio di parlare troppo evidentemente forse in situazioni non troppo congeniali?
EX 210 Spataro: No. Non ricordo.
AVVOCATO Rocchi: Quindi lei non lo ricorda o nega che suo cognato gli abbia mai detto di parlare troppo?
EX 210 Spataro: Non ho niente da negare, non lo ricordo.
AVVOCATO Rocchi: Non perché io lo voglio dubitare, era per capire il senso preciso della sua risposta.
EX 210 Spataro: Non ricordo...
PRESIDENTE: Ma l'ha detto tre volte: 'non ricordo, non ricordo, non ricordo'. Non possiamo continuare sulla stessa domanda.
AVVOCATO Rocchi: Senta, lei sapeva il Grigoli che persona era?
EX 210 Spataro: In che senso?
AVVOCATO Rocchi: Oltre a fare questo commercio di abbigliamento, sapeva se aveva qualche altro interesse, diciamo così?
EX 210 Spataro: No, no.
AVVOCATO Rocchi: Sapeva se conosceva qualcuna delle persone che ha citato poco prima, rispondendo alle domande del Pubblico Ministero?
EX 210 Spataro: Sapevo che conosceva Mangano, Fifetto Cannella.
AVVOCATO Rocchi: Senta, questo Grigoli dove ce l'ha il negozio? L'ha già detto, è una zona che fa parte del Brancaccio?
EX 210 Spataro: Corso dei Mille, sì.
AVVOCATO Rocchi: Non la conosco, glielo chiedo per questo: fa parte di Brancaccio?
EX 210 Spataro: Sì, fa parte di Brancaccio.
AVVOCATO Rocchi: Senta, perché non ha mai parlato direttamente ai fratelli Graviano di questa situazione? Di questi 10 milioni che dovevano rientrare.
EX 210 Spataro: Non c'era motivo. Parlavo col Fifetto, era lo stesso. Siccome tutto quello che succedeva dovevo parlare con lui, quindi...
AVVOCATO Rocchi: Ma non ne ha parlato con loro perché non...
EX 210 Spataro: Poi Fifetto Cannella non era latitante a quel tempo, quindi era più facile parlare con lui che incontrare i fratelli Graviano. Poi...
AVVOCATO Rocchi: Ma lei...
EX 210 Spataro: ... sarebbe stato Fifetto Cannella a rintracciare i Graviano e parlargli della situazione.
AVVOCATO Rocchi: Ma lei ha detto che non ne ha parlato perché riteneva di risolvere parlando direttamente con questo Fifetto. Ho inteso bene?
EX 210 Spataro: Sì, parlo con Fifetto, è la stessa cosa.
AVVOCATO Rocchi: Quindi era una cosa - voglio, non un suo pensiero, ma se lo sa con certezza - era una cosa che lei riteneva di non portare a conoscenza dei fratelli Graviano perché non era poi così importante?
EX 210 Spataro: No, completamente. Non c'è stato detto a Fifetto di non farlo sapere ai fratelli Graviano. Gli ho spiegato la situazione e poi quello che doveva fare l'ha fatto lui, non so se è andato dai fratelli Graviano, se non gliel'ha detto, se gliel'ha detto. Ma io penso che gliel'abbia detto.
AVVOCATO Rocchi: No, penso non...
EX 210 Spataro: Perché Fifetto Cannella, quando io domandavo una cortesia, mi dava sempre un po' di tempo: 'fammene parlare' mi diceva. 'Fammene parlare...'
PRESIDENTE: Lo disse anche quella volta?
EX 210 Spataro: Sì. Mi dice sempre: 'fammene parlare'. Se poteva decidere lui mi diceva: 'va bene, ora ci vado a parlare subito e chiudiamo l'affare'.
AVVOCATO Rocchi: Ma invece sembra che questo incontro sia stato immediato, perché lei ha sempre riferito, anche stamattina, che questo incontro è stato... è stato trovato velocemente.
EX 210 Spataro: Dopo un paio di giorni, un quattro, cinque, sei giorni, una cosa di questa. Non ricordo di preciso.
AVVOCATO Rocchi: Senta, questa polleria è in una di Palermo vicino alla casa di Filippo Cannella, se lei lo sa?
EX 210 Spataro: Della madre, sì.
AVVOCATO Rocchi: Quanto vicina?
EX 210 Spataro: Saranno 500 metri, 600 metri.
AVVOCATO Rocchi: 5-600 metri ha detto?
EX 210 Spataro: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Per quanto è a sua conoscenza, il signor Cannella abitava lì in quella casa?
EX 210 Spataro: No.
AVVOCATO Rocchi: Lei ha detto che quando è in quella polleria, in piazza dei Signori, ho capito bene?
EX 210 Spataro: Sì.
AVVOCATO Rocchi: E' una piazza molto frequentata?
EX 210 Spataro: Sì, sì, di persone.
AVVOCATO Rocchi: Ci sono molti negozi?
EX 210 Spataro: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Quindi ci passa molta gente?
EX 210 Spataro: Come?
AVVOCATO Rocchi: Ci passano molte persone?
EX 210 Spataro: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Lei come faceva, quando ha detto che venivano le persone a trovare il Cannella, o meglio a chiedere a lei di trovare il Cannella, a rintracciarlo?
EX 210 Spataro: L'ho detto. Il Fifetto Cannella una o due volte al giorno passava dalla polleria.
AVVOCATO Rocchi: No, ma glielo chiedo - mi scusi se la interrompo - perché lei ha detto che quando passava è ovvio, e quindi non gliel'ho chiesto, gli diceva: 'guarda, succede questo e quest'altro'. Poi ha anche aggiunto che c'erano dei momenti, delle occasioni in cui lui non passava...
EX 210 Spataro: Sì, e andavo all'hotel Palace. All'hotel quello del corso... non mi ricordo come si chiama. E c'era questo Tommaso Militello che lavorava là. Siccome lui sapeva dove abitava il Fifetto Cannella, lo riferiva a lui e lui entro la giornata o la sera lo rintracciava e mi faceva sapere qualcosa.
