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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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DIBATTIMENTO-1: collaboratori/geraci/geraci.txt


UDIENZA 9.6.1997

*EX 210 Geraci: Geraci Francesco.
PRESIDENTE: Geraci Francesco. Ci dica tutte le sue generalità, tanto....
EX 210 Geraci: Geraci Francesco, nato a Castelvetrano, 01/01/1964, Trapani.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, abbiamo indicato il signor Geraci nella lista testi perché sia sentito ai sensi dell'articolo 210 del Codice di procedura penale. Spiego alla Corte e ai difensori, che peraltro penso ne siano a conoscenza, che il signor Geraci è persona sottoposta alle indagini nell'ambito di questo procedimento, come risulta dai preliminari nell'interrogatorio reso al Pubblico Ministero di Firenze il 4 ottobre '96, che è depositato agli atti e che quindi i difensori ben conoscono.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora l'avverto che lei è sentito come imputato per procedimento connesso, quindi può dirci se vuole rispondere alle domande, oppure se vuole avvalersi della facoltà di non rispondere.
EX 210 Geraci: Sì, rispondo.
PRESIDENTE: Vuole rispondere.
EX 210 Geraci: Sì.
PRESIDENTE: Lo dica forte, si avvicini...
EX 210 Geraci: Sì, rispondo.
PRESIDENTE: Benissimo. E' presente il difensore?
AVVOCATO Zarzana: Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Bisogna che parli nel microfono. Dica il suo nome.
AVVOCATO Zarzana: Avvocato Gianfranco Zarzana.
PRESIDENTE: Ah, è quello già indicato negli atti. Benissimo. Si può procedere.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Signor Geraci buongiorno, sono il Pubblico Ministero, sono il dottor Nicolosi.
EX 210 Geraci: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Geraci, vuol dire alla Corte quando è stato arrestato?
EX 210 Geraci: Sono stato arrestato il 29 giugno...
PRESIDENTE: Geraci, la voce deve essere bella sonora.
EX 210 Geraci: Il 29 giugno del 1994.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei è tuttora detenuto?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sinteticamente, con quale accusa lei è stato tratto in arresto?
EX 210 Geraci: Concorso in omicidio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e può dire sulla base di quali elementi era stato arrestato?
EX 210 Geraci: Le dichiarazioni di La Barbera Gioacchino.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, poi le chiederò qualcosa su questa persona. E ha avuto anche accuse in relazione al delitto di associazione mafiosa?
EX 210 Geraci: Su, successivamente poi mi hanno notificato il 416-bis.
PUBBLICO MINISTERO: In relazione, mi scusi, a quale tipo di organizzazione?
EX 210 Geraci: Cosa Nostra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quand'è che ha deciso di collaborare con l'Autorità Giudiziaria?
EX 210 Geraci: Il 6 settembre del 1996.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, può dire quali sono state le ragioni, le motivazioni che l'hanno indotta a questo comportamento processuale?
EX 210 Geraci: Perché avevo sbagliato tutto e ero pentito di questa strada che io avevo intrapreso.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei quindi è stato fra l'altro accusato di aver fatto parte di questa organizzazione Cosa Nostra. Le chiedo: lei è stato ritualmente affiliato a questa organizzazione?
EX 210 Geraci: No. Lei intende con la cosiddetta "punciuta" in dialetto siciliano?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Geraci: No, non sono stato "punciuto".
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non c'è stato, lei non è stato inserito nell'organizzazione con questo rituale?
EX 210 Geraci: No, con questo rituale no. Però Messina Denaro Matteo mi ha detto che facevo parte di un gruppo che era superiore a essere uomo d'onore.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, lei ha citato Matteo Messina Denaro e quindi, prima che lei, in modo che lei possa spiegare questa affermazione di Matteo Messina Denaro, vuol riferire alla Corte che rapporti ha avuto con questa persona, da quanto tempo la conosceva, che relazioni c'erano tra lei e Messina Denaro Matteo?
EX 210 Geraci: Io con Messina Denaro Matteo ci conosciamo dall'infanzia perché giocavamo assieme da piccolini. Abita vicino casa mia, in linea d'aria saranno un 200 metri. Giocavamo assieme da piccoli, poi all'età di 14-15 anni lui ha preso la sua strada e io la mia.
All'età di 24 anni circa ci siamo... ci vedevamo sempre nel paese 'ciao, ciao' e basta. Poi ci siamo incontrato in un sodalizio, in un circolo a Castelvetrano e abbiamo reinstaurato diciamo di nuovo i rapporti.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi quelli che erano rapporti, capisco, di amicizia?
EX 210 Geraci: Sì, di amicizia.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dato che ci siamo, lei ha detto che le vostre strade per un certo tempo si erano divise: vuol dire alla Corte che attività svolgeva lei e dove?
EX 210 Geraci: Io facevo il grossista di oreficeria e fornivo la Sicilia occidentale.
PUBBLICO MINISTERO: Aveva anche un negozio di vendita?
EX 210 Geraci: Mia sorella c'ha il dettaglio, io solo l'ingrosso.
PUBBLICO MINISTERO: Lei faceva l'ingrosso.
Senta, questa attività la gestiva da solo o in società con qualcuno?
EX 210 Geraci: Con i miei fratelli.
PUBBLICO MINISTERO: Può dire i nomi dei suoi fratelli?
EX 210 Geraci: Andrea e Tommaso.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, Andrea e Tommaso. Sono più grandi di lei?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Chiarito questo: lei di Matteo Messina Denaro in questa fase diciamo di distacco sapeva che cosa faceva, qual era la sua attività?
EX 210 Geraci: Sì, perché il paese è piccolino, si sanno bene o male che persone sono, il padre ha avuto sempre a che fare con la giustizia, si sapeva che era una famiglia mafiosa.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo qual è questo paese, io l'ho capito, ma...
EX 210 Geraci: Castelvetrano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi siamo a Castelvetrano. Quindi lei sapeva, conosceva anche il padre di Matteo Messina Denaro?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire come si chiamava questa persona?
EX 210 Geraci: Messina Denaro Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Era una persona, lei ha detto, che aveva avuto a che fare con la giustizia e nel momento in cui lei ha riallacciato questi suoi rapporti con Matteo, era libero, era detenuto, era latitante questo padre di Matteo?
EX 210 Geraci: No, era latitante.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Geraci: Che io ricordi era latitante.
PUBBLICO MINISTERO: Che lei ricorda era latitante.
Senta, com'è che una volta riallacciati questi rapporti di amicizia con Matteo questi rapporti poi assumono una caratteristica diciamo che la porta a compiere azioni delittuose. Vuol spiegare un attimino?
EX 210 Geraci: Sì. Praticamente io col lavoro che facevo, io personalmente non avevo subìto rapine ma mio fratello Andrea a Palermo ha subìto una rapina, mio fratello Tommaso ha subìto un'altra rapina, un mio rappresentante a Palermo ha subìto un'altra rapina, una volta mi hanno sequestrato il dipendente che lavorava da me, Bianco Massimo. Ci sono tutte regolari denunce di queste cose. Poi una volta ci telefonavano, adesso non ricordo la cifra, se volevano 100 o 200 milioni, diciamo estorsione e c'è pure regolare denuncia.
Per cui non sapevo più dove sbattere io. E un giorno ne ho parlato che Matteo, che una persona che mi girava intorno nel mio ufficio e gliel'ho detto a Matteo, gli ho detto: 'senti Matteo, c'è il tizio che gira qua nel mio ufficio, io vorrei solvere la faccia...'
Allora Matteo non mi disse niente. Dopo un po' di giorni ritorna a casa mia, mi fa: 'va be', la faccia gliela solviamo assieme'.
Allora, al che io gli ho detto: 'io sono a tua completa disposizione, qualsiasi cosa che tu hai bisogno, sono a tua completa disposizione'.
Da qui è nato il mio calvario.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, qualche precisazione su questi fatti: lei quindi, lei e suoi familiari, i suoi fratelli, avevate subìto queste azioni criminose. In che periodo siamo? In che anno siamo?
EX 210 Geraci: Siamo... La rapina che ha subìto mio fratello Andrea, adesso io non ricordo di preciso perché con le date non ci sto proprio.
PUBBLICO MINISTERO: No, ecco, mi scusi Geraci, mi serviva per datare questo suo avvicinamento a Matteo Messina Denaro.
EX 210 Geraci: Io avevo 24-25 anni, per cui siamo circa otto anni fa all'incirca.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi siamo alla fine degli anni '80?
EX 210 Geraci: Sì, '89... '89-'90.
PUBBLICO MINISTERO: '90. Era tanto per definire l'origine di questi suoi rapporti.
Lei ha detto da quel momento, quindi nel momento in cui avete dato... L'avete data questa lezione a questa persona?
EX 210 Geraci: No, no, no. Non si è fatto più nulla.
PUBBLICO MINISTERO: Però lei ha affermato poc'anzi che da quel momento inizia il suo calvario. Vuol spiegare in quali fatti lei, ovviamente magari i principali, i più significativi, è stato implicato?
EX 210 Geraci: Poi di lì abbiamo fatto il primo omicidio a Santa Ninfa, poi abbiamo fatto altri omicidi, strangolamenti, il tentato omicidio del dottor Germanà di Mazara del Vallo e poi siamo venuti qua a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, su questo poi andremo più avanti. Per ora volevo che lei precisasse qualche ulteriore fatto di sangue che lei ha riferito in particolare ai magistrati di...
PRESIDENTE: Possiamo chiedere...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
PRESIDENTE: ... per cortesia, già che ha parlato di un primo omicidio, un secondo omicidio, eccetera, perlomeno avere il nome della o delle vittime.
PUBBLICO MINISTERO: Ci stavo arrivando Presidente, ma c'è qualche problema per questo.
Lei ha parlato di un omicidio a Santa Ninfa.
EX 210 Geraci: Sì, che io riconosco come l'omicidio della Y10 perché io non so come si chiamava quella persona.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ha parlato del tentato omicidio del dottor Germanà.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol dire alla Corte chi era questo dottor Germanà?
EX 210 Geraci: Il commissario di Mazara, o il vicequestore di Trapani, non so di preciso che grado aveva.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è un funzionario di Polizia?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, siccome ce l'ho sotto gli occhi anche le sue dichiarazioni che lei ha reso all'Autorità Giudiziaria di Palermo, lei ha parlato, mi interessa che lei focalizzi l'attenzione su un omicidio di certo Gonzales. Ricorda questo?
EX 210 Geraci: Sì. Il vicedirettore dell'albergo sito a Castelvetrano.
PUBBLICO MINISTERO: Può dire il nome di questo albergo? Se se lo ricorda.
EX 210 Geraci: In questo istanze mi sfugge. E' incredibile, ma... Hotel Paradise Beach.
PUBBLICO MINISTERO: Paradise Beach hotel. Senta, poi fatti di sangue commessi ad Alcamo?
EX 210 Geraci: Ad Alcamo quando ho accompagnato Matteo Messina Denaro che poi hanno strangolato ad Antonella Bonomo.
PUBBLICO MINISTERO: Antonella Bonomo sarebbe?
EX 210 Geraci: La fidanzata di Vincenzo Milazzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ha partecipato pure all'omicidio di Milazzo lei?
EX 210 Geraci: No. Io mi trovavo in una stanza vicino diciamo, in una stanza attigua dove è avvenuto lo strangolamento.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, può dire con quali persone ha compiuto questi fatti di sangue?
EX 210 Geraci: Questa Antonella Bonomo?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Geraci: C'ero io, Matteo Messina Denaro, Sinacori, Gioacchino Calabrò, Peppe Ferro, Bagarella, Giovanni Brusca, Nino Gioè, La Barbera Gioacchino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha nominato una serie di persone con cui lei ha compiuto questo omicidio.
Senta, le chiedo perché la domanda era rimasta in sospeso all'inizio del suo esame. Lei ha parlato, ha riferito di essere stato arrestato sulla base delle dichiarazioni di La Barbera.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ora sta dicendo per l'appunto che insieme a La Barbera aveva commesso uno di questi fatti di sangue. Le chiedo: quindi Gioacchino La Barbera era persona che lei conosceva?
EX 210 Geraci: Sì, e ci siamo incontrati più di una volta in quella stessa casa in cui è avvenuto questo strangolamento. O due o tre volte, non ricordo di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Sapeva che La Barbera era persona, per così dire, che faceva parte di questa organizzazione, di Cosa Nostra?
PRESIDENTE: Potrebbe essere più chiaro? Quando si riferisce allo strangolamento...
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare...
PRESIDENTE: Scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
PRESIDENTE: Strangolamento della donna o dell'uomo?
EX 210 Geraci: No, della donna.
PRESIDENTE: Della donna.
PUBBLICO MINISTERO: Della Bonomo Antonella?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le avevo chiesto se La Barbera era persona che lei per l'appunto conosceva come persona che faceva parte di Cosa Nostra?
EX 210 Geraci: Dottore, per essere là si presume che sia...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le volevo per l'appunto... questa sua risposta mi introduce la successiva domanda e cioè: tutte queste persone che lei ha menzionato in relazione a questo grave fatto, cioè l'uccisione di Antonella Bonomo, lei l'aveva conosciute in relazione alla loro implicazione in questi fatti?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi poi l'appartenenza all'organizzazione, posto che lei ha detto 'io non sono stato affiliato, avevo rapporti solo con Matteo', poi era una conseguenza di questi fatti, capisco bene?
EX 210 Geraci: No, non ho afferrato.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, siccome lei ha detto poco fa, riferendo i suoi rapporti con Matteo, che per l'appunto Matteo le aveva detto che doveva stare a sua disposizione, e che lei non era stato ritualmente affiliato: la conoscenza con tutte queste persone - lei ha fatto riferimento a Bagarella, Gioè, a La Barbera, a Calabrò Gioacchino, a Vincenzo Sinacori, a Ferro, l'ha chiamato Peppe - erano persone che conosceva man mano, nel senso che compiva queste azioni criminose insieme a loro?
EX 210 Geraci: Io la prima volta che sono stato in questa casa ho conosciuto tutte queste persone. Poi successivamente ci sono andato di nuovo e le ho viste di nuovo tutte là, tutte queste persone l'ho viste di nuovo là.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, conclusivamente...
EX 210 Geraci: Matteo non è che me li presentava come uomini d'onore, no, questo no.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, ma era proprio questo che io intendevo chiederle.
EX 210 Geraci: Poi quando ce ne andavamo magari lui mi diceva 'queste sono tutte bravissime persone', questo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, facevate l'omicidio, realizzato questo omicidio poi Matteo le diceva 'queste sono tutte brave persone'?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senza dirle fanno parte dell'organizzazione o non fanno parte?
EX 210 Geraci: No, no, questo non...
PUBBLICO MINISTERO: Lei aveva compiuto queste azioni, in questo caso un'azione di sangue, con queste persone e basta. E questo perciò bastava per lei.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, vorrei ora che lei spiegasse alla Corte se a Castelvetrano, sempre in relazione a questa sua vicinanza a Matteo Messina Denaro, se avesse conosciuto, se lei avesse conosciuto altre persone, voglio dire, insieme alle quali aveva compiuto o delitti o altri fatti di sangue?
EX 210 Geraci: Sì, certo, ho conosciuto tante altre persone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, io le faccio delle domande precise perché sono quelle che più ci interessano. Lei ha conosciuto un certo Nastasi?
EX 210 Geraci: Sì, è di Castelvetrano, paesano mio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Sa anche il nome di battesimo di questa persona?
EX 210 Geraci: Nino.
PUBBLICO MINISTERO: Nino Nastasi. Senta, in relazione ai rapporti che questo Nino Nastasi aveva con lei e quindi, le chiedo, ce li aveva anche con Matteo?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che tipo di attività svolgeva questa persona?
EX 210 Geraci: Lui aveva un ovile a Castelvetrano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Geraci: Io so che aveva questo ovile, che ci andavo pure.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma sapeva in che cosa... era persona a disposizione di Matteo?
EX 210 Geraci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E in che cosa in particolare si concretizzava questa messa a disposizione?
EX 210 Geraci: Noi abbiamo fatto un omicidio assieme con Nino Nastasi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, e poi?
PRESIDENTE: Ci può dire omicidio di chi?
EX 210 Geraci: L'omicidio di un certo Lombardo di Campobello di Mazara.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi per questi fatti di sangue, voglio dire, avevate a disposizione delle armi?
EX 210 Geraci: Questo è stato uno strangolamento.
PUBBLICO MINISTERO: Dico, ma in genere, a compimento di questi fatti di sangue, avevate un deposito, custodivate delle armi?
EX 210 Geraci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a Castelvetrano chi è che si occupava della custodia di queste armi, delle gestione di queste armi?
EX 210 Geraci: La prima volta... Perché il discorso delle armi è un pochettino lungo. La prima volta che io vedo delle armi occultate sono state da Vincenzo Furnari, sempre a Castelvetrano. Siccome poi noi abbiamo comprato diverse armi e allora sono arrivate delle armi, sono state messe là da Vincenzo Furnari. Poi la seconda volta, quando sono arrivate queste armi, sono state tolte da Vincenzo Furnari e sono state portate da Nino Nastasi.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
EX 210 Geraci: Nell'ovile di Nino Nastasi.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. La fermo a questo punto proprio perché la mia domanda era partita dalla sua conoscenza col Nino Nastasi e da quella che era l'opera, l'attività criminale che Nino Nastasi metteva a disposizione del Matteo.
Quindi capisco, da questa sua ultima affermazione, che per l'appunto Nino Nastasi in questo ovile custodiva armi?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sa se custodiva anche esplosivo?
EX 210 Geraci: No. Esplosivo no.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a lei non le risulta?
EX 210 Geraci: No, a me non risulta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, conosceva lei anche una persona di nome Fontana?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire questa persona chi è, cosa fa, che rapporti aveva con Matteo?
EX 210 Geraci: Questa persona era Giuseppe Fontana, quello che portava le armi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era un'altra persona a disposizione di Matteo per gestire queste armi?
EX 210 Geraci: Lui portava le armi, poi le armi le gestivamo noi.
PUBBLICO MINISTERO: Portava, lei intende dire le trasportava, le...
EX 210 Geraci: Ce le vendeva a Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, lei era stato in grado di fornire, all'inizio della sua collaborazione, indicazioni sui luoghi dove erano state custodite queste armi?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha dato indicazioni poi alla Polizia Giudiziaria?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si riferisce quindi all'ovile di Nino Nastasi? O ad altri luoghi?
EX 210 Geraci: Sì. Ho dichiarato sia quello di Vincenzo Furnari, quello di Nino Nastasi. Che poi dal Nino Nastasi sono state tolte e sono state portate in un altro appezzamento di terreno.
PUBBLICO MINISTERO: Che lei comunque ha indicato.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, nel periodo di suo, chiamiamolo riavvicinamento a Matteo Messina Denaro, Matteo Messina Denaro era una persona libera?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Mentre lei ha detto suo padre era latitante, capisco bene?
EX 210 Geraci: Sì. Che io ricordi, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che lei ricordi sì.
Senta, quindi Matteo Messina Denaro svolgeva una vita non in clandestinità?
EX 210 Geraci: No, no, era incensurato.
PUBBLICO MINISTERO: Alla luce del sole.
EX 210 Geraci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, c'è stato un momento in cui si è verificato un cambiamento nelle abitudini di vita di Matteo?
EX 210 Geraci: Sì, quando poi si è dato alla latitanza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, latitanza guardi, in termini giuridici significa precisamente una cosa: cioè una persona che volontariamente si sottrae a un'ordine di custodia cautelare o provvedimento restrittivo.
Le risulta se Matteo comunque si fosse messo in clandestinità anche prima dell'emissione a suo carico di provvedimenti restrittivi?
EX 210 Geraci: Sì, lui, quando Gioacchino La Barbera stava iniziando a collaborare, forse lui lo sapeva, non so di preciso, lui aveva paura di questo Gioacchino La Barbera che lo chiamasse. Allora si è dato alla latitanza.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi diciamo, lei in questo caso usa latitanza per dire che faceva una vita da clandestino, che si nascondeva?
EX 210 Geraci: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, può dire, se le risulta, a quando risale questo inizio di questa - chiamiamola, mi scusi lo dico per brevità - nuova vita di Matteo Messina Denaro?
EX 210 Geraci: Nelle prime... prima di collaborare Gioacchino La Barbera. Fine '92 se non ricordo male.
PUBBLICO MINISTERO: Fine '92...
EX 210 Geraci: Se non ricordo male.
PUBBLICO MINISTERO: O forse...
EX 210 Geraci: Le prime dichiarazioni... quando io poi ho sentito le prime dichiarazioni al telegiornale di La Barbera, Matteo era andato latitante un po' prima.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi glielo dico perché è un fatto storico, voglio dire, La Barbera è stato arrestato nel marzo del '93.
EX 210 Geraci: Allora ricordo male io, è nel '93.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, lo sa... Quindi, non appena si diffondono le voci della collaborazione di La Barbera, se Matteo continuava, per così dire, a circolare con la sua identità o se si era procurato una qualche nuova identità, dei documenti di copertura nuovi?
EX 210 Geraci: Ma lui mi aveva detto che si era fatto dei documenti di copertura di Paolo Forte.
PUBBLICO MINISTERO: Paolo Forte è persona che lei conosce?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire alla Corte chi è, cosa fa questo Paolo Forte?
EX 210 Geraci: E' di Castelvetrano, è sposato con una signora di Mazara, abita a Mazara; ha aperto un distributore di Benzina a Castelvetrano allo svincolo dell'autostrada di Castelvetrano. Gestiva questo distributore.
PUBBLICO MINISTERO: ha fratelli questo Paolo Forte?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiama?
EX 210 Geraci: Uno, se non ricordo male, si chiama Nino.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Geraci: E l'altro, il piccolino... adesso non mi viene in mente.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi Maurizio?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Conferma questo nome?
EX 210 Geraci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quindi questi fratelli, questo Paolo Forte, mi scusi, gestiva questo distributore di carburante. Si ricorda anche la marca?
EX 210 Geraci: Sì: IP.
PUBBLICO MINISTERO: Allo svincolo di Castelvetrano.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era un'attività che svolgeva da solo, Paolo Forte, o in società insieme a qualcuno?
EX 210 Geraci: No, che sappia io era suo, ma forse intestato alla moglie, però.
PUBBLICO MINISTERO: No, voglio dire, i fratelli collaboravano con lui in questo distributore?
EX 210 Geraci: Sì. Io, almeno, quando andavo là a fare benzina vedevo che c'erano anche i fratelli.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, capisco bene che si era munito del documento di identità di questo Paolo Forte?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, voglio dire, le risulta, se poi quando si presentava a estranei, si presentava con il nome Paolo.
EX 210 Geraci: No, questo qua non ho avuto modo...
PUBBLICO MINISTERO: Di constatarlo.
EX 210 Geraci: ... di constatarlo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Però lei sapeva semplicemente che aveva questo documento di identità.
EX 210 Geraci: Sì, l'ha detto lui.
PUBBLICO MINISTERO: Gliel'ha detto lui.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Del resto, poi, capisco bene, Paolo Forte era persona che era a lei conosciuta. Conosciuta personalmente, voglio dire.
EX 210 Geraci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in relazione all'attività presso questo distributore, sa se Matteo si era reso in qualche modo utile a Paolo Forte per questa attività?
EX 210 Geraci: Sì. Praticamente Paolo aveva problemi per aprire questo distributore di benzina. Allora un giorno ne ha parlato con Matteo.
Io vedevo sempre che cercava il Matteo, perché lo volevano dare, questo distributore, a una persona che io ricordi di Paceco, che ha diversi distributore nella provincia di Trapani. E, a quanto pare, lo voleva dare la IP a questo signore di Paceco, che gestisce più distributori di benzina.
Allora il Paolo Forte si raccomandava al Matteo per fare parlare con queste persone di non fare prendere il distributore di Paceco, ma bensì farlo prendere a Paolo Forte.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, per così dire, si era interessato per farglielo avere.
EX 210 Geraci: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, durante questo periodo di clandestinità, latitanza, di Matteo Messina Denaro, lei sapeva chi a Castelvetrano o nelle zone vicine curava questa sua vita sommersa? Cioè, chi gli metteva a disposizione delle case, dove si incontrava con altre persone, eccetera.
EX 210 Geraci: Quando lui, i primi giorni che non si è visto più in giro, andava a dormire nella casa di Peppe Fontana, che ci sono andato pure io a trovarlo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Poi?
EX 210 Geraci: Poi, da lì è andato... Perché lui aveva preso, prima ancora, un'altra casa in affitto, che andava pure a dormire. Però in quella casa, siccome lo sapevano già un po' di ragazzi e lui non ci andava più. E se ne andato in questa casa di Peppe Fontana.
Poi, successivamente, se ne è andato a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: A Palermo sa dove?
EX 210 Geraci: Sì, io ho identificato la casa dove trascorreva la latitanza.
PUBBLICO MINISTERO: Può dire in che quartiere di Palermo?
EX 210 Geraci: Il quartiere, se non vado errato, si dovrebbe chiamare, questa zona, di Brancaccio.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ora a Palermo e a questa abitazione ci arriviamo.
Io vorrei, un attimino, che precisasse se, rimanendo a Castelvetrano, se c'erano altri ambienti, intendo altri locali, dove lei aveva incontrato Matteo Messina Denaro, o il padre di Matteo Messina Denaro.
EX 210 Geraci: Matteo Messina Denaro l'ho incontrato nella casa di Vito Cappadonna, che gli aveva fatto riprendere in affitto, fra le altre cose, lui; che quando veniva di Palermo se ne andava da questo ragazzo, da questo Vito Cappadonna; che poi lo andavamo a prender noi nell'autostrada.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo Vito Cappadonna, quando lei parla di casa, era una casa pura e semplice, oppure c'era qualche altra cosa in questa casa?
EX 210 Geraci: No...
PUBBLICO MINISTERO: O comunque a disposizione di Vito Cappadonna.
EX 210 Geraci: No, al Matteo aveva fatto prendere in affitto questa casa e lui abitava, questo ragazzo, con la moglie e bambine. Quando veniva da Palermo, andava da questo Vito Cappadonna, si metteva a disposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, c'erano altri ambienti, altri locali, sempre a Castelvetrano?
EX 210 Geraci: Sì, c'era un'altra casa che avevano presa in affitto e, se non ricordo male, l'aveva intestata a questo Vito Cappadonna o Vito Cappadonna l'aveva fatta intestare a qualche parente, questo non ricordo di preciso. Che c'è stato Sinacori...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, prego.
C'è stato Sinacori. Sinacori è un'altra di quelle persone che lei ha indicato come una che aveva conosciuto in occasione dell'omicidio di Antonella Milazzo.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sinacori Vincenzo, quindi, era persona che aveva relazioni sia con Gioacchino La Barbera che con Matteo Messina Denaro e con le altre persone che lei ha indicato?
EX 210 Geraci: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, rimanendo sempre a Castelvetrano, sa se Matteo Messina Denaro disponeva, per i suoi incontri, o chi per altro, anche di un qualche opificio industriale, di qualche azienda, di qualcosa di diverso da un abitazione?
EX 210 Geraci: Lui gli appuntamenti che faceva, li faceva nel mio ufficio, poi in una casa di mio fratello, però che abitavo io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
EX 210 Geraci: Per lo più si svolgevano tutti nel mio ufficio e in questa casa. Poi qualche appuntamento da Leo Ciaccio; questo ragazzo ha un distributore di benzina.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Geraci: In via Campobello. Poi...
PUBBLICO MINISTERO: Senta Geraci, io non voglio sollecitarla con quanto già mi risulta dalle sue precedenti dichiarazioni, quindi vorrei che ci arrivasse lei da solo.
Le pongo qualche altra domanda. Vito Cappadonna...
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... con Matteo, o comunque, disponeva, oltre questa casa... che lavoro, che attività svolgeva?
EX 210 Geraci: Aveva una società con il cognato di Matteo, una fabbrichetta di calze.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto. Quindi un calzettificio.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiama questo cognato di Matteo?
EX 210 Geraci: Saro Allegra.
PUBBLICO MINISTERO: Questo calzettificio dov'è?
EX 210 Geraci: Vicino al Commissariato di Castelvetrano.
PRESIDENTE: Le dispiace ripetere il nome che ha appena detto ora?
EX 210 Geraci: Saro Allegra. Rosario o Saro Allegra.
PRESIDENTE: Allegra.
EX 210 Geraci: Allegra, sì.
PRESIDENTE: Grazie.
EX 210 Geraci: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Questo ambiente, questo calzettificio, a quanto le risulta, vicino al Commissariato di Castelvetrano, quindi sarà in centro lì, del paese?
EX 210 Geraci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era utilizzato da Matteo durante questa sua clandestinità?
EX 210 Geraci: Sì, ci andavamo a trovare Vito, che lui doveva parlare con Vito. Ci andavo io, a volte, a chiamare Vito.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, in questo calzettificio c'erano degli ambienti riservati?
EX 210 Geraci: Sì, ci sono diverse stanze.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Si era incontrato, o capitava che poteva incontrarsi, anche con persone diverse da Vito Cappadonna?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le risulta positivamente a lei questo fatto?
EX 210 Geraci: Mah, io di preciso adesso non ricordo, magari, se ci sono stato io con qualche persona. Non ricordo di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Però le risulta che questi ambienti, questi scantinati, non so cos'erano...
EX 210 Geraci: Sì, ci sono degli scalini che si scende e c'è uno scantinato.
PUBBLICO MINISTERO: Venivano usati da Matteo per i suoi incontri.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ora le chiedo un'altra cosa, una precisazione. Lei ha parlato anche del padre di Matteo e le chiedo: a Castelvetrano, chi era la persona che aveva curato la latitanza del padre di Matteo Messina Denaro?
EX 210 Geraci: Il professor Riservato.
PUBBLICO MINISTERO: Il professor?
EX 210 Geraci: Riservato.
PUBBLICO MINISTERO: Riservato.
PRESIDENTE: Riservato?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: O Risalvato?
EX 210 Geraci: Eh, una cosa del genere, sì: Risalvato.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi che sia...
EX 210 Geraci: Antonino.
PUBBLICO MINISTERO: Risalvato.
PRESIDENTE: Antonino.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, c'era stato lei qualche volta a casa di questa persona?
EX 210 Geraci: Sì, la prima volta con Matteo, sì. Siamo andati a trovarlo là a Selinunte, perché questo signore ha una villa a Selinunte, che sarebbe un posto balneare, e siamo andati a trovare il padre di Matteo e il dottore Vincenzo Pandolfo.
PUBBLICO MINISTERO: Per l'appunto. In questa abitazione lei, quindi, ha conosciuto questo dottor Vincenzo Pandolfo.
EX 210 Geraci: No, ho conosciuto prima il dottor Vincenzo Pandolfo.
PUBBLICO MINISTERO: Lo conosceva di già?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma vuol dire alla Corte chi era questa persona, questo Vincenzo Pandolfo? Lei ha detto che era un dottore, che cosa vuol dire?
EX 210 Geraci: Che sappia io, studiava in medicina. Non si era ancora laureato e gli mancava qualche materia.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era una persona, per così dire, che conduceva una vita alla luce del sole, quando lei l'ha visto, oppure sapeva se aveva qualche problema?
EX 210 Geraci: Io la prima volta che l'ho visto è stato a Val d'Erice, che gli era morto il figlio in un incidente a Vito Mazara. E l'ho incontrato... la prima volta che ho visto questo signore a Val d'Erice.
Poi, da lì, l'ho visto successivamente nel mio ufficio. E' venuto nel mio ufficio, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, voglio dire: sapeva se questo Vincenzo Pandolfo, questo, che lei ha chiamato dottore, poi a un certo punto aveva questi problemi, aveva avuto problemi con la Giustizia?
EX 210 Geraci: Fino a là, no, perché poi non era diciamo latitante. Però Matteo gli diceva sempre: 'stai attento, stai attento', perché era scoppiata una guerra fra... il paese di questo ragazzo a Partanna con la famiglia Cannata e gli Ingoglia.
E allora Matteo, quando lo vedeva, gli diceva: 'stai attento, nasconditi sempre, non andar in giro...', si raccomandava sempre, raccomanda sempre a questo ragazzo di stare bene attento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi lei ha collocato questa, diciamo la provenienza geografica di questo dottor Vincenzo Pandolfo. Cioè, di Partanna. E ha riferito che, per l'appunto, c'era una guerra in atto. E ha fatto riferimento anche a certi Cannata.
Questi Cannata sarebbero... Cioè, con questo nome si identificano persone che si chiamano così, oppure è per così dire un soprannome, o che altro?
EX 210 Geraci: No, questo è un soprannome. Accardo, si chiamano di cognome, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi il vero nome di queste persone, per l'appunto, è Accardo.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che erano in guerra, diciamo, una delle fazioni in guerra in Partanna.
EX 210 Geraci: Sì, con gli Ingoia.
PUBBLICO MINISTERO: Con gli Ingoglia. Senta, e degli Accardo lei ha conosciuto qualcuno?
