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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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UDIENZA 3.9.1997

EX 210 Cosentino: Cosentino Antonino, nato a Catania, 29/01/58.
PRESIDENTE: Bene. Il P.M. vuole dirci qualche cosa di più?
PUBBLICO MINISTERO: Bene, Presidente. Si tratta di una situazione processuale, quella di Cosentino, sostanzialmente identica a quella che abbiamo illustrato la scorsa udienza per Malvagna.
Ha fatto parte di questo gruppo che faceva capo a Pulvirenti; è imputato e indagato in relazione a numerosi delitti commessi in pro dell'associazione.
E quindi mi sembra che la sua veste processuale sia quella prevista dall'articolo 210.
PRESIDENTE: Allora viene anche lei sentito come imputato per procedimento connesso.
Devo avvertirla che, in tale qualità, lei può dichiarare di non volere rispondere. Tuttavia, se vuole rispondere, ha diritto di rispondere.
EX 210 Cosentino: Sì, sì, posso rispondere.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole rispondere?
EX 210 Cosentino: Sì.
PRESIDENTE: Deve parlare un po' più forte. Un po' più forte, lo...
EX 210 Cosentino: Sì, ho detto sì.
PRESIDENTE: Vuole rispondere. Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, Cosentino...
PRESIDENTE: Ah, c'è il difensore? Sempre lei, avvocato? Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato Guarnera. Ah, ecco.
Allora, Cosentino, sono il dottor Nicolosi, buongiorno a lei.
EX 210 Cosentino: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Cosentino, io, nel presentare la sua posizione diciamo processuale, ho fatto delle affermazioni. Cioè che lei avrebbe fatto parte di questo gruppo, in relazione al quale, per l'appunto, pende procedimento a suo carico per associazione mafiosa.
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole illustrare lei alla Corte questi suoi dati personali?
Cioè, quando è stato arrestato, in relazione a quali delitti e cosa le veniva contestato.
EX 210 Cosentino: Allora, sono stato arrestato il 10 maggio '93. Ero latitante per associazione, facevo parte del gruppo di Pulvirenti. Ero capogruppo di Lineri, comandavo un gruppo a Lineri, io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, quand'è che lei viene a far parte di questo gruppo di Pulvirenti?
EX 210 Cosentino: Io, a Pulvirenti, lo frequentavo da moltissimo tempo, perché era zio di mia moglie. E...
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiama sua moglie, Cosentino?
EX 210 Cosentino: Pulvirenti Carmela.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che rapporto ha col Pulvirenti Giuseppe?
EX 210 Cosentino: E' la nipote di Pulvirenti Giuseppe, figlia di suo fratello Angelo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quando l'ha sposata questa donna, Cosentino?
EX 210 Cosentino: 23 anni fa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi Pulvirenti Giuseppe lei lo conosce da tantissimo tempo.
EX 210 Cosentino: Sì, da moltissimi anni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi un pochino alla Corte com'è che è entrato a far parte di questo gruppo.
EX 210 Cosentino: Allora, una volta che io sono nipote di Pulvirenti, io frequentavo sempre a Pulvirenti, negli anni '80-'81-'82, così, lo frequentavo sempre io a Pulvirenti.
Allora io ero un ladro, rubavo solo. Non volevo entrare in questa associazione.
Durante questi anni, dopo, mio cognato diciamo da parte di mia moglie, è stato ucciso.
A causa di questa situazione, perché avevano ucciso questo ragazzo...
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiamava questo cognato?
EX 210 Cosentino: Panebianco Angelo.
A causa di questo ragazzo, sono stato in quei tempi minacciato pure io. In questa situazione ho frequentato di più, ho frequentato sempre a Pulvirenti e mi sono inserito con Pulvirenti.
Poi sono stato arrestato per un reato che non avevo commesso.
Quando sono uscito, nell'87, Pulvirenti mi ha dato il comando di comandare Lineri. E allora...
PUBBLICO MINISTERO: Ha preso, diciamo, in mano questo...
EX 210 Cosentino: Ho preso in mano...
PUBBLICO MINISTERO: ... questo gruppo di Lineri.
EX 210 Cosentino: Di Lineri. Abbiamo commesso moltissimi omicidi, estorsioni, rapine e tante varie cose.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Cosentino, quando lei venne arrestato - lei ha detto l'8 maggio, o il 10...
EX 210 Cosentino: Il 10, 10.
PUBBLICO MINISTERO: Il 10, mi scusi. Il 10 maggio del '93.
Le accuse a suo carico, quali erano?
EX 210 Cosentino: Era solamente l'associazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei poi ha riferito ai magistrati di questi omicidi?
EX 210 Cosentino: Sì, dopo, quando ho deciso di collaborare, mi sono autoaccusato di tutti gli omicidi che avevo commesso io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, erano pendenti indagini a suo carico, per questi omicidi?
EX 210 Cosentino: Non lo so, perché allora io non avevo nessuno... Avevo solamente, voglio precisare, allora avevo solamente a mio carico solamente una rapina e l'associazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, in relazione a questo arresto ultimo, questo del maggio '93, era stato latitante per un certo periodo?
EX 210 Cosentino: Sì, circa sei mesi.
PUBBLICO MINISTERO: Circa sei mesi.
Ecco, senta, noi abbiamo parlato qui di gruppo, finora, di gruppo Pulvirenti.
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sa se questo gruppo, comunque i Pulvirenti, avevano rapporti con l'organizzazione che si chiama Cosa Nostra?
EX 210 Cosentino: Sì, Santapaola. Ad Ercolano, Carletto Campanella e tutti altri nomi di Catania.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
EX 210 Cosentino: Ercolano...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, Pulvirenti era una persona che apparteneva a Cosa Nostra?