AVVOCATO Rocchi: Quindi c'era questa richiesta ulteriore che lei doveva rivolgere a questo signore per trovare il Cannella?
EX 210 Spataro: Quando non passava dalla polleria, siccome lui ci vedeva ogni giorno, chissà io, vedendo che non passava dopo due-tre giorni, io ne parlavo con lui e lui me lo rintracciava.
AVVOCATO Rocchi: Senta, questi incontri, lei ha detto che non ha mai avuto modo di assistere perché arrivavano queste persone, che entravano nella polleria.
Il negozio veniva chiuso, oppure aperto? Com'è che succedeva questo incontro?
EX 210 Spataro: La polleria aveva una porta d'ingresso, la chiudevamo a chiave e lui entrava dentro il laboratorio. A volte la si lasciava pure aperta. Dove c'era il laboratorio c'era un'altra porta, la chiudevano e parlavano.
AVVOCATO Rocchi: Quindi l'attività continuava, voglio dire, quando loro era là dietro che parlavano?
EX 210 Spataro: No, no. Io parlo, gli appuntamenti erano quando l'attività era chiusa. Ma non chiusa che... chiusa che non si lavorava in quel minuto: si stavano facendo le preparazioni di polli, queste cose per poi cominciare il lavoro dopo le sei.
AVVOCATO Rocchi: E quindi...
EX 210 Spataro: Come vendita. Come vendita era chiusa, apriva verso le sei e mezzo, sette.
AVVOCATO Rocchi: Ma lei ha detto che questi venivano la mattina a cercarlo?
EX 210 Spataro: Venivano la mattina, venivano il pomeriggio. Noi eravamo sempre là. Perché la mattina c'era il negozio sporco della sera e facevamo le pulizie.
PRESIDENTE: A che ora chiudevate la sera?
EX 210 Spataro: Chiudeva le undici, mezzanotte.
AVVOCATO Rocchi: Senta, che lei sappia, il Cannella quando veniva lì al negozio le ha mai detto, se ha mai avuto modo di scambiare questo tipo di discorso, se con l'occasione si recava per esempio anche dalla madre?
EX 210 Spataro: Sì, ci andava dalla madre.
AVVOCATO Rocchi: Quindi tutte le volte che veniva al negozio andava anche lì dalla madre?
EX 210 Spataro: No. Non lo so questo. Ci andava, però non so se quando veniva al negozio passava dalla madre, non lo vedevo io.
AVVOCATO Rocchi: Senta, lei ha detto che questo negozio fu un'occasione per dare un aiuto a lei e a suo fratello, di mettere questo negozio, questa polleria, ho capito bene?
EX 210 Spataro: Più che altro a mio fratello perché io lavoravo all'ospedale.
AVVOCATO Rocchi: Ho capito. Lei sa se questo tipo di negozio precedentemente era sempre nella disponibilità del Cannella, o della famiglia del Cannella?
EX 210 Spataro: Sì, dei Cannella sì.
AVVOCATO Rocchi: Era sempre nella disponibilità del Cannella.
Sa che cosa ci veniva... Se ci veniva fatta una qualche tipo di attività?
EX 210 Spataro: Lui aveva un negozio pure di abbigliamento, queste cose di qua, cose di abbigliamento sì, ma per bambini.
AVVOCATO Rocchi: C'era un negozio di abbigliamento per bambini che era sempre riferito alla famiglia Cannella, ho capito bene?
EX 210 Spataro: Come io so erano intestati alla sorella, la piccola.
AVVOCATO Rocchi: Lei sa quanto tempo è stato aperto questo negozio? Intendo quello di abbigliamento da bambini?
EX 210 Spataro: Ma no. So che nel periodo che abbiamo aperto la polleria noi, l'abbiamo aperto pure perché il negozio non andava più. Però non ricordo se era due anni, quattro anni che già era aperto. Non lo so questo.
AVVOCATO Rocchi: Probabilmente lei dice che erano due anni, quattro anni che era già aperto e nella disponibilità di questo Cannella, o comunque...
EX 210 Spataro: Non lo so, ho detto. Ho detto non lo se era due anni, tre anni, quattro anni che era aperto. Io ho frequentato quel negozio al momento che ce lo siamo presi noi per fare la polleria.
AVVOCATO Rocchi: Senta, lei dopo il suo arresto, ho capito bene non ha più avuto occasione di incontrare il Cannella?
EX 210 Spataro: No, non l'ho incontrato.
AVVOCATO Rocchi: Ma non l'ha incontrato perché non c'è stato modo, o perché anche il Cannella, non lo so, non era più così disponibile come era prima nei suoi confronti?
EX 210 Spataro: Era latitante e poi, dopo quello che è successo, a mio fratello gli aveva levato la polleria, era un po' freddo con me.
Ho cercato di incontrarlo, però non ha avuto mai risposta per poterlo incontrare. Ho avuto una fesseria, una cosa con lui mentre era latitante, tramite Tommaso Militello, che mi hanno rubato un camion alla Spedi Sud, che io avevo dei camion lì dentro. Mi hanno rubato questo camion e io ho saputo le persone che mi avevano rubato il camion.
Gliel'ho fatto sapere al Fifetto Cannella tramite Tommaso, mi ha detto che ci pensava lui, mi ha detto di recuperare le merce, mi ha detto di venderla. Io l'ho recuperata, l'ho venduta e poi all'ultimo m'ha detto che voleva tutti i soldi e cercava di dire pure che lui non mi aveva dato nessun permesso.
Per fare in modo che così, già io ero nella merda, la finivo di essere.
AVVOCATO Rocchi: Cioè, abbia pazienza signor Spataro, lei sta dicendo per la prima volta - perlomeno per quanto è a mia conoscenza - questa ulteriore circostanza. Cioè che questo signor Cannella le aveva fatto recuperare della merce che era sua, ho capito bene?
EX 210 Spataro: No, completamente. Io l'ho recuperata. Però per essere una persona, dato che c'era sempre di passare permessi, questo e quell'altro, gli ho fatto sapere che l'ho trovata e che cosa dovevo fare.
