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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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UDIENZE 11-12-17-18-21 MARZO 1997


PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo i presenti.
Bagarella: è presente?
SEGR. D'UDIENZA: Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Difeso avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni sostituito dall'avvocato Florio.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: Presente.
PRESIDENTE: Difeso dall'avvocato Barone e Cianferoni sostituiti dall'avvocato Florio.
Benigno Salvatore.
IMPUTATO Beningo: Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei, sostituiti sempre provvisoriamente dall'avvocato Florio.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti, c'è l'avvocato Falciani in sostituzione se non mi sbaglio.
AVVOCATO Falciani: Presente, buongiorno.
PRESIDENTE: Calabrò Giovacchino.
IMPUTATO Calabrò: Presente.
PRESIDENTE: Avvocati Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni sostituto. Sostituito a sua volta dall'avvocato Florio.
Cannella Cristofaro: presente. Avvocato Di Peri, avvocato Rocchi. Sostituiti dall'avvocato Florio.
Carra Pietro: rinunciante. Avvocato Cosmai, è presente?
AVVOCATO Cosmai: Sono presente, Presidente.
PRESIDENTE: Grazie.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Russo, avvocato Gentili, avvocato Falciani. Sostituiti dall'avvocato Florio.
Ferro Giuseppe.
AVVOCATO Florio: No, chiedo scusa. C'è un'incompatibilità su questo.
PRESIDENTE: Scusi?
Ah, abbiate pazienza. C'è l'avvocato Falciani. Scusate. Momentaneo lapsus.
Ferro Giuseppe: presente. Avvocato Anania, avvocato Cianferoni sostituito dall'avvocato Florio.
Ferro Vincenzo: contumace. Avvocato Traversi, avvocato Gennai. C'è qualcuno dei due?
AVVOCATO Falciani: Falciani, in sostituzione.
PRESIDENTE: Sostituzione l'avvocato Falciani.
AVV. Cianferoni: Presidente, non direi contumace Ferro Vincenzo.
PRESIDENTE: Ferro Vincenzo, qui è scritto contumace. Io leggo automaticamente. Va beh. E' libero, comunque, no? E' presente. E' libero, non presente.
AVV. Cianferoni: Ecco.
PRESIDENTE: Non presente.
Frabetti Aldo.
IMPUTATO Frabetti: Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, avvocato Usai, avvocato Roggero che...
AVVOCATO Roggero: Roggero presente. Buongiorno.
PRESIDENTE: Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, avvocato Bennati, avvocato Florio che è presente.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi. Sostituito dall'avvocato...
AVVOCATO Pepi: Ci sono, Presidente.
PRESIDENTE: C'è avvocato? Grazie.
Graviano Filippo.
IMPUTATO Graviano: Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Oddo, avvocato Gramigni. Sostituito dall'avvocato Pepi. Va bene?
Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani, dottoressa Aiazzi. C'è qualcuno che sostituisce? Sennò l'avvocato Florio in sostituzione.
Lo Nigro Cosimo: è rinunciante. Avvocato Fragalà, avvocato Florio che è presente.
Mangano Antonino: è presente, mi pare vero? E' rinunciante? Non capisco. Benissimo. Avvocato Farina, avvocato Maffei. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, avvocato Bagattini. Sostituiti? Dall'avvocato... Falciani, può?
AVVOCATO Falciani: No. No, Presidente.
PRESIDENTE: Allora, avvocato...
AVVOCATO: Posso sostituirlo io?
PRESIDENTE: Benissimo.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Pizzo Giorgio: rinunciante. Avvocato Salvo, avocato Pepi che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Florio.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti, avvocato Usai, avvocato Roggero che è presente.
Scarano Antonio: presente. Difeso dall'avvocato Fortini che è presente.
AVVOCATO Fortini: Presente, sì.
AVVOCATO Batacchi: E Batacchi.
PRESIDENTE: E Batacchi, sì. E' presente anche l'avvocato Batacchi. Grazie.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Spatuzza: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Florio.
Tudino Vittorio: rinunciante. Avvocato Gallina, avvocato Di Benedetto. Sostituito dall'avvocato Florio.
AVVOCATO Florio: Presidente.
PRESIDENTE: Sì.
AVVOCATO Florio: Sono l'avvocato Florio. Chiedo scusa. Io in questo momento parlo in qualità di sostituto processuale dell'avvocato Stefani per Grigoli.
Un'istanza dell'avvocato Stefani stesso, con la quale - la deposito immediatamente - con la quale l'avvocato Stefani chiedeva di essere sollevato dall'incarico di difensore di ufficio del Grigoli Salvatore adducendo tutta una serie di impegni documentali. Io la deposito. Poi la Corte deciderà.
PRESIDENTE: Va bene. Poi sentiremo un giorno l'avvocato Stefani perché aveva già preannunciato questa richiesta. Ovviamente dovrà argomentarla oltreché documentare qualche cosa.
Dunque, il Pubblico Ministero può dare avvio alla sua attività.
Sì, sappiamo che è presente Scarano Antonio. Lei vuol dire il suo nome per favore al microfono?
*IMP. Scarano A.: Scarano Antonio.
PRESIDENTE: Ecco. Difeso dall'avvocato Fortini.
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Che è presente. Lei sa che è imputato in questo processo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Sa di quale imputazione deve rispondere?
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Deve dirlo. Perché il cenno della testa non si registra.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PRESIDENTE: Grazie.
Dunque, la devo anche avvertire che lei sa in qualità di imputato di aver la facoltà di non rispondere.
IMP. Scarano A.: No, rispondo.
PRESIDENTE: Poi, ovviamente se vuole rispondere, dice: rispondo.
IMP. Scarano A.: Rispondo, rispondo.
PRESIDENTE: Vuole rispondere.
Inoltre, siccome è stato anticipato il suo esame, rispetto al momento normale, deve anche dirci se accetta di essere esaminato oggi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può iniziare.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano, buongiorno.
IMP. Scarano A.: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, vuol dire intanto alla Corte chi è lei? Perché lei c'ha un nome, un cognome, una data di nascita.
IMP. Scarano A.: Scarano Antonio nato il 07/01/45, Dinami, Catanzaro.
PRESIDENTE: 07/01?
IMP. Scarano A.: 45.
PRESIDENTE: A?
IMP. Scarano A.: Dinami, Catanzaro. Provincia di Catanzaro.
PUBBLICO MINISTERO: A Dinami. Quindi lei è un calabrese.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' un calabrese, ma prima di essere arrestato non viveva in Calabria.
IMP. Scarano A.: No. Vivo a Roma da 25 anni.
PUBBLICO MINISTERO: Da 25 anni.
Quindi, siccome lei è stato arrestato, si ricorda quando è stato arrestato, Scarano?
IMP. Scarano A.: Il 3 giugno '94.
PUBBLICO MINISTERO: Del '94.
Ecco, poi magari dopo sulle circostanze di questo arresto le farò qualche domanda. Ecco, ma rispetto comunque alla data del suo arresto, lei da molti anni viveva già a Roma?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Prima di vivere a Roma, dove ha vissuto?
IMP. Scarano A.: Son stato 13 anni in Germania.
PUBBLICO MINISTERO: C'è stato per...?
IMP. Scarano A.: Per lavoro.
PUBBLICO MINISTERO: Per lavoro. Ecco.
Lei ha famiglia, Scarano?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La sua famiglia come è composta?
IMP. Scarano A.: Moglie e due figli. Due.
PRESIDENTE: Due.
PUBBLICO MINISTERO: Due figli.
Senta, Scarano, la signora è calabrese come lei?
IMP. Scarano A.: No, è siciliana. Partanna, provincia di Trapani.
PUBBLICO MINISTERO: E' di Partanna. I suoi figlioli, sono nati...?
IMP. Scarano A.: In Germania.
PUBBLICO MINISTERO: In Germania. Quindi nel periodo in cui lei era a lavorare?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che lavori ha svolto, che lavori ha fatto lei quando era in Germania?
IMP. Scarano A.: Io ho lavorato 12 anni con una ditta edile.
PUBBLICO MINISTERO: Una ditta...
IMP. Scarano A.: Edile, edile.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. Edile, non avevo sentito.
Si ricordi mi raccomando di non allontanarsi mai dal microfono.
PRESIDENTE: Tedesca?
IMP. Scarano A.: ... chiamava.
PRESIDENTE: E' un po' difficile riuscire a capire esattamente il termine giusto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è il posto dove è nata, il posto dove son nati i suoi figli?
IMP. Scarano A.: No, sì esatto. Schaffenburg.
PUBBLICO MINISTERO: A Schaffenburg. Ecco.
Sua moglie l'ha conosciuta nel periodo in cui era a lavorare in Germania o la conosceva precedentemente?
IMP. Scarano A.: No, mia moglie l'ho conosciuta in Germania quando ero a lavorare in Germania. E io ho fatto l'interprete tramite un mio amico che conosceva mio suocero. Per fargli il soggiorno quando era andato su in Germania. Gli ho fatto l'interprete e l'ho conosciuta lì, nell'ufficio della Polizia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E poi ha concluso questa esperienza di vita in Germania.
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Mi sono sposato.
PUBBLICO MINISTERO: E tornato in Italia, è andato a stabilirsi a Roma?
IMP. Scarano A.: Sì. Ho tornato nel '73.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, nel '73.
Ecco, e a Roma dove ha abitato?
IMP. Scarano A.: Prima abitavo, quando son arrivato a Centocelle, piazza dei Gerani, via... comunque piazza dei Gerani, non mi ricordo adesso la via.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, è Centocelle?
IMP. Scarano A.: Centocelle, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E poi?
IMP. Scarano A.: Poi ho abitato a Torreangela.
PUBBLICO MINISTERO: Torreangela.
IMP. Scarano A.: E adesso da 20 anni circa, abito dove abito adesso, ancora adesso, diciamo adesso. Non ci abito più.
PUBBLICO MINISTERO: E l'indirizzo di casa sua? L'ultimo?
IMP. Scarano A.: Via dell'Alzavole.
PUBBLICO MINISTERO: Via?
IMP. Scarano A.: Delle Alzavole, 20.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha abitato quindi interrottamente a Roma da quando è tornato in Italia?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ha continuato a, o meglio ha avuto rapporti anche con la famiglia di sua moglie, ha frequentato Partanna, la Sicilia?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Ho frequentato Partanna, sì. I miei suoceri, ogni anno.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. Perché la famiglia di sua moglie viveva sempre in Sicilia?
IMP. Scarano A.: A Partanna.
PUBBLICO MINISTERO: A Partanna.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei un attimo fa ha ricordato di essere stato arrestato il 3 giugno del '94.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma successivamente al suo rientro in Italia, ha avuto qualche problema con la giustizia lei?
IMP. Scarano A.: Mah, io ho avuto un solo problema con la giustizia di un furto che non ho commesso. Una condanna di 3 anni e 6 mesi.
PRESIDENTE: Quanto?
IMP. Scarano A.: 3 anni e 6 mesi.
PRESIDENTE: Per furto?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il processo dove le fu fatto?
IMP. Scarano A.: A Parma.
PUBBLICO MINISTERO: A Parma. Ed è stato detenuto quindi per questa...?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E la sua detenzione dove si è svolta?
IMP. Scarano A.: Un anno a Parma. Poi, sono uscito all'appello a Bologna. Dopo 7-8 mesi mi hanno arrestato sul definitivo. E l'ho fatta a Rebibbia.
PUBBLICO MINISTERO: Per l'esecuzione della pena?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. In che epoca siamo Scarano quando si verifica questa sua detenzione?
IMP. Scarano A.: Mah, '86-87.
PRESIDENTE: '83?
IMP. Scarano A.: '86-87.
PRESIDENTE: '86-87.
IMP. Scarano A.: In quel periodo lì.
PUBBLICO MINISTERO: Io mi riferisco a un particolare alla detenzione a Rebibbia, eh Scarano.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: In quel periodo lì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
Senta, e quando fu detenuto a Rebibbia ricorda in particolare in quale sezione è stato detenuto?
IMP. Scarano A.: Al G-9. G-9.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Al G-9.
E, ha avuto dei compagni di cella per intendersi?
IMP. Scarano A.: Sì. Ci stava uno straniero...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... uno di Palermo, un certo Salvatore...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... un certo Stefano Accardi e un altro che si chiama, che si faceva chiamare "Cavalluzzo", un catanese.
PUBBLICO MINISTERO: Un catanese. Ecco, ricorda mica il nome di questo straniero? Il nome o soprannome?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Perché lui lavorava, lavorava non so, lavorava in infermeria...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... e io lavoravo pure in cucina...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... però ci vedevamo soltanto la sera, diciamo al rientro dal lavoro del carcere.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E quindi non è che c'era tanto dialogo con questa persona.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
IMP. Scarano A.: Era un tipo che parlava pochissimo. Però, se non vado errato, si chiamava Tuli.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMP. Scarano A.: Tuli.
PRESIDENTE: Si chiamava Tuli.
IMP. Scarano A.: Tuli o...
PUBBLICO MINISTERO: O un nome simile, vuol dire?
IMP. Scarano A.: Tuli, mi sembra una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ho capito.
E' possibile che si facesse, che avesse come soprannome "Dule"?
IMP. Scarano A.: Eh, una cosa del genere. Non so se era soprannome o nome.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Non dialogavo con... Dialogava un po' con Accardi.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
IMP. Scarano A.: Perché forse stavano più in cella. Più tempo.
PUBBLICO MINISTERO: E questo straniero era che ne so?, un europeo oppure era un sudamericano? Se lo rammenta lei?
IMP. Scarano A.: Mah, forse era polacco. Non... Europeo.
PUBBLICO MINISTERO: Forse di un paese dell'Est, vuol dire?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo signor - lei l'ha chiamato Stefano Accardi - ...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ci sa spiegare un pochino meglio se lei ha capito chi era o meglio da dove veniva, di dove era originario, per che cosa era detenuto?
IMP. Scarano A.: Mah, io son stato prima tre mesi insieme lì in cella, tutto in cella. Però sapevo soltanto che era siciliano, come lui sapeva che io ero calabrese. Né più e né meno.
Poi dopo, mi ricordo che era prima di Natale, gli è arrivato un mandato di cattura, che era accusato di 16-15 omicidi. E lo stava leggendo questo mandato di cattura. Siccome il mio letto stava affianco al suo, allora io mi sono... lui è andato la bagno e ha lasciato questo mandato di cattura sul letto e io ho letto che era di Partanna diciamo. Ho dato una guardata, però specialmente sul letto dove stava questo mandato di cattura. E ho visto che era di Partanna, provincia di Trapani. Infatti dopo che è finito, gli ho detto: 'io sono di Partanna', non so, ma abbiamo preso un dialogo così.
E lui mi ha detto, dice: 'come mai conosci Partanna?'
Dico:' no, io c'ho mia moglie che è di 'sto paese'.
E lì per lì mi ha detto: chi era mio suocero. E io gli ho detto... insomma è nata un'amicizia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Avete fatto amicizia, eh?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa amicizia, voglio dire quando poi siete stati scarcerati - ora lei spiegherà alla Corte chi è stato scarcerato prima, chi è stato scarcerato dopo - questa amicizia poi si è, come dire?, è proseguita anche successivamente?
IMP. Scarano A.: Sì. Allora...
PUBBLICO MINISTERO: Prego. Vada.
IMP. Scarano A.: Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Io sono uscito con l'amnistia 7-8 mesi prima della pena.
PUBBLICO MINISTERO: Ha avuto un condono?
IMP. Scarano A.: Un condono, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E lui è uscito dopo, molto dopo di me. Non so, 7-8 mesi dopo. E gli ho dato il numero di telefono di casa mia, quando io sono uscito.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Infatti una sera che lui è uscito dopo, m'ha telefonato a casa. Sono andato a prenderlo lì a Rebibbia. Però non è uscito libero, praticamente è uscito, c'era la Questura, la centrale di Roma che l'ha preso all'interno del carcere su una macchina e l'ha portato alla Questura.
Siccome c'aveva il foglio di via, c'aveva il soggiorno obbligato, gli hanno dato lì. Ed è uscito. Allora, e io sono andato lì con la macchina... della Questura fino alla Questura.
Uscendo dal cancello, mi dà la borsa a me. Si fa fermare la macchina della Polizia e mi dà la borsa. Metto la borsa nella mia macchina e vado dietro a loro fino alla Questura centrale di Roma.
Lui va su in Questura, gli notificano diciamo il soggiorno dove è che deve andare - a Nicosia mi sembra che andato - soggiorno obbligato ed è uscito alle dieci e mezzo, la sera alle undici.
L'ho portato a casa mia. Ha dormito a casa mia, ha cenato a casa mia e la mattina l'ho accompagnato che doveva prendere l'aereo. Però non l'ho accompagnato all'aeroporto, bensì l'ho lasciato sulla Casilina vicino a un supermercato.
Verso le nove la mattina, mi ha detto: 'lasciami qui'. Ci siamo salutati e me ne sono andato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ascolti Scarano. Tanto per far così capire alla Corte, anche questi luoghi, ecco casa sua e la Casilina, ecco son due...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... son due zone distanti tra loro a Roma, sono zone vicine...?
IMP. Scarano A.: Mah, sono zone vicinissime praticamente. Sono... da casa mia poteva essere un chilometro, ma neanche. Però è un'altra zona, praticamente. Io abito a Torremaura e la zona si chiama Alessandrina. Sulla via Alessandrina quasi. Tra la via Alessandrina e la via Casilina l'ho lasciato, all'angolo, a un supermercato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Fu lui che le chiese quindi di essere lasciato lì?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei poi ha capito come ha fatto questa persona per proseguire?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Non glielo ha detto?
IMP. Scarano A.: No, no. Non me lo ha detto. Ci siamo salutati e basta. Però io sapevo che doveva prendere l'aereo lui.
PUBBLICO MINISTERO: Perché c'aveva - ha detto - questo soggiorno obbligato che gli era stato imposto...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... a Nicosia.
IMP. Scarano A.: A Nicosia, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Con questo signore vi siete poi incontrati ancora, oppure no?
IMP. Scarano A.: Mah, io mi sono incontrato dopo che lui ha finito il soggiorno. Non ricordo se è stato un anno dopo o due anni dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E io stavo da mia suocera.
PUBBLICO MINISTERO: Da sua suocera, quindi a Partanna?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Stavo lì. Però io non sapevo ancora, non l'avevo visto che lui era stato al paese. Non sapevo niente se lui aveva finito il soggiorno.
Qualcuno del paese gli avrà detto che ci stava 'sta macchina targata Roma, 'è arrivato il romano'. E mi è venuto a trovare da mia suocera. Ed era un po'... un po' innervosito diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Questo signore.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti Scarano, un secondo solo. Tanto per finire, per dare un riferimento preciso alla Corte: lei sa se questo signore è sempre vivo?
IMP. Scarano A.: Non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sa se questo signore è sempre vivo?
IMP. Scarano A.: No, no. E' stato ucciso.
PUBBLICO MINISTERO: E' stato ucciso.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Sa dove è stato ucciso?
IMP. Scarano A.: A Partanna.
PUBBLICO MINISTERO: A Partanna.
Sa come è stato ucciso, nel senso se che ne so?, gli hanno sparato per strada oppure l'hanno fatto sparire?
IMP. Scarano A.: No, no. Gli hanno sparato per strada vicino al bar.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Vicino a un bar che lui frequentava.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ricorda l'anno o l'epoca per meglio dire in cui questa persona fu uccisa?
IMP. Scarano A.: Mah, io non vorrei sbagliare però non so se è stato nel '90, nel '89-90-91. Questo è il periodo.
PUBBLICO MINISTERO: Il periodo che lei si rammenta poteva essere d'inverno o d'estate, quando è stata ammazzata questa persona?
IMP. Scarano A.: Era d'estate. E io mi trovavo lì al paese da due o tre giorni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ritorniamo allora un attimo prima. Lei ha detto di averlo incontrato a casa dei suoi suoceri.
IMP. Scarano A.: Sì. Aveva saputo che io stavo al paese e è venuto a trovarmi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E mi ha chiesto una pistola. Se c'avevo una pistola. E gli ho dato la 357 Magnum.
PUBBLICO MINISTERO: Che ce l'aveva lei?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Con sé?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sul momento.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Come mai aveva una pistola con sé lei?
IMP. Scarano A.: Mah, così.
PUBBLICO MINISTERO: "Così"?
IMP. Scarano A.: Me la portavo così.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma...
IMP. Scarano A.: Senza nessun motivo. Io non è che c'avevo guerra con nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Senza nessun motivo... sdoppiamo la domanda: la ragione per la quale, lei ha detto: "senza nessun motivo". Ma com'è che era nel possesso di questa pistola? Dove l'aveva avuta?
IMP. Scarano A.: Io?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Io l'avevo comprata a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
IMP. Scarano A.: Da uno zingaro.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, quindi non era una pistola regolare, per così dire.
IMP. Scarano A.: No, no. No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo signor Stefano lì venendo a casa dei suoi suoceri, lei capì se conosceva i suoi suoceri?
IMP. Scarano A.: Mah, lui... io non lo so, sì certo sapeva dove stavano, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Lo sapeva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma in quella occasione oltre che chiedere una pistola a lei, magari si è trattenuto a parlare anche coi suoi suoceri di qualche argomento?
IMP. Scarano A.: Sì, ha parlato di un argomento di... non so se c'erano in corso le votazioni, oppure erano imminenti le votazioni. Ha detto di votare per Culicchia. Un certo Culicchia che è un sindaco di lì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, doveva essere... per quello che riguarda lei, vuol dire che era un periodo pre-elettorale?
IMP. Scarano A.: Penso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Le votazioni di qualcosa?
IMP. Scarano A.: Del sindaco.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, del sindaco. Ecco. Quindi...
IMP. Scarano A.: E ha fatto il nome di - scusi - ha fatto il nome di Culicchia, un certo Culicchia che fra loro si intendevano chi era.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ah.
IMP. Scarano A.: Questo Culicchia.
PUBBLICO MINISTERO: A lei questo nome diceva niente Scarano?
IMP. Scarano A.: A me, io questo nome non lo avevo mai sentito, diciamo dal paese, il sindaco. Perché non è che io abitavo lì. Io ci andavo una volta l'anno.
PUBBLICO MINISTERO: E poi successivamente questo nome le ha detto qualche cosa? Cioè, ha avuto un minimo di significato per lei? L'ha ritrovato, l'ha sentito fare da qualcuno, l'ha letto da qualche parte?
IMP. Scarano A.: Mah, ho sentito in televisione dopo un periodo di tempo che l'avevano arrestato. Però non so i motivi.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, questo signor Culicchia.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, come mai questo signor Stefano - se lei lo ha saputo - ebbe l'idea di domandarle se lei c'aveva un'arma o delle armi sul momento?
IMP. Scarano A.: Mah, siccome una volta in carcere mi sembra che mi ha detto se stavano delle armi a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Però è rimasto un discorso così, diciamo, non è che è rimasto un discorso con pegni, impegnativo. Ci ho detto: 'sì, qualche cosa ci sta'.
Nel senso che stava qualcheduna così. In giro, dagli zingari, a destra e a sinistra. Pure all'epoca c'erano ladri di appartamenti che andavano... e ne compravo qualcheduna io pure.
Però non è che c'è stato un impegno da ambo le parti che io mi sono impegnato per lui per trovargli delle armi.
PUBBLICO MINISTERO: Ma dica un po' Scarano lei per le armi, come dire, ha avuto magari un debole, qualche passione...
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Una passione giovanile?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, come mai proprio - se lo sa - quel certo giorno lì a questo signore gli era venuto il bisogno di chiedere una pistola. Lo sa?
IMP. Scarano A.: Io posso dire soltanto una cosa: che lui è venuto da me e mi ha chiesto 'sta pistola. Ci siamo salutati prima, poi mi ha detto, dice: 'è da stamattina che io cerco... sto nervoso, ho girato tutto il paese per trovare un pezzo di ferro'. M'ha detto.
PUBBLICO MINISTERO: Va beh, un pezzo di ferro è un'espressione...
IMP. Scarano A.: Intendeva un'arma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei lo capì al volo?
IMP. Scarano A.: Sì. Io dico: 'guarda, io ce l'ho una'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Dice: 'se mi fai questa cortesia e me la dai'. E gliel'ho data. L'ho presa e gliel'ho data.
Poi nel pomeriggio ci siamo visti al bar.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Dove lui frequentava. Verso le cinque.
PUBBLICO MINISTERO: Lì a Partanna?
IMP. Scarano A.: Sì, sempre a Partanna.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Bar Piazza si chiama.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però io entrato, sono entrato dentro al bar. Lui stava lì, mi ha detto, soltanto ho preso un caffè mi ha detto; 'vattene via perché qui... vattene via'. Ha detto e basta. E me ne sono andato.
Ho capito che c'era qualcosa che non andava, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, che l'aria non era buona?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, lei riuscì in qualche modo a capire perché questo signore quel giorno per l'appunto cercava una pistola?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Cioè, la ragione specifica lei non l'ha conosciuta mai?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Senta, in occasione appunto di questa sua - come la vogliamo chiamare? una vacanza, era d'estate?
IMP. Scarano A.: Sì, era settembre mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: In occasione di questa sua vacanza già al paese di sua moglie, lei si trattenne qualche giorno? Voglio dire, fu una permanenza breve oppure fu una permanenza di una settimana, due settimane, tre settimane?
IMP. Scarano A.: Esattamente quindici giorni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Su questa indicazione si sente, voglio dire, abbastanza sicuro?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: "Una quindicina di giorni"?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Posso dire un'altra cosa?
PUBBLICO MINISTERO: E' naturale.
IMP. Scarano A.: Posso aggiungere qualcosa?
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Certo. E' qui apposta per parlare.
IMP. Scarano A.: Allora, in quei quindici giorni che io sono stato lì al mare...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... mi è venuto a trovare, mi è venuto a trovare che la casa me l'ha data proprio lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le stavo per chiedere questo. Comunque lo racconti lei.
IMP. Scarano A.: Me l'ha data lui la casa. Mi ha detto: 'qui c'è un mazzo di chiavi'. E mi ha portato lì al mare. E ho fatto quindici giorni.
In quei quindici giorni mi ha chiesto se c'avevo altre armi. E sono venuto a Roma. E gliene ho date, ce le avevo io quelle. Personali e ce ne avevo 3-4, non mi ricordo bene. E ce l'ho portate. Gli ho portato queste armi e diciamo, un giorno sono andato e venuto... due giorni, ho lasciato mia moglie lì al mare e son ripartito.
Dopo che ho fatto diciamo, questa cosa mi è venuto a trovare con Messina Matteo Denaro. Conosciuto come Matteo, all'epoca. Mi ha detto: 'se c'hai bisogno di qualche cosa, c'è questo ragazzo che sta sempre qui in giro diciamo, al mare'. E' finita lì, insomma. Non è che l'ho visto, l'ho incontrato dopo, dopo un anno, dopo due anni sempre lì al mare. Però non c'era niente di specifico tra me e Matteo ancora.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti un attimo, Scarano. Torniamo un secondo indietro.
Lei stava accennando a questa storia di questa casa lì al mare.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cioè a dire: lei andando giù per fare questa vacanza era con la signora e con i figlioli?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma aveva in programma di alloggiare dai suoi suoceri o da qualche altra parte?
IMP. Scarano A.: No, no. Io ero andato all'agenzia, un'agenzia lì nel corso del paese.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Io uscivo dall'agenzia...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... e mi sono incontrato con lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ah.
IMP. Scarano A.: Però ci eravamo già visti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però non ci avevo chiesto niente io, perché non è che lo conoscevo bene bene ancora.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Io sono andato all'agenzia, mi ha detto: 'da dove vieni?'
'io sono andato all'agenzia per trovare una casa così e così' - dico - me ne voglio andare quindici giorni alla zona al mare alla Triscina'.
PUBBLICO MINISTERO: A Triscina.
IMP. Scarano A.: A Triscina. E lui mi ha detto, dice: 'aspetta due minuti qui, ti vado a prendere un mazzo di chiavi. Ti porto alla Triscina'. Tutto qui.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi le ha fatto avere questo signor Stefano, la casa, per quel periodo lì.
IMP. Scarano A.: Sì. Per quindici giorni, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo ha pagato l'affitto lei?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ma ha capito chi era il padrone della casa dove lei andò?
IMP. Scarano A.: No, no. Lì è venuto un vecchio, dopo, quando io ho finito... Che c'era un'altra famiglia sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Con una macchina targata Milano, però non so se erano milanesi, oppure erano diciamo meridionali del posto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E' venuto il padrone e si è preso le chiavi, quando sono andato via io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma lei provò a pagare l'affitto a qualcuno?
IMP. Scarano A.: Certo. Ci ho detto quanto costava quindici giorni, al proprietario.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. E che le ha detto il proprietario?
IMP. Scarano A.: Mi ha detto: 'no, non si può prendere soldi', mi ha detto.
PUBBLICO MINISTERO: Il proprietario non poteva prendere soldi da lei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Durante questa quindicina di giorni che lei ha trascorso lì, ora ha accennato un attimo fa che ha conosciuto un certo Matteo, eh?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora poi su Matteo ci torniamo. Le devo chiedere altre cose.
Ma ha avuto occasione di fare la conoscenza, tramite sempre questo Stefano, di altre persone in quel periodo lì?
IMP. Scarano A.: No, soltanto di Matteo. Però dopo di Matteo lì al mare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Abbiamo bevuto una birra sul terrazzo e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Sul terrazzo di casa sua.
IMP. Scarano A.: Sì, dove stavo diciamo in vacanza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora questo signor Stefano le presenta questo Matteo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questo Matteo che lei ha conosciuto all'epoca, ce lo vuole descrivere? Voglio dire: era giovane...
IMP. Scarano A.: Ma sì, era giovanissimo, era giovanissimo. Diciamo snello, alto e con gli occhiali. Mi sembrava uno studente a me, onestamente. Non è che sapevo che era... Oggi quello che è.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMP. Scarano A.: Non credevo che era quello che è oggi.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Ora, questo ci si arriva.
Dunque, e questo Stefano le presentò Matteo dicendogli che era, che ne so, un conoscente, un parente, un paesano...
IMP. Scarano A.: No, no. Mi ha detto: 'un amico. Se c'hai bisogno di qualcosa, lui sta sempre qui in giro per Triscina'.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E basta. Mi dovevo rivolgere a lui se lo incontravo, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: E le è capitato di rivedere Matteo in quel periodo lì?
IMP. Scarano A.: No, il secondo anno l'ho visto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, ma ricorda se prima di venir via al termine di questo periodo di ferie, di villeggiatura, lei ebbe un regalo, qualche regalo da qualcuno? Qualche presente?
IMP. Scarano A.: Regalo, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda nulla? Che ne so, alle volte succede no? Che uno va in certi posti, fa un po' di conoscenza, al momento di venir via c'è quello che gli regala un dolce locale, quello gli regala un bottiglione di Vin Santo, quell'altro regala la grappa. A seconda di dove si va.
Si ricorda qualcosa di analogo che possa essere successo a quell'epoca?
IMP. Scarano A.: Mah, mi sembra un cinque litri di vino, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Ecco.
IMP. Scarano A.: Un po' di vino, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, lo spieghi un attimino meglio, questo dettaglio.
IMP. Scarano A.: No, me lo ha portato personalmente Accardi, questo vino.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
IMP. Scarano A.: Vino del paese, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Un bottiglione.
IMP. Scarano A.: No, era una tanica di cinque litri.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, una tanica di cinque litri. Ho capito.
E quindi lei se ne tornò via al termine di questa vacanza.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho bisogno di sapere un particolare da lei: lei, con Matteo, parlò all'epoca? Ha avuto qualche conversazione, qualche chiacchierata tra lei e lui, da soli...
IMP. Scarano A.: No, l'ho incontrato, ci siamo incontrati una volta, così, però salutandolo normalmente. Nessun dialogo.
PUBBLICO MINISTERO: Nessun dialogo. Quindi, voglio dire, lei mise al corrente Matteo di questa storia di armi che aveva dato a Stefano?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Lei, poi, ha avuto occasione di rivederlo lo Stefano, Matteo?
IMP. Scarano A.: Io, il secondo anno che sono andato, in quel periodo no, me ne sono venuto a Roma...
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
IMP. Scarano A.: Il secondo anno, quando lui è morto, praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però non lo avevo... Io, ancora, io stavo da due giorni, due o tre giorni, lì da mia suocera. E la mattina ho sentito che gli hanno sparato. Però io ancora non mi ero visto con lui. Sono stato pure ai funerali. Io, mia moglie, i miei figli. Perché mi trovavo lì.
Poi, con Matteo, dopo la sua morte, io conoscevo... Un giorno Accardi mi ha presentato il nipote dentro, sempre dentro al bar Piazza: Enzo Pandolfi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: E questa amicizia, diciamo, è rimasta con lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, allora, scusi Scarano. Perché su questo punto forse non ero stato chiaro io nella domanda, appunto.
Io le avevo chiesto se questo Stefano le aveva presentato qualche altra persona, oltre a Matteo.
Lei ora sa parlando di questo Enzo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, anche questo Enzo, le è stato presentato da Stefano?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Durante quei quindici giorni diciamo della villeggiatura?
IMP. Scarano A.: No, dopo, dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, successivamente.
IMP. Scarano A.: Successivamente.
PUBBLICO MINISTERO: E questo Enzo che le fu presentato, le fu presentato come? Come un amico, come un parente?
IMP. Scarano A.: No, no, come nipote.
PUBBLICO MINISTERO: Un nipote vero.
IMP. Scarano A.: Come nipote. Dice: 'questo è mio nipote, è dottore', dice. E basta.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. Dottore, perché cioè a dire era un laureato.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma un dottore medico...
IMP. Scarano A.: Studiava medicina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, un dottore di medicina.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Sa anche il cognome di questo signore?
IMP. Scarano A.: Pandolfi.
PUBBLICO MINISTERO: Lo sapeva all'epoca o lo ha saputo dopo?
IMP. Scarano A.: No, dopo, dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo. Senta, e questo signor dottore Enzo, che poi ha saputo si chiama Pandolfi... Pandolfi o Pandolfo?
IMP. Scarano A.: Pandolfo, Pandolfi, una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Una cosa del genere. Lei ha detto sempre Stefano Accardi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è Accardi o Accardo?
IMP. Scarano A.: Accardi. Io dico Accardi, però può darsi che si chiama Accardo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei non sa se è esatto, se è corretto Accardi o se è corretto Accardo?
IMP. Scarano A.: No, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Per lei va bene l'uno o l'altro, a quello che capisco.
IMP. Scarano A.: Per me va bene come lo dico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perfetto. Tanto per intendersi.
Ecco, questo signore dottor Enzo, medico, era una persona giovane?
IMP. Scarano A.: Sì, giovanissimo. Sui 27-28 anni.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi laureato da poco. Era diventato da poco medico?
IMP. Scarano A.: Penso di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Pensa di sì. Questo, lei capì, seppe se abitava sempre lì a Partanna, o se abitava in qualche paese dei dintorni?
IMP. Scarano A.: Chi, Pandolfi?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Mah, io l'ho conosciuto che lui abitava lì a Partanna.
PUBBLICO MINISTERO: Anche lui.
IMP. Scarano A.: So però che è stato un periodo di tempo a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Con tutta la famiglia. Precedentemente, insomma, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora lei un attimo fa diceva: questo Stefano muore sparato. Lei si trovava giù al paese...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, queste sue, come dire? queste amicizie o conoscenze che lei aveva fatto. Forse è meglio chiamarle conoscenze.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Con Enzo, con Matteo. Ecco, sono proseguite anche successivamente?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nel senso? Vi siete continuati a frequentare, a vedere.
Dove vi capitava all'epoca di vedere, che ne so, Enzo?
IMP. Scarano A.: Ma io quando andavo giù in ferie, questo praticamente ogni stagione, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Ogni stagione, quando andavo in ferie, lo andavo a trovare. Oppure mi venivano a trovare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Ma più volte andavo io a trovarli.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. E, quindi, andando giù lei a Partanna, lo andava a trovare a casa...
IMP. Scarano A.: Io sempre lo andavo a trovare a casa della nonna. Da donna Rosa, chiamata donna Rosa, la chiamano.
PUBBLICO MINISTERO: Donna Rosa quindi sarebbe stata, rispetto a questo Stefano?
IMP. Scarano A.: La madre.
PUBBLICO MINISTERO: La madre. Quindi, questo Enzo, lei lo trovava anche a casa della madre di Stefano.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, vuol dire.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E questo Matteo, anche lui lo incontrava nelle stesse situazioni, nelle stesse occasioni?
IMP. Scarano A.: No, io da allora Matteo non l'ho più incontrato. Però l'ho incontrato... Perché una volta mi è arrivato una telefonata da Roma di Partanna. Che dice... Cioè, Enzo Pandolfi fa telefonare ad una persona che non so chi sia.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Di recarmi giù a Castelvetrano.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti un attimo, ora ci siamo subito.
Lei ha detto questo è un fatto successivo.
IMP. Scarano A.: Ma questo dopo, quando è venuta diciamo la conoscenza tra me e Matteo più intima.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma...
IMP. Scarano A.: Il passaggio diciamo tra Accardo, a Enzo, al nipote; e dal nipote a Messina Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Lei stava dicendo di avere avuto quindi una telefonata a Roma. E questa telefonata veniva da giù.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Da Partanna.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La telefonata la prese lei a casa personalmente?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma giù, il suo numero di telefono, chi ce lo poteva avere?
IMP. Scarano A.: Ce l'aveva Enzo, ce l'aveva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei glielo aveva dato il numero ad Enzo, personalmente.
IMP. Scarano A.: No, era andato da mia suocera a prenderlo.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Chi è che le telefonò? Enzo personalmente o qualche altra persona
IMP. Scarano A.: Un'altra persona.
PUBBLICO MINISTERO: E che cosa le fu detto in questa telefonata?
IMP. Scarano A.: Se potevo andare d'urgenza al paese, lì, diciamo a Partanna.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, se lei dovesse indicare un anno, cioè dovesse fare la data, ma non una data di un giorno del mese, non la data di un mese, ma semplicemente la data dell'anno in cui è avvenuto questo episodio che sta cominciando a raccontare, che anno direbbe?
IMP. Scarano A.: Mah, nel '92, inizio '92.
PUBBLICO MINISTERO: Inizi?
IMP. Scarano A.: Inizi del '92.
PUBBLICO MINISTERO: Inizi '92. Senta, questo glielo debbo chiedere ora.
Lei, le indicazioni di data, quindi di giorno, di mese, di anno, si sente di poterle dare con sicurezza, oppure sulle date lei ha la memoria, come dire, un po' vulnerabile?
IMP. Scarano A.: Negativa. Non le posso dire date, né giorni, diciamo. Più o meno l'anno, quello sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho capito. Senta, ritorniamo a questa telefonata.
Le telefona qualcuno, ma non è Enzo.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Le chiedono di andare giù al paese.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E' questo ce l'ha detto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le viene detto che questa convocazione - chiamiamola in questo modo - questa convocazione proviene da Enzo, o da qualcun altro?
IMP. Scarano A.: Comunque quello che mi ha chiamato a Roma mi ha detto che era di Enzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però Enzo, in quel periodo, era latitante.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. Questo Enzo era diventato latitante.
IMP. Scarano A.: Era latitante. Io, comunque, sono andato al paese.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, Scarano, scusi. Che Enzo era latitante lei quando lo ha saputo?
IMP. Scarano A.: L'ho saputo quando mi sono incontrato con lui.
PUBBLICO MINISTERO: A seguito di questa convocazione?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo ha saputo perché gliel'ha detto Enzo, o perché lo ha capito da solo?
IMP. Scarano A.: No, me l'ha detto Enzo.
PUBBLICO MINISTERO: Da quanto poteva essere latitante?
IMP. Scarano A.: Mah, questo non lo so di quanto era. Se era da sette mesi, cinque mesi. Non lo so di preciso. Ma più o meno così, quella è la data.
PUBBLICO MINISTERO: Era latitante da qualche mese, insomma.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Latitante, per che cosa?
IMP. Scarano A.: Mah, aveva preso un ergastolo, non so, per omicidi che avevano fatto loro, lì, a Partanna.
PUBBLICO MINISTERO: Il fatto che fosse diventato latitante, fu per lei una sorpresa?
IMP. Scarano A.: Che era latitante?
IMP. Scarano A.: Sì, che questo medico Enzo, nipote di Stefano... Dice: 'te che fai?', 'io sono diventato latitante'. Dice: 'e per che cosa?' 'Per degli omicidi'.
Ecco, fu una cosa un po' sorprendente, oppure un po' ci stava, come dire.
IMP. Scarano A.: No, no, io lo sapevo più o meno che c'erano questi processi in corso.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei lo sapeva che questo Enzo aveva un po' di guai con la giustizia?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Aveva la laure, ma ci aveva anche dei guai con la giustizia.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho capito. E allora arriva la telefonata, le dicono di presentarsi giù.
Le danno un punto preciso per presentarsi, che so, al paese a Partanna, a casa di sua suocera...
IMP. Scarano A.: All'uscita dell'autostrada di Castelvetrano. Ci sta un benzinaio e un bar. E lì la sera era buio, vado lì e mi si avvicina un certo Giuseppe Caramella, o Sgaramella.
Mi ha detto... Ha visto la macchina mia che targava Roma e ha capito che ero io. Che c'era una data ben precisa. Non mi ricordo adesso se era giovedì o di venerdì.
Dice: 'guarda, dobbiamo andare. Io mi chiamo...', così e così. Si è presentato e mi ha portato in un negozio di gioielli, gioielleria.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, Scarano, un secondo solo.
Quindi lei, a seguito della telefonata, partì.
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Partì. Partì da solo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, da solo.
PUBBLICO MINISTERO: Fece il viaggio come? In macchina per via terra, o prese il traghetto?
IMP. Scarano A.: Onestamente, signor Giudice, non me lo ricordo, se sono andato via terra, oppure con la nave.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Con quale automobile lo ha fatto, se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Mah, all'epoca mi sembra che ci avevo l'Audi. L'Audi a nafta.
PUBBLICO MINISTERO: L'Audi a nafta. Perfetto.
Senta, allora lei arriva dove le hanno detto. Ha detto all'area di servizio all'uscita di Castelvetrano.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era un posto che lei conosceva?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, lo conoscevo già, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E la persona che lei ha nominato un attimo fa, questo signor Giuseppe Garamella, o Sgaramella che sia, era una persona che lei conosceva, oppure la vide per la prima volta in quella occasione?
IMP. Scarano A.: La prima volta.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi fu questo signore che si presentò da lei.
IMP. Scarano A.: No...
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire: lì, all'area di servizio, com'è andato l'incontro?
IMP. Scarano A.: E' andato che io sono arrivato con la macchina e lui già stava lì. Mi ha visto che la macchina era targata Roma e si avvicinò.
PUBBLICO MINISTERO: E che cosa le ha chiesto?
IMP. Scarano A.: Mi ha detto se mi chiamavo Antonio.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci.
IMP. Scarano A.: Dico: 'sì'. Dice: 'io sono Beppe, andiamo. Lascia la macchina qui, andiamo'.
E siamo andati con la macchina sua, sempre a Castelvetrano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, quindi la presentazione fu fatta con i nomi di battesimo: Antonio e Beppe.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E basta.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo ha saputo successivamente il cognome di questa persona?
IMP. Scarano A.: Il nome?
PUBBLICO MINISTERO: Il cognome, il cognome.
IMP. Scarano A.: Ma il cognome vero e proprio l'ho saputo quando io mi sono comprato una casa, poi, di lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Perché ha comprato una casa proprio da questo signore, lei?
IMP. Scarano A.: Sì io ho acquistato una casa.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi ha saputo con esattezza le generalità.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Torniamo indietro. Allora, lei lascia la sua automobile; questo signore lo fa salire sulla sua...
IMP. Scarano A.: 164, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, un 164. E dove la porta?
IMP. Scarano A.: Mi ha portato in un negozio, diciamo, dentro il centro di Castelvetrano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: C'erano due o tre fratelli lì, dentro questo negozio. Che oggi so come si chiamano pure, diciamo: Ierace.
PUBBLICO MINISTERO: Questo negozio è, che attività c'è in quel negozio?
IMP. Scarano A.: Mah, se non vado errato, mi sembra che è una gioielleria all'ingrosso.
PUBBLICO MINISTERO: E dentro questo negozio chi ci trova lei?
IMP. Scarano A.: Lì trovo Matteo. Lì trovo Matteo, e dopo cinque minuti è arrivato anche Enzo Pandolfi.
PUBBLICO MINISTERO: Anche Enzo. E c'erano anche i titolari del negozio presenti?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che - se ho capito bene - sono dei fratelli, titolari di questo negozio.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E, nell'occasione, quanti ce n'erano di questi fratelli?
IMP. Scarano A.: Mah, che ricordi io erano due.
PUBBLICO MINISTERO: Due. Ecco, racconti allora alla Corte e a tutti, insomma, a tutti quelli che la stanno ascoltando, che cosa successe in occasione di questo incontro.
IMP. Scarano A.: In quell'incontro...
PUBBLICO MINISTERO: Come mai l'avevano fatto andar giù a lei?
IMP. Scarano A.: Adesso lo spiego.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: All'incontro che sono andato giù io in questa gioielleria, trovo Matteo, ci siamo salutati con Matteo. Dopo dieci minuti arriva anche Enzo Pandolfi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Siamo andati dietro un dietro bottega, c'era un divano e ci siamo messi seduti. Si è aperto un dialogo così, diciamo, Enzo con me e Matteo, dicendomi che mi dovevo impegnare qualsiasi cosa - questo me l'ha detto Enzo Pandolfi - mi dovevo impegnare a Roma, qualsiasi cosa volesse, diciamo, questo Messina Matteo Denaro.
Dico: 'va bene'. E mi hanno chiesto subito se ci potevo trovare un appartamento.
Io gli ho risposto: 'guardi, è un po' difficile a Roma cercare un appartamento'.
Comunque abbiamo parlato circa una ventina di minuti, 40 minuti. Quando ci siamo salutati per andare via, Messina mi dà un indirizzo di una agenzia, ai Parioli, l'agenzia che affittava appartamenti.
E mi dà anche 20 milioni per... Matteo gli dice a uno di questi fratelli che sta... il proprietario della gioielleria, di darmi 20 milioni. E mi ha dato l'indirizzo di questa agenzia.
Io poi sono partito la mattina dopo, ci siamo salutati tutti. Sono partito la mattina dopo, sono andato a trovare questa agenzia, ho fatto un contratto regolare. Non ricordo bene se ci ho dato due milioni o due milioni e mezzo.
Dopo quattro-cinque mesi...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, aspetti. Scusi se la interrompo, eh, Scarano. sennò anch'io perdo il filo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E certe cose che le debbo chiedere mi passano di mente.
Allora, ritorniamo un attimino alla gioielleria: aveva qualcosa di particolare questa gioielleria, che lei ricordi?
IMP. Scarano A.: Eh, di particolare...
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che siete andati a parlare in un retro bottega, se ho capito bene.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ci aveva qualcosa di singolare, di caratteristico?
IMP. Scarano A.: Ma di caratteristico c'era che era controllata con le telecamere, tutta la strada.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: Tutta la strada?
IMP. Scarano A.: La strada diciamo dove sta la gioielleria.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, la gioielleria era munita di telecamere che tenevano sotto controllo la strada.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma poi c'era qualche cosa anche di caratteristico, anche all'interno?
IMP. Scarano A.: Mah, all'interno mi è stato detto che c'era una parete che si girava praticamente. Se c'era qualche cosa si andava via dentro un giardino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Si scappava insomma, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi c'era una parete girevole dentro questa...
IMP. Scarano A.: Così ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Fu in occasione di questo incontro che lei seppe che questo Enzo era diventato latitante?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma come fece a capirlo? No, questa è proprio una curiosità vera. Perché uno non ce l'ha scritto latitante...
IMP. Scarano A.: No, me l'ha detto lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Cioè, mi spieghi, veda se riesce a ricordare come andò il discorso su questo punto.
Lei gli disse, non lo so, ecco. Lei era presente, io no.
IMP. Scarano A.: Sì, ho capito. Io ero presente, però...
PUBBLICO MINISTERO: Se se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: A me mi hanno portato in questa gioielleria. E lì ho trovato Matteo coi proprietari della gioielleria.
E Peppe Caramella, ci stava pure presente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Dopo cinque-sei minuti, dieci, è arrivato questo Enzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Arrivò da solo Enzo, o arrivò accompagnato?
IMP. Scarano A.: Io l'ho visto da solo.
PUBBLICO MINISTERO: Da solo.
IMP. Scarano A.: Ci siamo salutati lì, tutti insieme, e poi siamo, io Matteo e Pandolfi, siamo andati dietro questo retro bottega. E lì avverte Matteo, diciamo, uno di loro ha aperto... Pandolfi, adesso non mi ricordo chi, ha aperto il dialogo che mi dovevo mettere a disposizione per Messina Matteo Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMP. Scarano A.: A Roma, di trovargli un appartamento.
Qualsiasi cosa volesse, diciamo, di mettermi a disposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Allora ascolti, Scarano: questo discorso dell'appartamento, quindi da trovare a Roma, si svolse tra lei, Enzo e Matteo, a quello che ha detto?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Le altre persone, Peppe, il gioielliere o i gioiellieri che fossero, lo ascoltarono questo discorso, o no?
IMP. Scarano A.: No, no, non lo hanno sentito questo discorso.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo hanno sentito. Ho capito.
IMP. Scarano A.: Soltanto il gioielliere, Matteo gli ha detto: 'dagli 20 milioni'. E basta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto che questo Matteo le dette un indirizzo di una agenzia ai Parioli.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma gliel'ha data a vice, o gli ha dato qualche biglietto scritto, qualche cosa...
IMP. Scarano A.: No, mi ha dato un biglietto scritto.
PUBBLICO MINISTERO: Un bigliettino.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo appartamento che lei doveva trovare, poteva essere in un posto di Roma a caso, oppure doveva essere una zona particolare?
IMP. Scarano A.: Mah, io onestamente non sapevo se era particolare, oppure era... Io sono andato in questa agenzia, l'ho trovata, ho fatto un contatto regolare. Però non sapevo le modalità oppure...
PUBBLICO MINISTERO: No, forse non mi sono spiegato, Scarano.
Volevo capire se lei, nel cercare questo appartamento, doveva chiedere che fosse un appartamento di una certa zona, piuttosto che di un'altra, voglio dire.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Perché Roma è sterminata.
IMP. Scarano A.: Esatto. Nella zona.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quindi sempre nella zona dell'agenzia.
IMP. Scarano A.: In quella zona, sì
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Ai Parioli.
PUBBLICO MINISTERO: Le fu detto che era una cosa urgente o che la poteva come dire, anche prendere con calma?
IMP. Scarano A.: No, no. Non è stata una cosa, non mi ha detto che era una cosa urgente.
PUBBLICO MINISTERO: Però che lei si doveva dar da fare, ho capito bene?
IMP. Scarano A.: Sì. Io sono andato, che son andato all'agenzia, ho fatto un contratto regolarissimo...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti. Ha fatto il contratto di che cosa? Di qualche appartamento in particolare oppure ha fatto un contratto per incaricare l'agenzia?
IMP. Scarano A.: No, un contratto per incaricare l'agenzia. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, tramite questa agenzia l'appartamento è venuto fuori o no, poi?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ecco.
Quindi l'agenzia l'appartamento non glielo ha trovato a lei?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ma gli ha proposto qualche appartamento oppure proprio non c'è stato...?
IMP. Scarano A.: Ce n'era uno dopo un 2-3 mesi, diciamo lo stavano restaurando. Vicino alla Rai.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, vicino alla Rai.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la Rai, la zona di via Teulada...
IMP. Scarano A.: Via Teulada, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Via Teulada.
IMP. Scarano A.: Da quelle parti lì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'agenzia si fece viva con lei...
IMP. Scarano A.: Sì, perché...
PUBBLICO MINISTERO: ... per dirgli che avevano questo appartamento?
IMP. Scarano A.: Va beh, io sono andato una volta, due volte di persona.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Poi lo sentivo telefonicamente, praticamente. Vedendo che passava tempo, un giorno mi ha detto: 'guarda, ce n'ho uno, vieni. Ci diamo un appuntamento e lo vieni a vedere se ti piace'.
PRESIDENTE: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E sono andato. Sono andato e mi ha portato lì a via Teulada.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Quindi lei lo ha visto questo appartamento?
IMP. Scarano A.: Questo appartamento l'ho visto, ma era diciamo... lo stavano restaurando. Ci volevano altri 3-4 mesi, 5 mesi.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci. E allora?
IMP. Scarano A.: Io mi incontro con Matteo dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei avvisò Matteo di questa situazione?
IMP. Scarano A.: Sì. Ho avvisato Matteo per questa situazione e mi ha detto, dice: 'lascia perdere tutto'.
PUBBLICO MINISTERO: E senta Scarano, per avvistare Matteo come fece? Andò giù lei, vi sentiste per telefono? Se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: No, no. Sono andato giù io.
PUBBLICO MINISTERO: E ricorda dove lo ha incontrato?
IMP. Scarano A.: Sempre in zona Triscina, comunque l'ho incontrato.
PUBBLICO MINISTERO: Perché questo Matteo oltre che praticare Castelvetrano, praticava anche Triscina?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Tanto per farlo sapere alla Corte: Castelvetrano, Partanna, Triscina sono posti tra loro vicini o sono posti tra loro lontani?
IMP. Scarano A.: Mah, Castelvetrano-Triscina saranno 7-8 chilometri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Castelvetrano-Partanna sono 10-12 chilometri. Non di più.
PUBBLICO MINISTERO: E allora, Matteo le dice questo appartamento di lasciar perdere.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e tutti quei soldi che gli erano stati dati da quei gioiellieri, questi 20 milioni, che fine fanno?
IMP. Scarano A.: Questi soldi io, Matteo gli ho detto cosa dovevo fare con questi soldi. Mi ha detto: 'tienteli, te li tieni'. Ma io li ho messi in banca, però questi soldi. Son sempre lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma questo discorso ha avuto un seguito, intendo dire Matteo o qualcun altro poi le ha chiesto nuovamente di prendere qualche iniziativa per appartamenti o cose simili a Roma?
IMP. Scarano A.: Mah, dopo di quel fatto lì, dopo un po' di tempo è venuto a Roma, Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. E che cosa è venuto a fare?
IMP. Scarano A.: E' venuto a Roma e mi è venuto a cerca' che era di passaggio. Mi ha detto se potevo trovare un appartamento. E era nei primi mesi del '92. Mi sembra, se non vado errato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, era la prima volta che lei vedeva Matteo a Roma?
IMP. Scarano A.: Sì. La prima volta.
PUBBLICO MINISTERO: Come fece Matteo per fargli sapere che era a Roma?
IMP. Scarano A.: Non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: No? Voglio dire: Matteo per contattarla lei a Roma, come fece? Gli telefonò, mandò qualcuno, venne direttamente a casa sua?
IMP. Scarano A.: No, no. E' venuto Beppe Caramella.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, racconti quindi questo... si presentano insieme?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: E' venuto solo lui. E mi hanno portato... E' venuto lui e un suo compare, si chiama Alfio, Massimino Alfio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E mi hanno portato a un centro commerciale la sera verso le nove e mezza-dieci.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Dove questo Alfio lavorava.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E lì ho incontrato Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, c'era Matteo quindi...
IMP. Scarano A.: Sì. Che aspettava lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E lei ha detto che le chiese nuovamente di procurargli un appartamento?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, spieghi un attimino che cosa è successo a seguito di questa richiesta fatta da questo Matteo.
IMP. Scarano A.: Mah, io ci ho detto: 'va bene, mo vedi un po'.
Dice: 'io fra 4-5 giorni ripasso un'altra volta'.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Io mi sono impegnato, ci avevo parlato un po' vicino casa mia dove io abito. Incontro un mio amico, come si chiama?... Giacomino si chiama, ci ho detto se conosceva qualcheduno che c'aveva un appartamento. Questa persona, questo amico si è messo a disposizione nel senso che mi ha detto: 'guarda, io ce n'ho uno libero che mia madre non ci sta. Sta in Abruzzo - dice - se ti serve 10-15 giorni lo puoi prendere'.
Dico: 'va bene'. Ripassa Matteo, ci ho detto: 'guarda c'è un appartamento di un mio amico così e così - dico - se ti interessa'. Siamo andati a vederlo e dice: 'va bene'.
C'è stato ... appartamento diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Dopo...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi Scarano. Mi scusi, mi scusi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Abbia pazienza. Non faccio per farle perdere il filo. Faccio perché sennò perdo io certi particolari.
Ho bisogno di sapere se quando lei ha fatto quella chiaccherata con Matteo lì in quell'ufficio dove è stato accompagnato, ecco se a questa chiaccherata hanno assistito anche questo Beppe e questo Alfio. Oppure se il discorso è stato fatto solamente tra lei e Matteo.
IMP. Scarano A.: No, no. Tra me e Matteo. Fra me e Matteo è stato fatto.
PRESIDENTE: Il Beppe è quello quindi che lei aveva già visto a Castelvetrano?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allo svincolo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quello del 164?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro? Non ci si sbaglia, insomma?
IMP. Scarano A.: No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
IMP. Scarano A.: L'ha portato lui a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. E questo Alfio? Sarebbe, lei ha detto: Alfio Massimino.
IMP. Scarano A.: Questo abita a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Abita a Roma.
IMP. Scarano A.: Era direttore di un centro commerciale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei lo conosceva anche prima questo Alfio? Oppure è questa la prima volta in cui lo conosce?
IMP. Scarano A.: No, l'avevo già conosciuto tramite sempre Beppe Caramella.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo poi...
IMP. Scarano A.: Mel'ha presentato lui.
PUBBLICO MINISTERO: ... e questo poi glielo chiederemo, glielo chiederò con altre domande.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ora rimaniamo sul discorso di questo appartamento. Lei si rivolge a questo suo amico Giacomino, che le spiega appunto che c'ha un appartamento, la mamma che sta in Abruzzo, quindi l'appartamento è libero. Volevo dir questo: il cognome di questo Giacomino lo conosce?
IMP. Scarano A.: No, no. Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Nemmeno approssimativamente?
IMP. Scarano A.: No. Croci, se non vado errato mi sembra che si chiami Croci o Santacroci. Una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, un cognome a sfondo religioso?
IMP. Scarano A.: Eh.
PUBBLICO MINISTERO: Si potrebbe dir così?
IMP. Scarano A.: Sì, penso.
PUBBLICO MINISTERO: Lei una volta disse - glielo posso ricordare - che forse di cognome faceva Gesù Cristo, addirittura.
IMP. Scarano A.: O Gesù Cristo, eh. Una cosa del genere, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque è una persona della stessa sua, dello stesso suo quartiere, di Torremaura?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda questo appartamento se era questo della mamma di Giacomino per intendersi? Se era nello stesso stabile dove abitava Giacomino, nella stessa strada o in una zona diversa?
IMP. Scarano A.: Stesso stabile e stessa strada. Lui abita sotto, la madre abitava sopra.
PUBBLICO MINISTERO: E il nome di questa strada se la rammenta, Scarano?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Tanto per dare qualche riferimento così al quartiere, ecco io penso che il quartiere spesso, tutti i quartieri soprattutto quelli popolari delle città hanno come punto di riferimento che so?, la farmacia, il bar. Ecco, c'è qualche bar vicino a questa strada dove abita...?
IMP. Scarano A.: Di fronte alla strada esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, "di fronte" cosa vuol dire? Di fronte a un bar?
IMP. Scarano A.: Sì, di fronte al bar c'è la strada e c'è una chiesetta a sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: E questo bar si ricorda come si chiama?
IMP. Scarano A.: Mah, lo chiamano bar Torremaura.
PUBBLICO MINISTERO: Bar Torremaura. Può essere che si chiami Free Style?
IMP. Scarano A.: Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo sa.
Comunque è il bar di Torremaura?
IMP. Scarano A.: Io ci abito a 300 metri, quindi non è che... Poi non era un bar che io bazzicavo. Mi fermavo di tanto in tanto in quel bar, non è che mi fermavo spesso.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, quindi com'è che le venne di chiederlo a questo Giacomino se c'aveva un appartamento?
IMP. Scarano A.: Mah, quando io dopo che ho parlato con Matteo mi è venuto lui per le mani. Insomma, ho visto per primo lui, diciamo nella zona. E ho chiesto a lui, dato che lui fa il pittore di professione...
PUBBLICO MINISTERO: Pittore, vuol dire quello che vernicia gli appartamenti?
IMP. Scarano A.: Imbianchino. Imbianchino. Quello...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, imbianchino.
IMP. Scarano A.: Imbianchino. Praticamente gli appartamenti li sa quali son vuoti, quali sono occupati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta Matteo le aveva detto se questo appartamento gli serviva che ne so?, in capo a qualche giorno oppure se era una cosa che si poteva fare con comodo?
IMP. Scarano A.: No. Non mi ha detto niente.
PUBBLICO MINISTERO: No. Però lei a quello che capisco, non lasciò passare tanto tempo.
IMP. Scarano A.: No, no. Ho trovato subito.
PUBBLICO MINISTERO: Subito.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le spiegò Matteo se questo appartamento gli serviva per mezza giornata, per un periodo lungo?
IMP. Scarano A.: No. Soltanto che sapeva che poteva stare 15-20 giorni al massimo. Non di più.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
IMP. Scarano A.: Cioè, gli ho detto quello che mi ha detto il proprietario.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. E a Matteo gli andava bene un periodo così?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, Matteo è tornato. Ha visto l'appartamento, ha detto che gli va bene e quindi che succede?
IMP. Scarano A.: Lui dopo se ne va via dopo 5-6 giorni. Un pomeriggio arriva con un camion della Sicilia...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti. E' arrivato il camion o è arrivato anche Matteo?
IMP. Scarano A.: E' arrivato Matteo, il camion e un certo Enzo che oggi so che si chiama Sinacori.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non è l'Enzo, il medico?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: E' un altro Enzo?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo Enzo che lei ha detto oggi sa che si chiama Sinacori...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ma era una persona che aveva già visto mai lei?
IMP. Scarano A.: No, no. Non l'avevo mai visto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quando si presenta Matteo con questo Enzo, questo Enzo è una faccia sconosciuta per lei?
IMP. Scarano A.: E' una faccia sconosciuta.
PUBBLICO MINISTERO: Sconosciuta.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Sapeva da dove veniva questo Enzo? Se era uno che veniva dalle stesse zone di Matteo o se veniva da tutt'altra parte del mondo?
IMP. Scarano A.: Parlavano siciliano, insomma. Veniva da quelle parti. Dalla Sicilia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Però c'erano altre persone...
PUBBLICO MINISTERO: Un trapanese o un palermitano poteva essere?
IMP. Scarano A.: Non ho capito.
PRESIDENTE: Se era trapanese o palermitano il dialetto che parlavano?
PUBBLICO MINISTERO: Se lei l'aveva capito dalla parlata, se poteva essere più un trapanese che un palermitano, o un catanese.
IMP. Scarano A.: No, signor Giudice. Non ho potuto capire se era...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
IMP. Scarano A.: Comunque parlava più o meno come Matteo. Il dialetto è quello. Quello palermitano è diverso un po'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lo vuol descrivere questa persona? Era un ragazzo, un uomo, una persona...?
IMP. Scarano A.: Era un uomo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Che età gli si poteva dare così a vista, a vederlo?
IMP. Scarano A.: Mah, sui 37-38, non lo so. 35.
PUBBLICO MINISTERO: Alto?
IMP. Scarano A.: Capelli ricci. Non tanto alto, statura normale.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto poi: "oggi posso dire che questo signore di cognome fa Sinacori".
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo cognome come lo ha saputo lei?
IMP. Scarano A.: L'ho visto in televisione, l'ho riconosciuto in televisione.
PUBBLICO MINISTERO: Quanto tempo fa hanno fatto vedere il Sinacori in televisione?
IMP. Scarano A.: Mah, sarà due o tre mesi.
PUBBLICO MINISTERO: E' ben sicuro di aver visto in televisione la persona di cui si sta parlando?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' certo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E la televisione com'è che parlava di questo Sinacori?
IMP. Scarano A.: Perché mi sembra che collabora pure, 'sta persona.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, è un collaboratore di giustizia?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Diceva così la televisione?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Allora, torniamo a Roma, torniamo a Torremaura. Quindi, arrivano Matteo - stava dicendo - questo Enzo...
IMP. Scarano A.: E'...
PUBBLICO MINISTERO: ... e poi arriva un camion. Andiamo con ordine.
Questo Matteo e questo Enzo arrivarono assieme a Roma? Eran soli o c'erano altre persone con loro?
IMP. Scarano A.: No, no. Son arrivati il camion, questo Enzo - che Matteo lo chiamava Enzo, perché so che si chiama Enzo...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... l'autista del camion e il figlio. Son arrivati tutti contemporaneamente.
Però Enzo portava una Y10 targata Roma. Però non so se veniva dalla Sicilia oppure veniva da Roma, o da dove veniva non lo so. Soltanto che erano tutti assieme.
Son venuti assieme a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Un'Y10.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Targata Roma.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il colore se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Mah, sul bianco mi sembra che era.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per portare questo Matteo e questo Enzo in questo appartamento della mamma di Giacomino come si svolsero le operazioni?
IMP. Scarano A.: Mah, prima abbiamo scaricato il camion.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questi l'hanno contattata lei come? Per telefono? O vennero direttamente a casa sua?
IMP. Scarano A.: No. Vennero direttamente a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. E come, l'indirizzo a loro chi glielo aveva dato?
IMP. Scarano A.: Mah, non lo... l'avevano visto precedentemente. Lo sapeva Beppe, lo sapeva. L'ha portato pure a casa mia, la seconda volta è venuto pure a casa mia Denaro Messina.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quando venne a vedere l'appartamento vuol dire?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi, arrivano queste persone...?
IMP. Scarano A.: Arrivano queste persone col camion.
PUBBLICO MINISTERO: Col camion.
IMP. Scarano A.: Abbiamo scaricato un sacco pieno di armi militari, un sacco militare, color militare. Tre o quattro, due o tre sacchetti di esplosivo. L'ho sistemato in una cantina dove io abito, in una cantina comune del condominio. Sotto diciamo, materiale non usato, diciamo. Roba vecchia delle persone.
Dopo fatto questo, l'ho accompagnati lì a casa. L'ho lasciati lì, in questa casa da Giacomino. La mattina dopo sono andato per vedere se c'avevano bisogno di qualche cosa e lì trovo un altre due persone.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, ora ci si arriva. Ora torniamo un attimino indietro.
Lei lo sapeva che insieme a queste persone interessate a questo appartamento, doveva arrivare anche armi e esplosivo?
IMP. Scarano A.: Mah, sono arrivate contemporaneamente.
PUBBLICO MINISTERO: No. Voglio dire: quando Matteo le ha chiesto...
IMP. Scarano A.: Dell'appartamento?
PUBBLICO MINISTERO: L'appartamento.
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Gli ha detto: guarda, ho bisogno anche di un posto perché ho da scaricare del materiale?
IMP. Scarano A.: No, no. Assolutamente, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non le ha detto nulla.
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
Quindi, lei questo materiale l'ha visto quando è arrivato questo camion? Prima non ne sapeva niente?
IMP. Scarano A.: No. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, parliamo un attimo di questo camion. Che ricorda di particolare? Era un camion caratteristico per qualche cosa oppure era un camion normale?
IMP. Scarano A.: Era un camion normale, incassonato. Però secondo me ci stava dietro la cabina tipo un doppio fondo. che il figlio dell'autista praticamente è andato sul camion, e quasi non si vedeva dove è sceso sul cassone.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... ho visto che c'era qualcosa tipo un armadio, non lo so com'era fatto... C'erano fuori 'ste armi con 'sti sacchetti diciamo, di esplosivo. Ed ero io, Matteo, questo Enzo e il proprietario del camion e il padre. Perché erano padre e figlio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi tutto questo materiale, stava in questa specie di cassone?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E era un cassone appoggiato al retro della cabina?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha capito se a questo cassone ci si arrivava lateralmente, dal di sopra?
IMP. Scarano A.: Mah, devo esser sincero: non l'ho visto da dove è entrato questo. Perché stavo facendo un po' di spazio in cantina io.
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda che quando è stato interrogato da me, da noi, su questo punto aveva dato, ha dato un'indicazione più precisa?
IMP. Scarano A.: Mah, io l'ho visto. Cioè, ho visto questo diciamo, come si chiama?
PUBBLICO MINISTERO: Questo cassone.
IMP. Scarano A.: Questo cassone normalissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
IMP. Scarano A.: Però dietro la cabina c'era un qualcosa di diverso.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: C'era.. però esattamente, visto che li tirava...
PUBBLICO MINISTERO: C'era questo qualcosa di diverso...
IMP. Scarano A.: I sacchetti li tirava di sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Quindi li prelevava dall'alto.
IMP. Scarano A.: Eh. Dall'alto, sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E quanta roba venne fuori allora da questo camion? Cerchiamo di...
IMP. Scarano A.: Non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Quanto materiale fu tirato fuori da questo camion?
IMP. Scarano A.: Un sacco diciamo, militare. Era pieno di armi. Toccando con le mani si capiva che erano armi. E due o tre sacchetti di esplosivo. Circa 30-40 chili l'uno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quando lei dice "sacco militare" perché, cioè a dire perché era di questa stoffa militare vuol dir questo?
IMP. Scarano A.: Sì, stoffa militare. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Era un sacco che si chiudeva, che si tirava una corda sopra e si chiudeva.
PUBBLICO MINISTERO: Una cordicella.
IMP. Scarano A.: Però... C'era pure un altro sacco interno ancora. Erano chiusi dentro certi altri sacchi. Non si vedevano diciamo, a occhio nudo le armi. Solo col tasto quando si prendevano in mano si vedevano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Si sentivano che erano armi.
PUBBLICO MINISTERO: E che era pesante questo sacco?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Era pesante.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi vuol dire di roba dentro ce n'era?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Era bello grosso.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha capito se dentro c'erano armi solo di un tipo oppure se c'erano armi di tipi diversi, armi lunghe, armi corte, pistole, fucili mitragliatori o cose simili?
IMP. Scarano A.: No, io non ho visto. E' stato sempre chiuso quel sacchetto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, poi ha detto c'erano questi altri sacchetti. Due o tre sacchetti di esplosivo.
IMP. Scarano A.: Sì,
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto che era esplosivo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come ha saputo che era esplosivo?
IMP. Scarano A.: Mah, si vedeva. Perché poi...
PUBBLICO MINISTERO: No, si vedeva... Scarano, abbia pazienza. Non è che, soprattutto se un sacchetto è chiuso, non è che si veda molto. Uno magari potrà avere un certo intuito voglio dire, ma non è che si veda.
IMP. Scarano A.: No. Comunque io poi ne ho parlato pure con Matteo e gli ho detto: 'ma 'sta roba?'
Dice: 'guarda, sono armi e esplosivo. E basta. mettilo da una parte buona che non lo tocchi nessuno e via'.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei rimase come dire? un po' sorpreso, ebbe la curiosità di sapere come mai questi cercano sì un appartamento, ma intanto affidano a lei un sacco pieno di armi e tre o quattro sacchetti, o due o tre che fossero di esplosivo. Dice: oh, ma perché proprio a me?
IMP. Scarano A.: Io questo non lo so. Queste son persone che quando c'hanno una piccola amicizia o presentato da qualche altro che garantisci, diciamo che ne so?, Pantolfa(= Pandolfo) ha garantito per me che era una brava persona, allora 'sta gente se ne approfittano un pochettino. Non è che ci vanno tanto leggeri. Questi si aggrappano dappertutto.
Lui è venuto da me. Non è che mi ha detto che portava le armi oppure portava, diciamo, l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: M'ha detto soltanto di custodirlo e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Se c'avevo un posto dove custodirlo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: L'ho messo in quella cantina. Però non sapevo né... e manco potevo domandare il motivo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMP. Scarano A.: E poi...
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego Scarano. Mi scusi.
IMP. Scarano A.: Loro, io la mattina quando poi loro son venuti, abbiamo scaricato questa roba. La mattina dopo io sono andato a casa di Giacomino e ci stava Matteo e altri due napoletani, parlavano napoletano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: C'ho detto, son andato lì se c'avevano bisogno di qualche cosa. M'ha detto: 'guarda - dice Matteo - tu qui non ci devi veni'. Se c'ho bisogno io di qualcosa, vengo io da te'.
Da quel momento in poi non li ho più visti. Mi è rimasto quel materiale in cantina, loro se ne son andati e né mi hanno salutato e né mi hanno detto che andavano via.
Poi li ho cercati io dopo 7-8 mesi.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, aspetti. Non corriamo, non corriamo.
IMP. Scarano A.: Anzi, per essere più precisi me l'ha detto il proprietario della casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Che erano andati via.
PUBBLICO MINISTERO: Che erano andati via. Non corriamo, Scarano.
Volevo dir questo: lei questo materiale, questo sacco di stoffa militare e questi sacchetti ha detto li mise nello scantinato.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di casa sua.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma lo mise nella cantina sua privata, personale oppure in un locale diverso?
IMP. Scarano A.: No, no. Un locale comune con tutto il condominio. Era un vecchio lavatoio, diciamo. Adesso non ci lava più nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, era il locale adibito ai lavatoi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lo nascose in qualche modo, lo occultò?
IMP. Scarano A.: Sì, l'ho nascosto in mezzo alle vasche diciamo. Tra le vasche a destra e le vasche a sinistra dove si lavava. Ci stava un mucchio di roba vecchia diciamo, brande vecchie, porte, di gente che aveva ammodernato un po' l'appartamento. Era tutto buttato lì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Sotto questa cantina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Ho levato 'sta roba e l'ho messa tutta sotto 'sta roba. C'ho messo la roba sopra. L'ho nascoste bene, insomma. Non ci andava nessuno giù in cantina, in quella cantina.
PUBBLICO MINISTERO: E c'eran delle chiavi di quel locale lì oppure...?
IMP. Scarano A.: Le chiavi, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Tutti i condomini c'avevano le chiavi?
IMP. Scarano A.: Sì, la maggior parte ce l'avevano tutti all'epoca. Quando si lavava sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ce l'aveva?
IMP. Scarano A.: Io, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. E quindi, questi vanno via e lei ha detto lo viene a sapere solamente da Giacomino?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
Ha detto in questo appartamento quindi di esserci stato lei quante volte?
IMP. Scarano A.: Quando ce li ho portati e la mattina dopo. Se c'avevano bisogno di qualche cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto che c'erano anche due persone che parlavano napoletano?
IMP. Scarano A.: Sì. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, ho bisogno di sapere da lei se ha capito che cosa ci stavano a fare questi napoletani lì?
IMP. Scarano A.: No, io non ho capito niente che ci dovevano fare. Soltanto poi ho sentito Matteo, che gli diceva a uno di loro, l'ha chiamato di cognome o di nome non... ci ha detto, si stava vestendo questo ragazzo che stava lì, questo napoletano. Stava aprendo la valigia che stava sul letto per pigliarsi la roba per vestirsi, che voleva andare via.
Matteo ci ha detto soltanto: 'guarda, non andare su, lascia stare, perché oggi è giovedì'. E basta. Solo quello ho sentito.
PUBBLICO MINISTERO: Veda di ricordare meglio, Scarano. Perché su questa circostanza lei aveva un ricordo più preciso qualche mese fa.
IMP. Scarano A.: Io quando sono andato lì la mattina dopo...
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ma il discorso che lei sentì fare, quello che sta riferendo.
IMP. Scarano A.: Ah, Nuvoletta si chiamava quello.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Quindi, Matteo si rivolse a questo chiamandolo Nuvoletta?
IMP. Scarano A.: Sì. Perché stava mettendo la valigia per prepararsi a vestirsi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Mi ricordo questo particolare. Sul Letto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Matteo ci ha detto: 'Nuvoletta, guarda lascia stare - dice - perché oggi è giovedì, non c'è bisogno che ti vesti'.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, non c'è bisogno che vai fuori?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, ma in rapporto a che cosa Scarano?
IMP. Scarano A.: Questo...
PUBBLICO MINISTERO: Veda di ricordarselo, via.
IMP. Scarano A.: Questo non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito che non lo sa. Ma gli disse Matteo a questo Nuvoletta: oggi è giovedì... voglio dire perché la settimana, tutte le settimane c'è il giovedì.
IMP. Scarano A.: C'ha detto così. Però, poi dopo a lungo tempo ho collegato le cose.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, Scarano. Rifaccia mente locale su questa conversazione. Ormai che ci siamo. Oggi è giovedì - le disse Matteo - e poi? Aggiunse qualcosa?
IMP. Scarano A.: Mah, non mi... Mi sembra che ho già detto che: 'non c'è bisogno che ti vesti che oggi è giovedì'.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, io le volevo ricordare che lei quando è stato sentito da me, dagli altri magistrati del mio ufficio, lei ha sempre fatto una puntualizzazione a questo proposito, eh?
Ora, può darsi che magari lei oggi non se lo ricordi tanto bene. Ma lei ha detto ripetutamente, che questo Matteo disse: 'è inutile che vai oggi fuori, oggi è giovedì e la trasmissione non c'è'.
IMP. Scarano A.: Esatto, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, e allora perché non l'ha detto prima Scarano?
IMP. Scarano A.: Non mi ricordavo. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ricorda che il discorso fu questo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Ricordo benissimo. Ci ha detto: non ti vestire tanto oggi è giovedì e la trasmissione non c'è'. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Per lei questo discorso aveva un significato in quel momento?
IMP. Scarano A.: Io non ci ho fatto nemmeno caso, ho sentito e basta. Non sapevo di chi... Non mi ha fatto più di tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non ci capì niente sul momento?
IMP. Scarano A.: No, no. Niente.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi questo, Matteo le dice di non tornare, di non farsi vedere lì all'appartamento. Che se aveva bisogno veniva lui da lei.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto. Bene, non li ho più visti, io.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMP. Scarano A.: Non li ho più visti.
PUBBLICO MINISTERO: Non li ha più visti. Ma, successivamente, le è capitato ancora di vederlo Matteo.
IMP. Scarano A.: Eh, l'ho cercato io, dopo. Dopo un po', un bel periodo di tempo l'ho cercato io per vedere cosa fa di quel materiale.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è andato lei a cercare Matteo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E sapeva come fare a trovare questo Matteo?
IMP. Scarano A.: Io sono andato in Sicilia, dopo sei-sette mesi, forse pure otto. E ho chiesto a Peppe se mi poteva cercare Matteo.
Dopo un paio di giorni mi ha detto: 'sì, l'ho trovato. Dobbiamo andare a Palermo'.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E mi danno un appuntamento a lui, a Palermo, in un bar vicino piazza Politeano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, la fermo subito, perché ho bisogno di chiederle un particolare.
Questo viaggio di cui sta parlando, è un viaggio che fece - se se lo ricorda, eh - da solo, ovvero con qualcuno? Magari con qualcuno dei suoi familiari, la signora.
IMP. Scarano A.: Ah, mi sembra con mia moglie sono andato, sì. Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda qualche particolare di questo viaggio? Del viaggio proprio di andata.
IMP. Scarano A.: Ricordo che la mattina dopo, quando io... Sono andato con la nave.
PUBBLICO MINISTERO: Allora lei prese la nave.
IMP. Scarano A.: Sì, ho preso la nave.
PUBBLICO MINISTERO: La prese, dove? A Napoli?
IMP. Scarano A.: A Napoli, sì. Quando andai a trovarlo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Fece Napoli-Palermo, quindi.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Con la sua macchina era?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La solita Audi? Quella a nafta?
IMP. Scarano A.: Sì. Sì, sì, la macchina mia.
PUBBLICO MINISTERO: No, siccome lei di macchine se n'è girate diverse, le domandavo se era sempre l'Audi...
IMP. Scarano A.: Sì, sì, l'Audi, sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'Audi. Ecco, ci fu qualche cosa di particolare nel corso di questo viaggio che lei fece con la signora?
IMP. Scarano A.: Di particolare che la mattina, quando io ho sbarcato a Palermo prendendo la strada per andare a Castelvetrano, a un certo punto trovo l'autostrada chiusa. Ho dovuto uscire. E uscendo praticamente si sale su un ponte, si passa sopra all'autostrada. E ho visto che era pieno di persone, pieno di agenti.
Mi sono fermato e ho domandato cos'era successo.
Io credevo che c'era qualche incidente a mezzo alla strada.
Ho domandato ad una persona che stava su questo ponte, che c'erano parecchi. Mi ha detto, dice: 'hanno fatto un attentato al dottor Falcone'.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'autostrada era interrotta per questo attentato?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, il giorno prima, quando partì da Roma, perché per andare voglio dire a Palermo ci si imbarca la sera a Napoli. Quindi sarà partito nel pomeriggio del giorno precedente, da Roma.
IMP. Scarano A.: No, io parto alle cinque di Roma; alle otto sto a Napoli, alle otto e mezza parte la nave.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, bravo. E infatti ho detto il pomeriggio...
IMP. Scarano A.: Sì.
IMP. Scarano A.: ... alle cinque. Di questo attentato non c'era notizia ancora.
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei seppe di questo attentato l'indomani mattina trovandosi proprio a transitare...
IMP. Scarano A.: Quasi sul posto.
PUBBLICO MINISTERO: Quasi sul posto.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Era dirottato il traffico e lei vide che c'era l'autostrada invasa di persone.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho capito. Quindi è questo viaggio qui quello appunto che lei fece alla ricerca di Matteo per sapere che cosa doveva fare tutto il suo materiale?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei sapeva come doveva fare per trovare questo Matteo? Cioè a dire: andava a casa a suonargli il campanello, o...
IMP. Scarano A.: No, io non so nemmeno dove abita lui.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, bravo, volevo sapere questo io infatti.
IMP. Scarano A.: No, no. E io dico: 'vado giù, qualcuno trovo, lo cercherò'.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Ho trovato Peppe Caramella e ho chiesto a lui.
Sono passati un paio di giorni e lo ha rintracciato.
O a lui, o chi per lui, lo ha rintracciato, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Ci hanno dato un appuntamento a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, lei era con la signora.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto, era con sua moglie.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, sua moglie, in quei giorni, siccome sento che ci siete stati almeno qualche giorno, dormiva dai suoceri suoi, oppure eravate in albergo da qualche parte? Se se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: Mah, io stavo a casa mia, mi sembra.
No, ho dormito pure in albergo, però adesso non mi ricordo se...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, non se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: Ne ho fatti tanti di viaggi, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Ne ha fatti tanti.
IMP. Scarano A.: Eh, ne ho fatti tanti, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi Peppe gli dissi che l'incontro, per incontrarsi con Matteo bisognava andare a Palermo.
IMP. Scarano A.: No, mi ha detto: 'vediamo che posso fare'. Però l'ho visto dopo un paio di giorni e mi ha dato una risposta positiva.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Io non so adesso a chi si è rivolto per cercare Messina Denaro Matteo, o lo sapeva lui dove stava.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Insomma, di fatto che cosa successe? Lei lo ha visto Matteo?
IMP. Scarano A.: Sì, l'ho visto a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ci è andato da solo, o ci è andato con Peppe?
IMP. Scarano A.: Ci sono andato con Peppe, mi ha accompagnato.
PUBBLICO MINISTERO: Con la macchina sua, o con la macchina di Peppe.
IMP. Scarano A.: No, con la macchina di Peppe, mi sembra. Con una Clio.
PUBBLICO MINISTERO: E dove vi siete visti, se lo ricorda, con Matteo?
IMP. Scarano A.: Ma a me mi è stato detto che lì c'era piazza Politeano, Politeamo, Politeano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: In un bar, la mattina verso le nove e mezzo, le dieci. E io vedendo Matteo praticamente... Siamo arrivati noi, prima. Io e Peppe siamo arrivati molto prima.
Dopo è venuto, è sbucato Matteo lì... Da dove è sbucato manco lo so, perché non l'ho visto da dove è arrivato, l'ho visto dentro una macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Noi stavamo fuori, seduti sul marciapiedi, perché ci stavano i tavolinetti con i portoncini. E tutto, tutto assieme abbiamo visto Matteo, diciamo, e due persone che stavano distanti.
PUBBLICO MINISTERO: Tutto assieme, tutto ad un tratto.
IMP. Scarano A.: Tutto ad un tratto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Io parlo con Matteo di questo materiale cosa dovevo fare, cosa non dovevo fare, perché lì non lo potevo tenere.
Mi ha detto, dice: 'non preoccuparti. Mo ti presento un amico'. E chiama questo "Fetetto", che oggi lo conosco come Cannella Cristofaro.
Mi presenta a lui sempre lì a piazza Politeano. Mi ha detto: 'te la vedi con lui, con "Fetetto"'.
E lui se ne va. Se ne va, "Fetetto" dice: 'non ti preoccupare, che adesso questo materiale che sta a Roma, vediamo cosa possiamo afre'.
Non mi ha dato niente di specifico, oppure... Mi ha parlato di una partita di hashish, anche in quel periodo.
PUBBLICO MINISTERO: In questo incontro?
IMP. Scarano A.: In questo incontro, sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E per il materiale non mi dovevo preoccupare.
PUBBLICO MINISTERO: Meglio così. Senta, Scarano: lei per rintracciare quindi Matteo, quando arrivò giù, si rivolse a questo Peppe, al solito Peppe Caramella.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei sapeva se, voglio dire, i rapporti tra Peppe e Matteo erano tali per cui appunto poteva chiedere a Peppe di procurargli l'incontro con Matteo?
IMP. Scarano A.: Ma Peppe mi aveva portato precedentemente lì in quella gioielleria. Poi ho avuto modo anche di vederlo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma Matteo le aveva detto nulla a lei - a lei Scarano, eh, voglio dire - Matteo le aveva detto nulla se lei si poteva fidare di questo Peppe per quanto ci fosse stato di bisogno, per una cosa o per l'altra?
IMP. Scarano A.: Mah, si fidava sì, perché con me presente, quando si sono visti, ci siamo visti, ci ha chiesto se serviva un appartamento.
E Caramella ci ha risposto: 'guarda, ce n'ho uno a Mazara vicino alla stazione'.
Dice: 'mi sta bene. Prendilo'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questo...
IMP. Scarano A.: Vuol dire che erano, si conoscono bene quando fanno queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ma questo mi pare che sia un episodio successo un'altra volta, no?
IMP. Scarano A.: Mah, insomma...
PUBBLICO MINISTERO: Questo che sta dicendo ora, cioè a dire questa richiesta che Matteo fece a Peppe di trovare un appartamento. E quello gli disse che ce l'aveva a Mazara, è un'altra storia, questa qui?
IMP. Scarano A.: Ma è sempre questa la storia.
PUBBLICO MINISTERO: La storia sì, ma non è, voglio dire, uno degli episodi che riguarda lei.
IMP. Scarano A.: No, no, glielo ha chiesto a lui.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Mica gliel'ha chiesto in piazza Politeama questo, al bar di piazza Politeama, questo appartamento.
IMP. Scarano A.: Mah, mi sembra esattamente proprio lì lo ha chiesto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì?
IMP. Scarano A.: Sì. Quando ci siamo incontrati.
PUBBLICO MINISTERO: O in un calzettificio a Castelvetrano?
IMP. Scarano A.: In un?
PUBBLICO MINISTERO: Calzettificio a Castelvetrano.
AVVOCATO Gramigni: Presidente, questa mi sembra un po' suggestiva, come domanda.
PUBBLICO MINISTERO: Può essere, avvocato. Ma facevo per sbloccare su un punto.
AVVOCATO Gramigni: Sì, ho capito, ma...
PUBBLICO MINISTERO: Sennò lo fo sottoforma di contestazione e bell'e fatto. E' la stessa.
AVVOCATO Gramigni: Certo. Formuli la contestazione.
PUBBLICO MINISTERO: Faccio presente a Scarano che, questo episodio, la richiesta che Matteo avrebbe fatto a questo Peppe di trovargli un appartamento, con risposta da parte di questo peppe che l'appartamento c'era e che era a Mazara, secondo una dichiarazione che ha reso già Scarano durante le indagini preliminari, e che ora circostanzierò in termini di data dell'interrogatorio, questa conversazione appunto avvenne nel corso di un incontro che si svolse all'interno di una fabbrica o di un deposito di calze a Castelvetrano.
IMP. Scarano A.: Esatto, esatto. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Così si è accontentato anche l'avvocato Gramigni. Invece...
PRESIDENTE: Diamo anche le indicazioni... Per cortesia, scusate.
PUBBLICO MINISTERO: Arrivo subito, Presidente, un secondo solo. Perché non è facile nemmeno per me orientarmi all'istante sui punti...
Comunque finiamo di far rispondere Scarano su questo punto.
Allora, quello che le ricordavo, Scarano, è esatto? Scarano?
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Ha detto di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che ci fu questo incontro in questo deposito o fabbrica di calze a Castelvetrano?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, c'è stato, c'è stato. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'è stato. E' in questa occasione allora che fu fatta questa richiesta a Peppe di quest'altro posto? E Peppe disse che c'era a Mazara?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. E in quell'occasione mi sembra che Matteo mi ha detto che c'era la casa, mi ha dato l'indirizzo di una casa a... a Roma, in via Alessandrina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora arriviamo anche a questo.
Aspetti un secondo solo, perché devo dare il riferimento.
Appunto, questo riferimento nasce da una dichiarazione che Scarano ha reso esattamente il 5 di aprile del 1996 e dalla trascrizione a pagina 71, 70-71 dell'interrogatorio, della trascrizione.
Perché il racconto che fece Scarano in quell'occasione, è questo qui:
"Io sono andato giù. Ho bisogno di parlare con Matteo... Dopo tre o quattro giorni viene Garamella e mi porta nel centro storico di Castelvetrano dentro una fabbrica o un deposito di calze".
Io chiedo: "Di che cosa?"
"Calze. Arriviamo dentro questo cancello, scendiamo dentro i sotterranei. Lì dentro sta Matteo..."
E un pochino più avanti, sempre in questo punto...
Allora, più esattamente, più esattamente, si tratta dell'interrogatorio del 4 aprile, non del 5 aprile. Del 4 aprile del '96, a pagina 90:
"Matteo ha detto a Peppe: 'mi serve una casa'.
Peppe gli ha risposto: 'ce n'è una vicino alla stazione di Mazara, di fronte alla stazione di Mazara'.
Matteo ci ha risposto: 'sì, mi sta bene. Prendila'".
Ecco, ha sentito Scarano? Tutta una cosa un po' complicata, ma non è colpa sua, è colpa nostra.
Se lo ricorda no, questo fatto, come lo abbiamo detto ora.
IMP. Scarano A.: Eh.
PRESIDENTE: Deve rispondere chiaro: "Sì, no..."
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, che questo appartamento era disponibile a Mazara alla stazione, dietro la stazione, di fronte alla stazione di Mazara.
IMP. Scarano A.: Esatto. Sì, vicino alla stazione, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Oh.
IMP. Scarano A.: Ci ha risposto Peppe. Esatto, esatto.
PRESIDENTE: Possiamo fare una breve sospensione?
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, Presidente.
PRESIDENTE: Tra dieci minuti riprendiamo.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, prima di riprendere a porre delle domande a Scarano, debbo dare atto che quella contestazione che ho fatto prima era sbagliata.
Nel senso che ricordava bene Scarano e mi sbagliavo io. Perché quel certo episodio della richiesta dell'appartamento da parte di Matteo a Beppe con relativa risposta che riguarda Mazara, un appartamento alla stazione e tutto il resto, in effetti Scarano aveva riferito nell'interrogatorio del 4 aprile del '94 che avvenne nel corso dell'incontro al Bar Politeama.
PRESIDENTE: '96.
PUBBLICO MINISTERO: Nell'interrogatorio del 4 aprile '96 avvenne nel corso dell'incontro al Bar Politeama.
Quindi, ammesso che sia previsto dal Codice, ritiro la contestazione. E che sbagliavo io.
Sono due episodi diversi: l'incontro al calzettificio e l'incontro al Bar Politeama. E aveva ragione Scarano a fare quella, aveva avuto ragione lui a dare quella risposta.
Ecco, detto questo, visto che sono tornato un attimo su questo incontro al Politeama, al Bar Politeama... Scarano, mi segue?
*IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei prima ha accennato al contenuto di questo discorso che c'è stato in quella occasione tra lei e Matteo.
Io avrei bisogno di qualche particolare in più.
Allora, sia sul contenuto, sia sulle persone che ascoltarono questo discorso che ci fu tra lei e Matteo. E quelle che invece non ascoltarono.
IMP. Scarano A.: A piazza Politeano?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Mah, tra me... Praticamente ero io e Matteo. Ma c'era anche Beppe Caramella e altre persone che, a quanto ho capito dopo, avevano accompagnato Matteo. O erano venuti prima a vedere, diciamo, la situazione lì al bar.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Perché se non mi sbaglio eravamo arrivati avanti. O si guardava più o meno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha menzionato anche la persona di questo "Fifetto".
IMP. Scarano A.: Sì, lì mi ha presentato anche "Fifetto". Dopo che io ho parlato con lui, che ho parlato di queste armi e questo esplosivo che lui aveva lasciato a Roma...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: ... mi ha detto: 'non preoccuparti, adesso ti presento un amico'. E lo ha chiamato contemporaneamente.
Dice: 'ti metti d'accordo con "Fifetto"'.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Si chiama "Fifetto". E l'ho conosciuto sempre come "Fifetto".
PUBBLICO MINISTERO: "Fifetto". Senta, Scarano: ma Beppe Garamella, tanto per intendersi, la persona che lei chiama come Beppe, ascoltò questa conversazione tra lei e Matteo relativa a che cosa se ne doveva fare di queste armi e di questo esplosivo, oppure rimase in disparte?
IMP. Scarano A.: Rimase in disparte seduto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ha detto che in quella conversazione ci fu anche un accenno a dell'hashish? Ho capito bene?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in che termini venne fuori questo discorso? Fu una iniziativa sua, fu una iniziativa di Matteo...
IMP. Scarano A.: No, no, né di Matteo, né mia. Io non sapevo niente e Matteo non mi ha detto niente in quella occasione.
Quando mi ha presentato "Fifetto" - oggi lo conosco come Cannella Cristofaro - mi sono messo praticamente d'accordo con lui, presentandomi... Matteo Denaro mi ha presentato questo "Fifetto".
Teneva opportuno che sarebbe responsabile anche di questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. E questo...
IMP. Scarano A.: Di questo materiale. E ho parlato prima del materiale.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Materiale intendo dire l'esplosivo e le armi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Cosa dovevo fare, o venirli a prenderli, oppure... Cosa io dovevo fare.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Abbiamo parlato prima di queste cose e poi mi ha detto: 'senti, siccome tu a Roma avrai possibilità di piazzare un quantitativo di hashish...'.
Ci ho detto: 'guarda, "Fifetto", io non ne capisco niente di questa roba- dico - dammi tempo che ne parlo con qualcheduno a Roma e ti do una risposta'.
Comunque quel giorno stesso siamo andati prima a pranzo, mi sembra, o prima da Giacalone... No, prima siamo passati da una stalla che lui aveva, con dei cavalli.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, aspetti, Scarano. Ora a questo episodio poi ci arriveremo. Ci arriveremo.
Invece, un attimo prima che il Presidente sospendesse l'udienza, lei ha accennato a questa vicenda di questo ulteriore appartamento all'Alessandrina, come lo chiama lei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora raccontiamo questo episodio. Come nasce, di che si tratta e che evoluzione ha avuto questa situazione.
IMP. Scarano A.: L'appartamento all'Alessandrina me lo ha detto, mi sembra in quella occasione della fabbrica, diciamo il deposito di calze. Perché lì abbiamo parlato di casa. E me lo ha detto lì.
Mi ha dato un numero. Dice...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi chi è che gliel'ha detto? Intanto diamo un nome...
IMP. Scarano A.: Matteo. Matteo Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Matteo.
IMP. Scarano A.: Sì. Mi ha dato un indirizzo di questo appartamento col numero civico e la via, via Alessandrina.
E ci ho detto: 'questa via è vicina a casa mia'.
Sono rimasto un po', diciamo...
PUBBLICO MINISTERO: Stranizzato.
IMP. Scarano A.: Sì, perché dico: 'come mai conosci via Alessandrina?'
Fra me e me quello l'ho pensato, eh.
Dice: 'vai qui in questo indirizzo, questo numero civico, questo è il numero della cassetta della posta e trovi dentro un mazzo di chiavi. Al secondo piano ci sta un appartamento'.
Mi ha indicato più o meno com'era l'appartamento. La porta che era di fronte alla scala.
Dice: 'vai lì, apri e cambi la serratura. Vedi quello che ci manca dentro l'appartamento'.
Che poi era una camera e cucina.
Io guardo dentro e ci stava solo il letto col materasso. Non c'era niente. Ho comprato un paio di lenzuola, una coperta, ho cambiato la serratura, una toppa come la chiamano loro. E mi sono tenuto queste chiavi io a casa mia.
Però non vedevo nessuno che veniva ad interessarsi più di queste cose che io, che mi aveva detto di fare Matteo.
Un bel giorno mi ha detto, dice... Non ricordo bene chi me lo ha detto, di riportar le chiavi un'altra volta in quella buca dove io le avevo prese. E basta. E non ho saputo più niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ascolti Scarano...
IMP. Scarano A.: Non ho visto nessuno. Anzi, dirò di più, perché quel periodo lì mi hanno fatto una perquisizione a casa mia. E, se non ricordo male, era verso maggio-giugno '92. '92... Sì, '92.
Hanno trovato questo mazzo di chiavi dietro la porta di casa mia, la Polizia di Stato.
Dice: 'queste chiavi nuove di dove sono?'
Dico: 'guardi, l'appartamentino qui a via Alessandrina'.
E siamo andati pure lì. Hanno guardato, non c'era niente, mi hanno dato le chiavi e se ne sono andati.
Dopo hanno fatto la perquisizione a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora questa storia nasce da una richiesta di Matteo.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: La richiesta che le è stata fatta quindi, a quello che capisco, giù, non a Roma. Giù.
IMP. Scarano A.: Giù, giù.
PUBBLICO MINISTERO: Giù a Castelvetrano.
IMP. Scarano A.: Me lo ha dato lui il numero di quella via, del numero civico della posta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi le ha dato sia l'indirizzo, sia il nome o il numero della cassetta delle lettere.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei poi ha trovato effettivamente le chiavi dentro la cassetta delle lettere come le era stato detto?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo appartamento, quindi lei c'è stato dentro.
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, com'era un appartamento grande o piccolino?
IMP. Scarano A.: No, camera e cucina.
PUBBLICO MINISTERO: Camera e cucina.
IMP. Scarano A.: E un piccolo ingressino. E il bagno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ci ha trovato qualcosa dentro questo appartamento?
IMP. Scarano A.: Ci ho trovato un letto col materasso, una macchina di cucina e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ci ha trovato anche qualche altro oggetto, qualche cosa di particolare? Che ne so, pacchi di giornali... Fo per dire, faccio un esempio.
IMP. Scarano A.: No, ho trovato parecchie buste di queste di plastica. Di queste che si confeziona la roba per mettere nel freezer.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, buste come se fossero per confezionare prodotti alimentari.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto. Ce n'era tante di quelle.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei quando vide queste buste pensò che, pensò o capì se erano state adoprate, o potevano essere adoprate per confezionare alimentari o qualcosa di diverso?
IMP. Scarano A.: No, io le ho viste lì. Di solito servono per quello, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Di solito, sì. Lei se lo rammenta che quando è stato interrogato, su questo punto, il 29 aprile del '96, disse proprio a me che queste buste le fecero pensare che fosse roba utilizzata per confezionare stupefacenti, non...
IMP. Scarano A.: Ah, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... non i surgelati.
IMP. Scarano A.: Esatto, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: No, io ho detto: le buste sarebbero quelle, sono buste che praticamente, normalmente, si usano per congelare la roba dentro i congelatori.
PUBBLICO MINISTERO: Normalmente sì, eh.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto, esatto. Giusto.
PUBBLICO MINISTERO: E...
IMP. Scarano A.: C'erano di diverse dimensioni, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, ma stupefacenti ce n'erano in questo appartamento, o no?
IMP. Scarano A.: No, io non li ho trovati.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo sicuri di questo?
IMP. Scarano A.: Sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Quando arrivò la Polizia, queste buste c'erano ancora, o non c'erano più?
IMP. Scarano A.: No, le avevo levate io.
PUBBLICO MINISTERO: Le aveva buttate via lei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, un dettaglio: la serratura la cambiò lei, oppure la fece cambiare a qualcuno?
IMP. Scarano A.: L'ho fatta cambiare.
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo dire a chi?
IMP. Scarano A.: A mio fratello.
PUBBLICO MINISTERO: Suo fratello. A suo fratello spiegò come mai lei ci aveva le chiavi di questo appartamento, o no?
IMP. Scarano A.: No, ci ho detto che l'avevo comprato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, una volta cambiata la serratura e messa quella nuova, le chiavi della serratura nuova quante erano? Una, o più?
IMP. Scarano A.: Due, due.
PUBBLICO MINISTERO: Due. Le ha tenute tutte e due lei?
IMP. Scarano A.: Sempre io ce l'ho avute.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto che in quel periodo ebbe una perquisizione della Polizia.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ne ebbe anche altre di perquisizioni in quel periodo?
IMP. Scarano A.: Sì, me l'aveva fatte, le avevo avute precedentemente. A casa, però.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E' stato un periodo che in un mese me ne hanno fatte tre, mi sembra. Due, o tre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma veniva sempre la Polizia, oppure si alternavano Polizia e Carabinieri?
IMP. Scarano A.: Ma onestamente sono venuti sempre in borghese. Non sono mai venuti in divisa. Non so.
Ultimamente che siamo andati in quella casa mi hanno detto che non era la Polizia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Della centrale.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, voglio dire, in occasione delle altre perquisizioni, non erano venuti a guardare anche in questo appartamento.
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Di via Alessandrina.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ci vennero questa volta perché trovarono le chiavi?
IMP. Scarano A.: Sì, qualcuno di loro mi sembra che si era accorto che c'erano queste chiavi dove io tengo tutte le chiavi di casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Diciamo, chiavi della macchina... Ha visto queste chiavi nuove che non erano della porta di casa mia. Ci avranno dato l'occhio a un poliziotto, a qualcuno, ha visto queste chiavi, dice: 'di dove sono queste chiavi?'
E ci ho detto dove stavano, di dove erano le chiavi.
Dice: 'possiamo andare?'
'Come no?', gli ho detto. 'Andiamo'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, nel corso di queste varie perquisizioni, non dico espressamente di questa, delle precedenti anche, le era stato sequestrato qualche cosa, che lei ricordi?
IMP. Scarano A.: A me personalmente?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Mah, sequestrato sì. Mi hanno sequestrato dei soldi, mi hanno sequestrato assegni...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le hanno sequestrato del danaro.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ci aveva del denaro in casa?
IMP. Scarano A.: Ci aveva una ottantina di milioni, mi sembra. Fra assegni, diciamo, e denaro liquido.