EX 210 Cosentino: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: In quale famiglia?
EX 210 Cosentino: Di Santapaola.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Santapaola sarebbe il capo di questa...
EX 210 Cosentino: Sì, Benedetto Santapaola, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dove operava questa famiglia?
EX 210 Cosentino: Catania e tutti i paesi Etnei, tutto. Tutto Catania.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e lei ha mai fatto parte come persona battezzata - usiamo questa espressione - di Cosa Nostra?
EX 210 Cosentino: Io dovevo essere battezzato. Solamente che un giorno mi ha mandato a chiamare Mangion, per essere battezzati con...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi un attimo, perché... Spieghi alla Corte chi è questo signor Mangion.
EX 210 Cosentino: Mangion è, diciamo, il suocero di Aldo Ercolano, un altro che fa parte dell'organizzazione di Cosa Nostra di Santapaola, di Benedetto Santapaola.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
EX 210 Cosentino: Allora mi ero stato mandato a chiamare per essere battezzato, a far parte a Cosa Nostra e ci sono andato con Squillaci Giuseppe.
Quando sono arrivato lì, solamente in quei giorni, c'erano dei problemi con un ragazzo che faceva parte al mio gruppo: Gulisano Salvatore. Che era successo una situazione.
E lui mi aveva dato l'incarico di ucciderlo.
Siccome era il mio compare, che ce l'ho battezzato io, suo figlio, io non me l'ho sentito di ucciderlo.
Gli ho detto: 'ma perché si deve ucciderlo?' Non è vero questa situazione che c'era in corso, che non voglio dire. Non l'ho detto mai, non lo voglio dire. 'Non è vero questa situazione'.
E lui mi ha detto: 'no, è vero'.
Io gli ho detto: 'guarda, che non è vero'.
E quel giorno ci sono stati dei... E solamente, in quel periodo, se non ero il nipote di Pulvirenti, sarei... Oggi non ero qui, mi uccidevano sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi c'era stato, diciamo, questo diverbio per questo omicidio che le era stato richiesto di fare.
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Da parte di questo Mangion.
EX 210 Cosentino: Mangion, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mangion. Senta, in che epoca siamo quando avviene questo scambio?
EX 210 Cosentino: Mah, '89-'90, questi anni.
PUBBLICO MINISTERO: '89. Lei, quindi, in pratica, a causa di questo episodio che lei ha raccontato, non viene formalmente affiliato a Cosa Nostra.
EX 210 Cosentino: No. Però poi si riparlava di nuovo per affiliarmi a me, a Melo Guidotto, Pino Orazio... Poi, dopo questo periodo, si riparlava di nuovo, perché io sempre insistivo che era una bugia quella che era attribuita a questo ragazzo Gulisano.
PUBBLICO MINISTERO: A questo Gulisano.
Senta, lei, della famiglia che faceva riferimento a Santapaola, ha conosciuto altre persone che erano uomini d'onore?
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può dire quali?
EX 210 Cosentino: Mah, ho conosciuto sia... Non Gra... Il cognato di Gra... come si chiama? Aldo Ercolano, Mangiano Giuseppe, Pippo Ercolano, Salvatore Ercolano, Carletto Campanella... Tantissimi nomi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, una persona che si chiama Maurizio Avola, lei lo ha conosciuto?
EX 210 Cosentino: Sì, Maurizio Avola, pure.
PUBBLICO MINISTERO: Lo ha conosciuto.
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e una persona...
EX 210 Cosentino: Maurizio Avola era con Marcello D'Agata, nel gruppo di Marcello D'Agata.
PUBBLICO MINISTERO: E questo Marcello D'Agata, a sua volta, era uomo d'onore pure lui?
EX 210 Cosentino: Sì, era uomo d'onore, pure.
PUBBLICO MINISTERO: Era persona...
EX 210 Cosentino: E fa parte della organizzazione di Cosa Nostra di Santapaola.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, sia Marcello D'Agata, che questo... Come lo ha chiamato, mi scusi?
EX 210 Cosentino: Maurizio Avola?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Maurizio Avola, esattamente.
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e poi...
EX 210 Cosentino: Samperi, pure. Samperi Claudio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, una persona che si chiama Galea, lei lo ha mai...
EX 210 Cosentino: Galetto, Galletto...
PUBBLICO MINISTERO: No, mi scusi. Non ha sentito bene.
Una persona che si chiama Eugenio Galea, lei lo ha mai...
EX 210 Cosentino: Eh, Eugenio Galea, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, non avevo capito bene, allora.
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol dire alla Corte chi era questa persona, questo Eugenio Galea?
EX 210 Cosentino: Sì, fa parte della organizzazione di Cosa Nostra di Santapaola.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo Galea aveva un qualche incarico particolare in seno alla famiglia di Catania?
EX 210 Cosentino: Sì, ma per quello che eramo a conoscenza noi, lui disbrigava tutti i contatti con i palermitani. Per il pesce, tutte queste situazioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sa chi erano, diciamo, questi palermitani che erano in contatto con questo signor Galea?
EX 210 Cosentino: No, i nomi non lo so. So che facevano parte della famiglia di Salvatore Riina, ma chi erano esattamente il nome non... Anche che allora si diceva, non li ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, e una persona diciamo delle famiglie palermitane, lei qualche persona l'ha mai conosciuta personalmente?
EX 210 Cosentino: Mah, esattamente che è stata una situazione che una sera avevano appuntamento al rifornimento di Marcello D'Agata, Gioè, che doveva parlare con Pulvirenti Giuseppe per fargli una cortesia. Allora si parlava noi che dovevamo fare una cortesia di uccidere Maurizio Costanzo. E...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi, Cosentino. Poi, su questo fatto, ci tornerei in dettaglio.
