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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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UDIENZE 3-4 OTTOBRE 1997
PRESIDENTE: Buongiorno, vediamo i presenti.
Bagarella.
IMPUTATO Bagarella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni; sostituito dall'avvocato Gramigni.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e avvocato Cianferoni, sostituito dall'avvocato Gramigni.
Benigno Salvatore.
IMPUTATO Benigno: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei, sostituito dall'avvocato Pepi.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti e Paola Falciani, che è presente.
Calabrò Gioacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni, sostituito dall'avvocato Gramigni.
Cannella Cristoforo.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri, avvocato Rocchi, sostituito dall'avvocato Pepi.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai e Batacchi.
AVVOCATO Cosmai: Sono presente.
PRESIDENTE: Che è presente, l'avvocato Cosmai.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili, Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe: rinunciante. Avvocato Pietro Mignati Paoli.
AVV. Mignati Paoli: Presente.
PRESIDENTE: Che è presente.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi, avvocato Gennai e avvocato Falciani.
AVVOCATO Falciani: (voce fuori microfono)
Sì.
PRESIDENTE: Che è presente, con l'avvocato Gennai.
Frabetti Aldo.
Avvocato Monaco, Usai e Roggero, sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, avvocato Florio, avvocato Bennati, sostituiti dall'avvocato Pepi.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi, che è presente.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo e avvocato Gramigni, che è presente.
Grigoli Salvatore: rinunciante. Avvocato Avellone e avvocato Batacchi.
AVVOCATO Batacchi: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Che è presente.
Lo Nigro Cosimo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Florio, avvocato Fragalà. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, avvocato Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali, avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Pepi
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avvocato Pepi, che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e avvocato Usai. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Scarano Antonio: libero, assente. Avvocato Fortini e avvocato Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo, avvocato Cianferoni, sostituito dall'avvocato Gramigni.
Spatuzza Gaspare.
IMPUTATO Spatuzza: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Pepi, che è presente.
Tutino Vittorio.
IMPUTATO Tutino: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gallina e avvocato Gramigni, che è presente.
Bisognerebbe spostare un momentino questo, perché non lo vediamo neanche noi.
Vuole dirci intanto nome, cognome, luogo e data di nascita?
*EX 210 Romeo: Romeo Pietro, nato a Palermo l'08/05/66.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero... Mi pare che su questo discorso è già stato fatto, l'illustrazione delle circostanze e delle modalità in cui deve essere condotto l'esame, in udienza precedente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, certo. Fu fatto già all'udienza del 9 luglio del '97.
PRESIDENTE: Quindi basta che noi ribadiamo che viene sentito come imputato per reato connesso o collegato.
Ha la facoltà di rispondere o anche può dire: 'non voglio rispondere', come ha già fatto l'altra volta.
EX 210 Romeo: Sì, voglio rispondere.
PRESIDENTE: Vuole rispondere. E' presente il difensore di fiducia?
AVVOCATO Puliti: Sì, sono presente. Chiedo scusa che non riesco a trovare una toga.
PRESIDENTE: Prego, avvocato. Dica il suo nome, così almeno lo abbiamo...
AVVOCATO Puliti: Avvocato Guido Puliti di Firenze.
PRESIDENTE: La ringrazio. Il P.M. può cominciare.
PUBBLICO MINISTERO: Romeo, buongiorno.
EX 210 Romeo: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Romeo, io innanzitutto le chiedo qual è stata la data, se se lo ricorda, dell'ultimo arresto che ha avuto.
EX 210 Romeo: Novembre '95.
PUBBLICO MINISTERO: Il giorno preciso se lo rammenta?
EX 210 Romeo: 16, 14.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, in occasione di quell'arresto era ricercato? per quello che ne sapeva. Era un libero cittadino?
EX 210 Romeo: Sì, ero latitante.
PUBBLICO MINISTERO: Era latitante da tempo, Romeo? Da molto tempo?
EX 210 Romeo: No, da poco: quattro mesi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, come mai si era messo in latitanza?
EX 210 Romeo: Perché c'è stato il discorso di Pasquale Di Filippo, che si era fatto pentito.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, mi spieghi meglio, sennò...
EX 210 Romeo: Cioè, siccome io con Pasquale Di Filippo abbiamo fatto pure omicidi assieme, io mi sono dato alla latitanza.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo l'arresto di Pasquale Di Filippo.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei sapeva se Pasquale Di Filippo aveva poi collaborato?
EX 210 Romeo: Sì, subito lo abbiamo saputo.
PUBBLICO MINISTERO: Com'è che avete fatto a saperlo, che Di Filippo era diventato collaboratore?
EX 210 Romeo: Perché è venuto Giuliano Francesco e Garofalo Giovanni. Cioè, mi hanno avvisato che i familiari di Pasquale Di Filippo hanno fatto sapere che suo figlio aveva collaborato.
PUBBLICO MINISTERO: E lei, quindi, aveva preoccupazione per la collaborazione di Di Pasquale.
EX 210 Romeo: Certo, avevamo fatto, commesso degli omicidi assieme.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, quindi, dopo la collaborazione, l'arresto di Pasquale, lei ha detto, diventa latitante.
Senta, la latitanza con chi l'ha fatta? L'ha fatta da solo, o l'ha fatta con qualche altra persona?
EX 210 Romeo: L'ho fatta con Giuliano Francesco, con Ciaramitaro. E poi ci vedevamo tutti.
PUBBLICO MINISTERO: E poi, scusi?
EX 210 Romeo: Ci vedevamo tutti, quando eravamo latitanti.
PRESIDENTE: Cioè, vi assistevano?
(voce fuori microfono) "Ci vedevamo".
PRESIDENTE: Ah, vi vedevate.
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Anche con gli altri.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in che posti l'ha fatta la latitanza?
EX 210 Romeo: Misilmeri e Piana degli Albanesi.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto di aver fatto questa latitanza con Giuliano e con Ciaramitaro.
Vuol dire che in tutti e due questi posti siete stati assieme, voi tre?
EX 210 Romeo: No, quello di Piana degli Albanesi ero da solo.
PUBBLICO MINISTERO: Invece a Misilmeri siete stati tutti e tre.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, una volta che fu arrestato - lei ha detto il 13 o il 14 di novembre, a quello che capisco non è sicuro sulla data - al momento del suo arresto lei dove si trovava? Cioè a dire, dov'è che la Polizia l'ha arrestata?
EX 210 Romeo: A Bagheria.
PUBBLICO MINISTERO: Si trovava a Bagheria per qualche ragione particolare?
EX 210 Romeo: Sì, avevo una casa che la stavo facendo aggiustare. Siccome ho visto che c'era... cioè, me ne sono accorto che c'era troppi poliziotti in giro e me ne stavo andando. Però era tutto bloccato.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, eccoci. Allora, una volta arrestato, che cosa è successo? Che decisioni ha preso, lei?
EX 210 Romeo: Cioè, non avevo preso nessuna decisione fino la sera. Poi mi sono deciso.
PUBBLICO MINISTERO: Ha deciso, cioè, che cosa?
EX 210 Romeo: Di collaborare.
PUBBLICO MINISTERO: E ha fatto anche qualche cosa di specifico, di concreto, per dare dimostrazione della sua volontà di collaborare?
EX 210 Romeo: Sì, ho fatto prendere a Giuliano Francesco, a Faia Salvatore e a Lo Nigro Cosimo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sapeva dove si trovava.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Anche Lo Nigro era latitante, all'epoca?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha fatto arrestare delle persone. Poi che altro ha fatto?
EX 210 Romeo: Ci ho fatto trovare qualche cosa, diciamo, di armi.
PUBBLICO MINISTERO: Ha fatto trovare armi.
EX 210 Romeo: E poi l'esplosivo, quello che ho fatto trovare qua a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Qua siamo a Firenze, ma insomma, va bene uguale.
EX 210 Romeo: E va be'. Comunque a Roma. E quello di Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ascolti, andiamo con ordine. Ha fatto ritrovare delle armi. In che posto le ha fatte ritrovare?
EX 210 Romeo: In una zona di Ciaculli.
PUBBLICO MINISTERO: Ha un nome preciso il posto dove ha fatto ritrovare queste armi?
EX 210 Romeo: Noi ci dicevamo "la macchina dell'acqua".
PUBBLICO MINISTERO: Che era, nel terreno di qualcuno?
EX 210 Romeo: Sì, Buffa Salvatore.
PUBBLICO MINISTERO: E' una persona che conosceva già, lei?
EX 210 Romeo: Era uno che ci faceva da autista a Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi ha fatto trovare queste armi. Queste armi lei come faceva a sapere che si trovavano in quel posto dove le ha fatte ritrovare?
EX 210 Romeo: Siccome Spatuzza in questo casolare - che era un casolare - ci metteva le armi, qua. Ci ho fatto andare... ci è andata la Polizia e ha trovato quelle che ha potuto trovare.
PUBBLICO MINISTERO: E queste armi, precedentemente, lei sa dove stavano?
EX 210 Romeo: Io ne avevo una, di quelle che hanno trovato, e gliel'avevo data a Buffa, io; che ce la doveva dare a Spatuzza.
Cioè erano sempre in quel... vicino in quella zona, nascoste.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Poi ha detto che ha fatto ritrovare anche dell'esplosivo, sia a Palermo sia a Roma.
L'esplosivo che ha fatto ritrovare a Palermo dove si trovava?
EX 210 Romeo: In un giardino nella zona di Corso dei Mille.
PUBBLICO MINISTERO: E questo giardino di chi era?
EX 210 Romeo: Non lo so di chi è; un giardino così, che non ci abitava nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: E lei com'è che conosceva questo posto dove era nascosto questo esplosivo?
EX 210 Romeo: Perché gliel'ho messo pure io qua. Gliel'ho messo io, Lo Nigro, Spatuzza e Grigoli.
PUBBLICO MINISTERO: Questo esplosivo, prima di essere messo in questo posto dove lei l'ha fatto ritrovare, dove stava lo sa?
EX 210 Romeo: L'aveva Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Sa dove lo teneva, Lo Nigro?
EX 210 Romeo: No, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ha fatto ritrovare, ha detto, dell'esplosivo a Roma.
Allora, bisogna che mi aiuti un attimino a ricostruire com'è che lei sapeva che in questo certo posto a Roma c'era dell'esplosivo.
EX 210 Romeo: Cioè, c'era una villetta dove loro operavano per fare... che dovevano fare saltare in aria a Contorno.
Però, io, prima, mi trovavo in carcere; sono uscito...
PUBBLICO MINISTERO: Ora, Romeo, ci arriviamo con calma.
Ho bisogno solamente, per il momento, di sapere com'è che lei sapeva che in quel certo posto - dove poi l'ha fatto ritrovare - c'era dell'esplosivo.
Allora, dico: ce l'aveva messo lei, lì, l'esplosivo?
EX 210 Romeo: Sì, quello ce l'ho messo io e Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Lei e Giuliano.
E questo esplosivo messo lì da dove veniva?
EX 210 Romeo: Cioè, veniva da Palermo, che l'aveva salito Piero Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Poi, da Palermo dov'era andato a finire?
EX 210 Romeo: Come a Palermo dove...
PUBBLICO MINISTERO: Da Palermo, questo esplosivo, dov'era andato a finire?
EX 210 Romeo: A Roma.
PUBBLICO MINISTERO: A Roma dove?
EX 210 Romeo: Capena, una cosa così.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quella che lei ha indicato poso fa?
EX 210 Romeo: Sì, dove l'ho fatto trovare. C'è una villetta, più sopra, e prima si trovava qua, l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questo esplosivo è stato spostato dalla villetta al luogo dove l'ha fatto ritrovare lei?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questa operazione lei l'ha fatta da solo?
EX 210 Romeo: No, con Giuliano Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Con Giuliano Francesco.
Senta, ma nella villetta dove siete andati, dove lei è andato a prendere quest'esplosivo, dove si trovava questo esplosivo? Nella villetta.
EX 210 Romeo: Sì, nella villetta era, diciamo, sotto terra.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, era non dentro la villetta, era fuori.
EX 210 Romeo: Fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Fuori. Ma era fuori dalla villetta, o era, che ne so, in un campo, in un giardino, qualche cosa di simile?
EX 210 Romeo: No, sempre dentro la villetta, nel giardino; solo che era sotto terra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, era sotterrato. Senta, ma che c'era dell'esplosivo sotterrato nel giardino di questa villetta, lei lo sapeva di già, quando andò poi a portarlo via con Giuliano?
EX 210 Romeo: Sì, lo sapevo perché me l'avevano detto loro; ce l'ha detto Nino Mangano, a Giuliano e a me, che era sotto terra, vicino alla villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Ma a quello che capisco, lei, allora, di persona non sapeva il punto preciso dove era sotterrato questo esplosivo.
EX 210 Romeo: Giuliano lo sapeva, più o meno, perché lui c'è stato in questa villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Più o meno Giuliano, ma lei?
EX 210 Romeo: Io ci sono stato pure in questa villetta, però una giornata così.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei lo conosceva il punto preciso dove l'esplosivo era stato sotterrato, nel giardino?
EX 210 Romeo: Dove l'abbiamo levato la prima volta, nella villetta, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ora lei l'ha fatto ritrovare alla Polizia questo esplosivo. Si ricorda che roba era? Cioè a dire se era un quantitativo piccolo, grosso; se era un involucro, se eran quattro, se erano otto, dieci.
EX 210 Romeo: Quando l'ho fatto...
PUBBLICO MINISTERO: Quello che ha fatto ritrovare lei.
EX 210 Romeo: Due.
PUBBLICO MINISTERO: Due. E' in grado di darci una descrizione di com'eran fatti questi due involucri? Se erano diversi, se erano uguali. Se erano grossi, piccoli.
EX 210 Romeo: Sì, erano uguali, erano rotondi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dalla villetta, dal giardino della villetta, al luogo dove poi l'avete nascosto, che distanza ci sarà?
EX 210 Romeo: 200-300 metri.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per fare questa operazione di toglierlo dal giardino e andarlo a mettere nel posto dove poi lei l'ha fatto ritrovare, avete operato voi due da soli o vi ha aiutato qualcuno?
EX 210 Romeo: No, io e Giuliano da soli.
PUBBLICO MINISTERO: L'avete fatto a piedi questo spostamento, o l'avete...
EX 210 Romeo: No, con una macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Con una macchina. Ho capito. Si ricorda la macchina?
EX 210 Romeo: Era una FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ricorda con sicurezza?
EX 210 Romeo: Sì, che era una FIAT uno, che mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, cominciamo a dire: per andare a Roma, lei e Giuliano, a fare questa operazione, da dove eravate partiti?
EX 210 Romeo: Da Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Da Palermo. Ma avete fatto il viaggio come? In...
EX 210 Romeo: Con la nave e siamo scesi a Napoli; di Napoli siamo venuti qua.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quindi vi siete imbarcati con questa macchina di cui sta parlando?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Con questa Uno?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vi siete imbarcati a sera?
EX 210 Romeo: Dopo che io ho firmato e ce ne siamo andati. Alle 8, quando parte la nave.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha firmato. Perché, in quel periodo lei firmava?
EX 210 Romeo: Sì, tre volte la settimana.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Si ricorda in quali giorni della settimana firmava?
EX 210 Romeo: Il lunedì, il mercoledì e il venerdì.
PUBBLICO MINISTERO: Dove firmava?
EX 210 Romeo: Commissariato Brancaccio.
PUBBLICO MINISTERO: Chi gliel'aveva dato quest'obbligo di firma?
EX 210 Romeo: Il Tribunale.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda in relazione a quale vicenda, a quale processo le fu dato quest'obbligo di firma?
EX 210 Romeo: Per le rapine ai TIR.
PUBBLICO MINISTERO: Era un processo per rapine di TIR.
Ma lei era stato detenuto, per questo processo?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Fino a quando era stato detenuto?
EX 210 Romeo: Dal 10 settembre del '92 fino al '94, il 1 febbraio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi vuol dire che, quando lei è stato messo fuori, le hanno dato un obbligo di firma?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dal 1 febbraio del '94.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, è uscito dal carcere per quale ragione: perché le fu data la libertà provvisoria, chiamiamola così, oppure perché fu assolto? Perché...
EX 210 Romeo: No, sono uscito da, come si chiama, libertà provvisoria; con l'obbligo di firma.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, abbia pazienza.
PRESIDENTE: Ha detto la libertà provvisoria con obbligo di firma.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Allora, torniamo a questo viaggio fatto con Giuliano. Lei partì, quindi, da Palermo con la nave.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La sera di un giorno in cui era andato a firmare al Commissariato?
EX 210 Romeo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome lei firmava lunedì, mercoledì e venerdì, si ricorda se è partito di lunedì, di mercoledì o di venerdì?
EX 210 Romeo: Non mi ricordo. Comunque io ho firmato un giorno di quella settimana e ho firmato e me ne sono andato con Giuliano Francesco; e poi ho avuto il tempo di andare a levare l'esplosivo e scendere di nuovo a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Infatti volevo proprio sapere questo.
Se lei è arrivato a Napoli la mattina dopo col traghetto, poi siete andati in automobile fino al posto dove c'era questo esplosivo e avete fatto questa operazione che lei ha raccontato.
Ecco, poi quand'è che è tornato giù a Palermo? Il giorno stesso?
EX 210 Romeo: Sì, penso che il giorno stesso; la sera.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la sera avete ripreso il traghetto a Napoli? O siete tornati per strada con l'automobile, o con altro sistema?
EX 210 Romeo: Io qua non mi ricordo, io. Cioè, l'ho detto, però in questo momento non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma la macchina tornò a Palermo con voi, o la lasciaste da qualche parte?
EX 210 Romeo: No, la macchina l'abbiamo scesa a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per imbarcare sui traghetti, le risulta che bisogna lasciare un nome?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando si carica un'automobile, un camion, una motocicletta, qualcosa.
EX 210 Romeo: Sì, ma Giuliano il suo nome e cognome non lo usava mai.
PUBBLICO MINISTERO: Lei mi sa dare qualche precisazione in più? Nel senso: si ricorda di che nome...
EX 210 Romeo: Cioè, lui si faceva chiamare Luciano, però... Una cosa di questo.
PUBBLICO MINISTERO: In quell'occasione, quando appunto partiste da Palermo prendendo il traghetto la sera, chi è che fece il biglietto?
EX 210 Romeo: Lui, Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Non lei.
EX 210 Romeo: No, io... io non sono capace di fare queste cose così.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito, ho capito.
Senta, lei, ora, bisogna che mi spieghi un attimo come nasce la decisione di prendere e andare a Roma a togliere l'esplosivo da questo giardino per metterlo a 250 metri di distanza.
Che era successo, per cui avete fatto questa operazione?
EX 210 Romeo: Siccome avevano arrestato a Luigi Giacalone con Scarano, dopo giorni si è deciso... Nino Mangano ha detto che si doveva levare l'esplosivo, perché la villetta che c'era là, l'aveva intestata lui. E si doveva levare.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, visto che era stato arrestato Giacalone con Scarano, qual era il problema?
EX 210 Romeo: Se la Polizia andava là e faceva perquisizione, trovava l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Perché questa villetta era stata... di questa villetta, Giacalone e Scarano sapevano qualche cosa?
EX 210 Romeo: Sì, lui veniva pure là, qualche volta, a farci una visita.
PUBBLICO MINISTERO: Di chi sta parlando, Romeo?
EX 210 Romeo: Di Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, di Scarano. E anche Giacalone la conosceva questa villetta?
EX 210 Romeo: Sì, lui c'era pure quando c'è stato il discorso di Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito, ho capito.
Quindi, l'incarico, a voi, di fare questa operazione chi è che l'ha dato?
EX 210 Romeo: Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Quando ha dato l'incarico era presente anche lei, Romeo? Il discorso, cioè a dire, è stato fatto anche in presenza sua?
EX 210 Romeo: Cioè, prima gliel'ha detto a Giuliano, e poi cercava un'altra persona per andarci. Siccome non si muoveva nessuno, gli ho detto: 'ci vado io'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e chi erano queste altre persone, chi era quest'altra persona alla quale era stato chiesto di fare questa operazione al posto suo?
EX 210 Romeo: Cioè, no al posto mio. C'era Lo Nigro, c'era Grigoli, c'erano altre persone. Lasciamo perdere a Spatuzza, che era latitante. Cioè, ma altre persone che erano libere, ci potevano andare.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
EX 210 Romeo: E ci sono andato, io con la firma, che dovevo andare a firmare.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, una volta che è stato dato questo incarico di fare questa operazione, è stato deciso subito di adoprare quella macchina di cui lei parlava un attimo fa?
EX 210 Romeo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oppure è stato chiesto in giro se c'era qualche macchina disponibile.
EX 210 Romeo: No, cercavamo una macchina per andare a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: E Giuliano aveva chiesto se ci facevamo dare la macchina di Ciaramitaro. E io gli ho detto di no, perché quella macchina era targata Palermo, e ci voleva una macchina targata Roma.
E abbiamo avuto... Anzi, questa macchina ce l'ha data Agostino Trombetta, che lui c'ha... che lavorava con le macchine. C'aveva proprio una macchina targata Roma e ci siamo andati con questa macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, a quello che ho capito, per trovare questa macchina vi siete rivolti sia a Ciaramitaro sia a Trombetta.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene?
EX 210 Romeo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'altro aspetto di questa organizzazione, che bisogna lei mi chiarisca, è questo: ma per entrare poi nel giardino di questa villetta, come vi eravate organizzati? Avevate le chiavi, avete...
EX 210 Romeo: Sì, c'erano le chiavi.
PUBBLICO MINISTERO: Queste chiavi chi le aveva, lei?
EX 210 Romeo: No, l'aveva che ... Lo Nigro si vedeva con... è salito a Roma e gliel'ha date la moglie di Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Di Scarano.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, la moglie di Scarano ha dato - se ho capito bene - a Lo Nigro queste chiavi.
EX 210 Romeo: Le chiavi della villetta.
PUBBLICO MINISTERO: E questa consegna di chiavi dove è successa?
EX 210 Romeo: A Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: A Palermo.
Lei era presente, quando è successa questa consegna di chiavi?
EX 210 Romeo: No, gliel'ha date a Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
EX 210 Romeo: A Giuliano gliel'ha date.
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Quando la moglie di Scarano ha dato le chiavi, lei era presente...
EX 210 Romeo: No.
PUBBLICO MINISTERO: ... o gliel'hanno raccontato?
EX 210 Romeo: Gliel'ha date a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, ma a lei il fatto gliel'ha raccontato qualcuno, evidentemente.
EX 210 Romeo: Cioè, l'ha raccontato pure lui; che lui andava... gli ha fatto il colloquio a Luigi Giacalone, sua moglie, sua suocera; gli ha passato di là e si è fatto dare le chiavi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, le chiavi, comunque, venivano da chi? Non ho capito bene, Romeo. Venivano dalla moglie di Scarano, come ha detto prima, o venivano...
EX 210 Romeo: Sì, siccome...
PUBBLICO MINISTERO: ... dalla famiglia di Giacalone?
EX 210 Romeo: ... quando...
PRESIDENTE: Non si risponda quando parla il P.M., sennò non si capisce nulla.
Ripeta, prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ha capito la domanda, Romeo?
PRESIDENTE: Vuole ripetere quello che stava dicendo?
PUBBLICO MINISTERO: Romeo...
EX 210 Romeo: Siccome lui andava a colloquio da suo...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: "Lui" sarebbe?
EX 210 Romeo: Lo Nigro.
PRESIDENTE: Andava a colloquio di Giacalone, suocero.
EX 210 Romeo: Sì. Siccome lui però non poteva entrare, perché non erano ancora sposati...
PUBBLICO MINISTERO: Non era un parente.
EX 210 Romeo: ... non poteva fare colloquio.
Però lui poi è andato a Roma, che era a Rebibbia, e si è fatto dare i chiavi della villetta. E le ha scese a Palermo. E le abbiamo avute noi.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
AVVOCATO Florio: Chiedo scusa, avvocato Florio.
Non è per una opposizione al Pubblico Ministero. Però, francamente, non ho capito quest'ultimo passaggio. E per non perderlo, diciamo, nei meandri, se il collaboratore potesse ripetere l'ultima frase.
PRESIDENTE: Mi pare che ha detto che, siccome Lo Nigro non poteva andar a colloquio con Giacalone perché ancora non era sposato con la figlia, quindi non risultava legato da rapporti di parentela o di affinità, è andato a Roma dalla moglie di...
EX 210 Romeo: Di Scarano.
PRESIDENTE: ... di Scarano. E si era fatto dare le chiavi di questa villetta. Dopodiché le ha portate a Palermo e le aveva date a lui.
E' così?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Un altro aspetto di questo discorso: quindi, per entrare in questa casa, avete adoprato queste chiavi.
EX 210 Romeo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Una volta concluso il discorso e tornati poi a Palermo, queste chiavi che fine hanno fatto, lo sa?
EX 210 Romeo: Io sapevo che gliele aveva date a Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma non le ha tenute lei in tasca, queste chiavi.
EX 210 Romeo: Quando c'era...
PUBBLICO MINISTERO: Quando...
EX 210 Romeo: ... il Giuliano nella macchina, le aveva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Romeo: Cioè, non è che ho avute i chiavi.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Quando siete partiti da Palermo, quanto esplosivo voi dovevate ritrovare e mettere da un'altra parte? Quello che poi lei ha fatto ritrovare, oppure un quantitativo diverso?
EX 210 Romeo: No, ne mancavano due. Cioè, dovevano essere quattro. Solo che ne abbiamo trovate due.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che dovevano essere quattro, a lei chi gliel'ha detto?
EX 210 Romeo: Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Romeo: Prima di andare a Roma.
PRESIDENTE: Dovevano essere quattro involucri?
EX 210 Romeo: Sì, quattro...
PRESIDENTE: Quattro sacchi?
EX 210 Romeo: No...
PUBBLICO MINISTERO: Quattro rotoli.
EX 210 Romeo: Quattro rotoli.
PRESIDENTE: Va be'.
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
Dunque, e quindi, quando siete arrivati lì, al giardinetto, per trovare questo materiale, come avete fatto?
Avevate degli arnesi, degli attrezzi, o avete fatto in un altro modo?
EX 210 Romeo: No, là cerano gli attrezzi per fare, diciamo, una pala. E un picco, una cosa.
Comunque abbiamo fatto, abbiamo scavato e abbiamo trovato...
Siccome ne cercavamo quattro, e altri due non li trovavamo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Romeo: E abbiamo fatto una fossa grossa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi avete fatto, allargato lo scavo.
EX 210 Romeo: Sì, abbiamo fatto uno scavo grosso.
PUBBLICO MINISTERO: Però avete trovato solamente...
EX 210 Romeo: I due pacchi.
PUBBLICO MINISTERO: E allora, com'è andata a finire questa storia?
Ne dovevate trovare quattro, e invece ne avete recuperati due.
EX 210 Romeo: Ne abbiamo recuperati due.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Romeo: Cioè, noi ne cercavamo quattro. Solo che erano due.
E siamo scesi, che c'è una discesa. E li abbiamo nascosti vicino a una ferrovia.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ma poi, una volta tornati giù a Palermo, è stato detto a qualcuno che, invece di quattro, ne erano stati trovati due soli?
EX 210 Romeo: Sì, glielo abbiamo detto. E poi a Nino Mangano.
E dopo ha detto, se l'era preso Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Credo di aver capito, però magari, se me lo ridice, Romeo. Così non corre il rischio...
PRESIDENTE: Ha detto che gli era stato detto a Nino Mangano e che aveva risposto che se lo doveva essere, avere preso Scarano. Quello, ovviamente, che mancava. Vero?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo discorso fatto da Mangano con questa spiegazione, ecco, avvenne subito al momento in cui tornaste a Palermo e raccontaste, appunto, che ne avevate trovate due soli, di questi involucri, oppure avvenne in un secondo momento?
EX 210 Romeo: Cioè, noi a lui ce lo abbiamo raccontato subito. Però poi lui subito non ce l'ha detto. Perché lui sapeva che erano pure quattro.
E poi, successivamente, abbiamo saputo pochi giorni che era stato lui a prendersi gli altri due.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre secondo quello che diceva Mangano.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questi discorsi con Mangano, sono avvenuti in sua presenza, Romeo?
PRESIDENTE: Ha capito?
EX 210 Romeo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Proprio Mangano, parlando direttamente con lei?
EX 210 Romeo: Sì, ha detto, dice: 'se l'ha preso Scarano.'
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta un po', ecco, che cosa ci stava a fare questo esplosivo lì a Roma? Prima nel giardinetto, poi nell'altro posto dov'è andato a metterlo lei insieme a Giuliano.
Lo sa a che cosa serviva questo esplosivo?
EX 210 Romeo: Serviva che ci dovevano fare l'attentato a Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: Cioè, che la prima volta, diciamo, ci avevano tentato e non c'era funzionato il detonatore, dice.
Come infatti Luigi Giacalone scese a Palermo a prendersi questo coso che non ci funzionò a Roma.
E io, con lui, sono salito così.
E poi, diciamo, io alla domenica me ne sono sceso, ho preso la nave. E poi ho sentito dai giornali che è stato, hanno fallito di nuovo l'altro attentato.
Che c'è stata una persona che ha trovato l'esplosivo e hanno chiamato la Po... E loro sono scappati tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ma tra questi "loro" di cui sta parlando, c'era anche Giacalone?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, siccome questo lavoro che ha fatto lei con Giuliano si è verificato dopo l'arresto di Giacalone...
EX 210 Romeo: Sì, questo dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. Allora, voglio dire, per quale scopo questo esplosivo era rimasto lì a Roma, una volta che l'attentato era fallito?
Che cosa, come mai rimaneva lì, doveva essere mantenuto lì...
EX 210 Romeo: No, Nino Mangano ha detto, dice: 'va be', lasciamelo là, non si può sapere mai, se doveva fare qualche altro attentato, e si usa. Neanche per prenderlo e scenderlo a Palermo e poi salirlo di nuovo.'
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ha detto: 'non si sa mai, poteva servire per fare...'?
EX 210 Romeo: Serviva per fare attentati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma ha sentito qualche cosa di più dettagliato su questi attentati eventualmente da fare con questo esplosivo che era rimasto lì, o è stato tutto un discorso generico?
EX 210 Romeo: No, è stato messo da parte là, e si doveva lasciare dov'era.
Se eventualmente serviva per fare qualche attentato, si usava.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma c'era...
EX 210 Romeo: Che già era pronto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma c'era un'idea già un po' precisa su dove eventualmente fare qualche altro attentato, oppure non c'erano idee precise in questo senso?
EX 210 Romeo: No, in quel momento, non c'erano idee di fare attentati. Almeno quello che io...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, dopo che lei ha fatto questo lavoro di spostare questo esplosivo, ci ha più rimesso piede lì a Roma nella zona dove c'era questo esplosivo, fino al suo arresto?
EX 210 Romeo: No. Cioè, ci sono andato quando gliel'ho fatto trovare.
PUBBLICO MINISTERO: E basta?
EX 210 Romeo: Alla Polizia. No. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quindi questa storia, questo lavoro che lei ha fatto con Giuliano, si è verificato dopo - lei ha detto - l'arresto di Giacalone e di Scarano.
Ecco, ma quanto tempo dopo? Se lo ricorda, anche approssimativamente?
EX 210 Romeo: Cioè, io mi ricordo che l'ho detto. Però, in questo momento, non mi ricordo. Cioè, affare di poco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa è già una risposta. Ecco, affare di poco. Quindi non...
PRESIDENTE: Poche settimane, o pochi mesi?
EX 210 Romeo: No, di più.
PRESIDENTE: Qualche mese?
EX 210 Romeo: Qualche mese, così.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare, da quello che lei ha cominciato a dire prima, che però lei, in questo posto, a questa villetta, c'era già stato prima di fare questo lavoro con Giuliano, eh?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, siccome lei è uscito dal carcere, ha detto, il 1 febbraio del '94, ecco, ci aiuti a capire quando c'era stato, per quale ragione c'era stato, con chi c'era stato, quanto volte c'era stato.
Ecco, vediamo com'è che un certo qual giorno - ora ci spiegherà come - lei che è stato scarcerarlo, c'ha gli obblighi di firma, si ritrova lassù a Roma, in questo posto, a Capena. E' un nome che ha fatto lei poco fa.
Ci dia, ci aiuti a ricostruire questo fatto.
EX 210 Romeo: C'era Luigi Giacalone che, siccome mi ha detto Luigi Giacalone che avevano fallito il primo attentato a Contorno, e lui è sceso a Palermo per prendersi il detonatore, quello che fa per farlo esplodere.
Dice che non ci era partito l'esplosivo.
E mi ha detto, dice: 'che fai, ci vuoi venire?'
Ci dissi: 'io c'ho la firma, come faccio a venire?'
Poi, cioè, mi sono convinto pure io.
Dissi: 'va be', però questa sera, perché ora non posso andare a chiedere di venire lì. Devo andare a firmare. Firmo e ce ne andiamo.'
Abbiamo preso la nave e siamo andati l'indomani mattina a Napoli.
E poi lui, che portava la macchina... Anzi, prima cercavamo una macchina targata Roma, perché lui era sceso, dice, con l'aereo.
Siccome il fratello di Grigoli Salvatore ci aveva una macchina targata Roma, se l'ha fatta prestare.
E così siamo saliti con questa macchina.
Siamo arrivati a Roma e siamo andati in questa villetta.
E là c'era: Lo Nigro, Giuliano, Salvatore Benigno e Grigoli Salvatore. Luigi Giacalone e io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, questa è la prima volta in cui lei mette piede in quella villetta?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, ascolti me. Siccome lei è stato scarcerato il 1 di febbraio del '94. Quanto tempo era passato da quando era uscito di carcere?
Ha capito la domanda?
EX 210 Romeo: Sì, lo so. Però non ci so dire il mese giusto.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, se era questione di qualche giorno, qualche settimana, o qualche mese...
EX 210 Romeo: No, qualche giorno, no. Qui, affare più di un mese. Qualche mese, un mese e mezzo. Può essere pure di più.
Però, cioè, prima... un due mesi, così.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Allora, mi faccia capire: lei ha fatto questo viaggio con Giacalone.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sa, perché qualche parola la perdo.
Poi lei, giustamente, parla il palermitano e non tutto riesco a capire.
PRESIDENTE: Si avvicini il microfono un po' di più, per cortesia.
PUBBLICO MINISTERO: Lei si rammenta Giacalone dove la contattò? Cioè, dov'è che venne a dirgli di fare questo spostamento, di far questo viaggio fino a Roma?
EX 210 Romeo: No, eravamo così, assieme, a Palermo. Perché ci siamo visti.
E lui si doveva andar a prendere questo coso che lo doveva salire.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi? "Questo coso che doveva salire", ho capito bene?
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Dovrebbe essere il detonatore.
EX 210 Romeo: Il detonatore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lo doveva andare a prendere. Ma...
EX 210 Romeo: E lui mi ha detto se volevo venire. Siccome io non... gliel'ho detto poco fa, che non ci volevo andare, per il fatto perché avevo la firma.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
EX 210 Romeo: Cioè, mi sembrava a me che lui voleva partire con la macchina.
Però io, alla sera, dovevo andare a firmare.
Lui mi ha detto, dice: 'no, devo partire con la nave.'
'Allora io vado a firmare. Appena io firmo, ce ne andiamo.'
E abbiamo fatto così.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Romeo: Sono andato a firmare e ce ne siamo andati.
Il sabato siamo arrivati là, verso le dieci. E erano tutti là.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se ho capito bene, lei ha detto che avete adoprato una macchina del fratello di Salvatore Grigoli?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, intanto cominciamo a dire: si ricorda che macchina era?
EX 210 Romeo: Una FIAT Uno bianca.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E com'era targata questa macchina?
EX 210 Romeo: Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Roma. Ecco, ma siccome lei ha detto che Giacalone doveva procurare un detonatore, ecco, ma lei lo sa se Giacalone, questo detonatore, lo ha procurato, dov'è andato a prenderlo, siete andati insieme...
EX 210 Romeo: No, siamo... Cioè, lui lo ha avuto. Lo è andato a prendere a lui, però non lo so.
PRESIDENTE: Lei lo ha visto che lo aveva con sé?
EX 210 Romeo: Sì, lo aveva nelle mani, che era un coso... un filo. Una cosa di questo.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, andiamo con ordine.
Allora, siete partiti solamente voi due.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: O c'erano altre persone con voi?
EX 210 Romeo: No, io e lui.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, visto che Giacalone cercava questo detonatore, insomma, doveva procurare questo detonatore...
EX 210 Romeo: No, cercava. Lo avevano loro a Palermo, questo coso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Romeo: Però non so dov'è andato a prendere.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. Ma lui lo doveva salire, lei ha detto, no?
EX 210 Romeo: Sì, se ne doveva salire. Perché si ci doveva fare l'attentato a Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, le stavo proprio per chiedere questo.
Cioè, se lei, sul momento, venne a sapere, o se lo sapeva di già per quale ragione Giacalone doveva procurare un detonatore e portarlo su, salirlo, come dice lei.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Cosa sapeva lei sullo scopo...
PRESIDENTE: Mi pare che avesse detto in precedenza che aveva saputo da Giacalone che c'era stato un attentato che non era riuscito, perché il detonatore non aveva...
EX 210 Romeo: Non aveva funzionato.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito... Scusi, Presidente, non ho capito nemmeno lei, ecco.
PRESIDENTE: Aveva detto alcuni minuti fa che Giacalone gli aveva raccontato che l'attentato a Contorno, una volta non era riuscito, perché il detonatore non aveva funzionato.
E' così?
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: E che, di conseguenza, era dovuto scendere giù per prenderne un altro.
PUBBLICO MINISTERO: Io volevo capire se questo discorso, Giacalone glielo fece quando ancora dovevano partire, se glielo fece quando erano in viaggio, o se glielo ha fatto in un momento successivo.
EX 210 Romeo: No, a Palermo, me lo ha detto.
PRESIDENTE: Quando?
EX 210 Romeo: A Palermo me lo ha detto.
PRESIDENTE: Prima di partire.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, montando quindi sulla nave con questa automobile del fratello, eccetera eccetera, ecco, in questo caso fu Giacalone, o fu lei a fare il biglietto?
EX 210 Romeo: Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se fu Giacalone, si ricorda se ha dato il suo nome, o ha dato un nome diverso?
EX 210 Romeo: Cioè, quello mio non c'è stato di bisogno, perché io sono salito a piedi nella nave.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: Lui, non mi ricordo se lo ha fatto a nome suo, oppure...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, mi vuole ridire, per piacere, qual era la causa per la quale questo primo tentativo di fare l'attentato era fallito?
EX 210 Romeo: Dice che non ci è partito il detonatore. Per questo, Luigi Giacalone, è sceso a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma per quindi rifare l'operazione, serviva solo un nuovo detonatore, o serviva anche qualche altra cosa?
EX 210 Romeo: Serviva un nuovo, un detonatore nuovo. E poi Lo Nigro si lamentava che dice che l'esplosivo, il coso, non era buono.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, che vuol dire questo? Che ci voleva anche dell'esplosivo nuovo, diverso?
EX 210 Romeo: Sì, dice che non era quello... come quello che avevano usato.
PUBBLICO MINISTERO: Quando? Che avevano usato quando?
EX 210 Romeo: Non lo so. Cioè, per fare, diciamo, le altre stragi che hanno fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi non si parla più dell'attentato a Contorno, si parla degli altri fatti, degli altri attentati.
EX 210 Romeo: Sì. Dice, questo esplosivo glielo hanno dato i trapanesi, ha detto.
PUBBLICO MINISTERO: Quello...
EX 210 Romeo: Quello che non funzionava bene.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Allora il problema era stato - se ho capito bene, eh, secondo quello che le hanno raccontato - del detonatore e di questo esplosivo poco buono?
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Mi pare che abbia detto anche "esplosivo che gli hanno dato i trapanesi".
PUBBLICO MINISTERO: Senta, se a quello che lei ci ha raccontato, Giacalone in questa occasione in cui vi siete spostati insieme, portò su il detonatore...
EX 210 Romeo: Sì, lo po...
PUBBLICO MINISTERO: ... lei sa se c'è qualcuno che ha provveduto a recuperare l'esplosivo buono? Cioè, diverso da quello giudicato cattivo?
EX 210 Romeo: Cioè, Lo Nigro diceva che quello che aveva acquistato lui, che avevano loro, dice che era meglio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: Questo, ha detto. Dice che andava bene. Dice: 'e questo di qua... per questo si sono falliti l'attentato a Contorno.'
PUBBLICO MINISTERO: Eh, ma se era fallito per colpa dell'esplosivo, che lei sappia, c'è stato anche una sostituzione dell'esplosivo? Ne è stato preso dell'altro nuovo più sicuro, oppure nulla di tutto questo?
EX 210 Romeo: In questo momento non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha detto che questo esplosivo veniva dai trapanesi, questo che a Lo Nigro sembrava scadente. Insomma, di cattiva qualità, che funzionava male.
EX 210 Romeo: Sì, una cosa che ha detto lui. Dice: 'questo, quello dei trapanesi.'
PUBBLICO MINISTERO: Perché quello che, invece, aveva funzionato bene per gli altri fatti...
EX 210 Romeo: Dice che era quello che avevano loro.
PUBBLICO MINISTERO: E che quindi veniva da dove?
EX 210 Romeo: Cioè, quello che io ci ho visto che lui, portava lui, veniva dal mare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e poi ora me lo spiegherà, poi, l'esplosivo che veniva dal mare.
Ecco, ma questo esplosivo, quello che veniva dai trapanesi e che non andava bene, per intendersi, lei sa com'era stato, per l'appunto, preso dai trapanesi? Se era stata una decisione di qualcuno, se era stato un fatto casuale...
EX 210 Romeo: No, era una cosa che ha detto lui, così. Però non ha fatto né il nome, né niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era stata un'idea di Lo Nigro stesso di andare a...
EX 210 Romeo: Siccome lui ne capisce, di esplosivo, lui ha detto che non serviva quello. Dice: 'non è buono.'
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma mi scusi un attimo, Romeo. Facevo per capire se era stata un'idea di Lo Nigro di andare a prendere questo esplosivo, diciamo, di provenienza trapanese, oppure se era stato un'idea di qualcun altro?
EX 210 Romeo: No, l'idea è di qualcun altro. Però... Cioè, non era idea sua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei sa chi è che avesse avuto l'idea di andare a prendere questo esplosivo a Trapani?
EX 210 Romeo: Cioè, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda. Ma pensa di non averlo mai saputo, oppure può darsi che lo abbia saputo e che non se lo ricorda più?
EX 210 Romeo: Cioè, non ricordo io questo discorso se l'ho detto, non l'ho detto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è possibile che qualcuno glielo avesse raccontato e che magari ora non se lo ricorda?
EX 210 Romeo: Possibile. Però...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Lei ha detto come avete fatto questo viaggio. Siete arrivati, ha detto, di sabato mattina a Napoli e poi siete andati alla villetta. E mi ha detto anche le persone che c'erano lì, alla villetta.
EX 210 Romeo: Sì, erano là.
PUBBLICO MINISTERO: E lo ha detto.
Ecco, io volevo sapere: lei quanto c'è stato a questa villetta e a fare che cosa.
EX 210 Romeo: Cioè, il giorno che ci sono stato, neanche mi ricordo il mese, io.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', però ha detto "siamo arrivati di sabato mattina."
EX 210 Romeo: Siamo arrivati di sabato mattina e siamo andati in questa villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Romeo: E poi, di pomeriggio, sono uscito con Luigi Giacalone e ci siamo fatti un giro... siamo andati a casa di Scarano. E c'era una persona che si chiamava pure Aldo, Fabretti, Aldo... una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Va be'. E siete andati a casa di Scarano...
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'era una ragione particolare per andare a casa di questa persona?
EX 210 Romeo: No, non c'era... Cioè, siccome a lui dice che tutti i giorni usciva, che si lamentavano tutti che lui usciva, che se ne andava, dice: 'donne, donne...', che c'era un gruppo di donne. E lui, tutti i giorni, usciva dice con Scarano, che andava con queste donne.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco, ascolti, ma siccome si parla di questa persona, di questo Scarano, cominciamo a dire: lo conosceva già, questa persona, lei, oppure era la prima volta che vi vedevate in faccia?
EX 210 Romeo: La prima volta che ci vedevamo in faccia.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo signore, dove abitava? Abitava vicino alla villetta, o abitava distante, lontano?
EX 210 Romeo: Cioè, era un... Insomma, un... poteva esserci, siamo stati una mezzoretta, pure di meno.
PUBBLICO MINISTERO: Ma abitava in città, o in campagna?
EX 210 Romeo: Quello che ho visto, era in città.
PUBBLICO MINISTERO: In città. Un quartiere di lusso, o una zona di case popolari?
EX 210 Romeo: No, quello che ho visto io, mi sembravano case popolari.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. C'era questo signore, che lei ha detto poi si tratta di Scarano.
Poi ha detto c'era un'altra persona in casa, se ho capito bene.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'era altri, in casa?
EX 210 Romeo: Un'altra persona.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Si ricorda qualche cosa?
EX 210 Romeo: No, però non è che si è parlato di qualche co... Non si è parlato di niente.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, si...
EX 210 Romeo: Cioè, hanno parlato loro... Che a Luigi Giacalone aveva un autosalone e si parlava delle macchine. Che ci doveva fare acquistare delle macchine.
Che poi gliel'ha, se l'ha comprato, lui.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, ho capito che: il giorno in cui siete arrivati, lei è stato alla villetta, poi è stato con Giacalone fino alla casa di questo signor Scarano che vedeva per la prima volta.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Lei, quella notte poi, dove ha dormito?
EX 210 Romeo: Là, in quella villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi siete tornati alla villetta?
EX 210 Romeo: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, da casa di Scarano è tornato alla villetta, lei.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Romeo: Poi, con Luigi Giacalone, ha fatto la spesa, là vicino a dove abita Scarano e ce ne siamo andati alla villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Lei ha dormito lì.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E, quindi, si arriva alla domenica mattina.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. E che ha fatto lei? Se lo ricorda, durante quella giornata?
EX 210 Romeo: Sì. Poi, la domenica mattina, io e Giuliano mi ha fatto vedere dove abitava Contorno.
E ci passavamo di vicino.
Dice: 'quella è la villetta di Contorno.'
Cioè, ci siamo passati più di una volta, poi dice che abbiamo visto una persona con una 127, diceva che era suo fratello. Però io non lo conosco.
PUBBLICO MINISTERO: Fratello di Contorno, ovviamente.
EX 210 Romeo: Sì.
Poi loro, prima di me, pedinavano sua moglie, suo figlio, a lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta un po', rispetto alla villetta, questo posto dove lei è andato con Giuliano - e Giuliano ha detto che quella era la villa di Contorno - ecco, questo posto era lontano o era vicino alla villetta vostra?
EX 210 Romeo: Sì, lontano, era, dalla villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Lontano, vuol dire? Quanto tempo ci voleva per spostarsi. Quanto tempo ci è voluto, diciamo?
EX 210 Romeo: Una mezz'oretta.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, per fare questo, come dire, questa girata, lei e Giuliano, la mattina, l'avete fatta con quale mezzo?
EX 210 Romeo: C'era una macchina che era, dice, di Scarano. Una macchina grigia.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm. Una macchina grigia tipo... che modello?
EX 210 Romeo: Eh, non mi ricordo che macchina era.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda qualche cosa?
EX 210 Romeo: Cioè, sembrava...
PUBBLICO MINISTERO: Che ne so, la targa?
EX 210 Romeo: No. La targa mi sembra... Salerno, una cosa di questo.
Comunque, non mi ricordo se era Regata, se era qualche altro tipo di macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, "non mi ricordo se..."?
EX 210 Romeo: Mi sembrava a me che era una Regata.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Romeo: Una cosa di queste.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questa macchina, per andare a fare questa girata con Giuliano, dove la prendeste?
EX 210 Romeo: Dove c'è la villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Era lì alla villetta, eh?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei lo seppe di chi era questa macchina?
EX 210 Romeo: Io sapevo che era di Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, chi è che glielo aveva detto che era di Scarano?
EX 210 Romeo: Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lì alla villetta, quindi, c'era: questa Regata, a quello che ho capito, insomma quello che era, questa macchina con la quale siete andati a fare questa girata. C'erano altre macchine? Lei se lo ricorda?
EX 210 Romeo: C'era un'altra macchina, però che era rubata: una FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Una FIAT Uno. Si ricorda qualche cosa di più? Intanto il colore.
EX 210 Romeo: Cioè, mi sembra che era grigia pure.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. E che era rubata, lei come lo ha saputo?
EX 210 Romeo: Da Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era una macchina rubata che veniva da lì, dalla zona, o veniva, che ne so, da Palermo?
EX 210 Romeo: Non lo so. Cioè, che era targata Roma, era targata. Però non lo so perché avevano il vizio che cambiavano targhe.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito. Non ho capito. Se...
EX 210 Romeo: Cioè, loro pure che c'avevano una macchina rubata targata Palermo, prendevano un paio di targhe targate Roma e ci mettevano quelle Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ma quando lei l'ha vista, su questa macchina fece caso come era targata? Osservò, ebbe modo di...
EX 210 Romeo: No, non era targata Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Chi ha fatto... ormai che le fu raccontato che era stata rubata, le fu detto anche chi è che l'aveva rubata?
EX 210 Romeo: Cioè, siccome l'ha rubata Giuliano, io so che li faceva lui.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire "so che li faceva lui"? Che Giuliano...
EX 210 Romeo: Li rubava lui.
PUBBLICO MINISTERO: ... era pratico di rubare le macchine?
EX 210 Romeo: Cioè, non era pratico, però lui, essendo sempre assieme a noi, noi avevamo sempre spadini che rubavamo le macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: E lui ci tentava sempre. Dice: 'ma com'è che io non mi fido a aprirle'.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
EX 210 Romeo: Così, che pure un bambino si fida a aprire una macchina con uno spadino.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Ma, venendo alla sostanza della domanda che io le ho fatto, volevo sapere se sapeva, se qualcuno le disse: 'quella macchina lì, quella Uno è stata rubata da tizio o da caio, in un posto o in un altro'.
EX 210 Romeo: Le macchine le rubava lui.
PUBBLICO MINISTERO: Rigiriamo il problema. Le altre persone che erano lì nella villetta lei le ha nominate tutte, prima?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei sa se qualcuno sapeva rubare le macchine?
EX 210 Romeo: Cioè, di quelle che erano là, non c'era nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Giuliano, però, le sapeva rubare?
EX 210 Romeo: Lui non ne ha rubato mai macchine, diciamo, però era sempre assieme a noi, veniva pure a rubare le macchine, però non è che le apriva lui.
Comunque, le sa rubare le macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Lei che si ricorda del posto dove era questa villa, questa villetta, che Giuliano le diceva era quella dove stava Contorno? Che si ricorda? Il luogo, voglio dire, su una strada sterrata, nel mezzo di un paese, in città.
EX 210 Romeo: No, non era in città. Era una campagna, noi ci siamo passati pure davanti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ma era, voglio dire...