EX 210 Geraci: No, no, io conoscevo Stefano Accardo, però prima di allacciare l'amicizia con Matteo; lo conoscevo così, di vista.
PUBBLICO MINISTERO: Sa che fine aveva fatto questo Stefano Accardo?
EX 210 Geraci: Sì, è stato ucciso a Partanna.
PUBBLICO MINISTERO: Sa che rapporti c'erano far questo Vincenzo Pandolfo e Stefano Accardo?
EX 210 Geraci: Sono nipote e zio.
PUBBLICO MINISTERO: Zio e nipote. Senta, torniamo alla...
EX 210 Geraci: Poi, sempre questo Pandolfo...
PUBBLICO MINISTERO: Prego, scusi?
EX 210 Geraci: Questo Pandolfo è stato latitante... Ah, poi è venuto nel mio ufficio. E' venuto nel mio ufficio e c'ero io, infatti si doveva fare questo appuntamento. Questo appuntamento io gli ho detto a Matteo, siccome quando si facevano gli appuntamenti nel mio ufficio, facevo andare sempre via i miei fratelli. Al che Matteo mi fa, dice: 'no, è una persona che è di fuori. Non ha importanza, possono stare'. E viene una persona.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ecco, io so già lei a che cosa vuol far riferimento, immagino per lo meno.
Questo incontro con questa persona prelude a quello che poi lei ha riferito essere stata la sua presenza a Roma?
EX 210 Geraci: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, siccome questo è un discorso che vogliamo fare unitariamente, per ora lo accantonerei.
Le chiederei semplicemente una precisazione: lei ha parlato più volte del suo ufficio.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che era, per così dire, uno dei punti di riferimento di Matteo, cioè dove Matteo faceva gli appuntamenti.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Capisco bene?
EX 210 Geraci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo ufficio è quello relativo alla sua attività lavorativa?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha l'ingrosso, lei, in questo ufficio?
EX 210 Geraci: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ci sono uffici e deposito, provo a dirla così.
EX 210 Geraci: C'è un retrobottega e poi c'è tutto l'ufficio, l'ingrosso diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
EX 210 Geraci: E poi, sopra, ci sono gli appartamenti di mio fratello.
PUBBLICO MINISTERO: C'era qualche accorgimento particolare in questo ufficio, in questo ambiente?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
EX 210 Geraci: Avevo il caveau con un meccanismo automatico che scendeva il piatto della cassaforte elettronicamente e si andava giù.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sempre a proposito - stiamo parlando di luoghi dove avvenivano appuntamenti, di situazioni che hanno a che fare con la latitanza o con la clandestinità di alcune di queste persone - lei ha parlato di Vincenzo Sinacori.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto che era una delle persone che aveva partecipato allo strangolamento di Antonella Bonomo.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei l'ha visto in circostanze diverse, questo Sinacori Vincenzo?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può dire quando?
EX 210 Geraci: Nel tentato omicidio del dottore Germanà; poi nello strangolamento di una persona di Alcamo, ma che si è fatto a Triscina; poi lo vedevo spesso a Enzo Sinacori.
PUBBLICO MINISTERO: Di dov'era questo Enzo Sinacori?
EX 210 Geraci: Di Mazara del Vallo.
PUBBLICO MINISTERO: Aveva conosciuto qualche altra persona di Mazara del Vallo?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Chi?
EX 210 Geraci: Mariano Agate, Andrea Gancitano, Andrea Mangiarracina, Diego Burzotta, Davide Riservato, il padre di questo ragazzo, una volta pure me l'hanno presentato; mastro Ciccio...
PUBBLICO MINISTERO: Sa come si chiama, con nome e cognome, questa persona?
EX 210 Geraci: Messina Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sempre...
EX 210 Geraci: E qualche altra.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
EX 210 Geraci: Qualche altra c'è, sicuramente; non ricordo il nome ma ci sono altre persone che conosco.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre proseguendo nel racconto di questi luoghi, lei poco fa ha parlato di Palermo, di un appartamento in zona Brancaccio, e che lei, fra l'altro, ha anche individuato.
Vuol dire alla Corte tutto quello che sa in relazione a questo appartamento a Palermo, a Brancaccio?
EX 210 Geraci: Questo appartamento, Matteo mi disse che se n'era occupato Giuseppe Graviano di farglielo trovare.
Poi, quando sono andato io lì, la prima volta, con Matteo, che mi ha fatto vedere questa casa, siamo andati là vicino in un palazzo. Ha suonato ed è sceso un ragazzo che aveva le chiavi di questo appartamento.
Poi, successivamente, mi aveva portato in un altro palazzo che era in costruzione e c'era là un ragazzo che gli disse: 'vedi, ti stiamo preparando qua un appartamentino per te'.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, quindi, ha introdotto questa persona: Giuseppe Graviano. E' persona che lei ha conosciuto personalmente?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire in che circostanza?
EX 210 Geraci: Mah, la prima volta che io vidi Giuseppe Graviano è stato a Palermo, nella casa di Salvatore Biondino.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
EX 210 Geraci: Ero: io, Matteo Messina Denaro, Enzo Sinacori, Salvatore Biondino, Giuseppe Graviano Renzo Tinnirello e Fifetto.
PUBBLICO MINISTERO: Chi sarebbe Fifetto?
EX 210 Geraci: E' amico di Giuseppe Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Una persona di nome Fifetto?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sa anche per caso come si chiama di cognome?
EX 210 Geraci: Mah, nella sede di verbalizzazione mi hanno fatto vedere poi la foto e ho appreso che è Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, un Fifetto persona con cui lei aveva avuto dei rapporti.
EX 210 Geraci: La prima volta che vidi queste tre persone è stato nella casa di Salvatore Biondino, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
EX 210 Geraci: Sia quel Tinnirello, che il Fifetto, che il Giuseppe Graviano. E anche Salvatore Biondino: non lo conoscevo.
PUBBLICO MINISTERO: Questo Fifetto, che poi lei ha appreso nel corso di un interrogatorio quando lei... Lei ha riconosciuto una fotografia di questa persona?
EX 210 Geraci: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha riconosciuta con certezza?
EX 210 Geraci: Mi sembra che ne ho viste due.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
EX 210 Geraci: Prima una e poi un'altra. Sì, l'ho conosciuto con certezza.
PUBBLICO MINISTERO: Queste due persone - Fifetto Cannella e Tinnirello - sono persone con cui ha avuto rapporti anche fuori dalla Sicilia?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Allora per ora questo aspetto lo lascerei da una parte e tornerei a questo incontro.
Lei ha detto: ho conosciuto in questa occasione Giuseppe Graviano, a casa di questo Salvatore Biondino.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo Salvatore Biondino è persona che lei conosceva già da prima?
EX 210 Geraci: No, io sono state diverse volte, perché dove ha la casa lui c'era prima, se non ricordo male... No, se non ricordo male: c'era il Sigros, ora si chiama città-mercato, una cosa del genere. Io accompagnavo a Matteo e rimanevo sempre nei paraggi di questo Sigros, città-mercato, questo grande supermercato.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ma senta, di questo Salvatore Biondino può dare alla Corte qualche altro riferimento? Si tratta di persona che lei poi seppe se fu arrestata o che altro?
EX 210 Geraci: Sì, è stato arrestato con Totò Riina.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi si tratta della persona che venne arrestata insieme a Salvatore Riina?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vorrei che lei proseguisse un attimino - perché poi a Riina ci arriviamo - proseguisse sui rapporti che c'erano, che lei poté constatare tra Giuseppe Graviano e Matteo Messina Denaro.
EX 210 Geraci: I rapporti erano abbastanza ottimi, di quello che vedevo io; perché Giuseppe Graviano, da latitante, veniva a Triscina, che sarebbe un posto balneare che fa comune di Castelvetrano, e Matteo si occupava delle case di questo Giuseppe Graviano; e veniva pure il fratello, Fifetto.
PUBBLICO MINISTERO: Fifetto Graviano?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sa qual è il nome, senza diminutivo, di questo Fifetto Graviano?
EX 210 Geraci: No.
PUBBLICO MINISTERO: Lei l'ha conosciuto sempre come Fifetto Graviano?
EX 210 Geraci: Sì, che io ricordi sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha conosciuto qualche altro fratello di Giuseppe e Fifetto Graviano?
EX 210 Geraci: Sì, il fratello maggiore, mi sembra. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiama lo sa?
EX 210 Geraci: Non ricordo adesso il nome del fratello maggiore.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi che si tratti di Benedetto?
EX 210 Geraci: Sì, Benedetto.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, sapeva già questo nome lei? Lo conosceva già?
EX 210 Geraci: Sì, sì; me l'avevano presentato. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha parlato di case messe a disposizione a Triscina da Matteo in favore di Giuseppe Graviano e Fifetto Graviano. Chi le metteva a disposizione queste case?
EX 210 Geraci: Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma Matteo a chi si rivolgeva per averle?
EX 210 Geraci: Matteo, come vivandiere, si rivolgeva sempre a questo Vito Cappadonna.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Geraci: Però le case le prendeva o tramite il Vito Cappadonna oppure da... come si chiama... da Michel, che questo qua ha un villaggio là a Triscina.
PUBBLICO MINISTERO: Una persona di nome Michel, e di cognome?
EX 210 Geraci: Di cognome... Michel... Non mi viene in mente, però.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome lei questo cognome l'ha fatto... Comunque, se ora non le viene in mente...
EX 210 Geraci: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, nelle indagini l'ha fatto di sua iniziativa.
EX 210 Geraci: Sì, sì. Non mi viene in mente, però.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, per ora teniamolo da una parte.
Senta, sa di, o se lei personalmente ha compiuto qualcuna di queste azioni di sangue insieme a Giuseppe Graviano?
EX 210 Geraci: Sì, quando abbiamo fatto il tentato omicidio del dottore Germanà, c'era Giuseppe Graviano. C'era Giuseppe Graviano, Bagarella; Matteo portava la macchina e io facevo da staffetta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e Bagarella, di cui lei ha più volte parlato - per ora mi pare che ha detto che aveva partecipato all'omicidio di Antonella Bonomo e ora anche del tentato omicidio del dottor Germanà - dove l'aveva conosciuto?
EX 210 Geraci: Bagarella la prima volta che l'ho visto, l'ho visto dove è stata strangolata Antonella Bonomo. Prima. Come ho detto prima, ci sono stato in quella casa due o tre volte, adesso non ricordo di preciso. Più o meno erano sempre le stesse persone.
PUBBLICO MINISTERO: Prego. Poi che altri rapporti si erano instaurati, a quanto le risulta, tra Giuseppe Graviano, Fifetto Graviano e Matteo Messina Denaro?
EX 210 Geraci: I rapporti erano ottimi, si vedevano spesso. Matteo ci andava... ci andavamo spesso a trovarlo a Giuseppe. Una volta ci siamo andati in quella zona di Brancaccio, una volta siamo andati fuori Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Per Palermo, lei si riferisce sempre a quell'abitazione a cui aveva fatto cenno prima?
EX 210 Geraci: No, un'altra abitazione.
PUBBLICO MINISTERO: Dov'è lo sa, questa abitazione?
EX 210 Geraci: No, non ricordo io. No, non me lo ricordo di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi che sia in via La Farina?
EX 210 Geraci: Via La Farina è l'altra abitazione dove c'era il padre di Matteo latitante e il dottor Pandolfo.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ho capito. Quindi avevo confuso io.
Senta, venendo un attimino a questi rapporti con i due Graviano, Giuseppe e Fifetto, vuol spiegare alla Corte se ha avuto modo di conoscere situazioni, fatti, circostanze che si sono svolte nell'estate del '93?
EX 210 Geraci: Nell'estate del '93?
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Magari sulla fine dell'estate del '93.
EX 210 Geraci: Eh, il tentato omicidio, questo, del dottore Germanà.
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Dicevo situazione, magari, neutre; non necessariamente delittuose.
Lei ha avuto modo, tra la fine di agosto e i primi di settembre del '93, di avere a che fare con qualcuno dei fratelli Graviano, lì in questa casa di Palermo?
EX 210 Geraci: Non riesco...
PUBBLICO MINISTERO: Non riesce.
Senta, allora le faccio la domanda in un'altra formula. Ha conosciuto, lei, qualcuna delle fidanzate di questi Giuseppe e Fifetto Graviano?
EX 210 Geraci: Sì. Io la prima volta che le vidi sono state là a Triscina, queste ragazze. Però non... non ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda bene.
EX 210 Geraci: Poi le ho viste successivamente vicino Palermo, dover era latitante Matteo, trascorreva la latitanza Matteo con la sua ragazza. E mi sembra che ho visto anche delle ragazze, però non sono sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Allora, lei ha parlato della ragazza di Matteo Messina Denaro.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol dire alla Corte qualcosa di preciso su questa ragazza: chi era, come si chiamava, che faceva, dove stava?
EX 210 Geraci: Questa ragazza lavorava al Paradise Beach Hotel. Abitava a Vienna, in Austria; era la ragazza di Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Abitava in Austria perché ci lavorava o per qualche altra ragione?
EX 210 Geraci: No, che sappia io viveva là in Austria. Solo quando...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma dico: ma di che nazionalità era questa ragazza?
EX 210 Geraci: Austriaca.
PUBBLICO MINISTERO: Austriaca.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: No, siccome abitare in un posto non significa essere necessariamente di quel posto.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Esattamente conosce anche la città dove abitava questa ragazza?
EX 210 Geraci: Sì, a Vienna.
PUBBLICO MINISTERO: A Vienna.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto che lavorava al Paradise Beach Hotel.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: All'inizio del suo esame ha riferito anche dell'omicidio di una persona all'hotel Paradise...
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E come si chiamava questa persona, lo sa?
EX 210 Geraci: Il vicedirettore, Gonzales.
PUBBLICO MINISTERO: Il vicedirettore, Gonzales. A questo omicidio aveva preso parte lei personalmente?
EX 210 Geraci: Sì, noi praticamente: io, Matteo, Leo Ciaccio, Peppe Clemente. Ci occupavamo, diciamo, qua, a Castelvetrano, di... dovevamo vedere quando uscisse questo vicedirettore, che andasse verso Palermo. Perché lui abitava a Palermo.
Poi, il primo giorno non si è fatto nulla. Poi, successivamente, ero io, Matteo e Leo Ciaccio, ma adesso non ricordo se ci siamo stati due o tre giorni: eravamo le persone che dovevamo dare il via, che questo vicedirettore partiva da Castelvetrano e arrivava a Palermo. E a Palermo c'erano le persone che dovevano fare l'agguato.
PUBBLICO MINISTERO: Sa, ecco, qualcosa del movente di questo omicidio?
EX 210 Geraci: Mah, Matteo mi disse che il direttore andava via, e questo qua, questo vicedirettore, aveva detto che, dice: 'questi quattro mafiosetti' dice 'ora ci penso io, non li faccio entrare più'. Al che, Matteo si era incavolato.
PUBBLICO MINISTERO: Il vicedirettore sarebbe la vittima, è Gonzales?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma sa se questo, lei ha parlato del fatto, e la ragazza austriaca, di nome? Non so se l'ha detto, sennò glielo richiedo.
EX 210 Geraci: Ma io la chiamavo Hasi, c'era chi la chiamava Andrea.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era una ragazza austriaca, e veniva chiamata o Hasi o Andrea.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dare una descrizione di questa ragazza?
EX 210 Geraci: Una ragazza bionda, sull'1 e 72, con gli occhi azzurri.
PUBBLICO MINISTERO: Senta quando, voglio dire all'epoca di questo omicidio, quand'è l'omicidio Gonzales?
EX 210 Geraci: L'omicidio Gonzales, dottore, io con le date purtroppo...
PUBBLICO MINISTERO: Allora siccome, mi scusi, siccome lei ha fatto riferimento come fatto accaduto nell'estate, fine estate del '93, il tentato omicidio del dottor Germanà, dico bene?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in questo periodo l'Andrea e Matteo Messina Denaro stavano insieme?
EX 210 Geraci: In questo periodo?
PUBBLICO MINISTERO: Va be', le pongo la domanda in un'altra maniera. Lei poco fa ha fatto riferimento al fatto di essere stato a prelevare Matteo o la ragazza - non ho bene inteso - in un certo villaggio turistico alle porte di Palermo; e se vuol spiegare, ecco, il motivo per cui lei era stato interessato.
EX 210 Geraci: Io ero stato interessato perché dovevo accompagnare la ragazza a Catania, all'aeroporto di Catania, che doveva prendere il volo per andare a Vienna.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda che lei quando venne interrogato, nelle indagini, aveva anche indicato il periodo in cui era avvenuto, diciamo, per così dire questo spostamento?
EX 210 Geraci: Sì, fine estate è stato più o meno, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Fine estate dell'anno '93?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quindi, siccome io le avevo chiesto se in quel periodo la ragazza, quindi Andrea o Hasi, stava insieme a Matteo Messina Denaro, lei mi conferma che stavano insieme?
EX 210 Geraci: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Era il periodo in cui - quindi fine estate '93 - in cui Matteo Messina Denaro aveva sempre il documento di Paolo Forte?
EX 210 Geraci: Penso di sì. Penso. Poi se ne aveva un altro, dottore, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le chiedo - lei ha parlato di fine estate del '93, quindi normalmente la fine dell'estate sarà fine agosto, i primi di settembre, quel periodo lì - lei, durante l'estate, aveva saputo, aveva visto a Castelvetrano, a Triscina, quindi mi riferisco ai mesi di giugno, luglio del '93, Matteo Messina Denaro?
EX 210 Geraci: Giugno, luglio '93? Un attimo, che... Allora, mah, quando lui, io preso questa ragazza che l'ho accompagnata a Catania, questa è stata diciamo l'ultima volta, l'ultima estate questa qua è stata.
Perché l'estate precedente lui è stato con la ragazza, con questa ragazza, a Triscina.
Successivamente, no. Perché se siamo a fine estate '93...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
EX 210 Geraci: Se siamo a fine estate del '93, è impossibile, perché poi nel '94 a giugno hanno arrestato me, per cui è prima, quando lui è stato con questa ragazza a Triscina è prima. E' nel '92, nel '91, che lui è stato con questa ragazza.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quindi, diciamo, nell'estate luglio, agosto '93, lei non ha ricordo di aver visto a Triscina Matteo e, conseguentemente, anche questa ragazza?
EX 210 Geraci: No.
PUBBLICO MINISTERO: Nei discorsi che faceste con Matteo, glielo disse Matteo dov'era stato in quell'estate?
EX 210 Geraci: Che io ricordi, no.
PUBBLICO MINISTERO: Le chiedo, durante quell'estate, lei ha parlato del fatto che Matteo, attraverso quel Michel: le è venuto il cognome di questa persona? Quello che gestiva l'albergo lì, a Triscina? Il cognome.
EX 210 Geraci: Ancora no.
PUBBLICO MINISTERO: Ancora no. Allora, attraverso questo Michel, lei ha detto, Matteo procurava delle case lì a Triscina, ai Graviano. Ricorda se in quell'estate vide i Graviano a Triscina?
EX 210 Geraci: Sì, perché quando c'è stato il tentato omicidio di Germanà, io ho accompagnato Giuseppe Graviano da Mazara del Vallo a Triscina. E Matteo era pure a Triscina. Dottore, forse faccio confusione io con gli anni.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, forse.
EX 210 Geraci: Questo è il problema: faccio sicuramente confusione io. Sì sì, l'ho accompagnato io Giuseppe Graviano a Triscina, era in macchina con me.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi all'epoca dell'omi... lei si sta riferendo all'epoca del tentato omicidio Germanà?
EX 210 Geraci: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto.
EX 210 Geraci: Ora, questo, non so io l'anno, il '93. Se è il '93, sì, lui, Giuseppe Graviano era a Triscina, e Matteo pure. Se era il '93.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a me interessa il periodo luglio-agosto, di quell'anno. Siccome lei aveva...
EX 210 Geraci: Luglio-agosto di quell'anno, mi sembra che erano là a Triscina. Mi sembra di sì.
PUBBLICO MINISTERO: No, mi pare che lei... le chiedo di mettere a fuoco un pochino meglio questi suoi ricordi. Ecco, ricorda di avere incontrato in carcere - le chiedo - Fifetto Graviano?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, era persona che quindi lei conosceva?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per quello che ci ha detto.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda in che carcere eravate detenuti?
EX 210 Geraci: All'Asinara.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda a che periodo risale questa detenzione all'Asinara?
EX 210 Geraci: E' stato nel... di preciso non ricordo, se è stato marzo del '96.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda se durante questa comune detenzione aveva ricevuto delle confidenze da Filippo Graviano?
EX 210 Geraci: Sì, Fifetto mi disse che erano stati a Milano con Matteo, con le rispettive ragazze, nei pressi di Milano. E mi raccontava che andavano a mangiare spesso in un ristorante, infatti avevano fatto amicizia con la proprietaria del ristorante, le ragazze mi dicevano erano gelose.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ricorda se le fece qualche ulteriore confidenza?
EX 210 Geraci: Che andavano a Milano, al negozio Versace a fare delle compere, Fifetto mi aveva detto.
PUBBLICO MINISTERO: C'era anche l'altro fratello?
EX 210 Geraci: Sì sì, lui mi ha detto sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le disse se, oltre a Milano, erano stati in qualche altra località?
EX 210 Geraci: No, che io ricordi, no.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, ricorda che lei venne interrogato dal Pubblico Ministero di Palermo, il dottor Russo?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Fra l'altro, il 18 settembre del '96.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei rispose come ha detto adesso, e poi disse che, secondo le dichiarazioni, diciamo le confidenze che le aveva fatto Filippo Graviano, le era stato detto che con Matteo - leggo testualmente -:
"Che era stato pure assieme con il Matteo ad Abano Terme, non so di preciso, o a Rimini; comunque mi hanno detto che erano stati là sopra. Infatti andavano a mangiare spesso in un ristorante, e avevano", per l'appunto "instaurato un'amicizia con la proprietaria del locale, e le donne si erano lamentate".
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Conferma questa circostanza?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sa se in queste permanenze al Nord, Giuseppe Graviano, Filippo Graviano e Matteo, erano - Matteo Messina Denaro - erano accompagnati dalle rispettive ragazze?
EX 210 Geraci: Sì, me l'ha detto Fifetto che c'erano le loro ragazze.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in relazione a questo periodo, si ricorda anche se le dissero per l'appunto qual era il periodo?
EX 210 Geraci: No, il periodo, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda. Per l'appunto in quell'interrogatorio - leggo a pagina 38 - lei disse:
"Il periodo, dobbiamo essere nel '93 circa".
Conferma questa indicazione?
EX 210 Geraci: '93 circa? Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi continuò sui luoghi in cui erano stati, a pagina 39:
"Dice che erano stati ad Abano Terme, a Rimini, comunque in qualche posto estivo, un posto, una località balneare".
EX 210 Geraci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Conferma questo dato?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto, ha fatto riferimento al fatto che era andato ad accompagnare questa ragazza, la Andrea, a Catania all'aeroporto: dico bene?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E che questo fatto era avvenuto sul finire dell'estate del '93.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome poco fa lei ha detto, mi ricordo, a un certo punto, prima aveva detto che non aveva visto nell'estate né Matteo né Giuseppe Graviano, o l'altro fratello; poi ha detto: 'mah, forse erano lì, erano lì sicuramente per il tentato omicidio di Germanà'. Capisco bene'
EX 210 Geraci: Dottore, io non riesco a focalizzare una cosa. Quando io questa ragazza l'ho presa vicino Palermo...
PUBBLICO MINISTERO: Sì?
EX 210 Geraci: A meno che non avevano due case, a questo punto... perché non riesco...
PUBBLICO MINISTERO: Non riesce a...
EX 210 Geraci: Quando è stato il tentato omicidio del dottor Germanà, io accompagno Giuseppe Graviano, viaggia con me in macchina. Infatti avevamo ritardato, e Matteo aspettava nell'autostrada a noi; e io aspettavo a lui. E perdevamo tempo in autostrada.
E ricordo perfettamente che Giuseppe Graviano l'ho accompagnato io a casa, a Triscina.
E Matteo se n'è andato dalla sua ragazza, a Triscina. Questo è nel '93.
Poi, il discorso che io piglio la ragazza...
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
EX 210 Geraci: E l'accompagno a Catania, è pure nel '93. Allora, a questo punto, avevano due case.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, allora sono due periodi del '93, diversi.
Sempre nell'interrogatorio del 17 settembre '96...
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prima di fare la conversazione, le faccio la domanda. Quando andò a prendere la ragazza, andò in quest'appartamento, in questo villaggio?
EX 210 Geraci: No, io a una casa.
PUBBLICO MINISTERO: Un'abitazione.
EX 210 Geraci: Un'abitazione, sì.
PUBBLICO MINISTERO: I bagagli dov'erano?
EX 210 Geraci: Dentro questa...
PUBBLICO MINISTERO: Dentro questa casa.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le viene in mente che cosa le disse la ragazza? Se le chiese qualcosa su dove era stata, su dove avevano trascorso il periodo precedente?
EX 210 Geraci: No, non mi ricordo questo.
PUBBLICO MINISTERO: No. Allora, sempre da quell'interrogatorio, durante l'esame, l'interrogatorio, mi scusi, le venne chiesto - come sto facendo io adesso -, la domanda era questa, che le era stata fatta:
"Ma lei ricorda se Matteo le disse che era in zona? se prima di quell'occasione quand'è che aveva visto Matteo?".
E lei rispose: "Comunque nell'estate non l'ho visto".
Conferma questa circostanza?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ancora le venne chiesto:
"Sa", pagina 31 "ebbe modo di parlarne successivamente con Matteo, durante il viaggio in cui accompagnava la ragazza, dov'erano stati, dove avevano passato l'estate?".
E lei rispose che la ragazza non gliel'aveva detto.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Più avanti poi, ancora, lei disse, pagina 33:
"Io da parecchi mesi era che non lo vedevo, a Matteo". Conferma questa circostanza?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, voglio dire - e concludo questa, diciamo le domande su questo punto - rispetto a quando accompagna questa ragazza, che lei dice l'accompagnamento essere avvenuto fine settembre, o comunque alla fine dell'estate del '93, per i mesi precedenti non aveva visto Matteo.
EX 210 Geraci: Mmh.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, a proposito, dato che siamo a parlare di carcere, con qualcuna delle persone che lei ha menzionato e con le quali aveva compiuto alcuni di questi fatti di sangue, ha avuto modo di incontrarsi, di vedersi, durante la sua detenzione?
EX 210 Geraci: Sì, mi sono incontrato con... mentre ero in carcere con chi mi sono incontrato?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ovviamente con qualcuna delle persone che lei ha indicato, non con...
EX 210 Geraci: Sì, mi sono incontrato con Giuseppe Graviano, con Fifetto, con Gioacchino Calabrò siamo stati pure.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto: si è incontrato con Gioacchino Calabrò. Vuol dire in quale carcere?
EX 210 Geraci: A Palermo e all'Asinara.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, con Gioacchino Calabrò ci fu qualche scambio di battute, qualche discorso in relazione a qualche fatto particolare?
EX 210 Geraci: Eh, non ricordo io, a cosa si vuole riferire dottore.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda. Ora cerco di sollecitare il suo ricordo. Le faccio, prima di farle la contestazione, le faccio un'altra domanda.
Sapeva, le disse Calabrò di qualche rapporto economico che era rimasto in sospeso fra Graviano e Matteo Messina Denaro?
EX 210 Geraci: Calabrò?
PUBBLICO MINISTERO: Se c'era qualche rapporto di debito, qualche storia di soldi, ecco.
EX 210 Geraci: Calabrò un giorno mi disse che Graviano gli ha detto che mi doveva dare, a me, 100 milioni.
PUBBLICO MINISTERO: In relazione a cosa?
EX 210 Geraci: In relazione, praticamente, che Matteo un giorno mi disse che Graviano doveva fare un regalo alla fidanzata. E doveva comprare una parure. E siccome io facevo questo lavoro, la compravo io per fargli risparmiare dei soldi, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Geraci: E allora io mi sono interessato, e ho comprato questa parure. Ed è costata 50 milioni circa.
Però io so che la parure non è che io so che l'ha regalata Matteo Messina Denaro. Matteo mi dice che la parure la deve regalare Graviano, alla ragazza; non mi dice che la doveva regalare.
Se poi Matteo l'ha regalata ai Graviano, questo io non lo so.
Allora che succede? Che Graviano incontra a Calabrò, che poi successivamente me l'ha detto pure a me, Giuseppe Graviano, e gli dice: 'gli devi dire a Francesco che si piglia i 100 milioni della parure'.
Gli ho detto: 'a me non mi devi dare niente, che se la veda con Matteo, perché io i soldi li ho ricevuti'. Matteo mi ha dato 50 milioni circa, della parure.
Poi, Giuseppe mi ha detto, dice: 'Francesco, ti devo dare i soldi, quanto è costata questa parure?'
Gli ho detto: 'senti, a me non interessa niente, veditela con Matteo questa cosa'.
Questo è il discorso.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, voglio dire, abbiamo rappresentato questa storia di gioielli che erano usciti, per così dire, dal suo deposito, o comunque per i quali si era interessato lei.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei poco fa, all'inizio, mi pare di aver colto che lei ha detto che nel suo ufficio c'era stato Riina: capisco bene?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol spiegare alla Corte in che circostanze e per quali ragioni, e quando ha conosciuto Salvatore Riina?
EX 210 Geraci: Salvatore Riina, la prima volta che io lo vidi, è stato nel mio ufficio, l'anno non ricordo di preciso, se è stato il '92 circa, non sono sicuro. Per la prima volta.
PUBBLICO MINISTERO: Chi lo aveva portato, Geraci?
EX 210 Geraci: Pietro Giambalbo.
PUBBLICO MINISTERO: C'era una qualche ragione particolare perché venisse nel suo ufficio?
EX 210 Geraci: Sì, c'era un appuntamento, dovevamo fare un appuntamento con un'altra persona.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda chi erano queste altre persone?
EX 210 Geraci: Sì, è venuto Peppe Capizzi di Ribera, una provincia di Agrigento; Totò Di Ganci, di Sciacca; e Peppe La Rocca, di Montefalco, mi sembra che sia.
PUBBLICO MINISTERO: Dico, ma questo incontro da chi era stato procurato, chi è che l'aveva organizzato presso il suo ufficio?
EX 210 Geraci: L'incontro sicuramente l'ha organizzato Matteo, a me mi ha detto: 'tale giorno', dice 'devono venire persone nel tuo ufficio'.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi a lei, non le disse chi erano le persone che sarebbero poi venute?
EX 210 Geraci: Io, le persone, le conoscevo, a quelle le conoscevo da prima. Non conoscevo Riina, ma me l'ha detto poi Matteo, mi ha detto, dice: 'questo è lo zio Totò'.
Poi, quando se n'è andato, mi ha detto che era Riina.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e immagino che lei non partecipò a quest'incontro?
EX 210 Geraci: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, quando l'ha rivisto?
EX 210 Geraci: Poi l'ho rivisto per la seconda volta, lo ha accompagnato sempre Pietro il Giambalbo, e Matteo, prima Matteo me ne ha parlato, mi ha detto: 'senti, potresti imprestare un terreno, un'azienda agricola?'. E gli ho detto: 'sì'.
Lui non è che mi diceva mai quando doveva venire Riina; mi diceva, per dire: 'domani, alle due' per dire ' fatti trovare, o alle tre, all'ufficio'.
E io vedevo che veniva là Riina.
E' venuto Riina, e gli ha detto: 'Francesco è disponibile', dice 'a intestarsi l'azienda'.
Questa è stata la seconda volta che io...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, e poi se la intestò effettivamente questa azienda?
EX 210 Geraci: Sì, sì. Ce l'ho io intestata.
PUBBLICO MINISTERO: Poi?
EX 210 Geraci: Poi l'ho rivisto un'altra volta, che è venuto con la moglie e le figlie. E mi ha portato la sua valigetta con gli oggetti personali della sua famiglia.
PUBBLICO MINISTERO: Oggetti preziosi?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, c'era un motivo particolare per cui li portasse a lei, questi preziosi?
EX 210 Geraci: Sì, perché io, la prima volta che è venuto, Matteo dice: 'fai vedere allo zio, qua, il nascondiglio che hai nel caveau'.
E me li ha portati perché là era un posto molto sicuro, perché li conservassi io là.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dopo il primo incontro, diciamo in questo secondo e terzo incontro, poi insomma il rapporto tra lei e Riina, insomma, sapevate ciascuno dei due chi era l'altro?
EX 210 Geraci: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Vi chiamavate per nome? Non lo so come.
EX 210 Geraci: Lui mi chiamava Franco, beh, in Sicilia si usa dire di "vossia", io ci dicevo di "vossia".
Però rapporti sempre, non è che c'erano rapporti confidenziali, no, assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Assolutamente no. Quindi, le consegnò questi preziosi. Quanti erano questi preziosi?
EX 210 Geraci: Ma io le ho fatte ritrovare, queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Lei li ha... E infatti, infatti, ha preceduto una mia domanda. Questi oggetti li ha fatti ritrovare, lei?
