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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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UDIENZA 26.6.1997
*EX 210 Drago: Se è possibile, se posso rimanere magari come sono.
PRESIDENTE: Come dice?
EX 210 Drago: Se posso rimanere così, mi fa un favore.
PRESIDENTE: Perché, ha freddo scusi?
EX 210 Drago: No, non ho freddo, però non...
PRESIDENTE: Ma qui non la vede nessuno. Noi abbiamo bisogno di vedere come è, non di vederla camuffata.
EX 210 Drago: No, per l'amor di Dio.
PRESIDENTE: Si tolga almeno il cappello, per cortesia.
Il P.M. può iniziare.
E' già presente l'imputato...
PUBBLICO MINISTERO: Stavo dicendo, appunto...
PRESIDENTE: E' già...
PUBBLICO MINISTERO: Il Presidente mi ha dato la parola ma non si sapeva a che proposito. Allora introducevo io l'adempimento dell'udienza di oggi.
Credo che appunto si trovi davanti alla Corte la persona di Drago Giovanni, che è stato...
PRESIDENTE: Possiamo chiedergli di...
PUBBLICO MINISTERO: ... introdotto ai sensi dell'articolo 210 del Codice di procedura penale, in relazione a quale circostanza...
PRESIDENTE: Scusi, possiamo chiedergli di fare come per gli altri, indicarci le sue generalità?
Vuol dirci il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza.
EX 210 Drago: Drago Giovanni, nato a Palermo 02/09/64. Residente: Servizio Centrale di Protezione.
PRESIDENTE: Bene. Ora il P.M. può proseguire.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Drago Giovanni è stato introdotto nella lista delle persone da sentire, da esaminare più esattamente, facendosi espresso riferimento - e mi richiamo appunto al tenore testuale della lista - alla sua appartenenza a Cosa Nostra e quindi alla conseguente conoscenza di persone e situazioni specificamente pertinenti a questa organizzazione criminale e specificamente pertinenti le persone imputate, i rapporti intercorsi tra Drago e queste persone e tra queste persone reciprocamente, in un certo qual contesto temporale.
Siccome in relazione a questi fatti Drago ha subìto l'elevazione di accuse, anche nella forma dell'azione penale, questo determina una situazione di cui all'articolo 210 per l'incombente dell'esame di questa persona.
Fatta questa premessa, se la Corte la ritiene adeguata ed esplicativa...
PRESIDENTE: Certamente. Mi pare che sia più che sufficiente.
Lei viene sentito come imputato per procedimento connesso. Ha facoltà di dichiarare 'non voglio rispondere', tuttavia può anche dire 'voglio rispondere'.
EX 210 Drago: Intendo rispondere.
PRESIDENTE: Il difensore è presente? C'è un difensore presente?
AVVOCATO Mauro: Sì, signor Presidente. Sono l'avvocato Mauro e sostituisco il suo difensore di fiducia che è l'avvocato Catanzaro.
PRESIDENTE: Benissimo.
Allora il P.M. può partire.
PUBBLICO MINISTERO: Io un attimo fa Drago ho detto che lei ha avuto un ruolo nell'ambito dell'organizzazione criminale Cosa Nostra, ecco. Però il fatto che l'abbia affermato io non vuol dire che questo fatto sia vero. Ho bisogno di chiedere a lei se la mia affermazione di poco fa è esatta, cioè a dire che lei ha fatto parte di Cosa Nostra.
EX 210 Drago: Sì, ho fatto parte di Cosa Nostra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho bisogno delle coordinate di questa affermazione e quindi le coordinate sono sostanzialmente articolate su questi punti: in che periodo ha fatto parte, con quale specifico riferimento in termini di strutture di questa organizzazione criminale e con quale qualificazione rispetto a questa organizzazione criminale, se lei ha avuto una qualche specifica qualificazione.
Quindi se con queste tre puntualizzazioni ho reso chiara la mia domanda, le chiedo la cortesia di cominciare il suo racconto.
EX 210 Drago: Sì. Sono entrato in Cosa Nostra nell'86, esattamente dopo l'arresto di Graviano Filippo e di Di Gaetano Giovanni, detto "padrineddu", entrambi uomini d'onore della famiglia Brancaccio.
PUBBLICO MINISTERO: Drago, le posso chiedere la cortesia di tenere il microfono più vicino alla bocca o di alzare un po' la voce, sennò la perdo.
EX 210 Drago: Sì. Sono entrato nella famiglia mafiosa di Brancaccio quale componente di uomo d'onore. Facevo parte...
PUBBLICO MINISTERO: Quando?
EX 210 Drago: Nell'86, dopo l'arresto di Graviano Filippo e di Di Gaetano Giovanni, detto "padrineddu", entrambi uomini d'onore della famiglia Brancaccio.
La famiglia Brancaccio faceva parte del mandamento Ciaculli. Il mandamento Ciaculli comprendeva, oltre all'omonima famiglia, cioè la famiglia di Ciaculli, famiglia di Brancaccio, famiglia di Corso dei Mille e la famiglia Roccella. Queste quattro famiglie davano vita al mandamento di Ciaculli.
Io sono stato combinato, come poc'anzi detto, nella famiglia mafiosa di Brancaccio. Sono stato combinato con la presenza di Graviano Giuseppe, Vincenzo Savoca, Boccafusca Vincenzo e Salvatore Manuli, tutti uomini d'onore della famiglia Brancaccio.
Il rito è stato quello descritto da altri collaboratori, ossia, mi hanno punto l'indice della mano destra, mi hanno fatto uscire del sangue. Con questo sangue si è macchiata l'immagine sacra... un'immagine sacra e gli si è dato fuoco. Mentre prendeva fuoco questa immagine sacra io la passavo da una mano all'altra, mi hanno fatto pronunciare delle parole che stavano a dire che se tradivo questo giuramento dovevo fare la stessa fine dell'immagine.
Quindi, da quel momento in poi sono stato a tutti gli effetti uomo d'onore della famiglia di Brancaccio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta Drago, lei ha descritto la cerimonia della sua combinazione, si dice così?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Come nasce questa sua combinazione con uomo d'onore? Intendo dire, alle spalle di questo episodio, a monte di questo episodio, quali erano i fatti per i quali è stato deciso - e lei sarà così cortese da spiegare chi - è stato deciso di inserirlo come uomo d'onore in una famiglia, quella di Brancaccio come ha appena detto?
EX 210 Drago: Io sono sempre stato vicino ai Graviano, poi in particolar modo sono stato avvicinato nel periodo diciamo dai 16-17 anni in poi, appunto...
PUBBLICO MINISTERO: Mi raccomando il microfono Drago, per piacere.
EX 210 Drago: Vicino ai Graviano. Ero io prima un raga... Non avevo mai avuto vicende giudiziarie, quindi ho vissuto parte anche pulita di gioventù con un gruppo di ragazzi puliti ed ero sempre un ragazzo vivace. Tipo, ero a capo di un gruppo, sempre pulito, di ragazzi. Quindi hanno visto la vivacità che avevo io, poi ero un ragazzo abbastanza serio... Insomma, la serietà che hanno visto, quindi mi hanno avvicinato.
Più che altro loro erano anche sicuri della mia serietà e della mia famiglia, della mia situazione familiare che era abbastanza netta, limpida e pulita e anche la vicinanza, o meglio la parentela con i Marchese: Marchese Antonino e Marchese Giuseppe che sono miei cugini, cugini di sangue.
Quindi i Marchese già sono una famiglia mafiosa nell'ambiente di Cosa Nostra in quanto entrambi uomini d'onore. Uomini d'onore, uno uomo d'onore di Corso dei Mille, mentre l'altro è uomo d'onore di Ciaculli. Nello stesso tempo imparentato anche con Leoluca Bagarella, in quanto cugino, che quest'ultimo si è sposato con una sorella dei Marchese. Nonché, mio fratello ha sposato una sorella dei Marchese, quindi una sua cugina, ed è diventato cognato con Leoluca Bagarella.
In sostanza questa parentela, questa parentela con i Marchese, ha dato più forza di questo mio avvicinamento in Cosa Nostra. E ripeto a dire, pian piano avvicinato dai Graviano, sono stati loro a portarmi in Cosa Nostra e poi, come ripeto, come ho detto poc'anzi, quando sono stato combinato era presente il Graviano Giuseppe in quanto gli altri due erano detenuti.
PUBBLICO MINISTERO: Riassuntivamente, se ho capito bene: esiste un rapporto acquisito di parentela con la famiglia Marchese.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei ha dettagliato un attimo fa che una ragazza della famiglia Marchese, sorella di Antonino Marchese - e non solo di Antonino Marchese - è andata in sposa a Leoluca Bagarella.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è il nocciolo dell'affermazione che lei ha fatto, se ho capito bene.
EX 210 Drago: Vincenza Marchese.
PUBBLICO MINISTERO: Vincenza Marchese.
Ecco. Lei però ha parlato anche di un rapporto personale preesistente con i Graviano, con i fratelli Graviano ha detto.
Vuole dire di chi sta parlando specificamente? Perché Graviano, voglio dire, è una cognome...
EX 210 Drago: Sì, di Graviano parlo di Graviano Giuseppe, Graviano Filippo e Graviano Benedetto, che sono fratelli, tutti e tre uomini d'onore della famiglia Brancaccio. Appunto, loro mi hanno, diciamo in gergo, avvicinato, nel gergo introdotto nella linea di Cosa Nostra, quindi con loro ho iniziato a fare le prime cose illecite, ai danni delle persone e dello Stato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta Drago, questa conoscenza personale nasce dal fatto che avete, che ne so, abitavate nella stessa zona, vi siete conosciuti sui banchi di scuola, in qualche circolo ricreativo, che ne so, durante il servizio militare? Ecco, cerchi di spiegare anche questo aspetto della...
EX 210 Drago: No, la conoscenza è dovuta in quanto io abitante a Brancaccio, diciamo della stessa zona, e loro in via Conte Federico, la stessa zona. E poi abbiamo frequentato diciamo le scuole, era un doposcuola che si frequentava insieme. Diciamo della stessa borgata.
PUBBLICO MINISTERO: In via Conte Federico chi abitava, lei o i Graviano?
EX 210 Drago: I Graviano. Io abito in via Brancaccio, una traversa di via Brancaccio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi tra casa sua e quella dei Graviano che distanza c'è?
EX 210 Drago: 500 metri.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto - e qui ritorno un attimo alla cerimonia della combinazione - quali erano le persone presenti. Ma chi è che l'ha presentata nell'occasione?
EX 210 Drago: Diciamo la presentazione è stata... la mia portata, la mia entrata in Cosa Nostra è stata fatta da Graviano Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che questo è avvenuto nel 1986, ho capito bene?
EX 210 Drago: Sì, io mi baso dopo l'arresto di Graviano Filippo e di Di Gaetano Giovanni detto "padrineddu", come data precisa. Dopo il loro arresto, poco dopo sono stato combinato.
PUBBLICO MINISTERO: Ha anche detto poco fa che la famiglia di Brancaccio fa parte di una realtà di Cosa Nostra strutturata in un certo modo, altre famiglie che complessivamente davano luogo ad un mandamento.
Ecco, ora su questo argomento bisogna ritornare. Ho bisogno di fissare un altro punto. Lei oggi ha spiegato di essere in una certa situazione giuridica, anche ai fini della sua residenza. Ecco, alle spalle di questa attuale sua situazione, vuole spiegare quali sono gli avvenimenti della sua vita giudiziaria?
Intendo dire, lei nell'86 era libero, tant'è che ha avuto questa fortuna di essere combinato uomo d'onore nella famiglia di Brancaccio. Dopodiché?
EX 210 Drago: Dopodiché, ripeto io ero incensurato, sono stato arrestato l'8 marzo del '90.
PUBBLICO MINISTERO: Con quale accusa?
EX 210 Drago: Sono stato arrestato con l'accusa di associazione mafiosa, in base alle dichiarazioni di Marino Mannoia Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Una curiosità, guardi, questo è proprio un dettaglio di passaggio: le risultano eventualmente rapporti di sangue tra Francesco Marino Mannoia e Agostino Marino Mannoia?
EX 210 Drago: Sono fratelli. Agostino Marino Mannoia era uomo d'onore della famiglia Ciaculli, quindi nel nostro mandamento. Lo conoscevo benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Riprendiamo l'argomento. Lei è stato quindi arrestato l'8 marzo del '90 sulla base delle dichiarazioni di Francesco Marino Mannoia. E qui è inutile andare avanti, si capisce di chi stiamo parlando.
A partire da questa data la sua detenzione che sviluppo ha avuto? Lei è sempre stato detenuto?
EX 210 Drago: Sì, sono stato sempre detenuto. Quando mi hanno arrestato sono stato alle carceri di Palermo, poi sono stato tradotto alle carceri di Trapani. Dalle carceri di Trapani ho fatto una breve detenzione nel Centro Clinico di Messina. Dopo la destinazione definitiva mi hanno dato il carcere di Boncammino a Cagliari. Sono stato ininterrottamente detenuto fino alla data della mia collaborazione avvenuta fine '92, inizio '93.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la sua è stata una detenzione ininterrotta a quello che ho capito?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ha parlato dell'inizio della sua collaborazione. Vuole chiarire le ragioni per le quali ha deciso questo atteggiamento, quello che appunto lei chiama della collaborazione? E' una definizione sua, quindi bisogna anche che ne spieghi le premesse, le ragioni personali.
EX 210 Drago: Ho maturato questo sentimento di collaborare con la giustizia dopo le stragi di Falcone e Borsellino, in quanto non ho più condiviso l'opera stragistica di Cosa Nostra. In queste stragi hanno perso la vita tante persone innocenti e anzi si poteva ancora più... diventare più catastrofica la strage.
Mi volevo rifare una vita, una vita con una ragazza con cui stavo, una vita che in Cosa Nostra non la potevo fare. Quindi l'unica cosa per uscire di Cosa Nostra è o essere ammazzato, uscire da ammazzato, da morto, oppure non so, collaborare con la giustizia. Questo è l'unico scopo.
Quindi io mi vorrei fare una vita appunto, una vita pulita, una vita... non dimenticando il passato perché il passato non si può dimenticare. Una vita diciamo pulita con questa ragazza.
Più che altro mi ha dato anche la forza di collaborare diciamo dopo il pentimento di mio cugino Marchese Giuseppe. Perché onestamente uscire da Cosa Nostra, cioè prendere il passo della collaborazione, almeno per quanto mi risulta, ci vuole una certa forza. Anche perché le nostre famiglie, la mia famiglia, la famiglia di Marchese, sono delle famiglie tradizionali, all'antica. Sono delle famiglie che ti abbandonano, cioè se tu collabori stai tranquillo che ti isolano, ti lasciano da solo perché appunto radicate in un sistema... radicati in una Sicilia e in una città come Palermo appunto con radice mafiosa che è insomma inestirpabile.
Quindi ripeto a dire, è stata una scelta difficile. Lui mi ha dato questa forza, perché prima ha collaborato lui e dopo la sua collaborazione ho avuto anche la forza io di reagire e di collaborare, come di fatti sono stato abbandonato da tutti i familiari, completamente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, non so se è in grado di rispondermi a questa domanda. Per quanto lei ne sappia, a quando risale la ufficializzazione, per così dire, della sua collaborazione? Nel senso che, a partire da quando, negli ambienti quelli ai quali lei aveva fatto capo, la famiglia mafiosa di Brancaccio, si seppe, si ebbe notizia del fatto che lei aveva deciso di cambiare atteggiamento, era divenuto un collaboratore di giustizia?
EX 210 Drago: Io ho iniziato a collaborare fine dicembre '92 come ho detto poc'anzi e la notizia l'hanno avuta subito. Anche perché io ho avuto un colloquio con mio fratello dicendo le mie intenzioni di collaborare con la giustizia e mio fratello mi ha preso per pazzo, mio fratello è vicinissimo ai Graviano, compare di Vianello... di Graviano Filippo, subito è andato a raccontato il tutto. Infatti io non ho più avuto colloqui né con lui, né con mia madre. Non mi ha fatto più vedere mia madre.
Da quando abbiamo avuto quel colloquio con mio fratello, loro hanno saputo il tutto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, se lei prese la decisione di collaborare nel dicembre del '92, questo colloquio che ebbe con suo fratello di quanto è successivo all'inizio della sua collaborazione?
EX 210 Drago: Quando ho deciso di collaborare io ho fatto... io ho dovuto parlare, ho fatto il colloquio con mio fratello per dirgli appunto che stavo iniziando a collaborare. Quindi possiamo dire, non so, lo stesso giorno, un giorno in più, un giorno meno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, proprio nei giorni immediatamente successivi lei vuol dire?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, tanto per dare dei riferimenti per mettere dei punti fermi di ordine temporale, si può dire che a partire dagli inizi del '93 la sua decisione di collaborare era un fatto risaputo?
EX 210 Drago: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda la prima volta in cui è comparso davanti ad un Giudice? Intendo dire un Giudice in un'udienza pubblica?
EX 210 Drago: No, non lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma passò molto tempo dall'inizio della sua collaborazione?
EX 210 Drago: Onestamente non mi ricordo, però penso un mese, un paio di mesi. Con precisione non glielo so dire onestamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ma siamo sempre negli inizi del '93, nei primi tempi del '93?
EX 210 Drago: Sì, nel '93.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, lei ha detto, riprendiamo l'argomento, di essere stato combinato uomo d'onore nella famiglia di Brancaccio.
Vuole spiegare - se conosce gli elementi in base ai quali rispondere a questa domanda - vuole spiegare per quale ragione queste quattro famiglie erano comprese in un mandamento, nel senso che, per quale ragione la sede del mandamento era Ciaculli piuttosto che Roccella, o Corso dei Mille, o Brancaccio, visto che queste erano le quattro famiglie che facevano parte dello stesso mandamento?
EX 210 Drago: Era Ciaculli in quanto a capo del mandamento era, quando sono entrato a far parte io diciamo dell'organizzazione, era Puccio Vincenzo. E Puccio Vincenzo era uomo d'onore di Ciaculli, quindi il mandamento andava a Ciaculli. Se Puccio Vincenzo fosse stato uomo d'onore, non so, di Roccella, di Corso dei Mille, seguiva diciamo la persona che è a capo del mandamento.
Quindi se Puccio fosse stato uomo d'onore di Roccella, il mandamento veniva chiamato Roccella; se fosse stato a Brancaccio veniva chiamato mandamento di Brancaccio, e così via.
PUBBLICO MINISTERO: Questo perché, allora se capisco bene, la titolarità del mandamento segue la collocazione in termini di famiglia della persona che è designata capo del mandamento.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei trovò questa situazione in questi termini al momento in cui entrò nella famiglia.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come ne fu messo al corrente?
EX 210 Drago: Nel mandamento.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, come ne fu messo al corrente? Cioè a dire, lei quand'è che apprese...
EX 210 Drago: Una volta diventato uomo d'onore. Una volta diventato uomo d'onore mi sono stati presentati alcuni uomini d'onore appunto della mia famiglia e del mandamento e mi sono stati specificati chi erano le persone... chi lo comandava e come erano composte le famiglie del mio mandamento, compresa la mia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi lei sta parlando di presentazione, come di un atto quasi formale, a quello che capisco?
EX 210 Drago: Di presentazione come uomo d'onore.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
EX 210 Drago: Come uomo d'onore.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ma quando lei conosce un'altra persona...
EX 210 Drago: Sì?
PUBBLICO MINISTERO: ... lei viene presentato, e un'altra persona viene presentata a lei: a me sembra che questa situazione abbia quasi un carattere formale. Perché presentare, ci si può presentare in tanti modi: per combinazione, a un bar, come amici.
EX 210 Drago: Sì, questa non era proprio una presentazione formale. Cioè, per presentare, una presentazione fra uomini di onore, bisogna essere in tre. E bisogna che una persona conosca ambedue le persone come uomini d'onore; così può avvenire la presentazione dell'uomo d'onore.
PUBBLICO MINISTERO: Per caso, è accompagnata da qualche formula tipica, oppure si dice semplicemente 'ti presento il tale, che è uomo d'onore come te'?
EX 210 Drago: No, da noi la frase che si dice vuol dire "la stessa cosa", in italiano "la stessa cosa".
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, presentando due persone con la formula "è la stessa cosa"...