EX 210 Romeo: Una villetta.
PUBBLICO MINISTERO: ... era su una strada principale, su una strada secondaria.
EX 210 Romeo: Era un... cioè, una stradina c'è.
PUBBLICO MINISTERO: Era su una stradina, vuol dire?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questa stradina dove andava a finire? O meglio, da dove cominciava?
EX 210 Romeo: Cioè, si faceva un pochettino di strada e poi c'era tutto terreno: era là; non si andava più in nessuna parte. C'erano altre villette.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, questa strada, questa stradina finiva in campagna, finiva...
EX 210 Romeo: Finiva, sì, in campagna.
PUBBLICO MINISTERO: E proprio della villetta, come villetta, lei si ricorda qualche cosa? Voglio dire, se era pitturata in un modo, con un colore invece che in un altro? Se aveva la siepe fuori, se c'aveva un muro, se aveva un portone grande, se non aveva portoni, ricorda qualche cosa?
EX 210 Romeo: Il portone l'aveva. Cioè, non è che... non si vedeva niente però, dentro la villetta.
PUBBLICO MINISTERO: E si ricorda qualche cosa di questo portone?
EX 210 Romeo: No.
PUBBLICO MINISTERO: Era di legno, di metallo, di vetro...
EX 210 Romeo: No, di ferro era.
PUBBLICO MINISTERO: ... di plastica.
EX 210 Romeo: Di ferro era.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ma era tutto intero, tutto di ferro, proprio a lastra...
EX 210 Romeo: Sì, la villetta era tutta di ferro era; pure le serrande, diciamo no le serrande, le finestre. Cioè, di fuori erano, diciamo - noi le chiamiamo le persiane - erano tutte di ferro.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Questa stradina dove c'era questa villetta era lunga o era una stradina breve?
Lei ha detto che da una parte questa stradina finiva nella campagna, cioè a dire, la strada moriva, no? Dico bene?
EX 210 Romeo: Sì, moriva là.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Da quell'altra parte però...
EX 210 Romeo: Continuava, andava a dei paesi, c'erano paesini.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per entrare in questa stradina, quindi, bisognava arrivarci da un'altra strada.
EX 210 Romeo: Sì, c'era una superstrada, una strada, diciamo, così.
PUBBLICO MINISTERO: Normale.
EX 210 Romeo: Normale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma, imboccata questa stradina, questa villetta - dove secondo Giuliano ci stava Contorno - si trovava subito, o bisognava fare un lungo tratto di strada?
EX 210 Romeo: Poteva fare un 100 metri.
PUBBLICO MINISTERO: Entrando in questa stradina, questa villetta si trovava - entrando, eh, non venendo via, entrando dalla strada principale in questa stradina - la villetta si trovava sulla sinistra o sulla destra?
EX 210 Romeo: Sulla sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quanto stette lì con Giuliano a gironzolare avanti e indietro alla villetta e poi nella zona? Fu un discorso che durò tutta la mattinata, oppure fu una cosa breve?
EX 210 Romeo: Di mattina. Perché io all'una me ne sono andato, perché dovevo scendere a Palermo che il lunedì dovevo andare a firmare.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei la domenica stessa doveva ripartire da Napoli?
EX 210 Romeo: La sera, diciamo, della domenica, la sera verso le otto, mi ho preso la nave e me ne sono sceso a Palermo. Il lunedì mattina sono stato a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma per andare a Napoli come ha fatto? E' andato col treno? L'ha accompagnata qualcuno?
EX 210 Romeo: No, avevo una macchina... sono sceso con la macchina del fratello di Salvatore Grigoli.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, con la macchina con la quale eravate saliti.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è tornato giù lei da solo, o è tornato con qualcuno?
EX 210 Romeo: Da solo.
PUBBLICO MINISTERO: Da solo. Quindi, Giacalone rimase a Roma.
EX 210 Romeo: Sì, lui è rimasto là.
PUBBLICO MINISTERO: Ma rimase alla villetta?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in questo giorno, è un giorno e una notte, sostanzialmente, in cui lei si è trattenuto lì alla villetta.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le persone presenti sono sempre rimaste le solite? Oppure qualcuno è andato via, qualcun'altro è arrivato.
EX 210 Romeo: No, sempre là sono rimasti.
PUBBLICO MINISTERO: Quelle che ha detto prima.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quelle sono.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, siccome lei ci ha spiegato che c'era stato, appunto, questo precedente attentato che era fallito, con tutte le spiegazioni che ci ha dato, ecco, ma le è stato anche raccontato qualche cosa di più preciso su come doveva farsi questo primo attentato, quello che, appunto, era fallito? Dove doveva essere fatto, con quali modalità, da parte di chi, quanto tempo prima. Vediamo se...
EX 210 Romeo: Cioè, il secondo?
PUBBLICO MINISTERO: No, parlo del primo.
EX 210 Romeo: Il primo. Cioè, a me mi hanno fatto vedere il posto dove loro lo hanno messo.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, allora...
EX 210 Romeo: Quello che, diciamo, non si è fatto per il fatto dei detonatori.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Allora, ha detto: "me l'hanno fatto vedere il posto". Chi glielo ha fatto vedere?
EX 210 Romeo: Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Quando?
EX 210 Romeo: Quando io sono salito e siamo andati nella casa di Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quindi, è stato nella stessa mattinata in cui siete andati a vedere la villetta?
EX 210 Romeo: Non mi ricordo se è stato... Perché io mi sembra che ci sono andato... sì, la mattinata.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, la mattinata che ha raccontato prima, con...
EX 210 Romeo: Comunque c'era... vicino qua c'era un cimitero.
PUBBLICO MINISTERO: Vicino a che cosa?
EX 210 Romeo: Dove hanno messo questo esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: La prima volta.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E a lei proprio le è stato indicato il punto?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, provi un po' a ricostruirlo con parole sue...
EX 210 Romeo: Cioè, l'hanno messo in una curva.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Romeo: C'era una fogna e l'hanno messo là, che c'era erba, e l'hanno piazzato là. E poi non l'hanno... cioè, non è esploso.
Cioè, dice che ha fatto un botto così. Lui, mentre che passava, Contorno s'è fermato e poi se n'è andato.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quindi, proprio, l'esplosivo ha fatto il botto...
EX 210 Romeo: Sì, specie che se avesse scoppiato una ruota, così.
PUBBLICO MINISTERO: Ma proprio mentre passava Contorno.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. E Contorno si era accorto di qualche cosa, o non si era accorto di nulla? Per quello che le è stato raccontato.
EX 210 Romeo: No. Cioè, come penso io no.
PUBBLICO MINISTERO: No, non...
EX 210 Romeo: Però loro, diciamo...
PRESIDENTE: Non come pensa lei, come glielo hanno raccontato.
EX 210 Romeo: Cioè, siccome poi mi hanno detto loro che lui non s'è visto più, Contorno, non l'hanno visto più per una settimana. Fino a quando ci sono andato io, non lo avevano visto più. Poi lo hanno rivisto di nuovo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei ha detto che le fu fatto vedere il punto sulla strada dove c'era una curva, vicino a un cimitero.
EX 210 Romeo: Lui, mentre che veniva da casa passava di questa curva e lo facevano esplodere; se esplodeva, diciamo, l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, abbia pazienza, ma questo esplosivo era stato messo per terra?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E per comandarlo, questo esplosivo, con che sistemi avevano operato? Adopravano una miccia...
EX 210 Romeo: Loro mi hanno...
PUBBLICO MINISTERO: ... o adoperavano qualche altro sistema? Lei...
EX 210 Romeo: Mi hanno detto che avevano una batteria.
PUBBLICO MINISTERO: Una batteria.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi ci voleva qualche altro attrezzo, qualche altra apparecchiatura per comandare l'esplosione di questo esplosivo, oppure no?
EX 210 Romeo: Non mi ricordo. Cioè, loro hanno detto... ha detto che ha, diciamo, ha messo i fili nella batteria però è partito solo il detonatore e non è partito neanche l'esplosivo.
PRESIDENTE: Era partito il detonatore...
EX 210 Romeo: Ma non... Cioè ha fatto uno scoppio, dice... siccome io non ne capisco niente di queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ha mai... Lei ha detto non ne capisce niente. Meglio così. Ma ha mai sentito parlare della possibilità che si possa adoperare o la miccia o dei comandi a distanza...
EX 210 Romeo: Sì, però la miccia...
AVV. Cianferoni: Senta - avvocato Cianferoni - mi pare suggestiva questa domanda. Formulo opposizione.
PRESIDENTE: Avvocato, la suggestione consiste nel fatto che si indicano due diverse possibilità.
L'interrogato può benissimo scegliere una maniera o in un'altra, se lo sa, ovviamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ma poi, a me mi pare una cosa diversa, chiedo scusa. Io ho chiesto semplicemente al Romeo se sa che per utilizzare, per far detonare gli esplosivi si possono adoperare delle micce o anche dei comandi a distanza.
Ho chiesto una cosa che riguarda lui direttamente, le sue conoscenze generali, quindi di suggestivo non c'è niente.
EX 210 Romeo: Comunque, io sapevo che era con la batteria, perché con la miccia ci sta che la miccia arriva là, non può essere una cosa di queste.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Romeo: Cioè, loro devono aspettare il punto che lui passa, la macchina, e fanno scoppiare subito.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma questo primo tentativo che non era riuscito quando lo avevano fatto? Intendo dire, quanto tempo prima di quando lei, addirittura, sul posto, con Giuliano, gli fanno vedere queste... gli fa vedere il cimitero, la curva, la strada e tutto il resto, quanto tempo prima era successo questo fatto di questo attentato non riuscito?
EX 210 Romeo: Mah, prima di uscire io dal carcere, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, prima della sua scarcerazione.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questa lei...
EX 210 Romeo: Che poi loro erano tutti a Palermo e poi, diciamo, sono saliti di nuovo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che questo fatto sia stato precedente alla sua scarcerazione, lei lo sa con sicurezza, oppure è, come dire, una sua ipotesi?
EX 210 Romeo: No, una mia ipotesi. Per sicurezza non gliela do.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per quale ragione - se lei ne è stato messo al corrente - questo Contorno doveva morire, doveva saltare in aria?
EX 210 Romeo: Il fattore che si era fatto pentito, e poi dicevano che... dice che ha ammazzato il padre dei Graviano. Poi dicevano che aveva ammazzato pure il fratello di Spatuzza, e lui ce l'aveva pure per questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a lei tutti questi chiarimenti, queste spiegazioni chi gliele ha date?
EX 210 Romeo: Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, di suo - lei Romeo - lo sapeva che Contorno era un pentito di Cosa Nostra?
EX 210 Romeo: Certo che lo sapevo.
PUBBLICO MINISTERO: Aveva mai sentito, prima di questi discorsi di Giuliano, parlare che Contorno aveva ucciso il padre di Graviano, aveva ucciso il fratello di Spatuzza?
Ecco, questi fatti li sapeva, oppure li ha saputi per la prima volta quando glieli ha raccontati Giuliano?
EX 210 Romeo: Sì, per la prima volta quando me l'ha raccontato lui.
PUBBLICO MINISTERO: Un'altra domanda su questo punto. Ha saputo com'è che avevano fatto queste persone a sapere che Contorno si trovava in quella certa zona, lì, nelle vicinanze di Roma?
Com'è che avevano avuto queste indicazioni? Ha mai saputo qualcosa a questo riguardo, lei?
EX 210 Romeo: Cioè, a me me l'ha detto Giuliano; che, dice, l'hanno trovato tramite per droga, che dice che lavorava con la droga.
PUBBLICO MINISTERO: E va be'. Ora, se quello lavora con la droga è un conto, sapere che si trova in un certo punto, è una cosa diversa.
Cioè, come se le erano procurate, tramite chi, le indicazioni...
EX 210 Romeo: Io lo so...
PUBBLICO MINISTERO: ... della presenza di Contorno...
EX 210 Romeo: ... tramite Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Riesce un po' a darmi i particolari di questo discorso?
EX 210 Romeo: Cioè, loro parlavano di un costruttore, di un amico di Scarano, queste cose dicevano.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, che c'entrava il costruttore? Se il costruttore era amico di Scarano è un conto, ma non...
EX 210 Romeo: Cioè, che è stato...
PUBBLICO MINISTERO: ... riesco a capire.
EX 210 Romeo: ... un amico di lui.
PUBBLICO MINISTERO: Di lui chi?
EX 210 Romeo: Di Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma se il costruttore era amico di Scarano, non riesco a capire ancora come si fa ad arrivare a Contorno.
EX 210 Romeo: Dice che il fattore che lavorava con la droga. Per questo è stato...
PUBBLICO MINISTERO: Chi è che lavorava con la droga?
EX 210 Romeo: Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: E il costruttore che c'entrava con gli affari di droga di Contorno?
EX 210 Romeo: Non lo so che cosa... cioè, io so che l'hanno saputo tramite questo discorso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma chi è che è venuto poi... chi è venuto, insomma, comunque, chi è che ha dato le indicazioni su dove si trovava Contorno? L'ha date il costruttore? Le ha date Scarano? A chi le ha date? Perché uno una storia la può anche sapere, ma poi se la sa qualcun altro, vuol dire che se la sono raccontata.
EX 210 Romeo: A me Giuliano mi ha detto che lui era amico di Matteo Messina Denaro...
PUBBLICO MINISTERO: Lui chi, scusi.
EX 210 Romeo: Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: Mi ha detto che Scarano era amico di Matteo Messina Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: E allora che sarebbe successo?
EX 210 Romeo: Dice che gli ha detto di Contorno, e quello gliel'ha detto a Giuseppe Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, Scarano sarebbe andato da Messina Denaro a parlargli di Contorno?
EX 210 Romeo: Sì. Gliel'ha fatto sapere, dice, a lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
E come ha fatto a farglielo... come avrebbe fatto, come ha fatto a farglielo sapere? Gliel'è andato a dire di persona, gliel'ha mandato a dire tramite qualcuno?
EX 210 Romeo: Io so che è sceso lui a Palermo, cioè gliel'ha detto lui. Questo me lo dice a me Giuliano, io non lo sapevo.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, certo. Allora, Scarano scende giù e lo racconta a Messina Denaro. Messina Denaro poi che fa a questo punto?
EX 210 Romeo: Dice che gliel'ha detto a Giuseppe Graviano, e Giuseppe Graviano ha mandato a Spatuzza a Roma per vedere se era lui; ché era l'unico che lo poteva conoscere.
PUBBLICO MINISTERO: E poi che era successo? Spatuzza...
EX 210 Romeo: Ha visto che veramente che era lui. Dice che c'è salito 15 giorni. Questo me l'ha detto però, l'ha detto Spatuzza. E' sceso 15 giorni... è salito 15 giorni e poi ha visto che era lui e gli ha detto a Giuseppe Graviano che era Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, una volta stabilito che in effetti era Contorno che stava in quel certo posto, eccetera, eccetera, la decisione poi di farlo saltare in aria chi l'ha presa?
EX 210 Romeo: Cioè, a loro li guidava Giuseppe Graviano, quello che dovevano fare.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era stato Giuseppe Graviano a prendere questa decisione?
EX 210 Romeo: Io so che è stato lui...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, per quello che le è stato raccontato.
EX 210 Romeo: ... se ci sono altri io non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma per quello che le è stato raccontato.
EX 210 Romeo: Sì, loro parlavano sempre di Giuseppe Graviano, perché conoscevano a lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, quando si sarebbe verificato tutta questa storia - allora, Scarano scende giù, parla con Messina Denaro, Messina Denaro parla con Graviano, Graviano manda Spatuzza, eccetera, eccetera, eccetera - ecco, in che epoca siamo? Per quello che lei ha capito dal racconto che gli ha fatto Giuliano.
EX 210 Romeo: Cioè, che loro prima hanno fatto tutte...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma che...
EX 210 Romeo: ... cioè, hanno fermato gli attentati che avevano fatto per farci poi l'attentato... si stavano preparando per fare l'attentato a Contorno. Per questo si sono fermati a fare attentati nei monumenti.
PUBBLICO MINISTERO: Per questo si sono?
PRESIDENTE: Fermati a fare?
EX 210 Romeo: Fermati a fare attentati nei monumenti antichi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo è il discorso che le ha fatto Giuliano?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro che gliel'abbia fatto lui?
EX 210 Romeo: Sì, sono sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha fatto solo Giuliano, o glielo può aver fatto anche qualcun'altro lo stesso discorso?
EX 210 Romeo: Cioè, che me l'ha fatto Giuliano è sicuro, però qualche altro me l'ha fatto pure, questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma quello che le chiedevo è se ha capito, dal racconto di Giuliano, in quale periodo era stata fatta tutta questa... si era svolta tutta questa vicenda.
Cioè a dire: Graviano va a dire a Messina Denaro; Messina Denaro parla con Giuseppe Graviano; Giuseppe Graviano manda Spatuzza; Spatuzza torna, va tutto bene; e allora si smette di fare gli attentati ai monumenti, perché ora c'è da far saltare in aria Contorno. Quando è successa tutta questa storia? In che periodo, in che epoca.
EX 210 Romeo: Cioè, io quello che parlavano loro nel '93.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quindi nel periodo in cui lei era detenuto?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, Romeo, di questo costruttore amico di Scarano lei si ricorda qualche particolare in più? Ammesso che le sia stato dato qualche particolare in più. Intendo dire, costruttore di che? D'automobili, di trattori, di treni, di case?
EX 210 Romeo: Ma loro parlavano che - però non lo so se era sempre la stessa persona - che era uno, dice, che aveva la Ferrari, aveva... cioè, si parlava di queste cose.
PRESIDENTE: Era un costruttore di che cosa?
EX 210 Romeo: Non lo so.
PRESIDENTE: Di case, di macchine?
EX 210 Romeo: Non lo so.
PRESIDENTE: Non lo sa.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, poco fa, ha detto che con la solita macchina con la quale aveva fatto il viaggio di andata, da solo, poi è tornato a Palermo imbarcandosi la sera di domenica a Napoli, e perché il lunedì doveva firmare. Va bene?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il discorso era questo qui.
E questo è, quindi, un viaggio che lei ha fatto alla villetta. Il primo viaggio, a quello che capisco.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi lei ha raccontato di quando c'è andato con Giuliano a portar via i famosi, i due famosi involucri di esplosivo levati dal giardino. D'accordo?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'è stato qualche altra volta, lei, alla villetta? O solamente queste due volte qui?
EX 210 Romeo: Cioè, la terza volta che ci sono stato diciamo, quando gli ho fatto rubare l'esplosivo. Però non nella villetta, vicino alla villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, non ho capito.
Lei ha detto: la terza volta c'è andato...?
EX 210 Romeo: Con la Polizia.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei alla villetta...
EX 210 Romeo: Però no dentro la villetta. Dove ho fatto... vicino alla villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi, lasciamo perdere la volta in cui è stato lì con la Polizia a recuperare l'esplosivo.
Lì alla villetta, lei, in tutto quante volte c'è stato?
EX 210 Romeo: Due volte.
PUBBLICO MINISTERO: Ripeto: dimentichiamo la volta in cui è andato con la Polizia. Anche perché con la Polizia...
EX 210 Romeo: Va bene. Due volte, quando ci sono andato con Luigi Giacalone e poi con Giuliano Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, tornando alla prima volta in cui c'ha messo piede con Giacalone. Ecco, per arrivare alla villetta avete dovuto chiedere informazioni a qualcuno sulla strada da fare, avevate, aveva Giacalone un fogliolino con scritto che strada si doveva fare, dove si doveva uscire, che ne so, dall'autostrada, come si chiamavan le vie. Oppure Giacalone sapeva tutto a menadito?
EX 210 Romeo: No, ma lui lo sapeva tutto. Sapeva... cioè, non aveva fogli scritti, già sapeva la villetta dov'era.
PUBBLICO MINISTERO: Ebbe bisogno di...
EX 210 Romeo: Già lui c'era stato là.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto che c'era già stato.
Lei ha detto che Giacalone c'era già stato?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma c'era stato quanto tempo prima rispetto a quando c'andate insieme? C'era stato mesi prima oppure c'era stato negli ultimi giorni?
EX 210 Romeo: No, prima. Mesi prima c'era... Io so che ci sono stato in quella... più di un mese.
PUBBLICO MINISTERO: Lì alla villetta. Eh?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, proprio all'inizio all'inizio della sua deposizione, lei aveva cominciato a raccontare che poi l'attentato a Contorno fallì perché l'esplosivo fu trovato da qualcuno, eccetera eccetera.
E io le ho detto: si fermi perché l'argomento lo riprendiamo più avanti.
Ecco, ora lo riprendiamo.
Io ho bisogno di sapere lei cosa ne sa, quando l'ha saputo e come l'ha saputo di quale era stata la conclusione di questa vicenda, cioè di far saltare per aria Contorno.
EX 210 Romeo: Cioè, io...
PUBBLICO MINISTERO: Lei sa che prima c'è stato un fallito attentato, va lì di persona e spiega che cosa ha raccontato. Ecco, e poi la storia di Contorno come va a finire? La storia dell'attentato.
EX 210 Romeo: Dice che c'è stato... cioè, io lo sapevano che loro stavano preparando l'altro attentato, però io me ne sono andato la domenica. Loro il lunedì lo dovevano... il lunedì, poteva essere il martedì, lo dovevano fare saltare in aria.
Però dice che c'è stato... comunque io prima l'ho appreso dai giornali questo discorso a Palermo che è stato fallito un attentato a Contorno.
E poi loro sono scesi nella notte. Hanno fallito l'attentato, si sono presi quello che si dovevano prendere e se ne sono scesi.
E hanno lasciato tutto... hanno messo l'esplosivo sotto terra e se ne sono andati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ascolti me. Ma questo attentato, che poi appunto fallì, a parte quello che lei lesse sui giornali, l'avrà sentito per televisione e tutto il resto, ma dalle confidenze, dal racconto che, eventualmente, eh, qualcuno le possa aver fatto, come doveva essere realizzato?
Mi son... E' chiara la domanda, Romeo? Sennò gliela rifaccio.
EX 210 Romeo: No, non l'ho capita.
PUBBLICO MINISTERO: Allora voglio dire: lei cerchi per un attimo di dimenticarsi quello che raccontarono i giornali, quello che disse la televisione di questo fallito attentato a Contorno.
Allora, ho bisogno di sapere: qualcuno poi, direttamente, faccia a faccia, le ha spiegato com'è che era fallito per la seconda volta l'attentato a Contorno?
EX 210 Romeo: Il fattore che c'era, dice, una persona ha visto queste... cioè, questo esplosivo e ha chiamato la Polizia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e a lei questo racconto chi glielo ha fatto?
EX 210 Romeo: Cioè, l'ha detto Giuliano. Come l'ha detto lui, l'hanno detto tutti quelli che erano... che hanno operato là.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E quindi, questo esplosivo era stato ritrovato, insomma, visto da un passante.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma come doveva essere realizzato l'attentato se non c'era questo inconveniente del passante, la Polizia e tutto il resto. Come si doveva fare l'attentato?
EX 210 Romeo: Cioè, aspettavano che passava Contorno per farlo saltare in aria.
PUBBLICO MINISTERO: Ma c'era sempre la storia della batteria di mezzo?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma quando, appunto, intervenne la Polizia perché questo passante si era accorto di questo qualcosa. Ecco, ma erano pronti per farlo l'attentato oppure era ancora un discorso...
EX 210 Romeo: Già era piazzato, pronto che appena lui passava, lo dovevano fare saltare in aria.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, lei ha nominato più di una volta Gaspare Spatuzza. Ecco, ho bisogno di sapere da lei se quando andò la prima volta alla villetta, lì alla villetta vide Spatuzza. C'era o non c'era?
EX 210 Romeo: No, Spatuzza era a Palermo. Non c'era.
Quando io sono salito con Luigi Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Ora le debbo chiedere se conosce una persona che si chiama Carra Pietro.
EX 210 Romeo: Sì, lo conosco.
PUBBLICO MINISTERO: Intendo dire: quando successero questi fatti che lei ci sta raccontando, Carra Pietro lo conosceva di già lei?
EX 210 Romeo: Ci conoscevamo così, di vista.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Voglio sapere: quando lei andò alla villetta con Giacalone questa persona, questo Carra Pietro di cui si sta parlando, lì alla villetta, c'era o non c'era?
EX 210 Romeo: No, non c'era.
PUBBLICO MINISTERO: Terza domanda. Lei ha parlato di questo signore che si chiama Scarano e che lei ha detto di aver visto per la prima volta quando con Giacalone andò a trovarlo a casa.
EX 210 Romeo: L'ho visto pure una volta che è venuto nella villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Eh. Quando è venuto nella villetta? Perché se lei è arrivato di sabato e poi è ripartito di domenica, sabato pomeriggio c'è andato lei a casa di Scarano con Giacalone - questo è il suo racconto che ha fatto oggi...
EX 210 Romeo: Di mattina...
PUBBLICO MINISTERO: ... quando è arrivato Scarano alla villetta?
EX 210 Romeo: Di mattina o verso... non mi ricordo bene. E' venuto e se n'è andato, però, non è che è stato tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Era da solo o con qualcuno?
EX 210 Romeo: Io l'ho visto da solo.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda se è venuto con una macchina piuttosto che con un'altra? Se è venuto...
EX 210 Romeo: Cioè, per venire con la macchina...
PUBBLICO MINISTERO: ... in motocicletta?
EX 210 Romeo: ... con la macchina, però io non è che sono uscito fuori per vedere... neanche è entrata la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, lei ha detto chi erano le persone presenti nella villetta e io non le sto a fare altre domande.
Lei ha detto che tra le persone presenti c'era Giuliano Francesco.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei sa Giuliano Francesco da quanto tempo e come era arrivato lì alla villetta? Se c'era arrivato da solo, o con qualcuno degli altri, o tutti assieme, se aveva viaggiato in nave, in automobile, in treno?
EX 210 Romeo: Comunque quando loro salivano, saliva ognuno per conto suo. Cioè, chi si prendeva l'aereo, chi andava in treno, chi prendeva la nave.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, allora rimane l'altra parte della domanda. Sa da quanto tempo Giuliano era arrivato lì alla villetta?
EX 210 Romeo: Cioè, da poco. Perché io quando sono uscito dal carcere è venuto lui che m'è venuto a prendere; e poi loro dopo pochissimo tempo sono partiti. C'era lui e qualche altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto poco fa che quando con Giacalone andò a trovare Scarano a casa, sentì che parlavano di Giacalone che c'ha l'autosalone. Se non mi sbaglio ha detto anche parlavano di acquisti di macchine. Può essere?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene?
EX 210 Romeo: Io quello che ho capito io, c'era qualche persona che ci doveva dare dei soldi a Scarano e forse era qualcuno che vendeva macchine, qualche ditta. Non mi ricordo bene.
E lui s'è preso le macchine. E se l'è preso Luigi Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, Giacalone ha preso delle macchine in una storia in cui c'era di mezzo anche Scarano. Vuol dir questo?
EX 210 Romeo: Sì. Quand'eravamo a casa di Scarano si parlava di questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma poi, appunto, questo affare è andato a conclusione?
EX 210 Romeo: Sì, poi le macchine le hanno scese. L'ha sceso. Infatti in una ma... in quella macchina, ha sceso pure una macchina rubata lui.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sta parlando della macchina rubata che aveva visto al villino?
EX 210 Romeo: Sì. Me l'ha detto lui che dice: 'm'ha sceso pure una macchina rubata, quella che c'era lassù'.
PUBBLICO MINISTERO: Sa quante macchine fece scendere giù Giacalone compresa, appunto, quella rubata?
EX 210 Romeo: Ha fatto scendere un motore, una 126...
PUBBLICO MINISTERO: Un "motore" cosa vuol dire? Una motocicletta?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Un motore, una 126...
EX 210 Romeo: Un...
PUBBLICO MINISTERO: ... questa macchina rubata...
EX 210 Romeo: Un 1000, 1100 era questo motore.
PUBBLICO MINISTERO: La motocicletta.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto allora: questa motocicletta, un 126, questa macchina rubata e che altro?
EX 210 Romeo: Qualche altra macchina che io non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: E a lei chi gliel'ha detto che c'era anche la macchina rubata tra...
EX 210 Romeo: Lui...
PUBBLICO MINISTERO: ... quelle che erano scese?
EX 210 Romeo: Luigi Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: E sa queste macchine come erano state portate giù?
EX 210 Romeo: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Sa queste macchine come erano state portate giù? Da chi, voglio dire?
EX 210 Romeo: Il camion... cioè, ha chiamato un camion di quelli che trasportano le macchine e se l'ha fatto scendere.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei ha avuto modo, coi suoi occhi, poi, di constatare che la stessa macchina che aveva visto su alla villetta poi, era arrivata giù a Palermo?
EX 210 Romeo: Non l'ho vista, me l'ha detto lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, un'altra cosa. Lei ha riferito, prima, di questo discorso che fece Mangano col quale vi fu spiegato che i due involucri di esplosivo che non avevate ritrovato, lei e Giuliano, appunto secondo quello che diceva Mangano, se l'era preso Scarano.
Vediamo se lei sa, a prescindere da questo discorso fatto da Mangano, se lei sa se a Scarano, a Scarano personalmente, gli sia mai stato consegnato dell'esplosivo.
Lasciamo perdere questo discorso di Mangano che dice: 'l'esplosivo che non avete ritrovato, se l'è preso Scarano'. Lasciamo perdere questa affermazione.
Le chiedo semplicemente se lei sulla base di altri discorsi, sulla base di altre sue conoscenze, sapeva, o ha saputo magari dopo, se a Scarano era stato consegnato dell'esplosivo.
EX 210 Romeo: Sì, cioè gliel'ha domandato lui. Gliel'hanno dato una o due volte.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora...
EX 210 Romeo: Già lui se l'aveva preso.
PUBBLICO MINISTERO: "Lui" è Scarano?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi, Scarano aveva chiesto dell'esplosivo e gliel'avevano dato una volta o due. E' questo che ha detto lei?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Chi è che gliel'aveva consegnato l'esplosivo?
EX 210 Romeo: Io so che se l'è preso a Roma, dove c'era quell'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma chi gliel'ha dato a Scarano l'esplosivo?
EX 210 Romeo: Chi gliel'ha dato non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. E a lei chi gliel'ha raccontato questo fatto? Lei era presente quando è stata fatta questa consegna?
EX 210 Romeo: No, parlava Giuliano, dice: 'ma che fa con tutto quest'esplosivo?'
Poi è stato detto che, dice, ha fatto saltare un capannone.
PUBBLICO MINISTERO: Questo chi lo diceva?
EX 210 Romeo: Dice... lo dicevano loro.
PUBBLICO MINISTERO: Loro. Allora, uno è Giuliano.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se dice "loro", c'era qualcun altro quando son stati fatti questi discorsi.
*EX 210 Romeo: Sì, c'erano altri, però non mi ricordo chi.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Presidente, vogliamo fare cinque minuti di sospensione?
PRESIDENTE: Facciamo dieci minuti di sospensione.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
Senta Romeo, le devo fare ancora qualche domanda sempre su questa, sulla vicenda di questa villetta, della sua presenza alla villetta e tutto il resto.
Allora, lei prima ha raccontato che quando c'arrivò per la prima volta, ci trovò determinate persone, vide determinate macchine, fece determinate cose.
Una domanda molto semplice, molto lineare: vide se nella villetta c'erano armi?
EX 210 Romeo: Sì, avevano qualche arma.
PRESIDENTE: Cioè?
EX 210 Romeo: Cioè, qualche pistola c'era. Però affare di poco.
PUBBLICO MINISTERO: "Affare di poco" cosa vuol dire? Mi spieghi.
EX 210 Romeo: Comunque c'è stato il primo fallito attentato che hanno fatto a Contorno, poi loro... Piero Carra ha salito con il camion e ha chia... e ha salito un po'... c'era un pochettino di esplosivo e poi c'erano pure armi.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Questa situazione come le risulta a lei? Come la conosce?
EX 210 Romeo: Perché c'ero... gli ho dato una mano io a caricare il camion di Piero Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora cerchiamo di descriverla con esattezza questa operazione.
Quindi, lei ha dato una mano a Piero Carra per caricare sul camion dell'esplosivo e delle armi.
Questa operazione dov'è avvenuta?
EX 210 Romeo: A zona industriale, a Palermo. Zona industriale Brancaccio, una ditta di autotrasportatori.
PUBBLICO MINISTERO: E a fare questa operazione chi c'era? A quello che capisco lei c'era perché ha dato una mano.
EX 210 Romeo: C'ero io, Spatuzza e Vittorio Tutino e Piero Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Senta e questo materiale che fu preso e messo sul camion di Carra, esattamente lei si ricorda dov'è che fu caricato sul camion?
EX 210 Romeo: Sì, sotto... c'era nel camion... un TIR che aveva Piero Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Romeo: Ha alzato il ribaltabile di fianco e lo ha messo nei châssis.
PUBBLICO MINISTERO: Lei personalmente, ha visto coi suoi occhi fare questa operazione?
EX 210 Romeo: Sì, gliel'ho messo pure io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto che fu alzato il ribaltabile di fianco, cioè lateralmente...
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e fu messo nello châssis. Cosa vuol dire "messo nello châssis"?
EX 210 Romeo: Piero Carra ci aveva fatto un coso, diciamo, per nascondere armi, esplosivi. Perché poi queste cose gliel'hanno fatte fare loro. Cioè, l'ha fatto fare Piero Carra però... questo qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ma che cos'era?
EX 210 Romeo: Un nascondiglio.
PUBBLICO MINISTERO: Nascondiglio, ma che era? Tipo cassone, qualche cosa tipo scatola, tipo... Cioè, provi a descrivermelo con le sue parole.
EX 210 Romeo: Sì, avevano fatto un cassone, avevano fatto di sotto e poi veniva messo il ribaltabile di sopra il cassone, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, che si trattava di armi e di esplosivo, lei come lo può affermare? Perché le ha viste le armi, ha visto l'esplosivo o perché le fu detto che erano armi ed esplosivo?
EX 210 Romeo: No, l'ho visto che erano armi e un pochetto poco era l'esplosivo.
PRESIDENTE: Poco, cosa vuol dire?
EX 210 Romeo: Un pochettino.
PRESIDENTE: Un sacchetto?
EX 210 Romeo: Qualche sacchetto così.
PRESIDENTE: Quanto pesava?
EX 210 Romeo: Non è che c'abbia la bilancia...
PRESIDENTE: Lo prese in mano lei?
EX 210 Romeo: Sì, pesava...
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire: quanti sacchetti potevano essere, Romeo?
EX 210 Romeo: No, era poco era. Diciamo...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
EX 210 Romeo: .. due cose, due confezioni.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, scusi.
PRESIDENTE: Due confezioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, due confezioni. Ma ciascuna di queste confezioni, che peso poteva avere?
EX 210 Romeo: 20-30 chili.
PRESIDENTE: Fra tutte e due o ognuna?
EX 210 Romeo: Ognuna.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, lei ha idea, sa quanto poteva pesare ciascuno di quei due involucri che ha fatto poi ritrovare alla Polizia?
EX 210 Romeo: Cioè, io... così... un 50 chili, uno.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi, quelli che furono messi sul camion di Carra eran più piccoli?
EX 210 Romeo: Si.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, come... quelli che furon messi sul camion di Carra, lei si ricorda com'era fatta la confezione?
EX 210 Romeo: No, era di sera era. Non l'ho vista. Abbiamo caricato...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quelli che ha fatto ritrovare alla Polizia, si ricorda com'era fatta la confezione?
EX 210 Romeo: Sì, c'era lo scotch di imballaggio tutta girata diciamo per i... cioè, il rotolo dell'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco, quelli che invece lei aiutò a caricare sul camion di Carra, erano confezionati più o meno nello stesso modo o eran tutta una cosa diversa, oppure lei non sa dare nessuna indicazione?
EX 210 Romeo: Non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ecco, ma quando lei aiutò a fare questa operazione, sapeva dove Carra doveva portare questo materiale esplosivo ed armi e a che cosa serviva questo materiale?
EX 210 Romeo: Siccome loro hanno fallito l'attentato e non avevano armi, e si sono fatti salire le armi di urgenza che si spaventavano se Contorno l'avesse visto...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè...
EX 210 Romeo: ... ci poteva fare qualche cosa nella... e allora erano senza armi. Avevano qualche pistola.
PUBBLICO MINISTERO: Lei vuol dire che quindi il primo attentato, quello fallito, c'era già stato?
EX 210 Romeo: Io non... cioè, non c'ero io.
PUBBLICO MINISTERO: No, ho capito.
PRESIDENTE: Era già avvenuto il fallito tentativo di fare esplodere... è già successo?
EX 210 Romeo: Quello della prima volta.
PRESIDENTE: Sì.
EX 210 Romeo: Sì, è succe... aveva successo già.
PRESIDENTE: Al momento in cui aveva assistito al carico di questa roba o aiutato a caricare questa roba, era già avvenuto?
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: E' sicuro o...
EX 210 Romeo: No, sicuro. Già era avvenuto e loro si hanno fatto salire le armi per... cioè si spaventavano se... no, spaventare perché... se Contorno l'avesse seguito, sapevano... si organizzava per andarlo a trovare.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, servivano sempre per Contorno queste armi?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non per una storia diversa?
EX 210 Romeo: No, servivano per... però non sapevano cosa fare se ci dovevano mettere l'esplosivo oppure lo dovevano ammazzare così, perché non è che era uno solo che... parlavano tutti, però a conclusione non c'era una persona che diceva: 'dobbiamo fare così'.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
EX 210 Romeo: Cioè, ognuno ragionava con la sua propria testa.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, Carra caricò questa roba sul camion. S'è capito.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ascoltò, sentì se a Carra gli fu detto dove doveva andare a portarla questa roba?
EX 210 Romeo: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: Oppure Carra lo sapeva di già, è stato informato separatamente?
EX 210 Romeo: Cioè, io so che lo doveva portare a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Carra portò via esplosivo e armi e basta, o portò via anche qualche altra cosa?
EX 210 Romeo: Nino Mangano mi ha dato tre milioni in una busta chiusa e io gliel'ho dato.
PUBBLICO MINISTERO: Allora prima di fare questa... di aiutare a caricare il camion...
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... lei si era incontrato con Mangano?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E Mangano le aveva dato una busta?
EX 210 Romeo: Sì, una busta chiusa che c'erano tre milioni che ci dovevo dare a Piero Carra per partire.
PUBBLICO MINISTERO: Era chiusa la busta?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei non l'ha aperta.
EX 210 Romeo: No, però c'erano i soldi che a lui ci doveva fare, mi sembra l'assicurazione, pure in questo camion.
Che non aveva soldi, lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, ancora, siccome stiamo parlando, appunto, sempre di esplosivo. E io le avevo chiesto se, nella villetta, lei aveva visto delle armi. Lei ha raccontato ora che armi ed esplosivo erano stati messi sul camion di Carra.
Allora la seconda parte del discorso: lì, nella villetta, quando lei ci arrivò per la prima volta, vide anche dell'esplosivo?
EX 210 Romeo: Sì, l'esplosivo che c'era, quello che avevo visto.
PUBBLICO MINISTERO: Quello che aveva visto dove?
EX 210 Romeo: A Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, appunto. Vorrei che me lo spiegasse che cosa vide a Roma, come esplosivo.
EX 210 Romeo: Cioè, quello che ho fatto trovare. Ce n'era altri.
PUBBLICO MINISTERO: Era tutto quello, era quei due rotoli che ha fatto ritrovare...
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... quei due involucri, o ce n'era anche dell'altro?
EX 210 Romeo: Ce n'erano altri. Cinque, sei pezzi. Una cosa del...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
EX 210 Romeo: Più piccoli, però di poco.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi c'erano: quelli che poi lei ha fatto ritrovare; e poi c'erano altri involucri più piccoli?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol dire questo?
EX 210 Romeo: Pure come questi e più piccoli, pure ce n'erano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma come confezionamento, si assomigliavano, o era roba diversa?
EX 210 Romeo: No, uguale.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi confezionati nel modo con il quale erano confezionati le due confezioni grosse, quelle che ha fatto ritrovare lei?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quelle che ha fatto ritrovare, erano le più grosse, come confezioni?
EX 210 Romeo: Sì, quelle le più grosse erano.
PUBBLICO MINISTERO: E quando lei lo ha visto, questo esplosivo, lì, alla villetta, dove si trovava?
EX 210 Romeo: L'esplosivo?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, tutti questi, queste confezioni grosse e piccole, dove si trovavano?
EX 210 Romeo: Cioè, c'è, diciamo, la villetta, c'è un... un coso per fare le pizze e lo hanno messo là, dentro. Pure fuori erano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi erano...
EX 210 Romeo: Quando l'ho visto io.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi esternamente nel giardino.
EX 210 Romeo: Sì. Si vedevano.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
PRESIDENTE: Si vedevano.
EX 210 Romeo: Si vedevano.
PUBBLICO MINISTERO: Ma volevo sapere se erano all'interno della casa, o fuori.
EX 210 Romeo: Fuori dalla... Cioè, sempre dentro alla villetta... Cioè, fuori dalla casa. Però sempre nel...
PRESIDENTE: Nel recinto.
EX 210 Romeo: Nel recinto della villa.
PRESIDENTE: Ma erano interrati? No...
EX 210 Romeo: Come?
PRESIDENTE: Non erano interrati, no?
EX 210 Romeo: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha mai saputo che fine aveva fatto l'esplosivo del primo attentato, quello che fallì per colpa del detonatore?
Cioè a dire, del detonatore, di quello che era. Fu lasciato lì, per la strada, o fu portato via?
EX 210 Romeo: Fu portato via. Se lo hanno preso, io... so con una jeep e se lo sono portato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, chi è che glielo ha detto che è stato spostato con una jeep?
EX 210 Romeo: Lo ha detto il Giuliano e pure altri, anche.
PUBBLICO MINISTERO: Ma quando le è stata raccontata questa, questo particolare? Quando glielo hanno riferito a lei?
EX 210 Romeo: Beh, tutti questi commento lo hanno fatto quando poi sono sceso.
PUBBLICO MINISTERO: Quando siete scesi giù dopo che era...
EX 210 Romeo: Quando è fallito pure l'altro attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, le hanno parlato di una jeep.
Ma lei, quando era andato su, alla villetta, jeep ne aveva mai viste?
EX 210 Romeo: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ha saputo di chi era questa jeep?
EX 210 Romeo: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, torniamo un attimo lì, a casa di questo signore che stava nelle case popolari e che lei ha detto si chiama Scarano.
Lei lo conosceva con questo nome e basta - cioè, che poi è un cognome, questo - o sapeva, ha saputo anche il nome di battesimo?
EX 210 Romeo: Cioè, io so che si chiama Antonio.
PUBBLICO MINISTERO: Antonio. Sa se aveva qualche soprannome?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
EX 210 Romeo: "Saddam".
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto che, in casa di questa persona, lì alle case popolari, ci ha visto un altro.
E mi pare che abbia detto che forse si chiamava Aldo, questo signore.
EX 210 Romeo: Aldo, una cosa di queste.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, voglio dire, è sicuro sul fatto che si chiamasse Aldo, o non è sicuro?
PRESIDENTE: Ha detto Aido. Aido.
EX 210 Romeo: No, Aldo.
PRESIDENTE: Aldo?
EX 210 Romeo: Cioè, io dico Aldo...
PRESIDENTE: Ah, lei lo pronuncia male. Scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è sicuro sul nome Aldo, o poteva essere anche un altro nome?
EX 210 Romeo: Cioè, sicuro sicuro, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Allora, me lo vuol provare a descrivere, questa persona?
EX 210 Romeo: Cioè, era uno lungo.
PUBBLICO MINISTERO: Uno?
EX 210 Romeo: Lungo. Una lunghezza così, come me.
PUBBLICO MINISTERO: Come lei.
EX 210 Romeo: Pure robusto.
PUBBLICO MINISTERO: Per togliermi una curiosità, chi è più alto, lei o Scarano?
EX 210 Romeo: Quasi uguali.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questa persona, quindi era più o meno alta come voi, come lei e come Scarano.
EX 210 Romeo: Sì, una persona alta, era.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, l'età di questa persona?
EX 210 Romeo: Cioè, io non è che so che età...
PUBBLICO MINISTERO: No, quella che gli si poteva dare, quella apparentemente...
EX 210 Romeo: Cioè, più o meno... una cinquantina di anni.
PRESIDENTE: Silenzio, per favore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ha capito se questa persona era in amicizia con Scarano, o era lì per caso?
EX 210 Romeo: No, era... sono amici. Almeno a quello che ho visto io.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda qualche altra cosa di questa persona? Voglio dire, se portava la barba, se portava gli occhiali, se aveva i capelli biondi, se era senza capelli, se era grasso, se era magro...
EX 210 Romeo: No, io...
PUBBLICO MINISTERO: ... se aveva baffi, se non ce li aveva...
EX 210 Romeo: Cioè, che era grosso, era grosso. I baffi non ne aveva.
PUBBLICO MINISTERO: Con gli occhiali, o senza?
EX 210 Romeo: Senza occhiali.
PUBBLICO MINISTERO: Senza occhiali.
Ricorda di che cosa... No, formulo in maniera migliore la domanda: ricorda se tra Scarano e questa persona, lì, mentre c'era anche lei, parlarono di qualche cosa di particolare?
EX 210 Romeo: Cioè, lui, questa persona con Scarano, parlavano e c'era pure Luigi Giacalone e io.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: Parlavano, diciamo, di... che ci avevano fatto una perquisizione...
PUBBLICO MINISTERO: A lui.
EX 210 Romeo: A questo... Aldo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Avevano fatto una perquisizione.
EX 210 Romeo: Sì, gli avevano sequestrato cento... dice cento e rotti milioni. Poi, lui li aveva denunciato, alla Polizia, queste cose ha detto. E glieli hanno ridato...
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito le ultime due parole.
EX 210 Romeo: Ha detto che poi glieli hanno ridati, i soldi.
PRESIDENTE: Ah, glieli hanno restituiti.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma questa persona, come modo di parlare, lei si è fatto un'idea se poteva essere della zona di Roma, ovvero se poteva venire da un'altra parte d'Italia, un siciliano, o uno di Napoli...
EX 210 Romeo: Cioè, io l'ho visto parlare romano.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è capace di riconoscere uno che parla romano, da uno che parla fiorentino, da un che parla napoletano?
EX 210 Romeo: Certo, che lo distinguo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta un po', io ho capito che lei ha visto Scarano, in questa occasione. E ha detto che era la prima volta che lo vedeva.
Poi ha detto che questo si fece rivedere lì, alla villetta.
Voglio sapere: lo ha visto più, successivamente?
EX 210 Romeo: Poi l'ho visto a Palermo... Cioè, a Palermo, in un villino che c'ha Luigi Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: E dov'è questo villino di Giacalone?
EX 210 Romeo: Mazara del Vallo.
PUBBLICO MINISTERO: A Mazara, proprio nel centro del paese, o nelle vicinanze?
EX 210 Romeo: Era vicino al mare, dove c'è... Tre Fontane. Non...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e lei lo ha visto lì. Mi spieghi un pochino meglio.
EX 210 Romeo: Cioè, io ci sono andato con Lo Nigro, assieme, a trovare Luigi Giacalone. E c'era Spatuzza e... Scarano con sua moglie.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. E che erano venuti a fare, Scarano e Spatuzza e la moglie, lì?
EX 210 Romeo: A mangiare... Non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Per quale ragione si trovano lì, Scarano e la moglie?
EX 210 Romeo: Non lo so...
PUBBLICO MINISTERO: E per quale ragione ci eravate lei, Spatuzza, Lo Nigro?
EX 210 Romeo: Sì, cioè, li ha invitati a mangiare.
Cioè, abbiamo mangiato là, assieme. E poi questa è stata l'ultima volta che io l'ho visto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta un po', questo episodio di quanto tempo precede l'arresto di Scarano e di Giacalone?
EX 210 Romeo: Cioè, da...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, da quando lei partecipa a questo incontro, lì, da Giacalone, nella zona di Mazara, a Tre Fontane, ecco, da questo incontro all'arresto di Giacalone e di Scarano, di cui lei ha parlato, quanto tempo passò?
EX 210 Romeo: Non mi ricordo in questo momento.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
Ecco, ma quando ci fu questo incontro lì, nella zona di Mazara, la stagione più o meno se la ricorda?
Se era una stagione calda, se era...
EX 210 Romeo: Sì, estiva, era.
PRESIDENTE: Estiva?
EX 210 Romeo: Cioè, era estate.
PUBBLICO MINISTERO: In tutta questa vicenda qui che lei ha raccontato, per quanto lei ne sa, c'entra in qualche modo Pasquale Di Filippo?
EX 210 Romeo: Cioè, il fatto che...
PUBBLICO MINISTERO: La storia di Contorno, chiamiamola così, genericamente.
C'entra, in qualche modo, Pasquale Di Filippo, con questa storia, oppure no?
EX 210 Romeo: Cioè, io penso che a lui... cioè, non ne sapeva niente. Però a Palermo, diciamo, ce lo raccontavano a chiunque.
Cioè, Giuliano era sempre assieme a lui...
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Un conto... Mi scusi, Romeo, sennò non ci si chiarisce.
EX 210 Romeo: Comunque, io non lo sapevo se lui lo sapeva.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Ecco, mi interessa questo qui.
Allora, la seconda domanda che le faccio, è questa: lei ha detto che si rese latitante dopo che seppe della collaborazione di Di Filippo, perché Di Filippo lo poteva chiamare per degli omicidi.
E' vero?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa storia della sua partecipazione - la sua, di lei, eh, di Romeo - alla vicenda Contorno, alla preparazione dell'attentato e tutto il resto, ecco, questa vicenda lei la raccontò subito ai magistrati quando fu interrogato, oppure no?
EX 210 Romeo: Cioè, subito... dopo che ho fatto trovare, diciamo, l'esplosivo, armi e altre cose. Poi, io l'ho detto subito.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, se se lo ricorda: prima ha fatto trovare gli esplosivi a Roma, o prima è stato interrogato dal Giudice?
EX 210 Romeo: No, prima ho fatto trovare l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: E lei ricorda male, glielo debbo far notare.
Perché lei è stato interrogato dal Giudice...
EX 210 Romeo: Cioè, io non ho capito più niente quando ho collaborato.
PUBBLICO MINISTERO: Io avevo bisogno di sapere se prima lei era stato interrogato dal Giudice, o se prima aveva fatto ritrovare gli esplosivi.
E lei mi ha dato una certa risposta. Mi ha detto che prima ha fatto ritrovare gli esplosivi, e poi è stato interrogato dal Giudice.
Io le volevo far rilevare che, invece, lei è stato interrogato dal Giudice il 15 di novembre e, nella notte tra il 15 e il 16, a Roma ha fatto ritrovare l'esplosivo.
EX 210 Romeo: Sì, sì. Sono andato al Tribunale. Me lo sto ricordando ora.
PUBBLICO MINISTERO: Le viene in mente ora?
