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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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UDIENZE 3.6.1997
PUBBLICO MINISTERO: Allora, direi di introdurre, a questo punto, il signor Siclari Pietro.
PRESIDENTE: Vuole girarsi da questo lato, per favore? Vuol dirci il suo nome e cognome?
*EX 210 Siclari P.: Pietro Siclari. Pietro Siclari.
PRESIDENTE: Anche lei viene sentito come imputato per reato connesso. E' presente sempre l'avvocato...
AVVOCATO Di Russo: Civita Di Russo.
PRESIDENTE: Di Russo.
PUBBLICO MINISTERO: Di Russo.
PRESIDENTE: Di Russo. Anche per lei vale quello che è stato detto per le due precedenti persone che abbiamo sentito: viene sentito come imputato, non come teste e quindi ha facoltà di dichiarare: non voglio rispondere.
EX 210 Siclari P.: No, intendo rispondere.
PRESIDENTE: Non intendo rispondere?
EX 210 Siclari P.: Intendo rispondere.
PRESIDENTE: Ah, intende rispondere. Allora possiamo procedere.
PUBBLICO MINISTERO: Siclari, sono il dottor Chelazzi, buongiorno.
EX 210 Siclari M.: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, cominciamo da questa circostanza. Nel 1993 lei si ricorda dove abitava?
EX 210 Siclari P.: In via Ostiense 875.
PRESIDENTE: Guardi, si avvicini di più al microfono, sennò non...
EX 210 Siclari P.: In via Ostiense 875.
PUBBLICO MINISTERO: All'895?
EX 210 Siclari P.: 875.
PUBBLICO MINISTERO: 75. Io penso sia 895, il numero.
EX 210 Siclari P.: E' stato cambiato dopo, il numero.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, va bene. Senta, e quando era andato ad abitare lì?
EX 210 Siclari P.: Dopo verso febbraio, dopo che era uscito papà; che abitavamo alla Magliana e siamo andati ad abitare giù, che papà era uscito dal carcere quando era imputato per omicidio.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti Siclari, poi mi raccomando una cosa, abbia pazienza: cerchi davvero di tenere il microfono vicini a sé, sennò io perdo la metà delle parole che dice.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Abbia pazienza, mi faccia proprio una cortesia personale.
EX 210 Siclari P.: Ma lo devo ripetere di nuovo?
PRESIDENTE: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No, no.
PRESIDENTE: Da qui in avanti lei cerchi di parlare più vicino al microfono.
EX 210 Siclari P.: Sì, sì. Più vicino al microfono.
PUBBLICO MINISTERO: Io penso che lei potrebbe dare anche una data precisa, a quella della scarcerazione di suo padre, se lo ricorda?
EX 210 Siclari P.: Sì, papà è uscito il 16 febbraio, perché mio figlio Emanuele compiva due anni.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
EX 210 Siclari P.: Siamo...
PUBBLICO MINISTERO: Coincise, l'uscita di suo padre e il compleanno del bambino?
EX 210 Siclari P.: Sì, sì.
PRESIDENTE: Scusi Pubblico Ministero, ma la Corte si trova un pochino frastornata dal fatto che si parla, da parte di un Siclari, di un padre che non si sa esattamente chi sia, se è Di Natale, se è...
EX 210 Siclari P.: Di Natale Emanuele.
PRESIDENTE: Ecco. Allora, per cortesia, ci può spiegare come mai, se suo padre è Di Natale Emanuele, secondo una nota legge...
EX 210 Siclari P.: Perché mio padre...
PRESIDENTE: ... il figlio prende il nome del padre.
EX 210 Siclari P.: Mi scusi...
PRESIDENTE: Sennò lei ce lo spiega, dopodiché finalmente abbiamo chiarito.
EX 210 Siclari P.: Mi scusi, signor Giudice, perché mio padre convive con mia madre, allora io porto il nome di mia madre.
PRESIDENTE: Ah, lei porta il nome di sua madre.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PRESIDENTE: Perché i suoi genitori non sono coniugati fra di loro.
EX 210 Siclari P.: Non sono sposati.
PRESIDENTE: Finito così, benissimo, ottimamente. Scusi. Può procedere.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quando suo padre fu scarcerato...
EX 210 Siclari P.: Abitavamo alla Magliana, noi.
PUBBLICO MINISTERO: Alla Magliana.
EX 210 Siclari P.: Alla Magliana. Poi abbiamo deciso di andare giù, ad abitare a via Ostiense, che era casa abbandonata. Abbiamo dato una pulita e siamo andati ad abitare in via Ostiense. Dopo febbraio.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo?
EX 210 Siclari P.: Dopo febbraio.
PUBBLICO MINISTERO: Io penso che la cosa migliore sia che lei dia un'occhiata a certe fotografie che le faccio vedere, così lei un attimino ci inquadra per bene che cosa voleva dire il posto dove abitava lei, dove abitava suo padre.
Le faccio vedere tutta una serie di fotografie, così lei può dare alla Corte tutte le spiegazioni che ritiene.
PRESIDENTE: Guardi, lei le vede laggiù.
EX 210 Siclari P.: Ah.
PRESIDENTE: Si può schiarire un pochino, perché il ripetitore che il teste davanti non è molto chiaro.
EX 210 Siclari P.: Il primo cancello di qua, quello verde, è dove abitava...
PRESIDENTE: Di qua vuol dire a sinistra.
EX 210 Siclari P.: Sì. Più avanti abitavo io.
PRESIDENTE: Nel primo cancello a sinistra.
EX 210 Siclari P.: Questo qua che vedo proprio così.
PRESIDENTE: La faccenda è che io non lo vedo né qui né là. Ah, ho capito, sì. Qualche cosa sono riuscito ad individuare.
Nel primo cancello a sinistra abitava lei.
EX 210 Siclari P.: Sì. Abitavamo lì tutti. Poi papà mi ha passato... Io, per avere un po' di autonomia con mia moglie e con mio figlio siamo andati ad abitare accanto.
PRESIDENTE: Cioè nel secondo cancello.
EX 210 Siclari P.: Sì, sì. Nel secondo cancello.
PRESIDENTE: Mi scusi, perché anche qui c'è qualcuno nella Corte che non ha capito bene questa faccenda.
I due cancelli immettono in due diversi cortili.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PRESIDENTE: Sono separati questi due cortili?
EX 210 Siclari P.: Sì. Sono separati da qua e da là, però si poteva entrare pure da...
PRESIDENTE: Certo, non lo metto in discussione, ma da che cosa sono separati i due cortili?
EX 210 Siclari P.: Da un muro.
PRESIDENTE: Da un muro. Benissimo. Ora, finalmente, qualche cosa si capisce. Prego, Pubblico Ministero, può proseguire.
PUBBLICO MINISTERO: Passiamo a quest'altra foto, Siclari.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Siclari P.: Questa è casa dove abitavo io.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, questo è uno dei due cortili, vuol dire.
EX 210 Siclari P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. Questo, quindi, è il cortile dove stava lei.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Un po' a fuoco, per piacere.
Come si vede, quello lì è un fabbricato un po' in disordine.
EX 210 Siclari P.: Sì, sì. Perché papà stava facendo dei lavori, dopo, dopo parecchio tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Non è a fuoco.
EX 210 Siclari P.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Non sto dicendo a lei.
EX 210 Siclari P.: Ah.
PUBBLICO MINISTERO: Abbia pazienza. Senta, siccome laggiù sul muro in fondo si vedono delle aperture...
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... cerchiamo di far capire alla Corte quali aperture corrispondevano alle porte o alle finestre di casa sua, quali invece corrispondevano a qualche cosa di diverso.
EX 210 Siclari P.: Allora, il cancelletto quello più piccolo, quello che è aperto, lì ci abitavo io. Questo di qua era il magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, più piccolo, direi quello al centro del muro?
EX 210 Siclari P.: Sì, sì.
PRESIDENTE: Signora, per favore, schiarisca perché qui non si vede più nulla. Sì, abbastanza, grazie.
Mi scusi, quando lei ha detto "qui ci abitavo io", che cosa voleva indicare?
EX 210 Siclari P.: Perché ci abitavo io con mia moglie e il bambino.
PRESIDENTE: Va bene, ma che cosa, della fotografia, indicava?
EX 210 Siclari P.: Quella più piccola.
PRESIDENTE: La più piccola di che cosa?
EX 210 Siclari P.: La porta di ferro.
PUBBLICO MINISTERO: Quella al centro...
EX 210 Siclari P.: Perché quella porta di ferro era adibita ad abitazione. Avete capito, signor Presidente?
PRESIDENTE: Ho capito.
EX 210 Siclari P.: Invece quella là era adibita a magazzino.
PRESIDENTE: Ho capito.
EX 210 Siclari P.: Non c'era niente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quella apertura Più grande sulla destra è l'ingresso del magazzino, lei vuol dire.
EX 210 Siclari P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: Il resto, invece, è abitazione sua.
EX 210 Siclari P.: Sì, sì.
PRESIDENTE: Questo è il cortile di chi?
EX 210 Siclari P.: Il cortile dove abitavo io.
PRESIDENTE: Quello suo.
EX 210 Siclari P.: Sì, dove abitavo io.
PRESIDENTE: Dove abitava lei. Invece suo padre?
EX 210 Siclari P.: Abitava dall'altra parte.
PRESIDENTE: Nel cortile dietro.
EX 210 Siclari P.: Dall'altra parte.
PRESIDENTE: Dietro il muro che si intravede.
EX 210 Siclari P.: Dove c'è quella finestrella, quella verdina, ad angolo.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, nella parte di sinistra, in foto, in fondo in fondo si vede una sorta di finestrella.
EX 210 Siclari P.: Sì, sì.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Siclari sta dicendo che il padre abitava in un cortile...
PRESIDENTE: Dalla parte di là.
PUBBLICO MINISTERO: ... adiacente, separato, per l'appunto...
PRESIDENTE: Da questo muro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' esatto, Siclari, quello che diciamo?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PRESIDENTE: La finestrina in fondo metteva in comunicazione, diciamo, i due cortili; si poteva passare da un cortile all'altro.
EX 210 Siclari P.: Si poteva passare, perché mo le spiego, signor Presidente. Quella finestrina là, quando di sera ci...
PRESIDENTE: Parli nel microfono.
EX 210 Siclari P.: Quando certe volte di sera a me mi serviva qualche cosa, io, siccome mio nipote dormiva in questa stanza, lo chiamavo certe volte per non fare il giro, per uscire dal cancello mio per andare a bussare da mio padre...
PRESIDENTE: Attraversava la finestra.
EX 210 Siclari P.: Eh. Chiamavo a mio nipote, mi apriva e io passavo dall'altra parte.
PRESIDENTE: Ho capito.
EX 210 Siclari P.: Prendevo il caffè, prendevo...
PRESIDENTE: Ma era una finestra sul muro dei cortili.
EX 210 Siclari P.: Sì. Era una finestra sul muro del cortile di qua, però da questa parte, dove ci sono le finestre, c'è una stanzetta tipo corridoio...
PRESIDENTE: Ah, ho capito.
EX 210 Siclari P.: ... che ci dormiva mio nipote. Una volta ci ho dormito pure io, qui.
PRESIDENTE: Va benissimo. Ora speriamo di avere finalmente capito, perché non è una cosa molto semplice.
PUBBLICO MINISTERO: Speriamo, a questo punto, di avere inquadrato un pochino meglio almeno la situazione dei luoghi.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Siclari, lì lei ci è andato a stare, e quindi...
EX 210 Siclari P.: Mi scusi, non la sento bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo dire, lei è andato a stare in quel fabbricato che abbiamo sott'occhio nella foto appena arrivato in via Ostiense, oppure c'è andato in un momento successivo?
EX 210 Siclari P.: In un momento successivo. Perché c'è il tempo che abbiamo pulito casa, perché la casa era abbandonata, da quando mio padre era stato carcerato, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: Abbiamo pulito casa e siamo andati... e poi io me ne sono andato ad abitare da questa parte, perché volevo un po' di autonomia con mia moglie.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei...
EX 210 Siclari P.: Sarà stato marzo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei dice "siamo andati". Allora, è andato lei con chi?
EX 210 Siclari P.: Io, mia moglie, il bambino e c'era mia suocera.
PUBBLICO MINISTERO: Diamo il nome, ormai, anche alla moglie e alla suocera.
PRESIDENTE: Sì.
EX 210 Siclari P.: Devo dare il nome?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: Nome e cognome.
EX 210 Siclari P.: Sucameli Michela e Trapani Caterina.
PUBBLICO MINISTERO: Sucameli Michela è quella che lei indica come sua moglie?
EX 210 Siclari P.: Eh, mi sono sposato, signor...
PUBBLICO MINISTERO: Si è sposato, poi, o no?
EX 210 Siclari P.: Sì, sì, mi sono sposato a marzo.
PUBBLICO MINISTERO: Di quest'anno?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, all'epoca non eravate ancora marito e moglie.
EX 210 Siclari P.: Eravamo conviventi.
PUBBLICO MINISTERO: Eravate conviventi.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E la signor Trapani Caterina è la mamma della signora Sugameli Michela.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto?
EX 210 Siclari P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, arrivando a stare quindi lì in via Ostiense, e lei ha spiegato l'epoca e gli spostamenti successivi, ha cominciato, o ha ripreso a farsi vedere a qualche persona che aveva, che ne so, degli affari, degli interessi, delle iniziative insieme a suo padre, persona magari che lei conosceva, persone che magari conosceva all'epoca precedente, oppure facce nuove?
EX 210 Siclari P.: No, io... è venuto Antonio. Antonio il calabrese.
PRESIDENTE: Avvicini il microfono, perché...
EX 210 Siclari P.: E' venuto Antonio il calabrese.
PUBBLICO MINISTERO: Antonio il calabrese. Ascolti, ma questa persona lei la conosceva già?
EX 210 Siclari P.: No, non la conoscevo, io.
PUBBLICO MINISTERO: Sa se era una persona che aveva rapporti di conoscenza con suo padre?
EX 210 Siclari P.: No, per quel momento no. Quando l'ho visto io non lo sapevo che mio padre lo conosceva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma poi ha saputo...
EX 210 Siclari P.: Io non lo avevo visto mai da quel giorno quando è venuto a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ma poi, in un secondo momento, ha saputo se suo padre con questo Antonio erano in un rapporto di conoscenza da vecchia data?
EX 210 Siclari P.: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: Oppure...
EX 210 Siclari P.: Perché quando è venuto Antonio a cercare a mio padre di domenica, e papà era uscito...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Siclari P.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, certo.
EX 210 Siclari P.: Papà era uscito. E mi ha detto, siccome c'era mia suocera glielo aveva domandato pure a mia suocera. Poi sono arrivato io che ero andato a comprare le sigarette, e ho trovato questa persona dentro, davanti al cortile, dentro il cortile.
E mia suocera gli ha detto: 'questo è il figlio'.
E mi ha detto, dice: 'dov'è tuo padre?'
Gli ho detto: 'mio padre è uscito'.
Poi Antonio mi ha detto, dice: 'qual è il magazzino che tuo padre si vuole affittare, si vuole vendere?'.
E gli ho detto: 'forse è questo dove abito io, questo qua'.
'Va beh, digli a tuo padre che sono venuto io'.
E' venuto con la macchina, quella Audi 80. Si è messo in macchina e se n'è andato.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è stata la prima volta che lei lo ha visto?
EX 210 Siclari P.: Sì, la prima volta che io ho visto Antonio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Siclari, ma quanto tempo poteva essere passato da quando eravate lì in via Ostiense?
EX 210 Siclari P.: E' passato poco tempo, diciamo. E' passato poco tempo. Sarà stato aprile, così. Un mese, un mese e mezzo... Sarà stato aprile, perché marzo-aprile, sarà stato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ascolti Siclari, lei ricorda che successivamente ci fu l'arresto di Umberto, quindi di suo nipote.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché precisiamolo alla Corte, Umberto Maniscalco è il figlio di Siclari Maria maddalena.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E Siclari Maria maddalena è sua sorella.
EX 210 Siclari P.: E' mia sorella, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Allora, lei se lo ricorda l'arresto di suo nipote?
EX 210 Siclari P.: No, non me lo ricordo l'arresto.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, non si ricorda la data.
EX 210 Siclari P.: So che è stato arrestato, però il periodo non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la data non se la rammenta.
EX 210 Siclari P.: La data non me la ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, che si ricordi o meno la data, non ha grande importanza. Le ho fatto questa domanda perché volevo sapere se, quando si è fatto vedere lì questa persona che lei non aveva mai visto, che si chiamava Antonio, suo nipote era già stato arrestato, ovvero siamo in un periodo che precede l'arresto?
EX 210 Siclari P.: Ma forse un periodo che precede l'arresto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma non è sicuro di questo?
EX 210 Siclari P.: No, non sono sicuro di questo, però.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo signor Antonio, non ho capito bene, si è presentato subito col nome di Antonio?
EX 210 Siclari P.: Sì, sì, con Antonio.
PUBBLICO MINISTERO: Con Antonio. Lei ha saputo poi...
EX 210 Siclari P.: Io poi, quando è venuto papà, gli ho detto: 'guarda, che è venuto un certo Antonio'.
Allora papà dice: 'ma che è Antonio il calabrese?'
Io gli ho detto: 'no, papà, questo c'ha i baffi'.
Perché papà conosceva un'altra persona Antonio calabrese, capito?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Siclari P.: Allora gli ho detto: 'no, papà, questo c'ha i baffi, questo Antonio. E mi ha detto se lo vai a trovare a casa'.
E quello che mi aveva detto Antonio, io gliel'ho riferito a papà.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Poi lei successivamente ha saputo come fa di cognome questo Antonio?
EX 210 Siclari P.: Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano. Ma lei lo ha saputo questo cognome a seguito di cosa? Dopo che sono cominciati tutti gli interrogatori suoi, oppure ancora prima lo sapeva?
EX 210 Siclari P.: No, prima non lo sapevo io che si chiamava Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E quindi lo ha saputo nell'ambito degli interrogatori che lei ha fatto, ai confronti, queste storie qui?
EX 210 Siclari P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ricorda di aver fatto anche un confronto con questo Antonio?
EX 210 Siclari P.: Ma io...
PUBBLICO MINISTERO: Un confronto fatto col Pubblico Ministero, col Giudice.
EX 210 Siclari P.: Sì, ma ci hanno chiesto di fare il confronto, però il confronto non è stato fatto. Perché forse lo Scarano si è rifiutato. Non lo so, non glielo so dire.
PUBBLICO MINISTERO: Ora controlliamo, ma mi sembra che su questo punto ricordi male. Va bene.
Senta, questo signor Antonio, ormai che ci siamo, allora, la prima volta si è fatto vedere con una Audi.
EX 210 Siclari P.: Con un'Audi 80.
PUBBLICO MINISTERO: Con un'Audi 80. Era un modello normale, o era un modello particolare?
EX 210 Siclari P.: Un modello nuovo era. Per me era una macchina nuova. Era scura.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire: modello normale, o modello che so, tipo turbo diesel, queste cose qui?
EX 210 Siclari P.: No, era normale. Penso che era normale.
PUBBLICO MINISTERO: E' venuto lì in altre occasioni dopo questa prima volta?
EX 210 Siclari P.: Sì, poi ha cominciato a frequentare casa di papà, che io lo vedevo. Veniva lì a parlare con papà.
PUBBLICO MINISTERO: Veniva a parlare con papà.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, proprio tre parole sul punto se questo signore, venendo lì, veniva sempre con la solita Audi, oppure se qualche volta veniva con qualche altro mezzo.
EX 210 Siclari P.: Io l'ho visto venire con l'Audi e con una Renault.
PUBBLICO MINISTERO: Con una?
EX 210 Siclari P.: Renault.
PUBBLICO MINISTERO: Renault?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Una Renault... Sa, ci sono tante Renault. Ci sono le Clio, le Renault Cinque...
EX 210 Siclari P.: Una Renault familiare, questa tipo familiare. Tipo queste che c'hanno il segnale.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, non ho capito.
EX 210 Siclari P.: Questi che lavorano gli idraulici, queste...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, tipo furgone.
EX 210 Siclari P.: Sì, tipo furgone.
PUBBLICO MINISTERO: Tipo furgoncino.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è un intenditore di macchine, Siclari, oppure no?
EX 210 Siclari P.: Eh, mica tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Mica tanto. Ricorda se Scarano è mai venuto lì in via Ostiense con un mezzo tipo Jeep, o Fuoristrada, qualcosa di simile?
EX 210 Siclari P.: Per quanto mi risulta a me, io non l'ho visto.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
EX 210 Siclari P.: Non l'ho visto con qualche Jeep, quelle cose là.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Allora, prima le ho chiesto con quali mezzi è venuto questo Antonio.
EX 210 Siclari P.: Non ho capito, mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: No, volevo dire: ora le ho chiesto con quali mezzi, veicoli, è venuto questo Antonio.
Ecco, ora le chiedo con quali persone è venuto questo Antonio.
EX 210 Siclari P.: Quando è venuto a scaricare il fumo?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: E' venuto Antonio con una persona coi capelli bianchi con i baffi, e più altre due persone.
E abbiamo scaricato il fumo dentro... Il fumo era occultato dentro a un camion che... cose di alimentari...
PUBBLICO MINISTERO: Tipo un camion frigorifero?
EX 210 Siclari P.: Sì, sì, tipo un camion frigorifero. C'erano scatoloni e tutte queste cose.
Papà mi ha chiamato e gli ho dato una mano a scaricare il camion.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi tanto se la interrompo. Rimaniamo su queste persone.
Allora, ha detto che in quella occasione in cui arrivò questo camion che trasportava il fumo, Antonio venne insieme ad altre persone.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, di queste altre persone sa niente? Perché, uno lo ha descritto: una persona con i capelli bianchi e con i baffi.
Sa qualche cosa di più di questa persona? La può descrivere un pochino meglio, l'età, la corporatura, qualche cosa di particolare, di caratteristico.