EX 210 Geraci: Sì, perché poi Matteo, una volta, mi ha portato pure dei lingotti, però questi non sono venuti con la famiglia di Riina. Questi lingotti, Matteo me li ha portati prima, e mi disse di conservarli che erano di Riina.
E poi, successivamente, mi hanno portato la valigia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, e su questi preziosi, lei ebbe modo di vederli anche?
EX 210 Geraci: Ma loro hanno aperto la valigia, mi hanno fatto vedere un po' di orologi, un po' di cose; ma non li abbiamo visti nemmeno tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ha ricordo se c'erano anche, se lei ebbe a fare dei regali a qualcuno, anche a mezzo di Matteo?
EX 210 Geraci: Sì, un giorno Matteo mi disse che doveva regalare due Rolex, acciaio e oro, ai figli del Riina. E allora, al che gli dissi io, che uno glielo regalavo io. E ne ho comprati due, e uno l'ha regalato Matteo. Matteo l'ha regalato a Gianni.
PUBBLICO MINISTERO: Gianni sarebbe?
EX 210 Geraci: Giovanni.
PUBBLICO MINISTERO: Ma chi, uno dei figlioli di Riina?
EX 210 Geraci: Sì, il grande. E io l'ho regalato al minore.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
EX 210 Geraci: Però glieli ha fatti avere Matteo, non l'ho regalato personalmente io.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, e in relazione, lei ha detto: 'io questi preziosi li ho fatti ritrovare', ci può dire allora dove li aveva occultati?
EX 210 Geraci: Io, prima li avevo messi nel mio caveau, diciamo, nel nascondiglio dove c'era il mio ufficio. Poi, siccome io avevo l'azienda agricola, avevo l'ingrosso, la società dell'ingrosso, un magazzino di pezzi di ricambio, e allora per non pagare troppe tasse ho ceduto l'attività ai miei fratelli, quella dell'ingrosso.
E per non impelagare i miei fratelli, la valigia io, prima di arrestarmi questa estate, l'avevo tolta, l'avevo portata a casa mia, che c'avevo un'intercapedine con un mattone, e li avevo messi là dentro, i lingotti.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto, poi ha dato indicazioni tali per cui questi oggetti sono stati ritrovati dalla Polizia, insomma dalle Forze dell'Ordine.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, siccome abbiamo lasciato in sospeso qualcuna delle persone che lei ha menzionato, allora, di Riina abbiamo detto; lei ha accennato anche alla conoscenza che aveva fatto di Brusca.
EX 210 Geraci: Sì, Giovanni Brusca.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol dire qualcosa di specifico al riguardo?
EX 210 Geraci: Giovanni Brusca io l'ho conosciuto sempre in quella casa dove è stata strangolata Antonella Bonomo. E quando si è strangolato Antonella Bonomo, Giovanni Brusca era pure là.
PUBBLICO MINISTERO: E' stata l'unica occasione in cui l'ha visto?
EX 210 Geraci: In quella casa, ripeto, non so quante volte, due, tre volte, penso che ci sono stato.
E una volta l'ho visto a Mazara del Vallo, che io ero con un ragazzo, e ho incontrato Matteo, Giovanni Brusca, Gancitano, e non mi ricordo se c'era pure Sinacori, non ricordo di preciso se c'era qualche altra persona di Mazara.
PUBBLICO MINISTERO: Inutile chiederle, comunque io le chiedo per conferma, voglio dire, tutti questi incontri lei li aveva sempre in occasione diciamo dei suoi accompagnamenti, o comunque in relazione al fatto che lei stava vicino a Matteo Messina Denaro?
EX 210 Geraci: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, i rapporti erano fra Brusca e Matteo Messina Denaro?
EX 210 Geraci: Sì, sempre, certo. Poi, un'altra volta l'ho visto in un altro posto, a Bagarella, a Giovanni Brusca; poi c'era pure Nino Gioè.
PUBBLICO MINISTERO: E quest'incontro dove sarebbe stato?
EX 210 Geraci: Ma è stato nei pressi di Monreale.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo in che periodo?
EX 210 Geraci: Eh, dottore, non ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Va be'.
EX 210 Geraci: Se '91, se '92.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, siamo molto indietro nel tempo.
Senta, poi lei, per l'appunto, ha fatto riferimento, sempre penso in occasione di questo fatto, a Ferro. Che lei ha chiamato Peppe.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dare qualche indicazione più precisa su questa persona?
EX 210 Geraci: Questa persona, io l'ho incontrata sempre in quella casa dove è stato lo strangolamento di Antonella Bonomo. Due, tre volte.
Poi l'ho incontrato nell'altro strangolamento a Campobello, dove abbiamo sequestrato questa persona di Alcamo, è stata sequestra questa persona di Alcamo a Campobello di Mazara. E poi è stato portato a Triscina ed è stato strangolato a Triscina.
PUBBLICO MINISTERO: E il nome di questa persona di Alcamo, lei lo sa, ha mai fatto...
EX 210 Geraci: Ma non ricordo per ora di preciso...
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda come si chiamava.
EX 210 Geraci: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, a suo tempo, dette indicazione anche all'Autorità Giudiziaria di Palermo per identificare questa persona di Alcamo che sarebbe stata strangolata?
EX 210 Geraci: Sì, sì. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché voglio dire, è una domanda di carattere generale: tutti questi specifici fatti di sangue che lei ha via via finora esplicitato, raccontato qui in aula, lei ha dato indicazione dettagliata all'Autorità Giudiziaria di Palermo?
EX 210 Geraci: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma ci vuol dir qualcosa sulle condizioni di questo Ferro?
EX 210 Geraci: No...
PUBBLICO MINISTERO: Sulle condizioni. Era una persona in salute? Era una persona che aveva qualche problema?
EX 210 Geraci: No, io, quando l'ho visto io, stava benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Sa se aveva accusato delle malattie, o che altro?
EX 210 Geraci: No, io non... a me non risulta.
Io, quelle poche volte che l'ho visto, per me era una persona normale.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ci può dare una descrizione di questa persona?
EX 210 Geraci: Magro, stempiato al centro sul capo, con i capelli bianchi... Comunque l'ho riconosciuto pure nella fotografia.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e che età gli poteva dare?
EX 210 Geraci: Mah, sui 50 e passa anni. 55, una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei lo ha visto in occasione di questi due fatti di sangue.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era uno dei partecipi a questi omicidi?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e lei ha fatto cenno anche a - o se non lo ha fatto le faccio la domanda espressa io - ha conosciuto un certo Vincenzo Milazzo?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può dire alla Corte dove, chi era questa persona, come l'ha conosciuta?
EX 210 Geraci: Questa persona l'ho conosciuto... me lo ha presentato sempre Matteo ed era in questo strangolamento di questa persona che abbiamo sequestrato a Campobello di Mazara. C'era questo, c'era Vincenzo, Vincenzo Milazzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sa che fine poi ha fatto questo Vincenzo Milazzo?
EX 210 Geraci: Sì, è stato ucciso.
PRESIDENTE: Vogliamo essere più chiari? Quando era presente questo Milazzo allo strangolamento della persona di Mazara, fu...
EX 210 Geraci: Di Campobello di Mazara.
PRESIDENTE: Di Campobello di Mazara. Fu uno di quelli che concorsero a strangolarlo, a ucciderlo?
EX 210 Geraci: Vincenzo Milazzo?
PRESIDENTE: Sì.
EX 210 Geraci: Sì, sì.
PRESIDENTE: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei poi ha detto è stato ucciso da Vincenzo Milazzo?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sa qualcosa dell'omicidio di Vincenzo Milazzo, lei?
EX 210 Geraci: No...
PUBBLICO MINISTERO: Non sa niente.
EX 210 Geraci: Ma ho visto Matteo, così, però il motivo perché è stato ucciso, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Da chi era stato ucciso, Matteo glielo disse?
EX 210 Geraci: No, no, non me lo disse.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, una di quelle case di Palermo, a cui ha già fatto riferimento in relazione alla latitanza di Matteo Messina Denaro, vuol dire alla Corte se ha conosciuto una certa persona che si chiama Guttadauro?
EX 210 Geraci: Guttadauro sono diversi fratelli, mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci dica un pochino chi ha conosciuto di questi fratelli Guttadauro.
EX 210 Geraci: Io conosco Filippo Guttadauro che sarebbe il cognato di Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Geraci: E' sposato con la sorella di Matteo.
Poi conosco il dottore Guttadauro che abita a Palermo. E una volta ho visto l'altro fratello che nemmeno ricordo come si chiama.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in relazione a questo dottore... E' dottore perché fa il medico?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sa se ha, lo ha visto in compagnia di qualcuna delle persone che abbiamo citato finora?
EX 210 Geraci: Sì, una volta l'ho visto in una casa che siamo andati io e Matteo a trovare Giuseppe Graviano e c'era pure il dottore.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi il dottore, voglio dire, era una persona che aveva, questo dottore Guttadauro, era persona che aveva relazione, rapporti anche con Giuseppe Graviano?
EX 210 Geraci: Eh, per essere là, si conoscevano, penso, no?
PUBBLICO MINISTERO: Comunque lei lo ha trovato in quella casa.
EX 210 Geraci: Sì. Ma la casa, questa qua, non è che era del Messina. Questa casa siamo andati noi a trovare Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, benissimo. Lo chiarisca, allora.
Quindi non era la casa dove stava Matteo, era una casa dove stava il Graviano.
EX 210 Geraci: Sì, penso di sì. Se poi...
PUBBLICO MINISTERO: E comunque dove lei ci ha visto...
EX 210 Geraci: Il Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Quando dice il Graviano ci ha visto solo Giuseppe Graviano, o anche Fifetto?
EX 210 Geraci: No, che io ricordi, Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Giuseppe Graviano.
Senta, le è venuto in mente il nome di quel Michel dell'hotel?
EX 210 Geraci: Incredibile, ma non...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, allora a questo punto bisogna che glielo ricordi io. Bisogna che cerchi un attimino, abbia pazienza, l'interrogatorio dove lei per l'appunto lo aveva indicato per nome.
Per l'appunto lei, in un interrogatorio ai colleghi di Palermo, il 14 settembre del '96, disse anche il cognome di questa persona, ecco.
Dunque, a pagina 42 della trascrizione interverbale del 14 settembre, lei disse che questo signore si chiamava Michel Giacalone.
EX 210 Geraci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che gestiva un albergo a Triscina.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Conferma questa indicazione?
EX 210 Geraci: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei conosceva questo Michel Giacalone come proprietario, gestore di questo albergo a Triscina.
EX 210 Geraci: Sì, esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha parlato, riferendosi al tentato omicidio del dottor Germanà, al fatto che c'erano due gruppi: uno, operava a Palermo; uno, di cui lei faceva parte, in cui aspettava... Mi scusi, non del dottor Germanà, in occasione dell'omicidio del vice direttore del Paradise Beach, del Gonzales.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene che c'erano due gruppi? Uno che dava le indicazioni, la battuta; e un altro gruppo che operava a Palermo.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sa, o ha potuto ricostruire, chi c'era a Palermo, in occasione di questo fatto di sangue?
EX 210 Geraci: No, io ho dichiarato che, quando Matteo... Ero io, Matteo e Leo Ciaccio, sulla Uno di Leo Ciaccio.
Quando lui è uscito dall'albergo abbiamo visto che ha preso l'autostrada; Matteo ha preso il cellulare e ha telefonato.
Ha telefonato e ha detto queste testuali parole, dice: 'la mamma è partita'.
Allora io sento la voce dell'altro telefonino, o telefono, non so che era, e mi è sembrato di riconoscere la voce di Giovanbattista Ferrante.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto. Volevo che lei parlasse di questa persona.
Questo Ferrante Giovanbattista, è persona che lei - a prescindere da questa telefonata - capisco che, se riconosce la voce, era persona che lei conosceva già.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che rapporti, che relazioni c'erano - se ce n'erano - tra questo Ferrante Giovanbattista e le persone che lei ha indicato, in particolare Matteo Messina Denaro?
EX 210 Geraci: Ma io, la prima volta che ho visto Ferrante, lui era con la sua famiglia al Paradise Beach Hotel.
Sono arrivato io, Matteo me lo ha presentato. Ero io, se non ricordo male c'era pure Leo Ciaccio e Peppe Clementesi.
E lui stava trascorrendo, non so se era il week-end, se era una settimana, là in questo hotel, con la famiglia.
Mentre Matteo me lo ha presentato e poi io mi sono allontanato. E lui, Matteo, è rimasto a parlare con questo signore.
Poi, successivamente, lo rincontro a Palermo. Che io ho accompagnato Matteo da Salvatore Biondino, poi lui è tornato ed è venuto con un'altra persona che sarebbe Salvatore Biondo.
Salvatore Biondo si è messo in macchina e io, con la mia macchina, siamo andati in un posto là a Palermo, dove questo Salvatore Biondo indicava la strada e c'era Giovanbattista Ferrante e un'altra persona e ci ha dato un fagotto che io ho messo nell'intercapedine che ci avevo nella mia 164.
PUBBLICO MINISTERO: Di che colore era questa macchina?
EX 210 Geraci: Bianca.
PUBBLICO MINISTERO: Che targa aveva?
EX 210 Geraci: Trapani.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego, continui nel suo racconto.
EX 210 Geraci: Eh, abbiamo preso questo fagotto, l'ho messo in macchina. Allora Matteo mi disse che in autostrada di camminare piano.
Dice: 'cammina piano, poi saltiamo in aria'.
Però non sapevo dentro questo fagotto cosa c'era, cosa non c'era, non me lo disse.
PUBBLICO MINISTERO: Lo ha saputo cosa c'era?
EX 210 Geraci: No, no, non me lo disse. Mi ha detto solo di camminare piano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei ci avrebbe riferito questo episodio di un incontro conclusosi con questo scambio di questo fagotto tra - dico sinteticamente i personaggi - Ferrante Giovanbattista da una parte; lei e Matteo Messina Denaro dall'altra. Capisco bene?
EX 210 Geraci: No, non ho capito, dottore.
PUBBLICO MINISTERO: No, dico, in occasione di questa consegna di questo fagotto, i personaggi diciamo coinvolti in questo passaggio di questo fagotto chi erano?
EX 210 Geraci: Eh, io, Matteo, poi c'era questo Salvatore Biondo che ha accompagnato, ci ha accompagnato là, Giovanbattista Ferrante...
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Perfetto.
EX 210 Geraci: E un'altra persona che non la conosco, non ricordo chi sia.
PUBBLICO MINISTERO: Per l'appunto, per l'appunto,. Volevo che lei precisasse... Il fagotto è passato dalle mani di Ferrante alle mani vostre, chiamiamole, sue e di Matteo?
EX 210 Geraci: Di preciso, dalle mie sicuro, perché io l'ho messo nell'intercapedine della macchina, l'ho messo io. Però non ricordo se lui lo ha consegnato personalmente a me, o prima lo ha consegnato al Messina e poi il Messina lo ha dato a me. Questo non lo ricordo di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, alcune ultimissime domande gliele pongo io, poi l'esame lo proseguirà il dottor Chelazzi.
Come ultimo fatto che, per l'importanza che può avere, ma comunque, siccome lei lo ha riferito.
Lei ha partecipato ad attentati incendiari nel Trapanese, a Castelvetrano?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può dire quali, quelli più significativi.
EX 210 Geraci: Quello della villa dell'onorevole Culicchia.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi c'è stato un attentato alla villa di questo onorevole Culicchia.
Lei dice con le date non si ritrova, ma bisogna che glielo chieda. Si ricorda quand'è questo fatto?
EX 210 Geraci: No, non ricordo se è stato nel '91-'92.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo attentato incendiario lei con chi lo ha commesso?
EX 210 Geraci: Ero io, Matteo Messina Denaro, Peppe Clemente, Leo Ciaccio, Vincenzo Furnari... sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, un'ultima precisazione in relazione anche agli altri fatti che lei ha rappresentato: in relazione dell'omicidio del vice direttore del Paradise Beach, lei ricorda di essere stato in Austria, di aver saputo qualche, o comunque qualche viaggio fatto da questo Gonzales in Austria?
EX 210 Geraci: Sì, dopo, successivamente. Matteo mi disse: 'mi fai compagnia, devo andare in Austria'.
E allora siamo... dico: 'sì, va bene, ti faccio compagnia'.
Abbiamo preso il treno da Palermo e siamo andati fino a Vienna.
PUBBLICO MINISTERO: E dove siete stati?
EX 210 Geraci: Hotel... Io adesso non ricordo la pronuncia, come si pronuncia. o Marriot o Merriot. Un hotel...
PUBBLICO MINISTERO: Ma dico: che cosa siete andati a fare?
EX 210 Geraci: Là, alla stazione ci aspettava Hasi, la ragazza di Matteo. Io ho dormito nella mia camera, loro hanno dormito nella sua camera. Lui doveva parlare con la ragazza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi diciamo sostanzialmente siete andati a trovare questa ragazza.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma ha saputo per l'appunto se c'era, ovviamente prima dell'omicidio, se c'era stato qualche viaggio del Gonzales lì in Austria?
EX 210 Geraci: Sì. Tre. Matteo mi disse una volta che Gonzales era andato a trovare questa ragazza là in Austria e l'ha invitata ad uscire. Ma non ricordo se lei, la ragazza è uscita o meno, ma mi sembra di no però.
Questo ha fatto incavolare pure Matteo, naturalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Nel periodo in cui Matteo stava con questa ragazza.
EX 210 Geraci: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora le mostriamo una foto. Se lei si gira alla sua sinistra, comparirà, o dovrebbe comparire sullo schermo una fotografia.
EX 210 Geraci: Sì, è lei. E' lei, dottore.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
EX 210 Geraci: E' lei.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, quindi Hasi.
EX 210 Geraci: Hasi, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il cognome di questa ragazza lo ha mai saputo lei?
EX 210 Geraci: L'ho sentito, però non ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, se glielo faccio io, può darsi che le viene in mente?
EX 210 Geraci: Mah, può darsi.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi che si chiama Aslener?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Quindi la riconosce con sicurezza in questa fotografia.
EX 210 Geraci: Ma ci sono uscito un sacco di volte assieme.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è persona da lei ben conosciuta.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per caso ci è uscito anche con Giovanbattista Ferrante?
EX 210 Geraci: Con questa ragazza?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Geraci: No...
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda.
*EX 210 Geraci: No, no, non ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Possiamo togliere. E per quanto mi riguarda...
Diamo atto, Presidente, che la foto che abbiamo mostrato è una fotografia che è allegata ad una lettera di trasmissione del Centro Criminalpol della Polizia di Stato della Sicilia Occidentale, di Palermo, del 14 dicembre '95.
E la foto in questione è la foto 10 che si tratta, per l'appunto, di una delle foto della signora Andrea Haslehner, nata a Lili Enfeld il 15 gennaio 1968.
Per quanto riguarda questa prima parte, Presidente, avremmo concluso.
PRESIDENTE: Facciamo dieci minuti di sosta?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: Sospensione.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Il P.M. può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Geraci, il dottor Nicolosi, all'inizio dell'esame, ha fatto presente alla Corte che lei ha ricevuto una informazione di garanzia in occasione proprio del primo interrogatorio che è stato fatto appunto dai magistrati della Procura di Firenze.
E questa informazione di garanzia - questo lo dico anche a chiarimento e a specifica di quanto il dottor Nicolosi ha già anticipato - riguarda per l'appunto l'attentato a Maurizio Costanzo.
Ecco, fissato questo punto, io le domando di illustrare, di chiarire se e in che termini, nell'ambito di tutte queste vicende che lei ha raccontato fino a dieci minuti fa, lei si sia occupato in qualche modo, o abbia avuto un qualche interessamento, nei confronti di questa persona, di Maurizio Costanzo, quindi. Eh?
*EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La domanda è chiara?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Allora, cominci lei ad illustrare quello che ha da illustrare, quello che ritiene di illustrare, e io poi, quando è il momento, le chiederò magari qualche dettaglio in più.
EX 210 Geraci: Un giorno viene Matteo e mi disse che dovevamo fare questo attentato a Maurizio Costanzo, a Roma.
E io mi sono messo al solito a disposizione.
Poi siamo stati a Mazara del Vallo a preparare delle armi. Ero io, Matteo Messina Denaro, Sinacori e una persona sui 60 anni circa che era in uno stato molto confidenziale con il Sinacori.
Non mi ricordo di preciso se lo chiamava Giovanni, o Battista, una cosa del genere. Che parlavano fra di loro; che era la persona, quello, che doveva portare le armi a Roma. Che questo signore aveva un camion.
Poi siamo stati a Palermo, io, Matteo Messina Denaro e Sinacori. E ì siamo stati nella casa di Salvatore Biondino dove ho conosciuto Giuseppe Graviano, a Fifetto Cannella e a Renzo Tinnirello.
Adesso io non ricordo se prima abbiamo preparato le armi, o prima siamo stati a Palermo. Questo non lo ricordo.
Poi siamo stati a Mazara del Vallo, io, Matteo e Sinacori da Mariano Agate. Loro si sono appartati dentro una stanza. Quando ce ne siamo andati, ho salutato pure io Mariano Agate e Mariano Agate ci ha detto, dice: 'ragazzi, state attenti'.
Io ho accompagnato Matteo Messina Denaro dopo il motel dell'AGIP a Palermo; lui è partito la sera prima con Renzo Tinnirello: una Uno diesel di colore azzurro, mi sembra.
E io sono partito successivamente con Sinacori.
I biglietti di aereo non ricordo se li ho fatti io, il mio, o se li ho fatti tutti e due, o se n'è occupato Sinacori. Questo di preciso non lo ricordo.
Comunque, sono partito io e Sinacori. Sono andato io a Mazara del Vallo a prendere il Sinacori.
Siamo andati a Roma, l'appuntamento era a Roma a Fontana di Trevi.
Verso le 15, circa. 15-16, non ricordo di preciso, comunque, nel primo pomeriggio ci siamo incontrati tutti là.
Io, quando sono arrivato da Roma con Sinacori siamo stati alla Stazione Centrale di Roma; lì ho affittato, ho preso in noleggio una macchina, una Y10 bianca. Ho presentato la carta di credito, perché non ce la volevano dare senza la carta di credito. Comunque ho dato la carta di credito che avevo io: l'American Express. Che poi, quando abbiamo riportato questa macchina, ho pagato in contanti. Tipo per non lasciare traccia, una traccia rimane sempre, penso.
Poi di lì con Sinacori, dalla stazione siamo andati in una casa. Questa casa non abbiamo trovato niente, non c'era niente.
Da lì poi siamo andati all'appuntamento a Fontana di Trevi, dove lui ha parlato con Matteo e poi siamo andati in un'altra casa.
In questa casa successiva ero io, Matteo, Sinacori e Renzo Tinnirello, perché Giuseppe Graviano e Fifetto dormivano in un altro posto che io non so.
E noi, tutti e quattro, alloggiavamo in questa casa.
Da lì, poi l'indomani, iniziano i pedinamenti che si dovevano fare a Maurizio Costanzo.
A pedinarlo ero io e Sinacori.
La macchina la portava sempre Sinacori, perché Sinacori conosceva forse, era stato altre volte a Roma, conosceva discretamente Roma.
Siamo stati ai Parioli, a teatro. Abbiamo seguito, non ricordo se siamo stati quattro giorni, tre giorni, perché lo seguivamo per un pezzo di strada e poi ce ne andavamo. E l'indomani iniziavamo da dove lo avevamo lasciato. E poi ricominciavamo il percorso per non farci vedere dalla scorta. Perché lui aveva la scorta. Per non farci notare.
E siamo stati vicino... Abbiamo visto che lui andava vicino alla zona di Palazzaccio.
Poi siamo stati... Perché noi eravamo, per Costanzo, per pedinare a Costanzo, nello stesso tempo per Martelli. Prevedere se si riusciva a vedere questo Martelli al Ministero.
Siamo andati là al Ministero che non ricordo io... No, non ricordo, non so come si chiama questa zona.
Abbiamo fatto un appostamento là, ma là passano tantissime macchine in borghese. Noi pensavamo che era una cosa molto più facile, ma là passavano un sacco di macchine.
Poi abbiamo frequentato dei ristoranti a Roma, al Matriciano; ristoranti... in via dei Gracchi si trova, perché c'è il ristorante Gracchi, pure. Questi due ristoranti.
Frequentavamo locali molto in per vedere se si incontrava anche il Falcone, o il Martelli. Però non abbiamo incontrato nessuno di queste persone.
Abbiamo incontrato al Matriciano il giornalista, questo che è ora fa... Non ricordo il nome. Per ora fa, è in Francia che fa questo, per ora, però non ricordo come si chiama questo giornalista. Lo abbiamo incontrato là, al Matriciano.
Una volta abbiamo incontrato Renzo Arbore in via Veneto al Bar Doney, vicino all'Excelsior.
Poi siamo stati parecchie volte al Pantheon, c'è un bar che frequentavamo pure là.
Poi siamo stati a Trastevere, ristorante Sabatini, ristorante Sora Lella... Ci dividevamo in gruppi per vedere se si incontrava qualche persona di questo... questi che cercavamo noi.
Poi, dopo non ricordo, dopo 8-10 giorni non si è fatto più nulla. Matteo mi disse che ce ne dovevamo andare.
E ricordo che poi sono andato via io, Matteo e Fifetto. Abbiamo preso il traghetto a Napoli, siamo andati a Palermo.
Giuseppe Graviano non lo ricordo, e Tinnirello come sono andati via e anche il Sinacori, non lo ricordo.
Poi, quando siamo arrivati a Palermo...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Geraci, la fermo. Perché poi da qui comincia il racconto diciamo di quello che accade dopo questa permanenza romana, eh?
Quindi cerchiamo di approfondire qualche particolare su questa vicenda romana.
Vorrei cominciare da un elemento molto spicciolo, per così dire. Lei ha detto di aver utilizzato la sua carta di credito per noleggiare questa Y10 alla Stazione Termini.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha noleggiata, si ricorda a quale agenzia?
EX 210 Geraci: Ma se non ricordo male è stata la Hertz.
PRESIDENTE: Hertz?
EX 210 Geraci: La Hertz.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ormai che ci siamo...
EX 210 Geraci: Se non ricordo male, eh.
PRESIDENTE: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: In quel periodo di permanenza romana, ricorda se ha fatto uso della carta di credito in qualche altra occasione?
EX 210 Geraci: Sì, sono stato in via Condotti, ho comprato una sahariana in renna, quattro camicie, due cravatte... E mi sembra che pure Sinacori, io ho regalato due camicie a Sinacori.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Geraci: E il negozio è Eddy Monetti.
PUBBLICO MINISTERO: Negozio Monetti?
EX 210 Geraci: Eddy Monetti.
PUBBLICO MINISTERO: Eddy Monetti. Ecco, quindi la carta di credito era intestata esattamente?
EX 210 Geraci: A me.
PUBBLICO MINISTERO: A lei personalmente.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Un altro elemento proprio di dettaglio: questa Y10 che avete noleggiato, lei ha detto che era una macchina bianca. Com'era targata?
Non è che mi interessano i numeri, la sigla della provincia.
EX 210 Geraci: Eh, penso Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Roma. Ma fu casuale il fatto che vi sia stata noleggiata una macchina targata Roma, o invece non era casuale?
EX 210 Geraci: No, l'abbiamo presa apposta. Infatti io sono venuto pure per questo motivo, perché ero una persona pulita, per pigliare questa macchina, per dare meno all'occhio quando si andava in giro per le vie di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi la macchina targata Roma per non dare nell'occhio. E lei, ha detto, perché era una persona pulita?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ormai che ci siamo, sotto questo profilo, visto che lei è auna persona pulita, se fosse accaduto durante la sua permanenza a Roma un qualche controllo di Polizia, se foste stati fermati per strada, vi avessero chiesto i documenti, che cosa ci facevate, ecco, lei come si era organizzato sotto questo profilo?
EX 210 Geraci: Ma io ero, quando sono venuto a Roma, Matteo mi disse se io lavoravo a Roma con qualche fornitore mio che, sì, che veniva da Vicenza che c'ha l'ingrosso pure a Roma.
Infatti io, in questo periodo, sono stato in questo ingrosso a fare degli acquisti.
E poi se ci fermavano con Sinacori, che ci siamo incontrati là per caso.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, dovevate dire che vi eravate incontrati per caso, vuol dire questo?
EX 210 Geraci: Sì, che ci siamo incontrati nei pressi della stazione e stavamo facendo un giro assieme. Questo.
Ci siamo messi d'accordo prima con Sinacori.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi il fatto di andare da questo fornitore doveva essere il motivo che si poteva dichiarare alla Polizia.
EX 210 Geraci: Sì, certo. Io potevo dichiarare questo: che io ero là per lavoro.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era preordinata questa storia.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era strumentale, voglio dire.
EX 210 Geraci: Sì, esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: E se le avessero chiesto: 'lei a Roma dove dorme, dove alloggia?', che avrebbe detto?
EX 210 Geraci: Eh, questo infatti era il problema.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
EX 210 Geraci: O una calunnia, o che ero con qualche ragazza...
PRESIDENTE: Come?
EX 210 Geraci: Gli avrei detto che ero con qualche ragazza che ci siamo lasciati lì per lì, una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a quello che ho capito dal riassunto che prima mi ha fatto, lei, durante questo periodo, sostanzialmente è sempre stato assieme a Sinacori.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: O prevalentemente assieme a Sinacori.
EX 210 Geraci: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Sinacori si era attrezzato, per quanto lei ne sa, con qualche espediente, con qualche giustificazione, del tipo di quelle che aveva escogitato lei, oppure non le risulta nulla?
EX 210 Geraci: No, a me, ci siamo messi d'accordo se ci fermassero le Forze dell'Ordine, di dire che ci siamo incontrati là a Roma, però io non so poi lui se avesse in mente qualche altra cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Geraci: Non lo so questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, facciamola ripartire dall'inizio questa storia.
Lei ha premesso che un certo giorno si presenta Matteo da lei e le parla di un attentato a Costanzo.
E' così?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ridotto in sintesi.
EX 210 Geraci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma può essere che il discorso, Matteo, lo abbia fatto in termini diciamo un po' più allargati, non così brutali... come dire: partiamo e andiamo ad ammazzare Costanzo.
EX 210 Geraci: Come ho detto prima, lui voleva fare questo coso per Costanzo, perché Costanzo parlava sempre dei mafiosi, parlava male dei mafiosi.
Poi, una volta che si era a Roma, di controllare se si trovasse il Falcone o il Martelli. Addirittura mi aveva detto pure Pippo Baudo.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda se per caso...
EX 210 Geraci: Era una serie di agguati che volevano fare.
PUBBLICO MINISTERO: Una serie, mi scusi?
EX 210 Geraci: Agguati.
PRESIDENTE: Agguati.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, di agguati. Ricorda se si parlava anche di persone del mondo dell'informazione, del giornalismo?
Costanzo è un giornalista.
EX 210 Geraci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma se per caso, venne fuori qualche altro nome?
EX 210 Geraci: Mah, lui...
PUBBLICO MINISTERO: Nelle idee iniziali di Matteo.
EX 210 Geraci: Lui mi ha fatto diversi nomi. Io, quei quattro diciamo che mi ricordo più, sono questi.
Poi non ricordo, non vorrei sbagliare. Magari dico un nome e... Me ne ha fatti anche altri nomi, però non sono sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in effetti lei, su questo punto, ha sempre avuto molta cautela per non fare nomi a casaccio.
Però le volevo ricordare che al dottor Russo, il 18 di settembre del '96, lei nell'interrogatorio menzionò anche il giornalista Santoro.
EX 210 Geraci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' vero questo?
EX 210 Geraci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, questo è un nome sul quale si sente sicuro?
EX 210 Geraci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma sulle prime, quando questo suo buon conoscente, buon amico, Matteo, le fa questo discorso con queste interessanti caratteristiche e con questi significativi contenuti, lei gli ha domandato quale ragione c'era? Se era impazzito, se invece questo rispondeva ad una idea personale sua, o a un'idea sua e di altri.
Cioè, ha cercato un po' di capire la filosofia di questa idea che Matteo le venne a presentare?
EX 210 Geraci: Ma questo loro lo facevano, di quello che ne ho parlato io con lui, per destabilizzare lo Stato.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, il termine destabilizzazione, ecco, fu proprio un termine che lei sentì pronunziare a Matteo?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in genere, quando si destabilizza...
No, la domanda in questi termini non gliela posso porre.
Lei ha capito se questa destabilizzazione aveva poi uno scopo ulteriore? Oppure se era una destabilizzazione per la destabilizzazione e niente più.
EX 210 Geraci: No, era perché, per punire questa gente. Loro lo facevano per fare, per allontanare anche, diciamo anche le Forze dell'Ordine che si opprimevano sulla Sicilia, per fare capire che anche al nord c'erano, non so, tipo le Brigate Rosse, era una cosa del genere, allargare questa cosa in questo senso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, compiendo questo tipo di azioni, sempre stando a quello che le raccontò Matteo, la prospettiva era che succedesse qualche cosa? Cioè dire che lo Stato si comportasse in un certo modo piuttosto che in un altro, oppure di questo non si parlò assolutamente?