EX 210 Romeo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando lei fu arrestato, per quanto ne sapeva lei, c'era qualcuno già arrestato che la poteva chiamare per l'attentato a Contorno?
EX 210 Romeo: Sì, c'era...
PUBBLICO MINISTERO: Chi c'era?
EX 210 Romeo: Se faceva... se collaborava...
PUBBLICO MINISTERO: Chi?
EX 210 Romeo: C'era Luigi Giacalone che era stato arrestato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma era un arresto dell'anno prima, quello di Giacalone.
EX 210 Romeo: Perché lui non lo sapeva che io sono stato pure là sopra?
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. E poi, chi è che la poteva chiamare, dalle persone arrestate?
EX 210 Romeo: Cioè, ora c'era Carra... E qualche altro, che non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Di Filippo la poteva chiamare per l'attentato a Contorno?
EX 210 Romeo: E non lo so se lui lo sapeva.
Cioè, comunque lui sapeva tutto, perché ci raccontavano tutto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, lei ha detto di aver dato le indicazioni per l'arresto di Giuliano, di Faia e di Lo Nigro.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sapeva che queste persone... di Giuliano, lo ha già detto, sapeva che anche Lo Nigro e Faia erano latitanti?
EX 210 Romeo: Certo, che lo sapevo.
PUBBLICO MINISTERO: Sapeva anche per quali reati potevano essere ricercati?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché avevate fatto anche dei reati assieme?
EX 210 Romeo: Abbiamo fatto...
PRESIDENTE: Io vorrei sapere chi è che parla, dietro queste tende.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Come? C'è uno dei Carabinieri, per cortesia... Maresciallo, mi fa chiudere quella porta?
PUBBLICO MINISTERO: Le dispiace chiudere quella porta? Carabiniere, tenente, tenga chiusa quella porta, per piacere.
PRESIDENTE: Prego, andiamo avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Volevo sapere, perché lei ha commesso, aveva anche commesso dei reati assieme a Faia e a Lo Nigro?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Romeo, lei ha detto che, per come le sono stati raccontati i fatti, una volta che fu deciso di far saltare in aria Contorno, furono accantonati, non si fecero più, gli altri attentati ai monumenti.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, è quello che ha detto stamattina prima della sospensione. Ho capito bene?
EX 210 Romeo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Allora voglio sapere: ma lei, di questi precedenti attentati ai monumenti, che ne sa? Sa qualcosa?
EX 210 Romeo: Cioè, a me queste cose me le ha raccontate Giuliano.
Il fattore che dovevano fare gli attentati in tutta... di Roma in su. Milano, Padova, in tutti questi che... in tutti i monumenti antichi.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, ascolti me, cerchiamo di fare un discorso chiaro e preciso.
Lei ci ha spiegato di essere stato arrestato nel settembre del '92.
EX 210 Romeo: Quando, ora?
PUBBLICO MINISTERO: No, allora era stato arrestato nel settembre del '92. Mi pare abbia detto il 10 settembre.
EX 210 Romeo: Il 10 settembre.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. Prima di andare in carcere, lei aveva mai sentito parlare di attentati a monumenti?
EX 210 Romeo: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Durante il periodo in cui è stato detenuto, lei è uscito, ha detto, il 1 febbraio del '94.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, è stato quasi 15 mesi in carcere.
Durante il periodo della sua detenzione, qualcuno le ha mai parlato di attentati ai monumenti?
EX 210 Romeo: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
EX 210 Romeo: Solo quando Giuliano veniva... che io scendevo al Tribunale, mi diceva che doveva partire. Però non sapevo che faceva attentati, non sapevo nulla.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei scendeva al Tribunale perché andava a fare udienza?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Andava al processo?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E aveva modo...
EX 210 Romeo: E avevo modo di parlare là.
Io sono sceso più... una decina di volte, al Tribunale.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, con chi ce l'aveva questo processo, lei? Era imputato da solo, o con qualcun altro?
EX 210 Romeo: No, hanno fatto una associazione di TIR e hanno preso persone che io non conoscevo, persone che poi ci... come Ciaramitaro, Faia...
PUBBLICO MINISTERO: Questi, li conosceva però. O no?
EX 210 Romeo: Sì, questi li conoscevo. Però tutte le altre persone. Eravamo 56, 50.
Però in tutti questi, mi conoscevo io, Faia e Ciaramitaro.
PUBBLICO MINISTERO: Ciaramitaro è Giovanni?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ecco, quindi, prima di andare in carcere, di attentati ai monumenti non sapeva niente; durante la detenzione nessuno le aveva detto niente.
E allora lei ha detto di avere avuto delle confidenze.
Le sono state fatte dopo la scarcerazione.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma le confidenze, ha detto di averle ricevute da Giuliano Francesco.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le ha ricevute da Giuliano solamente, o da Giuliano e da altri?
EX 210 Romeo: Cioè, il primo è stato lui. Però, andare nel tempo, l'ho saputo da tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Quando dice "tutti", Romeo, a chi si riferisce?
EX 210 Romeo: Cioè, quando eravamo in via Messina Montagne, si parlava... Cioè, parlavano. E io ero pure là.
C'era Spatuzza, Barranca, Lo Nigro, pure Giuliano, Grigoli... Si parlava, così.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in via Messina Montagne, c'era, lei si riferisce a un posto preciso, oppure... Perché credo sia una strada lunga qualche chilometro, o forse di più.
EX 210 Romeo: No, un posto preciso che avevamo noi.
PUBBLICO MINISTERO: Dove vi tro...
EX 210 Romeo: Un capannone.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
EX 210 Romeo: Un capannone.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Sa questo capannone di chi era?
EX 210 Romeo: Affittato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, chi lo aveva preso in affitto?
EX 210 Romeo: Giuliano... Cioè, lo aveva preso in affitto Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Di persona, o tramite qualcuno?
EX 210 Romeo: Tramite qualcuno.
PUBBLICO MINISTERO: Sa chi è questo qualcuno?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiama?
EX 210 Romeo: Di Fresco.
PUBBLICO MINISTERO: Sa se in questo capannone sono stati commessi dei reati?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
EX 210 Romeo: Omicidi... Cioè, strangolamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Allora, lei ha ricevuto delle confidenze su questi attentati ai monumenti in discorsi che sono stati fatti dentro questo capannone?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dove vi vedevate?
EX 210 Romeo: In questo capannone con Giuliano fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, vediamo se lei riesce a riferire con un po' di precisione il contenuto di queste confidenze, eh?
Allora, cominciamo a dire: siccome lei ha detto di aver fatto certe cose in relazione alla vicenda di Contorno, all'attentato a Contorno, queste confidenze lei le ha ricevute prima di compiere queste cose che ha compiuto per Contorno, il viaggio, eccetera, eccetera, oppure le ha ricevute dopo?
EX 210 Romeo: Non mi ricordo questo...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora, siccome non se lo ricorda quando, vediamo se si ricorda cosa.
Cioè a dire: che cosa le ha confidato Giuliano su questi attentati ai monumenti.
EX 210 Romeo: Cioè, io gli ho detto: 'ma come mai che si sono fatti... si sono fatti queste stragi?'
Ma, cioè, ho detto che è una cosa...
Dice: 'per fare levare il 41'.
Gli ho detto io: 'per fare levare il 41, si mette, si fanno le stragi? Non è peggio fare attentato. Il 41... è stato per levare il 41'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma intanto lei, dalle confidenze di Giuliano, ha saputo chi è che li aveva fatti questi attentati?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ce lo dica anche oggi.
EX 210 Romeo: Lui mi ha detto che c'era lui, c'era Salvatore Benigno, Giuseppe Barranca, Cosimo Lo Nigro, Gaspare Spatuzza.
Cioè, quelli che operavano... Fifetto Cannella, che si chiama Cristofalo Cannella.
E tutti gli altri che lo sapevano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha fatto una serie di nomi.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, gliene faccio un altro io: le chiedo se anche quest'altra persona le è stata indicata tra coloro che avevano fatto gli attentati, oppure no.
Grigoli.
EX 210 Romeo: Cioè, io, questo discorso di Grigoli e Luigi Giacalone lo avevo detto pure, in passato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: Poi, siccome io mi sono ricordato che io gli ho detto a Giuliano: 'ma come mai che Grigoli e Luigi Giacalone hanno fatto pure quel...'
Dice: 'No ma lui non è che... sono venuti ora, i fattori di Contorno.'
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, abbia pazienza, Romeo. Me lo spieghi meglio.
Lei mi pare abbia detto: in passato ha fatto anche il nome di Grigoli e Giacalone.
EX 210 Romeo: Cioè, io ho fatto i nomi di chi erano...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: ... tutti i ragazzi riuniti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: Però, quelli che, diciamo, sono andati, che sono saliti, sono andati, diciamo, Giuliano, Lo Nigro, Barranca Giuseppe, poi c'era Fifetto Cannella. E qualche altro.
Io, in questo momento, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ma quale era il problema - non ho capito - di Grigoli e di Giacalone.
EX 210 Romeo: Perché io, in primo tempo... Cioè, quando ho collaborato, diciamo, ho fatto tutti questi nomi: Grigoli, Luigi Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: E poi Giuliano io gli ho detto: 'ma come mai che ci sono pure loro qua?'
E mi ha detto, dice: 'ma allora, non è che... Ora stanno venendo. Il fattore solo per Contorno', dice. Però vero è, boh.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, le è venuto in mente dopo che questi ci entravano solo per Contorno?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, quando lei ha cominciato a collaborare non si ricordava questa precisazione che le aveva fatto Giuliano?
EX 210 Romeo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: No, perché sennò...
EX 210 Romeo: Sennò io non ce li mettevo, io.
PUBBLICO MINISTERO: No, questo, per carità! Lei, io la invito sempre a rispondere secondo sincerità e secondo i suoi ricordi, i più precisi possibile.
Ma volevo essere ben sicuro su un punto - sennò ho capito male -: questa precisazione, Giuliano, gliel'aveva fatta prima che lei cominciasse a collaborare, o avete parlato dopo?
EX 210 Romeo: Prima che io... Cioè, quando ho collaborato, non è che ci potevo parlare io, con Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Allora vuol dire che questa precisazione, lei non si era ricordato di farla prima?
EX 210 Romeo: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E' sicuro di questo che sta dicendo oggi.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti: siccome stiamo parlando, appunto, di una serie di persone, ora io, una per una, le riprendo e le faccio, così, qualche domanda.
Allora, lei ha detto Cannella Fifetto, che però si chiamava Cristofaro.
Questa è una persona che lei conosceva da sempre, o l'ha conosciuta quando?
EX 210 Romeo: No, l'ho conosciuta, diciamo, nel '94, poi, quando sono uscito. Che abbiamo fatto pure qualche omicidio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è persona che lei ha conosciuto dopo la scarcerazione.
EX 210 Romeo: Prima... Cioè, lo conoscevo così, di vista.
PUBBLICO MINISTERO: E lo ha conosciuto dopo la scarcerazione, per bene.
EX 210 Romeo: Sì, per bene, l'ho conosciuto dopo la...
PUBBLICO MINISTERO: Sa, questa persona, che cosa, di che cosa si occupa? All'epoca se ci aveva una attività, se è sposato, se non è sposato...
AVVOCATO Rocchi: Presidente, avvocato Rocchi.
PUBBLICO MINISTERO: ... dove abitava...
AVVOCATO Rocchi: C'è opposizione. Credo che la domanda si doveva fermare alla richiesta dell'eventuale attività del Cannella. Non se ha qualche cosa di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Perché, non posso chiederglielo?
PRESIDENTE: Avvocato, scusi, ma perché sapere se ha una attività, è una notizia compromettente?
PUBBLICO MINISTERO: Boh.
AVVOCATO Rocchi: Presidente, potrebbe essere suggestiva. Perché il signore potrebbe saperlo, o non saperlo. Se viene richiesto in questi termini, a mio parere è suggestiva.
Poi, lei, decida. Per carità!
PRESIDENTE: Ma guardi, mi pare che non ci sia nessuna suggestione.
Andiamo avanti. Sono notizie che sono, tra l'altro, anagraficamente riconoscibili attraverso le Camere di Commercio.
Quindi, non riesco proprio a capire cosa ci possa essere...
PUBBLICO MINISTERO: Io ho bisogno semplicemente di appurare qual è il livello delle conoscenze di Romeo sul conto di una persona. Che, vuole il caso, è imputato nel processo.
E allora ho bisogno di sapere se Romeo conosceva se Cannella aveva, o meno, una attività; dove abitava, se aveva famiglia...
Ecco, ha capito, Romeo, qual è il punto?
EX 210 Romeo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: O via.
EX 210 Romeo: Cioè, io so che abitava a Brancaccio. Però, attività io non ce ne conosco.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei lo conosceva solo per Fifetto, o sapeva magari di qualche altro eventuale modo di chiamare questa persona?
EX 210 Romeo: Cioè, lo dicevano in via Messina Montagne nel capannone, si chiama... cioè, che si chiamava... Cristofaro. Non si chiama...
Dice: 'si fa chiamare Fifetto.'
PUBBLICO MINISTERO: Senta, poi lei ha parlato di questo signor Barranca Giuseppe.
Ecco, è persona che conosceva, o che ha conosciuto solo dopo la scarcerazione?
EX 210 Romeo: No...
PUBBLICO MINISTERO: E' la stesa domanda che le ho fatto per Cannella. E' uguale.
EX 210 Romeo: Sì. Lo conoscevo di prima.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E questo signor Barranca, lei sa se aveva un'attività, sa dove abitava?
La stessa domanda che le ho fatto per Cannella.
EX 210 Romeo: No, dove abitava non lo so.
PRESIDENTE: Aveva, svolgeva un lavoro?
EX 210 Romeo: No.
PUBBLICO MINISTERO: "No" nel senso che non lo sa, o "no" nel senso che non lo svolgeva?
EX 210 Romeo: No, non aveva nessun lavoro. Non lavorava.
PUBBLICO MINISTERO: Sa se questa persona veniva chiamata in qualche modo diverso, rispetto al nome suo, Giuseppe?
EX 210 Romeo: Sì, lo chiamavano "ghiaccio".
PUBBLICO MINISTERO: Sa la ragione per la quale veniva chiamato "ghiaccio"?
EX 210 Romeo: Perché dice che era una persona fredda e calmo.
PUBBLICO MINISTERO: Poi lei ha nominato Benigno Salvatore.
Ecco, di questa persona che mi sa dire?
EX 210 Romeo: Cioè, a me me lo ha fatto conoscere Giuliano Francesco.
Cioè, una persona, diciamo, che era, è di Misilmeri, che scendeva pure a fare omicidi con loro. Che poi abbiamo commesso pure qualche omicidio assieme.
PUBBLICO MINISTERO: Stava a Misilmeri questa persona.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Anche per quanto riguarda Benigno, lei sa se veniva chiamato in qualche modo diverso, rispetto al nome di battesimo?
EX 210 Romeo: No. Ah, senta, lo chiamavano "picciriddu".
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo ha sentito coi suoi orecchi chiamarlo così?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa persona, lei, dove l'ha incontrata? Visto che era di Misilmeri, lei lo ha visto a Misilmeri, o lo incontrava a Palermo?
EX 210 Romeo: Cioè, la prima volta che l'ho visto, l'ho visto a Palermo, vicino al negozio di Salvatore Grigoli, con Giuliano.
E qua l'ho salutato, me lo ha presentato lui, Giuliano.
Mi ha detto che era uno che camminava con loro, faceva omicidi e che sapeva sparare bene di sopra il motore.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè con la motocicletta, vuol dire.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ecco, ma siccome questa persona era di Misilmeri, le chiedo: lei è mai stato a Misilmeri?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol spiegare se c'è stato per qualche ragione particolare, oppure per combinazione?
Se c'è stato per fare una scampagnata, oppure se c'è stato per qualche ragione specifica.
EX 210 Romeo: No, a volte Giuliano lo andava a cercare per qualche cosa a casa, o vicino a dove se la faceva lui.
A volte, lo trovava e a volte non lo trovava.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, mi scusi. A volte...?
EX 210 Romeo: Lo trovava; ma a volte, non lo trovava.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei stesso ha accompagnato Giuliano a Misilmeri...
EX 210 Romeo: Ci andavamo assieme.
PUBBLICO MINISTERO: ... per cercare Benigno?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E come ci andavate?
EX 210 Romeo: Con la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Quale?
EX 210 Romeo: Poteva essere una macchina mia, una macchina sua.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ci siete andati solo qualche volta, o più volte?
EX 210 Romeo: No, più di una volta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma così per andare a chiacchierare con questo Benigno, ci andava Giuliano, oppure ci andava anche per qualche scopo diverso, rispetto a quello di chiacchierare?
EX 210 Romeo: No, di chiacchierare no. Cioè, quando, se ci andava, ci andava per prendere armi, o per prender qualche altra cosa. Qualche notizia...
PUBBLICO MINISTERO: Perché per prendere armi? Che ci entrava Misilmeri con le armi?
EX 210 Romeo: Siccome a lui, dice che era, Giuliano dice che era bravo a pulire le armi, quando...
PUBBLICO MINISTERO: Bravo a...?
PRESIDENTE: Pulire.
EX 210 Romeo: A pulire.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire "pulire"? Spieghi.
EX 210 Romeo: Che, quando si commetteva un omicidio, cioè, le pistole non si potevano più utilizzare. E lui dice che le puliva. Ci levava la rigatura.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quindi veniva, in qualche modo, alterata l'arma. Vuol dire questo.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questa era la ragione per la quale le armi andavano a Misilmeri?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ce le ha portate anche lei?
EX 210 Romeo: No, io non ce l'ho portate.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è andato a riprenderle?
EX 210 Romeo: No, a riprenderle, neanche.
PUBBLICO MINISTERO: Allora come fa a sapere che venivano portate queste armi a Misilmeri per farle, lei dice, pulire. Ma io ho capito che è una cosa un po' diversa, dal semplice pulire con lo straccio, insomma, era modificarle.
Lei come lo fa a sapere?
EX 210 Romeo: Siccome io ci dicevo a Giuliano: 'scusa, le pistole che sono già utilizzate per fare omicidi, si usano sempre?'
Dice: 'no, c'è "u' picciriddu", quello di Misilmeri, che le pulisce lui.'
Ci dissi: 'ma perché, che fa, si pulisce, come si pulisce?'
'Levando la rigatura, la pistola si rovina.'
Che poi, quando spara, che spara... se ne va per conto suo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e per andare a rintracciare Benigno a Misilmeri, lei si ricorda com'è che avete fatto?
Siete andati a cercare a casa, avete suonato il campanello? Come...
EX 210 Romeo: Cioè, andavamo a casa da suo padre. Se c'era là, o sennò, diciamo... da sua suocera; oppure in una macelleria.
PUBBLICO MINISTERO: Perché...
EX 210 Romeo: Cioè, uno di questi posti si doveva trovare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ascolti me. Sì, ho capito.
Perché, questa macelleria, era di Benigno, o c'era qualche conoscente di Benigno?
Non capisco perché sennò...
EX 210 Romeo: Io so che era un conoscente di Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: Quello della macelleria.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E come si chiama, se lo ricorda?
EX 210 Romeo: Io so che si chiama Giovanni.
PUBBLICO MINISTERO: Il cognome?
EX 210 Romeo: Tubato, una cosa di queste.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, proseguiamo: Grigoli, è persona che conosceva da prima del suo arresto, o lo ha conosciuto solo dopo la scarcerazione?
EX 210 Romeo: No, lo conoscevo di prima.
PUBBLICO MINISTERO: Mi spieghi un po' come lo conosceva, che cosa faceva questa persona, come viveva, dove viveva...
EX 210 Romeo: Cioè, a parte che lui c'ha, diciamo, uno zio suo, un fratello di suo padre, che è sposato con una sorella di mio padre.
PUBBLICO MINISTERO: Sì sì.
EX 210 Romeo: Lo conosco pure così. E poi che lui aveva un autosalone con Luigi Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Dove ce l'aveva l'autosalone, se lo rammenta?
EX 210 Romeo: In zona industriale di Brancaccio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si è sempre occupato di macchine nell'autosalone, oppure ha avuto anche qualche altra attività, questo Grigoli?
EX 210 Romeo: Cioè, lui, quando a volte si parlava che hanno fatto rapine, facevano con Luigi Giacalone, verso Marsala, Trapani... Però...
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Io parlavo di attività di lavoro, eh, anche di Grigoli.
EX 210 Romeo: Sì, erano in società con Luigi Giacalone con le macchine.
E poi si sono divisi e lui ha aperto un negozio di articoli sportivi.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda in che zona?
EX 210 Romeo: Corso dei Mille.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo giovanotto, questo Grigoli, che di nome fa salvatore, veniva chiamato in qualche modo diversamente dal suo nome di battesimo?
EX 210 Romeo: "Cacciatore".
PUBBLICO MINISTERO: Perché?
EX 210 Romeo: Perché lui era uno che aveva il porto d'armi, andava a caccia.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Poi lei ha nominato Spatuzza. Allora, faccia conto che, anche per questo, tutte le domande che ho fatto per gli altri.
Se lo conosceva da prima, se sa che cosa faceva...
EX 210 Romeo: Cioè, io, da prima non lo... lo conoscevo pure così, di vista. Cioè, non è che ci frequentavamo, niente.
Nel '94, quando sono uscito, l'ho visto assieme a Giuliano Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E, all'epoca, dove abitava Spatuzza?
Lo ha mai saputo?
EX 210 Romeo: Io so che abitava pure a Brancaccio.
PUBBLICO MINISTERO: Abitava da solo, abitava con la famiglia?
EX 210 Romeo: Cioè, io so dove abita sua madre. Non è che so dove abitava lui.
Perché quando io sono uscito, lui è stato subito latitante.
PUBBLICO MINISTERO: Chi?
EX 210 Romeo: Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ho capito.
Lei ha detto che, quando uscì lei, Spatuzza diventò subito latitante.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene?
EX 210 Romeo: Sì. Non è che... perché sono uscito io... cioè, perché c'era Giovanni Drago che lo accusava.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ormai che ci siamo, lei sta dicendo che Spatuzza, appunto, divenne latitante, diventò latitante.
Ecco, delle varie persone di cui stiamo parlando, quindi anche quelle di cui abbiamo già parlato: Cannella, Barranca, Benigno, Giacalone, Grigoli, c'era qualcun altro latitante, in quel periodo, che lei sappia, o no?
EX 210 Romeo: Cioè, di questo gruppo?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, quando lei viene scarcerato. Ritorna in libertà, lei ha detto: 'Spatuzza diventò latitante perché lo chiamava Drago, lo accusava', ecco...
EX 210 Romeo: C'era pure "Fifetto", Cristoforo Cannella e Vittorio Tutino.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, siccome era latitante Spatuzza - lei sta dicendo in questo modo - ecco, sa se faceva uso di generalità false, di documenti falsi, oppure semplicemente faceva il latitante col suo nome e cognome?
EX 210 Romeo: No, aveva, diciamo, le cose per fare, per scrivere una carta di identità, la patente. Cioè, per falsificare il documento. Non è che poteva camminare con i suoi documenti.
PUBBLICO MINISTERO: Ma li aveva, o non li aveva - non ho capito - Spatuzza, i documenti falsi, in quell'epoca, quando lei lo conosce?
EX 210 Romeo: No, no. Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Come veniva chiamato Spatuzza? Col suo nome, oppure in qualche altro modo?
EX 210 Romeo: Cioè, lo chiamavano "u' tignoso".
PUBBLICO MINISTERO: Per via che non ha capelli? Insomma, che ne ha pochi?
EX 210 Romeo: Cioè, non e che non ne ha, ce n'ha pochi.
PUBBLICO MINISTERO: Ne ha pochi.
EX 210 Romeo: Insomma...
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Lei poi ha parlato, ha fato il nome di Lo Nigro Cosimo.
Ecco, ancora lo stesso tipo di domande: è una persona che la conosceva già prima, o che l'ha conosciuta solo dopo la scarcerazione?
EX 210 Romeo: Dopo la scarcerazione.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questo, non lo conosceva nemmeno di vista, prima?
EX 210 Romeo: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. E Lo Nigro Cosimo, quando lei lo ha conosciuto, e poi mentre andava avanti la vostra conoscenza, ci vuol spiegare un po' chi era, di che cosa si occupava, se aveva una attività di lavoro, dove abitava, se aveva famiglia...
EX 210 Romeo: Cioè la famiglia ce l'aveva... Cioè, quando l'ho conosciuto io, era scapolo.
Comunque lui l'attività l'aveva. Ci aveva un peschereccio. Poi si è aperto un negozio di pesci.
Però che faceva, diciamo, pure una vita... ha fatto pure omicidi, pure.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, ma questa attività col peschereccio e poi anche col negozio di pesce, ecco, volevo qualche particolare in più: il negozio di pesce di Lo Nigro, dove si trovava?
EX 210 Romeo: In via Oreto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il peschereccio lo gestiva da sé, Lo Nigro, o lo aiutava qualcuno?
EX 210 Romeo: Suo padre.
PUBBLICO MINISTERO: Conosce anche il padre di Lo Nigro, lei?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come ha detto che si chiama?
Cioè, non lo ha detto come si chiama, perché non gliel'ho chiesto. Glielo chiedo ora: sa il nome del padre di Lo Nigro?
EX 210 Romeo: Cioè, lo chiamava... Pietro, lo chiamava. Però non lo so se si chiama Pietro.
PUBBLICO MINISTERO: E dove abitava, all'epoca, Lo Nigro? Se lo ricorda?
EX 210 Romeo: Cioè, una via che noi ci diciamo il viale dei "picciotti".
PUBBLICO MINISTERO: Aveva qualche soprannome Lo Nigro?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
EX 210 Romeo: Cioè, lo chiamavano "il cavallo", e "bingo".
PUBBLICO MINISTERO: Come mai due soprannomi? Sa se c'era una ragione particolare?
EX 210 Romeo: Cioè, il fattore che lo chiamano "bingo", dice che, quando metteva l'esplosivo, faceva bingo. Quando faceva gli attentati.
PUBBLICO MINISTERO: E chi glielo ha raccontato questo particolare?
EX 210 Romeo: Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: E perché lo chiamavano anche "cavallo", Lo Nigro?
EX 210 Romeo: Dice che era un cavallo che faceva cose, diciamo che, a tipo uno sballato, così.
PUBBLICO MINISTERO: Uno? Non ho capito, abbia pazienza, Romeo.
EX 210 Romeo: Cioè, uno... Cioè, uno che dice le cose... quello che ci veniva da dire, diceva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Veniamo a Giuliano Francesco.
Questa persona lei la conosceva prima del suo arresto?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo conosce da molto tempo?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
EX 210 Romeo: Ora, che lo conosco... un 10 anni.
PUBBLICO MINISTERO: Siete dello stesso quartiere, della stessa zona?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei conosce anche...
EX 210 Romeo: Pure di più di 10 anni, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Lei conosce la famiglia anche di Francesco... di Giuliano?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La conosce tutta? Conosce il padre, conosce...
EX 210 Romeo: Sì, tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Dove stavano?
EX 210 Romeo: Via Messina Marina.
PUBBLICO MINISTERO: Sa anche il numero?
EX 210 Romeo: Il numero non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
Senta, sa se Giuliano ha avuto una attività, ha fatto, ha lavorato?
EX 210 Romeo: Cioè, lui non ha lavorato mai. Io non l'ho visto lavorare mai.
PUBBLICO MINISTERO: E il papà di Giuliano, invece?
EX 210 Romeo: Lavorava alle poste.
PUBBLICO MINISTERO: A quali poste, lo sa?
EX 210 Romeo: Prima lavorava alla stazione centrale di Palermo, che c'è una posta e lavorava qua.
Poi, in via Roma, è stato trasferito.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Giuliano Francesco aveva anche lui un soprannome, oppure no?
EX 210 Romeo: Sì, io quando sono uscito, ho sentito, lo chiamavano "olivetti".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma perché dice "quando sono uscito ho sentito che lo chiamavano 'olivetti'"?
Cioè, prima che lei fosse arrestato, non sapeva che...
EX 210 Romeo: Cioè, prima che io ero stato arrestato, lui e tutte queste persone, non è che... Come Nino Mangano, Spa... non è che li conoscevo... Pure così, li conoscevo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ma specificamente io le chiedevo sul soprannome.
E' un soprannome che a Giuliano, per quello che ne sa lei, è stato dato...
EX 210 Romeo: Da loro, o se l'ha dato loro...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e per quale ragione avrebbero dato questo soprannome a Giuliano? Lei lo sa?
EX 210 Romeo: Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non gliel'ha mai chiesto?
EX 210 Romeo: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ha detto che era in rapporti di amicizia, lei, con questa persona.
EX 210 Romeo: Cioè, forse perché, diciamo, che lui è intelligente, molto intelligente.
PUBBLICO MINISTERO: Non è che ho capito molto. Perché proprio lei ha abbassato un po' la voce e io non sono riuscito a sentirla.
EX 210 Romeo: Cioè, è intelligente, lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. Va bene.
Senta, riprendiamo il filo del discorso: io le ho chiesto, appunto, qual era stato il contenuto delle confidenze che le erano state fatte da Giuliano, in merito agli attentati ai monumenti.
E lei mi ha detto che, secondo queste confidenze di Giuliano, queste erano le persone che avevano avuto a che fare con questi attentati.
E poi ha fatto quella precisazione relativamente a Grigoli e a Giacalone. Ecco.
Andiamo avanti nell'argomento.
Siccome questi attentati - è quello almeno che si diceva in giro - erano stati con l'esplosivo, lei ha saputo se questo gruppo disponeva di esplosivo, come si procurava esplosivo, da dove veniva l'esplosivo, chi era esperto con l'esplosivo, chi ci sapeva fare di più, chi invece non ci sapeva fare per niente...
EX 210 Romeo: Cioè, quello che ci sapeva fare era Lo Nigro.
Perché tutto il resto non era bravo nessuno niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per dire che Lo Nigro era esperto con l'esplosivo, lei si rifà a qualche cosa di specifico, di concreto, che conosce, che le risulta, o si rifà a confidenze?
EX 210 Romeo: No...
PUBBLICO MINISTERO: E' chiara la domanda?
EX 210 Romeo: Cioè, lo so perché le persone che erano... Cioè, quelle che ho conosciuto io e quelle che conoscevo, non si fidavano.
Cioè, era lui solo quello che sapeva maneggiare l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, ma lei lo ha mai visto Lo Nigro alle prese con dell'esplosivo? Maneggiare dell'esplosivo?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, allora ci chiarisca un attimino in che circostanza lei ha visto Lo Nigro maneggiare esplosivo. E per quale ragione Lo Nigro maneggiava esplosivo.
EX 210 Romeo: Cioè, gliel'ho visto preparare una volta che lo ha provato.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè ha fatto un esperimento, una prova?
EX 210 Romeo: Una prova, non un esperimento.
PUBBLICO MINISTERO: E dove gliel'ha vista fare questa prova?
EX 210 Romeo: Dove...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: Dove vi ho fatto trovare l'esplosivo, quello che c'era a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, eccoci.
E, per provare l'esplosivo, cosa intende lei?
EX 210 Romeo: Quello che ci ho fatto trovare giù a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. No, no. Io ho detto provare. Lei ha capito trovare.
Volevo dire: siccome Lo Nigro lei lo ha visto fare una prova con l'esplosivo, cioè, che cosa vuol dire che fece questa prova?
EX 210 Romeo: Cioè, ne ha fatto un pochettino e ne ha provato un mezzo chilo.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Dico, ma lo ha fatto scoppiare, oppure lo ha provato...
EX 210 Romeo: Sì, lo ha fatto scoppiare.
PUBBLICO MINISTERO: E con che sistema lo ha fatto scoppiare?
EX 210 Romeo: Con la miccia.
PUBBLICO MINISTERO: Con la miccia.
Da quanto tempo era stato scarcerato, lei, quando successe questo fatto?
EX 210 Romeo: Eh, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
Senta, le ho chiesto anche se sa da dove veniva questo esplosivo. Cioè dire, come veniva procurato questo esplosivo.
Lei stamani ha fatto tutto il discorso di quello che veniva da Trapani. Poi ha parlato di quello che veniva dal mare.
Io l'ho fermata e le ho detto: sull'argomento ci ritorniamo.
Ecco, riprendiamolo ora questo argomento.
EX 210 Romeo: Io, quello che vi ho fatto trovar già a Palermo, lo abbiamo preso con Lo Nigro a mezzora da Palermo, che si chiama... Porticello.
PUBBLICO MINISTERO: Porticello?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, quindi lei era andato...
EX 210 Romeo: ... una persona che lo è andato a prendere al mare e che glielo ha dato a lui.
PUBBLICO MINISTERO: Dal mare, ho capito bene?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questo che l'andava a prendere dal mare, lei sa chi era?
EX 210 Romeo: No, non lo conosco.
PUBBLICO MINISTERO: Dico, ma era uno che aveva a che fare con il mare?
EX 210 Romeo: Cioè, siccome ci siamo andati di sera, neanche l'ho visto, neanche... Cioè, era una zona, diciamo, che non si vedeva niente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma ha capito se questo che lo prendeva dal mare, era uno che con il mare ci aveva a che fare abitualmente?
EX 210 Romeo: Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Intendo dire se era uno che faceva, che ne so, il marinaio...
EX 210 Romeo: Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: ... uno che faceva il minatore... Non lo sa?
EX 210 Romeo: No.
PUBBLICO MINISTERO: Questo esplosivo, Lo Nigro la volta in cui lei ce lo ha portato, lo ha accompagnato a Porticello, lo ha preso?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Realmente?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come si presentava questo esplosivo?
Intanto per cominciare, era molto, era poco?
EX 210 Romeo: No, c'era... Cioè, quello che avevo fatto trovare diciamo, a Palermo, era.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, è esattamente quello che fu fatto ritrovare...
EX 210 Romeo: Solo che dice che si doveva raffinare, che ancora era tutto a pezzi.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Questo esplosivo veniva pagato, o veniva dato gratis?
EX 210 Romeo: Cioè, io so che glielo doveva pagare.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma visto che Giuliano le ha detto che queste erano le persone che avevano avuto a che fare con gli attentati, ecco...
EX 210 Romeo: Cioè, non è che me lo ha detto Giuliano. Poi, pure loro, hanno detto la sua, ognuno di loro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, però volevo dire, vediamo se si riesce a entrare un pochino più nei particolari.
Allora, queste persone che lei ha nominato, stando appunto a chi le ha fatto le confidenze, i racconti, erano andate proprio sui posti dov'erano stati fatti gli attentati? Li avevano proprio eseguiti materialmente, personalmente?
EX 210 Romeo: Cioè, ci sono stato... una volta che sono saliti, hanno salito, però poi sono scesi di nuovo.
Perché c'era, dice, chi andava bene e chi non andava bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ma in relazione, quello che lei sta dicendo ora, un po' a tutti i fatti, o a qualche fatto in particolare? O a un fatto in particolare?
EX 210 Romeo: Cioè, loro... cioè, parlavano che non si ci trovavano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma siccome per fare questo attentato avevano adoprato esplosivo, lei sa come era stato portato l'esplosivo nei posti dove venivano, erano stati fatti questi attentati?
EX 210 Romeo: Come venivano...
PUBBLICO MINISTERO: Chi l'aveva portato, come era stato portato.
EX 210 Romeo: Cioè, io so che lo ha portato Piero Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lo ha portato qualche volta, o l'aveva portato in una volta sola, o lo aveva portato tutte le volte lui?
EX 210 Romeo: Cioè, tutte... Io non lo so quanti viaggi ha fatto. So che lo saliva lui.
PUBBLICO MINISTERO: So che...?
EX 210 Romeo: Lo saliva lui.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire, non la... Non ho capito la sua risposta, Romeo.
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, vi ringrazio. Ho capito "sapeva", e quindi non...
Se ha detto "saliva", la risposta...
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Eh, be', vuol dire che avete l'udito migliore del mio.
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
(voce fuori microfono)
AVV. Cianferoni: Pare ci sia una...
PUBBLICO MINISTERO: Non lo so...
PRESIDENTE: Cosa ha detto lei: "saliva" o "sapeva"?
EX 210 Romeo: l'ha salito.
PRESIDENTE: L'ha salito, cioè l'ha portato su.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e per andare a fare gli attentati, queste persone, come si erano mosse? Lei lo sa?
Nel senso: avevano adoprato sempre e tutti insieme lo stesso mezzo di trasporto, erano andati con mezzi di trasporto diversi, si erano mossi tutti assieme, si erano mossi con documenti falsi, si eran mossi con le loro generalità.
Ecco, ha avuto confidenze su questo tipo di aspetti del problema oppure no?
EX 210 Romeo: Ognuno se n'è andato per conto suo, però con i suoi documenti; non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Si portavano dietro delle armi oppure senza armi?
EX 210 Romeo: No, c'era chi saliva, se n'andava con l'aereo; c'è chi con il treno, così.
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Le ho chiesto se, per caso si portavano dietro...
PRESIDENTE: Se erano anche armati.
PUBBLICO MINISTERO: ... delle armi oppure no.
EX 210 Romeo: Io non lo so se sono salite armi.
PUBBLICO MINISTERO: Per fare, poi, queste azioni nei singoli luoghi dove c'erano stati gli attentati, lei sa se queste persone, quelle che andavano a fare il singolo attentato, trovavano un appoggio in ogni singolo posto, oppure se andavano in albergo, oppure se dormivano sul treno, in automobile?
Ha saputo qualcosa a questo proposito o no?
EX 210 Romeo: Loro cercavano un appoggio.
PUBBLICO MINISTERO: Un conto è cercarlo, un conto è trovarlo.
Lei sa se, poi, era stato...
EX 210 Romeo: Già l'appoggio se lo facevano giù a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito.
EX 210 Romeo: Cioè...
PRESIDENTE: Cosa vuol dire "l'appoggio se lo facevano a Palermo"?
EX 210 Romeo: Cioè, già partivano da Palermo, qua, diciamo, e sapevano dove dovevano andare.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi contavano su un appoggio che era già stato individuato prima. Vuol dire questo?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sa qualcosa di specifico, eventualmente, sull'appoggio che era stato dato a Roma, per fare gli attentati a Roma? Le è stato eventualmente raccontato qualcosa? Si ricorda qualcosa?
EX 210 Romeo: Dove sono andati a Roma non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: Però che loro avevano un persona, qua a Roma; cioè, ce l'avevano. Come infatti Giuliano, quando avete arrestato una persona, loro si spaventavano tutti, perché voi povate capire di dove veniva la mano dell'attentato.
PUBBLICO MINISTERO: E chi era questa persona che era stata arrestata?
EX 210 Romeo: Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, mi faccia capire, non vorrei equivocare.
Quando fu arrestata questa persona che si chiamava Di Natale, ci furono delle preoccupazioni.
EX 210 Romeo: Sì, perché in televisione si era visto, diciamo, il posto dove loro avevano lavorato l'esplosivo e si spaventavano di questo.
Solo che c'era, poi, i magistrati non l'avevano creduto; però il posto era quello, perché loro si spaventavano tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, i magistrati non avevano creduto a questo Di Natale, lei vuol dire?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi si erano messi più tranquilli.
EX 210 Romeo: Sì, un pochettino. Però Giuliano dice - non a me, perché io non ci sono - 'mangiamo, così quando ci arrestano ci portano a Pianosa e siamo belli grossi'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma come mai dava preoccupazione l'arresto di questo Di Natale?
EX 210 Romeo: Perché lui sapeva il fattore che loro hanno lavorato l'esplosivo. Cioè, quello l'ha capito, non è che gliel'hanno detto loro.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Ma, dico, per caso questo Di Natale aveva visto anche in faccia qualcuno?
EX 210 Romeo: Sì
PUBBLICO MINISTERO: Di quelli che avevano fatto l'attentato?
EX 210 Romeo: Sì, a Giuliano, a Piero Carra, e a qualche altra persona.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ricorda il nome di qualcuna delle altre persone che potevano essere state viste in faccia da Di Natale?
AVV. Cianferoni: Presidente, io faccio opposizione.
Mi sembra una domanda particolarmente suggestiva.
PUBBLICO MINISTERO: Suggestiva di che? Gli avessi fatto io il nome lo capirei, avvocato Cianferoni.
Lui ha detto "e qualche altra persona", io gli ho detto: "si ricorda il nome di qualcuna delle altre persone...".
PRESIDENTE: Potrebbe anche fare il mio nome, avvocato, scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Suggestiva di che?
AVV. Cianferoni: Presidente...
PRESIDENTE: Con questa domanda si potrebbe anche fare il mio nome.
AVV. Cianferoni: Presidente, abbia pazienza.
PRESIDENTE: E' talmente suggestiva che si potrebbe fare il nome di chiunque. O il suo.
AVV. Cianferoni: Certo.
(voce fuori microfono) Forse è per quello.
AVV. Cianferoni: No...
PRESIDENTE: Io parlavo di entrambi, casomai, non facevo differenze.
AVV. Cianferoni: Ma per l'amor di Dio.
Mi veniva in mente, per il fatto del Pubblico Ministero - vista anche l'ora magari, poi, la fo breve - non avevo terminato di argomentare l'opposizione, che già il Pubblico Ministero, appunto, interloquiva.
Allora, mi ricordo giorni fa fece riferimento a un testo di Procedura penale. Ma io ricordo anche quel Brocardo, si fa sempre per sdrammatizzare, per il quale "l'excusatio non petita" e non vado oltre, per venire a dire che cosa? Per venire a dire che, in effetti, la domanda è oltremodo lata, quasi indeterminata. E già questo è un profilo che, ai fini dell'economia processuale, dovrebbe meritare una certa severità da parte della Corte.
Ma, poi, c'è quel verbo "potevano" che induce il dichiarante a sue deduzioni. Ed ecco il profilo primo della suggestione.
Qui, Presidente, ricordo le sue parole spese più volte. Dice: 'ma voi li avete i verbali davanti'.
E allora dico al Pubblico Ministero: proprio perché abbiamo i verbali davanti - ora noi faremo poi il controesame - è inutile andare a chiedere se tizio - faccio per portare un esempio, mi viene in mente di stamani mattina, di un attimo fa - è andato con l'aereo, con la macchina o con la mongolfiera e poi però si mette la parola "appoggio"; che di tutta quella domanda era l'unica parola rilevante.
Ecco, questo per dire...
PRESIDENTE: Scusi, avvocato, ma limitiamoci a questa domanda, sennò qui si apre un mercato che non finisce più.
AVV. Cianferoni: No, no. Sempre per il verbale e sempre, poi, per sondare quella Giurisprudenza che si viene formando di fronte a questa Corte e che... insomma, il processo è in corso, su questo problema delle opposizioni che noi formuliamo non sono - almeno parlo per me, con tutta umiltà e sottomissione - non sono - sommessione, meglio - strumentali e dovute alla voglia di arrivare all'ora di una pausa.
Sono dovute, effettivamente, al riscontro di un modus procedendi che mi pare teso alla dimostrazione di una tesi, e la faccio breve e mi fermo qui, piuttosto che alla ricostruzione di un fatto obiettivamente considerato.
Mi fermo qui.
PRESIDENTE: Bene. L'opposizione è respinta, perché le domande fatte fino ad ora, per quel che posso valutare, non hanno nulla di suggestivo. Se non altro perché indicano, invitano l'esaminato a dire: 'c'era qualche altra persona che partecipava a cose di questo genere, che poteva temere di essere stata vista, che poteva...'. Potrebbero chiamare il Padreterno, o il Presidente degli Stati Uniti, me, lei, non so chi.
Vuole rispondere?
PUBBLICO MINISTERO: Mi permetto, Presidente, di riformulare la domanda.
PRESIDENTE: Prego, prego.
PUBBLICO MINISTERO: Perché credo che Romeo abbia perso il filo.
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Non è il Pubblico Ministero che ha chiesto a Romeo se c'era qualche altra persona che poteva essere riconosciuta perché era stata vista in faccia. Questo l'ha affermato Romeo.
Io gli ho chiesto semplicemente se di queste persone, che si aggiungono a quelle già nominate, che potevano correre il rischio di essere riconosciute perché erano state viste in faccia, lui si ricorda qualche nome.
Punto. Questa è la domanda, Romeo, l'ha capita?
*EX 210 Romeo: Io non mi ricordo, però che ha visto a qualche altra persona che sono qui, in faccia, sì. Però non me li ricordo.
PRESIDENTE: Però non si ricorda chi erano.
Io direi che forse sarebbe ora, se il Pubblico Ministero è d'accordo, di fare una sospensione.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Presidente, senz'altro.
PRESIDENTE: Se ha, però, qualche cosa da domandare...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, ovviamente l'esame è modulare, quindi va a pezzetti come il domino o la cucina Salvarani, è la stessa, insomma. E' a composizione multipla.
PRESIDENTE: Non si può fare pubblicità.
PUBBLICO MINISTERO: No, va bene, va bene. Possiamo tranquillamente fermarci qui e sospendere.
PRESIDENTE: Benissimo, riprendiamo alle ore 15.00.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può riprendere.
AVV. Cianferoni: Signor Presidente, per la correttezza dell'udienza, per la precisione, mancano alcuni imputati dall'aula.
AVVOCATO Florio: Signor Presidente...
Sì, in effetti, mancano entrambi i miei, fra l'altro.
PRESIDENTE: E dove sono andati? Non credo che siano liberi di andarsene dove vogliono.
Abbiate pazienza, sospendiamo e vediamo di farli rientrare, perché io, una parte per lo meno, non la controllo.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Sembra che ora si possa riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, Romeo, riprendiamo il nostro discorso.
Le stavo facendo delle domande sul conto di questa persona che lei ha indicato con il none Di Natale.
Ecco, volevo vedere se, di questa persona, lei ricorda qualche altra cosa.
Innanzitutto sa di dov'era questa persona?
*EX 210 Romeo: Come? Non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Sa di quale città, di quale paese, di quale posto d'Italia era originaria questa persona?
Si sta parlando di Di Natale.
EX 210 Romeo: Cioè, io sapevo che era di Palermo, questo.
Siccome un giorno eravamo io, Giuliano Francesco, Salvatore Faia e c'era pure Pasquale Di Filippo sotto casa mia. Che si parlava di questo, Di Natale, e Faia ha appreso chi era, questo Di Natale.
E ha detto che questo, dice che era uno che ha fatto arrestare un sacco di gente a Palermo.
Comunque, così sapeva chi era. E cioè, si spaventavano che questo li poteva fare, diciamo, poteva fare arrestare a loro, a quelli che conosceva.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questo vuol dire che Faia conosceva personalmente questo Di Natale?
EX 210 Romeo: Sì, lo conosceva che ha detto che c'ha avuto pure a che fare con questo.
PUBBLICO MINISTERO: Aveva avuto a che farci per quale ragione?
EX 210 Romeo: Soldi falsi.
PUBBLICO MINISTERO: Soldi falsi, ho capito bene?
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Ha risposto?
EX 210 Romeo: Sì, sì.
PRESIDENTE: Si era occupato di soldi falsi.
EX 210 Romeo: Sì, ha avuto a che fare con soldi falsi, con questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, si ricorda ancora sul conto di questo Di Natale se, a parte quello che ha già detto un attimo fa, aveva dei problemi con la Giustizia?
EX 210 Romeo: Sì, si parlava che questo si doveva fare un 25 anni di carcere.
E Giuliano dice: 'questo, si deve fare 25 anni. Questo, all'ora di uscire, si fa pentito.'
E si voleva cercare di andarlo a uccidere dove si trovava. Oppure, se era ancora... Cioè, neanche lo sapevano loro se era pentito, non era pentito.
Che questo c'ha pure un figlio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, però, mi faccia capire: è questa persona quella di cui si diceva, come lei ha raccontato stamani, di cui si diceva che, a un certo punto, non era stato creduto dai magistrati?
EX 210 Romeo: Sì. Cioè, loro dicevano che le persone che gli hanno fatto vedere in televisione... era quello. Però, solo che i magistrati non lo credevano. Che là che c'era più esplosivo, non c'era più niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E, quindi, c'era l'idea eventualmente di eliminarla, questa persona?
EX 210 Romeo: Sì, era lui che parlava però così.
PUBBLICO MINISTERO: Chi lui?
EX 210 Romeo: Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Giuliano. Parlava in sua presenza?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'era presente anche qualcun altro, quando sono stati fatti questi discorsi di eliminare il Di Natale?
EX 210 Romeo: Cioè, c'era... c'ero io, Faia e Pasquale Di Filippo e lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei ha capito se Giuliano direttamente, personalmente, si era conosciuto con questa persona, con questo Di Natale?
EX 210 Romeo: Sì. Cioè, lui diceva che lo conosceva perché ogni tre secondi ci portava i gelati, che...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma in quale occasione?
EX 210 Romeo: Quando, dicevano, dice che stavano facendo là l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quindi lì, da Di Natale.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A Roma.
EX 210 Romeo: A Roma. Non è che...
PRESIDENTE: Ma a lei risulta che abitava a Roma questo Di Natale?
EX 210 Romeo: Io so che era a Roma, però non so dove.
PUBBLICO MINISTERO: Ora lei ha detto prima che, sulla ragione di questo attentato ai monumenti, Giuliano gli dette una certa spiegazione, il 41, lei ha detto c'era di mezzo. Eh?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma lei ha mai saputo se gli attentati che si dovevano fare per togliere questo 41 erano quelli che erano stati fatti, o se ce ne potevano essere degli altri?
EX 210 Romeo: Io so che se ne dovevano fare ancora, attentati.
PUBBLICO MINISTERO: E la ragione per la quale non sono stati fatti?
EX 210 Romeo: Cioè, quello che so io, che mi hanno raccontato Giuliano, da quando hanno arrestato a Giuseppe Graviano e poi il fattore che avevano saputo di Contorno, si sono fermati.
PUBBLICO MINISTERO: Ma si dovevano continuare sempre per la solita ragione di far togliere il 41?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, questo è un discorso che riguarda i monumenti.
Ma lei ha mai sentito parlare di attentati non contro i monumenti, bensì contro persone?
Contorno, ce le ha già raccontato.
Io intendo dire contro persone, in generale.
EX 210 Romeo: Cioè, delle persone no. Cioè, qualche negoziante, diciamo...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, io parlo sempre di attentati, eh. Quindi di azioni in grande stile, non ammazzar quello, o ammazzare quell'altro. Fare azioni come le stragi, ma non avendo come obiettivo i monumenti, ma avendo come obiettivo le persone.
EX 210 Romeo: Non... Non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Guardi, che io adopero il termine "persone", nel senso più generico. Nel senso più lato, generico, generale possibile.
AVV. Cianferoni: No, Presidente, opposizione. Perché la parola - sono l'avvocato Cianferoni - la parola "persone" ha un significato univoco.
Ora, se ve ne sono di metaforici, o meno, insomma, è da stabilire.
PUBBLICO MINISTERO: Io penso che...
PRESIDENTE: Avvocato, mi dica l'opposizione.
AVV. Cianferoni: Opposizione.
PRESIDENTE: Per che cosa?