E lui mi mandò a dire di venderla. Quando l'ho venduta, che l'ho venduta a 12 milioni, lui ha voluto sei milioni della sua parte, tramite sempre Tommaso Militello. Gli ho portato i sei milioni e gli sembravano pochi e me li rimandò indietro.
Dopo che è successo questo mi ha mandato a dire che non ci interessava più niente di questa situazione. A questo punto, quelle persone che io avevo levato la merce, sono venute all'attacco dicendo che volevano la merce, volevano 50 milioni, perché gli avevano dato carta libera di potere fare quello che volevano con me diciamo.
E mentre ero all'ippodromo, una di queste persone che ha fatto la rapina a un camion che avevo io, mi disse: 'se non mi fai avere i soldi entro due giorni, ti vai a vendere i tuoi figli e mi porti i piccioli'.
AVVOCATO Rocchi: Senta...
PRESIDENTE: Scusi, questa frase ce la traduce perché non abbiamo capito?
EX 210 Spataro: Dice: 'se tu...'
PRESIDENTE: 'Vai a prendere i tuoi figli...'
EX 210 Spataro: 'Se tu soldi non ne hai ti vai a vendere i tuoi figli e ci porti i soldi'.
AVVOCATO Rocchi: Senta signor Spataro, questa situazione, che lei ha riferito con un termine che rende senz'altro l'idea, come mai la riferisce solamente oggi, in questa occasione?
EX 210 Spataro: Perché in questo processo non c'è scritto, ma io l'ho fatta questa dichiarazione. Sarà in qualche altro atto.
AVVOCATO Rocchi: No, ma il Pubblico Ministero gliel'ha già fatto presente: nel momento in cui rende dichiarazioni all'Autorità Giudiziaria di Palermo, che sono poi i verbali che sono depositati in questa indagine, c'è tutta una serie di dichiarazioni che riguardano questo signore, questo Cannella - diamogli il nome che gli è sempre stato dato in questa causa per il momento - e gli dicono tutta una serie di circostanze, cercano di farle andare la memoria a particolari importanti dei suoi incontri con questo Fifetto.
E quindi le rinnovo la domanda: visto che questa situazione le ha creato...
EX 210 Spataro: Io questa, questa....
AVVOCATO Rocchi: No, aspetti signor Spataro.
Perché non ha mai parlato di questa particolare circostanza che il Fifetto le avrebbe creato?
EX 210 Spataro: Perché di questa situazione ne stiamo approfondendo con lei ora, perché ne abbiamo parlato superficialmente di questa situazione fino a ora.
AVVOCATO Rocchi: No, signor Spataro, non mi convince. Perché anche prima...
PRESIDENTE: Avvocato, che la convinca o no, lei non ha il diritto di dirlo. Lo avrà in un altro momento. Lei ora ha il diritto di fare tutte le domande che vuole, ma non ha il diritto di commentare.
AVVOCATO Rocchi: Mi perdoni, Presidente. Formulo meglio la domanda: mi vuol dare una risposta un momentino più completa in ordine a questa domanda? Cioè a dire, perché non ha mai parlato di questa situazione così grave che il Cannella le avrebbe causato, anche rispetto alle domande che le ha fatto fino a poco tempo fa il signor Pubblico Ministero?
EX 210 Spataro: Io di questa situazione non ne ho parlato finora in questo processo perché abbiamo parlato soltanto di 'Fifetto cosa ti ha fatto fare', abbiamo parlato di estorsione e abbiamo parlato di altre cose. Ancora in questo argomento non ci eravamo entranti perché questo argomento, in questa situazione di Fifetto Cannella, c'entra e non c'entra, perché è una cosa che era mia. L'avevo subìta io, mica era una cosa che apparteneva a questa situazione.
Cioè, l'abbiamo approfondito, ora sto approfondendo, parlando...
PRESIDENTE: L'ha raccontata oggi per la prima volta.
EX 210 Spataro: Sì. Ma no, io penso questo discorso già ne avevo parlato con il Pubblico Ministero, non...
PRESIDENTE: A Palermo.
EX 210 Spataro: A Palermo. Però per quanto riguarda Tommaso e tutta la situazione.
Ora non ne ho parlato perché non ne vedevo il motivo. Siccome lei vuole spiegato tutte cose, io pian piano vado ricordando e gli dico tutto quello che so.
AVVOCATO Rocchi: Senta, e se le dicessi che invece è il signor Cannella che ha ancora una situazione aperta nei suoi confronti, perché è il signor Cannella che ha ceduto a lei della merce del suo negozio di abbigliamento e ancora non ha avuto i soldi, lei cosa mi risponde?
EX 210 Spataro: Non è vero. Il signor Fifetto Cannella questa merce l'ha venduta a mio cognato. Gliel'ha portata a mio cognato per venderla al mercatino. Se il signor Fifetto deve avere soldi, li deve avere da mio cognato non da me. Però so che mio cognato mensilmente, Tommaso Militello - anzi, una volta alla settimana se non sbaglio - gli portava i soldi. Andava a prendere i soldi al mercatino di mio cognato.
Cioè, il signor Fifetto Cannella, se lei parla così, mi deve dare due milioni e mezzo a me per un discorso che ha fatto un lavoro mio padre al Goccinella e io avevo parlato con lui per recuperare i soldi. Il signor Fifetto Cannella si è fatto dare i soldi dal padrone del Goccinella, se l'è messi in tasca e ha fatto finta di niente, come ha fatto con questi e con tanti altri soldi.
AVVOCATO Rocchi: Senta, e quando sono successi...
EX 210 Spataro: Perché il signor Fifetto Cannella è soltanto buono per pagare le prostitute, solo per questo.
PRESIDENTE: Per cortesia non cominciamo a entrare in argomenti che non ci interessano.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Per piacere, faccia silenzio anche lei.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Signor Presidente non c'entra, non le ho dato la parola, va bene?