PUBBLICO MINISTERO: Ma parte di questo denaro ci aveva una destinazione specifica?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei si riprometteva, voglio dire, di utilizzarlo per qualcosa di particolare?
IMP. Scarano A.: Ci avevo una trentina di milioni messi in cucina.
Siccome ho acquistato un appartamento che si doveva sposare mio figlio nel '92, allora questi soldi praticamente erano fatti per l'appartamento. Gli dovevo dare 40 milioni.
E le spese diciamo del ristorante, spese... le spese del matrimonio, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Le spese del matrimonio, perfetto.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Suo figlio poi si è sposato?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In che data, se lo ricorda? Almeno il mese.
IMP. Scarano A.: No, la data non me la ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Almeno il mese.
IMP. Scarano A.: Il mese? Luglio, luglio.
PUBBLICO MINISTERO: Luglio. Del '92.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questa perquisizione fatta dalla Polizia, che poi...
IMP. Scarano A.: Questa è stata una delle ultime.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: I soldi sono stati sequestrati precedentemente.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMP. Scarano A.: Un 20 giorni prima, 15 giorni prima.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Quindi, rispetto al matrimonio di suo figlio, questa perquisizione fatta dalla Polizia, questo controllo, via, in viale Alessandrino, quanto tempo prima poteva essere successo?
IMP. Scarano A.: Mah, un mesetto prima, un mese, un mese e mezzo, non di più.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, ma durante questo periodo in cui lei ebbe le chiavi di questo appartamento all'Alessandrino, qualcuno ha adoprato questo appartamento? Qualcuno ha chiesto a lei le chiavi?
IMP. Scarano A.: Mai.
PUBBLICO MINISTERO: Mai?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: E questa faccenda come finisce?
IMP. Scarano A.: Finisce... Questa vicenda finisce che un giorno Matteo mi ha detto di portare le chiavi dove le avevo prese.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi le ha rimesse nella cassetta delle lettere.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, a Matteo glielo accennò che lei aveva avuto una perquisizione e che avevano controllato anche in viale Alessandrino?
IMP. Scarano A.: No. Mi sembra di no, non ci ho detto niente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano: a come la ricorda lei, tra la vicenda della casa di Giacomino e questa vicenda qui dell'Alessandrino, quanto tempo può essere passato?
Se se la sente di dare una indicazione di tempo, eh. Se se la sente, se non se la sente, lo dice: 'non sono in grado'.
IMP. Scarano A.: Mah, sono passati, è passato poco tempo, poco tempo. Un paio di mesi. Tre mesi, quattro mesi, non... Di preciso adesso... Comunque è stato sempre nel '92, questo, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Fine '92, più o meno.
PUBBLICO MINISTERO: Quando si sposò il suo figliolo, la vicenda dell'Alessandrino era già finita?
IMP. Scarano A.: Mah, le chiavi mi sembra ancora ce l'avevo io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, lei poco fa ha detto di avere fatto svariati viaggi giù.
IMP. Scarano A.: Allora posso dire una cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Naturale.
IMP. Scarano A.: Più precisa.
PUBBLICO MINISTERO: Quello che le viene in mente, lo deve dire.
IMP. Scarano A.: Allora, se non erro, nel '92 io sono stato a Triscina. E Matteo mi è venuto a trovare a Triscina.
E mi sembra, e sono sicuro che era il mese di agosto, che stavo io e mia moglie da sola. Perché mio figlio quello piccolo stava a fare il militare. Quello sposato non si poteva muovere perché la moglie non poteva viaggiare perché era, diciamo, in stato interessante e non poteva viaggiare.
Ed è venuto Matteo a trovarmi ad agosto. E' venuto lì, a Triscina due minuti e se n'è andato.
E mi sembra in quel periodo mi ha detto: 'quando vai a Roma riporta le chiavi dove l'avevi prese'. Lì alla Alessandrina.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, lei ha detto prima, Scarano, di aver fatto svariati viaggi giù in Sicilia.
IMP. Scarano A.: Ne ho fatti tanti, signor Giudice, non è che posso... Cioè, comunque il contenuto è questo, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, allora si è parlato di un incontro nel negozio dei gioiellieri, si è parlato di un incontro in un deposito di calze o fabbrica che fosse, e poi ci torneremo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si è parlato ora di un incontro - lo ha raccontato un secondo fa - proprio a Triscina quando lei era con sua moglie.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vi è capitato di vedervi anche da qualche altra parte che lei ricordi? Invece che a un calzettificio, che ne so, ad un garage; invece che ad un garage, in un negozio di alimentari, a un supermercato, a...
IMP. Scarano A.: Mah, io mi sono visto con Matteo dopo, sempre nel '92, quasi fine '92 a Palermo.
In casa da Grigoli Salvatore, detto "U' cacciatore".
PUBBLICO MINISTERO: E va bene. A questo ci arriveremo.
Dico: ricorda per caso se vi siete incontrati una volta a Castelvetrano fuori dal centro abitato, in un posto dove c'è...
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Sì. Sì, esatto. Vicino ad un supermercato, un deposito. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Fuori Castelvetrano, all'uscita dell'autostrada, quasi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e nell'occasione lei si incontrò con Matteo. Chi c'era presente anche a questo incontro? Se se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: Presente non c'era nessuno. Mi ha portato fuori... in un pezzo di campagna, lì, dove sta questo supermerca... chiamiamolo deposito.
PUBBLICO MINISTERO: E ricorda se è successo qualcosa di particolare, in quella occasione?
Cioè se avete parlato di qualcosa di particolare lei e Matteo.
IMP. Scarano A.: Mah, onestamente non me lo ricordo, signor Giudice.
Ricordo questo appuntamento, me lo ricordo. Però non...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, ha conosciuto qualcuno lei dei parenti di Matteo?
IMP. Scarano A.: Filippo, il cognato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Filippo il cognato. Cognato nel senso che, chi è questo? Uno che ha sposato qualche familiare di Matteo?
IMP. Scarano A.: Una sorella, a quanto ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: E questo Filippo, lei lo sa un attimino descrivere? Ci sa dire dove lo ha visto?
IMP. Scarano A.: Mah, Filippo io l'ho visto a Castelvetrano più volte.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Poi è venuto a Roma, pure a trovarmi.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ma ora mi interessa soprattutto delle volte in cui lei lo ha visto giù a Castelvetrano.
Ecco, in occasione in cui vi siete visti con Matteo fuori da questo supermercato o deposito che fosse, c'era Filippo presente?
IMP. Scarano A.: Mah, presente mi sembra di no. Però penso che lavorava lì dentro. Non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Però non si ricorda se era presente in quella occasione.
IMP. Scarano A.: No, presente non me lo ricordo se era presente.
PUBBLICO MINISTERO: I fatti che abbiamo raccontato, che lei ha raccontato ora: l'Alessandrino, prima la questione della casa di Giacomino e questi altri episodi, questo incontro con Matteo nel mese di agosto del '92 dopo il matrimonio di suo figlio, sono tutti fatti appunto del '92.
Ecco, lei in questo periodo di tempo, come dire, approfondì un po' l'amicizia, la conoscenza con questo Beppe di cui abbiamo parlato più volte? Beppe Garamella.
IMP. Scarano A.: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Chiarisca alla Corte in che termini.
IMP. Scarano A.: Mah, l'amicizia mia più intima con Beppe Garamella è quando io ho acquistato una villetta al mare, sua.
Che è venuto più volte a Roma, che io la casa l'ho pagata un po'... Gli davo 50 milioni, 30 milioni per volta, 25...
Lui veniva spesso a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Veniva per i soldi?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che doveva avere da lei, o anche per altre ragioni.
IMP. Scarano A.: Mah, veniva per... A casa mia veniva per i soldi, ma veniva pure... Stava sempre col suo compare, diciamo, dal suo compare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, parliamo un attimino del compare di questo Beppe.
Lei prima ha fatto un nome: Alfio.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E ha anche detto che questo dirigeva qualche cosa.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora questa persona, questo Alfio gliel'ha presentato Beppe?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: La presentazione dov'è avvenuta?
IMP. Scarano A.: A casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: A casa sua, proprio sua di lei?
IMP. Scarano A.: Sì, l'ha portato direttamente a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: In via delle Alzabole.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questo signore, questo Alfio, mi pare che lei avesse detto anche il cognome, prima.
IMP. Scarano A.: Alfio Massimino, mi sembra, no?
PUBBLICO MINISTERO: Massimino. Sa di dov'è originario lui?
IMP. Scarano A.: E' di Campobello di Mazara.
PUBBLICO MINISTERO: E a Roma di che cosa si occupava in particolare questo Beppe?
IMP. Scarano A.: Mah... Chi Massimino?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ha ragione. Non Beppe, Alfio.
IMP. Scarano A.: Eh, Massimino, quando me lo ha presentato Beppe Caramella, mi ha detto: 'sta vicino dove abito io', praticamente a Torbellamonaca, che si... lavorava, era direttore di un centro commerciale.
PUBBLICO MINISTERO: Un centro commerciale a Torbellamonaca, ha detto?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questo centro commerciale, si ricorda come si chiama? Se c'ha un nome.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ma lei c'è stato qualche volta a questo...
IMP. Scarano A.: Sì, ci sono stato un sacco di volte.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Che poi lui stesso mi ha invitato a me di aprire qualche negozio diciamo lì, che mi dava una mano, nel senso di dirigenza, qualche cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, di farle aprire cioè una attività a lei.
IMP. Scarano A.: Sì, infatti io mi ero convinto di avere una attività diciamo di acqua minerale, aranciate, birra, questa roba qua.
Però poi io ho visto che se ne apriva uno di negozi, ne chiudevano tre. Praticamente la zona non era tanto favorevole. E ho lasciato perdere.
Ma è rimasta sempre una amicizia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Mi ha frequentato, lo frequentavo, diciamo. Mi telefonava spesso.
PUBBLICO MINISTERO: E' una domanda alla quale ha già risposto, ma io gliela pongo per essere sicuro di aver capito bene: è presso questo signor Alfio, quindi, che si è svolto quell'incontro a Roma con Matteo?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nell'ufficio di questo Alfio?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Lì al centro commerciale?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ritorniamo a quel discorso che lei aveva fatto giù a Palermo con Matteo circa questo materiale che lei aveva a casa sua, che era lì mobilizzato, che lei non sapeva che cosa farsene. E Matteo le disse... Diciamolo una volta ancora, quando vi vedeste al Bar Politeama.
Matteo le disse?
IMP. Scarano A.: Ma prima ho parlato con Matteo cosa dovevo fare di questo materiale, perché lo avevano lasciato lì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Poi dice: 'non ti preoccupare, adesso ti presento.,..', e lo ha chiamato, che stava due o tre metri: Cannella. Me lo ha presentato come "Fifetto".
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Dice: 'questo è "Fifetto", questo è Antonio', ci siamo dati la mano.
Dice: 'va bene, vi mettete d'accordo fra voi, dice, pigliate un accordo ben preciso'. E se n'è andato.
E sono rimasto io lì con "Fifetto"...
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Poi, questo "Fifetto", lo ha rivisto ancora lei?
IMP. Scarano A.: Certo, che l'ho rivisto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: L'ho rivisto perché quel giorno ci ho parlato prima di questo materiale che avevo a casa io: delle armi e dell'esplosivo.
Lui dice: 'va be', non ti preoccupare, che adesso vediamo cosa fare'.
Però non è che mi ha detto che veniva a Roma. questo, non me l'ha detto.
Mi ha detto: 'senti, noi abbiamo bisogno... che ci abbiamo un po' di hashish', che poi erano 20 quintali, penso.
PUBBLICO MINISTERO: Hashish?
IMP. Scarano A.: Hashish. però hashish che non era buono, non... era zero, proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Era cattivo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, cattivissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma le fu detto, a lei le fu detto subito che era cattivo, oppure lo ha scoperto in un secondo momento?
IMP. Scarano A.: No, io l'ho scoperto quando questa roba è arrivata a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Perché io ci ho detto: 'io non ci capisco niente', ci ho detto, 'di questa roba. Però, se è buono, so che si vende'.
Dice: 'no, stai tranquillo'.
Dico: 'va be', allora dammi quindici giorni di tempo che io vedo cosa posso fare'.
Nello stesso tempo mi chiama a Roma di scendere a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti. Quindi lei è tornato a Roma.
IMP. Scarano A.: Sì, dopo io ho tornato a Roma, il giorno stesso.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. E si è interessato sul fatto se si poteva piazzare dell'hashish?
IMP. Scarano A.: Io a Roma, sono arrivato a Roma e ho parlato con un po' di persone, ragazzi, diciamo così. Quelli che sapevo che ci potevano capire più di me. E dice: 'se è buono, si vende'.
Però io sono andato anticipatamente giù, mi hanno chiamato subito a me, dopo neanche dieci giorni, non è che hanno spettato la risposta che gli dassi negativa o positiva di questa roba.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Il mercato, quello che offriva diciamo a Roma.
Arrivo giù, mi viene a prendere al porto, mi porta dentro un magazzino, magazzino che oggi so che è di Carra quel magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, la fermo Scarano, un secondo.
Quindi, lei fu convocato giù.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La convocazione come arrivò? Per telefono, ce lo ricorda come?
IMP. Scarano A.: Mah, per telefono mi sembra. Sì, per telefono.
PUBBLICO MINISTERO: E la persona che la chiamò chi era? Lo sa?
IMP. Scarano A.: Mah, mi sembra che è stato lui a chiamarli.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei glielo aveva dato il numero di telefono?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Ce l'aveva, ce l'aveva.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E quindi le arriva la telefonata, le dicono di andar giù.
IMP. Scarano A.: Di andare giù.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMP. Scarano A.: Mi viene a prendere al porto...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quindi lei è andato via mare.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' andato con l'automobile?
IMP. Scarano A.: Sì, con l'automobile.
PUBBLICO MINISTERO: Con quale?
IMP. Scarano A.: Con l'Audi.
PUBBLICO MINISTERO: Quella, sarebbe quella a nafta, o l'aveva cambiata?
IMP. Scarano A.: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Sempre con quella a nafta, o l'aveva cambiata?
IMP. Scarano A.: No, no, l'avevo cambiata.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi quella nuova.
IMP. Scarano A.: Quella nuova, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che è a benzina.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Di che colore è?
IMP. Scarano A.: Bleu notte.
PUBBLICO MINISTERO: Blu notte?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, lei è sceso giù, è arrivato al porto di Palermo. E chi ha trovato al porto?
IMP. Scarano A.: A "Fifetto". E mi porta in un deposito.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Sulla via del mare, mi sembra, che era questo deposito.
Arrivo lì e trovo, diciamo, questo camion di Carra che era quasi già caricato tutto. E lì ci stava Lo Nigro, Giuseppe - che poi ho conosciuto a Roma, questo Giuseppe, si chiama oggi Barranca mi sembra - e Peppuccio e Carra, che trasportavano questo hashish e lo buttavano sul camion.
PUBBLICO MINISTERO: Come veniva portato questo hashish lì?
IMP. Scarano A.: Con una Lambretta, quella a tre ruote.
PUBBLICO MINISTERO: Una?
IMP. Scarano A.: Una Vespa, Lambretta, quella a tre ruote.
PUBBLICO MINISTERO: Ma un furgoncino?
IMP. Scarano A.: Sì, un furgoncino a tre ruote.
PUBBLICO MINISTERO: E di chi era questo furgoncino?
IMP. Scarano A.: No, non lo so. Di chi era non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non ha visto chi è che lo guidava?
IMP. Scarano A.: Mi sembra Lo Nigro lo guidava.
PUBBLICO MINISTERO: Quando arrivò lei, questo carico era un pezzo avanti, oppure...
IMP. Scarano A.: Era già quasi finito, lo stavano caricando praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Io ne ho preso un pezzo di questo hashish per curiosità e l'ho odorato, al naso. Dico: 'mah, l'odore sembra buono. Ma è buona questa roba', ho detto io?.
Dice: 'vai tranquillo, vai, tranquillo', e ha caricato.
Ha caricato, siamo andati a mangiare in questo frattempo e la sera alle cinque, cinque e mezza siamo partiti io e Carra, via terra.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E l'ho portato a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, prima di partire, per caso durante questa giornata palermitana, oltre che andare lì al magazzino a vedere questa roba che veniva caricata, oltre che andare a mangiare, è stato da qualche altra parte?
IMP. Scarano A.: Sì, sono stato all'autosalone da Giacalone, circa tre ore, un paio d'ore insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Chi ce l'ha portato?
IMP. Scarano A.: "Fifetto".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei in questo autosalone ci aveva mai messo piedi prima?
IMP. Scarano A.: Mai.
PUBBLICO MINISTERO: Mai. Lei ha detto l'autosalone di Giacalone.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché? Perché ha visto Giacalone lì?
IMP. Scarano A.: Mi ha presentato a lui personalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Ma l'aveva mai vista questa persona prima?
IMP. Scarano A.: No, no, Giacalone mai visto, la prima volta.
PUBBLICO MINISTERO: Le fu presentato col nome?
IMP. Scarano A.: Sì, Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: Luigi. Ecco, come mai lei fu portato lì a questo autosalone dove poi conobbe questo Luigi? Per passare il tempo o per qualche altra ragione?
IMP. Scarano A.: Mah, a me Cannella mi ha lasciato lì e lui se n'è andato. Sono stato da solo lì insieme a Luigi, a Giacalone, un paio d'ore, circa tre ore.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in questo frattempo la macchina sua dov'era?
IMP. Scarano A.: Mah, era parcheggiata da una parte, che l'aveva messa lui, io non... Adesso non lo so, non è che conosco bene Palermo, dov'era messa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma voglio dire: per arrivare all'autosalone lei ci andò con la sua macchina, oppure fu accompagnato?
IMP. Scarano A.: Sempre con la macchina di Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E ha detto quindi che, fatto il carico di questa roba, poi siete partiti lei e Carra, ha detto, no?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, oggi sa che è Carra.
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: All'epoca le fu detto chi era questo giovanotto?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Nemmeno il nome?
IMP. Scarano A.: Nemmeno il nome.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma questa roba che fu messo su questo... su un camion suppongo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La vuole un po' descrivere.
IMP. Scarano A.: Ma il camion... il camion devo descrivere?
PUBBLICO MINISTERO: No, il materiale che fu messo sopra il camion.
IMP. Scarano A.: Il materiale, erano tutti... l'hashish stava dentro delle camere d'aria.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Chiusi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Poi, sotto, al centro del camion hanno messo le camere d'aria, poi hanno messo tipo di trasverse di ferrovia, per fare tipo un qualcosa che non toccasse diciamo questo hashish che era messo in dei blocchi di macchine pressate sopra.
PUBBLICO MINISTERO: A carcasse.
IMP. Scarano A.: A carcasse di macchine pressate sì, a quadri. Macchine pressate praticamente e sotto ci stava questo hashish. Però era coperto da queste traverse di ferrovie.
PUBBLICO MINISTERO: Traverse, quelle di legno voglio dire.
IMP. Scarano A.: Traverse di legno, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le traversine.
IMP. Scarano A.: Sembravano traversine di ferrovie sì, di legno.
PUBBLICO MINISTERO: Ma volevo dire una cosa: queste camere d'aria erano così alla luce, oppure erano a loro volta messe dentro qualche cosa?
IMP. Scarano A.: No, no, erano alla luce proprio così, camere d'aria, si vedevano tranquillamente.
PUBBLICO MINISTERO: Non ha visto dei sacchi lei?
IMP. Scarano A.: Io sacchi non me ne sono accorto.
PUBBLICO MINISTERO: Tipo sacchi di patate?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non l'ha visti. Bene.
IMP. Scarano A.: A me me l'hanno ripreso, poi l'hanno trovato quell'hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMP. Scarano A.: L'hanno trovato poi quell'hashish, è stato ritrovato, quello che non si è venduto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, ora ci arriviamo, ci arriviamo.
Ecco, quindi lei è partito con la sua macchina e Carra è partito col suo camion.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Il camion di Carra si ricorda com'era?
IMP. Scarano A.: Un Volvo. Un Volvo, era un Tir.
PUBBLICO MINISTERO: Tir cosa vuol dire?
IMP. Scarano A.: Tir, motrice e rimorchio a parte.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
IMP. Scarano A.: Uno snodato, come viene chiamato.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ma era chiuso o aperto?
IMP. Scarano A.: Aperto, aperto.
PUBBLICO MINISTERO: Aperto. E partiti da Palermo, che strada avete fatto?
IMP. Scarano A.: Abbiamo fatto l'autostrada per Messina e Villa San Giovanni.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi un viaggio via terra?
IMP. Scarano A.: Reggio Calabria-Salerno, Salerno-Napoli-Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, è un viaggio via terra quindi, quello che avete fatto?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, via terra, via terra.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, lei durante questo spostamento, ricorda se per caso aveva con sé un cellulare? Lei disponeva di cellulari all'epoca?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E il cellulare era intestato a lei, che si rammenti?
IMP. Scarano A.: Io ce n'ho avuti due: il primo intestato a me personalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E il secondo intestato a mia moglie. Però non ricordo bene quale c'avevo, se era il primo o il secondo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma durante questo viaggio ce l'aveva con sé il cellulare?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sì, ce l'avevo. Comunicavo anche con Carra e Carra comunicava con me.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quindi vi siete telefonati strada facendo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda se durante il viaggio vi siete fermati da qualche parte, oltre che... per fare rifornimento, per prendere il caffè, qualche cosa?
IMP. Scarano A.: Sì, ci siamo fermati un paio di volte, sì. Per prendere un caffè.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda se per caso, in una di queste fermate, per caso lei ha incontrato qualcuno che conosceva?
IMP. Scarano A.: Sì. Ho incontrato una persona che l'avevo conosciuto in carcere a Rebibbia, calabrese. Che adesso non mi ricordo il nome, come si chiama. In un'area di servizio in Calabria. De Maio si chiama.
PUBBLICO MINISTERO: De Masi può essere?
IMP. Scarano A.: De Masi, De Masi, De Maio, una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Il nome di battesimo se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: E vi eravate conosciuti in carcere?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre a Rebibbia?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Durante quella detenzione di cui si parlava prima?
IMP. Scarano A.: Esatto. Facevo lo spesino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi siete arrivati a destinazione a Roma lei e Carra con il camion?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E tutto questo materiale che c'era sul camion che fine ha fatto, una volta arrivati lì?
IMP. Scarano A.: Il materiale l'ho scaricato in un posto che io già conoscevo da parecchio tempo prima. Un posto che prima, anni prima era stato uno sfascio, uno sfasciacarrozze.
Poi più della metà è stato abbandonato. Siccome Carra ha sbagliato strada, invece di venire dalla strada giusta, della Roma-Napoli, ha fatto la Bradella, un braccio di strada nuovo. E' uscito dalla parte opposto e poi anche lui stesso si è fermato e mi ha chiamato al telefonino. Mi ha detto che ha sbagliato strada e mi ha detto dove si trovava. Stava sulla Bradella. E sono andato a prenderlo lì.
Però, facendo quella strada che lui ha sbagliato, arrivato lì in zona, uscendo dall'autostrada, mi sono ricordato di questo vecchio sfasciacarrozze diciamo, dove stava questo sfasciacarrozze.
Ci ho detto: 'va be' adesso che siamo qui vicino, vieni dietro a me'. Sapevo già che lì non c'era nessuno e che si poteva entrare. Praticamente l'ho portato lì e abbiamo scaricato lì in questo vecchio sfasciacarrozze.
PUBBLICO MINISTERO: Questo sfascio.
IMP. Scarano A.: Questo sfascio.
PUBBLICO MINISTERO: E il titolare di questo sfascio?
IMP. Scarano A.: E' uno che io conosco pure, si chiama Bruno mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Si chiama?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito Scarano.
IMP. Scarano A.: Sì, un attimo, mi sto ricordando il nome.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, mi sembrava fossi io a non aver capito.
IMP. Scarano A.: Brugoni, Brugoni mi sembra che si chiama di cognome.
PUBBLICO MINISTERO: E il nome di battesimo?
IMP. Scarano A.: Il nome del battesimo non me lo ricordo perché io lo chiamavo sempre fantino. Perché lui andava a cavallo, no? all'epoca diciamo, quando io conoscevo questo sfascio, lui c'aveva lo sfascio.
Non mi ricordo. Adesso esattamente non mi ricordo il nome. Però Brugoni mi sembra, Bruno.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', comunque il cognome mi sembra abbia detto che è Brugoni.
PRESIDENTE: Ha capito?
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: E' Brugoni il cognome?
PUBBLICO MINISTERO: Il cognome ha detto Brugoni?
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: E' Brugoni il cognome?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', il nome ho capito che non se lo ricorda. No, perché il nome, la prima volta che si è parlato di questo episodio, Scarano, lei rammenterà, ha fatto immediatamente il nome di battesimo e invece il cognome non se lo ricordava. Oggi invece si ricorda il cognome e non si ricorda il nome di battesimo.
PRESIDENTE: Cose che succedono.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, lì come procedette l'operazione di scarico di questo hashish, se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Mah, lì l'abbiamo scaricato a mani prima. Abbiamo levato queste traverse da una parte, sulla sinistra. Abbiamo levato due traverse ed abbiamo tarato un po'. Però poi io, c'era un ragazzo marocchino lì, che lavora diciamo per questo...
PUBBLICO MINISTERO: Brugoni?
IMP. Scarano A.: Per questo Burgoni, ci ho detto, dico: 'dove sta il proprietario?' Dice: 'sta a casa'. Dico: 'gli puoi telefonare?' E ci ha telefonato.
Ci ha telefonato e è venuto. E' venuto e un po' si è arrabbiato con me, ci ho detto: 'va be', io sto scaricando questo camion qui, tu non c'entri più niente, ti sei ritirato, c'hai un buchetto...' C'ha una baracca lui praticamente, perché prima ce l'aveva lui lo sfascio lì, adesso è diventato del Comune quello.
Si è arrabbiato un po' con me: 'facciamo...' Carra mi sembra che ci ha detto della ruspa o cose... però non funzionava bene questa ruspa. Di buttare giù di tutto quel materiale, diciamo, ferro, quelle macchine pressate per fare spazio, per tirare fuori questo hashish. Però c'era la benda della ruspa lì, della pala meccanica che non funzionava perché mancava l'olio e non ha potuto far niente. Perché si alzava un po' e poi non si poteva abbassare questa benda diciamo, non funzionava bene. E l'abbiamo scaricato quasi a mano.
Ci ha dato sì una spinta però non è che ha potuto fare più di tanto perché perdeva troppo olio e i tubi che sono sulla benda.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, a quello che capisco, fu fatto un po' a mano...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e un po'...
IMP. Scarano A.: Ma quasi tutto a mano, signor Giudice. Quasi tutto a mano. Che poi io me ne sono andato con lui a cercare un fusto di olio, però non si è potuto fare niente. Infatti la ruspa mi sembra che si è appoggiata sulle sponde del camion, la pala davanti, perché né si alzava, né si abbassava.
Poi quel materiale l'ha lasciato pure lì Carra. Tutte queste macchine pressate diciamo, quelle traverse l'ha lasciate lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma nel fare queste operazioni per caso si sciupò anche un po' il camion del Carra, o no?
IMP. Scarano A.: Mah, mi sembra una sponda, dove si è appoggiata la benda della ruspa, si è fatto qualche cosa. Che poi l'ha lasciate anche lì, le sponde pure lì li ha lasciati. S'era storta mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ricorda se per caso aveva provato per vedere se trovava un altro sistema per scaricare questo camion?
IMP. Scarano A.: Un attimo, mi rifaccia la domanda. Si chiama Nazareno.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, bravo.
IMP. Scarano A.: Me lo sono ricordato adesso: Nazareno si chiama.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. Senta.
IMP. Scarano A.: Mi dica.
PUBBLICO MINISTERO: Lei si rammenta se per caso cercò di trovare un altro modo per scaricare questo camion, visto che la pala meccanica funzionava male e con le mani era faticoso? Ricorda di essere andato a cercare qualche altra attrezzatura?
IMP. Scarano A.: Sì. Sono andato a cercare sì, però niente da fare. Perché non è che erano cose che le potevano fare chiunque. Era una cosa che si poteva fare a livello di qualche amico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che macchina cercava che poi non riuscì a trovare?
IMP. Scarano A.: Cercavo una pala... come si chiamano quelle ruspe lì che ci hanno il braccio davanti, per levare tutto il materiale, le macchine pressate che c'erano sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quelle col braccio con il gancio sotto?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il ragno?
IMP. Scarano A.: Tipo un ragno bravo, sì esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, terminato lo scarico, cominciamo a dire, che fine ha fatto questo hashish e che fine ha fatto il Carra e che fine ha fatto lei?
IMP. Scarano A.: Io l'hashish l'ho portato via subito da lì. In una grotta vicino da Frabetti, che io conoscevo. Sapevo di questa grotta, l'ho messo lì dentro.
PUBBLICO MINISTERO: E questo trasporto con che mezzo l'ha fatto?
IMP. Scarano A.: Col furgone mio.
PUBBLICO MINISTERO: Un furgone suo. Ora poi ci soffermeremo su questo furgone.
Carra che ha fatto?
IMP. Scarano A.: Carra, una volta scaricato lì, siamo andati a mangiare e se n'è andato via.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora soffermiamoci un attimo su questo furgone suo, che lei ha adoprato per fare questa operazione, per spostare quest'hashish.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Intanto mettiamo, come dire, in chiaro un particolare di questo discorso. Ma quest'hashish quanta roba era?
IMP. Scarano A.: Quanta roba era?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Mah, se non sbaglio era sui 20 quintali.
PUBBLICO MINISTERO: Intorno ai?
IMP. Scarano A.: 20 quintali.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi erano svariate queste camere d'aria, o erano poche?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, erano parecchie.
PUBBLICO MINISTERO: Parecchie. Ma un numero, voglio dire, un po' anche approssimativamente.
IMP. Scarano A.: Il numero complessivo non...
PUBBLICO MINISTERO: Anche approssimativamente, Scarano.
IMP. Scarano A.: So che in una camera d'aria ce ne stavano 35 chili. Mi è stato detto da "Fifetto". Però il numero complessivo non ricordo bene quante erano.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, poteva essere una decina o potevano essere 100?
IMP. Scarano A.: Molto di più.
PUBBLICO MINISTERO: Di che?
IMP. Scarano A.: Di camere d'aria, molto di più di 10.
PUBBLICO MINISTERO: Molte più di 10.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, questo furgone, vuole chiarire un attimo che aggeggio era, dove l'aveva preso, se era molto che ce l'aveva, se l'aveva comprato nuovo?
IMP. Scarano A.: No, no, l'ho comprato usato, l'ho comprato alla Romana Diesel, ma molto tempo prima. Molto tempo prima l'ho comprato, usato, di quelli dell'ACEA.
PUBBLICO MINISTERO: Della ACEA.
IMP. Scarano A.: Dell'ACEA sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome lei, anche se non è romano, ha vissuto a Roma per tanto tempo, spieghi un attimo che cos'è la ACEA a Roma, penso lo sappia.
IMP. Scarano A.: L'ACEA è una società di questi, dell'acqua, praticamente, fanno... della città.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è l'azienda dell'acquedotto?
IMP. Scarano A.: Sì, l'azienda dell'acquedotto.
PUBBLICO MINISTERO: Quella comunale?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E questo furgone di che colore era?
IMP. Scarano A.: Arancione.
PUBBLICO MINISTERO: Com'era? Finestrato, chiuso, semifinestrato?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, mi sembra che c'erano i vetri, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi finestrato?
IMP. Scarano A.: Sì, finestrato.
PUBBLICO MINISTERO: Lei l'aveva preso quindi alla Romana Diesel, l'aveva intestato a sé?
IMP. Scarano A.: Sì, all'inizio sì. Poi.. o no?
PUBBLICO MINISTERO: Va be', dica quello che si ricorda, senza porsi problemi. Tranquillamente.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, mi sembra intestato per me, sì. Io l'ho intestato.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo furgone lei poi l'ha sempre utilizzato personalmente, o l'ha dato, l'ha fatto utilizzare, l'ha prestato anche a qualcuno?
IMP. Scarano A.: Io, questo furgone, dopo un po' di tempo che ce l'avevo, me l'ha chiesto Frabetti, che c'aveva il cavallo, per portare il fieno non so da dove. E se l'è tenuto Frabetti un bel periodo.
Infatti, quando è arrivato quest'hashish, il furgone mio stava da Frabetti perché a me non mi serviva. L'avevo comprato per lavorare, però non era buono per lavorare, però non era buono per lavorare, questo furgone.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei andò a prendere il furgone da Frabetti.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per portare poi quest'hashish da Frabetti.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questa operazione l'ha fatta da solo, o con Frabetti?
IMP. Scarano A.: No, no, ma io, mi ha dato una mano Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, questo hashish, è rimasto sempre in questo posto da questo, da Frabetti, nelle grotte, ovvero è stato spostato di posto per qualche ragione?
IMP. Scarano A.: No, è stato sempre da Frabetti. Diciamo da Frabetti, in questa grotta.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
IMP. Scarano A.: Soltanto che ne ho venduto... Una parte ne ho venduta. Un paio di quintali, adesso non ricordo bene. Due quintali e mezzo-tre. E ci ho fatto 200 milioni circa.
E, un giorno, senza avvisarmi, all'improvviso, è venuto Cannella a casa mia, se io avevo venduto una parte di hashish.
Ci ho detto: 'guarda, qui ci stanno 200 milioni'. Mancava 200 mila lire a 200 milioni. E glieli ho dati.
E poi un po' è andato a finire a Di Natale, un tre-quattro quintali. Che si era messo d'accordo con una persona che lui... lo dovevano rimpastare, o dovevano fare... Non so che dovevano fare. Però, questa persona che doveva partecipare a questa lavorazione di questo hashish, ha capito che ci aveva il nipote Di Natale agli arresti domiciliari. E praticamente non si è fatto più niente.
Perché io gliel'ho dato a Di Natale, gli ho detto: 'te arrangiati', perché mi ha chiesto di dargli una mano, che si era incontrati a Regina Ceali casualmente.
Io facevo colloqui a mio figlio e lui faceva colloqui al nipote.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, chiariamo che lei non era detenuto all'epoca, Scarano.
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Detenuto era suo figlio.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E Di Natale non era detenuto, ma ci aveva il nipote detenuto.
IMP. Scarano A.: Ma era poco, era poco uscito dal carcere. Lui e tutta la sua famiglia, come lui mi ha detto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, una domanda che poi è più che altro un chiarimento per la Corte.
Tutta questa vicenda che lei sta raccontando di questo hashish che è finito anche a Di Natale, lei sa se c'è un processo da qualche parte? Se c'è stato un processo?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: C'è stato già il processo.
PUBBLICO MINISTERO: Dov'è stato fatto questo processo?
IMP. Scarano A.: A Roma.
PUBBLICO MINISTERO: A Roma. Lei era imputato in questo processo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi chi è imputato anche? Di Natale, in questo processo?
IMP. Scarano A.: Ma certo, certamente. Pure Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Di Natale.
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che per portare questo hashish da Di Natale che lo dovevano lavorare, era entrata nel mezzo un'altra persona
IMP. Scarano A.: Sì. Un certo Antonio.
PUBBLICO MINISTERO: O Amleto?
IMP. Scarano A.: Amleto, sì. Amico di Amleto, con Amleto assieme.
PUBBLICO MINISTERO: Sono tutte persone che sono nel processo di Roma, per intendersi?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, Scarano: ora che lei sta riferendo di questa situazione, così, in maniera ancora per sommi capi, ma tanto nei particolari ci entreremo più avanti. Ora io le sto facendo delle domande perché lei risponda per punti essenziali dei singoli episodi, eh?
Ora si sta riferendo questa storia di hashish che arriva a Roma e poi viene gestito a Roma, c'è di mezzo Di Natale, le grotte del Frabetti, il furgone arancione, Amleto, Antonio, il processo e quant'altro.
Ecco, lei per conto, o a richiesta di queste persone che ha nominato. Io parlo delle persone viste a Palermo, conosciute a Palermo, viste in Sicilia, conosciute in Sicilia e quindi Matteo, e "Fifetto" e Giacalone e Carra e gli altri che ha nominato, ecco, ha avuto qualche altro incarico da compiere a Roma? Di occuparsi anche di qualche altra cosa che non fosse l'hashish...
IMP. Scarano A.: Di un appartamento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Più di uno appartamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Un altro appartamento, un altro appartamento.
Come nasce la storia di questo nuovo appartamento?
IMP. Scarano A.: Ma, la storia di questo appartamento nasce dopo che...
PUBBLICO MINISTERO: Cerchi di essere preciso, eh. Io, Scarano, preferisco... Ecco, per esempio, su questa domanda qui, non farle un eccesso di domande. Vorrei che lei, al meglio dei suoi ricordi e con la raccomandazione che le posso far di dire sempre la verità, racconti come nasce la storia di questo nuovo appartamento.
IMP. Scarano A.: Allora, dopo, io ho conosciuto Giacalone lì a Palermo, frequenta casa mia. E' venuto anche "Fifetto" a prendersi i soldi. Diciamo... Però mi aveva accennato "Fifetto" di trovare un appartamento a Roma.
Ci ho detto: 'guarda, a Roma è difficile trovare appartamenti'.
Comunque va più avanti, comincia a frequentare il Giacalone a casa mia e si parla di questi appartamenti.
Un giorno capita Bizzoni a casa mia. C'era Giacalone presente.
Ci ho detto: 'guarda, Bizzoni, tu che parli sempre di ville, appartamenti che ce n'hai tanti come dici te, ce l'hai un appartamento?'
Dice: 'sì, ce l'ho'.
Io vedevo Giacalone e gli ho detto: 'andiamo a vedere l'appartamento'.
Dice: 'no, pensaci te', mi ha detto.
Io sono andato a vedere l'appartamento e ho fatto una pulita dentro questo appartamento. L'ho pulito, che era vuoto. Ho comprato due divani per dormire. E dopo praticamente hanno frequentato questo appartamento tutti questi ragazzi che sono venuti a Roma.
Però preciso, dobbiamo parlare precedentemente di quello che era successo prima che loro erano già venuti prima per l'attentato di Costanzo, che li ho ospitati io a casa mia.
L'appartamento di via De Lauro è venuta dopo, subito dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, l'ascolto.
IMP. Scarano A.: Insomma...
PUBBLICO MINISTERO: Allora, Scarano, ascolti me.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come preferisce lei raccontare queste vicende? Parlando dell'attentato a Costanzo. Perché ha detto così, o parlando dell'appartamento? Segua il criterio, l'ordine espositivo che preferisce.
IMP. Scarano A.: Cioè, l'appartamento di via De Lauro è venuto dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, dopo. Allora parliamo di quello che è avvenuto prima.
IMP. Scarano A.: Eh, quello che è venuto prima, quando è venuto "Fifetto" a Roma per pigliarsi i soldi dell'hashish, me lo ha detto anche dell'appartamento. Però io ancora, fino a quel punto, non mi ero proprio interessato al massimo di trovare questo appartamento.
Tutto assieme una mattina pigliano e vengono... a Roma viene "Fifetto" per primo a casa mia, viene Grigoli Salvatore, che l'ho conosciuto come Salvo. Ed è venuto Lo Nigro. Gli altri sono venuti, Barranca, Spatuzza e Giuliano, sono venuti col treno.
Arrivato già a Roma, Cannella mi fa, dice, l'indomani che sono arrivati, dice: 'dobbiamo andare da Costanzo, nel pomeriggio'.
Dico: 'guarda, io... Chi è 'sto Costanzo?'
Allora la risposta è stata: 'ma perché, quando è venuto Matteo a Roma, tu non sei stato da Costanzo?'
Ci ho detto: 'io non conosco nessun Costanzo. Non sono andato da nessuna parte'.
Sono andati via e nemmeno mi hanno detto che andavano via.
PUBBLICO MINISTERO: L'anno prima?
IMP. Scarano A.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: L'anno prima?
IMP. Scarano A.: Quando sono venuti praticamente... Quando è venuto... Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nella casa di Giacomino?
IMP. Scarano A.: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Nella casa di... Ecco, sennò, se non dà...
IMP. Scarano A.: Quando stavano alla casa di...
PUBBLICO MINISTERO: Giacomino.
IMP. Scarano A.: Di Giacomino.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
IMP. Scarano A.: Esatto. Comunque il pomeriggio, l'indomani del pomeriggio andiamo da 'sto Costanzo.
Io accompagno lui, lui sapeva già la strada, perché lui mi leggeva dove andare, Cannella.
Arrivato ad un certo punto, in salita - adesso so che si chiama via dei Parioli. Io prima non lo sapevo - mi fa fermare vicino a un ristorante, sulla destra, salendo sulla destra.
E se ne vanno.
C'era Lo Nigro, c'era Benigno Salvatore e c'era... c'era Grigoli... No, c'era Lo Nigro, c'era "Fifetto" e Benigno. E Benigno Salvatore. Tutti e tre.
Io me ne sono parcheggiato lì, vicino a 'sto ristorante, sono stato circa tre ore.
Loro sono scesi, si buttano sulla sinistra della strada e sono spariti nel nulla, nel senso che si sono internati non so dove, son venute e siamo rientrate dentro da casa mia. Senza nessuna domanda, nessuna cosa.
Il secondo giorno, la stessa cosa. Però mi hanno fatto fermare ancora più avanti, vicino a una piazza. A fianco a un chiosco di fiori.
Fanno la stessa cosa del giorno prima: se ne vanno per conto loro, insomma. Spariscono. Sempre due-tre ore fermo io parcheggiato. Venivano dopo un certo orario, se ne andavano un'altra volta a casa.
Il terzo giorno, mi hanno fatto fermare ancora più avanti ancora. Se ne vanno; sempre la solita storia. Vengono la sera dopo due-tre ore.
Io, nel frattempo che aspettavo loro, me ne andavo dentro qualche bar. Mi sono andato a comprare un giubbino dentro un negozio. Di seta. Per perdere tempo. Più volte mi sono seduto a un bar per perdere tempo.
Il quarto giorno, non so come hanno fatto, hanno rubato una macchina praticamente. Perché io non ci sono stato lì al furto della macchina per Costanzo, non c'ero. Non ero presente.
Mi chiedono la macchina mia. Il quarto giorno. Una 112. Ho detto: 'va bene, prendete questa macchina'. Io credevo che si volevano fare un giro per Roma. Invece la macchina l'hanno portata da Costanzo, dove è stato l'attentato. E occuparono il posto anticipatamente di quando erano loro con la macchina carica di esplosivo.
Hanno messo la macchina mia. Comunque l'esplosivo, quello che stava a casa mia. Qualche cosa... però io non ho visto con gli occhi, hanno portato pure loro. Però come l'hanno portato non lo so. Perché non l'ho visto.
Ma quei sacchetti che stavano a casa mia che aveva portato precedentemente Matteo Messina Denaro, sono stati utilizzati per l'attentato di Costanzo.
Praticamente hanno preparato la macchina, caricato 'sta roba, la macchina viene preparata a Torbellamonaca. Hanno chiesto le chiavi a Alfio Massimino che io già quel garage lo conoscevo, che me lo aveva invitato lui di fare un bowling lì dentro, un'attività. E io conoscevo già questo locale.
Si carica, rubano la macchina loro - non so chi l'ha rubata la macchina - vengono a casa mia, si prende 'sta roba, questo esplosivo, si va a Torbellamonaca. Mi sembra che stanno un giorno dentro la macchina. E il giorno dopo si parte via con... preparano 'sta macchina nel pomeriggio e nel pomeriggio stesso si porta via la macchina dal garage. Verso le 17-18.
... sempre lì da Torbellamonaca. Abbiamo fatto tutto il raccordo anulare diciamo, la tangenziale e siamo arrivati lì. Io mi parcheggio sempre al solito posto come mi hanno detto di parcheggiare e di fermarmi lì. Loro hanno fatto un giro dalla parte di sopra della strada e sono andati dove sono andati perché io ancora oggi non so nemmeno dove è stata messa 'sta bomba.
Praticamente vedo la macchina mia, scendo... che usciva di questa traversa. Io credo che la macchina loro ce l'avevano già da un'altra parte che non stava lì parcheggiata per tenere il posto.
Vedo 'sta macchina mia uscire di questa traversa e lasciano una macchina piena di esplosivo.
E, onestamente, mi sono arrabbiato. Però mi fa cenno la portava Giuseppe Giuliano, l'A112. Mi fa: 'vieni dietro a me'. E ce ne siamo andati circa un 250 metri, 100 metri.
Però quella sera, la prima sera che è stata lasciata la macchina piena, carica di esplosivo, non è esplosa per motivi tecnici. Io non conosco.
Si ritirano pure Benigno Salvatore e viene Lo Nigro, c'era Spatuzza, c'era Cannella. Questa macchina non esplode.
Si lascia lì tutta la notte. Il pomeriggio dopo si rivà un'altra volta sul posto, si avvicina Benigno Salvatore e Lo Nigro - che loro sono i più esperti di queste cose - hanno sistemato non so che cosa, qualche filo, qualche cosa. E la seconda sera praticamente hanno esploso, è esplosa 'sta macchina.
Io però poi mi hanno fatto stare molto più lontano da dove stavo la prima volta. Mi hanno messo vicino, che adesso vicino alla casa cantoniera, io all'epoca capivo che era una casa cantoniera. Oggi so che è una ferrovia, una stazione della ferrovia. Ma all'epoca c'era un piccolo parcheggio, mi credevo che era una casa abbandonata, cantoniera.
Stavamo lì da tre-quattro minuti, 10 minuti e ho sentito un boato enorme. I semafori facevano tilt. E' andata via la luce, è andato via tutto. E siamo andati a casa.
E' arrivata pure un'altra macchina, non mi ricordo adesso che macchina era, nella confusione.
Giuseppe Barranca s'è perso perché se n'é andato per conto suo per Roma. Si è ritrovato verso le quattro la mattina, le quattro e mezza.
E poi il giorno dopo Spatuzza, Giuliano, Benigno e Lo Nigro se ne sono andati a Palermo.
Cannella, la mattina alle nove, viene da me e m'ha detto di accompagnarlo dai suoi parenti in Altitalia che non ricordo la città dov'è.
E nello stesso giorno sono andato, l'ho lasciato lì all'inizio di 'sta città, di 'sto paese che era, in una piazza che ci stavano i tassì. L'ho lasciato lì e me ne son venuto a Roma direttamente. Sono arrivato nel pomeriggio, alle cinque stavo a casa un'altra volta.
Questo è il primo episodio.
PUBBLICO MINISTERO: Un particolare per riprendere tutto questo racconto che io le ho lasciato fare senza porle nessuna domanda.
A esplosione avvenuta, queste persone lei ha detto che poi raggiunsero tutte casa sua?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Tutte sotto casa mia sono arrivate. Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Li sentì per caso far commenti su quello che era successo? Se le cose erano andate bene, male, se erano andate male per questo o per quell'altro?
IMP. Scarano A.: Mah, la prima sera sì. La prima sera c'è stato un commento fra di loro che c'era qualcosa che non funzionava, insomma. Era da rivedere la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Infatti, il giorno dopo la macchina è stata lì ferma, parcheggiata. Tutta la notte carica di esplosivo.
Il giorno dopo, nel pomeriggio sono andato a vedere che cosa era.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ma poi?
IMP. Scarano A.: Sì, era difetto nel congegno che Benigno Salvatore usava che lo faceva lui manualmente. Quelle erano cose che faceva sempre lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma io le stavo invece chiedendo più specificamente, Scarano, se quando poi son tornati tutti a casa sua a esplosione avvenuta...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ecco, lei ha sentito qualche considerazione, qualche discorso a commento di quello che era successo.
IMP. Scarano A.: No, quello è stato la sera prima.
PUBBLICO MINISTERO: No, la sera dopo Scarano. Cerchi di ricordare, perché durante le indagini ce l'ha bell'e raccontato un certo particolare. Però io non voglio...
IMP. Scarano A.: Ah, la sera dell'esplosione?
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
IMP. Scarano A.: La sera dell'esplosione praticamente hanno sbagliato perché si aspettava un 164 che ci doveva stare il dottor Costanzo dentro. E invece è uscita una Mercedes. Però Benigno ha perso un po' di tempo nel senso di: 'è lui? Non è lui?'. Questi erano commenti che facevano loro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' questo che volevo sapere io.
IMP. Scarano A.: Allora, ha schiacciato il bottone diciamo con qualche secondo diciamo, o millesimo di secondo in ritardo. Perché si aspettava, come dicevano loro, una 164.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è un discorso che fu fatto a casa sua quando queste persone quindi erano ritornate tutte da lei?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questo discorso fu fatto quindi tra chi in particolare? Tra... lei ha fatto il nome di Benigno.
IMP. Scarano A.: Benigno, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E gli altri? E tutti gli altri o con qualcuno in particolare?
IMP. Scarano A.: Mah, chi ne capiva di più su quelle cose, chi le toccava più direttamente come mano era Benigno Salvatore e Lo Nigro Cosimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Loro si interessavano per le micce, loro si interessavano per i detonatori, loro si interessavano a fare diciamo tutto quello, l'impianto...
PUBBLICO MINISTERO: Non corra, non corra. Piano piano ripercorriamo tutte queste situazioni, le persone, i fatti. Non corra. Sempre con la massima tranquillità. Nessuno ci fa fretta.
Mi viene bene partire dal fondo di questo discorso. Quindi, lei ha detto queste persone ritornarono tutte a casa sua. All'infuori...
IMP. Scarano A.: Con la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. E volevo sapere con quale macchina.
IMP. Scarano A.: Allora, c'era il 112 e la macchina mia.
PUBBLICO MINISTERO: Il 112 era la sua.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo lo sappiamo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ci spiegherà quando gliel'aveva data, come gli era stata chiesta e tutto il resto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Su questo 112 chi c'era?
IMP. Scarano A.: Mah, adesso nella confusione lì è successo tutto un buio. Non è che posso capire chi ci stava. Che con me non so se era Lo Nigro o era Spatuzza pure con me. Spatuzza sicuro mi sembra.
Solo Giuseppe che sarebbe, oggi conosco come Barranca Giuseppe, o Barranca. Solo lui si è perso, nella confusione dell'esplosione se ne è andato per conto suo quello, per Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Avevano perso i collegamenti.
IMP. Scarano A.: Sì. Gli altri siamo andati via tutti con le macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma oltre alla sua macchina, l'A112, loro disponevano di qualche vettura propria?
IMP. Scarano A.: Sì, la prima volta sì, sono venuti con la macchina, una macchina... Una Uno a nafta, FIAT, targata Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Targata Roma. Ecco, questa macchina l'hanno adoprata per questi spostamenti che facevano per Costanzo?
IMP. Scarano A.: Ma io onestamente, per essere sincero, l'ho vista pochi secondi questa macchina. Dov'era parcheggiata manco lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. No, voglio dire: questa macchina...
IMP. Scarano A.: Se è stata preparata per Costanzo?
PUBBLICO MINISTERO: No, non quella preparata, mi scusi. Quella di cui disponevano loro, questa a nafta, questa targata Roma.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Loro l'hanno adoprata per questi spostamenti per Costanzo, prima, dopo il fatto? Se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Loro c'avevano sempre la macchina mia a disposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci.
IMP. Scarano A.: Quando sono andati via... Se posso parlare.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, che può parlare. Sempre.
IMP. Scarano A.: Quando sono andati via, è andato via Lo Nigro, Benigni Salvatore, e non ricordo bene chi, con la macchina, che sono venuti a Roma, con la stessa macchina, con la Uno targata Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Quella a nafta.
IMP. Scarano A.: E un paio di loro sono andati via col treno.
E qui, è rimasto a Roma, è rimasto, la mattina dopo, è rimasto soltanto Cannella Cristofaro.
PUBBLICO MINISTERO: E lei lo ha portato via.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda qual era la città del nord?
IMP. Scarano A.: Non so se era Modena, Modena o... Verona sicuro no, ma verso... Modena, penso che sia. Però non lo so per certo, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Può essere che lei, negli interrogatori fatti durante le indagini, invece che Modena abbia indicato un'altra città?
IMP. Scarano A.: Io comunque l'Altitalia la conosco poco. Sono andato con lui, mi ha portato lui lì.
E uno quando guarda, fa le strade, diciamo, un altro che lo guida, non guarda né cartelli, né quello e né quell'altro. Lui, mi ha guidato lui. Mi ha praticamente, quando siamo arrivati lì nei dintorni... Ho fatto tutta l'autostrada.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Fino dopo Bologna. Poi a Bologna, mi sembra ho poggiato sulla destra e ho fatto verso Venezia.
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
IMP. Scarano A.: E lì poi siamo usciti in un'altra città.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi da Modena non ci può essere passato. Questo è pacifico.
IMP. Scarano A.: Io non so nemmeno dove si trova Modena.
PUBBLICO MINISTERO: Perché se uno da Bologna piglia per Venezia, da Modena non ci passa. Sicuramente.
IMP. Scarano A.: Quella autostrada lì me la ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Allora le faccio presente che, fin dall'interrogatorio del 31 gennaio, lei ha detto che aveva accompagnato Cannella o a Verona, o a Padova.
IMP. Scarano A.: Ah, Padova.
PUBBLICO MINISTERO: Più probabilmente a Padova.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, esatto, esatto. Giusto, Padova, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, Modena, non c'entra nulla.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano: quindi, quando si verifica questo, lei lo ha chiamato questo boato, lei si trovava in attesa in un certo posto con la macchina.
Mi segue, Scarano?
IMP. Scarano A.: Non ho capito la prima domanda, Giudice.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quando si verifica il boato enorme - come lo ha chiamato lei...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... lei era in attesa in un certo posto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Con la sua macchina?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quale, per intendersi?
IMP. Scarano A.: Con l'Audi, con l'Audi.
PUBBLICO MINISTERO: L'Audi. Ecco, lei ha detto che il posto accanto al quale si trovava era, per quello che sapeva all'epoca, una casa cantoniera.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi, invece ha saputo, ha capito, che era una stazione ferroviaria.
IMP. Scarano A.: Una stazione ferroviaria.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, apriamo subito non una parentesi, ma insomma, allarghiamo il discorso su questo punto.
Com'è che ha capito che si tratta di una stazione ferroviaria e non di una casa cantoniera?
IMP. Scarano A.: Perché l'ho letta sulle carte.
PUBBLICO MINISTERO: Sulle carte, o perché... Si ricorda di essere stato...
IMP. Scarano A.: Ah, abbiamo fatto il sopralluogo.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, santa pace!
IMP. Scarano A.: Il sopralluogo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, che il colonnello ha detto che era una stazione dei Carabinieri... Una stazione delle ferrovie.
PUBBLICO MINISTERO: E si ricorda anche il nome di questa stazione?
IMP. Scarano A.: No, il nome no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: La zona?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, visto che si ricorda di aver fatto un sopralluogo; siccome il sopralluogo è stato fatto...
IMP. Scarano A.: Signor Giudice, io le strade le conosco, però non so come si chiamano. La zona la conosco, però non so come si chiamano le strade, le vie.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Ecco, ma...
IMP. Scarano A.: Ce l'ho portato io, lì.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, apposta per questo. Ma voglio che lo dica lei, non voglio che sia io a dire quello che ha fatto lei.
IMP. Scarano A.: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Deve essere lei a dire quello che ha fatto.
IMP. Scarano A.: Certo, però le vie, le strade... Io, Roma, la conosco quasi tutta, ma parlando di vie, era...
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Questo posto, appunto come dice lei: "Mi ci portò".
Fu lei che portò il Pubblico Ministero in quel posto durante il sopralluogo.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Le cose... Bene.
Ma prima di andare, di trattenersi in quel posto, si ricorda se era stato in attesa da qualche altra parte? Sempre lì nella zona.
IMP. Scarano A.: Mah, siamo andati su ai Parioli, dove io ho parcheggiato, dove mi hanno fatto parcheggiare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Siamo andati in tanti posti, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, ma io dico quella sera lì, eh, Scarano. La sera dell'esplosione.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prima di andare ad aspettare lì accanto a questa stazioncina ferroviaria in disuso...
IMP. Scarano A.: Sì. No, mi ero parcheggiato sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, bravo.
IMP. Scarano A.: Vicino al ristorante.
PUBBLICO MINISTERO: Vicino al ristorante. E mentre lei si trovava lì vicino al ristorante, successe qualche cosa di particolare?
IMP. Scarano A.: Eh, non c'era posto. Mi sono messo dalla parte opposta dopo io.
PUBBLICO MINISTERO: Dalla parte opposta...
IMP. Scarano A.: Dalla parte opposta all'inverso per andare via.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Nel verso giusto per andare via.
PUBBLICO MINISTERO: Per andar via. E mentre era lì dalla parte opposta nel verso giusto per andare via, è successo qualche cosa, che poi lei infatti è andato via?
IMP. Scarano A.: E' passato Giuseppe, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: E passato come? Con quale mezzo?
IMP. Scarano A.: Col 112.
PUBBLICO MINISTERO: Con la sua 112.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, eccoci. E...
IMP. Scarano A.: Ci siamo allontanati dal posto, praticamente.
PRESIDENTE: Siccome i Giuseppe sono più di uno...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, ora ci arriviamo, Presidente.
IMP. Scarano A.: Giuseppe... Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Giuliano. Perché, se non mi sbaglio, menzionando due Giuseppe, lei Scarano, li distingue non in base al cognome, ma li distingue in base ad una caratteristica diversa.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole spiegare alla Corte quale?
IMP. Scarano A.: Io Giuliano lo conoscevo come Beppuccio; Giuseppe Barranca lo conoscevo come Giuseppe; e Benigno Salvatore lo conoscevo come... Salvo.
PUBBLICO MINISTERO: Come Salvo. Ma si fermi un attimo qui.
IMP. Scarano A.: Come Salvo.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi tanto. Io, prima, quando parlavo della distinzione tra i due Giuseppe, ecco, è semplicemente per ricordarle che lei, durante gli interrogatori, nel corso delle indagini preliminari, li distingueva in base ad una caratteristica fisica.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire?
IMP. Scarano A.: Cioè, Giuliano è molto più basso, diciamo, di Barranca Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, c'è un Giuseppe più alto e un Giuseppe più basso.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' questo il discorso?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: No, perché...
IMP. Scarano A.: Ma molto di più, basso di parecchio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, quello che era a bordo del 112 quando lei stava parcheggiato, eccetera, eccetera, era quello alto, o era quello basso?
IMP. Scarano A.: Quello basso.
PUBBLICO MINISTERO: Quello basso. Quello che si perse nottetempo, era quello alto, o quello basso?
IMP. Scarano A.: Quello alto.
PUBBLICO MINISTERO: Quello alto. Verso che ora, quella sera, lei... Io parlo di quella sera in cui ci fu l'esplosione, eh.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non della sera precedente. La sera in cui ci fu l'esplosione.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Verso che ora, quella sera, lei arrivò lì in quella zona, e poi si parcheggiò e poi fece anche tutto il resto? Cioè, proprio quando ci arrivò. Quanto tempo prima del boato? Dieci minuti, o quattro ore?
IMP. Scarano A.: No, una mezzoretta prima. Un'oretta prima.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ci arrivò da solo con la sua macchina, ovvero ci arrivò assieme ad altre macchine...
IMP. Scarano A.: Assieme, tutti assieme. Stavano pure dentro la macchina mia. Adesso non ricordo chi ci stava, ma stavano nella macchina mia pure.
PUBBLICO MINISTERO: Lei li aveva tutti in macchina con sé?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Erano sei persone in tutti, da Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ma voglio dire: ne aveva sei in macchina con sé?
IMP. Scarano A.: No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, chiarisca questo. Sennò non si capisce...
IMP. Scarano A.: No, no, erano metà. Però non ricordo bene adesso chi ci stava con me dentro la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè dire: alcuni erano con lei e altri si trovavano già sul posto? Vuol dire questo?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Sul posto non c'era nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi bene.
IMP. Scarano A.: Siamo andati tutti assieme.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Siamo andati un po' prima che dovevano riparare diciamo quello che era successo la sera precedente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, il guasto.
IMP. Scarano A.: Il guasto. Però, come... Non so adesso quando ci sono andati, perché io non ci sono andato neanche sul posto. Io non lo so, loro sono scesi dalla macchina, se sono andati direttamente lì dov'era la Uno parcheggiata carica di esplosivo, subito una volta scesi dalla macchina, o sono andati, non lo so, quando era buio, questo non lo so. Perché non ci sono stato per niente sul posto, io.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Lei ha detto, Scarano, che le persone lì sul posto erano sei quella sera.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Lei li ha portati tutti con la sua macchina...
IMP. Scarano A.: No, no, no...
PUBBLICO MINISTERO: ... facendo magari più di un viaggio, oppure lei ne ha portati solo alcuni?
IMP. Scarano A.: No, no, c'erano due macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, allora...
IMP. Scarano A.: Sempre macchine mie, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMP. Scarano A.: Sempre la mia macchina, dico.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Una è la Audi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E l'altra auto?
IMP. Scarano A.: 112.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, queste persone, erano un po' sulla 112 e un po' sulla sua macchina quando siete arrivati lì?
IMP. Scarano A.: Esatto, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ha detto che sono sei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le vuole rimettere tutte in ordine per nomi, per soprannomi, per come le pare a lei, per cognomi, se oggi li sa.
IMP. Scarano A.: Allora, Lo Nigro Cosimo, Spatuzza Gaspare, Benigno Salvatore, Barranca Giuseppe, Cannella Cristofaro e Giuliano Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando lei ha iniziato a raccontare questo episodio di questo attentato a Costanzo, proprio nelle primissime parti del suo racconto ha messo lì, ha pronunziato il cognome Grigoli e Salvatore.
Allora è un cognome pronunziato sbagliando, o è un cognome pronunziato correttamente?
IMP. Scarano A.: Ho sbagliato.
PUBBLICO MINISTERO: Ha sbagliato.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo ha sbagliato, come mai?
IMP. Scarano A.: Mah, adesso non... Forse nel fare dei nomi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta: lei quando parla di Grigoli Salvatore a chi si riferisce?
IMP. Scarano A.: A Matteo, conosciuto come Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo ha conosciuto come Matteo. E di questa persona cosa sa in particolare?
IMP. Scarano A.: In particolare so che c'ha una boutique. Che mi ha chiesto anche a me se c'avevo, quando è venuto a Roma, se c'avevo qualche... Se io conoscevo qualche magazzino per comprare roba all'ingrosso.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, boutique cos'è? un negozio di abbigliamento?
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma un negozio di abbigliamento per signora, per ragazzi, o negozio di abbigliamento diverso? Che so, abbigliamento...
IMP. Scarano A.: Io ci sono stato da lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci è stato lei in questo negozio.
IMP. Scarano A.: Sì, ci sono stato.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
IMP. Scarano A.: Però non ricordo se era da maschio o di femmine.
PUBBLICO MINISTERO: Ma...
IMP. Scarano A.: Non me ne intendo di questi negozi, così...
PUBBLICO MINISTERO: Però io le debbo ricordare che, quando noi lo abbiamo interrogato nel corso delle indagini preliminari, quando ha parlato di questa persona e che lo conosceva come Matteo - ovviamente lo ha detto lei, io non lo potevo sapere - ha detto che questo aveva un negozio di sport a Palermo.
IMP. Scarano A.: Sì, roba sportiva, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Corrisponde al vero questo particolare?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Glielo ricordo, voglio dire, correttamente?
IMP. Scarano A.: Sì. Sì, perché prima, la mattina, me lo hanno presentato al bar. Spatuzza me lo ha presentato a me. A un bar che sta vicino dove c'ha questo negozio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Siamo usciti dal bar, lui se n'è andato, questo Matteo, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Matteo, o come Grigoli Salvatore, è andato via prima di noi dentro il bar. Abbiamo preso il caffè io e Spatuzza e siamo usciti diciamo, ci siamo messi in cammino su un marciapiede. E siamo passati... E' vicinissimo poi dal bar al negozio dov'è questa boutique.
E ci siamo fermati un attimo perché Matteo praticamente stava fuori alla porta, perché era di mattina presto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Lì l'ho conosciuto, me lo ha presentato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Poi è venuto a Roma, l'ho rivisto a Roma. E' venuto a Roma per l'attentato a Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci.
IMP. Scarano A.: Dopo tanto tempo praticamente l'ho rivisto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora ascolti me: per i difensori e per la Corte, la contestazione della dichiarazione sul conto di questo Matteo che aveva il negozio di abbigliamento sportivo, fa capo all'interrogatorio del 31 gennaio 1996. Appena posso trovo anche la pagina della trascrizione.
E una domanda per Scarano: questo signore lei lo ha rivisto a Roma in occasione, per la questione dell'attentato a Contorno.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E solo per questo fatto? Solo per questo fatto, Scarano?
IMP. Scarano A.: Solo per quel fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Solo per questo fatto. Ho capito.
IMP. Scarano A.: Solo per Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, che ne direbbe di fare una sospensione?
PRESIDENTE: Benissimo. Possiamo riprendere alle ore 15.00.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Grazie.
UDIENZA DEL GIORNO 11 MARZO 1997
(POMERIGGIO)

PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, lei ha spiegato che uso è stato fatto di quel quantitativo di esplosivo che ha tenuto per tanto tempo nello scantinato di casa sua.
*IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Però, oltre all'esplosivo, era arrivato anche un sacco, lei ha detto, pieno di armi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questo che fine ha fatto?
IMP. Scarano A.: Il sacco d armi?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Il sacco delle armi è stato portato a suo tempo, quando è arrivato l'hashish, in quella grotta assieme all'hashish.
Il secondo tempo, non ricordo bene, se è stato il penultimo viaggio che ha fatto Carra a Roma, mi sembra in un'occasione che... O è stato quando ha portato l'esplosivo per il mancato attentato all'Olimpico. Che si è portato via le armi. Non ricordo bene in quale viaggio le ha portate via le armi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora cominciamo a dire: da casa sua le armi partirono?
IMP. Scarano A.: L'ho portate personalmente in quella grotta.
PUBBLICO MINISTERO: Nella grotta, quindi nella... Da chi?
IMP. Scarano A.: Quella della grotta di fronte a Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: Nel terreno di Frabetti?
IMP. Scarano A.: No, non è suo il terreno. Però il passaggio, dovevo passare da Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: Lo ha fatto lei questo spostamento. E si ricorda che automobile ha adoprato? Se ha adoprato una automobile, o un furgone, o un camion.
IMP. Scarano A.: Ma il furgone, mi sembra che ho adoprato.
PUBBLICO MINISTERO: No, su questo, ho la sensazione che magari il suo ricordo oggi non sia preciso. Ma ci ritorneremo in un altro momento.
Ecco, e queste armi poi ha detto furono portate via da Carra.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quando Carra fece questa operazione, era da solo, o era con qualcuno?
IMP. Scarano A.: Era io, Carra, Spatuzza e Frabetti. Diciamo che si doveva passare per forza davanti a casa sua.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma materialmente queste armi, quando Carra venne a portarle via, le prelevò nella grotta, o le prelevò da qualche altra parte?
IMP. Scarano A.: No, le ho fatte prelevare un po' prima a coso, lì, a Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi dove si trovavano quando Carra le portò via?
IMP. Scarano A.: Si trovavano lì, sotto lo scantinato, davanti alla porta dello scantinato del pianterreno.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMP. Scarano A.: A pianterreno della casa di Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quindi da casa di Frabetti furono portate via.
IMP. Scarano A.: Sì. Stavano sul gradino più dentro che fuori, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: In questo, anche lì ci deve essere una stanza un po' a sottosuolo, se non mi sbaglio.
IMP. Scarano A.: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: O qualcosa di simile.
IMP. Scarano A.: Un soggiorno, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Col camino, mi sembra che c'è il camino.
PUBBLICO MINISTERO: E queste armi quando venne Carra a ritirarle le portò via con questo sacco militare, oppure le portò via sfuse, per intendersi?
IMP. Scarano A.: No, le ha portate via... Per come sono arrivate a Roma, così le ha portate via.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lì da Frabetti, queste armi, furono messe per terra?
IMP. Scarano A.: No, no, soltanto un fucile. Un fucile che avevo comprato io da Bizzoni e l'avevo messo pure in quella grotta. Allora era libero così e se l'è portato via pure Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Insieme a Carra.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ritorniamo invece a parlare di questa vicenda di Costanzo.
Ecco, l'ultima... Praticamente l'ultima domanda che le ho fatto è: quante e quali e chi erano le persone che hanno partecipato a questo fatto.
E lei le ha indicate. Ha indicato sei persone.
Ecco, lei si ricorda, rispetto al giorno di questo attentato, se queste persone erano arrivate a Roma tutte insieme, se erano arrivate alla spicciolata, se erano arrivate a distanza di giorni l'uno dall'altro, se era da molto tempo che stavano lì...
IMP. Scarano A.: No, prima arrivato Cannella. Cannella e Lo Nigro, mi sembra che è arrivato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Poi è arrivato... E Benigno, e Benigno. Tutti e tre assieme con la macchina, una macchina loro.
E gli altri mi sembra sono arrivati l'indomani, un giorno o due, a due alla volta, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Il giorno in cui?
IMP. Scarano A.: Il giorno dopo sono arrivati.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
IMP. Scarano A.: Col treno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma quando dice con la macchina loro, lei si ricorda che macchina era?
IMP. Scarano A.: E' una FIAT Uno a nafta targata Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quella di cui si parlava prima.
IMP. Scarano A.: Celestina, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questa macchina poi, quando la faccenda di Costanzo si è conclusa, se la sono riportata via o l'hanno lasciata lì a Roma?
IMP. Scarano A.: No, no, è partito Benigno che la portava lui la macchina, ce l'aveva lui in custodia. Benigno Salvatore.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E' partito Benigno Salvatore e Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo l'indomani del fatto?
IMP. Scarano A.: Diciamo la mattina, la mattina successiva.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ho capito. Perfetto.
Ecco, quindi la prima persona che si presenta, che arriva a Roma, è questo signor "Fifetto" insieme a Lo Nigro, ha detto, le sembra.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma questo discorso che le fa "Fifetto" che le chiede di accompagnarlo da Costanzo, si verifica quindi quando questo "Fifetto" è già arrivato quindi a Roma assieme a Lo Nigro.
IMP. Scarano A.: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei sa se questo "Fifetto", la persona di cui parla, che indica come "Fifetto" era, come dire, pratica di Roma?
IMP. Scarano A.: Sì, me lo ha detto lui, perché lui era stato, mi ha detto, cinque-sei mesi a Roma. Precedentemente, io però non lo so se è vero o non è vero, questo non lo so. Comunque so soltanto una cosa: che da casa mia mi ha indicato la strada che dobbiamo fare.
Abbiamo passato per Tiburtino III a Roma. E in quella zona mi ha indicato il posto dov'è che lo dovevo portare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMP. Scarano A.: Cioè, voglio dire...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: ... che lui sapeva già il posto dov'è che doveva andare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
PRESIDENTE: E possiamo sapere cosa vuol dire: "Il posto dove doveva andare"? A che cosa si riferiva?
IMP. Scarano A.: Dove io li ho accompagnati tutti gli altri successivi giorni, tre giorni di seguito.
PRESIDENTE: Ah, cioè nella zona...
IMP. Scarano A.: Zona Parioli.
PRESIDENTE: ... attigua a via Fauro.
IMP. Scarano A.: Zona Parioli, sì.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano, vuole ripetere esattamente alla Corte che domanda le fece "Fifetto"?
IMP. Scarano A.: Quando è arrivato a Roma?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, la domanda che le fece.
IMP. Scarano A.: Quando è arrivato a Roma, ha detto nel pomeriggio se... Loro sono arrivati la mattina. Se lo accompagnavo da Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: E io ci ho detto che non so chi è a 'sto Costanzo.
'Senti, io non so chi è'.
PUBBLICO MINISTERO: A seguito di che poi "Fifetto" le ha fatto un'altra domanda.
IMP. Scarano A.: Sì. Mi ha detto se io, quando era stato precedentemente Matteo Messina Denaro a Roma, con Enzo, ero andato pure io con Matteo in questo posto, diciamo, da Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Da Costanzo. E lei gli rispose?
IMP. Scarano A.: Io ho detto di no.
PUBBLICO MINISTERO: No. In effetti, sapeva, aveva mai saputo prima di questo momento che a queste persone: Matteo, "Fifetto", quello o quell'altro, gli interessava Costanzo?
IMP. Scarano A.: No, no. Fino a quel momento... Io ho capito subito dopo... L'ho accompagnato tre volte lì, ho capito che c'era qualcosa che non andava. Poi ho capito bene quando è successo il fatto, diciamo, che è esploso la cosa. E dice che avevano messo questa bomba perché Costanzo avrebbe bruciato, non so, nel suo teatro, una giacca, una camicia della mafia.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ora a questo ci arriveremo.
Allora, quindi lei accompagna "Fifetto" in questo posto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma la strada la sapeva "Fifetto"?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma siete andati con la sua automobile?
IMP. Scarano A.: Con la mia, con la mia.
PUBBLICO MINISTERO: Con la sua.
IMP. Scarano A.: Con la mia.
PUBBLICO MINISTERO: Solamente voi due?
IMP. Scarano A.: No, no, mi sembra che c'era... Lo Nigro pure c'era.
PUBBLICO MINISTERO: Lo Nigro pure c'era. Ecco, ora noi avremo bisogno, io ho bisogno che lei mi chiarisca bene com'è che, iniziato questo discorso in questo modo, poi tutto ad un tratto si finisce a Torbellamonaca.
Cioè a dire, lo sviluppo di questo discorso ci porta a Torbellamonaca. Ecco.
IMP. Scarano A.: Praticamente quando loro... Siamo andati per tre volte da Costanzo, che io li lasciavo una volta da una parte e una volta da un'altra parte e un'altra volta più avanti, sempre sulla via Parioli, lì.
Quando hanno deciso di fare, di preparare quest'autobomba che loro forse erano sicuri di quello che dovevano fare.
PUBBLICO MINISTERO: Ma a lei che gli hanno detto in particolare?
IMP. Scarano A.: A me non mi hanno detto niente.
PUBBLICO MINISTERO: No, ho capito. Ma a Torbellamonaca, quelli...
IMP. Scarano A.: A me mi hanno detto il terzo giorno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Se ci avevo la possibilità di qualche magazzino, di trovare un garage, un magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, eccoci.
IMP. Scarano A.: Quello, mi hanno detto. Dopo che sono stati fatti dei sopralluoghi lì a Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Se ci avevo un magazzino, un garage a portata di mano. E io ci ho detto: 'guarda, io conosco un amico io che ce l'ha, un garage...'.
Lo avevo visto precedentemente quel garage, io. Chiamiamolo garage, due stanzoni.
Siccome quando io ho conosciuto, conobbi... come si chiama?
PUBBLICO MINISTERO: Alfio?
IMP. Scarano A.: Alfio, mi ha detto se volevo, mi ha fatto vedere quel locale se io volevo fare un'attività, un bowling.
PUBBLICO MINISTERO: Un Bowling, sì sì.
IMP. Scarano A.: Io praticamente conoscevo... Dico: 'guardi, io c'ho un amico - gli ho detto a "Fifetto" - che sta in un centro commerciale. Se, io ho visto un garage, chiamiamolo garage, se mi dà le chiavi di quel garage, che lui mi può favorire così'.
E così è stato. Siamo andati io e Lo Nigro. Gli ho chiesto delle chiavi, se mi poteva dare le chiavi. Quella persona me le ha date, Massimino, senza nessuna spiegazione. Credeva che io volessi vedere diciamo il garage, per vedere se volevo fare questa attività o meno, ha pensato questo.
Però io non ci ho detto niente a lui di che si trattava. Lui era al buio di tutto questo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei non gli ha detto niente.
IMP. Scarano A.: No, no, non mi ha detto proprio niente.
PUBBLICO MINISTERO: No, lei non gli ha detto niente.
IMP. Scarano A.: No, no. No, non ci ho detto niente di niente.
Praticamente quando abbiamo avuto le chiavi nelle mani, qualcuno di loro che non so chi è stato, sono andati a rubare una macchina, sono venuti a casa con una macchina rubata, con una Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, scusi un attimo, Scarano: le chiavi, Alfio, per consegnarle a voi le prese da qualche parte, o ce le aveva lui?
IMP. Scarano A.: No, le ha prese... All'epoca ad una lavanderia, da una signora bionda che ce l'aveva in custodia.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, c'è un esercizio di lavanderia lì?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre nello stesso centro?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nello stesso centro commerciale?
IMP. Scarano A.: Sì, vicino diciamo a dov'era questo stanzone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Tra la lavanderia e lo stanzone, in termini di metri, quanto ci sarà?
IMP. Scarano A.: Beh, saranno 20 metri, 30 metri. Si gira l'angolo, c'è un bar all'angolo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei si ricorda di aver fatto dei sopralluoghi con me?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Col dottor Nicolosi, col dottor Vigna.
IMP. Scarano A.: Esatto. Sì, li abbiamo fatti.
PUBBLICO MINISTERO: Lei l'ha individuato con sicurezza questo posto?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, diciamo un'altra cosa: a parte appunto che c'è questa lavanderia ad una ventina di metri, 30, quello che sono, c'è qualche altra cosa di caratteristico, lì nei dintorni, in questo centro commerciale, che a lei è rimasto impresso? Che ne so, un negozio di un tipo, un esercizio di un altro, un ufficio pubblico.
IMP. Scarano A.: Ho capito. All'angolo preciso della strada, delle due strade, dove c'è la lavanderia e quella trasversale che c'è a 100 metri anche la caserma dei Carabinieri, ci sta un angolo a bar. Saranno 5 metri dalla porta del bar al cancello di questo stanzone, non più. Cinque-sei metri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi c'è una caserma dei Carabinieri nella zona.
IMP. Scarano A.: E c'è un bar.
PUBBLICO MINISTERO: Un bar. C'è anche qualche altro esercizio? Lei ci ha detto: c'è un bar, poi ci ha ricordato la lavanderia...
IMP. Scarano A.: Prima della lavanderia ci sta, mi sembra, un meccanico o un gommista.
PUBBLICO MINISTERO: Un meccanico o un gommista. Ecco.
IMP. Scarano A.: Su quella stessa... Cioè, quasi attaccati.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, Alfio, per prendere queste chiavi, si rivolse alla signora della lavanderia.
IMP. Scarano A.: Io sono andato in ufficio a trovarlo, Alfio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Mi ha detto: 'vieni con me, ti faccio dare le chiavi'.
Siamo andati giù, è entrato in questo locale di questa signora, la signora ci ha dato le chiavi e me le ha passate a me.
PUBBLICO MINISTERO: Ma la signora chi ha visto in faccia, quindi, in definitiva?
IMP. Scarano A.: Mah, a me penso che mi avrà visto, perché stavo quasi sulla soglia della porta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però non sono entrato dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei si presentò quindi da Alfio non da solo, ma assieme a Lo Nigro, ha detto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma gli presentò queste due persone? Gli disse: 'questo è un amico mio...'
IMP. Scarano A.: No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Niente.
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non disse proprio nulla?
IMP. Scarano A.: Niente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei con questo Alfio aveva l'abitudine ogni tanto di sentirsi, parlarsi, di andarlo a incontrare...
IMP. Scarano A.: Sì. Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le ce l'aveva il numero di telefono di Alfio?
IMP. Scarano A.: Quello dell'ufficio, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Qualche volta lo chiamava?
IMP. Scarano A.: Sì, più volte.
PUBBLICO MINISTERO: E' possibile che lo abbia chiamato anche in quei giorni lì? Magari per questa storia. Per sentire se c'era, se era in ufficio, se era...
IMP. Scarano A.: No, ma io ero sicuro che lo trovavo, pure se ci andavo così, lo trovavo. Dalla mattina alla sera stava lì, lui, in quell'ufficio.
A parte che ci aveva l'ufficio, il lavoro che svolgeva lui, ma la moglie, diciamo la moglie ci aveva un negozio di giocattoli a fianco. E quindi il negozio era sempre, o era sempre quasi vicino alla moglie, o la moglie vicino al marito, che stavano vicino, attaccati. Tra il negozio e l'ufficio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMP. Scarano A.: Che... Posso dire un'altra cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Perché quanto ho capito io, il lavoro che svolgeva lui era un lavoro in questo centro commerciale con delle responsabilità di affittare, diciamo, questi negozi, affitti, o chi li voleva comprare questi negozi. Il lavoro che faceva lui.
E faceva il direttore, diciamo, di tutto lì.
PUBBLICO MINISTERO: Di tutto il complesso.
IMP. Scarano A.: Sì. E' un grande grosso commerciale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando lei andò da Alfio appunto e fece questa operazione, insomma, di chiedere le chiavi, questo andò a prenderle, gliele consegnò, ecco, era già comparsa questa macchina rubata di cui lei ci diceva anche un attimo fa, oppure ancora doveva comparire?
IMP. Scarano A.: Doveva comparire ancora.
PUBBLICO MINISTERO: Ma comparve, voglio dire, in tempi brevi, in capo al giorno stesso, il giorno dopo, oppure fu un discorso più lungo?
IMP. Scarano A.: Guardi, io mi... Se non ricorda male, una volta che abbiamo avuto le chiavi in mano, se non mi sbaglio la sera stessa praticamente hanno fatto... La notte precedente hanno fatto la macchina. E la mattina poi, il giorno dopo è stato caricato su questa macchina rubata a casa mia, l'esplosivo che aveva portato Messina Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Allora...
IMP. Scarano A.: Posso dire un'altra cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Prego. Certo.
IMP. Scarano A.: Mi sembra l'abbiamo caricato nel pomeriggio, verso le due, due e mezza.
PUBBLICO MINISTERO: Caricata presso casa sua vuol dire?
IMP. Scarano A.: Sì. Hanno portato questa macchina, questa Uno, l'abbiamo caricata. Dice: 'dobbiamo caricare i sacchetti' e siamo andati direttamente in questo stanzone lì, a Torbellamonaca.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, Scarano, ha detto ora che è una Uno, perché fino ad ora non si era mai detto che cos'era questa macchina.
Questa Uno, ricorda qualche cosa di più? Il colore di questa Uno.
IMP. Scarano A.: Mah, se non sbaglio, dovrebbe essere colore chiaro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto circa l'orario in cui vennero a prendere, insomma, a caricare questa macchina a casa sua, ha detto "Mi sembra". Quindi vuol dire che non è sicuro dell'orario.
IMP. Scarano A.: Mah, non... Dopo pranzo comunque l'abbiamo caricato. Tra le due e le quattro.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ecco, e quindi chi venne lì con questa macchina da lei? Chi venne con questa macchina da lei, a caricare questo materiale, questo esplosivo?
IMP. Scarano A.: La macchina l'ha portata Lo Nigro e Benigno Salvatore. E siamo andati io, Benigno e Lo Nigro in quello stanzone.
PUBBLICO MINISTERO: No, io ora espressamente sto chiedendole chi è che è venuto sotto casa sua quando avete preso l'esplosivo dallo scantinato e l'avete messo su questa macchina.
IMP. Scarano A.: Lo Nigro. Lo Nigro e Benigno. Gli altri quattro sono rimasti a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, a me interessa sapere quelli che sono venuti.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi si capisce che per differenza gli altri non c'erano.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, Lo Nigro, si è detto. Poi chi venne? Se se lo ricorda, eh, Scarano. Se se lo ricorda con esattezza.
PRESIDENTE: Ha detto Lo Nigro e poi?
IMP. Scarano A.: E Benigno Salvatore.
PRESIDENTE: Benigno Salvatore.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro di questa indicazione?
IMP. Scarano A.: Sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, quindi loro due e in più c'era lei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La macchina è stata portata quindi subito in questo stanzone?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo avere effettuato il carico è stata portata subito a questo stanzone.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. E a questo stanzone, in questo stanzone, lei sa quali operazioni sono state compiute? Se sono state compiute delle operazioni, se lei le ha viste compiere, se lei era presente. E quando sono avvenute.
IMP. Scarano A.: No. Io presente per tutto il procedimento che loro hanno preparato questa macchina, non c'ero.
Soltanto che sono andato dentro un attimo, a metà, a metà camera e ho visto dei fili che stavano mettendoli, saldando dei fili, a 10-15 metri.
E Lo Nigro che stava incordando, con una corda grossa come un dito, bianca, incordava questi sacchetti, si passava 'sta corda attorno annodata.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè li stringeva con questa corda?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei...
IMP. Scarano A.: Siccome... Posso dire un'altra cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Io li ho visti prima e dopo, che io sono entrato lì dentro e ho detto: 'io chiudo il cancello e me ne vado'.
Loro, siccome dentro a questo stabile ci stava un pannello di questi di gesso di costruzione di pareti, hanno appoggiato un pannello di questo che sarebbe tre metri per due metri, penso, addosso ad un pilastro. Dietro questo pannello hanno messo la macchina, che non si vedeva all'esterno della strada.
Siccome lì c'è la caserma dei Carabinieri vicino, attaccata, quasi, allora metà muro, fino ad una certa altezza è un muro normale. Poi c'è una inferriata per quanto è lungo lo stabile che si lega col muro di sopra, col pilastro disopra del solaio.
E loro hanno messo questo pannello, diciamo, dietro questo pannello ci stava la macchina. L'hanno preparata in un'ora e mezza, due ore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi lei di questa attività di preparazione, cerchi magari di ricordare con precisione quello che ha visto, eh?
Lei ha detto di aver visto poco perché non è stato lì presente.
IMP. Scarano A.: Sì, ho visto pochissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ma quel pochissimo che ha visto...
IMP. Scarano A.: Ho visto fili...
PUBBLICO MINISTERO: Ha raccontato di aver visto questo lavoro fatto con la corda per stringere questi sacchetti.
IMP. Scarano A.: Sì. E...
PUBBLICO MINISTERO: Poi ha visto dei fili.
IMP. Scarano A.: E Benigno che montava una antenna.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi un attimino che cosa vuol dire montare l'antenna.
IMP. Scarano A.: Eh, montare l'antenna praticamente serviva, almeno a quanto diceva Benigno, che l'antenna serviva per dargli l'impulso sul detonatore. E che veniva legato un filo ad una batteria di 12 wolts e un filo veniva legato, diciamo, un filo dell'antenna. Dava l'impulso sulla antenna, diciamo, a distanza e andava direttamente al detonatore.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questa antenna che era, una antenna normale di quelle da automobili, o qualche cosa di particolare?
IMP. Scarano A.: No, no, di quelle normali di automobili. Era a gancio, con una vite e... la avvitava.
PUBBLICO MINISTERO: E dove venne applicata lo vide lei questa antenna?
IMP. Scarano A.: Dove l'ha comprata?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dove la bloccarono sulla macchina.
IMP. Scarano A.: L'hanno messa sopra, dove vanno le antenne normali, sopra lo sportello, sopra al bordo dello sportello.
PUBBLICO MINISTERO: Come viene posizionata un'antenna normale, insomma.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, uguale, uguale.
PUBBLICO MINISTERO: Dove c'è lo sgocciolatoio dell'acqua.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Esattamente così.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ha visto quindi se per le mani avevano delle attrezzature, qualche cosa, mentre facevano questa operazione?
IMP. Scarano A.: No, avevano qualche pinza, ho visto. Qualche pinza l'ho vista, anche buttata per terra. Poi lo scotch nero. Però non ho visto più di tanto, perché era Lo Migro e Benigno quelli che facevano sempre queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e ora, poi per questi altri episodi lo racconterà con calma. Pianino pianino ci arriviamo.
Oltre che mettere questi sacchetti nella macchina, si ricorda se possono averci messo altre cose dentro?
IMP. Scarano A.: Sì, c'era qualcosa in più di quello che avevo io a casa. Di quello che aveva portato Messina Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, c'era qualche cosa che non veniva da casa sua, vuol dire questo?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E questo qualche cosa di diverso, ha idea come fosse arrivato lì?
IMP. Scarano A.: No, non l'ho visto. L'ho visto solo in macchina.
Neanche in macchina, l'ha buttato per terra, lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che cos'era?
IMP. Scarano A.: Era un involucro diciamo, tipo... leggermente più grosso di un pallone.
PUBBLICO MINISTERO: Di un?
IMP. Scarano A.: Di un pallone di calcio.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, di un pallone. E dove stava questo qualche cosa?
IMP. Scarano A.: Stava a fianco dei sacchetti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma ci aveva... Era stato portato, voglio dire, in mano, o era stato portato dentro, che ne so, un sacchetto, qualche cosa?
IMP. Scarano A.: Non l'ho visto. Come lo hanno portato lì, non l'ho visto.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda se ha visto borse, sacchi...
IMP. Scarano A.: Sì, ci stava la...
PUBBLICO MINISTERO: ... sacche...
IMP. Scarano A.: No, una borsa ci stava.
PUBBLICO MINISTERO: Una borsa tipo che cosa?
IMP. Scarano A.: Una borsa di queste di plastica tessuto nero, tipo stoffa, stoffa forte comunque. Plasticata.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi tipo borse da ginnastica, o tipo sacche sportive, tipo zaino...
IMP. Scarano A.: No, no, borsa con manico, ha i manici, non sacco.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, zaini ne ha mai visti li?
IMP. Scarano A.: Zaino ne ho visti uno.
PUBBLICO MINISTERO: In questa occasione l'ha visto uno zaino?
IMP. Scarano A.: Sì, ho visto pure uno zaino, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Lo portava Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Però Giuliano non era presente sul momento.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Lei lo aveva visto precedentemente, questo zaino?
IMP. Scarano A.: L'ho visto quando.... Arrivato col treno io sono andato a prenderlo a Centocelle a piazza dei Gerani alla fermata del tram.
PUBBLICO MINISTERO: E Giuliano arrivò con uno zaino.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Lì ci ho visto 'sto zaino che ce l'aveva sulle spalle.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, tutto questo materiale, quindi i sacchi che venivano dallo scantinato di casa sua, e anche quest'altro involucro tipo pallone da calcio, più o meno insomma quello che è, dentro questa macchina in quale punto esatto fu sistemata tutta questa roba?
IMP. Scarano A.: Dietro.
PUBBLICO MINISTERO: Dietro cosa vuol dire, Scarano?
IMP. Scarano A.: Dietro, perché queste c'hanno... Non è che c'hanno il cofano, c'hanno un coso unico le Uno, no?
Hanno a levare soltanto il coso sopra, il portaoggetti di dietro.
PUBBLICO MINISTERO: Dietro, vuol dire dietro al bagagliaio?
IMP. Scarano A.: Sì. Al posteriore della macchina. Era appoggiato per terra il portaoggetti. Perché con lo sportello alzato forse dava fastidio, lo hanno sganciato e lo hanno messo per terra.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, tutta questa operazione, questa fatta lì in questo stanzone, si svolse in una volta sola, oppure fu fatta un po' oggi e un po' un altro momento?
IMP. Scarano A.: No, no. E' stata fatta subito.
PUBBLICO MINISTERO: Fu fatta subito. E terminata questa operazione, che cosa successe? La macchina fu portata via, o fu lasciata lì?
IMP. Scarano A.: No, la macchina è stata potata via al momento che l'hanno portata giù ai Parioli.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
IMP. Scarano A.: La sera verso le sei, se e mezza.
PUBBLICO MINISTERO: No ma allora voglio dire: questa operazione era stata fatta lo stesso giorno.
IMP. Scarano A.: Lo stesso giorno.
PUBBLICO MINISTERO: Lo stesso giorno, ma sempre nel pomeriggio?
IMP. Scarano A.: Sempre nel pomeriggio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quando fu terminato questo lavoro, la macchina partì senz'altro in direzione Parioli, tanto per intendersi?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro di questo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sono sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, è sicuro.
Quindi da questo stanzone è partita questa macchina. Lei che ha fatto? E' partito anche lei?
IMP. Scarano A.: Sì. Con me è montato Benigno Salvatore.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E a un certo punto poi, lungo la strada, abbiamo fatto, siamo usciti da Torbellamonaca, sempre sulla tangenziale abbiamo fatto un pezzo del raccordo anulare, abbiamo preso la Roma-L'Aquila. Dalla Roma-L'Aquila poi siamo scesi sulla tangenziale che va verso il Foro Italico e verso i Parioli, praticamente.
A un certo punto siamo usciti e siamo andati ai Parioli.
Io mi sono fermato un'altra volta sempre al solito posto dove mi dicevano di fermare loro; loro hanno continuato con questa macchina.
Al momento che la macchina arriva sul posto dov'è che è arrivata, in quel momento vedo, dopo cinque minuti, esce la macchina mia. Però Benigno, Benigno - voglio dire un'altra cosa - Benigno è a metà strada quasi ha montato assieme a Cosimo Lo Nigro...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi Benigno ha fatto un tratto di strada con lei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi è salito sulla macchina, sulla Uno guidata da Cosimo. Vuol dire questo?
IMP. Scarano A.: Esatto, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ha capito il perché di questa operazione? Cioè, dire prima sta in macchina con lei e poi salta in macchina con quell'altro. Ha capito lei per quale ragione?
IMP. Scarano A.: Io non lo so. So che c'era una macchina carica di esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta Scarano, la sua A112 quando gliela aveva data a queste persone? E più esattamente, a chi gliel'aveva data?
IMP. Scarano A.: Mah, esattamente me l'ha chiesta Cosimo a me. Dice: 'mi puoi dare la macchina?' Ma questo è stato, mi pare, il giorno prima di quando loro forse, fra di loro avevano deciso di preparare questa macchina dell'attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E un giorno prima praticamente, ci ha dato la macchina. Praticamente volevano fare ... per Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E invece non era così. Cioè, bensì questa macchina quando è stato preparato tutto il... hanno portato la macchina rubata, si è andato lì... si è fatto il lavoro che dovevano fa', siamo ripartiti di 'sta macchina da Torbellamonaca, siamo andati sul posto. Lì, diciamo, dico Costanzo perché adesso so che è Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E praticamente ho visto la mia macchina che usciva di una traversa. E lì me ne sono accorto che poi mi son pure arrabbiato, ho detto: 'così, a me mi mette pure in mezzo ai guai'.
PUBBLICO MINISTERO: Beh, nei guai ce l'avevano bell'e messa, tutto sommato.
IMP. Scarano A.: Ho capito però io nel primo momento non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ecco proprio le stavo per chiedere questo: lei ha affermato anche stamani che, quindi la sua A112, quella che aveva prestato, era stata adoprata per bloccare diciamo, un posto di parcheggio. Eh?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Per tenere il parcheggio assicurato.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. Allora, io ho bisogno di capire. Ho proprio bisogno di capire in modo da esserne certo e di non sbagliarmi. Ho bisogno di capire se questa circostanza lei l'ha per così dire, capita da solo oppure se le risulta perché qualcuno gliel'ha detto ovvero se le risulta perché lei ha visto dove era la 112 prima e ci ha visto mettere la Uno al suo posto. Ecco.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Dev'esser molto... eh? Scarano. Come...
IMP. Scarano A.: Ho visto...
PUBBLICO MINISTERO: ... come le ho detto anche prima, dev'essere estremamente preciso, ovviamente quando i ricordi suoi sono precisi...
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... e soprattutto molto leale.
IMP. Scarano A.: No, io ho visto soltanto la 112 dopo cinque minuti, sei minuti che io stavo da solo. Che praticamente la Uno è arrivata sul posto dov'era parcheggiata la mia macchina. Che poi mi è stato anche detto.
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
IMP. Scarano A.: Dice: 'sai, non ti arrabbiare perché abbiamo preso la macchina tua e l'abbiamo messa lì per avere il posto assicurato'. Perché siccome in quella strada c'è troppo traffico e non si trovava un parcheggio, qualcuno è andato lì e l'ha parcheggiata il giorno prima. Qualcuno di loro, però io non lo so chi ci è andato a parcheggiarla questa macchina. Dal momento che a me me l'hanno chiesta...
Praticamente hanno levato la mia macchina e hanno messo quella che poi diciamo, hanno adoperato per Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Ecco e questo discorso - cioè a dire la conferma di questa che era stata una sua deduzione, no?...
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... questa conferma chi gliela... ha detto: 'mi è stata detta proprio espressamente'.
Chi è che gliel'ha data?
IMP. Scarano A.: Questa conferma ne ho parlato con Lo Nigro, ne ho parlato con quelli più responsabili. Anche con Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei questa conferma l'ha avuta come dire?, a cose fatte oppure strada facendo? Cioè a dire, quando ancora l'attentato non si era, non si è verificato?
IMP. Scarano A.: La sera che è stato il fallito attentato, diciamo. E' fallito, la prima sera è fallito.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Per motivi tecnici - non lo so io per quale motivo - che poi...
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: ... che poi quando si sono riuniti tutti praticamente, ne hanno parlato fra di loro di 'ste cose. Vicino casa mia. Dietro un parcheggio. Sotto casa mia. C'era qualcosa che non ha funzionato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e è in occasione, in questa occasione che lei viene a sapere che era stata...
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... adoprata la sua macchina per tenere fermo il posto?
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo sa Scarano, se lo ricorda che... lo ha presente per meglio dire, che questo specifico particolare non me l'aveva mai detto. Di questa conversazione che c'era stata...
IMP. Scarano A.: No, io avevo parlato...
PUBBLICO MINISTERO: Questo particolare specifico non me l'aveva mai detto. Se lo ricorda? Me l'aveva detto che la macchina...
IMP. Scarano A.: Io ho detto che mi sono arrabbiato che hanno preso la mia macchina...
PUBBLICO MINISTERO: Bravo.
IMP. Scarano A.: ... mi sono arrabbiato quando... una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Questo me l'ha sempre, questo l'ha sempre detto al Pubblico Ministero.
IMP. Scarano A.: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ma io oggi...
IMP. Scarano A.: Sa, signor Giudice...
PUBBLICO MINISTERO: ... sono andato più avanti...
IMP. Scarano A.: ... le cose poi quando si fanno un po' co... si ricorda magari i particolari un po' meglio.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Però non c'è niente di... il contenuto è questo praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e infatti penso che sia la cosa migliore raccontare veramente ciò che si sa.
Senta Scarano, un'altra domanda ancora: ma a quello che lei ha saputo, o a quello che lei ha capito, e se l'ha capito in base a che cosa, questi pensavano fin dall'inizio venendo a Roma, facendo questi studi su Costanzo, di fare un'azione impiegando l'esplosivo e quindi l'automobile e quindi lo stanzone per attrezzare l'automobile? Oppure inizialmente la cosa la vedevano in maniera un po' diversa?
IMP. Scarano A.: Mah, secondo me chi era che dirigeva l'operazione di questa faccenda di Costanzo...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... era "Fifetto" che sapeva più di tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: 'Sti ragazzi praticamente li ha portati "Fifetto" su a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Che praticamente, avevano già visto quasi tutto penso io. Perché "Fifetto" a dirmi a me: 'andiamo e portami da Costanzo'...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Io ci rispondo: 'chi è 'sto Costanzo?'
Dice: 'tu non sei andato quando è venuto Matteo qui?' che precedentemente era venuto Matteo con Enzo.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: Io ci ho detto: 'no, io non sono andato da nessuna parte. Chi è 'sto Costanzo?' Io nemmeno lo conoscevo. Nemmeno la trasmissione sua io conoscevo.
Dice: 'va beh, allora andiamo - dice - vai per Tiburtino III, che poi lì ti indico io dove dobbiamo andare'.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E così è succe... abbiamo fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, bravo.
IMP. Scarano A.: Lui già sapeva. Praticamente 'sti ragazzi che poi son venuti, sia con lui sono venuti due, Benigno e Lo Nigro e gli altri che son venuti col treno son andati tutti dietro a lui. Perché praticamente sapeva già che Costanzo viaggiava in una 164, avevano visto forse avevano fatto più volte sopralluoghi - io non so adesso chi l'ha fatti 'sti sopralluoghi, diciamo prima che andassi io -. Però quando sono andato io siamo andati tre volte, quattro volte, siamo andati pure noi lì.
Si è fatto accompagnare lì da me.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Erano sicuri insomma, di quello che facevano. Sapevano già cosa volevano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei ricorda se qualcuno le ha detto magari anche in un momento successivo che in un primo tempo questa azione a Costanzo si pensava di farla in un altro modo e non con l'esplosivo?
IMP. Scarano A.: Si pensava di farla con le armi. Infatti sentito sempre i discorsi che facevano loro fra di loro, che Barranca Giuseppe era venuto proprio per avere qualche persona in più a sparare.
PUBBLICO MINISTERO: E come mai c'era stato questo cambiamento di programma, insomma sempre da quello che lei ha potuto sapere o capire?
IMP. Scarano A.: Io non lo so. Però poi qualcuno... scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Qualcuno ha detto pure: 'facciamo diversamente, diciamo con l'autobomba e ci spicciamo prima'.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda se magari questo cambiamento di programma poteva esser dipeso che ne so?, da qulche protezione particolare che aveva Costanzo?
IMP. Scarano A.: L'auto blindata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ecco Scarano, questo discorso che riguarda appunto l'idea di fare l'azione con le armi che era stata cambiata perché questo c'aveva anche la macchina blindata. Ecco, questo discorso a lei, le è arrivato alle orecchie quando fu realizzato questo fatto oppure in un momento diverso, magari in un momento successivo?
IMP. Scarano A.: No, ne hanno parlato avanti a me. Liberamente in casa mia. Come le modalità come farlo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ha detto proprio ora: 'ne parlarono davanti a me, in casa mia'. Ma, abbia pazienza. Questi in casa sua facevano quello che volevano?
IMP. Scarano A.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: In casa sua di lei, di Antonio Scarano, queste persone si comportavano come in casa propria? Aiuti a capire questo.
IMP. Scarano A.: Eh, penso di sì. Si trovavano a suo agio praticamente. Parlavano. Però, più volte si allontanavano fra di loro.
PUBBLICO MINISTERO: Lei poco fa ha detto di aver una certa idea sul perché volevano fare questa azione a Costanzo. Ecco, lo spieghi... ritorni su quel punto lì. Lo dica alla Corte lei che cosa ha saputo o che cosa ha capito della ragione per la quale si doveva, o meglio volevano fare questa azione nei confronti di Costanzo.
IMP. Scarano A.: Questa è venuta in un secondo tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Che Costanzo doveva morire perché aveva offeso la mafia. Che aveva bruciato una camicia, una giacca, una maglietta, una cosa del genere sul palco. E per quello doveva morire.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma su questo punto qui: lei ha avuto voglio dire, una spiegazione chiara, particolareggiata, circostanziata?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Oppure è un discorso che ha raccattato lei? Mi perdoni l'espressione un po' così, un po' fiorentina.
IMP. Scarano A.: No, no. E' un discorso che hanno fatto loro.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
IMP. Scarano A.: Dopo, insomma. In un secondo tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: Cosa vuol dire scusi, "in secondo tempo"?
IMP. Scarano A.: Dopo l'attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha fatto domande a qualcuno specifiche per sapere la ragione per la quale appunto, Costanzo doveva morire secondo loro? Ovvero ha avuto solo la possibilità di ascoltare discorsi che facevano tra loro?
IMP. Scarano A.: Ho avuto il modo di ascoltare discorsi che facevano loro.
PUBBLICO MINISTERO: Lei se avesse fatto una domanda di questo genere, per meglio dire: lei poteva a queste persone fargli tutte le domande che voleva oppure qualche cosa non la poteva chiedere o qualche cosa non gli veniva detto?