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questa persona, Gioè, era persona che lei conosceva, o era persona di cui aveva sentito parlare? Può spiegare un attimino.
EX 210 Cosentino: No. No, no, questo me ne aveva parlato Pulvirenti.
Poi c'è altri nomi che non ricordo il nome, perché sono, mi sono stati presentati da Pulvirenti diverse persone palermitane, anche prima alcuni giorni di essere arrestato io.
Da Pulvirenti sono venute delle persone, da Pulvirenti. E' una situazione di droga, che avanzavano soldi, erano palermitani. E Pulvirenti me l'ha presentato.
Solamente io, quella sera, ero latitante e me ne sono dovuto andare. E loro hanno parlato.
Allora Pulvirenti dopo mi ha detto che per causa di Piero, di suo genero, che si era preso della droga, non ce l'aveva pagato, doveva uscire lui questi soldi.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi c'erano questi palermitani che le vennero presentati, di cui lei non conosce i nomi che avevano rapporti di stupefacenti con Pulvirenti.
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ha parlato di questo Gioè.
Ecco, quand'è che ne sente parlare per la prima volta di questo Gioè?
EX 210 Cosentino: Gioè è stato con la situazione in quanto ha avuto questo incontro con Pulvirenti, dopo che lui ha avuto l'incontro, però. Che aveva ... in lui che gli dovevamo fare, dice, come ha detto Pulvirenti allora, questo favore a zu' Totò. Se gli facevamo questa cortesia di poter uccidere, perché lui parlava male, qualcosa del genere, Costanzo.
E allora Pulvirenti gli aveva detto che ci pensavamo noi per ucciderlo, però ci dovevamo sparare.
Si parlava questo: che Pulvirenti noi, quando... Conoscevamo un ragazzo che si chiama Nino... Nino, il cognome non mi sto ricordando, che lavorava a Belpasso nei dolciumi. Con la scusa che lui...
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiamava? Mi scusi, Cosentino, abbia pazienza se la interrompo.
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo Nino che lavorava, lei ha detto, nei dolciumi.
EX 210 Cosentino: Nei dolciumi, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo sa qual è il nome di questa ditta di dolciumi?
EX 210 Cosentino: Sì, però in questo momento, non mi ricordo. Ma casomai, se mi viene, glielo dico.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Prego.
EX 210 Cosentino: A causa che lui... Condorelli, si chiamava la ditta.
Man mano che lui faceva questo rappresentante, andava a vedere, gli doveva dare questo incarico a lui per vedere se vedeva che movimenti faceva questo Costanzo, che movimenti non faceva.
Solamente poi non si è potuto fare, non so il motivo, e poi so che se l'hanno ospitati... Non siamo stati noi, sono stati i palermitani.
Però, da parte noi, non siamo stati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Cosentino, lei ha raccontato così, in linea generale, questo episodio.
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le chiedo: queste informazioni che lei ha appena dato, da chi le ha ricevute?
EX 210 Cosentino: Direttamente da Pulvirenti Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era il Pulvirenti che le aveva raccontato che c'era stato questo incontro con questo Gioè...
EX 210 Cosentino: Sì, sì. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, glielo disse Pulvirenti dov'è che si era incontrato, chi c'era presente a questo incontro?
EX 210 Cosentino: Si è incontrato salendo di Belpasso, prima di entrare a Belpasso sul lato sinistro, che lì c'è una, diciamo, una ditta di gelati. Però non ricordo il nome della... dove questa ditta di gelati, non lo sto ricordando, ma era in quel territorio, vicino a Belpasso, all'entrata di Belpasso salendo da Piano Tavola, prima di entrare a Belpasso, sul lato sinistro. Posso dire a 500 metri, a 700 metri come si entra a questa traversa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo casolare vicino a questa ditta che fa gelati, o quant'altro, era uno dei luoghi abituali di incontro tra di voi?
EX 210 Cosentino: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi che altro le disse Pulvirenti?
EX 210 Cosentino: Eh...
PUBBLICO MINISTERO: Per l'appunto era venuto questo Gioè.
EX 210 Cosentino: Per fargli, per questa situazione.
PUBBLICO MINISTERO: Per questa...
EX 210 Cosentino: Perché poi si parlava, in quei periodi, che ci doveva essere una strategia per mettere sotto lo Stato, per colpire, per fare dei danni. Tutte queste... Mettere bombe, queste situazioni. Solamente queste situazioni si parlava.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ora ci torniamo su questo punto.
A me interessa che lei riferisca alla Corte in che epoca siamo nel momento in cui Pulvirenti le dice di questo incontro che aveva avuto con questi palermitani, tra cui Gioè.
EX 210 Cosentino: Mah, saranno stato il '92, principi '93. Ma questo è stato il periodo, '92, penso.
PUBBLICO MINISTERO: Riina era stato arrestato quando avviene questo incontro? Se lo ricorda?
EX 210 Cosentino: Mi sembra di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome lei poco fa, quando ha cominciato a raccontare questo episodio diceva che Costanzo aveva parlato male...
EX 210 Cosentino: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Aveva parlato male di chi?
EX 210 Cosentino: Parlava male, non so esattamente di chi, ma però parlava male. Non voglio... Non ricordo esattamente in questo momento.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, quando lei... Ora lei ha detto, dice: 'non me lo ricordo esattamente'.
Quando la interrogai il 6 aprile del '95, lei disse testualmente che Costanzo... Aspetti che trovo il punto. Ecco. Che Costanzo...
Insomma: "Erano state commentate le trasmissioni del giornalista. E, in particolare, quella mandata in onda dopo l'arresto di Riina".
EX 210 Cosentino: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Conferma?
EX 210 Cosentino: Una cosa del genere. Adesso mi sta sovvenendo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Conferma, questo particolare?