Parlo con lei, ora non mi ricordo come si chiama, Spataro, le raccomando...
EX 210 Spataro: Scusi.
PRESIDENTE: ... a noi non interessano le vostre beghe personali, né dichiarazioni di insulto a questo o quell'altro.
EX 210 Spataro: Questa non è una cosa personale, dice che avanza soldi da me. Ma quali soldi da me?
PRESIDENTE: Non c'è dubbio. Ma l'ultima dichiarazione che Cannella è buono soltanto a... questo è un discorso che si tiene per sé.
EX 210 Spataro: Chiedo scusa.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
E' un volgare.
PRESIDENTE: Guardi che vale anche per lei lo stesso richiamo. E' la prima volta che la richiamo Cannella, stia attento, perché alla terza volta lei non partecipa più all'udienza.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Ecco, allora la scusa l'accompagni col fatto che per favore ognuno si tiene le sue opinioni. Se lei ha da fare delle domande attraverso il suo avvocato ha il diritto di farlo, ma attraverso il suo avvocato e insulti a nessuno.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Mi perdoni...
PRESIDENTE: Benissimo, perdonato, ora stia buono.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Stia buono, non le ho detto che lei ha la parola. Quindi per favore si comporti come si è comportato finora.
Andiamo avanti.
AVVOCATO Rocchi: Grazie. Signor Spataro, questi fatti quando sono accaduti?
EX 210 Spataro: I fatti dell'abbigliamento?
AVVOCATO Rocchi: Questi che lei ha raccontato ora.
PRESIDENTE: Credo che si riferisca soprattutto al discorso del furto che le è stato fatto del camion con tutto quello che segue.
EX 210 Spataro: Mentre era latitante il Fifetto Cannella.
PRESIDENTE: Mentre era?
EX 210 Spataro: Latitante il Fifetto Cannella, nel '94, '95, '96.
AVVOCATO Rocchi: Senta, ma se lei ha detto che non ha più avuto modo di vederlo dopo il suo arresto?
EX 210 Spataro: Ma io ho detto che non l'ho visto, io avuto contatti tramite Tommaso Militello, per quanto riguarda questo automezzo.
PRESIDENTE: Avvocato, passiamo a un altro argomento, l'abbiamo sviscerato abbastanza. C'è una certa posizione, questo signore ha diritto di dire quello che crede, quindi.
AVVOCATO Rocchi: Che abbia diritto di dire quello che crede, per carità, non voglio mica contestarlo. Ma si sta cercando di capire se le risposte che dà il signore hanno un certo tipo di, non voglio dire di genesi, ma di spiegazione che forse è solo sua e sto cercando di capire facendo queste domande, anche rispetto a quello che lui ha detto poc'anzi.
EX 210 Spataro: Io ho detto...
PRESIDENTE: Non c'è stata nessuna domanda, aspettiamo che arrivi.
AVVOCATO Rocchi: Senta, quindi lei dice che dopo il suo arresto il Cannella non l'ha più visto e ha avuto rapporti attraverso questo Militello?
EX 210 Spataro: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Ho capito bene?
EX 210 Spataro: Soltanto per questa situazione.
AVVOCATO Rocchi: Questa situazione, riferita a questi rapporti... io li chiamo commerciali per andare brevemente alla fine.
PRESIDENTE: Più che commerciali penso che siano in relazione al fatto che gli ha fatto sapere chi gli ha rubato il camion, ha chiesto e ha ottenuto l'autorizzazione a ricevere una somma, dice lui che questo signor Cannella ne ha pretesa la metà, o qualcosa del genere e...
AVVOCATO Rocchi: No, Presidente, ma io mi riferivo anche a quella situazione che il signore accennava e che evidentemente gli ha suscitato questo ricordo così sgradevole...
EX 210 Spataro: Per quanto riguarda l'abbi...
PRESIDENTE: Per quel che riguarda l'abbigliamento?
AVVOCATO Rocchi: Sì.
PRESIDENTE: Ha già risposto avvocato. Secondo lui c'è una completamente diversa situazione. Che cosa gli dobbiamo chiedere? Non possiamo mica fare una causa civile all'interno della causa penale, eh.
AVVOCATO Rocchi: No, Presidente, ma io stavo cercando di collocare i tempi, visto che anche lei...
PRESIDENTE: E' ovvio che questo si riferirà a tempi non tanto prossimi perché...
EX 210 Spataro: Le posso rispondere, avvocato.
PRESIDENTE: Il negozio di polleria più o meno quando è stato aperto?
EX 210 Spataro: E' stato aperto '92.
PRESIDENTE: Quindi questi fatti relativi a questa merce di abbigliamento che lei dice: 'no, non l'ha data a me, l'ha data a mio cognato', è un affare che si riferisce a quel periodo?
EX 210 Spataro: No.
PRESIDENTE: No.
EX 210 Spataro: Questa situa...
AVVOCATO Rocchi: Vede Presidente?
PRESIDENTE: Avvocato.
EX 210 Spataro: Questa situazione...
PRESIDENTE: Chiedo scusa.
AVVOCATO Rocchi: No, no, per carità.
EX 210 Spataro: Questa situazione è successa dopo che siamo usciti. Io con mio cognato mi ero litigato quando siamo usciti dal carcere.
Fifetto Cannella aveva dell'abbigliamento del negozio di via Oreto e tramite Tommaso e Giorgio Pizzo gliel'ha fatta avere a mio cognato...
PRESIDENTE: Tommaso come?
EX 210 Spataro: Militello.
PRESIDENTE: Ah.
EX 210 Spataro: Ha fatto avere a mio cognato questa merce per poterla vendere e recuperare un po' di soldi.
Questo me l'ha raccontato mio cognato. Però se gli dava i soldi... so che gli dava ogni settimana dei soldi, però ora che dice che avanza soldi da me, a questo punto devo dire che lui deve dare due milioni e mezzo a me.
PRESIDENTE: Va bene. Questo l'ha già detto.
Ma non per questa vicenda dell'abbigliamento.
EX 210 Spataro: No.