IMP. Scarano A.: No, no. Io non chiedevo niente perché so come agiscono loro. Non si chiede niente a 'sta gente. Quello che fanno loro: quello che possono dire, lo dicono; quello che non possono dire, non lo dicono.
A volte si allontanavano pure a parlare vicino di me. A volte qualcosa gli sfuggiva e la dicevano. E potevo ascoltare.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, lei quando capì che questa iniziativa insomma, arrivano questi, si occupano... vogliono sapere o meglio vogliono essere accompagnati da Costanzo, fanno uno o due sopralluoghi eccetera, eccetera. Poi prelevano l'esplosivo. Ecco, lei quando ha capito che tutta questa azione era preordinata a fare scoppiare questo esplosivo su questa macchina da qualche parte e magari proprio a Costanzo?
IMP. Scarano A.: Di quello che è stato, di quello che si è fatto precedentemente...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... i sopralluoghi...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... che io li accompagnavo lì, fino a quel punto io non ho potuto capire... non sapevo chi era. Però avevo capito che era Costanzo. Ma 'sto Costanzo che non sapevo di chi si trattava.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Non sapevo né se c'aveva un teatro, né se c'aveva un locale, né se c'aveva un bar. Perché precedentemente "Fifetto" mi ha detto a me di accompagnarlo da Costanzo.
Sapevo che c'era un qualcosa per 'sto Costanzo, ma non sapevo chi fosse, chi è.
Che si stava tramando qualcosa per ucciderlo, praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi voglio dire lei non era uno che seguiva trasmissioni televisive. La trasmissione di Costanzo a lei non gli diceva nulla questo...?
IMP. Scarano A.: No, io nemmeno lo conoscevo. Non esiste.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma molto semplicemente: lei Scarano, è uno di quelli che alla televisione ci sta tutte le sere, che guarda anche la trasmissione di Costanzo ovvero era uno che alla televisione non ci stava mai?
IMP. Scarano A.: Io da tre anni a 'sta parte che sto carcerato, la guardo Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Non parliamo ora del carcere. Perché lo so...
IMP. Scarano A.: Io ancora non lo guardavo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi per lei era un nome come un altro?
IMP. Scarano A.: Un nome nuovo, un nome come un altro.
PUBBLICO MINISTERO: Però, quando ha visto caricare questo esplosivo su quella macchina e ha visto fare queste operazioni: e i fili, e l'antenna, e quello e quell'altro, avrà capito che la faccenda prendeva una certa piega?
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Ecco, a quel punto... no, questo è un discorso che affrontiamo in un altro momento.
Lei ha spiegato che ci fu un inconveniente tecnico la prima sera, l'ha detto due o tre volte. Ha adoprato l'espressione "inconveniente tecnico".
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Però ha sempre detto che non sa di che cosa si trattasse.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Vuol dire - se l'ha detto, per cortesia lo ridica - come fu provveduto, da parte di chi a eliminare questo inconveniente? Cioè, chi andò a fare la riparazione?
IMP. Scarano A.: Andò Lo Nigro e Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: Ce li portò lei?
IMP. Scarano A.: Io l'ho accompagnati sempre diciamo, al solito posto. Dove si dovevano fermare sempre.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Voglio dire, forse mi sono espresso male Scarano. Ho posto la domanda in maniera un po' troppo vaga.
Volevo dire questo: quella sera lì - secondo quanto lei sta riferendo - doveva succedere l'esplosione della macchina. Ma l'esplosione della macchina non si verifica.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. A questo punto cosa succede? Lei era lì in attesa? Venite tutti via da quel posto lì?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Mi ero spostato da quel posto, però siamo andati tutti a casa subito.
PUBBLICO MINISTERO: Tutti?
IMP. Scarano A.: Tutti, tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Al completo?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Al completo come la sera dopo, le stesse persone vuol dire?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. E questi suppongo, avranno detto: 'porca miseria - mi perdoni la Corte - porca miseria, ma questo attentato non ha funzionato'.
IMP. Scarano A.: In macchina hanno parlato un po' di questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però arrivato dietro casa mia, dove io mi fermavo di solito...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... lì, la cosa l'hanno più approfondita fra di loro questa faccenda.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Questa faccenda. Però, la notte la macchina lì è rimasta per come era lasciata.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: Son tornati la sera dopo. E' stata tutta la notte e tutto il giorno carica.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMP. Scarano A.: La macchina. Solo nel tardo pomeriggio del giorno dopo sono andati loro lì a sistemarla: Benigno e Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come fa Scarano a fare espressamente il nome di Benigno e di Lo Nigro? Voglio dire: ce li ha portati lei...?
IMP. Scarano A.: Ce li ho portati io personalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Fin dove li ha portati?
IMP. Scarano A.: Fino a un certo punto vicino, fino alla piazza quasi.
PUBBLICO MINISTERO: Fino alla piazza...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... il chiosco di fioraio?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Perché stamattina parlava di una piazza grande con un chiosco di fioraio.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quella piazza lì.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' un...
IMP. Scarano A.: Si son buttati sul... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Son passati, io mi son fermato a destra, hanno passato la strada, son entrato, son entrati dentro un vicoletto e non li ho più visti insomma. Son entrati dentro dalla parte opposta. Dentro una stradina più stretta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi questi son tornati da lei oppure poi quella sera non vi siete più rivisti?
IMP. Scarano A.: No, no. Io poi mi sono parcheggiato più giù.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Ho girato e mi sono parcheggiato. Poi è passato Giuliani e mi ha detto di andare dietro a lui. E siamo andati giù in fondo a dove era diciamo, questa casa cantoniera la chiamo io.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Va bene. Questo l'abbiamo già riferito.
Io avevo bisogno di capire se quando queste due persone partono per andare a eliminare l'inconveniente, lei dopo li ha rivisti e magari gli hanno detto: 'l'abbiamo riparato, c'era questo, c'era quest'altro'.
IMP. Scarano A.: No. Non ne hanno parlato del...
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: ... delle riparazioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Che abbia sentito io, no.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in occasione di queste... tutte queste operazioni che riguardano l'attentato a Costanzo, lei ha sentito parlare, ha visto o ha capito se questo attentato si doveva fare con un comando a distanza - lei ha parlato di un'antenna - con un comando a distanza, o un telecomando è la stessa cosa, ovvero con un sistema come micce e cose di questo genere?
IMP. Scarano A.: No, no. E' stato fatto elettronicamente il coso.
PUBBLICO MINISTERO: E' stato fatto?
IMP. Scarano A.: E' stato fatto, diciamo...
PRESIDENTE: Ha detto: "elettronicamente".
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, elettronicamente. Quindi col comando radio, vuol dir questo?
IMP. Scarano A.: Di questi telecomandi si occupava Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ascolti Scarano, lei questo telecomando o questi telecomandi li ha mai visti?
IMP. Scarano A.: Sì, ce li ho visti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quando si verificò questo fatto di Costanzo, lei lo vide oppure l'ha visto in altre occasioni?
IMP. Scarano A.: Lo vidi proprio quella sera, quel giorno, quel pomeriggio quando lo faceva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: L'ho visto pure in mano lì sulla strada. Perché io mi ero fatto una camminata. Il giorno prima però. Il giorno prima che non è esplosa la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, quando è fallito.
IMP. Scarano A.: Quando è fallito.
Io scendendo dalla strada principale, l'ho visto che era seduto un po' lontano forse, non lo se era vicino o lontano dove stava la macchina, e aveva 'sto coso in tasca qui nella giacca. E l'ha nascosto. L'ho teneva... che l'aveva messo dietro un fusto di immondizia. Di questa immondizia che sta per strada, 'sti fusti grossi. 'Sti contenitori di immondizia, di spazzatura.
PUBBLICO MINISTERO: In tutto quindi, queste persone per fare questo attentato quanto possono essere stati a Roma, Scarano? Io parlo proprio della permanenza quella finalizzata a compiere quest'azione. Perché il giorno dopo si è capito che vanno via tutti.
IMP. Scarano A.: Mah, cinque giorni, sei giorni. Non di più.
PUBBLICO MINISTERO: E dove dormivano?
IMP. Scarano A.: In casa mia?
PUBBLICO MINISTERO: Tutti?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' ben sicuro?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e la disponibilità di quell'appartamento di cui lei ha fatto già cenno stamani. Quello di via di Redaua.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la disponibilità di questo appartamento quando inizia?
IMP. Scarano A.: Quello è venuto dopo. Dopo l'attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Allora, lei...
IMP. Scarano A.: Scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Ma subito dopo neanche dieci giorni.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, poi le date ci ritorneremo sopra. Non c'è problema.
Ecco, racconti... stamattina lei ha fatto un'apertura, un accenno a questa vicenda. L'incontro con Giacalone e Bizzoni. Bizzoni è pieno di case e di ville, lei ha raccontato così.
Allora, Giacalone cercava una casa, vero?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei gli ha detto: 'te, c'hai modo per soddisfare l'esigenza di questo amico mio?' E' così, no che è andato il discorso?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Anche se qualche cosa lei l'ha già detta stamani. Per cortesia, riprenda il discorso da questo punto. Cioè a dire da quando lei per così dire, gira su Bizzoni la richiesta che le ha fatto Giacalone. Eh?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi con calma, senza problemi, senza corse. Come si sviluppa, come si snoda questa storia di questo appartamento. Spiegando intanto alla Corte dove è via di Redaua perché io lo so, il dottor Nicolosi lo sa, ma la Corte non lo sa. E bisogna che intanto lo apprenda da lei. In che quartiere siamo, com'era fatto questo appartamento, se sa chi era il proprietario e quant'altro.
La parola a lei.
IMP. Scarano A.: Grazie.
Dopo l'attentato di Costanzo, mi hanno chiesto di trovare un appartamento a Roma. Però, il motivo di questo appartamento io non lo sapevo.
Dopo una volta, due volte, tre volte che me l'hanno chiesto io non è che mi sono impegnato più di tanto.
Un giorno, mattina specialmente stava Giacalone a casa mia. Nello stesso tempo viene Bizzoni, un amico mio di Roma. Ci ho detto: 'te che parli sempre di appartamenti e ville, mi serve un appartamento per questo amico'. Eravamo tutti e tre presenti.
Dice: 'ce l'ho. Ce l'ho qui a Roma, vicino'.
Io mi rivolgo a Giacalone e dico: 'andiamo a vedere 'sta appartamento?'
Dice: 'no, no. Pensaci te. Mettici quello che manca, insomma'.
Io vado a vedere 'sta appartamento insieme a Bizzoni, lo faccio pulire. Non c'era niente. Dice: 'compra due divani e basta'.
Io ho comprato due divani, mi ha portato Bizzoni stesso da un suo amico che c'ha una fabbrichetta fuori Roma, in una zona fuori Roma, ai Due Leoni, non a Finocchio. La zona chiamata Finocchio. E abbiamo preso questi divani.
E mi ha dato le chiavi. E io ho dato le chiavi a Giacalone.
Giacalone, poi è venuto, sono venuti gli altri quando sono venuti. E li ho portati, li ho accompagnati a questa casa.
E' venuto sempre Lo Nigro in quella casa. E' venuto Lo Nigro, Benigno Salvatore, Spatuzza Gaspare e Giuliano.
Giuseppe non è più venuto, Barranca. E non è più venuto Cannella. A Roma non sono più venuti loro.
Per tutti questi altri diciamo che attentati, di San Giovanni e come si chiama quell'altro?
PUBBLICO MINISTERO: Il Velabro?
IMP. Scarano A.: Velabro. Tutte 'ste operazioni le hanno seguite tutti questi quattro. Questi ultimi.
E la casa è servita solo per quello. Quella di via Redaua.
PUBBLICO MINISTERO: Via di Redaua, l'abbiamo detto in che zona è di Roma?
IMP. Scarano A.: Signor Giudice, io non me lo ricordo in che zona è.
PUBBLICO MINISTERO: Lei l'ha sempre chiamata via di Redaua oppure durante le indagini quando l'abbiamo interrogata, l'ha indicava con un altro nome la strada? Se non mi sbaglio.
IMP. Scarano A.: Forse il quartiere. Il nome del quartiere.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Il quartiere è?
IMP. Scarano A.: Non lo so se è il quartiere Africano, là.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, bravo.
IMP. Scarano A.: Quartiere Africano.
PUBBLICO MINISTERO: Lei qualche volta, lo conosceva anche come viale Libia? Via Libia?
IMP. Scarano A.: Esatto. Esatto. Perché c'è viale Libia che è vicino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi la disponibilità di questo appartamento, a partire da una certa data di chi è stata? Intendo dire: lei ha conservato le chiavi di questo appartamento?
IMP. Scarano A.: No. Io l'ho pulito.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: C'ho comprato due divani.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E son venuti, dopo un altri dieci giorni son venuti le persone interessate.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ma le chiavi, lei le ha conservate o la ha date...?
IMP. Scarano A.: No, no. Ce le avevo io. Gliel'ho date quando son venuti.
PUBBLICO MINISTERO: Quando sono venuti. Quindi a lei le chiavi non son rimaste?
IMP. Scarano A.: No, no. Ce le avevano loro le chiavi.
PUBBLICO MINISTERO: Non ne aveva fatta un'altra copia lei per sé'
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Fino a quando questo appartamento rimane per così dire, nella disponibilità di queste persone? Question di qualche settimana oppure è stato un discorso più lungo?
IMP. Scarano A.: No, no. Io a Bizzoni ho dato...
PUBBLICO MINISTERO: No. Non sto parlando dei soldi, Scarano. Forse non ci siam capiti.
IMP. Scarano A.: No. Due mesi, circa due mesi-due mesi e mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire?
IMP. Scarano A.: Maggio - voglio dire - giugno, luglio e agosto. Però d'agosto, fine agosto...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... sono venuto a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Sono andati lì loro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Io però non sapevo che loro erano arrivati a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: La sera vengono a casa mia e mi hanno detto che lì avevano cambiato qualcheduno la serratura. Di quella porta. Praticamente hanno trovato la porta chiusa. Perché le chiavi ce le avevano loro. Ce l'aveva Lo Nigro, ce l'aveva non so, Benigno oppure ce l'aveva Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Uno di loro ce l'aveva.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E son venuti da me la sera che non potevano entrare perché...
PUBBLICO MINISTERO: Avevan trovato la serratura cambiata.
IMP. Scarano A.: Avevan trovato la serratura. Questo a fine stagione.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Allora io mi sono impegnato, ho chiamato Bizzoni per darmi una spiegazione. Dico: 'come mai c'è la serratura lì che non... E' chiusa, hanno cambiato serratura?'
Dice: 'va beh, non fa niente. Te ne do un'altra di casa'.
E mi ha dato un'altra casa vicino Cinecittà. Quartiere sull'Appia. No, sulla Tuscolana. Quartiere Tuscolano.
Lì però son stati poco tempo. Lì son stati poco tempo perché son stati 5-6 giorni non di più. Perché c'erano parecchie persone che andavano su e giù, all'ultimo... era una mansardina questa. Questo appartamento.
E hanno avuto un dialogo forse con la portiera.
PUBBLICO MINISTERO: Una discussione.
IMP. Scarano A.: Una discussione con la portiera, sì.
Lì ci stava pure Giacalone in quell'appartamento sulla Tuscolana. E da lì sono andati via.
PUBBLICO MINISTERO: Sono ripartiti un'altra volta.
IMP. Scarano A.: Sono ripartiti.
PUBBLICO MINISTERO: E hanno avuto poi la disponibilità di qualche altro posto?
IMP. Scarano A.: C'è stata un'altra disponibilità.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: A Torvajanica, sempre di Bizzoni. Al villaggio Tognazzi.
E lì sono stati un bel po' di tempo. Non so, 20 giorni, un mese.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, andando con ordine: il primo appartamento, quello di via di Redaua, quindi ce l'aveva Bizzoni, ma è un appartamento di proprietà di Bizzoni, o che Bizzoni aveva preso in affitto?
IMP. Scarano A.: Questo, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Paro di quello di via... di via di Redaua, eh.
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Questo non lo so. Se era suo o era di qualcun altro. Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Quello del Tuscolano, era di Bizzoni o era in affitto da parte di Bizzoni?
IMP. Scarano A.: Bizzoni mi ha detto che quell'appartamento era di un amico suo che era un avvocato. E mi poteva ospitare, e poteva ospitare diciamo questi ragazzi che sono venuti.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Poi, al villaggio Tognazzi, che cos'è un altro appartamento, un villino, lo sa?
IMP. Scarano A.: E' un villino al mare.
PUBBLICO MINISTERO: Un villino al mare. E questo era sempre in affitto di Bizzoni, o era una proprietà di Bizzoni?
IMP. Scarano A.: Non lo so se è roba sua, o... Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Ricapitolando: lei, nell'appartamento di via di Redaua, quindi, quante volte c'è stato? Oltre che per sistemarlo perché non c'era niente, come ha spiegato prima.
IMP. Scarano A.: Mah, ci sono stato..: Tre o quattro volte ci sono stato.
PUBBLICO MINISTERO: In quello del Tuscolano, ci ha messo piede, o no?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. In quello di Torvajanica?
IMP. Scarano A.: Pure.
PUBBLICO MINISTERO: Pure. Quindi lei li conosce tutti e tre, questi appartamenti.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Li conosce proprio per scienza diretta, non per sentito dire.
IMP. Scarano A.: No, no, diretta, diretta.
PUBBLICO MINISTERO: Per scienza diretta.
IMP. Scarano A.: Perché praticamente quando lo chiedevo a Bizzoni mi portava pure sul posto. Mi dava le chiavi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per l'appartamento di via di Redaua lei ha detto che era, come dire, non in disordine. Insomma, non c'era niente, aveva bisogno un pochino di essere messo in condizioni tali da poter essere abitato.
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ha fatto fare delle pulizie lei?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha fatto fare delle pulizie a qualcuno in particolare?
IMP. Scarano A.: A una donna che fa le pulizie.
PUBBLICO MINISTERO: A una signora?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo fare il nome e cognome di questa signora?
IMP. Scarano A.: Il cognome non lo conosco. So che si chiama...
PUBBLICO MINISTERO: Facciamo il nome.
IMP. Scarano A.: Mi sembra che si chiama... Se non mi sbaglio si chiama Rosaria, si chiama. Rosa, Rosaria.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, vediamo, lei conosce solo questa signora, o magari conosce anche, che ne so, il marito della signora?
IMP. Scarano A.: Certo che conosco pure il marito.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, allora siccome non è sicuro del nome e cognome di questa signora, vediamo se il nome del marito se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: Giuseppe, si chiama.
PUBBLICO MINISTERO: Giuseppe. E di cognome?
IMP. Scarano A.: Di cognome non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: No. Può essere che sia Liberati?
IMP. Scarano A.: Ah, sì, Liberati, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ne siamo sicuri?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, Liberati.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, si ricorda dove abitava?
IMP. Scarano A.: A via dei Romanisti.
PUBBLICO MINISTERO: Via dei Romanisti.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' nella zona di casa sua questa strada?
IMP. Scarano A.: No, è fuori zona, però è vicino. E' un'altra zona, quella.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, questo signor Liberati, è una persona che conosceva di già...
IMP. Scarano A.: Sì sì, lo conoscevo di già. Lo conoscevo già da un paio di anni.
PUBBLICO MINISTERO: Sa qualche cosa di particolare sul conto di questo signor Liberati? Non so, qualche cosa di particolare, l'attività. Non so, è stato in carcere?
IMP. Scarano A.: Sì, è stato in carcere, gli avevo dato un po' di hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Gliel'aveva dato lei?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questo fu arrestato.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora la moglie di questo signor Liberati è venuta a fare lì delle pulizie, quindi in via di Redaua.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' venuta da sola, o è venuta insieme a qualche altra persona a fare queste pulizie?
IMP. Scarano A.: Con la cognata.
PUBBLICO MINISTERO: Con la cognata. C'è stata una volta, o più volte?
IMP. Scarano A.: Una volta sola.
PUBBLICO MINISTERO: Ce le ha accompagnate lei?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi la stessa cosa è stata fatta anche per quanto riguarda l'altro appartamento, quello del Tuscolano? Voglio dire: se ha chiesto sempre alla signora, alla moglie del Liberati...
IMP. Scarano A.: Sì, sì, è venuta con la figlia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi questa signora le ha fatto la cortesia di dare una pulita a tutti e due questi appartamenti.
IMP. Scarano A.: Sì, è venuta con la figlia quella volta, alla Tuscolana.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMP. Scarano A.: Una ragazza che c'ha 14 anni, 13 anni.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi che la signora Liberati si chiami Simonetta, invece che Rosaria?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Poi, il cognome non glielo chiedo, ma il nome, magari su quello bisognerebbe essere un po' più sicuri.
IMP. Scarano A.: Sì, Simonetta.
PUBBLICO MINISTERO: Lei personalmente, le chiavi dell'appartamento al Tuscolano, lei, intendo dire lei Scarano, le ha mai avute per le mani, o no?
IMP. Scarano A.: Certo che l'ho avute.
PUBBLICO MINISTERO: Le ha avute. Ma lei chiese le chiavi a Bizzoni e Bizzoni le dette direttamente a lei? Vuol dire questo?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bizzoni ha saputo a chi poi serviva questo appartamento? Parlo di quello del Tuscolano.
IMP. Scarano A.: Scusi, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Per carità! Se ha bisogno di un bicchier d'acqua, si trova, eh.
IMP. Scarano A.: Cioè, lo sapeva sì Bizzoni, perché in via di Redaua, una volta cambiato la serratura, si è impegnato lui stesso a darmi un altro appartamento, che sarebbe questo qui di via Tuscolano.
PUBBLICO MINISTERO: Tuscolano, che poi sarebbe...
IMP. Scarano A.: Lo sapeva sempre che serviva per 'sta gente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per la verità quello del Tuscolano... Lei si ricorda il nome preciso della via?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Allora è inutile che glielo faccia io. Se non se lo ricorda...
IMP. Scarano A.: So soltanto che la zona la conosco, che c'è una sala di cavalli lì vicino.
PUBBLICO MINISTERO: Una sala corse?
IMP. Scarano A.: Una sala corse, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, rimaniamo nell'appartamento di via di Redaua.
Quando lei si mette d'accordo con Bizzoni, Bizzoni viene messo al corrente da lei sul perché e per quanto tempo e da parte di chi questo appartamento deve essere utilizzato? Cioè a dire a disposizione di chi è?
IMP. Scarano A.: No, no, non sapeva niente. Lui... Posso parlare di soldi?
PUBBLICO MINISTERO: Le può parlare di tutto. Davanti alla Corte si può parlare di tutto, Scarano. Mai è un problema.
IMP. Scarano A.: No, siccome stavo parlando prima e lei mi ha detto, dice: 'si fermi un attimo'.
Io, praticamente, quando ha affittato questo appartamento, dice: 'a me mi dai 900 mila lire al mese'.
PRESIDENTE: Quanto?
IMP. Scarano A.: 900 mila lire al mese. E io gli ho dato un milione e otto per due mesi. Che poi praticamente è venuto l'estate, non l'ho visto, insomma. A settembre poi è stato cambiato la serratura e quell'appartamento lì non è stato più preso.
E mi ha dato un altro appartamento, quello sull'Appia. Però io sull'Appia non ricordo se gli ho dato soldi, o meno. Questo non lo ricordo. Però si è impegnato per darmi un altro appartamento perché lì avevano cambiato la serratura. Però sapeva questi ragazzi, diciamo, questi che venivano a Roma, che erano parenti miei.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sapeva. Sapeva perché qualcuno gliel'ha detto.
IMP. Scarano A.: Certo, gliel'ho detto io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Vedendo cinque persone, quattro persone...
PUBBLICO MINISTERO: E che cosa le aveva detto lei a Bizzoni?
IMP. Scarano A.: Ci ho detto che erano parenti miei che se ne sono venuti a Roma per... Una scusa qualsiasi ci ho detto.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè che lei aveva bisogno di questo appartamento perché ci aveva dei parenti che venivano a Roma?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: I parenti in generale, oppure disse qualche cosa di più preciso, di più specifico?
IMP. Scarano A.: Nipoti.
PUBBLICO MINISTERO: Nipoti. Cioè erano i suoi nipoti.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ma per caso lei disse a Bizzoni: 'guarda, siccome devono venire questi miei nipoti, te gira alla larga da questo appartamento'.
IMP. Scarano A.: No, io non ci ho detto 'gira alla larga', non ci ho detto niente. Io, questa cosa, non mi ricordo di averla detta.
PUBBLICO MINISTERO: No, come dire: 'siccome devono venire i miei nipoti, te l'appartamento, se non ci metti il naso, è meglio', ecco.
La mia domanda vuol dire questo, Scarano. Cerco di farla in una maniera molto...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... colloquiale, ecco.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, ho capito, ho capito benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Senza stare a usare termini complicati.
IMP. Scarano A.: Signor Giudice, ho capito benissimo.
Ma io, mi sembra che non ci ho detto di non ci andare, di andare, lì alla casa.
Lui è venuto con me, Bizzoni, per... Che abbiamo sistemato i divani, abbiamo...
PUBBLICO MINISTERO: Certo. E questo lo ha detto.
IMP. Scarano A.: Lì è venuto. Cioè, poi se lui ci è andato, ci è passato, questo non lo so. Perché le chiavi ce l'avevano queste persone che ci stavano. Se le portavano quando andavano via, venivano... Quando volevano venire, venivano.
A volte venivano che io manco lo sapevo. Stavano quattro giorni, cinque giorni e se ne andavano senza che io sapevo niente. Magari me lo dicevano successivamente quando venivano un'altra volta, che erano venuti a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ritorniamo un attimino sulle date di questo discorso. Perché io le debbo ricordare che, quando lei per la prima volta insomma ha raccontato come si erano svolti questi episodi. E cioè dire proprio nell'interrogatorio del 31 di gennaio, nel suo interrogatorio del 31 di gennaio che è il primo, non il suo primo interrogatorio, è il primo interrogatorio nel quale lei ha assunto un diverso atteggiamento, come ricorderà.
Lei disse che la disponibilità di questo appartamento da parte di queste persone inizia verso la fine di aprile, gli inizi di maggio del '93.
Ora il dottor Nicolosi mi fa la cortesia, ritrova la collocazione precisa...
IMP. Scarano A.: Signor Giudice, posso dire una cosa?
PUBBLICO MINISTERO: A pagina 35 della trascrizione si legge esattamente, ecco:
"Gliel'ho dato a maggio, a maggio l'appartamento. A maggio"
"Questo lo abbiamo detto che è di maggio", le dico io.
"Maggio, giugno, luglio. Gli ho dato tre mesi, io a lui". Tre mesi come soldi, qui si parla di soldi dati da lei a Bizzoni. Quindi, tre mesi: maggio, giugno luglio.
IMP. Scarano A.: Sì, perché fine di agosto, praticamente loro sono venuti dopo agosto, primi settembre, e hanno trovato la serratura chiusa.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, il problema non è, Scarano, dei soldi dati a Bizzoni e non è nemmeno il problema di quanto va avanti questa storia dell'appartamento. Il problema è cercare di essere ben sicuri di non aver equivocato, né lei e né io, sul punto di quando inizia la disponibilità di questo appartamento.
Lei oggi ha detto: 'la disponibilità di questo appartamento inizia dopo che c'è stato l'attentato a Costanzo'.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io le debbo ricordare che lei aveva detto fin dal primo interrogatorio che questo appartamento lei lo mette a disposizione di queste persone a maggio.
E addirittura a pagina 34 della trascrizione, si dice, come data:
"Agli ultimi di aprile, all'incirca primi di maggio. Così nel mese di maggio è stato, però la data precisa non me la ricordo".
Ecco, queste furono le sue parole proprio tali e quali.
Per quello che può importare, è semplicemente un dato, come dire, un dato di...
IMP. Scarano A.: Se io non ricordo male, mi sembra che io ho detto una volta, che quando sono venuti la prima volta li ho ospitati io.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano, io non discuto che sia...
IMP. Scarano A.: Cioè, però la data...
PUBBLICO MINISTERO: ... la questione come dice lei, perché io non c'ero. Dico semplicemente che in quell'interrogatorio sta scritto così.
Quell'interrogatorio, perché poi è una trascrizione, quindi non c'è rischio di sbagliarsi.
Può darsi che ricordasse male ora, male allora e che ricordi meglio oggi, o magari è all'inverso? Cioè a dire che allora ricordava meglio e oggi con le date si orienta peggio?
IMP. Scarano A.: Io comunque posso dire solo una cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Dica.
IMP. Scarano A.: Cioè, l'appartamento di via di Redaua è avvenuto dopo l'attentato di Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMP. Scarano A.: Ma subito dopo, dopo 10-15 giorni.
E gli ho dato, mi sembra, due mesi anticipati. Poi gli dovevo dare un altro stipendio e poi non c'è stato più niente. Perché in quella casa non ci abitava nessuno. Soltanto che sia stato alla fine agosto quando sono venuti Spatuzza e Lo Nigro a Roma sono andati lì. Sono venuti a casa mia e mi hanno detto che hanno trovato la serratura cambiata.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quando c'è stato l'attentato di San Giovanni, loro abitavano, stavano lì.
Fino a luglio loro stavano lì, ancora.
PRESIDENTE: Sospendiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Due minuti, cinque minuti.
PRESIDENTE: Cinque minuti.
PUBBLICO MINISTERO: Così Scarano beve un bicchier d'acqua, sento che ha la tosse...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... io, pure.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, Scarano, abbiamo detto prima di questa sospensione di quando inizia la disponibilità di questo appartamento di via di Redaua. E lei ha detto: 'l'attentato a Costanzo c'era già stato', vero?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E di questo è sicuro.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, Scarano, lei ha mai sentito parlare di una festa che a Roma si chiama "Festa dei noantri"?
IMP. Scarano A.: Sì. E...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, aspetti. E questa festa si collega in qualche modo ai fatti, alle persone delle quali si sta parlando? Ai fatti di questo processo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole spiegare alla Corte in che termini? Perché stiamo parlando di attentati, però introduciamo questa, come dire, questo diversivo rappresentato da una occasione, una festività popolare, la "Festa di noantri".
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Allora, una sera viene Lo Nigro a casa mia e mi dice se lo accompagnavo a Trastevere che c'era una festa.
PUBBLICO MINISTERO: E in che periodo c'è questa festa? Il periodo estivo, se lo ricorda lei?
IMP. Scarano A.: Comunque faceva caldo. Non so se era maggio o giugno, quel periodo lì.
PUBBLICO MINISTERO: C'era già stato questo attentato a Costanzo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. C'era già stato.
PUBBLICO MINISTERO: C'era già stato. Quindi, prosegua pure.
IMP. Scarano A.: Mi dice di accompagnarlo a Trastevere che c'era una festa.
Dico: 'come lo sai te che c'è una festa a Trastevere? Io sono 25 anni che abito a Roma e non so di 'sta festa'.
Dice: 'sì, è una festa che dura 15 giorni, 20 giorni'.
Comunque siamo andati alla festa. Siamo andati alla festa: io, Lo Nigro e Giuseppe Giuliano.
Siamo arrivati a Trastevere, a Trastevere mi fanno parcheggiare sulla destra entrando sulla via di Trastevere, lasciando diciamo la via del Tevere, via del Tevere.
Faccio neanche dieci metri dentro 'sta piazzetta che era piena di gente, di persone, che c'era veramente esattamente la festa. E Lo Nigro si gira dentro la macchina verso Giuliano e gli fa un cenno a una villa antica che sta lì all'ingresso proprio della via di Trastevere.
PUBBLICO MINISTERO: In questa piazza.
IMP. Scarano A.: In questa piazza. E c'era una porticina. Allora Lo Nigro gli fa a Giuliano, dice: 'è questa, qui andrebbe bene, dove c'è quella porticina'.
Queste sono cose che ho sentite io dentro la macchina mia stessa. Nemmeno sono scesi. E mi dicono di andare via. E' durato un minuto, un minuto e mezzo, neanche, questa fermata.
Andando via prendo un'atra volta la via del Tevere, faccio 200 metri, 300 metri, ci sta uno spartitraffico. Mi fa girare a sinistra.
Giro a sinistra, passiamo lungo l'anagrafe di Roma. Alla fine del palazzo dell'anagrafe...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi avete attraversato il Tevere, prima.
IMP. Scarano A.: Esattamente, la parte opposta.
PUBBLICO MINISTERO: Da quell'altra parte.
IMP. Scarano A.: La parte opposta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Costeggiamo il Comune di Roma; all'angolo del palazzo del Comune mi dice di svoltare a destra. Lì c'è un'altra strada alla parte principale dove si entra al Comune. Non so come si chiama la via.
E mi fa entrare dentro una strada che, secondo me, è la zona più vecchia di Roma.
Di fronte al Comune, lì, mi sembra che c'è la caserma dei vigili, dei Vigili Urbani. Facciamo un giro dentro questo quartiere antico.
A un certo punto mi fanno fermare. Mi fanno fermare, scendono e se ne vanno per conto loro. Se ne vanno per conto loro, io vado più avanti, ci stava un ristorante a 10 metri sulla sinistra, una chiesa sulla sinistra; sulla strada io mi sono parcheggiato.
A 10 metri più avanti c'è via dei Cerchi. Quella via la conosco perché lì, quando non arrivavano le, come si chiamano? Le schede delle votazioni...
PUBBLICO MINISTERO: Le schede, i certificati elettorali?
IMP. Scarano A.: Sì. Si andava lì a ritirarli, che non arrivavano a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E' per questo che ricordo bene quella via, che sono andato più volte a ritirare le schede.
E c'è un piccolo parcheggio che corrisponde di fronte al Comune poi di Roma.
Io parcheggio lì. sono stato un po' così. Ci sta un piano bar. Ho visto che c'era un bar, un piano bar che si scendeva sulla stessa via dei Cerchi, 10 metri da dove io mi sono parcheggiato, e sono entrato dentro questo bar. Mi sono bevuto due birre alla spina, ho perso un po' di tempo così.
Dopo un bel po' sono arrivati dov'ero io. E mi hanno detto di andare via. Siamo andati via, mi hanno fatto fare un'altra volta lo stesso giro. Abbiamo girato e poi dice: 'andiamo verso casa'.
Andiamo verso casa...
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire, Scarano, le ha fatto fare lo stesso giro? Mi scusi, non capisco.
IMP. Scarano A.: Lo stesso giro, dove siamo entrati, mi ha rifatto fare la stessa strada della prima volta.
PRESIDENTE: Cioè fino al Trastevere?
IMP. Scarano A.: No, Trastevere lo abbiamo lasciato.
Dal Comune, diciamo...
PUBBLICO MINISTERO: Non è ritornato in Trastevere.
IMP. Scarano A.: No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Cioè, abbiamo fatto questo giro diciamo dentro questo borgo antico di Roma, dove poi c'è stato questo attentato al Velabro.
E lì, prima di arrivare a via dei Cerchi mi hanno fatto parcheggiare. Loro sono scesi, sono andati per conto loro, non so cosa sono andati a vedere.
Dopo una mezzoretta, 40 minuti, si ritirano e mi hanno detto di andare via.
Andiamo via, e mi hanno fatto fare un'altra volta la stessa strada. Ho passato poi davanti al Comune, alla porta principale del Comune e ho girato a destra. E ho ripreso un'altra volta la strada che avevamo fatto precedentemente dopo lasciato Lungotevere.
Facciamo un'altra volta questo giro. Dice: 'andiamo verso casa'.
Andiamo verso casa, prendo la via per andare a casa, sorpasso via dei Cerchi. C'è un'altra strada, non so come si chiama, che va verso Caracalla, verso San Giovanni. Alla parte opposta della strada mi hanno fatto parcheggiare in mezzo alla strada, perché qualcuno di loro se n'era accorto che c'erano due telecamere nel palazzo dove si ritirano le schede elettorali.
Peppuccio scende dalla macchina, dice: 'fermati un minuto'.
Dico: 'guarda, io qui non posso stare, siamo in mezzo alla strada'.
Dice: 'tanto, un minuto'.
Comunque mi sono fermato vicino a uno spartitraffico, un piccolo spartitraffico. Scende e va a vedere queste telecamere, che se n'era accorto di queste telecamere.
Ritorna in macchina e dice a Cosimo che le telecamere non prendevano la strada che loro forse avevano controllato, a quanto ho capito, bensì controllavano, erano gettate queste telecamere addosso al marciapiede, guardavano soltanto il marciapiede.
E siamo andati verso casa. E, ritornando indietro, e siamo andati verso casa.
Andiamo verso casa, passiamo a San Giovanni, faccio la strada che normalmente faccio per andare a casa mia, saliamo via di San Giovanni, arriviamo a San Giovanni.
Quando siamo arrivati a San Giovanni, al semaforo, che poi lì hanno messo, hanno fatto l'attentato, ha visto questo rientro: dalla strada ci sta una piccola piazzetta che praticamente è l'interno della chiesa.
Allora si rigira all'altro e gli dice: 'qui è pure buono', dice.
Hanno guardato, che c'è una architettura un po' particolare e mi fanno rifare la stessa strada. Mi fanno tornare indietro. Rifacciamo la stessa strada andando in giù. Prima in su e poi in giù. Siamo ripassati un'altra volta lo stesso giro in quel borgo antico di Roma dove eramo stati precedentemente. Abbiamo fatto questo lavoro per due-tre volte, avanti e indietro.
E all'ultimo ci ho detto, mi sono stufato e gli ho detto: 'aho, mo basta'.
Dice: 'va be', possiamo andare pure via'.
La strada, sia ad andare verso giù, verso il Velabro, andava normale; venendo verso, facendo il giro, ritornando verso San Giovanni, mi facevano camminare un po' più forte, un po' più piano, un po' più forte e un po' più piano. E uno di loro controllava l'orologio.
E parlavano di quantitativo di miccia, miccia lenta, miccia rapida, cose del genere. Mettendo un metro di miccia corrispondeva a tanti minuti, di quella miccia lenta, come la chiamano loro. Mettendo, per dire, due metri di miccia rapida corrisponde a tanti minuti.
Facevano questi calcoli fra di loro.
In quanto, siamo arrivati, abbiamo fatto tre volte 'sta strada: 'mo, dico, basta'. E siamo andati via, a casa. Quella sera.
Poi l'abbiamo rifatta la strada, perché la festa, l'obiettivo non era San Giovanni, oppure... Io non so se il Velabro era pure l'obiettivo, però San Giovanni ho visto che è stata una cosa casualmente, a vedere piazza San Giovanni. Perché l'obiettivo era quella precedente al Trastevere, un palazzo vecchio di Trastevere, da dove siamo partiti da casa mia per andare direttamente lì.
Non è che mi ha detto: 'andiamo a vedere un palazzo, andiamo a vedere, andiamo alla festa', mi è stato detto. Alle dieci e mezza di sera.
E quindi dopo siamo andati a casa e hanno deciso quello che hanno deciso, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda quanto tempo più o meno ci voleva in macchina per andare da quella che lei chiama la parte vecchia della città a San Giovanni? Se avete, se prendevate il tempo di questo spostamento.
IMP. Scarano A.: Allora, Roma... Quelle sono strade che sono un po', non dico... E' il centro di Roma, però sono strade molto molto ampie, molto larghe. Da San Giovanni al Velabro, o diciamo all'anagrafe, perché è attaccata l'anagrafe lì, arrivare a San Giovanni di sera, ci vuol tre minuti, due minuti, ma neanche.
Però non è quanti minuti si stava per la strada, bensì si faceva un discorso fra di loro quanta miccia andava messa per scoppiare contemporaneamente queste bombe.
Cioè, se quella del velabro li mettevano due metri, a quella a San Giovanni hanno messo mezzo metro, secondo i loro calcoli. Per scoppiare contemporaneamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi lei fa questa, come dire...
IMP. Scarano A.: Comunque io posso parlare anche di minuti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Se non mi sbaglio, mi sembra che parlavano di tre minuti, quattro minuti, non di più. E infatti non ci vuole più di tanto, perché la sera, la sera tardi a Roma è un po' deserta. Poi, in quei posti...
Specialmente in via di Caracalla praticamente è un po' deserta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Si cammina bene, insomma, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Questa, lei ha descritto questa operazione compiuta quella sera con queste due persone.
Eravate quindi in tre sulla sua macchina?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla sua Audi?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando fate questa operazione, a Roma ci sono altre persone oltre al Lo Nigro e a Giuliano, che lei si ricordi?
IMP. Scarano A.: Mah, mi sembra che c'era pure Spatuzza. Però Spatuzza non ha partecipato a questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quando si verifica questo fatto...
IMP. Scarano A.: Quando si verifica questo fatto...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, non ho finito la domanda. Mi scusi.
Quando si verifica questo fatto, queste persone dormivano a casa sua oppure dormivano da qualche altra parte?
IMP. Scarano A.: No, no. Dormivano in via Redaua.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, avevano già iniziato a utilizzare l'appartamento di via di Redaua?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questa storia di andare per le strade di Roma a prendere il tempo, a calcolare le micce, metri e così via, si è verificata una sera sola o si è verificata più volte?
IMP. Scarano A.: No, no. Una sera sola.
PUBBLICO MINISTERO: Una sera sola.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Un particolare ancora: lei ha parlato di questo edificio antico in questa piazzetta in Trastevere.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se ho capito bene - ma può darsi che abbia sbagliato, che abbia capito male. Non lo so - se ho capito bene questa piazzetta si trova all'inizio di una strada importante di Trastevere?
IMP. Scarano A.: In via Trastevere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: All'imbocco di... si lascia Lungotevere e si prende, si gira a destra e si prende... è attaccata al Lungotevere praticamente. La via principale di Trastevere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, c'è qualche cosa di particolare in questa piazza?
IMP. Scarano A.: C'erano alberi e tassì, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Questo edificio, questo edificio che un pochino aveva richiamato l'attenzione di queste persone...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... lei si ricorda se poi facendo i sopralluoghi con il Pubblico Ministero, quindi con me e con il dottor Nicolosi che è qui accanto a me...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... se lei poi l'ha individuato con sicurezza?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. L'ho individuato con sicurezza. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda qualcosa di questo edificio esternamente come si presenta?
IMP. Scarano A.: Mah, si presenta che c'ha una porticina, c'ha tipo una torretta mi sembra che è.
PUBBLICO MINISTERO: Il colore?
IMP. Scarano A.: Il colore scuro mi sembra che è. Antico. Scuro antico.
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiama questo edificio non se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Guardi, io...
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
IMP. Scarano A.: Io non lo so se lo posso dire quello che mi hanno detto loro.
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Il nome dell'edificio.
IMP. Scarano A.: No, no. Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Poi dopo ci torneremo anche su quella cosa.
IMP. Scarano A.: Lo Nigro mi ha detto soltanto che c'era una persona che girava per loro a trovare questa roba antica.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, ora ci arriveremo con calma anche a questo.
Bene. Quindi, si verifica questo episodio. Questo episodio poi, ha un seguito? Cioè a dire: questa perlustrazione di questi due punti di Roma, la distanza e quant'altro, ecco, poi ha un seguito?
IMP. Scarano A.: Eh, ha un seguito. Dopo,...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, lo deve raccontare lei Scarano. Io, è paradossale ma non le devo suggerire nessuna risposta.
IMP. Scarano A.: Cioè, dopo fatto il sopralluogo sono passati quattro o cinque giorni e si è fatto l'attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' stato fatto l'attentato. Per fare l'attentato suppongo che sia stato adoperato dell'esplosivo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. Quest'esplosivo dove si trovava?
IMP. Scarano A.: Si trovava da Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Da Di Natale.
E quest'esplosivo da Di Natale come c'era arrivato?
IMP. Scarano A.: Ce l'ha portato Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, diciamo alla Corte: dal Di Natale, cosa vuol dire? In che strada?
IMP. Scarano A.: Eh, la strada... via Ostiense, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: In via Ostiense.
Ce l'aveva portato Carra. Lei era presente quando arrivò l'esplosivo?
IMP. Scarano A.: No. Sono arrivato all'ultimo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, quando lei è arrivato...
IMP. Scarano A.: Quando il camion usciva.
PUBBLICO MINISTERO: Quando il camion usciva.
Com'è che lei arrivò lì a via Ostiense quando era in corso, stava per finire lo scarico di questo esplosivo?
IMP. Scarano A.: Perché quando...
PUBBLICO MINISTERO: Per combinazione o perché qualcuno l'aveva avvisata o perché sapeva che doveva andar lì?
IMP. Scarano A.: No, io non sapevo niente. Son venuti così all'improvviso. Senza avvisarmi e senza niente.
Io stavo in campagna. E ho trovato Giuliano a casa mia, m'ha detto di accompagnarlo la sera verso le cinque e mezza-le sei. Adesso, l'orario più o meno era quello.
Io me ne vado alla mia campagna, m'ha detto. E l'ho trovato a casa mia. Mi ha detto di accompagnarlo dal vecchio - io ho capito chi era - che ci stava Lo Nigro e Di Natale, Lo Nigro e Spatuzza.
E lì, ci siamo fermati lì e praticamente ho trovato il camion che stava uscendo. Già avevano scaricato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, andiamo con ordine.
Quindi, lei è partito da casa sua per andare in via Ostiense. E' partito da solo o si è portato dietro Giuliano?
IMP. Scarano A.: Giuliano. Con Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Siete andati con una macchina sua?
IMP. Scarano A.: Con la macchina mia.
PUBBLICO MINISTERO: E quando siete arrivati in via Ostiense, avete trovato il camion - a quello che capisco - ...?
IMP. Scarano A.: Sì, che stava uscendo dal dentro di questo magazzino, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Sul camion c'era Carra?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire: lei lo riconobbe subito come la persona con la quale aveva trasportato anche l'hashish?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'aveva più rivisto nel frattempo Carra? Cioè a dire: dal giorno in cui aveva portato l'hashish a Roma...
IMP. Scarano A.: No, no...
PUBBLICO MINISTERO: ... lei Carra lo aveva più rivisto?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non l'aveva più rivisto?
IMP. Scarano A.: L'ho visto... cioè...
PUBBLICO MINISTERO: Dico: dalla volta in cui aveva portato l'hashish a quando ora lo rivede in via Ostiense, Carra...
IMP. Scarano A.: Per la seconda volta. Per la seconda volta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Per la seconda volta.
PUBBLICO MINISTERO: Per la seconda volta.
Oh. Allora, lei vide che il camion stava per uscire?
IMP. Scarano A.: Sì. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei vide che cosa aveva portato il camion?
IMP. Scarano A.: Sì, ho visto qualcosa nel giardino. Però non è che ho potuto individuare veramente cos'era. Ho visto delle balle, delle cose con lo scotch. Rotoli di roba che... circa 50-60 chili di roba. Un involucro bello grosso che lo stavano sistemando, praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quant'erano queste balle che aveva scaricato Carra lì nel cortile?
IMP. Scarano A.: Mah, erano quattro.
PUBBLICO MINISTERO: Lei in effetti, nell'interrogatorio del 29 di aprile precisò che nel cortile del Di Natale le balle scaricate erano quattro da 50 chili l'una non di più.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, è sicuro di questo fatto? Lì sono arrivati quattro balle sole da 50 chili l'una.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei le contò sul momento quando le vide nel cortile oppure lo ha saputo in un secondo momento che erano quattro e non più di quattro e da 50 chili l'una?
IMP. Scarano A.: No, li ho visti. Perché io sono arrivato e il camion stava uscendo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Ho dato spazio al camion per uscire.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Nel frattempo, io ho parcheggiato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Il camion è uscito e io sono entrato fino a metà cortile. E ho visto queste quattro balle. L'ho viste benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti Scarano, il camion di Carra era lo stesso che aveva portato l'hashish?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Come si presentava il camion? Lo spieghi alla Corte, per piacere.
IMP. Scarano A.: La motrice era la stessa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Il rimorchio era un rimorchio diciamo senza sponde, con altro rimorchio sopra legato con le corde d'acciaio. Cioè, due rimorchi. Uno funzionava e uno era appoggiato sopra il cassone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Il camion di Carra con un rimorchio sovrapposto all'altro, le faccio subito una domanda che riguarda già altri fatti. Lei l'ha visto solo in questa occasione o l'ha visto anche in altre occasioni?
Intendo dire il camion di Carra con un rimorchio sopra e un rimorchio sotto.
IMP. Scarano A.: In quell'occasione.
PUBBLICO MINISTERO: E successivamente, le è più ricapitato di vedere il camion di Carra a spasso per Roma?
IMP. Scarano A.: Dopo, sì. Dopo però per un altro procedimento.
PUBBLICO MINISTERO: Per altri fatti. Ma io - poi nei fatti, nei dettagli ci entreremo al momento opportuno - ma dico: in queste altre occasioni in cui è arrivato il camion di Carra, lei l'ha visto sempre con il rimorchio uno sopra e uno sotto?
IMP. Scarano A.: Sì. Anche la seconda volta.
PUBBLICO MINISTERO: E la seconda volta qual è, Scarano?
IMP. Scarano A.: Quando ha portato l'esplosivo per l'attentato al Foro Italico.
PUBBLICO MINISTERO: Al?
IMP. Scarano A.: Al Foro Italico di Roma. Allo stadio.
PUBBLICO MINISTERO: Allo stadio. E in quell'occasione dove fu scaricato l'esplosivo?
IMP. Scarano A.: Alla rustica.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, l'ha visto ancora il camion di Carra?
IMP. Scarano A.: Il camion di Carra l'ho visto sì, un'altra volta. L'ho visto quando è venuto per Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: A Capena, ma già qui siamo alla fine.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Non si preoccupi Scarano se io... ormai ho preso il discorso del camion di Carra. Quindi le faccio alcune domande, ma si sta parlando del camion, non dei fatti.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando è portato... quando è venuto per Contorno questo camion è arrivato sempre col rimorchio sopra e il rimorchio sotto?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo camion è venuto per caso anche dove lei aveva la villa in costruzione?
IMP. Scarano A.: E' stato parcheggiato quattro giorni su, diciamo al paese. Non campagna.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Che io la mattina quando sono andato lì e ho trovato questo camion, dove io stavo costruendo...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... dopo io sono arrivato lì e diciamo, nella mia proprietà, è venuto Giacalone e Carra. E mi hanno chiesto la jeep.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: C'ho dato 'sta jeep che c'avevo. Dico: tanto a me non mi serve.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Questa mia jeep l'hanno adoperato... anzi prima voglio fare un passo indietro.
C'ho detto: 'guarda quel camion lì in mezzo di strada lo devi leva'. E' troppo in mezzo alla strada'. Siccome lì è una strada di campagna stretta, dove lui, Carra aveva parcheggiato.
Dice: 'sì, sì. Non ti preoccupare, adesso lo levo'.
Dice: 'lo metto su al benzinaio'. Che ci stava un benzinaio più avanti, sulla strada principale.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla provinciale.
IMP. Scarano A.: Sulla provinciale che va al paese a Capena.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Dice: 'tu conosci il benzinaio?' Siccome lì ci sta un benzinaio con una pompa di benzina che c'è uno spazio molto ampio, grosso.
Ci ho detto: 'io lo conosco. Io metto benzina e me ne vado. Non conosco nessuno'.
Dico: 'vai lì, glielo dici se puoi tenere dentro alla benzina'.
Comunque questi vengono dopo.
Gli ho dato 'sta jeep e con la jeep poi praticamente, ho saputo dopo che loro hanno scaricato dell'esplosivo. Dalla jeep, dal camion l'hanno messo dentro la jeep e l'hanno portato su alla villa.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. E ora a questo ci arriveremo.
Ecco, anche in questa occasione il camion di Carra si presentava con un rimorchio sopra e un rimorchio sotto?
IMP. Scarano A.: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Dicevo: questo camion è venuto anche a portar qualcosa lì alla casa sua quella in costruzione?
IMP. Scarano A.: Le tegole.
PUBBLICO MINISTERO: Le tegole. Nell'occasione, viaggiava sempre con un rimorchio sopra e uno sotto?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Allora...
IMP. Scarano A.: Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Quando ha portato le tegole a me, è venuto con un cassone normalissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Sponde, un tir normale diciamo. Con le sponde regolari, chiuso normalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Come sono i tir, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Scarano. Poi, le ripeto, su questi fatti poi ci torneremo. Ma ora stavo facendo proprio delle domande specifiche su questi camion del Carra.
Quando lei ha visto il camion in via Ostiense, lo scarico era già fatto?
IMP. Scarano A.: Sì, era già venuto. Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Quando è arrivato alla rustica, e ha scaricato anche lì il materiale che poi serviva per l'Olimpico, lei le ha viste le operazioni di scarico di questo materiale?
IMP. Scarano A.: Sì, stavo un po' lontano ma l'ho vista.
PUBBLICO MINISTERO: Per scaricare questo materiale, come si doveva fare, come hanno fatto?
IMP. Scarano A.: Mah, si alzava il rimorchio da una parte. C'aveva una botola al centro dell'asse e di lì tirava fuori la roba, insomma, quello che c'era.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è quello che lei ha visto fare alla rustica?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ecco, torniamo da Di Natale. torniamo in via Ostiense.
Quindi lei ha spiegato di essere arrivato quando praticamente lo scarico era stato fatto, Carra se ne va col suo camion con due rimorchi, lei entra con la sua macchina dentro il cortile. Esatto?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E vede che c'è questo materiale per terra.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Ecco, da qui in poi spieghi se è più tornato in questo cortile, se c'è tornato da solo o con chi, se quando c'è tornato è successo qualche cosa di particolare e se sì di che cosa si trattava.
IMP. Scarano A.: Lì, questo materiale che è stato scaricato dal Di Natale è stato circa 20 giorni, 25 giorni fermo lì. Perché questi ragazzi... posso dire così? O devo fare nome e cognome di tutti?
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, Scarano. Mi scusi.
IMP. Scarano A.: Posso dire "questi ragazzi" oppure posso dire nome e cognome?
PUBBLICO MINISTERO: E' meglio i nomi, voglio dire. Sempre.
IMP. Scarano A.: Ecco. Allora qui era, c'è Spatuzza - a quello scarico - , io li ho visti dentro però non so da dove sono arrivati. Ci stava Benigno, ci stava Lo Nigro e ci stava Peppuccio.
Però, sono venuti a Roma, hanno scaricato questo camion a mia insaputa, che io non sapevo niente. e se ne sono andati.
Se ne sono andati, son passati quasi 20-25 giorni e sono ritornati. Sono ritornati e hanno, si è fatto quello che è fatto quasi alla fine di luglio diciamo.
Hanno, si sono rubati le macchine quando sono arrivati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, piano. Ora, raccontiamo lentamente questa vicenda. Quindi, c'è stato lo scarico dell'esplosivo, c'è stata la festa di Trastevere. Ecco, poi a un certo punto succedono altri fatti. Lei ha cominciato parlando di furti di automobili.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Stava accennando ora a furti di automobili.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, allora...
IMP. Scarano A.: Per la seconda volta...
PUBBLICO MINISTERO: ... lei quale furto conosce, se lo conosce in che termini lo conosce, l'ha fatto da sé, l'ha visto fare a qualcuno?
Andiamo con ordine. Scarano, se fosse stanco perché bene o male...
IMP. Scarano A.: Non son stanco, ma mi...
PUBBLICO MINISTERO: Se è stanco lo deve dire, eh? Se è stanco lo deve dire. Si rivolge al Presidente, là davanti a sé, dice: Presidente, sono stanco.
IMP. Scarano A.: No, no. Altri dieci minuti andiamo avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Allora, lei ha cominciato accennando al fatto di furti di macchine.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora lo racconti. Racconti per bene quello che lei si rammenta di questi furti, se erano uno, se erano più d'uno.
IMP. Scarano A.: Allora, io ho accompagnato soltanto Lo Nigro Cosimo quella sera.
PUBBLICO MINISTERO: Una sera.
IMP. Scarano A.: Una sera.
PUBBLICO MINISTERO: Una sera.
IMP. Scarano A.: Però questo è successo la stessa sera dell'attentato. Né prima e né dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Però voglio dire un'altra cosa perché...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: ... o ci torniamo dopo. Quando son venuti per la seconda volta dopo lo scarico da Di Natale...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... che hanno scaricato e sono andati via, che son tornati dopo il 23-24 luglio...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... a Roma, Lo Nigro veniva da Milano. Che era stato a Milano. Peppuccio veniva... Il giorno dell'attentato di Milano e Roma, nello stesso pomeriggio è arrivato anche lui da Milano.
Però Lo Nigro è arrivato il giorno prima. Ma i furti della macchina son stati fatti la sera degli attentati. Un'ora prima.
Io ho accompagnato Lo Nigro, Peppuccio non so se è andato con Benigno o con qualcun altro. Perché poi a Benigno e Spatuzza, quando siamo arrivati da Di Natale loro già stavano dentro. Con una macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Allora, lei accompagnò ah detto Lo Nigro a rubare una macchina.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dove si è svolto questo fatto?
IMP. Scarano A.: E' la zona...
PUBBLICO MINISTERO: Perché Roma è grande, voglio dire.
IMP. Scarano A.: Sì. La zona la chiamo San Giovanni, nelle vicinanze di San Giovanni. Cioè, della parte opposta della piazza. Dentro certi vicoletti che ci stanno. L'ho lasciato lì e io me ne son andato. Me ne sono andato non so adesso, 3-400 metri più avanti, vicino a un bar. Ci stava un bar sulla sinistra.
Dopo neanche cinque minuti che stavo lì, vedo lui che è passato con la macchina. Io l'ho sorpassato dopo a via di Santa Croce, mi pare che si chiama. Quella zona la conosco, la via la conosco perché lì c'è un'agenzia, c'era un'agenzia che faceva delle targhe delle macchine, no? E ho cambiato le targhe alla macchina e conosco quella via proprio per questo.
PUBBLICO MINISTERO: C'è una agenzia di pratiche automobilistiche.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto. Via di Santa Croce, mi pare.
E lì l'ho sorpassato.
PUBBLICO MINISTERO: Via Santa Croce?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di Gerusalemme?
IMP. Scarano A.: Esatto. Allora, siccome poi lui... Mi sono messo io davanti e siamo andati direttamente lì, a via Ostiense.
Però gli altri già stavano tutti lì, tutti gli altri.
PUBBLICO MINISTERO: E quando è arrivato lì, quando siete arrivati lì - per meglio dire - c'erano gli altri e poi chi altro c'era?
IMP. Scarano A.: Ma c'era pure Di Natale, lì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Dentro al giardino.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. C'erano automobili lì dentro?
IMP. Scarano A.: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Quante automobili ha visto?
IMP. Scarano A.: Mah, ce n'erano due, che l'hanno caricato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E un'altra che stava di fuori. Bianca, mi sembra che era.
PUBBLICO MINISTERO: Senta,...
IMP. Scarano A.: Le hanno rubate tutte forse la stessa sera.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, una è stata presa da Lo Nigro e c'era anche lei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Si ricorda che macchina, con che macchina, lei dice, riapparve Lo Nigro? Che cos'era?
IMP. Scarano A.: Una Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Una Uno. Si ricorda il colore di questa macchina?
IMP. Scarano A.: Ma chiaro, chiaro. Bianco, mi sembra che era.
PUBBLICO MINISTERO: Su questa macchina poi fu caricato qualche cosa?
IMP. Scarano A.: Sono state caricate due balle, cento chili di esplosivo. Cento a una e cento all'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto: le macchina erano tre. Due furono caricate e una no.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Erano tutte e tre da Di Natale?
IMP. Scarano A.: No, una stava di fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma sempre lì da Di Natale, voglio dire, mica...
IMP. Scarano A.: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Mica a 20 chilometri di distanza.
IMP. Scarano A.: Certo, sempre lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Fuori al cancello, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Esternamente. queste macchine furono caricate lì dentro.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Chi le fece queste operazioni?
IMP. Scarano A.: Mah, l'operazioni l'ha fatte Lo Nigro e Benigno Salvatore. Erano loro due che facevano queste cose, diciamo, sia elettriche, quando... col telecomando, quelle per Costanzo; sia quelle manuali, chiamiamole così: manuali. Miccia lunga, miccia lenta, lì, col detonatore.
Erano tutte cose che facevano... Gli esperti erano loro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco, quindi nell'occasione furono messi, lei ha detto, cento chili da una parte e cento chili da quell'altra.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Cento chili, quindi in quante balle?
IMP. Scarano A.: In... quante balle?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, per ogni macchina.
IMP. Scarano A.: Due, due.
PUBBLICO MINISTERO: Due. Come venivano, come le ha viste sistemare lei queste balle dentro le macchine?
IMP. Scarano A.: Dietro. Si levava il portaoggetti che sta dietro, che c'è un pannello largo circa 30 centimetri, lungo per quant'è la macchina, largo per quant'è la macchina, e si sistemavano lì.
Però prima li sistemavano fuori, sempre con questa corda che si faceva nodi. Perché io una volta gli ho detto: 'ma perché ci fate tutti questi nodi a 'ste cose?'
Dice: 'per dargli più impulso, più forza'.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi venivano legate insieme queste balle, vuol dire?
IMP. Scarano A.: Sì, in due.
PUBBLICO MINISTERO: Venivano serrate?
IMP. Scarano A.: Serrate con la corda, tutta fatta a nodi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Nodi alla marinara, come li chiamano loro. Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, insomma... Senta, le macchine erano tre, ha detto. Una era una Uno.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le altre due si ricorda che macchine erano?
IMP. Scarano A.: Ma tutte e due... Due mi sembra che erano la Uno e una mi sembra che era una Tipo, quella della fuga, che mi hanno portato per andare via.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, quelle caricate di esplosivo erano due Uno, ha detto.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, tutte e due Uno.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro di questo, sì?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Il colore di queste due Uno, una ha detto che era chiara.
IMP. Scarano A.: E una mi sembra che era azzurra metallizzato, canna di fucile.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire non era chiara come l'altra.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Senta, poi sta dicendo di una terza macchina: quella usata per la fuga.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questa è sicuro che si trattasse di una Tipo, o poteva trattarsi non di una Tipo?
IMP. Scarano A.: Mah, a me mi sembra che era una Tipo.
PUBBLICO MINISTERO: Le sembra..
IMP. Scarano A.: Sì, ma potrei pure sbagliare. Comunque era una FIAT. O una Tipo o una Uno. Comunque a me sembra che era una Tipo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, queste operazioni si svolgono lì da Di Natale presenti lei, e poi ha detto anche Di Natale presente?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era stabilmente lì nel cortile, questo Di Natale?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, allora stava sempre lì nel cortile.
PUBBLICO MINISTERO: Serviva a qualche cosa che fosse presente, questo signore?
IMP. Scarano A.: Non ho capito la domanda.
PUBBLICO MINISTERO: Serviva a qualcosa la presenza di Di Natale, o era così una presenza, come dire...
IMP. Scarano A.: No, non una presenza normale, non serviva a niente.
PUBBLICO MINISTERO: Non serviva a nulla?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: E perché non lo hanno mandato via?
IMP. Scarano A.: Mah, non lo so. Stava lì, è casa sua lì.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, lo so. Però la casa di Di Natale non è dentro il cortile.
IMP. Scarano A.: Lo so, però è suo lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. No, io domandavo se cera una ragione per la quale Di Natale era rimasto presente, ecco.
Lei mi ha detto che non sa, che non serviva a nulla, sostanzialmente.
IMP. Scarano A.: No, no, perché le mano le mettevano diciamo Lo Nigro e Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: A sistemare. Però poi, a dargli una mano, a buttarle dentro il cofano della macchina, chiamiamolo il cofano, perché è tutt'uno...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: ... la macchina, lo caricavano tutti assieme, loro. Sempre loro quattro.
PUBBLICO MINISTERO: Le ha dato una mano anche lei?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Lei no. Senta, ha visto se queste macchine sono state svuotate degli oggetti che ci potevano esser dentro? Che ne so, il giornale, la borsa, quella cosa, o quell'altra?
IMP. Scarano A.: No, queste cose non me ne sono accorto.
PUBBLICO MINISTERO: Non le ha viste lei.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ecco, questo lavoro...
IMP. Scarano A.: Mi sembra... Scusi, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Mi sembra che Di Natale mi ha detto che aveva trovato un ombrellone e una sedia, una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Di Natale a lei? Quando gliel'ha detto?
IMP. Scarano A.: Mi ha detto che c'era un ombrellone, dice: 'me lo tengo io?'
Dico: 'non lo so'. Perché...
PUBBLICO MINISTERO: Ma lo ha detto a lei?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma quando glielo disse, sul momento?
IMP. Scarano A.: Ma dopo dieci minuti, un quarto d'ora.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, voglio dire: ma sempre era in corso questo lavoro.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lì sul posto.
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Ma non ci ho fatto caso più di tanto, io. Non è che... Ho detto: 'prendilo'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo lavoro nel cortile di Di Natale, iniziò verso che ora? Se dovesse dire un orario lei.
IMP. Scarano A.: Un orario? Iniziò verso le dieci, nove e mezzo-dieci.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, lei era andato sul posto quindi con la sua macchina?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi sempre l'Audi?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ha detto che c'erano queste tre automobili.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'era qualche altra automobile?
IMP. Scarano A.: Mah, delle macchine di Di Natale, lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, escluse le macchine dei Di Natale, della famiglia Di Natale, c'era qualche altra macchina nella disponibilità di queste quattro persone che lavoravano con gli esplosivi?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: All'infuori della macchina mia e quelle che si sono adoperate, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. C'era Frabetti?
IMP. Scarano A.: Chi?
PUBBLICO MINISTERO: Frabetti.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. E' sicuro di questa sua affermazione, Scarano?
IMP. Scarano A.: Sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ci poteva essere una qualche macchina di Frabetti?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro di questa sua affermazione?
IMP. Scarano A.: Sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Sicurissimo. Per quello che lei ne sappia, nel periodo che va dall'arrivo dell'esplosivo lì nel cortile di Di Natale, quindi quando viene scaricato da Carra...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... a questa sera in cui vengono compiute queste operazioni, per quello che lei si ricorda, non per quello che lei ne sappia, lei personalmente, lei Scarano, ci aveva più rimesso piede nel cortile?
IMP. Scarano A.: Dopo?
PUBBLICO MINISTERO: No, prima. Da quando viene scaricato l'esplosivo da Carra alla sera in cui arriva lì e vengono fatti i preparativi delle automobili.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Lei personalmente, Scarano, ci aveva più messo piede nel cortile?
IMP. Scarano A.: Io, prima ci avevo messo piede. Ci ho messo piede perché precedentemente, quando è arrivato l'hashish, gli avevo dato tre-quattro quintali di hashish.
PUBBLICO MINISTERO: E va bene.
IMP. Scarano A.: E non lo ha venduto. Non lo ha fatto, non ha fatto niente.
PUBBLICO MINISTERO: E lo doveva lavorare, Di Natale.
IMP. Scarano A.: Lo doveva lavorare.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. E lei lo ha riportato via.
IMP. Scarano A.: E io sono andato lì per riportarlo via.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ecco, ma l'esplosivo, o meglio, lo scarico di esplosivo col camion di Carra, si verifica quando l'hashish è già stato portato via? Oppure l'hashish da Di Natale c'era ancora?
IMP. Scarano A.: No, no, l'hashish era andato via, non c'era.
Quando è arrivato Carra, lì non c'era niente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma vede Scarano, il discorso è molto semplice.
IMP. Scarano A.: Forse ho capito male io. Mi deve scusare.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, non si preoccupi, lei ha capito bene. Ma ci vuole un'altra domanda per capirsi meglio.
Il discorso è molto semplice. Per dire che non c'era niente più, visto che lì ci era arrivato dell'hashish, bisogna che io capisca se lei era già andato a portar via l'hashish oppure no. Punto e basta.
IMP. Scarano A.: Sì. Sì, sì, ero già andato.
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo aveva già fatto il trasporto dell'hashish.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo aveva portato via con che mezzo?
IMP. Scarano A.: Col furgone mio.
PUBBLICO MINISTERO: Il solito furgone, quello della ACEA?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quello arancione?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci era andato da solo, oppure ci era andato accompagnato a portar via questo hashish?
IMP. Scarano A.: Sono andato io e... Come si chiama?
PUBBLICO MINISTERO: Me lo ha detto il nome o no? Forse non ho capito io.
No, vedo il Presidente...
IMP. Scarano A.: Sono andato io, Amleto e il fratello di Amleto.
PUBBLICO MINISTERO: Frabetti è venuto a portar via l'hashish col furgone?
IMP. Scarano A.: No, lì no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi questa operazione...
IMP. Scarano A.: Se permette posso dire un'altra cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego, eh, ci mancherebbe!
IMP. Scarano A.: Per chiarire meglio le cose.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Quando io gli ho dato questo hashish a Di Natale, ci ho detto: 'guarda, a me non mi parlare di niente. Qui c'è la persona che dice che ti dà una mano per impastare questo hashish. Né tu e né tu, a me mi dovete cercare'.
E Amleto, con un suo amico con un furgone bianco FIAT, un Daily, esattamente, l'ho portato io dov'era l'hashish e lo abbiamo caricato. E lo ha portato da Di Natale.
Quando Di Natale è venuto da me che mi ha detto che quel ragazzo non si faceva vivo per lavorare questo hashish; questo Amleto mi diceva a me che aspettava una specie di erba, parlava di una cosa, che era un polline che doveva immischiare in mezzo a questo hashish e doveva arrivare non so, dalla Calabria, una volta dalla Calabria e una volta da un'altra... Comunque all'ultimo, per farla breve, mi ha detto, dice: 'guarda, mi ha detto che c'ha il nipote agli arresti domiciliari. Io non posso andare lì a lavorare. Quindi, non mi interessa più niente a me'.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti Scarano: quando lei è andato a portare via l'hashish quindi col furgone, questo ragazzo era già arrivato agli arresti domiciliari?
Il nipote di Di Natale.
IMP. Scarano A.: Ma già ci stava quando l'ho portato, l'hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Era già agli arresti... Quando lei lo ha portato, questo ragazzo era già agli arresti domiciliari?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è ben sicuro di questo?
IMP. Scarano A.: Sì, sicurissimo. Però il figlio di Di Natale, io non l'ho visto. Comunque dicevano che c'aveva il nipote agli arresti domiciliari. Io, mica l'ho visto.
PUBBLICO MINISTERO: Non si preoccupi lei.
IMP. Scarano A.: Però c'era il figlio di Di Natale lì, sia la prima volta che la seconda volta.
PUBBLICO MINISTERO: Il figlio di Di Natale è un conto. Stiamo parlando del nipote, quello che era andato in carcere.
IMP. Scarano A.: Sì, però questo fatto me lo ha detto Amleto a me che lui ci aveva detto, Di Natale gli aveva detto a Amleto che era uscito il nipote che stava agli arresti domiciliari. Però l'hashish già ci stava lì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ma se ho capito bene, il fatto che c'era questo nipote lì, agli arresti domiciliari, rendeva difficile ad Amleto di fare quello che voleva fare con l'hashish.
IMP. Scarano A.: Esatto, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Perché veramente, essendoci quello agli arresti domiciliari, se arrivano i Carabinieri a fare un controllo...
IMP. Scarano A.: Esatto, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: ... e dopo trovano: il nipote, l'hashish, l'hashish da mescolare, il Di Natale, Amleto e chissà che.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E' questo il concetto, no?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, quando lei è andato a portar via l'hashish quindi è perché Amleto gli ha detto: 'lì non si può far nulla'.
IMP. Scarano A.: Certo, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito perfettamente.
*IMP. Scarano A.: Si può... Basta così, sono stanco.
PRESIDENTE: Non so se avete sentito. L'esaminato dice: 'sono stanco'.
PUBBLICO MINISTERO: D'altra parte, Presidente, io, come lei ritiene. Però, personalmente...
PRESIDENTE: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: ... prendo atto che se dice che è stanco, vuol dire che...
PRESIDENTE: Non possiamo certamente torturarlo.
Allora l'udienza riprende domani mattina. Faremo una breve sosta perché alle tre e mezzo dobbiamo chiudere l'udienza. Posto che l'imputato Calabrò deve essere tradotto in aereo a Palermo per un altro processo.
AVVOCATO Roggero: Mi scusi, Presidente, sono l'avvocato Roggero.
PRESIDENTE: Sì.
AVVOCATO Roggero: Vorrei che fosse dato atto che deposito una istanza per Frabetti di acquisizione della cartella clinica presso il carcere di Sollicciano.
PRESIDENTE: Benissimo, la depositi.
AVVOCATO Ruggero: La ringrazio.
PRESIDENTE: Arrivederci a domani. Buonasera.
UDIENZA DEL 12 MARZO 1997
(MATTINO)

PRESIDENTE: Buongiorno. Facciamo l'appello.
Bagarella: rinunciante. Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni, che è presente.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Cianferoni, è presente.
Benigno Salvatore.
IMPUTATO Beningo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti... Ah, c'è l'avvocato Maffei, grazie.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti. Sostituito dall'avvocato Falciani, c'è?
AVVOCATO Falciani: Presente, buongiorno.
PRESIDENTE: Sì.
Calabrò Giovacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: E' presente. Avvocati Gandolfi, avvocato Fiorentini, Cianferoni, è presente.
Cannella Cristofaro: è rinunciante. Avvocato Di Peri, avvocato Rocchi. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Carra Pietro: rinunciante. Avvocato Cosmai e avvocato Batacchi. C'è l'avvocato Batacchi? Non c'è nessuno dei due?
AVVOCATO Batacchi: Sì, è presente l'avvocato Batacchi.
PRESIDENTE: Ah, grazie.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Russo, Gentili e Falciani. Sostituiti dall'avvocato Batacchi? No, c'è l'avvocato Falciani.
Ferro Giuseppe: presente. Avvocato Anania, avvocato Cianferoni, che è presente.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi, avvocato Gennai. C'è qualcuno in sostituzione?
AVVOCATO Falciani: Falciani in sostituzione, Presidente.
PRESIDENTE: Chi? Falciani?
AVVOCATO Falciani: Falciani in sostituzione.
PRESIDENTE: Grazie.
Frabetti Aldo.
IMPUTATO Frabetti: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, avvocato Usai, avvocato Roggero. C'è nessuno dei tre? Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, avvocato Bennati, avvocato Florio.
AVVOCATO Bennati: Avvocato Bennati presente.
PRESIDENTE: Grazie.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo, avvocato Gramigni. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Grigoli Salvatore: latitante. Difeso dall'avvocato Stefani, che è presente.
Lo Nigro Cosimo: è rinunciante. Avvocato Fragalà, avvocato Florio. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Mangano Antonino: rinunciante. Avvocato Farina, avvocato Maffei, che è presente.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, avvocato Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Florio.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avocato Pepi. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti, Usai e Roggero. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Scarano Antonio: presente. Avvocato Fortini. E' presente l'avvocato... Avvocato Batacchi.
AVVOCATO Batacchi: Presente.
PRESIDENTE: Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo, avvocato Cianferoni, presente.
Spatuzza Gaspare: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Tudino Vittorio: rinunciante mi pare. Avvocato Gallina e Di Benedetto. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Il Pubblico Ministero può riprendere l'esame.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano buongiorno.
IMP. Scarano A.: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ieri, con le domande che le sono state poste, lei ha riferito fino, sostanzialmente, a quello che succede nel cortile di via Ostiense, dopo che è arrivato anche lei in quel luogo. Ha presente, no, questo discorso che abbiamo fatto ieri?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lo dico semplicemente per rifare mente locale sul punto dove era arrivato il suo racconto, non perché le debba suggerire niente.
Ora lei mi dica se preferisce a questo punto procedere da solo nel racconto di quello che succede dal momento in cui vengono compiute determinate operazioni nel cortile lì di via Ostiense; ovvero se preferisce, se ci sono delle precisazioni da chiederle - e io ho delle domande ulteriori da fare - se ci sono delle precisazioni da chiedere, fare eventualmente qualche passo indietro.
Se lei mi dice: 'no, guardi dottore, io preferisco fare tutto il racconto, poi lei mi fa tutte le domande che vuole', io faccio in questo modo. Se lei mi dice: 'no, mi chieda subito le precisazioni che mi vuol chiedere e poi vado avanti col racconto', si fa in questo secondo modo.
Mi dica lei, per piacere.
IMP. Scarano A.: Praticamente dopo che...
PUBBLICO MINISTERO: No, come vuol fare? Vuole che le faccia delle domande io, o vuole andare avanti col suo racconto?
IMP. Scarano A.: No, voglio dire una cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Di quando è arrivato il camion, o di quando sono successi dopo i fatti?
PUBBLICO MINISTERO: No, qualche cosa... Ho bisogno di farle delle domande su qualche momento che precede tutta questa operazione che è stata fatta nel cortile di Di Natale, di via Ostiense.
IMP. Scarano A.: Di quando è arrivato l'esplosivo?
PUBBLICO MINISTERO: Ma anche qualche cosa prima. Non le voglio anticipare le domande: la storia delle macchine, eccetera, eccetera.
IMP. Scarano A.: Ma le macchine, è stato all'ultimo delle macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Lo so bene.
IMP. Scarano A.: Al momento diciamo dell'attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Lo so bene. Allora facciamo così, Scarano, guardi: io le chiedo subito queste due o tre cose che ho bisogno di mettere un attimino a fuoco.
Dunque, lei ha riferito alla Corte, ieri pomeriggio, di avere accompagnato Lo Nigro...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... in un certo posto, zona San Giovanni ha detto.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. E che poi Lo Nigro è sceso di macchina, lei è andato nelle vicinanze di un bar.
IMP. Scarano A.: Questo è il momento del furto della macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, aspetti.
Allora, quando lei e Lo Nigro siete partiti assieme, da dove siete partiti?
IMP. Scarano A.: Di casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Da casa sua. Siete partiti perché Lo Nigro le ha detto: 'ho bisogno di andare in un certo posto'? Siete partiti perché Lo Nigro le ha detto: 'ho bisogno di fare una certa cosa'? Siete partiti perché lei ha detto: 'andiamo fuori'?
IMP. Scarano A.: No, siamo partiti per rubare queste macchine.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma io ho bisogno... Lei non si ponga il problema, Scarano, se capisce o meno dove vogliono arrivare le mie domande. Lei mi risponda come al solito sui fatti, poi quello che io ho nella testa non la riguarda, va bene, diciamo così.
Io ho bisogno di capire come vi siete mossi da casa. Cioè a dire: Lo Nigro che cosa le ha detto? Se le ha detto qualche cosa.
IMP. Scarano A.: Allora, siamo partiti da casa mia per andare verso il vecchio, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Verso?
IMP. Scarano A.: Verso Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però abbiamo fatto il centro, dice: 'dobbiamo rubare le macchine'. Allora ognuno di loro se ne sono andati, Lo Nigro l'ho accompagnato io.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Quegli altri se sono andati per conto loro.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti Scarano: ma siccome questo episodio è successo lì nella zona di San Giovanni...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... che Lo Nigro è sceso dall'automobile. Ecco, in questo posto, lì a San Giovanni, nella zona via, ci siete arrivati per caso? O è Lo Nigro che le ha chiesto di essere portato in quella zona lì? Oppure è stato lei che l'ha portato di sua iniziativa, per l'appunto in quella zona e non in un'altra? Perché macchine se ne possono prendere e rubare dappertutto a Roma.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Mi aiuti a capire questo punto.
IMP. Scarano A.: No, mentre stavamo sulla strada principale, la chiesa di San Giovanni, prima della piazza.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Mi ha detto: 'gira a destra'.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Ho girato a destra, ho preso una traversa e ci siamo internati dentro, diciamo, alle parti più buie, dove c'era la parte più buia. Arrivati a un certo punto, sulla strada, svoltando a destra, mi sembra un'altra volta a destra, c'era una strada alberata.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Mi ha detto: 'fammi fermare qua a me', ha visto delle macchine, insomma, quelle che ci interessavano, non lo so. E' sceso dalla macchina e io mi sono allontanato. Mi sono allontanato e mi sono messo vicino a un bar, a 2-300 metri.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, Scarano, di quanto si è allontanato?
IMP. Scarano A.: Mah, 200 metri, 300 metri.
PUBBLICO MINISTERO: Ma sulla stessa strada, o ha...
IMP. Scarano A.: Sulla stessa strada.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla stessa strada.
IMP. Scarano A.: Sì, perché dopo lasciato lui, Lo Nigro, era buio diciamo, era alberata... la sera. Io me ne sono andato un po' più avanti, dove c'era più luce, c'era un bar vicino, sulla sinistra.
Dopo circa cinque minuti, dieci minuti neanche, arriva Lo Nigro con questa macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti Scarano, ma questa strada con gli alberi, dove lei fece scendere Lo Nigro... Ho capito bene, no, c'è una strada con gli alberi?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei ha idea come si chiama questa strada?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Ma stavamo camminando normalissimo, poi tutto insieme ha detto: 'gira qui dentro'. Ha visto una traversa scura e dice: 'gira qui'. E lì praticamente ha guardato, diciamo, la prima via che era un po', con lampioni, delle luci.
Poi abbiamo preso un'altra strada, sempre girando a destra, che era a senso unico da una parte. Ha visto una strada alberata, praticamente con meno luce e le macchine stavano sotto questi alberi, diciamo, parcheggiate a destra e a sinistra. E se non ricordo male c'erano anche dei lavori in corso all'epoca su quella strada. Lavori in corso di scavo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Lei è andato a aspettarlo più in là?
IMP. Scarano A.: Sì, io l'ho lasciato lì, lui è sceso e io me ne sono andato più avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma visto che poi vi siete ritrovati, rincontrati...
IMP. Scarano A.: Io aspettavo lui che passava praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito, ma vi eravate messi d'accordo? Cioè a dire, lei gli ha detto: 'guarda, mi metto 100 metri più in là su questa strada'? Gliel'ha detto lui? Sennò c'era anche il rischio di perdersi, voglio dire.
IMP. Scarano A.: Sì, me l'ha detto lui, ma io ero al corrente che serviva una macchina quella sera.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMP. Scarano A.: Me l'ha detto lui: 'mettiti più avanti'. Però io sapevo, ero al corrente che si doveva rubare questa macchina. Sapevo che doveva rubare la macchina quella sera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, voi eravate partiti da casa sua?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Già con il programma di arrivare fino in via Ostiense?
IMP. Scarano A.: Certo, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E, con la macchina che è stata presa nell'occasione da Lo Nigro, siete andati direttamente in via Ostiense?
IMP. Scarano A.: Sì. Una volta che è stato fatto il furto della macchina siamo andati direttamente lì.
PUBBLICO MINISTERO: In via Ostiense.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E si sono svolte tutte quelle attività, che ha già raccontato, nel cortile?
IMP. Scarano A.: Sì. Dopo 10 minuti è arrivato anche Peppuccio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Era quasi le undici quando è arrivato. E' arrivato molto più tardi di noi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ascolti, quindi quando lei è arrivato insieme a Lo Nigro, lei sull'Audi, Lo Nigro sulla macchina.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La macchina di Lo Nigro, o per meglio dire presa da Lo Nigro, lei ha già detto che vettura era.
IMP. Scarano A.: Una Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Una Uno. E' una di quelle che è stata caricata di esplosivo?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo sicuri di questo?
IMP. Scarano A.: Sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Sa per caso - e qui anticipiamo il suo racconto, ma ho bisogno di fargliela ora questa domanda sennò non capisco bene - sa se questa macchina, questa specificamente presa da Lo Nigro, poi è stata lasciata in uno dei due posti in cui quella sera poi ci furono le esplosioni?
IMP. Scarano A.: Lasciata... Adesso non lo so come si sono invertite le cose.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
IMP. Scarano A.: Se quella che hanno preso, diciamo, Peppuccio, Giuliano con le altre due; se quella che ha preso Cosimo è andata al Velabro oppure è andata a San Giovanni. Questo non lo so come si sono invertite le cose.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è la domanda infatti che le ho posto e questa è la risposta. Cioè a dire, sostanzialmente lei non lo sa in quali dei due posti...
IMP. Scarano A.: No, non posso rispondere specificamente perché non so come si sono invertite le macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Però è sicuro che questa macchina presa da Lo Nigro fu caricata di esplosivo?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto. Sicurissimo, no sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, lei è sicuro di aver accompagnato solo in questa occasione e il solo Lo Nigro e prendere una macchina? O può aver accompagnato anche qualcun altro?
IMP. Scarano A.: No, solo Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Solo Lo Nigro. Siamo sicuri che la zona fosse San Giovanni - così, un po' all'ingrosso - quella dove fu rubata la macchina?
IMP. Scarano A.: Praticamente alle spalle della piazza di San Giovanni.
PUBBLICO MINISTERO: Alle spalle. Alle spalle...
IMP. Scarano A.: Andando verso fuori Roma diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Uscendo da Roma.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quanto poteva essere lontano da San Giovanni? Termine di qualche minuto, termine di...
IMP. Scarano A.: Mah...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, qualche... poco, pochi metri diciamo. Dalla piazza di San Giovanni poco, 150 metri. Dalla piazza San Giovanni dove stava questa traversa che si internava dentro il centro.
Però voglio dire un'altra cosa se posso.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Dica, dica Scarano.
IMP. Scarano A.: Io mi ricordo adesso che quando... posso tornare un po' indietro?
PUBBLICO MINISTERO: E' naturale.
IMP. Scarano A.: Per dire le cose come stanno.
PUBBLICO MINISTERO: Ma naturale, le domande servono a posta.
IMP. Scarano A.: Praticamente quando Lo Nigro è venuto da Milano, è venuto un giorno prima.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: A Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Nel pomeriggio del giorno degli attentati, sia a Roma che a Milano, è arrivato Giuliano da Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Che Cosimo ci ha detto di fronte a me, sotto casa mia poi, ci ha detto se a Milano aveva lasciato tutto a posto e se le cose andavano come lui ci aveva detto.
Giuliano ci ha detto, dice: 'sì, tutto va bene, all'orario, non ci sono problemi', e via così. Ci ha detto cosa hanno mangiato, dove hanno dormito, queste cose così.
La sera però io non ho visto né Benigno Salvatore e né Spatuzza Gaspare. Io li ho visti - da dove sono arrivati non lo so - io li ho visti soltanto quando sono andato da Di Natale. Però a quanto ho capito dopo, Giuliano con Spatuzza e Benigno, le macchine le hanno fatte vicino via Ostiense, di quelle parti della via Ostiense.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta Scarano...
IMP. Scarano A.: Perché da me, scusi...
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego.
IMP. Scarano A.: Da me il giorno degli attentati ho visto solo Giuliano e Lo Nigro, gli altri due non so da dove sono arrivati. L'ho visti soltanto da Di Natale nel cortile.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, è una precisazione che voleva fare, l'ha fatte e tutti l'hanno sentita.
Volevo dire questo... Tanto le avrei comunque fatto io delle domande su questa circostanze che lei comunque ha riferito.
Volevo dire questo e ho bisogno di una spiegazione da lei: allora, le due macchine che sono poi esplose quella notte sono state rubate, mi segua Scarano.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Una non molto lontano da San Giovanni. Non molto lontano - non proprio vicinissima a San Giovanni, non molto lontana - tra le nove e un quarto e le undici e un quarto della sera. E' un orario che, come dire, è compatibile con...
IMP. Scarano A.: Coincide sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Come orario va bene?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, però Scarano, questo furto è avvenuto non la sera in cui poi ci sono gli attentati, ma è avvenuto la sera prima, cioè la sera del 26.
IMP. Scarano A.: Infatti è la sera del 26 che...
PUBBLICO MINISTERO: No, voglio dire, lasci perdere, non è questione di numero del giorno o del mese: 8, 14, 21... questo non ha importanza. Importante è, io glielo debbo far presente, che questo furto non avviene la stessa sera in cui poi ci sono le esplosioni, ma avviene la sera prima.
E anche l'altra macchina che esplode, che viene rubata, appunto questa tra le otto e mezzo della sera e la mattina successiva, perché il proprietario solo la mattina successiva se ne accorge. Comunque, viene rubata nella notte tra il 26 e il 27 in tutt'altra parte di Roma. Però sempre, non nella giornata e nelle ore che precedono le esplosioni, ma la serata precedente, tutt'al più la notte precedente.
Non so se la domanda gliel'ho fatta in maniera chiara che lei l'ha capita per bene.
IMP. Scarano A.: Sì, io ho capito benissimo. Però siccome, un giorno prima è arrivato Cosimo da Milano, veniva da Milano e il giorno dopo è arrivato Giuseppe, però posso anche confondere se è stato la sera stessa che sono arrivati di Milano o il giorno prima, non è che... posso anche confondere questo.
Se una delle macchine è stata rubata un giorno prima o la notte precedente, mi posso anche sbagliare, non è che...
E' quello che voleva dire, no?
PUBBLICO MINISTERO: Certo. E' la domanda...
IMP. Scarano A.: Praticamente è un giorno, sono 24 ore di differenza.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, per carità. Io il chiarimento che le ho chiesto, gliel'ho chiesto spiegando da che cosa partiva ovviamente.
Ascolti me: lei ha detto che quando tornò Giuliano, o meglio, quando Giuliano si presentò ebbe questa conversazione con Lo Nigro circa il fatto che a Milano aveva lasciato le cose come le doveva lasciare.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mentre invece Lo Nigro, lei ha detto che era arrivato il giorno prima.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. E lei come ha saputo, perché l'ha detto un attimo fa, dice: 'Lo Nigro veniva da Milano'.
Le devo chiedere: e lei come lo seppe che Lo Nigro stava venendo da Milano?
IMP. Scarano A.: Me l'ha detto lui.
PUBBLICO MINISTERO: Gliel'ha detto a lei?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Eravate da soli voi due?
IMP. Scarano A.: Sì, io e lui.
PUBBLICO MINISTERO: Dove si svolse questa conversazione?
IMP. Scarano A.: Sotto casa mia, seduti su un marciapiede diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma Lo Nigro da Milano com'era arrivato?
IMP. Scarano A.: Non lo so com'è arrivato.
PUBBLICO MINISTERO: Ma venne direttamente a casa sua?
IMP. Scarano A.: Sì, l'ho trovato a casa mia io, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo aspettava?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Non sapevo niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E quindi se lo trovò a casa, sotto casa?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E allora gli disse Lo Nigro che veniva da Milano perché glielo chiese lei, oppure perché Lo Nigro lo disse da solo, spontaneamente?
IMP. Scarano A.: No, no. In primo tempo mi ha detto che veniva da Brescia, ricordo meglio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Però poi mi ha detto che veniva da Milano e che doveva arrivare pure qualcun altro, Peppuccio.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo discorso che Lo Nigro veniva da Milano, il giorno dopo arrivare anche Peppuccio che viene anche lui da Milano, a quel momento per lei aveva qualche significato o non voleva dire assolutamente nulla?
Se aveva qualche significato, che significato aveva il fatto che questi due venissero, sia pure a un giorno di distanza l'uno dall'altro, entrambi da Milano?
IMP. Scarano A.: Ma il significato per me è niente perché lui ha detto se aveva lasciato tutto... come lo ha lasciato, se le cose andavano come erano, diciamo, decise da loro.
Peppuccio ci ha detto: 'sì, le cose vanno bene, abbiamo dormito dentro a un pulciaio, ci hanno dato da mangiare pane e salame, però tutto a posto'. Dopo che ha finito Peppuccio di dirgli queste cose, Lo Nigro mi ha detto a me: 'stasera succedono cose eclatanti per tutta l'Italia', tutto qui.
E lì ho capito che c'era qualcosa di...
PUBBLICO MINISTERO: E' tutto qui ma non è poco, eh Scarano?
IMP. Scarano A.: Certo che non è poco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Sì, sì, ma dica.
IMP. Scarano A.: E dopo, la sera che è arrivato Peppuccio praticamente... adesso il fatto della macchina che io ho accompagnato Lo Nigro, non ricordo se è stato la sera che è arrivato lui, ma mi sembra di non comunque, almeno così mi ricordo. O se è stata la sera dopo, quando è arrivato Peppuccio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Perché io Benigno e Spatuzza non li ho visti per niente, l'ho visti soltanto al deposito.
PUBBLICO MINISTERO: Al cortile.
IMP. Scarano A.: Al cortile di Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Io quei due da dove sono venuti non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Senta, la Corte probabilmente avrà capito, quando lo disse a suo tempo nell'interrogatorio, io lì per lì non avevo capito: che vuol dire pulciaio?
IMP. Scarano A.: Ma pulciaio secondo me vuol dire tipo un pollaio, hanno dormito dentro una stanza non decentemente diciamo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi in un posto un po' di fortuna forse?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Una sistemazione arrangiata?
IMP. Scarano A.: Sì, in un giardino.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei lo intese così?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sì. Un pollaio, come lo vogliamo dire.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Ed era un po' arrabbiato Giuliano per questo fatto.
Dopo... Posso dire una cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Allora, Lo Nigro dopo mi ha detto a me che quello che è successo a Milano, l'esplosione di Milano...
PUBBLICO MINISTERO: Gliel'avrei chiesto. Lo vuol dire ora Scarano? Lo dica ora, via, non la voglio condizionare assolutamente.
IMP. Scarano A.: Parlavano fra di loro, dopo lo scoppio, che è scoppiata, l'hanno fatta scoppiare un'ora prima o un'ora e mezza... un'ora prima o qualcosa del genere. Doveva scoppiare tutto a mezzanotte, sia a Roma che Milano.
E non doveva scoppiare lì dove è scoppiato, bensì doveva scoppiare circa 150 metri più avanti. Quelle erano cose che discutevano loro.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei sta parlando di quello che era successo a Milano?
IMP. Scarano A.: Sì. Si parlava di Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Che c'era stato un problema di orario e un problema di posto?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è un discorso che fecero tra loro...
IMP. Scarano A.: Sì, ma io ero presente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ho capito. Ma questo discorso si svolse tra? Se lo ricorda specificamente chi è che parlò di questa cosa?
IMP. Scarano A.: Specificamente ha parlato Cosimo, perché si rivolgeva a Giuliano perché sono andati un'ora prima a mettere la macchina e 150 metri prima dell'obiettivo che avevano deciso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questo discorso quindi lo sentì anche lei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Fu fatto in sua presenza. Dove avvenne questo discorso?
IMP. Scarano A.: Si è svolto dopo che siamo arrivati a casa, dietro al parcheggio di casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questi conoscevano le ragioni per le quali c'era stato questo inconveniente e quindi era saltata, come dire, la contemporaneità e anche il luogo non era stato quello giusto?
IMP. Scarano A.: Beh, io questo non lo so. Secondo i loro piani praticamente Lo Nigro lo sapeva i piani che c'avevano. Gliel'ha detto a Giuliano. Perché a Giuliano quando è arrivato da Milano ci ha detto: 'hai lasciato tutto a posto, tutto in ordine, come era tutto prescritto?'
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Come quello che loro avevano deciso.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta Scarano, ritorniamo nel cortile di via Ostiense. Lei ieri ha raccontato come vennero caricate queste due Uno, ha spiegato le operazioni che venivano fatte, il bagagliaio, il ripiano, come si chiama, il posaoggetti, le balle venivano legate.
Ecco, ha raccontato tutto quello che si ricorda, tutto quello che vide circa le operazioni che vide fare per attrezzare queste macchine? Gli è venuto in mente qualche cosa di più? Non lo so se ci ha ripensato.
IMP. Scarano A.: Mah, in macchina ho visto poi un cacciavite lungo che facevano un buco per metterci la miccia col detonatore.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, aspetti, allora lo spieghi per cortesia. Con un cacciavite lungo che facevano?
IMP. Scarano A.: Facevano un buco dentro questa balla di esplosivo. E ci calavano giù il detonatore con la miccia. Non so adesso quanti metri hanno messo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, il colore di questa miccia l'ha visto?
IMP. Scarano A.: Nera.
PUBBLICO MINISTERO: Nera. Ha visto se di buchi ne facevano uno o più d'uno?
IMP. Scarano A.: No, questo non l'ho visto. Comunque ho visto un cacciavite che si faceva un buco dentro l'esplosivo. Non so se ne hanno fatto uno per tutte e due le balle, perché c'erano due balle per ogni macchina. Oppure hanno fatto una e l'altra no, questo non lo so. Ma in una sicurissimo. E venivano annodate con delle corde per dargli più compressione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a un certo punto...
IMP. Scarano A.: Poi... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, prego.
IMP. Scarano A.: Quando... la macchina a san Giovanni, non al Velabro, a San Giovanni l'ha portata Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti Scarano, abbia pazienza, abbia pazienza.
Io allora a questo punto vorrei, le chiedo, di riferire quello che succede al momento in cui la preparazione di queste vetture è terminata.
IMP. Scarano A.: Si è andato subito via. Una volta che hanno completato le macchine...
PUBBLICO MINISTERO: Magari, nel raccontare quello che succede, racconti anche quello che ha fatto lei.
Ecco, io vorrei porle poche domande, vorrei proprio lei facesse il suo racconto per come lo ha presente.
Io, poi, le precisazioni gliele chiedo dopo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cercando di raccontare proprio, seguendo un ordine cronologico, faccia come vuole, anche quello che ha fatto lei.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quello che hanno fatto gli altri, le macchine, lei dov'era, dove lo ha fatto, eccetera, eccetera.
IMP. Scarano A.: Io stavo nel cortile pure io.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Quando siamo arrivati lì con le macchine. Però non è che stavo troppo vicino, perché non ci stavo troppo vicino. Però vedevo da un po' a 10 metri quello che facevano. Setto-otto metri. Però ci stavo pure io nel cortile.
Quando hanno caricato le macchine, che hanno sistemato le balle dentro bene bene, io la macchina mia ce l'avevo fuori e stavo fuori al cancello. Però davanti sono andato io, quando è stato... il preparato è finito, che erano verso le undici e mezza quando hanno finito di fare tutto. Tutte e due le macchine. Tutte e due le macchine sono state preparate contemporaneamente, sia per il Velabro, sia per San Giovanni.
Si è partiti, si è fatto tutta via Ostiense. Io ero davanti, si è fatta tutta via Ostiense. Abbiamo girato dentro quel borgo. Lì Cosimo si è fermato, la prima macchina l'ha messa Cosimo Lo Nigro e mi sembra che c'era Benigno dietro con la macchina, con la macchina diciamo d'appoggio.
Che poi ha lasciato la macchina Lo Nigro, quella piena di esplosivo e ha montato sulla macchina con Benigno.
Nello stesso tempo si è fermato anche Spatuzza, alla parte opposta dopo via dei Cerchi. Si è fermato un attimo, aspettando con la macchina d'appoggio dietro.
Io stavo sempre davanti. Abbiamo fatto tutta la strada. Quando Lo Nigro ha finito ha messo fuoco prima lì sotto. Lì forse ci hanno messo qualche mezzo metro, o un metro di miccia in più per scoppiare contemporaneamente con quella di San Giovanni. A quella di San Giovanni ne hanno messa un po' di meno.
E praticamente è arrivato lì a San Giovanni, c'era Giuliano e Spatuzza con Lo Nigro, con la macchina, con la seconda macchina.
E lì è nato pure un dialogo dopo, perché Spatuzza dice, quando è arrivato: 'lì dentro c'erano furgoni', non so che c'era, io. Perché io ho passato diritto io, manco ho guardato dentro lì. C'erano dei furgoni. Praticamente la macchina la doveva mettere col posteriori addosso ai muri della chiesa, la doveva mettere.
Invece l'ha messa col muso. E praticamente quando ha scoppiato ha sfogato verso l'esterno, verso la piazza dove stavano questi furgoni. Perché dice non poteva far manovra. Così è entrato, diciamo, e così l'ha lasciata la macchina: col muso addosso al muro. Invece la doveva mettere all'incontrario.
E lì è nato un dialogo tra di loro, dopo, in un secondo tempo.
Però io poi sono passato la piazza San Giovanni, me ne sono andato e l'ho aspettati dalla parte opposta della piazza.
Quando è arrivata la macchina che... abbiamo fatto, che loro hanno lasciato la macchina, hanno montato sulla macchina d'appoggio, abbiamo fatto... Io ho fatto con la macchina mia circa un 200 metri, dove stavo io, 300 metri e lì ho sentito lo scoppio.
Io dico questo di San Giovanni. quello lì sotto non so se era già scoppiato, oppure ha scoppiato contemporaneamente. Ma secondo i loro calcoli, è scoppiato contemporaneamente.
E siamo andati verso... verso San Lorenzo. A San Lorenzo, dopo il ponte della ferrovia, vicino dove c'è la dogana, lì hanno lasciato la macchina, hanno abbandonato la macchina con gli sportelli aperti, luci accese, frecce accese, e hanno montato dentro la macchina mia. E siamo andati via, siamo andati verso casa mia. La strada verso casa mia abbiamo preso.
E dopo loro se ne sono andati via.
PUBBLICO MINISTERO: Ho sentito. Senta, Scarano: quindi quando vi siete mossi da via Ostiense, a lei cosa era stato detto? Visto che appunto, con la sua macchina, lei è rimasto davanti...
IMP. Scarano A.: Che dovevamo andare...
PUBBLICO MINISTERO: ... al convoglio.
IMP. Scarano A.: ... dovevamo andare dove eravamo stati precedentemente. Dove hanno fatto quelle prove, diciamo, dovevamo passare prima di sotto qui dal Comune, dentro quel borgo.
Io sono rimasto sulla strada.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Ma dove ha messo la macchina io non lo sapevo, il punto preciso dov'è che dovevano mettere la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Sapeva che le dovevano mettere però queste macchine.
IMP. Scarano A.: Sì, la zona sì.
PUBBLICO MINISTERO: No, lo aveva capito che le dovevano mettere da qualche parte, queste macchine.
IMP. Scarano A.: Certo, certo. Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando viene lasciata la prima auto e lei non sa in quale punto esatto dovesse essere lasciata, via, non lo sapeva, lei suppongo si sarà fermato per attendere diciamo che il convoglio ripartisse.
IMP. Scarano A.: Io mi sono fermato dopo via dei Cerchi.
Dietro a me c'era Spatuzza, che è stato un attimo, praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Secondo quello che ho sentito dopo, dice Lo Nigro, dice... Non so se c'è una discesa, dalla strada dove avevamo già passato noi, c'era una discesa andando verso giù, questa chiesa, un pezzo di discesa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Dov'è stata messa la macchina. Praticamente lui ha acceso, già mentre camminava, ha acceso la miccia. Ed è stato un attimo. Perché, da quanto ho capito, aveva la miccia lenta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Quella che hanno messo lì sotto. Per dargli il tempo di arrivare a San Giovanni.
Che le cose dovevano scoppiare tutte assieme. Sia a Milano, Roma, doveva essere tutto un orario: a mezzanotte.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi lei ha detto che questa seconda macchina è stata lasciata a San Giovanni.
Lei l'ha vista lasciare la macchina?
IMP. Scarano A.: No, io non l'ho vista, io ero avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Non l'ha vista.
IMP. Scarano A.: Sulla strada di San Giovanni, vicino all'ospedale, la macchina che era d'appoggio dietro, mi ha detto: 'vattene via, vattene avanti'. Aspettavo dalla parte opposta della piazza, per la fuga.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo le era stato detto prima di partire da via Ostiense, o gli è stato detto diciamo durante il tragitto di questo corteo di macchine?
IMP. Scarano A.: No, se n'era parlato in via Ostiense.
PUBBLICO MINISTERO: In via Ostiense.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi le era stato fatto già, a quello che capisco, le erano state date delle istruzioni precise, insomma.