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... automaticamente ciascuna delle due persone che vengono a conoscersi, apprendono della qualità di uomo d'onore dell'uno e dell'altro.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' questo il discorso?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è possibile - io mi riferisco sempre alla sua esperienza personale, ovviamente, non le sto chiedendo discorsi o riferimenti di carattere astratto, le sto chiedendo la sua esperienza, i fatti della sua esperienza personale - è possibile che a lei sia successo di vedersi presentato come uomo d'onore, con le modalità che ha indicato, qualcuno che magari conosceva già precedentemente per i fatti suoi?
EX 210 Drago: Sì. Cioè persone che conoscevo come non, cioè come semplice persona?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, bravo.
EX 210 Drago: Quello, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è successo che un qualche conoscente poi, a partire da un certo giorno, in virtù di una certa presentazione, lei abbia scoperto che si trattava di un uomo d'onore, perché qualcuno vi ha presentati?
EX 210 Drago: Sì. Appunto, a me è successo quasi con tutti, perché già io diciamo ero stato avvicinato dai Graviano, ero vicino ad ambienti malavitosi di Cosa Nostra, quindi conoscevo già esponenti di Cosa Nostra non come uomini d'onore, ma come persone in senso fisico.
PUBBLICO MINISTERO: Persone, mi scusi?
EX 210 Drago: In senso fisico, cioè fra persone che io conoscevo come amici, non sapevo appunto di questo fattore di uomini d'onore o meno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Drago, quindi la qualità di uomo d'onore, per quanto riguarda la sua personale esperienza, è stata conseguita in un certo giorno, in un certo contesto, alla presenza di quelle certe persone, con una certa cerimonia.
Ecco, ma per quanto lei ne sappia, il rapporto tra una persona - intesa proprio come persona fisica - e Cosa Nostra, è solo quello dell'uomo d'onore, è solo quello della combinazione? Oppure vi sono anche persone legate a Cosa Nostra che, però, non hanno avuto questa particolare investitura con relativa qualifica di uomo d'onore?
EX 210 Drago: Sì. Ci sono tante persone, appunto, che anche se non hanno la carica di uomini d'onore, sono persone vicine a Cosa Nostra, vicine alla famiglia, vicine al singolo uomo d'onore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha mai avuto notizie, dati, elementi per dare un significato - se ve ne è e se lei conosce l'espressione - al termine di "affiliato"?
EX 210 Drago: Sì. "Affiliato" è come: persona vicina a Cosa Nostra, ad ambiente malavitoso. Quindi, un affiliato è una persona che si mette a disposizione per Cosa Nostra, non uomo d'onore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma uno come fa a sapere di essere affiliato? Voglio dire, come si fa a sapere di essere uomini d'onore, ce l'ha già spiegato: lo si diventa, o almeno lei lo è divenuto, formalmente.
Ma come si fa a sapere, uno come fa a sapere se è affiliato? Si è affiliato da sé? L'ha affiliato qualcuno? La situazione ce la può illustrare un attimo?
EX 210 Drago: Di affiliato, si intende una persona che viene avvicinata, si mette a disposizione per tutto quello che gli si chiede; quindi è una persona vicina, una persona affiliata. Gli si dice quello che deve fare e quello che non deve fare, e lui non fa niente di testa sua.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma colui che, o coloro che, a questa persona affiliata, dicono o possono dire quello che fa o quello che non deve fare, come si deve comportare, ecco, questa persona o queste persone sono persone determinate? Oppure chiunque dell'organizzazione può rivolgersi a una persona a disposizione o affiliata che dir si voglia, e dirgli 'fai così, fai colà, ho bisogno di te, occorre far questo, occorre far quest'altro'?
EX 210 Drago: No no, un uomo d'onore è una persona che ha un certo carisma e sa indirizzarlo nelle cose, cioè nel senso loro, giuste, che deve fare. Quindi, è un uomo d'onore, è un uomo rispettato, un uomo che poi appunto ha queste persone vicine.
PUBBLICO MINISTERO: Persone vicine a lui?
EX 210 Drago: Sì, a lui diciamo, e poi può conoscere anche altri soggetti dell'organizzazione. Però, per non di meno a questo, anche un altro uomo d'onore, fra uomini d'onore, fosse che io ho la conoscenza con un affiliato, l'altro uomo d'onore se ha bisogno dell'affiliato in qualsiasi cosa, me lo viene a chiedere a me, se c'ha di bisogno di una qualche cosa di un certo spessore.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè deve passare attraverso la persona che in qualche modo ha a sua disposizione l'affiliato? E' questo quello che vuol dire?
EX 210 Drago: In sostanza, dovrebbe essere così.
PUBBLICO MINISTERO: In sostanza, mi scusi?
EX 210 Drago: Dovrebbe essere così.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quando lei fu combinato uomo d'onore, nell'86 ha detto, ma qual era la struttura o la gerarchia della famiglia di Brancaccio?
EX 210 Drago: Quando sono entrato io a far parte di questa famiglia, cioè quando sono stato combinato, la struttura era così composta: con a capo Pino Savoca, Giuseppe Savoca, il rappresentante della famiglia. Sottocapo, Manuli Salvatore; consigliere, Savoca Vincenzo, detto "'u siddiatu".
PUBBLICO MINISTERO: "'U siddiatu".
EX 210 Drago: "'U siddiatu", un soprannome.
PUBBLICO MINISTERO: Sì sì.
EX 210 Drago: Come capidecina vi erano: Di Gaetano Giovanni, detto "'u padrineddu"; e Graviano Filippo, soprannominato "'u barone".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi pare che sia la prima volta in cui si parla di capodecina, e quindi si parla di "decina"; da parte sua, eh, ovviamente.
Vuole spiegare che cos'è la "decina" rispetto alla famiglia, se esiste un rapporto tra "decina e famiglia?
EX 210 Drago: Cioè i capidecina erano quelli che coordinavano gli uomini d'onore; questi sono vecchi... il vero uomo d'onore, le vecchie regole di Cosa Nostra, diciamo. Riguardanti, appunto per questo, diciamo, che ne so, classifica con un capo, sottocapo, consigliere e capidecina.
Che poi, diciamo, per quello che è successo a me; questo, quando sono entrato a far parte io. Diciamo che erano questi, diciamo che il rappresentante era Pino Savoca.
Ma poi, alla fin fine, Pino Savoca è stato messo da parte e la famiglia è stata comandata, è stata mandata avanti da Giuseppe Graviano, e me medesimo. Noi eravamo integri ad un gruppo, un gruppo di uomini d'onore facente capo sempre al mandamento Ciaculli; era un gruppo, diciamo un gruppo di fuoco. Era un gruppo di persone dedite a fare omicidi, estorsioni, traffici di stupefacenti, contrabbando di sigarette: insomma, tutto ciò che di illecito avveniva nel nostro mandamento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi un attimo. Lei ha detto che - ma può darsi che abbia capito male, le chiedo di ripetere la risposta - lei ha detto che a Pino Savoca, come capo della famiglia, è succeduto?
EX 210 Drago: Giuseppe Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Giuseppe Graviano. E questo in che epoca?
EX 210 Drago: Questo, dopo la mia affiliazione, poco tempo dopo, pian piano, Pino Savoca è stato completamente messo da parte; come lui, come il suo cugino, Enzo Savoca, il Manuli. E a dirigere tutta la famiglia, tutto ciò che succedeva nella famiglia era il Graviano Giuseppe, coadiuvato da me.
PUBBLICO MINISTERO: Coadiuvato?
EX 210 Drago: Da me.
PUBBLICO MINISTERO: Da lei personalmente. Lei come ha appreso di questo, chiamiamolo, cambio della guardia? Qualcuno gliel'ha espressamente detto, oppure l'ha capito attraverso ragioni e situazioni diverse?
EX 210 Drago: Espressamente: sia detto, che poi capito. Espressamente detto, sia da Graviano Giuseppe, da Lucchese; dice 'poi, sai, Pino Savoca non ci interessa, mettiamolo da parte, si fa la sua galera, se hai di bisogno ci vieni a chiedere a noi, e noi risolviamo i problemi'.
E poi, da pratica. Perché in pratica non si faceva sapere più nulla, si faceva tutto da noi.
PUBBLICO MINISTERO: Mi raccomando, il microfono. Glielo dirò più di una volta.
Ecco, se questa situazione, che vede Giuseppe Graviano quindi responsabile della famiglia, a dirigere la famiglia, si verifica poco dopo che lei è divenuto uomo d'onore, ecco questa situazione poi, fino ad arrivare a quando è stato arrestato lei - ha detto, è stato arrestato l'8 marzo del '90 - è rimasta costante? Ci sono state delle trasformazioni?
EX 210 Drago: No no. A dirigere sempre la famiglia era il Graviano Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, di queste altre famiglie che facevano parte, unitamente a quella di Brancaccio, del mandamento, ecco, che tipo di informazioni, che tipo di notizie, che tipo di conoscenze lei si è fatto? Intendo dire, ha saputo chi erano per le rispettive famiglie il capo, eventualmente gli uomini d'onore? E mi riferisco, delle famiglie del mandamento di Ciaculli.
EX 210 Drago: Sì sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non sto occupandomi di altre realtà, di altre famiglie di Cosa Nostra.
EX 210 Drago: Allora, come ho detto poc'anzi, il capo del mandamento, quando sono entrato a far parte io, era Puccio Vincenzo. Puccio Vincenzo è stato arrestato. E a dirigere il mandamento è stato Lucchese Giuseppe.
Lucchese Giuseppe era anche colui che dirigeva il gruppo di fuoco. Gruppo di fuoco composto da vari uomini d'onore, dalle diverse famiglie. Ed era così composto: della famiglia di Ciaculli vi era Lucchese Giuseppe, Marino Mannoia Agostino, Salerno Pietro, La Rosa Filippo; della famiglia di Brancaccio vi era Graviano Giuseppe, io medesimo, Graviano Benedetto.
L'altro, Filippo, era arrestato, però era anche un, diciamo uno dei principali anche e importanti uomini d'onore, sia della famiglia di Brancaccio che del mandamento di Ciaculli.
Poi, della famiglia di Corso dei Mille, vi era Francesco Tagliavia, Tinnirello Lorenzo detto "'u turchiceddu", Tinnirello Antonino detto "'u madonna", e Giuliano Giuseppe, Grippi Leonardo.
Penso di averli menzionati quasi tutti, se non ho dimenticato qualcuno, quelli del gruppo di fuoco.
Non facevano parte del gruppo di fuoco, né quello che diciamo dirigeva il mandamento, uomini d'onore della famiglia Roccella. Quando io sono stato appunto libero, e uomo d'onore.
PUBBLICO MINISTERO: Una curiosità. Di alcune di queste persone ha indicato anche il soprannome, il soprannome di Tinnirello Lorenzo, di Tinnirello Antonino. Ne conosce qualcun altro, di soprannomi?
EX 210 Drago: Graviano Giuseppe, detto "'u martedduzzu". Mi sembra che quelli che io, di questo gruppo, li abbia menzionati: ho detto Tinnirello Lorenzo, Renzino Tinnirello detto "'u turchiceddu".
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Drago: Tinnirello Antonino detto "'u madonna".
PUBBLICO MINISTERO: Mmh mmh.
EX 210 Drago: Mi sembra di averli menzionati. Lucchese, "'u lucchesieddu". Giuliano Giuseppe detto "'u fulunari".
PUBBLICO MINISTERO: 'U?
EX 210 Drago: Fulunari.
PUBBLICO MINISTERO: Fulunari, sì sì.
EX 210 Drago: Penso di averli detti.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, insomma, ha detto quelli che si ricorda, ecco.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E io, giustappunto, volevo saper questo.
Ecco, ha detto della famiglia di Roccella non c'erano uomini d'onore per così dire strutturati all'interno del gruppo di fuoco.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene?
EX 210 Drago: Sì sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e allora di questa famiglia, le sue conoscenze fin dove arrivano? Fin dove arrivavano?
EX 210 Drago: No, le mie conoscenze sono, cioè ho buona conoscenza sulla famiglia di Roccella; loro, quando avevano di bisogno di qualche cosa, la dicevano a noi, la dicevano a Lucchese, e noi si provvedeva a fare, non so, omicidi o qualche altra cosa.
A capo della famiglia di Roccella, quando sono entrato io a far parte di Cosa Nostra, c'era Abate Giuseppe, "'u zi' Pinuzzo Abate".
Poi, altri uomini d'onore, c'era suo nipote Abate Giovanni; altri uomini d'onore, c'era Giacomino Conigliaro, c'era Nino Mangano, c'era il dottore Guttadauro, c'era Filippo Quartararo. Insomma, penso di averli menzionati quasi tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Filippo Quartararo è quello che fu ucciso?
EX 210 Drago: Sì, è stato ucciso.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda di che si occupava questo signor Quartararo?
EX 210 Drago: Filippo Quartararo era un uomo d'onore, ripeto, della famiglia Roccella, e si occupava delle cose della famiglia, in particolare di lavoro pulito. Se vuol sapere, non glielo so dire con precisione. So che aveva una profumeria, che veniva gestita dalla moglie. E lui si occupava, cioè praticava "toto nero", queste cose, scommesse clandestine, queste cose, cioè come di illecito. Più, tutte le altre cose che di illecito può fare un uomo d'onore.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha parlato, ha fatto alcuni nomi così, molto ad elencazione. Ho sentito pronunziare il cognome Mangano. Nino Mangano, lei ha detto?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A chi si sta riferendo?
EX 210 Drago: Nino...
PUBBLICO MINISTERO: Sul conto di questa persona, la può un attimino dettagliare la sua affermazione?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Appunto per capire di chi stiamo parlando.
EX 210 Drago: Nino Mangano è uomo d'onore, ripeto, della famiglia Roccella. Lo conosco abbastanza bene, e ha una, gestiva una agenzia assicurativa; lavorava anche nel settore, nel commercio degli agrumi. L'ho visto diverse volte in quanto accompagnava prima Abate Giuseppe, negli appuntamenti che si facevano con il Lucchese Giuseppe e il nostro gruppo. E poi, è stato quello che, dopo la morte di Abate Giuseppe...
PUBBLICO MINISTERO: E' morto nel suo letto, Abate Giuseppe?
EX 210 Drago: No no, è stato ucciso dal nostro stesso gruppo. Dopo la morte di quest'ultimo, insieme al dottor Guttadauro, uomo d'onore sempre della famiglia Roccella, gestivano la famiglia Roccella.
PUBBLICO MINISTERO: Guttadauro e Mangano?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è la sua affermazione, ho capito bene?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché dice "dottor" Guttadauro? Questo è un laureato, un laureato vero?
EX 210 Drago: Sì, è un medico chirurgo.
PUBBLICO MINISTERO: Un medico chirurgo, ho capito. Conosce qualche - non qualche circostanza, si entrerebbe in dettagli che non mi interessano - lei conosce complessivamente le circostanze dell'omicidio di questo capo della famiglia di Roccella?
EX 210 Drago: Sì. Ripeto a dire, è stato ucciso dal nostro gruppo di fuoco, ho partecipato personalmente io. E' stato ucciso in quanto vicino a Puccio Vincenzo. Puccio Vincenzo è stato ucciso nelle carceri di Palermo, dai miei cugini Marchese Antonino e Marchese Giuseppe. Anche se notorio è stato Marchese Antonino.
E, appunto, lui era nelle ideologie del Puccio Vincenzo, e questa sua vicinanza al Puccio Vincenzo ha fatto sì che anche lui è stato ucciso.
Materialmente, a sparare è stato Lucchese Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Attenzione, perché stiamo parlando di due omicidi, in parallelo: l'omicidio in carcere di Puccio Vincenzo e un omicidio fuori, di Abate Giuseppe.
EX 210 Drago: Quello in carcere, come poc'anzi ho detto, è stato compiuto dai miei cugini, Marchese Antonino e Giuseppe.
Quello fuori, Giuseppe Abate, "Pinuzzo" Abate...
PUBBLICO MINISTERO: Sì sì.
EX 210 Drago: ... rappresentante della famiglia Roccella, è stato ucciso dal nostro gruppo, a sparare è stato Lucchese Giuseppe. Eravamo presenti io, con Graviano Giuseppe, Salerno Pietro, Tinnirello Renzino detto "'u turchiceddu", e Francesco Tagliavia.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Drago, lei ha detto di questo omicidio avvenuto in carcere, al quale hanno partecipato i suoi cugini. Marchese Giuseppe, ma è quello che poi è divenuto collaboratore di giustizia?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è quella persona della quale lei ha già parlato come, diciamo, antefatto rispetto alla sua decisione di collaborare?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Abbia pazienza, ma per quanto è nelle sue conoscenze, qui si sta parlando nientemeno che dell'eliminazione di un capofamiglia: Abate Giuseppe.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha notizia, ha conoscenze fino al punto da sapere e da chiarire da chi possa essere stato, o da chi in concreto sia stata decisa l'eliminazione di un capofamiglia?
EX 210 Drago: L'eliminazione di un capofamiglia viene decisa dalla commissione, con Salvatore Riina a capo della commissione.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è concretamente avvenuto, nell'occasione?
EX 210 Drago: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è al corrente del fatto che questa fosse, per così dire, un dovere o una regola, che dir si voglia, cioè l'eliminazione di un capofamiglia dovesse essere decisa al vertice dell'organizzazione?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le risulta per certo, questa circostanza?
EX 210 Drago: Perlomeno, per le regole di Cosa Nostra, è così, si dovrebbe fare così.
PUBBLICO MINISTERO: A me interessa, Drago, le regole di Cosa Nostra rapportate a quello che lei ne ha saputo in relazione ai fatti che ha commesso lei. Cioè dire, ho bisogno di tenere sempre il discorso su un piano di assoluta concretezza.
EX 210 Drago: Appunto, riguardante l'omicidio Abate Giuseppe, il consenso ci è venuto da Salvatore Riina, a me dettoci da Lucchese Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo signore, Salvatore Riina, lei l'ha mai conosciuto?
EX 210 Drago: Sì, l'ho visto un'unica volta in una riunione fatta poco dopo la scomparsa di Marino Mannoia Agostino. Appunto, c'è stata una riunione e ho visto là presente, l'unica volta che ho visto Salvatore Riina.
PUBBLICO MINISTERO: Era una riunione che aveva una certa quale importanza, o era una riunione così?
EX 210 Drago: No, era una riunione importante per il contenuto che si è parlato. Importante per i personaggi che stavano in questa riunione.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, accenni, via. I nomi possono avere un'importanza relativa - se li fa, è meglio -, ma ormai che ci siamo, spieghi almeno la qualità, la qualifica delle persone che erano presenti a questa riunione.
EX 210 Drago: In questa riunione erano presenti, come ho detto Salvatore Riina, Cancemi Salvatore, La Barbera Michelangelo, Raffaele Ganci, Lucchese Giuseppe, Pietro Aglieri detto "'u signorino", Antonino Madonia, e Carlo Greco.
Se non ricordo male, li ho menzionati tutti.
Ad andare in questa riunione ci siamo andati io, Graviano Giuseppe, Graviano Benedetto, Tinnirello Renzino detto "'u turchiceddu", e Ciccio Tagliavia. Non è venuto Graviano Filippo, in quanto aveva gli arresti domiciliari.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti Drago, ha fatto una serie di nomi; ecco, io vedo se li ricordo tutti, perché i nomi sono importanti, ma più che altro mi preme sapere che titolo avevano, se ne avevano, queste persone nell'ambito di Cosa Nostra.
Le risulta a che titolo - lei ha parlato di Salvatore Cancemi - era presente a questa riunione?
EX 210 Drago: Salatore Cancemi, uomo d'onore, sostituiva alla guida del mandamento Pippo Calò, Portanova.
PUBBLICO MINISTERO: Di quale mandamento parliamo?
EX 210 Drago: Portanova.
PUBBLICO MINISTERO: Portanova. Quindi era un sostituto del capomandamento?
EX 210 Drago: Sì, sostituiva Pippo Calò.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
EX 210 Drago: In quanto detenuto.
PUBBLICO MINISTERO: Ha parlato di Michelangelo La Barbera. A che titolo?
EX 210 Drago: Michelangelo La Barbera io l'ho conosciuto in quell'occasione, è uomo d'onore di Passo di Vigano. Però non so, cioè deduco che, essendo là con quelle persone presenti, fosse una persona di spessore; però non so alcuna carica, di quest'ultimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Lucchese Giuseppe, ha già detto prima che era il capo del mandamento di Ciaculli.
EX 210 Drago: Era alla guida del mandamento.
PRESIDENTE: Alla guida.