EX 210 Geraci: No, lui mi parlava che c'era il discorso pure del 41-bis che era il carcere duro. E volevano fare questa serie di attentate per vedere un poco...
PUBBLICO MINISTERO: Lei si ricorda, Geraci che, sempre in quell'interrogatorio, lei disse:
"Lo Stato italiano, volevano colpire questo per destabilizzare, diceva lui, lo Stato italiano, tipo per scendere a un compromesso".
EX 210 Geraci: Sì, sì. Sì, perché di quello che mi diceva lui dice: 'tu non sei convinto che poi vanno, si scende a un compromesso che qualcuno non andrà da Riina a vedere un poco questa situazione?'
Loro pensavano che qualcuno dello Stato poi andava da Riina e gli andava a dire: 'signor Riina, mettiamoci d'accordo', una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Poi questo discorso lei lo ha fatto a quattr'occhi, con Matteo?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Solamente voi due?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Poi, lei poco fa ricordava di questi due incontri che ci sono stati. Più la vicenda diciamo della preparazione delle armi. Va bene?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ora lei ha parlato di un incontro a Palermo e di un incontro a Mazara.
L'ordine, cioè, quale viene prima e quale viene dopo, lei se lo rammenta?
EX 210 Geraci: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ma sono successi comunque in tempi, come dire, vicini tra di loro?
EX 210 Geraci: Sì, sì, molto vicini.
PUBBLICO MINISTERO: E il discorso di Matteo era un discorso anche questo vicino, oppure era un discorso vecchio?
EX 210 Geraci: No, no, vicino. Prima di venire a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
PRESIDENTE: Scusi, vicino quanto può essere? Giorni, settimane...
EX 210 Geraci: No, il Messina a me non è che mi raccontava mai delle cose se io...
PRESIDENTE: Ma io voglio sapere...
EX 210 Geraci: Sì, sì. Io infatti...
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero le ha richiesto due incontri prima di andare a Roma.
Poi le ha chiesto quand'è che siete andati a Palermo a fare quell'altro...
EX 210 Geraci: Sì.
PRESIDENTE: E lei ha detto: vicini. Vicini, ma vicini quanto?
EX 210 Geraci: Mah...
PRESIDENTE: In materia di tempo.
EX 210 Geraci: Signor Presidente, io non... Adesso io non ricordo se è stato 15 giorni o un mese prima. O...
Comunque, due mesi, non ricordo di preciso.
PRESIDENTE: Va bene, in questa misura.
EX 210 Geraci: Sì, in questa misura.
PRESIDENTE: Vicini di 15 giorni, un mese, forse anche due.
EX 210 Geraci: Sì.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, su questi due incontri che ci sono stati, chiariamo bene un punto: lei ha partecipato a questi incontri per intero, cioè dire ha assistito a tutta la conversazione che si è svolta tra i presenti? Ha assistito solo ad una parte della conversazione, o non ha assistito ad alcuna parte della conversazione e poi gli è stato raccontato successivamente quello che era successo?
EX 210 Geraci: No, io non ho assistito mai in queste discussioni che... Mai.
PUBBLICO MINISTERO: C'è una ragione per la quale lei non assisteva?
Se l'ha capita, se la conosce.
EX 210 Geraci: Questo non lo so. Forse magari perché non ero uomo d'onore, non saprei dire. Penso che sia questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, quindi i due incontri stanno in un ordine, lei ha detto, che non sa precisare quale sia. Cioè, se prima è successo quello di Palermo, o prima è successo quello di Mazara.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, senza inguaiarci con questioni cronologiche, per cortesia, quando l'incontro di Palermo è terminato e lei appunto non sa che cosa si fossero dette queste persone, a lei qualcuno le ha spiegato che cosa si doveva fare, cosa doveva fare lei in particolare, che cosa sarebbe successo?
EX 210 Geraci: Matteo poi a Castelvetrano mi disse che si doveva andare a Roma a fare questi pedinamenti a Costanzo e via dicendo. Se si vedeva se si trovasse il Martelli o il Falcone.
Ci dovevamo recare a Roma e mi disse che ci voleva un abbigliamento molto chic, perché io sono andato a comprarmi delle cose a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Per farsi elegante.
EX 210 Geraci: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi lei a questo incontro a Palermo era andato accompagnando...
EX 210 Geraci: Il Matteo Messina Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: E lo ha riportato anche indietro.
EX 210 Geraci: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Sul fatto che...
PRESIDENTE: Non aveva detto che... Parliamo del viaggio a Roma o del viaggio precedente?
PUBBLICO MINISTERO: No, si sta parlando dell'incontro a Palermo, Presidente.
PRESIDENTE: Palermo, Palermo. Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, per carità.
Lei prima ha detto che, presenti a questo incontro, c'erano determinate persone.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Però lei all'incontro non ha partecipato.
Allora forse è il caso che spieghi come ha fatto a stabilire, a sapere che quelle e non altre, erano le persone presenti. Le ha viste prima, dopo...
EX 210 Geraci: No, quando è finito... diciamo che hanno finito di parlare, poi Matteo mi disse che queste persone erano quelle che dovevano venire con noi a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
EX 210 Geraci: Però non ho assistito a quello che hanno parlato loro. Questo, non l'ho assistito.
Sono rimasto, non ricordo di preciso, se in cucina mi sembra. Salvatore Biondino mi ha fatto un caffè, però non ho assistito materialmente all'incontro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora abbia pazienza, Geraci, le persone che andarono a Roma le ha già indicate.
Ce le ridica a cominciare da sé...
EX 210 Geraci: Io...
PUBBLICO MINISTERO: Intanto c'è Geraci Francesco.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, le altre persone chi sono?
EX 210 Geraci: Messina Denaro Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Geraci: Sinacori.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Geraci: Renzo Tinnirello.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Geraci: Giuseppe Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Geraci: E Fifetto.
PUBBLICO MINISTERO: Fifetto, non equivochiamo, qual è?
EX 210 Geraci: Fifetto Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Cannella. E ha già spiegato al dottor Nicolosi perché lei, a questo Fifetto, attribuisce questo cognome.
Queste persone, lei le vide tutte presenti a Palermo quando ci fu quell'incontro?
EX 210 Geraci: Che io ricordi, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Si trattava di persone che vedeva per la prima volta? Nel senso che: di Tinnirello, fino a questo momento, nel corso dell'esame odierno, lei non aveva mai parlato. Perché al dottor Nicolosi ha risposto a domande su Messina Denaro, Sinacori, quello e quell'altro, Cannella e Graviano. Ma di Tinnirello non avevamo maio parlato.
Ci vuole un attimino chiarire com'è che ha conosciuto questa persona, e ha saputo che questa persona si chiama Tinnirello Renzino.
EX 210 Geraci: Sì. Ma io, in quella casa, ho conosciuti tutti per la prima volta che li vedo, erano... sia che il Tinnirello, che il Graviano e anche il Fifetto, anche il Salvatore Biondino.
Io, da Salvatore Biondino, c'ero stato ad accompagnare il Matteo, però io rimanevo sempre a distanza in un'altra strada e non sapevo di preciso. Poi, quando sono andato là che abbiamo lasciato la macchina e con Matteo a piedi siamo andati là dentro... Anzi, no, siamo entrati, mi sembra, con tutta la macchina, sì. C'è un portone di ferro, siamo entrati là dentro.
Ho capito che Matteo si recava sempre da Salvatore Biondino. Io, per la prima volta, le ho viste queste persone.
O forse ho visto di sfuggita qualche volta il Salvatore Biondino fuori, quando usciva con Matteo, però non ricordo di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e sul fatto che quella certa persona si chiamava... si chiama, via, Renzino Tinnirello, come lo ha saputo lei? Perché non credo le sia stato presentato sul momento. Questo lo escluderei, voglio dire, no?
EX 210 Geraci: No, quando siamo andati via, poi, ho salutato tutti, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Geraci: E poi siamo stati, quando siamo stati a Roma, l'ho appreso a Roma, quando siamo stati tutti assieme.
Perché Matteo e Tinnirello dormivano in un'altra stanza, e io e Sinacori dormivamo in un'altra stanza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi è stato in questa circostanza che lei ha saputo che questa persona si chiamava Tinnirello Renzino.
EX 210 Geraci: Certo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti: mi vuol ridire nell'incontro che c'è stato a Mazara, quindi chi erano i presenti? Lei...
EX 210 Geraci: Io, Matteo Messina Denaro... Ma quando abbiamo preparato le armi?
PUBBLICO MINISTERO: No, no.
EX 210 Geraci: Quando si è con Mariano Agate?
PUBBLICO MINISTERO: Bravo.
EX 210 Geraci: Io, Matteo Messina Denaro, Sinacori, lo stesso Mariano Agate. Che io ricordi è questo.
PUBBLICO MINISTERO: Mariano Agate è persona che lei conosceva da prima, oppure l'ha conosciuta nell'occasione?
EX 210 Geraci: No, lo conoscevo da prima perché una volta io mi trovavo... Siccome io frequentavo spesso Mazara del Vallo e...
PUBBLICO MINISTERO: Perché giusto Agate è di Mazara?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, no, questo mi sembra il punto fondamentale.
EX 210 Geraci: Sì, è di Mazara del Vallo.
Siccome io frequentavo spesso Mazara del Vallo e Matteo mi aveva fatto conoscere altri ragazzi, tipo Andrea Gancitano. Mi trovavo una mattina a Mazara del Vallo con Andrea Gancitano, non ricordo se eravamo stati in spiaggia assieme, o dovevamo andare in spiaggia. Perché lui ci aveva una barca.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Geraci: Forse siamo andati in spiaggia dopo. Comunque, in mattinata, non ricordo di preciso se era le dieci, se erano le undici, dice: 'ma tu lo conosci a Mariano Agate?'
Dissi: 'no, non lo conosco'.
Dice: 'andiamo, che te lo presento'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Geraci: Mi sono messo in macchina con lui, siamo andati dal calcestruzzo, là, sito a Mazara del Vallo...
PUBBLICO MINISTERO: La Calcestruzzi.
EX 210 Geraci: Sì. E mi ha presentato a Mariano Agate.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Geraci: L'ho conosciuto per la prima volta tramite Andrea Gancitano.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Lei ha anche detto che, al termine di questo incontro al quale, a quanto ho capito, lei non ha partecipato...
EX 210 Geraci: No.
PUBBLICO MINISTERO: ... però Agate dette una specie di augurio generale.
EX 210 Geraci: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Esattamente, ecco. Poi vi è questo episodio - lei lo ha già anticipato - un episodio circoscritto che riguarda queste armi.
Siamo sempre nella zona di Mazara?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Geraci: Siamo fuori Mazara, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Infatti ho parlato della zona, non il paese, eh.
EX 210 Geraci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nella zona di Mazara. Senta, lei ha dato descrizioni su dove si trova il punto su cui si è svolto questo episodio. Ma io gliene chiedo, gli chiedo solo alcuni dati: questo episodio si è svolto in una zona di campagna?
EX 210 Geraci: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, nelle vicinanze di un qualche cosa di.. Un riferimento preciso, che ne so, una cabina dell'ENEL, uno stabilimento industriale, una scuola...
EX 210 Geraci: No, diciamo, uscendo da Mazara per andare in questo posto c'è una sala di ricevimenti, che si imbocca questa strada. Però si fa molta strada poi.
PRESIDENTE: C'è una sala?
EX 210 Geraci: Di ricevimenti.
PUBBLICO MINISTERO: Di ricevimenti. Una sala da rinfresco, una sala di ricevimenti.
PRESIDENTE: Ah, ho capito, ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiama questa sala, se lo ricorda?
EX 210 Geraci: Ma non vorrei sbagliare, mi sembra Le Paris...
PUBBLICO MINISTERO: Le Caprice.
EX 210 Geraci: Le Caprice, ecco, Le Caprice, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi quando siete andati in questo luogo che è su questa strada per quanto distante da questo locale, eravate quindi lei...
EX 210 Geraci: Io e Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Matteo. Quando siete arrivati in questo certo posto, chi avete trovato, se avete trovato qualcuno?
EX 210 Geraci: Eh, non ricordo. Mi sembra che abbiamo trovato nei paraggi mi sembra il Sinacori.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Geraci: E poi ci ha accompagnato fino a questa casa.
PUBBLICO MINISTERO: E lì chi c'era?
EX 210 Geraci: Lì abbiamo trovato questa persona anziana.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ce la vuol descrivere un attimo fisicamente?
EX 210 Geraci: Mah, quando l'ho visto io era un po' grassottello, diciamo. Una statura di un metro e 65 circa. Età sui 55-60 anni, cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Un po' grassottello, un po' in carne, insomma.
EX 210 Geraci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lì avete maneggiato delle armi?
EX 210 Geraci: Sì, lì c'erano le armi, quelle che abbiamo preparato che dovevamo portare a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma queste armi si trovavano per caso presso questa persona? Questo signore?
EX 210 Geraci: Io le ho trovate dentro questa casa. Penso che le custodissero pure lì, queste armi.
Non mi ricordo se c'era paglia, o della legna e le aveva nascoste forse sotto questa paglia, legna, che c'era in questa casa.
PUBBLICO MINISTERO: E com'erano queste armi? In che condizioni erano?
EX 210 Geraci: Le armi erano tutte piene di grasso. Mi ricordo che siamo stati parecchie... Non ricordo di preciso se siamo stati tre ore, quattro ore, a pulirle con la benzina, mi sembra che le abbiamo pulite, sì.
Erano tutta piene di grasso.
PUBBLICO MINISTERO: E poi, oltre che pulirle, le avete anche usate, oppure no?
EX 210 Geraci: Sì, poi siamo andati io, Matteo e Sinacori in un casolare sempre là vicino e hanno provato un Kalashnikov.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, lei ha detto: queste armi dovevano arrivare a Roma.
Ora, quali sono quindi, quali furono per meglio dire le armi che furono selezionate perché fossero portate a Roma? Se se lo rammenta, ovviamente.
EX 210 Geraci: C'erano un sacco di armi là, diversi tipi.
C'erano un sacco di pistole. Poi c'erano i mitra, questi Kalashnikov. Però il numero, anche i tipi, non è che posso ricordare. Fucili, mi sembra che c'erano pure.
Però c'era una partita che dovevano andare a Roma. Non erano, mi sembra, tutte queste armi, almeno quello che parlavano davanti a me.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Geraci: E alcune dovevano rimanere di queste armi.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Geraci: Io non so poi quando hanno preparato questa borsa, non so dove le hanno messe. Io non li ho visti mettere dentro una borsa, dice: 'questi vanno a Roma e questi rimangono'.
Questo io non l'ho visto. Abbiamo finito. Poi io e Matteo ce ne siamo andati. Poi io non so chi ha diviso queste armi, questo non lo so. E quante ne sono state portate a Roma. Erano parecchie, però non ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ora io le...
EX 210 Geraci: Se non ricordo male, pure abbiamo portato due pistole, due 357, da Castelvetrano con Matteo. Due 357 cromate nuove, che sono state messe là dentro, pure.
PRESIDENTE: Scusi, vuole ripetere? 357?
EX 210 Geraci: Cromata.
PRESIDENTE: Ah, cromate, tutte e due.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e come dovevano arrivare queste armi a Roma?
EX 210 Geraci: Sinacori parlava con questa persona anziana e diceva che poi s ela vedeva lui. Dice: 'nel camion...', forse lui aveva un nascondiglio, non so di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto che questa persona era in rapporti, per così dire, amichevoli con Sinacori.
EX 210 Geraci: Abbastanza. Gli dava del tu, perché giù nel sud, si usa con una persona di una certa età, di non dare del tu.
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
EX 210 Geraci: Ma Sinacori gli dava del tu.
PUBBLICO MINISTERO: Per quanto sia più giovane Sinacori di questa persona.
EX 210 Geraci: E' molto più giovane, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Molto più giovane.
Senta, e ha capito se questa persona si conosceva anche con Matteo? Visto c'era anche Matteo presente.
EX 210 Geraci: Ma lui, quando si è messo poi a parlare con Matteo mi sembra che il vecchio gli ha detto, Matteo, dice: 'ma io forse conosco tuo padre...', una cosa del genere, mi sembra che c'è stato.
PUBBLICO MINISTERO: 'A tuo padre io lo conosco'. Queste sono le parole che ha detto lei il 18 di settembre.
EX 210 Geraci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Al dottor Russo.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questo signore si doveva, per quello che ha capito, prendere in carico queste armi e portarsele a Roma.
E come lo doveva fare questo trasporto?
EX 210 Geraci: Con il camion, di quello che sentivo là parlare io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Da solo, o con qualcuno?
EX 210 Geraci: No, ho sentito che poi questo signore, diciamo, c'era il figlio che... Si portava il figlio. Però io non l'ho conosciuto il figlio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi il figlio non era presente.
EX 210 Geraci: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha visto solo...
EX 210 Geraci: No, non era presente il figlio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ha sentito parlare della possibilità che il viaggio venisse fatto da questo signore assieme al proprio figlio.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Glielo ha detto chi?
EX 210 Geraci: Glielo ha detto Sinacori che si rivolgeva a questo signore adulto, che doveva, quello che aveva, il proprietario del camion, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, ma in questo trasporto doveva essere trasferito a Roma solamente questo carico di armi, o doveva essere trasferito anche qualche cosa in più, oltre alle armi?
EX 210 Geraci: Ma forse dovevano... Adesso io non ricordo di preciso, che dovevano mettere il tipo di... Non ricordo io. Di... Se venivano nascoste in mezzo a dei sacchi. Però non so di che cosa, quale materiale no lo ricordo di preciso.
Comunque si parlava che veniva messo là in mezzo al carico, però non so di che cosa. Non ricordo, per meglio dire, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda se ha sentito parlare, o fare qualche accenno a detonatori?
EX 210 Geraci: Detonatori?
AVVOCATO Gramigni: Presidente, questa è una domanda suggestiva alla quale mi oppongo.
PRESIDENTE: Non ho capito, avvocato.
AVVOCATO Gramigni: E' una domanda suggestiva alla quale mi oppongo. Avvocato Gramigni.
PRESIDENTE: Mi faccia, per cortesia, la solita precisazione. Avvocato?
AVVOCATO Gramigni: Gramigni.
PRESIDENTE: Eh, ma non serve a me, lei lo sa.
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì, avevo precisato.
PRESIDENTE: Suggestiva, perché, scusi?
AVVOCATO Gramigni: Beh, suggestiva perché si parla di un carico di un certo tipo.
A domanda se lui dice, è in grado di indicare che cosa ci fosse, se ci fosse qualcosa di ulteriore rispetto ad un carico di un certo tipo, è chiaro, quando io chiedo: 'C'era mica l'oggetto X?', la domanda implica...
PRESIDENTE: Vede, è così suggestiva che l'interrogato ha risposto che non se lo ricorda.
AVVOCATO Gramigni: E' stato, sono stato più realista del...
Ma insomma, ciò non toglie che...
PRESIDENTE: Non capisco dove sia la suggestione.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, nessun problema. Perché a questo proposito io devo richiamare a Geraci quanto riferito al Pubblico Ministero di Palermo il 18 settembre 1996.
Testualmente, dalla trascrizione di quell'interrogatorio, si legge, a una domanda del Pubblico Ministero:
"Pistole e armi. C'era esplosivo?".
Geraci rispose:
"Esplosivo io non ne ho visto. Armi, fucili mitragliatori".
Il Pubblico Ministero:
"Solo queste cose?"
"Sì, sì, parlavano loro di detonatori. Però non ricordo se questi detonatori... Ma sicuramente sì, però ci sono stati dei detonatori".
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ancora domanda del Pubblico Ministero:
"Non c'era esplosivo?"
Risponde Geraci:
"Io non l'ho visto".
Nell'interrogatorio del Pubblico Ministero di Firenze del 4 ottobre '96 a Geraci è stato ricordato di questa sua precedente dichiarazione. Dal 18 settembre al 4 di ottobre passano pochi giorni.
E il Pubblico Ministero chiede ancora, essendo un interrogatorio congiunto, questa domanda specificamente, come ben sanno i difensori, fu fatta non da me, ma fu fatta dal collega Russo della Procura di Palermo:
"Quando avete fatto il carico in quella campagna, in quel villino che lei ha descritto, si parlò di detonatori?"
Geraci Francesco risponde:
"Che io ricordi, sì".
Quindi, queste sono due dichiarazioni che risalgono al periodo dell'attività integrativa di indagine, per quanto mi riguarda, e delle indagini preliminari del Pubblico Ministero di Palermo per quanto riguardava quell'ufficio. E, in quella sede, Geraci, se mi sta seguendo...
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei disse...
EX 210 Geraci: Sì, ma io, che ricordo, io non li ho visti.
Ecco, questo è il discorso.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, ma io infatti non volevo sapere se li aveva...
EX 210 Geraci: Che ne parlavano fra di loro, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Viceversa di esplosivo, ormai ho letto tutti questi precedenti verbali - lei, non solo lo ha mai visto, ma ha anche escluso di averne sentito parlare. E' esatto?
EX 210 Geraci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: In quella occasione, cioè dire.
EX 210 Geraci: Sì, io non ho sentito parlare di esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Anche così per non annoiarci troppo nell'esame, ormai che ci siamo, trasferiamoci direttamente nei giorni successivi, trasferiamoci a Roma. Lei ha saputo poi se questo materiale a Roma c'è arrivato o no?
EX 210 Geraci: No, questo non l'ho saputo.
PUBBLICO MINISTERO: No, intendo dire: lei ha saputo se questo materiale, intendo dire le armi, a Roma ci sono poi oppure no?
EX 210 Geraci: Sì, quando siamo stati a Roma sì.
PUBBLICO MINISTERO: Da chi l'ha saputo?
EX 210 Geraci: Matteo. Parlavano fra di loro che avevano le armi qua a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: E sa se Matteo raccontò anche dove in concreto erano finite queste armi?
EX 210 Geraci: No, questo non me lo disse.
PUBBLICO MINISTERO: Faccia mente locale, Geraci.
Non si ricorda niente di più su questo punto?
EX 210 Geraci: No, per adesso non mi viene in mente...
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, il 18 di settembre, in quell'interrogatorio del Pubblico Ministero di Palermo...
EX 210 Geraci: Sì, forse che l'aveva... come si chiama. Li custodiva Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Oh.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Appunto... Vediamo, allora, le viene in mente questo particolare. Glielo disse quindi Matteo che questo materiale - mi riferisco alle armi - erano finite da Scarano?
EX 210 Geraci: Sì, sì, perché poi l'abbiamo incontrato là a questo Scarano. L'abbiamo incontrato nella casa. Non so chi l'ha contattato telefonicamente, se l'ha contattato Matteo, di preciso non...
PUBBLICO MINISTERO: Ora poi ci arriviamo a questo. Però intanto io avevo cercato di anticipare una parte dell'episodio strettamente romano chiedendole appunto se sapeva che queste armi a Roma c'erano arrivate. E lei ha detto, ha avuto un attimo di...
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... incertezza, esitazione, non so come vada definito, poi ha parlato di Scarano.
Ma erano arrivate da Scarano in qualche posto particolare, se lei l'ha saputo, oppure genericamente lei ha saputo che le aveva Scarano ma dove non l'ha mai saputo.
EX 210 Geraci: No. Dove non lo so. Dove li tenesse, questo non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Geraci, allora guardi, quell'interrogatorio lì del 18 di settembre, il dottor Russo le domanda: "Ma le armi, che fine fanno?"
Lei risponde: "Le armi, io da Mazara non ne so più niente".
Pubblico Ministero: "Non ne sa più niente?"
Geraci: "No, so che li ha Scarano, che vanno a finire le armi da Scarano".
Chi glielo dice Matteo?
EX 210 Geraci: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: E che cosa le dice? Se non ricordo male, c'ero presente pure io:
"Le armi" - dice - "le armi a posto ce le ha nella cantina, le teneva questo Scarano". Questa è una dichiarazione sua.
EX 210 Geraci: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' testuale in questi termini.
EX 210 Geraci: Sì, sì, sì. Va be', nella distanza magari del tempo può succedere che non... Se ho dichiarato così... Sì, Scarano, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il fatto che oggi non se lo ricordasse questo particolare a che cosa lo attribuisce lei, Geraci?
EX 210 Geraci: Nel passare del tempo che uno si può dimenticare qualche cosetta.
PUBBLICO MINISTERO: Ma se quando è stato interrogato in quella occasione dal dottor Russo lei ha parlato proprio di Scarano e della cantina, vuol dire che era sicuro di questa...
EX 210 Geraci: Certamente che ero sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei poco fa ha detto, quando ha fatto il sommario di questa vicenda romana, ha detto come siete partiti... Ecco, lei sa come l'hanno fatto il viaggio Giuseppe Graviano e Fifetto, Cannella? Quello di partenza intendo dire, dalla Sicilia a Roma.
EX 210 Geraci: Non ricordo. Io e Sinacori in aereo, Matteo e Tinnirello con la macchina, Graviano e Fifetto non ricordo se sono venuti, mi sembra, col treno. Non ricordo di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei a quello che io ho capito a Roma c'è capitato in altre occasioni, anche per ragioni di lavoro?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è capitato in altre occasioni di noleggiare alla Hertz, come ha indicato lei, alla stazione una Y10?
EX 210 Geraci: No.
PUBBLICO MINISTERO: Le è mai capitato in altre occasioni di noleggiare macchine a Roma all'agenzia Hertz o Maggiore che fosse, alla stazione?
EX 210 Geraci: No, mai. Né la Hertz e nemmeno altre agenzie.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, lei ha detto che tutto a un tratto, dopo una decina di giorni, ha detto lei 10-12 giorni...
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... viene dato l'ordine di ripartenza.
EX 210 Geraci: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi lei è stato messo al corrente delle ragioni per le quali la trasferta si chiudeva?
EX 210 Geraci: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ma si è fatto un'idea su quale poteva essere la ragione, oppure le è rimasto assolutamente misterioso il motivo di questo ritorno a Palermo, in Sicilia?
EX 210 Geraci: No, non mi sono fatto una ragione, è rimasto un fatto misterioso.
PUBBLICO MINISTERO: Ma se lei avesse voluto saperne qualche cosa di più, sul perché si facevano i bagagli e si tornava a Palermo, era in grado, nelle condizioni di poter fare una domanda a qualcuno delle persone con le quali si trovava?
EX 210 Geraci: Io difficilmente facevo delle domande a Matteo di questo tipo, perché in questo ambiente è difficile che si fanno domande, molto difficile. Almeno io non ne facevo perché sono cose molto delicate.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque fu una cosa improvvisa quella di ritornarsene via, oppure era in qualche modo programmata? Intendo dire...
EX 210 Geraci: No, no, io fino al giorno prima, a me non dissero niente. Poi se fra di loro parlavano che l'indomani dovevano andare tutti via questo non lo so, ma io non sapevo niente. L'indomani dice: 'ce ne dobbiamo andare'. Non era programmata, di quello che so io.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. A quello che io ho capito, in un appartamento siete andati ad alloggiare in quattro, diversamente dal programma iniziale, dico bene?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in questo appartamento lei ha avuto occasione di vedere persone diverse da voi? Intendo dire: si è presentato lì qualcuno che non fosse uno di voi, gente che veniva da fuori?
EX 210 Geraci: Sì, Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano... Scarano si è visto qualche volta, saltuariamente o continuamente?
EX 210 Geraci: No, saltuariamente.
PUBBLICO MINISTERO: E che veniva a fare sostanzialmente Scarano lì?
EX 210 Geraci: Io la prima volta che lo vidi a Roma è stato prima di entrare diciamo in questa casa, dove poi abbiamo alloggiato noi, ho visto Scarano. Poi c'era il figlio con un altro ragazzo, che si trovavano là, hanno salutato questi ragazzi: 'questo è mio figlio', hanno salutato a tutti e poi questi ragazzi sono andati via. Poi è rimasto Matteo, mi sembra che è salito là sopra pure lui. Hanno parlato del più e del meno, non so di che cosa hanno parlato e poi è andato via.
Poi l'ho visto un'altra volta, sempre in questa casa. Non ricordo se l'ho visto due, due-tre volte.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, per quanto le risulta Scarano fu avvisato del fatto che andavate via?
EX 210 Geraci: No, non lo so questo dottore. Se gli ha telefonato Matteo, se non gli ha telefonato, questo non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: A lei non risulta.
EX 210 Geraci: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Durante questo periodo di vostra permanenza a Roma, qualcuno di voi si è spostato fuori Roma?
EX 210 Geraci: Sì. Sinacori.
PUBBLICO MINISTERO: E in particolare che ha fatto? Dove doveva andare?
EX 210 Geraci: E' andato a Napoli.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Geraci: Doveva parlare con persone a Napoli e poi è tornato. E poi sono venute queste due persone di Napoli, in questa casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda qualcosa di queste persone?
EX 210 Geraci: Io ricordo uno si chiamasse Ciro Nuvoletta, almeno così mi è stato detto. E l'altro non ce l'ho completamente... non so se è alto, se è basso, proprio mi è sfuggito dalla mente l'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Queste persone lei ha detto sono venute lì nella casa, quindi quella dove alloggiavate voi?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si sono trattenute, intendo dire, arrivate oggi si sono intrattenute fino a domani o domani l'altro, oppure se ne sono andate via il giorno stesso in cui sono arrivate?
EX 210 Geraci: No, il giorno stesso sono andati via.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha capito che cosa erano venute a fare queste due persone?
EX 210 Geraci: A me non me l'hanno detto cosa erano venute a fare, ma sicuramente per dare un appoggio a noi penso, perché non c'era motivo di venire questi due là.
PUBBLICO MINISTERO: Ma poi questo appoggio, per quanto le risulta, vi è stato dato, oppure no?
EX 210 Geraci: Da queste due persone?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Geraci: No, sono andati via, poi io non so più niente.
PUBBLICO MINISTERO: Sa se Sinacori, visto che era lui che era andato a Napoli, se Sinacori ha ripreso contatti successivamente con queste persone? O qualcun altro, Matteo...
EX 210 Geraci: Non ricordo se Sinacori ha fatto qualche telefonata a loro, non lo ricordo questo.
PUBBLICO MINISTERO: Un particolare: Sinacori per andare a Napoli, se lo ricorda come fece il viaggio?
EX 210 Geraci: Che io ricordi ha preso... da dove eravamo noi ha preso il trenino, è andato alla stazione centrale, è andato via col treno di quello che ricordo io.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, vuol dire questo, che nelle vicinanze del luogo dove alloggiavate c'era un trenino urbano?
EX 210 Geraci: Sì, esattamente. Un giorno ci siamo saliti tutti, mi pare, su questo trenino, tutti. I quattro che dormivamo in quella casa. Quattro, due, non ricordo di preciso, comunque l'ho preso pure io una volta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Per fare quelli che lei chiama i vostri pedinamenti, lei e Sinacori avete adoprato quella macchina targata Roma che avevate noleggiato?
EX 210 Geraci: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha spiegato che avete fatto il pedinamento a Costanzo, per così dire, frazionato.
EX 210 Geraci: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Siccome ho capito bene come si è svolto, perché l'ha già detto, non le faccio ulteriori domande su questo punto.
Mi interessa invece sapere da lei qualche cosa in più su questa destinazione di Costanzo, fin dove voi l'avete seguito e lei ha indicato una certa zona di Roma.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Vuole spiegare per bene alla Corte questo posto, dove avete visto arrivare Costanzo, dove restava, per le conoscenze che lei ha di Roma? Intanto se era una strada grande, una strada stretta...
EX 210 Geraci: Una strada molto piccola, molto stretta. Ci sono di queste stradine strette. La zona è quella dove poi c'è queste stradine, si va nella piazza, là quella grande del Palazzaccio.
PUBBLICO MINISTERO: Palazzaccio, cioè Palazzo di Giustizia?
EX 210 Geraci: Esattamente. Loro lo chiamavano, dice: 'questo è il Palazzaccio', mi dicevano.
PUBBLICO MINISTERO: E voi l'avete visto proprio arrivare a destinazione Costanzo, in una certa strada precisa?
EX 210 Geraci: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Una volta sola o più volte?
EX 210 Geraci: Non ricordo di preciso, forse più volte, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi più volte nello stesso posto, nella stessa strada?
EX 210 Geraci: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E questo luogo dove avete visto arrivare Costanzo aveva, che ne so, qualcosa di significativo per voi? Intendo dire: era un luogo tranquillo, era un luogo frequentato?
EX 210 Geraci: Mah, di quello che abbiamo visto noi, sembrava una zona controllata questa stradina, che c'era tipo un androne e c'era una persona in borghese, sembrava un poliziotto, non so se era poliziotto o meno, però sembrava che era controllata dove andava Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi voi vi faceste l'idea che quel luogo fosse vigilato dalla Polizia?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: O da qualcosa che assomigliava alla Polizia?