IMP. Scarano A.: Sì. Però io per strada, fino a San Giovanni, stavo quasi vicino loro, vicino... diciamo davanti.
E dopo a san Giovanni mi hanno sorpassato e dice: 'aspetta dalla parte opposta della piazza'.
PUBBLICO MINISTERO: Dalla parte opposta, ma con una indicazione precisa su un punto particolare di una strada della piazza stessa?
IMP. Scarano A.: Cioè, io adesso le vie non è che le conosco come si chiama quella via.
PUBBLICO MINISTERO: No. Lei ricorda...
IMP. Scarano A.: Cioè, c'è...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, Scarano.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda di avere indicato al Pubblico Ministero qualche posto preciso e particolare, proprio con riferimento a questa...
IMP. Scarano A.: Vicino alla cabina telefonica, mi sono fermato.
PUBBLICO MINISTERO: Allora...
IMP. Scarano A.: Cioè, sorpassando quella piazza e prendendo quel pezzo di strada dritta, lì, alberata...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Io non so come si chiama. Lì, a 200 metri dalla piazza mi sono fermato io. Dopo la piazza, dopo l'incrocio, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma quel punto era già stato concordato prima di partire da via Ostiense?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era, come dire, un punto di riferimento conosciuto non solo da lei, ma anche dagli altri?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E il punto di riferimento era dato in particolare da che cosa? Dalla cabina telefonica, sento che sta accennando ad una cabina telefonica.
IMP. Scarano A.: No, ma a quell'orario c'era poca gente. Io mi sono parcheggiato lì casualmente. Come mi potevo parcheggiare anche più avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
IMP. Scarano A.: Oppure più indietro, non è che era un punto ben preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
IMP. Scarano A.: Dovevamo stare soltanto sulla strada.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sulla strada. E lei è certo di avere individuato, o per meglio dire, di avere indicato con precisione la strada in questione al Pubblico Ministero quando ha fatto il sopralluogo?
IMP. Scarano A.: E' esattamente così.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, Scarano, lei ha detto di non aver visto posizionare né l'una, né l'altra macchina.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: E' una affermazione questa che fa con assoluta certezza?
IMP. Scarano A.: Certezza, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, che la macchina a san Giovanni era stata posizionata in un modo invece che in quello programmato, per così dire, lei come lo ha saputo?
IMP. Scarano A.: Hanno parlato fra di loro, questo. Questo lo hanno detto fra loro.
PUBBLICO MINISTERO: Quando?
IMP. Scarano A.: Quando siamo arrivati sotto casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Sotto casa sua. Senta, e ha capito per quale ragione... Che prima forse l'ha accennata, ma io non ho capito molto bene. Per quale ragione la macchina è stata posizionata in un certo modo, quindi con il muso rivolto alla chiesa, anziché con il posteriore - come ha detto lei -...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, qual era la ragione precisa per la quale è successo, come dire, questo inconveniente?
IMP. Scarano A.: Mah, la ragione precisa, dice che non poteva far manovra che c'erano, non so se erano... Io ho capito furgoni e c'erano pure macchine in questa piazza dov'è stata messa questa macchina. C'erano furgoni parcheggiati, a quanto parlavano loro. E non poteva fare...
Perché questo dialogo è nato tra Lo Nigro e Spatuzza che non aveva messo bene la macchina. Invece Spatuzza gli ha detto: 'ho dovuto mettere col muso verso il muro della chiesa e non col posteriore'. Loro lo sanno come dovevano fare per fare più, diciamo, danno possibile.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però Spatuzza ha detto: 'io penso che fa pure danno...', perché di una parte della chiesa ci stanno degli archi, no? degli archi che praticamente pensavano che cascavano giù questi archi, pure. Cioè, il danno lo facesse ugualmente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Scarano, io le chiedo ancora su questo punto: la ragione per la quale appunto la macchina non fu posizionata esattamente come volevano, o come era stato previsto, dipese solamente da questa storia dei furgoni che c'erano nel mezzo, o dipese dai furgoni e da qualche altra cosa?
IMP. Scarano A.: A quanto ho capito io dipendeva dallo spazio che non c'era sufficiente per far manovra. Per quello che ho potuto capire io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io le faccio presente che, su questo punto, lei aveva già riferito a me e al dottor Nicolosi, se non mi sbaglio, esattamente il 29 di aprile del '96 - questo lo dico per i difensori - aveva spiegato che appunto c'era stato questo problema, chiamiamolo così, esecutivo, operativo, di cui lei aveva sentito parlare tra queste persone, successivamente. E che il problema era dipeso non però da questi furgoni, come ha detto oggi, ma da un aspetto tecnico diverso.
IMP. Scarano A.: Io, se non sbaglio, mi sembra che ho detto che c'era confusone. E mi riferivo a spazi, diciamo, che non erano sufficienti per far manovra. A quello che avevo capito io.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Magari mi sono spiegato male nell'interrogatorio.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, ascolti, perché può darsi magari che, a suo tempo, le cose se le ricordasse in maniera diversa. E quindi poi...
IMP. Scarano A.: Può darsi anche.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo è quello che deve fare il Pubblico Ministero, quello che devo fare io.
Allora, in questo interrogatorio qui - dovrebbe essere nella trascrizione a pagina 107, lo dico per i difensori - dunque, lei dice:
"Peppuccio ha acceso la miccia..." disse a me e al dottor Nicolosi. Non so se c'era anche il procuratore Vigna. ora, l'importanza è relativa.
"Peppuccio ha acceso la miccia a San Giovanni, non giù al Velabro, a San Giovanni. E Gaspare, siccome la macchina la portava Gaspare..."
IMP. Scarano A.: C'erano tutti e due, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Mi lasci finire, abbia pazienza.
"C'è stata una discussione tra di loro: che la macchina praticamente quando è arrivata nella piazza dietro San Giovanni, alla chiesa, è entrata così e praticamente l'ha messa col muso verso il muro. Mentre invece la macchina doveva fare questa manovra così".
Io dico: la doveva mettere con il sedere così. Però dice:
"Mi hai acceso la miccia 50 metri prima. Quindi non ci avevo il tempo di fare quella manovra per metterla addosso al muro per dargli più... questa è una discussione che facevano loro, della potenza sfogando all'esterno, oppure sfogando verso...", eccetera, eccetera.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi, in questo interrogatorio lei ha accennato ad un problema di miccia, nel senso che...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Essendo stato acceso la miccia, uno non è che può stare lì...
IMP. Scarano A.: Io non lo so. Lì, poi, quando si sono...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, Scarano, se la ricordava, ora che le ho letto io, se la ricorda questa discordanza?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, me la ricordo, me la ricordo esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è una trascrizione, voglio dire.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non è un verbale in cui non ci siamo capiti.
IMP. Scarano A.: Ma io mi ricordo pure che qualcuno ha parlato anche dei furgoni, lì, che dice non c'era troppo spazio. O forse era una cosa che la miccia, come hanno detto, l'hanno accesa 50 metri prima.
Che c'era Peppuccio e Spatuzza, sopra, per giustificarsi verso i suoi compagni e non verso di me.
Però io ho sentito qualcheduno che ha detto per mancanza di spazio, che c'erano i furgoni.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Comunque il contenuto è sempre quello, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, ma siccome prima ancora che io le leggessi questo pezzetto di questo interrogatorio del 29 di aprile, lei già da solo davanti alla Corte, ha detto che la miccia veniva accesa prima di lasciare la macchina, no?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Così mi dicevano loro, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma l'ha capito perché facevano così?
IMP. Scarano A.: No, io no. Per non perdere tempo dopo, non lo so. Anticipavano qualche secondo, prima di parcheggiare la macchina, scendevano, lasciavano la macchina e scappavano. L'accendevano dentro la macchina la miccia, perché... Secondo me, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, certo.
IMP. Scarano A.: Si prendevano qualche minuto prima con... o qualche mezzo minuto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, lei ha raccontato del momento in cui, del momento, via, del momento e del punto in cui le sono passati accanto, lì nel viale, secondo gli accordi, e avete poi proseguito verso San Lorenzo, lei ha detto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora racconti alla Corte. Perché i luoghi lei li conosce, a me li ha indicati, ma la Corte ne sa poco.
Dal punto dove lei li aspettava e quindi da dove poi lei è ripartito con l'altra vettura al seguito, quindi lì nel viale dove... Fuori, al di là della piazza, ad arrivare poi a San Lorenzo, quanto tempo c'è? Quanta strada bisogna fare? E' una storia di qualche minuto, o è una storia...
IMP. Scarano A.: E' una storia di tre minuti, circa. Quattro minuti. Già si trova tutto in un'altra zona. Fuori zona, anche. Chiamiamola fuori zona.
PUBBLICO MINISTERO: Chiamiamola fuori zona.
Ecco, e quando la sentì lei quindi l'esplosione?
IMP. Scarano A.: Io l'ho sentita dopo che avevo... sono passati loro con la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Parto pure io. L'ho sentiti neanche dopo 200 metri che ero partito. Sulla strada, lì. Andando verso San Lorenzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Zona San Lorenzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi strada facendo l'ha sentita l'esplosione.
IMP. Scarano A.: Strada facendo, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e poi...
IMP. Scarano A.: C'è stato il tempo... Hanno messo la miccia, il tempo materiale di allontanarsi. Ma di allontanarsi di poco, perché da lì dove era parcheggiata la macchina, a dove stavo io e dov'è scoppiata, ci saranno 800 metri, non di più. 700-800 metri.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano: e questa macchina che avevano loro, lei ha già detto fu lasciata con le luci e le frecce accese, no? Ha detto così?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e il punto dove fu lasciata se lo rammenta lei?
IMP. Scarano A.: E' vicino alla dogana, dopo il ponte, subito dopo il ponte della ferrovia. All'ingresso della zona San Lorenzo, del quartiere.
Lì ci sta la Finanza e ci sta la dogana, praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Anche questo luogo lei lo ha indicato a me, quando abbiamo fatto i sopralluoghi?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo ha indicato con sicurezza?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, ormai siamo a far domande io e a dar risposte lei su questa vicenda di queste due chiese.
Come mai per fare questa - come la dobbiamo chiamare? - per fare questi due attentati, chiamiamoli col loro nome, eh?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La preparazione, come dire, di tutta l'esecuzione è andata in via Ostiense, anziché andare nello stesso posto dov'era stata preparata la macchina di via Fauro, di Costanzo?
IMP. Scarano A.: Ma no, perché un giorno, non mi ricordo se era... era primavera. Io, una sera, se è stato maggio... nel mese di giugno. Nel mese di giugno, una sera, venendo...
PUBBLICO MINISTERO: Dopo l'attentato a Costanzo?
IMP. Scarano A.: Dopo l'attentato a Costanzo, esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, c'era già stato anche l'attentato di Firenze, o no?
IMP. Scarano A.: Io, guardi, l'attentato di Firenze io l'ho sentito per televisione. Non so niente di Firenze. Non ricordo né la data, né il mese e né il giorno.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
IMP. Scarano A.: Non so niente.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Comunque a me serviva semplicemente come punto di riferimento temporale, eh.
Lei ha detto: 'dopo l'attentato a Costanzo', allora le ho chiesto: 'c'era già stato anche l'attentato di Firenze?'
IMP. Scarano A.: Io non rammento, perché l'ho sentito per televisione.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo ricorda. Va bene, allora...
IMP. Scarano A.: Non posso rispondere, perché non so niente.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Allora...
IMP. Scarano A.: Una sera del mese di... di giugno, io venivo di campagna, verso le cinque e mezza la sera, le sei, dove io costruivo e ti trovo Lo Nigro che era venuto a Roma, e Di Natale, seduti sul muretto che sta nel giardino dove abito io. Che è il giardino del Comune, poi.
Insomma, che aspettavano me, sia l'uno che l'altro.
In questo frattempo io... Poi mia moglie mi ha detto che era più di un'ora che stavano lì sotto, tutti e due si sono messi forse a parlare fra di loro.
Arrivo io con la macchina, alle cinque e mezza, le sei. Portavo in mano un po' di... Ci avevo un sacchetto, un paio di chili di bistecche e un po' di uova di quelle che ho comprato in campagna. Porto questa roba su e scendo un'altra volta.
Ma nel frattempo, prima di arrivare su, mi sono salutato sia col Di Natale, che con Lo Nigro. E li volevo presentare.
Risponde Lo Nigro, dice: 'guarda, già ci siamo presentati. E' pure paesano', dice.
Si sono messi a parlare. Hanno parlato fra di loro che io non ci stavo, praticamente. Poi me lo ha detto Lo Nigro, mo ci vengo dopo.
Ora Di Natale ci aveva un vizio che, me ne aveva parlato pure a me, di questo portile che lui aveva, che voleva vendere. E con Lo Nigro hanno avuto un dialogo diciamo di questo cortile.
Io parlo con Di Natale, Di Natale se ne va, Lo Nigro se ne viene su a casa mia. Nel frattempo ero andato su a portare questa carne a casa, a appoggiare questa carne con le uova su a casa.
E scendo, siamo stati altri dieci minuti assieme tutti e tre. Come Di Natale va via, Lo Nigro per le scale mi ha detto: 'sai è una brava persona, mi ha parlato di un magazzino, che c'ha in magazzino a affittarlo, vuole vendere...'.
Dico: 'sì, va bene, questo a chi vede, a chi incontra, parla a tutti di questo magazzino'.
Ed era rimasto con Lo Nigro di andare a vedere questo magazzino, fra di loro, questo.
Lo Nigro mi dice a me se io conoscevo il Di Natale.
Io ci ho detto: 'guarda, il Di Natale l'ho conosciuto otto-nove anni fa. Però poi l'ho perso di vista. Da allora l'ho incontrato adesso, diciamo, poco tempo fa a Regina Ceali casualmente'.
Mi ha detto: 'no, andiamo a vedere. Per me è una brava persona'.
Andiamo a vedere questo magazzino, si sono messi d'accordo loro, ci stava bene questo magazzino e finisce qui la questione.
Se ne va, dopo Cosimo se ne va. Mo adesso non lo so se è stato alla fine di giugno... Ma verso la fine di giugno è stato. Perché poi la roba... Quando è arrivato il Ca... Se n'è andato a Palermo, è arrivato lui con Spatuzza e non ricordo se c'era anche Peppuccio, che sono venuti un sacco di volte. Non è che...
Praticamente hanno fatto arrivare Carra con l'esplosivo.
Quando arriva il camion di Carra lo va... Cosimo già stava a Roma un'altra volta, la seconda volta.
Lo vanno a prendere sul raccordo anulare. Io stavo a casa, stavo in campagna, vengo a casa e trovo Peppuccio.
Mi ha detto: 'Antonio, ci dobbiamo andare...', ci siamo salutati prima. Dice: 'dobbiamo andare dal vecchio, perché Cosimo sta dal vecchio col camion', stava a scaricare il camion. Ed era verso i primi di luglio, perché... Quel periodo lì, perché poi dopo...
Hanno scaricato questo camion, io arrivo lì. Quando sono arrivato io, il camion stava uscendo di dentro il magazzino. Avevano già scaricato.
Parcheggio la macchina nel frattempo, scendo e vedo quattro balle di quello che avevano scaricato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e qui la interrompo, Scarano. Perché siamo ritornati a un fatto che lei ha già riferito ieri alla Corte. A me sembra che lo abbia riferito con chiarezza, quindi non ho bisogno che lo ridica ancora.
Se ci sarà qualcuno che ha bisogno di farselo spiegare meglio, non abbia paura, le domande le arriveranno.
Allora, per venire al punto di partenza di questa domanda: quindi, questa storia, per così dire, fa una tappa da Di Natale in via Ostiense solo perché si verifica questo incontro tra, e questa intesa, tra Lo Nigro e Di Natale?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Non c'è una qualche altra ragione per la quale Torbellamonaca non si poteva o non si doveva, o era impossibile, o era inopportuno utilizzarla?
IMP. Scarano A.: Ma no, perché loro, loro dicono che quando si va una volta da una parte poi non bisogna andarci più, perché possono capire delle cose che avvengono, praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano, lei è ben sicuro del fatto di non essere stato lei a trovare la soluzione Di Natale?
IMP. Scarano A.: No, non sono stato io.
PUBBLICO MINISTERO: E' ben sicuro di questo?
IMP. Scarano A.: Sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, Scarano, lo sa che questo era uno degli elementi a suo carico, uno degli elementi di accusa a suo carico, di aver trovato lei, per così dire, la soluzione Di Natale? Se lo ricorda?
Che veniva accusato di essere stato lei quello che aveva portato, per così dire l'esplosivo e tutto il resto nel cortile di Di Natale, se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Ma, forse... Sì, lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Lo sa?
IMP. Scarano A.: Sì, lo so benissimo. Ma siccome il Di Natale non conoscendo le persone con chi parlava, ma se lui ancora oggi non conosce nemmeno quelli che sono andati lì a scaricare, a fare quello che hanno fatto, non sa, non sa niente.
Lui conosce, il Di Natale conosce solo a me. E mi butta tutto addosso a me.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Perché non sa fare altri nomi. Non conosce nessuno. Nessuno gli ha dato il nome di questi ragazzi che sono andati lì.
Come il fatto dell'hashish, non è che nomina Amleto, oppure il fratello di Amleto, oppure un altro. Nomina me. Perché conosce solo me.
Che quando... Io voglio fare pure un passo indietro e precisare meglio le cose.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi? Non ho capito.
IMP. Scarano A.: Voglio fare un passo indietro.
PUBBLICO MINISTERO: Ne può fare quanti ne vuole.
IMP. Scarano A.: E precisare anche il fatto dell'hashish.
Quando Amleto si mette d'accordo con lui e Amleto va a... viene a caricare l'hashish, non sono andato io a scaricarlo da Di Natale. C'è andato Amleto col suo amico.
Però dice che sono andato pure io, con un camion diverso. Ha fatto il nome di... ha fatto i nomi di tre, quattro camion diversi. Invece Amleto ha portato un furgone bianco FIAT Daily, chiamato Daily, lui col suo amico e si andava a scaricare questo hashish da lui.
Però non è che sa né il nome, né il cognome, né chi siano queste persone.
E dice che sono andato io con camion diversi. Anche sui verbali di Roma. Perché sa solo il mio nome.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, Scarano, io vorrei a questo punto per un attimo non occuparci di questi fatti.
IMP. Scarano A.: Ma questi sono minimi, dei fatti, questi...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, lo so bene. Non di questi fatti proprio i fatti del processo, ma volevo che lei riferisse un po' come si è sviluppata questa vicenda, parlo questa vicenda giudiziaria, tutte le indagini nei suoi confronti.
Cioè dire: noi sappiamo, perché lo ha detto lei ieri, che lei fu arrestato... Vuol ripetere la data, per piacere?
IMP. Scarano A.: Il 3 giugno '94.
PUBBLICO MINISTERO: E fu arrestato dove?
IMP. Scarano A.: A Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Fu arrestato da solo, o con qualcuno?
IMP. Scarano A.: Con Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Con Giacalone. E va be'.
Ora poi la questione del perché e del per come foste arrestati a Palermo lei e Giacalone nel giugno '94, sarà affrontata e le farò delle domande. Ma non ora.
Quando lei fu arrestato con Giacalone, l'accusa nei suoi confronti era di aver fatto stragi e attentati, o era tutt'altro?
IMP. Scarano A.: Era tutto altro.
PUBBLICO MINISTERO: Tutt'altro.
IMP. Scarano A.: Quelli sono venuti dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Sono venuti dopo. E quanto tempo dopo lei si trovò accusato di stragi?
IMP. Scarano A.: Ma a luglio già... Maggio, giugno, non lo so, non mi ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', lei fu arrestato a giugno e...
IMP. Scarano A.: Verso luglio, penso io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E chi è l'Autorità, il Pubblico Ministero che procedeva...
IMP. Scarano A.: Dottor Piro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ora a parte i nomi, voglio dire, era il Pubblico Ministero di Roma, allora.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il Pubblico Ministero di Roma.
Lei ebbe quindi il mandato di cattura, per chiamarlo così.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dal dottor Piro?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E lo ebbe per quali fatti?
IMP. Scarano A.: Mah...
PUBBLICO MINISTERO: In particolare, quali di questi attentati?
IMP. Scarano A.: Per avere messo le bombe a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: A Roma, queste delle chiese?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi lei sarà stato interrogato, suppongo, all'epoca dal dottor Piro, dal Giudice delle indagini preliminari...
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. E lei che cosa disse a chi la interrogava? Che ci entrava in questi fatti, o disse che non ci entrava per niente?
IMP. Scarano A.: Non ho capito bene.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, quando fu interrogato su questi attentati, cosa disse? 'Sì, io ci entro', oppure disse: 'no, io sono innocente e sono accusato ingiustamente'?
IMP. Scarano A.: Esatto. No, io non ho fatto nessuna dichiarazione all'epoca.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei disse...
IMP. Scarano A.: Questa cosa mia è maturata dopo, nel tempo, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, disse che non c'entrava nulla.
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Questo mandato di cattura, che fine fece?
IMP. Scarano A.: Io sono andato assolto dalla Cassazione.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire: fu annullato il mandato di cattura.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei dice dalla Cassazione. In realtà fu il Tribunale del Riesame di Roma.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che gli tolse il mandato di cattura, tanto per capirsi.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
IMP. Scarano A.: Perché Di Natale, in quanto ho capito... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: E' naturale, infatti stavo arrivando a questo. Vada, vada Scarano, proceda tranquillamente.
IMP. Scarano A.: Di Natale, per come almeno da quello che ho letto io nei verbali, ha fatto un sacco di confusioni, praticamente. Non ha saputo... Perché non ha saputo dire niente. Ha detto soltanto che è stato scaricato questo esplosivo e che io avessi messo 'ste bombe. Non fa nome di nessuno. Perché non conosceva nessuno.
E fa confusione nei verbali di interrogatorio, un sacco di interrogatori... A me la Cassazione mi ha assolto.
PUBBLICO MINISTERO: Perché, quindi, il mandato di cattura - a quello che capisco - glielo fecero sulle dichiarazioni di Di Natale.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Le accuse, insomma, venivano da Di Natale.
IMP. Scarano A.: Sì. Di tutta la famiglia.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, Di Natale e tutti i familiari del Di Natale.
Ecco, il mandato di cattura fu annullato.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Poi lei ne ha avuti altri di mandati di cattura. Ma non più da Roma, questa volta.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Mi sembra il 31 dicembre '95, di Firenze. Dal procuratore Vigna.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, a quella data, lei per così dire diventa inquisito. Cioè, sa di essere inquisito anche dalla procura di Firenze.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora non stiamo a fare tutta una cronistoria che sarebbe lunga e, secondo il mio punto di vista, abbastanza inutile.
Tanto, chi le vorrà far domande gliele potrà fare su ogni aspetto del problema.
Dopo quanto tempo, da quando lei riceve il mandato di cattura di Firenze, dopo quanto tempo e per quale ragione soprattutto lei decide, ha deciso di raccontare ai magistrati come erano andate queste vicende? E in che termini ci entrava anche lei?
Ho bisogno che chiarisca questo, ecco. Perché io certe cose le so, ma le deve sapere la Corte.
IMP. Scarano A.: Ma questa cosa mia è maturata piano piano. Certo, non è un passo...
PUBBLICO MINISTERO: Che è successo, Scarano?
IMP. Scarano A.: No, niente, niente.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
IMP. Scarano A.: Niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ma non la vedo...
IMP. Scarano A.: Come le stavo dicendo non è un passo molto facile.
E' maturata questa cosa per stare a posto con me stesso, perché io non ho mai fatto diciamo il mafioso, roba varia.
E questa conseguenza di questa mia collaborazione, lei lo sa benissimo, ho perso anche la famiglia.
Cioè, non è un passo facile farlo. Però ho avuto, ho tenuto opportuno di farlo perché io non voglio pagare le strategie, oppure gli ideali che ci hanno persone che non conosco.
Queste sono cose, erano cose che a me non mi interessavano per niente. Nemmeno ci pensavo minimamente.
Io, per una semplice amicizia con Accardo Stefano e poi il nipote e poi dal nipote a Messina Denaro, poi da Messina Denaro a Cannella, da Cannella a quelli che sono venuti a Roma, di affittare... per fargli un favore più che altro, di affittare un appartamento, mi sono trovato in mezzo ad un mare di guai e senza famiglia.
Tutto qua.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, quindi quando lei ha deciso di riferire, mentre prima aveva sempre detto che non c'entrava niente in tutte queste storie, ecco...
IMP. Scarano A.: Eh, certo all'inizio, è normale, uno ci pensa pure.
PUBBLICO MINISTERO: E' naturale. Ecco, senza stare a fare, almeno da parte mia, nessun tipo di commento, perché non li debbo fare, dicevo questo: ci sono, che lei ricordi, ci sono stati anche dei fatti magari relativi proprio a questa vicenda, fatti che, di cui nessuno le aveva mai parlato, fatti che nessuno le aveva mai contestato, fatti che ha raccontato lei per la prima volta?
IMP. Scarano A.: Sì. Due omicidi a... diciamo a Partanna.
Fatti di Pandolfi Enzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sono omicidi ai quali è stato coinvolto anche lei?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E dove si sono verificati questi?
IMP. Scarano A.: Uno a Roma e uno in un paese a Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questi fatti li ha raccontati al Pubblico Ministero competente?
IMP. Scarano A.: Sì, dottor Russo.
PUBBLICO MINISTERO: Che è di che Uffico, lo sa?
IMP. Scarano A.: No, onestamente non lo so di quale ufficio. Io non so se di Palermo, Trapani, questo non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questi fatti, questi due omicidi a quando risalgono?
IMP. Scarano A.: Ma questi omicidi, di preciso... Dopo il '90, dal '90-91.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Se non ricordo male. Comunque l'epoca è quella. Dopo la morte di Accardo. Io non so nemmeno quando è morto. Non ricordo neanche l'anno.
PUBBLICO MINISTERO: E questi omicidi nei quali lei è rimasto coinvolto li ha eseguiti a richiesta di qualcuno?
Sono stati eseguiti a richiesta di qualcuno?
IMP. Scarano A.: Ma certamente. Perché io mi trovavo... Al primo omicidio...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, io non le faccio domande, Scarano, sugli omicidi, specificamente. Perché è roba che si occupa un'altra Autorità Giudiziaria. Se qualcuno le vorrà fare delle domande, poi, è un altro discorso.
A me interessa semplicemente sapere, la prima cosa gliel'ho già chiesta: se questi fatti li aveva già riferiti al Pubblico Ministero competente.
Secondo, l'epoca di questi fatti; terzo, se questi omicidi sono stati ordinati, richiesti, da qualcuna delle persone di cui abbiamo parlato, di cui lei sta parlando da ieri mattina.
IMP. Scarano A.: No, no, di queste persone no.
PUBBLICO MINISTERO: No?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Solo da parte di Pandolfi e Francesco Rallo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Siccome Pandolfo lei lo ha già nominato...
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Queste persone qui, no.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Cioè, male. Ora, a parte questi due fatti di sangue, dei particolari che non le chiedo, ma lei ha detto un fatto è successo a Roma, un altro è successo nella zona di Milano.
Ricorda il paese della zona di Milano?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. E' possibile che fosse Abbiategrasso, o qualcosa di simile?
IMP. Scarano A.: Non lo so... Non lo so, perché quando siamo arrivati a Milano ci stavano due persone su, amici sempre di queste persone che ci hanno portato direttamente.
A me mi hanno dato una macchina rubata con le armi dentro e sono andato dietro a loro. Non ho visto né paese e né niente.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Allora una domanda, l'ultima su questo punto: dei due omicidi, qual è quello successo dopo? Quello diRoma, o quello di Milano?
IMP. Scarano A.: Cioè, uno dei primi è stato quello di Roma.
In secondo tempo quello di Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ascolti Scarano: questo interes-samento che le fu chiesto da Matteo, come lo ha raccontato lei ieri, questo interessamento per andare a cercare una casa nella zona dell'agenzia dei Parioli, si ricorda, no?
IMP. Scarano A.: Sì. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando Matteo le fece questa richiesta, le dette questo incarico, ci erano già stati i due omicidi?
IMP. Scarano A.: Mi sembra di sì. Uno sì. Uno mi sembra di sì.
O uno, o tutti e due. Non ricordo bene. Comunque sì, mi sembra sì. Ci erano stati gli omicidi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMP. Scarano A.: Sì, questo risale al '90-91.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, lei in un interrogatorio, proprio... in cui le è stata fatta esattamente la domanda che le ho fatto io ora, lei disse che: entrambi i fatti di sangue, entrambi gli omicidi ci erano già stati prima che lei fosse richiesto da Matteo di occuparsi di questo appartamento a Roma.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E ora il dottor Nicolosi mi aiuta un attimo. Troviamo il riferimento preciso di tutto l'interrogatorio.
Ma a parte questi fatti appunto di sangue del '90-91, nell'ambito della vicenda degli attentati - quindi del '93 per intendersi - ...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ricorda di aver riferito al Pubblico Ministero anche situazioni, fatti di cui non era stato accusato? Cioè non aveva come dire, accuse specifiche su...
IMP. Scarano A.: No, io una volta che ho deciso di collaborare, ho detto tutto quello che sapevo. Non ho lasciato niente indietro, niente nascosto.
Anche di omicidi che non erano risolti, che erano archiviati si può dire diciamo così. Io l'ho portato in chiaro, se c'ho colpe le voglio pagare, se non c'ho colpe voglio essere libero.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, che l'esplosivo usato per l'attentato a Costanzo, veniva da casa sua per intendersi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' una circostanza che le era stata contestata nell'interrogatorio o è una circostanza che ha raccontato lei, una circostanza nuova?
IMP. Scarano A.: L'ho raccontata io. Dei fatti com'erano. Chi l'ha portato, chi non ho portato, dove è stato scaricato, dove è stato messo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ritorniamo ai fatti di San Giovanni e di San Giorgio: lei ha detto che quando siete poi ripartiti dopo che è stata lasciata quella macchina con le luci accese, queste persone sono salite tutte sulla sua macchian.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Da lì dove vi siete diretti?
IMP. Scarano A.: Verso casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: E ormai doveva esser notte. Notte...
IMP. Scarano A.: Era verso le due, l'una e mezza. Le due.
PUBBLICO MINISTERO: E queste persone la notte dova l'hanno trascorsa? Se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: A via Redaua.
PUBBLICO MINISTERO: A via?
IMP. Scarano A.: Di Redaua, come si chiama.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, di Redaua. Son tornati là.
IMP. Scarano A.: Sì, stavano lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ce li ha portati lei o son tornati là per i fatti proprio, con mezzi propri?
IMP. Scarano A.: No, mi sembra che due sono andati da soli e due li ho portati io. Per non fare tutti dentro il 112. Per trovare qualche fermo, qualche cosa. Si son divisi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta Scarano, l'indomani queste persone erano sempre a Roma anche nei giorni successivi oppure se ne sono andate?
IMP. Scarano A.: Di preciso guardi non lo so se son stati qualche giorno in più a Roma per calmare un po' le acque. E sono andati il giorno dopo, mi pare, o la sera dopo. Son state accompagnate a Napoli mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: A Napoli accompagnati da chi?
IMP. Scarano A.: Da me e da Pino, come si chiama? Pino... il cognome comunque non... E' un amico dei miei figli che sta lì...
PUBBLICO MINISTERO: Stava per dire "Melanzone"?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Perché è un soprannome?
IMP. Scarano A.: Sì, io lo conosco così, come soprannome.
PUBBLICO MINISTERO: Però ormai ne conoscerà anche il cognome di questa persona?
IMP. Scarano A.: Son sincero: non me lo ricordo il cognome. Io l'ho chiamato sempre "Melanzone".
PUBBLICO MINISTERO: "Melanzone".
IMP. Scarano A.: O Pino.
PUBBLICO MINISTERO: Pino come Giuseppe?
IMP. Scarano A.: Sì. Son stati accompagnati a Napoli.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, son stati accompagnati quindi quante di qeuste persone, di queste quattro persone di cui lei ha raccontato?
IMP. Scarano A.: Tutte e quattro.
PUBBLICO MINISTERO: Tutte e quattro. E quindi...
IMP. Scarano A.: Due e due.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, due in macchina con lei...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e due in macchina con Pino?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questo Pino che è un amico dei suoi ragazzi?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo Pino com'è che si è ritrovato a portare due di queste quattro persone in macchina fino a Napoli?
IMP. Scarano A.: Mah, 'sto ragazzo praticamente è amico dei miei figli. Io l'ho visto crescere, è andato a scuola coi miei figli, stava vicino casa mia, di fronte. Da ragazzo faceva i compiti coi miei figli ed è stato un po' sempre vicino diciamo anche se lui adesso abita in un'altra zona, abita a Torbellamonaca però sta sempre dove lui è cresciuto, 'sto ragazzo. E c'ho chiesto io se mi faceva un favore di acccompagnare questi due amici miei a Napoli. Lui è andato avanti, poi noi siamo partiti diversamente. Perché noi si doveva sapere che c'erano altre due persone. Lui non doveva sapere niente. Doveva portare due persone a Napoli e basta. Però non è che sapeva cosa avevano fatto, che cosa è successo. M'ha fatto una cortesia a me.
C'ho dato i soldi della benzina e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quindi la macchina di questo Pino e la macchina sua sono partite assieme o son state...?
IMP. Scarano A.: No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Lui è partito molto prima.
PUBBLICO MINISTERO: Questo spostamento si è verificato di notte, di giorno, di mattina?
IMP. Scarano A.: Di pomeriggio.
PUBBLICO MINISTERO: Di pomeriggio.
IMP. Scarano A.: Primo pomeriggio, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei si ricorda in particolare chi è che venne in macchina con lei? Di qeusti quattro. Perché lei ha detto: due in macchina con lei e due in macchina con Pino.
IMP. Scarano A.: Mi sembra che c'era Spatuzza con me. Spatuzza e Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: Però sento che dice "le sembra". Quindi non è sicuro.
IMP. Scarano A.: Loro due.
PUBBLICO MINISTERO: No, lo domando a lei.
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Loro due ci stavano con me.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Comunque guardi, io quei giorni lì, tutto quel macello che è successo cioè ci avevo pure un po' la testa confusa. Ma mi sembra che erano loro.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire sul fatto che due son venuti con lei e due che sono montati sulla macchina di Pino, lei è sicuro?
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Sa se arrivando a Napoli questi dovevano andare in un posto preciso oppure Napoli voleva dire Napoli e basta?
IMP. Scarano A.: Mah, io so che dovevano rientrare a casa. Però dovevano rientrare a casa, non tutti assieme oppure tutti con lo stesso treno, oppure tutti con la stessa nave. Bensì, dovevano entrare a scaglioni.
Però c'era un'altra cosa che dicevano loro stessi: che avevano ordini - io ricordo bene questa cosa - che loro praticamente partendo da Roma anche col treno, con qualsiasi altro mezzo esso era, dovevano fare che ne so? Roma-Napoli il biglietto o da Napoli-Reggio Calabria. A Reggio Calabria dovevano scendere e fare un biglietto Messina, da Reggio Calabria a Messina. Cioè se loro venivano fermati a Palermo, non doveva risultare che venivano direttamente con un unico biglietto da Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta...
IMP. Scarano A.: Questa è una cosa che la dico adesso perché mi ricordo che è successa una cosa di queste.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: Non l'ho detto, nei verbali non l'ho detta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, queste persone lei ha detto che a Roma sono venute varie volte. Se non mi sbalgio ha detto così.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, specificamente la volta in cui sono venuti, sono stati lì e ci sono stati due attentati alle chiese, lei ricorda se queste persone avevano dei cellulari? dei telefonini?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Ce l'avevano. Ce l'aveva Lo Nigro e ce l'aveva Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, un'altra cosa ancora: questo "Melanzone" è il cognome, Pino di nome è venuto in mente come si chiama o no?
IMP. Scarano A.: Mah... non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Poi, in caso se me lo ricordo, lo dico. Lo conosco molto bene, non è che non lo conosco. L'ho visto crescere praticamente, da ragazzino proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Sa se è imputato in questo processo?
IMP. Scarano A.: Quanto mi risulta, mi sembra di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' Santamaria?
IMP. Scarano A.: Esatto. Santamaria, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Santamaria, sì. Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano...
IMP. Scarano A.: Come lui, come mio figlio pure.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, appunto.
Ci siamo arrivati in questo modo.
Senta questo giovanotto, questo Pino, chiamiamolo Pino perché il soprannome mi sembra proprio... brutto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo ragazzo, ecco, ha fatto questa cortesia a lei - lei l'ha definita così - cioè a dire ha preso due persone in macchina e le ha portate a Napoli.
Questo ragazzo, nell'ambito di questa vicenda, tutto l'insieme di questa storia, ha avuto da lei qualche altra richiesta di piacere, di favori, di cortesie?
IMP. Scarano A.: Sì, l'ha avuta.
PUBBLICO MINISTERO: Di che si tratta?
IMP. Scarano A.: Si tratta di un giorno me ne stavo lì, Giuliano Giuseppe mi ha chiesto se a Roma si trovavano queste radiotrasmittenti.
Ci ho detto: 'io penso di sì'.
Dice: 'ti puoi impegnare a comprarne due?'
Ci ho detto:' va bene, mo parlo con qualcheduno. Io non so dove le vendono però - dico - parlo con qualcheduno'.
Mi capita questo ragazzo che era sempre lì vicino casa mia. Ci ho detto: 'Pino, guarda sai chi li rivende queste radiotrasmittenti?'
Dice: 'sì, ci sarà qualche negozio'.
Allora, dico: 'vedi un po', comprane due'. E ci ho dato non ricordo bene, 500 mila lire o 600 mila lire.
Porta queste radio, le ha pagate mi sembra 500 mila lire, insomma 50 più 50 meno. E se l'è prese Giuliano. Se l'è prese Giuliano. Io li ho visti che quando sono arrivate queste radiotrasmittenti, l'ho viste. L'ha levate dentro la scatola. L'abbiamo viste.
Questo Pino, un ragazzo, ci ha spiegato non so, a due chilometri, a tre chilometri, la distanza che potevano ricevere. Questo me lo ricordo benissimo.
Mah, è finita lì. Si è preso Giuliano, si è preso questi telefonini, questi diciamo 'ste radiotrasmittenti e io poi non l'ho più viste. Se l'ha messe dentro la borsa, se l'ha nascosta in qualche posto io non l'ho visto più diciamo nel periodo che loro son stati lì, non l'ho più viste queste cose. Queste radiotrasmittenti.
A Roma comunque non sono state usate, almeno da quanto risulta a me. Poi se l'hanno usati loro, questo non lo so. Ma di fronte a me non gliel'ho mai visti con 'sti radiotrasmittenti in mano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quando si potrebbe essere verificato questo fatto? per quanto ricorda?
IMP. Scarano A.: Mah, non so se son stati... se è stato nel periodo di Costanzo mi sembra questo fatto, questa faccenda.
PUBBLICO MINISTERO: Nel periodo vuol dire magari anche prima di che succedesse Costanzo?
IMP. Scarano A.: Mah, qualche giorno prima. Quando sono arrivati, praticamente. Son stati 4-5 giorni, in quei giorni lì.
PUBBLICO MINISTERO: E "Braciola" chi è? Visto che si va per soprannomi.
IMP. Scarano A.: Questo è un altro ragazzo che è sempre lì amico anche di Pino.
PUBBLICO MINISTERO: Di Pino.
IMP. Scarano A.: Dei miei figli. Sono dei ragazzi che son cresciuti insieme. Andavano a scuola assieme. Ragazzi di quartiere che frequentano pure le stesse cose, lo stesso bar, stessa... Si vedono sempre, continuamente. Sono amici, proprio amici.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo ragazzo, lei sa almeno il nome di questo "Braciola"?
IMP. Scarano A.: Riccardo mi sembra che si chiama. Riccardo.
PUBBLICO MINISTERO: Riccardo, sa qualcosa di più di questo giovanotto? Dove viveva, dove vive attualmente?
IMP. Scarano A.: Mah, io so che se ne è andato in America. Quando io già stavo fuori, è andato in America.
PUBBLICO MINISTERO: Quando lei già stava?
IMP. Scarano A.: Io stavo fuori, è partito in America.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
IMP. Scarano A.: E' stato un paio di mesi. E' ritornato. E' stato pochi... un altro mese e mezzo e poi è ripartito.
PUBBLICO MINISTERO: "Lei stava fuori" vuol dire che era ancora fuori?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Era ancora in libertà.
IMP. Scarano A.: Sì, perché era un ragazzo che non c'aveva lavoro. Il padre che faceva il muratore, che il padre pure... ha lavorato col padre 'sto ragazzo a casa mia, quando ho comprato l'appartamento a mio figlio per sposarsi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questo ragazzo, questo Riccardo...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... è stato richiesto da lei di fare qualche cortesia, qualche favore come Pino nell'ambito di questa storia che lei si rammenti oppure no?
IMP. Scarano A.: Mah, favori a me... favori diciamo, non so a che favori si riferisce lei. Favori in che senso? Perché i favori lì...
PUBBLICO MINISTERO: E' possibile che questo Riccardo si sia, sia stato anche lui interessato, richiesto da lei per la questione delle radioline?
IMP. Scarano A.: Mah, questo non lo so se loro sono andati assieme. Questo non lo so. Ma può darsi pure che son andati assieme sia Riccardo con... che erano affezionati, cioè si volevano bene. Può darsi che si sia incontrato con Riccardo e è andato assieme con Riccardo, Pino. Però io questo non lo so. Io a Pino ricordo bene che io a Pino ci ho detto dove vendevano, se sapeva il negozio dove vendevano questi...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei l'incarico l'ha dato a Pino?
IMP. Scarano A.: Sì, io l'incarico l'ho dato a Pino. Che poi lui a sua volta, sarà incontrato con Riccardo, con 'sto ragazzo, questo non lo so. E' facile che sono andati anche assieme.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ho capito.
Presidente, me li dà cinque minuti di riposo?
PRESIDENTE: Certamente. Dieci minuti di sospensione.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.



<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Possiamo riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano, le chiedo ancora qualche cosa che riguarda la vicenda dell'attentato a Costanzo.
Innanzitutto, lei ha mai saputo quant'era in tutto come peso l'esplosivo che fu adoprato per questo attentato?
IMP. Scarano A.: Secondo quello che dicevano loro, era sui 110 chili.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi di questi sacchetti che lei aveva nello scantinato di casa...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ecco, questi sacchetti furono adoprati tutti per questa operazione?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto: o due o tre. Le debbo dire che nelle indagini preliminari lei aveva detto: o tre o quattro.
L'unica cosa che capisco è che lei non è sicuro sul numero. Ma se dovesse dire, erano due, eran tre o erano quattro, quali direbbe? Che numero direbbe?
IMP. Scarano A.: Direbbe più tre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Sempre sulla vicenda di Costanzo. Avrei bisogno che lei cercasse di essere preciso sul punto di quando se ne andarono via le varie persone che parteciparono all'attentato escluso il signor "Fifetto" che il giorno dopo - così lei ha sempre raccontato - fu accompagnato da lei su al Nord o a Padova o a Verona dov'era.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quando andarono via gli altri?
IMP. Scarano A.: Gli altri andarono via subito la mattina.
PUBBLICO MINISTERO: Di mattina...
IMP. Scarano A.: No, no, no. Sono andati la mattina però nel... cioè verso le quattro-quattro e mezzo di mattina. Di notte, praticamente.
Ma "Fifetto" è stato portato non il giorno dopo, bensì mi riferisco al giorno dopo, la mattina successiva.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, voglio dire "Fifetto" lei l'ha già detto fu accompagnato da lei su al Nord.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Gli altri invece, lei ha detto: se ne andarono.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io avrei bisogno di sapere quando si verificò questa partenza. Se si verificò nel corso della stessa notte, o...
IMP. Scarano A.: Posso rispondere?
PUBBLICO MINISTERO: E certo.
IMP. Scarano A.: Nel corso della stessa notte. Però all'epoca avevano portato una Uno, targata Roma. La portava Benigno Salvatore. Però due o tre di loro sono andati via, però qualchedun altro è andato via col treno. Però questo non lo so come adesso hanno deciso dopo che io praticamente li ho lasciati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: E' rimasto soltanto "Fifetto".
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, lei ha detto che queste persone erano state tutte alloggiate da lei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma "alloggiate da lei", eran tante. C'aveva posto in casa per far dormire tutti questi?
IMP. Scarano A.: Io c'avevo la casa quella che ho comprato a mio figlio tutta a disposizione. Dormivano in camera da letto, dormivano dentro... sui divani.
PUBBLICO MINISTERO: La casa di suo figlio spieghi alla Corte dove si trovava.
IMP. Scarano A.: Si trova a fianco a quella mia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nello stesso stabile.
IMP. Scarano A.: Nello stesso stabile. No, nello... sì. Stessa palazzina, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Stesso palazzo, sì.
IMP. Scarano A.: Stesso palazzo.
PRESIDENTE: Allo stesso piano?
IMP. Scarano A.: No, no. Cioè, son distanti l'uno con l'altro 50 metri neanche. Però lo stabile non è lo stabile così, è lungo. Diciamo, ci sta una scala di mezzo, un'altra entrata diciamo del... sono case popolari praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi un edificio con tante scale e ci sono poi le colonne dei vari appartamenti.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Suo figlio quello sposato?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E suo figlio in quei giorni dove dormiva?
IMP. Scarano A.: No, mio figlio non sa niente di 'sta storia. Era carcerato mio figlio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Ancora oggi non sa niente nessuno. Neanche mia nuora perché sono andato dalla madre. Gli ho detto: io ci sono andato per un po' di giorni dalla madre. Non sono al corrente nessuno di queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ancora una circostanza che riguarda sempre questa vicenda di Costanzo.
Senta è possibile o per meglio dire, lei rammenta se la sera in cui l'attentato andò a vuoto perché ci fu questo inconveniente tecnico, lei ricorda se ci furono delle comunicazioni che arrivarono a lei e che lei fece via telefono?
IMP. Scarano A.: No. Questi particolari non me li ricordo. Se mi hanno comunicato a me qualche cosa telefonicamente?
PUBBLICO MINISTERO: O lei comunicato qualche cosa telefonicamente?
IMP. Scarano A.: No, non ricordo questo episodio. Non lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ieri a una mia domanda ha risposto che è stato titolare di due cellulari.
IMP. Scarano A.: Ah, sì. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Uno intestato a lei e uno intestato a sua moglie.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prima quello intestato a lei? E poi quello intestato a sua moglie?
IMP. Scarano A.: Mah, quello di mia moglie è stato... però non ricordo adesso esattamente se c'avevo il primo quello intestato a me o il secondo. Però ricordo che il secondo telefonino, mi sembra che io col secondo telefonino tenevo contatti con Carra quando siamo andati a pigliare l'hashish.
Mi sembra che c'avevo quello.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quello intestato a sua moglie.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Intestato a Tusa Silvia.
IMP. Scarano A.: Sì. Quello me lo ricordo che c'avevo quello piccolino. Era più piccolo. Il primo telefono che c'ho avuto io era un NEC.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: NEC, quelli grossi. Insomma i primi usciti, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Comprato regolare, col contratto regolare alla SIP.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta lei ricorda se durante questi vari spostamenti che sono stati fatti in relazione all'attentato a Costanzo, ma soprattutto in relazione alla serata in cui l'attentato fallisce e la serata in cui l'attentato viene eseguito. Anche se poi Costanzo insomma, non ci lascia la vita. Lei ricorda se in queste due serate lei ha avuto il cellulare?
IMP. Scarano A.: Io ce l'avevo sempre dietro a me il cellulare.
PUBBLICO MINISTERO: E' possibile che lei il cellulare, dico meglio: è possibile che il suo cellulare fosse adoprato da qualcuno dei suoi familiari anziché da lei?
IMP. Scarano A.: No. Io non lo lasciavo mai a casa.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Ce l'avevo sempre dietro. Però più volte me l'ha chiesto più volte Giacalone per fare qualche telefonata. Me l'ha chiesto diciamo, anche Lo Nigro. Però io penso che facevano telefonate non lo so, alla famiglia... se hanno fatto qualche telefonata, che dovrebbe risultare da qualche parte a qualcheduno, io questo non lo so.
Però più volte mi hanno chiesto di telefonare, se gli davo il telefonino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Io le devo chiedere se lei quindi sa spiegare la ragion per cui la sera del 13 di maggio - quindi l'attentato a Costanzo quando c'è l'esplosione è la sera del 14. La sera del giorno prima, la sera del giorno 13 maggio dal cellulare intestato a sua moglie...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... vengono fatte tre telefonate. Una alle 20.28, una alle 21.41 e una alle 21.44. Tre telefonate fatte sempre allo stesso numero.
IMP. Scarano A.: Io, non mi ricordo cose del genere.
PUBBLICO MINISTERO: E il numero al quale sono fatte queste telefonate, è quello del telefonino - quindi è un altro telefonino - che era intestato all'epoca al signor Benigno Salvatore.
IMP. Scarano A.: E allora non ho telefonato io. Perché io non so nemmeno il numero suo. Me l'ha chiesto qualcuno di loro e hanno telefonato su quel telefonino. Io no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora lei esclude di aver potuto far queste telefonate.
IMP. Scarano A.: Assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. A chi potrebbe, a chi ha dato questo... il suo telefonino? Se lo ricorda ora che le ho fatto questa domanda, gliel'ho tutta circostanziata per bene?
IMP. Scarano A.: No, no. Non c'è bisogno. Io non ho telefonato. Non so chi me l'avrebbe chiesto. Io di loro, c'avevo i telefonini sia Lo Nigro, sia Benigno. Ma io non ho avuto mai il suo numero, non me l'hanno mai dato.
Quindi qualcuno anche a mia insaputa, che si trovasse il telefonino mio dentro la macchina, l'avranno preso e hanno fatto la telefonata dal mio cellulare al cellulare di Benigno. Io non posso escludere che non l'abbiano fatto, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Le telefonate ci son state sicuramente e sono tre. Ecco.
IMP. Scarano A.: E quindi può darsi assolutamente, l'hanno fatto loro.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque lei non le ha fatte, Scarano.
IMP. Scarano A.: Io, assolutamente no. Non ci avrei nessun numero di loro.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: A me più volte mi dicevano: 'se hai bisogno di qualcosa, ti rivolgi qui o là', ma non mi hanno dato mai un recapito.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Lo dicevano tanto per dirlo. Già sempre hanno parlato pure di questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi?
IMP. Scarano A.: Già ne ho parlato anche di questa cosa, dico. Che mi dicevano più volte di, se ci avevo bisogno di qualcosa di rivolgermi a un tizio o a un caio. Però non mi hanno mai dato diciamo, mai un punto di riferimento telefonicamente oppure un indirizzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, per poter chiamare quello o quell'altro.
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Ma non escludo che hanno preso il telefonino mio o gliel'ho dato io normalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMP. Scarano A.: Perché gliel'ho dato più volte il telefonino. Però non posso sapere in quale occasione. Adesso non ricordo in quale occasione gliel'ho dato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, benissimo.
Senta Scarano, su questa circostanza particolare delle due radioline che furono comprate da Pino su suo incarico.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei da chi ebbe... aveva avuto questa richiesta?
IMP. Scarano A.: Da Giuliano Giuseppe. Da Peppuccio.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro di questo?
IMP. Scarano A.: Sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io le devo far presente che nell'interrogatorio nelle indagini preliminari, lei esattamente nell'interrogatorio...
IMP. Scarano A.: Scusi.
PUBBLICO MINISTERO: ... del 29 di aprile, aveva indicato una persona diversa.
IMP. Scarano A.: Ma quando è stato chiesto queste radiotrasmittenti, erano tutti loro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma io voglio sapere chi è che le ha fatto la richiesta.
IMP. Scarano A.: Però mi sembra che me l'ha detto Giuliano a me 'sta richiesta.
PUBBLICO MINISTERO: Va beh, io devo farle presente che nell'interrogatorio del 29 di aprile a pagina 60 - lo dico per i difensori - della trascrizione, ecco, testualmente si legge:
"A me Cosimo mi ha detto se potevo comprare due walkie-talkie...
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: ... perché io non so manco dove li vendono, comunque ho parlato con "Braciola" o si è parlato con Pino, non lo so e non me lo rammento".
Ecco, questo era...
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Però Giuliano mi ricordo... hanno parlato tutti, però Giuliano si è intromesso più nell'acquisto di questi...
Ricordo benissimo che io l'ultima parola l'ho detta con lui, l'ultimo discorso di questi telefonini. Però erano quasi tutti presenti. Però Giuliano ha approfondito di più il discorso dei telefonini che tipo, che tipo di telefonini.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta Scarano, lei da ieri ha fatto svariati riferimenti senza che io le facessi alcuna domanda al mancato attentato all'Olimpico. Ha detto: il Foro Italico una volta, una volta ha detto lo Stadio, una volta ha detto l'Olimpico. Eh?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole raccontare lei questa vicenda dal suo inizio e io poi, al momento opportuno, le farò tutte le domande che mi sembrerà opportuno farle.
IMP. Scarano A.: Cioè, devo iniziare dall'inizio, quando è arrivato diciamo Carra?
PUBBLICO MINISTERO: Deve arrivare, deve iniziare dal momento in cui lei per le ragioni e per i fatti che spiegherà, si rende conto che c'è un'attenzione sull'Olimpico e sullo Stadio e sulle zone circostanti.
IMP. Scarano A.: Va bene. Quando è arrivato Carra a Roma, così in mia insaputa però Lo Nigro...
PUBBLICO MINISTERO: Carra, sta dicendo?
IMP. Scarano A.: Sì. Voglio partire dall'inizio, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
IMP. Scarano A.: Andiamo sul raccordo anulare a prendere 'sto camion che è arrivato da Palermo. Perché Lo Nigro c'aveva il telefonino che stava in contatto forse con qualcuno di loro a Palermo che gli diceva se il camion era partito o quando arrivava qui o se era partito o meno.
Siamo andati a prenderlo sul raccordo anulare alla pompa di benzina che era parcheggiato lì. E l'ho portato alla rustica. Ricordo bene quel giorno: pioveva.
Arrivato alla Rustica in questo diciamo, recinto dove ci sta un capannone, ci sta un grande negozio di abbigliamento all'ingrosso, ci sta un capannone che si vendeva acqua minerale e birra e roba in generale, alimentare.
Questo era un... è un... come si chiama? è un locale dove entrano praticamente macchine, camion senza che chiedano permessi a nessuno. Però io quella sera quando sono arrivato lì col camion, non sapevo dove andare, ho trovato il padrone prima che il camion entrasse; che lo conosco di vista, ma non lo conosco né di nome e né di niente, che è anziano. C'ho detto se poteva entrare un camion per rigirarsi praticamente. Non c'ho detto che doveva scaricare.
Dice: 'sì, sì. Va bene, fallo entrare'. Tanto lì entravano tutti in questo spazio.
E' entrato Carra col camion: s'è messo per traverso giù in fondo, ha alzato il solito sistema che usava per alzare il cassone. Il mio furgone era parcheggiato vicino a 'sto capannone delle bibite. E si è scaricato questa roba. Si è scaricato la roba, il materiale diciamo che ha portato, l'esplosivo che ha portato. E s'è messo - adesso non ricordo bene se c'era la Thema già lì, che l'avevano portata a Roma o è stato scaricato tutto prima di entrare il furgone mio e poi è passato dentro la Thema. Ma mi sembra che c'era giù la Thema, avevano portato la Thema contemporaneamente - ed è stato scaricato questo materiale e messo dentro la Thema.
Carra praticamente se ne va. La Thema rimane in quello spazio. C'è stato un dialogo tra me e una persona che lavorava lì in questo capannone, un certo Roberto, dove mi ha chiesto che la macchina che non poteva stare, bensì si doveva levare 'sta macchina.
Siccome io lo conoscevo, ci ho detto: 'guarda Roberto - dico - la macchina la leviamo'.
Dice: 'basta allora che la metti da una parte che non dà fastidio', perché lì entravano camion per scaricare la roba che arrivava a loro, la roba alimentare.
Allora questa macchina è stata parcheggiata dietro il mio furgone, stava dietro. Avanti al furgone ci stava un 1.100 vecchio tipo. E la Thema è stata messa tra il furgone e questo 1.100 che stava davanti. E' stata messa al centro. E' stata coperta con un telone di quelli predisposti per le macchine ed è rimasta lì parecchio tempo.
Loro, quelli che erano venuti a Roma sia Lo Nigro e altri, sono andati via dopo. Che era mi sembra, qualche mese prima delle feste di Natale. Son stati un po' di giorni e poi son andati via. Perché c'avevano da fare.
Adesso non ricordo bene se è stata lì 20 giorni, se è stata lì 15 giorni, ma comunque è stata parecchio tempo lì questa macchina.
Quando capita Giacalone dopo per primo mi sembra che è venuto Giacalone a Roma, e io mi sono arrabbiato di questa macchina che stava così allo sbaraglio dentro questo capannone, che chiunque poteva andare a vedere di che cosa si trattava alzando il telone. Giacalone mi ha risposto, dice: 'guarda non ti arrabbiare che adesso vengono perché ci abbiamo avuto da fare. Eravamo impegnati per uccidere il prete, padre Puglisi'.
Questo me l'ha detto lui. Mi ha detto che ci è andato lui personalmente a fare questo omicidio, Mangano Antonino e Spatuzza Gaspare.
Dopo, poi non ricordo bene adesso - perché son venuti un sacco di volte - se son venuti anche dopo aver scaricato questo materiale. Son venuti prima di Natale, giorni prima di Natale e sono riandati via perché hanno avuto forse un contrordine per andare a Palermo un'altra volta. Son venuti dopo le feste.
Perché adesso ricordandomi bene l'attentato allo Stadio, i sopralluoghi sono stati fatti precedentemente con Spatuzza. Ma l'attentato, il mancato attentato allo Stadio, è stato nei primi mesi del '94, primo mese '94.
Però il materiale è stato portato a fine '93, prima di Natale. Perché dico questo prima di Natale? Perché loro son venuti quando hanno scaricato questo materiale e si è sistemato 'sto materiale in questo spazio, diciamo dentro la Thema, è rimasta lì parecchio tempo.
Poi, tra il Natale '93-94, son venuti. Son stati qui a Roma - adesso non posso dire la data esatta, se son stati quattro o cinque giorni - son andati via un'altra volta prima delle feste perché dovevano portare - questo l'ho saputo dopo in un secondo tempo, quando son rivenuti a Roma - erano impegnati tutta questa squadra che veniva a Roma, era impegnata a portare i familiari dei latitanti poi nei luoghi dove si trovavano i latitanti. Fare le feste con le famiglie.
E quindi, son venuti tutti dopo le feste. E si è preparato diciamo, sempre in questo spiazzale di domenica pomeriggio; Benigno e Lo Nigro hanno preparato la macchina che già diciamo, l'esplosivo già stava dentro. Hanno messo... l'antenna mi sembra che già ci stava, hanno fatto una cosa veloce. Soltanto che hanno messo all'ultimo hanno fatto diciamo, i fili, il detonatore che hanno messo, tutta la procedura quella che va fatta. Perché lì allo stadio è stata fatta non manualmente con la miccia, bensì con il telecomando costruito da Benigno.
Ricordo bene che quando hanno fatto, quando hanno finito l'impianto, Benigno Salvatore ha attaccato - per essere sicuro - una lampadina da qualche parte, dentro al cofano della Thema. Accendendo la lampadina, significava che era tutto a posto. Non poteva, diciamo, fallire.
Infatti ho domandato: 'ma come mai - dico - ci hai messo la lampadina, accendi la lampadina?'
Dice: 'perché se accendo la lampadina - mi è stato spiegato - se accende vuol dire che l'impulso dal telecomando su antenna e al detonatore arriva. Con sicurezza'. E basta. E' finito così.
E' stata preparata questa macchina nel pomeriggio verso le due e mezza, le tre. Comunque prima delle cinque, la macchina già stava sul posto. Le cinque, le sei, cinque e mezza.
Perché le partite finiscono non so, alle quattro, le cinque, adesso non ricordo bene. Comunque prima di finire la partita, è stata parcheggiata circa un'oretta prima della fine della partita. Adesso non ricordo bene se siamo andati verso l'una dove stava la Thema o siamo andati alle due. Comunque questo non lo ricordo bene. Comunque è stato prima, la macchina è stata preparata nello stesso giorno che è stata portata... cioè, poche ore prima che finisse la partita è stata portata. Un'ora, un'ora e mezza prima. Non di più.
E' stata messa lì, carica con 100 chili di esplosivo. Loro sapevano già cosa dovevano fare, perché Spatuzza sapeva quello che doveva fare aspettando i due pulman carichi di carabinieri. E la macchina doveva esplodere quando i carabinieri stavano tutti e due, camminavano quasi attaccati due metri uno dall'altro. Doveva esplodere quasi al centro dei pulman che si trovava contemporaneamente quello di dietro col muso davanti parallelo alla macchina.
Questi erano i discorsi che facevano loro. Cioè, tutto calcolato.
E praticamente, quando son passati 'sti pulman non è scoppiata 'sta macchina. E' rimasta lì. Si sono arrabbiati fra di loro. Se ne son andati col treno. Io li ho accompagnati all'inizio lì e poi me ne sono andato a casa.
Verso le dieci e mezza arriva Lo Nigro a casa mia e mi chiede di trovare un carroattrezzi. Io ci ho detto, dico: 'va beh, chiamiamo l'ACI'.
Mi racconta il fatto, dice: 'm'hanno lasciato solo, m'hanno lasciato solo'. Dice: 'mi serve un carroattrezzi per levare quella macchina', che era rimasta allo stadio.
C'ho detto io "chiamiamo l'ACI". Dice: 'no, l'ACI no. Bensì ci vuole una persona che tu sei amico e conosci'.
Il lunedì mattina prestissimo alle nove quando ha aperto un mio amico che si chiama Bruno Moroni, sono andato da lui. Ci ho detto: 'Bruno guarda, c'è da andare a prendere una macchina allo stadio'.
Dice: 'sta macchina di chi è?'
'Non ti preoccupare'. Ci stava Cosimo Lo Nigro presente. Lui, siccome c'ha il carroattrezzi, fa i viaggi diciamo normali. Non sapendo niente di che si trattava, se la macchina di chi era, di chi non era, lui ha avuto 150 mila lire per il viaggio che è stato pagato. S'è portato questa macchina, l'abbiamo caricata lunedì mattina, l'abbiamo portata nuovamente alla Rustica. Ed è rimasta lì, non so adesso quanto è rimasta. L'abbiamo parcheggiata. Non esistevano chiavi perché le chiavi uno di loro, una volta parcheggiata la macchina lì allo stadio, l'avevano buttate dentro un campo da tennis. Che questo campo da tennis si trovava un po' più basso della strada e c'era il giardino. L'avevano buttata lì dentro.
Praticamente non si prendeva più, per non farsela trovare in tasca in caso di qualche fermo.
E insomma, questa macchina l'abbiamo portata un'altra volta alla Rustica e è rimasta lì per com'era.
Però dopo io ho abbandonato, tutte queste cose le ho abbandonate. Ho sistemato la macchina un'altra volta lì, in quello spazio dove era stata la prima volta.
Nel frattempo affitto, chiesto da Giacalone, la villa, e di Nino Mangano, la villa a Capena. E questo materiale però non so come hanno fatto a portarlo in questa villa, dove l'hanno messo non lo so, dov'è stato occultato non lo so.
Ma nel frattempo, subito dopo, ma vorrei dire quasi contemporaneamente, viene un'altra volta Carra a Roma, che già ne ho parlato ieri, e ha portato l'esplosivo per Contorno. Credendo che l'esplosivo precedente portato da Carra, quello per lo stadio, si avesse consumato. Invece non è stato consumato. E si son trovati con quattro o cinque palle di... Adesso non lo so per Contorno quello che hanno portato. Non l'ho visto. Ma due palle di 100 chili erano per lo stadio. Probabilmente erano due palle. E due le ha portate Carra ed erano quattro.
A quanto adesso ho capito, due sono stati poi rinvenuti sulla via di Formello dai carabinieri, due sono stati occultati. Da chi, questo non lo so e sono state trovate. Perché non è stato consumato né uno e né l'altro. E basta.
Io, poi, non ho... Dopo che abbiamo messo la macchina in questo cortile, Moroni se n'è andato per conto suo, Moroni Bruno. Si è preso un paio di casse d'acqua, gliele ho offerte io, le ho pagate, naturalmente. E se n'è andato.
Ci ho dato 150 mila lire. Però la macchina è rimasta lì. Però io dopo non è che ho seguito più le cose dopo che ho messo la macchina dentro questo magaz... dentro questo spiazzo, qui. Non so chi è andato a prenderla.
Se l'ha presa Lo Nigro, se l'hanno presa gli altri, io non lo so. Però so soltanto che, al momento che Lo Nigro è venuto a casa mia, è rimasto da solo. Lunedì mattina stava da solo.
Se poi quegli altri sono venuti dopo una settimana, o dopo pochi giorni, questo adesso non lo rammento, perché la macchina non so quanto è stata dentro questo spiazzo.
Però questa macchina dopo l'ho vista, dopo sono venuti, l'ho vista a Capena. Coperta, sempre coperta con teloni.
Poi questa macchina è stata portata nella mia zona da Giacalone. Giacalone, dopo aver girata un po' di giorni, 10-15 giorni e cambiando sempre parcheggio, ma sempre nella zona, un bel giorno ci ho detto: 'porta via 'sta macchina di qui, che mo mi sta dando proprio fastidio'.
Giacalone mi dice se conoscevo qualcheduno che ci aveva lo sfascio, per portarla allo sfascio. Ci ho detto: 'sì, conosco una persona da parecchio tempo'.
E siamo andati da questo, diciamo, mio amico che si chiama Renato, che c'ha lo sfascio sulla Palmiro Togliatti.
Siamo andati io e Giacalone con la macchina. La macchina mia e Giacalone portava la macchina, la Thema.
Ci abbiamo detto di far sparire questa macchina.
E lo sfasciacarrozze Renato mi dice a me se la macchina era mia, perché l'ha vista che era nuova la macchina. Credeva che si doveva fare qualche cosa tipo, che ne so, assicurazioni, di farla sparire e prendere i soldi dell'assicurazione.
Ci ho detto: 'no, no, non ti preoccupare, non è questo. La devi far sparire e basta'.
Risponde Giacalone e dice: 'falla spari' e chiuso il discorso', ed è finito tutto quanto.
Questa, è tutta la storia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, riprendiamo questo racconto con alcune domande, perché ho bisogno di capire, ho bisogno che lei racconti alcuni particolari di questa vicenda.
Allora, lei ha detto che arriva questo camion condotto da Carra e lei non en sapeva nulla dell'arrivo di questo camion, precedentemente.
IMP. Scarano A.: Cioè, quello dello stadio, o quello di Contorno?
PUBBLICO MINISTERO: No, no, questo qui dello stadio, si parla sempre di questo.
IMP. Scarano A.: Sì, non sapevo niente.
PUBBLICO MINISTERO: Non sapeva niente. Ma fu avvisato dell'arrivo del camion?
IMP. Scarano A.: Ma sono avvisato un paio di ore prima.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma chi è che fu avvisato?
IMP. Scarano A.: Mah, Lo Nigro, stava.
PUBBLICO MINISTERO: Lo Nigro si trovava da lei?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e lei ha detto che questo camion di Carra, voi andaste per così dire a riscontrarlo a quest'area di servizio sul raccordo anulare.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Chi andò quindi a riscontrare il camion di Carra? Lo Nigro c'era, oltre a lei?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Ci stava Lo Nigro.
Io mi sono fermato all'ingresso dell'area di servizio dalla parte opposta dove si fa benzina.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
IMP. Scarano A.: Non sono andato direttamente dal camion con la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ma poi... Eravate solo voi due, o c'era qualcun altro?
IMP. Scarano A.: No, ci stava, qualcun altro ci stava. Ma non... Non ricordo bene se erano presenti... O qualcuno è venuto col camion addirittura.
Mi sembra che Giuliano è venuto col camion. E' salito col camion, soltanto per scaricare.
Comunque, Lo Nigro Stava con me.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Io mi sono parcheggiato da una parte lontano dal camion. Lo Nigro va, scende dalla macchina, va verso il camion, viene da me.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Mi ha detto: 'ci dobbiamo spostare perché qui ci stanno delle telecamere'.
PUBBLICO MINISTERO: All'area di servizio.
IMP. Scarano A.: All'area di servizio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma quest'area di servizio, qual è?
IMP. Scarano A.: E' un'area di servizio che è stata fatta nel periodo delle Olimpiadi, sul raccordo anulare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Tra la Casilina e la Prenestina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma si ricorda la marca della benzina?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Resta sul raccordo anulare quest'area di servizio?
IMP. Scarano A.: Ma resta quasi... di casa mia la vedo, io, da balcone di casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi resta nelle vicinanze, in qualche modo, di casa sua.
IMP. Scarano A.: Sì, di casa mia saranno due minuti di macchina, due minuti di macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMP. Scarano A.: E' la prima praticamente all'ingresso della Casilina.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi si chiami Casilina quell'area di servizio lì, o no? Che c'abbia il nome Casilina?
IMP. Scarano A.: Onestamente non lo so, però sta sulla Casilina, quasi attaccata, questo lo so. Però sta sul raccordo anulare. E non so se si chiama Rifornimento Casilina, non lo so. Perché sono fatti da poco tempo, questi.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, io le ho chiesto se c'era qualche altra persona insieme, cioè che è andata sul posto oltre a lei e Lo Nigro. Lei ha dato una certa risposta. Quindi, come devo concludere?
Cioè a dire: c'era qualcun altro, è possibile, è certo, o si esclude che ci fosse qualcun altro?
IMP. Scarano A.: No, no, non lo escludo assolutamente. Perché l'hanno scaricato lì, alla Rustica. Ma qualcuno penso che è venuto direttamente col camion, io non voglio escludere. Però non ricordo bene adesso chi ci stava. Io stavo con Lo Nigro. Lo Nigro stava con me dentro la macchina. Peppuccio sicuro al cento per cento.
Non ricordo bene se c'era Benigno e Spatuzza. Questo non lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, lei era lì con la sua macchina?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sul camion, c'era Carra?
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Da lì, poi vi siete mossi tutti insieme fino a questo spiazzale della Rustica?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma fu trovato, così sul momento, oppure era già un po' programmata la cosa?
IMP. Scarano A.: No, io di questo camion non sapevo nessun arrivo.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma il piazzale.
IMP. Scarano A.: Il piazzale siamo andati lì con una scusa di girare dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Ce l'ho detto io: 'perché tu vieni così all'improvviso qua e io dove ti porto adesso?'
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però, conoscendo io il posto, sapevo che lì potevano entrare camion di tutti i tipi, a girare, anche a fare manovra, o a parcheggiarsi, perché li ho visti più volte. Perché io quel locale lo frequentavo. Perché lo frequentavo? Perché io dovevo, mi dovevo fare socio della Pat Service.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E poi ho...
PUBBLICO MINISTERO: Pat Service.
IMP. Scarano A.: Pat Service.
PUBBLICO MINISTERO: No, lo ridico io, perché così poi chi deve trascrivere sente esattamente... Perché c'entra poco con l'interrogatorio, con l'esame di Scarano, però io ho visto che nelle trascrizioni spesso i nomi sono sbagliati, molto frequentemente sono sbagliati. E allora lo ridico io: Pat Service. Chi deve trascrivere, trascriva da Pat Service, per piacere.
Vada avanti, Scarano.
IMP. Scarano A.: Io lo chiamo così, Pat Service...
PUBBLICO MINISTERO: Ma ha ragione, via, non la riguarda lei questa considerazione.
IMP. Scarano A.: Insomma, io l'ho frequentato con un bel periodo quel posto. Perché l'ho frequentato? Perché doveva, questo Roberto mi aveva proposto se volevo entrare in società con 150 milioni.
PUBBLICO MINISTERO: Questa Pat Service si occupa di alimentari, acque minerali, che roba è?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, Scarano, sennò...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito che quel posto lo conosceva perché appunto ci aveva questa mezza idea di entrare in società con questi della Pat Service.
IMP. Scarano A.: Sì, lo frequentavo già prima.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma lei ha detto poco fa che in questo spiazzato, o piazzale che dir si voglia, c'era il suo furgone.
IMP. Scarano A.: Sì, c'era il furgone mio parcheggiato lì.
PUBBLICO MINISTERO: Il furgone è quello arancione della ACEA?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lì il furgone era casuale che ci fosse già, oppure era stato messo apposta perché poi ci si doveva arrivare con un camion a portare del materiale?
IMP. Scarano A.: Assolutamente no.
PUBBLICO MINISTERO: Allora è stata una coincidenza?
IMP. Scarano A.: E' stata una coincidenza, perché il furgone io, quando mi è... quando mi hanno fatto la proposta di acquistare le azioni di questa Pat Service e entrare in società, ho portato il furgone lì.
E infatti mio figlio Massimo ha lavorato lì per primo. In quel locale ha lavorato otto o nove mesi con questa Pat Service, però io poi vedendo, mano a mano che io controllavo questo magazzino, chiamiamolo così, magazzino all'ingrosso alimentari, vedevo che di merce ce n'era poca, vedevo camion che arrivavano, diciamo non tir grossi quantitativi di alimentari, ho capito più o meno che non c'era, non valeva la pena, perché investire 150 milioni... E questo capannone era praticamente vuoto, c'era solo acqua e pelati e qualche mezzo quintale di caffè e un po' di birra, qualche paletta di zucchero. E ho visto che non ne valeva la pena.
Però l'ho frequentato molto bene per vedere se ne valeva la pena investire diciamo questi soldi e farmi socio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, va bene. questo riferimento che lei sta dando mi aiuta a capire perché il suo furgone si trovava lì.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, se io...
IMP. Scarano A.: No, volevo precisare un'altra cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma non parliamo delle questioni societarie.
IMP. Scarano A.: No, no...
PUBBLICO MINISTERO: Magari dopo sì, ci entriamo.
IMP. Scarano A.: No, voglio dire, voglio dire il furgone per quale motivo si trovava lì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego.
IMP. Scarano A.: Il furgone si trovava lì perché mio figlio, quello più piccolo, doveva lavorare con questo furgone a portare, che ne so, a consegnare acqua minerale, o birra, oppure per i negozi, oppure per i supermercati.
Però poi mi è stato detto che non era buono questo furgone. Ma io il furgone già lo avevo comprato per altre cose, per altre... E quindi questo furgone è rimasto lì. Perché mio figlio prima è andato a lavorare e il posto lo prendeva come fattorino, diciamo. Andava a consegnare della merce nei bar, oppure negli altri supermercati.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Però non era buono perché ci avevamo, diciamo, era cassonato, non era... Era furgonato, non era cassonato. Cassonato vuol dire cassoni.
PUBBLICO MINISTERO: Aperto.
IMP. Scarano A.: Era furgonato, esatto. Allora col muletto non potevano caricare, diciamo... Ed è rimasto lì, si è trovato per caso lì, non era...
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Senta, allora se ho capito bene fu una decisione del momento di andare con questo camion lì alla Rustica.
IMP. Scarano A.: Sì, è stata una decisione rapida. Ci ho detto: 'andiamo lì, vediamo che si può fare.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMP. Scarano A.: Però ho incontrato il proprietario.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E ci ho detto se poteva entrare questo camion per girare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Perché se non... se mi diceva di no, si doveva fare qualche cosa in mezzo alla strada, da qualche parte, buia, magari.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Comunque ascolti, ho bisogno di un, di chiarire un particolare.
Questa operazione, cioè a dire l'arrivo lì del camion alla Rustica, lei ha detto che pioveva. Ho capito bene?
IMP. Scarano A.: Doveva?
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che pioveva, quando arrivaste lì alla...
IMP. Scarano A.: Sì, la sera che abbiamo scaricato, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Pioveva. Era giorno ancora, o era già buio?
IMP. Scarano A.: Era buio, era buio. Quasi buio.
PUBBLICO MINISTERO: Quasi buio. Questa vicenda, si è verificata, questo episodio, via, si è verificato in periodo estivo, non era estivo, era già passata l'estate...
IMP. Scarano A.: Mah...
PUBBLICO MINISTERO: Lei riesce a collocarlo nel tempo? Possiamo prendere anche come punto di riferimento semplice semplice, gli attentati alle chiese: a San Giovanni e a San Giorgio.
C'erano già stati gli attentati alle chiese, oppure no?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'erano già stati.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Gli attentati alle chiese ci sono stati alla fine di luglio. Quindi siamo nel pieno dell'estate.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Quando poi si verifica l'arrivo di questo camion lì alla Rustica, piove, lei dice e era anche buio, o quasi buio.
IMP. Scarano A.: Era quasi buio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io ho bisogno di un ultimo particolare pre collocarlo nel tempo. Eravamo ancora nel periodo estivo, o l'estate era finita, stava finendo, faceva freddo...
IMP. Scarano A.: Era finita l'estate. L'estate era finita. Era prima delle feste di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Quanto poteva esser prima, se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo sa.
IMP. Scarano A.: Posso dire un mese, comunque quando loro sono venuti qui a scaricare questo camion sono andati via. E poi sono ritornati e sono... hanno avuto un contrordine. Telefonicamente sono ripartiti un'altra volta a Palermo. Sono venuti e sono riandati via per portare le famiglie, come poi ho saputo...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, ora...
IMP. Scarano A.: Praticamente tutta questa operazione si è svolta dopo le feste di Natale, nei primi mesi diciamo, gennaio-febbraio. Adesso non ricordo bene...
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Sì, ma lo scarico... Mi interessa lo...
IMP. Scarano A.: Lo scarico è avvenuto prima, molto prima.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Che era inverno. Pioveva a dirotto quella sera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, lei ha visto esattamente che materiale è stato scaricato dal camion?
Lei ha detto: c'era il rimorchio, il solito sollevamento del rimorchio e tutto il resto.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ma quanto era questo materiale?
IMP. Scarano A.: Questo materiale erano due rotoli. Due rotoli, più una borsa.
PUBBLICO MINISTERO: Più una borsa.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, i rotoli erano del tipo di quelli che lei aveva visto nel cortile di Di Natale?
IMP. Scarano A.: Quelle grosse.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Poi ce ne stavano altre cinque o sei di quelli più piccoli, di rotoli.
PUBBLICO MINISTERO: Di?
IMP. Scarano A.: Quelli che hanno rinvenuto... C'era pure quello che è rimasto a me, quell'esplosivo che è rimasto a me.
PUBBLICO MINISTERO: E ora ci arriviamo infatti. Volevo arrivare anche a quello, Scarano. Ma ora io ho bisogno di seguire il racconto, proprio quello che ha fatto lei poco fa.
Poi, tutte le diramazioni, una per una...
Capisco che lei ha, come dire, la voglia di raccontar tutto, ma...
IMP. Scarano A.: No, no...
PUBBLICO MINISTERO: Bisogna raccontar tutto, ma seguendo un ordine molto lineare, sennò la Corte ci segue male. Segue male lei e segue male me.
Allora, sono state scaricate queste due balle, questi due rotoli, questi che siano, analoghi a quelli che lei aveva visto nel cortile di Di Natale, mi ha detto.
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, sono due. E sul momento lei ricorda se furono messi su questo furgone, o se furono messi dentro quest'altra macchina di cui ha parlato oggi per la prima volta?
IMP. Scarano A.: Mi sembra che lì per lì, perché pioveva forte, il furgone era molto più utile, diciamo, con lo sportellone aperto, buttarli dentro al furgone. E mi sembra, sono sicuro quasi, che sono stati buttati dentro al furgone, prima.
E dopo sono stati messi dentro la Thema.
Però la Thema non so se è arrivata l'indomani, la Thema lì, o... Il giorno dopo, il giorno dopo è arrivata la Thema. Sono stati messi il giorno dopo dentro la Thema.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, questi due involucri più una borsa.
IMP. Scarano A.: Più una borsa e più un sacco nero. Che ce ne stavano altri... Non lo so se erano cinque, sei chili di esplosivo. Tutti fatti a palloncino, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando questo esplosivo, questi due involucri più grossi, viene posizionato, viene collocato a bordo di questa automobile Thema, lei era presente?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, ero presente.
IMP. Scarano A.: Lei era presente. Senta, fu posizionato dove? Nell'abitacolo, cioè dove ci sono i sedili, o fu posizionato nel bagagliaio?
IMP. Scarano A.: Nel bagagliaio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, è la prima volta che parliamo di questa Thema. La vuole un attimino raccontare, illustrare?
Intanto per cominciare, se il colore se lo ricorda.
Lei ha detto poco fa che era una macchina molto nuova e quindi...
IMP. Scarano A.: Era nuovissima la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Nuovissima. Se lei si ricorda la targa.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Se ha saputo da dove veniva questa macchina.
IMP. Scarano A.: Da Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Veniva da Palermo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma veniva da Palermo, per così dire, lecitamente, o veniva da Palermo dov'era stata rubata a qualcuno?
IMP. Scarano A.: Allora, detto da Giacalone, cose che ha detto Giacalone a me, la macchina era rubata. Ci aveva i numeri del telaio tolti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Le piastrine di vari numeri di telaio dei motori erano anche tolti. Però ci aveva una assicurazione, forse di un'altra Thema con le targhe di un'altra Thema regolari. E il libretto.
Cioè, la macchina... E poi, un altro particolare: che Giacalone stesso mi ha detto che quella macchina era fatta, era stata rinforzata di dietro.
Siccome le Thema hanno una sospensione un po' lenta, mettendoci diciamo 50 chili, o 100 chili dietro si alza troppo davanti, allora Giacalone mi ha detto che ci avevano messo dei tacchetti dentro gli ammortizzatori.
Io adesso non lo so, ma...
PUBBLICO MINISTERO: Per rinforzare la sospensione?
IMP. Scarano A.: Sì. Non è che faccio il meccanico. E non so nemmeno a quale punto vanno messi. Comunque dice che era stata rinforzata di dietro questa macchina, era stata preparata proprio per viaggiare diciamo con meno difficoltà possibili. Ed è stata portata da qualcheduno.
Io non lo so ci l'ha portata, se l'ha portata Giacalone, non ricordo bene adesso chi l'ha portata.
E' stata, è venuta via terra da Palermo la macchina. Però la macchina è stata rubata a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto che questa macchina, una volta che fu caricata di esplosivo, insomma, di queste due balle di esplosivo, poi è rimasta per un certo periodo lì, in questo piazzale.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Perché il furgone... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Allora, nel furgone è stato una notte, praticamente, un giorno. Siccome il furgone mio era vetrato, e si vede, uno che guarda diciamo dall'esterno, dentro al furgone vede tutto, è stato messo subito dentro la Thema, perché poi la Thema, dentro al cofano della Thema, che è chiuso. E c'è stato messo pure un telone di quelli adatti alle macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Ecco, volevo sapere questo: lei ha detto che questa macchina fu poi sistemata, dopo che lei chiese il permesso se poteva restare lì. Gli dissero: 'fai in modo che non dia noia', e tutto il resto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era stata sistemata fra il furgone suo, quello arancione.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questa vecchia macchina, questo vecchio 1100.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo vecchio 1100 si ricorda un po', un particolare, il colore, qualche cosa?
IMP. Scarano A.: Il colore mi sembra che era celestino chiaro. Cioè avvecchiato, chiaro, vecchio, consumato diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, il colore di questa Thema qual era?
IMP. Scarano A.: Ma io onestamente la ricordo sul verde chiaro.
PUBBLICO MINISTERO: Ma verde opaco o verde metallizzato?
IMP. Scarano A.: No, no, metallizzato.
PUBBLICO MINISTERO: Questa macchina 1100 lì nel piazzale, lei poi, dopo che si è verificato questo fatto, ha avuto modo di rivederla?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, ma quella macchina è parecchio tempo che sta lì, sta ancora lì penso io. Quando abbiamo fatto il sopralluogo stava lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando lei ha fatto il sopralluogo col Pubblico Ministero era sempre lì questa macchina?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Non so a chi appartiene, però stava lì.
PUBBLICO MINISTERO: E' sempre lì. Senta, un certo giorno, lei ha raccontato, una certa domenica questa macchina è stata attrezzata con un certo lavoro e poi è andata a finire vicino allo Stadio Olimpico.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io ho bisogno, a questo punto, di chiederle se lo Stadio Olimpico è un posto nel quale era già stato fatta una certa attività, se lei c'era stato, se c'era stato con qualcuno, quanto tempo prima, a far che cosa?
IMP. Scarano A.: La prima volta è venuto Spatuzza da Palermo di domenica mattina a casa mia e mi ha detto se lo accompagnavo allo stadio. Io ci ho risposto: 'guarda, io allo stadio sono 20 anni che abito a Roma non ci sono mai stato'. All'infuori di una volta che ha giocato la Roma col Catanzaro e il Catanzaro ha vinto tre a zero con la Roma: sono andato solo una volta.
Dice: 'no, no, andiamo, andiamo' mi fa. Dico: 'va bene, andiamo allo stadio'.
Andiamo allo stadio e mi ha detto: 'parcheggiati qui da una parte, all'ingresso principale, io mi faccio una camminata'. E se ne è andato per conto suo. Se ne è andato per conto suo e ricordo bene che era l'ultima partita della stagione. E è finita lì.
Però non ricordo dopo se è stata la prima volta o la seconda volta che mi ha fatto andare... ah, poi siamo andati un'altra volta allo stadio dopo è iniziata la nuova stagione del pallone.
Lì un'altra volta, siamo andati allo stadio, mi ricordo che pioviccicava quel giorno. Entriamo un'altra volta dalla porta principale. Io incontrai un mio amico, un certo Nicola, che è di Centocelle, lo conosco da parecchi anni, che vendeva frutta e verdura, ma adesso la domenica fa il bagarino allo stadio. E mi sono messo a parlare con lui.
Spatuzza ha preso e se n'è andato da solo, è tornato dopo due-tre ore. Io mi fermo con questo Nicola a parlare, poi mi sono stufato, me ne sono andato in macchina. Anzi, me ne sono andato di fronte all'ingresso principale dello stadio che ci sta un chiosco che fa i caffè. Mi sono preso un caffè e mi sono messo dentro la macchina parcheggiata nel parcheggio, di fronte alla porta principale dell'ingresso dello stadio.
Arriva Gaspare lì al parcheggio dov'ero io, dopo parecchie ore, ci ho detto: 'dove sei stato?'
Dice: 'mi sono fatto un giro'.
A questo punto ho detto: 'va be', andiamo via, ce ne andiamo a mangiare, siamo a digiuno, andiamo a mangiare'.
Dice: 'no, aspettiamo, aspettiamo ancora un po' e poi ce ne andiamo'.
Dico: 'allora mi vado a fare un panino'. Mi sono andato a fare un panino da quelli che stanno fuori dello stadio, di quei furgoni volanti che fanno panini e siamo stati lì e abbiamo mangiato questo panino.
Quando è finita la partita si vedeva le persone già che uscivano. Ci ho detto io: 'ma dimmi una cosa, ma che dobbiamo aspettare qui? Mo' mi sono stufato.'
Dice: 'va be', aspettiamo altri dieci minuti'.
'Va be', aspettiamo altri dieci minuti'. Abbiamo aspettato. Mi ha fatto spostare, da dove eravamo parcheggiati, mi ha fatto mettere in un incrocio che... c'era un incrocio che adesso è stato quasi parallelo dove è stata messa poi, in un secondo tempo, la macchina, quella carica di esplosivo, vicino un fabbricato tutto di marmo, che io credevo che era una caserma dei Carabinieri lì, che ho visto dei Carabinieri. Poi possiamo anche tornare su questo punto.
Allora aspettando lì, mi ha fatto spostare, si vedono dei pullman che arrivano con... prima escono quelli con i cavalli, della Polizia di Stato, autotreni carichi di cavalli, perché ci stanno i cavalli pure lì la domenica, i poliziotti che vanno a cavallo. Passano questi prima, poi all'ultimo passano i Carabinieri con i pullman.
Mi fa seguire questi pullman. Ha fatto la via diciamo verso il raccordo anulare, la via che fanno questi pullman. Io mi sono messo dietro questi pullman. A un certo punto, prendendo la tangenziale, stavo sorpassando questi pullman, Spatuzza mi dice di non sorpassare. Ci ho detto: 'qual è il motivo, io sono regolare?', ci ho detto io. Dice: 'no, no', di non sorpassare.
A un certo punto questi pullman, poco distante dallo stadio, escono dalla tangenziale e vanno non so dove, prendono una direzione verso qualche caserma, da dove provenivano. Spatuzza mi dice soltanto: 'questa strada dove va? Questi pullman dove vanno?' Ci ho detto: 'guarda, io non lo so dove vanno'.
Ed è finita lì e non mi ha detto più niente e non abbiamo parlato più.
PUBBLICO MINISTERO: Ma comunque, voglio dire, Scarano, lei una certa idea su qual era la ragione per la quale Spatuzza lo portava allo stadio se l'era fatta?
IMP. Scarano A.: No, i primi tempi no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: I primi tempi parlava che voleva mettere bombe, però lo diceva tipo battuta. Dice: 'sai, mettendo un po' di bombe, un po' di esplosivo dentro questi tombini' tombini questi...
PUBBLICO MINISTERO: Di scolo delle acque.
IMP. Scarano A.: Di scolo dell'acqua sì. Dice: 'quando passano questi cavalli', però ha contato lui stesso, li ha contati che erano 15 o 16 poliziotti a cavallo che facevano un giro prima della partita. Dice: 'sai che danno farebbe? Però sono pochi, non vale neanche la pena perché sono 15, 16, non vale neanche la pena'.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi se ho capito, l'idea era che mettendo dell'esplosivo in questi pozzetti e facendo scoppiare...
IMP. Scarano A.: Sì, lui faceva questi discorsi, io lo ascoltavo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Facendoli scoppiare quando transitavano i poliziotti a cavallo, qualche cosa succedeva ma non era granché.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Questa era la filosofia della...
IMP. Scarano A.: Esatto. Ma fino a quel punto credo che parlava a battuta, ma secondo me parlava seriamente perché dopo si è verificata la cosa seria.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, se parlava a battuta o no bisognerebbe lo spiegasse lei. Se ci faceva una risata sopra allora può essere una barzelletta, se ne parlava seriamente...
IMP. Scarano A.: Cioè, parlava anche lui col sorriso con me, non mi faceva capire più o meno le cose, quello che c'aveva in testa lui. Parlava anche un po' sorridendo. Quando ha detto che sono poche 15-16 dico: 'ammazza, 15-16 persone qui, con tutti questi cavalli, sa quanto sangue'. E lui si è messo a ridere praticamente. 'Tu dici che sono pochi'. Ma io ho risposto così pure a battuta, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, finché un certo giorno, lei ha detto, una domenica questa Thema, che si trova lì alla Rustica, viene preparata.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Eh. Ascolti Scarano, poi questa Thema si sposterà e lei ha già detto che viene portata allo stadio.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma prima che iniziasse questa preparazione della Thema, lì nel piazzale della Rustica, lei lo sapeva che questa macchina poi sarebbe finita allo stadio, oppure no?
IMP. Scarano A.: A quello che ho capito sì, lo sapevo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'aveva capito perché qualcuno le aveva detto qualcosa di preciso, gliel'aveva detto esplicitamente? O per qualche altra ragione lei aveva capito?
IMP. Scarano A.: No, per altre ragioni: per tutti i sopralluoghi che si erano fatti e anche i discorsi che facevano loro.
PUBBLICO MINISTERO: Discorsi del tipo?
IMP. Scarano A.: Discorsi del tipo che si doveva fare una cosa eclatante, di ammazzare almeno 100 Carabinieri, perché su quei pullman ci viaggiano non so 50-60 Carabinieri.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, vediamo di riferire per bene alla Corte che cosa si verificò quella certa domenica. Allora, lì alla Rustica lei era presente?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Chi c'erano oltre a lei?
IMP. Scarano A.: C'era Lo Nigro e Benigno, che hanno preparato la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, la ragione della sua presenza sul posto? Sua di lei, di Scarano voglio dire.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La ragione qual era?
IMP. Scarano A.: La ragione era che io conoscevo il posto, se veniva qualcheduno, oppure il proprietario. Infatti non c'era nessuno perché era tutto chiuso, c'era solo il cancello aperto praticamente, ma i negozi erano chiusi. Sia quel negozio all'ingrosso di abbigliamento, sia la Pat Service, era chiusa.
Il proprietario non ci stava neanche perché c'ha una casa in campagna e stava in campagna.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi il posto era tranquillo voglio dire?
IMP. Scarano A.: Il posto era tranquillissimo. Io stavo vicino al cancello, andavo avanti e indietro. E loro hanno preparato questa macchina, che c'hanno messo pure poco, non è che ci hanno messo tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vorrei che lei ripetesse, perché non sono sicuro di aver capito bene, ripetesse questo discorso che ha fatto circa l'utilizzo di questa lampadina. Cioè a dire, lei ha visto che è stata messa una lampadina da qualche parte e che questa lampadina si accendeva, ho capito bene?
IMP. Scarano A.: Sì, si accendeva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma l'accensione di questa lampadina com'era comandata?
IMP. Scarano A.: L'accensione?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, della lampadina, com'era comandata?
IMP. Scarano A.: Io penso col telecomando.
PUBBLICO MINISTERO: Dico, l'ha visto adoprare il telecomando, sul momento, da qualcuno?
IMP. Scarano A.: No, io stavo vicino al cancello. Praticamente la macchina era girata verso il cancello però stava a un punto io che vedevo soltanto il di dietro della macchina, dove loro lavoravano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E ho visto che si accendeva questa lampadina. E infatti ho domandato perché... Però non ho visto se lo faceva col telecomando oppure l'ha fatto diversamente. Il telecomando l'avevo visto prima, perché lui preparava due minuti prima.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, ora questo poi glielo chiederò.
Ecco, lei però domandò come mai veniva adoprata questa lampadina?
IMP. Scarano A.: Io ho visto questa lampadina che faceva, lampeggiava, ho detto: 'perché quella lampadina?'
PUBBLICO MINISTERO: Che si accendeva e si spegneva?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei lo domandò quindi a qualcuno perché avevano utilizzato questa lampadina?
IMP. Scarano A.: Senz'altro, certo.
PUBBLICO MINISTERO: A chi lo chiese?
IMP. Scarano A.: Mah, tutti e due.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E la risposta che le dettero me la vuole ripetere per piacere?
IMP. Scarano A.: La risposta dice che accendendo la lampadina portava l'impulso sui detonatori. Cioè arrivava la corrente sul detonatore e non si poteva sbagliare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma sul momento, da quello che lei capì, le prove, la verifica, come la vogliamo chiamare, la verifica era positiva, che l'apparecchio funzionava bene?
IMP. Scarano A.: Esatto. Accendendo la lampadina praticamente funzionava tutto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, ho capito perfettamente.
Dunque, lì sul posto eravate arrivati voi tre e basta?
IMP. Scarano A.: No, no, erano tutti loro.
PUBBLICO MINISTERO: No, dico lì alla Rustica.
IMP. Scarano A.: Sì, alla Rustica sì.
PUBBLICO MINISTERO: E in quante macchine eravate arrivati?
IMP. Scarano A.: Solo io.
PUBBLICO MINISTERO: Con la sua?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Terminata questa operazione lì a questa Thema, con la lampadina e tutto il resto, che avete fatto? Lei si è trattenuto lì? Loro si sono trattenuti lì? Vi siete trattenuti tutti? Vi siete separati?
IMP. Scarano A.: No, io mi sono trattenuto con loro, che loro due erano quelli che facevano...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Preparavano questo impianto che va fatto, diciamo, dentro queste balle. Hanno passato un paio di fili, l'antenna era già messa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Era arrivata già con l'antenna, col filo dell'antenna a penzoloni. Poi dove va messo non lo so io, perché dentro non c'ho mai guardato, non ho mai visto dentro l'impianto come lo fanno, di questi fili, neanche la batteria. Però va messa una batteria non quella del motore, bensì parlavano sempre di una batteria di 12 volts che va messa dentro al cofano.
PUBBLICO MINISTERO: Dentro il cofano davanti o dentro il cofano di dietro?
IMP. Scarano A.: Cofano di dietro, dove va messo il materiale.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, va tutto insieme: batteria e materiale?
IMP. Scarano A.: Esatto. Perché una volta a me a Capena, dentro la villa, mi hanno detto se conoscevo qualcheduno che vendeva batterie.
PUBBLICO MINISTERO: Ci arriveremo, rimaniamo alla Rustica prima di andare a Capena.
Quindi, fu fatta questa operazione, lei era con queste due persone. Era arrivato sul posto con quale macchina, se lo ricorda Scarano?
IMP. Scarano A.: Con l'Audi.
PUBBLICO MINISTERO: Con l'Audi?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa operazione fu fatta, lei ha detto, di domenica. Di domenica mattina, di domenica sull'ora di pranzo?
IMP. Scarano A.: Di domenica dopo pranzo.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo pranzo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma quel giorno dove mangiò lei?
IMP. Scarano A.: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Quel giorno dove mangiò lei? O fece digiuno?
IMP. Scarano A.: No, no, mi sembra che abbiamo mangiato, però non mi ricordo dove abbiamo mangiato onestamente. Mi sembra che abbiamo mangiato a Centocelle.
PUBBLICO MINISTERO: A Centocelle che cosa vuol dire, a casa sua?
IMP. Scarano A.: No, da un ristorante chiamato, lo chiamano Zi' Rocco, zona San Felice.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quando...
IMP. Scarano A.: No, sempre ristorante, oppure abbiamo mangiato lì da Rinaldi. I posti erano quelli, ma non ricordo bene dove abbiamo mangiato, o da uno o dall'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, era la prima volta, Scarano, che vedeva fare questa prova con la lampadina?
IMP. Scarano A.: Sì, la lampadina sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, nello stanzione dove fu preparata la macchina per l'attentato a Costanzo, non vide adoprare la lampadina?
IMP. Scarano A.: Questo non me lo ricordo. No, non l'ho visto.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, io le voleva fare presente che... le debbo far presente che il 29 di aprile, quando l'abbiamo interrogata su questo punto, mi pare sia - il dottor Nicolosi ha già controllato - a pagina 80, ma non è 80, vicino a pagina 80, ma non è quello.
Lei comunque aveva detto che dopo aver preparato la macchina lei è andato a mangiare a casa sua e poi vi siete ritrovati dopo pranzo. Può darsi che sia...
IMP. Scarano A.: Può darsi che è andata così, ma non ricordo bene adesso. Può darsi pure che è andata così, non lo metto in dubbio.
PUBBLICO MINISTERO: Può anche darsi che sia così. Senta...
IMP. Scarano A.: Sì, ma può darsi pure, perché mia moglie era un po'... cioè, la domenica si arrabbiava se mancavo di casa. Può darsi pure che sono andato a casa a mangiare, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma dopo, per andare allo stadio, quindi quante vetture si sono mosse dalla Rustica?
IMP. Scarano A.: Dalla Rustica si sono mosse io e la macchina carica.
PUBBLICO MINISTERO: Lei con quale macchina era?
IMP. Scarano A.: Con l'Audi?
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché ha indicato, nell'interrogatorio del 29 di aprile, la 112 invece che l'Audi? Ricorda male oggi, ovvero...
IMP. Scarano A.: No, no, l'Audi, c'avevo l'Audi.
PUBBLICO MINISTERO: Allora quella indicazione del 112 era sbagliata?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Può darsi che ce l'aveva qualcuno di loro, ho confuso qualche cosa. Tra me e loro, qualcuno di loro che l'avrà presa, ma l'Audi c'avevo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, al momento in cui partite dalla Rustica quindi, lei è con la sua Audi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi c'è la Thema che si sposta.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e le persone che partono dalla Rustica, in tutto quante sono?
IMP. Scarano A.: Due. Benigno Salvatore e Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Più lei: tre.
IMP. Scarano A.: Più io, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Tre. E andate diretti allo stadio?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei fa da battistrada con la macchina?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e quando siete arrivati allo stadio la macchina è stata portata direttamente in un certo posto? Lei ha visto in che posto è stata messa? Lei si è, come dire, staccato prima da loro?
Spieghi un attimino questo passaggio con precisione.
IMP. Scarano A.: Noi siamo partiti da questo spazio dove è stata preparata la macchina, abbiamo fatto un pezzo di Roma-Aquila, abbiamo ripreso la tangenziale che va al Foro Italico e siamo scesi giù allo stadio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E' stata parcheggiato la macchina in mezzo alle altre macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però le macchine, quelle che sono andate alla partita iniziavano laggiù dal cancello, perché lì c'è un pezzo di strada tutta diritta. A mano a mano si veniva a chiudere verso l'esterno diciamo dello stadio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E si è trovato il posto, che il posto giusto era quello. Era quello dove è stata parcheggiata la macchina. La macchina è stata parcheggiata lì e lì è rimasta e lì è stata ritirata l'indomani quando non è esplosa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Lei...
IMP. Scarano A.: E' arrivata lì la macchina direttamente, è stata parcheggiata in quel posto e lì è rimasta.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti Scarano...
IMP. Scarano A.: Di fronte, io la chiamo caserma dei Carabinieri, non lo so se è caserma dei Carabinieri. Siccome io lì poi ci ho visto i Carabinieri la sera che facevano dei piantoni.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Questo poi in secondo tempo, quando Lo Nigro poi è venuto a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: Io ho lasciato la macchina lì e me ne sono andato.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Infatti le volevo chiedere proprio questo: lei ha detto prima che, dopo che Lo Nigro è venuto a casa sua, la sera che cercava il carroattrezzi, siete andati insieme lì all'Olimpico?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questa macchina era lì?
IMP. Scarano A.: Sì, ancora stava lì.
PUBBLICO MINISTERO: La macchina era nel punto dove lei l'aveva vista lasciare il giorno, quando siete arrivati?
IMP. Scarano A.: Sì, esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Era lo stesso?
IMP. Scarano A.: Lo stesso posto.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Questo posto è quello che poi ha indicato lei al Pubblico Ministero?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Con sicurezza?
IMP. Scarano A.: Con sicurezza, al 100%.
PUBBLICO MINISTERO: Quando siete arrivati quindi a lasciare la macchina lì allo stadio, lei con Lo Nigro e Benigno, lì avete trovato altre persone? Lei ha visto altre persone?
IMP. Scarano A.: Sì, ci stava Peppuccio e Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questi dove li avete incontrati, se lei se lo ricorda: nel punto dove avete lasciato la macchina, o avevate un appuntamento da qualche altra parte? Che so, 100 metri prima, davanti all'obelisco che c'è lì al Foro Italico?
IMP. Scarano A.: Secondo me l'appuntamento ce l'avevano loro allo stadio, perché al cortile praticamente faceva solo confusione parecchia gente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Quindi loro erano già andati allo stadio, può darsi che la 112 l'avevano loro. Perché loro stavano lì al posto dove loro avevano deciso di mettere questa macchina, dove Spatuzza aveva deciso di mettere la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Quindi nel posto dove siete arrivati e la macchina è stata lasciata avete trovato presenti Spatuzza e Giuliano, vuol dire questo lei?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Lì davanti a questo edificio dove ci sono i Carabinieri fuori di piantone?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto. Ma i Carabinieri io li ho visti dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, facevo io per essere sicuro del luogo.