EX 210 Cosentino: Sì. Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ha detto poi che lei viene arrestato nel maggio del '93, il 10 maggio del '93.
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era in carcere quando ha appreso del fatto che era accaduto a Roma pochi giorni dopo, il 14 maggio?
EX 210 Cosentino: Sì, sì. Allora ero in carcere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ebbe modo di parlare con qualcuno in carcere, di commentare chi poteva essere stato l'autore di questo fatto?
EX 210 Cosentino: Mah, commentare cioè, era logico, commentare da me stesso. Perché, una volta che Pulvirenti a me mi aveva detto che si doveva uccidere Costanzo, e poi... E poi era successo questa situazione, già da me stesso sapevo... Poi mi sono incontrato nel carcere di Paola con...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, aspetti un attimo. Voglio finire un attimino questo punto.
Mi scusi se l'ho fermata.
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, vuol dire alla Corte ancora come mai questi palermitani, Gioè in particolare, aveva chiesto, per così dire, l'aiuto a Pulvirenti, o aveva parlato di questa situazione con Pulvirenti?
EX 210 Cosentino: Pulvirenti, era un consigliere di Cosa Nostra di Catania e si poteva rivolgere a lui direttamente, perché in modo che fa parte a Cosa Nostra, non c'erano problemi rivolgersi. Perché se a Palermo gli serviva qualche cortesia a Pulvirenti, si rivolgeva ai palermitani e si mettevano a disposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ecco, ma c'era qualche situazione particolare, qualche, come dire, Pulvirenti aveva, disponeva di qualche possibilità in più rispetto ad altri di compiere questo attentato a Roma?
Ecco, volevo capire questo qui: come mai si rivolgono proprio a Pulvirenti, ecco, e non ad un altro uomo di Cosa Nostra.
Se lei lo sa, eh, Cosentino.
EX 210 Cosentino: No, però come le ho detto, una volta che Pulvirenti era consigliere di Cosa Nostra di Catania, già sto dicendo tutto, consigliere.
Poi eramo un gruppo agguerrito, noi, nel nostro gruppo. E anche Santapaola si rivolgeva spesso a noi.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, le è venuto in mente il nome di quel Nino che...
EX 210 Cosentino: Enzabella.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quello che lavorava nella ditta...
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... nella ditta Condorelli, eh.
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei poco fa, poi, ha accennato...
Le chiedo una cosa: di questo... lei conosce Filippo Malvagna?
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sa che rapporti ha Filippo Malvagna con Pulvirenti?
EX 210 Cosentino: Filippo Malvagna è nipote di Pulvirenti Giuseppe. Altrimenti è genero di mio suocero, perché mio suocero si è sposato per la seconda volta. E lui si ha sposato con la seconda, con una figlia della seconda moglie di mio suocero. Esattamente con una figlia di mio suocero, cambia solo la madre.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, e di questo fatto di questo progetto di attentare alla vita del giornalista Costanzo, lei ne ha mai parlato con Malvagna?
EX 210 Cosentino: Non ricordo, ma può anche darsi di sì, perché con Malvagna noi ci vedevamo tutti i giorni. Mentre c'era questa parentela con Malvagna, noi tutti giorni eramo insieme. Abbiamo commesso anche omicidi insieme.
Però, in questo momento, non mi...
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda di averne parlato. Ho capito.
Può essere, ma non ricorda di averne parlato di queste cose.
EX 210 Cosentino: Sì. Abbiamo parlato moltissime cose con lui, perché di modo che c'era questa parentela stretta, si parlava. Però, esattamente, non voglio dare una precisazione, se ne ho parlato, o no. Ma può anche darsi di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, si ricorda se Pulvirenti, a sua volta, le disse se Malvagna era al corrente di questa situazione?
EX 210 Cosentino: Sì, sì, mi sembra di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ricorda che Pulvirenti le disse...
EX 210 Cosentino: Sì, che Malvagna... Sì, sì. Che Malvagna era al corrente di queste situazioni, sì. Sono sicuro, perché con Pulvirenti me lo ha detto che ne aveva parlato anche con Malvagna, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, lei stava parlando poco fa di questa... Dice: 'io ero in carcere, quando è esplosa questa bomba, il 14 maggio del '93. E - dice - però ero convinto che erano stati i palermitani, perché in quel periodo avevo sentito parlare di questa strategia'.
Ecco, vuol dire qualcosa di più preciso su questo punto?
EX 210 Cosentino: Sì. Io sono stato detenuto nel carcere di Paola.
Sono entrato nel carcere di Paola, la prima volta, al gennaio '94, mi sembra. Gennaio-febbraio '94.
Poi sono ritornato a Catania per farmi... No, per eliminare, se non sbaglio, o cose del genere, nel processo dove ero detenuto io: Aria Pulita Uno.
Quando sono ritornato di nuovo ho conosciuto a Benedetto Graviano, io.
Abbiamo preso una buona amicizia e parlavamo di tante e tante cose.
Lui ha saputo che io ero il nipote di Pulvirenti e allora ci vedevamo tutti i giorni. Andavamo a passeggio insieme, andavamo a giocare a pallone insieme, facevo la ... anche con lui qualche, una volta, qualche volta.
Poi mi dovevo mettere in cella con lui, perché prima mi avevano messo di fronte alla sua cella, ero di fronte alla cella di lui.
Poi mi aveva mandato un ragazzo per quando mi mettevo io in cella con lui.
Solamente, durante che se n'era andato questo ragazzo, e...
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiamava questo, Cosentino?
EX 210 Cosentino: Questo ragazzo che era in cella con lui, non lo... non ricordo, perché era un ragazzo di lì, da parte di Cosenza, da parte... L'ho conosciuto lì, era un ragazzo alle buone. A sparte che era imputato per associazione, ma era un ragazzo alle buone.