EX 210 Geraci: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e Costanzo per i suoi spostamenti, dunque, viaggiava su che automobile, se lo rammenta?
EX 210 Geraci: Io, quello che ricordo io, c'era una 164 che faceva di scorta. E lui la Mercedes e una volta non ricordo se è stato pure su una Lancia Thema, non ricordo di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ma durante tutte queste attività di pedinamento, di osservazione, lei e Sinacori, ed eventualmente con qualcun altro di quelli che erano a Roma con voi, avete fatto mente locale sul modo migliore per compiere un'azione nei confronti di Costanzo, oppure è stato semplicemente un seguire Costanzo, una sera, un'altra sera, un'altra sera per vedere da dove partiva e dove arrivava e poi la storia è rimasta fine a se stessa?
EX 210 Geraci: No. Quando siamo andati nel teatro ai Parioli, là ci sono delle stradine molto strette e allora si pensava di mettere l'esplosivo dentro qualche bidone, questi grandi della spazzatura no?
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
EX 210 Geraci: Si è pensato, poi non so più...
PUBBLICO MINISTERO: Allora il discorso aveva come punto di riferimento anche dell'esplosivo evidentemente?
EX 210 Geraci: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questa idea lei da chi la sentì manifestare?
EX 210 Geraci: Ma non ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: E' stata un'idea sua?
EX 210 Geraci: No, idea mia no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
EX 210 Geraci: Non ricordo di preciso se... molto probabilmente quando ci riunivamo tutti assieme, avrà parlato il Matteo o il Sinacori, però chi l'abbia detto proprio materialmente non lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei è sicuro che qualcuno l'ha detto, di quelle persone lì?
EX 210 Geraci: Sì. Che io ricordi, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha sentito espressamente parlare di esplosivo da collocare in un bidone o cassonetto della spazzatura che fosse?
EX 210 Geraci: Sì, un cassonetto della spazzatura.
PUBBLICO MINISTERO: E questo sulla strada che faceva Costanzo quando veniva via dal teatro?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Domanda assolutamente superflua, ma per completezza gliela faccio: il teatro qual era?
EX 210 Geraci: Dove fa lo spettacolo Costanzo. Parioli, nella zona Parioli.
PUBBLICO MINISTERO: Più o meno l'orario in cui facevate questo pedinamento di Costanzo, anche se sono passati ormai degli anni, lei se lo ricorda?
EX 210 Geraci: Di preciso non ricordo se ci andavamo circa intorno alle 20.00. Prima ci andavamo pure prima perché iniziava molto presto questo spettacolo, non so se inizia alle 17.00, 18.00 circa, una cosa del genere. Dalle 20.00 alle 21.00, comunque là siamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Lei dentro il teatro c'è mai stato?
EX 210 Geraci: No. Sono stato là davanti.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha accennato un attimo fa a questi incontri serali che facevate tra voi che eravate a Roma. E' esatto Geraci?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi un attimino meglio cosa vuole dire. Cioè a dire: vi incontravate per fare il resoconto dell'attività della giornata?
EX 210 Geraci: Esattamente. Per vedere ognuno di noi, perché ci dividevamo... eravamo in sei, ci dividevamo in tre gruppi di due persone e allora poi ci incontravamo la sera per vedere ogni gruppetto che cosa avessimo notato o meno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io ho capito abbastanza bene qual è l'attività alla quale lei si è dedicato assieme a Sinacori, ma lei ha capito qual era l'attività alla quale si dedicavano le altre due coppie?
EX 210 Geraci: Penso che... No penso, credo che erano sempre loro per queste persone, per il Martelli, per il Falcone, queste erano le persone da individuare.
PUBBLICO MINISTERO: Abbia pazienza Geraci, lo pensa oppure ha proprio sentito espressamente parlare?
EX 210 Geraci: No, l'ho sentito. Perché praticamente in questi ristoranti che noi andavamo la sera o a pranzo, poi la sera quando ci incontravamo dice: 'io non ho visto a nessuno, io non...', si parlava. Non è che lo penso, erano tutte persone che erano qua a Roma per cercare queste persone.
PUBBLICO MINISTERO: Lei...
EX 210 Geraci: Tipo quando siamo andati al Ministero di Grazia e Giustizia dov'era Martelli.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Geraci: Siamo andati per dire tutti e sei, che io ricordo, e due ci siamo messi di qua, due si sono messi più avanti, perché di là, per arrivare al Ministero ci stanno diversi percorsi mi pare, possono venire da due o tre percorsi addirittura le macchine, fino a che si arriva al Ministero. Allora due si mettevano di qua, due si mettevano di là, ed eravamo tutti e sei. Per cui eravamo tutti e sei per questa ragione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, per così dire, lei ha fatto anche un'invasione di campo. Cioè a dire, ha smesso di occuparsi esclusivamente di Costanzo e ha messo gli occhi anche sul Ministero di Grazia e Giustizia assieme a queste altre persone, no? Questo è il discorso che ha fatto lei.
EX 210 Geraci: Tutti eravamo qua per carcere, per notare qualche persona di queste che cercavamo noi. Il discorso del Costanzo, lo seguivo io perché io, se ci fermavano al Sinacori io ero il proprietario della macchina e anche il Sinacori era una persona abbastanza pulita. E lo seguivamo noi per questo motivo. Era stato diciamo dato tipo a noi questo incarico.
Però poi la sera era anche per vedere se si trovava il Martelli o il Falcone, era un compito pure nostro.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Lei ha saputo dove avevano presso alloggio Giuseppe Graviano e Fifetto?
EX 210 Geraci: No, io questo... So che abitavano, di quello che ho potuto capire, dentro una famiglia perché la sera non volevano fare molto tardi. Dice: 'andiamo, andiamo, perché poi facciamo troppo tardi, disturbiamo'. Ora non so se effettivamente era un appartamento o era di fronte che disturbavano queste persone. Comunque non volevano fare mai molto tardi la sera.
PUBBLICO MINISTERO: Io a questo punto le chiederei di spiegare dove erano e come erano costituiti questi due alloggi. Quello nel quale lei mise il naso, ma poi ne venne via subito con Sinacori perché non andava bene, come ha anticipato, e quello che invece dove poi è trattenuto per più giorni.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Intanto per cominciare: lei ricorda se dopo essere stato interrogato da me, lei questi appartamenti, questi stabili li ha individuati con sicurezza nel corso delle attività di sopralluogo?
EX 210 Geraci: Certo che lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro delle individuazioni che ha fatto?
EX 210 Geraci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, proviamo ora, a prescindere dall'individuazione, a descrivere in attimo questi due appartamenti?
Allora, lei ha detto intanto, nel primo voi entraste - lei e Sinacori - ma non vi tratteneste, la ragione?
EX 210 Geraci: Non c'era niente, era tutto sporco là dentro. Nemmeno la luce mi sembra che c'era, non c'era niente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi un porcaio.
EX 210 Geraci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Chiedo scusa alla Corte per il termine.
EX 210 Geraci: Sì, non c'era niente.
PUBBLICO MINISTERO: Non c'era niente. Questo appartamento restava in una zona di Roma di cui le è rimasto impresso qualche cosa, che so, il nome del quartiere, il nome della strada?
EX 210 Geraci: Il nome della strada, io ricordo della stazione centrale si passava sotto tipo dei portici là e si andava in una strada, molto lunga questa strada.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era...
EX 210 Geraci: La Casilina se non vado errato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Geraci: Sì, mi pare.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il primo appartamento lei ha detto che era piccolo, mal tenuto, non c'era nemmeno la luce a quello che le sembra di ricordare.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Restava, rimaneva vicino a qualche cosa di particolare, che ne so, una pompa di benzina, una stazione ferroviaria, una farmacia? Capisco che essendoci stato appena appena grande ricordo non ne potrà avere, ma se qualche cosa si ricorda meglio è.
EX 210 Geraci: Io ricordo che su questa strada, sul lato sinistro poi c'erano dei gradini che si scendeva per entrare in questo diciamo vicolo, non so come dire. C'erano dei gradini che si scendeva, c'era una cabina telefonica nei pressi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Dell'esistenza di questo appartamento era al corrente lei o Sinacori?
EX 210 Geraci: No, Sinacori.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi quando siete partiti dalla Sicilia, per quanto lei ne sa, Sinacori sapeva già dove dovevate arrivare, dove avreste potuto alloggiare?
EX 210 Geraci: Sicuramente, perché lui mi c'ha portato là.
PUBBLICO MINISTERO: Sinacori aveva con sé una chiave, che lei ricordi?
EX 210 Geraci: Io non ricordo di preciso se lui avesse la chiave, o la chiave l'abbiamo presa nella bucalettere all'interno poi di questo edificio. Non ricordo di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. In relazione, non specificamente a questo appartamento, ma in generale a tutti i fatti di cui si sta parlando, a lei dice qualche cosa il nome La Mantia Giuseppe Maria, un odontotecnico di Mazara?
EX 210 Geraci: No.
PUBBLICO MINISTERO: E' ben sicuro di questo?
EX 210 Geraci: In questo istante dottore, che io ricordi no.
PUBBLICO MINISTERO: A prescindere dal nome e cognome, ricorda se ha mai conosciuto qualcuno che di professione faceva l'odontotecnico? O il dentista? Perché poi, la distinzione, è quella che è.
EX 210 Geraci: Ma guardi...
PUBBLICO MINISTERO: Mazarese, che però non stava a Mazara, era andato a stabilirsi a Roma?
EX 210 Geraci: Io le posso dire che una volta, siccome ho problemi effettivamente di denti, e ne parlavo con Andrea Gancitano, Andrea Gancitano mi disse che c'era un amico qua a Mazara, dice, che ti faceva risparmiare un sacco di soldi per fare delle capsule.
Ora non so, magari siccome io Mazara la frequentavo molto spesso, perché al mio paese non ci sta niente, non c'è discoteche, non c'è niente, a Mazara c'è un po' di vita diciamo, la sera andavo spesso a Mazara, conosco un sacco di ragazzi a Mazara. Non vorrei che mi hanno presentato questo odontotecnico che magari adesso io non ricordo, non so, non sono...
Comunque, il nome non mi dice niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, bene. Occupiamoci invece del secondo di questi appartamenti. In questo c'è stato qualche giorno, e quindi lo saprà un po' ambientare dentro Roma.
Intanto, primo punto: era vicino o lontano da quell'altro? La stessa zona o dalla parte opposta di Roma?
EX 210 Geraci: No, la zona mi sembra che sia più o meno quella.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Questo appartamento era in uno stabile di quelli enormi, con sessanta appartamenti, oppure era una palazzina, o era un appartamento isolato? Si ricorda qualcosa?
EX 210 Geraci: No, una palazzina mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: Era a terreno o a un piano superiore?
EX 210 Geraci: No, io ricordo che si sono saliti degli scalini per andare dentro questo appartamentino, poi. Però non ricordo se era al primo piano, se era al secondo, questo non lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ce lo vuol descrivere un attimino, come era fatto dentro?
EX 210 Geraci: Non ci stava niente dentro, dottore, come glielo...
PUBBLICO MINISTERO: No no, quello dove ha alloggiato, qualcosa ci sarà stato.
EX 210 Geraci: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Quello dove ha alloggiato, qualche cosa ci sarà stato, dentro.
EX 210 Geraci: Ah, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quello dove ha alloggiato.
EX 210 Geraci: Sì sì, quello, c'è l'inferriata, c'è il cancello, si entra, si sale delle scale. Non ricordo se è al primo o al secondo piano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Geraci: Poi c'è una camera, quando si entra, una camera sul lato destro, una sul lato sinistro. Quando si entra, di fronte non mi ricordo se c'è bagno e cucinino, là vicino. Comunque, molto modesto come appartamento, piccolino: due stanze, più un cucinino e il bagno, che io ricordi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei rammenta se per caso tutto era in ordine in questo appartamento, oppure se c'era un qualche inconveniente quando voi arrivaste?
EX 210 Geraci: Ma non ricordo di preciso, mi sembra forse mancava qualche letto. Sì, mi sembra di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non sento più la sua voce.
EX 210 Geraci: Forse mancava qualche letto, se non vado errato. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda come fu rimediato a questa mancanza di letti? Andò lei a comprarlo, andò qualcuno di voi, o qualcuno ve lo portò?
EX 210 Geraci: No, il Matteo ha parlato con, come si chiama?, con lo Scarano, se n'è occupato lui.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, un particolare. Eravate in quattro a dormire: come eravate sistemati?
EX 210 Geraci: Sul lato destro entrando, dormiva Messina Denaro Matteo, e Tinnirello; e mi sembra che erano due letti singoli.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Geraci: E io e Sinacori, un letto matrimoniale.
PUBBLICO MINISTERO: Da quell'altra parte?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Chi li rifaceva i letti?
EX 210 Geraci: Ma la prima mattina mi sembra, la prima o la seconda, l'abbiamo trovato tutto sconcio come l'avevamo lasciato; e poi abbiamo trovato tutto sistemato.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi di giorno in giorno trovavate...
EX 210 Geraci: Non lo so chi li faceva questi letti, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, di giorno in giorno, ritrovavate l'appartamento messo a posto?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Anche le pulizie voglio dire, queste?
EX 210 Geraci: Sì, sì, trovavamo tutto in ordine.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo signore di cui si sta parlando, questo Scarano, lei lo conosceva da un'epoca precedente?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda la prima volta che l'ha visto?
EX 210 Geraci: Sì, nel mio ufficio.
PUBBLICO MINISTERO: Mi dica, Presidente.
PRESIDENTE: Concludiamo e riprendiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Io, non molti minuti, terminerei. Se la Corte ha la pazienza, se se la sente, voglio dire.
PRESIDENTE: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Non è questione di pazienza, me ne rendo conto.
PRESIDENTE: Poi bisogna rinviare, perché c'è...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma fare proprio...
PRESIDENTE: Va benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: ... uno scampolo di esame dopo la sospensione... Mi servirebbe il filo.
PRESIDENTE: Va benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto che l'aveva conosciuto nel suo ufficio, cioè a dire intende giù, dove ha la sua attività di ingrosso di preziosi, a Castelvetrano?
EX 210 Geraci: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Le circostanze in cui l'ha conosciuto?
EX 210 Geraci: Queste, che è venuto là, e all'ingrosso c'ero io...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Geraci: ... come ho detto pure poc'anzi al dottor Nicolosi, c'erano i miei fratelli, tutti e due.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Geraci: Io gli ho detto a Matteo che li mandavo via, e Matteo mi fa: 'no', dice 'non ti preoccupare, è una persona così, viene da fuori'.
Allora i miei fratelli sono stati là.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Geraci: E poi è arrivato il dottore Pandolfo, che l'ha accompagnato...
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
EX 210 Geraci: Peppe Caramella. Si sono messi dentro la stanzetta di quest'ufficio, hanno parlato, non so, del più e del meno. Poi, quando sono usciti, Matteo mi disse di pigliare dei soldi; non ricordo la cifra, se erano 10 o se erano 20 milioni, questo non posso ricordarmelo io, perché ogni giorno nel mio ingrosso c'era sempre Matteo che veniva. Io, diciamo, avevo tipo la cassa della famiglia Messina, per cui non posso ricordare le entrate e le uscite.
Per cui, io ho detto a mio fratello... oh, adesso non ricordo se io, sono stato io personalmente a pigliare i soldi e a darli a Scarano, o se ho detto a mio fratello Andrea di pigliare i soldi e prepararli. Questo, non lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque Scarano portò via dei soldi su disposizione di Matteo, questa è la sostanza del discorso?
EX 210 Geraci: Esattamente, o 10 o 20 milioni, non ricordo la somma di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ha mai saputo la ragione per la quale veniva consegnata questa somma di denaro a Scarano?
EX 210 Geraci: Ma perché, se non ricordo male, Matteo per affittare case e via dicendo, queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, abbia pazienza.
EX 210 Geraci: Per affittare delle case qua a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ma conosce qualche circostanza concreta e particolare in relazione allo scopo di questo denaro, oppure no?
EX 210 Geraci: No, io i soldi che gli dava, da quello che ho capito io, che Matteo glieli dava a Scarano per prendere qualche casa in affitto, e via dicendo. Non so però di che cosa. Però, sicuramente le case.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e l'ultima volta che ha visto Scarano? Le ho chiesto la prima, ci ha parlato di Roma. E ora le chiedo l'ultima volta che l'ha visto. Se se lo rammenta.
EX 210 Geraci: L'ultima volta che l'ho visto è stato a Castelvetrano, nel ristorante Il Pierrot: era lui e la moglie. E lui non mi ha riconosciuto. Erano seduti nel tavolo a fianco, e lui non mi ha riconosciuto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando si è verificato questo episodio a Castelvetrano, al ristorante Pierrot, ecco, come lo potremmo collocare nel tempo?
EX 210 Geraci: Ma penso che è stato...
PUBBLICO MINISTERO: Facendo riferi... Prego.
EX 210 Geraci: Penso che sia stato nell'inverno del '94, prima del mio arresto, sì, nell'inverno. Adesso non ricordo se è stato gennaio, febbraio o marzo. Una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, allora con Scarano vi siete visti: due volte a Castelvetrano, a Roma. L'ha visto anche da qualche altra parte? In qualche altra località?
EX 210 Geraci: Allora, Roma... Non ricordo se l'ho incontrato in qualche altro posto. Può anche darsi, che l'abbia incontrato in qualche altro posto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le volevo ricordare che il 4 ottobre del '96, a una domanda analoga a quella di oggi, lei disse di averlo rivisto in via Libertà.
EX 210 Geraci: Ah, sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Al Barrone. E quindi siamo a Palermo, se si parla di via Libertà.
EX 210 Geraci: Esattamente, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ricorda ancora, l'episodio?
EX 210 Geraci: Sì, sì, però io ho accompagnato Matteo...
PUBBLICO MINISTERO: Sì?
EX 210 Geraci: ... e sono rimasto molto distante da quel bar. Sì, l'ho visto molto lontano, c'era lui, Fifetto mi sembra, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E Matteo.
EX 210 Geraci: Sì, Matteo, l'ho accompagnato io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Cioè a dire, questo era un incontro tra Matteo, Scarano, più altre persone?
EX 210 Geraci: Sì, c'erano altre persone. Però io, siccome ero distante, non ricordo di preciso le altre persone.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto Fifetto, un attimo fa.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Fifetto quale?
*EX 210 Geraci: Ma, che io ricordi, Fifetto... Fifetto, Fifetto, chi era? Fifetto Graviano...
PUBBLICO MINISTERO: Siccome stiamo parlando... sì, ma forse ha ragione il Presidente, non ci si fa a terminare in pochi minuti, ancora una ventina di minuti ci vuole per finire l'esame. Forse è meglio sospendere.
PRESIDENTE: Riprendiamo alle ore 15.00.
PRESIDENTE: Allora, il P.M. può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie. Senta Geraci, le faccio alcune domande su alcune circostanze, per così dire, marginali.
Dunque, lei ha parlato di un certo trasporto che aveva fatto con un 164.
*EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: 164, targato Trapani, con un'intercapedine. Ecco, esattamente che cosa era questa intercapedine, e come mai lei aveva sulla sua autovettura questa intercapedine?
EX 210 Geraci: Io l'avevo sulla mia vettura per via del lavoro che facevo: ci mettevo l'oro.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era per il trasporto di questi materiali preziosi?
EX 210 Geraci: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: L'intercapedine dove si trovava? Nell'abitacolo, o in qualche altra parte?
EX 210 Geraci: No, nel cofano della macchina. Dietro.
PUBBLICO MINISTERO: Dietro: il bagagliaio?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E come si azionava?
EX 210 Geraci: Elettricamente, col telecomando.
PUBBLICO MINISTERO: Dall'abitacolo?
EX 210 Geraci: Sì, da dentro l'abitacolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a proposito di questo trasporto lei ha detto che il nostro Matteo - il nostro: il suo Matteo - gli disse di far piano per la strada.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora, da questo lei ne trae una certa conseguenza; ma le disse di far piano, Matteo, in relazione a quello che avevate a bordo, o di far piano perché la strada era bagnata, era notte, e lei aveva le gomme dell'automobile finite?
EX 210 Geraci: No, era giorno, e mi ha detto di andar piano perché avevamo quel pacco a bordo della macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ma non si ricorda se le ha detto qualche cosa di più specifico?
EX 210 Geraci: Mi ha detto che saltiamo in aria.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, ecco!
EX 210 Geraci: L'avevo detto prima, pure. Mi sembra.
PUBBLICO MINISTERO: No, questo dettaglio, prima francamente non mi ricordo che l'avesse detto; può darsi benissimo, che mi sfugga. Ma, per tranquillità, io gliel'ho voluto richiedere.
Ecco, un altro particolare. Lei ha detto che raggiunse Roma con l'aereo, così come Sinacori; e ha spiegato anche di non ricordare come andò che furono prenotati i biglietti.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le domando: furono prenotati con, almeno per quanto riguarda lei, con il suo effettivo cognome?
EX 210 Geraci: Dottore, sinceramente non mi ricordo se l'ho fatto io, quello mio, o se n'è occupato di tutt'e due Sinacori, di questi biglietti. Non ricordo di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, va be', ma poi il suo biglietto per le mani l'avrà avuto, comunque sia.
EX 210 Geraci: Sì, certo che l'ho avuto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda se era un biglietto fatto con il suo cognome, Geraci, oppure...?
EX 210 Geraci: Ma non ricordo di preciso, o c'era messo il cognome quello giusto, Geraci, o forse se era stato cambiato qualche vocale. Non ricordo di preciso, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se fosse avvenuto che il suo cognome era stato un po' storpiato, quale ragione ci poteva essere? Se c'era una ragione. O, viceversa, si era trattato di un fatto accidentale, una negligenza, un'incomprensione?
EX 210 Geraci: No, era fatto appositamente: un controllo, una cosa, non si risaliva a me, alla mia persona. Si era previsto prima, se ne era parlato prima, se il biglietto era storpiato con una vocale.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, in ogni caso, una storpiatura volontaria?
EX 210 Geraci: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, un'altra circostanza sempre legata a questa trasferta romana, come la chiamo io.
A lei risulta se qualcuno di voi, quindi di voi 6 persone, indicate più volte da lei oggi, aveva dimestichezza con l'uso e l'impiego di esplosivi, detonatori?
EX 210 Geraci: No, a me no. Detonatori, no.
PUBBLICO MINISTERO: Cominciamo a dire, lei, aveva dimestichezza con l'uso degli esplosivi?
EX 210 Geraci: No, io no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Per quanto ne sa, di Sinacori e di Matteo, le persone che, a quello che capisco, conosceva meglio, le risulta che avessero qualche dimestichezza? L'ha mai sentito dire positivamente?
EX 210 Geraci: No. Mi ricordo una volta che Matteo mi disse che era Salvatore Biondino, ad essere pratico di queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: E forse non le ha parlato solo di Salvatore Biondino, provi a forzare un po' la sua memoria.
EX 210 Geraci: Forse una persona, mi diceva, di Catania. Se non ricordo male.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in definitiva, lei è riuscito a capire, a prescindere dal fatto che siete venuti via da Roma così, anche non preventivamente e improvvisamente, ma lei è riuscito a capire se eravate andati lì per fare un attentato o per preparare un futuro possibile attentato?
EX 210 Geraci: Io credo che quando siamo andati noi...
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito, mi scusi.
EX 210 Geraci: Credo che quando siamo venuti noi a Roma - ma questa è una supposizione mia, comunque - se era possibile di farlo, si faceva anche quando eravamo noi a Roma. Credo, ma è sempre una supposizione mia, non...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, quindi, lei a una domanda come quella che io le ho posto, può rispondere solo sulla base di una sua supposizione?
EX 210 Geraci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nessuno le ha detto qualche cosa di concreto?
EX 210 Geraci: Il motivo perché siamo andati via, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Non solo. Perché uno può esser venuto via per cinquantasette ragioni diverse. Ma, quello che mi premeva appurare, è il programma con il quale siete andati a Roma: se era per fare un attentato, o per preparare uno o più attentati.
E lei, mi pare mi abbia risposto sulla base di una sua supposizione.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E io, per essere tranquillo su questo punto, le dico quindi, indicazioni concrete, dalle quali lei desume se eravate lì con incarico operativo o un incarico preparativo, lei ne ha mai avute? Ripeto: indicazioni concrete.
EX 210 Geraci: No. Precise, no.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome abbiamo parlato, tra le altre cose, di questa stradina stretta nei dintorni del Palazzaccio, dove avete seguito e osservato Costanzo,...
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei rammenta se è stato in grado poi, successivamente, nel corso del sopralluogo fatto col Pubblico Ministero, di riconoscere o non riconoscere con sicurezza o senza alcuna sicurezza, la zona, la strada?
EX 210 Geraci: La zona, l'ho riconosciuta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì?
EX 210 Geraci: Però le stradine là, siccome sono bene o male tutte uguali, delle stradine strette, non ero sicuro dove fosse il posto dove entrava poi il Maurizio Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda di aver indicato al Pubblico Ministero una strada?
EX 210 Geraci: Sì, sì, lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda anche il nome di questa strada?
EX 210 Geraci: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Allora glielo dico io. Durante l'individuazione dei luoghi, nel percorrere tutta una serie di strade, lei ha indicato "senza alcuna certezza" - lo leggo dal verbale riassuntivo, questo - "senza alcuna certezza, un edificio posto al numero 16 di via Dionigi".
Ora che le faccio questo nome, se lo rammenta? Via Dionigi.
EX 210 Geraci: Sì, quando abbiamo fatto il sopralluogo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Però senza alcuna certezza.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mentre eravate in perlustrazione per le strade di Roma, lei ha memoria se Sinacori aveva un qualche interesse o una qualche curiosità per chiese, edifici storici, edifici a carattere artistico, musei, cose di questo genere?
EX 210 Geraci: Che io ricordi, una volta ci siamo recati nella via Sistina, e là mi sembra che c'è una cappella. E però l'abbiamo trovata chiusa, questa cappella. No, l'abbiamo trovata chiusa; ci siamo andati di sera, sul tardi mi pare che era, non ricordo di preciso; comunque siamo stati in questa via Sistina.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ci siete capitati così, girando senza meta, oppure siete andati in quella strada deliberatamente?
EX 210 Geraci: Mah, io sinceramente non ricordo di preciso. Perché a me non è che davano proprio queste confidenze 'andiamo di là'. Magari si appartavano a volte a parlare tra di loro, e poi andavamo nella via Sistina, però magari io non sapevo niente. Mi trovavo nella via Sistina con loro, però il motivo preciso non...
PUBBLICO MINISTERO: Senta Geraci, come mai le è rimasto impresso il nome di questa strada?
EX 210 Geraci: Perché c'è un fornitore mio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi uno dei tanti operatori con i quali lei ha rapporti commerciali?
EX 210 Geraci: Sì, esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Riconobbe la strada per questo?
EX 210 Geraci: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ci siete ricapitati, in questa strada, oppure solo una sera ci siete transitati?
EX 210 Geraci: Che io ricordi, una volta. Che io ricordi. Poi, possibilmente, se ci siamo passati pure più volte, non lo so. Che io ricordi, una volta.
PUBBLICO MINISTERO: Le sto chiedendo quello che si ricorda.
Ecco, ma a parte questo passaggio, chiamiamolo così, in via Sistina, lei ha avuto modo di rendersi conto se Sinacori - visto che lei per lo più stava assieme a Sinacori, durante il giorno -...
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... se Sinacori aveva interesse per, ripeto, edifici quali che fossero, dai ponti alle chiese, ai palazzi, di interesse religioso, storico, artistico? Se Sinacori aveva per le mani, che ne so?, depliant o guide ad uso di turisti, materiale documentale, non so, delle bellezze di Roma, le antichità di Roma?
EX 210 Geraci: Non lo ricordo, io, con precisione, se aveva queste cose.
AVV. Cianferoni: Sono l'avvocato Cianferoni. Eh, ora la sequenza si è già svolta. Però, almeno per il futuro, io ci tengo a che venga verbalizzata una opposizione a questa domanda, e a quelle successive che fossero di questo tenore; perché mi paiono esemplari sotto il profilo della suggestività: sono domande che contengono già una risposta, in realtà.
PRESIDENTE: Vedremo le domande future, perché per quelle, per ora, opposizione non ce n'era, avvocato. La risposta è arrivata. Sentiamo se ci sono domande che contengono già la risposta, nel futuro.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi che abbia perso io la risposta di Geraci, Presidente.
PRESIDENTE: Che cosa aveva detto lei, scusi?
EX 210 Geraci: Non ricordo se Sinacori portasse con sé questi...
PRESIDENTE: Depliant.
EX 210 Geraci: Depliant, sì, non ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Come si può fare, Geraci, visto che lei ha precisato più volte al dottor Nicolosi di essere in difficoltà a collocare nel tempo gli avvenimenti, come si può fare, dico, a dare una data - sia pur all'ingrosso, approssimativa - a questa sua permanenza a Roma in questi 10-12 giorni?
Quale punto... Lei ha un punto di riferimento?
EX 210 Geraci: Lei ha la carta di credito, credo che sia un punto...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, e io gliel'ho chiesta apposta, la carta di credito, noleggio.
Ma se, a un certo punto, noi non fossimo mai più in grado di stabilire quando lei ha speso la carta di credito, quando ha noleggiato l'automobile, dovessimo fare affidamento solo sui suoi ricordi, lei questo episodio lo collocherebbe? Almeno in un anno ce lo saprebbe collocare?
E se non è un anno, in rapporto a un prima e a un dopo rispetto a un certo fatto? Che ne so? Guardi, ora dico proprio una sciocchezza, che so? Il suo matrimonio, un matrimonio di un familiare. Ma proprio faccio degli esempi in libertà, assolutamente sconclusionati, ecco.
EX 210 Geraci: Guardi, dottore, quando Matteo mi disse che ci voleva l'abbigliamento chic.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Geraci: 'Non vestiti', dice 'vestiti troppo, no, i vestiti non vanno bene, i giubbotti e via dicendo'.
Io sono andato a Palermo a comprare dei giubbotti, dei maglioni, delle camicie, dei pantaloni. Ed era, ricordo che stava finendo quasi l'inverno: su questo, sono sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. Ma l'anno?
EX 210 Geraci: L'anno, io non ci metto la mano sul fuoco, ma siamo nel '92.
PUBBLICO MINISTERO: Terminata questa trasferta romana, fatto lei ritorno in Sicilia, si è trattenuto poi in Sicilia, o ha avuto da fare nuovi spostamenti, viaggi?
EX 210 Geraci: Quando siamo andati giù in Sicilia?
PUBBLICO MINISTERO: Dopo, appunto, quando lei fa ritorno in Sicilia. Questo episodio si chiude, lei ritorna in Sicilia.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quando lei ritorna in Sicilia, questo episodio si chiude, lei ritorna in Sicilia.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi è rimasto in Sicilia, oppure ha fatto viaggi, spostamenti?
EX 210 Geraci: Credo, credo che ho fatti altri viaggi. Sono stato anche all'estero. Però...
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda qualche fatto, fo per dire, che sia nella comune e generale notorietà, che sia accaduto dopo questa trasferta romana, o magari anche qualche fatto altrettanto notorio che sia accaduto prima. Giusto per mettere, come si direbbe, un paletto prima e un paletto dopo.
Io parlo proprio in termini di fatti di assoluta notorietà.
EX 210 Geraci: Dopo che sono stato a Roma?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Geraci: Se sono stato fuori? Non ho capito bene. Se sono stato fuori di nuovo...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, parlo di fatti di generale notorietà. Dopo che si è chiusa questa trasferta romana.
Qualche fatto di quelli che sono nella conoscenza comune, generalizzata, di tutti i cittadini.
EX 210 Geraci: Non so cosa vuole dire, dottore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Geraci: Non capisco.
PUBBLICO MINISTERO: Se la ricorda la strage di Capaci?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. Questo episodio romano, questa trasferta romana, è precedente o è successiva a quando si verificò la strage di Capaci?
EX 210 Geraci: Che io ricordi, successiva.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè? Prima si verificò la strage di Capaci e successivamente lei ha fatto questa trasferta a Roma? Vuol dire questo?
EX 210 Geraci: No, prima siamo venuti a Roma e dopo c'è stata la strage di Capaci.
PUBBLICO MINISTERO: Si sente sicuro, si sente relativamente sicuro, o proprio si sente dubbioso in questa affermazione?
EX 210 Geraci: No, no, credo di essere sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Un particolare: com'è che siete venuti via da Roma? Me lo ridice, in che formazioni e con quali mezzi.
EX 210 Geraci: Io, Matteo e Fifo siamo andati a Napoli. Da Napoli...
PRESIDENTE: Il terzo era? Il terzo, è?
EX 210 Geraci: Fifo.
PRESIDENTE: Chi è Fifo?
EX 210 Geraci: Fifo, Fifetto. Il Cannella.
PRESIDENTE: Cannella.
EX 210 Geraci: Siamo andati a Napoli, da lì abbiamo preso, come si chiama, il traghetto per Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e gli altri come si sono mossi?