IMP. Scarano A.: Sì. Dove ho indicato questo palazzo chiuso, fatto tutto di marmo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Anche le pareti esterne, tutta la palazzina di marmo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Senta, nelle sue - mi passi il termine - peregrinazioni con Spatuzza, quelle precedenti: in quel posto lì c'era mai passato lei? Spatuzza glielo aveva mai fatto vedere quel posto lì? Cioè, tutte le volte, le altre due volte in cui Spatuzza era stato lì allo stadio.
IMP. Scarano A.: No, non mi ha fatto mai vedere niente.
PUBBLICO MINISTERO: Niente.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma quindi questo posto particolare, lì accanto a questa caserma - quella che per lei è una caserma - è un posto che lei scopre solo quando viene portata la macchina, lei non l'aveva mai visto prima?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Io il posto dove lui, dove Spatuzza ha fatto mettere la macchina, io non lo sapevo il posto preciso. Però lì, a fianco, prima che si arriva sulla strada che viene dallo stadio, ci sta un parcheggio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Lì Spatuzza mi ha fatto parcheggiare a me lì.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci.
IMP. Scarano A.: Però io non so, non è che mi ha detto: 'lì mettiamo la macchina, o metto la macchina, o faccio mettere la macchina'. Però ci sono stato, dove è stata messa la macchina, a 20 metri, parcheggiato.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta Scarano, questo posto specifico, particolare nel quale è stata lasciata questa macchina, era stato individuato in quanto la strada era percorsa per l'appunto da questi Carabinieri che interessavano tanto a Spatuzza?
IMP. Scarano A.: Penso di sì. Perché lì si parlava di Carabinieri. Parlavano di Carabinieri, praticamente di questi pullman.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma quel punto lì tornava pratico, tornava vantaggioso perché era sicuro che i Carabinieri passavano da lì? Perché i Carabinieri erano costretti a passare di lì e magari, invece di passare a 90 all'ora dovevano passare lentamente? C'era un discorso di questo genere?
IMP. Scarano A.: Esattamente. C'era un discorso che faceva... questi poi li ho saputi dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, per carità.
IMP. Scarano A.: Cioè, il punto più adatto dice era quello, perché parlavano fra di loro. Perché lì i pullman arrivavano piano piano, partivano da 100 metri praticamente. Però Spatuzza quando ha fatto quelle due volte, tre volte che siamo stati lì praticamente ha girato tutto lo stadio, io non lo so dove è andato perché io con lui non ci sono mai andato, i percorsi che ha fatto, a vedere tutti questi piani che lui ci aveva in mente di vedere o da fare.
Io mi sono sempre parcheggiato da una parte aspettando lui e un'altra volta mi sono messo a parlare con Nicola, col bagarino che vendeva...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: E lui se ne andava per conto suo.
PUBBLICO MINISTERO: E questo ce l'ha bell'e detto.
IMP. Scarano A.: Però io dopo, in secondo tempo, dice quello era il punto buono perché venivano piano piano, venivano quasi attaccati i pullman, uno dietro l'altro, erano quasi attaccati.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: La convenienza era quella, che erano quasi attaccati, a quanto hanno fatto capire.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, questo è un discorso che lei però, ha detto un attimo fa, le è stato fatto in un secondo momento, è vero?
IMP. Scarano A.: Che cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Questa spiegazione le è stata data in un secondo momento?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, dopo che non è successo niente.
PUBBLICO MINISTERO: Che è fallito l'attentato.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, dopo che questa macchina è stata lasciata lì in quel certo punto, lei che ha fatto? Lei Scarano.
IMP. Scarano A.: Io me ne sono andato.
PUBBLICO MINISTERO: E' andato a casa?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, me ne sono andato a casa.
PUBBLICO MINISTERO: E fino a quando la sera non viene Lo Nigro a cercarla, nessuno le fa sapere più niente, nessuno la contatta, nessuno le telefona, nessuno la viene a cercare?
IMP. Scarano A.: Mah, a cercare me no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: A cercare me, no. Lo Nigro è venuto...
PUBBLICO MINISTERO: La sera.
IMP. Scarano A.: ... la sera.
PUBBLICO MINISTERO: E Lo Nigro diceva che era stato lasciato solo.
IMP. Scarano A.: Sì. 'Mi hanno lasciato solo'. Se n'era andato Benigno, se n'era andato Giuliano e se n'era andato Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. Ma quello che era successo, lì allo Stadio, successo male, cioè bene, ma male per loro, era dipeso da qualche cosa? Lo Nigro gliela spiegò? Gli disse: 'non se n'è fatto di niente, perché abbiamo cambiato idea, perché si è pensato che sarebbe stato male ammazzare delle persone', ovvero: 'non se n'è fatto niente perché abbiamo avuto un problema'?
IMP. Scarano A.: No, no, è successo che c'hanno avuto problema con la roba tecnica, diciamo, corrente, cose varie, o col telecomando che faceva Benigno.
No, non è che hanno detto di risparmiare, che c'hanno pensato sopra di non farlo. Non è partito proprio il telecomando. A quanto ho sentito io.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, stando al discorso di Lo Nigro, il telecomando non aveva funzionato.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E il telecomando chi è che lo aveva avuto per le mani, stando al discorso di Lo Nigro?
IMP. Scarano A.: Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: Benigno.
IMP. Scarano A.: Era solo lui che faceva queste cose. Le faceva e faceva partire diciamo i bottoni.
PUBBLICO MINISTERO: E la ragione per la quale questo telecomando aveva funzionato male, Lo Nigro in qualche modo l'aveva individuata? Aveva un'idea sul perché questo telecomando aveva fatto, aveva...
IMP. Scarano A.: Mah, a quanto ho capito io era coperto diciamo il getto, come lo chiamano loro, il getto dalla distanza sull'antenna, c'era un qualcosa.
Io non so dove si è messo Benigno a schiacciare 'sto bottone. C'era un qualcosa che impediva, diciamo, in liea libera l'impulso sull'antenna.
C'era qualche albero, non lo so, qualche... Non lo so. Io, questo, non lo so. Però si parlava di qualche cosa che impediva ad arrivare l'impulso sull'antenna.
Dove si siano messi, questo non lo so. Se si è messo sulla strada, se si è messo dalla parte di sopra.
Perché hanno parlato pure della parte di sopra. La strada che poi... C'è una strada parallela a quella dello Stadio che rimane più sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Quella dello Stadio rimane sotto e sopra ci sta un'altra strada che finisce a piazzale Clodio, al Tribunale di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E forse si è messo lì sopra, che ci sta... Che si parlava di mettersi sopra che era meglio, che l'oggetto, diciamo, l'impulso lo mandava verso giù, che non verso in alto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Comunque le fu parlato di un problema di ordine tecnico.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Legato al comando, al telecomando.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E Lo Nigro era rimasto solo.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Le chiese subito di riaccompagnarlo all'Olimpico, oppure le chiese di cercare il carroattrezzi?
Cioè a dire: se lei lo ha capito, per quale ragione dall'Olimpico Lo Nigro è finito da lei, che oltretutto abita molto lontano dall'Olimpico. E come era arrivato da lei.
IMP. Scarano A.: Ma secondo me, io lo so com'è arrivato. E' arrivato perché io gli altri... A Spatuzza l'ho visto quando hanno deciso di andare via. Ma poi io mi sono allontanato un pochetto, un po'. Vicino casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Allora io li ho lasciati fuori, dalla parte di dietro, dove c'è la Questura, più giù della Questura.
PUBBLICO MINISTERO: La Questura, il Commissariato, via.
IMP. Scarano A.: Il Commissariato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Io me ne sono andato perché ci avevo anche i problemi con mia moglie, perché tutto il giorno ero stato fuori, di domenica. Diciamo, tutte queste cose così.
E allora cercavo di arrivare a casa prima possibile. E me ne sono andato. Ma loro, quando sono andati via, erano tutti assieme e poi hanno deciso, che Lo Nigro è rimasto qui ed è venuto da solo a casa mia.
E mi ha detto, dice: 'guarda, mi hanno lasciato solo, mi hanno lasciato solo', dice. 'Dobbiamo levar la macchina, cerchiamo un carroattrezzi'. Perché non è partita la macchina. Tutto qui.
Ci ho detto: 'va be'...'
PUBBLICO MINISTERO: Non è partita la macchina, cioè non è partito l'esplosivo, voleva dire.
IMP. Scarano A.: Non è partito l'esplosivo, sì.
Le chiavi della macchina le avevano buttate. Non ci avevano nemmeno le chiavi della macchina per spostarla. Perché se ci aveva le chiavi della macchina, lui la spostava.
E infatti, quando abbiamo parlato un po' a casa mia con Lo Nigro, per decidere cosa fare di questa macchina, ci ho detto: 'andiamo a vedere un po' che possiamo fare. Mica può stare la macchina lì carica di esplosivo'.
Siamo andati giù, praticamente ho parcheggiato lì vicino, un po' lontano al parcheggio dove io mi riferivo prima e siamo andati a piedi là, io e Lo Nigro.
Allora ci stava un Carabiniere che era fuori a una porta di sentinella. Ha detto, dice: 'ragazzi, questa macchina non può stare, la dovete levare di lì'.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questa macchina era in qualche modo sotto gli occhi di questo carabiniere.
IMP. Scarano A.: Certo. Era di fronte proprio alla porta a distanza di cinque metri, sei metri, della strada. Dalla parte opposta della strada.
E il carabiniere ha detto, Cosimo ci ha detto: 'guardi, siccome si è rotta...', ha preso una scusa. Dice: 'mo la leviamo'.
Siamo stati lì circa cinque minuti, se la poteva aprire da qualche parte e portarla via anche levando i fili della messa in moto, però non c'è stato niente da fare.
Io ci ho detto: 'guarda, andiamo via, perché si fa tardi qui'. Siamo stati giusto cinque minuti.
Lo Nigro se n'è andato a dormire. La mattina viene subito a casa mia per trovare questo carroattrezzi, il lunedì mattina. Siamo andati da Moroni Bruno...
PUBBLICO MINISTERO: E va be', questo lo abbiamo già raccontato. Questo lo abbiamo già raccontato.
Siccome sono le 13.00 passate...
IMP. Scarano A.: Si può sospendere?
PRESIDENTE: Chiede di sospendere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io lo proponevo, perché bene o male sono tre ore di esame già fatte. Sono le 13.00 passate...
PRESIDENTE: Ci rivediamo...
PUBBLICO MINISTERO: So che il Presidente ci vuol dare la possibilità di proseguire, allora facciamo una sosta ora.
PRESIDENTE: ... alle una e 35
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
PRESIDENTE: Riprendiamo alle una e 35.
PUBBLICO MINISTERO: Facciamo 13.45, almeno.
PRESIDENTE: 13.45.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Possiamo riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
Scarano, si parlava di un telecomando, eh?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prima della sospensione. E lei ha fatto una affermazione. Io cerco di ripeterla con le sue parole, però per come me le ricordo.
Lei ha detto che questo telecomando lo aveva, quando lei lo ha visto, per le mani Benigno. E poi ha detto più o meno queste parole: 'questo lo costruiva lui'. Può essere abbia detto una cosa di questo genere?
IMP. Scarano A.: Sì, esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma spieghi un attimino alla Corte che cosa vuol dire "Questo lo costruiva lui". Ecco.
IMP. Scarano A.: Ma lui portava soltanto lo scheletro di queto telecomando. Poi, determinati lavori internamente, come li chiama lui, i ponti che si facevano coi fili, li saldava e... solo da una parte. Praticamente ci aveva solo il modello di una parte.
Non è che era una scatola che si combaciava da sola. E cioè tutta unica.
Poi, una volta che faceva questo lavoro, nella parte di sotto metteva scotch, lo riempiva di scotch nero. Però sopra ci aveva un piccolo spazio dove c'era un bottone rosso e uno normale, come un pulsante. E l'antenna, una piccola antennina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi quando lei ha detto che: "Questo lo costruiva lui", vuol dire che di volta in volta veniva rimesso insieme?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Veniva ricomposto.
IMP. Scarano A.: Veniva ricomposto assieme. E parlava pure che erano, erano diciamo di quei telecomandi che... da ragazzini, di quelli da macchinette elettriche, chiamiamole così, che funzionavano solo col telecomando.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, queste automobiline giocattolo, insomma.
IMP. Scarano A.: Di giocattoli, esattamente, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Però comandate a distanza.
IMP. Scarano A.: Comandate a distanza. Che poi il lavoro che veniva fatto per cose molto più... impulsi più pesanti poi lui faceva una lavorazione, non lo so, metteva dei fili, saldava dei fili dentro. Rinforzava, non so, quello che era la natura di fabbisogno, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Insomma, le capacità di questo oggetto.
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, la forma di questo oggetto, lei ora ha parlato un attimo fa di un pulsante e un altro pallino, come ha detto, un altro cosino rosso...
IMP. Scarano A.: Ce n'era uno rosso che era di plastica ed un altro pulsante color grigio, grigio chiaro, che sembrava ferro praticamente. Di ferro, non era di plastica.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei quando dice pulsante, è qualche cosa che si schiaccia.
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Se capisco bene.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E invece quest'altra cosina rossa non era...
IMP. Scarano A.: Quello era fisso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non era un aggeggio che si schiacciava.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Non era un tasto o qualche cosa...
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Stava a fianco.
PUBBLICO MINISTERO: Stava a fianco. E la grandezza di questo oggetto?
IMP. Scarano A.: Mah... tipo un telefonino, praticamente. Non era tanto grossa, né tanto... media di un telefonino.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha parlato di una antenna.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questa era un componente che lui metteva e toglieva, oppure era fissa su questo oggetto?
IMP. Scarano A.: No, l'antenna la costruiva lì, un pezzo di antenna ci metteva.
PUBBLICO MINISTERO: E come lo bloccava, poi? Lo ha visto?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Maresciallo, per piacere mi prende questo foglio e lo...
Scarano, li ha portati gli occhiali?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, bravo. Perché io so, per vedere le cose, poi ha bisogno degli occhiali.
Lì accanto a sé c'è uno schermo, sulla destra. Tra un attimo vedrà una certa immagine.
Il tempo al maresciallo di far partire questa immagine.
Ecco, lo vede questo disegno?
IMP. Scarano A.: Esattamente. Sì, sì, così.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Lo riconosce questo disegno?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Chi l'ha fatto?
IMP. Scarano A.: Io.
PUBBLICO MINISTERO: Lo ha fatto lei. Lo ha fatto lei in che occasione?
IMP. Scarano A.: In un interrogatorio alla DIA a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: In un interrogatorio fatto da me?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E questo è il disegno con il quale lei ha rappresentato questo famoso telecomando?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quei due pallini che si vedono nel mezzo, uno a sinistra e uno a destra, sarebbero il pulsante e quell'altra cosina, quell'altro pallino rosso di cui parlava prima.
IMP. Scarano A.: Allora, quello più grosso mi riferisco alla lucetta rossa di plastica, la parte superiore.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E quello a destra è il pulsante. Era a fianco all'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Il pulsante vero e proprio. E di sopra a quella specie di stanghetta, rappresenta la cosiddetta antenna?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in effetti questo è un manoscritto di Scarano - perché non è né più e né meno di un manoscritto - infatti è firmato anche da Scarano. C'è la data in cui il Pubblico Ministero lo ha acquisito. C'è anche la firma di Scarano.
Io credo che tecnicamente si possa chiedere alla Corte di acquisirlo, perché è comunque un documento proveniente dall'imputato.
PRESIDENTE: Ma dovremmo fare una serie di atti di acquisizione quando crederà il Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Non credo, Presidente.
PRESIDENTE: Mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
PRESIDENTE: Siccome la Corte non ha provveduto mai all'acquisizione degli atti usati per le contestazioni di una serie di testimoni, nonché di imputati, arriverà il momento e allora acquisiremo tutto insieme.
PUBBLICO MINISTERO: Adesso io faccio richiesta di acquisizione da parte della Corte, come documento...
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: ... proveniente dall'imputato. Documento che proviene nel contesto dell'attività di indagine, perché è realizzato dall'imputato a margine di un interrogatorio esattamente come diceva Scarano.
Poi, la Corte, provvederà quando ritiene.
Per il momento lo riprendo io.
PRESIDENTE: No, possiamo sentire soltanto se la difesa, i difensori presenti perlomeno hanno eccezioni a questa richiesta.
Le parti civili hanno da osservare nulla? I difensori degli imputati?
AVVOCATO Gramigni: Mah, Presidente... Avvocato Gramigni.
Nella misura in cui possa essere ritenuto documento o non una scritta col contenuto narrativo, ma un disegno, chiaramente non vi può essere opposizione. E' ovvio.
Questo difensore formula opposizione nel momento in cui ritiene, come ritiene, che il documento proveniente dall'imputato debba ritenersi limitato come accezione a scritte, a contenuto narrativo e non...
PRESIDENTE: Invece di essere narrativo è descrittivo, avvocato.
AVVOCATO Gramigni: E' descrittivo. Va be'...
PRESIDENTE: Quindi mi pare non ci possa essere...
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì è opinione di chi le parla. Comunque...
PRESIDENTE: Lo acquisiamo e non ne parliamo più.
PUBBLICO MINISTERO: Lo riprendo io, Presidente, o lo...
PRESIDENTE: Lo acquisiamo, lo acquisiamo.
Sì, perché tanto non c'è...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lo possiamo senz'altro, maresciallo, consegnare alla signora.
PRESIDENTE: Possiamo andare avanti?
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Tornando, Scarano, un attimo su certi dettagli delle operazioni che furono eseguite lì al piazzale della Rustica, le volevo chiedere questo: lei ha visto per caso se anche alla Rustica è stata fatta quella operazione con il cacciavite lungo con cui si bucavano questi pacchi, questi involucri come aveva visto fare nel cortile di Di Natale?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ha visto fare anche alla Rustica, voglio dire.
IMP. Scarano A.: Ho visto dei fili che stavano lì, sul cofano della macchina, davanti. Però il buco quando lo hanno fatto non l'ho visto.
Ripeto, stavo un po' più distante, vicino al cancello, che non venisse qualcheduno diciamo all'improvviso, passasse qualcheduno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sull'antenna, ma non l'antenna del comando, sull'antenna della Thema, per intendersi, lei stamattina ha detto che questa macchina l'antenna ce l'aveva di già.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo vuol dire che era l'antenna originale della macchina, per quello che ha capito lei, oppure perché l'antenna che doveva servire per tutto il congegno era già stata montata prima che la vedesse montare lei? Prima che vedesse lei l'operazione?
IMP. Scarano A.: No, l'antenna era montata quando l'ho vista io. Però soltanto che c'era il filo dell'antenna a pendoloni nella parte interna dello sportello.
Cioè, non era passata, diciamo, dove... Io adesso non lo so dove vanno montate queste antenne, dove vanno legati per ricevere, oppure una radio, oppure una cosa, o uno stereo, quello che è.
Soltanto che ho visto il filo a pendoloni e non era al posto giusto. Però non so se l'hanno messa lì, o è... Secondo me è arrivata così quell'antenna. Perché non ho visto mettere l'antenna.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io le voglio ricordare...
IMP. Scarano A.: Era già messa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Prego. Io le volevo far presente che quando noi l'abbiamo sentita il 22 di maggio, lei aveva detto sia che aveva visto, anche in questa occasione, adoprare il cacciavite per fare buchi per mettere il detonatore...
IMP. Scarano A.: No, io non mi riferivo a questo.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
IMP. Scarano A.: Non mi riferivo a questo. Questo, li ho visti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. No, io dicevo: sia l'uso del cacciavite per fare i buchi per infilare il detonatore in questi due pacchi. E aveva anche detto di aver visto montare, anche in questa occasione, l'antenna al bordo dello sportello, lì alla Rustica.
IMP. Scarano A.: L'antenna vera e propria l'ho vista montare lì a Torbellamonaca. Lì l'ho vista l'antenna montare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Che l'hanno levata da una borsetta e l'hanno montata.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: C'era Salvo che sistemava questa antenna.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Lì, l'ho vista personalmente. Ma lì alla Rustica non ho visto montare l'antenna. Però io praticamente guardavo più all'esterno che non venisse qualche persona a entrare in quel cortile, che a quello che facevano loro.
Comunque dei fili li ho visti quando siamo arrivati, prima che si sono preparati a tutta l'attrezzatura che serviva per fare quel determinato lavoro elettrico.
Ho visto le micce... Le micce, i detonatori. Perché i detonatori non c'hanno miccia, bensì un filo di rame normalissimo che va collegato a, non so, alla batteria, all'antenna, dov'è che vanno messi.
Praticamente il detonatore non è dentro la miccia ma bensì è dentro un filo normalissimo di corrente. Sono due fili che uno forse va messo nel negativo e positivo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Comunque, nell'occasione, lei non vide adoprare micce, ma vide che questi detonatori erano collegati a dei fili.
IMP. Scarano A.: Voglio essere più preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Sì,
IMP. Scarano A.: Sono detonatori elettrici, quello, quelli li ho visti. Però non ho visto quando ce li hanno messi proprio dentro a 'sta palla diciamo di esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, un particolare: questo signore che lei ha indicato con il nome di Nicola e che trovò, quella volta che trovò all'Olimpico, che era un ambulante...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quello che vendeva i biglietti, per intendersi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Il bagarino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo lei lo conosceva in quanto?
IMP. Scarano A.: Lo conoscevo da anni, che è stato a Centocelle. Il periodo invernale vende, vendeva frutta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Vendeva frutta e verdure. Poi, l'estate, metteva una baracca lì, a piazza dei gerani e vendeva dell'anguria.
PUBBLICO MINISTERO: L'anguria.
IMP. Scarano A.: Due mesi, luglio e agosto, quando è il periodo.
PUBBLICO MINISTERO: E questo faceva l'ambulante, che cosa ci aveva un carretto, qualche cosa?
IMP. Scarano A.: No, ci aveva una Lambretta di queste a tre ruote. No, non ci aveva furgoni. All'epoca non ce n'aveva furgoni. Andava con tre ruote, in giro. Si metteva fuori dal mercato, in disparte dove sono i banchi. Lavorava in nero, per intenderci.
PUBBLICO MINISTERO: E va be', le tasse non le pagava. Non sarà né il primo e né l'ultimo.
Dunque, ecco - se ha sempre gli occhiali al posto giusto - dia un'occhiata che ora il maresciallo le proietta una fotografia.
Bisogna dare un po' di luce a codesto... Eccoci.
Le dice qualcosa questa immagine, Scarano?
IMP. Scarano A.: Io qui non arrivo a distinguerla, perché siccome è scura, è buia, la posso vedere...
PUBBLICO MINISTERO: Non la sento, Scarano, c'ha il microfono lontano, forse.
PRESIDENTE: Si può schiarire?
IMP. Scarano A.: Non la vedo perché è troppo buia, non distinguo...
PRESIDENTE: Non si può schiarire un po'...
PUBBLICO MINISTERO: Provi a schiarirla, maresciallo, se è possibile.
MARESCIALLO: Più di così non...
PUBBLICO MINISTERO: Non c'è una maggior luminosità?
MARESCIALLO: No.
PUBBLICO MINISTERO: Passi alla successiva, per piacere.
IMP. Scarano A.: Questa è la pompa di benzina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la pompa di benzina, quale?
IMP. Scarano A.: Dove siamo andati da Carra. Quando è arrivato Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Abbia pazienza, Scarano, lei c'ha il microfono un attimino lontano dalla bocca e io non riesco a sentirla.
IMP. Scarano A.: Questa è la pompa di benzina quando è arrivato Carra dalla Rustica.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci. Questa è quella pompa che resta, per così dire, dietro casa sua?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora torniamo un attimo sulla precedente foto.
PRESIDENTE: E' quella che dice della Casilina?
IMP. Scarano A.: Casilina, sì.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Torni su questa foto. Quei palazzi, quei fabbricati sullo sfondo, li riconosce?
IMP. Scarano A.: Quei palazzi sarebbero dove abito io, più o meno, la parte del raccordo anulare.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Vada avanti, per cortesia, maresciallo.
E io intanto dico alla Corte che queste due foto sono la 46 e la 47 di un album della DIA di Roma del 20 settembre '95 che si trova affoliato alla pagina 1316 degli atti del dibattimento, del fascicolo del dibattimento.
Passi alla foto successiva.
Questo che è?
IMP. Scarano A.: Questo è il piazzale della Rustica.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è il piazzale della Rustica.
Senta, vede laggiù in fondo ci sono degli alberi, sullo sfondo?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lì sotto, che c'è, una strada?
IMP. Scarano A.: Lì c'è il raccordo anulare.
PUBBLICO MINISTERO: C'è il raccordo anulare.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se il maresciallo ci porta con una opportuna zoomata, in termine tecnico, verso il fondo dell'immagine sulla destra. Ecco, ancor di più se è possibile.
Vede qualcosa Scarano?
IMP. Scarano A.: Io vedo qualche macchina, il 1100, questo qui.
AVVOCATO: Non si sente...
IMP. Scarano A.: Vedo il 1100 che era parcheggiato lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è quello di cui ha parlato.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMP. Scarano A.: Sta sempre allo stesso posto di quando sono stati fatti i sopralluoghi.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, questo è la foto numero 3 dell'album DIA Roma 8 settembre '95. La collocazione è foglio 1380 del fascicolo del dibattimento.
Passiamo ora alle altre foto, maresciallo, per piacere.
Ora, questa foto, Scarano, come lei vede ha una parte molto luminosa e quell'altra abbastanza buia.
Ora le faccio vedere subito altre tre foto, anzi, quattro, in successione, prima che lei mi dica qualsiasi cosa. Quando le ha viste tutte, mi dice...
Faccia in modo, maresciallo, se è possibile, non si veda le scritte, eh.
La successiva e quella ancora successiva, maresciallo.
IMP. Scarano A.: Io così non arrivo a distinguere cos'è.
PUBBLICO MINISTERO: Ritorniamo indietro. Non questa, quella successiva, maresciallo, quella successiva ancora, ecco.
Provi ad osservare questa, Scarano, per vedere se le dice qualche cosa.
IMP. Scarano A.: Questa qui sembra il posto dov'è stata messa la macchina allo stadio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora si ritrova con questa fotografia davanti?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora passiamo alla foto successiva ancora.
Ecco, e questo edificio bianco che lei vede sulla destra, le dice qualche cosa?
IMP. Scarano A.: Se devo essere sincero non arrivo a capirlo, perché è troppo buia la fotografia. Il palazzo non ce l'ho...
PUBBLICO MINISTERO: La sinistra è buia, sì, ma sulla destra, voglio dire, l'edificio bianco si vede abbastanza bene.
IMP. Scarano A.: Dovrebbe essere quel palazzo che io indicavo come tutto di marmo. Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora torniamo alla...
PRESIDENTE: Che lei... Scusi, quella che indicava come, che riteneva fosse una caserma dei Carabinieri?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, torni a quella precedente, per piacere, maresciallo. Ecco.
IMP. Scarano A.: Questo mi sembra il posto esatto dove è stata messa la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, vede, lì si vedono un paio di macchine parcheggiate sotto quegli alberi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ce n'è una messa parallela alla strada e una messa un po', come dire, ad angolo, obliqua.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi la macchina, la Thema, fu messa in quale posizione? Nella posizione di quella obliqua, o nella posizione di quella diritta per intendersi?
IMP. Scarano A.: Di questa messa qui.
PRESIDENTE: Vicino al lampione?
IMP. Scarano A.: Vicino al lampione, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Che sarebbe quale, quella obliqua o quella diritta?
PRESIDENTE: Quella scura.
IMP. Scarano A.: La terza.
PUBBLICO MINISTERO: Terza, si figuri, io ne vedo due e basta, non c'è male.
IMP. Scarano A.: No, dopo la rossa.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ma io...
IMP. Scarano A.: C'è la rossa prima, un furgone, non so che è, e un'altra macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: L'ultima.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Senta, questo è il posto allora che lei indicò a me quando si fece il sopralluogo?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ne è sicuro ora?
IMP. Scarano A.: Sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, diciamo che queste sono le foto...
IMP. Scarano A.: Perché c'era questo piccolo passaggio come particolare, che si andava nella parte interna del giardino, un piccolo giardino lì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Queste sono le foto da 43 a 47 di un album della DIA di Roma del 15 marzo '96, la collocazione è foglio 1649 e seguenti del fascicolo del dibattimento. E queste sono foto che per ora non erano state fatte vedere a nessuno, se non ricordo male.
Dunque, un attimino maresciallo, lei si metta pure seduto perché ora devo chiedere delle cose a Scarano.
Allora, abbiamo detto che quando questo... lei ha detto via, che quando questo camion scaricò quel materiale alla Rustica, scaricò anche delle borse.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Una o più d'una?
IMP. Scarano A.: Allora, c'era un sacco di questi, doppio, di questi della spazzatura.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E ci stavano quelle cinque o sei che erano, di esplosivo, bombette di esplosivo là.
PUBBLICO MINISTERO: Involucri piccoli di esplosivo vuol dire?
IMP. Scarano A.: Sì, piccoli sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E una borsa di tela scura, però tela plasticata, era con i manici sopra, non era tipo sacca, oppure come zaino, era proprio una borsa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, con i manici regolari insomma.
IMP. Scarano A.: Con i manici regolari sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e dentro questa borsa che c'era?
IMP. Scarano A.: C'era roba di... ci stavano un paio di rotoli di quella carta, come si chiama, scotch, tipo scotch.
PUBBLICO MINISTERO: Di nastro adesivo?
IMP. Scarano A.: Nastro adesivo esatto. C'erano due o tre di quelli. Poi c'era qualche pinza, cacciaviti e questi detonatori.
PUBBLICO MINISTERO: C'erano anche delle micce?
IMP. Scarano A.: Micce no. Il detonatore soltanto complete di filo, perché quelle sono saldate dentro. Micce si intende quelle manuali?
PUBBLICO MINISTERO: Micce, sì, quelle... le ho anche chiesto come erano le micce di cui lei aveva, che lei aveva visto e di cui parlava: ha detto erano nere.
IMP. Scarano A.: No, le micce sono state soltanto all'attentato di San Giovanni e al Velabro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, lo credo. Dico, ma se tra la roba che era in queste borse, oltre che questo esplosivo, questi rotoli di nastro adesivo, oltre a questi detonatori, per caso ci poteva essere anche della miccia.
IMP. Scarano A.: Non l'ho vista, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
Senta, queste confezioni piccole di esplosivo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che fine hanno fatto?
IMP. Scarano A.: Queste le ho fatte ritrovare io.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, ora ci si arriva. Certo che io voglio che lei lo dica che le ha fatte trovare, ma raccontiamo la trafila. Una volta che sono scaricate lì alla Rustica...
IMP. Scarano A.: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Quando l'hanno scaricate alla Rustica, dopo... come si è svuotato, diciamo, quelle più grosse sono passate dentro la Thema, ho levato pure quelle e le ho portate lì da Frabetti. Li ho nascosti io quelli.
PUBBLICO MINISTERO: Da Frabetti.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Da Frabetti. Cerchi di spiegare alla Corte esattamente che cosa vuol dire da Frabetti? Cioè a dire, in casa di Frabetti, sotto...
IMP. Scarano A.: L'ho occultate nel terreno di Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: E più esattamente dove?
IMP. Scarano A.: Sotto una baracchetta, che c'era una baracchetta che ci metteva il fieno lui. Ho fatto una buca e l'ho messo lì dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa buca l'ha fatta lei?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei personalmente?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha aiutata qualcuno?
IMP. Scarano A.: No, gliel'ho detto io dopo a Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ora quando lei ha detto a Frabetti è un altro discorso. Volevo sapere se per fare questa buca l'aiutò qualcuno.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Volevo sapere: quando arrivò questo materiale, questi involucri piccoli di esplosivo che appunto sono andati a finire in questo posto, questa buca c'era già o lei la fece per l'occasione?
IMP. Scarano A.: Mi sembra che l'avevo fatta precedentemente io quella buca.
PUBBLICO MINISTERO: L'aveva fatto precedentemente con qualche scopo preciso, oppure senza una ragione?
IMP. Scarano A.: No, l'avevo fatta precedentemente, che Bizzoni mi aveva venduto un fucile; per mettere questo fucile, che poi non ce l'ho messo più.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti. Quindi in questa buca ci andò a finire questo materiale, questi fagotti.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci andò a finire qualche altra cosa oltre a questi involucri piccoli di esplosivo?
IMP. Scarano A.: Armi che mi aveva dato Bizzoni, che le avevo nascoste lì per dargliele poi quando venivano loro, perché non hanno fatto a tempo a portarsele.
PUBBLICO MINISTERO: Per loro che cosa si intende?
IMP. Scarano A.: Questi ragazzi, diciamo, che sono venuti a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: I ragazzi che erano venuti...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Insomma, ragazzi.
IMP. Scarano A.: Chiamiamoli ragazzi.
PUBBLICO MINISTERO: Queste persone.
IMP. Scarano A.: Queste persone.
PUBBLICO MINISTERO: E' più semplice. Queste persone che erano venute a Roma e che avevano eseguito questi attentati, vuol dire lei?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma qualcuno in particolare doveva prendere in consegna queste armi che Bizzoni aveva procurato?
IMP. Scarano A.: Mah, per me uno valeva l'altro, chi se le portava via prima, non è che c'era un particolare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Come hanno preso le prime, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, ascolti Scarano, tanto anche questo capitolo della vicenda bisogna ricostruirlo per bene in tutti i suoi passaggi. Allora, lei ha detto che questo materiale l'ha fatto ritrovare lei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi com'è che l'ha fatto ritrovare, a chi l'ha fatto ritrovare?
IMP. Scarano A.: La prima cosa che ho detto, ho detto delle armi e dell'esplosivo che c'era ancora.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha detto...
IMP. Scarano A.: L'ho detto al Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire a chi in particolare?
IMP. Scarano A.: Dottor Chelazzi e dottor Vigna.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi proprio l'ha detto al Pubblico Ministero di Firenze, quando ha incominciato a collaborare?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Dette le indicazioni per ritrovare questo materiale?
IMP. Scarano A.: Ho dato le indicazioni al colonnello Pancrazio.
PUBBLICO MINISTERO: Al colonnello Pancrazio.
IMP. Scarano A.: Indicazioni precise.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ascolti allora, osservi un attimo queste foto. Quanto è buia questa foto. Va be', riconosce qualcosa Scarano?
IMP. Scarano A.: Questa è la casa di Frabetti.
PRESIDENTE: Al microfono, per favore.
IMP. Scarano A.: Questa è la casa di Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: Passiamo alla successiva, maresciallo.
IMP. Scarano A.: Questa è la stalla, mi sembra, del cavallo di Frabetti. Della parte di sopra qui, sopra questa stalla qui, ci sta una pianta, non ricordo adesso, arancio o mandarino vicino.
PUBBLICO MINISTERO: Passiamo alla successiva.
IMP. Scarano A.: Sì, esattamente qui.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è la buca di cui parlava lei?
IMP. Scarano A.: Sì. Non distinguo bene, comunque il posto è questo, che c'è questo paletto qui.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, è questo, è questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, come lei vede, questa buca è fatta per benino, è fatta squadrata proprio.
IMP. Scarano A.: Era fatta squadrata.
PUBBLICO MINISTERO: E' anche foderata, c'è del materiale isolante, si vede.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' tutto un lavoro che ha fatto lei?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Gli ci sarà voluto un po' di tempo per farlo.
IMP. Scarano A.: Mi sembra un paio d'ore.
PUBBLICO MINISTERO: Andiamo alla foto successiva. Ecco, questa è la solita buca?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Avanti.
Questo che è?
IMP. Scarano A.: A me mi sembrano le buste dell'hashish. Mi sembrano le buste dell'hashish queste.
PUBBLICO MINISTERO: Queste sono confezioni di hashish vuol dire?
IMP. Scarano A.: Mi pare di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Lo posso confermare, sono confezioni di hashish. Queste com'è che erano finite dentro questa buca? Ce l'ha messe lei o ce l'ha messe qualcun altro?
IMP. Scarano A.: No, io non ce l'ho messe.
PUBBLICO MINISTERO: E chi può avercele messe queste confezioni di hashish in questa buca?
IMP. Scarano A.: No, voglio precisare una cosa: che la buca è nella proprietà di Frabetti...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... Frabetti era al corrente di questa buca.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Ci ho detto: 'faccio una buca, può servire'. Però non è che ha avuto spiegazioni di qualche cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E io non lo so come mai l'hashish è andato a finire...
PUBBLICO MINISTERO: Ma infatti la domanda mia è molto semplice: lei conosce come, a iniziativa di chi, queste confezioni di hashish sono finite in questa buca?
IMP. Scarano A.: No. Io no. Non ce l'ho messe io.
PUBBLICO MINISTERO: Lei non ce l'ha messe, più chiaro di così. Passiamo alla successiva, maresciallo.
Qui, mi pare che si veda abbastanza bene, che quella è una borsa.
IMP. Scarano A.: Sì, vedo che è una borsa.
PUBBLICO MINISTERO: Credo che nella foto successiva ancora, maresciallo, si veda magari anche un pochino meglio, se ricordo bene. Ecco, magari se si riesce a puntare proprio sulla borsa.
IMP. Scarano A.: Sì, è una borsa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questa per caso è la borsa che fu scaricata dal camion? E' proprio quella, o è una borsa diversa?
IMP. Scarano A.: No... Io non lo so questa borsa...
PUBBLICO MINISTERO: Non la sento Scarano, abbia pazienza.
IMP. Scarano A.: Non lo so che borsa sia.
PUBBLICO MINISTERO: Torniamo alla precedente maresciallo, per cortesia, dovrebbe essere la numero, credo la 16. La precedente foto della borsa. Esatto, è quella.
Ecco, come lei vede, da questa foto...
IMP. Scarano A.: Sì, quella del camion era una borsa facsimile a questa, nera, con una cinta così, con i manici sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora, per quello che si riesce a vedere, anche la foto è un pochino scura, ma insomma lei vede che da codesta borsa aperta spunta del materiale?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo...
IMP. Scarano A.: Erano quegli involucri piccoli che ha portato Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quegli involucri piccoli di esplosivo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Siccome, quando questo materiale è stato rinvenuto, è stato trovato dalla DIA, il contenuto della borsa era questo, questi quegli involucri stavano dentro quella borsa lì.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le domando se per caso il materiale è arrivato tale e quale in questa borsa?
IMP. Scarano A.: No, in quella borsa... No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Oh.
IMP. Scarano A.: La borsa ce l'ho messa io.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Il materiale è arrivato dentro i sacchi di spazzatura.
PUBBLICO MINISTERO: Di spazzatura. Andiamo avanti.
Ecco, qui si cambia genere. Prima che lei mi risponda Scarano, le faccio vedere in serie, il maresciallo le fa vedere in serie un po' di foto. Mi pare che il maresciallo abbia saltato, mi sbaglierò, la foto 38. Deve fare vedere, ce l'ha l'appunto, la 38, la 40, la 41, la 42, la 43, la 44, la 45, la 53.
Ecco, una. Passi a quella successiva maresciallo, due. Poi la 41.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi passi alla 42 maresciallo. Poi la 43. Poi la 44. 45. 53.
Allora, da queste foto, quello che lei ha visto, come hanno visto tutti, da queste foto si vedono armi corte, pistole e Revolver, armi lunghe, un paio di fucili da caccia, poi si vede munizioni in quantità. Ecco, bisognerebbe che lei spiegasse alla Corte il perché di questa presenza di questo materiale in questa buca; che spiegasse anche la provenienza di tutte queste armi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E anche la destinazione di queste armi.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' un discorso che lei ha già fatto in maniera dettagliata, vediamo se riesce a rifarlo con sufficiente precisione ora.
IMP. Scarano A.: Allora, a me mi è stato detto di Giacalone e anche dagli altri, più di Spatuzza, quando potevo trovare armi, o avevo strade di trovare armi, qualsiasi cosa esso era, qualsiasi tipo di armi, mi diceva di comprarle e metterle da parte per loro.
Io un giorno ho parlato con Bizzoni, ci ho detto se conosceva qualcuno che c'aveva qualche pistola, prima, all'inizio. Mi ha detto che c'aveva... come si chiamano? Un armiere che poteva prendere tutto quello che voleva.
Ci ho detto: 'va bene', mi sta bene'.
Dopo questo discorso tra me e Bizzoni, c'era Giacalone a Roma, che era venuto per comprare una macchina, e viene pure Bizzoni a casa mia dicendomi che aveva trovato un porto d'armi di un certo Gino, che io poi conosco: Gino Monti. E che poteva prendere queste armi quasi mezze regolari.
Giacalone risponde a Bizzoni, a questa proposta di Bizzoni, che c'ha una fotografia di un morto. Però non so se questa fotografia è stata applicata su questo documento, o meno, o ce l'ha data. Comunque di questa fotografia si è parlato.
Dopo un po' di tempo viene Bizzoni, dopo un po' di giorni, mi ha detto che le armi le aveva trovate, ci voleva sei milioni. Ci ho dato sei milioni e dopo un paio di giorni mi porta queste armi, dopo un giorno o due. E l'ho conservate.
Non so però se l'aveva prese con questo documento che lui aveva trovato, con questa fotografia che Giacalone ci aveva proposto. Soltanto ci ho detto io: 'come hai fatto a firmare a nome tuo?'
Bizzoni mi ha risposto, dice: 'no, ho messo uno scarabocchio', tutto qui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, aspetti un attimo, facciamo le cose con ordine. Allora, da queste fotografie noi abbiamo visto una serie di pistole, abbiamo visto anche dei fucili, abbiamo visto anche delle munizioni. E' tutta roba che ha comprato Bizzoni con il porto d'armi? O Bizzoni col porto d'armi ha comprato una parte e basta di questo materiale?
IMP. Scarano A.: Allora, una pistola me l'ha venduta Castauro Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, una pistola non viene dal Bizzoni ma viene da un certo Castauro.
IMP. Scarano A.: Castauro Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Francesco. E la provenienza di questa pistola?
IMP. Scarano A.: La provenienza di questa pistola...
PUBBLICO MINISTERO: Perché Castauro mica fa il venditore di armi?
IMP. Scarano A.: No, ma lui... cioè, stava in mezzo a queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', quindi è una vendita illegale, voglio dire.
IMP. Scarano A.: Sì, una vendita illegale, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. E la provenienza di questa pistola di questo Castauro ha mai saputo quale fosse?
IMP. Scarano A.: Mi ha detto che gliel'ha data un finanziere.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, era stata nella disponibilità di uno della Finanza?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Gli ha spiegato se questo finanziere questa pistola l'aveva ceduta? Se questo finanziere invece l'aveva persa, se gli era stata rubata?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Le modalità no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Però le ha detto, il Castauro, che questa pistola veniva, era stata nella mani di uno della Finanza.
IMP. Scarano A.: Dice: 'me l'ha data un amico mio che è finanziare', mi ha detto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ascolti, siccome lei ieri ci diceva che una certa passioncella per le armi l'ha sempre avuta, di queste varie pistole che abbiamo visto in fotografia, quale sarebbe quella che veniva dalla Finanza, il Revolver?
IMP. Scarano A.: No, è automatica.
PUBBLICO MINISTERO: Un'automatica.
Maresciallo, per piacere, quelle foto di quelle pistole rapidamente, sotto il visore. Vediamo se Scarano ci sa dire qual è quella che gli ha dato il Castauro.
Questo è il Revolver e ha detto di no.
IMP. Scarano A.: Questa no.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è la prima. E diciamo che è la foto?
MARESCIALLO: 40.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è?
MARESCIALLO: La 40.
PUBBLICO MINISTERO: La 40. Può essere questa Scarano?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Allora quella della 40 no. Questa della 41?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Dobbiamo andare alla 42. Questo è un fucile, non c'entra nulla. Questa è la 43 maresciallo?
MARESCIALLO: 44.
PUBBLICO MINISTERO: Perché si è saltato... o la 42 o la 43 abbiamo saltato. E' sempre il fucile la 42 e 43. Allora non ci interessano. 44 e 45, sono due.
IMP. Scarano A.: Questa qui.
PUBBLICO MINISTERO: E' questa qui?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol far vedere il numero della foto maresciallo, per piacere? Questa è quella che viene da Castauro?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Maresciallo, per piacere, se c'ha quel microfono in funzione, ce lo legga così rimane nella registrazione.
MARESCIALLO: Il numero della foto?
PUBBLICO MINISTERO: La didascalia che c'è sotto la foto.
MARESCIALLO: Allora: "Pistola calibro 9 short, modello 84-BB marca Beretta. Matricolo Y56128Y, con caricatore contenente numero 6 colpi calibro 9, a palla cava e relativo foglio del quotidiano Il Messaggero..."
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto, basta così.
Allora, questa viene da Castauro e è stata prima di un finanziere. Allora, questa non l'ha portata Bizzoni. Il Revolver l'ha portato Bizzoni?
IMP. Scarano A.: Il Revolver? Sì, sì, il 38 sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Poi, quell'altra pistola automatica, quella che si vedeva nelle altre foto, l'ha sempre portata Bizzoni?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Queste le aveva comprate presso l'armiere?
IMP. Scarano A.: Così mi ha detto Bizzoni. A me m'ha portato pure dall'armiere, prima, precedentemente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, non c'è problemi. Ecco, oltre a queste pistole, anche i fucili erano stati acquistati presso l'armiere, o hanno un'altra provenienza?
IMP. Scarano A.: Questo non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo sa.
IMP. Scarano A.: Me li ha dati Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ma oltre a queste armi qui, alle pistole, Bizzoni - dico, oltre a quelle che sono state trovate - aveva portato qualche altra pistola, sempre presa col solito porto d'armi?
IMP. Scarano A.: Bizzoni mi ha dato pure un fucile a pompa.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti Scarano. Se oltre a queste pistole qui, comprate col porto d'armi Monti Gino, Bizzoni aveva magari preso, aveva acquistato un'altra pistola, o altre pistole? Sempre col porto d'armi Monti.
IMP. Scarano A.: Sì, qui manca una 357.
PUBBLICO MINISTERO: E questa 357 che fine ha fatto?
IMP. Scarano A.: Se l'è presa Giacalone per portarla a Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: E lei come fa a saperlo?
IMP. Scarano A.: Gliel'ho data io.
PUBBLICO MINISTERO: Le risulta che sia stata ritrovata questa 357?
IMP. Scarano A.: No. Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In che circostanza è stata trovata?
IMP. Scarano A.: Quando ci hanno fermato a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Quando vi hanno arrestato?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi sulla macchina, quando vi hanno arrestato, c'era un 357...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... che aveva la stessa provenienza di quest'altre pistole?
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E gliel'aveva data lei a Giacalone?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: No... Dice la regalava a Nino.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma materialmente, voglio dire, gliel'aveva data lei a Giacalone nelle mani?
IMP. Scarano A.: Gliel'ho data io, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Questo mi interessava.
IMP. Scarano A.: Dice: 'questa me la porto perché la regalo a Nino'.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Benissimo.
IMP. Scarano A.: Poi, posso dire un'altra cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Quando sono andate via le armi che aveva portato Messina Denaro, Spatuzza assieme a Carra, quando siamo andati da Frabetti a caricare le armi, c'era un altro fucile o due fucili, adesso non ricordo bene, che uno l'ho comprato da uno zingaro sulla Casilina e una 7 e 65; se l'è portata Spatuzza, assieme a questo fucile a pompa nuovo, ma è usato, con tutto il fodero, che mi aveva fatto pure Bizzoni. Sempre facendo parte di queste armi diciamo.
Mi ha portato prima una cosa, dopo un po' di tempo ha portato gli altri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: E più, non ricordo bene se io già l'ho messo a verbale questo... due giubbini antiproiettili. Me l'ha dati sempre Bizzoni, nuovi.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ricorda...
IMP. Scarano A.: Poi...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Poi c'è stato che, sapendo che Bizzoni poteva prendere, aveva la possibilità di prendere queste armi e qualsiasi cosa era di bisogno, Benigno Salvatore ci ha chiesto un portapistole - adesso non so che modello ci ha chiesto - e ce l'ha portato. Non so se era per una pistola automatica, oppure se era per una pistola...
PUBBLICO MINISTERO: A tamburo.
IMP. Scarano A.: A tamburo, questo non lo so, però l'ho visto: era di cuoio, ben rinforzato, colore testa di... colore... come si chiama questo colore qui? Più o meno. Del fodero dell'occhiale qua. Un colore chiaro, tipo cuoio, cuoio rossiccio. E ce l'ha comprato a Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
IMP. Scarano A.: E più mi sembra un pacco di pallottole un po' particolari.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta Scarano, quando Bizzoni procurò questa partita di pistole, una delle quali lei ha detto, cioè la 357 Magnum, era sull'automobile quando foste arrestati lei e Giacalone; quando Bizzoni portò questa partita di pistole, queste lei dove le mise? Dove le ebbe da Bizzoni? Dove le tenne?
IMP. Scarano A.: Dentro un suo garage.
PUBBLICO MINISTERO: Dentro?
IMP. Scarano A.: Al suo garage. A un garage di Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ho capito. Io ho bisogno di capire, in termini molto spiccioli.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando lei è stato arrestato a Palermo il 3 di giugno del '94.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Queste pistole dove si trovavano?
IMP. Scarano A.: Non mi ricordo se le avevo portate via, oppure ancora no. Ma comunque le avevo portate via, mi sembra, le pistole.
PUBBLICO MINISTERO: Io penso di no.
IMP. Scarano A.: Io adesso non mi ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Allora glielo dico io...
IMP. Scarano A.: Nella confusione.
PUBBLICO MINISTERO: ... in forma di contestazione, come vuol lei: che il giornale, nel quale erano rinvoltate queste pistole, è Il Messaggero e è datato 11 giugno '94, quindi otto giorni dopo il suo arresto.
IMP. Scarano A.: Posso dire una cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Sì. La deve dire perché poi questa domanda gliel'ho già fatta negli interrogatori e lei mi ha già risposto, quindi è bene che risponda senza bisogno di tante contestazioni.
IMP. Scarano A.: No, no, mi sono ricordato un altro particolare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Dopo il mio arresto, che sono stato 15 giorni a Palermo e poi sono venuto a Roma, a Rebibbia, ho fatto i primi colloqui, però non ricordo in quale colloquio, mia moglie avesse fatto una telefonata a Frabetti e ci ha detto se gentilmente poteva andare a casa e di vedere nella cantina se io avevo lasciato qualche cosa. E forse Frabetti ha fatto questa cortesia a mia moglie di portare questa roba via.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a me interessa una cosa molto...
IMP. Scarano A.: Perché io...
PUBBLICO MINISTERO: ... molto precisa. Mi scusi, Scarano, un secondo solo.
Mi interessa sapere una cosa molto precisa.
Siccome appunto queste armi, o alcune di queste erano avvolte in un foglio di giornale che è successivo di otto giorni al suo arresto, è se lei, dal carcere, perché era già arrestato, ha dato disposizione a qualcuno per movimentare queste armi. Per toglierle da un posto e metterle in un altro.
IMP. Scarano A.: Infatti, forse qualcheduna di... adesso non mi ricordo quale, ce l'avevo pure dentro casa.
E mia moglie, sapendo che c'era 'sta cosa, non avendo altri amici, ci avevo solo...
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMP. Scarano A.: ... Frabetti, ha chiamato Frabetti mia moglie e ci ha fatto fare questa operazione, le ha portate via.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, Carra: siccome al momento dell'arresto c'era appunto sulla macchina vostra un... la macchina di Giacalone sulla quale era anche lei, c'era un 357 Magnum, lei quando gliel'aveva consegnata questa 357 Magnum? Al momento della partenza da Roma, gliel'aveva consegnata precedentemente, l'ha portata lei sulla macchina all'insaputa di Giacalone?
IMP. Scarano A.: No, no. Stava... Gliel'ho data il pomeriggio quando siamo partiti.
PUBBLICO MINISTERO: Gliel'ha data a casa sua?
IMP. Scarano A.: Sì, perché lui è arrivato un giorno prima a casa mia, veniva di Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Veniva da Milano? Capisco bene?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Giacalone veniva di Milano e si è fermato a casa mia dicendo che aveva la marmitta della 106, come si chiama, della macchina rossa, che ci andava fumo dentro l'abitacolo. E si è fermato lì.
Io, poi, la mattina siamo andati in campagna, da me. Io stavo costruendo. Dico: 'va be'...', dico. Siccome lui precedentemente si era portato delle macchine che ci avevo dato io, quelle del Bizzoni.
Bizzoni mi aveva dato sette o otto macchine a me e se l'era prese Giacalone precedentemente.
Ci ho detto: 'va be', tanto stai qui, me ne vengo con te' - che era di sabato, se non mi sbaglio, o di venerdì - 'e mi prendo una 126 di quelle che ti ho dato io, perché la vuole mia nuora'.
Siccome di queste macchine io ho saputo sempre di lui ce n'erano due o tre, Giacalone mi ha risposto: 'vieni, te la prendi, perché le ho messe tutte a posto le macchine. Funzionano, vanno bene. Ho dato pure qualche pulita a qualcheduna'. Ci mancava un po' di vernice, insomma, l'ha verniciate.
'Ce n'è una proprio caruccia...'. E io ero andato proprio a prendermi questa 126 per regalarla a mia nuora. Era il giorno stesso, praticamente prendevo la nave e me ne venivo a Napoli, e poi da Napoli-Roma la facevo con la 126.
Perché se lui non passava di casa mia, io a Palermo non ci andavo così.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi questa 357 Magnum lei gliela consegnò...
IMP. Scarano A.: No, ci ho fatto vedere le armi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ecco.
IMP. Scarano A.: Gli ho fatto vedere le armi. Dice: 'va be', lasciale qui, poi se ne parla. Ma questa qui me la porto, la regalo a Nino'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: A Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi vuol dire le armi ce l'aveva tutte lei per casa.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Ce l'avevo al solito posto dove c'erano queste precedenti armi messe... Le avevo nascoste più o meno lì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ora guardi quest'altra fotografia, per piacere, Scarano.
Ci riesce a farle vedere tutte e due insieme, maresciallo? Perché tanto, voglio dire...
IMP. Scarano A.: Queste sono micce.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Sono micce queste.
PUBBLICO MINISTERO: Sembra proprio di sì. E questo è anche materiale, come lei sa, che proviene dalla buca famosa.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la provenienza di questo materiale, quindi, quand'è che lei lo ha avuto per le mani, o se non l'ha avuto lei, chi lo ha avuto per le mani e in quale contesto, da chi è stato consegnato.
IMP. Scarano A.: Posso?
PUBBLICO MINISTERO: E' naturale.
IMP. Scarano A.: Allora, quando Lo Nigro mi ha detto che c'erano anche queste bombe, quelle più piccole diciamo, no? per intenderci. Mi ha detto: 'guarda, c'è anche un po' di miccia dentro, ci sta un po' di miccia, una decina di metri di miccia', e basta.
Però non mi ricordo se l'ho vista, non l'ho vista, questo non me lo ricordo. Però mi ricordo che me l'ha detto che c'era anche la miccia assieme a... dentro questo sacco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, una domanda abbastanza precisa, Scarano: ma questi fagotti di esplosivo, che ci facevano lì, in questa buca che lei aveva fatto sotto la paglia in questo casotto del Frabetti?
IMP. Scarano A.: Guardi... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: E' naturale.
IMP. Scarano A.: Non ci facevano niente. Siccome io una volta a Lo Nigro gli ho detto: 'va bene, portamene pure a me un po' di bombe...', però senza nessuna, senza nessuna cosa che io dovrebbe fare qualche cosa in particolare, oppure... Mi è uscita così, anche a livello scherzoso.
Dico: 'mi dai le più piccole'. E infatti hanno preso e me lo hanno portato. Hanno preso la cosa sul serio, praticamente. A me non è che mi servivano queste bombe di un chilo, o due chili, quelli che so, un chilo e mezzo, mezzo chilo, non lo so nemmeno quanto sono. Per cose specifiche a me non mi servivano.
PUBBLICO MINISTERO: Passiamo a un'altra foto ancora.
Alla Corte dico che le fotografie che sono state fatte vedere ultimamente a Scarano sono comprese in un album della DIA di Roma datato 20 febbraio '96. La collocazione è a foglio 1644 del fascicolo del dibattimento. Sono le foto 1, 8, 16, 21, 32, 33, 38, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 53, più l'ultima che abbiamo fatto vedere, non so che cosa sia.
MARESCIALLO: 70 e 71.
PUBBLICO MINISTERO: 70 e 71 dello stesso album, di prima.
MARESCIALLO: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Passiamo ancora ad un'altra foto.
Riconosce qualcosa?
IMP. Scarano A.: Questa sembra una cassetta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E' quella cassetta che ho fatto io che ho messo quelle armi che mi ha dato, mi ha fatto comprare il figlio di Bruno Moroni. Che provenivano da un furto di un appartamento, così mi è stato detto.
Me le hanno date, le ho comprate. Il figlio di Bruno, adesso non mi sovviene il nome come si chiama. Vincenzo, Vincenzo. E' venuto a casa mia, mi ha incontrato, è venuto a casa mia. Dico: 'va be', poi...'. Mi ha incontrato sulla macchina, vicino dal padre. Che io la facevo tutti i giorni quella strada.
Dice: 'ti devo parlare'. Dico: 'va bene, tanto...', il pomeriggio. Infatti lui, dopo un paio d'ore è venuto a casa mia. Sapeva pure dove sto.
Dice: 'guarda, ci stanno delle armi che... provenienti da un furto. C'è un amico mio straniero, polacco, però parla italiano, vive qui in Italia. E' zingaro'.
Dico: 'va bene, fammele vedere che armi sono'.
Prima mi hanno detto che erano senza caricatore, senza... Infatti erano, le ho comprate senza caricatore. Ci ho detto che non mi interessavano, che il prezzo era un po' elevato di quello che loro chiedevano, che questo straniero chiedeva, perché erano senza caricatore.
Poi ho visto le armi che stavano bene... Insomma, in condizioni ottime, ottime condizioni, e l'ho comprate.
Adesso non ricordo se gli ho dato un par di milioni, un par di milioni e mezzo. Ho visto queste armi. C'era presente questo ragazzo Vincenzo, il figlio di Bruno. Questo straniero ce l'aveva dentro un sacchetto di plastica della spazzatura. Li ho visti, ci ho detto quanto voleva. Voleva tre milioni e mezzo, gli ho dato un milione in meno, cioè gli ho dato due milioni e mezzo, e l'ho comprate.
Le ho portate lì alla mia terra dove io costruivo, ho fatto una cassetta alla meglio e le ho tirate in mezzo ad un canneto.
Poi, quando sono venuti a Roma alla villa, che si facevano i sopralluoghi lì a Contorno, ci stava Giacalone, ci stava Lo Nigro, ci stava Benigno, ci stava Carra, ci stava... ci stava Giuliano e basta, loro quattro, loro quattro. Che poi Romeo è venuto in un secondo tempo. E Matteo mi sembra pure.
Matteo sarebbe Grigoli Salvatore.
Però c'erano loro e se ne sono prese una per uno, di quelle armi. Carra se n'è presa una che era una 6 e 35 senza caricatore. Lo Nigro Cosimo se n'è presa una 44-45 senza caricatore. Gli altri, insomma, una a una, hanno fatto una per uno.
Però i caricatori poi sono stati acquistati da Bizzoni. Anche le pallottole di quella 44-45 automatica che era. E se le sono portate via quando sono andati via.
PUBBLICO MINISTERO: Ma a Giacalone ricorda quale pistola dette?
IMP. Scarano A.: Mah, Giacalone se n'è presa una che era una 6 e 35 con manico, con una impugnatura di quelle di tiro.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Quindi, quelle armi che finirono in questa cassetta, avevano tutte la stessa provenienza.
IMP. Scarano A.: Sì, a me così... A me, tutte... quello, questo ragazzo, questa...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le fu detto che venivano da un furto in un appartamento?
IMP. Scarano A.: Sì. Di una collezione.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi un furto ai danni di un collezionista di armi.
IMP. Scarano A.: Sì, così mi è stato detto. Però furto sempre di appartamento.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Ho capito perfettamente.
Presidente, io avrei concluso l'argomento.
O ne affronto un alto ex novo...
PRESIDENTE: Ci abbiamo un quarto d'ora.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
PRESIDENTE: Abbiamo a disposizione un quarto d'ora.
PUBBLICO MINISTERO: No, direi di no. Per un quarto d'ora, un argomento ex novo non ci si fa a...
PRESIDENTE: Bene. Allora riprendiamo l'udienza lunedì 14 alle 09.00. Traduzione degli imputati detenuti.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Scusate, il 17, avete ragione. Abbiate pazienza.

UDIENZA DEL 17 MARZO 1997
(MATTINO)
PRESIDENTE: Buongiorno. Scusate il ritardo. Abbiamo dovuto attendere che arrivasse la conferma della rinuncia di Graviano Filippo, che non era stata fino ad ora comunicata.
Bagarella: è presente?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni.
AVV. Cianferoni: Buongiorno, Presidente.
PRESIDENTE: C'è l'avvocato Cianferoni.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Cianferoni, è presente.
Benigno Salvatore.
IMPUTATO Beningo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei, che è presente.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti. Sostituito dall'avvocato Falciani, c'è?
AVVOCATO Falciani: Presente, buongiorno.
PRESIDENTE: Grazie.
Calabrò Giovacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocati Gandolfi, avvocato Fiorentini, Cianferoni, che è presente.
Cannella Cristofaro: è rinunciante o è presente. E' rinunciante. Avvocato Di Peri e Rocchi.
AVVOCATO Rocchi: E' presente l'avvocato Rocchi.
PRESIDENTE: Grazie.
Carra Pietro: rinunciante. Avvocato Cosmai e Batacchi.
AVVOCATO Batacchi: Sono presente.
PRESIDENTE: Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Russo, Gentili e Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe: presente. Avvocato Anania, avvocato Cianferoni, che è presente.
Frabetti: rinunciante mi pare.
AVVOCATO Roggero: Sì, è rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, avvocato Usai, avvocato Roggero.
AVVOCATO Roggero: Roggero presente, buongiorno.
PRESIDENTE: E' presente.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Come?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Ah, Ferro Vincenzo.
Ferro Vincenzo è libero. Avvocato Traversi, avvocato Gennai. C'è l'avvocato Gennai?
AVVOCATO Gennai: Avvocato Gennai presente.
PRESIDENTE: Grazie.
Allora, Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, avvocato Bennati, avvocato Florio.
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio presente.
PRESIDENTE: Grazie.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi, che è presente.
AVVOCATO Pepi: Presente.
Presidente, già che... a questo punto io nomino mio sostituto processuale per tutto il giudizio, sia per la posizione Giuliano che per la posizione Pizzo, l'avvocato Paolo Florio.
PRESIDENTE: Benissimo, grazie.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo, avvocato Gramigni, che è presente.
AVVOCATO Gramigni: Buongiorno Presidente.
PRESIDENTE: Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani e avvocato Aiazzi. Chi c'è in sostituzione?
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio in sostituzione.
PRESIDENTE: Grazie.
Lo Nigro Cosimo: rinunciante. Avvocato Fragalà, avvocato Florio, che è presente.
Mangano Antonino: è rinunciante. Avvocato Farina, avvocato Maffei, che è presente.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato e Bagattini. C'è qualcuno in sostituzione? Avvocato...
AVVOCATO Pepi: Sostituisco io, Presidente, avvocato Pepi.
PRESIDENTE: Pepi, grazie.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avocato Pepi, che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Pepi? Grazie.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti, avvocato Usai, avvocato Roggero, che è...
AVVOCATO Roggero: Presente.
PRESIDENTE: Scarano Antonio: presente. Con l'avvocato Fortini e l'avvocato Batacchi, presenti.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo, avvocato Cianferoni, che è presente.
Spatuzza Gaspare: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Maffei? Grazie.
Tudino Vittorio: rinunciante se non mi sbaglio.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Sì.
PRESIDENTE: Sì. Avvocato Gallina, avvocato Di Benedetto. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Il P.M. può riprendere il suo lavoro.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano buongiorno.
*IMP. Scarano A.: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, l'altro giorno, le ultime domande che le ho posto riguardavano questo materiale che fu ritrovato lì nella proprietà di Aldo Frabetti. Si ricorda le domande che le ho posto?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, perfetto. Ora, di quel materiale lì le devo chiedere ancora qualche cosa.
Lei sa se, insieme a quel materiale - che ha visto peraltro anche nelle fotografie - ci fossero dei documenti di identità?
IMP. Scarano A.: Ma a me una volta Spatuzza me l'ha portato qualche cosa di documenti, però non ricordo bene. L'avevo messo giù in cantina da me. Qualcosa c'era senz'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo materiale lei ha detto, queste carte d'identità gli venivano...
IMP. Scarano A.: Da Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Da Spatuzza. E siccome non le saranno state portate senza una qualche ragione: lei si ricorda qual era lo scopo per cui le avevano portato, Spatuzza le aveva portato questa...
IMP. Scarano A.: Mah, di falsificarli.
PUBBLICO MINISTERO: Ma per caso se ne doveva occupare lei di trovare qualcuno che doveva falsificare questa roba?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ebbe la possibilità di trovare qualcuno, oppure no?
IMP. Scarano A.: No, no, è stata abbandonata la cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Per caso trovò il problema che per fare questa operazione ci voleva troppi soldi?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda questo?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Che sia avvenuto.
Ecco, sempre per rimanere sull'argomento di questo materiale che, per così dire, ha cambiato spesso sede, dimora. L'altro giorno lei al dibattimento riferì di aver spostato quelle armi che aveva nello scantinato di casa sua fino lì al terreno vicino a casa di Aldo Frabetti utilizzando un furgone, cioè il furgone. Lei ha detto questo al dibattimento, se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Il furgone io penso di no, con la Seat sono state portate.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
IMP. Scarano A.: Forse ho ricordato male.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perché io le stavo proprio giusto appunto... lei mi ha anticipato. Le stavo facendo presente che quando la sentii su questo punto nelle indagini preliminari il 29 di aprile del '96, lei disse che per effettuare questa operazione aveva adoprato non un furgone ma una macchina diversa.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: O meglio, una vettura normale. Ecco, ormai che ci siamo, lei sento che ha menzionato una Seat.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole spigare questa Seat qual è, che storia ha questa Seat, da dove veniva e chi l'ha avuta?
IMP. Scarano A.: Questa Seat me l'ha data un certo Franco. So che si chiama Franco però di cognome non lo conosco.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Siccome doveva dare un paio di milioni a me, aveva preso questa macchina a leasing lui, dice: 'te la do'. Siccome all'epoca c'era che... era una sorpresa perché Frabetti era senza macchina e io l'ho regalata a lui. Però le armi sono state trasportate con quella macchina. E ultimamente quell'esplosivo ugualmente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Con la stessa macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Bisogna precisare a quale esplosivo si riferisce in particolare.
IMP. Scarano A.: Quelle piccole cose che mi hanno portato.
PUBBLICO MINISTERO: I fagotti?
IMP. Scarano A.: Sì, quei fagotti piccoli.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, si parla di Seat, ma Seat è come dire FIAT. Diciamo il modello di questa Seat, se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Il modello, berlina normale, bianca.
PUBBLICO MINISTERO: Una berlina bianca. Si ricorda se, di questa macchina, fu fatta l'assicurazione, chi la fece, chi se lo intestò il contratto?
IMP. Scarano A.: Frabetti mi sembra. Ce l'ho data a lui, mi sembra che lui ha fatto tutto. Io non ho fatto nessuna assicurazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Vuol dire che l'ha gestita Frabetti questa automobile?
IMP. Scarano A.: Penso di sì, perché io non mi ricordo di avere fatto assicurazioni, oppure passaggi di proprietà o qualcosa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le berline della Seat, io me ne intendo poco, ma insomma ce ne sono tante. Se lo ricorda il nome del modello, oppure no?
IMP. Scarano A.: Il modello no. Somiglianza a una Ritmo. A una Ritmo FIAT, la stessa dimensione c'ha.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
IMP. Scarano A.: Stesso formato quasi.
PUBBLICO MINISTERO: Era targata Roma questa macchina, Scarano? Se lo ricorda questo?
IMP. Scarano A.: A me pare di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Continuiamo a occuparci di armi. Lei ha riferito che determinate armi erano state comprate da Alfredo Bizzoni. Io avevo bisogno di sapere se quando Bizzoni ha fatto questi acquisti, o questo acquisto, se lei era presente?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Quindi lei ha o non ha scienza diretta del posto dove è stato fatto l'acquisto? Intendo dire il commerciante, il negoziante, l'armiere. Se l'acquisto è stato fatto una volta sola o in più riprese? Lei c'ha proprio una conoscenza personale diretta, Scarano, su questo punto?
IMP. Scarano A.: Io conoscenza diretta dell'acquisto non ce l'ho, però una volta mi ha portato lui in un'armeria.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: A Roma, vicino al Palazzaccio. Però lui mi ha detto che lì poteva prendere tutto quello che voleva. Io sono andato con lui, io ho acquistato un piccolo coltellino, 50 mila lire, però lui ha parlato col proprietario; il proprietario era uno alto, robusto, con la barba, capelli abbastanza grigi. Però io con questa persona non ci ho mai parlato, io ho acquistato soltanto quel coltellino e siamo andati via.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Però poi non so se lui ha acquistato lì o ha acquistato da un'altra parte, io questo non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo negozio dove lei comprò questo coltellino, lei lo ha individuato nel corso delle indagini preliminari, durante il sopralluogo?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre in tema di armi. Lei ha riferito di quelle armi che, a quanto lei ha saputo o le fu detto, venivano da un collezionista che aveva subìto un furto, no, si ricorda?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei è in grado di dire alla Corte più o meno quando lei ha avuto queste armi, quando le sono state consegnate? E io le suggerirei, come punto di riferimento, la data del suo arresto, così lei può ritornare indietro, a seconda dei suoi ricordi, di un giorno o di tre anni. Ecco, è il punto di riferimento più sicuro la data del suo arresto.
IMP. Scarano A.: Esattamente è stato nei primi '94, primi mesi '94.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ha un ricordo che si tratti dei primi mesi del '94.
IMP. Scarano A.: Sì, primi mesi del '94: marzo, aprile. Febbraio, aprile, marzo. Insomma, quel periodo lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ho bisogno di un chiarimento sul punto di questi giubbetti, o giubbotti antiproiettile. Lei sa, perché ha visto anche le foto l'altro giorno, che qualche cosa del genere c'era lì anche nel terreno di Frabetti. Ecco, ma lei per caso ha auto occasione di vedere giubbetti antiproiettile solo in questa occasione, o in più occasioni?
IMP. Scarano A.: No, in più occasioni. Perché Bizzoni mi ha portato, adesso non mi ricordo il nome, tre o quattro o due-tre, non lo so di preciso, in più volte non tutti insieme.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Può darsi che l'abbia nascosto prima o dopo, però non lo so, non mi ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma quelli che le ha portato Bizzoni sono andati tutti a finire lì nella cassetta, quella lì sotto quella specie di stalla, sotto la paglia? Oppure una parte ha preso qualche altra destinazione?
IMP. Scarano A.: Mah, sono andati tutti a Palermo, se l'è portati Spatuzza e Carra. Adesso non lo so, che ricordi io dentro la borsa non ce n'era.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito, ho capito.
Senta ancora, per l'acquisto di queste armi lei ha detto che Bizzoni aveva per le mani un porto d'armi intestato a un certo Monti.
IMP. Scarano A.: Monti Gino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Se non mi sbaglio lei ha detto che conosceva a sua volta questa persona.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, lo conosco da parecchio tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dare un attimino alla Corte la spiegazione del perché e del per come anche lei conosceva questo signore?
IMP. Scarano A.: Mah, lo conosco dal '75 perché io dove abitavo prima frequentavo un bar a piazza dei Gerani, Centocelle, dove lui era tutti i giorni, fa il tranviere, c'aveva il capolinea proprio fuori al bar e si frequentava. Che oggi c'è una sala giochi di cavalli in quel bar. E lo conosco da parecchio tempo, solo per questo.
Però l'avevo perso di vista dopo il suo divorzio con la moglie.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo? Mi scusi.
IMP. Scarano A.: Dopo il suo divorzio dalla moglie.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, il divorzio, non avevo sentito.
IMP. Scarano A.: Con la moglie e si era andato a abitare con la madre e il padre.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E praticamente nella zona io non l'ho più visto per parecchio tempo, per quattro, cinque anni non l'ho visto per niente. Poi tutto assieme Bizzoni mi dice che aveva trovato un qualcosa del genere, però serviva una fotografia. Quando è venuto da me ci stava pure Giacalone. Giacalone ci ha risposto che c'aveva una foto di un morto, che la portava in tasca Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Di un morto, vuol dire di una persona che poi era...
IMP. Scarano A.: Sì, morta.
PUBBLICO MINISTERO: Non la fotografia di un ammazzato? La fotografia...
IMP. Scarano A.: No, no, di una persona morta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Una fotografia... l'ho vista pure io la fotografia. Solo che la fotografia era anziana, di una persona molto anziana. E Bizzoni ci ha risposto, dice: 'va bene'. Però poi io non so se questa cosa è andata avanti fra di loro oppure si è fermata lì. Questo non lo so.
So soltanto che quando mi ha chiamato per le armi, che c'aveva le armi a casa, dentro un garage.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco ma...
IMP. Scarano A.: Ci ho detto come ho fatto a prenderle e mi ha detto, dice: 'ho messo uno scarabocchio, ho firmato così'. Però di più non so.
PUBBLICO MINISTERO: E con questo signore titolare di questo porto d'armi, lei ha avuto occasione di parlare di questo fatto proprio, cioè che porto d'armi era nelle mani di questo Bizzoni e che il Bizzoni... eccetera, eccetera. Oppure no?
IMP. Scarano A.: Io quando sono venuto a conoscenza di questa cosa e ho visto il porto d'armi che c'era scritto il nome di Monti, Gino Monti, dico: 'io questo lo conosco'. E infatti Bizzoni poi mi ha portato a casa sua, io non sapevo dove abitava. A Quarticciolo diciamo, zona Quarticciolo dove abita la madre di Monti. Allora Monti mi ha risposto, mi ha detto: 'non è che questo qui, gli ho dato questa cosa, questo documento, mi mette in mezzo ai guai?'.
'Mah' - gli ho detto io - 'penso di no. Non lo so io poi quello che fa adesso, quello che non fa'. Però non sono andato oltre.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, del nome di questo signore, il nome di battesimo intendo dire, Gino, è sicuro lei? O veniva chiamato Gino questa persona, o era un soprannome, o un diminutivo? Perché uno può essere Gino e si chiama Luigi.
IMP. Scarano A.: No, io lo conoscono...
PUBBLICO MINISTERO: Luigino...
IMP. Scarano A.: Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Io lo conosco come Gino.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Anzi, dirò di più. Quando ci siamo incontrati mi ha detto che era stato carcerato, ed era cosa strana per lui. Cioè una persona che lavora per un'azienda del genere, carcerato. A Bari, Brindisi, di quelle parti lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora cambiamo argomento, cambiamo scenario. Lei ha già riferito della volta in cui arrivò il camion nel cortile di via Ostiense di Di Natale. Allora, le devo chiedere alcuni particolari, alcune precisazioni.
Lei ebbe modo di osservare se questo camion, nell'entrare o nell'uscire da questo cortile, ebbe dei problemi?
IMP. Scarano A.: Che sappia io, no. Io l'ho saputo dopo, in secondo tempo, che c'era qualcosa al cancello che era successo, però non è che ho visto il danno.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei con gli occhi suoi non ha visto questo danneggiamento, per intendersi.
IMP. Scarano A.: No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dice l'ha saputo in un secondo tempo.
IMP. Scarano A.: L'ho saputo di Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha saputo?
IMP. Scarano A.: Di Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Da Di Natale.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Una volta che questo camion terminò queste operazioni di scarico, che cosa successe proprio concretamente? Lì, a quello che ha raccontato, eravate in più persone. Il camion va via. Ecco, ora avrei bisogno che lei precisasse che cosa fece lei: se si trattenne, se andò via, se andò via da solo, se si portò qualcuno, se vi muoveste tutti assieme? Questo è un particolare che non le ho ancora chiesto e che avrei bisogno lei mi chiarisse.
IMP. Scarano A.: Quello che ho visto io, dopo andato via il camion... il camion è andato via subito mi sembra, a quanto mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Questi rotoli, questi quattro rotoli li stavano mettendo dentro un magazzino, tipo magazzino. Sono stati chiusi lì dentro e siamo andati via. Con me c'era Lo Nigro, c'era Giuliano, non ricordo bene se Benigno e Giuseppe pure, ci stava un'altra macchina dei miei.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto Giuseppe?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Giuseppe chi?
IMP. Scarano A.: Giuseppe Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Appunto, l'ha già detto Giuliano.
IMP. Scarano A.: Sì. Peppuccio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma allora quante sono queste persone lì?
IMP. Scarano A.: Che ricordi io, erano tutti là.
PUBBLICO MINISTERO: Appunto, ma lei ha detto Giuseppe e poi Giuliano e poi dice è la stessa persona.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ha detto Lo Nigro.
IMP. Scarano A.: Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ha detto?
IMP. Scarano A.: Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Benigno... Ecco, mi sembrava che questo nome mancasse.
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, ascolti me, ho bisogno di capir questo: lei l'ha visto concretamente collocare dentro questo magazzino questo materiale, cioè questi rotoli? Oppure ha capito che doveva esserci messo, ma ancora non c'era andato?
IMP. Scarano A.: No, no, l'ho visti collocare dentro il magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta...
IMP. Scarano A.: Poi... Posso parlare?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Poi di Di Natale ho saputo che li aveva occultati dentro... ha ordinato un camion di breccia, l'ha messo sotto la breccia.
PUBBLICO MINISTERO: La breccia è il brecciolino?
IMP. Scarano A.: Il brecciolino sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perché...
IMP. Scarano A.: Ma questo l'ha fatto lui col figlio. Me l'ha detto a me dopo, in un secondo tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa precisazione comporta che io le debba chiedere: quando gliel'ha fatto questo discorso il Di Natale?
IMP. Scarano A.: Di Natale me l'ha fatto dopo subito cinque, sei giorni che è avvenuto lo scarico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Perché ricordo all'epoca è venuto... è arrivato questo materiale a Roma, sono venuti loro, hanno scaricato e sono andati via.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Praticamente sono andati via, dopo cinque-sei giorni Di Natale mi ha detto che aveva ordinato un camion di breccia e l'ha occultato sotto questa breccia.
PUBBLICO MINISTERO: E è la stessa volta in cui Di Natale le dice anche che c'è stato il danneggiamento del cancello, o è stata una conversazione diversa?
IMP. Scarano A.: Sì, può darsi che è stato quel periodo lì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questa conversa...
IMP. Scarano A.: Il primo incontro che c'ho avuto con lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti. Ma questa conversazione che lei ha avuto con Di Natale, dove l'ha avuta?
IMP. Scarano A.: Sotto casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Di Natale era venuto a cercare lei?
IMP. Scarano A.: Sì. Perché dopo lo scarico, dopo avvenuto questo scarico, il Di Natale non sapeva niente quanto doveva stare lì questo materiale o meno. Praticamente ha visto che sono passati più giorni, è passato quasi un mese. Perché è stato scaricato i primi di luglio, fine giugno, più o meno la data è quella. Praticamente quando hanno scaricato è passato quasi un mese e questo veniva tutti i giorni da me perché voleva liberarsi di questa roba.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E io ci ho detto: 'io non so niente, non lo so, dovrebbero venire adesso, devono venire, perché se l'hanno scaricato, se l'hanno portato questo materiale, devono venire'. E Di Natale ogni tanto veniva pure, veniva spesso a casa mia, voleva pure soldi, voleva qualche cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. E quindi c'è stata questa conversazione.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Tra le e il Di Natale.
IMP. Scarano A.: In questa occasione mi ha detto del cancello, che si era rotto il cancello, servivano i soldi per il cancello. Ci ho detto: 'vediamo, quando vengono loro poi ti fai dare qualche cosa'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei, prima del giorno in cui - secondo il suo racconto - è poi tornato nel cortile di Di Natale assieme a Cosimo e con quella certa macchina, c'aveva più rimesso piede nel cortile di Di Natale?
IMP. Scarano A.: Io dopo che hanno scarica... No, dopo no.
PUBBLICO MINISTERO: Non so se è stata chiara la mia domanda, Scarano. Volevo dire: lei ha detto di essere stato presente il giorno in cui è stato fatto lo scarico.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ha raccontato di essere stato presente il giorno in cui è stata portata la Uno che aveva prelevato Lo Nigro mentre si trovava assieme a lei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Fra il primo episodio e questo secondo episodio, lei ci aveva più messo piede nel cortile di Di Natale, oppure no?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Precedentemente dello scarico sì, sono andato a levare l'hashish che ci stava.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', prima dello scarico dell'esplosivo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ascolti: lei sa se in previsione dell'impiego dell'esplosivo che si trovava lì da qualcuno siano state date eventualmente delle istruzioni a Di Natale, o a qualcuno di famiglia del Di Natale, perché le balle, o i rotoli, da un certo punto fossero messe in un altro, da un altro in quell'altro. Se ne sa qualche cosa?
IMP. Scarano A.: No, su questo non so niente. Su questo soltanto Di Natale mi ha detto che l'aveva occultati dentro la breccia, al centro del cortile. Invece di tenerli nel magazzino, perché erano scoperti nel magazzino, l'ha messi sotto questa breccia. Questo me l'ha detto Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, quando lei arrivò nel piazzale, o per meglio dire nel cortile, e vide il caricamento di questi rotoli sulle due macchine, questi rotoli dove si trovavano? Si trovavano nel cortile, sotto la breccia, nel magazzino, o da qualche altra parte?
IMP. Scarano A.: Ma lì, io quando sono arrivato lì con la macchina, la stessa sera, lì dentro c'ho trovato, c'era Benigno, c'era Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E non so se l'hanno tirati sotto della breccia. Comunque stavano di fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco no, ma io volevo sapere dove l'ha viste lei?
IMP. Scarano A.: Di fuori, di fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Fuori vuol dire nel cortile, all'aperto?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Non nel magazzino?
IMP. Scarano A.: No, no, no. Stavano già fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Appoggiate per terra?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, per terra. Ho visto che c'era una buca diciamo, un po' di breccia levata da una parte e l'avevano tirate fuori di lì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quando...
IMP. Scarano A.: Da dove ce l'ha messa Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. No, va be', d'altra parte lei non lo sa, me l'ha detto un attimo fa, che siano date delle istruzioni a Di Natale?
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo sa per certo, voglio dire Scarano?
IMP. Scarano A.: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando Di Natale veniva, per così dire, a lagnarsi da lei perché c'aveva questo materiale lì e gli dava, non ho capito bene, se fastidio, preoccupazione o che altro; lei che tipo di risposte ha dato a Di Natale, se gli ha dato una qualche risposta?
IMP. Scarano A.: Io gli dicevo di aver pazienza e che non sapevo niente nemmeno io che fine avessero fatto. Dico: 'mo' vediamo che si può fare, devono venire per forza. Se hanno fatto... se hanno portato questo materiale devono veni''.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi...
IMP. Scarano A.: Dico: 'stai tranquillo che mo verranno, mo mi metto in contatto io', gli dicevo, no? per tenerlo un po' buono.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, è possibile che a Di Natale lei abbia detto che doveva pazientare perché queste persone che avevano portato il materiale, dovevano organizzarsi per compiere una serie di azioni non solo a Roma, ma anche da qualche altra parte?
IMP. Scarano A.: No, no. Io questo non l'ho mai detto al Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo esclude con sicurezza questo...?
IMP. Scarano A.: Lo escludo totalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sa che questa circostanza le è stata contestata a suo tempo negli interrogatori.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: E' stata contestata anche prima che lei decidesse di riferire quello che sapeva all'Autorità Giudiziaria?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda, lei ha sempre smentito di avere detto a Di Natale...?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Ho sempre smentito una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: E lo smentisce anche oggi?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha idea se qualcuno - non lei, lei dice: io non sono stato - se qualcuno possa essere andato a fare a Di Natale per l'appunto questo discorso che io riassumevo un attimo fa? Cioè a dire che ci voleva un attimino di pazienza perché dovevano essere organizzate più cose da realizzarsi contemporaneamente in più luoghi. Ha idea se e chi possa essere andato a fare un discorso del questo genere a Di Natale?
IMP. Scarano A.: Io posso dire soltanto una cosa - se è successa una cosa del genere - : che nel frattempo, al momento che è venuto l'esplosivo a Roma, e poi sono avvenuti gli attentati...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... è venuto Spatuzza nell'arco di tempo, durante il mese.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E' venuto Spatuzza a Roma a casa mia con la... ha preso l'aereo penso. E' venuto con l'aereo, dice: 'dobbiamo andare da Di Natale'. Perché lì c'era una busta che conteneva quattro lettere e dovevano essere imbucate queste lettere. Se Spatuzza avesse parlato con lui, perché io son rimasto in macchina. Ha preso, ho visto lo Spatuzza che poi usciva dal cortile con queste buste, con questa busta. Siamo andati verso, abbiamo... a tutta la via lì come si chiama? Via Ostiense, verso il centro. Però non ricordo bene in quale punto son state imbucate queste lettere. Che la quale mi ha detto, veramente andava al Corriere. Poi non mi ha detto più niente.
PUBBLICO MINISTERO: "Al Corriere", cioè a un giornale, vuol dire?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Al Corriere, sì.
Però non so se Spatuzza avrebbe detto qualcosa al Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi queste buste si trovavano presso Di Natale?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol dire questo, lei?
IMP. Scarano A.: Io penso che son state date in mano a lui personalmente quando si è scaricato questo camion.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Li metti da una parte, insomma. Ho capito così.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Senta Scarano, ma a lei - parlo del cortile di Di Natale - a lei in faccia - per farmi capire bisogna adopri proprio questa espressione - a lei in faccia oltre al Di Natale, chi l'ha vista?
IMP. Scarano A.: Mah, io non ricordo se c'era il figlio pure.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sa che è una famiglia piuttosto numerosa quella del...?
IMP. Scarano A.: Certo, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei pensa di essere stato visto in faccia dal figlio e da chi altri?
IMP. Scarano A.: Dal figlio e da lui. Donne non ce ne erano lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
E' possibile...?
IMP. Scarano A.: Se poi qualcuno - scusi, eh? - ...
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego.
IMP. Scarano A.: ... che poi qualcuno mi abbia visto così di sfuggita, perché il cancello della casa del Di Natale, dell'abitazione e il cancello che entra in questo cortile sono attaccati.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: Non lo so se mi hanno visto quando scendevo dalla macchina oppure quando stavo dentro al cortile, però lì donne non ce n'erano praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Potrebbe essere successo qualcosa di simile, cioè che qualcuno la possa aver visto in faccia anche la sera in cui furono caricate le macchine?
IMP. Scarano A.: Mah, non lo so se mi ha visto qualcheduno. A me qualcuno mi ha visto quando sono andato a carica', quando sono andato a carica' praticamente, l'hashish. Perché sono andato il giorno prima io lì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Quando son andato a carica' l'hashish, per prendere appuntamento che l'indomani andavo a caricare l'hashish. E mi ricordo che era l'ora di pranzo che c'erano sette, otto persone a mangia'. Tutta la famiglia e più c'era un muratore che stava facendo il piazzale dove abita il Di Natale, in cemento. L'ingresso diciamo, del giardino. Con un altro operaio. Lì sì. Lì, sì me lo ricordo che mi hanno visto tutti perché son entrato dentro. Stavano a pranzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, perché ha detto che i due cancelli sono...
IMP. Scarano A.: Accanto.
PUBBLICO MINISTERO: ... vicini.
IMP. Scarano A.: Sì, sono quasi attaccati. C'è una siepe, un muro mi sembra che divide diciamo i due posti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho... sempre per rimanere in tema, ma su un punto che è successivo al cortile, al caricamento, alla partenza, a tutto quel tragitto che lei ha riferito l'altro giorno, cioè a dire dopo le esplosioni.
A un certo punto lei ha detto - esattamente il giorno 12, cinque giorni fa - lei ha detto che queste quattro persone montano tutte in macchina con lei.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lì allo Scalo San Lorenzo dove è stata abbandonata quella macchina.
IMP. Scarano A.: La macchina, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Forse son stato io un po' come dire?, un po' troppo sintetico nelle domande, o lei nelle risposte.
Cerchi di raccontare per bene che cosa succede ecco, da quando lei si riprende queste quattro persone a bordo. Dove andate?
IMP. Scarano A.: Io quando c'è stata la... cioè, dopo le esplosioni, aspettavo dalla parte opposta della piazza San Giovanni.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Son passati loro, li sorpasso. A 300 metri dalla partenza, ho sentito il boato e siamo andati verso San Lorenzo. Dopo la ferrovia, dopo il ponte della ferrovia lì vicino dove sta la dogana...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... si fermano di colpo. Si fermano di colpo e scendono. Lasciano tutto acceso e siamo entrati in macchina mia, son montati in macchina mia. Ci stava Giuliano Giuseppe, Spatuzza Gaspare, Lo Nigro e Benigno Salvatore. Tutti e quattro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, da questo punto io ho bisogno che lei ricostruisca al meglio dei suoi ricordi e sempre...
IMP. Scarano A.: Hanno lasciato la macchina, sono montati in macchina con me e siamo andati a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Siete andati direttamente a casa sua?
IMP. Scarano A.: Mi pare che siamo prima andati a casa mia, hanno preso un'altra macchina e se ne sono andati lì a via Re Daua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Dal posto e dal momento in cui sono montati sulla sua automobile...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Arrivare a casa sua quanto tempo sarà stato necessario?
IMP. Scarano A.: Mah, sette, otto minuti. Perché è tutta tangenziale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Dieci minuti al massimo.
PUBBLICO MINISTERO: E una volta arrivati lì sotto, esattamente che cosa è successo? Vi siete trattenuti o no? Sono andati via subito o no? Sono andati via tutti o no?
IMP. Scarano A.: No, son stati un paio di... dieci minuti. Hanno parlato come hanno messo la macchina, come non hanno messo la macchina, quello. Hanno parlato, dice: la macchina andava messa così, no così. Dice: io sono arrivato e l'ho lasciata lì perché c'era confusione, c'erano macchine. Macchine o furgoni.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Al centro della piazza. Mi sembra di aver capito questo. Però diceva Lo Nigro, non ha fatto nessun effetto perché sfoga verso l'esterno dove c'è spazio. Invece, mettendo la marcia indietro come faceva capire lui, dice, faceva più danni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo lei l'ha già riferito.
IMP. Scarano A.: Il coso era fare più danni.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Questo l'ha già riferito. Scarano. Io avevo bisogno invece, di capire una sua affermazione, cioè dire: quando sono stati fatti questi discorsi tra queste persone che riguardavano quello che era successo a Milano?
IMP. Scarano A.: Ah, quello è stato il giorno quando è venuto Lo Nigro da Milano. Il giorno prima. Il giorno prima dell'attentato a Roma, di San Giovanni e di Velabro lì.
PUBBLICO MINISTERO: No, aspetti. Aspetti, aspetti. A che cosa si sta riferendo ora?
IMP. Scarano A.: A Milano.
PUBBLICO MINISTERO: A Milano in che senso?
IMP. Scarano A.: Lei ha detto: Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ho detto Milano, ma voglio passarle avanti, lei sta dicendo: 'sì i discorsi di Milano sono stati fatti il giorno prima'. Quali discorsi?
IMP. Scarano A.: Il discorso che Lo Nigro veniva da Milano quando è venuto a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
IMP. Scarano A.: Il giorno prima dell'attentato a San Giovanni...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... veniva da Milano.
PUBBLICO MINISTERO: ... veniva da Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Il giorno prima. E però...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: ... l'indomani, il giorno dopo arriva Peppuccio.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Io questo l'ho capito.
IMP. Scarano A.: Verso l'ora di pomeriggio.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, questo l'ho capito. Ma volevo ricordarle che l'altro giorno qui davanti alla Corte, il giorno 12 marzo al mattino, lei ha riferito di certi discorsi che ha sentito fare fra queste persone circa il fatto che a Milano per una qualche ragione o per una qualche inconveniente c'era stato qualche cosa che non aveva funzionato nel tempo e nel luogo in cui era successo anche l'attentato a Milano. E ha detto che dovevano succedere tutti e tre a mezzanotte.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Quindi doveva succedere nello stesso momento di qua e di là. Questo ha detto lei.
IMP. Scarano A.: Sì, doveva avvenire la stessa cosa a Milano e la stessa cosa doveva avvenire a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo.
IMP. Scarano A.: Nello stesso orario.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. Allora, quand'è che lei ha sentito fare queste considerazioni che a Milano c'era stato il problema che avevano sbagliato o avevano comunque fatto scoppiare questa macchina invece che nel posto giusto a qualche 100 metri di distanza, invece che all'ora giusta con anticipo di un'ora? Quand'è che l'ha sentito fare questo discorso?
IMP. Scarano A.: Mah, in mattinata. In mattinata l'ho sentito.
PUBBLICO MINISTERO: L'indomani?
IMP. Scarano A.: Ma subito la mattina dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Perché loro sono andati via di pomeriggio. Son stati accompagnati a Napoli.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: E la notte stessa penso che hanno sentito alla televisione, o la mattina, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Siccome lei nell'udienza del 12 di marzo, ha detto che questi discorsi erano stati fatti vicino a a casa sua, nel parcheggio...
IMP. Scarano A.: Ah, la sera? Quello è stato il fatto di San Giovanni. Il discorso che la macchina doveva andare per un verso invece che all'altro, son stati fatti subito lì. Quando siamo arrivati a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E allora invece il discorso di Milano è un discorso che è stato fatto...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... in un momento diverso.
IMP. Scarano A.: Dopo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Il commento diciamo, dell'attentato a Roma è stato fatto a caldo. Subito dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano gliel'ho già chiesto, mi pare non son sicurissimo, comunque, la domanda la ripropongo in forma diretta e molto neutra: è possibile o è da escludere o è certo che Frabetti sia stato, sia capitato assieme a lei in via Ostiense?
IMP. Scarano A.: Frabetti, mai. Mai è venuto con me a via Ostiense.
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo esclude?
IMP. Scarano A.: Sì, lo escludo veramente.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, il 29 di aprile dell'anno scorso in un interrogatorio fatto durante le indagini, io questa domanda gliel'avevo già posta tale e quale. E ora le leggo esattamente quello che fu detto.
Bisogna anche perché il discorso sia comprensibile per la Corte, bisogna che legga una paginetta e mezzo di questa trascrizione di quello interrogatorio, pagina 114 per i difensori, 115 per l'esattezza in cima.
Il Pubblico Ministero le chiede in quell'interrogatorio a lei Scarano, dice:
"Come si spiega però che Di Natale - a parte - come si spiega però che Frabetti lo conoscono tutti lì presso l'abitazione del Di Natale?"
E risponde lei:
"Il Frabetti l'ha visto a casa mia, Di Natale".
Io le obietto: "Ma le donne non l'hanno mica visto a casa sua il Frabetti?"
Lei mi rispose: "Questo Frabetti è uscito fuori dottor Chelazzi dopo il processo, dopo tutte queste cose. Il Frabetti lo può non dire guardi, io lo auguro che si pentano tutte queste persone che hanno partecipato qui".
E io, convengo e dico: "Anch'io me lo auguro. Lo auguro di cuore. Se c'è uno che il Frabetti che dice che ha partecipato a qualche cosa, io le dico: Frabetti bisogna che ci sia stato lì in via Ostiense, per riconoscerlo tutti al completo."
Lei mi dice: "Può darsi. Può darsi pure che a via Ostiense è venuto con me col furgone quando dovevo caricare l'hashish. Mi ha dato una mano a me, perché il furgone ce l'aveva lui. Il furgone mio io l'ho comprato, eccetera, eccetera". Può darsi pure che è venuto con me quando siamo andati a caricare l'hashish, ma non è che sapevano che si chiamava Frabetti come non sa chi se l'è portato lì".
Ecco. Qui lei, in queste dichiarazioni sostanzialmente aveva ammesso la possibilità che Frabetti fosse capitato in via Ostiense insieme a lei comunque solo per la vicenda dell'hashish.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oggi invece, al dibattimento - ma mi pare che glielo avessi già chiesto in una delle udienze precedenti - lei ha detto: "No, lo escludo che Frabetti sia venuto lì". Ecco.
IMP. Scarano A.: No, io ammetto anche quello che ho detto. Però io credevo che lei si riferiva a, in riferimento diciamo, alle preparazioni delle macchine per le stragi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Per quello ho detto: lo escludo totalmente. Su questo punto qui, può darsi che io non ricordi di averlo avuto con me. Se lo avessi visto mai con me. Non lo escludo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, ma il furgone quello arancione, lì in via Ostiense c'è capitato in quante occasioni?
IMP. Scarano A.: In una occasione sola.
PUBBLICO MINISTERO: Ed esattamente quale?
IMP. Scarano A.: Prima, quando sono andato a caricare l'hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Quando se l'è riportato via?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, l'altro giorno lei ha riferito una serie di circostanze che riguardano l'utilizzo dell'abitazione di quel certo Giacomino. Eh?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Col cognome, quello originale. Allora, le devo chiedere ancora qualche cosa su questo punto.
C'ha la tosse? Ha bisogno di un bicchier d'acqua? Sennò poi alla fine io non sento lei se tossisce, e lei non sente me.
PRESIDENTE: Ha bisogno di acqua?
IMP. Scarano A.: Sì, se me lo porta un goccino.
PRESIDENTE: Per cortesia.
Possiamo riprendere. Almeno credo, vero?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora...
IMP. Scarano A.: Signor Giudice, posso un attimo?
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: Io volevo fare una deposizione spontanea.
PUBBLICO MINISTERO: Hai voglia! Ma siamo in un interrogatorio. Comunque può dire tutto quello che vuole, basta che parli di cose del processo.
IMP. Scarano A.: No, no. Non sta a verbale, eh?
PRESIDENTE: Non sta?
IMP. Scarano A.: Nei verbali che ho fatto.
PRESIDENTE: Va bene.
IMP. Scarano A.: Mi sono ricordato di una cosa...
PRESIDENTE: Dica.
IMP. Scarano A.: SI ricorda che io avevo detto che il camion era arrivato a casa mia quando è venuto Messina Denaro, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Ecco. Io adesso ho ricordato che il Messina Denaro con Enzo Sinacori son arrivati la mattina verso le 10.00-10.30 a casa mia. Hanno pranzato a casa mia. Nel pomeriggio verso le tre e mezza-le quattro siamo andati sull'accordo anulare all'uscita della Roma-Napoli e siamo andati a prendere questo camion. Questo camion con l'esplosivo e le armi.
PUBBLICO MINISTERO: La seguo.
IMP. Scarano A.: Siamo andati vicino casa mia a scaricare dietro casa mia, è stato scaricato tutto dentro la Y10. Si è fatto il giro del fabbricato, dell'isolato e con la Y10 carica, la Y10 quando siamo arrivati al portone dove io abito, siccome sopra c'è una mensola, una mensolina di cemento non si vede, la macchina è andata quasi dentro vicino al gradino della porta, non si vedeva niente di fuori...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... e abbiamo scaricato questa macchina. Proprio perché non... e l'abbiamo portata giù in cantina. Comunque il camion non è venuto direttamente a casa mia, bensì siamo andati a prenderlo sull'accordo anulare, all'uscita della Roma-Napoli. Questo volevo dire.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi siete andati tutti e tre?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, Messina Denaro e Enzo?
IMP. Scarano A.: E Sinacori, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. E con la macchina sua?
IMP. Scarano A.: Con la macchina mia, sì. Con la macchina mia: la Y10.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, con due macchine...
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... siete andati.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Va bene.
PRESIDENTE: Con due macchine o con una?
IMP. Scarano A.: Due, due.
PRESIDENTE: Tutte e due sue?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Una, mia e una di Sinacori.
PRESIDENTE: Anche quella era?
IMP. Scarano A.: Una Y10.
PRESIDENTE: Una Y10 anche quella.
PUBBLICO MINISTERO: Quella bianca.
PRESIDENTE: Sì, sì. Targata Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho capito.
IMP. Scarano A.: Questo non sta nei verbali. Questo me lo sono ricordato l'altro giorno pensando...
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
Dunque, torniamo lì dal signor Giacomino. Giacomino. Lei ricorda se per caso da parte di qualcuno fu provveduto a mettere nell'appartamento - che questo Giacomino mise a disposizione - che so? qualche letto in più, qualche brandina...
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... divano?
IMP. Scarano A.: Una branda che si apre e si chiude. Ce l'ho data io. L'ho portata io. E il materasso.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha mai saputo se in casa di questo Giacomino finirono a dormire le persone che era previsto inizialmente alloggiassero lì o se ne finì a dormire di più?
IMP. Scarano A.: Io li ho visto: Sinacori, ho visto Denaro Messina Matteo e ho visto due napoletani. E basta. Non ho visto più nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Beh. Senta può darsi che per chiedere questo appartamento, la cortesia a questo Giacomino, a questa persona sia stato detto che si trattava di parenti suoi?
IMP. Scarano A.: Mah, questo non me lo ricordo. Ho detto che mi serviva... se sapeva, se conosceva qualcuno che ci aveva un appartamentino per affittarlo. Io non ricordo se... suo parente o cose varie. Amici, mi sembra che ci ho detto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' possibile che qualche discorso per chiedere a Giacomo, a Giacomino questa cortesia invece che solamente lei glielo possa aver accennato uno dei suoi figlioli?
IMP. Scarano A.: Mah, io i miei figli non ho messo mai in mezzo. Poi può darsi pure che hanno sentito qualche cosa, perché quando io l'ho detto a Giacomino, l'ho detto fuori lì al bar. Se c'era, conosceva qualche persona che c'aveva qualche appartamento. Dato gli lui fa l'imbianchino, a Roma si dice: pulisce gli appartamenti, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Può darsi pure che ci stava qualcuno dei miei figli lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, Giacomino...
IMP. Scarano A.: Mica lo metto in dubbio. Però lui stesso, si è offerto lui stesso. Dice: 'guarda, per quanto ti serve questo appartamento?'
'mah, ci ho detto, non lo so, 10-15 giorni'.
'per 15 giorni ti posso dare il mio, ti posso favorire io. Perché mia madre non ci sta, sta in Abruzzo' dice, m'ha detto.
Dico: 'va beh, andiamo a vede'.
Dice: 'l'appartamento è libero' e me l'ha dato lui, così di spontanea volontà.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, nel periodo in cui Matteo, Enzo si son trattenuti lì, è possibile che abbiano avuto in prestito anche momentaneo da lei la sua macchina, la sua Audi?
IMP. Scarano A.: La macchina mia, no. Mai. In prestito macchine mie dal momento che sono stati lì loro, no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Io non so nemmeno quanto sono stati lì. Perché io sono andato il giorno che l'ho accompagnati, sono andato l'indomani mattina un'altra volta se aveva bisogno di qualche cosa. Messina denaro Matteo mi ha detto: 'tu qui, non ci devi venire. Se c'ho bisogno di qualche cosa, ti vengo io a trovare'.