E allora, mentre che io, lui aveva fatto andare questo ragazzo nella cella per mettermici io, io mi dovevo mettere con lui. Solamente...
PUBBLICO MINISTERO: "Con lui", quindi stiamo parlando...
EX 210 Cosentino: Con Graviano, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benedetto.
EX 210 Cosentino: Sì. Solamente che, durante che... Perché eramo rimasti soli. Durante che io e lui eramo soli, è arrivato un ragazzo che faceva parte a Benedetto Santapaola: Nino Pellegrini, Pellegrini, Pellegrino, una cosa del genere. Solamente che faceva parte a noi e... Non lo digeriva lui, me lo ha messo in cella con me, è rimasto lì e sono rimasto con lui.
Però tutti i giorni noi ci incontriamo, sempre parliamo...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Cosentino, un attimo solo.
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può specificare in che epoca era, in che periodo siamo di questa comune detenzione fra lei e Benedetto Graviano nel carcere di Paola?
EX 210 Cosentino: E' stato nel 1994. Marzo-aprile. Nel '94, in questi mesi, credo. Aprile-maggio, in questi mesi qua.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Allora ha detto: questo Benedetto Graviano, prima che lei arrivasse al carcere di Paola, lo conosceva? Lo conosceva di nome...
EX 210 Cosentino: Di nome. Di più conoscevo i suoi fratelli, di nome, con il nome.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, in che termine, mi scusi?
EX 210 Cosentino: In che termine, che si parlava del fatto che loro erano stati arrestati a Milano, tutte queste situazioni. Che facevano parte a Totò Riina. Ma solamente in questo termine, non altri termini, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Lei personalmente non li aveva mai conosciuti.
EX 210 Cosentino: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Prego. Allora ha detto: ha cominciato a frequentare, a scambiarsi informazioni, notizie, eccetera...
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... con questo signor Benedetto Graviano.
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego. Continui nel suo racconto.
EX 210 Cosentino: Durante che noi parliamo tutti i giorni, lui sapeva che io ero il nipote di Pulvirenti e si stava in amicizia da più... tutti i giorni.
E si parlava di tutte queste situazioni, di progettare tutte queste cose. E lui mi ha parlato di fare tutti questi attacchi alla Chiesa, di questa strategia per inginocchiare lo Stato, per così si si metteva a nostra disposizione di nuovo. Tutte queste situazioni, tutte queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, queste situazioni, ecco, se vuol essere più preciso.
Quali erano i fatti di cui parlavate?
EX 210 Cosentino: Di queste bombe che dovevano succedere, che erano successe, tutte queste cose. Le bombe che erano successe.
Lui parlava sempre specificatamente di fare gli attacchi alla Chiesa.
L'unica parola che diceva lui insistamente, parlava di questi attacchi alla Chiesa, attacchi alla Chiesa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le disse qualcosa in merito a questi suoi fratelli che erano stati arrestati a Milano, come lei ha detto?
EX 210 Cosentino: Sì, mi aveva detto lui che i suoi fratelli erano stati arrestati, parlava di tutti questi problemi dei fratelli che erano indiziati per queste bombe, per altre situazioni dell'omicidio di padre Puglisi e di tutte queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le disse qualcosa Benedetto Graviano in relazione a queste accuse che venivano mosse a questi fratelli: Filippo e Giuseppe Graviano?
EX 210 Cosentino: Mah, si parlava. Certamente, specificamente che è stato lui che mi ha detto 'sono stati i miei fratelli', non me lo ha detto. Che però che dava a capire che era una situazione che i suoi fratelli erano coinvolti, sì. Perché, di come si parlava, dava la certezza di queste situazioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol essere un pochino più preciso? Da che cosa aveva capito, lei aveva capito che effettivamente questi suoi fratelli erano coinvolti in questi fatti?
EX 210 Cosentino: Perché si commentava sempre, dice: 'ma pensi che il Tribunale...', in quel periodo c'era il Tribunale della Libertà che li doveva scarcerare, una cosa del genere.
'Pensi, che il Tribunale della Libertà li scaccia? Pensi...', perché di più aveva paura per queste situazioni.
Si parlava di tutta questa situazione, mi faceva un racconto del genere: 'pensi che li scarcera, pensi...'
E già... Non me lo diceva: 'sono stati i miei fratelli', diciamo, mi dava certe immaginazioni a me.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, però lei dice non glielo disse espressamente, però le faceva capire che erano... Ho capito bene?
EX 210 Cosentino: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che erano coinvolti in questi fatti.
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei ha detto, in particolare, erano...
AVVOCATO Gramigni: Presidente, scusi. Avvocato Gramigni.
A questo punto io formulo opposizione, nel senso che si sta indagando su come il dichiarante si è formato un'opinione e mi sembra, i fatti li ha già riferiti chiaramente, ha già riferito veri o non veri che siano, il tenore di certi discorsi.
Ora mi sta facendo un'opera di indagine sulla formazione di una certa opinione da parte del signor Cosentino.
PRESIDENTE: Possiamo chiedere al P.M. se crede...
PUBBLICO MINISTERO: No, Presidente, io non ho chiesto...
AVVOCATO Gramigni: Non credo che sia rilevante per il processo.
PRESIDENTE: Scusi avvocato, vediamo se possiamo...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, io vorrei uscire dall'equivoco. Perché a me piaceva far riferire all'imputato i fatti sulla base dei quali si era conformato il convincimento; non il suo convincimento che ovviamente non interessa.