EX 210 Geraci: Ma gli altri sinceramente io non ricordo come si sono mossi.
PUBBLICO MINISTERO: La Uno diesel è rimasta a Roma, o è stata riportata indietro?
EX 210 Geraci: La Uno diesel era, c'era alla guida quando io ho lasciato Matteo, Renzino Tinnirello. Per cui, credo che è andata indietro. Perché mi sembra, se non vado errato, era targata Palermo, fra le altre cose.
Per cui penso che sia sua questa macchina, o gliel'avevano prestata. Però, che io ricordi, mi sembra che era targata pure Palermo. Non penso che sia rimasta là...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io le debbo far presente che, sul come siete rientrati a Palermo, quello che dice oggi è in contrasto con una dichiarazione che ha reso appunto il 18 settembre del '96 al Pubblico Ministero di Palermo. E mi pare anche il 4 di ottobre a noi.
E cioè che, stando a questa dichiarazione, appunto, lei è rientrato... Ora le leggo il passaggio. Dunque:
"Da Roma siamo tornati io e 'stu Fifetto".
Il Pubblico Ministero le chiede:
"Come?"
"Con la nave. Abbiamo fatto Roma-Napoli in treno. Da Napoli abbiamo preso la nave e siamo arrivati a Palermo. A Palermo, quando siamo arrivati a Palermo, mi sembra che lui avesse la macchina qua, vicino al porto, Fifetto. O dal porto siamo andati a piedi..."
"E dove lo ha lasciato?"
"E poi ci siamo riuniti alla periferia di Palermo".
Ecco, più avanti lei dice, in quanto agli altri:
"Matteo, a quello che ricordo io, è sceso con Giuseppe con il treno. Tinnirello naturalmente si era portata la macchina; Sinacori, per i fatti suoi".
Ecco, quindi c'è questa diversità...
EX 210 Geraci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... sul fatto se Matteo ha viaggiato con lei, o se Matteo ha viaggiato con il treno insieme a Giuseppe Graviano.
Io non so quale debba essere il ricordo, secondo lei, più affidabile. Oggi che ha detto di aver viaggiato insieme a Graviano, o l'altra volta in quegli interrogatori quando ha detto che Matteo era tornato indietro non con lei, o con Graviano?
EX 210 Geraci: No, ma è la prima dichiarazione quella giusta. Perché poi quando io sono andato giù, adesso ricordo...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Geraci: ... con Fifo, Fifetto, siamo arrivati là al porto di Palermo.
Non ricordo se lui, come ho dichiarato prima, avesse la macchina, o siamo andati a piedi fino nella via Orto, che lui ci aveva là una casa, che mi ha portato là, che mi diceva che ci aveva il cavallo, dove teneva il cavallo.
Poi, in questa via Oreto...
PUBBLICO MINISTERO: Sta parlando di Fifetto?
EX 210 Geraci: Sì, Fifetto Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Geraci: In questa via Oreto c'ha pure un negozietto di abbigliamento, che una volta ci siamo andati io e Matteo per cercarlo.
Ero io e Fifetto, sì.
E poi siamo andati in campagna e abbiamo trovato: Giuseppe Graviano, Matteo e Benedetto Graviano, il fratello maggiore.
E l'ho conosciuto in questa circostanza, il fratello maggiore mi pare, sì.
E c'era un altro signore anziano che gli diceva a Giuseppe... Praticamente quello anziano era il figlioccio di Giuseppe, una persona di 60-65 anni e il figlioccio di Giuseppe che ce n'ha 30 e passa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era il più anziano che si rivolgeva con deferenza nei confronti del più giovane. Vuol dire questo?
EX 210 Geraci: Sì, che praticamente il... Sì, esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Lo chiamava con qualche appellativo particolare?
EX 210 Geraci: Mah, non ricordo adesso, in questo momento, se lo chiamava... Parrino, ci diceva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che vuol dire parrino? Lo spieghi alla Corte, perché di palermitani può darsi, anzi, suppongo che qualcuno ci sia nella Corte, ma la Corte è prevalentemente toscana.
Che vuol dire parrino?
EX 210 Geraci: Che era, praticamente Giuseppe era il padrino del vecchio. Il vecchio era il figlioccio e Giuseppe era il padrino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ha assistito a questa conversazione?
EX 210 Geraci: A questa conversazione no, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Ma c'è stata una conversazione, oppure era così...
EX 210 Geraci: Sì, di due minuti, perché loro, sempre al solito, si allontanavano quando dovevano parlare. E poi all'ultimo, quando era ora di salutare, allora si avvicinavano a me. E io salutavo... E ho sentito che gli diceva proprio questo, questo signore molto anziano a Giuseppe. Mi è rimasto impresso.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto che è l'unica volta, o perlomeno è la prima volta che ha conosciuto Benedetto Graviano.
EX 210 Geraci: Sì, che io ricordi mi sembra che l'ho visto, Benedetto, quella volta sola. Mi sembra di sì, non ricordo se l'ho incontrato poi qualche altra volta in qualche altro posto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma sul conto di Benedetto Graviano, lei ci sa dire qualche cosa in più? Intendo dire, ha avuto qualche notizia, qualche confidenza, se vogliamo, da parte del suo principale referente che è Matteo, o da altre persone?
EX 210 Geraci: Sì, Matteo una volta mi disse che il fratello maggiore era diciamo quello che, doveva essere quello che dirigeva la famiglia Graviano, ma in effetti non era così, mi diceva Matteo. Era il Giuseppe che dirigeva tutta la famiglia Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sempre per restare nell'ambito delle persone di cui abbiamo parlato: prima lei ha risposto ad una serie di domande relative a Scarano.
E ha spiegato dove lo ha visto, e ha puntualizzato una serie di circostanze.
Ho bisogno di chiederle: è possibile che abbia eventualmente saputo da qualcuno della presenza di Scarano in Sicilia, presenza che lei non ha riscontrato positivamente, ma che qualcuno le ha raccontato?
E se sì, Scarano era in Sicilia per qualche ragione particolare, oppure era senza una ragione particolare? Stando appunto a quanto eventualmente le sia stato raccontato, ripeto, sulla presenza di Scarano in Sicilia in occasioni diverse da quelle in cui lo ha visto lei.
EX 210 Geraci: Sì. Dopo che siamo ritornati da Roma, adesso io non ricordo dopo quanto tempo è stato, Matteo mi disse che ha regalato dell'hashish a Scarano. E che Scarano era venuto giù in Sicilia con un furgone con la scritta "Comune di Roma".
PUBBLICO MINISTERO: Era venuto a prendersi l'hashish?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Come si potrebbe fare - la Corte mi perdoni il modo un po' non tradizionale di porre la domanda - come si potrebbe fare a dare nuovamente una data a questa confidenza che le ha fatto Matteo?
EX 210 Geraci: Eh, dottore, adesso non so io. Comunque penso che siamo... Là, se siamo...
PUBBLICO MINISTERO: Proviamo a prenderla così. Lei ne ha già parlato di quando Matteo, ad un certo punto, sparisce di circolazione, sostanzialmente si rende latitante per adoprare il termine...
EX 210 Geraci: Sì, comunque non era ancora latitante Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma che lei ricordi, l'entrata in latitanza di Matteo successe di lì a poco tempo, oppure a distanza di molto tempo? Se se lo ricorda.
EX 210 Geraci: Credo un sei mesi prima, credo. Però non sono sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Allora, esaurita la permanenza a Roma, continuando lei a vedersi con queste persone, almeno con alcune, ecco, il discorso, la conversazione tra di voi, è più tornato sulla vicenda romana, su quello che eravate andati a fare, a vedere, o a studiare?
E più specificamente, ha sentito riprendere il discorso relativamente a Costanzo, relativamente a Martelli, a Falcone... Falcone è morto abbastanza alla svelta, perché poi avesse ragione per riprendere il discorso tante volte.
Ma io dico Costanzo, in particolare.
EX 210 Geraci: No, che io ricordi, no.
Non ricordo di preciso, dottore, se qualche volta abbiamo parlato con Matteo, così del più e del meno. Non... Non ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ora come ora non le viene in mente niente, vuol dire.
EX 210 Geraci: No, per ora no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Senta, lei stamattina spiegava che tipo di discorso le fece Matteo quando la interpellò per sapere il suo parere se era una cosa da fare o non da fare, eliminare Costanzo, eliminare Martelli, eliminare i giornalisti, Pippo Baudo, forse Santoro...
Ecco, ma discorsi così, di programmi, discorsi di... chiamiamoli di strategia, dopo che questa vicenda romana si è chiusa, ne ha rifatti con lei Matteo?
A prescindere dal riferimento a Costanzo, voglio dire, eh?
EX 210 Geraci: Sì successivamente mi sembra che è venuto a trovarmi a casa mia che io dormivo, verso le 14.00 circa. E mi ha parlato... sì, di una serie di attentati. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La seguo, la seguo.
EX 210 Geraci: E mi ha detto che dovevamo fare degli attentati qua al nord e che cosa ne pensassi io.
Dice: 'tu come la vedi?', mi ha detto a me.
Siccome quando loro dicono una cosa, uno non è che può dire il contrario, deve dire quello che dicono loro. Gli ho detto: 'va be'...'
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma attentati a nord avevano, voglio dire, un qualche contenuto questi discorsi? Si trattava di continuare ad attentare alla vita di giornalisti, uomini di televisione, politici, oppure si trattava di fare qualche cosa di diverso?
Se lo ricorda se questo, nel discorso di Matteo, fu specificato, ovvero se non me ne parlò proprio?
EX 210 Geraci: Lui mi parlò di attentati, ma mi parlò di edifici, mi sembra, se non ricordo male.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, veda se si ricorda meglio, allora.
EX 210 Geraci: Sì, sì, mi parlò di edifici, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma edifici, ripeto, in generale, o edifici...
EX 210 Geraci: No, edifici di una certa importanza. Colpire edifici di una certa importanza.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, Geraci, edifici importanti possono essere: la sede, che ne so, di una grande azienda; possono essere, non so, la sede della redazione di un giornale... Edifici importanti ce ne sono di tanti generi. Le caserme delle Forze Armate...
Ecco, il discorso si mosse a livello generico degli edifici, oppure lei sentì qualche riferimento...
Non le chiedo le sue impressioni, eh, Geraci. Nemmeno sue deduzioni.
Le chiedo la cortesia di fare uno sforzo di memoria, se è in grado di farlo, per risolvere questo punto interrogativo.
Matteo, con le sue parole, rimase sul generico quanto agli edifici, o entrò in qualche modo nel dettaglio?
Proprio una domanda assolutamente neutra.
EX 210 Geraci: Mah, che io ricordi, nel dettaglio proprio dove dovevamo metter queste bombe, no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
EX 210 Geraci: Io, questo non me lo ha detto. Però mi ha detto che volevano fare questa serie di attentati, sempre per il discorso di...
Ah, mi disse, dice: 'tu non credi che, facendo questi attentati, qualcuno non si interessi che vada a trovare Riina per scendere a un compromesso?' Ecco, questo.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, ecco. Nel più volte richiamato, nell'interrogatorio del 18 di settembre, ecco, lei specificava in questi termini. E' lei che parla...
EX 210 Geraci: Comunque come edifici, è difficile, dice... Naturalmente, dottore, sono di una certa elevatura. Cose dello Stato, tipo le chiese, le cose... queste cose qua. Però...
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
EX 210 Geraci: Di preciso...
PUBBLICO MINISTERO: No, ma io non voglio sapere l'indirizzo di questi edifici. Io voglio semplicemente sapere se Matteo, parlando di edifici, parlava in genere di edifici, oppure se parlando di edifici, andava almeno nel tipo di edifici.
Perché ci sono gli edifici per abitazione, gli edifici per ufficio, gli edifici per fare processi, gli edifici per tenere i militari accasermati, ci sono edifici...
EX 210 Geraci: No, io so che lui parlava...
PUBBLICO MINISTERO: ... per mille destinazioni diverse.
EX 210 Geraci: Sì, ma lui credo si riferisse nei beni culturali, qualcosa del genere, no?
PUBBLICO MINISTERO: Io, perché non residuino lacune nel mio modo di fare l'esame, le faccio presente che appunto in questo interrogatorio, lei si è espresso in questi termini riferendosi ad un periodo in cui era già successo un certo avvenimento. Ma ora non le dico quale.
Lei dice: 'facendo questi attentati c'era la possibilità che si addivenisse ad una sorta di accordo'.
E poi riferisce il colloquio con Matteo in questi termini.
"Dice Matteo: 'tu che ne pensi?'"
Risponde lei:
"Ci dissi sì, sicuramente".
"'Ma questi attentati, come no, dice miriamo più a strutture antiche, cose che devono dare scalpore'
Ci dissi: 'però se non ci sono persone di mezzo'.
Ci dissi: - e qui è siciliano - 'Un faciti nienti, quelli che danno sono le persone che saltano in aria, se ci sono persone che saltano in aria...'
Dice: 'ma tu lo capisci?'
'Tu allora dici di mettere la bomba, mettere da una parte e far morire mille persone'.
Ci dissi: 'a che la faciti, facitila buona'".
Questa è la conversazione un po' in italiano... Cioè, la conversazione sarà stata sicuramente in siciliano; nella trascrizione è un po' in italiano e un po' in siciliano.
E' questo il senso del discorso che si svolse tra lei e Matteo?
EX 210 Geraci: Sì, esattamente. E io glielo dissi per vedere la pazzia di questa gente dove arrivasse.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era la prima volta che sentiva fare un discorso di questo genere, lei?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Una domanda anche questa molto concreta: stando alla sua memoria di oggi, quando Matteo le fece questo discorso, c'era stato o non c'era stato l'arresto di Riina?
EX 210 Geraci: L'arresto di Riina... c'era stato già.
PUBBLICO MINISTERO: E questa è proprio l'ultima domanda per chiudere l'esame di Geraci.
Lei ha parlato stamattina di un signore, un certo Forte Paolo.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda se con Forte Paolo lei ha avuto ragione, motivo, di fare dei viaggi?
EX 210 Geraci: Sì. Siamo venuti a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi in quale circostanza, per cortesia.
EX 210 Geraci: Una sera Matteo mi disse che l'indomani dovevo, ci aveva l'appuntamento, già aveva preso l'appuntamento con Paolo Forte che dovevamo venire a Roma per affittare una casa, per prendere in affitto una casa.
E io l'indomani sono venuto con Paolo Forte a Roma e abbiamo preso in affitto una casa.
PUBBLICO MINISTERO: E questa casa come mai l'avete presa in affitto?
EX 210 Geraci: Ma di quello che ho saputo successivamente, Matteo mi disse che doveva venire in questa casa Ciccio Rallo, Francesco Rallo. E questo fra le altre cose, è stato latitante a casa mia, a Triscina. Lui e il dottore Pandolfo.
E poi Matteo mi disse che questa casa poteva servire.
E forse poi, successivamente, c'è stato Giuseppe Garamella.
PUBBLICO MINISTERO: In questo appartamento.
EX 210 Geraci: Sì. Però non sono sicuro. Siccome lui aveva fatto un buco alla banca e per un certo periodo si è dato latitante, Matteo mi disse che si trovava a Roma, però non so se era in questa casa o meno, di preciso. Comunque penso di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, guardi, Geraci, concludiamo facendole vedere due, forse tre fotografie. E con questo poi l'esame si conclude.
EX 210 Geraci: Questo, dove c'è la cabina telefonica... sì, è la prima casa dove...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
EX 210 Geraci: Ma qua la strada è molto stretta, la vedo stretta, in questa immagine.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque qui ambienta la prima casa? Quella, sta parlando di quella di Roma voglio dire, la prima?
EX 210 Geraci: Sì.
PRESIDENTE: Quelle in cui sono entrati e sono usciti.
EX 210 Geraci: Sì, io ricordavo la cabina telefonica. Però la stradina mi sembra stretta, mi sembra un pochettino più grande. Però...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, aspetti, Geraci.
Allora, sospendiamo un attimino...
EX 210 Geraci: Sì, questa qua, sì. Questa palazzina diciamo, che dà sul giardino, qua.
PRESIDENTE: A destra, o a sinistra?
EX 210 Geraci: No, quella a destra. Entrando, sulla destra.
Sì, questa è la scala, sì.
PRESIDENTE: Sempre della stessa casa?
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vada avanti, vada avanti.
Le dice qualcosa questa fotografia?
EX 210 Geraci: Sì, questa è l'entrata della casa.
PRESIDENTE: Dell'edificio...
EX 210 Geraci: No, dell'edificio no...
PRESIDENTE: Dell'edificio.
EX 210 Geraci: Sì, quando si entra che c'è... Sì.
Sì, questa è la seconda casa dove poi abbiamo alloggiato noi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lì si vede una serie di edifici sulla destra della fotografia.
EX 210 Geraci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Se ne vede uno abbastanza in primo piano; poi c'è un secondo, un terzo, che si perdono laggiù nello sfondo.
Ecco, tra gli edifici che meglio si vedono, a cominciare da quello di primo piano. E poi il secondo e ancora il terzo, qual è l'edificio nel quale lei colloca questo secondo appartamento?
EX 210 Geraci: Il primo edificio.
PUBBLICO MINISTERO: Quello, quindi, dove si vedono quelle terrazze e quella nel mezzo con quelle tende?
EX 210 Geraci: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Me la passa, maresciallo, quell'inserto che si dà anche alla Corte di che cosa abbiamo mostrato.
L'esame, con questo, è chiuso, Presidente, per quanto riguarda il Pubblico Ministero.
Abbiamo mostrato le foto di cui a pagina 25748, 25749, 25751, 25753, 25755. E poi 25761 di questo album formato dal Centro Operativo della DIA di Roma, datato Roma 3 ottobre 1996.
Il tutto facente parte dell'attività di indagine integrativa del Pubblico Ministero.
Attività integrativa di indagine... Non mi risulta che questo materiale, questa documentazione fotografica sia acquisita dalla Corte.
No. No, no, fa parte del fascicolo del Pubblico Ministero.
PRESIDENTE: Parti civili hanno domande?
AVVOCATO Ammannato: Avvocato Ammannato, difensore di parte civile.
Quando lei ha parlato stamattina delle persone che vide ad Alcamo nell'appartamento dove poi fu uccisa Antonella Bonomo, ecco, che gerarchia c'era tra queste persone?
Cioè, chi comandava, chi godeva di maggior prestigio?
EX 210 Geraci: Eh, senz'altro Bagarella.
AVVOCATO Ammannato: E successivamente, ovvero dietro a lui?
EX 210 Geraci: Mah, Giovanni Brusca.
AVVOCATO Ammannato: E dietro Giovanni Brusca?
EX 210 Geraci: Credo Matteo Messina Denaro.
AVVOCATO Ammannato: Senta, può spiegar alla Corte come mai eravate in nove persone, lì, in quell'appartamento?
In fin dei conti, per strangolare una donna, diciamo, sola e indifesa...
EX 210 Geraci: Ma io voglio...
AVVOCATO Ammannato: C'è un motivo... Ecco.
EX 210 Geraci: Io voglio precisare una cosa: che io, quando sono andato, quando viene Messina e siamo andati in questa casa, io non sapevo che si doveva strangolare una donna.
Io l'ho saputo quando sono arrivato là. Infatti già ho fatto le mie dichiarazioni in altri verbali, dove ho dichiarato: io l'ho saputo quando sono arrivato in questa casa.
AVVOCATO Ammannato: Sì, sì. Ma...
EX 210 Geraci: Io non sapevo niente prima. Non mi hanno detto niente.
AVVOCATO Ammannato: Ma questa non riguardava la sua posizione. La domanda...
PRESIDENTE: L'avvocato, però, non voleva sapere questo. Non voleva sapere, lei come mai ci è andato o non c'è andato.
Voleva sapere come mai - se lei lo sa, se l'ha chiesto, se gliel'hanno spiegato, se qualcuno le ha dato una spiegazione - come mai hanno dovuto intervenire nove persone per fare questo strangolamento.
EX 210 Geraci: Signor Presidente, non lo so se c'erano tutte queste persone lì.
AVVOCATO Ammannato: C'è un motivo per cui, essendo appunto la donna di un uomo d'onore, bisogna, non lo so, cementare in qualche maniera? Cioè, lei non è a conoscenza?
EX 210 Geraci: No, non lo so il motivo perché c'erano tutte queste persone.
AVVOCATO Ammannato: Senta, successivamente, per questa appunto trasferta a Roma, lei ha detto che gli obiettivi erano vari.
EX 210 Geraci: Come? Non ho capito.
AVVOCATO Ammannato: Per la trasferta a Roma...
PRESIDENTE: L'avvocato dice, lei ha detto, prima, che nel viaggio, nella trasferta, nel soggiorno a Roma, gli obiettivi erano vari, diversi.
AVVOCATO Ammannato: Varie persone. Ci ha indicato un magistrato, poi giornalisti, vari, e anche l'onorevole Martelli.
Ecco, avete fatto anche appostamenti ad altre sedi, ad altri obiettivi?
EX 210 Geraci: No, che...
AVVOCATO Ammannato: Oltre questi.
EX 210 Geraci: Io ho fatto l'appostamento con Costanzo, con Sinacori. Poi, siamo andati tutti al ministero dove era Martelli.
PRESIDENTE: Siete andati dentro?
EX 210 Geraci: No, fuori, fuori.
PRESIDENTE: Una volta sola?
EX 210 Geraci: Sì, un giorno solo ci siamo andati, là, al ministero.
E poi si andava in giro per i locali, per i ristoranti, per vedere se si incontrasse qualche altra persona.
AVVOCATO Ammannato: Senta, per ricordarle e rinfrescarle la memoria, si ricorda che durante un interrogatorio lei presentò sei fogli dattiloscritti? L'interrogatorio del 23 settembre del 1996.
EX 210 Geraci: No, non ho capito, avvocato.
AVVOCATO Ammannato: Si ricorda...
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se lei si ricorda che il 23 settembre del '96, durante un interrogatorio, lei presentò sei fogli scritti a macchina.
AVVOCATO Ammannato: No no, a mano, di sua mano.
PRESIDENTE: Ah, a mano.
AVVOCATO Ammannato: Di suo pugno sottoscritti.
PRESIDENTE: Comunque, sottoscritto ciascuno da lei.
EX 210 Geraci: Sì, ho presentato dei fogli, non ricordo il numero di preciso, sì.
PRESIDENTE: Ecco, era una ricostruzione di diverse vicende?
EX 210 Geraci: Esattamente.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, tra questi appostamenti a Roma lei scrive appunto il Palazzaccio, che è la Cassazione, il ministero - Martelli -, e scrive anche la sede dove c'è la Democrazia Cristiana, e la sede di quella socialista. Ecco, si ricorda?
EX 210 Geraci: Sì. Però non è che abbiamo fatto appostamenti là. Che io ricordi, no.
AVVOCATO Ammannato: Può spiegare alla Corte, appunto, a che proposito quindi?
PRESIDENTE: Come mai siete andati a vedere queste cose?
EX 210 Geraci: Mah, siccome si trovano al centro di Roma, queste cose qua, io non ricordo se ci sono poi voluti andare loro appositamente; a me non l'hanno detto: 'andiamo là appositamente'.
PRESIDENTE: Lei lo...
EX 210 Geraci: La sede...
PRESIDENTE: Lei lo ha ricordato in questi scritti, che siete andati anche alle sedi di questi due partiti.
EX 210 Geraci: Sì, se ne parlava, che là la sede del Partito Socialista, mi sembra che è nella via... adesso non ricordo, ma al centro, là proprio al centro di Roma. Non ricordo come si chiamava questa via. Che passavamo spesso, noi.
AVVOCATO Ammannato: Può chiarire alla Corte questi discorsi che facevate? Quali erano le intenzioni?
EX 210 Geraci: Mah, se si incontrasse sempre il Martelli.
AVVOCATO Ammannato: E per quanto riguarda la sede della Democrazia Cristiana?
EX 210 Geraci: La sede della Democrazia Cristiana, onestamente non ricordo.
PRESIDENTE: L'ha scritto lei, sembra eh, perché io...
EX 210 Geraci: Non ricordo.
AVVOCATO Ammannato: Io chiedo formalmente l'acquisizione, essendo appunto un manoscritto.
PRESIDENTE: Avvocato, ma non la metto in discussione. Dico soltanto, io non ho... e io riprendo dal suo intervento che viene menzionato.
EX 210 Geraci: Avvocato, in questi fogli che ho scritto io poi, questi fogli, si devono elaborare pure. Io ho preso degli appunti così, sommariamente.
AVVOCATO Ammannato: Sì, ma ha ragione, infatti la invitavo a chiarire questi appunti scritti da lei.
EX 210 Geraci: Eh, ma se io avessi il foglio davanti con la mia calligrafia, li vedo io, sarebbe molto più semplice.
PRESIDENTE: Possiamo anche farglieli vedere. Vediamo.
AVVOCATO Ammannato: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato, per cortesia, per fare più presto gli indichi il punto in cui c'è accenno alla sede della DC.
AVVOCATO Ammannato: Riconosce la sua grafia, i suoi appunti?
EX 210 Geraci: Sì, sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco.
EX 210 Geraci: Ma si vede che loro avevano qualche interesse, e a me non l'hanno detto; siamo stati là, io l'ho scritto, ho ricordato questa cosa. Non ricordo di particolare, comunque, qualche cosa.
AVVOCATO Ammannato: Chiedo proprio formalmente, essendo sei pagine manoscritte e sottoscritte da Geraci, che vengano acquisite a questo processo.
PRESIDENTE: Avvocato, ci sarà un momento, io penso, alla fine dell'esame di tutti i cosiddetti collaboratori, che il Pubblico Ministero, parti civili e difensori, faranno le loro richieste. Allora, lei mi ricordi questo.
AVVOCATO Ammannato: Certamente.
PRESIDENTE: Concederemo. Ha altre domande?
AVVOCATO Ammannato: No, grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altri interventi?
AVV. Passagnoli: Presidente?
PRESIDENTE: Sì.
AVV. Passagnoli: Avvocato Passagnoli.
PRESIDENTE: Senta, abbia pazienza, voglio sapere se c'è qualche intervento dei difensori di parte civile. Dopodiché, può intervenire lei. Prego.
AVVOCATO Zarzana: Presidente, chiedo scusa.
PRESIDENTE: Chi è?
AVVOCATO Zarzana: Il difensore di Geraci. Io, se lei mi permette...
PRESIDENTE: Ah, lei è il difensore?
AVVOCATO Zarzana: Sì.
PRESIDENTE: Dica.
AVVOCATO Zarzana: Se mi consente, vorrei fare una sola domanda al Geraci, peraltro in ordine a quella vicenda che si apprestava a puntualizzare. Perché non vorrei che risultassero dichiarazioni diverse rispetto a quelle che lo stesso Geraci ha fatto in altro procedimento, con riferimento alla vicenda dell'Antonella Bonomo.
Vorrei che un po' chiarisse qual è stato il ruolo del Geraci, in quella vicenda. Perché non si...
PRESIDENTE: Ma lui ha già detto che è intervenuto, senza sapere che cosa ci si andava a fare.
AVVOCATO Zarzana: Stava raccontando...
PRESIDENTE: E che in questa casa c'era stato più di una volta, vero?
EX 210 Geraci: Ci sono stato più di una volta. Poi, quando sono stato là per l'omicidio di questa ragazza, io non sapevo nulla. Siamo arrivati in questa casa, con Matteo. Poi, non ricordo chi fu, disse a Gioacchino Calabrò, dice: 'vai...
PRESIDENTE: Sapeva di chi era quella casa? Se c'era già stato, sapeva a chi apparteneva.
EX 210 Geraci: La casa, di quello che vedevo io, era Gioacchino Calabrò, che era.
PRESIDENTE: Mi scusi, l'abitazione dove siete andati quel giorno - mi pare che fosse mattina, lei ha detto tarda mattinata, se non mi sbaglio - apparteneva a questa ragazza, Bellomo, come si chiamava?
EX 210 Geraci: No, no, no.
PRESIDENTE: Non era la casa di questa ragazza?
EX 210 Geraci: No.
PRESIDENTE: Lì è stata uccisa.
EX 210 Geraci: Lì è stata uccisa.
PRESIDENTE: E la casa, di chi era?
EX 210 Geraci: Mah, io vedevo che se ne occupava Gioacchino Calabrò.
PRESIDENTE: Allora questa ragazza era stata invitata a venire lì, o portata lì.
EX 210 Geraci: Io, quando sono arrivato là, in questa casa, gli dissero a Gioacchino Calabrò - adesso non ricordo chi lo disse - dice: 'vatti a fare un giro'.
Poi, quando Gioacchino Calabrò è uscito per andarsi a fare il giro, di lì ho appreso che dovevano uccidere questa ragazza. Ma l'ho saputo là.
Poi, quando è arrivata questa ragazza, io sono andato in un'altra stanza di questa casa, adiacente alla stanza dove è avvenuto lo strangolamento. Quando sono uscito dalla stanza, già la ragazza era morta, a terra.
PRESIDENTE: Ha altre domande?
AVVOCATO Zarzana: No no, nessuna.
AVVOCATO Gramigni: Signor Presidente?
PRESIDENTE: Chi parla?
AVVOCATO Gramigni: Io volevo fare un'opposizione, ma a questo punto la risposta del collega ne ha sottratto la rilevanza in questo processo. Cioè ritenevo che il difensore di imputato in reato connesso...
PRESIDENTE: Lei si dimentica sempre il suo nome.
AVVOCATO Gramigni: Ha ragione, Presidente. Avvocato Gramigni.
PRESIDENTE: Perché là dentro diventano matti, perché spesso arrivano degli interventi e non sanno a chi attribuirli.
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni. No, dicevo, io intendevo oppormi al che si riconoscesse...
PRESIDENTE: Ormai la ragazza, la ragazza no, la ragazza è...
AVVOCATO Gramigni: La ragazza, purtroppo, non c'è più.
PRESIDENTE: L'esaminato ha già risposto.
AVVOCATO Gramigni: Va be'. Valga per il futuro.
AVV. Passagnoli: Signor Presidente, avvocato Passagnoli per la difesa Provenzano. Una domanda.
Il signor Geraci stamani - io ho ascoltato l'interrogatorio con attenzione - più volte ha fatto riferimento alla circostanza che lui non sapeva mai, né dove andavano, né che cosa veniva fatto, né quali erano gli obiettivi. E quindi - mi pare abbia usato proprio questi termini - 'determinate confidenze non le avevo'.
Dopodiché, ci viene a riferire di aver saputo, diciamo così, tra virgolette...
PRESIDENTE: Avvocato...
AVV. Passagnoli: Eh, no, è la domanda.
PRESIDENTE: Ecco, la domanda.
AVV. Passagnoli: E' questa, la domanda.
PRESIDENTE: Altrimenti, qui facciamo...
AVV. Passagnoli: "In anteprima", degli attentati che avrebbero voluto fare al Nord. Mi pare che abbia detto esattamente così. Volevo che ci chiarisse questa circostanza, cioè quali erano i criteri in base ai quali precedentemente non le venivano fatte delle confidenze; successivamente, in anteprima gli vengono riferiti certi fatti.
Mi pare che era contraddittorio, volevo che lo spiegasse.
EX 210 Geraci: Avvocato...
PRESIDENTE: Ha capito?
EX 210 Geraci: Sì.
PRESIDENTE: Questa contraddizione?
EX 210 Geraci: Sì, se Messina c'erano alcune cose che me li diceva e alcune cose che non me le diceva, io che ci posso fare?
PRESIDENTE: Non so se lei era presente. Il Geraci ha dichiarato, a una domanda del P.M. se non sbaglio, che non ha mai fatto domande, che non era il caso di fare domande. Non è il primo che ci fa dichiarazioni di questo genere.
Comunque se ha altre domande, avvocato, si accomodi.
AVV. Passagnoli: Nessun'altra domanda, Presidente, grazie.
PRESIDENTE: Chi interviene? Prego.
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni. Geraci, buonasera.
EX 210 Geraci: Buonasera.
AVVOCATO Gramigni: Le chiedo una cosa: chi l'ha coinvolta nel tentato omicidio del dottor Germanà, di cui ci ha narrato stamattina?
EX 210 Geraci: Matteo Messina Denaro.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, si ricorda come maturò questo proposito delittuoso, poi fortunatamente fallito?
EX 210 Geraci: Non la sento proprio, avvocato.
AVVOCATO Gramigni: Si ricorda come maturò questo proposito criminale, poi fortunatamente fallito?
EX 210 Geraci: Mah, anche il dottore Germanà è uno che ci dava sotto, diciamo, ai mafiosi nella provincia di Trapani.
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì, ma - scusi se la fermo - al di là delle motivazioni, ora più o meno remote, di questo proposito, ma dico, come maturò nel senso: com'è che il Messina Denaro la coinvolse, quando glielo disse, come glielo disse.
EX 210 Geraci: Mi disse che dovevano fare l'omicidio. Anzi, prima mi disse che dovevano uccidere il commissario del mio paese, il dottore Misiti; infatti io l'avevo fatto conoscere a Selinunte da... e l'avevo fatto conoscere a Giuseppe Graviano.