EX 210 Siclari P.: Ci aveva i capelli bianchi, i baffi, la corporatura un po' più grande di me, corporatura normale.
PUBBLICO MINISTERO: Lei quanto è alto, Siclari?
EX 210 Siclari P.: 1,65, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma di questa persona intanto ci può dire se era una persona di Roma, ovvero se era una persona che veniva da altre regioni...
EX 210 Siclari P.: No, questo non glielo so dire, perché quando abbiamo scaricato le balle, non è che ci ho avuto modo di parlare. E neanche il nome sapevo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha mai saputo il nome di questa persona?
EX 210 Siclari P.: L'ho saputo quando ho fatto, abbiamo fatto il confronto a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Il confronto col Giudice?
EX 210 Siclari P.: Sì, col Giudice, il GIP a Rebibbia.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, che cosa vuol dire in questo...
EX 210 Siclari P.: Quando mi è arrivato il foglio che dovevo andare a fare il confronto. E poi mi hanno detto come si chiamava.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma ascolti: quando lei ha fatto il confronto, le hanno fatto vedere più persone.
EX 210 Siclari P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. ecco, tra le persone che le hanno fatto vedere, c'era anche questa persona di cui sta parlando?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ne è ben sicuro di averla riconosciuta...
EX 210 Siclari P.: Sì, io l'ho riconosciuta. Io...
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Un particolare, senta: le viene in mente per caso se di questa persona di cui stiamo parlando... Il cognome, visto che lo ha saputo, ormai ce lo dica.
EX 210 Siclari P.: Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: Frabetti. Il nome di battesimo se lo rammenta?
EX 210 Siclari P.: Aldo.
PUBBLICO MINISTERO: Aldo. Allora, lei ha ricordo di aver appreso dalla stampa o dalla televisione, o che so, se questa persona era stata poi arrestata, incarcerata?
EX 210 Siclari P.: Sì, dalla televisione.
PUBBLICO MINISTERO: E a proposito di che era stato arrestato questo signore?
EX 210 Siclari P.: Perché gli hanno trovato il fumo, queste cose così.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quando dettero questa notizia, fecero vedere anche la fotografia di questa persona per televisione?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei era sempre ben sicuro che si trattasse di quello che aveva visto lì in via Ostiense?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non ha dubbi su questo?
EX 210 Siclari P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e le altre due persone che arrivarono con il camion che trasportava l'hashish, queste invece ne sa qualcosa?
EX 210 Siclari P.: Io non ho avuto modo di parlare con queste persone. Le ho viste mentre che mi dava... perché una persona è rimasta sopra al camion e l'altra con papà... Una persona è salita sopra al camion e ci passavano le balle. Io le mettevo dentro il magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma la domanda, Siclari, è molto semplice: di queste altre due persone lei ha mai saputo chi sono, le ha più riviste?
EX 210 Siclari P.: No, no, io non le ho viste.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti Siclari: il fumo che è arrivato da lei, così, molto sbrigativamente, come è arrivato confezionato?
EX 210 Siclari P.: In camere d'aria e scatolame. E c'era, dentro le camere d'aria più dello scatolame. Dentro le scatole.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, e quanta roba era a occhio e croce?
EX 210 Siclari P.: Era tanta.
PUBBLICO MINISTERO: Era?
EX 210 Siclari P.: Era tanta, però non mi ricordo su per giù quante erano tutte complessive.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha avuto un processo a Roma per questo fumo che è stato lì in via Ostiense ed eventualmente per altra roba, oltre al fumo? Intendo dire: altri stupefacenti...
EX 210 Siclari P.: Sì, mi sembra che sto avendo un processo con il dottor Piro.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, ma non è stato rinviato a giudizio ancora?
EX 210 Siclari P.: Ancora no, non lo so questo.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque è sotto processo, per questa storia.
EX 210 Siclari P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: La seconda domanda su questo punto che le faccio è questa: lei è stato anche in Tribunale a Roma a rendere le sue dichiarazioni su questa storia degli stupefacenti che sono passati da via Ostiense?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci è stato recentemente?
EX 210 Siclari P.: Sono stato mi sembra recentemente a Rebibbia...
PUBBLICO MINISTERO: In aula.
EX 210 Siclari P.: In aula.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, no a Rebibbia come detenuto. Nell'aula di Rebibbia.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' lo stesso processo nel quale è stato sentito anche suo nipote?
EX 210 Siclari P.: Sì, mi sembra di sì.
PUBBLICO MINISTERO: E in quel processo - chiamiamolo in questo modo - lei di che cosa è chiamato a rispondere?
EX 210 Siclari P.: Quale, a quello di Roma?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, quello di Roma, quello di Roma.
EX 210 Siclari P.: Non mi ricordo...
PRESIDENTE: Non ha capito di che cosa è accusato?
EX 210 Siclari P.: Penso per traffico di stupefacenti, di qualche cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, è un processo che riguarda anche Scarano, quello lì?
EX 210 Siclari P.: Sì. Sì, perché ho fatto il confronto con lo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Avete fatto il confronto in aula?
EX 210 Siclari P.: Sì. Sì, sì, a Rebibbia.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e ha fatto confronti eventualmente anche con Frabetti?
Io non so nemmeno se sia imputato Frabetti in quel processo lì.
EX 210 Siclari P.: No, l'ho fatto solo con Scarano, perché gli avvocati suoi hanno chiesto il confronto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e fin qui abbiamo parlato dell'arrivo di questo stupefacente che è arrivato in un camion, dico bene se dico camion frigorifero?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il colore di questo mezzo, se lo ricorda?
EX 210 Siclari P.: Mi sembra bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Le faccio una domanda che assomiglia ad una che le ho fatto dieci minuti fa: quando arrivò questo stupefacente in via Ostiense, suo nipote Umberto era ancora a casa, era detenuto, o era già tornato a casa agli arresti domiciliari?
EX 210 Siclari P.: Ma mio nipote Alberto non c'era quando io ho scaricato il fumo.
PUBBLICO MINISTERO: E va bene lei non c'era, ma cosa vuol dire?
EX 210 Siclari P.: No, no...
PUBBLICO MINISTERO: Lei era a spasso...
EX 210 Siclari P.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Vuol dire che non c'era perché era a spasso, voglio dire, a fare una girata, oppure perché era detenuto, o per qualche altra ragione?
EX 210 Siclari P.: No, perché non mi ricordo. Può darsi che stava pure fuori casa, era... Non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in quanti lo scaricaste codesto fumo?
EX 210 Siclari P.: In quanti?
PUBBLICO MINISTERO: In quante persone lo scaricaste?
EX 210 Siclari P.: Lo abbiamo scaricato: io, papà, Frabetti, Antonio e c'era quella persona che sul camion ci dava una mano.
PUBBLICO MINISTERO: Qui, queste persone arrivarono tutte sul camion, voglio dire? Antonio...
EX 210 Siclari P.: No, il camion è arrivato con queste due persone.
Frabetti e lo Scarano erano venuti con la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Quale se la ricorda?
EX 210 Siclari P.: L'Audi.
PUBBLICO MINISTERO: L'Audi.
EX 210 Siclari P.: Tanto per esaurire per quello che ci interessa il discorso di questo fumo, poi suppongo che questo fumo sarà stato portato via.
EX 210 Siclari P.: Poi è stato messo dentro al magazzino e poi lo hanno nascosto dentro il bresciolino.
PUBBLICO MINISTERO: No, non ho capito. Sto parlando sempre del fumo.
Quand'è che è andato via questo fumo poi dal vostro...
EX 210 Siclari P.: Tutto definitivo?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: Ad agosto. Agosto-settembre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, definitivo - lei ha capito la mia domanda - infatti, cioè quando è sparita anche l'ultima parte.
EX 210 Siclari P.: Definitivo, che non era rimasto più niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E come è andato via questo fumo?
EX 210 Siclari P.: E' stato caricato in un furgone arancione.
PUBBLICO MINISTERO: E chi è che è venuto a prenderlo?
EX 210 Siclari P.: Frabetti con lo Scarano. Ha...
PUBBLICO MINISTERO: Sono venuti... prego, prego.
EX 210 Siclari P.: Ero io, papà, Frabetti e lo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Lei dice agosto-settembre.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E fino a quel momento, questo fumo dov'era rimasto?
EX 210 Siclari P.: Sotto il brecciolino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome noi ci abbiamo sempre sotto gli occhi, se lei si gira dalla parte di quello schermo...
PRESIDENTE: E' già girato.
PUBBLICO MINISTERO: ... vede sempre gli scontri quel cumulo di materiale lì sulla destra
Ecco, se poi si sposta la fotografia penso che se ne veda due di cumuli di materiale.
EX 210 Siclari P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il monte del brecciolino sotto il quale è stato nascosto questo fumo, corrisponde come posizione a quale di quei due monti? Al primo, al secondo, o a nessuno dei due?
EX 210 Siclari P.: Allora, queste cose che sono scaricate adesso...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: ... sono state scaricate dopo. Perché papà stava facendo dei lavori.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Siclari P.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
EX 210 Siclari P.: Perché il brecciolino che era stato, era stato occultato le balle di fumo, è stato smantellato ed è stato portato via tutto pulito, perché papà ha fatto tutta l'incimentata alla casa dall'altra parte.
PUBBLICO MINISTERO: Nel cortile suo.
EX 210 Siclari P.: Perciò difatti queste due che vede lei, sono sabbia e un po' di brecciolino che si dovevano fare i lavori dentro casa. Perché papà lo stava vendendo il magazzino. Allora quello che ci stava prima, quello che è venuto che si doveva prender il magazzino ha cominciato a fare i lavori.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma dicevo come posizione del cortile.
EX 210 Siclari P.: Come posizione è così, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Siclari P.: Il primo.
PUBBLICO MINISTERO: Quello più verso noi, o quello più verso il magazzino?
EX 210 Siclari P.: Il primo quello vicino al magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quello che rimane in fondo.
EX 210 Siclari P.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Quello che rimane un po' nel fondo.
EX 210 Siclari P.: Sì, sì, il primo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che questo fumo è andato via più o meno ad agosto-settembre.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda se ad agosto vennero a fargli una perquisizione?
EX 210 Siclari P.: C'è stata una perquisizione che mi sono messo paura. Difatti c'ero io dentro casa, dentro casa da mio padre dall'altra parte. Che la perquisizione è stata fatta a casa di mio padre. Perché io penso che i Carabinieri se sapevano che dall'altra parte apparteneva pure a papà e che erano due numeri distinti e separati, due case distinte, risultavano come due case distinte e separate, venivano, facevano le perquisizione pure a casa mia.
Invece è stata fatta la perquisizione solo da papà.
E a me, in quel momento, io c'ho avuto molto paura, perché ancora il fumo stava là sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi quando è stata fatta questa perquisizione, lei ci aveva ancora sotto il brecciolino questo materiale.
EX 210 Siclari P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda chi è che venne a fare questa perquisizione?
EX 210 Siclari P.: Eh non è che glielo so dire, perché non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Ma erano poliziotti, o erano carabinieri?
EX 210 Siclari P.: Erano in divisa, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, appunto.
EX 210 Siclari P.: Erano in borghese.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Quindi proprio non lo sa se erano poliziotti.
EX 210 Siclari P.: Infatti quando sono venuti questi poliziotti, ho sentito della perquisizione, ho preso e sono uscito fuori strada. E mi sono andato a fare una bella camminata per paura che succedeva qualche cosa, perché ci avevo, la mia paura era che loro entravano dall'altra parte e trovavano le balle di fumo sotto...
PUBBLICO MINISTERO: E lo arrestavano.
Senta, ieri abbiamo parlato così, per sommi capi, di questa storia di stupefacenti della quale, tutto sommato, ci interessano solo alcuni dati.
Ho bisogno di sapere se le risulta che in questo cortile suo, di suo padre o dentro qualcuna di queste costruzioni, invece che stupefacente ci sia stato dell'esplosivo.
EX 210 Siclari P.: Sì, a me me lo ha detto il mio nipote Umberto che...
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire Siclari? Intanto con ordine, intanto risponda alla mia domanda che è molto semplice.
EX 210 Siclari P.: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: Le risulta che ci sia stato dell'esplosivo?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ho bisogno di sapere: lei, per questo esplosivo, è stato processato?
EX 210 Siclari P.: Sì, mi sembra di sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' stato processato qui a Firenze?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda com'è stato chiuso il suo procedimento?
EX 210 Siclari P.: Non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda il procedimento a lei, per questo esplosivo, com'è stato chiuso? Come si è...
EX 210 Siclari P.: Rito abbreviato.
PUBBLICO MINISTERO: Ha fatto un abbreviato. Ecco, davanti al Giudice di Firenze.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, si ricorda la pena?
EX 210 Siclari P.: Sì, mi sembra tre anni e otto mesi.
PUBBLICO MINISTERO: I reati per i quali è stato condannato li sa?
EX 210 Siclari P.: Dottore, mi scusi, siccome io non mi sono presentato in aula, c'è stata la mia avvocatessa.
PUBBLICO MINISTERO: Lo so, lo so, ma poteva aver letto la sentenza. Ora, Siclari...
EX 210 Siclari P.: Ecco...
PUBBLICO MINISTERO: Non conosce esattamente i reati per i quali è stato condannato?
EX 210 Siclari P.: No, mi sono un po' informato. Ma sicuramente per l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
EX 210 Siclari P.: Sicuramente per l'esplosivo.
PRESIDENTE: Per l'esplosivo, immagina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, per carità! Se lo sapeva, era una informazione in più per la Corte; non sapendolo, vediamo se come eventualmente farlo sapere alla Corte.
A questo punto bisogna che lei spieghi un po', questa volta non per sommi capi, ma in dettaglio, la vicenda di questo esplosivo.
Primo punto: ma questo esplosivo ci era già stato anche altre volte in casa vostra? alla Maglliana, che ne so, in altre abitazioni.
EX 210 Siclari P.: No, mio padre non ha avuto mai a che fare con l'esplosivo. Mio padre lavorava in droga. Con l'esplosivo, con queste cose, non ci ha mai avuto a che fare.
PUBBLICO MINISTERO: Lavorava in droga?
EX 210 Siclari P.: Mio padre ha lavorato in droga, in soldi falsi. Ma..
PUBBLICO MINISTERO: In soldi falsi?
EX 210 Siclari P.: In soldi falsi. Ma con l'esplosivo non c'ha avuto mai a che fare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ognuno ha le sue opinioni di quello che vuol dire lavorare, ma d'altra parte va bene anche così.
L'importante è comprendersi.
Lei ricorda che in quell'anno del 1993 ci furono delle esplosioni a Roma?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda queste esplosioni che cosa riguardavano?
EX 210 Siclari P.: Uno era l'attentato a Costanzo e uno l'attentato a Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: No, io parlo di Roma.
EX 210 Siclari P.: Di Roma?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: Il 27 luglio?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: Il 27 luglio, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda quella volta dove si verificarono?
EX 210 Siclari P.: L'ho sentito tramite il telegiornale.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, allora?
EX 210 Siclari P.: A San Giovanni e alla chiesa del Velabro.
PUBBLICO MINISTERO: Al Velabro. Ma lei, quella sera, era a casa sua?
EX 210 Siclari P.: Io, quella sera, stavo a casa. Eravamo a casa... Stavo a casa mia di qua.
PUBBLICO MINISTERO: Di qua...
EX 210 Siclari P.: E poi papà ci ha fatto andare tutti dall'altra parte.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, aspetti, Siclari. Lei se le sceglie per benino: una domanda e una risposta, eh?
Ho bisogno di sapere: lei quella sera si trovava a casa, ha detto.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha sentito l'esplosione da casa sua?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Una, o tutte e due?
EX 210 Siclari P.: Tutte e due.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, voglio dire, le notizie poi per televisione le avrà sentite dopo.
EX 210 Siclari P.: Sì, dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Siclari P.: Dopo che avevo pulito tutto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, siccome penso che quella sera, visto che oltretutto l'esplosione la sentì da casa, le sia rimasta abbastanza impressa nella memoria, cerchiamo di ricostruire quello che aveva fatto lei nelle ore precedenti questa esplosione.
La serata, il pomeriggio, eventualmente la mattina...
EX 210 Siclari P.: Io...
PUBBLICO MINISTERO: Cominciamo a dire: queste esplosioni, verso che ora ci furono?
EX 210 Siclari P.: Verso mezzanotte.
PUBBLICO MINISTERO: Verso mezzanotte. Bene. Allora, siccome mezzanotte di regola è quando uno ha già cenato, poi alla fine di luglio uno frescheggia, prende qualche cosa da bere.. Ecco, cerchiamo di ricostruire la giornata sua precedentemente a questo dopo cena.
Lei lavorava all'epoca, Siclari?
EX 210 Siclari P.: Sì, lavoravo con mio fratello.
PUBBLICO MINISTERO: Per la ditta?
EX 210 Siclari P.: Facevo le impalcature.
PUBBLICO MINISTERO: E la ditta si chiamava?
EX 210 Siclari P.: Sit-Pont.
PUBBLICO MINISTERO: Suo fratello di nome?
EX 210 Siclari P.: Lo devo dire?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: Siclari Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Tanto voglio dire: il nome quello è e quello resta.
EX 210 Siclari P.: No, io domando, per motivi di sicurezza, allora...
PUBBLICO MINISTERO: Ma le ho chiesto il nome, voglio dire. Anche perché è quello di anagrafe. E quindi non cambia niente.
Lei lavorava con suo fratello.
Quel giorno era andato a lavorare?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Fino a che ora?
EX 210 Siclari P.: Mi sembra alle cinque. Io stacco alle cinque. Certe volte mi fermavo in magazzino perché gli davo una mano a mio fratello. E poi per guadagnare più soldi, per fare gli straordinari e poi andavo a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ritornò a casa dopo...
EX 210 Siclari P.: Sì, dopo lavoro io vado sempre a casa, non è che vado in giro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Siclari P.: Perché ho bisogno di farmi la doccia, di pulirmi, no?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e tornando a casa è successo qualcosa di particolare quel pomeriggio?
EX 210 Siclari P.: Sì, quando io sono arrivato a casa papà mi ha chiamato e mi ha detto, dice: 'guarda, questa sera dobbiamo levare le balle che stanno sotto, perché... le dobbiamo mettere dentro al magazzino, perché le devono portare'.
PUBBLICO MINISTERO: Allora suo padre le ha detto questo. E poi è successo quello che le ha detto suo padre?
EX 210 Siclari P.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Quello che le ha detto suo padre, poi lei lo ha fatto?
EX 210 Siclari P.: Certo che l'ho fatto, perché poi...
PUBBLICO MINISTERO: Lo ha fatto da solo...
EX 210 Siclari P.: No, no, in compagnia. Perché le balle erano troppo pesanti e io da solo non ce la facevo ad alzarle.
PUBBLICO MINISTERO: Lo ha fatto quindi in compagnia di chi?
EX 210 Siclari P.: Di mio nipote Umberto.
PUBBLICO MINISTERO: E allora concretamente lei e suo nipote che cosa avete fatto?
EX 210 Siclari P.: Abbiamo preso le balle e le abbiamo messe dentro al magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Dove si trovavano queste balle?
EX 210 Siclari P.: Allora, mo le spiego, dottore, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: Il fumo, siccome prima è stato scaricato il fumo, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Siclari P.: E il fumo stava da una parte, dalla parte del magazzino, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: E le balle stavano da questa parte.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: Abbiamo preso le pale, qualche cosa e l'abbiamo disseppellito e poi l'ho messo dentro al magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque era tutta roba sotterrata sotto questo monte di brecciolino, vuol dire lei?
EX 210 Siclari P.: Sì, sì, era tutt'unico col brecciolino.
Però, siccome il fumo stava dall'altra parte e le balle stavano di qua.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, e quante erano queste balle?
EX 210 Siclari P.: Io ne ho levate quattro con mio nipote.
PUBBLICO MINISTERO: Ne ha levate quattro con suo nipote.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Queste balle erano tute uguali, cominciamo a dire, o erano diverse?
EX 210 Siclari P.: Per me erano tutte uguali, perché erano tutte arrotolate con dello scotch.
PUBBLICO MINISTERO: Come mai per fare questo lavoro ha avuto bisogno di suo nipote?
EX 210 Siclari P.: Perché erano molto pesanti, non gliela facevo ad alzarle da solo. papà ha chiamato pure Umberto e mi ha dato una mano.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome lei ha detto molto pesanti, questo cosa vuol dire? Molto pesante può essere - chiedo - da 60 chili a 150.
EX 210 Siclari P.: 50 chili, 60 chili. Erano pesanti.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ci avevano, come dire, qualche cosa per afferrarle queste balle? Tipo maniglie da fuori, legacci, corde...
EX 210 Siclari P.: Non ci ho fatto caso, perché io le balle erano tutte arrotolate con dello scotch.
PUBBLICO MINISTERO: E la grandezza di queste balle?
EX 210 Siclari P.: Erano...
PUBBLICO MINISTERO: Se lei dovesse indicare le dimensioni, ecco, dovesse spiegarlo. So che lo ha già fatto tante volte, ma qui davanti alla Corte lei ci si trova oggi per la prima volta e quindi bisogna...
EX 210 Siclari P.: Una dimensione di una ruota di una 500, uno spessore largo. E alte una quarantina di centimetri, 40-30.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che erano avvolte con lo scotch. Ma erano tutte avvolte con lo scotch?
EX 210 Siclari P.: Tutte avvolte con lo scotch. Era materiale molto pesante.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, visto che lei le ha anche prese in mano, erano, come dire, morbide...
EX 210 Siclari P.: No, era materiale abbastanza duro. Perché ora le spiego, dottore.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
EX 210 Siclari P.: C'ho una gamba che ce l'ho un po' poliomielite, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: Perciò io faccio fatica ad alzare 50 chili, 60 chili. Difatti ho intruppato e sono cascato pure, con tutta la balla, insieme a mio nipote.
PUBBLICO MINISTERO: Quando ritiene, Presidente.