AVV. Cianferoni: Sempre per la suggestività.
PRESIDENTE: Perché è troppo generica l'espressione?
AVV. Cianferoni: Per l'eccessiva genericità e nonché per la suggestività di questa allegazione da parte del Pubblico Ministero.
PRESIDENTE: Quale sarebbe questa allegazione?
AVV. Cianferoni: La frase che, a me pare, un commento, come a volte la Corte si è espressa: "Guardi che io adopero 'persone' in senso proprio generico."
Che non mi sembra una domanda, mi sembra una affermazione.
Il Pubblico Ministero così si è espresso, se non ho capito male.
PRESIDENTE: Avvocato, sarò monotono, ma queste opposizioni mi sembrano proprio totalmente cervellotiche. Scusi, ma l'ha voluto.
Ora, se si accusa il Pubblico Ministero di fare delle domande suggestive perché troppo circostanziate, quasi dirette a suggerire la risposta, può anche esserci qualcosa. Ma se si fa opposizione perché la domanda è troppo generica, mi scusi, ma devo ritornare a valutare la sua opposizione nel senso che ho detto.
Lei ha capito che cosa le ha chiesto il Pubblico Ministero?
EX 210 Romeo: Cioè, io non...
PRESIDENTE: Vuol sapere se, a parte gli attentati a opere d'arte, ha sentito raccontare qualche cosa relativo a attentati contro persone. Vuol dire contro uomini o donne vive che si voleva colpire in qualche maniera.
E non si parla di uccisione di un soggetto, evidentemente.
EX 210 Romeo: Che io penso, no.
PRESIDENTE: Non ha mai sentito.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito la risposta.
PRESIDENTE: Ha detto che pensa di no. Non ne ha mai sentito parlare.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, io, a questo proposito, Romeo, le debbo far presente che, quando lei è stato sentito il 29 di giugno del 1996, proprio da me e da un magistrato della Procura di Palermo, lei ha parlato di certe azioni che erano state pensate.
E ora le leggo esattamente il passo di questo interrogatorio.
La domanda era:
"C'era programma di fare attentati a Carabinieri, Polizia?"
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: "Cioè, vorrei che, c'era a volte c'era il pullman, quello che porta le famiglie. Pure se c'erano famiglie, bambini, non ce ne fregava nulla."
"Un pullman di linea?"
"Sì, pure se c'erano... qualsiasi."
Poi ci sono dei passaggi dell'interrogatorio che non sono trascritti, perché la voce è lontana dal microfono, dice:
"No, pullman, questi dei familiari dei Carabinieri."
"I familiari dei Carabinieri?"
"Pullman militari, sempre."
"Ma anche se c'erano bambini?"
"Sì, sì, pure."
"Si ricorda se si parlò proprio se c'erano bambini? Cioè, si disse se Giuliano le disse?"
"Siccome io glielo avevo detto a Giuliano, gli avevo detto: 'ma ci sono, a volte, ci sono mogli dei Carabinieri, ci sono i bambini'. Dice: 'e che ci possiamo fare? Se ci dicono di farlo saltare, lo dobbiamo fare saltare'."
Ecco, questo è il passaggio dell'interrogatorio che io volevo richiamare su questa mia domanda specifica: attentati a persone.
Persone, vuol dire tutto, vuol dire Carabinieri, poliziotti, gente civile... Ecco.
Lei, ora che le ho letto questa parte del suo interrogatorio, come risponde alla domanda che le ho fatto prima? Cioè se c'erano in programma, se ha mai sentito parlare di azioni da fare contro i Carabinieri... Ormai ho letto il verbale, quindi esco dal termine generico. Azioni contro i Carabinieri, o contro il poliziotti?
PRESIDENTE: Si ricorda di aver detto questo...
EX 210 Romeo: Sì, mi ricordo. Sì, sì.
PRESIDENTE: E oggi cosa dice?
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: "Sì", che cosa?
EX 210 Romeo: Quello che... quello che ho detto, è questo.
PRESIDENTE: Ora le è venuto in mente.
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Lo conferma?
EX 210 Romeo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, qui si parla espressamente di attentati - in quel pezzo di interrogatorio che ho letto - di attentati ai Carabinieri.
Ecco, ma per quanto riguarda la Polizia, proprio la Polizia, ricorda se è stato, se è circolato qualche discorso del tipo di questo?
EX 210 Romeo: Questa cosa l'ha detto... Cioè, l'ho detto io, però io non mi ricordo in questo momento.
PUBBLICO MINISTERO: Ha sentito mai parlare di compiere azioni contro Questure, Commissariati?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora che cosa si ricorda, a questo proposito?
EX 210 Romeo: Cioè, Commissariato a Palermo?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: Che Giuliano mi diceva che dovevano fare saltare il Commissariato di Brancaccio di Palermo.
Cioè, lui prima ha detto che ci volevano andare, dice, ci ha detto Giuseppe Graviano che ci volevano andare con gli elicotteri piccoli e ci facevano andare là.
Poi dice che ci sono andati di dietro con Spatuzza a fare dei sopralluoghi, che ci volevano mettere l'esplosivo di dietro.
E volevano bloccare, diciamo, la zona vicino al Commissariato e mettere un TIR da una parte e un TIR da un'altra parte, per non fare passare nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo è stato proprio un racconto che le ha fatto Giuliano espressamente?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E da dove veniva, da chi veniva questo progetto, questa idea?
EX 210 Romeo: Cioè, lui ha detto che veniva da Giuseppe Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, ma sa poi se è stato fatto qualcosa?
EX 210 Romeo: No, non si è fatto più nulla.
PUBBLICO MINISTERO: No, aspetti un attimo.
Per il discorso del Commissariato si è già spiegato.
Per il discorso invece dei pullman dei Carabinieri, le famiglie dei Carabinieri, sa se è stato fatto qualche cosa, o non sa niente?
EX 210 Romeo: No, non so niente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in che epoca Giuliano le ha fatto queste confidenze?
EX 210 Romeo: Quali?
PUBBLICO MINISTERO: Queste qui che riguardano i pullman, il Commissariato di Brancaccio.
EX 210 Romeo: Perché eravamo sempre assieme, noi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi non c'è una data precisa nella quale gli sono state fatte queste confidenze.
EX 210 Romeo: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma la ragione per la quale poi non si è fatto di nulla, di questa idea di far saltare il Commissariato di Brancaccio, lei la conosce?
EX 210 Romeo: Lui diceva sempre che, da quando che hanno arrestato a Giuseppe Graviano, non si faceva più niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma non si faceva più niente per volere di qualcuno che aveva deciso non si fanno queste cose, oppure semplicemente perché, essendo andato in galera Graviano, l'argomento non interessava più a nessuno?
EX 210 Romeo: Lui ha detto da quand'è che hanno già arrestato Giuseppe Graviano non si è fatto più nulla, che non ci interessa, dice, a nessuno.
Dice: 'quando c'era Giuseppe, quello faceva... Cioè, se doveva fare un attentato, subito si faceva.'
PUBBLICO MINISTERO: Senta, una volta arrestato Graviano, lei sa chi è che prese il posto di Graviano?
EX 210 Romeo: Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Ora poi, magari, mi spiega come è in grado di fare questa affermazione.
Ma intanto le chiedo, ecco: Mangano, di queste idee di fare azioni al Commissariato, alla Polizia, ai Carabinieri, sapeva qualcosa, o non sapeva nulla?
EX 210 Romeo: Nino Mangano?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: Cioè, non lo so se lui lo sapeva.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, di questo argomento, di argomenti di questo tipo ne ha mai parlato con Mangano?
EX 210 Romeo: Una volta in via Messina Montagne si parlava che si doveva uccidere qualcuno del Commissariato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E questa brillante idea, chi ce l'aveva?
EX 210 Romeo: Lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ne parlò con lei?
EX 210 Romeo: Ha parlato in via Messina Montagne e c'ero pure io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Cioè, voleva che si sparasse a qualcuno del Commissariato?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per quale ragione?
EX 210 Romeo: Perché disturbavano troppo.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito.
EX 210 Romeo: Disturbavano.
PRESIDENTE: Disturbavano troppo.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, disturbavano. Ho capito.
Senta, Romeo, cerchiamo di fare un altro passo indietro, in un certo senso.
Visto che appunto certe cose, per i racconti che hanno fatto a lei, venivano da Graviano, certe decisioni, certi programmi, venivano da Graviano; ma questi Graviano, o questo Graviano - lei ora mi dirà di quale Graviano si sta parlando, se di uno solo, o di più d'uno - queste idee, prima di attuarle, di metterle in pratica, Graviano ne aveva parlato con qualcuno, aveva informato qualcuno, oppure era qualcosa che aveva deciso di sua iniziativa senza chiedere né il parere, né il permesso a nessuno?
EX 210 Romeo: Io penso che... Cioè, il permesso lo chiede, non è che... di testa sua.
PUBBLICO MINISTERO: Lei mi ha detto "penso che il permesso lo chiede". Ma invece che "penso", cioè, non come sua opinione, come dato di fatto vero, ecco, qualcuno le ha raccontato se era stato informato qualcuno di questa idea che avevano, o che aveva Graviano?
EX 210 Romeo: Io so che... dice che Graviano parlava con Totò Riina di queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: E a lei chi glielo ha detto questo?
EX 210 Romeo: Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, se Graviano parlò con Totò Riina, è il momento di dire: di quale Graviano lei sta parlando?
EX 210 Romeo: Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Di Giuseppe.
Cioè, Giuliano fu esplicito con lei che si trattava di Giuseppe Graviano?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Opposizione, Presidente. Avvocato Pepi.
Giuliano, non vedo il motivo per cui debba essere chiamato in questo momento in causa.
Quindi si sta parlando di un rapporto Riina-Graviano.
Giuliano lasciamolo se mai dire al collaboratore e non suggeriamoglielo come sta facendo il Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lo ha già detto, eh, avvocato Pepi. Lei non se n'è accorto...
PRESIDENTE: Lo aveva appena detto, avvocato, questo nome.
PUBBLICO MINISTERO: Lo ha detto un attimo fa.
AVVOCATO Pepi: No, assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
AVVOCATO Pepi: Non lo ha detto, Presidente, via.
Sennò, se vogliamo dire che Giuliano gli ha detto tutto di tutte le stragi, di ogni cosa... E' tutta la mattina, eh, sennò...
PRESIDENTE: E' tutta la mattina, avvocato, ma noi siamo sempre qui che ci occupiamo di pochissime persone, mi pare. Fino ad ora.
Ora esce fuori questo nome, ma esce spontaneamente...
AVVOCATO Pepi: Opposizione, Presidente, perché Giuliano non è stato indicato in questo momento.
Si sta parlando di Riina e di Graviano.
Ora, venir fuori il nome di Giuliano, è sicuramente un discorso suggestivo.
PRESIDENTE: Chi glielo aveva fatto questo discorso a lei?
EX 210 Romeo: Giuliano.
PRESIDENTE: Avvocato...
EX 210 Romeo: Io non è che conoscevo i Graviano e Totò Riina.
PRESIDENTE: Lei conosceva Giuseppe Graviano?
EX 210 Romeo: No.
PRESIDENTE: Non lo conosceva. Conosceva Salvatore Riina?
EX 210 Romeo: No.
PRESIDENTE: Possiamo proseguire.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, se lei mi autorizza...
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Una proposta alla Corte: possiamo risentire il minuto di registrazione che precede la domanda che è stata...
PRESIDENTE: Per cortesia, chiamatemi...
PUBBLICO MINISTERO: Secondo l'avvocato Pepi proposta suggestivamente...
PRESIDENTE: Gli ultimi cinque minuti, per favore.
AVVOCATO Pepi: Perché Giuliano gli ha parlato anche dell'Italicus, di piazza Fontana...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi, stiamo cercando di venirle incontro per farle vedere se lei realmente ha ragione, o se abbiamo invece preso un abbaglio.
Cerchiamo di riascoltare gli ultimi cinque minuti di registrazione.
Mi pare sia più che comprensivo della fondatezza della sua opposizione.
(viene riascoltato il nastro)
PRESIDENTE: Un po' più alto, per favore.
(viene riascoltato il nastro)
PRESIDENTE: Prima, prima.
(viene riascoltato il nastro)
PRESIDENTE: Mi pare che la registrazione, anche se un po' confusa, sia abbastanza chiara.
Bene. Basta così. Possiamo proseguire.
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Ho la sensazione che i microfoni siano alle stelle ora come portata.
PRESIDENTE: Ecco, ora andiamo meglio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora va un pochino meglio.
E quindi, sempre secondo il racconto che lei dice le ha fatto Giuliano...
(voce fuori microfono) Come?
PUBBLICO MINISTERO: Graviano Giuseppe. Aveva messo al corrente Riina, ma quando? Riina era ancora in libertà, o dopo che Riina era stato arrestato?
EX 210 Romeo: Non mi ricordo questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto non se lo ricorda?
EX 210 Romeo: No.
PRESIDENTE: Non se lo ricorda più.
PUBBLICO MINISTERO: Ma non se lo ricorda, mi scusi eh, Romeo. Ho bisogno di capire. Non se lo ricorda oggi, oppure vuol dire semplicemente che di questo particolare non ha nessuna, come dire, non gli risulta nulla, nessuno le ha mai fatto, nessuno le ha mai detto niente?
EX 210 Romeo: No, non mi ricordo oggi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, le farò presente come la forma della contestazione, che sempre in quell'interrogatorio del 29 giugno... tempo di arrivare al punto esatto della trascrizione, vediamo se mi riesce farlo sollecitamente. Ecco.
In questo interrogatorio, nella trascrizione a pagina 17 e seguenti, si legge così... 18 esattamente.
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: No, no, ma nemmen io.
PRESIDENTE: Scusate ma, abbiate pazienza. Vorrei sentire anch'io.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, no, no. Semplicemente era un problema di citazione della pagina del verbale.
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Allora, si parla dei discorsi tra Graviano e Riina:
"Ho capito" - dico io che sono il Pubblico Ministero - "ma questi discorsi tra Graviano e Riina, quando Riina era ancora...?"
"Sì, quando era ancora..."
"Ancora libero?"
"Sì."
"Prima di andare in carcere?"
"Cioè" - risponde Romeo - "prima di fare tutte queste stragi."
Ecco, quindi da questa dichiarazione, io ricavo che quando l'ho interrogata su questo punto, il 29 giugno del '96, lei era in grado di dire che questi discorsi tra Graviano e Riina risalivano a quando Riina ancora non era in carcere.
PRESIDENTE: Se lo ricorda ora di aver fatto queste dichiarazioni?
EX 210 Romeo: Sì, sì.
PRESIDENTE: Anche stavolta le conferma?
EX 210 Romeo: Sì, confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ha mai sentito parlare di qualche idea tipo attentato o cose di questo genere, da farsi alla Torre di Pisa?
AVVOCATO Gramigni: Io, Presidente...
PRESIDENTE: Ha capito?
AVVOCATO Gramigni: Presidente, avvocato Gramigni.
Qui c'è opposizione perché la domanda è veramente suggestiva. L'argomento degli attentati ai monumenti è già stato più volte trattato sotto vari punti di vista e questo tipo di risposta non è mai venuta dal collaborante.
E' chiaro che una domanda posta in questi termini, direi che è più che suggestiva. Contiene in sé una risposta.
PRESIDENTE: Cioè, dovrebbe dire necessariamente di sì.
AVVOCATO Gramigni: Modestamente penso di sì.
PRESIDENTE: Io penso che sia...
AVVOCATO Gramigni: Se i comportamenti umani...
PRESIDENTE: ... come una domanda normalissima. Se non c'è la libertà di porre queste domande, diciamo allora che non si passa neanche a esaminare un coimputato o imputato ex 210.
AVVOCATO Gramigni: Presidente, se mi permette a questo punto dell'interrogatorio, o dichiarazioni che siano, visti gli argomenti trattati, visto il tipo di risposte, credo che se dobbiamo dare un minimo di logica ai comportamenti umani, a una domanda di questo genere la risposta non può essere che sì.
Comunque io credo che per questo...
AVVOCATO Florio: Si associa l'avvocato Florio sotto questo profilo sinceramente.
PRESIDENTE: Sarò come al solito pervicacemente convinto dell'opposto. Io voglio prima sentire la risposta, poi potrò dire: forse era suggestiva.
Ma voi lo sapete se per caso c'è una possibilità di suggestione, cioè di richiamo della memoria che non è suggestività.
Lei ha sentito la domanda?
Il Pubblico Ministero vuol sapere da lei se ha mai sentito parlare di un attentato alla Torre di Pisa.
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Ne ha sentito parlare?
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Ne ha già parlato col Pubblico Ministero?
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Ecco, tutta la suggestione consiste in questo: nel richiamare la memoria. Il che non è essere domanda suggestiva.
AVVOCATO Pepi: Presidente, devo dire che proprio...
PRESIDENTE: Avvocato, veramente o lei fa opposizione al momento opportuno se no, se non le dispiace aspetta un'altra domanda.
Perché a questo punto...
AVVOCATO Pepi: Tanto il risultato è lo stesso, comunque.
PRESIDENTE: Ma lei può anche ricusarmi, se crede. Io non ho nessuna difficoltà.
AVVOCATO Pepi: No.
PRESIDENTE: Perché tanto c'è eventualmente un collega che mi sostituisce. Però, devo dire che se io decido, non è perché ho in mente che le domande del Pubblico Ministero vanno sempre ammesse. Ma a me sembra letteralmente assurdo trovare la suggestività in domande di questo genere che, voi avete davanti anche come risposta, ma che, ovviamente, noi dobbiamo valutare dal punto di vista di chi non sa assolutamente che risposta ha dato a suo tempo l'esaminato.
Quindi io devo dire che la domanda era ammissibilissima.
Vogliamo proseguire?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, allora vorrei che Romeo specificasse: primo, per dare soddisfazione anche ai difensori che fanno il loro mestiere - e lo fanno benissimo - perché...
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Per cortesia, non cominciamo a fare i bambini.
PUBBLICO MINISTERO: Non è l'opposizione...
PRESIDENTE: Cominciamo a andare avanti per cortesia, scusate. Abbiate pazienza.
PUBBLICO MINISTERO: Queste invece che opposizioni, sono interruzioni. Dovrebbero ricadere sotto tutto un'altra disciplina per la verità.
PRESIDENTE: Non posso dire al difensore che... più che dire di smetterla, perché evidentemente è un atteggiamento assurdo. Non posso dirgli vai fuori, come si fa a scuola.
PUBBLICO MINISTERO: No.
PRESIDENTE: E mi sembrerebbe un pochino eccessivo.
PUBBLICO MINISTERO: Io volevo sapere da Romeo per quale ragione, prima gli ho chiesto... mi segue Romeo?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi raccomando, eh. Cerchi di non perdere il filo.
Per quale ragione prima le ho chiesto se sapeva di altri attentati ai monumenti e mi ha detto di no.
Ora le chiedo se ha mai sentito parlare di attentati alla Torre di Pisa e dice di sì.
Ora siccome per me la Torre di Pisa è un monumento, com'è che lei prima non lo sapeva quando le ho chiesto se c'erano altri attentati ai monumenti, non...
PRESIDENTE: Io ho l'impressione di dover correggere il Pubblico Ministero. Di fronte a questa domanda, l'esaminato non ha detto: no. Ha detto: sì, ce n'erano ancora altri da fare.
Questa era la risposta che ha dato dieci minuti fa.
Comunque, vogliamo passare alle domande più specifiche?
PUBBLICO MINISTERO: Sì. In che termini gli fu parlato di un progetto di attentato alla Torre di Pisa? Quando?
AVVOCATO Pepi: Opposizione, avvocato Pepi.
Come al solito sarà sicuramente respinta, però siccome l'attentato alla Torre di Pisa non rientra nel capo di imputazione, io richiamo il Pubblico Ministero a fare delle domande per quello che riguarda... Qui non si tratta di accertare la personalità degli imputati attuali, si tratta di un fatto del tutto nuovo, estraneo al nostro capo di imputazione.
Per cui opposizione formale a questa domanda.
PRESIDENTE: Avvocato, di questo argomento hanno parlato sia per fatto, decisione propria come per richiesta del Pubblico Ministero, diversi collaboratori che abbiamo sentito negli ultimi due mesi.
Non capisco perché non sia consentito fare una domanda che tutt'al più resterà una cosa senza... priva di qualunque rilevanza processuale. Però, in sé, ha il contenuto di verificare per lo meno l'attendibilità di altri discorsi di altri soggetti.
Vuole rispondere? Da chi ne ha sentito parlare, quando e in che termini.
EX 210 Romeo: Cioè, a me questo discorso della Torre di Pisa mi parlava sempre Giuliano Francesco.
PRESIDENTE: Ma come una cosa che si doveva fare, o che si sarebbe dovuto fare?
EX 210 Romeo: Dovevano fare pure il fattore della Torre di Pisa.
PRESIDENTE: Sempre allo stesso periodo delle altre confidenze?
EX 210 Romeo: Sì, una delle confidenze che mi ha fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ha mai saputo, da quello che le ha raccontato Giuliano, se questa idea di fare un attentato alla Torre di Pisa, era storia vecchia, se era storia attuale, se qualcuno pensava di farlo sul serio, se era semplicemente un discorso che aveva lasciato il tempo che trovava?
EX 210 Romeo: Io quello che lui mi ha detto che la dovevano fare saltare per come ho potuto... ha parlato lui di prima. Solo che, dice, che lo sapeva pure Cancemi e non l'hanno fatto saltare più in aria.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda dell'attentato che ci fu qui a Firenze oppure no?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda se si è verificato mentre lei era in carcere o mentre lei era libero?
EX 210 Romeo: Mentre io ero in carcere.
PUBBLICO MINISTERO: Ha mai... ha saputo successivamente qualche cosa di questo attentato, oppure nessuno le ha mai raccontato niente?
EX 210 Romeo: No, tramite il telegiornale.
PUBBLICO MINISTERO: E va be'. I telegiornali l'avrà sentiti mentre era in carcere, suppongo.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma una volta scarcerato, qualcuno le ha raccontato qualcosa di questo attentato?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, bisogna che ce lo racconti anche ora.
vediamo, che cosa le è stato raccontato di questo attentato?
EX 210 Romeo: A me me l'ha raccontato sempre Giuliano, perché lui mi raccontava tutto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: Che sono stati, c'è stato lui, Lo Nigro, dice c'era pure Spatuzza e qualche altro che può essere che io non ricordo.
Però dice che ci sono andate tutti e due: Lo Nigro e Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: "Ci sono andate" cosa vuol dire?
EX 210 Romeo: A mettere la macchina con l'esplosivo nel monumento.
PUBBLICO MINISTERO: Senta e di che macchina si trattava gli è stato detto?
EX 210 Romeo: Cioè, me l'ha detto però in questo momento non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo discorso, quando Giuliano l'ha fatto a lei, eravate solamente voi due o c'era presente qualche altra persona?
EX 210 Romeo: Cioè, a me me l'ha detto. Però è stato più in un'occasione che l'ha detto.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè più di una volta?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma quando ne ha parlato Giuliano, ne ha parlato che eravate sempre da soli, o...?
EX 210 Romeo: Pure quando eravamo da soli e pure quando c'era pure Lo Nigro, Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora lei ha detto che non si ricorda quale era questa macchina che fu fatta scoppiare.
Ma Giuliano gliel'ha detto il modello della macchina e lei oggi non se lo ricorda...
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... oppure nessuno le ha mai detto nulla?
EX 210 Romeo: No, me l'aveva detto la macchina quale era. Solo che in questo momento non me lo ricordo.
Lui mi ha detto pure che aveva... Cosimo Lo Nigro aveva parcheggiato la macchina, pero ha visto che c'era un congresso là che stavano facendo. E c'era pure una telecamera e lui l'ha fatto levare di là e l'ha fatto mettere a un'altra parte.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha fatto mettere da un'altra parte.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma per quale ragione? perché c'era la telecamera o...
EX 210 Romeo: Perché lì c'era un congresso qua... bambini, gente che... Non lo so chi c'era là dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Comunque, c'eran persone...
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e allora fu deciso di spostarla.
E' questo il discorso che ha fatto Giuliano. Ho capito bene, Romeo?
EX 210 Romeo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi fu spostata la macchina per allontanarla dalla gente?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' questo il senso del discorso.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
E questa storia di questa telecamera, come stava il discorso? Cioè a dire, era fermo con la macchina dove c'era una telecamera?
EX 210 Romeo: Siccome gli ho detto a Giuliano: 'ma scusa, quella macchina che camminava che io l'ho vista pure in televisione?'
Dice: 'eravamo noi, solo che la telecamera si vedeva male e non l'hanno ripresa'.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, che nonostante ci fosse la telecamera non erano stati ripresi, vuol dir questo?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E perché non erano stati ripresi anche se c'era la telecamera?
EX 210 Romeo: Perché dice che si vedeva male.
PUBBLICO MINISTERO: La telecamera.
EX 210 Romeo: Non funzionava bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, ha saputo se questa macchina che poi fu fatta scoppiare, era una macchina che era stata prestata da qualcuno, era stata portata da lontano, era stata trovata a Firenze, era stata rubata?
Ecco, qualche particolare sulla provenienza di questa macchina.
EX 210 Romeo: Cioè, che era rubata è sicuro. Non è che ci dava una macchina sua. Però non lo so, non mi ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Per andare avanti su questo discorso.
Com'era arrivato l'esplosivo a Firenze l'ha saputo? Chi l'aveva portato, come?
EX 210 Romeo: L'aveva portato Piero Carra... lo trasportava tutto lui.
PUBBLICO MINISTERO: E avevano avuto qualche appoggio anche a Firenze?
EX 210 Romeo: Giuliano mi parlava che avevano avuto un appoggio verso Prato, una cosa di questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, circa questa persona o queste persone che avevano dato questo appoggio verso Prato, le è stato raccontato qualche particolare?
EX 210 Romeo: Cioè, quello che so io che Spatuzza è stato... è rimasto dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi? Non ho capito.
PRESIDENTE: Vuole ripetere, per favore?
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, Romeo.
EX 210 Romeo: Spatuzza è rimasto dentro casa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: In questa casa di un parente o di uno che conoscevano loro, dice. Però quello non sapeva nulla, quel parente che loro erano appoggiati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Spatuzza...
EX 210 Romeo: E lui, Lo Nigro e Giuliano sono scesi mentre che c'era la partita e hanno, e sono andati a mettere diciamo, l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, circa il posto dove avevano messo questo esplosivo, cioè questa macchina con l'esplosivo, no? Ecco, ricorda se le hanno raccontato se era un posto centrale nella città, se era un posto in periferia, qualche particolare della zona.
EX 210 Romeo: Cioè, io so che lui mi ha detto a me che era tutto pieno di senso unici qua.
PRESIDENTE: Pieno di...?
PUBBLICO MINISTERO: Sensi unici.
Senta Romeo, a me non interessa sapere se e quante volte lei è venuto a Firenze dopo il novembre del '95, data in cui è stato arrestato, ha iniziato la sua collaborazione e tutto il resto.
Io voglio sapere quante volte lei aveva messo piede a Firenze prima del novembre 1995.
EX 210 Romeo: Prima?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: Cioè, io non ci sono venuto mai qua.
PUBBLICO MINISTERO: Lei non c'aveva mai messo piede a Firenze?
EX 210 Romeo: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta Romeo, sul particolare di quale era la macchina che era stata fatta saltare qui a Firenze, secondo il racconto di Giuliano, ecco, ora le faccio presente, le contesto che il 1 dicembre del '95, quando io l'ho interrogata per la prima volta assieme al dottor Nicolosi, come risulta a pagina 64 della trascrizione, tra me e lei c'è stato questo scambio di domande e di risposte.
Lei dice:
"Per Firenze mi disse Giuliano, che c'andò lui e Lo Nigro solo. Lui e Lo Nigro. Giuliano e Lo Nigro ci sono andati."
EX 210 Romeo: Sì, ci sono andati loro soli...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, mi lasci finire, Romeo. Mi lasci finire.
Allora, poi io le faccio una domanda:
"Erano andati a mettere la macchina?"
Risponde lei:
"Sì, era un Fiorino."
EX 210 Romeo: Ma io non è che gli ho detto che ci sono andato a piedi. Io ho detto non mi ricordo la macchina.
PRESIDENTE: Ora se la ricorda?
EX 210 Romeo: Non me... allora me la ricordo.
PRESIDENTE: E' quella che lei ha indicato?
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Cioè, il tipo che lei ha indicato.
EX 210 Romeo: A me me l'ha detto pure Giuliano, dice: 'il Fiorino che c'era in televisione era quello la macchina che...'.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quando lei mi ha detto in questo interrogatorio: "Sì, era un Fiorino", era ben sicuro che si trattasse di questo, oppure è un'affermazione che lei fece senza essere sicuro?
EX 210 Romeo: No, lui mi ha detto che il Fiorino che facevano vedere in televisione, era quello. Dice: 'quella è la macchina che noi giravamo'.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti Romeo, ho bisogno di capir questo. Questo racconto di questi fatti, lei ha cominciato a farlo - almeno a me, ai magistrati della Procura di Firenze - il 1 dicembre del '95.
Sono due anni meno un paio di mesi. Ecco, ma da due anni a questa parte, com'è che lei certi particolari non li ricorda più?
EX 210 Romeo: Ma, già due anni... Non è che c'ho fogli che mi leggo tutti i giorni i fogli che ho fatto le dichiarazioni io.
Cioè, io fogli non ne ho.
PUBBLICO MINISTERO: Va beh, questo è anche un bene. Voglio dire, ma è semplicemente un problema di memoria, che lei...
EX 210 Romeo: Cioè, volete che dopo due anni non mi dimentico... mi dimentico la macchina, mi dimentico quella cosa, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Romeo, io...
PRESIDENTE: E' un problema di memoria?
EX 210 Romeo: Eh?
PRESIDENTE: E' un problema di memoria?
EX 210 Romeo: No, è che me lo sono dimenticato. Io non ho...
PRESIDENTE: Sì, appunto, è un problema di memoria. Se lo è dimenticato. Non è che tutti i giorni pensa a queste cose. Questo vuol dire?
EX 210 Romeo: Eh, cioè, non è che c'ho un processo solo. C'ho una cosa...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Vuol dire che ne ha tanti da tenere in mente. E va be'.
E per quanto riguarda, invece, quest'altro attentato che fu fatto a Costanzo. Lei se ne ricorda qualcosa che successe questo attentato?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando successe questo attentato lei era detenuto o era fuori?
EX 210 Romeo: Detenuto ero.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, una volta scarcerato, qualcuno le ha raccontato qualcosa di questo attentato o nessuno le ha mai raccontato niente?
EX 210 Romeo: Sì. Giuliano Francesco sempre a me mi raccontava tutto. Cioè, poi pure... contemporaneamente pure le altre.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, in sostanza, che cosa le fu raccontato di questo attentato?
EX 210 Romeo: Che dovevano... hanno fatto l'attentato, che hanno... gli dovevano fare l'attentato a Costanzo. Solo che quel giorno lui ha cambiato macchina, perché dice che c'era l'autista che si sentiva male.
E' venuto un'altra macchina e hanno sbagliato... L'hanno visto all'ultimo momento, però...
PRESIDENTE: Però?
EX 210 Romeo: Diciamo, non hanno fatto nulla. Cioè, l'hanno fatto esplodere l'esplosivo però a Costanzo l'hanno visto all'ultimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Giuliano gli ha fatto questo racconto a lei?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma le ha anche detto Giuliano se lui aveva partecipato a questa storia ovvero se a lui gliel'avevano raccontata?
EX 210 Romeo: No, ha partecipato lui, Lo Nigro e Salvatore Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro che Giuliano gli ha fatto questi nomi?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma c'erano altre persone oltre a questi tre, lo sa lei?
EX 210 Romeo: Cioè, io so nel punto erano tutti e tre sono.
PUBBLICO MINISTERO: "Nel punto" cosa vuol dire? Mi scusi.
EX 210 Romeo: Dove, diciamo, dovevano fare l'attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha mai saputo se queste persone, quando si spostavano per fare queste azioni tenevano in qualche modo tra di loro i contatti?
EX 210 Romeo: I contatti...
PUBBLICO MINISTERO: La domanda bisogna che sia generica sennò i difensori insorgono.
Quindi semplicemente mi limito a chiederle se sa se queste persone quando si spostavano per compiere queste azioni, avevano un qualche sistema per tenere i contatti fra di loro.
EX 210 Romeo: Cioè, erano sempre assieme loro. Quali contatti...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E se gli capitava a uno di essere da una parte e a quell'altro di essere da un'altra parte, come facevano a tenersi in contatto? Perché non siamo a Palermo, siamo fuori da Palermo.
EX 210 Romeo: Non ho capito bene questa...
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero le ha chiesto se capitava che uno fosse in un luogo e un altro un po' più in là, 100 metri, 200 metri, un chilometro. Come facevano a tenersi in contatto fra di loro?
EX 210 Romeo: Per via radio.
PRESIDENTE: Per via radio?
EX 210 Romeo: Sì, radioline queste trasmittenti.
PRESIDENTE: Ah, radiotrasmittenti.
PUBBLICO MINISTERO: Sa se adopravano oltre alle radiotrasmittenti, cellulari?
AVVOCATO Florio: Opposizione. Questa domanda è suggestiva. Avvocato Florio.
PRESIDENTE: Siamo come al solito, avvocato. Non c'è nessuna suggestione, potrebbe dire di no o di sì. E' la stessa cosa.
AVVOCATO Pepi: (voce fuori microfono)
Allora suggeriamogliele tutte!
PRESIDENTE: Avvocato, è inutile che lei commenti. Faccia anche lei i suoi argomenti di opposizione, ma non...
AVVOCATO Pepi: Presidente, mi sembra del tutto inutile ormai fare opposizione. Mi sembra che la difesa in questo processo sia impossibil...
PRESIDENTE: Avvocato, può ritenere inutile tutto quello che crede. Però, lei deve ammettere che io...
AVVOCATO Pepi: Prenderò le mie decisioni.
PRESIDENTE: ... ho l'obbligo di decidere.
AVVOCATO Pepi: Certo.
PRESIDENTE: Ho il dovere di decidere.
AVVOCATO Pepi: E' da novembre che però decide a senso unico, Presidente.
PRESIDENTE: Decido con le mie scarse capacità. Se non va bene, qualcheduno mi rimprovererà a suo tempo e voi avrete soddisfazione se per caso dovesse finir male per voi il processo.
Ma io non posso pensare di decidere col vostro metro di giudizio...
AVVOCATO Pepi: (voce fuori microfono)
Infatti è quello del Pubblico Ministero.
PRESIDENTE: ... Devo decidere con il mio.
Vuole rispondere?
EX 210 Romeo: Non ho capito bene la domanda.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero dopo che lei ha detto 'si tenevano in contatto con le radiotrasmittenti', le ha chiesto se le risulta o qualcheduno le ha detto che si tenevano in contatto anche con i telefoni cellulari.
EX 210 Romeo: Cioè, per fare l'attentato no. Penso di no.
PRESIDENTE: No, non le chiedo quello che pensa. Io voglio sapere quello che le hanno detto, se gliel'hanno detto.
EX 210 Romeo: Una volta Spatuzza si è lamentato che c'è stato Barranca che gli ha dato il numero di telefonino a Piero Carra, e Piero Carra gli ha chiamato a Spatuzza nel cellulare. Questo.
PRESIDENTE: Lei non sa altro?
EX 210 Romeo: Eh?
PRESIDENTE: Non sa altro su questo punto?
EX 210 Romeo: No.
PRESIDENTE: Non faccio commenti. Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo fatto si sarebbe verificato in relazione a qualche episodio di attentato, oppure così, a prescindere dagli attentati? Mi faccia capire.
EX 210 Romeo: Io so che c'aveva... l'ha chiamato così.
PRESIDENTE: Ma nel momento o nel periodo o nei giorni in cui si stava preparando un attentato? O in un giorno qualsiasi nel tempo?
EX 210 Romeo: Io so che Piero Carra gli ha telefonato... cioè di qua, non da Palermo.
PRESIDENTE: "Di qua" vuol dire da Roma?
EX 210 Romeo: Da Roma...
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Certo, certo. Mi meraviglio che l'abbia chiesto solo ora. Io non sopporterei un minuto. Fa chiudere quella tenda?
Si può? Non si può?
Possiamo pregare il Pubblico Ministero di spostarsi, perché pare che quella tenda non possa chiudersi più di così.
Allora, ecco, basta che si sposti un pochino, perché la tenda non si può...
PUBBLICO MINISTERO: Abbiamo migliorato sensibilmente la situazione.
Allora, volevo far presente a Romeo che il 14 dicembre del '95 - come risulta dalla trascrizione a pagina 13, direi - io gli ho fatto una domanda che riguardava cellulari e - Romeo, mi segua - mi ha risposto così:
"Quello che l'aveva, era Spatuzza. Lo Nigro, poi, come Giacalone, io penso... e basta, non l'aveva più nessuno. L'aveva Pietro Carra, che era lui quello che andava, faceva il trasportatore.
Spatuzza dice che Pietro Carra, una volta..."
"Non ho capito, alzi la voce." Come al solito.
"Spatuzza una volta, mentre che eravamo latitanti, dice che Pietro Carra gli ha telefonato nel telefonino cellulare che aveva lui."
"E quando gliel'aveva fatta questa telefonata?"
"Forse quando era a Firenze, non lo so".
Ecco, questo è il discorso che lei fece con le sue testuali parole il 14 dicembre del '95.
Il ricordo che lei oggi ha illustrato, lo trova negli stessi termini in cui mi ha fatto questa dichiarazione due anni fa, oppure c'è differenza?
EX 210 Romeo: No, confermo questa dichiarazione.
PRESIDENTE: Con l'aggiunta che ha detto "forse".
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Non è sicuro.
EX 210 Romeo: Come?
PRESIDENTE: Non è neanche sicuro.
EX 210 Romeo: No, l'ha chiamato... cioè, la zona dove sono, non lo so se a Firenze, a Roma; però qua sopra, lui era.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma volevo sapere: come mai Spatuzza le raccontò di questa telefonata su cellulari?
EX 210 Romeo: Perché dice che la Magistratura aveva preso questa telefonata e avevano arrivato a lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Io, da quello che ho letto, dalla sua dichiarazione, dice: "Mentre che eravamo latitanti".
Mi ha seguito?
EX 210 Romeo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, "mentre eravamo latitanti", dopo che si è reso latitante anche lei?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, di quell'altro attentato che successe a Milano, qualcuno le ha mai detto qualche cosa?
EX 210 Romeo: Io so che sono stati pure loro a fare quello di Milano.
PRESIDENTE: Lei lo sa, ma per che cosa lo sa? Gliel'ha detto qualcuno?
EX 210 Romeo: Me l'ha detto Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Le ha dato qualche particolare su questo fatto oppure no?
EX 210 Romeo: Mi ha detto che sono stati loro a fare... diciamo a mettere... a fare saltare in aria là.
PUBBLICO MINISTERO: Ma nei particolari di questo fatto ci è entrato, Giuliano, quando le ha fatto il racconto, oppure non le ha detto nulla?
EX 210 Romeo: Cioè, io in questo momento non mi ricordo. L'ho detto ai Pubblici Ministeri, però non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Va bene. Dopo vedremo che cosa ha detto lei su questo argomento.
Senta, lei ha parlato di Pietro Carra. Le faccio una domanda molto semplice: lei ricorda quando Carra fu arrestato?
EX 210 Romeo: E' stato arrestato...
PUBBLICO MINISTERO: Non la data precisa. Lei ricorda l'arresto di Carra?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quanto tempo prima di lei fu arrestato Carra?
EX 210 Romeo: Non ricordo il tempo che c'è stato.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
EX 210 Romeo: Non ricordo il tempo che c'è stato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma voglio dire...
PRESIDENTE: Dopo molti mesi, pochi mesi, qualche settimana, un anno, più di un anno?
EX 210 Romeo: No, sei mesi; dopo qualche sei mesi.
PUBBLICO MINISTERO: Carra sapeva dove abitava lei, Romeo?
EX 210 Romeo: Sì, lo sapeva dove abitavo.
PUBBLICO MINISTERO: E' mai venuto a cercarla a casa Carra?
EX 210 Romeo: Sì, più di una volta.
PUBBLICO MINISTERO: E...
EX 210 Romeo: Assieme a Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Veniva per qualche ragione particolare, cioè quando aveva bisogno di venir da lei, oppure veniva da lei così, solamente per farle un saluto?
EX 210 Romeo: Cioè, lui veniva da me perché si lamentava che si sentiva... dopo avergli fatto tutto quello che aveva fatto, si sentiva uno messo da parte.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: E io gli dicevo: 'perché non te ne vai a lavorare? Non lo vedi quello che sta succedendo?'.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: E lui si sentiva trascurato, così.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto tante volte, oggi, che quello che aveva sempre portato l'esplosivo per gli attentati era questo Carra.
Però, a parte la volta in cui lei stesso ha caricato il camion di Carra, tutte le altre volte lei lo afferma perché ha avuto un racconto da parte di qualcuno.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. Ma Carra, di persona, le ha mai detto di aver a che fare con le stragi? Lui, proprio Carra.
EX 210 Romeo: Cioè, io so che lui, in un primo tempo, non ne sapeva nulla di che stava trasportando l'esplosivo. Poi, successivamente, l'ha saputo; se l'è immaginato quando hanno fatto le stragi, quello l'ha capito. E poi perché gliel'ha detto pure Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Però volevo sapere, un pochino più precisamente, se Carra è mai venuto, ha mai parlato con lei di qualche cosa che riguardava, in qualche modo, le stragi. A stragi fatte, ovviamente; dopo che lei è in libertà, mica prima.
EX 210 Romeo: No, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha mai saputo se Carra si preoccupava, Carra e anche gli altri si preoccupavano di essere stati individuati per queste stragi, e quindi di finire arrestati, doversi dar latitanti e cose di questo genere?
EX 210 Romeo: Io, l'ultima volta che ho visto a Piero Carra, lui era preoccupato per il fattore dell'esplosivo che lui saliva. E non aveva il posto dove andare a dormire, perché si voleva buttare latitante.
Io gli ho detto: 'va be'. Lui mi aveva detto a me: 'per questa sera me ne vado a dormire da mia sorella, poi...'.
Gli ho detto: 'poi vieni con me, vieni. Una volta che non hai dove andare...'.
Poi lui mi ha detto, dice: 'faccio l'ultimo viaggetto e vengo con te, poi'.
Poi è stato che l'hanno arrestato. L'hanno arrestato a Genova.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ricorda se c'era stato qualche cosa di particolare che aveva messo preoccupazione addosso a Carra, oppure se era una preoccupazione che circolava tra tutti?
EX 210 Romeo: C'era una preoccupazione di tutti. Perché già la Magistratura sapeva chi è che era stato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le faccio subito una contestazione, così mi risparmio l'opposizione dai difensori. Si perde solamente tempo.
Dunque, a pagina 78 della trascrizione dell'interrogatorio del 1 dicembre del '95, le viene posta questa domanda:
"Lei ha mai saputo di qualche pezzo di carta, qualche foglio del processo o delle indagini che era andato a finire in mano a qualcuna di queste persone di cui lei ha parlato?"
E questa è la sua risposta: "Io, prima che ci fu l'arresto di... ci fu una volta Piero Carra che mi venne a cercare a casa mia. Siccome mi stavo lavando, gli dissi di venire dopo una mezz'oretta, cioè non mi interessava.
Poi, quello che sono venuto a sapere io, che lui venne e poi se ne riandò."
"Venne e se ne andò?"
"Sì, perché non mi feci trovare dentro. Dissi: ma che vuole, questo?. Ed era che c'aveva un foglio, Carra, che poi ha fatto avere o a Spatuzza o a Grigoli, in cui erano messi i nomi. C'era il nome di lui, il nome di Spatuzza, di Lo Nigro e qualche altro che non mi ricordo bene."
Ecco, ora che le ho letto questo pezzo di questo interrogatorio del 1 dicembre del '95, le viene in mente questo episodio del Carra che si presenta con un foglio, o che comunque c'aveva un foglio per le mani con dei nomi scritti, oppure non le torna in mente niente?
EX 210 Romeo: Sì, confermo questo.
PUBBLICO MINISTERO: Se l'era dimenticato, Romeo?
EX 210 Romeo: Sì, sì. E me lo ricordo, cioè, me lo sto ricordando adesso.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito.
PRESIDENTE: Se lo ricorda ora...
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
PRESIDENTE: ... che ha avuto la lettura e gli è tornato a mente.
PUBBLICO MINISTERO: Per tornare a una domanda che le ho già fatto e lei mi ha anche dato una certa risposta, sempre come contestazione le debbo dire che nello stesso interrogatorio - pagine 71 e 72 della trascrizione - si sviluppa questa serie di domande e di risposte.
Veramente è una cosa molto semplice. Io le faccio questa domanda:
"Insieme a Giuliano e a Lo Nigro, lei sa chi era venuto a Firenze?"
Risponde lei: "A Firenze, c'erano tutti quelli che c'erano prima; c'era Barranca. Tutti."
Lei, precedentemente, ha nominato, in relazione a questo fatto: Spatuzza, Lo Nigro, Giuliano. E io le chiedo, appunto:
"Sa chi era venuto a Firenze oltre a Giuliano e a Lo Nigro?"
E lei fa il nome di Barranca, in questo interrogatorio.
Allora, è un'indicazione che lei fece perché era sicuro di quello che diceva, oppure, visto che oggi non se lo ricordava più, vuol dire che a suo tempo questo nome lei lo fece senza esserne sicuro?
EX 210 Romeo: No, ero sicuro, io. Solo che poi c'è... come Barranca, come Fifetto Cannella, poi un paio sono scesi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma...
PRESIDENTE: Ah, sono tornati in Sicilia?
EX 210 Romeo: Sì, sono... perché di Spatuzza, Giuliano non li gradivano questi, perché dice che non facevano niente, non si muovevano.
PUBBLICO MINISTERO: Ma insomma, quello che mi preme è questo qui: lei a suo tempo fece il nome di Barranca, rispondendo a una mia domanda che era volta a sapere chi c'era oltre a Lo Nigro e a Giuliano.
Lei testualmente ha detto:
"A Firenze c'erano tutti quelli che c'erano prima; c'era Barranca," - virgola - "tutti."
AVV. Cianferoni: Presidente, opposizione.
PUBBLICO MINISTERO: No, potrò leggere un verbale in santa pace. Se non posso fare nemmen questo, allora...
PRESIDENTE: Dica.
AVV. Cianferoni: La mia opposizione verte, a questo punto, anche sul metodo, perché tante volte mi sono riproposto di non chiosare mai le mie domande.
Ora, io credo che l'inciso, dopo una frase che è rimasta agli atti, del signor Romeo sulla persona del mio rappresentato, Barranca, che il Pubblico Ministero argomenti dicendo: "Quello che mi preme...", "Ma insomma," - ha detto - "quello che mi preme di sapere è se...", ecco, a me pare che questo inciso non si debba ammettere nella domanda.
Perché il passaggio mi pare di una certa rilevanza e, devo dire, al processo non interessa - se posso permettermi - quello che preme di sapere al Pubblico Ministero. Se mi sbaglio lo dirà la Corte. Comunque vi è opposizione, perché la domanda è suggestiva.
PRESIDENTE: Avvocato, guardi che credo sia proprio lei che molto spesso esprime valutazioni...
AVV. Cianferoni: L'ho detto.
PRESIDENTE: Allora, pregherò il Pubblico Ministero di non farsi scappare valutazioni, ma il testo, il contesto della domanda - che non è altro che una ricapitolazione in sintesi della frase che aveva appena letto e che l'esaminato aveva dichiarato nel corso di quell'interrogatorio - mi pare che fosse più che coerente con le norme.
La risposta c'è già stata, possiamo proseguire.
PUBBLICO MINISTERO: Veramente la domanda non l'avevo nemmeno finita.
PRESIDENTE: No?
PUBBLICO MINISTERO: No, perché...
PRESIDENTE: E allora...
PUBBLICO MINISTERO: ... ho avuto la consueta interruzione, travestita da opposizione, su una domanda che non era nemmeno finita di formulare.
Io volevo essere sicuro di una cosa...
AVV. Cianferoni: No, signor Presidente, abbia pazienza. Siccome...
PRESIDENTE: Avvocato...
AVV. Cianferoni: ... ne va della dignità della mia professione e non del mio mestiere, come è stato detto prima dall'illustre contraddittore...
PUBBLICO MINISTERO: Non so che farci.
AVV. Cianferoni: ... io ho avuto la parola perché mi è stata data dalla Corte.
Ho argomentato, mi...
PRESIDENTE: Va benissimo, avvocato.
AVV. Cianferoni: ... mi risiedo e per il momento non parlo più.
PRESIDENTE: Non se la prenda, il mondo ha altre cose più gravi.
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato Cianferoni, vuol dire che l'osservazione che ho fatto io non riguarda lei, ma riguarda il Presidente. Me ne prendo le responsabilità.
Perché a me pare, la domanda, di non averla finita di formulare. Il discorso è molto semplice.
Io volevo sapere - e la domanda è esattamente questa - avendo, Romeo, nell'interrogatorio dell'11 dicembre, che io ho richiamato ai fini della contestazione, fatto il nome di Barranca in relazione all'attentato a Firenze, se quando ha fatto questo nome era sicuro oppure no.
EX 210 Romeo: Sì, sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Questo nome da chi le fu fatto?
*EX 210 Romeo: Da Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Giuliano si espresse in maniera sicura, chiara, sul fatto che questa persona era stata a Firenze per l'attentato, o fu una....
AVVOCATO Pepi: Opposizione, questa è una valutazione, Presidente. Non se ne può veramente più, a questo punto.
AVVOCATO: Obiezione, obiezione.
PRESIDENTE: Scusate, ma se parlate in due o in tre non si sente la voce di nessuno.
AVVOCATO Pepi: Presidente, questa è una valutazione. Non si può andare avanti in questa maniera.
PRESIDENTE: A me non mi pare che sia una valutazione, avvocato.
E' il pretendere addirittura di essere sicuro che questo dichiarante ci dica qualcosa che realmente ha sentito affermare da altri.
Io non riesco a capire...
AVVOCATO Florio: Presidente, chiedo scusa. Forse, però, la domanda era diversa, da parte del Pubblico Ministero. Cioè, la domanda era, il Pubblico Ministero mi correggerà...
PRESIDENTE: Il suo nome, avvocato. Per la registrazione, non per me, perché la vedo benissimo.
AVVOCATO Florio: Sì, certo. Avvocato Florio.
Credo - e il Pubblico Ministero mi correggerà - che la domanda fosse diversa, e cioè se Giuliano era sicuro di questo nome. Questa è una valutazione, a parere modesto di questo giurista.
PRESIDENTE: E questa può essere una valutazione, effettivamente è vero. Una volta tanto devo ammettere che lei ha ragione.
AVVOCATO Florio: La ringrazio.
PUBBLICO MINISTERO: Su che... No, io non...
