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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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UDIENZE 13-14-15 OTTOBRE 1997

PRESIDENTE: Buongiorno. Facciamo l'appello.
Bagarella?
IMPUTATO Bagarella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni, che sono presenti.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e Cianferoni, che è presente.
Benigno Salvatore.
IMPUTATO Benigno: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Falciani. E' presente?
AVVOCATO Gennai: Avvocato Gennai in sostituzione.
PRESIDENTE: La ringrazio.
Calabrò Gioacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni, che è presente.
Cannella Cristoforo.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri e avvocato Rocchi, che è presente.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai e Batacchi, che è presente.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili, Falciani, sostituito dall'avvocato Gennai.
Ferro Giuseppe: rinunciante. Avvocato Pietro Mignati Paoli...
AVVOCATO Mignati: Presente.
PRESIDENTE: Presente.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Falciani, sostituito... No, c'è anche l'avvocato Gennai, sì.
AVVOCATO Gennai: No, avvocato Traversi e Gennai.
PRESIDENTE: Sì, grazie.
Frabetti Aldo.
SEGRET. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Sì. Avvocato Monaco, Usai, Roggero. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, avvocato Florio e avvocato Bennati. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Pepi, sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo e avvocato Gramigni che è presente.
Grigoli Salvatore: è presente.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: E' presente anche il difensore, avvocato Batacchi, mi pare, vero?
Lo Nigro Cosimo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Florio e avvocato Fragalà.
Chi sostituisce l'avvocato Florio? L'avvocato Gramigni.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Messana Antonino: libero, contumace. Avvocato Amato e avvocato Bagattini, sostituito dall'avvocato Gramigni.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo e avvocato Pepi... L'avvocato Pepi era stato sostituito da?
Mi dica, signorina, per favore.
SEGRET. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Cianferoni.
Abbiamo chiamato Pizzo Giorgio, vero?
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e avvocato Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Santamaria Giuseppe: libero, contumace. Avvocato Battisti e avvocato Usai. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Scarano Antonio: libero, assente. Avvocato Fortini e Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e avvocato Cianferoni che è presente.
Spatuzza Gaspare.
IMPUTATO Spatuzza: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Pepi, sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Tutino Vittorio.
IMPUTATO Tutino: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gallina e avvocato Gramigni, che è presente.
Allora, la parola al Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Presidente, penso che già davanti a voi c'è l'imputato Grigoli.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non so, Presidente, se vuole avvertire l'imputato delle sue facoltà.
PRESIDENTE: Ah, certo.
Lei viene sentito come imputato di questo stesso processo. Quindi lei sa che ha la facoltà di rispondere, o di non rispondere.
Cioè, può dire: "voglio rispondere", oppure "non voglio rispondere".
*IMPUTATO Grigoli: Intendo rispondere.
PRESIDENTE: Prego.
AVV. Cianferoni: Presidente, chiedo scusa. Sono l'avvocato Cianferoni.
Posso avere la parola?
PRESIDENTE: Come no?
AVV. Cianferoni: Solo per far presente alla Corte una questione.
Cioè, a mente dell'articolo 147-bis delle disposizioni di attuazione del Codice di rito, chiedo di sapere - e sarà sufficiente l'attestazione, in questo senso, che proverrà dal Pubblico Ministero - se il signor Grigoli si trova oggi sottoposto, in base alla Legge, a programma di protezione.
Poiché, se così è, allora non ha ulteriore corso la mia richiesta; ove invece il signor Grigoli non fosse sottoposto a programma di protezione, chiedo che questa paratia venga tolta.
PRESIDENTE: Il P.M. può rispondere.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, Presidente.
Dunque, Grigoli, per quanto riguarda la sua posizione, rispetto alla normativa che è stata richiamata, è persona nei cui confronti, sia la Procura di Palermo, sia la Procura di Firenze, ha avanzato richiesta per l'ammissione al programma di protezione.
Benché non sia espressamente previsto nell'articolo 147-bis, mi sembra che la situazione prevista in quella norma sia assolutamente equiparabile al caso di specie, cioè al caso in cui la richiesta sia stata formulata, ma ancora la Commissione non si sia espressa.
Quindi chiedo che le tutele volte a salvaguardare la incolumità, la sicurezza della persona che è chiamata a rendere l'esame, vengano, per l'appunto, attuate interamente.
PRESIDENTE: Potrebbe dirci il Pubblico Ministero se, nei confronti di questo imputato, a parte il programma che, ovviamente, ancora non è stato attuato, però, in via preventiva, è stato già disposto per lui e per i suoi familiari.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, Presidente. Certamente, sono state attuate misure urgeti nei confronti dei familiari di Grigoli, dal capo della Polizia.
PRESIDENTE: E per quel che riguarda la persona dell'imputato?
PUBBLICO MINISTERO: Anche l'imputato è attualmente sottoposto, diciamo, a misure custodiali particolari.
PRESIDENTE: Bene.
Avvocato, ha qualche cosa da aggiungere?
AVV. Cianferoni: La mia richiesta rimane, perché l'articolo 147 è preciso nell'indicare la legge, come riferimento per l'attuazione di queste determinate cautele.
E, quindi, non è che si fa qui questione semplicemente di forma.
Ben si sa che, dietro la forma, si sottende una sostanza.
L'ammissione al programma di protezione è provvedimento amministrativo. Che però presuppone tutta una serie di accertamenti e anche un vaglio sulla personalità, prima di tutto, del cosiddetto dichiarante, che evidentemente allo stato non si è ultimato.
Quindi io insisto perché sia tolta la paratia, perché siamo al di fuori dei casi previsti dall'articolo 147-bis, che come norma eccezionale che viola, o meglio, che comprime il principio della pubblicità dell'udienza al momento in cui si sta raccogliendo un mezzo di prova in condizioni diverse da quelle ordinariamente previste dal Codice, non può sopportare quella interpretazione, mi pare di capire, addirittura analogica che il Pubblico Ministero vorrebbe che, invece, si introducesse nel processo.
Vi è, in tal senso, proprio un richiamo espresso da parte del legislatore, laddove parla di ammissione in base alla legge della persona. E non voglio ripetermi.
Quindi, la questione, per questo difensore, rimane.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, Presidente, mi pare che l'inciso del difensore: "Provvedimento amministrativo della Commissione", spieghi, confermi la bontà della richiesta che avanza il mio ufficio, che, per altro, è stata già direi de plano accolta in altre Corti di Assise, dove analogo problema è stato sollevato.
E' evidente che la richiesta formulata dagli uffici inquirenti di ammissione al programma, abbia già in sé gli elementi dell'apprezzamento nel merito.
Non vedo la commissione, se non per l'appunto adottare il provvedimento di carattere amministrativo, come possa eventualmente sindacare la fondatezza, o meno, della collaborazione del soggetto.
E' evidente, perché le norme letteralmente le sa leggere anche il Pubblico Ministero, che nel 147-bis, è detto in quella maniera, ma è altrettanto vero che la ratio di quella norma non certamente vieta una interpretazione estensiva al caso che abbiamo davanti al nostro esame oggi.
Quindi, insisto perché l'esame avvenga con le forme idonee a tutelare la sicurezza del dichiarante.
PRESIDENTE: I difensori di parte civile vogliono intervenire?
AVVOCATO Ammannato: Credo che le argomentazioni del Pubblico Ministero siano condivisibili.
E quindi, per la sicurezza del dichiarante, che venga... è per l'accoglimento della richiesta di paravento.
PRESIDENTE: Anche il difensore dell'imputato, può intervenire, se crede, eh.
AVVOCATO Batacchi: Il difensore dell'imputato, si associa alla richiesta del Pubblico Ministero.
PRESIDENTE: Gli altri difensori, si associano...
AVVOCATO Gramigni: Alla richiesta dell'avvocato Cianferoni.
AVVOCATO Mignati: No, l'avvocato di Ferro, Miniati Paoli, si associa, invece, alla richiesta del Pubblico Ministero.
PRESIDENTE: Benissimo.
AVVOCATO Gennai: Anche l'avvocato Gennai, si associa alla richiesta del Pubblico Ministero.
PRESIDENTE: Grazie.
Possiamo ritirarci.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: "La Corte di Assise, sulla richiesta dei difensori degli imputati, di eliminare il paravento che impedisce agli altri imputati, al P.M., ai difensori, di prendere visione dell'imputato Grigoli Salvatore nel corso dell'odierno suo esame;
considerato che il predetto imputato, secondo le notizie fornite dal P.M., è stata avanzata a tempo richiesta di programma di protezione, richiesta tuttavia non ancora deliberata, ma nei confronti del quale sono state attuate misure urgenti, se pur provvisorie, di protezione dello stesso, come dei suoi familiari;
ritenuto che la condizione di pericolo che soggiace alla decisione dell'autorità preposta sussiste, per ovvie considerazioni, data la collaborazione con l'Autorità Giudiziaria, e che pertanto, allo stato, il pericolo di essere oggetto di ritorsione non può non dichiararsi insussistente senza pregiudizio di eventuali diverse valutazioni dell'Autorità amministrativa;
ritenuto ancora che la misura di cautela consistente nella sottrazione della visione dell'esaminando sembra quanto di meno sia possibile fare, per ovviare alla suddetta situazione di pericolo, senza che tutto ciò faccia venir meno la regola della pubblicità dell'udienza.
Per questi motivi respinge la richiesta dei difensori come sopra proposto.
Dispone il procedersi all'esame dell'imputato Grigoli Salvatore con la cautela del paravento in aula."
Bene. allora prima di ridare la parola al Pubblico Ministero, devo chiedere al Grigoli se accetta di essere esaminato prima di quello che sarebbe stato il momento normale previsto dalle regole del Codice.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Deve dirlo forte. Dobbiamo... Nel microfono.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Bene. Possiamo iniziare.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Grazie, signor Presidente.
Grigoli, buongiorno, sono il dottor Nicolosi.
IMPUTATO Grigoli: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Grigoli, vuol dare alla Corte, diciamo, alcuni riferimenti di carattere personale?
Cioè, cominciamo a dire...
PRESIDENTE: Vorremmo intanto - una dimenticanza - chiedergli di indicare le sue generalità. Tanto per avere contezza del...
Vuol dirci nome, cognome, luogo e data di nascita.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Grigoli Salvatore, nato a Palermo, il 05/07/1963.
PRESIDENTE: Bene.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Grigoli, quindi le stavo chiedendo di fornire questi dati di carattere personale.
Noi abbiamo appreso che lei è nato nel '63. Vuol dire alla Corte che titolo di studio ha, che attività ha svolto?
IMPUTATO Grigoli: Licenza elementare. Facevo il commerciante.
PUBBLICO MINISTERO: Faceva il commerciante.
Ha vissuto sempre a Palermo?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, esattamente in quale zona di Palermo?
IMPUTATO Grigoli: Prima, a Brancaccio e poi Corso dei Mille.
PUBBLICO MINISTERO: Brancaccio e Corso dei Mille.
Senta, che vicende di tipo, diciamo, giudiziario, che precedenti penali - se ce li ha avuti - processi, arresti, prima dei fatti per cui oggi c'è qui il processo?
IMPUTATO Grigoli: Prima della collaborazione di Pasquale Di Filippo, io ero incensurato. Non avevo nessun precedente penale.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era persona, diciamo, che perlomeno era sconosciuta agli inquirenti.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Agli Organi di Polizia.
Ecco, lei ha fatto riferimento a questa collaborazione di Pasquale Di Filippo. E, per l'appunto, sappiamo che lei è stato latitante per un certo periodo.
Ecco, si ricorda quand'è che poi è stato arrestato?
IMPUTATO Grigoli: A giugno '97.
PUBBLICO MINISTERO: Giugno '97. Si ricorda anche il giorno?
IMPUTATO Grigoli: Credo il 19.
PUBBLICO MINISTERO: Il 19 giugno.
Senta Grigoli, lei sa in relazione a quali delitti è stato arrestato? Quindi, per quali fatti lei è stato, per così dire, sottoposto a processo, e nei suoi confronti sono state emesse misure cautelari?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può sinteticamente riferire quali sono questi fatti?
IMPUTATO Grigoli: Padre Puglisi, omicidio di padre Puglisi, e altri omicidi. E... anche per questo procedimento, credo.
PUBBLICO MINISTERO: Anche per questo procedimento.
E' stato arrestato anche in relazione al sequestro di Giuseppe Di Matteo?
IMPUTATO Grigoli: Credo di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ecco, lei è stato arrestato il 19 giugno del '97. Vuol dire quand'è che ha iniziato a rendere dichiarazioni ai magistrati?
IMPUTATO Grigoli: Adesso io... Cioè, dal momento in cui sono stato arrestato, credo di notte, la mattina dell'indomani.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, praticamente, immediatamente ha incominciato a rendere queste dichiarazioni.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire quale motivo, per quali ragioni, quali molle, per così dire, l'hanno indotta a assumere questo comportamento processuale?
IMPUTATO Grigoli: Vede, diciamo che lo spunto me lo diede Spatuzza Gaspare, anche se indirettamente. Perché... io, diciamo che, durante la mia latitanza a Trapani, perché prima io cominciai la mia latitanza a Trapani, durante l'arco del tempo in cui io fui a Trapani, ero seguito dai trapanesi. E quindi loro si prendevano cura di me, sia sotto l'aspetto di potermi fare la latitanza, e anche sotto l'aspetto economico.
Cosa che venne a mancare quando io feci ritorno a Palermo.
Il signor Spatuzza non si prese cura di me, né sotto l'aspetto economico, e neanche di quello... per potermi... potere fare una latitanza più... Cioè, dovevo sbrigarmi tutte cose da me.
Ecco, da questo io cominciai a riflettere e dire: 'ma, insomma, in che mani ero, in che mani sono?'
E siccome da latitante c'è modo per poter riflettere, tempo, cominciai a pensare a quello che avevo fatto. Se era stato giusto, se era stato sbagliato.
Ecco, da questo cominciai a maturare anche questa, questa cosa.
E quindi, di conseguenza, poi ho capito che avevo fatto tante cose di sbagliato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, lei ha fatto, diciamo, ha indicato - ne capisco almeno due di motivi - cioè, questo comportamento di Spatuzza e...
IMPUTATO Grigoli: Perché vede, scusi...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: Perché, vede, di conseguenza io non ero più in grado neanche di potere, come si suol dire, campare la famiglia. Ero arrivato al punto anche di impegnarmi l'oro. Cioè, al Monte di Pietà andavo a impegnarmi l'oro per poter garantire la mia famiglia. E, di conseguenza, di potere dare da mangiare ai miei figli.
Dopo che io avevo messo nelle loro mani la mia vita, loro hanno avuto questo tipo di ringraziamento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Chi sarebbero questi "loro"?
IMPUTATO Grigoli: Ma vede, negli ultimi tempi, lo Spatuzza fu... Anche se prima dello Spatuzza, non penso che altre persone che reggevano il mandamento, minimamente potevano comportarsi così.
PUBBLICO MINISTERO: Si è sentito scaricato, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì, una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ma c'erano altri segnali per cui era...
IMPUTATO Grigoli: Non è che... però vorrei precisare: non è che è per questo che io ho cominciato a collaborare. Questo fu lo spunto che io cominciai a riflettere. Capisce?
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Di conseguenza poi ho capito di aver sbagliato, di aver commesso delle cose che, non è che erano tanto...
PUBBLICO MINISTERO: Per sbagli, lei intende...
IMPUTATO Grigoli: Anche per commettere omicidi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Grigoli: Persone che non ci entravano niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei, diciamo, nel riferire questo suo inizio di questa sua apertura con i magistrati, ha elencato una serie di fatti.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E le chiedo: lei ha confessato tutti i reati in relazione ai quali era stato, per così dire, arrestato? E quindi, nei suoi confronti, erano state emesse ordinanze di custodia cautelare?
IMPUTATO Grigoli: Non ho capito, mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Ha confessato, dico...
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì...
PUBBLICO MINISTERO: ... di aver commesso...
IMPUTATO Grigoli: Non ho avuto nessun problema nel confessare tutti i miei reati che sono a conoscenza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, oltre ai delitti dei quali lei era accusato, ha confessato ai magistrati anche i fatti di cui lei, per così dire, non era formalmente accusato?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire sinteticamente di che fatti si tratta?
IMPUTATO Grigoli: Omicidi.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire anche l'epoca di questi omicidi?
IMPUTATO Grigoli: Mah.. '93, '94.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Anche questi di cui, per così dire, gli inquirenti non sapevano nulla?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Cioè, non sapevano chi fossero gli esecutori.
PUBBLICO MINISTERO: Gli esecutori.
Senta, lei è stato arrestato anche perché a suo carico vi erano delle ordinanze di custodia cautelare in relazione ai fatti di questo processo.
Quindi, le stragi di via Fauro, la strage di via dei Georgofili a Firenze; poi, ancora, gli attentati di Roma e Milano del 27 luglio; e poi, ancora, l'attentato allo Stadio Olimpico; e ancora, l'attentato a Salvatore Contorno.
Ecco, io incomincerei a chiederle: in relazione a questi fatti, lei ha avuto una implicazione e in quali termini?
IMPUTATO Grigoli: Mah, io, per quanto riguarda gli attentati di Roma, Firenze e Milano, non ho partecipato a queste stragi.
Io partecipai nell'attentato di Totuccio Contorno e il mancato attentato allo Stadio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, non so se aveva finito, Grigoli. Se aveva completato.
IMPUTATO Grigoli: Però sono a conoscenza di chi furono gli esecutori di questi attentati.
PUBBLICO MINISTERO: Di questi, cioè quelli a cui lei...
IMPUTATO Grigoli: Sì. Non ho partecipato.
PUBBLICO MINISTERO: ... non aveva partecipato.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Io inizierei a chiederle, diciamo, degli attentati che lei, per così dire, ha, nei quali lei ha avuto una sua materiale implicazione.
lei ha riferito dell'attentato allo Stadio e dell'attentato a Contorno.
Vogliamo iniziare dell'attentato allo Stadio?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci spiega un po', magari lei lo racconti di getto, poi io le farò delle domande specifiche. Come nasce questa storia dello Stadio?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Un giorno... Adesso io vorrei precisare subito alla Corte che io purtroppo, per quanto riguarda la memoria, non sono abbastanza bravo a ricordare le date. Quindi, su questo, non posso darvi aiuto più di tanto.
Però io ricordo che un giorno ebbi un appuntamento con Giuseppe Graviano. In questo appuntamento Graviano ci comunicò di questa possibilità di fare questo attentato contro questi carabinieri che andavano... carabinieri, poliziotti che, di solito, negli stadi ci vanno le Forze dell'Ordine per... E ci vanno con i vari pullman, a cavallo, e via dicendo, di fare questo attentato a queste persone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vedo che si è fermato. Allora le faccio una domanda specifica: vuol dire dove ci fu questo appuntamento e con chi erano le persone presenti a questo appuntamento?
IMPUTATO Grigoli: L'appuntamento fu a Misilmeri. Le persone presenti eravamo: io, lo Spatuzza, Cosimo Lo Nigro, Giuliano Francesco, Giacalone Luigi...
Non mi ricordo... Per il momento non mi ricordo di altri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, c'era un motivo particolare per cui questa riunione si svolgeva a Misilmeri?
IMPUTATO Grigoli: Sì, Giuseppe Graviano era latitante. E lui usava questo villino di Misilmeri, per i vari appuntamenti con altre persone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci spiega un pochino allora com'è che avvenne, diciamo, questa comunicazione da parte di Giuseppe Graviano?
IMPUTATO Grigoli: Sì, Nino Mangano mi comunicò che c'era un appuntamento con Giuseppe Graviano. Poi fummo accompagnati, io e Giacalone... venne a prenderci, se non ricordo male, Fifetto Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: E ci fu questo appuntamento dove che Graviano ci comunicò questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ho capito bene che a lei, diciamo, della esistenza della riunione, la mette al corrente Nino Mangano?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E, mi pare che lei avesse detto che è Cannella che la viene a prendere?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Noi ebbimo appuntamento nel paese di Misilmeri.
Da lì, venne a prenderci il Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei, insieme a chi era?
IMPUTATO Grigoli: A Giacalone, se non erro.
PUBBLICO MINISTERO: Cannella era quindi la persona che sapeva dove portarvi?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì. Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, prego, continui nel suo racconto.
Quindi, la viene a prendere, vi date appuntamento nel paese e andate in questo villino.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lì ci trova gli altri...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come avviene che arrivano anche le persone che ha...
IMPUTATO Grigoli: Gli altri, man mano, andavano arrivando sempre per non creare troppa confusione, capisce lei, che c'era latitante lì Giuseppe Graviano. Quindi non è che arrivavamo tutti assieme, facevamo una sorta di confusione.
Pian piano arrivavano i primi due, poi altri, e...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Grigoli: E qui, prima si parlò del più e del meno, poi si parlò di questa cosa, di questo progetto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in quella riunione furono prese decisioni di carattere concreto, operativo, oppure si parlò genericamente di realizzare questo attentato?
IMPUTATO Grigoli: Si parlò genericamente. Poi si preparò il tutto e poi partimmo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, vediamo com'è che avviene questa preparazione in concreto, di questo attentato.
Innanzitutto bisogna che lei specifichi una cosa, quando venite messi al corrente, diciamo, dell'obiettivo: Stadio...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era stato indicato anche in quale città questo attentato doveva essere fatto?
IMPUTATO Grigoli: Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Punto secondo: l'obiettivo dell'attentato era un obiettivo determinato?
Lei ha parlato poco fa di carabinieri, poliziotti, ecco, vuol spiegare un pochino meglio?
IMPUTATO Grigoli: Dovevamo colpire le Forze dell'Ordine.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Si disse in quella sede con quali mezzi doveva essere attuato questo attentato?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Si doveva piazzare dell'esplosivo dentro un'automobile e piazzarla nei pressi dello Stadio, all'interno dello Stadio, dove erano soliti passare i poliziotti. E quindi, di conseguenza, poi fare esplodere la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, l'obiettivo era quello di uccidere...
IMPUTATO Grigoli: Sì, i poliziotti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
PRESIDENTE: O i carabinieri.
IMPUTATO Grigoli: O carabinieri, sì. Forze dell'Ordine, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco vuol spiegare come si passa da questa fase, diciamo così, chiamiamola di progetto, alla concreta esecuzione?
Ecco, chi...
PRESIDENTE: Possiamo fare una domanda, per cortesia? Perché almeno si possa andare avanti senza dover tornare indietro.
Mi pare che lei abbia parlato delle persone alle quali Giuseppe Graviano comunicò questo programma di azione.
Ma poi ha detto la riunione vi fu notiziata da Mangano: 'e siamo stati attesi da Cannella che ci accompagnò nel villino'.
alla riunione, parteciparono anche Mangano e Cannella? O sono due persone che hanno avuto un ruolo esterno?
IMPUTATO Grigoli: No, Mangano non partecipò alla riunione.
Mangano mi comunicò, adesso non mi ricordo se l'indomani, o... Comunque mi comunicò il giorno.
PRESIDENTE: Sì.
IMPUTATO Grigoli: In cui ci doveva essere questa riunione. E neanche il motivo di questa riunione.
PRESIDENTE: E non ha partecipato.
IMPUTATO Grigoli: No.
PRESIDENTE: E, invece, Cannella?
IMPUTATO Grigoli: Cannella, nemmeno partecipò.
PRESIDENTE: Fece soltanto da accompagnatore sul luogo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Prego, andiamo avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, avevo chiesto, Grigoli, di riferire...
IMPUTATO Grigoli: Anche perché, scusi, poi spiegherò il motivo per cui Cannella non partecipò a questa riunione.
PRESIDENTE: Lo può spiegare subito, se vuole.
PUBBLICO MINISTERO: Lo può spiegare...
IMPUTATO Grigoli: Ecco, perché Cannella fu uno di quelli che cominciò a partecipare nelle stragi, però ci fu un problema: che vennero a lamentarsi del modo in cui svolgeva le operazioni il Cannella.
Allorché, dopo queste lamentele fatte dal Giuliano, il Lo Nigro, ed altri, di conseguenza poi, Giuseppe Graviano, tolse da questo gruppo il Cannella e inserì lo Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ecco, su questi punti poi, magari, ci torneremo più avanti.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Su questo punto specifico.
Le chiedevo: da questa riunione, lei ha detto che eravate presenti oltre a lei stesso e a Giuseppe Graviano, Spatuzza, Lo Nigro, Giacalone e Giuliano.
Si ricorda se c'era qualcun altro?
IMPUTATO Grigoli: Mah, non mi ricordo se ci fu il Benigno anche, alla riunione.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta com'è che incominciò, per così dire, l'organizzazione, diciamo, sul campo di questo attentato?
IMPUTATO Grigoli: Per quanto riguarda l'aspetto...
PUBBLICO MINISTERO: Operativo, diciamo.
IMPUTATO Grigoli: Ecco. Per quanto riguarda l'organizzazione di questo progetto, io non ne presi parte. Cioè, io presi parte, dovevo prenderne parte materialmente. Loro hanno preparato tutto loro. Non so adesso chi andò prima a Roma...
Cioè, io mi ricordo che noi poi partimmo: io, Giaca... io... Stiamo parlando per lo Stadio, quindi partimmo: io, Giuliano Francesco e Lo Nigro Cosimo in treno; Giacalone Luigi siccome salì la macchina come le ho detto, la Lancia Thema, e lì andammo a trovare lo Spatuzza e il Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, su questo spostamento, lei, Lo Nigro e Giuliano vi spostate in treno. Poi, lei ha detto: Giacalone venne su con una Lancia Thema.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era, lei sembrava... da come ha detto ora, che l'avesse già detto, in realtà non l'ha detto. Allora lo spieghi: era la macchina, questa Thema, che doveva, per così dire, essere utilizzata come autobomba?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Si era pensato di usare una Lancia Thema per imbottirla di esplosivo.
Allorché, chiaramente quando una macchina viene caricata - nel baule, no? - questa macchina si abbassa. E quindi, di conseguenza è più... cioè, c'è questa possibilità di notare questa macchina posteggiata che è caricata.
Allora, siccome Giacalone Luigi come attività faceva il meccanico e quindi era bravo nel... si premurò di fare degli spessori negli ammortizzatori della macchina, quanto si alzasse, per evitare che quando veniva caricata non fosse bassa. Cioè, veniva al livello normale.
Quindi fece questo... preparò, per lo meno, questa macchina. Non però che l'abbassò lì a Palermo. Perché di conseguenza una volta che poi veniva trasportata perché fu... questa macchina fu, si traghettò.
Quindi si notava che era più alta, al contrario.
Quindi la preparò e poi lì a Roma mise gli spessori, quando nel momento in cui bisognava caricarla.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questo lavoro venne fatto in due fasi: una parte a Palermo e una parte...
IMPUTATO Grigoli: Una parte a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: ... una parte a Roma.
Magari sulla Thema, poi...
IMPUTATO Grigoli: Più che altro a Palermo, vede, ci fu cancellato... tolte prima innanzitutto tutte le varie matricole che ci stanno dentro le macchine. Perché di conseguenza quando esplodeva, e si trovava qualche matricola, cioè qualche traccia che questa macchina era palermitana.
Quindi, di conseguenza, erano stati i palermitani.
Quindi questo tipo di ruolo, questo tipo di lavoro si fece a Palermo: levare le varie matricole, cambiare i numeri di matricola del motore, tutte queste cose qui in sostanza.
E lì, poi, si finì il lavoro degli spessori nell'ammortizzatore.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Grigoli, dato che ormai lei ha detto già qualcosa di questa macchina, se vogliamo completare il discorso.
Lei ha detto: vennero tolti i dati, le matricole della macchina.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era una macchina, che provenienza aveva ecco, questa autovettura?
IMPUTATO Grigoli: Rubata era.
PUBBLICO MINISTERO: Era rubata. Era stata rubata... Mi scusi, era stata rubata a Palermo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, credo di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sa chi l'aveva rubata questa macchina?
IMPUTATO Grigoli: No, non ricordo chi fu a rubare questa macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dire chi erano le persone che normalmente, per così dire, si occupavano dei furti di auto?
IMPUTATO Grigoli: Se ne interessava Giacalone perché più che altro la conoscenza di queste persone che erano solite a rubare le macchine, era il Giacalone che aveva queste conoscenze.
Mah, i soliti erano: lo stesso Trombetta Agostino che si premurava di portare macchine rubate, e c'era tanti, non è che mancava chi potesse rubare le macchine a Palermo. Perché, purtroppo a Palermo...
PUBBLICO MINISTERO: No, diciamo delle persone più vicine a voi, ecco, Grigoli. So che ce n'è tanti.
IMPUTATO Grigoli: Sì, se ne occupava comunque Giacalone. C'era un certo Dragna che rubava le macchine, anche lo stesso Pietro Romeo era uno di quelli che sapeva rubare le macchine ed altri. C'era un certo Alaimo...
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Lei, le chiedo, questa macchina la vide a Palermo lì da Giacalone?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dove?
IMPUTATO Grigoli: Nell'autosalone quando lui la preparava.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, era una macchina rubata, vennero tolti i numeri di matricola e...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... come viaggiò questa macchina, ecco...
IMPUTATO Grigoli: Poi...
PUBBLICO MINISTERO: ... ha detto si è imbarcata.
IMPUTATO Grigoli: ... poi siccome bisognava essere imbarcata e quindi si ci montarono delle targhe di un'altra vettura cosiddetta pulita.
PUBBLICO MINISTERO: Sa questa vettura pulita...?
IMPUTATO Grigoli: Era di un'altra Lancia Thema, se non ricordo male le targhe erano di un'altra Lancia Thema pulita.
PUBBLICO MINISTERO: Pulita. Senta, non abbiamo detto il colore di questa Thema. Se lo ricorda?
IMPUTATO Grigoli: Scura era, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Il colore non riesce a...?
IMPUTATO Grigoli: Credo verde metallizzato, qualcosa del genere. Verde scuro metallizzato.
PUBBLICO MINISTERO: Verde scuro metallizzato.
Senta, lei ha detto: questa macchina venne imbarcata. Ho capito bene?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi venne messa sulla nave?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha anche detto poco fa che questa macchina la portò su Giacalone.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando vi spostaste.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, lo faccio per riprendere il filo del discorso, lei ha fatto riferimento, dice: andammo a Roma e lì trovammo...
Ecco, chi trovaste a Roma?
IMPUTATO Grigoli: Allora quando partimmo, partimmo come dicevo poco fa: io, Giuliano Francesco e Lo Nigro Cosimo in treno.
Arrivammo lì alla stazione di Roma e credo che prendemmo, sì, prendemmo l'autobus. Perché vede, io siccome ho partito due volte, per lo Stadio e per Contorno, posso fare confusione. Però, credo che fu per lo Stadio che prendemmo l'autobus. Perché da questo avevo capito che loro erano bravi, cioè erano a conoscenza delle varie vie di Roma.
E andammo in un bar, in questo bar poi venne a prenderci credo lo Scarano, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, scusi Grigoli.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Avevate fissato, concordato? Questo Scarano come lo conosceva lei, ecco, come avete fatto a individuare Scarano come persona a cui appoggiarvi?
IMPUTATO Grigoli: Non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome lei sta dicendo: poi, a Roma ci venne a prendere Scarano...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... in questo bar. Ecco, Scarano era persona che era conosciuta a lei, era conosciuta a qualcuno degli altri?
IMPUTATO Grigoli: Sì, io l'avevo conosciuto anche se non avevo avuto rapporti già a Palermo, lo Scarano. Venne nell'autosalone un giorno. E venne a prenderlo Fifetto Cannella.
Quindi, quella fu la prima volta che vidi lo Scarano.
Comunque poi venne a prenderci, come dicevo, lo Scarano e ci portò in un appartamento. Lì trovammo lo Spatuzza e il Benigno.
Però in questo appartamento, noi ebbimo problemi. Perché la portiera si era incuriosita di questo movimento di uomini, già erano arrivati i primi due, arrivarono... arrivammo noi tre e quindi di questa cosa questa signora un pochettino si allarmò. E fece delle domande un po' strane, era incuriosita dalla cosa.
Quindi, poi noi decidemmo di andare via da qui. Non ricordo se fu quando arrivò Giacalone che lo portò lo Scarano. Insomma venne lo Scarano e andammo via e ci portò in un altro appartamento.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, precisiamo una cosa: innanzitutto quando Scarano lo incontrate a Roma, si ricorda che macchina aveva?
IMPUTATO Grigoli: Un'Audi blu.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Punto secondo: vi portò direttamente in questo appartamento dove ci fu questa discussione con la portiera?
IMPUTATO Grigoli: C'è sempre lo stesso... non ricordo se fu quando fu per lo Stadio o per Contorno, che lui prima di portarci in questo appartamento si fermò al Tribunale perché aveva un problema di suo figlio, dice: 'cinque minuti e torno'. Andò in Tribunale a parlare con l'avvocato, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda cos'era questo problema del figlio?
IMPUTATO Grigoli: Mah, c'erano discorsi di ospedale... Non lo so adesso, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma c'era un problema legale?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era...
IMPUTATO Grigoli: Il figlio era arrestato, detenuto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, era arrestato, detenuto.
E si parlava di qualcosa che aveva a che fare con l'ospedale per questo ragazzo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi...
IMPUTATO Grigoli: Per avere la detenzione ospedaliera, qualcosa del genere. Non mi ricordo comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Allora, andati in questo appartamento, lei ha detto: lì ci trovammo già Benigno e Spatuzza.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Giacalone arrivò poco dopo? Come fece a trovarvi Giacalone lì?
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo se arrivò in questo appartamento e quindi dopo le lamentele della portiera, di conseguenza ci spostammo in un altro appartamento, o arrivò addirittura nell'altro appartamento.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma questo appartamento se lo ricorda in quale zona di Roma era?
IMPUTATO Grigoli: No, la zona non glielo so dire.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda che tipo di palazzo? Era un appartamento a un piano basso, a un piano alto?
IMPUTATO Grigoli: No, era credo all'ultimo piano addirittura. Forse il settimo o qualcosa del genere. Comunque era l'ultimo piano, mi ricordo che la porta era salendo, a destra.
Si entrava, c'era un cucinino a sinistra, un corridoio... Non sono stato molto in questo appartamento, questione di ore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, infatti ha prevenuto una mia domanda. Stavo chiedendo: quanto tempo durò questa sua permanenza in questo appartamento?
IMPUTATO Grigoli: Poco, poco, questione di ore. Anche perché già la portiera si era lamentata con loro, con lo Spatuzza e con il Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi, voglio dire, ma fu questo chiamiamola discussione, scontro, come meglio le pare, questo fatto che vi fece prendere la decisione di lasciare questo appartamento?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E che cosa accadde dopo questa discussione?
IMPUTATO Grigoli: Che fummo portati in un'altra villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, "fummo portati" da chi?
IMPUTATO Grigoli: Se non ricordo male, lo Scarano stesso. Comunque c'erano delle persone che erano solite essere vicino allo Scarano, quindi non ricordo se venne lo Scarano insieme a un'altra persona che questa persona sarebbe, in sostanza, l'intestatario dell'affitto di quest'appartamento.
Perché poi lo stesso Scarano si lamentò con questa persona nel dire: 'insomma, perché ci sono questi problemi, qual è il problema?'
Dice: 'mah, problemi non ce ne dovrebbero essere perché io pago regolarmente l'affitto, quindi non vedo quali problemi ci sono con la portiera. Adesso chiamo l'avvocato, glielo dico, li denuncio'. Addirittura parlava di denunciarli.
PUBBLICO MINISTERO: Denunciava la portiera?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e di questa persona si ricorda qualcosa di...
IMPUTATO Grigoli: Cosa, scusi, che mi stranizzò sentire questo. Perché nel nostro ambiente non esistevano queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, non esistevano?
IMPUTATO Grigoli: Il fatto di parlare di denunzia. Dissi: 'ma insomma, qui in che mani siamo?'
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, di questa...
IMPUTATO Grigoli: Mi fece pensare questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Di questa persona di cui lei sta parlando, questa era la persona che era, che aveva la disponibilità di quest'appartamento?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma capì che rapporti c'erano con Scarano? Fra queste persone e Scarano?
IMPUTATO Grigoli: Rapporti buoni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può spiegare, se se lo ricorda, come fece Scarano a chiamare questa persona?
IMPUTATO Grigoli: Di nome?
PUBBLICO MINISTERO: No, a chiamare, a contattarla per fargli presente questo problema.
IMPUTATO Grigoli: Ma, credo telefonicamente. Sicuramente, telefonicamente.
PUBBLICO MINISTERO: E questa persona venne lì in quest'appartamento?
IMPUTATO Grigoli: Adesso questo volevo collocare io, però non mi ricordo bene se venne lì o lo incontrai nell'altro appartamento o se addirittura, si promise anche di riaccompagnarci nell'altro appartamento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma di questa persona si ricorda anche il nome?
IMPUTATO Grigoli: Ma, credo Alfredo.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda che macchina aveva questa persona in questa occasione?
IMPUTATO Grigoli: Se non ricordo male, un Mercedes bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda anche il tipo di Mercedes?
IMPUTATO Grigoli: 190 credo.
PUBBLICO MINISTERO: E questo Alfredo, lei poi ha più avuto modo di sentirne parlare oltre che per il fatto di questo spostamento di casa, sa se qualcuno dei suoi amici ha avuto rapporti, per quale motivo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, poi Giacalone continuò, credo che fosse questa la persona che continuava a avere rapporti con questa persona per questioni di macchine, gli vendette delle macchine. Storie di macchine comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in particolare?
IMPUTATO Grigoli: Questo si premurava di dare delle macchine a Giacalone e Giacalone le portava a Palermo per venderle.
Anche perché c'era un fatto, che ho capito io, se non erro, questo Alfredo doveva dei soldi allo Scarano e quindi lo Scarano gli diceva: 'va beh, dagli le macchine, li vende'.
E lui li vendeva e faceva avere i soldi allo Scarano.
Chiaramente aveva i suoi utili Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei questa storia di macchine, come l'ha saputa Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Dallo stesso Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e...
IMPUTATO Grigoli: Anche una FIAT Uno targata Roma lui... di questa provenienza lui ebbe.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, magari su questo discorso delle macchine, ci possiamo tornare.
Comunque questo Alfredo era la persona che, per così dire, aveva questo appartamento dove c'era stato la discussione con la portiera, era quella stessa persona che aveva avuto queste storie di macchine. Ecco, che cosa succede dopo la discussione della portiera e l'intervento di questo Alfredo?
IMPUTATO Grigoli: Andammo in un altro appartamento, una villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ricorda dov'era questa villetta?
IMPUTATO Grigoli: Mah, io credo che era una zona marittima.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo... in zona marittima, dove?
IMPUTATO Grigoli: No, non mi ricordo dove fosse quella località.
PUBBLICO MINISTERO: Ma siamo lontani, vicini a Roma?
IMPUTATO Grigoli: No, vicini a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Vicino a Roma.
Ecco, e che cosa succede una volta che vi spostate in questo villino?
IMPUTATO Grigoli: Poi in questo villino arrivò Giuseppe Graviano. Parlò con... venne pure lo Scarano, parlò in disparte con lo Scarano e con lo Spatuzza.
Poi lui venne a dire che, siccome eravamo in troppi, non era il caso di rimanere tutti lì. Perché almeno due di noi potevano anche scendersene a Palermo, che non c'era motivo di stare tutti per commettere questo tipo di operazione.
E si decise di scendere io e Giuliano Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho bisognio di qualche dettaglio, mi scusi Grigoli.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Andaste tutti quelli che eravate nell'appartamento, chiamiamolo di Alfredo, dove succede la discussione con la portiera, vi trasferiste tutti in questo villino, in questa zona di mare?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, eravate chi?
IMPUTATO Grigoli: Io, Giacalone, Lo Nigro, Benigno, Giuliano Francesco e lo Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le chiavi di questo villino al mare?
IMPUTATO Grigoli: Lo...
PUBBLICO MINISTERO: Lo ricorda?
IMPUTATO Grigoli: Lo Scarano, credo.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lo aprì lo Scarano questo posto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E dall'appartamento, diciamo, di città, di Roma a questo villino, come vi spostaste?
IMPUTATO Grigoli: Questo è un punto dove io non so mettere a fuoco, non me lo ricordo bene.
Comunque, lo Scarano sicuramente c'era. Se c'erano altri, questo non lo so precisare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Grigoli: Se fece più di un viaggio, magari. Non mi ricordo questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, due dati temporali: quando succede la discussione con la portiera e quando poi arrivate in questo villino, si ricorda se era giorno, se era notte?
IMPUTATO Grigoli: Di giorno.
PUBBLICO MINISTERO: La discussione è di giorno.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E al villino ci andate in giornata stessa?
IMPUTATO Grigoli: Sì, in giornata stessa.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Ecco, quand'è, posto che abbiamo dato questa indicazione, quand'è che arriva... Lei ha detto: 'poi arrivò Giuseppe Graviano'.
Ecco, ci può dire qualcosa di più specifico sull'arrivo di Giuseppe Graviano in questo villino, chi ce lo portò, chi lo accompagnò, come arrivò?
IMPUTATO Grigoli: Mah, fu... la stessa sera o l'indomani comunque.
Arrivò lì e... tutti assieme sentimmo rumore di auto, dice: 'c'è Giuseppe'. Quindi io non mi affacciai per vedere chi ci fosse con lui.
Come ho già detto, prima parlò con lo Scarano, poi con lo Spatuzza, poi ebbimo a parlare di questa cosa che eravamo in troppi e che due di noi potevano anche scendere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto: 'mi affacciai e vidi'. Cosa vide, se lo ricorda...?
IMPUTATO Grigoli: No, mi affacciai. Ci fu un rumore di macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
IMPUTATO Grigoli: Ci fu chi si affacciò e disse: 'c'è Giuseppe'. Io non mi affacciai, dissi, quindi non vidi chi...
PUBBLICO MINISTERO: Con chi era arrivato.
IMPUTATO Grigoli: ... con chi arrivò, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questa presenza a Roma di Giuseppe Graviano, ecco, lei ne seppe poi di più su com'era venuto a Roma, su chi...
IMPUTATO Grigoli: Era venuto, poi seppi che era venuto con Tutino Vittorio.
PUBBLICO MINISTERO: Com'è che fece a sapere che era venuto con Tutino Vittorio?
IMPUTATO Grigoli: Me lo comunicò lo Spatuzza. Quindi, di conseguenza, gliel'aveva comunicato Giuseppe Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma Tutino Vittorio venne lì alla villetta o era da qualche altra parte?
IMPUTATO Grigoli: No. Addirittura, se non ricordo male, aspettava alla stazione, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: E questo lei lo sentì dai discorsi che facevano Graviano e Spatuzza?
IMPUTATO Grigoli: No, me lo disse lo Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Glielo disse Spatuzza.
Ecco, spieghi ora un pochino cosa vi disse Giuseppe Graviano.
IMPUTATO Grigoli: Mi venne a dire proprio, cioè, dice: 'è inutile che ve ne state tutti qua, non è il caso di stare tutti. Era un'operazione che si poteva fare anche con meno persone, quindi due potete anche scendere'.
E si decise di scendere io e Giuliano Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e rispetto a questa comunicazione da parte di Giuseppe Graviano, questo rientro a Palermo fu immediato oppure che altro?
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo se fu l'indomani o dopo due giorni. Non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cosa accadde durante questa sua permanenza in questo villino? Innanzitutto le chiedo: complessivamente quanto c'è rimasto in questo villino lei personalmente?
IMPUTATO Grigoli: Quattro giorni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cosa accadde durante la sua permanenza nel villino? Ovviamente prima che lei rientrasse poi, a Palermo.
IMPUTATO Grigoli: Non ricordo se fu lo stesso giorno che noi dovevamo partire, io e Giuliano, e quindi di conseguenza venne a prenderci lo Scarano. Passammo dal deposito che lo Scarano aveva disponibile un deposito, adesso non so se vendevano bibite o cose del genere all'ingrosso.
In questo deposito io notai la Lancia Thema. La Lancia Thema che Giacalone, Benigno e lo Spatuzza insieme a Lo Nigro stavano preparando.
Stavano preparando... Benigno, più che altro, si interessava sul fattore elettrico, telecomando, tutto quanto quello che riguarda l'elettricità.
Giacalone stava preparando gli ammortizzatori, gli spessori.
Stavano lavorando sulla macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo lavoro si ricorda dove era fatto? Lei ha detto: in questo deposito di bibite...
Ecco ci spieghi un pochino com'è che lei ci andò, per quale motivo, chi ce lo portò in questo deposito di bibite?
IMPUTATO Grigoli: Come le ho detto poco fa, se non ricordo male, fu lo stesso giorno che lo Scarano ci doveva accompagnare alla stazione. E passammo dal deposito prima. Capisce?
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lì c'erano... allora, lei e Giuliano stavate rientrando...
IMPUTATO Grigoli: Sì, perché loro già... Noi dovevamo scendere io e Giuliano.
Loro di mattina, prima, erano andati via per cominciare a preparare l'operazione.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: E quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi andò in questo luogo. Fu Scarano a dirgli che aveva questo interesse in questo deposito di acque, di bibite...?
IMPUTATO Grigoli: Mah, più che altro passammo di lì per salutare, credo. Stavamo scendendo noi.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Quindi ci trovò dentro, in questo posto, ecco, fuori, dentro, dove? Se lo ricorda?
IMPUTATO Grigoli: Dentro il capannone c'è un piazzale lì, poi si entra dentro un capannone. Però non c'erano, non era operativo questo deposito, non c'era nessuno che lavorava lì. Forse perché sarà stato di sabato. Comunque quel giorno quando io andai lì, non c'era nessuno dei...
PUBBLICO MINISTERO: Non si svolgeva attività lavorativa in quel giorno?
IMPUTATO Grigoli: Sì, attività lavorativa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può descrivere cosa vide? Lei ha detto: c'erano Giacalone e Benigno.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa stavano facendo?
IMPUTATO Grigoli: Gliel'ho detto: Giacalone stava preparando, lavorava dentro la bauliera perché gli ammortizzatori... dentro gli ammortizzatori, che si smontano dal di dentro della bauliera.
Era lì che lavorava. Adesso specificatamente quello che stava facendo, stava smontando gli ammortizzatori, qualcos'altro io non lo so dire. Comunque stava lavorando lì.
Invece il Benigno stava facendo delle prove con delle lampadine, azionava il telecomando, se arrivava l'impulso in sostanza.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, c'aveva un telecomando e poi c'erano delle lampadine?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei vide che s'accendevano queste lampadine?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vide altro in... voglio dire, è una domanda, gliela faccio perché mi sembra doveroso.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La Thema che lei vide lì al capannone delle acque, del deposito, è quella stessa che lei aveva visto a Palermo nell'autosalone di Giacalone?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'era qualche fatto particolare per cui poteva essere sicuro che si trattava della stessa macchina?
IMPUTATO Grigoli: Fatto particolare, no. Io conoscevo la macchina, la rividi lì.
Ci fu un fatto che per salire questa macchina e per non dare sospetti, perché questa macchina essendo... non c'era lo scontrino del portabollo e assicurazioni e ci fu montato uno scontrino con delle cose fasulle.
Però, Giacalone aveva commesso l'errore di prendere il portabollo del Mangano Antonino.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, dell'agenzia?
IMPUTATO Grigoli: Dell'agenzia, sì, di Mangano. Cosa grave questa perché nel momento in cui questa macchina saltava in aria, si poteva anche trovare questo portabollo e di conseguenza, arrivare al Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ci fu una discussione, poi, per questo fatto?
IMPUTATO Grigoli: Sì, non ricordo chi fu, chi se ne vantò di questo, dice: 'se non era per me che vedevo il portabollo'... Quel giorno stesso che io ero dentro il capannone. Non ricordo se fu lo Spatuzza...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: ... che si lamentò di questa leggerezza di Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e si trattenne a lungo lei, per salutare, diciamo così, Giacalone, Benigno; poi lei ha fatto cenno, c'era anche Spatuzza?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Non mi ricordo, un'oretta, due.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dopodiché fece rientro a Palermo?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In treno?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, si ricorda qualche altra cosa di questo deposito? lei ha detto: c'era un piazzale e poi c'era un capannone.
Ecco, si ricorda se nel piazzale c'era qualche...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... cosa di particolare?
IMPUTATO Grigoli: Mi ricordo di un furgone posteggiato lì dentro. Non proprio... dentro lo spiazzale credo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome, Grigoli, stiamo parlando di autobombe, di macchina. Quando lei va a salutare i suoi amici, vide anche l'esplosivo che doveva far saltare questa macchina?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Era collocato dentro la macchina, momentaneamente, perché il Giacalone stava lavorando nel baule. L'esplosivo doveva essere collocato nel baule.
PUBBLICO MINISTERO: Il Giacalone stava facendo quel lavoro agli ammortizzatori, lei ha detto.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta e ci può dire cosa vide dietro il sedile della macchina?
IMPUTATO Grigoli: L'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, com'era fatto?
IMPUTATO Grigoli: Mah, noi eravamo soliti chiamare parmigiani, perché assumevano questa forma. Questa forma si assumeva dato l'operazione che si svolgeva e che io partecipai anche nel confezionamento dell'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora su questo confezionamento le farò delle domande più specifiche.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io volevo intanto che lei dicesse alla Corte cosa vide. Lei ha detto li chiamavate parmigiani per la forma che assumevano...
IMPUTATO Grigoli: Sì, per la forma che assumevano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quant'erano queste forme di parmigiano, lì nella Thema sul sedile?
IMPUTATO Grigoli: Credo tre.
PUBBLICO MINISTERO: E' in grado di dire anche che peso potevano avere queste tre forme di parmigiano?
IMPUTATO Grigoli: Mah, potevano svariare da una forma all'altra, se forma si può chiamare. Perché all'incirca andavano sui 60-70 chili ciascuno, quindi intorno ai 200 chili.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Lei ha detto: 'io ho partecipato alla preparazione di queste forme'.
Lei ce ne sta parlando ora per la prima volta, dicendo di averle viste a Roma. Ecco, ci spieghi un pochino com'è che erano state preparate queste forme e dove.
IMPUTATO Grigoli: Mah, questo esplosivo arrivava sotto forma di pietra. Veniva macinato fino a farlo diventare fine, in polvere. Dopo di ciò veniva raffinato, pesato e messo dentro sacchi di spazzatura, quelli grandi. Veniva poi legato, veniva fatta uscire l'aria che c'era dentro i sacchi, perché doveva venire compressato; cioè, veniva legato strettamente molte volte per, proprio, compressarlo: fino a farlo diventare duro. Poi veniva nastrato.
PUBBLICO MINISTERO: "Nastrato" intende nastro da...
IMPUTATO Grigoli: Nastro adesivo, quello per imballaggio, quello largo.
PUBBLICO MINISTERO: Il classico nastro da imballaggio.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto veniva serrato, veniva stretto.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come veniva stretto, direttamente con questo nastro, oppure con qualche...
IMPUTATO Grigoli: No, prima con delle corde, cioè ci si metteva della forza, proprio stretto in maniera tale che uscisse fuori tutta l'aria, tipo come quando avviene una cosa sottovuoto, no?
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e che tipo di corde venivano utilizzate per far questo lavoro?
IMPUTATO Grigoli: Corde di spessore circa 5 millimetri. Veniva proprio... quasi quasi non si vedeva più, il sacchetto, da quante volte veniva passata la corda; perché veniva passata in tutte le parti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a questa operazione lei ha partecipato personalmente?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci vuol dire dove è avvenuta questa operazione?
IMPUTATO Grigoli: Questa operazione avveniva in via Corso dei Mille Guarnaschelli. C'era, lì, un capannone dove noi avevamo la disponibilità, di questo capannone.
Io, all'epoca, mi ricordo addirittura che me lo affittai io, che si lavorava con delle sigarette di contrabbando e lavoravamo lì le sigarette. E di conseguenza fu utilizzato anche per fare questo tipo di lavoro.
Però, loro avevano cominciato già prima - perché come ho già detto, per quanto riguarda le stragi io non ho partecipato - loro già avevano cominciato prima a lavorare l'esplosivo per le stragi in una casetta di disponibilità di Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi un attimino meglio questa sua affermazione. Poi, ovviamente, anche su questi luoghi ci vorrò tornare un pochino più in dettaglio.
IMPUTATO Grigoli: Io posso fare questa affermazione perché, quando cominciai a preparare... quando cominciai a far parte di questo lavoro, andammo a prendere l'esplosivo, gli attrezzi e tutto in questo magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Questo magazzino quale?
IMPUTATO Grigoli: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto "in questo magazzino". Siccome lei ha indicato...
IMPUTATO Grigoli: Il magazzino quello che era in disponibilità del Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi un pochino meglio alla Corte che cos'era questo magazzino in disponibilità di Nino Mangano.
IMPUTATO Grigoli: Prima era un rudere, una casetta vecchia; molto vecchia, indisabitabile. Veniva usata più che altro perché lì si lavoravano gli ortaggi e quindi venivano lì a portare, a conservare gli attrezzi i contadini, anche le varie cassette degli ortaggi. Veniva usata per questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Questo luogo, questa...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo magazzino si trovava vicino, lontano dalla casa di abitazione di Mangano?
IMPUTATO Grigoli: All'incirca 30-40 metri.
PUBBLICO MINISTERO: In che luogo di Palermo siamo?
IMPUTATO Grigoli: Sempre in Corso dei Mille Guarnaschelli, però questo è un vicolo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, finora lei ha indicato un luogo, che sarebbe questo deposito che lei aveva in affitto, dove ci tenevate le sigarette di contrabbando.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E queste casette, questo rustico dov'era stato lavorato quest'altro esplosivo.
Lei ha detto: 'sono andato a prendere le mazze'. Spieghi un attimino in che circostanze, in quali occasioni, perché era andato a fare questo lavoro.
IMPUTATO Grigoli: Mah, me lo comunicò Nino Mangano. Mi disse: 'senti, ci sono i ragazzi che hanno bisogno di una mano'. Io non sapevo cosa si doveva fare. Però quando poi cominciai a fare questo tipo di operazioni, capii che non è che era farina per fare il pane, quella. Però, siccome io non ero uno di quelli curiosi, uno di quelli che andava, chiedeva o domandava...
Però, per esserne certo, che fosse esplosivo - perché l'avevo capito - dissi al Lo Nigro, perché vedevo che era lui il più pratico della cosa, gli dissi: 'mah, posso fumare, eventualmente?'. Lui mi ebbe a dire: 'sì, però stiamo sempre attenti'.
Quindi, da questo ebbi conferma che era esplosivo.
PRESIDENTE: Ma si può sapere come si presentava, quando lei l'ha...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, ci stavo arrivando.
Quand'è che lei vede per la prima volta questo esplosivo?
Lei ha detto: "era in pietra".
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi quand'è che lo vede per la prima volta e in quale forma si presentava questo esplosivo.
IMPUTATO Grigoli: la prima volta io lo vidi quando andammo a prendere questa attrezzatura in questa casetta di disponibilità di Nino Mangano. Lì prendemmo l'attrezzatura e c'erano alcuni sacchi di iuta contenenti queste pietre.
Ecco, quella fu la prima volta che io vidi, e mi si presentò sotto forma di pietra.
PUBBLICO MINISTERO: Pietra?
IMPUTATO Grigoli: Pietra, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di che grandezza?
IMPUTATO Grigoli: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Che grandezza avevano queste pietre?
IMPUTATO Grigoli: Erano svariate misure; potevano essere piccoline, come potevano essere anche di 40-50 centimetri di circonferenza, cioè di diametro. Cioè, la pietra si presenta in diverse forme. Tipo pezzi di roccia, non so come spiegarlo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: E che colore avevano?
IMPUTATO Grigoli: Erano sul giallastro, rossiccio.
PUBBLICO MINISTERO: 'La prima volta' - lei ha detto - 'andai a prendere questi sacchi di iuta, che si presentavano bagnati, con queste pietre dentro...'
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: '... e l'attrezzatura'.
Cos'era questa attrezzatura?
IMPUTATO Grigoli: Erano le mazze - adesso non so come si chiamano - per raffinare; la rete bucherellata, non so come si chiama, non mi viene come si chiama...
PUBBLICO MINISTERO: Il setaccio.
IMPUTATO Grigoli: Setaccio, sì. I setacci, i sacchetti, le mazze, le corde, i nastri, questo intendo per attrezzatura.
PUBBLICO MINISTERO: Tutta questa attrezzatura si trovava in questo magazzino di Mangano?
IMPUTATO Grigoli: Sì, e anche la bilancia.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, tutta questa attrezzatura si trovava in questo rudere...
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... in questo rustico di Mangano.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì. Perché poi venni a sapere che qui lavoravano, loro, l'esplosivo.
PRESIDENTE: Lavoravano...?
PUBBLICO MINISTERO: L'avevano già lavorato?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Avevano già lavorato.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, chi eravate quando siete andati a pigliare queste attrezzature e questi sacchi di iuta contenenti queste pietre? Chi c'era andato a prenderli?
Lei ha detto: 'Nino Mangano mi disse: c'è bisogno di dare una mano...' o qualcosa del genere.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Chi erano gli altri a cui lei dette questa mano?
IMPUTATO Grigoli: Nino Mangano, io e uno di loro, adesso non ricordo se venne Lo Nigro, lo Spatuzza. Non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco....
IMPUTATO Grigoli: Pren... Sì? Prendemmo l'attrezzatura e la portammo in questo capannone.
PUBBLICO MINISTERO: Come venne trasportata questa attrezzatura?
IMPUTATO Grigoli: No, in macchina: nel baule della macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Compreso anche i sacchi di iuta?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Non erano tanti, perché doveva arrivare l'altro materiale.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, questa roba la portaste in questo magazzino, lei ha detto, in questo dove lei ci contrabbandava le sigarette.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci teneva...
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... le sigarette.
IMPUTATO Grigoli: E lì cominciammo a lavorarlo. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ed è la prima volta che lei vede questo esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questa operazione lì in questo deposito, chiamiamolo deposito delle sigarette, lei la prima volta la compie lì?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e si ricorda cosa... Quale tipo di operazione lei ha fatto, ce l'ha detto. L'attrezzatura che venne utilizzata in questa occasione furono quelle mazze oppure ci furono altri attrezzi?
IMPUTATO Grigoli: No. Dopo si cercò di fare - siccome per rompere tutte queste pietre perché si usavano quelle mazze, quelle grandi, che sono pesanti; cioè, per uno che non è pratico è abbastanza faticoso - quindi si pensò di usare delle molazze, quelle che usano per fare la calce. Capisce quali sono?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io l'ho capito.
IMPUTATO Grigoli: E cominciammo a usare queste molazze. La pietra veniva frantumata da queste molazze.
PUBBLICO MINISTERO: Questo attrezzo come ve lo siete procurato?
IMPUTATO Grigoli: Ce lo procurò credo Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Dove, lo sa?
IMPUTATO Grigoli: Siccome loro avevano, hanno un deposito di materiale edile, credo che fosse, la provenienza, di questo deposito.
PUBBLICO MINISTERO: Lo sa di chi è questo deposito di materiale edile?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
IMPUTATO Grigoli: Giacomino Vaccaro. Per lo meno del padre, dei Vaccaro.
PUBBLICO MINISTERO: E questo Giacomino Vaccaro, rispetto a Mangano cos'è? Un amico, un parente.
IMPUTATO Grigoli: E' suo cognato.
PUBBLICO MINISTERO: Suo cognato in quanto? Lo sa per quale motivo, da quale parte, diciamo, era cognato del Mangano?
IMPUTATO Grigoli: Nino Mangano è sposato con la sorella di Giacomino Vaccaro.
PUBBLICO MINISTERO: Sa anche come si chiama questa ditta, deposito di materiale edile?
IMPUTATO Grigoli: Credo Edil Vaccaro.
PUBBLICO MINISTERO: Dov'è questa ditta?
IMPUTATO Grigoli: Nei pressi di via Messina Montagne. E' accanto la cosiddetta "camera della morte".
PUBBLICO MINISTERO: Senta e per l'appunto, questo attrezzo, questa mola, venne portata in questo deposito?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ci può dire di nuovo - mi pare che l'ha detto, ma comunque glielo richiedo - dov'era questo deposito.
IMPUTATO Grigoli: Corso dei Mille Guarnaschelli.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è accanto, è vicino, al rudere di Mangano, da dove lei aveva preso l'attrezzatura?
IMPUTATO Grigoli: In linea d'aria non ci sono più di 100 metri, 150 metri.
PUBBLICO MINISTERO: Ci vuol descrivere questo magazzino-deposito, questo di Corso dei Mille Guarnaschelli?
IMPUTATO Grigoli: Mah, si entra da un cancello dove si accede a un grosso spiazzale e ci sono vari magazzinetti, che poi il proprietario è tutto uno, che affitta. Lì c'è uno che fa del carbone, c'è un falegname, c'è un ferraio, e poi c'è ancora un altro cancelletto dove si accede a questo capannone.