PRESIDENTE: No.
AVVOCATO Rocchi: Grazie, Presidente, non ho altre domande.
PRESIDENTE: Chi interviene?
AVVOCATO Florio: Sì, Presidente, avvocato Florio.
Senta Spataro, è possibile che lei abbia operato una critica nei confronti di suo cognato D'Agostino per avere lui scelto un determinato rito alternativo, in particolare il patteggiamento, in un certo procedimento penale?
EX 210 Spataro: Sì.
AVVOCATO Florio: Come mai questa critica?
EX 210 Spataro: Perché non mi stava bene che lui doveva patteggiare. Doveva confermare le cose, quando c'ero pure messo nel mazzo io, automaticamente incolpava pure me della situazione.
AVVOCATO Florio: Senta...
EX 210 Spataro: Io la vedevo in questa maniera. E mi sono incazzato con lui dicendo che non doveva patteggiare. Lui andò via da Palermo per andare a patteggiare. Per non fare il patteggiamento. E poi ho saputo del patteggiamento.
AVVOCATO Florio: Senta, lei prima ha detto che era persona a disposizione di Cosa Nostra. E diciamo così: negli ambienti di Cosa Nostra, in quelli che lei conosceva...
PRESIDENTE: Per essere corretti, dobbiamo dire che l'esaminato non ha mai detto di essere a disposizione di Cosa Nostra. Ha detto che era a disposizione di quelle persone che lui più o meno pensava facessero parte di quella certa famiglia. Non ha mai detto di Cosa Nostra. Ha detto: 'io con le altre famiglie non avevo niente da spartire'.
AVVOCATO Florio: Sì, Presi... mi sembrava che lui avesse detto in realtà...
PRESIDENTE: In un primo tempo al Pubblico Ministero aveva reso una dichiarazione diretta.
AVVOCATO Florio: Esatto.
PRESIDENTE: Questo è vero. Però, parliamo delle dichiarazioni di oggi, a meno che lei non voglia riprendere la già avvenuta contestazione del P.M.
AVVOCATO Florio: No, è domanda brevissima.
Ma il patteggiamento in quegli ambienti mafiosi che lei conosceva, com'era visto? Se lo sa.
EX 210 Spataro: Era visto male. Anche perché una persona che - almeno come la pensavano, la pensano e la pensavo pure io - una persona che viene arrestata con un'altra persona dello stesso reato, e poi lui al processo ne dice una e io ne vado a dire un'altra, non è più una cosa seria.
Noi eravamo rimasti con mio cognato che io non sono andato a Milano al processo, non mi sono presentato.
Lui è andato via da Palermo dicendomi che lui non doveva patteggiare. Rimanevamo le cose per come stanno.
Lui andando là, patteggiò. A lui gli dettero la condizionale e a me mi dettero la condanna.
Automaticamente aggravo la mia situazione, di come la penso io. E da quel momento in poi con mio cognato mi ci sono litigato.
AVVOCATO Florio: Comunque, era visto male in Cosa Nostra.
Senta, lei aveva una società, vero?
EX 210 Spataro: Come?
AVVOCATO Florio: Lei aveva una società?
EX 210 Spataro: Diciamo una società con camion. Di questo parla?
AVVOCATO Florio: C'era un certo Fuschi in questa società?
EX 210 Spataro: Sì.
AVVOCATO Florio: Sì. Quindi, era una società che aveva dei camion, lei mi dice.
EX 210 Spataro: Sì, tre camion.
PRESIDENTE: Questo a quando risale?
EX 210 Spataro: Dopo la mia...
PRESIDENTE: Ah, dopo la scarcerazione.
EX 210 Spataro: Dopo la scarcerazione.
AVVOCATO Florio: Senta, è possibile che questi camion andassero a fare, diciamo così, rifornimento, tra l'altro, anche a quel distributore gestito da Giuliano cui lei prima faceva cenno?
EX 210 Spataro: No. Almeno, fino a quel poco tempo che sono entrato in società io, no. Poi quand'era soltanto Fuschi, non lo so. Però quel periodo, non facevo io...
PRESIDENTE: Quanto tempo è durato questo periodo in cui lei ha partecipato a questa società?
EX 210 Spataro: Due mesi, tre mesi massimo. Proprio perché era una persona che non era tanto affidabile.
PRESIDENTE: Scusi avvocato, per...
AVVOCATO Florio: Prego.
PRESIDENTE: ... integrare le sue domande.
AVVOCATO Florio: Prego.
PRESIDENTE: Per quale motivo ecco, è sicuro di non essere andato a fare... aver fatto fare rifornimento ai camion di questa società di cui faceva parte, proprio in quel distributore?
EX 210 Spataro: Perché quando facevano la benzina, io subito pagavo. Loro prendevano per dire per Villabate, io davo i soldi per la nafta. Andavamo insieme alla pompa di benzina, la prima che veniva, facevamo il pieno, pagavo e se ne andava. Quindi non è successo mai che io ho passato alla pompa di benzina del signor Giuliano, ha messo nafta e io ho pagato. Almeno fino a quando c'ero io, non è successo.
Il signor Fuschi, siccome aveva molti debiti...
PRESIDENTE: No, no. A noi non ci interessa del signor Fuschi. Io voglio sapere perché lei è così sicuro che non è andato al distributore del Giuliano.
EX 210 Spataro: Perché io non ho mai pagato la nafta al signor Giuliano e a nessuno. Quindi, là non ci sono stato mai.
AVVOCATO Florio: Scusi, non ho...
PRESIDENTE: No, no.
AVVOCATO Florio: Non ho proprio udito, all'ultima risposta...
PRESIDENTE: Ha detto che lui è sicuro di non aver mai pagato la nafta a Giuliano, a quel distributore. Quindi è sicuro di non aver mai fatto rifornimento lì.
AVVOCATO Florio: Senta, mi risulta - poi d'altronde è cosa documentabilissima proprio - che in verità la sua società ebbe problemi e devo dire anche problemi seri di pagamento di nafta appunto, fornita da Giuliano.