Da quel momento in poi non li ho più visti. Infatti quando sono andati via, adesso non ricordo 10 giorni o 15 giorni, 8 giorni, una settimana, o 5 giorni, ho incontrato il proprietario della casa che mi ha detto: 'sai, quegli amici sono andati via, quegli amici tuoi. Hanno lasciato un sacco di latte, dice, e biscotti'.
E io ci ho risposto: 'mangiali'. Tutto qui. Non ho saputo più niente.
PUBBLICO MINISTERO: Giacomino le ha mai raccontato quali erano le abitudini di queste persone nel periodo in cui si sono trattenute in questo appartamento?
IMP. Scarano A.: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: Qualche abitudine?
IMP. Scarano A.: Mah, abitudine mi ha detto che stavano dentro casa. Però la sera uscivano. Nel pomeriggio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei come si è sdebitato con Giacomino?
IMP. Scarano A.: Io gli ho regalato un po' di cocaina. Perché gli ho detto se voleva soldi, mi ha detto di no. Ho comprato 50 grammi, 100 grammi non mi ricordo adesso. E gliel'ho regalata, sapendo che lui faceva uso, non lo so, la vendeva.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ricorda se più o meno all'epoca di questi fatti, cioè o prima o dopo evidentemente, questo Giacomino fu anche incarcerato?
IMP. Scarano A.: Sì, è stato carcerato, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prima o dopo questa vicenda della casa, se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Eh, non mi ricordo questo fatto qui, no. Non so se è stato prima o dopo. Ma mi sembra dopo è stato. Sicuramente dopo che è venuto Messina qui a Roma, a casa sua.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, visto che si sta parlando sempre di appartamenti, torniamo a quello del quartiere africano, quello di via di Re Daua. Lei ha mai saputo - e se l'ha saputo, qual'è la spiegazione - se da questo appartamento, dopo che fu terminata l'utilizzazione, fu portato via qualche cosa, tipo un divano o delle poltrone, insomma delle suppellettili, che poi andarono a finire a Capena?
IMP. Scarano A.: Sì sì, il divano e il letto, tutti e due i divani letti.
PUBBLICO MINISTERO: E come è questa storia, come andò? Come mai? Ad iniziativa di chi?
IMP. Scarano A.: Mah, non ricordo bene dove sono stati messi questi divanetti.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma di chi fu l'idea, le stavo chiedendo?
IMP. Scarano A.: Era mia.
PUBBLICO MINISTERO: Sua?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per fare questa operazione ha fatto da solo o ha fatto con qualcuno?
IMP. Scarano A.: Adesso non mi ricordo se l'ho fatto da solo o con qualcuno.
PUBBLICO MINISTERO: No, volevo dire, se si è messo... di un divano, per portarlo giù da un appartamento e poi metterlo da qualche parte si può fare anche da soli, per carità.
IMP. Scarano A.: No, da solo no, da solo no. Ma se non mi sbaglio c'era Frabetti, con me.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, chiamiamolo minisgombero, l'ha fatto con il furgone o con la jeep, con che mezzi? Se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Guardi, signor Giudice, io mi sembra che nemmeno ci sono andato lì, ci ha dato una mano Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Allora...
IMP. Scarano A.: Mi sembra. Io non ci sono andato per niente.
PUBBLICO MINISTERO: Soprattutto se si tratta di domande mai fatte, per cortesia, rifletta un attimo prima di rispondere, ecco. Allora, ricominciamo da capo. Le ho chiesto se le risultava che... Dice: 'sì, mi risultava che i divani letto da via di Re Daua sono finiti a Fornello'. O, per meglio dire, a Capena, non a Fornello: a Capena.
Allora, cerchiamo di vedere se lei si ricorda come è andato questo episodio. Ecco, allora il primo punto mi pare sia questo: chi è che ha avuto l'idea di fare questo trasferimento di mercanzia da un posto a un altro. Lei ha risposto: 'io'.
Io le chiedo: è sicuro?
IMP. Scarano A.: Eh, sono sicuro sì, perché lo sapevo solo io di questi divani.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMP. Scarano A.: Però, posso parlare?
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: Quando sono stati portati questi divani lì, all'inizio, poi questa casa è stata chiusa. Ad agosto, a fine agosto quando sono ritornati tutti questi di Palermo, queste persone, lì la serratura era cambiata; praticamente era Bizzoni più responsabile di me di questi divani. Mi sembra che io ne ho parlato con Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Però Bizzoni, se non mi sbaglio, io non vorrei sbagliare perché sono particolari un po', cioè...
PUBBLICO MINISTERO: Un po' secondari, va bene.
IMP. Scarano A.: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, insomma, sono particolari anche questi.
IMP. Scarano A.: Mi sembra che Bizzoni avrebbe pensato di levarli di lì dentro, li ha portati a casa sua, in qualche garage. Però esattamente non ricordo bene la cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma...
IMP. Scarano A.: Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego, certo.
IMP. Scarano A.: Mi sembra che si è incaricato Bizzoni di questi. E dove li ha portati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Però poi a Capena come ci sono finiti, chi ce li ha portati?
IMP. Scarano A.: Io ad essere sincero non mi ricordo proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, se non se lo ricorda, non se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: Non me lo ricordo proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Bisogna ritornare su un punto. Allora, le chiedo proprio in maniera diretta e specifica, quando l'ha conosciuto Giacalone lei? E dove?
IMP. Scarano A.: Io l'ho conosciuto a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. In che occasione?
IMP. Scarano A.: La prima volta, quando sono andato a prendere l'hashish.
PUBBLICO MINISTERO: L'hashish.
IMP. Scarano A.: Mi ha portato Cannella, mi ha portato all'autosalone suo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMP. Scarano A.: A Brancaccio.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMP. Scarano A.: Sono stato circa tre ore lì dentro, due ore e mezzo, tre ore.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Nell'occasione, con Giacalone, di che cosa avete parlato?
IMP. Scarano A.: Di niente.
PUBBLICO MINISTERO: Di niente.
IMP. Scarano A.: Più o meno, mi ha offerto un caffè lì dentro, abbiamo parlato del più e del meno, delle macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh. Lei, Giacalone l'ha rivisto successivamente, a Roma?
IMP. Scarano A.: Sì sì.
PUBBLICO MINISTERO: A Roma?
IMP. Scarano A.: Certo, è stato l'unico che ha frequentato Roma molto di più.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ascolti. Quando vi siete visti e conosciuti a Palermo, quel certo giorno, per caso vi siete messi d'accordo sul fatto che Giacalone sarebbe venuto a Roma? Lui le ha anticipato che sarebbe venuto a Roma? Qualcuno le ha detto: 'guarda, questo che hai conosciuto oggi verrà a Roma'?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Assolutamente no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Abbiamo parlato di macchine, mi ha detto che veniva, girava, andava pure a Milano a comprare macchine. Gli ho detto che a Roma ci si trovano, macchine. E' nata lì, questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Lei ha riferito qui, alla Corte, che lei si trovava assieme a Giacalone a Roma quando, presente Bizzoni, lei gli dice: ' te, che c'hai sempre, ti rigiri case, appartamenti...
IMP. Scarano A.: Sì, sì, quello è venuto...
PUBBLICO MINISTERO: ... palazzi...
IMP. Scarano A.: Quello è venuto in un secondo tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ho capito in un secondo tempo. Ma Giacalone era quindi venuto a Roma?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nell'occasione.
IMP. Scarano A.: Era presente.
PUBBLICO MINISTERO: Era venuto per qualche ragione specifica, o era venuto così, per fare del turismo o perché aveva da trattare con lei altre questioni?
IMP. Scarano A.: Mah, è venuto per macchine, come era venuto già pure precedentemente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Anche per macchine. E si parlava di questo appartamento. Ma dopo...
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo appartamento, Scarano, interessava a lei o interessava a Giacalone?
IMP. Scarano A.: Interessava a Giacalone, l'appartamento. Mica a me. A Giacalone, o a chi per lui.
PUBBLICO MINISTERO: Giacalone è venuto con lei a vedere l'appartamento, ovvero è andato da solo, ovvero è andato con Bizzoni, ovvero non c'è andato?
IMP. Scarano A.: Io, l'appartamento, sono andato con Bizzoni. Ci ho detto io soltanto, quando Bizzoni ha detto che c'aveva l'appartamento, ha detto di pensarci io.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: A tutto. E Bizzoni mi ha portato a vedere l'appartamento. Lui, Giacalone, ha detto di no. Dice: 'pensaci te, e basta'.
PUBBLICO MINISTERO: Giacalone le spiegò perché gli interessava questo appartamento?
IMP. Scarano A.: Assolutamente no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Serviva questo appartamento, e basta, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Le disse che questo appartamento doveva restare a disposizione?
IMP. Scarano A.: Mah, io l'appartamento mi ricordo per un paio di mesi, tre mesi, cose del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Doveva restare a disposizione?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Le chiavi, lei poi - lei, Scarano - le ha avute da?
IMP. Scarano A.: Da Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Le ha date a?
IMP. Scarano A.: Mah, a chi l'ho date non ricordo bene, le ho date mi sembra a Spatuzza. Che sono venuti, a mano a mano venivano a Roma; ma sono venuti un sacco di volte, non è che posso adesso pensare quando, come e perché.
PUBBLICO MINISTERO: No. Sì, sì, io non pretendo, per carità, una precisione di questo tipo. Era semplicemente per mettere a fuoco - io seguo il suo racconto - per mettere a fuoco il primo passaggio, l'inizio per così dire: 'io ho avuto le chiavi da Tizio, ho dato le chiavi a Caio'.
IMP. Scarano A.: Mi sembra a Spatuzza. A Spatuzza, a Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, se questi sono venuti una volta o trecento, la cosa non cambia. Ho capito. Le sembra, quindi non è sicurissimo.
L'altro giorno, Scarano, lei raccontava di avere tra le sue conoscenze a Roma una coppia, marito e moglie: lui si chiama Liberati, e la signora non si ricordava il nome, poi si è ricordato che si chiamava Simonetta.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Non mi ricordo se gliel'ho chiesto, ma glielo chiedo comunque ora in forma diretta: le risulta che questo signor Liberati abbia avuto dello stupefacente da lei?
IMP. Scarano A.: Sì. Dieci chili di hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Per caso finì in galera poi, questo signor Liberati?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma proprio perché aveva avuto quest'hashish, gli trovarono quest'hashish, o per qualche altra ragione?
IMP. Scarano A.: Per l'hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Per questo qui.
IMP. Scarano A.: Specificamente per l'hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quando glielo dette l'hashish a Liberati, lei era da solo o c'era qualcuno?
IMP. Scarano A.: Mi sembra che ce l'ha dato, l'ha portato coso, l'ha portato Frabetti. L'ha portato a casa mia, e io l'ho dato.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh. Senta, questo signore, ricorda se si trovò, appunto, in questa complicazione di questo arresto più o meno all'epoca in cui si svolgono questi altri fatti che sta raccontando? Intendo dire: e l'appartamento di via di Re Daua, e il Giacalone, e il Carra, e quello e quell'altro. Siamo più o meno nella stessa epoca?
IMP. Scarano A.: Mah, questo non lo so. Però posso dire una cosa: che lui stava agli arresti domiciliari, quando è uscito, perché ha fatto pochissimo, ha fatto un mese, un mese e mezzo, non di più. E' stato condannato, mi sembra, a quattro anni.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però è uscito subito.
PUBBLICO MINISTERO: Rigiriamo il discorso, Scarano: l'hashish, questi 10 chili che lei dette a Liberati, da dove proveniva?
IMP. Scarano A.: Era quello che mi hanno dato loro, di Palermo, quello che mi ha dato Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi aveva la provenienza da quello portato da Carra?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Allora, questo signore stette un po' in carcere - lei ha detto - poi ebbe alla svelta gli arresti domiciliari.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Lei, visto che aveva appunto questi rapporti di conoscenza con questa coppia, marito e moglie, ha frequentato l'abitazione...
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... di questi signori?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'altra volta disse stavano in via dei Romanisti.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' possibile che lei abbia frequentato l'abitazione di questi signori portando con sé qualcuno delle persone di cui ha parlato qui, in aula, con riferimento agli esplosivi, agli attentati, e a quello e a quell'altro?
IMP. Scarano A.: Quando è uscito dal carcere, agli arresti domiciliari, sono andato a trovarlo. E con me si trovava Spatuzza e Giuliano, assieme. E ho portato pure loro su, in casa. 'E' un conoscente, questo è un amico mio' dico, 'andiamo a vedere, sta agli arresti domiciliari'.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh.
IMP. Scarano A.: E ci stava Spatuzza, e ci stava Giuliano. Ma in quella casa è venuto pure Lo Nigro, è venuto Giacalone.
Che poi è avvenuto un invito a cena, sempre di Giuseppe; e però non mi ricordo in quale occasione questa cena, questo discorso della cena è avvenuto. Comunque, sono venuti più volte, lì dentro. Con me, assieme a me.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, queste persone, nel venire con lei, venivano in qualche modo presentate? O non venivano assolutamente presentate? Veniva fatto qualche nome, veniva dato qualche nome di fantasia? Se lo ricorda, lei?
IMP. Scarano A.: No, io, che mi ricordi io, nomi di fantasia no. Mi sembra che li conoscevano per nome, benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi col nome loro, di Battesimo.
IMP. Scarano A.: Sì, penso di sì.
PUBBLICO MINISTERO: E perché se li portò in casa di queste persone, di questi marito e moglie?
IMP. Scarano A.: Ma perché si trovavano con me. Perché poi la signora è andata a via di Re Daua a pulire l'appartamento, è andata alla villetta a pulire l'appartamento assieme a una sua amica.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh.
IMP. Scarano A.: E' andata a un altro appartamento sull'Appia, lì con la figlia, a pulire sempre questi appartamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti Scarano, scusi un attimo se la fermo, sennò non ci si capisce più nulla. Quello dell'Appia, di appartamenti, sarebbe?
IMP. Scarano A.: La mansardina, che poi lì sono stati sei, sette giorni, e poi sono andati via.
PUBBLICO MINISTERO: Quello del Tuscolano?
IMP. Scarano A.: Quello Tuscolano sì, non l'Appia. Scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Quello che sarebbe poi Cinecittà Due.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che sarebbe Largo Giulio Capitolino?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, ecco, perché chiamare le cose con cinque nomi diversi...
IMP. Scarano A.: Io dico l'Appia perché...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, va bene.
IMP. Scarano A.: ... i nomi delle strade non li so.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto Appia perché gli torna come Appia, ecco. E allora questa signora è stata a fare pulizie un po'...
IMP. Scarano A.: Un po' dappertutto.
PUBBLICO MINISTERO: Un po' dappertutto, ecco. Ha detto è stata anche a Capena a fare pulizie?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' possibile che lei a Capena, o nella zona di Capena, sia stato anche a pranzo o a cena?
IMP. Scarano A.: Sì. No no, a pranzo, a pranzo.
PUBBLICO MINISTERO: A pranzo.
IMP. Scarano A.: Da Romano, Ristorante Romano.
PUBBLICO MINISTERO: Dove è?
IMP. Scarano A.: Romano.
PUBBLICO MINISTERO: Dove si trova? Vicino a Capena o vicino...
IMP. Scarano A.: Si trova sulla via Tiberina.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla via Tiberina. E questo pranzo, tra chi si svolse?
IMP. Scarano A.: Mah, se non mi ricordo male, dopo che hanno finito l'appartamento era l'ora di pranzo, dopo che hanno finito di pulire.
PUBBLICO MINISTERO: Sì sì.
IMP. Scarano A.: Era ora di pranzo, l'una, le due, adesso non ricordo l'orario, e siamo andati a mangiare. E ci stava mi sembra Lo Nigro pure, Giacalone, e non ricordo altro.
PUBBLICO MINISTERO: Faceste una bella tavolata?
IMP. Scarano A.: Sì, eravamo quattro, cinque persone.
PUBBLICO MINISTERO: O eravate solamente voi quattro?
IMP. Scarano A.: No, quattro, cinque persone, non ricordo bene. Comunque, Giacalone e Lo Nigro ci stavano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei se lo pose all'epoca il problema se poteva essere prudente o imprudente che le facce di queste persone, insieme alla sua, fossero viste da altri? Intendo dire questa signora col marito.
IMP. Scarano A.: No, io questo problema non me lo sono mai posto. Gli altri penso nemmeno, perché sennò non si facevano vedere.
PUBBLICO MINISTERO: Ma perché non ritenne di porselo?
IMP. Scarano A.: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Perché lei non ritenne di porselo, questo problema: sarà prudente, sarà imprudente? Corro un rischio, non corro un rischio, a farmi vedere con questi?
IMP. Scarano A.: Io, signor Giudice, io dopo il fatto di Costanzo voglio tornare un po' indietro.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
IMP. Scarano A.: Io all'ultimo non potevo fare più a meno di niente, perché c'è stata una discussione fra me e loro per la macchina, per l'A112, da Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh.
IMP. Scarano A.: Allora, dopo dieci, quindici giorni mi fanno andare a Palermo, Cannella mi viene a prendere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora visto che sta raccontando una circostanza nuova, la racconti per benino: con ordine, parta dall'inizio. Io le stavo per fare delle domande, la sta raccontando lei: la racconti diciamo da zero, su quest'episodio qui.
IMP. Scarano A.: Da zero, da zero sarebbe quando è stata portata la macchina per l'attentato a Costanzo. Vedendo la mia macchina che usciva di quella traversa, che il giorno prima se l'erano presa, credendo io che si volevano fare una camminata per Roma, normale; invece l'hanno tenuta proprio parcheggio, per tenere un parcheggio occupato, per avere un parcheggio sicuro l'indomani che si doveva portare la macchina con l'esplosivo lì.
E mi sono arrabbiato un po', no? Dico 'così a me mi mettete in mezzo ai guai', dico 'mi fate passare qualche guaio'. E, insomma, c'è stato questo dialogo un po' acceso.
Dopo, loro se ne vanno a Palermo. Dopo 10-15 giorni mi chiamano da Palermo, io non sapevo nessun motivo, credevo, non sapevo mai una cosa del genere. E vengo portato da Cannella in una località fuori Palermo: Musulmeri - o Misilmeri, non lo so - in mezzo alla montagna.
In mezzo alla montagna, dove c'era una villa; e c'erano circa una ventina di persone, trenta.
Però lì ho visto che c'era soltanto Benigno Salvatore; degli altri, non ho conosciuto nessuno. Ma c'era pure Graviano lì, dentro lì.
Quando entro in questa villa, nel salone, con Cannella, vengo portato vicino a una parete che comunicava con la cucina - c'era un arco. Dentro questa cucina era una persona che lucidava la cappa; però, questa persona che lucidava la cappa, lucidava la cappa, che io lo vedevo perché c'era un arco molto grosso, tra il salone e la cucina comunicanti.
Dietro la parete della cucina c'era una persona, che non so ancora oggi esso chi è, non l'ho mai saputo chi è stato. Mi ha detto che sono una brava persona, mi ha detto che sono amico di Giacalone, mi ha detto che sono amico di Denaro Matteo, insomma questi complimenti così.
Ma mi ha detto pure che sapevo soltanto io che questo ragazzo era venuto a Roma, e lo sapevo solo io. E basta: 'arrivederci', 'arrivederci'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, visto che lei ha...
IMP. Scarano A.: Di stare attenti, che lo sapevo soltanto io che questo ragazzo era venuto a Roma, per Costanzo. Che poi sono proceduto anche da altri; quindi mi dica lei se io potevo fare a meno di nascondermi? Oppure di rifiutare.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, prendiamo i distinti problemi, eh? Ora le faccio ancora io qualche domanda. Oh, quindi dopo un certo tempo da che era successo il fatto di Costanzo, la fanno andare già a Palermo, lei ha detto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come è stato convocato, per così dire? Per telefono, per posta?
IMP. Scarano A.: Mah, io adesso... No, per telefono, per telefono.
PUBBLICO MINISTERO: Per telefono.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda chi la chiamò?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda. Lei andò giù a Palermo, si ricorda come?
IMP. Scarano A.: Sono andato con la macchina. Con la nave, mi sembra sono andato.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh. E è venuta a prenderla qualcuno, quando è arrivato?
IMP. Scarano A.: Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: No, dico, quando è arrivato giù, è venuto a prenderla qualcuno, se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Mah, Cannella Cristoforo mi ha portato lì, a Misilmeri.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, l'aveva portata a questo posto - l'ha detto - Cannella. Ma io le chiedo più specificamente se è venuto qualcuno - a Firenze si direbbe "a riscontrarla" - diciamo a prenderla all'arrivo.
IMP. Scarano A.: Mi sembra che è venuto Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci pensi un attimino se le sembra o se è sicuro.
IMP. Scarano A.: Io sono sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, se è venuto questo qualcuno, lei poi è stato accompagnato da Cannella?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è stato portato in questo posto da Cannella con la macchina di Cannella, o siete andati con la sua? La sua di lei, Scarano.
IMP. Scarano A.: Una Ford bianca, Fiesta, di Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Di Cannella, ho capito. Per arrivare a questo posto si ricorda, più o meno, se andando via da Palermo, che ne so, si prende verso Messina oppure si prende verso Trapani, oppure si prende...?
IMP. Scarano A.: Verso Catania.
PUBBLICO MINISTERO: Verso Catania.
IMP. Scarano A.: Un pezzo di autostrada verso Catania, da Palermo verso Catania.
PUBBLICO MINISTERO: Si fa un tratto, si fa... Avete fatto un tratto di strada breve? Un po' lungo?
IMP. Scarano A.: Mah, adesso l'orario, non è che stavo lì a vedere l'orario, quanto ci abbiamo messo; comunque, abbiamo fatto un bel pezzo di autostrada. Uscendo dall'autostrada abbiamo preso una superstrada, una strada nazionale, che si andava a questo paese.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto nelle montagne sta, questo paese?
IMP. Scarano A.: La villa, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah ecco, una villa. E lei ha detto c'erano una ventina di persone, venticinque, trenta, che ha detto?
IMP. Scarano A.: Mah, forse pure più di venti.
PUBBLICO MINISTERO: Ma come erano? Un po' fuori e un po' dentro?
IMP. Scarano A.: Parecchi erano fuori, sotto gli alberi degli ulivi. Qualcuno stava fuori al cancello; e attorno alla casa pure. E dentro ci stavano pure una decina di persone.
Ma Benigno stava vicino alla porta, ai gradini, ai primi gradini, che si saliva con tre gradini su questo salone, dentro casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, Cannella o "Fifetto", come lo vogliamo chiamare, venne con lei dentro la villa o rimase fuori?
IMP. Scarano A.: E' venuto con me dentro la villa.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: E' rimasto assieme a me, a fianco a me.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Benigno, lei lo riconobbe con sicurezza?
IMP. Scarano A.: Sicurissimo, perché era venuto qui a Roma per Costanzo, la prima volta. Solo lui conobbi, lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, tra le persone che nell'occasione vide, c'era qualcun altro che lei a quel momento conosceva?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: L'ho conosciuto dopo, che c'era Graviano, e quel viso l'avevo visto in quella villa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei ha visto una persona, se capisco bene, in quella villa che poi, successivamente...
IMP. Scarano A.: L'ho visto a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: ... ha visto a Roma. E sa che si tratta di? Graviano, quale?
IMP. Scarano A.: Graviano Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Di Graviano Giuseppe.
IMP. Scarano A.: Detto "Madre Natura".
PUBBLICO MINISTERO: Detto?
IMP. Scarano A.: "Madre Natura".
PUBBLICO MINISTERO: "Madre Natura".
IMP. Scarano A.: Così lo chiamano loro.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, poi, arriveremo anche a chiarire quest'episodio di questa conoscenza con questa persona.
Oh, ma noi siamo partiti da un altro punto; perché le ho chiesto se si era posto il problema se era una imprudenza o meno, di prendere, o meglio di portare con sé queste persone - Lo Nigro, Peppuccio, Gaspare - in casa dei signori Liberati, a prendere - che ne so - il caffè, il gelato o quel che fosse. Andare poi a pranzo assieme lì, a Capena.
Ecco, gli ho chiesto semplicemente se lei se lo pose o no se lo pose, questo problema.
IMP. Scarano A.: No, no, io non mi posi niente; perché loro venivano tranquillamente, scendevano. Più volte, sapendo che io mi trovavo a Centocelle, mi venivano a trovare lì al bar dove io bazzicavo, diciamo, o ci passavo. Camminavano tranquillamente, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Cioè a dire non facevano, voleva dire, non facevano niente per nascondersi?
IMP. Scarano A.: No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Se avevano qualcosa da nascondere, mi dicevano 'guarda, rimango in macchina, vacci te, io rimango in macchina'. Ma loro scendevano così, normali; venivano assieme a me, io gli dicevo 'vuoi salire?', e salivano assieme a me.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Raccontiamo allora, le chiedo di raccontare allora come si è verificato l'episodio che dà luogo alla sua conoscenza di questa persona, che lei poi dice è Graviano Giuseppe. Ecco, come si verifica questo episodio? Quando, possibilmente.
IMP. Scarano A.: Quando si verificò la conoscenza? Allora, la conoscenza si verificò dopo le ferie, la stagione estiva, a fine '93.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Fine '93, tra settembre, ottobre, adesso non è che ricordo bene; insomma, cioè la casa, l'appartamento era nel quartiere Tognazzi Torvajanica, era l'ultima casa diciamo, appartamento che è stato trovato. E stavano lì.
PUBBLICO MINISTERO: Quello di Bizzoni?
IMP. Scarano A.: Quello di Bizzoni. Loro stavano già tutti lì: ci stava Giacalone, ci stava Benigno Salvatore, ci stava Lo Nigro, ci stava Giuliano, e Spatuzza.
Una mattina - loro stavano già tutti lì, che seguivano Contorno, i movimenti, gli spostamenti di Contorno - una mattina viene Spatuzza a casa mia, mi ha detto 'sai, dobbiamo andare a via Veneto'.
Dico 'va bene'. Dice 'dobbiamo andare con due macchine'. Lui si prende il 112 e io c'avevo l'Audi.
Questa, la seconda volta con due macchine. La prima volta siamo andati con una macchina sola, la mattina.
Andiamo lì. Io entro, mi fa entrare in una traversa dove c'è l'Ambasciata Americana, Spatuzza scende e prende via Veneto. Non avevo visto se era andato a destra o a sinistra nella via. E io sono rimasto in macchina.
Dopo un 20 minuti, 25 minuti circa, vedendo che non veniva, sono sceso dalla macchina, così, a farmi due passi e sono arrivato fino all'angolo di via Veneto. E lì vedo Spatuzza che dava la faccia dove io stavo, e una persona con un cappotto blu scuro che mi dava le spalle.
Spatuzza mi fa segno di andare dentro la macchina. E me ne sono andato dentro la macchina.
Dopo circa cinque minuti, viene.
E siamo andati via.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è il primo episodio.
IMP. Scarano A.: Di quando ho... Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è il primo del mattino, voglio dire.
IMP. Scarano A.: Questa è la mattina.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto, ho capito, la mattina. Benissimo.
IMP. Scarano A.: Venendo in macchina lui siamo andati verso casa mia un'altra volta.
Dice: 'guarda, nel pomeriggio dobbiamo tornare qui. Però dobbiamo tornare con due macchine'. Però ancora non è che a me mi ha detto chi era la persona, o chi non era la persona. Non mi ha detto proprio niente. Verso le tre, tre e mezzo, siamo ritornati a via Veneto...
Ah, mi ricordo, quel giorno siamo andati a mangiare da Zio Rocco a Centocelle, alla trattoria. E alle tre e mezzo siamo andati un'altra volta. Non si tornò per niente a casa quel giorno.
Siamo andati soltanto a prendere la macchina dopo che abbiamo pranzato da Zio Rocco a Centocelle.
Ha preso il 112 lui e io la macchina mia. E siamo andati un'altra volta a via Veneto.
Mi ha detto: 'fai strada avanti per uscire dal centro, che dobbiamo andare lì alla villa', mi riferisco al villaggio Tognazzi, a Torvajanica.
Siamo andati lì, siamo arrivati lì. Lì ci stavano tutti loro, queste cinque persone. Entriamo alla porta. Io non volevo entrare. Allora Spatuzza mi ha detto, dice: 'no, no, entra'.
Poi si è affacciato Giacalone e dice: 'entra, entra'.
Si sono salutati con questo Graviano, oggi conosco pure Graviano.
Si sono ben seduti, io mi sono seduto a due-tre metri sopra un divano. Hanno parlato di cose... roba economica, diciamo, soldi, di "pizzo", come lo chiamano. Di questi soldi che non dovevano prendere ogni mese, bensì ogni due mesi, ogni tre mesi. E qualcuno lì, ho sentito mi sembra che Spatuzza gli ha detto, dice: 'ma come, se questi soldi poi, questi che pagano non li mettono da parte, non troviamo né quelli di un mese, né quelli di due mesi'.
Dice: 'e poi gli dite di mettere questi soldi, di metterli da parte, che poi passate ogni due mesi a prendere questi soldi'.
Comunque questo piano qui lo hanno fatto, l'ho sentito io che stavano lì a due metri, tre metri, hanno fatto soltanto una quarantina di minuti... Hanno parlato una quarantina di minuti. E basta.
E lì me lo hanno presentato come Giuseppe, prima.
Dopo che hanno finito di parlare siamo tornati a Roma.
Io ho fatto sempre strada avanti.
All'altezza dell'Eur, entrando dentro Roma, venendo da Nettuno, da Torvajanica, no Nettuno, da Torvajanica, arrivati all'Eur mi fa, dice: 'sai, vattene a casa, che poi io vengo a casa'.
E Spatuzza se n'è andato assieme a Giuseppe. Però dove lo ha portato non lo so io.
Poi Spatuzza è venuto a casa mia verso le otto, otto e mezza la sera. Ci ho detto: 'ma chi è questo Giuseppe?'
Dopo un paio di volte mi ha dato la risposta. Dice: 'Graviano'.
Dopo ancora mi ha detto: 'questo è "Madre Natura"'.
E ho capito insomma che si trattava di un capo loro.
Tutto qui.
Però quella persona l'avevo vista lì da Musumeri, Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi la persona che vede in quella occasione lei ha detto che è la stessa che aveva visto a Misilmeri. Insomma, a quel posto lì.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E in quel posto lì, cioè dire a Mussomeli, Musumeri, quello che sia, questa persona che cosa faceva?
IMP. Scarano A.: Ma niente, stava girato un po' col viso verso il muro, perché... Con le spalle verso di me, quando sono entrato. Però, quando sono uscito, si è gira... quasi l'ho visto in faccia.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire: quando lei entrò in questo posto, in questa villa, qualcuno dei presenti, invece che darle la faccia, le dava le spalle, vuol dire questo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Esattamente così.
PUBBLICO MINISTERO: Però lei...
IMP. Scarano A.: All'uscita, quando io ho finito, quando questa persona ha parlato con me, io sono uscito, siamo andati via, si è girato quasi e l'ho visto più di mezza faccia. Poi l'ho riconosciuto pure dai capelli, che c'ha i capelli un po' particolari, ricci.
PUBBLICO MINISTERO: Ed è ben sicuro che sia la persona che poi lei ha rivisto a Torvajanica?
IMP. Scarano A.: Sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Sicurissimo. E...
IMP. Scarano A.: Che poi gliel'ho detto... Scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Io, poi dopo, ho parlato pure con Spatuzza. Dico: 'ma io quello l'ho visto così e così'. Dice: 'sì, può darsi che stava lì'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quindi, questa conversazione che si svolge lì nella villetta del villaggio Tognazzi di Torvajanica, cerchiamo di esser più chiari, lei ha capito che riguardava anche la riscossione di questo pizzo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, di soldi, di soldi. Roba economica.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma insomma, lei ha capito se per caso questa riunione c'era apposta perché si doveva parlare di questo pizzo, oppure il pizzo è un argomento che si mescolò insieme a cinquecento altri argomenti diversi?
IMP. Scarano A.: Beh, io questo no, no... Non c'è una cosa specifica. E' venuto lì, siamo andati a prenderlo a via Veneto e ha parlato di questa cosa. Io, questo, non sapevo niente, io, di questa roba.
Io però, signor Presidente, posso? Devo andare al bagno un attimo.
PRESIDENTE: Sospendiamo dieci minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie. Allora, dicevamo Scarano che questi signori hanno, alcuni di loro almeno, avuto, hanno fatto la conoscenza del signor Liberati, della moglie del Liberati.
Poi lei accennava al fatto che la moglie del Liberati, per andare a pulire uno di questi appartamenti, si era fatta accompagnare, aiutare da una amica.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda come si chiama questa persona?
IMP. Scarano A.: E' un'amica sua, non mi ricordo come si chiama adesso, Giudice.
PUBBLICO MINISTERO: E' possibile che comunque questa...
IMP. Scarano A.: Era... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: La conosco perché è una ragazza... alta, robusta, capelli neri, mora. Però il nome adesso non mi sovviene.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire: è possibile che, oltre a Liberati e alla moglie del Liberati, qualcun'altra di queste persone, compreso questa signora di cui non ricorda il nome, possa aver fatto la conoscenza di questi che venivano da giù?
IMP. Scarano A.: Giacalone ha fatto conoscenza con questa ragazza.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questa che aveva aiutato la Simonetta, per intendersi?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In che circostanze se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Mah...
PUBBLICO MINISTERO: Dico a Roma, oppure che ne so, in qualche ristorante, oppure a Capena... Se lo ricorda dove?
IMP. Scarano A.: La conoscenza mi sembra che l'abbia fatta in casa di Simonetta.
PUBBLICO MINISTERO: Ma in che epoca?
IMP. Scarano A.: La prima volta, poi... So che sono usciti oppure una sera assieme, Però non so altro.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, all'epoca voglio dire, all'epoca iniziale di queste vicende, oppure nel '94?
IMP. Scarano A.: Nel '94.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, lei ha detto alla Corte che ha una abitazione giù in Sicilia, a Triscina.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ha avuto occasione di incontrarsi con qualcuna delle persone di cui si sta parlando, anche a Triscina? Cioè dire dove ha la casa lei?
IMP. Scarano A.: Sì, loro sapevano che io stavo in Sicilia, lì a casa mia. Però non ricordo bene se è stata l'occasione quando io sono andato a comprare i mobili per quella villa che avevo comprato a arredarla, oppure ci avevo il muratore. Non ricordo bene questo.
Ed è venuto a trovarmi Lo Nigro e Giuliano.
E poi siamo andati a mangiare a Castelvetrano, in un ristorante che ci ha fatto compagnia pure Beppe Garamella.
PUBBLICO MINISTERO: Vi ha fatto compagnia?
IMP. Scarano A.: Beppe Garamella.
PUBBLICO MINISTERO: Beppe Garamella. Ecco, ma...
IMP. Scarano A.: E gliel'ho presentato io a Beppe Garamella, questa ragazza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi non si conoscevano Beppe Garamella da una parte, e questi altri ragazzi.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Queste altre persone, via.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Lei glieli ha presentati con i nomi?
IMP. Scarano A.: Mah, mi sembra di sì. Sì, coi nomi.
PUBBLICO MINISTERO: E Lo Nigro e Giuliano erano venuti solo per venirla a trovare, o anche per qualche altra ragione?
IMP. Scarano A.: No, sono venuti per sapere dove stavo io, diciamo, per conoscere la casa, il posto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei poi ha riparlato con Lo Nigro e con Giuliano di questo Garamella per dirgli chi era, chi non era, come lei lo aveva conosciuto, come non lo aveva conosciuto, di chi era amico, di chi non era amico?
IMP. Scarano A.: No, non ci ho mai parlato.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha fatto riferimento, ormai più di una volta, all'area di servizio, quella di Castelvetrano.
IMP. Scarano A.: All'uscita di castelvetrano, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, all'area di servizio.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda chi la gestiva?
IMP. Scarano A.: La gestiva Paolo Forte.
PUBBLICO MINISTERO: Paolo Forte.
IMP. Scarano A.: Io conoscevo, lo conoscevo come Paolo.
PUBBLICO MINISTERO: Paolo.
IMP. Scarano A.: Me lo ha presentato Beppe Garamella.
PUBBLICO MINISTERO: Beppe Garamella. E sa se questo Forte c'ha fratelli?
IMP. Scarano A.: Sì, ce n'ha due: uno, Nino e uno si chiama, mi sembra, Enzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, qualcuno di questi fratelli ha avuto anche occasione di fare conoscenza con qualcuna delle sue conoscenze romane?
IMP. Scarano A.: Mah, io so che...
PUBBLICO MINISTERO: Che ne so, a cominciare dai suoi figlioli, qualcuno...
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Si sono conosciuti, questo ragazzo praticamente si è conosciuto coi miei figli, una mattina lì, mentre facevamo benzina, io c'avevo i miei figli insieme con me dentro la macchina.
E vedendo che io ci parlavo, sia con Paolo Forte, sia con l'altro, insomma, hanno fatto conoscenza. Gliel'ho presentati, pure, i miei figli.
E poi si sono dati appuntamento la sera là, a Triscina. E sono andati, mi sembra, che sono andati pure a ballare in discoteca, periodo estivo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Poi, a inizio stagione, quando è iniziata la stagione del pallone, questo ragazzo, il fratello di Paolo, ha detto che doveva venire a Roma a vedere la partita di calcio. E i miei figli l'hanno ospitato.
E infatti, un giorno, è stato pure assieme con me. Però andava a dormire in qualche posto che oggi ho saputo, dopo tanto tempo, che lui c'aveva una sorella qui a Roma, divorziata. E una volta l'ho accompagnato io, una sera tardi, a sta'... Maurizio, Maurizio, mi pare che si chiama. A Maurizio.
E in una via di Roma, delle parti della Stazione Termini, su una... una traversa di via Nazionale, mi sembra che era. Verso le undici di sera l'ho lasciato lì fuori a mezzo la strada, ci siamo salutati: 'ciao, ciao', dice, 'domani parto'. E basta così.
Poi un giorno è stato pure con me, che ha conosciuto pure questa ragazza che veniva a pulire pure questi appartamenti.
PUBBLICO MINISTERO: L'amica della Simonetta?
IMP. Scarano A.: Sì. E so che l'andava a trovare in Sicilia, questa ragazza. Poi non so altro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha citato nuovamente Beppe Garamella.
Ecco, ho bisogno di sapere: questo sapeva dove abitava lei a Roma?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, lo sapeva.
PUBBLICO MINISTERO: Ci è venuto qualche volta a casa sua?
IMP. Scarano A.: Ma è venuto un sacco di volte.
PUBBLICO MINISTERO: Un sacco di volte. Ci è venuto da solo, ci è venuto anche con altre persone?
IMP. Scarano A.: La prima volta è venuto da solo, in secondo tempo è venuto con Massimino, Alfio.
PUBBLICO MINISTERO: Apro una parentesi: questo Beppe Garamella, veniva chiamato anche con un altro nome?
IMP. Scarano A.: Sì, c'aveva il soprannome, che adesso... "Raimondo", "Raimondo".
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, a lei capitava anche di chiamarlo Raimondo?
IMP. Scarano A.: No, io sempre Beppe, l'ho chiamato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e a parte che con Massimino, questo Beppe Garamella, è capitato a casa sua a Roma anche con altre persone?
IMP. Scarano A.: Con altre persone no. Però Massimino è venuto una volta a casa mia, o due volte, con un'altra persona, un certo Salvatore, che abita a Roma. Però sempre delle parti di giù, di... di Partanna, mi pare che era.
PUBBLICO MINISTERO: Un partannese.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, no, no. Ma io ora devo tornare su questo Beppe Garamella.
Non è mai capitato che sia venuto da lei insieme a qualche altro, diverso da Alfio, diverso da Massimino?
IMP. Scarano A.: Mah non è che è venuto da me. E' venuto una volta con... ha portato Messina Denaro Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Questo lo abbiamo già detto.
IMP. Scarano A.: Mah, che ricordi io... No, a casa mia, sempre con Massimino.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda con che macchine veniva - se ne aveva macchine eh -...
IMP. Scarano A.: Ci aveva una Clio.
PUBBLICO MINISTERO: Una Clio. Lo ha mai visto con macchine diverse dalla Clio?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda - se lo ha mai saputo - questo Beppe, quando veniva a Roma, dov'è che alloggiava? Se alloggiava in qualche abitazione, o se andava a dormire in qualche albergo.
IMP. Scarano A.: No, non lo so. Ultimamente, soltanto quando è venuto con Filippo, col cognato di Matteo...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, allora è venuto una volta con un'altra persona.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, eccoci.
IMP. Scarano A.: Ma è venuto in un'occasione per prendere i detonatori.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, spieghiamo questo fatto, per cortesia.
Si è presentato da lei, Garamella, insieme a questo Filippo.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Una mattina è venuto questo Filippo con Beppe Caramella a casa mia, dicendomi che aveva bisogno di un detonatore che aveva portato Matteo col primo materiale, con le armi.
Io, la mattina, sono andato lì dove costruivo. Sono venuti pure assieme con me per vedere la casa. E, in quella occasione, Filippo mi ha dato pure un consiglio diciamo alla casa, al pianterreno di metterci, di non passare nei muri diciamo sottostanti l'abitazione, di non passare catrame, oppure la carta catramata. di metterci soltanto una specie di creta, che non filtrava l'umidità.
Siamo stati mezzora lì, ci ho dato questi detonatori. L'avevano già preso il detonatore. E se ne sono andati.
Però mi hanno detto che dormivano, stavano in un albergo di Roma, non... Dunque, adesso non mi ricordo come si chiama questo albergo. Lo Sheraton, lo Sheraton di Roma. Che avevano dormito la sera prima allo Sheraton di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, rimettiamo in chiaro questa circostanza.
Allora, questo signor Filippo, lei l'aveva già conosciuto precedentemente, o era la prima volta che lo vedeva?
IMP. Scarano A.: No, no, lo avevo già visto.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMP. Scarano A.: L'avevo già visto.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, eccoci, lo aveva già visto.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo aveva già visto in che occasione, se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Ma l'ho visto lì al benzinaio qualche volta. Poi l'ho rivisto al mare, alla Triscina.
In quale occasione di preciso non... Comunque nei periodi estivi.
PUBBLICO MINISTERO: E' mai successo che lo abbia visto anche in qualche occasione in cui era presente lo stesso Matteo?
IMP. Scarano A.: Che ricordi io, no.
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo aveva avuto... dico meglio: le era stato presentato, quindi, come Filippo e come cognato di Matteo, da chi e quando?
IMP. Scarano A.: No, lo conoscevo già come cognato di Matteo e come Filippo. Però non mi ricordo questa conoscenza tra me e lui com'è avvenuta.
PUBBLICO MINISTERO: Questo...
IMP. Scarano A.: Ah, mi sembra... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego. Sì, certo.
IMP. Scarano A.: Io, quando sono andato in una agenzia, lì, a cercare una casa per comprarla, alla zona Triscina, lì al benzinaio, mi ricordo che ho parlato con... c'era Paolo, c'era qualcun altro, pure.
Dico: 'guarda, sono venuto a comprare una casa, così e così, a cercarla', periodo invernale che...
Dice: 'guarda, abbiamo un amico che se la vende'.
Mi sembra che Filippo è venuto pure con Beppe, quando io ho preso l'appuntamento che mi hanno detto che Beppe vendeva la casa. Ed è venuto con Filippo.
Non mi vorrei sbagliare, però è in quella occasione, mi sembra, che ho conosciuto Filippo. Che poi ho saputo che era cognato di Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Cognato, perché...
IMP. Scarano A.: Cognato di Messina Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, cognato in che senso? Perché...
IMP. Scarano A.: E' il marito della sorella di Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: E' il marito della sorella di Matteo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sa se questo signore Filippo, c'ha a sua volta fratelli?
IMP. Scarano A.: C'ha?
PUBBLICO MINISTERO: A sua volta, ha dei fratelli?
IMP. Scarano A.: No, no, io non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non l'ha mai saputo.
Ecco, l'età di questa persona? Riportandoci a quando l'ha conosciuta lei, eh, non ad oggi evidentemente.
IMP. Scarano A.: Mah, sui 40 anni, 42, 43 anni. Non...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, più grande di Matteo.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, molto più grande di Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: La descrizione fisica di questa persona ce la sa dare?
IMP. Scarano A.: Mah, la descrizione fisica... E' più alto quasi di me, è alto più di me. Un po' più robusto e un po' stempiato di capelli e porta occhiali scuri di vista.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' possibile che questa persona fosse presente in quella occasione in cui lei incontrò Matteo nella zona di Castelvetrano, fuori da quel deposito di alimentari, o ingrosso che fosse?
Lei lo ha già riferito questo episodio, no? Dell'incontro di Matteo a Castelvetrano all'esterno di un edificio che capì che era un deposito o un ingrosso di alimentari, un supermercato, qualcosa di simile.
IMP. Scarano A.: L'ho detto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' possibile che nella occasione fosse presente anche questo Filippo, oppure no?
IMP. Scarano A.: No, presente non c'era. Presente non c'era Filippo. Ma non ricordo...
PUBBLICO MINISTERO: Le sembra di sì, o le sembra di no?
IMP. Scarano A.: Mi sembra di no.
PUBBLICO MINISTERO: Le sembra di no. Ecco, allora questo Filippo poi lei ha detto si è presentato a casa sua a Roma, assieme a Beppe Garamella.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era la prima volta che lo vedeva a Roma?
IMP. Scarano A.: Sì, la prima volta.
PUBBLICO MINISTERO: Le è più capitato di rivederlo a Roma?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Nell'occasione, questi come arrivarono da lei?
IMP. Scarano A.: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Con qualche mezzo, con qualche vettura?
IMP. Scarano A.: Un Mercedes.
PUBBLICO MINISTERO: Un Mercedes.
IMP. Scarano A.: Un Mercedes scuro.
PUBBLICO MINISTERO: Scuro. Nuovo tipo, vecchio tipo, berlina...
IMP. Scarano A.: Questo, non lo so dire.
PUBBLICO MINISTERO: La targa...
IMP. Scarano A.: Comunque a ottime condizioni, la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: La targa se la ricorda? No.
IMP. Scarano A.: No, no, non l'ho guardata la targa.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ecco, l'epoca in cui si verificò questo fatto, lei ha detto un attimo fa che questi gli dissero che avevano dormito in albergo, allo Sheraton. E va bene.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lasciando perdere questo, lei ha detto che aveva dei lavori in corso alla casa?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E questi lavori a che punto erano? Erano i primi tempi...
IMP. Scarano A.: Il primo piano, avevo fatto. Il primo solaio.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, stava a gettare il primo solaio?
IMP. Scarano A.: Sì. Però, i muri, i muri che erano tutti di cemento armato sotto, erano già fatti.
E Filippo mi ha dato un consiglio, dicendomi di non metterci catrame oppure cose del genere su questi muri di cemento.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Bensì di metterci una specie di creta. La creta che non faceva alzare l'umidità.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come protettore dall'infiltrazione...
IMP. Scarano A.: Sì, come protezione dei muri.
PUBBLICO MINISTERO: ... dall'infiltrazione dell'umidità.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E questi cercavano espressamente da lei? Lei ha detto un detonatore?
IMP. Scarano A.: Un detonatore, sì. Sono venuti di proposito.
Mi hanno detto, dice: 'quella roba che ha portato Matteo, ci serve un detonatore, solo un detonatore'.
PUBBLICO MINISTERO: E questo detonatore, lei sapeva di avercelo in casa, tra materiale... Non in casa, via, nello scantinato, tra il materiale portato da Matteo...
IMP. Scarano A.: No, mi ricordo, mi hanno detto che stava in uno scatolo particolare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Non mi ricordo adesso se uno scatolo marrone, bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Uno scatolo di scarpe, che era tutto... di scotch.
E lì dentro ci stava questo detonatore e poi c'erano tutti pallottoli, scatole di pallottole.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma lei come fece? Scese dallo scantinato da solo, oppure scese insieme a questi due?
IMP. Scarano A.: No, no, da solo.
PUBBLICO MINISTERO: E cosa fece, trovò nella scatola questo detonatore, o portò la scatola fuori?
IMP. Scarano A.: No, no, l'ho aperta giù in cantina.
Loro stavano in macchina, stavano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecc. E questo detonatore com'era, voglio dire?
IMP. Scarano A.: Era sigillato dentro la busta di plastica bianca, trasparente.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era un detonatore...
IMP. Scarano A.: Elettrico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Elettrico, cioè con? Cosa vuol dire elettrico?
IMP. Scarano A.: Elettrico, non era di quelli manuali, con la miccia che va messa la miccia. Era già inserito il filo elettrico nel detonatore, assaldati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E questi fili elettrici si ricorda di che colore erano?
IMP. Scarano A.: Mah, uno mi sembra che era giallino e uno bianco.
PUBBLICO MINISTERO: E ha detto c'erano in questa scatola anche delle pallottole?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Delle scatole?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, era pieno di pallottole.
PUBBLICO MINISTERO: Queste scatole di pallottole, che fine hanno fatto?
IMP. Scarano A.: Se l'è portata via Spatuzza, dopo.
PUBBLICO MINISTERO: E allora, tanto per completare il discorso delle pallottole: tutte quelle scatole di pallottole che si trovavano lì da Frabetti, insieme alle pistole e a tutto il resto, quelle che provenienza avevano?
IMP. Scarano A.: Quelle me le ha date il Bizzoni, quando ha portato le armi.
PUBBLICO MINISTERO: Ha saputo perché a queste due persone gli servivano i detonatori, e perché in particolare gliene serviva uno?
IMP. Scarano A.: No. Non l'ho mai saputo.
PUBBLICO MINISTERO: Non le hanno chiesto nient'altro che questo detonatore?
IMP. Scarano A.: Sì. Mi hanno detto, dice: 'devi prendere un detonatore in uno scatolo' - adesso non ricordo se bianco o marrone - 'di quel materiale', dice ' che ha portato Matteo qui'. Dico: 'va bene'.
Allora ho visto, sono andato giù, ho aperto, nel colore dello scatolo, ho guardato il colore dello scatolo, e ho aperto e ho trovato questo detonatore, ed era pieno di pallottole, di scatole di pallottole. E ho richiuso un'altra volta con lo scotch.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha mai conosciuto Scarano, lei, Vincenzo Ferro?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha nominato almeno una persona con il nome di Enzo, e poi ha detto alla Corte che poi ha appreso successivamente che si tratta di Enzo Sinacori.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha conosciuto qualche altro Enzo?
IMP. Scarano A.: Enzo Pandolfi.
PUBBLICO MINISTERO: Ha conosciuto ancora qualche altro Enzo? Parlo sempre in questo ambito, eh?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Vincenzo, il figlio di Moroni Bruno.
PUBBLICO MINISTERO: Ha conosciuto ancora qualche altro Enzo?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, nel periodo in cui queste persone disponevano dell'appartamento di via di Re Daua, è capitato, può essere capitato, ovvero non è mai capitato, che qualche volta o abitualmente qualcuno di loro sia venuto a dormire da lei?
IMP. Scarano A.: Mah, da me ha dormito Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: In due occasioni, ha dormito.
PUBBLICO MINISTERO: Anche nel periodo in cui avevano la disponibilità dell'appartamento di via di Re Daua?
IMP. Scarano A.: No, no. Hanno dormito sempre nell'appartamento. Soltanto due volte specifiche, era venuto per lo Stadio, e un'altra volta è venuto quando, ha dormito a casa mia Spatuzza quando è venuto per le buste. Che siamo andati dal Di Natale a prendere le buste.
E pure Giacalone ha dormito a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, è possibile che lei, nella conversazione con qualcuno, per riferirsi a queste persone possa averle indicate genericamente invece che con i nomi e i cognomi, invece che - che so - con 'i miei conoscenti di Palermo', invece che 'quelli che vengono a fare gli attentati', abbia adoprato un altro termine?
IMP. Scarano A.: Ma a livello normale, a qualcuno li ho presentati come nipoti, per dire tipo Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Sapeva che erano i miei nipoti. Qualcheduno sapeva che erano amici, come è il caso, diciamo, di Giuseppe, Simonetta: sapevano che erano amici, non sapevano che erano nipoti.
Come quelli del bar pure, di Centocelle, sapevano che erano amici che mi venivano a trovare.
Qualcuno mi domandava, io dicevo 'amici', ci vedeva queste persone che non le aveva mai viste nella zona.
Come nipoti, lo sapeva soltanto il Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, qui le domande per forza di cose devono essere, come dire?, un po' scollegate l'una dall'altra; ma non c'è altro modo.
Lei, rispondendo alle mie domande, ad esempio per la vicenda del signor Giacomino, ha fatto riferimento anche al bar di Torremaura.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E ha detto anche che questo Giacomino era un frequentatore di questo bar.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare abbia detto che "Braciola" era un frequentatore di questo bar.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: I suoi figlioli erano frequentatori di questo bar?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora la domanda che io le pongo è questa. I suoi figlioli - o uno o tutt'e due, questo lo chiarisce ora lei - ci andavano allo stadio?
IMP. Scarano A.: Allo stadio, mio figlio Massimo.
PUBBLICO MINISTERO: Era un frequentatore abituale dello stadio?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Gli amici di Massimo del bar di Torremaura, o anche non del bar, era gente che andava allo stadio?
IMP. Scarano A.: Mah, gli amici di Massimo io penso di sì, che andavano allo stadio.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè...
IMP. Scarano A.: Però... Posso parlare?
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego.
IMP. Scarano A.: Io, il giorno quando c'è stato l'attentato allo stadio, o una settimana prima, che io non sapevo quando, la decisione che avevano loro, quale decisione prendessero per fare questo attentato allo stadio, ci ho detto a mio figlio, dico: 'guarda, non ci andare allo stadio domani', o due giorni prima 'perché domenica' dico 'non ci andare allo stadio perché c'abbiamo da fare io e te'. Ma non ci ho detto altro.
Però lui allo stadio ci andava quando giocava la Roma, a Roma stessa, allo Stadio Olimpico.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè andava a vedere la Roma, suo figliolo?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non la Lazio, la Roma.
IMP. Scarano A.: No no, la Roma, la Roma. E mi ha risposto mio figlio, dice: 'perché non devo andare allo stadio?'. Dico: 'non ci devi andare perché abbiamo da fare, io e te'.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh. Ecco, ma è possibile comunque che suo figlio abbia, come dire?, saputo qualche cosa o intuito qualche cosa su possibili rischi che si potevano correre ad andare allo stadio?
IMP. Scarano A.: Mah, mio figlio l'aveva capito perché stava a casa quando è venuto Lo Nigro, la sera dell'attentato allo stadio, e a casa mia eravamo tutti, erano le dieci e mezza, e ha capito insomma di che si trattava.
L'avrà sentito. Che non è che io parlavo in separata... stavo al salone. Anche mia moglie i miei figli non stavano presenti, però c'è la cucina col salone che è comunicante, quasi.
PUBBLICO MINISTERO: E' possibile che, quando lei ha, come dire?, registrato un certo interessamento di Gaspare sullo stadio - perché lei ha raccontato che Gaspare si è rifatto più volte, no?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La prima volta, la seconda, studia i pozzetti, i poliziotti a cavallo, e tutto il resto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è possibile che lei abbia, come dire?, manifestato una qualche preoccupazione o un qualche timore per quello che poteva succedere anche in ambito familiare? Voglio dire, in casa sua.
IMP. Scarano A.: Mah, io ho pensato, certo che ho pensato. Ho pensato infatti una volta, quando si parlava di questi poliziotti a cavallo, che mi ha detto più o meno le cose come voleva fare, ci ho detto: 'siete solo...', l'ho preso per pazzo. Dico: 'siete pazzi'. Dico 'ma qui ci stanno migliaia e migliaia di persone che sono allo stadio'.
Lui parlava così. Però poi lui sapeva quello che era venuto a cercare allo stadio, che cercava i pullman dei Carabinieri; ma non più le persone che andavano allo stadio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Ma può essere che lei...
IMP. Scarano A.: Ma io certo che l'ho capita; l'ho capita, però non potevo fare più a meno di levarmi. Io, quando venivano loro, dovevo stare solo a disposizione; dopo quelle parole dette lì, a Musulmeri, non mi potevo fare indietro da nessuna cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è possibile che qualche mezza parola se la sia lasciata scappare, per così dire, anche in casa?
AVVOCATO Gramigni: Scusi Presidente, avvocato Gramigni. Ora...
PRESIDENTE: Come dice, avvocato?
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni. Mi oppongo, perché era già suggestiva dall'inizio, questa domanda. Ora, alla terza risposta negativa, rifargliela una quarta volta, credo che superi ogni limite tollerabile di suggestività. Quindi, in questo senso mi oppongo.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero veda se può riproporla in altra forma.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, le volevo ricordare, Scarano, che in data 29 aprile '96 io ho affrontato con lei questo argomento in un interrogatorio, e - ritrovo ora la pagina - le domande che le ho fatto e le risposte che mi ha dato sono state queste. Il tempo di arrivare all'interrogatorio: dovrebbe essere a pagina 69-70 di questo verbale, di questa trascrizione.
Io, in questo interrogatorio, le chiedevo spiegazione della ragion per cui al bar di Torremaura era un pochino, era in un certo senso corsa la voce che allo stadio era bene non andarci.
E quindi, dopo averle fatto alcune domande, lei mi ha detto:
"Mo mi ricordo una cosa: io, a mio figlio Massimo, quando è venuto Gaspare, che ho capito che voleva fare, è stato dopo un po' di tempo che era venuto Gaspare e guardava la faccenda dei pozzetti, ho detto a mio figlio: 'tu, oggi, che vai allo stadio? Non ci andare.' 'E perché?' 'Non ci devi andare.' Ho preso una scusa, non è che gli ho detto qualche cosa, ci ho detto: 'non ci vai allo stadio, servi a me'."
E poi, più avanti, sempre perché io avevo bisogno di capire che cosa poteva avere capito suo figlio di questo suo divieto di andare allo stadio, lei mi disse - a pagina 71 della trascrizione -:
"Gaspare era venuto qui, infatti la domenica, la prima domenica, mia moglie mi dice: 'ma come? Tutto il giorno di domenica mi lasci sola, dentro, cambiata, e te ne vai tutto il giorno?'. C'era pure mio figlio Massimo. Ci ho detto: 'sono stato allo stadio'. 'Sei andato a vedere la partita', mia moglie mi fa. 'No, di fuori'. Mio figlio stava in cucina: ha capito. Gli ho detto io a mia moglie: 'guarda, ho fatto così, non so niente', gli ho fatto capire cosa volevano fare."
Ecco, io da questo brano di trascrizione che ho letto deduco che lei, in qualche modo, fece capire a sua moglie che c'erano dei rischi di un certo tipo, ad andare allo stadio; e non semplicemente che lei doveva, aveva deciso di andare a passare le domeniche così, all'Olimpico. E che suo figliolo non doveva più andare alla partita.
IMP. Scarano A.: Ma io, mi sembra che io...
PUBBLICO MINISTERO: Sennò sembrerebbe che suo figliolo doveva smettere di andare allo stadio, perché aveva cominciato ad andarci lei. E non era questo il senso, non era questo il senso del discorso, no?, Scarano.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, ora che si è perso questi due minuti per ritrovare l'interrogatorio.
IMP. Scarano A.: Ma martedì l'ho spiegata questa cosa, lunedì o martedì, che è stato, martedì o mercoledì, quando... le prime udienze.
PUBBLICO MINISTERO: E vuol dire che ci si ritorna sopra, non si preoccupi.
IMP. Scarano A.: Ah, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Non è mica questione. Perché io sono partito dalla domanda se lei sapeva com'è che l'ambiente del bar di Torremaura era andato un po' in ebollizione, in agitazione, nel senso che erano in più d'uno, lì, a sapere che, o per una ragione o per un'altra, insomma era più conveniente, era più prudente comunque stare alla larga dallo stadio. Questa era esattamente la domanda.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Sì, io ho detto a mio figlio, certo che gliel'ho detto. Però io, se mio figlio ha parlato con qualcheduno che avrà capito qualche cosa, che stava in casa, adesso non è che posso ricordare se stava in casa oppure meno.
Però mi ricordo che ci ho detto io personalmente: 'non andare allo stadio'.
Può darsi che mio figlio avrà parlato con qualcheduno. Dice: 'guarda, andiamo allo stadio'; mio figlio ci avrà detto di no.
Oppure mio figlio avrà capito qualche cosa, e qualche amico suo gli ha riferito, dice: 'guarda, allo stadio no, perché può darsi che c'è qualcosa di non buono'.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh, mmh.
IMP. Scarano A.: Io, questo, non lo posso sapere, se mio figlio l'ha detto o meno, al bar oppure ad amici suoi.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, benissimo. Ma ora che le ho riletto l'interrogatorio, allora lei con sua moglie, a parte le parole che adoprò - perché, voglio dire, io non ero presente, e non è detto che lei le parole se le debba ricordare una per una - ma lei, con sua moglie, fece un po' capire che c'erano ragioni di preoccupazione a non mandare il figliolo allo stadio?
IMP. Scarano A.: Sì. Ci ho detto: 'non ci devi andare, e basta'. Quindi... Perché mio figlio forse, quando sono andato via di casa, avrà parlato con la madre; io queste cose non le so. Io, con mia moglie...
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMP. Scarano A.: Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Io, con mia moglie, l'ho lasciata di domenica sola, cambiata, a casa, e ho avuto pure una discussione.
PRESIDENTE: E' normale.
IMP. Scarano A.: Però non è che gli potevo dire più di tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, "Braciola" e suo figlio Massimo si conoscevano?
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Erano amici?
IMP. Scarano A.: Sì sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Sempre sull'argomento dello stadio, lei ha riferito che quella Thema abbandonata lì, vicino a quella caserma, fu presa e poi portava via col carroattrezzi da Moroni. Ecco, ma non c'era un problema a portarla via carica di esplosivo com'era? Fu aperta prima di portarla via, questa macchina?
IMP. Scarano A.: No, non è stata... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: No, non è stata aperta. E il lunedì mattina siamo andati lì perché Cosimo Lo Nigro ha detto che, una volta che non esplode, praticamente non c'era più pericolo.
Infatti, poi gliel'ho detto a Lo Nigro, ho detto: 'ma non è pericolosa 'sta macchina adesso, così?'. Dice: 'no, no, basta che non si sa il difetto quale era, che non è esploso né il detonatore, né niente', dice 'non è pericolosa'.
E lunedì mattina siamo andati lì con Moroni, e l'abbiamo caricata la macchina, l'abbiamo portata alla Rustica, nello spiazzale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, visto che siamo a parlare di un difetto tecnico che aveva impedito a questa macchina di saltare per aria, lei rammenta se nel ragionare tra queste persone, questo difetto veniva attribuito a una cosa o a un'altra? A un problema, che ne so, dell'umidità ovvero a un problema del telecomando? Ovvero a un problema dei detonatori poco buoni? Si ricorda qualcosa, a questo proposito?
IMP. Scarano A.: Mah, discussioni che facevano loro, qualcuno diceva che forse Benigno si era messo un po' nascosto, diciamo, dalla linea diretta che doveva, una volta quando schiaccia il bottone deve avere, dice, un certo oggetto lì, a linea diretta, che non ci dovrebbe essere qualche cosa davanti, perché impedisce diciamo l'impulso.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, questo va bene per questo discorso specifico dell'Olimpico.
Ma siccome si vede che questi guasti si verificavano abbastanza regolarmente, perché anche per Costanzo c'era stato un guasto, un inconveniente, qui un altro inconveniente, ecco: se veniva fatto così qualche discorso che riguardava in generale le cause di questi insuccessi. Oppure no?
IMP. Scarano A.: Mah, più volte sentivo Lo Nigro che non se lo sapeva spiegare il motivo, perché loro sanno quello, quando fanno un impianto del genere, sanno quello che fanno e sanno come collegare i fili. Perché sono specialisti, in materia.
Però, io non è che ci facevo caso più di tanto, eh. Questa era qualche discussione che facevano con me, vicino a me, con me presente; qualche cosa, sa, dicevano pure da soli, non sempre parlavano avanti a me.
Però il motivo era quello. Perché io non lo so dove si è messo Benigno; perché parlavano di mettersi di una strada soprastante che va a finire, questa strada qui, va a finire al Tribunale di Roma, a piazzale Clodio, dalla parte superiore di dove stava la macchina parcheggiata.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E dicevano che l'oggetto diciamo dell'impulso ci andava così, sopra. Però io non lo so, lui, dove si è messo, se si è messo lì oppure si è messo da un'altra parte.
Certo la macchina, per come era messa, lì a 50 metri, a 20 metri, non si poteva mettere per dritto.
Ma io, questo, non lo so dove si è messo. Può darsi che si è messo pure sopra a quella strada, perché lì era il punto migliore, perché... per i pullman che passavano, che lì dovevano frenare, ed arrivavano quasi uniti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, su questo punto le volevo ricordare che nell'interrogatorio del 22 maggio del '96 lei riferì, a una domanda che riguardava sempre questo argomento, in questi termini:
"Più volte hanno avuto discussioni proprio per questo motivo".
IMP. Scarano A.: Sì. Infatti, ogni volta che succedeva una cosa del genere, avevano discussioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo motivo qual era? A quello che si capisce, a quello che lei dichiarò - pagina 42 della trascrizione dell'interrogatorio del 22 di maggio - parla lei, parla del telecomando:
"Lo teneva sempre in mano Salvo, lo teneva in mano, però fino a qui io lo vedevo che c'erano dei buchi, tutto chiuso con lo scotch, lo faceva lui questo coso, mica era di quelli diciamo comprati? Lo faceva lui stesso, lui lo faceva. Infatti, più volte hanno avuto discussioni proprio per questo motivo".
Ecco, dal che parrebbe che il problema fosse attribuito a questa realizzazione un po' artigianale, di volta in volta, di questo telecomando.
*IMP. Scarano A.: Ma certamente, perché loro sapevano più o meno dove poteva essere il difetto.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, se io le proponessi una sosta a questo punto?
PRESIDENTE: Benissimo. Riprendiamo alle ore 15.00.
UDIENZA DEL 17 MARZO 1997
(POMERIGGIO)

PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
Senta, Scarano, alla villetta di Torvajanica, ovvero di Villaggio Tognazzi, quante volte ci ha messo piede lei?
*IMP. Scarano A.: Io sono andato per la prima volta con Bizzoni, la seconda sono andato con loro per portarglielo lì, e la terza volta sono andato quando è venuto Graviano. Tre volte.
PRESIDENTE: Quando è venuto?
IMP. Scarano A.: Graviano Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè l'episodio che ha riferito stamani.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, com'è fatta questa villetta - mi pare si tratti di una villetta, no?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Esternamente e internamente, per quello che ha visto lei.
IMP. Scarano A.: Mah, esternamente mi sembra che è bianca. Villette che stanno al mare, bianca. C'è un cancello di ferro e un piccolo giardino prima che si arriva alla porta principale della villa.
A pianterreno ci sta un salone e la cucina. E sopra, si sale una scala a chiocciola e ci stanno le camere da letto. E dal salone si va di dietro, che c'è un altro piccolo cortile, giardinetto piccolo.
PUBBLICO MINISTERO: Questa...
IMP. Scarano A.: E' la parte davanti del mare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ho capito. Questa riunione alla quale lei ha detto di aver assistito, quindi, dove si svolse?
IMP. Scarano A.: Si svolse giù, a pianterreno, nel salone. C'era un tavolo a sinistra con una cassapanca.
No, a destra, a destra quando si entra, non a sinistra, a destra. Scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, a destra cosa c'è?
IMP. Scarano A.: Quando si entra dalla porta a destra c'è il tavolo...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
IMP. Scarano A.: Quasi vicino alla porta.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, Scarano, come ho fatto anche per altri avvenimenti, io, anche per quello che ora le propongo, vorrei che lei facesse il suo racconto, quello che ha da fare senza continue mie domande.
Poi, le richieste di puntualizzazione, le richieste di chiarire quello che non ho capito, penserei di farle al termine.
E allora la domanda che le faccio è questa, con invito di riferire esaurientemente: sa qualcosa in ordine ad un progetto di attentato a Salvatore Contorno? E se sa qualcosa, che cosa sa?
Lo riferisca quindi alla Corte.
IMP. Scarano A.: Allora, quando avvenne l'incontro a via Veneto, che Spatuzza è venuto a casa mia e mi ha detto di andare a via Veneto, che siamo andati a prendere Graviano che poi lo abbiamo portato al Villaggio Tognazzi a Torvajanica, dopo quella riunione che hanno fatto lì, Graviano è andato via e Spatuzza mi ha detto a me, la mattina mi è venuto a trovare a casa e mi ha detto se sapevo dove si trovava Formello.
Ci ho detto: 'sì. Dice: 'dobbiamo andare a Formello'.
Arrivati nel paese di Formello, dice: 'dobbiamo vedere dove sta il cimitero'.
Io gli ho risposto, dico: 'il cimitero? Che ci devi fare col cimitero?' E non mi ha dato nessuna risposta.
Andiamo a trovare questo cimitero del paese, mi parcheggio... Quando siamo arrivati al cimitero mi parcheggio in uno spiazzale del cimitero, lui scende, entra al cimitero. Io rimango in macchina. Dopo una ventina di minuti, mezzora che era passata, scendo dalla macchina e vado verso il cimitero, il cancello principale del cimitero che era aperto.
E ho visto Spatuzza che stava dalla parte più alta del cimitero, che c'è la parte più bassa e la parte più alta, che guardava tutte le tombe, le cappelle, come le vuole chiamare.
Fino a quel punto io non sapevo niente, non ci ho detto niente.
Dice: 'adesso andiamo via', mi ha risposto.
Uscendo fuori per prendere la strada per andare verso casa, dopo che ha finito dentro il cimitero, è passata un Golf nera. Io già con la macchina stavo quasi per prendere, nello spiazzale, stavo prendendo la Nazionale per andare via.
Passa questa Golf nera con due donne. Io non le ho viste comunque. La macchina l'ho vista, però non è che ho potuto capire chi ci stava dentro la macchina, perché io portavo la macchina e lui stava seduto a fianco a me.
Ho sentito soltanto che diceva: 'ecco, ecco, ecco, è lei, è lei'.
E mi ha detto di andare dietro, di seguire quella macchina.
Seguendo quella macchina, non dico un chilometro, non dico 800 metri, va', a distanza ravvicinata tra il cimitero e la zona dove questa macchina poi ha girata dentro, verso la campagna, questa macchina non si è vista più, praticamente, dove esattamente è andata.
Comunque la località era quella dove abitavano loro. E abbiamo preso la traversa in campagna e siamo andati fino alla fine della strada di questa campagna.
A un certo punto, dietro la villa, si trova una macchina, vede una macchina targata Ragusa o Siracusa, adesso non ricordo bene che targa ci aveva, e se l'è annotata. Se l'è annotata e siamo arrivati alla fine di questa strada e siamo tornati indietro.
Tornando indietro abbiamo fatto un paio di volte in su e giù e siamo andati via.
Poi, l'indomani, siamo passati un'altra volta. La mattina dopo siamo andati un'altra volta. E si guardava lì, a destra e a sinistra. E se ne accorse che c'era furgoni con cassetti... Questo poi l'ho saputo dopo, che i fratelli, i parenti di Contorno, facevano, commerciavano in frutta e verdura.
Il terzo giorno, che era domenica mattina, andiamo un'altra volta dove abbiamo girato un po' per la strada lì, avanti e indietro con questa macchina, ci ho detto: 'io devo andare a prendere un caffè', verso le dieci e mezzo di mattina.
Vicino da Contorno ci sta un bar che sta sulla Nazionale, a 300 metri dalla villa dove più o meno aveva capito che ci stava questa famiglia.
Entrando al bar, mentre aspettavamo che c'erano due persone che prendevano il caffè, prima di ordinare il caffè, c'era un giovane, due giovani lì dentro che davano le spalle verso dove eravamo noi.
In un tratto, io stavo dalla parte del bancone del bar, lui stava sulla sinistra. E vedo un ragazzo abbastanza alto, un'età di 26-27 anni, più o meno. E mi dà una botta a me Spatuzza dicendo di andare via subito senza nemmeno ordinare il caffè, né niente.
Usciamo dal bar di corsa, montiamo in macchina, ce ne andiamo. E lì mi ha detto che c'era il nipote di Contorno. Aveva riconosciuto il nipote di Contorno. E siamo andati via.
Siamo andati via, loro stavano ancora a Torvajanica. Dopo mi sembra che lui ha portato Lo Nigro, che Gaspare ha lasciato abbandonato dopo quelle tre volte che Gaspare ha abbandonato la cosa ed è andato con Lo Nigro e Peppuccio Giuliano. E poi sono andati via, perché sono andati quattro o cinque giorni, però questa persona, questo Contorno non lo vedevano.
Poi, un giorno, mi hanno detto che lo avevano visto. Però, quando lo hanno visto, Spatuzza poi non è più venuto. Se ne sono andati e sono ritornati.
Una volta assicurati che lui stava veramente in quella zona, si è presa la villa di Capena e praticamente da lì, dalla villa di Capena dopo è iniziato tutto diciamo, tutto il tempo che si è voluto per andare a controllarlo, questo Contorno. E si svolse tutta un'attuazione, tutte le cose che hanno fatto, tutte di Capena.
E un giorno hanno detto che lo hanno visto passare, ho sentito io, lo hanno detto davanti a me, una macchina rossa FIAT di questi ultimi tipi della FIAT, e da lì hanno cominciato a preparare, diciamo, a far venire l'esplosivo, a far venire tutto il resto. Lo hanno controllato.
Poi di più è venuto dopo, si aggiunse, ci stava praticamente ci stava... In quella occasione si aggiunse pure Giacalone, Lo Nigro, Matteo che sarebbe... In più c'era Grigoli Salvatore, è venuto. Ci stava Benigno Salvatore, poi si aggiunse anche Carra in secondo tempo, e Romeo.
In più ci stava Grigoli Salvatore e Giacalone. Che poi da lì io non so più niente. Io sono andato poi diciamo quelle tre volte, le prime tre volte. Dopo hanno fatto tutto da loro.
E dalla villa di Capena lo hanno seguito fino all'ultimo.
Poi all'ultimo ho saputo, una mattina vado lì alla villa, che avevano messo già il primo esplosivo, il primo attentato che è fallito, che parlavano fra loro che aveva sparato soltanto il detonatore e non è partito diciamo, l'esplosivo.
E sentivo una discussione che Lo Nigro diceva a Giuliano di andare a Palermo per prendere un altro detonatore.
Quell'esplosivo che non è esploso, quando poi è stato ritrovato sulla via, sulla strada lì di Formello, io l'ho sentito per televisione. E la sera del giorno stesso sono venuti da me e hanno preso la Jeep, la mia Jeep per spostare... Non lo so che dovevano fare. Però me l'hanno riportata verso le dieci e mezzo la sera dicendomi di andare a fare la denuncia che forse la Jeep, la targa della Jeep l'avesse vista qualcheduno, un benzinaio che era lì vicino.
Io ci ho risposto che non vado a fare nessuna denuncia, che se veniva a qualcheduno gli dicevo a chi l'avevo data la Jeep.
E io, il ritrovamento, l'ho sentito per televisione, che è uscita la notizia urgente. Come si chiama, ordinaria, là, straordinaria. L'ho sentita per televisione.
Fallito quel coso lì, se ne sono andati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Tutte le operazioni... Posso ancora?
Tutte le operazioni sono passate tutte a Lo Nigro e Peppuccio. Infatti la mattina ci ho dato pure la 112 e Peppuccio è venuto da me dicendomi che l'avevano visti i Carabinieri, forse l'avevano visti i Carabinieri, che sono dovuti scappare. E mi faceva capire pure di andare a far la denuncia della macchina.
Ma io non ho fatto nessuna denuncia.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, Scarano, da quello che lei ha detto, la vicenda comincia dopo che c'è stato quella specie di riunione... Dico bene?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Alla villetta a Torvajanica.
E lei vede questa persona che poi sa essere Giuseppe Graviano. E' così?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Fino a quel momento, lei aveva mai sentito parlare, aveva mai sentito fare il nome - parlo da queste persone, eh - il nome di Contorno?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Li aveva mai sentiti nominare, menzionare la località di Formello?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Questa località, lei, lei personalmente, la conosceva, sapeva dove si trovava?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole spiegare magari alla Corte se questa località è relativamente vicina, o relativamente lontana, che so, a Fiano dove si faceva costruire la casa, ovvero a Capena dove poi prese in affitto la villetta, come ha detto poco fa.
IMP. Scarano A.: Mah, di Capena, parlando di strade interne, diciamo, saranno un 25 chilometri.
PUBBLICO MINISTERO: Quanti?
IMP. Scarano A.: 25 chilometri, 30 chilometri. Da Capena.
PUBBLICO MINISTERO: A Formello.
IMP. Scarano A.: Sì. Facendo le strade interne.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Facendo l'autostrada, diciamo, la Fiano-Roma, raccordo anulare, e poi la tangenziale che sarebbe la Cassia-Bis per andare a Formello, è più lontano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora quella fu la prima volta in cui le fu chiesto da parte di queste persone se lei sapeva dove si trovava Formello.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto così?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ecco. L'indomani mattina lei ha detto di essere andato con Gaspare.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Andò con la sua macchina?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, con l'Audi.
PUBBLICO MINISTERO: Con l'Audi. Gaspare le chiese espressamente di andare al cimitero, oppure una volta che vi trovaste per strada, davanti al cimitero, le disse: 'fermati qui'? Mi spieghi bene.
IMP. Scarano A.: Sì. Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, certo.
IMP. Scarano A.: No, mi ha detto che dovevamo trovare, individuare dove si trovava il cimitero. Che poi ho saputo in secondo tempo che cercavano, non avendo praticamente gli indirizzi precisi, oppure informazioni precise su questa persona, su Contorno, sapevano loro che c'è stato morto un parente con qualche incidente stradale.
E andando al cimitero praticamente se vedevano il nome di questo parente, erano convi... cioè, erano sicuri che abitava in quel paese. Era soltanto per intercettarlo, di trovarlo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Si riferivano a un parente morto di Contorno, con qualche incidente stradale, o morto... Ma mi sembra, se ho capito bene, qualche incidente stradale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto di essersi quindi trattenuto per un certo tempo in attesa di Gaspare che era andato dentro il cimitero.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi siete venuti via. Ha spiegato in che circostanze.
Lei ha detto si stava per immettere dallo spiazzale, da dove parte la strada che va al cimitero, sulla Statale.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma quella non è una Statale.
IMP. Scarano A.: No, quella è una strada nazionale, normale. Quella che abbiamo fatto prima per andare al cimitero.
PUBBLICO MINISTERO: E' la Provinciale, quella lì.
IMP. Scarano A.: La Provinciale, certo.
PUBBLICO MINISTERO: E' la via Formellese. Le risulta che si chiami via Formellese?
IMP. Scarano A.: La Formellese, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, tanto per capirci. Perché poi statali lì non ce n'è, quindi...
IMP. Scarano A.: No, lì c'è la Cassia-Bis...
PUBBLICO MINISTERO: Va be', che è più sotto, però.
IMP. Scarano A.: E' più sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: E si esce sulla Formellese.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, se ho capito bene, ma se ho capito male me lo dica, eh, senza incertezze, voi vi siete messi dietro a questa Golf nera con queste due persone? Con queste due donne? Cioè, avete cercato di, come dire, di seguirla questa macchina?
IMP. Scarano A.: Sì, esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questa macchina dove andava? Andava verso la Cassia-Bis, per intenderci, o andava verso il paese di Formello?
IMP. Scarano A.: No, no, andava verso fuori. Veniva dal paese. Veniva dal paese di Formello e andava verso fuori Formello.
PUBBLICO MINISTERO: In direzione?
IMP. Scarano A.: In direzione... dove abitano loro. Lì non c'è paese, è tutta campagna, lì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. E siete riusciti a capire in che strada si era immessa, o comunque dove si era fermata, o comunque dove era giunta, questa Golf?
IMP. Scarano A.: Io praticamente la macchina...
PUBBLICO MINISTERO: O l'avete persa per strada?
IMP. Scarano A.: No, no, non è stata persa.
Io, praticamente, siccome lì c'è un sacco di curve, semicurve, curve un po' pericolose, io guardavo la strada, ma Gaspare guardava la macchina.
Siccome c'è un pezzo di... Facendo una curva, quasi alla fine, che poi c'è un pezzettino di rettilineo, quasi l'ultima curva, questa macchina Gaspare l'ha vista dov'è entrata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Io mica l'ho vista, io guardavo la strada, non guardavo la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Perché in fine d'aria era dritta, praticamente era tutto scoperto. E ha visto dov'è entrata la macchina.
Però è sparita nel nulla quella macchina. Cioè, è entrata forse dentro un cancello, dentro una villa, chiuso. Però diciamo la strada, la stradina dove esce fuori della Nazionale, praticamente la strada normale, l'ha vista Gaspare dov'è entrata questa macchina.
Non ha visto il punto specifico dove, in quale casa è entrata. Perché lì ci stanno due ville.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi vi siete immessi anche voi con la sua macchina in questa strada.
IMP. Scarano A.: Sì, siccome la macchina quando si gira poi lì, si volta, si gira a destra dove siamo entrati noi, lì è quasi un pezzo di rettilineo, però è una strada di campagna. E abbiamo seguito quella strada. Però non l'abbiamo vista.
PUBBLICO MINISTERO: E' una strada di campagna ma ci sono delle abitazioni, delle case ai lati di questa strada, o è proprio una strada che si avventura nella campagna?
IMP. Scarano A.: Allora, ce n'è una che adesso ho saputo dopo in secondo tempo, ce n'è una bianca sulla destra.
PUBBLICO MINISTERO: All'imbocco?
IMP. Scarano A.: Al'ingresso della strada, all'imbocco della strada.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Sulla destra.
IMP. Scarano A.: Sulla destra, bianca. Poi ce n'è una rossiccia, marrone chiaro, come... Che sarebbe sulla sinistra, sempre sulla stradina, a 150 metri, 200 metri, che lì hanno individuato dopo che ci abitava Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci.
IMP. Scarano A.: E una più avanti, forse pure di persone, non lo so, di familiari, dove abbiamo trovato la macchina targata... Un'Alfa 33 targata Siracusa, o Ragusa, adesso non ricordo bene. E lì Gaspare ha segnato il numero della targa.
Che mi ha detto a me: 'mo, quando vado a Palermo, vedo a chi risulta questa macchina'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma quando lei è entrato in questa strada per la prima volta insieme a Gaspare, la villa sulla destra, la villa sula sinistra, 150 metri prima, 150 metri dopo, erano, voglio dire, dati significativi a quel momento, o lo sono diventati solo successivamente?
IMP. Scarano A.: No, no, no. Fino a quel momento non si sapeva niente.
Sono cose, queste, che le ho sapute dopo, in un secondo tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, e ora ci arriveremo.
IMP. Scarano A.: Dopo 15-20 giorni che hanno seguito poi... Sentivo parlare loro.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. E ora ci arriviamo.
IMP. Scarano A.: In quel momento che noi siamo entrati lì dentro non si sapeva nulla di...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ascolti Scarano, lei ha capito com'è che aveva fatto gaspare a dire, vedendo due donne s bordo di una Golf, a dire o a pensare che quelle persone potevano, come dire, essere significative per quello che andava cercando Gaspare?
Gaspare ci aveva conoscenze personali nell'ambito della famiglia di Contorno? Ha capito questo, lei?
Conosceva la faccia di qualcuno?
IMP. Scarano A.: Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Allora, Gaspare era l'unico di tutto il gruppo che conosceva bene Contorno e la famiglia. Perché Gaspare mi ha detto lui personalmente, che prima di legarsi a Graviano, stava con Contorno.
E dopo la morte di un fratello di Gaspare che lui presume, mi ha detto che gli ha ammazzato un fratello, Contorno a Gaspare. E quindi era l'unico di tutto il gruppo che conosceva questo Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi anche i familiari. Vuol dir questo?
IMP. Scarano A.: E anche i familiari, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Questo, me lo ha detto lui che si è cresciuto proprio in quella famiglia di Contorno, Gaspare.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, allora ho bisogno di chiarire ancora un passaggio di quella dichiarazione che ha fatto poco fa che riguarda queste casse, o cassette che qualcuno ha visto e che aveva associato alla attività dei fratelli di Contorno che facevano mercati di frutta e di verdura.
Perché è un passaggio che proprio non ho capito.
IMP. Scarano A.: Mah, il passaggio... Lo ha detto Gaspare, perché queste persone qui, questi parenti di Contorno, lavoravano anche frutta e verdura a Palermo, quando stavano a Palermo.
Allora, vedendo questi furgoni attrezzati per frutta e verdura, e i cassetti, lui forse presumeva che ci stavano queste persone, lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Era una cosa sua, una supposizione sua.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E questi furgoni con tanto di cassette, quando Gaspare li osservò, li notò, e dove soprattutto?
IMP. Scarano A.: Mah, quando...
PUBBLICO MINISTERO: Era con lei Gaspare?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, era con me, era con me.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Quando me ne ha parlato, era con me. Per non ricordo se è stato il primo giorno, o il secondo giorno. Alla prima casa a destra, quella bianca alla prima villa bianca.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla strada, questa, di cui si parlava all'inizio.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: E che a pochi metri dall'imbocco di questa stradina ci sta il cancello.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMP. Scarano A.: Un grande spiazzale fuori di questa villa. Però lui immaginava pure, siccome la villa era sempre chiusa, quei tre giorni che siamo andati lì, finestre, porte, era sempre chiusa.
Però mi sembra che ha visto qualche macchina lì dentro, una 164. Questa 164 poi non l'ha vista più, o l'ha vista da un'altra parte parcheggiata.
I furgoni non stavano più al posto dove li aveva visti la prima volta, bensì stavano spostati. Questi furgoni, dentro, sempre dentro, diciamo la villa, dentro c'era un grande spazio dalla villa.
Io portavo la macchina, praticamente poi sentivo qualche cosa mi diceva lui.
Anzi, più volte mi diceva di non guardare verso la villa, 'perché se ci vede qualcheduno e capiscono qualche cosa, se ne vanno tutti, perché sono, sono gente che stanno un po', diciamo, sveglie su queste cose qua. Se vedono una persona che passa più di una volta avanti casa sua, dice, può darsi che capivano qualche cosa'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per fare queste tre, lei ha detto sono tre giorni consecutivi, no? Questi tre viaggi con Gaspare.
Se ho capito bene sono tre, no Scarano?
IMP. Scarano A.: Sì, tre volte, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha sempre adoprato la stessa macchina sua?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sempre la stessa macchina.
No, no, o no... Altre... una volta con la Jeep e due volte con la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Per macchina si intende l'Audi?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ormai che ci siamo, vuol dire un attimino la sua Jeep che marca era, che modello era? Targa, colore, queste tre o quattro...
IMP. Scarano A.: E' la Pajero bianca targata Viterbo.
PUBBLICO MINISTERO: Targata?
IMP. Scarano A.: Viterbo, mi sembra che è targata.
PUBBLICO MINISTERO: Sarà Rieti?
IMP. Scarano A.: Rieti, Rieti, Rieti, giusto.
PUBBLICO MINISTERO: Il modello?
IMP. Scarano A.: Modello vecchio.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, il modello, chiedo scusa. La fabbrica, la marca, come si dice.
IMP. Scarano A.: La Pajero.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi che dovrebbe essere? Mitsubishi, credo.
IMP. Scarano A.: Sì, la Mitsubishi, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mitsubishi. Ricorda qualcosa della targa?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Non aveva nulla di caratteristico la targa, no? Non se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: No. Non mi ricordo, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda. Bianca, ha detto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Modello nuovo, o modello vecchio?
IMP. Scarano A.: Modello vecchio.
PUBBLICO MINISTERO: Modello vecchio. Ben tenuta, o un po'...
IMP. Scarano A.: Mah, una via di mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, due volte ci è andato con l'Audi e una volta ci è andato con la Jeep.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Il secondo giorno con la Jeep. Mi ha detto lui di cambiare macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Appunto. Senta, e lei ha detto che in un secondo momento, questi... Questo, questi, poi lo chiarirà, hanno esattamente individuato che l'abitazione di Contorno non era la prima villetta sulla destra, ma era una abitazione più avanti sulla sinistra.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto così lei, no?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora bisogna che chiarisca alla Corte cosa ne sa su come avevano fatto queste persone a stabilire che l'abitazione non era quella, ma era quell'altra.
IMP. Scarano A.: Per quanto io ho sentito da loro, che hanno visto una macchina un giorno, una Uno... No, una Uno, una macchina di queste ultimo tipo, FIAT rossa, che usciva da quel cancello. Perché loro si nascondevano non so dove. E hanno visto che era lui.
E poi hanno visto un'altra volta una Ferrari...
PUBBLICO MINISTERO: Un'altra volta?
IMP. Scarano A.: Un'altra volte hanno visto pure, si parlava di una Ferrari, di una Thema Ferrari, in secondo tempo, che si è fermata proprio davanti lì, a quel cancello dove abita Contorno. E hanno seguito anche quella Ferrari, credendo che era un amico di Contorno questo qui.
Questo me lo ha detto Lo Nigro.
E infatti un giorno Lo Nigro si è preso il caffè assieme al proprietario, a fianco al proprietario della Ferrari. Aspettava per dire se avesse appuntamento con Contorno. In un bar che si trova sulla Cassia, sopra l'uscita della Cassia. Un bar fuori paese, fuori Formello, andando verso Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora...
IMP. Scarano A.: Poi posso dire un'altra cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: Quando poi più volte sentivo parlare che lo avevano individuato, per due o tre giorni di seguito hanno preparato, diciamo...
Un giorno vado alla villa e mi hanno detto che avevano individuato che era da due o tre giorni che lo vedevano, questo Contorno. Che lo hanno visto pure nel paese. E' arrivato con la macchina nel paese di Formello, si è preso il caffè in un bar, probabilmente, e poi se n'è andato di corsa.
E loro l'hanno visto.
Poi a Capena, dopo queste cose, vado un giorno lì e trovo due fogli di lamiera a Lo Nigro, Benigno ci stava e Peppuccio, che avevano comprato una sparachiodi che stavano facendo un cassettone per metterci l'esplosivo.
Poi lì non è andato bene quel coso lì che è rimasto pure in quella villa. Non so se hanno trovato, mi sembra un fusto e lo hanno messo dentro un fusto e lo hanno preparato dentro un fusto di questi di 200 litri.
Quando poi non è scoppiato, sempre discorsi che facevano loro, che è partito soltanto il detonatore e non l'esplosivo, perché non era lì dov'è stato rinvenuto il ritrovamento dell'esplosivo.
Lì già stiamo fuori Formello, a quanto ho visto io dalla televisione. Bensì era, l'avevano messo vicino al cimitero, che c'era lì una curva a 300-400 metri di casa sua, di Contorno, che doveva rallentare, dice, per forza, lì.
E l'avevano messo lì, in una cunetta, dentro questo fusto, questa roba. Praticamente poi da lì non è scoppiata ed è stata spostata con la Jeep mia, perché Lo Nigro mi ha chiesto la Jeep a me.
E la sera, il giorno stesso, la sera mi pare, o l'indomani mi ha chiesto la jeep un'altra volta per andare a prendere questo esplosivo e rispostarlo un'altra volta, perché dovevano preparare un'altra volta.
Perché Peppuccio dopo è andato a Palermo e ha portato pure, per andare a prendere un detonatore, ha portato Romeo a Roma.
Io, la mattina dopo, o due mattine, ci passavo spesso dalla villa, perché io costruivo lì vicino. O la sera, o la mattina, ci andavo. E sentivo sempre che facevano qua queste discussioni. Più volte me ne andavo, più volte... a seconda... e restavo. Un po' in disparte, però restavo e sentivo le discussioni.
Ed erano un po' arrabbiati perché non era esploso l'esplosivo. E' esploso soltanto il detonatore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, ho bisogno di saper questo: la sicurezza - stando a loro, ovviamente - che Contorno stava in quell'altra villa e non nella prima vicino alla strada principale, questi l'hanno avuta quando c'era ancora Spatuzza, o quando Spatuzza era già andato via?
IMP. Scarano A.: Quando Spatuzza era già andato via.
Spatuzza poi non è più venuto. E' andato due o tre volte lì, poi non è più venuto.
Ma comunque il fatto Contorno è stato seguito un paio di mesi, forse pure più, eh.
Da dopo Natale '94, diciamo, fino a che è successo il coso.
PUBBLICO MINISTERO: Natale '93, magari. Perché '94 lei...
IMP. Scarano A.: Eh, '93.
PUBBLICO MINISTERO: ... era in carcere.
IMP. Scarano A.: '93-94, voglio dire.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quel periodo festivo lì, lei voleva dire.
IMP. Scarano A.: Sì, sì. E' stato seguito pure da... i primi sopralluoghi sono stati fatti quando loro stavano lì al Villaggio Tognazzi a Torvajanica. Sono stati una ventina di giorni, 15 giorni lì andavano e venivano, facevano 200 chilometri al giorno. Si lamentavano che era un po' distante.
Insomma, poi non è che stavo sempre con loro, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, comunque lei ha detto che la prima volta che ne ha sentito parlare, questi stavano, o comunque utilizzavano la villetta del Villaggio Tognazzi. E quindi siamo nel periodo, come periodo dell'anno?
IMP. Scarano A.: Nel '94.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, voglio dire, siamo in questo periodo delle feste di Natale, siamo prima, siamo dopo...
IMP. Scarano A.: Ma lì, il fatto Contorno è stato seguito prima e dopo. Anzi, dopo quasi fisso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Dopo la villa di Capena. Però la sicurezza, Lo Nigro, lo ha visto a Contorno che usciva da quella villa con la macchina.
IMP. Scarano A.: Ecco. Lei sa come aveva fatto Lo Nigro a rendersi sicuro che quella persona era Contorno, visto che l'unico che conosceva Contorno era Gaspare?
IMP. Scarano A.: Io, non è che posso confermare la cosa, perché io... Può darsi che Gaspare ce l'ha portato a farlo conoscere.
Perché Gaspare poi è andato via. Cioè, intendo dire, è andato via nel periodo che poi si è preparato l'attentato. Ma può darsi che è stato lì pure qualche settimana, che io adesso non rammento.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma io infatti le ho...
IMP. Scarano A.: Per fargli conoscere Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io le ho chiesto se lei conosceva specificamente e direttamente com'è che Lo Nigro poteva aver fatto a riconoscere...
Sento che lei mi fa una supposizione.
IMP. Scarano A.: No, no, no. Se l'è portato Gaspare.
PUBBLICO MINISTERO: Si sente di poterlo dire perché gli risulta, o si sente di dirlo perché lo pensa?
IMP. Scarano A.: No, no, mi risulta. Mi risulta perché Gaspare ha detto, ci è andato pure con Lo Nigro, ci ha portato Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMP. Scarano A.: Però non so se sono stati quattro giorni o cinque giorni, finché non hanno individuato... E poi Gaspare è andato via e non è più venuto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, l'attentato all'Olimpico, per intendersi, è una vicenda che si svolse all'epoca in cui iniziano, lei sente parlare per la prima volta di Formello, ovvero era già successo il primo viaggio a Formello da parte sua e di Gaspare, ovvero al contrario?
IMP. Scarano A.: Mah, all'Olimpico, i primi sopralluoghi si parlava, il primo sopralluogo è stato nel...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. No, scusi Scarano, la interrompo. Non mi interessano i primi sopralluoghi. Il fallimento dell'attentato, insomma, quando l'attentato va a vuoto.
IMP. Scarano A.: E Gaspare...
PUBBLICO MINISTERO: E poi succede tutto quello che lei ha raccontato già alla Corte...
IMP. Scarano A.: Gaspare... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Gaspare già stava qui. Ma è venuto pure dopo, dopo le feste, dopo Natale, Gaspare, per seguire il fatto Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora appunto la domanda è questa: quando Gaspare incomincia a darsi da fare per la questione di Contorno, come ha riferito lei, il cimitero e tutto il resto. Ora non stiamo a rifare tutto il discorso, si perde un monte di tempo, soprattutto si perde il filo. La questione dell'Olimpico c'era già stata?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il fallimento dell'attentato all'Olimpico c'era già stato?
IMP. Scarano A.: Quando è iniziato Contorno, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Molto bene. Senta, lei ricorda quando fu fatto il contratto per la villetta di Capena?
IMP. Scarano A.: Ma io...
PUBBLICO MINISTERO: Non la data, chiedo scusa, la domanda va posta meglio. Non la data in cui è stato firmato il contratto d'affitto, ma il contratto d'affitto per che periodo, per quale periodo fu fatto.
IMP. Scarano A.: Mah, il periodo non mi ricordo se è stato febbraio-marzo. Ma è fatto per sei mesi, il contratto.
Ci ho dato 10 milioni e mezzo, che poi me l'ha portato Giacalone, che glieli ha dati Mangano Antonino...
PUBBLICO MINISTERO: Ora, ora glielo chiedo, ora ci arriviamo.
Ora volevo intanto stabilire se si ricordava... Il contratto era stato fatto a partire da che data.
IMP. Scarano A.: Ma marzo-aprile.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le debbo far presente che la decorrenza del contratto è dal 1 febbraio del '94.
IMP. Scarano A.: 1 febbraio, insomma...
PUBBLICO MINISTERO: Dal 1 febbraio '94. Fino al 31 agosto '94.
IMP. Scarano A.: Sì. Ah, sei mesi. Questo me lo ricordo benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Forse sono sette, ma è la stessa.
Febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto. Sono sette mesi, ma non vuol dire.
Ecco, questo contratto fu fatto, lei ricorda chi lo firmò?
IMP. Scarano A.: Ma non l'ha firmato nessuno, lo ha firmato...
PUBBLICO MINISTERO: No, una persona lo ha firmato, Scarano, il contratto.
IMP. Scarano A.: Ma lo ha firmato, mi sembra quello che mi costruiva a me la villa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma come inquilino, chi lo ha firmato il contratto?
IMP. Scarano A.: Io non me lo ricordo. Se è stato firmato a nome mio o a nome di mia moglie, questo contratto. Non ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Lei non se lo ricorda, ma io le faccio presente che l'ha firmato la signora, il contratto.
PRESIDENTE: Facciamo la contestazione, per piacere?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, è una contestazione, perché è stato fatto risultare anche in un verbale di interrogatorio. E ora arriviamo.
Comunque non è una contestazione di una dichiarazione sua, eh, è la, per così dire, la contestazione di un fatto storico, voglio dire. Quindi è un dato di fatto al quale si aggancia una domanda.
PRESIDENTE: Ho capito. Però siccome è un atto che la Corte non conosce, almeno sappiamo su che cosa...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, la Corte dispone del contratto.
PRESIDENTE: Ma materialmente...
PUBBLICO MINISTERO: Negli atti della Corte c'è il contratto di affitto.
PRESIDENTE: Possiamo fare soltanto riferimento a questo contratto.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Infatti stavo richiamando l'attenzione di Scarano sul fatto storico che il contratto è stato firmato dalla signora Tusa Silvia e che la data di stipula del contratto, se io non ricordo male, è il 24 gennaio '94. E che la decorrenza del contratto è dal 1 febbraio '94.
Il dottor Nicolosi, se è così cortese di fare un attimo una verifica volante.
E' infatti il punto 39 delle produzioni del Pubblico Ministero e quindi è nei dati della Corte.
Il contratto, sbagliavo io, è stato stipulato il 17 gennaio del '94 e il contratto risulta stipulato con la signora Tusa Silvia.
Ecco, ora che io le ho dato queste coordinate in termine di data, ho bisogno di chiedere se, quando fu stipulato questo contratto era già stata localizzata con esattezza l'abitazione di questo Contorno, oppure, per così dire, le ricerche erano ancora un po' sul generico?
IMP. Scarano A.: Erano sul generico. Dubitativi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, Scarano, la decisione di affittare questa villetta, come nasce? E' stato una decisione che lei ha preso di iniziativa, o perché qualcuno gliel'ha chiesto, o perché qualcuno glielo ha suggerito, o perché qualcuno glielo ha ordinato?
IMP. Scarano A.: No, io penso che lo ha ordinato Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, abbia pazienza, mi scusi.
IMP. Scarano A.: Me lo ha mandato... Me lo ha detto Giacalone di affittar una villetta, una casa, insomma, un appartamento.
Ho trovato questa villetta e ho preso questa.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi?
IMP. Scarano A.: Mi è stato chiesto di trovare n appartamento.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però poi ho trovato questa villetta, gliel'ho detto, dice: 'va bene ugualmente'.
Ho detto: 'guarda, vogliono 10 milioni e mezzo per sei mesi'.
Dice: 'mettili te 'sti soldi, che poi...'
Infatti poi Nino Mangano me li ha mandati con Giacalone, me li ha portati Giacalone. Glieli ho anticipati io.
PUBBLICO MINISTERO: Ma quando Giacalone le fece questa richiesta, gliela fece per una ragione specifica, oppure perché passando così Giacalone da Roma gli disse: 'affittami un appartamento. Arrivederci e grazie'?
IMP. Scarano A.: No, no, ma si sapeva già, perché si doveva, dovevano vedere Contorno, insomma, che era già...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, allora abbia pazienza Scarano...
IMP. Scarano A.: Certo, è una cosa specifica.
PUBBLICO MINISTERO: ... lei è stanco e me ne rendo conto. Però bisogna che questo punto lo chiarisca alla Corte, ecco.
Com'è che sulla vicenda di queste ricerche di Contorno - io seguo il filo delle sue dichiarazioni - a un certo punto Giacalone gli dice di trovare un appartamento.
IMP. Scarano A.: Posso?
PUBBLICO MINISTERO: E' naturale.
IMP. Scarano A.: Allora, quando loro stavano tutti lì a... fuori Roma, al mare, al Villaggio Tognazzi, lo hanno fatto per una decina di giorni avanti e indietro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E si veniva un po' lontani, erano circa 200-250 chilometri al giorno.
Poi sono andati via un po' di giorni, 10-15 giorni, e dice: 'va be', allora trova un appartamento più vicino'.
Poi è capitata questa villa...
PUBBLICO MINISTERO: Allora, la richiesta a lei chi gliel'ha fatta?
IMP. Scarano A.: Me l'ha fatta Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Giacalone.
IMP. Scarano A.: Lì per lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto: 'trova un appartamento vicino...', vicino a che cosa?
IMP. Scarano A.: No, vicino vicino lì. 'Dove lo trovi a Roma', praticamente. Dove... In qualunque posto sia, va bene a Roma stesso. Però l'ho trovato a Capena e l'ho preso a Capena.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMP. Scarano A.: Io gli ho detto che c'era una villa.
'Parla con Mangano'. Mangano ci ha detto: 'va bene'.
'Ci vuole 10 milioni e mezzo', io li ho anticipati. Mi hanno detto di anticipare questi soldi e di prendere questa casa. E il proprietario praticamente voleva un contratto regolare. E io gli ho detto: 'va bene, non ci sono problemi'.
PUBBLICO MINISTERO: Giacalone le chiese di trovare questo appartamento specificamente perché doveva servire per la vicenda di Contorno, oppure questo è stato un suo pensiero, o una sua deduzione?
IMP. Scarano A.: No, no. Proprio per fatti specifici, per Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Gli spiegò che quindi aveva proprio bisogno di un appartamento, che ne so, uno poteva dire: 'sennò sto in un albergo', o che altro.