PUBBLICO MINISTERO: Ce lo vuol descrivere, Grigoli, questo?
IMPUTATO Grigoli: E' grande, cioè all'incirca 300 metri quadrati.
PUBBLICO MINISTERO: Come si accede a quello... Lei ha detto: 'prima c'è un cancello...'. Poi, come si entra in questo capannone, in questo deposito?
IMPUTATO Grigoli: C'è un cancello; si arriva dentro questo piazzale e proprio di fronte a questo cancello, che dà l'accesso su questo piazzale, c'è un altro cancelletto; c'è un corridoio e poi c'è questo capannone.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questo corridoio, diciamo, finisce in questo capannone.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Poi c'è un altro piazzaletto e poi c'è il portone di questo capannone.
PUBBLICO MINISTERO: E com'è questo portone: in legno, in ferro?
IMPUTATO Grigoli: In ferro.
PUBBLICO MINISTERO: E' in ferro.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda anche il colore?
IMPUTATO Grigoli: Grigio.
PUBBLICO MINISTERO: grigio.
IMPUTATO Grigoli: Io tenevo lì anche - io avevo l'hobby della caccia - e tenevo lì anche i cani da caccia.
PUBBLICO MINISTERO: Dentro questo magazzino?
IMPUTATO Grigoli: No, davanti, a fianco al portone del magazzino; all'esterno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e dentro, all'interno, questo magazzino com'è fatto?
IMPUTATO Grigoli: Ci sono solo i muri perimetrali.
PUBBLICO MINISTERO: Ma non c'era nulla dentro?
IMPUTATO Grigoli: No. C'era una finestra, che io mi sono premurato di murare - perché lì conservavamo le sigarette - per non fare in modo che non si vedevano, le sigarette, all'interno del magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Quindi, tornando a questa prima occasione in cui lei fa questo lavoro, va nel rudere, nel rustico di Mangano; va a prendere mazze, sacchi di iuta con dentro le pietre, eccetera, il setaccio, le corde e quant'altro e andate in quest'altro magazzino che è li vicino, questo delle sigarette.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi vi procurate anche questa mola, la molazza.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lì avviene quest'operazione.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sa, si ricorda se le venne detto per cosa serviva questa operazione? In quale occasione doveva essere utilizzato?
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Lei non sapeva nemmeno che era esplosivo, in quel momento.
IMPUTATO Grigoli: No, come ho già detto prima: no.
PUBBLICO MINISTERO: Ci fu quella famosa domanda: 'si può fumare?'.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quindi, questa è la prima volta in cui lei...
PRESIDENTE: Possiamo fare un'altra domanda?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
PRESIDENTE: Sempre per cercare di mettere insieme i vari passaggi.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, certo.
PRESIDENTE: Questa operazione di polverizzazione, diciamo, è avvenuta prima o dopo la famosa riunione di Miselmeri?
IMPUTATO Grigoli: Prima.
PRESIDENTE: Prima. Quindi, prima avete preparato questo, senza sapere cosa fosse.
Bene, andiamo avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Grigoli, lei, quindi, stava per l'appunto...
PRESIDENTE: Scusi, un'ultima precisazione.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
PRESIDENTE: Quanto tempo prima, più o meno?
IMPUTATO Grigoli: Dunque, si parla di mesi, non...
PRESIDENTE: Ah, mesi prima.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, Grigoli, questa è la prima volta in cui lei dà una mano per realizzare queste famose forme.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda, nell'occasione, quante forme vennero fatte?
IMPUTATO Grigoli: Mah, ne furono fatte diverse - anche perché, poi, questa è una cosa che venni a sapere poi - di piccoline, 5, 10 chili, 15 chili, perché servivano anche per eventuali estorsioni e servivano anche perché si dovevano dare allo Scarano, che servivano allo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e di quelle grandi se lo ricorda quante ne vennero fatte in questa occasione?
IMPUTATO Grigoli: 3, credo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora veniamo... Lei ha risposto partendo da questo racconto, per spiegare poi, lei ha detto: 'io ho visto, poi, che è arrivato altre pietre lì', no?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Una parte l'avevate presa nel magazzino di Mangano.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Un'altra parte...
IMPUTATO Grigoli: Una minima parte.
PUBBLICO MINISTERO: Una minima, ecco, come sta precisando.
IMPUTATO Grigoli: E' stata forse la rimanenza del...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Che cosa arrivò lì, nel deposito delle sigarette?
IMPUTATO Grigoli: Poi arrivarono altri sacchi di iuta contenenti questo esplosivo, queste pietre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire chi li portò, questi sacchi di iuta con quest'esplosivo e con...?
IMPUTATO Grigoli: Lo Nigro...
PUBBLICO MINISTERO: Era da solo Lo Nigro?
IMPUTATO Grigoli: No, almeno in una circostanza, che lo ricordo bene, venne con lo Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Si ricorda come si presentavano questi sacchi?
IMPUTATO Grigoli: Come si presentavano?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, com'erano?
IMPUTATO Grigoli: Bagnati.
PUBBLICO MINISTERO: Erano bagnati.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Anche loro erano soliti a venire, quando andavano a prendere questo materiale, bagnati. Cioè, io supponevo che fosse nascosto, celato quantomeno in acqua, questo esplosivo.
Dato che i sacchi erano bagnati e loro venivano anche bagnati, quindi, da questa cosa, pensavo che...
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda con quale mezzo erano stati trasportati questi sacchi?
IMPUTATO Grigoli: Una motoape.
PUBBLICO MINISTERO: Sa di chi era questa motoape?
IMPUTATO Grigoli: Del Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire di che colore era questa motoape?
IMPUTATO Grigoli: Se non erro verde scura, insomma scura.
PUBBLICO MINISTERO: Sa dove Lo Nigro custodiva questa motoape?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dove?
IMPUTATO Grigoli: Via Salvatore Cappello.
PUBBLICO MINISTERO: C'era stato...
IMPUTATO Grigoli: Sì, c'è un magazzino. Non so se è di proprietà o in affitto, dove lui custodiva questa motoape.
PUBBLICO MINISTERO: C'era stato, lei, personalmente in questo posto in via Salvatore Cappello?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In che circostanze?
IMPUTATO Grigoli: Mah, se non erro anche per commettere omicidi. Partimmo da lì per compiere un omicidio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, oltre questa motoape, Lo Nigro ci teneva altro in questo magazzino, deposito o garage, in via Cappello?
IMPUTATO Grigoli: Mah, lui era solito tenerci anche la motocicletta. Siccome loro hanno un peschereccio, quindi c'è l'attrezzatura: reti, cose.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Quindi, questi sacchi di iuta... Stiamo parlando sempre, Grigoli, della prima volta in cui lei vede queste pietre, quando non sa espressamente...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... che si tratta di esplosivo.
Una parte - lei ha detto la minima - arriva dal rustico di Mangano; l'altro viene portato con l'ape dal Lo Nigro.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei ha detto in questa occasione, poi, venne fatta questa operazione di macinatura delle pietre. E il confezionamento è quello che ci ha detto poco fa, anche in questa occasione?
IMPUTATO Grigoli: Sì. In tutte le occasioni.
PRESIDENTE: Vorremmo sapere, per cortesia, le pietre bagnate vennero macinate anche quelle, nello stato di bagnatura che avevano?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì. Veniva prima macinato e poi messo in bidoni, già in polvere - quando era già finita l'operazione di macinatura e di raffinatura - e messo nei bidoni.
Quando era sufficiente per cominciarlo a confezionare, si confezionava.
PRESIDENTE: Si faceva la confezione.
PUBBLICO MINISTERO: E il confezionamento ce l'ha descritto, direi, per quanto mi riguarda, anche abbastanza dettagliatamente.
Ecco, veniamo all'esplosivo che lei, per così dire, rivede a Roma in occasione dell'attentato.
Le chiedo, lei ha detto poco fa: 'ci ho messo le mani personalmente'. E' giusto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando era stata compiuta l'operazione, lei già sapeva, in quell'occasione, che si trattava di esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questa operazione specifica - eh, Grigoli - in relazione alla vicenda dello Stadio, dove viene fatta?
IMPUTATO Grigoli: L'operazione di macinamento?
PUBBLICO MINISTERO: Di macinamento e confezionamento delle...
IMPUTATO Grigoli: Credo, questo, nel capannone.
PRESIDENTE: Già che siamo a questo punto, vorremmo anche un altro chiarimento.
Lei ha parlato di tre confezioni grosse e altre piccole.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Ma questo si riferisce alle pietre prese dal magazzino, come ha detto lei, di Mangano, o si riferisce alla totalità: quelle di Mangano e quelle altre?
IMPUTATO Grigoli: No, quello preso dal magazzino di Mangano era poco.
PRESIDENTE: Ah, era poca cosa.
IMPUTATO Grigoli: Sì, era un mezzo sacco di iuta; non è che poi era tanto.
Si andò a prendere l'attrezzatura e questo...
PRESIDENTE: Poi arrivò quella...
IMPUTATO Grigoli: Sì. Cominciammo a lavorare questo.
PRESIDENTE: E nel tutto son venute fuori, a parte le confezioni piccole, tre grosse.
IMPUTATO Grigoli: No con quello solo, con quell'altro che arrivò.
PRESIDENTE: Certo, certo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Anche con quello che è arrivato. Complessivamente si fecero tre confezioni.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Grigoli...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io ho bisogno, non so se la mia...
AVVOCATO Batacchi: Scusi, dottor Nicolosi, sono l'avvocato Batacchi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
AVVOCATO Batacchi: Volevo far presente alla Corte una mia esigenza. Io ho un improrogabile impegno. Poco fa ne ho parlato anche con il dottor Chelazzi.
PRESIDENTE: Sì.
AVVOCATO Batacchi: Per cui, avrei la necessità di nominare un sostituto.
PRESIDENTE: Sì.
AVVOCATO Batacchi: E nomino la avvocatessa Sara Gennai.
PRESIDENTE: Sì, benissimo. Prendiamo atto. Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Grigoli, io non so se sono stato chiaro nella domanda. Caso mai lei me lo dice e io gliela riformulo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io ho bisogno di capire se la prima volta che lei confeziona questo esplosivo è l'esplosivo che poi viene utilizzato per lo Stadio, o se quello dello Stadio è un confezionamento, diciamo, successivo e autonomo.
Ha capito?
IMPUTATO Grigoli: Non so essere sicuro su questo, non so essere preciso.
PRESIDENTE: Tra il momento in cui lei fece o partecipò alla confezione delle tre grosse balle, chiamiamole...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: ... e il momento in cui si trova a Roma in questo famoso magazzino di acqua eccetera, eccetera, quanto tempo intercorre? Approssimativamente. Giorni, settimane?
IMPUTATO Grigoli: No, mesi, mesi.
PRESIDENTE: Mesi.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, non so se possiamo andare avanti su questo argomento.
Senta, a proposito della casetta rustica, quella di Mangano, che le risulti, questo rustico è rimasto sempre così, oppure ha subito, per così dire, variazioni nel corso del tempo?
IMPUTATO Grigoli: No, è stato restaurato.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda a partire da quando?
IMPUTATO Grigoli: Intorno... fine '94, '95.
PUBBLICO MINISTERO: E che destinazione ha avuto questo ex rustico?
IMPUTATO Grigoli: In che senso "destinazione"?
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, che cosa c'è stato fatto, ecco. Cosa...
IMPUTATO Grigoli: E' diventata una casa abitabile; con bagno, stanza da letto, cucina...
PUBBLICO MINISTERO: Lei c'è stato?
PRESIDENTE: Una casa...
IMPUTATO Grigoli: Camino. Sì, sì, ci sono stato.
PUBBLICO MINISTERO: E chi ci abitava in questa casa?
IMPUTATO Grigoli: Non era più che altro abitata, poteva servire per eventuale abitazione. Cioè, io... E' stata usata anche per... Io ho avuto una ferita d'arma da fuoco e mi sono curato anche in questa casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ma chi ne disponeva di questa casa? Chi ce l'aveva? Di chi era?
IMPUTATO Grigoli: Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: E' sempre di Nino Mangano.
Senta, tornando alla preparazione di questo materiale per l'attentato allo Stadio, va bene?, quando venne preparato l'esplosivo, venne preparato qualcos'altro da utilizzare, diciamo, nell'autobomba?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Si tagliuzzarono pezzettini di tondino in ferro - all'incirca un centimetro, un centimetro e mezzo - e messi in un bidone in plastica, che si doveva, questo bidone, collocare accanto all'esplosivo per avere una più potenza...
PRESIDENTE: Distruttiva.
IMPUTATO Grigoli: Distruttiva, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quant'era grande questo bidone?
IMPUTATO Grigoli: Aveva una capienza intorno ai 20 litri, credo.
PUBBLICO MINISTERO: Venne riempito completamente con questi pezzettini di tondino di ferro?
IMPUTATO Grigoli: Sì, quasi. Perché poi pesava abbastanza, pesava parecchio, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: E questa operazione di realizzare questi tondini di ferro, dove venne fatta?
IMPUTATO Grigoli: Nel magazzino della Edil Vaccaro.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, in quel negozio... No, negozio, mi scusi.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In quel deposito di materiale...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... di Giacomino Vaccaro.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lì, oltre a questa operazione, venne fatto anche l'esplosivo, o l'esplosivo venne fatto lì in quell'altro posto, nel deposito delle sigarette?
IMPUTATO Grigoli: No, l'ultimo esplosivo che io ebbi a lavorare, se così si può dire, fu dentro questo magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, "questo" quale? Quello della Edil Vaccaro?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo contenitore con questi pezzettini di ferro venne poi portato a Roma, se lo ricorda? Che cosa ne fu di questo?
IMPUTATO Grigoli: Mah, io non mi ricordo se fu caricato nel camion insieme all'esplosivo. Non so essere preciso, se fu portato a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
IMPUTATO Grigoli: Non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Quando...
IMPUTATO Grigoli: Ma lo scopo era per lo Stadio, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Lo scopo era quello che ha detto lei.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quello di aumentare, diciamo, l'effetto lesivo dell'esplosione.
Ecco, dato che lei ha parlato di ca...
IMPUTATO Grigoli: Cioè, quelli lì diventavano tutti proiettili.
PUBBLICO MINISTERO: Diventavano... Sì, sì. Io lo avevo capito, ma volevo...
Ecco, lei ha parlato: 'non mi ricordo se venne messo sul camion'.
Ecco, ci vuol dire com'è che questo esplosivo è partito da Palermo ed è arrivato lì, in quel deposito di bibite?
IMPUTATO Grigoli: L'esplosivo veniva trasportato con un camion.
Di solito era sempre lo stesso camion, ed era sempre lo stesso autotrasportatore. Trattasi di Carra Pietro.
Aveva un rimorchio con un ribaltabile, dove lì si poteva celare l'esplosivo e viaggiare con più tranquillità.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol dire qualcosa di più specifico su questo nascondiglio di questo camion di Carra?
IMPUTATO Grigoli: Mah, vede, io vidi che lui alzò il ribaltabile. E, sotto il ribaltabile, c'era una specie di vuoto, di cassa. Ecco, veniva messo lì e poi richiuso di nuovo il ribaltabile.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Grigoli...
IMPUTATO Grigoli: Poi, il ribaltabile, veniva caricato da altre cose. Quindi non credo che, in un posto di blocco, riuscissero ad alzare il ribaltabile, se era caricato. Si era tranquilli sotto questo aspetto, per...
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ricorda come si ribaltava, questo ribaltabile di Carra?
IMPUTATO Grigoli: Mah, credo... trasversalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Trasversalmente, che vuol dire?
IMPUTATO Grigoli: Cioè, di lato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. senta, e lei personalmente ha, per così dire, caricato questo esplosivo sul camion di Carra?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Ha aiutato a caricare?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda chi c'era a compiere questa operazione di carico dell'esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Ma adesso non ricordo se io ho caricato quello dello Stadio, o quello per l'attentato a Totuccio Contorno. Quando comunque lo caricai, ho questa difficoltà nel collegare quale fosse.
Comunque credo quello di Totuccio Contorno. Perché, se non erro, in quella occasione caricammo pure delle armi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, questa operazione lei la collega più, è portato a collegarla alla vicenda Contorno, di cui, per ora, non voglio parlare.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha dato un pochino tutte le coordinate di questo fatto.
Ecco, riusciamo ora - vediamo se lei è in grado - a dare un'epoca al momento in cui lei fa, diciamo, insieme a Lo Nigro, a Giacalone, agli altri, lo spostamento su Roma dov'è accaduto quello che lei ci ha detto.
Mi ha seguito, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Grigoli: Io... non vorrei essere ripetitivo.
Per quanto riguarda le date, io non ho buona memoria nel ricordare le date. Però, non lo so, posso collegare un fatto che avvenne durante questo periodo... Cioè, per collegarci a questo periodo, posso io dire di un fatto: che ci fu bruciata una macchina a un costruttore, un tale Ventura Giovanni.
Collego questo perché si partì da questo magazzino per bruciare questa vettura. Da lì a poco poi venne fatta questa operazione in questo magazzino.
Ecco, come collegamento di date, posso dare questo, di come...
PUBBLICO MINISTERO: Di questo attentato incendiario?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A questo costruttore?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può ripetere il nome, mi scusi?
IMPUTATO Grigoli: Ventura Giovanni.
PUBBLICO MINISTERO: Ventura Giovanni.
Ecco, io ora voglio che lei, se è in grado, riesca a specificare quand'è che lei si trova, il periodo in cui lei si trova nel villino di Roma, ecco, in quella località di mare vicino a Roma.
Allora, un primo punto di riferimento è questo a questo attentato.
Ce n'è altri nel suo ricordo, nella sua memoria?
Ecco, dato che si parlava di un attentato allo Stadio, si ricorda su per giù qualcosa?
IMPUTATO Grigoli: Sì, io, per quanto riguarda l'attentato allo Stadio, posso dire che il periodo fu quello in cui ci fu il derby Roma-Lazio.
Questa cosa io la ricordo perché mi rimase un po' impressa, perché chiaramente pensavo io che purtroppo non è che morivano solo carabinieri, poliziotti, sicuramente ci sarebbe scappato anche qualche persona... Non so come definire, civile, innocente.
Allora, pensando io il fatto che c'era nella, in quel periodo il derby, pensavo che si faceva, se capitava durante il derby, si faceva ancora più danno, c'era più gente.
Lei capirà, sicché di 40mila, potevano essere 60-70mila persone che andavano allo stadio. Perché il derby è più seguito.
Quindi, questa cosa, riuscii a pensare che, se succede durante il derby, si fa ancora più danno, si fa ancora più... Ecco, per questo ricordo il fatto del derby.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ulteriori riferimenti: siccome il derby, come lei sa, ce n'è sempre uno di andata e uno di ritorno, si ricorda se, in questo periodo in cui lei dice che c'era il derby, eravamo in estate, in inverno?
IMPUTATO Grigoli: No, eravamo in inverno. Questo lo posso dire anche dal fatto perché mi rimase impressa l'eleganza di Giuseppe Graviano.
E ricordo che lui aveva anche un cappotto. Quindi, da questo, posso dire che era inverno.
Oltre che ricordo che facevamo la doccia, eravamo soliti scherzare tra di noi. E siccome questo villino era munito di caldaia, e quindi staccavamo la caldaia e colui che era sotto la doccia, rimaneva con l'acqua fredda.
Quindi, da questi due particolari, posso dire che era inverno, sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Punto secondo, sempre per dare un'epoca a questo fatto: posto che lei vede Giuseppe Graviano a Roma, lì nel villino, che aveva il cappotto; e tenuto conto che derby diciamo in quell'anno, praticamente ce ne furono due, uno di andata e uno di ritorno; e che Giuseppe Graviano venne arrestato alla fine di gennaio del '94, ecco, lei quanto tempo prima dell'arresto di Giuseppe Graviano colloca questa sua permanenza a Roma nel villino di cui sta parlando?
IMPUTATO Grigoli: Mah... un paio di mesi, tre mesi.
PUBBLICO MINISTERO: Un paio di mesi, tre mesi.
Ecco, siccome lei, proprio esordendo stamani nell'esame, ha detto che ha confessato l'omicidio di padre Puglisi. Ecco, quando si è spostato a Roma, l'omicidio di padre Puglisi lo aveva già commesso, lo doveva commettere, o che altro?
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda.
Senta, lei ci ha detto del derby. Era...
IMPUTATO Grigoli: Scusi, forse...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: Forse già lo avevo commesso.
PUBBLICO MINISTERO: Prego. Mi scusi.
IMPUTATO Grigoli: Forse, dico, già lo avevo commesso. Non mi... non so essere preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
Allora, sulle date abbiamo dato questi riferimenti.
Lei ha detto poi è tornato giù a Palermo, in treno, con Giuliano.
Ha saputo che esito aveva avuto, diciamo, la permanenza degli altri a Roma, in relazione a questo fatto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: Ma io adesso non vorrei essere ipo... cioè, non vorrei passare per ipocrita.
Siccome chiaramente doveva succedere di domenica, perché le partite, di solito, sono la domenica allo stadio, seguivo... non ricordo, quando arrivai seguii il volgersi della cosa, prestai attenzione ai telegiornali, se succedeva questa cosa.
Anche se speravo tantissimo che non succedeva, perché vede, noi certe volte commettiamo le cose, però non... dentro l'animo non è che ci sia quella voglia di realmente commetterle. Si fanno.
E quindi vidi io che non successe niente quella domenica.
Poi, dopo un paio di giorni, due-tre giorni, adesso non mi ricordo, arrivarono. E c'erano rapporti molto stretti con Giacalone Luigi, più degli altri, perché noi avevamo rapporti commerciali, di famiglia.
Quindi lui non è che aveva... anche se poi non è che era un problema, se mi raccontava i fatti a me. Perché io ho partecipato, quindi ero persona a conoscenza dei fatti. Quindi non è che era un problema se me li raccontava.
Ma, anche da questo rapporto, lui mi ebbe a raccontare tutto lo svolgersi della cosa.
E mi ebbe a raccontare che, dopo che loro avevano già deciso dove piazzare la macchina, avevano fatto tutti i preparativi, la macchina era pronta e tutto il resto, il Lo Nigro guidò l'autovettura carica di esplosivo e lo Spatuzza lo prese a bordo di una motocicletta.
Però, forse lo aspettava fuori da questo piazzale dove doveva collocare la macchina.
Quando lui posteggiò la macchina e andò via da questo piazzale, lui buttò via la chiave. E andarono.
Poi, quando passarono i pullman, le Forze dell'Ordine, il Benigno azionò il telecomando.
Dio volle che non funzionò, non arrivò l'impulso.
Quindi, di conseguenza, poi rimaneva lì questa macchina caricata con dell'esplosivo.
Quindi si pensò di andare a riprendere la macchina.
Ma, come ho già detto, Lo Nigro aveva buttato via la chiave. Quindi diventò un problema prendere questa macchina.
Provò, provarono con... hanno fatto un chiavino, qualcosa che sono soliti usare, lo spadino, insomma, sono soliti usare i ladri di auto, ma non riuscirono ad aprirla.
Allorché pensarono di chiamare proprio un ladro di auto, che Scarano conosceva.
Andarono lì, ma questo ladro d'auto non fu neanche lui all'altezza di aprire la macchina.
Ecco, durante queste operazioni, a quanto pare, lì vicino c'era una specie di garitta, dove faceva servizio un carabiniere, più di uno, adesso non lo so.
Lui mi parlò di un carabiniere in una garitta che notò questo movimento. Si avvicinò e chiese cosa facessero lì.
E allora dice: 'sa abbiamo perso le chiavi, abbiamo questo problema...'
E convinsero questo carabiniere con questa scusa.
Comunque, per abbreviare, loro poi andarono a prendere una persona che era munita di carroattrezzi e portarono via la macchina col carroattrezzi, di conoscenza dello Scarano era costui che aveva questa possibilità del carroattrezzi.
Tutto qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha raccontato abbastanza dettagliatamente quello che ha saputo da Giacalone.
IMPUTATO Grigoli: Sì, questo...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene?
IMPUTATO Grigoli: ... non lo so per esperienza diretta. Mi è stato raccontato da...
PUBBLICO MINISTERO: Le è stato raccontato. Senta...
IMPUTATO Grigoli: E confermato anche da altri, perché ebbimo modo anche di parlarne di questa cosa con i... con gli altri soggetti: Lo Nigro, ed altri. Spatuzza...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e quando lei era a Roma, questo luogo... Lei ha parlato, ha fatto riferimento ad un piazzale, poi dice: 'lì vicino c'era una garitta, o un piantone, c'era questo carabiniere...', era già stato, per così dire, individuato, quando lei era a Roma durante la sua permanenza lì, nel villino?
IMPUTATO Grigoli: Mah, mentre io ero lì, ci fu chi andò a perlustrare... Ma così, generica... Come si dice?
PUBBLICO MINISTERO: Genericamente.
IMPUTATO Grigoli: Genericamente, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, il punto in cui la macchina era stata poi piazzata, diciamo, lei lo ha saputo da questo racconto.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Capisco bene?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Allora, già all'epoca, si parlava... Perché non è che andavano proprio all'interno dello stadio. Credo che c'era una strada che, dall'alto, si vedeva all'interno. Già si parlava di qualcosa, già qualcosa da... si era in mente, già.
Però non ricordo adesso...
PUBBLICO MINISTERO: ecco, senta...
IMPUTATO Grigoli: Dico: mentre già ero lì, già si muovevano in questa forma, per vedere dove potere piazzare la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, e questa macchina, una volta presa col carroattrezzi del conoscente di Scarano, sa che fine ha fatto? Glielo dissero?
IMPUTATO Grigoli: Ma credo che fu prestata allo sfascio, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Venne distrutta?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e dell'esplosivo sa che ne fu...
IMPUTATO Grigoli: Fu conservato, l'esplosivo.
Dopo di ciò... non mi ricordo se... No, non so dirle niente in merito. Fu conservato, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Fu conservato?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, ma venne portato giù a Palermo, o rimase in zona?
IMPUTATO Grigoli: No, rimase in zona.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non ne ha saputo nemmeno più dopo, dal racconto di altri, che fine aveva fatto questo esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: No, dopo, quando ci fu l'attentato a Totuccio Contorno, io seppi che l'esplosivo era in quel villino dove eravamo io, credo, se non ricordo male.
PUBBLICO MINISTERO: Era stato tenuto lì?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E sa anche se era stato nascosto in qualche maniera, se...
IMPUTATO Grigoli: Sì, in un primo tempo era stato messo... c'era, in questo villino, all'esterno, una nicchia per conservare della legna. Fu celato sotto questa legna.
Poi, non so quanto tempo, è stato sotterrato.
PUBBLICO MINISTERO: Sotterrato dove?
IMPUTATO Grigoli: Nello stesso villino. Perché c'era un pezzetto di giardino con del prato inglese.
E fu sotterrato nelle vicinanze di un albero.
PUBBLICO MINISTERO: Nelle vicinanze...?
PRESIDENTE: Di un albero.
IMPUTATO Grigoli: Di un albero.
PUBBLICO MINISTERO: Che era sempre lì...?
IMPUTATO Grigoli: Sì, su questo prato inglese.
PUBBLICO MINISTERO: In questo giardino col prato inglese.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi ha saputo dopo se questo esplosivo ha avuto qualche vicenda ulteriore o non ne ha saputo nient'altro?
IMPUTATO Grigoli: No, dopo di ciò risalì il Giuliano, insieme credo a Pietro Romeo, per andare a mettere... questo giardinetto faceva parte di questa villetta, una volta che la villetta presa in affitto, era villetta di persone estranee ai fatti.
Quindi c'era bisogno di andare a dissotterrare questo esplosivo per andarlo a conservare in un posto più... in un altro posto.
E da quello che... cioè, fu conservato nelle vicinanze della... credo della casa in costruzione dello Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Ora lei, per l'appunto, ha più volte anticipato diciamo di questa sua personale implicazione in questa vicenda di Contorno. E ha fatto riferimento, per l'appunto, a una sua presenza in quest'altra villetta dove lei poi vide sotterrare questo esplosivo, eccetera.
Allora io, salvo poi magari tornare su qualche dettaglio, ma, dato che lei l'ha anticipato più volte, vediamo di spiegare alla Corte com'è che nasce questa sua seconda implicazione in questi fatti, cioè in questo attentato a Contorno come l'ha definito lei.
Ha sentito la mia domanda, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: Vede, io adesso non so se, non mi ricordo più che altro, se mi fu comunicato dallo stesso Graviano o se per questo fatto me ne parlò direttamente Mangano. Questo qui non so essere preciso su queste cose.
E mi disse che eravamo a conoscenza...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, Grigoli, può parlare un po' più vicino al microfono, perché io non la sento.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Eravamo a conoscenza di dove si trovasse il Contorno e che si ci doveva fare questo attentato. E per fare questo attentato, partimmo: io, Lo Nigro, Benigno, Giuliano Francesco, Giacalone Luigi e basta credo.
Salimmo, e la persona che era solita a darci gli appoggi era sempre la stessa, lo Scarano. Lui aveva preso un villino in affitto a Capena, credo.
E andammo in questo villino. Da questo villino poi cercammo di vedere se vedevamo il Contorno. Cosa che avvenne, che noi sapevamo dov'era la casa.
PRESIDENTE: Lei lo vide?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Lo conosceva?
IMPUTATO Grigoli: Io lo conoscevo. Io da piccolino abitavo a Brancaccio, quindi... però avevo ricordi lontani.
Però quando lo vidi, dissi: 'è lui', lo riconobbi. Anche perché tramite i telegiornali, i giornali, la fotografia è impressa...
Comunque io lo vidi un paio di volte.
E allora vedemmo il percorso che faceva e noi cercammo di localizzare il punto migliore per avere osservazione nel momento in cui bisognava azionare il telecomando, dove lui doveva rallentare.
Insomma noi poi decidemmo il punto, come si può dire, più strategico che era nei pressi di una curva che lui vi doveva rallentare. Di fronte c'era una specie di collinetta, quindi era un buon punto di osservazione, quindi diciamo che quello era il punto migliore.
Difatti lì collocammo l'esplosivo.
I compiti poi erano quello che io insieme a Giacalone Luigi, dovevamo funzionare, innalzare la battuta. Noi c'eravamo appostati nei pressi della sua abitazione, diciamo a metà fra la sua abitazione e il punto dov'era collocato l'esplosivo.
Il Giuliano credo che non aveva un compito specifico, doveva battere la strada, camminare avanti; poi, dopo aver commesso l'operazione, camminare avanti per battere la strada di ritorno.
E il Lo Nigro e il Benigno dovevano azionare il telecomando.
Così fu. Nel momento in cui Contorno passò, guidava una Punto amaranto, noi chiamammo col cellulare, quello che erano in possesso loro, non so se era del Benigno o del Lo Nigro.
Quando il Contorno arrivò sul punto dov'era collocato l'esplosivo, lo rammento perché c'era la curva, e fu azionato il telecomando.
Però successe che è esploso il detonatore ma non è esploso l'esplosivo. Cosa stranissima a sentire perché Lo Nigro era più... aveva più esperienza di esplosivo di altri. Sta di fatto che l'esplosivo comunque non è esploso.
Infatti lui, perché io ero girato perché guidava Giacalone e io ero girato nel guardare lui che scendeva, difatti il Contorno ebbe a girarsi perché il rumore del detonatore lo sentì anche lui. Io ebbi questa impressione.
Perché il rumore è come un colpo di arma da fuoco. Le stesse...
Quindi, di conseguenza, poi la sera andammo a riprenderci l'esplosivo. Abbiamo ripreso l'esplosivo, lo portammo lì nel villino a Capena. C'andammo a prenderlo con la jeep, che era in disponibilità dello Scarano, non so se era sua comunque lui era nella disponibilità di questa macchina.
E si commentava il fatto come mai non aveva esploso. E Lo Nigro ebbe a dire che la gelatina era fasulla. Perché vede, per quanto riguardava l'attentato a Totuccio Contorno, si è utilizzato esplosivo diverso da quello attuato per le stragi. E si è utilizzato diverso per un motivo ben preciso: per non dare modo agli inquirenti che lo stratagemma di coloro che effettuavano le stragi, poteva essere Cosa Nostra.
Perché poi loro con l'attentato a Totuccio Contorno con lo stesso esplosivo potevano dare tutto un filo. Ecco, da questo si è pensato di usare altro tipo di esplosivo.
E per quanto riguarda Totuccio Contorno, fu utilizzato dell'esplosivo che noi eravamo soliti chiamare Dash. Dash perché aveva... era di colore bianco, era in polvere come lo stesso detersivo cosiddetto chiamato Dash.
E quindi era uguale, e noi lo chiamavamo Dash.
Oltre a questo, nell'altro esplosivo che era di colore grigio, sembrava polvere da sparo... e questo salsicciotto di gelatina.
Allora Lo Nigro sosteneva che il detonatore, lui... Perché era tre etti di esplosivi però in un'unica confezione. Anche se nastrati separatamente, poi in unica confezione.
Quindi lui il detonatore lo doveva mettere in uno dei tre tipi di esplosivo. E lui, a sentir lui, la gelatina era la più... la migliore per metterci il detonatore.
Quindi lui ebbe a dire che fu la gelatina che non era buona. Anche perché ricordo che questa gelatina era in un sacchetto di colore... era come un salsicciotto vero e proprio, però era in un sacchetto rosso che questo sacchetto non è che era... era aperto, non era chiuso ermeticamente bene.
Forse non so se per questo non sparò.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito, Grigoli.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bisogna che un attimino che le chieda ora, lei ha fatto un racconto abbastanza articolato fino a questo tentativo, diciamo, andato a vuoto.
Ora, riprenderei subito la sua affermazione sull'esplosivo diverso che era stato utilizzato. E lei ha spiegato questi tre tipi che si presentavano alla vista, anche, in maniera diversa, no? Il Dash, quest'esplosivo grigio e questa gelatina nel salsicciotto.
Dico questo: c'era stata qualche disposizione specifica a voi che eravate, per così dire, operativi, di utilizzare questo esplosivo diverso?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Da chi era provenuta questa disposizione?
IMPUTATO Grigoli: Da Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
IMPUTATO Grigoli: Graviano...
PUBBLICO MINISTERO: Lei...
IMPUTATO Grigoli: ... aveva dato questa disposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Per l'appunto, ora, volevo che lei spiegasse un attimino com'è che Graviano vi aveva fatto sapere questa disposizione.
IMPUTATO Grigoli: Adesso non ricordo se fu durante un appuntamento che ebbimo, che partecipai anch'io, o mi fu riferito da un altro componente del gruppo. Ma sicuramente dal Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Seconda puntualizzazione.
Lei, poco fa, ha detto: bisognava che questo attentato a Contorno...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... non fosse ricondotto a...
IMPUTATO Grigoli: Questo ne sono sicuro e certo che ci fu quest'affermazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi un pochini meglio questa affermazione, la circostanzi un pochino.
IMPUTATO Grigoli: Perché non si doveva fare pensare agli inquirenti che era lo stesso...
PRESIDENTE: La stessa mano.
IMPUTATO Grigoli: ... la stessa mano, la stessa organizzazione.
Perché a chi è che può interessare Contorno? Sicuramente Cosa Nostra. Allora, dato che a Cosa Nostra interessa Contorno, è stata Cosa Nostra a effettuare le stragi, se l'esplosivo è uguale.
Era evidente che nell'uccidere Contorno era stata Cosa Nostra, quindi se l'esplosivo è uguale per Contorno ed è uguale per Roma, Firenze e Milano, di conseguenza è stata Cosa Nostra a fare anche le altre...
Quindi, per questa cosa non si doveva utilizzare lo stesso esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Grigoli, lei ha usato, a proposito di questa spiegazione che lei ha dato delle motivazioni, ha usato, dice: 'di questo ne sono sicurissimo'.
Ecco, vorrei un pochino che lei spiegasse questa sua affermazione.
Questa sicurezza: da cosa? Ci furono delle discussioni specifiche in proposito?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Se uno del gruppo, più di uno, dice: 'dobbiamo usare questo esplosivo perché... per questa cosa', non è perché se l'è sognato la notte. Gliel'hanno imposta, gliel'hanno detta.
PUBBLICO MINISTERO: E la ragione?
IMPUTATO Grigoli: Non è che facevamo le cose di testa nostra.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Punto secondo: questo diverso esplosivo, siccome finora abbiamo parlato di esplosivo in pietra...
IMPUTATO Grigoli: Difatti, mi scusi...
PRESIDENTE: Prego.
IMPUTATO Grigoli: Difatti, lì a Roma era rimasto l'esplosivo dello Stadio. Potevamo utilizzare quello. Non si è utilizzato perché, poi, ebbimo bisogno dell'altro esplosivo, quando rifacemmo l'attentato a Totuccio Contorno.
Perché la gelatina non la usammo più.
Si era discusso, 'andiamo, mettiamo adesso, questa volta, il detonatore nel Dash', perché sappiamo che il Dash, anche se non avevamo fatto atti delittuosi con il Dash, per lo meno lo avevamo provato e quindi eravamo sicuri che questo fosse un esplosivo che dava dei risultati. Era buono, in sostanza.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Allora, Grigoli, siccome vorrei ripercorrere un pochino le sue affermazioni per dare delle notizie, per acquisire delle informazioni in dettaglio. Allora, abbiamo detto della disposizione dell'esplosivo diverso.
Punto secondo: questo esplosivo se lo ricorda dov'è che venne attrezzato, dove venne confezionato?
IMPUTATO Grigoli: Nello stesso capannone di Corso dei Mille Guarnaschelli.
PUBBLICO MINISTERO: Quello delle sigarette?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto: quello in pietra lo procurava Lo Nigro, lo portava Lo Nigro con le api.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo esplosivo, questo che lei ha chiamato Dash, quello in polvere...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... sa da dove proveniva, chi lo aveva fornito, chi lo aveva procurato?
IMPUTATO Grigoli: Io avevo capito che ce lo forniva un'altra famiglia mafiosa.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
IMPUTATO Grigoli: Non so quale. Ma veniva da altri esponenti di Cosa Nostra.
Perché da quello che capivo io, per quanto riguardava quello in pietra, c'era una via, una strada che il mandamento di Brancaccio aveva questa via.
Capisce quello che voglio dire?
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Invece, per quanto riguardava il Dash, erano altre famiglie mafiose, che avevano la possibilità di avere questo tipo di materiale.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lì, nel magazzino di Corso dei Mille Guarnaschelli, chi l'aveva portato questo esplosivo diverso per Contorno?
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo chi ce lo fece avere. Comunque il Lo Nigro, forse, lo andò a prendere.
PUBBLICO MINISTERO: Lei partecipò al confezionamento di questo esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E come venne confezionato?
IMPUTATO Grigoli: Nella stessa maniera.
PUBBLICO MINISTERO: Nella stessa maniera di quello in pietra?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo esplosivo, questo di cui ha parlato, andava macinato come quell'altro, oppure era già pronto per l'uso, diciamo?
IMPUTATO Grigoli: No, a noi arrivava già macinato.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi facevate solo le confezioni con le corde, eccetera.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come si presentava? Ecco, ce lo vuol descrivere un pochino?
IMPUTATO Grigoli: Questo...
PUBBLICO MINISTERO: Questo esplosivo...
IMPUTATO Grigoli: Questo Dash?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: In polvere tipo... però non polvere fine, più granulosa, come quello del Dash.
PUBBLICO MINISTERO: Come il detersivo.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Tipo come il detersivo. Per questo si era dato il nome di Dash, perché sembrava Dash. Anzi, addirittura credo che in un fustino c'era celato questo detersivo.
PUBBLICO MINISTERO: Arrivava dentro questi fustini di...
IMPUTATO Grigoli: No, in un fustino... ci fu dell'esplosivo che arrivò in un fustino di questi.
PUBBLICO MINISTERO: In un fustino.
IMPUTATO Grigoli: Altro nei sacchi.
PUBBLICO MINISTERO: Dello stesso tipo, Dash, o di quell'altro?
IMPUTATO Grigoli: Sì, dello stesso tipo.
PUBBLICO MINISTERO: Dello stesso tipo.
Quindi, una parte in questo fustino, una parte in sacchi.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e quell'altro? Quello in polvere, quello che lei ha detto, mi pare, tipo polvere da sparo com'era arrivato?
IMPUTATO Grigoli: In sacchetti di spazzatura, credo che arrivò.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e i famosi salsicciotti chi li aveva procurati?
IMPUTATO Grigoli: Ma, vede, poi ci furono dei commenti, quando tornammo a Palermo, sul fatto perché l'esplosivo non esplose.
Io, se non ricordo male, parlai col Nino Mangano e, appunto se non ricordo male, mi fece capire, ebbe a dirmi che veniva dalle parti di Brusca, questa gelatina.
PUBBLICO MINISTERO: Quella che non aveva funzionato, tanto per intendersi.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Punto secondo. Lei ha detto che vennero fatti... c'erano tre confezioni - e poi venne fatto un pacco unico, lì, per l'attentato.
Chi lo portò da Palermo al luogo dell'attentato stesso a Contorno?
IMPUTATO Grigoli: Quale, scusi?
PUBBLICO MINISTERO: L'esplosivo di cui stiamo parlando, le dico, chi lo ha trasportato a Roma?
IMPUTATO Grigoli: Da Palermo a Roma?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Il Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Il Carra. Lei quando prima, stamani diciamo, parlava della vicenda dello Stadio, ha fatto riferimento anche a delle armi.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei ha detto: 'sono sicuro che quello che ho caricato sul camion del Carra è quello di Contorno, perché c'erano anche queste armi'.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' giusto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol spiegare un pochino meglio come andò questo carico di esplosivo e armi da Palermo?
IMPUTATO Grigoli: Nella maniera che ho detto poco fa. Si è alzato il ribaltabile, caricammo l'esplosivo e borse di armi, contenenti anche dei kalashnikov, e si è celato in questa maniera.
PUBBLICO MINISTERO: E questo carico dove avvenne: lì nel magazzino?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, si ricorda se c'era qualcun altro, oltre a lei? Lei c'era sicuramente.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi c'era Carra, perché portava il camion. C'era qualcun altro in questa occasione?
IMPUTATO Grigoli: Sì, credo che ci aiutò pure lo Spatuzza in questa...
PUBBLICO MINISTERO: In questa fase di carico.
IMPUTATO Grigoli: ... in questa fase di carico, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi come avvennero gli spostamenti, diciamo, del gruppo, delle persone che lei ha fatto riferimento come presenti nella villetta di Capena?
Ecco, ci vuol dire con quali mezzi vi siete spostati da Palermo, come avvenne questo trasferimento a Roma?
IMPUTATO Grigoli: Io, se non ricordo male, credo di nuovo in treno. Sì, in treno.
PUBBLICO MINISTERO: Chi partiste in treno?
IMPUTATO Grigoli: Ma, vede, in treno partimmo un po' tutti. Forse Giacalone era andato in aereo; non mi ricordo lui come andò.
Mi ricordo sicuramente: io, Benigno, Giuliano e Lo Nigro partimmo in treno.
PUBBLICO MINISTERO: Giacalone in aereo, lei ha detto, forse.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Forse in aereo.
IMPUTATO Grigoli: Sì, forse. Non ricordo, comunque, che lui fu con noi in treno. O in aero o traghettò, si imbarcò.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, a proposito di questi spostamenti in aereo, in treno... mi scusi, in aereo e via nave, eccetera, lo sa se veniva dato il proprio nome, oppure se veniva dato un nome diverso?
IMPUTATO Grigoli: No, si era soliti a dare dei nomi verosimili.
PUBBLICO MINISTERO: Verosimili che significa?
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Simili o verosimili?
IMPUTATO Grigoli: Cioè, inverosimili.
PUBBLICO MINISTERO: Simili.
IMPUTATO Grigoli: Simili, in sostanza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Tipo: Giacalò, anziché di Giacalone, per darle un esempio.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, un nome che suonava come quello vero.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Ecco, questo era quello che lei sapeva che veniva fatto in genere.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nel caso specifico sa qualcosa?
IMPUTATO Grigoli: Non lo so se Giacalone ebbe cura di fare questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi lei ha detto, allora, questi quattro...
IMPUTATO Grigoli: O per lo meno non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
E Giacalone non sa come si spostò: forse in aereo o in nave.
Lei, Lo Nigro, Giuliano e Benigno, ha detto, quasi tutti in treno; tutti in treno. Questo è il suo ricordo.
Com'è che vi ricompattaste a Roma? Come andaste, com'è che faceste a raggiungere questo famoso villino di Capena?
IMPUTATO Grigoli: Mah, ci venne a prendere lo Scarano alla stazione.
PUBBLICO MINISTERO: E arrivaste?
IMPUTATO Grigoli: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Dico: e dove arrivaste? Ci descriva un pochino dove si trovava questo villino. Lei ha fatto riferimento a una città: Capena.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol descrivere un...
IMPUTATO Grigoli: Era un villino isolato, non è che c'era altre abitazioni vicino, o per lo meno così vicino da poterci notare più di tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Com'era fatto? Come si entrava, chi c'era...
IMPUTATO Grigoli: C'era una strada non asfaltata, una specie di trazzera, che si saliva; c'era una salita dove poi si arrivava a questo villino.
C'era un cancello in ferro, però chiuso, non visibile. Si entrava in questo cancello, c'era uno spiazzo dove c'era anche una pensilina per poter mettere la macchina al fresco, ecco. Dopo, c'era il pianterreno e il primo piano, di questa casa.
Mi ricordo che il pianterreno era un grosso salone, un bagno e un magazzino dove c'era delle attrezzature del proprietario, tipo c'era la macchinetta per rasare l'erba, il prato inglese; un tavolo da ping-pong smontato, e varie attrezzature.
PUBBLICO MINISTERO: In questo salone si ricorda qualcos'altro?
IMPUTATO Grigoli: C'era un camino, un tavolo in legno, lungo; e poi c'era la scala che portava nei piani superiori, al piano superiore.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha fatto riferimento a un giardino con un prato inglese...
IMPUTATO Grigoli: Sì, poi, chiaramente, nel lato opposto c'era una porta dove si usciva fuori e c'era questo prato inglese; mi ricordo un albero. Non ricordo se era un forno, un barbecue, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei, poco fa, ha detto: 'c'era un casottino, fuori'.
IMPUTATO Grigoli: Sì, un casottino dove ci metteva la legna. Se sopra c'era il forno, non mi ricordo; un barbecue, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: E durante questa permanenza in questo villino, punto primo: quanto tempo siete rimasti?
IMPUTATO Grigoli: Parecchio, più di quindici giorni, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Più di quindici giorni.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in occasione di questa permanenza in questo villino di Capena, c'era qualcuno di voi che aveva dei telefoni cellulari?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda chi?
IMPUTATO Grigoli: Giacalone, sicuramente; Lo Nigro. Non mi ricordo del Benigno, se lo aveva.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ce l'aveva, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, è capitato che lei abbia chiamato casa sua con qualcuno dei telefoni di queste persone?
IMPUTATO Grigoli: Non era nei programmi di chiamare casa e neanche nelle mie intenzioni, ma erano passati già all'incirca quindici giorni e ho chiamato casa.
PUBBLICO MINISTERO: Utilizzando, se lo ricorda, quale cellulare?
IMPUTATO Grigoli: Quello di Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto: Carra prese armi e esplosivo laggiù a Palermo, nel famoso Corso dei Mille Guarnaschelli.
Abbiamo detto di questi tre involucri. Se lo ricorda che peso complessivo potevano avere?
IMPUTATO Grigoli: Mah, all'incirca poteva variare 50-60 chili; 65-55.
Una persona non era in grado di alzare una forma di...
PUBBLICO MINISTERO: C'era bisogno di essere in due?
IMPUTATO Grigoli: Sì, per lo meno.
PUBBLICO MINISTERO: In questa villetta che lei ha descritto abbastanza, durante la sua permanenza, ha avuto modo, poi, di vedere anche Carra, in questa villetta? Ci ha dormito anche Carra lì?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando portò armi e esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, lui venne e portò armi e esplosivo, che noi scaricammo più avanti della villetta, al buio. Perché qui non è, le ho detto, non è che è una zona tanto abitata; è una zona credo di villeggiatura, questa qui.
Quindi, in questa occasione io lo vidi lì. Poi ci fu un'altra occasione, se non sbaglio, che lui risalì per risalire altro esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo che era fallito il primo attentato.
IMPUTATO Grigoli: Sì, dopo che era fallito il primo attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora, questo secondo viaggio, poi, caso mai ci arriverei fra un attimo.
Ecco, quindi Carra, in occasione di questo primo viaggio - chiamiamolo di armi e esplosivo - si trattenne lì con voi nella villetta?
IMPUTATO Grigoli: Sì, ricordo che giocammo anche a carte.
PUBBLICO MINISTERO: Si trattenne qualche giorno? Se lo ricorda, insomma, no?
IMPUTATO Grigoli: Mah...
PUBBLICO MINISTERO: Quanto durò questa permanenza?
IMPUTATO Grigoli: Credo che una notte dormì, lui, lì. Sì, credo di sì. Credo due giorni.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda due giorni.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A proposito di quello che lei ha visto nella villetta, lei ci ha detto: il giardino, l'albero, il casotto; ci ha parlato anche di questa famosa pensilina che c'era all'ingresso; dice: 'dove ci mettevano le macchine al fresco'.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda che macchine vide in questa villetta?
IMPUTATO Grigoli: Io mi ricordo bene di questa pensilina, perché c'era una macchina di provenienza furtiva, che noi ci premurammo di mettere, appunto, sotto questa pensilina per evitare che qualche elicottero potesse notare il numero di targa, qualcosa, e quindi, di conseguenza...
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda che macchina era?
IMPUTATO Grigoli: Ricordo di una FIAT Uno scura.
PUBBLICO MINISTERO: Ed era rubata questa macchina?
IMPUTATO Grigoli: Sì, seppi di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sa chi l'aveva rubata?
IMPUTATO Grigoli: No, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Sa che fine ha fatto questa macchina?
IMPUTATO Grigoli: Che fine? No, perché credo che rimase lì. Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo sa.
Senta, poi lei ha detto: utilizzaste una jeep di Scarano, una jeep bianca.
IMPUTATO Grigoli: Sì, la maggior parte delle volte, per trasportare l'esplosivo, utilizzavamo la jeep; anzi, in tutte le occasioni utilizzammo la jeep.
Ci alternavamo, invece, quando facevamo, quando andavamo a vedere se vedevamo il Contorno con un'altra FIAT Uno - con, una volta la jeep, una volta la FIAT Uno, addirittura una volta una Regata, ebbe a portarci lo Scarano - per evitarci che questa macchina si vedesse più di tanto nel paese. Quindi, lo stesso qualche parente del Contorno poteva insospettirsi, perché lì c'era il suocero, aveva i figli, il figlio, il fratello, la moglie.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora ci arriviamo un attimo...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... a casa di Contorno, diciamo.
Vorrei rimanere sulle macchine, un attimo.
Questa FIAT Uno rubata, che stava sotto la pensilina, si ricorda se ha avuto un qualche impiego? L'avete utilizzata, ecco, voglio dire.
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo se fu utilizzata quando trasportammo l'esplosivo, cioè come macchina di copertura. Non mi ricordo di questo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, può darsi che venne utilizzata per trasportare...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... questo esplosivo.
IMPUTATO Grigoli: La jeep sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Ma per trasportare esplosivo, lei a cosa si intende? Quando fallì il primo attentato, o quando scaricaste lì con Carra il primo?
IMPUTATO Grigoli: No, il trasportare...
PUBBLICO MINISTERO: Ha capito cosa voglio dire?
IMPUTATO Grigoli: ... l'esplosivo per posizionarlo. Per posizionarlo.
PUBBLICO MINISTERO: Nel punto dove...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... era esploso.
IMPUTATO Grigoli: No, l'esplosivo fu trasportato dal Carra fino a Capena.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Siccome poco fa...
IMPUTATO Grigoli: Poi...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi Grigoli...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome poco fa lei ha detto: il Carra col camion non arrivò fino al villino, avvenne di buio, lì vicino, questo... Ho capito bene?
IMPUTATO Grigoli: Sì, già cominciando da lì...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Da quando Carra portò l'esplosivo in quella prima volta, poi come venne portato l'esplosivo, lì al villino?
IMPUTATO Grigoli: Lei dice, quindi, proprio la prima volta in assoluto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, quando arrivò a Capena, ecco, col camion.
IMPUTATO Grigoli: Non lo so se... Non lo so, non mi ricordo. Forse la stessa jeep.
PUBBLICO MINISTERO: La jeep...
IMPUTATO Grigoli: O magari questa FIAT Uno, non mi ricordo, non so essere preciso su questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, benissimo. Infatti... Io ho cercato di spingermi fin dove arrivavano i suoi ricordi.
Quindi, come macchine lei ha detto: la jeep, la Uno, questa rubata; poi ha detto venne utilizzata anche questa Regata di Scarano...
IMPUTATO Grigoli: E di un'altra Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Un'altra FIAT Uno.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Di colore bianco, che era sempre... aveva sempre la disponibilità lo Scarano, di questa Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, non l'ha mai saputo di chi era questa seconda FIAT Uno bianca.
IMPUTATO Grigoli: No. Addirittura, questa Uno, poi, fu comprata da Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Questa Uno bianca venne, poi, comprata da Giacalone?
IMPUTATO Grigoli: Sì, se non erro, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, veniamo ora... Lei ha detto: ci trattenemmo a Roma per un lungo periodo, una quindicina di giorni.
Vediamo questi famosi pedinamenti. Ma prima di arrivare ai pedinamenti, bisogna che le chieda una cosa: come avevate avuto notizia che in zona ci stava Contorno? Le fu detto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: Fu lo Scarano che fece sapere che Contorno era a Roma. E lui lo venne a sapere perché lui era solito trafficare negli stupefacenti.
PUBBLICO MINISTERO: Lui, mi scusi, chi?
IMPUTATO Grigoli: Lo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
IMPUTATO Grigoli: E con uno di questi che lui aveva questi traffici, l'aveva informato che era solito trafficare con Contorno, anche.
PUBBLICO MINISTERO: E quest'altra persona sa chi era, le venne detto che cosa faceva?
IMPUTATO Grigoli: Sì, si parlava di un costruttore che noi poi localizzammo, questo costruttore, che abitava nella stessa stradina dove abitava il Contorno, più avanti dal villino di Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda che macchina aveva questa persona?
IMPUTATO Grigoli: No, ma era una macchina... una buona macchina. Se non ricordo male ci fu un particolare, di questa macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
IMPUTATO Grigoli: Non vorrei dire una fesseria.
PUBBLICO MINISTERO: Dica, dica quello che...
IMPUTATO Grigoli: Non lo so se era un Ferrari, non lo so; non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque ricorda una macchina buona.
IMPUTATO Grigoli: Una macchina buona.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ecco, ci spiega un attimino, allora, come avvenivano questi avvistamenti, questi pedinamenti di Contorno?
IMPUTATO Grigoli: Ma, vede, prima partì lo Spatuzza per effettuare questi avvistamenti. Perché, vede, lui, essendo persona che abitava da piccolo proprio quasi porta a porta col Contorno, lui conosceva un po' tutti i familiari del Contorno: la moglie, il figlio, il suocero. Quindi, di conseguenza, lui era l'ideale nel fare questi avvistamenti. E partì lui, dopo che lo Scarano fece sapere questa cosa.
Lui, effettivamente, poi, venne a dire che vide il suocero, vide la moglie: la moglie col Golf, il suocero con la 127.
Quindi, questi avvistamenti li venne a fare lui.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, mi è sfuggito, non so se lei l'ha detto, comunque caso mai glielo richiedo: Scarano come aveva fatto a fare avere questa notizia?
IMPUTATO Grigoli: Ma a quel che ho capito io, Scarano aveva dei contatti con delle persone di Castelvetrano. Adesso non so, però la storia: come mai avesse questi contatti con queste persone.
PUBBLICO MINISTERO: Chi erano queste persone?
IMPUTATO Grigoli: Erano persone vicine a Matteo Messina Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Ah...
IMPUTATO Grigoli: Difatti lui era in possesso di un villino a Triscina.
PUBBLICO MINISTERO: Lui Scarano?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, lei l'aveva sentito dire dagli altri?
IMPUTATO Grigoli: Che aveva il villino a Triscina?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: No, addirittura, siccome una volta noi mangiammo assieme - io con la mia famiglia, Giacalone con la sua, perché Giacalone aveva un villino a Tre Fontane, che è nelle vicinanze di Triscina - lui ebbe a dirmi direttamente di questo villino... Anzi, in quella occasione lui fece una scappatina in questo villino.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
IMPUTATO Grigoli: A Triscina.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi le risultava personalmente.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei sapeva chi erano le persone di Castelvetrano in contatto con Scarano?
IMPUTATO Grigoli: No. Il contatto diretto non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: O indiretto, se le risulta.
IMPUTATO Grigoli: Indiretto: Matteo Messina Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Che c'erano rapporti fra Scarano e Matteo Messina Denaro a lei gliel'aveva detto qualcuno? L'aveva saputo in qualche maniera?
IMPUTATO Grigoli: No, parlando con Matteo... Adesso i particolari non me li ricordo, però con Matteo, Matteo mi aveva detto, mi aveva fatto capire che si conoscevano, che avevano avuto contatti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, appunto. Io volevo sapere...
IMPUTATO Grigoli: Io non posso ricordare i vari particolari...
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMPUTATO Grigoli: ... le varie parole dette.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma non le ho chiesto questo. A me mi interessava sapere se le risultava che Scarano aveva rapporti con Matteo Messina Denaro.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A quanto capisco, gliel'aveva detto a lei lo stesso Matteo Messina Denaro.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, allora, veniamo ora a questi avvistamenti, chiamiamoli, di Contorno.
Lei ha detto: per primo ci fu Spatuzza - capisco bene? - che venne mandato, per così dire, in avanscoperta.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E aveva visto Contorno, aveva visto il suocero, con la 127, la moglie con la Golf.
Le chiedo: quando lei si trasferì nel famoso villino e inizia questa attività, ebbe modo, lei, di vederlo personalmente, direttamente, Contorno?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che macchina aveva, dove stava?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Il Contorno, un paio di volte.
PUBBLICO MINISTERO: Una macchina ce l'ha detta: era quella, appunto, amaranto.
IMPUTATO Grigoli: Tutte e due le volte con la Punto amaranto lo avvistai io.
PUBBLICO MINISTERO: Ha visto dove abitava Contorno?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può descrivere questo luogo?
IMPUTATO Grigoli: Era una stradina, credo, non asfaltata. Il villino era sul lato sinistro, comunque era tutto, come si dice?, non c'era il modo di guardare tanto all'interno; si poteva vedere poca cosa, com'era fatto questo villino all'interno.
Mi ricordo, all'esterno forse c'era... il perimetro era fatto di un muro con mattoni gialli, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda se c'era, come si accedeva, se c'era...
IMPUTATO Grigoli: C'era un lampioncino giallo, come se si aprisse il portone col telecomando.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè quella specie di allarme, lei vuol dire.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sul cancello.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ricorda com'era questo cancello?
IMPUTATO Grigoli: In ferro.
PUBBLICO MINISTERO: Com'era fatto non se lo ricorda.
IMPUTATO Grigoli: No, era... non si vedeva tanto l'interno, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire: era tutto unico, un pezzo unico, oppure era a sbarre? In che altra maniera?
IMPUTATO Grigoli: Forse pezzo unico. Perché c'erano dei punti dove si vedeva il villino e dei punti non.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè...
IMPUTATO Grigoli: Adesso non ricordo se si vedeva... Perché nel muro c'erano delle specie di finestre, nel muro perimetrale.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, si poteva veder dentro?
IMPUTATO Grigoli: Sì. L'interno non tanto bene.
PUBBLICO MINISTERO: Delle aperture, diciamo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma quando lei ebbe modo di guardar dentro, si ricorda se vide qualche macchina in particolare?
IMPUTATO Grigoli: Sì, si potevano notare delle macchine. Una volta vidimo una Polo, pure.
PUBBLICO MINISTERO: Una Polo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda di che colore era questa Polo?
IMPUTATO Grigoli: Grigio topo, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi come macchine, lei, complessivamente - fra quelle che ha visto e quelle che ha sentito da Spatuzza - se le possiamo riassumere, erano: una Golf della moglie, ho capito bene?
IMPUTATO Grigoli: Sì, la Golf la guidava la moglie. La 127 se non erro...
PUBBLICO MINISTERO: Del suocero.
IMPUTATO Grigoli: Carta da zucchero, venne a dire lui, se non erro.
PUBBLICO MINISTERO: Poi?
IMPUTATO Grigoli: Era del suocero. La Golf, se non erro, grigia e la Punto la vidi io...