PRESIDENTE: Ha capito qual è il problema sollevato dal difensore di Filippo Graviano e chiarito dal Pubblico Ministero? Non vogliamo sapere le sue opinioni su queste valutazioni o cose dette, vorremmo sapere, se lei le sa, se è in grado di dircele e se se le ricorda, quali sono i fatti che questo Benedetto Graviano le ha raccontato per cui lei poi si fece una certa opinione.
EX 210 Cosentino: Sì. Allora, Benedetto Graviano raccontava sempre queste situazioni, sia la storia di padre Puglisi e sia queste situazioni delle bombe.
PRESIDENTE: Lei per "bombe" si riferisce alle diverse stragi che c'erano state nell'estate del novant...
EX 210 Cosentino: Sissignore. Queste situazioni di queste bombe.
E lui me ne parlava sempre, ma dico sempre. Non dico tutti i minuti per non essere... quando andavamo a passeggiare, ma sempre. Dico che ne parlava sempre. E mi ha parlato anche delle situazioni sue perché era detenuto, quando l'hanno arrestato che c'era la foto di suo padre che era deceduto, che hanno... tante situazioni, cose che io ho già detto altre volte.
E me ne parlava... non è che mi diceva: 'i miei fratelli sono innocenti per queste situazioni'. Questa parola non ce l'ho sentito dire mai di bocca.
PRESIDENTE: Cioè, non ha mai sentito dire che loro non c'entravano?
EX 210 Cosentino: Questa parola non me l'ha detto mai.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta Cosentino, in questi discorsi che lei fa con Benedetto Graviano, lei ha fatto riferimento, anche su domanda del Presidente, in genere alle bombe che c'erano state l'anno prima.
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le fece mai qualche distinzione fra uno o un altro di questi attentati?
EX 210 Cosentino: No, no. Questo no.
PUBBLICO MINISTERO: Si parlava genericamente delle bombe?
EX 210 Cosentino: Genericamente, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Quindi, questi discorsi tra lei e Benedetto Graviano avvengono nel carcere di Paola in quei periodi che lei ha riferito, durante la sua detenzione.
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Più, mi pare che lei ha detto che c'era stato in due riprese nel carcere di Paola?
EX 210 Cosentino: Sì, però la prima volta quando sono arrivato io, mi sembra che lui era partito perché gli avevano fatte le custodie cautelari per gli omicidi e l'avevano portato a Roma, mi ha detto lui.
E poi quando sono ripartito io, lo trovai lì a Paola.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, ma in questi discorsi che lei faceva con Benedetto Graviano, glielo disse qual era il motivo per cui questi fatti venivano commessi, questi attentati, queste stragi?
EX 210 Cosentino: Mah, come parlava lui. Per questo io gli sto dicendo è una mia opinione della situazione, che lui non mi ha detto mai: 'i miei fratelli sono innocenti'
Perché lui parlava sempre di far gli attacchi alla Chiesa e di mettere in ginocchio lo Stato. Quando lo Stato, dice, scendeva a patti con Cosa Nostra. Lui parlava sempre queste situazioni. L'ho detto sempre questa parola e la ripeterò sempre: lui parlava sempre la Chiesa, la Chiesa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi attacco allo Stato e alla Chiesa...
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e allo Stato perché lo Stato scendesse a patti.
EX 210 Cosentino: A patti, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma qual era, per così dire, il prezzo che si richiedeva allo Stato? Cioè, scendere a patti su cosa?
EX 210 Cosentino: A patto per screditare tutti noi collaboratori, di non dargli credito a tutti i collaboratori, di non credere di uno che collaborava e diceva sempre delle situazioni e che... per non farci, per non credere noi. E' questa la situazione. Per stare bene noi. Per tutte queste situazioni.
PUBBLICO MINISTERO: "Stare bene" che cosa significa, Cosentino?
EX 210 Cosentino: Stare bene significa una volta che lo Stato veniva messo in ginocchio e si mettevano a parte lo Stato, lo Stato... stavamo bene noi che una volta che non venivono creduti questi collaboratori, non succedeva tutto quello che sta succedendo in questi anni.
PUBBLICO MINISTERO: Senta e la Chiesa come mai c'era, Benedetto Graviano le parlava: la Chiesa, la Chiesa. Come mai? C'era un qualche motivo?
EX 210 Cosentino: Lui parlava sempre della Chiesa.
Parlava che i suoi fratelli erano stati indiziati per questo omicidio di padre Puglisi e parlava sempre per questo. Per queste situazioni lui mi raccontava sempre, parlavamo di tutte queste situazioni.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Cosentino, lei ha risposto bene.
Erano accusati, indiziati dell'omicidio di padre Puglisi?
EX 210 Cosentino: Sì, sì. Accusati dell'omicidio.
PUBBLICO MINISTERO: Accusati dell'omicidio di padre... imputati all'omicidio di padre Puglisi.
Ma dico: c'era una ragione per cui lo Stato... perché avalla i pentiti; la Chiesa che cosa faceva, ecco, che disturbava Cosa Nostra?
EX 210 Cosentino: Mah, la Chiesa disturbava in quel periodo, quello che mi ha detto lui, che c'erano questi preti che parlavano male di Cosa Nostra e di tutti noi... di tutti noi, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questi, diciamo, commenti che provenivano da Benedetto Graviano in relazione alle stragi, in relazione all'omicidio di padre Puglisi, lei ha detto: 'non ha mai detto, lui non ha mai detto che i suoi fratelli non c'entravano in queste storie.' Anche questi commenti erano uno di quei fatti da cui lei s'era formato il convincimento...
EX 210 Cosentino: Sì, sì, certamente.
PUBBLICO MINISTERO: ... di cui ha parlato prima?
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poco fa lei ha fatto un accenno a una fotografia in una villa, in una casa in occasione di un arresto. Vuol spiegare meglio, perché io non l'ho capito a che cosa si riferiva.