EX 210 Drago: In quanto Puccio Vincenzo detenuto. Però in quell'occasione, formalmente ci è stato comunicato che lui era il capomandamento, dallo stesso Salvatore Riina.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ha parlato di Antonino Madonia: questo chi era?
EX 210 Drago: Nino Madonia sostituiva alla guida del mandamento di Resuttana il padre, Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora non so se ho passato in rassegna tutti i nomi, ma a quello che sento dire, questa riunione, i presenti, almeno alcuni, erano presenti in rappresentanza di mandamenti addirittura.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e l'oggetto quindi di questa riunione, lei lo ricorda quale fu?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha partecipato all'intera riunione?
EX 210 Drago: Sì. L'oggetto fu quello che Salvatore Riina ci ha fatto sapere che la scomparsa di Marino Mannoia Agostino era da attribuire a Cosa Nostra, quindi noi di non avere preoccupazioni in quanto Marino Mannoia Agostino era un componente del nostro gruppo di fuoco, quindi un componente del mandamento di Ciaculli, uomo d'onore. Quindi, di non destare alcuna preoccupazione.
E, nello stesso tempo, nella riunione ci ha fatto sapere che Puccio Vincenzo era da considerare un traditore, non voleva del bene né a lui né alle altre persone componenti, appunto era andato via di testa e quindi bisognava che, andava eliminato. E, nello stesso tempo, non più da considerare uomo d'onore.
Come, ripeto, ho detto poc'anzi, il mandamento è stato dato formalmente a Giuseppe Lucchese, dettoci appunto da Salvatore Riina.
In quell'occasione stessa Salvatore Riina mi incaricò di far sapere ai miei cugini di provvedere all'eliminazione di Puccio Vincenzo, dentro le carceri di Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ha menzionato anche Raffaele Ganci. Tanto per completezza, questa persona...
EX 210 Drago: Raffaele Ganci, capo del mandamento della Noce.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, un altro capomandamento quindi.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ecco, se io non ho inteso male, in questa riunione, essendo presenti i rappresentanti di vari mandamenti, però sento che del mandamento di Ciaculli eravate in più di uno. Perché c'era: Graviano Giuseppe, c'era lei, Francesco Tagliavia - lei l'ha indicato come componente del gruppo di fuoco -, c'era Renzino Tinnirello.
Come mai tutto questo concorso di persone, di uomini d'onore di un solo mandamento?
EX 210 Drago: Questo qua in quanto, appunto, Salvatore Riina ci doveva mettere a conoscenza di come stavano andando le cose nel nostro mandamento. Quindi, ci ha voluto vedere e appunto metterci a conoscenza di come stavano andando le cose nel mandamento. Di non preoccuparci e, appunto...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma mi pare quando si parla, come dire?, della constatazione che Puccio Vincenzo doveva considerarsi un traditore, e come tale doveva essere eliminato, tanto che lei fu incaricato, eccetera eccetera. Mi pare questo sia, più che mettere al corrente di come stanno andando le cose, sia dare delle disposizioni. O mi sbaglio?
EX 210 Drago: Sì, il fatto che ci ha detto che il nostro capomandamento da quel momento era Lucchese Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che Tagliavia e anche Tinnirello Lorenzo erano componenti del gruppo di fuoco. Senta, in qualità di uomini d'onore, per quanto lei ne sa, facevano parte della stessa famiglia o di famiglie diverse?
EX 210 Drago: In?
PUBBLICO MINISTERO: Sto parlando di Francesco Tagliavia e di Renzino Tinnirello.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di quale famiglia in particolare?
EX 210 Drago: Entrambi della famiglia mafiosa di Corso dei Mille. Devo aggiungere una cosa riguardo l'omicidio di Abate Giuseppe: diciamo che erano presenti, in quanto ci hanno avvisato con la radio ricetrasmittente appunto dell'arrivo, io non ho parlato... ho parlato in generale dei componenti. Ci stava presente anche Giuliano Giuseppe, Grippi Leonardo: sono stati quelli, diciamo, che ci hanno avvisati con la radio ricetrasmittente dell'arrivo appunto della vittima nel luogo dove poi venne ucciso.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, lei stava dicendo che Tagliavia e anche Renzino Tinnirello erano uomini d'onore della famiglia di Corso dei Mille.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Avevano una qualche carica?
EX 210 Drago: Allora, quando...
PUBBLICO MINISTERO: Per quanto ne sappia.
EX 210 Drago: Io parto sempre da quando entro a far parte io della famiglia.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, certo.
EX 210 Drago: A capo di questa famiglia c'era Tinnirello Gaetano. Tinnirello Gaetano poi non si è fatto più vedere in giro, né da... cioè era ricercato dalla Polizia, e poi diciamo che venne anche ricercato da noi. Non si è fatto più vedere in giro da esattamente dopo la morte di Mario Presti Filippo.
Dopo l'uccisione di Mario Presti Filippo, questo ha avuto, non so, delle paure, si è ritirato in casa e non si è fatto più vedere.
Da quel momento in poi alla guida della famiglia di Corso dei Mille è andato Ciccio Tagliavia e Renzino Tinnirello detto "'u turchiceddu".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le risulta se questo signor Lucchese Giuseppe, detto "'u lucchesieddu", che acquisì la qualità di capo del mandamento nella circostanza che lei ha illustrato poco fa, ha mantenuto continuativamente, nel tempo successivo, questa carica di capomandamento? Ovvero se c'è stata una qualche situazione che abbia comportato o nuovi cambi della guardia, o comunque delle situazioni con qualche carattere di novità?
EX 210 Drago: Riguardante questo episodio, Lucchese Giuseppe è stato arrestato circa un mese dopo il mio arresto. Ed è andato, alla guida del mandamento di Ciaculli, Graviano Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo quindi è un fatto successivo al suo arresto?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei come ne è stato informato?
EX 210 Drago: Questo, ne sono stato informato da Giuliano Giuseppe detto "'u fulunari", e diciamo in maniera non come uomo d'onore, diciamo da mio fratello Drago Giuseppe. In quanto mi diceva di non avere nessun tipo di problema, che mi mandava a dire Graviano Giuseppe di non crearmi nessun tipo di problema, si sbrigava tutto lui, qualsiasi cosa faceva lui. Quindi, di stare tranquillo per il tutto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questo le fu comunicato mentre lei si trovava in carcere.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In buona sostanza. Come ha fatto a farle sapere? Suo fratello, capisco, sarà venuto a colloquio da lei.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma Giuliano Giuseppe detto "'u fulunari", come ha fatto?
EX 210 Drago: Giuliano Giuseppe detto "'u fulunari" è coimputato mio nel processo, appunto, che riguardava l'associazione mafiosa. E quindi ci si vedeva quando andavamo in Tribunale, al Tribunale di Palermo, che appunto era un luogo di riunione comune di tutti i mafiosi, dove ci si vedeva e ci si scambiava le notizie.
PUBBLICO MINISTERO: Io ho limitato le mie domande alle famiglie del mandamento di Ciaculli.
Ecco, lei è stato detenuto praticamente per tutto il '90, per tutto il '91, per il '92, poi ha iniziato a collaborare e non so quanto ancora è durata la sua detenzione.
Ma mi interessa sapere se, nel periodo di tempo che va dal suo arresto all'inizio della sua collaborazione, se lei ha avuto - e in che termini e da chi - eventuali altre notizie riguardanti le situazioni delle famiglie. In particolare la sua, quella di Brancaccio.
Se quindi le sono state portate informazioni circa situazioni nuove, fatti diversi, equilibri che erano cambiati, uomini d'onore che erano stati posati, o messi di lato, o situazioni analoghe.
EX 210 Drago: Sì, le situazioni, le notizie che mi arrivavano, le notizie diciamo che ha portato altri uomini d'onore nel mandamento e nella mia famiglia, mi è arrivato nel senso che era stato un combinato, fatto uomo d'onore Fifetto Cannella, è stato fatto uomo d'onore nella famiglia Brancaccio in contemporanea con Barranca Giuseppe fatto uomo d'onore della famiglia di Corso dei Mille.
Fifetto Cannella era una persona affiliata, quando ero fuori io. Quindi sto parlando dall'86 in poi, una persona a me vicina, una persona fidata, una persona della massima fiducia mia e dei fratelli Graviano. Che poi conosceva tutti gli altri del gruppo.
E poi, appunto, durante la mia detenzione, come ripeto, è stato fatto uomo d'onore.
Lo stesso dicasi per Barranca Giuseppe imparentato con Ciccio Tagliavia che è stato fatto lo stesso giorno uomo d'onore della famiglia di Corso dei Mille.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Drago, lei queste persone, di Cannella ha già risposto. Ma Barranca lo conosceva già?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Intendo dire una conoscenza personale.
EX 210 Drago: Non ho capito la domanda.
PUBBLICO MINISTERO: Intendo dire se lei aveva già un rapporto di conoscenza personale con Barranca Giuseppe.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, cerchiamo di dettagliare la sua conoscenza - parlo di quella personale - sul conto di Cannella che lei indica con il soprannome, come lo vogliamo chiamare, Fifetto, da una parte, e Barranca Giuseppe dall'altra.
EX 210 Drago: Sì. Da noi veniva chiamato appunto Fifetto, Fifetto Cannella, vicinissimo ai Graviano, vicino a me.
Vicinissimo a tal punto che sapeva le ubicazioni degli appartamenti dove conducevano la latitanza i Graviano, dove dormivo io, dov'è che mi hanno arrestato. Persone che metteva a disposizione i suoi familiari per far condurre la latitanza ai fratelli... a Graviano Giuseppe.
Persona dedita al traffico di stupefacenti, persona alla quale ho commesso insieme ad altri componenti del mio gruppo, un omicidio. L'omicidio di un certo Giuseppe Sichiera, avvenuto per scomparsa per lupara bianca.
E' stato appunto il Fifetto Cannella a condurcelo nei suoi locali. Lui aveva un negozio di abbigliamento vicino, nei pressi di via Oreto.
In fondo a via Oreto, nei pressi, vicino alla Stazione Centrale, aveva un negozio di abbigliamento dove ci ha condotto appunto questa persona: Sichiera Giuseppe, che lui conosceva appunto. Ce lo ha condotto da noi. Là è stato strangolato e ucciso questa persona.
Riguardante Barranca, niente, posso dire che appunto ebbi...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, aspetti. Mi scusi, mi scusi.
Qualche altro particolare: quella vittima come ha detto che faceva di cognome?
EX 210 Drago: Giuseppe Sichiera.
PUBBLICO MINISTERO: Fichera o Sichera?
EX 210 Drago: Sichiera, Sichiera. Noi lo chiamavamo "occhi lucertone", aveva un soprannome "occhi lucertone".
PUBBLICO MINISTERO: E di che si occupava, questo qui?
EX 210 Drago: Era un imbroglione, uno che imbrogliava tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è stato ammazzato perché era un imbroglione, o per qualche ragione più specifica?
EX 210 Drago: E' stato ammazzato, prima perché...
PUBBLICO MINISTERO: Aveva fatto qualche imbroglio particolare, voglio dire?
EX 210 Drago: Questo, doveva parecchi soldi ai Graviano.
So che era uno che faceva impicci, assegni, comprava, vendeva terreni, case. Insomma, i classici imbroglioni. Ed è stato ucciso per questo motivo voluto da Graviano Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, di questo negozio, o esercizio commerciale di Cannella Fifetto, lei ha detto più o meno dove si trovava.
Lei ci ha messo piede solo in questa occasione?
EX 210 Drago: No, no, io lo frequentavo spesso, anche perché era un punto di riferimento di Graviano Giuseppe.
Graviano Giuseppe passava anche parte delle giornate dentro quell'ufficio.
Vi era una commessa a nome Carruba che era la ragazza di Fifetto Cannella che conosceva bene la situazione nostra, della latitanza del Graviano Filippo, appunto. Quindi non ci stavano nessun tipo di problema.
Però, riguardo l'episodio dell'omicidio, quando lui ha portato nei suoi locali questa persona, Sichiera, appunto, non ha fatto venire la ragazza. Gli ha detto di restare a casa, appunto, di non andare al negozio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ormai stiamo parlando di questo signor Cannella Fifetto.
Ma lei, il nome di battesimo vero lo conosce?
EX 210 Drago: Si chiama Fifetto Cristoforo Cannella. Fifetto, Filippo, sarebbe.
PUBBLICO MINISTERO: Le risulta per certo che si chiama anche Cristoforo?
EX 210 Drago: Cristoforo, sì, sì. Se non vado errato Fifetto Cristoforo. Filippo Cristoforo Cannella. Però da noi veniva appunto chiamato Fifetto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, ha parlato di questa persona con riferimento a questo fatto di sangue. Poi, sangue fino ad un certo punto, perché è stato strangolato ed è stato fatto sparire questo.
PRESIDENTE: Ma quando... Mi scusi, Pubblico Ministero, possiamo chiedere: quando si dice strangolato, si dice qualcosa di particolare? Incaprettato?
EX 210 Drago: Sì, strangolato con una corda, quindi ucciso con una corda.
PRESIDENTE: Vuole dirlo? Perché qui la Corte non conosce esattamente che cosa voglia dire incaprettamento. Ce lo spieghi.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lui sta parlando di strangolamento.
EX 210 Drago: Strangolamento.
PRESIDENTE: Ah, strangolato, non incaprettato.
EX 210 Drago: No, è stato strangolato.
PUBBLICO MINISTERO: Se la Corte vuole che Drago le spieghi che cos'è uno strangolamento, Drago lo spiega.
PRESIDENTE: No, no...
PUBBLICO MINISTERO: Penso sia in grado di farlo.
PRESIDENTE: Ha partecipato anche a qualche incaprettamento.
EX 210 Drago: Incaprettamento sarebbe, dopo lo strangolamento viene l'incaprettamento, almeno per quello che mi risulta.
Veniva strangolata la persona. E se poi si doveva far trovare, diciamo che veniva legato mani e piedi. Questo è l'incaprettamento. Però...
PRESIDENTE: Che cosa serve la legatura quando uno già è defunto?
EX 210 Drago: E' un segnale, una cosa del genere che si dà agli occhi di qualcuno. Di far capire appunto: 'stai attento, sennò fai la stessa fine'.
PRESIDENTE: E lo strangolamento in che maniera avviene?
EX 210 Drago: Lo strangolamento poi, quando si strangola una persona, anche perché poi non si fa trovare, perché in quanto viene disciolta nell'acido.
PRESIDENTE: Ho capito. Ma intanto ci dica come viene strangolato.
EX 210 Drago: Viene fatto sedere su una sedia, viene tenuto da altre persone. Poi uno, da dietro la sedia, gli mette la corda dietro al collo e viene strangolato. Viene buttato giù e viene strangolato.
PRESIDENTE: Ho capito. Bene, possiamo andare aventi.
Abbiamo arricchito le nostre conoscenze.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, Presidente?
PRESIDENTE: Abbiamo arricchito le conoscenze.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a proposito di questa persona, di Cannella, a lei risulta se, oltre che la partecipazione a questo fatto, abbia avuto qualche incarico, qualche compito per altre attività illecite, eventualmente?
E se sì, da parte di chi, di che cosa si trattava.
EX 210 Drago: E' da dire: era a disposizione di Graviano Giuseppe, dei fratelli Graviano tutto quello che gli dicevano, quello che gli dicevano loro, lui faceva.
Ha fatto anche, per conto della famiglia, delle estorsioni. Delle estorsioni a danni di commercianti.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo lei lo afferma sulla base di conoscenze dirette, o sulla base di discorsi di seconda mano?
EX 210 Drago: Dirette.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi vuol dire che avete fatto anche delle cose assieme, o lei ha dato delle disposizioni a qualcuno. Mi faccia capire per bene.
EX 210 Drago: Cose assieme direttamente con Filippo, con Fifetto Cannella, cose fatte assieme.
PUBBLICO MINISTERO: Può esemplificare qualche cosa sul conto di queste estorsioni?
EX 210 Drago: Mi ricordo il bar Ferrauto, mi ricordo l'estorsione alla Ferro Cemento. Mi ricordo sempre quando è stata collocata una bomba sempre nel cantiere della Ferro Cemento, lui era anche presente.
Insomma, una persona valida, della massima fiducia di cui noi lo tenevamo in considerazione.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, com'è che ha appreso che era divenuto uomo d'onore?
EX 210 Drago: Mi è stato detto da Giuliano Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Durante la detenzione?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei riesce, visto che la sua detenzione è cominciata agli inizi del '90 a marzo, a collocare nel tempo questa confidenza fattale da Giuliano?
Tutto il '90, ad arrivare a tutto il '92, sono tre anni. Ecco, lei quand'è che venne messo al corrente? Sia pure orientativamente. Io non le chiedo ovviamente una data...
EX 210 Drago: Con precisione non gli so dire una data precisa. Perché, ripeto, io andavo a Palermo per andare a fare le udienze del processo. Quindi mi incontravo là.
Siccome sono stato diverse volte là, appunto, ho avuto diverse udienze del processo, in una di queste udienze. Sarà stato dopo otto mesi, un anno, un anno e mezzo, due anni. Non glielo so dire con precisione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Vogliamo parlare un attimo di questo, invece di quest'altra persona, di questo signor Barranca Giuseppe?
Appunto, è nelle stesse circostanze che apprese, intendo dire quindi sempre dalla stessa persona, dal Giuliano Giuseppe, in occasione di un incontro per vicende giudiziarie comuni, che apprese che Barranca era stato combinato uomo d'onore?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che anche di questa persona aveva una conoscenza personale precedentemente.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene?
EX 210 Drago: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: La vuole un po', vuol dare una sua concretezza a questa sua affermazione?
EX 210 Drago: Sì, una conoscenza personale non come quella di Fifetto Cannella, bensì lo conoscevo in quanto parente di Ciccio Tagliavia. Faceva quello che gli diceva Ciccio Tagliavia. Si dedicava al traffico di stupefacenti.
E in occasione di conoscere i movimenti dei familiari del collaboratore Francesco Marino Mannoia lui ha appunto, era stato incaricato appunto di vedere i movimenti che facevano le donne dei familiari del Mannoia.
PUBBLICO MINISTERO: Ha mai saputo se questa persona - Barranca, eh, sto parlando di Barranca - aveva una qualche attività, attività pubblica, attività esterna, per così dire.
EX 210 Drago: No, non glielo so dire.
PUBBLICO MINISTERO: Sa in quale zona viveva a Palermo, dove abitava?
EX 210 Drago: Io...
PUBBLICO MINISTERO: Se era di Palermo.
EX 210 Drago: Lo vedevo sempre nella pescheria di Ciccio Tagliavia a piazza Sant'Erasmo in Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha mai conosciuto persone che abbiano il cognome Di Filippo?
EX 210 Drago: Sì, i fratelli Di Filippo sono due, Pasquale ed Emanuele Di Filippo, cognati di Marchese Antonino.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi si ritorna più o meno alla lontana nell'area dei rapporti di parentela acquisita e quindi comuni.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questi due signori lei li conosce anche per una qualche eventuale, come dire, qualifica mafiosa, oppure semplicemente per questo rapporto sia pur lontano di parentela?
EX 210 Drago: Riguardante Emanuele era un uomo d'onore della famiglia Ciaculli; riguardante il fratello era genero di Spataro Francesco. Di Spataro Tommaso, scusi. Era genero di Spataro Tommaso.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quindi a lei risultava, da quando risulta...
EX 210 Drago: Cioè, da quando li ho conosciuti...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, mi scusi. Da quando risulta che Emanuele Di Filippo faceva parte della famiglia mafiosa di Ciaculli in qualità di uomo d'onore come sta dicendo?
Cioè dire: è una cosa che le risultava durante il periodo in cui lei da libero faceva l'uomo d'onore, o è una cosa che le è risultata in un momento successivo?
EX 210 Drago: Cioè, sapevo che era vicino ad ambienti di Cosa Nostra. Di questa sua combinazione in Cosa Nostra, se male non ricordo, mi è stato detto da Marchese Antonino, appunto. Se mal non ricordo.
Però diciamo che quando sono entrato io in Cosa Nostra nel gruppo di fuoco, lui non faceva parte più di questo gruppo di ragazzi.
PUBBLICO MINISTERO: Non faceva parte.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma... Non so se ho capito bene, perché la voce mi arriva con questo bel sottofondo di condizionatore.
Lei ha detto non faceva parte?
EX 210 Drago: Cioè, quando entro io a far parte di Cosa Nostra, dall'86 in poi, diciamo che lui non era con noi nelle azioni delittuose, o in altre cose, appunto.