*EX 210 Siclari P.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: No no, sto parlando col Presidente.
PRESIDENTE: Penso che la cosa non sia breve.
PUBBLICO MINISTERO: Eh no, per necessità.
PRESIDENTE: Allora riprendiamo alle ore 15.00?
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, Presidente.
PRESIDENTE: A oggi pomeriggio.
PRESIDENTE: Il P.M. può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie. Mi pare, Siclari, mi pare che abbiamo prima sospeso mentre lei aveva appena terminato di descrivere com'erano questi involucri che tolse da sotto il monte del brecciolino. E ha anche spiegato, con le fotografie, dove si trovava questo monte, com'era dislocato questo materiale.
Ha presente quello che ha detto poco fa?
*EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora lei ha anche descritto come erano fatti questi involucri. La cosa che volevo subito sapere, a questo punto, è se quando tolse queste bobine, queste balle da sotto questo monte di brecciolino, poté constatare, se poté constatare se ve ne fosse dell'altro, di materiale analogo, sotto il brecciolino.
EX 210 Siclari P.: No, non ce n'erano più.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, poi le farò delle domande per sapere che cosa fece poi di questo materiale, di queste quattro balle di quella sera.
Ma rifacendomi alla descrizione che lei ha fatto prima della sospensione, ecco io ho bisogno di sapere da lei se le è poi capitato, ma successivamente anche, eh?, anche a distanza di tempo, di rivedere qualche cosa.
EX 210 Siclari P.: Ma lei si riferisce a prima o dopo, mi scusi?
PUBBLICO MINISTERO: Dopo, dopo.
EX 210 Siclari P.: No, non c'era più niente.
PUBBLICO MINISTERO: No, mi scusi Siclari, abbia pazienza. Ho bisogno di sapere da lei se, in epoca successiva a questo fatto, che è del 27 luglio lei ha detto,...
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ecco se in epoca successiva, ma anche a indagini iniziate, anche a rogatorie iniziate e tutto il resto, se le è più capitato di rivedere qualche cosa che fosse in qualche modo somigliante a queste quattro bobine.
EX 210 Siclari P.: Lei si riferisce prima?
PUBBLICO MINISTERO: Dopo.
PRESIDENTE: Dopo!
EX 210 Siclari P.: No, dopo no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Voglio dire, allora, qualcuno le ha poi successivamente fatto vedere degli oggetti che potessero somigliare a queste balle, a queste bobine?
EX 210 Siclari P.: Ho fatto il confronto quando mi hanno, li ho visti a Roma, dopo, quando...
PUBBLICO MINISTERO: Oh, le ha viste successivamente a Roma?
EX 210 Siclari P.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E si ricorda in che circostanza le ha viste?
EX 210 Siclari P.: Sì, stavano sotto a un tavolo... un tavolo, e mi hanno fatto fare, c'erano questi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Senta, lei ricorda se fece questo atto con un magistrato, oppure se lo fece...?
EX 210 Siclari P.: Sì, abbiamo fatto la prova per alzarli.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: Erano molto pesanti. Li abbiamo alzati un pochettino e poi li abbiamo posati, perché erano molto pesanti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi lei vide a Roma successivamente, la data se la ricorda, in cui fece questo atto?
EX 210 Siclari P.: Quando è stato, no, non me la ricordo la data.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda se c'era un magistrato presente?
EX 210 Siclari P.: Sì, il dottor Nicolosi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi che cosa le fece vedere il dottor Nicolosi in quest'occasione?
EX 210 Siclari P.: Una balla tutta... con dello scotch marrone.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e quello che le mostrò il dottor Nicolosi aveva qualche somiglianza con quello che aveva visto appunto nel cortile suo?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era un po' somigliante, tanto somigliante, o come se fosse uguale?
EX 210 Siclari P.: Come se fosse uguale.
PUBBLICO MINISTERO: Lei questo lo poté dire, lo può dire, via, oggi in base a che cosa? Alla forma, al peso, allo scotch: a quale particolare?
EX 210 Siclari P.: Alla forma, al peso, e allo scotch.
PUBBLICO MINISTERO: Rilevò qualche differenza tra quello che aveva avuto lei nel cortile e quello che le esibiva il dottor Nicolosi?
EX 210 Siclari P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Dia un'occhiata per cortesia, Siclari, a una fotografia che ora vede lì proiettata sullo schermo.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' questo l'oggetto che le fece vedere il dottor Nicolosi?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei dice che quest'oggetto, nella sostanza, per peso, forma e per come appare esternamente tutto lo scotch, è tale e quale quello che lei aveva nel cortile?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di questo è sicuro?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quando il dottor Nicolosi le fece vedere questo materiale, e lei ha detto che come peso, appunto, corrispondeva al materiale che aveva avuto nel magazzino, ecco, ma come poté dirlo che il peso era più o meno quello lì?
EX 210 Siclari P.: Perché facevamo fatica ad alzarlo, dottore.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quindi lei nell'occasione lo alzò?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo alzò.
EX 210 Siclari P.: C'era una persona, che abbiamo fatto la prova per alzarlo: abbiamo fatica ad alzarlo.
PUBBLICO MINISTERO: Perché da solo non le riusciva?
EX 210 Siclari P.: Da solo non ce la facevo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quelle quattro bobine che tolse dal brecciolino, erano diverse tra di loro, oppure le apparvero uguali?
EX 210 Siclari P.: A me sembravano tutte uguali perché erano tutte avvolte con lo scotch marrone, dottore.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, queste bobine, quando le tolse dal brecciolino insieme a Umberto, così ha dichiarato,...
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... dove le rimetteste poi, che cosa ne faceste?
EX 210 Siclari P.: Le abbiamo messe nel magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Suo padre le aveva detto espressamente di metterle lì?
EX 210 Siclari P.: Sì, perché dice che se li dovevano, li venivano a prendere la sera stessa.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, abbia pazienza.
EX 210 Siclari P.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito.
EX 210 Siclari P.: Perché dice che li dovevano venire a prendere in serata stessa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e assieme a queste bobine, nel magazzino ci fu messo altro materiale, lei vide altro materiale? Portò altro materiale?
EX 210 Siclari P.: No, io dato una mano solo alle balle, e poi me ne sono andato di là.
PUBBLICO MINISTERO: Verso che ora pensa di averla fatta, questa operazione?
EX 210 Siclari P.: Non ho ca...
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha spiegato a che ora tornò a casa dal lavoro, più o meno.
EX 210 Siclari P.: Mmh.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, prima di cena?
EX 210 Siclari P.: No, stavamo ma... dopo cena, quasi.
PUBBLICO MINISTERO: Quando fece, dico, questo spostamento di materiale dal brecciolino al magazzino?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e dopo aver compiuto quest'operazione, lei che cosa fece quella sera?
EX 210 Siclari P.: Signor Presidente, mi posso girare o posso stare così?
PUBBLICO MINISTERO: Dopo aver fatto questo spostamento.
EX 210 Siclari P.: Io sono andato dall'altra parte.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è tornato dalla parte di suo padre?
EX 210 Siclari P.: Sì sì, papà ha lasciato il cancello aperto.
PUBBLICO MINISTERO: Il cancello del suo cortile?
EX 210 Siclari P.: Sì, il cancello del mio cortile, aperto.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ah. E lei quindi tornò dalla parte di suo padre?
EX 210 Siclari P.: Sì, siamo tornati quasi tutti dall'altra parte, papà stava al cancello di casa sua, e un po' era messo fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh. E quindi lei ha detto che arrivarono persone?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole spiegare, per cortesia, com'è che si è accorto che erano arrivate persone? Se arrivarono delle persone a piedi, ovvero se arrivarono con dei mezzi, con delle automobili, se ha visto qualche cosa?
EX 210 Siclari P.: Allora, mentre che io stavo di la, no?, siccome noi davanti al cancello, e pure dentro quel pezzo dell'ingresso nostro, nel magazzino...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: Noi avevamo spianato tutto il brecciolino, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: Perciò io, dal cancello, da parte di casa mia, abbiamo sentito il rumore delle macchine entrare dentro al cancello.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: Non è che ho visto le persone. Vidi solo delle macchine entrare dentro al cancello. Poi papà dice: 'sono venuti', papà poi è venuto di qua e dice: 'sono venuti' dice 'a caricarsi le balle; perché così' dice 'stai più tranquillo'. Mi ha detto.
Nel frattempo che le macchine stavano di là, no?, è arrivato Aldo Frabetti con una macchina; mo non lo so se è un 124: una macchina. E lo Scarano ancora non era arrivato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: Allora che è successo? Che Frabetti ha domandato dello Scarano, di Antonio. Dice: 'non c'è Antonio'. E' riuscito un'altra volta. Frabetti si è spostato di nuovo con la sua macchina. Ma nel frattempo che il Frabetti si è spostato con la sua macchina - non lo so dove è andato, avrà mancato una diecina di minuti, così - è arrivato lo Scarano. E lo Scarano è entrato con la macchina dentro il cortile di mio padre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi se la fermo un attimo.
EX 210 Siclari P.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi se la interrompo.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, prima arrivò Frabetti.
EX 210 Siclari P.: Frabetti. Le macchine già stavano dentro il cortile, quando è arrivato il Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi, quindi Frabetti arrivò dalla parte di suo padre, per intendersi?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E venne a cercare di Antonio?
EX 210 Siclari P.: Sì, è venuto a cercare di Antonio. Dice: 'ma Antonio non è arrivato?'.
PRESIDENTE: Mi scusi, per cortesia, si gira?
EX 210 Siclari P.: Ah. Difatti io avevo domandato prima se mi potevo girare, signor Presidente.
PRESIDENTE: Si avvicini sempre al microfono.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi venne a cercare di Antonio. Arrivò con l'automobile, Frabetti?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda quale?
EX 210 Siclari P.: A me sembrava un 124.
PUBBLICO MINISTERO: Il colore di questa macchina?
EX 210 Siclari P.: Non glielo so dire.
PUBBLICO MINISTERO: Non me lo sa dire. Ora, il 124 oltretutto è anche una macchina anche piuttosto vecchia, come epoca di fabbricazione. Allora le chiedo, più in generale, lei è uno che si intende di modelli e di marche di automobili?
EX 210 Siclari P.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Lei si intende di modelli e di marche di automobili?
EX 210 Siclari P.: Eh, dottore, gliel'avevo detto nella domanda precedente, che io di macchine non è che me ne intendo tanto.
PUBBLICO MINISTERO: E va bene, non me ne voglia se gliel'ho chiesto un'altra volta.
Il 124, lei sa chi è la casa che lo produceva?
EX 210 Siclari P.: La FIAT.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, fin qui ci siamo. Comunque, lei parla di un 124, ma non è sicuro se era un 124: vuol dire questo?
EX 210 Siclari P.: Sì, non ero sicuro se era un 124.
PUBBLICO MINISTERO: E poi ha detto arrivò Antonio.
EX 210 Siclari P.: Allora, quando il Frabetti è andato via con la macchina, nel frattempo è arrivato Antonio, lo Scarano; e ha parcheggiato la macchina dentro casa.
PUBBLICO MINISTERO: Quale macchina?
EX 210 Siclari P.: L'Audi 80.
PUBBLICO MINISTERO: L'Audi. Dentro casa, quindi dalla parte di suo padre?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
EX 210 Siclari P.: Mo, che è successo? Lo Scarano è entrato ed è arrivato il Frabetti, ed ha posteggiato la macchina un po' dentro il cancello di casa, che non si poteva uscire con le altre macchine. L'ha posteggiato proprio davanti al cancello, però sempre dalla parte dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: Poi lo Scarano è andato dall'altra parte con mio padre.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, quindi nel cortile suo.
EX 210 Siclari P.: Sì. Sono usciti diciamo dal cancello, e sono andati dall'altra parte.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: Nel frattempo, quando è arrivato il Frabetti, già mio padre e lo Scarano erano dall'altra parte.
Allora che ho fatto io? Frabetti l'ho accompagnato nella stanza dove c'era la finestra, e l'ho fatto zompare dalla finestra.
PUBBLICO MINISTERO: Saltare.
EX 210 Siclari P.: Saltare, sì. L'ultima finestra vicino casa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Siclari P.: E l'ho fatto saltare di dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e poi?
EX 210 Siclari P.: E poi ho notato che, aprendo queste due ante della finestra, per fare saltare il Frabetti, ho notato delle macchine dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e avendo notato delle macchine dentro, le sa descrivere: che macchine erano e come erano sistemate?
EX 210 Siclari P.: Erano delle FIAT Uno. Una macchina stava vicino al garage.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: Al garage. Perché noi avevamo lasciato sempre lo spazio, che la macchina vi poteva entrare un po' verso il garage, perché un po' il piazzale di casa l'avevamo pulito. E una macchina stava un po' più lontana, vicino al brecciolino, sempre a marcia indietro, con gli sportelloni di dietro aperti. E ho notato che c'erano delle persone che ci lavoravano.
PUBBLICO MINISTERO: Quando lei dice 'una macchina era vicino al garage', per garage che cosa intende?
EX 210 Siclari P.: No, il gara... no la porta di casa mia, il garage accanto, il portone grande.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi il magazzino?
EX 210 Siclari P.: Sì, il magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora una macchina era ferma lì, vicino all'ingresso del magazzino?
EX 210 Siclari P.: Sì. E c'erano delle persone che già ci stavano lavorando.
PUBBLICO MINISTERO: Mi tolga una curiosità, se si ricorda il particolare. Questa macchina era con il muso verso il magazzino, o invece con la parte di dietro verso il magazzino?
EX 210 Siclari P.: No, era a marcia indietro, con la parte di dietro. Con lo sportellone aperto. Erano tutt'e due con gli sportelloni aperti. E poi c'era un'altra macchina più avanti, ferma.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, questa macchina che era lì, davanti all'ingresso del magazzino, che macchina era?
EX 210 Siclari P.: Una FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: L'altra che era più o meno all'altezza del monte del brecciolino, che macchina era?
EX 210 Siclari P.: Una FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: E poi ha parlato di una terza macchina?
EX 210 Siclari P.: Sì, mi sembrava un Ford.
PUBBLICO MINISTERO: Le sembrava un Ford?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questa quindi, facendo conto di entrare dal cancello, dov'era? Vicino al cancello, a metà strada?
EX 210 Siclari P.: No, era quasi a metà strada, a metà vicino al brecciolino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Siclari P.: Posteggiata.
PUBBLICO MINISTERO: Allora questo è quello che lei vide quando aiutò Frabetti a attraversare la finestra?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh. Senta, lei ha visto che c'erano delle persone a lavorare.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma più o meno si è fatto un'idea di quante potevano essere queste persone?
EX 210 Siclari P.: Potevano essere cinque, sei persone.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha avuto la possibilità di guardarle con una certa attenzione?
EX 210 Siclari P.: No, io ho guardato, quando ho aperto la finestra, ho visto che c'era movimento vicino alla macchina, c'erano delle persone; delle persone all'altra macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, le ho chiesto se ebbe modo di vederle in faccia, queste persone.
EX 210 Siclari P.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Era buio?
EX 210 Siclari P.: Sì, era un po' buio, poi erano intenti a lavorare dentro le FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ha avuto modo di vedere anche successivamente - ma parlo sempre di quella sera, eh, Siclari - quello che succedeva dentro il suo cortile, oppure non ci ha più messo gli occhi?
EX 210 Siclari P.: Quella sera?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: No, io poi non ci ho guardato più. Poi sono ritornato di nuovo dov'eravamo. Perché io ho fatto saltare Frabetti, ho guardato un po', e poi sono ritornato un'altra volta dov'era mia madre, mio padre, tutti i familiari.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora ascolti. Lei ha spiegato poco fa qual era la posizione di queste macchine dentro il cortile, quando le ha viste. Ha avuto modo poi di constatare se queste macchine hanno magari cambiato posizione?
EX 210 Siclari P.: No.
PRESIDENTE: No: non ha avuto modo, o non l'hanno cambiata?
EX 210 Siclari P.: Non ci sono andato più a guardare.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Quanto si saranno trattenute queste automobili dentro il cortile?
EX 210 Siclari P.: Un par d'ore.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
EX 210 Siclari P.: Un par d'ore.
PUBBLICO MINISTERO: Un paio di ore.
EX 210 Siclari P.: Due ore un quarto, così.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh. Noi abbiamo, o meglio, lei ha riferito delle macchine che ha visto dentro il suo cortile, ha riferito della macchina di Frabetti, ha riferito della macchina di Scarano. Ricorda di aver visto qualche altra vettura...
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... oppure queste erano tutte quelle che lei ha visto?
EX 210 Siclari P.: Io ho notato un'altra, siccome quando è arrivato il Frabetti, no?, per entrare, che stava venendo a casa mia, la seconda volta, ho notato che c'era ferma una FIAT Uno bianca vicino, accanto a noi, dalla parte dove abitavo io c'era una FIAT Uno bianca vicino al carrozziere, con una persona a bordo. Difatti gli avevo detto a Frabetti: 'ma quella persona appartiene a voi'. E lui mi ha risposto: 'sì'.
'Cioè la macchina con quella persona' diciamo 'appartiene a voi?'. E lui mi ha risposto: 'sì'.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto carrozziere?
EX 210 Siclari P.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto vicino dalla parte del carrozziere.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma c'è...
EX 210 Siclari P.: Dalla parte del carrozziere c'è - non proprio all'entrata del carrozziere - un pochettino prima, c'è un piazzaletto, e c'era ferma una macchina. Saranno un venti metri da casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma il carrozziere è quello che si chiama Cervone?
EX 210 Siclari P.: No, quello è il gommista.
PUBBLICO MINISTERO: Il gommista. Ecco, allora c'è un gommista e un carrozziere.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Quindi lei ha visto questa FIAT Uno. Ha detto bianca?
EX 210 Siclari P.: Sì, bianca.
PUBBLICO MINISTERO: Con una persona a bordo.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha potuta vedere in faccia questa persona?
EX 210 Siclari P.: No no, perché ero molto distante.
PUBBLICO MINISTERO: Con questo, quindi, se io conto bene, una, due, tre dentro il suo cortile; quattro, esternamente; e poi, ancora, la macchina di Scarano e di Frabetti: fanno sei.
EX 210 Siclari P.: Sì, sei macchine, ho notato io.
PUBBLICO MINISTERO: Quella sera c'erano sei macchine.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E ha detto che queste persone si sono trattenute un paio d'ore.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei le ha viste andar via queste persone?
EX 210 Siclari P.: Sì. Mo le spiego, dottore. Quando...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
EX 210 Siclari P.: Quando le macchine sono uscite dal magazzino, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: Siccome per terra c'è il brecciolino, allora siccome era pure sulla strada - perché sulla strada del marciapiede, che è tutto terra, papà aveva fatto buttare il brecciolino pure là - perciò le FIAT Uno hanno sgommato, e sono uscite.
Perché quando è uscito lo Scarano da noi, no?, è uscito il Frabetti, io e mio nipote Umberto ci siamo messi davanti al cancello di casa, e abbiamo visto queste macchine uscire: erano sei macchine, che andavano verso Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi si mossero tutte insieme, queste macchine?
EX 210 Siclari P.: Sì, una appresso a un'altra, una appresso a un'altra, si sono mosse le macchine. Non è che erano uscite una per volta; una appresso a un'altra, poi tutte veloci.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh, mmh.
EX 210 Siclari P.: E poi hanno preso l'andatura per andare verso Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, che fossero sei in tutto, queste auto, lei è sicuro?
EX 210 Siclari P.: Sì, io ne ho notate sei, dottore. Poi, se più avanti c'era un'altra macchina, questo non glielo posso dire, perché non l'ho notato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei nel cortile, prima che queste macchine andassero via, mentre queste macchine stavano andando via, dopo che queste macchine andarono via, lei ci ha messo piede?
EX 210 Siclari P.: Dentro il cortile? Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Parlo del suo cortile.
EX 210 Siclari P.: Nel mio cortile, stiamo parlando del mio cortile.
PUBBLICO MINISTERO: Sì sì, bravo.
EX 210 Siclari P.: Sì. Perché io, dopo papà mi ha chiamato, e mi ha detto, dice: 'devi venire dall'altra parte'. E io gli ho detto: 'a che fare?'. Dice: 'dobbiamo pulire tutto'. Gli ho detto: 'che cosa devo andare a buttare?'. Dice: 'devi andare a buttare tutto quello che è rimasto, che hanno lasciato le macchine'.
PUBBLICO MINISTERO: E di che si trattava, poi? Lei ha fatto, ha visto qualche cosa? Ha buttato via qualcosa?
EX 210 Siclari P.: Sì. Io sono andato a buttare una sedia sdraio da mare, un ombrellone, delle riviste di giornale, una rivista che è "2000", riviste di giornali: ho riempito una busta di mondezza, dentro l'ho riempita tutta con le cose delle macchine. Che adesso non ricordo tutto, tutti i particolari.
Poi, per terra hanno lasciato cacciaviti, martelli di gomma, pinze, pezzi di filo: tante cose che erano buttate tutte là per terra.
Difatti, pure le pinze, tenaglie, martelli, tutte queste cose: sono andato a buttare via tutto. Perché mio padre mi ha detto, dice: 'non dobbiamo lasciare nessuna traccia'. Dice che lo Scarano gli aveva detto di pulire tutto, di non lasciare...
Difatti io, l'ombrellone, me lo volevo tenere per me, ma papà me l'ha fatto buttare pure.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha parlato di riviste, giornali a quello che ho sentito dire, una poltroncina, poi ha parlato, va be', di fili.
EX 210 Siclari P.: Poi avevano lasciato le gomme, le due gomme delle FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Due gomme di scorta?
EX 210 Siclari P.: Sì, le ruote di scorta. Perché io ho fatto il primo viaggio, sono andato a buttare tutto sotto un ponte vicino casa, che c'è un fiume, un depuratore là. Un fiume.
PUBBLICO MINISTERO: Sì?