EX 210 Cosentino: Allora, in quel periodo lui mi raccontò che gli avevano sequestrato anche dei beni, no? E solamente che mi sembra che lui... prima era latitante in una villetta, una cosa del genere, non sto ricordando di preciso, però qualcosa me la ricordo.
Lui era latitante in una villetta, una cosa del genere, lui se ne sono andati... se n'è andato e sarà quando gli ha dato... ci sono andati o i Carabinieri o la DIA, non si chi c'è andato. Hanno trovato la foto di suo padre e loro hanno identificato che lì c'erano stati loro latitanti, o era sua la casa o cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi c'era stato un sequestro, lei non ha capito bene se era un sequestro, diciamo, a sfondo patrimoniale...
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... o comunque un sequestro conseguente a delle indagini, in cui era stato in questa casa, in questa villa era stato...
EX 210 Cosentino: Trovato una foto del padre di Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, le faccio questa domanda perché ho bisogno di capire una cosa. Lei ha detto che con questo signore dapprima non si conosceva. Cioè, che questa è una conoscenza avvenuta dentro il carcere.
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol spiegare alla Corte, cioè, come mai poi una persona come Benedetto Graviano, poteva per così dire, usiamo questa espressione, lasciarsi andare con lei al commento di questi fatti, diciamo così, abbastanza gravi, ecco.
EX 210 Cosentino: Sì. Siccome, allora il mio nome era conosciuto. Io sono arrivato nel carcere di Paola, quando sono entrato nel carcere di Paola in quel periodo il mio cognome era più che conosciuto.
Subito tutti dicevano: è arrivato Nino Cosentino, Nino Cosentino il nipote di Pulvirenti.
Sono entrato con quella fama, che ero il nipote di Pulvirenti. Più che il mio cognome, ero conosciuto... Può anche darsi che lui conosceva il mio cognome, Pulvirenti lo conosceva sicuro come cognome.
Ha preso, abbiamo preso subito questa amicizia perché poi ho sentito Graviano. Questo Graviano, io l'avevo sentito dire e abbiamo preso delle amicizie: io gli confidavo qualcosa a lui e lui mi confidava qualcosa a me.
Si figuri che lui aveva una radiolina, tutti i mattini si sentiva il telegiornale, il Gazzettino, scusi.
E una mattina ha appreso sul Gazzettino che parlavano di un omicidio che era stato commesso lì a Misterbianco, si chiamava Tore. E lui subito mi informava, dice... e gli ho detto, e allora quando lui mi ha detto questo, gli ho detto: 'sì, stanno parlando di tutte queste situazioni e Malvagna che gli sta parlando perché la conosce abbastanza bene lui. E così lui mi metteva al corrente a me.
E a me mi arrivava la Stampa di Sicilia, il giornale di Catania e portava un articolo sui suoi fratelli, ce li dava.
Erimo buoni, anzi avevamo progettato una cosa - che non voglio dire adesso - insieme.
PUBBLICO MINISTERO: Chi aveva progettato? Mi scusi, Cosentino.
EX 210 Cosentino: Io e lui.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, cosa avevate progettato?
EX 210 Cosentino: Mah, allora si parlava che per poter sfuggire dal carcere insieme.
PUBBLICO MINISTERO: Dal carcere di Paola?
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E che... non lo so, se ritiene... che cosa dovevate fare?
EX 210 Cosentino: Mah, si parlava che dovevamo scappare dal carcere di Paola tramite un aeroplano che ci veniva a prendere nel campo. E così ce ne andavamo di lì.
Solamente che poi dopo questo progetto, fra me e lui... ma dico questioni di dieci giorni, otto giorni, una cosa del genere, hanno messo tutti i fili d'acciaio del campo che non si poteva fare più questa situazione.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, più che un aeroplano, capisco forse un elicottero.
EX 210 Cosentino: Sì, sì, un elicottero.
PUBBLICO MINISTERO: Non so se nel carcere di Paola c'è una pista.
Senta, un'ultima domanda. Lei una persona che si chiama Santo Mazzei la conosce?
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire alla Corte in che termini la conosce, chi è, chi non è.
EX 210 Cosentino: Santo Mazzei prima era uno contro la nostra organizzazione.
Negli ultimi anni si era messo con la nostra organizzazione, esattamente con Salvatore... con Benedetto Santapaola. Era stato battezzato, frequentava sempre un palermitano che si chiama di nome Salvatore, è stato anche battezzato da parte di Cosa Nostra però, per quello che sono a conoscenza io, l'hanno battezzato i palermitani a lui, no a Catania.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questo Mazzei era stato infilato, per così dire, nella famiglia Santapaola dai palermitani?
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo sa lei in che epoca questo Mazzei diventa uomo d'onore?
EX 210 Cosentino: Mah, nel '90, mi sembra, o '91. Questi sono gli anni. Esattamente... però in questi anni.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sa se era stato fatto uomo d'onore insieme a qualcun altro?
EX 210 Cosentino: Non ricordo se è stato fatto insieme a Girolamo.
PUBBLICO MINISTERO: Girolamo sarebbe?
EX 210 Cosentino: A Girolamo Rannisi.
PUBBLICO MINISTERO: Girolamo Rannisi.
Ecco, lei di questa affiliazione, di questo battesimo di Mazzei da chi lo aveva saputo?
EX 210 Cosentino: Allora, siccome Mazzei prima era contro la nostra organizzazione, poi è uscito e si è messo con noi.
Allora, noi avevamo... stavamo facendo una strategia: noi facevamo finta che lui non era con noi e lui si aveva messo in guerra con Salvatore Cappello, con Turi Cachiti e con altri gruppi dei cursoti, noi chiamiamo.