Non mi è stato poi presentato come uomo d'onore.
Non so se sono stato chiaro.
So che appunto lui si è un pochettino ritirato. Anche questo facendolo sapere appunto al cognato, in quanto cognato di Antonino Marchese. Appunto lui si era ritirato, diciamo, da...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi si era ritirato - riprendo la sua parola - in epoca precedente...
EX 210 Drago: Alla mia combinazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo avevo bisogno di capire.
Ha mai saputo se questo signore si sia occupato anche di azioni criminose specifiche?
EX 210 Drago: Sì, lui ha fatto azioni criminose e traffici di stupefacenti.
PUBBLICO MINISTERO: Ma la fonte delle sue conoscenze, Drago, in questo caso qual è?
EX 210 Drago: Fonte delle mie conoscenze, in quanto me ne ha parlato, mi ricordo, Agostino Marino Mannoia a cui era vicino con Agostino Marino Mannoia.
Poi di lui me ne parlava Salerno Pietro, i Graviano... Insomma, me ne parlavano un po' tutti, appunto, di queste due cose.
Riguardante il campo di stupefacenti io qualche volta gli ho consegnato della droga.
PUBBLICO MINISTERO: Lei l'ha consegnata?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sono queste e basta le sue conoscenze su Emanuele Di Filippo?
EX 210 Drago: Sì, ripeto a dire appunto lui non era integro quando sono entrato io far parte di Cosa Nostra in quel gruppo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Mi ha detto che conosce anche l'altro fratello?
EX 210 Drago: Sì, il fratello...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè il genero, per intendersi, di Masino Spadaro?
EX 210 Drago: Sì, Pasquale.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Drago: Pasquale Di Filippo è sposato con una figlia dello Spadaro...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, le risulta se questo Pasquale Di Filippo ha avuto a sua volta un rapporto con Cosa Nostra?
Questo, con riferimento al periodo in cui lei era libero e uomo d'onore nello stesso tempo.
EX 210 Drago: No, non so della sua appartenenza in Cosa Nostra come uomo d'onore.
So che era stato tratto in arresto. Però non so più... Era vicino al suo, andava a fare i colloqui a suo genero. Quindi...
PUBBLICO MINISTERO: A suo suocero.
EX 210 Drago: A suo suocero.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ho capito.
Lei ha parlato di un gruppo di fuoco e ha detto prima, riassuntivamente questo gruppo di fuoco, faceva omicidi, poi faceva estorsioni, danneggiamenti. Insomma, tutta una serie di azioni criminose. Eh?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ed ha anche indicato delle persone come appartenenti a questo gruppo di fuoco.
La sua affermazione vuol dire che quindi la composizione del gruppo di fuoco in qualche modo era stabile?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo vuol dire - e la domanda gliela posso fare in questo modo o anche in altra forma, ma la sostanza è la stessa - questo vuol dire quindi che lei come componente di quel gruppo di fuoco, oltre all'omicidio di cui ha già parlato poco fa, ha commesso degli omicidi?
EX 210 Drago: Sì. Io ero a conoscenza... ho commesso gli omicidi.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi si tratta di qualche omicidio, Drago, o si tratta di numerosi omicidi, quelli che lei ha commesso?
EX 210 Drago: Numerosi omicidi.
PUBBLICO MINISTERO: Lei li ha riferiti nelle sedi giudiziarie competenti, questi omicidi?
EX 210 Drago: Sì, ho parlato di tutti questi omicidi, circa una cinquantina, con l'Autorità Giudiziaria di Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ora qui non siamo a fare i processi a questi omicidi, ma io le ripropongo la domanda in forma diretta.
Lei ha detto di aver commesso numerosissimi omicidi.
In questi numerosissimi omicidi, quindi, con lei hanno agito altre persone facenti parte del gruppo di fuoco, cioè altre... Tra le persone che ha nominato prima come componenti del gruppo di fuoco?
EX 210 Drago: Sì, in questi omicidi hanno partecipato tutti i componenti del gruppo di fuoco.
Se non hanno partecipato a tutti, in singolo, in altro. Però il gruppo di fuoco era quello, il gruppo di fuoco era quello che sapeva il tutto, il gruppo di fuoco era quello appunto che faceva gli omicidi.
Persona per persona le posso dire che con me hanno fatto omicidi Graviano Giuseppe, Graviano Benedetto, Tinnirello Renzino detto "tricchiceddu", Tinnirello Antonino detto "Madonna", Ciccio Tagliavia, Giuliano Giuseppe, Grippi Leonardo, Lucchesi Giuseppe, Salerno Pietro, Marino Mannoia Agostino, La Rosa Filippo... Insomma, hanno commesso tutti omicidi con me presente.
PUBBLICO MINISTERO: Poco fa però quando ha raccontato di quell'omicidio avvenuto nel negozio di abbigliamento di Fifetto Cannella, nella sostanza ha detto che, in quell'omicidio, ebbe un certo coinvolgimento una persona che sul gruppo di fuoco non aveva a che fare.
EX 210 Drago: Sì. Appunto, Fifetto Cannella. Lui era una persona ai tempi affiliato a...
PUBBLICO MINISTERO: Fifetto Cannella non faceva parte del gruppo di fuoco.
EX 210 Drago: No, no. Era una persona vicinissima. Una...
PUBBLICO MINISTERO: Però è stato coinvolto lo stesso negli omicidi?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In quell'omicidio, voglio dire.
EX 210 Drago: In quell'omicidio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Le risulta se è successo in altre occasioni che persone non componenti del gruppo di fuoco, ciononostante sono state coinvolte, o hanno avuto comunque parte nella commissione di omicidi?
Se le risulta di sì, ecco, le chiederei senz'altro di dare concretezza alla risposta.
EX 210 Drago: Sì, un'altra persona che non era uomo d'onore, ossia non era combinata, una persona a noi vicina, era Spatuzza Gaspare.
Spatuzza Gaspare abita in via Conte Federico. Una persona che noi avevamo fiducia, non quanto ne avevamo a Fifetto Cannella. Una persona quindi vicina ai Graviano e che faceva tutto quello che gli diceva Graviano Giuseppe.
Questa persona ci ha condotto delle persone che poi sono state strangolate.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol spiegare cosa vuol dire "condurre una persona a farsi strangolare"?
EX 210 Drago: Condurre vuol dire...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, non credo voglia dire: 'vieni con me, perché ti devo portare dove ti strangolano'.
EX 210 Drago: No, no...
PUBBLICO MINISTERO: No.
EX 210 Drago: Lui, con una scusa, la faceva avvicinare nel luogo designato, la portava là. Noi eravamo presenti, veniva presa la persona e là veniva strangolata.
Lui consapevole di tutto. E poi ci dava l'indicazione di personaggi da uccidere.
Ci faceva sapere i movimenti, come si muovevano, le macchine, le abitudini.
Più che altro erano parenti del collaboratore di giustizia Contorno Salvatore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi era questa - a quello che ho capito - l'attività che questo signore ha compiuto. In più occasioni, Drago, oppure questo fatto è successo episodicamente?
EX 210 Drago: No, in più occasioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda qualcuno di questi strangolamenti avvenuti...
EX 210 Drago: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: ... a questa specie di, a questa sorta di collaborazione del signor Spatuzza?
EX 210 Drago: La scomparsa di Graco Piero, la scomparsa di un certo Faia, gli omicidi di un certo Lombardo, parente di Salvatore Contorno.
Insomma, appunto, svariati reati fatti dallo Spatuzza Gaspare.
PUBBLICO MINISTERO: Qual è il termine gergale che voi adoperavate per sintetizzare e descrivere nello stesso tempo questa collaborazione che vi dava lo Spatuzza?
EX 210 Drago: Una persona a noi vicina, un affiliato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. No, no, ma io parlavo della collaborazione per queste eliminazioni date da Spatuzza.
Dice: 'ce l'accompagnava'. Sì, ma mi pare ci sia una espressione gergale che esprime proprio...
EX 210 Drago: Cioè, ci accompagnava lo Spatuzza la persona da strangolare, ce la lasciava e noi la strangolavamo. Cioè, non ho capito bene la domanda.
PUBBLICO MINISTERO: Non ha importanza. La domanda la possiamo lasciar perdere.
Perché lei parla di scomparse? Dico, uno che è strangolato, non deve necessariamente scomparire.
EX 210 Drago: Ma per quello che mi risulta riguardante il Faia e il Greco Pietro, dopo la loro, dopo lo strangolamento, sono stati disciolti nell'acido. Quindi, trattasi di una scomparsa per lupara bianca.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei adopera questo termine "lupara bianca", "scomparsa", in relazione a questo, chiamiamolo accorgimento, di far sparire il cadavere attraverso la sua decomposizione, il suo dissolvimento nell'acido.
PRESIDENTE: Possiamo, a questo proposito, chiedere particolari per avere un'idea. Come avveniva? C'era una vasca, c'era un luogo prestabilito.
EX 210 Drago: Anche se non sono tanto contento di raccontarlo, veniva messo l'acido... Veniva messo il corpo dentro un bidone, un bidone del fusto d'olio, quest'olio che usano i meccanici, un fusto da 200 litri. Veniva messo il corpo lì dentro, gli veniva versato l'acido e l'acido...
PRESIDENTE: Che acido era?
EX 210 Drago: Era un acido che usano gli orafi per la pulizia dell'argento, dell'oro.
Veniva versato lì l'acido e il corpo si squagliava del tutto e rimanevano soltanto se aveva delle... l'oro soltanto, se aveva delle protesi in oro. E poi il corpo completamente si distruggeva.
PRESIDENTE: Bene, andiamo avanti.
Sempre più umana questa vita.
PUBBLICO MINISTERO: Come, Presidente?
PRESIDENTE: Sempre più umana questa esperienza. Cose degli uomini.
PUBBLICO MINISTERO: Ci dobbiamo passare.
PRESIDENTE: Eh, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Facendo questo processo.
PRESIDENTE: Certo. Eh, ma forse solo...
PUBBLICO MINISTERO: Non possiamo dare a questo processo una dimensione diversa da quella che hanno i fatti di questi...
No, no, non è una osservazione che faccio a lei, Presidente.
Senta, dal momento che in qualche modo è inutile, in qualche modo è superfluo, entrare nel dettaglio di tutti questi fatti di sangue, le debbo chiedere: ma le persone alla cui eliminazione lei ha dato contributo, erano persone sempre e comunque colpevole di qualcosa nei confronti della organizzazione, ovvero colpevoli di qualcosa nei confronti di qualcuno in particolare?
Erano persone anche facenti parte della organizzazione?
Lei ha riferito della eliminazione di un capofamiglia, Abbate Giuseppe.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ovvero erano persone anche estranee alla organizzazione?
Ecco, questo ho bisogno di capire come tipologia, per così dire, di questi fatti di sangue, di queste eliminazioni.
EX 210 Drago: Delle volte erano persone diciamo estranee, riguardanti ad esempio i parenti del Contorno Salvatore.
Per la sua parentela gli venivano ammazzate appunto queste persone.
In altri casi riguardanti uomini d'onore, erano uomini perché diciamo o avevano sbagliato in qualche cosa in Cosa Nostra, oppure avevano delle ideologie diverse da quelli che, in quel periodo, comandavano. Quindi noi, il gruppo dei Corleonesi.
In altri episodi, non so, erano imprenditori che non si abbassavano alla richiesta del pagamento del pizzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a parte l'eliminazione di Abbate Giuseppe, ma può esemplificare con il nome di qualche ucciso che fosse uomo d'onore che doveva essere eliminato?
EX 210 Drago: Quando sempre è stato eliminato Giacomo Conigliaro, è stato eliminato Casella Giuseppe, entrambi uomini d'onore.
Uno era uomo d'onore di Roccella; il Casella uomo d'onore della stessa famiglia di Brancaccio. Altri uomini d'onore... è stato strangolato Marino.
PUBBLICO MINISTERO: Marino quale?
EX 210 Drago: Non mi ricordo in questo momento il nome, come si faceva... Insomma, era uscito da poco dal carcere. Questa persona era stata strangolata...
PROC N.: R.G.
CONTRO: Bagarella + 26
CORTE: Assise
PRESIDENTE: Sechi
DATA: 26/07/97
BOBINA N.: 640
FIRMA: Franca

EX 210 Drago: ... come si faceva. Insomma, ero uscito da poco dal carcere, questa persona era stata strangolata.
In altri casi, tipo l'ingegnere Boscia - era un ingegnere della Ferrocementi - era un responsabile che non si è voluto adeguare, diciamo, alla richiesta dell'estorsione fatta, appunto dai nuovi uomini d'onore.
In altri casi, non so, tipo il barone D'Onufrio c'è stato fatto sapere che era un confidente della Polizia, e anch'egli è stato ucciso.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era "sbirro".
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto dell'eliminazione di questo ingegner Boscia... Ingegnere mi pare abbia detto, vero?
EX 210 Drago: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che era titolare di questa impresa, della Ferrocementi?
EX 210 Drago: Era uno dei responsabili della Ferrocementi.
PUBBLICO MINISTERO: La ragione per la quale fu eliminato è che non intendeva corrispondere tangenti o quel che sia. Ho capito bene?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Tangenti non è esatto; tangenti è tutta un'altra storia.
EX 210 Drago: Pizzo.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è un pizzo, molto più... tradizionalmente pizzo.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma precedentemente all'eliminazione di questa persona, furono fatte delle intimidazioni per costringerlo a pagare? E, se lei ne è al corrente, vi ha anche partecipato?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se vi ha partecipato, come avvennero queste intimidazioni? Chi ha agito con lei, se qualcuno ha agito con lei?
EX 210 Drago: Sì, riguardante l'intimidazione alla Ferrocementi, una prima intimidazione l'ho fatta io personalmente, accompagnato da Fifetto Cannella. E sono andato, appunto, dove loro avevano il cantiere e sono andato a bruciare un escavatore di questa ditta.
Un'altra intimidazione è stata fatta mentre... La prima, io ancora non ero uomo d'onore. Era la fase di avvicinamento, mi facevo delle cose e, appunto, non ero uomo d'onore quando ho fatto l'incendio dell'escavatore.
E questo fu l'ordine datomi da Graviano Filippo che, in quel tempo, era latitante.
Mentre il secondo episodio, sempre riguardante la Ferrocementi, è stato la collocazione di una bomba nella cabina elettrica del cantiere dove loro stavano lavorando, nella zona San Ciro, ed eravamo presenti io, sempre Fifetto Cannella, Graviano Giuseppe e Ciccio Tagliavia.
Noi tre, uomini d'onore; mentre, come ho detto poc'anzi, in quell'epoca Fifetto Cannella era soltanto uno vicino, un affiliato.
PUBBLICO MINISTERO: Che cosa si intende per bomba? Metteste un ordigno bellico, o metteste una carica di esplosivo? Mi faccia capire.
EX 210 Drago: Cioè, un ordigno bellico, una carica esplosiva confezionata tipo in un panozzo e messa, appunto, in questa cabina elettrica con una miccia.
PUBBLICO MINISTERO: Chi è che la preparò, lo sa?
EX 210 Drago: Non mi ricordo se questa era confezionata, se l'aveva portata o il Ciccio Tagliavia, se male non ricordo, o il Lucchese Giuseppe. Però l'ha posta e l'accese e ha fatto il tutto, ha messo la miccia, Francesco Tagliavia.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, di fatti analoghi, cioè a dire intimidazioni o danneggiamenti - chiamiamoli come si vuole, l'importante è capirci - realizzati con l'impiego di esplosivo, ve ne sono altri, rispetto a questo episodio specifico della Ferrocementi, di cui le sia a conoscenza?
EX 210 Drago: Sì, mi ricordo, sempre in epoca che io non ero ancora combinato, la confezione di un ordigno, di un cilindretto in ferro fatto da Sacco Antonino. Questo cilindretto fu portato da Marchese Antonino nella fabbrica di blocchetti dei fratelli Graviano e là è stato confezionato da Graviano Filippo. E' stato fatto un ordigno rudimentale, che poi, questa bomba, è stata messa nella fabbrica di blocchetti dei fratelli Calzetta.
Uno di questi era pentito, se male non ricordo, Stefano Calzetta.
PUBBLICO MINISTERO: Pentito, cioè un collaboratore di giustizia.
EX 210 Drago: Sì, era un collaboratore di giustizia.
PUBBLICO MINISTERO: Questo episodio ha detto che risale ad un'epoca che precede...
EX 210 Drago: La mia...
PUBBLICO MINISTERO: ... la sua combinazione.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E successivamente, ve ne sono altri di episodi in sua conoscenza, in cui c'è stato l'impiego di esplosivo?
EX 210 Drago: La Ferrocementi...
PUBBLICO MINISTERO: Quello l'abbiamo detto.
EX 210 Drago: Questa... Abbiamo messo, sempre una carica esplosiva, in un contenitore - un contenitore di questi dove ci si mette il colore, una scatola metallica dove va messo il colore - in una casa nei pressi di Bagheria, di una persona vicina a Puccio Vincenzo, che in questo momento non mi viene in mente il nome. Questo era un infermiere, una persona vicina a Puccio Vincenzo; faceva, come lavoro, l'infermiere.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, le propongo cinque minuti di sospensione.
PRESIDENTE: Benissimo, riprendiamo fra dieci minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Presidente.
Senta Drago, abbiamo parlato di questo signor Spatuzza. Lei lo ha conosciuto solo in relazione a queste vicende di queste eliminazioni di persone, oppure lo conosceva anche per altri fatti, per la sua vita personale? Che attività aveva?
EX 210 Drago: Lo conoscevo da prima, anche perché lui è abitante in via Conte Federico, quindi diciamo lo stesso rione. Come attività faceva l'imbianchino in proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma solo l'imbianchino? Ha sempre avuto l'attività di imbianchino, oppure ne ha fatto qualche altra?
EX 210 Drago: No, no. Che io sappia faceva soltanto l'imbianchino; pitturava gli appartamenti, queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: E di fatti delittuosi, al di là di questi omicidi, le risulta qualche cosa di ulteriore sul conto di questo Spatuzza?
EX 210 Drago: Di ulteriore in che senso?
PUBBLICO MINISTERO: No, ulteriore nel senso di reati diversi dagli omicidi.
EX 210 Drago: Ma...
PUBBLICO MINISTERO: Le risulta sia mai stato coinvolto in fatti di rapina?
EX 210 Drago: Sì, riguardante la rapina sì.
Mi ricordo che una volta, su sua imbeccata, ci aveva detto che in un camion si dovevano trasportare delle armi e così noi ci siamo preparati a fare la rapina ai danni di un certo Ferrera o Ferrara. Era un catanese che aveva dei magazzini che li sfruttava per, diciamo... un magazzino di collettame...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Drago: ... dove faceva reperire nei vari posti il materiale che a lui gli arrivava.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, be', era uno spedizioniere, a quello che ho capito.
EX 210 Drago: Sì, uno spedizioniere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Drago: Per la precisione, i magazzini erano di Angelo De Simone, una persona vicina a noi: ai fratelli Graviano e a me medesimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Drago: Appunto, ci ha dato un'imbeccata in quanto noi, prima, l'abbiamo fatto lavorare presso questa ditta. Lui era la persona di fiducia di questo catanese, quindi aveva la possibilità di vedere la merce che arrivava, la merce in partenza, sapeva il tutto. Appunto, ci fece sapere che ci stava in arrivo, dovevano loro portarle a destinazione, delle armi.
Così noi abbiamo preparato...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, ma era un carico regolare? Commerciale, voglio dire.
EX 210 Drago: Sì, sì, un carico regolare, appunto, che era arrivato a questa ditta di Ferrara, questo catanese, e che loro dovevano distribuire.
Cosicché noi ci siamo preparati e abbiamo fatto la rapina, ci siamo portati via il camion. Appunto, lui ci ha dato l'imbeccata e abbiamo fatto la rapina. Tipo che abbiamo preso in ostaggio lui e un altro ragazzo, inconsapevole di tutto, un certo Romeo, il cui padre era alle dipendenze dei fratelli Graviano, che lavorava nei loro terreni, nei campi agricoli di proprietà dei Graviano.
Questo era inconsapevole di tutto, tipo che sono stati presi in ostaggio e sono stati rilasciati quando noi, per l'appunto, abbiamo svuotato il camion.
Nel camion si trovavano fucili automatici, abbiamo trovato un revolver calibro 38 e altre cose di collettame, se mal non ricordo, tipo marmitte di macchina...