Risulta anche a lei, come società?
EX 210 Spataro: Se lei parla con me, non mi risulta. Mentre ce lo facevo io.
AVVOCATO Florio: Mah, lei mi scusi in questa società quando è venuto via?
EX 210 Spataro: Mah io sono stato poco. Perché ho visto che il signor Fuschi era truffa... Cioè, lui usciva per...
PRESIDENTE: Faceva?
EX 210 Spataro: Un truffaldino. Usciva che gli consegnavano un milione, il tempo che il milione arrivava alla fabbrica, già 500 scomparivano. E c'ho rimesso pure soldi con questo. Quindi, subito ho tagliato i ponti.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta, lei mi sembra prima abbia accennato a un gruppetto che rubava dei camion o faceva azioni criminali su camion. Dico male?
EX 210 Spataro: Sì.
AVVOCATO Florio: Senta e, se mi può confermare, che questo gruppetto che non esisteva prima dell'arresto dei Graviano, poi dopo lei lo ha trovato, naturalmente dopo la sua scarcerazione, ha visto che c'era questo gruppetto. Conferma?
EX 210 Spataro: Sì.
AVVOCATO Florio: Ma, chi faceva parte di questo gruppetto?
EX 210 Spataro: Peppuccio Giuliano, Lo Nigro, Faia, Pietro Romeo...
AVVOCATO Florio: Quindi, Giuliano faceva parte di questo gruppetto.
EX 210 Spataro: Sì.
AVVOCATO Florio: Senta, lei sa se anzi, credo che l'abbia già riferito. Uno dei soprannomi di Giuliano era appunto, Olivetti.
EX 210 Spataro: Sì.
AVVOCATO Florio: Lei si ricorda, le risulta di aver chiamato anche lei Giuliano con questo soprannome?
EX 210 Spataro: No.
AVVOCATO Florio: Cioè: non le risulta o non lo ha mai chiamato?
EX 210 Spataro: No, non mi risulta. Non l'ho mai chiamato.
PRESIDENTE: Ma lei prima ha detto che sapeva che questo Giuliano...
EX 210 Spataro: Sì, lo sapevo.
PRESIDENTE: ... aveva come soprannome, Olivetti.
EX 210 Spataro: Lo sapevo, sì.
PRESIDENTE: Ma lei non l'ha mai usato.
EX 210 Spataro: Non l'ho mai chiamato Olivetti, L'ho chiamato sempre Peppuccio.
PRESIDENTE: Ha sentito qualcuno chiamarlo Olivetti?
EX 210 Spataro: Sì.
PRESIDENTE: E chi, per esempio?
EX 210 Spataro: Cominciando da Fuschi, prima.
PRESIDENTE: Fuschi è una persona che noi non conosciamo.
EX 210 Spataro: Anche a lui ho visto chiamare Olivetti. Questo.
PRESIDENTE: Ho capito. Ci sono altre persone invece, di questi...
EX 210 Spataro: Pietro Romeo.
PRESIDENTE: Pietro Romeo e poi?
EX 210 Spataro: Io questi ricordo, poi non...
PRESIDENTE: Andiamo avanti.
AVVOCATO Florio: Presidente, era tutto quello che volevo sapere.
PRESIDENTE: Avanti al prossimo.
AVV. Cianferoni: Sì, Presidente. Sono l'avvocato Cianferoni.
Vorrei sapere dal signor Spataro se ricorda che tipo di foto ha visto del signor Giuseppe Barranca. Com'era fatta questa foto.
EX 210 Spataro: Non era una foto che era molto giovane in quella foto. Era una foto per tessera. Per documento.
AVV. Cianferoni: Lei come può oggi dire che quella era la foto del signor Giuseppe Barranca?
EX 210 Spataro: Perché l'ho conosciuto.
AVV. Cianferoni: L'ha conosciuto quando?
EX 210 Spataro: Quando veniva in polleria. L'ho riconosciuto da là. Poi l'ho visto quando l'hanno arrestato nel televisore e poi l'ho visto nella fotografia nel libro.
AVV. Cianferoni: Mi scusi, nel senso: questa circostanza della polleria, quando la colloca?
EX 210 Spataro: Come?
AVV. Cianferoni: Quando può dirci...
PRESIDENTE: Quando sarebbe avvenuto questa vista del Barranca nella sua polleria? Se è in grado di dircelo.
EX 210 Spataro: No, non mi ricordo il giorno, l'anno...
PRESIDENTE: No, il giorno... ma, forse l'anno, se ci pensa.
EX 210 Spataro: Mah, mi sembra negli anni '91-92-93. Nel periodo che abbiamo avuto la polleria noi.
AVV. Cianferoni: Mi rifaccio a una contestazione già fatta dal Pubblico Ministero: quando il Pubblico Ministero di Palermo negli atti che sono in questo processo, le ha fatto la domanda circa la polleria, e le persone che venivano, Giuseppe Barranca non lo ha rammentato.
EX 210 Spataro: Eh, sì, ma io mica in quel momento... in un momento di confusione, mi metto a inquadrare tutte cose. Uno piano piano, poi, negli interrogatori quando vedevano le fotografie... perché è stato una cosa approssimata quella sera che siamo, ci siamo visti pure col Giudice Lo Forte.
Poi negli altri giorni successivi, vedevo le fotografie; e man mano le fotografie, ricordavo qualcosa.
Cioè, in un istante non posso fare una cosa di dieci anni.
AVV. Cianferoni: Vede, che io la contraddizione gliela pongo nel senso che io di interrogatori col dottor Lo Forte so che ce ne sono ma non è quello della polleria, per l'appunto.
EX 210 Spataro: No.
AVV. Cianferoni: Si era svolto col dottor, dottoressa Sabatino e il dottor Gozzo.
EX 210 Spataro: Sì.
AVV. Cianferoni: Quindi è un qualcosa di successivo rispetto a quello del Lo Forte. E non ce ne sono più a nostra conoscenza. Quindi, ora lei dovrebbe...