Giuseppe Graviano era latitante a Triscina, è venuto a Selinunte, io gliel'ho fatto conoscere.
PRESIDENTE: Che vuol dire, gliel'ha fatto conoscere: gliel'ha presentato proprio?
EX 210 Geraci: No, gliel'ho fatto conoscere, che gli ho detto dov'era seduto il dottore Misiti.
PRESIDENTE: Ah, ha indicato.
EX 210 Geraci: Gliel'ho indicato, esattamente. Gliel'ho indicato. Poi l'omicidio del dottore Misiti non si è più fatto, che si doveva fare prima di quello del dottore Germanà; e successivamente si è fatto quello del dottore Germanà.
Il motivo? Il motivo non lo so.
PRESIDENTE: No, l'avvocato non voleva sapere il motivo. Voleva sapere come è stato preparato, come mai anche lei è stato coinvolto in questa storia.
EX 210 Geraci: Eh, signor Presidente, io sono stato coinvolto, purtroppo...
PRESIDENTE: Io le devo fare una domanda come portavoce del difensore, io non so nulla.
EX 210 Geraci: Per sfortuna mia, sono stato coinvolto in più di uno.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
EX 210 Geraci: Mi ha detto che dovevano fare questo omicidio. Io sono andato là, a Mazara.
AVVOCATO Gramigni: E dove, ecco, vi siete visti, quindi, in precedenza rispetto a questo suo...?
EX 210 Geraci: Sì, me lo ha detto prima che si doveva fare questo omicidio.
AVVOCATO Gramigni: Dove glielo disse?
PRESIDENTE: Vi siete visti dove?
EX 210 Geraci: Con Matteo, noi ci stavamo quasi tutto il giorno, assieme. C'erano giorni che eravamo inseparabili.
PRESIDENTE: Quindi siete partiti da Castelvetrano insieme?
EX 210 Geraci: Quando si è fatto il tentato omicidio?
PRESIDENTE: Sì.
EX 210 Geraci: Sì. Siamo partiti da Triscina, io, Matteo Messina Denaro, e Giuseppe Graviano.
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì, quello ce l'ha già detto.
EX 210 Geraci: Io camminavo davanti con la macchina, e Matteo e Giuseppe Graviano, dietro.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto.
PRESIDENTE: In un'altra.
EX 210 Geraci: In un'altra macchina. Perché Giuseppe Graviano era latitante, e io battevo la strada. E siamo arrivati a Mazara.
AVVOCATO Gramigni: A Mazara?
EX 210 Geraci: Siamo stati in una casa a Tonnarella.
PRESIDENTE: A?
EX 210 Geraci: Tonnarella, sarebbe un posto balneare di Mazara del Vallo. Là abbiamo trovato, in questa villetta, Messina Francesco, Enzo Sinacori, Bagarella, Diego Burzotta. Io, Matteo e Giuseppe.
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì, questo...
EX 210 Geraci: Se non ricordo male. Sì, queste le persone. La prima volta non si è fatto niente. Per fortuna, il dottor Germanà...
AVVOCATO Gramigni: Per me, signor Presidente, la risposta alla domanda è già finita da tempo.
PRESIDENTE: E' già finita.
AVVOCATO Gramigni: Se lei ha curiosità di farla proseguire, ma, per quanto mi riguarda, è già terminata.
Senta, un'altra cosa. Lei prima, rispondendo al Pubblico Ministero, ha detto di aver conosciuto - di aver di fama quantomeno - i Graviano per il tramite di Matteo Messina Denaro, e ha detto di aver avuto da Messina Denaro anche una serie di notizie circa, diciamo, il ruolo che i componenti di questa famiglia avevano in certe vicende.
Ecco, lei mi conferma dunque che ebbe da Messina Denaro la notizia che il vero capofamiglia era Giuseppe Graviano?
EX 210 Geraci: Matteo mi disse così.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto. E le disse che, invece, la carica formale - lei l'ha chiamata, mi sembra, o un termine simile - la carica formale era appannaggio del fratello Benedetto?
EX 210 Geraci: Esatto.
AVVOCATO Gramigni: Le disse altro il Messina Denaro?
EX 210 Geraci: No.
PRESIDENTE: Pare che le abbia detto tante altre cose, ma non so che cosa...
AVVOCATO Gramigni: Ma naturalmente rispetto a questo argomento di conversazione.
PRESIDENTE: Dei fratelli Graviano.
AVVOCATO Gramigni: Esatto. Non le disse altro?
EX 210 Geraci: No.
AVVOCATO Gramigni: La ringrazio.
PRESIDENTE: Chi interviene?
AVVOCATO Rocchi: L'avvocato Rocchi, grazie Presidente.
Signor Geraci, buonasera.
EX 210 Geraci: Buonasera.
AVVOCATO Rocchi: Senta, quando il Messina Denaro venne da lei, nell'occasione della visita dell'immediato pomeriggio che ha detto, alle 14.00, per dirle di questa strategia che doveva proseguire per quanto riguarda gli attentati agli edifici, si ricorda?
EX 210 Geraci: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Da dove veniva il Matteo Messina Denaro?
EX 210 Geraci: E che ne so io, da dove veniva.
AVVOCATO Rocchi: Non ebbe modo di dirglielo?
EX 210 Geraci: No.
AVVOCATO Rocchi: Lui non gli disse niente, si presentò e basta?
EX 210 Geraci: Sì, è venuto a casa mia, io ero a letto. E' entrato in camera mia. Non ricordo altro.
AVVOCATO Rocchi: Le disse...
EX 210 Geraci: Non ricordo, non mi ha detto da dove veniva.
AVVOCATO Rocchi: Le disse se era una cosa importante, e per questo si era permesso di disturbarla?
EX 210 Geraci: Ma lui veniva sempre, spesso a casa mia, a trovarmi.
AVVOCATO Rocchi: Ma no, dico, in quell'occasione, siccome è arrivato alle 14.00, era un'ora che lei ha detto non usuale.
EX 210 Geraci: Mah, le 14.00, 15.00, comunque veniva sempre a casa mia, anche a questo orario.
AVVOCATO Rocchi: Quindi lui non le spiegò il motivo, né si scusò del perché era venuto.
EX 210 Geraci: E' venuto, e c'erano buonissimi rapporti.
AVVOCATO Rocchi: Geraci, voglio sapere se si è scusato per caso. Non se è venuto.
EX 210 Geraci: Se si è scusato perché io dormivo?
AVVOCATO Rocchi: No, perché l'ha disturbata.
EX 210 Geraci: Perché mi disturbava?
AVVOCATO Rocchi: Sì.
EX 210 Geraci: Tutte le volte che mi cercava, che fa? mi disturbava allora? C'era un rapporto di amicizia.
AVVOCATO Rocchi: Appunto, quindi non la disturbava.
EX 210 Geraci: No.
AVVOCATO Rocchi: Senta, perché il Matteo Messina Denaro la fece partecipe di queste cose?
EX 210 Geraci: Io credo perché io ero una persona pulita, e avevano bisogno di me. Non vedo altro motivo.
AVVOCATO Rocchi: O perché forse aveva un qualche ruolo particolare all'interno delle famiglie? Lei, dico.
EX 210 Geraci: No.
AVVOCATO Rocchi: Lei che ruolo aveva, se ce l'aveva, all'interno delle famiglie? Di ruolo, intendo.
EX 210 Geraci: Di ruolo?
AVVOCATO Rocchi: Sì, se ce l'aveva, eh, signor Geraci.
EX 210 Geraci: Mah, uomo d'onore non ero. Lui mi ha detto una volta che ero più grosso di uomo d'onore, però non so che cosa...
AVVOCATO Rocchi: Ecco, perché gli ha detto che era più grosso di un uomo d'onore?
EX 210 Geraci: Non lo so, forse per farmi fare grande, che ne so.
AVVOCATO Rocchi: Con chi voleva farla fare grande?
EX 210 Geraci: Mah, con me stesso, non lo so a questo punto.
AVVOCATO Rocchi: Ma poi ha approfondito ulteriormente questo discorso, che lei valeva più di un uomo d'onore?
EX 210 Geraci: No, no.
AVVOCATO Rocchi: E lo presentava agli altri anche con questo tipo di specificazione?
EX 210 Geraci: No.
AVVOCATO Rocchi: Quindi, lo disse solamente a lei.
EX 210 Geraci: Esatto.
AVVOCATO Rocchi: Le disse che lei contava più di un uomo d'onore, però sostanzialmente non le dava spiegazioni, come ci ha riferito.
EX 210 Geraci: Le spiegazioni erano che io conoscevo persone che ci sono uomini d'onore che si sognano di conoscere un Riina o un Bagarella.
AVVOCATO Rocchi: Senta, lei ha detto che comunque non poteva, e né era possibile, contraddire uomini come Messina Denaro. Ho capito bene?
EX 210 Geraci: Come? Non ho capito.
AVVOCATO Rocchi: Le ha detto che non era possibile contraddire uomini del rango - non so se questa è la parola giusta - del Messina Denaro.
EX 210 Geraci: Penso di sì.
AVVOCATO Rocchi: E allora perché le chiedeva il suo parere, se lei poi sostanzialmente non poteva contraddirlo?
EX 210 Geraci: Mah, questo era un consiglio che, magari, che ne so.
AVVOCATO Rocchi: Ma, le chiedeva dei consigli?
EX 210 Geraci: Avvocato, dove vuole arrivare, che io sono più grosso di Messina?
AVVOCATO Rocchi: No, questo lo sta dicendo lei. Io sto cercando di capire perché le va a chiedere qualche cosa, quando lei dice che non può contraddirlo.
EX 210 Geraci: Mah, se me l'ha confidato, cosa gli dicevo? 'Non me lo confidare'? Eh, me l'ha detto.
AVVOCATO Rocchi: No, gliel'ha chiesto, signor Geraci, è diverso.
PRESIDENTE: Gliel'ha chiesto.
EX 210 Geraci: Come?
PRESIDENTE: Le ha chiesto un consiglio?
EX 210 Geraci: Mi ha confidato il discorso delle stragi, signor Presidente.
PRESIDENTE: No, il confidare, vuol dire renderla partecipe di una qualche confidenza.
EX 210 Geraci: Sì, il consiglio sì, dice: 'tu quale pensi?'.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere come mai le ha chiesto consiglio.
EX 210 Geraci: Sì, sì. Dice: 'tu che ne pensi?'. Gli ho detto: 'sì, va bene'.
PRESIDENTE: Quindi, in quel caso, lei avrebbe anche potuto dire 'io la penso diversamente'?
EX 210 Geraci: Sì, ma con questa gente è difficile dire... Quando lui, quando questa gente espone un fatto, uno non si può mettere mai contro.
PRESIDENTE: Bene.
AVVOCATO Rocchi: Grazie, Presidente. Signor Geraci, lei ha detto, rispondendo sempre alle domande del Pubblico Ministero, che aveva utilizzato - perlomeno questo era il suo ricordo - per salire a Roma un biglietto aereo con generalità non esatte, volutamente non esatte. Ho capito bene la sua risposta?
EX 210 Geraci: Non ricordo se è stato fatto...
PRESIDENTE: Lei ha detto: 'forse, leggermente alterate'.
EX 210 Geraci: Esatto.
AVVOCATO Rocchi: E lei ha anche detto che questo era evidentemente per fini di cautela.
EX 210 Geraci: Esatto.
AVVOCATO Rocchi: Senta, allora perché quando ha noleggiato la macchina ha dato la sua carta di credito personale?
EX 210 Geraci: Infatti, quando poi abbiamo riportato la macchina, ho pagato in contanti. Però, la traccia rimane sempre.
AVVOCATO Rocchi: Senta, ma se lei voleva non rendere evidentemente...
PRESIDENTE: Scusi, avvocato.
AVVOCATO Rocchi: Certo.
PRESIDENTE: Possiamo chiedergli se il mio sbagliato: mi pare che l'esaminato stamattina, a questo proposito, abbia detto che era stato costretto a usare la carta di credito, perché era l'unico modo per ottenere il noleggio dell'auto.
EX 210 Geraci: Esatto. Oppure avere il telefono intestato alla propria persona. Siccome io, il telefono...
PRESIDENTE: E lei ha l'apparecchio telefonico...
EX 210 Geraci: Esatto, siccome io non ce l'avevo, il telefono intestato a me - era intestato alla società -, non potevano dare la macchina.
AVVOCATO Rocchi: Senta, volevo tornare su questa spiegazione, che per quanto mi riguarda non è molto chiara. Lei, quindi, è stato costretto a lasciare il riscontro obiettivo della carta di credito, perché evidentemente avrebbe poi pagato con la carta di credito. Il motivo per cui le era stata richiesta questa garanzia, era quello?
EX 210 Geraci: Avvocato, io, quando siamo stati là col Sinacori, alla stazione centrale gli abbiamo detto pure che gli davamo pure 4, 5 milioni.
'Che problemi ci sono?'
Dice: 'no, la macchina non ve la posso dare'.
A questo punto, dopo mezz'ora di parlare - infatti siamo stati pure in qualche altra agenzia, e ci ha detto la stessa cosa - senza il numero di telefono intestato alla propria persona, telefonico, o senza la carta di credito, nessuno ci voleva dare la macchina. Eravamo disposti ad anticipare i soldi, e nessuno ci voleva dare la macchina.
AVVOCATO Rocchi: Senta, signor Geraci...
EX 210 Geraci: A questo punto, ho uscito la carta di credito, gli ho dato la carta di credito e ci hanno dato la macchina.
AVVOCATO Rocchi: Senta, la carta di credito quando è uscita? Quando siete tornati allo stesso autonoleggio, o...?
EX 210 Geraci: Come, avvocato?
AVVOCATO Rocchi: Lei ha detto che avete girato più autonoleggi. La carta di credito quando è uscita? Quando siete tornati...
EX 210 Geraci: Quando ho affittato la macchina.
AVVOCATO Rocchi: Quando siete tornati al primo autonoleggio?
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se, come lei ha detto, dopo esser stati alla Hertz, aver saputo che ci voleva la carta di credito, vi siete rivolti ad altri autonoleggi. E tutti vi hanno detto: o carta di credito, o telefono intestato.
A questo punto, siete tornati alla Hertz?
EX 210 Geraci: Io non ricordo se prima siamo andati alla Hertz e poi siamo andati alle altre agenzie, o prima siamo andati nelle altre agenzie e poi siamo andati alla Hertz.
PRESIDENTE: E da ultimo, alla Hertz, lì avete capito che non c'era altro da fare.
EX 210 Geraci: Esattamente.
AVVOCATO Rocchi: E quando poi ha pagato in contanti, ha potuto poi ottenere indietro la strisciata - o non so come si chiama - della carta di credito? Il documento che aveva dato per poter ottenere la macchina. O è rimasta sempre nella disponibilità dell'agenzia?
EX 210 Geraci: Ma avvocato, io, queste cose, non è che le ricordo: la strisciata, la non strisciata.
PRESIDENTE: L'avvocato, giustamente, sottolinea che, se lei era preoccupato come ha detto che restasse traccia, può darsi che avesse chiesto, nel momento che pagava in contanti, 'annullate questo' diciamo 'fotocopia della carta di credito'.
EX 210 Geraci: Non lo ricordo, sinceramente.
PRESIDENTE: Lei comunque non lo chiese.
EX 210 Geraci: No, non l'ho chiesto.
AVVOCATO Rocchi: Senta, e a quel punto, visto che la carta l'aveva lasciata, perché ha pagato in contanti?
EX 210 Geraci: Perché Matteo mi aveva dato 5 milioni, pure. Dice: 'tu questi qua li puoi spendere per la macchina, per mangiare, per tutto'. Avevo 5 milioni liquidi, che mi aveva dato Matteo Messina Denaro.
AVVOCATO Rocchi: Ma era lì con lei, Matteo Messina Denaro?
EX 210 Geraci: Sì. E io li avevo pure, i 5 milioni, in tasca.
AVVOCATO Rocchi: Quindi i soldi doveva gestirli lei?
EX 210 Geraci: Sì. Che poi non mi facevano quasi pagare mai, a me.
PRESIDENTE: Lei ha già parlato della presenza di Sinacori. Non aveva detto che al noleggio della macchina c'era anche Messina Denaro.
EX 210 Geraci: No. Messina Denaro mi aveva dato i 5 milioni in Sicilia.
PRESIDENTE: Sì.
EX 210 Geraci: E questi 5 milioni io li potevo spendere al bar, li potevo spendere al ristorante, li potevo...
PRESIDENTE: Non è che era presente, quando...
EX 210 Geraci: No, quando abbiamo preso la macchina ero io e Sinacori.
AVVOCATO Rocchi: Senta, signor Geraci, lei ha detto che una volta in occasione della vostra attività di pedinamento a Roma, eravate anche spesso in locali, tipo ristoranti, per vedere se era possibile individuare delle persone.
EX 210 Geraci: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Lei ha anche riferito che comunque, prima di poter fare questa serie di accertamenti, erano, venivano svolte delle riunioni. Ho capito bene?
EX 210 Geraci: Sì, ci incontravamo sempre, la sera ci davamo appuntamento sempre in qualche bar, si parlava.
AVVOCATO Rocchi: Anche lei era presente a queste riunioni?
EX 210 Geraci: No, io di solito mai. Sempre fra di loro.
PRESIDENTE: Parlavano loro.
EX 210 Geraci: Sì.
PRESIDENTE: Lei era una presenza passiva.
EX 210 Geraci: Esattamente.
AVVOCATO Rocchi: Senta, il Sinacori invece aveva parte attiva in questi colloqui?
EX 210 Geraci: Di più di me, sicuramente. Perché io, proprio zero.
AVVOCATO Rocchi: Senta, lei ha detto che una volta avete avuto occasione di incontrare, lei e Sinacori, a un certo ristorante, altre persone che erano con voi a Roma: il Graviano e il Fifetto.
Dice: 'l'incontro è stato casuale'. Perché è stato casuale, se prima avevate parlato come dividervi?
EX 210 Geraci: Avvocato, non...
AVVOCATO Rocchi: Le facevate o no queste riunioni, signor Geraci?
EX 210 Geraci: Come?
AVVOCATO Rocchi: Le facevate o no, queste riunioni?
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere come mai lei sembra che si contraddica. Perché dice che a un certo punto avete incontrato casualmente Graviano Giuseppe e Fifetto - poi vedremo chi è questo Fifetto -,...
AVVOCATO Rocchi: Speriamo.
PRESIDENTE: ... però ha anche ricordato che aveva detto che sistematicamente vi facevate degli incontri. Anche perché avevate concordato come arrivare a Roma in via separata, e come rientrare a Palermo in modo distinto, un gruppo dall'altro.
EX 210 Geraci: Ma signor Presidente, mi scusi, l'avvocato sta dicendo che ci siamo incontrati a Roma, dentro il ristorante.
AVVOCATO Rocchi: Esattamente.
EX 210 Geraci: Giusto? E allora, io le posso dire che da Sora Lella - ristorante Sora Lella, ricordo che si chiama così mi sembra, questo ristorante - ci siamo incontrati una volta: ero io e il Sinacori, e poi abbiamo incontrato Giuseppe Graviano e Fifetto Cannella. Se non ricordo male.
O viceversa: ho incontrato Matteo, o... Matteo e Renzino Tinnirello.
Poi, a Trastevere da Sabatini, sono andato io, Sinacori; e ci siamo incontrati, non ricordo stavolta se è stato con Matteo, o con Tinnirello. Comunque, ci siamo incontrati un paio di volte in questi ristoranti.
PRESIDENTE: Lei dice che sono stati incontri casuali, questi, non quelli voluti.
EX 210 Geraci: Ma forse si parlavano fra di loro, signor Presidente, non lo so questo qua. E poi si incontravano nel ristorante.
PRESIDENTE: Già che ci siamo, mi vuole togliere un dubbio? Mi pare che lei questa mattina abbia detto che ad altre permanenze a Roma aveva partecipato lei, Sinacori, il Tinnirello, Graviano Giuseppe.
Poi, a un certo punto, prima disse Fifetto Graviano; poi, parlò di Fifetto Cannella.
AVVOCATO Rocchi: Preferivo riservarmela a dopo.
PRESIDENTE: Come dice, avvocato?
AVVOCATO Rocchi: Preferivo arrivarci dopo.
PRESIDENTE: Avvocato, era una domanda che volevo fare io, perché era un dubbio che mi volevo togliere.
AVVOCATO Rocchi: No, ma lo capisco che anche lei ha questi dubbi.
PRESIDENTE: Non intendevo minimamente bruciarle la cosa, perché può anche essere un mio fraintendimento.
EX 210 Geraci: Signor Presidente, Fifetto Graviano non c'è mai stato. Ho fatto confusione magari io - è Fifetto Cannella - non c'è mai stato a Roma con noi.
PRESIDENTE: Avvocato, faccia pure tutte le domande che crede.
AVVOCATO Rocchi: Grazie, Presidente. Senta, signor Geraci, lei ha detto che parlando del movente, sempre il Matteo Messina Denaro, gli parlò di questa modalità di destabilizzazione. Cosa intende lei per destabilizzare?
EX 210 Geraci: Destabilizzare lo Stato, o farlo scendere a compromessi. Questo.
AVVOCATO Rocchi: Per lei destabilizzare vuol dire scendere a compromessi?
EX 210 Geraci: Loro così lo intendevano. Io dico quello che dicevano loro. Loro intendevano questo.
AVVOCATO Rocchi: Senta, lei ha riferito anche... io do per implicito che sto proponendo a lei discorsi che lei aveva percepito da Matteo Messina Denaro, non li sto facendo suoi propri.
EX 210 Geraci: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Lei ha anche riferito che il Matteo Messina Denaro le ha parlato prima della vostra a Roma e quindi di questa strategia di destabilizzazione anche del cosiddetto 41-bis. Ho capito bene?
EX 210 Geraci: Questo è stato successivamente; la seconda volta è stato.
AVVOCATO Rocchi: Quale seconda volta?
EX 210 Geraci: Non quando siamo venuti a Roma, ma quando è venuto a casa mia e mi ha detto che volevano destabilizzare lo Stato.
PRESIDENTE: Con la storia degli attentati?
EX 210 Geraci: Esattamente.
AVVOCATO Rocchi: Quindi quando siete venuti a Roma lui non vi ha parlato di destabilizzare?
EX 210 Geraci: No.
AVVOCATO Rocchi: E perché, allora, volevate... Scusi: perché volevano salire per compiere questo tipo di attività?
EX 210 Geraci: Questo qua io...
AVVOCATO Rocchi: Perché gli interessava Costanzo?
EX 210 Geraci: No, perché...
AVVOCATO Rocchi: Perché gli interessava Pippo Baudo?
EX 210 Geraci: No, perché ci interessava a loro.
AVVOCATO Rocchi: Sì, l'ho già detto, signor Geraci: presuppongo che le domande che io le rivolgo hanno come riferimento discorsi che lei ha percepito. Quindi, le ho chiesto perché gli interessava Pippo Baudo? A loro, naturalmente.
EX 210 Geraci: Perché parlava male dei mafiosi.
AVVOCATO Rocchi: E Costanzo?
EX 210 Geraci: La stessa cosa. Una volta, non so, forse hanno bruciato una maglietta là, se non ricordo male, al teatro con la scritta mafia.
Non ricordo di particolare, comunque si occupava sempre... i suoi programmi battevano sulla mafia.
AVVOCATO Rocchi: Senta, ma lei a questi discorsi era concretamente interessato sì o no?
EX 210 Geraci: No, di quello che mi dicevano loro.
AVVOCATO Rocchi: Quindi lei non era completamente interessato a queste cose.
EX 210 Geraci: No.
AVVOCATO Rocchi: Li seguiva, non dico perché costretto, ma perché partecipe forzato di questi colloqui.
EX 210 Geraci: Esattamente.
AVVOCATO Rocchi: Quindi, ci prestava poca attenzione?
EX 210 Geraci: Certo.
AVVOCATO Rocchi: E perché, invece, li ricorda così, se non ci prestava attenzione?
EX 210 Geraci: Perché li ricordo così.
AVVOCATO Rocchi: Appunto, mi sembra che li ricordi. Proprio perché li ricorda, mi pare curioso visto che lei non ci prestava attenzione.
EX 210 Geraci: Eh va be', sono cose eclatanti, queste, non è che stiamo qua a rubare l'uovo alla gallina, che uno dice va be', domani lo dimentica.
Queste sono cose che rimangono per tutta la vita, penso.
AVVOCATO Rocchi: Senta signor Geraci, lei ha detto che solamente lei e Sinacori pedinavano Costanzo?
EX 210 Geraci: Sì. Se ne occupavano pure gli altri non ricordo. io ho sempre...
PRESIDENTE: Lei ha detto anche che vi alternavate in queste faccende.
EX 210 Geraci: Ma signor Presidente, io adesso non ricordo se all'inizio c'era pure qualche altro che pedinava, comunque mi sembra di no, però non sono preciso. Comunque, sempre io e Sinacori eravamo quelli che pedinavamo il Costanzo, che io ricordi. Se poi c'era pure qualche altro che si alternava a noi non lo ricordo.
AVVOCATO Rocchi: Senta signor Geraci, lei, parlando di questo Fifetto, quando l'ha conosciuto?
EX 210 Geraci: Fifetto, chi?
AVVOCATO Rocchi: Me lo dica lei.
EX 210 Geraci: Ma ci sono due Fifetti: c'è Fifetto Cannella e c'è Fifetto Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
AVVOCATO Rocchi: Pubblico Ministero, ci faccia fare anche modestamente il nostro...
PRESIDENTE: Faccia, faccia.
AVVOCATO Rocchi: E allora quando è che ha conosciuto Fifetto Cannella?
EX 210 Geraci: Come?
AVVOCATO Rocchi: Quando è che ha conosciuto Fifetto Cannella.
EX 210 Geraci: Io l'ho incontrato tantissime volte a Fifetto Cannella. Ci sono andato con Matteo...
AVVOCATO Rocchi: No, signor Geraci, mi dispiace interromperla, non vorrei sembrarle scortese.
Io le ho chiesto: quando ha conosciuto Fifetto Cannella.
EX 210 Geraci: La prima volta che l'ho conosciuto è stato nella casa di Salvatore Biondino.
AVVOCATO Rocchi: Però, se non ricordo male, lei, rispondendo al Pubblico Ministero, ha detto di aver visto delle persone il cui nome ha saputo solamente dopo a Roma. Ricordo bene?
EX 210 Geraci: Esattamente.
AVVOCATO Rocchi: E in che occasione, a Roma, le hanno detto che quella persona era fifetto Cannella?
EX 210 Geraci: E come, la sera ci vedevamo, non l'ho saputo, avvocato? Ci vedevamo sempre la sera...
AVVOCATO Rocchi: Io non c'ero.
EX 210 Geraci: ... e nemmeno il nome?
AVVOCATO Rocchi: L'ha saputo in occasione di queste riunioni?
EX 210 Geraci: Sì, la sera ci vedevamo. Ogni sera ci vedevamo. Andavamo a mangiare...
AVVOCATO Rocchi: Quindi l'ha saputo in un di queste riunioni?
EX 210 Geraci: Come?
AVVOCATO Rocchi: L'ha saputo in una di queste riunioni?
EX 210 Geraci: Ma poi sì, una di queste riunioni. L'ho saputo, poi, quando siamo andati in Sicilia, che andavamo a trovare sempre i Graviano, ed era sempre il Cannella che si occupava di Giuseppe Graviano e della sua latitanza. Ci prendeva, me e a Messina, e ci portava fuori Palermo dove si trovava Giuseppe Graviano.
AVVOCATO Rocchi: A quello ci arriviamo dopo, Sinacori... Scusi, abbia pazienza: parlando di tutte queste persone. ho fatto confusione.
Lei ha saputo che si chiamava Fifetto Cannella in occasione di queste riunioni che venivano svolte a Roma.
EX 210 Geraci: Come, avvocato? Non ho capito.
AVVOCATO Rocchi: Lei ha saputo che questo signore si chiama Fifetto Cannella a Roma, in occasione di queste riunioni?
EX 210 Geraci: No, io ho saputo che si chiama Fifo... lo conoscevo come Fifo, poi nei verbali, quando ho fatto il... il dottore non ricordo se è stato il dottore Russo. Mi hanno fatto vedere le foto e hanno detto: 'questo è Cannella?'. Ho detto: 'sì, è Cannella'. Ricordavo poi il cognome. Ma prima non lo ricordavo.
AVVOCATO Rocchi: Senta signor Geraci, lei ha rammentato ora l'interrogatorio che ha reso di fronte al dottor Massimo Russo. E' quello del 5 ottobre 1996.
EX 210 Geraci: Sì.
AVVOCATO Rocchi: E lei parla di questa riunione che era stata, evidentemente, precedente al pedinamento di Costanzo e lei parla... E' la sua persona, rispondendo alla domanda del dottor Russo che le dice:
"Vuole dire i partecipanti alla riunione a Palermo prima dell'inizio del pedinamento di Costanzo?".
"Io," - è lei che sta rispondendo - "Matteo e Giuseppe Graviano, Tinnirello Renzo, Sinacori, Fifetto Cannella, Fifetto o Di Cristofori... come si chiama, Di Cristofaro, mi pare".
Come si chiama questo Fifetto? Il Fifetto che lei dice essere Cannella, come si chiama: Di Cristofaro, Di Cristofari, Cannella?
EX 210 Geraci: Di Cristofaro: Fifetto Cannella Di Cristofaro.
AVVOCATO Rocchi: Fifetto Cannella Di Cristofaro è il suo nome completo?
EX 210 Geraci: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Cioè, è un nome che ha rispondenza nei dati anagrafici, non è un soprannome.
EX 210 Geraci: Sì, penso che sia il suo nome vero proprio, questo.
AVVOCATO Rocchi: Fifetto Di Cristofaro. Bene.
Senta, lei ha parlato di questo Fifetto, rispondendo sempre alle domande del dottor Russo... Abbia pazienza, non vorrei leggere il punto sbagliato.
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
AVVOCATO Rocchi: Mi dica.
PUBBLICO MINISTERO: Mi usa la cortesia di darmi il riferimento dell'ultima contestazione che ha fatto, per piacere?
AVVOCATO Rocchi: Scusi se non l'ho fatto, è l'interrogatorio del 5 ottobre 1996; Pubblico Ministero: dottor Giuseppe Nicolosi, dottor Massimo Russo.
PUBBLICO MINISTERO: Da che cosa sta leggendo, avvocato? Mi perdoni.
AVVOCATO Rocchi: Dalla trascrizione.
PUBBLICO MINISTERO: Dalla trascrizione. E com'è esattamente?
AVVOCATO Rocchi: Dottor Russo: "Vuol dire i partecipanti alla riunione di Palermo prima dell'inizio del pedinamento di Costanzo?".
E' la pagina 7, signor Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Almeno, sono le copie che ho io, spero che non siano diverse.
PUBBLICO MINISTERO: Per carità, sarà uguale, eh; se è una copia.
AVVOCATO Rocchi: "Io, Matteo, Giuseppe Graviano, Tinnirello Renzo, Sinacori, Fifetto Cannella... Fifetto o Di Cristofari, come si chiama? Di Cristofaro, mi pare".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perfetto.
AVVOCATO Rocchi: Mi pareva di aver letto così.
PUBBLICO MINISTERO: Non me lo ricordavo questo passaggio, mi sono permesso di approfittare della sua cortesia.
AVVOCATO Rocchi: Per carità.
Lei, in un altro interrogatorio, che è quello reso il 4 ottobre di fronte ai Pubblici Ministeri qui di Firenze, dottor Chelazzi, parlando di questo Fifetto ha dato delle indicazioni che aveva già espresso rispondendo all'interrogatorio. Ha detto che è una persona che ha anche un negozio in via Oreto.
EX 210 Geraci: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Ho capito bene?
EX 210 Geraci: Ci sono andato con Matteo Messina Denaro, in questo negozietto; poi è intestato a lui, non è intestato a lui: questo non lo so. Ma ci sono andato con Matteo Messina Denaro. Lui non c'era, e c'era una commessa.
AVVOCATO Rocchi: Ecco. Invece lei, riferendo poco fa le domande del Pubblico Ministero, ha detto che era andato in questo negozio in via Oreto:
"Eravamo io e Fifetto quando siamo andati al negozio. Poi andammo a trovare i Graviano...".
EX 210 Geraci: Questo è, avvocato, quando torniamo da Roma. Questa è un'altra, successivamente.
AVVOCATO Rocchi: Geraci, lei l'ha detto...
EX 210 Geraci: Questo è quando torniamo da Roma.
AVVOCATO Rocchi: Signor Geraci, lei l'ha detto con riferimento a questo particolare, che io richiamavo la sua attenzione.
Ha detto che, parlando di Fifetto che ha un negozio in via Oreto, almeno così ha riferito alle domande del Pubblico Ministero.
Ha detto che è andato lì, c'era anche questo Fifetto e poi siete andati a trovare questi fratelli Graviano.