PRESIDENTE: No, la domanda del Pubblico Ministero, lei è sicuro che Giuliano era sicuro - Giuliano - quando le disse questo nome?
AVVOCATO Florio: Ecco, così...
PUBBLICO MINISTERO: Non era assolutamente questa, la domanda, Presidente.
PRESIDENTE: Allora ce la ripeta.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, la invito a sentire la registrazione, ma sennò la riformulo.
PRESIDENTE: No, io posso anche averla capita male. La ripeta e vediamo che senso effettivo aveva.
PUBBLICO MINISTERO: Cambio argomento, Presidente.
PRESIDENTE: Cambiamo argomento.
PUBBLICO MINISTERO: Chiedo cinque minuti di sospensione dell'esame.
PRESIDENTE: Benissimo. Prendiamo cinque minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Riprendiamo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, senta Romeo, prima di cambiare tipo di domande, ho bisogno di chiederle ancora una cosa. Lei, stamattina, mi diceva che quando imbarcò con Giuliano... con Giacalone, chiedo scusa, e poi con Giuliano, Giuliano aveva forse - ma lei non lo sa con sicurezza, mi ha detto - forse fatto uso di un nome più o meno simile a Luciano, o qualcosa di simile.
Ecco, ho bisogno di chiederle un particolare in più: ma quando uno monta un'automobile su un traghetto, dà la targa, no? Lo sa questo particolare?
*EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei sa se o Giacalone o Giuliano, quando siete montati sul traghetto con le macchine, hanno adottato qualche accorgimento sulla targa?
EX 210 Romeo: Cioè, Giuliano ci dava sempre i primi numeri e poi gli altri glieli dava sbagliati.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Va bene.
Senta, ora lei a tutte le domande che le ho fatto, mi ha raccontato tante cose che ha conosciuto direttamente; tante altre cose che ha conosciuto perché gli sono state raccontate da altri. E in particolare e per la maggior parte, molte cose, lei dice, gliel'ha raccontate Giuliano Francesco.
E' esatto questo discorso?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Abbia pazienza, ma siccome si tratta di confidenze su fatti anche molto gravi. Ecco, come spiega lei, c'ha una spiegazione da darmi sulla ragione per la quale Giuliano le raccontava certe particolari cose anche molto serie, molto gravi?
EX 210 Romeo: Cioè, era lui che me le raccontava a me.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: Non è che glielo chiedevo lui.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ma, voglio dire, c'era... lei ha detto che con questa persona si conosce da molti anni.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma un conto è conoscersi e un conto è potersi raccontare fatti particolarmente gravi, come quando si parla di attentati, voglio dire, siamo davanti a fatti particolarmente gravi.
Sulla base di che cosa c'era questa particolare confidenza tra Giuliano e lei?
EX 210 Romeo: Cioè, eravamo troppo amici.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma a parte l'amicizia. Lei e Giuliano, avete avuto delle esperienze per reati insieme, oltre a quello che lei ci ha già raccontato?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Avete fatto dei reati insieme?
EX 210 Romeo: Sì, facevamo pure rapine assieme. Tante rapine abbiamo fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei e Giuliano insieme da soli oppure con qualcun'altra delle persone delle quali lei ha parlato oggi?
EX 210 Romeo: No, ero io, Ciaramitaro Giovanni, Faia Salvatore, lui. Poi c'erano altre persone che sono scomparse: Dragna Giuseppe, Ingrassia Isidoro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto, ha ricordato che è stato arrestato nel settembre del '92. Per l'appunto, per una storia di rapine.
Ecco, ma prima di questa data, prima di finire in carcere, lei aveva già commesso dei reati specificamente...
EX 210 Romeo: Ma io...
PUBBLICO MINISTERO: ... con Giuliano, con altri, Ciaramitaro, Faia?
EX 210 Romeo: Ma, quella era la quinta volta io che venivo arrestato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Però, in particolare...
EX 210 Romeo: Mi arrestavano sempre, diciamo, mi venivano a prendere a casa che mi imputavano rapine. Sempre con ignoti.
PUBBLICO MINISTERO: Ma io volevo in particolare sapere se lei aveva commesso prima di questo arresto del '92, già dei reati assieme a Ciaramitaro, a Giuliano o eventua... a Faia. Perché queste son le persone che lei ha nominato ora.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E che tipo di reati avevate commesso assieme?
EX 210 Romeo: Rapine di TIR facevano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando lei ha iniziato la sua collaborazione, lei ha riferito anche di omicidi?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha fatto ritrovare armi, ha fatto ritrovare esplosivo. Ha fatto ritrovare anche cadaveri?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, ha fatto trovare cadaveri per omicidi che aveva fatto lei?
EX 210 Romeo: Sì. L'avevo commesso io con Giuliano, con Spatuzza e altri persone che sono qua.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e i cadaveri di quali persone ha fatto ritrovare, in particolare?
EX 210 Romeo: Uno vicino via Messina Marine, un altro una zona di Bolognetta, vicino dove c'ha il villino Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda il nome delle vittime?
EX 210 Romeo: Cioè, io in questo momento non mi ricordo. Uno era un tunisino che era imbarcato nel peschereccio di Lo Nigro. E uno che, in questo momento, non mi viene il nome.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, un cadavere che lei ha fatto ritrovare, era di un tunisino?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che era stato imbarcato sul peschereccio di Lo Nigro?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questo è il cadavere che ha fatto ritrovare dove?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dove l'ha fatto ritrovare questo cadavere?
EX 210 Romeo: In via Messina Marine.
PUBBLICO MINISTERO: In che punto?
EX 210 Romeo: Una zona di mare.
PUBBLICO MINISTERO: Questo tunisino perché era stato ucciso?
EX 210 Romeo: Perché dice Lo Nigro che si giocava e che sapeva, diciamo, il nascondiglio del peschereccio.
PUBBLICO MINISTERO: In che senso il nascondiglio?
EX 210 Romeo: Cioè, dove trafficavano loro. Cioè, c'era un nascondiglio nel peschereccio.
PUBBLICO MINISTERO: E a che serviva questo nascondiglio?
EX 210 Romeo: Per nascondere hashish quando facevano, andavano a prendere hashish.
PUBBLICO MINISTERO: Perché a lei risulta che Lo Nigro avesse fatto dei viaggi con l'hashish sul peschereccio?
EX 210 Romeo: Cioè, mi risulta a me, perché ci sono andato io.
PUBBLICO MINISTERO: Ci è andato anche lei. Ho capito.
Quindi lei è montato sul peschereccio di Lo Nigro, per andare a fare, per andare a prendere dell'hashish, vuol dir questo?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E con chi ci è andato?
EX 210 Romeo: Ero io, suo padre, l'equipaggio che c'era a bordo. Cioè, la prima volta.
E poi siamo ritornati vuoti; poi ci siamo andati di nuovo, dopo tre giorni. E è venuto pure Garofalo Giovanni.
PUBBLICO MINISTERO: E lo avete portato l'hashish?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dove siete andati a prenderlo?
EX 210 Romeo: Cioè, era tutta zona mare, là. E allora suo padre mi ha detto che era nel Marocco, Spagna.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, ma lei c'era sulla nave?
EX 210 Romeo: E c'ero. Però io non è che so in mare là, dov'era.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei non sapeva dov'era il posto dove siete andati a prendere questa roba?
EX 210 Romeo: No.
PUBBLICO MINISTERO: E quanta roba portaste via?
EX 210 Romeo: Cioè, l'abbiamo caricato, l'ho caricato pure io.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: Solo che io non so se era là, dove lo abbiamo caricato, non sapevo se era Marocco, se era Spagna...
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Questo, l'ho capito.
EX 210 Romeo: Però, in queste località, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. E quanto hashish avete portato via? Se lo ricorda?
EX 210 Romeo: Cioè, io sapevo che era un 3500, 4-5000 chili, una cosa di questo.
PUBBLICO MINISTERO: E questo hashish che fine ha fatto?
EX 210 Romeo: Cioè, era un viaggio che stava facendo Lo Nigro ai calabresi.
PUBBLICO MINISTERO: E questo hashish poi che fine ha fatto, è arrivato in Sicilia?
EX 210 Romeo: Sì, siamo arrivati qua a Trapani.
Io ho chiamato a casa di Lo Nigro con un telefonino cellulare di Ciaramitaro Giovanni e gli ho detto che eravamo arrivati.
E lui stava organizzando, diciamo, per scaricarlo.
Comunque io sono sceso a Trapani, io e Garofalo, e siamo andati a casa.
Poi mi sembra che il lunedì abbiamo scaricato tutto nella zona di Carini.
PUBBLICO MINISTERO: E dopo che è stato scaricato, questo hashish, che fine ha fatto? Lo sa lei?
EX 210 Romeo: Lo abbiamo portato in via Messina Montagne.
PUBBLICO MINISTERO: Dove, al capannone?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi?
EX 210 Romeo: E lo abbiamo lasciato là. E poi si è caricato, dopo, l'indomani, mi sembra. Lo abbiamo caricato sopra il camion, gli abbiamo messo un cento casse di arance, mandarini. E nel mezzo, gli abbiamo messo, diciamo, l'hashish.
E poi Piero Carra, con un calabrese, lo ha portato a Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda che tipo di camion era quello col quale fu fatto questo viaggio?
EX 210 Romeo: Era un 110, mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questa vicenda qui, di questa operazione, doveva portare un guadagno, dei soldi anche a voi, anche a lei, oppure no?
EX 210 Romeo: Io, in primo tempo, sapevo che dovevano lasciare i calabresi o 150 o 450 chili di fumo. E si doveva vendere per noi.
E poi, diciamo, si è venduto, lo ha venduto Garofalo assieme a Faia.
E quello, diciamo, che... lo ha venduto, e poi diciamo, dice che i soldi li hanno investiti, che si doveva andare a comprare altro hashish.
Solo che poi non si è fatto più niente, perché c'è stato il discorso di Pasquale Di Filippo, e...
Cioè, la barca era partita, però poi è ritornata vuota.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei di questi calabresi di cui sta parlando, ricorda qualche cosa?
EX 210 Romeo: Cioè, io ne ho visti due.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Dove, al capannone?
EX 210 Romeo: Uno era al capannone e uno era... No, tutti e due... Siccome quando siamo andati a prendere questo hashish, Lo Nigro è salito assieme ai calabresi qua, nel Marocco. Cioè, l'ho visto su... che poi questi due sono saliti sulla barca.
Lui, Lo Nigro se n'è andato con un calabrese, di nuovo, diciamo, in aereo; e un altro è venuto con noi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. E' venuto con voi sulla barca, vuol dire?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Fino a dove...
EX 210 Romeo: Fino a Trapani. E poi, diciamo, appena siamo arrivati a Trapani mi sono fatto venire a prendere. E poi Garofalo Giovanni lo è andato a lasciare a Messina. Che lui, dice, doveva andare a casa, in Calabria.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma di questi calabresi ricorda qualcosa, come si chiamavano?
EX 210 Romeo: Cioè, uno si... quello che era sulla barca si chiamava Virgilio. Solo che si faceva chiamare Giovanni. Però si chiamava...
L'altro si chiamava Totò.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, quindi Carra portò a Milano questo camion sotto le cassette delle arance - se ho capito bene -, e questa è la domanda: una parte, o tutto, questo hashish che veniva... era arrivato sul peschereccio di Lo Nigro?
EX 210 Romeo: Cioè, quasi tutto. Perché non è che ha lasciato un pochettino di hashish a Palermo. 400-450 chili.
Cioè, tutto il resto è andato tutto... era dei calabresi, perché gli avevano fatto un viaggio.
Cioè, lui, Lo Nigro, veniva pagato dai calabresi.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, era Lo Nigro che aveva contatto con questi calabresi?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E con questi calabresi aveva fatto affari di hashish, o li aveva fatti anche di altra natura?
EX 210 Romeo: Non ricordo in questo momento.
PUBBLICO MINISTERO: Sa se Lo Nigro aveva fatto dei viaggi, in relazione a tutti questi traffici con i calabresi?
EX 210 Romeo: Cioè, io so che ne ha fatto più di uno, viaggio.
PUBBLICO MINISTERO: Ma io non dico solo all'estero, anche in Italia.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
EX 210 Romeo: Non ho capito bene, diciamo...
PUBBLICO MINISTERO: La domanda.
Volevo sapere se le risultava che Lo Nigro, in relazione a questi traffici che aveva con i calabresi, aveva fatto viaggi, non solo all'estero - mi pare che lo abbia detto, ha parlato dell'aeroplano e tutto il resto - ma se aveva fatto dei viaggi anche in Italia.
EX 210 Romeo: Cioè, io so tutti all'estero che li ha fatti.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
EX 210 Romeo: Cioè, so che li ha fatti tutti all'estero.
E' andato a prendere il fumo, diciamo l'hashish, nel Marocco e lo portava in Italia.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei poco fa diceva che, su questo camion 110 - non so nemmeno che modello sia, ma insomma, ha poca importanza - Carra prese e partì per andarsene a Milano.
Sa se ci andò imbarcando il camion sul traghetto, o se ci andò via terra?
EX 210 Romeo: Io, quello che ho saputo io, se n'è andato via terra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. lei ricorda di essere mai stato al porto in occasione di un rientro di Carra via mare da fuori Palermo?
EX 210 Romeo: Sì. Sì, c'era... Cioè, si aspettava a Piero Carra che veniva con il camion, cioè il trattore. Che veniva, che doveva portare delle cose di stupefacenti. E c'era Spatuzza che mi aspettava in via Messina Montagne.
Cioè, io poi ho camminato avanti con Piero Carra e siamo andati nel magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei gli batteva la strada a Piero Carra?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E, in questa occasione, che roba portò Carra?
EX 210 Romeo: C'erano...
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto stupefacente.
EX 210 Romeo: Sì. Cose che si doveva fare, si faceva, dice, droga.
PUBBLICO MINISTERO: E da dove veniva questa roba che aveva portato Carra?
EX 210 Romeo: Cioè, lo ha preso a Milano, però... Cioè, l'ha preso a Milano, dice, nei calabresi.
PUBBLICO MINISTERO: Ma erano sempre i soliti calabresi anche della storia dell'hashish, o erano calabresi diversi, questi?
EX 210 Romeo: Come? Non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Erano gli stessi calabresi interessati a queste operazioni sull'hashish, o erano calabresi diversi?
EX 210 Romeo: No, sempre quelli.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma per andare a Milano a prendere questo stupefacente che poi portò giù, Carra come aveva fatto a prendere contatti con questi calabresi?
EX 210 Romeo: Perché...
PUBBLICO MINISTERO: Aveva fatto da sé, o lo aveva aiutato qualcuno?
EX 210 Romeo: Non ci è andato Cosimo Lo Nigro, conosceva i calabresi tramite lui.
Cioè, lui ci diceva: 'viene, devi andare qui, in questo punto', e lui ci andava.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. lei sa se questi calabresi hanno mai fornito delle armi?
EX 210 Romeo: Sì, io l'ho visto che Cosimo Lo Nigro aveva acquistato delle armi.
PUBBLICO MINISTERO: Mi spieghi un attimo come sta questo discorso.
Cioè, lei le ha viste queste armi?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dove le ha viste?
EX 210 Romeo: In via Messina Montagne.
PUBBLICO MINISTERO: E com'erano arrivate, da dove venivano?
EX 210 Romeo: Cioè, io so che erano da... le avevano comprate i calabresi. Dall'Olanda, una cosa di queste.
PUBBLICO MINISTERO: E a Palermo come ci erano arrivate?
EX 210 Romeo: Le ha trasportate Piero Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei lo ha visto proprio Carra arrivare con queste armi?
EX 210 Romeo: No...
PUBBLICO MINISTERO: Oppure gliel'hanno raccontato a lei?
EX 210 Romeo: Questa è stata un'altra volta, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma voglio dire: che le armi le ha portate Carra, è una cosa che lei conosce direttamente, o gliel'ha raccontata qualcuno?
Se se lo ricorda.
EX 210 Romeo: No, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Queste armi, però, ha detto di averle viste?
EX 210 Romeo: Sì, ho visto armi...
PUBBLICO MINISTERO: Che roba era?
EX 210 Romeo: Cioè, c'erano pistole, Machine Pistole, pure c'erano. Che poi l'avete trovato pure, qualche arma che... C'erano Kalashnikow, c'era pure il lancia missile.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che questa roba, parte di questa roba, è stata ritrovata?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma l'ha fatta ritrovare lei, o è stata ritrovata in altre circostanze?
EX 210 Romeo: Cioè, qualcuna l'ho fatta ritrovare io. E altri che l'hanno trovata.
PUBBLICO MINISTERO: E quelle che ha fatto ritrovare lei, quali erano? Quelle di cui ha parlato stamani alla macchina dell'acqua, a Ciaculli, oppure...
EX 210 Romeo: Sì, qualcuna che ce n'era là.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, bisogna tornare un attimo da dove eravamo partiti, cioè a dire, sull'omicidio di questo tunisino. Dove fu fatto?
EX 210 Romeo: In via Messina Marine.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, non nel capannone.
EX 210 Romeo: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. E lei era tra quelli presenti, al momento dell'omicidio?
EX 210 Romeo: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Era presente al momento dell'omicidio?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E chi erano le persone presenti, assieme a lei?
EX 210 Romeo: Ero io, Grigoli Salvatore, Giuliano Francesco e Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma lei, prima di essere arrestato nel settembre del '92, ne aveva già fatti omicidi?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E con chi li aveva fatti. E perché, soprattutto, aveva fatto questi omicidi.
EX 210 Romeo: Cioè, con Giuliano Francesco.
Uno, è stato Dragna Giuseppe...
PUBBLICO MINISTERO: Dragna, ha detto?
EX 210 Romeo: Sì. Che era... sono venuti a sapere che era confidente dei Carabinieri. E un altro che lo abbiamo ucciso io e lui.
PUBBLICO MINISTERO: E chi è quest'altro?
EX 210 Romeo: Damiano Rizzuto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dove avvenne l'omicidio di questo Dragna Giuseppe?
EX 210 Romeo: Nel villino di Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Quello di Bolognetta?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei era presente quando fu fatto l'omicidio?
EX 210 Romeo: Questo omicidio di qua?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, di Dragna.
EX 210 Romeo: Sì, l'ho portato io a Dragna.
PUBBLICO MINISTERO: Lo ha portato, cosa vuol dire?
EX 210 Romeo: Cioè, l'ho attirato nel tranello.
PUBBLICO MINISTERO: Con quale scusa?
EX 210 Romeo: No, non ce n'erano scuse, perché lui era uno che camminava tutto il giorno con me. Facevamo pure TIR, rapine ai TIR, assieme.
PUBBLICO MINISTERO: E con chi, da chi fu fatto questo omicidio?
EX 210 Romeo: C'era Renzino Tinnirello, Giuseppe Barranca, Giuliano Francesco, io, Vito Federico e Giuliano Salvatore.
E poi si aspettava che veniva pure Cannella Cristoforo, solo che lui è arrivato in ritardo.
Comunque, quando fu strangolato, io e Giuliano Salvatore ce ne siamo andati. E ci hanno pensato loro a spostare il cadavere.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma lì, in questo villino, per quello che lei ne sa, questo è l'unico omicidio che si è verificato, o se ne sono verificati altri?
EX 210 Romeo: Poi ce n'è stato uno che, mi pare che è stato '87-'88.
PUBBLICO MINISTERO: No, a me basta sapere quelli ai quali ha partecipato lei.
EX 210 Romeo: Un altro, diciamo, Damiano Rizzuto.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma sto chiedendole degli omicidi che si sono verificati nel villino di Bolognetta.
Lei ha ricordato l'omicidio di questo Dragna e mi ha detto - se ho capito bene - che questo fatto è successo prima che lei fosse arrestato a settembre del '92.
Ma dopo la scarcerazione, lei ha partecipato ad altri omicidi?
EX 210 Romeo: Dopo il febbraio che so...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, di questi altri omicidi successivi alla scarcerazione sua, volevo sapere, ve ne sono stati commessi nel villino di Bolognetta?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi vuol dire quali, per piacere?
EX 210 Romeo: Cioè, uno è stato quello che io ho fatto ritrovare a Bolognetta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: E poi... Cioè, in questo momento non mi ricordo.
Cioè, questo mi ricordo, però...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha commesso omicidi con Salvatore Grigoli?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma li ha commessi dopo la scarcerazione, o ne aveva commessi anche prima?
EX 210 Romeo: Dopo la scarcerazione.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, solo dopo la scarcerazione.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E ricorda qualcuno degli omicidi che ha commesso con Salvatore Grigoli.
EX 210 Romeo: Sì, ora mi ricordo... è stato uno nel villino, sempre di Giuliano. Un certo Caruso.
PUBBLICO MINISTERO: Caruso?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che aveva fatto questo Caruso?
EX 210 Romeo: Dice che era confidente di Brancaccio. E si è ucciso per questo.
PUBBLICO MINISTERO: E, anche per questo, ci fu qualche tranello?
EX 210 Romeo: Sì. Questo, lo ha portato Ciaramitaro Giovanni.
PUBBLICO MINISTERO: E con quale scusa?
EX 210 Romeo: Che ci doveva aggiustare una macchina, che lui aveva una Peugeot.
L'unico che lo conosceva era Ciaramitaro. E gli ha detto... siccome lui gli diceva sempre... sapeva che Giovanni Ciaramitaro lavorava con le macchine, e ci diceva se ci faceva capitare le carrozzerie, ruote... E con questa scusa lo ha portato al villino di Bolognetta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta un po', ma fu un omicidio, o una scomparsa, questo?
EX 210 Romeo: Una scomparsa. Cioè, lo abbiamo strangolato e lo abbiamo messo nell'acido.
PUBBLICO MINISTERO: E, a quello che ho capito, il fatto successe nel villino di Bolognetta.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'era lei, c'era Grigoli - perché io le ho chiesto se ha fatto omicidi con Grigoli e mi ha detto di sì...
EX 210 Romeo: C'ero io, Ciaramitaro Giovanni, Grigoli Salvatore, Spatuzza, Cosimo Lo NIgro, Vittorio Tutino e Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha parlato di Pasquale Di Filippo.
Ecco, ha commesso omicidi anche con Pasquale Di Filippo, lei?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Li ha commessi dopo la scarcerazione, o ne aveva commessi anche prima?
EX 210 Romeo: Dopo la scarcerazione.
PUBBLICO MINISTERO: Lei aveva rapporti con Pasquale Di Filippo prima del suo arresto del '92?
EX 210 Romeo: No, lo conoscevo di vista.
PUBBLICO MINISTERO: E, quindi, i rapporti con Di Filippo si sono, come dire, instaurati dopo che lei è stato scarcerato.
EX 210 Romeo: Io, quando sono uscito nel '94, l'ho visto che camminava con Giuliano.
E Giuliano... Cioè, l'ho visto vicino a lui. E lui ci andava sempre, spesso, quasi ogni sera, nel villino a giocare a carte.
E lui mi diceva: 'ci andiamo, vieni a passare qualche oretta?', e io non ci volevo andare. Che io, giocare a carte neanche me la fido.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: Comunque poi un giorno ci sono andato, io. Tutto qua.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Ma la domanda mia era, come dire, un po' più impegnativa. Le ho chiesto se aveva commesso omicidi con Di Filippo e lei mi ha detto di sì.
Ecco, intanto mettiamo subito in chiaro una cosa: lei, Di Filippo fratello, Emanuele, lo ha mai conosciuto?
EX 210 Romeo: Sì, lo conosco.
PUBBLICO MINISTERO: Che rapporti aveva con Emanuele Di Filippo?
EX 210 Romeo: Nessun rapporto. Cioè, lo salu... ci vediamo, 'ciao, ciao', e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, visto che ha commesso degli omicidi con Pasquale Di Filippo, quali si ricorda?
Sono stati uno, o più d'uno, quelli commessi con Pasquale?
EX 210 Romeo: No, più di uno. Cioè, quello di Villabate. Buscemi e Spataro.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, in questo fatto siete stati coinvolti tutti e due?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
AVV. Cianferoni: Presidente, su questo tipo di domande - sono l'avvocato Cianferoni - vorrei la Corte invitasse, quantomeno il Pubblico Ministero, a precisare meglio la rilevanza.
Perché, rifletto su questo dato: l'ultimo dei fatti che ci occupa, è contestato, com'è avvenuto, nell'aprile del '94.
Possiamo dare per pacifico che il signor Romeo è stato scarcerato a febbraio del '94.
Ora, se noi non sappiamo nemmeno in che contesto temporale si collocano questi fatti, non sappiamo se stiamo parlando di fatti, per esempio, successivi ai capi di imputazione, di un anno, un anno e mezzo.
E veramente si fa fatica a capire quale sia il nesso tra queste affermazioni, più che fatti, di questo dichiarante e il processo che stiamo celebrando.
Sotto questo profilo, mi oppongo alle domande.
PRESIDENTE: Pubblico Ministero, vorrebbe essere preciso su questo dato? Se crede. Perché, per la verità, ho già detto più di una volta - e lo torno a ripetere - questi fatti servono alla Corte per conoscere la personalità degli imputati, ma anche quella dell'esaminato.
Perché, anche dell'esaminato, soprattutto, nell'interesse delle persone che lui accusa, è necessario conoscere tutto quello che è possibile per valutarne la credibilità.
Comunque se il Pubblico Ministero vuol fornire anche i dati temporali, è un elemento in più.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, i dati temporali, sul momento, del giorno in cui si è verificato il tale omicidio, non glielo posso dire.
Lo posso fare...
PRESIDENTE: Possiamo chiedere all'esaminato se ci sa dire più o meno l'epoca in cui...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma a me sembra... Mi perdoni, Presidente, visto che la parola non l'ho presa prima, la prendo ora.
Mi pare che sia un problema indispensabile per una corretta valutazione della attendibilità della persona, non solo di rendersi conto se, ad esempio, è autocalunniosa l'affermazione di responsabilità per l'attentato a Contorno; se è calunniosa la chiamata in correità per l'attentato a Contorno. Ma compiere lo stesso tipo di operazione in rispetto a chiamate in correità per altri delitti, visto che, su questi stessi delitti, altre persone, davanti alla Corte, hanno reso dichiarazioni e si accingono a rendere.
Per modo che, è un modo più serio - a mio parere - per offrire alla Corte il materiale di valutazione circa l'attendibilità di questa e delle altre persone.
Sotto il profilo che, se si dovesse accertare che l'uno o l'altro delle persone esaminate ai sensi del 210 ha commesso, chissà per quante volte, il delitto di autocalunnia e di calunnia, anche davanti a questa Corte, su un omicidio, o su una rapina, o su una estorsione, offrirà di se stesso il parametro di valutazione sulla confessione e sulla chiamata in correità su un fatto di strage.
Mi pare, voglio dire, che sia l'optimum che si può aspettare una Corte da un Pubblico Ministero che vuole dare ai Giudici tutto il materiale per valutare questi soggetti.
Non si possono scardinare dalle vicende, anche di carattere criminale, nelle quali si sono sviluppati rapporti e situazioni che hanno avuto, come loro, e di fenomeno, la commissione di fatti di strage.
Questo, a tacere del fatto che si parla di un gruppo criminale; a tacere del fatto che il capo di imputazione parla dell'aggravante dell'articolo 7 della Legge del '91 numero 152; a tacere del fatto che i reati sono attribuiti in concorso tra loro alle stesse persone, per un tempo che è apprezzabile intorno agli 11 mesi, almeno.
E' la ragione per cui io credo che sia quasi nel dovere del Pubblico Ministero, che dispone di conoscenza, come i difensori, in ordine a certi fatti, trasferire queste realtà sottoforma, sotto la forma dell'esame - che è l'unica consentita - alla conoscenza anche della Corte.
PRESIDENTE: Mi pare che il provvedimento era già stato rigettato con una sintesi maggiore...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Presidente. Lei mi chiede la data.
Io, la data...
PRESIDENTE: Le motivazioni... No, no, la data, semplicemente alle domande...
PUBBLICO MINISTERO: ... sul momento, non gliela posso dare. Posso andare di là a buttare all'aria i fogli e trovo la data dell'omicidio Dragna, o dell'omicidio di Buscemi.
PRESIDENTE: Possiamo soltanto chiedere all'esaminato se ci può collocare nel tempo, anche un anno, o un semestre di un anno, o piuttosto che dell'altro, quando sono avvenuti questi fatti.
PUBBLICO MINISTERO: Ha ragione, Presidente.
Allora, lei si ricorda, Romeo. Lei sta parlando, dell'omicidio di Villabate. In che epoca siamo, con questo fatto?
EX 210 Romeo: Quale?
PRESIDENTE: Il duplice omicidio, mi pare che sia, di Villabate.
PUBBLICO MINISTERO: Quello di Villabate.
PRESIDENTE: Quando sarebbe avvenuto? Quando è avvenuto, diciamo.
Se lei non ricorda il giorno, che non è possibile...
EX 210 Romeo: Nel '95.
PRESIDENTE: Prima parte, o seconda parte del '95, non ce lo sa dire?
EX 210 Romeo: Cioè, Buscemi...
PRESIDENTE: Era estate, o era inverno, era primavera. Questo, non se lo ricorda.
EX 210 Romeo: Estate, mi pare.
PUBBLICO MINISTERO: Accolti me, lei ha parlato dell'omicidio, del duplice omicidio di queste persone, avendole io chiesto se è un reato, avendole chiesto quali omicidi aveva fatto con Pasquale Di Filippo.
questo, era il punto di partenza della domanda. Va bene? Ci siamo?
EX 210 Romeo: Non l'ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi...
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero le sta chiedendo, le sta ricordando che le aveva chiesto pochi minuti fa, quali delitti, quali omicidi, aveva commesso con Pasquale Di Filippo.
Lei ha detto: quelli di Villabate.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora...
EX 210 Romeo: E qualche altro pure... Non è che ne abbiamo fatto uno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io volevo sapere, appunto, intanto: questo delitto lei lo ha commesso con Pasquale Di Filippo.
EX 210 Romeo: Sì. Cioè, non è che l'ho commesso io e Pasquale Di Filippo solo. Ci sono pure altri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, le domando: c'era Grigoli?
EX 210 Romeo: C'era Grigoli, Spatuzza, Giuseppe Barranca e Nino Mangano, in una Croma. Che si aspettava a uno di Villabate, Campanella, un certo Campanella, che gli doveva far fare uno scavo, come se dovesse fare qualche palazzo.
E cioè era per attirarli nel tranello, a questi due.
Poi c'è stato... Cioè, la prima volta, questi, non sono venuti. Poi, la seconda volta, sono venuti.
Poi c'è stato che io ero con un Fiorino, che camminavo per vedere quando loro... Siccome erano... in uno... c'era lì vicino una costruzione che stavano facendo dei lavori, e loro erano messi dove è stato ucciso Spataro, che li attendevano. Cioè, lui appena se n'è andato lì di là, ha visto il lavoro e se sono saliti.
Loro erano con la macchina là vicino, hanno ucciso Spataro e si sono portati a Buscemi.
E là intorno a girare c'eravamo: io, Pasquale Di Filippo, Giuliano Francesco e, mi sembra se non ricordo male, Faia. Faia mi sembra che era nel magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi questo è un duplice omicidio svoltosi in due tempi.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
Lei ha detto che aveva un Fiorino nell'occasione. A che serviva 'sto Fiorino?
EX 210 Romeo: Cioè, non si poteva sapere mai cose della vita... ci fosse la Polizia, fare un incidente, fare una cosa di queste.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ma lei poi l'ha utilizzato questo Fiorino in relazione a questo fatto di questo duplice omicidio oppure no?
EX 210 Romeo: No, non c'è stato di bisogno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto uno di questi fu ammazzato sul posto praticamente con la pistola o qualcosa di simile. E' così?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'altro dove fu ammazzato?
EX 210 Romeo: In via Messina Montagne.
PUBBLICO MINISTERO: Al capannone?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come fu ammazzato?
EX 210 Romeo: Strangolato.
PUBBLICO MINISTERO: Il cadavere che fine ha fatto?
EX 210 Romeo: L'abbiamo portato a Villabate.
PUBBLICO MINISTERO: Con che cosa?
EX 210 Romeo: Con il Fiorino.
PUBBLICO MINISTERO: Allora è servito il Fiorino a qualche cosa?
EX 210 Romeo: Cioè, non è servito, diciamo, là. Però poi è servito per andare a buttare a Buscemi.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta un po', che fine ha fatto, lei ha parlato di una Croma. Sa che fine ha fatto la Croma adoprata per questo fatto?
EX 210 Romeo: Sì. Siccome c'era al magazzino una pala meccanica, e l'abbiamo distrutta io, Spatuzza e Ciaramitaro. E poi l'abbiamo portata, diciamo, a farla pressare.
PUBBLICO MINISTERO: C'era Grigoli in occasione di questo fatto?
EX 210 Romeo: Quando...
PUBBLICO MINISTERO: No, no. In occasione di tutta l'operazione, quando son stati fermati, poi è stato sparato, uno è stato ucciso sul posto, l'altro è stato portato al capannone...
EX 210 Romeo: Sì, c'era.
PUBBLICO MINISTERO: C'era. Senta, lei che rapporto aveva con Grigoli? C'andava d'accordo con Totò "cacciatore"?
EX 210 Romeo: Io ci andavo d'accordo, non avevo nulla io con lui.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma lei da Grigoli ha mai ricevuto dei racconti su fatti gravi tipo omicidi, che riguardavano direttamente Grigoli?
EX 210 Romeo: Che ha fatto lui, personale?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: No. Mi sembra di no.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, di omicidi fatti con Di Filippo, lei, a parte questo che ha raccontato che parte da Villabate e finisce in via Messina Montagne, ne ricorda altri?
EX 210 Romeo: Sì. I due tunisini.
PUBBLICO MINISTERO: E i due tunisini che cos'era questo discorso?
EX 210 Romeo: Cioè, c'era uno dei due tunisini che chiamava sempre a casa di Pasquale Di Filippo. Dice che aveva un anno che di notte, di giorno questo chiamava a telefono e ci insultava a sua moglie.
E poi è venuto a sapere che era questo tunisino.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi questi tunisini sono stati uccisi?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma eran due a telefonare o uno solo?
EX 210 Romeo: Uno solo.
PUBBLICO MINISTERO: E perché son stati ammazzati...
EX 210 Romeo: Uno non c'entrava nulla.
PUBBLICO MINISTERO: ... e perché ne son stati ammazzati due?
EX 210 Romeo: Perché quello era assieme a quello.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, uno dei due fu ammazzato perché non se ne poteva fare a meno, sostanzialmente.
EX 210 Romeo: Cioè, se ne poteva fare a meno pure di tutti e due. Non solo di uno. Solo che quando uno non può fare nulla...
PUBBLICO MINISTERO: E dove furono uccisi questi?
EX 210 Romeo: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Dove furono uccisi questi?
EX 210 Romeo: In via Messina Montagne.
PUBBLICO MINISTERO: E i cadaveri?
EX 210 Romeo: L'abbiamo buttati... cioè, al macello.
PUBBLICO MINISTERO: E come son stati portati via da lì?
EX 210 Romeo: Con il Fiorino.
PUBBLICO MINISTERO: Lo guidava lei?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questi tunisini lì nella... oltretutto non erano nemmeno palermitani, come sono arrivati alla camera della morte?
EX 210 Romeo: Li è andati a prendere Giuseppe Barranca.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, cosa vuol dire "li è andati a prendere"?
EX 210 Romeo: Cioè, l'ha preso lui e l'ha portati in via Messina Montagne.
PUBBLICO MINISTERO: Ha adoprato qualche espediente, qualche.. come lei ha detto prima due volte 'attirò nel tranello'. Anche in questa occasione...
EX 210 Romeo: Con una scusa diciamo, siccome il tunisino, quello che insultava la moglie di Pasquale si era comprato una macchina nuova. E cercava un garage.
E lui gli aveva detto che lui sapeva, aveva un amico che l'accompagnava.
Per questo è stato attirato.
Poi quando è arrivato là, è entrato dentro il capannone, Grigoli Salvatore ha ucciso il primo tunisino, quello che non c'entrava nulla; e poi a quello l'abbiamo portato dentro, che c'era un ufficio.
E si interrogava questo tunisino per il fattore che insultava la moglie di Pasquale, lui diceva che non era vero.
E poi ci hanno trovato il numero di telefono in tasca.
PUBBLICO MINISTERO: Senta un po', c'era anche Grigoli in occasione di questo omicidio oppure no?
EX 210 Romeo: Sì, pure lui. Lui ha sparato all'altro tunisino.
PUBBLICO MINISTERO: A quello che non c'entrava nulla.
EX 210 Romeo: Quello che non c'entrava nulla.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Lei poi quando ha portato via il cadavere... cioè ha portato via uno o l'ha portati via tutti e due?
EX 210 Romeo: No, tutti e due.
PUBBLICO MINISTERO: Col Fiorino?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Da solo l'ha fatto?
EX 210 Romeo: No, io e Lo Nigro; e Nino Mangano e Gaspare Spatuzza erano di copertura con una macchina rubata.
PUBBLICO MINISTERO: Ci sono altri, lei ricordi, altri omicidi che ha commesso con Pasquale Di Filippo?
EX 210 Romeo: Non me ne ricordo, però che so che ne ha fatto, che ha ucciso lui un'altra persona, che lo so che me l'ha detto pure lui, uno... Castiglione. Mimmo Castiglione. No Mimmo...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo racconto piuttosto macabro, a onor del vero ma indispensabile, ho bisogno di chiederle una cosa.
Siccome lei ha raccontato che la collaborazione di Pasquale Di Filippo aveva messo una gran preoccupazione in giro. Ecco, c'è stato, che lei ricordi, qualche compito particolare da sbrigare, da compiere in relazione a qualche omicidio che era stato fatto quando fu arrestato Di Filippo?
E' chiara la domanda, Romeo? No.
EX 210 Romeo: Me lo ripete di nuovo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, gliela ripeto.
In relazione a qualche fatto di omicidio, per caso, dopo che si seppe che Di Filippo era stato arrestato e era diventato collaboratore, ci fu qualche iniziativa da prendere in relazione appunto al fatto che Di Filippo se la stava cantando? Tipo far sparire delle armi o far sparire delle altre robe.
EX 210 Romeo: Sì, che abbiamo fatto sparire delle armi questo l'abbiamo fatto sparire.
Cioè, erano in un magazzino che l'aveva Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: Vicino dove abita Grigoli.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: E le abbiamo levate perché c'era il fratello di Nino Mangano che cercava a Salvatore Grigoli per andarle a levare. Solo che quello non si faceva vedere.
E ci siamo andati noi. E qua c'era il lanciamissili e poi c'erano pure armi, le armi quelle che aveva acquistato...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ricorda che le sia stato fatto spostare qualcosa di diverso dalle armi?
EX 210 Romeo: Cioè, abbiamo spostato pure le macchine. Poi abbiamo spostato... che abbiamo spostato un cadavere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che cos'è lo spostamento di questo cadavere?
EX 210 Romeo: Franco Savoca.
PUBBLICO MINISTERO: Perché era.. cioè, questo era un cadavere di un omicidio fatto da voi?
EX 210 Romeo: Sì. Aveva un 4-5 mesi quando...
C'era... dice che ci sembrava che Pasquale Di Filippo sapeva che c'era quell'omicidio là. Quello che abbiamo strangolato.
E ci sembrava che la Polizia c'era andata là e dice che Nino Mangano ha mandato a dire di levare il cadavere.
Solo che Spatuzza non c'aveva fiducia al cognato di Nino Mangano e al fratello.
Cioè, una mattinata ci siamo organizzati...
PUBBLICO MINISTERO: Dica, dica.
EX 210 Romeo: ... e abbiamo... cioè, per levare il cadavere c'era il cognato di Nino Mangano che aveva una ruspa che ha fatto... diciamo, per levare il morto che c'era sotto terra.
E poi s'è caricato sopra un camion.
Siccome lui fiducia non ce n'aveva, perché ci sembrava... c'è stata una notizia che Nino Mangano s'era fatto pentito. E' stata una notizia questa.
Ci sembrava che il fratello di Nino Mangano e il cognato ci prendessero in giro.
Dice: 'portiamoci qualche armi, eventualmente ammazziamo loro e come finisce, finisce'.
Però il fattore di Nino Mangano che era pentito, questo... cioè, poi non era vero.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi questo cadavere fu effettivamente disseppellito?
EX 210 Romeo: No, l'abbiamo preso e l'abbiamo portato dove c'è la macchina dell'acqua, da Buffa, sopra la montagna.
Abbiamo preso un fusto da 200 litri e l'acido, e lo abbiamo sciolto nell'acido.
PUBBLICO MINISTERO: Perché dice "Lo abbiamo"? Lo ha fatto da solo, o con qualcun altro.
EX 210 Romeo: Che c'ero io, c'era Spatuzza, c'era Buffa, c'era Giuliano Francesco e Carlo Cascino.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e su, per fare questa operazione alla macchina dell'acqua, vi siete fatti aiutare da qualcuno?
EX 210 Romeo: Come da... Cioè, ero io, Salvatore Buffa, Gaspare Spatuzza, Giuliano Francesco e Carlo Cascino.
PUBBLICO MINISTERO: C'era nessun altro?
EX 210 Romeo: Cioè, poi, diciamo, lo sapeva pure Ciaramitaro Giovanni che lo abbiamo lasciato nel villino dove eravamo latitanti.
PUBBLICO MINISTERO: Ma Ciaramitaro era presente, o no, quando successe questo fatto?
EX 210 Romeo: Presente? No.
PUBBLICO MINISTERO: Presente, quando fu sciolto, dissolto questo cadavere.
EX 210 Romeo: No, non c'era lui. Cioè, non è che era presente lui. Sapeva che noi, di mattina, stavamo andando a aspettare, diciamo, Franco Savoca. Però lui non è venuto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma com'è che lo sapeva lui? Perché, c'era una ragione per farglielo sapere?
EX 210 Romeo: Senta, mi scusi. No, no...
PUBBLICO MINISTERO: No, voglio dire, Romeo, c'era una ragione...
EX 210 Romeo: Comunque non mi ricordo se c'era lui. Però, siccome ci è mancato, diciamo, il coso, il bruciatore... Comunque non ricordo se c'era lui.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque serviva un bruciatore, fu utilizzato un bruciatore, vuol dire?
EX 210 Romeo: Sì. Cioè, che lo mettevamo sotto il bidone e riscaldava l'acido e quello... Cioè, finiva più prima.
PUBBLICO MINISTERO: E questo, questa attrezzatura, chi l'aveva fornita?
EX 210 Romeo: Chi... No, ma c'era, cioè, i fusti li hanno chiunque. Non è che...
PUBBLICO MINISTERO: No, ma voglio dire, ci entrava Ciaramitaro con questa storia del gas, la fiamma e tutto il resto?
EX 210 Romeo: Sì, questo lo ha... Mi sembra che lo ha portato lui, questo coso.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Romeo: Cioè, dove era lui nel villino.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, mi spiega - se lei lo sa - la ragione per la quale era stato fatto l'omicidio di questo Savoca?
Cominciamo a dire: lei aveva partecipato anche all'omicidio?
EX 210 Romeo: Quale?
PRESIDENTE: Savoca.
PUBBLICO MINISTERO: All'omicidio di questo Savoca.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei aveva partecipato?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E la ragione di questo omicidio, in che cosa stava?
EX 210 Romeo: Cioè, io quello che ho saputo io, già per il fatto che Garofalo Giovanni è stato ucciso, questo... Di quello che so io.
PUBBLICO MINISTERO: Il fatto di...? Mi scusi.
PRESIDENTE: Garofalo Giovanni.
EX 210 Romeo: Per il fattore che quello lo insultava. E lui se la... Quello, ci scherzava con lui; e lui lo prendeva... Cioè, la faceva tragica la cosa, perché conosceva me, conosceva Giuliano. E Giuliano pungeva sempre a Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questo omicidio com'era avvenuto, dov'era avvenuto?
EX 210 Romeo: No, cioè, si cercava una persona che potesse essere vicino a lui.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: Siccome c'era Faia Salvatore che faceva... Cioè, quello sapeva che lui faceva camion, TIR. E lui ci è andato con una scusa che aveva profumi, aveva abbigliamento, aveva tutte queste cose.
Siccome lui era uno che si comprava, aveva una profumeria, pure questo ragazzo, e con questa scusa si sono visti.
Dice: 'va be', domani...', siccome Faia gli ha dato un appuntamento. Cioè, cosa che non si doveva fare.
L'indomani si sono visti e sono venuti in via Messina Montagne.
Lui è venuto con la sua macchina, Faia; e quello, con la sua macchina.
Quello, ha lasciato la macchina fuori e sono entrati. Appena sono entrati, io e Giuliano Francesco, lo abbiamo preso e lo abbiamo messo dove c'era l'ufficio. E lo abbiamo seduto nella sedia.
E poi c'è stato, diciamo che...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Grigoli era presente a questo fatto? Non ho capito.
EX 210 Romeo: Grigoli?
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Quando è avvenuto questo, l'eliminazione di questo Savoca. C'era, o no, Grigoli?
EX 210 Romeo: Cioè, mi sembra di sì.
Comunque c'ero io, c'era Giuseppe Barranca, Giuliano. Poi... Cioè, poi mi ricordo che è venuto pure Pasquale Di Filippo. Però non è che ha fatto cose, lui.
Ha guardato, ha visto a quello là e se n'è andato.
E' andato a cercare a Grigoli e a Nino Mangano.
E poi, diciamo, se n'è andato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha mai fatto la conoscenza personale di Bagarella?
EX 210 Romeo: Cioè, io non lo avevo mai visto. Quando è stato il fattore di Buscemi, io non è che lo conoscevo.
Loro, i ragazzi, mi hanno detto che era Bagarella. Cioè, "u' signor Franco".
Cioè, però io non lo avevo visto mai. Non è che c'ho avuto mai a che fare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. quindi, le dissero che una certa persona era...? Non ho capito se le dissero che era "u' zio Franco", o...
EX 210 Romeo: Cioè, quando se n'è andato... Cioè, hanno fatto capire che era Bagarella. Poi hanno detto, c'era "u' signor Franco". Cioè, Bagarella, lo chiamano "u' signor Franco".
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei, questa persona, dove la vide allora?
EX 210 Romeo: In via Messina Montagne.
PUBBLICO MINISTERO: Al capannone?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Ricorda com'è che è arrivato, questa persona?
Se era arrivata da sola, o accompagnata da qualcuno?
EX 210 Romeo: Cioè, io ero dentro l'ufficio e lo vidi... Cioè, l'ho visto, diciamo, poi che è arrivato ed è entrato e ha salutato.
Cioè, com'è arrivato, non lo so.
So che, siccome a Buscemi parlava di cose, di altre cose, e Nino Mangano lo ha fatto andare a chiamare da Pasquale, da Pasquale Di Filippo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora io sono convinto che, se continuassi a farle domande di questo tipo, si parlerebbe forse anche di qualche altro omicidio.
Però, a questo punto, non mi interessa più sapere di altri omicidi commessi da lei. Mi interessa sapere se lei li ha confessati tutti gli omicidi che ha commesso.
AVV. Cianferoni: Signor Presidente, opposizione - sono sempre l'avvocato Cianferoni - a come è formulata la domanda. Perché rilevo che essa contenga una valutazione.
Cioè, l'incipit usato dal Pubblico Ministero: "Sono convinto che andando avanti si parlerebbe anche di qualche altro omicidio", mi pare che non sia ammissibile.
PRESIDENTE: E questa non è una domanda, avvocato.
La domanda è: "Ha confessato tutti gli omicidi"?
AVV. Cianferoni: Appunto, mi pareva che fosse...
PRESIDENTE: Questa, mi pare che sia una domanda...
AVV. Cianferoni: ... un commento preliminare.
Ma, ripeto, so che tante volte ho avuto io stesso queste critiche, ma proprio per questo, proprio perché le prendo molto seriamente, allora io me ne faccio poi portavoce, quando le ravviso nelle altre parti.
PRESIDENTE: Possiamo proseguire?
Lei ha sentito che cosa le è stato chiesto?
Se ha confessato all'Autorità, cioè ai Giudici competenti, tutti gli omicidi che ha commesso.
EX 210 Romeo: Io li ho confessati tutti e ho confessato pure quelli che mi hanno raccontato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, infatti io le volevo chiedere proprio questo, Romeo: ci sono egli omicidi che lei non ha commesso, ma dei quali lei ha ricevuto delle confidenze?
EX 210 Romeo: Cioè, io...
PUBBLICO MINISTERO: Che glieli hanno raccontati, come dice lei.
EX 210 Romeo: Cioè, mentre che io, mentre mi trovavo in carcere, loro facevano omicidi e me ne hanno raccontato, qualcuno me lo hanno raccontato.
PUBBLICO MINISTERO: Che...
EX 210 Romeo: Uno, dentro un bar in corso dei Mille, uno a Brancaccio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: E poi un altro vicino dove abita Grigoli Salvatore.
PUBBLICO MINISTERO: Ma i nomi delle vittime di questi omicidi, se li ricorda lei?
EX 210 Romeo: Cioè, uno, quello dentro il bar, so che era un meccanico.
PUBBLICO MINISTERO: E chi glielo ha raccontato questo omicidio a lei?
EX 210 Romeo: Luigi Giacalone, Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, dopo la sua scarcerazione, se capisco bene.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi?
EX 210 Romeo: Poi, quello... uno di Brancaccio. Non mi rico... Cioè, lo sapevo come si chiama, però, in questo momento, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda. Ecco...
EX 210 Romeo: E un altro che si chiamava Di Salvo. Che Luigi Giacalone mi aveva raccontato che era stato lui ad ucciderlo.
PUBBLICO MINISTERO: E, questo, chi glielo ha raccontato?
EX 210 Romeo: Luigi Giacalone.
PRESIDENTE: Lo ha appena detto: Luigi Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, chiedo scusa, Presidente. Perché non ho, ho perso una battuta della risposta.
Ma ci sono dei fatti un po' rinomati, come dire, di area palermitana.
Io volevo sapere se lei ne ha mai sentito parlare: l'omicidio di padre Puglisi.
AVVOCATO Pepi: Presidente, opposizione. Mi sembra che, anche questo, sia del tutto irrilevante con il presente procedimento.
Vi è un processo che pende di fronte alla Corte di Assise di Palermo che dovrà accertare gli eventuali responsabili, mandanti, esecutori.
E ora, che si debba anche parlare, stasera, dell'omicidio di padre Puglisi, mi sembra che si sia veramente al di fuori di ogni logica.
Quindi, opposizione formale a questo tipo di domanda.
PRESIDENTE: Avvocato, mi pare che lei dimentichi che, su questo punto, sono stati sentiti già numerosi altri collaboratori.
Io non capisco perché...
AVVOCATO Pepi: Io ho fatto sempre opposizione.
PRESIDENTE: ... non lo possiamo chiedere anche a questo, visto...
AVVOCATO Pepi: Se ho capito male, che rilevanza ha, Presidente?
Sennò qui, qualsiasi domanda è rilevante.