PUBBLICO MINISTERO: La Punto amaranto?
IMPUTATO Grigoli: Amaranto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi questa Polo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, questa Polo posteggiata all'interno, che poi si pensò d'essere del figlio.
PUBBLICO MINISTERO: Come mai pensaste che era del figlio?
IMPUTATO Grigoli: Perché una volta che il suocero aveva la 127 e la moglie l'avevamo vista con la Golf...
PUBBLICO MINISTERO: Per esclusione, diciamo.
IMPUTATO Grigoli: Per esclusione, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Fu una vostra deduzione, che questa Polo era del figlio.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
Quindi, durante questa prolungata permanenza, lei eseguì questi pedinamenti, andò lì nella villetta eccetera. E lei ha detto: 'fino a quando abbiamo compiuto il primo tentativo'.
E lei ci ha spiegato che era vicino casa, c'era la curva dove venne...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... collocato questo ordigno.
Lei poco fa l'ha detto, casomai glielo richiedo: come venne portato l'esplosivo lì, in occasione del primo tentativo?
IMPUTATO Grigoli: Dentro la jeep.
PUBBLICO MINISTERO: Dentro la jeep. Benissimo.
Senta, questo tentativo quando venne eseguito, nell'arco della giornata: di mattina, di sera, di pomeriggio?
IMPUTATO Grigoli: No, collocammo, noi, l'esplosivo di sera per operare l'indomani mattina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando ci fu il famoso botto del detonatore e quindi lei ha detto: 'il compito mio e di Giacalone era quello di dare la battuta'.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come venne data questa battuta?
IMPUTATO Grigoli: Mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
IMPUTATO Grigoli: Un minuto, perché forse di mattina presto lo collocammo e lo togliemmo di sera. Forse di mattina presto lo collocammo...
PUBBLICO MINISTERO: Io ho bisogno di capire...
IMPUTATO Grigoli: ... l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: ... di capire a parte il momento in cui venne collocato, il momento in cui ci fu la famosa battuta.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quando doveva eseguire l'attentato. Era di giorno, di sera?
IMPUTATO Grigoli: Di mattina.
PUBBLICO MINISTERO: Di mattina. Si ricorda verso che ora?
IMPUTATO Grigoli: L'otto e mezzo, nove.
PUBBLICO MINISTERO: Tra le otto e mezza e le nove di mattina.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa battuta, nel punto di osservazione vostro, come venne data a chi doveva pigiare il telecomando?
IMPUTATO Grigoli: Per via telefonino... del telefonino.
PUBBLICO MINISTERO: Col telefonino.
Quale telefonino venne utilizzato per chiamare?
IMPUTATO Grigoli: Per chiamare, Giacalone Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: E riceveva?
IMPUTATO Grigoli: O Lo Nigro o Benigno, adesso non mi ricordo. Erano loro in posizione di...
PUBBLICO MINISTERO: Di operare.
IMPUTATO Grigoli: ... di operare. Quindi uno dei due, adesso non mi ricordo quale dei due.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMPUTATO Grigoli: Ma fu... noi pigiammo i numeri del telefonino per essere pronto nel momento in cui passava il Contorno, non è che andavamo a fare i numeri; già erano sincronizzati, ecco adesso mi viene la parola.
Già il numero era sincronizzato nel telefonino.
PRESIDENTE: Era memorizzato.
IMPUTATO Grigoli: Ecco. Memorizzato. Bastava premere la memoria e già arrivava la telefonata, e chiaramente era il segnale che il Contorno era da lì a poco loro visivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Altro particolare: ci fu una o più chiamate quando l'avvistaste?
IMPUTATO Grigoli: Mah, sicuramente più di una, perché per memorizzarlo si doveva per lo meno chiamare almeno una volta.
PUBBLICO MINISTERO: Altro...
IMPUTATO Grigoli: Almeno, bisognava essere sicuri che dall'altro lato arrivava.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei vuol dire che ci furono due chiamate in successione una dopo l'altra?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Una subito dopo l'altra?
IMPUTATO Grigoli: C'erano dei punti dove avevamo problemi di ombra, dov'è che il telefonino non è che pigliava tanto bene.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMPUTATO Grigoli: Però non eravamo preoccupati più di tanto, perché il posto operativo era buono; avevano il tempo di vedere spuntare la macchina e quindi di prepararsi. Già loro conoscevano che si trattava di una Punto amaranto, e quindi, di conseguenza, già erano pronti.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questi punti di osservazione se li ricorda dov'erano, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Mah, erano di fronte a dove era collocato l'esplosivo, perché mi si spiegò che per avere maggior possibilità di compiere l'operazione, bisogna essere disposti in una maniera che l'esplosivo sia visivo orizzontalmente.
Capisce quello che voglio dire?
In modo tale che quando passa la macchina è orizzontale all'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Orizzontale?
IMPUTATO Grigoli: Non in posizione verticale dov'è che si poteva sbagliare, la macchina poteva essere o più avanti o più indietro. Bisognava essere orizzontali.
PUBBLICO MINISTERO: In linea, vuole dire.
IMPUTATO Grigoli: In linea, ecco. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: In linea sullo stesso piano, è questo che vuole dire.
IMPUTATO Grigoli: Sì, in linea allo stesso piano.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: In modo tale che si centrava.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questi punti di osservazione dov'erano? C'era qualche punto di riferimento?
IMPUTATO Grigoli: Era una collinetta, se non erro, boscosa. Da questa collinetta dovevano operare.
Comunque, nei pressi di un cimitero.
PUBBLICO MINISTERO: C'era un cimitero lì vicino?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e l'esplosivo dov'era stato collocato?
IMPUTATO Grigoli: C'era una cunetta che fiancheggiava la strada, il percorso, profonda circa un metro, un metro e qualcosa. Fu collocato in questa cunetta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e cosa accadde quando...
IMPUTATO Grigoli: Chiedo scusa. Io, se possibile...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: ... purtroppo avrei bisogno di due minuti. Se è possibile.
PRESIDENTE: Sospendiamo.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente...
PRESIDENTE: Purtroppo alle due dovremmo sospendere definitivamente.
PUBBLICO MINISTERO: Glielo vogliamo far presente a Grigoli, perché...
PRESIDENTE: Di più non può aspettare?
IMPUTATO Grigoli: Devo andare in bagno, questo è il problema.
PRESIDENTE: Sì, sì. Va bene. Sospendiamo cinque minuti.
IMPUTATO Grigoli: Grazie.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Grigoli, ora mi pare che le ultime domande mie e le sue risposte erano focalizzate sul momento dell'avvistamento e sul momento in cui passa la famosa Punto amaranto.
E lei ci ha spiegato che c'era bisogno di questa visuale orizzontale; ci ha spiegato che cosa intendeva dire.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nel momento in cui passa Contorno, cosa accade?
IMPUTATO Grigoli: Accade che...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Grigoli: ... loro azionano il telecomando: esplode il detonatore, ma non esplode l'esplosivo.
PRESIDENTE: Ma lei ha sentito personalmente l'esplosione del detonatore?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PRESIDENTE: Sì?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei...
PRESIDENTE: A che distanza eravate?
IMPUTATO Grigoli: Mah, siccome noi eravamo messi dentro una traversa, abbiamo visto passare la Punto del Contorno, abbiamo dato la battuta e ci stavamo immettendo per andare per il lato opposto. Perché noi, la via di fuga, l'avevamo... avevamo deciso di fare il lato opposto: dovevamo attraversare un altro paesino per andare di nuovo a Capena. Perché? Perché nel momento in cui avveniva l'esplosione, non potevamo più passare da quel lato.
PRESIDENTE: Certo.
IMPUTATO Grigoli: Quindi la via di fuga ce la creammo dall'altro lato. Chiaramente, lei capirà...
PRESIDENTE: No, no, ma l'unica cosa era sapere a che distanza eravate dal luogo in cui...
IMPUTATO Grigoli: E le stavo dicendo proprio questo. C'era una traversina dove... non lo so, a circa 50 metri.
PRESIDENTE: E avete, e lei ha sentito...
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PRESIDENTE: ... il colpetto del...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: ... come uno sparo da arma da fuoco?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Grigoli, sul luogo, ecco, eravate in quattro?
IMPUTATO Grigoli: Eravamo...
PUBBLICO MINISTERO: Eravate lei e Giacalone, poi dall'altra parte c'erano Lo Nigro e Benigno...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e lei ha detto e Giuliano aveva fatto strada. Quindi in cinque. Aveva battuto la strada.
IMPUTATO Grigoli: Giuliano più avanti, c'era una piazzuola e qui dovevamo fare... uno doveva salire con Giuliano, credo.
Ah, ecco, a che cosa serviva la macchina rubata. Ecco, adesso sto focalizzando a che serviva la macchina rubata. La macchina rubata serviva proprio per questa cosa: loro erano con la FIAT Uno lì sopra, Lo Nigro e Benigno. Dopo che azionavano il telecomando, andavano via con la macchina rubata. In quella sosta che le dicevo io, attendeva Giuliano per caricare loro e si doveva dar fuoco a questa FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi la macchina serviva per scappare, diciamo, dal luogo dell'attentato?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi c'era Giuliano alla guida e Benigno e Lo Nigro che avevano operato col telecomando.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei e Giacalone con che macchina eravate arrivati lì nella traversina come punto di avvistamento di Contorno?
IMPUTATO Grigoli: Con quella FIAT Uno bianca che le avevo detto prima, dello Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, come avete fatto poi a... lei ha sentito il botto, vi siete ritrovati subito dopo, ecco, che cosa è successo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, arrivammo nei pressi... perché noi ci dovevamo anche affrettare a spostarci perché la devastazione è enorme. Non è che potevamo stare più di tanto lì vicini.
Quindi già ci eravamo immessi per andare via. Io ero girato e seguivo la macchina del Contorno che arrivava sul punto...
PRESIDENTE: Prestabilito.
IMPUTATO Grigoli: ... prestabilito. E vidi che quando ci fu lo scoppio del detonatore, Contorno ebbe come a girarsi, che lui aveva sentito un qualcosa. Non so se lui avrà capito, cioè se lui avrà capito che cosa fosse questo rumore.
Siccome lui non vide nulla, perché non c'era nulla, non è che... non si sarà preoccupato più di tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stava spiegando che cosa avete fatto, una volta che esplose...
IMPUTATO Grigoli: Sì, noi eravamo... quindi noi andammo via, arrivammo sulla zona dove c'era il Giuliano. E lì ci fermammo e commentammo il fatto: 'ma guarda che forse non è esploso, sicuramente'. 'Come non è esploso?'. 'Eh, non è esploso'.
Da lì poi arrivarono loro e andammo tutti via. Compreso la macchina rubata, se non erro.
PUBBLICO MINISTERO: E faceste rientro subito alla villetta?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le chiedo: quando ci fu questo tentativo, diciamo andato a vuoto, andato a male, Carra era sempre lì con voi nella villetta?
IMPUTATO Grigoli: Subito dopo il tentativo?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nella serata, in quell'arco di tempo...
IMPUTATO Grigoli: No, dopo ritornò il Carra, perché poi che ci fu? Ci fu bisogno di altri detonatori, perché quello lì non era più utilizzabile perché era esploso. E si mandò il Giuliano a prendere i detonatori a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, mi scusi, Grigoli.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi questo...
IMPUTATO Grigoli: Sto arrivando al fatto che poi lui gli comunicò il fatto di salire altro esplosivo. E risalì col Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Carra quindi è tornato un'altra volta.
IMPUTATO Grigoli: Dopo. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Però io, se lei se lo ricorda, ecco, volevo capire se una volta il Carra aveva portato il primo esplosivo...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... nel momento in cui c'era stato questo primo tentativo, mi segue Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Carra era ancora per Capena, lì nel villino, ecco? Se lei se lo ricorda.
IMPUTATO Grigoli: No, non lo ricordo che lui...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi poteva essere...
IMPUTATO Grigoli: Che poi lui ci ritornò, sì, sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è un fatto che è sicuro.
IMPUTATO Grigoli: Se lui era ancora lì, questo non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quindi, siccome lei ha detto che s'era trattenuto almeno due giorni, Carra.
IMPUTATO Grigoli: Sì, questo forse fu quando risalì. Adesso posso pure fare confusione.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Sta di fatto che io mi ricordo che lui stette due giorni; non so collegare il periodo magari, ma lui due dei giorni stette, perché giocammo a carte; mi ricordo di questa storia.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
Senta, l'esplosivo che era rimasto lì nella famosa cunetta, che fine ha fatto? Come avete fatto?
IMPUTATO Grigoli: L'esplosivo, poi, perché non sapevamo, noi, se il Contorno aveva capito, se andavano le Forze dell'Ordine a controllare la zona; non sapevamo il Contorno se aveva realmente capito quello che era successo.
Poi si andò a visionare che tutto era a posto - cosa che fu perché non c'era nessuno che poteva, cioè, nessuno che aveva capito la cosa - e la sera andammo a riprenderci l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Come andaste e chi ci andaste, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Ci andammo tutti: io, Giuliano, Lo Nigro, Giacalone, Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: Come venne ripreso, diciamo, dalla cunetta l'esplosivo? Con quale macchina ci andaste?
IMPUTATO Grigoli: Con la jeep e la FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Quella rubata? La FIAT Uno rubata o quella buona?
IMPUTATO Grigoli: No, no, quella bianca, quella...
PUBBLICO MINISTERO: Quella bianca.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quest'esplosivo l'avete riportato nella villetta?
IMPUTATO Grigoli: Sì, ricordo un particolare: posteggiammo noi la jeep proprio a fianco a dov'era collocato l'esplosivo. E, nel momento in cui ci stavamo accingendo a caricare l'esplosivo, abbiamo visto le luci di una macchina che si stava avvicinando.
Quindi facemmo finta un po' che stavamo facendo... non so come dire, stavamo facendo un bisogno, qualcosa di... capito quello che voglio dire? Tipo, ci eravamo fermati per fare questa cosa.
E questa macchina invece si fermò letteralmente, e ci guardò un pochettino come dire: ma questi qui che stanno facendo? Cosa che noi ci preoccupammo, perché li avevamo scambiato quasi per qualcuno delle Forze dell'Ordine in borghese.
Invece poi andò via 'sta macchina qui.
Caricammo l'esplosivo e andammo via.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, può ripetere l'ultima frase? Mi è sfuggita?
IMPUTATO Grigoli: Caricammo l'esplosivo e andammo via.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi "via" intende alla villetta?
IMPUTATO Grigoli: Andammo nella villetta, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lo riportaste lì l'esplosivo.
IMPUTATO Grigoli: Sì, nella villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Dove venne messo questo esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Esplosivo innanzitutto venne sconfezionato, perché erano tre i tipi di esplosivi. Però la confezione era unica.
PRESIDENTE: Quindi avete separato i tre componenti.
IMPUTATO Grigoli: Sì, abbiamo separato i tre componenti.
PUBBLICO MINISTERO: E quest'operazione dove venne fatta: fuori, all'aperto, o dentro?
IMPUTATO Grigoli: No, dentro casa, dentro la villetta.
PUBBLICO MINISTERO: In quale delle stanze della villetta, se lo ricorda?
IMPUTATO Grigoli: Nel salone.
PUBBLICO MINISTERO: Quella dove c'era il camino?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e poi cosa decideste, che cosa vi siete detti?
IMPUTATO Grigoli: Innanzitutto ci siamo premurati anche di vedere se il Contorno si era insospettito da quel rumore che aveva sentito. Quindi... Già comunque, nel frattempo, si era mandato giù Giuliano a prendere gli altri detonatori e dell'altro esplosivo. Perché una volta che la gelatina non esplose, si scartò; quindi dovevamo aggiungere dell'altro esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: E c'era bisogno di un nuovo aggiustamento di questo materiale?
*IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, siccome ora il tema è nuovo e piuttosto... mi piacerebbe affrontarlo ex novo.
PRESIDENTE: Va benissimo. Riprendiamo domani mattina alle ore 9.00.
Pregherei tutti di una certa puntualità, per non perdere tempo come questa mattina.
Arrivederci a domani.
Traduzione degli imputati detenuti.
PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo chi c'è.
Bagarella.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni. C'è l'avvocato Ceolan.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Benigno Salvatore.
IMPUTATO Benigno: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti, De Paola, Falciani. C'è l'avvocato Falciani?
AVVOCATO Batacchi: Sostituito dall'avvocato Batacchi.
PRESIDENTE: Grazie.
Calabrò Gioacchino.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante? Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Cannella Cristoforo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Rinunciante? Avvocato Di Peri e avvocato Rocchi. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai, avvocato Batacchi.
AVVOCATO Cosmai: Sono presente.
PRESIDENTE: Sono presenti entrambi. Mi pare, vero?
Di Natale Emanuele: libero, contumace. Avvocato Civita Di Russo, Gentili, Falciani. Sostituito dall'avvocato Batacchi.
Ferro Giuseppe: rinunciante. Avvocato Pietro Mignati Paoli. Sostituito dall'avvocato Batacchi.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi, Gennai. Sostituito dall'avvocato Batacchi.
Frabetti Aldo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocato Monaco, Usai, avvocato Roggero. Sostituito dall'avvocato Cosmai... Scusi, no, l'avvocato Ceolan.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, avvocato Florio, avvocato Bennati. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi, che è presente.
Graviano Filippo è rinunciante?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Sì.
PRESIDENTE: Avvocato Oddo, avvocato Gramigni. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Grigoli Salvatore: presente.
IMPUTATO Grigoli: Sì, presente.
PRESIDENTE: Avvocato Batacchi, se non mi sbaglio. E' presente.
Lo Nigro Cosimo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Florio e avvocato Fragalà. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Messana Antonino: libero, contumace. Avvocato Amato e avvocato Bagattini. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e Cardinale. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avvocato Pepi, presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Santamaria: libero contumace. Avvocato Battisti e avvocato Usai. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Scarano Antonio: libero, assente. Avvocato Fortini e avvocato Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: libero, contumace. Avvocato Condoleo e Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Spatuzza Gaspare.
IMPUTATO Spatuzza: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Pepi, che è presente.
Tutino Vittorio.
IMPUTATO Tutino: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gallina e avvocato Gramigni. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Abbiamo allora presente l'esaminato. Possiamo riprendere. La parola...
AVVOCATO Avellone: Presidente, scusi.
PRESIDENTE: Sì?
AVVOCATO Avellone: L'avvocato Avellone. Se può dare atto della mia presenza. Sono il difensore di fiducia di Grigoli Salvatore.
PRESIDENTE: Benissimo.
AVVOCATO Avellone: Grazie.
PRESIDENTE: E' già fatto avvocato, con la sua dichiarazione abbiamo già registrato la sua presenza.
Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci. Allora, buongiorno Grigoli.
*IMPUTATO Grigoli: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, vorrei un attimino fare delle puntualizzazioni rispetto alle dichiarazioni che lei ha reso ieri mattina, partendo un attimino dalla vicenda dello Stadio.
Dunque, se lei ricorda, ieri, quando ha parlato della riunione che c'era stata a Misilmeri, lei ha spiegato un pochino com'era avvenuta la convocazione e ha anche spiegato quali erano le persone che erano presenti.
Controllando le sue dichiarazioni di ieri, lei, a proposito di queste persone, indicandole, in un primo tempo non aveva detto che c'era Benigno, alla riunione, poi successivamente, più avanti ha detto che forse c'era Benigno.
Prima di farle eventualmente rilevare quello che lei ha dichiarato nelle indagini, le riformulo la domanda: Benigno c'era, non c'era alla riunione?
IMPUTATO Grigoli: Credo che c'era.
PUBBLICO MINISTERO: "Credo che c'era".
PRESIDENTE: Ma non è sicuro.
IMPUTATO Grigoli: La memoria non è che...
PRESIDENTE: Va bene, appunto, ma dice, non si sente sicuro.
IMPUTATO Grigoli: Credo comunque che c'era.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Perché, dunque, le volevo far presente che, per l'appunto, quando lei venne sentito nel corso delle indagini, nell'interrogatorio del 24 giugno, dicendo delle persone che erano presenti nel villino lei lo affermò, diciamo, senza incertezze.
Leggo a pagina 7 di quel verbale:
"Ebbi un appuntamento con Graviano, insieme con Cosimo Lo Nigro, Spatuzza, Giacalone, Giuliano Francesco."
"E poi chi c'era?"
"E basta. E Benigno Salvatore."
IMPUTATO Grigoli: Sì, guardi, siccome Benigno Salvatore faceva parte di un altro gruppo di fuoco, quello di Misilmeri, sotto le dipendenze di Lo Bianco, quindi non è che lui era organico al nostro gruppo, quindi... Adesso io dico se c'era, perché non era del nostro gruppo. Pensandoci bene penso che c'era comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Sempre per, diciamo, dare delle puntualizzazioni rispetto alle sue dichiarazioni di ieri. Lei più volte ieri ha parlato di una Thema, come macchina.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Voglio dire, e glielo richiedo: è sicuro che si trattasse di una Thema?
IMPUTATO Grigoli: Noi eravamo soliti, quando usavamo queste macchine grosse, a farci portare le Croma, quindi se non era Thema poteva essere tutt'al più una Croma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il suo ricordo comunque è nel senso di quale macchina?
IMPUTATO Grigoli: Lei sta parlando di quella dello Stadio?
PUBBLICO MINISTERO: Dello Stadio, certo.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Ricordo di una Thema, io.
PUBBLICO MINISTERO: Thema. Ecco, siccome per l'appunto, sempre nell'interrogatorio del 24 giugno - lo voglio far notare per correttezza - lei si espresse, diciamo, nei termini sostanzialmente in cui si è espresso oggi, dicendo che era una Thema o forse una Croma.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa sua incertezza era dovuta alla spiegazione che ha dato in questo momento, cioè che normalmente usavate Croma...
IMPUTATO Grigoli: Sì, normalmente noi in quasi tutte le operazioni usavamo le Croma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perfetto.
Senta, sempre a proposito di questa Thema, lei ieri ci ha spiegato che a questa Thema, che era rubata, erano state apposte delle targhe, diciamo, di una macchina pulita.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda qualcosa di più di questa macchina pulita da cui erano state prese queste targhe, evidentemente?
IMPUTATO Grigoli: Mi ricordo di un'altra macchina uguale a questa, che era nella disponibilità del Giacalone. Per cui smontò queste targhe di questa macchina pulita e prese anche chiaramente i documenti di questa macchina pulita per imbarcare quella rubata.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi Grigoli, mi spieghi un attimino, si trattava di una Thema questa, se ho capito. Era uguale anche per colore, per tipo di alimentazione? Se era a benzina, a diesel, o che altro?
IMPUTATO Grigoli: No, vede, per essere lo stesso tipo di macchina, era lo stesso tipo. Adesso se era dello stesso colore, questo non so essere certo, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Prova... Può mettere a fuoco i suoi ricordi, eventualmente, sulla targa di questa macchina, su come era targata questa macchina? Quella pulita.
IMPUTATO Grigoli: Credo Palermo, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Questa macchina si trovava dentro l'autosalone di Giacalone?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Credo di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Crede di sì, in che senso? Mi scusi Grigoli, lei l'ha vista questa macchina, quella pulita. Ho capito così.
IMPUTATO Grigoli: Sì, io come le ho già detto, all'epoca non ero più socio nell'autosalone, quindi ci passavo di tanto in tanto. Non è che ero lì tutti i giorni e quindi me la posso ricordare. La ricordo così, vagamente. Comunque penso che era dentro l'autosalone.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, a proposito dell'autosalone, a proposito del lavoro fatto agli ammortizzatori, alle sospensioni.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ieri ha detto che questo lavoro fu fatto in parte nell'autosalone.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A Palermo.
IMPUTATO Grigoli: Per quanto riguarda togliere i vari numeri di matricola.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco, le volevo chiedere per l'appunto e le volevo far rilevare, dico, ma venne fatto proprio questo lavoro dentro l'autosalone, nei locali dell'autosalone?
IMPUTATO Grigoli: No, vede, nell'autosalone... dentro l'autosalone c'era anche un'officina meccanica.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto, volevo sapere questo.
E dico, tutto questo lavoro di togliere i numeri di matricola, venne fatto lì?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dico, ma non era rischioso farlo dentro l'ambiente di Giacalone?
IMPUTATO Grigoli: No, non è che per togliere le matricole bisogna fare chissà che cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, è un lavoro che si fa, diciamo, senza dar nell'occhio.
IMPUTATO Grigoli: Sì. E poi l'officina era ubicata dentro l'autosalone, munita anche di saracinesca, quindi quando si faceva qualcosa del genere si abbassava a metà.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Ulteriori precisazioni, sempre con riferimento diciamo alla preparazione del tutto. Le formulo nuovamente la domanda.
Lei ieri ha parlato della preparazione di un contenitore con dei tondini di ferro.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che dovevano fare quell'effetto esplosivo, diciamo, quell'effetto proiettile. E ha parlato del locale in cui venne fatto questo lavoro e cioè la Edil Vaccaro.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le chiedo: l'esplosivo, macinato e confezionato, dove venne preparato?
IMPUTATO Grigoli: Macinato, sicuramente nell'Edil Vaccaro. Poi confezionato credo nel capannone, perché lì ci andammo per esigenza di molazze.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto volevo capir questo. Perché ieri lei ha parlato della preparazione di questo esplosivo, del confezionamento perlomeno, nel famoso capannone lì, in via...
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... in Corso dei Mille Guarnaschelli. E per l'appunto volevo capire se questo lavoro di macinatura era stato fatto nell'Edil Vaccaro, o meno, ecco.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, spieghi un pochino. Quindi, vennero fatti i tondini di ferro, lì.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi?
IMPUTATO Grigoli: E venne macinato l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Venne utilizzata...
IMPUTATO Grigoli: La molazza.
PUBBLICO MINISTERO: Venne utilizzata la molazza.
IMPUTATO Grigoli: Questo fu il motivo per cui si andò dal Vaccaro. Perché quando noi macinammo prima l'esplosivo, la molazza fu riconsegnata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo arrivare a questa seconda sua affermazione, ora l'ha appena riferita. Lei quindi sta parlando di una macinazione dell'esplosivo, con la famosa molazza, presso la Edil Vaccaro - dove vennero fatti anche i famosi tondini di ferro - e questa è tutta la operazione dello Stadio, capisco bene?
IMPUTATO Grigoli: Credo di sì. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi lei ha parlato ora, l'ha detto ora ma l'ha detto pure ieri, di una macinazione di esplosivo fatta in Corso dei Mille Guarnaschelli?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Allora le macinazioni sarebbero state due?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sono...
PRESIDENTE: Sicuro di questo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, ma vede che succedeva anche questo: che noi macinavamo il materiale che avevamo. Quindi di conseguenza, se era 30 chili, 50 chili, 70 chili, macinavamo quello. Poi man mano andava arrivando il materiale e si macinava l'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMPUTATO Grigoli: Non è che avevamo tutto il materiale, 2-300 chili, lo macinavamo e quindi era tutto...
PRESIDENTE: In un unico luogo.
IMPUTATO Grigoli: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ora ho capito meglio rispetto a quanto ha dichiarato ieri. Quindi, siccome lei ieri ha affermato che la sua partecipazione consapevole agli attentati inizia con quello dello Stadio.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la...
IMPUTATO Grigoli: Non è che ho detto... Scusi se la interrompo...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: ... che in una macinatura si faceva tutto l'esplosivo che occorreva per un attentato. Occorrevano più macinature, cioè si facevano più macinature.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, anche per altri utilizzi lei vuol dire? Anche per altri impieghi?
IMPUTATO Grigoli: No, anche per... Per un attentato non bastava un giorno, una macinatura. Quindi può darsi che io ho macinato... ho cominciato a macinare a Guarnaschelli nel capannone - questo dello Stadio - e finito all'Edil Vaccaro.
PRESIDENTE: Ma era sempre la stessa macchina, lo stesso strumento era sempre quello?
IMPUTATO Grigoli: La molazza sì.
PRESIDENTE: La molazza.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi una volta...
PRESIDENTE: La portavate da un luogo all'altro.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi una volta era andata a finire dall'Edil Vaccaro in Corso dei Mille Guarnaschelli questa molazza?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
Senta, che distanza temporale c'è fra la macinatura lì in Corso Guarnaschelli e quella all'Edil Vaccaro? Quando fa i tondini di ferro, ecco.
IMPUTATO Grigoli: 20 giorni, non so essere sicuro.
PRESIDENTE: Giorni, non settimane, non me...
IMPUTATO Grigoli: 20 giorni, una ventina di giorni.
PRESIDENTE: Una ventina di giorni.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, cambiamo scenario e andiamo a Roma. Senta, a proposito - un attimino, torniamo un attimo sulle targhe - a proposito della famosa Thema, diciamo, a cui era stata apposta la targa pulita, ecco, lei ora ha fatto questa affermazione sulla targa, dice: 'mi ricordo che forse era Palermo'. E' sicuro di questa affermazione?
IMPUTATO Grigoli: No, essendo macchina... Sicuro, sicuro no. Penso che sia Palermo essendo macchina di Palermo, penso che era targata Palermo. Non ne sono proprio sicuro di questo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, io bisogna... ora trovo il punto esatto. Comunque nell'interrogatorio del 24 giugno '97, quando lei ha parlato, diciamo, degli spostamenti che venivano fatti dalla Sicilia in continente, per fare questi attentati, lei sostanzialmente ha fatto questo tipo di affermazione: e cioè che su Roma, o altrove, i vari Giacalone e compagni giravano con macchine o targate Roma, o del Nord perché - lei ha affermato quasi testualmente, ora troveremo il punto esatto - ha affermato testualmente: 'perché girare a Roma con una macchina targata Palermo significava avere un rischio in più di essere sottoposti a controllo'.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi sono spiegato, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ora, ecco, questa sua affermazione di oggi, riferita alla targa della Thema che forse... della Thema pulita intendo, che era targata Palermo, è un ricordo che ha in maniera precisa, oppure è diciamo un ricordo così...?
IMPUTATO Grigoli: No, in maniera precisa no. Comunque c'è una diversità, perché quelle erano macchine che servivano a persone che si dovevano muovere, Roma e altri posti. Quindi di conseguenza più si muovevano, più erano soggetti a qualche fermo di Polizia. La Thema doveva essere solo un viaggio andata, posteggiata, poi caricata e messa dentro lo Stadio, non è che doveva girare tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi diciamo, lei è orientato nel senso che questa targa poteva essere Palermo per la particolare, diciamo utilizzo della macchina. Cioè che non era una macchina con cui bisognava girare, ma occorreva semplicemente che fosse piazzata lì e basta.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Comunque, ecco, lo dico per la precisione, è a pagina 52 dell'interrogatorio del 24 giugno, lei testualmente aveva detto: 'ci potevano essere più controlli con queste autovetture'. E poi in ogni caso, ora non trovo esattamente il punto, comunque l'aveva affermato.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì, mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se lo ricorda.
Senta, possiamo cambiare scenario e trasferirci a Roma. Quando vi trovate nell'appartamento in cui avviene la discussione con la portiera, lei si ricorda se, dai discorsi che sentì fare a Spatuzza, Giacalone, alle persone che erano lì, se per caso, comunque, a Roma, in quel periodo, in quei giorni, ci fosse la disponibilità di qualche altro appartamento? A prescindere dal villino lì, dove siete andati al mare. Non so se è stata chiara la mia domanda.
IMPUTATO Grigoli: Io sentii parlare di un appartamento che loro avevano già usato a Roma, ma non so perché non si utilizzò per questa occasione.
PUBBLICO MINISTERO: Le dissero qualcosa di più specifico su questo appa...?
IMPUTATO Grigoli: Era una via importante di Roma, era un luogo importante di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, questo appartamento era collocato in una zona...
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per "luogo importante" lei cosa intende dire?
IMPUTATO Grigoli: Una via importante, dove ci stanno i vip, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: In una zona residenziale?
IMPUTATO Grigoli: Sì, una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E non sa il motivo per cui questo appartamento non venne utilizzato in quella specifica occasione?
IMPUTATO Grigoli: No, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda nient'altro di questo ulteriore, diciamo, appartamento? Ovviamente di cui ha sentito parlare e basta.
IMPUTATO Grigoli: No, per il momento non mi ricordo nient'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, quando ci fu il contatto con il famoso Alfredo, quando dovevate cambiare alloggio.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ieri ha parlato di Scarano che si era messo in contatto con questa persona. Si ricorda come lo rintracciò, in che maniera?
IMPUTATO Grigoli: Mah, sicuramente telefonicamente.
PUBBLICO MINISTERO: Fu una te... Si ricorda se Scarano per caso utilizzò cellulari, o che altro in questa occasione?
IMPUTATO Grigoli: Sì, cellulare. Lui aveva il cellulare.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, Scarano chiamò col suo cellulare questa persona?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Su questo lei è sicuro?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dato che siamo a parlare di questo Alfredo: lei la fisionomia di questa persona se la ricorda?
IMPUTATO Grigoli: L'ho visto solo una volta io, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Ieri lei di questa persona ci ha dato tutta una serie di riferimenti.
IMPUTATO Grigoli: Sì. E' una persona più alta di me sicuramente, robusta, occhiali credo, capelli lisci.
PUBBLICO MINISTERO: L'età che dimostrava questa persona?
IMPUTATO Grigoli: Intorno ai 45, 47.
PUBBLICO MINISTERO: Altri particolari della fisionomia? Non so, si ricorda se aveva baffi, barba?
IMPUTATO Grigoli: No, non mi ricordo nient'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ieri mi pare che ha detto che questa persona la vide arrivare con una 190 bianca.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mercedes 190 bianca.
IMPUTATO Grigoli: Un Mercedes lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: E fu quella l'unica occasione in cui vide questo Alfredo?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ieri ha detto ne sentì riparlare per la questione delle macchine di Giacalone.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E ci ha spiegato tutto il giro che c'era, dei debiti che questa persona aveva verso Scarano, ho capito bene?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, a proposito di Scarano: ma Scarano aveva qualche soprannome, lo chiamavate in qualche maniera?
IMPUTATO Grigoli: "Saddam".
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
IMPUTATO Grigoli: "Saddam".
PUBBLICO MINISTERO: Come il dittatore?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dato che siamo a dire dei soprannomi: lei, Grigoli, aveva qualche soprannome, la chiamavano in qualche maniera?
IMPUTATO Grigoli: "Il cacciatore".
PUBBLICO MINISTERO: La chiamavano solo in questa maniera, oppure c'aveva qualche altro diciamo soprannome?
IMPUTATO Grigoli: "Il ricciolino".
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Allora, ripercorriamo un attimino ancora la sua permanenza a Roma. Vi spostate dall'appartamento dove avviene la discussione con la portiera, alla villetta famosa, lì al mare. E lei ieri ci ha spiegato che vi eravate spostati durante la giornata, che poi a un certo punto era arrivato Graviano, Giuseppe Graviano.
Si ricorda che tipo di discorsi, se furono affrontati dei discorsi in relazione diciamo a vicende palermitane, se si parlò di qualcosa?
IMPUTATO Grigoli: No, io ricordo in mia presenza che si parlò solo del fatto che eravamo in troppi.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi della decisione che due di voi tornassero indietro?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda se si parlò di questioni di soldi, di affari, di come dovevano essere gestite certe vicende, di affari voglio dire palermitani?
IMPUTATO Grigoli: No, non mi ricordo di questo.
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda.
Senta, quando ieri lei ha affermato che la sua presenza a Roma si è protratta per due-tre giorni, lei ha detto, c'era stata la questione dell'acqua, eccetera. E ci ha parlato anche dei sopralluoghi che erano stati fatti per lo Stadio.
Ecco, che lei ricordi, di questi sopralluoghi sentì parlare esclusivamente nel momento in cui lei era a Roma, o c'erano stati, o sentì, capì che c'erano stati dei sopralluoghi fatti anche prima che lei si spostasse a Roma?
IMPUTATO Grigoli: Prima che noi partissimo per andare a Roma?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, se c'era stato qualcuno che comunque aveva già studiato, diciamo, questa possibilità di fare questo attentato allo Stadio.
IMPUTATO Grigoli: No, davanti alla mia persona non si parlò di questo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei, come sopralluoghi a cui ieri ha fatto riferimento, si riferisce a sopralluoghi fatti mentre lei era lì in questo villino?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Ricordo addirittura di una motocicletta che utilizzarono per questo tipo di operazione. Credo una Suzuki, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Una moto di grossa cilindrata?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo sa di chi era questa moto?
IMPUTATO Grigoli: Mah, forse era di qualche parente di Scarano. Ricordo che comunque era azzurra e bianca, qualcosa del genere, blu e bianca.
PUBBLICO MINISTERO: E venne utilizzata per andare a fare questi sopralluoghi allo Stadio?
IMPUTATO Grigoli: Per fare sopralluoghi e poi anche per la via di fuga.
PUBBLICO MINISTERO: Quando l'attentato doveva essere eseguito.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Perché si parlava di una motocicletta perché... cioè, il danno era enorme, quindi per fare più in fretta.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, per avere un mezzo...
IMPUTATO Grigoli: Per avere più... sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... che potesse scorrere meglio?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ieri lei ci ha detto che, quando, nel momento in cui lei e Giuliano fate rientro a Palermo, passate, per così dire, a salutare Benigno, Lo Nigro, Spatuzza, che stavano lì al capannone delle bibite.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei ieri ha anche raccontato delle prove che aveva visto fare a Benigno, con la lampadina.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol dire se vide come venivano fatte queste prove? Cioè, se c'era un radiocomando, un telecomando?
IMPUTATO Grigoli: Sì, aveva il telecomando e provava se arrivava l'impulso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei lo vide questo telecomando?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ce ne può dare una descrizione?
IMPUTATO Grigoli: Era di quelli tipo per, che ne so... per le macchinette da corsa, per i modellini, no?
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Che dimensioni aveva questo telecomando?
IMPUTATO Grigoli: 20x20 centimetri.
PUBBLICO MINISTERO: Colore?
IMPUTATO Grigoli: Nero.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo so, c'erano delle manopole, c'erano dei pulsanti?
IMPUTATO Grigoli: Sì, le manopole. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei è l'unica volta che ha visto telecomandi in mano a Benigno, o altri, delle persone che lei ha menzionato?
IMPUTATO Grigoli: L'unica volta dice lei?
PUBBLICO MINISTERO: Le chiedo se questa è l'unica volta che ha visto questi telecomandi, oppure se ha avuto modo di vederli anche in altre occasioni.
IMPUTATO Grigoli: No, io vidi anche quello di Contorno chiaramente.
PUBBLICO MINISTERO: Era un...
IMPUTATO Grigoli: Simile, simile.
PUBBLICO MINISTERO: Era simile?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: O era quello stesso utilizzato per lo Stadio?
IMPUTATO Grigoli: Adesso questo non lo so, ma comunque era simile.
PUBBLICO MINISTERO: Era simile.
IMPUTATO Grigoli: Io ricordo anche di essere andato con lo Spatuzza. Poi io collegai questo fatto qui. Andammo a comprare un aeroplano, di quelli che funzionano sul serio, di quelli che... non so come andrebbero chiamati, modellini.
PUBBLICO MINISTERO: Per l'aeromodellismo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quelli per gli aerei, ecco.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Siccome lui mi venne a dire se conoscevo qualcuno, io dissi: 'c'è uno, lì, in Corso dei Mille che vende questi aerei e che vende anche macchine e via dicendo'.
Andammo lì e si comprò questo aereo con telecomando. Anzi, addirittura, questo qui se lo fece... lo lasciammo e ce lo preparò lui, lo montò lui e ce lo fece trovare pronto.
PUBBLICO MINISTERO: Questo telecomando acquistato a Palermo dove, in che zona?
IMPUTATO Grigoli: Corso dei Mille.
PUBBLICO MINISTERO: Negozio in Corso dei Mille?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questo radiocomando, questo telecomando era uguale a quello che poi lei vide in occasione dell'attentato allo Stadio?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome lei ha detto Spatuzza le disse semplicemente di andare a comprare questo oggetto...
IMPUTATO Grigoli: No, ci andammo assieme. Mi disse che doveva fare un regalo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma non le spiegò nulla dell'utilizzo?
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Anzi, le spiegò che lo stava regalando a qualcuno.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Tutto questo attrezzo.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Adesso, io collego questa cosa, perché io ancora mica... non facevo parte del macinamento dell'esplosivo e tutto il resto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questo...
IMPUTATO Grigoli: Adesso collego il fatto che questo telecomando servisse per le stragi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è un fatto che, rispetto alla vicenda dello Stadio, alla macinazione di questo esplosivo di cui lei ci ha parlato, avviene tempo prima, questo acquisto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Molto tempo prima, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Riesce a quantificare?
IMPUTATO Grigoli: Rispetto allo Stadio?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Dieci mesi, un anno prima. Otto mesi, non so...
PUBBLICO MINISTERO: Non sa essere più preciso.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, quando lei ieri ci ha descritto le modalità di confezionamento delle famose forme, ci ha anche parlato di un cordino, ci ha indicato anche lo spessore: mi pare che lei avesse detto che era di 5 millimetri. Si ricorda anche il colore di questo cordino?
IMPUTATO Grigoli: Di solito era bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Chi lo procurava questo cordino?
IMPUTATO Grigoli: Era solito procurarlo Lo Nigro Cosimo.
PUBBLICO MINISTERO: Era un cordino particolare o è un cordino...? Non so, se ci può dire qualcosa di più preciso.
IMPUTATO Grigoli: No, particolare non credo che abbia qualcosa di particolare.
PRESIDENTE: Di che materiale era non se lo ricorda?
IMPUTATO Grigoli: Di stoffa, di corda.
PRESIDENTE: Di cotone.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: O di plastica.
IMPUTATO Grigoli: No, di cotone.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Grigoli, abbia un attimo di pazienza, che ho da mostrarle una foto.
IMPUTATO Grigoli: Io volevo dire un'altra cosa, se lei permette.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: Volevo dire che nel momento in cui noi eravamo nel villino di Capena, venne per due volte il proprietario. Una volta venne per rasare il prato inglese. Siccome io quel giorno non uscii con loro perché stavo poco bene, lui suonò e io risposi e lui mi disse di aprirci, perché doveva... Però non mi vide, perché io ero al piano superiore. E mi disse che doveva fare dei lavori là.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Grigoli, siccome la mia domanda è partita dal cordino che lei ci ha...
IMPUTATO Grigoli: Sì. Siccome questa cosa ancora non gliel'avevo detta neanche negli interrogatori...
PUBBLICO MINISTERO: E' vero, infatti.
IMPUTATO Grigoli: ... prima che la dimenticavo volevo dirla.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Come fece a capire che si trattava del proprietario, glielo disse?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Glielo disse... Ma non vi vedeste in faccia, l'uno con l'altro.
IMPUTATO Grigoli: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei cosa fece, aprì il cancello?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lui, quindi, non entrò in casa.
IMPUTATO Grigoli: No, perché si poteva andare anche dall'esterno.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi andò direttamente nel giardino dove c'era il prato inglese.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E quindi cosa fece?
IMPUTATO Grigoli: Cioè, c'è una macchinetta, nel magazzinetto, che è il tagliaerbe, in sostanza. Prese questa macchinetta e rasò il prato.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E poi andò via.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, su questo incontro non può essere più preciso ulteriormente. Se lei era solo in casa, se c'era qualcuno.
IMPUTATO Grigoli: No, io ero solo in casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, era solo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, allora vediamo... Ha completato questo suo ricordo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
AVVOCATO Ammannato: Pubblico Ministero, ha detto "due volte". A questo punto anche la seconda volta, così finiamo...
PUBBLICO MINISTERO: Non avevo colto, ah, è venuto anche una seconda volta, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Sempre per tagliare l'erba?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì. Lui era solito... per fare i lavori. In un'occasione sicuramente per tagliare l'erba; in un'altra...
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
IMPUTATO Grigoli: Eh?
PRESIDENTE: Quanto tempo poteva essere intercorso tra l'una e l'altra volta?
IMPUTATO Grigoli: Una settimana. Difatti noi, con lo Scarano, ci lamentammo di questo. 'Questo qui, perché viene qui?'. Una volta che l'ha affittato, era assurdo che lui venisse a disturbare, se così si può dire.
PUBBLICO MINISTERO: E anche questa seconda volta era solo in casa?
IMPUTATO Grigoli: No, la prima volta eravamo di più, credo. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, in tutte e due le volte il proprietario non vide nessuno di voi.
IMPUTATO Grigoli: Per lo meno a me non mi vide mai.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. No, voglio dire, perché fa questa precisazione?
IMPUTATO Grigoli: Perché quella volta ero solo. La seconda volta non mi ricordo chi eravamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Va bene.
IMPUTATO Grigoli: Se vide qualcuno di loro, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Alla sua sinistra c'è uno schermo. Dovrebbe apparire un'immagine e poi mi dice, Grigoli, se vede qualcosa.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
Non si vede, però, laggiù.
(al microfono)
Come mai non si vede niente? Compare qui, ma non compare in nessun altro schermo.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Bene, possiamo andare avanti e ritornarci in un altro momento?
PUBBLICO MINISTERO: Certo, certo.
PRESIDENTE: Perché c'è qualche cosa da mettere a posto.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, va bene.
Possiamo proseguire con l'interrogatorio.
Senta, Grigoli, non so, perché io qui l'ho segnato, ma non so se gliel'ho chiesto poco fa, o comunque se lei ha risposto a questa domanda.
Siccome lei ha parlato delle due operazioni di macinazione dell'esplosivo, una fatta alla Edil Vaccaro, una fatta in fondo Guarnaschelli.
La famosa riunione a Misilmeri, presente Giuseppe Graviano, è precedente a una di queste due macinazioni, sta nel mezzo, tra l'una e l'altra?
IMPUTATO Grigoli: Lei di quale appuntamento parla?
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
IMPUTATO Grigoli: Di quale parla?
PRESIDENTE: Incontro nella villetta di Misilmeri, dove...
IMPUTATO Grigoli: Quando ci comunicò il fatto...
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Dello Stadio.
IMPUTATO Grigoli: Ma venne, credo successivamente.
PUBBLICO MINISTERO: Successivamente...
PRESIDENTE: Prima ci sono state le macinazioni, poi c'è stato l'incontro.
IMPUTATO Grigoli: No, prima l'incontro e poi le macinazioni.
PRESIDENTE: Ah.
PUBBLICO MINISTERO: Tutte e due?
PRESIDENTE: Tutte e due le macinazioni?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, tanto per concludere su questo magazzino, quello dove tenevate le sigarette - ieri ce l'ha anche descritto - si ricorda se lei l'ha visto poi, diciamo, dopo il suo arresto, questo luogo?
IMPUTATO Grigoli: Dopo il mio arresto?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Dall'esterno.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E in che occasione se lo ricorda?
IMPUTATO Grigoli: Ci sono andato con quelli della Squadra Mobile.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Si ricorda anche che numero civico aveva, questo qui?
IMPUTATO Grigoli: No, il numero civico me lo ricordo perché lo conoscevo bene il posto, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Senta Grigoli...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... un'ulteriore precisazione, abbia pazienza, su questo incontro, questa riunione a Misilmeri, rispetto a questa macinatura dell'esplosivo.
Mi pare che ieri avesse reso una dichiarazione leggermente diversa.
IMPUTATO Grigoli: Cioè, mi faccia capire.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, oggi lei ha detto che la riunione precedette tutte e due le operazioni. Capisco bene?
PRESIDENTE: Di macinazione dell'esplosivo.
IMPUTATO Grigoli: Prima credo che ebbimo avuto l'appuntamento con... Ma lei parla dell'appuntamento a Roma o a Misilmeri?
PUBBLICO MINISTERO: Io sto parlan... No...
PRESIDENTE: No...
PUBBLICO MINISTERO: A Misilmeri.
PRESIDENTE: Misilmeri.
IMPUTATO Grigoli: A Misilmeri. Eh, prima abbiamo avuto l'appuntamento e poi abbiamo cominciato a effettuare la macinazione.
Avevo detto qualcosa di diverso, io?
PUBBLICO MINISTERO: No, siccome oggi, diciamo, lei distingue...
PRESIDENTE: Due macinazioni...
PUBBLICO MINISTERO: ... questi due...
PRESIDENTE: ... Ieri non l'aveva fatta questa distinzione.
PUBBLICO MINISTERO: Ieri...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMPUTATO Grigoli: Ma a distanza di giorni furono queste due.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, Grigoli, io ho bisogno di capire questo: siccome anche ieri lei ha detto che la prima volta che lei fa l'operazione di macinazione, lei era all'oscuro di tutto... Mi segue?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto: 'io, la prima volta ho macinato, però gli ho chiesto, gli ho fatto la domanda trabocchetto...
IMPUTATO Grigoli: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: ... posso fumare?'. Ecco, quindi...
IMPUTATO Grigoli: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ha capito che cosa voglio dire?
IMPUTATO Grigoli: E' logico che prima ci furono... ci fu il primo impatto della macinazione e poi l'appuntamento, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sennò rimaneva in sospeso questa sua affermazione di ieri.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PRESIDENTE: Già che stiamo parlando della riunione di Misilmeri, bisognerebbe cercare di vedere se la può localizzare nel tempo. Tenendo presente che Graviano Giuseppe alla fine di gennaio del 1994 è stato tratto in arresto.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, in teoria, almeno, io ritengo che dovrebbe essere avvenuta prima.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Lei può dirci, più o meno, rispetto all'epoca in cui si è appreso di questo arresto, quanto tempo prima era avvenuta questa riunione.
IMPUTATO Grigoli: Io non... Vede, anche... Vede, ho fatto io un errore di collocare il tempo, evidentissimo.
PRESIDENTE: Sì, sì, ma...
IMPUTATO Grigoli: Perché se io non sapevo cosa stavo facendo, quindi, di conseguenza non avevo avuto ancora l'appuntamento. Quindi questo è stato un errore di memoria, evidente, logico. Quindi, si figuri, io faccio questi errori perché per la memoria sono negato.
PRESIDENTE: Siamo d'accordo, nessuno le fa il processo...
IMPUTATO Grigoli: Sì. Non lo so collocare nel tempo, ecco.
PRESIDENTE: Cerchiamo... Perché lei deve tener presente...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: ... che abbiamo bisogno di collocare nel tempo anche questo tentativo di attentato allo Stadio.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Quindi, bisogna che ci sia una collocazione nel tempo. Non c'è nulla che la aiuta a...
IMPUTATO Grigoli: Sicuramente, comunque, intorno al '93. '93...
PRESIDENTE: Nel '93. Ma il '93 è lungo dodici mesi.
IMPUTATO Grigoli: Sì, non so collocarla nel tempo. D'inverno, questo ne sono certo...
PRESIDENTE: D'inverno.
IMPUTATO Grigoli: ... perché ricordo, appunto, che... della caldaia, della doccia, che il Graviano venne con...
PRESIDENTE: Ma questo avveniva a Roma, al villino di Roma.
IMPUTATO Grigoli: A Roma, sì.
PRESIDENTE: La riunione di Misilmeri è anteriore o posteriore?
IMPUTATO Grigoli: Prima. Anteriore.
PRESIDENTE: E' anteriore.
IMPUTATO Grigoli: Anteriore di questo appuntamento.
PRESIDENTE: E l'uccisione di padre Puglisi era anteriore a questa riunione di Misilmeri o quei tempi o successiva?
IMPUTATO Grigoli: Non glielo so dire, non...
PRESIDENTE: Comunque ci può pensare. Nel frattempo continua a rispondere alle domande, poi cerca di darci una risposta.
Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Posso proseguire?
PRESIDENTE: Certo.
IMPUTATO Grigoli: Guardi, io addirittura penso che fu a settembre il fatto di padre Puglisi, perché se ne è parlato tanto.
PRESIDENTE: Sì, va bene, questo...
IMPUTATO Grigoli: Solo per questo ricordo settembre, proprio perché se ne è parlato tanto. Ma se io non se ne sarebbe parlato tanto, non sarei in grado neanche di dire che padre Puglisi è stato commesso...
PRESIDENTE: A settembre.
IMPUTATO Grigoli: A settembre. Purtroppo.
PRESIDENTE: Andiamo avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Però, magari per... Chiedo scusa, Presidente, mi pare che questa domanda della successione cronologica, in un senso o nell'altro, tra l'incontro di Misilmeri e l'uccisione di padre Puglisi, a prescindere dal fatto se è settembre, luglio o agosto, perché questo lascia il tempo che trova, mi pare che sia già stata formulata ieri nell'esame.
Quindi, eventualmente, se lei ritiene, Presidente, può riprendere quella dichiarazione che è già stata resa...
PRESIDENTE: Sì, ma purtroppo non abbiamo ancora il testo trascritto.
PUBBLICO MINISTERO: Noi sì.
PRESIDENTE: Ah, sì?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: Allora, eventualmente, se avete la possibilità di verificarlo...
PUBBLICO MINISTERO: No, ora, qui dentro, no, ancora.
PRESIDENTE: Va bene, ma insomma...
(voci sovrapposte)
PUBBLICO MINISTERO: Però, voglio dire, è una domanda che...
PRESIDENTE: ... nel corso del...
PUBBLICO MINISTERO: ... è stata fatta, voglio dire.
PRESIDENTE: Benissimo. Nel corso del...
PUBBLICO MINISTERO: La Corte può partire da quella risposta...
PRESIDENTE: Se sarà necessaria, dopo, la lettura...
PUBBLICO MINISTERO: ... per ottenere una precisazione.
PRESIDENTE: ... lo riprenderemo. Va bene?
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Grigoli, allora, coi tempi le sue risposte sono quelle che ha dato. Per quanto riguarda i quantitativi di esplosivo, lei riesce a ricordare oggi quante confezioni vennero realizzate quando lei per la prima volta macinò l'esplosivo in fondo Guarnaschelli? Per così dire, quando ancora non sapeva nulla.
IMPUTATO Grigoli: Vede, noi eravamo soliti prima macinare l'esplosivo. Poi quando si raggiungeva il quantitativo, si confezionava. Quindi, può darsi che ci furono prima del primo confezionamento due macinature.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ieri lei ha... ecco, faccio per aiutare la sua memoria, ieri lei ha parlato, dice: io mi ricordo che in occasione di una di queste macinature ci fu il discorso delle confezioni piccole che servivano a Scarano.
IMPUTATO Grigoli: Sì, va be', quelle erano abbastanza piccole, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dato che oggi abbiamo collocato le due macinazioni: una all'Edil Vaccaro, una in fondo Guarnaschelli. Si ricorda se queste confezioni piccole vennero fatte nel fondo Guarnaschelli o nell'Edil Vaccaro?
IMPUTATO Grigoli: Nel fondo Guarnaschelli.
PUBBLICO MINISTERO: Nel fondo Guarnaschelli.
IMPUTATO Grigoli: Comunque non è un fondo, Guarnaschelli...
PUBBLICO MINISTERO: Insomma, un magazzino, ecco.
IMPUTATO Grigoli: Via Guarnaschelli, via Guarnaschelli.
PUBBLICO MINISTERO: In via Guarnaschelli. Ma, si ricorda in quell'occasione quante confezioni vennero fatte?
IMPUTATO Grigoli: Ma, sei-sette di quelle piccole, piccole intendo io per cinque chili, tre chili, due chili, un dieci chili. E una o due di quelle grandi, quell'occasione.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quando lei venne interrogato il 16 settembre, lei, a pagina 46 della trascrizione, disse che in quella volta vennero fatte... quella volta, quindi la prima volta...
IMPUTATO Grigoli: Io intendevo il totale del confezionamento.
PUBBLICO MINISTERO: Quattro... siccome dette questa indicazione: quattro o cinque balle di quelle grosse...
IMPUTATO Grigoli: Il totale di quelle che preparai io insieme a loro, già confezionate.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi in tutti e due i luoghi.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Più queste piccole che lei sentì dire che poi servivano a Scarano.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per quanto riguarda i trasporti dei sacchi di juta all'interno dei quali vi erano le famose pietre, l'esplosivo in pietre, lei ieri ci ha detto che veniva utilizzata la motoape di Lo Nigro. Si ricorda di che colore era questa motoape?
IMPUTATO Grigoli: Verde scuro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei se la ricorda di colore verde scuro?
IMPUTATO Grigoli: Me la ricordo scura, io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto, perché quando venne interrogato il 16 settembre lei non dette questa indicazione che la moto era verde scuro. Ma disse semplicemente che era verde.
IMPUTATO Grigoli: Beh, di solito, guardi, addirittura queste motoape assumono due colori: gialle o verde scuro. Dalle nostre parti. Gialla, comunque è da scartare. Era verde scuro. Comunque scura.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma è sempre rimasta di questo colore, lei l'ha vista sempre di questo colore questa motoape?
IMPUTATO Grigoli: Fino all'ultima volta era sicuramente di questo colore, adesso non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Non so se la...
PRESIDENTE: Possiamo vedere?
PUBBLICO MINISTERO: Non so se il tecnico è in grado di...
PRESIDENTE: C'è il Tinnirello?
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Presidente...
PRESIDENTE: Va bene. Quando saremo pronti...
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo andare avanti poi dopo, evidentemente le...
Dato che siamo sempre a parlare di auto... di mezzi di trasporto, di questo esplosivo, eccetera; senta, ci vuol dire, lei ha parlato ieri del nascondiglio che c'era sul camion di Carra, ce lo vuol descrivere... e ci ha detto che era sotto il ribaltabile e che il ribaltabile si sollevava lateralmente...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci vuole descrivere un pochino più in dettaglio come era fatto questo nascondiglio? Quanto era grande, quanto era largo, quanto era profondo?
IMPUTATO Grigoli: Sul camion c'andava Piero Carra, quindi io gli aiutavo da... non da sul camion, da...
PRESIDENTE: Da terra.
IMPUTATO Grigoli: ... terra. Sì. Quindi non è che potevo visionare più di tanto l'interno del nascondiglio. Comunque c'era un vuoto, vedevo che metteva tutto dentro questo vuoto.
PRESIDENTE: Ma, le dimensioni di questa apertura lei non le poteva verificare o vedere?
IMPUTATO Grigoli: Ma, tre metri per settanta, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Come dimensioni. E di profondità?
IMPUTATO Grigoli: Di profondità saranno stati cinquanta, sessanta centimetri, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Grigoli, lei ieri ha detto che queste forme, queste balle, chiamiamole come vogliamo, insomma, l'esplosivo era piuttosto pesante, c'era bisogno di più persone per sollevarlo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, come facevate a montarle sul camion e poi a riprenderle dal camion?
IMPUTATO Grigoli: Cioè, Piero Carra si metteva sopra il camion, due da giù mettevamo sopra il camion, quando erano già sopra il camion poi era più facile metterle lì dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dico, ma come venivano maneggiate queste forme? Venivano afferrate...
IMPUTATO Grigoli: Sì, afferrate.
PUBBLICO MINISTERO: ... dall'esterno...
IMPUTATO Grigoli: Dall'esterno, sì. Eravamo soliti usare i guanti, comunque, per non lasciare le impronte nella plastica.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Siccome, nel descriverle ieri lei ci ha parlato di questa fasciatura...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... che c'era sotto, diciamo, il nastro da imballaggio...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e con le corde...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... con i cordini famosi. E lei ha detto ieri, dice: venivano quasi completamente fasciati con queste corde.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le chiedo: venivano lasciate delle maniglie, oppure proprio prendevate...?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, cosa?
IMPUTATO Grigoli: Di solito le maniglie le lasciava con la corda, lui. Però poi veniva nastrato il tutto, non c'erano più le maniglie all'esterno.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, una volta che veniva messo il nastro, queste maniglie scomparivano?
IMPUTATO Grigoli: Sì, scomparivano.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E poi, senta, lei ha assistito anche a qualche operazione di scarico di questo esplosivo dal camion del Carra?
IMPUTATO Grigoli: Sì, a Capena.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a Capena. Come venivano prelevate dal camion?
IMPUTATO Grigoli: Afferrate.
PUBBLICO MINISTERO: Venivano afferrate da questa buca, diciamo, da questo...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi c'era bisogno sempre di essere in più persone per compiere queste operazioni?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Comunque, faccio presente sempre si operava in zone buie, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sempre per completare degli argomenti che ieri lei ha affrontato o magari qualcuno l'ha anche anticipato. Lei ieri ha detto che per quanto riguardava l'esplosivo che non era stato poi concretamente impiegato per lo Stadio, la macchina era stata distrutta, l'esplosivo era andato a finire nella villetta di Capena, ed era stato sotterrato nel giardinetto dove c'era il prato inglese, mi pare che testualmente lei ieri ha detto così. E poi lei ha detto: poi venne spostato da Romeo e da Giuliano.