PUBBLICO MINISTERO: Va be'.
EX 210 Drago: ... e altri oggetti di vario tipo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Ma non ho capito bene, anche Spatuzza era sul camion?
EX 210 Drago: Sì. Spatuzza era sul camion, appunto, lui consapevole di tutto, quindi quando è stato fermato...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Drago: Quelli che sono andati a fare questa rapina erano Marino Mannoia Agostino, Salerno Pietro, Giuliano Giuseppe e Tinnirello Antonino.
Io e Graviano Giuseppe abbiamo aspettato a Bagnasco - è un posto dove noi ci riunivamo, in un terreno dove ci sono dei caseggiati - in quanto non abbiamo potuto partecipare, in quanto eravamo conosciuti dal Romeo.
PUBBLICO MINISTERO: Dal Romeo che era a bordo e che non sapeva nulla.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho capito perfettamente.
EX 210 Drago: Romeo Gaetano, se non vado errato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Quindi, questo fatto suppongo sarà stato denunziato?
EX 210 Drago: Sì, il Ferrara penso che avrà fatto denuncia, appunto, in base al carico delle armi.
PUBBLICO MINISTERO: No, voglio dire, anche lo Spatuzza sarà apparso dalla denunzia come persona che aveva subito la rapina.
EX 210 Drago: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Una delle parti offese, delle vittime diciamo, della rapina.
EX 210 Drago: Sì, sì. Lui era stato sentito, però era tutto a posto, tutto normale; non...
PUBBLICO MINISTERO: Tutto regolare.
EX 210 Drago: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, lei poco fa ha menzionato un certo signor Sacco Antonino, in relazione all'impiego di certo esplosivo per fare un danneggiamento a questa fabbrica che ha indicato come Termoblock.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può essere? Ho capito bene?
EX 210 Drago: Sì, era la fabbrica di blocchetti dei fratelli Calzetta... Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto, ecco perfetto.
EX 210 Drago: Ha fatto un cilindro in ferro dato a Marchese Antonino.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Mi è sfuggito - o per meglio dire non ricordo più se io le ho fatto la domanda specifica e se lei quindi mi ha potuto dare i particolari che mi interessano - non mi ricordo più se le ho chiesto i partecipi di questo fatto.
EX 210 Drago: Partecipi del fatto dell'attentato dinamitardo?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Drago: La bomba è stata confezionata da Graviano Filippo ed era presente Marchese Antonio, io medesimo e Graviano Giuseppe; se mal non ricordo vi era il cognato di Marchese Antonino e Di Filippo Emanuele, se mal non ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questo signor Sacco Antonino che persona è? Cioè a dire, a quello che capisco, lei, chiamandolo con nome e cognome, lo conosce personalmente.
EX 210 Drago: Lo conosco personalmente, lo conosco benissimo. Loro hanno una fabbrica artigianale della lavorazione del ferro e dell'alluminio. E' un affiliato, una persona a noi vicinissima, conosce quasi tutti i personaggi di spicco del nostro gruppo di Cosa Nostra. E' una persona che si è messa alle disposizioni in tutto.
Per me, ad esempio, mi ha favorito. Io, allo stato latitante, mi serviva una persona per l'acquisto di una macchina, per l'intestazione di una macchina, e lui mi ha favorito tutta la documentazione di un certo Buglisi Giovanni. Mi stava anche per favorire la patente, perché avevo richiesto anche di farmi avere la patente di quest'ultimo, così che potessi camminare sia con la patente che con l'intestazione della macchina a nome di Buglisi.
Durante questo episodio, io mi ricordo che io sono stato tratto, poi, in arresto e allora hanno trovato, appunto, si volevano disfare di questa patente; insomma, li hanno tratti in arresto, a Sacco Antonino e a un altro suo fratello.
Sacco con me si è messo a disposizione riguardante l'abitazione, appunto, dove a me mi hanno arrestato, in una traversa di Corso Calatafimi.
Mi ha fatto tutta la blindatura, la blindatura della porta e delle finestre, quindi è una persona di massima fiducia.
Sempre il Sacco ci ha fatto la blindatura dei caseggiati allo Zen; erano dei caseggiati in aperta campagna - il proprietario era Gioacchino Di Caccamo, uomo d'onore della famiglia Brancaccio - dove appunto noi ci riunivamo in questo posto, io, i Graviano, il Lucchese... Insomma, era un punto di nostro incontro.
Lui ci ha fatto la blindatura anche di questo caseggiato.
Sempre lui, ad esempio, fa capire lo spessore di vicinanza agli uomini d'onore, hanno una ditta di ferramente, e questa ditta di ferramenta sono soci occulti, era socio occulto... o meglio, era socio occulto Marchese Giuseppe, però dopo che si è pentito non lo è più. Questa ditta è di Leoluca Bagarella, questa ferramenta sita in via Messina Marina.
Sempre lui, ad esempio, ha fatto... nella villa di Ciccio Tagliavia gli ha fatto un rifugio segreto. Insomma, per far queste cose era una persona a noi vicinissima, una persona della massima fiducia.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Lei ha detto che è stato per un certo periodo latitante. Si sta riferendo, quindi, al periodo che precede l'arresto dell'8 marzo del '90?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Fu lunga questa latitanza?
EX 210 Drago: No, fu poca.
PUBBLICO MINISTERO: Lei decise di mettersi in latitanza, voglio dire, sapendo che c'era un provvedimento nei suoi confronti, oppure decise di togliersi di circolazione perché pensava che qualcuno la potesse venire a cercare?
EX 210 Drago: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Mi aiuti a capire questa...
EX 210 Drago: No, no. Già si sapeva che, appunto, Francesco Marino Mannoia stava iniziando a collaborare e che ci stavano dei provvedimenti sia nei miei confronti che nei confronti di altri uomini d'onore.
PUBBLICO MINISTERO: Con riferimento a questa latitanza, quindi ho capito che lei ha spiegato in che termini Sacco, lei ha detto: 'mi favoriva e mi doveva favorire l'intestazione della macchina e questa patente a questo nome, Buglisi'.
Ecco, ma lei all'epoca di questa sua latitanza, per intendersi, a parte avere un documento falso, a parte avere una macchina pulita intestata a una persona pulita, lei dove stava?
EX 210 Drago: Io dove stavo?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Drago: Nell'ap...
PUBBLICO MINISTERO: Fisicamente, lei, dove alloggiava, dove andava a dormire?
EX 210 Drago: Nell'appartamento in una traversa di Corso Calatafimi, a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Drago: L'appartamento, appunto, dove il Sacco Antonino mi ha fatto la blindatura.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, lei ha mai sentito parlare di un certo signor Gioacchino Pennino?
EX 210 Drago: Sì. Gioacchino Pennino è un dottore specialista in analisi. Ha un laboratorio, appunto, di analisi in via Roma e uno in piazza Luigi Struzzo, sempre a Palermo.
E' uomo d'onore della famiglia mafiosa di Brancaccio...
PUBBLICO MINISTERO: Uomo, mi scusi se la interrompo, uomo d'onore perché le è stato proprio presentato?
EX 210 Drago: Sì. Mi è stato ritualmente presentato come uomo d'onore della famiglia mafiosa di Brancaccio da Graviano Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: E questo signore lei ha detto era un medico?
EX 210 Drago: Sì. Aveva un laboratorio, due laboratori di analisi cliniche, di analisi, a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha avuto ragione per frequentare questa persona? A parte l'aver saputo che si trattava di un uomo d'onore.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ha avuto occasione, motivo, per avere rapporti con questa persona? Almeno rapporti di frequentazione, intendo dire.
EX 210 Drago: Sì, mi ci frequentavo, sapevo bene dove abitasse. Ho accompagnato diverse volte il Graviano Giuseppe da quest'ultimo.
PUBBLICO MINISTERO: Mi spiega la ragione per cui Graviano Giuseppe, per andare a incontrare quest'altro uomo d'onore, invece che andarci per i fatti propri, ci andava accompagnato da lei?
EX 210 Drago: Il Graviano Giuseppe era allora latitante, poi io ero sempre con lui, vicino a lui, tipo la stessa persona, quindi si era quasi sempre insieme.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma l'accompagnare Graviano Giuseppe da Pennino è un fatto che è accaduto una volta sola o che è accaduto più volte?
EX 210 Drago: No, no, è accaduto più volte. Il Graviano Giuseppe non aveva nessun problema nel circolare a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Questa affermazione... No, propongo la domanda in maniera diversa.
Le ragioni per le quali Graviano Giuseppe andava a incontrare il dottore Pennino, voglio dire, perché aveva da farsi analisi del sangue, perché doveva fare qualche cosa che si va a fare da un medico in un laboratorio di analisi, o aveva qualche ragione, aveva ragioni diverse?
EX 210 Drago: Qualche volta anche per questo, ma la maggior parte delle volte, appunto, per parlare di cose inerenti a Cosa Nostra.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei veniva messo al corrente, prima o dopo o durante, del contenuto di queste conversazioni, di queste...
EX 210 Drago: Si appartavano e parlavano fra di loro. Poi io venivo a sapere dal Graviano anche il contenuto, delle volte, delle conversazioni. Insomma, però loro di solito si appartavano e parlavano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma la ragione del fatto che il colloquio si svolgeva separatamente tra Graviano Giuseppe e Pennino, risiede in quale motivo?
EX 210 Drago: No, delle volte anche...
PUBBLICO MINISTERO: Una regola generale oppure, con l'occasione, qualcuno le diceva: 'tu aspetta un attimo, che noi dobbiamo parlare'?
EX 210 Drago: No, no. Diciamo una regola. Anche, delle volte, per una sorta di educazione non interferire nel.. cioè, non andare... O delle volte un colloquiare io stesso. Insomma, non ci stavano tanti problemi riguardante il caso specifico di loro.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Lei ha più volte parlato, prima, di una persona che ha indicato con il cognome Giuliano, il nome Giuseppe e il soprannome "u' Folonari".
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è l'unica persona, con quel nome Giuliano, che conosce?
EX 210 Drago: Ma...
PUBBLICO MINISTERO: Io intendo riferirmi agli ambienti di Cosa Nostra.
EX 210 Drago: No, conosco un altro Giuliano, Giuliano Salvatore detto "u' Postino". Una persona a noi vicinissima, vicinissima specialmente a Ciccio Tagliavia, dal quale prendeva ordini e faceva sapere il tutto a Ciccio Tagliavia.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei dice vicinissimo. Da questo capisco che non sa se, quindi, avesse la qualità di uomo d'onore, questa persona.
EX 210 Drago: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Almeno a lei nessuno gliel'ha presentato, se capisco bene.
EX 210 Drago: Per quello che mi risulta non mi è stata presentata come uomo d'onore, bensì una persona vicina, diciamo, un affiliato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando lei dice: vicino in particolare a... Ciccio è Francesco, vero?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Francesco Tagliavia.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può dare concretezza a questa affermazione? Intendo dire: vicino in relazione a qualche cosa di particolare, o vicino semplicemente perché si frequentavano, questi due, abitualmente?
EX 210 Drago: No, vicino in tutto, perché si frequentavano e anche per i particolari. Non so, lui era dedito al traffico di stupefacenti, queste cose, quindi il Ciccio era a conoscenza di tutto ciò che faceva. Se ci stava qualche cosa in particolare che lui doveva fare, lo faceva sapere prima al Francesco Tagliavia.
Ad esempio, incaricato da Francesco Tagliavia, ci ha portato a noi un ragazzo, un ragazzo che si era introdotto negli uffici di Abbate Giuseppe.
Abbate Giuseppe, l'ho detto poco fa...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Drago: ... era uomo d'onore della famiglia Roccella, era a capo della famiglia.
Si era introdotto, appunto, nei suoi uffici e per questo motivo è stato eliminato.
Ed è stato proprio il Giuliano Salvatore, che conosceva la persona, a condurcelo negli uffici di Pippo Cosenza, sito in zona industriale a Brancaccio, a Palermo.
Ci ha condotto questa persona; insieme a lui c'era suo figlio, in macchina. Questa persona è scesa, noi l'abbiamo presa in questi ufficio ed è stato strangolato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, il nome dello strangolato se lo ricorda?
EX 210 Drago: No, mi ricordo che era un ragazzo giovane, forse all'epoca minorenne.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, della famiglia anagrafica di questo signor Giuliano Salvatore - anagrafica, ripeto - conosce qualcuno lei?
EX 210 Drago: Sì, io conosco, lui aveva dei figli, per quello che conosco io, che li vedevo anche spesso là a piazza Sant'Erasmo dove il Ciccio Tagliavia ha la pescheria. Vedevo due figli: uno più grande e uno più piccolo.
Poi ho saputo che un figlio, sempre di Giuliano Salvatore, che era soprannominato "u' Postino", si è sposato con una figlia, insomma non so, si è fatto un legame di parentela con un uomo d'onore di Corso dei Mille a nome Pietro Senape.
PUBBLICO MINISTERO: Pietro?
EX 210 Drago: Senape. Senape, Senapa, una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Drago: Uomo d'onore di Corso dei Mille.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei conoscenza personale diretta con qualcuno della famiglia di Giuliano Salvatore "il Postino" l'ha mai fatta?
EX 210 Drago: Sì, io conoscevo Giuliano Salvatore; proprio lui lo conoscevo...
PUBBLICO MINISTERO: Lui sì, ma io dicevo proprio qualcuno di casa, della famiglia.
EX 210 Drago: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Conoscenze personali dirette.
EX 210 Drago: Il figlio mi vedeva e mi salutava, però non ho avuto mai contatti diretti col figlio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, poco fa lei ha nominato la persona di Bagarella con riferimento a una certa ditta, eccetera, eccetera. Ma lei ha mai conosciuto questa persona?
EX 210 Drago: Bagarella?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Drago: Bagarella è mio cugino, è certo che l'ho conosciuto.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Oltre a conoscerlo personalmente in ragione di questo rapporto di parentela, lei è al corrente... Io mi rifaccio sempre al periodo in cui lei faceva contemporaneamente il libero cittadino e l'uomo d'onore di Cosa Nostra, eh?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è al corrente dell'esistenza, eventuale, di rapporti a quell'epoca tra le persone di cui abbiamo parlato stamani, e anche ora, e questo signor Bagarella?
EX 210 Drago: No, di queste... Sapevo che si conosceva abbastanza bene con i Graviano, questo glielo posso assicurare.
Poi, della frequentazione, appunto, con le altre persone non glielo so dire.
PUBBLICO MINISTERO: Non me lo sa dire, benissimo.
Ma il fatto che si conoscesse abbastanza bene - riprendo le sue parole - con i Graviano, cosa vuol dire in concreto? Si vedevano?
EX 210 Drago: Sì, loro forse si son visti...
PUBBLICO MINISTERO: Si vedevano in relazione a qualche cosa di particolare, o che altro?
EX 210 Drago: No, avvocato, devo precisare che quando io ero libero, Bagarella era detenuto. Nello stesso tempo, quando lui fu libero, sono stato detenuto io.
Parlo io che loro si conoscevano da prima, forse si erano incontrati dentro le carceri, perché sia i Graviano sia il Bagarella mi davano i saluti reciproci.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ma allora i rapporti tra i Graviano e Bagarella com'è che lei li ha appresi?
EX 210 Drago: Li appresi, appunto, perché sia il Bagarella me ne parlava bene e mi dava i saluti per loro, e altrettanto facevano i Graviano nel darmi i saluti e nel parlarmi di Bagarella.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo nel periodo in cui... Il detenuto chi era, nell'occasione, Bagarella o lei?
EX 210 Drago: Il detenuto era Bagarella.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
E quindi lei mandava i saluti dei Graviano a Bagarella.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando Bagarella era detenuto.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come faceva a fargli avere, materialmente, questi saluti?
EX 210 Drago: Io...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, andava lei a trovare Bagarella?
EX 210 Drago: Sì, io facevo il colloquio. Il colloquio lo facevo non con Bagarella, bensì con i miei cugini Marchese Giuseppe e Antonino, però nello stesso tempo facevo il colloquio anche lui.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm?
EX 210 Drago: Si faceva in modo che tutti e tre facevano lo stesso colloquio e ci si vedeva tutti. Mentre lui faceva il colloquio con i suoi familiari e si vedeva anche con mia cugina Vincenza Marchese, all'epoca erano fidanzati, quindi ci si incontrava tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era concertata questa contemporaneità dei colloqui.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era programmata, voglio dire?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il fatto di avere colloqui in contemporanea.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per poter portare questi saluti, lei ha detto.
EX 210 Drago: Sì, per poter... cioè, ci vedevamo tutti, una volta per uno, e lui mi dava sempre i saluti per i Graviano.
I Graviano, ripeto a dire, all'epoca che erano detenuti io li davo a Graviano Giuseppe; mentre per Graviano Filippo... oppure mi dava anche i saluti per la madre; conosceva bene la madre dei Graviano e le mandava i saluti; le mandava i saluti ai figli che stavano in carcere, gli dicevo: 'tanti saluti di mio cugino Luca'.
Non so se sono stato chiaro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, è chiaro. Senta, le risulta qualche cosa sul conto, eventuale eh, di un rapporto di conoscenza tra - al di là dell'episodio che lei ha narrato, quella certa riunione in cui c'era Riina - le risulta qualche cosa su una eventuale esistenza di rapporti continuativi tra i Graviano - e meglio ancora se sa dire chi dei Graviano - e Riina?
EX 210 Drago: No.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, l'episodio che ha narrato prima, in ordine a quella riunione alla quale lei stesso era presente, è l'unico episodio quindi dimostrativo dei rapporti tra Graviano e Riina, per quanto lei è a diretta conoscenza?
EX 210 Drago: Sì, per quanto è a diretta conoscenza anche perché poi sono stato detenuto.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, o i suoi familiari, avete avuto intestazione - intestazione formale, intendo dire - di beni immobili? Case.
EX 210 Drago: Sì. Sì, mi ricordo un particolare che mio padre aveva intestato un appartamento di proprietà dei Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Di chi, in particolare?
EX 210 Drago: Dei fratelli Graviano. Parlando dei Graviano parlo io di Benedetto e Giuse... di Benedetto e Giuseppe e Filippo.
Appunto questo appartamento intestato, che ricordo che in questo appartamento poi tipo che è stato dato in affitto a un fratello di Tutino Vittorio o Tutino Marcello, sono due fratelli affiliati vicino a noi uomini d'onore.
PUBBLICO MINISTERO: Andiamo con ordine, mi scusi Drago.
Allora, cominciamo a chiarire com'è che un appartamento, che nella realtà, nella sostanza, io così ho capito, era dei Graviano, però finì intestato a suo padre. Dico, come mai suo padre si prestò a questa cosa di intestarsi un bene di altra gente?
EX 210 Drago: Questo gliel'ho detto io, l'ho fatto io, in quanto i Graviano avevano bisogno di persone per l'appunto per intestarsi l'appartamento.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era una cosa che ha chiesto lei a suo padre.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Suo padre è rimasto soddisfatto di questa richiesta?
EX 210 Drago: No, niente. Mio padre gliel'ho detto e l'ha fatto. Mio padre e i miei familiari mi ricordo sempre mi dicevano un detto dice: 'meglio mangiar pane e cipolla che avere dei problemi', cosa che io non ho ascoltato.
PUBBLICO MINISTERO: Non è che abbia capito molto perché lei ha abbassato un po' il volume della voce e si deve essere anche allontanato dal microfono.
PRESIDENTE: Vuole ripetere queste sue risposte?
EX 210 Drago: Ripeto. Riguardante mio padre. Mi diceva un detto, dice: 'meglio mangiare pane e cipolla che avere dei problemi nella vita'. Dico, detto che io non ho ascoltato.
PUBBLICO MINISTERO: E che non ha seguito, vuol dire.
EX 210 Drago: Non ho seguito, meglio.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Comunque, questo appartamento dov'era? Quello che fece intestare a suo...
EX 210 Drago: Questo appartamento era in via Sperone. E' un appartamento che era, diciamo, aveva costruito un certo Sanseverino Domenico.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quindi lei per fare questa operazione di intestazione a suo padre ha avuto, penso, un incarico, una richiesta da qualcuno.
EX 210 Drago: Sì. Il Graviano stesso mi disse di trovare delle persone. Erano quattro gli appartamenti all'epoca da intestare, appunto di trovare delle persone in modo che si potesse lui appropriare di questi appartamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, potesse diventare proprietario tramite terzi, vuol dire questo lei?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, poi ha detto che questo appartamento finì affittato...