PRESIDENTE: Avvocato, la rilevanza è la stessa di cui, per settimane, io ho fatto comunicazione.
E' inutile che ripeta sempre gli stessi discorsi.
Vuole rispondere? Sa qualche cosa, lei, dell'omicidio di padre Puglisi?
EX 210 Romeo: Sì, a me mi hanno... Cioè, Giuliano Francesco mi ha raccontato che era stato Grigoli Salvatore e Gaspare Spatuzza.
Cioè, come... lo ha detto pure lui, Grigoli. Si commentava in via Messina Montagne, pure di questo.
AVVOCATO Pepi: Anche i commenti, allora diciamo anche le chiacchiere di bar. No, non lo so...
PRESIDENTE: I commenti... Avvocato, i commenti non glieli abbiamo fatti, ma lei commenta.
AVVOCATO Pepi: No, è il collaborante. Dice: 'si commentava'.
"Si commentava", vuol dire essere un discorso di luogo comune che viene fatto in certi luoghi. Il che non ha...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi, abbia pazienza, ma lei ora che fa, una opposizione alla risposta dell'esaminato?
AVVOCATO Pepi: No, ma io ho fatto opposizione a una domanda.
PRESIDENTE: Abbia pazienza, mi scusi... Abbia pazienza, avvocato!
AVVOCATO Pepi: Ne ho anche troppa, Presidente, eh.
PRESIDENTE: Perché lei da un paio di giorni, non è più una persona corretta di prima.
AVVOCATO Pepi: La ringrazio di questa affermazione.
(voce fuori microfono)
AVVOCATO Pepi: Ne prendo atto di questa affermazione.
PRESIDENTE: Eh, mi dispiace, ma...
AVVOCATO Pepi: Ne prendo atto.
PRESIDENTE: ... io, prima, l'ho ammirato per la sua correttezza.
AVVOCATO Pepi: Sì.
PRESIDENTE: Ora la devo, invece, riprendere. Perché lei è scorretto.
AVVOCATO Pepi: Sì. Grazie, di questo ne riparleremo, Presidente.
PRESIDENTE: Eh, va bene, avvocato. Vorrà dire che mi farà fucilare. Cosa vuole che possa fare?
Vogliamo vedere se si porta a conclusione questo esame?
PUBBLICO MINISTERO: Avevo bisogno di sapere da lei, Romeo, se quindi, sull'omicidio Puglisi, di padre Puglisi, lei aveva avuto qualche racconto diretto.
Lei ha menzionato Grigoli, tra le persone che gliene hanno parlato.
Ho capito bene, o ho capito male?
EX 210 Romeo: Sì, ha capito bene.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio sapere: che cosa le ha raccontato Grigoli di questo omicidio?
EX 210 Romeo: Cioè, non è che lo ha raccontato a me. si parlava...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, insomma...
EX 210 Romeo: Eravamo tutti noi, cioè, in via Messina... Si parlava di padre Puglisi, come qualche altro omicidio. Non è che si parlava solo di padre Puglisi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: Come ci si andava a sparare, come... così, era. Non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Romeo: ... uscivano fuori dal magazzino e raccontavano alla gente: 'io ho ammazzato padre Puglisi, oppure un'altra persona.'
PUBBLICO MINISTERO: Ho bisogno di capire se, da questo racconto fatto da Grigoli, in presenza anche di altri, come lei sta dicendo, ecco, se Grigoli ha raccontato com'è andato l'omicidio.
Se aveva parte, se aveva partecipato, se vi aveva partecipato in un certo modo, piuttosto che in un altro...
Ho bisogno di sapere questo.
EX 210 Romeo: Io sapevo che ci erano andati con una motocicletta...
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo lo sapevano tutti, Romeo, lo aveva detto anche la televisione.
A me interessa il racconto che fece Grigoli lì, nel capannone.
EX 210 Romeo: Ha detto che... che gli ha sparato lui, al prete.
Con il motore gli è andato di dietro e gli ha sparato.
PUBBLICO MINISTERO: Da solo, o con qualcun altro?
EX 210 Romeo: Con Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: E c'è un altro fatto di cui, anche chi non è palermitano, insomma, ha saputo qualche cosa: che fu sequestrato il figlio di Di Matteo.
Lei ha mai sentito parlare, nell'ambito, ed esclusivamente nell'ambito delle persone di cui lei stesso sta parlando, ha mai sentito parlare di questo fatto?
EX 210 Romeo: Sì, a me me lo ha detto Giuliano Francesco, per primo, che avevano sequestrato questo bambino per fare ritrattare il padre.
Loro hanno agito su ordine di Giuseppe Graviano.
Sono andati a prendere questo bambino.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, solo da Giuliano Francesco, ha sentito parlare di questo fatto...
EX 210 Romeo: Cioè...
PUBBLICO MINISTERO: ... o ne ha sentito parlare anche da altri?
EX 210 Romeo: Pure da altri. Che si parlava del bambino, che lo avevano sequestrato. Spatuzza e Giuliano si sono lamentati un giorno che, mentre che lo stavano andando a lasciare, altre persone, dice che c'era Cristoforo Cannella che... che ci buttava voce al bambino, che faceva... E quelli ci venivano, dice, di spararci a lui.
PUBBLICO MINISTERO: Posso riprendere, Presidente?
PRESIDENTE: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Posso riprendere?
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: No, ho visto si scambiava, un attimo, non volevo...
PRESIDENTE: Non avevo capito le ultime parole del...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Infatti, se le ultime parole che ha detto Romeo, secondo il suo prudente apprezzamento, poi nella registrazione rimarranno incomprensibili per tutti, tanto vale che...
PRESIDENTE: Possiamo fargliela riprendere, ripetere.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo fa lei al posto mio, la ringrazio.
PRESIDENTE: Lei è arrivato a un certo punto e ha detto che Cannella stava sgridando questo bambino.
EX 210 Romeo: Siccome c'era il bambino, dice, che piangeva, e lui, cioè ci buttava voce di stare zitto. E dice che Spatuzza e Giuliano ci veniva... cioè, specie Spatuzza che... cioè ci veniva di sparargli a lui.
PRESIDENTE: A Cannella.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha saputo se a questo fatto ha partecipato Grigoli?
EX 210 Romeo: Io so che c'era Grigoli, c'era Giuliano, c'era Luigi Giacalone. So che ci sono andati in giubbotto anti... come se fosse la Polizia, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma che Grigoli aveva partecipato, glielo ha detto Grigoli, oppure glielo ha detto qualcun'altro?
EX 210 Romeo: No, Giuliano me lo ha detto.
PUBBLICO MINISTERO: Ha mai saputo se Grigoli sia stato ferito?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E si era ferito in che modo? Per un incidente sul lavoro?
EX 210 Romeo: No, il fattore che quando hanno ammazzato ad Alcamo una donna e un ragazzo. Cioè, lo sapevo perché, Barranca Giuseppe glielo ha raccontato a Giuliano Francesco, quando hanno fatto questo omicidio, e dice che Cristoforo Cannella gli ha sparato in un piede a Grigoli Salvatore. E poi me lo ha raccontato pure Grigoli.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma lei, in questo gruppo di persone che, dalla sua scarcerazione in avanti, stando a quello che lei racconta, ha commesso, insomma, una serie di fatti piuttosto gravi, lei come ci è entrato in questo gruppo?
EX 210 Romeo: Tramite Giuliano Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, per intendersi, lei per entrare in questo gruppo ha avuto qualche cerimonia? Ha fatto dei giuramenti, l'hanno pungiuto, lo sa cosa è "la pungiuta"?
EX 210 Romeo: Cioè, lo so che cos'è pungiu...
PUBBLICO MINISTERO: Lo sa o no?
EX 210 Romeo: Cioè, no, non sono mai stato...
PRESIDENTE: Combinato.
EX 210 Romeo: Combinato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, non è stato combinato, non è stato pungiuto. Ha fatto giuramento?
EX 210 Romeo: No.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, lei dice: 'tramite Giuliano Francesco sono entrato in queto gruppo'.
Cerchi un attimino di far capire cosa voleva dire, come è andata, insomma. Prima uno nel gruppo non c'è, e poi tutto a un tratto c'è dentro. Chi è che ce lo ha messo, Giuliano...?
EX 210 Romeo: Cioè, io tramite lui ho fatto parte di Nino Mangano. Cioè, perché lui già c'era che faceva parte e siccome io con lui facevamo sempre rapine... cioè, lui mi conosceva a me. E si è preso la responsabilità lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questo gruppo di persone aveva un capo? Aveva qualcuno che lo comandava?
EX 210 Romeo: Sì, Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: E lei questo come fa ad affermarlo?
EX 210 Romeo: Cioè, a parte che io...
PUBBLICO MINISTERO: Lo sapeva fin dall'inizio, è una sua opinione, o lo ha constatato nei fatti, così, strada facendo?
EX 210 Romeo: No, dopo che hanno arrestato i Graviano, cioè dopo me... qualche mese, così, il tempo che si aggiustavano le cose, mi hanno detto, dice: 'vedi che c'è Nino Mangano che comanda lui ora'.
PUBBLICO MINISTERO: Nino Mangano, lei lo conosceva di persona?
EX 210 Romeo: Sì, lo conoscevo, però non avevamo fatto mai... cioè, solo 'ciao' e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Come?
EX 210 Romeo: Ci salutavamo solo.
PRESIDENTE: Ha detto si salutavano e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, solo un saluto.
PRESIDENTE: 'Ciao' e basta.
PUBBLICO MINISTERO: E questa persona di cui stiamo parlando, lei lo sapeva dove abitava? Dove aveva la sua attività? Se aveva un'attività?
EX 210 Romeo: Sì, io so che aveva un'agenzia di assicurazioni.
PUBBLICO MINISTERO: Dove?
EX 210 Romeo: In corso dei Mille.
PUBBLICO MINISTERO: Era mai stato cliente lei di questa agenzia di assicurazioni?
EX 210 Romeo: Sì, c'ho fatto qualche assicurazione.
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo conosceva per nome e cognome?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma sa se questo gruppo, in questo gruppo lo chiamavano per nome, oppure lo chiamavano anche in qualche altro modo?
EX 210 Romeo: Cioè, lo chiamavano, gli dicevano "u' signore".
PUBBLICO MINISTERO: E lei come la chiamavano, Romeo?
EX 210 Romeo: Io lo chiama... a chi?
PUBBLICO MINISTERO: A lei.
EX 210 Romeo: A me?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: Mi chiamavano "u' Petrone".
PUBBLICO MINISTERO: Senta, poi Mangano fu arrestato. Questo se lo ricorda lei?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E allora, se Mangano fu arrestato, qualcuno prese il posto lì, a comandare? Oppure il gruppo rimase senza comandante?
EX 210 Romeo: Poi, diciamo, dopo l'arresto di Nino Mangano è subentrato Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e lei questo come lo sa?
EX 210 Romeo: Tramite pure Giuliano. E poi pure tramite lui.
PUBBLICO MINISTERO: Lui, Spatuzza?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei sa se, voglio dire, Spatuzza aveva poi fatto qualcosa proprio come deve fare chi comanda, insomma, per intendersi?
EX 210 Romeo: Cioè, a me Giuliano mi ha detto che... dice che lui aveva visto a Brusca, che già lo aveva fatto parlare con tutte le persone delle zone di Palermo, e che doveva parlare solo con uno di Villabate, Montalto. Dice che doveva parlare solo con lui. Cioè, che già aveva visto a tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, Spatuzza, da quando aveva preso il posto di Mangano, si era incontrato anche con Brusca, voleva dire questo lei?
EX 210 Romeo: Come? Non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo che... se ho capito bene, eh. Dopo che Spatuzza ha preso il posto di Mangano, Spatuzza si è incontrato anche con Brusca, lei mi ha detto?
EX 210 Romeo: Sì. A me me lo ha detto Giuliano. Poi...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e di queste altre persone di Palermo con le quali si era incontrato, lei sa chi fossero? Parlo di Spatuzza.
EX 210 Romeo: Cioè, io a Spatuzza lo conosco.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, fin qui siamo d'accordo. Però lei ha detto: 'Spatuzza aveva parlato con persone di Palermo. Doveva ancora parlare con uno di Villabate'.
EX 210 Romeo: Sì, a questo di Villabate lo conosco così di vista, però...
PRESIDENTE: Queste persone di Palermo chi erano? Gli altri capifamiglia?
EX 210 Romeo: Gli altri capifamiglia. Però io non li conosco.
PUBBLICO MINISTERO: Sa qualche nome, qualche cognome?
EX 210 Romeo: No, che io mi ricordo, no.
PUBBLICO MINISTERO: Perché, Romeo, ha deciso lei di raccontare tutta questa sua storia ai magistrati quando è stato arrestato? Di fare trovare armi, esplosivo, cadaveri, raccontare reati in quantità.
Qual è il motivo di questa sua decisione?
EX 210 Romeo: Cioè, la mia decisione è stata perché da quando è che sono, ho fatto parte, diciamo, di loro, cioè io soldi non ne ho visto. Prima non ne vedevo di prima quando facevo le rapine ai TIR.
Siccome io non volevo fare parte del gruppo di fuoco, che io glielo avevo detto a Giuliano, gli ho detto: 'non mi ci fare entrare perché io non ci voglio entrare, perché qua soldi non se ne vedono'. E lui mi aveva detto a me, dice: 'no, non ti preoccupare che ora le cose si sono sistemate, si sono...', invece, sono andate a peggiorare.
Cioè, io prima camminavo... avevo la macchina, avevo qualsiasi cosa, e poi ho fatto parte di loro e non ho avuto più un soldo. Una volta 1 milione e mezzo, poi un 10 milioni, 1 milione e mezzo, 2 milioni, e poi non ho avuto più soldi.
Cioè, io senza soldi, io il carcere non me lo potevo fare.
E questa è stata pure la mia decisione.
* Chi si è fatto i soldi se fa pure quello che si deve fa'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per terminare, ora il dottor Nicolosi le dovrà far presente che su certi punti dell'esame, su alcuni punti dell'esame di oggi, c'è qualche cosa in contrasto con delle dichiarazioni che lei ha reso durante le indagini.
Quindi ora le saranno fatte una serie - credo poche - di contestazioni.
Ora, il dottor Nicolosi c'ha tutti i verbali sotto gli occhi...
PRESIDENTE: Potremmo rimandarli a domani mattina? Perché c'è qualche Giudice Popolare febbricitante.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, non ci sono problemi.
PRESIDENTE: Non ci sono problemi?
PUBBLICO MINISTERO: Per quanto ci riguarda non ci sono problemi. Pensavo che la Corte volesse vedere chiuso l'esame del Pubblico Ministero, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, è brevissimo.
PUBBLICO MINISTERO: No, lascia fare, lascia fare. Il Presidente della Corte prevale, perché tanto...
PRESIDENTE: Non vorrei che domani mattina c'avessimo qualche altra assenza.
PUBBLICO MINISTERO: No, no.
PRESIDENTE: Allora, riprendiamo domani mattina alle ore 9.00. Traduzione degli imputati detenuti. Buonasera.
PRESIDENTE: Buongiorno.
Bagarella è presente?
IMPUTATO Bagarella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e Cianferoni. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Benigno Salvatore.
IMPUTATO Benigno: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Pepi. Avvocato, oggi lei...
AVVOCATO Pepi: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti, Di Paola, Falciani. C'è l'avvocato... Lo sostituisce lei avvocato?
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
Sì.
Calabrò Gioacchino.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Cannella Cristoforo.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri e Rocchi. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai e Batacchi, che è presente.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili, Falciani. Sostituiti dall'avvocato Batacchi.
Ferro Giuseppe: rinunciante. Avvocato Pietro Mignati Paoli. Sostituito dall'avvocato Batacchi.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi e Gennai, sostituiti dall'avvocato Falciani. E in sostituzione dall'avvocato Batacchi.
Frabetti Aldo: rinunciante? Avvocato Monaco, Usai, Roggero. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, Florio, Bennati. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Pepi, che è presente.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo e Gramigni. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Grigoli Salvatore: rinunciante. Avvocato Avellone e Batacchi, che è presente.
Lo Nigro Cosimo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Florio e Fragalà. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Mangano Antonino. Mangano è presente?
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Grazie.
Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato e Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo e Pepi, che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e Usai. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Scarano Antonio: libero, assente. Avvocato Fortini e Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e Cianferoni. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Spatuzza Gaspare.
IMPUTATO Spatuzza: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Pepi, che è presente.
Tutino Vittorio.
IMPUTATO Tutino: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gallina e Gramigni. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Allora, l'esaminato è presente. Il Pubblico Ministero può porre le ultime domande che si era riservato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sono alcune cose - Romeo buongiorno - che le devo chiedere ancora.
*EX 210 Romeo: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ma veramente poche, lo dico per la Corte.
PRESIDENTE: Diamo atto che è presente il difensore anche dell'esaminato.
PUBBLICO MINISTERO: Tranquillizzo la Corte, si tratta veramente di poche domande, così la Corte non avrà più la pazienza di ascoltare la mia voce, da ieri mattina pressoché ininterrottamente.
Allora, ho bisogno di chiederle questo: ieri Romeo, mi pare, chiedo conferma al Presidente perché non sono sicuro di avere tutto, per intero, presente quello che è stato detto all'udienza di ieri. Mi pare Romeo che lei ieri abbia fatto il nome di un certo Messina Denaro, mi pare. Se non l'ha fatto, le chiedo se lei ha mai sentito fare questo nome.
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Lo aveva già fatto anche ieri?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A me sembrava che di passaggio avessimo sfiorato questo nome. E comunque, per quello che vale, la domanda è una domanda in forma diretta: se ha mai sentito parlare di qualcuno che si chiama Messina Denaro di cognome.
EX 210 Romeo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sa qualche cosa di più di questa persona?
EX 210 Romeo: No, io l'ho visto una volta...
PUBBLICO MINISTERO: Sa come si chiama di nome?
EX 210 Romeo: Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro di questo?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego, vada pure avanti.
EX 210 Romeo: Io una volta sono andato vicino a dove abita Nino Mangano, con Giuliano. E c'era Giuliano, Lo Nigro, Grigoli Salvatore, Gaspare Spatuzza e questa persona che io non lo conoscevo. Cioè, e parlava con Nino Mangano, con Spatuzza, con Grigoli. Cioè, poi me l'ha detto Giuliano che era Matteo Messina Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Questa persona me la può descrivere in qualche modo? Lei sta parlando di una persona di Palermo - se lo sa - o di una persona originaria di qualche altro posto? Se era un giovane, se era una persona di una certa età? Come si presentava fisicamente?
EX 210 Romeo: Era uno magro, con i capelli indietro, diciamo un pochettino lunghi.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto che era magro.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma io le avevo chiesto anche dell'età di questa persona, quella che, apparentemente, quella che dimostrava.
EX 210 Romeo: Sui 29-30.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco sa, questa persona appunto da dove proveniva? Se era un ragazzo di Palermo o di qualche altro posto?
EX 210 Romeo: No, di Palermo non è, io sapevo che era di Alcamo. Castellammare, Alcamo, di qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sa se questa persona rappresentava... No, detta così la domanda è sbagliata. Sa se questa persona si frequentava con tutto questo gruppo di persone delle quali si sta parlando? Lei ha detto che quando l'ha incontrato c'erano tre o quattro persone, e le ha anche indicate.
Ecco, lei sa se aveva rapporti stabili con queste persone, o con qualcuna di queste persone?
EX 210 Romeo: Sì, era venuto con Nino Mangano. Cioè, dice che lo è andato a prendere lui e lo è andato a lasciare lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Avevo bisogno di un altro chiarimento, rispetto alle cose di cui abbiamo parlato ieri: le chiavi del capannone di via Messina Montagne, lei le ha mai avute?
EX 210 Romeo: Sì, le avevamo tutti le chiavi del capannone.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire, che c'erano tante copie di queste chiavi?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei le aveva. Poi chi altri le aveva?
EX 210 Romeo: Cioè, le avevo io, Ciaramitaro, Nino Mangano e altre persone. Giorgio Pizzo pure aveva le chiavi.
PUBBLICO MINISTERO: Questo... Ecco, per l'appunto questa persona di cui lei mi sta facendo il nome, questo Giorgio Pizzo, le volevo proprio domandare: quindi lei questo signor Giorgio Pizzo, a parte che aveva le chiavi di questo capannone, secondo quanto sta dicendo, è uno che ha visto anche lì al capannone, dentro?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo signor Giorgio Pizzo - siccome mi pare ne abbiamo parlato poco ieri - Presidente, io non le ho chiesto ieri se questo signor Giorgio Pizzo aveva eventualmente, come altri, un soprannome, dove abitava, se aveva un'attività.
EX 210 Romeo: Cioè lui lavorava all'Acquedotto.
PUBBLICO MINISTERO: Dove abitava lo sa?
EX 210 Romeo: Vicino Brancaccio.
PUBBLICO MINISTERO: Le ho chiesto se aveva un qualche soprannome Pizzo.
EX 210 Romeo: No, in questo momento non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nell'ambito di questo gruppo di persone di cui stiamo parlando, questo signor Giorgio Pizzo aveva qualche incarico?
EX 210 Romeo: Lui aveva tutta la contabilità dei negozi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi magari cosa vuol dire avere la contabilità dei negozi.
EX 210 Romeo: Prendeva tutti i soldi diciamo... cioè, non è che ci andava lui. Prendeva i soldi dei negozianti e caricava, scaricava, usciva soldi.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ascolti, questo, quando lei parla "soldi dei negozianti" che cosa vuol dire?
EX 210 Romeo: I soldi quelli del pizzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Eh, d'altra parte.
A lei risulta se questa persona di cui stiamo parlando, Giorgio Pizzo, ha commesso qualche delitto assieme a lei, prima di tutto, oppure assieme a qualcuno e fatti dei quali lei sia a conoscenza?
EX 210 Romeo: Sì, ne abbiamo fa...
AVVOCATO Pepi: Opposizione Presidente, avvocato Pepi. La domanda è suggestiva e comunque ininfluente.
PRESIDENTE: Non è suggestiva, non è influente. Andiamo avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Mi dica Romeo. Le ho chiesto se lei ha mai commesso reati con Pizzo.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, di che si tratta?
EX 210 Romeo: Omicidi e strangolamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, detta così è detta un po' generica. Bisognerebbe che lei mi desse almeno un riferimento più preciso.
EX 210 Romeo: Cioè...
PUBBLICO MINISTERO: Qualche fatto particolare.
EX 210 Romeo: Lui era pure, quando... il fattore dei Di Peri* c'era pure lui.
PUBBLICO MINISTERO: Il fatto di?
EX 210 Romeo: I Di Peri*, quelli di Villabate.
PUBBLICO MINISTERO: Arrivo subito.
Ecco, lei sta parlando di questo fatto. Ora non mi ricordo se lei ne ha parlato anche ieri...
PRESIDENTE: Sì, ne abbiamo parlato.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque...
PRESIDENTE: Ne abbiamo parlato a lungo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Comunque sia non mi interessa approfondire questo argomento.
Le volevo far notare - glielo debbo far notare sottoforma di contestazione - che... dunque, un secondo solo. A proposito di questo signor Messina Denaro, proprio nel primo interrogatorio che lei fece con il Giudice di Palermo il 15 novembre del '95, ecco, siccome le fu proprio chiesto qualche cosa a proposito di questa persona, poi ritroverò esattamente la pagina della trascrizione, sarà un po' complicato, chiedo al dottor Nicolosi di darmi una mano. Lei disse che questa signora... sì, che questa signora, che questa persona era originaria di Castelvetrano. Oggi invece ha detto di Castellammare o di Alcamo. Qual è il problema? Se lo ricordava meglio allora, o se lo ricorda meglio oggi?
EX 210 Romeo: Cioè, me lo ricordo meglio oggi.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Trombetta lo conosce lei?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di che cosa si occupa questa persona?
EX 210 Romeo: Cioè, ma io prima di essere in carcere sapevo che camminava con Ciaramitaro, che facevano pure le estorsioni.
PUBBLICO MINISTERO: Facevano?
EX 210 Romeo: Incendiavano i negozi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei sa se questo signor Trombetta c'aveva un'attività?
EX 210 Romeo: Sì, aveva un lavaggio di macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Dove?
EX 210 Romeo: In via Sacco e Vanzetti.
PUBBLICO MINISTERO: E' un posto dove andava anche lei qualche volta, oppure...
EX 210 Romeo: No, ci andavo spesso perché è vicino dove abito io.
PUBBLICO MINISTERO: Questo signor Trombetta era in rapporti di... come diceva, di amicizia con Ciaramitaro e poi andavano a fare le estorsioni insieme?
EX 210 Romeo: Cioè, lo conoscevo pure io, Spatuzza; che lui favoriva pure a Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Lui?
EX 210 Romeo: Trombetta favoriva pure Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ho capito.
Senta, un certo signor Casella Stefano lei l'ha conosciuto?
EX 210 Romeo: Cioè, conosciuto no, però è uno che abbiamo ucciso.
PUBBLICO MINISTERO: Perché è stato ucciso questo?
EX 210 Romeo: Perché dice che si stava... cercava armi per vendicare suo padre.
PUBBLICO MINISTERO: E a lei chi glielo disse che questo cercava armi per vendicare il padre?
EX 210 Romeo: Me l'ha detto Giuliano, che questa è una cosa che gli ha detto Garofalo Giovanni a loro, che questo cercava armi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei ha detto: "l'abbiamo ucciso". Cosa vuol dire, ha partecipato anche lei personalmente?
EX 210 Romeo: No, diciamo che io, non gli ho sparato io. Cioè, io aspettavo nel magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Magazzino di chi? Di quale magazzino sta parlando? Il magazzino...
EX 210 Romeo: Cioè un magazzino che aveva affittato Luigi Giacalone, una zona pure di Brancaccio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non stiamo parlando del capannone di via Messina Montagne.
EX 210 Romeo: No.
PUBBLICO MINISTERO: Si sta parlando di una cosa diversa.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Era un magazzino, ha detto, che aveva affittato...
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... Giacalone...
EX 210 Romeo: Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: ... Luigi, a Brancaccio. Ma qualche cosa di...
EX 210 Romeo: Fra Brancaccio e corso dei Mille. Vicino a dove aveva l'autosalone lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ma qualche cosa di più preciso, su dove si trovasse questo...
AVVOCATO Florio: Presidente.
PUBBLICO MINISTERO: ... magazzino se lo ricorda? La strada.
EX 210 Romeo: Cioè, io l'ho fatto...
AVVOCATO Florio: Presidente, Presidente.
PRESIDENTE: Scusi, aspetti un momento.
AVVOCATO Florio: C'è una opposizione formulata in questo senso. Non è ovviamente un reiterare, ritiene questo difensore, le precedenti opposizioni perché la Corte, o il Presidente, insomma, mi rispondereste che si tratta di vagliare la personalità del dichiarante e anche dell'imputato.
Però mi pare che sia stato orientamento, anche pregresso di questa Corte, di non entrare francamente nello specifico di fatti siciliani che non c'entrano nulla col capo di imputazione, finché sono superficiali. Promette questo difensore che opposizioni non ne farà più.
Ma laddove superficiali non dovessero essere promette questo difensore che ne farà sempre, perché qui mi sembra che si stia andando sulla dinamica di quell'omicidio.
PRESIDENTE: Veramente stiamo cercando di sapere dove è avvenuto l'omicidio.
PUBBLICO MINISTERO: Nemmeno.
PRESIDENTE: Mi pare.
PUBBLICO MINISTERO: Nemmeno, Presidente. Io stavo cercando di sapere se Romeo conosce l'indirizzo della strada in cui c'era un capannone che dice essere stato affittato da Giacalone. Punto. Anche per saggiare il tipo di conoscenze che Romeo ha sulla persona di Giacalone. Perché parlare di tizio e di caio e dare particolari di un certo tipo, per me è importante per capire il livello delle conoscenze. Sennò sono spesso affermazione di tipo - o potrebbero essere ritenute - affermazioni di tipo apodittico.
'Io conosco il tale', dice: 'sì, sì, benissimo'. 'Dove sta, che cosa fa, di che cosa di occupa?' Dice: 'ha preso in affitto un capannone Giacalone', 'sa dove ha preso in affitto questo capannone?'
Io non volevo saper nulla dell'omicidio, volevo sapere dove si trovava questo capannone. Vuol dire che dopo farò una domanda sull'omicidio. Non sulla dinamica, ma sui partecipanti.
PRESIDENTE: Allora, lei stava già rispondendo. Che cosa stava dicendo?
EX 210 Romeo: Cioè, è vicino dove... è uno scantinato.
PRESIDENTE: Vicino?
EX 210 Romeo: Vicino dove c'aveva l'autosalone Luigi Giacalone.
PRESIDENTE: Vicino all'autosalone.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito che ha detto era uno scantinato.
PRESIDENTE: Scantinato.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era sulla stessa strada, o in una...
EX 210 Romeo: Sì, sulla stessa strada.
PUBBLICO MINISTERO: Dell'autosalone?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ho capito. Allora a questo punto le chiedo...
EX 210 Romeo: A 300 metri, così.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. A questo punto ho bisogno di sapere se lei questo omicidio l'ha commesso da solo, oppure no?
EX 210 Romeo: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Questo omicidio l'ha commesso da solo, o con qualcun altro?
EX 210 Romeo: Cioè, io aspettavo nel magazzino...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: E c'era Luigi Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: Che cosa aspettava?
EX 210 Romeo: Che aspettavo che venivano loro, che stavano andando a uccidere a questo Casella.
PRESIDENTE: Vada, vada.
EX 210 Romeo: C'era Luigi Giacalone, Vittorio Tutino, Mangano Antonino, Grigoli Salvatore, Spatuzza, Giuliano Francesco e Lo Nigro Cosimo.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, un particolare che riguarda tutta un'altra storia. Per tornare a una domanda che le ho fatto ieri, e che riguardava in particolare - proprio salto da un argomento all'altro deliberatamente - il cancello di quella villetta che a Roma le fu detto essere il luogo dove abitava Contorno, ecco, lei ieri mi disse che non aveva ricordi, ma solo che era un cancello di ferro.
Ecco, io le avevo chiesto il colore di questo cancello e lei ieri ha detto: 'non me lo ricordo'.
Le debbo far presente che quando l'abbiamo interrogata, il dottor Nicolosi e io, il 1 dicembre del '95, come risulta da pagina 13 della trascrizione, proprio parlando di questo cancello espressamente le feci questa domanda:
"Ricorda il colore di questo cancello?"
La sua risposta fu:
"Mi pare che era marrone."
Cioè, lei indicò, sia pure con qualche incertezza, il color marrone. Ecco, all'epoca questo particolare le era in qualche modo... era ancora presente nella sua memoria e oggi non c'è più? Oppure proprio non ha mai avuto ricordo di com'era il colore di questo cancello?
EX 210 Romeo: No, confermo che era marrone.
PUBBLICO MINISTERO: Così come, ieri io le ho chiesto se si ricorda... se sapeva qualche cosa circa chi aveva preso la decisione di procurare nel trapanese l'esplosivo utilizzato per l'attentato a Contorno. E lei mi ha detto che a questo proposito non sapeva nulla di preciso.
Ecco, nell'interrogatorio del 9 maggio del '97, come risulta a pagina 5, quando lei è stato sentito dal Pubblico Ministero di Palermo, però presente anche io per ragioni di collegamento di indagine, lei disse così:
"Si trattava non di materiale loro, cioè palermitano, bensì di materiale che veniva da fuori e che Bagarella si era fatto consegnare dai trapanesi."
Ecco, quindi aveva chiamato, insomma, indicato specificamente Bagarella come la persona che aveva fatto venire da Trapani, dagli ambienti trapanesi questo esplosivo. Allora quale è il punto? Ieri ha detto non se lo ricordava. Qualche mese fa, quando fu interrogato il 9 maggio, disse che la decisione di far venire da Trapani questo materiale era di Bagarella.
EX 210 Romeo: Cioè, io confermo questo disco... ma questo discorso l'ha detto, diciamo, Lo Nigro l'ha detto. Dice: 'l'esplosivo del signor Franco...' Cioè si lamentava che non serviva.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire questo discorso?
EX 210 Romeo: Che non era buono, che quello che aveva lui era meglio.
PUBBLICO MINISTERO: Un altro particolare ancora, sempre a proposito di Contorno. Ora, siccome non mi rammento se ieri le ho fatto una certa domanda, non posso fare la contestazione prima di fare la domanda. Se l'ho fatta il Presidente mi dice: 'la domanda è già stata fatta, passi direttamente alla contestazione'.
Lei ricorda, Romeo, se tra le informazioni che erano arrivate, relativamente a Contorno, c'era qualche informazione relativamente anche al fatto se Contorno si muoveva da solo, se adoprava una macchina di un tipo piuttosto che di un'altra, se adoprava il taxi, se andava in motocicletta. Ricorda se c'erano anche informazioni di questo tipo?
EX 210 Romeo: Io so che aveva una Punto. E poi...
PUBBLICO MINISTERO: Una Punto. Ricorda qualche cosa di più di questa Punto? Magari il colore, se le è stato...
EX 210 Romeo: Il colore era rossa, una cosa di questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E questo lei come lo seppe?
EX 210 Romeo: Cioè, l'ho saputo da Giuliano, che aveva la Punto ro... E poi dicevano che suo figlio aveva una Polo.
PUBBLICO MINISTERO: Suo figlio aveva una?
EX 210 Romeo: Il figlio di Contorno.
PRESIDENTE: Polo.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, una Polo. Senta, l'ultima domanda: lei conosce una strada a Palermo che si chiama via Salvatore Cappello?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa strada, per quanto è nelle sue conoscenze e nelle sue esperienze, si ricollega a qualcuna delle pers... a taluna delle persone di cui stiamo parlando da ieri mattina, a qualche avvenimento compiuto da lei, o compiuto da altri?
EX 210 Romeo: Cioè, qua vicino abbiamo fatto un omicidio, a piazza Scaffa.
PRESIDENTE: Piazza Scaffa.
PUBBLICO MINISTERO: Di che si tratta?
EX 210 Romeo: Cioè, era un cugino, un fratello di quello che abbiamo strangolato a Bolognetta, nel villino di Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: E qual era quello che era stato strangolato a Bolognetta, nel villino?
EX 210 Romeo: Questo si chiamava, Ambrogio si chiamava.
PUBBLICO MINISTERO: E che c'entra la storia di piazza Scaffa?
EX 210 Romeo: Perché, siccome Benigno, quando ha preso questa persona e l'ha portato nel villino di Giuliano a Bolognetta, dice che uno di questi l'ha visto. Cioè, una volta che quello l'abbiamo strangolato lui si spaventa se quello parlasse.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè temeva di essere stato visto?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E allora?
EX 210 Romeo: E poi s'è andato a uccidere diciamo pure a questo e c'è stato un... feriti.
PUBBLICO MINISTERO: C'è stato un?
EX 210 Romeo: Feriti ci sono stati.
PUBBLICO MINISTERO: Ma "questo", ecco, lei l'ha chiamato "questo", ma rispetto a Ambrogio che cos'era?
EX 210 Romeo: Siccome qua questo Ambrogio, sono... cioè tutti fratelli mischiati, cioè non si capisce niente come sono. Comunque dice che erano fratelli...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi, nella zona di piazza Staffa fu ammazzato un tale che doveva essere collegato, imparentato, con questo Ambrogio...
EX 210 Romeo: Con questo Ambrogio.
PUBBLICO MINISTERO: ... che era stato ammazzato a Bolognetta.
Ho capito bene?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma tra i due fatti quanto tempo passò?
EX 210 Romeo: Io non ricordo se è stato il pomeriggio stesso, o l'indomani.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e...
EX 210 Romeo: Sempre di pomeriggio, però.
PUBBLICO MINISTERO: Dello stesso giorno.
EX 210 Romeo: O dello stesso giorno, o l'indomani...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
PRESIDENTE: Sempre di pomeriggio. O lo stesso giorno, o...
EX 210 Romeo: Cioè, io l'ho detto. Solo che, in questo momento, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. E via Salvatore Cappello?
EX 210 Romeo: Eravamo in un maga... cioè, un garage che aveva Lo Nigro Cosimo.
PUBBLICO MINISTERO: Eravate in un...?
PRESIDENTE: Garage.
EX 210 Romeo: Un garage.
PUBBLICO MINISTERO: Che si trova in quella strada lì?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei c'è stato altre volte in questo garage di Lo Nigro in via Salvatore Cappello?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E che ci teneva dentro, Lo Nigro?
EX 210 Romeo: No, aveva cose del peschereccio. Una Motoape...
Ci teneva il motore, qua.
PUBBLICO MINISTERO: Motore, cioè la motocicletta?
EX 210 Romeo: Sì, una motocicletta.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda il colore della motocicletta che Lo Nigro teneva nel box? Il modello.
EX 210 Romeo: Cioè, sul verde.
PUBBLICO MINISTERO: E che era, una motocicletta italiana, o di produzione straniera?
EX 210 Romeo: Era una Transalpe.
PUBBLICO MINISTERO: Una?
EX 210 Romeo: Transalpe.
PRESIDENTE: Transalpe.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Tutto qua. L'esame del Pubblico Ministero è terminato.
PRESIDENTE: Ha terminato il P.M.?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Mi sembrava di aver detto che avevo terminato.
PRESIDENTE: Le parti civili devono fare interventi?
AVVOCATO Ammannato: Mi servono dei chiarimenti. Avvocato Ammannato difensore di parte civile.
Può chiarire grossomodo il periodo di quando lei caricò quel camion a Palermo, il camion di Carra, con le armi e l'esplosivo?
EX 210 Romeo: Io non l'ho capito.
PRESIDENTE: Non ha capito, avvocato.
AVVOCATO Ammannato: Può chiarire...
PRESIDENTE: Devo dire che non ho capito neanche io.
AVVOCATO Ammannato: ... il periodo, cioè quando, grossomodo, fu, avvenne quel carico di armi ed esplosivo avvenuto a Palermo sul camion del Carra.
EX 210 Romeo: Nel '94.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, si ricorda, rispetto a quando lei è stato scarcerato, febbraio '94...
PRESIDENTE: Lei è stato scarcerato in febbraio.
EX 210 Romeo: Febbraio '94.
PRESIDENTE: Dopo quanto tempo è successo?
AVVOCATO Ammannato: E il primo viaggio che fece a Capena con Giacalone, grossomodo ha detto due mesi dopo, quindi siamo ad aprile...
EX 210 Romeo: Io non mi ricordo il mese e neanche la data.
AVVOCATO Ammannato: No, d'accordo. Ma, ad esempio, avvenne prima di quel viaggio a Capena con Giacalone?
PRESIDENTE: Ha capito?
EX 210 Romeo: Sì, ho capito. Non mi ricordo.
AVVOCATO Ammannato: lei poi è stato arrestato nel novembre del '95.
Ecco, da quel momento, lei, ha più rivisto lo Scarano?
EX 210 Romeo: No.
AVVOCATO Ammannato: Neanche scritto, o incontrato per caso?
EX 210 Romeo: No, io l'ho incontrato una volta... Cioè, l'ho incontrato nel villino di Luigi Giacalone.
AVVOCATO Ammannato: Sì, sì. Ma questo lo ha detto. Parlavo dopo il suo arresto.
PRESIDENTE: Dopo il suo arresto.
EX 210 Romeo: Dopo? E dove lo dovevo vedere?
AVVOCATO Ammannato: Ecco, ugualmente lei, dopo il suo arresto ha rivisto Carra?
EX 210 Romeo: No.
AVVOCATO Ammannato: Ha rivisto, dopo il suo arresto, Grigoli Salvatore?
EX 210 Romeo: No.
AVVOCATO Ammannato: E ha rivisto, dopo il suo arresto, Di Filippo Pasquale?
EX 210 Romeo: No.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, lei ha mai conosciuto Ferro? Ferro padre, Vincenzo, o Giuseppe?
EX 210 Romeo: No, non lo conosco.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, ieri poi ha parlato delle confidenze ricevute nel '94. E ha chiarito che le confidenze le avrebbe avute da due diverse fonti.
Direttamente, da Giuliano; e poi dice anche dagli altri nel capannone in via Messina Marine.
Volevo sapere: lei, direttamente, che confidenze ha avuto da queste altre persone nel capannone di via Messina Marine?
PRESIDENTE: Avvocato, è via Messina Montagne.
AVVOCATO Ammannato: Ha ragione.
PRESIDENTE: Ha capito? L'avvocato vuol sapere se, a parte le confidenze di cui ci ha parlato, ricevute da Giuliano, poiché ha parlato di confidenze ricevute da altri, chi erano questi altri e che confidenze le hanno fatto.
EX 210 Romeo: Cioè, si parlava in via Messina Montagne, nel capannone che... quando si faceva qualche omicidio come si ci andava, come si...
PRESIDENTE: Ma non si ricorda...
AVVOCATO Ammannato: No, no, ma io relativamente... Ecco.
PRESIDENTE: Chi fece queste confidenze a lei?
EX 210 Romeo: Eravamo tanti, là. Non è che era una persona, due persone.
PRESIDENTE: A volte ha parlato di Grigoli.
EX 210 Romeo: C'era Grigoli, Spatuzza... Si parlava di tutto, l'omicidio, le stragi che hanno fatto... Questo.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, allora le faccio la domanda più precisa possibile.
Da Grigoli Salvatore, lei ebbe direttamente delle confidenze sugli attentati del '93? Sui fatti del '93?
EX 210 Romeo: No.
AVVOCATO Ammannato: E Da Lo Nigro Cosimo?
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Da Lo Nigro sì?
AVVOCATO Ammannato: E esattamente cosa le disse Lo Nigro Cosimo?
EX 210 Romeo: Cioè, parlava... che avevano messo l'esplosivo per fare saltare in aria le persone che dovevano morire.
Nei monumenti mettevano esplosivo.
AVVOCATO Ammannato: Le fece anche il nome del luogo dov'era? Che ne so, Roma, Firenze, Milano...
EX 210 Romeo: Cioè, dopo Costanzo, che avevano fatto, diciamo, che avevano sbagliato, il fattore che lui aveva cambiato macchina...
PRESIDENTE: Glielo raccontò Lo Nigro, questo?
EX 210 Romeo: Lo ha raccontato pure lui. Giuliano... Cioè, parlavano.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, su Firenze, Lo Nigro le ebbe a dire qualcosa? Qualche particolare?
EX 210 Romeo: Il fattore di Firenze, diciamo, che hanno messo, diciamo... sono andati lui e Giuliano a mettere la macchina, diciamo, dove dovevano fare saltare il monumento.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, le disse anche come lo hanno fatto saltare? Nel senso, c'era un telecomando, oppure c'era una miccia? Cosa hanno usato a Firenze?
EX 210 Romeo: Non mi ricordo...
AVVOCATO Ammannato: Siccome ci ha detto, per Contorno e poi anche per Costanzo, che aveva una batteria...
EX 210 Romeo: Siccome una volta che la macchina doveva essere parcheggiata, questo lo fanno con la miccia. E se ne vanno.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, su Milano le hanno detto qualcosa?
EX 210 Romeo: Io so che sono stati pure loro.
AVVOCATO Ammannato: Si ricorda qualche particolare riferito su Milano? Come modalità; se l'obiettivo era stato raggiunto, oppure no; anche lì quale metodo hanno usato...
PRESIDENTE: Avvocato, ma non ne faccia dieci di domande. Sennò non risponde più neanche a una.
AVVOCATO Ammannato: No, o era sempre Milano.
EX 210 Romeo: Non mi ricordo.
AVVOCATO Ammannato: Senta, e personalmente, direttamente da Spatuzza, sempre in relazione a questi fatti del '93, si ricorda cosa seppe?
EX 210 Romeo: Non l'ho capito, io non lo capisco.
PRESIDENTE: Vuole sapere l'avvocato se lei ha ricevuto, in relazione a questi fatti del '93, confidenze, o dichiarazioni, o ammissioni dello Spatuzza.
EX 210 Romeo: Io penso di no.
AVVOCATO Ammannato: E da Barranca?
EX 210 Romeo: Neanche.
AVVOCATO Ammannato: Grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altri difensori di parte civile?
AVVOCATO Onano: Avvocato Onano per lo Stato.
Un chiarimento per...
PRESIDENTE: Signora, non la sentiamo.
AVVOCATO Onano: Mi sente?
PRESIDENTE: Poco.
AVVOCATO Onano: Per quanto riguarda il suo primo viaggio che fece a Capena con Giacalone, lei ritornò - mi sembra di avere capito - la domenica sera con la nave e arrivò il lunedì mattina.
Ricorda che apprese dai giornali del fallito attentato a Contorno.
Si ricorda quando avvenne, rispetto al suo ritorno?
PRESIDENTE: Ha capito?
EX 210 Romeo: Cioè, io l'indomani mattina...
PRESIDENTE: Ha detto che lei è ripartito la domenica sera.
EX 210 Romeo: Cioè, verso l'una me ne sono andato, diciamo, da Capena.
PRESIDENTE: E poi ha preso la nave la domenica sera da Napoli, ed è arrivato la mattina dopo a Palermo.
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Rispetto a questo ritorno, quanti giorni dopo ha saputo che c'era stato un fallito attentato a Contorno?
EX 210 Romeo: Cioè, mi sembra che... o il lunedì mattina, o il martedì, una cosa di queste.
PRESIDENTE: Cioè, il lunedì mattina, lo stesso lunedì che è ritornato?
EX 210 Romeo: Non mi ricordo bene. Cioè, dovrebbe essere tra il lunedì mattina, o il martedì mattina.
PRESIDENTE: Di quelli stessi giorni che è avvenuto il suo ritorno.
EX 210 Romeo: Sì, in quella settimana.
PRESIDENTE: In quella settimana.
AVVOCATO Onano: Quindi, conferma che è avvenuto qualche giorno dopo.
Senta, ha già detto qualcosa su Firenze. Adesso volevo un particolare in più.
Le ha riferito Giuliano il fatto che parcheggiarono...
PRESIDENTE: Signora, bisogna che lei...
AVVOCATO Onano: Si sente?
PRESIDENTE: Non si sente, non si riesce a capire.
Si provi a sedere.
AVVOCATO Onano: Senta, per Firenze...
PRESIDENTE: Ora si sente.
AVVOCATO Onano: ... mi sembra che Giuliano e forse anche Lo Nigro le riferirono che ci furono dei problemi di parcheggio dell'auto, in quanto c'erano delle telecamere e avevano dovuto spostarla.
Si ricorda le modalità di questo fatto?
Nel senso: avevano parcheggiato la macchina davanti a un monumento, sotto un monumento, c'era un congresso. Non ho capito bene cosa ha detto ieri, a proposito...
PRESIDENTE: Aveva parlato di un congresso.
AVVOCATO Onano: Sì.
PRESIDENTE: Comunque sentiamo se è più chiaro.
EX 210 Romeo: Io sapevo da Giuliano che aveva messo, Lo Nigro, la macchina in un congresso. E ce lo ha fatto levare. E poi c'era, dice pure una telecamera. E lo ha fatto spostare.
AVVOCATO Onano: E quindi le risulta che cambiò il programma, rispetto a quello che avevano progettato?
EX 210 Romeo: Sì, ha cambiato, diciamo... Dice che se n'è andato più avanti, sempre là vicino.
AVVOCATO Onano: Quindi era vicino al luogo dove effettivamente la macchina scoppiò, questo luogo del congresso con le telecamere...
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Il congresso era vicino a dove è scoppiata.
EX 210 Romeo: Sì, dice che lui ha visto le telecamere e lo ha fatto levare.
E lui era pure preoccupato se la telecamera l'aveva ripreso.
AVVOCATO Onano: Benissimo. Nessun'altra domanda.
PRESIDENTE: Altre domande parti civili? Niente.
Chi comincia dei difensori?
AVVOCATO Pepi: Avvocato Pepi.
Senta, Romeo, lei è tranquillo oggi?
EX 210 Romeo: Non ho capito...
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se oggi lei è tranquillo.
EX 210 Romeo: Come devo essere?
AVVOCATO Pepi: Me lo dica lei.
PRESIDENTE: Se crede, risponde; sennò dice: "non voglio rispondere."
EX 210 Romeo: Certo, che sono tranquillo. Perché...
AVVOCATO Pepi: Senta, come mai invece l'8 di luglio lei non era tranquillo? Visto che la situazione mi sembra sia stata molto serena nel procedimento.
EX 210 Romeo: Cioè, io il 9 luglio non me la sono sentita di rispondere.
AVVOCATO Pepi: Questo lo sappiamo. Ma per quale motivo?
EX 210 Romeo: Un motivo mio.
AVVOCATO Pepi: Mah, motivo suo non è una risposta, Romeo.
Mi vuol rispondere, oppure no?
EX 210 Romeo: No, non voglio rispondere a questa domanda.
AVVOCATO Pepi: Mi sembra giusto.
Senta, lei il 9 di luglio ha scritto una lettera alla Corte di Assise?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: L'ha scritta lei personalmente?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Di grafia sua?
PRESIDENTE: L'ha scritta con le sue mani?
EX 210 Romeo: No, con le mie mani, no. Me lo fa... l'ha scritto.
AVVOCATO Pepi: Chi glielo ha scritto?
PRESIDENTE: L'ha dettata a qualcuno?
EX 210 Romeo: Non mi ricordo.
AVVOCATO Pepi: Eh, come non si ricorda... Romeo, per favore...
A tutto c'è un limite, eh. Lei può dire tutto quello che vuole, ma...
PRESIDENTE: Ma c'è sempre il fatto che può dire quello che vuole.
AVVOCATO Pepi: Sì, ho capito. Ma non può dire "non me lo ricordo", Presidente.
EX 210 Romeo: Senta, avvocato, non ci voglio rispondere il fattore del 9 luglio.
AVVOCATO Pepi: Senta, allora io le chiedo, perché questo è un documento acquisito agli atti, in questa lettera lei, a un certo momento, parla di turbamento emotivo.
Mi vuole spiegare il significato italiano di questa frase?
EX 210 Romeo: Cioè, le persone che erano dietro, che io ci ho vissuto, ci ho mangiato assieme, mi sento salutare "ciao, ciao"...
AVVOCATO Pepi: Quindi, queste persone l'hanno salutata.
EX 210 Romeo: Sì, ma non è che... Poi, Lo Nigro mi ha detto che alla mia famiglia la vuole bene, la vuole...
Io pure alla sua famiglia la voglio bene, non è che non la voglio bene.
AVVOCATO Pepi: Quindi non c'era nessun motivo per cui lei avesse paura. Perché, anzi, le avevano rivolto delle parole affettuose, mi sembra.
EX 210 Romeo: No, ma io non ce n'ho paura di loro.
AVVOCATO Pepi: Però non mi ha risposto alla domanda.
Che cosa significa turbamento emotivo?
PRESIDENTE: Avvocato, implicitamente le ha risposto.
AVVOCATO Pepi: Va be', l'implicito, sa...
PRESIDENTE: Ognuno si esprime come può.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ieri ha detto che si è pentito perché non poteva stare in carcere senza soldi, vero? Mi sembra che abbia detto questa...