Le chiedo: la conosce lei la ragione dello spostamento di questo esplosivo dalla villetta in quell'altro luogo, di questo esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Ma, perché questo giardinetto faceva parte del complesso di questo villino, quindi, il proprietario, che era solito ad andare, appunto, a tagliare lì l'erba, non lo so, poteva anche succedere che questo voleva piantare qualcosa, andava a fare qualche scavo lì, si accorgeva dell'esplosivo. Non è che era persona vicina a noi, persona informata e quindi affidabile. Cioè, questo qui era estraneo dai fatti.
Quindi si pensò di spostarlo in un posto più sicuro, più adeguato. E ci andò Giuliano con il Romeo per spostarlo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei di questo spostamento ha avuto, per così dire, semplicemente il racconto dagli altri, oppure sa qualcosa di più specifico?
IMPUTATO Grigoli: No, perché si commentò il fatto che se ne trovò una balla in meno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perché lei ieri ha detto che l'esplosivo, le forme, diciamo, che lei aveva visto nella Lancia Thema erano tre.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' solo questo il fatto che le suscita il ricordo di questo spostamento dell'esplosivo o ce ne è qualche altro?
IMPUTATO Grigoli: Del fatto che ne mancò una. Anche da questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto "si commentò". Che tipo di commenti faceste?
IMPUTATO Grigoli: Sì, cioè: 'ne abbiamo trovate due, erano tre, come mai?'. E allora si pensò che l'aveva presa lo Scarano. Cosa che poi fu.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, come lo avete potuto, diciamo, appurare?
IMPUTATO Grigoli: Perché ci fu un'esplosione a Roma in un deposito, qualcosa del genere. E si commentò il fatto che lo Scarano l'aveva utilizzato... cioè, aveva utilizzato l'esplosivo in quell'occasione.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, Grigoli, c'era qualche dato specifico o era semplicemente il fatto che apprendeste che a Roma c'era stata questa esplosione?
Non so se è chiara la mia domanda.
Cioè, che Scarano aveva potuto utilizzare questo esplosivo...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... l'avete dedotto dal fatto che poi apprendeste che a Roma c'era stata questa esplosione?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi fu una vostra idea. Non è che avevate elementi concreti per dire: Scarano ha utili...
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha capito cosa voglio dire?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi fu un vostro pensiero, diciamo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
Tanto per completare questo argomento, di questo spostamento dell'esplosivo dalla villetta di Capena a quale luogo, le chiedo: lei ha saputo qualcosa di specifico sul luogo dove venne spostato?
IMPUTATO Grigoli: Nei pressi della sua abitazione in costruzione.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è quello che le venne detto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sa... le persone lei ce l'ha detto più volte che erano state Giuliano e Romeo. Sa...
IMPUTATO Grigoli: Che io suppongo che in questo luogo è lo stesso luogo dove io andai a dissotterrare le armi con lo Scarano che poi lui ci diede.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome sta riferendo di questo episodio delle armi, dato che è una cosa che ha vissuto lei personalmente, ormai che c'è, la racconti tutta. Cos'è questa storia di queste armi?
IMPUTATO Grigoli: Lo Scarano era in possesso delle armi, di queste armi. E li diede al mandamento di Brancaccio. Quindi, andammo insieme a prenderle. Dove lui ha questa abitazione in costruzione c'è una specie di ruscelletto con del canneto. E in questi pressi qui lui aveva sotterrato una cassa di legno. Dentro questa cassa di legno c'erano queste armi che lui mi consegnò e che poi furono scese a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come periodo siamo nel periodo in cui voi siete lì a Capena?
IMPUTATO Grigoli: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ci andò personalmente in questo luogo?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le armi dove si trovavano?
IMPUTATO Grigoli: Sotterrate, in una cassetta di legno.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi erano dentro una cassetta di legno?
IMPUTATO Grigoli: Suppongo che la cassetta era proprio una cassetta per... di quelle adatte per contenere delle armi.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda qualcosa di specifico di questa cassetta?
IMPUTATO Grigoli: Non vorrei sbagliarmi, ma addirittura c'era scritto Arm* o qualcosa del genere sulla cassetta. E poi era foderata all'interno di questa cassetta in legno. Ma io credevo che fosse, comunque, una cassetta proprio apposta per le armi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda come era fatta questa cassetta?
IMPUTATO Grigoli: In legno, semplice legno.
PUBBLICO MINISTERO: C'era qualche accorgimento particolare in questa...?
IMPUTATO Grigoli: Materiale gommoso all'interno per... una specie di isolante.
PUBBLICO MINISTERO: Una specie di isolante?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda che tipo di armi c'erano?
IMPUTATO Grigoli: C'erano diverse 45 e diverse 44, una calibro 9 corta. Comunque mi ricordo bene c'era una 45 automatica di marca Astra. Questa qui me la ricordo bene perché l'ha voluta il Lo Nigro Cosimo. Poi c'erano altre due 44 a tamburo, un'altra 45 a tamburo e una calibro 9 corta, se non ricordo male, sì. Che poi questa l'ha voluta Giacalone Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: La calibro 9 corta?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e queste armi, diciamo, dalla villetta, dalla casa in costruzione di Scarano, dove andarono a finire, direttamente a Palermo, oppure...
IMPUTATO Grigoli: No, le portai prima a Capena. Quando andai a prendere queste armi, non ricordo chi venne con me, non ricordo se venne Lo Nigro o Giuliano, non mi ricordo, venne anche un altro con me comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Vennero?
IMPUTATO Grigoli: Un altro, Lo Nigro o Giuliano. Non mi ricordo chi venne con me.
PUBBLICO MINISTERO: Con che mezzo ci andaste?
IMPUTATO Grigoli: Con la jeep, se non erro. E dopo, quando risalì il Carra, gli furono consegnate al Carra e le scese a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Tutte queste armi?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Però poi, gliel'ho detto, l'Astra la prese Lo Nigro e il calibro 9 Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e a Palermo sa poi che fine hanno fatto queste armi?
IMPUTATO Grigoli: Le prese in custodia il Mangano. Se non erro lui ebbe a dirmi che poi le diede a Bagarella.
PUBBLICO MINISTERO: Le consegnò poi a Bagarella, Mangano?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi sa se ci fu qualche altro passaggio di queste armi?
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, ma come mai c'era stato questo passaggio da Mangano a Bagarella? Bagarella le doveva dare a qualcuno queste armi?
IMPUTATO Grigoli: No, non so essere più specifico.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, solo per sollecitare il suo ricordo. Lei, quando la interrogai il 16 settembre di quest'anno, disse testualmente, a pagina 95, dice:
"Mi pare che poi una di queste armi fu destinata al figlio di Riina."
IMPUTATO Grigoli: Figlio di... No. Figlio di Riina?
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Non so se...
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, era un'affermazione errata, era...
IMPUTATO Grigoli: No, sarà stato un errore di trascrizione, non lo so.
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Pagina 95 dell'interrogatorio del 16 settembre.
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi ma...
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato siamo d'accordo, ma lo farà valere al suo momento.
IMPUTATO Grigoli: Avvocato già...
AVVOCATO Oddo: Presidente, sono l'avvocato Giuseppe Oddo, chiedo scusa. Una contestazione per essere rivolgibile deve trovare un riferimento testuale.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, avvocato, se ha un attimino di pazienza, lo...
AVVOCATO Oddo: Ah, allora non era giusto 95?
PUBBLICO MINISTERO: No, no, se è scritto...
AVVOCATO Oddo: Era soltanto perché noi non lo trovavamo e quindi...
PRESIDENTE: Avvocato, ma nel momento in cui lei farà il controesame, avrà diritto di fare tutte le osservazioni e le contestazioni...
AVVOCATO Oddo: No, no, non è un problema di controesame, signor Presidente.
PRESIDENTE: Ho capito, ma avvocato non è previsto un intervento del difensore per sapere la pagina attualmente, in questo momento, abbia pazienza. Pubblico Ministero.
AVVOCATO Oddo: C'è possibilità di opporsi alle contestazioni?
PUBBLICO MINISTERO: E' a pagina '96. Io c'ho il computer, ma evidentemente non corrisponde la...
Comunque, la affermazione testuale è questa:
"Il Mangano... che poi lui ebbe a dirmi che le consegnò a Bagarella, al nipote di Bagarella." Ecco, la mia citazione era errata perché ho detto figlio di Riina.
PRESIDENTE: Non era Riina, era...
PUBBLICO MINISTERO: Al nipote di Bagarella, ecco, mi scusi.
IMPUTATO Grigoli: No, neanche al nipote.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
IMPUTATO Grigoli: Ci sarà... non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Allora questo nipote, lei dice, è un...
IMPUTATO Grigoli: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Potrebbe essere un errore di...
IMPUTATO Grigoli: Un malinteso.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMPUTATO Grigoli: Io sono qui, lei lo sa, per dire la verità.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, ma siccome era un'affermazione che io non...
IMPUTATO Grigoli: Quello che ho detto non mi rimangio.
PRESIDENTE: Va bene, andiamo avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, non che la cosa sconvolga...
IMPUTATO Grigoli: Se l'ho detto, dico di sì, se non...
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, non è che poi abbia questa importanza capitale, la vicenda.
Allora, possiamo proseguire. Allora, lei ha detto queste armi andarono a finire a Palermo, da Mangano; Mangano a Bagarella.
Le stavo chiedendo, c'erano pure delle munizioni insieme alle armi?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda che tipo di munizioni?
IMPUTATO Grigoli: Erano munizioni di calibro 45 e 44, però non erano solo le solite munizioni con palla blindata, erano munizioni con contenitori, tipo cartucce per fucile. Le cartucce per fucile, la stessa cosa, però per pistola. Avevano i contenitori contenenti il piombo fino.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. C'era qualche ragione specifica per cui queste munizioni aveva questo particolare tipo di carica, che le risulti, che lei sappia?
IMPUTATO Grigoli: Cioè, per esperienza, a che cosa...?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Per avere una rosata più larga questi qui. Cioè, si allarga il piombo, però, chiaramente, a distanza non è che sia tanto efficace.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, con questo argomento delle armi mi pare, non so se lei ha ulteriori ricordi. Lei ha detto poi queste armi le portò giù Carra.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Veniamo ora a qualche precisazione sul suo racconto di ieri per quanto riguarda la vicenda di Contorno.
Dunque, lei ha detto che vi eravate trasferiti a Roma, ci ha detto anche con quali mezzi, e che c'era stato prima di voi Spatuzza, che aveva fatto questi sopralluoghi. Ci ha detto delle macchine e quant'altro. Delle macchine viste a Contorno.
Ecco, lei ebbe modo di pedinarlo personalmente Contorno?
IMPUTATO Grigoli: No, io ebbi modo... perché non è che si pedinava.
PUBBLICO MINISTERO: Di appostarvi. Non lo so, scelga lei il termine più adatto.
IMPUTATO Grigoli: No, neanche.
PUBBLICO MINISTERO: Neanche.
IMPUTATO Grigoli: Cioè, ebbi modo io di vederlo, dopo il primo attentato...
PUBBLICO MINISTERO: No, io sto parlando ancora del primo. Siccome lei era appostato per dare la battuta.
IMPUTATO Grigoli: Non è che eravamo... noi vedevamo se c'era in zona, perché già ormai gli appostamenti, la strada che facesse già si sapeva. Uscivamo per vedere se lo vedevamo.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi Grigoli.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: "Si sapeva" in che senso? Cioè che lo sapevano gli altri?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei non aveva partecipato a questi...
IMPUTATO Grigoli: No, glielo dissi, fu lo Spatuzza che fece questo tipo di operazione.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. No, volevo questo chiarimento.
IMPUTATO Grigoli: Quindi non è che avevamo bisogno di pedinarlo per vedere che strada facesse, già la strada si conosceva quale era.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quale era questa strada Grigoli? Cioè, che percorreva...
IMPUTATO Grigoli: Dall'abitazione sua la strada era quella, non c'erano altre strade da fare, fino allo svincolo per l'autostrada.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, infatti lei ha prevenuto una mia domanda.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Da casa sua andava a imboccare lo svincolo.
IMPUTATO Grigoli: Sì, andava a prendere l'autostrada.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo lei lo aveva potuto osservare anche direttamente?
IMPUTATO Grigoli: No, l'avevano osservato gli altri.
PUBBLICO MINISTERO: L'avevano osservato gli altri.
Senta, e per quanto le dissero allora, Contorno aveva delle abitudini... diciamo, era abitudinario come orari, come...
IMPUTATO Grigoli: No, proprio preciso non c'era, sbalzavano gli orari. Poteva uscire alle sette e mezzo, le otto, otto e mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Come tipo di macchina che utilizzava? Siccome lei ha detto ce n'erano diverse, perlomeno nel nucleo familiare.
IMPUTATO Grigoli: Lui utilizzava una Punto amaranto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questa era la macchina che voi vi aspettavate per Contorno?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Difatti con quella passò.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ieri ci ha raccontato del primo tentativo, e ci ha detto anche che il compito suo e di Giacalone era quello di dare la battuta col telefonino.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho bisogno di una precisazione. Questa battuta, cioè, era una telefonata vera e propria, nel senso che aspettavate che vi rispondessero? Oppure vi limitavate a far squillare il telefono, diciamo, di Lo Nigro o di Benigno che fosse? Non so se sono stato chiaro.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì. No, dovevano rispondere, anche se non è che si doveva dire chissà che cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ieri anche ci ha detto che veniva fatto due volte questo... o era stato fatto...
IMPUTATO Grigoli: No, era stava fatta la prova per vedere se era stato memorizzato bene il numero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma rispetto al giorno in cui effettivamente Contorno... diciamo, il giorno in cui fallisce questo primo attentato, in precedenza - nei giorni precedenti, o comunque in precedenza - erano state fatte delle prove per vedere se il cellulare prendeva, per vedere se tutto poteva funzionare a posto, nel punto dove operavate?
IMPUTATO Grigoli: No, credo di no.
PUBBLICO MINISTERO: Crede di no. Non ha...
IMPUTATO Grigoli: Perché difatti ebbimo problemi sul posto noi, c'era zona d'ombra il giorno in cui venne fatto il mancato attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè? Vuole spiegare meglio che cosa significa avete avuto dei problemi?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Nel momento in cui abbiamo chiamato per memorizzare il numero, non prendeva la linea, c'erano zone d'ombra, ci spostammo.
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi un attimino ancora meglio. Cioè, non prendeste... il cellulare non aveva segnale in quel punto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi nei giorni precedenti non era stata fatta una prova, se il cellulare lì prendeva o non prendeva?
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: E, a seguito di questo inconveniente, che cosa faceste? Come faceste allora a dare la battuta?
IMPUTATO Grigoli: Ci spostammo e da lì prendeva.
PUBBLICO MINISTERO: Ma vi spostaste prima che arrivasse Contorno con la macchina?
IMPUTATO Grigoli: E' chiaro.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, perché sennò voglio dire, passava, no?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non so se...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questa prova venne fatta prima che Contorno fosse avvistato da lei e da Giacalone?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi vi spostaste e in questo luogo poi, diciamo, il cellulare funzionava bene?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma erano posti molto lontani l'uno dall'altro? Siccome ieri parlava di una traversina...
IMPUTATO Grigoli: Sì. No, vicino.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi bastò questo spostamento...
IMPUTATO Grigoli: Bastò poco.
PUBBLICO MINISTERO: ... per far funzionare il cellulare?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, rispetto a questo tentativo, da quanto tempo lei si trovava già a Roma?
IMPUTATO Grigoli: Sei-sette giorni, cinque.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi c'era già stato un po', ecco, a Roma?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre tenendoci fermi al momento di questo primo fallito attentato. Lei ha detto che c'era una macchina che veniva utilizzata, che era guidata da Giuliano per la fuga dopo l'attentato.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei ci ha detto che si trattava della FIAT Uno che stava lì alla villetta, della FIAT Uno rubata.
IMPUTATO Grigoli: No...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, della FIAT Uno pulita, ha ragione.
Lei ci ha anche parlato di aver visto un'altra FIAT Uno, quella rubata.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi segue Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa macchina lei si ricorda quand'è che la vide, per così dire, per la prima volta?
IMPUTATO Grigoli: Credo quando arrivai al villino, la prima volta, la trovai lì.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro su questo suo ricordo?
IMPUTATO Grigoli: Se lei ricorda, su questa macchina abbiamo avuto dei problemi, che io non ricordavo bene il motivo... perché non ce l'ho abbastanza chiara la storia di questa macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Lei si ricorda semplicemente che c'era...
IMPUTATO Grigoli: Sì, che c'era.
PUBBLICO MINISTERO: E che doveva essere utilizzata per spostare...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che era stata utilizzata per spostare l'esplosivo.
Stava dicendo qualcosa Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, a proposito del posizionamento della carica esplosiva nel punto dove doveva esplodere in quel primo fallito attentato. Ci vuol spiegare un pochino, lei ieri ha parlato del piano orizzontale di chi operava con il telecomando rispetto alla carica.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome ha anche detto che l'esplosivo venne messo nella cunetta, ecco, ci vuole spiegare un attimino come - voglio dire, la cunetta era profonda un po' - ecco, come risolve, diciamo, questa...
IMPUTATO Grigoli: Non c'entra nulla il livello.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
IMPUTATO Grigoli: E' questione di ottica.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
IMPUTATO Grigoli: Se io sono messo orizzontalmente, anzi in linea con l'esplosivo, la macchina quando arriva sull'esplosivo, si vede che arriva sull'esplosivo. Se mi metto trasversalmente, la macchina può darsi che ancora deve arrivare nell'esplosivo e io già la vedo sull'esplosivo. Non so se sono stato chiaro.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è una questione di allineamento?
IMPUTATO Grigoli: Allineamento per essere più precisi.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, un allineamento... Grigoli, sono il dottor Chelazzi.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei vuol dire forse che è un problema di allineamento tra il punto dov'è l'esplosivo, il punto dove deve passare la macchina e il punto dove si trova quello che c'ha il comando in mano?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ho capito. Quindi deve essere tutto su una stessa linea, per intenderci. E' questo quello che voleva dire lei?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perché ieri francamente avevamo capito, almeno il dottor Nicolosi e io, avevamo capito una cosa diversa e quindi non ci tornava. Meglio così, aver risolto questo interrogativo.
PUBBLICO MINISTERO: Questo interrogativo.
Senta, ecco, rispetto alla sua presenza nella villetta, quando lei arriva a Roma, l'esplosivo che lei ha detto portato dal Carra - mi pare che ieri già avesse risposto, comunque vorrei una conferma da lei - l'esplosivo quando arrivò? Quando lei era già a Capena, nella villetta?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei andò - per l'appunto non abbiamo modo di controllare in diretta - ma lei andò a riscontrare Carra per prelevare questo esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, con altri.
PUBBLICO MINISTERO: Con...?
IMPUTATO Grigoli: Con altri.
PUBBLICO MINISTERO: E chi ci venne con voi, con lei?
IMPUTATO Grigoli: Mah, quasi tutti comunque, perché erano lì vicino, al buio.
PUBBLICO MINISTERO: Vicino alla villetta?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ho bisogno che lei chiarisca un punto. Spatuzza - primo, secondo tentativo - c'era a Capena, in occasione di questi attentati? Lei ha detto aveva fatto i sopralluoghi.
IMPUTATO Grigoli: No, non c'era.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, c'è qualcosa di specifico che ci può dire, che le suscita il ricordo... Perché lei inizialmente aveva detto che...
IMPUTATO Grigoli: Sì. Quando poi mandammo Giuliano a prendere i detonatori, e quindi poi risalì Carra con altro esplosivo, portarono una lettera, una lettera che la mandava lo Spatuzza. Per salutarci, che lui col cuore era con noi, e tutto il resto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è il fatto della lettera che le ha fatto avere, diciamo, la certezza che Spatuzza non c'era?
IMPUTATO Grigoli: Sì, ne sono sicuro di questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, per l'appunto, siccome ieri già lo ha anticipato più volte e lo sta dicendo anche adesso in relazione a questo secondo tentativo, possiamo passare al racconto di quello che avviene per riprovarci, per compiere questo attentato.
Lei ieri si era fermato nel suo racconto, ha detto: 'prelevammo l'esplosivo, lo riportammo nella villetta e lo sconfezionammo lì nel salone, dove c'è il camino'.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi un pochino, ci racconti come andarono le cose.
IMPUTATO Grigoli: Quindi da qui poi, innanzitutto bisognava vedere - come stavo dicendo ieri - se il Contorno aveva capito qualcosa, quindi se aveva le solite abitudini. E Giacalone l'indomani andò, uscì di mattina presto per vedere se il Contorno continuava ad avere le proprie abitudini. E ricordo io che lui venne e disse che non lo vide.
Si andò anche il secondo giorno e non fu rivisto nemmeno. Allorché io dissi loro di... 'secondo me' - dissi - 'è meglio che scendiamo, è assurdo che ancora stiamo qui. Se questo qui ha capito è peggio. Cioè, meglio scendere e fra quindici gio... questo qui vede che è tutto a posto, che non è successo niente, non vede facce nuove, non vede niente, non si allarma e quindi di conseguenza si tranquillizza e poi ritorniamo quando lui è più sereno. Perché se va via non è che è facile rintracciarlo un'altra volta'.
Invece loro si erano intestarditi nel volerlo fare a tutti i costi in quei giorni. Il più intestardito comunque era il Giacalone Luigi. Non mi ha voluto dare ascolto su questa cosa.
Poi, non ricordo se fu il terzo giorno, o il quarto, addirittura, rivedemmo il Contorno. Quindi, nel frattempo comunque si era mandato già il Giuliano per prendere stavolta due detonatori anziché uno e aspettavamo dell'altro esplosivo.
Il Giuliano venne, portò i detonatori. Salì con Pietro Romeo.
Da premettere che io gli avevo detto a Giuliano anziché di venire col treno, con la nave, siccome mio fratello era in possesso di una FIAT Uno targata Roma, gli dissi: 'vai da mio fratello, gli dici prestami la macchina che gli serve a tuo fratello', tutto qui. Cosa che il Giuliano fece e salì con la FIAT Uno di mio fratello. Salì lui e portò con sé Pietro Romeo.
A sentire lui portò il Pietro Romeo per poi riscendersi la macchina di mio fratello. E così avvenne. Il Pietro Romeo poi riscese con la macchina di mio fratello.
Quindi, poi la prossima cosa da fare era quella di vedere, perché non era più opportuno ricollocare l'esplosivo nello stesso posto dove era stato collocato prima. Quindi la prossima cosa che facemmo fu quella di vedere se trovavamo un altro punto dove potere collocare l'esplosivo.
Secondo me non ce n'erano punti migliori di quello lì. Quello lì era l'ideale per poter svolgere questo tipo di operazione. Loro ebbero a dire che quell'altro punto che avevamo ritrovato era pure buono. Che si tratta nei pressi... che poi si tratta dove... che fu rinvenuto l'esplosivo realmente. Perché non c'era un punto dove si poteva avere la visuale in linea, come spiegavo prima.
Loro comunque dissero che andava bene così e così facemmo. Collocammo l'esplosivo lì. E io e Giacalone attendevamo che passasse il Contorno. Perché di mattina il Contorno passò, ci sfuggì, non ricordo bene che successe, comunque ci sfuggì. Aspettavamo il rientro del Contorno. Cosa che noi non vidimo, non lo vidimo passare, quindi noi pensavamo che aveva un altro appartamento in qualche altro posto, o che avesse fatto un'altra strada.
E quindi decidemmo la sera di andare a riprenderci l'esplosivo. Prima di entrare allo svincolo, abbiamo visto tutte le luci dei lampeggianti della Polizia, era pieno. Quindi non entrammo nemmeno allo svincolo, ma andammo dritto. Andammo a uscire all'altro svincolo e tornammo nella villetta.
Lì c'era chi diceva, dice: 'andiamo a prendere il telecomando, li facciamo saltare tutti in aria'. Io gli dissi: 'voi siete pazzi, veniamo di nuovo qua, qua è pieno di Polizia, se ci fermano per strada, quattro palermitani, cose, qua'. Questa cosa comunque non si fece.
Arrivati poi al villino decidemmo di scendere a Palermo. E siamo scesi con un Mercedes. Non mi ricordo di chi era questo Mercedes, se lo fece prestare lo Scarano, Mercedes diesel.
Ecco, questo è...
PUBBLICO MINISTERO: Ha finito Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora le voglio porre qualche domanda in dettaglio.
Lei ha detto che dopo questo, chiamiamolo questo dibattito, queste discussioni, lei era per non fare nulla, Giacalone invece si era intestardito per farlo, avete deciso di mandare Giuliano a prendere questi detonatori.
Le chiedo: sa dove Giuliano andava a prendere questi detonatori?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Benigno gli disse di andare dal carnezziere di Misilmeri, che si tratta di Giovanni Tubato.
PUBBLICO MINISTERO: Questa persona, questo carnezziere di Misilmeri, Giovanni Tubato, era persona a lei conosciuta, aveva avuto rapporti, sapeva che cosa aveva a che fare con voi?
IMPUTATO Grigoli: Sì, io avevo avuto qualche contatto con questa persona. Perché questa persona era il contatto di Benigno e quindi di conseguenza di Piero Lo Bianco, capomandamento di Misilmeri.
PUBBLICO MINISTERO: C'era un motivo particolare per cui vi rivolgevate proprio a questo Tubato?
IMPUTATO Grigoli: Era vicino a Benigno e di conseguenza al Lo Bianco. Il motivo particolare? Perché eravamo soliti a portare anche delle armi. Noi utilizzavamo le armi per commettere i vari omicidi e poi queste armi venivano ripulite.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol spiegare che cosa significa questa ripulitura delle armi?
IMPUTATO Grigoli: Cercare di dare un'altra rigatura alla canna, per avere un'altra rigatura di proiettile. Non essere uguale a prima.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e le armi venivano lasciate da questo Tubato? O contattavate il Tubato per poi...
IMPUTATO Grigoli: Di solito, la persona incaricata per andare a trovare il Tubato, era il Giorgio Pizzo. Quando si trattava di consegnarci delle armi, delle cose. Qualche volta magari ci andavo pure io, per scortarlo, per camminare avanti. Era anche per questo, sì.
Più che altro si ci andava comunque quando c'era bisogno di fare qualche appuntamento con Lo Bianco, si andava da questa persona per rintracciare il Benigno, di conseguenza comunicarci i vari appuntamenti con Lo Bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, si ricorda se per cosa, con lei o con qualcun altro del gruppo, da questo Tubato, per questo lavoro delle armi, di ripulitura, sia venuto anche Pasquale Di Filippo?
IMPUTATO Grigoli: Forse una volta andammo io, Pasquale Di Filippo e Giorgio Pizzo.
PUBBLICO MINISTERO: Proprio per compiere questo tipo di operazione sulle armi?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Perché io e Pasquale Di Filippo, sì, ci andammo con la mia macchina e ci battemmo la strada. Le armi le aveva caricate Giorgio Pizzo, anche perché lui lavorava all'Acquedotto e aveva una Cinquecento dell'Acquedotto, quindi pubblicizzata AMAP e quindi a maggior ragione più sicuro nel passare in un eventuale posto di blocco.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, si ricorda con quale mezzo Giuliano partì da Capena, o comunque fece il viaggio da Roma a Palermo?
IMPUTATO Grigoli: Giuliano?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, quando andò a prendere questi detonatori da Tubato.
IMPUTATO Grigoli: O si imbarcò, o prese l'aereo. Escluderei il fatto di aver preso il treno, perché doveva fare una cosa veloce.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMPUTATO Grigoli: Comunque...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: Penso che comunque prese l'aereo. Perché avevamo urgenza che lui venisse presto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ieri ci ha detto che in occasione di questi spostamenti, quando si trattava di dare il nome, lei ha detto venivano dati dei nomi che somigliavano, assonanti diciamo al nome vero.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è in grado di dire se, in questa specifica occasione, Giuliano utilizzò qualche nome diciamo di copertura del tipo di quelli a cui ha fatto cenno lei?
IMPUTATO Grigoli: No, perché Giuliano vede, era uno di quelli che ne diceva tanti, quindi se dovrei andarli a pensare tutte. Lui era cosiddetto chiamato Olivetti perché era così, quindi... Non lo so comunque, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, durante questa permanenza che... Lei ieri ha detto mi pare: 'ci siamo fermati più di 15 giorni'. Durante questa permanenza rimaneste sempre tutti lì, o ci furono degli spostamenti? Uno lei l'ha detto: è questo di Giuliano che torna giù per andare a prendere questi detonatori.
Carra, ha detto che era venuto e poi era andato via e poi, come ha già anticipato, torna di nuovo a Capena.
Altri spostamenti se ne ricorda? Se ci furono.
IMPUTATO Grigoli: Se noi andammo in altri luoghi?
PUBBLICO MINISTERO: No, no, no. Se andaste in altri luoghi, se qualcuno si spostò, andò fuori diciamo da Capena, da Roma? Ecco, se vi allontanaste un po'.
IMPUTATO Grigoli: Io mi ricordo che noi, anche se non fu una cosa che dovevamo fare, andammo a Roma, in centro, a fare shopping, andammo a comprare delle cose da portare a casa. E ci andammo io, Benigno, Lo Nigro e forse Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, lei ha ricordo sicuro di questo spostamento di Giuliano, poi che... Intendevo riferirmi a qualche spostamento diciamo più consistente, che non quello di andare a Roma a fare shopping, ecco. Ha capito Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Giuliano andò a prendere i detonatori e tornò. Poi, il Romeo se ne andò via.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei ha spiegato che la presenza di Romeo era dovuta a una circostanza specifica?
IMPUTATO Grigoli: Sì, doveva scendere la macchina di mio fratello. E poi lui aveva non so, la firma, qualcosa del genere, in serata doveva essere a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questa permanenza di Romeo lì con voi, per quanto tempo si è protratta?
IMPUTATO Grigoli: Credo... No, forse lui dormì una notte con noi. Non so se la firma l'aveva due-tre volte la settimana. Comunque ci fu un problema di firma e lui andò via per questo. Quindi, forse dormì con noi e poi l'indomani andò via.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sa se durante questa permanenza di Romeo, con qualcuno, con lei, o con altri, insomma Romeo fu portato lì nei luoghi dove si doveva compiere questo attentato, dove abitava Contorno, eccetera?
IMPUTATO Grigoli: Può darsi. Perché c'era bisogno di facce nuove, perché chiaramente Contorno non è che era un fesso, capiva se... conosceva già la gente del posto e se incontrava più di una volta una faccia, lui non è che... poteva anche sospettare qualcosa. Ecco perché ci alternavamo il Giacalone, io, il Lo Nigro, il Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Non andavano sempre le stesse persone a andare a visionare se...
PUBBLICO MINISTERO: Se c'era o non c'era.
IMPUTATO Grigoli: Se c'era o non c'era.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMPUTATO Grigoli: Quindi non escludo anche il fatto che, adesso non mi ricordo, ma non escludo il fatto che Romeo sia potuto andare con uno. Con me no, sicuramente. Con uno di loro a vedere se...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Mi scusi.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi Grigoli, non so se lei l'ha detto perché ha parlato della macchina di suo fratello, però non ho sentito se lei ha detto anche il motivo per cui questa macchina veniva, lei aveva diciamo indirizzato Giuliano su questa macchina di suo fratello.
IMPUTATO Grigoli: Perché era targata Roma la macchina di mio fratello.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Grigoli: Quindi era meno propensa a essere fermata nei posti di blocco.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era targata Roma. Poi, che tipo di macchina era?
IMPUTATO Grigoli: Una FIAT Uno bianca.
PUBBLICO MINISTERO: Una FIAT Uno bianca.
Senta, questa macchina lo sa da dove l'aveva presa suo fratello, dove l'aveva comprata?
IMPUTATO Grigoli: Nello stesso autosalone di Giacalone Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'aveva comprata da Giacalone.
Senta, rispetto all'utilizzo che ha spiegato, quanto tempo prima? Voglio dire, era da tempo che ce l'aveva?
IMPUTATO Grigoli: Sì, ma non tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Non tanto che significa? Era da poco?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Addirittura questa macchina qui era dello Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
IMPUTATO Grigoli: Spatuzza la vendette al Giacalone e poi Giacalone la vendette a mio fratello.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ci fu questo doppio passaggio.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMPUTATO Grigoli: Chiaramente lo Spatuzza era latitante, se non erro, all'epoca, quindi non è intestatario della macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi allo Spatuzza la macchina non è mai stata intestata, questa FIAT Uno bianca.
IMPUTATO Grigoli: Sì, questa sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, allora veniamo al materiale che arriva su. Li portò effettivamente questi due detonatori?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi Grigoli, come mai due? Per motivo di sicurezza...
IMPUTATO Grigoli: No, dato il precedente. Che il detonatore era esploso e l'esplosivo no, poteva succedere anche qualcosa del genere. Quindi avevamo ancora un altro detonatore di riserva.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e al problema della gelatina, lei ha detto ieri che era avariata, insomma, questa gelatina non aveva funzionato, come avete risolto questo problema?
IMPUTATO Grigoli: La gelatina non fu più adoperata. E il detonatore fu collocato nel cosiddetto Dash.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Dico: ma vi procuraste dell'ulteriore materiale?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi un pochino che cosa avvenne.
IMPUTATO Grigoli: Il...
PUBBLICO MINISTERO: Perché, del detonatore ha detto; spieghi un pochino dell'esplosivo che...
IMPUTATO Grigoli: Dell'altro, fu detto anche a Giuliano di fare sapere a Nino Mangano che ci serviva anche dell'altro materiale.
E quindi salì il Carra con dell'altro Dash.
PUBBLICO MINISTERO: Quant'era, in termini, così, quantitativi, questa roba che portò Carra?
IMPUTATO Grigoli: Ma non molto, perché già ce l'avevamo dell'esplosivo. Era per eguagliare la gelatina.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era un quantitativo...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo so, lo può stimare lei in termine di peso?
IMPUTATO Grigoli: Mah, un 20-30 chili.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e che...
IMPUTATO Grigoli: Che confezionammo, io e il Lo Nigro, sul tavolo del salone di pianterreno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora, questa operazione, ci vorrei arrivare tra un attimo.
Arrivò prima Giuliano con il detonatore e poi Carra con questo esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, prima Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e Carra, in occasione di questo secondo trasporto lì a Capena, si trattenne come la prima volta, oppure andò via subito?
IMPUTATO Grigoli: Io ricordo che lui si trattenne, perché ricordo che giocavamo a carte.
E, quindi, da questo, penso che lui si trattenne.
PUBBLICO MINISTERO: No, voglio dire, mi scusi Grigoli, forse...
IMPUTATO Grigoli: Ma poi ci fu un problema anche, guardi, di posti letto. Per uno o due giorni ci fu il problema dei posti letto.
Quindi penso che lui si trattenne.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, no, io forse non mi sono espresso bene.
Siccome Carra, secondo il suo racconto, è venuto due volte.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E siccome lei prima aveva risposto che si era trattenuto qualche giorno, volevo capire se si era trattenuto qualche giorno in occasione del primo trasporto di esplosivo, diciamo, quello principale, o in occasione di questo secondo. Capito?
Di questo secondo viaggio fatto da...
IMPUTATO Grigoli: Ma io credo in occasione di questo secondo viaggio.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
Ecco, vediamo... Questo esplosivo, Carra, il secondo, dove ve lo consegnò?
IMPUTATO Grigoli: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Il secondo, questo Dash, questo che venne portato per riaggiustare la carica, diciamo.
IMPUTATO Grigoli: Sempre nello stesso posto di prima.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre nello stesso posto di prima.
Ecco, cosa... Lei stava cominciando a dire quello che faceste con questo esplosivo.
Ecco, incominciamo a dire dallo sconfezionamento che c'era stato dei tre involucri precedenti.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Si era tolta la gelatina.
Siccome arrivò sfuso, il cosiddetto Dash da Palermo...
PUBBLICO MINISTERO: Questo secondo?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Lo confezionammo com'eravamo soliti fare lì a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
IMPUTATO Grigoli: Quindi, di conseguenza, poi fu collocato insieme all'altro.
Vede, adesso sto ricordando le maniglie. Perché io, quando lei mi fece la domanda delle maniglie, io ricordavo qualcosa di maniglie.
Le maniglie furono utilizzate per questo attentato.
Perché quando... Ecco, quando noi confezionammo questo Dash arrivato per ultimo, e lo collocammo insieme all'altro esplosivo, facemmo, una volta che fu già sconfezionato, Lo Nigro gi venne l'idea di fare questo tipo di confezionatura con le maniglie, per essere più pratici, poi, per posare il tutto, collocar il tutto sul posto dell'attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può descrivere questo, il risultato, diciamo, di questa operazione?
Cosa venne fuori, diciamo...
IMPUTATO Grigoli: Venne fuori quasi un... non lo so, un valigione lungo, alto. Capisce?
PUBBLICO MINISTERO: Prego, cerchi di descriverlo al meglio dei suoi ricordi.
IMPUTATO Grigoli: Erano confezione uno su un altro. E, a metà - perché poi cambiammo tutto - abbiamo fatto questa sorta di maniglie allacciato con i lacci. Tutto qua.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, questo pacco era unico ed era il risultato di tre pacchi, diciamo...
IMPUTATO Grigoli: Sì, di tre pacchi, sì.
PUBBLICO MINISTERO: In uno, c'era... Lo vuol ridire?
IMPUTATO Grigoli: In uno c'era polvere scura, se non erro. Uno, di Dash e basta. Perché la gelatina, poi, fu tolta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la gelatina fu tolta e fu messo quest'altro Dash?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E il detonatore venne immerso in questa ultima?
IMPUTATO Grigoli: Sì, Dash.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMPUTATO Grigoli: Anche perché noi avevamo già usato questo materiale, usato per scopi di, non di natura delittuosi, ma per vedere che funzione aveva. Se era buono, se era efficace.
PRESIDENTE: A titolo sperimentale.
IMPUTATO Grigoli: A titolo sperimentale, sì.
E fu adoperato nei pressi della zona industriale.
PRESIDENTE: A Palermo?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Mi ricordo che c'era... c'era del materiale da scavo. Una montagna di questo materiale: pietre e via dicendo. Collocammo all'incirca 200 grammi di questo esplosivo con una miccia in mezzo a questi massi; l'abbiamo accesa, andati via, spostati perlomeno, in mezzo al giardino.
Quando è esplosa, abbiamo visto l'effetto. E abbiamo visto che l'effetto era stato ottimo. Cioè, aveva spostato, frantumato le pietre più grosse, mandate in frantumi le pietre più grosse. Quindi... erano solo 300 grammi, Quindi, di conseguenza...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Grigoli, questa prova come venne attivata? Questa carica.
IMPUTATO Grigoli: Con della miccia.
PUBBLICO MINISTERO: Con della miccia.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per...
IMPUTATO Grigoli: Comunque Lo Nigro è esperto per queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per concludere questo punto.
Poi, magari, Presidente, se possiamo fare una breve sospensione...
PRESIDENTE: Senz'altro.
PUBBLICO MINISTERO: ... di cinque minuti.
Ecco, un'ultima domanda: lei ha detto, questi tre involucri vennero assemblati, ne venne fuori questo oggetto che ha descritto con queste maniglie.
E ha ridetto, diciamo, nuovamente quali erano questi componenti.
Quindi, sostanzialmente, il Dash e questa polvere nera.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può descrivere, ieri l'ha fatto, ma vorrei capire un po' meglio la consistenza, il colore di quella che lei ha chiamato polvere nera.
IMPUTATO Grigoli: Ma io pensavo che si trattasse della polvere da sparo. Era di questo colore, grigiastra.
Che poi lui sosteneva, perché noi non ci preoccupavamo tanto quando adoperavamo, o manipolavamo l'esplosivo in pietra. Non c'era problema anche se uno fumasse, ecco.
Invece, per quanto riguardava questo tipo di polvere, lui mi diceva di stare abbastanza attenti. Anche addirittura stavamo attenti quando legavamo, questo esplosivo. Perché l'attrito poteva creare calore. Quindi, di conseguenza, esplodere.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, nel maneggiarlo, questa polvere nera, vi sporcavate le mani...
IMPUTATO Grigoli: No, noi eravamo soliti sempre adoperare sempre i guanti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì...
IMPUTATO Grigoli: Quando noi cominciavamo, sia nel macinare, sia nel confezionare... Più che altro nel confezionare, comunque, adopravamo sempre i guanti.
Perché nella corda, nel nastro, lasciavamo le impronte.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ho capito, dico: ma i guanti si sporcavano nel maneggiare...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Rimanevano unti, rimanevano...
IMPUTATO Grigoli: Sì, credo di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando maneggiavate questa polvere nera?
IMPUTATO Grigoli: Sì, credo di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e per quanto riguarda il Dash, lei ieri ci...
IMPUTATO Grigoli: Poi non è che l'andavamo a prendere con le mani. Quindi... Ma penso che... Sì, restava la mano sporca di... di miccia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa consistenza di questa polvere nera, com'era, a grani, a scaglie, in polvere... Ecco, ci spighi un pochino.
IMPUTATO Grigoli: No, era in polvere abbastanza fine.
PUBBLICO MINISTERO: La polvere abbastanza fine.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, più fine del Dash?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mentre questo Dash che colore aveva?
IMPUTATO Grigoli: Bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, esattamente come il detersivo?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Più granuloso di quello, di quella nera.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, a...
IMPUTATO Grigoli: Quella era più fine, quella nera.
PUBBLICO MINISTERO: Era di un colore uniforme questo bianco Dash? Usiamo questa espressione.
IMPUTATO Grigoli: Credo di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, emanava un qualche particolare odore questo Dash?
IMPUTATO Grigoli: No. Io ho avuto molto... Perché questo Dash qui poi, negli ultimi tempi, come lei ben sa, per le stragi fu adoprato solo ed esclusivamente quello in pietra.
Quindi, per questo fatto di Contorno solo fu adoperato questo bianco.
Quindi non è che ho avuto l'esperienza di quello.
Quindi non vado a ricordare adesso l'odore e tutto il resto.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque non ha alcun particolare ricordo, lei, su questo...
IMPUTATO Grigoli: No. Io, come le ho detto, il ricordo ce l'ho per quell'altro, per quegli effetti che abbiamo avuto, come gli dicevo, di...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, li vuol ridire quali erano questi effetti che aveva nel maneggiare, diciamo, l'esplosivo in pietra?
IMPUTATO Grigoli: No, quando macinavamo questa polvere, ci seccava la gola... cioè, abbastanza... stavamo male, ecco.
Addirittura ricordo che Giuliano usciva frequentemente fuori per quasi vomitare.
Anche perché ricordo che... ecco, che... ecco, per stabilire i tempi, ricordo che era estate quando macinavamo questa polvere, eravamo sudati. Quindi... perché chiusi dentro questo magazzino. Non è che facevamo questa operazione all'aperto.
E, quindi, si stava male.
E poi un'altra cosa che ci, che a me successe, fu che orinavo quasi rosso. Mi preoccupai, e invece poi, chiedendo a loro, mi hanno detto che era normale, perché era l'effetto di questa polvere che si respirava.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Grigoli, per concludere questo argomento: la gelatina, quella che lei ha definito avariata, che venne tolta dalla carica, diciamo, del primo tentativo, che fine ha fatto?
*IMPUTATO Grigoli: Mah... Per il momento mi sfugge, questa cosa.
Non lo so se rimase... rimase lì, o la scese il Carra. Può darsi che la scese il Carra.
Mi sfugge, questo particolare.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Presidente, possiamo fare una breve interruzione?
PRESIDENTE: Senz'altro. Riprendiamo tra 10 minuti.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Brusca... Oddio, mi scusi, Grigoli, dunque, lei ha detto che questa gelatina non sa che fine abbia fatto.
Ecco, ma ieri, mi pare, rispondendo ad una domanda analoga sulla provenienza di questo Dash, lei ha detto che non sapeva che fonte avesse, ecco, da dove provenisse.
Ecco, della gelatina, cioè, formulo ora la domanda: sa dove era stata procurata? Sa, voglio dire, anche se successivamente se ne parlò, se sentì dei commenti?
*IMPUTATO Grigoli: Dopo, quando fummo a Palermo, ebbi a parlare con Mangano Antonino. Da quello che è successo, come mai, cos'era... si parlò di cos'era successo, come mai non esplose l'esplosivo, e tutto il resto.
E si parlò del fatto che il detonatore era stato collocato nella gelatina, la gelatina non esplose.
Quindi, io stesso gli dissi: 'ma come mai?'
Dice: 'mah, una cosa strana, difficilmente succedono queste cose. Comunque, questo materiale, non era nostro...'
Da quello che capii io, veniva da Brusca.
PUBBLICO MINISTERO: Da quello che lei capì, dai discorsi che le fece Mangano?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Senta, torniamo lì, a questo ordigno.
Lei ha detto: 'venne riconfezionato, le famose maniglie...', Ecco.
Che altro tipo di attività vene compiuto su questo pacco? Su questo ordigno?
Voglio dire: il detonatore lo ha detto, venne immerso in questo Dash che portò Carra.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ne venne messo solo uno, o anche l'altro?
Perché lei ha detto: 'Giuliano ne portò due di detonatori.'
IMPUTATO Grigoli: No, ricordo di uno, io.
PUBBLICO MINISTERO: Uno, Ecco. Poi, che cosa, che altre operazioni vennero compiute su questo ordigno?
IMPUTATO Grigoli: Sull'ordigno credo nient'altro; poi, Benigno, preparò tutto quello che concerne il telecomando col detonatore e tutto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol descrivere che cosa si ricorda di questo sistema, diciamo...
IMPUTATO Grigoli: Io, più che altro, vede, ho dato... Perché fummo io e il Lo Nigro a preparare il confezionamento.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Il, per l'elettricità, per quello che riguarda, in gergo elettronico, se così si può dire, era il Benigno.
Quindi non è che io... So del solo comando, di una scatoletta collegata con i fili del detonatore. Questa scatoletta aveva delle piccole batterie; di un'altra batteria più grande.
Ecco, questo lo posso dire.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, lei ha menzionato tre cose: una batteria più grande, delle batterie piccole e poi questa scatoletta.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Riesce a dare... Allora, cominciamo dalla batteria più grande: che tipo di batteria era?
IMPUTATO Grigoli: Ma se non ricordo male è della motocicletta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Dove venne collocata questa batteria, se lo ricorda?
IMPUTATO Grigoli: Quando posizionammo l'esplosivo?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dove venne messa, in questo pacco...
IMPUTATO Grigoli: Sì. No, queste viaggiavano a parte.
C'erano i vari spinotti, no? Si cosava l'esplosivo, il detonatore con lo spinotto che andava... non so, se in questa scatoletta, o... E poi, il tutto, nella batteria.
PUBBLICO MINISTERO: Poi lei ha parlato anche di altre batterie più piccoline.
IMPUTATO Grigoli: Sì, in questa scatoletta credo che c'erano delle altre batterie di 12 volts.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questa che lei chiama scatoletta, ha idea di che cosa fosse, com'era, se ce ne può dare una descrizione?
IMPUTATO Grigoli: Non lo so, forse era la scatoletta che riceveva l'impulso.
Io, adesso, di elettronica, non ne capisco più di tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, e nel pacco, dove venivano, tutti questi oggetti che lei ha descritto, dove venivano collocati?
IMPUTATO Grigoli: Questi oggetti?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, la batteria, le batterie più piccole, la scatolina.
IMPUTATO Grigoli: Mah, era tutto volante.
Poi veniva celato tutto con dell'erba tagliata. Perché, dove... sia che nel primo attentato, che nel secondo, erano dei canaletti. E quindi faceva un po' di vuoto.
Poi si andava a mettere sopra questi pacchi dell'erba tagliata per mimetizzarla. Perché, questi canaletti, erano erbosi.
Quindi, per mimetizzare il tutto con quest'erba.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, diciamo, il risultato di questo ordigno, batterie, batterie da 12 volts, la scatolina a cui lei ha fatto cenno, sono identici sia nel primo, che nel secondo tentativo?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, anche gli oggetti sono gli stessi?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMPUTATO Grigoli: Perché, vede, l'impulso arrivò. Perché il detonatore è esploso. Quindi non è che fu l'ingegno elettrico che non funzionò, non arrivò l'impulso, o qualcos'altro. Perché funzionò il tutto. Perché difatti ci fu l'esplosione del detonatore.
Quindi non c'era motivo di cambiare.
A maggior ragione, anzi, si era avuto prova che funzionasse il telecomando, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto: questo ordigno, ovviamente in tutti e due i casi, venne posizionato in questa canaletta, ricoperto con l'erba.
Ma fu la decisione, diciamo, in termini esecutivi, fu quella di realizzare l'attentato così come venne fatto in queste due occasioni, o avevate pensato anche a qualche altro modo di collocare l'esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Vede, la differenza del primo al secondo, c'era il fatto che, nel primo, questa canaletta era, diciamo, cementata. C'era la strada, da questo lato, con questo muro, muretto di cemento, no?
Ed era largo... un metro. Quindi, posizionando l'esplosivo lì dentro, già c'era questo tipo di...
Cioè, per l'esplosivo, quello che poi ho capito io, mi hanno spiegato, per essere più efficiente, più si mette in posti, tipo che ne so, per far cadere un muro, bisogna fare un buco e metterlo dentro il buco, l'esplosivo, per avere più detonazione. Capisce quello che voglio dire?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Quindi, una volta che già esistevano questi muretti, già questa funzione c'era. Per avere più...
PUBBLICO MINISTERO: Potenza.
IMPUTATO Grigoli: Più potenza, ecco.
Invece, nel secondo posto dove dovevamo fare l'attentato, mancava questo. C'era questa cunetta di terra, non è che c'erano muretti di cemento per avere più... potenza.
Quindi, allora, si parlò di fare qualche cassa in ferro, qualcosa, dove poter collocare l'esplosivo e avere più potenza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e provaste a far qualcosa per questa cassa di ferro?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Sì, ma io pensavo che non è che valesse a niente. Perché si completa della lamiera, no?
Quindi, dicevo, non è che questa cosa, secondo me, perché io non è che avevo esperienza, non farà più di tanto.
Si fece una gabbia in lamiera, non è che si fece una gabbia in ferro battuto. In lamiera.
Difatti la costruì Giacalone Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: Utilizzaste qualche attrezzo particolare per fare questa cassa?
IMPUTATO Grigoli: Mah... attrezzo, una punzonatrice, non so come si chiama.
PUBBLICO MINISTERO: La sparachiodi?
IMPUTATO Grigoli: Una cosa del genere, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi?
IMPUTATO Grigoli: Fu verniciata di verde... di verde. Per essere sempre mimetizzata, perché la lamiera era bianca. Quindi dava subito all'occhio.
Fu verniciata in verde, tutto qua.
Però poi, non fu utilizzata, rimase nel villino.
Tutto qui.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, fu una iniziativa concreta che venne presa.
Pensaste di fare questo attentato, nel realizzarlo, a qualche altra formula, qualche altro metodo?
IMPUTATO Grigoli: Oltre quello della cosa in lamiera?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire...
IMPUTATO Grigoli: All'inizio si parlava, quando addirittura già a Palermo, si parlava di queste piccole bonze dove si mette l'acqua.
Non so lei le ha presente.
PUBBLICO MINISTERO: Queste piccole?
IMPUTATO Grigoli: Sono recipienti in ferro per contenere liquidi, acqua, che di solito vengono agganciati anche a traino dietro le macchine, questi carrellini con queste bonzette di 200 litri.
Non so se lei ha presente queste cose qui.
PUBBLICO MINISTERO: Il carrello ce l'ho presente, questo...
IMPUTATO Grigoli: Sono carrelli per potere tra...
PUBBLICO MINISTERO: Ma servono per uso agricolo, questi carrelli?
IMPUTATO Grigoli: Ma anche. Sono carrellini che si agganciano nelle macchine con questa bonza, con questo recipiente per contenere liquidi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, insomma, è tipo una piccola cisterna, tipo un...
IMPUTATO Grigoli: No, se uno ha di bisogno di trasportare 2-300 litri di acqua, questa cosa serve per...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi, può essere utilizzata anche per usi non prettamente agricoli.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Anche per diporto.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Quindi, imbottito tutto di esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Per utilizzare, diciamo, questo come cassa.
IMPUTATO Grigoli: Esatto. Questo qui posteggiarlo per strada, che non dà tanto nell'occhio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma all'utilizzo di un'autobomba, di un'autovettura, non ci avete pensato?
IMPUTATO Grigoli: No, una vettura perché erano già state fatte le stragi, con questo sistema.
Come le ho già detto, si doveva far pensare ad altri, quindi anche questo poteva portare a pensare che quella strategia era stata commessa da Cosa Nostra.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, vorrei un attimino tornare sull'ordigno per farle una precisazione.
La scatolina di cui lei ha parlato, è per caso qualcosa che ha a che fare con un accumulatore, con un...
IMPUTATO Grigoli: Sì, io gliel'ho detto, non avendo esperienza di... non so come definirlo. Sì, una specie di accumulatore o...
PRESIDENTE: Siamo...
PUBBLICO MINISTERO: Lei, per l'appunto, nell'interrogatorio del 24 giugno, parlò espressamente di "accumulatore".
IMPUTATO Grigoli: Sì, un accumula... era una cassettina, non so per che cosa servisse, questo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma...
IMPUTATO Grigoli: Io potrei chiamarla accumulatore e invece chissà come si chiamerà.
PUBBLICO MINISTERO: Ma c'era una scala, un ago, un... Ha capito quello che voglio dire? Si ricorda se c'era qualche strumento, ecco?
IMPUTATO Grigoli: No, quello che mi ricordo io, che forse in questa scatolina venivano apposte le batterie quelle piccole.
PUBBLICO MINISTERO: Quelle da 12 volts.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma l'oggetto lei non se lo ricorda?
IMPUTATO Grigoli: No, lo ricordo come una scatoletta.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda di questa scatoletta. Grande quanto, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Dieci per dieci.
PRESIDENTE: Volevo comunicare al Pubblico Ministero che se vuol fare vedere quel famoso documento, o che cosa sia non lo so, la strumentazione pare che sia finalmente riparata.
Poi lo può fare quando crede, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, magari Presidente, ora siamo a riferire di questo fatto.
Allora, Grigoli, quindi l'oggetto l'ha descritto. C'ha detto di queste apparecchiature, diciamo, elettriche.
Ci ha detto anche di queste discussioni che c'erano state.
Si pensò anche di fermare Contorno, di bloccarlo in qualche maniera?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Quando poi risalì il Carra, ho visto che gli altri del gruppo parlavano apertamente davanti costui.
Quindi, io capivo che questo era a conoscenza. Non capivo, ne ero certo che ormai era a conoscenza di quello che dovevamo fare.
Quindi, allora, io ebbi a dire: 'scusate, ma...', perché ancora si doveva rifare il secondo attentato, no?...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Vedevamo che i posti non erano tanto adeguati come il primo. Contorno era venuto a mancare due giorni. Dissi: 'perché non facciamo in un'altra maniera?'. Cioè, anziché adoperare l'esplosivo, una volta anche resici conto, perché all'inizio non sapevamo se era scortato... Insomma, dissi io: 'perché non facciamo che il Carra, dal momento in cui esce il Contorno da casa il Carra in controsenso, gli diamo - uno sta sul camion con il Carra - gli diamo la battuta; questo qui, appena se lo vede davanti, trattasi di un autotreno, gli va di fronte, lo ferma. Noi ci appostiamo, appena passa lui lo seguiamo e, se il caso, poi lo finiamo con le armi'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa ipotesi venne scartata?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché?
IMPUTATO Grigoli: Non lo so. Loro non è che, poi, con le armi ci sapessero fare tanto.
L'unico era il Benigno a sapere utilizzare le armi, perché lui faceva parte del gruppo di fuoco di Misilmeri.
PUBBLICO MINISTERO: Lei come se la cavava, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Purtroppo ero l'unico a sparare, del mio gruppo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, anche questo tentativo, diciamo questa modalità di esecuzione viene scartata. Si riconfeziona questo pacco e il luogo, lei ha detto venne messo lì all'imbocco dell'autostrada.
C'era una ragione particolare per cui sceglieste quel secondo luogo?
IMPUTATO Grigoli: Perché non ce n'erano altri migliori.
PUBBLICO MINISTERO: Avevate visto, in precedenza, Contorno imboccare, lei ha detto, l'autostrada?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci spiega un attimino, allora, com'è che operativamente...
IMPUTATO Grigoli: Era nei pressi di questo svincolo. Lui, lì, doveva rallentare. Lì di fronte c'era... anzi, se non erro neanche... Comunque, io e Giacalone dovevamo stare nei pressi, c'è un cavalcavia dove si vede l'autostrada giù, e quindi, automaticamente, si vede anche lo svincolo, no? Si vedeva arrivare il Contorno che entrava nello svincolo, quindi già noi avevamo il tempo di dare la battuta, di prepararsi che Contorno stava rientrando.
PUBBLICO MINISTERO: E questa...
IMPUTATO Grigoli: Cioè, era uno dei posti dove potere sfruttare, perché altri posti migliori non è che ce n'erano. Comunque, il migliore era solo quello, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Lei ci ha spiegato stamani perché venne scartata l'ipotesi di rifarlo nello stesso posto del primo.
IMPUTATO Grigoli: Sì, anche perché - vede, sto ricordando un altro particolare - si ebbero dei problemi, perché c'era una casetta in costruzione, in questo punto di osservazione per operare col telecomando, dove c'erano dei muratori. Questi un pochettino videro questo movimento, si allarmarono e quindi fu scartato, a maggior ragione, anche per questo il primo punto, il primo posto dell'attentato.
Ecco, ma le dicevo l'altro posto più adeguato era quello dove che voi - "voi", dico come le Forze dell'Ordine - trovarono l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Come punto di attivazione del telecomando... Lei, il punto di osservazione ce l'ha detto: era lì sul cavalcavia.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Da dove vedevate arrivare Contorno.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il punto dove doveva essere azionato il telecomando?
IMPUTATO Grigoli: Era una collinetta, un punto alto.
PUBBLICO MINISTERO: Lei se lo ricorda con esattezza? Ci andò in questo punto, oppure...
IMPUTATO Grigoli: Il primo posto lo ricordo benissimo; quello saprei anche indicarlo.
Qui mi sfugge dove si posizionarono, comunque ricordo di una collinetta.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre, ovviamente, a distanza breve dal posto dove era stato collocato l'ordigno.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo sa, è in grado di dircelo che portata aveva, diciamo, questo telecomando?
IMPUTATO Grigoli: No, di solito era il Benigno a stabilire se la distanza era adeguata o no. Lui stabiliva, lui aveva questa capacità di stabilire fino a che distanza si poteva piazzare.
PUBBLICO MINISTERO: Si poteva operare.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quand'è che venne, in occasione di questo secondo tentativo, posizionato l'esplosivo nella cunetta, insomma nel posto dove poi...
IMPUTATO Grigoli: Quanto tempo passò?
PRESIDENTE: No...
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha spiegato tutto quello che c'era stato fra il primo e il secondo tentativo. Quando venne messo questo esplosivo, quando dalla villetta usciste per andare a piazzare l'esplosivo nel posto dell'attentato?
IMPUTATO Grigoli: Vuole sapere se fu di mattina, se fu di...
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Quale... Ecco.
IMPUTATO Grigoli: La sera tardi per l'indomani, comunque. Intorno a mezzanotte, l'una. Non mi ricordo l'orario. La sera tardi, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Di sera tardi.
Poi che cosa faceste, Grigoli, una volta posizionato questo esplosivo? Si ricorda chi ci andò a metterlo lì nella canaletta?
IMPUTATO Grigoli: Tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Che macchine vennero utilizzate?
IMPUTATO Grigoli: Sicuramente di nuovo la jeep, perché era più opportuna, era più comoda per... aprivamo lo sportello posteriore e scendevamo già direttamente i pacchi. Poi di solito si viaggiava in due in jeep. E sicuramente la FIAT Uno. Se non era la FIAT Uno... Perché negli ultimi tempi, una volta che questa FIAT Uno e questa jeep avevano girato parecchio, sia per vedere se si vedeva il Contorno, sia per vedere tutto quanto, allora negli ultimi tempi lo Scarano ci fornì una Regata.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda com'era targata questa Regata?
IMPUTATO Grigoli: Comunque ricordo che era di un grigio scuro.
PUBBLICO MINISTERO: Era comunque, la macchina che aveva Scarano?
IMPUTATO Grigoli: Nelle sue disponibilità.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, ve la dava Scarano, dico, questa macchina?
IMPUTATO Grigoli: La?
PUBBLICO MINISTERO: Se la consegnava, ve la dava Scarano.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e venne posizionato, quindi, a mezzanotte. Contorno quando l'aspettavate: per la giornata successiva, per quella notte?
IMPUTATO Grigoli: Sì, per la giornata successiva... No, per l'indomani mattina.
PUBBLICO MINISTERO: Per l'indomani mattina.