EX 210 Drago: Affittato a Tutino, Tutino Ninni, dovrebbe essere Antonino, che questo è fratello di Tutino Vittorio e Tutino Filippo Marcello. Questi Tutino Filippo Marcello e Tutino Vittorio sono due persone affiliate vicino a noi uomini d'onore vicinissimo ai Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Questo all'epoca in cui lei era uomo d'onore in servizio permanente effettivo?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
A me interessa in particolare la sua conoscenza - quale che essa sia, quale che essa sia stata - sul conto di questa persona, di questo Tutino Vittorio. Lei ha detto persona vicina, affiliati, lui e il fratello Filippo Marcello.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco ma questa affermazione lei la ricava da qualcosa di concreto, da qualche situazione effettiva di cui abbia conoscenza?
EX 210 Drago: Ripeto a dire, erano le persone che sapevano dove che si dormiva, dov'è che dormiva... dov'è che dormivo io, dove conducevo la latitanza io, dove conduceva la latitanza Graviano Giuseppe, dove dormiva Graviano Giuseppe, intestatari delle volte degli appartamenti. Ad esempio, Tutino Vittorio era l'intestatario del contatore dell'ENEL dove io conducevo la latitanza.
Insomma, persone che... Quando una persona sa appunto dell'ubicazione dove un latitante trascorre appunto la giornata, la latitanza, è una persona di massima fiducia.
PUBBLICO MINISTERO: E direi anch'io. Senta, quindi, questa persona era intestatario del contratto ENEL.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Contatore vuol dire poco, insomma, il contratto.
EX 210 Drago: Sì, il contratto.
PUBBLICO MINISTERO: E questa è la casa di cui si parlava prima?
EX 210 Drago: Sì, dove io sono stato tratto in arresto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Lei, prima, ha riferito di questa storia di questa automobile intestata a Buglisi grazie a Sacco Antonino. Ecco, ma in quel periodo lì di latitanza, per caso, lei ha fatto uso anche di altre automobili?
EX 210 Drago: Sì, io ho fatto uso di altre automobili come Graviano Giuseppe faceva uso di altre automobili.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma erano automobili intestate a suo nome? Intestate a suoi familiari? Automobili noleggiate? Oppure c'erano degli intestatari di comodo?
EX 210 Drago: No, quando ero libero, diciamo che... sempre però non l'intestavo io l'intestavo, non so, a mio padre, alla nonna, al nonno, a queste persone, non di prima persona. Oppure, come ripeto a dire, il Tutino e altre persone, erano persone che si mettevano appunto a disposizione e intestavano anche delle macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Ma le risulta positivamente che Tutino si sia intestato una qualche macchina che serviva a qualcuno di voi durante la latitanza?
EX 210 Drago: Se male non ricordo, ha intestato una macchina che serviva alla latitanza a Graviano Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questa attività di persona che è a disposizione, nel caso specifico di Tutino Vittorio, lei sa se, per così dire, era gratuita o se ebbe una qualche ricompensa, un qualche contraccambio?
EX 210 Drago: Cioè, questi ragazzi, certo, gli venivano dati dei soldi, venivano agevolati in qualsiasi cosa avessero di bisogno. Poi mettevano a disposizione anche del Graviano Giuseppe la loro casa, Graviano Giuseppe ha condotto diverso tempo la latitanza appunto nella casa del Tutino.
PUBBLICO MINISTERO: Parliamo sempre di Vittorio?
EX 210 Drago: Sì, Tutino Vittorio e Marcello abitavano nella stessa casa con la madre, case popolari dello Sperone. Appunto, ripeto, era una persona a disposizione. Mi ricordo che noi l'abbiamo fatto entrare in un deposito, che qui mi sembra sempre un deposito di collettame, sito in zona industriale Brancaccio.
PUBBLICO MINISTERO: L'avete fatto entrare, cioè a dire, gli avete trovato del lavoro voi?
EX 210 Drago: Sì. Però là era tipo una forma di custode là, o ci stava o non ci stava, dico, faceva da guardiano, insomma era tipo il padrone lì dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Le risulta che Tutino - io continuo a parlare di Vittorio, per non creare né confusione né equivoci - oltre che essere stato a disposizione per quelle cose che ha raccontato, sia stato impiegato per altre azioni illecite?
EX 210 Drago: Sì. Il Tutino veniva impiegato anche per fare delle estorsioni, per incendiare delle macchine, per fare dei danneggiamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Può dare concretezza a questa sua ultima affermazione?
EX 210 Drago: Sì. Mi ricordo Mobilificio Saccone, una fabbrica di scarpe, se male non ricordo, Cima, sempre a Palermo. Mi ricordo intimidazioni fatte a un vicino di casa dei Graviano. Questo aveva avuto una discussione, un battibecco con Graviano Filippo e Graviano Filippo gli ordinò di fare il danno alla macchina, di... Infatti, quest'ultimo, cioè il Tutino Vittorio, gli è andato a conficcare un piccone sul tetto della persona designata.
Insomma, era una persona che tutto quello che gli si diceva che in particolare gli dicevano i Graviano lui faceva.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, a questi danneggiamenti ai quali - o estorsioni che siano, tanto il danneggiamento è funzionale all'estorsione - ai quali ha fatto riferimento prima, cioè, questa ditta, questo calzaturificio o negozio di scarpe che fosse, ma ha partecipato anche lei personalmente?
EX 210 Drago: No, si mandava lui, gli si diceva il da fare e lui c'andava.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, voglio dire, questa circostanza le risulta per scienza diretta anche se lei non vi ha avuto parte materiale.
EX 210 Drago: Sì, sì. Se mal non ricordo, non ricordo onestamente se in qualche occasione di estorsione, diciamo, c'ero anch'io, non mi ricordo attualmente.
PUBBLICO MINISTERO: Ho ancora qualche domanda ma ormai sono piuttosto limitate, almeno come numero.
Ho bisogno di sapere se a lei dice qualche cosa il cognome Vasile.
EX 210 Drago: Sì. Leo Vasile, io conosco un certo Leo Vasile, uomo d'onore della famiglia Brancaccio. Una persona che aveva un'impresa di pulizie. Pulizie nel senso che aveva una cooperativa nella stazione ferroviaria sita in Brancaccio dove puliva appunto i vagoni dei treni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi Leo. leo che è un diminutivo oppure è il nome vero e proprio?
EX 210 Drago: No, cioè io l'ho conosciuto come Leo Vasile, Leo sarebbe, penso, Leonardo. Però io lo conosco appunto come Leo Vasile. So dove abitava, abitava in una traversa di Corso Calatafimi, dove io delle volte sono stato anche a casa sua.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, di questa persona lei sa qualcosa circa la famiglia anagrafica, la sua famiglia di sangue? Se questo aveva, ha figli o che altro?
EX 210 Drago: Riguardante a ciò so che era un appassionato di cavalli da corsa, possedeva dei cavalli da corsa e che aveva un figlio, se mal non ricordo, a nome Giuseppe che è anche lui un appassionato di cavalli da corsa, non ricordo se addirittura era un fantino, cioè uno che portava addirittura il calessino...
PUBBLICO MINISTERO: I cavalli.
EX 210 Drago: ... dei cavalli da corsa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei personalmente ha fatto la conoscenza di questo figlio che guidava i cavalli?
EX 210 Drago: No, no, non l'ho conosciuto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questa situazione la conosce per discorsi che le sono stati fatti?
EX 210 Drago: No, fatti e detti da lui personalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Drago: Mi ricordo che mi ha mostrato anche qualche coppa, non so, qualche trofeo vinto da suo figlio, da quest'ultimo, appunto sempre nell'ambito dei cavalli, una cosa del genere. Che lui... entrambi, sia padre e figlio, sono appassionati.
PUBBLICO MINISTERO: Il cognome Carra le dice qualcosa?
EX 210 Drago: Cognome?
PUBBLICO MINISTERO: Carra.
EX 210 Drago: Carra?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Drago: Carra gli associo a degli autotrasportatori che avevano gli uffici nel palazzo dove stava il Marino Mannoia Agostino, siti in Corso dei Mille vicini Piazza... vicino dove c'era la pescheria di Ciccio Tagliavia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi gli abbiamo ambientati come attività lavorativa e come luogo di esercizio di questa attività lavorativa. Ma le risulta qualche cosa circa un eventuale collegamento di questa famiglia - perché io ho adoperato il cognome e lei ha parlato della famiglia - con Cosa Nostra o con persone del mondo di Cosa Nostra?
EX 210 Drago: Di questi autotrasportatori mi ricordo il nome Michele Carra, che era il padre. Questo di qua era una persona, al dire dal Ciccio Tagliavia, vicina. Poi mi ricordo che Agostino Marino Mannoia lui aveva dei camion, per il trasporto appunto, e delle volte si rivolgeva a loro che gli facevano fare anche qualche lavoro.
PUBBLICO MINISTERO: Qualche lavoro, in concreto che cosa...
EX 210 Drago: Lavoro, gli facevano lavorare l'automezzo, il camion.
PUBBLICO MINISTERO: Ma le risulta se queste persone possano essere state impiegate in qualche cosa di illecito?
EX 210 Drago: No.
PUBBLICO MINISTERO: Il cognome Pizzo, le dice niente?
EX 210 Drago: Sì. Pizzo dovrebbe essere Giorgio Pizzo, un ragazzo abitante in via Conte Federico. Una persona che è stato detenuto, è stato tratto in arresto una volta per una vicenda, per una rapina lui ed altri complici e si era comportato abbastanza bene dentro il carcere e si era fatta tutta la detenzione senza mai dire i nomi dei complici, appunto si era fatto tutta la galera.
Mi ricordo che poco prima del mio arresto si stava cercando di avvicinarlo, i Graviano... si stava cercando di avvicinarlo, appunto, di mettercelo vicino al nostro gruppo. Lui conosceva molto bene, abbastanza bene Salerno Pietro avevano, appunto, buoni rapporti.
PUBBLICO MINISTERO: Salerno Pietro è una delle persone che lei ha indicato quando ha parlato della composizione del gruppo di fuoco?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si parla sempre dello stesso Salerno Pietro?
EX 210 Drago: Sì. Salerno Pietro è uomo d'onore della famiglia Ciaculli.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Drago: Facente parte del gruppo di fuoco.
PUBBLICO MINISTERO: No, siccome capita spesso di imbattersi in omonimi proprio pieni di cognome e di nome, le domandavo se si parlava sempre dello stesso Salerno Pietro.
Ecco, ma questo signor Pizzo, lei lo conosceva, voglio dire, personalmente, da prima del suo ingresso in Cosa Nostra come uomo d'onore?
EX 210 Drago: Sì, sì, l'ho conosciuto prima, prima della mia detenzione.
PUBBLICO MINISTERO: Il fatto che era stato arrestato per questa rapina, quindi lei, è una situazione che conobbe quando si verificò, o perché fu oggetto di discorsi e commenti in un momento successivo, in relazione al buon comportamento di questa persona durante la detenzione e nel processo?
EX 210 Drago: No, era un commento, appunto, in base alla detenzione. Perché questo è... quando è stata fatta questa rapina, se male non ricordo, io neanche ero uomo d'onore, neanche ero stato combinato.
Appunto, si commentava della persona, nel senso una persona educata e della massima fiducia.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda, questa persona di cui si sta parlando, dove stava?
EX 210 Drago: Via Conte Federico.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, riassuntivamente, mi pare che più d'una delle persone di cui si è parlato oggi stessero in via Conte Federico, o mi sbaglio?
EX 210 Drago: Sì, diverse persone stavano in via Conte Federico.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, via Conte Federico - io non la conosco Palermo - è una strada lunga due chilometri o è una strada breve?
EX 210 Drago: No, almeno per quello che so io, non... diciamo che è lunga abbastanza, è la continuazione di via Brancaccio.
PUBBLICO MINISTERO: Le volevo chiedere ancora questo, lei ha avuto quindi una conoscenza personale diretta, praticamente da sempre, con i fratelli Graviano. Ma ha avuto anche occasione di conoscere qualche cosa di più anche della loro vita personale, dei legami che queste persone avevano, anche, ripeto dei legami personali, se erano fidanzati, se erano sposati?
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se sì, se sa i nomi delle persone che erano, almeno all'epoca, rispettivamente le fidanzate, le mogli di questi giovani.
EX 210 Drago: Sì. Riguardante i fratelli Graviano so tutto dei familiari, i parenti, amici. Riguardante le ragazze li conosco tutti abbastanza bene. Graviano Giuseppe, la sua ragazza è Galdi Rosalia da noi chiamata "Bibiana", abita in via Brancaccio, hanno un tabacchino, il padre fa il finanziere. Il Graviano Filippo...
PUBBLICO MINISTERO: Finanziere, cioè...
EX 210 Drago: Finanziere, Guardia di Finanza in pensione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Drago: E' un pensionato della Guardia di Finanza. Riguardante le... C'ha una sorella e due fratelli, a nome Tonino e Leopoldo. La sorella a nome Carmela.
Poi ci sta la fidanzata di Graviano Filippo si chiama Buttitta Francesca, è figlia unica, conosco sia il padre che la madre.
La ragazza del Graviano Benedetto si chiamava Giusy Ferrante, se male non ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ha mai sentito parlare o comunque le dice qualche cosa questo nome: Piero Lo Bianco?
EX 210 Drago: Sì. Piero Lo Bianco è uomo d'onore della famiglia di Misilmeri.
AVVOCATO Oddo: Scusi signor Presidente, avvocato Giuseppe Oddo, dovremmo dare atto, richiedo che mi sia dato atto, che, quando il Pubblico Ministero ha chiesto di questo signore, è stata mostrata una foto che è apparsa nei monitor.
PUBBLICO MINISTERO: Si. E' stata una cosa inavvertita, lo dico subito io...
AVVOCATO Oddo: Va bene, inavvertita però è un fatto che è successo, se...
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato...
PRESIDENTE: Come lei lo ha detto è già verbalizzato, soltanto che io non me ne sono accorto perché non stavo guardando là.
AVVOCATO Oddo: Allora ce ne siamo accorti io e il Pubblico Ministero. Comunque ce ne siamo accorti, dico, tutte e due le parti processuali.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti un attimino, mi perdoni. Drago, da dove si trova lei ha possibilità di vedere qualche monitor?
EX 210 Drago: Completamente no.
PRESIDENTE: Fino a questo momento non ha la possibilità di vedere il monitor. Gli sarà possibile se si aprirà lateralmente questo attendamento o schermo. Quindi avvocato.
AVVOCATO Oddo: No, signor Presidente, io non è che... Stavo dicendo altro che è una cosa che è accaduta.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
AVVOCATO Oddo: Non credo che stessi facendo...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, mi sembrava doveroso chiedere una circostanza rilevante con riferimento alla sua puntualizzazione, tanto tempestiva quanto...
PRESIDENTE: Va bene, Pubblico Ministero vada pure avanti.
PUBBLICO MINISTERO: ... circostanziata.
Dunque, volevo sapere se le dici qualche cosa il nome di Piero Lo Bianco.
EX 210 Drago: Piero Lo Bianco è uomo d'onore della famiglia di Misilmeri. Una persona vicina a Pietro Ocello che Pietro Ocello è uomo d'onore della famiglia di Misilmeri, rappresentante della famiglia di Misilmeri ed era a capo del mandamento di Misilmeri.
Dopo la sua morte - che questo è stato ucciso - a dirigere le fila del mandamento di Misilmeri è stato appunto Piero Lo Bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei come ha appreso tutti questi dati? Quindi, che Piero Ocello era capo famiglia e capo mandamento. Che questo è stato ucciso. Che dopo di lui è subentrato... eccetera, eccetera.
EX 210 Drago: Cioè, il fatto che Pietro Ocello lo conoscevo, l'ho conosciuto già quando io stavo libero che era alla guida della famiglia di Misilmeri, e poi a capo del mandamento mentre io stavo, appunto, fuori.
Quando lui è stato ucciso io stavo detenuto e, appunto, della vicenda di Pietro Ocello l'ho saputo da Giuliano Giuseppe detto "u' furunaru", uomo d'onore di Corso dei Mille componente del gruppo di fuoco.
PUBBLICO MINISTERO: E è nella stessa circostanza che ha appreso che il capo famiglia successore era questo signor Lo Bianco?
EX 210 Drago: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha mai conosciuto lei personalmente questo Lo Bianco?
EX 210 Drago: Sì, l'ho visto una volta a casa di Pietro Ocello.
PUBBLICO MINISTERO: Nell'occasione si ricorda chi era presente oltre a lei, Ocello e Lo Bianco?
EX 210 Drago: Io, Ocello e Graviano Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: C'era una ragione per la quale... Scusi?
EX 210 Drago: E Lo Bianco, si capisce.
PRESIDENTE: Era presente anche Lo Bianco, vuol dire.
EX 210 Drago: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'era una ragione per la quale vi trovavate presso questo signor Ocello tutti riuniti, lei, Giuseppe Graviano...
EX 210 Drago: C'erano buoni rapporti fra Ocello Pietro e Graviano e noi. Addirittura, Pietro Ocello e Graviano si chiamavano "padrino" e "figlioccio". Ci stava appunto questi buoni rapporti. Rapporti anche dovuti al fatto che l'Ocello Pietro conosceva anche, vi erano buoni rapporti con il padre dei Graviano, a nome Michele.
PUBBLICO MINISTERO: Questi buoni rapporti, lei ha detto, intercorrevano tra Graviano Giuseppe e Ocello.
EX 210 Drago: Sì, con in Graviano anche, cioè conosceva a tutti, sia a Benedetto che a Filippo, a tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E è in grado di stabilire se vi erano rapporti e di che tipo, questa volta non più tra Pietro Ocello e i Graviano ma tra Lo Bianco e i Graviano?
EX 210 Drago: Ripeto a dire, da quando stavo fuori io i rapporti erano con Pietro Ocello, da quando sono stato detenuto, appunto, a dirigere il mandamento era appunto questo Lo Bianco. Ho saputo, appunto, che il Lo Bianco però si doveva rivolgere al Graviano Giuseppe per ciò che succedeva nel mandamento Misilmeri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vorrei che mi spiegasse questa sua affermazione. Se io ben capisco questo signor Lo Bianco era diventato il titolare del mandamento.
EX 210 Drago: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cosa vuol dire che doveva rivolgersi a Giuseppe Graviano, che era un pari grado perché era un'altra persona responsabile di un intero mandamento.
EX 210 Drago: Per quello che mi ha detto il Giuliano Giuseppe, appunto, si doveva rivolgere al Giuliano... al Graviano Giuseppe. Non so, è in base - questa è una mia deduzione che posso fare magari - in base ai contatti diretti che aveva Graviano Giuseppe, avere contatti diretti con delle persone, appunto, quindi faceva sapere subito il tutto le vicende del mandamento.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, ma si doveva rivolgere, lei ha adoperato il termine "si doveva", ecco, se uno ci ha un obbligo quest'obbligo nascerà da qualche cosa. Quindi, chi è che aveva messo questo Lo Bianco nell'obbligo di rivolgersi a Giuseppe Graviano?
EX 210 Drago: Questo non glielo posso dire con precisione in quanto ero detenuto e le ho riferito la frase dettomi da Giuliano Giuseppe. Quindi non so particolari inerenti a questo episodio.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Vuole, per cortesia, ispettore far partire sulla lavagna luminosa una certa foto che poi diremo chi è. E magari se l'Ufficiale Giudiziario provvede a... Può rivolgersi alla sua sinistra, Drago.
EX 210 Drago: Spatuzza Gaspare.
PUBBLICO MINISTERO: Per quanto mi riguarda l'esame si chiude a questo punto, Presidente.
Dando atto che la foto che è stata proiettata è la foto numero 1 di un album fotografico allegato alla nota della DIGOS della Questura di Firenze del 7 settembre 1994, che ha la collocazione a pagina 106 e seguenti, del volume secondo di quale... del volume, appunto, che custodisce gli album fotografici nel fascicolo del Pubblico Ministero, II faldone, pagina 106.
La foto in questione, come risulta dalla legenda, riproduce Spatuzza Gaspare, nato l'8/4/1964.
PRESIDENTE: Allora riprendiamo alle ore 15.00?
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
Allora possiamo riprendere. Le parti civili...
AVVOCATO Ammannato: Avvocato Ammannato, difensore di parte civile.