EX 210 Siclari P.: E le ho buttate tutte lì sotto, queste cose. Poi sono rientrato, sono rientrato e mi ha detto che ci sono queste due gomme 'le devi andare a buttare' dice 'pure nel fiume'. Ma io ho detto: 'qui c'è il gommista, le butto qui vicino, che faccio prima'.
Difatti una gomma l'ha presa papà, una gomma l'ho preso io; certo che il gommista era chiuso, davanti al cancello del gommista c'erano un sacco di gomme, dentro il cancello.
Ho preso queste due ruote, che erano seminuove, non erano vecchie vecchie, seminuove; le ho prese, e l'ho buttate dentro il gommista.
PUBBLICO MINISTERO: Senta.
EX 210 Siclari P.: Sì?
PUBBLICO MINISTERO: Oltre a questo materiale che ha rammentato, può darsi che ci fosse anche altro materiale?
Ripeto, lei ha parlato di riviste, insomma ha detto '2000', penso potesse essere Eva 2000.
EX 210 Siclari P.: Sì, Eva 2000, erano riviste così insomma, giornaletti, cose così.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi ci fosse anche altro materiale?
EX 210 Siclari P.: Io sono andato a buttare l'ombrellone, la sedia, giocattoli per bambini, c'erano dei bei giocattoli per bambini, così: cose da mare.
PUBBLICO MINISTERO: E questo ombrellone da mare che fine ha fatto?
EX 210 Siclari P.: Eh, lo sono andato a buttare assieme alla sedia a sdraio.
PUBBLICO MINISTERO: Ma l'ha buttato via, questo ombrellone, o è rimasto lì da voi?
EX 210 Siclari P.: Eh? No no, lo sono andato a buttare, dottore.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro che non sia rimasto lì da voi, l'ombrellone?
EX 210 Siclari P.: No no, lo sono andato a buttare.
PUBBLICO MINISTERO: Nel cortile di suo padre?
EX 210 Siclari P.: No no, sono andato a buttare via tutto, perché mio padre mi aveva detto che dovevamo buttare via tutto.
PUBBLICO MINISTERO: Era un ombrellone da mare, poi che ha detto, c'erano delle palette?
EX 210 Siclari P.: Delle cose da mare, giornaletti, queste cose così c'erano.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha risposto: dei secchielli, delle palette.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Sto esattamente rammentando quello che lei ha dichiarato in un verbale del primo giugno del '94, al Pubblico Ministero di Roma; che in quella sede, appunto, ha precisato che, testualmente:
"Oltre alla sedia a sdraio pieghevole, c'era anche un ombrellone, dei secchielli, e delle palettine da mare".
Ecco, quindi aveva dato lei un riferimento molto specifico su questo punto. Stanno così le cose?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, io le ho chiesto poco fa se, oltre ad aver visto e anche spostato queste bobine, o balle che dir si voglia, aveva visto qualche altre oggetto, qualche altra cosa, qualche altra confezione? Che ne so, sacchi, fagotti?
EX 210 Siclari P.: No, dottore, io ho preso solo le balle e sono andato di là. E poi io ho messo la balle nel magazzino, e poi sono andato dall'altra parte.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta Siclari, sempre in quell'interrogatorio lì, del dottor Piro, del 1 di giugno del '94, lei disse così:
"Ho visto poi una busta di cellophane, con dentro del materiale che, mi sembra di ricordare, era morbido e non rigido. Si trattava di una busta abbastanza grande, come quelle dei negozi di abbigliamento, con i manici in plastica".
EX 210 Siclari P.: Sì sì, adesso lo rammento questo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questa busta lei l'ha descritta, ora, con le parole che io ho letto.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene come descrizione?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: O c'è qualche particolare...?
EX 210 Siclari P.: No, va bene.
PUBBLICO MINISTERO: E' così. Cosa intende dire, abbia pazienza, per materiale morbido, non rigido?
EX 210 Siclari P.: Perché la busta era leggera, era molto leggera, non è che era pesante, era leggera. Poi, dentro io non ci ho guardato; comunque la busta era leggera.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ora lei capisce, sono due cose diverse. Un conto è una cosa leggera, che potrebbe anche non essere rigida, e viceversa. Voglio dire, un manico di scopa non è molto pesante, ma è sicuramente rigido; un bastone di ferro è rigido e pesante.
Allora, che cosa vuol dire? Era roba morbida o era roba leggera?
EX 210 Siclari P.: Era leggera.
PUBBLICO MINISTERO: Però in questo verbale ha detto una cosa un po' diversa. Ha parlato piuttosto di un materiale morbido invece che di un materiale leggero.
EX 210 Siclari P.: Ah, beh, mi riferivo al materiale morbido, morbido, mica era pesante; era leggero per me.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti Siclari, e questa busta da dove scappava?
EX 210 Siclari P.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Questa busta da dove era venuta fuori?
EX 210 Siclari P.: Da sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Da sotto dove?
EX 210 Siclari P.: Sotto al brecciolino.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era tutto insieme sotto questo brecciolino?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io le volevo chiedere un altro chiarimento, Siclari: sempre in questo interrogatorio del 1 di giugno il dottor Piro le chiese di descrivergli queste bobine, questi involucri. E lei ha dato una certa descrizione che io ora le leggo:
"Si trattava di quattro o cinque bobine rotonde molto pesanti, occorrevano due persone per sollevarne una, dello spessore di circa mezzo metro e della larghezza di una ruota di una FIAT 500, all'interno c'era il vuoto. Erano come delle ruote di 500, un po' più piccole. Però con un diametro doppio, pesanti, completamente avvolte con dello scotch doppio di color marrone, come quello che si usa per chiudere gli scatoloni".
Ecco, volevo farle notar questo: lei poco fa ha finito di raccontare come erano queste bobine, ha detto anche che sono... erano tali e quali quella che c'è ancora nello schermo televisivo. Lì buchi non ce ne sono assolutamente, Siclari. Com'è che al dottor Piro lei parlò di queste bobine con un buco nel mezzo?
EX 210 Siclari P.: Perché ero in un momento di confusione, dottore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, infatti...
EX 210 Siclari P.: Perché io sono stato lontano da mio figlio 18 mesi. E il cervello non ce l'avevo tanto bene. 18 mesi da mio figlio, 18 mesi da mia moglie, sbattuto a destra, sbattuto a sinistra e in quel momento chi mi chiamava a destra e chi mi chiamava a sinistra. Ma quello che sto dicendo adesso, è la pura verità.
PUBBLICO MINISTERO: Perché io lo debbo far notare, ma soprattutto perché ne deve essere a corrente la Corte: lei la prima volta che fu sentito dal dottor Piro il 18 maggio del '94 e la seconda volta in cui fu sentito il 19 maggio del '94 non aveva mai affermato di aver visto e tanto meno maneggiato, queste bobine. Che fossero col buco o che fossero senza buco. Lei non l'aveva mai, non l'aveva detto nei primi due interrogatori. Lo disse solamente a partire dal terzo interrogatorio.
Ecco come mai inizialmente lei rese delle dichiarazioni che poi sono diverse da quelle che sta rendendo anche oggi.
EX 210 Siclari P.: Perché quando l'ho visto in televisione, ho detto: sono quelle le balle.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, abbia pazienza.
EX 210 Siclari P.: Perché quando ho visto le balle in tele... hanno fatto vedere le balle in televisione, io, per me erano quelle che ho visto in televisione.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma il particolare del buco nel mezzo, io momentaneamente ora me ne disinteresserei. Volevo capire da lei una cosa molto elementare: il dottor Piro l'ha interrogata una prima volta il 18 di maggio, la seconda volta il 19 di maggio e poi il 1 di giugno.
Ecco, queste due... prime due volte lei ha parlato del fumo, ha parlato delle camere d'aria, ha parlato anche degli scatoloni, però non aveva mai parlato di queste bobine. Perché non glielo raccontò subito al dottor Piro che aveva visto queste bobine?
EX 210 Siclari P.: Perché prima non lo sapevo che c'era l'esplosivo. Perché prima si sapeva che era solo fumo lì dentro casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Ma questo interrogatorio dal dottor Piro arrivò a distanza di un anno da questi fatti, che era esplosivo l'aveva capito perché... voglio dire, no?
Il dottor Piro la interrogò l'anno dopo Siclari, voglio dire.
EX 210 Siclari P.: Sì. Tanto...
PUBBLICO MINISTERO: Perché aveva difficoltà, voglio dire...
EX 210 Siclari P.: Perché avevo difficoltà a esprimermi. Io ero depresso e avevo molta difficoltà a esprimermi. Perché io sono stato - glielo sto dicendo - sono stato 18 mesi senza vedere mio figlio, chi mi parlava a destra, chi mi parlava a sinistra, chi mi chiamava a destra, chi mi chiamava a sinistra, io ero... avevo un po' il cervello fuori fase.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Ma ora deve star tranquillo.
EX 210 Siclari P.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Ora deve star tranquillo, perché lei ha qui la Corte di Assise che la sta ascoltando...
EX 210 Siclari P.: Io, nella Corte di Assise...
PUBBLICO MINISTERO: ... sta dicendo la verità...
EX 210 SICLARI P.: Nella Corte di Assise sto dicendo la verità.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Siclari P.: Perché io sono stato trattato proprio come un cane, per colpa di mio padre e per colpa di tutte queste persone. E mi trovo in questa situazione per colpa di mio padre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo chiederle una cosa: lei Siclari, aveva avuto processi precedentemente a questi fatti?
EX 210 Siclari P.: Sì, avevo avuto un processo a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
EX 210 Siclari P.: Avevo avuto un processo a Firenze, una volta, tanti anni fa. Dei processi a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Per che tipo di reati?
EX 210 Siclari P.: A Palermo per associazione di droga, stupefacenti.
PUBBLICO MINISTERO: A Firenze?
EX 210 Siclari P.: A Firenze per soldi falsi e per un furto di una vespa.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, lei poco fa ha raccontato, via, ha spiegato che cos'era questo materiale che lei poi andò a raccattare nel cortile per buttarlo via. E allora, abbiamo, lei ha indicato dagli ombrelloni, alle riviste femminili, ai giornali, alle pinze.
EX 210 Siclari P.: Mi scusi, ma chi sta parlando?
PUBBLICO MINISTERO: Che ha detto?
EX 210 Siclari P.: Chi è un avvocato?
PUBBLICO MINISTERO: No, son sempre io.
EX 210 Siclari P.: Ah, il dottor Chelazzi?
PUBBLICO MINISTERO: Son sempre io.
EX 210 Siclari P.: E' cambiata la voce.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi che abbia cambiato la voce.
Senta, è possibile che ci fosse ancora qualche cosa lì nel cortile che non le viene in mente? Che ora non ricorda? Qualche cosa che lei abbia visto per terra?
EX 210 Siclari P.: C'era della retina pure, tipo retina che si scioglieva con le mani, al tatto delle mani, un pezzo di filo. Certo qualcosa non ricordo, non è che posso ricordare tutto...
PUBBLICO MINISTERO: Ha ragione, però l'interrogatorio va fatto in questo modo. Io non le posso suggerire le risposte. Devo provare a vedere se il suo ricordo riesce a mettere a fuoco qualche altro particolare. Le viene in mente altro?
EX 210 Siclari P.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, io le ricordo e lo ricordo alla Co... faccio presente anche quindi per la conoscenza che deve avere la Corte, che il 20 di settembre del '94 quando fu interrogato questa volta - ed era la prima - da me e dal dottor Nicolosi, lei disse proprio - è l'ultimo rigo del verbale, ripeto 20 settembre '94 - :
"Mi viene in mente ora che tra le cose che c'erano per terra, trovai alcune paia di guanti trasparenti del tipo usa e getta".
EX 210 Siclari P.: Sì, lo ricordo questo.
PUBBLICO MINISTERO: E' vero questo particolare?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ora io ho bisogno di sapere da lei se quella sera fu la prima volta in cui lei vide queste bobine o se le aveva già viste precedentemente.
EX 210 Siclari P.: Le bobine?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: Quando è stata la prima volta? Ve l'ho detto prima, era perché ero fuori di testa. Io una volta sola ho dato una mano a mio papà.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, abbia pazienza.
EX 210 Siclari P.: Una volta sola ho dato una mano a mio padre.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, precedentemente lei non le aveva mai viste queste bobine?
EX 210 Siclari P.: Quello che ho detto non è stato vero.
PUBBLICO MINISTERO: Non era esatto?
EX 210 Siclari P.: No, no. Perché ero fuori di me. Solo quello che sto dicendo adesso è la verità.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma sa come erano arrivate queste bobine lì? Suo padre gliel'ha mai accennato o anche...
EX 210 Siclari P.: No, perché io...
PUBBLICO MINISTERO: ... qualche altra persona gliel'ha mai raccontato?
EX 210 Siclari P.: Quando io... sono arrivate queste cose, io ero a lavorare.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, che c'era questo materiale lì sotto a quel brecciolino, lei se ne accorse solo la sera in cui lo... suo padre glielo fece togliere?
EX 210 Siclari P.: Sì. Ma già però, Umberto mi aveva detto che c'era dell'esplosivo dentro casa.
PUBBLICO MINISTERO: L'aveva appreso da chi, mi scusi?
EX 210 Siclari P.: Umberto.
PUBBLICO MINISTERO: Da Umberto?
EX 210 Siclari P.: Sì. Difatti io pressavo papà, pressavo papà perché si portassero via tutto al più presto. E questa cosa è durata molto lunga.
PUBBLICO MINISTERO: E lei quindi aveva saputo che c'era dell'esplosivo, ma Umberto gli aveva anche detto che si trovava sotto il brecciolino o gliel'aveva detto un po' genericamente?
EX 210 Siclari P.: No, genericamente che c'era dell'esplosivo dentro, sotto il brecciolino, così. Era stato nascosto.
PUBBLICO MINISTERO: E era molto tempo che Umberto gliel'aveva detto?
EX 210 Siclari P.: No, Umberto quando è uscito, quando è uscito me l'ha detto. Quando è uscito che stava a casa...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, era già tornato agli arresti domiciliari?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
E lei sul fatto che c'era questo esplosivo chiese conferma a suo padre? Voglio dire: siccome Umberto le aveva detto che c'era dell'esplosivo sotto il brecciolino, lei chiese a suo padre se era vero o se era una bugia?
EX 210 Siclari P.: Mah, io sono andato da mio padre quando ho saputo questi discorsi e gli ho detto a papà che al più presto facevano portare via tutto. Che andava subito dallo Scarano e gli diceva allo Scarano di portarsi via tutto, tutto, tutto: il fumo, l'esplosivo, tutto quello che c'era; perché io non volevo entrare in questa situazione. A parte che ci avevo paura e poi nella determinata situazione in cui mi trovavo... poteva venire chiunque e ci carceravano a tutti.
Difatti io sono andato a reclamare da mio padre se mio padre andava sempre dallo Scarano a dirgli di portarsi via tutto. E ogni volta che veniva, dicevo: mo se lo portano via, mo se lo portano via e 'sto coso rimaneva sempre là, sempre là, sempre là. E io vivevo sempre con l'ansia perché c'avevo mia moglie e mio figlio, mia suocera...
Perché in questa situazione io mi ci trovo per colpa di mio padre, perché se io non abitavo là, tutto questo non mi succedeva.
PUBBLICO MINISTERO: Prima della sospensione, lei Siclari ha detto: 'mio padre era uno che lavorava con gli stupefacenti e con i soldi falsi'.
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è riuscito a capire da suo padre com'è che questa volta aveva per così dire, cambiato genere di attività? Cioè a dire: si era ritrovato anche con dell'esplosivo in casa?
EX 210 Siclari P.: Mah, io parlavo con mio padre, però in fin dei conti non è che... perché io stavo in aspettativa che dovevo andare a cercare casa, mi dovevo andare a cercare casa, perciò parlavo con mio padre però arrivato a un certo punto io stavo sempre con l'ansia perché ogni tanto, domani, dopo domani me ne dovevo andare. Purtroppo io non c'avevo questa disponibilità... andiamo a cercare una casa. Difatti la casa me la sono andata a trovare dopo, verso settembre-ottobre, a Tor Vaianica l'ho trovata una casa. Perché c'ho avuto a quell'ora la possibilità di andarmene, perché io se me ne andavo prima, era meglio.
Poi, io non è che c'avevo contatti, sì, con mio padre ci parlavo, ci dicevo ma però lo pressavo sempre. Lo pressavo che si portavano via tutto. Lui dice: 'vedrai che al più presto te ne vai, si sistema tutto', tutte queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, suo padre oltre che dirle: 'mo se lo portano via, mo se lo portano via', le dette, le fece qualche altra confidenza sulla ragione per la quale l'esplosivo si trovava lì?
EX 210 Siclari P.: No, mio padre quando c'era l'esplosivo, mio padre non mi ha fatto nessuna confidenza. Mio padre mi ha fatto la confidenza quando ci sono stati gli attentati a Roma. Perché io mi sono messo paura, perché io sono andato, quando stavamo buttando via tutte le cose che siamo rientrati, poi abbiamo sentito due botti, abbiamo sentito due botti. Io mi sono... ho detto: 'allora porto giù le cose che si sono portate via da qua', poi mio padre me l'ha confermato, allora a me ascoltando la frase il didietro mi faceva 33. Perché in fin dei conti, poi, in questa situazione mi ci sono trovato pure io, in mezzo a questa situazione, per colpa di mio padre. E mi padre mi ha confermato, 'queste persone' dice 'sono quelle che hanno fatto gli attentati a Roma, Firenze, Milano e a Costanzo'.
Difatti io l'indomani, quando sono andato a lavorare, quando sono andato a lavorare ho visto mio fratello, gli ho detto: 'guarda, che papà si è messo in un mare di guai'. Dice: 'perché?'.
'Perché quelle cose che sono scoppiate la notte, c'entra pure papà'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Siclari, un particolare. Lei per caso ha visto se suo padre prendeva qualche precauzione?
EX 210 Siclari P.: Sì, mio padre annaffiava ogni tanto, perché faceva caldo, io avevo il bambino che giocava lì; ogni tanto si prendeva la pompa dell'acqua e annaffiava sempre sul brecciolino, annaffiava annaffiava.
Certe volte tornavo da lavorare, lui era sempre là con la pompa ad annaffiare. E io ogni volta che venivo da lavorare gli dicevo: 'ma se li sono portati via?'. 'No, ancora no'.
Difatti, quando se lo sono portati via quella sera, io mi sono sentito bene. Perché, da una parte, mi sono sentito male per quello che era successo; ma da una parte ho respirato.
Solo che ho vissuto sempre con l'ansia, dopo che era successo il fatto, cioè dopo me ne sono andato su a Modena, mi sono allontanato da mio padre e dalla mia famiglia.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta Siclari, lei un attimo fa ha detto che quella era la prima volta che lei ha visto coi suoi occhi queste bobine di esplosivo, sapeva che c'erano, però non le aveva mai viste.
Ora, io devo fare presente, non so se lei lo rammenta...
EX 210 Siclari P.: Io le ho viste una volta, queste balle. Però le ho viste dentro il magazzino, che poi queste balle sono state messe sotto al brecciolino.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, questo io stavo infatti per ricordare.
EX 210 Siclari P.: Questo particolare io me lo ricordo, perché io quando sono entrato, quando sono venuto da lavorare, quando c'è stato lo scarico di queste balle, io ho visto il cancello per terra, ho visto le balle dentro al magazzino, le ho guardate erano una sopra un'altra, queste balle. Erano una sopra un'altra, in un angoletto. Ho detto: 'ma che sono queste cose?', e le guardavo.
Poi papà ha chiuso tutto, e ti saluto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi io le stavo proprio per ricordare una dichiarazione che lei aveva fatto in precedenza, ripetutamente, circa il fatto che lei aveva visto un certo giorno, ritornando da lavoro, nel magazzino queste quattro balle.
Ecco, senta, quattro erano le balle viste nel magazzino?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Una sopra l'altra?
EX 210 Siclari P.: Sì, una sopra un'altra. Difatti erano belle alte.
PUBBLICO MINISTERO: E queste balle lei lo sa se sono quelle che poi tolse da sotto il brecciolino?
EX 210 Siclari P.: Sono quelle, perché c'erano solo quelle quattro a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Voglio dire, lei sa allora come sono finite sotto il brecciolino? Ce le ha messe lei?
EX 210 Siclari P.: No, io no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
EX 210 Siclari P.: Ce le ha messe papà. Difatti la sera, poi l'indomani sono andato a lavorare, la sera sono venuti e non c'erano più.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e il giorno in cui lei arrivò - mi sembra abbia detto così, un attimo fa - e trovò questa, chiamiamola sorpresa, nel magazzino, c'era anche il cancello abbattuto, lei ha detto?
EX 210 Siclari P.: Sì. Difatti io la sera ho dormito con il cancello legato, mi sembra. E poi l'indomani è venuto Peppe, il fabbro, a farla aggiustare.
Siamo andati a casa a chiamarlo, ci ho detto: 'ci devi venire ad aggiustarci il cancello'.
PUBBLICO MINISTERO: Ma qualcuno le ha raccontato com'è che era finito per terra, il cancello?
EX 210 Siclari P.: Sì, dice che era venuto un camion e ha sbattuto nel cancello.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh. Senta Siclari, e questo fatto allora, dell'arrivo di queste balle, in ogni caso di questo cancello che viene abbattuto e cade per terra, lei se lo dovesse collocare come epoca, voglio dire rispetto a questo famoso 27 luglio, era una cosa successa da pochi giorni? Da qualche settimana? Da un mese?
EX 210 Siclari P.: No, sarà stato verso aprile, maggio.
PUBBLICO MINISTERO: A me interesserebbe, se lei fosse in grado di orientarsi sulla base di questa indicazione che ora le do, mi basterebbe sapere da lei se, quando successe questo fatto, suo nipote si trovava detenuto, ovvero suo nipote si trovava a casa.