IMPUTATO Grigoli: Sempre nell'uscire di casa, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quando lui, da casa, andava a imboccare l'autostrada.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'indomani mattina furono fatti gli appostamenti per operare, questa volta?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda come vi dislocaste lì nel luogo dell'attentato?
IMPUTATO Grigoli: Sempre io e Giacalone e il Benigno con il Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Nei luoghi che ci ha detto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè cavalcavia e questa collinetta?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che cosa accadde in quella giornata?
IMPUTATO Grigoli: In quella giornata accadde, adesso, poco fa, dicevo proprio questo. Non ricordo se... Comunque, il Contorno non passò di lì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, siete rimasti tutta la mattinata ad aspettarlo?
IMPUTATO Grigoli: No. Poi andammo a vedere nel villino e credo che la macchina lì non c'era. Quindi, di conseguenza, siccome lui...
PUBBLICO MINISTERO: Nel villino, mi scusi, nel villino...
IMPUTATO Grigoli: Dove abita lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siete andati a casa di Contorno.
IMPUTATO Grigoli: Sì, a casa di Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: E che cosa avete notato?
IMPUTATO Grigoli: Che la macchina non c'era.
PUBBLICO MINISTERO: La macchina, intendiamo la Punto amaranto?
IMPUTATO Grigoli: Sì, la Punto amaranto. E siccome lui era solito tornare intorno all'una, l'una e mezzo, quindi noi è assurdo che stavamo in zona: andammo via e poi ritornammo all'una, l'una e mezzo, dodici e mezzo. Andammo prima, verso le dodici e mezzo, perché lui era solito tornate all'una, l'una e mezzo, quindi andammo verso le dodici e mezzo.
E lui non rientrò. Non rientrò...
PUBBLICO MINISTERO: Sempre... Mi scusi Grigoli.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Tornaste sempre nel luogo dove...
IMPUTATO Grigoli: Per operare, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per operare?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sul posto, sul luogo dell'attentato.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto che questo esplosivo veniva ricoperto con dell'erba, mimetizzato.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, se lo ricorda, in occasione di questo secondo tentativo, quest'erba dove l'avete presa, dove ve la siete procurata?
IMPUTATO Grigoli: Mah, sicuramente in un tentativo forse nel secondo, secondo tentativo, perché ricordo la cassa, sì. Nella villetta, dove noi soggiornavamo, a fianco c'era un'estensione di terreno e c'era questa, non lo so, sarà una piantagione, io adesso... Voi avete, qui, coltivazione diversa dalle nostre, non so. Era comunque queste foglie alte...
PUBBLICO MINISTERO: "Alte" cosa intende, lunghe?
IMPUTATO Grigoli: Lunghe sì, lunghe un metro, un metro e mezzo.
E io saltai dall'altro lato e c'era una falce nel magazzinetto della villetta, e tagliai un sacco di questa erba.
PUBBLICO MINISTERO: Di quest'erba.
IMPUTATO Grigoli: Che portammo via quando andammo a collocare l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi quest'erba venne portata dalla villetta, diciamo, dove dormivate, al luogo dell'attentato.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non venne tagliata lì.
IMPUTATO Grigoli: No, mica potevamo perdere questo tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMPUTATO Grigoli: Con l'esplosivo lì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quindi, lei ha detto... Mi scusi le ho fatto questa domanda un po' così...
IMPUTATO Grigoli: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: ... un po' eccentrica rispetto al suo racconto.
Lei ha detto: 'tornammo di nuovo verso mezzogiorno e mezza nel luogo dell'attentato, per fare l'attentato'.
IMPUTATO Grigoli: Sì, perché aspettavamo che rientrasse questa volta a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Che cosa accadde?
IMPUTATO Grigoli: Che non rientrò.
PUBBLICO MINISTERO: Che non rientrò.
Che decisione prendeste, allora? Cosa faceste?
IMPUTATO Grigoli: Andammo di nuovo a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi siamo sull'ora di pranzo.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Aspettammo la sera. Cioè, aspettammo che poi lui rientrava la sera, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sapevate su per giù a che ora rientrava?
IMPUTATO Grigoli: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Sapevate su per giù a che ora lui faceva rientro a casa?
IMPUTATO Grigoli: Mah, di pomeriggio tardi, se non erro.
Comunque, lui non rientrò nemmeno e quindi si decise, poi, che la sera tardi andavamo a riprenderci l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, per toglierlo da lì?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come mai? Non lo volevate più fare?
IMPUTATO Grigoli: No, perché abbiamo visto che lui non passava. Ma poi noi non... Lei mi ha fatto una domanda, che adesso devo fare prima un pochettino di mente locale.
Lei vuole sapere perché... Mi può ripetere la domanda?
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, Grigoli, non l'ho sentita.
IMPUTATO Grigoli: Se mi può ripetere la domanda, dico.
PUBBLICO MINISTERO: No, dico, le avevo chiesto come mai poi avevate intenzione di togliere l'esplosivo da lì. Cioè, volevate rimetterlo in un secondo tempo, non volevate più fare l'attentato? Ha capito?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome, questo esplosivo l'avete lasciato - secondo il suo racconto - dalla mezzanotte circa fino all'ora di pranzo del giorno dopo, addirittura fino al pomeriggio, e poi avevate invece pensato di toglierlo.
Volevo capire questo, ecco. Mi ha seguito, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì. Comunque, io penso che fu deciso di toglierlo perché, una volta che lui non era passato, non l'avevamo visto tutto il giorno, non potevamo lasciarlo un altro giorno lì, se lui... Lo dovevamo togliere e riassicurare che lui avesse di nuovo le abitudini.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Perché già c'era che lui, dopo il primo mancato attentato, che già lui aveva cambiato abitudini, quindi noi volevamo capire se questo qui aveva cambiato strada, se faceva altre strade.
Perché lì il posto non è che era tanto adeguato, non è che poteva stare due, tre giorni, l'esplosivo, lì.
Difatti è stato ritrovato, proprio perché il posto non era ottimale per restare più di tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Che cosa accadde? Lei, prima della sospensione, ha detto: 'siamo tornati e abbiamo trovato le luci, i lampeggianti...'.
IMPUTATO Grigoli: Sì, già dall'autostrada si vedevano sul cavalcavia già le volanti della Polizia. Addirittura faceva giorno di quanti ce n'erano nei pressi dello svincolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda su per giù a che ora era, quando andaste a compiere...
IMPUTATO Grigoli: No, non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
Lei, ha detto: 'qualcuno di noi pensò a andare a prendere il telecomando, per far saltare le Forze dell'Ordine'.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci vuol spiegare un pochino meglio questa affermazione? Chi eravate, innanzitutto, quando vedeste tutto questo movimento di Polizia, Carabinieri, eccetera?
IMPUTATO Grigoli: Eravamo: io, Benigno... Eravamo in due macchine, perché c'era la jeep, avanti, e noi dietro. Quindi stavolta io dentro la jeep non c'ero, perché mi ricordo che proprio guardavo la jeep se entrava allo svincolo, perché chi guidava gli faceva segnali con gli abbaglianti per dire: vai dritto, non entrare. Aveva paura che non si era accorto delle volanti sopra il ponte.
Io credo che ero con Benigno. E Giuliano con Giacalone. Perché eravamo i soliti due in jeep e tre con la FIAT Uno, perché dietro la jeep ci mettevamo l'esplosivo.
Quindi, adesso mi ricordo meglio: Giacalone e Giuliano con la jeep; io, Benigno e Lo Nigro con la FIAT Uno.
E ricordo che dentro la FIAT Uno, comunque, era Benigno il fatto, dice: 'andiamo a prendere il telecomando, li facciamo saltare tutti in aria'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, siccome lei ha parlato di FIAT Uno, ma nel suo racconto ce n'è due di FIAT Uno - quella bianca e quella rubata - qual era di queste due, che avevate in quel momento?
IMPUTATO Grigoli: Quella bianca.
PUBBLICO MINISTERO: Quella bianca.
Quindi, ha detto, era Benigno quello che voleva tornare indietro a pigliare il telecomando?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E ci fu una discussione, perché non venne fatto?
IMPUTATO Grigoli: Ho detto che, una volta che avevano trovato l'esplosivo, lì era saltato l'ira di Dio. Cioè, perché... Poi l'autostrada veniva chiusa, posti di blocco. Se ci fermano, qua, lo portiamo scritto in fronte che eravamo stati noi. Ci trovano con un telecomando dentro una macchina, quattro palermitani, non so se...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Quindi cosa avete fatto?
IMPUTATO Grigoli: Andammo al villino e poi non se ne parlò più di questa storia di andare...
PUBBLICO MINISTERO: Ma sapeste, cioè apprendeste che fine poi fece l'esplosivo che avevate lasciato lì?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Ricordo che la stessa sera ne parlò la TV.
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Ma quando arrivaste lì che vedeste tutto questo movimento, io poco fa le ho chiesto l'ora, e lei ha detto: 'non mi ricordo che ora era'.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era giorno, ancora giorno...
IMPUTATO Grigoli: No, già era buio.
PUBBLICO MINISTERO: Già era buio.
IMPUTATO Grigoli: Già era buio.
PUBBLICO MINISTERO: E poi, quindi, tornate a casa. Apprendete dalla televisione che questo esplosivo è saltato in aria.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Già da lì ci organizziamo per andare a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Per rientrare a Palermo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quand'è che avviene questo rientro?
IMPUTATO Grigoli: Mah, credo la stessa sera. Sì, credo la stessa sera.
PUBBLICO MINISTERO: Come vi siete mossi lì dal villino?
IMPUTATO Grigoli: Andammo via in Mercedes, questa Mercedes che ci procurò lo Scarano, per fare più in fretta, per andare via più presto possibile da Roma.
Andammo via: io, Giuliano... Comunque, andammo via tutti e rimase Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: C'era un motivo particolare per cui Giacalone si era trattenuto?
IMPUTATO Grigoli: Sì, dice che 'poi domani scendo, non c'è problema, non c'è bisogno di andare via subito, così'.
Lui ormai era entrato in buoni rapporti con lo Scarano, anzi, loro erano soliti uscire quasi ogni sera. Cosa che io non condividevo.
PUBBLICO MINISTERO: Perché?
IMPUTATO Grigoli: Non è che eravamo andati a giocare. Eravamo andati a fare cose abbastanza delicate, abbastanza... Non è che potevamo farci fermare dalla Polizia.
Lei capisce che significa un fermo dalla Polizia? Significava andare tutti via a casa e rimandare tutto, e dopo chiaramente verranno fatte le varie indagini; questo palermitano, questo fermo, insomma. C'erano sicuramente delle indagini, potevano andare a brutte situazioni, no?
PUBBLICO MINISTERO: Ma sapeva se Giacalone o qualcun altro - lei ha dato questo giudizio, diciamo, negativo - se avevano fatto delle conoscenze, lì a Roma, se si accompagnavano con qualcuno?
IMPUTATO Grigoli: Lo Scarano lo sa meglio di me.
PUBBLICO MINISTERO: No, dico, se lo sa lei.
IMPUTATO Grigoli: Suppongo che avevano delle conoscenze.
PUBBLICO MINISTERO: Come ha detto, scusi? Non ho sentito.
IMPUTATO Grigoli: Suppongo che avevano delle conoscenze comuni.
PUBBLICO MINISTERO: No, voglio dire, forse non mi sono espresso bene. Sa se avevano anche delle conoscenze, se avevano conosciuto delle ragazze, se avevano conosciuto...
PUBBLICO MINISTERO: Le sto dicendo: se lo faccia dire dallo Scarano, che lo sa...
PRESIDENTE: No, ce lo deve dire. Se non vuole rispondere, deve dire lei.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo sa.
PRESIDENTE: Se lei dice: non voglio rispondere il discorso è ben diverso.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non capivo. Perché lei rispondeva alla mia domanda con una battuta, Grigoli.
Siccome la mia domanda, invece, è una domanda specifica...
IMPUTATO Grigoli: Ma siccome...
PUBBLICO MINISTERO: ... intesa...
IMPUTATO Grigoli: ... lo Scarano è pure un collaboratore, quindi lui saprà meglio di me con chi si vedeva.
PUBBLICO MINISTERO: Ma poi Scarano ha reso le sue dichiarazioni, qui in dibattimento.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, io ora bisogna che me lo dica lei se le risulta.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cosa le risulta?
IMPUTATO Grigoli: Risulta che lo Scarano ne parlava di queste ragazze, cose.
PUBBLICO MINISTERO: Chi le frequentava?
IMPUTATO Grigoli: Lo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dico, ma dei palermitani, ecco.
IMPUTATO Grigoli: Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Giacalone.
Ha mai saputo qualche nome di queste donne, di queste ragazze? Ne avete parlato?
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMPUTATO Grigoli: Cioè, per lo meno non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dato che siamo a parlare di donne, lei la moglie di Scarano l'ha mai conosciuta?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire qualcosa? Dove l'ha vista?
IMPUTATO Grigoli: Io sono stato a casa di Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: In che occasione?
IMPUTATO Grigoli: L'occasione fu... quando fu che salimmo per Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, in occasione di questa permanenza lì a Capena.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMPUTATO Grigoli: Così, ecco, adesso finalmente ho collegato il fatto dell'autobus.
Quando io dicevo che eravamo...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
IMPUTATO Grigoli: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, ha collegato il fatto?
IMPUTATO Grigoli: Dell'autobus, perché a me...
PUBBLICO MINISTERO: Dell'autobus?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi un pochino questo suo ricordo.
IMPUTATO Grigoli: Io certe cose le ricordo, perché vengono lampi di memoria, non è che...
Quando fu che salimmo per Contorno, arrivati alla stazione prendemmo l'autobus insieme con... E andammo, in sostanza, a trovarlo a casa dello Scarano.
Ecco, in questa occasione conobbi la moglie dello Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: E si ricorda qualcosa di questa donna? Ce la può descrivere?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Ma poi io l'ho vista anche un'altra volta. Robusta, capelli chiari, adesso non so se erano dipinti o meno; io me la ricordo con i capelli chiari.
PUBBLICO MINISTERO: E della casa di Scarano ci può dir qualcosa?
IMPUTATO Grigoli: Non ricordo se era primo o terzo piano. Comunque, salendo dalla scala, era a destra. Entrando dentro c'era: a destra la cucina, il cucinino, col balcone e a sinistra un salone. Noi ci accomodammo nel salone, poi andammo via.
Ci accompagnò...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha detto che l'ha rivista, questa donna, la moglie di Scarano.
IMPUTATO Grigoli: Sì, a Tre Fontane.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dove? Mi pare che lei, già ieri o stamattina, aveva già accennato a questo... Tre Fontane è dove c'aveva la casa Giacalone?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E fu a casa di Giacalone che l'ha rivista?
IMPUTATO Grigoli: Era il villino di Giacalone di Tre Fontane, sì. Siamo stati un giorno assieme, io con mia moglie, Giacalone con la propia moglie, lo Scarano con la moglie.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questo incontro al villino di Giacalone a Tre Fontane è successivo a questa sua conoscenza con la moglie di Scarano lì a Roma?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda quanto tempo dopo?
IMPUTATO Grigoli: No, no, guardi.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, il fatto di Contorno era già successo?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, non riesce però a dire quanto dopo.
IMPUTATO Grigoli: Mah, l'estate successiva. Credo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dato che stiamo a parlare della presenza di Scarano in Sicilia, lei ha detto, mi pare che l'avesse detto già ieri, che sapeva che aveva la casa a Triscina, eccetera.
Io ieri, all'inizio del suo esame, le ho chiesto che attività svolgeva lei, Grigoli, all'epoca di questi fatti. Me lo può dire?
IMPUTATO Grigoli: All'epoca di questi fatti, avevo già il negozio di articoli sportivi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, aveva un negozio di articoli sportivi.
Come si chiamava questo negozio?
IMPUTATO Grigoli: GS (Giesse) Articoli Sportivi.
PUBBLICO MINISTERO: GS (Giesse)..., e dove si trovava?
IMPUTATO Grigoli: Corso dei Mille, Roccella 1319.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in questo negozio c'è mai stato il Giacalone... mi scusi, Scarano?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, può dire in che occasione?
IMPUTATO Grigoli: Un'occasione che lui venne a Palermo, lo accompagnò lo Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè fu, c'era un motivo particolare oppure fu, così, diciamo, una visita di cortesia?
IMPUTATO Grigoli: No, solo per salutarci.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questo fatto a lei, voglio dire...
IMPUTATO Grigoli: Con lo stesso Spatuzza lo commentai il motivo per cui lo aveva portato lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma voglio dire, era la prima volta che veniva Scarano lì, nel suo negozio con Spatuzza?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e poi lei stava dicendo, dice: 'commentai con Spatuzza'.
In che senso commentò con Spatuzza?
IMPUTATO Grigoli: Il fatto che l'avesse portato lì senza motivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma...
IMPUTATO Grigoli: Che lui era venuto a conoscenza che io avessi questo negozio in questa via.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè...
IMPUTATO Grigoli: Perché lui non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi...
IMPUTATO Grigoli: ... non è che mi conosceva per nome e cognome. Io non ero solito presentarmi a gente che io conoscevo per la prima volta pure.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei si lamentò che Spatuzza glielo aveva portato nel negozio?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma perché questa lamentela, a seguito di cosa aveva fatto lei questa...?
IMPUTATO Grigoli: Per precauzione, per riservatezza.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, la considerava un'imprudenza di Spatuzza?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché Scarano, cioè...
IMPUTATO Grigoli: Non c'era motivo che lo Scarano... se poi lo Scarano doveva parlarne magari, perché dovevamo andare in un posto a fare qualcosa, allora era un motivo. Ma se era solo per il fatto che lui passò di lì, si fermò, non lo so, forse per farsi vedere che era con lo Scarano, che ne so.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, perché Scarano così poteva collegare che lei era la persona che aveva il negozio. Vuol dir questo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, certo. Domani lui poteva collegare chi era quello ricciolino.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta e dato che siamo sempre a dire di Scarano in Sicilia; ha avuto altre occasioni, ricorda altre occasioni di aver visto in Sicilia Scarano?
IMPUTATO Grigoli: Prima di questa volta, un'altra volta dentro l'autosalone di Giacalone che fu la prima volta in assoluto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quella è la prima volta.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi una seconda volta c'è questa visita diciamo, con Spatuzza nel negozio. C'è mai stato una occasione successiva?
IMPUTATO Grigoli: Credo la terza volta al mare.
PUBBLICO MINISTERO: Credo?
IMPUTATO Grigoli: L'ultima volta...
PUBBLICO MINISTERO: A mare.
IMPUTATO Grigoli: L'ultima volta, sì, al mare nel villino di Tre Fontane.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nella prima occasione in cui lei ha detto che aveva visto Scarano nell'autosalone di Giacalone.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare che ieri avesse riferito anche un ulteriore particolare: cioè, con chi era andato via dall'autosalone di Giacalone, Scarano? Mi riferisco alla prima volta che lei lo vede.
IMPUTATO Grigoli: Con Fifetto Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei sa il motivo per cui Cannella si era, per così dire, preso lo Scarano?
IMPUTATO Grigoli: Io posso... è una mia supposizione. All'epoca Cannella era il contatto di Graviano. Io pensai che lui l'accompagnasse, l'aveva... che lui era venuto a Palermo per parlare con i Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questa era una sua idea?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A lei non le disse nessuno niente?
IMPUTATO Grigoli: No, no. Non mi disse niente.
PUBBLICO MINISTERO: Né - glielo chiedo, mi pare che già ieri lo avesse detto, comunque casomai lo ridice - sapeva, seppe lì per lì o dopo, per quale motivo Scarano si trovava a Palermo all'autosalone di Giacalone?
IMPUTATO Grigoli: No, perché io non ero solito domandare.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Anche se io ero nella possibilità di domandare qualcosa a Nino Mangano, perché all'epoca - dico all'epoca - ci volevamo abbastanza bene.
Lui non aveva problemi nel confidarsi con me.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e Scarano è mai capitato che sia stato a casa sua?
IMPUTATO Grigoli: Io mi ricordo una volta che Matteo Messina Denaro fu a casa mia.
Ricordo che lui incontrò, cioè, servì questo fatto che lui venisse a casa mia per incontrare una persona.
Non ricordo se fu lo Scarano, dico, non lo ricordo. Ma...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei collega questo...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Una eventuale presenza di Scarano a casa sua, un incontro con Matteo Messina Denaro.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Sì, non lo escludo che lui venisse a trovare a me, a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè...
IMPUTATO Grigoli: Lui, se è potuto venire a casa mia, fu per quell'incontro, per parlare con Matteo Messina Denaro.
Capisce cosa voglio dire?
PUBBLICO MINISTERO: Me lo spieghi meglio, mi scusi.
IMPUTATO Grigoli: Se... cioè, lui, per venire a trovarmi a casa mia, non venne... sicuramente penso di no, che non venne mai.
Siccome io collego un fatto: una volta ci fu Matteo Messina Denaro che venne a casa mia, ha avuto bisogno di sfruttare un appartamento per avere un incontro. E, quindi, lui venne a casa mia.
Però non ricordo se, in questo incontro, venne lo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Questo fatto, lei, riesce a collocarlo nel tempo?
E' prima, dopo, i fatti di Contorno?
IMPUTATO Grigoli: Dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo. Senta, durante la permanenza, lì, nella villetta di Capena, lei ha detto su per giù le persone... Cioè, ha detto dettagliatamente le persone che c'erano nella villetta, ha detto quelle che sono venute: il Carra, Scarano, le macchine, eccetera. Romeo...
Ha conosciuto qualche altra persona? Visto qualche altra persona, lì, nella villetta di Capena?
IMPUTATO Grigoli: Aldo Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi un pochino quando, in che occasione, in che circostanze ha avuto modo di vedere Aldo Frabetti.
IMPUTATO Grigoli: Lui venne per portarci da mangiare.
PUBBLICO MINISTERO: Con chi venne? Mi scusi.
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo se venne con lo Scarano, o prima venne lui e poi lo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma...
IMPUTATO Grigoli: Ci fu pure lo Scarano, quando venne lui.
Non ricordo se vennero assieme, o separatamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era persona che lei conosceva, questo... dato che lo sta chiamando per nome e cognome, Aldo Frabetti, era persona che conobbe in quella occasione?
IMPUTATO Grigoli: Era... No, prima non lo avevo mai visto.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo aveva mai visto.
Ma era persona che era conosciuta agli altri suoi amici che stavano lì con lei?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E cioè?
IMPUTATO Grigoli: Degli altri componenti?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Sostenevano, per esempio, il fatto che questo qui aveva, in uno degli incontri che ebbero, questo aveva l'influenza.
E uno dei componenti gli disse: 'ma perché non ti prendi un'Aspirina?'
Ecco perché mi restò impresso, questo fatto.
E lui ebbe per risposta, dice: 'lo so io che ci vorrebbe.'
Dice: 'che ci vorrebbe?'
'Una bella sniffata.'
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei vuol dire "una bella sniffata", dice che questo faceva uso di cocaina?
IMPUTATO Grigoli: Sì, di stupefacente. Cosa che noi, mai e poi mai, abbiamo mai dato confidenza a queste persone che fanno uso di queste sostanze.
Difatti io lo dissi a Nino Mangano.
Addirittura poi cominciammo ad avere dubbi anche dello Scarano, che poteva fare questi usi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, bisogna che lei ci spieghi una cosa: siccome lei, questa persona, la vede per la prima volta lì, nella villetta, e l'ha chiamata per nome e cognome, bisogna che ci spieghi se gliela presentarono per nome e cognome, se era già...
IMPUTATO Grigoli: No, lui si presentò come Aldo.
PUBBLICO MINISTERO: A lei.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A Giuliano, Giacalone, Lo Nigro, Benigno, lo conoscevano di già questa persona?
IMPUTATO Grigoli: Lo conoscevano come Aldo Frabetti.
Sì, lo conoscevano già prima, loro. Loro si erano incontrati prima, non so in quale occasione.
Ma c'è questo particolare, per esempio, avvenuto prima.
PUBBLICO MINISTERO: Questo della cocaina?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E, a parte il fatto che era venuto lì a portare da mangiare, Frabetti. Lei ha detto: 'non mi ricordo se venne con Scarano, o meno', ecco, sapeva che rapporti aveva con lo Scarano?
IMPUTATO Grigoli: Sì, era un uomo di fiducia di Scarano, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Era un uomo di fiducia di Scarano.
Lei, è stata questa l'unica occasione che ha visto questa persona?
IMPUTATO Grigoli: Mah, loro ebbero a raccontarmi di questa persona che accompagnò a Giuliano. Anzi, fu Giuliano che mi raccontò di questa cosa.
Mi raccontò del fatto che dovevano andare a prendere, a rubare una FIAT Uno.
E, nel momento in cui... Cioè, siccome Giuliano non conosceva i posti, i luoghi. Quindi, di conseguenza, aveva bisogno di una persona che si sapeva muovere nella città di Roma.
A quanto pare lo accompagnò questo qui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma...
IMPUTATO Grigoli: E lui mi venne a dire che questo qui si fermò in un posto dove c'era una FIAT Uno; lui scese. Però vide lui delle luci, alzò gli occhi per guardare cosa fossero queste luci, e vide che c'era la Questura.
E disse: 'ma dove cavolo mi porti, davanti alla Questura per rubare una macchina?'
Questo, questo particolare.
PUBBLICO MINISTERO: Questo episodio che lei ha raccontato come riferitole da Giuliano...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... cioè, rispetto alla permanenza lì, alla villetta, in che occasione era accaduto questo fatto del furto di questa macchina? Questo episodio, diciamo...
IMPUTATO Grigoli: In quale occasione?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Sicuramente in uno degli attentati che ci furono a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei come fa a dire... Glielo disse espressamente Giuliano...
IMPUTATO Grigoli: Sì, ma mica andarono per altre cose a Roma. O a rubare la macchina per altre cose, a Roma. Per imbottirle e fare quello che hanno fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
PRESIDENTE: Quindi è una sua deduzione, questa? O faceva parte del racconto di questo?
IMPUTATO Grigoli: No, faceva parte del racconto del...
PUBBLICO MINISTERO: Di Giuliano.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi stiamo parlando degli attentati che c'erano stati in precedenza a Roma.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Le disse, a proposito di Frabetti, Giuliano le disse qualcos'altro, oltre a raccontarle questo episodio del furto della macchina?
IMPUTATO Grigoli: Del Frabetti?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Quello che riguardava Frabetti?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Per il momento non mi ricordo più niente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha parlato dettagliatamente, diciamo, dei due tentativi fatti a Contorno.
Le faccio una domanda che può sembrare banale, ma bisogna che gliela faccia: perché doveva essere ucciso Contorno?
IMPUTATO Grigoli: Mah... Innanzitutto perché sappiamo tutti che Contorno era un collaboratore. E quindi, di conseguenza, tutti noi collaboratori, se non è oggi, domani, fra 10 anni, 15 anni, non è che c'è altra situazione. Per noi, se loro hanno la possibilità, c'è la morte. Non è che... Se hanno la possibilità, chiaramente.
Quindi, di conseguenza, Contorno è stato fatto per questo.
E poi perché Contorno era stato uno degli esecutori dell'uccisione del padre dei Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Questo che, il fatto che Contorno fosse ritenuto uno delle persone che aveva ucciso il padre dei Graviano, era un discorso che lei aveva appreso direttamente da Graviano, o da qualcuno del gruppo?
IMPUTATO Grigoli: Nino Mangano, me lo disse.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e...
IMPUTATO Grigoli: Nell'occasione, perché mi disse, dice: 'una volta che noi quasi avevamo fallito l'attentato a Contorno, dovevano seguire di più da vicino i Graviano, questa storia di Contorno.'
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, ci vuol spiegare un attimino questa che cosa significa...
IMPUTATO Grigoli: Cioè...
PUBBLICO MINISTERO: ..."Dovevano seguirlo un po' più da vicino"?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Loro dovevano essere perlomeno lì, con noi.
PUBBLICO MINISTERO: E invece?
IMPUTATO Grigoli: E invece no, rimasero a Palermo. O perlomeno non parteciparono.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol spiegare un attimino quand'è che avete, per così dire, iniziato l'esecuzione di questo attentato?
Ecco, chi lo aveva organizzato l'attentato?
IMPUTATO Grigoli: Non ho capito...
PUBBLICO MINISTERO: Ha sentito la mia domanda, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: No, non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, l'attentato a Contorno, il momento in cui voi vi spostate, eccetera, chi lo aveva organizzato? Chi aveva deciso: 'bisogna andare a Roma, lì, a Capena, a dormire', eccetera, 'per fare questo attentato'?
IMPUTATO Grigoli: Graviano aveva deciso.
PUBBLICO MINISTERO: Graviano, chi?
IMPUTATO Grigoli: Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Ci fu una indicazione specifica, personale?
Lei ebbe modo di parlare con Giuseppe Graviano di questo fatto?
IMPUTATO Grigoli: Per quanto riguarda lo Stadio, ricordo che ce lo comunicò direttamente lui.
Adesso non ricordo se comunicò tutte le due cose assieme. Comunque, se non me lo comunicò lui, me lo comunicò Nino Mangano.
Non è che prendevo io ordini da altri. Non è che veniva lo Spatuzza, veniva Lo Nigro e mi diceva: 'dobbiamo fare queste cose.'
A me, se non me lo comunicava o il Mangano, o il Graviano, io non è che mi muovevo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e siccome è un fatto storico documentato, lei ha parlato di questo commento di Mangano.
Dice: 'i Graviano bisognava che si muovessero personalmente per fare questa azione.'
Siccome risulta che Filippo e Giuseppe Graviano sono stati arrestati il 27 gennaio '94 e l'esplosivo di cui lei ha parlato, quando arrivano i Carabinieri, la Polizia, eccetera, lì a Capena, è del 14 aprile, quindi è due mesi dopo, vuol spiegare un pochino che cosa intende lei quando riferisce di questo commento di Mangano?
Capito, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Perché forse, a quello che ho capito io, già da parecchio si sapeva di dov'era Contorno, si perse del tempo per rintracciarlo e tutto il resto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei vuol dire che i pedinamenti di Spatuzza a cui lei ha fatto riferimento anche ieri e di nuovo stamani, erano già iniziati prima che venissero arrestati?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e l'idea... l'idea, la disposizione di eseguire questo attentato, per così dire, rimase in vita anche dopo l'arresto dei fratelli Graviano?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dire qualcosa di specifico al riguardo?
Era sempre Nino Mangano, voglio dire, che dava, continuava a dare queste disposizioni?
IMPUTATO Grigoli: Sì, era Nino Mangano che dava le disposizioni. Però sapevo che arrivavano comunicazioni dai Graviano.
PRESIDENTE: Da chi lo sapeva?
IMPUTATO Grigoli: Da Nino Mangano. Mandava i saluti, quindi... Le lettere, le cose.
Io ero a conoscenza di queste lettere, che arrivavano queste lettere.
PUBBLICO MINISTERO: Lettere che venivano, mi scusi, da dove?
IMPUTATO Grigoli: Dalla galera.
PUBBLICO MINISTERO: Dal carcere.
Quindi, anche dopo l'arresto c'era una...
IMPUTATO Grigoli: Un filo.
PUBBLICO MINISTERO: Un canale, ecco. Di comunicazione?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei quindi ha avuto, per così dire, un personale riscontro, diciamo, di queste comunicazioni che c'erano dal carcere a Nino Mangano?
IMPUTATO Grigoli: Io, come riscontro, le posso dire che lui mi mandò a dire...
PUBBLICO MINISTERO: Lui chi? Mi scusi, Grigoli.
IMPUTATO Grigoli: Giuseppe Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Lui avevano una casa con dei sigilli che c'era andata la Polizia.
E, in questa casa, c'era un nascondiglio dove la Polizia non lo aveva trovato.
Io andai lì, in questa casa, e presi tutto... insieme a Giorgio Pizzo, ci andai, comunque.
Presi tutto questo e lo portammo via. E poi, Giorgio Pizzo, lo prese in consegna.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ci può dire dov'era questo appartamento?
IMPUTATO Grigoli: Mah... Era Giorgio Pizzo che sapeva dov'era questo appartamento e mi ci portò lui.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo sempre a Palermo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Comunque era un primo piano, sicuramente.
C'erano dei locali sotto... Posso individuare la casa, se eventualmente gli inquirenti mi fanno vedere le fotografie, qualcosa. E c'erano i sigilli, quindi gli inquirenti lo sapranno quale casa si tratta.
Noi togliemmo il nastro che c'era nelle porte, entrammo in casa senza fare rumore perché si sospettava che ci poteva essere delle microspie. E poi andammo via, chiudemmo di nuovo le porte e rimettemmo il nastro.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi si trattava di un appartamento sottoposto a sequestro.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMPUTATO Grigoli: Nino Mangano mi disse che Giuseppe Graviano m'aveva mandato a dire di mandarci al "cacciatore".
PUBBLICO MINISTERO: Di mandarci al "cacciatore", cioè a lei?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Perché si fidava.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, io un attimino vorrei - salvo poi tornare anche su questi argomenti - a me intanto interessava capire se lei era, per l'appunto, a conoscenza delle informazioni, dello scambio di comunicazioni che c'erano dal carcere alle persone che eravate in libertà.
Ora lei, parlando di Frabetti, ha introdotto un argomento - penso sia la prima volta - e cioè lei ha detto: 'Giuliano mi disse che questo aveva accompagnato lo stesso Giuliano a rubare una delle macchine che erano state utilizzate per gli attentati a Roma.'
Siccome lei più volte ci ha detto che, per così dire, ha avuto una sua personale implicazione nell'attentato allo Stadio e nell'attentato a Contorno - ce lo ha raccontato dettagliatamente - le chiedo: in relazione agli attentati che c'erano, erano avvenuti in Italia: Firenze, a Roma, a Milano, nell'anno '93, ha saputo qualcosa lei, ha avuto qualche notizia in relazione agli esecutori di questi attentati?
IMPUTATO Grigoli: Io ho avuto tutte le notizie. Solo che, come ebbi da dire, non so collocare né i tempi, né suddividere. Perché chiaramente non c'ero, Se c'ero, la cosa era più, magari più facile a ricordare.
Né chi sono stati i componenti che sono andati a Milano, o quelli che sono andati a Firenze, o quelli che sono andati a Roma.
Ma so di tutti coloro che ci sono andati. Questo, per certo so chi sono stati.
Perché Giuliano, in particolare, ne parlava più degli altri. Ma gli altri stessi componenti non è che si nascondevano a parlare davanti alla mia propria persona. Anche perché io avevo commesso fatti delittuosi con loro. Quindi loro si fidavano. Non è che lo stavano a raccontare ad un estraneo.
Diciamo, sotto questo aspetto, loro erano tranquilli.
E ebbero a raccontarmi delle storie che poi sono state... E che erano loro, Milano, Firenze, Roma, Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Grigoli, cerchi ora un pochino di dettagliare questo suo racconto.
Lei, innanzitutto, ha usato più volte l'espressione "erano loro".
Chi sono questi "loro"?
IMPUTATO Grigoli: E allora, per quanto riguarda le stragi, parteciparono: il Cannella Filippo... Cristoforo, detto "fifetto"; Peppuccio Barranca, inteso come "ghiaccio", Spatuzza Gaspare, Giuliano Francesco inteso "olivetti", Salvatore Benigno, inteso come "u' picciriddu" e Cosimo Lo Nigro detto "il cavallo".
Credo di non aver dimenticato nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, può ora dare, diciamo, lei ha detto: 'erano loro che lo avevano fatto perché...'
IMPUTATO Grigoli: Perché neanche Giacalone partecipò... Giacalone partecipò, fu abbinato a loro come fui abbinato io per quanto riguarda lo Stadio e Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora bisogna che lei ci dia qualche elemento di concretezza per supportare, diciamo, questa sua affermazione.
Quali sono, quali elementi - queste persone - lei ha detto: 'io ho avuto racconti da loro'; se, oltre ai racconti c'erano fatti, episodi, da cui lei poi poté ricostruire, diciamo, che effettivamente queste persone avevano partecipato a questi attentati.
IMPUTATO Grigoli: Come elementi, io le posso dire che, come prima cosa, che c'era il fatto che loro avevano una sorta di lamentela verso Fifetto Cannella, una persona che non era capace.
Loro venivano, ecco, a dire questo. Io non è che chiaramente ero lì. Da quello che mi dissero loro, non era all'altezza delle situazioni.
Di conseguenza, vollero un appuntamento con Giuseppe Graviano per parlare di questa cosa. E quindi, e Giuseppe Graviano diciamo che, da questa affermazione, tolse il Fifetto Cannella e aggiunsero Spatuzza Gaspare.
Quello che posso dirle, che ho recepito da loro, il fatto che da Costanzo, l'attentato al Maurizio Costanzo, Fifetto Cannella ci fu. Come ci fu il Giuliano, come ci fu il Benigno.
Di questi tre, ne sono certo. Perché lui, Giuliano, ebbe a raccontarmi che uno degli errori che ebbe lui fu quello di andare nei pressi del... Adesso non lo so, dello studio dove operava Costanzo, no? E che c'erano dei metronotte, e allora lui si immischiò in mezzo ad altra comitiva, con delle donne. Faceva finta che faceva parte di questa comitiva, perché c'era dei metronotte che lo guardavano.
Che poi... Dopo, questo qui, queste cose mi raccontavano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo per quanto riguarda l'attentato a Costanzo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMPUTATO Grigoli: Un'altra cosa: che Fifetto fece tipo... Perché era il Benigno Salvatore ad adoperare il telecomando. E che il Fifetto fece tipo di premura. Insomma, fece qualcosa...
Loro incolpavano il Fifetto dello sbaglio, del mancato obiettivo del Costanzo.
Perché parteciparono un poco del... a sentir loro, era stato il Fifetto, in qualche modo, a...
PRESIDENTE: Ma lei non seppe in che cosa sarebbe consistito questo errore?
IMPUTATO Grigoli: Non lo so. Loro ne parlavano, ma adesso a me non è che... Non mi ricordo se fu la premura che faceva il Fifetto: 'spicciati'... Qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questo è quello che lei ricorda di questi discorsi che le venivano fatti e che lei ci ha riferito allora qualcosa di più specifico per quanto riguarda, per l'appunto, l'attentato a Costanzo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda se, in relazione all'attentato che venne fatto qui, a Firenze, le venne detto da qualcuno qualcosa di specifico?
IMPUTATO Grigoli: Sì, il Giuliano. Perché, come dicevo poco fa, era solito sempre, anche a dire delle cose non tanto opportune.
Un giorno, non mi ricordo com'è che si parlava, com'è che avevamo questo discorso. In sostanza lui mi ebbe a dire: 'eh, adesso...'
Lo devo dire in dialetto per poter capire la cosa, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Magari lo dica in dialetto e poi lo traduca...
PRESIDENTE: E poi ce lo dice in italiano.
IMPUTATO Grigoli: 'Eh, "cacciatore", non è che ti pare che tu solo avevi i morti sulla coscienza. Hai visto, lui... Io pure, con un colpo solo.'
Mi fece intendere che, dove c'erano stati tutti quei morti della strage, c'era stato lui.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, ho capito bene, lei ha detto: "con un colpo solo"?
IMPUTATO Grigoli: Sì. E poi lui si vantava di questa cosa, di questi morti che erano successi, che lui... Quindi, non solo io, tipo che doveva essere forse, non lo so, un pregio, un...
PUBBLICO MINISTERO: Un vanto.
IMPUTATO Grigoli: ... un vanto, uccidere le persone.
Tipo che io avevo fatto i miei morti e che lui ne aveva fatti pure i suoi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo è un altro episodio che lei sta riferendo.
Sempre in relazione all'attentato di Firenze, da qualcun altro ha saputo qualche altra cosa?
IMPUTATO Grigoli: Mah, un'altra cosa che ho saputo è che a accendere le micce era stato, per lo meno in una occasione, il Benigno; e, in un'altra occasione, il Lo Nigro.
Così.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sa...
IMPUTATO Grigoli: Sempre da quello che io sentivo dir loro.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Questo, è la premessa di tutto questo discorso che stiamo facendo ora.
IMPUTATO Grigoli: Poi, dipende di cosa si parlava, magari si poteva anche entrare in questi discorsi.
Per un motivo X si parlava di una cosa, si andava a finire magari a questi attentati, per un fatto successo, o per un paragone, che ne so. Ma si parlava, dico, non è che... erano stati loro, era evidente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, a proposito delle micce, le riferirono qualcosa di particolare su come venivano accese dal Lo Nigro queste micce?
IMPUTATO Grigoli: Sì, si accendevano le sigarette, si dava più... si tirava abbastanza bene la sigaretta per quanto il fuoco fosse più...
PRESIDENTE: Vivace.
IMPUTATO Grigoli: ... vivace, l'appoggiavano alla miccia e la miccia partiva.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMPUTATO Grigoli: Per esempio, nel fatto che gli investigatori ci fu un periodo che parlavano di una donna, cosa che noi non ci risulta affatto, di una donna. Loro dicevano...
PRESIDENTE: Parlavano di una donna a proposito di che?
IMPUTATO Grigoli: Delle stragi.
PRESIDENTE: Cioè di partecipazione alle stragi.
IMPUTATO Grigoli: Che non partecipò questa donna. Loro parlavano che... gli investigatori parlavano di questa donna ma che non ci entrava nulla. Ecco, questo è un altro caso che si parlava delle stragi, no?
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e sui trasporti dell'esplosivo, lei ha detto già: Stadio e Contorno, c'era lei personalmente era stato Carra. Su questi attentati precedenti si diceva chi era stata la persona che aveva trasportato l'esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E chi era stato?
IMPUTATO Grigoli: Giuliano. Perché si vantava del fatto che... tipo che lo conosceva lui al Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, voglio dire, l'aveva portato Carra.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, siccome non...
IMPUTATO Grigoli: Io l'ho conosciuto tramite loro, Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Tramite?
IMPUTATO Grigoli: Tramite Giuliano, gli altri, Carra l'ho conosciuto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, prima non lo conosceva, prima di questi fatti?
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e per quanto riguarda... io bisogna che glielo richieda un'altra volta sennò... le susciterò il suo ricordo. Per quanto riguarda l'attentato di Firenze, seppe, qualcuno gli disse dove avevano dormito queste persone che erano venute a fare gli attentati?
IMPUTATO Grigoli: Non ho capito la domanda. Mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Per quanto...
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero vuole sapere se, a proposito dell'attentato a Firenze, qualcheduno le abbia detto dove avevano dormito coloro che avevano fatto questo attentato a via dei Georgofili.
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quando lei venne interrogato...
IMPUTATO Grigoli: Enzo Ferro mi parlò di Firenze, sì, di Firenze.
PRESIDENTE: Chi?
IMPUTATO Grigoli: Enzo Ferro, il fatto di suo zio che gli ha dato appoggio.
PUBBLICO MINISTERO: Grigoli, lei mi risponde... Io le faccio una domanda, lei mi dice, no.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi mi dà, invece, la risposta che io mi aspetto da lei.
IMPUTATO Grigoli: Ma noi stiamo parlando per adesso di quelli del gruppo...
PUBBLICO MINISTERO: Di Firenze.
IMPUTATO Grigoli: E io mi riconcentro su Giuliano...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, sul gruppo.
IMPUTATO Grigoli: Non vado a concentrarmi su Enzo Ferro che è di Alcamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Abbia pazienza, io non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Capirà un pochettino...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
PRESIDENTE: Certo, certo.
IMPUTATO Grigoli: Io non...
PRESIDENTE: Comunque, vuole ripetere, per favore?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora ci spieghi un attimino cosa aveva saputo da Enzo Ferro.
IMPUTATO Grigoli: Ecco, da Enzo Ferro, siccome io la latitanza, la mia latitanza cominciai ad averla a Trapani, si prendevano cura di me Matteo Messina Denaro, i trapanesi, di conseguenza gli alcamesi: Nino Melodia, Enzo Ferro ed altri.
A Marausa poi io sono stato un periodo con Michele Mercadante e Mariano Asaro. Qui erano soliti venire gli alcamesi per colloquiare con i suoi paesani, anche se era castellammarese, Michele Mercadante, avevano sempre da discutere delle loro situazioni.
Quindi, una di queste volte con Enzo Ferro commentammo il fatto di suo zio che era stato, si stava rovinando per colpa dei collaboratori, e via dicendo. Anche perché questo zio non voleva assolutamente, all'epoca, dargli questo appoggio a queste persone. E lui mi fece capire che suo padre a lui glielo quasi imposero, questo suo zio, di questa cosa.
Ecco, questo è un'altra cosa che ho saputo da Enzo Ferro, per quanto riguarda Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Grigoli, le venne detto anche chi c'era a Firenze? Qualcuna delle persone che c'erano a Firenze?
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Sicuro, Grigoli? Ricorda bene?
IMPUTATO Grigoli: Io, invece, siccome noi quando andammo... abbiamo commesso un duplice omicidio ad Alcamo per conto degli alcamesi. Allorché quando una volta venne Enzo Ferro in questo magazzino dove era riunito il gruppo di fuoco, io già Enzo Ferro lo conoscevo perché lui veniva nel mio negozio di articoli sportivi ad accompagnare il padre, Giuseppe Ferro, per parlare con Nino Mangano. Quindi, lui veniva nel mio negozio perché il contatto ero io con Nino Mangano, non doveva cercare.
Ho visto che ci furono alcuni del nostro gruppo che si conoscevano con Giuseppe Ferro ed altri no. Quindi, di conseguenza, io capii che - adesso, questa è una mia supposizione - quelli che salutarono Enzo Ferro come se già si conoscevano, erano stati quelli che...
PRESIDENTE: Ma le supposizioni le lasciamo perdere.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Possiamo proseguire con altre domande.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, io ho bisogno di capire una cosa, Grigoli. Quando la interrogai il 24 giugno, lei raccontando di queste confidenze che le aveva fatto Vincenzo Ferro, lei disse, effettivamente, riferendo le parole di Vincenzo Ferro, dice, leggo testualmente:
"Hanno consumato" - che significa "hanno rovinato" - "pure mio zio. Poi forse c'era a Firenze, Barranca."
Io le chiedo:
"Oltre a Barranca?"
"Spatuzza, penso."
Pagina 27 della trascrizione.
Ecco, all'epoca lei mi fece questa affermazione.
Può spiegarmela un attimino meglio ora che gliel'ho letta?
IMPUTATO Grigoli: Io, mi sento male, magistrato. Non sono in grado di andare avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, vuole...
PRESIDENTE: Facciamo una sospensione?
PUBBLICO MINISTERO: Vuole un...
PRESIDENTE: Sospendiamo cinque minuti.
Prima di sospendere, scusate, devo farvi comunicazione di una brevissima ordinanza della Corte:
"La Corte di Assise, vista la propria ordinanza in data 4 ottobre'97, ritenuto che in quanto in esso disposto deve estendersi anche alla necessità di recitare gli imputati ex 210 C.p.p. Di Matteo Mario Santo e Di Natale Elena, si ché va provveduto in tal senso;
Per questi motivi dispone provvedersi a nuova citazione a comparire davanti a questa Corte, relativamente agli imputati ex 210 C.p.p. Di Matteo Mario Santo e Di Natale Elena, che dovranno comparire all'udienza il 20/10/97 ore 9.00."
Riprendiamo fra dieci minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Grigoli, come va? Se la sente di continuare un altro po'?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Allora, mi pare prima della sospensione io le avevo fatto rilevare quello che lei aveva detto il 24 giugno. Se lo ricorda?
IMPUTATO Grigoli: Se mi può ripetere, gentilmente, perché sono...
PUBBLICO MINISTERO: Lei, per l'appunto, in quell'interrogatorio aveva sostanzialmente detto quello che ha detto anche stamani, cioè, che Vincenzo Ferro le aveva raccontato di suo zio, che suo zio non voleva dare l'appoggio, che questo appoggio gli era stato, per così dire, imposto. E poi che, sempre in quell'interrogatorio, aveva detto che a Firenze c'erano Barranca e Spatuzza.
Siccome oggi lei mi ha detto: non lo so chi c'erano. Ecco, le facevo notare quello che lei aveva dichiarato all'epoca.
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Forse, sì. Eh, beh, per forza.
IMPUTATO Grigoli: Forse... per queste mie supposizioni da questa conoscenza che avevano con Enzo Ferro.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi...
IMPUTATO Grigoli: Oggi, ora per il momento io non ricordo se ci fu un particolare perché io ho detto questo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Io prendo atto...
IMPUTATO Grigoli: Magari lei quando mi ha interrogato a me, io ricordavo un particolare specifico, ho detto questi nomi. Oggi...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Benissimo, io, appunto, siccome era, capisce, Grigoli, era un dato che c'era nel suo...
IMPUTATO Grigoli: Io vorrei innanzitutto chiarire una cosa: io non ho nessun motivo di accusare gente che non c'entra, o per lo meno, innocente. Io non accuserò mai persone innocenti. Se io dico un fatto è perché o mi è constato personalmente, o perché mi è stato raccontato e lo dico: mi è stato detto.
Una cosa che a me mi consta, mi consta e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, sempre a proposito di queste confidenze, di questi discorsi, eccetera. Partiamo dalla macinatura, macinazione dell'esplosivo in pietra. Ecco, lei stamani ci ha raccontato abbastanza in dettaglio che questo esplosivo, in una occasione lei era andato a prenderlo insieme alle mazze e al setaccio nella famosa casetta rustica di Mangano. Va bene?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in relazione all'esplosivo che era stato utilizzato negli attentati a cui lei non aveva partecipato, le fecero delle confidenze, le dissero qualcosa, le dissero dove avevano lavorato questo esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: In quel periodo? Subito dopo quando andammo a prendere questo materiale...?
PUBBLICO MINISTERO: O anche dopo, Grigoli.
IMPUTATO Grigoli: No, in quel periodo, no. Dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci spieghi che cosa le dissero dopo.
IMPUTATO Grigoli: Il fatto che loro prima lavoravano con le mazze ed era difficoltoso, era faticoso, venivano le piaghe alle mani, e tutto quanto.
Questi erano i discorsi che si collegava il fatto che loro avevano già macinato prima altro materiale.
PUBBLICO MINISTERO: Prima, rispetto a quando lei aveva partecipato.
IMPUTATO Grigoli: Sì, prima rispetto a quando avevo partecipato io.
PUBBLICO MINISTERO: Personalmente. E questa operazione di frantumazione di questo esplosivo in pietra con le mazze, con cui si erano fatti male, gli erano venute le vesciche, dove era stata fatta questa operazione, glielo dissero?
IMPUTATO Grigoli: Per lo meno nella casetta quella dove c'erano le mazze, lì sicuramente. Poi se...
PRESIDENTE: La casetta rustica.
IMPUTATO Grigoli: Come?
PRESIDENTE: La casetta rustica.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Poi se loro sapevano altri posti, questo non lo so. Ma lì fu anche utilizzato per fare questi tipi di lavori.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi le venne detto espressamente, questo qui.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Che c'era il pavimento tutto riverto, come si dice?
PRESIDENTE: Sconnesso.
IMPUTATO Grigoli: Sconnesso.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questo... e glielo dissero anche chi erano stati quelli che avevano, per così dire, frantumato, ha utilizzato queste mazze?
IMPUTATO Grigoli: Sì: Spatuzza, Lo Nigro e Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMPUTATO Grigoli: Perché poi vede, mentre si lavora si parla, si commenta. Giuliano era uno che non voleva fare mai niente, un fannullone. Uno che non è che... si prendeva la mazza, faceva lavorare gli altri, non perché, perché era un fannullone, non è che... E quindi da questo magari si scherzava: 'insomma, ma che vieni a fare, perché non ti stai a casa'. Queste cose.
E da questi discorsi si parlava anche di quel magazzinetto, rustico, quella casetta rustica, insomma, si parlava.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi...
IMPUTATO Grigoli: Adesso non posso andare a ricordare tutto il discorso per filo e per segno. Ricordo che si parlava. Non so dire l'introduzione del discorso, ma si parlava.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per quanto riguarda Roma, lei ha fatto riferimento, in tutte e due le occasioni in cui lei personalmente c'era stato, a Scarano.
Le venne detto se anche in occasione degli attentati a cui lei non aveva partecipato ma che avevano fatto quegli altri, era stato sempre Scarano, o chi altro, a dare appoggio lì a Roma?
IMPUTATO Grigoli: Cioè, se c'era stato qualche altra persona che aveva dato appoggio?
PUBBLICO MINISTERO: No, innanzi tutto...
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero vuole sapere se, così come Scarano, per quello che lei ha già detto, vi aveva dato appoggio per l'affare dello Stadio e per quello di Contorno, gli altri le dissero che anche per gli episodi di stragi precedenti, si erano sempre appoggiati a Scarano, ovvero se si erano appoggiati ad altri.
IMPUTATO Grigoli: Dopo i fatti, anche con gli altri componenti si parlava di questo zio di Enzo Ferro. Per quanto riguarda Firenze, sì. Per quanto riguarda altri posti, non...
PUBBLICO MINISTERO: No, stavo chiedendo per Roma.
PRESIDENTE: Per Roma, guardi.
IMPUTATO Grigoli: Ah, per Roma.
PRESIDENTE: Parliamo di Scarano per Roma.
IMPUTATO Grigoli: No, Roma...
PRESIDENTE: Le risulta che si fossero appoggiati a Scarano?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì. Solo con lui mi risulta.
PUBBLICO MINISTERO: A Roma lei aveva conosciuto Scarano.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi nella villetta aveva conosciuto Frabetti...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e lei ci ha detto... Ecco, dai discorsi che sentì fare dagli altri che lei ha menzionato, le risulta...
IMPUTATO Grigoli: Lei parla di persone disponibili?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Ah.
PUBBLICO MINISTERO: Alfredo, ce l'ha...
IMPUTATO Grigoli: Di un certo Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci spieghi che cosa le dissero di questo Di Natale.
IMPUTATO Grigoli: Ecco, di questo Di Natale lo so perché, no perché l'ho conosciuto, perché ne sentii parlare loro, e perché successe un fatto. Il fatto fu quello che quando salimmo per Contorno, lo Scarano venne a dire che si voleva, voleva uccidere questo Di Natale. Cosa che gli altri componenti del gruppo furono d'accordo. Io non fui d'accordo, perché io dissi: 'prima ne parliamo a Palermo, giù, mettiamo a conoscenza di questa cosa, e poi se questo lo dobbiamo uccidere lo uccidiamo'. Quindi io non ho voluto fare questa cosa.
Il perché, sosteneva lo Scarano, che questo era a conoscenza dei fatti precedenti e tipo che minacciava, ricattava lo Scarano, per soldi, soldi che doveva dare allo Scarano, per stupefacenti, cose del genere.
Ecco, questo so di questo Di Natale. Che aveva una Volvo...
PUBBLICO MINISTERO: Che aveva, mi scusi?
IMPUTATO Grigoli: Una Volvo.
PUBBLICO MINISTERO: Una Volvo.
IMPUTATO Grigoli: La Volvo lo so perché mi raccontò il Giuliano che accompagnava qualcuno di loro con questa Volvo per i vari sopralluoghi, non lo so. Parlava di questa Volvo che camminava piano.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, andava male?
IMPUTATO Grigoli: Andava male, camminava piano, era diesel, una macchina che non andava tanto bene.
PUBBLICO MINISTERO: E della famiglia di questo Di Natale, le venne detto qualcosa?
IMPUTATO Grigoli: Della famiglia del Di Natale?
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Diciamo dei componenti della sua famiglia.
IMPUTATO Grigoli: No. Non mi ricordo di aver saputo qualcosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, qualcuno le disse se Di Natale, oltre per queste storie delle stragi, aveva avuto a che fare con qualcun'altro del gruppo?
IMPUTATO Grigoli: Ah, poi a Palermo, non so come, ma c'era, se non erro, il Faia Salvatore che era a conoscenza di questo Di Natale, forse perché erano stati in galera assieme, non so per quale cosa, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, questo Faia aveva avuto rapporti con Di Natale?
IMPUTATO Grigoli: Perché avevano avuto qualche traffico, non mi ricordo. Comunque c'era questa cosa che c'era questa conoscenza fra il Di Natale e il Faia, se non erro.
PUBBLICO MINISTERO: Questo glielo disse direttamente Faia?
IMPUTATO Grigoli: No, direttamente da lui, non credo. Furono gli altri: 'sai u' gobbo u canusce, canusce Di Natale', o qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: "Il gobbo"...
IMPUTATO Grigoli: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: "Il gobbo", sarebbe Faia?
IMPUTATO Grigoli: Il Faia inteso come "il gobbo".
PUBBLICO MINISTERO: Era il suo soprannome?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quindi lei, man mano, ora ci ha raccontato questi flash di discorsi in relazione ai racconti che ha avuto.
Lei ha saputo se nel periodo in cui venivano fatti questi attentati qualcuno del gruppo, delle persone che lei ha menzionato, si procurava delle macchine, se c'era stato qualche episodio specifico al riguardo?
IMPUTATO Grigoli: All'inizio da Giacalone venni a sapere che il Giuseppe Graviano aveva bisogno di macchine per lo meno targate non del Sud, con targhe delle città del Nord, tipo Roma, per lo meno che non fossero targate Palermo, e neanche del Sud. Targate del Nord, comunque. Roma, Firenze, Milano, Torino, l'importante è che avevano questi tipi di targhe.
Mi ricordo che anche in un'occasione mi recai anch'io con Giacalone Luigi per comprare, o per lo meno contattare, la compera di queste macchine.
E andammo in un... lui era venuto a conoscenza di una specie di autosalone, o comunque era un rivenditore che aveva macchine di provenienza di una ditta di noleggio, una ditta che noleggiava auto, macchine. E quindi queste macchine erano con targhe del Nord.
E mi ricordo, se non erro, che lì si fu comprata una Lancia Delta targata VT amaranto, e credo anche una FIAT Uno targata Roma, carta da zucchero.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda il nome di questa ditta dove acquistaste queste macchine?
IMPUTATO Grigoli: No, ricordo che, se non erro, era a Capaci.
PUBBLICO MINISTERO: Andando verso l'aeroporto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma era proprio a Capaci, nel paese oppure era...?
IMPUTATO Grigoli: No, ricordo forse sulla, non so se è una circonvallazione, un...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in questo posto quindi, ho capito bene, vendevano autovetture che erano state, diciamo, utilizzate da società di noleggio?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Queste macchine lei ricorda che almeno ne vennero prese due: una Delta, mi pare ha detto, amaranto, targata Viterbo...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e una Uno carta da zucchero targata Roma.
IMPUTATO Grigoli: Che questa macchina qui la venne a prendere Fifetto Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Questa qui, quale? La FIAT Uno?
IMPUTATO Grigoli: Sì, targata Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Questa, carta da zucchero.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E la Delta? La Delta amaranto, sa chi l'ha utilizzata, chi l'ha presa?
IMPUTATO Grigoli: Dopo che queste macchine venivano usate, di conseguenza poi Giacalone le doveva rivendere. La Delta poi fu comprata dallo stesso Spatuzza, che poi rivendette non so a chi, non mi ricordo a chi.
PUBBLICO MINISTERO: La Uno, lei ha detto, la prese Cannella?
IMPUTATO Grigoli: Cannella, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, bisogna che lei ci spieghi come ha fatto a avere personale riscontro di questi fatti. Era presente anche lei quando Giacalone comprò queste macchine?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E anche poi le vide in mano a Cannella e a Spatuzza?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Venne Cannella nell'autosalone. Perché io, come le ho già detto, ero l'amministratore di questo autosalone. Eravamo soci prima, io e il Giacalone, di questo autosalone. Poi io me ne volli uscire da questa società, lasciai la società a lui, però, di fatto, come amministratore rimanevo io, come intestatario di licenza rimanevo io, non è che potevo lasciarlo dall'oggi al domani, di punto in bianco, senza... Gli ho lasciato il tempo che lui preparasse altre licenze... queste cose qui.
Quindi ancora ero io l'amministratore, e di tanto in tanto che aveva bisogno che io firmassi alcune cose o... Quindi io ero solito andare in questo autosalone.
In una di queste occasioni venne il Cannella, se non ricordo male, all'epoca il Cannella era latitante, per il Golden Market, se non erro, e si portò via questa macchina qui.
Ecco, il Giacalone lì, già, aveva cominciato a capire qualcosa, perché già lui, secondo me, già aveva fornito macchine con queste targhe Roma e via dicendo.
Se non erro c'era già stato il mancato attentato a Costanzo, e lui ebbe a dirmi: 'sai, forse sono loro che stanno facendo queste cose. Queste macchine targate Roma...', lui gli era venuto già qualche dubbio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, bisogna che lei, siccome è partito da questo discorso in relazione alla mia domanda se c'erano altri fatti, e lei sta spiegando queste macchine... Come nel suo ricordo si collegano queste macchine con queste targhe, Roma o comunque del continente, con le vicende relative agli attentati?