Ecco, stamattina lei, signor Drago, ha parlato del gruppo di fuoco e della sua composizione stabile. Ecco, volevamo sapere: questo gruppo di fuoco, di cui lei ha parlato, di cui ha fatti parte, di quale famiglia era?
EX 210 Drago: Mandamento Ciaculli, ed erano uomini d'onore della famiglia Brancaccio, famiglia Corso dei Mille e famiglia lì a Ciaculli.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, quindi questo, appunto, volevo capire, quindi, il gruppo di fuoco, diciamo, fa parte del mandamento, cioè, non di ogni singola famiglia?
EX 210 Drago: Io, lo dico io gruppo di fuoco, cioè, sta a significare un gruppo di persone, uomini d'onore che commettono omicidi e altro... tipo estorsioni, traffici di stupefacenti, contrabbando di sigarette, insomma, tutto ciò di illecito in Cosa Nostra.
AVVOCATO Ammannato: Certo, dico, ma questo gruppo di persone stabili, quindi fa capo a un mandamento.
EX 210 Drago: Sì. Quello era il mandamento Ciaculli.
AVVOCATO Ammannato: D'accordo. Che altre persone, tanto per capire, chiamano anche Brancaccio?
EX 210 Drago: Non ho capito.
AVVOCATO Ammannato: Che può darsi altre persone, altri collaboranti, chiamano Brancaccio? Cioè, mandamento ex Ciaculli o Brancaccio? O sono due cose diverse?
EX 210 Drago: Allora, io parlo di mandamento Ciaculli, in quanto quando sono entrato io a far parte di Cosa Nostra comandava la famiglia di Ciaculli, il mandamento, Puccio Vincenzo.
Puccio Vincenzo era un uomo d'onore della famiglia Ciaculli, quindi quel mandamento va attribuito a Ciaculli, alla famiglia Ciaculli.
Fino a quando sono stato io arrestato.
Dopo il mio arresto, ripeto a dire, dopo l'arresto di Lucchese Giuseppe, ha diretto il mandamento, sempre diretto il mandamento di Ciaculli, Graviano Giuseppe.
Se poi lo hanno fatto capomandamento, se lo fanno capomandamento, il mandamento viene trasferito a Brancaccio. Però questo io non lo so.
Non so se sono stato chiaro.
Quindi, se a lui lo fanno capomandamento, il mandamento verrà chiamato mandamento di Brancaccio e non più Ciaculli, in quanto Graviano, Graviano Giuseppe è un uomo d'onore di Brancaccio.
AVVOCATO Ammannato: Certo. Ho capito, grazie.
Quindi, diciamo, cambia livello...
PRESIDENTE: Avvocato, questo stamattina, l'esaminato lo aveva già lungamente detto, chiarito.
Non so se lei era presente.
AVVOCATO Ammannato: Sì, sì. No, volevo chiarire... Cioè, un certo chiarimento tra proprio mandamento e famiglia. Grazie.
PRESIDENTE: Non ha altro? Chi interviene?
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni.
Signor Presidente, prima di avviare il controesame che preannuncio sintetico, le chiedo l'autorizzazione a sottoporre alla Corte una questione diciamo organizzativa delle udienze inerente, dico subito, la dislocazione nelle gabbie di nuova fabbricazione di alcuni degli imputati.
Parlo dall'impiedi, perché poi la comodità dello star seduti viene bene con i verbali, ma sento che la voce arriva bene.
Oggi i miei rappresentati, il signor Barranca e il signor Calabrò, sono nelle altre gabbie. Ma domani potranno essere in quelle gabbie.
L'attualità mi pare evidente anche per chi ha, in questo momento la parola, e tra l'altro porto in tal senso anche una convinzione dei colleghi.
Dove vogliamo arrivare? Con molta serenità, ma anche con la dovuta fermezza: nella pausa del pranzo vi è stata difficoltà. Abbiamo riscontrato, anche il caposcorta ce ne ha dato atto fino ad un attimo fa, per la somministrazione dei pasti a coloro i quali si trovano in quelle gabbie.
Ora, questo è il punto di partenza.
Riflettevo, alla luce di norme, perché in causa e un avvocato deve parlare come tutte le altre parti, in base a norme. E come la capienza della camera di detenzione - perché così ha da definirsi il luogo dov'è ristretto un essere umano - debba essere sufficiente.
Ce lo indica l'articolo 6 della Legge 354/75 Ordinamento Penitenziario.
Ora, sul concetto di sufficienza, è chiaro che poi si potrà discutere a lungo. Ed è altresì chiaro che l'Ordinamento Penitenziario fa riferimento alle case di reclusione non ai locali dove si ha da svolgere il processo.
Nondimeno credo che ad ognuno possa risultare come una estensione di grossomodo 1,50 per 1,20 - mi sbaglierò di qualche decina di centimetri e non di più - non sia certo sufficiente alla stazione, seduta o eretta non ha importanza, per decine di ore. Perché poi ogni udienza noi vediamo che si protrae dalle, per gli imputati, dalle otto credo del mattino, fino alle sette e mezzo-otto la sera. Quindi sono 12 ore.
Il momento de pranzo - eccoci al punto, è quello nel quale uno può anche meritare un momento di intimità, di raccoglimento per consumare il frugale pasto che si può consumare in una giornata di lavoro.
Ecco dunque che, come accade alla Casa Circondariale dove oggi sono ristretti sia il signor Barranca, il signor Calabrò, ma credo oggi tutti gli imputati di questo processo, gli stessi sono in comunità. Sono in comunità in momenti anche prolungati.
Quello, per esempio, prima della partenza e quello del rientro.
Allora, a fronte di questa situazione perché costringere, tanto le scorte quanto i detenuti, a polemiche e comunque ad arrabbiamenti e ad umiliazioni per il momento del pranzo? Quando ci sono locali altrettanto idonei che sono quelle gabbie, dove vi sono tra l'altro detenuti comunque in comunità, perché quella è la situazione a monte presso la Casa mandamentale?
Ecco, questo è l'interrogativo che volevo porgere alla Corte.
Praticamente si chiede che, nella pausa del pranzo, coloro che si trovano ad avere la ventura di aver passato il mattino in quelle gabbie, possano andare a consumare il pranzo in un posto dove perlomeno abbiano dove mettere il pane. Perché come loro vedono, nelle gabbie c'è solo una sedia e non c'è altro dove appoggiare il pane.
Ecco, questa era la questione.
Ve ne sarebbe un'altra che ho già proposto. Ma credo che anche questa sia soltanto pratica e questa forse veramente lontana dalla funzione della Corte.
Anche oggi vedo ce il signor Ferro è disteso praticamente a terra perché è vero che ha una lettiga sottostante ma la lettiga non ha i piedi. E quindi il volto di quell'uomo dista da terra lo spazio dal naso al terreno, non di più.
Ecco, queste sono le due questioni per le quali, in un contesto di estrema serenità nella quale questo processo si sta celebrando, potrebbero essere ovviate con pochissimo sforzo nel rispetto delle leggi e quindi consentire a tutti di far meglio il proprio lavoro.
Ecco, questa era la premessa.
PRESIDENTE: Avvocato, le posso rispondere subito che, proprio all'inizio della pausa, mi era stata segnalata questa difficoltà. E io ho autorizzato uno dei nostri addetti a fare in maniera che chi stava in quelle gabbie, o se c'è spazio, tutti contemporaneamente; se non c'era spazio, a turno venissero portati in quelle aulette che ci sono dietro la sede delle gabbie qui a destra. Proprio per avere un luogo più comodo in cui consumare il pasto.
Perciò la cosa mi sorprende che non sia stata fatta.
Mi preoccuperò di vedere che sia attuata, perché...
AVV. Cianferoni: No, è stata fatta E' stata fatta, ma credo che comunque qualcuno - non so certo chi - abbia consumato il pasto anche con un'ora di ritardo, rispetto a quando il pasto è arrivato.
PRESIDENTE: Va bene. Vedrò che cosa si può fare.
AVV. Cianferoni: Questo... Ecco.
PRESIDENTE: Va bene?
AVV. Cianferoni: Grazie, Presidente.
PRESIDENTE: Ora lei credo abbia domande da porre.
AVV. Cianferoni: Sì. Venendo dunque al controesame, vorrei chiedere al signor Drago qualche cosa di questa natura.
Dunque, lei ha detto di conoscere Carra, o comunque persone che portano questo cognome. E' vero?
EX 210 Drago: Sì, io ho detto che ho sentito parlare di Michele Carra.
AVV. Cianferoni: Soltanto.
EX 210 Drago: Questi sono autotrasportatori ed hanno gli uffici sotto l'abitazione dove stava Francesco Marino Mannoia, o Marino Mannoia Agostino.
AVV. Cianferoni: E' a conoscenza delle modalità di trasporto di merce di contrabbando nell'ambito di Cosa Nostra?
EX 210 Drago: Su domanda del Pubblico Ministero ho detto che non so di attività illecite dei suddetti.
AVV. Cianferoni: Ecco, va bene. Però, al di là dei Carra o del Michele Carra, che lei ha rammentato, è a conoscenza - le rinnovo la domanda - delle modalità di trasporto di merce di contrabbando, in particolare aggiungo, di sigarette - perché, le dico subito che, ho davanti un suo interrogatorio reso il 19 dicembre '94 al P.M. di Firenze - nell'ambito di Cosa Nostra?
EX 210 Drago: Cioè, riguardante i Carra, ripeto a dire, io non ho parlato di contrabbando di sigarette o di altro. So che sono autotrasportatori e a dire di Ciccio Tagliavia sono a disposizione. Come mi aveva detto a sua volta Agostino Marino Mannoia.
AVV. Cianferoni: E questo ho capito. Però, allora io le formulo in questo senso una contestazione, per brevità, e poi lei mi dice. A domanda risponde, nell'interrogatorio citato:
"So che nell'ambito di Cosa Nostra, ed in particolare per la movimentazione delle sigarette di contrabbando, c'era - e non so se c'è ancora, ma penso di sì - l'abitudine di utilizzare dei nascondigli realizzati artificialmente sui camion. Io non gli ho mai visti con i miei occhi, però so che erano nascondigli ricavati non nella cabina," - questo è un punto - "bensì sotto il cassone. E che il nascondiglio così ricavato si sviluppava per tutta la lunghezza del cassone, tantoché poteva ospitare svariate casse di sigarette".
Lei ricorda di avere detto queste parole?
EX 210 Drago: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco, oggi che io gliele ho rilette che cosa dice? Le conferma. Non se le...
EX 210 Drago: Sì, io le confermo ma non ho parlato di Carra riguardante questo episodio. Non so se sono stato chiaro. Io confermo sì, e ripeto a dire con più precisione, questi tipi di camion gli avevano i fratelli Di Fede che facevano loro il trasporto delle sigarette.
AVV. Cianferoni: Bene.
EX 210 Drago: Quindi io di Carra non ho parlato ma di camion che avevano queste cose.
AVV. Cianferoni: Bene, bene, ho capito, ho capito. Quello che ha detto lo abbiamo letto, sostanzialmente lo conferma, e questo era quanto.
Senta, era a conoscenza della esistenza di un luogo di villeggiatura chiamato villaggio Euromare?
EX 210 Drago: Sì.
AVV. Cianferoni: Sa se dell'esistenza di questo luogo fosse a conoscenza anche un certo Gaspare Mutolo? Ammesso che lei sappia chi è Gaspare Mutolo, ovviamente.
EX 210 Drago: No.
AVV. Cianferoni: Lei Gaspare Mutolo lo conosce?
EX 210 Drago: Io non conosco Gaspare Mutolo, quindi una volta che non conosco lui non gli posso dire se lui conosce o meno questo posto.
AVV. Cianferoni: Mentre invece lei lo conosceva.
EX 210 Drago: Io lo conosco, sì.
AVV. Cianferoni: Mi vuole ricordare la data della scelta sua di collaborazione?
EX 210 Drago: Fine '92.
AVV. Cianferoni: Ecco, lei sa a che cosa dovesse servire questo villaggio?
EX 210 Drago: Cioè, di solito ci recavamo là il Graviano Giuseppe aveva la disponibilità di quello che volevano... e passavamo dei week-end, delle giornate là.
AVV. Cianferoni: Abbiamo appreso in dibattimento da altre fonti che questo villaggio sarebbe servito ad occultare la latitanza di certi soggetti che latitavano. Lei questo lo sapeva o no?
EX 210 Drago: Ripeto a dire, io c'ho passato dei giorni con Graviano Giuseppe. Anche... cioè delle volte lui si incontrava anche con la madre là, la sorella. Quindi, lui ci passava gran parte, diciamo, della sua latitanza. Graviano Giuseppe.
AVV. Cianferoni: Ecco, lei di questo parlò con gli inquirenti quando scelse di collaborare?
EX 210 Drago: Io, nelle dichiarazioni che ho fatto, man mano che si parlava degli argomenti io ne parlavo.
AVV. Cianferoni: Bene. Senta, nel periodo di detenzione, mi è parso di capire, lei dice di avere avuto ugualmente notizie dall'esterno.
EX 210 Drago: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco. Posso dire che la sua scelta di collaborare coincide con la fuoriuscita da Cosa Nostra.
EX 210 Drago: Sì.
AVV. Cianferoni: Fino a quel momento lei si sentiva ed era facente parte dell'associazione.
EX 210 Drago: Sì.
AVV. Cianferoni: Lei ha avuto applicato l'articolo 41-bis? Il regime di cui all'articolo 41-bis?
EX 210 Drago: Sì.
AVV. Cianferoni: Ha mai appreso, durante la sua carcerazione, di circostanze che interessino direttamente o indirettamente i fatti di strage per cui c'è questo processo a Firenze oggi?
EX 210 Drago: No.
AVV. Cianferoni: Ha mai avuto cognizione, durante la sua carcerazione, di strategie stragistiche di questo tipo, cioè, di attacco a monumenti, a chiese da parte di Cosa Nostra?
EX 210 Drago: No.
AVV. Cianferoni: Ha mai sentito parlare, o sa per scienza diretta, di un collegamento tra il regime dell'articolo 41-bis e possibili attentati?
EX 210 Drago: Questo non glielo so dire.
AVV. Cianferoni: Bene. Detto questo io la ringrazio e non ho altre domande.
EX 210 Drago: Prego.
AVVOCATO Rocchi: Avvocato Rocchi. Signor Drago buonasera.
EX 210 Drago: Buonasera.
AVVOCATO Rocchi: Lei ha riferito stamani che ha avuto un'occasione, direi casuale, per conoscere che il signor Cannella era stato combinato uomo d'onore.
EX 210 Drago: Sì, me l'ha detto il Giuliano Giuseppe.
AVVOCATO Rocchi: Ecco, gliel'ha detto in occasione di un'udienza?
EX 210 Drago: Di udienza. Quand'eravamo giù... sì diciamo di udienza. Quando si stava giù nel Tribunale di Palermo, diciamo, dove ci sono le gabbie.
AVVOCATO Rocchi: Si ricorda, rispetto al momento dell'inizio della sua detenzione, come può collocare temporalmente questo fatto?
EX 210 Drago: No. Mi è stata già fatta questa domanda ho risposto che non lo so. Può darsi sono passati 10 mesi, un anno, un anno e mezzo, due anni, con precisione non glielo so dire.
AVVOCATO Rocchi: Senta, di questa notizia lei ne ebbe occasione di conoscenza perché fu lei a chiederlo a Giuliano, o viceversa fu Giuliano ad informarla?
EX 210 Drago: Con il Giuliano così si parlò e si diceva: 'così, così hanno combinato a Fifetto Cannella e a Barranca Giuseppe'.
AVVOCATO Rocchi: Quindi glielo stava raccontando il Giuliano?
EX 210 Drago: Sì, si parlava e mi ha raccontato questo episodio.
AVVOCATO Rocchi: Lei, nel momento in cui iniziò la sua detenzione - era l'8 marzo '90 - da quanto tempo non vedeva il signor Cannella?
EX 210 Drago: Da poco tempo, cioè, ci si vedeva.
AVVOCATO Rocchi: Vi vedevate spesso, quindi vuol dire questo?
EX 210 Drago: Sì.
AVVOCATO Rocchi: Non ha ricordi particolari determinati a fatti specifici?
EX 210 Drago: Di quando ci siamo incontrati?
AVVOCATO Rocchi: Sì.
EX 210 Drago: No, ci si vedeva spesso con il Cannella.
AVVOCATO Rocchi: Senta, durante questo tipo di colloquio che lei ebbe con il signor Giuliano, fu affrontato anche altro argomento che riguardava il Cannella?
EX 210 Drago: Ma, mi ha detto soltanto che era stato combinato e fatto uomo d'onore nella famiglia Brancaccio.
AVVOCATO Rocchi: Lei non chiese spiegazioni? Se questa cosa le interessava, ovviamente. Se mi dice che non le interessa non...
EX 210 Drago: Cioè spiegazioni riguardanti a cosa?
AVVOCATO Rocchi: Riguardanti a questa iniziazione del Cannella. Lei ha detto che nell'86 era stato avvicinato e poi c'è stato questa, chiamiamola, maturazione.
EX 210 Drago: Mi scusi, chi è che è stato avvicinato nell'86?
AVVOCATO Rocchi: Il Cannella. Lei ha riferito...
EX 210 Drago: Il Cannella che si conosce con i Graviamo prima dell'86. Prima che si conosce da quando sono ragazzi loro, l'età di 12-13 anni che si conosce con i Graviano il Cannella.
AVVOCATO Rocchi: No, ma quello che...
EX 210 Drago: Non ho parlato io di Cannella dall'86. Già Cannella quando, io ho iniziato ad avvicinare i Graviano, lui era già vicino ai Graviano. Lui ha avuto anche un periodo di detenzione insieme a Tutino Marcello ed è stato anche tratto in arresto, mi sembra che si sono fatti 18 mesi per sostanze stupefacenti. Dopo che è uscito del carcere si è visto con Graviano, con i Graviano, insomma. Ci sono stati sempre buoni rapporti con i Graviano.
AVVOCATO Rocchi: Ma lei stamane - almeno i miei appunti riportano questo tipo di circostanza - ha riferito che nel 1986 questo Cannella era avvicinato. Io ho inteso dal 1986 in là.
EX 210 Drago: No, no, io dell'86 parlo della mia affiliazione; esattamente vengo combinato e fatto uomo d'onore dopo l'arresto di Di Gaetano Giovanni e di Graviano Filippo.
AVVOCATO Rocchi: Sì, sì, ma questo l'avevo compreso. Io mi riferivo al signor Cannella...
EX 210 Drago: No, no, di Cannella che si conosce è da un bel pezzo. Cioè, possibilmente ho parlato dell'attentato quando sono... l'attentato alla Ferrocementi. Io ancora non ero combinato ed è stato prima dell'86, o intorno, se mal non ricordo, '85, insomma si può verificare...
PRESIDENTE: C'entra anche Cannella?
EX 210 Drago: Sì. Cannella mi ha accompagnato e io sono andato ad abbruciare l'escavatore della Ferrocementi e Cannella mi ha accompagnato. Quindi, è facile da vedere la data perché ci sta un escavatore bruciato.
AVVOCATO Rocchi: Senta, non ho capito se lei ha risposto e quindi le ripropongo la domanda. Quando il Giuliano le riferì questo fatto lei troncò lì la conversazione, oppure ebbe occasione di chiedere qualche altra notizia in ordine a questa combinazione del Cannella?
EX 210 Drago: Avvocato, con il Giuliano si parlava quando ci si vedevamo quello che si sapeva e ci scambiavamo le cose che si sapevano. Ripeto a dire, s'è parlato del Cannella, m'ha detto questo fatto, mi ha detto che è stato combinato, appunto, nella famiglia...
AVVOCATO Rocchi: Appunto, ma il discorso finì lì? Volevo sapere solo questo in due parole.
EX 210 Drago: Non mi ricordo se mi sono state dette altre cose, o, per lo meno, finì là. Ripeto a dire, in una conversazione non mi vado a ricordare tutto quello che si è detto in quell'unica soluzione perché con il Giuliano ero solito parlare ogni volta che ci vedevamo.
AVVOCATO Rocchi: Ho capito. Io Presidente non ho altre domande. Ho però una richiesta istruttoria che formulo immediatamente.
Il teste ha appena confermato di questa conoscenza non diretta ma che gli proviene delle affermazioni di questo signor Giuliano Giuseppe di cui si chiede l'audizione come teste di riferimento citato in ordine alla circostanza testé evidenziata nuovamente dall'esaminato, cioè, della combinazione del Cannella nella famiglia Brancaccio.