EX 210 Siclari P.: Non glielo so dire questo, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, Siclari, ricorda che su questo punto, durante le indagini, in un'occasione ha detto in un modo, in un'occasione ha detto in un altro. Perché il primo giugno del '94, nell'interrogatorio che fece con il dottor Piro, lei disse che se le stragi erano un fatto successo alla fine di luglio, allora questo esplosivo era arrivato nel mese di giugno. All'incirca un mese prima.
EX 210 Siclari P.: Questo ho detto, io.
PUBBLICO MINISTERO: Nel mese di giugno, ricordiamoci che suo nipote era detenuto a Regina Coeli.
Poi, ecco, nello stesso interrogatorio invece ha adoprato - parlo sempre di quello del primo giugno - ha adoprato, come dire?, una frase un po' ambigua; perché ha detto:
"Quell'esplosivo", sta parlando dei fatti successi il 27, dice "questo esplosivo l'avevo notato già qualche giorno prima, e l'avevo visto nel magazzino".
Ecco, allora, queste indicazioni di tempo che lei dette allora, ecco, non furono tutte uguali, ripeto, nel corso delle indagini, quando la interrogò il dottor Piro, quando la interrogammo noi.
Oggi lei ha detto che non se lo ricorda se avvenne nel periodo in cui suo nipote era detenuto, ovvero se in quel periodo suo nipote era in casa.
Come dobbiamo fare, conclusivamente? Lei non riesce ad andare oltre questa, come dire?, assoluta insicurezza? Oppure ritiene di poterla dare, un'indicazione?
EX 210 Siclari P.: Dottore, mi scusi, l'esplosivo è stato portato dopo che è stato portato il fumo, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: Giusto?
PUBBLICO MINISTERO: Eh, io non c'ero, capito? Bisogna che...
EX 210 Siclari P.: E' stato portato dopo che è stato portato il fumo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Siclari P.: Il fumo è stato portato verso aprile, aprile-marzo, così; l'esplosivo è stato portato dopo, sarà stato maggio, sarà stato giugno. Questi sono stati, i mesi, quando io l'ho visto dentro al magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Lei ricorda se suo padre, o qualcuno di voi in casa, in quel periodo disponeva di una Volvo?
EX 210 Siclari P.: Sì, mio padre aveva una Volvo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, all'epoca dei fatti di cui si sta parlando, questa Volvo era a posto, in ordine?
EX 210 Siclari P.: Camminava, camminava la Volvo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ricorda se si è mai verificato qualche fatto collegato alla presenza dell'hashish o dell'esplosivo, almeno come epoca, in relazione al quale ci sia stato anche l'impiego della Volvo da parte di qualcuno?
EX 210 Siclari P.: Sì, mio padre, una volta che io stavo a casa, sono venute delle persone e sono entrati nella casetta di mio padre; che al magazzino si poteva entrare, sia dalla salita dove abita mio padre, e sia all'interno da dove abita mio padre. E delle persone, con lo Scarano, sono andati dalla parte... Siccome papà mi aveva fatto tagliare la grata del magazzino, per non entrare sempre le persone da me, o entravano dentro casa da papà, per non uscire entravano direttamente la casa di mio padre.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol dire passando da dietro?
EX 210 Siclari P.: Sì, passando da dietro, c'erano due entrate: sia per la salita, che poi c'era una porticina, e sia dentro casa di papà, che sempre intorno alla casa, sempre dentro casa, c'era una porticina, una scaletta che si andava a finire di dietro.
E poi c'era la porticina che portava direttamente al magazzino.
E poi papà, in quell'occasione io mi trovavo lì perché ero venuto da lavorare, sono venute queste persone. Una persona si è lavata le mani, e poi papà li ha accompagnate, queste persone, e gli si è rotta la macchina ...
PUBBLICO MINISTERO: Ho perso le ultime dieci parole della sua risposta, Siclari, abbia pazienza.
PRESIDENTE: Che non abbiamo capito.
EX 210 Siclari P.: Papà era andato con queste persone, con lo Scarano, di dietro.
PRESIDENTE: Nel magazzino.
EX 210 Siclari P.: Sono andati dalla parte verso il magazzino, sono andati di là, hanno mancato un bel po' di tempo. Poi sono venute queste persone con lo Scarano. Lo Scarano se n'è andato, e papà ha accompagnato queste tre persone con la macchina, con il Volvo. E poi sono venuto a sapere che gli si è rotta la macchina a Tor Pignattara.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, ha preso queste persone a bordo, e le ha portate? Sa dove le doveva portare, lei?
EX 210 Siclari P.: Io no, papà le ha portate.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. E cosa era successo? Era successo un guasto alla macchina?
EX 210 Siclari P.: Sì, gli si era rotta la macchina, sono venuto a sapere.
PUBBLICO MINISTERO: Qualche minuto fa io le ho fatto delle domande, lei mi ha risposto su come si presentava la situazione dentro il cortile con quelle macchine, con quelle persone che lavoravano alle macchine la sera del giorno 27. E le ho chiesto anche: ma lei ci ha messo gli occhi una volta sola, dentro il cortile, o ci ha messo dentro gli occhi più di una volta?
EX 210 Siclari P.: Io ho guardato il cortile dalla finestra, dottore.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma può essere che invece che una volta sola, gli occhi ce li abbia messi due, magari?
EX 210 Siclari P.: Sì, ci sono andato qualche volta, così, a guardare. Poi rientravo, me ne andavo subito a casa. Perché, in fin dei conti, papà faceva, dall'altra parte veniva di qua; di qua, veniva di là.
Perché poi papà in un'occasione, poi è andato alla macchina dello Scarano, e ha preso una busta sotto il sedile della macchina. E gliel'ha portata allo Scarano. Sempre uscendo dal cancello, eh? Uscendo dal cancello, e gliel'ha portata allo Scarano.
E questo, io, quello che ho visto, sto raccontando.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei magari non se lo ricorda, ma in questo interrogatorio del 10 ottobre del '94, al dottor Piro, lei descrisse due momenti di quella serata, sempre ambientati nel cortile. Tanto che fece due schizzi, eh?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Uno schizzo, la situazione iniziale. Il secondo schizzo, una situazione successiva. Se lo ricorda, ora?
EX 210 Siclari P.: Sì, io me lo ricordo, che ho fatto due schizzi. Ma le macchine stavano tutt'e due a marcia indietro, verso il cancello. Verso il magazzino voglio dire, la porta grande.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Siclari P.: E poi, l'altro schizzo, non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Io le chiedo, molto francamente e con molta semplicità, ecco, questo racconto che poi ha illustrato con questi due schizzi, ecco è un racconto che lei oggi conferma, oppure fa parte, per così dire, degli stati confusionali e delle, come dire?, degli aggiustamenti o delle alterazioni?
EX 210 Siclari P.: No, questi schizzi li riconfermo io, non è che... Può darsi che ci sono andato due volte lì, a guardare: una volta, quando è saltato il Frabetti; e una volta, e poi ci sono andato un'altra volta.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, siccome questi, i due schizzi, sono per l'appunto allegati a questo verbale del 10 ottobre del '94 del Pubblico Ministero di Roma, e sono sottoscritti da Siclari Pietro, io penso che, in primo luogo, sia opportuno farli vedere a Siclari per completezza dell'esame che stiamo facendo; e, in secondo luogo, che la Corte li possa acquisire come documenti.
I difensori sanno a che cosa mi riferisco, anche perché hanno sicuramente le copie dei verbali delle dichiarazioni di Siclari, questa compresa. Che, ripeto, è datata 10/10/1994, al Pubblico Ministero di Roma.
AVVOCATO Gramigni: Però, scusi Presidente, avvocato Gramigni, Siclari non è imputato in questo processo.
PRESIDENTE: Avvocato, non la sento.
AVVOCATO Gramigni: Il Siclari non è imputato in questo processo, quindi mi chiedo qual è la forma per acquisire un documento da lui proveniente. Dico, il Siclari, non è imputato in questo processo. Dunque, non è applicabile a lui la norma che consente di acquisire qualsiasi documento proveniente dall'imputato.
Mi chiedevo qual'è la veste attraverso la quale questo disegno, questo schizzo, forma oggetto di produzione oggi da parte del signor Pubblico Ministero.
PRESIDENTE: Sentiamo dal Pubblico Ministero come spiega.
AVVOCATO Gramigni: Quindi, ecco, se la vuol chiamare opposizione, chiamiamola opposizione. E' una perplessità.
PRESIDENTE: Avvocato, ho capito. Sentiamo se il Pubblico Ministero ha...
PUBBLICO MINISTERO: Allora, andiamo con ordine. Presidente, mi consente?
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Intanto facciamoglieli vedere. Fin qui si può?
PRESIDENTE: Questo, non c'è dubbio.
PUBBLICO MINISTERO: Oh! E poi si vedrà il problema della produzione, se insisto o meno con la richiesta di produzione.
PRESIDENTE: Benissimo. Lei li vede là? Questo è uno, poi ce n'è un altro, vero?
PUBBLICO MINISTERO: Sono due.
PRESIDENTE: Due.
PUBBLICO MINISTERO: Sono due, e credo - signorina, per cortesia controlli - ci sia anche la numerazione, sopra. Cioè sono numero 1 e numero 2.
PRESIDENTE: C'è.
EX 210 Siclari P.: Mi scusi, questa qui è l'entrata del cancello, no?
PUBBLICO MINISTERO: Io proietterei, signorina... brava.
PRESIDENTE: Ora capisce meglio, Siclari?
EX 210 Siclari P.: Sì.
(voci sovrapposte)
EX 210 Siclari P.: Questa è l'entrata.
PRESIDENTE: Sì, ma...
EX 210 Siclari P.: Dove...
PRESIDENTE: Va benissimo, va benissimo. Mi pare che ci possiamo orientare, vero?
EX 210 Siclari P.: ... l'entrata, no? Difatti c'è l'entrata: una macchina così, e una macchina così.
E la seconda volta le ho viste con gli sportelloni aperti. Questi qua, è quando sono arrivate le macchine.
PRESIDENTE: Scusi un momentino, la numero 1 ha il fronte verso il cancello? La parte anteriore verso il cancello?
EX 210 Siclari P.: Anteriore, che significa? Il muso?
PRESIDENTE: Anteriore, no, anteriore vuol dire il muso della macchina. La parte davanti della macchina è orientata verso il cancello e, invece, il dietro è verso il magazzino.
EX 210 Siclari P.: Verso il cancello, è orientata pure, la macchina.
PRESIDENTE: Benissimo. La 2 lo stesso?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PRESIDENTE: La 3?
EX 210 Siclari P.: Uguale.
PRESIDENTE: Uguale. Possiamo passare alla seconda? Lei ha già visto tutto?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PRESIDENTE: Pubblico Ministero, ha domande su questo?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ecco. Il primo schizzo riproduce la situazione già rappresentata oralmente da Siclari.
Ecco, il secondo schizzo è realizzato nel corso dello stesso interrogatorio, e riproduce una situazione un po' diversa.
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: La macchina numero 3, è sempre dov'era.
EX 210 Siclari P.: Volevo appunto...
PUBBLICO MINISTERO: La macchina numero 1 e numero 2 sono di posto...
PRESIDENTE: Siclari scusi, la macchina numero 3 è rimasta nella stessa posizione.
EX 210 Siclari P.: Là è rimasta la numero 3, sempre lì.
PRESIDENTE: Sempre lì. Le altre due...
EX 210 Siclari P.: Le altre due si sono spostate più avanti.
PRESIDENTE: Sempre con il muso, cioè la parte davanti della vettura, verso il cancello.
EX 210 Siclari P.: Verso il cancello, l'uscita diciamo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sissignore.
PRESIDENTE: C'è altro da chiedere su questo?
PUBBLICO MINISTERO: No. Su questo punto non abbiamo nulla più, da chiedere.
Ora, per quanto riguarda, se questi due fogli di carta possano considerarsi o meno documenti, sull'opposizione del difensore avvocato Gramigni, mah, io credo proprio per ragioni di sistema, visto anche la forma particolare con la quale si raccolgono queste dichiarazioni, che sotto questo profilo, prevalga la qualità dell'imputato piuttosto che la qualità di un soggetto diverso. Ecco perché lo considererei, questo, uno scritto parificato allo scritto dell'imputato. Perché, in ogni momento...
PRESIDENTE: Sì, non c'è dubbio. E' una cosa...
PUBBLICO MINISTERO: Non lo so, questo.
PRESIDENTE: ... vi racconto graficamente...
PUBBLICO MINISTERO: Lo considero comunque uno scritto proveniente dall'imputato, in quanto in questa sede Siclari ha un ruolo assimilato, mi pare, mi pare, a quello dell'imputato, sotto alcuni profili. Anche se del suo reato risponde in un altro contesto.
Ma qual'è la ragion per cui, se non vogliamo farla tanto lunga, comunque si può acquisire un documento che proviene dall'imputato? Nel processo, perché comunque si può acquisire un documento che provenga dall'imputato, indipendentemente dal contesto in cui venga realizzato: proprio perché è privilegiata la origine del documento stesso.
E quindi la scelta legislativa è che un qualchecosa che proviene dall'imputato, in forma scritta, quale che sia il contesto in cui egli l'ha realizzato, debba avere ingresso nel processo. Perché in qualche modo è anche privilegiato sotto il profilo della sua genuinità probatoria, indipendentemente dalla valutazione che ne debba dare la Corte.
Ecco perché - e non ho difficoltà a dire, con un'interpretazione che rinvengo sul momento - io credo che questi siano documenti il cui ingresso è regolato dalla norma che regola l'ingresso degli scritti provenienti dall'imputato. E quindi credo che l'opposizione sia infondata.
Il Presidente deciderà.
PRESIDENTE: No no, c'è una questione più sottile, sulla quale la Corte si riserva di decidere.
PUBBLICO MINISTERO: Allora...
PRESIDENTE: Perché si può decidere anche in un momento successivo.
PUBBLICO MINISTERO: I documenti la Corte li conosce, perché li ha visti.
PRESIDENTE: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: La sede di origine dei documenti era un interrogatorio. Quindi, per il momento li trattiene il Pubblico Ministero, credo.
PRESIDENTE: Benissimo, certo. Ma il P.M. ha finito? Ha finito l'esame?
PUBBLICO MINISTERO: No, Presidente, ancora abbia pazienza.
Senta Siclari, lei ha mai saputo qualche cosa circa le altre esplosioni o gli altri attentati che si sono verificati a Roma, a Firenze e a Milano? Lei, poco fa, ha detto che suo padre si sfogò in un certo modo con lei.
Ma ora dimentichiamoci dello sfogo di suo padre - lei l'ha già riferito alla Corte - e rifletta un attimo se può, o non può, se ricorda, o se non ricorda, di aver saputo qualche cosa, di aver conosciuto qualche cosa che abbia o possa aver avuto a che fare con gli attentati, quelli diversi dalla sera del 27 di luglio.
EX 210 Siclari P.: No, io li ho sentiti solo in televisione. E poi quando me l'ha detto mio padre.
PUBBLICO MINISTERO: Ora lei, Siclari, sicuramente ricorderà che in un interrogatorio - e lo dico io qual è: è quello del 9 novembre del '94, al Pubblico Ministero di Firenze, e più esattamente a me - lei fece un'affermazione di questo tipo. Io gliela leggo e lei mi spiega se quest'affermazione era vera o era falsa, e poi mi dà tutte le spiegazioni conseguenti. Dunque, la sua affermazione fu questa:
"Dopo che il Pubblico Ministero rappresenta a Siclari il contenuto delle dichiarazioni di Di Natale, sul punto in particolare che lo stesso Di Natale le volte in cui fu incaricato da Antonio di prelevare esplosivo da sotto il brecciolino, si era fatto aiutare o dal figlio o dal nipote, o da tutt'e due.
Il Pubblico Ministero quindi, rammentato a Siclari che durante la detenzione di Umberto furono commessi fatti in relazione ai quali sicuramente sono stati effettuati spostamenti di esplosivo da sotto il brecciolino, invita Siclari a riferire lealmente al riguardo".
E Siclari dice:
"Effettivamente, nel periodo in cui Umberto era detenuto, per due volte ho aiutato mio padre togliendo delle bobine da sotto il brecciolino, e collocandole quindi nel magazzino.
Una volta ne tolsi di meno, e fu la prima. Precisamente ne mettemmo due, di queste bobine, nel magazzino.
La seconda volta ne togliemmo invece quattro, e sono quelle quattro che io stesso avevo già detto di aver visto nel magazzino, nei precedenti interrogatori.
E che oggi io voglio onestamente dire di aver messo io nel magazzino, a richiesta di mio padre.
Io non so chi e in che modo, poi si è portato via le bobine, in queste due occasioni. So però che, dopo il primo fatto, è successo un attentato, quello di Costanzo, cioè di via Fauro. E dopo il secondo fatto successe un altro attentato".
Ecco, lei capisce che questo è un racconto tutto diverso da quello che lei ha fatto oggi alla Corte. Allora, stando a questo verbale, questo esplosivo c'era da un pezzo, ce n'era tanto, non solamente quattro bobine, lei l'avrebbe spostato, mentre suo nipote era detenuto; una volta avrebbe preso due bobine, un'altra volta quattro, eccetera eccetera.
Invece, oggi, lei ha detto una cosa diversa: quattro sole, quattro sole bobine. E quattro furono quelle che vide nel magazzino. Poi le riprese dal brecciolino, furono adoperate per le chiese, per quei due attentati del 7 luglio. E nient'altro.
Allora, vuole spiegare alla Corte come mai oggi, appunto, spiega la situazione in termini molto diversi da quelli che riferì a me in quell'interrogatorio? E non solamente in quello.
EX 210 Siclari P.: Erano solo quattro, quelle per gli attentati di Roma. Quello che ho detto prima, ero in uno stato confusionale.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito le ultime due parole, abbia pazienza.
PRESIDENTE: Ha detto: le dichiarazioni che ha reso in quella circostanza erano dovute a uno stato confusionale.
EX 210 Siclari P.: Confusionale, perché io piangevo per mio figlio, ero troppo depresso e troppo in uno stato confusionale.
PUBBLICO MINISTERO: E' solo questa la ragione per la quale all'epoca si confuse così tanto, o ci poteva essere qualche altra ragione?
EX 210 Siclari P.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sta parlando di confusione, non è che ne sto parlando io.
EX 210 Siclari P.: No, è solo questa la ragione, perché - è solo questa - non ci sono altre ragioni.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi quelle dichiarazioni dell'epoca lei dice che non sono vere?
EX 210 Siclari P.: No, perché le ho dette in un momento di confusione.
PUBBLICO MINISTERO: E va bene, lo so che lei l'ha detto, ma io ci devo ritornare sugli argomenti, quelli che sono importanti e che contano.
Ancora qualche particolare, Siclari. Senta, la persona che lei indica con il nome di Frabetti, ma nel cortile quante volte ci ha messo piede? Per quello che ricorda lei oggi.
EX 210 Siclari P.: Frabetti è venuto: la prima volta con lo Scarano, la seconda volta l'ho visto che stava a casa di mio padre, la terza volta quando ci sono stati gli attentati a Roma, e la quarta volta quando si è venuto a caricare il fumo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei direbbe quattro volte?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E è sicuro?
EX 210 Siclari P.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di non far confusione, magari una volta non c'era e lei, magari, ce lo mette; ovvero una volta c'era, e lei non se lo ricorda più? E' proprio sicuro di queste quattro volte?
EX 210 Siclari P.: Sicuro. Perché una volta è venuto a caricare il fumo con lo Scarano; una volta l'ho visto a casa di mio padre, che io venivo da lavorare, e stava parlando con mio padre, lo Scarano non c'era, era lui solo e parlava con mio padre sul tavolo, nel tavolo. La terza volta, quando ci sono stati gli attentati. E la quarta volta, quando sono venuti a caricare il fumo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, Presidente, io l'esame lo concludo a questo punto.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? Prego, avvocato.
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni. Dunque, senta...
EX 210 Siclari P.: Mi scusi, signor Presidente, io...
PRESIDENTE: Chi parla?
EX 210 Siclari P.: Io, io. Io.
PRESIDENTE: Ah, scusi.
EX 210 Siclari P.: C'è il Pubblico Ministero ancora, che sta parlando?
PRESIDENTE: Certo, ora stava per cominciare un difensore. Dica. E' un avvocato.
EX 210 Siclari P.: Io volevo cinque minuti, dieci minuti di riposo, perché...
PRESIDENTE: Bene, facciamo dieci minuti di sosta. Avvocato, tanto per lei è la stessa cosa, penso.
EX 210 Siclari P.: Grazie.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Allora, avvocato, lei può iniziare.
AVVOCATO Gramigni: Grazie, Presidente.
Senta Siclari, volevo mettere un po' di ordine in certe date. Dunque, innanzitutto le chiedo: lei, con la sua famiglia, si è trasferito nella abitazione di via Ostiense quando, di preciso? E' in grado di ricordarlo oggi?
EX 210 Siclari P.: Verso marzo.
AVVOCATO Gramigni: Verso marzo.
EX 210 Siclari P.: No, aspetti. Verso marzo, sì.
AVVOCATO Gramigni: Inizi, o fine di marzo?
EX 210 Siclari P.: Inizi.
AVVOCATO Gramigni: Inizi di marzo, perfetto. Senta, rispetto al suo arrivo all'Ostiense, dopo quanto tempo vide lì lo Scarano, o Antonio che lei ha saputo essere lo Scarano?
EX 210 Siclari P.: Dopo un mesetto.
AVVOCATO Gramigni: Dopo un mesetto?
EX 210 Siclari P.: Circa un mese.
AVVOCATO Gramigni: Dopo circa un mese, ecco. E rispetto al momento in cui lei vide lo Scarano, quando arrivò il fumo in via Ostiense?
EX 210 Siclari P.: Saranno passate un paio di settimane.
AVVOCATO Gramigni: Quindi dopo un paio di settimane.