IMPUTATO Grigoli: Perché il Giacalone mi diceva anche il fatto che dovevano essere queste macchine messe a punto di tutto: come luci, come tutto. Perché anche in un fermo non è che dovevano trovare tipo cose per potere fare verbali e quindi scrivere. La macchina doveva esser a posto, doveva viaggiare tranquillamente, a posto. Quindi già da questo si pensava, di solito queste macchine servono... Cioè, si parlava col Giacalone che lui sosteneva che aveva già capito qualcosa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quindi si trattava di macchine, per così dire, pulite?
IMPUTATO Grigoli: Sì, macchine pulite, queste.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che lei ricordi, veniva fatto passaggio di proprietà nel momento in cui queste macchine venivano utilizzate per questi spostamenti oppure...?
IMPUTATO Grigoli: No, no. Eravamo soliti a fare... noi avevamo all'epoca, c'erano i fogli di via, quelli dell'ACI, verdi, non so se ce li ha presenti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Riempivamo quelli perché eravamo in possesso di questi fogli, e si intestava a una persona X. Si riempiva questo foglio, quindi si viaggiava in questo senso.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, Grigoli, capisco bene, come periodo in cui avvengono questi passaggi di queste macchine, la Delta, la Uno, eccetera, siamo nel periodo in cui lei era amministratore solo sulla carta, dell'autosalone?
IMPUTATO Grigoli: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei lo...
IMPUTATO Grigoli: Sennò sarei più preciso nel...
PUBBLICO MINISTERO: Lei, su per giù, ha questo ricordo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, che continuava a andare lì, ma di fatto lei aveva già la sua attività?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè quella del negozio.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei poi ha avuto riscontro, per così dire, che queste macchine, la Delta, la Uno, quantomeno - lei ha menzionato queste - poi effettivamente si erano spostate in continente?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Poi con gli altri componenti del gruppo si parlava di queste macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè? Spieghi un pochino meglio.
IMPUTATO Grigoli: Che sono state utilizzate per gli spostamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, erano macchine che non è che dovevano servire per fare gli attentati.
IMPUTATO Grigoli: No. Assolutamente. La macchina di... come dicevo prima, dal fatto di Aldo Frabetti, si rubavano sul posto le FIAT Uno. Perché poi la FIAT Uno è una delle macchine più semplici da poter rubare. Erano soliti ad aprirle, più che altro il Giuliano, ad aprirle con i cosiddetti spadini, chiavini.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sempre per quanto riguarda queste notizie che lei ha avuto, per così dire, di seconda mano, c'è stato qualche episodio, qualche fatto che l'ha vista, questa volta, protagonista in prima persona, di notizie relative alle indagini che si conducevano su questi fatti di strage?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole spiegare?
IMPUTATO Grigoli: Una volta io mi trovavo al distributore di benzina di cui era proprietario Pasquale Di Filippo, suo padre. Che era solito, o lui venisse a prendere a me, la sera, o io andavo a prendere lui.
In una di queste occasioni che io andai a prendere lui, mentre eravamo lì al distributore di benzina intorno alle dieci di sera, se non erro, dieci, dieci e mezzo, venne il Carra Pietro. Venne lì e disse: 'senti, c'è un problema'. Tirò fuori un foglio di carta intestato DIA di Firenze, se non erro, dove c'era scritto alcuni nominativi di persone come il padre di Matteo Messina Denaro, come lo Spatuzza, persone di Castelvetrano. Adesso non mi ricordo chi. Io comunque non c'ero.
E lui era un pochettino preoccupato di questa cosa. Gli dissi: 'va be', non ti preoccupare, adesso vediamo'.
Questo foglio io lo feci avere a Nino Mangano.
Non ricordo se fu l'indomani o dopo due giorni, ebbimo appuntamento con Matteo Messina Denaro, e in quest'occasione Nino Mangano tirò fuori il foglio e lo fece vedere anche a Matteo Messina Denaro.
Niente, lui commentava la cosa, che poteva essere indagato lo Scarano. E il fatto che erano arrivati a persone di Castelvetrano era dovuto al fatto che lui aveva delle conoscenze, perché lì aveva un villino, a Triscina, quindi conosceva... quindi erano queste... si stava indagando su questo telefonino di Scarano che aveva chiamato queste persone.
E quindi, non è che ci fu tanto preoccupazione di questa cosa. Tutto qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho capito dal suo racconto che al distributore di Pasquale Di Filippo eravate in tre: Pasquale Di Filippo, lei e Carra.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le disse, Carra disse come era venuto in possesso di questo foglio?
IMPUTATO Grigoli: Sì, tramite una ragazza, la figlia di uno che aveva avuto dei problemi, era stato sentito alla Questura, non so dove.
E questo foglio fu messo negli incartamenti di questa persona per sbaglio, perché non c'entrava nulla con questa persona, a quello che avevo capito io.
Ecco, siccome questa... c'era pure il nome di Carra in questo foglio, ecco, una volta che questa conosceva il Carra, dice: 'senti, ma io ho trovato questo foglio in mezzo agli incartamenti di mio padre', di suo fratello, adesso non lo so, non mi ricordo.
Lui quando lesse i nomi, si prese il foglio e lo portò da me.
PUBBLICO MINISTERO: Ha concluso questo racconto?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
Senta, abbiamo parlato un po' di quello che lei ha fatto personalmente, di quello che ha saputo dagli altri. Lei, per così dire, si sporca le mani a partire dalla vicenda dello Stadio.
Di Contorno ci ha già detto qual era il motivo per cui veniva fatto l'attentato a Contorno.
Di questi altri fatti che gli altri avevano commesso, dell'attentato allo Stadio, che invece lei, per così dire, aveva contribuito a realizzare ma che poi non si era fatto per i motivi che ci ha detto; le venne detto qual era la ragione, la motivazione, del perché di questi attentati?
IMPUTATO Grigoli: Io ne parlai di questa cosa con Nino Mangano. E lui un giorno, mentre parlavamo di questa cosa, dice: 'si sta cercando di portare al punto... cioè, questa strategia si sta facendo per cercare di portare al punto che lo Stato scendesse a patti con noi'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, "con noi" che cosa significa?
IMPUTATO Grigoli: Cosa Nostra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e qual era, per così dire, la richiesta che veniva fatta allo Stato? Qual era il patto a cui doveva scendere lo Stato?
IMPUTATO Grigoli: Ecco, nel momento in cui si otteneva questa possibilità di questo contatto, Cosa Nostra... la cosa che chiedeva erano il 41, la legge dei pentiti...
PUBBLICO MINISTERO: 41-bis, cioè il carcere duro?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, abolizione del carcere duro, e abolizione della legge sui pentiti.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e in relazione... siccome lei più volte stamani ha detto: 'bisognava non... quando si è fatto Contorno, c'era bisogno di usare esplosivo diverso, non si è voluto utilizzare l'autobomba per evitare che il fatto di Contorno fosse ritenuto della stessa mano', mi pare che lei ha utilizzato questa espressione. Ecco, tutto ciò premesso, sa, le risulta, qualcuno le ha detto se questi attentati fatti in continente, eventualmente lo Stadio, eccetera, dovevano essere rivendicati? C'era qualche formula...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol dire al proposito?
IMPUTATO Grigoli: Il Giuliano venne a dirmi che dopo i vari attentati, un altro dei suoi compiti era quello di comunicare che era stato fatto a nome della Falange Armata.
PUBBLICO MINISTERO: Ma glielo disse Giuliano questo fatto...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... come una cosa che lui aveva effettivamente fatto o...
IMPUTATO Grigoli: Sì, come cosa che aveva fatto lui in persona.
PUBBLICO MINISTERO: E l'aveva fatto in relazione a tutti gli attentati che erano stati fatti in precedenza?
IMPUTATO Grigoli: Lui mi disse che faceva questa cosa. Adesso non mi ricordo se lui mi disse: 'sai, per Firenze l'ho fatto, per Milano l'ho fatto...', questo non me lo ricordo.
Mi disse che faceva questa cosa. Per lo meno dove operò lui, fece questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei alla mia domanda, stamani, prima della sospensione ultima, quando le ho chiesto: ci spieghi chi sono i "loro" che avevano eseguito gli attentati. E lei ci ha indicato una serie di persone.
Ora, lei quando parla di queste persone intende riferirsi a quelli che materialmente avevano messo le autobombe?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché lei più volte ha detto che pigliavate disposizioni, lei personalmente...
IMPUTATO Grigoli: Cioè, io ho fatto il generale... cioè, ho fatto la formazione generale, poi, chiaramente, io e Giacalone non partecipammo a Roma, Firenze e Milano. Partecipammo a Totuccio Contorno e all'attentato allo Stadio.
E, chiaramente, da come ho raccontato i fatti, Spatuzza non partecipò, per lo meno da Costanzo, perché prima c'era Cristoforo Cannella e poi subentrò lo Spatuzza.
Di conseguenza, Fifetto Cannella non partecipò agli altri successivi.
Però genericamente la formazione era questa. Non so specificare i vari ruoli.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Grigoli, capisco bene allora che quando lei intende dire "partecipazione" per lei "partecipare" significa essere lì davanti a...
IMPUTATO Grigoli: Presente.
PUBBLICO MINISTERO: ... presente sul luogo e nel momento in cui veniva fatto l'attentato.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo lei intende?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
Magari con ruoli diversi. Chi accendeva la miccia, chi aveva il compito di guidare la macchina, chi guardasse un po' in giro, e tutto il resto. Ma era, si era partecipi.
PUBBLICO MINISTERO: Un'ultimissima domanda. Lei ha spiegato che la formazione tipo, usiamo questa espressione calcistica, era quella, ma poi non sa concretamente chi ha operato. Lei faccio un domanda per evitare, per sgombrare subito il campo.
Dell'attentato di Milano ha mai saputo, direttamente o indirettamente, siccome di Costanzo qualche sprazzo ce lo ha dato, di Firenze qualcosa che le ha detto Vincenzo Ferro ce lo ha detto, degli altri, di Frabetti, la macchina rubata a Roma, eccetera. Ecco, di Milano ha mai saputo qualcosa?
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, ha saputo semplicemente che era stato eseguito da questo gruppo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, di altro non ha mai saputo nulla.
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Presidente, noi avremmo concluso tematicamente. Stante l'ora, io proporrei alla Corte di proseguire domani.
PRESIDENTE: Benissimo, riprendiamo domani mattina alle ore 9.00. Traduzione degli imputati detenuti. Buongiorno.
*IMPUTATO Grigoli: Buongiorno.

PRESIDENTE: Buongiorno.
Bagarella è presente?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Ma qui mi pare di capire che non si sente.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Come? Non si sente?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Allora, mi pare che Bagarella abbia già risposto. Vero?
IMPUTATO Bagarella: (voce fuori microfono)
Sì, presente.
PRESIDENTE: Grazie.
Avvocato Ceolan è presente, l'avvocato Cianferoni lo sostituisce l'avvocato Ceolan.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Benigno Salvatore.
IMPUTATO Benigno: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti, De Paola, Falciani, che è presente.
PRESIDENTE: Calabrò Gioacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini e avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Cannella Cristoforo.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri e avvocato Rocchi. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai, avvocato Batacchi, che è presente.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili, Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe: rinunciante. Avvocato Pietro Mignati Paoli, che è presente.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi, avvocato Gennai. Sono presenti entrambi.
Frabetti Aldo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante? Avvocato Monaco, Usai, avvocato Roggero. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, avvocato Florio, avvocato Bennati. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi, sostituito dall'avvocato Ceolan.
Graviano Filippo è rinunciante?
Avvocato Oddo, avvocato Gramigni, che è presente e c'è anche l'avvocato Oddo.
Grigoli Salvatore: è presente.
Avvocato Avellone e avvocato Batacchi, che è presente.
AVVOCATO Avellone: Avvocato Avellone è presente, sì.
PRESIDENTE: Grazie.
Lo Nigro Cosimo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Florio e avvocato Fragalà. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato e avvocato Bagattini. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avvocato Pepi, sostituito dall'avvocato Gramigni.
Santamaria... Provenzano l'abbiamo chiamato? Sì, sì.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e avvocato Usai. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Scarano Antonio: libero, assente. Avvocato Fortini e avvocato Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Scarano Massimo: contumace. E' questo che abbiamo già chiamato?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Provenzano l'abbiamo chiamato, sì?
(voce fuori microfono) No.
PRESIDENTE: Provenzano, no?
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e avvocato Passagnoli, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Spatuzza Gaspare.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: E' rinunciante.
Avvocato Farina e avvocato Pepi, sostituito dall'avvocato Gramigni.
Tutino Vittorio.
IMPUTATO Tutino: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gallina e avvocato Gramigni, che è presente.
Allora, la parola al Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci. Buongiorno, Grigoli.
*IMPUTATO Grigoli: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, come al solito ho bisogno di alcuni chiarimenti rispetto a certe sue affermazioni di ieri.
Dunque, incominciamo da un fatto piuttosto semplice. Lei ci ha detto che con il cellulare di Giacalone aveva chiamato casa sua.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda quale numero di telefono ha fatto? Qual era il numero di telefono, ecco.
IMPUTATO Grigoli: E' parecchio, adesso. Perché io ho fatto tre anni di latitanza, quindi non so se lo ricordo. Comunque: 6304572, una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, era il numero della sua abitazione, questo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dov'era istallato questo telefono? Questo numero telefonico che lei ha dato, nella sua abitazione, dov'era?
IMPUTATO Grigoli: All'epoca o era via Giuseppe Lodi, a Ciaculli, o a via Filippo Pecoraino.
PUBBLICO MINISTERO: Stiamo parlando del '94, i primi mesi del '94.
IMPUTATO Grigoli: Sì, perché da lì a poco mi trasferii, non ricordo se ero a Ciaculli o in via Filippo Pecoraino.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, il numero che lei chiamò col cellulare di Giacalone era la sua abitazione.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E si ricorda a chi era intestata l'utenza telefonica di casa sua: era intestata a lei o a qualcun altro?
IMPUTATO Grigoli: A mia moglie, credo.
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiama sua moglie?
IMPUTATO Grigoli: Fiordispina.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Questo l'abbiamo precisato.
IMPUTATO Grigoli: In quell'occasione chiamò anche Giacalone, casa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ci furono due telefonate, per così dire, una dopo l'altra.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Punto secondo. Io ho bisogno di capire, di avere una spiegazione su una sua affermazione fatta nelle indagini, però prima voglio esser sicuro di aver capito bene quello che lei ha detto in dibattimento.
Ieri, lei, nel riferire del secondo tentativo a Contorno, ha fatto riferimento al posizionamento dell'esplosivo, lei ha detto, verso la mezzanotte, insomma di notte del giorno avanti; e poi a una serie di, come dire, di appostamenti per aspettare Contorno.
Ho capito bene?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le faccio la domanda: lei era presente a tutti gli appostamenti? Mi pare ieri lei ne abbia riferiti o due o tre.
La mattina, poi ha detto non lo vedeste e andaste a casa a vedere se c'era la macchina. Non vedeste la macchina, siete tornati sull'ora di pranzo; all'ora di pranzo lui non era nemmeno passato e quindi siete tornati nel pomeriggio.
Voglio capire se lei c'era in tutti questi appostamenti, ecco.
IMPUTATO Grigoli: Sì, credo di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le spiego, Grigoli, lei mi sta facendo quest'affermazione. Bisogna che le faccia rilevare che quando la interrogai, il 24 giugno, lei disse, in relazione a questo secondo - chiamiamolo questo secondo tentativo - lei, per l'appunto... Ora vorrei trovare il passo, esattamente, dove lei ha fatto questa affermazione. Glielo anticipo: insomma, lei aveva detto che forse quel giorno, in occasione di questo secondo attentato, era rimasto a casa, ecco.
IMPUTATO Grigoli: Ci fu in un'occasione che io sono rimasto a casa. Se lei ricorda lo dissi anche ieri, quando venne il proprietario. Non ricordo se fu in un'occasione che si operava nel rintracciare il Contorno per vedere se aveva continuato ad avere le solite abitudini, o se fu in una di queste occasioni che tentammo...
PUBBLICO MINISTERO: Di operare?
IMPUTATO Grigoli: ... di operare.
PUBBLICO MINISTERO: Si riferisce sempre, comunque, al secondo tentativo?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Nel primo ci sono stato sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora ho trovato il punto esatto. Glielo rileggo, così lei magari ci fa capire meglio queste sue affermazioni. Va bene, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, è a pagina 50 della trascrizione. Dunque, lei disse:
"Fu aspettato Contorno e non venne, perché io rimasi a casa, quel giorno. Non vidi, non ci fu bisogno che ci fossi pure io. Ma Contorno non passò.
Poi, la sera, noi andammo per riprendere tutto e prima di arrivare allo svincolo abbiamo visto che era pieno di poliziotti."
Ha sentito?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vorrei un attimino che ci spiegasse che cosa intendeva dire qui, nell'interrogatorio:
"Fu aspettato il Contorno e non venne, perché io rimasi a casa quel giorno. Non vidi. Non ci fu bisogno che ci fossi pure io."
IMPUTATO Grigoli: Quando lei mi ha interrogato, io avrò collocato, ho collocato quel giorno che sono rimasto a casa in una di queste volte che operammo la seconda volta per l'attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei intende dire: siccome quel giorno vi spostaste più volte per aspettare Contorno...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... può darsi che in una di queste uscite lei rimase a casa.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, quando andaste per riprendere, diciamo, l'esplosivo, l'ordigno, lei ieri ci ha detto: 'era buio'.
Io ho bisogno di capire, perché non so se lei ieri l'abbia detto, o se io non ho inteso bene. Quando arrivò lì, quest'esplosivo era già saltato, c'erano i Carabinieri, doveva saltare in aria? Dato che è un fatto notorio che questo esplosivo è saltato in aria.
IMPUTATO Grigoli: Ma credo che ancora non era saltato in aria.
PUBBLICO MINISTERO: Crede che ancora...
IMPUTATO Grigoli: Credo, perché non è che io...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, ci spiega la scena da che distanza la osservaste? Eravate lontani?
IMPUTATO Grigoli: No, ma già c'erano le volanti, da cominciare sul ponte dell'autostrada, dallo svincolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Quindi, già noi dall'autostrada avevamo notato tutte queste volanti.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non...
IMPUTATO Grigoli: Da questo capimmo che c'era stato la scoperta dell'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, però non è in grado di dire se questo... Siccome lei ieri ha detto che era saltato in aria, poi l'aveva saputo dalla televisione.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non è in grado di precisare se quando arrivaste sul posto era esploso o aveva da esplodere.
IMPUTATO Grigoli: No, non sono in grado di precisarlo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
Senta Grigoli, in relazione... Siccome lei ci ha parlato di diversi luoghi. I suoi ricordi a oggi come sono? Cioè, lei ha detto: 'sulle date io faccio un po' di confusione'. La sua memoria visiva com'è? Va bene? Si sente in grado, eventualmente, di, come dire, mettere a fuoco la sua memoria ottica o no?
IMPUTATO Grigoli: No, ma io questo è stato un problema da sempre, non è perché sto vivendo il processo, oppure perché sono in questa condizione che io non riesco a memorizzare bene. E' perché io con la memoria non è che... è da sempre. Non sono bravo a ricordare le cose.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Io le chiedevo se... Va bene, sui suoi ricordi della successione degli avvenimenti la mia domanda era intesa a saggiare, a verificare se lei, voglio dire, vedendo, rivedendo luoghi, oggetti o quant'altro, la sua memoria è ancora viva, ecco.
IMPUTATO Grigoli: Sì, no, per i luoghi sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, benissimo.
IMPUTATO Grigoli: Non ci dovrebbero essere grossi problemi.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Presidente, avevamo da mostrare qualche foto, ma mi dicono che ancora...
PRESIDENTE: Non ci siamo?
PUBBLICO MINISTERO: ... l'attrezzatura non è pronta. Va bene, vuol dire che lo faremo al termine dell'esame, perché ancora abbiamo diverse cose da chiedere a Grigoli.
Senta, per quanto riguarda l'attentato allo Stadio, lei ieri e anche avantieri ci ha riferito abbastanza in dettaglio tutto quello che era accaduto e ci ha spiegato anche il motivo per cui era fallito, quest'attentato.
Lei sa dire, è in grado di dire perché - se ci fu un perché - questo attentato non è stato, diciamo, riprovato?
IMPUTATO Grigoli: Siccome, come avevo detto già ieri, c'era già in programma l'attentato di Contorno, e adesso che io ricordo bene - perché ieri sera poi ho cercato di fare mente locale su questo - cioè, già l'attentato a Contorno si doveva fare, solo che si era preferito fare prima quello dello Stadio.
Che ricordo che si parlò il fatto che questo qui, una volta che si era già organizzato, come si suol dire, ormai noi pensavamo che aveva un commercio, qualcosa - Contorno - quindi non si pensava che di lì a poco si poteva spostare. Si era capito che questo stava lì tranquillamente.
Penso che poi si decise di fare Contorno, ecco perché non si... Poi non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, siccome lei ora, per l'appunto, queste sue ultime affermazioni, insomma, ci sta spiegando, no, un pochino che l'attentato Stadio e Contorno, per così dire, si sono intrecciati. Va bene?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per lo meno c'è stato un momento in cui le due vicende sono andate in parallelo.
E ieri, lei, riferendo dell'organizzazione dell'attentato per lo Stadio, ha detto: ci fu la riunione con Giuseppe Graviano a Misilmeri; per quanto riguarda Contorno non ricordava se c'era stata una riunione, ma comunque ci ha spiegato che c'era stata una disposizione precisa...
IMPUTATO Grigoli: Non ricordo se se ne parlò nello stesso giorno in cui si parlò dello Stadio.
PRESIDENTE: A Misilmeri?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In quella stessa riunione?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, ieri...
IMPUTATO Grigoli: Perché ricordo vagamente il fatto che si parlava, anche tra di noi, il fatto se era meglio fare il Contorno o lo Stadio, prima.
Cioè, questa cosa la ricordo, che si parlò di questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la sta mettendo a fuoco adesso?
IMPUTATO Grigoli: Sì, da ieri sera.
PUBBLICO MINISTERO: Perché ieri, per l'appunto, a una domanda che le avevo posto in maniera sostanzialmente analoga, lei ha detto: 'non mi ricordo se ci fu una riunione anche per Contorno', però sembrava abbastanza sicuro che c'era stata la disposizione di Giuseppe Graviano.
Oggi, invece, sta dicendo che effettivamente, forse, se ne parlò in quella stessa riunione.
IMPUTATO Grigoli: Sì, Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le chiedevo: queste decisioni, a quanto le risulta, le consta, provenivano solo da Graviano, o Graviano a sua volta, per così dire, aveva da render conto o da chiedere a sua volta, o da consultarsi, da concordare fatti del genere con qualche altra persona?
IMPUTATO Grigoli: Allora, se lei vuole sapere se a me, se io so qualcosa di diretto e che ho sentito loro parlare, questo no. Se lei vuole sapere una mia opinione posso dire che sicuramente...
PRESIDENTE: Le opinioni non ci interessano.
IMPUTATO Grigoli: Ecco, allora no.
PUBBLICO MINISTERO: Allora...
PRESIDENTE: Quello che lei ha sentito dire da questo o da quello. Questo può essere...
PUBBLICO MINISTERO: No, allora le pongo la domanda da un altro punto di vista. Secondo i rapporti che lei ha avuto con le persone che via via ha menzionato, decisioni che...
IMPUTATO Grigoli: Io posso dire che decisioni di questo genere sicuramente ne parlavano col Bagarella.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMPUTATO Grigoli: In quanto alla mia esperienza in questa organizzazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ha prevenuto la mia domanda, per l'appunto, perché le stavo chiedendo se fatti di questo genere - Stadio, Contorno - sono, per così dire, fatti che possono essere decisi autonomamente.
Ecco, siccome lei stava spiegando: 'secondo la mia esperienza e i rapporti che ho avuto con queste persone, fatti del genere, Graviano li doveva decidere insieme a Bagarella', ci spieghi un pochino questa sua affermazione, cioè se aveva avuto esperienze...
IMPUTATO Grigoli: Perché...
PUBBLICO MINISTERO: ... in cose...
AVV. Cianferoni: Chiedo scusa, avvocato Cianferoni. Buongiorno, Presidente.
Mi pare che vi sia della deduzione nella risposta del dichiarante. La domanda in questo senso mi pare inammissibile.
Se del caso la formuli il Presidente, ma mi pare che il signor Grigoli stia riferendo delle sue congetture, in questo senso.
PRESIDENTE: Scusi, avvocato...
PUBBLICO MINISTERO: No, ho chiesto dei fatti.
PRESIDENTE: Ha parlato, in un primo momento, delle sue deduzioni; poi abbiamo detto che le deduzioni non ci interessano, ha detto "secondo la mia esperienza".
Vediamo, ora, l'esperienza in che cosa consiste in modo da poter valutare se e di che cosa si tratta.
IMPUTATO Grigoli: Ecco, io posso dire, per esempio, che per cose di minore entità il Mangano veniva a dire: 'ne dobbiamo parlare con ...', in dialetto, cioè con Bagarella.
PRESIDENTE: Per esempio quali sarebbero le cose...
PUBBLICO MINISTERO: Per esempio?
PRESIDENTE: ... di minore rilievo?
IMPUTATO Grigoli: Anche qualche omicidio che era di competenza del mandamento di Brancaccio, per cui non c'era tutto questo bisogno di farlo sapere a Bagarella.
PRESIDENTE: Non c'era questo bisogno?
IMPUTATO Grigoli: Lui asseriva, dice: 'ne parliamo con Bagarella'.
Quindi, erano cose di minor entità, di fare...
PRESIDENTE: Cioè, lei ha potuto constatare che per omicidi di non grosso impegno...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: ... che riguardavano la famiglia di Graviano, di Brancaccio, Mangano aveva ritenuto opportuno consultare, sentire l'opinione di Bagarella.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Questo quando, ovviamente, i Graviano non c'erano.
IMPUTATO Grigoli: Sì, quando il Graviano era arrestato.
PRESIDENTE: Cose del genere sono accadute anche quando invece i Graviano erano liberi e quindi avevano sempre la funzione di capofamiglia, o per lo meno di delegati, come si chiamavano...
IMPUTATO Grigoli: No, per quanto riguardava...
PRESIDENTE: ... della famiglia.
AVVOCATO Oddo: Ha detto Graviano, sono l'avvocato Giuseppe Oddo. Ha detto "Graviano", non "i Graviano" finora, il dichiarante.
PRESIDENTE: Avvocato, io ho parlato di Graviano.
AVVOCATO Oddo: Sì, lei l'ha... pure, però poi ha detto "erano", allora ha detto "Graviano"...
PRESIDENTE: Certo, avvocato. Ci sono quelli che ci dicono che la funzione competeva tutti e due o uno solo. Io ho preferito parlare di "Graviano". Quindi, ci sarà lui - se crederà - di risponderci e di dirci chi e da chi venivano questi ordini.
IMPUTATO Grigoli: Allora posso dire un'altra esperienza che ho avuto, che si è commesso un duplice omicidio nel Norditalia, a me era stato commissionato da Nino Mangano, però all'epoca il Graviano era ancora latitante. Allora, in un appuntamento...
PRESIDENTE: Era latitante ma era libero, nel senso che non era arrestato arrestato.
IMPUTATO Grigoli: No, latitante.
Allora, in un appuntamento che ebbi con il Graviano, volle sapere come andarono questi fatti. Allora chiamò il Bagarella e disse al Bagarella: 'è meglio che questa cosa se la sente lei direttamente'.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, mi scusi, Grigoli...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... lei fu presente personalmente a questo tipo di discussioni?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questo è un fatto che lei esplicita...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... diciamo, un esempio che lei sta portando.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Ecco, delle mie esperienze.
PRESIDENTE: Ci può dettagliare quale sia stato questo duplice omicidio e dove sia avvenuto?
IMPUTATO Grigoli: Siccome ci sono delle indagini in corso, quindi...
PRESIDENTE: A noi basta che ci dica: in tale città, e finito.
IMPUTATO Grigoli: A Padova.
PRESIDENTE: A Padova.
IMPUTATO Grigoli: Nei pressi di Padova.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Quando sarebbe avvenuto questo fatto, Grigoli, questo duplice omicidio? Questo di Padova, questo che lei sta...
IMPUTATO Grigoli: Fine '92, '93.
PUBBLICO MINISTERO: E le vittime chi erano?
IMPUTATO Grigoli: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Le persone uccise? Lei ha parlato di un duplice omicidio...
IMPUTATO Grigoli: Le persone uccise morirono solo per il fatto che si vantarono di essere Badalamenti di Cinisi.
PRESIDENTE: Va bene, ma...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, le persone...
PRESIDENTE: ... chi erano?
IMPUTATO Grigoli: No, erano due, che adesso non ricordo i cognomi, però non erano Badalamenti. Cioè, questi morirono perché si presentarono come Badalamenti di Cinisi e avevano avuto problemi a Cinisi...
PRESIDENTE: Senza esserlo.
IMPUTATO Grigoli: ... siccome si cercavano i Badalamenti di Cinisi, tutti quelli che... Allora si è deciso di uccidere questi, perché si pensava che erano...
PRESIDENTE: Badalamenti.
IMPUTATO Grigoli: ... i Badalamenti perdenti, sì. E invece erano tutt'altre persone.
PRESIDENTE: Va be', questo...
IMPUTATO Grigoli: Per questo non so spiegare chi erano.
PRESIDENTE: ... è quello che ci interessa per sapere, di puntualizzare questo duplice omicidio.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Lei ha detto che in questa circostanza "Graviano".
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Graviano chi?
IMPUTATO Grigoli: Giuseppe.
PRESIDENTE: Sempre Giuseppe. Lei ha avuto solo rapporti con Giuseppe.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Mai con Filippo.
IMPUTATO Grigoli: No.
PRESIDENTE: Per nessuna ragione e per nessun tipo di attività.
IMPUTATO Grigoli: No.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei, in relazione ai fatti che più specificamente qui ci interessano - Stadio e Contorno - ci ha detto, alla mia domanda ha risposto spiegando, esemplificando come ha fatto un attimo fa.
Per quanto riguarda le stragi del '93, cioè Costanzo, Firenze, Roma, Milano, di cui lei aveva avuto confidenze varie da Giuliano e da altri, ecco, in relazione - diciamo così - a chi aveva ordinato questi attentati, ci può dire qualcosa?
IMPUTATO Grigoli: Mah, si parlava di solito sempre di "madre natura". "madre natura" era il soprannome di Giuseppe Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo la sua risposta, per quanto riguarda l'eventuale implicazione di altra persona - in questo caso specifico di Bagarella - vale la risposta che ci ha dato un attimo fa, oppure le venne detto qualcosa di specifico al riguardo?
IMPUTATO Grigoli: Mi perdoni, ma io non ho capito bene la domanda.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire se le chiedo se Graviano, anche in questa occasione, secondo la sua esperienza, si era - come dire - aveva concordato questi fatti con Bagarella, la sua risposta qual è?
IMPUTATO Grigoli: Per conoscenza diretta non...
PUBBLICO MINISTERO: Non può dire nulla.
IMPUTATO Grigoli: Sempre per l'esperienza, io parlavo.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Quindi, voglio dire, vale il discorso che ha fatto un attimo fa.
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, siccome lei più volte, ieri, anche parlando e rispondendo alle mie domande sul motivo per cui questi attentati erano stati fatti, lei più volte ha fatto riferimento a Cosa Nostra, mandamento di Brancaccio, capomandamento, eccetera, allora vediamo di parlare un pochino di Cosa Nostra.
Ecco, prima domanda: lei rispetto a questa organizzazione in che posizione si trova? Spieghi un pochino alla Corte.
IMPUTATO Grigoli: Io facevo parte del gruppo di fuoco del mandamento di Brancaccio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, incominciamo a dire una cosa, lei è stato mai ritualmente affiliato, cioè è uomo d'onore?
IMPUTATO Grigoli: No, se lei intende dire come essere stato pungiuto, no, perché di essere stato pungiuto no. Però, cioè, adesso non è che me ne importa tanto, si parlò di questo anche con Nino Mangano, cioè mi lasciò intendere che non aveva grossa rilevanza, questo fatto, anche dal fatto che c'erano persone che facevano parte di Cosa Nostra da trent'anni e non erano mai arrivate ad avere contatti con Bagarella, con Matteo Messina Denaro; cosa che io ero già arrivato a fare.
Cioè, mi lasciò intendere non contava più di tanto, ormai, questa cosa. E che, poi, lui, all'epoca, non è che voleva farmi conoscere ad altre persone, ero un cosiddetto "riservato".
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha quindi spiegato così questa sua collocazione e ha detto: 'io facevo parte del gruppo di fuoco di Brancaccio'.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci dice chi erano gli altri componenti di questo gruppo di fuoco e di cosa si occupava, per così dire, questo gruppo di fuoco?
IMPUTATO Grigoli: Cioè, il ruolo del gruppo?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Purtroppo materialmente a sparare ero sempre io. Gli altri funzionavano da copertura. Chi portava la macchina, chi funzionava come nel dare la battuta e via via.
Comunque, mi affiancava, in genere, se io potevo avere di bisogno eventualmente nello sparare, in genere era lo Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, gli altri chi erano? Questi che avevano questi compiti?
IMPUTATO Grigoli: Giuliano Francesco, Lo Nigro Cosimo, e poi gli altri si alternavano; qualche volta Peppuccio Barranca, qualche volta Cannella Cristoforo e Giacalone Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ieri, parlando di Tubato, di Benigno, lei ha detto che Benigno faceva parte anche di un gruppo di fuoco...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... di Misilmeri.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi ci ha spiegato quello che lei ha fatto con Benigno in relazione alle stragi.
Benigno era persona che vi, per così dire, supportava in questo gruppo di fuoco, era stato impiegato per qualche omicidio?
IMPUTATO Grigoli: No, più che altro sono stati loro, loro intendo come mandamento di Misilmeri, ad avere di bisogno di noi; che io ho commesso anche omicidi, un omicidio a Misilmeri per volontà di Piero Lo Bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei, ieri, di Piero Lo Bianco...
IMPUTATO Grigoli: Capomandamento di Misilmeri.
PUBBLICO MINISTERO: Era il?
IMPUTATO Grigoli: Capomandamento di Misilmeri.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e...
IMPUTATO Grigoli: Però noi potevamo anche avere bisogno di Benigno e non c'erano problemi. Siccome lui conosceva una persona - le sto portando adesso un esempio - tipo di Palermo, lui si occupò nel portarcela, perché l'abbiamo fatta scomparire. Di conseguenza partecipò anche a un altro omicidio.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda chi era la vittima di questo...
IMPUTATO Grigoli: D'Ambrogio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e Pasquale Di Filippo ? Ieri lei ha anticipato qualcosa su questa persona.
Ci spiega se, e in che termini aveva una posizione e a partire da quando, in questo gruppo?
IMPUTATO Grigoli: Da quando, c'è sempre il solito problema delle date che io non... Nel '93, comunque lui cominciò, diciamo, a far parte del gruppo. Anche se non è che partecipava in tutti i delitti.
Lui partecipò nell'omicidio Castiglione e nell'omicidio, duplice omicidio Buscemi-Spadaro.
Anche se ha avuto dei ruoli non... Comunque partecipò.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi si può dire che Pasquale Di Filippo faceva parte di questo gruppo di fuoco?
IMPUTATO Grigoli: Sì, negli ultimi tempi, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, lei ha avuto modo di, diciamo di abitare insieme a Pasquale Di Filippo?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Siccome, anche se io, si trattava di persona libera, senza nessun problema con le Autorità Giudiziarie, ero solito, dato l'attività che svolgevo, a non dormire a casa.
Quindi la notte dormivo in un villino.
A casa, intendo casa mia.
E lui, siccome negli ultimi tempi si era molto avvicinato a me, c'era un certo tipo anche di rispetto, ha preferito anche lui dormire con me.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi dormivate insieme in questo villino?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dov'era questo villino?
IMPUTATO Grigoli: A Misilmeri.
PUBBLICO MINISTERO: Di chi era?
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo. Fu affittato, all'epoca, lo fece affittare... Io, lavorava da me una commessa. E glielo feci affittare a nome suo.
PUBBLICO MINISTERO: A nome di questa commessa.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiamava questa commessa?
IMPUTATO Grigoli: Marina Marino.
PUBBLICO MINISTERO: Marina Marino?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e quanto tempo durò, diciamo, questa vostra, chiamiamola coabitazione, in questo villino di Misilmeri con Pasquale Di Filippo?
IMPUTATO Grigoli: Quasi un anno. Quasi un anno.
PUBBLICO MINISTERO: Quasi un anno, quando terminò questa... Con l'arresto di Pasquale Di Filippo?
IMPUTATO Grigoli: No, terminò, siccome io ero solito a manipolare gli scanner, mi mettevo nella frequenza dei Carabinieri, Squadra Mobile, ROS, avevo le frequenze scritte. E quindi, di conseguenza, ascoltavo... Mi passavo il tempo, se così si può dire.
Un giorno di questi - siccome ero solito anche portare in questo villino, di tanto in tanto, la mia famiglia per dormire anche con i bambini, ogni tanto - un giorno di questi, mentre manipolavo con lo scanner, ho messo la ricerca elettronica e la radio si mise sulla frequenza di una microspia.
Cioè, io sentii uscire dalla radio la voce dei miei figli che erano nella stanza accanto.
Allora questo mi stranizzò e pensai subito che, in quel villino, ci potevano essere le microspie.
Andai via quella sera stessa, ci tornai l'indomani con... mi portai Pasquale Di Filippo, smontai le prese. Perché noi, per esperienza, sapevamo su per giù dove venivano collocate queste microspie e trovai una microspia.
Rimontai la microspia e andai via.
All'epoca io dissi a Pasquale Di Filippo: 'stai attento, perché adesso queste microspie le avranno messe sicuramente perché saremo indagati, sospettati. Sicuramente ci sarà qualcosa sotto.
E, di conseguenza, una volta che noi non dormiamo a casa, ci potrebbero arrestare di giorno, sicuramente, se vogliono arrestarci.'
Lo lasciai. Poi io ebbi appuntamento con Nino Mangano ed altri. Quando tornai, già lo avevano arrestato.
Di conseguenza, poi, io cominciai all'epoca a farmi latitante.
Addirittura, quel giorno stesso che arrestarono Bagarella io andai nell'abitazione del Nino Mangano, dove lui si stava facendo la latitanza, perché già anche lui si era un pochettino accantonato. Andai la sera stessa per avvisarlo, perché la cosa non mi convinceva. Il fatto che avevano arrestato Bagarella, da un altro fatto che successe, io collegai la cosa a Pasquale Di Filippo, come se lui aveva cominciato a collaborare.
Difatti, quando arrivai nei pressi della casa di Nino Mangano, notai che già c'era lì i poliziotti, era pieno. E già da lì scappai via, perché uno di loro si accorse della mia presenza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, benissimo. Ha spiegato lei, quindi direi...
IMPUTATO Grigoli: Poi, io andai ad avvisare tutti: lo Spatuzza... Perché andai da Giorgio Pizzo, quella sera stessa.
Ci dissi: 'senti, succede questo: oltre a Bagarella, sicuramente, hanno arrestato Nino Mangano. Perché ci sono andato, era pieno di poliziotti.
Quindi, questa cosa, a maggior ragione non mi convince. Andiamo ad avvisare un po' tutti...'
E poi, quella sera stesso, con Giorgio Pizzo, andiamo ad avvisare Gaspare Spatuzza, già anche lui latitante; Cosimo Lo Nigro, Giuliano Francesco, tutti quanti coloro potevano essere arrestati. E andammo tutti a Ciaculli in una montagna.
E quella notte mandammo giù Giovanni Garofalo a vedere un pochettino, sondare questa situazione di Pasquale Di Filippo.
Lui, intorno alle 6 di mattina, tornò e venne a dire che, effettivamente, avevano detto alla famiglia di Pasquale Di Filippo volevano dargli la protezione.
Ecco, poi da questo io andai nella zona di Trapani, perché già avevo concordato con Matteo Messina Denaro e Nino Mangano e Nino Melodia che era meglio... Perché avevano arrestato Pasquale Di Filippo, abbiamo avuto questo appuntamento con Matteo Messina Denaro.
E lui mi disse: 'senti, non sappiamo che c'è sotto, avete trovato le microspie, hanno arrestato Pasquale Di Filippo; è meglio che tu, le scuole sono finite, ti affitto, ti faccio affittare un villino nelle zone di Trapani e tu ti vai a fare la stagione estiva con i tuoi familiari e quindi fai l'utile e il dilettevole. Ti fai la latitanza e ti stai un po' con la tua famiglia'.
Ecco, quando poi successe il fatto che... io andai lì a Trapani a trovare Nino Melodia e lui mi collocò in un villino ad Alcamo Marina.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ci ha riferito, Grigoli, questo, diciamo questi suoi spostamenti a seguito di queste vicende giudiziarie e non.
Durante questa sua permanenza con Pasquale Di Filippo, lei ieri mi pare, anzi, sono sicuro che lei ha detto, dice: 'ero ferito a un piede.'
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol spiegare un attimino come si era procurato questa ferita?
IMPUTATO Grigoli: Questa ferita me la sono... Me la sono, me l'hanno procurata i miei compagni, non di merenda come dice Pacciani, comunque quelli del gruppo di fuoco.
Durante un duplice omicidio commesso ad Alcamo, mentre io mi accingevo ad uccidere la persona prestabilita, loro, dal di dietro, cominciarono a sparare, perché... Cioè, è una lunga storia.
Comunque furono loro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome lei dice "loro", le persone...
IMPUTATO Grigoli: Sicuramente, o Barranca Giuseppe, o Cristoforo Cannella. Perché loro due erano muniti di fucile, fu una fucilata che io ebbi al piede.
E quindi, di conseguenza, o l'uno, o l'altro.
Cosa che loro non hanno mai voluto, non hanno mai voluto dire: 'guarda, sono stato io, è successo, è capitato...'
Quello, diceva che era stato quell'altro; quell'altro diceva che era stato quell'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Insomma, si palleggiavano un pochino le responsabilità.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei qualcosa ha anticipato ieri. Ora, dato che siamo a parlare di questo omicidio, innanzitutto diciamo chi erano le vittime.
IMPUTATO Grigoli: Mah, erano i fratelli Pirrone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, i fratelli Pirrone.
Quindi era un omicidio che poi, per così dire, fate in trasferta, perché lei ha detto: 'lo abbiamo fatto ad Alcamo.'
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vi era stato, per così dire, sollecitato? Ci può spiegare un attimino com'è che, diciamo, questo gruppo di fuoco palermitano si trova su Alcamo?
IMPUTATO Grigoli: Questo duplice omicidio è stato sollecitato all'epoca di Giuseppe Ferro, perché all'epoca era ancora libero Giuseppe Ferro.
A noi lo comunicò Nino Mangano. Perché loro avevano di bisogno... Questo, si trattava, dovevano morire comunque non due fratelli, ma due cugini. Perché erano persone che già avevano, erano stati già sparati. Ma erano riusciti a fuggire un paio di volte.
Quindi, di conseguenza, questi si comportavano... Appunto, si comportavano di conseguenza. Non è che andavano in giro per il paese, erano soliti ad uscire e rientrare quasi subito; avevano a casa il vetro blindato, con lo specchio dove loro potevano vedere fuori e dal di fuori non potere vedere...
PUBBLICO MINISTERO: Esser visti.
IMPUTATO Grigoli: Esser visti.
Quindi andammo più volte, perché anche, anche perché gli alcamesi non ci mettevano in condizione di poter operare, perché loro dovevano prepararci, per lo meno metterci in condizioni di poter operare.
Arrivare lì e dire: 'senti, alle 4 quelli stanno lì, o stanno in un altro posto. Sono soliti uscire la mattina...'
Insomma, dovevano anche loro, una volta che erano del paese, di metterci in condizioni di poterlo fare.
Questa cosa venne a mancare diverse volte. Per mesi durò questa cosa.
E una volta, Giuseppe Ferro, siccome ormai in contatto con Bagarella era Nino Mangano...
PRESIDENTE: Contatto di chi?
IMPUTATO Grigoli: Di Bagarella. Se qualcuno voleva parlare, tipo il Cucuzza, Totò Cucuzza, o qualche altro...
PRESIDENTE: Per parlare con Bagarella ci doveva essere qualcheduno che doveva... Chi era in questo caso?
IMPUTATO Grigoli: Giuseppe Ferro.
PRESIDENTE: Giuseppe Ferro.
IMPUTATO Grigoli: Veniva, era solito venire nel mio negozio per parlare con Nino Mangano.
PRESIDENTE: Ora ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Di conseguenza, Nino Mangano, faceva sapere al Bagarella... ecco.
E in uno di questi appuntamenti che voleva Giuseppe Ferro, Nino Mangano mi confidò il fatto che, se prima... dice che il Bagarella si era un pochettino incavolato. E non voleva parlare con il Giuseppe Ferro se prima non ci metteva in condizione di finire questa storia, di commettere questo duplice omicidio.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Lei ha spiegato un pochino perché, sostanzialmente, vi spostate su Alcamo. Capisco a richiesta - lei lo ha detto espressamente - di Giuseppe Ferro.
E ha riferito, in realtà anche ieri, mi pare aveva accennato qualcosa, a questi incontri che avvenivano nel suo negozio. O meglio, delle visite nel suo negozio da parte di Giuseppe Ferro per incontrarsi con Mangano.
E ora ci sta dicendo, attraverso Mangano, con Bagarella.
Questo Ferro di Alcamo, Ferro Giuseppe, con chi veniva lì, nel suo negozio?
IMPUTATO Grigoli: Lo accompagnava suo figlio Enzo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, voglio dire, lei ha avuto questi incontri ripetuti, sia con Enzo, Vincenzo Ferro, che con il padre.
IMPUTATO Grigoli: No, inizialmente io cominciai a conoscere Enzo Ferro nel momento in cui cominciamo ad operare attivamente ad Alcamo.
Perché, quando lui era solito venire nel mio negozio, lui rimaneva sempre in macchina, scendeva solo Giuseppe Ferro. Quindi conoscevo solo, all'epoca, Giuseppe Ferro.
Il figlio, poi, cominciai a conoscerlo durante il duplice omicidio ad Alcamo.
PUBBLICO MINISTERO: Il duplice omicidio Pirrone?
IMPUTATO Grigoli: Da lì in poi ho conosciuto Enzo Ferro, attivamente. Cioè, l'ho conosciuto poi concretamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lo ha visto poi anche in altre occasioni.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Mentre ero latitante, a Marausa. Insieme a Michele Mercadante, Mariano Asaro. E poi venne anche lo Spatuzza a farsi latitante a Marausa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, Vincenzo Ferro un pochino vi assisteva in questa latitanza. O comunque vi veniva a trovare?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e siccome lei ha parlato diciamo di questi incontri cui partecipava Giuseppe Ferro. E lei ha detto: 'tramite Mangano, poi si contattava il Bagarella.'
Ecco, le risulta chi erano le persone che si incontravano, oltre a Ferro, Mangano, Bagarella, sa di chi, chi erano le persone che partecipavano a questi incontri, oltre a queste?
IMPUTATO Grigoli: Oltre a queste?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Io so degli incontri di Nino Melodia, Enzo Sinacori, Matteo Messina Denaro. Non so di quale si...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, io intendevo riferirmi appunto a questi altri personaggi che si incontravano.
IMPUTATO Grigoli: Sì, ma siccome...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei finora ci ha fatto il nome...
IMPUTATO Grigoli: ... Matteo Messina Denaro era solito... cioè, era solito, negli ultimi tempi si faceva la latitanza a Palermo. Quindi, di conseguenza, quando lui si doveva vedere con tutti i suoi paesani, con gli altri esponenti delle famiglie mafiose della zona di Trapani, questi, o qualcuno veniva a Palermo, lui si faceva direttamente un appuntamento nelle zone di Trapani e venivano a trovarlo tutti in quell'appuntamento.
Siccome io ero la persona che accompagnava Matteo Messina Denaro in questi luoghi, quindi, di conseguenza conosco tutte queste persone.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in questi incontri, ha conosciuto anche Giovanni Brusca?
IMPUTATO Grigoli: No, vede, io Giovanni Brusca fisicamente l'ho conosciuto nel momento in cui un giorno Nino Mangano mi ebbe a dire: 'senti, domani sii reperibile, perché dobbiamo andare in un appuntamento. Però, in questo appuntamento, ci dobbiamo andare armati, perché dobbiamo stare attenti perché questo appuntamento non ci piace tanto'.
L'indomani mattina andammo all'appuntamento. Comunque l'appuntamento era: io, Bagarella, Nino Mangano, Giovanni Brusca e Matteo Messina Denaro.
Andammo tutti e cinque, in questo appuntamento, armati. Dico, tutti e cinque armati.
Perché, a quello che ho capito io, il Bagarella era un po' preoccupato di questo appuntamento.
E quindi dovevamo essere pronti, se, nell'arrivare a questo appuntamento, ci poteva essere qualche agguato, qualcosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo appuntamento dov'era, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Mah, passammo dal paese di San Giuseppe Jato, ci internammo per colline, collinette...
Fu fatto in una masseria.
Adesso io ho spiegato un pochettino agli inquirenti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma poi Brusca lo incontraste?
IMPUTATO Grigoli: No, Brusca successe che, mentre noi attendevamo... Perché noi attendevamo nei pressi del Motel Agip, l'appuntamento era lì, dovevamo partire da lì, il Brusca ritardò. Ritardò e si decise di andare via senza lui.
Però lui poi venne, ci riagganciò per strada.
Ricordo che, all'epoca, lui aveva una Y10.
Ci riagganciò per strada e fece strada con noi.
Anche perché lui sapeva dove dovevamo andare.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ha terminato questo racconto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
PRESIDENTE: Ma possiamo sapere dove dovevate andare, chi dovevate incontrare, essendo armati così?
IMPUTATO Grigoli: No, a me non mi fu detto con chi ci dovevamo incontrare. Poi io ho visto le due persone.
Perché, arrivato lì, a quanto pare lui, per precauzione, il Bagarella, prima andammo in una masseria; e poi, dopo arrivati in questa masseria che non c'era nessuno, però poi venne il proprietario che si conosceva con questi, arrivati in questa masseria poi io, insieme a Matteo Messina Denaro andammo in un'altra masseria e prelevammo le due persone che dovevano avere l'appuntamento col Bagarella.
Prelevammo queste persone, ritornammo nella prima masseria e lì ebbero loro a... si appartarono, il Matteo Messina Denaro, Giovanni Brusca, e il Bagarella, con questi due.
PUBBLICO MINISTERO: Queste due persone, lei non lo ha mai saputo chi fossero?
IMPUTATO Grigoli: No. Comunque uno di loro parlava... Perché poi Mangano si doveva mettere in contatto con uno di questi per eventualmente esserci appuntamenti, cose varie.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, lei, nel riferire di questi incontri, di questi appuntamenti a cui lei - ho capito - andava per accompagnare Matteo Messina Denaro, ha fatto il nome di Nino Melodia.
Ecco, questo Nino Melodia sa che ruolo aveva?
IMPUTATO Grigoli: Dopo l'arresto di Giuseppe Ferro diventò il capomandamento di Alcamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi ci ha parlato anche di Sinacori.
Lei ha detto: 'l'ho visto in occasione di questi incontri che Matteo...'
IMPUTATO Grigoli: Sì, in diverse occasioni.
PUBBLICO MINISTERO: In diverse occasioni. Sa Sinacori, che ruolo aveva in Cosa Nostra?
IMPUTATO Grigoli: Sinacori era capomandamento di Mazara.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a questi incontri chiamiamoli fra Matteo Messina Denaro, Bagarella, Ferro, eccetera, lei ricorda - ovviamente prima che venisse arrestato - se partecipava anche qualcuno dei Graviano?
IMPUTATO Grigoli: In questo incontro con i trapanesi?
PUBBLICO MINISTERO: No, in genere. In questi incontri che lei ci ha descritto. No specificamente coi trapanesi.
Siccome lei ha parlato di incontri che avvenivano fra Ferro, Mangano, Bagarella...
IMPUTATO Grigoli: No, io le posso dire: mentre ancora Giuseppe Graviano era latitante, io accompagnai un giorno Giuseppe Ferro a Misilmeri. Però a Misilmeri non direttamente... Io avevo il compito di... davanti al Supermercato, dovevo accompagnarlo. Poi, da lì, vennero altre persone a prenderselo.
Siccome poi, questo posto dove io accompagnai Giuseppe Ferro, mi vennero a prendere quando ebbi un appuntamento con Giuseppe Graviano.
Non so adesso se... Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei ha citato questo episodio per dire che Graviano si incontrava con Ferro.
IMPUTATO Grigoli: Non li ho visti.
PUBBLICO MINISTERO: Lei non li ha visti.
IMPUTATO Grigoli: Ecco, posso dire questo solo.
PUBBLICO MINISTERO: Questo racconto che lei ci ha fatto su questo appuntamento in questo Supermercato.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e parlando della struttura di Cosa Nostra, insomma, lei ci ha fatto riferimento a capimandamento, a famiglie, eccetera.
Lei lo sa che cosa accadde dopo l'arresto di Giuseppe e Filippo Graviano? A Brancaccio.
IMPUTATO Grigoli: Prese le redini Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e dopo l'arresto di Nino Mangano che cosa è avvenuto?
IMPUTATO Grigoli: Ma vede, dopo l'arresto di Nino Mangano avvenne che prese, cioè, il capomandamento fecero Gaspare Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dire a lei come risulta questa cosa che sta dicendo?
IMPUTATO Grigoli: Ma prima, Matteo Messina Denaro, mi mandò a chiamare con Nino Melodia. E lui, adesso non lo so, non voglio dire che... Comunque, lui mi lasciò intendere tipo che, non lo so, mi voleva...
In sostanza lui mi ha detto: 'senti, adesso stiamo sistemando le cose. Ti voglio presentare delle persone...', e via dicendo.
Andai in questo appuntamento e lì ci trovai Nicola Di Trapani, Giuseppe Guastella, Vito Mazara, lo stesso Enzo Sinacori, andai con Nino Melodia. C'era Matteo Messina Denaro.
Però lì, poi, ho visto che lui non è che prendeva, non prese nessun discorso Matteo.
Mi disse: 'senti, oggi, con queste persone, ci vado a parlare io. Siccome non c'è il tempo materiale, poi più in là ti faccio sapere qualcosa.'
Ecco, da questo io dovevo capire tipo che... Adesso non è che voglio dire, non è che... Secondo me, volevano cercarmi, volevano farmi capomandamento.
Però poi non mi presentò più queste persone. E, di conseguenza, invece poi Nino Melodia mi fece sapere: 'senti' - mi ha detto - 'ma te, tutto quello che c'hai di bisogno, per tutto quello che... parla con lo Spatuzza. Ci sono problemi?' Gli ho detto: 'assolutamente.'
Perché io, vede, non è che ho mai mirato in questa organizzazione essere qualcuno, oppure... Non me ne fregava niente.
Purtroppo ci sono entrato e mi ci sono... Come si dice? Incastrato, ingarbugliato. Non lo so come dire.
Ma non è che, perché io avevo delle, proprio delle mire precise. Non è che miravo... Difatti io non so essere tanto preciso, perché non me ne fregava niente di come si chiamava quello, o come si chiamava quell'altro, chi poteva essere, o chi non poteva essere.
Ero assolutamente... Anche per questo a loro piacevo, perché non è che, come si dice, che io ero chiacchierone. Assolutamente. E chi mi conosceva, lo sapeva. E così.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma rispetto a questa, chiamiamola investitura di Spatuzza a capo del mandamento di Brancaccio.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei aveva saputo qualcosa di più preciso? Se c'era stato qualcuno, non so, che l'aveva, come dire, avallata questa cosa...
IMPUTATO Grigoli: No, lui aveva preso i contatti con Matteo Messina Denaro.
Addirittura lui veniva a chiedermi a me, certe volte: 'ma questo Pinuzzo Guastella chi è, chi non è...'
E io gli dicevo: 'gente a posto.' Con Nicola Di Trapani, con...
Addirittura lui veniva, perché io ero più informato di lui. Non è che lui aveva avuto molte conoscenze di questo spessore.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ci ha riferito...
IMPUTATO Grigoli: Poi comunque io ho visto che loro avevano preso un granchio, nel fare lo Spatuzza. Per...
PUBBLICO MINISTERO: Avevano, scusi?
IMPUTATO Grigoli: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Può ripetere? Non ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Avevano preso un granchio.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
IMPUTATO Grigoli: Per fare capomandamento Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Perché?
IMPUTATO Grigoli: Perché, perché per portarle un esempio, dalla galera mandavano a dire irriducibile, che erano onesti. E quindi si stavano facendo la galera, e quindi era giusto che si ci pensava alle proprie famiglie.
E lui un giorno di questi mi ebbe a dire, per risposta, dice: 'perché non si spicciano? Chi si vuole fare pentito, che si spicciasse, così ci togliamo il pensiero.'
Non mi sembravano risposte adeguate a un capomandamento. Perché da sempre si è avuta cura delle persone che hanno fatto parte di questa organizzazione.
Se andavano a finire in galera, ci andavano a finire non per loro, ma per l'organizzazione. Non è che, per capricci loro. Per capricci della organizzazione.
E quindi non mi sembravano discorsi seri.
Difatti io avevo pure pensato di ucciderlo, non lo nego questo. Proprio perché lui, non tanto perché lui... perché lui, io non potevo permettere che mia moglie se ne andasse a lavorare dopo che io avevo... non lo so come dire, dedicarci la mia vita a questa organizzazione.
Io, tutti i giorni, mettevo la mia vita in repentaglio. Non ho potuto dedicare tempo più di tanto ai miei figli, portarli in un cinema, in qualche posto, perché ero sempre impegnato, dalla mattina alla sera.
Ho capito comunque che, tutto quello che ho fatto, è stato un errore. Tutto quello che ho fatto per questa organizzazione. Perché io ero, all'epoca, da ragazzo, ero affascinato da questa mafia, da queste persone che si mettevano dalla parte del più debole, aiutavano chi aveva di bisogno per le cose giuste.
Minimamente potevo pensare si arrivasse a questo: a donne, bambini e tutto il resto.
Comunque, quando me ne sono accorto, ormai era troppo tardi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Grigoli, lei un pochino ci ha fatto l'excursus di questo mandamento di Brancaccio.
E ha fatto riferimento a quello che è accaduto dopo l'arresto di Filippo e Giuseppe Graviano.
Ecco, per quanto riguarda la situazione di comando, diciamo, al vertice del mandamento di Brancaccio, sa com'era la situazione, chi era il mandamento all'epoca in cui tutti e due i fratelli erano liberi?
IMPUTATO Grigoli: Liberi?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, liberi, latitanti, insomma...
IMPUTATO Grigoli: I fratelli Graviano?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Giuseppe Graviano era il capomandamento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Filippo che ruolo aveva, se ci aveva un ruolo...
IMPUTATO Grigoli: Io ho saputo che lui si curava, più che altro, gli aspetti economici della famiglia Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
IMPUTATO Grigoli: Da quello che sentivo dire da Tutino Vittorio, si occupava lui degli aspetti economici: costruzioni, cose.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi c'era una divisione di compiti?
IMPUTATO Grigoli: Penso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha avuto esperienze dirette in relazione, diciamo, a questa gestione degli affari economici che era in mano a Filippo?
IMPUTATO Grigoli: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non so se ha risposto alla mia domanda, Grigoli.
IMPUTATO Grigoli: No, non ho avuto...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando lei parla della famiglia, si riferisce alla famiglia mafiosa degli affari...
Quando lei prima ha detto: 'si occupava degli affari della famiglia, Filippo...'
AVVOCATO: C'è opposizione in questo modo, Presidente.
La domanda, così, è suggestiva.
Se la domanda è posta, invece: a quale famiglia fa riferimento, se alla famiglia di sangue, diciamo, dei Graviano, o alla famiglia mafiosa; non c'è opposizione.
Ma se lei...
PUBBLICO MINISTERO: Ma è questa la domanda.
AVVOCATO: Se si indica in quel modo, mi pare che si renda...
PRESIDENTE: Penso che il Pubblico Ministero, forse l'ha espressa...
PUBBLICO MINISTERO: Stavo chiedendo...
PRESIDENTE: ... ma intendesse riferirsi a questo.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
PRESIDENTE: Quindi lei può rispondere.
Quando lei ha fatto quella dichiarazione, si riferiva alla famiglia mafiosa, o alla famiglia di sangue? Cioè, ai fratelli e a tutto il gruppo...
IMPUTATO Grigoli: Intendo per la famiglia mafiosa.
PRESIDENTE: Lei si riferiva alla famiglia mafiosa.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Lei ci ha anche spiegato di non averlo mai conosciuto personal... Di non averlo mai conosciuto, Filippo.