Gli disse proprio che voleva un appartamento?
IMP. Scarano A.: Mi ha detto: 'trova un appartamento, una casa, una villa, quello che sia sia, basta che è molto più vicino di dove stiamo adesso'.
PUBBLICO MINISTERO: Perché dove stavano al mare era distante rispetto...
IMP. Scarano A.: Eh, sono più di 200 chilometri, 250, forse pure più eh. E' un bel pezzo di strada.
Da lì è stato seguito parecchio tempo, 10-15 giorni. Poi sono andati via perché era troppo lontano. Praticamente partendo presto la mattina, lì una volta ho sentito Giacalone che diceva partendo alle sei arrivavano a Formello alle dieci, dieci e mezza, perché poi a Roma si incontra troppo traffico sul raccordo anulare.
Perché c'era da fare tutto il raccordo anulare. E la mattina ci si perde un sacco di tempo, lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Insomma, era impossibile seguire questa procedura, diciamo, di Contorno che era troppo lontano.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, quando loro si trovavano ancora lì al Villaggio Tognazzi, al mare, se si vuol dare un nome e cognome a questi "loro", ecco, a quali persone lei fa riferimento?
IMP. Scarano A.: Che stavano lì al mare?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Al mare ci stava: Giacalone, ci stava Benigno Salvatore, Lo Nigro Cosimo, Giuliano Giuseppe e Spatuzza Gaspare.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per fare questi loro spostamenti in su e in giù, dico sempre finché erano lì al mare, di quali mezzi si servivano? Lei lo sa?
IMP. Scarano A.: Mah, per... Loro, mi sembra, ci avevano due macchina: la Jeep, la macchina mia e una macchina che aveva portato Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, la macchina sua...
IMP. Scarano A.: La Jeep.
PUBBLICO MINISTERO: La sua Jeep.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: E ci avevano pure un'altra macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, visto che siamo ritornati col racconto al mare, allora, lei ha già detto nelle precedenti udienze che questa villetta, ad un certo punto, la mise a disposizione Bizzoni.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io le chiesi se lei sapeva se Bizzoni di questa villetta era proprietario, ovvero era un inquilino, o quel... E lei mi ha detto che non lo sapeva.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Vorrei, ormai che ci siamo, che lei chiarisse che cosa gli risulta circa i rapporti di conoscenza, o quel che sono stati, tra questo signor Bizzoni e queste persone, cominciando - mi sembra la cosa migliore - dalla sua conoscenza, sua di lei, Scarano, con questo Bizzoni.
Da quanto tempo lo conosceva, che tipo era, che faceva, se avevate mai fatto cose insieme.
E poi bisogna aprire un attimino questa parentesi perché sennò poi Bizzoni non lo ritroviamo più nel discorso.
IMP. Scarano A.: Va be', Bizzoni lo conoscevo già molto tempo prima.
Primo, che stava nella zona dove abito io. Da me abita poco... neanche un chilometro.
Poi ho avuto una volta occasione di pranzare ad un tavolo in un ristorante assieme con lui, che lui stava con quattro amici, io stavo con altri amici, non questi. Amici di Roma. Era una cena normale, parecchi anni fa. E poi lo vedevo sempre in zona. Al bar, lo incontravo continuamente.
Ci aveva l'amicizia, che lui commerciava in mobili antichi. E ci aveva un negozio di roba antica.
Però dove ce l'aveva non lo so.
Una volta mi ha proposto di poter fare società con lui che aveva dei progetti, aveva preso un pezzo di terreno a Borgata Alessandrina e mi aveva offerto se volevamo costruire quattro o cinque villette e poi rivenderle.
Insomma, l'ho conosciuto così, come si conosce una persona in una zona.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa è la sua conoscenza con...
IMP. Scarano A.: Sì, è nata una amicizia, diciamo, così.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Io gli ho prestato dei soldi, mi ha venduto delle macchine ultimamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo è un racconto sintetico...
IMP. Scarano A.: Beh, più o meno...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Però io ho bisogno anche di capire allora l'altra parte del problema: i rapporti che ci sono stati - se ce ne sono stati - tra questo signor Bizzoni e queste persone.
Perché lei ha iniziato a raccontare che Bizzoni entra, per così dire, in questa vicenda, il giorno in cui gli chiede se ha la disponibilità di un appartamento e Bizzoni, per così dire, mette a disposizione quello di via di Re Daua. Va bene?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma siamo prima, siamo nel '93.
Ora invece, con la villetta di Torvajanica, siamo un pezzo più avanti.
IMP. Scarano A.: Sì, ma le conoscenze con questo gruppo di persone...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vorrei che chiarisse questo, Scarano.
IMP. Scarano A.: ... è nato nel momento che io ho preso la casa a via Re Daua.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E' sì nato lì, li ho presentati come miei nipoti, è vero.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però poi questa frequentazione, Bizzoni veniva a casa mia, si incontrava con queste persone. Ma non si incontrava per qualche motivo... Si trovava, veniva a casa mia Bizzoni, magari, era qualche momento che ci stavano anche loro e si incontravano.
Gaspare ha chiesto la motocicletta a Bizzoni, c'era un dialogo normalissimo, come... Per rispetto, sapendo che erano i miei nipoti. Però non sapeva nulla. Se capiva qualche cosa non lo so, però di queste cose non ha capito mai niente. Capivano che erano parenti miei e venivano rispettati tali.
PUBBLICO MINISTERO: Ha capito che erano? "Parenti miei"?
IMP. Scarano A.: Parenti miei, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, c'è questo episodio particolare della motocicletta.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo vuole un attimino chiarire alla Corte come sta questo episodio della motocicletta?
IMP. Scarano A.: Un giorno è venuto Bizzoni a casa mia, si trovava Gaspare. Ci ha chiesto se ci prestava la motocicletta.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè Gaspare lo ha chiesto a Bizzoni?
IMP. Scarano A.: Sì. Bizzoni viene a casa mia con la motocicletta.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, eccoci.
IMP. Scarano A.: Spatuzza Gaspare gli chiede la motocicletta, se gliela poteva prestare per farsi un giro.
Quello, gentilmente, gli ha detto: 'sì, pigliala'.
Si è preso questa motocicletta, che poi l'ho accompagnato io a Bizzoni a casa, al garage.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Si è preso la macchina. E praticamente Gaspare se ne va con questa motocicletta e manca tutto il giorno.
La sera rientra, passa a casa mia e se ne va dopo lì alla villa, al mare. Mi ha detto che era andato a Bologna perché aveva una notizia che doveva andare a vedere che c'era un collaboratore, che aveva individuato un collaboratore, non so, non ricordo bene se mi ha detto una falegnameria, oppure una fabbrica di mobili, cose del genere. E avevano individuato un altro collaboratore, di vedere.
E praticamente poi questa motocicletta se l'è portata giù al mare. Poi non so se è andato a prenderla Bizzoni, oppure l'ha riportata lui. Questo episodio non me lo ricordo adesso se è andato Bizzoni a prenderla al mare, oppure...
Soltanto posso dire una cosa: che quando poi sono andati via da lì, che si erano stufati di fare avanti e indietro da Formello al mare, i documenti della motocicletta, Bizzoni viene a casa mia. Mi ha detto: 'guarda, non mi ha lasciato... si è portato via i documenti della motocicletta'.
Ci ho detto: 'guarda, loro dovrebbero veni'. Adesso non lo so quando vengono, vediamo un po' questi documenti della motocicletta'.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire, i libretto di circolazione?
IMP. Scarano A.: Sì, i documenti della motocicletta. Sì, il libretto di circolazione.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Poi, il Bizzoni, non so quando è andato giù al mare, dopo 4-5 giorni, mi ha detto, dice: 'guarda, ho trovato il libretto della motocicletta, con l'assicurazione, li ho trovati su un comodino alla villa al mare'.
E quindi lo ha lasciato lì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi tornò fuori questo libretto, vuol dire.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, è tornato fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sa se Gaspare poi con la motocicletta ci è andato davvero a Bologna, o insomma nella zona di Bologna, oppure se era una cosa che aveva idea di fare e non si sa se l'ha fatta?
IMP. Scarano A.: Io so che si è preso la motocicletta la mattina verso le 9, le 10, ed è tornato verso la sera tardi. Dov'è andato... Poi me l'ha detto che è andato a Bologna. L'ha detto non subito, però ho saputo dopo un paio di giorni che avevano individuato, avevano avuto notizie che a Bologna, nella zona di Bologna, avevano individuato un collaboratore che lavorava in una fabbrica o mobili o falegnameria. Cose del genere.
E era andato a vedere, non so, la strada, oppure era andato a vedere qualche cosa.
PUBBLICO MINISTERO: E...
IMP. Scarano A.: Lui...
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego.
IMP. Scarano A.: E' mancato tutto il giorno, è mancato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei è sicuro che sia stato proprio Gaspare fin dall'inizio a dirgli che chi gli interessava era Contorno?
IMP. Scarano A.: Ma questo che si interessava a Contorno è stato, è uscito dopo che siamo andati al cimitero.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Dopo che abbiamo visto il nipote di Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per fare una domanda ancora più precisa: lei ha riferito poco fa l'episodio di quel bar dove vi siete fermati a prendere il caffè alle 10 e mezzo la mattina. Gaspare le dà di gomito, uscite rapidamente e poi, per strada, le dice che aveva visto il nipote.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che Gaspare le disse che si trattava del nipote di Contorno.
IMP. Scarano A.: In quel momento esatto, ho saputo del fatto di Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Io le vorrei ricordare...
IMP. Scarano A.: Ma si parlava poi... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Certo che può, sempre può.
IMP. Scarano A.: Quando è passata questa Golf nera con quelle due donne, lui ha detto: 'eccole, eccole'. Dico: 'chi è?'. Dice: 'la moglie di Contorno.'
Pure lì lo ha detto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Io le volevo far presente che, quando lei per la prima volta ha riferito di questo episodio, il 31 gennaio del '96, per la verità ha detto una cosa un attimino diversa, cioè con taglio diverso. Perché ha riferito l'episodio della Golf nera e ha detto, dopo aver visto la Golf, Gaspare le dice: 'vai piano, vai piano, vai piano'.
"Io credevo che si trattava di donne, perché c'era una donna, una ragazzina, o due donne dentro la Golf, ma neanche le ho viste bene, perché guardavo la strada".
Poi prosegue, io le chiedo: "Ma le disse che cos'era che aveva visto?"
Mi risponde lei: "No, ancora no".
Poi, nello stesso interrogatorio, un po' più avanti si parla dell'episodio del cappuccino, del caffè e tutto il resto e lei dice: "Ho visto che era cambiato i faccia, ho visto che aveva cambiato faccia. Di corsa, in macchina, strada facendo 'possiamo andar via' e andiamo verso Roma. E verso 'scusa, mi stai portando da due giorni a destra e a sinistra, mi fai capire che cosa si tratta?'
'Niente, niente, non ti preoccupare, ho visto il nipote' - ha detto - 'ho visto il nipote'. Che poi ho saputo che solo lui conosceva questa persona, questo signor Contorno qua e lì ho saputo di questo Contorno".
Le chiedo io: "Gliel'ha detto lui?"
"Sì, però del nipote, no di lui".
"Ma non ha fatto il nome?"
"'Ho visto il nipote', ha visto il nipote. Non aveva fatto il nome ancora, finisce qua. Lui se ne va, vengono due giorni con Cosimo", eccetera, eccetera. E poi dice più avanti che Cosimo le ha detto che tutta la questione girava intorno a Contorno perché, espressamente io le faccio questa domanda: "E quando l'ha saputo lei che il nipote era un Contorno?"
Risponde Scarano: "L'ho saputo quando è venuto Cosimo".
"E che discorso ha sentito fare?"
"Niente, che lì ci sta Contorno".
Ecco, allora, da questo interrogatorio del 31 gennaio, io capisco che era un interrogatorio reso in un certo momento, ma insomma, queste sono le regole del processo e le devo rispettare.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, ma può darsi...
PUBBLICO MINISTERO: Lei aveva detto, in questo primo racconto di questo fatto, che solo attraverso i discorsi successivi di Cosimo aveva capito che tutto riguardava Contorno, sia la Golf con le relative signore, sia il bar con il relativo nipote.
IMP. Scarano A.: Io...
PUBBLICO MINISTERO: Oggi invece dice che l'aveva saputo fin dall'inizio.
IMP. Scarano A.: Sì. Posso?
PUBBLICO MINISTERO: E' naturale, lo deve spiegare infatti, Scarano, questo punto.
IMP. Scarano A.: No, siccome confondo diciamo le due cose, però per me il significato è sempre quello. Quando è stata individuata la moglie di Contorno, che diceva Gaspare che era la moglie di Contorno, la sera è nato un dialogo fra Lo Nigro, fra tutti loro che stavano lì alla villa, che poi l'ho saputo pure io dopo; è nato il dialogo che erano contenti che aveva visto la moglie di Contorno, Gaspare. Perché era l'unico a sapere dove... conoscere la famiglia di Contorno.
Però poi c'è stato pure Lo Nigro assieme lì. Io comunque sono andato tre volte là, adesso non è che le cose me le posso ricordare.
PUBBLICO MINISTERO: No, il punto è molto semplice.
IMP. Scarano A.: Io cerco di spiegarle, magari mi sono espresso male prima, ma il contenuto è questo.
PUBBLICO MINISTERO: Il punto è molto semplice, Scarano. Può essere che oggi il suo ricordo sia più preciso, o può essere che all'epoca il suo ricordo fosse deliberatamente generico.
IMP. Scarano A.: Magari nella confusione avrò confuso.
PUBBLICO MINISTERO: Io metto lì questa considerazione sottoforma di contestazione, perché faccio il Pubblico Ministero e lo debbo fare.
IMP. Scarano A.: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, era quel discorso lì generico perché lei voleva essere ancora generico? Ovvero quel discorso lì era preciso e oggi ha fatto confusione?
IMP. Scarano A.: Io ho fatto confusione senz'altro.
PRESIDENTE: Oggi.
IMP. Scarano A.: No, no, l'altra volta.
PUBBLICO MINISTERO: Ma perché aveva dei ritegni, delle remore, voleva stare sulle sue, oppure perché c'aveva semplicemente la testa un pochino disordinata?
IMP. Scarano A.: No, no, nessun ritegno e nessune cose, per stare sulle mie. Confusione forse.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, perché mando là sua moglie a trattare l'affitto di questa casa?
IMP. Scarano A.: Io questo fatto qui nemmeno me lo ricordo bene com'è successo, l'affitto della casa. L'affitto della casa l'ho chiesto io. Io la casa l'ho chiesta a Petrucci, se conosceva qualcuno che c'aveva una casa.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMP. Scarano A.: Allora un giorno io vado a fare la spesa in un supermercato, lì a Capena, e Petrucci mi vede passare, che c'aveva l'ufficio, l'agenzia, mi vede che sono entrato dentro il supermercato e viene assieme col proprietario della villa. E quando viene il proprietario della villa, che mi presenta Petrucci, ci stava pure mia moglie che stava facendo spesa dentro il supermercato.
Mi ha detto: 'questo qui è un amico, c'ha la villa'. E quello mi ha detto: 'io voglio un milione e mezzo al mese. Per quanto serve la casa?', mi ha detto.
Dico: 'non lo so, cinque, sei mesi'.
Dice: 'per sei mesi mi devi dare 10 milioni e mezzo, né una lira in più, né una lira in meno'.
Mi ricordo che c'era mia moglie, però la firma di mia moglie io non me la ricordo, se ha firmato mia moglie questo contratto. Lui ha preparato il contratto, lo sa più Petrucci di questo contratto che io.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda il cognome del proprietario della villa? Perché Petrucci è quello dell'agenzia.
IMP. Scarano A.: Sì. Io il nome del proprietario non lo conosco nemmeno. Né il nome e né il cognome. L'ha contattato Petrucci, perché io l'ho chiesto a Petrucci se conosceva lì nel paese qualcheduno che c'aveva qualche appartamento oppure qualche villa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Io il seguito non lo ricordo nemmeno. Perché Petrucci me l'ha presentato nel supermercato, nell'uscita del supermercato, sì, questo me lo ricordo benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Dice: 'io preparo un...'
Dico: 'va bene, prepara un contratto'.
Dice: 'io voglio il contratto'.
Dico: 'preparalo'.
Dice: 'soldi anticipati'.
Ci ho detto: 'non ci sono problemi'. Però oltre non mi ricordo, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, lei...
IMP. Scarano A.: A me mi se... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Naturale.
IMP. Scarano A.: Io, se non mi vorrei sbagliare, il contratto me l'ha portato Petrucci, a quanto possa ricordare io.
PUBBLICO MINISTERO: Non l'ho seguita, abbia pazienza, mi sono...
IMP. Scarano A.: A quanto ricordo io, se non ricordo male pure, mi sembra che me l'ha portato Petrucci a me questo contratto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, una copia di questo contratto lei l'ha mai avuto?
IMP. Scarano A.: Io non ricordo bene se ce l'avrò avuta qualche copia, è rimasta dentro la macchina, oppure dentro la Jeep. Non me lo ricordo proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo che le fu messa a disposizione questa casa quindi, lei la consegnò subito a queste persone?
IMP. Scarano A.: Sì, dopo una settimana. Il tempo che l'ho pulita, che era troppo sporca, c'ho portato dei divani letti e po sono venuti.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le chiavi in quante copie erano?
IMP. Scarano A.: Mah, le chiavi erano mi sembra due copie, una copia. Una copia mi sembra che era e una ce l'aveva il padrone.
PUBBLICO MINISTERO: Lei le ha conservate, le ha tenute...
IMP. Scarano A.: Io c'avevo una doppia copia.
PUBBLICO MINISTERO: ... le chiavi, o le ha consegnate a qualcuno?
IMP. Scarano A.: Che cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Le chiavi di questa casa le ha tenute lei o le ha consegnate a qualcuno?
IMP. Scarano A.: Io, le chiavi della casa ce l'avevano loro, ma io c'avevo una copia. Perché io dopo, all'ultimo, ci mettevo materiale che apparteneva a me stesso, della costruzione di casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', quella di Fiano.
IMP. Scarano A.: Sì, quella di Fiano. Ci ho messo un tagliaspine, c'ho messo dei rotoli di rame per l'impianto termosifone, c'ho messo un po' di attrezzatura.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ha detto: 'una copia l'ho data a loro'. A me piacerebbe, se fosse possibile, che lei dicesse, se se lo ricorda, a quale persona l'ha consegnata?
IMP. Scarano A.: Non ricordo, di preciso non ricordo chi è venuto per primo. Ma se non sbaglio è venuto, per primo sono arrivati Giacalone, Lo Nigro, Benigno e Giuliano. In secondo tempo poi è arrivato Grigoli Salvatore detto, conosciuto come Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Comunque lei a chi, materialmente e personalmente, ha consegnato le chiavi non lo ricorda?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Lei prima ha accennato al fatto di aver visto lì alla villetta che questi stavano realizzato, ha detto, una specie di cassetta, di cassone...
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... con una sparachiodi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Allora si va sulle questioni di carattere tecnico. Questa sparachiodi ce l'avevano o se la sono comprata?
IMP. Scarano A.: Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo sa. Gliel'ha vista adoprare?
IMP. Scarano A.: L'ho vista usare a Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Lo Nigro.
IMP. Scarano A.: La usava lui con un foglio di lamiera...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo saper questo. Perché non so era capito se era un cassone di metallo, se era un cassone di compensato, di cartone.
IMP. Scarano A.: Di alluminio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi materiale metallico.
IMP. Scarano A.: Sì. Largo 1 metro, 1 metro e 50 per 2 metri circa, 2 e 50. Un foglio, un pannello di alluminio, tutto piegato, quadrato, tipo scatoloni e all'angolo io ho visto questa sparachiodi che sparavano chiodi negli angoli, per aggiungere le cose.
PUBBLICO MINISTERO: Però ha anche detto che questo scatolone non è stato utilizzato.
IMP. Scarano A.: No, no, è rimasto lì alla villa.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ha capito a che cosa doveva servire?
IMP. Scarano A.: Me l'ha detto Lo Nigro. Infatti quando sono arrivato lì alla villa...
PUBBLICO MINISTERO: Ce lo dica anche a noi.
IMP. Scarano A.: Sì. Quando sono arrivato nel pomeriggio lì... perché io ci andavo, o la mattina o il pomeriggio ci passavo, ci ho detto: 'cosa fai?'
Dice: 'sto facendo uno scatolone, tipo uno scatolo per metterci l'esplosivo e portarlo da Contorno'. E basta, non ci ho detto niente io.
Poi ho saputo che veniva scomodo, che era troppo grande per metterlo dentro la macchina. Poi si parlò che... ho sentito che qualcuno di loro ha visto un fusto, di quelli da 200 litri, buttato da qualche parte e hanno preso questo fusto e l'esplosivo l'hanno nascosto dentro il fusto, dentro una cunetta.
PUBBLICO MINISTERO: Ora ci arriviamo. Oltre che questa sparachiodi e relativo foglio di lamiera, lei ha visto altre attrezzature?
IMP. Scarano A.: Lì c'era uno scatolo pieno di attrezzatura. C'era uno scatolo pieno di attrezzatura, che c'era pure un saldatore piccolo, quello che adoperava Benigno Salvatore. C'erano pinze, c'erano una corda che loro incordavano, annodavano l'esplosivo. Insomma, c'era parecchie attrezzature in questo scatolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ha mai visto se oltre a saldatori avevano anche attrezzature, diciamo, elettriche? Perché la sparachiodi si sa che cos'è, il saldatore si sa che cos'è, rimane altro che da toccare l'argomento delle attrezzature elettriche.
IMP. Scarano A.: Attrezzature elettriche ho visto lì un saldatore. Un saldatorino piccolo che l'adoperava Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: A che serviva si sa?
IMP. Scarano A.: Mah, io ho visto lo scatolo lì, però non è che ho domandato, serviva diciamo quello che fa lui, il telecomando.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, per caso non le è mica stato chiesto di procurare, a lei... cioè è stato chiesto a lei di procurare qualche attrezzatura, qualche congegno, qualche aggeggio che potesse servire?
IMP. Scarano A.: Sì. A me mi è stato chiesto se sapevo, lì nel paese, chi vendeva batterie, che ci serviva una batteria nuova di 12 volts. Io ci ho detto: 'non lo so'.
PUBBLICO MINISTERO: La batteria da?
IMP. Scarano A.: Da 12 volts.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, 12 volts.
IMP. Scarano A.: Ci ho detto: 'non lo so'. Questo me l'ha detto Benigno. Risponde Lo Nigro: 'va be', lascia stare, poi ci pensiamo noi', e basta.
PUBBLICO MINISTERO: E ha visto poi se se la sono procurata?
IMP. Scarano A.: No, questo non lo so. Non lo so se l'hanno procurata.
PUBBLICO MINISTERO: Un momentino eh, devo controllare...
Ma lei esplosivo ne ha visto a Capena, o no?
IMP. Scarano A.: Io a Capena l'ho visto l'esplosivo quando sono venuti a prendere la Jeep da me sul cantiere, la mattina che è arrivato il camion.
PUBBLICO MINISTERO: La mattina?
IMP. Scarano A.: Quando è arrivato il camion di Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: La mattina sono venuti da me. E' venuto Giacalone e Carra, hanno preso la Jeep. Perché dove stava la villa il camion non ci poteva andare.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, dice al cantiere, cioè dove c'aveva la casa lei in costruzione?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi a Fiano.
IMP. Scarano A.: A Fiano. Quando io sono arrivato la mattina lì, ho trovato il camion in mezzo alla strada e sono andato direttamente al cantiere. Dopo una mezzoretta viene Giacalone con Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Dice: 'ci dai la Jeep?' E gli ho dato la Jeep. Ci ho dato la Jeep per scaricare il camion, nel pomeriggio. Però la sera sono passato un'altra volta lì e ho visto Lo Nigro che faceva una buca.
PUBBLICO MINISTERO: Lo Nigro...
PRESIDENTE: Che faceva?
IMP. Scarano A.: Lo Nigro faceva una buca dentro il giardino. Faceva una buca e... però l'esplosivo l'ho visto, per occultare l'esplosivo. Però non so se... io l'ho visto soltanto di fuori, prima di sotterrarlo, quando sono arrivato. Però non so se ce l'hanno messo o meno.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito. Mi scusi Scarano, non ho capito.
IMP. Scarano A.: Io l'esplosivo l'ho visto nel giardino della villa.
PUBBLICO MINISTERO: Oh.
IMP. Scarano A.: Nella parte di sotto. E lì vicino, sotto la pianta, stava facendo una buca, aveva appena iniziato di fare una buca. Ci ho detto io cosa faceva. Dice: 'faccio una buca per metterci l'esplosivo'. Però non è che ci ho domandato più di tanto.
PRESIDENTE: Mi scusi ma avremo bisogno di capire, questa villa...
IMP. Scarano A.: La villa di Capena.
PUBBLICO MINISTERO: Non è quella sua di Fiano eh, sta parlando della villetta di Capena.
PRESIDENTE: Villetta quella presa in affitto.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Affittata.
IMP. Scarano A.: Esatto, esatto, quella.
PUBBLICO MINISTERO: Quando lei dice stavano scavando nella parte di sotto cosa vuol dire?
IMP. Scarano A.: Nella parte di sotto della villa, non nella parte di sopra, nell'ingresso principale.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi sul retro della villa?
IMP. Scarano A.: Sul retro, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dove c'è l'albero ha detto?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, dove c'è il pozzo. C'è una specie di pozzo. Lì vicino al pozzo.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, ecco.
IMP. Scarano A.: Vicino al pozzo ho visto che stava facendo una buca, però ancora doveva iniziare di fare la buca. Ho visto qualche cosa in mano che faceva una buca.
PUBBLICO MINISTERO: E questo è accaduto lo stesso giorno in cui lei vide il camion di Carra?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Sono venuti su da me al cantiere, a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Per prendersi la Jeep e poi io la sera, quando gli operai hanno smesso di lavorare, sono passato da loro, sulla villa dove stavano loro e sono andato dentro. E ho visto Lo Nigro che faceva la buca. Però l'esplosivo stava lì vicino, anzi, era andato con la Jeep fino sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Dica, dica, la seguo.
IMP. Scarano A.: Era andato con la Jeep proprio fino sotto, che non ci poteva passare, però con la Jeep ci è andato fino a un certo punto. Perché la strada è stretta, perché le macchine si fermano sopra della villa, all'ingresso proprio del cancello, c'è un piccolo spazio che si fermano le macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E poi c'è una stradina piccolina piccolina che si va nella parte di dietro, di sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E lui è sceso con la Jeep fino sotto e ho visto la Jeep che ci stava ancora l'esplosivo dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Ma allora dico, l'ha visto o no l'esplosivo Scarano?
IMP. Scarano A.: Sì, l'ho visto, l'ho visto.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Ha visto quello scaricato, quello sotterrato, quello che stava per essere sotterrato, quale ha visto?
IMP. Scarano A.: No, ha detto che stava facendo una buca per atterrare l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: E allora quello che ha visto, ai suoi occhi, se lei lo dovesse raccontare, come ce lo spiegherebbe, come ce lo racconterebbe questo esplosivo che ha visto?
IMP. Scarano A.: Ho visto sempre le solite palle, sempre uguali.
PUBBLICO MINISTERO: Quante ne ha viste?
IMP. Scarano A.: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Quante ne ha viste?
IMP. Scarano A.: Due. Due ne ho visti.
PUBBLICO MINISTERO: Di quelle, voglio dire...
IMP. Scarano A.: Di quegli involucri...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti Scarano. Scusi un attimo Scarano, abbia pazienza. Siccome noi abbiamo fatto vedere a lei e alla Corte l'altro giorno quei fagotti che c'aveva li nascosti lì da Frabetti, anche quelli se si vogliono si possono chiamare palle, sono dei fagotti un po' piccolini. Quelli tutti fasciati di nero per intendersi.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Quelli che invece lei ha visto lì, questi due che dovevano essere sotterrati, che roba era? Più grande, molto più grande...
IMP. Scarano A.: Una dimensione molto, molto, molto più grande. Facevano circa 50 chili l'uno.
PUBBLICO MINISTERO: Quanto?
IMP. Scarano A.: 50 chili.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMP. Scarano A.: Perché ogni pacchi di quelli, sentendo quello che dicevano loro, erano 50 chili.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Scarano, lei esternamente ha visto com'erano?
IMP. Scarano A.: Sempre uguale, sempre con lo scotch. Sempre involucri di scotch, come quegli altri che ho visto insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Scotchati si potrebbe dire.
IMP. Scarano A.: Scotchati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quando lei allora all'inizio viene a capire, a sapere, a comprendere che a questi signori gli interessa Contorno, lei ha capito per quale ragione gli interessava Contorno? Non per quale scopo, lo scopo è chiaro, perché si capisce che gli volevano fare un attentato. Ma la ragione per la quale gli volevano fare l'attentato?
IMP. Scarano A.: La ragione... Io sapevo soltanto che a Gaspare gli aveva ammazzato un fratello questo, questa persona qua, questo contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Secondo quello che diceva Gaspare.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi c'era qualche altra ragione?
IMP. Scarano A.: La ragione è perché ha collaborato.
PUBBLICO MINISTERO: Perché era un collaboratore.
IMP. Scarano A.: Eh.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ha mai saputo se c'era un qualche fatto, una qualche circostanza che potesse collegare questo Contorno alle altre persone di questo gruppo, o comunque alle persone che lei conosceva, a cominciare da Giuseppe Graviano?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Nel corso di questa vicenda che riguarda Contorno, ha mai sentito fare dei riferimenti a Giuseppe Graviano?
IMP. Scarano A.: Ho sentito una volta Lo Nigro quando hanno arrestato Graviano, che stava a Roma, stavano preparando l'attentato di Contorno, ha detto soltanto: 'speriamo di farci un bel regalo a "Madre Natura"'. Con l'attentato di Contorno si pensava a un bel regalo - come lo interpretano loro - un bel regalo a Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: A "Madre Natura" lei ha detto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa fu l'espressione che proprio sentì pronunziare da loro?
IMP. Scarano A.: Da Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Da Lo Nigro. Proprio il termine "Madre Natura"?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. A quello che lei ha riferito ora alla Corte, ci fu un primo tentativo andato a vuoto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Fallito, come lo vogliamo chiamare.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto: 'aveva preso il detonatore, ma non aveva preso l'esplosivo'.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, lei riesce a darci qualche particolare in più su come era stato congegnato questo tentativo? Cioè, dove doveva essere realizzato, con quali tecniche, se era passato poco tempo o molto tempo da quando lei aveva preso in affitto la villetta di Capena?
IMP. Scarano A.: Dell'affitto di Capena, il periodo... non lo so, 20 giorni, un mese. Perché sono stati parecchio lassù, a quella villa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Praticamente, il motivo era che... sempre lo stesso. Questi erano detonatori elettrichi, col telecomando. Ma il detonatore dice che è partito, sentito da loro. Che io la mattina dopo sono andato lì, si parlava di questa cosa dentro la villa di Capena. Parlavano pure, che discutevano che doveva andare Giuliano Giuseppe a Palermo, con l'aereo, e prendere un altro detonatore.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: E ritornare su.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Perché il detonatore era partito, praticamente è scoppiato e non ha fatto...
PUBBLICO MINISTERO: Non è partita la carica.
IMP. Scarano A.: Non è partita la carica.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ma io allora...
IMP. Scarano A.: Ed erano preoccupati perché è passato Contorno e avevano paura che avrebbe anche sentito il botto. Dice che fa un botto come una pistola questo detonatore.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Lei questo fatto l'ha saputo quando era già successo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, era già successo. Questo sentito a casa, dove stavano loro, a Capena.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Le era stato detto qualche cosa preventivamente?
IMP. Scarano A.: No, no. A me no.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo sicuri di questo?
IMP. Scarano A.: Mah...
PUBBLICO MINISTERO: No, nel senso: allora stasera si prova a fare quello per il quale siamo qua.
IMP. Scarano A.: Loro l'hanno fatto la mattina.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, Scarano, io ho bisogno di sapere se qualcuno le ha o le aveva o le poteva avere anticipato qualcosa sul punto, sulle modalità e sull'orario, il giorno in cui doveva questa cosa succedere?
IMP. Scarano A.: Loro, a quanto ho capito io, l'avevano preparato vicino al cimitero. Che c'era una curva pericolosa e lì, venendo di casa Contorno, doveva rallentare per forza, doveva entrare in quella curva alla media bassa.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', piano.
IMP. Scarano A.: Pianissimo. E che era collegato dentro un fusto di fortuna che avevano trovato lì. Che poi, una volta scoppiato, l'avevano spostato dove poi è stato ritrovato dai Carabinieri questo coso, questo esplosivo. La sera che sono andato lì, che mi hanno chiesto la Jeep a me, per andare...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, aspetti, Scarano, ci arriviamo.
Che avevano provato a fare l'attentato in quel certo posto, con l'esplosivo messo in quel fusto...
IMP. Scarano A.: Me l'hanno spiegato...
PUBBLICO MINISTERO: ... lei l'ha saputo dopo?
IMP. Scarano A.: Dopo, dopo, dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo. C'avevano provato a farlo di mattina, di sera, lei lo sa?
IMP. Scarano A.: Di mattina.
PUBBLICO MINISTERO: Di mattina. Loro le hanno detto che temevano che Contorno avesse sentito...
IMP. Scarano A.: Avesse sentito la botta del detonatore.
PUBBLICO MINISTERO: La botta del detonatore.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo discorso a lei, specificamente, o questo racconto, o queste confidenze chi gliel'ha fatte?
IMP. Scarano A.: C'erano tutti, c'erano tutti quando si parlava di questa cosa. Erano tutti presenti.
PUBBLICO MINISTERO: E queste confidenze gliel'hanno fatte, come dire, subito dopo che il fatto era successo, anche se era andato a vuoto, oppure a distanza di giorni?
IMP. Scarano A.: No, no, subito dopo, o la sera o la mattina. La sera comunque, la sera dello stesso giorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Io stavo sempre lì al cantiere da me, stavo sempre a Fiano io. Io ci passavo, o la mattina o la sera ci passavo dalla villetta.
PRESIDENTE: Era vicina questa villetta?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PRESIDENTE: Che distanza?
IMP. Scarano A.: In linea d'aria 200 metri.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito...
PRESIDENTE: Ho chiesto...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito poco bene la domanda del Presidente e ancora peggio la risposta di Scarano. Se posso essere aggiornato.
PRESIDENTE: Ho chiesto se la villa in costruzione era vicina alla villetta di Capena, che aveva preso per conto degli imputati. E ha risposto circa 200 metri.
IMP. Scarano A.: In linea d'aria.
PRESIDENTE: Linea d'aria.
IMP. Scarano A.: Presidente, si può avere un bicchiere d'acqua, per favore?
PRESIDENTE: Come no. Glielo facciamo portare per cortesia un bicchiere d'acqua?
Se siete d'accordo io farei un piccolo sforzo per arrivare intorno alle cinque e mezza, perché poi avremo bisogno di rinviare a domani.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, Presidente.
PRESIDENTE: Possiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Perché non si fa che mentre Scarano prende un bicchier d'acqua, io lo dico davanti a tutti, vo a prendermi un caffè?
PRESIDENTE: Per carità. Sospendiamo...
PUBBLICO MINISTERO: No, ma...
PRESIDENTE: ... cinque minuti di orologio.
PUBBLICO MINISTERO: Cinque.
PRESIDENTE: Cinque minuti precisi.
PUBBLICO MINISTERO: Stia tranquillo Presidente, anche tre. Un caffè è sufficiente.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta Scarano, in questo racconto lei ha fatto alcuni riferimenti ora a una serie di veicoli, di mezzi. Ora io bisogna li riprenda uno per uno per dargli la collocazione giusta.
Allora, spieghi per cortesia i termini esatti di questo discorso che riguarda questa FIAT ultimo modello che aveva Scarano... sì, Scarano!, aveva Contorno. Cioè, come venne fuori questa storia di Contorno che aveva questa macchina nuova, se si ricorda chi l'aveva vista, in che termini, era importante che avesse quella macchina, o che ne avesse un'altra?
IMP. Scarano A.: No, io ho sentito Lo Nigro che, quando hanno visto questa macchina, sarebbe la FIAT gli ultimi tipi usciti, rossa. In particolare era rosso. Che era uscito di quel cancello e hanno visto veramente Contorno da vicino, da distanza ravvicinata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: C'era Lo Nigro e Giuliano quella mattina che erano andati a vedere lì. Perché si alternavano: il pomeriggio due persone e la mattina altre due persone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quando poi fu effettuato questo tentativo, andato a vuoto per il problema del detonatore, Contorno, voglio dire, veniva tenuto sotto controllo in relazione a una macchina in particolare, questa FIAT ultimo tipo, in relazione alla strada che comunque faceva, alle persone che erano con lui? Mi aiuti a capire questo.
IMP. Scarano A.: Più che altro la macchina, più che altro era tenuto al passaggio che lui faceva quando usciva di casa, ai passaggi che faceva su quella strada.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Però quella volta ho visto... hanno detto che l'avevano visto per la prima volta in quella macchina e l'hanno visto due-tre mattine di seguito. E una volta che l'hanno visto due-tre mattine di seguito, poi hanno preparato diciamo quello che hanno fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi per due mattine consecutive?
IMP. Scarano A.: Due o tre mattine, questo adesso non lo so di preciso. Quando si sono assicurati al 100% che lui stava in casa, non stava fuori Roma, praticamente hanno preparato l'attentato. Che erano sicuri al 100% che passava tutte le mattine di quella strada.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Poi lei ha anche - nella prima parte del racconto - fatto accenno al fatto di aver prestato sia la sua 112, sia la sua Jeep, nell'ambito di questi tentativi più o meno andati a vuoto.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora cerchiamo, se è possibile, di dare la collocazione giusta al prestito della 112 e di spiegare in relazione a quale fatto il prestito di questa macchina lei lo ha fatto presente e lo stesso per la Jeep.
IMP. Scarano A.: La 112 l'hanno avuta quasi sempre nell'arco del tempo. Però ultimamente se l'erano presa per andare da Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Poi non ce l'ho data più, gliel'ho levata.
PUBBLICO MINISTERO: Perché?
IMP. Scarano A.: Quando una mattina viene Lo Nigro a casa mia e Giuliano, che erano lì presto, la mattina, a quanto mi hanno riferito che si erano messi vicino a una villa e praticamente abbaiavano dei cani in questa villa e qualcuno forse ha chiamato i Carabinieri. Perché si sono visti i Carabinieri passare di dov'erano loro e hanno capito loro stessi che avevano chiamato i Carabinieri qualcheduno.
E sono venuti da me dicendomi che forse li avevano visti i Carabinieri, di fare in caso qualche denuncia di furto della macchina, della 112. E poi ce l'ho levata io la macchina. Ho detto: 'così mi mettete in mezzo ai guai a me'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questa denunzia quindi l'ha fatta o no lei?
IMP. Scarano A.: No, no, io non l'ho mai fatta.
PUBBLICO MINISTERO: Non l'ha fatta. Questi, con questa macchina, erano vicini a qualche villa, ma sempre in relazione ai preparativi dell'attentato a Contorno?
IMP. Scarano A.: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'epoca è sempre la solita?
IMP. Scarano A.: Sì, lì hanno frequentato un mese, un mese e mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: E poi la terza vettura di cui ha parlato è questa Jeep, questo Mitsubishi bianco e lei, a quello che ho capito, ha detto che l'aveva data a queste persone proprio il giorno in cui poi ci fu il ritrovamento dell'esplosivo da parte dei Carabinieri.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Cerchi un attimino di spiegare a chi l'aveva data...
IMP. Scarano A.: A Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: A che cosa serviva, se l'ha capito, questa Jeep? Ecco, e che cosa è successo?
IMP. Scarano A.: A che serviva non me l'hanno detto a me.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Mi hanno detto: 'dacci la Jeep', e basta. Però la sera del ritrovamento dell'esplosivo, che io poi ho sentito per televisione, dopo una mezzoretta è venuto Lo Nigro a casa mia, lì mi ha detto: 'guarda, siamo andati sul posto, è stato rinvenuto l'esplosivo' - dice che lo avevano messo da una parte - 'lo dovevamo spostare questo esplosivo'. E secondo me si è portato la Jeep a posta, di proposito per spostare l'esplosivo.
E' venuto a casa mia e mi ha detto di fare la denuncia che forse l'avrebbero visto qualcheduno che girava attorno dov'era questo esplosivo. E io ci ho detto: 'guarda che io denunce non ne faccio, mi dispiace'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi da quello che le hanno raccontato queste due persone, la Jeep a loro quel giorno doveva servire per quale specifico scopo?
IMP. Scarano A.: Mah, secondo me, penso che serviva perché il primo attentato, dove è fallito, era vicino casa sua, al cimitero, una curva sopra al cimitero, a quanto mi hanno detto. Poi dal cimitero questo esplosivo si trova all'uscita del paese, sulla Cassia-bis, come ce l'hanno portato lì questo esplosivo? L'hanno portato con la Jeep, l'hanno scaricato lì e la sera riportarlo dove dovevano nuovamente preparare il secondo attentato.
Però Giuliano è andato a Palermo e è ritornato, però io non lo so se è ritornato con il detonatore come io ho sentito prima, il giorno che è fallito l'attentato e dovevano preparare un'altra volta lo stesso attentato elettrico, oppure con miccia normale, diciamo manuale. Io questo non lo so poi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Ma io volevo sapere una cosa molto semplice da lei: cioè a dire se lei aveva saputo in maniera diretta e specifica che cosa ci stava a fare l'esplosivo nel posto dove poi è stato portato via dai Carabinieri? Se le è stato detto espressamente: 'l'esplosivo era lì per questo, ovvero l'esplosivo era lì per quest'altro; la Jeep a noi ci serviva per questo, la Jeep a noi ci serviva per quest'altro'?
IMP. Scarano A.: La Jeep serviva per spostare l'esplosivo. Da dove è stato rinvenuto a un'altra parte, penso.
PUBBLICO MINISTERO: Questo gliel'hanno detto espressamente?
IMP. Scarano A.: Me l'ha detto Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Lo Nigro. Altri particolari le sono stati dati a lei?
IMP. Scarano A.: Mah, particolari... in caso di fare la denuncia perché sono stati visti...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, questo l'ho capito. No, no, ma dico particolari come notizie del perché e del per come l'esplosivo era lì, eccetera, eccetera, dove doveva andare?
IMP. Scarano A.: No, come ce l'hanno portato lì no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Dove doveva andare a finire?
IMP. Scarano A.: Neanche.
PUBBLICO MINISTERO: Neanche. Ma l'attentato era sempre, per così dire, all'ordine del giorno?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, dovevano eseguire diciamo, perché Giuliano è andato a posta a Palermo a riprendere un altro detonatore, ed è ritornato. E in quell'occasione ha portato, ho visto Romeo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Quindi altre notizie specifiche, dirette non le sono state date, mi vuol dir questo lei?
IMP. Scarano A.: No. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, sempre per finire questa rassegna di veicoli: lei poco fa ha detto, in maniera proprio riassuntiva, che c'è di mezzo la storia di una Thema Ferrari.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Spieghiamo alla Corte, il Presidente ci ha detto che alle 17.30 più o meno deve chiudere l'udienza, ma abbiamo il tempo per illustrare questa vicenda di questo Thema Ferrari.
Come dire, come gioca all'interno di questa storia?
IMP. Scarano A.: Mah, la Thema Ferrari... Hanno visto questa Thema Ferrari che si è fermata più volte o una volta sola, dopo aver individuato dove abitava Contorno e credevano questa Thema Ferrari uscisse Contorno, ed è stata seguita pure quella persona.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi Scarano...
IMP. Scarano A.: Questo signore della Thema Ferrari.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi Scarano. Cioè a dire, cerco di farle una domanda per capire meglio: per caso era stata individuata una qualche Thema Ferrari nella disponibilità di qualcuno che stava più o meno nella zona di Contorno, vuol dir questo?
IMP. Scarano A.: Sì, questo qui stava nella zona di Contorno, nella stessa via.
PUBBLICO MINISTERO: Nella stessa via.
IMP. Scarano A.: Però questa Thema Ferrari una mattina è stata vista davanti al cancello di Contorno. Allora chi guardava, quella mattina non so chi c'è andato lì, io, perché loro si alternavano due la mattina e due il pomeriggio. Dice che è stata vista una Thema Ferrari ferma davanti a Contorno, che credevano che montasse Contorno in quella macchina, uscisse Contorno.
Questa è una cosa che pensavano loro. Io adesso non lo so poi questa Thema Ferrari... Lo Nigro mi ha detto pure che ha seguito questa Thema Ferrari in un bar, si è preso il caffè vicino allo stesso bancone, vicino a questo della Thema Ferrari e credevano che arrivava pure Contorno da questo bar, che avessero qualche appuntamento in questo bar, questa persona che portava questa Thema Ferrari.
PUBBLICO MINISTERO: Allora...
IMP. Scarano A.: Questo l'ha detto Lo Nigro a me.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, ho capito. Senta, allora, lei personalmente l'ha mai vista questa Thema Ferrari?
IMP. Scarano A.: Io no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Quindi gliene ha parlato qualcuno di questa Thema Ferrari?
IMP. Scarano A.: Certo. Me ne hanno parlato loro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei sa chi era il proprietario di questa Thema Ferrari?
IMP. Scarano A.: No, io non conosco nessun proprietario della Thema Ferrari.
PUBBLICO MINISTERO: No. Comunque sia, siccome la strada dove questi avevano localizzato l'abitazione di Contorno l'ha vista anche lei, lei in quella strada ci conosceva qualcuno?
IMP. Scarano A.: Io no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ha mai sentito parlare del fatto che questa Thema Ferrari fosse nella disponibilità di uno che aveva, o aveva avuto una certa attività imprenditoriale?
IMP. Scarano A.: Sì, questo sì.
PUBBLICO MINISTERO: Chi gliene ha parlato? Poi si dirà che cosa. Chi gliene ha parlato?
IMP. Scarano A.: Io, c'era un muratore di questo paese.
PUBBLICO MINISTERO: Il paese, Formello?
IMP. Scarano A.: Formello. Ma no che lavorava con me, lavorava con Petrucci.
PUBBLICO MINISTERO: Quello dell'agenzia?
IMP. Scarano A.: Quello dell'agenzia. Allora un giorno, mentre si pranzava, ora di pranzo...
PUBBLICO MINISTERO: Dove?
IMP. Scarano A.: A Fiano, dove costruivo io, a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Al cantiere?
IMP. Scarano A.: Al cantiere sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Si parlava, non mi ricordo il discorso com'è nato, è uscito fuori che lui lavorava al paese, guadagnava bene con una persona, ha detto il nome che io adesso non mi ricordo chi è. E dice questa persona: 'io lavoravo lì, per venire qui a lavorare spendo tanti soldi di benzina' - o di nafta perché c'aveva un 127 di nafta mi sembra - 'per la cifra di 350 mila al giorno, sono pochi'. Prima lavorava con questa persona, poi si è messo in affari con Contorno e non lavora nemmeno lui più, perché prima faceva il costruttore questa persona col Ferrari.
Allora, siccome la Ferrari già è stata vista e quel giorno non ricordo se ci stava Giacalone o qualcuno di loro lì al cantiere pure, a pranzo, di lì è nato tutto un discorso che si è capito tante cose.
Che questo qui stava in affari con Contorno, ed è stato seguito pure questa persona di questo Ferrari. Che non ha più lavorato, non ha preso più lavori. Perché parlava questo muratore normale, tranquillo, così, senza dubbi, senza nessuna cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, fu casuale quindi il fatto che questa persona, questo muratore, così avventizio, che lavorava alla sua villa, si mettesse a discorrere di questo suo ex datore di lavoro che aveva il Thema Ferrari e che era in affari con Contorno? O era qualche cosa che lei già conosceva magari e gli fece lei delle domande?
IMP. Scarano A.: No, io non c'ho fatto nessuna domanda.
PUBBLICO MINISTERO: Lei non lo conosceva questo operaio?
IMP. Scarano A.: Come non lo conoscevo? Lo conoscevo sì.
PUBBLICO MINISTERO: No, come operaio sì. Voglio dire, ma non come ex operaio di un ex datore di lavoro che c'aveva una Thema Ferrari e che si conosceva con Contorno?
IMP. Scarano A.: No, no, lui ha detto soltanto che lavorava al paese con questo tizio e che era un tizio che bazzicava Contorno. Dopo si è messo in affari con Contorno, questo qui non ha preso più cantieri, non ha preso più lavori, tutto lì.
E praticamente non ci conveniva, lui al paese guadagnava la stessa cifra, di venire a lavorare a Fiano Romano. Infatti ha lavorato poco. Ha lavorato sette-otto giorni e se n'è andato lui, questo qui.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. E quindi lei diceva, se io ho capito bene, che quando questo dipendente si mise a fare...
IMP. Scarano A.: Anzi, posso dire una cosa?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Questo muratore diceva che Contorno camminava lì al paese e lo sanno tutti che sta al paese.
PUBBLICO MINISTERO: Questo dipendente...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... diceva che Contorno era, come dire, una notorietà?
IMP. Scarano A.: Camminava tranquillamente nel paese, lo sanno tutti...
PUBBLICO MINISTERO: Era una celebrità locale.
IMP. Scarano A.: Non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Era una celebrità locale.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sì, lo conoscevano tutti nel paese, camminava tranquillamente.
PUBBLICO MINISTERO: E disse che il suo ex datore di lavoro era in affari con Contorno?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In affari di che genere?
IMP. Scarano A.: Questo non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha immaginato?
IMP. Scarano A.: No, io no. Non ho mai immaginato.
PUBBLICO MINISTERO: Niente. Solo in affari.
IMP. Scarano A.: Solo in affari e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Ma disse per caso se Contorno e questa persona si frequentavano? Perché essere in affari è un conto, frequentarsi è un altro. Io posso essere in affari con una persona che però non vedo da un anno all'altro, perché gli affari si possono fare per telefono, per posta e così via.
IMP. Scarano A.: Lui ha parlato di affari, io non lo so che affari facevano assieme. Non lo so se lo sa lui. E ha detto che abitavano pure vicino.
PUBBLICO MINISTERO: Che?
IMP. Scarano A.: Abitavano anche vicino.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quello...
IMP. Scarano A.: Questo della Ferrari con Contorno abitavano nella stessa strada.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano, lei è ben sicuro che tutte queste notizie e notiziole su Contorno, chi stava vicino a Contorno, la Ferrari, il Thema Ferrari e così via, sono notizie che ha messo in circolazione lei?
IMP. Scarano A.: No, ma Contorno era già... era già da un pezzo prima che si vedeva del fatto di Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Io ho bisogno di chiederle semplicemente e puramente se lei è ben sicuro che queste notizie, quindi che il Contorno stava lì, che il Contorno aveva rapporti con uno che aveva fatto il costruttore, che questo tale c'aveva il Ferrari. Ecco, lei è ben sicuro, queste notizie, di non averle messe in circolazione lei nell'ambiente dei vari Giacalone, Lo Nigro, Matteo e quant'altri?
IMP. Scarano A.: No, no, assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro?
IMP. Scarano A.: Sicurissimo.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, lei ha detto, quando questo tale si mise lì al cantiere a fare questi discorsi, lei dice c'era forse presente qualcuno di loro?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può essere più preciso su questo punto?
IMP. Scarano A.: Io non vorrei sbagliare, ma c'era o Giacalone o Lo Nigro c'era sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: C'erano per qualche ragione particolare che lei se lo rammenti?
IMP. Scarano A.: Ma particolare, perché stavamo a arrostire un po' di salsicce, un po' di carne, era ora di pranzo. Questo muratore è uscito così, che non gli conveniva a venire a lavorare dal paese suo, che praticamente abita lì a Formello, a venire a lavorare a Fiano Romano, per la stessa cifra che guadagnava a Formello.
Perché ha sempre lavorato per una persona che adesso non lavora più, dicendo che non lavora più, che si è messo in affari con Contorno, perché lì libero, tranquillamente. Lavorava per questa persona questo muratore, con questo della Thema Ferrari. Però se n'è uscito lui così, a discorsi che non ci conveniva a venire a lavorare a Fiano Romano, che c'erano 60 chilometri andata e ritorno. E' nato un discorso non lo so nemmeno io come.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, una volta che si verificò appunto il ritrovamento dell'esplosivo con edizione straordinaria, lei ha detto così, del telegiornale.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che è successo? Queste persone che hanno fatto? Quelle che erano in quel momento lì, in quel giorno lì in circolazione.
IMP. Scarano A.: Due sono venute a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E' venuto Lo Nigro e Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Per dirmi del fatto della Jeep, di fare la denuncia.
PUBBLICO MINISTERO: E questo l'ha già spiegato.
IMP. Scarano A.: Io non so se se ne sono andati a casa.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma voglio dire, si sono trattenute ancora dei giorni lì a Roma, a Capena, via, per meglio dire? Oppure, che lei sappia, sono partiti per qualche direzione, per qualche destinazione?
IMP. Scarano A.: No, no, è partito soltanto Giuliano. E' andato a prendere un detonatore. Sono rimasti tutti lì fermi.
PUBBLICO MINISTERO: Questo l'ha già detto: che era andato a prendere il detonatore, Giuliano.
IMP. Scarano A.: Sì, sono rimasti lì.
PUBBLICO MINISTERO: Volevo sapere se, una volta che c'è stato il ritrovamento di questo esplosivo, queste persone hanno seguitato a dormire, a alloggiare a Capena, oppure da qualche altra parte? Oppure se se ne sono andati via?
IMP. Scarano A.: No, no, sono rimasti a Capena, dentro la villa. Solo Giuliano è andato via.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lì a Capena a lei è capitato di vedere delle automobili suppongo? A parte la sua, voglio dire, quando ci andava lei con la propria.
IMP. Scarano A.: Sì, sì, c'era un 127.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che macchine le è capitato di vedere lì a Capena?
IMP. Scarano A.: Un 127 c'era e una volta mi sembra che c'era pure una 164 color nocciola.
PUBBLICO MINISTERO: Le è mai capitato di vedere altre automobili?
IMP. Scarano A.: Che ricordi io, no.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sa, perché è oggetto di imputazione nei suoi confronti, che in relazione alla vicenda di Capena lei è accusato, insieme agli altri, di aver commesso il furto di una Uno. Una Uno rubata a Roma nella notte tra il 5 e il 6 di aprile del 1994.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Una Uno Sting rubata a un certo signor Benedetti.
IMP. Scarano A.: Io non ho mai fatto furti di macchine, già l'ho detto...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, ma la Corte non lo sa. Bisogna dirglielo oggi alla Corte.
IMP. Scarano A.: Io non ho mai fatto furti di macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Lei non ha rubato questa macchina?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Io le stavo ricordando che la macchina rubata è una FIAT Uno Sting. Posso aggiungere che il colore è grigio. L'ha mai vista lei questa macchina?
IMP. Scarano A.: Ci stava lì una macchina però adesso il colore non... una 127.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, lì dove? Cerchiamo di essere precisi.
IMP. Scarano A.: A Capena, a Capena, alla villa. La portava Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Lei esclude di aver preso parte in qualche modo al furto di questa macchina?
IMP. Scarano A.: Io ho preso parte soltanto al furto delle macchine per l'attentato... di una delle macchine dell'attentato di San Giovanni.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, quello delle chiese.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma io parlo specificamente di questa macchina rubata 10 giorni prima del ritrovamento dell'esplosivo di Formello, per intendersi. Lei esclude?
IMP. Scarano A.: Io escludo totalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sa di essere stato accusato da Giacalone di aver commesso questo furto assieme a lui?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, lo so, lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Lo sa?
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Perché lo sa?
IMP. Scarano A.: L'ho letto sulle carte.
PUBBLICO MINISTERO: O perché gliel'ho contestato io in un interrogatorio?
IMP. Scarano A.: Eh, mi sembra di sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' vera o no l'accusa che fa - chiamiamola accusa, la chiamata in correità - che fa Giacalone nei suoi confronti, di essere andati insieme a rubare questa macchina?
IMP. Scarano A.: E' falso signor Giudice. Qui ci stanno attentati, mi vado a confondere per il furto di un mese di una macchina?
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMP. Scarano A.: Ci sono attentati e qui io mi vado a confondere per il furto di una macchina?
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Non l'ho fatto e non l'ho fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Tutto è relativo. Ma qui si tratta semplicemente di cercare di essere precisi.
IMP. Scarano A.: Io ho detto che questa macchina la deve chiarire Giacalone e Bizzoni che c'ha venduto le targhe della macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, e ora si arriva poi anche alla storia delle targhe. Ma intanto io avrei bisogno di mettere semplicemente, come dire, in chiaro se lei al furto di questa macchina ha partecipato oppure no.
IMP. Scarano A.: Lo escludo.
PUBBLICO MINISTERO: E le ho ricordato che Giacalone la accusa, in un certo qual senso, di averla rubata materialmente assieme a lui. E lei mi ha risposto che non l'ha rubata e quello che dice Giacalone non è vero.
IMP. Scarano A.: E' falso.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Poi ha anche detto che questa macchina l'ha vista a Capena.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Però ha detto non ne ricorda il colore.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Era una Uno?
IMP. Scarano A.: Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: L'ho vista coperta i primi giorni. Era coperta con un telone di quello delle macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Era una Uno comunque?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, la Uno era Uno. Si vedeva di dietro che era Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Sa com'è che è stata portata via poi questa macchina da Capena? Se è stata portata via.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Lei ha mai saputo che a un certo punto tra Bizzoni e Giacalone c'è stata una certa intesa per una storia di macchine, compresa una macchina incidentata che era nella disponibilità di Bizzoni?
IMP. Scarano A.: Sì. Ero presente io quella mattina, però presente in che senso? Presente che ero vicino, dentro, diciamo dove lavora Moroni Bruno, nella sua officina. E sentivo Bizzoni che gli offriva questa macchina a Giacalone. Però non so se questa macchina era accidentata, era sana, era normale, oppure erano targhe e libretto che ci voleva vendere. Questo non lo so.
Io non ho visto né la macchina, né quando si sono messi d'accordo, né se ci ha dato soldi, oppure questo discorso è andato fino in fondo.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti me, ma questa macchina per la quale c'era questa, chiamiamola trattativa, in corso fra Bizzoni e Giacalone, lei sa che provenienza aveva? Cioè, se era una macchina personale di Bizzoni, se era una macchina di qualcuno che aveva prestato a Bizzoni, se era una macchina che si era guastata, se era una macchina che aveva avuto un incidente?
IMP. Scarano A.: Io, quello che ho capito io, che era una macchina appartenente alla donna che o stava con Bizzoni o era la baby-sitter di Bizzoni, cose del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Perché non era...
IMP. Scarano A.: Che avesse avuto...
PUBBLICO MINISTERO: ... non era proprietà personale del Bizzoni, voleva dire questo?
IMP. Scarano A.: No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ma era una macchina per caso che aveva avuto qualche incidente, se lo ricorda questo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, me lo ricordo. Mi ricordo che era accidentata questa macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda se e chi andò a recuperare questa macchina per la strada?
IMP. Scarano A.: No, io no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Io non mi ricordo niente.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda se in questa vicenda, in qualche modo, ci rientrò il Moroni Bruno?
IMP. Scarano A.: No, questo non lo so neanche.
Ma io non so... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: E' naturale.
IMP. Scarano A.: Io non so nemmeno se Giacalone l'ha comprata questa macchina del Bizzoni, se ha comprato le targhe e il libretto, oppure se avesse comprato questa macchina, dato che non poteva camminare questa macchina, era accidentata forte.
Questi erano accordi che hanno preso loro.
Io ho sentito questa discussione mentre io parlavo con Moroni Bruno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Ma stavo a due metri. Però mi ricordo che il Bizzoni ha offerto questa macchina, oppure targa e libretto, o cose del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Che poi ha acquistato questa macchina, oppure le targhe è il libretto, era andato a rubare lui o chi per lui, lo deve dire lui.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ora lasciamo perdere...
IMP. Scarano A.: Lo deve dire Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ma si capisce. Insomma, si capisce, si fa per dire.
Ma io mi limito semplicemente a chiedere a lei quello che gli risulta a lei, quello che sa lei.
Lasciamo perdere quello che sanno gli altri.
IMP. Scarano A.: Quello che mi risulta a me, gliel'ho detto.
Gli ho detto che io ho sentito quella discussione di macchine, o della macchina. Però non so se hanno fatto l'acquisto o meno.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ora io le volevo rammentare, se riesco a trovare il punto, che lei disse il 31 gennaio del '96, poi dopo trovo la pagina esatta della trascrizione, lei disse che per combinazione, mentre ragionavano tra di loro - Bizzoni e Giacalone - sulla storia che c'era la macchina incidentata e la doveva andare a prendere - pagina 24 della trascrizione, per i difensori - ecco, lei dice che era presente.
Allora: "Essendo, mi pare che c'era pure il Giacalone lì, c'era il Bizzoni, il Giacalone e io con questo Bruno".
E dice: "Va be', ci va questo Bruno, la prende e la porta qui, questa macchina. E l'ha portata lì, questo me lo ricordo.
Io ci ho detto: 'Bruno, vai a prenderla te', però io sempre sono regolare. Cioè, cose regolari".
Ecco, il nocciolo del discorso è che...
IMP. Scarano A.: Sì, sì, mi ricordo, mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Oh.
IMP. Scarano A.: Adesso mi ricordo di questo particolare, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' vero questo particolare?
IMP. Scarano A.: Un attimo. Il discorso che hanno fatto Bruno e Giacalone con Bizzoni, è dopo che hanno fatto l'acquisto. Io, all'acquisto, non ci stavo. Non so se l'ha acquistata, o meno.
Però ho sentito Bizzoni che ci ha detto: 'Bruno, la vai a ritirare tu questa macchina, che sai dove sta'. Questo, l'ho sentito pure io.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Però non so se Bruno poi è andata a caricarla, o meno questa macchina, dove l'ha portata e quello che hanno fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Però lei era presente allora quando ci fu questo scambio di battute, presente anche Bruno.
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Sì, era presente, lo ha sentito, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma come mai vi trovavate lì da Bruno? Per combinazione, oppure perché qualcuno lo aveva mandato a chiamare?
*IMP. Scarano A.: Ma io non ricordo quella mattina se siamo andati... Che forse non lo metto in dubbio se è vero o meno, perché io non... Io, con Bruno, non ci avevo nessun appuntamento. Ma forse ce l'aveva Giacalone l'appuntamento con Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Presidente, io quasi quasi, a un quarto alle sei...
PRESIDENTE: Benissimo. Allora riprendiamo domattina alle ore 09.00. Traduzione degli imputati detenuti.
Buonasera.
PUBBLICO MINISTERO: Buonasera.
UDIENZA DEL 18 MARZO 1997
(MATTINO)

PRESIDENTE: Buongiorno.
Bagarella: rinunciante? Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni che è presente.
AVV. Cianferoni: Sì, buongiorno.
PRESIDENTE: Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone, avvocato Cianferoni che è presente.
Benigno Salvatore.
IMPUTATO Beningo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei, sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti. Sostituito dall'avvocato Falciani? C'è Falciani?
AVVOCATO Falciani: Presente.
PRESIDENTE: Sì.
Calabrò Giovacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocati Gandolfi, avvocato Fiorentini, avvocato Cianferoni, che è presente.
Cannella Cristofaro.
SEGR. D'UDIENZA: Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocato Di Peri e avvocato Rocchi. C'è l'avvocato Rocchi? No. Sostituito dall'avvocato...
AVVOCATO Gramigni: Sostituisco io, Presidente.
PRESIDENTE: ... Gramigni.
Carra Pietro: rinunciante, è già comparso. Libero. Avvocato Cosmai e Batacchi. Ci sono?
AVVOCATO Batacchi: Sono presente, Presidente.
PRESIDENTE: Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Russo, Gentili e Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe: presente. Avvocato Anania, avvocato Cianferoni, che è presente.
Ferro Vincenzo: libero. Avvocato Traversi e avvocato Gennai. E' presente.
Frabetti Aldo: è rinunciante, vero? Avvocato Monaco, avvocato Usai e avvocato Roggero. C'è nessuno per l'avvocato Roggero?
AVV. Passagnoli: Sostituisco io, Presidente. Avvocato Passagnoli.
PRESIDENTE: Grazie.
AVV. Passagnoli: Prego.
PRESIDENTE: Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Bennati, avvocato Florio. C'è l'avvocato Florio?
AVVOCATO Bennati: Avvocato Bennati.
AVVOCATO Florio: E Florio anche, Presidente.
PRESIDENTE: Benissimo.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi. Lo sostituisce l'avvocato Gramigni? Ah, mi scusi non la vedevo. Abbia pazienza.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo, avvocato Gramigni, che è presente.
AVVOCATO Gramigni: Buongiorno Presidente.
PRESIDENTE: Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani e avvocato dottoressa Aiazzi. C'è qualcuno per loro? Sostituisce l'avvocato Pepi.
Lo Nigro Cosimo: rinunciante. Avvocato Fragalà, avvocato Florio, che è presente.
Mangano Antonino: è rinunciante. Avvocato Farina, avvocato Maffei. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avvocato Pepi, che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e avvocato Passagnoli che è presente.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti, avvocato Usai, avvocato Roggero. Sostituito dall'avvocato... chi mi aveva detto che lo sostituiva? Ah, l'avvocato Passagnoli. Grazie.
Scarano Antonio: presente. Avvocato Fortini e l'avvocato Batacchi. Solo lei?
Scarano Massimo: libero, contumace. Avvocato Condoleo, avvocato Cianferoni, che è presente.
Spatuzza Gaspare: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Tudino Vittorio: rinunciante, mi pare? Avvocato Gallina, avvocato Di Benedetto. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Il Pubblico Ministero può riprendere l'esame.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano, buongiorno.
*IMP. Scarano A.: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano, lei si ricorda più o meno qual è, qual è stato l'argomento, la vicenda sulla quale le ho posto ieri sera le ultime domande?
IMP. Scarano A.: Le ultime domande, quali?
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo... no, no. Se se lo ricorda lei, sennò rifaccio io il riassunto delle puntate precedenti.
IMP. Scarano A.: No, non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: Le ultime battute, non...
PUBBLICO MINISTERO: Non se le ricorda.
Allora, io le ho osto delle domande ieri sera sul finire dell'udienza, che riguardavano quello che è successo quando si verifica il ritrovamento dell'esplosivo da parte dei Carabinieri e quindi tutta quella situazione di Contorno a questo episodio.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le ho chiesto alcune cose relativamente a una certa automobile, se lei l'aveva rubata e lei ha dato tutta una serie di risposte alla Corte.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora facendo mente locale appunto su queste situazioni di cui ieri, delle quali ieri le ho chiesto qualcosa, e per completare l'argomento. Allora, lei ha saputo qualche cosa circa il fatto se nei giorni successivi a questa vicenda di ritrovamento dell'esplosivo c'è stato poi un carico di automobili che è partito da una concessionaria romana diretto in Sicilia?
IMP. Scarano A.: Quello è stato molto dopo, molto tempo dopo del ritrovamento dell'esplosivo sulla Formellese.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, di questo fatto, di questo carico di automobili che è partito su una bisarca da Roma per la Sicilia, lei che cosa sa?
IMP. Scarano A.: Io delle macchine che ho venduto a Giacalone...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... che mi ha dato Bizzoni...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... io queste macchine non le ho mai viste.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E quindi la mattina che è venuto Bizzoni che mi ha offerto queste macchine, c'era Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E si è parlato di queste macchine e delle varie marche, che adesso non ricordo io le marche delle macchine. Comunque Giacalone stava bene, il prezzo stava bene delle macchine che erano. Però io alla parola che ha detto Bizzoni, che stavano in autosalone...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi? Mi scusi? Non ho capito.
IMP. Scarano A.: Io non le ho viste queste macchine perché stavo alla parola che mi ha detto Bizzoni a me. Praticamente si sono messi d'accordo loro due come erano queste macchine e in che condizioni erano, che macchine erano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Una volta che si sono messi d'accordo, io non so se Giacalone poi è andato a vedere queste macchine o meno. Ma io non sono andato a vedere queste macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti: ma sa dove si trovavano queste macchine?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Neanche la località so.
PUBBLICO MINISTERO: Dico: ma si trovavano a Roma, o si trovavano che ne so?, a Viterbo, ovvero a Latina?
IMP. Scarano A.: Mah, non vorrei sbagliare ma mi sembra che parlava di Fiumicino di qualche macchina però. Di qualche macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Di qualche macchina. Ma ha sentito parlare se, ha sentito dire se si trovavano che ne so?, tutte nello stesso posto oppure erano una in qua e una in là?
IMP. Scarano A.: Questo no. Questo, mi ha detto che ce l'aveva in vari punti le macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Ha sentito per caso parlare che so?, di rivenditori, di privati, di concessionarie?
IMP. Scarano A.: No, questo non me l'ha detto.
PUBBLICO MINISTERO: Le ha mai...
IMP. Scarano A.: Ce ne aveva in autosaloni, questo me lo ricordo. Un po' di macchine ce l'aveva in autosaloni.
PUBBLICO MINISTERO: Un autosalone?
IMP. Scarano A.: Sì. Però non mi ha detto né il nome e né niente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei personalmente ha mai avuto a che fare con un autosalone - o concessionaria più o meno è la stessa cosa - che si chiama Siv-auto?
IMP. Scarano A.: Sigauto?
PUBBLICO MINISTERO: Siv, Siv-auto.
IMP. Scarano A.: Siv-auto.
PUBBLICO MINISTERO: Che si trova a Roma nella zona.. ora sul momento non gliela so precisare, comunque una Siv-auto, si chiama Siv-auto.
IMP. Scarano A.: No, no. Non mi risulta. Io le mie macchine l'ho comprate all'Audi, alla concessionaria Audi e la Renault l'ho comprata a Centocelle a piazza di San Felice.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque lei con questa concessionaria di cui io le ho fatto il nome, lei ha detto - è sicuro di questo? -...
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... di non aver mai avuto rapporti?
IMP. Scarano A.: Io non ci ho avuto mai rapporti.
PUBBLICO MINISTERO: No. Allora, io ho bisogno di capire per quale ragione il Giacalone le aveva offerto a lei queste macchine da acquistare. C'erano dei rapporti di dare e di avere fra lei e Giacalone?
IMP. Scarano A.: Giacalone non è che mi ha offerto le macchine a me.
PUBBLICO MINISTERO: No, allora come sta...
IMP. Scarano A.: Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: ... che Giacalone ne parla a lei di queste macchine e poi invece l'affare lo fa... chiedo scusa: volevo dire Bizzoni. Ha ragione lei.
Com'è che Bizzoni le ha offerto queste macchine a lei?
IMP. Scarano A.: Bizzoni mi doveva dare dei soldi a me. E mi ha detto che mi dava queste macchine per rientrare un po' di soldi. Giacalone mi sembra che era presente e dice: 'me le prendo io quelle macchine e i soldi te li do io'. Dico: 'va bene, per me è uguale. Io devo rientrare soltanto dei soldi'.
Però io queste macchine non le ho mai viste, né caricate, né all'autosalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ma le risulta comunque che per caricare queste macchine poi è stata impiegata una bisarca?
IMP. Scarano A.: Sì. Allora, mentre si parlava di queste macchine fuori...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... vicino, sotto casa mia...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... ci stava "Melanzone", chiamiamolo così, Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, la persona che lei ha già indicato come "Melanzone".
IMP. Scarano A.: Stava a circa 10 metri, 15 metri che sentiva questa discussione di macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Questa conversazione.
IMP. Scarano A.: Questa conversazione tra me, Bizzoni e Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Quel ragazzo gentilmente si espone a dire, dice: 'guarda Antonio, se c'è bisogno di qualche bisarca, mio cugino ha comprato una bisarca nuova e c'ha bisogno di lavorare'.
Allora io gli ho detto: 'va beh, allora impegnati. Parla con Bizzoni e Giacalone e ti metti d'accordo con loro dove stanno 'ste macchine e ci dai una mano a caricare 'ste macchine. E ci viene pure mio figlio Massimo'.
E così è successo. io non so più niente di 'ste macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, suo figlio Massimo poi si è concretamente come dire?, dato da fare anche lui per quest'operazione oppure quello che disse lei è rimasto lettera morta?
IMP. Scarano A.: No, io ci ho detto: 'dacci una mano, vai insieme a Pino e dacci una mano a caricare 'ste macchine'. L'ho mandato io perché credevo che era una cosa regolarissima 'ste macchine.
Per quanto me ne aveva parlato Bizzoni a me che stava all'autosalone, erano macchine da caricare normalmente...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: ... e mio figlio ce l'ho mandato pure a far dargli una mano. Perché io andavo lì in campagna dove costruivo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: La mattina. Non c'avevo tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha mai saputo se quella FIAT Uno di cui si parlava ieri e che lei ha detto di aver visto coperta lì a Capena, ha preso anche questa macchina voglio dire la strada delle altre e cioè è stata montata su questa bisarca?
IMP. Scarano A.: Io non ho visto. Come non ho visto che si parla pure di una moto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Si parla anche di una moto. Ma io per ora stavo parlando solo di una Uno.
IMP. Scarano A.: Sì, ho capito. Non ho visto né la moto io e né... con me non si è parlato né di moto e né di... solo di macchine, e né di questa macchina qui.
PUBBLICO MINISTERO: Io mi riferisco in particolare a quella Uno sulla quale le ho fatto delle domande ieri e lei ha detto di aver visto una Uno coperta...
IMP. Scarano A.: Sì, questo sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... a Capena per qualche giorno.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Questa l'ho vista lì, però non so che fine abbia fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, le stavo per chieder questo.
Sa com'è che questa macchina che era a Capena, per un giorno, due giorni, quello che sarà stato, poi è stata portata via da lì?
IMP. Scarano A.: Questo non lo so, io.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo sa. E' possibile che lei abbia dato in carico a suo figlio o a questo Pino altresì detto "Melanzone", di fare questo spostamento?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Non risulta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMP. Scarano A.: Io posso dire una cosa. Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Allora io non so adesso, mi sembra Giacalone se l'è portata via terra la macchina. Io ho anticipato i soldi di comprare una macchina sulla Maiana, in autosalone che siamo andati un giorno io e Giacalone a gira' un po' per cerca' un po' di macchine...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... e ne ha trovato una alla Maiana, zona Maiana.
PUBBLICO MINISTERO: Magliana.
IMP. Scarano A.: Maiana, come si chiama.
PUBBLICO MINISTERO: Va beh, Magliana. Lo dico io per la registrazione.
IMP. Scarano A.: E' stata 3 milioni e 900 mila lire e gli ho dato io 1 milione di anticipo. Più i soldi. Poi, quando... ed è andato a ritirarla con l'assicurazione, è andato "Melanzone" a ritirarla questa macchina e l'ha portata a casa.
Però non so se c'è andato pure mio figlio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Comprata regolare.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, questa macchina era per?
IMP. Scarano A.: Questa ultima?
PUBBLICO MINISTERO: Questa di cui sta parlando lei ora.
IMP. Scarano A.: Questa era una macchina era una Uno che se l'è portata Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Giacalone.
IMP. Scarano A.: Ma se l'è portata via terra. Questo me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, era una Uno, ricorda anche il colore?
IMP. Scarano A.: Mah, il colore non me lo ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: Mi sembra che era bianco. Uno bianca.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, a questo autosalone alla Magliana lei era conosciuto?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
IMP. Scarano A.: No, perché prima erimo andati alla FIAT.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Che sta lì sul raccordo anulare all'imbocco della Magliana.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Erimo andati lì per vedere un po' di prezzi, perché è un grande deposito di macchine. Però lì non è stato fatto nessun affare. Ci stavano delle macchine, però delle macchine che... di poco conto insomma, di poco valore.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E non si è fatto niente. Poi abbiamo seguito la strada della Magliana, e abbiamo trovato un piccolo autosalone, piccolo non... E siamo entrati lì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E si è acquistata una Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e quindi se lo ricorda lei il nome del titolare di questo piccolo autosalone dove è stato comprato questa macchina?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: Non me lo ricordo. Il biglietto di vista mi sembra che ce l'aveva Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi le risulterebbe che Giacalone aveva poi il biglietto da visita di questo...?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Perché era... Scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMP. Scarano A.: Perché la macchina l'aveva consegnata un paio di giorni che si doveva fare l'assicurazione per poter circolare la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Allora telefonava e si metteva in contatto quando la poteva andare a prendere.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, questa macchina quando partì da Roma lei ha detto partì via terra.
IMP. Scarano A.: Via terra se l'è portata, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E la portò via Giacalone?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Personalmente?
IMP. Scarano A.: Personalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Lei si ricorda se prima di portarla via fu fatto anche un passaggio di proprietà ovvero se fu fatta un'autorizzazione semplicemente a portarla via da lì con un'assicurazione nuova? Si ricorda come fu regolarizzata la questione? Se andò via con una procura a vendere, se andò via con un passaggio di proprietà?
IMP. Scarano A.: Mah, io penso con una procura a vendere. Penso io, poi non lo so. Perché si parlava di questo, non di passaggio di proprietà.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
IMP. Scarano A.: La procura potrei portare via, come fanno di solito i commercianti.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Bravo.
Ecco, e come epoca questo fatto rispetto a quest'altra storia della bisarca...?
IMP. Scarano A.: Come epoca, guardi non lo posso dire. Perché non ricordo se è stato prima o dopo. Non lo ricordo proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti me, Scarano. Abbia pazienza. Dunque, questa storia della bisarca prendendo come riferimento la data del suo arresto - e io lo ricordo il dato è assolutamente obiettivo: 3 giugno del '94 - ...
IMP. Scarano A.: 3 giugno '94.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. Ma tornando indietro dalla data del suo arresto, questa storia della bisarca che parte per andare con questo carico di macchine, lei quanto lo metterebbe indietro? Di una settimana, di due mesi, di sei mesi? Così, affidandosi alla sua memoria di oggi.
IMP. Scarano A.: Un qualche mese. Non più, qualche mese.
PUBBLICO MINISTERO: "Qualche mese", che vorrebbe dire? Due, tre, oppure sei e sette?
IMP. Scarano A.: Indietro.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
IMP. Scarano A.: Non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Qualche mese vuol dire due o tre a occhio e croce oppure cinque, oppure sette, o otto? Così, proprio per come se lo ricorda lei oggi. Senza...
IMP. Scarano A.: Un mese, un mese.
PUBBLICO MINISTERO: Un mesetto.
IMP. Scarano A.: Un mese circa, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Un mese circa. Ecco.
A Capena - a Capena dico, non al cantiere suo - a Capena, alla villetta suo figlio ci ha mai messo piede?
IMP. Scarano A.: No. Mio figlio ci ha messo piede dopo che io una mattina è venuto insieme a me a prendere due rotoli di canne di quelle di rame per fare l'impianto di termosifoni. Dove io costruivo.
PUBBLICO MINISTERO: Perché lei ha detto che lì aveva poi sistemato del materiale che gli serviva per il cantiere?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io voglio sapere se suo figlio c'era mai stato nel periodo in cui c'erano quelle certe persone lì a Capena.
IMP. Scarano A.: No, mai.
PUBBLICO MINISTERO: Mai. Pino detto anche "Melanzone" ci ha mai messo piede in quel periodo in cui...
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: ... c'eran quelle persone?
IMP. Scarano A.: No, lo escludo totalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Alfredo Bizzoni ci ha mai messo piede?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Aldo Frabetti ci ha mai messo piede?
IMP. Scarano A.: Una volta.
PUBBLICO MINISTERO: Una volta. E la ragione per la quale Frabetti mise piede lì una volta?
IMP. Scarano A.: Stava assieme a me, perché lavorava con me.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Stava assieme a me, io la sera son passato lì da lui due minuti e me ne sono andato. E stava insieme a me Frabetti. Aggiungo... posso?
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: Aggiungo un'altra cosa: mi sembra che Frabetti poi la mattina dopo ci ha portato un fiasco di vino di cinque litri.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Questa è l'unica occasione in cui Frabetti è venuto lì, è andato lì a Capena?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io mi riferisco sempre al periodo in cui la villetta era occupata da quelle certe persone.
IMP. Scarano A.: Ho capito benissimo. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché non ci sia equivoco ecco, né nella domanda, né nella risposta.
IMP. Scarano A.: Stava nella mia Jeep, è venuto insieme a me.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Senta Scarano, di storie di bisarca con automobili che partono da autosaloni di Roma in tutta questa vicenda che lei ha raccontato davanti alla Corte, ce ne sono state una sola o più d'una?
IMP. Scarano A.: Di viaggio?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, di... io ho detto di storie di bisarca.
IMP. Scarano A.: No, no. Una sola.
PUBBLICO MINISTERO: Una sola.
IMP. Scarano A.: Una sola.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi è quella che ha riferito lei.
IMP. Scarano A.: Sì, è solo quella.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Ascolti di storie di ritrovamenti di esplosivo nelle cunette dalle parti di Formello e verso la Cassia-bis, in tutta... ritrovamento da parte dei Carabinieri, in tutta questa vicenda per quanto le risulta, ce ne sono state una o più d'una?
IMP. Scarano A.: Una sola.
PUBBLICO MINISTERO: Una sola. Allora io le devo chiedere una spiegazione, faccia attenzione per piacere.
Come si spiega la sua affermazione di due minuti fa secondo cui tra la vicenda di questo ritrovamento di esplosivo, e la vicenda della bisarca è passato come ha detto lei parecchio tempo...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi segue?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... quando invece sono passati solamente quattro giorni. Perché il ritrovamento dell'esplosivo è un fatto che si è verificato il 14 aprile del '94, l'acquisto e la partenza di queste automobili che poi partono sulla bisarca, proprio nelle stesse circostanze raccontate da lei, è un fatto del 18 di aprile. Quindi si va dal 14 al 18 di aprile. Allora io ho bisogno di capire se lei è in grado, come si spiega che questi due fatti che si sono verificati a distanza di quattro giorni, lei oggi li ricorda separati da parecchio tempo?
IMP. Scarano A.: Perché non ho preso impegni personalmente io con 'sta bisarca. Io adesso non ricordo bene quello che è successo tra l'attentato di Contorno e il ritrovamento del coso, dell'esplosivo e questo viaggio. La cosa si distinse separata.
PUBBLICO MINISTERO: Separata che sono due cose diverse sono perfettamente d'accordo. Ma per quello io Scarano...
IMP. Scarano A.: Non posso ricorda'...
PRESIDENTE: Prego.
IMP. Scarano A.: Non è che c'ho...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, l'ho interrotta.
IMP. Scarano A.: Cioè, io mi ricordo più o meno così la cosa, però non è che so se è stato quattro giorni prima o cinque giorni dopo. Io me la ricordo più o meno così. Mi sembra che era già tutto finito.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire "tutto finito"?
IMP. Scarano A.: Tutto finito, nel senso... quando son state portate via le macchine...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... era tutto finito con il ritrovamento dell'esplosivo e loro non ci stavano più qua. Questo me lo ricordo. C'era solo Giacalone. Che poi Giacalone se n'è andato pure. E ha lasciato questo impegno a Bizzoni e a quel ragazzo, a "Melanzone". Ma più a Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei vuol dire che quando c'è stata questa vicenda delle macchine che partono sulla bisarca la vicenda precedente dell'attentato per così dire, era conclusa?
IMP. Scarano A.: Sì, io lo ricordo più o meno così.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda più o meno così.
Senta il fatto che Giacalone fosse partito in anticipo rispetto alla partenza della bisarca, questo se lo ricorda bene o se lo ricorda così?
IMP. Scarano A.: No, mi ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, di questo è sicuro.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prima partì Giacalone e lasciò l'incarico a queste due persone.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Più che altro a Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Più che altro a Bizzoni.
IMP. Scarano A.: Ha lasciato il numero di telefono mi sembra, che c'aveva il numero di telefono dell'autosalone. Che questo autista della bisarca quando arrivava a Palermo, doveva telefonare all'autosalone.
E mi ricordo che "Melanzone" poi è venuto da me.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, non ho capito.
IMP. Scarano A.: Ricordo pure che "Melanzone" è venuto da me.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Dicendomi, dice: 'guarda quell'amico tuo, Luigi, nemmeno si è fatto trovare quando è arrivato mio cugino con le macchine'.
Perché ha lasciato i soldi a qualcun altro. Il pagamento del viaggio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta e il suo figliolo le ha raccontato qualcosa di come era andata questa operazione, quindi la bisarca, andare nel posto dove c'erano le macchine, mettere le macchine sulla bisarca, chi era presente, chi non era presente, quant'eran le macchine?
IMP. Scarano A.: Io questo non...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire le... chiedo scusa.
IMP. Scarano A.: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire le ha fatto una specie di resoconto di questa operazione o non le ha detto nulla?
IMP. Scarano A.: No, io la sera che hanno fatto questo viaggio ho domandato a mio figlio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: Ci ho detto: 'che avete fatto?' Dice: 'abbiamo caricato tutte le macchine' e son partiti. Punto e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Lei un attimino fa ha accennato anche ad una motocicletta.
IMP. Scarano A.: Sì, perché ne ho sentito parlare di 'sta motocicletta io. Me la contestavano pure a me questa motocicletta.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, nel processo?
IMP. Scarano A.: No, me l'ha contestata lei. Si ricorda?
PUBBLICO MINISTERO: Certo che me lo ricordo.
Ecco, ma visto che oggi il discorso è caduto su questa motocicletta, allora la domanda è semplice semplice. All'epoca quando fu organizzata questa spedizione con la bisarca, si parlava solo di macchine o si parlava di macchine più motocicletta?
IMP. Scarano A.: Solo di macchine con me si parlava.
PUBBLICO MINISTERO: Pino ovvero il suo figliolo, le dissero una volta che questa operazione fu eseguita che oltre alle macchine era stata... era partita anche la motocicletta?
IMP. Scarano A.: Sì, me l'ha detto "Melanzone". Dice: 'abbiamo caricato pure una bellissima motocicletta'.
PUBBLICO MINISTERO: E "Melanzone", lei lo chiama "Melanzone" e va benone. Io lo chiamo Pino perché non ho confidenza...
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... con l'imputato Santamaria. Questa motocicletta fu spiegato da dove veniva?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMP. Scarano A.: A me, no.
PUBBLICO MINISTERO: Pino le disse chi gli aveva dato disposizioni per andare a prendere, caricare sulla bisarca anche questa motocicletta?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Non gliel'ha mai raccontato?
IMP. Scarano A.: No. Mi hanno detto soltanto che hanno caricato pure una motocicletta.
PUBBLICO MINISTERO: Bella.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Visto che siamo ad occuparsi di automobili e mezzi di locomozione in genere, nelle dichiarazioni che ha reso in questi giorni si è parlato di quella macchina, di quell'altra, si è parlato di quelle sue, si è parlato di quelle di cui disponevano loro, cioè queste persone venute da Palermo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E si è parlato di una Uno a nafta vecchio modello, poi si è parlato ora di questa Uno comprata all'autosalone alla Magliana, poi si è parlato... Ecco. Ricorda qualche altra macchina ancora che lei ha visto nella disponibilità di queste persone?
IMP. Scarano A.: Queste persone hanno avuto la macchina mia sempre a disposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Io parlo di macchine loro, eh, Scarano. Non di macchine sue. Di macchine loro.
IMP. Scarano A.: Mah, di macchine loro, Giacalone ce l'aveva qualche volta la macchina lì. Sarebbe questa che si è vista su.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: La prima volta sono venuti, Benigno Salvatore è venuto pure a Uno a nafta da Palermo per l'attentato a Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Scarano non rifacciamo tutto il discorso, che lo ha fatto per bene. O meglio, lo ha fatto ripetutamente.
Dico: qualche altra macchina in più... Allora le faccio una domanda specifica: ha mai visto Cosimo con una qualche macchina...
IMP. Scarano A.: Ah, sì, sì, quello sì. E' venuto con una...
AVVOCATO Florio: No, chiedo scusa.
IMP. Scarano A.: ... A112.
AVVOCATO Florio: Chiedo scusa.
PRESIDENTE: Si fermi un momento, per favore. Dica.
AVVOCATO Florio: Chiedo scusa. Avvocato Florio.
Se potesse essere riformulata...
PRESIDENTE: Il nome, per favore.
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio, ho detto, per la posizione Lo Nigro, in questo caso.
Se potesse essere riformulata la domanda in modo un pochino meno suggestiva.
PRESIDENTE: Per cortesia, se è possibile...
PUBBLICO MINISTERO: Non è possibile, perché io ho diritto di chiedere se a questo imputato e a tutti i testimoni, se hanno mai visto la tale persona con una macchina. Questa è una domanda, non è suggestiva di nulla.
Gli posso chiedere: ha mai visto qualcuno di questi imputati con il monopattino?
Eh, si fa così. E poi gli potrò chiedere: col tram, col treno, con l'aeroplano e con l'automobile.
E come non la posso fare una domanda così?
PRESIDENTE: Ha incominciato a rispondere...
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato Florio, ci mancherebbe altro!
IMP. Scarano A.: Posso?
PRESIDENTE: Prego.
IMP. Scarano A.: Giacalone è venuto, qualche volta è venuto con una 104-106, lì. E una volta siamo andati io, Carra e Giacalone a Milano, fuori Milano, a ritirare un'altra... Che Giacalone doveva ritirare una macchina a Milano. E siamo partiti da Roma con l'Audi, con la macchina mia, assieme al Carra. E abbiamo ritirato un'altra macchina 206, la Peugeot.
E qualche volta è venuto pure lui con qualche macchina, proprio.
Ma Giacalone è venuto un sacco di volte con le macchine. Non è che mi posso ricordare tutte le macchine che venivano... Questo episodio me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vediamo se - ormai che lei ha menzionato di sua iniziativa questo episodio, cioè dire questo viaggio che ha fatto lei con Carra e Giacalone a Milano per prendere una Peugeot.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo viaggio, quindi, lo avete fatto tutti e tre assieme?
IMP. Scarano A.: Tutti e tre assieme, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siete partiti...
IMP. Scarano A.: Da Roma.
PUBBLICO MINISTERO: ... da Roma.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Col treno, o con la macchina?
IMP. Scarano A.: Con la macchina mia. Con l'Audi.
PUBBLICO MINISTERO: Con la macchina sua. Siete andati a Milano proprio?
IMP. Scarano A.: No, no, fuori Milano, un paese fuori Milano, che io non so come si chiama. E siamo tornati la notte stessa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi avete fatto un viaggio di andata e ritorno senza fermarvi là.
IMP. Scarano A.: Sì. Verso mezzanotte, l'una, gli hanno consegnato questa macchina e poi siamo ripartiti subito.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e ricorda qualche cosa di questa macchina? Lei ha detto un Peugeot. Non so, il colore...
IMP. Scarano A.: Era rosso.
PUBBLICO MINISTERO: Rosso. Era una macchina italiana? Oppure una macchina straniera?
IMP. Scarano A.: Ma la Peugeot è macchina straniera, è francese.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, intendo dire come targa.
IMP. Scarano A.: Ah, di targa no, non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda. Che lei abbia saputo, questa era una macchina pulita, o era una macchina non pulita?
IMP. Scarano A.: Da quello che ho capito io era una macchina non pulita.
PUBBLICO MINISTERO: Chi la riportò in giù questa macchina? Intendo dire: eravate tre, chi l'ha guidata l'automobile...
PRESIDENTE: Scusi...
PUBBLICO MINISTERO: Prego, Presidente.
PRESIDENTE: Vogliamo chiedere, per cortesia, di precisare cosa vuol dire "Macchina non pulita"?
PUBBLICO MINISTERO: Cioè...
PRESIDENTE: Non vuol dire che non era stata passata a un lavaggio, vero?
IMP. Scarano A.: Ho capito. No, quanto parlava Giacalone, diceva che venivano dal Belgio queste macchine.
PRESIDENTE: Dal?
IMP. Scarano A.: Dal Belgio.
PRESIDENTE: Belgio.
IMP. Scarano A.: Che erano macchine incidentate su e poi venivano in Italia e venivano rifatte. Praticamente levavano solo i documenti.
PRESIDENTE: Sì, ma quando lei dice "Macchina non pulita", che cosa vuol dire e perché.
IMP. Scarano A.: Eh, questo che sto dicendo. Perché Giacalone mi ha detto a me che erano macchine che venivano, che ci aveva un amico in Belgio, che le comprava in Belgio queste macchine. Targa e libretto. Macchine che venivano incidentate.
Quelle che non camminavano più si comprava targa e libretto, un amico suo in Belgio, e le mandava a Milano, in un altro, a qualcun altro.
E praticamente a Milano venivano rifatte queste macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Rifatte, cosa vuol dire? Spieghi questo, Scarano.
IMP. Scarano A.: Rifatte, stozzate, come si dice? Rubata una macchina in Italia e rimetterci i numeri di quell'altra macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei vuol dire: una macchina poi rubata in Italia, sulla quale venivano riportati i numeri di telaio, le targhe, gli estremi, di queste macchine...
IMP. Scarano A.: Che poi Giacalone...
PUBBLICO MINISTERO: .. del Belgio.
IMP. Scarano A.: Sì. Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Eh, naturale.
IMP. Scarano A.: Giacalone a Palermo ci aveva una strada per farle, per farci fare la revisione a queste macchine e prendere le targhe.
PUBBLICO MINISTERO: Ci aveva? No, non l'ho capito questo.
PRESIDENTE: La strada, mi pare che ha detto.
IMP. Scarano A.: Ci aveva la strada per fare la revisione.
PRESIDENTE: Il mezzo per far fare queste cose.
IMP. Scarano A.: Questo, quanto ha detto lui, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Io ho fatto una domanda banale banale su questo punto: per tornare indietro, questa macchina, da Milano chi la riportò, chi la guidò, se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Carra. E questa macchina mi sembra siamo andati a prenderla quando Carra è venuto a Roma a portarmi le tegole.
In quel viaggio ha portato giù la macchina e la barca che mi ha venduto Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, se capisco, il viaggio all'andata, il Carra portò le tegole, al ritorno portò via una macchina e una barca.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è la sostanza del discorso.
IMP. Scarano A.: Sì, sì. E' stata caricata la macchina che veniva da Milano e la barca che mi ha dato Bizzoni a me. Che questa barca ancora si trova all'autosalone da Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questa barca, dove venne a caricarla Carra, se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Sotto casa mia, vicino, attorno a casa mia.
Però stava in un garage, stava in un garage a Centocelle, adesso non ricordo la via. E siamo andati col carroattrezzi con Moroni Bruno a caricarla questa barca. Sul carroattrezzi l'abbiamo portata sotto casa mia e lì ci stava il camion parcheggiato di Carra e è stata caricata sul camion.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, Carra è mai stato in casa sua?
IMP. Scarano A.: Dentro casa mia?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Mah, lì attorno è venuto, però non ricordo se è salito su a casa mia. Non lo posso... Non lo so se è venuto su a casa mia, o meno. Non ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda. Allora, visto che abbiamo fatto questo excursus, questa divagazione su una vicenda di auto e di barche, ricominciamo dal punto della domanda di prima, dimenticandosi per un attimo Giacalone, eh?
Allora, delle altre persone di cui ha parlato, invece che da Lo Nigro, che ne so, cominciamo da Spatuzza, da Gaspare.
Ha mai visto Spatuzza a Roma con una qualche macchina sua, di Spatuzza?
IMP. Scarano A.: Con una Lancia, con una Lancia... con una Lancia è venuto, con una Lancia Delta.
PUBBLICO MINISTERO: Una Delta. Cosa ricorda di questa Delta?
IMP. Scarano A.: Mi ricordo che era rossa ed era targata Viterbo. Questo me lo ricordo.
E' venuto lui e Lo Nigro una volta a casa mia che lo ha accompagnato un'altra persona.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dica, dica.
IMP. Scarano A.: Aveva i capelli, era un capellone, con un codino dietro. Però io quello non li ho... L'ho visto da lontano. Io stavo sul balcone. Si è fatto lasciare a 50 metri di casa mia.
Però io li ho visti quando sono arrivati, perché lì è a senso unico, la casa mia, dove abito io. E io stavo sul balcone.
Poi l'ho visto ancora un'altra volta a Roma, qualche volta. Poi, questa macchina qui è venuta una volta all'ultimo, quasi. E' venuto Spatuzza... No, all'ultimo. Lui non era nemmeno latitante ancora.
E' venuto da Palermo di proposito e siamo andati a Bologna con la macchina mia, con l'Audi, a prendere questa macchina all'aeroporto di Bologna e se n'è andato.
PUBBLICO MINISTERO: A prendere quale macchina, scusi?
IMP. Scarano A.: La Lancia Delta, quella targata Viterbo che avevo visto a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha accompagnato quindi, se capisco bene, Spatuzza a prendere questa macchina all'aeroporto di Bologna.
IMP. Scarano A.: E' venuto con l'aereo di Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Che se non ricordo male, mi ricordo bene, che sono a prenderlo. A me mi ha telefonato, siccome sapeva che io andavo sempre a un ristorante, come pure sono venuti tutti loro a quel ristorante, da Rinaldi ...
PUBBLICO MINISTERO: Sull'Appia?
IMP. Scarano A.: Sull'Appia. Allora mi ha detto, mi ha telefonato e mi ha detto: 'guarda, sto qui da Rinaldi' Però era martedì quel giorno, perché mi volevo fermare a pranzo con lui lì ed era martedì. E il martedì è chiuso quel locale.
E lì mi ha detto, dice: 'guarda, dobbiamo andare a Bologna, dopo... Che dobbiamo andare a prendere la macchina'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMP. Scarano A.: All'aeroporto di Bologna.
PUBBLICO MINISTERO: E così avete fatto?
IMP. Scarano A.: E così abbiamo fatto.
Però io poi... Cioè, siamo arrivati a Roma, l'ho lasciato. Non so se questa macchina poi è andato a Palermo, o lui se n'è andato con... l'ha lasciata a Roma, oppure qualche, si è portata via la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le è venuto in mente - siamo sempre a parlare di automobili - le è venuto in mente poi il modello di questa FIAT ultimo tipo, come ha detto lei, che, stando ai discorsi che lei ha sentito, era utilizzata da Contorno?
IMP. Scarano A.: Mah, sarebbe una FIAT questi ultimi tipi proprio dell'anno...
PUBBLICO MINISTERO: Bravo?
IMP. Scarano A.: Gli ultimi tipi proprio della FIAT.
PUBBLICO MINISTERO: Ma il modello non se lo ricorda.
IMP. Scarano A.: Io non lo so, non mi ricordo che modello è.
Si parlava di una FIAT Rossa.
PUBBLICO MINISTERO: Ora io le volevo ricordare che in data 11 aprile 1996, come risulta dal verbale di quell'interrogatorio, a lei venne in mente che si trattava di una Punto.
IMP. Scarano A.: Ah, Punto, esatto, sì. Esatto. Gli ultimi tipi che hanno fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Scarano, lei come sa, nella imputazione che la riguarda, è accusato in relazione a tutti questi attentati compreso l'attentato di Firenze.
Allora, lei ha mai saputo, e se ha saputo qualche cosa, in che termini dell'attentato che ci fu a Firenze in via dei Georgofili, come c'è scritto nella imputazione che la riguarda?
IMP. Scarano A.: Io di Firenze non so niente, niente di niente.
Io, Firenze, l'ho sentito soltanto in televisione.
Però quando è venuto Giacalone a Roma, gli ho fatto una battuta, diciamo, la chiamava la battuta.
E si è messo un po'... mi ha fatto un piccolo sorriso, però ho capito che la strategia è quella.
E poi è finita qui.
PUBBLICO MINISTERO: Allora...
IMP. Scarano A.: Come pure mi ha detto che, mentre stavamo carcerati a Rebibbia, stavamo andando al Tribunale, mi ha detto pure, quando hanno arrestato Lo Nigro, stavano preparando un attentato per Caselli.
Questo me lo ha detto lui, su un furgone, sul blindato, mentre si stava andando al Tribunale.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, andiamo con ordine su tutti e due questi...
IMP. Scarano A.: Io, di Firenze, non so niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E questo, io gliel'ho chiesto per sapere appunto qual era la sua risposta. Lei ha detto: 'non so niente'.
Però ha detto, ecco, un attimo fa, di aver fatto una battuta a Giacalone e che Giacalone le ha risposto, non ho capito come, con un sorriso...
IMP. Scarano A.: Un sorrisetto, un mezzo sorriso, proprio così.
PUBBLICO MINISTERO: Ci si fa, ce la fa lei a far capire meglio alla Corte che cosa è stato questo scambio di battute e di sorrisi? Sennò rimane una cosa, come dire, estremamente vaga.
IMP. Scarano A.: Io ci ho domandato, dico: 'ma hai sentito a Firenze che è successo?' Ho detto: 'un sacco di morti'.
E mi ha fatto un piccolo sorriso e basta. Non è che si è parlato di niente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, non siete entrati in particolari, quindi.
IMP. Scarano A.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ascolti, poi dopo ci si occupa di quell'altra circostanza che ha riferito un attimo fa.
Nel corso di tutta questa vicenda, a parte questa conversazione lampo con Giacalone, qualcuno può, oppure è da escludere che possa averlo fatto, averle rivolto domande su Firenze, se lei frequentava Firenze, se ci aveva conoscenze in Toscana, nella zona di Firenze, se c'era stato?
IMP. Scarano A.: Una volta Matteo, mi sembra, che mi ha detto una cosa del genere. Matteo Messina Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Io, di questo, non ho fatto nemmeno verbale, lo dico adesso, perché...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, non è vero. Lo aveva già dichiarato, Scarano, a me. Glielo dico io. Lei non se lo ricordava, ma il Pubblico Ministero, cioè a me, al dottor Nicolosi, lo aveva già dichiarato.
IMP. Scarano A.: Sì. Mi ha detto se avevo conoscenze a Firenze. Ci ho detto: 'io, è l'unica città che non ci sono mai stato, non conosco nessuno'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quando le è stata fatta questa richiesta da Matteo Messina Denaro? Voglio dire: si riesce ad agganciarla, questa richiesta, a qualcuno degli episodi di Messina Denaro dei quali lei ha già riferito alla Corte?
Che ne so, l'incontro al calzettificio, l'incontro al deposito di alimentari, l'incontro a Roma nell'ufficio di Alfio, e quanti altri. Lei ne ha raccontati una serie di questi episodi.
Se riesce a collocare questa richiesta relativa a Firenze in uno di questi episodi, o addirittura a qualche episodio diverso.
E' chiara la domanda, Scarano?
IMP. Scarano A.: Sì, ho capito. Ho capito benissimo. Però io non riesco... Perché sono discorsi praticamente che rimangono così. Ci ho detto: 'io non conosco nessuno', ed è finita lì.
Non mi posso ricordare adesso in quale occasione è stata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMP. Scarano A.: Se c'è stata una cosa specifica di altri fatti, oppure... Questo, non me lo ricordo proprio.
PUBBLICO MINISTERO: E' ben sicuro che questa domanda le sia stata fatta da Messina Denaro?
IMP. Scarano A.: Sì, sì. Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: In una sola occasione, o sull'argomento ci è tornato Messina Denaro?
IMP. Scarano A.: No, no, su una sola occasione.
PUBBLICO MINISTERO: In una sola occasione.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era un discorso, come dire...