EX 210 Spataro: Si vede che in quel periodo che mi ha interrogato la dottoressa Sabatini, non c'erano le fotografie di Giuseppe Barranca. L'avrò incontrato in un altro interrogatorio col dottor ..., con qualche altro.
AVV. Cianferoni: Va beh. Comunque, lei così si pone, mi par di capire che da qualche parte - dice lei - in qualche interrogatorio, ha fatto questo nome in riferimento alla polleria.
Io le ripeto, e qui...
EX 210 Spataro: Io ne ho parlato quando mi hanno detto del libro. Non mi ricordo con chi ero.
AVV. Cianferoni: Comunque, appunto...
EX 210 Spataro: Non mi ricordo.
AVV. Cianferoni: ... negli atti che abbiamo a disposizione, non c'era la circostanza e su questo punto non ho altro da chiederle.
Vorrei chiederle però, come poté riconoscere la foto di Giuseppe Barranca e collegarlo alla persona. Cioè, fisicamente chi ebbe a presentarglielo, come lo conoscee, come lo ebbe a conoscere? Come lo conosceva e come le fu presentato?
EX 210 Spataro: Gliel'ho detto: in polleria.
PRESIDENTE: Ma glielo presentò qualcuno?
EX 210 Spataro: No.
PRESIDENTE: Lei lo vide.
EX 210 Spataro: Lo vidi là.
PRESIDENTE: Chiese...
EX 210 Spataro: Quando una persona viene a cercare un'altra, domanda.
PRESIDENTE: E chiese di?
EX 210 Spataro: 'Chi debbo dire che è venuto?' 'Digli che è venuto Peppuccio Barranca'.
PRESIDENTE: Ma chiedeva... lui chiedeva, Barranca, di chi chiedeva?
EX 210 Spataro: Di Fifetto Cannella. Di Cristoforo Cannella.
PRESIDENTE: E lei gli ha chiesto: chi devo dire che lo è venuto a cercare.
EX 210 Spataro: Sì.
PRESIDENTE: E lui disse il suo nome.
EX 210 Spataro: Sì. Già l'ho detto questo.
AVV. Cianferoni: Ma, mi par di capire allora, che lei ci dice una... quante volte l'ha visto? Mi par di capire, una in polleria. Ma...
EX 210 Spataro: Un due volte. Veniva con una Polo bleu, station wagon.
PRESIDENTE: Una Golf bleu...
EX 210 Spataro: Una Polo.
PRESIDENTE: Ah, una Polo bleu, station wagon.
EX 210 Spataro: Sì.
PRESIDENTE: Ma le Polo mi pare che sian tutte così, eh. Mi pare che siano tutte piccole station wagon.
EX 210 Spataro: Sì, questa qui.
AVV. Cianferoni: Comunque. Ecco, un'ultima circostanza su questa questione della fotografia: rispetto alla data del suo fermo, del suo secondo arresto, diciamo così, quando è che ne ha parlato con i magistrati? Quanto tempo dopo?
EX 210 Spataro: Eh, non me lo ricordo.
AVV. Cianferoni: Non è in grado nemmeno di essere preciso, diciamo, nei mesi se non nelle settimane?
EX 210 Spataro: No, no. Non me lo ricordo completamente.
AVV. Cianferoni: E, invece, la questione del libro che poi fu rovinato, la sa collocare nel tempo? lei quando l'ha ricevuto 'sto libro?
EX 210 Spataro: Quando l'ho ricevuto?
AVV. Cianferoni: Sì.
EX 210 Spataro: Nel mese di novembre.
PRESIDENTE: Di che anno, se è in grado di dircelo.
EX 210 Spataro: Del '95.
AVV. Cianferoni: Senta, voglio chiederle ancora una cosa: conosce un certo Pietro Carra?
EX 210 Spataro: Sì.
AVV. Cianferoni: Che cosa sa di questa persona?
EX 210 Spataro: Anche lui vedevo insieme a questi ragazzi. Fa l'autotrenista.
AVV. Cianferoni: Sa in che quartiere abiti?
EX 210 Spataro: Da scapolo se non mi sbaglio, abitava nella zona di Romagnolo. Da sposato, non lo so.
AVV. Cianferoni: Rispetto alla zona che ha rammentato ora, sa indicare chi potesse essere capo quartiere, persona diciamo influente, di rispetto, da andare a chiedere autorizzazioni come ha detto lei?
EX 210 Spataro: I fratelli Graviano, no?
PRESIDENTE: Fratelli?
EX 210 Spataro: A Romagnolo, i fratelli Graviano.
PRESIDENTE: Noi non conosciamo la geografia di Palermo.
AVV. Cianferoni: Ecco, sa - da ultimo - sa dirci il periodo nel quale c'erano i signori Graviano secondo lei?
EX 210 Spataro: Dal '93. '94 ... arrestarli, no?
AVV. Cianferoni: Ho capito. Non sa altro del quartiere Romagnolo? Non le viene in mente altro, per persone influenti...
EX 210 Spataro: No.
AVV. Cianferoni: ... quartiere Romagnolo?
EX 210 Spataro: Fino a quando c'erano loro. Poi non lo so.
AVV. Cianferoni: Ecco. Sa perché le faccio la domanda? Perché lei ha detto che la polleria ce l'aveva già nel '91.
EX 210 Spataro: Sì, '91-92.
AVV. Cianferoni: Ecco. E non le viene in mente altro. D'accordo.
Torno soltanto per un attimo a questo discorso del libro. Vorrei sapere da lei quanto lo tenne per le mani.
EX 210 Spataro: Per le mani, non l'ho tenuto. L'ho tenuto seppellito in un pezzo di terra un due mesi, tre mesi.
PRESIDENTE: L'ha già detto forse, si ricorda in che tempo è avvenuto questo seppellimento?
EX 210 Spataro: L'ho detto.
PRESIDENTE: Sì, ma ora non me lo ricordo. Se è in grado di ripeterlo.
EX 210 Spataro: Novembre '95. Ottobre-novembre.
PRESIDENTE: Ottobre-novembre '95.