Quindi sembra una cosa completamente diversa rispetto a quello...
EX 210 Geraci: Ma questo è quando torniamo da Roma. Quando torniamo da Roma, io e Fifetto siamo andati vicino questo suo negozietto, che ha una casa in via Oreto. Poi, successivamente, ci siamo recati in campagna e siamo andati a trovare a Matteo, a Giuseppe Graviano e al fratello.
AVVOCATO Rocchi: Senta signor Geraci, il Matteo Messina Denaro quando le disse che lui - cioè il Matteo Messina Denaro - aveva regalato dell'hashish allo Scarano?
EX 210 Geraci: Successivamente, quando siamo stati a Roma.
AVVOCATO Rocchi: E le disse anche che lo Scarano curò personalmente il ritiro dello stupefacente?
EX 210 Geraci: Avvocato, la sento malissimo.
AVVOCATO Rocchi: Chiedo scusa. Le disse che lo Scarano curò personalmente il ritiro dello stupefacente?
EX 210 Geraci: Mi ha detto che, è venuto Scarano con un furgone con la scritta del Comune Roma e si è portato questa come si chiama.
Poi, venuto personalmente, venuto un amico o questo io non lo so.
AVVOCATO Rocchi: Comunque se l'è portato via lui con questo furgone con l'indicazione del Comune di Roma.
EX 210 Geraci: Esattamente.
AVVOCATO Rocchi: Non ho altre domande, grazie.
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni.
Dunque, signor Geraci, vediamo se posso farle io qualche domanda.
Quando lei risponde, ha risposto: "loro intendevano questo" a proposito del discorso delle stragi, a chi faceva riferimento?
EX 210 Geraci: A quelli che erano con noi là a Roma.
AVV. Cianferoni: No, abbia pazienza. Io faccio, invece, riferimento al discorso con il Messina Denaro.
EX 210 Geraci: No, un attimo, signor Presidente.
PRESIDENTE: Vuole ripetere avvocato, perché...
AVV. Cianferoni: Sì, si è espresso così.
PRESIDENTE: Devo dire che non so perché, ma da qualcuno di quei microfoni si sente proprio molto con fatica.
AVV. Cianferoni: Mah, ora mi pareva di sentirmi bene, comunque mi posso spostare senza problemi.
PRESIDENTE: Sa, quando si parla ci si sente bene.
AVV. Cianferoni: Mi sposto. Si sente?
PRESIDENTE: Ora sembrerebbe di sì.
AVV. Cianferoni: Ecco. Allora ripeto: lei ha risposto in questo senso, proprio uso le sue parole: "Loro intendevano questo, cioè a dire intendevano la destabilizzazione quando mi parlò di stragi il Messina Denaro."
Ora, siccome però il Messina Denaro era uno solo, io le chiedo: chi erano questo "loro"?
EX 210 Geraci: Loro, perché il discorso qual è? Non è che il Matteo Messina Denaro una mattina si alza e gli viene in mente di fare una cosa del genere, e la può fare solo, penso io, no?
Per cui ci saranno, deve avere il consenso di altre persone. Questo intendo: loro.
PRESIDENTE: Ma a chi si riferiva?
EX 210 Geraci: Questo aveva...
PRESIDENTE: Non ai nomi e cognomi. Queste persone appartenevano a qualcosa, ora non prendiamoci in giro.
EX 210 Geraci: Certo che appartenevano, saranno mafiosi.
PRESIDENTE: Oh, "loro" a chi si riferisce, in questo momento?
EX 210 Geraci: Eh, ma sarà Bagarella, sarà Giovanni Brusca, sarà Si...
PRESIDENTE: Avranno un nome, queste persone, almeno per quel che si dice hanno un gruppo, un'associazione, un qualche cosa che ha un nome. Non lo vuol dire, lei?
EX 210 Geraci: Cosa Nostra.
PRESIDENTE: Lei ha detto 'io mafioso non lo sono'.
EX 210 Geraci: Cosa Nostra.
PRESIDENTE: E' Cosa Nostra.
EX 210 Geraci: Eh.
PRESIDENTE: E' probabilmente questo, perché dovrebbe essere questa, se ha un senso la sua risposta.
AVV. Cianferoni: Presidente, la ringrazio del contributo, come ora spesso si sente dire, e le dico però...
PRESIDENTE: Io spero soltanto di non dare un contributo negativo, perché a me interessa essere chiaro.
AVV. Cianferoni: No no, io volevo arrivare a questo. Stamattina ha esordito dicendo, il signor Geraci, 'io non sono mafioso, come si è detto, partecipante cioè di un'associazione denominata Cosa Nostra'.
Ora, credo che mi confermerà questo, è vero?
EX 210 Geraci: Certo.
AVV. Cianferoni: Ecco, allora se lei mi conferma questo, ci può far capire come potesse, e come possa oggi, ricostruire dei nomi, prima di tutto? Sono sue congetture?
EX 210 Geraci: No, sono tutte persone che mi ha fatto conoscere Matteo Messina Denaro. Cose che ho vissuto.
AVV. Cianferoni: In che senso le ha fatto conoscere delle persone?
EX 210 Geraci: Eh, mi ha presen...
AVV. Cianferoni: E che cosa ha vissuto lei?
EX 210 Geraci: Mi ha presentato...
AVV. Cianferoni: ... si ricordi sempre - e non è un commento - ...
PRESIDENTE: Avvocato, una domanda alla volta, sennò si confonde.
AVV. Cianferoni: Sì. Ma a me non interessa, al momento almeno, che il signor Geraci ci racconti di chissà quale illecito commesso in terra isolana.
Perché siamo a fare un processo ben preciso, cioè, signor Geraci, si ricordi sempre che a noi - almeno a questa difesa - interessa che lei risponda sui fatti di strage del '93.
Quindi lei ora ci deve dire in che senso, se li è stato presentato persone, e in che senso conosce qualcuno a cui possa riferire quel discorso come ha fatto finora.
EX 210 Geraci: Signor Presidente, io queste domande così non riesco a capirle.
AVV. Cianferoni: Gliela rifò più chiara. Allora, siccome lei ha detto che ha saputo dal Messina Denaro dei discorsi di strage; e ora, rispondendo anche al Presidente, ha detto che "loro", e ha rammentato anche un mio difeso, il signor Bagarella, dicendo 'sono mafiosi, le stragi interesseranno a loro'. Io le chiedo di sapere...
E poi ha aggiunto: 'mi sono stati presentati, e ho vissuto esperienze con loro'. Le chiedo di farci sapere quali esperienze lei può riferire in riferimento ai fatti di strage del '93.
EX 210 Geraci: Eh, che sono stato qua io a Roma. Io, Matteo Messina Denaro, Giuseppe Graviano, Renzo Tinnirello, Fifetto Cannella.
AVV. Cianferoni: A me pare che si sbagli nei tempi. Perché tutto questo risale forse addirittura al '91. Poi lo vedremo. Ma senz'altro non siamo nel '93.
A me interessa molto di più quel periodo.
EX 210 Geraci: Ma io non ho detto nel '93, avvocato.
AVV. Cianferoni: No, a me interessa... Infatti, una domanda che ora subito le pongo è: dove si trovava lei nel maggio del '93? Se lo ricorda, è in grado di dircelo?
EX 210 Geraci: No, non ricordo dove mi trovavo. Penso in Sicilia, o in gita.
AVV. Cianferoni: In gita?
EX 210 Geraci: Può essere.
AVV. Cianferoni: Mica a Roma?
EX 210 Geraci: Maggio del '93? No.
PRESIDENTE: Quando avvenne l'attentato a Costanzo, lei lo avrà sentito perlomeno.
EX 210 Geraci: Sì, certo.
PRESIDENTE: Dove lo ha sentito?
EX 210 Geraci: In televisione.
PRESIDENTE: Eh, sì. Ma la televisione dove si trovava? La televisione non gira nell'aria. E' un apparecchio.
EX 210 Geraci: L'avrò sentito a casa, l'ho sentito a casa.
PRESIDENTE: Ma è una sua congettura questa, o è...
EX 210 Geraci: Signor Presidente, come faccio io a ricordarmi se mi trovavo a casa o se mi trovavo al ristorante?
PRESIDENTE: Mi scusi, abbia pazienza, io le devo anche fare una contestazione. Lei ci deve dare delle risposte che abbiano un minimo di coerenza.
Lei ha partecipato, tempo prima, a dei pedinamenti, a dei controlli, a delle verifiche proprio su Costanzo.
EX 210 Geraci: Sì.
PRESIDENTE: Poi, sente dire alla televisione 'hanno fatto un attentato a Costanzo'. Non mi dica che non le è venuto un mezzo accidente!
EX 210 Geraci: Certo.
PRESIDENTE: E allora non mi dica che non si ricorda dove ha sentito questo accidente!
EX 210 Geraci: Eh, signor Presidente, non ricordo se ero, non ricordo se mi trovavo a casa, non lo ricordo. Le dico una bugia?
PRESIDENTE: Se non era a casa, era in quel suo paese, era nelle zone intorno al suo paese? Era in Sicilia? Dove? Perché poi è una storia che è durata dei giorni, questo fatto, non è che durato una sera e poi il giorno dopo...
EX 210 Geraci: Sì, che io ricordi, ero in Sicilia. Che io ricordi.
AVV. Cianferoni: Comunque, la nostra curiosità permarrà.
Ora, signor Geraci, io vorrei darle una contestazione complessiva di quanto lei ebbe a dichiarare al Pubblico Ministero di Palermo, dottor Russo, a proposito del discorso col Messina Denaro. Che è, mi pare, di rilevante importanza in questo processo.
Prima che io le legga tutto il verbale che abbiamo davanti, il verbale 18 settembre - dico tutto per brevità, sono due pagine, eh?, la parte che mi interessa -, la invito a ricordare meglio.
Cioè, è proprio sicuro che lei dal Messina Denaro ricevette delle richieste di parere? Che già mi ha destato una curiosità notevolissima, sapere perché il Messina Denaro doveva venire da lei, che non faceva parte, a chiedere dei pareri.
Ma detto questo, è proprio sicuro che sia rimasto lì il discorso, o non c'è altro?
EX 210 Geraci: A me mi ha confidato queste cose, mi ha detto che siamo venuti a Roma, me l'ha confidato. Avvocato, che cosa vuole che le dica?
AVV. Cianferoni: E allora glielo dico io.
EX 210 Geraci: Se me l'ha confidato.
AVV. Cianferoni: Nel senso che le leggo quanto ebbe a dichiarare al dottor Russo. Si parte da pagina 123, dove siamo a una collocazione temporale.
"Ma facendo tutti questi attentati e tutte queste cose, comunque l'arresto di Riina era già stato fatto, ecco". Queste sono parole sue, eh.
P.M.: 'dopo l'arresto di Riina?'.
'Sì sì, perché lui mi disse queste testuali parole: facendo questi attentati e queste cose, tu non pensi che ci sarà qualcheduno che va ni' Riina e ci va, dice, mette munni d'accordo, ca' finemula.
Che lo Stato praticamente scendesse a compromessi'.
'Quindi, un'altra volta questo discorso?'
'Esatto'.
'Scendeste a compromessi con Riina, che qualcuno andava da Riina si abbassava i pantaloni. La teoria, questa'".
Senta quanti particolari, Geraci.
EX 210 Geraci: Sì.
AVV. Cianferoni: "'E Matteo a lei glielo disse chiaramente?'". Ora il P.M. si esprime in questo italiano fiorito, ma... E dice: "E Matteo, lei glielo disse chiaramente?".
Geraci risponde: "'Sì, dice: tu che ne pensi?
Ci dissi 'sì, sicuramente'".
Qui, c'è il discorso che leggeva anche stamani il Pubblico Ministero.
"'Ma questi attentati come...?'
'No, dice, veniamo più a strutture antiche, cose che devono dare scalpore'.
Ci dissi 'Sì, però se non ci sono persone di mezzo...'".
Nel senso, non si fa nulla? E dico, per questo commento mio, lo spiega.
Dice: "'Ci dissi: un facidi neddi, quelli che danno sono le persone che saltano in aria.
Dice il Messina Denaro, dice: ma tu lo capisci? tu allora dici mettere la bomba?'".
"Tu"! Signor Geraci, dice "mettere la bomba"! "Mettere 'a una parte", e fare morire mille persone.
"'Ci dissi,'" - lei, Geraci - "'a che facidi, facitila bona'.
P.M.: 'Le ha detto lei? Ma si rende conto di quello che sta dicendo, Geraci? Quindi lei, insomma, l'invogliò a fare delle stragi che potevano...'.
Geraci: 'Ma loro parlavano di stragi: a che la fate questa strage, fatela bona'".
Non è finita, c'è un punto molto importante e sta arrivando. Perché le domande le faceva anche questo signore.
"'E chi?', P.M. 'Matteo che cosa pensava sul fatto che qualcuno poteva scendere a un compromesso, chi doveva scendere a compromesso?'
'Ah, questo non lo so', dice il Geraci.
'Avevano contatti?', il P.M.
'No no, questo non lo so'.
'Non lo sa, ma la coinvolge in qualche discorso nel '93, il Matteo? Partiva, che faceva Matteo?'."
Ecco la domanda del Geraci:
"'L'omicidio Lima, quando è stato?'.
'L'omicidio Lima? '92', risponde il P.M. 'prima della strage di Capaci.
'Quando c'è stato l'omicidio Lima, lui mi disse: così vediamo con questa botta che cosa ne pensa. Forse, riferito a qualche politico grosso.'".
E qui mi fermo, perché poi le farò la domanda successiva sui suoi rapporti con Messina Denaro.
Senta quante cose c'erano, in quell'interrogatorio. A fronte di tutto questo quadro che la vede - questa è la mia interpretazione - profondamente partecipe, se non addirittura...
PRESIDENTE: Avvocato, questo non ci interessa.
AVV. Cianferoni: ... lei che cosa...
PRESIDENTE: Avvocato, questo non ci interessa! Le ho già detto un'infinità di volte: lei ha tutte le ragioni di fare domande, finché vuole; ma non di esprimere valutazioni!
Le valutazioni le farà quando è il momento.
AVV. Cianferoni: Ho finito, ho la domanda...
PRESIDENTE: Si è capito, ma mi ha fatto già una valutazione!
AVV. Cianferoni: Ha ragione.
PRESIDENTE: Eh, ho ragione! Però, a questo punto, non so cosa devo fare per farla convincere che il suo dovere di diritto - diritto e dovere - è fare delle domande. Pesanti quanto vuole, ma senza possibilmente partecipazione emotiva, perché qui proprio stiamo facendo un lavoro molto sereno. Secondo, senza valutazioni.
E questa è l'ultima volta che l'avverto. Perché prossimamente le toglierò la parola. Appena lei comincia una valutazione, io faccio spegnere i microfoni.
Perché i giurati non debbono essere, oggi, coinvolti dalle sue valutazioni. Ma quando è il momento.
AVV. Cianferoni: La ringrazio, Presidente, terrò di conto di questo.
PRESIDENTE: Comunque, ha sentito le contestazioni che le ha fatto l'avvocato? Vuole rispondere?
EX 210 Geraci: E io, tutto quello che avevo dichiarato prima - questo dice l'avvocato, io, signor Presidente, forse ci sono domande che io non capisco - quello che avevo dichiarato prima è tutto giusto, tutto...
PRESIDENTE: Cioè quello che ora le ha letto, lei lo conferma?
EX 210 Geraci: Sì, certo che lo confermo.
PRESIDENTE: Tutto quello che ha riferito, come detto da Matteo Messina Denaro.
EX 210 Geraci: E' esatto, è esatto.
PRESIDENTE: Come detto da lei. Quindi lei ha anche consigliato che, se era il caso, bisognava fare una cosa dove ci fosse veramente una tragedia.
EX 210 Geraci: Però io l'ho detto per vedere la pazzia dove arrivasse, di questa gente.
Infatti - l'avvocato questo non lo legge però, signor Presidente - più avanti ci dev'essere. Non lo legge questo? Più avanti ci dev'essere.
AVV. Cianferoni: Se il Pubblico Ministero l'ha più presente, non ci sono problemi a leggerlo. Mi pare di no.
EX 210 Geraci: Comunque io l'ho dichiarato, al dottor Massimo Russo.
PUBBLICO MINISTERO: Il Pubblico Ministero sa solo che ha premesso che a Geraci Francesco è stata data informazione di garanzia per partecipazione nei fatti di strage del 1993, con specifico riferimento all'attentato a Maurizio Costanzo.
Quindi, il Pubblico Ministero sa esattamente che cosa deve fare, almeno ritiene qualche volta presuntuosamente di saperlo.
Dopodiché ha spiegato perché questa persona è qui davanti alla Corte d'Assise, e perché viene interrogata in un certo modo.
Dopodiché, ognuno fa esattamente quello che rientra nel proprio dovere e nel proprio diritto.
PRESIDENTE: Benissimo.
AVV. Cianferoni: Benissimo.
PRESIDENTE: Avvocato, prosegua per favore.
AVV. Cianferoni: Sì, grazie. Dicevo, quando è stato arrestato, lei era irreperibile, latitante, o conduceva una vita normale?
EX 210 Geraci: No, conducevo una vita normale. Ero andato veramente a Milano, perché mi volevo dare alla latitanza. Però poi sono ritornato.
AVV. Cianferoni: A proposito della sua attività di gioielliere, può dirci come poté avviare un'attività così florida, e se è riuscito - ha parlato di intestazioni di beni, stamani - ad avere un cospicuo patrimonio?
EX 210 Geraci: Senta, noi che facciamo i gioiellieri, io e i miei fratelli, io ero minorenne, per cui non è che risale da ora questa cosa.
PRESIDENTE: Quindi i suoi fratelli avevano iniziato prima che lei diventasse maggiorenne.
EX 210 Geraci: Sì, sì. Io ero piccolino.
PRESIDENTE: Sono stati loro a iniziare quest'attività.
EX 210 Geraci: Sì, sì, esattamente.
PRESIDENTE: Non è che fosse una cosa di famiglia.
EX 210 Geraci: No, hanno iniziato i miei fratelli.
PRESIDENTE: Lei ha parlato di una sorella che ha anche una gioielleria, mi pare.
EX 210 Geraci: Sì.
AVV. Cianferoni: Senta, mi consta, ne ha parlato lei stamattina, che lei ha vissuto un periodo di carcerazione comune con il signor Calabrò. Ha ricordo di aver potuto usufruire, nel periodo di carcerazione presso l'Asinara, di colloqui speciali con i fratelli? Con uno dei fratelli?
EX 210 Geraci: Sì, con mio fratello.
AVV. Cianferoni: Si trovava sottoposto a regime di articolo 41-bis, in quel periodo.
EX 210 Geraci: Esattamente.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Ecco, il signor Calabrò l'ha mai visto nel suo ufficio?
EX 210 Geraci: Il signor Calabrò?
AVV. Cianferoni: Sì.
EX 210 Geraci: No.
AVV. Cianferoni: Senta, una riflessione che ho svolto, e che pongo a lei come domanda, è questa. Ha citato Pippo Baudo e ha citato il giudice Falcone, quali possibili obiettivi dei vostri sopralluoghi. Riflettevo però su come, poi, in effetti tanto l'uno, quanto l'altro, con differenti esiti, abbiano avuto attentati, in Sicilia però.
Allora, vorrei sapere questi sopralluoghi, che lei dice di aver compiuto, di preciso come si svolgevano? Cioè lei per esempio riferiva a qualcuno quello che vedeva? Aveva da qualcuno degli obiettivi segnalati?
O, mi par di aver capito, girava per Roma ogni giorno, senza una meta?
EX 210 Geraci: No. La meta era questa qua: il dottor Costanzo, il Teatro Parioli, e poi c'era il Ministero, questo di Grazia e Giustizia.
Poi, si andava in giro per vedere se si incontrassero delle persone, nei vari locali.
AVV. Cianferoni: Ora, ecco, un'altra cosa, piccola eh, però... Lei ha detto che, per esempio, c'era mi pare uno dei signor Graviano che - o tutti e due, non mi ricordo sinceramente - che facevano fretta per ritirarsi alla sera, alle nove, le dieci mi pare. Sono parole sue, eh?, mi corregga se sbaglio.
EX 210 Geraci: Sì, sì.
AVV. Cianferoni: Ora, questo come si concilia con l'attività in concreto di pedinamento? Ci vuol dire meglio che cosa succedeva?
EX 210 Geraci: Che la sera, quando si andava poi a cenare fuori, alle undici, mezzanotte, vedevo che Giuseppe gli diceva sempre: 'andiamo, noi ce ne andiamo, non facciamo tardi che non disturbiamo'.
Però, io non so altro.
AVV. Cianferoni: Senta, per caso ha mica conosciuto - essendo lei della provincia di Trapani - un maresciallo che si chiama Vincenzo Licausi?
EX 210 Geraci: Vincenzo?
AVV. Cianferoni: Licausi.
EX 210 Geraci: Maresciallo?
AVV. Cianferoni: Sì.
EX 210 Geraci: Mah, il cognome non mi dice niente. Può essere che l'ho conosciuto, però il cognome non lo ricordo.
AVV. Cianferoni: Se può aiutarla, era un esponente del Servizio di Sicurezza Militare: SISMI.
EX 210 Geraci: Servizio Sicurezza Militare... Dove faceva servizio?
AVV. Cianferoni: Faceva servizio, io le dico in Trapani, non sono preciso preciso. Poi, le posso dire che risulta, almeno dalle informazioni in mio possesso, che poi sia morto in Somalia, questo maresciallo Licausi.
PUBBLICO MINISTERO: Negli atti non c'è, tutto questo? Stavo dicendo che, questa circostanza, insomma, se ancora tanto tanto risultava dagli atti di indagine, o era in qualche modo anticipata.
Anche perché il Pubblico Ministero in genere si muove su direttrici che chiunque può controllare. Ci vorrebbe una certa reciprocità. Voglio dire, veniamo col giornale, mandiamo un fax il giorno prima al Pubblico Ministero, qualcuno che glielo racconti. Tanto per veder se è vero che questo maresciallo è esistito, è morto in Somalia davvero.
Sennò, sono domande così: in caduta libera.
PRESIDENTE: Ma per il momento mi sembra tutto irrilevante, quindi andiamo avanti, vediamo.
AVV. Cianferoni: Se ci dà una risposta.
EX 210 Geraci: Ma io...
PRESIDENTE: Ma il cognome non gli dice nulla, avvocato.
AVV. Cianferoni: Ma poi si è messo zitto, non ho capito se prelude a un'altra risposta, o se non ha altro da dire.
EX 210 Geraci: No, il nome non mi dice nulla, avvocato.
AVV. Cianferoni: Senta, un certo... Ecco, allora, ultima domanda, di questo genere almeno: se in quel di Trapani ha mai sentito rammentare un centro denominato Scorpione che sarebbe in - secondo la fonte che ho io, è una fonte giornalistica ovviamente non ho fonti di Polizia Giudiziaria - che sarebbe in contatto con il SISMI.
EX 210 Geraci: Non c'ho capito niente, avvocato.
PRESIDENTE: Ha sentito nominare un certo...
AVV. Cianferoni: Va beh. Lasciamo stare.
PRESIDENTE: ... Scorpione, che sembra sia un giornalista in contatto...
AVV. Cianferoni: No.
PRESIDENTE: No? Scusi, avvocato. Questa è la difficoltà di...
AVV. Cianferoni: Il centro Scorpione, viene rammentato...
PRESIDENTE: ... sentire, capire...
AVV. Cianferoni: Sì. Viene rammentato in certi reportage di giornalisti, quale centro in contatto con il SISMI.
EX 210 Geraci: Non so di che cosa parla, avvocato.
AVV. Cianferoni: Benissimo. Senta, può darmi un chiarimento circa la sua affermazione di aver avuto dal Messina Denaro l'indicazione di essere appartenente a un gruppo addirittura superiore a Cosa Nostra.
Lei ha detto, mi par di aver capito: l'avrà fatto per farmi sentire importante. Ma, a parte questa riflessione...
PRESIDENTE: Avvocato, la contestazione deve essere più precisa.
AVV. Cianferoni: Sì.
PRESIDENTE: Mi scusi.
AVV. Cianferoni: Prego.
PRESIDENTE: Perché l'esaminato non ha detto di appartenere a un gruppo superiore. Ha detto che era più importante di un mafioso, o qualcosa del genere.
EX 210 Geraci: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco, in questo senso, che cosa significa questo?
EX 210 Geraci: E che ne so io che cosa significa! M'ha detto questo e io glielo sto dicendo, avvocato. Non l'ho dichiarato.
AVV. Cianferoni: E' a conoscenza di altre persone che possano aver avuto o dal Messina Denaro, o da chi altro, una qualifica similare? Cioè, si è mai sentito facente parte di un qualche gruppo di persone come lei, a questo punto.
Sa perché glielo chiedo? Guardi, così mi dà una risposta sola e sono due domande: sempre stamani lei ha detto che un certo Mangia... Gancitano, un certo signor Gancitano...
EX 210 Geraci: Sì.
AVV. Cianferoni: ... le chiese: 'lo conosci tu Mariano Agate?' Dice: 'no', dice: 'vieni che te lo presento'.
Al che mi son chiesto, ma che bisogno c'era di presentare al signor Geraci il signor Agate?
Ecco, unisca questa domanda di ora con quella di prima e cerchi, se ne ha, di darmi una risposta.
EX 210 Geraci: Avvocato, io mi trovavo a Mazara, Andrea Gancitano mi dice: 'ma tu lo conosci Agate?' Gli ho detto: 'no'. Dice: 'andiamo che te lo presento'.
Forse, non forse, sicuramente lui doveva parlare con Mariano Agate. Nell'occasione, me l'ha presentato pure a me. Questo è il discorso.
AVV. Cianferoni: E ricorda che tipo di presentazione fu?
EX 210 Geraci: 'Ti presento un amico mio Francesco - Franco, o come gli ha detto, Ciccio, perché mi chiamano in diversi modi.
Io ho detto: 'piacere' e poi loro due hanno parlato cinque minuti e poi ce ne siamo andati. Non so altro.
AVV. Cianferoni: Ecco - mi avvio a concludere - ritornando ora ai suoi viaggi a Roma, vorrei un suo sforzo ultimo per la collocazione nel tempo.
Le fornisco io un riferimento temporale: abbiamo ascoltato in udienza delle persone che hanno detto come vi fossero degli appartamenti... io le do anche una via: viale Alessandrino 173, che sarebbe stato dato in locazione nel marzo del '91. Rispetto a questa data, lei, come colloca all'Aquilini Roberta? Come colloca la sua andata a Roma?
PUBBLICO MINISTERO: Prego, avvocato? Non ho capito.
AVV. Cianferoni: Io le ripeto. Viale Alessandrino 173 - mi sono segnato all'udienza del 12 maggio - dal teste Panunzi Juri, abbiamo appreso dato in locazione all'Aquilini Roberta dal 1 marzo '91.
PUBBLICO MINISTERO: Che c'entra questo con la domanda da fare al signor Geraci?
AVV. Cianferoni: Volevo sapere: dandogli una data della primavera del '91, se lui se è mai stato prima di tutto nel quartiere Alessandrino al numero 173 e comunque se ci sa dire quando è andato a Roma. Prima del '91, dopo, molto dopo, molto prima, in quel tempo.
PUBBLICO MINISTERO: No, allora l'opposizione è formale. Perché mi pare che sia certo solo oggettivamente, non soggettivamente, ambiguo il richiamo a una dichiarazione presa così, in una udienza che fa riferimento alla data del marzo del 1991.
Perché gli appartamenti, come tutti, vengono costruiti, venduti, affittati 170 volte.
Perché allora non prendere una data precedente?
Se vogliamo dare un riferimento all'esaminando, mi si spieghi perché si deve prendere, per l'appunto, la data nella quale un certo teste ha detto: lei di aver avuto in affitto quell'appartamento.
Che c'entra? E' ambigua la contestazione ripeto, oggettivamente, non soggettivamente.
PRESIDENTE: Possiamo chiedere...
PUBBLICO MINISTERO: Sennò si espunge il riferimento...
AVV. Cianferoni: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... a quella dichiarazione, gli si chiede puramente e semplicemente: quando si è verificato questo episodio? E basta.
AVV. Cianferoni: Mi pare...
PUBBLICO MINISTERO: Credo almeno, di poter chiedere che sia riformulata la domanda.
AVV. Cianferoni: Si era partiti così, poi mi pare proprio per dare al Pubblico Ministero un chiarimento, io ho allegato l'indicazione dell'udienza e del teste. Sennò, la mia domanda era: se io le dico 1 marzo '91, diciamo così, lei mi sa dire se c'è andato prima, dopo, in quel periodo? Ecco, si può mettere anche così.
PRESIDENTE: Lei si ricorda se a Roma, la famosa spedizione romana, di 8-10-12 giorni, è avvenuta nel marzo o dopo, ma prossima alla data 1 marzo '91?
EX 210 Geraci: Mah, io ricordo, signor Presidente, il '92.
PRESIDENTE: Il '92.
EX 210 Geraci: Sì.
PRESIDENTE: Lei ha detto prima della strage di Capaci?
EX 210 Geraci: Sì.
PRESIDENTE: Molti mesi prima? Alcuni mesi, un mese, due mesi, alcune settimane? Non se lo ricorda.
EX 210 Geraci: La strage di Capaci, quando è stata?
PRESIDENTE: Mi pare che sia del 19 maggio '93.
PUBBLICO MINISTERO: 23.
PRESIDENTE: 23. Scusi. Allora 19 luglio...
EX 210 Geraci: Signor Presidente, purtroppo le mie date non sono...
PRESIDENTE: Sì, sì. Ma questo è...
EX 210 Geraci: Io ricordo il '92, circa. Purtroppo.
PRESIDENTE: In che stagione...
EX 210 Geraci: Era fine inverno. Perché ho comprato dell'abbigliamento, che mi sono recato a Palermo. Era fine inverno.
PRESIDENTE: Fine inverno, vuol dire marzo-aprile, fine di febbraio-marzo?
EX 210 Geraci: Mah, siamo... più o meno a marzo.
PRESIDENTE: Del '93.
EX 210 Geraci: Sì.
PRESIDENTE: Avvocato.
AVV. Cianferoni: Sì, io penso di avere finito, Presidente. Grazie.
PRESIDENTE: Avvocato, ma lei ha già fatto il suo turno?
AVVOCATO Gramigni: Sì, una volta tanto è una domanda che credo sia stimolata o comunque sollecitata da chi ha esaminato il signor Geraci dopo di me. Quindi, le chiedo di fare questa domanda nel senso che... è una precisazione che si impone o si rende necessaria al giudizio di chi ne parla, per cui...
PRESIDENTE: Proviamo a vedere se...
AVVOCATO Gramigni: Senta signor Geraci...
PRESIDENTE: Sennò qui il principio è sempre quello avvocato.
AVVOCATO Gramigni: Sì, sì, sì.
PRESIDENTE: Se si riprende dalle domande di altri difensori, non si finisce più.
AVVOCATO Gramigni: Certo, ma io...
PRESIDENTE: Va bene, avvocato. io vengo incontro alla sua abituale correttezza.
AVVOCATO Gramigni: La ringrazio Presidente.
PUBBLICO MINISTERO: E io rinunzio alla facoltà di proporre una sorta di opposizione, perché l'esame lo dovrei riaprire io, a condizione avvocato Gramigni, che non ne faccia 37 di domande.
AVVOCATO Gramigni: No, no. Guardi che è una domanda...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
AVVOCATO Gramigni: Credo si perda più tempo a discutere se si può fare...
PUBBLICO MINISTERO: Bravo. Grazie.
AVVOCATO Gramigni: Grazie. Senta signor Geraci, torno alla riunione che avvenne al ritorno da Roma di cui lei ci ha già parlato.
Rispondendo a domande di un collega, ha accennato che questa a riunione, questo ritrovo, questo incontro furono presenti più di uno dei fratelli Graviano.
Le chiedo di essere preciso e di specificare chi dei...
EX 210 Geraci: Giuseppe e Benedetto. Che ricordo io, loro due.
AVVOCATO Gramigni: La ringrazio.
EX 210 Geraci: Bene.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande? Altri interventi? Nessuno? Possiamo dire che abbiamo finito? E' stata una bella tornata, eh? Ci vediamo domattina.
Lei è in libertà, cioè può andare.
*EX 210 Geraci: Buonasera a tutti.
PRESIDENTE: Buonasera.
La udienza riprende domattina alle ore 9.00. Traduzione degli imputati detenuti.
AVVOCATO Florio: Presidente.
PRESIDENTE: Che c'è?
AVVOCATO Florio: Presidente, mi scusi son l'avvocato Florio. Ma solo per una cortesia: parlo in qualità di sostituto processuale per l'avvocato Pepi, la posizione è quella di Giuliano. Aveva degli atti relativi a... atti processuali di questo processo, relativi a Di Natale Emanuele e Pasquale, voleva passarmi a essere utilizzato a questo.
PRESIDENTE: Va bene. Il passaggio. Buonasera.