IMP. Scarano A.: Però... Posso parlare?
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Dica, dica.
IMP. Scarano A.: Io, pensandoci bene, mi sembra che me l'ha detto in casa... in casa di Grigoli Salvatore, in casa sua.
E lì c'è stato qualcheduno, che non ricordo chi, che eramo un cinque o sei persone, ci ha detto: 'lascia sta', lascia sta', che non c'è bisogno'. E non...
PUBBLICO MINISTERO: Ma è sicuro che questa conversazione si sia svolta nella casa di questa persona, o le sembra?
IMP. Scarano A.: Mah... no, no, perché io poi non l'ho visto più a Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora a questo proposito, siccome appunto su questo argomento lei aveva già reso delle dichiarazioni, le volevo rammentare che, nell'interrogatorio del 5 aprile del '96, a pagina 72 della trascrizione, quando lei riferisce dell'incontro con Matteo che si trova in questo deposito, in questa fabbrica di calze, lei ha proprio detto così:
"Mi sono visto in questo coso di calze, lì, sotterraneo. C'era pure un'altra persona lì dentro, però si è allontanata.
Sono stato dieci minuti io con lui, solo dieci minuti, ma neanche. Mi ha detto: 'io dovrei venire a Roma'. E in quella occasione mi ha detto se io conoscevo qualcheduno a Firenze.
In quella occasione lì mi ha detto se io conoscevo qualcuno a Firenze.
Ci ho detto: 'no, io a Firenze non conosco nessuno, non ci sono mai andato, non sono mai stato a Firenze'".
Ecco, quindi, come sede di questo scambio di battute, insomma, domanda e risposta tra lei e Messina Denaro, stando a questo interrogatorio del 5 di aprile, si verificò nel calzettificio, quello di Castelvetrano.
Ricordava meglio allora, o ricorda meglio oggi che ha detto forse la casa del Grigoli...
IMP. Scarano A.: Io credo che ultimamente che... l'ultima volta che mi sono visto con lui è in questa casa, da Grigoli Salvatore.
Può darsi pure che io... Cioè... Mi sono confuso. E qui le cose sono tante, non è che ce n'è una di cose, poi...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, certo.
IMP. Scarano A.: Non è che lo metto in dubbio che ho detto quello che ho detto prima. Può darsi pure che è così, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se ha preso con sé gli occhiali, ora volevo che lei desse un'occhiata ad alcune immagini, immagini di luoghi.
Il maresciallo sa quale ordine deve seguire.
Io poi, alla Corte, dirò quali sono queste immagini e da dove provengono.
IMP. Scarano A.: Questo è il magazzino di Di Natale.
PRESIDENTE: Parli nel microfono, per favore.
PUBBLICO MINISTERO: Mi raccomando, il microfono Scarano, perché sennò perdiamo la sua voce.
PRESIDENTE: Nel microfono. Lo ripeta.
IMP. Scarano A.: Questo, è il magazzino di Di Natale, questo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, è quello di cui lei ha parlato.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Siccome lei ha detto che l'abitazione di Di Natale è vicina, nel senso che ci sono i due cancelli di entrata accanto, ecco, sempre con riferimento a questa fotografia, spieghi alla Corte quindi dove si trova l'abitazione del Di Natale.
Di qua, a sinistra, a destra, di dietro...
IMP. Scarano A.: Sulla sinistra, sulla sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lateralmente.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lì, vede, ci sono dei monti come di sabbia, di rena, di quello che sia.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo vede?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei l'altro giorno, ieri parlava - ieri mi pare, sì - di un monte di breccia. Ecco. Più o meno era roba di quel genere anche come dimensioni? Si trovavano più o meno in quel punto del cortile, da qualche altra parte?
Se lo ricorda questo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, me lo ricordo. Allora, l'esplosivo è stato messo alla prima, sulla destra, primo stanzino.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: E questo qui è un magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Quello in fondo a destra.
IMP. Scarano A.: Questo era un piccolo appartamentino, diciamo, arrangiato, che ci dormiva il figlio.
PUBBLICO MINISTERO: Quello a sinistra.
IMP. Scarano A.: Sì, la porta a sinistra.
Quando l'ho visto io lo stavano mettendo in questo a destra, in quella porta a destra.
Poi Di Natale mi ha detto che ha ordinato un po' di brecciolino, un camion di breccia, e lo ha portato sotto, sotto questa breccia.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ora osservi queste altre.
Possiamo intanto dire che la foto che ha visto ora la Corte sta nell'album Carabinieri Reparto Operativo Roma 7 settembre '94 ed è collocata alla pagina 485 del fascicolo del dibattimento.
IMP. Scarano A.: A me questo, mi sembra sempre Torbellamonaca, questo.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMP. Scarano A.: Sembra Torbellamonaca.
PRESIDENTE: Parli nel microfono, per favore.
IMP. Scarano A.: Dovrebbe essere Torbellamonaca.
PUBBLICO MINISTERO: Torbellamonaca, cioè a dire il centro commerciale?
IMP. Scarano A.: Il centro commerciale, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi questo stanzone di cui lei ha parlato con riferimento a Torbellamonaca, rispetto a quello che lei vede nella foto, dove si trova?
IMP. Scarano A.: E' l'ultimo, è l'ultimo... Dove poi inizia il bianco, il muro bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, proseguendo sul marciapiede...
IMP. Scarano A.: Dove inizia il muro bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Passiamo alla foto successiva, maresciallo.
E qui chi riconosce?
IMP. Scarano A.: Io qui non conosco...
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
IMP. Scarano A.: Non lo conosco questo posto. Almeno non lo distinguo qui cos'è questo.
PUBBLICO MINISTERO: Torniamo a quella precedente.
IMP. Scarano A.: Ah, questo è il posto Bellamonaca.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, è quello che abbiamo visto un attimo fa.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ora ritorniamo sulla successiva.
IMP. Scarano A.: Questo dovrebbe essere la via dove c'è la lavanderia.
PUBBLICO MINISTERO: Ma siamo sempre lì, a Torbellamonaca?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, sempre lì, all'angolo. Prima di girare l'angolo.
PUBBLICO MINISTERO: Io spero che i difensori - poi, se o ritengono di farlo, per carità, me lo dicano, prima che io vada avanti - dico, ma non ha visto che nella prima e nella seconda foto c'è la stessa tettoia?
IMP. Scarano A.: Non ho visto?
PUBBLICO MINISTERO: Che nella prima e nella seconda foto, da due angolazioni diverse, è ripresa la stessa tettoia.
IMP. Scarano A.: Ah, sì, sì...
PUBBLICO MINISTERO: La stessa strada.
IMP. Scarano A.: L'ho vista, l'ho vista.
PUBBLICO MINISTERO: Ora la vede?
IMP. Scarano A.: L'ho vista il muro, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E allora?
IMP. Scarano A.: E' il cancello, questo qui all'ultimo a sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: Quella cancellata che si vede lì sul muro?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, a sinistra, l'ultima a sinistra del cancello.
PUBBLICO MINISTERO: Il cancello che immette quindi?
IMP. Scarano A.: Va dentro a questo camerone, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, Scarano, è il luogo che lei indicò la Pubblico Ministero, cioè a me e al dottor Nicolosi, quando facemmo il sopralluogo?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Anzi, per esattezza a me, perché il dottor Nicolosi non c'era quel giorno. Va bene. Andiamo avanti.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
PRESIDENTE: Chi parla?
PUBBLICO MINISTERO: Dica, Giacalone, dica.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Per cortesia, quando qualcuno degli imputati vuol parlare, lo chiede, dicendo il suo nome.
PUBBLICO MINISTERO: Non so se Giacalone voleva... So che...
PRESIDENTE: Se vuol dire qualche cosa lo dica.
IMPUTATO Giacalone: Scusate, non sa quello che deve dire...
PRESIDENTE: Cosa ha detto? Io non l'ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Giacalone...
IMPUTATO Giacalone: Scarano, Scarano è bugiardo, bugiardo. Questo, Presidente.
PRESIDENTE: Cosa ha detto? E' bugiardo?
IMPUTATO Giacalone: Sì, sì.
PRESIDENTE: Va bene. Prosegua. Ha altro da dirci?
IMPUTATO Giacalone: No, no, niente. Grazie.
PRESIDENTE: Allora si accomodi. Andiamo avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Vada avanti maresciallo, per piacere. Maresciallo, vada avanti.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Per cortesia, non si può discorrere. Se qualcuno vuol fare dichiarazioni, ne ha tutto il diritto, ma deve dire: 'voglio fare una dichiarazione spontanea'.
PUBBLICO MINISTERO: Ce la fa a dare un po' di illuminazione a quell'immagine, maresciallo? Mi pare che sia una immagine crepuscolare, codesta.
Le dice niente questa foto, Scarano?
Se non le dice niente, si passa a quella successiva.
IMP. Scarano A.: Io non riesco ad inquadrarla questa foto.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMP. Scarano A.: Non riesco a riconoscerla questa foto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, andiamo a quella successiva.
IMP. Scarano A.: Questa dovrebbe essere via Veneto.
PUBBLICO MINISTERO: Via?
IMP. Scarano A.: Via Veneto.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh. No, non vuol dire. Lei ha detto via Veneto. Ma passiamo avanti.
IMP. Scarano A.: Non riesco a distinguerla.
PUBBLICO MINISTERO: Quella successiva? Riconosce qualcosa?
IMP. Scarano A.: Non la vedo bene, chiara, non riesco ad inquadrare che cos'è.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Andiamo avanti, maresciallo.
IMP. Scarano A.: Questa mi sembra essere via dei Parioli.
PUBBLICO MINISTERO: E più esattamente? Siccome lei ha riferito di tutta una serie di situazioni, spostamenti, movimenti, sui Parioli. Questo, come punto, riguarderebbe che cosa tra le varie...?
IMP. Scarano A.: Mi sono parcheggiato qui sulla destra, dove sta questa macchina bianca. Più o meno, lì.
PUBBLICO MINISTERO: In occasione, quindi, di quale spostamento, si ricorda?
IMP. Scarano A.: Lo spostamento è stato il primo, il primo di quando è stata portata la macchina. La sera del fallito attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Andiamo alla foto più avanti.
AVVOCATO Gramigni: Presidente, scusi, si potrebbe dare atto nel frattempo delle foto?
PRESIDENTE: Avvocato, il suo nome per cortesia.
AVVOCATO Gramigni: Sì, ha ragione, mi scusi. Avvocato Gramigni. Si potrebbe dare atto nel frattempo delle foto che l'imputato non ha riconosciuto?
PRESIDENTE: Certamente. Possiamo dare il numero alle foto che l'imputato...
PUBBLICO MINISTERO: Certo che lo do, lo do alla fine. E' ovvio, eh, una per una, ci mancherebbe altro.
PRESIDENTE: Per comodità, sia delle une come delle altre.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, Presidente?
PRESIDENTE: Sia delle une, non riconosciute; come di quelle riconosciute.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, voglio dire, do nell'ordine nel quale sono state mostrate gli estremi delle foto che sono passate, una dietro l'altra: né una di più; né una di meno.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Per carità. Posso anche dire: 'le prime due foto, sono relative a', se il Presidente lo ritiene, fare riproiettare le foto con le relative didascalie che ci sono sotto, e che ovviamente Scarano non...
PRESIDENTE: Forse è la cosa più corretta.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano non ha avuto la possibilità di vedere, perché il maresciallo aveva nelle istruzioni, ovviamente da me, di non far vedere le didascalie.
PRESIDENTE: Allora, vuole farci rivedere le foto? In particolare, quelle che non ha riconosciuto.
PUBBLICO MINISTERO: No, aspetti, prima finiamo la rassegna delle foto.
PRESIDENTE: Ah, prima finiamo e poi ricominciamo?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, tanto siamo al termine, Presidente. E' l'ultima che deve vedere, eh, di questo album.
PRESIDENTE: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Io, magari, andrei un pochino più, come si dice?, nel mezzo della foto. Le dice qualcosa questo posto, Scarano?
IMP. Scarano A.: Questo posto qui dovrebbe essere dove mi sono parcheggiato la seconda volta. Giù, dove io intendo la casa cantoniera.
PRESIDENTE: Che non è una casa cantoniera.
IMP. Scarano A.: Che non è una casa cantoniera. Mi sembra che c'era questo spartitraffico lì, e si entrava un po' dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Allora, queste foto fanno tutte parte dell'album formato dal Centro Operativo della DIA di Roma, in data 14 marzo '96. Sono collocate al foglio 1650 del fascicolo del dibattimento. Nell'ordine, abbiamo mostrato: la foto 3 e la foto 6, relative entrambe allo snackbar Parasacchi, in località Torbellamonaca; la foto 14 e la 15, relative entrambe al ristorante Il Caminetto di via dei Parioli; le foto 17 e 18, relative entrambe alla piazza Santiago del Cile, con relativa edicola di fioraio; la foto 21, lo slargo antistante l'Istituto Magistrale Mazzini nella strada che porta dai Parioli al piazzale dell'Acquacetosa; la foto ultima è la numero 11, quella che riproduce il piazzale dell'Acquacetosa, con relativo edificio adibito a stazione ferroviaria. Ecco.
E allora posso - lo faccio io - dire che Scarano non ha riconosciuto, nel senso che non ha dato alcuna indicazione, sulle foto: 14, 15, 17 e 18.
Quello che ha detto sulle altre foto, la Corte e tutti i presenti lo hanno sentito; non sta a me dire se le ha riconosciute o non le ha riconosciute.
Bene. Allora, finiamo questa rassegna di foto; maresciallo, lei sa come deve procedere.
Qui che si vede, Scarano?
IMP. Scarano A.: (voce fuori microfono)
Questo è il cimitero.
PUBBLICO MINISTERO: Ci vede qualcosa o non ci vede nulla?
IMP. Scarano A.: (voce fuori microfono)
Il cimitero di Fornello.
PRESIDENTE: Parli al microfono, per favore.
IMP. Scarano A.: Sembra il cimitero di Formello.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, questo, il cimitero dov'è? Dietro i cipressi?
IMP. Scarano A.: Sì, sta a destra.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, a destra si prende per andare al cimitero, eh?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Passiamo, maresciallo, alla foto successiva. Mi raccomando, sempre facendo in modo che Scarano non possa... Scarano, via, che negli schermi non si leggano le didascalie, eh?, sotto le foto.
IMP. Scarano A.: Io, non ricordo questo posto qui.
PUBBLICO MINISTERO: Non riconosce. Passiamo poi alle altre due foto, ancora.
IMP. Scarano A.: Questa dovrebbe essere la villa di Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, incominciamo a dire: questa è la strada dove c'è la villa di Contorno, lei vuol dire?
IMP. Scarano A.: Sì. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Tanto per soddisfare una possibile, legittima curiosità della Corte, lei Scarano c'è mai venuto con me - intendo dire con il Pubblico Ministero - durante i sopralluoghi, in quel posto lì?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: C'è andato con qualcun altro durante i sopralluoghi, le indagini?
IMP. Scarano A.: Ci sono andato con Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: No no, dico, durante il processo, durante le indagini.
IMP. Scarano A.: Ah, no no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Passiamo all'ultima.
Allora, scusi Scarano, ma in questa foto si vede proprio, l'abitazione di Contorno?
IMP. Scarano A.: Mah, si vedeva appena, appena.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi sarebbe quale?
IMP. Scarano A.: Sarebbe quella a sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh. Quella lì, dove c'è quella specie di piano rialzato un po' giallo?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi, dopo che finisce il verde?
IMP. Scarano A.: Qui, dove c'è il muro.
PUBBLICO MINISTERO: No, dico, dopo che finisce il verde della siepe, poi comincia un muro.
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Passi alla foto successiva, maresciallo. E qui?
IMP. Scarano A.: E, qui, non riconosco questo posto, questo muro qua, questa cosa, non ce li ho presenti.
PUBBLICO MINISTERO: Ritorni su quella precedente, maresciallo.
IMP. Scarano A.: Questa sì, questa è quella di Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Di questo è sicuro?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa sicurezza da che cosa le proviene?
IMP. Scarano A.: Dal colore della casa, del muro.
PUBBLICO MINISTERO: Facciamo anche un discorso semplice, semplice. Lei, per questa strada, Scarano...
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... quante volte si è trovato a transitare, a stazionare, a passeggiare?
IMP. Scarano A.: Due volte.
PUBBLICO MINISTERO: Due volte. Ma è sicuro che la strada sia questa?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Allora, togliamo tutte queste foto di mezzo, e diciamo che abbiamo mostrato, nell'ordine: la foto numero 1 di un album formato dalla DIA di Roma, il 9 gennaio 1996, collocazione pagina 3145; poi la foto numero 2 dell'album formato dalla DIA di Roma l'8 settembre '95, collocazione 1375; poi ancora, le foto 32-bis e 33 dell'album DIA Roma, 20 settembre '95, collocazione 1316. E credo...
AVVOCATO Gramigni: Scusi, sempre avvocato Gramigni. Non si è dato atto di quelle che lo Scarano non ha riconosciuto, di quest'ultima tranche.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
AVVOCATO Gramigni: Non si è dato atto delle foto che lo Scarano non ha riconosciuto di quest'ultima tranche.
PUBBLICO MINISTERO: Di queste ultime, nessuno me l'ha chiesto.
AVVOCATO Gramigni: Bene, appunto, glielo chiedo io ora.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, se qualcuno me lo chiede lo faccio, ma...
PRESIDENTE: Sì sì, lei deve dare atto del numero di quelle che non ha riconosciuto.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, Scarano ha dato delle indicazioni relativamente: alla foto numero 1 dell'album 9 gennaio '96; della foto numero 2 dell'album 08/09/95; della foto numero 32-bis dell'album 20 settembre '95.
La foto sul conto della quale non ha dato indicazione alcuna, o meglio, ha detto quello che la Corte ha sentito, è la foto 33 dell'album 20 settembre '95. Devo andare avanti? E' sufficiente, questo.
PRESIDENTE: E' sufficiente.
PUBBLICO MINISTERO: Tanto, voglio dire, il fascicolo fotografico è nella disponibilità della Corte, quindi.
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, Presidente, facciamo cinque minuti di sosta?
PRESIDENTE: Facciamo cinque, anche dieci minuti di sosta.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Riprendiamo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Presidente.
Scarano, ieri io le ho posto una domanda per sapere se era possibile che queste persone, o alcune di queste persone, con le quali lei aveva questi contatti a Roma, fossero state presentate da lei, qualcuna, che ne so, col nome, qualcuna come amico, qualcuna come parente, qualcuna come nipote. E lei ha dato una certa risposta.
Allora, la domanda che le pongo oggi è questa. E' possibile che qualcuna di queste persone l'abbia anche contattata telefonicamente, a casa sua, o l'abbia cercata telefonicamente a casa sua? All'epoca in cui si svolgevano queste vicende.
IMP. Scarano A.: A casa mia?
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Sul telefono di casa.
IMP. Scarano A.: Sul telefono di casa, ha chiamato più volte Giacalone, più volte ha chiamato Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, ma quando queste persone telefonavano, a casa sua, dicevano 'sono Tizio e Caio', davano nome e cognome, oppure adopravano qualche espressione convenzionale?
IMP. Scarano A.: No, dicevano "nipoti". Rispondeva mia moglie qualche volta, perché io non è che stavo sempre a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E dicevano, la chiamavano "zia", dicevano "lo zio dove sta?".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, era una cosa un po' curiosa, perché penso che sua moglie, i suoi nipoti, più o meno li conosca tutti, voglio dire.
IMP. Scarano A.: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh. Ecco, allora nipoti o non nipoti che sia, io ho bisogno di farle delle domande specifiche ora, che riguardano ciascuna di queste persone.
Lei ha detto di aver conosciuto inizialmente questo giovanotto di Castelvetrano, questo Matteo, e poi lei l'ha nominato nel corso dell'interrogatorio più volte: Matteo Messina Denaro, Messina Matteo Denaro. Va bene, insomma.
Dico, il cognome di questa persona, lei come l'ha saputo?
IMP. Scarano A.: Mah, me l'ha detto Giacalone una volta, che lo ha chiamato così.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome nella storia della conoscenza di questa persona lei ha anche riferito che questo Stefano Accardo, che è un po', diciamo all'inizio di tutta la vicenda, fu ucciso, ha mai saputo se questo Stefano Accardo prima di essere ucciso era scampato già a un tentativo di omicidio?
IMP. Scarano A.: Sì, aveva avuto due attentati.
PUBBLICO MINISTERO: Sa se ci sono stati rapporti personali, o di altro genere, diretti tra questo Matteo Messina Denaro e Giacalone? Visto che Giacalone le ha detto che si chiamava di cognome in quel certo modo.
IMP. Scarano A.: Io non lo so, se hanno avuto rapporti diretti; certamente lo conosceva bene, lo avrà visto, per darmi il cognome. Perché io non lo sapevo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, Giacalone, lei lo ha sempre nominato durante il dibattimento con nome e cognome: Luigi Giacalone. Perché l'ha sempre conosciuto con questo nome e cognome?
IMP. Scarano A.: L'ho conosciuto all'inizio come Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. E poi, che si chiamava Giacalone, quando l'ha scoperto?
IMP. Scarano A.: Poi, mano a mano, l'ho conosciuto come Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quando siete stati arrestati, lei lo sapeva già che questo si chiamava Giacalone, oppure l'ha scoperto dopo l'arresto?
IMP. Scarano A.: Lo sapevo già.
PUBBLICO MINISTERO: Lo sapeva già. Senta, la persona che lei ha indicato con il nome di Cosimo, e poi ha dato anche il cognome Lo Nigro, lei l'ha conosciuto inizialmente con questo nome di Cosimo? In qualche altro modo?
IMP. Scarano A.: Come Cosimo.
PUBBLICO MINISTERO: Come Cosimo. Da chi le è stato presentato?
IMP. Scarano A.: Da "Fifetto", la prima volta.
PUBBLICO MINISTERO: Da "Fifetto".
IMP. Scarano A.: "Fifetto": Cannella, praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti. Perfetto, ora ci arriviamo. Di questa persona che si chiama Cosimo, lei sa qualche cosa? Voglio dire, che lo qualifica personalmente, voglio dire se ha un lavoro piuttosto che un altro, se sta in un posto piuttosto che in un altro, se ha una famiglia fatta in un modo piuttosto che in un altro. Se ha rapporti particolari, personali con qualcuno delle altre persone di questa vicenda.
IMP. Scarano A.: Lui, a quanto mi ha detto lui, faceva il pescatore, aveva una barca, faceva il pescatore, lui e il padre.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh, mmh.
IMP. Scarano A.: E il padre, mi ha detto una volta che era invalido.
PUBBLICO MINISTERO: Invalido?
IMP. Scarano A.: Invalido, con una gamba. Ci mancava una gamba. E basta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Sa se questa persona, che so, è celibe? E' coniugato? Se è celibe, se era fidanzato, se era fidanzato con qualcuno in particolare?
IMP. Scarano A.: Era fidanzato con la figlia di Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: E il cognome Lo Nigro, come lo ha appreso?
IMP. Scarano A.: Eh, Lo Nigro l'ho appreso nel mandato di cattura, a mano a mano ho capito che era lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, dai provvedimenti del Giudice, insomma.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dalle misure cautelari.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, di Luigi Giacalone, lei ha detto di essere stato - a parte siete stati arrestati insieme voglio dire, quindi - poi ha detto di essere stato nell'autosalone di questa persona?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda in che zona di Palermo è questo autosalone?
IMP. Scarano A.: Brancaccio.
PUBBLICO MINISTERO: E' un salone grande, piccolo?
IMP. Scarano A.: Eh, un bel salone insomma, circa 1000 metri, 1500 metri.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMP. Scarano A.: Un salone all'aperto però, eh, non chiuso.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Lei poi ha parlato qui, al dibattimento, per l'appunto della persona che ha nominato poco fa, cioè di "Fifetto", e ha detto di avere appreso, di sapere che questo di cognome si chiama Cannella. Ecco, ma lei l'ha conosciuto come "Fifetto", non credo come "Fifetto" Cannella.
IMP. Scarano A.: No, come "Fifetto".
PUBBLICO MINISTERO: Come "Fifetto". Sa qualcosa di questa persona, lei?
IMP. Scarano A.: Questa persona, quando Matteo me l'ha presentato, ci sono stato quasi un giorno, fino alla sera.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Assieme con lui.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Mi ha portato, che c'era una stalla con due cavalli; però, la zona, non lo so che zona è. Abbiamo passato lì un'oretta, che c'era il nipote di Cannella che voleva questa stalla. Un ragazzo di 12 anni, 13 anni. E poi, da lì, siamo andati da Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, questa persona di cui lei sta parlando, questo "Fifetto", se gli dovesse lei attribuire un'età, sempre andando all'epoca di questi fatti, eh, non ad oggi, all'epoca di questi fatti.
IMP. Scarano A.: All'epoca di questi fatti, sui 30 anni, 32.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sa, è a conoscenza di qualche altro particolare che riguarda questa persona?
IMP. Scarano A.: Che è un giocatore di carte.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, gli piace giocare a carte.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei ci ha giocato a carte con lui?
IMP. Scarano A.: No, io no.
PUBBLICO MINISTERO: No. E come lo ha saputo che gli piace giocare a carte?
IMP. Scarano A.: Ho sentito tutti questi ragazzi che venivano, che era un giocatore di carte: il giorno dormiva e la notte andava a giocare a carte.
PUBBLICO MINISTERO: E che si chiama di cognome Cannella, lei come lo ha desunto, come lo ha stabilito?
IMP. Scarano A.: Sempre sul mandato di cattura.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi sui provvedimenti di questo processo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma nei provvedimenti di questo processo, mi pare che il nome "Fifetto", non lo so se appariva da qualche parte.
Lei si ricorda di aver letto il nome "Fifetto" da qualche parte?
IMP. Scarano A.: Io, mi sembra di sì. Il provvedimento l'ho letto da qualche parte.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, poi lei ha parlato ripetutamente, tra gli altri, di questa persona che ha indicato con il nome di Giuseppe e poi anche con il cognome di Barranca.
Ecco, e questa persona l'ha conosciuta con il nome di Giuseppe, o con qualche altro nome, e come ha saputo che di cognome faceva Barranca?
IMP. Scarano A.: L'ho conosciuta come Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Giuseppe. E poi, che si chiamava Barranca, come lo ha stabilito?
IMP. Scarano A.: Sempre, sempre così l'ho... Sul mandato di cattura, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda se le sono state fatte vedere delle fotografie, durante le indagini?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di questa persona?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E l'ha riconosciuta questa persona?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei poi ha parlato di un altro Giuseppe, che poi qui alla Corte ha più volte indicato con il nome di Peppuccio.
IMP. Scarano A.: Sì, così lo conobbi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io volevo sapere: come le è stato presentato questa persona? Con che nome?
IMP. Scarano A.: Peppuccio.
PUBBLICO MINISTERO: Peppuccio. E di questa persona che cosa sa? Cioè a dire: dove vive, se ha famiglia, se non ha famiglia, se in famiglia sua c'è qualche vicenda, qualche situazione particolare che gli sia stata raccontata...
IMP. Scarano A.: Sì, Peppuccio all'epoca ci aveva il padre carcerato, C'aveva il padre carcerato, c'ha la pompa di benzina a Palermo e un fratello che sta poco bene, insomma, è malato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questo padre carcerato, sa mica dov'era carcerato all'epoca?
IMP. Scarano A.: Mi ha detto che era stato carcerato a Pescara.
PUBBLICO MINISTERO: Ha mai saputo qualche cosa, delle ragioni per le quali questo, il padre di questo Peppuccio si trovava detenuto?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Di che cosa era accusato?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Che lavoro aveva fatto questo, il padre di questo Peppuccio, se aveva una attività lavorativa prima di andare in carcere.
IMP. Scarano A.: No, non l'ho mai saputo.
PUBBLICO MINISTERO: Le risulta se questo Peppuccio ogni tanto andava a trovare il padre in carcere a Pescara?
IMP. Scarano A.: Sì, una volta è venuto da Palermo e si è fermato a Roma. Si è fermato da me, è uscito insieme a me e si è comprato un po' di biancheria intima a Roma, a Centocelle, in un negozio che ce l'ho portato io, chiamato Caballero, questo negozio.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
IMP. Scarano A.: Chiamato Caballero.
PUBBLICO MINISTERO: Questo negozio?
IMP. Scarano A.: Questo negozio, Caballero. E poi è ripartito, è andato a trovare il padre da Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei ce lo ha accompagnato, o è andato da solo?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, ce l'ho accompagnato io.
PUBBLICO MINISTERO: Ce l'ha portato proprio? Fino al carcere?
IMP. Scarano A.: No, no, al negozio.
PUBBLICO MINISTERO: Al negozio. Ma poi...
IMP. Scarano A.: Quel... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMP. Scarano A.: Ha fatto acquisti per questa roba intima del padre e se n'è andato da solo. Ci aveva la 164. Mi ha detto che gliel'ha data Giacalone per fare questo viaggio.
PUBBLICO MINISTERO: E ha detto che questa persona, o la famiglia, disponeva di un distributore?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A piazza Sant'Erasmo, ho capito bene?
IMP. Scarano A.: Piazza Sant'Erasmo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei ci è stato mai a questo distributore, o gliel'hanno semplicemente riferito?
IMP. Scarano A.: No, no, una volta sola ci sono stato io lì.
PUBBLICO MINISTERO: C'è stato anche lei?
IMP. Scarano A.: Di passaggio, sì. Andavo a Triscina e mi ha detto che erano venuti già a Roma, loro. E mi ha detto: 'quando vieni giù a Palermo passa qui da noi. Io sto così e così in questa pompa di benzina'.
Siccome devo fare quella strada, però la dovevo fare apposta per prendere... per passare da lì. Però si va ugualmente sulla autostrada.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: Meglio la strada normale, si esce dal porto e si passa al centro di Palermo vicino al carcere e si sale verso su e si prende l'autostrada anche dal centro di Palermo.
Quella rimaneva un po' fuori, quella strada. E sono andato di mattina.
PUBBLICO MINISTERO: E questo distributore è proprio in piazza?
IMP. Scarano A.: Sì, a un angolo sulla destra andando verso su.
C'era un vecchietto lì che lavorava e ho domandato a questo vecchietto e poi dopo un'oretta, un'oretta e mezza è arrivato lui.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che il fratello di questo Peppuccio forse aveva problemi di salute. Ho capito bene?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma li aveva anche Peppuccio problemi di salute, ho capito bene?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma li aveva anche Peppuccio problemi di salute, o no? O era sano perfettamente?
IMP. Scarano A.: Nel periodo che era a Roma, Peppuccio una mattina stava in macchina con me e si è fermato a un bar e si è preso una bottiglia di acqua fredda, e se l'è bevuta tutta assieme. Poi se n'è presa un'altra dopo una mezzoretta, e se l'è bevuta tutta. Io ci ho detto: 'fatti fare una visita, perché forse stai poco bene'.
Infatti quando è andato a Palermo si è fatto fare una visita, è tornato e mi ha detto che aveva il diabete.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, poi lei ha parlato anche di una persona che ha chiamato con il nome di Salvo o Salvatore, e poi ha anche detto che questo di cognome fa Benigno. Allora, lei come l'ha conosciuto? Come Salvo, come Salvatore?
IMP. Scarano A.: Come Salvo.
PUBBLICO MINISTERO: Come Salvo. E chi gliel'ha presentato, se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Cannella, quando sono venuti a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh. E di questa persona, di questo giovane, sa qualche cosa? Se viveva appunto in un paese piuttosto che in un altro? In Sicilia invece che da un'altra parte?
IMP. Scarano A.: Viveva a Musulmeri.
PUBBLICO MINISTERO: A?
IMP. Scarano A.: Musulmeri, Misilmeri, o come si chiama.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ho capito questo nome, che come lo pronunzia lei è impronunziabile, io non aggiungo né una sillaba di più, né una sillaba di meno, perché non devo interpretare quello che dice lei. Senta, e della...
IMP. Scarano A.: Una volta... Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dica.
IMP. Scarano A.: Una volta mi ha raccontato che avevano cacciato il padre, perché c'aveva un'officina e ci avevano trovato delle armi, dei fucili, dentro l'officina. E c'aveva il padre carcerato.
PUBBLICO MINISTERO: Il padre di questo Salvo?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e il cognome Benigno, quello che lei qui ha fatto nelle varie dichiarazioni rese alla Corte, come lo ha appreso?
IMP. Scarano A.: Sempre sul mandato di comparizione.
PUBBLICO MINISTERO: Insomma, è roba vecchia, i mandati di comparizione, Scarano, non ci avventuriamo nelle definizioni giuridiche.
IMP. Scarano A.: Roba, va bene, come si chiama?
PUBBLICO MINISTERO: Però, senta, e anche di questa persona le sono state fatte vedere delle foto durante le indagini?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo ha ravvisato con sicurezza?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oppure con qualche incertezza, con qualche dubbio?
IMP. Scarano A.: No no, con certezza.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, poi lei ha parlato di un tale che lei aveva conosciuto come Matteo, e ha detto che questo qui aveva un negozio, dove è stato anche lei, a Palermo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ce le vuole ridare un pochino tutte, come dire?, le coordinate di questa persona. Incominciamo a dire: è un giovane? All'epoca dei fatti, che età poteva dimostrare? E' uno piccolo, è uno alto? Biondo, moro; coi capelli, senza; con gli occhiali, senza.
IMP. Scarano A.: Questo è venuto per ultimo, alla villa di Capena, per Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè in occasione dei fatti precedenti lei non l'aveva mai visto né conosciuto, questo tale?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ho capito. Quindi, questo è venuto esclusivamente nell'occasione in cui c'era la disponibilità della villetta di Capena?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, questa persona le è stata presentata come Matteo?
IMP. Scarano A.: Come Matteo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: O si è presentato lui come Matteo?
IMP. Scarano A.: No, mi era stato presentato. Ha i capelli mori, altezza normale, statura normale insomma. E mi ha detto che aveva una boutique, quando è venuto a Roma, e se io potevo, se conoscevo qualche negozio all'ingrosso di poter comprare diciamo abbigliamento. Ci ho detto che io, magazzini all'ingrosso, non li conoscevo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e lei poi c'è stato nel negozio di questo signore?
IMP. Scarano A.: Una volta sola.
PUBBLICO MINISTERO: A Palermo?
IMP. Scarano A.: A Palermo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e in questo negozio che cosa si vendeva?
IMP. Scarano A.: Mah, io dentro non sono entrato, perché lui stava sulla porta. Io con Spatuzza siamo rimasti sul marciapiede.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Perché c'è un bar vicino, a cento metri. Lui stava dentro al bar, quando io e Spatuzza siamo entrati dentro, mi ha portato in questo bar, lui già aveva preso il caffè, ma era in orario che doveva aprire il negozio. Io con Spatuzza siamo rimasti dieci minuti in quel bar, abbiamo preso il caffè, e poi siamo passati davanti a questa boutique qui; ma lui stava sulla porta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e ha saputo se questa persona - la domanda è come per gli altri, di cui lei ha parlato - era celibe, era sposato? Se aveva, appunto, fratelli, se aveva sorelle? Insomma, un po' qualche notizia, dato, qualche elemento proprio di carattere personale, di questa persona.
IMP. Scarano A.: So che era sposato. Io sono andato a casa sua, pure. Bambini, non so quanti ce n'aveva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei poi ha parlato ancora di una persona, che ha indicato con il nome di Romeo, mmh?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Allora la domanda si sdoppia: dove ha visto questa persona, e come ha saputo che questa persona si chiama Romeo?
IMP. Scarano A.: Mah, io l'ho visto a Capena, dopo il giorno che Peppuccio è andato a Palermo a prendere il detonatore, è venuto assieme a questa persona, al ritorno di Palermo. E lo vidi lì in quella villa, a Capena, seduto su una poltrona: soltanto due minuti.
PUBBLICO MINISTERO: Due minuti. E come, dovesse dare una descrizione di questa persona, avendola vista solamente due minuti come dice, ma dovesse provare una descrizione di questa persona, come se lo ricorda lei?
IMP. Scarano A.: Abbastanzamente robusto.
PUBBLICO MINISTERO: "Abbastanzamente" che vuol dire? Assai robusto?
IMP. Scarano A.: Assai robusto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi un po' un omone?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, più o meno.
PUBBLICO MINISTERO: Ma uno giovane, voglio dire, o un cinquantenne?
IMP. Scarano A.: No no, giovane, giovane, sui trent'anni, forse neanche.
PUBBLICO MINISTERO: Forse neanche. Questo, in occasione di tutti i fatti precedenti, non l'aveva mai visto?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Senta, sa se questa persona, lui o qualcuno di casa sua, avesse mai avuto disavventure giudiziarie, arresti, storie, carcere, processi?
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Senta, e che si chiamava Romeo come l'ha saputo?
IMP. Scarano A.: L'ho saputo dopo la sua collaborazione.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo?
IMP. Scarano A.: Dopo la sua collaborazione.
PUBBLICO MINISTERO: No, mi aiuti a capirlo, cosa vuol dire questa risposta? Per ora, non mi è chiaro.
IMP. Scarano A.: Cioè io, quando mi è stato presentato, il nome proprio non me lo ricordo. Però lo conobbi in televisione, mi sembra che l'ho visto sul giornale, da qualche parte l'ho visto. E l'ho saputo allora, quando l'ho visto, che si chiamava Romeo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma c'era qualche fatto particolare, riferito o dalla televisione o dai giornali, che collegò la persona vista nella poltrona lì, a Capena, al nome di Romeo? Voglio dire, perché giornali e televisione...
IMP. Scarano A.: No, l'ho sapu...
PUBBLICO MINISTERO: ... notizie di collaboratori ne danno tante, voglio dire.
IMP. Scarano A.: Che si chiamava Romeo l'ho saputo in quell'occasione che io lo vidi o l'ho letto, non mi ricordo bene. E l'ho riconosciuto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei poi ha parlato anche di un certo Nino, dico bene?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E ha detto che una pistola, o più pistole, ora non me lo ricordo più, che lei aveva consegnato a qualcuno, era destinata come regalo a questo Nino, se non ricordo male, vero?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Non mi ricordo se lei ha già riferito una certa circostanza, e quindi le devo fare una domanda diretta, perché non mi posso ricordare tutto quello che lei ha detto. Lei, questo Nino, l'ha mai visto?
IMP. Scarano A.: Sì, l'ho visto a Palermo, mi ha accompagnato Giacalone a casa sua, a casa di questo Nino.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, quindi lei è stato in casa di questo Nino.
IMP. Scarano A.: Sì, una volta sola.
PUBBLICO MINISTERO: Io non mi ricordo se questa dichiarazione lei l'aveva già fatta qui, davanti alla Corte, non me lo ricordo. Comunque sia, lo vuole raccontare ancora, questo episodio? Allora, com'è che è finito in casa di questo Nino? Chi ce l'ha accompagnato, o se aveva l'indirizzo lei; se c'è andato da solo, che cosa c'è andato a fare; se si ricorda dov'è l'abitazione di questo signore; se si ricorda qualcosa dell'abitazione di questo signore. E la descrizione di questo signore, se è in grado di ricordare come è fatto.
IMP. Scarano A.: Allora, mi ha accompagnato, mi trovavo a Palermo, non ricordo in quale occasione, e Giacalone mi ha detto: 'andiamo, ti faccio conoscere un amico'. E mi ha portato in casa di questo Nino.
Mah, di particolari, lui è una persona normale, sui trent'anni, moro pure.
Per quello che ricordo, in questa casa - parlo dell'appartamento, del salone dove ci ha ricevuti - era un po' particolare, una pittura particolare, una pittura un po', come devo dire?, troppo, troppo vistosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vistosa per qualche cosa, che ne so, c'erano affreschi? C'erano tende, c'erano soffitti decorati, mobili d'epoca, argenterie? Che ne so.
IMP. Scarano A.: No, io queste cose qui non me le ricordo; ma mi ricordo soltanto che ho guardato bene il salone, i muri del salone come erano. Però, dei mobili non me ne sono accorto per niente.
PUBBLICO MINISTERO: Che ne so, illuminazioni particolari? Finestre a bifore?
IMP. Scarano A.: Illuminazione a faretti. Quegli affari, i fari, i fari senza lampadari, quelli che vengono messi agli angoli.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ho capito. Quindi c'era questa illuminazione a fari applicati sulle pareti.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma un ambiente grande, elegante?
IMP. Scarano A.: Era un bel salone.
PUBBLICO MINISTERO: Un bel salone.
IMP. Scarano A.: Si sale con la scala al secondo piano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMP. Scarano A.: No - sotto c'è il garage - al primo piano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: E' un po' staccato, diciamo, dalla borgata lì, che non so se è Brancaccio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le stavo per chiedere questo: ma sempre nella zona popolare di Palermo, o stava in un quartiere elegante?
IMP. Scarano A.: No, un po' staccato; no, quasi in campagna, un po' in periferia.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei conosce che rapporti c'erano tra le persone di cui ha parlato - un po' tutte queste persone - tra di loro, e anche rispetto a questo Nino? Che, se non mi sbaglio, lei non l'ha mai visto a Roma, questo qui.
IMP. Scarano A.: No.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, di tutte le persone di cui si parla, quello che non ha mai visto a Roma è questo Nino.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché gli altri li ha visti tutti a Roma.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Perché Matteo, a Roma l'ha visto; ha visto "Fifetto"; ha visto Giacalone; ha visto Lo Nigro; ha visto Barranca. Però, l'unica persona che non ha mai visto a Roma, è questo Nino, a quello che ho capito.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, che rapporti c'erano tra tutti questi che venivano a Roma e questo che, invece, a Roma non c'ha mai messo piede, per quanto ne sa lei?
IMP. Scarano A.: A me, quando mi è stato presentato, mi è presentato come amico, questo Nino. Però, io non sapevo quello che faceva, quello che...
Però poi, a Roma, in quella villa a Capena, una mattina vado, passo di questa villa a Capena, e c'era Lo Nigro con Giacalone che facevano una discussione, che dopo l'arresto di Graviano il posto di Graviano lo doveva prendere il Giacalone. Invece, lo ha preso Nino, gliel'hanno dato a questo Nino.
E Giacalone ci diceva che era giusto che lo prendeva lui, Giacalone. Invece Lo Nigro diceva che era giusto che lo prendeva Nino, il posto. Così ho capito che faceva parte anche di queste persone.
PUBBLICO MINISTERO: Devo farle vedere due foto, maresciallo. Si rimetta gli occhiali, Scarano, se non ce li ha sul naso.
Dall'altra, maresciallo, prima l'altra. Ho visto quella che sta prendendo; cominci dall'altra.
IMP. Scarano A.: Questo è Spatuzza. Spatuzza Gaspare.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro?
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Passi all'altra foto, per piacere.
IMP. Scarano A.: Questo è Grigoli Salvatore.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi quello che lei conobbe come Matteo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di cui ha parlato come Matteo.
IMP. Scarano A.: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora dobbiamo dire che la prima foto che è stata fatta vedere a Scarano è la foto 1 di un album formato dalla DIGOS di Firenze, in data 07/09/94, che ovviamente si trova negli atti del Pubblico Ministero. La seconda foto fatta vedere è la numero 6 di un album formato dalla DIA di Roma, in data 05/09/95, che si trova ovviamente anch'esso negli atti del Pubblico Ministero.
Senta un po', Scarano, noi l'abbiamo ascoltata durante tutti questi giorni rispondere a una serie innumerevole di domande. Ho bisogno di chiederle ancora tre cose.
Io le ho chiesto se sapeva perché era stato pensato di uccidere Costanzo, lei ha dato una certa risposta. Poi, le ho chiesto se sapeva perché era stato pensato di uccidere Contorno, lei ha dato una certa risposta.
Lei ha saputo quale ragione c'era per andare a mettere delle automobili con esplosivo dentro a due chiese a Roma, al Velabro e a San Giovanni?
IMP. Scarano A.: No. Non l'ho mai saputo, il motivo non l'ho mai saputo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha fatto, ha provato a fare qualche domanda in proposito? Oppure no?
IMP. Scarano A.: Mah, a me una volta Nino mi ha detto, nel periodo che si stava preparando questa cosa, che doveva succedere qualcosa di eclatante per mezza Italia.
PUBBLICO MINISTERO: Ma le ragioni di queste cose eclatanti le sono state spiegate? Lei le ha capite? Qualcuno le ha detto qualcosa?
IMP. Scarano A.: Mah, io l'ho capito dopo il fatto di Costanzo, di che si trattava.
PUBBLICO MINISTERO: Di Costanzo si è già detto. Io parlavo giustappunto delle chiese.
IMP. Scarano A.: Sì. Però, le ho capite mano a mano, queste cose. Non è...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma io - a parte le sue opinioni personali, che possono importare, ma relativamente - io ho bisogno di sapere se lei ha saputo, e eventualmente da chi, qualche cosa di specifico sul perché si andavano a fare queste azioni, e in particolare si andavano a mettere automobili con esplosivo davanti a due chiese di Roma, nella stessa notte in cui un'altra automobile doveva saltar per aria a Milano.
IMP. Scarano A.: Specificamente...
PUBBLICO MINISTERO: A me importa di sapere quello che è stato detto a lei, se le è stato detto qualche cosa; quello che lei ha ascoltato, se ha ascoltato qualche cosa. Le sue opinioni personali, è un altro discorso.
IMP. Scarano A.: Quello che ho sentito io, ho sentito che doveva succedere qualcosa a Roma e qualcosa a Milano. Ma, di specifico, niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e lei com'è che si è trovato implicato in tutta questa sequela di automobili, di esplosivi? Lei, personalmente.
IMP. Scarano A.: Io personalmente, fare un favore a Matteo Messina Denaro. Poi, mi hanno dato quell'hashish, quel compito dell'hashish. Dell'hashish; poi è venuto Cannella; da Cannella sono venuti tutti gli altri. E quando è successo il fatto di Costanzo...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMP. Scarano A.: ... io ho avuto un dialogo un po' acceso con queste persone per, tramite la mia macchina che avevano messo lì, per prendere il posto.
Poi, mi hanno chiamato di andare a Palermo; e mi hanno detto in quella villa, lì...
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ma perché lei, Scarano, si è fatto coinvolgere in queste storie?
IMP. Scarano A.: Mah, signor Giudice, io sono stato coinvolto casualmente, ad accompagnarli a destra e a sinistra. Dove loro volevano andare, io li accompagnavo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, però strada facendo si è reso conto di che cosa si trattava.
IMP. Scarano A.: Sì, però...
PUBBLICO MINISTERO: Che cos'erano questi accompagnamenti.
IMP. Scarano A.: Mi sono reso conto per il fatto di Costanzo. Però, dopo, sono stato chiamato a Palermo, che mi hanno detto che lo sapevo soltanto io che questi ragazzi erano venuti a Roma. Quello era un significato che dovevo stare al gioco, se non volevo morire: il significato era questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma con questo lei vuol dire che non...
IMP. Scarano A.: Non ne potevo più uscire fuori, io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che non se ne poteva più uscire?
IMP. Scarano A.: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, e la ragione per la quale qui, davanti alla Corte, ma anche prima, quando la interrogavamo - il dottor Vigna, il dottor Nicolosi ed io - ecco, la ragione per la quale poi ha deciso di raccontarle, queste storie, qual è? Quale è stata?
IMP. Scarano A.: Mah, la cosa è maturata piano piano. Io ho fatto due anni di carcere, prima che succedessero queste cose, prima della mia collaborazione. Eh, c'ho avuto due anni da pensare bene, bene, bene. Perché io non ho mai fatto del male a nessuno, quindi non potevo...
Anche per fare chiarezza su queste cose, più che altro; che non erano strategie che erano mie, personali, bensì erano di qualcun altro. E a questa cosa io ci ho pensato bene. E, piano piano, logico che ho ricostruito tutti i fatti.
PUBBLICO MINISTERO: Le è stato facile, questa scelta di collaborazione, o è stata difficile?
*IMP. Scarano A.: Eh, non direi né facile, né difficile. Comunque, un po' difficile è stata. Anche a pensare alla famiglia, lei lo sa, io ho perso tutto. Ecco, c'è anche la vita qua di mezzo, non è che...
Però per far chiarezza, per essere con l'animo mio a posto e per levarmi questo peso, come devo dire?, dallo stomaco, ho deciso di collaborare.
PUBBLICO MINISTERO: Io non ho altre cose da chiedere all'imputato Scarano.
PRESIDENTE: Bene, grazie. Le parti civili vogliono intervenire?
AVVOCATO: Presidente, mi scusi, a nome di tutti gli altri difensori, le chiedevamo di poter noi, per fare il controesame, un termine abbastanza ampio. Perché, purtroppo, dobbiamo esaminare giorni e giorni di esame, parte delle trascrizioni non le abbiamo neppure; per cui, noi chiedevamo di poter iniziare il controesame giovedì pomeriggio.
PRESIDENTE: Ma non c'è lo sciopero dei difensori di...
AVVOCATO: No, è solo per la mattina.
PRESIDENTE: Ah, bene. E le parti civili, nel frattempo, se ci sono possono fare esami.
Beh, allora ci sono interventi delle parti civili?
AVVOCATO Onano: Sì, io vorrei parlare. L'avvocato Ammannato, per il Comune di Firenze, aveva chiesto a noi altre parti civili - sono l'avvocato Onano dell'avvocatura - di poter rimandare il controesame anche da parte delle parti civili, perché voleva fare alcune domande. Per cui, se fosse possibile.
PRESIDENTE: Allora, rimandiamo a venerdì mattina alle ore 09.00; traduzione degli imputati detenuti.
UDIENZA DEL 21 MARZO 1997
(MATTINO)
PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo le presenze.
Bagarella: rinunciante. Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni, che è presente.
AVV. Cianferoni: Buongiorno, Presidente.
PRESIDENTE: Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Grazie. Avvocato Barone e Cianferoni, che è presente.
Benigno Salvatore.
IMPUTATO Beningo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
AVV. Cianferoni: Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti. Avvocato Falciani.
Calabrò Giovacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocati Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni, che è presente.
Cannella Cristofaro.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri, avvocato Rocchi. E' presente l'avvocato Rocchi?
AVV. Cianferoni: Verrà a fine mattinata, Presidente. Sono l'avvocato Cianferoni.
PRESIDENTE: Bene.
AVV. Cianferoni: Anche l'avvocato Maffei, chiedo scusa se la interrompo mentre fa l'appello, mi ha chiamato pochi minuti fa, arriverà per le 15.00.
PRESIDENTE: Va bene. Allora l'avvocato Rocchi sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Carra Pietro: rinunciante. Avvocato Cosmai e Batacchi. Presente l'avvocato Cosmai.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Russo, Gentili e Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe: è presente. Avvocato Anania e Cianferoni, che è presente.
Ferro Vincenzo libero. Avvocato Traversi, avvocato Gennai. C'è l'avvocato Traversi.
AVVOCATO Traversi: Sì, presente.
PRESIDENTE: Frabetti Aldo: rinunciante mi pare. Avvocato Monaco, Usai e Roggero.
AVVOCATO Roggero: Roggero presente, buongiorno.
PRESIDENTE: Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, avvocato Bennati, avvocato Florio, che è presente.
AVVOCATO Florio: Presente.
PRESIDENTE: Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi, che è presente.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo e Gramigni. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani, avvocato o dottoressa Aiazzi. Sostituiti dall'avvocato?
AVVOCATO Florio: Florio.
PRESIDENTE: Florio, grazie.
Lo Nigro Cosimo: rinunciante. Avvocato Fragalà, avvocato Florio, che è presente.
Mangano Antonino: rinunciante. Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Florio, va bene?
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Florio.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avvocato Pepi, che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina, avvocato Passagnoli.
AVVOCATO Florio: Lo posso sostituire io.
PRESIDENTE: Sostituiti dall'avvocato Florio.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e Usai, avvocato Roggero, che è presente.
Scarano Antonio: è presente. Avvocato Fortini e Batacchi, che sono presenti.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo, avvocato Cianferoni, che è presente.
Spatuzza Gaspare: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Florio.
Tudino Vittorio: rinunciante. Avvocato Gallina, avvocato Di Benedetto. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Allora, i difensori di parte civile se credono possono intervenire.
AVVOCATO Onano: Avvocato Onano per le amministrazioni dello Stato, costituite parti civili.
PRESIDENTE: Signora, non la sentiamo molto bene, mi scusi.
AVVOCATO Onano: Mi sente? Mi sente signor Scarano?
PRESIDENTE: Crediamo di sì.
AVVOCATO Onano: Sì. Senta signor Scarano, volevo farle alcune domande per quello che concerne in primo luogo l'attentato a Maurizio Costanzo.
PRESIDENTE: Lei sente Scarano?
AVVOCATO Onano: Mi sente?
*IMP. Scarano A.: Sì, sì.
AVVOCATO Onano: Si ricorda che la prima volta che venne sistemata l'auto con l'esplosivo ci fu un inconveniente e l'esplosivo non partì, ci fu un guasto. Lei al dibattimento ha detto che l'auto è rimasta carica di esplosivo per tutta la notte e poi siete andati il giorno dopo a riparare il guasto, è vero?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Onano: Ecco, c'è un punto che non ho chiarito. Perché lei ha detto che la riparazione siete andati a farla nel tardo pomeriggio con Benigno e Lo Nigro. Non ho capito il passaggio successivo: sono andati a fare questa riparazione e poi siete tornati a casa? Oppure è poi proseguita la vicenda che ha portato all'attentato? Ha capito la domanda?
IMP. Scarano A.: Sì, ho capito, ho capito.
No, si è andati di pomeriggio, ma sono rimasti lì fino all'orario dell'attentato.
AVVOCATO Onano: Siete rimasti lì fino all'orario dell'attentato?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Onano: Quindi per tardo pomeriggio che ora intende?
IMP. Scarano A.: Intendo le sei, le sei e mezza, cinque e mezza.
AVVOCATO Onano: Intorno alle sei... Cinque, cinque e mezza?
IMP. Scarano A.: Sei, sei e mezza. Adesso non è che so l'orario preciso che ora era.
AVVOCATO Onano: Indicativamente quindi intorno, tra le cinque e mezza e le sei e mezza.
IMP. Scarano A.: Comunque nel tardo pomeriggio è stata riparato il guasto che c'era stato il giorno precedente.
AVVOCATO Onano: Poi c'è un altro punto che non mi è molto chiaro, per quello che riguarda invece l'attentato alle chiese. Voi avete fatto il carico in via Ostiense e poi siete partiti. Mi sembra che siete partiti, lei ha parlato di corteo, c'era lei con la sua macchina, le due Uno cariche di esplosivo e la macchina di appoggio.
IMP. Scarano A.: Esatto.
AVVOCATO Onano: Fin qui è tutto chiaro. Poi anche rileggendo i verbali di udienza non sono riuscita e ricostruire bene le posizioni delle persone dentro le macchine. Lei mi sembra che non ha chiaro tutto, ma per quello che ha più chiaro, mi potrebbe dire chi c'era in ciascuna macchina e come poi sono cambiate le posizioni, per quello che si ricorda?
IMP. Scarano A.: Per quello che mi ricordo io? Le macchine, una la portava Lo Nigro, una la portava Spatuzza. Con Lo Nigro mi sembra ci stava Giuseppe Giuliano.
AVVOCATO Onano: Sarebbe la macchina con l'esplosivo.
IMP. Scarano A.: La macchina, quella che è stata lasciata prima, precedentemente. Perché Lo Nigro, a quanto ho potuto capire io, è andato da solo lì a mettere la macchina alla chiesa. Il primo, al Velabro.
AVVOCATO Onano: Sì. Lei non era presente quindi so che non può essere molto chiaro su questo punto, per quello che ha detto.
IMP. Scarano A.: Io aspettavo, però ho visto che la macchina, lui è andato da solo, perché dentro la macchina stava da solo. Perché uno solo portava la macchina d'appoggio perché... quattro all'epoca, delle chiese.
AVVOCATO Onano: Sì.
IMP. Scarano A.: Da Costanzo invece erano in sei.
AVVOCATO Onano: Sì, sì, questo è chiaro. Io non avevo chiaro le posizioni di ciascuno dentro ciascuna macchina e chi è uscito, se lei lo sa...
PRESIDENTE: Per fare chiarezza, vediamo. La macchina che ha portato, secondo lei, l'esplosivo al Velabro era guidata da Lo Nigro.
IMP. Scarano A.: Da Lo Nigro, esatto.
PRESIDENTE: La macchina che invece è stata lasciata a San Giovanni era guidata?
IMP. Scarano A.: Da Spatuzza.
PRESIDENTE: Da Spatuzza. La macchina che doveva recuperare l'uno e l'altro...
IMP. Scarano A.: No, ha recuperato prima Lo Nigro.
PRESIDENTE: Prima Lo Nigro.
AVVOCATO Onano: Certo.
IMP. Scarano A.: E sono venute su.
PRESIDENTE: Ed è andato anche lei a San Giovanni.
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: E lì ha recuperato l'altro?
IMP. Scarano A.: Certo. Perché sono rimasti in quattro dentro la macchina. Quando sono scesi dalla macchina erano quattro.
AVVOCATO Onano: Benissimo.
PRESIDENTE: Altro?
AVVOCATO Onano: Poi un altro punto, c'è solo una piccola incertezza per conto mio, per quello che riguarda il fallito attentato a Contorno. Lei ha detto che c'è stato un episodio in cui il detonatore è partito, ma non è partito l'esplosivo, vero?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Onano: Il giorno dopo Giuliano andò a Palermo a prendere un altro detonatore. E poi c'è il successivo episodio in cui l'esplosivo è stato ritrovato dai Carabinieri.
Volevo chiederle quanto tempo trascorse tra il giorno in cui non partì l'esplosivo e il giorno in cui i Carabinieri hanno ritrovato l'esplosivo.
IMP. Scarano A.: Avvocato, io non ero presente.
AVVOCATO Onano: Non lo sa.
IMP. Scarano A.: Posso?
AVVOCATO Onano: Prego.
IMP. Scarano A.: Io non ero presente. Io quello che ho sentito da loro, da dentro la villa a Capena.
AVVOCATO Onano: Sì, per quello che lei sa ovviamente.
IMP. Scarano A.: Certo. A me, parlavano fra di loro, ci stavano pure io presente là, la mattina, il giorno... perché l'attentato l'hanno fatto, il primo attentato, la mattina. Io adesso non so l'orario, se erano le nove o le dieci o le undici. Comunque verso l'ora di pranzo stavano tutti alla villa e parlavano di questa questione, che era fallito. Però che aveva scoppiato soltanto il detonatore.
AVVOCATO Onano: Sì.
IMP. Scarano A.: E si discuteva fra di loro che Giuliano Giuseppe doveva andare a Palermo a riprendere un altro detonatore. Io non ero presente, perché io...
AVVOCATO Onano: Sì, ma quello che io le chiesto non è com'è andato questo episodio. Volevo chiederle quanto tempo è passato fra questo fallito attentato e il giorno in cui i Carabinieri hanno trovato l'esplosivo.
IMP. Scarano A.: Questo non lo so.
AVVOCATO Onano: Non se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Non lo so, no.
AVVOCATO Onano: Se una settimana o un giorno.
IMP. Scarano A.: No, no.
AVVOCATO Onano: Non se lo ricorda proprio.
IMP. Scarano A.: Non lo posso dire, avvocato. Perché io non ho seguito, io non è che ho seguito le cose.
AVVOCATO Onano: Sì. Comunque il giorno, quando poi i Carabinieri trovarono l'esplosivo, lei ha detto al Pubblico Ministero che sono andati poi tutti via mi sembra, vero?
IMP. Scarano A.: Sì, sono andati via.
AVVOCATO Onano: Perché appunto gliel'aveva domandato, ma mi sembra che poi avesse confuso l'episodio con quello precedente.
IMP. Scarano A.: No, sono andati via, sono andati via.
AVVOCATO Onano: Sono andati via, ecco.
Poi un'ultima domanda: quando vide Carra che fece lo scarico a Capena, ha detto che ha visto le famose due balle scotchate, con lo scotch. Volevo chiederle se ha visto anche altro, oltre a queste due balle?
IMP. Scarano A.: No, no.
AVVOCATO Onano: Solo questo.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Onano: Io avrei finito.
PRESIDENTE: Altri interventi delle parti civili?
AVVOCATO Ammannato: Avvocato Ammannato, difensore di parte civile.
Lei ha mai conosciuto Ferro Vincenzo?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Ammannato: Neanche dopo l'epoca dei fatti, cioè successivamente?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Ammannato: Lei ha conosciuto all'epoca dei fatti, ha detto, Carra Pietro?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Ammannato: L'ultima volta che l'ha visto, se lo ricorda quando fu?
IMP. Scarano A.: A Capena.
AVVOCATO Ammannato: A Capena, nell'aprile '94?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, successivamente lei lo ha più rivisto, incontrato in carcere o in qualunque altro luogo?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Ammannato: Lei ha dichiarato che ha visto Romeo Pietro. Lo ha visto...
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Dove l'ha visto?
IMP. Scarano A.: A Capena.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, da Capena lei ha più rivisto Romeo Pietro?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Ammannato: Quindi successivamente non l'ha più incontrato né in carcere, né in qualunque altro luogo?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Ammannato: Bene, la ringrazio.
PRESIDENTE: Altri interventi dei difensori di parte civile? Bene, dei difensori degli imputati interviene?
AVV. Cianferoni: Presidente, sono l'avvocato Cianferoni. Io intervengo per Massimo Scarano, anche in sostituzione dell'avvocato Condoleo, e per Giuseppe Barranca, anche in sostituzione dell'avvocato Angelo Barone del Foro di Palermo.
Prima di intervenire, credo che risentendo la mia voce il signor Scarano si ricorderà di me.
IMP. Scarano A.: Sì, buongiorno avvocato.
AVV. Cianferoni: Buongiorno signor Scarano.
Premetto, ci tengo a questa premessa, di avere ascoltato l'esame dibattimentale del signor Scarano e di essere intenzionato, proprio perché ho sostenuto la difesa dell'imputato, a rivolgergli delle domande unicamente su quanto è emerso nel corso delle udienze in questo processo, sempre che Antonio Scarano voglia rispondere.
Signor Scarano, io sono qui per farle qualche domanda.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVV. Cianferoni: Prima di tutto nell'interesse di suo figlio. Allora, in dibattimento si è discusso di questa questione della Siv-Auto. Ora, per quello che ne sa lei, com'è che suo figlio Massimo andò alla Siv-Auto?
IMP. Scarano A.: Avvocato, mio figlio Massimo andava a questa, come si chiama...
AVV. Cianferoni: Concessionaria Siv-Auto.
IMP. Scarano A.: Siv-Auto. Io non la conosco, non la conosco neanche.
AVV. Cianferoni: Ma...
IMP. Scarano A.: Mio figlio Massimo con quell'altro ragazzo, per andare a caricare queste macchine l'ho mandato io. Perché non è che sapeva, nemmeno io sapevo dove stavano queste macchine.
AVV. Cianferoni: Ecco, questo le volevo chiedere: ma il Massimo Scarano che cosa ne sapeva poi di queste macchine e di questa concessionaria?
IMP. Scarano A.: Niente. Non sapeva niente.
AVV. Cianferoni: Perché qui è venuto un certo signor Fionda Arturo che ha dichiarato... gliela faccio breve, il succo era questo. Che c'era Massimo Scarano in questo spiazzale, come dice lei, della Siv-Auto con un rotolo di soldi da dare in pagamento, se mi ricordo bene, delle macchine.
IMP. Scarano A.: E' falso avvocato.
AVV. Cianferoni: Ecco.
IMP. Scarano A.: E' falso totalmente. Perché Santamaria Giuseppe e mio figlio Massimo si sono offerti... Santamaria si è offerto per dargli lavoro al cugino... della bisarca, il padrone del camion e si è offerto di dargli una mano al cugino e si è portato per compagnia mio figlio Massimo. Anche per farmi un favore a me perché queste macchine qui a me i soldi me li doveva dare Giacalone.
Mio figlio Massimo non c'ha avuto mai soldi, è falso quello che dicono. Perché a me Bizzoni mi doveva dare dei soldi e allora mi ha detto: 'per rientrare i soldi che ti devo dare ti do un po' di macchine, sette o otto macchine'.
AVV. Cianferoni: Io infatti ricordo queste circostanze.
IMP. Scarano A.: Non esiste che io ho pagato macchine, perché le macchine... io avanzavo soldi di Bizzoni.
AVV. Cianferoni: Bene.
IMP. Scarano A.: E Giacalone... Posso?
AVV. Cianferoni: Prego.
IMP. Scarano A.: E Giacalone mi doveva dare soldi a me, una volta che vendeva queste macchine, dice: 'le macchine me le prendo io e ti do io i soldi'.
AVV. Cianferoni: Ecco ma...
IMP. Scarano A.: Non è stata cacciata una lira di parte mia.
AVV. Cianferoni: Ma per quanto ne sa lei, su questa bisarca del Fionda ci finirono caricate automobili rubate?
AVV. Cianferoni: Io avvocato questo non lo so. Ma le pare che se io sapevo che c'erano cose losche, io non ci mandavo mio figlio e nemmeno quel ragazzo. Le facevo io personalmente.
Io ho sempre detto che chi deve rispondere di queste macchine è Giacalone e Bizzoni. Perché io ho comprato le macchine da Bizzoni in buona fede e neanche le ho viste poi queste macchine.
AVV. Cianferoni: Io la ringrazio. Ascolti, ora per Giuseppe Barranca. Ascolti, le domande che io le pongo sono di questa natura: Carra Pietro. Carra Pietro lei ha detto l'ha visto qualche volta, è venuto con questo camion. Ora a me interessa che lei descriva, per quanto possibile precisamente, il camion, proprio la motrice con la quale il Carra avrebbe portato l'hashish?
IMP. Scarano A.: Avvocato, quello che ricordo io era un Volvo.
AVV. Cianferoni: Un Volvo.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVV. Cianferoni: Mah, me ne dà le dimensioni?
IMP. Scarano A.: Le dimensioni... un Tir normale. Il Volvo praticamente sarebbe la motrice.
AVV. Cianferoni: La motrice.
IMP. Scarano A.: Quello è snodato. Sono snodati che poi aggancia il rimorchio. Era un Volvo.
AVV. Cianferoni: Ma lei ci è salito in gabina di questo Volvo?
IMP. Scarano A.: No, no, io non ci ho mai salito.
AVV. Cianferoni: Ma era lo stesso che poi il Carra adoprava anche negli altri viaggi?
IMP. Scarano A.: Mah, io ho visto sempre lo stesso camion, le stesse macchine.
PRESIDENTE: Come rimorchio.
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: No, come trattore.
AVV. Cianferoni: Come trattore.
PRESIDENTE: Come...
IMP. Scarano A.: Come trattore sempre Volvo ha portato, pure e sempre con lo stesso rimorchio, diciamo. Che portava un rimorchio sotto e un rimorchio sopra, quando portava l'esplosivo. Poi è venuto due volte differentemente, con rimorchio diverso, che ha portato le tegole e basta. Solo quella volta io l'ho visto con un rimorchio diverso. E quando ha portato l'hashish.
AVV. Cianferoni: Non sa mica se sopra questa motrice c'era la radio, un baracchino radio, queste cose qua?
IMP. Scarano A.: Sulla motrice?
AVV. Cianferoni: Sì. Per sentire la musica.
IMP. Scarano A.: Non lo so avvocato.
AVV. Cianferoni: Non lo sa.
IMP. Scarano A.: Il telefonino ce l'aveva.
AVV. Cianferoni: Ecco. C'aveva il meccanismo del telefonino.
Senta, e questo rimorchio che si ribaltava, no? perché lei ha detto con rimorchio sopra l'ha visto venire.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVV. Cianferoni: Che l'ha visto in funzione mentre si ribaltava?
IMP. Scarano A.: Sì, sì, l'ho visto.
AVV. Cianferoni: Che si ricorda quanti pistoni c'aveva per ribaltarsi?
IMP. Scarano A.: No. Questo no. So che si alzava da una parte, a destra o a sinistra, e al centro del camion ci stava una botola.
AVV. Cianferoni: Ecco, parliamo... ecco, questo mi ha incuriosito. Perché questa botola, che riesce a descrivermela più precisamente possibile? Cioè, al centro del rimorchio che vuol dire? Quanti assali c'aveva questo rimorchio, se lo ricorda?
IMP. Scarano A.: Avvocato, questo non lo posso dire perché non mi ricordo. So che al centro c'aveva questa botola e basta.
PRESIDENTE: Scusi, era al centro nella zona più vicina alla cabina, o al centro del rimorchio?
IMP. Scarano A.: Signor Presidente, non ce l'ho presente. So che si alzava questa cosa e si tirava fuori la roba. Però...
AVV. Cianferoni: Ma che ha visto mai qualcuno tirar fuori la roba da questa botola?
IMP. Scarano A.: Certo che l'ho visto.
AVV. Cianferoni: E come facevano?
IMP. Scarano A.: Carra andava dentro, si metteva sopra, dentro e la tirava fuori, altri due mi sembra che si mettevano sull'asse, da qualche parte e tiravano fuori... Io non mi sono mai avvicinato.
AVV. Cianferoni: Sì, ma questo infatti l'ha detto. Però per quello che ha visto lei...
IMP. Scarano A.: Però da lontano vedevo che c'era questa botola, si metteva dentro e tiravano fuori la roba, quello che ci stava, l'esplosivo. Entravano in tre, in tre diciamo: uno dentro e due vicino che forse si arrivava. Perché io la profondità di questa botola non l'ho mai vista.
AVV. Cianferoni: E come si apriva? C'era un bottone, c'era una chiavicina per aprire, come si apriva questa...
IMP. Scarano A.: Niente, niente, quello si chiudeva automaticamente quando si chiudeva il cassone.
AVV. Cianferoni: Il pianale del cassone...
IMP. Scarano A.: Il pianale, sì esatto.
AVV. Cianferoni: ... quando scendeva...
IMP. Scarano A.: Era un ribaltabile.
AVV. Cianferoni: Era un ribaltabile. Ma queste palle di esplosivo come uscivano? Dall'alto o dal basso? Cioè, le scaricava o le dovevano tirare su?
IMP. Scarano A.: Dall'alto, dall'alto. Si tiravano fuori con le mani.
AVV. Cianferoni: Lei le ha viste mai queste palle di esplosivo?
IMP. Scarano A.: Certo che l'ho viste.
AVV. Cianferoni: Com'erano fatte? Perché qui ci hanno detto erano pacchi, scatoli, uova, tutte le forme ci hanno dato. Che forma c'aveva?
IMP. Scarano A.: No, no, io li ho viste sempre rotondi, belle grosse, dell'altezza di 20 centimetri, 25. Proprio rotondi.
AVV. Cianferoni: Ho capito. E che diametro c'avranno avuto?
IMP. Scarano A.: Lei calcoli che ogni Volvo c'era 50-60 chili di esplosivo.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Senta, venendo ora al discorso dell'appartamento di via Dire Daua, si ricorda mica grossomodo in che periodo fu affittato questo appartamento, fu locato?
IMP. Scarano A.: Non me lo ricordo avvocato. Mi ricordo che faceva caldo, però non mi ricordo il mese preciso.
AVV. Cianferoni: Ma...
PRESIDENTE: Lei aveva già dato delle risposte su questo punto. Aveva detto che era...
IMP. Scarano A.: Dopo l'attentato di Costanzo.
AVV. Cianferoni: Ecco. Dopo l'attentato di Costanzo quanto passò che rivide qualcuna delle persone che aveva visto? Lei ha detto: 'vidi certe persone'. Dopo quanto passò che rivide qualcuno di questi...
IMP. Scarano A.: Io adesso avvocato... Posso?
AVV. Cianferoni: Prego.
IMP. Scarano A.: Io non è che ricordo bene se sono passati 10 giorni o 15 giorni dopo l'attentato di Costanzo. Da quel momento che ho affittato l'appartamento sono venuti a Roma, subito. Il tempo soltanto di sistemarlo, di dargli una pulita e di comprare due divani.
AVV. Cianferoni: Quindi...
IMP. Scarano A.: Che mi ha dato una mano pure Bizzoni.
AVV. Cianferoni: E' più facile, come ho ascoltato da lei, è più facule che siano passati 10 giorni, che non che siano passati due mesi.
IMP. Scarano A.: No, no, quali due mesi! Subito. E' stata una cosa verso i primi di giugno.
AVV. Cianferoni: Ecco. Poteva essere anche il 25 di maggio, voglio dire, il 23, il 28.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVV. Cianferoni: Il 30.
IMP. Scarano A.: E' passato poco tempo avvocato.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Senta un po', perché questo Giuseppe Barranca c'ha un curioso destino. Cioè, lei dice: 'io l'ho visto per via Fauro, poi non l'ho visto più, si perse pure'. Ora io le chiedo...
IMP. Scarano A.: No, un attimo avvocato.
AVV. Cianferoni: Prego. Mi dica.
IMP. Scarano A.: Quando c'è stato l'attentato a Costanzo l'appartamento non c'era ancora, sono stati ospiti a casa mia.
AVV. Cianferoni: Sì. No, no, ma infatti ora, il discorso dell'appartamento l'abbiamo fatto. Lasciamo stare ora l'appartamento. Ora io le chiedevo qualche cosa sulla persona di Giuseppe Barranca.
Cioè, mi spiego: ho ascoltato quello che lei ha detto in dibattimento. Ha detto: 'vidi un signore, che poi ho capito essere Giuseppe Barranca, l'ho visto una volta, non è più venuto, addirittura si perse la notte che doveva tornare da me'. Se lo ricorda no?
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
AVV. Cianferoni: Allora io le chiedo: è possibile che si sia sbagliato sul nome della persona? Cioè, lei ha visto una persona e poi ci ha ricollegato un nome che non è quello suo.
IMP. Scarano A.: Io l'ho conosciuto come Giuseppe. L'ho conosciuto a Palermo per la prima volta che non mi è stato presentato. Ascolti avvocato.
AVV. Cianferoni: Sì, l'ascolto.
IMP. Scarano A.: Quando abbiamo caricato l'hashish, stava lì a caricare l'hashish. Poi la stessa persona che ho visto a Palermo in quel magazzino dove si caricava l'hashish è venuto a Roma e mi è stato presentato come Giuseppe. Infatti Giuseppe Barranca io lo conoscevo come Barranca, è venuto soltanto da Costanzo e non è più venuto a Roma.
AVV. Cianferoni: Ma io...
IMP. Scarano A.: Come... scusi.
AVV. Cianferoni: Prego.
IMP. Scarano A.: Come Lo Nigro uguale, l'ho conosciuto pure in quel magazzino per la prima volta, poi è venuto a Roma e l'ho conosciuto per la seconda volta, come tutti gli altri.
AVV. Cianferoni: Ma si ricorda se su questa persona in particolare, del Barranca, ha avuto delle incertezze nel corso delle indagini vedendo delle foto e anche qui in aula ha detto: 'sulle fotografie lo riconobbi'. Vado a braccio Scarano, se se lo ricorda. Cioè, non è una persona, mi pare di aver capito, che c'ha molto presente lei.
IMP. Scarano A.: No, io l'ho visto due volte: a Palermo, in quel magazzino quando caricava l'hashish e l'ho visto a Roma. Però io l'ho riconosciuto tutti, l'ho riconosciuto tutti nelle fotografie. Anche io qua ho fatto dei nomi e dei soprannomi che c'avevano quando io ho collaborato. Però io ho riconosciuto tutti in fotografia.
AVV. Cianferoni: Sa mica se allora - appunto, ora mi fa venire in mente i soprannomi - se Barranca c'aveva un soprannome?
IMP. Scarano A.: No. Chi, Barranca?
AVV. Cianferoni: Sì.
IMP. Scarano A.: No, io l'ho conosciuto come Giuseppe.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Senta... No, perché qui, sia il Pubblico Ministero che la parte civile le hanno fatto domande su Vincenzo Ferro. Ora io non lo so se il Ferro lei l'ha conosciuto o meno.
IMP. Scarano A.: No.
AVV. Cianferoni: Ecco. Ma le faccio una domanda: ma a lei una foto del Vincenzo Ferro gliel'hanno mai fatta vedere?
IMP. Scarano A.: Non ho capito.
AVV. Cianferoni: In fotografia...
PRESIDENTE: Se le hanno mai fatto vedere, durante le indagini, il Pubblico Ministero, Polizia Giudiziaria, eccetera, una foto di Vincenzo Ferro?
IMP. Scarano A.: Mah, io ne ho viste tante di foto, però quelli che riconoscevo li ho tutti segnalati. Chi non conoscevo dico: 'no, non li conosco'.
PRESIDENTE: Quindi lei non sa se questa foto le sia stata fatta vedere o no.
IMP. Scarano A.: No, no, non lo so.
AVV. Cianferoni: Senta, ora ritorno un attimo al Carra. Che mi può elencare i viaggi che ha fatto il Carra, proprio per numero, uno, due, tre, quattro, quanti sono? In che località arrivò?
IMP. Scarano A.: Sono cinque i viaggi in tutto.
AVV. Cianferoni: Vediamo.
IMP. Scarano A.: Come?
AVV. Cianferoni: Vediamo un po', via. Allora, il primo.
PRESIDENTE: L'avvocato vorrebbe che lei li elencasse. Dicesse, il primo viaggio è stato quello e si è fermato in un certo posto.
IMP. Scarano A.: Allora, il primo viaggio ha portato l'hashish.
PRESIDENTE: E si è fermato?
IMP. Scarano A.: Si è fermato a Roma.
PRESIDENTE: Cioè ha scaricato.
IMP. Scarano A.: Ha scaricato certo.
PRESIDENTE: Dove?
IMP. Scarano A.: Io adesso le vie non le so dove... come devo fare? Per dirgli un posto preciso non lo so. Sulla Tiberina mi sembra che era, lì. Zona Tiberina. Io adesso come faccio...
AVV. Cianferoni: Va be'.
IMP. Scarano A.: Conosco i posti, ma non conosco le strade.
PRESIDENTE: Ma lei l'ha già detto questo.
IMP. Scarano A.: Allo sfascio.
PRESIDENTE: Allora, è un luogo.
IMP. Scarano A.: E' un luogo, lo sfascio, basta.
AVV. Cianferoni: Così. A me interessa il viaggio e dove arrivò. Poi non è che mi interessa il numero della via insomma. Quindi abbiamo detto, il primo fu per l'hashish e arrivò da questo sfasciacarrozze.
IMP. Scarano A.: Sì.
AVV. Cianferoni: E poi a seguire?
IMP. Scarano A.: Poi all'ultimo ha portato pure un viaggio di tegole a casa mia, per la seconda volta, per la seconda, la terza o la quarta. Poi è venuto per portare esplosivo di San Giovanni e ha fatto un unico viaggio sia per San Giovanni sia per Velabro. Poi è venuto per l'Olimpico, proprio per l'Olimpico.
AVV. Cianferoni: E per l'Olimpico arrivò dove?
IMP. Scarano A.: Arrivò a Roma, sul raccordo anulare.
AVV. Cianferoni: Perché io questo francamente...
IMP. Scarano A.: Per San Giovanni arrivò sempre sul raccordo anulare però poi si è fatto lì dove abitava Di Natale, in quel magazzino. Per Costanzo il materiale l'aveva portato Messina Denaro Matteo.
PRESIDENTE: No, ma qui Carra non c'entra.
AVV. Cianferoni: Non c'entra il Carra.
IMP. Scarano A.: No, voglio dire i viaggi.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere i viaggi di Carra.
IMP. Scarano A.: Cinque volte.
PRESIDENTE: Provi a elencarli. Ha chiesto se li elenca.
IMP. Scarano A.: Allora...
PRESIDENTE: Siamo arrivati a quello che lei ha detto per l'Olimpico.
IMP. Scarano A.: Quello l'ha portato alla Rustica, però è arrivato sempre al raccordo anulare.
PRESIDENTE: Sì, però poi voi l'avete fatto scaricare...
IMP. Scarano A.: Sì, alla Rustica.
PRESIDENTE: E siamo a tre.
IMP. Scarano A.: E' arrivato alla Rustica, è arrivato a Capena, due volte a Capena, è arrivato da Di Natale, è arrivato per l'hashish allo sfascio, basta.
AVV. Cianferoni: Senta, ma il Carra lei ci ha mica mai scambiato parole su una vacanza che avrebbe fatto a Casteldaccia nell'estate del '93? A Pietro Carra.
IMP. Scarano A.: Avvocato, non ho capito proprio la domanda, se non parla un po' più forte.
AVV. Cianferoni: Carra... Ascolti Scarano. Carra dovrebbe aver fatto una vacanza a Casteldaccia che è durata tutta l'estate del '93. Ne ha mai parlato con lei di questo fatto?
IMP. Scarano A.: Che è stato in vacanza?
AVV. Cianferoni: Sì.
IMP. Scarano A.: Io, no. Con me no.
AVV. Cianferoni: Non ce n'ha mai parlato.
IMP. Scarano A.: No, no.
AVV. Cianferoni: Carra girava armato, arrivava armato, o no?
IMP. Scarano A.: Questo non lo so, io.
AVV. Cianferoni: Non lo sa. Mica ha saputo mai com'è che il Carra svolgeva questi viaggi? Cioè per incarico di chi, come mai veniva?
IMP. Scarano A.: Come mai veniva, questo che ne so. Che lo mandavano, io non lo so chi lo mandava.
AVV. Cianferoni: Senta...
IMP. Scarano A.: Arrivava a Roma e trovava sempre qualcuno di queste persone, a Roma.
AVV. Cianferoni: Quante erano le camere d'aria con l'hashish?
IMP. Scarano A.: Avvocato, quante erano le camere d'aria con l'hashish non lo so come numero. Ma so che erano una ventina di quintali, come mi ha detto Cannella.
AVV. Cianferoni: Però, ecco, una cosa che mi ha colpito, vorrei che se se la ricorda me la dicesse, se ho capito bene: erano con la gomma, si vedevano con la gomma, o erano in sacchi di tela?
IMP. Scarano A.: Io so che di tela non li ho visti. Io ho visti solo gomma, camere d'aria saldati, camere d'aria di camion.
AVV. Cianferoni: Sì, sì.
IMP. Scarano A.: Di quello che mi hanno dato a me, eh. Quello che hanno fatto, che hanno portato a Roma.
AVV. Cianferoni: E quando l'esplosivo sarebbe arrivato all'Ostiense, l'hashish non c'era già più. Ho capito bene?
IMP. Scarano A.: L'hashish è arrivato molto prima. L'hashish è arrivato col primo, primo viaggio che ha fatto Carra a Roma.
A via Ostiense, quello poi gliel'ho dato io, tre quintali o quattro quintali a Di Natale. In secondo tempo, che non l'ha venduto che lo voleva, lo voleva rinforzare con un'altra persona. Però poi sempre... non era buono. E sono andato io a riprenderlo un'altra volta.
Ma quando è arrivato Carra a via Ostiense con l'esplosivo, questa operazione dell'hashish io già l'avevo levato un mese prima.
AVV. Cianferoni: Scarano, io la ringrazio. Non ho altre domande.
PRESIDENTE: Chi interviene?
AVVOCATO Pepi: Avvocato Pepi per Giuliano Francesco.
Buongiorno, Scarano.
IMP. Scarano A.: Buongiorno.
AVVOCATO Pepi: Le mie domande saranno parecchie. Quindi le chiedo un po' di pazienza.
Ho raggruppato queste domande cercando di essere in maniera più chiara, relative ai vari fatti e alcune domande iniziali diciamo così di contorno.
Senta, Scarano, lei ha detto di essere calabrese e però di aver vissuto più di 25 anni a Roma.
IMP. Scarano A.: Dal '72, che sono a Roma.
AVVOCATO Pepi: Ecco, a Roma lei svolgeva una attività lavorativa?
IMP. Scarano A.: Io, un periodo di tempo, ho lavorato.
AVVOCATO Pepi: Che tipo di lavoro svolgeva?
IMP. Scarano A.: Io facevo il muratore, ci avevo 11 operai.
AVVOCATO Pepi: Quindi aveva una ditta.
IMP. Scarano A.: Una ditta abusiva.
AVVOCATO Pepi: Abusiva?
IMP. Scarano A.: Sì, perché si lavorava a nero.
AVVOCATO Pepi: Ho capito. Senta, in relazione a questa attività lavorativa, lei aveva disponibilità economiche notevoli, poche, limitate, tante, tantissime?
IMP. Scarano A.: Avvocato, io avevo fatto per 14 anni in Germania, e un po' di soldi me li sono portati dalla Germani, eh.
AVVOCATO Pepi: Sì, a parte la Germania, Scarano, io le chiedevo...
IMP. Scarano A.: Io parlo quand'ero a Roma. Se lei, la domanda è quando lavoravo a Roma, era quel periodo lì, quando sono venuto dalla Germania.
AVVOCATO Pepi: Quindi aveva una certa disponibilità di danaro.
IMP. Scarano A.: Certo.
AVVOCATO Pepi: Ecco. Senta, e questo danaro le serviva soltanto per la sua attività e per le esigenze familiari, oppure cercava di farlo fruttare dandolo eventualmente in prestito e a che tassi di interesse?
IMP. Scarano A.: Questo lavoro qui l'ho fatto nell'87.
AVVOCATO Pepi: Cioè, "Questo lavoro", devo intendere di prestare danaro?
IMP. Scarano A.: Sì, esatto.
AVVOCATO Pepi: E a che tassi di interesse li prestava, questi danari?
IMP. Scarano A.: Al quattro, al cinque, al sei.
AVVOCATO Pepi: Annui?
IMP. Scarano A.: Eh?
AVVOCATO Pepi: Il tasso di interesse annuo, 4-5%?
IMP. Scarano A.: Al mese, al mese. Che annuo!
AVVOCATO Pepi: Ah, al mese. Quindi mi sembra un tasso abbastanza elevato.
IMP. Scarano A.: Sì, ma questo che c'ha a che vedere con questo processo, avvocato? Non ho capito.
AVVOCATO Pepi: Senta, Scarano, lei risponda alle domande senza fare commenti.
IMP. Scarano A.: No, no...
PRESIDENTE: Ma lei non può rispondere.
IMP. Scarano A.: Ah.
PRESIDENTE: Quando ritiene e crede, ha diritto di non rispondere.
AVVOCATO Pepi: Però non ha diritto di fare commenti.
Io faccio le domande che ritengo che siano utili di fare, Scarano.
Lei conosce il proprietario del ristorante L'Ippopotamo?
IMP. Scarano A.: L'Ippopotamo?
AVVOCATO Pepi: Sì, di Roma.
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Pepi: No? Ne è sicuro?
IMP. Scarano A.: L'Ippopotamo? Ippodromo.
AVVOCATO Pepi: Mah, può essere che sia L'Ippodromo, ma io avevo queste...
A questa persona, comunque, sia titolare dell'Ippopotamo o Ippodromo, ha prestato dei danari?
IMP. Scarano A.: Sì, ho prestato dei soldi.
AVVOCATO Pepi: Ha avuto, a seguito di questi prestiti, delle liti con questa persona, perché non le voleva rendere i soldi, o ritardava per renderglieli?
IMP. Scarano A.: No, non ho capito la domanda.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se ha prestato denari al proprietario di questo ristorante. L'avvocato lo ha indicato come Ippopotamo, lei ha detto Ippodromo.
IMP. Scarano A.: Sì.
PRESIDENTE: Sarà lei che dice se vale questo nome o l'altro.
IMP. Scarano A.: Sì, il nome non me lo ricordo di questa persona.
AVVOCATO Pepi: Scusi, Scarano...
PRESIDENTE: Voleva sapere se poi ha avuto da litigare con questo signore perché non gli voleva o non gli poteva rendere puntualmente i denari.
IMP. Scarano A.: No, no, io non ho mai litigato.
AVVOCATO Pepi: Non ha mai litigato. Va bene.
Senta, passiamo a un altro tipo di domanda, sempre relativa a questa situazione economica.
Lei ha riferito che un certo periodo di tempo suo figlio fu ricoverato in una clinica privata.
Si ricorda più o meno, vero, se le spese di degenza furono tante, furono elevate, furono poche?
IMP. Scarano A.: Io pagavo 500 mila lire al giorno.
AVVOCATO Pepi: Senta, mentre suo figlio era ricoverato in clinica, lei ebbe andare a trovarlo con qualcuno delle persone che sono oggi imputate in questo processo?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Pepi: Mi vuol spiegare chi?
IMP. Scarano A.: Ma Spatuzza mi pare che c'è venuto un paio di volte con me.
AVVOCATO Pepi: Solo Spatuzza, o venne qualcun altro?
IMP. Scarano A.: Ma venne pure qualcun altro.
AVVOCATO Pepi: Non si ricorda però chi?
IMP. Scarano A.: No. Ma all'inizio, quando è uscito mio figlio che è andato in clinica. E' uscito dal carcere ed è andato in clinica.
AVVOCATO Pepi: Senta, Scarano, mi risulterebbe - non so se sia vero o meno, me lo confermi lei - è vero che Bizzoni è proprietario del capannone delle auto, che vendeva le acque minerali, le proposero di entrare più volte in società con loro?
PRESIDENTE: Non ha capito?
IMP. Scarano A.: Io non ho capito niente.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se è vero che Bizzoni, con il proprietario del deposito di acque minerali... Io non so, mi pare non ha qualificato meglio...
AVVOCATO Pepi: No, infatti non è qualificato, ne ha parlato lui...
PRESIDENTE: Avvocato, io faccio il portavoce.
AVVOCATO Pepi: Certo.
PRESIDENTE: Solo, voleva sapere l'avvocato, se le hanno proposto di entrare in società con loro in questo deposito, o magazzino di...
IMP. Scarano A.: Ma che c'entra Bizzoni, qui? Qui Bizzoni, avvocato, non c'entra proprio niente.
AVVOCATO Pepi: Quindi Bizzoni non le ha mai proposto di entrare in società con lui.
IMP. Scarano A.: Non esiste.
AVVOCATO Pepi: No, io le ho fatto una domanda, Scarano, non...
IMP. Scarano A.: Siccome lei parla di un magazzino alimentare, parla di Bizzoni, che nemmeno mi risulta questa cosa...
AVVOCATO Pepi: E lei dice di no, non c'è nessun problema, Scarano.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
AVVOCATO Pepi: Senta, passiamo ad un'altra cosa: lei a Roma, a casa sua, insomma, nelle sue pertinenze, ha mai subìto perquisizioni da parte della Polizia o dei Carabinieri?
PRESIDENTE: Avvocato.
AVVOCATO Pepi: Sì.
PRESIDENTE: L'imputato può sempre rispondere, o non rispondere. Ma aveva già parlato in sede di esame dibattimentale di tre perquisizioni addirittura in un mese.
AVVOCATO Pepi: Sì, Presidente, però posso anche cercare di farglielo dire e specificare.
PRESIDENTE: Certo, certo.
AVVOCATO Pepi: Sì, sì, lo so che... Appunto per questo, che gliel'ho chiesto.
Si ricorda in che data?
IMP. Scarano A.: No, no.
AVVOCATO Pepi: Le volte erano tre, vero, allora?
IMP. Scarano A.: Le?
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se sono state almeno tre le perquisizioni che ha subìto.
IMP. Scarano A.: Sì, sì...
PRESIDENTE: Lei disse addirittura...
IMP. Scarano A.: Sì, sì, all'incirca tre.
PRESIDENTE: Tutte in un mese?
IMP. Scarano A.: Quasi in un mese, sì.
AVVOCATO Pepi: Senta, Scarano, in queste perquisizioni che cosa le fu trovato? le fu sequestrato anche del materiale cartaceo tipo agende o nominativi, cifre, cose del genere?
IMP. Scarano A.: A me, la prima volta, per esempio, mi hanno sequestrato circa 80-90 milioni, liquidi e assegni. E me li hanno ridati subito la sera.
AVVOCATO Pepi: E quindi esclude che gli abbiano sequestrato queste cose che le chiedevo? Cioè, agende, blocchi, appunti, cose di questo genere?
IMP. Scarano A.: Avvocato, le agende, le agende che dice lei, che si riferisce lei, sono state sequestrate ultimamente. Io, quello che dico io, parlo già dal '92, le perquisizioni.
AVVOCATO Pepi: Va bene.
IMP. Scarano A.: Le agende sono state sequestrate causa questi processi... il primo processo di Roma. Ho preso pure una condanna, già.
AVVOCATO Pepi: Senta, Scarano, lei che quindi ha subìto varie perquisizioni, come sta dicendo e come ci aveva già detto al dibattimento e come ha detto anche nelle fasi delle indagini preliminari, quindi era una persona che comunque era, a quanto pare, un po' controllato dalla Polizia.
Non le sembra strano, allora, che avendo lei queste perquisizioni, che si sono succedute più volte, tenute in casa sei persone che venivano per compiere degli atti illeciti a casa sua?
IMP. Scarano A.: Avvocato, io guardi, io gli rispondo ugualmente per dargli soddisfazione.
AVVOCATO Pepi: No, non è che debba dare soddisfazione a me.
IMP. Scarano A.: No, no, gli rispondo... Gli rispondo perché mi pare pure giusto rispondere, no?
PRESIDENTE: Va be', se vuole risponda.
IMP. Scarano A.: Certo. Quando venivano da me, quando venivano da me a farmi la perquisizione, mi dicevano sempre... Dico: 'ma che cercate qui? Ultimamente, in una settimana, due volte'.
Questo, nel '92, parlo.
Venivano e guardavano o lo zucchero guardavano, o il sale, guardavano... che ne so, dentro gli stipetti.
Ma io sono stato sempre regolare, che loro lo sanno benissimo che io non trafficavo in nessuna cosa.
Io compravo oro, compravo macchine, prestavo soldi. Questo era il lavoro mio. Compravo abbigliamento, compravo mobili.
AVVOCATO Pepi: Senta, Scarano, ne prendo atto di quello che lei mi ha detto e i motivi per cui venivano fatte le perquisizioni.
Però io, la domanda...
IMP. Scarano A.: Ma mi hanno... Posso? Mi hanno sequestrato 90 milioni e me li hanno dati.
AVVOCATO Pepi: Sì, ho capito Scarano, ma lei non ha risposto a quello che io volevo sapere.
Cioè, io le ho detto: lei, che ha subìto delle perquisizioni, non ritenne strano di dover tenere a casa sua sei persone con il rischio che, in quella occasione, ritornasse ancora una volta la Polizia, visto che lei era nell'occhio della Polizia stessa.
Quindi, le chiedo: non le sembra strano, pericoloso... Lo dica, come crede lei. Non le sembra sia stata una operazione un po' pericolosa tenere sei persone che venivano per compiere delle stragi quando lei era facilmente perseguibile da parte della Polizia.
IMP. Scarano A.: Sì, ma le perquisizioni sono state nel '92.
AVVOCATO Pepi: Ho capito.
IMP. Scarano A.: Io, l'anno dopo, me n'ero scordato di queste perquisizioni, non ci pensavo neanche.
AVVOCATO Pepi: Ma è un po' strano... va be', io ne prendo atto della sua risposta.
Senta, lei praticamente mi ha già un po' risposto. Quindi lei non trafficava in stupefacenti, cocaina, o no.
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Pepi: Ma ne faceva uso personale?
IMP. Scarano A.: Avvocato, mi rifiuto di rispondere.
AVVOCATO Pepi: Va be', io ne prendo atto. E le chiedo allora: come mai, se lei chiaramente mi vuol rispondere, al momento in cui fu arrestato dichiarò di fare uso di cocaina?
IMP. Scarano A.: Ho capito. Sì.
AVVOCATO Pepi: Me la conferma allora.
IMP. Scarano A.: Sì, sì.
AVVOCATO Pepi: Allora faceva uso di cocaina.
IMP. Scarano A.: Ma io non capisco che vuol dire questo, avvocato, qua.
AVVOCATO Pepi: No, lei mi risponda. Non interpreti le mie domande.
IMP. Scarano A.: Sì, ne facevo uso, sì.
PRESIDENTE: Non può rispondere con delle domande, però.
Se vuole, risponde; se non vuole, non risponde.
AVVOCATO Pepi: Bene. Passiamo ad un primo episodio: l'attentato a Costanzo.
Lei ha detto, Scarano, che a Roma abitava in un condominio in una zona, mi sembra che abbia detto, popolare, vero?
IMP. Scarano A.: Dove abito io?
AVVOCATO Pepi: Sì.
IMP. Scarano A.: Certo.
AVVOCATO Pepi: E quanti condomini c'erano nell'edificio in cui lei abitava?
IMP. Scarano A.: Mi sembra che ci sono 14 famiglie.
AVVOCATO Pepi: 14 famiglie. Senta, lei a pagina 73 del fascicolo 103 del dibattimento, cioè nelle dichiarazioni rese al dibattimento, ha dichiarato di aver sistemato le armi e l'esplosivo in quel locale che lei ha definito ex lavatoio, o cantina, è vero no?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Pepi: Me lo conferma, ecco.
Senta, ma in questo locale, poteva accedervi solo lei, o potevano andarci tutti?
IMP. Scarano A.: Il locale era un vecchio locale tutto condominiale. Lì c'avevano diritto tutti ad andarci.
AVVOCATO Pepi: Ecco.
IMP. Scarano A.: Tutto il condominio.
AVVOCATO Pepi: Quindi, chiunque poteva entrare in questo cosiddetto lavatoio e casualmente trovare anche le armi e l'esplosivo.
IMP. Scarano A.: Avvocato, mi deve far finire di parlare a me. sennò, se mi rompe, non posso dire niente.
Io ho detto: che prima, nei primi anni '75-80 era ancora usato di qualcheduno del condominio, tutto il condominio. Però, da sette-otto anni a questa parte, lì sotto non ci andava più nessuno. Ci andava soltanto qualcheduno che buttava una rete, oppure che buttava una porta. E basta.
AVVOCATO Pepi: Comunque...
IMP. Scarano A.: Ma io stavo molto attento quando c'era quel materiale lì sotto, stia tranquillo.
AVVOCATO Pepi: Sì, comunque sia, Scarano, lei non può escludere che, indipendentemente da questa abitudine che gli altri condomini non andavano più ultimamente in questo lavatoio, però nulla poteva escludere che un giorno qualcheduno scendesse e trovasse le armi. Questo lei non lo può certo escludere.
IMP. Scarano A.: Certo...
AVVOCATO Pepi: Ecco.
IMP. Scarano A.: ... le chiavi ce l'avevano tutti. Però io ero sicuro al cento per cento che non ci andava più nessuno lì sotto.
AVVOCATO Pepi: Va bene. Senta... Questo, sarà difficile che mi risponda, perché probabilmente mi dirà che non se lo ricorda.
Si ricorda con esattezza la data dell'arrivo del camion con le armi e l'esplosivo?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei era a conoscenza che Messina Denaro e Sinacori, all'epoca in cui si verificò l'attentato a Costanzo, erano latitanti?
IMP. Scarano A.: Io, questo, non lo so.
AVVOCATO Pepi: Non lo sapeva?
IMP. Scarano A.: No.
AVVOCATO Pepi: E' sicuro di non saperlo?
IMP. Scarano A.: Certo che sono sicuro.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ha parlato di un certo "Fifetto" Cannella, no?
IMP. Scarano A.: Sì.
AVVOCATO Pepi: Questo "Fifetto" Cannella, che lei sappia, conosceva le strade di Roma? Era, insomma, aveva problemi a trovare le strade, la conosceva bene, non la conosceva bene?
IMP. Scarano A.: Se era a conoscenza delle strade di Roma?
AVVOCATO Pepi: Sì.
IMP. Scarano A.: Lui stesso mi ha detto a me che è stato sei-sette mesi a Roma.
AVVOCATO Pepi: Quindi era...
IMP. Scarano A.: Era pratico benissimo di Roma.
AVVOCATO Pepi: Ecco, era pratico benissimo. Molto bene.
Quindi allora anche a questo punto io le devo contestare: non le sembra strano che allora una persona che è esperta delle strade di Roma, che lei ha detto conosceva benissimo, per muoversi da un posto ad un altro, avesse bisogno della sua guida?
IMP. Scarano A.: Non ho capito, avvocato.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se è vero che questo Cannella "Fifetto", conosceva Roma e le strade di Roma, perché aveva bisogna di lei per essere accompagnato dove volle farsi accompagnare da lei.
IMP. Scarano A.: Ah, questo glielo deve dire a Messina Matteo Denaro, perché me lo ha mandato da me. Non me lo deve dire a me, avvocato.
AVVOCATO Pepi: No, questa era semplicemente era una osservazione che le chiedevo che lei poteva fare. Chiaramente poi le mi risponde come crede.
Senta, veniamo...
IMP. Scarano A.: Le posso dire un'altra cosa.
AVVOCATO Pepi: Sì.
IMP. Scarano A.: Perché quando è venuto a Roma Cannella "Fifetto", e mi ha detto a me dice: 'dobbiamo andare da Costanzo', io ci ho risposto: 'chi è questo Costanzo?', che io nemmeno lo conoscevo.
Lo sa cosa mi ha detto Cannella? Mi ha detto: 'prendiamo la Tiburtina, ti ci porto io, andiamo a vedere'.
AVVOCATO Pepi: Bene.
IMP. Scarano A.: E ce l'ho portato tre-quattro volte.
AVVOCATO Pepi: Ne prendo atto. Quindi Cannella sapeva, conosceva le strade e non aveva bisogno del suo aiuto.
Veniamo comunque ai sopralluoghi che avreste effettuato per preparare l'attentato a Costanzo.
Lei mi pare abbia detto furono tre, vero?
IMP. Scarano A.: Tre, quattro, adesso... Tre, quattro volte.
AVVOCATO Pepi: Tre o quattro? Perché sa...
IMP. Scarano A.: Tre-quattro. Che ne so adesso avvocato?
AVVOCATO Pepi: Mah, insomma...
IMP. Scarano A.: Una più o una meno, che...
AVVOCATO Pepi: Quando uno va...
IMP. Scarano A.: Ma tre sono sicuri, eh.
AVVOCATO Pepi: Va bene, tre. Quando uno va a preparare un attentato, insomma, non è come quando uno va al supermercato.
PRESIDENTE: Avvocato, non faccia commenti.
AVVOCATO Pepi: E' vero, ha ragione Presidente, chiedo scusa.
Senta, di questi tre sicuri sopralluoghi che lei ha detto, mi sa dire in che orari furono effettuati?
IMP. Scarano A.: Quando sono stati effettuati i sopralluoghi?
AVVOCATO Pepi: Sì.
IMP. Scarano A.: Ma io la prima volta che li ho accompagnati lì mi sono fermato vicino ad un ristorante.
PRESIDENTE: No, in che orari più o meno...
IMP. Scarano A.: Pomeriggio. Sempre di pomeriggio.
PRESIDENTE: Sempre di pomeriggio.
AVVOCATO Pepi: Sempre di pomeriggio. Primo pomeriggio, o tardo pomeriggio?
IMP. Scarano A.: Mah, nel tardo pomeriggio. Dalle sei in poi. Sette.
AVVOCATO Pepi: Bene. Senta, parlando di via Fauro, mi vuole, se lo sa chiaramente, se è a conoscenza di questa, la situazione: com'era la situazione di traffico in questa via? Vi era una intensità di parcheggio, erano le macchine una accanto all'altra, vi er