IMPUTATO Grigoli: Lo conosco da ragazzo. Gliel'ho detto, io abitavo a Brancaccio da piccolino, e quindi li conoscevo vagamente, fisicamente. Non, comunque, che ho avuto io diretti... durante la mia parte in Cosa Nostra. Cioè, non ho avuto rapporti con lui diretti. Solo con Giuseppe Graviano, suo fratello.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
Senta, lei, nel descrivere un pochino l'assetto di questa famiglia di Brancaccio, la famiglia mafiosa di Brancaccio, lei ha citato, sia ieri che oggi, due persone: Giorgio Pizzo e Vittorio Tutino. Ecco, ci vuol dire qualcosa di specifico? Partiamo da Giorgio Pizzo.
IMPUTATO Grigoli: Giorgio Pizzo era colui che curava tutto l'aspetto delle estorsioni. La cassa, comunque, la curava lui. Le entrate, le uscite, tutto quello che riguarda la cassa era sua competenza. Insieme a Nino Mangano, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Vittorio Tutino?
IMPUTATO Grigoli: Vittorio Tutino faceva anche parte del gruppo di fuoco. Perché vede, il gruppo di fuoco eravamo di più, però non è che ogni volta per fare un omicidio andavamo tutti a commettere l'omicidio. Gliel'ho detto, di tanto in tanto c'era qualche alternativa, poteva venire l'uno, poteva venire l'altro. Tutino Vittorio ha partecipato anche in qualche omicidio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e Giorgio Pizzo, per quanto riguarda... lei ha detto che si occupava delle estorsioni, teneva la cassa. A chi rendeva conto?
IMPUTATO Grigoli: A chi rendeva conto?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: A Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e Nino Mangano, a sua volta, a chi rendeva conto?
IMPUTATO Grigoli: Mah, vede, c'era sempre un feeling con i Graviano. Adesso non lo so se rendeva conto di tutto ciò che succedeva nel mandamento.
PUBBLICO MINISTERO: No, io intendo dire... lei ha detto Giorgio Pizzo teneva la cassa delle estorsioni.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, quando c'erano i Graviano liberi a chi rendeva conto Giorgio Pizzo di questi... sempre a Nino Mangano o ai Graviano?
IMPUTATO Grigoli: Per sentito dire, sempre da Giorgio Pizzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dico, ma quindi, quando c'era Giuseppe Graviano e Filippo Graviano liberi...
IMPUTATO Grigoli: Si occupava, comunque, anche di questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Chi?
IMPUTATO Grigoli: Giorgio Pizzo, all'epoca quando c'era...
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero vuol sapere: quando c'erano i Graviano liberi, a chi rendeva conto di questa sua attività amministrativa contabile?
IMPUTATO Grigoli: Ai Graviano.
PRESIDENTE: Ai Graviano. E a quale dei due Graviano?
IMPUTATO Grigoli: Non glielo so dire.
PRESIDENTE: Questo non lo sa.
Successivamente, quando, quindi sono stati arrestati ha reso conto a Mangano.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ci ha detto nei giorni scorsi che aveva, a proposito dei fatti di strage, lei aveva avuto modo di parlare con diverse persone. Di questi fatti con Giorgio Pizzo e con Vittorio Tutino ne ha mai parlato, ha saputo se c'avevano avuto parte, se ne erano al corrente?
IMPUTATO Grigoli: Ne erano al corrente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi un pochino questa sua affermazione, che vuol dire: "Ne erano al corrente".
IMPUTATO Grigoli: Mah, intanto io vorrei dire che Giorgio Pizzo era uno dei più a cui si poteva avere una certa fiducia. Per quanto riguarda: fiducia. Giorgio Pizzo era uno dei più fiduciosi.
(voce fuori microfono) Affidabile.
PUBBLICO MINISTERO: Affidabile, voleva dire.
IMPUTATO Grigoli: Affidabile, sì.
E quindi... comunque, loro erano a conoscenza, perché, adesso, ripeto a dire, non è che posso ricordare io quale tipo di discorso abbiamo avuto, ma se ne parlava.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, dei fatti di strage lei ne ha parlato sia con Giorgio Pizzo che con Vittorio Tutino. Come?
IMPUTATO Grigoli: Sì, i vari commenti, per esempio, se dovevamo scendere, non dovevamo scendere, quando successe il fatto di Contorno. I vari commenti, si parlava, era a conoscenza dei fatti.
PUBBLICO MINISTERO: A conoscenza dei fatti mentre questi fatti venivano eseguiti?
IMPUTATO Grigoli: Posso dirle?
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMPUTATO Grigoli: Quando ne cominciai a far parte io, e quindi quando cominciai a commentarne con me.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ne parlò lei espressamente che lei si spostava a Roma, che andava...
IMPUTATO Grigoli: Ne parlavamo perché ero a conoscenza dei fatti. Se non ero a conoscenza dei fatti, io non ne parlavo con lui.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quindi, io ho bisogno di capire per bene...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome lei certi fatti, ha detto, ne ha parlato a stragi fatte. Con alcuni, invece, mentre, per lo meno le stragi a cui lei ha partecipato, erano in preparazione.
Voglio capire se ne ha parlato prima, durante o dopo, o in tutte e tre queste fasi.
IMPUTATO Grigoli: Anche durante, quando ne ho partecipato io.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, ecco, volevo esser sicuro di aver capito bene.
IMPUTATO Grigoli: Chiaramente, prima non so se lui parlava... parlavano con lui, quando hanno partecipato gli altri.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Mi ha chiarito quello che era mio interesse capire.
Sempre a proposito di queste persone più... che a vario titolo, lei ha detto, gravitavano nella famiglia di Brancaccio. Quando, mi pare nella giornata di avantieri, abbiamo parlato dei furti di automobili, eccetera, lei a un certo punto ha fatto riferimento a una mia domanda, dice: 'chi rubava le macchine, era Trombetta', mi pare ha detto le ricettava, poi ha fatto il nome di Romeo, poi, ecco...
Una persona che si chiama Giovanni Ciaramitaro, lei... è persona a lei conosciuta?
IMPUTATO Grigoli: Sì, come no.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire qualcosa sul conto di Giovanni Ciaramitaro?
IMPUTATO Grigoli: Che era un ladro di macchine. E negli ultimi tempi... Siccome negli ultimi tempi la cosa delle estorsioni si era proprio data... se n'era fatto occupare a Giuliano Francesco. Ecco, costui si messe accanto, come si suol dire in gergo lì da noi, anche questo Ciaramitaro Giovanni per fare dei piccoli incendi, e così via, oltre a essere un ladro di macchine. Questo posso dire di lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per quanto le risulta, Giovanni Ciaramitaro è persona che è stata in qualche maniera impiegata in qualche omicidio?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire in quale?
IMPUTATO Grigoli: Ha portato lui... Caruso Salvatore, se non erro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dove venne uccisa questa persona?
IMPUTATO Grigoli: A Misilmeri. E' scomparsa.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, venne sciolta nell'acido?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, chi c'era in occasione di questo omicidio di Caruso, di questa scomparsa di Caruso?
IMPUTATO Grigoli: Eravamo: io, Spatuzza, Lo Nigro, questi sicuramente. Giovanni Ciaramitaro lo portò, perché era un amico suo e quindi non ebbe problemi a caricarlo con una scusa e portarlo. Adesso, di altri non mi ricordo bene. Questi ci eravamo sicuramente, e Pietro Romeo, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, c'aveva un soprannome questo Ciaramitaro?
IMPUTATO Grigoli: "u' ...".
PUBBLICO MINISTERO: Siccome lei ieri nel riferire un...
IMPUTATO Grigoli: L'ho dimenticato.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, forse non gliel'ho chiesto io. Comunque, ieri, nel dare indicazioni su alcuni dei personaggi che lei via via ha citato, gli ha anche, direi di sua iniziativa, dato un soprannome. Glielo chiedo io, non mi ricordo se lei ieri lo abbia detto o meno: Giacalone veniva chiamato in qualche maniera?
IMPUTATO Grigoli: Giacalone?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: "Barbanera".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, "Barbanera".
Senta, e a proposito per l'appunto di Giacalone, a proposito del discorso che lei ieri ha fatto sullo spostamento dell'esplosivo che c'era stato... fatto da Giuliano e da Romeo, ecco, lei dell'arresto di Giacalone ha saputo qualcosa? Riesce a focalizzare il momento in cui Giacalone venne arrestato?
IMPUTATO Grigoli: Ma vede, anche di questo ci furono delle sorte di lamentele, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ce l'ha presente il momento storico dell'arresto di Giacalone?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e stava spiegando, ecco, stava dicendo, c'erano state delle discussioni.
IMPUTATO Grigoli: No, si commentò anche il dopo, anche se... delle lamentele c'erano anche prima. Giacalone era uno di quelli faciloni. Cioè faceva cose che magari non doveva fare, tipo andare spesso a trovare lo Scarano, magari per motivi suoi, per commerciare nelle macchine, altre cose. Cioè, queste persone non è che si devono avere tanti contatti dopo aver fatto determinate cose. Non so se mi sono spiegato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Comunque, anche il fatto si commentò che lui stava lavorando con questa droga, che scese questa droga.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei sa che venne arrestato per un fatto di droga?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi un pochino perché vi lamentaste.
IMPUTATO Grigoli: Perché noi non è che dovevamo fare gli spacciatori. Noi non dovevamo fare assolutamente niente, reati che potevano comportare il nostro arresto o per lo meno essere indagati e quindi... Queste cose noi non le dovevamo fare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma c'era solo questo giudizio negativo oppure c'erano altri fatti che avevano provocato del malumore nel gruppo dopo l'arresto di Giacalone?
IMPUTATO Grigoli: L'ho detto, era un facilone, chiamava col telefonino lo Scarano... adesso non ricordo altri particolari.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, sempre per rimanere all'interno dei...
IMPUTATO Grigoli: Poi, scusi..
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: Lui, se non sbaglio, anche aveva trovato qualcuno, non so, a Roma che gli taroccasse le macchine, qualcosa del genere. Conoscenti di Scarano, forse.
PUBBLICO MINISTERO: Ha terminato, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, le stavo chiedendo, lei ha fatto riferimento poco fa, quando ha riferito dei suoi spostamenti dopo che si era saputo della collaborazione di Pasquale Di Filippo, ha fatto riferimento a Garofalo, a un Garofalo che aveva portato dei messaggi, eccetera.
Ci vuole dire qualcosa di più su questa persona, questo Garofalo? Il nome, se c'ha fratelli, se lei... che rapporti ha avuto, ecco.
IMPUTATO Grigoli: Ecco, Giovanni Garofalo era un'altra persona di quelle che facevano parte di questa squadra che operavano nel fare incendi e cose estortive.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi... Mi scusi, mi è sfuggita l'ultima frase che lei ha detto.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Dicevo che questo Giovanni Garofalo era anche uno di quelli che operava in questa squadra nel fare estorsioni, telefonate, incendi, negozi, e via dicendo.
PUBBLICO MINISTERO: Aveva a che fare con l'hashish, questa persona?
IMPUTATO Grigoli: Anche.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
IMPUTATO Grigoli: Anche. Se ne occupava lui della ven... se ne occupò lui della vendita dell'hashish che arrivò dal Marocco.
PUBBLICO MINISTERO: Dell'hashish che arrivò...?
PRESIDENTE: Arrivò dal Marocco.
IMPUTATO Grigoli: Che arrivò dal Marocco.
PUBBLICO MINISTERO: Che arrivò dal Marocco. Ecco, lei, mi scusi, Grigoli, lei aveva avuto parte a questo traffico?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Ma, tutta... cioè...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: Il mandamento di Brancaccio aveva inserito una quota in questo hashish che si prese al Marocco. E questa quota di hashish che arrivò, l'ha venduta Giovanni Garofalo.
Allorché all'epoca mi disse Pasquale Di Filippo, dice: 'perché non mettiamo una quota pure noi?'.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei e Pasquale Di Filippo partecipaste a quest'acquisto, diciamo.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Anche se io gli dissi: 'senti, io per il momento non lo posso fare, economicamente non sono tanto messo bene'.
Ma lui mi disse: 'quali problemi ci sono, i soldi li appronto io e problemi non ce ne sono'. Cosa che poi abbiamo fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, e sempre per riprendere una sua affermazione, lei mi pare ieri ha fatto riferimento a un certo Calvaruso.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire chi era questa persona, che relazioni c'erano?
IMPUTATO Grigoli: Era il contatto di Bagarella.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè? Per "contatto" cosa intende?
IMPUTATO Grigoli: La persona che veniva contattata quando si voleva parlare col Bagarella.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, con questo Calvaruso avevate da fare qualche omicidio, avete fatto qualche omicidio?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Una volta lui portò un problema, una cosa che era successa, delle persone di Brancaccio, di piazza Scalfa, che erano state estorte da una banda di... e si dovevano commettere degli omicidi. Cosa che lui doveva anche partecipare lui, però poi lui non partecipò più.
PUBBLICO MINISTERO: Quale sarebbe stato questo omicidio...
IMPUTATO Grigoli: Quello di D'Ambrogio che si parlava poco fa...
PUBBLICO MINISTERO: Quello di D'Ambrogio a cui ha fatto riferimento prima.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e una persona che si chiama D'Agostino Giuseppe, c'ha avuto a che fare lei?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci dice per quale ragione?
IMPUTATO Grigoli: Mah, ci conoscevamo così, non è che ci conoscevamo abbastanza bene all'epoca quando io ebbi questa storia con lui.
PUBBLICO MINISTERO: Qual è la storia?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Successe che io dal vendere automobili passai a vendere tutt'altra cosa. E mi piaceva questo mondo d'abbigliamento, articoli sportivi, queste cose qui, anche se io non ne avevo mai avuto esperienza in questa cosa. Allorché lui aveva una licenza e mi vendette questa licenza.
Siccome io avevo di bisogno qualcune che mi... non che mi guidasse ma per lo meno mi consigliasse, mi faceva capire come funzionava un po' la cosa. Lui si promise di aiutarmi senza nessun scopo economico. Lui ebbe a dirmi che non intendeva guadagnare soldi su di me, lo faceva solo per amicizia, perché mi rispettava, e tutto quanto può comportare questa cosa. Cioè, lui diceva... Quindi di conseguenza se lui veniva a dire a me che lui lo faceva solo per scopo d'amicizia non per scopo commerciale, economico, e tutte queste cose qui, io, chiaramente, se lui veniva e mi diceva: 'c'è questa merce qui e vogliono cinque milioni', io prendevo i cinque milioni e glieli davo, perché lui sosteneva che non guadagnava soldi, lo faceva solo per amicizia.
Invece, io sono poi venuto a conoscenza del fatto che - perché poi erano in due i soci, lui e un altro - loro stavano guadagnando, e abbastanza bene, alle mie spalle.
Quando fui sicuro di questo, perché chiamai il suo socio e me lo feci dire, lui non ebbe problemi ad ammetterlo, si scusò dicendo: 'l'amico è lui, non ero io, io non ti conoscevo, adesso ti conosco'.
E io... siccome lui... fu l'inizio di questa attività commerciale, io stavo intestando tutto a mia moglie, licenza e tutto quanto, e anche di conseguenza il conto corrente, a mia moglie, aspettavo il blocchetto d'assegni per potere fare gli assegni. Allora io poi gli dissi: 'fammi un assegno tu... cioè, fagli tu l'assegno', stavamo comprando della merce e l'assegno glielo feci fare a lui. Alla scadenza dei soldi io non gli ho voluto dare più i soldi. Gli dissi, anzi: 'vattene via che soldi non te ne posso dare, non te ne do', perché lui aveva guadagnato abbastanza bene alle mie spalle, a mia insaputa. Diciamo, io ho fatto questo tipo di cosa.
Avevo informato anche Nino Mangano di questa cosa. Anzi, addirittura, c'era Giuseppe Guttadauro* e lui mi disse: 'vedi di tirargli più che puoi, vedi di tirargli 50-60 milioni, questo qui è un truffaldino'. Perché se uno mi dice: 'senti, io c'ho bambini, devo lavorare', mi sembra anche giusto che lui guadagni. Però è anche giusto che se tu mi dici: 'tremila lire', io vado a vedere se vanno tremila lire o vanno millecinquecento lire, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi che fine hanno fatto questi soldi, lei glieli ha dati, non glieli ha dati...?
IMPUTATO Grigoli: No, non glieli ho voluti più dare.
PUBBLICO MINISTERO: Non glieli ha dati, ma ha saputo se D'Agostino ha avuto soldi per questa storia?
IMPUTATO Grigoli: No, poi sentii dire che fu arrestato per il documento che lui favorì a Graviano. Cosa che io mi lamentai, perché dissi: 'ma, insomma, questo qui, sapevamo che era un truffaldino, uno che... come mai?'.
Capii tipo che, comunque... perché siccome che ci fu? Che lui ha voluto una sorta di chiarimento, ha voluto fare un appuntamento. Nino Mangano mi disse: 'va be', facciamo 'st'appuntamento, tanto non cambia niente, mica ci diamo i soldi'.
E lui a quanto pare era amico di Fifetto Cannella e venne con Fifetto Cannella. Venne Fifetto Cannella... eravamo: io, Nino Mangano e questo qui. Però non è che si discusse chissà che cosa. Questo sosteneva: 'tu mi devi salutare, sono sempre amico tuo', e finiva la cosa, non è che cambiò niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta...
IMPUTATO Grigoli: Da questo poi io capii che, una volta che c'era Fifetto Cannella nel mezzo, che, non lo so, forse, glieli avranno fatti avere loro i soldi, dato che c'è stato questo favoritismo da parte sua nel dare il documento a Giuseppe Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e una persona che si chiama Salvatore Spataro la conosce?
IMPUTATO Grigoli: Il cognato di...
PUBBLICO MINISTERO: Di D'Agostino?
IMPUTATO Grigoli: Di D'Agostino, sì. Gente vicina comunque a Fifetto Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Questo le risultava personalmente, che era vicino...?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Lo chiamiamo "l'apune".
PUBBLICO MINISTERO: "L'apune" che vuol dire? "L'ape"?
IMPUTATO Grigoli: Un moscone...
PUBBLICO MINISTERO: Un moscone.
IMPUTATO Grigoli: ... che gira sempre intorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, e lei ha mai sentito parlare di una persona che si chiama Lupo Cesare?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire in che termini?
IMPUTATO Grigoli: E' un costruttore.
PUBBLICO MINISTERO: Aveva a che fare...
IMPUTATO Grigoli: Vicino...
PUBBLICO MINISTERO: ... con qualcuno di voi?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Vicino alla famiglia Graviano, i Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come le risulta questo fatto, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Mi risulta perché c'erano delle lamentele da parte di Mangano. Che questo si era montato un pochettino la testa. Forse questo qui aveva anche contatti nel fare avere notizie ai Graviano in galera. E questo qui faceva sapere le cose a modo suo, non come stavano realmente le cose. Quindi succedeva che arrivavano lamentele dai Graviano e si sospettava che era questo qui che faceva sapere chissà che cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, e per quanto riguarda, diciamo, la sua frequentazione in appartamenti o altro, ieri, lei ha detto, dice: 'io andai in un certo appartamento. Ruppi i sigilli, era un appartamento sottoposto a sequestro...', eccetera. Senta, in un appartamento che si trova a Palermo in via Ingegneros, lei c'è mai stato?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol dire qualcosa di questo appartamento?
IMPUTATO Grigoli: Questo appartamento veniva usato per gli appuntamenti con Matteo Messina Denaro, Bagarella...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma in questo appartamento ci venivano tenuti dei documenti?
IMPUTATO Grigoli: In quest'appartamento... sì, non so lei che intende per documenti.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, documenti relativi all'organizzazione, ecco.
IMPUTATO Grigoli: Qualche appunto, anche? Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Appunti, ecco...
IMPUTATO Grigoli: Sì. Infatti, un giorno ci preoccupammo perché trovammo questo appartamento con la porta aperta, tipo che erano entrati i ladri. E noi invece pensavamo che era stata la Polizia a fare irruzione in questo appartamento. E da lì poi non siamo più andati. Mandammo una persona... la persona che era intestataria dell'appartamento ad andare a prendere determinate cose che teneva lì il Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: E dove venne portata questa roba? E ci dica innanzitutto che roba era.
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo adesso. C'erano degli appunti, forse, addirittura, un documento.
PUBBLICO MINISTERO: E vennero portati dove?
IMPUTATO Grigoli: Non lo so. Fu una cosa che si sbrigò Pasquale Di Filippo, perché fu Pasquale Di Filippo che fece avere questa casa a Bagarella per usarla come appartamento per appuntamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dato che siamo a parlare di soprannomi, Pasquale Di Filippo che veniva chiamato in un...?
IMPUTATO Grigoli: Sì, negli ultimi tempi, "la dama".
PUBBLICO MINISTERO: Chi glielo aveva dato questo nome a Pasquale Di Filippo?
IMPUTATO Grigoli: Mah, era solito il Giuliano avere sempre queste sparate.
PUBBLICO MINISTERO: Perché veniva chiamato "la dama"?
IMPUTATO Grigoli: Perché era un ragazzo, non lo so come definire, tutto punto e virgola. Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Uno preciso?
IMPUTATO Grigoli: Uno precisino, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sempre a proposito di appartamenti, in via Scaglione c'era qualcosa, qualche appartamento che è a sua conoscenza?
IMPUTATO Grigoli: Via Scaglione?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: E' dove... via Scaglione è dove è stato arrestato Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, voglio dire, Mangano stava lì? Lei c'è stato in questo appartamento?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Se intende per questo, sì. Anch'io ci sono stato, ho fatto un paio di mesi a dormire lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta...
IMPUTATO Grigoli: E ci sono stato anche quando andavo a trovare Nino Mangano che era latitante lì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ieri... avantieri, mi scusi, esordendo proprio nell'esame qui, davanti alla Corte di Assise, ha detto, dice: 'io, non appena sono stato arrestato, praticamente ho iniziato a collaborare da subito e ho confessato gli omicidi di cui venivo accusato'.
Ecco, lei sa chi erano le persone che la accusavano di questi omicidi?
IMPUTATO Grigoli: Il primo a cominciarmi ad accusare fu Pasquale Di Filippo. Prima di lui, io ero persona incensurata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, diciamo, le accuse che le ha rivolto Pasquale Di Filippo in relazione alla sua partecipazione a questi omicidi, sono risultate, in sostanza, veritiere?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi lei, stava dicendo, mi ha accusato qualcun altro di questi omicidi, chi era?
IMPUTATO Grigoli: Dopo di lui, credo, Pietro Romeo, poi ci fu un susseguirsi di tanti e tanti e tanti altri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e anche le accuse rivoltele da Pietro Romeo, direi, nel nucleo essenziale sono fondate?
IMPUTATO Grigoli: Sì, nel nucleo essenziale, sì. C'era solo qualcosa, tipo che qualcuno dice che io mi sono vantato, magari, queste qui sono tutte stupidate. Però...
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, ma nell'esecuzione dei fatti...
IMPUTATO Grigoli: Nella concretezza dei fatti, sono assolutamente veritiere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non so se l'apparecchiatura è funzionante, perché, Presidente, vorremmo concludere l'esame mostrando queste foto.
PRESIDENTE: Siamo pronti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Grigoli, se lei può guardare alla sua sinistra ci dovrebbe essere... sì, c'è uno schermo.
IMPUTATO Grigoli: Queste sono le balle dell'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi, una domanda preliminare, Grigoli: lei è la prima volta che vede queste fotografie?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto: "Queste sono le balle dell'esplosivo."
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Queste sono quelle che lei ha fatto, ha confezionato?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Riesce anche a dire...
IMPUTATO Grigoli: Cioè, per lo meno quelle che ho fatto io hanno queste...
PUBBLICO MINISTERO: Queste caratteristiche.
IMPUTATO Grigoli: ... queste caratteristiche.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'involucro esterno è costituito dal famoso nastro da imballaggio di cui parlava ieri.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se si scarta questo nastro da imballaggio sotto cosa ci dovrebbe essere, allora?
IMPUTATO Grigoli: Scartando questo, ci dovrebbe affacciare il sacchetto della...
PRESIDENTE: Spazzatura.
IMPUTATO Grigoli: ... spazzatura, quello nero, però...
PRESIDENTE: Con la corda.
IMPUTATO Grigoli: ... stretto con le corde.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMPUTATO Grigoli: Sia da questo lato che da quell'altro lato. Diciamo che poi veniva quasi... cioè, non solo da un lato.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Da diversi lati.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, guardi sempre, le mostriamo un'altra foto. Ecco, vede? Che ci vede in questa foto, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: I sacchetti... pezzetti dei sacchetti della spazzatura.
PUBBLICO MINISTERO: Quel nero che si vede al centro?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la foto che vede riproduce fedelmente quello che lei ha fatto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'involucro che lei ha fatto.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io non so, da qui non vedo bene, ma mi pare che si intravedano anche delle corde.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Qualche cosa di simile c'è.
IMPUTATO Grigoli: Sì, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Sono quelle le corde che venivano serrate intorno alla busta...
IMPUTATO Grigoli: Sì. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... della spazzatura?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Forse nella foto successiva, ispettore, c'è qualche particolare in più, mi pare.
IMPUTATO Grigoli: Ecco, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Grigoli: Sì, queste sono le corde.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, a questo punto, quando dice: "Queste sono le corde", lei intende esprimere un giudizio di identità, cioè, è esattamente l'involucro che lei ha fatto? Uno degli involucri che lei ha confezionato lì a Palermo?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Anche se non è che quando li ho fatti io c'era questo tipo di operazione, e quando li facevano gli altri cambiavano tipo di operazione. Quindi, diciamo, l'operazione era sempre la stessa. Io...
PUBBLICO MINISTERO: L'operazione era standard.
IMPUTATO Grigoli: Sì, ecco, esatto. Quindi...
PRESIDENTE: Lei li faceva così.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Poi se sono quelli esattamente fatti da lei o fatti da altri, non lo può dire.
IMPUTATO Grigoli: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ora passiamo ad esaminare altre foto.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente. Allora, diciamo, che le foto viste, esibite, sono la 14, la 16 e la 17, di questo elaborato della Direzione Centrale di Polizia Criminale...
PRESIDENTE: Un po' più vicino al microfono.
PUBBLICO MINISTERO: ... Centro Interregionale Polizia Scientifica Questura di Roma, allegati a una nota del 17/11/95. E il tutto è stato prodotto all'udienza del 9 gennaio '97 in originale. Quindi il riferimento di questa documentazione è nell'udienza del 9 gennaio '97.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Grigoli, le dice qualcosa questo scorcio di strada?
IMPUTATO Grigoli: No, solo lo scorcio di strada, no.
PUBBLICO MINISTERO: Beh, passiamo alla foto successiva.
IMPUTATO Grigoli: Questo dovrebbe essere l'appartamento di Contorno, se non erro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, voglio dire, è sicuro? Riconosce qualche particolare di questo...?
IMPUTATO Grigoli: Se c'era una fotografia che si vede l'interno ancora meglio, perché a me mica mi interessava guardare il muro, mi interessava...
PRESIDENTE: Qui vediamo un muro e un cancello, da un lato.
PUBBLICO MINISTERO: E lei...
IMPUTATO Grigoli: Mi interessava guardare all'interno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore, la foto successiva. Ecco.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Credo che è proprio questa.
PUBBLICO MINISTERO: In questa foto cosa riconosce?
IMPUTATO Grigoli: Comincio a riconoscere la villetta di Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: La villetta di Contorno.
Ecco, diamo atto, Presidente, delle foto che abbiamo mostrato.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, le ultime tre sono, nell'ordine: la foto numero 7, di questo fascicolo formato dalla DIA di Roma...
PRESIDENTE: Ho paura che non si senta.
PUBBLICO MINISTERO: Non so che farci, Presidente. Io più che stare attaccato al microfono, poi lo mangio alla fine.
PRESIDENTE: Vediamo se possono alzare il volume. Provi ancora, per cortesia.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, pare che...
PRESIDENTE: Anche troppo.
PUBBLICO MINISTERO: Pare che le cose vadano meglio.
Dunque, di queste ultime tre foto: la prima è la numero 7 di questo fascicolo del Centro Operativo DIA di Roma; reca una data, 9 gennaio '96, e come collocazione negli atti del fascicolo del dibattimento sarebbe la pagina 3145 e successive. Questa, ripeto, era la foto 7.
Dopodiché, le ultime due foto esibite sono: la 32 bis e la 33 di quest'altro inserto fotografico realizzato dal Centro Operativo DIA di Roma il 20 settembre '95; la collocazione sempre con riferimento al fascicolo del dibattimento, è pagina 1316 e successive.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Grigoli...
IMPUTATO Grigoli: In questo, comincio... questa dovrebbe essere la casa di Capena dove noi alloggiavamo.
PRESIDENTE: La villetta di Capena.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Questo è il pezzo della strada, però.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Credo, comunque, che poi... questa è la casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lì si vede in alto un cancello...
IMPUTATO Grigoli: Il cancello è come questo.
PRESIDENTE: Il cancello sarebbe quello della villetta.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, ispettore, passiamo alla foto successiva.
IMPUTATO Grigoli: Ecco, questo dovrebbe essere la parte posteriore.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre della villetta di Capena?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se magari lei osservando bene questa foto, ci può descrivere quello che lei ha riferito. Lì si vede sulla sinistra una specie di casotto.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Comunque l'esplosivo fu sotterrato sotto l'albero, sotto questo albero.
PUBBLICO MINISTERO: L'albero che vediamo nella foto.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Quello a destra?
IMPUTATO Grigoli: Sì, questo qui, sì.
PRESIDENTE: O quello di fronte?
IMPUTATO Grigoli: Questo che si vede di fronte.
PRESIDENTE: Di fronte. Quello che ha delle sedie davanti, diciamo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in quel casottino che si vede, vennero compiute delle operazioni, ci venne messo qualcosa?
IMPUTATO Grigoli: Lì venne... adesso non so da quale angolazione è fatta questa fotografia. Comunque, lì fu celato l'esplosivo con la legna.
PRESIDENTE: Provvisoriamente.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Prima di seppellirlo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Diamo atto, Presidente, delle foto che abbiamo mostrato.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, le ultime due esibite sono, nell'ordine: la foto 3 di questo fascicolo realizzato dal Centro Operativo DIA di Roma, 7 settembre '95, che è collocato alla pagina 1386 e successive del fascicolo del dibattimento; poi siamo tornati all'album di cui altre foto erano già state esibite, ed è in particolare l'album a pagina 1316 e seguenti, datato 20 settembre, e si trattava appunto dell'ultima foto esibita, la foto numero 14.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Grigoli, e questa?
In questa foto ci vede qualcosa? Le suscita qualche ricordo?
IMPUTATO Grigoli: Ma, dovrebbe essere la strada che porta... no, son passato quasi davanti, ma non so essere sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Vediamo la successiva.
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, queste ultime due foto esibite sono la numero 1 e la numero 3 di questo fascicolo realizzato dalla III Sezione Nucleo Operativo Carabinieri di Roma. Mi pare abbia anche una data...
IMPUTATO Grigoli: Le strade sulle fotografie non è che è tanto facile da...
PUBBLICO MINISTERO: La data non ce l'ha, comunque c'è una dicitura che ora non vado a leggere altrimenti potrebbe essere influenzato l'esame.
La collocazione è a pagina 8109 e successive del fascicolo del dibattimento.
IMPUTATO Grigoli: Questa è l'erba che io tagliai nel campo al fianco della villetta di Capena.
L'esplosivo celato, questo.
PRESIDENTE: Cioè, lei... questo sarebbe l'erba buttata sopra...
IMPUTATO Grigoli: Sopra. E' quella che ho tagliata...
PUBBLICO MINISTERO: E quello è l'ordi...
PRESIDENTE: Che aveva detto lei dove l'aveva taglia...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo sarebbe l'ordigno collocato per far saltare in aria Contorno?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Ecco, il posto è questo. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi anche in quest'altra foto, la foto successiva?
PRESIDENTE: Sicuro?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per quanto riguarda la visione di queste due foto ultime: pacco con l'erba sopra; è sicuro che si tratta proprio di quello che avevate collocato in quell'occasione?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo che, queste ultime due foto sono, rispettivamente, la 5 e la 6 dell'inserto fotografico i cui estremi ho dato un attimo fa. Quindi, quello collocato alle pagine 8109 e successive del fascicolo del dibattimento.
Non so se avevo dato l'indicazione di numero delle prime due fatte vedere, cioè le penultime due. Non sono sicuro, e comunque lo ripeto, la numero 1 e la numero 3 erano.
PRESIDENTE: Sì, sì, l'aveva già detto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non ne ero sicuro.
PRESIDENTE: Vede qualcosa qui?
PUBBLICO MINISTERO: Le dice qualcosa, Grigoli, questa foto?
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Passiamo alla successiva, ispettore.
IMPUTATO Grigoli: Ah, questa qui dovrebbe essere via Salvatore Cappello dove c'ha il magazzino Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, voglio dire, è sicuro di questo? Cioè, riconosce l'ambiente? Ci spieghi un pochino come fa a essere...
IMPUTATO Grigoli: L'ambiente mi è familiare in questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, andiamo alla foto successiva.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, cosa, Grigoli? Ci spieghi...
IMPUTATO Grigoli: Questo dovrebbe essere il portone dove lui era solito mettere la motoape.
PUBBLICO MINISTERO: Oltre alla motoape, ieri, mi pare lei ha detto, ci teneva qualche altra cosa Lo Nigro?
IMPUTATO Grigoli: Materiale per... perché loro avevano motopeschereccio, e quindi: reti, corde...
PRESIDENTE: Attrezzi per la pesca.
IMPUTATO Grigoli: Attrezzi per la pesca, più che altro. E poi, chiaramente, in un magazzino uno ci mette di tutto.
PUBBLICO MINISTERO: Ora vediamo una foto ancora.
IMPUTATO Grigoli: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in questa foto?
IMPUTATO Grigoli: Quella è la motoape.
PUBBLICO MINISTERO: Quella che si vede?
IMPUTATO Grigoli: Io la ricordavo in verde, invece è celestina. Sì, adesso mi viene...
PUBBLICO MINISTERO: Siccome ieri lei aveva parlato di verde...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... il colore di questa motoape.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vedo anche lì una moto sulla sinistra.
IMPUTATO Grigoli: E' la Transalp... lui aveva una Transalp...
PRESIDENTE: E poi c'è una...
IMPUTATO Grigoli: ... verde metallizzata.
PRESIDENTE: E poi ce n'è un altro più piccolo.
IMPUTATO Grigoli: No, quello lì io non gliel'ho mai...
PUBBLICO MINISTERO: C'è un vespino.
IMPUTATO Grigoli: ... non gliel'ho mai conosciuto.
PUBBLICO MINISTERO: Va be'.
Ecco, quest'ambiente, Grigoli, lei ha detto: 'mi era familiare', in che senso? C'andava spesso lei in questo box?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, mi pare, ma mi pare di essere sicuro però, che ieri lei avesse detto che da questo box...
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì. Anche per...
PUBBLICO MINISTERO: ... c'era stato fatto o eravate partiti per un omicidio.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Credo per l'omicidio Caselli, se non erro, Casella.
PUBBLICO MINISTERO: L'omicidio di...?
PRESIDENTE: Casella.
IMPUTATO Grigoli: Casella.
PUBBLICO MINISTERO: Casella. Si ricorda anche il nome di questa persona?
IMPUTATO Grigoli: No, per il momento, no.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, con chi lo fece questo omicidio di Casella?
IMPUTATO Grigoli: L'omicidio fu fatto con... però dico, non lo so se posso parlare di questi omicidi che ci sono altre indagini, altre cose.
PUBBLICO MINISTERO: Se ne è parlato ampiamente in quest'aula, Grigoli. Non si ponga scrupoli.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi è sempre padrone di rispondere come crede, eh, per carità!
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può anche non voler rispondere. Può anche dire: 'non voglio rispondere'.
IMPUTATO Grigoli: Quest'omicidio l'ho commesso con lo Spatuzza, Giacalone Luigi, Tutino Vittorio e Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, le foto da ultimo mostrate sono...
IMPUTATO Grigoli: Poi c'erano Cosimo Lo Nigro e Giuliano Francesco che non erano armati, funzionavano da copertura, anche perché li riconoscevano.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, queste ultime quattro foto mostrate sono, rispettivamente: la 2, la 9, la 11 e la 12, del fascicolo dei rilievi fotografici realizzati dal Centro Operativo DIA di Firenze, che è allegato a un verbale datato 20/12 1985; verbale, quindi, di rilievi, che nel fascicolo del dibattimento è collocato a pagina 3110.
PRESIDENTE: Vuol vedere?
IMPUTATO Grigoli: Questo è la casetta che parlavo prima che prima era un rudere, adesso è stata rifatta. E' la casetta di Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: E' quella che si vede a sinistra, quella ristrutturata?
IMPUTATO Grigoli: No, no, quella che si vede, sì, a sinistra. Che quasi non si vede, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo... Vediamo se riusciamo a allargare un pochino.
PUBBLICO MINISTERO: Che è successo?
PRESIDENTE: Bisogna togliere il riflesso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Grigoli, anche questo è un luogo per lei, uso il suo stesso aggettivo, familiare?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, voglio dire, c'era stato diverse volte?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E la parte che si vede ristrutturata, ecco, quella sulla sinistra...
IMPUTATO Grigoli: Ma guardi, qui si vede solo la parte non ristrutturata.
PUBBLICO MINISTERO: Nel monitor che c'ho davanti, si vede invece.
IMPUTATO Grigoli: Dove c'è la freccia, la prima freccia.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, ora riposizioniamo la foto.
IMPUTATO Grigoli: Ecco, adesso si comincia a vedere. Questa è la casa. Ecco, questa qui.
PUBBLICO MINISTERO: Dove si vede la po...
PRESIDENTE: La parte ristrutturata.
IMPUTATO Grigoli: Sì, ristrutturata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, all'epoca...
IMPUTATO Grigoli: La parte che era di disponibilità, di proprietà del Nino Mangano. Quell'altra era di un'altro signore.
PUBBLICO MINISTERO: Quella che si vede ancora, diciamo...
IMPUTATO Grigoli: Più avanti.
PUBBLICO MINISTERO: ... in rudere.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Rustica.
IMPUTATO Grigoli: Che prima era in questa maniera, era così.
PUBBLICO MINISTERO: Sarebbe questo il luogo dove lei era andato a prendere le mazze e l'esplosivo in pietra?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Ma quando era in quelle condizioni.
PUBBLICO MINISTERO: Quando era rustico, diciamo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma poi lei c'è stato anche quando è stato così ristrutturato?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma veniva utilizzata per qualche scopo particolare questa casa ristrutturata?
IMPUTATO Grigoli: Fu utilizzata dove io cominciai a curarmi quando...
PRESIDENTE: Era ferito.
IMPUTATO Grigoli: ... ero ferito al piede e anche per appuntamenti. Matteo Messina Denaro fece un paio di appuntamenti in questa casa qui.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Grigoli, e questo luogo che ora vediamo nella fotografia: lei dopo il suo arresto, ha avuto modo di indicarlo, di rivederlo?
IMPUTATO Grigoli: Dopo il mio arresto io ci andai con quelli della Squadra Mobile.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'ha indicato alla Squadra Mobile questo posto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda se nel corso di quel sopralluogo, di questi atti, indicò altri luoghi alla Squadra Mobile?
IMPUTATO Grigoli: Sì, anche l'altro... il capannone dove eravamo soliti a manipolare l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda il numero civico di questo luogo?
IMPUTATO Grigoli: Guardi, il mio era 1319 ed era molto prima, dove io avevo il negozio di articoli sportivi. Quindi, sicuramente, più di 1319.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perché nel secondo interrogatorio, quello del 16 settembre, poi rispondendo a una serie di mie domande, lei poi lo indicava con un numero che, glielo ridico, è 1419G.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' questo è il luogo dove era ubicato questo deposito?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quello che ieri abbiamo chiamato, per comodità, delle sigarette.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E sono luoghi che lei ha indicato senza esitazione alla Squadra Mobile?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Erano tutti e due luoghi familiari per lei?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Diamo atto ora, Presidente, della foto che abbiamo mostrato.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è la foto 5 di un fascicolo di rilievi fotografici realizzati dal Gabinetto di Polizia Scientifica della Questura di Palermo, rilievi datati 24 luglio '97.
Sono stati depositati ai difensori in questo procedimento il 4 ottobre del '97.
La Corte non ne dispone, formano oggetto di un deposito di cui si è dato atto all'udienza del 4 ottobre.
La foto, mi pare di averlo detto, è la numero 5 di questo inserto fotografico.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, noi abbiamo concluso l'esame di Grigoli.
PRESIDENTE: Allora facciamo una breve sospensione.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Ci sono i difensori di parte civile che devono intervenire?
AVVOCATO Ammannato: Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Avvocato, prima di darle la parola, volevo avvertirvi che purtroppo abbiamo oggi due ore di tempo solo. Di conseguenza io non vi posso invitare a limitarvi nelle domande, ma è una cosa della quale non posso fare più che un invito. Diversamente, se voi credete, si dà la precedenza ai difensori che vengono da fuori Firenze e si ritorna, non domani, perché domani avremmo un appuntamento, se non mi sbaglio, per una teleconferenza...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma Presidente, mi permetta.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome l'appuntamento in videoconferenza per domani non sarà nemmeno particolarmente impegnativo in termini di tempo...
PRESIDENTE: Ah, si potrebbe riprendere domani...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, secondo me possiamo tranquillamente proseguire...
PRESIDENTE: Domani.
PUBBLICO MINISTERO: Domattina.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora, comunque diamo la precedenza a chi viene da fuori, perché mi pare un dovere di ospitalità. Prego.
AVVOCATO Ammannato: Avvocato Ammannato, difensore della parte civile famiglia Nencioni e del Comune di Firenze e di Milano.
Ecco, Grigoli, volevamo sapere: quando è che lei è stato dapprima avvicinato e poi è entrato, dentro questa famiglia Brancaccio.
IMPUTATO Grigoli: Ma io... lei vuole sapere gli anni?
AVVOCATO Ammannato: Sì, grossomodo.
PRESIDENTE: Per lo meno l'anno.
IMPUTATO Grigoli: Intorno... perché poi è una cosa che avviene pian piano, non è che da oggi al domani uno entra in questa organizzazione. Uno viene osservato, viene... pian piano poi...
AVVOCATO Ammannato: Quando comincia l'osservazione sua?
IMPUTATO Grigoli: Mah, all'epoca ancora c'era... prima dell'uccisione di Filippo Quartararo, già io cominciavo a bruciare qualche macchina, così...
AVVOCATO Ammannato: In che anno siamo?
IMPUTATO Grigoli: '86, '87.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, quindi, prima è stato osservato e poi quand'è che entra? Ha detto appunto: 'sono entrato'. In che periodo siamo quando lei è entrato? L'anno, grossomodo.
IMPUTATO Grigoli: '90, '91.
AVVOCATO Ammannato: Poi dal '90 fino a quando è stato arrestato, grossomodo sempre, quanti omicidi ha confessato, ha commesso?
IMPUTATO Grigoli: Mah, una quarantina.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, poi volevo sapere, per chiarire circa gli episodi che riguardano l'esplosivo, lei ha parlato prima come operazione, modalità, la polverizzazione; e questo si è capito. E poi ha parlato che veniva raffinato prima di essere confezionato.
Ecco, in che cosa consisteva questa raffinazione?
IMPUTATO Grigoli: In cosa consisteva la raffinazione?
AVVOCATO Ammannato: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Una volta che veniva maci... doveva essere tutto polverizzato.
AVVOCATO Ammannato: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Quindi, una volta che veniva macinato, c'erano ancora delle pietre più grosse, no? E quindi veniva...
PRESIDENTE: Setacciato.
IMPUTATO Grigoli: Veniva setacciato.
AVVOCATO Ammannato: Quindi, "raffinato" intende questa operazione di setacciamento?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: E poi passavate, allora, alla confezione?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, volevo sapere: nel rudere di proprietà di Nino Mangano, lei personalmente vi ha fatto operazioni di polverizzazione e confezionamento o no?
IMPUTATO Grigoli: No.
AVVOCATO Ammannato: Quindi, la sua prima volta che ha polverizzato e confezionato è stato lì in Corso dei Mille Guarnaschelli, cioè, deposito di sigarette?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, e cosa ha confezionato in questa prima volta?
IMPUTATO Grigoli: Esplosivo.
AVVOCATO Ammannato: E quanto esplosivo ha confezionato quella prima volta? Lei ha parlato di forme...
IMPUTATO Grigoli: Da lì io comincio a cominciare le operazioni di macinamento. Come ho già detto non è che quello che macinavamo, confezionavamo. Prima macinavamo, potevamo macinare per due-tre volte, poi cominciavamo a confezionare.
AVVOCATO Ammannato: Certo, una ventina di giorni, ha chiarito ieri.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, ma poi quando ha confezionato, quante ne confezionò? Lei ha parlato l'altra volta di forme di parmigiano.
IMPUTATO Grigoli: Tutto complessivamente lì dentro?
AVVOCATO Ammannato: No, no, diciamo quella prima volta.
IMPUTATO Grigoli: Ah, quella prima volta? La prima mia confezionamento, allora. Nel primo mio confezionamento lei dice?
AVVOCATO Ammannato: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Una, due balle.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, poi successivamente ci furono altre volte?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Quante? Se vuole chiarire alla Corte.
IMPUTATO Grigoli: Quali?
AVVOCATO Ammannato: No, quante?
PRESIDENTE: Quante.
IMPUTATO Grigoli: Ah, in totale lì... cioè, in totale tutto il mio confezionamento saranno state tre, quattro balle grandi, e poi qualcuno di più piccolo, cinque-dieci chili, due chili, un chilo.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, quindi la prima volta lei confezionò queste due balle in questo periodo di venti giorni...
IMPUTATO Grigoli: Non ricordo bene se fu una, due, la prima volta.
AVVOCATO Ammannato: Sì, ma, diciamo, per chiarezza, distinguiamo i giorni della polverizzazione, che lei ci ha spiegato furono vari giorni, dal periodo di confezionamento. Lei ha parlato, la prima volta confezionò queste due balle...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: ... e poi successivamente ne ha confezionate altre. Ecco, volevo sapere: dove, sempre anche questa seconda volta, quindi siamo dopo nel tempo, sempre lì in Corso dei Mille Guarnaschelli?
IMPUTATO Grigoli: No, ci fu poi, l'ho detto, all'Edil Vaccaro macinammo dell'altro.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, e presso il deposito di materiale edile Edil Vaccaro in via Messina Montagne...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: ... quante balle lei personalmente ha confezionato lì? Questo secondo periodo.
IMPUTATO Grigoli: Ho detto, totale tre-quattro. Ecco, magari è stato macinato all'Edil Vaccaro, ma confezionato lì, al capannone. Quello delle sigarette.
AVVOCATO Ammannato: Poi lei ieri ha parlato anche che ebbe a lavorare, a confezionare il "Dash"...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: ... che servì poi per Contorno.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Questo confezionamento del "Dash" quando avvenne rispetto a questo confezionamento delle forme di parmigiano, come ha detto lei? Fu poi l'ultimo, oppure a metà, oppure per primo?
IMPUTATO Grigoli: L'ultimo, credo.
AVVOCATO Ammannato: E questo dove lo lavoraste? Questo "Dash", per ultimo.
IMPUTATO Grigoli: Sempre nel capannone delle sigarette.
AVVOCATO Ammannato: Sempre nel deposito delle sigarette.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Quindi, grossomodo, la prima volta che lei lavorò questo esplosivo che l'ha definito rocce, tipo pietre, lei ha detto che rispetto a quando poi si trovò al deposito di bibite in Roma dello Scarano, questo era avvenuto quanti mesi prima, grossomodo?
IMPUTATO Grigoli: Quello del "Dash"? Quello del "Dash"?
AVVOCATO Ammannato: Scusi?
IMPUTATO Grigoli: Quello del "Dash"?
PRESIDENTE: "Dash".
AVVOCATO Ammannato: No, no, lei mi ha detto che il "Dash" lo ha lavorato come terzo periodo, no?, ha detto.
IMPUTATO Grigoli: Sì, ultimo.
AVVOCATO Ammannato: Per ultimo l'ha lavorato.
IMPUTATO Grigoli: Ultimo periodo, sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, adesso io ritorno a quello primo lavorato. Cioè lei ha lavorato, ha detto, per la prima volta non il "Dash", sto parlando delle pietre, quello che lei ha definito tipo roccia, quello rosso-giallo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: E la prima volta ci ha detto che poi dopo confezionò un due balle. Ecco, grossomodo, il periodo di questo confezionamento, rispetto... poi queste balle ha detto le rivide nella Lancia a Roma, quanti mesi prima avvenne?
IMPUTATO Grigoli: Non lo so indicare con precisione. Quattro mesi prima, tre mesi prima, non so essere preciso su questa data.
AVVOCATO Ammannato: Sì, ho capito, ma tanto per avere chiara almeno la cronologia. Quindi, quattro mesi prima lei lavorò questo, diciamo, balle parmigiano. Poi lavorò...
IMPUTATO Grigoli: Può darsi due mesi prima, un mese e mezzo prima, non so essere preciso.
AVVOCATO Ammannato: Comunque, ha detto: 'diversi mesi prima', così si era espresso due giorni fa. Quindi, diversi mesi prima a quando si trovò a Roma, insomma.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, lei poi è stato latitante fino al momento dell'arresto, quindi giugno '97, fino a due mesi fa.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, ma quando è iniziata la sua latitanza?
IMPUTATO Grigoli: Giugno '95.
AVVOCATO Ammannato: Cioè, con l'arresto, diciamo, di Mangano-Bagarella.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Scusi. Abbia pazienza, ma mi pare che lei ha ricordato di una riunione del 1 aprile '93, tenuta in un posto vicino a Bagheria, quando ascoltò dalla televisione la notizia...
IMPUTATO Grigoli: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, mi scusi...
PRESIDENTE: Faccio confusione, ha ragione.
PUBBLICO MINISTERO: ... è Sinacori che ha riferito...
PRESIDENTE: Ho fatto confusione, scusate.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, quindi la sua latitanza inizia con l'arresto Bagarella e Nino Mangano, giugno '95.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Effettiva.
AVVOCATO Ammannato: Effettiva.
IMPUTATO Grigoli: Perché già ancora giorni prima io...
AVVOCATO Ammannato: Certo, ci ha spiegato che per un anno...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: ... ha dormito con Pasquale Di Filippo.
IMPUTATO Grigoli: Da lì poi ho avuto riscontro valido, nel senso che era venuto a dire che era stata proposta la protezione alla famiglia di Pasquale Di Filippo; e quindi, di conseguenza, una volta che io sapevo che Pasquale Di Filippo era a conoscenza di alcuni miei reati, anche commessi assieme a lui, quindi, era ovvio che io cominciassi a farmi la latitanza.
AVVOCATO Ammannato: Durante questa sua latitanza, quindi, diciamo, giugno '95-giugno '97, lei si è incontrato diverse volte con Gaspare Spatuzza?
IMPUTATO Grigoli: Anche se lui non è che io cercavo di contattarlo. Più che altro non prima che lui diventasse capomandamento, ma dopo. Cercai... ogniqualvolta io cercavo di contattarlo, lui si presentava dopo tre quattro mesi.
AVVOCATO Ammannato: Comunque...
IMPUTATO Grigoli: Comunque, sì...
AVVOCATO Ammannato: ... ci ha parlato con Spatuzza?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Avete parlato anche del processo in corso qui a Firenze, dell'accusa di strage?
IMPUTATO Grigoli: No, lui ebbe a dirmi, negli ultimi tempi, mi fece capire tipo che, dice: 'guarda, nei prossimi giorni non ci sono' perché lui mi fece capire che era in cerca di collaboratori. Doveva partire perché era in cerca di collaboratori.
AVVOCATO Ammannato: Quando lei ha parlato degli "ultimi tempi", grossomodo, cioè rispetto al suo arresto giugno '97, quando fu l'ultima volta che parlò con Spatuzza?
IMPUTATO Grigoli: Un mese e mezzo prima, due mesi prima.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, durante questi due anni di latitanza ha incontrato anche Matteo Messina Denaro?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: E ha parlato con lui anche di questo processo in corso a Firenze delle stragi?
IMPUTATO Grigoli: No, non mi ricordo se abbiamo avuto discorsi in merito.
AVVOCATO Ammannato: Eravate tutti e due imputati, c'era un processo in corso.
IMPUTATO Grigoli: Sì, ma c'erano tante altre imputazioni...
AVVOCATO Ammannato: Certo.
IMPUTATO Grigoli: ... tante altre cose, non è che ormai...
AVVOCATO Ammannato: Comunque non ha parlato delle stragi con Matteo Messina Denaro?
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo.
PRESIDENTE: Dice non se lo ricorda, avvocato.
AVVOCATO Ammannato: E quand'è l'ultima volta che ha incontrato Matteo Messina Denaro, rispetto al suo arresto giugno '97?
IMPUTATO Grigoli: La data non la so dire. Io posso dire che io il primo anno della mia latitanza, all'incirca un anno, io mi feci la latitanza a Trapani. Durante questo anno della mia latitanza io incontrai Matteo Messina Denaro sette-otto volte. Questo lo posso dire.
Addirittura anche, in uno di questi appuntamenti che si ebbe, ci fu una presentazione di un siculo-americano, appartenente in Cosa Nostra, che mi è stato presentato perché lui mi ebbe a dire se io ero eventualmente, mi faceva comodo andarmene in America. Andarmene in America con moglie e figli, sotto altro nome. Non c'erano problemi di documenti, nessun problema. Mi davano un'attività e tutto quanto concerne per io potere...
PRESIDENTE: Rifarsi una vita.
IMPUTATO Grigoli: Rifarmi una vita, sì. Però, nello stesso tempo, io dovevo continuare a far parte dell'organizzazione, anche se in America, perché mi ha detto di stare vicino a questa persona che mi presentò, di essere sotto la sua... e di mettermi in grado, se eventualmente un domani Cosa Nostra aveva di bisogno di mandare un'altra persona, diciamo nelle mie condizioni, che perlomeno non si andava a disturbare a altri, ma si chiedeva a me di badare a questa persona. Di essere in grado perlomeno di potere fare in modo che questa persona non avesse problemi a...
AVVOCATO Ammannato: E perché...
IMPUTATO Grigoli: Io mi dovevo mettere in grado di potere eventualmente, arrivasse qualcuno, di poterlo gestire.
PRESIDENTE: America del nord, o del sud?
IMPUTATO Grigoli: Venezuela.
AVVOCATO Ammannato: Perché non accettò, poi?
IMPUTATO Grigoli: Come?
AVVOCATO Ammannato: Come mai non ha accettato la proposta?
IMPUTATO Grigoli: Innanzitutto, quando lui mi disse questo, io già prima... perché prima di tutto veniva la mia famiglia, mia moglie e i miei figli, prima dovevo parlare con loro. Se mia moglie se la sentiva, se lei... Quindi io gli dissi: 'senti, ti farò sapere qualcosa, comunque non credo di andare'. Perché ancora, in questo periodo, finché io sono a Trapani ancora c'avevo le ideologie mafiose. E quindi io dissi: 'non me la sento di lasciare... non sono un miserabile, tipo che vado via, lasciare tutti così', gli dissi anche questo.
Da questa cosa lui mi disse: 'no, ma tu non ti preoccupare perché eventualmente lì non è che...' continuavo ad essere un esponente.
AVVOCATO Ammannato: Ecco...
IMPUTATO Grigoli: E io poi rinunciai a questa cosa.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, lei ha chiarito il primo hanno di latitanza lo fece a Trapani.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, il secondo anno di latitanza dove lo ha trascorso?
IMPUTATO Grigoli: A Palermo. Anche forzato dalla cosa che lì a Trapani io scappai un paio di volte perché lì erano tutti braccati gli alcamesi, Nino Melodia, difatti furono tutti arrestati.
L'ultimo che poi si prendeva cura di me fu Ignazio Melodia, il fratello di Antonino Melodia, ed Enzo Ferro. Enzo Ferro fu pure arrestato. Ignazio Melodia fu pure arrestato.
Quindi non avevo grosse disponi... cioè, non c'era più nessuno che poteva curarsi di me, cercarmi appartamenti e quant'altro concerne il potersi fare la latitanza.
Quindi forzato anche da questa cosa, poi io contattai Spatuzza. Arrivai a Palermo e lo Spatuzza invece non fu neanche in grado di posizionarmi in un posto. Già da lì, io cominciai a capire che questo qui... boh. Comunque io andai a chiamare per conto mio delle persone, cercai comunque, me la cavai da solo.
AVVOCATO Ammannato: Cioè, per capire...
IMPUTATO Grigoli: Ho dovuto, che io non ho mai fatto niente di questo durante la mia vita, non ho mai lavorato, negli ultimi tempi si stava lavorando con l'hashish però in grossi quantitativi. Era il mandamento che si stava occupando di questa cosa. Ecco, ho conosciuto gli stupefacenti allora.
E io addirittura, per poter autogestirmi e mandare qualche cosa di soldi a casa per potere campare i miei figli, addirittura ho cominciato a spacciare hashish, per potere autogestirmi e campare la mia famiglia.
C'avevo una persona che si curava della mia latitanza e con questo si cercava di fare un po' di soldi.
AVVOCATO Ammannato: Quindi, se ho capito bene, nel periodo a Palermo la sua latitanza non era curata, diciamo, dalla famiglia Brancaccio?
IMPUTATO Grigoli: Assolutamente. Addirittura sono venuto a conoscenza che io dovevo avere dei soldi, che non mi sono arrivati.
AVVOCATO Ammannato: Ecco. Da quando...
PRESIDENTE: Ha ancora altre domande?
AVVOCATO Ammannato: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Cioè, non è che era...
AVVOCATO Ammannato: No, no, ho capito.
IMPUTATO Grigoli: ... non è che era Cosa Nostra che mi aveva scaricato, è stato il signor Spatuzza che mi ha scaricato.
AVVOCATO Ammannato: Ho capito. Da quando fu arrestato Di Filippo Pasquale...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: ... lei ha avuto modo di incontrarlo, parlarci, o ricevere lettere, o scritto, o altro?
IMPUTATO Grigoli: Non ho capito, mi scusi.
AVVOCATO Ammannato: Dal momento che è stato arrestato Di Filippo Pasquale, lei ha avuto modo di parlarci con lui, per scritto, a voce?
IMPUTATO Grigoli: Con Pasquale Di Filippo?
AVVOCATO Ammannato: Sì.
IMPUTATO Grigoli: No, non vedo come, una volta che lui era arrestato e colla...
AVVOCATO Ammannato: Mai.
IMPUTATO Grigoli: No, assolutamente no.
AVVOCATO Ammannato: E da quando è stato arrestato...
IMPUTATO Grigoli: Cioè, l'unica comunicazione la ebbi, se non ricordo male, tramite i giornali. Che lui mi mandò a dire di collaborare, cose. Se non ricordo male, ci fu un articolo nel giornale.
AVVOCATO Ammannato: No, no, parlo di rapporti diretti, personali.
IMPUTATO Grigoli: No, no, assolutamente.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, e ha avuto più rapporti diretti dal momento dell'arresto di Romeo Pietro, con Romeo Pietro?
IMPUTATO Grigoli: Senta, io non ho mai avuti rapporti con collaboratori di Giustizia e non intendo neanche averne nel seguito perché non voglio avere rapporti più con nessuno. Se un domani ho la possibilità - se mi danno questa possibilità - di ricrearmi una vita, io voglio solo ed esclusivamente viverla con i miei figli.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, quindi concludo le domande, occorre per il processo. Non ha avuto quindi neanche più rapporti né con lo Scarano, né col Carra Pietro?
IMPUTATO Grigoli: No.
AVVOCATO Ammannato: Ecco. Lei poi, parlando delle stragi, appunto ha detto che queste notizie le ha avute tutte dai suoi, diciamo, complici, quindi: dal Giuliano soprattutto, poi Lo Nigro, Benigno, Spatuzza, eccetera.
Ecco, ha mai saputo - sicuramente, io le faccio questa domanda perché lei ha detto che ogni tanto gli vengono questi lampi di memoria parlandone - ha mai saputo cos'è che non ha funzionato a Milano?
Nel senso: lei ha parlato che a Roma, per Costanzo, lei non c'era però gli hanno riferito cos'è che non andò. E allo Stadio Olimpico lei non c'era, però gli hanno riferito cos'è che non andò, perché non funzionò?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, su Milano che cosa appunto gli hanno riferito? Cosa successe, perché non funzionò? O cosa gli hanno detto come episodio.
IMPUTATO Grigoli: Non mi risulta che non funzionò a Milano, se non erro.