PRESIDENTE: Bene. Sulla domanda poi il P.M. - come su altre già fatte in precedenza - il P.M. esprimerà le sue valutazioni e la Corte si riserva.
AVV. Cianferoni: Signor Presidente anche per la posizione Barranca - avvocato Cianferoni - ci si associa alla richiesta formulata dal collega avvocato Rocchi.
PRESIDENTE: Chi interviene?
AVVOCATO Pepi: Io. Presidente, avvocato Pepi.
Senta, signor Drago, lei stamani ha parlato di una conoscenza con Giuliano Salvatore, se non vado errato.
EX 210 Drago: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ecco, io ne vorrei sapere un attimino di più. Cioè, che tipo di conoscenza era con questo Giuliano Salvatore?
EX 210 Drago: Con Giuliano Salvatore, diciamo, non era una forte conoscenza riguardo me, la forte conoscenza l'aveva con Cicco Tagliavia ed era a disposizione di Ciccio Tagliavia. Il Giuliano Salvatore lo vedevo sempre là nella pescheria di Ciccio Tagliavia, a piazza Sant'Erasmo a Palermo.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei sa o conosce che tipo di attività professionale, commerciale, lavorativa aveva questo Giuliano Salvatore?
EX 210 Drago: Cioè, se parliamo di illecito si tratta di sostanze stupefacenti...
AVVOCATO Pepi: No, io sto parlando di lecito.
PRESIDENTE: No, no parla di attività lecite l'avvocato.
EX 210 Drago: Di attività lecite, veniva chiamato "postino", so che lavorava alle poste poi è stato, appunto, buttato fuori per fatto di rapine, cose del genere.
PRESIDENTE: Per fatti di?
EX 210 Drago: Rapine che sono state avvenute dentro le poste, i furti, queste cose.
AVVOCATO Pepi: Senta, la famiglia di questo Giuliano Salvatore da quanti figli era composta?
EX 210 Drago: Famiglia di sangue?
AVVOCATO Pepi: Sì, di sangue.
EX 210 Drago: Ripeto, io ho conosciuto uno più grandicello e uno più piccolino. Uno grandicello dovrebbe avere, non so, intorno i 28 anni, 30 anni, e uno più piccolino. Poi non so altri componenti della famiglia.
AVVOCATO Pepi: Passiamo a un altro argomento. Lei stamane ha fatto una serie di indicazioni, di istituti carcerari nei quali lei è stato. Io le chiedo - perché mi sembra che se ne sia lei dimenticato - è stato anche al carcere di Pianosa?
EX 210 Drago: Sì, sono stato anche al carcere di Pianosa, sì.
AVVOCATO Pepi: Ecco, come mai stamane non l'ha indicato? Perché, insomma, è un carcere non di poco conto, insomma, chi c'è stato se lo ricorda.
EX 210 Drago: No, avvocato, per me il carcere di Pianosa è stato il miglior carcere di dove sono stato io, e lei può andare a vedere le carceri dove sono stato. Io sono stato nelle carceri di Trapani, Sezione Blu, e carceri di Buoncammino. Lei, oppure non so, si vadano a constatare le condizioni delle carceri di Buoncammino e della Sezione Blu. Io a Pianosa ero in un hotel, scusate, cioè, è sempre un carcere, però mi trovavo benissimo.
AVVOCATO Pepi: Senta, una domanda un po' particolare. Lei ha detto che è stato nel carcere di Pianosa. Io le chiedo, in questo carcere lei ha subìto qualche maltrattamento da parte degli organi preposti alla vigilanza?
EX 210 Drago: No. Se dobbiamo parlare del carcere di Pianosa ne possiamo parlare nei seguenti termini, ossia, che non potevi fare quello che ti potevi permettere nel carcere di Palermo o in altri carceri dove il detenuto, il mafioso mette il piede per terra. Là non potevi fare i tuoi comodi.
AVVOCATO Pepi: No, scusi eh Drago, lei non m'ha risposto alla domanda io le ho chiesto, non il tipo di regime che vi è nei singoli carceri. Io le ho chiesto se - se sì o se no lei mi può rispondere in un modo o in un altro come lei meglio crede - se in questo carcere ha avuto dei maltrattamenti di qualsiasi tipo, di carattere morale, di carattere fisico da parte degli agenti di custodia.
EX 210 Drago: No, completamente. Le posso dire che è venuto anche l'onorevole Tiziana Maiolo a farci delle domande, nella sezione dove mi trovavo io, almeno, nessuno si è lamentato di maltrattamenti o altro.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ha dichiarato prima - l'ha dichiarato prima anche al collega che la controesaminava - di aver deciso di collaborare alla fine del dicembre del '92, se non vado errato, vero?
EX 210 Drago: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ecco, le volevo chiedere, prima di questa decisione, le erano state contestati fatti omicidiari?
EX 210 Drago: Ripeto a dire, mi erano arrivati degli avvisi di garanzia dalle rivelazioni fatte da Marino Mannoia Francesco.
AVVOCATO Pepi: Erano arrivati solo avvisi di garanzia oppure erano arrivate anche ordinanze di custodia cautelare.
EX 210 Drago: Non sono bravo in merito, in materia processuale però mi sono arrivati avvisi di garanzia. Come infatti, sono stato soltanto, diciamo, condannato per associazione mafiosa.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ha anche parlato stamani di una serie piuttosto notevole di omicidi a cui lei avrebbe partecipato direttamente o comunque come soggetto concorrente. Ecco, io le chiedo, per tutta questa somma di omicidi che, se non ho capito male, sono da lei indicati in 50, ha avuto una condanna e, eventualmente, a quanti anni globalmente è stato condannato?
EX 210 Drago: Per quello che ne so io, la condanna che mi è stata data non so se sono 16. Se è questo che vuol sapere.
PRESIDENTE: E per quali reati?
EX 210 Drago: Per gli omicidi che ho commesso.
AVVOCATO Pepi: Quindi, per 50 omicidi lei ha avuto 16 anni.
EX 210 Drago: Ora, non so se sono stato condannato o per 15 o per 20, non so per... ho fatto un processo... ho avuto una condanna e mi hanno condannato per 15 o per 16 anni. Però, ripeto a dire, 15 o 16 anni non sono gli anni che mi hanno dato, perché gli anni che... cioè, gli anni che c'ho addosso è per tutta la vita. Cioè, io mi devo stare nascosto, devo stare sempre sotto protezione per tutta la vita.
AVVOCATO Pepi: Sì, questo, Drago, è un discorso diverso. Cioè, io le chiedevo solo processualmente quanti anni lei aveva avuto solo per 50 omicidi.
Ecco, attualmente lei è in stato di protezione e quindi le volevo chiedere: com'è la sua attuale situazione? Lei lavora, ha qualcuno in famiglia insieme a lei?
EX 210 Drago: Avvocato io sono sotto programma di protezione e non posso aggiungere altro.
PRESIDENTE: Può dirci però, soltanto, senza dirci dove, se lavora.
EX 210 Drago: No, ripeto, sono sotto programma di protezione, signor Presidente. Io non... cioè, già penso che questo sia abbastanza per l'avvocato.
AVVOCATO Pepi: Senta, un'ultima domanda. Lei stamani ha parlato di conoscere Pizzo Giorgio.
EX 210 Drago: Sì.
AVVOCATO Pepi: E fra le cose che ha detto - a parte mi sembra abbia detto di avere avuto una conoscenza piuttosto, insomma, superficiale, né amichevole, di collaborazione, eccetera - comunque lei ha detto che Pizzo conosceva un certo signor Pietro Salerno.
EX 210 Drago: Sì, conosceva Salerno Pietro e conosceva i Graviano.
AVVOCATO Pepi: Ecco, lasciamo fare in questo momento i Graviano che non mi interessano in questo momento. Mi interessa il discorso di Salerno Pietro. Questa conoscenza tra Pizzo e Salerno Pietro a lei come risulta essersi effettuata?
EX 210 Drago: Dettomi dallo stesso Salerno Pietro, loro hanno condiviso un periodo di detenzione.
AVVOCATO Pepi: Quindi lei mi conferma che prima della detenzione Pizzo non conoscesse Salerno.
EX 210 Drago: Io, di questo, se lo conoscesse prima, non glielo so dire.
AVVOCATO Pepi: Comunque, lei dice che l'ha conosciuto...
EX 210 Drago: No, io le dico che hanno passato un periodo di detenzione insieme. Quando Pizzo Giorgio è uscito e Pietro Salerno era latitante ci siamo incontrati con Pizzo Giorgio. Io, Pietro Salerno e Pizzo Giorgio, che lo siamo andati a trovare. Lui lavorava - perché era uscito, mi sembra, in semilibertà o una cosa del genere - presso un negozio di mobili.
AVVOCATO Pepi: Va bene. Io non ho altre domande, Presidente. Solo che c'è Giuliano che vorrebbe fare una dichiarazione spontanea.
PRESIDENTE: Faccia Giuliano.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Non funziona il microfono.
PRESIDENTE: Un momento che ora vediamo. Provi ora?
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
No.
PRESIDENTE: Provi ora.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Non funziona.
PRESIDENTE: Senta, noi la sentiamo. Filippo, funziona?
IMPUTATO Giuliano: Allora, signor Presidente, io a questo signor Giovanni Drago non l'ho mai conosciuto, né io né mio padre. Per quanto riguarda la rapina che ha avuto imputato mio padre, è stato nel '76...
PRESIDENTE: Stia a sentire, lei ha diritto di dichiarare quello che vuole per quel che riguarda lei, o altri imputati di questo processo, o persone sentite come testi o collaboratori. Le faccende di suo padre non ci interessano per niente.
IMPUTATO Giuliano: Va bene. Questo signore ha accusato me di un omicidio nel 1989, a marzo dell'89. Signor Presidente, io sono stato militare e sono stato scarcerato. E questo signore che ha imputato 50 omicidi e viene condannato a 16 anni - che poi diviso quattro si farà quattro anni a villeggiare - e io che sono innocente ho il 41-bis, scarcerato perché ero militare.
Accusato da questo signore, l'omicidio era l'11 marzo dell'89 e io mi sono congedato nel novembre dell'89. Se io non ero militare io avevo anche un ergastolo grazie a questo signore che è pagato dallo Stato. 50 omicidi, 16 anni.
Poi, per quanto riguarda i Tagliavia, le faccio presente, signor Presidente, che sono i parenti miei. La loro pescheria è a 20 metri dal mio distributore. Forse mio padre era vicinissimo che erano 20 metri il distributore dalla pescheria. E nessuno dei miei cugini si chiama Ciccio. I miei cugini io li conosco, perciò questo signore è stato informato male da chi lo suggerisce.
PRESIDENTE: Ha finito?
IMPUTATO Giuliano: Ho finito, grazie.
PRESIDENTE: Grazie a lei. Chi interviene ora?
Prego.
AVVOCATO Oddo: Grazie Presidente. Sono l'avvocato Giuseppe Oddo, buonasera signor Drago.
EX 210 Drago: Buonasera.
AVVOCATO Oddo: Signor Drago, devo chiederle alcune cose che riguardano la persona fisica di Filippo Graviano.
EX 210 Drago: Sì.
AVVOCATO Oddo: Lei può dire cortesemente alla Corte se nel volto di Filippo Graviano c'è qualche particolarità?
EX 210 Drago: C'ha una macchia in faccia.
AVVOCATO Oddo: Grazie. Poi un'altra cosa: lei conosce la voce di Filippo Graviano, vero?
EX 210 Drago: Sì.
AVVOCATO Oddo: Lei può ricordare alla Corte se le sono state sottoposte, per l'eventuale riconoscimento, delle intercettazioni telefoniche in questo processo?
E rispetto a queste lei ha escluso che si trattasse della voce di Filippo Graviano?
EX 210 Drago: Sì.
AVVOCATO Oddo: Lei, in ordine ai rapporti non solo di Filippo Graviano, ma in genere anche degli altri fratelli Graviano, con Brusca, è già stato sentito diciamo su questo punto dal signor Pubblico Ministero di Firenze. E può ricordare alla Corte che cosa sa?
EX 210 Drago: No, io ripeto a dire i rapporti dei Graviano con Brusca non li so, perché quando...
AVVOCATO Oddo: Ecco, appunto.
EX 210 Drago: Non gliene so parlare, non...
AVVOCATO Oddo: Va bene.
PRESIDENTE: Guardi, non abbiamo capito cosa ha detto. Bisogna che lo dica...
EX 210 Drago: Riguardante i rapporti che l'avvocato mi chiede con Brusca, diciamo che io non gliene so parlare in merito.
Le posso dire riguardante il Brusca che mio fratello aveva una ditta di elettricità...
PRESIDENTE: Guardi, veramente l'avvocato vuol sapere i rapporti fra Graviano, Filippo penso...
AVVOCATO Oddo: Sì, Filippo, ma anche altri. Perché la domanda è Brusca...
PRESIDENTE: Tra i fratelli Graviano...
EX 210 Drago: Sì, ci sto arrivando.
Siccome mio fratello con i Graviano, insomma, faceva tutto quello che gli dicevano i Graviano. Mio fratello prendeva dei lavori a San Giuseppe Iato, Altofonte, in quei paraggi di là.
Diciamo che i Graviano, per dire di mio fratello, si rivolgevano a lui per fargli pigliare i lavori a mio fratello di elettricità.
AVVOCATO Oddo: Perché lei al Pubblico Ministero aveva detto che non sapeva dei rapporti...
EX 210 Drago: Cioè, io ripeto a dire, rapporti diretti non li ho mai avuti, in quanto quando io ero libero, io il Brusca, ripeto a dire, neanche lo conosco.
AVVOCATO Oddo: Mi scusi, non lei. Parliamo dei Graviano.
EX 210 Drago: Sì, ho capito. E io, da quando stavo fuori, io non li ho mai visti incontrare i Graviano con il Brusca.
AVVOCATO Oddo: Va bene. Questo era che mi interessava.
EX 210 Drago: Da quando stavo fuori, avvocato.
AVVOCATO Oddo: Signor Drago, lei ci può dire se è possibile che un uomo d'onore venga presentato ad un estraneo, a un non componente della organizzazione Cosa Nostra?
EX 210 Drago: Come uomo d'onore?
AVVOCATO Oddo: Sì, sì.
EX 210 Drago: No.
AVVOCATO Oddo: Lei, rispondendo a domanda del signor Pubblico Ministero, all'inizio di mattinata, non è stato completo. Probabilmente perché poi ha parlato di altro.
E mi riferisco a questo punto: ci ha dettagliato la posizione dei cosiddetti vicini.
EX 210 Drago: Sì
AVVOCATO Oddo: Il Pubblico Ministero le aveva chiesto: com'è che sa il vicino di avere a che fare con un uomo d'onore?
EX 210 Drago: Cioè, a livello di uomo d'onore, cioè come parola sostanziale uomo d'onore, lui non sa il fatto di uomo d'onore Cosa Nostra, però sa lo spessore criminale della persona.
AVVOCATO Oddo: Ah, va bene.
EX 210 Drago: Ad esempio, chi stava vicino a Graviano Giuseppe sapeva che era latitante, sapeva che era ricercato, sapeva che in qualsiasi cosa chiedeva, qualsiasi cosa nessuno gli diceva mai di no. E quindi...
AVVOCATO Oddo: Quindi, quando...
EX 210 Drago: Cioè, la persona vicino o l'affiliato, capisce lo spessore della persona, l'importanza della persona.
AVVOCATO Oddo: L'importanza criminale, insomma.
EX 210 Drago: Sì.
AVVOCATO Oddo: Quindi, dico: questi soggetti che possiamo definire con lei vicini, hanno un rapporto sostanzialmente con la persona. Giusto?
EX 210 Drago: Cioè, hanno un rapporto, secondo, con la persona o con le persone.
AVVOCATO Oddo: O con le persone, ogni volta nel senso che sono vicini a più di uno. Giusto?
Credo di avere pochissime domande ancora.
Lei ha parlato di un episodio che riguarderebbe Filippo Graviano a proposito della Termoblock. Giusto?
EX 210 Drago: Sì.
AVVOCATO Oddo: E cioè la fabbricazione ha detto di un cilindretto metallico eccetera.
EX 210 Drago: La composizione. La fabbricazione è stata fatta da...
AVVOCATO Oddo: Ha ragione lei. Non aveva detto fabbricazione, aveva detto composizione. Ho equivocato io, ma involontariamente.
Per quanto attiene l'utilizzo di esplosivo per scopi illeciti, è giusto dire che, per i fatti che sono a sua conoscenza questi hanno sempre avuto, nell'ambito del gruppo criminale cui lei avrebbe partecipato, finalità estorsive e mai sarebbero stati realizzati con accorgimenti tipo telecomandi o timers?
EX 210 Drago: Io, delle cose che ho parlato io, non ho parlato né di timers, né di telecomandi. Ho sempre...
AVVOCATO Oddo: Quindi è giusto in questo senso.
EX 210 Drago: Sì, ho sempre... Delle cose che ne so io, ho parlato io di bombe con la miccia.
AVVOCATO Oddo: Sempre con finalità estorsive.
EX 210 Drago: Sì, per quello che ne ho parlato io sì.
AVVOCATO Oddo: E' giusto dire che, per quello che le risulta, Graviano Filippo non si è mai cimentato in realizzazioni complesse diciamo con gli esplosivi dal punto di vista tecnico?
EX 210 Drago: Ripeto a dire: io ho parlato di Graviano Filippo e della confezione di queste cose.
Non ho mai parlato di cose tecniche riguardanti esplosivi.
AVVOCATO Oddo: Cose particolarmente...
EX 210 Drago: Non ne ho parlato, avvocato.
AVVOCATO Oddo: Sì, lo so che non ne ha parlato.
Dico, però, dato che non sono conosciute dalla Corte le sue precedenti dichiarazioni, è ovvio che io debbo tornare su questi punti.
Una precisazione - e credo che sia finale - lei ha parlato dell'omicidio Sichiera.
EX 210 Drago: Sì.
AVVOCATO Oddo: Poi, parlando di altre persone, dice sapeva dov'è che era la latitanza di Graviano Filippo.
E' possibile che abbia equivocato la persona?
EX 210 Drago: Non ho... Mi riformuli la domanda, perché non l'ho capita.
AVVOCATO Oddo: Perché, andiamoci un momento... L'omicidio Sichiera in che anno si sarebbe verificato?
EX 210 Drago: L'omicidio Sichiera, Graviano Filippo era arrestato.
AVVOCATO Oddo: Eh, quindi appunto... Va bene.
Credo che sia inutile, signor Presidente, sul punto ogni ulteriore indagine. Perché evidentemente si è trattato di un lapsus da parte del dichiarante.
Io non ho altre domande. La ringrazio, signor Drago.
PRESIDENTE: Ci sono altri interventi?
Allora l'udienza riprende sabato mattina 28 alle ore 09.00. Traduzione degli imputati...
AVVOCATO Oddo: Signor Presidente, io avrei una richiesta da rivolgerle, se possibile.
PRESIDENTE: Sì.
AVVOCATO Oddo: E' banale però... Cioè, se l'udienza di sabato mattina potesse iniziare... Per la verità si comincia sempre verso le dieci, con qualche minuto di... come dire, dopo. Legata a problemi aerei.
PRESIDENTE: Mi dica.
AVVOCATO Oddo: Purtroppo debbo tornare a Palermo e ritornare sabato mattina per problemi di albergo in Firenze.
PRESIDENTE: Ho capito. Mi dica però per favore a che ora.
AVVOCATO Oddo: Io alle dieci e mezza sono certamente qui.
PRESIDENTE: Alle dieci e mezza?
AVVOCATO Oddo: Sì. Ieri abbiamo cominciato molto più tardi e oggi ci siamo ridotti alle dieci.
Era una preghiera, se era possibile.
PRESIDENTE: Benissimo. Riprenderemo alle dieci e mezza.
AVVOCATO Oddo: La ringrazio, signor Presidente.
PRESIDENTE: Buonasera. Traduzione degli imputati detenuti.
EX 210 Drago: Se posso...
PRESIDENTE: Lei vuole... Un momento, scusate.
EX 210 Drago: Se mi può dare la facoltà di rispondere all'imputato che ha parlato poc'anzi. se mi può...
PRESIDENTE: No, guardi, sono problemi che non hanno nessun significato.
EX 210 Drago: Va bene.
PRESIDENTE: Volete portarlo via, per favore?