EX 210 Romeo: Non è che non posso stare senza soldi in ca... Perché, non è che uno quando va in carcere c'ha la valigia piena di soldi.
AVVOCATO Pepi: Eh.
EX 210 Romeo: Cioè, io non potevo, non avevo soldi per andare avanti in carcere.
AVVOCATO Pepi: E quindi...
EX 210 Romeo: La mia famiglia non poteva venire a farmi il colloquio, a me. Perché non è che mi facevano stare a Palermo.
AVVOCATO Pepi: E quindi ha deciso di collaborare per questo motivo.
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ne prendiamo atto.
Senta, è vero che la DIA, o chi per lei, non lo so. Perché questi sono fatti, diciamo, abbastanza segreti, le ha offerto 500 milioni per la sua collaborazione?
EX 210 Romeo: Quanto?
AVVOCATO Pepi: 500 milioni.
EX 210 Romeo: Ma chi è che mi ha offerto questi 500 milioni?
PRESIDENTE: La DIA, la DIA.
AVVOCATO Pepi: Le ho chiesto se la DIA, o qualchedun altro.
EX 210 Romeo: A me mi hanno dato un milione e mezzo, quando me ne sono andato da Palermo, non 500 milioni.
AVVOCATO Pepi: Quindi, è sicuro che nessuno glieli abbia offerti?
EX 210 Romeo: Non me li ha dati a me nessuno, soldi.
AVVOCATO Pepi: Senta, qual è la sua attuale situazione economica?
EX 210 Romeo: Un milione e tre al mese.
AVVOCATO Pepi: Ma un milione e tre come sussidio e basta, o perché lavora?
EX 210 Romeo: Un milione e tre e basta. Senza 500 milioni, o un miliardo.
AVVOCATO Pepi: E' a conoscenza se la DIA abbia fatto la stessa offerta che le ho detto prima anche a Giuliano?
EX 210 Romeo: Questo, non lo so. Questo è lei che lo deve chiedere a Giuliano.
AVVOCATO Pepi: Io lo chiedo a lei, poi...
EX 210 Romeo: E io glielo chiedo a lei, perché lei ce lo può dire a Giuliano. Perché io non lo so se la DIA ce lo ha detto, se ci dava 500 milioni.
AVVOCATO Pepi: Senta, prima di pentirsi e quindi di collaborare con la Giustizia, quale era la sua situazione economica e patrimoniale?
EX 210 Romeo: Come? Non ho capito.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere come stava lei economicamente prima di collaborare con la Giustizia.
EX 210 Romeo: Cioè, quand'ero per conto mio, senza Cosa Nostra, insomma, me la passavo discreto.
Poi mi sono messo con Cosa Nostra e mi sono distrutto... Perché soldi non ne vedevamo... No, io solo. Pure altri che sono qua dietro. Non hanno visto un soldo.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei che titolo di studio ha?
EX 210 Romeo: Terza elementare.
AVVOCATO Pepi: Che condanne ha riportato?
EX 210 Romeo: Non l'ho capito.
AVVOCATO Pepi: Quali condanne ha riportato fino ad ora.
EX 210 Romeo: Condanne?
AVVOCATO Pepi: Sì.
EX 210 Romeo: Cioè, avevo una condizionale di due anni.
AVVOCATO Pepi: Per che reato?
EX 210 Romeo: Sempre per rapina.
AVVOCATO Pepi: Ma ora lei, attualmente, è detenuto, o è libero?
EX 210 Romeo: Libero.
PRESIDENTE: Già che ci siamo, avvocato. Scusi, Romeo, lei ha già subìto un procedimento con rito abbreviato, per questi fatti?
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: A quanto è stato condannato?
EX 210 Romeo: Cinque anni.
PRESIDENTE: Cinque anni ed è già definitiva?
EX 210 Romeo: No, ora diciamo deve andare definitiva.
PRESIDENTE: Sta per andare definitiva.
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Dal GIP, vero?
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Prego, avvocato.
AVVOCATO Pepi: Senta, Romeo, lei ha mai detto alla DIA, ai ROS, o alla Polizia Giudiziaria, di volere andare da Giuliano per convincerlo a collaborare?
EX 210 Romeo: Senta, a me se Giuliano vuole andare nella DIA; nei ROS, questo sono affari suoi, perché io...
AVVOCATO Pepi: No, lei risponda, Romeo...
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se è vero che lei avrebbe detto alla DIA, ai ROS, o qualcuno di questi organi, che voleva andare a convincere Giuliano a collaborare.
EX 210 Romeo: No.
AVVOCATO Pepi: Ha mai scritto una lettera a Giuliano invitandolo a collaborare?
EX 210 Romeo: No, queste sono cose personali. E se lui... Quello che vuol fare, fa. Io ho fatto la mia scelta e lui non mi interessa quello che vuole fare.
Ognuno per i fatti suoi.
AVVOCATO Pepi: Senta, è stato lei, vero, che ha fatto arrestare Giuliano?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Quando Giuliano è stato arrestato e lo hanno portato nei locali della Squadra Mobile, lei era presente in quei locali?
EX 210 Romeo: No.
AVVOCATO Pepi: Ne è sicuro?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Non sa quando è stato arrestato Giuliano? Se di giorno, di notte...
EX 210 Romeo: Di notte, è stato arrestato. Però io non l'ho visto per niente.
AVVOCATO Pepi: Non lo ha visto...
EX 210 Romeo: Cioè, gli ho detto, gli ho insegnato dov'era lui. E poi io me ne sono andato, diciamo, con la Polizia.
AVVOCATO Pepi: Da quanti anni è che lei conosceva Giuliano?
EX 210 Romeo: Più di dieci anni.
AVVOCATO Pepi: Più di dieci anni?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei conosce Ciaramitaro?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: E' a conoscenza se Giuliano conosce Ciaramitaro?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: I familiari di Ciaramitaro lei li conosce?
EX 210 Romeo: Sì, li conosco.
AVVOCATO Pepi: Sa se Ciaramitaro ha una sorella maggiore?
EX 210 Romeo: Cioè, ce n'ha più di una.
AVVOCATO Pepi: Sa se questa sorella maggiore ebbe a tentare di avvelenarsi?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ne sa il motivo?
EX 210 Romeo: So il motivo, perché lo so questo.
AVVOCATO Pepi: me lo vuol dire?
EX 210 Romeo: Cioè, il fattore che a Ciaramitaro gli è morta la madre. E poi il padre di Giuliano ci saliva a casa.
AVVOCATO Pepi: Non sa se per caso questo avvelenamento fosse la conseguenza del fatto che questa donna...
EX 210 Romeo: Lei mi deve fare finire di parlare, prima che...
AVVOCATO Pepi: Mi sembrava che avesse finito.
EX 210 Romeo: No, io non ho finito.
AVVOCATO Pepi: Ah.
EX 210 Romeo: Se è stato il padre di Giuliano Francesco, che ci... dopo la morte della madre di Ciaramitaro, ci saliva ogni mattina. E ci stava per... due, tre ore là.
Io, la mattina, come sempre andavo a prendere a Ciaramitaro. E Ciaramitaro mi diceva, dice: 'sali, che c'è u' zu' Totò'.
E io gli dicevo di no. Gli dicevo: 'no, io sto venendo ora da casa, mi rimetto dentro pure casa tua?'
Gli ho detto: 'ti aspetto nel bar, io. Quando scendete...'.
Comunque poi un giorno Giuliano, il padre, mi ha detto, dice... Siccome io lo avevo capito a lui, a suo padre, gli ho detto: 'ma perché non la finisci di salirci sopra, e vedi di finirla...'.
Che io avevo capito che lui insultava alla sorella di Giuliano.
E' stato... che poi lui mi ha detto a me: 'lo sai, c'è la sorella di Giuliano che mi fa con il piede, tipo che... si vuole mettere con lui'.
Però io non ci credevo, ci dicevo: 'perché non la finisci? Ciaramitaro Giovanni cammina con noi e lei...'.
E gli ho detto io: 'ora vediamo se c'è qualche parente suo e glielo dice di finirla'.
Poi c'è stato, diciamo... dopo due o tre giorni io ero a piazza Sant'Erasmo con Giuliano Salvatore e è venuto Ciaramitaro.
Siccome lui parlava con Pietro Tagliavia - Giuliano, Giuliano Salvatore - Ciaramitaro lo ha chiamato. Lui è salito nella macchina. Mentre che stava andando a casa lui... io già avevo capito quello che stava succedendo.
E' stato, diciamo... lui ha dato un pugno nel retro della macchina e si è rotto il vetro, Giovanni Ciaramitaro. E sono andati così a casa.
AVVOCATO Pepi: Va bene.
EX 210 Romeo: Che vuole la... E poi, a casa, io ho saputo che la sorella di Giovanni Ciaramitaro si aveva preso... comunque, si era avvelenata.
AVVOCATO Pepi: Senta, quindi presumo, o comunque glielo chiedo a lei: a seguito di questi fatti vi fu una rottura di amicizia fra Giuliano e i Ciaramitaro?
EX 210 Romeo: In quel momento, sì. Per il fattore... ognuno... cioè, quel ragazzo camminava con noi. Pure che sua sorella che sbagliava, che voleva ... a Giuliano Salvatore.
'Non lo vedi che il fratello cammina con noi? che fai queste cose?'
AVVOCATO Pepi: Senta, è vero che lei provvide a far riappacificare Giuliano e Ciaramitaro?
EX 210 Romeo: Sì, dopo che potevano passare due, tre mesi, così, gli ho fatto fare pace. E poi, diciamo siamo stati di nuovo assieme.
Perché a me me lo diceva Giuliano Salvatore. Dice: 'va be', ci facciamo pace'.
Magari diceva: 'va bene', non solo che aveva sbagliato, però diceva va bene.
AVVOCATO Pepi: Senta si ricorda mica il periodo in cui avvenne questa riappacificazione?
EX 210 Romeo: Non l'ho capito.
PRESIDENTE: Vuol sapere l'avvocato in che periodo avvenne questa pacificazione.
EX 210 Romeo: Subito. Cioè, subito...
PRESIDENTE: Ha detto due-tre mesi dopo.
EX 210 Romeo: Eh? Due-tre mesi dopo. Comunque gli ho fatto fare pace e poi non... Cioè, non c'è stato più nulla.
AVVOCATO Pepi: Senta, dopo che lei ha iniziato a collaborare, ha più incontrato Ciaramitaro?
EX 210 Romeo: No.
AVVOCATO Pepi: Senta, e lei...
EX 210 Romeo: Ma già da prima io non lo avevo visto più, a Ciaramitaro. Da quando ci siamo divisi, che eravamo latitanti. Poi io non l'ho visto più, per qualche mese e magari di più.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei, dopo che ha iniziato a collaborare e da libero, quindi, è mai stato a Parma in un appartamento sotto protezione?
PRESIDENTE: Ha capito?
EX 210 Romeo: Non ho capito cosa vuole dire.
PRESIDENTE: L'avvocato vol sapere se lei poi è stato in un appartamento a Parma sotto protezione.
EX 210 Romeo: Non voglio rispondere a questa domanda.
AVVOCATO Pepi: Lei non ha neppure telefonato a Ciaramitaro?
EX 210 Romeo: No.
AVVOCATO Pepi: Le risulta che lei fosse chiamato con un soprannome?
EX 210 Romeo: A me mi chiamavano... cioè, loro "Petrone".
AVVOCATO Pepi: Non ho capito, scusi.
PRESIDENTE: Ha detto che sapeva, dice, lo chiamavano "Pietrone".
AVVOCATO Pepi: la chiamavano anche "Pietro il lungo"?
EX 210 Romeo: Sì, anche così.
AVVOCATO Pepi: Sa come Ciaramitaro chiamava Giuliano?
EX 210 Romeo: Lo chiamava, Pippo, lo chiamava.
AVVOCATO Pepi: lei come chiamava Giuliano?
EX 210 Romeo: Pure Pippo. Tutti così lo chiamavano.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ha detto, mi sembra anche stamattina qui, al Pubblico Ministero, di conoscere Trombetta. E' vero?
EX 210 Romeo: Sì. Abbiamo fatto pure qualche rapina assieme, nel passato.
AVVOCATO Pepi: Senta, sa che attività svolgesse questo Trombetta, oltre alle rapine?
EX 210 Romeo: Aveva un lavaggio di auto.
AVVOCATO Pepi: E...
EX 210 Romeo: Rubava ma... non lui, si faceva portare macchine. Rubava, smontava, montava, vendeva...
AVVOCATO Pepi: Ma sa se anche direttamente lui rubava le auto?
EX 210 Romeo: No, lui non è capace a rubare una macchina.
Cioè, ci andava assieme agli altri, però se si doveva portare personalmente lui la macchina, non era cosa sua.
AVVOCATO Pepi: Senta, Romeo, lei ha detto a un certo momento, riferendosi all'attentato a Contorno, che questo attentato fu deciso anche per vendicare l'uccisione del fratello di Spatuzza.
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Senta, però lei ha anche detto che Spatuzza non partecipò a questo attentato.
EX 210 Romeo: Siccome era latitante, dice ci mancavano i documenti per salire.
AVVOCATO Pepi: Sì. Ma non le sembra strano che se uno vuol commettere un omicidio per vendicare un proprio congiunto, non partecipi direttamente a questo...
EX 210 Romeo: Senta avvocato, se voleva, ci poteva andare pure Giuseppe Graviano a vendicare suo padre. E non ci è andato e ci ha mandato a loro.
AVVOCATO Pepi: Certo. Ma lei sa che, in quel periodo, Giuseppe Graviano era detenuto.
EX 210 Romeo: Se a me mi ammazzano mio padre, me lo vado a vendicare io, senza...
AVVOCATO Pepi: Ecco.
EX 210 Romeo: ... un minuto di tempo.
AVVOCATO Pepi: Benissimo. Era la risposta che volevo.
Senta, si ricorda esattamente la data e l'orario dei sopralluoghi che lei ebbe a fare nella villetta di Contorno?
EX 210 Romeo: La data io non la so. Perché io non è che sapevo che dovevo collaborare e mi ho scritto tutte cose nel libro.
PRESIDENTE: No, ma parla dei sopralluoghi, mi pare avvocato...
AVVOCATO Pepi: Sì.
PRESIDENTE: ... fatti col P.M. o con...
AVVOCATO Pepi: No, no.
PRESIDENTE: No? Ah, di quelli fatti precedentemente.
AVVOCATO Pepi: Sì.
PRESIDENTE: Quelli fatti prima. Quando era insieme a tutti gli...
AVVOCATO Pepi: Agli altri.
PRESIDENTE: ... altri.
Lei se lo ricorda più o meno in che data?
EX 210 Romeo: No, non me lo ricordo.
PRESIDENTE: In che ore?
EX 210 Romeo: Di mattina.
PRESIDENTE: Di mattina.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei - se non vado errato - è stato detenuto dal 1 settembre '92 fino al 1 febbraio '94, è vero?
EX 210 Romeo: Settembre del '94?
AVVOCATO Pepi: No, settembre '92, febbraio '94.
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ecco, quindi lei è stato detenuto praticamente in tutto il periodo nel quale si sono verificate le stragi, ad eccezione dell'attentato a Contorno.
Giusto?
EX 210 Romeo: Non ho capito.
AVVOCATO Pepi: Dico, lei è stato detenuto nel periodo in cui si sono verificati tutti gli attentati.
EX 210 Romeo: Quelli del '93.
AVVOCATO Pepi: Sì.
EX 210 Romeo: Io ero arrestato.
AVVOCATO Pepi: Esatto. Dico, non le sembra... quindi lei non ha partecipato ovviamente a questi attentati, perché...
EX 210 Romeo: Ma, io... se lei, vede, questo è tutto... io ci sto raccontando tutto quello che a me mi hanno detto loro. Il fattore del... Perché io non ne sapevo nulla.
AVVOCATO Pepi: Sì, ecco. Appunto ora si arrivava... Ha anticipato un po' la mia domanda.
Dico: ma non le sembra strano che qualcheduno, in questo caso vedi Giuliano, le racconti tutti, con dovizia di particolari, fatti così gravi a una persona che non ha partecipato a queste stragi?
EX 210 Romeo: Senta, io con Giuliano ero dalla mattina alla sera assieme. Notte e giorno, anzi.
AVVOCATO Pepi: Eh, visto che lei aveva questo grande rapporto di amicizia con Giuliano, le faccio una domanda strettamente personale, non sente nessun pentimento per averlo fatto arrestare?
EX 210 Romeo: Ma io che ci posso fare? Non è che ci posso impedire una cosa di queste, di non mettere... Poi, già lo avevano fatto. Chi...
AVVOCATO Pepi: No, lei non mi ha risposto.
Le ho chiesto... Lei mi dà... un'altra domanda, lei mi fa alla mia risposta.
Le dico: lei, dentro di sé, anche se lo ha dovuto o voluto fare, sente un pentimento per aver fatto arrestare il suo amico fraterno?
EX 210 Romeo: Non l'ho capito io.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se, anche se ha ritenuto di doverlo fare, non è pentito, o non sente pentimento, per aver fatto arrestare Giuliano, suo amico fraterno.
EX 210 Romeo: Certo che sono... Cioè, non è che... Questo, non è... che ci posso fare? Ci devo dare alla Giustizia quello che gli devo dare. Non è che ci posso dire: 'no, questo è mio fratello, quello è mio cugino', non può essere.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ha raccontato - mi sembra ieri - di aver avuto un processo a Palermo che si è svolto con parecchie udienze, anche comprese udienze in Camera di Consiglio ai Tribunali della Libertà e varie.
Io le chiedo: Giuliano seguiva e veniva a tutte le udienze di questo processo?
EX 210 Romeo: No, tutte no.
AVVOCATO Pepi: In che periodo era?
EX 210 Romeo: '93.
AVVOCATO Pepi: Ma veniva spesso?
EX 210 Romeo: No.
AVVOCATO Pepi: Senta...
EX 210 Romeo: Cioè, a volte mi mandava a dire che stava partendo e mancava qualche mese, così.
AVVOCATO Pepi: Senta, le risulta da quando, la data precisa, o comunque approssimativa, nella quale Giuliano sarebbe entrato a far parte di Cosa Nostra?
EX 210 Romeo: Dopo io e Giuliano avere ucciso a Damiano Rizzuto, lui ha iniziato a fargli l'autista a Francesco Tagliavia.
E poi, quando io sono uscito dal carcere, l'ho visto che faceva parte del gruppo di fuoco di Brancaccio.
AVVOCATO Pepi: Senta, però io le chiedevo questo: lei è stato arrestato nel settembre del '92. Giusto?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ecco, fino... prima di questo arresto, le risulta che Giuliano non facesse parte di Cosa Nostra?
EX 210 Romeo: Cioè, non faceva parte, però erano sempre a piazza Sant'Erasmo, lui, suo padre.
AVVOCATO Pepi: Ma in piazza Sant'Erasmo, se non sbaglio, Giuliano aveva un distributore. Me lo può confermare?
EX 210 Romeo: Sì. Ma lui andava là, perché c'era Tagliavia.
AVVOCATO Pepi: Senta, le risulta che Giuliano non sia mai stato a Firenze?
EX 210 Romeo: Cioè, per... Prima no, ma il fattore delle stragi c'era qua a Firenze.
AVVOCATO Pepi: Sì, io le ho chiesto... Chiaramente lei ha detto che era a fare la strage, per cui era evidente che non le potevo fare una domanda in questo senso.
Dicevo se prima sa se era stato mai a Firenze.
EX 210 Romeo: A me non... Non ci era stato mai.
AVVOCATO Pepi: E a Milano?
EX 210 Romeo: Neanche.
AVVOCATO Pepi: A Roma?
EX 210 Romeo: Neanche, penso, che c'era...
Cioè, lui non è che era un tipo che... Cioè, prima di entrare in Cosa Nostra, usciva, andava a destra e a sinistra. Era sempre a Palermo.
AVVOCATO Pepi: Senta, si è parlato molto, in questo processo, anche, nonostante le mie varie opposizioni tutte rigettate, di un omicidio nei confronti di tunisini, no? Se lo ricorda?
EX 210 Romeo: Sì, certo che me lo ricordo.
AVVOCATO Pepi: Ecco. Il Di Filippo avrebbe detto che, come movente dell'omicidio sarebbe stato il fatto che uno di questi tunisini era, dava noia a sua moglie, o la insidiava, comunque. Vero?
Lo sa, o no?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Sa anche se per caso non fosse la moglie del Di Filippo a cercare continuamente questi tunisini?
EX 210 Romeo: Comunque io sapevo che era per sua moglie.
AVVOCATO Pepi: Sì, ma io le ho fatto una domanda precisa. Lei mi deve...
EX 210 Romeo: No, non mi ricordo, diciamo, questo discorso.
AVVOCATO Pepi: Non si ricorda, o non lo sa?
EX 210 Romeo: Non mi ricordo.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei, nel suo interrogatorio del 1 dicembre '95, a pagina 62 e 63, parla che, a un certo punto, parlo della strage...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi. Prima della contestazione...
AVVOCATO Pepi: Sì, sì. No...
PRESIDENTE: ... deve fare la domanda.
AVVOCATO Pepi: No, ma per le... Allora le faccio la domanda diretta in questo senso. Comunque ha già risposto e quindi... Si parla appunto dell'attentato a Firenze.
Lei ha detto che, a un certo momento, vi era una telecamera che si vedeva annebbiato.
E' vero?
EX 210 Romeo: Me la ripete di nuovo, che non l'ho capita.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se lei conferma di aver detto che, a proposito dell'attentato a Firenze, la telecamera che c'era si vedeva annebbiato.
EX 210 Romeo: Io gli ho detto a Giuliano: 'ma com'è che la telecamera non vi ha ripreso?'
Dice: 'perché non si vedeva buono'.
AVVOCATO Pepi: Ma lei l'ha vista questa telecamera?
EX 210 Romeo: E dove la... Cioè, in televisione io l'ho vista.
Non è che io sono andato a Firenze a... Io neanche so dov'è che hanno messo questa bomba.
AVVOCATO Pepi: Sì, ma non le sembra strano, come fa a dire Giuliano che la telecamera era offuscata? Bisognava che Giuliano fosse dietro alla telecamera per vederla offuscata, non certo davanti.
EX 210 Romeo: Cioè, neanche la vede lui. Tramite la televisione pure lui l'ha capito.
Perché loro prima erano preoccupati per questa telecamera. Poi hanno sentito nella televisione e nei giornali che era, che non si è visto la persona che era di dentro.
AVVOCATO Pepi: Senta, per l'attentato lì, a Contorno, lei mi sembra che abbia detto, ad un certo momento, oltre al fatto di cui si è parlato prima del fratello di Spatuzza, che era stato fatto per il 41-bis.
EX 210 Romeo: A Contorno?
AVVOCATO Pepi: Sì.
EX 210 Romeo: E che c'entra Contorno col 41-bis?
AVVOCATO Pepi: Io gliel'ho... Poi glielo contesto, se mai.
Lei si ricorda di aver detto questa circostanza, oppure no?
EX 210 Romeo: Me la ripete di nuovo?
AVVOCATO Pepi: Lei, nell'interro...
PRESIDENTE: L'avvocato vuole sapere se, per l'attentato Contorno, lei ricorda di avere parlato a suo tempo che era per il 41-bis.
EX 210 Romeo: No, del fattore di Contorno, no.
AVVOCATO Pepi: E si ricorda che, successivamente, dopo le sollecitazioni da parte del Pubblico Ministero, disse che l'attentato a Contorno era stato fatto perché Contorno era un pentito?
EX 210 Romeo: Sì, ma tutti i pentiti li cercano. Non è che...
AVVOCATO Pepi: No, io le chiedo se si ricorda di aver detto questa frase.
EX 210 Romeo: Cioè... Sì...
PRESIDENTE: Si ricorda di aver sbagliato, di aver detto, a un certo punto, '41-bis'. Poi il P.M. gli ha detto: 'ma come 41-bis?'
Presumo, perché io non vedo nulla, non conosco nulla.
E allora lei ha detto: 'no, no, non è per il 41-bis, è perché era un pentito'.
EX 210 Romeo: No, non mi ricordo.
AVVOCATO Pepi: Senta, io le volevo chiedere anche un'altra cosa: lei ha detto di essere venuto insieme a Giuliano a riprendere l'esplosivo nascosto a Roma, no?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ecco, dico: visto che prima lei mi ha dato una certa risposta relativamente all'attentato di Contorno e Spatuzza, dicendo, dice: 'lui non è venuto perché era latitante', ma lei, se non sbaglio, aveva gli obblighi di firma.
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: E non le sembra strano di venir su con la possibilità di essere controllato e fermato dalla Polizia che risulta, lei, che deve dare gli obblighi di firma e quindi facilmente accertabile e arrestabile, anche?
EX 210 Romeo: Senta, io potevo uscire. L'importante è che, all'orario della firma, mi presentavo al Commissariato e firmavo.
AVVOCATO Pepi: Ma veramente gli obblighi di firma implicano altri fatti. Ma insomma...
EX 210 Romeo: Non è che mi hanno dato l'obbligo che io non dovevo uscire. Mi hanno dato solo la firma il lunedì, mercoledì e venerdì.
E io ero puntuale a firmare.
AVVOCATO Pepi: Comunque deve riconoscere che era sicuramente un fatto abbastanza a rischio, questo.
EX 210 Romeo: Ma queste erano cose mia. Se facevo un rischio, non facevo un rischio. Queste erano competenze mie.
Comunque glielo dite che io ho saputo dal giornale che Grigoli ha collaborato, e vedete che io sono salito a Roma. Che lui lo sa pure che io sono andato a Roma.
AVVOCATO Pepi: Senta, chi è che ha detto, ha riferito di aver scoperto che Contorno si trovava in una località vicino a Roma?
EX 210 Romeo: Io da Giuliano ho saputo che era questo Scarano.
AVVOCATO Pepi: Scarano?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Quello soprannominato "Saddam".
EX 210 Romeo: "Saddam", "Saddam".
AVVOCATO Pepi: Lei, mentre era in carcere, seguiva parecchio la televisione, oppure no?
EX 210 Romeo: Eh, in carcere la seguo pure la televisione. Eh, l'unica passione è quella. Dato che siamo...
AVVOCATO Pepi: Anche i telegiornali?
EX 210 Romeo: Giornali, televisione, pure i telegiornali delle televisioni.
AVVOCATO Pepi: Lei ha parlato poi, di... in relazione all'attentato a Firenze, che doveva essere fatto durante il periodo che vi era una partita di calcio importante.
Si ricorda che partita era?
EX 210 Romeo: No, non mi ricordo.
AVVOCATO Pepi: Nemmeno se si trattava di partita di Campionato, di Coppa...
EX 210 Romeo: Non mi ricordo se era l'Italia, o era la Coppa dei Campioni, una cosa di queste.
AVVOCATO Pepi: Ma questa partita...
EX 210 Romeo: Che era una partita importante, c'era.
AVVOCATO Pepi: Ecco, dico, ma questa partita a che ora doveva finire, se lo ricorda?
EX 210 Romeo: Le partite di solito cominciano alle otto e mezza e finiscono alle dieci e mezza.
AVVOCATO Pepi: E lo sa a che ora è avvenuto lo scoppio a Firenze?
EX 210 Romeo: Cioè, io dopo che mi ho finito di vedere la partita, subito ho sentito questa cosa nel telegiornale.
AVVOCATO Pepi: Subito, dopo quanto?
EX 210 Romeo: Pochi minuti. E poi ho sentito qualche altra... che avevano fatto un'altra esplosione. Però non mi ricordo bene se è stato Roma, Firenze.
Cioè, una dei tre ne hanno fatto saltare due, tutte e due assieme.
AVVOCATO Pepi: bene. Io non ho altre domande.
PRESIDENTE: Chi interviene?
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio.
Buongiorno, Romeo.
EX 210 Romeo: Buongiorno.
AVVOCATO Florio: Senta, lei conosce Salvatore Faia?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: Ecco, ma con questo Salvatore Faia, c'è un rapporto di semplice conoscenza, frequentazione, oppure c'è un rapporto di amicizia?
EX 210 Romeo: No, cioè, frequentazione... Facevamo pure rapine assieme.
Io ci andavo a casa sua, mangiavo pure là.
AVVOCATO Florio: Senta, alla sua scarcerazione, cioè nel febbraio '94, il Faia lavorava in un negozio di pesce gestito da Lo Nigro, dalla famiglia Lo Nigro?
EX 210 Romeo: Sì. Dopo che Lo Nigro si ha aperto questo negozio, ha lavorato là.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta, lei lo conosce questo negozio?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: Com'è che lo conosce? Ci andava anche, che ne so, a far la spesa...
EX 210 Romeo: No, ci passavo, ci andavo là. Mi stavo qualche mezzora là, andavo a trovare a Lo Nigro, quando lui era là.
I primi giorni che ha aperto.
AVVOCATO Florio: Ecco, risponde al vero questa circostanza che lei e i suoi familiari compravate il pesce per sua madre nel negozio di Lo Nigro?
Perché sua madre, mi sembra, fosse ricoverata in ospedale, in quel periodo.
EX 210 Romeo: Senta, una volta sola. Lo Nigro sapeva che mia madre era all'ospedale. Mi ha preso, mi ha dato un pesce che mi ha detto: 'tieni, portacelo a tua madre in ospedale'.
AVVOCATO Florio: Senta...
EX 210 Romeo: Però io, pesce là non ne ho comprato mai.
AVVOCATO Florio: Senta...
EX 210 Romeo: Sembrava una gioielleria, quella... quel negozio di pesci.
AVVOCATO Florio: Nel senso che era caro?
EX 210 Romeo: Eh, chi si poteva permettere a comprare il pesce là?
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta, il signor Cosimo Lo Nigro - mi sembra che lei lo abbia riferito ieri - lo ha conosciuto soltanto dopo la sua scarcerazione avvenuta nel febbraio '94. Conferma?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: Per come lo ha conosciuto lei, lei sa se il Lo Nigro era in grado di rubare le macchine?
EX 210 Romeo: No.
AVVOCATO Florio: Non lo sa, o non era in grado?
EX 210 Romeo: Cioè, io non ce n'ho visto mai rubare macchine.
Però, quello che penso io, che non sa rubare macchine.
AVVOCATO Florio: Ecco, però, in sede di indagini preliminari - ora, poi eventualmente le farò la contestazione precisa - lei ha parlato anche lungamente e diffusamente del meccanismo della spadinatura. Dicendo che, tutto sommato, chiunque è in grado di spadinare una autovettura.
EX 210 Romeo: Sì, però...
AVVOCATO Florio: Anzi, mi sembra di ricordare le parole esatte: 'è un gioco da bambini'.
EX 210 Romeo: Certo, che è un gioco da bambini. Cioè, per me è un gioco da bambini, poi...
AVVOCATO Florio: Va bene.
Senta, il Lo Nigro le prestò mai del denaro?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: In che occasione?
EX 210 Romeo: Per la, quando è morto mio fratello, io ero senza soldi e lui mi ha prestato... mi sembra 5 milioni.
AVVOCATO Florio: Senta, Romeo, ieri c'è stato un discorso da parte sua in relazione a un esplosivo, esplosivo per il fallito attentato...
EX 210 Romeo: Senta, lei mi deve prendere il fattore dei soldi che mi ha prestato.
AVVOCATO Florio: Come dice, scusi?
EX 210 Romeo: Deve continuare a dirmi il fattore dei soldi che mi ha prestato.
PRESIDENTE: E lei ha risposto, dice...
EX 210 Romeo: Sì, ma io glieli ho ridati i soldi. Non è che me li ha regalati.
PRESIDENTE: Va bene, glieli ha restituiti.
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Va bene.
AVVOCATO Florio: Io vorrei che fosse... Presidente, chiedo scusa. Senza polemica, ma vorrei che...
EX 210 Romeo: Siccome a me non mi ha regalato mai niente nessuno, non vorrei che qua...
AVVOCATO Florio: Vorrei che fosse chiaro...
EX 210 Romeo: ... mi regalasse qualche cosa qualcuno.
AVVOCATO Florio: Io vorrei che fosse chiaro che però, Romeo, l'esame lo fa il difensore nei confronti suo; e non lei nei confronti del difensore.
Perché sennò andiamo a casa.
EX 210 Romeo: Va bene, giusto.
AVVOCATO Florio: allora...
PRESIDENTE: Prosegua, avvocato.
AVVOCATO Florio: Io vorrei tornare un attimo a quel discorso dell'esplosivo.
E, in particolare, a quell'esplosivo non buono, come lo ha definito lei...
EX 210 Romeo: No, co... Cioè, a me me lo ha detto lui. E io ve lo sto dicendo qua, ai magistrati.
AVVOCATO Florio: Lui, chi?
EX 210 Romeo: Lo Nigro.
AVVOCATO Florio: Lo Nigro.
EX 210 Romeo: Perché io, di esplosivo, non ne capisco nulla.
AVVOCATO Florio: Ecco. Ma il Lo Nigro era avvezzo, diciamo così, almeno secondo quello che ha dichiarato lei, all'uso e al procacciamento di esplosivi. Dico male?
PRESIDENTE: Era pratico di esplosivi?
EX 210 Romeo: Sì, lui andava a mare, diciamo, con suo padre. Andavano a tirare i bombe per prendere i peschi.
AVVOCATO Florio: Mi scusi, ma le fu spiegato, dato che lei riceveva tutte queste confidenze da Lo Nigro e Giuliano, dagli altri, il perché Lo Nigro, il quale si procurava esplosivo, ne sapeva maneggiare, anche stando a questa sua ultima affermazione, non si procurò immediatamente dell'esplosivo buono, dell'esplosivo che potesse essere utile, voglio dire. Anziché lamentarsi successivamente.
EX 210 Romeo: Cioè, ma a lui gli hanno dato quello, e quello doveva usare.
AVVOCATO Florio: Lo so, ma se lo procurava lui, mi scusi.
EX 210 Romeo: E non è che lui può comandare la gente più alta di lui. Gli hanno dato questo, e questo doveva mettere.
AVVOCATO Florio: Allora non se lo procurava lui, l'esplosivo. Glielo hanno dato.
EX 210 Romeo: Sì, ma quello che ho fatto trovare a Palermo era quello che aveva procurato lui, che lo aveva preso con me.
AVVOCATO Florio: E lei come lo sa?
EX 210 Romeo: Perché ci sono andato pure io a prenderlo.
AVVOCATO Florio: Ah...
PRESIDENTE: E' quello che avete preso al mare?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: Senta, quindi lei non sa comunque di chi fosse questo esplosivo, mi pare di capire.
EX 210 Romeo: Come?
AVVOCATO Florio: lei lo sa di chi era questo esplosivo?
EX 210 Romeo: Di chi era?
PRESIDENTE: Sì, chi lo aveva fornito.
EX 210 Romeo: No, non conosco, diciamo, la persona che glielo ha dato.
AVVOCATO Florio: Senta, volevo tornare un attimo a quel viaggio che lei avrebbe fatto con uno degli imputati di questo processo, che è poi Luigi Giacalone.
Innanzitutto è sicuro proprio che fosse Giacalone?
EX 210 Romeo: Certo che sono sicuro. Non è che mi alzo la mattina e prendo una persona di mezzo alla strada e vi dico: 'questo, ha messo una bomba qua'.
Lui, è.
AVVOCATO Florio: Ma per ora lei ha detto semplicemente di avere effettuato un viaggio.
Ora, della bomba poi...
EX 210 Romeo: No, io, questo... ci sto dicendo questo.
AVVOCATO Florio: Senta, il discorso è questo: si ricorda che, in fase di indagini preliminari, lei ha dichiarato che questo incontro con Giacalone, dal quale poi scaturì questo viaggio nel Lazio, a Roma, fu casuale.
EX 210 Romeo: Sì, fu casuale. Che lui era sceso a Palermo per prendere...
AVVOCATO Florio: Sì, ma dico, Giacalone la incontra per la strada e dice: 'bah, dobbiamo andare a Roma...'
EX 210 Romeo: No, lui è sceso diciamo da Roma. E' venuto giù, a Palermo, per prendere questo coso. Dice: 'vuoi venire con me?'
E io gli ho detto no, che avevo la firma.
Però poi ho visto che dovevo firmare di sera, poi lui ha detto che dovevamo partire con la nave. E io gli ho detto: 'va be', firmo e ce ne andiamo'. Tanto dovevo andare lunedì a firmare.
AVVOCATO Florio: ecco, ma tutto, mi faccia capire, per capire, avviene nell'arco di poche ore.
Giacalone dice: 'Romeo, vuoi...'
EX 210 Romeo: Nella stessa giornata.
AVVOCATO Florio: Mi scusi, mi scusi, mi faccia finire.
'Romeo, vuoi venire su con me?'
Lei gli risponde: 'devo firmare stasera e poi vengo'.
E' andata così?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: Quindi, non era un viaggio premeditato da tempo che lei aveva preordinato da tempo, dico.
EX 210 Romeo: No, no.
AVVOCATO Florio: No. Ecco, torniamo un attimo a quei biglietti.
Ma quei biglietti di nave. Perché lei ha dichiarato ieri, e credo lo confermerà, che il viaggio fu fatto da Palermo a Napoli via nave e poi dopo via terra.
I biglietti della nave erano nominativi?
EX 210 Romeo: No, non camminavamo mai coi nominativi... Cioè, non ce li davamo mai i nominativi giusti.
AVVOCATO Florio: Ecco, però...
EX 210 Romeo: Anzi, una volta Luigi Giacalone gli ha fatto un biglietto d'aereo a Gaspare Spatuzza e lui si è lamentato perché glielo ha fatto a nome e cognome suo.
AVVOCATO Florio: Però, mi scusi. Questo non è che torni, diciamo così, con quello che è il risultato delle indagini.
Perché in sede di interrogatorio 14 dicembre '95, pagina 3, è lo stesso dottor Chelazzi che parla:
"Noi avremmo ricostruito che questa storia si è svolta con una partenza da Palermo il venerdì 8 aprile alla sera. E nell'occasione, lei, con il suo nome, risulta registrato su una nave."
Quindi...
EX 210 Romeo: Quando sono sceso.
AVVOCATO Florio: Quindi, il suo nome c'è.
EX 210 Romeo: Quando sono sceso, diciamo, a Palermo...
AVVOCATO Florio: No, il dottor Chelazzi parlava di una partenza da Palermo, partenza da Palermo, quindi per andare a Napoli.
EX 210 Romeo: Io, i miei documenti...
AVVOCATO Florio: Lei aveva...
EX 210 Romeo: ... gliel'ho dato quando io sono sceso.
PRESIDENTE: Lasci finire l'avvocato. Lasci finire l'avvocato di fare la domanda.
AVVOCATO Florio: Lei sta parlando di un altro viaggio, quello del ritorno.
Io sto parlando del viaggio dell'andata.
Sembra - e così è risultato dalle indagini preliminari - che il suo nome, invece, tranquillamente risultasse dai registri navali, o quello che è. Dai documenti ufficiali.
Quindi, non è vero che viaggiavate senza far... con falso nome.
EX 210 Romeo: Cioè, io ho sceso con i miei documenti, sono sceso.
AVVOCATO Florio: Ma...
EX 210 Romeo: Con la macchina del fratello di Salvatore Grigoli.
AVVOCATO Florio: Allora lei lo diede il suo nome.
EX 210 Romeo: No, gli ho dato i miei documenti, io.
AVVOCATO Florio: Ho capito.
Allora, nell'interrogatorio del 1 dicembre '95 a pagina 8 lei dichiara invece di non ricordarsi se avete fatto dei biglietti nominativi.
Cioè, è sempre il P.M. dottor Chelazzi che parla:
"... di una FIAT Uno bianca targata Roma."
"Molto bene. Avete fatto dei biglietti nominativi?"
"Non mi ricordo."
Com'è che ora se lo ricorda?
EX 210 Romeo: Cioè, ora me lo ricordo perfettamente.
AVVOCATO Florio: Meglio, a distanza di due anni... Va be'.
EX 210 Romeo: E giustamente, dopo due anni...
PRESIDENTE: Avvocato, ma è lei che gli ha contestato che risulta, secondo gli accertamenti, che si era presentato con il suo nome.
Quindi non capisco cosa sia oggetto della contestazione.
AVVOCATO Florio: Ma come? Oggetto della contestazione è una certa discrasia tra...
PRESIDENTE: Lei ha detto: 'guardi che, secondo quello che afferma il Pubblico Ministero nell'interrogatorio, risulta che lei ha viaggiato sulla nave da Palermo a Napoli, con il suo nome'.
AVVOCATO Florio: Sì.
EX 210 Romeo: No, da Napoli a Palermo.
PRESIDENTE: Scusate, va be'...
AVVOCATO Florio: Da Palermo a Napoli. Lui dice...
EX 210 Romeo: Da Napoli a Palermo.
AVVOCATO Florio: Non ci... Vede, Presidente, non ci intendiamo con il collaboratore.
Stiamo parlando di due viaggi completamente differenti.
EX 210 Romeo: No, è sempre lo stesso viaggio...
AVVOCATO Florio: Perché io sto parlando del viaggio di andata; lui, sta parlando del viaggio di ritorno.
Comunque passiamo ad un altro argomento.
No, anzi, un'ultima domanda, le chiedo scusa, su questo: ma voi stavate viaggiando sulla autovettura di Francesco grigoli, dico male?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: Poi, Giacalone avrà fatto i suoi, le sue pratiche per portare la macchina dentro l'autovettura.
Lei, nella nave, entrò... Dentro...
EX 210 Romeo: Io sono entrato...
AVVOCATO Florio: Voglio sapere: lei, nella nave, entrò a piedi?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: Lei ieri ha riferito di non essere pratico, in ordine a, diciamo, biglietti, cose burocratiche da fare proprio in queste occasioni.
Se lo ricorda? Ieri mattina.
EX 210 Romeo: Sì, me lo ricordo.
AVVOCATO Florio: Ma quando tornò indietro, lei tornò da solo?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: E come fece per fare il biglietto...
EX 210 Romeo: Gli ho dato i miei documenti, gli ho dato.
AVVOCATO Florio: Era sufficiente questo per fare il biglietto?
EX 210 Romeo: Siccome là domandano il libretto... io, cioè, non le so fare queste... e gli ho dato i documenti.
AVVOCATO Florio: Lei aveva dei parenti vicino a Napoli?
EX 210 Romeo: Io? Io non ce n'ho parenti a Napoli.
AVVOCATO Florio: Neanche all'epoca.
EX 210 Romeo: Dove?
AVVOCATO Florio: No dico, neanche all'epoca, a quel tempo.
PRESIDENTE: Neanche nel '94.
EX 210 Romeo: Io neanche conosco i fratelli di mia madre. E si può informare.
AVVOCATO Florio: No, no.
Senta, ieri e anche in sede delle indagini preliminari, ha riferito che lei e Giuliano Francesco andaste a vedere la villetta di Contorno.
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: Ma che lei sappia, perché l'attentato non poteva essere fatto lì, posto che si trattava di una strada stretta, di una strada che, tra l'altro, la Corte conosce, se non altro dal punto di vista fotografico. Perché l'abbiamo vista.
Lei ha saputo il perché doveva essere fatta, fatto l'attentato, diciamo, in maniera perigliosa, in maniera un po' rischiosa per la riuscita stessa dell'attentato, quando lui stava in questa strada stretta e poteva essere tranquillamente messo lì, l'esplosivo?
EX 210 Romeo: Io, quando ci sono passato della villetta, proprio davanti, con Giuliano, gli ho detto: 'scusa, perché non ci si mette una macchina qua, che così lui quando esce con la macchina, si fa saltare in aria così?'
E lui dice, dice: 'no, si deve fare come dicono loro'.
AVVOCATO Florio: Volevo tornare un attimo al movente che doveva portare all'omicidio di Contorno.
Perché - e qui penso di poter passare direttamente alla contestazione, perché già il collega che mi ha preceduto, ha fatto...
PRESIDENTE: Avvocato, le regole sono uguali per tutti.
AVVOCATO Florio: Le regole...
PRESIDENTE: La domanda e la contestazione.
AVVOCATO Florio: Allora, si ricorda se Contorno doveva essere ucciso, eliminato per far togliere il 41-bis?
EX 210 Romeo: No, per il fattore di Contorno no.
AVVOCATO Florio: Ecco, allora le contesto che a pagina 20 del 1 dicembre del '95, a domanda del Pubblico Ministero dottor Chelazzi, che era analoga alla mia oggi, cioè:
"Perché si doveva far saltare in aria Contorno?"
Lei risponde:
"Cioè, a me me l'ha detto Giuliano, perché dice il fatto del 41, per far togliere il 41."
A questo punto...
EX 210 Romeo: Senta...
AVVOCATO Florio: Mi scusi.
EX 210 Romeo: ... sicuramente mi sono sbagliato. Però...
AVVOCATO Florio: Mi scusi, mi faccia finire la contestazione e poi mi correggerà lei. La ripeto, un attimo.
"Perché dice il fatto del 41, per far togliere il 41."
Poi il Pubblico Ministero la corregge, devo dire la verità, dottor Chelazzi:
"Bisognava eliminare questo qui, che era stato un pentito."
"No, io parlo di Contorno."
"Perché diciamo era un pentito, sì."
Ecco, allora s'era sbagliato allora?
EX 210 Romeo: Sicuramente mi ero sba... cioè, per levare il 41, ammazzare un pentito non è che levano il 41.
AVVOCATO Florio: Questo...
EX 210 Romeo: Cioè allora se mi trovano a me e mi ammazzano devono levare il 41? Che ce ne frega quando m'ammazzano.
AVVOCATO Florio: Mi scusi, ma siccome l'ha detto lei, non l'ho detto io.
EX 210 Romeo: Sicuramente mi ero sbagliato.
AVVOCATO Florio: Lei la sa descrivere fisicamente la moglie di Scarano Antonio?
EX 210 Romeo: Cioè, quando l'ho vista io era una signora, diciamo, un pochettino grossa e bionda.
AVVOCATO Florio: Senta, ieri lei ha accennato anche a un altro fatto, che dopo il fallito attentato, il primo fallito attentato a Contorno, le persone che erano a Roma cominciarono a spaventarsi di Contorno. Questo l'ha riferito anche in sede di indagini preliminari. Al punto che poi c'è quel discorso delle armi e... Se lo ricorda?
EX 210 Romeo: Sì, sì.
AVVOCATO Florio: Ecco. Poi, invece questo discorso delle armi tramontò e si pensò ad un nuovo attentato. Dico bene?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: Ma com'è che si spaventavano di Contorno? Cioè, Contorno era uno che si sapeva muovere, era uno...
EX 210 Romeo: Cioè, io non lo conosco a Contorno, però loro dicevano, si spaventavano se poteva essere armato, una cosa di queste.
AVVOCATO Florio: Eh, però si dovevano spaventare anche prima, mi scusi.
EX 210 Romeo: Dice che loro non ci volevano sparare perché doveva essere che... lo dovevano far saltare in aria e basta.
AVVOCATO Florio: Ho capito, ma dico...
EX 210 Romeo: Perché non è che era una persona là sopra che decideva, erano tutti che, ognuno diceva la sua. Solo che non hanno fatto nulla.
AVVOCATO Florio: Io ho capito, ma...
EX 210 Romeo: Perché se c'era solo un cervello che ragionava, lo faceva. Siccome quello lo voleva così, quello lo voleva così. Cioè, c'era possibilità di sparargli.
AVVOCATO Florio: Mi scusi Romeo, ma la domanda è questa: dopo il fallito attentato, il primo fallito attentato a Contorno, che è stato probabilmente fatto quando lei era detenuto, così ha detto lei, queste persone si spaventarono. Pensarono di uccidere con le armi, poi invece si pensò all'attentato.
Ora, dico io, ma - per conoscenza sua ovviamente, diretta o indiretta - queste persone dovevano spaventarsi... era spaventate anche prima? Perché Contorno si sapeva muovere anche prima, poteva essere pericoloso anche prima, o no?
EX 210 Romeo: Cioè, questa decisione l'aveva pure Grigoli, che voleva che saltava in aria. Che c'era chi diceva, tipo Benigno che gli voleva sparare, Giuliano pure diceva di sparare e qualche altra persona ha detto di no.
AVVOCATO Florio: Senta, fallisce questo attentato e praticamente non succede nulla. Nel senso che, ieri mattina in dibattimento lei ha riferito che Mangano dice: 'va be', è fallito, chi se ne importa', insomma.
EX 210 Romeo: Dice: 'l'importante è che loro sono qua, l'importante è che è finita bene'.
AVVOCATO Florio: L'importante, mi scusi?
EX 210 Romeo: Cioè che non sono successo danni, diciamo, ai ragazzi che c'erano, non hanno preso a nessuno e se ne sono andati.
AVVOCATO Florio: E quindi è stata accantonata questa decisione.
Lei sa se, al di là degli attentati ai monumenti di cui ha parlato ieri, c'era un progetto per attentare a dei monumenti fuori Italia?
EX 210 Romeo: Fuori di Italia?
AVVOCATO Florio: Sì.
EX 210 Romeo: No, non lo so questo.
AVVOCATO Florio: Non glien'ha mai parlato nessuno?
EX 210 Romeo: Cioè, in Italia sì, ma fuori d'Italia non lo so.
AVVOCATO Florio: Dopo l'arresto di Scarano e Giacalone, lei e Giuliano come arrivaste, se me lo può ripetere, a togliere l'esplosivo, con che mezzo?
EX 210 Romeo: Una FIAT Uno.
AVVOCATO Florio: Ma il primo tratto lo faceste sempre in nave?
EX 210 Romeo: Io questo...
AVVOCATO Florio: Palermo-Napoli.
EX 210 Romeo: ... discorso l'ho detto, però in questo momento non mi ricordo.
AVVOCATO Florio: Scusi, mi sembra l'abbia detto ieri mattina però, sinceramente. Ora, non è che abbia detto cose di due anni fa.
EX 210 Romeo: Cioè, ho detto che siamo saliti con la macchina.
AVVOCATO Florio: Sì, ma le contesto - se è possibile contestare - dato che purtroppo non abbiamo i verbali ancora di ieri, ma soltanto ieri mattina lei diceva: 'me lo ricordo e mi ricordo che il primo tratto l'abbiamo fatto Palermo-Napoli via nave'.
Ora, se si corregge su quello che ha detto ieri, non lo so.
EX 210 Romeo: Comunque non mi ricordo questo.
AVVOCATO Florio: Non si ricorda.
Le devo fare un'altra contestazione sul tipo di macchina, posto che lei oggi ci dà un tipo di macchina, che è una FIAT Uno, circostanza che assolutamente non ricordava il 1 dicembre '95, a carte 42. C'è il Pubblico Ministero dottor Chelazzi che la interroga e dice:
"Avevate la macchina?"
"Sì."
"Che macchina era?"
"Non mi ricordo."
EX 210 Romeo: A quel tempo non mi ricordavo, ora con l'andare del tempo mi ricordo.
AVVOCATO Florio: Ricorda meglio.
EX 210 Romeo: Ci sono alcune cose che mi sono dimenticato e alcune cose che mi ricordo.