AVV. Cianferoni: Sa dare una descrizione di quella foto per come era effigiato il signor Barranca? Ora lei ha già detto che era molto giovane.
Io le chiedo era chiaro, era scuro, biondo, moro, aveva i baffi, la barba...
EX 210 Spataro: No, era... non aveva baffi. Niente.
AVV. Cianferoni: Mi sa dire qualcos'altro o non ha altro?
*EX 210 Spataro: Non mi ricordo se aveva una cravatta o una camicia.
AVV. Cianferoni: Va bene. Non ho altre domande. Grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altri interventi?
Dunque, prima di rinviare l'udienza, bisogna che io chiarisca una situazione per l'udienza di rinvio.
Il signor Calabrò ha una udienza davanti alla I Sezione di Assise di Palermo per i giorni 23 e 24 prossimi. Contemporaneamente era intendimento del tutto pari velleitario di fare il rinvio al 24.
Siccome il Presidente di questa Corte mi ha fatto presente che hanno pochissime udienze al mese e un problema di termini, mi ha pregato di chiedere al Calabrò se intendeva rinunciare all'udienza del 24; se non intendeva rinunciare, è ovvio che avrei dovuto rinviare l'udienza.
Però mi è stato anche chiesto di sollecitare il Pubblico Ministero un'indicazione di quali persone, io credo, collaboratori di giustizia il Pubblico Ministero avrebbe intenzione di fare intervenire eventualmente all'udienza del 24 e del 25.
Il P.M. ha la possibilità di farci questa indicazione. Non impegno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Nessuna difficoltà, Presidente. Anzi, avevo già fatto, avevamo già fatto una anticipazione nel quadro di questi rapporti che mi pare debbono essere sempre improntati a cortesia e collaborazione, ai difensori.
Per il 25 era già previsto, perché era stata disposto dal Presidente...
PRESIDENTE: Già, è vero.
PUBBLICO MINISTERO: ... per così dire il recupero...
PRESIDENTE: Di?
PUBBLICO MINISTERO: ... del dichiarante Cannella.
PRESIDENTE: Tullio Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Tullio. Per il giorno 24, programma nostro era di richiedere la citazione di Drago Giovanni.
PRESIDENTE: Grado Giovanni.
PUBBLICO MINISTERO: Per il giorno 25...
PRESIDENTE: Assaraco Giovanni.
PUBBLICO MINISTERO: Drago. Drago Giovanni.
Per il giorno 25, a completamento dell'udienza perché secondo una certa previsione, Cannella forse non avrebbe occupato un'intera giornata, pensavamo di disporre la citazione di Mutolo Gaspare.
PRESIDENTE: Ho capito. Dunque, allora il Calabrò è presente, vero?
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: La posso vedere? Si fa... Eh, grazie.
Volevo chiederle: visto e considerato che il P.M. indicherebbe per l'udienza del 24 l'esame di questo Drago Giovanni, per lei è una persona che le interessa sentire o in teoria - perché lei ha il diritto di scegliere - ...
IMPUTATO Calabrò: No, se è questo... se è questo, penso, il collaborante...
PRESIDENTE: Sì.
IMPUTATO Calabrò: Io avrei intenzione di sentirli tutti. Perché ne faccio una scuola con quello che dicono.
PRESIDENTE: Ma lei ha diritto di dirlo. Io le chiedo soltanto se per caso è la persona che non le interessa, noi potremmo, se lei rinuncia, sentire...
IMPUTATO Calabrò: Un attimo. Un attimo.
PRESIDENTE: Dica.
IMPUTATO Calabrò: Signor Presidente, io il collaborante... se ci sono dei testimoni, non mi interessano le udienze. Ma se ci sono dei collaboranti, li vorrei sentire tutti.
PRESIDENTE: Va benissimo.
Allora, l'udienza viene rinviata al 25. Devo anche dire che c'è un'ulteriore difficoltà. Ma per il momento non siamo in grado di superarla.
Il difensore, avvocato Gandolfi, dovrebbe tenere il suo intervento secondo il programma della I Assise di Palermo, nel pomeriggio del 24. Il che potrebbe rendere problematica la presenza del Calabrò.
Io chiederò all'avvocato Gandolfi se può anticipare, sono d'accordo in questo senso con il collega di quell'Assise di Palermo se può anticipare il suo intervento la mattina.
Quindi, il rinvio attualmente noi lo facciamo al 24. Siamo d'accordo? Che siccome io devo rispettare, perché è un mio impegno... facciamo, no, il rinvio lo facciamo al 25. Perché devo rispettare, con la possibilità di dovere eventualmente rinviare al 26.
L'impegno che ho preso mi pare pubblicamente, con tutti gli imputati di consentire loro di essere presenti per lo meno, ovviamente a tutte le udienze che vogliono perché questo... ma di garantire la loro possibilità di essere presenti, nelle udienze in cui vengono sentiti questi dichiaranti.
Quindi l'udienza è rinviata al 25 giugno.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, mi perdoni.
PRESIDENTE: Dica.
PUBBLICO MINISTERO: Resta confermata l'indicazione dell'udienza al giorno 25 per sentire Cannella?
PRESIDENTE: Cannella Tullio. Io entro lunedì mattina farò sapere al Pubblico Ministero se c'è invece il rischio di dover far saltare anche l'udienza del...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma questo è un problema - ha ragione, Presidente, e la ringrazio - è un problema per così dire accessorio.
Perché mi interessava sapere se manteneva ferma la indicazione di quella udienza per sentire quella certa persona.
PRESIDENTE: Certamente. Questo non c'è dubbio. Salvo naturalmente che ci fosse...
(voci sovrapposte)
PUBBLICO MINISTERO: Me ne rendo perfettamente conto.
PRESIDENTE: Bene.
PUBBLICO MINISTERO: La ringrazio.
PRESIDENTE: Allora, ci rivediamo il 25/06 ore 9.00. Traduzione degli imputati detenuti. Buonasera.
PUBBLICO MINISTERO: Buonasera.