AVVOCATO Ammannato: Cosa le dissero di questo episodio?
IMPUTATO Grigoli: Non lo so, il Benigno ebbe problemi... non però sto parlando che fu a Milano.
Un altro dei fatti che io ricordo fu che ebbe Benigno... Giuliano mi disse che se non era per lui a caricarlo, aveva i problemi di scappare, qualcosa del genere.
AVVOCATO Ammannato: Non gli hanno parlato qual era l'obiettivo a Milano da colpire?
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo se abbiamo parlato di questo.
AVVOCATO Ammannato: Quindi non sa qual era il vero obiettivo su Milano?
IMPUTATO Grigoli: Comunque io, adesso non è perché voglio difendere qualcuno, perché non me ne frega proprio niente di difendere... hanno i propri difensori per essere difesi.
Si volevano colpire comunque i monumenti, non è che si volevano colpire... quindi si parlava di monumenti.
AVVOCATO Ammannato: Appunto, siccome su Milano poi morirono dei Vigili del Fuoco, quindi penso che ne parlaste: come mai, cosa successe?
IMPUTATO Grigoli: Fu un caso.
AVVOCATO Ammannato: Dissero che fu un caso. Perché fu un caso?
IMPUTATO Grigoli: Perché sopraggiunsero nel momento in cui si erano accorti del fumo di una macchina, o qualcosa del genere.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, e come mai uscì questo fumo, non gliene parlò qualcheduno?
IMPUTATO Grigoli: Perché furono usate le micce in queste occasioni.
AVVOCATO Ammannato: Ma le micce credo sono, diciamo interne, non è che si possa... non gliel'hanno spiegato questo episodio del fumo appunto che usciva dalla macchina?
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo, avvocato.
AVVOCATO Ammannato: Senta, le hanno spiegato se questo attentato di Milano doveva essere fatto in concomitanza con quello delle chiese a Roma? Ne avete parla... Era un'azione unica, oppure no?
IMPUTATO Grigoli: Vede, io adesso le voglio dire una cosa perché dice: 'come mai tu nei hai parlato...'. Oh, un altro mio aspetto, un'altra delle mie cose era quello che io non avevo motivo, non ero un curioso, uno di quelli che chiedeva: 'ma come avete fatto, come non avete fatto, chi ci siete andati, chi non ci siete andati, chi ha acceso, chi guidava?'
Io di queste domande non ne ho mai fatte.
Se loro parlavano, io ascoltavo. Ma io nel chiedere, essere incuriosito di queste cose, io adesso, purtroppo perché non vi posso aiutare più di tanto, ma prima non ero solito fare queste domande. Quindi non le facevo, quindi...
Quello che io adesso ho, questi lampi di memoria, penso quando si parlava. Quindi cose specifiche, se io ero uno di quelli curiosi adesso potrei dire: 'senta, non ha funzionato per questa cosa, per quell'altra', perché magari l'avrei chiesta e quindi avrei modo di avere più memoria in merito.
AVVOCATO Ammannato: Sì, ma infatti stimolavo la sua memo... siccome ha detto più volte che certo - proprio ha usato questa espressione varie volte - che gli autori presenti sono loro, anche se non sa collocarli a Roma, o Milano, o Firenze.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, però ha parlato sempre...
IMPUTATO Grigoli: Ma perché non ero curioso. Perché se io domandavo: 'chi ci andaste a Milano, o chi ci andaste a Roma', loro mi rispondevano tranquillamente, perché non c'era problema.
Ero io che non avevo queste abitudini nel chiedere.
AVVOCATO Ammannato: Sì, sì, ma la mia domanda era come appunto, siccome ha parlato in certezza Roma, Milano; quindi chiese di Roma e l'attentato di Milano, lei da quali fatti, da quali parole capì che era un'unica azione? Se era un'unica azione.
IMPUTATO Grigoli: Perché di solito a accendere le micce era Cosimo Lo Nigro. Siccome io sono venuto a conoscenza che a accendere le micce fu anche Benigno Salvatore, quindi... Perché se Benigno Salvatore faceva parte dello stesso... cioè, se Benigno e Lo Nigro facevano parte della stessa squadra quando operavano, andava Lo Nigro ad accendere le micce. Siccome in un'occasione ci fu il Benigno che accese le micce, quindi - adesso si ritorna a parlare di supposizioni - io supponevo che... Non solo supponevo, ricordo il fatto che si parlava che Benigno accese la miccia e fu lasciato lì, non lo so, con la macchina, non ci andarono vicino, qualcosa del genere.
PRESIDENTE: Avvocato, ha terminato? Perché sono 25 minuti che fa domande lei.
AVVOCATO Ammannato: Mi dispiace. Ho un dovere verso la famiglia Nencioni e ho un dovere verso...
PRESIDENTE: Tutti abbiamo dei doveri, ma cerchiamo di concentrare...
AVVOCATO Ammannato: Ma come parte civile diciamo...
PRESIDENTE: ... cerchiamo di concentrare quelle che sono veramente determinanti.
AVVOCATO Ammannato: Vede, c'ho anche il Comune di Milano. Credo che le domande su Milano se non le faccio io, dica lei Presidente...
PRESIDENTE: Ho capito avvocato, ma...
AVVOCATO Ammannato: ... se le vuol far lei, la ringrazio e io sto zitto.
PRESIDENTE: No, per carità. Io ho un altro compito.
AVVOCATO Ammannato: Il mio compito è questo allora.
PRESIDENTE: Va bene, però non esageriamo, voglio dire.
AVVOCATO Ammannato: Non so immaginarlo diversamente.
PRESIDENTE: Lei fa la domanda poi ci ritorna quattro volte. La domanda si fa una volta, come ha risposto, ha risposto.
AVVOCATO Ammannato: Io spero sempre nella verità, Presidente. Questo lei lo sa e cerco sempre verità.
Comunque se mi interrompe, ho finito. Grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altri difensori di parte civile che devono intervenire?
AVVOCATO Onano: No, volevo fare solo una domanda. Avvocato Onano per l'Avvocatura dello Stato.
Lei ha detto che gli hanno riferito che gli obiettivi di queste stragi erano i monumenti. Che lei sappia, colpirono quei monumenti che si erano prefissati di colpire, o ci furono dei cambiamenti di programma?
IMPUTATO Grigoli: No.
PRESIDENTE: Ha capito?
IMPUTATO Grigoli: Non sono nelle mie conoscenze, questo no.
PRESIDENTE: Non è informato.
Ha altre domande? Chi comincia dei difensori?
AVVOCATO Ceolan: Avvocato Ceolan.
Signor Grigoli, lei ha conosciuto di persona il signor Leoluca Bagarella?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ceolan: Quando l'ha conosciuto?
IMPUTATO Grigoli: La prima volta lo vidi in un appuntamento che ebbi con il Graviano.
AVVOCATO Ceolan: No, vorrei sapere in che anno, è possibile? In che anno l'ha conosciuto?
IMPUTATO Grigoli: '93.
AVVOCATO Ceolan: '93. E la conoscenza fu un buongiorno, buonasera, oppure ci furono anche conversazioni?
IMPUTATO Grigoli: Vede, io non è che andavo dal Bagarella perché dovevamo discutere di determinate cose. Io ero solito accompagnare il Matteo Messina Denaro negli appuntamenti col Bagarella. Quindi di conseguenza ho conosciuto il Bagarella in questa...
PRESIDENTE: Questa funzione di accompagnatore.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ceolan: Ho capito. Senta, dei...
IMPUTATO Grigoli: Poi man mano che lui mi conosceva, poi si parlava: 'che si dice, che non si dice'.
AVVOCATO Ceolan: Ecco. E dei fatti di strage ne ha mai parlato con Bagarella?
IMPUTATO Grigoli: No.
AVVOCATO Ceolan: Dell'omicidio ideato, tentato, consumato dei Badalamenti a Padova...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ceolan: ... lei ne parla oggi per la prima volta, o ha già riferito ad altra Autorità Giudiziaria?
IMPUTATO Grigoli: Ad altra Autorità Giudiziaria.
AVVOCATO Ceolan: Quanto tempo fa?
IMPUTATO Grigoli: Non me lo ricordo io. Sono stato sentito quasi giornalmente dai vari magistrati, non posso collocare quando.
AVVOCATO Ceolan: Ho capito. No, sa perché gliel'ho fatta?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ceolan: Perché fino ad oggi noi non abbiamo notizia, non dico di un'ordinanza di custodia, ma neanche di un'informazione di garanzia in relazione a questi fatti.
Secondo la sua esperienza - e questa è l'ultima domanda - le risulta che Messina Matteo Denaro fosse implicato nei fatti di strage?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ceolan: Le risulta?
IMPUTATO Grigoli: Credo che sia... Sì. Credo che sia il contatto di Scarano.
AVVOCATO Ceolan: Le risulta, sì?
IMPUTATO Grigoli: Sì, credo che sia il contatto di Scarano.
AVVOCATO Ceolan: No, scusi, io le ho fatto una domanda precisa: secondo la sua esperienza, le risulta che Messina Matteo Denaro fosse implicato nelle stragi nel continente?
IMPUTATO Grigoli: E io, secondo la mia esperienza, rispondo che, una volta che fu Scarano con lui che fece sapere che c'era Contorno a Roma, e via dicendo, questa cosa la fece sapere a Matteo Messina Denaro. Di conseguenza, Matteo Messina Denaro poi...
AVVOCATO Ceolan: Secondo lei, quindi, era implicato?
IMPUTATO Grigoli: Lei ha detto secondo la mia esperienza, non secondo me.
AVVOCATO Ceolan: Eh.
PRESIDENTE: Mi scusi, secondo la sua esperienza cosa vuol dire? Qualcheduno glielo disse? Ne fu informato...
IMPUTATO Grigoli: No, perché una volta che... Come?
PRESIDENTE: Ne fu informato da qualcuno?
IMPUTATO Grigoli: Quando fu del foglio... ne parlammo con Matteo Messina Denaro, lui ebbe a dirmi che aveva i contatti con gente di Castelvetrano. Ecco, siccome lui sosteneva, sarà indagato lui, quindi il suo cellulare, una volta che ha avuto questi contatti con queste persone, ecco che...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, sono il Pubblico Ministero.
Avvocato abbia pazienza, non la voglio interrompere ma, siccome poi leggiamo le trascrizioni, Grigoli ha detto quattro volte "lui" senza dire chi era questo lui che aveva i contatti.
PRESIDENTE: A chi si riferisce quando lei dice lui?
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
IMPUTATO Grigoli: Matteo Messina Denaro.
PRESIDENTE: Aveva i contatti con Scarano.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ceolan: Ecco allora, signor Grigoli, io le contesto quanto da lei dichiarato al Pubblico Ministero di Firenze, dottor Nicolosi, il 24 giugno '97, a pagina 56, alla domanda del dottor Nicolosi:
"Avevo chiesto, sempre in relazione specifica alle stragi, se sapeva che implicazioni aveva avuto - se c'aveva avuto implicazioni Matteo Messina Denaro - a quanto le risulta?"
Lei risponde:
"Non mi risulta".
IMPUTATO Grigoli: Vede, avvocato, il dottor Nicolosi sa che l'ultima volta che è venuto, abbiamo fatto 12 ore e mezzo di interrogatorio.
Poi, lei capirà, non è che un libro che ho letto e faccio... sono tante cose che io in quel momento magari non ricordo, poi ricordo.
Io ricordo anche il fatto, per esempio, che quando arrestarono Scarano, io non è che ero preoccupato che lo Scarano collaborasse, però c'erano certe cose che parlai col Mangano e il Mangano mi fece capire che il Matteo l'aveva assicurato che lo Scarano è uno di quelli che sicuramente non collaborava.
AVVOCATO Ceolan: Ma senta, scusi, lei può dire quel che gli pare, però la interrogano sulle stragi, o due ore o dieci ore; la interrogano su Messina Denaro Matteo, gli dicono: 'lei sa che c'entri o non c'entri con le stragi?', lei dice 'no, non mi risulta'.
Ho finito, signor Presidente.
PRESIDENTE: Grazie.
Chi interviene?
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio.
Senta signor Grigoli, lei si ricorda se ebbe modo di incontrare Salvatore Contorno all'interno di un bar?
IMPUTATO Grigoli: No.
AVVOCATO Florio: Le sollecito allora la memoria. Era per caso... Cioè, è possibile che lei incontrò, insieme a Giacalone, Contorno in un bar?
IMPUTATO Grigoli: Io incontrai il Contorno insieme a Giacalone però non dentro il bar.
PRESIDENTE: Fuori dal bar?
IMPUTATO Grigoli: In macchina era lui e in macchina eravamo noi.
AVVOCATO Florio: Senta, per ciò che concerne il suo telefono cellula... Lei aveva un telefono cellulare a quel tempo? Parlo del '94.
IMPUTATO Grigoli: Non ricordo se... Io ce l'avevo il cellulare prima di questi fatti, non ricordo se ancora ce l'avevo. Comunque io a Roma non avevo il cellulare.
AVVOCATO Florio: Non ho altre domande, grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altri interventi?
AVVOCATO Pepi: Sì, Presidente, io avrei da fare diverse domande. Non so se sia il caso di farle ora o domani mattina, perché è un po' lungo come...
PRESIDENTE: Avvocato, io...
AVVOCATO Pepi: Lo chiedo alla Corte.
PRESIDENTE: No, no, io le dico: abbiamo un'ora e mezza. Se lei crede che sia sufficiente...
AVVOCATO Pepi: Sì, sì. No, no, dicevo...
PRESIDENTE: Vogliono intervenire altri che ritengono di dover fare meno domande, sono tutta... è una scelta vostra, fate voi.
AVVOCATO Pepi: No, no, io dicevo solo, siccome l'udienza è già stata abbastanza lunga, pesante, pensavo...
PRESIDENTE: D'altra parte dopo le 14 non possiamo più lavorare, quindi se lei vuol credere, crede... Intanto comincia, poi eventualmente, se non ha finito, continua domani mattina.
AVVOCATO Pepi: No, no, ma io concludo abbastanza presto. Avvocato Pepi.
Senta Grigoli, la prima domanda parte dalle sue ultime dichiarazioni proprio di stamani. Lei conferma che Giorgio Pizzo non ha partecipato direttamente alle stragi?
IMPUTATO Grigoli: Direttamente?
AVVOCATO Pepi: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Che lui partì? Lei intende che lui partì?
AVVOCATO Pepi: Sì, eh.
IMPUTATO Grigoli: Quello che mi risulta a me, lui non partì.
AVVOCATO Pepi: Bene. Senta, lei ha detto che tra i motivi del suo pentimento vi era anche un motivo di rancore nei confronti di Spatuzza.
IMPUTATO Grigoli: No, avvocato, lei forse ha intrapreso male. E' stato lo spunto...
PRESIDENTE: Interpretato male.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Lo spunto è stato, non perché io mi sono pentito per il suo comportamento. Lui mi diede lo spunto per poter pensare realmente questi cosiddetti fratelli chi erano. Perché ci chiamavamo fratelli, eravamo fratelli.
Quindi lui da questo mi diede lo spunto di poter pensare io con chi avessi a che fare. Da questo di conseguenza, poi cominciai a pensare a tutto quello che avevo fatto e mi sono reso conto di aver sbagliato a fare molte cose di...
AVVOCATO Pepi: Comunque, indipendentemente da questo fatto, mi sembra che lei più volte abbia dimostrato rancore e odio nei confronti di Spatuzza. Lo conferma questo fatto?
IMPUTATO Grigoli: Non si tratta di odio.
AVVOCATO Pepi: Ma lei ha detto, se non vado errato, che: 'avevo anche pensato di ucciderlo'. Se questo non è odio, mi dica lei che cos'è?
IMPUTATO Grigoli: Ma guardi, purtroppo, dico purtroppo, ho ucciso tanta gente senza neanche conoscerla.
AVVOCATO Pepi: Ma Spatuzza lo conosceva però?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Eh, appunto.
IMPUTATO Grigoli: Ma non per odio, perché lui stava sbagliando, si stava comportando male. E allora io dissi: ho ucciso tanta gente che magari, non lo so, per motivi, per altri... perché si era comandato non dovevo uccidere lui che mi stava mettendo in condizioni di mandare mia moglie a lavorare, o di non poter mandare... Cioè, questa era la cosa che mi dava...
AVVOCATO Pepi: Senta, torniamo un attimo al momento...
IMPUTATO Grigoli: Ma difatti guardi, le posso dire anche un'altra cosa. Io avevo già contattato un guardia carceriere, perché prima di uccidere lui volevo fare presente la cosa in galera io, o perlomeno ai Graviano, o al Mangano.
AVVOCATO Pepi: Cioè, lei aveva parlato con un carceriere perché uccidesse Spatuzza?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Persona già indagata e quindi non posso aggiungere altro su questa cosa.
AVVOCATO Pepi: Bene.
IMPUTATO Grigoli: Senta, torniamo dicevo un attimo al momento in cui lei è stato arrestato. Lei dove è stato arrestato?
IMPUTATO Grigoli: Io, adesso non mi ricordo la via, in un appartamento nei pressi di via Bitrè*.
AVVOCATO Pepi: Comunque era in casa?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: In quel momento che cosa stava facendo, se lo ricorda?
IMPUTATO Grigoli: Mi stavo accingendo a cucinare.
AVVOCATO Pepi: Che cosa cucinava?
IMPUTATO Grigoli: Non erano scampi comunque, era del gambero.
AVVOCATO Pepi: Erano forse aragoste, anche?
IMPUTATO Grigoli: No, gliel'ho detto, era gambero.
AVVOCATO Pepi: Gambero.
IMPUTATO Grigoli: Poi i giornali l'hanno fatta diventare aragoste.
AVVOCATO Pepi: No, comunque...
IMPUTATO Grigoli: E se vuole sapere, anche le lumache.
AVVOCATO Pepi: No...
IMPUTATO Grigoli: Noi mangiamo le lumache lì, dalle nostre parti.
AVVOCATO Pepi: Va be'. Senta, durante...
PRESIDENTE: Non solo dalle vostre parti.
IMPUTATO Grigoli: Non lo so, c'è gente che non li mangia.
PRESIDENTE: Sì, ma ci sono i buongustai che li mangiano. Andiamo avanti, avvocato.
AVVOCATO Pepi: Dura...
PRESIDENTE: Se deve continuare su questo argomento, è molto più piacevole degli altri.
AVVOCATO Pepi: No, no.
PRESIDENTE: No, no, guardi che è più piacevole degli altri.
AVVOCATO Pepi: Sì, sì.
PRESIDENTE: Anche data l'ora.
AVVOCATO Pepi: Esatto. Senta, durante il momento in cui lei è stato arrestato, è stato portato dove, alla Squadra Mobile?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ecco, durante la permanenza immediata alla Squadra Mobile, per caso lei ha ricevuto, o direttamente, o telefonicamente, un invito da parte di Pasquale Di Filippo a pentirsi?
IMPUTATO Grigoli: Un invito da parte di Pasquale Di Filippo a pentirmi?
AVVOCATO Pepi: Sì.
IMPUTATO Grigoli: No.
AVVOCATO Pepi: Senta, attualmente lei in che situazione è: è libero o è detenuto?
IMPUTATO Grigoli: Detenuto.
AVVOCATO Pepi: Detenuto. Perché lei ancora ha detto non è entrato sotto il regime di protezione, vero?
IMPUTATO Grigoli: Perché?
AVVOCATO Pepi: Non è ancora...
PRESIDENTE: Non è ancora stato ammesso a regime di protezione.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei è già stato condannato per altri fatti?
IMPUTATO Grigoli: No.
AVVOCATO Pepi: Ma ha vari procedimenti pendenti?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Per che tipi di reati?
IMPUTATO Grigoli: Omicidi.
AVVOCATO Pepi: Solo omicidi?
IMPUTATO Grigoli: No, rapina, estorsione. Adesso non lo so.
AVVOCATO Pepi: Bene. Nel momento precedente alla sua dichiarazione di voler collaborare con la Giustizia, lei ha mica per caso - come altri collaboratori - avuto da parte della DIA, o da altre istituzioni, un invito a pentirsi e una promessa in danaro, o di altri vantaggi?
IMPUTATO Grigoli: Assolutamente no e neanche ho fatto questo tipo di richiesta.
AVVOCATO Pepi: Io le ho chiesto se gliel'avevano fatta altri, non che l'avesse chiesto lei.
IMPUTATO Grigoli: E io le ho detto che non mi è stata fatta e neanche è stata fatta da parte mia.
AVVOCATO Pepi: Bene. Senta, non ho capito bene se, quando lei ha parlato della sua partecipazione a Cosa Nostra, se lei era uomo d'onore, o affiliato?
PRESIDENTE: No, no, ha già risposto.
IMPUTATO Grigoli: L'ho già spiegato.
AVVOCATO Pepi: Ha già risposto chiaramente e dilungandosi sul fatto che non l'avevano... come si dice?
IMPUTATO Grigoli: "Pungiuto".
PRESIDENTE: "Pungiuto".
AVVOCATO Pepi: Comunque, senta, lei chiaramente però conosceva sia persone di Cosa Nostra e come questa organizzazione operava.
Io le chiedo: lei è a conoscenza di quali qualità personali siano necessarie per entrare in Cosa Nostra?
IMPUTATO Grigoli: Mah, genericamente sì.
AVVOCATO Pepi: Ce le può dire?
IMPUTATO Grigoli: Bisogna essere... innanzitutto bisogna essere un... bisogna avere delle qualità, essere riservati. Non lo so adesso lei cosa vuole sapere.
PRESIDENTE: Lei dica se conosce che ci vogliono delle qualità particolari?
IMPUTATO Grigoli: L'ho detto, persone riservate, per le persone anche non... pure gli incensurati sono abbastanza...
AVVOCATO Pepi: E allora le specifico meglio sempre la domanda: è possibile che in Cosa Nostra venga ammesso e vi partecipi persona che ha come parenti Carabinieri, o comunque Forze dell'Ordine?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Si suol dire: da una rosa nasce una spina, da una spina nasce una rosa, in Cosa Nostra. Si suol dire anche questo..
AVVOCATO Pepi: Lei ha parenti nelle Forze dell'Ordine?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Dove, nei Carabinieri, o nella Polizia?
IMPUTATO Grigoli: Carabinieri.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ha parlato spesso di Francesco Giuliano.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: E lo avrebbe, lo ha anche definito più volte un chiacchierone e un fannullone che faceva fare tutto agli altri.
Ecco, io le chiedo, siccome a Giuliano lei ha attribuito una serie di fatti particolarmente gravi, le chiedo: ma è possibile che Cosa Nostra, che come lei diceva prima, assumeva persone che erano molto riservate, facesse fare questi fatti gravi a Giuliano?
IMPUTATO Grigoli: Ma chiacchierone io non intendevo che andava a sventagliarle ai quattro venti.
Vede, neanche Giuliano, Lo Nigro, tutti quelli del gruppo, non è che sapevano che io avevo i contatti con Bagarella. Non è che sapevano che io avevo i contatti con Matteo Messina Denaro.
Ora per contatti, dico anche fisici in questo senso. Non è che mi incontravo con lui per discutere determinate cose.
Comunque era, si trattava di persona di fiducia.
E quindi non è che io andavo a dire al Giuliano: 'sai, mi sono incontrato con Bagarella, questo, quell'altro...', non è che... Questo, era chiacchierare.
AVVOCATO Pepi: Senta, veniamo un attimo - le mie domande vanno un po' in là, sicché magari...
IMPUTATO Grigoli: Addirittura io ebbi una storia con Peppuccio Barranca perché in una occasione venne il Bagarella in un magazzino dove era stato ucciso uno. E lui vide che il Bagarella ebbe, come, mi salutò come persona conoscente.
Allorché lui, quando andò via, mi disse: 'ma chi era?'
Ci dissi: 'Una persona.'
'Va be', questo l'ho visto pure io.'
Dissi: 'boh, che ne so?'
Poi lui venne a sapere chi era e si era un po' lamentato con me, perché io non glielo avevo detto che era Bagarella.
AVVOCATO Pepi: Sì, comunque mi scusi...
IMPUTATO Grigoli: Per dirle...
AVVOCATO Pepi: Grigoli, scusi, eh...
IMPUTATO Grigoli: Se invece io andavo a dire... Ecco, questo poteva essere anche una forma di essere chiacchierone. Se io andavo a dire agli altri...
AVVOCATO Pepi: No, comunque non mi sembra che abbia risposto alla mia domanda.
Io le ho chiesto, siccome lei è partito da una premessa, che in Cosa Nostra entrava...
IMPUTATO Grigoli: Io, per farle capire che cosa intendo per chiacchierone. Non è che Giuliano andava a dirlo ai quattro venti che era partecipe di alcune situazioni.
Anche nel nostro ambito, lui doveva parlare di meno.
AVVOCATO Pepi: Allora perché lei ha definito Giuliano un chiacchierone?
IMPUTATO Grigoli: Perché nel nostro... anche nel nostro gruppo si parla di meno, non si parla tanto.
Loro vennero a lamentarsi anche dell'omicidio di Castiglione.
AVVOCATO Pepi: Ma scusi, allora...
IMPUTATO Grigoli: Che loro non sapevano, che io ho fatto insieme a Pasquale Di Filippo.
Lui ha chiesto, dice, mah... siccome erano soliti sapere che ero io che sparavo, quindi, di conseguenza ci andava automaticamente che è stato "u' cacciatore".
AVVOCATO Pepi: Sì...
IMPUTATO Grigoli: Allora loro mi hanno chiesto e gli ho detto: 'boh, non ne so parlare.'
AVVOCATO Pepi: Ecco, dicevo, Grigoli, ma allora, visto che lei ha definito in questa maniera Giuliano, lei non lo ha mai ripreso per il fatto che stava parlando in giro e diceva troppe cose?
IMPUTATO Grigoli: Allora, le dico anche sotto quale aspetto chiacchierò.
Si doveva uccidere una persona... Perché, lei, a questo punto, è suo imputato, me lo fa ancora più...
Si doveva uccidere una persona e gli diceva a quello seduto lì che doveva essere strangolato: 'noi ti uccidiamo in nome della Sicilia.'
Questo è... E' una forma di parlare troppo. Insomma, devi essere un pochettino... Ecco.
AVVOCATO Pepi: Sì, comunque lei è molto abile a non rispondere alle domande.
Io le ho chiesto semplicemente...
IMPUTATO Grigoli: No, non è questione di abilità. Io sono qui, le ho detto, di fronte alla Corte, per dire la verità. E non ho motivo...
AVVOCATO Avellone: Presidente, scusi. Io vorrei che il collega si limitasse a fare le domande del controesame senza fare commenti sulle risposte...
AVVOCATO Pepi: No, io non fo commenti.
AVVOCATO Avellone: ... che sono, secondo me, abbastanza esaurienti.
AVVOCATO Pepi: No, io vorrei...
AVVOCATO Avellone: Se lei vuole spiegare tutto quello che diceva Giuliano, noi finiamo domani.
AVVOCATO Pepi: No...
PRESIDENTE: Va bene. Per cortesia, calmiamoci tutti.
Avvocato, prego, prosegua.
AVVOCATO Pepi: Sì, allora io...
PRESIDENTE: Delle domande...
AVVOCATO Pepi: ... formulo esattamente...
PRESIDENTE: ... delle domande.
AVVOCATO Pepi: Sì. Lei mi dice: sì, o no.
Ha mai rimproverato Giuliano perché parlava troppo?
Le può dirmi: sì, o no.
IMPUTATO Grigoli: No, io ne parlavo direttamente con Nino Mangano.
AVVOCATO Pepi: Ecco, oh. Non è che ci volesse...
Dunque, senta, veniamo all'attentato dell'Olimpico.
E' sicuro che, nei pressi dell'Olimpico, al momento dell'attentato, vi fosse un bidone pieno di chiodi?
IMPUTATO Grigoli: Non ho capito.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere da lei se, in occasione dell'attentato all'Olimpico, ci fosse preparato e quindi fosse lì, in quella situazione, anche un bidone pieno di pezzi di ferro.
IMPUTATO Grigoli: Il bidone pieno di pezzi di ferro...
PRESIDENTE: Lui ha detto chiodi, ma questo...
AVVOCATO Pepi: Sì.
PRESIDENTE: Grigoli, nel fare la dichiarazione, ha detto che erano pezzetti di ferro.
IMPUTATO Grigoli: Tondino.
PRESIDENTE: Tondino.
IMPUTATO Grigoli: Per la costruzione, per i pilastri...
PRESIDENTE: Sì, siamo d'accordo.
IMPUTATO Grigoli: Questo bidone è stato riempito, lì, a Edil Vaccaro.
Io ho detto ai magistrati che non mi ricordo se lo caricai pure insieme all'esplosivo.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei conferma - perché mi sembra che l'abbia già detto - che Giuliano non era presente nel fallito attentato all'Olimpico?
IMPUTATO Grigoli: Lui scese con me.
AVVOCATO Pepi: Sì, quindi non era presente quando è stato fatto il tentato...
IMPUTATO Grigoli: No.
AVVOCATO Pepi: Ecco, volevo soltanto che lo ribadisse.
IMPUTATO Grigoli: Se era presente, dicevo che era presente.
AVVOCATO Pepi: Ecco, a posto.
Senta, lei ha parlato sempre per l'attentato dell'Olimpico, di una Thema pulita, targata Palermo. Giusto?
IMPUTATO Grigoli: No, io non ho detto... Io ho detto: 'ricordo Palermo', non è che ho affermato era targata Palermo.
E' diverso, avvocato.
AVVOCATO Pepi: Ecco, io le chiedo comunque, siccome lei ha parlato di pulizia dell'auto e ci ha spiegato anche in che cosa consistesse, lei sa che comunque anche pulendo la macchina vi è un numero sul motore? Identificativo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, è stato...
AVVOCATO Pepi: Ecco.
IMPUTATO Grigoli: E difatti ci sono i punzoni, avvocato, per cambiare i numeri del motore. Che Giacalone sapeva fare.
AVVOCATO Pepi: Ed è stato pulito anche questo, oppure no?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ha anche detto che Giuliano sarebbe stato un esperto nel rubare le auto con lo spadino.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Allora io le chiedo: non era più semplice che Giuliano rubasse un'auto a Roma, invece che portare una macchina direttamente da Palermo?
IMPUTATO Grigoli: No, era diverso, perché la macchina doveva stare posteggiata. E quindi si vedeva questa macchina... E difatti ci furono fatti i lavori, ci voleva la macchina con un baule più grande...
Perché la FIAT Uno non è che l'esplosivo, da quello che ho capito, lo hanno messo il bagagliaio, lo hanno messo anche all'interno. Perché tutto nel bagagliaio non ci entrava.
Di conseguenza, una macchina che doveva stare parecchio, non è che gliel'hanno messa due minuti prima che passasse il corteo dei poliziotti, gliel'hanno messo molto prima.
E quindi in questa macchina non si doveva notare nulla. Ecco la differenza.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ha parlato poi di un appartamento in Roma, dove voi aveste delle noie con la portiera.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ecco, io vorrei sapere, capire bene, in questo quartiere, prima di andare via da questo quartiere, quanto ci siete stati? una settimana, alcuni giorni, alcune ore...
IMPUTATO Grigoli: Nell'appartamento dove ci abbiamo avuto i problemi con la portiera...
AVVOCATO Pepi: Sì.
IMPUTATO Grigoli: ... ho già detto che siamo stati poche ore.
AVVOCATO Pepi: Poche ore.
Senta, veniamo un attimo all'attentato a Contorno.
E' a conoscenza lei che Contorno aveva ucciso un fratello di Gaspare Spatuzza?
IMPUTATO Grigoli: Lui me lo ha comunicato.
AVVOCATO Pepi: Quindi, lo sapeva.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ecco, allora non le sembra strano che Spatuzza non faccia parte del commando?
IMPUTATO Grigoli: Ma mica lo doveva decidere lo Spatuzza chi ci doveva andare. Spatuzza era un semplice soldato come me.
PRESIDENTE: Chi lo decideva?
IMPUTATO Grigoli: Lo decideva Graviano, all'epoca.
AVVOCATO Pepi: Senta, sa chi accompagnò Giuliano dopo il primo attentato a Contorno a Palermo a prendere i detonatori?
IMPUTATO Grigoli: Sa chi accompagnò il Giuliano...?
AVVOCATO Pepi: Sì, chi accompagnò Giuliano, dopo il fallito attentato a Contorno, quando si recò nuovamente in Sicilia per prendere i detonatori, chi è che lo accompagnò?
IMPUTATO Grigoli: Quando scese a Palermo, nessuno; quando risalì, Pietro Romeo.
AVVOCATO Pepi: E sa con che mezzo andò Giuliano?
IMPUTATO Grigoli: Ah, lei intende accompagnato dove? Alla stazione?
AVVOCATO Pepi: No, in Sicilia.
IMPUTATO Grigoli: Mi rifaccia la domanda.
AVVOCATO Pepi: Giuliano, dopo il primo attentato che è andato male a Contorno...
IMPUTATO Grigoli: Fu mandato a Palermo, sì.
AVVOCATO Pepi: Fu mandato a Palermo.
Ecco, io le ho chiesto: andò da solo, o andò con qualcheduno?
IMPUTATO Grigoli: No, lo accompagnò lo Scarano, credo.
AVVOCATO Pepi: E sa con che mezzo andò? Se con l'auto, con la nave, con l'aereo...
IMPUTATO Grigoli: Io ho già detto, avvocato, o con l'aereo - non so essere specifico, non so essere preciso su questo - o con l'aereo, o con... o si imbarcò, qualcosa del genere.
AVVOCATO Pepi: E non sa neppure...
IMPUTATO Grigoli: Come?
AVVOCATO Pepi: Non...
IMPUTATO Grigoli: Siccome c'era urgenza, io penso con l'aereo, comunque.
AVVOCATO Pepi: Comunque non sa se Giuliano storpiò, come lei ha detto, il nome? Per prendere il biglietto aereo o navale che sia.
IMPUTATO Grigoli: Per il momento non mi ricordo, se abbiamo parlato di questo.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ha detto che, per confondere le idee all'Autorità, Cosa Nostra decise di cambiare tipo di esplosivo per l'attentato a Contorno. Giusto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ecco, io le chiedo: siccome lei ha anche dichiarato che Carra fece pervenire su, non solo esplosivo, ma anche armi convenzionali, addirittura dei mitra Kalashnikov; non era più semplice uccidere Contorno con il mitra?
IMPUTATO Grigoli: No. Le armi furono salite, le risalimmo. Però furono poi riscese perché non ce n'era di bisogno.
Perché dovevamo operare con dell'esplosivo.
AVVOCATO Pepi: Senta, se lei... Queste, sono domande che esulano un po' dai fatti di strage. E io le chiedo: lei è a conoscenza se vi fosse, da parte di Cosa Nostra, intenzione di commettere attentati a magistrati italiani per favorire un partito nascente politico, e precisamente Forza Italia?
IMPUTATO Grigoli: Io non ho parlato di politica e non intendo parlarne.
AVVOCATO Pepi: Cioè, la sua risposta è che lei non lo sa, o non vuol rispondere?
IMPUTATO Grigoli: Non intendo parlarne.
AVVOCATO Pepi: Quindi, non intende rispondere.
IMPUTATO Grigoli: E' diverso, avvocato.
AVVOCATO Pepi: No, veramente tanto diverso non è.
PRESIDENTE: E' la stessa cosa, mi scusi.
AVVOCATO Pepi: Eh.
PRESIDENTE: Comunque lei ha il diritto di dire: 'non voglio parlare'.
IMPUTATO Grigoli: Di questo argomento.
AVVOCATO Pepi: Allora io... Comunque lei mi risponderà nello stesso modo, oppure no, comunque io le chiedo: lei sa se, negli attentati delle stragi del '93 vi fossero implicati anche i poteri forti dello Stato e i Servizi Segreti e la Massoneria?
IMPUTATO Grigoli: No, io le posso dire che si era, nei progetti, anche se non immediatamente esecutivi, diciamo, non è che si era pronti nel fare questa cosa. Ma, nei progetti, c'era di uccidere Caselli ed altri.
AVVOCATO Pepi: Comunque, di questi... Non è che ancora mi abbia dato una risposta.
Cioè, io le ho chiesto: se sa - lei mi può dire sì o no - se, negli attentati, fossero implicati anche i Servizi Segreti, la Massoneria, i poteri forti.
Lei mi può dire sì o no.
IMPUTATO Grigoli: No, non mi risulta questo.
AVVOCATO Pepi: Non le risulta.
Lei sa come furono scelti gli obiettivi monumentali da sottoporre ad attentati?
IMPUTATO Grigoli: Oltre quelli già fatti?
AVVOCATO Pepi: No, no, quelli fatti, di quelli fatti.
Come furono scelti?
IMPUTATO Grigoli: Non... non lo so.
AVVOCATO Pepi: Non lo sa. Sa se coloro che lei dice siano venuti nel Continente a commettere queste stragi conoscessero Roma, Milano e Firenze?
IMPUTATO Grigoli: Mi può fare gentilmente la domanda? Non la sento bene.
AVVOCATO Pepi: Lei ha detto che varie persone hanno operato queste stragi. Ha fatto i nomi di queste persone.
Volevo sapere: lei è a conoscenza se queste persone sono venute a Roma, a Firenze e Milano, conoscessero precedentemente queste tre città?
IMPUTATO Grigoli: Prima di fare le stragi?
AVVOCATO Pepi: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Non lo so.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ha partecipato all'omicidio di padre Puglisi?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Come vi ha partecipato, con la moto, o con l'auto?
PRESIDENTE: Come dice?
IMPUTATO Grigoli: L'avvocato voleva sapere se ho partecipato con la moto, o con l'auto nel delitto padre Puglisi.
No, vede...
PRESIDENTE: Lei risponde quello che crede.
IMPUTATO Grigoli: Ci sono... c'è un altro procedimento in corso, risponderò lì.
Però io non so che c'entra, in questo processo, padre Puglisi.
AVVOCATO Pepi: Ora, commenti da parte... Mi sembra... Sennò...
PRESIDENTE: Io spero che non ci sia... da parte mia non c'è stato nessun commento.
AVVOCATO Pepi: No, no.
PRESIDENTE: Lei continui pure a fare le sue domande.
AVVOCATO Pepi: Quindi, su questa domanda, non mi risponde.
IMPUTATO Grigoli: Guardi, non è che... Cioè, non... Comunque vuole sapere io come ho sparato a padre Puglisi?
AVVOCATO Pepi: No, io voglio solo sapere se lei, quando ha commesso l'omicidio Puglisi, era in macchina o in auto.
Siccome a già altre Autorità... Era in auto, o in moto?
IMPUTATO Grigoli: Ero con la macchina di Giacalone, di proprietà di Giacalone.
AVVOCATO Pepi: Bene. Va bene.
IMPUTATO Grigoli: C'era anche la macchina di proprietà di Lo Nigro Cosimo. Con le macchine pulite, ci siamo andati.
AVVOCATO Pepi: Con le macchine, benissimo.
IMPUTATO Grigoli: E gli ho sparato, sì.
AVVOCATO Pepi: Benissimo.
Senta, lei, dopo essere, aver deciso di collaborare, ha più sentito, quantomeno telefonicamente, Ciaramitaro?
IMPUTATO Grigoli: Ho sentito...?
AVVOCATO Pepi: Ha parlato per telefono con Ciaramitaro?
IMPUTATO Grigoli: Ciaramitaro, no.
AVVOCATO Pepi: No. Senta, che lei sappia, Scarano aveva persone di fiducia che rubavano per lui delle auto?
IMPUTATO Grigoli: Almeno una, sì. Perché loro vennero a dirmi che, quando fu dello Stadio e Lo Nigro buttò la chiave e poi non funzionò più il telecomando, ci fu bisogno di portare via la macchina e lo Scarano andò a prendere una persona che rubava le macchine.
AVVOCATO Pepi: Senta, le risulta...
PRESIDENTE: Per farla aprire, ovviamente.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Per metterla in moto. Non ci riuscì, comunque.
AVVOCATO Pepi: Senta, le risulta che, secondo Calvaruso e Romeo, lei doveva essere eliminato perché era troppo loquace?
IMPUTATO Grigoli: No, io ho sentito di questa storia tramite i giornali, anche se non... all'epoca non ci ho creduto. oggi, non lo so, mi sono ravveduto. Può anche darsi.
AVVOCATO Pepi: Senta, sono a fine, l'ultima domanda: lei ha parlato che Giuliano avrebbe fatto delle telefonate rivendicative delle stragi, attribuendole alla Falange Armata.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ecco, io volevo sapere: lei sa se queste telefonate erano state fatte da Giuliano con la voce sua normale, oppure contraffatta con dialetto siciliano...
IMPUTATO Grigoli: No, io addirittura ricordo che ci furono, che lui fece sapere. Adesso non mi ricordo, non so se me lo disse, a chi fece sapere che lui aveva informato che questi attentati erano stati fatti di questa... a nome della Falange Armata.
AVVOCATO Pepi: Sì. Senta...
IMPUTATO Grigoli: Non ricordo se fu una telefonata, o altre cose.
AVVOCATO Pepi: Lei non sa quando e dove siano state fatte queste telefonate.
IMPUTATO Grigoli: No.
AVVOCATO Pepi: Ecco, allora le chiedo: siccome vari, cioè, quasi tutti i collaboratori già sentiti e anche lei, ha dichiarato, avete dichiarato che queste stragi vennero fatte da Cosa Nostra per costringere lo Stato a venire a trattative per eliminare il 41-bis e altri fatti; come mai allora queste stragi venivano fatte rivendicare alla Falange Armata che, con Cosa Nostra, non ci entrava affatto?
Come poteva poi lo Stato contattare Cosa Nostra se sapeva che le stragi erano state fatte alla Falange Armata?
IMPUTATO Grigoli: Se lei si ricorda bene, ci fu un contatto con Cosa Nostra, per Aldo Moro che furono i terroristi.
AVVOCATO Pepi: No, ma ora io le ho chiesto proprio relative alle stragi del '93.
Ora, se non vado errato, Moro è stato assassinato nel '78, mi sembra.
IMPUTATO Grigoli: Sì. No, per fargli capire... Cioè, contattò lo Stato, così si è sentito, che Cosa Nostra. Però per interessamento... Non è che era stata Cosa Nostra a rapinare Aldo Moro.
Per cercare di aggiustare questa cosa tramite, con i terroristi.
AVVOCATO Pepi: Ma allora devo capire, dalla sua...
IMPUTATO Grigoli: Quindi ci poteva essere anche questa possibilità. Che contattavano Cosa Nostra per vedere un pochettino di contattare questa Falange Armata.
AVVOCATO Pepi: Ma allora...
IMPUTATO Grigoli: Perché si prendeva i meriti, come se non ne sapesse parlare.
AVVOCATO Pepi: Ma da quello che lei dice, allora io devo presumere che Aldo Moro sia stato ammazzato dalla mafia.
IMPUTATO Grigoli: No. Non ho detto questo, io.
AVVOCATO Pepi: Bene. Io non ho altre domande.
Però ho, a questo punto, in relazione all'ultima domanda che ho fatto a Grigoli, una istanza: ove nella ipotesi che queste telefonate fossero registrate, chiedo che sia formalmente fatta una perizia fonica per accertare se la voce sia attribuibile, o meno, a quella di Giuliano Francesco.
PRESIDENTE: Bene. Ci riserveremo poi, dopo aver sentito il P.M..
Ora andiamo avanti con questo turno.
Chi prende la parola? Prego.
AVVOCATO Oddo: Avvocato Giuseppe Oddo. Grazie, signor Presidente.
La ringrazio anche per la cortesia che ella mi volev usare.
Dato che domani sarò nuovamente qui, non ci...
PRESIDENTE: Lei, avvocato...
AVVOCATO Oddo: E' stato molto cortese e la ringrazio.
PRESIDENTE: Non era neanche tenuto a scusarsi. La scelta è sua, quindi...
AVVOCATO Oddo: No, no, dico...
Io non ho molte domande, per la verità, da fare. E quindi, credo che faremo tutto brevemente.
Signor Grigoli, buongiorno.
IMPUTATO Grigoli: Buongiorno.
AVVOCATO Oddo: Io volevo chiederle intanto, a proposito di quest'ultimo argomento che lei ha trattato con il collega che mi ha preceduto, la scelta di indicare come Falange Armata la sigla di rivendicazione, fu operata da qualcuno, o vi venne imposta, vi venne detta?
IMPUTATO Grigoli: Mah, sicuramente non è che l'ha fatto di testa... Se lo ha fatto, non è che lo ha fatto di testa propria, Giuliano.
AVVOCATO Oddo: Non sa nulla, in proposito?
IMPUTATO Grigoli: No.
AVVOCATO Oddo: Va bene. Un chiarimento: lei ha detto, a proposito di Pasquale Di Filippo, che probabilmente egli si avvicinò a Cosa Nostra nel, a partire dall'anno 1993.
Cioè, poc'anzi, rispondendo...
IMPUTATO Grigoli: Me lo avvicinarono. Diceva?
AVVOCATO Oddo: Rispondendo a domanda del signor Pubblico Ministero, ho capito bene, è vero?
Può chiarire se ciò avvenne prima o dopo le stragi, in particolare?
Perché, su questo, aveva pure risposto in tempo precedente.
IMPUTATO Grigoli: Credo dopo.
AVVOCATO Oddo: Ecco, allora non ho nulla da contestare, perché effettivamente lei aveva chiarito al Pubblico Ministero che...
IMPUTATO Grigoli: Comunque io non ho detto che Pasquale Di Filippo entrò in Cosa Nostra nel '93.
AVVOCATO Oddo: Ah.
IMPUTATO Grigoli: Io fui, mi avvicinarono, dice: 'mettiamocelo accanto.'
AVVOCATO Oddo: Ah, quindi viene avvicinato in epoca successiva alle stragi. Capisco bene?
IMPUTATO Grigoli: Dal nostro mandamento, sì.
AVVOCATO Oddo: Lei ha parlato di ruoli minori, sostanzialmente, di Di Filippo nei fatti delittuosi. Ho capito bene?
IMPUTATO Grigoli: Sui fatti delittuosi, sì. Ruoli minori sull'operazione.
AVVOCATO Oddo: Sì. E aveva ruoli minori pure nella organizzazione?
Quando poi entrò nella organizzazione.
IMPUTATO Grigoli: No, io ho parlato di ruoli minori nelle operazioni delittuose.
AVVOCATO Oddo: Sì, io ora le sto chiedendo: quando poi entrò nell'organizzazione a partire dall'anno '94, o successivamente ancora, continuò ad avere un ruolo sostanzialmente minore. Non ebbe mai un ruolo di rilievo, no?
IMPUTATO Grigoli: Io le posso dire di quello che sono a conoscenza, di quello che...
AVVOCATO Oddo: Sì, eh.
IMPUTATO Grigoli: Addirittura lui mi ebbe a dire che il Bagarella gli aveva proposto di farsi un gruppo di fuoco da... per conto suo.
AVVOCATO Oddo: Ah, una cosa diversa, deviante, rispetto...
Lei ha parlato oggi dei fratelli Graviano, disegnando il ruolo di ciascuno di loro.
In particolare ha chiarito che, capomandamento, era Giuseppe Graviano. Giusto?
Poi, parlando di Filippo Graviano ha detto che curava più che altro gli aspetti economici della famiglia.
In particolare, è giusto dire che curava l'attività relativa alle costruzioni?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Oddo: E, quindi, al reimpiego del denaro nelle costruzioni.
IMPUTATO Grigoli: Sì, anche.
AVVOCATO Oddo: Ed era soprattutto... questo danaro, era in particolare denaro proprio, diciamo? E' giusto?
IMPUTATO Grigoli: No.
AVVOCATO Oddo: Lei sa se i Graviano hanno... In genere, parlo, dei Graviano e poi di Filippo Graviano, in particolare, hanno capacità reddituali proprie, oltre capacità reddituarie...
IMPUTATO Grigoli: Io so che loro era una famiglia già economicamente abbastanza agiata. Questo, lo posso dire.
AVVOCATO Oddo: Ecco, va bene. Era questo intanto, quello che mi interessava.
Quindi, giusto dire che fosse diciamo, la sua attività, quella destinata a quest'ambito, quello delle costruzioni. E quindi il reimpiego, o l'investimento nel campo delle costruzioni.
Ma loro lo facevano direttamente, cioè in proprio, oppure si servivano di altre persone?
IMPUTATO Grigoli: Guardi, io ho parlato che gestiva, più che altro... Adesso, gli affari...
AVVOCATO Oddo: Parliamo delle costruzioni.
IMPUTATO Grigoli: Gli affari propri, io non è che le posso dire più di tanto.
AVVOCATO Oddo: Va bene. E allora...
IMPUTATO Grigoli: Se costruiva, se...
AVVOCATO Oddo: Comunque vorrei un chiarimento preciso sul problema decisionale.
Lei ha detto: capomandamento, effettivamente, era Giuseppe Graviano.
E' giusto dire che le decisioni venivano prese da Giuseppe Graviano?
IMPUTATO Grigoli: Io ho detto che Giuseppe Graviano, di quello che so io, era capomandamento.
AVVOCATO Oddo: Ecco, io...
IMPUTATO Grigoli: E Filippo ho saputo che si occupava di altri aspetti.
AVVOCATO Oddo: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Poi, se era più o meno...
AVVOCATO Oddo: Scusi, io vorrei ricordarlo, o lo contesto senz'altro, quanto risulta dal verbale del 24 di giugno del '97.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Oddo: Il signor Pubblico Ministero premette, in riferimento alle stragi, il fatto, dice:
"Chi è che diede ordini?"
"Giuseppe Graviano."
Dice: "Chi è che diede incarico?"
"Sempre Giuseppe Graviano."
Ora... E poi introduce allora il discorso:
"Ma che cosa può dire sull'altro fratello, su Filippo? Dato che loro, gli altri, gli stessi di prima, è sempre Giuseppe Graviano. Sull'altro?"
La sua risposta: "No. Quello che dava gli ordini, che era il capomandamento, che decideva le cose, era Giuseppe Graviano..."
IMPUTATO Grigoli: Perché lui ebbe a darmi...
AVVOCATO Oddo: Scusi.
"Chiaramente..."
PRESIDENTE: Faccia finire.
AVVOCATO Oddo: Mi scusi, signor Grigoli, io non la vedo in questo momento, ma...
PRESIDENTE: Prosegua, avvocato.
AVVOCATO Oddo: ... volevo proseguire.
"Chiaramente, poi, Filippo e Benedetto erano anche loro uomini d'onore. Ma colui che decideva, era Giuseppe Graviano."
Lei conferma quello che ha detto al Pubblico Ministero, giusto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Oddo: Va bene. Se conferma questo, non è più neanche una contestazione, perché, a questo punto, entra come prova.
Io credo di non avere altre domande. Solo un momento... Ah, un chiarimento: a proposito dei contatti dal carcere, in epoca successiva all'arresto di Giuseppe Graviano e di Filippo Graviano.
Lei ha dato, nel suo racconto, la rappresentazione di alcuni episodi riferendoli sempre a Giuseppe Graviano.
Dico: è giusto dire che non le risultano episodi, fatti di messaggi dal carcere di Filippo Graviano, invece. E' giusto?
IMPUTATO Grigoli: No, mi risulta a me che Giuseppe Graviano mandava questi messaggi.
AVVOCATO Oddo: Sì, e questo lo aveva detto, appunto.
D'altra parte c'è un documento in processo, il quale...
Va bene. Io non ho altre domande.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE: Chi interviene?
AVVOCATO Barone: Posso io, Presidente? L'avvocato Barone.
Mi consente di stare seduto, Presidente?
PRESIDENTE: Prego, prego.
AVVOCATO Barone: Signor Grigoli, lei ha notizie dirette di una presenza di Ferro Vincenzo a Firenze, in occasione dei fatti per cui stiamo procedendo?
IMPUTATO Grigoli: No, non mi ricordo se... se parlammo di questo fatto, della presentazione dello zio a questi che dovevano andare a Firenze.
AVVOCATO Barone: La mia domanda era un po' diversa, comunque se lei ricorda solo questo, non insisto.
IMPUTATO Grigoli: E me la faccia.
AVVOCATO Barone: No, io le ho detto se le risulta la presenza di Ferro Vincenzo a Firenze.
Se non lo sa...
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo.
AVVOCATO Barone: Va bene. Senta, lei ha - se non ho capito male, l'altro ieri - parlato di un telecomando che vedeva sperimentare a uno degli imputati di questo processo.
Può cortesemente descrivere, facendo uno sforzo di memoria, questo telecomando e illustrarci com'era fatto?
IMPUTATO Grigoli: Scusi, che intende per sperimentare?
AVVOCATO Barone: Non ha parlato lei l'altro giorno di aver visto un imputato di questo processo che provava questo telecomando per...
IMPUTATO Grigoli: Sì. Ecco, sì.
AVVOCATO Barone: ... vedere il funzionamento, un po'?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Barone: Ecco, io mi riferisco a questo.
IMPUTATO Grigoli: Ah.
AVVOCATO Barone: Può descrivere alla Corte questo telecomando, cercando di essere il più dettagliato possibile?
IMPUTATO Grigoli: E' un telecomando di quelli che, simili a quelli che... per modellini, per le macchinine, queste telecomandate.
PRESIDENTE: Era una scatola?
IMPUTATO Grigoli: Una scatoletta, così.
PRESIDENTE: Di dimensioni, più o meno?
IMPUTATO Grigoli: 15X15, 20X20.
PRESIDENTE: Grigia, chiara, bianca, scura...
IMPUTATO Grigoli: Scura.
PRESIDENTE: Scura. Aveva qualche cosa sopra?
IMPUTATO Grigoli: Leve.
PRESIDENTE: Le leve?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Barone: Ecco, aveva due leve.
PRESIDENTE: Quante erano?
IMPUTATO Grigoli: Io ancora non l'ho detto, avvocato, se erano due.
AVVOCATO Barone: Ha usato il plurale. Allora, più di una leva.
IMPUTATO Grigoli: Ecco.
PRESIDENTE: Ci dica se erano due, tre, quattro...
IMPUTATO Grigoli: Più di una leva.
PRESIDENTE: Più di una leva.
AVVOCATO Barone: Più di una leva. Si ricorda se c'era qualche pulsante che faceva da interruttore? Quindi, una specie di pulsante "On-Off", per intenderci?
IMPUTATO Grigoli: No, io non è che l'ho mai maneggiato. Quindi non l'ho avuto visivo a tal punto di visionarlo per come intende lei, se c'erano pulsantini, se c'erano lampadine, se c'erano freccine... No.
PRESIDENTE: Quindi, praticamente lei vuol dire: 'non posso dire che ci fosse e neanche che non ci fosse.'
IMPUTATO Grigoli: Sì. Sì, sì.
AVVOCATO Barone: Ho capito. Senta, poi lei ha detto, mi pare ieri, ha parlato dell'acquisto di un aeromodello.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Barone: Ecco, questo acquisto di aeromodello comprendeva anche un telecomando?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Barone: E si tratta di un telecomando diverso, o uguale, rispetto a quello di cui abbiamo parlato fino ad ora?
IMPUTATO Grigoli: Ci ha una certa somiglianza. La stessa grandezza, lo stesso colore.
AVVOCATO Barone: Si ricorda se questo... Parliamo di questo secondo telecomando, quello diciamo per aeromodelli: se aveva due leve verticali sulla faccia superiore?
IMPUTATO Grigoli: Quello dell'aereo?
AVVOCATO Barone: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Credo che avesse due leve. Adesso, di questo fatto ci ha... non è che posso ricordare più di tanto.
AVVOCATO Barone: E va be', se se lo ricorda, signor Grigoli.
IMPUTATO Grigoli: Non è che l'ho comprato per giocarci io, quindi... Accompagnai a comprarlo, poi lo ritirò lui. Quindi non posso dirle più di tanto.
AVVOCATO Barone: Va bene, ci accontentiamo di questo.
Senta, lei può indicare - io non so se l'ha fatto in mia assenza, Presidente, in questo caso me ne scuso. Sarebbe una ripetizione - le dimensioni degli involucri di esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Esplosivo?
AVVOCATO Barone: Credo che lei abbia parlato del peso, fino a ora.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Barone: Io non so se ha parlato anche delle dimensioni.
PRESIDENTE: No.
IMPUTATO Grigoli: Le dimensioni...
PRESIDENTE: Questo, guardi, è un'indicazione che...
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì. Sono io che...
PRESIDENTE: Va be' poi ci dice...
IMPUTATO Grigoli: 70 centimetri.
PRESIDENTE: ... in centimetri che diametro poteva avere.
IMPUTATO Grigoli: 70 centimetri.
PRESIDENTE: Di diametro.
AVVOCATO Barone: Per ciascuna?
IMPUTATO Grigoli: No, perché non erano esattamente...
PRESIDENTE: Circolari.
IMPUTATO Grigoli: ... circolari.
PRESIDENTE: Diciamo una cosa media.
IMPUTATO Grigoli: Potevano assumere la forma anche ovale, quindi di lunghezza, posso dire io, intorno ai 70 centimetri per 55-60.
PRESIDENTE: Di altezza?
IMPUTATO Grigoli: No, di...
PRESIDENTE: Ah, come se fosse semi...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: ... semirettangolare.
IMPUTATO Grigoli: Sì, perché non è che assumeva proprio la forma...
PRESIDENTE: Una forma non perfettamente circolare.
IMPUTATO Grigoli: Ecco, esatto. Poteva essere anche ovale, quindi di conseguenza più lunga e più...
PRESIDENTE: E di altezza quanto era?
IMPUTATO Grigoli: Mah, all'incirca 30 centimetri, 35.
AVVOCATO Barone: Ecco, e inseriti in quel nascondiglio che lei ha descritto, sia pure sommariamente, questi pacchi, diciamo...
IMPUTATO Grigoli: Di quale nascondiglio parla, lei?
AVVOCATO Barone: Lei ha parlato di un nascondiglio di un metro e mezzoX70X60. Parliamo del camion di Carra.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Barone: Che lei ricordi, questi esp... questi pacchi messi là sopra...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Barone: ... occupavano tutto il volume disponibile o restava spazio?
IMPUTATO Grigoli: Addirittura ci fu problema di spazio.
AVVOCATO Barone: Quindi possiamo dire che occupava tutto lo spazio disponibile di questo vano?
IMPUTATO Grigoli: Credo. Adesso, se il problema fu per altezza... Non ricordo se fu per altezza o per lunghezza o per larghezza. Ma ci fu un piccolo problema che abbiamo dovuto sistemare bene per farli entrare.
AVVOCATO Barone: Senta, io devo tornare per un attimo al telecomando, perché mi era sfuggita una cosa.
Ritornando un attimo a quel momento quando lei vide che questo telecomando veniva provato - se se lo ricorda - si ricorda come veniva provato?
Cioè, veniva schiacciato un pulsante, veniva spostata qualche leva, veniva girato qualche interruttore?
IMPUTATO Grigoli: No, io mi ricordo che lui adoperava questo telecomando e si accendeva la lampadina; quindi, di conseguenza, arrivava l'impulso.
AVVOCATO Barone: Sì, dico, ma materialmente che cosa spostava non se lo...
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo cosa maneggiavano.
AVVOCATO Barone: Va bene.
Senta, lei, rispondendo poco fa alla prima domanda dell'avvocato Ceolan, ha detto di avere conosciuto Bagarella nel '93.
Io le chiedo...
IMPUTATO Grigoli: "Presumo", ho detto. Non è che sono preciso...
AVVOCATO Barone: Va be', nessuno è preciso, comunque...
Dico, potrebbe, più o meno, indicarci in quale periodo del '93: all'inizio, alla fine, a metà? Grossomodo, diciamo, anche approssimativamente.
IMPUTATO Grigoli: Non so essere... non me lo ricordo.
AVVOCATO Barone: Non è in grado di precisarlo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Barone: Allora, senta, poco fa lei ha parlato di un episodio nel corso del quale ci sarebbe stato un incontro e poi, alla fine, Barranca le avrebbe chiesto: 'ma chi era quella persona?'.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Barone: Ora, questo episodio, rispetto al momento in cui ha conosciuto Bagarella, quanto tempo dopo sarebbe avvenuto?
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo. Mi ricordo di quale episodio si tratta: l'omicidio Buscemi-Spataro; dove che il Buscemi ebbe a dire determinate cose che, secondo il Mangano, era meglio che le ascoltasse direttamente lui, data l'importanza della cosa.
AVVOCATO Barone: Va bene. Io non ho altro da chiederle, grazie.
*IMPUTATO Grigoli: In quest'occasione.
PRESIDENTE: Ci sono altri interventi? Abbiamo terminato?
Allora l'udienza riprende domattina alle ore 9.00.
Traduzione degli imputati detenuti.
Buongiorno.