AVVOCATO Florio: Ecco, ma lei in carcere seppe che ci furono gli attentati di Firenze, Roma e Milano?
EX 210 Romeo: Certo che in carcere lo so, cioè, dal telegiornale però.
AVVOCATO Florio: Soltanto dal telegiornale o anche qualcuno che l'ha avvicinata?
EX 210 Romeo: No, no, non ho saputo niente io dentro il carcere.
AVVOCATO Florio: Ho capito.
Passiamo un attimo alla strage di Firenze. Il Lo Nigro e il Giuliano - se ho ben inteso quello che ha riferito ieri, mi sembra anche stamattina - parlo di Firenze, dovevano far danni a monumenti, però dovevano stare attenti a non ammazzare gente. Questo mi sembra che...
EX 210 Romeo: Questo è quello che mi ha detto Giuliano.
AVVOCATO Florio: Ecco. Di qui il discorso del congresso che diceva stamattina.
EX 210 Romeo: Cioè, però se succede, se capitava dispiaceva, non è che...
AVVOCATO Florio: Ecco, perché in effetti questa ultima circostanza lei non l'ha mai riferita, questa se capitava, non l'ha mai riferita. Nel senso, lei ha riferito, sempre il 1 dicembre '95, a pagina 65, parla sempre il... no, parla lei intanto:
"Cercavano un punto che..."
"Cose antiche", dice il dottor Nicolosi.
"Cercavano un punto", dice il dottor Chelazzi.
Romeo Pietro parla:
"Un punto bene di non fare troppo... di fare danno però non ammazzare gente che stava vicino."
E poi, ora per la correttezza della contestazione, lei ripete la stessa cosa a carte 67 dello stesso interrogatorio. E' il dottor Chelazzi che parla:
"Intendevano fare dei danni, però volevano evitare... Evitare di ammazzare diciamo gente che... gente, bambini...", e va bene.
E poi, perché la contestazione deve essere corretta...
Ah, mi scusi, ma loro li stavano scegliendo a caso questi monumenti? Di Firenze.
EX 210 Romeo: Cioè, cercavano monumenti antichi, non è che...
AVVOCATO Florio: Cercavano?
PRESIDENTE: Monumenti antichi.
EX 210 Romeo: Antichi.
AVVOCATO Florio: Sì, ho capito ma, siccome lei al difensore che mi ha preceduto ha risposto che il Giuliano non era mai stato a Firenze. E poi anche in sede di indagini preliminari ha riferito che questi monumenti il Lo Nigro e il Giuliano se li andavano a cercare a caso. Bastava che fosse un monumento antico, in sostanza? Potevano essere gli Uffizi, come, che ne so, la Galleria dell'Accademia, o quel Davide di Piazzale Michelangelo di cui ha riferito un collaboratore prima di lei?
EX 210 Romeo: Non l'ho capito.
PRESIDENTE: Vuol sapere se bastava un monumento importante, ma doveva essere questo o quell'altro, o lo sceglievano loro a caso?
EX 210 Romeo: Lo sceglievano loro.
PRESIDENTE: Lo sceglievano.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Chiedo scusa un attimo.
Senta, Giuliano le raccontò, mi sembra, di un vigile urbano - lei ha riferito già in sede di indagine, poi eventualmente lo vediamo - dicevo, Giuliano le raccontò di un vigile urbano che gli disse di spostare un'auto e, mentre stava elevando una contravvenzione, o qualcosa del genere, saltò in aria per l'esplosivo, se lo ricorda?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: Ecco. Ma in quella occasione c'era anche Lo Nigro?
EX 210 Romeo: Non mi ricordo se c'era Lo Nigro, però lui mi ha detto... Cioè, in quell'attentato?
AVVOCATO Florio: No in qualche attentato, io sto parlando dell'attentato dove saltò in aria il vigile.
EX 210 Romeo: Non mi ricordo.
AVVOCATO Florio: Allora le faccio osservare che il 14 dicembre del '95 lei disse che invece Lo Nigro c'era. Perché... ora sto cercando la contestazione. A carte 25 di quell'interrogatorio del 14 dicembre. Allora:
"A me Giuliano una volta mi ha raccontato che quando loro hanno fatto questo discorso c'era un vigile urbano che gli ha detto di spostare la macchina e loro si sono allontanati e il vigile urbano è andato vicino alla macchina, forse voleva fare il verbale della macchina."
Dottor Chelazzi:
"Una contravvenzione."
Romeo:
"Solo che è saltata in aria."
Dottor Chelazzi:
"Ah. E questo discorso il vigile urbano a chi l'avrebbe fatto, a Giuliano?"
"A Giuliano.", conferma lei.
"Proprio a lui personalmente?"
Risponde lei:
"C'era Lo Nigro."
Si ricorda meglio ora, o si ricordava meglio allora?
*EX 210 Romeo: Sì, mi ricordavo meglio allora.
AVVOCATO Florio: Non ho altre domande, grazie.
PRESIDENTE: Chi deve intervenire?
AVV. Cianferoni: Io, Presidente, avvocato Cianferoni.
PRESIDENTE: Solo lei?
AVV. Cianferoni: Penso, non lo so.
PRESIDENTE: Possiamo fare una breve sospensione?
AVV. Cianferoni: Senz'altro.
PRESIDENTE: Dieci minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Avvocato, può riprendere.
AVV. Cianferoni: Sì, grazie Presidente.
PRESIDENTE: O iniziare, se crede.
AVV. Cianferoni: Sì. Dunque, allora appunto, per la verbalizzazione, sono l'avvocato Cianferoni.
Dunque, signor Romeo, vuole dire alla Corte dove si trova la località di Capena?
EX 210 Romeo: Senta, io così non ce lo so spiegare.
PRESIDENTE: Da che parte...
EX 210 Romeo: Però se io ci devo andare, ci vado.
PRESIDENTE: Da che parti si trova?
EX 210 Romeo: Formello, queste parti.
AVV. Cianferoni: Allora ci dica dov'è Formello.
EX 210 Romeo: Io così, gliel'ho detto, io non glielo so spiegare.
PRESIDENTE: Ma è vicino a qualche città?
EX 210 Romeo: Cioè, se io ci devo andare, ci vado.
PRESIDENTE: Mi dice, è vicino a qualche città?
EX 210 Romeo: Paesini sono.
PRESIDENTE: Dove?
EX 210 Romeo: Ci sono paesi. Cioè, io non ce lo so spiegare, perché non è che io ci sono andato tante volte e so... Sono andato in quel posto e basta. Poi abbiamo attraversato altri paesini.
AVV. Cianferoni: Quindi alla domanda del signor Presidente, se è vicino a qualche città grossa, non sa dare...
EX 210 Romeo: Non ce lo so dire.
AVV. Cianferoni: Non ce lo sa dire.
Può riferire in che modo fu nascosto l'esplosivo in quella villetta a Capena?
EX 210 Romeo: Sotto terra.
AVV. Cianferoni: Ci può fare un disegno di come fece a nasconderlo? In che punto di questo giardino?
EX 210 Romeo: Cioè, abbiamo visto un giardino, almeno era abbandonato, c'era erba e c'è una ferrovia vicino.
PRESIDENTE: Ma il giardino della villetta, è lì che lei ha messo questo...
EX 210 Romeo: No, no. Vicino, diciamo, dove c'era la villetta.
AVV. Cianferoni: Quante ore ci avete impiegato a fare questo lavoro?
EX 210 Romeo: Cioè, ci siamo stati una mezzoretta.
AVV. Cianferoni: Una mezzoretta.
A proposito del fattore di Formello, qui, in questo processo è stato sentito anche Ciaramitaro. Ciaramitaro, le dico, il giorno 11 luglio, disse:
"L'esplosivo non è esploso perché gli mancava un'altra sostanza, non so cos'è."
Il Pubblico Ministero poi disse, stessa udienza:
"Era partito il detonatore, ma l'esplosivo non era scoppiato."
Ora io le chiedo: lei sa il motivo per il cui il pacco di Formello non funzionò?
EX 210 Romeo: Cioè, io non lo so, io non ne capisco niente di queste cose.
AVV. Cianferoni: Però se non sbaglio ieri mattina ci ha parlato di un detonatore. Lei sa...
EX 210 Romeo: Va be', io sentivo parlare che parlavano esplosivo, detonatore, gelatina, però non è che io so che cosa sono queste cose.
AVV. Cianferoni: Quindi non me lo sa descrivere un detonatore, non l'ha mai visto?
EX 210 Romeo: No, no. Cioè, ho visto quando siamo saliti con Giacalone un coso piccolo, però se era filo, se era... non mi ricordo bene. Che se lo portava appresso.
AVV. Cianferoni: Quindi allora, vorrei capire, cos'è che mancava, il detonatore o la gelatina?
EX 210 Romeo: Uno dei due ci mancava.
AVV. Cianferoni: E lei non me lo sa dire?
EX 210 Romeo: No.
AVV. Cianferoni: Quanto erano grandi questi rotoli di esplosivo?
EX 210 Romeo: Cioè, erano grandi come una cosa di formaggio, diciamo quanto una ruota di formaggio.
AVV. Cianferoni: Quanto pesavano secondo... lei li ha avuti in mano?
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Lo ha già detto ieri avvocato.
AVV. Cianferoni: Sentiamo.
PRESIDENTE: ... lo ha detto.
AVV. Cianferoni: Allora, ricordo bene che ha detto che pesavano 20-30 chili?
EX 210 Romeo: 30, 40...
AVV. Cianferoni: Se dovesse farmi un paragone per il peso, pesavano quanto? Mi trovi un oggetto che pesava quanto quelle...
EX 210 Romeo: Cioè, siccome quando io le ho prese queste cose eravamo stanchi, perché abbiamo fatto una fossa grande, perché dice che ce n'erano quattro e noi siamo allargati la fossa. Perciò io, quando ho preso queste cose, io... avevamo tutti e due la lingua di fuori, per levarle subito. Che abbiamo fatto una cosa di corsa, perciò io non ce lo so dire quanto pesava, in quanto in quel momento avevo solo per levarla e basta.
AVV. Cianferoni: Da dove li avete levati?
PRESIDENTE: Ha capito?
EX 210 Romeo: Dalla villetta.
PRESIDENTE: Dall'interno della villetta, o dall'esterno?
EX 210 Romeo: Cioè, nel giardino dove c'è la villetta.
PRESIDENTE: Erano sotto terra?
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: Ieri mi pare che abbia detto che erano in un forno.
PRESIDENTE: Vicino a un forno.
EX 210 Romeo: Quando sono venuto io a Roma con Luigi Giacalone l'ho visto fuori, poi quando c'è stato il fallito attentato hanno preso l'esplosivo, l'hanno messo sotto terra e se ne sono andati.
PRESIDENTE: E lei ci è tornato invece dopo per...
EX 210 Romeo: Quando hanno arrestato a Luigi Giacalone, poi dopo pochissimo tempo l'abbiamo levato perché Nino Mangano ha detto che la villa l'aveva intestata lui. Dice che c'erano, già c'era la Polizia che aveva saputo della villetta.
AVV. Cianferoni: Ecco. Su questa circostanza le chiedo ancora: se ho capito bene questo esplosivo era nascosto nella villetta. Uso una parola che forse lei non comprende bene, nelle pertinenze di questa villetta. Era lì, in questo posto.
PRESIDENTE: Vicino alla villetta era.
EX 210 Romeo: Sempre diciamo a parte della villetta.
AVV. Cianferoni: Come fu allora che fu deciso di spostarlo, ma di lasciarlo sempre dentro la villetta. Lo sa lei?
EX 210 Romeo: Non l'ho capito.
AVV. Cianferoni: Cioè a dire, se ho capito bene il problema era l'arresto del Giacalone e dello Scarano. Ma allora, proprio perché questa villetta portava allo Scarano, l'esplosivo sempre lì è rimasto, o mi sbaglio?
EX 210 Romeo: Sì, è rimasto là, però quando hanno arrestato a Luigi Giacalone si è andato a levare questo esplosivo.
AVV. Cianferoni: Ma Giacalone e Scarano furono arrestati insieme.
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: Allora è stato spostato due volte?
EX 210 Romeo: Come due volte? Io una vo... Cioè, una volta quando hanno arrestato a Luigi Giacalone assieme a Scarano.
AVV. Cianferoni: Una volta. Lei può dirci grossomodo che mese era quando è salito per fare questa operazione?
EX 210 Romeo: Comunque, che era d'estate, era d'estate, però il periodo non ce lo so... io non è che mi appuntavo il giorno, o il periodo. Là tutti i giorni noi facevamo... cinquantamila cose al giorno facevamo.
AVV. Cianferoni: C'erano già stati i Mondiali di calcio?
EX 210 Romeo: Come?
AVV. Cianferoni: Le partite dei Mondiali di calcio c'erano già state?
EX 210 Romeo: Non mi ricordo.
AVV. Cianferoni: Si ricorda che ci fu il Mondiale dell'Italia?
EX 210 Romeo: No, no.
AVV. Cianferoni: Non se lo ricorda. Con che arnesi faceste questa operazione?
EX 210 Romeo: Non l'ho capito.
AVV. Cianferoni: Con quali arnesi avete fatto questa operazione di spostare? Avete fatto tutto con le mani?
EX 210 Romeo: No, c'era un pico, una pala.
AVV. Cianferoni: Dov'era questa pala?
EX 210 Romeo: Là, nel villino.
AVV. Cianferoni: Come faceste a trovarla?
EX 210 Romeo: Come, come abbiamo... Se era nel villino, che dobbiamo trovare?
AVV. Cianferoni: Ma lei c'era mai stato in questo villino?
EX 210 Romeo: Quando sono salito con Luigi Giacalone.
AVV. Cianferoni: Voglio dire, avere avuto le chiavi del villino è un fatto, ma trovarci dentro una pala è un altro fatto. Mi vuole dire...
EX 210 Romeo: Erano tutte cose là, non è che c'era solo que... C'erano tutti gli attrezzi di giardino. Poi, cioè, non abbiamo trovato, erano là queste cose.
AVV. Cianferoni: Ma poi lei... cioè io e lei, abbiamo parlato finora di una pala, lei mi dice tutti gli attrezzi. Mi vuole dire lei...
EX 210 Romeo: Scusi, per fare una fossa non è che ci vuole... si deve fare con le mani.
AVV. Cianferoni: Questo non lo so. Io le chiedo se si ricorda...
EX 210 Romeo: Non lo sa.
AVV. Cianferoni: ... che attrezzo adoperò lei e che attrezzo adoperò chi era con lei.
EX 210 Romeo: Una pala.
AVV. Cianferoni: Una sola?
EX 210 Romeo: E un pico, glielo sto dicendo e gliel'ho detto più di una volta.
AVV. Cianferoni: Ma era giorno o era notte quando avete...
EX 210 Romeo: Giorno.
AVV. Cianferoni: In questo processo... Insomma, in conclusione, da dove li prendeste questi arnesi, se lo ricorda?
EX 210 Romeo: Che cosa?
AVV. Cianferoni: Da dove? Da che stanza, da che posto avete preso la pala e il picco?
EX 210 Romeo: No, non era in una sta... c'è il villino e all'entrata c'era un coso di legno, un coso fatto tutto di legno che c'entra una macchina. Erano messi tutte qua.
AVV. Cianferoni: Senta, ma - se se lo ricorda - erano attrezzi nuovi, o attrezzi vecchi?
EX 210 Romeo: Attrezzi vecchi.
AVV. Cianferoni: Perché abbiamo sentito nel processo un certo Alei Giuseppe, che era il proprietario di questo villino, poi le dico io, che l'ha venduto. Questo signore disse:
"Dopo qualche giorno è arrivato il maresciallo della DIA a casa mia.", rispetto all'arresto di Scarano. Alei disse queste parole.
Lei l'ha conosciuto questo signor Alei?
EX 210 Romeo: No.
AVV. Cianferoni: Questo esplosivo che andò a spostare, a che cosa doveva servire?
EX 210 Romeo: Cioè, momentaneamente non doveva servire a nulla, però se si decideva di fare qualche cosa doveva servire, a sempre... Nino Mangano ha detto: 'va be', non si può sapere mai, se deve servire già si trova là sopra'.
AVV. Cianferoni: Ma lei sa se era una rimanenza del fatto di Contorno?
EX 210 Romeo: Cioè, loro non è che la rimanenza, ce n'era più di uno là, esplosivo; più di un rotolo. Non è che ce lo potevamo mettere tutto a Contorno.
AVV. Cianferoni: Ecco, ho capito.
Quando è tornato a Capena con la Polizia, che mese era?
EX 210 Romeo: Ma mi sembra il mese di novembre.
AVV. Cianferoni: Ecco, le faccio questa domanda: poco fa lei ha detto di non saperci dire bene dove è Capena. Ma il nome, intanto, se lo ricordava?
EX 210 Romeo: Sì, me lo ricordavo, Capena.
AVV. Cianferoni: E come fece a far trovare questo villino alla Polizia?
EX 210 Romeo: L'abbiamo trovato dopo tante e tante ore di girare, perché io non sapevo bene il punto, che era di notte; cioè, dalla sera fino all'indomani mattina.
Poi visto che mi sono ricordato che c'era un ponte, siccome di là ci passavamo spesso con la Polizia, sempre a girare a girare, solo che io ci sono stato poco, e non lo individuavo il posto. Poi ho visto il ponte e gli ho detto: 'è qua' e mi sono ricordato dove l'ho messo.
AVV. Cianferoni: Di notte lei ha individuato questo ponte?
EX 210 Romeo: Sì, fino di mattina, nella mattinata.
AVV. Cianferoni: E quando avete fatto lo scavo per tirar fuori questi rotoli, gli arnesi la Polizia li aveva con sé, o li ha trovati lì?
EX 210 Romeo: Come?
AVV. Cianferoni: Con che pale è stato fatto lo scavo: ce l'avevate appresso, o stavano lì?
EX 210 Romeo: No, sono venuti i Vigili Urbani, i Pompieri e l'hanno fatto loro.
AVV. Cianferoni: Ma ho capito bene che proprio a novembre lei ha deciso di collaborare?
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: Le faccio questa domanda: perché ha parlato subito di cose che non la riguardavano? Mi può rispondere?
EX 210 Romeo: Cioè, a me non mi riguardava, però io sapevo queste cose e gliel'ho dette alla Magistratura.
AVV. Cianferoni: Sì, ma perché subito di queste e non di qualche fattore di Palermo?
EX 210 Romeo: Ma io gli ho raccontato tutto quello che sapevo, non solo questo che non sape... Quello che ho fatto, quello che non sapevo, eh...
AVV. Cianferoni: Ho capito. Però proprio ieri il Pubblico Ministero le ha fatto più o meno la stessa domanda e lei ha detto: 'Lei ha fatto ritrovare l'esplosivo prima o dopo di aver parlato con i Giudici?'
Se lo ricorda?
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: E lei che risposta ha dato?
EX 210 Romeo: Cioè, gli avevo parlato prima, io, solo che io me lo sono dimenticato.
AVV. Cianferoni: "Gli avevo parlato prima" di che cosa e con chi?
EX 210 Romeo: Con i Magistrati di Palermo.
AVV. Cianferoni: Quindi, lei ha parlato prima con i Magistrati di Palermo...
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: ... e poi ha fatto ritrovare questi rotoli.
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: E ci parlò di questi rotoli?
EX 210 Romeo: No, gli ho detto che c'era esplosivo a Roma e a Palermo.
AVV. Cianferoni: Quindi, allora lei sa che Capena è vicino Roma.
EX 210 Romeo: Cioè, che è vicino Roma lo so.
AVV. Cianferoni: E allora perché, prima, quando le abbiamo chiesto - tanto io che la Corte - se sapeva che era vicino a qualche città, non l'ha saputo dire.
EX 210 Romeo: Cioè, ma a me mi sembrava qualche città di là, io.... Cioè, non è che io sono andato mai fuori. Io non ci sono andato mai fuori. Che è vicino Roma lo so.
AVV. Cianferoni: Ora lo sa.
Senta, si ricorda quanta distanza c'era fra il posto dove era nascosto questo esplosivo e il posto dove l'ha nascosto lei? Quanto era distante questa buca?
EX 210 Romeo: 200-300 metri. Ma pure di meno.
AVV. Cianferoni: E come l'avete trasportato per 200-300 metri?
EX 210 Romeo: Con la macchina.
AVV. Cianferoni: Con la macchina?
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: Dentro il villino?
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: Ma prima ci ha parlato delle lingue di questi rotoli.
EX 210 Romeo: Come?
AVV. Cianferoni: Prima ci ha detto che avevano delle lingue.
EX 210 Romeo: Lingue?
AVV. Cianferoni: Lei ha detto: 'avevano dei cosi per uscirli'. Tant'è che le volevo chiedere: come li avete trasportati?
Glielo chiedo ora, ora lei mi dice "con la macchina".
Allora, ci dica precisamente come avete fatto.
EX 210 Romeo: Senta, erano sottoterra. Li abbiamo presi di sottoterra e l'ho messi sopra la macchina e li abbiamo trasportati là sotto, vicino alla ferrovia.
AVV. Cianferoni: Quando è andato a Capena, i rotoli erano ancora nello stesso posto dove li aveva messi lei?
EX 210 Romeo: Sì. Il posto lo sapevo io e Giuliano.
AVV. Cianferoni: Che colore... Ce li sa descrivere un po' meglio? DI che colore erano?
EX 210 Romeo: Come che colore erano?
AVV. Cianferoni: Avevano un colore questi oggetti?
EX 210 Romeo: Cioè, c'era messo tutto lo scotch, quello da imballaggio, tutto a girare.
AVV. Cianferoni: Ma lei questi rotoli li ha visti, poi, anche negli uffici della DIA?
EX 210 Romeo: No, io l'ho fatto ritrovare e me ne sono andato.
AVV. Cianferoni: Come se n'è andato?
EX 210 Romeo: Eh, e che dovevo fare? Mica debbo stare là, io.
AVV. Cianferoni: L'avranno portata via.
EX 210 Romeo: Vengono i giornalisti, che mi sto là, io?
AVV. Cianferoni: Come i giornalisti?
EX 210 Romeo: Che non si sanno come sono queste cose, cioè che i giornalisti sono dappertutto? Io, quando gli ho fatto trovare le cose, io ho detto: 'io me ne voglio andare di qua'. E me ne sono andato.
AVV. Cianferoni: Mah. Senta, lei sa, quando fu fatto l'attentato a Contorno, che scoprì il benzinaio?
EX 210 Romeo: Cioè, io sapevo - detto da Giuliano - che era un benzinaio che ha trovato, diciamo, queste cose e ha chiamato la Polizia.
AVV. Cianferoni: Non sa...
EX 210 Romeo: Chi diceva che era un passante, chi diceva che era un benzinaio.
AVV. Cianferoni: Senta, qualcuno le ha mai detto che cosa dire nei processi?
EX 210 Romeo: Come?
AVV. Cianferoni: Qualcuno le ha mai detto che cosa dire nei processi?
EX 210 Romeo: Che devo dire? Quello che so io, devo dire. Che a me non mi ha detto niente nessuno. Io quello che ho detto è quello che mi hanno raccontato e quello che ho fatto io.
AVV. Cianferoni: lei ha mai parlato col Ciaramitaro dei fatti delle stragi?
EX 210 Romeo: Cioè, quando eravamo liberi sì. Come parlavo io, ci parlava Giuliano, ci raccontava pure Cosimo.
AVV. Cianferoni: lei sa quanto tempo passò tra il primo tentativo per Contorno e il secondo tentativo?
EX 210 Romeo: No. Non mi ricordo, io, questo.
AVV. Cianferoni: Li conosce i monumenti delle stragi?
EX 210 Romeo: No, non li conosco. Cioè, l'ho visti in televisione.
AVV. Cianferoni: Quanto tempo dopo li ha visti in televisione?
EX 210 Romeo: Cioè, l'ho visto quando è successo che ero in carcere, che ho visto la televisione. E li vedevo là: le immagini. Nei giornali...
AVV. Cianferoni: Ma questi fatti di strage lei lo sa quando sono successi?
EX 210 Romeo: Nel '93.
AVV. Cianferoni: Più vicino Natale, più vicino l'estate, più vicino la Pasqua? mi dica un po'.
EX 210 Romeo: Comunque nel '93, non è che io... Cioè, non ci facevo caso a queste cose, alle date, se era estate o era inverno.
AVV. Cianferoni: Ma lo sa descrivere il nascondiglio che ha visto sul camion del Carra?
EX 210 Romeo: Era nel mezzo del cassone: si alzava ed era sotto lo châssis.
AVV. Cianferoni: Sotto lo châssis.
EX 210 Romeo: Sotto, sopra... Diciamo, tra lo châssis e... nel mezzo...
AVV. Cianferoni: Questo nascondiglio era su quel modello di 110 che ha detto ieri?
EX 210 Romeo: No, era un TIR che aveva lui.
AVV. Cianferoni: Quanto era grande questo nascondiglio?
EX 210 Romeo: Era un bel po'; più di qualche metro, di più, poteva essere, più o meno.
AVV. Cianferoni: Quando le sono state fatte domande sulla lettera che ha fatto pervenire alla Corte, lei ha dato delle risposte.
Si ricorda se è stato sentito dal Pubblico Ministero di Palermo, dopo quella lettera?
EX 210 Romeo: No, non mi ricordo.
AVV. Cianferoni: Il 17 di luglio del 1997, dalla dottoressa Sabatino.
EX 210 Romeo: Non mi ricordo. Io date non ne guardo, io.
AVV. Cianferoni: Si parla di due mesi fa.
EX 210 Romeo: E io glielo sto dicendo, io non è che guardo date o mesi.
AVV. Cianferoni: Si ricorda se con la dottoressa Sabatino, nell'interrogatorio, parlò più precisamente di che cosa aveva sentito quella mattina?
EX 210 Romeo: Qua?
AVV. Cianferoni: Sì.
EX 210 Romeo: Sì, il fattore che dicevano 'ciao', Lo Nigro diceva che vuole bene alla mia famiglia, tutto questo.
AVV. Cianferoni: Questo ricorda, lei? Ricorda se parlò di magistrati e poliziotti?
EX 210 Romeo: Magistrati? Quando mi ha chiamato la Sabatino?
AVV. Cianferoni: Sì.
EX 210 Romeo: No, io ho parlato con il magistrato.
AVV. Cianferoni: Ecco, le opero una contestazione.
Per la conoscenza della Corte, leggo dal verbale del 17 luglio, Pubblico Ministero di Palermo.
Prendo da un punto:
"In un certo senso mi fa un po' rabbia quanto è accaduto e soprattutto la mia reazione immediata. Ed è per questo che ancora oggi voglio ribadire la mia intenzione di essere risentito, chiedendo espressamente che venga informata la Corte di Assise di Firenze."
Fermiamoci qui. Si ricorda di avere fatto questa richiesta?
EX 210 Romeo: Io non l'ho capito bene.
AVV. Cianferoni: Lei chiese che voleva essere sentito a Firenze di nuovo?
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: Bene. Tornando al discorso dei magistrati, leggo ancora...
EX 210 Romeo: Però io ho parlato con il magistrato, che io volevo...
PRESIDENTE: L'avvocato sta leggendo quello che lei ha detto al magistrato di Palermo, pochi giorni dopo essere venuto qui.
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: "Aggiungo che, quel giorno, dalle gabbie mi veniva anche detto di riferire che erano stati i magistrati e gli investigatori a suggerirmi il contenuto delle dichiarazioni poi trascritte nel verbale."
Di nuovo mi fermo. Questo fatto se lo ricorda?
EX 210 Romeo: Sì, sì, è vero.
AVV. Cianferoni: In che senso?
EX 210 Romeo: Cioè, io gliel'ho sentito dire a Giuliano, che diceva: 'questo glielo fanno dire i magistrati, cosa devono dire'.
AVV. Cianferoni: Ma se lo ricorda ora perché le ho letto io questo fatto?
EX 210 Romeo: Cioè, me lo ricordo che ora me lo sta leggendo lei, però l'ho fatte, io, queste dichiarazioni.
AVV. Cianferoni: Però vedo - io gliel'ho lette - il nome di Giuliano qui non c'è. Lo sta facendo lei ora.
EX 210 Romeo: Comunque io l'ho detto, però...
AVV. Cianferoni: E lei...
PRESIDENTE: Si ricorda chi aveva fatto questi discorsi?
EX 210 Romeo: Sì, Giuliano.
PRESIDENTE: Era stato Giuliano.
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: E poi dice anche:
"Al riguardo, dico sin d'ora che nulla mi è stato mai suggerito dai magistrati e dagli investigatori."
EX 210 Romeo: Certo.
AVV. Cianferoni: Questo lo volle dire lei, le fu chiesto?
EX 210 Romeo: Non l'ho capito.
AVV. Cianferoni: Com'è che...
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se questa frase, quello che ha detto: 'gliel'hanno suggerito i magistrati e i poliziotti', è una frase che lei ha detto; e poi aveva aggiunto 'non mi ha suggerito nulla né magistrati né poliziotti' è una cosa che ha detto spontaneamente lei, o che gliel'ha chiesto il magistrato che la interrogava?
EX 210 Romeo: No, di spontaneo io l'ho detto. Perché a me il magistrato non mi ha detto niente nessuno. I magistrati mi hanno detto solo di dire solo la verità e di non dire cose che non so.
AVV. Cianferoni: Un chiarimento. Si ricorda di essere stato sentito dal Pubblico Ministero di Firenze il 29 giugno dell'anno scorso?
EX 210 Romeo: Senta, a me mi hanno chiamato tanti magistrati, e io non mi ricordo... Cioè, mi hanno chiamato, però non so la data, il giorno, il mese. Io non me li ricordo.
AVV. Cianferoni: Romeo, io la ringrazio sempre delle sue risposte, non c'è bisogno - mi consenta - che faccia polemica.
Io le dico soltanto che...
EX 210 Romeo: E io le sto dicendo così. Cioè, io non è che cammino con la macchina da scrivere come ci cammina lei. Io non è che c'ho foglio e mi metto dalla mattina alla sera a leggere dichiarazioni. Io non ho neanche un foglio.
AVV. Cianferoni: Ma, guardi, c'è qualcuno che la fa codesta cosa? C'è qualcuno che legge dalla mattina alla sera dichiarazioni?
EX 210 Romeo: Non lo so.
AVV. Cianferoni: Conosce qualche pentito che lo fa?
EX 210 Romeo: Questo lo può sapere lei.
AVV. Cianferoni: Io non sono mica della DIA.
EX 210 Romeo: Io non lo so se c'è qualche altro pentito che si legge le dichiarazioni; io non lo so. Se lo può andare a cercare lei, io non lo posso trovare.
AVV. Cianferoni: Va bene. No, perché, dicevo, in questo interrogatorio si ricorda che parlò di questo fattore della Torre di Pisa.
Se lo ricorda?
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: Su questo punto si ricorda - e poi arriva anche una contestazione, per la Corte - che pochi giorni prima era stato sentito a Palermo?
E a Palermo fece delle riserve, le dico io, dicendo che aveva paura per la sua sicurezza. Se lo ricorda questo?
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: Allora, in che cosa consistevano queste riserve a Palermo? Che poi ne parliamo, di quello che ha detto a Firenze.
Che voleva dire, a Palermo, che poi non volle dire più?
*EX 210 Romeo: Io non intendo rispondere.
AVV. Cianferoni: Non ho altre domande.
PRESIDENTE: C'è nessun altro intervento?
AVVOCATO Pepi: Presidente, mi scusi.
PRESIDENTE: Mi dica.
AVVOCATO Pepi: Giuliano voleva fare delle dichiarazioni spontanee.
PRESIDENTE: Avanti, Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, Presidente.
Prima che Giuliano faccia le sue dichiarazioni spontanee...
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... siccome tanto l'esaminato se ne sta andando, io illustro alla Corte il calendario proposto dal Pubblico Ministero per la ripresa delle udienze...
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: ... che mi risulterebbe decorra dal 13.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, preliminarmente - sennò non si capisce il calendario - i difensori vorranno prendere atto che da oggi, nella Segreteria del Pubblico Ministero, si trovano depositati questi atti a loro disposizione.
Sono gli interrogatori resi ai sensi dell'articolo 363 del Codice di procedura al Pubblico Ministero di Firenze da Grigoli Salvatore, in data 24 giugno '97 e in data 16 settembre '97; nella forma della trascrizione e nella forma della verbalizzazione riassuntiva.
Poi, nota della Procura della Repubblica di Palermo del 26 luglio '97, alla quale sono allegate annotazioni 22 luglio '97, con relazione di servizio 10 luglio e 25 luglio '97.
Poi ancora una annotazione della Questura di Palermo, Squadra Mobile, datata 12 settembre 1997; questa in originale con rilievi descrittivi, fotografici e quant'altro.
Ora, come abbiamo fatto in tutte le altre occasioni, in cui abbiamo dato atto di questi depositi in sede d'udienza, passo una copia di una nota scritta - che è più dettagliata, ovviamente, di quello che ho detto a voce - alla signora segretaria per la allegazione al verbale.
E' in data odierna, firmata ovviamente dal dottor Nicolosi e da me.
Tanto premesso, il Pubblico Ministero intende, in quanto vi sia consenso da parte della parte interessata, cioè a dire dalla difesa dell'imputato Grigoli Salvatore, procedere anticipando l'esame, rispetto alla scadenza prevista in via ordinaria dal Codice, dell'imputato Grigoli, appunto, nei giorni, siccome mi risulta che faremo delle udienze...
PRESIDENTE: Di mezza giornata.
PUBBLICO MINISTERO: ... per così dire al 50%, in termini temporali, per i giorni 13, 14 e 15.
In data 16 ottobre procedere all'esame ai sensi dell'articolo 210 in video-conferenza, come già disposto dalla Corte, di Monticciolo Giuseppe.
Per il giorno 17 ottobre l'esame ai sensi... ai sensi, insomma, nella qualità di testimone, di Contorno Salvatore.
E per la stessa mattina, previo provvedimento di accompagnamento che viene formalmente richiesto alla Corte, dei testimoni Polacci, Nannola e Ginestra; questi per due volte citati al dibattimento con citazione, in entrambi i casi, notificata all'interessato, senza comparizione e senza che sia stato rappresentato un legittimo impedimento.
Ecco, questo è il programma che abbraccia i giorni dal 13 al 17, quindi dal lunedì al venerdì, della settimana non quella prossima ma quella ulteriore.
PRESIDENTE: Allora, prima sentiamo la dichiarazione di Giuliano, poi daremo la parola ai difensori su queste richieste.
Giuliano, può parlare.
*IMPUTATO Giuliano: Presidente, sono Giuliano. Avrei preferito che Romeo rimanesse, ma comunque... Poi chiederò il confronto a fine dichiarazione.
Signor Presidente, sono stato arrestato il novembre, grazie a Romeo.
Mi hanno arrestato alle due e mezza di notte e quando mi hanno portato alla Squadra Mobile ero nudo e mi hanno messo in una stanza circondato da agenti della Squadra Mobile.
Dopo qualche ora che ero nella stanza, è entrato Pietro Romeo e ha chiesto di stare solo insieme a me. E così gli agenti della Squadra Mobile fecero.
Romeo, in quella stanza, mi disse che io dovevo collaborare e mi dovevo accollare tutto ciò che la Squadra Mobile mi contestava, senza avere paura, perché tanto in carcere non ci andavamo più. Anzi, mi disse che per noi c'erano 500 milioni e protezione in Altitalia.
In quella stanza mi disse che ci dovevano poi portare in una località che ancora lui non sapeva, per farci vedere una serie di oggetti.
Mi ha raccomandato di firmare tutto ciò che mi davano. Poi mi disse che, dopo, doveva telefonare a Ciaramitaro per farlo pentire, così eravamo a posto.
Io ero rimasto di ghiaccio. Ho detto solo: 'come facciamo a dire delle assurdità sul conto di altre persone?'. Lui mi rispose: 'non ti preoccupare, tanto l'ergastolo lo prendono lo stesso, perciò o ti metti con noi, o contro di noi.
Dimmelo subito'.
A questo punto, signor Presidente, entrarono i dirigenti della Squadra Mobile che mi minacciarono che io non uscivo più dal carcere e fecero uscire Romeo dalla stanza.
Un dirigente mi disse che forse volevo un po' di tempo per riflettere e mi fecero vedere mia figlia. Ma io restai meravigliato e gelato, quasi pietrificato da tutta quella confusione.
Altri dirigenti mi dicevano che un'occasione così non si sarebbe più ripetuta. Mi insultavano, che io non avevo mai visto 500 milioni, e qualcuno mi diceva che mi avrebbe fatto morire in carcere con il 41, e faceva leva sul fatto che io avevo due bambine.
Ma, infine, mi portarono al carcere promettendosi che ritornavano a farmi visita.
Dopo qualche settimana venne un certo Giuffré - così l'ho visto che si chiamava nella televisione - era insieme a un altro funzionario che aveva l'accento napoletano e mi chiesero se ci avevo riflettuto. Dopo il mio rifiuto, mi minacciarono che stavano lavorando per farmi notificare delle accuse terrificanti, facendomi spaventare al punto che io chiesi all'agente di custodia di tornare in cella.
Dopo qualche settimana vennero altre tre volte con persone diverse; certe volte si presentavano come ispettori, come capitani. Erano sempre vestiti in borghese. E tutte le altre volte che venivano gli agenti di custodia mi dicevano sempre che dovevo andare in Matricola per notifica. Ma, in realtà, trovavo loro.
E un giorno vennero anche di martedì - dove avevo finito di fare il colloquio - e mi dicevano: come dovevano fare i miei figli senza di me?
Fu in quell'occasione che mi fecero leggere una lettera di Romeo, dove mi diceva di andarlo a trovare a lui, che si trovava a Parma - me l'hanno detto i dirigenti: a Parma - e sempre questo ispettore mi dissero di non preoccuparmi per le tragedie, perché le tragedie fatte a fin di bene fanno solamente bene. Tanto, persone come Bagarella, Mangano, Graviano prendono sempre l'ergastolo, perciò non c'è bisogno che io mi faccia scrupoli di coscienza.
Loro mi dissero che, se io rifiutavo, ben presto arrivavano le ordinanze di omicidio. E se si controlla i miei movimenti in carcere, alla voce Matricola si vedrà che non mi è mai stato notificato nulla.
E dopo venti giorni di ogni visita, mi arrivava puntualmente le ordinanze di custodia cautelare.
Mi sono lamentato anche con il giudice Montalto e con il mio legale durante un interrogatorio, ma il giudice mi disse che sono autorizzati dai P.M.
Nell'ultima visita mi dissero che mi facevano dare il 41 e dopo che io avrei preso il primo ergastolo, loro dovevano ritornare nuovamente da me.
Tutte le visite erano sempre di sera o nel pomeriggio.
Signor Presidente, detto ciò, la prego di credermi e di accertare tutto ciò tramite i mie spostamenti del carcere e le visite che ho avuto e le persone che sono venute. E sono pronto a farci il confronto, e spero che avranno il coraggio di dire tutto dinanzi alla Corte.
Tutte queste persone non hanno fatto altro che minacciarmi. Prima mi promettono soldi e protezione, e, al mio rifiuto, mi condannano a morte.
Io non sono un mostro come mi ha descritto Romeo Pietro. Romeo mi sta calunniando per quel famoso saluto che io gli ho dato quando è entrato, che gli avevo detto nell'udienza precedente. Ha usato una tattica scorretta al fine di distruggere quell'amicizia che ci legava.
Ma io sono fiducioso e ho tanta fede e aspetterò con pazienza che Romeo dirà chi l'ha consigliato a rovinarmi.
Certo, io lo so, ma purtroppo non lo dico, sennò succede una bufera. Sarà il tempo a darmi ragione di ciò.
Infine, volevo dire che anche io ho dei figli e so bene cosa significa provare amore per i figli. Non farei mai niente contro i bambini. Ho preferito il carcere per non rovinare tante famiglie con le tragedie che mi avevano consigliato. e ne sto pagando di persona.
Volevo dire che nell'udienza precedente, dove Romeo si è avvalso della facoltà di non rispondere, ho solo salutato Romeo e se si controlla dalla registrazione fatta, io ho incoraggiato Romeo a parlare ed è assurdo che certa gente cerchi di dimostrare il contrario. Io non ho minacciato nessuno.
E, prima che finisca il processo, con documenti dimostrerò che sono innocente, che sono meglio delle chiacchiere di queste persone pagate.
* La ringrazio, signor Presidente.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Pepi: Signor Presidente...
PRESIDENTE: Allora...
AVVOCATO Pepi: Signor Presidente, viste le dichiarazioni dell'imputato Giuliano, il difensore ritiene che sia opportuno un confronto su questa circostanza fra Giuliano e Romeo. E, dato che Romeo è ancora qui presente, non credo l'abbiano già portato via, chiederei l'immediato confronto.
La circostanza non è di poco valore. La circostanza direi che è molto rilevante ai fini della decisione di questo processo, per cui ritengo che per giustizia e per arrivare veramente alla verità su tanti fatti, questo esperimento debba essere fatto.
Dato che abbiamo l'occasione di aver qui presente Romeo, insisto perché il confronto venga fatto immediatamente.
AVVOCATO Florio: Si associa l'avvocato Florio, perché effettivamente, pur non essendo il difensore di Giuliano, però - è intuitivo - per la credibilità del collaboratore e dato che vi è l'occasione di averlo qui e dato che sono assolutamente differenti le circostanze riferite da Giuliano e da Romeo, credo che a tal confronto ci si possa tranquillamente associare.
AVVOCATO Gramigni: Presidente, avvocato Gramigni. L'interesse, naturalmente, è di tutti, credo, a fare luce su una circostanza del genere, quindi si associa anche chi le parla e per...
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
Anche a nome...
AVVOCATO Gramigni: ... gli altri colleghi alla richiesta ora fatta dal collega. Grazie.
PRESIDENTE: Pubblico Ministero, vuole esprimere il suo parere?
PUBBLICO MINISTERO: Mi riservo.
PRESIDENTE: Se si riserva, allora ne parliamo in un altro momento.
Vogliono intervenire sulle richieste del P.M. di anticipazione dell'esame di Salvatore Grigoli?
AVVOCATO Pepi: Sì.
PRESIDENTE: Le parti civili?
AVVOCATO Pepi: Non mi sembra che il Pubblico Ministero possa riservarsi...
PRESIDENTE: Un momento, avvocato.
AVVOCATO Pepi: Ecco.
PRESIDENTE: Un momento.
Le parti civili hanno qualche cosa da dire?
PUBBLICO MINISTERO: Signor Presidente, vede, io ho detto "mi riservo", per una ragione molto semplice, volevo controllare sul Codice un dato che mi sembrava elementare.
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Però, non mi voglio mai sbilanciare più che tanto, né fidarmi esageratamente della mia memoria. E, allora, in questi 15 secondi in più che mi sono toccati, io leggo dall'articolo 211:
"Il confronto è ammesso esclusivamente tra persone già esaminate, o interrogate. Quando vi è disaccordo tra esse su fatti e circostanze importanti."
La dichiarazione spontanea di Giuliano che sarebbe in rotta di collisione con le dichiarazioni in sede di esame rese da Romeo, mi sembra che siano una fattispecie del tutto diversa.
Quando sarà il momento, dopo che il signor Giuliano sarà stato esaminato e quindi, quando questo sarà avvenuto, l'esame, non una dichiarazione spontanea, per avere un confronto pilotato a comodo proprio su una circostanza specifica.
Che poi non ho ben capito nemmeno quale sarebbe.
Ecco, allora si potrà ragionare di confronto, Oggi, no.
AVV. Cianferoni: Signor Presidente, sono l'avvocato Cianferoni.
Avrei una ulteriore richiesta.
PRESIDENTE: No, scusi, avvocato, abbia pazienza.
AVV. Cianferoni: Quando crede.
PRESIDENTE: L'argomento è già stato illustrato da almeno uno dei vostri difensori, quindi siete associati.
AVV. Cianferoni: Avrei una ulteriore richiesta. Subordinata.
PRESIDENTE: Sentiamo la richiesta subordinata.
AVV. Cianferoni: Subordinata è che, comunque si voglia riconvocare immediatamente il Romeo per contestargli, rappresentargli, meglio, le circostanze riferite dal signor Giuliano. E lui stesso voglia dare la sua versione nella concentrazione e nella pubblicità della pubblica udienza.
D'altronde si tratta di un incombente probatorio necessario a avviare una istruttoria su queste dichiarazioni congruenti e logiche - e mi fermo all'apprezzamento formale del dato, non entro nel merito perché i fatti rappresentati dal signor Giuliano sono di una gravità che necessitano una riflessione - però, dicevo, dal punto di vista della forma, della esposizione, mi sembra che la congruenza e la logicità non faccia difetto.
E quindi, onde addivenire a questo confronto con compiutezza di argomentazione, questa difesa chiede che, immediatamente, il Romeo venga escusso sulle circostanze rappresentate dal signor Giuliano.
Del resto rammento come, all'udienza del 9 luglio '97, si procedette ad una opportuna escussione da parte della Corte di uno dei Carabinieri della Scorta, al fine di accertare ... se vi erano state quelle minacce fantomatiche che si rappresentavano.
E, quindi, ora non so se era proprio il 9, o l'udienza successiva, comunque fu disposto un accertamento immediato.
Ecco, questa difesa chiede che, immediatamente, Romeo, al Romeo vengano rappresentati questi fatti. Che ne abbia contezza di fronte a questa Corte.
AVVOCATO Florio: Presidente, si associa la difesa Lo Nigro e Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, la richiesta è inammissibile in ogni caso, perché su queste esternazioni di Giuliano, i difensori hanno posto domande a Romeo.
E Romeo ha esattamente, puntualmente risposto.
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
No, non ha risposto.
PUBBLICO MINISTERO: I 500 milioni e l'incontro in...
PRESIDENTE: ... lettera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi non capisco perché Romeo debba essere richiamato per chiarire.
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Per cortesia!
Le parti civili non hanno ancora avuto agio di interloquire.
Se credono, possono intervenire.
AVVOCATO Ammannato: Nell'interrogatorio Grigoli, volevo sapere se c'era il previo consenso della difesa, se c'è.
Quindi, favorevole ovviamente all'interrogatorio Grigoli.
Per quanto riguarda il confronto, remissivo, su questo.
PRESIDENTE: I difensori, per fare un'unica decisione, vogliono intervenire sulla richiesta del Pubblico Ministero relativa all'anticipazione?
AVVOCATO Batacchi: L'avvocato Massimo Batacchi per Grigoli Salvatore, esprime il suo consenso.
E comunica che l'avvocato Roberto Avellone di Palermo mi aveva fatto informalmente sapere che, di fronte a richieste di questo tipo, sarebbe stato d'accordo.
Inoltre, ritiene che, essenziale sarà sentire soprattutto se Grigoli è d'accordo.
E questo avverrà il 13.
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni, Presidente.
Sulla richiesta di anticipazione dell'esame dell'imputato, credo che si sia presentato, o si presenti oggi, una situazione fotocopia, fra virgolette, di quella che si è già presentata in occasione della analoga richiesta di audizione degli imputati Scarano, Ferro e Carra.
Credo quindi che, insomma, se lei consente, o se lei lo ritiene opportuno, naturalmente l'opposizione è rinnovata anche per questa vicenda processuale, da parte di chi le parla.
E i motivi naturalmente sono quelli che già si ebbe a disporre nell'altra occasione.
Credo che, insomma, sia inutile per tutti che io li rammenti alla Corte, credo che la Corte ne abbia, o ne possa avere comunque, contezza.
Quindi, riportandomi alle motivazioni che sorressero a suo tempo l'eccezione formulata, rinnovo questo dissenso alla anticipazione, al mutamento previsto dalle norme del Codice di procedura penale in ordine all'assunzione delle prove.
PRESIDENTE: Gli altri difensori?
AVVOCATO Gramigni: Gli altri difensori si associano. Mi chiedono di farmi portavoce.
PRESIDENTE: La Corte si ritira.
AVVOCATO Gramigni: Grazie.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Allora:
"La Corte di Assise, sulla richiesta del P.M. di anticipazione dell'esame dell'imputato Grigoli Salvatore, nonché sulla richiesta dei difensori degli imputati di confronto fra l'imputato Giuliano Francesco e l'imputato di reato connesso Romeo Pietro;
Nonché in subordine di sottoporre a immediato nuovo esame quest'ultimo, in ordine alle accuse e contestazioni a lui mosse dal Giuliano, nel corso delle dichiarazioni spontanee da questo rese all'udienza odierna;
Sentite le due parti sulle rispettive richieste;
Ritenuto che l'anticipazione dell'esame di un imputato è dal Codice condizionata soltanto dal consenso per imputato interessato, non essendo consentito che l'eventuale consenso di quest'ultimo, sia annullato dalla opposizione di qualche altro coimputato;
Ritenuto che, ai sensi dell'articolo 211 C.p.p. il confronto può essere legittimamente disposto e assunto quando ricorra disaccordo su circostanze e su fatti per come introdotti da persone già esaminate, non già quando l'eventuale discrasia sia evincibile dalle dichiarazioni di un imputato ex articolo 210 e il contenuto di dichiarazioni spontanee dell'imputato nel procedimento che occupano; che, evidentemente, ben diverso valore processuale hanno rispetto all'esame.
Di tal che l'istanza è quantomeno intempestiva.
Considerato che, anche la richiesta in subordine avanzata dai difensori degli imputati va respinta, perché, su quelle stesse circostanze che dovevano essere contestate a Romeo, questi ha già reso ampie dichiarazioni in sede di controesame;
Ritenuto che vada accolta la richiesta del P.M. di accompagnamento coattivo dei testi: Nannola, Polacci, Ginestra, ritualmente citati due volte, e mai comparsi nelle pregresse udienze, per questi motivi dispone procedersi all'esame anticipato dell'imputato Grigoli Salvatore, fissandolo per l'udienza del 13 ottobre 1997 ore 09.00 e seguenti.
Respinge, allo stato, la richiesta di confronto fra l'imputato Giuliano Francesco e l'imputato ex articolo 210 C.p.p. Romeo Pietro; così come quella di riesame immediato di quest'ultimo.
Dispone l'accompagnamento coattivo dei testimoni: Nannola, Polacci e Ginestra per l'udienza del 17 ottobre 1997 ore 09.00 e seguenti, con condanna al pagamento della somma di lire 300mila a carico di ciascuno dei prodetti a favore della ... nonché al pagamento del proprio accompagnamento.
Fissa l'esame in videoconferenza di Monticciolo Giuseppe, già ammesso con precedente ordinanza, per l'udienza del 16 ottobre '97 ore 09.00 e seguenti.
Dispone procedersi al nuovo esame degli imputati ex articolo 210 C.p.p. Correra Angela, Siclari Maddalena, Vasile Giuseppe, Imperatore Agostino e Tosonotti Enrico.
Esame fissato per l'udienza del 17/10/97 ore 09.00."
Allora, l'udienza è rinviata al 13 ottobre '97 ore 09.00. Traduzione degli imputati detenuti.
Buongiorno.