EX 210 Siclari P.: Un paio di settimane, due, tre settimane.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, quindi, allora facendo un po' di conti, lei va all'inizio di marzo in via Ostiense, dopo venti giorni arriva lo Scarano, sarà circa un mese quindi verso la fine di marzo arriva lo Scarano. Dopo quindi una ventina di giorni dalla fine di marzo arriva il fumo, dico bene? Quindi siamo verso la metà di aprile, la seconda metà di aprile.
Senta, le modalità con le quali il fumo è arrivato, cioè quelle che ha descritto oggi, cioè il camion bianco che serve per trasportare roba alimentare...
EX 210 Siclari P.: Sì.
AVVOCATO Gramigni: ... sono vere o no?
EX 210 Siclari P.: Non ho capito la domanda, mi scusi.
AVVOCATO Gramigni: Le modalità che lei oggi ha riferito essere quelle con le quali il fumo arrivò in via Ostiense, cioè il fumo arriva con un camion bianco per il trasporto alimentare.
EX 210 Siclari P.: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, sono vere o no? E' vero effettivamente che il camion arrivò?
EX 210 Siclari P.: Sono vere, quello che ho detto.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto. Lei ha detto prima che il 20 settembre '94, davanti al Pubblico Ministero, invece versava in stato confusionale, è vero? Eh?
EX 210 Siclari P.: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Cioè lei, quando fece quelle dichiarazioni il 20 settembre al Pubblico Ministero, versava in stato confusionale, eh?
EX 210 Siclari P.: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, quindi le cose che disse quella volta, diciamo che, secondo quello che ci ha detto prima, non dovrebbero essere vere.
EX 210 Siclari P.: No, sono vere, quello che ho detto. Quello che sto dicendo qua, sono vere.
AVVOCATO Gramigni: Mentre non era vero quello che diceva il 20 settembre.
EX 210 Siclari P.: Non ho capito.
AVVOCATO Gramigni: Mentre non era vero...
PRESIDENTE: Quello che ha detto il 20 settembre non era vero, perché era in stato confusionale?
EX 210 Siclari P.: No, al dottor Piro ho detto la verità, quello che sto dicendo adesso, ho detto la verità. Il fatto del fumo, quando è arrivato il camion, e quello e quello, è tutta verità.
Io mi sto riferendo solo alle balle che sono arrivate, alle balle che sono di quelle...
AVVOCATO Gramigni: Lì volevo arrivare.
EX 210 Siclari P.: Quello è un altro discorso.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, quindi, siccome lei ha descritto negli stessi esatti termini con cui l'ha descritto oggi l'arrivo del fumo, nell'interrogatorio in cui prima ci ha detto dovrebbe essere stato in una situazione di confusione mentale; ecco, le faccio presente che, per ciò che riguarda il fumo, in realtà noto una perfetta corrispondenza fra quello che ha detto oggi e quello che ha detto nel settembre '94.
Quindi, prendo atto che lei mi dice che era in stato di confusione mentale; ma, ecco, le devo far presente che non era tanto in stato di confusione mentale da non ricordare negli stessi esatti termini con cui ha riferito oggi alla Corte l'episodio, come il "fumo" - tra virgolette - arrivò in via Ostiense.
Ecco, detto questo...
EX 210 Siclari P.: Il fumo era arrivato come lo sto dicendo io adesso, qua.
AVVOCATO Gramigni: Esatto.
EX 210 Siclari P.: Come ho detto al dottor Piro.
PRESIDENTE: Quello che ha detto l'avvocato, va bene. Su questo punto non ci sono...
AVVOCATO Gramigni: E così disse il 20 settembre. Siccome lei ci aveva detto, prima, 'il 20 settembre ero in uno stato di totale confusione, non capivo nemmeno dov'ero', ecco, le faccio presente che comunque, al di là di quello, lei fu in grado di riferire negli stessi esatti termini con cui l'ha riferito oggi che il fumo arrivò con un camion bianco per il trasporto di alimentari, nell'epoca che oggi ci ha ricordato. Cioè dopo una ventina di giorni che arrivò lo Scarano in via Ostiense.
EX 210 Siclari P.: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto. Detto questo, le chiedo, l'esplosivo lei la prima volta quando l'ha visto?
EX 210 Siclari P.: L'esplosivo?
AVVOCATO Gramigni: Eh.
EX 210 Siclari P.: Verso maggio, giugno.
AVVOCATO Gramigni: Verso maggio, giugno. Ecco, a questo punto io le contesto che, invece - evidentemente qui cominciava la confusione mentale - rispetto all'esplosivo, lei disse che dopo una quindicina di giorni dallo scarico del fumo lei, tornando a casa, vide che nel magazzino c'erano queste bobine.
E dice anche, a domanda del Pubblico Ministero - e questa è una contestazione che le faccio -:
"Umberto", cioè suo nipote Maniscalco Umberto "allorché si verifico questo fatto delle bobine che vidi nel magazzino, doveva essere a casa, perché non ancora arrestato per la rapina al distributore".
EX 210 Siclari P.: Io ho detto che non mi ricordavo il fatto che era lì Umberto, avvocato, se stava a casa, se non era a casa.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto.
EX 210 Siclari P.: Ecco.
AVVOCATO Gramigni: E qui, invece, lei si ricordava che era in un momento precedente al suo arresto che, le ricordo, è avvenuto nei primi giorni di maggio. Quindi il momento in cui lei vede queste balle, o bobine, d'esplosivo, secondo quello che lei ha riferito il 20 settembre al Pubblico Ministero nel '94, dovrebbe essere la fine di aprile. E dovrebbe essere quindi un momento precedente all'arresto del Maniscalco. Ed è quindi diverso dal giugno che ci ha detto oggi: questo le volevo contestare.
Senta, le vorrei fare un'altra domanda, una contestazione che le ha già fatto il Pubblico Ministero ha superato la stessa contestazione che le avrei fatto io, cioè le chiedo - mi scusi se mi ripeto, Presidente - lei quante volte, quindi, ha maneggiato questo esplosivo che c'era in via Ostiense?
EX 210 Siclari P.: Una volta sola.
AVVOCATO Gramigni: Allora le contesto che, diversamente, nel verbale del 9 novembre del '94, salvo il vero, lei disse che avrebbe movimentato questo esplosivo tre volte. Perché disse che lo avrebbe movimentato due volte quando c'era Umberto detenuto, e una volta quando Umberto era tornato, ed è l'ultima che è da collocarsi in corrispondenza più o meno dell'attentato alle chiese.
Ci ha già detto che stava dicendo cose non vere, ma insomma, io le rappresento che questo disse il 20 settembre '94.
Senta, un'altra cosa, le chiedo: lei, al di là delle autovetture che ci ha già descritto, quali automezzi ha visto arrivare in via Ostiense? E, automezzi, mi riferisco a camion o furgoni.
EX 210 Siclari P.: No. Io, mi sembra, automezzo o furgone, quello arancione - quello che si è venuto a caricare il fumo - con gli stemmi del comune.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto. Quindi ha visto il furgone arancione con lo stemma del comune, e poi ha visto - questo me lo conferma - il camion bianco per il trasporto...
EX 210 Siclari P.: E solo quello dei trasporti del fatto del fumo.
AVVOCATO Gramigni: Lei sa se qualche altro camion è arrivato in quel periodo e, segnatamente, nell'aprile diciamo, al cortile di via Ostiense?
EX 210 Siclari P.: No, io personalmente no. Se è arrivato qualche camion, io non c'ero.
AVVOCATO Gramigni: Ecco. Le ha riferito qualcosa al riguardo qualcuno dei suoi familiari, o no?
EX 210 Siclari P.: A me non mi ha riferito niente nessuno. Io ho detto che, quando andavo a lavorare e mi ritiravo la sera, quello che ho visto ho riferito. Poi, se succedevano altre cose, quando io non stavo a casa...
AVVOCATO Gramigni: Certo. A questo punto le devo contestare che nel verbale del 20 settembre '94, al P.M. di Firenze, lei a domanda del Pubblico Ministero disse quanto le vado a leggere:
"Mi viene chiesto se oltre al camion bianco e al furgone arancione io abbia mai visto altri mezzi pesanti. A questa domanda posso rispondere di no, che non ho mai visto nel cortile autocarri o mezzi similari diversi da quei due. Posso solo dire che da mio nipote Umberto avevo saputo che era arrivato un camion di quelli adibiti al trasporto di autovetture, blu".
EX 210 Siclari P.: Sì, questo sì, questo me lo ricordo, avvocato.
AVVOCATO Gramigni: Oh. Quindi mi conferma che ricevette da suo nipote, Maniscalco Umberto, la notizia che era arrivato?
EX 210 Siclari P.: Ma, mi scusi, io mi riferisco che io non l'ho visto, questo camion.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
EX 210 Siclari P.: Non è che c'ero io presente, quando è arrivato questo camion.
AVVOCATO Gramigni: Bravo. Però io le ho chiesto anche 'ha ricevuto notizie?'.
PRESIDENTE: La conferma di avere avuto questa notizia da suo nipote.
EX 210 Siclari P.: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto. Sa mica cosa era venuto a fare questo camion per il trasporto di autovetture bianco e blu, in via Ostiense?
EX 210 Siclari P.: Non ho capito.
PRESIDENTE: Cosa era venuto a fare questo camion bianco e blu?
EX 210 Siclari P.: Non lo so che era venuto a fare, perché quando... non lo so, che è venuto a fare.
AVVOCATO Gramigni: Il suo...
EX 210 Siclari P.: Dopo ho venuto a sapere che, dice che era il camion che era venuto a scaricare l'esplosivo. Questo è il discorso.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, questo chi glielo disse?
PRESIDENTE: Ha capito? Chi gliel'ha detto, vuol sapere.
EX 210 Siclari P.: Se ne parlava a casa, così.
AVVOCATO Gramigni: Si ricorda chi fu di preciso che le disse che il camion blu per il trasporto delle autovetture era venuto a scaricare l'esplosivo? Non si ricorda chi?
EX 210 Siclari P.: Non mi ricordo.
AVVOCATO Gramigni: Allora le contesto che lei, sempre nello stesso verbale del 20 settembre, disse che suo nipote Umberto le disse ciò. Perché suo nipote Umberto le disse, appunto, che era arrivato un camion di quelli adibiti al trasporto di autovetture, blu, che aveva scaricato delle bobine "simili a quelle che io stesso avevo visto".
Senta, un'ultima cosa: lei prima ha accennato ad un cancello che ebbe dei danni in una certa qual situazione.
Si ricorda chi è, quale mezzo provocò dei danni al cancello?
EX 210 Siclari P.: No, non me lo ricordo. Perché non c'ero presente quando è venuto il camion.
AVVOCATO Gramigni: Né ha saputo dai suoi familiari chi...
EX 210 Siclari P.: So che è venuto un camion e ha rotto il cancello.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, ma che era, questo camion blu, che lei possa ricordare, o no?
EX 210 Siclari P.: No, non mi ricordo.
AVVOCATO Gramigni: Non si ricorda.
Senta, rispetto a quando il cancello fu danneggiato, lei quando tornò a casa immagino vide questo cancello spaccato e quindi poté rendersi conto che il cancello era stato, mentre lei era assente da casa perché al lavoro, era stato danneggiato.
Le chiedo: si ricorda quando vide questo cancello rotto tornando dal lavoro?
EX 210 Siclari P.: Sì, io ho detto che un giorno sono tornato a casa e ho visto il cancello, da lavorare, e ho visto il cancello che stava per terra.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto. Si ricorda mica se il cancello rimase rotto per un lungo tempo, oppure se provvedeste subito a ripararlo?
EX 210 Siclari P.: No, il cancello, mi sembra l'indomani poi è stato riparato. Sarà passato un giorno.
AVVOCATO Gramigni: Il giorno successivo a quello che lei, a quello in cui vide che il cancello si era rotto, il cancello fu riparato. Dico bene?
EX 210 Siclari P.: Non ho capito.
AVVOCATO Gramigni: Le chiedo: conferma del fatto che il cancello fu riparato il giorno successivo...
EX 210 Siclari P.: Saranno passati... Io mica potevo dormire con il cancello aperto, io. Con il cancello rotto dentro casa, no?
AVVOCATO Gramigni: Va bene, certo.
Lei sa chi è venuto a riparare questo cancello?
EX 210 Siclari P.: Peppe.
AVVOCATO Gramigni: Peppe, Peppe della Magliana?
EX 210 Siclari P.: Peppe il fabbro, sì.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto. Non ho altro da chiederle, grazie.
PRESIDENTE: Prego.
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni.
Senta, signor Siclari, io a mia volta le chiedo...
EX 210 Siclari P.: Avvocato...
PRESIDENTE: La sentiamo poco.
EX 210 Siclari P.: Avvocato, la sento piano.
AVV. Cianferoni: Sì, ora mi avvicino più al microfono.
Si sente meglio?
EX 210 Siclari P.: Sì, grazie.
AVV. Cianferoni: Ecco. Le chiedo: sulla forma nella quale lei vide fatte queste bobine, ci vuol dire allora l'ultima sua parola, come erano fatte, secondo il suo ricordo?
EX 210 Siclari P.: Come queste che ho visto qua. Così erano fatte.
AVV. Cianferoni: Vorrei però che allora mi spiegasse il senso di quella descrizione con un buco in mezzo che fece al Pubblico Ministero. Più volte l'ha fatta questa descrizione.
Non solo poi al Pubblico Ministero di Roma, ma anche al Pubblico Ministero di Firenze.
Questo non era emerso dalla contestazione precedentemente fatta. In sede di interrogatorio 9 novembre '94.
Quindi, per diversi mesi, lei ha insistito nel dire che queste bobine portavano un buco nel mezzo. Che vuol dire?
EX 210 Siclari P.: A me mi sembravano che erano così, poi... Ho visto in televisione, erano quelle che ho visto là quando le hanno fatte vedere in televisione.
PRESIDENTE: In televisione, o quelle che ha visto qui?
EX 210 Siclari P.: Quelle che ho visto qua, signor Presidente.
AVV. Cianferoni: Vede, provo a leggere - in questo senso opero una contestazione formale - un passo, per l'appunto del verbale 9 novembre '94 formato alle 10.50 a Perugia da parte del Pubblico Ministero di Firenze nei suoi confronti.
Si legge, a domanda risponde:
"Sono sicuro che le bobine, sono sicuro che le bobine, che erano tutte avvolte con scotch da imballaggio, presentavano un foro che le attraversava tutte. Ma non so specificare le dimensioni del foro, proprio perché lo scotch fasciava le bobine interamente. Non ho mai visto il contenuto delle bobine".
Ora, si esprimeva in termini di sicurezza. Ed era la terza volta che le veniva fatta questa domanda a distanza di mesi.
Oggi ha cambiato versione.
EX 210 Siclari P.: Mi scusi, mi scusi avvocato, io penso che la verità, la verità vera, si dice davanti al Presidente.
Io adesso sto dicendo la verità davanti al Presidente.
AVV. Cianferoni: Questa è la sua versione?
EX 210 Siclari P.: Sì, questa è la mia versione. Io sto dicendo la verità davanti al Presidente, perché non c'ho motivo, adesso io sto dicendo la verità davanti al Presidente.
Per me, le balle, sono quelle là. Io... Lei che ne sa avvocato, quello che ho passato io?
PRESIDENTE: Omaggio ai capelli bianchi.
AVV. Cianferoni: Beh, su questo punto, in effetti, sono curioso. Perché, ora torniamo a parlare delle balle. Ma io non ho capito come mai lei va a Modena dopo che sono successi questi fatti.
EX 210 Siclari P.: Io mi trovavo a Modena perché io avevo deciso... Perché io stavo a Tor Vaianica, mia moglie stava male. Perché mia moglie sta male.
Allora avevo deciso, siccome mio cognato mi offriva da lavorare, mi sono, e sono andato a lavorare a Modena. Mi sono cercato una casa, mi sono allontanato pure dalla mia famiglia, mi sono allontanato. E sono partito, io, mia moglie e il bambino.
E si è cominciato a lavorare lì a Modena, a fare il carpentiere, l'aiutante carpentiere, a costruire le villette. Ecco il motivo.
A parte, pure perché vivevo con un'ansia che qualche cosa doveva succedere, mi sono allontanato a Modena. Ho trovato casa lì, che mio cognato mi ha fatto trovare casa, e ho lavorato là.
Quando io stavo a Modena poi hanno carcerato mio padre, sono venuti gli agenti della DIA e mi hanno portato a Roma. Questo è il discorso, avvocato.
AVV. Cianferoni: Abbia pazienza, suo padre è stato arrestato - lei lo ricorderà -...
EX 210 Siclari P.: Io ero a Modena quando mio padre è stato arrestato.
AVV. Cianferoni: A quale arresto fa riferimento? Si parla di Di Natale Emanuele, è giusto?
EX 210 Siclari P.: Sì, Di Natale Emanuele, sì.
AVV. Cianferoni: Ma Di Natale Emanuele mi pare sia stato arrestato prima del maggio del '94.
Rispondendo al Pubblico Ministero lei ha detto che è andato a Modena dopo i fatti di strage.
EX 210 Siclari P.: Io sono andato... Io sono andato a Modena dopo i fatti di strage e dopo che si sono, che sono venuti a caricare il fumo là. Perché io abitavo a Tor Vaianica.
Io dopo me ne sono andato io stesso, e mi sono affittato casa a Tor Vaianica e ci sono stato il periodo, due mesi, due mesi-tre mesi, non mi ricordo.
E poi me ne sono andato su, e poi me ne sono andato su.
Io, mentre che stavo a Modena, mio padre è stato carcerato.
AVV. Cianferoni: A proposito di questi fatti di Tor Vaianica, mi sollecita un'altra domanda, prima di tornare sempre a quelle famose balle.
EX 210 Siclari P.: Sì.
AVV. Cianferoni: Ma se non ricordo male, le formulo una domanda rivolta a lei, non che mi debba rispondere per suo padre, ci penserà da sé.
Ma se non ricordo male, Di Natale Emanuele è rimasto coinvolto in un attentato con esplosivo a Tor Vaianica.
EX 210 Siclari P.: Questo io non lo so, avvocato. Questo non lo so.
PRESIDENTE: Non possiamo fare a lui le domande?
AVV. Cianferoni: Volevo sapere se sapeva l'epoca per esempio, visto che abitava anche a Tor Vaianica.
EX 210 Siclari P.: Io riferisco i fatti che ho visto e...
AVV. Cianferoni: Eh, e allora: tornando a quello che ha visto, non insisto a chiederle altro sulla forma, perché lei ha già dato la sua versione.
Però un'altra curiosità mi rimane, se me la sa togliere: delle tante descrizioni che poteva dare, lei ha scelto di dire che questi pacchi avevano un buco nel mezzo. E la cosa torna col fatto che ha continuato a chiamarli bobine fino ad oggi stesso.
EX 210 Siclari P.: Io ho detto balle, non bobine.
Avrò detto pure bobine, ma c'hanno la forma di balle.
AVV. Cianferoni: Toccherà proprio alla Corte rileggersi i verbali. Ma perfino al Pubblico Ministero, in un momento, le ha chiamate bobine, per fare le domande a lei.
EX 210 Siclari P.: Sì, ma... Mi scusi, avvocato, mi scusi avvocato.
Io, davanti al signor Presidente, sto dicendo la verità. Poi sta al Presidente decidere se io dico la verità o no. Questo è il discorso.
PRESIDENTE: E' come il giuramento sulla Bibbia.
AVV. Cianferoni: Appunto. Senta, per quanto ci è rimasto l'esplosivo in via Ostiense?
EX 210 Siclari P.: L'esplosivo in via Ostiense ci è rimasto fino a quando non se lo sono venuti a prendere loro, quando ci sono stati gli attentati.
AVV. Cianferoni: Ecco, lei parla al plurale. A cosa fa riferimento quando parla di attentati?
EX 210 Siclari P.: Attentati di Roma.
AVV. Cianferoni: Ma in questo processo di attentati di Roma si discute per tre fatti: uno, successo a maggio e due successi a luglio.
EX 210 Siclari P.: Io mi riferisco a quelli di luglio.
AVV. Cianferoni: Dei fatti precedenti non è in grado di dire niente?
EX 210 Siclari P.: No, non ho in grado di dire niente. Quello che ho saputo, l'ho saputo dopo da mio padre.
AVV. Cianferoni: Però, su questo punto, io devo farle una contestazione commessa proprio ad un verbale suo che è quello davanti al Pubblico Ministero di Roma del 10 ottobre '94, dove lei dice:
"Quando i giornali e la televisione hanno ripetutamente parlato della strage ai danni di Costanzo ed in via dei Georgofili a Firenze - come mi viene fatto notare - io comprendevo che l'esplosivo venivano a prenderlo dal mio cortile. Anche perché il mucchio di brecciolino si rimpiccioliva.
Ricordo che io andavo a spianare il terreno via via che il mucchio scendeva".
EX 210 Siclari P.: Sì, ogni tanto o levavo quel brecciolino, perché lo buttavo sempre per terra. Però, quello che io ho detto prima, io gliel'ho etto al signor Presidente. Io, le balle, le ho mosse una volta sola.
AVV. Cianferoni: "In quel periodo avevamo messo nel cortile anche la bitumiera per camuffare".
EX 210 Siclari P.: Sì.
AVV. Cianferoni: Allora questo è vero.
EX 210 Siclari P.: La bitumiera sì, me la ricordo che stava di là la bitumiera.
AVV. Cianferoni: "Volevamo far figurare che effettivamente si facevano dei lavori".
EX 210 Siclari P.: In quel periodo...
AVV. Cianferoni: "Umberto era in prigione".
EX 210 Siclari P.: Ma io Umberto non mi ricordo quando è stato caricato. Ora, a me il discorso di Umberto a me non mi riguarda.
Io sto dicendo... Umberto è stato carcerato. Io sto dicendo quello che ho visto e quello che ho fatto, avvocato.
AVV. Cianferoni: Quindi, di fronte a questa contestazione, sul rimpicciolirsi del monte di brecciolino, lei come risponde?