E noi gli davamo una mano a lui. Si figuri che c'erano dei ragazzi, si chiamavano Michele Guffro, uno Gaetano Loria, Pippo Sciotto e tanti altri ragazzi. Questi facevano parte prima dei Cursoti.
Questi, dopo questa rottura che avevano avuto con Jimmy Miano, avevano rivolti a me per mettersi nel gruppo con me.
E io allora mi sono rivolto a Pulvirenti perché siccome questi facevano parte prima di un'altra organizzazione, non mi potevo prendere la responsabilità di prenderli.
E Pulvirenti si è rivolto ad Ercolano, a Carletto Campanella, a Salvatore Santapaola, quello grande. Abbiamo avuto una riunione per questi ragazzi.
Dopo che abbiamo avuto questa riunione, mi hanno detto di affiancarli a Natale Di Raimondo. Dopo che abbiamo avuto questa riunione, mi hanno detto di affiancarli a lui, a "u' calcagnuso".
PUBBLICO MINISTERO: Calcagnuso era il soprannome di...
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di chi?
EX 210 Cosentino: Di... come abbiamo detto?...
PUBBLICO MINISTERO: Di Mazzei?
EX 210 Cosentino: Di Mazzei, giusto.
PUBBLICO MINISTERO: Di Santo.
EX 210 Cosentino: Di Santo Mazzei, sì. "u' calcagnuso".
E allora abbiamo fatto questa strategia e questi si sono messi con noi.
E loro facevano finta che la guerra l'aveva Santo Mazzei solo con Salvatore Cappello, con tutti questi e noi gli davamo una mano.
E noi ci mettevamo a disposizione anche a ucciderci tutti gli avversari, gli davamo armi, gli davamo soldi, gli davamo tutte... li finanziavamo noi.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, quindi questo Mazzei, lei dice, forse insieme a questo Rannisi, a Gino Rannisi o Girolamo Rannisi, a un certo punto viene battezzato in Cosa Nostra, insomma nella famiglia di Catania.
EX 210 Cosentino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei sa per caso se questo Mazzei dove stazionava, se aveva rapporti fuori dalla Sicilia?
EX 210 Cosentino: Sì, fuori della Sicilia ne aveva. Ne aveva a Milano, tutti i posti. Perché lui ha frequentato sempre parti di Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Lei ha parlato, dice, questo camminava sempre con un palermitano, lei ha detto così, di nome Salvatore.
EX 210 Cosentino: Salvatore, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di questa persona è in grado di dare qualche altra indicazione, di questo Salvatore?
EX 210 Cosentino: No. Questo Salvatore a me me ne parlava sempre sia Pulvirenti e sia Michele Guffri. Perché Santo Mazzei quando in quel periodo che erano in guerra con Salvatore Cappello, con Turi "Cachiti" detto Pillera, andava sempre a casa di Michele Guffri insieme con questo Salvatore palermitano, diciamo. Lo chiamavamo così.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Sa se questo Salvatore palermitano aveva, o stava, o aveva interessi al Nord, fuori della Sicilia?
EX 210 Cosentino: In quel periodo Michele Guffri mi ha detto che, sia Santo Mazzei, sia questo palermitano da parte di sopra, di Milano - perché parlavamo Milano, allora - avevano sceso parecchi chili di droga.
Michele Guffri mi ha detto in quel periodo: 'perché non te la fai dare pure tu, che a te te la danno un po' di chili di droga'. E io gli ho detto di no perché tutti sanno che io con la droga non ci lavoravo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Sa se Mazzei dopo la sua affiliazione a Cosa Nostra aveva ricevuto qualche incarico particolare?
EX 210 Cosentino: No, questo no.
PUBBLICO MINISTERO: No, non lo sa.
Bene, Presidente, ho concluso.
PRESIDENTE: Facciamo una breve... ah, deve intervenire avvocato?
AVVOCATO Ammannato: Una sola domanda: quando ha iniziato a collaborare? Avvocato Ammannato.
*EX 210 Cosentino: A novembre, mi sembra a novembre del '94.
AVVOCATO Ammannato: La ringrazio.
PRESIDENTE: Facciamo una breve sospensione prima dell'intervento dei difensori. Dieci minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Bene, allora i difensori?
AVVOCATO Gramigni: Presidente, avvocato Gramigni. Non ho domande da formulare al collaborante, avrei da formulare invece una richiesta istruttoria ex articolo 195, nel senso che, avendo sia il signor Cosentino, sia chi l'ha preceduto oggi e ieri, fatto ripetutamente riferimento per la narrazione di certi fatti a certo Enzabella Nino, già impiegato, operaio, non so, presso la impresa Condorelli e al cavalier Condorelli o comunque al signor Condorelli, titolare della stessa, o comunque, gestore della stessa, ecco, credo che sia ampiamente spazio, ex articolo 195, per chiedere che vengano indotti quali testi cui è stato fatto riferimento per la conoscenza dei fatti, i sopraddetti. E in questo senso rassegno, quindi una richiesta di sentire ex articolo 195 Enzabella Nino e Condorelli, indicato qui mi sembra come genericamente cavalier Condorelli, ma insomma la cui identificazione credo che sia più che agevole sia nell'uno che nell'altro caso. Grazie.
PRESIDENTE: Bene. Il Pubblico Ministero vuole rispondere oggi o...
AVV. Cianferoni: Si associa anche l'avvocato Cianferoni.
PRESIDENTE: ... può anche riservarsi la risposta, non c'è un...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Presidente. All'esito magari dell'esame del Pulvirenti.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora, l'udienza riprende venerdì ne abbiamo 5 alle ore 9.00. Traduzione degli imputati detenuti. La Corte dopo che il Pubblico Ministero e le parti civili avranno interlocuito su questo problema, deciderà. Buongiorno.