EX 210 Siclari P.: Ma Avvocato, a casa mia, a casa mia... Mi scusi, avvocato, a casa mia non è stato nascosto solo l'esplosivo e il fumo; a casa mia c'erano pure, c'era pure la droga. C'era pure l'eroina, le buste dell'eroina.
Perciò chiunque veniva là poteva nascondere qualche cosa e poi se la portava via. Perché casa mia di giorno era sempre aperta, era a disposizione di mio padre, era a disposizione dello Scarano. E potevano fare quello che gli pare e piace, perché io ero convinto da un momento all'altro che me ne domandava.
AVV. Cianferoni: Beh, questo da una parte mi contenta, ma dall'altra non mi convince. Perché io ricordo che a casa sua c'erano delle telecamere esterne per controllare chi arrivava.
EX 210 Siclari P.: No, mi scusi avvocato, le telecamere non funzionavano.
AVV. Cianferoni: E perché erano...
EX 210 Siclari P.: Non funzionavano le telecamere, avvocato.
AVV. Cianferoni: Cioè, ma non funzionavano perché non dovevano funzionare...
EX 210 Siclari P.: No, mi scusi avvocato, le telecamere, le telecamere sono state messe quando c'era il povero Carlo D'Andrea vivo che gli faceva i lavori a mio padre.
AVV. Cianferoni: E a che dovevano servire allora?
EX 210 Siclari P.: Eh?
AVV. Cianferoni: Cioè, per il fatto dei lavori?
EX 210 Siclari P.: Ma quando c'erano le telecamere l'esplosivo non c'era, non c'era niente. Sono rimaste due telecamere davanti al cancello di mio padre. Che quelle non funzionano, perché da parecchio tempo che non funzionavano.
AVV. Cianferoni: Lei stamani ha detto...
EX 210 Siclari P.: Le telecamere... Mi scusi.
AVV. Cianferoni: Prego, prego.
EX 210 Siclari P.: Le telecamere, quando il povero Andrea è morto e mio padre è imputato per questo omicidio, poi le telecamere non hanno funzionato più. Perché Andrea gli faceva i lavori a mio padre, Andrea.
AVV. Cianferoni: Quindi prima funzionavano.
EX 210 Siclari P.: Eh?
AVV. Cianferoni: Quindi, dico, prima funzionavano.
EX 210 Siclari P.: Prima funzionavano, ma molti anni fa.
Lei mi sta parlando del '91, quando è stato, quando c'è stato l'omicidio di Andrea Carlo.
E ora siamo nel '93 e ancora lei pensa che le telecamere funzionavano.
A casa non c'era nessuno, come facevano a funzionare le telecamere?
AVV. Cianferoni: A proposito di questo, mi perdoni il termine un po' colorito, ma il bazar, che ora stesso ha descritto: droga di varia natura, esplosivo... Ma delle armi che cosa ci sa dire?
EX 210 Siclari P.: Mio padre, io sapevo che mio padre nascondeva qualche arma. Questo l'ho dichiarato al dottor Piro.
Lo vedevo io che nascondeva qualche arma, no?
AVV. Cianferoni: E in che occasioni lo vedeva?
EX 210 Siclari P.: Io, stando a casa, lo vedevo, no? Che mio padre nascondeva armi.
AVV. Cianferoni: Però ha detto più volte che lei era sempre via perché era a lavorare, quando si è trattato dei rotoli, o balle, o bobine di esplosivo.
Lei ha detto: io non c'ero mai a casa.
EX 210 Siclari P.: Sì, siamo d'accordo, ma quello... Certe volte io ero presente e me ne accorgevo della situazione, perché vivevo a casa, no?
AVV. Cianferoni: Sulla...
EX 210 Siclari P.: Mica non lo sapevo quello che faceva mio padre.
AVV. Cianferoni: Ma un'altra incongruenza devo dire curiosa è quella a proposito della ripulitura diciamo che lei ha raccontato di aver fatto un certo giorno buttando via sedie a sdraio.
EX 210 Siclari P.: No, mi scusi, non un certo giorno, è stata una sera, avvocato, se si spiega meglio, non di giorno.
AVV. Cianferoni: Una certa data, volevo dire.
EX 210 Siclari P.: Non un giorno, è stato di sera.
AVV. Cianferoni: E ha buttato via sedie a sdraio, giornali...
EX 210 Siclari P.: Sì, sì.
AVV. Cianferoni: Anche arnesi, abbiamo appreso.
EX 210 Siclari P.: Sì, arnesi, perché no?
AVV. Cianferoni: Ma questi arnesi davano l'impressione - non le chiedo una impressione, le chiedo cosa ha visto - cioè, era un posto dove era stato lavorato quando ha trovato questi arnesi, ha trovato... Che ha trovato di preciso?
EX 210 Siclari P.: Questi arnesi erano sparpagliati, sparpagliati non dentro il magazzino, un po' fuori del magazzino erano sparpagliati, tutti per terra.
AVV. Cianferoni: Ecco, no, perché le dico: la cosa che ha destato la mia curiosità è questa - opero contestazione ancora dal verbale 20 settembre '94, 16.30 al Pubblico Ministero di Firenze - a proposito degli arnesi lei dice. Abbia pazienza che lo devo trovare, perché mi ero appuntato il punto.
Ecco, vediamo:
"Sempre a proposito della sera degli attentati, mi viene in mente ora che per terra, nel luogo dove quelle persone avevano trafficato sulle due FIAT Uno, io trovai, quella sera stessa, pezzi di filo elettrico, nastro isolante, forbici da elettricista, giravite, martellini, e dei pezzetti di materiale di un colore marroncino. Che come aspetto e consistenza assomigliavano a quello con il quale sono fatte le retine delle lampade a gas".
Dopo aver descritto questo materiale, quello che mi interessa sono gli arnesi, dice:
"Io buttai via il tutto, esclusi le forbici, i cacciaviti e i martelli che riposi nel magazzino dove vi erano altri arnesi. Questi, sicuramente, di nostra proprietà.
Non saprei specificar se gli attrezzi che raccattai fossero nostri o se erano stati portati nel cortile da queste persone".
Ecco, allora, è una cosa molto banale, ma com'è che dichiarò che certi arnesi almeno li aveva tenuti e oggi invece ha detto che ha buttato via tutto?
EX 210 Siclari P.: Ma io penso che ho buttato via tutto. Sarà rimasto il martello, qualche forbice, così, ma la rimanenza delle cose le ho buttate tutte.
AVV. Cianferoni: Senta, un'ultima domanda: il monte di brecciolino di preciso dov'era?
Cioè a dire, a me interessa sapere quanto spazio residuava tra questo monte di brecciolino e l'ingresso e il cancello che dava sulla via.
EX 210 Siclari P.: Mica ci avevo... Avvocato, io mica c'ho il metro che lo posso misurare.
Cioè, il brecciolino c'era lo spazio che io con la mia macchina... Siccome io avevo il 126, con la mia macchina potevo arrivare fino alla porta di casa mia e infino al magazzino. Perché io davanti casa ci avevo il bambino che mi giocava con il seggiolino, lo tenevo fuori. Perciò non potevo ingombrare tutto il brecciolino davanti casa mia.
AVV. Cianferoni: Sì, ma allora prendendo...
EX 210 Siclari P.: Perché ci avevo pure una incimentata per terra, no? E il brecciolino sarà stato a tre metri, a quattro metri dal garage, dalla porta del garage.
AVV. Cianferoni: Prendendo a parametro il 126, quante 126 sarebbero potute entrare tra il monte di brecciolino e il cancello che dava sull'Ostiense?
EX 210 Siclari P.: Ma io ci andavo col 126, il mio è piccolino, io entravo. Uno.
PRESIDENTE: L'Avvocato le ha chiesto: quante 126...
EX 210 Siclari P.: Ma c'era lo spazio... Mi scusi, signor Presidente, dal brecciolino alla parete, alla parete di casa, così, quella di mio padre, c'era lo spazio pure per entrare un camion.
Avete capito? Non è che perché c'era il brecciolino, il brecciolino mi occupava tutto il cortile.
Io dovevo entrare con la macchina con la spesa, dovevo fare tante cose.
AVV. Cianferoni: Cosa intende lei per camion? Quelli col rimorchio?
EX 210 Siclari P.: No, io intendo un camioncino, un camion.
AVV. Cianferoni: Un camioncino.
EX 210 Siclari P.: Poteva entrare benissimo là e andava a finire in fino davanti la porta di casa m ia.
AVV. Cianferoni: Bene. Ultima: lei ha mai presenziato, o ha avuto notizia di sopralluoghi fatti al cortile dell'Ostiense da parte della polizia Giudiziaria?
EX 210 Siclari P.: Io non ci... Sopralluoghi, in che senso? In mia presenza.
AVV. Cianferoni: Beh, in sua presenza o comunque nei mesi successivi, per esempio, all'arresto di suo padre.
EX 210 Siclari P.: Ma io quando è stato l'arresto di mio padre mi trovavo a Modena. A casa giù ci sono andato dopo parecchio tempo.
AVV. Cianferoni: Quindi non sa dire nulla di questi sopralluoghi.
EX 210 Siclari P.: Eh?
AVV. Cianferoni: Non sa dire nulla di questi sopralluoghi?
EX 210 Siclari P.: No, i sopralluoghi mica li sono andati a fare io.
AVV. Cianferoni: Grazie, non ho altre domande.
PRESIDENTE: Prego, avvocato.
EX 210 Siclari P.: Io... Il sopralluogo è stato fatto quando mi hanno, gli ho indicato dov'era la sdraio, dove ero andato a buttare le cose.
PRESIDENTE: Va bene, va bene. L'avocato ha già terminato.
Prego, avvocato, dica.
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio.
Senta, signor Siclari.
EX 210 Siclari P.: Sì.
AVVOCATO Florio: Le volevo chiedere: lei ha presente dove il signor Maniscalco stava durante il periodo in cui era agli arresti domiciliari?
EX 210 Siclari P.: Dove stava presente quando era agli arresti domiciliari? Mi sembra a casa di mio padre.
AVVOCATO Florio: Dentro casa di suo padre.
EX 210 Siclari P.: Sì.
AVVOCATO Florio: Ecco, le volevo chiedere: dalla casa di suo padre che lei conosce benissimo, vi è una o più finestre dalle quali è possibile vedere all'esterno, fuori del cancello?
EX 210 Siclari P.: Ma fuori del cancello in che senso, avvocato? Dentro, fuori del cancello verso casa mia, o verso fuori? O verso sulla strada?
AVVOCATO Florio: No, no, non parlo del cortile, parlo della strada.
PRESIDENTE: Della strada, sta dicendo.
EX 210 Siclari P.: Ah, della strada. No, proprio dal cancello di casa, l'entrata principale, e l'entrata principale quella di casa mia si può vedere fuori.
AVVOCATO Florio: Non ho capito. Si può vedere...
PRESIDENTE: Solo dal cancello di casa sua, o da quello di suo padre . Ho capito, vero?
EX 210 Siclari P.: Sì, non ci abbiamo finestre...
PRESIDENTE: Si può vedere la strada. Non ci sono altri...
EX 210 Siclari P.: Perché ci abbiamo, mio padre ha le finestre così, ma non è che si vede la strada, perché c'è il muro, poi c'è il cancello.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta, signor Siclari...
EX 210 Siclari P.: Sì.
AVVOCATO Florio: Lei prima ci rappresentava di una sua preoccupazione dovuta al fatto che c'era dell'esplosivo, poi c'era stata armi, droga, eccetera, e quindi c'era il pericolo che vi - uso un termine suo - vi carcerassero tutti quanti.
EX 210 Siclari P.: Certo, certo.
AVVOCATO Florio: Ora, quando lei... Perché lei lo seppe poi che ci fu una perquisizione anche se lei non c'era?
EX 210 Siclari P.: No, io ero a casa quando è stata fatta la perquisizione, avvocato.
AVVOCATO Florio: Ecco. Successivamente a questa perquisizione, lei seppe da suo padre, o furono più pressanti diciamo così le richieste sue di spostar questo materiale?
EX 210 Siclari P.: Certo, furono più pressanti, perché io poi avevo paura. Ho detto a papà che... scusi, il materiale, stiamo parlando dell'hashish, eh?
AVVOCATO Florio: Sì.
EX 210 Siclari P.: Perché quando ci è stata fatta la perquisizione era rimasto solo l'hashish.
AVVOCATO Florio: Sì, comunque... Ecco, lei mi stava dicendo che andò da sua padre...
EX 210 Siclari P.: Sono andato da mio padre e gli ho detto che si doveva portare pure quell'altre cose che erano rimaste.
E mica era roba mia, avvocato.
AVVOCATO Florio: No, ma nessuno le dice che era roba sua. Era...
EX 210 Siclari P.: Stava là.
AVVOCATO Florio: Senta, è possibile che suo padre avesse, diciamo così, un rapporto confidenziale privilegiato nei confronti di suo nipote Umberto, anziché nei confronti suoi?
EX 210 Siclari P.: Non penso. Non penso. Quello è il nipote e io sono il figlio. Siccome il nipote ha sempre vissuto con noi da quando è nato...
AVVOCATO Florio: Le spiego: perché lei dell'esplosivo lo ha saputo, lo ha detto poc'anzi, da Umberto.
EX 210 Siclari P.: Sì.
AVVOCATO Florio: Ora, se la ricostruzione dei fatti e delle date, come è stato possibile farla fino ad adesso, è vera, quando l'esplosivo è arrivato, Umberto era detenuto.
EX 210 Siclari P.: Sì. E mio padre non me l'ha fatta la confidenza che c'era l'esplosivo.
AVVOCATO Florio: E gliel'ha fatta...
EX 210 Siclari P.: Non me l'ha fatta perché lo sapeva come la pensavo io.
AVVOCATO Florio: Ho capito.
EX 210 Siclari P.: Mio padre, tutto nascosto mi ha tenuto.
AVVOCATO Florio: Quindi gliel'ha fatta ad Umberto e poi Umberto, agli arresti domiciliari, l'ha fatta a lei questa confidenza.
EX 210 Siclari P.: Certo.
AVVOCATO Florio: Senta, una curiosità a questo punto che però rileva: lei ha mai assistito a quando la Polizia Giudiziaria veniva a controllare Umberto agli arresti domiciliari?
EX 210 Siclari P.: No.
AVVOCATO Florio: Cioè, non sa...
EX 210 Siclari P.: No, perché io non abito lì, io abitavo dall'altra pare.
Non è che venivano a bussare dall'altra parte, venivano a bussare a casa di mio padre.
AVVOCATO Florio: Quindi non sentiva, che ne so, delle sirene che arrivavano?
EX 210 Siclari P.: Quando c'era Umberto agli arresti domiciliari? E che, venivano al controllo con le sirene, Umberto, quando una persona c'è agli arresti domiciliari, mi scusi.
AVVOCATO Florio: Eh, infatti, anche secondo me non è possibile.
Siccome Umberto ci ha detto questo, capito.
Senta, lei parlava prima di taluni maltrattamenti, diciamo così, che lei avrebbe subìto nel corso dei 18 mesi.
EX 210 Siclari P.: Maltrattamenti in che senso, però?
AVVOCATO Florio: Appunto, glielo volevo chiedere.
EX 210 Siclari P.: Maltrattamenti, non è che ho subìto maltrattamenti dal Servizio Centrale di protezione, oppure... No, io c'ho avuto uno shock, perché io lavoravo a Modena. E tutto insieme mi sono trovato senza lavoro, senza casa, senza mio figlio, senza mia moglie, sbattuto a destra e a sinistra.
Io sono stato 18 mesi senza vedere mio figlio. Ho potuto riabbracciare mio figlio dopo 18 mesi. Che me lo avevano, il Tribunale dei minori mi aveva dato il permesso dopo 18 mesi per vederlo per sette giorni.
AVVOCATO Florio: Ho capito.
EX 210 Siclari P.: Allora, in questi sette giorni ho fatto la pacificazione con mia moglie. Questo è stato il discorso, ma non è che ho fatto la bella vita. Non è come dicono tante persone. Io, la bella vita, non l'ho fatta.
AVVOCATO Florio: Chi lo dice della bella vita?
EX 210 Siclari P.: No, io...
PRESIDENTE: Avvocato, non ha importanza.
EX 210 Siclari P.: Io sto dicendo come dicono tante persone.
PRESIDENTE: La domanda non ha nessuna importanza.
AVVOCATO Florio: Non ho altre domande.
PRESIDENTE: Si riferisce evidentemente alla bella vita dei cosiddetti pentiti o collaboratori.
EX 210 Siclari P.: A questo, mi riferisco.
PRESIDENTE: Ma è una cosa che non ha assolutamente nessuna attinenza col processo.
AVVOCATO Florio: Io non ho altre domande, grazie.
PRESIDENTE: Prego, avvocato.
AVVOCATO Roggero: Avvocato Roggero.
Volevo soltanto sapere quante volte lo Scarano è venuto a via Ostiense.
EX 210 Siclari P.: Quante volte lo Scarano è venuto a via Ostiense?
AVVOCATO Roggero: Sì.
EX 210 Siclari P.: Ma io l'ho visto parecchie volte venire lo Scarano a via Ostiense. Adesso non le posso mica contare... Lo Scarano era di casa a via Ostiense con mio padre. Perché lo Scarano lavorava con mio padre con la droga, no?
AVVOCATO Roggero: Eh, ma parecchie volte significa 10-20-100-1000...
EX 210 Siclari P.: Eh, no, è esagerato mille volte, Avvocato.
AVVOCATO Roggero: Be', magari 20, 30, 50...
EX 210 Siclari P.: Ma la droga... Mi scusi avvocato. Se io esco la mattina, la mattina alle sei e mi ritiro la sera alle sei da lavorare...
AVVOCATO Roggero: Ma è proprio...
EX 210 Siclari P.: Se io vado a casa di mio padre e vedo lo Scarano, mica lo Scarano aveva contatti con me. Lo Scarano aveva contatti con mio padre.
PRESIDENTE: Mi scusi, abbia pazienza. Lei ha risposto, ha detto: parecchie volte.
EX 210 Siclari P.: Parecchie volte.
PRESIDENTE: L'avvocato si è limitato a dire se più di 10, più di 20, più di 30... Lei risponda...
EX 210 Siclari P.: Io ho riferito, l'ho riferito quante volte l'ho visto allo Scarano, mica non l'ho riferito, signor Presidente.
AVVOCATO Roggero: Possiamo sintetizzarlo?
PRESIDENTE: Ci sa dire più o meno se 10 volte, 20 volte, lo ha visto naturalmente.
EX 210 Siclari P.: Certo, lo Scarano io lo vedevo, lo vedevo a casa di sera, di giorno. Certe volte di domenica, più volte di una settimana. Perché si frequentavano.
PRESIDENTE: Tutte le settimane...
EX 210 Siclari P.: Papà ci andava a casa...
PRESIDENTE: Tutte le settimane?
EX 210 Siclari P.: Tutte le settimane io vedevo lo Scarano.
PRESIDENTE: Diverse volte.
EX 210 Siclari P.: Diverse volte, sì. Io non ho visto più lo Scarano da quando sono venuti a caricarsi il fumo.
PRESIDENTE: Va bene...
EX 210 Siclari P.: Da quando è stata pulita casa mia non ho più visto lo Scarano.
AVVOCATO Roggero: Senta, l'oggetto delle visite di Scarano, era sempre lo stesso, o c'erano oggetti diversi, cose lecite, cose illecite, o un po' di tutto?
EX 210 Siclari P.: In che senso?
PRESIDENTE: Avvocato...
EX 210 Siclari P.: Avvocato, mi scusi, ma non...
PRESIDENTE: Per piacere stia buono.
Queste domande, lei non le può rivolgere in questi termini. Perché la posizione del teste imputato che stiamo esaminando è chiara, almeno quella di oggi. Nel senso che dice: veniva a trovare mio padre.
Di conseguenza, le ragioni, almeno alcune volte le ha chiaramente...
AVVOCATO Roggero: La formulo in modo diverso.
EX 210 Siclari P.: Mi scusi...
PRESIDENTE: Faccia...
EX 210 Siclari P.: Mi scusi, avvocato, lo Scarano...
PRESIDENTE: Lei stia buono.
EX 210 Siclari P.: No, mi stavo riferendo...
PRESIDENTE: Questa domanda non l'ho ammessa.
EX 210 Siclari P.: Ah.
PRESIDENTE: L'avvocato gliela farà in altro modo.
EX 210 Siclari P.: Mi scusi.
AVVOCATO Roggero: Allora, per quanto è a sua conoscenza, per avervi assistito personalmente, ci sono stati incontri dello Scarano con suo padre che avessero ad oggetto, ad esempio, la compravendita di terreni, o la compravendita di automobili, o la compravendita di...
PRESIDENTE: Di cose lecite, diciamo.
AVVOCATO Roggero: Di cose lecite.
EX 210 Siclari P.: Ma lo Scarano dice che si voleva comprare il magazzino di casa mia. E che ci dovevano lavorare con mio padre. Si voleva affittare, si voleva... Questo è il discorso.
Poi è venuto giù a caricarsi una volta 20 chili di fumo, poi è venuto un'altra volta a caricarsi 20 chili di fumo. L'ultimo se l'è portato e il secondo me l'ha lasciato a casa.
Più di questo che gli devo dire, avvocato?
AVVOCATO Roggero: No, per me è sufficiente questo. Grazie.
PRESIDENTE: Non ha altro? Non ci sono altre domande?
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
No, Presidente.
PRESIDENTE: Allora potete accompagnarlo.
*EX 210 Siclari P.: Buona serata, signor Presidente.
PRESIDENTE: Buonasera.
Chi sentiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo introdurre in aula Siclari Maria Antonina.
PRESIDENTE: Prego. E' qui, o di qua, è protetta o no?
PUBBLICO MINISTERO: Credo che sia da lì, Presidente.
PRESIDENTE: Fate entrare la Siclari, allora, per favore.
Signora si vuole girare di qua, per favore?
*EX 210 Siclari M.A: Sì.
PRESIDENTE: Grazie.
EX 210 Siclari M.A: Prego.
PRESIDENTE: Ci vuole dire nome, cognome, luogo, data di nascita e di residenza.
EX 210 Siclari M.A: Siclari Maria Antonina, nata a Palermo il 12/02/1927.
PRESIDENTE: Residente? A Roma?
EX 210 Siclari M.A: Sì.
PRESIDENTE: Lei è la moglie di Di Natale Emanuele?
EX 210 Siclari M.A: Sì.
PRESIDENTE: Lei, come moglie di un imputato, ha diritto di dichiarare, se crede, di non voler fare dichiarazioni. Sennò può dire 'no, voglio dire tutto...'.
*EX 210 Siclari M.A: Mi attengo a non rispondere, perché mio marito è imputato in questo processo.
PRESIDENTE: Benissimo, signora. Si accomodi. Può andare.
Allora chi chiamiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Chiamiamo Maniscalco Simona.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Anche se son conviventi, c'è una norma della Corte Costituzionale che ha parificato...
No, i difensori chiedevano se erano sposati o conviventi.
PRESIDENTE: Ma mi pare che non ci siano questioni...
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
PRESIDENTE: Io ho usato un'espressione impropria perché mi ero dimenticato la storia della come si chiama, però non credo che ci siano, ormai, più differenze sostanziali, né processuali.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Si vuole girare di qua, per cortesia?
*EX 210 Maniscalco S: Buonasera.
PRESIDENTE: Buonasera.
Vuol dire il suo nome cognome luogo, data di nascita e residenza?
EX210 Maniscalco S: Maniscalco Simona, nata a Roma il 10/06/75.
PRESIDENTE: E' residente?
EX210 Maniscalco S: Località protetta.
PRESIDENTE: Lei è parente di... come si chiama?
PUBBLICO MINISTERO: Di Natale Emanuele.
EX210 Maniscalco S: DI Natale Emanuele, sì.
PRESIDENTE: Che grado di parentela ha?
EX210 Maniscalco S: Sono la nipote.
PRESIDENTE: Nipote in che senso? E' suo nonno, suo zio?
EX210 Maniscalco S: No, la figlia di Siclari Maria, che è la figlia di Di Natale.
PRESIDENTE: Quindi, lei è nipote....
EX210 Maniscalco S: Io sono la nipote, sì.
PRESIDENTE: ... figlia di un figlio.
EX210 Maniscalco S: Figlia di una figlia.
PRESIDENTE: Di una figlia, va bene. Ci siamo arrivati lo stesso.
Anche per lei vale la facoltà di astenersi dal deporre, perché discendente di un imputato di questo processo. Però lei può anche dire 'voglio rispondere.
EX210 Maniscalco S: Mi vorrei astenere, se...
PRESIDENTE: Si vuole astenere?
EX210 Maniscalco S: ... se è nelle mie facoltà, sì.
PRESIDENTE: Si accomodi.
*EX210 Maniscalco S: Grazie, buonasera.
PRESIDENTE: Buonasera.
Allora, abbiamo ancora un imputato che forse non ha facoltà di astenersi.
PUBBLICO MINISTERO: No, Presidente, non è... E' il teste Berto Giuseppe, che credo sia presente.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' un testimone fuori dall'ambito familiare.
PRESIDENTE: Testimone testimone.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
*TESTE Berto: Ah, devo parlare?
PRESIDENTE: Sì, deve dirci, prima di tutto, il suo nome, cognome...
TESTE Berto: Berto Giuseppe.
PRESIDENTE: Aspetti. Nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
TESTE Berto: Allora, data di nascita: Gallese, provincia di Viterbo.
PRESIDENTE: Sì, quando?
TESTE Berto: 27/11/1923. Residente alla Magliana via Pescaia.
PRESIDENTE: Benissimo Vuole leggere quella formula?
TESTE Berto: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego, signor Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Berto, buonasera. Sono io che le faccio le domande.
Senta, che attività lavorativa svolge?
TESTE Berto: Un pochettino...
PUBBLICO MINISTERO: Parlo più forte. Che lavoro svolge, che lavoro fa?
TESTE Berto: Adesso niente. Prima avevo un laboratorio da fabbro.
PUBBLICO MINISTERO: Aveva un laboratorio da fabbro.
TESTE Berto: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, fino a quando ha lavorato?
TESTE Berto: Che ho chiuso nell'88, mi sembra; '88-89. '88, mo di preciso non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, anche dopo che ha smesso...
TESTE Berto: Sì, dopo ancora tuttora. Se mi chiama uno a mettere una serratura, una cerniera, diciamo, sto in pensione e qualche lavoretto che mi capita lo faccio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi qualche lavoretto lo fa.
TESTE Berto: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Anche oggi.
TESTE Berto: Tuttora.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ho capito bene che abita alla Magliana, lei?
TESTE Berto: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma in questo quartiere lei conosceva una persona...
TESTE Berto: Ci abito dal '74.
PUBBLICO MINISTERO: Dal '74.
TESTE Berto: Abito alla Magliana. Prima abitavo alla borgata Fidene, dove avevo il laboratorio.
PRESIDENTE: Va bene, ma ora ascolti che cosa chiede il Pubblico Ministero.
TESTE Berto: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In questo quartiere della Magliana, conosceva un signore che si chiamava Emanuele Di Natale?
TESTE Berto: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era un suo conoscente, era un inquilino dello stesso palazzo?
TESTE Berto: Abitava nella strada dove abito io. Praticamente, io abito al terzo piano, lui non mi ricordo... cioè il quarto, quinto piano.
PUBBLICO MINISTERO: Al quarto, quinto piano. Senta, lo conosceva da tempo, questo signor Emanuele Di Natale?
TESTE Berto: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
TESTE Berto: Da...
PUBBLICO MINISTERO: Prego, dica. Da quanto tempo lo conosceva?
TESTE Berto: Più o meno... '74, vero, non lo so, '76, '77.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi da tanto tempo.
TESTE Berto: Sì, da tanto tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo signor Di Natale Emanuele ha abitato sempre lì alla Magliana?
TESTE Berto: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Abitava sempre lì?
TESTE Berto: Abitava nella scala dove abito io.
PUBBLICO MINISTERO: Allo stesso piano. Lei sapeva se questo signor Di Natale aveva anche qualche altra abitazione, qualche altra casa?
TESTE Berto: No.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo sapeva?
TESTE Berto: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Senta, è capitato che lei abbia fatto dei lavori su richiesta di questo signor Di Natale?
TESTE Berto: Sì. A via Ostiense.
PUBBLICO MINISTERO: A via Ostiense.
TESTE Berto: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, io le ho chiesto se sapeva se Di Natale aveva un'altra casa, in via Ostiense, lo sa...
TESTE Berto: A via Ostiense ci aveva un'altra casa, dopo, cioè aveva fatto una casetta là.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, ecco, ce l'aveva Di Natale quest'altro ambiente?
TESTE Berto: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: In via Ostiense.
TESTE Berto: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e quand'è che ci è andato, lei, a fare questi lavori?
TESTE Berto: Sono andato a saldare un pilastro del cancello che gliel'avevano intruppato, s'era storto; comunque, un pilastro del cancello era piegato. Sono andato lì con la saldatrice e il frullino, ho tagliato, ho addrizzato e ho risaldato.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio che lei, un attimino, precisi. La richiesta di questo intervento, il Di Natale quand'è che gliela fece? Dove vi vedeste, dove vi incontraste?
TESTE Berto: Niente, ci incontrammo, ci incontravamo sempre, perché stava alla Magliana; faceva avanti e indietro.
PUBBLICO MINISTERO: Faceva avanti e indietro.
TESTE Berto: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, le aveva chiesto il suo intervento in questo....
TESTE Berto: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Lei c'era mai stato in questo locale, in questa casa di via Ostiense del Di Natale?
TESTE Berto: Sì, sono andato a riparare il cancello.
PUBBLICO MINISTERO: No, dico prima.
PRESIDENTE: Prima.
PUBBLICO MINISTERO: Prima.
PRESIDENTE: Prima, c'era mai stato prima?
TESTE Berto: Ah, prima. Prima sì, qualche volta.
PRESIDENTE: C'era già stato.
TESTE Berto: Mi ricordo una volta la cerniera di un portoncino, lì, un cancelletto di ferro che aveva lì. Poi, dopo ho riparato un cancello grande.
PRESIDENTE: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signor Berto, si ricorda - lei l'ha accennato prima - qual era il tipo di intervento che dovette fare su questo cancello?
TESTE Berto: Cioè, un pilastro tubolare da 100 per 100 quadrato e dice che gliel'avevano intruppato, non lo so chi l'ha intruppato.
PRESIDENTE: Intruppato che vuol dire?
TESTE Berto: Chi l'ha intruppato non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Buttato giù?
TESTE Berto: No.
PRESIDENTE: Piegato.
PUBBLICO MINISTERO: Piegato.
TESTE Berto: Piegato.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome lei fa il gesto... Senta, si trattava di un pilastro sempre del cancello, cioè un pilastro in ferro?
TESTE Berto: Il pilastro esterno.
PRESIDENTE: Di ferro o in cemento?
TESTE Berto: No, no, in ferro.
PUBBLICO MINISTERO: In ferro.
PRESIDENTE: In ferro.
TESTE Berto: Tubolare in ferro.
PRESIDENTE: Tubolare in ferro.
TESTE Berto: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, guardando il cancello, era quello a destra, questo pilastro, o quello a sinistra?
TESTE Berto: Entrando quello a destra; diciamo, entrando dalla Portuense, c'era il cancello per entrare dentro a lui: a destra.
PUBBLICO MINISTERO: Guardandolo da fuori?
TESTE Berto: Da fuori, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e si ricorda quanto tempo perse per sistemarlo?
TESTE Berto: Eh, circa un paio di ore e mezza, più o meno. Due ore e mezzo, due ore, tre... Mo, come faccio a ricordare mezzora più mezzora meno; ho lavorato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, si ricorda se le venne detto da che cosa era stato danneggiato questo cancello?
TESTE Berto: No, questo non lo posso dire, perché il cancello era piegato, però con che è stato danneggiato questo non posso dire niente.
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda se, parlando, lì...
TESTE Berto: No, parlando ha detto che gli avevano intruppato, cioè ce l'avevano intruppato. Mo, se è con una macchina o con un camion o con un'altra cosa questo non lo posso giudicare.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, io le faccio vedere la fotografia di questo cancello.
TESTE Berto: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vediamo se lei ci riesce a spiegare...
TESTE Berto: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La vede bene la foto?
TESTE Berto: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Questa...
TESTE Berto: Però questa è la parte interna.
PUBBLICO MINISTERO: Vediamo se c'è un'altra foto, signorina, che riprende il cancello.
TESTE Berto: Per di dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo togliere...
TESTE Berto: Esatto, la parte destra, questa qua. La mano destra. All'infuori, entrando dentro, eh.
PRESIDENTE: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Quindi, guardando nella foto, sarebbe il pilastro?
TESTE Berto: Guardandolo così quello destro.
PUBBLICO MINISTERO: Quello destro.
TESTE Berto: Sempre da fuori eh, non interno. Da dentro a venire fuori.
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Guardandolo, diciamo, dalla strada verso...
TESTE Berto: Dalla strada sì, esatto. Quello destro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le ho chiesto poco fa: si ricorda chi c'era presente quando eseguì questo lavoro di riparazione?
TESTE Berto: Se c'era chi, Emanuele?
PUBBLICO MINISTERO: Se c'era Emanuele.
TESTE Berto: Sì, è venuto lì, mi ha fatto vedere il cancello, tutto quanto; ho scaricato la saldatrice dal furgone, il frullino, il cavo per attaccare la corrente e mi sono messo a lavorare.
PUBBLICO MINISTERO: Le rifaccio la domanda: si ricorda se le venne detto, nel corso di questa riparazione, da che cosa era stato causato questo danno al cancello?
TESTE Berto: No, lui mi ha detto che gliel'hanno intruppato. Basta.
PUBBLICO MINISTERO: Intruppato è un termine...
TESTE Berto: Qualche...
PUBBLICO MINISTERO: ... romanesco.
TESTE Berto: Investito con qualche cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Che era stato investito da qualcosa.
TESTE Berto: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei si ricorda che venne interrogato da qualcuno della DIA?
TESTE Berto: Sì, io sì.
PUBBLICO MINISTERO: Venne interrogato due volte.
TESTE Berto: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, una volta lei venne interrogato il giorno 11 agosto del 1994. Va bene?
TESTE Berto: Bene.
PUBBLICO MINISTERO: Questo risulta qui, glielo dico io, risulta dal verbale.
TESTE Berto: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le fecero una domanda tipo quella che le ho appena fatto io.
TESTE Berto: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E disse, le leggo quello che disse lei alla DIA.
TESTE Berto: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: "Credo, ma non ne sono sicuro, che mi abbia detto" - si riferisce a Di Natale Emanuele - "che il cancello venne danneggiato da un camion che faceva manovra".
TESTE Berto: Questo adesso non me lo ricordo, diciamo, se lui mi ha detto che questo cancello è stato danneggiato da un camion; però, a come era fatto, perché era... la macchina lo pigliava più giù del pilastro, invece stava più alto, l'ha intruppato e l'ha piegato.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, mi scusi, se può ripetere quello che ha detto, perché non l'ho sentito. Ho capito su per giù che cosa ha detto. Lei, osservando questo danno a questo cancello, lo attribuiva o lo poteva attribuire a un urto di un'autovettura o di un mezzo...
TESTE Berto: Io lo attribuisco a un camion, insomma... a un camion, a un affare grande, perché un'autovettura non ci poteva arrivare, diciamo, a un metro da terra.
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi, allora, meglio a che altezza era questo danno a questo cancello.
TESTE Berto: Io non lo so, perché ho detto... Si vedeva la botta che ha preso, il cancello si è scorticato, la vernice se ne è andata, no? La botta l'ha presa ad un'altezza di circa un metro da terra.
PUBBLICO MINISTERO: Infatti, volevo che lei precisasse questo.
TESTE Berto: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, oggi lei ci dice: 'non mi ricordo se Emanuele Di Natale mi disse che era stato un camion'... Io le ho letto...
TESTE Berto: Sì. Io adesso non mi ricordo, perché sono anni.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, mi scusi signor Berto, quando lei venne sentito dalla DIA, lei lo disse questo fatto.
TESTE Berto: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che Di Natale le aveva accennato...
TESTE Berto: Aveva accennato che qualcuno, un camion, facendo manovra aveva intruppato il cancello.
PUBBLICO MINISTERO: Intruppato il cancello. Diciamo così. Senta, ora che abbiamo focalizzato il danno, il tipo di danno, eccetera, riesce lei a collocare nel tempo questo fatto? Cioè, si ricorda quando avvenne questo fatto?
TESTE Berto: No.
PUBBLICO MINISTERO: Quand'è che lei andò a riparare quel cancello?
TESTE Berto: Il giorno, no. Posso dire di pomeriggio, sì. Era di pomeriggio quando stavo a fare questo lavoretto, però il giorno no.
PRESIDENTE: Non il giorno...
TESTE Berto: Non il giorno.
PRESIDENTE: ... cominciamo a parlare di anno.
TESTE Berto: No.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti.
TESTE Berto: Non mi ricordo più dell'anno.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti signor Berto, vediamo se, con qualche altra domanda...
TESTE Berto: L'anno non me lo ricordo di sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Lei la prima volta, abbia pazienza... mi guardi un attimo, mi sposto.
Allora, lei venne sentito, le ho detto, due volte dalla DIA. Una volta l'11 agosto del 1994 e le ho appena letto quello che lei aveva detto a suo tempo.
Era stato, poi, sentito il giorno 24 maggio del'94, va bene, quando la interrogarono, e lei, in quell'occasione, disse:
"Non riesco a collocare temporalmente il periodo, ma era certo l'anno scorso".
Siccome la interrogavano nel '94...
TESTE Berto: Sì, a quei tempi là, sì, più o meno era un anno che avevo fatto quel lavoro.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei venne interrogato il 24 maggio del '94, circa un anno prima?
TESTE Berto: Sì, il lavoro circa un anno prima, più o meno l'avevo fatto, quel lavoro.
PUBBLICO MINISTERO: Un anno. Senta, le faccio un'ulteriore domanda, tanto per finire questo discorso.
Lei oggi non riesce ad essere più preciso sull'epoca di questo suo intervento di riparazione.
TESTE Berto: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era un periodo caldo, era un periodo freddo?
TESTE Berto: No, caldo, caldo; faceva caldo.
PUBBLICO MINISTERO: Era un periodo?
PRESIDENTE: Caldo.
TESTE Berto: Caldo; era caldo, non è che faceva freddo, non era d'inverno.
PUBBLICO MINISTERO: Non era in inverno.
TESTE Berto: No, no, d'estate.
PUBBLICO MINISTERO: Era?
TESTE Berto: D'estate, diciamo; col tempo caldo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei oggi ci dice che era d'estate. Le devo comunque far presente che, quando la interrogarono l'11 agosto del '94, le fecero una domanda uguale a quella che le ho fatto io oggi e poi lei allora non fu così preciso come è oggi. Oggi ci dice che era d'estate del '93, va bene? Qui disse:
"Era sicuramente" - leggo dal verbale dell'11 agosto '94 - "era passato sicuramente l'inverno...".
TESTE Berto: Sì, l'inverno era passato.
PUBBLICO MINISTERO: Poi lei qui, però, disse:
"Non faceva né caldo né freddo".
TESTE Berto: Né caldo e né freddo. Diciamo non era d'inverno, non pioveva e niente; il tempo era buono, diciamo in primavera più o meno. Quel tempo lì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, qui lei si era sbilanciato a dire che, leggo sempre:
"Aveva" - lei si ricordava che - "aveva la maglia di lana e le mutande lunghe di lana".
TESTE Berto: Chi?
PUBBLICO MINISTERO: Lei.
TESTE Berto: Sì. Le porto ancora.
PUBBLICO MINISTERO: Le porta ancora? Oggi ha le mutande di lana, mi scusi?
TESTE Berto: Eh.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Anche oggi, voglio dire, ha le mutande di lana?
TESTE Berto: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Berto: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha la biancheria di lana anche oggi. Bene.
Presidente, io ho concluso.
PRESIDENTE: Parti civili, domande? Difensori, domande?
Si può accomodare, è libero.
TESTE Berto: Sono libero?
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Berto: Posso andare via?
PRESIDENTE: Può andarsene.
*TESTE Berto: Grazie.
PRESIDENTE: Allora, l'udienza riprende domattina alle ore 9.00. Traduzione...
AVVOCATO Roggero: Presidente, sono l'avvocato Roggero.
PRESIDENTE: Dica, avvocato.
AVVOCATO Roggero: Volevo depositare un'istanza sull'attenuazione della misura cautelare per Frabetti, con richiesta di essere sottoposto ad esame anticipatamente rispetto ai tempi normali.
Siccome mi rendo conto che c'è il problema che sono già stati formati gli elenchi per le prossime udienze, appena è possibile, di modo che possa essere esaminata l'istanza.
PRESIDENTE: Noi, intanto, lasciamo che il P.M. formuli il suo parere sia su una richiesta come sull'altra e poi risponderemo.
AVVOCATO Roggero: Grazie.
PRESIDENTE: Lei, intanto, presenti pure la sua istanza.
AVVOCATO Roggero: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Chiedo scusa, siccome sul problema sul punto del parere di una richiesta che riguarda la libertà per personale, l'interpretazione autentica dell'avvocato Roggero, lei in qualche modo condiziona...
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Non nel tempo, nel tempo, non nel merito... La richiesta all'espletamento dell'esame, quando sarà possibile, o vuole un parere e un provvedimento sul momento?
AVVOCATO Roggero: Io vorrei... No, non necessariamente sul momento, lo vorrei in tempi... appena possibile.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Siccome lei stesso ha fatto riferimento al calendario delle udienze, il calendario delle udienze, ora come ora, si modifica male, perché è già, anche come esame di altre persone e istruttoria dibattimentale, è programmato, mi sembra, per tutto giugno.
PRESIDENTE: L'avvocato, molto gentilmente, si è rimesso a "appena possibile".
AVVOCATO Roggero: Sì, appena possibile, appunto.
PRESIDENTE: Ma il Pubblico Ministero ha la facoltà di pensarci sopra, stasera, domani, poi risponderà.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, sì. Ma io, siccome sento parlare di libertà personale, so esattamente quali sono i miei doveri.
PRESIDENTE: La libertà personale è un altro discorso. Sono due cose distinte. Io penso che si può benissimo deciderle separatamente.
Allora, l'udienza riprende domattina... Ci sono altre richieste?
AVVOCATO Florio: Sì, una brevissima. Io avrei degli atti processuali e avrei bisogno di un'autorizzazione giustamente, perché la scorta sennò non me li fa passare. Si tratta di telefonate in entrata e in uscita dell'imputato Giacalone. Volevo chiedere autorizzazione alla Corte di passare questi atti processuali attraverso le sbarre, diciamo.
PRESIDENTE: Avvocato, io non so di che cosa si tratta, quindi le posso dare un'autorizzazione...
AVVOCATO Florio: Trattasi di atti processuali che il...
PRESIDENTE: Sulla fiducia, ovviamente.
PUBBLICO MINISTERO: Sono atti di questo processo.
AVVOCATO Florio: Certamente.
PRESIDENTE: Atti del processo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora nessun problema.
PRESIDENTE: Basta, basta, finito.
AVVOCATO Florio: No, no, per correttezza.
PRESIDENTE: Non avevo capito, mi scusi. Non avevo capito neanche io.
PUBBLICO MINISTERO: La credo sulla parola, ci mancherebbe altro.
PRESIDENTE: Va benissimo. Per la terza volta posso finire?
Riprende l'udienza domattina alle ore 9.00. Traduzione degli imputati detenuti. Buonasera.